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RIVISTA MILITARE 1879 TOMO III

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RIVISTA MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE · DI SCIENZA, ARTE E Sl'ORIA MILITARI

Tomo III.

ROMA, 1879 VOGHERA CARLO, '1l'IPOGRAFO-EDITORE Via Nazionale.


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PENSIERI SULLE GRANDI MANOVRE

Proprietà letteraria.

Forse nes,mn'arle, per essere praticata profìcuamenLe, richiede un esercizio più costante dell'arte clel la g1ierra. La mancanza di espérie,ha in qua.lsiasi altr' arie o mestiere polrit causare la miseria di un individuo, di una fa.miglia, polcà, se vuolsi, in!luire sulla ricchezza e prosperità di un inl:ero paese o sLal.o, ma nel la g1.ierra IR mancRnza di abitudine· e famigliarità è causa certissium non solo di m_a.ggiori danni negli averi e nella vita dei cittadini, ma persino della perdil.a clell'indipendemrn. e dell'onore delle nazioni. Eppure non si può fare la guerra per Ja guerra, nel solo scopo cioè cli esercitarsi in essa, chè cosa più barbara e forse più inutile non vi sarebbe. Che tal genere di guerra sia ohre ogni dire inumano è evidente; ma come ho dell.o, è pure inutile, giacchè, asLrazion full.a dell'esito sempre incerto, se essa venga fatLa con nemico competente, non recherà quel vantaggio che si ripromette colui che la provoca, essenclochè l'eventuale maggior espel'ienza sarebbe cerl.amenl:e elisa dall'ugual profJUo ehe ne trarrebbe l'avversario él'oggi che assai probabilmente s,irit. pur quello del domani . Potrebbe bensì tm potente sta.lo muovere in tale intento querela ad altro si.alo minoree pror:o.rarsi così, senzap_ericolo di sorl.a, un'occasione per esercitarsi nel guerreggia.re; e forse nonsarebhediffici le


SULL E GRANDI MANOVRE

f'ENSIEfll

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il trovare simili ec;empi nella storia anche non troppo remota; ma è _a sperarsi che la pubblica opinione, la quale tanta salutare inflnenza esercit,l sulla condotta della diplom.azia, saprà in avYenire scongiurare simili intemperanze. Epperò il trovar m·odo di potere altrimenti acqllistare famig li11rità e pratica neì guerreggiare fu. e continua ad essere una vera neces~ità. Ed anzi oggidì essti è più vivamente sentita che mai, giacchè 1 perfezionamenti appor'lati alle anni, il nuovo -e più vàsto campo aperto ai concepimenti strategici dai pel'feziorntti e moltiplicati meni di comunicazione, ed infine le maggiori masse di uomini che costitui:;cono gli esercii.i, richiedono nei ca:pi, più assai. clie pel passato,genio di'guerra e perfeu.a conoscen:.~a dell'arte. Gli esercizi di guarnigione ecl i campi d'istruzione sono certamente mezzi utilissimi, anzi indispensabili, per giunge;·e a. ([lLella istrnzione cui alludiamo; ma per essi solo i soldati e gli ufficiali inferiori , e tutt'al più gli urlkiali Sllperi.ori, possono apprendere, ed che loro compete in Vo·uerra:, (arrli ancora imperfettamente, la J)arte , O ufficiali generali però , e specialmente ai capi supremi, fa d'uopo di ben aHro per famiglial'izzarsi in ciò che esercito e nazi one attendono d,t essi. A qLLesti conviene aver avuto l'ipetLtLe occasioni cli convalidare e ribadire colla pl'atica le molte cognizioni teol'icl1e che devono essersi procurate col lungo studio; di acquistare quel colpo cl'occhi.o sul terreno che, se giit non fu. loro largiLo dalla natura, solo con un lnngo esercizio potrebbero a.cquislare - seppure il possono, - ed infine di praticamente adclentrarsi i1J tutti gli svariati rami che hanno attinenza coll'arte della guerra, la quale, come ben la delinisce lWarmont, è l'assieme di tutte le connizioni teoriche e pr::tt1che che occorrono per ben organizzare, condun:re e far combattere una massa cli uomini armati .. Per riempire Lale lacuna. nelhi istruzione degli ufficiali tutti si vennero man mano·introdu~endo le manovre sulla carta e coi quadri, C:hecchè da Ud uni se ne dica, forono e sono queste ottime innovazioni che concorserò non poco a rialzare il grado d'istruzione pratica clell' esercito; ma qual differenza ancora i'ra esse e la vera guerra t Tnverola manovra sulla carta è uno studio più che altro teorico; offre modo di sviluppare piccole imprese cli guerra, fissandone i •

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concetti direttivi, le mosse logistiche; gli spiegamenti e gli scontri delle lruppe, non solo meglio di quanto si possa fare colla semplice teoria, ma ancora in moclo più aggradevole; di più tali ese,:cizi offrcrno opportunità'ad islruttive cliscussiòni su questioni tattiche, logistiche e slrategiche, che non sarebbero possib ili nelle eserci tazioni fatte c~ll e truppe, e finalmente famigliarizzano gli ufficiali nella lellura delle carte; ma all'infuori cli ciò poco è l'utile reale che per la guerra se ne pùò trarre. Assai più pratiche, e quindi sotto ogni rapporto più vantaggiose, so_no le m,wovrc coi quadri nelle qLrnli le varie unità tattiche, logistiche e strategi~tie del corpo operante sono rappresentate dai soli qnadri ridotti degli uHìciali con qnalche indicante. Simili manovre offrono infatti mezzo di sviluppare su terreno ver? impo(tanti problemi logistici, tattici e strategici in scala quasi pi~ri a, quella che I)llÒ cl'orélinario occorrere in gL1e1Ta; epperò r iuscirnbbero assai più istruttire della manovra sulla carta se fossero sempre fatte con tutte le norme suggerite cl<dla, relatin i:;tn1zione; ma orn l'esiguità del tempo, ora esigenze economiche, e pilt che altro il troppo zelo, il vo ler cioè svilL1ppare un lenrn, àbb.astanza lungo e complosso in tempo celativamente breve, fanno sì che ben di frequ.ente scarso sia il frutto che all'alto pratico se ne ric,ivi , e che per consegu.enz,1talvolta, sebbene fortllnatamente di rado. anche i migliori urficiali abbiano a deplorare che una esercitazione tanto ~tLa a~ istruire divertendo divenga invece molto faticosa e p~co 1strnlt1va. È spiacevole il dover fare tale c,onfessione, ma la verilh non fa mai male; am: i è bene insistere SLL tale particolare, suIla cattiva, impressione cioè che tal rolL,L lasciano simili esercitazioni, giacchè le ca~se clalle quali hanno ot·igine sono di natura tale cla. iniporsi quasi fo rzatamente anche ai migliori capi . Una di queste cause potrebbe Tintrncciarsi nell'amor proprio che talvolta mette chi dà il tema per la manovra a voler far molto con i pochi mezzi elle :;ono post.i a sua disposiz ione; ìl che ob\ bliga n ridurre allo stretto indispensabile non solo rrl i ufficiali gli individui di truppa ed i qmlclrupedi che devono fonna;ne i quadri: ma ancora i giorni entro i quali l'intiera manovra deve essere compiuta.


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PENSIERI

(i;iò è naturale cagione di eccessive fatiche., le quali, malgrado la buona v:olontà di tutti, distolgono, dal fare sul terreno quelli studi e quelle considerazion i che in;vero dovrebbero costituire il lato più utile ed interessanLe di,siffatLe esercitazioni, e generano invece svogliatezza ed indifferenza. Nè si creda cosa facile il resistere alla lamenlata tendenza di dare al tema di manovra uno s, iluppo sproporzionato al limite di tempo entro cui devecompiersi; no, tale tendenza. è naturale e può s.olo essere correua o da fede nell' espet1ienzrt altrui, o per effetto di propria lunga, esperienza frammista e molte delusioni (il che non può avverarsi se non quando abbias i avuto campo di. far se"uire ad o ogni caso pratico un coscienzioso esame dell'utile che se ne sia realmente ricavato), od infine da una tal quale abnegazione che ci induca a preferire temi brevi e semplici ad altri inforn1ctti a .concetLi più vasti e quindi meglio soddisfacenti all.'a.mol' proprio. Tutto ciò persuaderà forse pochi: ma vi è a sco.rnmetLere che quello stesso zelo inducente oggidì ufficiali anche ottimi a deplorare i.1modo con cui talvolta t,di manovre coi cruadri si fanno, ed a non riconosc(;)re come la fomenlata tendenza, si imponga malgrado la buona. volontà dei capi, indurrà gli ufficial i stessi .a commr,l.lere il medesimo error13 domani, quando, maggiormente sali ti nei gradi della gerarchia militare, spettasse ad essi il dirigerle. ~er quanto però simili manovre si facciano nelle migliori condizioni di mezzi, di tempo e di personale; per qmrnto e$aUi e scrupolosi si voglia essere nel far marciare i quadri precisamente come se l'ossero un iti alle efl'ettive complete unilà tattiche, e nel porl'e i quadri stessi propriamente là ove dovrebbero disporsi le rispettive truppe uelle formazion i, negli spiegamenti, negli ordini di combaUimento e ne(00 li attacchi, l'imma 0°'inazione non è in è3)crrado ' che assai imperfeuamente, di suppi.ire alla m.a.ncanza delle masse dei soldati che sole potrebbero vivificare e far opportunamente ap~ prezza.re le successive fas i, non già dei comb,tttirn cnti prnpt·iamente detti - che a ciò invero non mir-a hl rnanovrn coi qmulri - ma bensì delle operazioni,. L'utilità tattica sfugge perlanto in gran parte da. tali manovre; rimane è vero l'uti le che ne ricavano gli ufficia li nel far pra.tica di quanto concerne la compilazione e la trasmissione d'ordini e di 0

SULLE GRANO! MANOVRE

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rapporti, nello studiare il terreno sotto il. p,rnto di vista militare e nel non essere affatlo nuovi a reali rnarcie od operazioni sia. di pace sia di vera guerra; ma in complesso il vantaggio'. sebbene non lieve, può esser considerato come soltan Lo proporzionato agii scarsi mezzi con cui cpieste manovre si fanno. Es;;e debhono dunque consiclernrsi come un espediente economico, utile·e<l ingegnoso ccuanto si vuole, ma pur sempre un espediente. Pertanto occorre dar vita a questi schelet.ri forma.ti dai quadri ; occorre svil uppare queste imprese di simulata. guerra non coi soli uffi(;ia li, ma colle effettive unità taniche; occorre cioè far ciò che chiamasi - !e grandi manovre . Solo queste riproducono, per quanto è possi.hile in pace, ciò che avviene nel la vera guerra; solo esse offrono al so ldato, come agli ufficiali di ogni grado , il modo meno imperfetto e. rneuo incompleto per addestrarsi alla guerra. Certo che il far muoyere e combattere per più giorni attraverso territori coll.ivati intere divisioni e corpi cl'armata. cagiona serì aggraYi alle fìnanze; ma. l'utile che ne trae l'esercito è immenso, e quest'utile rirnrbel'a bene!ìco e confortante sulla i.ntera nazione In quale, fidente nel Yalore ed abilità delle proprie truppe, si getta ardita nelle speculazion i dell'industria e del commercio, compensandosi così ad u.sur,1 del'le maggiori spese impostele dallo stato . E questa fede nelle proprie forze non solo dà animo all' industria ed al commercio, ma lo dit pure, ed essenzialmente, itl governo il q1rnle nei consigli del la diploma.zia, può, se il paese è agguerrito e forte, accentuare iI proprio dire, le proprie aspirazioni con la serielò di chi ha la coscienza cli poter alle parole far seguire occonendo i fatt i; rnenlr'e se è debole sarà obbligato a serbare un umiliante sil enz io od a veder tenuta in nessun conto la propria. parola ed i propri interessi, ciò che è più umiliante ancora.

' Presso di noi questo genere d'istruzione è ormai abbastanza bene conosciuto, e le poche volte che le circostanze permettono di poter eseguire grandi ma.none, ne emerge tanto evidenle il


PENSIERI

vantaggio che ognuno sente quanlo sia desi derab il e che vengano fatle più frequentemente e da un maggior numero di truppe . Però da noi, come all'estero, tali manovre non procedono in lutli i partico lari come si desidererebbe, e la causa pri.ncipale ne è la. stessa che dicemmo rendere meno pi'ofi cue le manovre coi qnadri: la· tendenza cioè di rar molto in poco t.empo; il che riesce in quelle anc•>r più dannoso chè in qLieste. 1~ infatti ev idente che se in unagrandemano vrnpoca è l' is1.n1zione e troppe le fatiche, le conseguenze r icadono 11011 solo s11 di un ristretto numero di urliciali, ma anche, ed essenzialmente, sol soldato il qnale le risentè piit vive e per la natura dei saoi servizi e perchè il suo spirito, meno elevato in conl't'outo a quello degli uffìcia.li , com.porta. meno una fatica quahiasi, se col suo grosso buon senso non ne intmvveda chiaro il vantaggio o !a necessità. Lungi da me l'idea di afferma.re che il menomo sintomo di tale sentimento siasi rnai fatto sLrada nel nostro esercito nè con parole. né tanlo meno con alti, r,hè anzi è veramenle consolante, per ch i prende parte a simil i manovre, il tor,car ,giornalmente con mano con quanta abnegazione e persino gaiezza d'animo il nostrn r;oldalo t'esista nlle marcie le più raticose e si rassegni alle privazioni le più prolungate. Non conviene però mai, e Lanto m.cno in manovrn di pfice, cimentare ecccssivarnente ta le qualità, giacchè questa veramente otLima fìbra ma.t.eriale e morale del no:.;trn soldato po trebbe pur un giorno affievol irsi, con fl:Uanto clan no della cliscipiina ognuno il sente. L'evi tare nelle manovre, come eziandio in ogni cosa mil ilrtre, di produrre questa sfavorevole impress·ione, non facendo ma i null a che non sia realmente istruttivo e rispar miando sempre al possib ile le forze del soldato, dovrebh'essere ognora principale cura di chi comanda. Senrn tali caulele vien scemato il prestigio e l'affetto, se non l,t confi denza nei capi, scalzate per naLurale conseguenza le pr incipali basi per il mantenimento di. una fone disciplina, e con questa la fede di riescire nelle grandi imprese. · -Per non urlare fot'zatamente conÌ:ro il lamentato grave scoglio è naturale doversi anzitutto studiare che il tenm sia tale da .poter ~vere comodamente l' intero suo sviluppo nel li mite ,di tempo e di spesa assegnati per la manovra.

SULLE GHAND l MANO V RE

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Dico comodamente perchè circostanze impreviste di prolungate pioggie, eccessivi calori od altro, po tendo forzal'e all'inazione in un tal giorno designato a marciare o a combattere, la mano:ra ~ c'.ovrà cessare prima d'essere ultimala o darit origine ad eccessive fatiche, se il tempo ed il denaro s,tranno stati Ll'oppo compassMi. Ora, per essere in gr,ado di fars i un giusto cri Ierio della possi b!litri., o meno, che il lem::i. si sviluppi comodamente in un cl.eterm1nalo tempo, conviene prima d'ogni cosaarerc una conoscenza ch iara e minuta dei terreni sui qual i esso dovn\ svolgersi, sotto i val'i punti di vista delle marci e ' deV0·li accanr1oamenti. e delle faz ion i. • Ognuno di questi importanti oggetti esige tempo, intelli genztt e pratica dei servizi di guecrn; epperò non è in fur-ia ed in freLLa a.Ila vigilia delle mDnovre, ma bensi lungo l'anno che simili studi doY1'ebbero au.uarsi per cura degli ul'ficiali che gi presume saranno chianHtli a provvedere ai detli servizi dur,rnte le manovre. {l ) fa q11i'entriamo in un,t spinosa questione: ~ru.ell.: del1''.mpieg~ che dnranle i lunghi mesi dell e ordinarie guarn 1g1on1 suo 1s.1 non e11 ) rado fare de;g;li ul1ìcial i rli stato maggiore adcleLti ai comandi di divisi.oni e dei corp i d'annata. , TuLti gli ufficial i, senza distinzione cl'armn o COl'po, e più di tutti ) quelli appunto di star.o maggiore, deplorano ora, come deplorarono Ì sempre, la vita quasi esclusiva d'ufficio costantemente riserva.la agli 1 ufficiali costi tnen ti i detti comandi. Come ognuno sa, la pratica della gue1Ta·non si acquista negli u~·fici; parrebbe tuttavi,i lecito il supporre che in essi, come nel silenzio di un gabinetto, si abb ia campo di apprendere molle cose utili per coloro che, come appunto i del.Li uffieiali, possono da un momento all'altro essere chiamati ad avm· pari.e precipua in manovre ocl in vera guerra; . i'lfa pur troppo la c~sa non è sempre così, loro precipua missione è tli tenere l' ufficio al corrente, dar cioè sfogo in gi.ornata al C?rriere; e quando questo sommo scopo sia raggiunto, ciascun uffi=c ial~ può giorno per giorno , ed in buona cosciynza, dirn cli aver compiolo il proprio clo,•ere. Ma tutti i giorni scorrono uguali, tuLti gli anni allesLesse epoche si rinnovano 'ie si.esse quesLion i d'ordine, pi ù assai che cli concetto; onde giovani bril lanli, ufficial i ricchi di utili cognizion i, forzat i loro

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PENSIERI

malgrado per più anni a questa vita sedentaria, ben poco apprendono di .ciò che loro può essere utile in guerra e,perdono 1:alvolta persino le qualità fisiche necessarie al disimpegno degli importanti servizi che loro saranno aflìdati in un1t campagna; servizi per i quali, oltre ad una profonda conoscenza teorica dell'arte della guerra, occorre agilità e robustezza di corpo, faticosrt altivitit e piena ramigliarità con tulti i deltagli della vita di chi deve marciue, accampare e combattere. Che se occorre provv~dere per l'impianto di un campo d'istruzione o di studi(!-re l'aLLuazione di una manovrn qualsiasi, stretti rlal tempo e dalle esigenze dell'ordinario servizio, è molto se si può prendere la determinazione d'inviare sul luogo qualche ufuciale per fornire alla meglio, in frel:La ed in furia, gli elementi indispensabili locali. ~fa anche di q11estii missione no.n ne sono sempre incaricati ufficiali di stato maggiore, gìacchè talvolta il loro numero è sì scarso, la, loro presenza in ufficio sì necessaria che anche a malincuore fìa mestiel'i destinarvi il fot·se unico ufficiale di fanteria, addetto al comando della diyisione. Ma di chi la colpa - degli uomini o del sistema? La risposta non è dubbia: del sistema, ed esclusivamen te di questo; giacchè mentre da un Iato noi vediamo che, salvo eccezioni, in mo lti uffici, ora e pel passato, da noi e quasi ovunque all'estero, la cose non procedono nè procedettero se non di rndo cliversamente, d'altra parle non è ragionevole arnrncuere che sempre e dovuncrue gli uomini eminenti che comandano tali uffici ed i rispeU.ivi capi di sla,to maggiore, avessero ed abbiano, per singolare combinazione di circostanze, la tendenza di generare un tanto ineon ven iente deplorato da lutti, e più che da altri, da essi stessi . Non è qui il caso di dilungarmi in proposito, chè sortirei dal mio argomento; solo accennerò di volo che sotto il vocabolo - sistema intendo alludere: • a) Alla scarsezza di ufficiali di stato maggiore addetti d'ordinario ai comandi cli c·orpo d'armata _e di divisione; b) Ai troppi affari che devono essere sbrigali dai comandi dì divisione; e) Ai molti a/Tari che potrebbero forse finire ai comandi di cli-

SULLE Gt1 ANOI MANOVRE

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,;ision·e, ine:riLre in\rece·sono di spett.anz.a dei comandi di corpo d'armata, ·con reciproco aumento di lavoro. Uno studio souo questo triplice pun to di vista potrebbe probahilmente porre riparo al lamentato danno senza render necessarioun rilevante aumento nel quadro degli ufficiali, e quindi senza l,roppo urtare contro le esigenze economiche. Vorse tal uno potrebbe lamentare che per l'accennala r iduzione d'affari nei vari uffici clura.nte la pace, le cose in essi non andrebbero con tutta quella lodevole regolarità cui ora si giunse; non lo nego; ma pur ammettendo tale possibilità non mi associerei ai loro lamenti, chè poco monta, in materia d'esercito, raggiungere la perfetl.ibilità in pace, se questa devesi acquistare con evidente danno della sua perfeuibilità: in guerra. Rammentisi che gli eserciti sono fatti per la. guerra non per la pace; che anzi l'esistenza. stessa degli eserciti durante i lunghi anni di pace è un grande inconveniente socia.le: necessario, indispensabile quanto si vuole, ma pur sempre un grave inconveniente, e che quindi in tutto ciò che li riguarda devonsi costantemente aver pre-· senti le imperiose loro esigenze nei 1lochi mesi nei quali. di trattoin tratlo, puossi avere a sostenere una guerra, e subordinare sempre a quelle ogni particolare che- riGella i loro servizi cluranle la. pace. Ma ti torniamo al nostro argomento, e supposto che gli urfìci dei predetti comandi, opportunamente organizzati, possano durante l'anno trovar tempo e modo di riconoscer ·convenientemente tutto il territorio sul qnale dovranno svolgersi le rispettive grandi nrnnovre, vediamo con quali diretti-ve generali dovrebhesi procedere,. per concretare il tema onde, come si vc,rrebbe, da.Ila sua esecuzione· abbia a sortirne tulto quel molto utile di cui simili esercitazioni sono, effettivamente capaci , senza lroppo a!laticare nè uffìciali ne soldati. A tale fine, q1rnlunque possa essere il tema che si abbia in mente cli attuare, clovrebhesi premettere, qual nonna costante, occorrere anzi tutto cli ben determinare i seguenti tre elementi: a,) Quanti giorni di riposo debbano essere intercala.ti ai giorni di lavoro, di ma rcia cioè o cli cornbaLl.imcnto, ùon potendosi altrimenti lìssare la durala della manovra e quindi nemmeno la relativa spesa; b) Quale debba essere il limite m~ssimo della lunghezza delle


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PENSIERI

marcie, ossia il numero massimo delle ore di lavoro, marcia o comba.uimenlo, a fìne di evitare aJ possibile ogni causa di eccessive fatiche e sofferenze . e) Che debba sempre essere in modo positivo accet'lato che il. territorio sul qtrnle dovranno svolgersi le grandi manovre sia sufficientemente forni to di a,cqL1.a, anche all'epoca, in cui lJueste si faranno; e quindi che le operazioni siano combinate in rnodo che i campi o gl i accantonamenti possano venire sLabiliti su luoghi ove non abbiasi a sentire difetto d'acqua. . q1iesti Lre imporLa,nti elementi d'ogni maSviluppiamo alquanto novra. . Ilespcrienu1. pare abbia provato che quando il tema, implic,1. doversi dare un combalLimento dopo ogni marcia, e che ta,nto i combattimenti quanto ie ma,rcie richieggono l'impiego dell'intera giornata, su ,i giorni uno solo dovrèbbe essere destinato per combatbattere ed. uno per marciare; durante gli _a,llri due giorni i soldaLi -non dovrebbero lasciare . i campi , e tutto al più rare, se i I tempo stringesse, una brevissima marcia. Ciò è suggerito dal ..fotto che tanto alla vigil ia, qttRnto all'indomani ,di un combattime9to il lavoro degli ufficiali, e specialmente dei più elevati in grnclo per i qua.li essenzialmente tali manovre si fanno , è imporLa,nte e molto ; e come è facile il persuadersene La.li due giomi, ·per detti ufficiali almeno , sono ben lontani cli esser di riposo , come .abbastanza impropriamente si sogliono qualificare . Ecco· infatti come s'impiega la, giornata dagli ufficiali superiori e generali durante le grandi rn:rnovre, a seconda, che si combatta, si marci <• si acca.111.pi. · Sa!vo eccezioni, in un giomo di combaltimento non si arriva ai campi che ver~o sera; e prima che questi siano stabiliti e che ·tutti i senizi siano a;:;sicurati il sole d'ordinario è sotto l'orizzonte; per Clli in quel giomo l'ufficiale non può r.he scarsamente occuparsi della fazione comp int,1. Si.dirà che gl i y.ffìciali superiori, i comandanti dei reggimenti, e specialmente gli nfllciali generali e molti di stato maggiore non hanno gran che da fare dopo l'arrivo ai campi e che .quindi possono trovar qualche ora per preparare relazioni, rapporti, memor-ie e simili. Effettivamente ciò talvolta è possibile, e si fa; ma certo non per

S ULL E: GRANDI MANOVRE

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massima, giacchè gli ufficiali di sta.Lo maggiore hanno sempre mille disposizioni a dare.relative appunto ai citmpi, come ad e;:;ernpio, per la regolare distribnzione dei. viveri, per parcare i convogli, le ambulanze ecc ., e quanto agl i ufficiali che hanno comando diretto di truppe il meglio che possono fare dura.nte il giunger di, queste ai campi, il loro attendtmi e l'avviamento dei va.ri serviz) , è quell o di ·pcigai·e di JJresenrn, r,ome suol dirsi, d'assistere cioè a queste opera,.ion i. E ciò non tanto per ass icunn·:;i che tutto proceda l'egolarmente, al che bastano gli urfìciaJi dei reggimenti, ma essenzialmente perchè nnlla influisce meglio sul mora.le del soldato,. nulla contribuisce più ad inspirare all'inferiore stima .ella/Tetto per i propri s:1periori, come il vetler qnesti assistere a prendei: par te. alle 101:0 fatiche frno all'ultimo momento, e non concedersi nè v,tto nè r iposo fìno a che e vitto e riposo siano pure assicurati a.ll'inferiore. Il giorno irnccessivo, elle suol dirsi di riposo, ìl direttore. della rnanovrà tiene una conferenza a.Ila quale intervengono non d1 rado 1.utti gli ufficiali dai comandanti cli reggimento in su, oltre quelli cli Rtato maggiore, essa durn almeno fino al mezzogiorno. Om se si pensa che ben di sovente per giungere a.I quartier gene raie della direzione della. manovra da.i vari eampi ecl accantonamenti occone un cammino da 6 a 1O e più chilometri per l'andata, ed a,l.trettanto quindi pel riLorno, si comprenderà che per un giorno cli riposo siasi lavorato abbastanza; tanto più se sì pon n~ent~ che 0.amrno deve nel restante della giornat11. provvedere pure at vari ser· " . vizi, preparare rapporti, memorie e. diari: per .la reIazwne a coIJ).pila.rsi al termine della manovra. Se non che nelle ore pomeridiane di tal giorno viene emanato di solito l'ordine per la prossima fazione: per cui se questa deve aver luogo l'indomani è forza o rinuncia.re alla ricognizione del terreno o fonitarsi a farla sull' imbrunire e quindi in fretta e con ben liere utilità, mentre sarebbe cli tutta imporLa.nza il farla sempre e con tutto il tempo e la calma necessari. Invero i pareri al ri.gu:trdo sono vari: molti opinano che dappoichè tali esercizi si fanno non per clare esami, ma per istruzione, le ricognizioni attente e mimt,.iose siano, come dis$i, effeUiHmente della massima importanza, comecchè sommamente istruttive ed a,tte appunto a fam igliarizza.re l'occh io col ten eno e a renderlo per tal 1


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PENSI EHI

modo colla 'lu11ga pratica atto a giudicare da lontano la confìgurazione del terreno, come sovente avviene di dover fare in guerra. Altri invece, appunto pcrchè in guerra il più de!Je volte non si può ri conoscere il terreno su I quale si dovra com battere, giacchò d'ordinario è già occupato dal nemico, sostengono che tali ricognizion i alterano il vero stato di guerra, al quale con queste istruzioni si tende possibilmente di avvicinarsi, e però non le approvano. Invero il ragionamento non pare inappuntabile, giacchè, con tal modo cli arg01m~ntare, tanto varrebbe dire, in un altro ordine d'idee, che siccome si legge correntemente e non si sillaba, così 11011 si dovrebbe ammctLere che per imp<Lrare a leggere correntemente fosse permesso d'imparar~ prima a compiture e sillabare. :Per me ritengo quindi che in massima le ricognizioni si dovrebbero fare, essendo le manovre nn mezzo per impa1·are a far la guerra, non la guerra stessa; ma cio non impedisce però che talvolta, e preferibilmente negli ultimi giorni, tali ri.cognizioni si limitino a. ciò che in guerra vera é solo possibile di fare, che anzi sarit questo un ottimo esere.izio. Se pertanto tali ricognizioni si devono fare egli è solo in un secondo giorno cli riposo che riescono possibili e non nel primo, già bastantemente occupato; tanto più che fra l'andata e ritorno dai campi al luogo della ricognizione e l'esecuzione cli questa, che talvolta deve estendersi a gran tratto di terreno, si devono fare trenta e più chilometri; il che a tutto rigore non si può chiamare un vero riposo. Pertanto un sol giorno di riposo su dne di lavoro non pare possa bastare, e ne occorrono assolutamente due. Certo che in guerra: può avvenire, ed anzi avviene di spesso, che il vincitore non lasci al vinto né due giorni nè uno, e forse neppure una sola noti.e cli tempo fra un at:tacco e l'altro, il che renderebbe inutile, o quanto meno diminuirebbe d'àssai il vantaggio riporlato cl,ll vincitore sull'avversario~ ma nolle grandi manovre non è questo lo se(>po principale; è invece, come si è già detto, l'istruzione; eppérciò una sLe!,s,t opera:i:ione che in vera guerra dovrebbe seguire senza intervallo di tempo, alle grnndi manovre può e deve svolgersi in parecchi giorni , dividendola in fasi che si riattacchino bensì le une alle altre nel concetto strateg~co, ma siano separate da

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uno o piit giorni di riposo I' Lma dall'altra, per non affaticare le truppe cli soverchio. Con ciò una data operazione, combattimento, inseguimento od altro, non verrà ,t procedere diversamente di quanto accadrebbe in vera guerra, purché si abbia l'avvertenza cli stabilire che durante i giorni di riposo nulla si faccia dai partiti che abbia attinenza allo sviluppo del tema cli manovra, se non dietro ordine della direzione, e cli più che ognuno sappia bene che qnesti riposi non contano come giorni di manovra. propriamente detti, come oppol'lnnamente già si ha l'abitudine di fare nella loro enumerazione. ComunqÙe sia, il · succedersi lento o veloce degli scontri in vera gt1erra é e rima.reà determinato dalle co1~clizioni reciproche dei belligeranti e dalle rispettive operazioni tendenti a raggiungere nel modo più pronto e completo lo scopo· supremo finale della guerra : la vittoria. Nelle grandi manovre invece lo scopo supremo, finale essendo l'istruzione, è naturale che tale lento o veloce succedersi degli scontri debba essere essenzialmente subordinalo ali' istruzione, in modo cioè che coloro che vi prendono parte abbiano a ricavarne il maggiore utile, e soggiungerò pure, il maggior interesse possibile. Stabilito pertanto che fra ogni combattimento, cui prendono parte tutte o quasi tutte le trnppe, debbansi intercalare due giorni cli riposo, passiamo ad esaminare il secondo elemento direttivo per la determinazione del tema delle grandi manovre, a dire cioè alcunchè sulla lunghezza "delle marcie.

Le marcie, particolarmente nei primi giorni, non dovrebbero .mai, salvo specialissime esigenze, eccedere un massimo di 30 chilometri ; e questa distanzit è bene che non sia misurata soltanto sulla carta nè solamente dedotta dagli itinerari, ma bensì verificata sul terreno da qualche ufficiale, onde assicurarsi del reale sviluppo della strada e della sua natura e pendenze; giacché se queste sono alquanto sensib ili e protratte se ne dovrà prender nota, non solo per abbreviare possibilmente la marcia, ma anche per dare speciali disposizioni alla, colonna carri . ANNO

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VOL. III.

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Questo 1Ùa.ssimo di :~O chilometri devesi però intendere applicabile solo a colonne di non grrinde] unghezza, e tutt'al pitì. per esempio ad una. divisione; chè se LmiLitsensibilmente maggiori devono b,.tttere la. stessa via, questo limite va andie sensib ilmente ridotto e porLato a soli 20 chilometri o poco più, come sempre si fece nelle passate gtLerre e come venne confermato nell'ultima franco -tedesc'ldei 11870, nella qmde si consiclerarono affatto ecr,ezionali le marcie effettuate da.gran. pari.e dell'esercito tedesco nei Ggiorni che precedettero l'accerchiamento di Sedan, nei qo.ali si fecero in meclia appunto circa 20 chilometri al giorno, avendone in 6 percorsi 1130. Se poi lil marcia è collegata alla faz.ione, la sua lunghena non dovrebbe mai esser tale che la distanza che separa il punto di partenza dal punto d'anivo·, unito al cammino da.farsi presumjbilmente sul.terreno di manoHa, non solo non ecceda. il limite sopra. stab ilito quale massimo, ma vi rimang,t sensibilmente inferiore; giacchè altro è il cannninare in ordine di mareia su buone strade, altro è il muov.ere in formazione od in online di combattimento su terreni accidentati, smossi, coltivati ed attraversati da fossi e bu1:roni , qtrnli arnmnto sono d'ordinario i. terreni di manovra. All'atto pratico nelle nw.novee si farà sempre assa,i di più, giacchè i va e vieni, i movimenti cli spostamento a destra e a sinistrn, lo stendersi ed iI se1T~u·si delle catene, ecc., sono di impossibile esatta previsione, eppet'ò è sempre prudente il non eccedere i eletti liniiti . Si eomprende che per i supremi scopi della guerra o per le inelutta.bili S llC esigenze occorra doyer cimenta.re le forze fisiche dei soldati e degli ufficiali fino al loro ultimo limite; ma eiò non può nè deve mai essere il caso nelle manovre, nelle quali ami, sotto questo riguardo, devesi bensì mirare a rendere gradatamente più robusta la fibra del soldato ed a temperarla., per così dire, alle più dtll'e fat iche, ma non si deve mai dimenLic,ire di risparmiarne le fo rze. Onde l'ammettere, come ·La.luni fanno, che tale o ta.l allra marcia od opera.zion.e, evidentemente oltre ogni dire faticosa, sia attuabile in una manovra. di pace perehè si sa che in guerra venne effettivt-ljl)lente eseguita nelle stesse condizioni di luogo e di tempo, è erroneo, giacché a tutti ù noto come in determinate circostanze d'animo la fibra dell'uo:mo è eapace di sforzi che in conrl.izioni normali sarebbe insensal:o pretendere.

Ora queste eccez.ionali condizioni d'animo nella troppa si verif1cano e giungon-o al loro apogeo soltanto in guerra, ove lil reale 'importanz.a del. vantaggio il raggiungersi o clel danno ad evitarsi persuade facilmente anche l'ultimo soldato, pi1r quanto st:tnco ed affranto, il fare un ultimo supremo sforzo; giacchè ognuno è convinto che da èsso può dipendere l'onore dell' esercito, la disfatta o la vittoria, e per essa il prossimo benessere e riposo; m.a nelle grandi manovre sareb be almeno inopportuno il pretendere simili sforz.i, sla.ntechè le prolungate marcie ed i protralli combattimenti non offrono, come in vera guerra, congruo compenso nù morale nè materia.le. Infatti, per quanto interesse possa prender:e il soldato alle più importanti fas i di una manovra, esso non potdt mai astrarsi dalle condizioni di guerra simnla.ta. in cui si trova, in guisa da avere il suo sistema psicologico eccitato, come accade in guerra vera, e da renderlo capace di quegli sforzi e di qnei sacrifizii che solo in guerra vera egli trova la virtù di !'are. E per esempio a ~tlLLi sono note le maréie veramente eccezionali fatte dalle nostre truppe nel ;J8(},0 durante la campagna dell'Umbria e delle l\far:chee post,eriormente, nel ,1870, nelleoperaz.ioni di g11erra nell'agro romano. Nella prima due reggimenti di cavalleria, allo scopo di sorprendere il presidio di Pesaro, in un'ora e mezzo solLanto percorrono i ben 18 chilometri dalla Calt.oliea a detta eittà e riescono nel loro intenlo. Più Lardi due battaglioni·di bersaglieri ed una sezione d'artiglieria, dopo d'aver colla brigata Como l'alta la lunga e faticosa via dai pressi di Monclolfo il Torre lesi (!~5 chilometri circa), proseguirono per Osimo , facendo così in un giorno ben Go chi lo metri su pessime sLrade a pendem,,e fo1tissime, come sono tutte quelle delle Marche. Scopo di sì eccezionale marcia era quello cl.i precludern ai mercenari papalini la via. cli AncoM; il sentimento dell'altissimo scopo diede la necessaria forza ai soldati di resistere ,t tanta fat.ìca, e ne ebbero in compenso la vittoria riporta.La. Nella. ca.mpagna di .Roma una colonna mobile composta di tre battaglioni di bersaglieri, due squadroni di cavalleria ed una batteria, formatfl. dal generale Bixio per sorprendere la forLezza. di Civilavecehia., in circa 30 ore, dalla notte cioè da.ll' I;J al il 2 settembre 1


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Maggiori privazioni si avrebbero in fatti se l'acqua nei pressi . del campo fosse troppo scarsa, ed eccessiva fatica per contro se per aver l'af,q u.a in sufficiente quantità si dovesse o cornandal'e troppe numeJ"ose e lontane corvùes, oppure stabilire i campi a più chilometri di distanza dal sito ove si s,u;ehbe dovuto pernottare. In base alla ricognizione di dette località sullì.ci.enl.emente provviste di acqua, si potranno determinare ad un bel circa i luoghi ove le truppe dovranno accantonare od accampi~re, e per conseguenza anche quelli ove dovranno stab ilirsi i nmgazzini per le distribuzioni dei viveri, la cui ubicazione, è bene avvertirlo, dovrà esser sempre sul1ordinata alle località provviste cli acqua, a quelle cioè dove si stabiliscono i campi, e non mai queste a quello, come talvolta. per vedute economiche, accade .

alle.9 antimeridiane del ,f 3, percorreva i 10 (settanta) chilometri che corrono da Montefiascone per Toscanello a. Corneto. Anche qui lo scopo era talmente grande, interessava talmente tutti dal comandante all'ultimo soldato, elle sebbene le strade fossero mal tenute · e vi si incontrassero frequenti ·salite e discese ripidissime, pure pochi furono coloro a cui le forze fisi che, sorrette dal vivo desiderio di raggiungere l'importante e nobile meta, non sia.no bastate a resistere a qrtella eccezionale fatica. Simili marcie sono veramente atte ad attil'are le maggiori lodi a chi, mosso dall'imperiosa idea, trova il coraggio di ordinarle, e più ancora a coloro che le compiono; esse devono tenersi presenti perchè si sappia di qua.le fibrn fisica e morale sia do Lato il nostro soldato, e per ripeterle quindi qirnnclo adegua.ti supremi scopi lo richiedono. Ma per certo simili sforzi sono sempre da evitarsi nelle manovre di pace, perehè in queste manca sempre il movénte morale che solo li rende vantaggiosamente attuabili ; certamente marcie simili si potranno fare anche in pace, certo purchò siano orclinatc si faranno; ma il numero dei ritardalari, degli ammalati, dei 11u~ss·~/iiori cli combattirnento, sarit sempre, per le predette condizioni psico logiche, assai maggiore che in guerra; epperò nessnua l'agione varrà ma.i a legittimarle.

Egli è solo dopo aver ben determinato questi elementi, di tempo, di distanze e di localitit provviste di acqua, che riescirà di stabilire definitivamente se un determinato tema. si possa efTettivamente adottare e se sia eseguibile in un dato numero di giorni, senza tema che'all'att.o pratico abbiasi ad ur't1tre contro i gravi iuconvenienti che tanto interessa evitare.

Il terzo elemento di grave importanza pet· fissare le basi di un tema di manovra è, come si disse, quello dell'acqua; giacchè molte località., specialmeiHc in fotlia, ne sono talmente sprovviste dctrendervi impossibi le qnalsia3i anche momentaneo concentramen to eh truppe . . Per un tal faLt.o parecchi territori, che sotto il rapporto strategi~o, logistico e tattico assai opp:wtunamenle si presterebbero allo stab ilimento di campi ed accantonamenti , non riescono adatti, e conviene quindi cercarli altrove, mutando, se non.il teatro della manovra ed il tema ste5so, almeno il computo delle tappe e talvolta pure i siti di combaLLimento, se non si vuole correr rischio di esporre i soldati a.cl eccessive privazioni o ad eccessive fatiche.

Risolte queste precipue ([ltesl.ion i di m:1ssima, altri particolari è conveniente che siano determinati dalla. direzione della manovra ; dei qu;di i principali sono : Stabilire i Ii miti massimi di tempo per !'arrivo e partenz,i dai campi . Il come ed il quando cleb ba esser cotto e mangialo iI vitto giornaliero . Per effetto dèl primo di tali d,tti, rimrrnendo fissata entro cerLi limiti la libertà d'a:t.ione dei capi partilo, non solo la manovra viene ad avere un piiL regohu·e sviluppo, ma viene pure moderata la naturale tendenza elci capi partito stessi a sacri fìcare Lai volta le i'orze delle trnppe alla ricscita di lu.nghe e difficili operazioni; per effetto


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del secondo poi il direttore della manovra può con piena libertà emanare all'improvviso inattese disposizioni senza tema che nessun importante particolare di servizio interno possa oppor:Si alla loro esecuzione, od in caso contrario si troverà. in igrado di valutar la portala clei dissesti od inconvenienti che esse éli~posizioni possano arrecare.

Da noi pare abbastanza sanzionalo dall'esperienza il sistema cli non muovere da.i campi prinui delle o antimeridiane, nè di giungere ai nuovi campi dopo le 3 pomeridiane. · Un tal reparto della giornata pare invero opportuno, giacchè nelle 1 Oore che decorrono rra qoesti clu.e limiti di tempo pnossi regolarmente compiere, anche da int.iere cl.i visioni, marci e come si disse di 30 chilometri; e nei giorni di combattimento dedicare ,i ore circa. al marciare ed a!LretLante al combattere, pur rimanendo tempo surJiciente per gl'indispensabili riposi e ristoei. D'altronde dieci ore circa d'intenso lavoro costituiscono fatica normale sullìcienle per raffortare la fibra del soldato, tanto più che l'ordinario lavor·o giornaliero dura.nLe le grandi manovre 1ion si riduce a questo so\Lanto . Invero per muovere dai campi alìe 5 anti1neridianecon vienesuonare la sveglia alle3 1/ 2 pet· trovar tempo a vestirsi, consumare il vitto del mattino e levare.le tende; di ·piit nIHt vo lta giunti al campo occorre attendarsi, sisLemare tutli i servizi e provvedere alla pulizitt delle robe e delle armi ; per cui non sa ranno soltanto 1Oore, ma bensì circa ,12 ~ ,J.1. ore che si potranno considerare cli lavoro eO'eLLivo. Notisi finalmente che ciò riOef.le I.a massa dei solda.Li, mentre una parte delle I.ruppe è sottòposta ad anche maggior lavoro, come ad fSempio: gli nomini coma.ndati di scorta ai carri, di cncina, e specialment.e ai viveri, i cui magazzini talvolta, in causa di forza maggiore, trovansi a clisLanze di l e più chilometri dai campi; il che tutto cosLituisce per una buona parte d.elle truppe una vera nuova e grnye fatica di 3 o 4 ore almeno. Sfortunatamente il detto reparto della ·giornata sta più nei desideri i che nella realtà, e non di rado, rnalgrado la buona volontà di 1

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tuui, la giornata non comincia già alle 5 antimeridiane per fì9ire alle 3 pomeridiane, ma comincia al le 3 antimeridiane per finire alle ·5 pomeridiane e spesso più 1..1rdi anwra. ì; questo un ratto che si verifica abbastanza di sovente perchè non meriLi d'esser preso in seria cons iderazione. Forse saril impossibile rimediarvi totalmente; giacchè per quanto si preveda l'imprevisto eegna nell e g1·andi manovre, certo non come in vera guerra, ma pure vi regna, e quindi rnolt.i r itardi ::;ono e saranno sempre inevitabili . Pertanto deve essere ol)bligo di Lutti il prevenire le cause meno legittime <'li) ale grave incOilvenicnte . Fra queste la. precipua è forse quel.la cleri van te da un meno esalto computo del tempo richiesto clalle mosse occoreenli ai si ngoli corpi per giu.ngere al punto loro rispettivamente assegnato per cominciare l'azione. Se qllesr.o compuLo, anche per umi piceola frazione di truppe, non è fallo con suflicieute attenzione e con giu.stu apprezzamento della na.111,·a, pendenza e sviluppo delle strade o <lei terreni di manovra, ne derivano seri i ritarcti all'inizio della fazione ed un conseguente protrnrsi per lutti cli tutte le operazioni della giornata. Talvol ta però, come dissi, simili· ritardi sono inevitRbili, ed in tali casi spelta a chi ha la direzione d1~lla manovra il l'aria cessare anche prima cl1e sia comp iuto in tutti i suoi p:uticolari il programma / . della giornaLa, se non si vuole anelare incontro ad eccessive fatiche. In vero il po1Te fìne alla 1nanovra prima. che sia. reµ.lmente compiuta l'nllima fase, ossia prinm che il pa.rtito vincen te abbia occnpal.o l'obbieLtivo tattico e che il perdente l'abbia sgombrato, non solo non ha inconvenienti, ma d'orditmrio è consigliabile, e la ragione ne è ch iara. Che ciò non abbia inconvenienti ris11lta da qnanto già più vol te si accennò: avere cioè queste manovre per scopo essenzia le l'istrn.zione degl i ufftciali e specialmente quella dei generali; epperò sic- . come l'ultima fase del comiJatt.imento è l'opera assai più del soldato che de!l'ufftciale, così il sospendere a t.al punto la manovra non ne danneggia lo scopo, ed anzi, come assai saggio.meni.e r il evava autotoritil assai competente in 1Mtel'ia, per giudicare l'ahi li tii clei capi e sottocapi partito basta esaminarn le clisposizione delle truppe al-


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l'inizio dell'azione e tutt'al più quelle che, fatta la prepara,.ione dell'attacco, immediatamente precedono l'auacco stesso. Dall'esame di queste disposizioni è invero facile giudicare se l'obbiettiYo dell'attacco o della difesa ftfsaggiamente scelto; se le truppe furono all'uopo opportunamente distribuite tanto nel senso dell'estensione del fronte quanto in quello della profondità; se i vari reparti per giungere dai rispettÌì'Ì punti di 11artenza al posto loro . assegnato si attennero ai precetti della logistica; se le formazioni e gli ordini di combauimento furono presi alle volute distanze e secondo i precetti tattici; e infine se le riser ve si disposero opportunamente. Sono queste auree ed indiscutibili verità che rigorosamente applicate varrebbero a risparmiare di molto, se non inutili , certo non indispensabili fatiche e -perdite di tempo; ma sventuratamente di ciò si è assai più persuasi in teoria che in prittica, più cioè nel silenzio del gabinetto· che al rombo del cannone.· Aniene in fau.i t.alvolta che coloro stes~i i quali trovereb bero a dire in cor loro perchè la manovra si prolunghi di troppo, giunto l'ista.nte culminante dell'azione, sia perchè eccitati da quell'orgasmo facile a destarsi negli ufficiali tutti anche nelle operazioni di rinta gtterra, sia per quell'amor proprio che incita. spontaneamente gl i animi a. prolungare hi resi:;tenza. o ad incalzare il vinto, sia infine per il desiderio di risolv•ere alla fine un combnttirnent.o già da hmgo tempo perdurante. cedono quasi inconsci all'attrazione generale e procedono a ripetuti assalti, contrnriamente fors e alle veclute di chi solo a.veva il dritto di ordinarli, e prot.aggono così sempre più, loro malgrado, la fine del com battimento . D'altrn parte delicate considerazioni di personali riguardi fra i capi inducono talvolta la direzione a determirrnre c]le si lasci pieno ed inLiero sfogo alla manovra. Ed invero per quanto sia l'autorevolezza del direttore, per quanto sia ·la. deferenza e l'alta considerazione che i capi-partii.o nutrono . verso cli esso , purn non sempre questi potrà coniìdare di poter, durante la fazione o dopo nelle conferenze, persuadere taluno dei capiparCito che tal mossa, tal disposizione di trupp,t dovr/t o doveva fo1·1.atainente produrre tal o tal altro inconveniente. Eppeeò in qualche circostanza, ben suo malgrado, il direttore si sente indotto

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a lasciar procedere la ma.novra fìno alla sua fase finale onde evidenti ne risultino le necessarie conseguenze dei commessi errori. In tali circostanze pertanto avverranno imprevi:;ti i ritardi e le maggiori fatiche che ne derivano p·er i soldÒ.ti saranno, è vero, compensate da vantitggi d'ordine superiore, ma sarà pur sempre obbligo sacro di Lut.Li fare il possibile per evitarle. Perciò oltre all'a vee sempre present.e le norme logistiche pel computo rigoroso del tempo occorrente alle varie mosse, il che se trascurato è causa precipnit degl'imprevist.i ritardi , wnverrà che ognuno si faccia rigoroso do,;ere di porre freno all'inopportuno orgasmo ed agli eccessi di amoe proprio. Che poi l'evitare l'ultima fase dei comb,tllimenti sia consig!irlbile, appare evidente dai motivi stessi che indussero a comprendere nel le nostre istruzioni snll'mnmaestramento tattico le prescrizioni necessarie per prevenire disordini e disgrar.ie; le quali prescrizioni , nello spirito che le detLò, eqi1ivalgono appunto a consigliare in massima di evitare la fase finale dei combattimenti, comecchè in essa, gli animi trovandosi più eccitati ed eccitabili, più facilmente potrebbero verificarsi disordini, disgra.zie ed essenzial.menl.e disgustose suscettibilità.

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Veniamo ora al secondo dei pm-ticolari che nell'interesse della regolarità. delle manovre impor'tct siano stabiliti dalla direzione, cioè al deterrn inare i Icom e ed iI qnando dehhasi fare i I principale rancio delle truppe. È questo un particolare veramente importante e che ben risolto nelle manovre di pace può evitare gravissimi danni in guerra. Come le locomotive delle fetTov ie non possono nè muover-si nè trainare pesi se loro faccia difetto acqua e combustibile, cosi il soldatonon può nè camminare nè comb,ittere sen,.a acqua e senza viveri. . Epperò il principio sommo ad aveesi presente si è che nelle ore in cui è più probabile che il soldato possa avere a combattere, esso abbia già mangiato od abbia con sè l'occorrente per saziarsi. Ora poichè· è al mattino che d'ordinario sogliono irnpegna.rsi le battaglie, e che d'altronde è alla istessa ora che si iniziano le marcie,


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così è all'alba o poco dopo di essa che il soldato dovrebbe trovarsi nutt'ito o provvisto individualrnentc dell'occorrente sostentamento per la giornata. Se non che il voler in modo assoluto attenersi all'uno od all'altro di tali sistemi ed :tpplicarli r igorosamente, non solo è cosR malagevole , m.a incontra in pratica evidenti inconvenienti; venne quindi quasi generalmente adotl.ato negli eserciti un sistema misto che evitando i principali appunti dei due diversi sistem i, pare soddisfi a tuue le es igenze. Consiste questo nel rare il rancio di carne all'alba, consumando però solo il brodo e conservando la carne per ~'lsere mangiata in seguit.o di apposito ordine; più tardi nell a giornata, quando e clove si può, fare il rancio di pasta o riso ed il caffè. Però non tuui sono ancora d'accordo su tale temperamento ; e poich!:l l'allontan<1rsene puç> esser causa di vere sciagure, così amo di maggiormente estendermi in proposito. Gli oppositori, dando certameme troppa importanza al fatto, innegabile d'altronde, che il mattino non si ò disposti a mangiare, sostengono che il soldato all'c1.lba. non solo si ririuti a mangiare la zuppa di brodo, ma che persino, per- avere meno impicci, getti o non conserv i la carne, e vorrebbero quindi che messo da banda ogni sistema prudenziale si consumasse all'alba. solo il caffè per poi , tosto si possa, fare nella giornatR un rancio unico . Effettivamen te se si potesse sempre esser certi che verso la metà. della giornata le circost.anze ed il nem ico permettessero di procurar:;i l'acqua, la legna per accendere il fuoco , e cli avere i can i dei viveri a disposizione per fare il. rancio, nessun ilo bbio che un tale sist.enHt sai·ebbe il rnigliore; ma è evidente che tale certezza è assa,i prob lematica ed imprudente assai il farvi assegnamento . I sostenitori di CJnesto igienico si ma pericoloso sistema r iconoscono pure la verità éli un tal fatto; ma r itenendo che l'eventualità, di non poter dopo un combattimento o comunque iu presenza del nemico, fare il rancio in ora wnvenienle non possa avverarsi che assai di rndo, dir,on i che per cruei rari casi provvedono appunto i vi veri a secco che porta seco iI soldato o che sono trainati dai Garri . Egli ò qui che cominciano le divergenze e cioè, come sempre, sul più o sul meno .

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Senza a,ver fatla la guerra, basta aver preso parte a grandi manovre per essersi persuasi quanto sia raro il caso che in un giorno cli combattimento e persino di semp~ice marcia si pos:;a fare .il rancio ad un 6el <~irca jn ora determinata, se non nel mattino e prima dell'iniz io del com b:tttimento o della marcia. Se perl:tnto ciò avv iene nelle manovre di pace, malgrado le date disposizioni, m,dgrado si eseguis1~ano su strade e terreni perfettamente conosciuti e r iconosciuti e talvolta s'nccordi ai carri trainanti Yi,·eri una certa neutrali tà che in guerra vera non potrebbero mai avere, e finalm ente nonosta nle che l'aLtacco non succeda all'improvviso come alla guerra, ma si attenda l'ordine dalla direzione per incominr;iare la manovra, si potrà di leggier i comprendere quanto sarebbe cosa. imprudente l'ammett.ere un tal sistema ih presenza del nemico. Basterebbe infatti che un sol giorno anche una sola parte del l'esercito fosse obbligata a combattere lunghe ore a digiuno per perdere la giomala, e per essa aver compro messo forse l'esito della campagna. e per'sino della. guerra. Avver"lasi po i che le razioni,di viveri a ser,co che porta. con sè il soldato, quelle che nelle marcie od operazioni lo seguono su appositi carri, possono e devono bensì anche servire per ·i casi nei quali, contro ogni preveggenrn, il soldato si trova inaspeU,atarnente sprovvisto d'altri viveri, ma loro essenziale scopo ò di r impiazzare i viveri fresc lti nei frequent i casi in cui o il paese ove si giunge ne sia sprovvisto, o le colonne viveri non possRno arrivace in tempo, o finaJ -rnente qirn,ndo le truppe debbano fare celerissime marcie in paesi alpestri . Tali occas ioni sono abbastanza frequenti per rendere anche da sole cliflicile il costante rifornimento dei viveri cli ri:;erva; epperò se a tali cause di constuno si doves;;e aggiunge.re ~rnche quella derivante dal surroga,re con· razioni a, secrn i molti ranci che non potranno farsi, pure a,vendo stimato polel'l i rare, ò assai µrohabile che presto arrivi giorno in cui si ,,e1Teb be a t.rcwarsi senrn vi veri di sorta. E per ciò se si vuol essere certi di non provocare volontariamente la propria. mina in guena, conviene, in materia di rancio, anche a risch io di essei· tacciati di eccessi va preveggenza, adoltare assoluta-


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mente cd esclusivarnenle l'indicato si:;Lema del rancio di carne all'alba conservando la. carne. Ed anzi, clappoichè non si può nega.re che realmen te per mancanza cl i ab iludi ne di mangiare al maltino possa. facilmente avvenire che il soln.ato getti nei primi giorni persino il bl'odo e non si curi di consenrare la carne, cosi vorrei che se non in fìn ta guerra, almeno nella vera, non si auendesse d'esser tt contatto del nemico per introtlurre il nnovo ornrio per il rancio , ma. che lo si ponesse in vigore lino dall' inizio della campagna. Un'utile vn.rian te al citato sistema. potrebbe fo rse intrnclursi; essa consistcl'ebbe nel cuocere all'allia anche il ca[e non per prenderlo subito ma per porlo nella borra.ccitL e berlo lungo il giorno . Sicco me però è assai probabile eh~ a quell'ol'a il so lcl::t to prefer isca la zuppa di caffè a quella cli llrndo, e getti q11eslo senza consel'vare il caffè, cosi pare che unti tale utile variante sia. attnabi le e quindi consigliabi le solo con trnppe mollo ri.ggnerri Le e qnindi molto disciplinate. In ogni modo <{ltesta. è una. qnesLiona di detL,iglio; mn. ciò che imporla e che dovrebbe rigorosamen te venir 1·e,qola,rnentatrm,ente adouato da tutti è c)rn in guerra il soldato mangi alfa lba. la zuppa di broil.o e conservi lu cn rne. Ciò premesso devo per amore di verità conl'cssare risul.tanni, eia inl'ol'rnazioni attinte a sicura fonte, che su questa. materia non havvi, presso l'esercito n.ustro-ungarico , e nemmeno presso quello germanico, preSCl'izioo e di sorta. i\ell'nno e nell'altro esercito è bensì stabil ito, per consuetudine più. che per massima, doversi sempre far~ il ran cio prima di infaiare le marcie, e clic, se è il caso, si abbia. a mangiare la sola zuppa. di brodo e conservare la carne, ma per regolamento non havvi nulla di prescritto . Nell'esercito aù~tro-ungarico pare invero che al riguardo sia r imasto in vigore per il tempo cli guerra la clisposizione che se le trnppe partono avcmti le ore ,J ·I antimeridiane, ,;.z rancio do v1·cì farsi dopo ,;ompi1ila la m,a,·cici, altriinenli prima della pcirlen.:a. Per qùell'esercito uso <t non fare che nn :,; olo pa:;Lo n.l giorno, clalle ore 11Oalle ,111 anlim.eridin.ne, una tale dispos izione ani1 probabilmente la. sua buona ragione, ma. pel nostro essa sarehbe per lo meno

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superfl ua, giacchè a nessuno verrebbe mai in mente, volendo stare alle nostre consuetudi ni, di imprendere umi marcia senza aver fatto pri ma il rancio, anche quando l'ora della partenza fosse non che alle 1,1, ma alle 9, ed anche alle 8 del maLLiuo. Comunque sia, io credo che il trovarsi nei regolamenti cli questi due eccellenti eserci Li la 1nedesima lacuna che rilevai esistere nel nostro, non sin. una buona ragione per noi cli non toglierla, se, come ritengo, è conveniente il far lo.

Pel buono andamento delle manovre, null'allro di. essenziale, pn.rmi, potersi accennare e:>ser cli speLLanza. della direzione, che gii1 con ogni diligenza non abbiasi la buona costumanza cli fare. Altri particolari però non meno importanti riflettono i comn.ndantr dei partiti , come p11re i cornandanli clei vari corpi o riparti. E per esempio: ii modo con cui le I ruppe debbono ma rciare, è certmnenLe abbastanza del.errninalo dai regolamenti , perchè da parte dell a. direzione non occorl'ano speciali disposizioni ; pur tuttavia saril cosa as:>a i opportun,t che i comandanti dei partili rich iamino alla mente i sani principii con i qiwli vanno regolate le ma.rcie, giacchè purtroppo varie sono tuttora le vedute al riguardo, e mol te le tend.enze a fare non sempre utili innovazioni. Non è qu i il luogo cli indic,u·e minuta.meni.e come si clciJbano regolare le marcie; solo accennerò ad alcuni principi i generali ed importa nti, che, sebbene noLi n. Lutli , pur tnltavia l'espel'ienza, provanclo che non di rado vengono all'alto pratico trascurali, dovl'ebbero, a. pnl'er mio, esser dai capi richiamali sempre alla mente dei dipendenti a.ll'ini7.io di grandi mo vimenti cl i truppa . Perché nelle marcie cl i grnndi corpi gli scaglioni nei CILrnli la colonna si r ipartisce per vedute di sicnrezza, non abb iano a troppo risenLire·Je Il 11ttuazioni cler ivanti dal normale allungamento cli esse, conv iene che gli scaglioni stessi si frazion ino in mi nori riparti, composti però sempre di intere unitit tattiche e della lunghezza di 1000 a 11ijQOm al più. La testa di caduno di tal i riparli dovrà tenersi a tale distanza. dalla testa del riparto immed iata.mente precedente, che quand'anche 1


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PE:SSlER(.

SULLE GHANDI MAi\'OVl'lE

questo avesse subilo il mnssimo normale allungamento, non abbia mai la test.a del sussegnent.e a t.rovar,;i addossala alla coda di quello che lo precede, ma esserne sempre a. qtrnlche centinaio di passi. Con ude disposizione non solo si ottiene io scopo cui si mira, e cioè una maggior regola.rità nella marcia dell'intera colonna, ma. si concede anr~lte una certa indipendenza ai singoli riparti che rende il marciare meno fat icoso . Comunque abb ia avL1.to luogo la partenza· dai campi, dopo ,J 5 o 20 minuti di marcia ogni sc:tglione o riparto fa un piccolo riposo -di un qlla.rt.o d'ora. Questo alt è della massima importanza il farlo entro i primi 115 o 20 minut i della marcia, giacchè il cammino percorso, sebhen breve, basta. a. mostrare mille svariati bisogni cui import.a tosto provvedere perd1è uomini, cavalli e carri possano procedere, evitando i mille corrispondenti inconvenienti che nascerebbero dal ritarda.re di troppo questo primo alt. Dopo ogni altra ora di. marcia, ed anche cli meno, se le sl1'ade sono fatir~ose, o le Lrn.ppe assai stanche, si fa ;m altro piccolo alt di uguale durata, e finalmente a circa 2/ 3 o a poco più della metà della tappa si fa. il grand' alt, avvertendo che non solo ht località vi si presti, ma essenzialmente che sia abbo.ndanLernente fornita d'acqua. Secondo i casi, questo alt sarà più o meno lungo, e talvolta vi si fa.rit il ca/Tè, mentre i so ldati mangiano la carne, altra volta la zuppa; in ogni modo anche nelle màrcie più lunghe non dovril. eccedere le 5 Òre, giacchè una prolungata sosta fa r isentiee Lroppo la stanchezza. Perchè '()Oi le fermate e le riprese della. marcia possano eseguirsi colla massima rego larità e senza reciproco distu.rlJO, conviene che i segnali dati in ogni scaglione o reparto siano non solo immediatamente trasmessi dalla testa alla rispettiva coda, rna anche che sia.no uditi per loro norma, dagli srnglion i vicini, e ciò mediante un'opportuna disteibuzione di Lrombettieri; e di più devesi, come è prescritto, non dimentica.re mai di far precedere il segnale attenti a quello a:vanti. Se questi minuli particolari di marcia, tétnto noli , ma pure t:dvolta trascimiti, noifsi attuano rigorosamente, avviene, ora che la lesta di uno sca,glione part,1. assai prima della coda, causando eccessivi ,allungamenti all'iniziani stesso della ripresa della marcia, ora invece

:3'1

che il casuale so ffermarsi momentaneamente della coda d'un riparto induca il riparto che immediatamente lo segue a supporre che siasi ordinalo uo ali, e quindi a feÌ'lnarsi, per riprend.ere poi la marcia tosto ri conosciuto l'ecruìvoco, il che naLuralmente stanca assa.issimo le truppe.

Una consuc!.ucline che converebhe prontamente sradicare fra noi si è quella di vo lere in modo assoluto impedire ai soldati di bere a.equa durante le rnarcie. A questo riguardo, se si deve ammettere come veritÈt dimostrala., che una eccessiva quanlità d'acqua fredda introdotta nello stomaco quando il corpo è moll.o riscaldato, possa produrre perieolosissime coliche, si deve però anclie ammettere che un poco d'acqua as!3orbita cli quando in c1uando, preYiene le ancor più pericolose asfissie solari. Non s'i mpedisca pertanto a.I soldato di bere, ma si moderi invece, e con rigore, la sua tendenza a bere senza misura .

Accade La.lor-;t nelle rnarcie di grossi corpi che una parte delle truppe sbagli stra.da, restando così !a colonna spezzata e separata. Di quali disgrazie ciò possa essere causa, specialmente in vicinanza del nemico, ognuno certa.mente il sente; e basti a provarlo il ri cordare la sorpresa clie ebhe a prova.re una nostra divisione nel 1866 nella giornata di. Custoia, la quale si trovò d'improvviso sollo il fuoco nemico perchè appunto la sua. avanguardia aveva fuorviato, lasciando il grosso sr,operto, senza. che alla Lesta del grosso nessuno se ne fosse accorto. Ad ovviare tt tale-inconveniente, se già il collegamento non è ;1ssicurato da opportuni drappelli cli cavalleria, ciò che sarà sempre preferibile per intervall i rilevanti, si possono adottare due sistemi aUi entrambi a guidare i diversi scaglioni della colonna, ed a. collegarli fra loro. Il primo consiste nello stabil ire che ca.clun scaglione lasci alCllni indicanti a ogni nodo cli strade per avYertire i successivi scaglioni

(


32

33 per accampare le rispettive truppe, e recarsi incontro a queste a tempo e lnogo oppoi'tuno per indicar loro il luogo dove devono accampare, attingere acqna e andare ai viveri, nonchè ove prenderanno stanza i comandanti dei quartieri generali da cui dipendono. È pure bene che l'uffi ciale stesso sia incaricato dì indicare ai comandi, autorizzali di accantonarsi, i locali ad essi destinati. Se a ciò non viene provveduto prima dell'arrivo di questi , può succedere che i comandi stessi, preoccupati del bisogno di tosto farn e ricerca, trascurino d'assistere all'accamparsi dei soldati, cosa sempre tanto opportuna a farsi; o, ciò che è peggio, che sorgano questioni fra due comandi d'ugual grado i quali, stante la vicinanza delle loro truppe, avessero fatto scelta cli uno stesso alloggio. Finalmente un tale riguardo è pure suggeri to e dal decoro di chi deve occupare l'alloggio, essendo sempre rincres,;evole il chiedere ad alLri un disturbo a proprio vantaggio, e dall'interesse di chi deve fornirlo, il quale così avverti Lo in tempo potrà con maggior agio provvedere ad ogni occorrenza per sè e per l'ospite. SULLE GRANDI J\.lA NOVR E

PI::NSIEH I

della ginsla direzione da prendere. Tali indicanti, compiuto che abbiano il loro uffic io, raggiungono il rispettivo scaglione. L'altro mezzo è quello di (:ollegare permanentemente i vari scagl ioni tra. loro mediante coppie di soldRti scaglionate, a distanza di circa ,f 00 passi le ,rne dalle allre, negl' intervalli tra uno scaglione e l'altro per modo che, ogni coppia, vedendo costantemente quella che la precede, non possa più smarrire la via ( 1). li secondo mezzo è forse preferibile al primo, giacchè non solo raggiunge come qnell o pienamente lo scopo, ma slanc,t meno i soldati, ed offrendo , come gi è detto, il vantaggio di tener collegati costantemente gli scaglioni, dà un criterio esauo delle maggiori o minori fluLtoazio ni che ponno verificarsi nelle cl istanze, o meglio negli all ungamenti delle colonne, e finalmente porge un facile mezzo per comunicare ord ini generali all'intera colonna mediante trombettieri opporturnunente intercalati. 1

Un altro particolare di non lieve importanza da tenersi presente durante le marcie, si è quello che all'arrivo le truppe possano tosto dirigersi ai campi od agli accantonarnenti loro assegnali, e siano informate dei luoghi ove d")bbansi inviare le corvées all'acqua ed ai viveri . Nul la affatic,t di più il soldato, che già abbia fatto una l1111ga marcia for;;e sntto la pioggia o sotto i cocenti raggi del sole, quanto l'atlendere,. coll'armi al piecle o collo zai,10 sulle spalle, l'ordine che mai non giunge di entrare ai campi; 5 o :JO chilometri di più di marcia Io affaticherebbero assai meno che 45 o anche :f O minuti soltanto di una tale aspettazione. Epperò gli ufficiali di stato maggiore, sebbene siano già tanto affaticati, devono, durante simi.li 1mnov1·e, p:>rre ogni loro impegno ed amo r proprio nel precedere sempre le colonne di t;mto, quanto valga a prowrarsi il tempo di provvedere a tutto ciò ehe occorre

La colonna dei carri richiede essa pure speciali avvertenze. Anzitutto deve esser ben stabil ito che, com'è di rigore in guerra, il fermarsi di qualche carro non debba arrestare l'intera colonna; e se dopo pochi minuti 11110 o più carri non si ponno rimettere in via, si tirino sull a sinistra della strada e se la cosa è possibile si scarichino dei materiali più importanti per caricarne maggiormente gli altri carri, opp Llre si geui il t11tto in un campo· o in un fosso; ma 'cl1e a nessun cosi.o l'in tera colonna si arresti e tanto meno la parte trainantf~ i viveri. Nelle grandi manovre poi è bene talvolta, se le circostanze il r ich iedono, accordare a queste colonne una certa neutra lità. '.l'alvo!La infatti, per voler troppo rigorosamente a.ttenersi al supposi.o stato di guerra, si è costretti assegnare ai carri strade possi bili sì, ma faticosissime, nelle quali cioè o per cattiva manutenzione e per eccessive penclenze i cavalli non bastano al traino, o per angustia non permettono di fare lo scambio con carri d'incontro, nè con quelli che devono soffermarsi.

(IJ Tali coppie di coll ega mento cte"ono na tura lmente esser somministrate non dallo scaglione che precede ma bensì·da quello che segue.

ANNO

\

xxiv,

VOI• . 111.


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PE,NSIF.R!

SULLE GRANO! M ANOVRE

Ciò ò causa di gravi l'Otture di carri , di depet'imento di cavalli, di perdite di materiali e di ritardi di ogni genere deplorevoli sempre, e che se è forza il subirli in guerra non pare ragionevole di sollost.arvi purn in pace: eppet'ò parrebbe conveniente ammettere nelle g1·andi manovre il principio che ogni qual volta le vie da ra-. gioni slrntegic:he assegnate ai carri siano tal i da far prevedere rnnrcie disasll'ose, vengano mutate con altre, suggerite solo clalla convenienza di evitare inutili danni e rilt1rdi.

Nelle grandi manovre il vitto dei soldati è ordinariamente assicurato; non così quello degli ufficiali, e ciò è un grande inconve- · niente, al quale però spetta, essenzialmente agl i ufficia li stessi e non ad altri il riparare. Vi ha taluno che trova non doversi mai prender pensiero di ciò nelle grandi manovre, specialmente in Italia, opi nando che sempre ed ovunque si lrovi un pezzzo di pane e '.del formaggio o delle fr utta. Sta bene che un uffi ciale deb ba esser disposto a sopportare con gaia indifferenza, sì in pace che in guerra, le più grancli privazioni; ma appunto pel' questo tutte le volle che il può cleve procurarsi dei buoni ecl abbonclailli pasLi, non fosse che per legge di compenso. Non intendo con ciò di soscrivere al proverbio inglese - dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei - ma è cèrto però che un insufficiente nutrimento n on permette al col'po di sviluppare tutto il lavoro fisico ed intellettuale di cui sarebbe altrimenti capace. Va quindi lodata e secondaLa la buona abitud ine già invalsa fra. molti di prov,•edere sempre ht colazione pel giorno successivo, e nel dubb io anche il pranzo; e si badi che, salvo rare circostanze, si potrà bensì fare assegnamento che caricando il pranzo sui carri questo sia disponibile all'ora voluta nel giorno seguente; ma non è però cosi per la colazione, gi,tcchè gl i stessi carri dei vivandier i ben di frequente sono lontani nel momento, sempre incerto, in cui durante una manotJra sarà possibile far colazione. p·erchè queste refezioni riescano più sicure conviene form are

35

piccole famiglie. Le reggimentali sono già troppo grandi, sia perchè raramente t:rovansi siti oppo rtanti per servil'ie, sia anche perchè non sempre i battaglioni son certi di Lrovarsi durante o dopo una marcia, e tanto meno durante o dopo un comhattimento, acc[ln to agli altri baLtc'tglioni del proprio reggimento; epperò ogni battaglione, e preferibilmente ogni compagnia, faccia una famiglia ed una mensa. Ciò per iI pranzo; che qunn to alta colazione la prndenza suggerisce che cadun uffi ciale la porti con sè. Ogni comando di reggimento, di brigata, di divisione, ecc. formi un'altra mensa; e più elevalo è il capo della famiglia e più abbondante essa sia; giacché co.,i r ich iede e In dignità del comando e la maggior probabilità di soccorrere, come è di dovere, n qualche collega .che, per ragioni cli servizio od altro, si trovi lontano dalla propria mensa. I~ solo così che ciascuno, sicuro cli trovar al momento opportuno dtt rifocillarsi, può tutto cledicarsi alle esigenze delle opernzioni ad esso affidate. Talvo!La l'orgasmo che causa. il vero stato di guerra sostenta le forze del militare e gli fa passare '(Oasi inavverLite intere giornate di digiuno; ma nello manovre ciò non si verifica, nè devesi pretendere che si veriochi; chè anzi l'initazione che nasce nel vedersi senza necessità astretti a patire fam e e sete s'aggiunge al malessere efTetLivo derivante dal protratto digiuno, e ne nascono non solo malattie mo. dispetto ed affievolim ento cli quel fuoco saé:ro che è principale dovere cl'~gni capo di tener costan temente vivo nei propri dipendenli. A maggiormen.le raggiungere un tale intento, a prevenire cioè per quanto possibile la sempre rincrescevole eventualità che uffifici.ali abbiano a trovarsi o sprovvisti di viveri o nell'impossibìliltt di cuocerli e ammannirli, si dovrebbe nell e grandi manovre, come in guerra, prescrivere all'impresa viveri <li somministrare derrate alimentari agli 1tflìciali che ne faccia,no richiesta, e ai corpi cli ~sser sempre provvisti delle cucine economiche regolam~ntari.

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.PF.NSJEH! SULLE GRANDI MANOVRE

Altri pa\tic;olari rifleLtcnti i vari serviz i nelle grandi manovre merilerebbero forse cl'esser accennati; ma .io mi limito a quelli che venni man mano trattando, perchè mi sembrano i più imporLanli e di maggiore interesse generale; e lasderò che allri, prendendo forse le mosse da questo mio breve studio, accenni a quant'altro stimi esser degno di menzione in argomento di tanta importanza.

LE

ESPERIENZE DI Ml~PPEN Maggiore Generale

CON PROIETTI ALLUNGATI DI QUATTRO CALIBRI

MASSAIU.

I lettori di questa Rivista Militare sanno già come da molLi anni a questa, parte, e cominciandp precisamenle dal 118(l"7 colla mia Me-

moria sulle Traiettorie identiche e s-iàpro'ietli eqwipollenti io abbia combattuto per rettificare ed ahbauere diverse erronee teorie balistiche e come specialmente io ahbia sempre insistito sulla erroneità del limite di lunghezza dei proietti oblttnghi stabilitosi grat.uitamenLe in calibri due e mezzo, e 1·eli,qiosamente osservato per tiitte le nosLre bocche a fuoco, ed anche malgrado l'esempio datoci dalle estere uaz ioni cli Junghe1.ze alquanto maggiori, e malgrado Je gravissime maggiori spese a erti tale pregiudizio coniluceva nelle artiglierie di grande potenza. Ricorderanno i lei.tori che fino da quella mia prima Memoria. io proponeva di allungare r1,/;m,eno fino ai qnatt1'0 ca.libri il proietLo per queste ultime ai:tiglierie, e fino oltre i tre calibri per queHe di campagna adottando un so lo calib ro di millimetri 865, con due proietti d.i potenza diversa; e st,tbiliva i veri e soli termini di confronLo fra le potenze delle artiglierie cli vario calibro, nel 1'apporto

'

cioè clel pe~o del proietto al qnadrato del raggio (

I

I

t

) per le por2 tate e penetrazioni nelle masse di . grossez1.e indefinita; e nell':dtro


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LE ESPEF\JENZE DI MEPPEN

CON PROIETTI ALLUNGATI DI QUATTRO CALIBRI

rapporto della radice quadrata del peso clel proietto diviso pel raggio

Da quell'epoca in poi del ,J 867 e dopo non molto tempo ho visto adottalo generalmente il termine di confronto : .

2

colla, facile e più . .

p

comoda modificazion.e del rapporto alla sezione trasversale - -"' 'i! t'~

tenendo conto cioè del numero dei grammi corrispondenti aèl ogni centimetro quadrato della sezione. Ho pur visto adottato più generalmente nei calcoli per la penetrazione nelle corazze la teoria del lavoro periferico del capi Lano Noble (teoria daJla quale io aveva dedouo il mio secondo termine di confronto) e cioè il lavoro meccanico ripartito per ogni centimetro . lineare clelh1 sezione ( ,. P· ·v ) sebbene le s_cuole russa e fran.g, 1. ,g '1' cese preferiscano con non troppo valide ragioni l'altro rapporto p V2 - - 2 che corrisponde con esattezza assai minore del primo ài 2 g '11:r · • risultati ottenuti colle mol Le esperienze finora conosciute. Dopo aver dato ilei 11868 e nel 1873 una nuova teoria completa delJa derivazi.one, e confuLata complelamenle quella erronea aliatlo del iVfagnus, io pubblicai p~re nel corso dell'anno 1877 e nel successivo 11878 in questa Rivista uno Stiidio sni cannOn,i cli qrnnde potenza nel quale, prendendo occasione dagli esperimenti fatti alla . Spe:r. ia sul cannone di 1100 tonnellate, dim~slrai ad evidenza come: con: un calibro assRi minore e con una spesa anche assai meno rilevanLe si sarebbe potuto ottenere la stessa potenza di perforazione ed anche umt superiore allungando il proietto anche solo rino ai calibri 3, 5 e 4, e limitando il peso della bocca a fuoco alle sessanta tonnellate circa; e che un ,Tantaggio molto maggiore poteva ottenersi allungando <li più il proietto . In queste ull_ime Memorie dimostra.i poi all'evidenza sia teoricamente che praticamente l'azione della resistt)n7.il direttrice dell'aria, che p11ò rendersi sempre maggiore nei proietti più lunghi con palese vantaggio della pre·cisione, e lo sbaglio dannoso cli chi voleva ridotta la lunghezza a quel limite dei calibri 2, 5.

Dal 1867 in poi questi studi ed altri che vi si connettono direlti a confuLare le false teorie del Magnus non ottennero presso di noi quel la cons iderazione che pure mi era lusingato potessero meritare; e 11ella r icerca ed adozione di nuove bocche a fuoco da campagna, da muro e da costa e marina vidi sempre adottato presso noi come princip io i~oppugnabile la lunghezza del pro ieLIO lirnit!tla ai calibri 2,5 con vero danno del pul ,bl ico erario. Solo presso le estere naziòn i vidi adottarsi a poco a poco maggiori lùnghezze, e specialmente i11' Inghilterra e in Francia ove tutta l'aetiglieria da ca mpagna lui il proietto lungo 3 ca libri secondo il sistema del generale HelTye, il quale (mi si assicurò a Parigi) essere egli pnre propugnatore di maggiori lunghezze. Solo dopo il 1870 sembra die si ten tassero anche presso di non alcune poche esperienze con proietti più lunghi di due ca libri e mezzo; ma furono subito tralasciate dietro un primo esito infelice, che è lecito credere dovuto essenzialmente al metodo imperfetto con cui quelle esperienze debbono essere state attuate. Era riserbato al celebre signor Krupp, il cui nome va meritame,nte legato con tt1,,tti 1: prin'cipali pe1'f'ezionmnenti a1ncati alle armi a ftioco rigate, il dimostrare con 1mportantissime e decisive esperienze che le mie teorie sui pro iet.Li allungati non erano parto di riscalda,ta fantasia od utopie impossibil i; ma erano fondate sui veri e sani principii di meccanica e di balistica. Ed io vado ora lietissimo di poter constatare e prencle?'e atto degli importanti e soddisfacentissimi risultati ottenuti al poligono di Meppen da quel benemeritu ed illusLre industriale e scienziato nelle esperienze compara~ tive istituite fra proieLti di calil)'}'i qnatt?'O con allri di calibri 2,8 lanciati dapprima colla stessa carica e qu indi con cariche diverse e colla stessa bocca a fuoco. E poichè questi risultali mi danno completamente causa 1Jinta nella lunga lotta sostenuta in favore dei proietti allungati, così io in tendo di rii,endica11·e ora la priorità che mi spetta in iale grave qui;;tione pel' averne proposto pel primo e dimostrata la convenienza, mentrn esp,:imo pubb licamente all'il lustre signor Krupp tutta la mia ri conoscenza di ciò che ha operalo nell'.interesse della 1 scienz a ed in quel lo delle finanze degli Stati. Le esperienze di iVIeppen ebbero luogo dapprima nei giorni 8 e 9 agosto 1878. 1

(V~) per le perforaz~oni delle corazze.

1

2

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1 ..

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CON .PROIETTI ALLUNGATI 01 QU ATTRO CALIBRI

LE ESPERIENZE DI !vtBPPEN

Hiassmno, e completo negli apprezzamenti, il resoconto datone dal nostro G'io1·nale et' cirtiglieria e ,qenio, puntata di dicembre 1·878, pagina '14. 64, e seguenti . La bocca a fuoco scella. da! sig. Krupp aveva, il calibro di millimetri 1153..5, era lunga metri 3.85 e pesava chilogrammi ~j98t-\. 11 proiel.to lnngo quattro calibri pesava chiJog. t>'I .5 e quello di cal ibri 'z .8 ne pesava 32.5 La cal'ica. del pezzo l'n costante per ambedne i proiett i, e di chilogrammi 113.5 di polvere prismatica ad un canale. li rapporto della carica aJ peso dei proiett.i risultò pertanto prossimamente come uno aquauropeJproieLto pesante, e come 1: 2, 4 pel proietto Jeggiero. Il rapporto del peso dei proietti a quello della bocca a fuoco risultò: 1

pel proielto lungo : : 1 : 77 ,37 pel proietto corto : : 11 : 11<23. 1

Le prime esperienze ftu~ono fatte con umi elevazione di srn° ed uno scostamento a sinistra corrispondente ad una deviazione n.ngolare di 1°, 26'. I .risultali furono i seguenti: :Proietti lunghi l calibr i media cli 5 colpi gittata. metri 9'160 Proietti lunghi 2.8 calibri media come sopra » » 8778 Differenza in favore de! proietto pesante metri 38.2. Dopo questo Liro le esperienze furono continuate per misurare col cronometro Le-Boulangè Je velocità dei proi eui a 150 ed a ,J 1500 metri dalla bocca, e da queste ristiltò che Ja velocità iniziale del proietto leggiero fu in media di metri 579 e quella del pesante di metri 474,. Ecco i risultati ottenuti :

Indicnionc dei proietti -delle esperienze

50"'

I 8 agosto ))

id.

9

id.

))

id.

-~r- I Velo ci tà in metri

Data

Proietti lunghi '.2..8'cal ibri r.~edia di 4 colpi Proietti lunghi I} ca libri media di ;Ì colpi. . . . . . J Pro\c!ti hrnf:;hi 2, 8 calibri media d, "'colpi . . . . . . I Proietti lunghi ,j. calibri media cli 2 cc dpi . . . . . .

I

\500

Forza viva in dinamodi

-~

01

a

5oro

1500,n 3

l I

569,8 !~ 115,5 53ì, \ 286,0

,'i.70,5 388, 0 58 1,21395,;2. 1

tm ,9 f.t. 1!6, 11 54/~, :i, 286,8 472,IJ. 39 11,3 585,9 4-02,0

I

Qnesle cifre so no inleressnnLi per molli rigurmli e sono deci:;ive in favore del pro ielto allungato. ,JO Meni.re il pro ietto leggero dall.t bocca. del pezzo a ,JiSOO m_elri di distanza pen1e 164 metri di velocilit i quali corrispondono a metri 1.09 per ogni dieci m'e tri di lrngitto : il proietto pesante perde in vece so ltanto 8() metr i cli velocità ossia 0,57 per ogni :IO metri . trt perd ita di questo è pertan to prossi mamente In metà di quella clel primo. 2° La differenza iniziale del le vclocilà impresse dalla stessa carica, è cl.i 1105 metri nlht bocca; ma. va. così rapidarnente decrescendo, che a ,J500 metri essa si riduce a 96 in media, ecl a. 2030 metri le du.e velocità restanti di \'engono ugua.li. Al di là di questa disl.anzR il tiro del proiell.o pesan te di verrà. perciò piit leso. e più esalto di quello tlel proietto leggero . 3° l.' oti I.inazione della polvere ossia il suo prove1ito in fo rza vivR conlllnicata al proietto è assai maggiore nel pesante, che non nel leggero . Infa.lli i 537, 9 dinamodi reslit11ti al proietto leggero a f>O metri ,corrispondono a 5153 iniziaii, e quesLi corrispondono a 40 ,!) per ogni chilogrnmmo della carica : cosi i 58 1,2 dina.modi cleJ proi etto pesante corrispondono a 588,65 iniziali , e qùesti a 4·3,6 dinamodi ,per ogni ch ilogrammo di carica. Vi è perciò un maggior provento di dina.modi 2.7 nel proietto pesante per ogni chil ogrnrnma deJJa 1

1


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LE 'ESPERU.::NZE DI MEPPE N

CON PROIETTI ALLU NGA TI DI QUATTRO CA LIBRI

carica, che corrisponde ad un aumento del 7 per cento sul proietto leggiero . 4° Riguardo alla perdila delle forte vive, questa è poi assai rilevante nel proietto leggiero che a 11500 metri conserva appena la metil dell a iniziale (il 53 p. 100), mentre il proietto pesante ne conserva ancora iI 68 per cento . È questa una proprietà preziosissima. nelle artiglierie da costa di grande potenz,t ora d1e diviene sempre più indispensabile di poter combaLtcre utilmente le corazzate a. distanze superiori ai due chilometri affine di 1.enerle alla massima pos:;ibile distanza da.gli arsenali e porti che po treb bero tentaee.di bombardare. f5° La pressione atmosferica interna risentita dalla bocca.a. fuoco risultò di atmosfere 211/4.0 pel proietto leggiero , e ni 2H5 pel pesante. La. differenzrt iu 305 atmosfere corrisponde al settimo della minore ; sicché le due pressioni risult,tno nel rapporto di 7 : 8, aumento facilmente sopportabilHdalla bocca a fuoco . Cinque colp i tirati l.'8 agosto coi pro ietti leggieri contro un bersaglio in legno a ;f 52'1'metri, ed alLri quattro tirati nel giorno successivo diedero gittate medie di ;f 608 e Hi29 e dispersioni. vert.i cali medie di 1 .80 e 0.85 ed orizzonta.li di :I .80 ed ,J .20. Due co lpi invece lira.ti con prnieHi di 4, caliuri confro lo stesso bersaglio diedero le giti.al.e di ,f 625 e 16.27, e cinqne centim,etri appena di dispersione tanto verticale che orizzontale. Ciò proverebbe ancora ad esuberanza la maggiore precisione cli tiro del proieLto pesanle anche alle distanze inferiori a 2000 metri per le quali questo possiede minore velocità restante : e sarebbe una prova che l'alh.mgarnento del proietto a,wnenta la p·recisione del tiro. Le successive esperienze forono fatte pure al poligono ili Meppen nei giorni 17 e :-H dicembre 1878 ed ,1 1 gennaio 1879 col cannone lungo da H.i centirn . il cui calibro esatto è di mill imetri H9 .1I e perciò alquanto minore dell'altro esperimentato prima. .Per queste riassumerò il breve resoconto datone· nella puntata d'aprile pross. pass. di questa Rivista a pag. H 6 e seguenti ( 1).

Scopp di queste esperienze sembra essere stato quello di verifica.re .quali vantaggi presentassero i proie.tti allungati in misura diversa, e cioè di calibri 3.15 e 4 in confronto di quelli di cal ibr i 2.8 usati con cariche maggiori. li peso del pezzo era di chilog. 3960. I proietti leggieri e di calibri 2 .8 pesavano diilog. 3;f .3 e quel li pesanti furono di due specie: l' uno di' 3 ¼ calibri pesava 0 1, l'altro granata ordinaria di 4 calibri pesava. 50. La carica dei proietti leggieri variò cla chilog. :15.5 a 47 e quella dei pesanti fu manlenuta cos-tanl.e in chi log. 115.i:L Pei primi Ja carica var iò pertanto da. 0.49f> a 0.5.1-3 del peso del proiet.l.o; e pei secondi variò da 0.304 pel pro iello perforante di 31ft calibri a 0,3 11 per la granala ordinarià di 4 calib ri di lunghezza. I risultati in velocilit in iziali, forte vive e pressioni interne della bocca a fuoco appaiono dal seguen te specchio. 1

Da La

delJ'esperi111~nto

Carica Veiociti1 Peso di pol vere ùol proje tto prisma tica iniz'alo r hil.

Forza YiYa del pro ietto ·

·- --I Totale

dei gaz

Per chil. cli pol ~cro

din3modi

met1·i

chil.

Pression i

I Atmosf~1·e

1

1878

1

1

1

1

'17 dicembre. 31 id. 31 id. 31 id.

3·1,3 31,3 ;l•1,3 3·1,3

5·1,0 50,0

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1

Come appare da questo specchio le forze vive per ch ilogrammo di polvere (provento dellrt carica.) ragginngono al massimo, nei proietti leggieri dinarnodi 39.3 mentre arrivano a dina.modi 48 .33 nei pesanti. Il maggiore prot,ento di 4 dinamodi circa corrisponde al decimo quasi di quello dei proieui lcggieri e cosliluisce un vantaggio anche

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/1) Altro resoconto più co mpleto, ma senza alcun opprezramento, ne dà il Giornale à' Jrti9licria e Genio del corrcntu anno a pagma ~10 e seg uen ti '. rmntata d'aprilo):

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I


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LE E SPEI11 ENZ E DI MEPPEN

piit consiclerevo le di quello verificatosi nelle esperienze dell'8 e 9 agosto in favore del proietto pl;lsante. l~ poi da notarsi in modo specia.le come il pro1Jen,to della carica si mantiene prossimamente costante per tnl:te le cari che diverse e per lo stesso proietto. Questa proprietà, finora fo1·se inav,,erlita, può danie un metodo assai facile per calco lare con grande approssimazione la velocità ini,,:iale e la fo rza viva corr ispondenti ad un' altra qualunque data carica della stessa poi vere; oppure la carica necessaria ad impri.mern allo stesso pro ietto un'allra data velocità iniziale ed un'altra desiderata forza viva. Basta all'uopo conoscere con esattezza la forza viva comun icata ad un dal.o proietto da una carica pure data. · Anche in queste seconde esperienze la forza viva iniziale del proièlto pesante si è mantenuta cosfanl.emente superiore a quella del pro ietto leggiero e ciò tanto a pariLà di carica quanto a carica maggiore per qL1est'ulLimo ; sola. eccezione fatta per la carica enorme di 17 eh ilogra1iuni per cui si verificò una pressochè minima differenza in meno. Però le pressioni interne del proielto leggiero aumentarono in modo considerevole col crescere della carica; e per quelle di chilogrammi '16.5 e ·17 superarnno le pression i corrispondenti del proietto pesanle. Non vi è perciò convenienza di aumen tare la carica del proietto Ieggiel'o esagerandola oltre 16 chilogrammi, giacchè si va incontro ad mb tioppo fo rte tensione interna senza corrispondente vantaggio nella forza viva e specialmente nella successiva diminuzione di quesla. Ciò risulta evidente dallo specch io seguenle nel quale appariscono le diminuzioni di velocità e di forza viva da zero a 1500 metri dnlla bocca. 1

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CON PIW!l':TTI A LUJ NGAT l 0 1 QUA TTH O CA LIBRI

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1878 3·1 dicembre Proietto ordina rio 311 id. lnngo ca libri 2,8 31 id .

13·3•11,3,3 630 640 31,3 6t>'I

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623,5 ,t52, ,I 63,\.,6 326, f. 632,f.i fr60,9 658,!~ 839, o 61."'-,O G) !' ,l,7·1,7 676,~ 855,' 2

·1879

1·1 gennaio . Proietto lungo 31/ 2 ;)'! 508, ,1, 504,5 4·13,6 67 1,9 fi.H, 7 calihri . 11 id. Proietto lungo 4 5,1 5•1•I ,I 506,8 (i.07,8 GG!S ,7 !~;2.3, 8 calibri 1 1

Vedesi infatti subito che i 676 dinamodi del proietto leggiero colla carica esagerata di 17 chilogbunmi, se superano appena i 672 del pesante, si riducono però a 3i:>i:> alla distanza di 1500 metri, mentre quelli del pesante sono invece ,U4 o 423 con una esuberanza di 77 cliirn.modi nel caso più favorevole e di 68 nell'altro . E po ich,~ la. elisi.ama di ,, 500 metri è forse la rn,i:nima, a cu i potrit essere concesso di tirare contro co,·azz,He, ognun vede come convenga assai meglio usare contro quest.e proietti pesanti con velocità moderate, che non proietLi leggeri a velocilò. e,;agerate. Aneli e dalle cifre cli quest'ul Limo specchio apparisce che la perdita di velocità del proietto pesante si mantiene pros:;imamente la metà di qnella del proielt.o leggiero; e si può dedurre che a :iWHl metri circa le due velocità restanti divengono uguali: dopo di che vrevale sempre più quella del proietto pesante, ed il Liro ne diviene più rndente. . E riguardo alln, percliÙ1 dell e forze vive i proietti leggieri conservarono anch e qu i a ,J000 metri solo il ij8 per cento ci rca dell a ~oro iniziale, mentre i pesnn li 1m consernu·ono in media. il 6,j . Lt ddTerenza in meno cli ~n tre per cento circa nella loro i'orza : iva conservata in confronto colle esperienze dell'8 e 9 agoslo non può esser1

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LE ESPERIENZE DI MEPPEN

dovuta al ininor peso dei pro ietti di i'>'I chilogrammi e di 50 perchè questi avevano grarnmi 29.2 e 287 per ogr1i centimetro quadrato . .5 usati nelle prime esperi enze ne della sezione mentre quelli di. 1'H a:evano s_oJ tanto 282. Essa è donitn. .invece er identemenLe al la maggiore resistenza prnvata nell' arirt colla velocità d'impulso molto superiore con cui gli ultimi proietti furono lanciati. Questa maggiore perdita di un tre per cento di forza viva ai 1500 11:et'.·i ~arebbe pe1.'tanto un altro indb:io che le velocità iniziali supenon a, 470 metn non sono in realtil convenienti pei proietti perforanti, pei quali bisogna procurare che la perdit,t di forza viva risulti la minore possibile almeno fino a tre od ai quattro chilometri di distanza; e che il miglior mezzo di accrescere l'efllcacia consiste nell'aumento del peso e della lunghezza (1) . Io ch iudeva nello scorso anno la 2a parte del mio studio sui cannoni di grande potenza notando come il tentativo 1~iuscito a sie Willi_a~1 Armstr?ng di imprimere ai proietti leggieri velocità superiori ai 600 metn poteva condurre per altea via all'aumento di potenza perforatrice; mn. che però io era convin~o che a tale scopo m·eglio servisse l'aumento di peso e lunghezza del proietto non scompaanato dal possib ile aumento di velocità., e ciò pel minore rn.llenta1~ento prodotto dalla res-stenza dell'aria . I risultati di queste espe1·ienze di ,1eppen forniscono la più avidente conferma delle mie previsioni. L'aumento di forza viva dovu~o ad aumento di velocità. si esaurisce ben presto per la maggiore resistenza apposta dall'aria in ragione del cubo della velocità. stessa;

(I) C~nfrontando p_o_[ fra loro le velocità iniziali concepite e le perdi le d i ~elocità e fo rza viva solTerte dar due proieUi pesanti d i diversa lu nghezza e la nciali c olla s tessa ca n ea, vedi3mo: che sebbene la velocità inizi ale del piil lungo risulti alquanto ma~•iore pure le perdi'.e cli qucst'~ ltimo in ve locità e forza viva rbu ltarono a lquanto più ~;·andl d, quelle .ùell a ltro . Ciò e <iovu to certa mente al minor peso c he gli si è da~o, mentre avrebbe rn vece dovuto averno d i pit1. Ma ciò ne fa anche c onclud e['(~ ad evii:lenza cho il vantaggio balis tko non pro,•ie ne già dalla sola lunghezza del prc11etto, r:ia invece da q uesta co mbin ata con quel ma""ioi· poso bl> ' c ho meglio ne u tilizza la lunghezza. So il1fatti il proie tto lungo 4 ca li bl'i avesse avuto almeno il peso d i chilogl'am mi 51, esso si sa rebbe m.o sso hensl con un a velocità iuiziale minol'e (di 509 metri solt,intoJ ; ma la sua forza ~1va_ sarebbe allora risultala d i d in ,1modi 673.6 1 e perciò superiore a quella del proie tto più corto, ed avrebbe c onser v,1ta tn lc s uperiorità anc he nel rimanen te · tragitto.

CON PRO IETTI ALLUNGATI DI QUATTRO CALIBF\f

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mentre invece l'aumento di forza viva dovuto al maggior peso si , conserva assai più a l1ingo durante il tragitto . Re~ta pertanto piernunente dimostrato ed assodalo da inconfutabil i esperienze eseguite da persone competentissime, e con tutti i mezzi necessari ed i migliori 111etodi di procedimento che: 11° I proieui allungati oltre il limite dei calibri 2.5 ecl anche di quello dei 2.8 adolln.tosi in via cli transazione, non solo non sì capovolgono nel loro tragitto per l'aria, come si affettava di temere da noi, producendo irregolarità e pericoli sognati d'ogni natura; ma danno invece una. precisione di Liro sensibi lmente maggiore di quella dei . proietti corti, e ciò specilli mente alle maggiori distanze per le quali 'tale precisione diviene sempre più preziosa; 2° La forza della carica viene assai meglio utilizzata dai proietti lunghi e pesant.i che non dai corti e leggieri: e l'aumento di pressione interna, ad egual carica, si aggira entro lim i r:i m.oderatiss imi (specialmente quelli dati dalle esperienze 311 dicembre 11878 ecl ,1'1 gènnaio 11879) pei quali può benissimo non occorrere alcun rin, forzo alla bocca a fuoco, o bastare ampiamente, nei maggiori aumenti di peso una leggera cerchiaiura in più; 3° I proietti all unga.Li conserva.no assai più a lungo una potenza di penetrazione e perforazione più grande di quelli leggieri , e danno alle maggiori distrmze un tiro più radente; 4° L'aumento della carica e della velocit1t iniziale nei proietti leggieri è sempre meno effica.ce ed utile che non l'aumento del peso e lunghezza del proietto. E spero che il cortese lettore vorrà riconoscere in me itdfritto che ho di prendere atto formale di qllesti r isulta.I.i delle esperienze germaniche, le qua li mi clanno (Lorno a ripeterlo) compiutamente causa 'Vinta nella lunga lotta. che ho sostenuto per 112 anni contro infondati pregiudizi dannosi ai progressi della. scienza e delle nostre artiglierie. Restano ora ad esperimentarsi gli effetti dei proietti allungati nella perforazione dell e corazze; ed anche queste promesse espe1_-ienze verranno certamente eseguite dal signor Krupp in modo tale da togliere t.utte le incertezze. . Io non divido per nulla le apprensioni manifestate s11 questo particolare dall'autore del resoconto già citato dalla puntata d'aprile di questa Rivista desumendole dal Corso di 1}fateriate d' Art'iglieria


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L E ~; SPEHI E N:CE DI MEPPEN

del capitano ·Ellena, e non temo affatto gli effetti degli spostamenti molecolari e delle vibrazioni che possono verificarsi nei proietti più lunghi . La ragione l'ho g_ià esposta nel mio studio già citato sui cannoni di grande potenza. ( § 3'7, pag. 269 della Rivistli) ed a metallo di egual tempera e qualità, i proietti più lunghi andranno soggetti nella perforazione a minori guasti dei proietti corti, e llerf'oreranno certamente maggiori grossezze di coraize. Non divido nemmeno jl Umore dei minori effetti di scoppio nei proietti di calibro minore desti nati a scoppiare, perchè l'al lungamento <lei proietto permelle di all ungare la camera interna in modo da compensare i l minor diametro, e da renderla capace della stessa carica o di una maggiore. G·iova ora sperare che le riportate esperienze di Meppen fatte con proietLi di 3 ¼ e 4 calibri dì lunghezza non servano tra noi a stabilire gratuitamente un altro limite /atid·ico alla lunghezza dei proietti: e che non si vorrà più d'ora in avanti meU,ere ìu dubbio la possibilità di lanciare con oli.imi e progredenti ris ultati i proieLt.i di maggiori lunghezze, che in uno a questi io compresi nella denominazione di proietti-giavellotto. Mi fu d'altronde assicurato (ed ho ragione di crederlo vero) che nello scorso anno 1878 furono esperimentati al poligono di Spanclau, con 01.Limi risultati riguardo alla precision e, proielli della lunghezza di sei ca,libri; ed anche ·ciò d_ovrebbe bastare a. prevenire la fissazione gratuita d'un a,ltro lim.ite fatidico di lun e::ohezza nei calibri 3 1'/ 2 ov~ vero nei quallro. E non l'est.ano in sostanza. altri limi Li reali e ragionevoli che quelli (speciali per ogni singola bocca a fuoco esistente o da progettarsi) della lunghezza dell'anima o deila resistenza di cui è o può rendersi suscel:tibi le. Lirnili questi assai elastici, e che dipendono in buona parte dalla volontà clel costruttore e dai mezzi di cui dispone. .Di certo l'altungarnenlo del proief.l.o esige che il riparto interno della massa e le forme esterne ne siano comb inate in modo da porlare il sno centro di grtLvilà sempre davanti al mBzzo della porzione cilindrica; e che gli anelli o scanala~ure sieno disposti a preferenza presso la poppa afTi nchè la resistenza direUrice dell'.ariR Lrovi in essi

CON PROIETTI ALLUNGATI Dl QUATTRO CAL IBRI

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presa abbondante ed efficace per determinare l'abbassamento graduale della prua. Ma queste cure ed avvertenze sono pure indispensabili in ogni altra lunghezza, e risultano cli ben poca difficoWt nelle maggiori. Nella 11" parte del mio studio più volte cilato sui cannoni di grande potenza ed infine al§ '17, pag. 53 io feci vedere fra le altre combinazioni: ,come con una bocca a fuoco del calibro 2 ·r = 0,3052 e con un proieLto del peso di chilog. 64,'I lungo calibri 4.5 (compresa l'ogiva) e colla velocitit inizia.le di metri 4-50 si otteneva. una potenza periferi ca di dinamodi 70 capace di perforare una corazza di m. 0 .70. Determinai allora il peso della bocca a fuoco nel centuplo di quello del proietto, e ne risultò pel cannone di ;( 00 tonnellate sperimentalo alla Spezia una economia di non meno che 36 tonnellate. Applicando invece la proporzione sperimentata utilmente a Meppen del peso del pezzo uguale a 77 volte quello del proietto l'economia salirebbe ad oltre 150 tonnellate e cioè circa alla metit. E per cont.robilarn:iare utilmente il nuovo cannone Rosset di 1102 tonnellate con -1-5 centimetri di calibro.ed una, Lonnellata di peso del proietto, basterebbe di accrescere la carica del pezzo da 0,~052 nella proporzione, pure sperimentata utihnenle, di 0,30 del proietto per imprimere a qL1esto una velocità iniziale di 500 metri circa~ fargli acquistare una potenza periferica cli dinamodi 8,1.2.2 capace eh perforare una corazza di 80 centimetri di grossezza. .. E la spesa wmplessiva di questo irnovo pezzo col suo mun1Z1onamento non arriverebbe certamente alla terza parte di quanto costerà col proprio l'altra veramenle enorme bocca a fu_oc_o ! ! . . . . . . Io comprendo pienamente ed apprezzo la leg1tt1ma ambizione dei bravi e distinti ufficiali delle nostre fonderie ed arsenali di costruzione di terra e c1i mare nel voler superare le gravissime difficoltà che presenta la. fabbricar.ione di bocche a. fnoco tanto impon~nti e dei loro affusti ed accessori; e comprendo ed apprezzo pure pienamente il virile proposito di emancipare, per quanto è p·ossibi le, il nostro paese dalle grandi industrie ed officine estere. . .. Ma non l)ccorre prefiggersi addirittura le cliffi collà più enormi d1 costruzione pel solo gusto e vanto éli giungere a super_arle, quando queste enormi costruzioni costano pure somme enormi allo S~ato; . ~ prima di ogni altra cosa è necessario, ed anzi indispensabile, d1 A!'.NO

xxiv,

VOL. Ili.


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LE ESPERIEN ZE 0 1 MEPPEN

ponderare ben maturamente noi progetti se la potenza perforante che si VLlOl raggiungere nel pez1.o non possa per avventura ottenersi con spese o mezzi assai più limitati; e se è stata realmente esaurita tutta la. pote11;,.a di' cui sono suscellibili i calibri minori che si vuol proporre cli oltrepassare. È facile assai (ed è anche comoda pel progettante) l'idea cli ricorrere a calibri enormi per ottenere pote1ne enormi; e l'h o vista annunziata ed anche troppo agevolmente seguita talvolta presso le principali estere nazioni , dopo il primo non lodevole esempio datone clall' America noi suoi conati pel tiro contundente, che fu ben presto fortunatamente abbnndonato. J\1a la esagerazione dei calibri è per noi una via tanto più nociva quanto più è facile ed aperta ; e ciò perchè in fondo acl essa vi è un inutile sperpero clel pubbl ico denaro di una giovane nazione (la quale non ne ha di soverchio), cd ha por contro difetto grandissimo di potenti bocche a fuoco che deve necessari amente procLtrarsi coll a. mi~ore spesa. Questa e non altra do,•rebbe essere a parer mio la preoccupazion e e l'ambizione principalissima di quelli che sono preposti agli studi ed alla costruzione dei tan ti e tanti congegni di guerra di cui tuttora clifelliamo. Nessun'altra nazione cl'Europa ha rinora superato il calihro di 4-0 centimetri ed il peso cli 8,1 tonnellate. Solo da noi si è giunti ai 4-5 centimetri di calibro ed alle 1Oz tonnellate di peso. Per le nostre artiglierie da campo fu studiata ultimamente la questione cli aumentare l'efficacia del cannone dacentim. 7. /:5 lanciando con questo un proieLto più pesan te. ~la l'aforisma sul limite di lunghezza dei 2 1ft calibri e la ossequenza alle erroneo teorie del Magnus ha fauo sì che le prove tentate diedero be.n poco frutto o riusciranno pressochè ìllusorie se non si vorrà addivenire all'allungamento del proi euo. Eppnre i cannoni Reffye dell'artiglieria da campo francese hanno i proietti regolamentari <li t1·e calibri di lunghezza i quali vanno con precisione ecl efficncia grandissima, e nessun'altra potenza europea si atliene pi ù con tanta religione a quel limiLe fa tidico !. .. E quasi nessuno più crede ormai alle teorie clel Magnlls. ~: sk1.Lo pure studiato di recente il modo di dare qualche maggiore , efficacia alla metraglia dei detti nostri cannoni da 7 e di quelli da 9.

CON PROIETTI ALLUNGA TI DI QUATTRO CALI B RI

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}fa si è finito coll'adottare una scatola carica con pallel.le cli piombo

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ancora più piccole di quelle dei nostri anti chi fucili lisci di f~nteria._ :Ma dopo 1e'esperienze di Meppen io _nutrn speranza che 1 nostri braxi ufficia li , non dureranno gran fatica a progeuare pel cannone da 7 una granata acl a.nelli del peso cli chi logrammi 5 e della lun"h;:;,~ di cal ibri 3.5, la cui efficacia balistica supererebbe anche ~uella della granata regolamentare del cannone da 9.; poichè avrebbe grammi ·123 di peso per ogni centimetro qnnclraLo dt sezione, mentre l'altra non ne ha che ,1H. E la resistenza del nostro cannone da 7 ven ehbc agevolmente ri conosciuta sufficiente a l~ncinrc qll_clla nuova granata rolla carica di 800 grammi , come lo è già per lanciare con eletta carica lo shrapnel che pesa quasi lo stesso (chilog. 4,800). Che se anche per abbondan;,.a di precaLtzionc si stimasse convenien te cli rinforzf~re alquan to la eletta bocca a fuo co, una. leggiera cerchiatura d'acciaio dél peso cli 26 a 30 chilogrammi in tutto basterebbe ampiamente allo scopo, e la mobilità. del pezzo rimarrebbe inalterata con grandissimo vantaggio della potenza. fi Allora for1;e :::i comprenderebhe la somma utilità di adottare de nitivamenle wna sola bocca a f1wco da cent 7 per tulLa l'artiglieria da campagna , o col munizionamento di due proietti e cariche relati ve; l'uno leggiero pci casi ordinari <li distanze limitate e de~ol~zz~ relativa di ostacoli da auerrare, l'ciltro pesante per le maggiori distanze ecl ostacoli più. resistenti. Non si avrehbe allora a temere (come or~ con due calibri) in un combattimento prolungato la mancanza eh munizioni ad uno dei duecalibri , mentre se ne avesseroad esuberanza per l'altro nelle colonne cli munizioni a pol'tnta. TuLt.'al più si sarebbe obblioati a lanciare proietl.i pi ù o meno potenti di qua.nto fo:;se slreto ' . . tamcnte necessario il che è ben piccolo 111conve111enle; ma nessuna batter ia rimarrel.Jlrn <~osLrctta al silenzio per mancai'lZn. cli munizioni adatle al suo calibro. li cali Mo iinico Qet· l'artiglieria di campagna con due proi etti cli diversa eflicacin è un progresso al qua.le o tosto o tardi si dovrit addivenire perchè cleriva necessariamente dalla libera determinaz ione della lu~ghezza dei proieLLj, e costi.tuisce una grandissima semplifì.fi cazione del servizio con vantaggio della mobilità.. All orchè fu adottato presso noi il cannone cli rnmpagna cla 7 fo in real til. iniziato il dello progresso; ma. la necessi là riconosciuta cl i una maggiore po-


CON PROltTTl ALLUNGATI LE ESPERIENZE DI MEPPEN

01 QUATTRO

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colp ire l'immaginazione, basterebbe l' osservare che essa non raggiunge i sei calibri; ma giova piultosto consicle!·nre che al momen.t.o in cni esce dalla bor;ca clel pezzo, la scatola è già complelamenLe stasc(ata e le pa llette rimangono li bere nell'aria. Di guisa che In lun:gbez:r.a della scatola 11011 può avere ne$SUtrn nociva inlluenr.a :sulla reo·olarifa dell e loro trnieLlorie. Abhanclonato il pregiudizio dei due calibri e mezzo risulLerebbe in fi ne foc ilissimo il perfe,. ionare il tiro clelle nost re g1·anate a sh,.~pnelt, Je quali, checehè se ne Yoglia dil'e, hani~o tntlora nua ~ra1et1.orio assai incerta ed imperl'et.ta; e ciò essenz ialmente perch e :-ono 1roppo corte cd il centro di gravità ne ù situa.Lo LJ:oppo inclie~ro . . Dando loro la lungitez:r.e di a cali bri e mezzo s1 potrebbe logg,arle ,in lernamente all'uso austriaco riservando alla carica di polvere una camera posteriore di un ca li bro almeno d'alLezzasenrn dim inuire per nu lla il numero dell e pallet.te che ora si lanciano. L'nument.o del peso si potrebbe r idurre a ben poca cosa assottigliandone a!quanto le pareti. Qneslo sh rapnel alleggerito in I.al modo, e considerevolmente nell a sua parte posteriore, acquisLereh be una grande p1:ec'. ~ione nel tiro, ed anche una maggiore portala; e diverrebbe assai p1n eJncnçe ecl utile di quello che sia l'attuale regolanrnntare. E con questi voti e desidel'i faccio punto augura.ndom i ~he le es~erienze clel1'8 e Uagosto esegl1ite a Meppen pres:'ìo nna naz ione amica che trovasi ora alla 1.e,,1.;1. dei più importanti progressi militari, e qt1elle posteriori del dicembre e gennaio prossi1~10 passai.? con consimili risultati , possano avere nel nostro esercito rnagg1ore autorità di quanto non pot.è ma i ottenere la. pochezza delle mie forze. L'autore della B:ivista tec-nologicarnilif.are nell'articolo S1ii ccmnoni cli !Jl'ancle poten.:rn, inserito nella puntata.d'aprile di q_uest.o per iodico prevede già giustamente a pagina I 119 une'.,rivolnz w~ui nell~ svilnp/JO delle artiglierie clì granpoien:rn in seguito all'adoz1on_e de, \ proielli allungati: e concede che anche colla sola lunghezza d1 calibri 3 '/, le artiglierie cli cali bri mocleral.i potranno :mpe_rare I,~ pot.enza dei cali bri massimi finora escogiLati, e ciò con n_Ie,:ru_1~1 economie cli spesa, come del resLo io ho ampiamente ed a saz1eta cltrn.oslrato in ispecie nel mio studio sui cannoni cli grande potenza inserto nelle puntate del 11877. Se le mie proposte dei proieUi di ,i calibri e le dimostrazioni co-

t.enza indusse in seguito ad aggiungervi l'al.luale di cent. 8.1i detto da 9.. .Provato che qnesla ed anzi una maggiore poten:r.a si of.lienè . egualmente dal cannone da 7 giovri. spernre elle si rit.orni un giorno al calibro unico. E quanto alla C[uest.ione della metraglia ridotta: ora n, così mise1·rima efficacia cla..peoscrivei:ne qunsi interamente l'uso in campagn,t (giacchè ne tigmano ora soltanto tre scatole nel munizionamento normale cli ogni pe:r.zo), io credo che In so luzione ne sia pur facile ed ovvia. purchè solo si abbailèloni il costume di vo lerla distribuire nella. scatola, come si faceva anticamente., riselte pallette per strato . .Nel rnnnone dtt 7 le pallet.le di zinco dislr ibuile a sette per strato risultano così piccole e leggiere da non andare oltre i 1-00 metri. Se si distribuissero invece a t1·e sole per sl!mto il loro peso risullerebbe di H3 grammi ed il loro diametro di millimetri 34,, e lanciale con una velocilit iniiiale cli /4.00 metri sarebbero ancorà assai ellicac i ad 800 metri di distanza. Una scatola a metl'aglia cli lamiera di zi11co con tenenle 4,2 palletle (e cioè ·I4, strali) misurerebbe in lt1nghezza od allezm circa H, centimetri compreso il rondcll o ecl il copel'chio. e corrisponderebbe ,L qualche cosa meno di 6 calib ri. Il peso di questa scato la risulterebbe di !lei chilogrammi e mezi'.n, 1Ù,rnciata colla :;tess,t carica della granala d.i 800 grammi di polvere acquisterebbe presnmi bilmenLe, per ogn i pallett.rt, la velocilù ini:.::iale desiderata di 1.00 metri, o non potrebbe acquistarne 1m11, molto minore. Nél caso elle ci6 ac.:cadesse si potrehbe soppri11H11·e per esempio due strali cli pn.llette riducendo il nnme1·0 di ques·le ,t a6 , ed il peso delhL scatol:t a. chilog. i:> .GOO; ovvero si potrebbe aL1tne1Ha re la ca1·ic,l aggitulgl~Hdo un sacclletto o rondella di 200 grnmmi; il clrn to rnerebbe a mio avvi;;o assai meglio per la. fne ililit deliri cosa :;enza perieolo di eqnivot:i, e per la maggiore eCfì cacia che si clarebi>e all.t melragl ia. L,t ca1·ica <li un Gltilograrnrna di polvere c.: litl ,tgi;;se contro un,1 111ctss,t non l'orzala, non pot.l'ehbe prncltuTe cel'LamenLe una pressione interna maggiore di quella che peoducono 800 grnmmi di . po lveee con .u n pro iel.lo 1·ol'zato cli :i ehilogt'i'tmmi od anche di soli qw1ttrn. E cos.ì non si avrehhe rn1lla a temere per la l'esislen;i;a della bocca a fuoco . Qnanto alla lunghena dd la scatola, l,t ({ttale può a primo aspet.lo

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LE ESPERIENZE DI MEPf>EN CON PROJETTJ ALLUNGA TI ECC.

minciate nelle mie traiettorie identiche fino dal ,J 867 (vale .a dire 1 1.2 anni or sono) e proseguite in varie epoche avessero rinvenuto nel nostro paese quella considerazione che fu loro costantemente neaata n ' (e che il fatto dimostra ora che pur meritavano) non si troverebbe adesso esposta l'Italia alla gnwe spesa di riformare il proprio materiale d'avtiglieria in senso consentaneo alla prevista rivo I uzione; ed avrebbe potuto camminare costantemente alla testa delle altre nazioni nelle ricerche ed applicazioni relativè invece di limitarsi a copiarne i risultati: ed i nostri artiglieri e le nostre scuole non sarebbero costretti ben presto dall'esempio delle altre nazioni ad accettare com,e cosa estera ciò che essi costantemente respinsero quando era cosa indigena.

SULL'ASSERITA

MINORE ATTITUDINE FISILA AL SERVIZIO MILITARE DI ALC UNE PROVINCIE ITALIANE

E SULLE RAGIONI DELLA RIVEDIBILITÀ

Mantova, 27 maggio 1879. 1

LETnRA AL DlllHTORK DEl,l,A RIVISTA· MJl,ITAR~ ANTONIO ARALDI

Jtfaggior generale. Onorevole Signor Di1·ett01·e,

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Domando la parola per un fotto personale, come dieono loro signori alla Camera; ma tengo a dichiarare prima che la ragione personale non è proprio il vero motivo che mi spinge; e, anzi,_che essa è un tantino un pretesto per rientrare nella discussione generale del miglioramento delle condizioni fisiche dell'esercito, così largamente aperta nelle pagine della .Rivista. La mia dichiarazione serve a far sapere ai lettori che si avranno ad annoiar meno di quello che si potevano aspettare dalla domanda della parola. Io poi facendo a fidanza con la sua cortesia, onorevole sig. Direttore, e con la bene-. vola loro attenzione, comincio senza altro acl usarne.

I.

II fatto è questo . In uno scritto antecedente ('I) ebbi, fra le altre cose, a vagliare il giudizio emesso da nn collega, che in Italia vi fosI

•

(1) V Rivista Jlilltare Italiana, febbraio 1879, la Statistica sanitaria dell'eserciio nelranno 1876.


SULL'ASSERITA MINORE ATTITUDINE FISICA

sero alcune regioni di eècezionale intollera,nza alla vita militare· giudizio fondato sul numero dei morti e rifol'mati, dato dai. militari di esse regioni in paragone delle altre italiane, durante il bienni o 1876:-n,. Quelle infelici provincie erano le comprese nella divisione di Perugia, secondo la circoscrizione ter6toriale del 1873, la Sardegna e le due estreme Calabri e (Catanzaro e Reggi'o). Dimostrai che le deduzioni dello scrittore poggiavano su dati inesattamente racco lti e poco numernsi; che la causa dell 'intolleranza, da Jni post.a nell'orografia, era un errore; e dopo non breve ragionamento, appoggiato a· falli ed a cifre, che mi parevano indiscu tibili, conclusi che fino a studi più seri i e prove migliori non si poteva ritenere che i nati di alcune regioni fossero meno tolleranti della. vita militare che gli altri; e che al poslulto dovrebbero essere meglio studiate sotto questo aspetto le varie stirpi itaJia,ne .. Chi vnole, può veder megli.o le cose nello scritto citato. · Ora ecco che nel fascicolo di maggio delh Jlivista comparisce uu lavoro del maggiore medico C. Fiori, nel guale egli, ragionando con la competenza e maestria, che tutti gli ricono$cono, su i giudizi d'idoneità fisica al servizio militare, esce in queste parole« Che i popoli italiani poi offrano una ben marcata diversa fisica attitudine al servizio militare è facile provarlo col numero degli inabili, costantecome le CalaiH·ie e la Sardeana che mente più alto in cert.e regioni, u . ù ' / che ne possa aver detto 1,1ltimarnenle il mio amico carissim; dottore S. (~uida nelle sue pregevoli Note c·ritiche ctlla statistica san,itar-ia dell'e.~e1·cito nell'anJio 1876. Rilevo - per citare un fatto - dalla, Helaziùne del generale F. Torre che gli inscritli rirormat.i ai consigli di leva ed ai corpi per le cl.assi 1853-5/4,-i:>i.> diedero per Lutto il Regno la media generale di 24, 0,J °/o. Ma da quelle 1.Zela.z-1:on1: si rileva pure ehe l'Emilia segnò il 19, il YeneLo 'il 211, la Calabria e la Sardegna '·. 32. )) Il costantemente I' ha soltoline,Ùo il dottor l.~iori. Ringraziando am itutto e pubbli camente il collega del cortese aggettivo premesso alle mie Note, non posso però fate a meno di notare che il suo che che è pochino da.nero per compendiare le ragioni da me esposte. E lasciando affatto fuor di quistione la mia p9vera persona, trovo ragione per rispondere nel fatto che quando l'affermazione di poca attitudine al servizio militare per i nati di alcune provincie si trova ripetuto da uomini che hanno la competenza e il

AL SERV IZIO MILITARE Dl ALCUNE PROVINCIE ITALIANE ECC.

1

1

)

57

sapere de.I maggior F.iori, essa assume una importanza abbastanza grave perchè ·meriti di essere meglio esaminata e chiarita. Così come è stata da lui, e da altri prima, gettata là., crudamente,. quella parola .« costn.ntement.e inabili, o intoll eranti nel mestiere delle armi >l può parere per lo meno ùn rinfacciare a quelle popolazioni una sve1~11.ura immeritata.; e, anzi,' meritata, secondo altri. che la credono cl1pendenle c1:t condizioni 1norali ecl ec,onomiehe l.rist.issime, alle quali sol.t.osLanno volontariamente in mezzo alla progrediLa. civil tà clelle altre. Consimili affermazioni o accuse d'inattitudine al servi:tio militare sono state di tanLo in tanto ripetùte anche per allre provincie. Non voolio rar nomi di autori , nè di luoghi. Nolo bensì che le nominate nello scritto in esame sono le pi1ì universalmente tacciate e le ullirne rimaste sulla scnwna dei giudicabili. Delle all.re non se ne parla più. Tuttavia io sono costretto a nominarne qualcuna, se no eonfronti non posso farne. Ma dichiaro che l'animo mio è affàtto ~lieno e cont.ra1·io ad ogni sentimento meno che riveren te per ogm qnalunqne cantuccio di questa nostn\ terra cl'Italia; anzi, eome ho d~tto alt~·ove, non mi pare c..trit~i cli patria; nè prudente cosa, ~sporre 1nnanz1 allo straniero i fatti e le miserie di,casa nostm, specialmente se l.oecano in qualche modo l' esercito. Non pertanto, a. tacr-re ora si_ f~1..ebbe peggio ; crederebbero i fatli indiscutibili. :h'.rl~nclone q urnd1.' vediamo se pe.r avvent;urn non sieno meno tnst1 d1 quanto appaiono; ed .oltre al ristabilire la verità nei suoi termini, procuriamo cli cava.me qualche utile considerazione. Apriamo le Relazioni del generale F. Torre. Esse sole po~so_ncr fornirci i dati per la difesa come li offrirono all'attacco. Lastat1st1ca. sanitaria anni1~lle non si presta finora a queste ricerche con la. necessaria esattezza. Le Relazioni vanno dalla leva su i nRti nel ,I8.t2 a quella dei nati nel ,J8!S7; sediei anni; un bel perioclci, stati~Uco: Peccato che non si~no tutte compilate sullo stesso moctulo; 1 dati perciò non si possono raccogliere alla lesta e rnet.t~rli in confronti senza un lavoro dì riduzione. l<'ortunatamente quelli che serYono al nostro caso speciale possono valere anche presi come ~i lrova,~o. Ogni relaziòne ha la. tabella delle riforme di ciasc1~n. eircor~~ano, ripartile in due categorie - mancanza di 'stat.urn e: ~nfen~11~a, con !e cifre assolute e le nercent.mlli sul nllmero degli 111scntt1 sulle liste cl' estrazione. Dopo~ la tabella troviamo nominali nei primi


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SUL L'ASSERITA M INORE ATTITUDINE FISICA

q~1at:ro anni i dieci circo_ndari_ e negli altri dodici anni le dieci prov.mc1e, che ebbero nel nspet1.1vo anno il massimo numero d'elle ritorme; tanto i primi che le seconde in ordine decrescente; chi sta in Lesta ne ha, a,vute'di più; di meno chi sta alla coda. Eccoli La.li e quali: Ar~n~ ,184.2: Circondari di Aosta, Susa , Oristano, Lanusei , Trev1gl10, Catanzaro, Sondrio, Terranova, Matera. Paola. Anno ,1843: Circondari di Aosta, Susa, Lanus~i, '.Iglesias, Terranova, Catanzaro, Chiari, Sondrio, Matera, Saluzzo. Anno_;f 81-4: Circondari di Aosta, Treviglio, ~.,anusei, Saluzzo, SusR, Prnerolo, ì\fistreua, Iglesias, Mazzara, Sondrio. , A~n~ ,J,845: Circon~1ari di Aosta, Iglesias, Lanusei, Treviglio, Caglrnn , Gaeta, Caltagirone, Ossola., Pinerolo, Valsesia. Anno 11846: Provincie di Sondrio, Cagl iari, Mi fono Torino Bergamo, Calabria Ulter. 2•, Cuneo , Brescia, Siena,' Calabri~ Ulter. 11•. Anno 1184,7: Provincie di Sondrio, Vicenza, Cagliari, Milano, .!\facernta, Cremona, Trapani, Bergamo, Arezzo, Ascoli-Piceno. Anno ,J848: Provincie di Sondrio, Milano, Como, Cremona, Vicenza, Brescia, Calabria UlLer. ,J ", Bergamo, Asco!ì-])iceno, Sassari. Anno ,f 849: l)rovincie di Sondrio, Milano, Como, Vicenza, Livorno, Cagliari, Brescia, Calabria UJter. 1a, ~fantova, Cremona. Anno 11850: Provincie di Sondrio, Vicenza Rovic,o Cillabr·1·,, 'Lii ' ~ ' •. c. tel'. 1", Milano, Pisa, Cremona, Como, Bergamo , Brescia. Anno_ 185,1: Provincie di Vicenza, Cagliari, Milano, Como, i\fant~va, Pisa, Sondrio, Brescia, Calabria, Ult.er. 1J a, Calabria Ci terrore. Anno 1~52: Provi ncie di Sondrio, Calabria Ulter. ,Ja, Cagliari, Belluno, Vicenza, Como, Pisa, Arezzo, Cremon:t, Bergamo. Anno ,1853: Provincie di Calabria Ulter. ,J ", Sondrio, Sassari Cal~bria UILer. 2a, Vicenza, Cremona, Cagliari, Milano, Messina: .Bari. Anno "854: Provincie di Sondrio, Rovigo, Calabria Ulter. ,1• Treviso, Cagliari, Cuneo, Cremona, Sassari , ·corno, Milano. ' Ann? 18i:>5: Provincie dì Sondrio, Calabria Ulter. 2a, Cremona, Calabria Ulter. ,fa, Cngliari, Bergamo, Sassari, Girgenti, Grosseto,. Brescia. Anno ,1856: Provincie di Calabria Ulter. 2", Sondrio, Cagliari~ 1

1

AL S ERV IZIO MILITAf\8 DI A LCUN E PRO VI NCIE ITALIANE ECC .

59

Calabria Citeriore, Rovigo, Brescia, Treviso, Sassari, Cremona, Callan isse tta (iJ ) . Anno ,18f51: Provincie di Sondrio, Calabria Ulter. ,1,a Venezia, Sassari, Cagliari, Calabria Citeriore, Como, Caltanissetta, Basilicata, Belluno. !?acciamo ora la cerna. I dieci circondari che nel ,1842-45 ebbero riforme maggiori furo no: Aosta, per 4 anni - Lanusei, 4 id. Susa, 3 - Sondrio, 3 - Treviglio, 3 - Iglesias, 3 - Terranova, 2 - Matera, 2 - Saluzzo, 2 -- e Pinerolo 2. Le dieci provinciè, che nei dodici ann i seguenti ebbero il massimo dei riformati, furono: Sondrio, per "2 a.nni, -Cagl iari, rn Calabria UlLer. ,J a, rn -Cremona, 9 - Milano, 8 - Vicenza, 7 Brescia, 7 - Como, 7 - Bergamo, 7 - Sassari, 6. Oltre queste dieci che rappresentano' il massimo nel dodicennio, troviamo notate le altre nella seguente scala discendente: Calabria Ulter. 2", 4 anni - Rovigo , I 1 isa, Calabria. Citeriore, 3 - AscoliPiceno, Be!l uno, Mantova, Caltanissella, Arezzo, Cuneo, Treviso, 2. - Girgenti, Grosseto, Siena, Torino, Macerata, Trapani, Livorno , Messina, .Bari, Basilicata, 11. - Notiamo che le provincie VeneLe cominciano a contare dal 11867, cioè un anno di meno delle altre. Inchiniamoci con rispetto alla sven tura immeritata e non parliamo di Sondrio, di Aosta, di Susa, e di qualche altro ci rcondario che si trovano sempre fra i massimi per ragioni a tulli note. :Per le altre provincie abbiamo.... No, questo resoconto disgraziato non lo voglio fare; il lettore faccia da sè, se gli aggrada; e vedrà che il numero degli, inabili non è costantemente più alto nelle provincie Calabre e Sarde. Ma come nessuno potrebbe con intima convinzione asserire che la Lombardia offra poca. auitudine al rn,~stiere delle armi perchè è rappresentata con sei delle sue provincie sulle dieci del dodicennio, con quale giustizia, domando io, si getterà. questa taccia sulle provincie Sarde che vi stanno bensì, ma con grado mi-

1

(I) La Relazio,ie mette Basilicata invece di Cal tanissetta; e le dà il secondo posto con una quota di 38,30 ¼ di riformati. È un errore. l riformati della Rasilicat3, come risulta dallo cifre dei singoli circondari, furono ~8,30 , divisi in 17,36 per mancal)za di statura o 10,1H per infermità. Calt~n issetta è invece la provincia cho por avere avuto 29,88 ¼ d i riformati, cade al decimo posto dopo Cremona, che n'ebbe 30,0l.


GO

(;·t

SULL'M;S ERl'l'A MfNOP. 1·: ATTITUDINI·: l' ISIC:/\

/\L Sf.RVIZ.IO Mll..l'fAIU, DI ALCUKE PROVl:-IC IE ITALIANE ECC,

nore, o sul la Calabria che ri molle una sola delle sue trn pro vincie1 - Verissimo che nel Lriennio ·1853-oo ebbero riforme superiori a molte allrc; ma Yicenza, per dil'fle una, IJer selle anni di seg,~ito :ii trova fra le dieci provincie- del massi mo. Ora, eh i :d seLlimo an no l'n vesse cl ella costantemente poco alla. si ::ml'ebbe ingannalo di grosso, pcrchè essa nei quattro anni su1:c:essil'i non v'entra più . J\·Jil rmo è quasi nell 'idenlico caso. Quanlc non :ie ne sono delle :; 11 quella porera. Bas ilicata? la si trova notata una volta. E l'ecce.:ionale ·intollel'a,n::a delI' Umb l'ia '? nemmeno una voi la nel dodicenni o. E' mi pal'e la farnia della pelle del lupo : certe accm;o poggiano sopra apparenze consim.i I i. A voler fare con i'l'onLi giusti :ii :iarehbero do~oti mellere in paragone :-:empro i cir,~ondari, non le provincie. La vera unità, specialmente poi in fallo di levn, c:t il circondario, cli c vede i sno i inscritti , isitati da. uno sle::so medico e giudica ti da un solo consiglio. :\elle provincie <li più c,ircondnl'i. la difTerenza di appreu arnenlo del perito cli uno di questi - le aberrazioni di oltica int ellettiva, come l1a dello al'gu1.a111cnte il dottor Fiori - possono pesare in più , o in meno, e spo:;tRre perciò la p1;ovinc.ia dal luogo che le sarebbe toccato nella Lnbella dell'anno, se Lolli gli inscrilli dei suoi vari circondal'i fossero sta.I.i giudica ti con 1111 criterio unico. Per non abusare dell'ospilaliti_i concessmni mi astengo dall'esaminare i singoli circonclnri; In mia. Lesi ne sal'cbbe confermata, e verrebhern fnori deg l' i•1widiosi ·veri. I.a provincia di Torino, per esempio, ;;e non fo;;se fai.la che dei soli circondari di Torino e Ivrea sa rebbe l'ra le migli ori d'Tt.a lia; e deve a qnei due rnri Lipi della forte razzn subalpina ,-e occupa ancorn un eccellente post.o nella classifìca, non ostanLé gli altri Lre poco fortunati sll.Oi cil'conclari. Temp io Pau!. sania, in quella tnnto ma llrallntn Sardegna. r fra i migliori r irrondari it.a.liani. Le cifre, !le non 110 le traveggoie, hanno l'atlo vedere che l'i1 ceusa · non era esalta. Scrnliamole meglio e e.i moslrernnno anche tli più. Di ell e son l'att( qnest.i inabili '? cli mancanti di :; Latura e di malati. In regola generalo si può dire che gli uni e gli altri si trovano in ragione in rnrsa. nel debilo delle nrie provincie; più mala Li , meno bassi, e viceversa. l primi sono maggiori nelle regioni dell'Alta I talia, i secondi nella bassa . Nella Calabria e nella Sardegna il 1111-

. ·e tle ,1., ·,,1abi li Ì' fallo dai mancanti di stalnra. Son mero ma" ( b ' , ·1 . ~ te"·.., 1011 p'ertanto credo possa riu:icire irHeressante vec ere cose 110 , 1 d' · · que:ito fatto esposto in uno specchio, '.1el. q.ua le met.~o .1~ . _,cci pt ~vi nci1• che nell e cc1 m l.l1 ·0 id Lime Hela..::1011, • tlel gene, ,ti . ebbe, <! il massimo dello riforme. \li :;ono limitalo a. q11~ltro ,;oli am~1 , ~e1:.ch0 in quelli le Hela.zioni, dann_o alcuni_clern.cnt'., ,c.he :.t01~ ,;1 ne«li anni anteriori: cio1\ i r1111andal1 pel' lt\ -,,le:-.'Ìe ~,u,,-e. e l.:t . l< lu1~1 l)er centimetri di tutti gl i iu~critti. La ·cifra della merlin ge11erale i·. i111ell,t n.vnla nel Regno nel ri-

''°'

.Lo,,~

tr~,~·:~

spet tivo a11no.


1

62

AL SERVIZI O MILITARE DI A LCUNE PRO\ 'INCIE ITALIANE ECC.

SULL'ASSER ITA MINORE ATTITUOI NE FISICA

NUMgRO degli iscritti rifor mati e r imandati.

63

PllRCSNTOALE e della statura di me tri 1,58, 1,54, 1,55 nelle leve sui nati degli anni

!=====;'==========,;=== = = ==== = = =

18&4

~ 8 :i. k = ====

l= == =,==".='=4

lliformati

per

PROVINCIE

Riformati per

Statura di metri

Statura di metri

Rovigo Calabria U. I. Tnwiso

19,13

21,17

3'1,50

6,97 l ,78 2,06 1,00 15,17

1,ll2

.27 ,71

32,63

4,58 1,25 2,7S 3,26

14,18

15,78

30,26

9, 14 2, IS 3,23 5,54 18,52

3, 14

26,27

'.?9,,Jl

1,0-1 0,82 1,86 2,35

32,73

47,90

18,30

86,82

11 ,25

28,56

7,97 ~,S7 5,32 6,13 21 , 16

Cuneo

9,91

18,64

28,55

4.96 I, 78 2,01 3,75

>

Cremona

7 ,36

19, 44

2C,80

6,81 2,30 2,!H 3,82

8,97

2S,11

37,38

15,07

11,53

26,60

7,95 3,06 1,42 5,41

15,91

16,19

!32, 10

Milano

4,5'1 5,12

21,99 21,27

'2(1,53 26,39

Bergamo •

ì)

37,91

·1,02

30,9S

35,00

14,94

35,50

16,91

-.

40,99

6,27 1,22 1,87 2,Sl »

16,67

17,9'.l

34,59

19,90 1,82 2,83 4,75

l\l,18

32,13

16,18 2,99 4,16 6,13

11,00

32,24

13,50 2,60 3,68 s,21

2,1,32

so,01

7,37 1,89 1,59 2 ,os

3,()8

27,82

31,80

7,4!) 0,52 1,07 1,89

8,09 5,49 6,11 22,03

15,64

37,67 1 17,;10 3,50 <l,63 7,39 19,95

•I •

» 3,76

1,96 1,46 2,60

7,89

22,12

30,0l

11,25 1,83 2,,62

2,69 4,~a 4,37

16,61

15,06

31,70

15,06 2,so 4,4.0 5,72 15,24 »,69

,, 18,,H

15,13

2P,03 25,27 16,23

38,59

3\l,62 31,36

18,23 (i,,(I

12,9S

7,12

23,70

30,S2

16,~

S, IO

22,65

30,75

8,41

2,18 3,31 4,34 17,.25

21 ,56

38,61

11,74 2,25 3,59 1,97

»

Venezia .

"

2,14 9,36 8,35,

"

2,98 9,59 5,21

"

1,70 2,87 3,40

,,... 1,23 1,51 2,53

7,43

2,1.45 '

31,SS

8,34 1,.10 1,76 3,03

,.

17,09

18,77

35,SG

,· "

» »

17,03

12,85

29,88

" 20,76

9,29

29 ,65

10,70 '.!,88 4,43 6,17

15,Hi 2,~7 3,,10 <J,5'7 15,92

14,51

30,43

16,34 2,39 2,96 ~,C-4

3,G5

29,98

3:!,63

15,9-i 0,76 1,09 1,13

10,56 3,58 4,10 6,56 18,06

11,87

29,~3

l0,59 2,87 4,18 5,1 9

5.00

24,29

29,29

15,8~ l° ,7.2 0,72 1,44

»

Calabria Cit.

Belluno

Statura di metri

7,9;:i 0,94 J/J2 2,95 >

Basilicata

Caltanissetta

10,35 l,72 2,26 3,97 10 .11 · 2..\88

3,26 2,70 2,65

" 14,3)

l

,.

7,35

Grosseto.

23,07

6,C5 1,68 2,10 3,05 •

Girgènti .

0,91 1,82 8,29 l<l,84

6,93 l ,24 0,88 1,65

Calabl'ia U. II.

D1·escia

19,~I

I

17,31

Como.

9,1l

»

Cagliari

Sassari

Riformati per

Sta tura di metri

1,58 1,54 1,55

1,58 1,5:l l,55

Sondrio.

Riformati per


SULT.'ASSP.RITA i\HNORE ATTITUDINE FISICA

AL SP.RVJZIO MILITARE DI ALCUNE PROVINCIE ITALIANE ECC .

6f>

I

Si paragonino le provincie sarde e della bassa Italia con quelle che nell'alta Italia hanno un numero di ini:bilì eguale alle prime. Per esempio si confronti nel 118!H Cagliari con Treviso e Cuneo, fra le quali si trova nell o specchio, e Sassari con Cremona e Como. Nel ,f855 ·Sassari con Bergamo, o con Treviso nel •1856. La Basi.licata con Belluno, e la C,Ìlabria citeriore con Como nel ·18t>'7. Si vedrà che, a parità. Lolale cli inabili fra le provincie contrapposte, nella Calabria e la Sardegna il numero dei malati è talora la metil o meno che nelle altre, e viceversa pei mancanti di sta.t;ura.. La cifra dei rimandati è pure risultante di malati e di d.elkienti di altezza; non si ,;a qua11ti degli 11nì e degli allrì; ma non è difficile di trovarne ap·prossimaLivamente la propo r:;.,;ione. Guardate nelle colonne della !-1:atul'a, il per cento degli inseriti.i alti soltanto m. 11/54, e ,f ,55 . Cagl iari nel 185ft, ha sul totale dei suoi inscritti l' •I·1,4,3 ¼ che potevano ent.rare fra i rimandati per clifetLo di statura; Treviso, invece ha il 8,7,f 0 /o. La Basilicata il ,J0,60 "/o, e .Bell uno _il 2,il0"/ 0 , e via dicendo: Ora si possono r:alcolare alla sl:essa i;l.regua i l'ivedibili per m.ancante statura e cruelli per infenuità'! No , di certo . Il maggior Fiori., almeno, con calorosa eloquenza lrn dcli.o il suo parere circa il poco assegnamento che v'è da fare su ·i malati che si ri mandano ad un ;litro anno; ne vengono pochi e non affatto buoni. I mancanti di ~l.at11ra, invece, crescono di quel delì,ciente centimetro o poco più; 11011 sono perciò valori perduti. La conseguenza è che le provincie che hanno molti rirn,rnò.ati per difetto di slatnra, come le Calabre, le Sarde, la Basilicata. ecc. non pagano meno dell e altre; fo rse più; ~oltanto Mtlclano i i debito un anno più tardi. Se le Rela.zfoni ci dic.;essero quanti furono i rivedibi.li, riconosciuti auili nella: leva. succ1;ssiva, sì potrebbe fnre il conto preciso; ora quell o che ho esposto è una supposizione dedotta secondo le ,buone ·regole, se ;1011 JJt'inganno. Pereiò diceva ~opra che i I fat.to del maggior numero di inali ili in qur.llc region i a st,Hura ba;;sa è più apparente che reale. ì\'fa. il gmn 11urnero <li man canti di statura non prova. nulla circa l'aLtiLudine fisica miJ itare di quelle popolazioni. I~ un titola legale · di esenz ione l'avere un millimetro meno di m. 1,56; ma 11011 è nna ragione fisiologica cli minore resistenza . Se domani. un ministro con un I.ratto di penna fissasse la statura legale a m. ,1,Ml, o t.ornn.sse al1

1'1,54 che avea l'esercito sardo nel •185·1, •1uanclo dal generale Lit Marmora fo rialzata. con un tratto di penna all'attuale misura ecco che il numero degli abili al servizio milita.re diverrebbe assai maggiore nelle provincie ora .tenute per de_bitriçi che nelle altre. In fatti la statura mediana dei aiovani ventenni delle varie rec,foni c.J V d'Italia è la seguente per gl i ann i ,1874-75.- 76: Sardegna ,J ,58 Napoletano, 4 ,60 - Sicilia., ,1,6 1 - Marche ed Umbria, Piemonte, Homa, ,, ,62 - Emilia, Liguria , Lombardia, ,J ,63 - Toscana, 11,64, Veneto, 1,65 ('I). - Se poi i lettori vogliono darsi la pena di c,ousul tare anno per anno il per cento delle varie stature degli inscritti misu.rati, nelle quattro ultime Relaz-ion-i del generale Torre, troveranno che Cagliari ,la. quale ha la statura mediana più bassa con metri ,t ,57, presenta. talora un maggior numero di giovani a venti anni della statura di metri ,1,55 che cli 11,56·, misura oaai lecrale Perchè la misura si volle crescere di dlte centimetri nel 1185,1? Non ho potnto trovarne le ragion i. Da quanto dice il Comìssett;i (2) parrebbe fosse stalo per seguir la Francia, che allora avea per: l'esercito uguale s-tatura min ima. La Francia però nel ,J872 ritornò a quella di 1,_54 avuta, abbandonata e ripigliata; anche altre volte prima. Press(,) di no i, quando, per le annessioni delle provincie meridiomd i nel 11860, creb~e nel H.eg110 Italico l'elemento Gasso, che negli Stati Sardi era rappresentata rlalla sola Sardegna, sarebbe stato logico diminuire la statum minima legale per equilibrare il carico della leva fra le varie regioni, con tutte le stie conseguenze socia.li e demografi.che. Nessuno, per quanto io conosca, l'invocò . Sarà stato, mi figuro, per no.n a.Iterare nella formazione delle file dei soldati , quel solito senso estetico di noi Italiani; il quale, per dirne una, ci fa spendere un mezzo milione ·nella monumentale facciata d'una stazione ferroviaria, e tenere in poco conto il vero utile che è il minor p1:ezzo del biglietto; al contrario di quello che fanno altri popoli. 1

1

t)c, ,

~

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(l) L. Domo, J,a statura dei cose-r itti in Italia. Giornale della Società italiana d'Igiene. N. 1, 1s;9, (2) Co;11ssr.r rr. Annotariont s1tl!'atttt11dlne deqi'Italiani al servt.::1o militare . - Nel Giornale di medicina, farmacia ecc. mi litare. 1867. Nelle discussion i del Senato, nel 18:Sl, o della Camern dei deputati, nel lS58, sul progetto pel riotdinamento del!a leva militare , passata in legge nelr anr.o ctopo, non fu da ta, nè chiesta ragio n" alcuna sul!' aumento di .2 cen timetri fatto alla misura, allora vigente, della st:itura minim a mili tare; e gli ar ticoli relativi furono app,·ovatl senza osservnione di sorta. ANNO

xxiv,

VOL.

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SULL'ASSERITA MINORE ATTITUDINE: FISICA

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Perchè io non posso pensare che si sia creduto che uomini mferio r1 di staJ.ura a metri •1,56 fossero incapacii di portare le armi. Contro tale supposizione sta il fatto che pi(i di mezza Europa. fa il contrario. Frnncia, Belgio, Spagna, Austria, llussia hanno statura min im a ri1ilitarc inferiore alla nostra;· laddove ht statura mediana de.li e varie razze di quelle nazioni. è superiore, quasi in tulle, alla mediana d'Ita lia. Cito un esemp io. In Francia dal •l 831 al •1860 la statura legale fu di metri •I ,56 e si ebbero esenzioni per difetto di essa in proporz ione del 7,69 °/o; dal 1860 al tì8 quelle esenzioni scemarono a.ncora sino al 5 ¼; non pertanto nel 1872 la misura legale fo abbassata a, metri 1,54. Non fu fotto perchè venissero crescendo ['esenzioni, ma per avere riconosciuto che erano alti alle armi anche qnelli di statura inferiore della legale allora vigen te, e non si voleva. ,;he sfuggis;;ero nei bi-sogni delht nazione. Le esenzioni. presso di noi danno un percento quasi il doppio di quello che avea la. Francia; ma non se ne tiene conto, anzi non se ne parla. Non sarà poi fuor di proposito il notare che il peso dell'armamento e dell 'eqnipaggiamento del nostro soldato è inferiore a quello di altri éserciti. Esso è di d 1i log. 24,00 e quello del Belga è chilog. 30,79, del Franèese ch ilog. 35, del Prussiano 28 ,240, del Russo, 8•1,746 - parlo dei fonta.cci'no (1). ta com.eguenza è cbe converrebbe esaminare 'ìe non fosse ginsto òirninuire di un cenl.imet1·0 almeno la statura legale richi.esla presso di no i pet· aumentare il numero degli àbili al servizio militnre, e facendo lacerna dividere così in più eque proponioni fra le va.rie provincie il peso della leva; mettendole tutte in pari condizioni rispetlo alle consegnen1.e demografiche che vengono dalla contin,ua selezione dei più fori.i fatta dal reclntamenlo. Non dico di vantaggio in cpiesto scriuo; oltre considerazi!)ni sul proposito le ho esposte in un lavoro in corso di stampa sul Diornale di medicina 1nilita1·e. Posto in ch iaro che l'eccedènza degli inabi li nella Sardegna, nella Calabria, nella. Bas ili catn è falla dai mnncanti di statura, e poiché è oggi aìfatlo f'uol' di cluhb io che la statura dipende dalla razza, 1a quale in quelle provincie non è stata. sensibilmente influenzato. dalle,

AL Sf.R VIZIO MILITAHE DI 1\LCUNE PROVINCIE: ITALIANI:: ECC.

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condizion i loeali come in Sondrio, Aosta , ec1.:., che cosa diremo cli quelle dotte dissertazioni, nelle qua li si è cercalo ll i spiegare la immaginaria inabilità fisica al servizio militare di quelle popolazion i, come un principio di degenerazione, co nseguenza delle !oro cattive _condizioni morrtl i, economiche, socin li ? Vorremmo ci spiegassero come possa a,vveni1·e che una razza degeneri presentando nn numero di malati minore delle razze che progrediscono. Che se !'alla statura è da tenersi come un esponente dell 'avanzrita civ ilth e del bene:;~ere d'una popolazione, ciò che consegue a cont.rariis dalle teoriche messe innanzi da alcuni, il popolo modell o saranno senza dubbio i Patagoni.

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La più import\111te forse del le quislioni sull'esercito, quella .che oggi è all'ordine del giorno posì nel Parlamento, che nel la stnmpa militare, la buonascelt:t del le reclute, m'invogli;1 e mi scusa presso i lettori se en tro a dire qualche idea, che mi ha s11ggerita snl proposito il lavoro del dottor Fior i. Sono parole d'oro quelle elle spende intorno al grado cd nll 'a11torità che clovrebbern avere i medici de;;Linati ai Consigli di leva. Non meno giusto è quell'artico lo che vorrebbe aggiungere ai 93 dell'elenco delle inferm ità esimenti da.I servizio militare, per fa.r con,;idernre nrl loro cornples~o quei moltepli1.:i piccol i difetti che, presi isolatamente, non dann<! l'esenz ione . Convengo anche in buoiia parte che alcuni articol i dell'elenco possano subire Lllili rnodi11cazio11i; e che da essi possa toglier:;i la condizione della r ivedi.bi litil; so.,Liluendo la, dico io, con un esame più rigoroso fatto all'ospedale militare. Ma circa al salta·re il fosso e cancellare la rfoedibili~à ormnque si trovi, me Jty perdoni l'egregio coll ega, non rui pnr giuslo, nè opportuno. li, suo dil emma, più volle ripetuto - o la rnalau ia 11 011 esisten al tempo che fo co111.:edul.a la r ived ibilità, o c.hi n'era affetto dovca riformarsi adcliri t.turn - pretende troppo ; nessuno dei due termini può accetla1·:3 i· come è dato.

(I) V. JIP.•lun, Aitle- mémofre d1' mét:lecin ,nilitait'e, Bruxelles, 18i0. Mo,uc ue, Tra!té d:hygiéae militaire, Paris, lS74.

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SULL' ASSElH'l'A MINOH r,; ATTI TUDINE FISICA

Noto di passaggio ehe non eolpisce nel segno quando dice che l'elefan,tiasi, (Art. 7) e le mal11ttie nominate nell'art. 77, tranne l'ultima, sieno soggette alla prova della rivedibilità. Sono motivn di pi·onta, rifo rma secondo la lettera e lo spirito di qùegli articoli . Ma alcùne altre lnfermitit, come le i1,lce1",: c1·oniche, le fistole (e badi che non è fatta. distinzione di grndo, di natura, cli sede, ecc.) l'i:pert1·0/ia dell'e tonsille, dell'n,qola ecc. noh crede egli che possano guarire radicalmente in un anno con quell'opporLuùa cura chirurgica, nlla quale non è permesso a noi dalla legge di assoggettare il paziente nell'os-pedale militare, e a cui non pertanto egli potrebbe sottopor!;i volontaria.mente a. casa sua durante. il tempo della rivedibili tà., per liberarsi da un' infermità spesso sd1ifosa e f'acilmente wr,1b ile? Non lo farà - dice il collega; peggio pel tristo - replico, che sara costrel.to fl..tollerare per ann i il fastid io e forse il perico lo del progredire del male, pui· di non pagare il debito sacro di di rendere In, patria, come gli a Itri suoi coetanei. Ho del to per w11Jni, perch è l'Art 85 del la legge vuole che la riforma non sia il'l'evocahile se non due nnn i dopo ottenuta; ai quali aggiunto cp1e!lo della rivedihilit:i, ranno tre. Togliamo ora la rived ibil il/1, e con essa , per e::;sr.re logici, sopprimiamo il clet.to Ar'l. 85 (quando non si l.ra[.li di riform e carp ite per frode) e vedremo clic r indjriduo ril'or:rnato, mn gari Llll mese dopo, si sot.10porrà per suo con to alhtc1u·,1 voluta, e, ra.u.o altrettanto va.l ido d ir. qua.lunque altro, se In. godrà in ba rba a.i lcgislat.ori . th i scrive lia conosciuti paes i, ove hL sirn ulazione e l,t produzion e delle infermiL/1 esirncn ti drd seryi1.io miIi.tare era diven tata un'arte con cultori e proressori eserce11ti . r: 1tlueio di medicina. l~1gale del comitato di san ità. pot:rehhe, se lo rnlesse, :;cri vere dell e pagine ecli(icanti e istrnttive SlL i casi di sim nlaz ionc, :;otLoposti al suo giudizio. l'er ta lu ni senza il soccorso di aiuti estmnei alfa. scienza, non si sarebbe ma i· n:nuLo a Ot]}O di sr;oprir lrdrode. Ciò serva anche a dimostrare che il pretenderla ad infall ibili, corne importcn~hl,e quel di lemma. non i: il fat.to di noi medici; lo clicouo i profan i per lo 11rn1w. La riveélibilit.it poi non deve tener-si per una :;uppatoia che ci disimpegna. clal l'esamin;1re con tnl.1.o il rigore dovuto il caso che ci sla dinanzi. In va.rie inferrnità è un mezzo di valutare l'i1nportanza della malaltia stessa, facendo assegnamento per la guarigione non so lo sulle forze nrnra vigliosr della natura, del!' elà ecc., ma anche sulle

A l, SEHV!ZIO Mll,ITAHE DI ALCUNE PROVINCIE JT,\ J.I ANE ECC .

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cure che può fare l'infermo . .Poichè se v' ha persone così degradate moralmente, che fanno il poss ibile-per conservarsi la malatlia, ve ne ha pttre, oggi che il ser vizio obbl igatorio attinge in tutte le class·i sociali, di qu elle che per maggiore morali tà o per cnnclizioni di nascit:t preferiranno di guarir presto e soggettn rsi al servizio mil itare, come male per lo meno ru inore dell 'altro. Pel difetto di perimetro toracico, la. rivedibililit ò il migl iore, anzi l'nnico partii.o che si possa aclottarn: ed è raro che non riesca quando il difetlo non ;;upera i du.e cent.inrntri . Sono (lel parere del dott. Fiori dove trova troppo gravi le cond izioni dale dnl 3"7 del regolamento.; le precauzioni prese lit contro la frode possono talora far credel'e colpevo le ch i noo lo ò. Ma non mi sento t.euero quanLo lui per ch i cerca in quell'articolo l'incentivo a. danneggiare se stesso, procurando che lo sviIuppo del suo tomce non proli Lti d.el periodo cl.i t.empo concessogli . Non ho eompassione per questi martiri dnll a !'rode, che sfidano la morte stessa pu r cli non soddi:;fare al lo ro dovere. Mi duole solo che la pena. pos:;n essere infl itla rln.lln violenf.ala nùtura, anzichè dal coclice penale; ma non rorrei spian,tr loro la strada a fu ggire da Lui Li due; giostiz in vuole eh,~ uno 1coJpisca. - Oi passaggio dirò che non entro c1ui a discutere (I' 111> l'aLLo nello serino sopmrnent.o.vato) della misunt che do vrebbe nvere il perimetro · torricico. Qnella proposi.a del maggior Pio1·i ù nuamisura . teorjcarnente , ben Lrovat.a, ed accettabile lino a. che non si po~rà con maggio ri ricerche :-tabilirne uoa fondata sopra nna hase più solida; l'esper·ienza. L'espediNlle poi che l'egregio scr ittore propone di sostituire alla vigente misnrn della rivedibil ità. è l'as;:;egrnunentn alla. 2'' categoria; alla quale egli vo1Tcbhe desli11a re i mancanti di st.atn ra o di perimetro toracico, quelli cli ùehol e costituz ione, e (deve supporsi) gli affetti eh infermità presun te sanabili compl clarnenl.e in un certo Lempo . Credo però che la sostitu.zinne non sciolgn la diJTìcoltà; offra più inconvenienti che vani.aggi, e, sopratntto, poggi sopra un l'also n,pprez.::amento nel va lol'e militare d1e ::: i dee dare allo 2" categoria. Essa 11011 è già simi le alle trappe dei sen°izi ausil ia1·i cli altri eserciti. e nemmeno alla no::;tra3" categoria, che e una ;;pecie di guardia naziÒnale. t rnili:c.ia bella e buona e di ,J• linea.; serve di complemento per riemp ire le file diradale dal fuoco del nem ico o dall e inferm ità ; e, di solito , sono questi solcfati che clnrano le fati che piu

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SuLe ASSERJTA MINOHI:i ATTITUDINE F ISI CA

AL. sEitvJZiO M ILJ'[',\lu; lJI ALCUN]:; PROVINCli;: ITALIANE ECC-

gra'.vi della guerra , nel 2° ,periodo, dopo le grandi battaglie. Peggio poi in caso di rovescio; informino gli eserciti germanico e francese nella ca1upagna ultima. Or:t se al la minore istruzione militare che hanno, di regola, questi soldati di complemento, si unisse una minore re:;istenza fisica che frutto potranno d.11·e1 È indi3pensab ile che la 2" ca Legori:-t sia costituita da uomini i quali abbiano tuui i m1uisiti fisici voluti pel mestiere elci le armi, finc:hè essi hanno, in guerra, lo stesso impiego che quelli deHa 1". Sarebbe in conseguenza, secondo il mio parere, un errore il fare che la 2.t categoria si formasse non ser;onéio l'opera del caso (estrnzione a sorte) fra gli inscritti di pari idoneità allearmi, ma fos::;e fat! ;t per scelta di uomin i, i quali avesseeo uM minore attitudine fis.ica. l i diffel'enLe grado cli attitudine deve tener;; i_a calcolo sollarno nell 'asse6narnento degli inscritti alle varie armi e a vari servizi. li principiò - chi più ha più dà - è stato invoca to, se non erro, nnn per l'assegnazione piutto:st.o ad una che ad un'altra categoria ma, bensì pel ripaito del contingente annuale in p'roporz:ione dei riconosci'uti validi dei vari circondari . Cioè che ogni circondario dia nn numero Cli inscritti aJ la 1" categoria in ,·agione dei validi che ba eJiettivarnente, e non già degli indiv idui, come che sieno, registrati su lla sua lista. Così inteso mi par giusto; non già altrimenLi. Ho detto che l'espediente proposto noù scioglie le diOìcoltà. Infaui può esser ceno il.perito sanitario e il consiglio di leva che quei debo li di costituzione, o mancanti di statura, o di perimetro tora. cico o affetti da malattie presunte sanabili, i (Juali per queste ragioni, o per essere coni unque men11 abi li, non furono assegna ti rwlla ,1-0. categoria , ma clestinati alla 2", invece che essere rinrnndat.i ·ad esame nella ventura leva, può essei' certo, dico, che $Uranno diventati affaLLo validi quando sarannq chiamati sotto le armi, forse pochi mesi soltanto dopo la vi5ita suhÌln, come accade in qu est'anno? Certo, r ipeto, perchè egli li ha di ch iarati idonei al servizio mi Iitare e sono già arru.olati. Chi potrebbe pretendere che un medico dia una siffatta assicurazione? Mi si ri:;pond'erà - all'nrrivo al distrel.lo o al corpo saranno rivisitati . - Ma allora non si parli di voler togliere l'incertezza a!fl'insc1·i.tti. e le noie clella sospensione aie consigli di lel)a. Che ci avranno gu:tdagnato? Il giudizio non rimane sospeso ad un altro anno, ma è cassalo, magari d6po pocl1i rne,-i; l'inscritto

però è stato tolto al suo tribunale naturale, il consiglio di leva; non è incerto del fatLo suo , sottostà invece a tutti gli obblighi del mili-

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tare in congedo illimitato; ma, aJl:n:onclnsione, se all a ch iamata in servizio non è anco ra ab il e, lo Stato lo riforma, rimettendoci le spese; e reserciLo non ha avuto da lui attro vanta,qgio che fal' crescere d'una t ifra la statistica delle sue perd ite. Il dotlor r,' iori , che quando tanti gridavano sulle tristi condi iiou i del nostro esercito ha con dialettica st,ringente ('I) dimostrato che stava meglio che non . paresse. non può consentire che ue rimanga deprezzata, anche solo .tpparentemente, la sol idiLà. Nello stato pl'e,;ente dell e nostre cogn.izioni su ll'attitudine fisica al servizio militnre dei popoli italiani, la rivedibi lità è l'espediente migliore sotto l'aspetto rnediw e giuridico, alTinchè il principio dell'obbligatorietà del servizio sii1 eflìcacement.e applicato . Quando ne sapremo di più si potrà far di meno in molti casi della r ivedibilità, giudic,tndoli alla bell a pl'irna, con minore probabi lità di errare. Ora, se la si Lrova pesante troppo per gl'inscrittl, s'i può cercar modo di dar loro un compenso pronorzionato, su lla durala clel servizio, per esempio. Giov,l os;;ervare: intanto, che l'incom'eniente attribuito alla rivedibilità, cioè di essern un mezzo cli rimandare ad altro tempo un g\ uclizio , che dovrebbe darsi subito, si può fare egualmente, come ,tbbiamo veduto, all'espediente dell'assegna1jone alla 2_" categoria, ma con maggior fondamento, e con circostanze aggravanti . Un perito o un membro qnalunque del consigl io, neghiLLoso o infedele, assegnerà più fac ilmeii te alla 2" categoria anche i vali·ctissirni che volesse favorire, seuza d1e il favoi·e apparisca. Non sono · forse arruolati? Non ho l' intenzione di esaminare qui le riforme proposte all'elenco B. Ho già detto che convengo coll'egregio collega in molla parte; andie a sostituire nel ,1° articolo la graciIilit con la debolezza costituzionale, imitando il regolamento l'ran cese. Desidererei però cbe egli mettesse a quell'articolo la condizione stessa che ha posta al 9,l.. 0 di sua invenzione; cioè che il perito dovesse aggiungere le ragioni su cui si fonda il giudizio dell'esistenza della debolezza co(I) lncMesta statistica sulla morta lità delreaercìlo italia,10, Rivista Militare,italiana, settembre I8i8.


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SULL'ASSERITA MINORE ATTITUDÌNE FISICA

AL SERVI:t!O Mll,IT AHI> Ol ALCUNI:; PROVINCIE IT ALIAN E E CC .

·stituzionale. Egli ha notato cl1e noi non abbiamo una scuola medica militare, la quale dia e mantenga negli ufficiali sanitari l'uniformità dei giudizi in materia, almeno, di medif:ina legale. I francesi hanno il Val-de-Gràce, e non pertanto non sono pnnto concol'di sul significato che merita questa vaga espressione - debolezza costituzionale - ado ttata da loro nel 1 ° ani colo del quadro dell e malauie ecc. che rendono inabili al servi,;io au.ivo . L'istruzione del consiglio di sani tà france:;e del 3 aprile 1873 afferma che se ne abusa sovente presso i consigli di revisione. Il Morache (opera citata) commentando l'articolo 1°. l'ipete lo stesso lamento, e nggiunge : - l'espres~ione debolezza costituz ionale diverrà sempre meno comune, perché i modi d'investigaz ione e il livello generale della scienza fanno certamente dei progressi. Altre volte si app licava come termine generale a qttasi tutte le infermith ed è ancora frequentemente usa to oggi. - Obbligando il perito a precisare le ragioni dellfL debnlezza costituz ionale caso per taso, :--i eviterebbe in buona parte !'abttso, e quell'espressione assumerebbe ,m ,-i~n ifica to megl io determinato. Così Ie dare i iI passo . Un' n.ltima osservazione e fini:-;co. li maggior Fiori proporrebbe di sostituire l'inciso dell'attuale articolo ?I dell'elenco B, - la tnhercolosi polmonare .. . quando bene accertata - con quest'altraformùla « La tubercolosi polmonale. L'inscritto c.he pur presen tando,altitudine fisica al ·1nilitare servizio con documenti legali prm'a esse~e figlio dì genitori rno1-r.i o gbvemente infer mi per tuberco losi polrnonn.le sarà arrnolato in 3" ca tegoria. Se invece la tubercolosi polmonale è solo provRta per uno dei geni tori, non fruidt di tale as~egnamento, ma prima della dichiarazione di idoneità ~i dnvrit far · constatare l'integri tà <lei suoi organ i l'espiratori in nna 'sala d'o~senazione » . Quali sa ,,anno i docuinenli legali ? l i certificato del med ico'? Possiamo slar sicuri del sapere d.el medico conélntlo di Lutti gl.i 8,000 comuni; e che egli non abb ia scam biata una hronchi l:e o altra. malattia cronic,l, complica ta a lesione polmonare, con la tubercolosi, se vediruno che errori se ne fanno perfino nelle cliniche universitarie ? E se i genitori fossero morti , domanderemo, per controllo, il reperto necroscopico? E chi garantirà l'esa.Ll:ezza per non dire la verità dell'antossia.? Gli errori e le frodi assum erebbero il manto

,della pietà; sarebbero rispettabil i per soprassello. Per me por.lo parere che le morti per tisi polmonale crescerebbero almeno del 50 per 100 in. ILalia; nella ;;;t.atist.iea, s'intende. Un povero padre moribondo pei' u.na lenta malatLia pregh ereb be egli $Lc::,so il medico di spacciarlo per tisico per lasci,1re ai fig li almeno il rnnl.aggio di esonerarli da) militare servizio. Visiteremo no i, medici militari, i ~enitori dei coscriU.i, come ,,j fa per quell i che si èl.ic~ono ioa.bi li a larnrn profi cuo - ri,;ponde il proponen te. Non ci sarebbe 1111 tossicoloso che uon voJesse dirsi t.isico: e il còmpi to del medi co di leYa ,-areiJhe di girare per rnlli e perrnont.i ogni vill i:lggio del circondario - un còmpito impossibile. No . 110 . Su questa quist.ione l'opinione più 1-;iust.a è quella del colonnello medico dott.or Giudici (,1) benchè al dotto l' Fiori non paia abbastanza hnona. Vale la. pena di ripo_r-tarl~ = F11vvi il}fine r,hi prop,1~e a chiarire certi dnhbi e J'aeil itnre qualche soluzione èli casi ambigui, l'indagin e della co ndizi one sauitaria dei genitori. Certo ehe quei perii.i e quei consigli cli leva.,'ai riunii p11l.es;;e induubia,nente eo nstare. ell e u·n inscritto appartiene a genitori notoriameote ;;oggetti :t maJ.1Ltie nelle quali l'eredi l.ariettl suole esercitare nna g1·a11de inflnenza dovrebbero anèlc1re mollo guardinghi prima di acceLtado . Ma essi non potrebbero spingere la. loro ca.utelrt al di la del p'Ì,Ù aowra.to 11so·nipoloso ·esame degH 01·gani sospet.t1·. JVJa qu.esto i periti coscie;1ziosi già lo ranno . li far di più pol.rehbe trarci in frequenti"ìnganni e dar luogo :t riprovevoli abusi.= Non si potreb be · dire, ripeto, cosa più giusta. D'altra JXlrte, se si dee ritene1·c per escilta la. proporzione dei morti per tisi uei diversi eserciti eu ropei, data. dal_maggiore medico · F. Tosi e riportala dal doti.or Fiori, non abb iamo da lagnarci tanto; sti,uno meglio dei Fran"cesi, dei Prussiani, <lei ll,wa.resi, dei Russi, degli Svedesi. Non è poco; e non mi µare nrgente che si debba da noi , per i primi, spalancare la porta massima rlell'ereditarietit delle mala.t.Lie a benefiz io di chi vuo le fugg ire dall'obbligo di servire il paese col rischio della vita. Aggiungo che nello stato presente dell e cogni;,,ioni sulla m[tleria si può quasi domandare quali sieno le malattie r,he non abbiano una qurtlche rngione eredit.ari,t? Per citare

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{I) Sulle conài~ioni fìsiotogiche ecc. Relazione letto al VI c<lligresso dell'As sociaiiono medica italia na. Bologn a, tS7G.


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SU LL' ASSlòl~ITA MINOH J:; ATTITUDINE F I SICA 1;cc.

uno scrittore recenLissimo, veggasi quel che ne dice il prof. E. Fazio nel fascicolo di gennaio-febbraio del giomale della.societa italiana d'igiene. Sono belli studi queiiLi finch é restano nei nostri gab inetti ; nLili anche quando si presen.Lano come consigli. alle popolazion i; pieLO$i, se si vuole, allor(;hè conl.enclono un uomo al patibolo, dal quale non si ritorna; ma sarebbel'o dannosi qualora dovessero essere un incentivo a moltiplicare i reluuanLi al primo dei doveri del ciw1dino. Se col più accurato esame non troviamo nulla, perchè non 1lone.mo p_re~1d~re ch i present:1l'atLiLucline/isicaa,l mi litaf'e serv iiio sol perché CE st dice nato da un Lube,.colciso o/ TuLL'a l più Leniamolo d'occhio, e se qualche seguo appare riform ia.molo subi Lo. Ne:;suno potrebbe sostenere che se fosse rimasto a casa $l1rebbe stato ri.,parmialo dal male. Fuor del l'esercito si muore di Lisi in tuLle le co11ò i1.ioni soGia!i· d~l viJlano, che suda. e gela so llo la pioggia nei campi, al signore eh~ vive entro l,l slufa, foderalo di flane lla, o eone dielro la primavera do. Londra a Nizzrt, a Palermo, al C,1iro , a: l\'Ian rra: Ho eletto . Se le ragioni non hanno soddisfau.o i lettori, me ne dispia~e; ma mi con~olerò pen:'iando che l'averli tcnuli alcun poco a considerare l'argornenL,, delle riforme della legge san itaria fondamentale del l'esercito, non può essere stato tempo perso. ·.

RASSEGNl -TECNOLOGICA lllLlTARE ··-~~- ---

VI. L'APPLICAZIONE DELLA CORAZZA ALLE NAVI ED' ALLE FOR'l'IFICAZI0Nl. Lo navi coraz1.atc; opin ione del capitano di fr,:,gnta Turi; di l'erragute di Rose; il comballime nto nella nHla tli Jqo ique; giu tlizi d i Hoba rt p;isci1J, del coma11dar.te Col omb, del sig. 8;Jrrii:1by ~' ùi una com missione i11glese . - Le con1z·1,ate e l,1 d1fL•sa delle coste. - Nari t..:orazza to di dh·crsi S toti in scnrizio, io costruzio ne e progeUi.lte. - Fortificnzioni di costa i11glesi 1 1·usse e te<l csr.hc. - B<1 t tcric o torri coraz1.ate Grnson. Corozza Krupp. - l'r0vision i su ll'avvenire de l ferro ut lla f~nilìca ziono. - Conclu sioni.

Roma, giugno ·187f).

S.

f:iUIDA.

In questi ultimi anni la: lotta· fra cannone e cof'azza aguzzò ptu ..che mai l' ingegno del l'i ndnstri ale; alla c.rescente polenza delle artiglierie egli tentò opporre adegua.la resistema.. L'cspel'ienza t.utLfLVia ha generalo h1 conl'inzione che la corazza non possa seguire il fenomenale progresso dell'arliglieria. La cotazza lw fatto ilsìw tempo, sostengono coloro i quàli sono d'avvi;;o che il cannone avra sempre· la preponderanza $U. cli essR, sia se di ferro sia se d'acciaio, e Ghe vedono nello sperone e nel la Lorpeéline il mezzo più sicuro per aver· ragione anche dell:1 più form idttbile co razza . « Si cessi dal fore grandi coranat.e e si c:ostruiscano invece (scrive il capitano di fregata C. Turi) na.vi di regolaic grandezza di ferro o di acciaio, capaci di essere armale con cannoni di grosso, mu non

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1.'Arrr. 1C AZIONI': l)J•'. f.Li\ COHA:t;ZA ALLL-: NAVI

esagerai.o calibro, con un,t prua ben ~olida per essère atte ad investire ed affondare con facili e rapidi rno vimenli di rotazione, e munite di torpedini e di quanti meai di offesa si dispone e di una .macchina cli La.le potenza da imprirnere ad esse rma velocità non inferiore alle H> miglia , essendo la velocità in oggi 11110 dei primi requisi ti e.Ile si richi edono per le navi da guerra. Oltre a queste navi che sarebbero, a mio avv iso potentissime, desidererei veder impiegati mo lti milion i, Cilei moltis::;imi che si verrebbero a risparmiare, nlla costruzione cli grande nnmero di piccole nav i armai.e di uno o due /.!rossi cannoni, che per la difesa delle cosi.e sarebbero, secondo me, assa i utili ed emcaci )) ( 1). . E dopo aver notato che col costo di dieci navi, tipo Dnilio, si possono avere BO navi di linea pi11 maneggevoli e veloci, qu indi più adati.e al le fntu re battaglie; e col costo ·di nn Dandolo molte piccole navi del tipo coruette e cannoni ere, d' incontestabi le utilità in guerra ed tLCCO!l(;ie a proteggere il commercio in lidi lontani, il commidante Turi conclude coil 'a!Termare che queste navi di legno, affidate a 1:omand,rnti abi li. accorti ed al'diLi, costituiranno una più val ida. difesa cÌ.el nos tro paese da,l lato di mare delle enormi corazzate. Prima del comandante Turi emisero, fra altl'i, voi.o fav orevole alle nav i in legno gli ammiragli Ferragnt e Rose. TI Ferl'agnt espresse più volte l'opinione che le n,tYi veloci di leg110 anehbefo fin ito per prendere il posto delle corazzate. Il prode marinaro americano non poteva pen:;are di11ersame1He dopo i lumino.si fatti compiuti nella baia di Mobile. t noto che i monitori confecleraLi. che vi si trovavano. furono clistrutl.i danna squaclr:a federale posla sol.Lo a' suoi ordini e qnasi inLermnenl e compnsta di fregate e eorvelle in legno . I sacriGzi furono grrtncli; ma dopo la distruzione di tntte le nltl'e navi del sud, il Tennessee stes~o fu costretto cl i anendersi. !:ammiraglio Rose in un articolo scritto nel 18U6 dopo la b11.t1.aglia di Lissa, concludeva che la potenza offensiva delle m vi da guerra non der e misurarsi alla stregua del le loro corazze di ferro, dei loro speroni e deì loro cannoni, ma alla stregua dell'anima indomabi le dei comandanti e degli equipaggi, a cu i sono affidate. · 1

(1) Tu111. - I.e attuali cota«ate e le navi di lillea dell'avvenire. nivista Maritl im.a, .anno 1878, voi. •.r, pag. 389.

EO AL L E FOl'ITIF ICAZION J

ìT

Questo giudizio venne huninosamente confermato dai recenti fatti dèlla baia dell' Iquique. Il 2,'i, maggio scor:;o la corvetl.fl ch'ilena'Esnieralda e l'avviso chileno CotJadon,qa sLa,vano nella rada di Iqnique, bldccaudone il porto. Ll sccuadra peruviana, composta delle due più possenti navi della floLl.a, le eoranate lnclependencia é [foascar, 1·e attacca. Le piccole navi in legno del Chi lì non possono reggere al cozzo delle due grandi corazzate peru1 iane, luUavia decidono di non arrendersi. L'a;vviso Co1,adongci fu colato a fondo da un colpo di sperone di una delle clue corazzate peruv iane. L'equipaggio dell'Esmeralda, veclenclosi haLtuto dalla grossa.artiglieria, mìse fuoco alla Santa .Barbara e fece saltare in aria la .1rn.ve, tras1~i11anclo nella sua rnirm pure la corr~ual.a T-nrlependencia, che fu interamente distrutta. fl solo supel'sLite cli questo ero ico combattim ento fu il monitore H.tia.mi1·, il tptale, si rifugiò al Callèio. Ecco alcuni particolari suHe navi di wi lraltasi: L'Esmemlda, corvella in legno . aveva nna fo rza di 200 cavalli, armamento di 112 cannon i chi 68, 1~ ,180 uomin i d'equipaggio; ne erit cofllanclante il giovane ul'ficial e chileno Manuel e Tompson ; la CoVlidon_qa, piccolo avviso lraspoho, av eva nna forza di 80 cavn llì e portava. 2 cannoni. palla p:1rLe dei peruviani: l'lndeee~ulencict fregala corazza~a, era prot.etta da piRstre grosse 1- polli ci e mezzo , aveva nna forza di. i:>oO cavalli, armamento di 22 cannon i Armstrong ed urlo sperone cli 112 pied i di lunghezr.a; ne era eom,1ndante l'uflì cia le dell'America del nord sig. ~ioore; il ffoctsca,r , illon ilore co raizal.o, ri vestito di corazzr, di ferro di&. pollici e mezzo di gros~ezza, applical e sopra un cuscino di legno di ilO pollici; torre girante, composta cli .piastre cli ferro di !:i pollici e mezz? di grossezza ricoperta di panconi di legno di H pollici; forza 300 cava lli; · fila: da ,io :t H nodi all'ora; a.rrnato di '.2 cannoni Ai'i11s1.rong da 300 nelltt torre, ,li due eannoni da 10 sul ponte e cli 11.n altro piccolo èannone; ai cannon i nemici, .nef momento del la battaglia, non pres.enta che un altezza di 6 pol lic:; i, essendo soltanto vi:;ibile ed esposta ai colpi dei nemici la torre; ha uno sperone eome la Ind!pende1'u;ia ._ Il principio ell e le navi celeri in legno (cou grossa artigli el'ia e divise.in compartimenti clisposli e :;istemati in modo i:,he se uno o dne si riempissero cl'acqt1a l,t nave non si affondi) sono cl.;1 preferì rsi alle cor,\zzate pesan ternen te armate e -protette, è ammesso pure dal-· 1


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L';\PPLI CAZIONF: DELL A COHAZZA ALLE NAVI

rrn ALL !'.; 1'0f1TIFI CAZ !Ots' I

l'an~miraglio Hobart pascià, il quale va annoveralo fra i. più intell igenti ufficiali di mari na dei nostri tempi . Se non c:he egli pensa che quando una nazione ha nna lloLta di nave co razzar.e, le altre nazioni non potreh:>ero affrontare le sue na:vi in cani po uguale se avC'ssero solamente navi di legno; e ne de<luce che le corazzate sono una necessità assol uta. Ma egl i, ed in questo concorda col Turi, le vorrebbe veloci, d i facili evoluzioni, armate di pesan ti arliglierie, e tali da presentare il minor bersaglio ai grossi cannon i del nem ico, alle sue lo rpedini ed ai suoi arie.ti. Hispelto a questi ultimi l'Hobart osserva che l'idea di clistrnggere col rostro è buona in teoria, ma ricorda che due pos,,ono fare lo stesso giuoco . Esso dich iara inVflCe la torpedine un'arma terribile e clemoral izzatrice . Riguardo all:t difesa df.i porti fortiricati l'ammiraglio turco crede che tre o quattro piccoli 1nonitors, con opera morta altli, a fìne di renderli alti a prendere il largo ad ogn i momento, e simil i a quell i costruiti per il governo Lurco dogli stabi liment i Thames Tron e da i signori Samuda su l Tamigi, un itamente ad una o due dozz.ine di torpediniere, bosterebhero per assicurare ,1gli abitanti deliri. cittlt una mavrrg'ÌQr SiClJ reZ7.;), ai (flfel la cbè Sarebbe C0JlC0.~SU aov li 0(fll· ipa< ~CYi v "l . nn dell e nav i nemiche che incrocinssero fuor i del porto (,1). Il capitano Colomb, in una sua Memoria prem inta nel concorso del '1878 dallr1. n. Tstitu.à one· ,J,ei servizi wniti, chiama un errore l'ammettere possibile l'abo lizione della corazzatnra, ed errore eh iama pure ia supposi;1,ione che i cannoni di 80 e più tonnellate sieno le armi dell 'avvenire . L:l nave da squadra da lui r itenuta come la più adaU,t all e esigenze della marina inglese dovrebbe portare cannoni da 48 a 2ij tonnell ate, e lii corazza. stare nei Jimi t.i di grossezza di 25 a 30-centimetri. Ver Lai modo la nave da squadra vairhe,raiata V ot> acquisterebbe · quella facilitil. di maneggio clic è la, garanzia principa le con tro gli attacchi delle torpedine . Anche il Co lomh ind ica l'acciaio e la gl1isa indurita come metalli ntli ad.accrescere megl io del ferro lam inato l'eflicac ia della corazzatura delle navi (2). Nel rapporto della commissione, nominata per l'iferire sulle condizioni deJl'Inflexible, è espressrt ·l'opinione clte i futuri progl'essi

nell a costrnzioue delle navi consistono nell'adozione di un sistema efficace di cora7.Zatura, e ciò non puossi interprelare come voto fa- , vorevole nlle idee del comandante Tu ri , circa l'alihanclono delle corazzale. Nè pare che la Commissione sncldeu:a sia dell'avviso di quelramm iragl io (citato dal Tu ri) che ri tiene potersi con tre navi del tipo Terribile. attaccare un Duilio, con certezza di affondarlo (,J). Essa così si esprime sulle eventual ità di un combaLlirnento fra una nave del tipo [nflexible ecl altre di comune grandez;m, sia con sia senzn. corazza: << Questa nave (tipo In/lexible) non ri metterebbe molto della slla superiorità in un combattimento contro corazzate meno potenti , o navi non corazzate, cnpDci di dirigerle contro gran numero di cannon i; i quali nulla potendo contro piastré grosse sia 53 sia 63 cerHi rn etri, ad altro non servirebbero che a distruggere Il:} parti non protette dello scal'o. Ora, accordando all'fo(lexible l'istessa giustezza di tiro che a suoi avversnri, è certo che es~o riuscirà a hmciar contro loro il piccolo numero di pro ietti necessario a metterli fu ot:i dl combatti.mento, prima ehe sieno arrivali a distruggere Je estrem i Lit » (2) . Il signor Barnaby in nna recer,1te pubblicaz ione ritiene come tipo migl iore di una nave d,i combalLi mento avvenire r Italia ed il Lepanto; e queste hanno il ponte e le Latterie corazzale (3). ' Non l:1 cornzrn in genere, secondo i disLi nli ma rinai p iù sopra citati, adunqµe, ha fallo il suo tempo, bensì quella cli ferro laminato . La sua utilitit, discussa prima, è ora tanto più problematica che sir Wil liam Arrnstrong con un cannone da 1tS centimetri è rit1scito a perforare nettamente piastre di qLtesto genere grosse millimetri 254,, ed oltenne una penetrazione di mill imetri 287 in un'altra grossa 804,,8 milli1Ì1eLri , causandole sens ibili guasti sul rovescio (4-) . E se tal i fu rono i ri~ullati ottenuti con proietti grossi 15 centimetri · echnimnti di velocità di metri i:>46,2 e di metri t5'84,H alla distanza cli rnelri ~H ,4. di~lla- bocca da fuoco, di qunn to più potente ne sarit l'azione dist ruttrice, Liraniio coi cnnn on i Krnpp da '15 eentirnetri lunghi 28 ,calibri, i quali sapp iamo che possono imprimere al pro-

(l) North .Hneric,m neview, noremhre e dicembre 1878. {'?) Co1.0>1n - Sutl(• 1>ote,iza 1narittima d<?l/a Cr a11 Bretar}na è sul mil)Uor moclo cli .(la r le sviluppo. nivista 6.faritt../ma - auno 1873, r ol. 3°, pa!)'. 0.3.

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(1) (2) ,{3 } (~)

Opera citata - piig. 373. l!ei;,ue Ma,. /t ime et Clllllniale, <111no JS7$, voi. sr.. pag. 5G(). Rn11.~n Annow, ù lu lio 1878. Veci, llivista Milit are, rt .spcnsa rii 3prile scorso, pag. 109 .

Tun, -


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J.'A P P L!CAZIO:'IE DELLA <:OllAl'.t, A AL LJC: NAVI

ielt<Y rnlociLà iniziale cli 6i:>'I metri~ ~ei limiti stabiliti dal cap itimo Colomh nessuna corazzatura in ferro fucinato resisterebbe adunqu~ al minimo dei cal ibri de::;tinato al tiro perforante, ed è a suppors~ che anche quell e grosse 55 centimetri sarebbero _forate da_ ~annom inferiori non di poco al calibro di 43 centimetri. Ben ddlerentemente stanno le cose per la corazza d'acciaio. . A.n(:ora non l'u sperimentala la sm1 resistenza contro l'1~rlo d1 ~r~ietti lungl1 i 3,5 e più calib ri laneiati con non strnordinana veloc1t~, 0 di lunrrhezza comune, ma. dotati cli grande velocità., è vero, tL1_ttav1~ se si t.ie~e co11to del fatto che alla Speiia il proietto cli !~3 centnnetn con un lavoro di clinamodi 67 ,'29 per c,entimetri di circonfer·enza frruitumò bens1 la piastra cli ferro acciaioso grossa 55 cen~imetri, ma non ne traversò la muratura nè il cuscino, e che un pro ietto molto più piccolo , cio0 del calibro di centimetri 25, il C[LL~tl~ ,r:eva ~!l'urto nna forza viva di soli dinrnnocli 20 ,6,1per centimetn cli circonferenza proclusse ~u rli nna piastra an,iloga_ g~asti c~1 e. i~ propot'zion~.-all a forza nnd'era llotato ben possono cl1rs1grand1ss11111 , essendo le :,paccature num erose. e molte, e se si interpreta questo fatto nel senso die l'effelLo dei proietti sulle pia:;Lre d'acciaio non_a1unen~a _in proporzione del lavoro all'ul'to , come accade nelle p1asll'e d1 !erro laminai.o, vi ha ragion e a sperare che le piast.i"e d'a~t:iaio cons~rv~-= ranno anche contro i pro ietti cli calibro non eccessivo e dotati sia. purè cli velociti1 pari a quelle loro impresse cfai _nuovi cann~o i da :15 centimetri Arm,-1rong e K.rnpp, sufficiente res1st.e!)7.a per impedire che arrechino danni di momenlo alla murata retrostante. I buoni ri,;1rl L:1ti ot.tènnti a bordo rlel Nettle, nelle esperienze del maggio ed ottobre ·18,8, contro le lastre comp~;;te ~ti _fe'.T.° erl _a_c~ ciaio fo rnite dal Camrnell poi fanno supporre che net lun1t1stab1l1L1 albt r,ora;r,1.a ecl nl cannone dal comandante Colon'.lb, per la sua navE> . da S(fnttdra, la. cnraz;r,a. d'acciuio con 30 cent. _di gros_sezz:1, po_trà re~ si,;Lere all'urto del pro iot.to 1/,ncialo dal ma,:;s1mo det cannom di~ lui ainmes:-o ,: oi ne conveniente, q1ui.ml'anche ht s11a velocità raggtu?gesse i fnO rneLri. Nel caso più disperato poi la piastra invulnerabile 'wi1hworLh potrebbe anch',3ssa entrare in scena. . . . Dorio l'aritorevol e giudizio eme~:;n da sì G~mpe~enl1 uo1111n1 sttl'.a convcnienrn di conservare la coeazza all e navi destmal.e a combattete in alto mare, non ~a remo noi cerlnment.e Ghe oseremo commentarlo;

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ED ALLE FORTIFICAZIONI

ulla domanda però ci sia lecito in merito nll'impiego delle corazzate che hanno da affrontare le batterie di.terra; la corazza, d'acciaio o composta, basta essa a proteggere la nave contro le recenti artiglierie da costa? Il loro tiro è efficace a distanze in cui la nave non può nemmeno pensare a controbauerle, chè sarebbe un in~1tile spreco di munizioni voler aprire il fuoco contro le opere ,cli fortificazione oltre i 2000 metri, stante la poca probabilità cli colpirle. Il bersaglio che presentano le navi invece non è poi tanto piccolo, da non esser sicuri di mettere, sia nelle navi a batteria, sia a torre, il numero di colpi ne_cessario a brecciare la corazza d'acciaio e poi la murato, prima ancora che la nave sia in condizioni da accettare, con prob11bilità di successo, il combattimento. Secondo noi il pericolo nelle operazioni di siffatto genere sta tutto dalla parte della nave, indifferen.temente se le fortificazioni sono semplicemente in terra od esse pure corazzate. Anzi riteniamo quelle, almeno allo stato attuale, più adatte di queste. Notiamo fraLLanto che se per caso un proietto dotato di una forza viva di dinamodi 'I .28 112 ( 1) colpisce parecchie volte una batteria od una torre corazzate, esso le manderà in isfacelo, mentre arrecherà guasti seri, ma non irreparabili, ad una batteria in terra. Non sarebbe meglio cercare di accrescere l'azione dei mezzi offensivi che quella dei mézzi difensivi contro le navi? Agli scopi clella difesa delle coste noµ giova meglio un cannone da 4-5 cent. dietro parapetto di terra, che uno da .28 cent. installato in umt baue,··ia corazzata od in una torre girevole? Passando d,tlle considerazioni teoriche alle pratiche osserveremo anzi tutto che l'Inghilterra, preoccupata fino agli ultimi tempi del pensiero se l'lnflexible sia o no una nave d'alto mare sicura, non h'cl. creduto oppo rtuno la costruzione di altre navi del tipo dell'biflexibfo, pt'ima che fosse emesso il giudizio del Com itato su que~t'ulLima. Ora che gli uomini auto1·evoli che componevano detto C,omi tato hanno 1·isposto essere loro opin ione che I' hiftexible è una nave d'alto mare sicura, aggiungendo alcune avvertenze per le costruzioni avvenire, l'Ammiragliato inglese si accinge ad ::tu1

(l) Tate è la forza viva iniziale del cannone da 100 tonneltat8 della nos tra marina, il quale rileniJmo non superi il cannone J.i l UO to11uc tla le n osset. ANN O X:uv, VOL. 111.

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L' AP?LlCAZION'fs DELLA C011AZZA ALL E NAVI

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83 'cannoni di rn pollici I(rupp, collocali n·elJe due torri, e con 2 canL noni da 6 3/ 4 pol li ci Krupp sugli estremi; la corazza alla linea 'd;' acqua aveva 211 cenl:im . di grossezza. Ed il K6n:ig Wilhelm che lo affondò, ha un arma.mento di% cannoni Krupp di 8,'.i:1 7 pollici, e corazza grossa pnre cenlim.' '.iM. Queste due navi sono fra le piiì potenti della marina· da. guerra tedesca. Anche la. Germania achrnque non si è scostata dalle navi di comune grandcx1.a . Lo stesso dicasi della Russia ( 1). Delle 29 comzzaLe possed11te da qneslo stato, la più po tente è la mwe Pietro il Orande; l'armamento tul.lavi,t non comprende cannoni di ca libro superiore ai 28 centim. , e la grossezza della corazza non va oltre i :io centim. Non possiamo ch iudere questi brevi celini senzn, eicorda.re che il Krupp ha pure affronthta In quesCione di porre sopra una. nave di _piccol e cli'tnensioni. cannoni di grosso calibro. All'uopo egli ha st11diato una cannoniera armata di un cannone da 80 Lonnellate; la bocca da fuo co potrebbe essere abbassala, con la piattriforma che la sostiene, sotto il livello del ponte. H can none non avrebbe ;·inc ulo, dovendo l'urto essere trasmesso alla murata clella Cfl.nnon iera, e girerebbe su di un perno centrale che regge l'affusto, cowun campo di tiro di 8G0°. I serventi sarebbero protetti da piastre di difesa che girerebbero co l cnnnone. Si è calcolato clw un cannone da 40 centim. del peso di 80 tonnellate, potrebbe essere stabilito a bordo di un bastimento in acciaio non corazzato di ,f 000 tonnellate di òislocamen to, con una macchimi a dne eliche di 4-000 cavalli di forza effel.liva, ed una velocità di ,f8 miglia. all'ora. Questo bastimento aHebbe <:H metri di lunghezza, metri H ,6 di largheiza, pescando ·metri 3,7. L'equipaggio sarebbe di 70 uomini e la costruzione di qur.sto bastimento, senza il suo cannone e gl i nitri accessori, costerebbe circa 2 milioni cli lire. Confrontato coll'Inflexible che per portare 4, cn nnonì tht 80 tonnellate, ha un dislocamento di 11,J.f.500 tonnellate, 11/4. miglia di velocità al-

mentarne il numero;. l'fo{leroibfo n,vrà a <:onipagne dtle nuove nav.i, l'e qnali porteranno il nome di Cotossu,s e di J(:ajes_ti-~. Già ~u'.·ono sp:'dili a .Portsrnouth i pia.ni dell11 prinut. Essa sara, rn acciaio, ed m quanto al rido tto, alle torri ed al corazzamento ra:somiglie'.·it ~.ll'Jnfle:cicble. Sugli stessi pi,rni sarà in se~uit:l c~s'.ru1ta la 1lfngest1c. 11 toro spostamento sarit di 911150 tonnellate, cioe oltre BOOOtonnellate meno di quello dell'lnfl~xibte. Am becluesaranno a1·male con cannoni da· 38 tonnellate; s'avvicinano quindi ~otlo quest'ullimo ; ;1 pporto più alht nave da sq1 1adra _pi:òpo~La d:tl capitano Colouib che alht massima delle corazzate mgles1. . Nel cor3o dell'onno 11878 erano in costruzione nei diversi arsenali élell'I;1ghil!erra, ,1O cora;,,zate fra le quali 4 cli yrinrn c~asse'. cioè: il Dreaclnonqt.h, il Siiperb, la Belfoei-ste I' forl 1pendencw; $1 trovavano verso fa me!.à dell'anno ~cor:;o già tanto avnnzate da poter essere impiegri,Le ·un da quell'epoca. . . ,. TI Dreculno iiqth viene considerato come la più potenLe ira ·le qualtrn navi soprn cil;1l.Ef.. Il suo sposta:rnento è di ·i 09iSOLon1:1ell a.L:, la. ·cora,1.zatura lm la grossezza 'di 33,5 cent.; l'armamento e costi~ tuiL6 drt 4 cannoni da 3~) tonnellate. F;·a le navi in cosLruzione a Chatham meri la. special menzione il Con-q,.ieror , la Cl(i corazzatura viene assicurato sarà forirrnt'l't con . piastre d'acciaio. Non avrà che una solo torre ecl uno spostamento metà cli quello del Th!m derer . Le corazzate inglesi ·in servizio nell'anno scorso ascende.vano a 52; la piìt potente f1·a esse è il Thmuterer, del qmde avemmo larg~ campo cli occuparci in una prececlc~nte r·assegna.; la sua corazza e grossa centimelri 30,5. La l<'ranciit non ha navi del tipo Dn,ilio od Tnfle;rible,; le suo ·50 corazzale sono di regolare grandezza ed anche quel le di prima classe, in numero di 21, hanno pia.,tre grosse non oltre i 80 centim., è cannoni a retrocarica cli calibro non eccedenLe i 27 cenli'm. H Ri·chelieu, che col Frieclland app:wtiene all e più reeenti costr,uzioni; ha le sui~ qnallro torri arnwte di cannoni da 24 centim. . . . L:1 Germania, che fa. lutti gli sfnrz.i poss ibi li per prendern 11· st10 post.o fra le po Lenze marittime, annoverava nell'rurno scorso ,J '.~Qvi corazzale, ed al.lrf\ dur erapo in costruzione. li Gros.~er Tforfm;st, ~!!oilrlato 'i! ,1° giugno '1878 pi:esso ,Folkestone, era armato con 4

A L LE FOR"l'IFICAZWNI

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1

(I) Le cifre riferentesi allo cora1.zote anna1 e dcii tre Stnti sopra c:tati le a bbiamo r icavate da ll' ,Jlmana.cco di Gota lS70. Sccori do l' ,tnné,1 M,ll"Ìtimc ·p cl 1s;o. k cor,.zzale possea ute clal sin)!o'. i Sta ti europei sa rcbbcto in\'CCB : InghHtcrri1 47; Francia 42; Germa.nia 16; Russ ia 29: Austria 13; lta1ia I:); Turclit1 2i?; Sragn.1 8; Grec i~, 2; lh1uimarcu !i; Olanda l9; :>o:-toga llo l; $vezit1-Noo·egia l!l. Gli Stati Uniti dcll'Am.orica del nord non ne couta110, stando all"istessa foote, ciie 21.

., 1

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1:APPLICAZIONE DELLA CORAZZA .ALLE NAV(

ED ALLE ·F-OflT.ffICAZlO Nt

l'ora, .e cosLerà, senza armamento, circa 13 mi lion i, questo nuovo basLimenlo, per portare •I cannone da 80 tonnellate, non rappresenterebbe come dislocamento che 1/ 10 dell'Inflexible e come prezzo '/6 del costo di tale corazzata.

ferro della sezione il centim. 12 X 30, fra le quali sono coll~cate travi di grossezza da pareggiarne il filo interno. Un rivestimento continuo qi lamiera di ferro copre al.l'interno quest'orditura, la quale si estende su tutta la fron te del forte; nel rimanente la corazza s'appoggia a pilastri cli lamiera di feno riempili di cemento. La Rivistci Militare, frallanclo delle piazze forti della Russia (,1), già notava come i forti sul rronte d'attacco di Cronsla.clt sie no quasi tutti corazzati. Il sistema di corazzatura non e in tutti i fort.i uguale, e varia essenzialmente da quello inglese, sebbene il metallo sia lo stesso. Vi sono tipi di corauature in ferro fucinato a pareti di travi disposti oriz1.ontalmente, fissati a ritti i quali s'appoggiano a robusti contrafforti; al tre constano di uno strato di piastre con cuscino di legno, rincalzalo da una struttura. cornhinata con lamiera di ferro e cemento; altre ancora sono formate con gran ito e ferro. Mancano maggiori particolari su queste corazzature, e così nulla possiamo dire circa le loro dimensioni e grado di resistenza. La German ia, la quale dopo la guerra contro la Francia ritenne necessario di ricorrere al ferro per una valida difesa dei pochi punti accessibili alle navi da guerra lu'ngo il litoral e del mare del nord (2) dopo avere sperimentato al poligono di Tegel nei mesi di luglio, agosto ed ottobre 187•1 una torre in ferro fucinato fornita clnlla casa Cammell di Sheflield , già stava per adottare il sistema inglese, quando un industriale tedesco, I' iogegnere Gruson, già noto per isuoi. pr.oietti di ghisa indurita, sorse a combaLtere il principio sul quale si basa l'impiego del ferro fucinato nella corazzatura . Non nella localizzazione degli effetti d'urlo sta il punto principale della difesa, egli disse, ma nel renderli innoqui, opponendo al proietto un corpo duro alla superficie, per impedire la penetrazione, e duttile, ma tenace, negli strali successivi per ripartire l'urto su ampio spazio (3). Ed essendosi il Gruson offerto di provare a proprie spese la giustezza della sua proposta, il governo tedesco soprasscdelle da ogni ulteriore pratica con le case inglesi. Negli anni ·1873 e •1874- ebbero luogo numerose esperienze contro piastre per casamatte corazzate e torri girevoli in ghisa indurita, le

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L'impiego del ferro in forma di corazze nella costruzione delle navi non poteva a meno di esercitare la sua influenza sulle forLificazioni da costa. L'Inghilterra, per ragioni facili a capirsi, fu la prima ad armare di corazza le opere di difesa che guerniscono il suo litorale, e specialmenLe verso il canale La Manica, all' imbocco del Tamigi e del Medway, e lungo le sponde di questi due fiumi .. Le batterie casamatta.le con corazza cli ferro inglesi sono di due specie; in una la corazzatura è parziale, essendo applicata un icamente sul fronte del forte in corrispondenza. del pezw per chiudere il vano fra i clue piedt·iLLi in muratura e la voli.a; nell'altra costituisce una murata di ferro continua. Il primo tipo vedesi applicato ai forti posti a difesa cli passaggi di limitata larghezza, dove non conv iene alle navi di soffermar!li a lungo per battere le opere di difesa; il secondo invece è adottato per le posizioni esposte ad attacchi estesi ed avviluppanti con navi che operano al largo. Sia nell'un che nell'altro caso le corazze sono di ferro fucinalo, sistema sandwich. Nelle hatlerie casamaltate con merloni di granito e scudi di ferro sul fronte, la corazzntur~t è composta di tre piastre della grossezza di millim. 125 cadauna, tramezzate da due strati costituiti o di cemento di fen·o (4) o di mattoni in asfalto od anche di calcestruzzo, e grossi quanto le piastre. Gi scudi non sono collegati alla muratura dei piedritti, ma ciascuno di essi è tenuto a posto da cassoni di ferro ripieni cli muramento cementizio, collocali all'interno e contro il margine dello scudo in guisa da inquadrarlo completamente. Le lrnllerie elci seconclo tipo, cioè a corazzatura continua, hanno la murata esteriore costituita in modo idenLico ngli scudi più sopra· descritti ; la corUZ1/,f.l tura s'appoggia internamente a nervature di 1

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cemgnto ili frrro è uno mescolunz~ fatta con asfalto e limatura d1 ferro.

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(!) Vedi nivtsta Militare , anno rnn. Voi. Il pag. 160 della nivista estera. (2J Vedi Rivista Militare, anno 1878. Voi. I pag 36 ddf11 l\ivista estel'a. (3ì lu11us >OK ScuUrz. Gruson·s Ilartguu·Panzer - Berlino JSìS.


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L' APPL !Ci\Z IQN E Dl,LLA CORAZZA ALLE NAV I

quali sortirono esito ta lmente favorevole, da decidere il . govei:no del nuovo Impero a commeLLere·al Gru.so n tutte le parti in forr:o per i forti da erigersi sul basso Weser, presso l3remerhafen, a difesa dei due principali empori commerciali della Germania, Brema ed Am burgo . Alcun i cenni su queste importanti opere crediamo no n rius{:iranno discari al lettore. Esse constano di una batteria a casamaua, coni.,,zata, e di parecchie torri girevoli in gh isrv. I partico lari dei forti eretti alla. foce del Weser non li conosciamo; sono però note le ca:mmatle corazzale e le torri girevol i di Gru.son, e di queste intend iamo parlare. · La casam.atLa corazzata constn. di piastre di di versa forma e cli div.erse dimensioni . risponden ti l'una e le altre all'ufficio cui sono destinale. Così vi sono piastre da cannoniera e d:1. merloni sul fronte e da copertura per il cielo; in fine pezzi o blocchi di gh isa sui qual i· posano le piastre sudcleLte. Tu ti.i qnesti pezzi si mettono assieme senza !''impiego di chiavar(le, di bolzoni, di ferri ad angolo, cli costoloni, di maten:issi e sirnili accessori occorrenti nelle alt,·c costruz.ioni di siO:a.llo genere; essi si sostengono a vicenda e resistono all' urto dei proietti a gu isa delle vo lte, solo per effeuo clel contrasto del loro peso . Per la conformazione dei singoli pezzi e per la speci alità del metallo, il f-istema di corazzatura del Gruson non si sconneuc anche dopo aver subìlo dei guasti, rnentre è possibile lo scamb io dei pezzi darineggiaLi . La base della pias~ra cannoni era ha forma ar·cuata, la corda misura metri 4,50 circa, e la saetta cen Lim. 40. La grossezza della piasLrn non è uniforme ma varia fra i 60 centimetri ed 1 metrò, in guisa che corrispond:1 la grossezzc1 massima verso il contorno della cannoniera. In opera la piastrn cannon iera è inclinata all'indietro per modo che la vet'ti cal e calata dall'orlo superiore cade a metri ,J., 40 dalla. faccia interna del muro di fond,1zione, su cui insiste l!L piastra stessa. .Detto muro poi si eleva di circa metri 1.~.o su! piano della batteria:. Le piastre merloni hanno ad un dipresso in pianta la forma cli un fungo col gambo rivolto ve1:so· l'interno. Coteste piastre sono veri pilastri a ciii s'appoggiano le piastre cannoniere, · e danno ,11 1 •

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ED . AL.LE FO,R'l'_!F'ICA;,;,JONI

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si~terµa lf~ v.0luta sfabilittt; 1la bns~J1a metrj·3,85 ci rèa.di lunghezza' per 1,25 -cli:larghezza . J;;a sezione vertic,1le e normale al ·fronte pre': senta h1 fo 1·1ha di un lt·iango!o il cui lato esterno è cnrv ilin eo . I piani. di conlatto fra i pi lastri e le piastre die vi s'appoggiano conrergono 1,1eb,o i centri di armatura. delle rispettive piastre. , ·Le unioni .in senso vel'Licale sono a semplice contatto, e si ottiene maggior solidità ,·cr:mndo nelle medesime piombo; quelle orizzont:,t!i souo a dente semplice in i'>CJlrndro . Le piastre di copertnrn hanno forma rettangolare di metri 7,00 X I ,'75 di lato circa e superficie leggermente incui'vàta; la gros·sezza non supera i 20 centirn . Ai lati lunghi corrispondono dei bordi, ~pecie di costoloni; le facc ie di d11e piastre attigue sono a conlalto semplice. Posteriormente dette piastre di copertura posano su blocchi di ghisa inc':rst.nui nella mnssa . mura le clie fa seguito alla corazza, la· quale con ti ene i locril i di servizio, gli alloggi ecc. della. bàtter"ia. Ai pez:r. i fin qni enumerati vanno anco r nggiun li quelli iuca:;trati nel muro cli bas:nnento del la corazza fronla.le, qun.li gli zocco li delle piastre merlon i, ed i pezzi che1reggono il centrn della p instrn cannoniera . Questi ultimi banno sul lato in terno una cavità nella quale è collocato il perno di rota?. ione del so lt'affusto. I pilastri divid ono l'interno dell a casanrntta in :;cornpartimenti, profondi ci ascuno metri 8,~0 circa, misurati sulla direLlrice, e larghi · 7 tla asse ad asse dei pilast.ri . Tu ciascun scomparti·menlo sta una bocca da fuoco , che $para atlra verso ad una cimnoaiera d'apertura m.initna . L'èdtezz;Ldeila casamatla,al .punto di connessione della cora,,za frontale colla copertura, è di metri 4 circa , e di alcunt decimetri in pitt verso l' interno . I ! piede clell,1 corazza è protetlo da un parapetto in calcest.rnzzo, il _qnale a gui,-a di spa.lto si eleva. fi no a! fondo delle cannon iel'e; la parte posteriore del cielo della batteria, e le vo ite dei locali ricavati dietro la mede.;ima invece.sono proLeLti da un dopp io strato di calçestrt1zzo e terra, della complessi va grossezza di cima mietri 3,40, disposto sul davanti :;i. sc:;i.rpa . Le dimensioni dell e batterie variano secondo i pezzi destinati al loro anna:n'lento;·quelle da noi riportate ~i r iferiscono al moclellò di easamatta ideato· dal Grnson per un ca,libro di oirca 30 oentitit:;


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L'APPLICAZIONE DELLA CORAZZA ALLE NAVI

ED ALLE F'ORTIFICAZIONI

che però crediamo non varia di mollo dalla batteria corazzata, costrutla per la batteria di Lang-Liitjen, alle foci del Weser . . La batteria è appoggiata lateralmente, secondo le circostanze a roccie, a muratura od anche a grandi rialzi di terra. Le torri girevoli :5i collocano là dove occorre battere il terreno circostante in qualsiasi direzione, essendo il loro campo di tiro illimitato. Le torri Gruson constano di due parti essenziali, collocate l'una . sopra l'altra; quella superiore è esposta al tiro, epperciò si fa di ghisa indurita; l'inferiore invece è sottratta al tiro ed ha le pareti in ferro focinato. Questa serve di piedritto a quella, che è foggiata a guisa di calotta, ossia di volta a base circolare con poca elevazione sul centro. Va però notato che la mas;;ima ampiezza della volta non riscontrasi già all'altezza del pulvino (ultima pietra che corona un piedritto) ma delle cannoniere, essendo le piastre panciute, come quelle poste in corrispondenza del cannone nelle batterie casamattate. Le piastre stesse sono collocate l'una accanto all'altra senz'artifizìo: a render più salda la loro unione tuttavia i rriàrgini dei piani di contatto sono rilevati ed il vuoto risultante nelle sezioni sì riempi e con piombo. Le commessure. ben s'intende, con~ergono tutte al centro. La sommità della volta è coperta con piastre meno grosse, unite alle sottostanti e fra di loro mediante dente semplice in isquadro. La calotta di ghisa poggia, come fu avvertito, su d'un cilindro cavo a pareti di ferro fucinato, girevole dappiedi su d'un si:;tema di di curri mobili fra due corone di ferro fucinato, .di ·cui quella superiore è munita di dentiera per la t.rasmissione del movimento, men tre l'inferiore ha deUé branche che entrano nel muro di sostegno della mole in ferro. · Tale disposizione rende possibile di far girare la torre attorno al proprio asse .a braccio omediante pressione idraulica, e ne lascia completamente sgombro l'interno, cosicchè i cannoni si possono introdurre da sotto. Per ridurre l'apertura della cannoniera ad un minimo, il cannone è incavalcato su speciale affosto, studiato in modo da trasportare il punto di rptazìone del pezzo attorno alla volata. La corona superiore regge pure il pavimento che divide la batteria dal piann inferiore, ri:;erbato al deposito dei proietti. I mec-

canismi per il movimento, cioè le manovelle e le ruote, e nelle torri per cannoni da 28 centim. la macchina a vapore ed il comulatore, stanno in locali a volta ricavati sotto il parapetto, ad un livello con il magazzino dei proietti. Inferiormente al fonclo della. cannoniera le parti in ferro della torre sono protette da una corazza convessa verso l'esterno; nerisulta una galle.ria. abbastanza spazìosa che gira attorno alla torre e ne assicura il libero movimento. Sopra questa ~orazza e sopra le volle dei locali. ri cavati sollo il parapetto, il cui pendio è lastricato con quadri di granito, è steso uno strato di calcestruzzo. II Gruson costruisce torri girevoli, simili a quelle ora descritte, per uno e per due cannoni da 28 centìm. e per due cannoni da 15 centim.: le dimensioni delle torri naturalmente variano secondo i cannoni. Se ne fanno del diametro di metri 5,200; 7,880 e 8,260 con piastre grosse millirn. 700; 770 ed 850, misurati all'altezza delle cannoniere . Un'apenura nel cielo della torre dietro il cannone serve per il puntamento. Il puntatore sale su d'una piccola scala e, sporgendo la testa oltre l'orifizio e tragu;\l"danclo sopra un mirino collocato sulla volta, a mezzo dì un portavorn dà gli ordini per il movimento della torre; po rtala questa nella direzione di tiro, l'ulteriore puntamento si fa in mod.o regolare. . Le torri adue cannoni da 28 centirn. pèsano circa 6000 quintali e quelle ad un cannone quintali 5500 ('I); sì dovrebbe pe1· ciò credere che il movimento di sì enorme mole richieda molto tempo e fatica. Tutt'altro invece, poichè nei movimenti a braccio due o tre uomini bastano per far girare·la torre di pochi gradi. mentre non ne occorrono più di dieci negli spostamenti maggiori. Le torri meno pesanti fanno una rotazione di 360° in 1S o 6 minuti primi, e quelle più pesanti in 10 o 12. Le condizioni di servizio sono tali da permettere coi cannoni da 28 centirn . un colpo ogni due minuti. Im.piegando il motore idraulico, la rotazione completa si fo in soli 50 a 70 minuti secondi. Contemporaneamente alla direzione puossi dare ai pezzi dallo stesso motore l'elevazione; ì due pezzi di una (l) luuus vo1< Sceun. -

Opera cit.ata.


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L 1 APPLICi\ZJO NE DE l~LA COR AZZA ALLE NAV I

torre si rialzano di 17° '/,. dalla loro posizione più depressa in 31> secondi. Le prime lorri gil'anno attorno ad un albero centrale, il quale ol i.re al guastarsi facilmente r iusciva d'ingombro, in guisa che l'arniamento dove·va farsi dal cielo; le torri di più recente costruzione, cioè quelle messe in opera nltimmnenLe alle foci del Weser, e che più sop,·a abbiamo de.,crilte, invece sono all'-interno completamente libere; i canno11i s' introducono senz'altro dal basso, e si so llevano al piano della batteria per mezzo di congegni , i quali rendono pure facile il r icambio de.i pezzi guasti. A difesa del basso Weser stanno attualmente 30 cannoni da ;38, 2 1 e1 i:> centim . installati: 15 nel forteereLlo sul banco Lang-Liiljen e cioè : 9 da. 2 1 cenlim . nella baLLeria corazzata e 6 nel r idotto collocalo dietro di essit, ed armato con tre torri gi'revoH, a due r.annoni da 28 centim. cadauna; iS da 28 ce1Him. in al trettante tol'ri di un forte collocato sulla riva sinistra, e 6 cli uguale calibro .in a torri cli allro forte situato sulla r irn destra, entrambi so ttocorl'ente alla batteria cora;,zata . Questi due ultimi fo1· ti hanno ancorn una Lorl'e avanzata per 2 cannon i da 1o cetitim. ciascuna, per la. difesa contro attacchi da terra o contro sbasch i. Per essere accettate tutL3 queste torri dovettero subire un ti ro di · prova avanti ad una speciale ,com111issione. La prova consiste nel-' tirare con tro ciascuna éli esse '1 O co lpi con cannoni da 28 centim. e carica di 58 chilog. di polvere prismatica. Sia pel modo cli funz ionare dei va ri congegni, sia per la loro resistenza al tiro, i ri:;ùltali furono pienamente soddisfacenti. Il Gruson lavora attualmente a fab br'icare altre torri girevoli, cornmessègl i dal governo tedesco e probab ilmente destinale alle forti(ìcnzion i che hanno da difendere le foci dell'81ba pre:3so Cuxhafen, ed il golfo Iade il quale, coin'è nolo, con ti ene il porto di Will1elmshafen. Le tol'l'i Gruson trovano impiego in Germania anche nelle fortificazioni entro terra; nei forti di Hamm e di Hamerten sul lleno esse cos-Li tuiscono h\ principale opera di sbarramento di due ferrovie che attraversano il fiume a valle di Diisseldo rf; altre furon o collocate in due forti staccat i <lella piazza di Metz sulla riva sinistra del la Mosella. Giornal i politici esteri annun'ciarono che taluni dei nuovi forti 1

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ED ALLE FOflT IF'I GAZIONI

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staccali della piazza di Strasburgo :,Ono ~trmati con toni Gruson; siamo in grndo di accertare come insus,,islente tale no tizia, non solo, ma riten iamo poco esrttL11 puro quella sparsa più recentemente, secondo la quale la nnova cintR del co rpo di piazza di qn esl.a citl/1 dovrebbe, ad opet'i), Gnila, possederne un certo nu ,nero. Pare invece chefo caponiere nel fosso saranno cli forro; alm eno il Gruson stutlia il modo di applicare la ghi, a p11r-e a queste dife,;e ai;cesso i·ie. Un'allra fabbrica, a Oi[[ingen, prnsso Saarlouis, si occupa della costruzione di caponiere in ferro, le sue corazze tuttav ia sono folle sul 'sistema inglese e con:;Lnno di due la~tre di .ferro fucinato tram e7.zn tf} con uno strato di co1ì1ento di ferro (8isenconcl'et} . Stanrlo al BnllMin rle la Riwnion cfos O(ficiei·g (,I) la corazza G·rnson tl'overebbe irnpiego pnre sotto Anver;;a; ci si dice cbe a Bttclrnu si' lavorn aLlual111ente alt.orno ad nn'a batteria a casamaue per f.> pezi\i da 2/i, cen tirn.. , destinala alla posizione cli Santa )faria. Lti seconda camcn1, olandet-e lm volalo nelkt tornala del 28 mnggio scorso un credi Lo , di fior ini ,1Oi:>0000 (Iire 22/i,7000) per un forte armalo d i to rri Gruson, da costruirsi sull'isola Hu 1·ssens, presso la: forteua cli Heldcr, a difesa del/' ingresso occidentale nel Zu idersee. A quest·o scopo figura nel bilapcio del -1879 la sornma dì fiorini 300000 (l ire Gl:?000) . Nè pare che ,lCiò debba lim itarsi l'impiego del!a corazza in questo paese. Preoccupato dalla necessiti.i di assicurnrsi Tl iù a lungo chepos-· sibile il possesso dell e comun icazioni, e di impedi re la distruzione dei ponti, che per la bassezza del le rive dei lìmn i che da ogni parte discenclono in 01.tnda come in un vasto serbato io. potrcb be esse~!' ca usa di inondazion i, il tenente colonnell o Kromhout di quell'esercito sostiene in un assennato artico lo pubblica to nel ;lf,i,litaire Spectator la· cqnvenienza di sba rrnre l',Lcccs"o a deLLi ponti in modo efficace, cioè con potenti artiglierie, senza sollnu·,·e all'eser.ci to grande numero di combattenti. All'uopo egli consiglia la. costn11.ionc di forti rlot::i ti di grande resistenza in trinscea ed anm1ti cinscuno con tre torri girevol i Gruson, coll ocn te ai vertif:i di un triangolo , in rnudo da render possibile su tu tti i punti l'azione-di due torri. Al centro del lriangolo vi dovrebbe essere un luogo sicuro, chiudendo gli intervalli fra due (1) Dispensa Ji aprile 1879 N, 14.


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L'APPLICAZIONE DELLA CORAZZA ALLE NAV·l

ED ALLE FORTIFICAZIONI

torri attigue con corazze, per sottrarre, in casi di bisogno, le cannon'iere ai tiri nemici e per esegt1ire quelle operazioni di ristauro attorno aIle torri ed ai pezzi che possono occorrere:. I forti dovrebbero esser collocati sulla riva nemica, e la guarnigione considerarsi come perduta. In }?rancia si pensa pure ad introdurre il ferro _nelle fortificazioni. Le 'batterie blindate poste sui punti più importanti del ramparo saranno corazzate in fronte. Commissioni speci11li, composte d'ufficiali d'artiglieria di terra e di marina, del genio e di truppa di linea, sono incaricati dello studio di qneste batterie; l'A_n,née militaire tuttavia non nasconde che dette commissioni · trovano non lievi dimcolLà a risolvere la questione del collegamento delle piastre con la muratura (·I). Circa la composizione delle piastre .è mantenuto un rigoroso segreto, e solo si sa che venne dato eommessa alle officine del Creusot e ad un'altro stabi limento di fabbricarne in buon numero. Abbiamo rag:oni per credere che le piastre del Creusot siano il prodotto di una miscela di diverse qual ità di ferro; la sezione presenta tre grndazioni distinte per colore, però' senza visibile distacco it fine di evitare che la superficie di separazione diventi superficie di rottura. Queste piastre diconsi dotate di una singolare tenacità e di una ragguardevole elasticità.. I proietti perforanti urtando contro un mel.allo resistente, quali la ghisa indurita e l'acciaio, di solito si frantumano in pezzi e rimbalzano con forza proporzionata a. quella d'urto. Tale circostanza rende il terreno adiacente intenibile. Ciò puossi sostenere fin d'ora, in base all'esperienza fatta tirando contro corazze cl i prova, in di verse ci rcostanz.e. Che le schegge si proiett.ino in dietro con molta forza, l'abbiamo rilevato parlando delle prove di tiro contro In corazza invulnerabile Withworth (2) , Ma. questo non è l'unico caso in cui si ebbe a verificare il pericolo che corre chi trova.si nelle vicinanze di una batteria o torre a corazza impenetrabile. Nel mese di luglio 187/i, al poligon0 di .Buckau si voleva sperimentare acl oltranza la resistenza di una piastra Gruson al tiro del (IJ ,fanée Jfllitaire, Parigi 1878, pag. 149. (2) nivi•ta MìlittJri, dispcns,, di giugno 187\ pag, 104,

cannone dii 28 cent. All'uopo fu stabililo di tirare contro di essa si.no a complet~ demolizione; ma al ,J 9° colpo si dovette smettere dal proposito mttlgrad.o la piastra fosse anc~ra atta a sopportare altri colpi, perchè i. ripari erano stati distrutti (1). L'autore dell'opuscolq. da cui abbiamo tratta questa notizia, invero non dice in quale modo ciò avvenisse, e nemmeno spiega di che genere fossero deui ripari; ma è ch iaro che questi ultimi dovevano proteggere i servienti e gli ufliciali costituepti la commissione stes,a. contro il rimbalzo dei proietti intieri e di schegge. La. distanza cui rimbalzano le schegge dei proietti fu in modo più preciso accerlala in esperienze fatte a ì\fogonza nell'anno 11865~ sperimentando lit batteria in ferro dello Schuhmann. Il maggiore Sander, relatore della Commissione, rileva nel suo llapporto che i proietti in ghisa indnrila si rompevano in molti pezzi i qua.li venivano r imbalzati di 30 a 50 passi (metri 22,5 a 37,5), e che i, proielli di accia.io fuso non frantumandosi, oppure frantumanclosi in pochi pezzi , rimbalzavano fino a distanza di 2000 passi (metri 1500) t2), Ciò spiega l'avvers ione di molti ingegneri contro l'impiego generale del fono nelle fortifi cazioni da piazza; e come molti ritenaano le;' torri e le ballerie corazzate Gruson ntili solamente in 0 . posizioni isolate, con speeiale destinazione. Se si arrivasse a preparare un metallo, non soggetlo a. dirticoltà di fab bricazione che limitano la gros~ezza delle piastre, e nel medesimo tempo molle e tenace a segno cla permettere bensì la penetrazione dc~l proietto, e\'itmufo le schegge, ma non la perforazione della piastra, e ehe lornlizzasse l'effello d'urto in modo da impedire ch e q1ie3L'ttllirna si screpoli, è certo che il problema. della cornzZlltura, almeno ri:;petto alla fortificazione, sarebbe risolto in modo più radicale che con la ghisa indurita, tottavoll.a che la grossezza delle piastre non ecceda i limiti imposti da una ragionevole economia. Abbia.mo già eletto che il Krnpp s'è assunto di risolvere questo -

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(I) l v. ScnOn. Gruson's IJa>·tr,uss-Pau;er. llcrlino I8iS, pog. 18. (2) Lv. Sculln. o,·uson's JJartyuss-Geschosse. llerliuo 1878, pag. S. Dato ric~vato d alla

ne,azioue ufficiale del m;,ggiore Sandcr.


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r,' A P P L!CAZIONE DELLA CO l~AZZA Al. l.E NAVI

LU ;\LLE· POHT l flCAZION I

problema, e,crede d'esservi riuscito, fabbricando piastre di ferro molle (,J). · Le esperienze preli minari esegnite .su piastre· di questo metallo risposero GOSÌ bcme aìle pl'evisioni , da in durre il Krnpp ad adottarle pella costrnzione di un.1 casarrwua ove instnllarvi il nnoro eann.one, corazzato cfa \iH cent. , del qut{le abbiamo visto i disegni. La pianta ha forma di se mielisse , con l'asse maggiore al centni; la '.nassima curratura quindi ri;contrasi su l frnnte, ov'è imprigiona to 11 cannone nel modo indi cato per quello corazzato da 15,5 cent. ; la bocca esterna della cr.umoniem è protetta d,t analoglt blinda, il cui .funzionamento ci si dice assicurato; e vi ha. ragione a r,reder!o perd1è il congegno è semplice e comb inato in modo veramente (2)· increrrnoso ù b \ . Il maneggio della bi inda dimi nni rii. qualche po' la. celerith di tiro. - Per il primo punl a.menlo è riservata al di sopra. della piastra cannoniera nna piccoh~ fi nest.rn, per la quale guarda nn cannoniere metL.endosi a eavall o sulla volata de liri bocca da fuoco . L'affusto è costruito sul sistenrn di qnello del cannone corazzalo da ·I 5,5 c:?.nt. Il ciclo della f: nsamaLLa e coper to con piastre di l'erro; le pinstre sulle pareti sono uni te a rnezw di arpion i i quali abb racciano i lembi ~porgenli. La cas;unatta non emerge che di poc:o sul parapetto d., terra che l'avvolge da l.nLLc pa,rLi, lrnnne che sul di dietro, ove è cornp leta.rnenle aperl.:1.; l'ampia lu ce fac ili la lo sfogo del fumo. Il K rupp spera che alla fin fine la sua corazza deb ba. avern In. preferenza su tuUe le altre, perocchè egli · ri tiene certo di poterle costrnire di qualuncp1c dimensione senzasc:tp ito della quali ti1. A l 'epoca in cui !ieri via mo non sono ancora noti i risulla.ti delle esperienze fatte nella seconda melà. di questo mese ,l Meppen, contro le piastre di ferro mo Ile; questi auendiam o per ve(lcee se la corazza Krupp sia vet·,unente di tanto superio re alle altre, da richiedere un numero di co lpi grandernenle maggiore per essere distrntta, e da assicurare che resi., Ja meglio della, ghisa indurita e clell'acciitio alla sempre c;rescente priteni.Rdelle arLiglierie. Nel loro stat.o attual_e, tanto le batterie cornzzate ehe le torri gi-

rev:oli in ghisa indu rita possono non bastare contro l'aurnenl0 (li potenza dell e arLiglierie, che tirano r-on grandi velocità e con proietti molto allungati . ·· Ciò ~uttavia non costi tuirebbe ostacolo alla futura appli cazione della gh i3a indur ìla nella difesa delle r oste, quando fosse accertato ché la res i~!.enza dell e piastre di questo ri1etallo aum enta in giusto rapporto con la sua gr·osse1,za, perocchè il Grt1son accerta di poter :fare le sue piastre iwche più volnminose: Tutto sta adunquc a dimostrare che le piastre di gh isa non sr,ap iLano in res istenza, come ,quell e di ferro Jami1rnto, qnando oltrepassano un determinato li mite :di grossezza, e·die esse reggono ugu(l.lmente bene a' proi el.li più grossi o più lungh i di quel li attual i da 28 cent. prnssian i, oppure ad ugual proietto, ma auimato di velocità mo lto maggiore ( 1). Ne·1corso· di questo lavoro avemmo più. volte a nolarelamancanza di regole ben fisse per determinare con certezza iI. modo di compòrtarsi delle piastre in genere, ma più parti colarm enLe cli quelle in acciaio composte, e di gh isa indurita, per le quali la teoria non dà nemmeno l'orrnole approssimative che valgano a calcolarne la resistenza. Le opere di costa, soltnt lte dall e clifficoltil. cli navigazi one all'azion.e de[!e più grosse :! l'L iglierie da mnrina in servizio (can noni da 3/5 e da 38 tonnellate inglesi) , più non possono dirsi sicure oggidì, in cui "In potenza di perfornzi one di tali bocche da fuoco ò-superala dal cannone di 24 cenLim. Krupp sperimenlato il 12 maggio 1879 nl poligo no di Meppen, e da noi clescri tlo nell a nasse,qna d'aprile (2). Con cnriche di 75 diilog., quindi di 3 chilog. inferi ore a quell e impiegate nelle esperienze del H, clir,embre 1878, furono lanciati nel dì suddcuo pro ietti lungh i 3 ~;!;, ca!i bri , pesanti eh il. :iH 5; C$Sendosi raggiunta una veloci rA iniziale mediadi metri 15"1-,5, la fo rza viva per un centirn. di circouferenz,t del proiello l'isultò di dinamodi 38,49 e per nn cenl.i m. quadralo cli sezione di clinarnodi 6,,H . A questi valori corrispondono, per il cannone da 88 tom:1. inglese ·(calibro cen tim. 3·1,75) soli dinamodi 34-,8 e 4,38, e per quello 1hmstrong da 4-0 tom1. (calibro centim. 30,48) dinamodi 40,8 e5 ,36.

1

(I) Rivista ,llilitare, anno 1$79 'dispensa d i giugno, p~g. 409. \

· (2J

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»

•

<li mat'ZO, pag.

521.

0

1

1

1

(l) Rivista Militare t87!J. dispensa di aprile pag. 113, I 17 e 1\8. (2) n,vfata JJili:,i.re, \S70, ,·oiume Il, pag.. W?.


L'A PPLICAZIONE DELL A CORAZZA ALLE NAVI 96 II fallo, per sè già notevole, di :n·ere con un cannone da 24 centim. pareggiala la potenza di quello da 40 tonnellate (1) Armslrong, che pur conta fra le migl iori artiglierie di grosso calibro, acquisk1. importanza ancor maggiore dalla circostanza che fu oltenuto aumentando solo· di 11250 ch ilogrammi il peso del cannone ordinario da costa da 24 centim. lungo del Krupp, che ha una lunghezza d'anima di 22 calibri, ossia '!t calibro meno del suo rivale. Senza eccedere nel peso dei calibri maggiori , è evidente ormai che se ne può accrescere la. potenza di penetrazione e di perforazione talmente, da potersi ritenere con ogni sicurezza superiore ai mezzi di resistenza forni ti dalle murature o blindaggi in fe rro possibili sia nelle difese di terra sia di mare . A nostro avviso le difese cli costa eretle con tanto dispendio in Ingh illerra, Russia e Germania, più non possono dir3i sufficienti contro i recenti ssimi mezzi d'attacco, perocchè i limiti cli massima potenza dei cannoni che fornil'ono i criteri per stabilirne le dimensioni fu rono sorpassati da artiglierie di minor calibro e peso . Navi di limi tata, pescagione potranno quindi avvicinarle, e loro riuscire più esiziali delle mostruose corazzale e dei pesanti cannoni che ne costituiscono l'armamento . La possibilità di diminuire il carico della nave, senza ridurne la potenza offensiva, non può a meno di influi re grandemente sulle costruzioni sia navali che di terra dell'avven ire. · A. dimostrare quanto cresca il peso del cannone coll'aumentare del cali bro, osservel'emo che mentre il nuovissimo cannone lungo da 2&, cent. Krupp pesa chilog. ,f 8000, quelli da 28, cla 30,5, da 35,5 e da &,O cent. lunghi, dello si.esso autore, pesano rispettivamenLe chilogrammi 29800; 33500; 52000 e 72000. In quanto alla. corazza di ferro molle teoricamente il principio ci pare giusto. Un giudizio sulla pratica attuabilità dell'idea Krupp, già dicemmo doversi aLLendere dalle esperienze di luglio . Può darsi che il più attivo creatore di macchine di distruzione riesca a trovare un me-zzo di difesa contro le sl.rapotenti artiglierie de' nostri temp i; allo stato attuale l'avvenire della corazza, anche nella sua applicazione alla fortificazione, tuuavia ci sembra piut-

(i) La tonnellata lnstcsc è uguale a chilog. 106G.

ED ALLE FOF\'1'1FJCAZ10NJ

97 toslo incerto. In casi special i, e come accessorio nelle opere di vasti campi trincerati, l'ul.ilità sua è riconosciuta, ma non tutti ne am~ettono la necessità di un più esteso impiego nelle fortificazioni da p1az~a e _da_costa. Gl i assidui studi e le numerose esperienze fatte ne~I1. ult1m1 quat~1·0 lustri , per introdurre il ferro come elemento p~mc1pale nella difesa, pare debbano condurre a risultati negativi; dimostrando come la terra nella pluralità dei casi sin ancora il mi~l,ior materiale da fortificazione, ogni qual voLta quesL'ultima attmga la sua forza dalla posizione piuttosto che dalla materiale struttura ~ell~ sue opere . Bisogna sempre aver presente che fortificare non s1gn1fica creare posizioni, ma corregg'ere il terreno. ~oncludendo, le numerose espel'ienze dal 1876 in poi a uostro avviso provano quanto segue : . 1°_ La corazza di ferro laminato grossa non pi ù di 50 cent. non e s~f~c1ente a garantire le parti vitali delle navi, ed i pezzi in hatt,e1:1a 1.n genere, conLrn le artiglierie, ,rnche cli limitato calibro, pe1ocche con un cannone Armstrong di Ii5 cent., p1·oietto di "hisa temperata cli chilog. 36,2!) e velocillt d'urto di 585 metri cir~a si o~tenne a.I primo colpo la quasi completa.perforazione di una piastra di questo met.ailo gl'ossa mili. 304,8 . . I 585 metr i raggiunti dall 'ArmsLrong non segnano il limite massimo delle velocità. che si possono ottenere con i cannoni di ,rran potenz~ di medio calibro; il Krupp andò oltl'e questo limite"con cannom da ,ft, e da 24 cenl. Ne è assolutamente necessario l'icorrere alla~~,· ora ancor straordinaria velocit.'\ iniziale di 6tH (cann?ne da ,1<>) nsara da Krupp per produrre il lavoro dinamico di 676 dmam~di, suffir~i~n_te_p_erpe~for~re sirfa tte piastre, esso si può a verea~~he con .vel~c'.tà m1z1~li d1 soli metri 508,4 impiegando proietti pm pes~nt1 , c10e luugh1calibri 3,5 a vece che ~,8. · .Le ptastre di ferro laminato anche se grosse 55 cenL. non valsero a~ arre~tare i proietti di -i,3 cent. animati di non oltre 458 metr i di ~el?cità inir.iale; quanto meno resisteranno poi ora che le qualità balistiche del cannone da 100 Lonnellate furono micrJiorate a seo-no da avere velocità iniziali di metri 5?6? Inoltre le ;astre di qu:sla s~rnt~~l'."a 1.1an~10, se b!1en in mo.Ilo mi11or grado, comune con qnelle d nc~i,uo 11 difetto d1 spaccarsi, e specialmente se grosse e bersagl iate da cannoni di grande cali hro. 1

ANNO

xxrv '

VOL. li r.

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L' A T'PLICAZ!ON F: OE L!, A C0lì A7.ZA A l.LE NA VI

2° Le piastre di ferro acciaioso (Sch ncider) e r,omposte (Cam~ell}, inÌ.aLle offrono maggior sicurezza, perchè resisLono all'urlo d1 un cerlo numero di proielli. Il difetto di spaccarsi non è Lale òa impensierire nell a corazzatura delle navi, poichè l'incertezza del Liro in mare affida contro l'cvenlualitit di un secondo colpo nell,t stessa posizione; oltredichè la nave cosi danneggiata può sotLrarsi .al combattimento, potendo far pienamente uso delle sue· macchine. Un allro metall o, la ghisa indurita, presenta pure i·vantaggi del ferro acciaioso; nelle costruzioni navali tuttavia la corazza di ghisa indurita non è ben applicabile, perchè troppo pesan te. :1° Essa invece è da preferirsi all'acciaio nelle fortificazioni di costa ~ia perchè costa meno , sia perchè la nessuna .difficoltà che .vi ha a dare alle piastre cli ghisa forma più conveniente clella prismatica. alla soliclità delle costruzioni, loro rende possibile di sostenersi e di re,mere all'urto dei proieU.i, solo per effetto clel contrasto del proprio ;~so. Il maggior peso, che nelle costruzioni , navali è d'agoravio, costituisce un pregio nelle difese di terra. L~ sfericità della superficie esterna poi mentre rende difficile colpirla normalmente, {)8 1' cui i proiet.li non. utilizzano che parte clell n. forza viva onde sono dotati, permette dt assegnare alla p1astrn grossezza variabile, portandola ad un massimo nei punti che' più sono esp,,sti al tiro diretto. . . ,f..O Le piaslre di ghisa indurita non vanno lultavra esen ti da di fetti che n~ limitarono l' impiego generale nelle for tificazioni da piazza per lo addietro, e che possono rendersi maggiori i~ segu_ito: al punto da inclicade come poco opportune pnre nelle fort1fìcaz1ont di costa. Nell e forti ficazioni da piazza la gh isa indurita non trovò fino ad ora terreno propizio alla generale sua applicazione, malgrado possecrcra resisLenza più che sufficiente conLro_le attuali artiglierie cl'aLoo . . . tacco, perchè rende esi;,; iale nel com battimento la. SLHl. v1r,inanza. Nelle fortificazioni da costa il sno avvenire è compromesso dallo inaspettato progresso fallo clalle artiglierie di g_ran _P°.~en~a negli ultimi tempi, progresso che come sopra. fu eletto riusc~ g1a d'. som~o danno alla. corazzatura in ferro laminato, e ch e per il contmuo mcalzare ora minac(:ia pure l'esistenza delle batterie e torri in ghisa indurita .

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ED ALLI~ f<'O RTIFJCAZI 0:-1 1

L'ingegno del Grnson potrà forse salvarle e far apparire vani 1 timori che si nutrono a loro riguardo come baluardi nella difesa di costa. Egl i dovrà però dimostrare che le sue torri e le sue batterie resisLono sia pure nel un limi talo numero di tiri , ma falLi non più col cannone cla 28 cenl. prussiano, con cariche non eccedenti il •I / i del peso del proietto e e.on velocità inizia le non superiore ai 500 metri, bensì con i grandi calibri, ed anche i medi, ma acconci a spare con strao'rdinarie cariche, i pesanti pro ietti allungati dell o artiglierie che seconclo ogni probabilità armeranno le navi in un non lontano avvenire. Altrimenti la ghisa indurita subirà la sorte del ferro laminato, e solo tl'oyerà uti.le impiego in casi speciali , nelle fort ilicazioni alpine, come accessorio nei forti ccc. 5° Il Krupp ci promette un nuovo prodotlo di ferro da. sostituirsi con vanLaggioalla ghisa ed all'acciaio,almeno così egli ritiene. L'esperienza però non si è ancor pronunciala in merito al medesimo. Come stanno le cose hanno ragione coloro i quali dichiaravano fin dal 1873 le opere in terra (sabbia) onimo mezzo di difesa anche contro le artiglierie più potenti delle flolle (·I). I

\ DONESANA

Capitano del genio.

(l) nivllla • Wtare, dicembre 1873 pac. 2. 6,

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l LA TATTICA DELLA SITUAZIONE {Zun TAKTIK OXfl « S1TUATJON >. - ralu ische Bet·rachtlmgen vom ve,·(asser von « À11$ dem Ta(Jebucl,e eines Compa.gnie-Chefs •, « Der JJataillons-f<ommandem· im r,,·ieg ,md Frieden » « Neue Wa(fen,11ei,,e Taktilt und A/tsbildung ,, • Zm· Etitu}ickellmg del' J'aktil,.,, t1. A. m. n erlin, Luckharc\l 1879).

L'importanza dell' esatt.o apprezzamento della situazione i,n carn pngnà per parte dei comandanti di truppa dal più elevato iH grado al più basso è generalmente ricono,ciuta tanto in teoria quanto in pr.:itica. Nessuno però finora ha teni.alo d'investigare le leggi che regolano J'influéuza delln . 1mirlesima snll'azione tattica : dò !'orse per la difficoltà grave che necessariamente incon tra chi voglia sottoporre ad analisi un elemento così mobile e fuggevole c1mde è la situazione. Le leggi tutl.avin ne esistono come esistono sem.pre quelle che regolano l'attività e la vi ta in qualunque modo si manifestino. Solo avviene clrn queste leggi benchò esistc1n ti non si possono formn larr, esattamente; rna rimane sempre in esse una parte, che è « incommensurabile ». E tale si trova essere in special modo 1.t1uo qunnto in ogni situazione vuol essere indovinato, e perciò anche qur~l la dote precipu::t d'ogni co11iandanw che i Francesi con !'rase incisiva dicono: wu7J d'oeit niibitailre, che val quanto dire: vedere, giudicare e decidere in un batter d'occhio. Questa dote che è di assoluta necessità in guerra, non si pnò creare quando manchi, ma si può sviluppare e rinvigorire com.e avviene di tutte le facoltit intclcltuali. Ogni situazione tattil:a· loca le vuol essere considerata e giudicata in corrispondenza con la situnzione generale stnitegica; clonde il campo deJie indagini si estende aHe grandi operazioni. Lo studio delk situazioni e dei calcoli strategici, esposto in forma elementare e sotto aspetti <:he ;;i possono generalmente afferrare, torna di grande giova-

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I

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LA TATTICA DELLA SITUAZIONE

mento ai giovani ufficiali, i quali non sono obbligati ad appoggiarsi esclusivamente alle rrminisccnze delle manovre di pnce, quando si tro,'. ino di fronte al le situazioni spesso molto irrngolari della grande guerra. 1° s,ig1t'i,fìcato e potenzli della situaz,i,one. L'idea del la situazione non è semp lice; essa comprende J<). posizione strategiea e la disposizione tattica dei due partiti guerreggianti neì loro reciproci rapporti <li forza e di terreno. Essa , si è detlo, è l'elemento mobi le variabile per CCCellenza del la ·gnena; una Situazione di qualche durata llOTl 0 coucepib·ile senza suppone la pcrfettn inazione tlei partiti, e solo cpiando spera vantaggio da l tempo un -cornauclante di truppe cerca di prolungarla deliberatamente. Per tale ragione il tr·attare della taltica della situazione potrebbe a prima giunta parere opera vana . La. tnttica ha per nllìcio di rileYare e dimostrare rnassi nH~ e leggi di Hatura generaie. Essa · non può prendere a·considerare ogni sìtnazione particolare e per ciilscrma dimostrnrn IH leggi particolari che la governano. Ciò renderebbe in~1tiln ogni studio lattìco. Epperò lo studio della :tattica procede secondo uno schema generale, che ha per effetto di giustificare scientificamente le 1prnstioni che essa tratta. Così la difesa, l'attacco, la ritira111, l' insegnimclllO cci;., rappresentano in mezzo alla stermi nala varietit di situazioni, nua serie cli gruppi per ciascuno elci quali si possono indicare le leggi comuni direui ve. Siffatto modo di trattare scientificamente la tattica può hcnbsimo servire come eserciiio dell' intelletto, ma non /: sufficiente a formare{ il criterio dei giovapi ufficiali, e a snvir loro di guicla in ogni '.circostanza; e rinelli che hanno rorrnato la loro esperienza col mezzo ~ella pratica ~~-t91~iì, i~t_int\va111~ntc clte 1m trarranno poco profitto; perciò preferiscono che le proposizioni siano avvalorate con numerosi · eg rnpi storici. Lo stmlio delle grandi campagne ha contri. ·lmi to ad <ìstendere il con vincimento che ~!)_!!_l'app_lica_zione cli regole . fç)l'[ne.. . J~Jticb13 ridotte a sistema , irwano.si tenten1bbe cli dornìuarc ur sitna,2,!Q.!le .9Illtea decisiya, essendo troppo freq ncntementH risultato che questa fu più potente di ogni regola e forma, e l'intiera situazione strategica produsse e determinò la situazione (.attica. L' insegna mento tattico per tale procedimento è generalmente sc;emato di considerazione, e così. pure la pratica della piazza tl'_armi, poichè · si duhitù della necessitù di forme Lattiche regolam entari immutabili. Si l'iconobhe invece chiaramente quanto fosse importante che truppe e comandante, riconosciuta la situazionr, del momento, avessero la necessaria libr}rt.à per dominarla nei limiti dello spazio


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loro concesso. Con tal mezzo però la dissoluzione dei vincoli tatt1cr risullava inevitabile, e con essa il pericolo della dil:'fatta . Si cercò di sfuggire questo danno col lasciare ,?_i comand.a riti ele','.ati quella libertà d'azione che loro occorreva per dominare con la forza disponibile la situazione, f' si cercò di restringere la dissoluzione dei vincoli lattici, contenendola al possibile nei più piccoli riparti . Rimase qui ndi sfor~o carat.t~ristico per la taJtica _.t!;lde_g:a qnello di non obbligare nessun comandante, almeno fra i 1li.ù..ele:WJ.i, con forme ~10rrnali immutabili , liw:iando però a questi l'incarico di dorftinare la . . . . . . (} s1 tuaz10ne 111 ogni Clfcostanza . . I Tedeschi hanno dunque effettivamente già messa in pratic'1 una tattica della situazione, e per parte delle truppe e di ~11olti comandanti la soluzione delle questioni fu sovente impro vv isata iu modo affatto spontai1eo- sotto la stretta della situazione; però- le hasi della medesima erano già sta te poste in precedenza nelle nurneros11 manovre di pace e negli studi tat.tici che nell'eserci.to avevano preso grande sviluppo . . Nelle campagne di Crimea e d'lta lia i .Francesi rnostraror~o di vol1w seguitare questo indirizzo. Poco curanti della dotta pedanteria e delle forme tattiche compassate, la lor~ attenzione era di preferenza rivolta a conservare l'iuiziaLiva e a dominare così la situàzione. Ma poscia a Chalons si sforzarono di ritornare alla conservazione del vincoli tattici· fra i grandi riparti e del!' ordine normale, prestando minuta attenzione alle forme sistema tiche. e ai particolari d'esecuzione, ta lchè nel ,1870 entrarono in campagna con vi!ite tattiche le qua li erano in perfctl.a opposizione co;n quelle dei Tedeschi. Essi si al.tennero in generale alla difensiva , cioè rinunciarono all'iniziativa, e anche quando i comandanti delle brigate o dei reggimenti vol lero manovrare in offonsiva, troppo si preoc;c;uparono della conservazione dei vincoli tattici e delle forme regolamentari, anche se queste non rispondevano nè alla situazione nè al terreno, e non producevano altro effetto che quello di escludere quel po' d'iniziat.iva che era rimasta alle trnppe e ai comandanti inferiori . 'r.,;.. ,, Appare arlunque da ciò come lo studio\, dulia tattica debba occu) parsi anzitutto della variabilità dfd la situazione, ed indagare i .mezzi clie servono a riconoscerla H a trarne partito. D'altra parte è pure nc:cessai·io osservare che il tenersi saldi a determinati ordini tattici è ancora mezzo uti le per impeclirn che la situaziorw acquisti potere esagerato, e trascini nel suo vorticoso modifi'carsi e le truppe ed i comandanti inferiori. Si< avverte pertanto che la tattica del la situazione

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DELLA SITUAZIONE

LA TATTICA

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non mira già ad alcunchè· di nuovo, non li punto una tattica clell'avvenire; ma riguarda solo lo studio di quello che in ogni tempo è stato ritenuto siccome l'elemento spon taneo della tattica, e sempre si è fatto valere contro quella rnndenza che faceva consistere la vera arte soltanto nelle rorme studiate e nelle regole astrntte. L~ _udio delle leggi delle situazioni rimane antÌÙ()tO potente contro siffatta tendenza, ed insieme ~!~~l'._ycce5?i.Y.<)__ gene1'.i1.D~-~~!s}; perchè ogui situazione porta con sè la sua legge in modo CO$Ì determinato, <.:he l'aspeLto sotto cui 'Viene considernta esercita sempre influenza decisiva so pra la sua soluzione tattica. 2° La log·ica, rlella ~·it1i azfone - Ogni situazione è sempre conseguenza di cause pre.cedenti, e produce sempre effetti cc>rT1~lativi; cioè è logiea. St:\ così non fos~e non si potrebbe nep pur parlare di leggi, e sarebbe pazzia il voler cercare di dominarla. Quest<~ leggi peÌ-ò non si rnanifest:,no a tutti uell'isLesso modo: il geuio le vede più chiaramente, e i .rapporti dei fai.tori che prende a considerare e le conseg1rnnze die ne rledncc sono affatto differenti da quelle del l'intelletto comune. La logica loro non è· egual e. ~apoleonc ('1796) moltipliéava le sue forze tpiando apparentemente le disgregava; poichè era gi/i sicuro in precedenza di averle · pron te al bisogno. Quando al contrario Beaul ieu o Giulay dispercievano le loro rorr.e, questa certP.zza loro manca ecl,_ 2.1M.!.L!,~nEX~'::Yi.;.o. modl_ficar~i l!.ç(l~--si ~_u:,zi_~i1e li cos.tringE_va~a_ritirarsi ~ r__ concentrarsi: Nd 18M le armate prussiane erano accantonate in punti cosi distauti l'un dall'altro che Ilenedek poteva bcri tenersi sicuro di batter-le separatamente. Avvenne però il contrario, H i corpi cli Be1rndek furono separatamente battuti mentre le tre armate prussiane si trovarono puntualmen te raccolte sui campi cli Koniggri:itz come se giungessero ad un convegno. Era forse erroneo il <liscgno di Benedek'? No ; la sua logica non era quella di Molt.lrn. Nel ,f 870 i Francesi credettern, forse con ragione, di poter occupare tutto lo spnzio che corre dal Belgio ai confini badesi, n ritennero come assicuratll la riunione delle loro due principa li armate. Ma qui pure avvenue il contrario, e all<1 prinw lotte la possibi litil del conc1~ntramcnto scorn parve, mentre al 18 agosto le tre annate te- , desche, temporariamente divise, si trovarono riunite sot.to un solo comando per infliggere una disfatta decisiva alle forze avversarie non ancora concentrate . Quanta parte eserciti la logica della situazione sullo studio della lattica è cosa facile a dimostrarsi. Ordinarìamente s'insegna la difen-

va,


LA TATTICA 104 siva passiva essere errore; si doHebbe però aggiungere che nella diJensi va ogni offensivn non corrispondente alla situazione è errore ancora più grave. Tutti i movimenti offensivi che 1i Francesi trmtarono in mezzo alla loro difensiva tattica fa llirono pienamente tosto o dopo debole successo . Quale Ju la causa? Se si eccettuino pochi casi in_cui 1'offensiva si mantenne in seguito ad ordini venuti dall'alto, oppure per coprire qualche ritirata, si può dire che presso i Francesi l'offensiva uon fn mai logica. Serva d'esempio l'offensiva intrapresa dalla brigata Doens a Spiclrnren contro .la sinistra tedesca. Conservando le forme regolamentari, la truppa si avanzò sino all'insellatura fra il G-ifertswald e il Pfoffenwalcl, e respinto le poche compagnie del ·1 ° liattagliooe del 8!~ che là 5i trovavano, occu pò .il limite nord del Gifertswald; ma snbito dopo, beriiagliata da l fuoco micidiale che le de1boli forze prussiane avevano aperto :ml suo fi anco, dovBtte retrocedere sino al punto doud'era partita. La logica della situazione strategica è sovente 1rnr il g<-rnerale la miglior guida a giudicare della situaiione tattica. Se il c.omandant1~ df~I 1° corpo prussiano ne avesse tenuto eonto nel 1866 quando giunse a Trautr~.nau, certo non avrebbe t.ralasciato di occupare proulameut.e le alture a sud del villaggio, e allora la situazione tattica in cui venne poscia a trovarsi quel corpo, sarebbe stata assai rnigliorr,. Al contrario esso dovette ridnrsi ad un'azione sempre più difonsiva iu contrnsto evidente con la situazione strategica ; dovette ,perciò subire tutte le conseguc:mze cli una fa lsa logica; e intraprendere una ritirata notturrrn cli due miglia. E fu somma vent.nra se t.ale falsa logica non influì i11 modo più pernicioso sulriutiera situazione strategica. 3. Effetti cùJUct situazione strateç1ica sui rapport'i tattici. - L' influenza che la situazione strategica esercita sui · rapporti tattici iJ :impiamente dirnostrnta da tutta la cam pago a del ·1870, nella quale come causa non ultima dei rov<~sci fraucc~i vnolsi annoverare l'assoluta incertezza in cui si trovarono sempre i genera li intorno al vero ~tato delle eose al momento in cni dovevano prendere qualche decisione. f Da parte ~~!1~c~ invùce, ancbe cruando mancano istrnzioni in__rro po1 sito, i geiierali operano con pirma sicurer.za regolando la sìfot:zione del ìù.oiiie1ùc;: Basterebbe OS$ervare la precisione con la r1ua lc ;;_, coinpie Sidan _l'accerchiamento dell'armat.a di Mac-:Nia hon per conchiudere che la situazione era vista con la massima ehiarezza non so.lo dai generali, ma eiiand io dai comandanti inferiori . E senza alcun dubbio a Spicheren la vittoria avrebbe arriso alle armi frances i, se da quella ·parte non avesse fatto pienamente difetto la eonoscBnza della situa0

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zione. L' incertezza e l'indecisione riuscirono forse più daunose ancora per l'abitudine con tratta di nulla operare senza precise istrnzioni, e per la generale ripugnanza ad assumersi la responsabi lità di operarn per inizial.i va pro pria. Ne· conseguù che una teoria t.attica, la 1rtrn ie f"accia astrazione dalla situazione strategi'ca perde tosto qualunque eflieacia . E noLisi ch e la situazione strat.egica non deve essere tenn i.a in conto solamcute da i generali, ma Lutti gli ulficiali, i quali pos:;0119 trovarsi in tali circostanze da dover disporre della forza da loro rii pendent.e $enza aver ricevuto in proposito istruzioni di sorta . Per non rimanere dubbiosi in questi easi non sarh necessa rio clic tntti abbiano ::;trnliate le proposi zioni fondamenta li c!Blla strategia; si però la storia, e dall 'esperienza pratic"1 , o dalla couoscenza acquistata con matura rillessionc, potranno ' trarre quell'aiuto che loro occorre per giudicare esattamente la situazione, e seconda re le viste dei propri superiori, od opporsi a quelle del nemico nella sfera d'azione loro assegnitta. ' Prendendo per base le ultime girnrrn, pare conveniente raccogliere le considerat.ioni neJJesame delle seguenti situazioni strategiche: ,J O La situazio1rn ai confi ni immediatamente dopo la dichiarazione di guena ; 'i 0 La situpzione al pri nc1p10 delle grandi operazioni Bt.rategiche; 3° La situazione poco prima dell 'nrto delle forze principali ; t~o L'ui·to decisivo - la bai.taglia e i suoi fi ni stratef!"ici; 5° La si tu azione dopo la bat.tagl in. La semplice enumerazione cli queste situazioni i: già per ,:,è ,rnfficiente. a giustificare IH idee svolte iu torno nll'inllu e11za che la situazione :;;trategica esercita · sulle misure t:iUiche. lL Le misure tat/Jiche a:i confùwi, subito dopo la, &ichia-raz,i,one di gue;rra. - Con la dichiarazione di guerra comincia uua situazione militare, la quale differisce essenzialmente dallo stato di cose precedente, in cui nessun atto d'ostilit;'t era nncora permesso e le notizi e ed informaz ioni potevano essere agevolmente raccolti~. Orn l'in terno ciel tenitorio nemico è c:l1iuso, e le no tizie sui movimenti dell'avversario, o mancano affa tto, o sono in parte inventate od esagerate, o giungono tardi per mezzo di telegrammi provenienti da territori neuLri. In questo momento in cui la necessità d' informazioni si fa m:iggiorrnente sentire, resta il solo mezzo delle rrn ttuglie di cavalleria , le {[Uali non possono pe1rntrare che per poche miglfa, e, se i con fini sono guardati, cessa ancorn questo mezzo, o diventa · esso pure di difficile esecuzione.


Lii TATTICA 106 Agli avamposti può già fin d'ora taluno trovarsi in dubbio sul rnodo di con tenersi; se debba restare continuamente pronto a sostenere l'attacco di forze nemiche, o prendere egli stesso l'iniziativa ed inquietarlo con frequenti ricognizioni ; SH si provvedn meglio ulla sicurezza delle truppe retrostan ti con un regolarn sistema di avamposti, o con l'invio di pnttnglie lontane de~tinate a spiare il nemico; se in caso d'attacco di.lbba resistere o ritirarsi . L'esatto apprezzamento della situazione strat<~gica dissip<~rà ogni dubbio in proposito . Raramente succ;ederà il caso in questo primo periodo c:he alle trn ppe avanzate convenga dare l' incarico di resi~te1·e tenacemente, e <p1ando succeda, non sarà mai mi,rnra generale, ma potrù conveuire per cprn lche punto che offra buon!~ condizioni clifou~ive, la cui occupazione sia necessaria per asiricnrare il l)ossùsso di liner1 ferroviarie o di altre comunicazioni . Nel ·18G6 i P russiani occuparono i punti principali necessari ad as- • sieurarc l'avanzare delle armate, e dil quest,i fnrono spinti innan7,i deboli distaccamenti sul le strade slC$se per en1.ro ai monti ad osservare i passi principali . Anche ,e il nemico pas:;anclo · i eoufini fosse penetrato con I l i sue pat.Luglie attrav!m;o a questi distaccanrnn ti, uon avrebbf} visto che qna lche vi lla7gio occnpa to d11 truppe, il cruale forse il ~ioruo dopo sarebbe stato sgombra to.· Per la loro sic111·ezza queste truppe nou avevano 111nlto a temere; bastava· :; pi11gcre innan7.i sulla strada una pattt1glia ogni due ore. Di gior'uo il nemito sarebbe stato visto da lontano, n rii notte esso non avrebbe potuto avan;,,arsi che per la strncla . Nel -1870 i Francesi occupa vauo tut.te le .strad e che menano. in Gerrnani:i nello spazio c.lte .corre da SiHrck sino a Bitsclrn, ciò che foc<iva <;upporre che essi anssero ili mira il concentr:imento avanti , probabilmellle nella direzione Neun kirclrnn- Ho111 lmrg. Questo tnttto di confine fu dai Tedeschi guanlato con deboli distac!;amenti, ment.rn sulla sinistm loro, cioè il t;·atto da Berg1.abcrn a Hheinznbern, sin dal 2~ luglio si disposero per il coprimnnto riparti relativamente pi ù gagliardi per assicut·are il concentramento della terza arma ta, che aveva luogo n due soli giorni cli marcia dnl confino. La forza e ìa disposizione del le truppe coprenti fu adnnque pienamentt} determinata dalla situa7,ione strategica. L' ingros'::iare delle forze francesi nella direzione S. Avold- Forbach era già slato osservato ven;o la fìuc di lugl io, ed era perciò stato deciso di ritirare il debole distaccamento di Saarbr(icken, affinchè uon rimauesse esposto ad essere sehiacciato . Ma il comandante del distaccamento chiese ccl ottenne di rimanere, il che prova che si sentiva padrone della situazione. Un

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battaglio°:e e tre squadroni, tille era la Iorza del distaccamento, per quattordici giorn i fronrnggiaro110 i due regginumti francesi che bivaccavano sul Hothenberg, e il 2 agosto tennero testa contro la divisione .Baleil le, che era seguita in seconda liMa da altre duo divisiopi . Era naturale che tutta la Germania rimanesse elettrizzata da y questa "guardia alla Saar » . Uno stu dio intorno nl cont<~gno cli que:;te truppe e~ all'organamento del servizio, mo,;tn.1 uu procedi rneulo che può servire di modello per tutti i casi simili, ,~ non è scevro da un generale interesse tattico il vedere come venne impiegata la l'orza, come fu ingannato il nernico sulla esiguitit del la medesima, e con quanta sicurezza l'arduo incarico fosse giorna lmeo te sogtenuto. L'ultima guerra russo- turca offor:;c al sno principio situazione ben diversa, la qua le richiedern perciò misure di ::;icurezza affatto differenti . Da entrambe le pa rti si aveni 1~guu l1; int.erHsse rispHtto al la sicurezza propria, al tener celati i propri disegni e al penetrare 11uelli dell'avversario . Inol tre il pont(~s11l Sereth <ira per i l{us~i di eccezionale importanza, e d..ivova venire assicurato con forze sul'Jìcienti contro ogni· tentativo combinato delle forze di t<~rm co n la noua nemica . È probabile dw nelle future guerre la cavalleria venga impiegata nel servizio di sicurezz,1· fl cli Bsplorazione in proporzioni rnnggiori che per il pa~sato, essendosi mostratri nelle ultime guerre atti:;sima ad occupare ed osservarn larga distesa di rnrritorio e a minar:ciarn i fìandti strategici dell'aHersario, lìntautochè r1ues1i nou sia in grado di opporle corpi composti delle tre arm i. Anche in questo impiego le oormc tattiche d.ovranno esscrll determinate dalla situazione strategiea. Contro avversario aucora occupato nel lavoro di mobilitazione pochi squadroni potranno rncare nocumeuto grandissimo; (prn ndo pnrò intcrv<mgn ia cav;d leria avvcr:;aria , ailora non è più possibi le contare sopm l'azione dlìc:we di pochi sri:uadroni, e quel partito che vorrù conservare l'offen;;iva d.ovr:, portare innanzi cavalleria più numnrosa. 5. 1li.sw·e taUiche al principio (lelle [J'l'ltnlbi ope1·azioni. - L!) grandi operazioni hanno uno scopo e;:;seuziale da r:iggiu ngere : l' impiego della forza nel lo più favornvo li condizioni per ottcucrn 1111 successo· tattico dal quale derivi u11 vantaggio strategico o politico. A tale risultalo si arriva grad:itamentc, e il procedere è tanto pit't lento <pwnto più gro::;se sono le masse che si rronteggiano, sia per lo spazio grande entro il quale si muovono, sia per la considerevole distanza che in principio le separa . I rapporti tattici delle arma te di fferiscono as-sai da quelli dei pie-

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LA TA T TICA

DELLA SITUAZIO N F.

co:Ji distaccamenti, e ciò giust.ifica la distinzione chn si suol fare fra la grande ù la piccola tattica, riferendosi quella alle grandi masse, que~ta ai piccoli reparti . La lattica della situazione nel primo periodo tiene conto specialmente della prima . Grossi eserciti non possono rimau ~re lungo tempo concentrati in piccolo spazio, abbisognano di mol te st1·acle per rnover~i, non po~sono scostar:;i dalle grnncli linee stradal i senza gravi dilTicolti,, o non po!;sono mutare direziorw se non ai 11odi di r1ueste linCf} stesse. I corpi d'annata e le divisioni di c;u i si compongono, 'avendo uno :scopo unico comune, e dovendo operare collettivamente, non possono allont.auar:;i molto l' uno "clall' al,tro, Hè rimanere lungo tempo separati da ostacoli impratica bili. Il marciare separati e combattere nniti è semp)'e la massima fondamenta le delle grandi operazioni. Una parziale scon.fitta anche di poca irnportanza pHr s<~ stessa può ridurre tutta l'annata in condizioni sfavorevoli . Così la ritil'ata del corpo di F!'ossard determina la riti rata di tut.ti gl i altt'i corpi dcll'arnw t.a del RHno. Da parte !lei Tedeschi si erano pre,e tutte le disposizioni per preveni re qualunque scacco parziale qualora i :F.ruucesi avessero presa l'offensiva , come pareva Jlf) ·,we;,:sero intenzione. ' .[I calcolo strategico per l::i 2" armata che era direttamente minacciata era all'incirca il seguente : , 1:1.esisi padroni dello sbocco di Saarhriicken il 2. agosto, i Francesi pote\'ano cominciare l'offensiva il giorno dopo al ma:;simo con tre corpi : ma u·at,tenu ti dalla c,1valleria e dai distaccamenti clell'VlII corpo, le teste delle colonne avrebbero potuto raggiungere gli sbocchi di Neunki1·chen e cli Hombtu·g solanrnnt<~ il 4. Alla mattina di questo giorno erano già pronti il V.Il cd VIII corpo (circa all'::dtezza dì Ouwei ler), più nna hrig:ua presso Neunkirchen ed una presso Homburg, rinforzata ciascuna con at'tiglieria. Lungo la giornata quest.e trnp pe avrebbero potuto ricevHr·c considerevoli h nfoni . Il giorno 5 i Francesi avr1>.bbero ' avuto quattro, o nl 111.assirno cinque corpi disponibili per l'attacco; menti·e in 1rucsto giorno quattro col'pi tedescll i erario gi/1 in buona posizione difensiva, e in ca:so di bisogno nel torso della giornata avrcbbcro potuto ricevere in ri nfol'zo una parte considerevole del X corpo. Le disposizion i prese avevano tutte per base questo calcolo, e vetinero natura lmente modificate nei seguito, C[Uando il giorno 3 non si ebbe nessun indizio dell'offensiva rr~nces1~. Poichè le misure tattiche in questo periodo devouo adattarsi alla sit.uazion~ st.rah~gica, esse varieranno specialmente in relazione con In situazione difensiva od offensìva .

Nella difensiva è nHcessario procnrar:;i informazioni esatte e continue sulla marcia dell'avversario, e cercare <li ritardarla il più che si possa, al fine di guadagnar tHmpo per tutte le disposizioni che occorrono per oppor:;i emcacemente ai disegni dHll'avversario. Bisogna pure occupare e rafforzare quei punti che ngevolano la resistenw con poche forze , e rendono possibile la l'i presa dell'offensiva contro !e parti più sensibili dell'avvHrsario. Nel!' offensiva è mestieri tener segreta la marcia e l'obbiettivo delle forze principali ; e questo si ottierrn iniziando il movimento su larga base, coprendolo con cavalleria _e respingendo energicamente le truppe dell'avversario spinte innanzi· per l'esplorazione; occorre mobi li tà e attitudine nl conccn trnrnento delle colouuc e degli scaglioni, energia nel supcram <: rirnovere gl i ostaco li cmrntnal i che :;i oppongono alla marcia per giungere all' improvviso con forze prcpondr:ranti sui pun~i sui quali si cerca cli ottenere il successo t.nttico. Particolari misure si richiedono pme per la sicurezzr degli shocchi , della marcia e del concentramento dei c:orpi d'armata e delle divisioni, cd in gcnern le in tutte le cirmsta nze nel le quali la lotta esige · un certo tempo di preparazione. G. M.

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LIBHI E PERIODICI

LIBRI· E PERIODICI

Sulla più conveniente eoperlura tielle eastnnalte e loro posi~iotte nei /orli, per G. DoNESANA capitano del genio. (Estratto dal Giornale d' A1·tiglieria. e Genio,

Parte 2\ 1879). Agli ingegueri .militari ed ai cultod delle di:;cipline che alla costruzione d'opere fortilic.atorie si riferiscono, interesserà certamente questo studio nel quale il capitano Donesana, pigliando argomento degli esperimenti eseguiti in Austria nell'agosto e seuembre del 1875 col nuovo mortaio da 2·1 cent. (Ret.) contro locali casamatta ti esistenti nei forti staccati del campo trincerato di Olmlitz, ne deduce insegnamenti assai utili, segnatamente per noi che non ancora abbiamo risoluto il problema de1!a difesa territoriale. In uua prima parte del suo studio l'autore descrive la specie dei bersagli usati nelle esperienze di Olmiit.z, nonchè la loro ubicazione{ ecostruzione in ogni particolare, ed esarn,ina i tiri usati, i risultati ottenuti in ciascun tiro ed i metodi di vfirificazione. Per ciù si serve dell'accurata Relazione inserita dal capitano del genio austriaco Ceipek nelle Mittheilungen ii.be1· (;egenstlinde des Artillerie-undr-(;enie- Wesens, organo del comitato tecnico arnministrat.ivo di Vieoùa. In una seconda parte passa alle considerazioni sui risultati delle esperienze stesse, e vi<rne a conclusioni che possono riuscire utilissime a risolvere la questione della più opportuna costruzione delle casamaue. · I lettori della Ri1,ù;ta sanno con quanta cura e con quanta competenza il capitano Donesana esamina e tratta le questioni che hanno attinenza

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all'arte del fortificatore; ciò ci dispensa dall'enumerare i pregi di cui è ricco f'iuesto sno nnovo lavoro. Non ci rimane che ad accennare per sommi capi quali in sostanza sono le sue conclusioni. Egli crede che: 11 ° Di massima l'altezza dello stato di terra sopra le coperture dei ricoveri e delle casamatte ha da essere sufficiente a prou:ggere queste ultim·e contro gli effetti di sfondo delle granate, la forza viva d1~1lc quali dovrà esaurirsi completamente nel passaggio a traverso le terre. Le volte all'incontro hanno da presentare, la necessaria resistenia contro gli effetti dì mina dei proietti. · 2,a La terra ghiaiosa, la rena grossa e la sabbia prcseutano la massima resistenza alla penetrazionfl dei proietti; dopo vengono la terra vegetale mista con sabbia e la te1Ta composta dì parti uguali di argilla e di sabbia; l'argi lla pura occupa l'u ltimo posto . .Le volte sono meno protette contro gli effetti di sfondo e di mina dei proietti da un ammasso di pietrame sciolto che da un eguale volume di terra argillosa; ed una massicciata di pietra intercalata ad una certa distanza dai vertici delle coperture uel volume di terra l'iesce nella maggior parte dei casi dannosa. Invece una soprastruttura di ca lcestruzzo, specialmente se assodato, aumenta sensibilmente la resistenza delic volte. A questo mezzo si ba da ricorrere tuttavia solamente in via eccez.ionale; perocchè il calcelltrnzzo così impiegato, se aumenta sensibilmente la resistenza delle volte contro il bombardamento, non protegge abbastanza gli uomini nelle casamatte, i quali souo soggetti ad essere feriti dai pezzi di mattoni che si staccano dall'intradosso. 3° volte di getto in calcestruz.zo convengono singolarmente alle opere di fortifìcazione e meritano la preferenza sulle strult.ure in pietrame e laterizie. 4- 0 L'impiego della malta idraulica in vece di quella comun.e potrebbe togli()re aìle volte laterizie il danno della proiezione di mattoni nelle casamatte. Ciò pcrù abbisognando di essere accertato, sarebbe da sconsigliarsi per ora l'impiego di volt<{ sottili nello intento di diminuire la spesa delle gravi armatnre che si richiedono, per la costruzione delle coperture di gesso. 5° Le strt1ttnre di calcestruzzo abbisognano per assodarsi almeno di un anno di tempo, senza di che esse non possono acquistare la consistenza necessaria contro gli sforzi d'urto e di scoppio delle granate in genere. Il calcestruzzo non conviene quindi nei lavori di fortifi cazionH da cost.ruirsi allo scoppio di una gnerra, e molto meno nel corso cli essa. 6° Nella composizione del calcestruzzo vanno esclusi i cocci di mat-

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.toni; il miglfor calcestruzzo è quello impastato con cemento, pietrisco ed' acqua, perchè la sua resistenza allo schiacciamento ii dì '/, superiore a quella ckl calcestruzzo in cui. entra la rena. 7° La gra11dc precisione di tiro riel mortaio rigato la maggiore facilitù di infilare i fian chi e le faccie dei forti, :mzichè il loro lato dì gola, specialmente se bastionato, consigliano di ridurre i locali casamattati sotto i ram pari dei primi al puro indispensabile, cioè ai locali che necessitano pel servizio dei pezzi, e di collocare tutti gli ahri sotto il fron te di gola.

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.1usbild1.i 11g eines Inf,ni te,•i,~-Ba(,aillo-,,s ·in, Peldtlien.st ,,-uf G1•Hnd ,lei• n~tie1•e1,. R1•iegs-E1•ffllt.1•1.engen. (Arn.rnaestramento del battaglione nel ser-

vizio di campagna in base alle più recenti esperienze di guerra.), 2• edi zionP., di H. v. B ELOW, co lonnello comanrlant.e di Glogau. -

Berl ìn, Mittler und Sohn 1879.

Le 1·ern 1n1:;cenzt• del la guerra sòstennl/J sono vivr. nell'esercito 1.edesco , e tali rirnarnmno ancora per lung-0 tempo . Intanto i quadr i continuamente s·i rinnovano ; altri elementi s'int.rodncono ogni ::rnno in sosti tuzione di quelli che presero parte attiva alla guerra co los~ale, " ~i vnnno ora grac\atan:rnnle eliminando. Finit.a la guerra, questi nou erano rP-st.a ti inoprm>si, e ciascuno nella sfera delle proprie attrihu1.ioni 11ve\•a da to opera a con eggere ed ammaestrare, allìnchè nul la dell'esperienza ilei passato andasse p1~rduto per l'avvenire. ~essun eser(;ito in nessun t.crn po, c:recliamo , diede esempio di ta.nta atti vitù, quanta ne offerse il tedesco in q1)esti ultimi anni; e.erto esso non avrP-hhe potnto spiegare inaggion~ energia se invece di consol idare i risultati del la vittor ia avesse dov uto riparare ai cl:.lnni di una sconfitta . La situnio11.e prodotta dalla guerra ~piega ampiamente la ragione di questo ln\'oro in tenso. L'incenezza del l'u turh non consente neppm oggi ai · vincitori di godere del-la presente grandeiia, e li obbliga a eonti uuare con fehbr·ile attìvit~ nell'opera cli preparazion e, malgrado ~he il sueGesso abbia oltrepassato la misura delle loro a;;piraz.ioni. E noto del resto clrn se gli ozi delln race esisterono urw volta, i mili tari del tem po presente non li conoscono punto, e non ra v\' isano altra cliffcrcuw fra

lo stato. di guem} e quella dì pace, foorchè la prevalenza del lavoN

fisico nell'uno, dell'intellettuale nell'a!Lro. Gli studi militari, c:he 's ì riprend ono sempre con ardor-c al term ine di ogni guerrn ,· sentirono per Ja ragione adotta straordinnri0 impu lso ~opo C{_LH~lla del 1870~7,f, e dieclr~ro luogo a numerose puhhlic;1zioni m ògn1 rarno della scienza militare . F1,a le opere cho videro la lut:e, la presente non è dc!le meno iuteressaoti . Uscita per la prima volta nel 1873, incontrò snbito il favore del pubblico 1U ìlitare tedesco, tantochè csanrita in breve la prima edizione se ne foce orn la ~ccond:1 . L'intendimento dùll'nn rore non ii stato semplicenwntHquello di presentare 1'.n_ manuale fH!r In pr;1tica HsectLziorw rfoll e c\i~posiziotLi n}golamentar1 III Campagna, 'JI Hl ll !.Ull(Jt!C gl i 1111ìciali ll OH possano trOV,tl'C guida migliore cli q11est0 li brn nel l'ad1~111 pimcu 1.o dei. vari servizi. Preoccupato delle perdi1,r: ;;traordinaric snbite dalla fanterii1 nclie ulti me gu~rre, egli ne ha indngi1 t1i le cause, e h.1 voluto proporre i 111ezzi che possono contribuir,: ad utten u.arle. Non si può ncg11re che la conservazioue l. l'O[ipo sc.;rnpulusa di certe forrrrn regolamentari che mal si nddicono al presell tn modo di combattere, abbia. i,ah'olta c:igionatù perd iti: 11 lquanto ~ensibi li ad alcnni <:orpi. Non è 'però c.; erta111t:11 tc ql,e~tà la t aginnc 1,ri n(·i1)ale; perchi: in geueralc gli ulficiali intell igenti evitarono cli servirsi 1101 combattin1ento di rorme poco co11 1e11 icntì. Più che rdl' ìrnp icgo di !:d i fo rme la maggior · parte . del IH pr:rcl ite vieue da 11' :rn lore a ttrìImi ta " dil'etto nelI' a;irme <!all_dtiva dei ri p,tr ii, 1; ai mÒ vimer1li iuceiti delle trnppe clic pùr la cl i:;so1llz1on e dei vin !'01i t,1 ttici. srug,'.{endo a Il' i11 Il 1tP11zn dei loro :::u oci>ìori , ' rim:in<:vano ahh:n1d onatr. a sè :,;tcs::;c . Questi inconvenienti , che frerruentementH si verilic11 rono u.ell11 passata guerra . derivano rl:i Ila nian <::rnz~ rii sol id:1 istruzione int.ùrn,~ ni particolari di servizio, tanto per parte dcli,,~ truppe, qnanto pec par'lr. cl-~1 oornandt1nti inferiori . I l cercare dì evìwrlt in ogn i modo e quest10ne grave eh,· ,'impo1w in t.e rn po <li pac:!, e che vuol es~ere risoltu éùil t u LLa energia . .C istruzione individua le dei graduati e dell,1 truppa è la hase della pteparazi?ne al combattimento; ,;e quella urnnca , non i~ possibile otti:lner~ az1our: collettiva cflìr-ac:-, . Lr· 1):;<'1-c-itazinn i i:; g1'::nul1· pr1Jd nc·o 110 tale n ~ultnlo :solr1~ttpi:rfì cialnw11!1:, e rar.ione c:ol!etli va non ,-i c·011sC1Ter~ n:'llc circoslanr.o itnpr-cverlute e nei momeut.icri.iei. Per 1,rodurre nn vrncolo saldo e clnrevole, fa discipli na dern fondarsi su lla coscie11r.a che nei casi seri il sttcccsso dipende dall'nione collettiva d;rntla dal su1

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AXNO XXIVI VOL

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periore. Questo è quanto saggiamente dicono le disposizioni sovrane sull'istruzione delle trnppe nel servizio di campagna. L!l brevità della ferma rendo più difficilé ogni gforzo inteso ad otr,enere dall'istrnzione individualo quella $icurezza 1~ù iniziativa di cui abbisognano le truppe, e finisce per tornare a queste oltn~moclo funesta sul campo di battaglia. Rispetto ai graduati poi si consideri quanta autorità è lasciata a giovani ufficiali i quali nel breve servizio di un anno acquistarono poca istruzione e pochissima esperienza pratica, e si dovrà necessariamente conchiudere che l'uso il più accurato del tempo di pace diventa questione di coscienza, e che l'opera sarà largamente compensata dal sangue risparmiato in guerra. Per rendersi ragione dei punti sa lienti ai quali si deve por mente in un sistema d'istruzione delle truppe, l'autore invita gli uffkiali che hanno esperienza di guerra a richiamarsi alla memoria ciò che hanno visto nelle battaglie della scorsa carnpag1rn, e traccia un quadro assai vivo dello svolgersi del combattimento della fanteria, mettendo particolarmente in ril ievo i pericoli che provengono dal difetto d'istruzione. · Sul principio del combattimento i cacciatori e i rispettivi sostegni sono per solito convenientemente collocati; nell'aprirsi del fuoco e nel primo a:vanzare si sente ancora l'influcrnza del capitano. Hen presto però le perdite cominciano; una compagnia dopo l'a ltra spinge in cacciatori un altro plotone; il fuoco cresce d'intensità, e insiemi~ deve pur crescere l'attività degli ufficiali nel dominarlo e dirigerlo. Segnali e grida di iirrah s'odono qua e là sulla linea, gli ufficiali si serrano sui cacciatori, e le~ perdite specialmente di graduati non tardano a farsi assai sensibili. I soldati meno invigilati si formano in piccoli gruppi, alcuni per soccorrere i feriti, altri per cornpianaere i com"' offrendo pagni morti, e si arrestano talvolta in terreno affatto scoperto, bersaglio tr•>ppo evidente. L'offensiva in alcuni punti continua, in altri convertesi in difensiva , e così l'azione sulla linea perde la collettivit:i e va semore più sminuzzandosi. li sostec,no t V , che finora ha seguito la linea con diflìcoltà, comincia ora a vagare alla ventura e finisce per trovarsi in direzione affatto differente da quella della linea. Gnm part.e dei tiratori è ora abbandonata a se stessa, e solo qua e lii trovasi qualche ufficiale, ìI quale col sentimento istintivo deÌ pericolo che giace in questo stormire disordinato e slega to dì tiratori, tiene ra('.Colto attorno a sè un pugno di soldati. Una vera linea più non esisti~; una porzione si è rafforzala nelle posizioni abbandonate dal nemico, dove i prìrni prigionieri trovati, feriti o no, furono causa

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che si trasc.urasse l'ulteriore svolgimento dell'azione; qualche altra porzione ha deviato per occup:1rc qualche coprimento in disparte. Poichè il sentimçnto altanwnte commerulevole, che spinge gli ufficiali a lanciarsi innanzi, ha indotto anche i comandanti di compagnia a portarsi sulla linea; il vincolo intemo della compagnia sul la fronte rimane sciolto, ed il sostegno vagante in libr~ra campagna ed esposto al fuoco mostra prontamente come la :ma direzione sia affidata a mani inesperte. Meno male quando esso raggiungo altra truppa o appoggia altra linen di tiratori ; in c1uesto caso almeno può ancora cooperare atti va mente. Il dirigere l'azionf} sopra la fronte diviene impresa pre;;sochè impossibile, e il generale per conservare ancora qualche influenza sulla truppa che gli sfugga di mano è costretto ad impegnare prematuramente le sne riserve. Così le piccole cause proJucouo talora grandi effetti. « È questa (esclama l'autore), l'imagine della realtà, di quella realta che all'attento osservatore indica ch iaramente l'indirizzo da darsi alle· esercitazioni in pace, e mostra nello stesso tempo J'inutilitil di molte istruzioni cbe non hanno altro effetto fuorchè quello di gettare la confusione nella te$!.a dei soldati ». Queste e molt.i altre veriti1 ri'on sonr, solamenlf: di interesse per l'esercito t<~desco; ma ezìandio pel nostro, dove :;arebbe utilissimo che un libro di questo fotta corresse . per le mani dei giovani ufficiali, di qnelli sopratùtto che pur non prestando s,~rvizio possono da un momento all'altro essere (:hiamati a prender parte ad uua ca mpagna nelle file dell'esercito attivo. Dei cinque capitoli , che comprende quest'opera, i primi tre sono dedicati all'istruzione della truppa per i vari servizi di campagna in . generale, e per il combattimento in particolare; glì alti i due riguardano Fìstruzione pratica e teorica degli ufficiali. Questi ulti mi costituiscono senza dubbio la parte più notevole ; in essi sono indicate ,!e norme direttive per attend,~re ai diversi incarichi che possono essere affidati agli ufficiali inferiori, con l'aggiunta delle necessarie nozioni tattiche riguardanti l'impiego delle trn armi e delle truppe speciali. . Come complemento dell'istruzione teorica poi meritano speciale menzione due appendici, la prima delle quali comprende una unrnerosa · raccolta di temi scientifico-militari divisa in undici caterroriw la se<> ' conda contiene un catalogo egualmentfl ripartito delle opere che possono essere utilmente consultate nella soluzione dei temi dati. Meritano per ultimo di essere riferite le seguenti osservazioni fin.ali:


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! .!UHI

« Lc1 coHoscenza nel' dirigec'e le r.nnsse sul campo di b;Jttagli,i, snnz::i punto rirwnciarn n nulla del la nost.r..i vecchi11 rigida disciplin:i peussiaua, è' la meta cui tende la via d.cll 'inscgn:imento $\'Olt::i in rrucsle pagine ; ll ll reale :, IH)f'BSSO [)8 J'Ò, CJi e rJnrj fino SUI Cfl l11 :)0 di bat.tagliti, SOlO Si può attenden;·qu::wdo l'r)~nrc.i to abbi;i i nflces;;a ,·i i'nttori: tc111po <: mezzi, e quest.i sieùo im pi•\~a ti co1t pnnder·ato 7i11 cJ-i7,i ri . jJ::, grnnd i cri::;i di srati dcgii niti rn i v.'.! nlicinrpto ,111 ui ,lcvnno av,:rr: snlfi cieote111e11tt) ilhln1inr,ti gli spassion.lli osse,·v:it.nri della qu c:;tionc se il cnpitnle i1)1piegato ncll' e:sercito n fovo r elci pncsc sia stato o nu pro:inuivo . « J co 1Jgec!a:nnnt_i anticipnti delle cla~$i costi tnisc;ono per i gra nd'i stati un mezzo di ris parm io considt~revole; 1nn ii Host1'0 e,;tr:so sist.e111, 1 1 cfi riserve rende dop piarn en te necessario il t,mcrn i :;oldati souo re· armi tanto lungamente qu.1111.0 occo rre, prirchi) l'istrnzinn c ponga sa lrle melici, e duri per tutto il tcm'po chr: e:;si rirnangonn alle ca~e loro. È' questo l'uu ieo rne7.7.o clic rende possibile senza gra vi cnnsr~gnenze, il lascia re i solda ti Iungh i i.1 nni fuori di servizi o per rjchia 111ari i poi ad nn tra tto, e otto giorn i dopo portarli di !'ron te al ue,n ico •>. t da ritenere c!,e nfl n piccolo van tagg_io vcrrchb,~ all'ns:)rcito, !"'<'. gli studi mi litari ass11n 1Hsscro l' ind.il'iào pratico chn mostra (ftrns to libro, (} si ri volgessero alla solnzio:w rh 111in1 ern;i prohl,1111i pi):;Li in campo dalla str)l'Ìa con tcmpnr:-iuea rcc1rntr., anzi r,:r;entis, i111a, la qw, !e, ncss'uno certo vorrii rwgnrlo. offre iutrm~ss~ cl i gran lung:1 maggiore che nou la stniia antica .

Q1·t•f' ,:I Un•ecF/1.t 1J1u1,

èon{e Alberto di Uoon, mare-

. sciallo p1·ussiano) per Gossu:n. 111c1ggiore a l m1nister0 rl,, tl a g\1<'rr·1. -

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di qnella ci ttà da parte delle truppe dcli' irn perntore Napoleone I. Iµ Alt 'Darnm, pre;;so Strnin di JJO\'e anni egli è l'e rito IHggermente da un,a · scheggia di bomba francrse. Scoccata l'ora della riscossa prnssi:rna , il Hoon entrò nella scuola dei c.;tclotti rli Ku.trn; vi si di stinse e pa$SÒ a qu ella di Berlino dalla quale nell'anno "820 ::;orti tenente in ~" nel ,l:l.0 niggimento tli fautcria. Ilaccomanclflt.o gii1 d;i nn ·bello e simpn tieo aspcuo mil itare, fin dai prim ordi tlolla sua caniera ;:;i fa rimarcar·c per cccH1.ionale esa w~zza · uell'aclcrnpi111ento elci propri dover i e per costmiz.i nell'accrescere le su.e cognizioui; tanto che ucl "8:M i accol to al la ~cuola di giwrra di Berlino, dove cullo $luci io della storir, della geogra fia e delle seìùnze naturnli g(itla le bnsi tli q uella vas!a erttd izione che lo µoue in grado pochi ,mni dopo di dr.ttare opero le qna li gli fruua110 la stima generale. Di fat!i mentre insegna nella sCllola dei C!ldetLi di Berl in o, dà nlla lnce un tratt.aLo sui principii della googralia, del!11 statistica ci dnlla econorn ia politica, t.rr,ttn to che qua11clo nel ,f 836 rn prnmo,;so e,1 pìtauo del graudc stato 11rnggion-: e onrmito d'una cattedra pressù la scuola dì guerra in Hf\rlioo, ampli~ tanto da r,wne un'eccellente guida per gl i in~egnanti. Scrisse _poi una geografia mipt.,H·c d'Europa, una monograna della penisola iberic,, e altre cose di' rn i11nr· rnole, le qual i vah;ero 11d assegnargli nn posto considcr,w ole fra gli scrittori mil ita ri del suo paese. Pnò dirsi .che Gno al ,t8,1-8 in cu i venne nomina to capo di stato maggiore di un corpo cl'armat.a, i suoi ser vizi siauo stnti di caeaueçe puramente pridagogico; poid 1è fino a qu ell'epoca con tin uò ad insegnare nella scuola di guerra, avc11rlo per so pra più l'i ru;arìco d'istrniri~ in geografia e tattica il principe reale Feclc;·ico Carlo. La sti ma che l'allievo acquistò del suo maestro, ee1nrrn1ata dalla èo no,;ccnza pe1'sonale da uomo a uom o ,1uando il princi pe in, qualit.i cli 11fli ciiilc e Roon in queila di capo di stato maggiore s' incontraron o sui cr•rnp i di hatt()glia di· Waghniisel, \V iesentha l <i Dnrlnch nella gw.!rt'a d'insntTt)zione badese ( 1181!-H), procurò al rnaggiorc gener,dc di Roon l'in vito di scrivere una memo1'ii.1 sulla riorganizzazione tlell'esercito ('I 8,:\7), nella 111.rn lc espose i suoi p,msi:lri attorno a si ard ua qn estìone c;on rnnta litcidezza e convinzione cl1e nel •1859 fu chialllato come min istro della gnena a trndurrn in atto lr:: s1n:i prnpor;t.,~. Riorganizzare le i:;tittuioni militari v1t0I l[LWsi sgmpm rlire ricbietlci'8 al paese i maggiori sag!'io zii Dnamiari. Co,ì il Roon incon trò serie oppo,izioni 11:>.lla crnrnra qunutlo nr:I ,f8fi0 1m:lsentil i relativi progetti di legge. La pace quasj eiiiqnantenne aveva cancellato il seri-

Jll:o,u:. .H.: '!J.1»·e••ssi11t!l'MJ1J• (f;:1:1uJ.Pq1,f.

iFtfU0:111-uH•st.:IMqlì/. , · (Il

PERIODICI

B, r l ino l8ìD. S ieg fr-i erl Mit tl131· un ,! Sohn. 0

Albe1'to T,mdo r·o Emi lindi Roon nn .:rtue il ;ìOa1i rile rnO;l in P icushagca Colln:rg Hella Pomeran ia; suo p;)drc, ufficiai,~ in ritiro, n11111.a r a in quella sol itnrli ne la vita del g.~nti luomo ,~a mparrr,olo . · Lr\ prime imp1\:s~ioni dt)I foncinllo ; ono le ond<~ dei B~ltico cullan ti alcuni lcgui dn gu:.:rra francc.,i che. blocca no ('1805) iI porio tli Coliberg e pi ù tat'di ('1807) i quadri mi lita ri d'ogni tintn cui dava luogo l'assedio fir1:3SO

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LIBRI

E PER IODIC I

timento della necesf>ità d'essere sempre pronti alla guerra e perfino il partito unitario liberale mostravasi alieno da l concedere i mezzi. Il. nuovo ministro, forte della fiducia del suo rnonarca e della profondità delle sue convinzioni, loUtJ f} ottenne la provisorietà delle maggiori spese; così incom inciò fino d'a llor;i a sv9lger:;i quel meraviglioso organamentò, che fu strumento principale prima dell',wemonia prnssiana sugli Stati dalla Confederazione, poséia dell'uniti! d~lla grau patria

artiglierie nonchè all'istruzione dell'esercito; diede maggior importanza che pel pass~to ai campi e ali() grandi nrnnovre; ogni ramo di servizio tattico, tecnico e amministrativo trovò in lui un serio e competente giudice. Se nell'intimo dell'animo suo poteva ancora e:;istere un dubbio sulla bontà, soliditù e armonia del suo edificio, questo dovè d~I tutto s parire quando al seguito cli re Guglielmo assistette in qualità di generale di fanteria alla battaglia di Kiiniggriitz. Davvero che I' e~ercito prussiano vi si mostrò cosi splendido in tutti i suoi ordinamenti, così compatto in tutte le sue parti e così vantaggiosamente armato, da superare anche le più ardite speranze. I lavori rlella demobilizzazione, qnelli dell'a,;similazione militare delle provincie annesse in seguito alla guerra e infine i preparativi per una lotta verso l'occidente, che pr(ffedevasi non troppo lontana, logorarono talmente la salute del generale Roon che dovette cercare la gnarigiooe nel riposo di più mesi. L'anno 68 alfìne gli è cfato vedere ul timata l'opera che gli ha costato tante lottf:, tante fatiche e l'estimazione universale lo circonda; anche i suoi avversari Jodnn·o la sua creazione. La gioia della vittoria è però rattristata da un nuovo sCJr,ibi le peggioramento della sna salute, che lo costriuge ad abbandonare temporaneamente il ministero per cercare nelle miti aure del mezzogiorno soll ievo ai suoi dolori; solo a metà dell'anno (ì8 riprende i I portafoglio. Dell'asseg1iarncnto che facevasi di questo nomo eminente ne sono novelle. prove la sua nomina a plenipotenziario presso il consiglio fechìrale, quella a pr,:sidente del consiglio ste3so H infìnc l'incarico a lui affidato di rappresentare in qualsiasi vertenza, anche politica, il gran c:rncelliere foderale. L'aria sa di polv1m1, e al ministero della. guerra in Berlino l'opera ferve più d ie mai. Si s~udia , si sviscera, sì inl'uria col coltello anatomico sugli eventi della carnpagoa del 6(i; non si dorme sugli allori riportati, ma con ansiose ricnrdw si pongono in eviden7.a i più piccoli fall i, i più piccoli attriti di quella lotta; e vi si ripartì. N<Jlla primavera del •18ì0 tntto è completo! Stipnlate convenzioni militari con tutti gli Sta~i della ConfNlerazione, armonizzati gl i armamenti, ordinati i corpi, stabiliti i comandi snperiori, la vecchia armata federale colle sue lentez7.e e le sue gelo,;ie è breverneute sosti-· tuita dall'esercito tedesco, pronto a mostrare al mondo qaan t.o possa il principio della nazione annata accompagnato a disciplina e Ol'(line. Nella campagna del ·1870-7,1, che H.oon puri~ fece al :seguito del qnar-

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Il contrasto fra il ministro della gnerra e le camcrn durò fino al 1866; e Roon in quella lunga lotta parlamentar:e mostrò tanta dirit-

tura di carattere, tanta wnacilit nel volt~re quanto credrm1 necessario della• patria, che alfine trionfò di tutti i:>rrli ow1coli e alla • grandezza • • • • tutti 1 part1t1 s1 ururono per applaudire all'opera sua. Arnmirnbile in quest'uomo oltre tutte le doti della mente e del cuore è certnmente In sua instancabile attivit:1. Non contento d'at,t1)ndere all'immenso iavoro della riorganizzazione dell'esercito, ac1;tlltn già nel rntH il ~~rtafoglio della marina e tenta far andar di pari passo la po~enia rn11J_tare e ~ruella navale del suo paesrl . E quanto abbia operato rn propo;;1to lo d11nostra l'imm unit\ cfoi ·colpi franc esi dell e coste littor~nce tedesche, anche tenendo conto di qn.into dice il generale Sirom nella sua geografia militare, sull'efficace protezione che le condizioni della fronti era ma rittima offrono a qnel teatro di guerra . In una hrnve sinossi della vita di quest'illustre militare non è il caso di specilicarn quanto egli operò in bene dell'esercito e quanto avrebbe vo luto fare anclie ptlr la difesa delle spiagge sia offensivamen te colla cranione di navi da gurirra, sia difonsi vamente coll'affor7,~re maggiorn_1ente le opem gi\ esistenti t'l colla fondaz iorrn d'un porto d1 guerra n~ll'1$ola d1 _ll1g,~n. 1 suoi progatti a t(lHlsto ri "unrdo trovarono un in : incibile opposizione nel parlamento; ma la ;nerra della Dan_,mar~a d11~ostrì~ quant? fos$ero ben ragionati e opportuni i provvetl1rnent1 mar1U1m1 da lui propugnati. · DiG~~olti .!nsorte 1:ra il governo di Bnrl ino e il principe rii lle55en rwl •I802, 1·mstHTèz1one polacca dd 1863, che senza le enerr,ichc e pronte mi,ure ·dcl ministero chilln guerra .t\Tablrn l'ùrsc potuto cli latarsi nel la provincia di Posen, e fìnalml:lnte la gucrm di Danima rca ('1864) nella quah la Pl'Uss1a so:;teane. la p:1rte princi p:i le, furono altrettante occasioni [lflr provare l'ecdl!rnw del congazno organico dell'esercito e per dimostrare che il risultato del lavoro ministeriale corrispondeva ampiarnenle alle speranze coneepitr:. Indefossa cnra pose Roon al p2rfezionamento delle armi portatili e delle


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r_.nmr

tier generale, la soddisfazione del successo gli è amareggiata dalla morte ~l'un suo ~glio capita no d' 11rtiglicria , che è ucciso a Sedan . .Quali immense r isorse abbia sa puto preparare que,;t'nomo al sno par}se lo dice l'eloqncnza de.lie cif're. (}i;ì nell'agosLo del •18i0, ,J,20 0,000 uo- · mini e ~50,000 cavalli slanno sul suolo francese . E questè cif'r-e vanno sem pre au n~e1Hand o Cino al· gennaio 1187•1. Dopo la guerra, che ~li frutta il tito lo di colite e di scuatore, la sua vit,.1 si ptLiJ riasstLllH'l'ù in una continun lotta fra lo spirito energico e la 111or·te che JentarncutH lo av vinghia. . ln visi.a tlegl.i i1~H11C.n$Ì lavor i cliù inco111bouo al mi nistero, l'imper:Horc lo pro:,;c1oglre dretro sua domanda del portafoglio della warina; pii'! ta rdi gli associa nel disimpegno delle :sue ruuzion i come ad latereresponsnbilc iI genera le Karneke ; influe nel 11873 <fliaudo erccve il be11 meritato bastrme d! maresciallo si riconosce che non ha più la forza r er . reggerlo e !!li è concesso il tante volte implor·ato r iposo . R.oou Sf ·1:rnieue-_a1,r.uan to dura 11 te i I Sl1 o soggiorno a .Lng,rn o e qui udi passa i stt0r ultun , g,orn, nelle sue proprietit. Nel febb ra io di t fllH·St'mrno recai.osi r, Berlino , il ~no ::;Lato si aggravu ns~ai e l' imperatore accorrr a stri ngergli uu'ultirna vol ta la mano; e c1 ues1a nobi le esist<m_w, tnttD S/H!Sa ()el heue della sua pa tria, si ~pegne il 23 febbraio ,fra 11 comp ,nnto nn,versa le. LHga alla sw1 vedova contessa Auna cl i R.oon e ai suoi tre fì "li ~uperstiti , tutti uffìcia li nell'esercito, un lauto patrimonio, poichè suite rndennitit di. gncrra cmi ogli stati asse,;uati 300 ,000 ta lleri dopo la ca mpagna del ,1866 <Y alLrJttauti dopo q1.rnHa del 1870-7·1.

.Die JJTea•lu•urte E ..,.,,nk.1•eecl~s

i-.t!'t .,JJ'td'u,•e -t 8§:i. ( T.e fot•ze militari della Fr·an,cia n el 1885), di F. HoEN1ç,, capi tano a disposiz ione - Berlino Edit. F. Luckhardt 1879.

li ·l88i.> messo in testa al suo li bro dall'au Lore come una scadenza fiHa le, f'a rit epoca nel lo srnlgimento cfolle isti wzioni militari della Franci:i. La legg-,i sul reclntamcnto del ,f872 incominci rll'il ad avere il suo pieno sv iluppo : e I.re esercili scaglionaLì uno dictt'o all'a iLro rappresenterau no la forza dt q,1elb nazionr:, im.pcrciocchil allor,1 sarà dato un ordinamento :1111;!w alle ris3tve del I' eserc.ito ter1:iiorial e, le ~ruali

121'.

E P ERtoll!CI

.{1de.sso cominciano appena appena ad esistere. Sieno 3,600,000 come yuole il .Tonrnal d'es Sciences mi&itu:i1·e.s, ovvero 2, 12.:\800 come pre: tende con un po' di avnrizia l'autorn del libro che abbiamo souocchi, ov;vero 3, 300, fj \)0 conrn sta serilto nelle Tabelle relatù)e alla costi,tii;!ione clell'ese1·oi,to (ra,,icese, i soldati sui qua l i cont.eri1 la .Francia nel predeuo anno formeranno iu ogni r.: aso uu e,;crr ito gia111rnai vedu to. g ol tre avere prep:1rato un eserci to cosi colossale la Francia avr/t compirtto r1nclie l\1lte IH opem ueee;;:;:1rie al l'arma 11rnnto offensivo e ,(lifensivo d.el $1HJ tc1Ti lùrio . · La re.e rerrovi,u·ia la ,,olcheri\ in <Jgu i di retiun,., 1lal centro ali.a periferia, men tre chfl tre li 1wi paral lr:lc al e1rnri rrn orienta le permetteranno rap idis:;imi spoH.ament.i. In qu c11l':in,10 $/lt'<HlUO puro compiuti tutti i lavor i di forti fi cilzinnc, i q11ali pt:r co.,;i d ir<l la avnrnno tf'alllulata io una sola fortcua, cou la citiadella in Pa 1'igi e le op,~rH avanzate ::.pinte fi110 ili c.oolìni. L'aemamento d,llln trupp,l ,a r.'1 tutto ri1rnovato. lus1.J1nuta io rruc!l'epoèa ,a raurw co ronati gli sf'orii di cb onro e di l"olont\ dm ati per ,quindici r1nni da 1pwlla nazio,w, la quale caduta ,ti basso d'ogn i fortuna, rima,-ta :;D11za e,;l!L'Ci lo mostrò, 1.nn ta vitali t\ e tanta energia dll ricreare da ca po ·w tti gli orrl iname1Hi.. e d11 ,·i porsi a I I iv1~1lo ehe le {;Ompctcva Lra lo sue sorelle in Europa. Che ,mc.cedei'~ allcJra '? L'avven irn sta nel ln mani della pro vvidenza, e gli umani progetti e sopratutto i v,Hicinii, anf'.11() quelli dei pitt s:tggi, rirnnngono sp!):;so sconcertati . Però l\wwre, il qu~:-e è1 tcdnsco , nor1 di me11Li r.: a conL1·0 chi è specia!m'.)ule r ivolto rpwsto sf'orzo. Egli sa che la Frn11ci:i non perdooer\ ma i nlla G-èrtnania d'a vc.rn invaso il :,;110 ,molo ; e si nunm entil ·Che l'ulti1m p:noia d i :.i i via ti f'ccm"<l sup1HrHal sno orcc1;hio, quando assie111e a I suo cserc:ito l'itoena v:.i trionfan te da Ila Fr:rneia, fn quolla della risco,;s:, . Silfo 1.tr.: previsioni :;;ono appog5iate cbl ln p:1rolc di eminenti Ùnmini 1n li tiei, e tra gli altri· dGlio st113so }lolLkc, il quale dissn pubblicarnr!nte : esser nec%snrio di conser vare· e d'accrnsccrc la for1.a dell'esercito. tedesco p~r una einr1uan tina rl'an11 i ancora a fin e rli non esporsi a ri perdere i p:iesi crmq nistati. Perciò l'au tore, che da uLl pezzo visita p!)riodi c:11nente la Francia ùe esam ina ora i progressi dd i'escrciLo, e cercn di prevedere i risrtltati a clii verranno ivi le i::-til.uzioni mil itari . A tri.l verso gli ordinamenti studia Ooli non1ini . E,,.li li ha vednLi .slì li1re trionfo lnrnntc al l'c1·)oca del 0 secondo impero; ha combaLtuto contro di loro; li ha frerruen tati quando erano prigionieri sulle sponde del Veser; li ha riveduLi nel m.omento 1

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E l'ER IODICI

LIBRI

in cui presentavano agli stranieri convenuti a Parigi dal mondo intero lo speLLaco!o dell'esposizione universale, e quello non meno interessante di un esercito ritempora to da lla sventura ad una severa disciplina. Nessuna pas~ione travolge il giudizio dolio scriuore; el,(li stima coloro contro i quali ha combattuto, e contro dei quali la fatalità lo condu1'1·à a combattere di nuovo; si direbbe anzi cho gli ama, e mentre ammira le loro solide virtù guerriere, deplora le cause delle loro disgrazie. Perciò il libro nel qual e egli raccoglie i suoi sen timenti, le sue O$SCrvazioni sull 'esercito fra11c1~se o sul sistema militare ddla !<rancia, merita d'esser atten1amente leLlo; anzi si può dire che per parecchi rispetti fa ccia simmetria e serva cli commen1ario nll'altro libro r.estè pubblicrito quasi snllo stesso argomento in Francia rln l generale Trochu ('I) . Naturalmente lo scrittore tedesco , il quale nel suo esercito è abituato nel un :;omplice e severo concetto politico, cho si racchiude tutto nell'irnpera tore e nell'irupero, deplora 4u_ollo s pirito politico il quale per lunga abitudine contiuua ad agi tare l'nsercito francese. 11 vero che i militari che lo compougono uo11 si vedono più , come prirna del 1870, assidui rreqìumlalOl'i dello passeg~iatc e dei caffè. Essi lat>orano. si eùuc.ano, si istrui:;co110; 111a uei momenti clrn restano loro, hanno bisogno di affacceudar.si e di discutere la j)Olitica del aiorno. Leo-O"ono rriorna1i C1' b c)le non sono quelli del governo costituito, e mentre ques10 consiglia il rnccogl imento o la tl'(lnquilliti, l'esercito cere.a tl 'entusinsmarsi colle liaro le dì Gloin n di Jlome fran11nisel1iate alle frasi sediziose dei• t,rriornali bonapartisti o legiui misti. Ed il più curioso si è che gli stessi giornali rnililari , i quali dovrebbero tenl.l r,i rwllc tranquilln regioni della discussio1i e scicntirìca, sono trascinnti dallo spiri to di par-te, e l'uuo d'essi è perfino compralo da tlll eminen te uomo politico per rappresentare i s11oi interessi nell'esercito. Malgrado ciò il soldato francese possiede straorrlinari e doti guerriere, che gli sono carallcristiche, sia t h' egli le abbia ered itato dai Celti, come va inveslig:indo l':iulore, sia che gli sieno n;illlrali. L'avvenire ci dir~t se il serio e diu turno In vorìo fatto per trurre tuLLi i frutti cli cui sono capaci queste dilli, col regolarle a giusto indirizzo per mezzo di severi! istilu;:ioni, sa pri1compensare il rnnlc, c.lw tanti anni di burrasC0$0 vicende hanno innestato uello Dure) cli qrrnll 'escrdto. Inutile il rinntlare le fasi di qu,:I la,orio sul quale spcsge volte c 1wi momenti più salienti la R,i,i;ista estel"a <li questo period ico ebue a V

(1) \'cc.li Rivista. ellera, dispcns3 rii aprilo IS79

1.23

tener parola. Se l'artiglieria i.! ancora lontana da quella sempli_ci tà_ di calibro che deve essere il suo ideale in camp11gna, la cavalleria_ invece studia seriamente la soluzione clol rmiblerna del servizio d':ivanscoperta, e la fanteria s'esercita assiduamente nella rcs_ist~oza alle marcie ed alle fati che. Educalo l'uo,no, ch'è l'elemento prmc1 pale alla guerra, le macchine risponderanno sempre ni s~ioi ~rorzi. ,. La preparazione della futurn guerra appare ez1and10 dall im_porLan_~a data alla rnobil itazionc ed alle uorm e cl1e la regolano, 11onche dal ~1stema di di fesa del pa,:se, che risulta d:il la rete fe rroviaria e dalle fortifi cazion i. . . Si sa che uel lo scorso ~cltembre la l<'ranc.ia fec.e l'espemnen tc, di mobilitazione del VI eorpo d'o rmata col richiamo delle riserve._I_I paes~ ha serriiito con so1111no inten•sse quell 'c,;pcri111ento. l'ifa tra gh 1nc1ms1 della : tampn all'accorrere degli uomi ni dcli.i riserva a riprr.11dere le armi , fece capolino il fotto c;he mo lti rra c:;si nou :;i prcsnn_taron~ colla puntualit) e colla scrielit necessarie in 11na circostanza rn c_u, un_a operazione complic,itissìma di pende dnl l',-1,;attczza d'ognuno dc~h nl,ton. Sorvoglianio sul solito vcuo dei giornali _di hi~;;irnare eccess1\'f1ment~ il comando e l'amministrtir.ionc dell'eserci to, r1-.erba11clo tulle I~ lodi alla truppa. Certo ò però che l'artiglieria per condotta, _rer _nsolu, zione e pnr senno tattico si mostrò 11 11':iltezza del :;110 compito .. Lo fanteria seppe m:iuovrtire con c:ilmn, for5,e con nna calma eccc:s,va, in tu tti i :;noi atti, meno in quello del l'assa lto. L:i sola c:.ava lleria invece mostrò uno slaucio superiore :il le circosrnnw. . Effet.tivamente 1'1:sercito ha climos1rato uu grtin progresso nella d'.sciplina, nell 'esattezza dei r11ovimenti, nell'inLr,lligmi_za cle_i co1mwcla_n~i, e nella propriet:i dcli' uniforme. U11 es!!n:ilo cl1 e la Lah 1~rogress'. rn pochi anni ha la coscienza di un grande dovere da corn p~er?; o I autore, che se ne prC!Ovcnpa, studia in qtwl 1nodo lo_ co111p1 e'.·,1. Secondo lui, se l'esercito frrince:,;e sn e:1 pronto pn ma ·clrn il tode$CO, porterà la guerr:i uni Belgio verso i cui coufini lo conduc?no t'.u numero di li r,ec fr:tTOViarif; maggiore di quello pos:;eduto dn1 ;;uoi . pro~ babili. avvcrsa rii. Tuttavia i11 qucsLo caso anche la prncedeoza di sol'. due o tre giorni ne<>li armamenti 11 0 11 basterii arl impedire, che • Tedr!schi possa no ini~accinre ;;eriamc11te Pnrigi prima t:he i Franc?:;i attrav~r5anùo il Ilclgio fonnino una punta nel cuore ?ella G~rmao,a . Se la Fr.incia invece va di pari passo colla Ger_man ,a negli armamen ti dovrà cor.znr·c contro la forte linea .Diedenhofen-t\fo1z e Strasburgo e la villoria sa rà del più_ forte mo_ralmente _e materialmente. La linea è vantaggiosissima per I Tedeschi. Davanu ad essa i J?ran-


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LIBRI

I·: l't:IU ( illlt '. I

cosi honno ,i:hierato tre lince di fortezze, do Ilelfor-~ a Dunkorq11c e Calais. da fl L;snn~ou pr r Langrcs e Bonlognc, tlu Lion per Dijon a Dieppo. Triplico h:irriM·o , che accumu la impcdimu11 ti tl'ogn i nwnicra , alla ('ircolazio11n l'crro\'iaria. li difensore rlovrù clissPminan i molte delle sue rorzf'; uon imporla ; non so110 ni.: gli nomiui nè i 111.il.or inl i clie gli fru·,111110 di fotto . L' i11vasorc ~n,·ù int:owodato, a11noiato durante l;i sua 111arcia ; 111a non ::arit arre~talo . .xe,;~1111[1 di quèllo fortezze è c:ollocata in u11a posizio1w cosi opportu,w tli1 1•11 irn il pnrno dolio rna noYl'e degli t•scl'citi difenso ri. Cu,ntt uqnc l'Ogli.isi gindic" rc il valore slrr,tegiro di .\lei? rign:ìl'tlu alla tlil'r•sn della Francia nel 1870, oe~~mw d1,lJe · ror1ezz<' rrancr$i <l'oggi , 11rrn 1111·1111 \'ord1111, poi.rii in 1111, , f11Lura g11c1Ta a1.1.irn 1·,• sopra ri i sì: l'o.,crcito avver:;~ 1·io, ed nucstarlo tl11 rn1Hc i11va::;io11r. E rlic1ro •Jur'sta triplice ci ntu ra di fortezze, proprio. nel cHoro rlcllil f?r.i n cill , dnvo cv tt vcrgonu 1.11 l.l1J I<' ,;trad <' , :;f.a Parigi, f'ort,•zz::t colos~a le, spropurzionaL,1, 'JUasi cli 1·1•i 1twstodontica, d11· in caso di una gucrr:i :;fortunata ai suoi du e 111il ioui cl'i1hitan1i 1111 irit i poco fl iscipli11a1.i av:1111.i tlcgli C""rcùi lmtt.ut.i i11 ta111p:ig11a apor1·.1 e fors,• se ,rn v,; rrù come l,alnardo <liclro «I i:ui riparo ::;,H,111110 l'orlllali nuo\'i esercili e unovi clifcnsori. Potrn11 110 a11i:o 1·a unu volta i 'J.' cde~i;i,i iu seguito ,, favorevoli viccudi, 1cuir(' ad as:;etliam C[t1Cs!;1 s!Pr111i11,lla fortP;:za, che misura un ri rcui to <li l~ii cl1i lo11w1 rr, i11tor11t1 a rni l'asscrliant.o clovri1 st.elHlursì con 11110 frunl.o di :200 i:lii lomcLri alrno,w'? Lo scriuorn 1tun lo crede; e nel 1:,1so più farn1·e\Ol1· egli :immoli.e chH i T1•deschi i11vece d'un hlocco do11·a11 uo c-011tt•n1.1rsi di :-tnbil ir,: 11 11 fo rte tordonc cli os:;crva:donc ntodia11 tu tru ppe di cavalluri.i e d'.irtiglicria. Con 1ruesti giudizi :<ttl sistema difr.'nsi,o della Frnncia, r hi ucleremo 'Jlle:sla rapida ,cor~a a tr:n or~o cld JiLro tlnll'Il o,•11 ig. Es~o s'estende a,;:;,, i più che q II i no,1 :;i :,ccc ti 11 a ; a n1.i · l,1 ~:1,1 J'n1·111:i è ta In che pi u ttnHo rii leuero una ('èrla mi~11ra negli ,1rgonicn1 i , gli prrnrctle di Jirn~an' sccoutlo li• impressioni d(•l l'a11 inw ,;110. Co~i clopn aver parl:ito e· cll'ila fo rza, e dcll'i11 1.i111a 1:0111pn~i11r. ,lel l'c~cwcito frc1nccs1·, e tfci suoi 111,'.zzi d'offesa e ùi d ifesa, spr:ndc una decina di p:ii-{ine all'inci rca per la riri,;1.1 passa ta a Lougdiamps nello ,;cnr,;o anno, o pcl :;ohrio ord ine riel giorno dato i'n propo,-ito d.d 111.-.rcs<·iDl lo Mai; J)fa hou, c·os i divor,;o dagli or,lini tlnl giorno rimbombanti di fr:i~i e di ,·illoria, rni era avvezzo i11 J'[1:;:;ato l'c·sercilo frauc·e~u. Poi a proposito cl'11no :-gnnròo rr.tro,potti vo ::i ll'oporosi't't della F rn ncin nel donii nio lllilitarc nogli ulti mi ouo anni. baw• la campagna pa rlando a luugo di Trochu e del suo

rl.,

Jibr,1. \oi 11011 lo ,,·~11irr 1110. 111•11111w11n q11;1111lo p:•r :-pii·g,,ro lo Slato presento dcll'Europ.i , P <\jJDCinl 111~nt:• d('I ~ Il " p:1!'~t·, t1'a l.l;i del p.1 lt,;lnvisi110 e del ,·on~r:·~"o di ncrli1111. v,•rl1· l1ti~< i. 'l'11rd1 i ,.,1 lnµ-l<'~ i l'un coulrn !'nitro an~ali. <' b lulla '.r;i il (';,l;11li1·i;;1110 'ag~11·,:-11r · .,,J il prntestn,1l.i;:111n dif1•11:;ur,• rol lr: d:,~:-i :-o<.'i ,ili rl<'l!..1 (;('rr11a11 i.1 . 'l'nl.lm i.i 110 n pn~~i:,mo ;1 11H\IIO ri i agt!i1; 11µ:, ·1·1' l'!w il liltru rl 1·ll'IJ,,r11iµ 111a lµ:rado la fornw "UOerliti.ll:' tJ,,i ~i urli;:i i• i11l!•n',,a111.i;;:;i1110 r ;:i fo lt·~:rl'n· rn1i piaceri:. Snjll':I aku11,• ;!l'!lr, :-11 ,• iclt·r·, 'i• .!.,-ridir,•. P,•rù lii~og1w co11ve11 iro, che in foudo ,•gl i ha , ,~111110 giu,;to rlcllr· c·o,;r: 111 ili L.,ri <li Frn11ci:1, e ·che le sur, ron~idr•r.1zim1i ;:11110 ;;r·,npr,• iml'n1nlal1'. di rorlrsia.

n ie 'J!',icl, h n ~ll·ie. (Ln

T achimetri!).; breve esposizione di questo nuovo metodo d i levata dei terren•), pe" GIUSEPPE CEIPEK, ca pitano <lei genio aust ro- un gçi ri('o . - Vienna 1879. - Prer.z11 L. 1,20.

l i liisogno ti i dar,• allr: r:011111 11 it :izinri i, , in h·rrnvia ri,1 ,;i;; ,·.n 111 un i, sviluppo ;;e111pr<! 111.11?triurf', rrntlc m•c,•:: 0 ario di rompirre gli :,Lurli pr,'limi11ari in l11·w,c 1,\1 ttpo, Ì11 \tt inkso ,1111za scapito rif'l l'o,;at!rmir,. Que6LU "rnpo ::-i r,1gµ:iu11;r; 1·ir.orrn11tlo a nuo, i 111 ctorli di ri lcrnntl!lltu del terreno. rlivicl,•111111 il lan,ro in ~ni~a ria 11tili1.1..-ir" nrl 111it.dior modo il tempo, n 111 1g-l iri r,,11dr, gl i ,Lr1111H·111i. Fi 110 ,1 po,.o nd,I iPI,·o I,\ ,I 111· op~rn;:i ,rn i della lev,1tn pio II imeLrin, ori altimetri<"n r~··i.(nirnu ~i in .-\11s1ria ,-cparala11H'11lr; la ::o<"Ìcti1 rlr\ll<: forrovic 11,c,·itl ion.,1 I i ., usiri,'\r.;a 1'11 I:, prim:, nd adow11·~ 1111 nuovo nir:todo med i,rnte il q1111J,, ,;i pnssn,rn arnn· i pin11 i ,1 ,·un•,; oriz,,illtali ,.,HL nn 11nirn prue ,(ii111 cu1i1. i11 mrul11 ùlt'iil' " ::pl'di111, ,. 11el 111 P,lnsim11 rcmpo più esatti rii quell11 r ii,• ;;i 111l1'11g,rno 1·.o l si::1n111:1 dHl la 1.1·, ,1ll'lL:1 JH'i\loriann ·,) dt:I liv.:11,1 ;, c,rnon·li in 11•. 11 rile,·anwuto ,;j fo ron 1111 ~1110 <tr11 ,11eHlo a r,rnord1iale. folihritatn dallo Sta rkn di Vir'1 11111 L'. rla ll ' F'. ri.Ld di ~fo11 :,1·r,. Si rli;;ti 11gne c:;s, 1 dai livelli a <::-t llll11(·Cliinlr• onl i11111'i pf\r l'.1,!l!illO lil rii dut' di ,1·h i, O setlori di circolo ,,radnaln \ I :i 1111 1111 I "~ <li rirrnlu), uno orizz1111tnl" e r, l'nitro .vc1·1irn l(\, p •r la l1•1tm;1 rl, ·:.di :,u,!fli i. (l 11a l1ill'a pn rln11 1,·, lr, ' c•1i !-11dtli,·i,i,)ll i !,'i, p:111•!0110 .il i:, s,·;11.1 ,·1·,mLu:dr· dl\l di,;;•gnù cli,'. ~·u? ls1 forr:, son·,! per la 111 is11r:i d,•111· di,-1,rnz1·. L'i..;1rurne11t1 i non tl1Jlorn;ce cfa un worlril it•; rn 111 u11 1· r.l,r per ::in·.r•;,;:;ori di s1:c·,mda ri,1 impù 1'1DJ1z,.1.


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E PE RIO DICI

Ciò che costituisce la specialit) del sistema è il modo con cui si procede nella levata del terreno. Di versamente da 'llrnnto usasi con l?. tav?lettn: l'ingegnere noi~ le_va di pianta una regione disegnandone I 1magme direttamente sul Jogho dr tarla steso sulla tavoletta stessa ; ma dividendo il lavoro in due parti distinte, eseguisce sul wrreno tutte quelle operazioni che sono necessarie a stabilire la posizione re·ciproca dei punti che interessano, 'vuoi nei rapporti planimetrici vuoi alti.metrici , e coi dati così prormratisi , costruisce nella calma del proprio studio la figura regolare della superficie percorsa . Sul terreno si rilevano gli angoli orizzontali e verticali, nonchi! le distarne dei punti individua li dalla stazione, in~cri vendone i tlati in tabelle spei;iali coll'aiu'. o. den e quali si compie in seguito il disegno. Durante il tempo p_rop1z10 s, attende alle operazioni di campagna, e nei giorni di pioggia ecc. si fanno quelle di gabinetto. L'1\Utore ebbe campo di istruir,i nella tachimetria .essendo sta to comandato ai lavori cli tracciamento della linea Vienna-Novi; riconoscendola utile anche nelle lnvate militari, ne dà la descrizione. Egli tratta ~apprima dei lavori di cam pagna, poscia di quelli di gabiwmo. Segue 11 parallelo fra i diversi metodi di levata conosciuti e quello tachimetro, avendo specialmen te di mira la spc~ditczza ,~ l' e5att.ezza delle operazioni. Da ultimo si accenna ai risultati ottenuti in alcuni casi pratici .

sud ed avevano nn aspetto generale di grandezza in q1rni paesi ricchi e popolati . Tutt'altro era il carattere della fortifi cazione in Grecia e nella Giudea, pae:;i poveri e montuosi dove la popolazione trovavasi disseminata. I bastioni erano in muratnra, stretti a causa ciel piccolo numero dei di fenso ri, i muri deboli, poco elevnti <-: seguenti le form e del terreno. Così l'autore va dimostrando l'iufl uenza della località e dello stato sociale sulla fortilìcazione e come siasi perpf:tuata uno ai nostri giorni. DalJ.a Magna Grecia per mezzo delle sue colonie i metodi <li fo rtificare 1'>assarono a Roma, e dalla Sicilia a Cartagine . Alla decadenza dell'impero romano l'uso dc!le fortificar.ioni si anclù esagerando, ma non bastò a fermare le orde barbariche invadenti. Nel med io evo colla isolata potenza dei signori nacquero i ca~Lclli, e quindi colla li bertà dei comuui sorsero le einte della città con torri unitc da cortine. Alla fine del xiv secolo, coll'apparizione delle bombarde e dei proiettili di ferro il sistema difensivo snbì radicali cambiamenti; ed iufìne nel xvi secolo il bastione vinse definitivamente la torre. In quell'epoca, cioè nel 4538 il i;ommendatore Escriva diede alla luce la sua opera, che viene esaminata nella forma, nel concetto ed in rapporto all'arte della quale si trattava i11 quell'epoca, con critica ed elogi, dei quali la maggior parte retribui ti al colonnello Mariatcgni scopritore e editore del manoscritto spagnuolo. Storia della guerra d' Oriente. (Continuazione). - L'orizzonte serbo si oscura sempre l)Ìù. Ahdul-Kerim giunge a Nis<;h f: pone in esecuzione il suo piano oITensivo, dirigendo il grosso df~lle sne truppe sotto il comando cli Achmed-pascià contro Gramada , che dopo breve ma -vivo combattimento cade n<!II<~ mani dei Turchi. Queste forze riunite alla divisione di Suleyman-pascià assaliscono i Serbi 1~d occupate Kniasewatz e Sai tchar div(rntano padrone della bella e popolosa vallata del Ti mok, la più Ticca del principato. Ottengono altri successi sulla Morawa, tra i quali è deci,;ivo quello nella battaglia cli Alexinas, e gettano sotto il fuoco nemico un ponte su quel fiu me. Intanto una tacita sospensione d'armo promossa dalle potenze europee precede una tregua . di <licci giorni, senza altra condizione che lo stat1,i quo da una parte e cfoll'altrn . . vugbielmo Ili. - A. Di,; LonT S1m1GN,\N. (Continnaziorw). - r.ontiene il racconto della battaglia di Fleurus vinta da Luxembourg, una delle più interessanti del XVH secolo e feconda d'insegnamenti . Poi vi si narra l'assedio e la caduta rli Mons preparata dalle curn e dalla previdenza di Louvois, qui ndi la nuova ca mpagna iniziata da Guglielmo sul continen te fino alla presa di Namur.

Le Speclnte,u• ~nalitnire. giugno. - Parigi, 1879.

Fascicoli di maggio e

La (orti ficciz·ione sino al XVI secolo ed esame critico dell'opera del commendatore Escri'va. A. RoTEAU . - L'arte della fortificazione è nata con quella della guerra ed entrambe sono antiche c1uanto l'ilmanità. Sin dalla origine la prima consisteva nel saper combinare le difese naturali con le costruzioni fatte clalfo mano dell'uomo, ed ebbe il duplice scopo di essere un ostacolo ed un riparo, ciù che parimente cerca -di ottenere l'ingegnere moderno . Tra i mezzi per ra,((aiunoere l'in,,., v t('nto deIl'arte avvene alcuni che sono cpiasi costanti, e si cercano negli osta~oli n.aturali, al t.ri :ariano secondo j tempi, ossia il progresso delle armi da luoco. In Egitto e nella l\fosopota mia i bastioni che cingevano la cittit erano formati di mattoni cotti all'ardente sol<) del


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LJDHI

Jiilosofia della gtierra. ~ H. lfoN'HY. (Fine) . - S(:guono le massime mili wri sulle operazillni secondarie della guen.1 , le diversioni e sui pMtigiani, con aierini esempi di lmttaglic. Nnotio codice rfo! claello. - È nn 1'ias;;nnto del libro pubbl icato dnl ·conte d u Verger <fo Saint- Th onuis, e vi ~i tr:i ua dcila giurisdizione e composiziouc dei tribunali di onore, (foi consigli e della loro procedura, con [Ji,•n:i conoscenzn di tutta la rnateria. Spesa 71robalrifo pel-m·igNormnenlo rtelle pensioni degf,i nfficiah colloca.ti., in ·r itbm p1' i1na del 1879. - MAl\TrN oe Birnnes. - Vi è delineata hl loro presente situazione economica, donde si trne argom<:l nto allo stridio el ci mezzi per migliorarla, ana liz7,a ndo il relativo problema mediante una copiosif\ di formal e algcl~riebc in rappol'to colle tavole di mortalit?i e di una sr.rie di dati . Se ne clc(lnce chù per raggiu ngere lo scopo bn;:;tercbhe una sornll\a rn.cnn csagcnit;i di qtwllu elle ~i pretende. St'Urlùi .~ulla 1;rm1;pagna rLell'esl . (Fine). ·- P . .Pouuwr. - Segue il movimento dellu °2" brigata Poullet con tre batterie d',:utitlieria la quale amlù a sl:ihi lirsi a Frnsoes sotto gli orrlin i del comar;;lante di division e .Segarci, e In rilirn ta soprn CL1aux- Xeurn l:i sera tlHI 30 ,gcnna io. ·I8/,1, qu:rndo al qunrtier .gc11(!rale J'ni ncùsc pern~nnc la n~-tiziir ehi: l'ar-rni"tizio non era appl ic.ib ile all 'esercito dell'est. Vi si dr.::;cri ve la marcia del co lmwrdlo ~l.i lloL ehe pcw c1Tm·c conrln ssc graH parte dell.i rlivj"ioHe 'in Svizzcn), invl:lce di rlirigcri'i sopra la Ch;; pel le-d,:s8ois; si g-iustifirann le opcl'nioni del colonn ello Poullct, che uon esitò, scco fl(lo 1'antore, 11 r.iggiu 117erc :, 1\'lorez il grmer.:ilc Cremer, co l qua le poi , ''fU,lJldo qucll;i posizjoue di ve1me irrnti le, ;t rri vò ri Ger., e si c:onfuw il r,1ppo r1.o di f.lnrtlt,)lemy. Qu indi :;i p:issa ad esn miuare . l'intluenw dell °r11'1nistizin sulle sor1 i dell'esercito (lcll'egt, criticnndo srwer8nte11te la condo11a dol /!encrnle HourlJaki e quclln cli Lcp1!l'che, snl <pw le si iaJ1 11tl ric·aderc le j>iù gra vi colpe del di,;a~tro toccato alla F1'a 11cia ,;u ll:i front iùrn oriciila le·. /J' Oran ulfo 1··i1;<i ciell'Oned-Gu-i.r. (Coutinnaziouc) . - Si,11110 nella fertile v:illat:1 rlel linrn e, iu1.e rrottr, da 11umerosi canal i e rnperta di for·ùsL(' fii l,\1n;i ri(·.i, in presm1:a1 di belle g:iornate dell'april e ,1870 ,~ di intùres,a nI.i romIJ,1 I.ti rne:11.i, dc~criLti dal gtrnerale iII cn po Llcl la spedi1.ioue l'ra11c;,:~:": in ;1 na :sPr ic tli r.1pp::> rti in1,i11ranie111.c riprodo ui , e che dipingo!lo con v ivaci t:1 luogl1i ed aneni menti. Da es:;i s'i mpara no i nomi clegliOulad-B,JI Gnir, dei Bcn- Anan, Sidi-fle n- Aù;sa, degli Slirnan , Ynusscf, Doui-Mcnìa, tribù soggiogate, ed nna quantità di co::;e rel;Hivc al car·attere della guerra combattnta in quella regione.

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E PER.JODJC!

.ro,,rnal ~,e s s c ienc e s 1ni l itt•i1·es. - F ascicolo di maggio e giugno, - P arigi , Dumaine, 1879. ·

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le /'e·rl'O'oie tedesche e qnetle (rancesi dtil J.runto d:i .,,,ista del conce:ntramento degli eserC'it'i . - Nella ipotesi di una guerra t.ra la Francia e la Germania, l'importanza delle 1frimù Y<mtiqnaur'ore sarà tale che qualunque strada ferrata, la quale non fosse a doppio binario i,n tutta la sua lungheua, non potrebbe essere considerata come linea strategica di concentramento. Ecco il principio fondamentale di questo :,;tudio comparativo, il quale tende a dimostrare l'insufficienza della rete ferroviaria francese, verso la frontiera nord-est, rispetto alla potenia della corrispondente rete germanica, a solo scopo dì ricercare i mezzi atti a riparare ad una tale inferiorità. E per procedere con analisi, lo scrittore esamina anzitutto le linee tedesche, le quali divide in tre fasci. Il primo che part<1 dal nord e traversa il Reno sopra ponti e zattere compresi tra Wesel e Colonia ; 11 fascio centrale che pnssa il lìume sopra ponti trn Coblentz e Carlsruhe; La rete della Germania del si1d che attraversa il Rerio a Strasbourg ecl a Neu-Brisach . Questo sistema semplicissimo, il qnale consiste nel moltiplicare · le ferrovie ginngendo nella zona di conc;entrnmento a fi ne di rendere agevole la dislocazjone del le truppe sul fronte di battaglia,. permette all'esercito tedesco di schierarsi contemporaneamente sulla frontiera frnncese colla massima rapidità, cioè a nord fra Sédan e 1\iontmedv· tra Luxernboui'g e 1\ietz al centro, e nella regione Strasbourg- H;~ gnenau-Sarrcbourg al sud. Si accenna quindi alla necessi tà di ordinare una rete di ferrovie che dalJa esLrerniti1 della Franeii.1 faccia capo all11 frontiera tedesca . Il fitlnvicotone e la d.ùiamite. E. i\f. - Contiene alcune unzioni sulle sostanze esplosive, delle qnnli vi si analizzano gli effetti e i' modi di valutare la loro potenzialit.i1 balistica in confronto della polvere. Come avvenga e si sviluppi l'azione della forza di rottura coll'esp!osione dc1i gas sprigionati in una bocca da Juoco, e perehè certi c:omposti chimiei abbiano la proprietà di r-ompere l'oggetto con cui sono in contatto, non che lù differenti esplosioni di una stessa soANNO XXIV. V OT,. II L

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LIJ3RI 130 stanza pmca e le cause che le producono, sono argomenti stndiati nelie generali tù. Quindi si passa a trattare del fulmicotone o pirosS'ililna, analizzato tanto nelle sue proprietà · fisiche e termochimiche, quanto circa il suo impiego nelle armi da fuoco, negli altri usi militari, cd infine si espongono i princi pii della sua fabbricazione e conservazione. Con lo siesso metodo si discorre della cl'inamite, chiudendo con un piccolo cenno sulla getat~na esplosiva, nuovo ritrovato cli Nobel, Il com/Jawimenlo di Vitlersexet (9 gennaio •187•1) . - Fu il primo in cui venne impegnata l'ultima armata francese, e secondo l'autore può servirf: di punto di pai·tenza per la storia della campagna dell'est in quel l'epoca. Vi si trat.teggia la situazione generale dell'eserci to francese diretto dal generale Bourbaki e del corpo tedesco comandato dal generale Werder, prima dell'occupazione di Willcrscxel, dove si stabilirono due battaglioni della guardia mobile, l'uno della Corsica e l'altro elci Vosgi, con poca cavalleria. Segue poi il racconto del combattimento diviso in due fasi pi·incipali, cioè le prime avvisaglia, l'assalto e la presa per opera dei Prussiani della piccola ciuil si tuata tutta sulla sinistra dell'Oignon ; indi la giornata decisiva combattuta sulle due rive del corso d'acqua, quando giunse il grosso delle truppe frances i, e ter:minata nel castello e nel parco , donde a sera i Tedeschi si ritirarono . La g1ie1-ra. A. S.u1ÈnEs. (Continuazione). - L'autore domanda alla storia le prove certe per convalidare le sue teorie sulla guerra, la quale, secondo lui, presiede alle origini dei popoli . Tralasciando il ciclo eroico dei Pclasgi condotti da Elleno e da Orfoo , degli Egizi con Cecrope, dei Fenici con Cadmo, dei Frigi con l'elope ed infine dei Cretesi e dei Traci, viene a Sparta, cui le istituzioni guerresche ed il genio di Licnrgo diecl1wo la gloria e la grandezza, e ricorda Atene che, perduti gli eroici vincitori di Serse, cadde per le viziose abitudini della vita materiale. Getta un rapido sguardo alle guerre di Messenia ed a quelle contro i Medi per ricordare la decadenza delle grandi virtù che valsero alla Greci.a i più bei trionfi, e quindi interroga la storia cli Roma, tanto simi le alla greca nella su:1 evoluzione. Accenna gli avvenimenti della Francia dalla sua origine al disastro del •I 870 , mostrando come essi furono una serie di lotte, di successi e di rovesci, clondl:l u?cì sempre una nazione forte e civil~. Infine esam ina il diritto della guerra in relazione con quello delle genti e del progresso della civiltà. L'esèrcito fntncese dei Carlo Yll sino alla 1·ivoluzi.one (H39-'1789) . RAOU L QuARRÈ DE VERNEUIJ,. Dalla trasformazione delle com-

E PERIODICI

pagnie della gnarclia ciel ·re in guardie ciel corpo si passa a . parlar~ dei gendarmi, ca valleggieri, moschettieri e granatieri a ca vallo, poi delle guardie francesi e svizzere del reggimento del re, descrivendo lo ·stato della fanteria sì nazionale che straniera sotto Luigi XIV e l'istituzione deIJe milizie. Qnindi :;i riassumono le fasi del riordinamento della cayalleria nel •I 670 e 1672., la creazione dei reali carabinieri, le vicende dei dragoni e degli usseri, le- condizioni dell'artiglieria in quell'epoca, i miglioramenti arrecativi e le prime riforme cli Vauban: L' ant'icci Roma; s,.ui gnmdezza e clewdenza spiegata con le tras(ormazi.oni delle sne istit·iizi.o,vi. Generale FAVE . - È un lavoro in cui post.a per base della potenza di Roma la bontà delle sue armi, ed ammesso che la sua caduta sotto i ripetuti colpi di numerosi nemici avvenne quando le sne istituzioni ebbero fatto il loro tempo , si cerca di studiare la n~ciproca inl1uenza degli ordini mili tari e della costituzione dello stato, ed in che modo il carattere cd i costunù del popolo abbiano portato tale decadenza . Compendiando le remote tradizioni illuminate dalla crit.ica modema, l'autore, secondo il piano dell'opera esamina il periodo doi re, indi quello della repubblica coi cambiamci1ti arrecati poscia all1.1 sua cost.itnzione politica, e spiega le cause che consigliarono di stabi li re il soldo alle truppe nella guerra contro Veio, gli effetti che produsse qne:;ta misura, l'ordinamento della legione souo Camillo. L' a10anzwinento nell' esecrcito. - È la pri ma parte di un lavoro critico scritto avanti la pubblicazione in Francia dei recenti progetti eoncementi la questione. Vi si dimostra il bisogno di una migliore legge sull'avanzanrnnto, la qual!~ stabilisca tulle le possibili gnarentie, affiuchè al grado di' nflìciale superiore non pervengano che coloro i quali con un esamé mostrino di possedere tutte le attitudini per ben comandare un corpo. D'altra parte si propone di aumentare lo stipendio ai eapit.ani, corne conseguenza delle difficoltà che molti di essi inconlrerehbero, col sistema suggerito, ad esser promossi capi di battaglione. . Imp"iego del fuoco di {(tnterfa net/ci guerrci iii a.ssedrio. CH. GnosSM,\:'<N (Traduzione da l tedesco). Educazione niomle del solda.to. C. Cons, (Tradnzione dall' italiano). 1

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LIBRI

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111,,-

Giugno 1879.

Dette evoluz'ioni in colonna di co,npcignia. - I. v. l'i. - È più agevole di ottenere l'accordo tra il comandante di battaglione e i comandanti di compagnia basandolo :;ull'interesse d'ognuno nella riuscita del combattimento , di qnello che andarlo a cercare con · 1u11ghi e complicati comandi per spiegare mauovrn che spesso degenerano in futil i spettacoli . Perciò ì'au tore dopo di aver descritte le condizioni del co1i1batti-mento di un battaglione isolato ovvero riunito ad altri, olfe11sivamentc o difensivamente giunge a concludere che esso deve esser<~ abituato ad un certo numero d'evoluzioni, che indica come segue: il passaggio successivo di tutte le compagnie -in ordine spa rso; i movimenti di grossi gruppi di cacciatori ; l'allungare la catena con nuove sezioni; lo varie formazioni dei soò-tegni e dei grossi ; il portare fino sulla linea della catena le sezioni in ordine chiuso per eseguirvi salve, od attacchi sui fianchi d(~lla catena: il portare avanti i cacciatori fino contro al nemico rinforzandone successivamente la linea, e facendoli seguire dai sostegni e dai grossi nelle varie formazion i; l'assalto; le formazioni a martello sia per l'offesa, sia per la difesa ; gli assalti simultanei di fron te e di fianco; . la ritirata; il liberare le sezioni che si ritirano , da un inseguimento troppo accanito per mezzo di ritomi offensivi ; il riannodarsi dopo una ritirala; gli atti contro la cavalleria . Esercitato che sia il battaglione in queste evoluzioni (che per dire la v,~~ità, non sono poche), anche gli ordini del comandame del battaglione saranno chiari , precisi e facilmente compresi dalle compagnie. Ili compagn·i a del genio nella di,vis'ione di /'anter·ùi . - L. SANOER . l e (hvìs·ioni russe d'i, cavcill1w·ia, e l'esercito d' opern.z,ione nella

campagna dri Balcani. K AHLER . L'autore chiude in questo fascicolo 'le sue considerazioni sull11 nota opera di Cardinal' V. Widclern, la quale porta appunto c1uel ti tolo, col raccornancfarla al lo studio dei suoi camerata, come una delle pdt proficuo pubblicazioni, che sieno state fotte sull.'u lti rna guerra a proposito dell'im piego clell;i envalleria. · La odi1w-nn gue·t m cli {ortezzli. - Dopo avl\r'c esaminato l'andamento cd i mezzi della guerra d'as:;edio ai nostri giorni, l'autore enLra a parlare anch e su lla cruestione che oggi divide cosi profondamente l'opinione dei militari :mli' utilità delle fortezze, e concludo che non soio sono indispou;<abili coi nostri sistemi di guerra, m11 che liauuo -acquistato, ed acqubteranno un valore sempre più granclé. Per rianimarsi dopo le grandi -scoufittc cui può condurre una operazione mal riuscita, e per non dare come perduta la nostra causa , dopo un primo .scacco, abbiamo bisogno di tempo , e non potremo gtrndaguarlo se non ·sotto la protezione di una for tezr-a costrni tD , $eco1ulo i metocl i o l' esigenze odierne. La compagnia li'i .faclcson nella valle della l'-i1·rri1via . - S1:1mrnEnr. La niwva legge rwilùari! della Pi.n landfri . - Essa entrerà in Yigore il 1° genÙaio 1881 . È bnsatn sull'obbligo uni rnrsale al servizio militare, dv- cui :;ono esentato solamen te le popolazioni nomadi dei 'lapponi esistenti neJ!e parti più settentrionali del paese. L'esercito però sarù territoriale, e-sebbene dipendente dal ministro ·della guerra russo, sarà comandato dal governatore della Finlandia, e composto esclusivamente di fin landesi . Lu cifra dell'esercito e lilllitata in tempo di pace a 5000 uomini senza contarn gli ufficiali, e l'obbligo al :;ervizio dura dai 2,1 ai 40 anni , dei quali 3 sotto le armi e ~ nella riserva, mentre che in Rns,ia il servizio attivo dura 6 anni, e 9 quello cieli() riserva. La /'a'IJola dell'assalto dalo dalla ca·vcilliwia francese alla flotta ,olandese nel 1795. - Un'altn} leggenda, che passa nel numero delle favole. Do Winter olandese, e genera le e.li brigata al servizio francese ,con un reggim eoto di ussari batavi non fece altro che prender possesso pacificamente delle navi olandesi, lo <[ua li aveano ordine cl i 11rrendorsi senza fare la più piccola re:;istenza. Il braccio di mar,~ ghiac-ciato ché fu attra\'ersato daglì ussari non oltrepassava la larghezza di un centinaio cli metri. Perciù tutta la parte meravigliosa del racc;onto descritto in quasi tutti gli storici militari o òppreseutato artisticamente nei quadri, e nelle vignette sparisce per lasciar posto ad un fatto abbastanza comune. Però la storia racconta due fatti nei quali una 1

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LIDR I

J so.telati nel disasl!ro di Szeghedino.

fregata dopo breve resistenza s'arrese a truppe di terra, che l'attaccarono . Ciò successe nella guerra d' Olanda nel 1672, cd il 16 settembre ·1787 sul Leck tl'a Vrceswyck e Yianen . . A1·msirona e lfrwpp ( 1) . 1

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1-Ve,ce 1Plilitiù•iscl1,e Blatte•·· -

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La patl!iiglici dli ca'Oalleria. - Il servizio cli sicurezza delle truppe in campagna è uno dei principali fra i còmpi ti della cavalleria. Si può dire che sulle informazioni, fornite da lle pattuglie di cavalleria, si basino in gran parte le disposizioni . Perciò gli uom ini cli cava lle1·ia cli ogni grado devono essere istruiti 111 ogn i servizio con una cura ed un intcrnsse superiore a quello che vi si po11c in oggi. Vedere seu~n essere vedute, osservare con pondcrazioue in modo da gi udicare delle cose secondo l'entitit loro, più che secondo la loro apparCH7.a, dnre in form:11. ioni esatte e precise indi candone la loro attendibilità, questi sono i éaratl<'ri d' nn servizio di osservm:ionc ben fatto dalle pall11glie di cavallcrin. l o scrillol'e pennclleggia a gra ndi tratti il modo ed il tempo e lo curo con cui vuole essere fat ta questn i, trm:ionc, per lo più trasandata, o fattfl duraute la pace nei campi d'istruzione in modo assai superficiale, ed in condizioni troppo diverse da quelle della guerra, ove i proiettil i im pcdiscono di avvicinare troppo il nemico, o puniscono gli audaci _dell'averlo fatto. Snlle mallittic pùì. d'i freqnente s-i1niitlote fra i m,i htar·i-: - Colon. nello medico K NOV P.NAG U. f,' ot-enpn:sione del/ci Bosnia e dell' Erzegot;ina fattct dalle tntJ>pe cmst'/'0-1inya1·iehe - 1'/!dcttto sGprci not'i,z ie 1.1ffecial-i e co·1'J'isponàenze private da .\. YOn B. Metz e Plevnu. - Studio comJJarntivo . L'utilità di questo paragone, nel quale :;i e~pougono i pnnt.i di somiglianza e quelli di tlissimiglianza ncllll cooclizioni str:1tegiche e tattiche degli e:;crciti combattenti attorno ed entro a quelle due fortezze risultcrit forse da lle conclusioni di questo scritto, il quale dopo due articoli avrù un seguito nei fut.mi numeri del periodico tedesco.

.. Un 9·iordina,t<»·e al signor Ermanno Rosenthal. - ~cerba cr1t.1ca .faua con molta ironia ad un libro pubblicato dal summenzionato autor~ collo scopo di present.are un sistema J)er alleggM"Ì!re il_ves_o delle armi e delle imposte at vovoto coli' ii>Lituzionc dei voloutan cli due anrn. Jnf<»·mazioni sulle a·1·11ti vortatili. :- H ~N~scn . . Fucile Fieri - fucile Sopcr - fucile da tiro rnlouo ~ ~so_rg . fucile Sanerbrey - fucile Bergen. - Sopra qnesti due ult~m1 s1stem1 di fucilo è da portarsi specialmente l'attenzione. Mc_ntrc peso_ st~ quasi in mezzo fra l'arma .a ripetizio~e e }'arme a tiro umco, po1ch~ offre al soldato il mezzo ti, sparare lii un claLo momento du~ colpi senza ricaricare, l'altro invece è capace di sparare trenta colpi_ sue~ cessivi senza bisogno cli ricaricare l'arma. Alla descrizione d1 tutti quei fucili , corredala dai rispettivi disegni i~ci_si i? legno, ~egue _quella del revolver l'\esson, e l'indicazione dei pr1 v1leg1 accordati per mvenzione di carattere militare. Statistica militare ausliro- ungarica. Riassunto del la pubblicazione ufficitile sui risultati del reclutamento nell'impero austro-ungarico dal ·1870 al 1875. . Goni,~ide·razio'lvi sopra le ferrovie in rela.z-ione cilla loro 't1npo1·tanza sul p1·esente 1nodo di condur-re la giwrra, e con alcuni dat-i. sulla loro potl';nzicili tà. . . . .. . Lo scrittore descrive con molto ordme tutti I servlZI prestati dalle 'ferrovi e duran te la ctirnpt1gna del ,1870- 7'il , e ne trac argomento per dimostrare il molteplice soccorso che ricavn la condotta del!a g:ierra da cotesto potente nusil iario. 'ìlfolLissimi esempi , e numerosi dati numerici arricchiscono la narrazione. Sull'ediicazione dei roolonta1··i dli iin'anno presso la f'anter·'ia. Da essi debbono trarsi gli ufficiali della riserva . Dopo ave_re accennato all'imbarazzo che l'istruzione di quet1·,~1emento rcea a1 ~oman~ danti di coropagnit1, l'autore nota com~ dovrebb~ro .essere tolti_ alcu1~1 privilegi cli cui presentemente godo~10 1 v?lontar'. ~ un ann~ m G~~~ mania, come per esempio quello d1 fare 11 serVIZIO ~el 1~10 pac~~. quello di portare l'abito civile qlrnndo hanno comprnto 11 serv_1z10 giornaliero; quello di continuare nei loro studi, o nella ~oro carr_1ora anche clnran te l'anno del volontarinto . Queste prerogative nuoc10110 all'educazione militare di quei giovani. ì\1olt.o più nuoce la_libertà loro conccssri cli essere t11Tuolati in due volte, la mancanza eh n~nn_e pel modo di regol::tre il loro servizio nelle compagnie_ e ne! IJa_ttaghom_; la sproporzione numericn di coloro che en trano nei corpi, chmodoche

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F ascicoli di maggio e

giugn o.

(I ) Vedi nostra Rivista estera dispensa di giugno.

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E PERiùDICI

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Lll3H I E PER IODICI

se u11 reggirnonLo ha dri trenta a qu:lt'anta volontari d'un anuo, l'a ltro ne ha solarne111e I.re o quattro, e talora quel corpo il quale in un :rnno 11<' elil.Je da ·18 ri 20, nel successivo non ne Iia più che duu o tre; I;, man cauia di HOrme direttive per l'i 11seg11amcrrto, <i di programmi coucreti delle nrnterie dn insegnare loro. Molti cli qnesti incon venienti csi,tevano anche presso di noi, e fu rono per ciuanto era pos~ibile tolti. I.o scrittore finisce col presen tare un programma particolaregcriato sulle i:;tr·uzioni da for,;i ai voloutnri d'un anno durante In loro p~·manenza ~ol(o le armi, nelle ouo settimane !li servizio che devono prestare per avere il certi(icato cl'ulficiale delln riserva. L'ei'iograf'o . - Dai tempi d'Alessandro il grande si cercò di scrvir,i del sole per fa re ~egnali di guerra; ccl un vinggiatorc inglese nel descrivere il suo giro tra le pell i rosse dt1ll 'Am!wica del nord , lliHTil di uu indiano che impil'gava i raggi solari per fare :;egnali in tempo cli guerra. L' eliostato ò impie3ato da più cli cinquantn anni nei lavori trigonometrici. L'inglese L. E. C. Mance pensù cl i usarlo per trasmettere vCJri telegrammi in tel'l'ompendo cli tcn1po in tempo la lncn i11 modo dn avere ~eguali analoghi a quelli dell'alfabeto Morse. Lo strnme11 to che ne risu ltò non di fferisce grau follo dell'eliostnlo. È uno specchio cl~I diametro di ·I O poll ici appoggiato sopra un leggiero rripode, e capace per mezzo di viti di movimenti orizzontali e vertical i, cho permettono di da re allo specchio una posizione opportuna per riJlellerc i r:iggi so l11ri ,·orso la stazione, colla quale si n10le corrispondrre. Tale stru mento rese utilissimi servigi agli Inglesi nel le loro guerre asiatiche cd africane, e tra gli al tri ratti è memorabi le che i.I colonnello Poarson col suo piccolo distaccamento nel forte d'Ekove da quillche migliaio di Zulu, ebbe notizie dell'aiuto, che aspew1va di lord Chclmsdorr per mezzo di un eliografo posto a :10 chilometri di distanza. r:on/il:àor11i di cetlzatw1·e nviJita1"i. t:/i si po1'ti il denaro 'Ìn camern. - Co~ì rispose Federico il grande a propo~ito d'uu Yccch io mi litare, che a cagione dei suoi 110va11tn anni non poteva rindo re da sè o prendere lri pensione.

RIVISTA ESTERA

IL PROGETTO DI'REGOLAMENTO TATTICO PER LA FANTERIA RUSSA

I. l e sanguinose esperienze dell'ultima campagna hanno di mostrato all'esercito russo che i regolamen ti tattici delle sue fanterie uon erano in amvmia coll'esigeuzc del combanimento dopo l'introduzione. ciel fuci le a rapido tiro, el1 a lunga gittata. La palla è pazza e lo baionetta è savia avea det.t.o Souvarow; e fedeli alle tradizioni del loro eroe, come i granatieri nelln hauaglia di Novi, così le fanteri e rn!lse sui ver::;a11ti dei Balcani cercava110 la vittoria unicarnen le nei furiosi assalti colla baioneLta senza curarsi cli farvi concorrere il potente ai nto dei propri proietti li , nè d'evitare l'azione sterminatrice di quelli nen1ici. A pr·ezzo tl'enormi s11Crifìci però s'avvidero che· oggi la palla è rrrnno ~azza, e che senza unn seria preparazione è oggi impossibile il trar profitto dalla saviezzn deÌ la baionetta: Il va lore dell'uomo è anche oggi come un tempo strornento principale di vittoria, e l'a!-srilto è l'atto che vale nel afferrnal'la ed assicurarne i ·vantaggi. ;v.ra una voltn le colonne nssalitrici aveano a percorrere breve spazio prima di raggiungere il nemico, e 11011 sofTri va110 gran danni pei tiri ond'erano I.Jers.,~lio, dirnodochè gli piombavano neldosso soverchianti per numero e per risolu t.czza. Oggi i11veco sono aumentati colle distn11ze i mezzi cli clistruzioue sul campo cli battaglia. L'assali tore deve :ittl't1Versare più di un paio di chi lometri sotto una Gua grandine di proielli li d'ogni genere pri ma di raggiungere il neRivista este,·a.

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R IVISTA

mico, e frallanto indebolirlo colla prepotenw dei fuochi , senza mcltersi a repen taglio di mancare negli ultimi momon t,i di tanta forza morale e materiale quanta occorre per rendere sicuro l'esito dell'assalto. Diflicilc problen1a la cui soluzione cm stata tentala dopo il ,t866 in lutti i regolamenti d'esercizio europei, meno che 1101 russo. In rrueslo il concetto dei cacciatori con tinua ad essere quello di un leggero velo alle colonne d'attacco . Poche quadriglie si stendono lungo la fronte; il capoqnadriglia le conduce; mentre avanzano gli uomini si arrestano di tanto · in tanto, fan fuoco e si ripongono in movimento; sfilando invece cli fianco, gli uomini escono dne passi infuori dalla quadriglia, sparano e ripigliano il loro posfo. Non è così. facile con f{Uesta manovra l'avvicinarsi a balzi all'inimico e lo sviluppare frattanto il massimo fuoco per stordirlo, scuoterlo, iudebolirlo, e rendernn meno tenace la lotta estrema. ;\ rinl'orzarc la catena nuove quadrigliè si stendono incastrandosi tra le <rià stese mescolando gli ordini, e rendendo impossibile l'azione del co1~;mclo. In generale si rinforza la catena per aumentare i fuo chi , e per preludere all'assalto. Questo è l'atto deci:;iyo, e_ quasichè ne istante, la baionetta è sempre rnastata al fuSOrga e l'occasione ad omi o ci le russo . A ,t 00 passi dal nemico i sostegni che qa principio stavano a '.200 passi dalla c:itena . e che sono andati avvicinandosi ad essa, l'hanno raggiunta iu ordine chiuso; tutta la lin!:a si getta avanti colle armi in bilancio; il grido d'iirra! aggiunge uuovo impeto alle t.rn ppe rruanclo arrivano a 30 pas:;i dal nemico. Alla ]01·0 volta le compagnie di seconda linea (poste a 300 passi circa da quello di prima li nea) seguono il movimento, ovvero prendono parte all 'assalto raggi ungendo le compagnie più avaniato. Già prima d'enlrare in campagna, in occasione delle grandi manovre, si deplorava da tutti queste fo rti masse di fanteria poste a breve distanza dalla linea dei cacciatori, · ecl o!Trenti così un vasto bersaglio. · Ma non si muta da un giorno all'altro nè la tattica, 11è il genio d'un esercito: la fanteria russa amava poco il combattimcaLO io ordine sparso, e ,ri era poco eserci tata. Venne Jn guerra. Sotto l'nzione dissolvente dei proiettili turchi , che pioveano fiLLi come grandi ne, i sostegui, troppo rnv,-icinati alle rade catene, cd impazienti di entrare in azione a cagione delle perdite passivamente subìte, sruggivano di mano ai capi, e spiegati iu linea, così com'erano andavauo ad iucastrnrsi tra le quadriglie dei cacciatori·: lo compagn ie. di s1iconda linea spesso rnggiungc,·ano pure' ess<' la prima

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cs·n:flA

linea, o per gl'intoppi che rallentavano la marcia di questa, o per l'impaiienza di gett.arsi avnnti. Si formava così una lnnga e sottile linea, poco omogenea, poco adat.t:i a direzione, male snodata, rigida rna animata da un valore straordinario, che, m~ lgraùo le perdite enormi la spingc,,a a frangersi contro le ·posizioni nemiche , ove non potea rimanere per difetto di riserve che la rinsanguassero. Tale fu la fisonomia che assunsero i cornbatiimcnti delle fan terie russe intorno alle posizioni lurche. Molto. valore, molti sacrificii e scarsi resnhati. Finita la ·guerra, seguirono i commentarìi. Gli uni col generale Dragornirow allo testa si attaccano ancora pi ù tenacemente all'apoftegma di Souvarow: ecco ;i conservatori ; gli altri schierandosi dietro allo Zeddeler, vorrebbero che ai fuochi fosse data tutt~ l'import.anza che hanno assunta in coof'ronto della baionetta sul campo di battaglia: <~eco gli innovatori. Dalla discussione tra gli nni e gli altri una cosa apparve chiara, e fu il bisogno di modificare in parte i regolamenti tattici, e le formazioni della fa nteria. Ne risultò un progetto di esc1·C1izii e cli evolnziowi, di compagwia e di battaglione nel combattimento concretato dal comitato superiore por l'ordinamento e per l'istruzione dell'esercito. Questo progetLO fu pubblicato nella Rivista militare 1;ussa del gennaio scorso ( 1) (Wa:jenn{ii Sbornie-le) ed è importante non solo pet' la probabile sua adozione e per la fonte onde scaturì, ma oziandio perchè riassume, e decide alcune delle principali questioni, che s'agitano tra gli scritlori odierni di ta~tica. 1

II. Gene-m lità. - La compagnia ed il battnglionc per combattere si dispongono parte in catena e parte in riserv}"l . Supponendo che due compagnie del battaglione sieno disposte in co tona, e duo rimangano in riserva, quelle si costituiscono una risen·a, e la tengono in ordine chiuso, crueste formano la riscn•a del llattuglione. Sono aboliti gli anelli della ca.tona (quadriglie); i reparti in cui è divisa la compagnia in ordine chiuso, sono i medesimi nei quali è divisa la catena. Gli nomini della stessa fila si pongono uno accanto all'altro, e le file ad intervallo variabile tra i tre cd i sei passi.

(l) Vedi Ilivlsta Milita1·e Jlaliana del febbraio , pag. 391.


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.RIVISTA

Si eviti al pos;:ibile .cli frammischiare sezioni e plotoni qnando la catena viene rinforzata dalle riserve; ma se nelle ultime vicende del combattimento ciò succede, i comandanti si dividano tra loro il comando ciel trauo di catena così fra mmisto; tullavia nppena sia possibile si rannodino e si riordinino i singoli reparti. Piccole pattuglie cli tre uomini staccate sui fiauclti, a tale distanr.a da non perdere il legame colla rispettiva sezione, garantimmo dalle $OI'prese . D·i1·ez·ione del combattimento. - l comandanti l'anno esegni1;e i movimenti 1rnr meizo d'ordini e di comandi , ed eccetto si tratti cl<~Wassalto, i segnali non s'usano se non dal coma udante, che dirige l'azione. Ogni ordine sia dato con chiarezza, e so chi lo riceve non ha compreso il signi licato, chieda che gli sia meglio e più chiararnenté spiegalo. Il comandante del hattaglione dopo d'aver indicato ai comandanti di compagn ia l'obbiettivo del. combattimento, e dato l'indirizzo neces:,ario per· ·raggiungerlo, tiene d'occhio i movimenti del nemico, e quelli delle sue truppe per regohmi a norma ·delle circostanze. I comandanti delle compagnie in ordine spa rso stabi liscono cptali reparti debbono stendèrsi in catena, e quali restare in riserva; designano · la dii·ezione e l'esten;;ione ciel fronte alla ca tena , ne dirigono i movimenti per mezzo del rispettivo comandan te. avvertono il comandante del battaglione quando c'i~ bisogno di nuove munizioni , e finalm ente rinforzano la ca tena per mezzo delle riserve man mano che occorre. La parte della compagnia ch'è in catena dipende dagli ordini del più anziano tra i comandanti d·i reparto; egli ne dirige i movimenti e regola i I fu6co per mezzo dei comandanti dei pl'otoni distesi, i qua Ii alla lor volta nel fare eseguire gli ordini indicano il. bersaglio, l'alzo da usare, il numero delle cartuccie da sparare, e la celerità dei tiri per mezzo tl()gli opportuni coinandi, sulla cui esecuzione sorvegl iano i comandanti di squadra . Fuochi. - Dopochò il ripararsi dietro le accidentalità del suolo, f} l'uso degli ordini radi e sottili, flr}ssibili in modo da agevol mente coprÌr$i, hanno· reso i bersagli poco visibili, il fuoco individualr~ non può essere impiegato uti lmente ad una distauza superiore a quel la compresa tra i 600 e -gli 800 passi, nernm(~no, se esso è eseguito dai migliori tiratori . Il fuoco a comando ha il vantllggio di colpire con un gran numero cli proiettili in breve tempo; può essere usato utilmente anche a distanze superiori a quellHfhsate pcl fuoco indi vidttale, pnrcb è si presenti un conveniente bersaglio. Però a queste dÌstnnw il tiro < ioverù [)iù al difensore che all'.assalitorc, perc:l1ò quegli dispone <li l:> ' 1

ESTERA

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una quantità maggiore cli munizioni, e sopratutto può valutare con precisione la distanza del bersaglio. Questa stima dcllè distanze è di si gran momento sui risultati del fuoco, che il difensore tutte le volte che ne ha il tempo, deve misurare la distanza a cui sono post.i i più spiccanti tra gli <!ggetti che si scorgono dalla po$izione; anzi mancando questi punti, che attirino l'attenzione, deve porre ::dctmi segnali a di:;tanze conosciute per regolare poi ~u quelle il tiro . Gl'inconvenienti prodotti da ll 'errore nella stima delle distanze possono :fino acl un certo punto e$sere conctti e compensati dall'uso simultaneo di varii alzi. ln questo modo allargandosi la zona colpita dai proi ettili, è più facile il comprendervi cd il colpire il hersaglio. A 900 passi basta l'usare conrnmporanemnente di due alzi; oltre quella distanza si può usarne anche tre scalati a cento passi l'uuo dall'altro, di cui l'intermedio corr·isponda alla distanza valutat;i. Naturalmente questo genere cli fuo chi deve essere fatto da frazioni di truppa che non sieno inferiori al plotone. In ogni modo però non conviene tirare alle grandi distanze senza la sicurezza di conserviire nn numero conveniente di cartucco pel tiro al le distanze più brevi, perc/iè questo veran1e11te decide del combattimento. Il fuoco a comando può e$Sel'8 eseguito a salve, od anche con u11 numero presta,bilito di cartucce. In questo ultimo caso il cornandarlte stabilisce il numei·o delle cartucce da sparare (generai mento tre) ed ognuno le spara con quella celerità che è consentita dal c::iricamento e dal ben dirigere la linea di mira. Il fuoco a salva è preferibi le ad ogni altro, purchè la direzione rimanga in mano al comandante; ma la di lui voce deve essere chiara-mente intesa, ciò chè non è più possibi le nei grossi reparti in catena, a meno che gli uomini n~n sieno molto ravvicinati tra loro. Siccomo il fuoco di truppa in movimento ha poco effetto, non Ya eseguito che di piede fermo, e la sua direzione non deve mai ~fuggire a-i comandanti cli riparto. R'iserve. - Le riserve di compagnia sono destinate a surrogare i vuoti che $Ì fanno nella catena , ad aumentarvi il numero dei tiratori, ecc. Per soddisfare a q1rnsto loro còmpito e i10n soffrire danni dai proiettili esse stanno a tre o qunurocento passi dalla catena, e meno in terreno coperto, e vanno rest.ringendo questa distanza mano mano ~he s'appressano all'avversario.


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RIVISTA

Le compagnie di riserva del battaglione sostengono invece le compagnie di prima linea, e regolano la distanza da quelle secondo l'ev~-:: nienze del combattimento, e le circostanze del terreno. In generale si tengono a 3-/d)O passi dalla linea delle riserve della catena, ma vanno ad esse accostandosi coll'avvicinarsi al nemico. Assalto. - L'allargarsi della zona pericolosa obbliga a spiegare le trnppe in ordine sparso a considerevole distanza. Da quel momento è necessario che la catena si slanci rapida per impadronirsi di una posizione tale da aprire con qualche vantaggio il suo fuoco . Questo movimento in avanti riuscirà molto meglio se simultaneo su tutta l'estensione del fronte . Una volta incom inciato ardua cosa è il mutargli direzione ; il volerlo fare cost€'rebbe sacrificii certi impari agli incerti vantaggi . Perciò· più che mai è necessario di fo rmarsi un rapido e chiaro conce!to dell'obbiettivo, e di parteciparlo ai dipendenti, ed ~ più che mai necessario cl' esercitare in tempo di pace l'eswse catene a queste rnarcie di fronte, senza i:ierclere il collegamento e l'allineamento, e se è possibile anche ai mutamenti di direzione e di fropte. Trovata una posizione opportuna, la caLena s'arresta ed apre il mo fuoco . Da questo istante i . suoi movimenti divengono sempre più pericolosi, specialmente ;;;e il terreno posto tra lei cd il nemico è spacciato, e faci le ad essere battuto per la sua confign razione plastica . Perciò s'avanza a balzi, passando da un riparo all'altro, se lo trova , o da una posizione al!' altra, e riaprendo dopo ogni halzo il suo fuoco. - I l comandante della catena stabilisce quando abbiano a commcwre questi balzi, la lunghezza del terreno percorso in ciascuno d'essi, la forza del reparto che li deve es<~gnire. Egli avrit a mente che: ,1) questi balzi devono essere fatti simultaneamente da grossi riparti assieme, e possibilmente da una compagnia per volta; 2.) il movimento deve cominciare in quel punto nel quale si presenta up. maggior numero di posizioni atte al tiro; 3) il riparto che comincia a fare il prirno balzo è designato mediante comando, e deve conoscere il punto a cni ·deve giunger<~; ,\.) sebbene la lunghezza del terreno percorso in ogni halzo dipenda dalle circostanze di riparo, che si presentano, tuttavia rp1esta lunghezza deve stare tra i 50 ed i ·100 passi, perchè, superando tale limite, le truppe si stancherebbero eccessivamente ; mentre stando al di sotto si dà agio al difensore di continuare efficacemente il suo tiro senza aver bisogno di spostare l'alzo ;

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5) arrivato il riparto più. avanzato nella nuova posizione, ed aperto il fuoco, gli altri alla lor voltn s'avanzano pure a balzi per mettersi in linea con quello. Siccome lo spedire rincalzi alla catena nella zona soggetta al fuoco della fucileria , espone i riparti a fortissime perdite, sarà opportuno il dare fin da principio una tale gaglia1:dia alla catena da renderli inutili salvo casi improvvisi . Arrivata la cat~na a 150- 2.00 passi dal nemico, comincia u:--1 fuoco accelerato sopra di esso per preparare l'atto decisivo dell'assalto. Questo fuoco scagliato da così breve distanza non può durare più di due o tre minu ti . Se durante questo tempo il nemico accenna a diminuire l'intensità del suo fuoco, o lascia travedere di prepararsi a sgombrare la posizione, la catena al grido di hnrrà si getta avanti di corsa , cercando · ognuno di rannodarsi al rispettivo comandante, ed agli nomini che si ~ono spinti maggiormente avanti. Se il nemico invece non dà segno cli esitazione, o di voler cedere la posizione, fa cl' nopo d'attendere le riserve di compagnia prima di gettarsi alla baionetta. Queste riserve, le quali seguono sempi:e e man mano più da presso il movimento della ca tena, in questo momento non devono distare più di ;ìOO passi dalla linea de\' fuoco per poterla raggiungere alla corsa, ed in ordine disteso in quei due o tre minuti poc'anzi accennati . Allora il comandante della compagnia dà il segnale - alla bai onetta - i tamburi battono la carica ; ie ' trombe squillano, e le riserve restringendo le ftle e penetrando a traverso l'intervalli della catena , e questa seguendo il movimento delle riserve si gettano sul nemico a baionetla spianata, e gridando hurrà quando sono arrivati a 50 passi cfa lui . Nessuna esitazione; nessuna indecisione ! l'arrestarsi dà lnogo a perdite indicibili , e può arrecare conseguenze tremende. · Le compagnie di riserva del battaglione seguono la linea.dell'assalto restringendo le distanze, e facendo suonare trombe e tamburi . Conquistata la posizione, la catena cerca una loca lità opportuna d~ cui insegui re con intenso fuoco il nemico; il resto delle trnppe si riordina prontamente. Fra ttanto il rimanente del battaglione raggiunge la posizione, e queste truppe fresche procedpno ad un e1rnrgico inseguimento. Se l'assalto è respinto sono qneste riserve di battaglione, qnelle che j)l'oteggono la ritirata delle truppe respinte. Di fesa. -· Lo scopo princi pale del combattimento difensivo consiste nell'impedire per mezzo del fuoco all'assalitore d'avanzarsi ; nell' in0


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debolirlo, nel far vacillare il suo coraggio e la sua risolutezza, e fina lmente ali' ultimo momento, nello smorzare per mezzo clell' urto la vivacità del suo assalto. Perciò bisogna che il difensore sorprenda coi suoi fuochi l'assalitore .ogni qual volta gliene viene il destro; quando i bersagli sono convenienti l'oppTima a forza di salve, segna attentamente i suoi movimenti e concentri su lui i fuochi nel momento in cui egli uscendo dai suoi ripari , sta per riprend~re la corsa in avanti. Tostoc;hè l'assalitore muove dall'ultimo riparo per gettarsi alla· corsa e collç1. baionetta sul difensore, questi apre un violento ~ rapidissimo fuoco, e lo continua, finchè non è obbligato dal!' energia nemica a :;gornbrare la posizione. Le riserve s'avanzano, ed in ordine chiuso cooperano all'azione per mezzo di fuochi a comando, e se nemmeno questo basta ad arrestar<i l'impeto del nemico, tutta la line~ si geHa al la baionetta sopra di lni, facendolo nello stesso tempo assa ltare sul fianco. Se il nemico è respinto bisogna riordi narsi e tenersi pronti ad un nuovo assalto; ma se ogni sf'orzo è vano, ed è mcsticiri volgere il tergo, la situazione si fa asprn e dura; e spesse volte l'abbandono della posizione non è reso necessario dall'assalto nemico, ma solamente dalla soverchianza dei suoi fuochi . In qnesti casi il sangùe freddo dei capi, la disciplina delle truppe valgono meglio che i precetti . Finchè la ritirata è prestabi li ta e comincia ad una distanza tale da l nemico, che i suoi fuoch i di fucileria 11011 sieno ancora :;overchia.mente nocivi, per esempio ad 800 passi, sarà uti le il dare ordine tanto alla catena quanto all e riserve di ritirarsi tutte in una volta. Inutile allora rischiare perdita di tempo, di vite e di coesione per arrestqrsi a fare fuoco . Ciò che più preme è di portare addietro le truppe orcUnate per occupare vantaggiosamente una nuova posizione, ovvero per'sottrarsi ai fuoch i. ì\fa se il nemico è alle calcagna, allora è indispensabile il trattenerlo con una parte delle truppe mentre l'altra parte s'allontana. Le riserve tratto tratto sostando dove il terreno offre appiglio di difesa, proteggono coi loro fuoch i la ritirata dt'lle cat.cno, e c.rucste -si raggruppano dietro alle riserve, e cosi successivamente fino a guadagnare una posizione dalla qua le sia possibile il trattenere a lungo l' impefo del nem ico .

ESTERA

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III. _Dunque nelle co mpilaziC'ni di questo regolamento i sostenitori dell'importanza del fuoco hanno avuto parte maxgiore, che non i fedeli seguaci alte vecchie .tradizioni della baionet.t.a. Infatti !'.assalto non è più rappresentato sotto l'aspetto di una Joua corpo a corpo, ma rassomiglia piuttosto ali' ultimo atto di una demolizione preparata da lungo tempo 'Col fuoco . Spesso anzi questo ultimo ano sembra inutile per decidere della catastrofe ; sotto l'azione cli un fuoco violent~ il combattimento deve avere un termine col mancare dei combattenti . Evidentemente le memorie della gnerra sono troppo vive per non agire ancora sulla fantasia elci cqmpi latori del progetto; e se il solo fuoco della fucil eria si può dire che abbia baslato a ridurre a metà la forza della divi5i•>nc Schilder che pres!3 p11rte al combattimento di Plcvna dell'8 luglio, e bastò a t.ra ttene!'e per cinq ue mesi l'e:;e!'cit.o russo sotto quella posizione, 11011 è da stupirsi la grande importanza data a quel fuoco nel progetto di regolamento . Trarre tut.ta l' elTicacia dai propri tiri, e :;ottrarsi ai claimi di quelli degli anersari i, sem bra la teoria su cui deve aggirarsi la condotta del comba ttimen.to. Inf;:itti dense catene lo com inciano col portarsi .in nna ,posizione adatta per aprire un fuoco soverchiante . Le riserve e le seconde lince sono tenute a notevole distanza dal la linea cli fuoco per non renderle vittime dei proiettili cliretti ai cacciatori . La catena è rinforzata in quei momenti in cui il fuoco ha bisogno di maggioro vigoria, ma non esaurisce più le ri'sen,e con continui cd insufficienti soccorsi. L'assallo è seriamente preparato da un fuoco prolungato per tre miriuti, da l quale si spern perfino la soluzione cli un combattimento. Forti ripani costitniscono gli scaglioni in cui si snoda e si spezza la li nea nel marciare avan ti; anzi si inculca loro ·di m1~ovcre assieme verso una posizione. Fino a rruel momento la catena stava nascosta in guisa èla offrirn il minor bersaglio senza privarsi di rnezzi d'usare del fuoco;, il difo11sot'e, che fino allora no1.t aYea potuto colpirla, aspet.ta cou ansia qnel momento in cui gl i nomini, che distesi in cal.enn, si debbono levare e pres1mtarsi tutti inlcri ai suoi proiettili prima di spingersi innanzi. Egli se ne st.a col fucile pronto e riunisce tutti ·i suoi colpi sul centro di questa li nea . Se essa im,ece di spezzarsi in piccoli riparti, i quali a volta a volta soggiacciono al pericolo di questo momento decisivo, si leva cli botto, sorprenderà l'avversario,


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RIVISTA

e forse evi terà ogni danno, o certamente ne subirà pochissimi sparpagliando sull'intera linea (ruel numero di colpi che altrimenti si sarebbero concentrati su ogni singolo manipolo. La maggior parte delle nonne contenute in questo progetto di regolamento esistono anche negli altri regolamenti delle fanterie europee, e nel nostro . Però in nessun altro /~ così nettamente designato !'liso cd il valore dei fuochi a salva alle grandi distauze, ed in~ulcat,1 ·l'adozione: d(~i fuochi a cartuccie fissate. Malgrado le disposizioni nel!' ~f. st.ruzione sn pplementare sul tiro austriaco, i regolamenti cli q\;~iJe fanterie non furono modifLcati . Riguardo ai fuochi è p'rescritto ~e i tiratori possano sparare oltre i 600 passi, e che i fuochi a salva non sieno adoperati che entro i limiti dei iOO passi. Qualche cosa di simile sta scritto nei regolamenti d'esercizio per la fanteria prussiana, malgrado i principii proclam:Hi nella nuova istruzione sul tiro ( I). In Francia e presso di noi i fuochi alle grandi distanze a salva, sono ancora nello sta.dio degli studi, e perciò non se 11e parla nei regolamenti. E quindi in teressante il vedere p<W la prima volta in Russia decisa <'l concretata in alcuni precetti la soluzione rl'un problema cbe tiene tanlo divisi gli studiosi di tattica . E notevole pure sembra la cura post.a p<~r gnaren t.i re la trasmisnione del comando e per mant~nere l'ordine e la disciplina nel comhattiri1ento. Infine pi1ì notcvo.le d'ogni altra cosa ci sembra lo scopo dalla pubblicazione d'un regolamento tattico allo stato di progetto. Esso contiene principi i e precetti troppo diversi da quelli in vigore, e troppo discussi tuttavia per essere accettati da tutti con quella persuasione, che gnarentisce una giusta interpretazione in ognuno., La Ri vista militare russa rendendo più viva la discussioile coll'aprire le sue pagine a tutte le oss<~rvazioni che saranno fatte sopra un regolamento prima che entri in vigore, ne mnde più universa le la conoscenza, ed in un certo modo interessa ognuno alla sua compilazione conforme alla migliore soh1zione degli ardui problemi tattici, dipendenti dalle arm i, dal terreno e più che tutto dall' indo le, dalla disciplina, dall'istruzione degli eserciti moderni. (I) Ved i Rivista lllltta1·e i taliana, e.lei settembre dell'a nno scorso.

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GLI UFFICIALI DI COMPLEMENTO E DI LANDWÉHR IN G~RMANIA

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:. 9 gnor più viva, prn msistente, più palpitante, si fa la <JtWstione ,,ctei, .quadri ausiliari. Onde va le la pena d'e:;porre soorniariamente 1~e venue risolta dalla Germania, la quale è per ora la sola potenza c~ · li abbia -al completo. E siccome gli ufficiali di complemento e quelli di Jandwehr sono colà com presi sottò la sola denominazione di ii((wial!i del B1inrlcmbt1mstand (2.), avendo regolamenti comuni e ad un tempo regolamenti speciali per ciascuna delle dne categorie, così tratteremo: 1° degli uflìciali del Beurlaubtenstand in generale; 2. 0 degli uflìciali di complemento; 3° degli ufficiali della landwehr. I. Gli ufficiali del Beurlaubtenstand (3).

Questi ufficiali sono presi esclusivamente: . a) Dagli aspiranti- ufficiali, provenienti dall'esercito attivo; b) Dagli uflìciali che .escono dall'esercito attivo prima di aver compiuto -interamente il loro obbligo al servizio militare; e) Da.i gregari che si distinguono in modo speciale innanzi al nemico. (I) P er la compilazione del presente la voro ser virono di base le seguenti leggi , regolamenti e pubblicazioni: Landwelo--Ordnu ng. - Legge pe,· la Jandwehr; Dienst-Vo·>·sclwi{ten. - Regolamento ùi se,·1·izio; .Relcmtt-r,mgs-Oi·dnttng. - Legge sul reclu tamento; Conirot-Ordmmg. - Legge s ul controllo; Una serie d i art icoli della • .!fi/!itar- Zettung fiir die neserve-und-L111nllwehr-O[li.ziere ,.. nel 1878. Una serie di a rticoli pubblicati da lla « Revue Mil!taire de l'éntranger • nei numeri 42425-~6-27-29-33-35-37 e ,10. (2) Non essendovi nella nostra lingua un termine corrispondente, ci ser vkc mo del , germanico. (3) [) loro effe ttivo, secondo l'annuario del !879, è di 12630 compresi i medici e voterinari e <li 11028 senza questi. - Il IV corpo d'armata ne ha 1297 cd il XV (Alsazi~ e Lorena) 2'J7; sono ques ti i d ue dati es trem i.


RIVISTA 180 Gli aspiranti-ufficiali provengono tutti indistintamente dai rnlontari di un ::inno. La loro scelta è fatta con molto rigore . Qtrnlli dei volontari di un anno drn promettono bene sono, dopo sei mesi di servizio, nominati appuntati (Gel'reite) ( 1) e viene 11d essi impal'tita un 'istruzione teorica e pratica per render! i atti al grado d'uOìciale (2) . Alla fine dr.ll 'anno cli servizio vengono poi sotto posti ad un esanH) teorico e prn Lico; in seguito di che, il comandante del reggimento o ,del battaglione convoca ii corpo degli nlliciali, e la commissione e,aminat.rice presenta per ogni volonLario 1;iconoscinto idoneo i seguenti documenti : · • ,1° Lo specchio caratteristico; 2.,0 Uu C!miOcatù di buona condotta del comandante della' compagnia, nel quale deve essere chiaramente indicato se il volontario per le sue cognizioni militari, la sua origine, il suo fisi co, le sue ,conclizioiii di famiglia ecc. ecc. può aspirare ad uflìciale di çomplemento. 3° Uno staLo indicanLe tutti i particolari della vit11 a11tecedente -( cnr-rioidum 'l?~tae), redatto da l volontario stesso. !~ 0 Il ri:mitato degli e,-ami ccl il rnpporto della comnms,one. Se questi documenti appagono, il volontario è dichiarato abile, ed emm nel Beiwlrwbt&nstmul quale a:;piranw- ufliciale: ma per conseguire il grado deve nell'anno, o più tardi a suo ·piacimento, prender parte ad un'esercitaz.ione di 8 settimane (3). Finita la quale il comandante del corpo dichiara sul sno specchio caratteristico se merita di essere proposto per la nomina ad ufficiale di complemento nel reggimen to oppure nella llin_dwehr. - I non proposti possono ripetere nell'anno seguente l'esercitazione e se anche in questa non dimostrano aHitudine vengono radiati dal ruolo degl i aspii'anti- ulficiali. 1

(I ) Anche altri possono essere nominati appuntati, ma ùopo i sei mesi, e senza avere

il diritto di aspirare al grado d'ufficia le non riceveuùo ess i l'istt'uzion~ special<J .

(~) Il rego lamento dice : che i comandanti di corpo de,·o no ai'ere in r1uest'ist.rnzione specia lmeow di mira che tali ufficiali sono des tin ati a servire solo in ternpo fii guerra e prescrivo ai comandanti superiori di accertarsi uclle ispt' zioni che cio non sia dimen t icato. (3) Ou, ar,te ques to tempo l'aspirante-uffic ialE, e slu.dia'to minutanrnntè dai suoi super iori. La illitiiàr-Zeit1t11!f (frr die Reser ve-m1iL-Landwelt1·-0(fi.cie,·e così s i espri mo a tale riguardo: « Il su pet'ioro può in ogÌ1i cit·costa nza di se,· rizio farsi un 'opin ione..dell'atti tu·« dine dell'aspil'ante-u flìcia le. Qu~st' ul timo poi devo fornire egli stesso ai suoi superiori «· l'occasiono di poterlo giudicare fuol'i del servizio; dorrà per~iò frequentare per quanto • gli è possibile gli ufficiali del suo corpo ancorché set'Va nel sito s tesso ove r isiede la 4 sua farn igl'a. È vero che il rnodo di adempiere ai propri dovc,·i militat·i ùcvc essere « preso specialmen te i n considern ione, ma non deve ma i essere dimentica ta l'importanza « grandissima che ha la condotta del!' aspirante fuori servizio, im perocchè su ~ssa do... vranno pronunciarsi tutti gli ufficiali del corpo » .

ESTERA

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Compilate le liste di proposta, i comandanti dei reggimenti att1v1' e qùelli dei battaglioni di landwehr radunano il corpo degli ufficiali e sottopongono alla votazione cli cptesti l'accettabi lità dei proposti (1). Il meno auziauo dei convocati è il prin:io a votMe e, se alcuna mozione sospensiva non fu accet.tata, si proclama immediatamente il risu !Lato, che deve essere alla maggioranza assoluta dei voti . Simi le votazione è pnre prescritta per gli ufficiali nom ina ti per ·rn eri ti di guerra. Gli ufficiali del Reuirlanblen-stand in tempo di pace fanno parte del ~po degli ufficiali del llattaglione di landwehr al qua le hanno chiesto di essere addetti (2). Ve.;;tono l'uniforme ogniqualvolta sono convocati per serviiio alla sede del battaglione, tengono informato il comandante di qnesto di t.utLi i cambiamenti che avvengono nella loro situazione personale (mat.rimonio, nascita e morte di fì gli ecc.) e nella loro cani era sia civile, sia mili tare. Tali dichiarazio11i possono essere fatte a voce od in Ì$Crit.tn ed in quest'ultimo caso l'uffi cialtl può essere anche chiamato a dare per:;onalrnent.e t.nue le spiegazioni giudicate necessarie senza dritto a compensi per viaggi o ad incle.nnitit. Ogni anno, in massima nel.' mese di apri le per gl i nl'ficiali di complemento o 11Cl mese di novembre per 1pwlli .della Jandwehr, hanno luogo l·e riunion i di controllo, alle quali devono intervenire tutti gli ufficiali (3) del Beurlaiibt&nst11;ncl in perfetta uniforurn ed an che in questa circostanza non hanno diritto ad alcuna indenni tà. So lo i ca-

(I) La legge co,\ si esprim e parlando ri i quP.sta YOt~zione : • Non possono essere ac • cet tati che i ca ndidati i (JlWli posseggono un corHtern buono, mezzi di sussistenza « assic ur·at.i e unD posizione soc iale che sia in armonia. col grad(l d'ufficiHle ». H la J/ i-· lit ai·-Zeitii.ng fa sullo stesso argomento le seguenti os~e,·v;iz;oni : « La sceha degli uffi « eiali è 11 11a delle basi sulle qu,,J i ,·iposa la rèputazion,i , la consider,)zione, la solidità e • la co nsis ter,za <.l ei cot·po degli ufllc ia\i. 11 diri tto di sceglierne i memb,·i coo una vota· • zione lil,cra e seg,·, ta fornisce il mezzo <l i sc,,rtare dal corpo <legli ufficiali gli inda\'idui .. che non vi f,11·l'llbcro buona figura È della più grMHle im portan1.a che gli ufficiali me• ditino sull.1 missione che 101·0 ii affi rfa ta. Ciascu no di essi è obbliga to di segnalare < senza pietà in n,inzi al co,·po degli umciali r azione ciel canJidato che in qualsiasi n\odo « tocchi l'oriorn bi liÙ) del carattere. È difficile pote,· in dicare ciò che devesi consid , ra1·0 < come tale; ciasClll)O de\·c. 1 ·ogola.rsi secondo il s~n ti meri to che egE ha dell'onore e del « dovere e nei cnsì dubbi può se mpre t,·ovare ottimi consiglieri nei component,i del tri< bunale d'o nore del cn,·pù >. {'2) 11 conrnndante ciel battaglione è pure conrnndnnte del distretto di lan dw~h r . ed ba a sua clisposi1.inne, quale aiutante ma~giot·c, un t enen te dcli esercito :1tt.iYO ed Ùn numero di aiu tan ti ed arch ivisti p,·ororziolla l.o all'ini port~nza del distretto. (8) li regolamento ammette alcune dispense per casi speciali, ma però dietro autorizz:one del comancl~n te il dis~rct to anno per anno.


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pitani di landwehr, comandanti di compagnia, hanno diritto allo stipendio quando tengono le riunioni di controllo nel rispettivo distreuò <li compagnia . Peraltro se un ufficiale della landwehr . è comandato fuori del proprio distretto, viene rimborsato delle spese di viaggio ed ha un'indennità giornaliera corrispondente allo stipendio del proprio grado. L'ufficiale~ che senza motivi giustifica ti manca alla riunione è soggetto ad una ,;evera punizione disciplinare e perde inoltre il diritto cli fregiarsi o rli conseguire le distinzioni onorifiche di servizio. Oltre alle riunioni di controllo, prescritte per legge, si fanno tratto tratto, sotto forme diverse, altre riunioni volontarie del corpo degli ufficiali del. battaglione, le quali per lo pitì si riferiscono a commemorazioni di fatti militari, cii date storiche nazionali ecc. ('I). In tempo di pace, gli uflìciali del Be1wf(//ttbtenstancl che desiderano espatriare possono ottenere dal comandan te cli brigata un congedo cli ,due anni, durante il quale essi sono dispensati da tutti gli obblighi ordinari di servizio, meno quelli che hanno qualche relazione con una mobilitazione parziale o generale clell' esercito. Inoltre se uno di tali ufficiali prova che si è Cr<~ata nel paese ove si è slabilito nna posizione stabile quale commercianle, industriale ecc: tale congedo gli può essere prolungalo illimitatamente. - Gli ufiìciali che emigrano senza chiedere congedo vengono messi sotto processo e sono pas;;ibili di una pena che può estendersi sino a 6 mesi di carcere e 1000 nrnrchi {L. if'.2.50) di multa. · In tempo di guerra gli ufficiali sono chiamati alle armi insieme al contingente della classe alla quale sono ascritti . Alcuni peraltro ottengono di essere chiamati colla classe più anziana (chiamai.a per l'ul.., tima) sia per motivi d'interesse personale, sia per motivi d'interesse generale. I primi di questi motivi sono i segnen'ti: a) Quando l'ufiìéiale è l'unico sostegno di un padre incapace di lavorare, o d'una madre o d'un nonno o d'una nonna, coi quali egli abita, e non si trova in casò di farsi sostituire da altra persona. ' b) Quando l'ullìciale ha 30 anni compiuti, è proprietario cli beni sla_bili, agri~oltore, industriale e so;;tegno di una numerosa famiglia, 1

(I) A· tali riunioni gli ufficiali non sono obbligati ad intervenire, ma ò ben difficile che uno manchi imperocchè i comandanti dei dlstretti fanno ogni possibile per promuoverle. - A. tale riguardo così si esprime un gi~rnale militare german-ico. " Queste riu• nioni sono d'un valore incalcolabile, pe,·chè gli ufficiali del battaglione provengono da « elementi diversi e disparati. In Lempo di guerra può avvenire che un battaglione non " ha che uffic iali del Bwrlaubtenstand; è quindi necessario che in tem po di pace esista « tra essi l'affiatamento indispensabile in un corpo di truppe atti\·o ».

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la quale, malgrado la soVYenzione che in tal caso le darebbe lo Stato, si troverebbe nella miseria per la chiamata del figlio. Sono invece d'interesse generale quelli che riguardano la chiamata degli impiegati e pubblici funzionari giudicati indispensabili nel proprio uffizio, cd in casi urgenti anche qualche rinomalo industriale. Gli ufficiali ascritti per tali motivi all'ultima classe non possono, per t.utt.o ìl tempo che vi rimangono, ottenere alcun avanzamento. Gli ufficiali del B1:url(J;nbtenstand alle Joro ca:;e, sono soggetti ai tribunali militari solo per i reati che hanno carattere mil itare. In servizio vi sono soggetti come lutti gli altri ufiìciali dell'esercito. Le punizioni disciplinari sono ad essi applicate: 1° Per tutte le mancanze contro l'ordine e la disciplina militare e per le infrazioni ai regolamenti, non contemplate dal codice militare; 2. 0 A tutte le mancanze colpite dal codice militare, ma che tuttavia possono essere represse con mezzi disciplinari . Tali sono per esempio: la mancanza di ri:;p13tto ai superiori , sia in servizio sia fuori; le lagnanze fatte ad alta voce; le menzogne per affari di servizio; gli abusi d'autorità; l'ubbriachezza in servizio ecc. ecc. Le punizioni disciplinari per gli ulficiali sono le segirnnti: ·1 ° Il rimprovero, che puo essere di tre specie: il semiplice, fatto senza test.imoni od in presenza d'un superiore diretto; il fo·rinale, fatto in presenza di tutto il corpo degli nlficiali ; infine il solenne, n:iesso all'ordine del giorno: 2. 0 Gli arresti in carnera per la durala mas5i1mi di 1,I. uiorni. Il diritto d'infliggere una punizione non è conferito che ~i comandami di corpo o di distaccamento ed ·ai capi servizio. Il comandan te del distretto di battaglione può infliggere gli arresti sino a 6 giorni; quello della brigai.a sino a 8 giorni; quello della divisione sino a IO e quello del corpo d'armata girio a H, se l' ufficiale riceve lo stipendio; nel caso contmrio la punizione non può oltrepassare i 6 giorni. Il regolamento cli disciplina non è applicabile generalmente agli ufficiali del Be1irl(/juhtenstand che in servizio. Pnr tuttavia, quando non sono in servizio, possono essere puniti per infrazion·i ai regolamenti intesi ad assicurare la regolarità e l'ordine nelle riunioni cli controllo, oppure per quHlle mancanze previste dal codice militare, ma che per la loro poca enlit/1 è dal codic~ stesso consentito di reprimere in via disciplinare. La punizione di 6 giorni d'arresti all'ufficiale senza :;tipcnclio, può essere aggravata dietro rapporto del comandante del clistreuo. 1

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RIV ISTA

L' ufficiale pnuito cogli arresti non può per alcun motivo abbandonare la proprin cnmera, nè ricevere visite ad eccezione del medico e degli ulTiciali mandati dal comandante del corpo. Peraltro, se egl i abita in rarniglia, può conti nuare le sue abituali i·elar.io11i con lo persone che In costit11isco110 (I). Gli ufficiali del Bew·lnublen.çtan<l sono soggetti ai tribunali d'onore come tnlli gli nitri ulTiciali dell'esercito attivo . E qui non possiamo 1·osistere alla tentazione ili tr(lscriverc il cl 0 creto imperiiile del 2 maggio •I87l che ne ordina l'applicazione in tutti i cotpi tlell'esercito gormnnic.o.

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Per couscgnenza io facc io ,assegnamento ch e tutto il cor po cl egli nlriciali del mio esercito considererh per l'avvcn irn, come poi pass.n to, l'onore un bene preziosissimo e che ognuuo di essi :;i farà un dovere cli conscrrnrlo puro e senza macchie. L'adempimento a c111esto dovere richiede l'achrn1pirnento coscienzioso e completo cli tutti gli altri doveri degli ufficiali. L'o nore non f)Ot.rcbiJo e:;istcrc senza una fcclcltà i\1;111itala, un sa ldo coragpio, 11 11 fermo proposi to, nn'olilieclienza spinta sino alla rn segnazione, uua verac1tù pcrfeua, nna discrezioue assoluta cd i11fi11e senza l'aJcmpimenlo co mpleto cli Lutti i do,,eri, :rnc;hc piccolissimi in a pparenza , sino al sacrifìzio di sè stessi. L'onore esige che l'ufficiale fa<·cia mostra, con la $u,1 condoua P.:;teriore, della dign ità della quale è ri\•c,;tito c-0me appartonente alla classe che i! iucaricnta rii difendere il trono e la patria. L' ufiiciale deve frequentare le societi1 ove regnano i bnoui co:;tL1mi e non clc,7 e mai perdere di vista, sopratutto nei luoghi puhblici, che egli deve essere considerato 11011 solo come cittadino, ma anche come ·un , uomo obbliga to a sostenere l'onore e\ ad adempi cri) ai più strntti do veri della sua posizione. Egli deve astencr:;i da tutti gli alti suscettibili di nuocere alla sua propria con,-idcwaiione od a quella

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(I) Ogniquah•olta uo ufficialo viene punito cogli arresti, il coma11da nte 11i rorpo o il capo-servizio è in obbligo di l~ggcroli il s,,guenLe articolo Lici codice mili tare : • L'ufficia lo- cho, Ouranl~ gli al'l"l' ~ti i11 c"mera, esce ùal proprio app:i rt,11ne11to, ò pu• nito col ca rcero che può r>stoncl crsl sin o a 6 nwsi: egli d",·e in"ltl'() essc,·c escluso dal « ser,·ido. L'ufficiale agli arrcsl ì che riceve visite è pass1b ,lc della stessa pellO, ma non • vìono escluso dal sen·izio che nei ca~i gra,·i ~. Pe 1• app• rlt1 mento s'int..ude tutto ciò che compone rabitazione .tell"ufficiale e, nei casi spec ial i, "engono OsRnti gli amhi" 11 ti ,tal superi o1·e. Se l'ufficialo puniLo non è in ser \'lzio cd è im1>ìcga(o gorel'lloti vo, ne sono tosto inrormatì i suoi superiori. L'umriale agli arresti, può ouencre di uscire di casa per qualche ora del gìorno quando glielo IM·cscr;,·a il mc<.lìco.

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del corpo degli utficiali , come anche da ogni eccesso; egli non deve darsi al vino nè al giuoco d'azzardo, nè contrarre obbli"azioni alle « quali possa auaccarsi l'idea di un procedere poco delicat~, come ad " esempio i giuochi di bor:;a , intraprese com mercial i non perfctta<1 mentù stimate ecc.; in generale egli deve evitare di migliorare la « sna coodir.ione pecnuiaeia con mezzi che uo11 siano eviden temente « leciti . L'utliciale inoltre non deve lllai dnr·c leggermente la sua pa« rola d'onore. « Col l'anrncnt.o del wo benessere e del lusso, l'ufficiale non deve " mai dimeulicarc che questi non sono i bCt1i materiali che oli hanno « acquistata e che gli conservcrauuo l'onorevole posizione cl~e occu .i a 1 « nella socicti1. ~011 solo la mollezza comprometterebbe le qua lità mi« litari dell' ufficiolc, ma anche l'a more del guadagno e tloi godimcmti « material i avrebbe per conseguenza di scuotere la base sul la quale « riposa il corpo degli ulficiali . «. Qunnto più i corpi d'ufficiali saranno animati da sentimenti d'a« micizia o da un vero spirito cli corpo, tauto più sari1 loro fa cile cli « evitare gl i eccessi, cli ricond tu,·e su!Ja buona strada i compa"ni che 0 " hanno de\·iato, ed iufinc di eliminare le discnssioni inutili e Je di« sputo indegne. « La coscienza che gli ufficia li hanno, a <>iusta ra()'ione della loro o " ' . . " eI1gn1tà, non elevo mai ùcg~ncrare in orgoglio od in mn ncauza di « consideraziouc da pnrLe loro par le altre classi della società. Quauto « più l'ufficiale ama il suo mestiere, tanto più egl i ne iu:tlz;i lo scopo " e. tanto più deve e:;~ero convin to che la stima attestata dnlle diverse « classi della società al corpo degli uflìciali i! una condizione neces« saria per a:;;;icuran: la buona riusci1<1 del còmpilo olorioso e supremo 0 « dell'esercito. · « Io ,0110 pee.;uaso che gli nl11ciri li ,lei Re1i'l'lcuibtenstcind e che «li « ufficia li congedai.i colla fa co lt:1 rli vestire l' un iforme, snp rnnno ma~" tenero alto l'onoro del corpo; ù questo per loro un dovere perchè " partecipano a quest'onore. Essi non cloffauno dimentic:i rlo nelle di" ver,;c cirwst:rnze elcilii loro vita ..:i \'ile. ". I comandanti di corpo ed i cap i di servizio sono responsabili verso " d1 mc del mantc11i11tcuto d'un vivo senti,nc1110 rl'onore nel corpo « degli 11Inciali dell' esercito atti vo cd in quello degli unìciali del " Beurlciubten.~tanct. ,i: mezzi che es:;i posscrlono rier formare l'ctlnca« zione dei giovani utliciali , da11110 loro ia possibilità cl i fn r se11ti ro « la loro inll 11e11za snl mantenim ento di questo spiri to cito tanto con" tribuisce a far gra11dc un esercito. Essi raggiungeranno quest.o scopo « «

Rivista, estera

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fl lVI S T A

e.on successo se otterranno che i giovani ufficiali seguano i consigl i amichevoli dei loro compagni più anziani, persuarlcmdo in pari tempo que:;Li ultimi che è loro dovere di clil'igere la condotta dei primi . « Applicati in tal guisa, l"tiducaz iouc, l'e:;cmpio, i con:;igli, gli avvortime11ti e gli ordini avranno CHrt1mente per risnlk'lf.O la diminuzionc dei fatti da so ttometter:;i al gi t1dià o dei tribunali cl'ouore. « Le disposizioni del pr<1senle decreto sono intese a rnanLenere nel corpo dt:gli ufliciali le tradizioni dello ~pi riLo cava llr,re,;co: e.,s:: indicano inoltro le norme pal caso in cui un ulficiale abbia lnsciato nrncchi,1re in apparenza od in sostanza il proprio onore. « È in qut':;to modo che i con:;igli d'onore co:;titui$Cono gli organi dei comandanti ai qua li incombe la cl irezione dei tri bnnal i d'onore (·1) e che ri:;ponclono rJcl modo con cui qnesti l'unziollauo. I memb ri del consigÙo <l'onorn devono comportarsi come consiglieri am ichevoli verso i loro co mpagni. « I tribunali d'onoro hanno una duplice mi:;:;ione; essi devono con le loro dot:isioni lavare l'o nore di ciascuno da i sospetti malfondati, lì111autochè 0011 è possibile farlo con altri mezzi. È inoltre loro <:òrnpito cli dif1mdorc l'onoro .del t:orpo degli utTiciali contro quelli dei suoi mr~mbri la cui c;ondoua si rende 1.ale da com prometterlo. Per di:;tingucre i ca~i nei qual.i devono intervenire i tribunali, basta basarsi su quanto più sopra ho osposlo. « I consigli ed i tri bunali d'onore (2). pur mantenendo intatto l'onorc del corpo degl i ullit:ial i, devono sempre essere animati da benèvolenze. Bi;;ogna ce1·care con ogui sforzo cito gli affari .i nterni del corpo degli ufficiali non si propagh ino fllor i dello stesso più di qltan to sia strettamente necessario. « Per;;uaso che i buoni costumi ed il bon ton regnano nel rn io csercito e che le c.Ìlnnnic e le offese divnrranno sempre più ra re tra gl.i ufficiali, ho deciso che il decreto N. 2. del 2·1 lnglio ,18'4-3 cessi di essere in vigore (3). Rest.a però sempre formo eh? quando un

(li 1 tribun nl1 d'onore d' un corro d'urficieli dell'esercito al.Livo è presieduto dal c01non. dante ·cibi reggimento, ciel· baLtagliooo o della sezio ne; q,?ello in vc~c c1· un co,·po d"urticial del Beurlatlbtenst,u1<L ò pres:cdu.to dal comandante del distretto di battaglione di landwchr. (:il I Il og11i cor po vi ò un tribu nale cJ'onoro per gli ufficiali ioforiori cd uno pet· gli ufficiali snperiori ; ognuno di essi ha poi un cousiglio d'ouore incaricato di rare tutti i lavori pteparatorii e decidere lo questioni di minore importar.io. (3) Onesto decreto regolava l'iotcrve oto ùei tribunali d'onore io tult e le circvsta uze che potevano cou rlnrre ad uno sco ntro tra uffìcial i; esso stabiliva le pene pei duelli rra urncia li, anche se questi p1·ima a1·oano 1>ortata I.i questione innanzi ai detti triouuali; secondo lo circostanze, tali peoe consis lovano ne; li arresti in una fortcizzn da un mese o due anni,

BSTE R !\

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ufficia le sarà compromesso con un altro uliiciale in un fa tto che tocca l'onore, egli dovrà, da $1~ ste$SO o per mezzo d'nn suo com« pagno, dame avviso al consiglio_ d'_onore d,~l quale dipende, e_ciò, « al più tardi, nel momento m cn1 riceve od tnv1a un.1 provocazione. e, Il consiglio d'onore deve i11 f'orrnare immediatarrrnnte d'ogni cosa « il comandante del corpo e deve, prirrw che ~ucceda il duello, ton« tare una riconciliazione. Se tale tentativo non riesce, e~sa dovrà re« golare le norme del duello in modo che siano proporzionate alla (( graviti1 dell'o1fosa. ~noltre il presidr-m te od un membro del consiglio « doVI'à assistere al dnello ed assicurarsi che sia condotto secondo le <• leggi dell'onore. « -Non si clovri.t sottomettere nna questione d'onorn al giudizio d' un « tribunale d'onore, che quando l'nna o l'altra delle pa ni avranno <e compromesso l'onore d1~I corpo degli uffi cinli sin per la ·sua condotta « nel momento della provocazione, :;ia durante i tentativi del consi<c glio d'onore p<w ottenere una i·iconciliazjone. n tribunale d'onore « dovrà esser cbiamalo ogniqualvolta un uffici.ale avrà, violent< miente « e senza motivo, offeso gravemente un soo compagno; poichè intendo ufficiale cap::icc ùi offendc:-e 1, non tollerarfl più nel mio esercito un _ <• crudelrnente l'onore d'un suo, collega ». « «

. .. . Gli ufffoia li del Beurlaubtenstand non hanno diri tto ad alculla indennità di servizio nel protH'io distretto eccetto i capi ta11 i conuindan.ti di compagnia, i quali hanno permancntemnnte un'inclennit~ mensile di L 3'7,50 per le spese di servizio e cli vinggio. Qnando però :;on o chiamati a completare i corpi dell'e,ercito attivo durante le grnmli manovre, r·icevono le seguenti eornpclenze giornaliere se rimangono nel tei:ritorio del ~woprio distretto: a) Ogni capitano cli fa nteria o di cavalleria ed ogni comandanti~ di compagnia di lan dwthr (rprnlunque sia il grado) L. 9,;l5 ; b) Ogni tenente , L. 3,75; e) Id. sottotenente, .L. B,2.0; e se escono dal suddtltto terri torio percepiscono inoltre il seguente soprasoldo :

qnanùo il duello non era seguito da morto, eia 4 a 6 anni p~r il su pcrslite cho a,ea occiso il suo av versa1·io e da 10 a 20 ann i se lo ave va ucciso nel momento in cui era incapace a chf0 11dersi. 11 tinello 1101l potea ri manere mai im pun ilo. li [Jrosonte dcic,·e to non st;i bil iscc pi ù tassati vamen te le pe no: p~r cui è supponibile che .attualmente iu tto s ia limi tato alle fotmalità di·cui è pal'ola nel dec,·oto stesso .


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f\JVISTA

a) Il capitano, di L. 2,50; b) Il subalterno, di L. ·1,50. Al momento della chiamal.a hanno poi diritto alla seguente indennità di equipaggia mento; a) Il capitn no di caYalleria, L. 262.,[SO; 11) Il capi tano di fanteria ed il comandante d'una compagnia di landwehr, L. 481,50; e) Ii subalterno di cavalleria, L. -187,50; d) Il subaltei·no d'artiglieria e treno, L. -168,75: e) .(I suba lterno di fanteria, L. 150. . Quando ~li ufficiali del Benrla-ttl1tensland sono eh iamati a prestare rn ~empo _di pa_ce un lungo servizio, occnp::uido un posto compreso nell orga111eo, ricevono le stessr~ competenze d'un ufficiaie del l'esercito. I ~ _qualsia_si ·occa~ione hanno diritto all'al loggio oppure ad un'indenmta .~nensi!_e corr_1spondr-mte,_(varia da lire 37 a 92 per i ca pitani e da 2.0 a 6l> pei· 1 ·suhalterrn) . . R.ignar~lo po i :alle sp'.~s_e_di viaggio per raggiungere il corpo e ritornare :11 proprio dom1cil10 sono tenute le se,ruenti norme: ·1 ° L'uffìciale ha diritto al traspo r:to dall; sede del distretto a quello del corpo e viceversa ; 2° L'n!'riciai1~ che è illlpiegato goveruativo ha diritto al trasporto dalla propria nls1cl enza alla sc<fo del corpo e viceversa ; 3° . Gli nf~cia!i che hn~rno. caval li debbono trasportarl i n proprie gp:se s1110 al s,to (i:;sato ortlinarimneute per gl i esercizi annual i del prnpno repano, ed 111 tal caso non h:rnno diriuo ad usn f'ru irc della tariffa riclo,Lt::1; d~V0110 jl/lga1:e COlllC un privato Cflta lunquc; ,1:" GI, nlfic1ali condannai.i agli arresli io fortezza sopportano per proprio couto tutte le sjrnse di viag/:(io. · . InJiue ogniqualvolta uo urficia le cì:1 Benrlaublenstand ha diritto alle srlese cli' trasporto per'Ctipiscc pure il sopr;c1s~oldo di marcia che il fi ssato · per tulti i !~rudi: · cl.i li '.·e~'! :'25, per ogni m(glio (7500m) sulle ferrovie e sul mare, più h.rc _B, 1_<> 1:er lo spe~e <~1 ~iartenza or[ :.dtrnttmlLe per quelle di arrivo ; d1 lirn J, 75 per ogni m,gl10 sullH vie ordiuarie. Per soceorre1:c ~li ufficiali subaltemi ecl i capitani di 2" classe senza fort 1'.n?, e?stc og11 i di vìsioun LttI fondo srecialrJ che som ministra suss1cl1 ncL casi segnouti: . ·1° Di '.11alaLLia i'.1.~out_rata in servizio che CO$Lriuga a cura dispendiosa: prestito o grat1f1caz1011e non superiore a H2. lire· . 2° Di fono o cl i incendio di oggetti militari: ma;;,,i r~10 compeu;;o, meta del va Iore del la porci i ta; 1

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ESTERA

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30 Di primo corredo militare: an,ticipaiione massima lire 375, delle quali può anche essere considcral.a quale gratificazione la seguen te frazione: per gli uf'ficiali di Janteria e del genio siuo a lire ·112,50; » » ,, d'artiglicri.a e Ilei treno " " 150; » » " di cavalleria ,> " ·187,50; Gli ufficiali del Bewrlmibtenstand sono anche autorizzati a stipulare contratti con la soC'ielà d'as.~iciiraz-i.on1i snUa, t'ita per l'esnrcito e la marina . La somma minima assicurata è di lire 623 e la ma:;sima di lire 25,000; od anche più ~e v'i: l'autorizzazione del Mini~Lro della guerra. Il diritto al capitale assicnrato si acquista dopo tre anni per gli assicurati ckll'etil dai 20 ai 2!) anni , dopo 2 ·1/ 2 anni pnr quelli dell'età dai 30 ai 39 anni e dopo 2 arrni per quelli dell'età dai ,iO ai ,i.9 anni . Agli i1mciali della laudwehr che rauno 20 anni di lodr:vole serv izio viene conce"sa una croce speciale ell e può es~ere di 4• n di 2• classe. Agli ufficinli poi del lkurlcmtecnstanr.l che lwnno fatto volontariamente 'l'.O :umi è data una rlisUuzione d' anzfowità d:i s&Niz·io uguale a quella stabilita per gli llffic;i}lli rlell'e$ercito. Si perde fH~ralt.ro il diritto n tale ricomp1311za nei segnenti casi: · a) di reato purt:rnte la perdita dei diritti civili; b) di condanna ad una pena qualunqne da un tribunale militare; · e) di punizione per disobbedie1Jza ad un ordine di convocazione od assf)nza da una riunione di controllo. Le insegne della distinzione sono consegoate al titolare con ·una certa porn·pa all'epoca delle riunioni di controllo; quelle di 11" classe sono di proprietb dello stato e gli devono essen~ restituite dagli ùrr.di alla morte del l'ufficiale (,I). Un ufficiale del l]e1.1,rfaubten.stancl non cessa dal servizio militare che nei casi seguenti:

(l) Oltre a queste decorazioni specia li, agli ufficiali del neurlauh tenst~nd viene concessa con una certa frequenza in compenso ciel servizio prestato, la croce cieli' Aquila ne ra. In fatti il numero dei deco,·ati di questa croce il ora il segue nle; l',rnteria . 14~5 ossia il 21 •;0 dcll'c(fettivo. Cavalleria. 1::.1 • • 20 « . , Artiglieria 100 « 17 • 4 Genio . . 29 • 20 • l'erro_vieri 51 e • 23 • b T,·eno . . 29 .. • 11 • Corpo sanital'io. 309 « 20 .. •


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RIVISTA

ESTERA

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.f • Dopo aver compiuto 12 anni di servizio, l'ufficiali,, può chiedere d1 essere trasferto nel landsturm purchè abbia raggiunta l'età di 4,0 anni. 2~ Prima di aver compiuto 12 anni di servizio può esserne dispensato per le seguenti cause: a) PHr incapacità al servizio . - Se l'ufficiale ii dichiarn to incapac(>, di s~rvirc nelle truppe attive cd è di complemento, vi<me trasferto nel 1a l~u'.dwe~r; se invece è dichiarato incapace a prestare qualunque scrv1z10 v,enc ammesso a far valere i suoi diritti alla pensione; b) Per lunga residenza all'estero, con giustificati motivi ; e) Per emigrazione leg:.ilizzatn. .~ . li diritto di porlare l'uniforme militare dopo la di:;pensa dal servizio è concesso cliflìcilmcnte; l.uuavia si tiene per norma di autorizz~re l'umcialc~ a. portare l'uniforme del proprio corpo., se ha cornprnto 20 anu, cli servizio, ed un unifoi·mc specialr. se ha compiuti solamente '15 anni di servizio ('I). li dirittQ al la pensione non /~ acquiswto dagli ufficiali del Reurlanb~enstand prr an,:ianiLil cli Si>,rvizio, rua solo per ferite od infermità nportate per cause provenienti da l servizio militare. La pensione cessa però. .col cessare dell'incapacità se non /~ conseo-uenza cii ferite. e ri p:>rtaw rn guerra. La pensione è propozionata al grado cd agli ann i di servizio; tra 10 e gli H anni di servizio è uguale ad •I/i .d!:lllo stipendio d'attività: e per ciascun anno di servizio in più viene aumentato di 1 180 sino a raggiungere i 6/ 8 di detto :stipendio - Per i capitani e ' 511 _ baltemi l'am rnontart: delle pensioni 'è il seguent~:

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c,., piwno

Sottoleoento

Tenente

Tra i 10 e gli ·11 anni di servizio L. 608,71S 665,00 A 11 anni di servizio 638,75 698,21.> . ·A ilmento ver ogni arino di servizio 1/ 80 di 2i32,50 2656,50 ))

))

di 2a classe

di 1a classo

1112,50 1178,50

1572,50 1654 ,2.5

.U.87,50

6287,50

(ll Questa facoltà è però accordata a tutti quelli che si disUnscro in faccia al nemico qualunque sia fa lol'O anzianità d i servizio. '

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1.9'1

Oltre. la pensione l'ufficiale che diventa invalido pc~r feritil riportate in guerra ricr~ve un supplemento di lire 931,50 per le pensioni inferiori a lire 20G2,50, di lire 2900 per le pensioni inferiori a lire 2250 e così cli seguito. La pensione~, aumeutat.a come abbiamo detto sopra, può essere ancora cresciuta cli lire 750 per l'ufficia le che per cause provenienti dal servizio; a) Perda una mano, un piede, un occhio con indebolimento dell'altro, o diventi cieco; b) Perda la fa velia ; e) Abbia bisogno d'un a:;sistcuza speciale in seguito all'operazione chirurgica alla quale andò soggrno (1 ) . d) Perda una parte di un membro in modo corrispondente alla perdita dello stes,o (2.). . , . . La µensione viene :;o~pe$a nei seg1rnn t1 casi: ·I O Quando il pensionato ce:;;;a di essere cittadino tecfosco; 2° Quando rientra in servizio attivo; 3° Quando copre un impiego dello stato o di un comune e che lo stipendio, accumulato all'ammontare rlel la semplice pc~sione,. uguaglia lo stipendio d'a ttività del suo grado. In tal ca::;o viene ntenuta la parte eccedente a quest'u ltimo stipendio (3~ . . . ~ . . Infine la lr.o-o-e sulle pensioni accorda speciali :mssHh · a1 parenti "VO degli ufriciali morti ossia: . a) Alla vedova d'un ufficiale inferiore morto in guerra od 111 seguito a malattie e ferite riportate in guerra, una pensione ~li lire 111 2,50. Per gli altri gradi r~ceve un aumento proporziouato (•l ). b) Ogni Hglio riceve una pensione di 181,50 o di 280 lire se ha perduto anche la rnadrej e) Il padre e la madre, se non avevano altro sostegno ricevono rn7,50 lire per ciascuno .

(l) Se tale bisogno ò temporal'io ancho l'au mento ò tempor3rio . . . (2) In questo c aso ed in quelli indicati in a) l'aumento non deve superare le 1500 hre

che quando l'ufficiale l'imane con forti lesion i esterne. . . . . . (3) Questa d isposizione fa si c he il go1•erno accetta di buon grado gh umc,al, agh impieghi governati'\'i. Ne lle poste, pc,· esempio, vi sono 132 impieghi , con s tipendi da 3000 a 49c0 lire, riservali esclusiva mente agli ufficiali pensionati. (4) La pensione cessa dopo uu anno alla vedova che passa a nuove 1ioz1.e.


192

RIV ISTA

H. Gli u fficiali di com plement o (I)

I volontari d'un anno, dopo il loro congedo dnl servizio auivo, sono obbliga li a servire G anni quali ufficiali di complemento d'un corr~o dell'_escrcito; dopo di che vengono trasferii nel ri:;pettivo bnttaglione d1 fo udwehr; peraltro, col consenso del comandante del corpo possono continuare a rinrn uerc oclla prima posi;done. Essi devo110 pl'cncler p.irtc olmeno a :1 esercitazioni rlell.i durata di k o 8 seL.timanr! ~ias~una (2) nel territorio del rispctti rn corpo d'armata (3) . Gh ufficiali di .cavalleria e d'ar1.iglieria a carallo sono ohblioati a o portare a proprie spese un cayaJlo da sella r~ 11e ricevono poi d:il corpo un secondo. I com:rndanti di corpo d'armata possono accordare dispense, m,1 sono in generale molto rigorosi uell'acceltaruc te domand e. "'enorale cicli' In Cl.1$0 . . di mobi . litazione, il capo di stato mnr.,aiorc .::>O .::> esercito e autorm,ato a chiamare direllarnente ~li ufficiali addetti al servizio fenovi ario ria cam pagna. G_Ii uffieiali _di complemento in tempo di guerra sono sempre ch iamati al proprio corpo, e quelli che sono impierrati rrovernativi o • . 1· . o ::i munie1~a I continua no ari avere il propri o stipendio, se superiore a quello del loro .v!Zrado, e non perdono l'anzianità nel 101'0 1•mp1·ego. {I) Il loro cffetti1•0 , secondo l'Annuario pel 187!>, è li seguente:

Fantcl'ia . . . . . . 9:127 Caccia to1·i. . 71 Cavall eria. . . . . . 131~ Artiglieria da ca mpagna. ,170 a piedi 85 Genio . . 59 l'errovi eri , . . . SI Treno . , . . . . l:.!l'> Total e . . . 5130 La. prop.or~ione e~istcnLe tra il numero dcsli ufficiali subalterni di complemento e quello desh 11flìc1nl1 egua l grado dell'esercito attivo è di 5/8 nella runteria, 1/ 1 nel la ca,·allerrn, 1/Z ,nell'art1glierla da campagna, 1/4 noll'a1·tiglieria a pied i. 1/G nel s~nio, 7/J noi ferrovieri, r./4 nel treno. (2) La chiamata per un servizio straordinario, come p. e. la mobililaziono ò considerata come 11n' ese1·citaziono. (3) Gli utllciali della guardia e del reggimento ferroviario sono ch iamati alla sedo del proprio rcggimcoLo.

eh

I::STI::RA

Quelli inoltre che hanno moglie o figli pos:;ono accumulare i due stipendi sino alla somma di lire i500 se lasciano la propria residenza. Gli stessi principii sono applicabili :1gli ufficiali ed impiegati peusionati. Nella fanteria, cava lleria nrl artigl ieria gli ufficia li cli complerneuto sono promossi al grodo superiore l:ontemporan eamen w agli ufìicia.l i del proprio corpo, di pari anzian ità ; quelli invece dei c-11cciat.ori, dei pion ieri e del treno sono promossi quando loro tocca pnr anziani t/1 sul complcs~o degli nlficiali tlcll'armn rispettiva. Le proposi.e per l'avanzamento sono faUti dai comandanti di corpo e dirette al comaud:rntc dell'arma per la via gerarchico , pagsando per il comandante del distretto. III. Gli ufficiali della landwehr.

Come risulta da quanto dicemmo dal precedente cnpitolo, In durata del servizio nella la.ndweh r di pende rial tempo che I' 11 fficiale passò nell'esercito atti vo in qualiti1 d' nllìciale di complemento, essendo l'obbligo complessivo di "2 anni ('1). Gli· ufficiali della landwchr non possono essere chiamati che a.Ile esercitazioni del proprio riparto. Tnuavia pe1' oucncrn nn avanzamento devono fare un serl'i zio di ~ ad 8 settimane in un cor po di fonleria. del l'esercito auivo, n ne vengono dispensali solameule pochi in casi eccezional issimi . In tempo di guerra peraltro pos,ono essere chiamali a sorvire anche uoll\lsc:rcito attivo. Per l'av:inzamento ,:ono poi proposti nel modo seguente; a) Nella fanteria iu ba,<; alla loro anzianità nella . rispelliva. brigata; b) Nella caval leria , secondo la loro anzianità nella divisione; . e) Nell'aniglieria da ca mpagllfì giusta la loro anzianità nella brigata del corpo d'armata; d) Nell'artiglieria a piedi secondo la loro amia.oità su tuui nparti dell'arma d'uno ~tesso corpo cl' nrmata; e) Nc:i cacciatori, pionieri e ferrovieri iulìne secondo la loro anzianità nell'arma;

(1) Sono pClrò obbligetl a servire nel landst.urm sino all'età di 40

anni.


194

RIVISTA

L'ufficiale della landwehr che cambia domicilio deve avvertire il proprio comandante <li distretto e generalmente passa a far parte del battaglione di landwehr del nuovo domicilio (,1 ).

· IL CANNONE KRUPP DA '10 CENTJM~TRI Nella precedente~ Rassegna tecnologica abbiamo accennato alle esperienze: fatte al poligono di Essen nel mese di maggio 1879 col cannone Krupp da 1,0 ccntim . Siamo ora in grado di completare quelle · notizie. Il ca nnone da (t.0 cen tim. fu esperimentato uei giorni 3 e 6 maggio; esso pesa, compreso il congegno di ch iusura, 72.000 chilog. cd è lungo Hl metri, ossia 25 calibri. L'anima ha lunghezza cli metri 8,7'11 ugua ii a calibri 2,1 e 3/ -1- ed è solcata da 90 righe, profo11de 2 millimetri. Il passo delle righe i: lungo 18 nwtri , os, ia Mi ta libri; la carnera di combustione ha un diametro di HO mi llirn. L'affusto pesa 4,j 00 cb ilog. Questo cannone, costruito per proietti di 7,\.0 a '71.iO c.hilog. di peso da lanciarsi con velocità dì 500 metri, sparò proietti anche più. pesanti e cioli da ch ilog. 7Mi,5 a 777, come appare dall'anne:,so specchio. Anzi tutto furouo spHrimentati i freni idraulici sparando con piccola carica (,1% e;hilog.) e polvere di lentissima ,combustione. I fori risultarono più grandi del bisogno; si presero le opportune disposizioni per cambiarli. . Le velocità l'urono misurate col cronografo Le Boulenge . e le pressioni coll'apparecchio inglese. I dati di m1Jggior interesse sono raccolti nello specchio che segue: (1) L'effetti vo degli ufficiali della Jandwehr, seco ndo l'Annual'i o per 1879' è il seguente! 11an te1· ia • • . • • . 39!l0 C~v~lleria . . . 983 Artiglierfo da campagna 327 a piedi 2:1:; Genio . . . . 87 Reggimento fe1·ruyieri . 135 Treno . . . . . Hl Totale

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l'effettiro n ei battaglioni varia da 7 (Alsazia) a 1143 (Berlino) ed in tempo di guerra viene pareggi a to tra i diversi battaglioni.


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196

EST ERA

F\IV(STA

Da questo specchio si rileva: ·1 ° che In polveri saggio A e C abbrnciano troppo lentamente. I ri:rnltati tu ttavia non sono pri vi 1l'intr:ressc, dimostrandoci la possibili t;:1 di lanciare col cannone da ,j.Q centimetri un proietto pesante 771 chilog. ·l /2., con velocità inizia le di metri t3:), con pressione di sole '1'750 atmosfere : 2° che le velociù i·niziali cli MO metri si raggiungono con carica di 2.00 chi log. di polvere saggio ff anelw spnran~l~ pr~ieu.i di chilog . ~8,5 pilÌ pesanti dei prestabiliti, con pressione di 2HO atmosfere. Con la polvere saggio S la velociti1 iniziale di 500 metri, o quasi, fu raggiunta con la carica di so li ,190 chi log.; le pressioni risultnrono naturalmente per la maggior gagliardia della pol vere più grandi, senza tutta,,i,) suprirare i limiti ammissibili, come non li superò la polvere di saggio D che arrivò a 1!2.2l'> atmosfere. In pratica vi ha però più ,convenienza ad irnpieg11rc la polv1~r,i di saggio II piuttostò che .crnellc S e D, perchè es,;a permette l'adozione rii carie.ho maggiori, s1mza soverchio tormento del pezzo. 3° Il renclirncr1to del metallo uel <;annone da 1~0· centim . Krupp è snperiore a quello di qualsiasi altro sistema di cannoni ti' ngnale calibro, come si scorge <lallo specchio che segue: ' 3

(locca da fuoco

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OSSERVAZIONI

Totale della bocca da ft:oco di-

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chilQ9ran1mctri

Kl'Upp

da ,io ccnt im. 100 72000 777

2CO

501,() 10039

139,5

Esperienze di Essen.

Inglese da 80 tonn e!. 406 81200 770

tC8

-. GO

8300

102

Sladen , P1·in~iples· or Gunnery 1878.

492

93,,0

121

neruc cl';ini l., dice mbre

183

10i97

10,

Almanacco dell:i Marir.a austrh,co !Si$.

259,5G 523

\~(130

125

Giorn,,lo spi!gnùolo • 111 Globo• 16 aprile 1879.

Idem

406 81200 7VS,3 201, I

Armstrons dl 100 tonneJ. 432 101050 908

!878.

21·1

f

Idem

432 101050 90!;

Mentre col cannone da 40 centim . Krupp fu possibile spingere. la forza viva del proietto a ,139,5 chilogrammetri per ,J chìlog. di peso

197

della bocca da fuoco, coo quelli Woolwich ed Armstrong da 80 e 100• tonnellate (cal ibro mi lli rn. l::12) fu possibi le raggiungere una forza · viva di ,J2·1e ,12ti chilogrammetri soio dopo ripetute prove. Osserviamo tuttavia ch f: i dati tolti <lai giornale« Rl Globo » non sono esatti, e che col caunone da ·I 00 tonnellate A.rmstrong della R. Marina italiana (cal ibro mm . iliO) la forza viva, riferita ad un chilog. di peso del cannone, è di chi logrammetri ,t27.

CENNI SU ALCUN[ ESERCITI DORANTE IL 1878

(Jahresbe,·ichte ùbcr die Veranderungen, iind F'o,·tschrlttc frn llfilitii,wesen.

Funr1e1· fohrgaog · i8iS. H. ,.. I.on>:LL. - Bel'l ino 18,9. MiUler e lìglio. - Prezzo L. l lJ.

J~ ii quinto ,,1rno che il colonuello Lobe\l, colla cooperazione di parecchi ul1ìci ,1Ji tedeschi ed esteri, offre al pubblico militare qnesto notevole lavoro, nel quaie si rende conto in modo a:;sai particolareggiato di llltl.i i progressi e cambiamenti vcrilìeatisi durante l'anno precedùnte 11ei di versi cs11rciti. L'Ò pnra di qu est'anno, come cp1elle degli anni anteriori, si divide in tre parti. Nella prima sono accuratamen t1} notr,te tutte le innovazioni avvenute negli e,;<:rciti della Cerrnania, <lei Belgio, dclla Bulg:iria, del Chi li, dcJla Dan imarc;i , dcll'l~gitto, della .Francia, del la Grecia , dell'Inghilt(~rrn , !lei Giappone, dell'Italia, del Montenegro, dell'O landa, della Norvegia, dell'Austria-Ungheria, della Yersia, della Rumania, della Hn ssia, dcll;:i Sv'r~zia, e 1ldla Turd1 ia. Nella se(;ouda part.e troviamo i rapporti sopra alcu,ni ·ram:i delfo scienze ·niil'ita.ri per l'1rnno 4878, n prncisamente sulla Lattica della fanteria, Ca\'a llerìa cd artiglieria campale, sopra la taLtica della guerra delle fortezze, suJ l;:i fortilìc:izion e, soprn il materiale d'artiglieria, sull'àrtiglie~·ia 1Fa:;5edio e dì fortciza e da costa, ~ulle armi portatili,


198

199

HIVJSTA

ESTER.i\

intorno alle ferrovie considerate dal punto di vista militare, e finalmente su lla letteratura storico- militare. Le terza parte infine comprende i resoconti della guerra fra i Par1si Bas~i e Atieh, del la gncna fra la Russia e la Tnrchia (operazioni dell'anno 1878) e di quella per. l'occupaziorrn della Bo~nia e cieli' ~rzegovina. Chiudono l'opera alcnni cenni irncrologici intorno agli u!lìciali più distinti morti nel •187.8, e fra essi quelli dei nostri general i Larnarrnora, Pastore~ e Solaroli, e il diario cronologico militare del l'anno 1877. È un libro pertanto che offre grnnde copia di notizie; noi ci limitiamo a spigolare fra quelle più inter-essnn ti cont,rnnte nella I Parte.

Gli inscritti dovevano essere chiamati sotto le armi presso tutti i corpi fra il i ed il 9 novembre. Particolare attenzione l'u rivolta all'istruzione . Giusta ·l'ordine cld 3·1 maggio '1877 che stahilì nn Corso rt'informazion;i, (In/ormal'i,ons Curms) per u,ffìi:iali superior'i, della fanteria presso la scnola mil'itare eh t'iro u Spa,ndau, ebbero luogo due corsi di 4 :;;ettimane, ni quali furono comandati due ufficia li superiori di fanteria per ciascun corpo cl':mnata. Alle grnndi manovre presenziate dall'Imperatore prese parte soltanto !'H 0 corpo d'arrn::ita; tutti gli altri corpi d'armata eseguirono per undici giorni CSùtt;i Lazioni di divisione. Una divisione mista cli cavalleria, al comando del maggior generale Drigalsky manovrò inoltre dnl 23 agosto al ~ settembre ad est di Marierrwerder sul la sponda destra della Vistola, e manovre coi quadri di cavalleria ebbero ptir luogo presso il 2°, 7°, 8°, 9•\ '10°, H 0 e 1(i. 0 corpo d'armata. Infine una grande esercitazione delle truppe del genio fu esegnita sul Reno prcgso Magonzn, e durò tl'e seuirnane, ed esperimenti di distruzione dr1lle strade forra te e dei telegrafi ebbero luogo presso l' Istituto mi litare cli cava lleria in Hannover. Per le esercitazion i dd la landwehr furono chiamati sotto le armi:

1

German·ia. - Uispetto all'ordinamemo militare tedesco non possono aver luogo sostanziali cambiamenti poggiando su troppo solide • e provate basi. · L'opera pert.anto dell'11 mmini::;tratore militare si restringe coli! allo studio di mezzi più acconci per migliorarne i pnrticolari o per riempire qualche lacuna . Un'or&ine cli gabinetto del 25 gennaio :;tabili le norme pm· l'invio dei soldati in congedo illimitato (riservi~ti) e per la ch inrnala degli inscritti. Quelli che prendevano parie alle ma novre di antnnno dov<mmo essere congedati un giorno o due dopo il LBrmine delle medesi_rne; per tutti gl i altri corpi fu ns$ato il 28 ·seuerrihre come il massimo termine. I soldati del treno arruolati per un serv1z10 di 6 mesi dovevano e:;;sere cohgeda ti il 311 ottobre •1878 e 30 aprile 1879. I battagiioni dei vecchi reggimenti fant!Wi:.i della gunrdia dovcv(lno ricevere per ciascuno . .. . 225 inscritti ·190 » I rirn:.iQ1mti battaglioni di fanteria, e di cncciatori Ciascun reggimento di cav:.il leria almeno 150 · ,, Ogni bnueria a caval lo almeno . 2.5 )> Le alt.re batterie dn campo almeno. ao » I bnttnglio.ni dei reggimenti d'artiglieria a piedi N. 8 e N. 115 2.00 Gli altri bnttaglioni di:;i reggimenti d'artiglicrin ~ piedi, del gen io !: del reggimento di ferrovi eri . 160 Ogni compngnia dd treno: Per il servir.io attivo di 3 anni almeno Pi::r un servizio 5emestrale nell'autunno •I 878 e prirn11vera •I87!). H ))

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Presso la fanteria i cacciatori l'artiglieria da cmnpo . a piedi. i znppatori il reggimento forrovieri il treno ))

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8\),000 uomini 2,4,00 J) 5,000 4-,000 2,500 550 2,800 ))

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Le esercitazioni durarono •12 giorni; la fanteria fu riuni tn in battaglioni , ed in compagnie soltanto laddove I!~ circostanze impedirono di fare diversamente; l'artiglieria a piedi parimente in battaglioni e compagnie. J conduttori, i zappatori, e gli noinini del tr~no si flsercitarono unitamente ni loro corpi di truppa. Ricorderemo finalmente che viaggi d:i stato maggiore furono fatti presso il corpo cl1~l le guardie, e presso il ·1°, 2°, 3°, t\.0 , 7°, 8°, 9°, 10° e ,14° corpo d'nrmata. Ecco il bilancio tlcll'amministrazionc della guerra per il 1878- 79:


200

Pl'U SSia Marchi (!)

àl in istero della guerra Cass11 militari lntende117.fl militari Servizio religioso militare Giustizia militare . Comandanti sup. delle truppe Gowrnatori , comandauti , maggiori d i piazza. Uflìcial i aiutanti, e in posizioni speciali. Stato maggiore. Corpo degli ingegneri Mautcnimento delle truppe in denaro . ì\Iant<,nimcnto in natura Vestiario e arrcdame.ntv de lle truppe . . . Servizio amministrati.vo delle gu~rnigioni Indennità .dr alloggio. Servizio medico militare. . Amministrazioné dei drpositi del triino e co nservazione degli oggetti da campo Mantenimento deg li uomini di ·compi. e della r iserva. Compera cavalli di rimonta Ammir,i;,trazioue dei dcpositi di rim onta Indennità di via ggio e per trasporlo Istituti mi li ta ri d'istruzione Prigioni mili tari Ari.iglieri a e tmni. Istiti?ti tecnici dell'artiglieria Costruzione e conservaz ione de lle\ fo'rtezzc. Sussidi. a mili tari ed impiegati per i qu~li non vi sc,no fondi speciali di sussid io . Stabi:imento d?gli · inl'alidi . Sussidio al la e.issa mil itare delle vedove Spese varie

Totale Dcducesi un risparmio di Resta no Spesr, accordate per costruzione di casc rmCl, infermerie, ccc. (l) Il marco l'alc 1,25.

I

201

ESTE-RA

RIVISTA Sassonia

Ma,·chi

I WiiMarchi l't temherg 1· Da\·iera Ma,·chi

1,o6:L350 227.488 ,t/rJ6;fm

92,;f!O 21 ;1G5 107/f90 57'1,,2f>7 31 ,640 506,247 50,f550 2,2!1t/d0 . l f>6,53ft

86,310 .1 3,:3!)0 114,21,() ·JO,U:aW 59,120 ·139,770

387,196 f)6,970 206,0!tO 50,500 226,376 :W,5i0

(3'[9,968

17,988

'15,480

81,281

8;')1,4'12 2,'173,991 'l,421,292

57,flOO 87,530 61,'182

52,800 lt5,050 -

159,2l6 288)77 264,'192

80,7ft7,674 6,2 19,K>:3 67,222,129 f>,[>70,917

4,(-\76,281 12. l9'l,6l8 3,!:JOG,68'i· 9,S;H,842

18,608,766 1A85,183

1,095,'177 2,773,502.

26,879,770 2,070.242 6,'193,251 ft29,6'18 5,177,690 406,113

1,512,483 4,'l06,87S 88·1,714 1,220,H2 206,084, 715,527

Francia . - L'anno ,J878, durante il crmd<l l'amministrazione della guerra fu retta dai generale Bore!, atluale comandante il III corpo d'armata in Rouen, fu particolarmente favorevole -allo sviluppo dell'esercito territoriale. Il nuovo armament.o d1~ll'artiglieria, il compimento de' quadri dell'artiglieria e del genio, e la soluzione della questione dei sottufficiali, che ventilavasi da oltrn sei anni, costituiscono gli altri fatti pil't salienti dello scorso anno, mentre le importanti leggi intorno ·allo stato maggiore, ali' avanzamento, e ali' amministrazione· verranno probabilmente risolute nel 1879. Negli JaMesberichte si dà un esteso rendiconto della legge sopra i sottufficiali, sulla legge per le pensioni degli ufiìciali dell'esercito del 22 giugnq 1878, H su quella relativa all'aumento della pensione alle vedove ed agli orfani dei militari dell'esercito e della marina delli 20 giugno stesso anno . Per quanto ha tratto al reclutamento vi troviamo le seguenti notizie. 270,000 fnrono i giovani della classe 1877 notati sulle liste di leva: di questi ne furono arruolati 131,827, cioè : 1

Esercito.

85,354 1• porzione 1

i 0,686 2.a 422,04,0

30,480

24,745.l

G2,606-

2,311,92(i lf,653,803

1:35,097 lt9(i,tlH

83,4,26 35:3,<iG1

2Ll,562 844:,286

J,4,39,950

-

4,,34,0/f27 234,660 li ,·I 56.00:1 268,277 816,077 - 88,989 1'1,30'.3,055 7lt::l.46a 532,38'1, 3s;145 2,f.)92,8[>2

23,8()0

508,890 272 976 608,000 ,rn;20 1 402,:1a4 85,739 JO't,732 4~7,fi,26 ·J.G5S,647 98,896 3'17,294

l:l,200 J

70,800 5Ù5,560

3,3HO

5,500 '18,789

'15,960

78,600 '142,550 (369,-120 l:12,909 90 225 4,:J72 5.1:JOO 10,500 250,400,61.li 19,066,471 18,8.20,777 37,905,315 2,000,000 2 i8,fi,00,6l'f 7,572,806 2,067,156

Marina . . . .

id,

5,187

Effettivamente il numero degli inscritti chiamati sotto le armi salì a 139,182. uomini, a motivo dei rimasti indietro degli anni precedenti , e rPrecìsamente di 4484- della ·I• porzione, e di 2.87 1 della 2°. Le reclute furono così ripartite fra le diverse armi : 1

l"' porzione 2a porzione

Fanteria . Cavalleria Artiglieria Genio .. Treno . , Truppe d'amministrazione Totale ..

973,287 1,167,681

55,36•1 13,098 H ,3·12 2,220 2,104, 2,7,i,3

28,32.8 ·10,34-2 600

3,059 1,228

89,838 4-3,557 Nella marina.

Totale Rivista estera .

Totale

83,689 -13,098 24-,654 2,820 5,•163 3,971

133,395 5,787 ·139,182.


RIVISTA 202 Il bilancio clPl ministero della guerra per il 1879, basato sopra una forza di 46H,300 uomini e 1·10,799 cavalli (esclusa la gendarmeria), ammonta a 552,9,\.·l ,362 franchi per la parte ordinaria, e con un credito straordinario au flitre de compte de l·iquidat'ioncli ·187,,165,500 franchi. Il bilancio ordinario è così ripartito: 1

Stipendio del ministro e del personale dell'ammini2,422,879 strazione centl':i le . . franchi 805,000 Materiale dell'amministrazione centrale . » Deposito generale della guerra " 1-60,200 ., » 2,1,80,1n. Sta ti maggiori n 40,,1. 1.j,,529 Gendarmeria )) rn,1, ,165,i\,82 Paghe . )) 92,8((. 1,0 16 Viveri . Legna .e illuminazione >> i\.,0"8,0H n 7·1,073,H\3 Foraggi. 12.,905,394 Ospedali Servizio di marcia ( servi ce de marche) " 9,34:3,"48 )) 35,388,8'24 Vestiario (; arredamento . Letti militari . " 6,306,550 Tra$porti generali r\.,17 1,500 Recl utamento, riserva e esercito territoriale. 868,~H:ìO 851,2,16 Giustizia militare. ·14.,9·17,795 Rimonta Stabilimenti e materiali rl.i artiglieria e del 15,507,709 treno . r~,9ft8,!5[13 Polvere e salnitro Scuole militari (materiale). 3, 92,1.,460 Stabili meati e materiale del genio 11,89H,000 8,U.,98 1 Inva:idi. Stipendi per non attività e riserva 1,063,665 Sussidi i 3,,1 ·1·l ,000 Sovvenzioni ·1,164.,fi.40 li Spese secrete .. 300,000 Costruzione della caserma des Tonre/le.s . r~oo,ooo 1

1

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Totale

franchi. È ancora a notarsi che vanno aggiunte le somme da chieder;;i in seguito alle leggi sopra i sottufficiali cd alle pensioni. Inghilte1·ra. - L'anno ·l 878 segua un periodo rimarchevole per l'esercito ipglesc a mot.ivo d<~lla chiamata delle riservo dell'esercito e della milizia, la quale diede ottimi risultati, giustilfoando ampiamente la bonti1 del sistema di .Lord Cardwell. L'esercito inglese ha la seguente forza:

1'26,598 uomini 18,611 . 23,763 ,100,000 li 9,37() 62,lì1S2

Esercito at.tivo nell' interno e nelle colonie . 111 classo del la riserva 2" classe della riserva Milizia (attiva nelle ultime manovre) Ycomanry . Truppa inglese nelle Indie or:entali

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Totale

34·1,000 nomini ,199,000 .

Volontari

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-- -

Totali

54.0,000 uomini

Il bilancio dell'amministrazione della guerra arnrnonta a':

1

))

))

203

. franchi 552,9,i-·l ,362

Esercito attivo Trnppe di complemento e riserve . Intendenza, legna e spese cli trasporto Fortilìcazioni e fabbricati. SpBse varie .

Sterline ,i.,978,705 (1) 1,2,;:J,t ,8·1 O "

"

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5,!jOì,532

82U:J5 ;393 ,251

Totale per e(fect'ive serv-ices . Sterline ·12, 9:35, 4)33 Per non e(fec/;i.ve serdces, pensioni, paghe dei gener:,di, premi, HCC. 2,:34/i,9'12 " Sterline '15 ,'~80,3((.5 Totale generale L'esercito poi delle Indie orientali conta al presente: Bengala 49 baH. di fanteria, 19 rogg. di cavalleria Madras 40 4 " Bombay 30 7 Punjab 12 6 Contingente di HyI> derabad 6 4. ))

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li bilancio ordinario invece accordato. per l'anno 18i8 fu di . franchi 538,326,ti.99, e perciò havvi un aumento nell'attuale di H,6.Jli.,863

Totale -

. ·l 31 batt. di fanteria, 40 regg. di cavalleria

(1) La lira sterlina l'ale lire 25,22 in oro.


204

RIVISTA

205

ESTERA

A fJUeste truppe è mestieri aggiunger-e 2. reggimenti di cavalleria locali, e 5 reggimenti di fanteria locale nell'India orifmtale a disposizione del ctiparl!imento politico. I reggimollti <li fanteria hanno una forza <li ì'tO uomini, e ,p.ielli di cava lleria hanno 500 sciabole .

I0dicaz100e della scuola

Direzione suocriorc

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Istruttor i

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kust-ri.a- Ungherio, . - L'occupazione della Bosnia e dell'Erzegovina oJTrì una favorevole occasione per esperimentare il nuovo ordinamento militare adottato nel ·1868. Non solo il sistema di mobilitazione, ma l'ordinamento tattico, l'armamento, il vestiario, le prescrizioni regolamc~ntari, e le nuove norme amministrative poterono essere sottoposte ad una prova pratica, le deduzioni della quale debbono ora servire di\ guida alla commissione di generali, riuniti sotto la presidenza dell'ispettore generale Arciduca Alberto per rivedere i vari rngolamenti, e stabilire in particolar modo le norme rnlative alla guerra di montagna. · Coll'anno ,t879 poi termiuava il periodo decennale per il quale er~ staia stabilita nel ,1868 la forza di guerra dell'esercito pernwnenle in 800,000 uomini. Qualche gruppo parlamentare consigliava pel decennio avvenire di ridurla a 600,000 uomini; ma la situazione polìtica indusse ad approvare provvisoriamente pel ·1879 In cifra del decennio precedente. Onde fu arrolato l'ordinario contingente di 54-,541 reclute per l'eserci to permanente e la marina, e MM per la riserva di complemento in Austri;i, di i0,933 per i primi e ,i-093 per la seconda in Ungheria. Degni di menzione sono i ragguagli intorno alle scuole d:i tr11.ppa. Ecco in una t~vola riunite le cifre riguardanti le scuole dei cadetti:

l

(.)

o

Ogni scuola ha per Scuo:a di fanteria Comando generale 4 4 - comandante u11' uffidi Vienna in Vieona ciale suprriore od uo Comando generale Scuola di fanteria o montato. 4 4. - capitan Quali istruttori a Budapest di Budapest I fissi vi sono da S sino Scuola di fanteria Comando generale (1)4 .1, a 10 capitani e uffidi Praga a Praga ciali subalterni ; le Comando militare I 1. scuoio con varie clasScuola di fanteria a 2 ·k si hanno un numero Lobzow presso Krakau di" Krakau doppio di istruttori. Scuola di fa nteri·a a Comando generale 1, Nella scuola dei 2 ·I cadetti di artiglieria Kartbaus presso Briinn di Briinn sonvi impiega ti come Scuola di fanteria Comand(I militare 4 istruttori 23 ufficiali 2 a Hermannstadt di Hormaunstadt inferiori. Gli istrut Scuola di· fanteria Comando militare (2j2 1. 'tori della scuola dei · f cadetti del genio soa Pressburg di Pressbu rg no quelli dell'accad<iComando generale Scuola di fanteria tecnica. 2- 4 mieIn ogni di Lemberg scuola hava Lemberg I vi inoltre un sotturScuola j(V aono1A ram Comando generale I 2 2 - fìcialc come aiutante di lll»/g di Agram istruttore. (1nloria li » ( Kart· li numero degl i alId. I 2 2 - liHvi è fissato fra 125 di Agum I » { stadt sino a 400 per ogni Scuola di fanteria Comando generale 4 scuola ; soltanto la I 2 a Liebenau presso Graz scuola dei zappatori di Graz ne conta so. In comScuola di fanteria Comando militare 2 4 plesso in tutte le 18 a Innsbruck di Innsbruck scuole, sono presenti Comando militare Scuola di fanteria !. 4:~40 allievi. I I basso 2~ personale neces~ario a Trieste di Trieste per iI servizio degli Scuola di fauteria Comando militare 4 istituti e delle stalle 2a Temeswar di Temeswar è tolto dai corpi di truppa, e l]UiVi coScuola di fauteria Comando militare 4. mandato. 2 a Kasch,u (!i Kaschau Scuola di cavalleria Comaudo generale 2 2 a Weisskirchen di Briinn in .Moravia Scuola di artiglieria Direttore di artiglieria a Vienna presso il comando ge- 4 4, nera le di Vienna Scuola del genio Comando dell'accade;"{ a Vienna mia militare tecnica '1 Scuola dei z3ppatori Comando del 4 a 1-fainburg reggimento zappatori 2 -

I

-

-

-

-

-

•

(l) Havvi inoltre un riparto per gli allievi dc! corpo del treno il quale è addetto ad una delle compagnie. Essi apprendono l'equitazione e l'arte del condur,·e da un riparto del treno in Praga . (2) Havvi pure un riparto per gli allievi dello truppe di sanità.


206

R IVISTA

ESTER A

. I~ 1° 1diccmbre ·1878 _furono apcrtca lcll ne scuole per gli aspiranti ullic1al.',deal:i_Jandwehra ~,enn?, Briinn , Graz, Praga, Lembcrg, Inusbruck, o prn tar~l1cornr. fì gl1al 1a W1e11er- Neustadt, Troppau, Laibach , Kraknu, Cz'.}rnow1 tz, .Br?genz e Botzen. L'istruzione è pori a quella dello ~cuoio pe, voloutari dr . un anuo; le lezioni h:inno luogo d:ille 7 alle 9 · di sera e ch'. rnn? s1110 all:i fine di luglio. I mesi di ngosLo 0 di seLLcmb'ro sono <lèst~nat, ?d e,e~citazioni pratiche, cd in ottobre gli aspiranti debbono subire gh esami finali. . Rclati vnrnento olle arn1i meritano di ossem ricordate In innovazioni mtrodouo d~rante l'anno nelle c.1rtnccie e nel fuci le e caral.Jina Wr.rnd l, allo scopo cl, dar loro migl iori qualitù balistiche. Coll'adozio,ir della nuova cartuccia, _così delta 1·i n~'orzata., il fncilc Wern <ll ha :icquistato una portat.1 mass11na effìcacc di 2400 passi . Le modifi cazioni consistono nel prolongare il tr1-1 tto osistcnre rra la camera O la ri cratura 0 nel mutare l'alzo. ..., Per i lavori ~li riduzione, e per 11-1 confezione della nuova c,,rtuccia furono accordati 8,509, 000 fi ori ui (,1). . 11 -~aggiorn di artiglieria Krop1ltschok co:;lru ì inoltre un fucile · a r1pet1z1ono, il. quale Yenne mosso in esperimento presso alcu iii battaglioni di cacciatori . 11 bilancio ordinario e straord iuario dell'esercito permnnente e delle duo - -1 somma . landwcltr . nel 1878 . ru. di · fi orini 107, 000 , 000, "'ojlo " qua s, deve aggi ungere il cred ito s1)ccìale di 60, 000 , 000 e1·1 1.1orrn1 " · · accorda to per le spese di occupa1.io1Je. i.lolla Bosnia e <icll' l•'r· , z0 ovma. 1

(7

•

0

Russia. - La r~lazione intorno allo si.Ho milita re della Russia non fa vcran'.ci,te seguito . alle relazioni contenute ne' volumi preçc(lenti. In _ess~ 11,ive~c è n cpd1go to l'intiero ?rdinamento dell'esercito, perchè du1 ant~ I _ultima guerra colla Turch ia furono crea te numerose nuovo ~oemaz1~n1, abolite poi dopo la campagnn, o destinate a<l essere abol ite m ~egmto.' di g~i~ che, secondo l'avviso del compibtorc dell'a rticolo, m~a :;empl'.~c statlst1c~ dc' camb iamenti avvenuti nel :1878 non avrebbe olle~t? 11n l(lea _SL'. ffi~1e_n tcme11Le chiara del vero stato delle cose. 01 per altro ci hm11eremo a reuder conto dei cambiamenti più spiccati. . Le liste ~i leva nell'autunno 4878 comprcudrwano z l8,000 uomini, cifra superiore a quella dell'anno procedente, ch'era di 195 ,000 , di

(1) Il fiorino ,·~ le lire 2,47.

207

23 ,000 uomini. Di questi il maggior numero di recinte toccò al govern<i di Tambow con 6857 uomiui. l i governo di Pietroburgo doYe\•a forni re 2229 inscritti, de' quali 570 la cillà di P ietroburgo, e poichè sulle li;;te di leva della città erano annotati 198·1 individui , così tre quarti dei concorrenti alla leva andarono eseu ti dal servizio militare. Uguale proporzione si verilìcò nel governo cli Samtow, nel quale sopra ,19,289 ins<Tilli ne furono arruola ti 556~. Sul numero totale dei chiamati alle nrmi 8186 fu rono destinati alla guardia, e 5396 alla mari na . li servizio mili tare sembra non incutere più lo spavento di prima anche nelle persone agiate, come lo dimostrano i pr(~zzi clf:I rim piazzo, che d'anuo in anno diventano più bassi . Cosi mentre uel 487i, allorchè ru adottato l'obbligo al servizio mi litare, i prezzi sa lirono a ·I0-12,000 rubli ('I) , al presente ,;ono discesi a 2000 rubli e le offerte non trovano comprntori. La leva 1878, e cioè la ch iainata e il trasporto dogli inscritti dai posti di radunatn ai reggimenti , costò allo Stato 2,000,000 di rubli ; e precisamen te rurono ~pesi -10,0ì9 rubli per ogni '1000 uomini dd 2·18, 000 ve1:·amen te arrnolati. L'armamento della fanteria col fucile Berdan fece ri levanti progre$si , per modo che alla fi ne del 1878 ne erano nrmate: tulle le brigate di cacciatori, le division i ,1a, 2• , 3« della guardia, le divisioni granatieri la, 2n, 3a, la divisione graoalieri del Caucaso, e le divisioni 4", on, G• , 7a, 8°, 10°, ,f ,1°, 12.a, 22n, 24°, 32°, 33a, 37a e 39°. Anche presso la cavalleria l'armamento colla carabi na Berdan dei reggiinenti Ulani ed Ussa ri è giil compiuto; come pure furono armati col rucile nerdan per i Cosacchi i reggimenti Co$accbi del Don di 1• c.ategoria. Rimane ancora di dare la carabina Berdan ai reggimenti dragoni , i quali tutti avevano nella campagna 77-78 il fu cile Krnka. Ultimamente poi vennero fatte esperienze con una invenzione dell'armaiuolc Kmka per adauare al fucile Berdan e Krnka un magazzino a cartuccie affine di trasformarlo in fucile a ri petizione. Finalmente il 23 maggio ·I 878 fu adottato un nuovo materiale per l'artiglieria da campagna: a) Le balterie pesanti (1", 2a, 3") delle brigate dell'artiglieria a 1

1

(li lt rublo vale 4 lire .


208

R IVIST A

piedi ricevono un vannone d'acciaio fuso del calibro di •t 0,68 cent. pesante 617 chilogrammi. Il peso della granata è di chilog. 12,38, quello della carica della polvere, 2,03 chilog. di polvere a grossi granelli. b) Le batterie leggiere (•ì\ 5\ 6~) ricevono uu cannone d'acciaio fuso del calibro dì cent. 8,69, pesante 392 cbil. e con una granata del peso di chil. 6,7 con una carica di polvere di chi l. 1,39. e) Le batterie a cavallo avranno un pezzo uguale a quello délle leggiere, ma con un anima pi ù corta, per modo che peserà soltanto chil. 3oi,28. l l 1iome ufficia le dei 1movi pezzi è il segue11te : a) Pezzo da ba lteria . . b) Pezzo leggiero. e) Pezzo a cav11llo. Adottate le mitragl iere per l'artiglieria da campagna , furono negli ul timi tempi esperimentate le mitragliere del sistema Palmkrautz per le fortezze e per la marina. Con quelle di calibro pesante, le quali .sparano 3000 palle al minuto, si ha l'intenzione di :irmare i battell.i porta-t.orpedini ; quelle per contro di piccolo c11 libro con 800 e H OO palle per miauto , sarebbero destinate alle fortezze per la difes.1 dei fossi, delle breccie, ecc. Il sistema di nutrire l'esercito con viveri in conserva fu adottato .su vasta sca la, come lo dimostra il contr:itto stipulato colla com,pagn'ia per l'app1·01Y1Yig·ionamento nazionale, la quale deve preparare 9 •;. mi Iioni di razioni vi veri in conserva. Codeste rnzioni sono di due specie, raz'ioni in con.sen,a cli· ca,rn.e .e v1wdura, raziom: in conserva di estratto di carne; e la differenza tra esse sta iu ciò che nelle prime vi è un brodo con un pezzo di carne, meutre le see-0nde sono composlli soltanto da estratto di carne per la preparazione delle minestre. 1 . Razioni in conser·va (li carne e ·verdura. Zuppa di pÌ$elli Znppa dì avena Schtschi (1) ~ Scht.schi d'orzo

2,6'12,500 porzioni 2,371>,000 " )l H 8, 750 )) 11 8,750

Totale 5.2~5,000

))

2. Razioni. i n conser Da di estratto di carne.

Brodo di piselli Zuppa di patate Zuppa di barbabietole Zuppa di funghi . Schtschi Schtshi d'orzo.

2,375,000 porzioni

1rn,tsoo

237,500 7'1'2,500 '118,750 1·18,750

Totale ~.275,000 Totale generale 9,500 ,000

))

" " )) )J

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Di queste ne sono cons1ll'va te : 900 ,000 porzioni 900,000 )) 1,000,000 800,000 )) 500,000 )) 500,000 500, 000 )) 900,000 1 )) 1,250 ,000 )) ·1,250 ,000 200,000 )) 500,000 250,000 )) 50,000

a a a a a a a

Kijew. Krementschng Varsavia. Prest Litowsk Vilna . D[inabnrg Bobruisk. ,) Ore! a Mosca. a Pietrolmrgo . a Helsingfors . a Kasan a Wladiwostok alle isole Sachalin

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500,000 di queste razioni sono destinate ad essere portate dai soldati nello zaino; le altre sono imballate per il trasporto soprn carri del treno. A.Ilo scopo poi di mantenere sempre fresco 1piesto approvvigionamento, t utti gli anni debbono essere confezionati 7_1/,_rni_lioni di · porzioni, ("/,o dell' intiùro approvvigionamento) per il n mp1~zzo d'altrettante distribuite annualmen te ai soldati da ciascun magazzino. Termineremo quanto ho tratto alla Russia coi seguenti dati sulle spese straordinarie cagionate dalla guerra 1877-78 , e intorno iii bilancio militan~ per l'anno 1877. Essé ammontarono a H·l ,'·1·1 5,00·1 rubli, dei quali i'.2.9,328,089 per il 1877 per i titoli seguenti : . 1

(1) È una minestra nazionale composta con cavoli.

209

ESTERA


210

IUVl$TA

Stipendi, indenniw. Equipaggiamento Foraggi Viveri. Tr-asporti . Fabbriche milit-nri Cannoni e fucili. Agio pagato nella compera dell'oro. Servizio sani tari o Cavalli. Spese impreviste nel Caucaso e nel Tu rkcstan . Spese straordinari~ . » di marina. VeLturo, dispncci Al governo rnrnano Chiarnnta delle riserve. Amministrazione civile in Bnlgnria. Spese varie

95,H0,515 rubli 66,;J(~,1,906 )) 58,fi.79,880 » lJ>i-,519,925 » 37,G7:\.,289 " 29,4.,19,039 » 22,3N, 162. » '18,006,229 )) H,6':. H,7·18 » rn,6'16,632 ,, 1

))

5,6·17,873 5,3·18,159 .i,,287,742 2,9!!3,288 i ,98/i.,0:\.7 ·1,628,987 628,983

))

»

1,8:\.5,695

»

»

» » Jl

»

Totale rubli 429,328,089 Il bilancio miliLare por il 1879 è di rubli ,18~ ,566,077, così ripartito:

Arnmini:;traziono centrale . » provinciale. Servizio tecuico e scuole . Servizio san itario Arredamento cd errui paggi amento Viveri in natura Foraggi Stipendi Accasermamento. l•abbricati. Armi e munizioni Artigl ieria da campo e da fortezza. Trasporto di truppe, corrieri, dispacci Rili,wi topografici Sussidii e premi. A riportarsi

2,23•1,656 rubli 7, 189,9•10 » G,078,!•20 » 4-,126,675 20,80•1,377 32,576,331 16,2(i0,016 " 37,050,6.t.8 » 9,807,4-72 " 10,1>62,7132 ·16,268,·108 ·1,821,0,\.0 7,SH,173 » '250,706 2,il76,8H " 1

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1

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n 5,3·16,1os

2Lt

ESTERA

Riporlo Per la cassa -degli invalidi Governo generale del Turkcstan . Spegc straordinarie. Spese varie . Fondo di riserva

175,3,16, ~ 08 rubli 2,4-35,48~3 " ·1,269,117 ))

78·1, 153

»

.J.000,!J.9!• 76,,..,033

» ))

Totale rubli 18 1,566,088 1

Turchia.. - li governo turco int.ese durante tutto l'anno e.olla massima energia al ri~rdinament.o dell'esercit.o, alTìnc di avere in pronto una forte nwssa di truppe a guardia dell:1 capi tale, per il caso non impossibile di rot.tura delle osti li tà. Ad onta delle molte cli!Ticoltii gli riuscì di colrnarn lo ingenti perd ite fatto nelle armi , e di mettere in perfetto assetto un nuovo esercito, provvisto di tutto il necessario per entrare in campagua. Tuttavia fauno rlifctto compl etamente dati ufficiali sopra i particolari. · Ciò che si sa è che al tempo del congresso le tru ppc turche in Europa avc\'ano I.) forza seguente cd erano così ripartite:

Intorno a Costantinopoli presso Go 11 ipoli in Bosnia . presso Scn tari (Albania) in Tessa lia ncll'Epiro . a Schuuela e Voroa du Novihawr a Salonicco .

160 batt11glioni ,'J.0 " 32 " 2·1 » 20 >) 20 » 55 " .'J.9 >J

Totale 391 battaglioni della forza media di 600 uomini . Nel e.orso pni dell'estate rientrarono dall:1 Russia e Rumania i prigionieri di guerra, e cioi} 6 generali di divi:,ione, "8 generali di brigata , 488 ufficiali superiori , 3,070 ufficiali inferiori e circa 60,000 soldati. Circa 30,000 di essi furono inviali in patria, gli altri invece furono ri uniti al cam po di Ht.l ikos sulla sponda a::.iaticii del Bosforo con circa 10.000 inscritti reclutati nell'Anatolia. Con <1ueste forze furono formati nuovi reparti; soltanto i soldati dell'ex-armata di Plevna. furono possibilment(\ mantenuti unili.


213

EST EH/\

212

RIV I STA

Dall'America frattaulo, e specialmente durante l'estate, furono inviate uuovc armi in grande quantità, e uoll'arsenalo di Tophane coutinuavasi alacremente la costruzione di nuove batterie di compagna, già principiala prima del termine della guerra. Assai iutercssanti ' ci sembrano i dati che qui sotto riportiamo intorno olle truppe turche che presero parte alla guerra contro la Turchia.

3 . ..h't!i{Jlier-ia .

Cinque rerrrrimenti presso i corpi d'armata 1 - 5, . e il 00 rcggimenlO artiglieria d'I riserva a '14batterie . li reggimento del 6° corpo d'armata Presso il 7° corpo d'armata Nuove for mazioni

Vecclii battaglioni ~ O reggi monti di nuova formazione presso la guardia e 2 coi quadri elci pompieri, a a battaglioni . Riserva (khtihat) : formala in speciali battaglioni Landwehr: ,f • classe elci corpi d'armata 4-G, della I.Jrigat:i territoriale della Bosnia, degli abitanti dei Dtmlanelti e dello costa mcridion:de del Mar nero nddcui prima alla marina 2a classe presso i corpi d'esercito 5 e (i Muslhafi z . Dauaglio11i di volontari.

,t 81

bauaglioni

36

»

~~ 7

/)

90

»

,,

132 180 20

»

807 Calcolando in media la forza tli ciascun battaglione a 7t)0 uomini . 605,21.iO Volontari o irregolari non riuniti 111 uuitil tattiche pcrnrnncnti . 60,000

"

6

"

36

20,700 18,000 3,000

665,250

nomini » »

2~ reggimenti 8

))

))

uomini )) ))

)}

4. Truppe del genio. Ripartite in battaglioni e compagnie Riepilogo: Fanteria . Cavalleria Artiglicria Genio.

1~,000 665,250 31,200 41 ,700 .\,000 74,1,950

))

)) ))

)) ))

))

" »

.2. Ca-r·allerciri.

Ogni reggimento a 600 uomini montati Irregolari almeno

))

4-1 ,700

168

Regolare . Nuove formazioni con zaptieh, gendarmi ed altri

Calcolando ogni batteria a ,U:SO uomini Artiglieria da fortez? Battaglioni di operai

batterie

·12

·138

Specch'io delle /orz.e t1wche clviamate sotto le a?'lni nel corso della g1terra ru.~sa. .J • Fa,nterfo .

8,\.

))

32 19,200 •12,000

uomini

34,200

))

))

I)

Di queste truppe dovrebbero esse1:e. s~te. impieg~t.e: .. a) nell'Asia, compreso le guarn1g1om rimaste m Sma, nella provincia cli Ba1rdad e Yemen, ed a Creta: 280 1.Jat~aglioui, 54- batterie, ·H reggimenti di cavalleria. b) iu Europa: 527 battaglioni, 81\. batterie, 2.4 reggimenti di cavalleria. 450 battaglioni circa furono fatti !prigionieri sopra ambedue teatri di guerra .


LlB.HI E Pl<R!OnICl

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DE V1v11.LE, colone! du .i :J r ég. <l'inf. />roar es.tiou d e t'école ,In 1wltl1it . - Lille, impr. L eft:bVl'e-Oucrocq, 1879.

H . EscAnD, docleur en rnétlecine. Des l,e,•uiea ,111 cerveau ti la s 11ite ,les bles11,oo~s ,te 9ue1·1·e . - Poris, Parent, 1870. génél'al. Etn,les tle !JHe1•1•e, T11cti,111e ,te sfu.tfou11eme11t. In _8·, 518 pag. avec pian el fìg. - Paris, Dumainc, 18791 (E.etra,L du Journal des sciences m ililaires) . - Prezzo Lire 8.

LEWAL,

E. L r::cnAND, of(icier de l'arméc lcrriLol'iole atLaché au scrvice de l'inlen<lance militaire. T,•ailé ,/es •·équisilious militai,·es. Etmle ·sm• loi tlu 3 juillet '1877 . - Pari s Firmin' Didol, 1879. - Prezzo L. 3.

I,,

l11s11•11cti<>11 ,t~i 2~. avril 'lS n) pour J'entretien par nbonncm ent des efl?ls cl hab11le~cnt, de gr1:ind équipernent el de coiffur ~ cn serv1ce dans !es corps de Lroupe. IJroch. in 8•. (E:x:trait du Journal mililaire o.ffìciel). - Paris, Dumaine, 18ì9. Prezzo 30 cent.

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G. AURON v. T1n:ur:;NFEST, Hi.Ltmeislcr. Ge.,cl,ic/,te dt!s h. I, . llu.,a,•e11-ne11imeHles lle1•:09 .1llexa,ule1• v . .ll' i,1·lleml,e 1·!1 1 7fl'? bi., 1.850. Szakler-Grenz-Husaran (Storia dell'i. r. reggimnulo 11ssnri Duca Alessandro di WurLLcmberg, dal ·1762 sino ul !Sf>O Ussari conlìnari i Szekl er·, compilato in base u rappo1-Li e documenti ori g: nali clell'i. r . archivio). Viennu, BeaumUller·, '1870. - · Peezzo L. 1fi . HERM. HALLWICli. ll'<1lleuirlein's En,le . (Ju!1erfr11cl,.te llriefe uml llcteu . (La fine di \Yt1llenstein . Lettere ed alti non pubblicali). - Lipsia, Du11ck er e Humblol,, 1.87~). - Prezzo L . 4\ C.

BECKEIUHNN, ll auplmann. "'ie Fcltl•ll'l·tille,•ie O esler. reicl•s l)eutscl,lo,utl.<1, Ent1l,uub, R11s.da11tl,<i, lfìiliena mul l<',•a,1/a•e iclu . Mi t 1G Tal'el n und 21 Tabellen . (L'artiglieria di campagna dcli' Austria, Germania, Inghil terra, Russia, Italia e.i Feanciu, con 1G Lavole e 21 specchi). - Vienna, Sei del, 1870. - Prezzo L . 9. ·

Carte e piani. General-mul !Hm•a•!Harle des ll cll•iflfiscl,en :lleeres . Carta generale dell'Adriatico, compilala sui rilievi della mari na militure ansll'iuca ed italiana sol.Lo la direzione dei capitani di fregata C. von Oi::STERni:;1cMER e duca A. IMu8HT, 186Z-18ì3, allu scala di 1 : 1,00,000. - Trieste, Schimpn, 1879. - Prez. L . 3,50.


216

LIBRI E PERIODICI

lirei11karlt!11 vom preu1111i11chell Staate. Carta circondariale

~elio ~lato prussiano, pubblicala dalla sezione cartografica dell uf~cro _d, catasto prussiano, alla scala di 1 :100,000. Circon dar10 d1 Strasburg. Circoli: Marienwerder e Marienburo- in rame e colorata. - Berlino, Schropp, 1879. - Prezzo di cia~~un fogl io L. 3. llles11liscl,bliit1er des preus11iscl,ell Staates. Carte dello

Stato prussiano pubblicata dall'ufficio prussiano di catasto alla scala di 1: 25,000. Foo·Ji: C, N. 7, 8, 1'>- r ....,15, '>6 n - > '>7 .- , 38, 39', 48, 56, 62, (t~, 65, 68, 72, 75, 88, 89, 99. - Berlino, Schropp, 1879. - Prezzo di cadaun foglio L. 1,50. Seelmrlen der liaiserl. ,leutscl,en AdmiraUliil. Carte ma-

rine dell'ammiragliato tedesco, pubblicate dall'ufficio idroO'rafico. N . ~5 .K.atlegat, alla scala di 1:100,000. 5fi; il Sund, "in duè fogh_ all'i: 100,000. 56; mare del Nord, i :50,000, in due fogli. 57; Dantmarc:a- Samso, 1 :'1?0,000, in due fogli. 58; coste tedesche, Pomerania, alla scala d1 '1:500,000. - Berlino, Reimer, 1879. -

Prezzo L. 20.

lflit1l,eil,.u19en a11s ,lustus Pertl,es v. Dr. A . PETERMANN. 2f>' volume, ·1879. Agli articoli della 5' e 6' puntata vanno unite

le carte seguenti: Carta speciale della Siberia 'del Nord fra Lene e la strada di Behring, in due fogli per B . HASSENSTETN, alla scala media di 1 : 300,000. Carta della penisola dell'.J ucatan, alia scala di 1 :1,600,000. Carla di A.dua luca, per l'intelligenza dei capitoli 24-37, 32-42 dell'opera De bello Gallico di G. Cesare, per ALB. v. KAMPEN, alla scala di 1: 50,000. liarle tler Balka11-Làmler. Carta dei paesidei Balcani diretta rirroduzio~_e della ca_r~a generale, alla scala di 1: 300,000, pub

DF.LI.f•: CLASSI IN CO NGEDO lLLIMITA'I:O

153

dinario. Non farebbe più figurare a registro tanti militari come ora, ma ne avrebbe di·pilt sui quali far assegnamento. Non avrebbe poi a. far-e il miracolo aritmetico di som.@11·e insieme quantità che fra di loro non sono omogenee, come gli occorre di fare quando mette assieme prima e seconda categoria.. Quinéli è che la soppressione della seconda categoria. porterebbe due vantaggi. Primo: un aumento nel numero di coloro che sarebbero annualmente arrnolaLi ed . istrutti. Si potrebbe perciò sperare di avere con essi la form ·necessaria ad organizzare le unità. Lattiche stil piede di guerra sin dalla prima apertura delle ostilità, e forse anche di averne una prima r iserva. Secondariamente sarebbe tolto .ogni equivoco possibile a generarsi dall'idea di un r inforzo che o non esiste o è mal preparato. Il qual risultato, malgrado l'osservazione premessa, che sopprimenclosi da noi la seconda categoria, si farebbe cosa all'infuori di quanto pra ticano gli altri eserciti di Eur·opa, ci avvicinerebbe sempre più a rruel lo che essi hanno già raggi unto. Essi colla prima categoria hanno quanto occorre per meuere sul piede di guerra le unità 1.auiche; quindi per ess,i la seconda cntegoria, non risponde ad altro concetto che quello di r ipienare nell'esercito già costitui to le perdite che avrebbe su bile. Come tale possono conservarla. Noi invece, per arrivf.l re a costituire in modo completo il primo nucleo della nostra difesa. po~siarno sperare di procurarci "il mezzo con questa. soppre:;sione. Quindi è che se essa. si reali!.zasse, non costituirebbe che una apparente dissonanza nelle condizioni del nostro esercito risp.el.Lo agli altri . Ma nel reale, vi sarebbe ravv icinamento fra le rispetti ve condizioni.

bhca ta dall 1stiluto militare geografico, 7 fogli litografati e colo rati - Vienna, Artaria, 1878. - Prezzo L. 15.

VI.

Il D irettore ORESTE BARAT1ER!

. Maggiore nei Bersaglieri. DEMARCHI CARLO,

gerente.

· J'rn q1ial modo i richiarni. pe·r' 'i8[!rnzione fan01~iscano la ridu-

.zione della petm,anenza sotto le ar1ni per la fanteria, allo scopo di sopprànere la 8econcla ca.te,goria. - Amrne:;so il concetto cli questa. riforma, <tlla quale par che sempre più va.dasi avvicinando ANNO XXH', VOL. lii.

Il


I

154-

•

DEI RJCllfAilfl l'ER ISTRUZIONI::

l'avviso di molti ed egregi militari, resla a vedei:e in qual modo lo si potrebbe attuare. . . Per la fanteria non sarebbe difficile. Lo stesso non s1 può dire per la cavalleria, per l'artiglieria, genio ecl :dtr~ specin li là, all e qual i la riduzione della pel'mancnzn, sotto le armi,. o _non sarei, ile applicabile militarmente parlando, o verrebbe coos1gl1 ata da altre considentzi on i. Comincerò quindi dalla fanter ia. li problema per essa si ridur~ ,·ebbe n diminuire la durala dei la prima permanenza sotto le armi all'attuale sua prima categoria, per poter a.ppìicare acl t1nn cospicua parte dell'attuale seconda lo stesso onere che i ncumbcrcbhe ad essa. Tn altri termin i, co1werrebbc ri Dunziare per qnest'armfl acl averla il aiorno della mobilitazione composta per lanta parte cli giovan i isl;ulli mediante una. prima permancnia sollo le arm i di clne anni ed otto mesi circa , per averla in maggior numero di inéli,·idui, che in media avessero [atto so lo dne anni dello slesso Limcinio. Siccome con un raie periodo, il soldato di fanter ia, come è riconosciuto da. molti, potrebhe essere l'allo, il. problema sn rehhe in via di soluzione. Siccome po i colla generica clcnom inazioue di fant.~ria si dovreh bei-o intendere i bersagli eri , le t.rnppe alpine cd altre di natura affine, il romples:-o delle quali costit uirebbe la massim,l •pal't.e dell'esercito, ne venebbc che, nnche n.pplicatn. soh'.111e~le a queste la riduzione della prima permanenza sol.lo le armi , si potrebbe 1·i tenel'C l'isol II la la tes i generale . Prendendo t1uindi per bnsc quos1a dtwata elci periodo di prima istrnz ione, hisogna riconoscere le conseguenze che ne verrebbero. È vei·o che abol ita l:i seco11da cn legoria, pe1· costituire le unilit tattiche non si avrebbe più a ricorrer-e ad elemeuti e.osi poco istrntli, c,ome essa or· ci sommini,-Lra ; ma verrehLe pure che la. cornpagnia cli fanteria costituita in tempo di pace con sole du~ classi, nel suo pa$saggio al piede di guena completo clovrchhe r rccver·n c altre sei di rinforzo, per cui, lrasrnrati gli effrlli drl logornmenrr, nelle cln~si sle$,-c e le ev entuali mancanze al ri chiamo , ne vel'rehbe la compagnia stessa· quadruplicala. Tenendo poi conto di que:;te inevitabi I i diminuzion i, st~rebbe pu r sempre a. poco presso triplicata di forzn. Ora non è certamente assicurante questa espri.nsione. Per contro

DEL LE CLAS:51 IN COXGEOO ILI.IMITATO

155

sarebbe sommam ente pericoloso l'inLroclurre in essa tanti elementi, che da vari ann i privi del contatto coll'esercito, ne avessero dimenticate le pratiche e lo spiriLo. Qunnt.o ciò sarebbe lontano dalle condilioni della comp,1gnia in German ia , la quale nella sua espansione, non ha che a raddoppinrsi o poco pi it, e nell'aumento che subisce, non incorpora che indiridui i qua li lutto al più l!lancano dal corpo da due ann i! Essendo poi, che per togliere l'i nc01wcnien le di avere ad utilizzare nella mob ilitazione tanti ele111e111.i disavvezzi al servizio, non vi è aJLro mezzo all'infuori dei richiami periodici per istruzione; che sarebbe più forte la necess ità di riparare a qllesLo scon cio, nel caso in cui dovesse prevalerè l'idea della riduzione della prima permanenza sotto le arm i, che non col l'irocinio in ora vigente; se ne deve concludere che a,·endo creduto nece·sarii detli richiami già coll'alluale sistema, lo diventerebbero maggiormente dopo la riforma. Biso,,na però tener conto che ad applicarli, sarebbe questa verament: la fo.. vorevo!e circostanza, perchè s'imporrebbero agli individui nell o stesso tempo in r,u i loro si raddolcirebbe l'onern tli leva. Vediamo ora in qual misura dovrehbero introdursi questi nchiami. La base da cui pn.nire sarebbe che il richiamo, come cotTell ivo della ferma abhreviata, sia applicato in ragione inYc1·sa della durata della pri nrn. permanenza sono le arrn i. Così se sopra ammisi che colla permanenzn altunle di tre min i, sebbene non interi, potrebbe bastare ui1 sol richiamo nei ciriqne anni seguenti. di congedo illi- · mitato. questo correttivo non sarehbe più adeguato allo scopo se si portasse la ])P.rmanenza a due cd il periodo cli congedo illim itato a sei. Primieramenl.e diminuita la permanenm. è 11n1.uralc che il ~oldalo si ritiri a casa ;;;ua meno istrut.lo, qu indi con maggiore bisogno di rinfrescare quelle cognizion i che hanno posto meno salde radici. Secondarian~ente aumenwndo il periodo cli tempo in cu i senz,t e;;crcizio continuo clon-ehbcconserval'e lultn la \·aliditàal servizio acquisita coJl·isLruzione, :'ìe un sol r ichiamo non era eccedente nel caso dei cinque ann i, dorrebbe risultar sca r.;;o in quello dei sei. ~pperciò dovendo il richiamo essere anti cipato, a 11101.i vo della prnna


DEI RJCJ-ITAMI P ER !STHUZIONE

'

osservazione, non si potrebbe a meno di vederne necessario un secondo. Anche per poter disporre i due in modo più simmeLrico nell'intero periodo. Not.isi che con ciò non si arriverebbe al rigore della disposii ione ausLro-unghcrese che, malgrado l1:t maggiore permanema soLto le armi, ammette tre richiami nei s~LLe anni di congedo illiroit.al.o, ed a più fori.e ragione sarebbe qllesta una disposizione più dolce in confronto di quell a dell'impero germaniw che ne ammette dtie nel periodo di quattro anni. Tl che è conforme all'osservazione gi/t fo.tta che da noi non vi è ragione per imitare in lllUa l,1 loro durez.za I e disposizioni cl( qnelle dtie potenze. · Anzi, in forza dello si.esso principio, nel mentre, ammettendo iln sol rich i;nno nei cinqu.e anni, avrei Cl'edut.o conveniente di fissargli la durala di circa fi,O giorni, trattandosi di farne due, propenderei perchè fossero limiLaLi a so li trenta, come in Au.sLriaUngheria. Consegu.entemenLe le classi di fanteria., se per otto anni dovessero appartenere all'e;,ercito di prima I inea, verrebbero ad rwernc due cli permanenza sotto le armi e sci in congedo illim iLalo, durante i qwlli. soggiacerebbero a do.e richi :uni della duratri cad.,rno di un mese . Inoltre uo richiamo almeno sarebbe sempre ancor necessario negli anni di uppal'ten.enza all'eserciLo cli seconda l,inea, non solo per provvedere alla sua i!:Òtruzione, ma per fcu· sì che la sua esistenza, la sua facilità di a,;sem bramento di venga popolare. Risultato, che non si poLrebbe altrimenti· ottenere, che raclanando ogni biennio o triennio una parte di esso. Questo r ich i.:uno potrebbe farsi della durata non più di HS giorni. Con che la permanem:a e/IetLiva sotto le ·armi , raggnaglia.ta, alla. fe rnrn intiera, sat'ebhe cl i · due anni e due mesi e mezzo. Sostituito per l,t fanteria ull\i,ttoa.le un ordinamento si'1 queste basi, io sarei d'opinione che ht sna solidità dovre!Jbe avvan taggiarne. Ho giit deuo di sopra co me nn primo vantaggio lo avrebbe dal non dover r.alcolare nel sno effettivo individu i di seconda ca.tego riit, che non possono avere istrnzione. Dovrei ora aggiun-· gere che credo meglio preparati alla guerra nel loro eomplcsso

DELLJ:: CLASSI JN CONGEDO ILLIMITATO

157

le otto classi con clue anni d'istruzione e duerir,hiami, che le stesse con due anni ecl otto mesi d'istruzione, ma senza richiam i. Ta,nla. è la fede che ho nel valore intrinseco di questa disposizione, che se con questo coffeLtivo, non si polesse riparare alle conseguenze della brev iti.t del peeiodo di prima istruzione, io non potrei consigliare tale riforma.

(Contiima) .

B. VEllOGGI0 ilfaggior generale. ·


SUL L'INCREMF::-l·fO DE L SU ICTD10 NEL I'\. ESERCITO ITALJA:-,/0

SU LL' INCREMENTO DEL SUI_CIDIO NEL REGIO ·ESERCITO ITALIANO

159

Le premesse son vere, la conclusione è fa lsa. Tntonto è prevedibile il numero e la modalità dei suicidi in c1uanto st1pponiamo si verifichino le stesse generali e molteplici circostanze che sogliono concorrel'e a determ inarlo: la sorte non c'entra per nulln . Gal! che pul' trovò tante bozze nei crnni umarii non potè rinvenir truella. del su icidio, che ci darebbe dei preclest.inati . .\la tutlo ciò non mi riguarda. ~ ella prima metà del nostro secolo il suicidio costò ali' Europa civile Lrecentomiln vittime; t.re volte tanto per lo meno ne cosLerà nella seconda. Occupò la s,.gacitit di sommi uomini di Stato e insigni mol'alisti, ridestò la curiosità cli molli studiosi: è tema cli dominio statistico.

STUD I O COMPARAT IVO TT.

I. Il suicidio è un fatto singolare, inegola.re, o.rbitrario . Considerato in sè è un'eccezione stran iss inm alla legge della propria conservazione : nelle rnasse - e-0me ha dimostrai.O il QuéLelet nella. su:i Pli'isiq'lM socialé - è soggetto a leggi fisse, quali presso a poco si osservano nell'onli ne fi ,;ico . « Une autre loi, tli ce ,t. Wagner (•I) , fixe il l'a.vance le nombre dos personnes qui devronl. se suicider dans la prochn ine année, et les distribue en mcme temps dans une proportion détcrminée entre Ics sexes, les àges, lcs professions, etc. ordon nanL en mèm e tcmps combien tle personnes cle chacune cle ces classes clevro11t employer, pour se faire passcr de vie it trépas, qui l'eau, qui _la corde, qui l'armo it. feu,· qui le couteau, qui le poison etc . C'est le sort qni désigne Ics inclividus conclarnnés au suicide ».

(I J n echercl1es statisliques et <mtropologiques mr Les lois (nalurelles} qui aglssettt dans les actes des hommes e11 appC1re11ce le 11Lus a1·bih·aires. Vedi 1'raité théorlque et protiqtte de staiistique; pa1· ~t: DLOCK; pag. 134,

Montosquieux attrilmisce alla dotlrina del stticidio la gl'andezza di alcuni caratteri antich i. Flavi o, imputato clelltL congiura. contro Nerone, mostra al tribuno che la fossa preparatagli non è abbastanza pl'ofoncla. Aria, moglie cli Peto , udendo che il marito è condannato, ~i trafigge il ;;eno cli pugnale, e porgendolo a Peto, gl i cli"cc: lfon fa m,ute (,J) . .Non erano, secondo i 1,recelti del Vangelo, come scrisse poi il Gibbon , « concla.nnaLi acl aspel.tnl'C seuza la.gnursi l'ulti1no colpo della malntt.in o del carnefice». Lu fi losofia stoic:i. insegnava a rli sporre della propria vita come di un bene che lo ;;i tiene condiziona.tam.ente: fino a che piaccia. Per la China il suicidio è un Litolo cli onore; 11011 è punito dalle leggi civili, non è biasimato clalle religiose. t una g1:nziacl1c qualche volta l'i,nperaLorc toncede a i conda nnai.i a morle lenta. Due archi di trionfo rammentano ancora nel Celeste impero la storia leggendaria di due donne che, allentate nell 'onore, di prCJpria mano st uccisero. (I) C. C.1NTù: Storia universale,

Tom. v r, epoca VI, par te 1a.


160 ,

NEL REGIO ESlmC!'fO lTALJA;,!0

SULL'l'ICREMENTO DEL SUICIDIO

Vi è un genere particolare cli suicidio al quale si aUaglia bellamenle l'epiteto cli e1·oico, e che meglio sarebbe non confonderlo fra. la turba pazza o insignirtcante dei più . L'aUore più che suicida è prodigo di sè per l'a.ltrui bene; étà la. vita, non .se la toglie, come argutamente distingue il P. Curci ('I). L'imperatore Ottone vinto da Vitellio si m;cise a p·ro' de' suoi dicendo: « meglio è ·che uno muoia per tuui, elle non tuui per uno » . Pietro Micca per il bene della patria sua dà fuoco ad una mina che di necessità per il primo fa saltare in aria lui . Per noi e per l'epoca nostra é umt crescente ve1·gogna: per i mili Lari l'onta cli una doppia diserzione, dal mondo e dall'esercito . I.spirato esclusivamente all'egoismo, nel più dei casi è una vigliaccheria: è l'indolenza del contadino che ,;tanco di seminarn per raccogliere, e di raccogliere per seminare si rinì di coltello. Spesso ù più la noia dei beni elle il fo sLidio dei mali che lo consiglia: odù@i et. tciedi·w n ·uitae. Ci accostiamo senza addarsene ai tempi descritti da. Seneca, in coi n.nche i pusillanimi si. uccidevano per non sopporLare il freddo l' inverno e il calclo l'esta te, l'uggia del mangiare, bere e vestir panni. · Il paganesimo lo approvò, lo conrl.nnnò il cristianesimo; oggi da gente clie non appartiene nè all'una nè all'a.lLra l'ede è giustificalo . In Francia., in Germn.n ia, in Inghilterra e anche fra noi, rnme non mancarono oratori eminerHi per l'abolizione del carnefìce, così non mancarono pn:negiristi per d1i vuol comp.iere col le proprie mani,· su se stesso, il medesimo esecranclo ufficio. Segni del tempo che proc_larna senza fede e senza convinzione grà:ndi principii . l giornalisti colle loro ceni.o Lrorhhe ne propalano ai quattro ven t i casi più miserrimi ; i1e pompeggiano le circostanze, ne ingemmano _la narrazione con qualche frase poetica, coli qualche allus ione da solleticare le menti vanerelle, da addimesticarci tutti -- chi più chi meno, s'intende ._; con questi fo,tti atroci, cavando in Jìne dalla contagiosità loro il maggiore effetto possibile. (1) Il s·u icidio studiato in sè e nelle sue cagioni; 1876.

·161.

II .

Vengo alle mie cifre. Prima però d'ingolfarmici voglio brevemente ragionare di due cose non e'stranee, ceri.o all'argomento. In genere tutte le statistiche, nostrane o straniere, civili o militari, quando parln no di suicidi f'anno ,m fa scio solo di eh i si uccise con animo del.il,erato e nel pieno esercizio clclln. l'agione, e cli chi per clemenza.; mentre, a. ril1eLtcrr.i bene, i prim i non hanno c'lie vedere coi secondi, i qual.i dovrebbero. addiriLturn fi gura1·e frn i morti per rnalatl.ie ·cerebrn li , o per violenze ar:ciclentali , forl ui r.e. Il pazzo si togli e In vit,L colh sLessa in scienza che se ne darehbe un'altra se lo pote,:se. Non Jrn il giudizio reLto; non si ucc: iéle li.benunente; non ò sni t:ièla nel vero senso, nel senso per cni lo statista ne raccoglie i casi spnrsi e r.he giovano po i all'economisl a, a.I legislatore, al moralista, al mecl i(:o-fìlosofo di studiare. Nè il numero di costoro è insignifican1.e. Senza eccedere, come -0ggi si fa da molti nlifmisti, riguaedanclo il suicidio quale nna costante filiazione del la pazzia, ò certo che, da conti r.-11:t.i , a qnesta cagione se ne dehbono a.scrivere circa un terzo . Su mille casi ne conta 340 l~~ Francia, 333 la Prussia, a3, la Sasson ia, 3f50 il Belgio, 330 l'Italir~. E temo frn. questi non .s iano in clusi cruelli' che il Boismont ( 1) (;]1iaina i-st(mtcme.i, perchò avvengono in persone assennate, miti. che non ne diedero mai nessun !:i.entore, e che perciò debbono ascrivcr:;i ad un acces::;o snh ilaneo cli fo ll ia: tanto rero che se alcuno cli loro scampa. la vit11. deplora se ,;tesso. H genèi'ale F. Torre - 'ecco .l'altra (:osa di cui voleva parlare ·nella seconda pari.e clell,t sua. H.etazione pubhli cata in quest'anno « Vicende del B. e:;ercilo dal ,J O otloLr·e ,J877 al 30 settembre ,1878 ii ci dit per iwima volLa la i'ot·,m media dell'esercito e la sua morta li tà per mille. In ·proposito - pag. 1104 - ci.La la .mia<< Inchiesta sta1

(I) A. 01~1\I\F. or. B01s»owr; Du suictde et de la folie suicide. Pa1·is, 1858.


'162

163

SUI.L' INCRF.i\I8NTO DEL SUIC!l) IO

NEL REGIO ESI::l'\C ITO .I TAL!A'NO

tistica. sulla eccedenza della mortalitit nell'esercito italiano )) con parole ch'io mi ascrivo ad onore. La mortalità risulta ilei 9.89,( '"'/oo- L'autore, per cui sicuramente CflWsta esile cifra è una soddisfazione, dice: « potrebbe essere anche r idotta qualor~i si escludessern quasi onninamente i 68 suicidi ». D'accotdo: diminuirebbe. Ma allora, col rispetto dovuÌ:ogli, fo osservare che la mortaliLà del nostro esercì 1:0 acquisterebbe un sign i.ficat.o ristretlivo che nei conl.i·onti dovremmo tenere a. calcolo. Nòn ci guadagneremmo di sicuro , chè presso noi il suicidio è ancora men grave che altrove, e di molto . Lo dimostrerò adesso subito conducendomici il naturale andamento del di scorso .

Dal 11856 al 1865, secondo lo stesso autore, si con taro no per un milione di aJ~itanti : in

Ill.

Jn TLalia nel triennio ,, 864-66, esclusa la. provincia di llorna e il Veneto, si dep lorarono 19,t,2 suicidi; nel tJuinquennio succe1;sivo '1867-7•1, esclusa la provincia di Roma., 3794:, cioè in meilia. 758 per unno; nel ·I87:2 - Lutto il Regno - 890; nel 187:3, 975; nel '1874, ,, 0·13; nel 11870, 9.2.2 : nel •l 876, ,, 02.1-; nel ,187,, 11,139 ("). ln Francia, per dirne umi, nel solo . dipartimento della ·senna., decennio ·1834,-43, A. n. Oe lloismont., opera cit:iLa, ue raceolse 4595 cas i. J.>er tutta la Francia nei 1O ann i '1830-.U. se ne perpetraron-o 20760 (2). Questo 35 anni fa, quando ancora da noi i suicidi erano fatti rari da. non offrire tornaconl:o a racca.Ua rli . L'incrernen Lo success ivo per la Francia l'u spaventevole. Dal if 8i56 al 18(·\0 se ne verificarono in media 400'2 per anno; dal ·1866 al ·1869, 0"98; dal ,J872 al 187l, 54,72. In somma dalht serie completa che )T. Block (3) dà di questi sciagurati per l;n periodo di .1,5 anni, 1827-72, ne risulta che la proporzione slt -!00000 abitanti si triplicò. 1

1

1

1

1

.(I) Ved i Popo la=ione; ~Hnistcro cli à~ricoltrn·~ industl'ia e commercio; nnni rispetti vi. (2) Dun.tNI> I' Af<D6 1.. Et11de su;r le suicide che s les en{ants; 1855. (3) 1'/·atté théorlqtte et prat ique de s tattstiqiie par M .un rea lltOcK; 1878.

1

I

288 suicidi

Danimarca. Sassonia. .Prnssia Francia Norvegia. Baviera Tnghi Iterra Svi1.zera . Austria Belgio Russia Spagna

2i:J ,f

))

:(23

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110

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1 1

9,i, 73

67 66 M

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5ti

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26 H:

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L' llalia in questi ultimi anni, vale a dire un decennio dopo, ne conterebbe appena ::35. Il Balbi, ::t'suoi temp i., nell 'opera« La monarchia francese paragonata ai vari Sto.Li d.el globo » diede per il ,18'27 la stàtistica. dei suicidi per molti Stati dell'Europa e dell'America. Le sue cifre furono ricopiate con una. ·indiscrez ione meravigliosa, e quasi sempré con plagio. Fino Quètelet, a' nostri giorni, ne ricopiò fedelmente quelle di Bathon, Baltimora, Prussia, Filadelfia . Ad ogni modo l'illustre statista del Belgio, per le alt.re potenze ci dà proporzioni visibi lmente correuè: ne riproduco qui l'intera scala : New-Yordc Boston. Baltimora . Prussia 'Filadelfia Francia,· Austria Russia .

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suicida. su )) ))

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7,797 ab itanti )) 12,500 ,, 3,61'.>6 )) 114,.1-04 )) )) ·1i5,875 1

,1s,ooo 20,900 /4,9,,182.

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Quando .il Quùtelet ordinava quesLi sLtoi fai.ti, il regno cl'Ilalia non aveva ricevuto il suo assetto dcfini ti vo , e le r<\i-;-olari pubblica. zioni del Ministero di agricoltura, indu~tria e commercio, sul mo-


SULL'tNCMEMENTO DF.L

SUJC[l)iO

NEL REGIO E S ERCITO . ITALI ANO

vimenlo dello st,tto civile non erano per anco cominciate. Che se deroganclo per solo un momento dalle buone regole della teorica statistica, le quali impongono la conternporaneità fra le osservazioni che si meLtoflil a riscontro, paragoniamo il passato degli altri Stati, oggi molto più aggravati dal.la. cifra di coloro che volgono a sè le mani violente, con ciò çhe avvenne in questi ultimi anni fra noi, a,bbiamo per il ;J872 la proporzione di I su 30,B37 di popolazione, per il '1873 su 27,852, per il 11874' su 26,886, per il "875 su 26,807, per il '1876 su 26,367 e per il 11877 su SlB ,905. L'Italia dunque nella scala del Quètelet occuperebbe il penultimo gradino ..

·165

nell'esercito germanico indussero la Nene Presse t\cl oc~uparsi ufficiosamente della bisogna. In un numero d.ell'aprile. SI le?go~o. I~ se(Juenli notizie: « dal 11867 al 11870 la media mensile. cle1 s~1c1d1 nell'c,;ercito prussiano variò dai 9 ai 112; nello .scorso ~mno 11814 fu di :J6, Iimilandosi a 12 nel gennaio e a '1!5 nel febbrat0 »: L'.autore dell'articolo che scrive nell 'intento di calmare le app1:ens1oru, v~de in ciò uno stato di staz.ionarietit. Per il 11874 l'esercito gcrmanr.co con una forza di 3ij5,009 uomini, diecle Hl3 suicicli; quanto dire ,1 su 4839. . , Contempora.nearnenle, l'aU,ingo allo st.esso fon te: l'esercito fra~cese ne dava ,1 su. 11,881; il lreJga sn 2 ,222 (nell'ultimo qumquennio 1870-7"-· clò. ·l su 2,964) ('I); l'inglese, volontario e tanto ben~ pa.~ gato e provveduto, 1 su 2,{134.< i .snoi. clrag'.mi e le sue gw:i:1:~1~ d1 'linea, pres,t Ja media. per Ltna serie cl I anni, danno un suH.:1dc1. su 1,27 4. della, fornt. Da qnesle poche notizie panebbe clre il rnpporl.o generale del Boudin sia, i_nferiore a.1 vero . In quanto aJl'eser<;Ìlo nostro n'e;;porrò . fra ~oco .tuttit l'esatta istoria; intani.o nccone la serie numerica dei casi. Prmrn del 11874 se ne hanno notizie J)J,Jnthevoli. . . . Nel 1187/i.. se ne deplorarono 40, cioè in ragione della forza, 1

1

IV.

Fu IJ?.OSsa una grave accusa agli eserciti stanzial i : si dissero cagione impellente al suicidio. La spinta, l'incitamento sarebbe dato in particolar modo dai rigori della disciplina, e dall'allontanamento dal jlaesc natìo e dalla famiglia. Qua.le e qnantrt influ.enza dunque la vita militare esercita. • su ccnesla. sma.nia, ful'i or:m di andnl",,ene dal mondof Volendo ri spondere ndequrttmnenl:e, a.dducendo prove dirette, dovrei scendere a ricerche Iunghe e per me non sempre possibili. Per alcuni Sta.ti mi mancherebbero di çerlo i necessal'i documenti. ~i i affi.derei pertmHo volentieri ai risultati otl.enuLi cfal Boudin ne' suoi Ètmles d'hyqiène publiqne sw· l'tftat sa.nita,i1·e etc ., dn cui emergerebbe che i rnil ir:nri in genere si suicidano cinque volte pitì che i civili. Temo però sel'iamente ch e o non siano esaL!.i , o per lo meno oggi non corrisponclano più. Sulla finé del , 876 l'Austria pubbli cò il suo An.nt LC{1' ÌO statisti co milita.re per il "878. La forza. media è di 211.0,662 uomini : si suicidarono ;1!)7, cioò 1 su ,J ,222. All'incirca. le stesse cifre, e di conseguenza le stesse proporzioni , si verifi.carono nel biennio. antecedente "87 1-72 . Nel if875 le voci corse di uno spaventoso aumento di suicidi 1

1

193 1 663, ,1 su 8,34.,2 . NeJ ,J 875 erehbero a t.i8. l,a forza fu cli 2D0,[124·, quindi ·1 su ~ 2,94,9 . ·

I

Nd ,18'76 giungemmo a 82, che su Hw,:no di forza cla~mo ;J su 2,3':iH. Lrt st,{List.i ca sanitaria per il 118ì'i non ha anc~ra vi~lo luce. · Se poniamo in rapporlo queste proporzioni co~ le 1'1Spe~11ve d~Jla popolazione generale <lei llegno assoimnandone 1 proclotL1 per l mtero Lritmnio, si ha.: 8:l,069

rn, 112 1

=

8 2. '

vale a. dire: i snicidi dell'esercito stanno a quelli di tuW1 la popolazione : : 8, 2 : ;J . Questa enorme dif'feren,,a però , die a prima vista parreb be dar

1

(Il Vedi s :atisti';t1e mi ,licale cte l'armée beige, !.kux(1!1ès, t877.


166

t67

S U LL'!'.'ICRF.MENTO p r::L SUICID IO

NEL REGIO ESERC!TO IT .... LJANO

rag'.011e ai nemi.ci degli eserciti stanziali, e che si pmsterehbe mi-

primo subitaneo disgusto del mondo più che al tri contro se medesimi ne usano~ Allora però la. è q nistione di circosl.a.nze accidentali ohe favoriscono l'atto insensato e chè nella vita mil itare possono verificarsi, rna non le son proprie, esclusi ve : tntL\t!Lro !

rabilmente alle declamazioni degli avvocati che parlano di milizie è poi davvero a carico della viLa militare~ ' . Dico di no! giacchè scompare se non del tuUo, quasi, se riflettiamo che clet 4,,o95 casi raccolti dal Boismont, 3,~,f i., erano d'uomini.; che in media, per ,J 00 donne, la Francia dit 377 uornini suicid.a. 1~ Russ ia 393, e in Italia nell'ultimo biennio ,J876-77, su ,f ,769 che '-t Lroncarono i giorni, solo 394 erano d'accollal'si al sesso che non dà. co.scriui. Proporzioni che se prese sn grandi cifre variano pochissimo da nazione e nazione. Qualche differenza l'offrirebbe l'Ingl~iH.erra c.on donne su 2,1O nomini ( ved i articolo Popnlation. lhct10nnawe de t'économ.ie polfrique), e 4(),1 su ,J ,"43 secondo i · r isullat;.idell'ultimo quinquennio 187 1-75. Block (opera citata) fondandosi su molte osservazioni stab ilisce in genere il rapporto di 20 donne per mo uomini . Negli al.tentati poi si ha quasi il pare()'()'io · 00 si capisce perché. ·· ' Per questa sola ragione dunque è 1rntr.m.ll e che gli eserciti di.ano un contingente' molto maggiore. · Aggiungasi che pl'ima dei 118 ann i, cioè dell'età idonea alla vita militare, i disgrazia.ti che ad occhi eh i.usi si gettano nelle tenebre eterne della morte son ben poch i, ma pochi assai. Non basta; nel!' Introdwrione al mo·vim.wnto del nostro .~tata cùJile per il ,J 876 si legge (pag. LXIV): « Il maggior numero dei suicidi si verificò dai .ai 2~ .ann i »; clà che corrisponde precisamente a quella del servmo m1htare. Il sesso e l'età, come dice Block, sono due influenze sul numero dei snicidi che la vincono su tutte\ le altre, e militano contro, soggiungo io, In, sl.al.istiea degli esercì ti. In. fine nel qu inquennio ult.irno del motJinumto della popolazione l' H~\lia ebbe 5,?'i8 suicidi , che divisi a norma delle cagioni impellentt danno soli 38 impuLaJJi li, come lcggesi in quei citati documenti ufficiali, al d:isgnsto cletla 'Dita m,ili-tcwe. · Nr.~lladimeno il suicid_i o . è contagioso, specialmente fra' giovan i : non e mol.to, un nostro 1st1lul.o di educazione militare ne dava un deplore~'ole esempio .. S\li~idi avvengonò quasi lutti nei centri più popolosr, nelle grandi c1Lta, ove i solclati sogli ono tenere o·uarnigione. Qual meraviglia se taluno di essi ne suhisce la fun;sta inJlnenza? E qual meraviglia aneora sè forniti di arm i come sono, al

mo

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2?

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V. Al mio intento gi.ova ora ch'io qui trascriva l'edel menle qnanto può apprendersi in ordine al su icidio nelle suc!~essive pubblicazioni cli statistica del Comitato di sanità mii.ilare. Nel 187 O si I.enne con I.o dei soli 117 casi che figurarono essere avvenuti negli ospedali mililari ; 11,.Sperarmadafuoco, per gli altri 2 se ne ignora il mezzo; questo è tutlo . Nel tl'ienn,io 1871-73 parimente non si parla che dei perpetrati « negli sta bi lin1enti militari ». !,;cdi ci per il 1187 11; ,J 5 per il 11872; 1 13 per il ,1873; dc' quali, H, nel ,prirno anno e 8 nei dne successivi per arma da fuoco. 1Yel l874 L1 forza media dell'esercito fu di H l3,663 uomini . La cifra assoluta, co.mplcssiva dei suicidi ascese a ~.o, cioè: 0.20 °0 / 00 della forza, 0. 15 per centom ila della popolaz.ione del Regno. Se ne ignora, a.ffatto il nwzzo . Di.visi per cmna ('I), escludendo dal confronto gli imalidi e veterani, e gli stabilimenl.i militari di pena e le compagnie di discipli na, la proporzione mass ima col rispettivo personale si ebbe dai carabinieri (,'12 cas i) e dalla. cavalleri a (6). Le compagnie di sanità e il genio non n'ebbero nessun caso. Divi.si per 1n·ovincie di nascita : - Divisioni militari - emergono Milano, 7; Bologna, 6; Firenze, 5; Torino , 4 : le meridionali, compresaYi Roma e la Sardegna, offrono le min ime, contandone in complesso soli 8 casi. Chieti, Ilari . Napoli e Salerno non ne cbhet·o esempio. Di'Disi per pro1Yvncie ùi ciii avoenne·ro: si ha Torino, Yero,rn e 1

(i) Uso qui t~ lvolta pr r comodità di eloquio la parola

arma. in senso cli corpo.


168

s u r.r.' 1:-:cR EME NT(.) DEL SU l CllJIO

Firenze, che danno il massimo con 6 casi ciascheduna: le meridionali in genere il minimo . T mesi più {unestnti: giugno, 7; marzo , 6; maggio e agosto, i:L Nel 18'7.'5: forzi! med ia 200 ,i:i]k, . Suicidi 68, va le a dire 0. 33 °0 ·00 della fol'za, e 0.2.f. su centomihl· clolln popolazione dol !legno. Con cirma elci /iwco: 6,1; degli nitri s' ignora. il mozzo. Divisi per a,nna: dn nno il massimo i carabinieri ; ,16 casi, O. ì!> "" oo della forza; e l'artigli eria, 8; 0.4-0 00 00 ; il minimo il genio, ·I; O.:z:3 °0 .,oo - Mn in quest'armo è cosa degna di nota non Lcirnr,-i con lo separai.o nè dei bersaglieri 11è delle compagnie di sanilìt, che rientrano nel mare magno della fanteria . Per provincie di nascitn : spicca Torin o, 1m; Yero11a, 7; Mi lnno e Padova; 6: il mi.nirn o dei casi, secondo il solito, si Il a dalle mei:idionali in genero. Per p1·ovincie in cni. a1nennero: Pentgia ha l'infausto prima.Lo con 9 suicidi: vengono poi Firenze e Napoli con 7; Milano co11 6 e Ch ieti con o. Sa lerno 11011 ne ebbe affatto; Messina soli due; tnlte le altre :~ o k. La regione centrale in quesl'nnno diede una prevalenz,Lsi.rana. Per anni di servizio: nel ·1° - 21 casi )) 2° -

13 111

1

DE I

RICIIIAI\·1 I PE.R ISTRUZIONE DELLE CLASSI IN CONGEDO ILLIMITATO

I.

Difficoltà di 1·ichiamare per se,nplice istrn,zione le classi in con,geclo illimitato . - Nei varii eserciti di Em·opa, organizzati sulla base della prevalenza numerica combinala colln. brevit,\ del tirocinio sollo le armi, per coneggere gl'inconvenienti di questo si ricorre ai richiami periodici. delle class i che trornnsi in congedo ill imitato . Cosi vediamo che tanto nell'esercito germanico, quanto nelJ 'rwstroungherese, le classi dell'esercito di prima linea non possono restare clue anni tnìlltJuille alle loro ca:-e, senza aver uno cli questi rich iami. Cosi vediamo cbe la. Francia, malgra.clo la più lunga permanenza. sotto le :mni, che hn si ab ilito per l' istruzione, non dimentica di Carne uno nei quattro anni in cui le classi scmo assegnale alla rison a. Da noi que~ta. pl:i\tica non si è a.ncom t·iusciti a stabilire. Non èchenel nost1·0 esercito non si apprezzino i vantaggi di questi richiami, i qunli tengono ,i,a. nel soldnlo, che la:;cia le lJancliere, l'idea di non e::-sersi ancora sdebitalo del servizio dovuto alla patria e servono a. rinl're-;carn in lui lu cogn izio11i n.pprese durnnLe la prima pel'lnanenza ~olio le arm i, e in clati casi a completal'le. Che anzi più volte abbiamo sentilo voci aulorn"oli inculcare la necessi tù di r icor-

)) ))

)) 3° 11 )) 4° )) ccc. Segna·rono il ma,<Jsimo: giugno e agosto che di.edero da soli ,18 1:a~i. _i\'el 1876: forza med ia ·190, 376. Suicidi 82, ciò che corrisponde 00 a O./4.:) / 0 0 della forza; iI rapporto colla popolazione civ ile noH è più dato. Con nrma dn fnqco 72: da raglio, 1 ; precipitandosi dall'alto, 4· , in un pozzo, I : appiccandosi, 3 e so110 ì ·I; l'altro si fece spiaccicare la l.e::;l a soLto 11 nu locomol.iva. fe1·1·o viaria. Per arma: i battaglioni d'istruzione ed isliluli militari cli eclucnzioue nr fnrono maggionnente rallrislati: , eas i; ragguaglialameule alla p1'opria f'Ol'Z.L 'i: .51 °0/oo- Le i.:0111pagn ie di sani lit 110 n ne ehl>ero: _il genio e IG ro 111pagnie alpine, un solo. Per provincie cli nascita: ii massimo lo segua Torino, if'ì; }li-

ANNO XX I V, V OI•. li i .

f

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138

OELLE CLASSI IN CONGJ,00 ILLIMITATO

DEI RICHIAMI PER ISTRUZIONE

rerea siffatti od a mezzi congeneri per ottenere questi risultati. Ma le difficoltà che ne contrariano l'attuazione, ebbero fino ad ora il sopravvento. Le difficoltit cui alludo non sono poche. Basterebbe citare quella della r istreltezza del bilanci o, per capire come fi nora non siasi potuto pensare a questo miglionnnento. Se non si è ancora potuto ottenere il co1TispondenLeas,;egno per mandare ad effetto tutto quanto fu già dalla legge saneit.o eome necessaJ'i o alla difesa; nulht cli più naturale che non siasi potuto far passi in questo senso mancando la sanr.ione cli legge a constatare la necessi til. È tale difficoltà è sempre stata aggravata dallo stato in cui trovasi il nosL1·0 organismo militare. La Lrasl"ormazione siia. dal vecchio sistema, improntato alla massima dei pochi solàati ma bene istruiti · che aveva anche per iscopo di commellere a più fidi esecutori la tutela dell'ordine sociale, al nuovo, che si basa. sul concorso dei molti e bene armati, non è ancora compiuta. nelle sue più radicali disposizioni. La questione della durata della ferma, che sarebbe il cardine di ogni ordinamento, non è stata ancor r isoluta. in modo eorrispondente al nuovo concetto per quanto pu ò rilevarsene dalle proposte che in ogni anno si formolaò.o in Parlamento in occasione della diseussione clel bilancio clella guerra o di altro progetto cli legge risguardante l'esercii.o. L'i stituzione della seeondacntegoria non pare ad alcuno che collimi coll'obbligo del servizio mi litare generafozato a tutti gli idonei. · È quindi naturale che su questi due punti, i più importanti del l'organismo, di preferenza si rivolga l'attenzione del Jectisln.tore '-' . o , anzichè sul miglioramento che pot.rebbe arrecarv i l,t pratica dei ri ch iami. Tanto. più che quesU finora si considerarono come semplicemente facollaLi vi ; cioè come cosa indipendente dalla <forata e condizioni della ferma, nonchè da.Un generalizr.nr.ione dell' onere di servizio. Ma non ò neppure questa la più grave frn le clillì coltà cui alludo. Se non altro giova sperare r,l1e es:;a possa presto sparire coli' incremento dei proventi delleno~tre fi nanze. A,•vene invece nn'altraclinatura più çontinua., per vincere la quale, e farsi iniziatore di qualche proposi~ a porre in atto i 1·ichinmi, non baste1·ebbe per tutti né

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139

averè constatato il miglioramento delle finanze, nè aver qualche idea del pericolo che sovrasta al paese, aJlìdandosene i destini a soldati poco abili. Poggia questa difficoltà sulla gravezza della disposizione, che si dovrebbe proporre. Non bisogna dissimulari\elo; cla.cchè si è fh.uo ·strada il convincimento che con due anni ed otto mesi ·circ,t di permanenza sotto le armi, sia possibi le dare al so ldato una sufficiente istrnzione; convincimento; che non può a meno di essersi formato dalla pratictt di questi anni, nei quali null.1 oltre a ciò si richiese, che ;uni si sarà fino. ad un certo punto rinvigorito dallt; diehiamzioni de"li autorep vo!I propugnatori del la. ferma progressiva; potrebbe st1scitare malcontento il tentare cli fa re prevalere il concetto dei rich iami, in quanto che essi proclmrebbero aggra.varnentn cli onere. Né puossi negare che sarebbe questo sensibile, se considerasi che men11:e ora il giovane, il quale ha scontato l'obbligo di permanenza sotto le armi, si affida alla speranza. cli non aver più ad interrom~ere la sua carriera civile se non vien turbata la pace; che se dcipo il servizio militare giunge a procurarsi una occupazione proficua, ha molta probabi li tà di non avei·e più a perderla pee la ripresa cli quello; sarebbe invece col sist.ema dei richiami nuovaniente gettato n~ll'incertezza pel suo avvenire. .Bisogna· anz i convenire che pel giovane di qualche istruzione, per cui maggiori sarebbero le probabilità di utilizzare le proprie cognizioni con una professione, il doverla in tenompere pel richiamo, potrebbe al.le volte riuscire ancora più duro, che lo aver dovuto ri tnrclare ad abbracciarla per pagare prim;i il. suo tributo alla palria. Nessun dubbio adunque che l'apprez~,U11l~nto di questi danni, come ha gii1 influito finora, debba anche in ogni circostanza avvenire, arrestar molti dei c1mvinti dell'utilità d.e i richiami dal propugnarne l'adozione. Ma non basta di queste difficoltà. A.vvene un'altra ed as~ai gl"ave essa pure. 11 nostro ordinamento militare, non fondato sulla base della territorialità, contrarierebbe da no( l'adozione di questi ric~iami , nel mentre non conoseono questo incagli o quell i Stati che più scrupulosamente lo praticano. È infatti ev idente c:he coll'ordi~amento territoriale, le truppe da richiamarsi per un periodo di · istruzione completiva, sarebbero direLte alle stesse unità, di cui fe-


uo

DELLE CLASS( IN CONcioo (LLIMITATO

DEI RIQHl,AMI PBH J<ìTH U/, ION~:

c;ero .v.arte ne.Ua loro peumane.Q.~11- sotto· le a;cmi , senza_chè si avessero ad ÌJ.lpont.rare le gravi spese di tra.sport.o fGn:ov.iiJ,rio per far a t11t1;e i:aggi,ungere il proprio reggimento da una estremiLà all'altra del'Lo Stato, comn avverrebbe coH'ordinaimento ,1 ba.st naiionale. Quesl.a diflìcoll~i rinanziari<L sarebbe, per di piìL accompagnala dalla perdita, del tempo occorrente a tali trasporti, senza. benericio alcuno per l'i~Lruzione. Perciò, nw.lgntdo l'apprezzamento dei vanto.ggi inerenti ai ric:hiami, come si fanno 1wosso altri esercit'i, molti a,yranno giii concluso che presso di noi il vantaggio per l'istru7,ione non compenserebbe l'aggravio finanziario . T1er tutte qt1este dillicoHà, io mi spiego il fatto del non essersi dato finora importanzii a qnesta pratica nè dal Ministero della guerra, il quale ne avrebbe a.voto l'opporttmilà nel '1873, quando ebbe il con1 cetto di proporT~ un vero codice sull'arruolamento dell'esercito, nè dalla commissone della Camera dei deputati e sopratutto da chi a nome di e:lsa. dettò la tanto ,pregevole relazione del 30 rna,ggio 1'87!1-.

II.

J.Vecess;tà rii superare gli ostacoli che si oppon,qono alt' attuazione dei 1·ichiami. - Se la. pratica dei richia,rni è in vigore negli altri eserciti d'Europa, è sezno vi è r iconosc;iuta necessaria. Se poi è necessaria all.rc.rvé, anche con un ywriodo d'isl.ruiione maggiore di quello che si usa cfa noi, perchè non si dovrà cercare di estenderia. al nostro'? - Questo ragionamento mi pare sufficiente a. climosLrare la necess.itìt di superare gli ostacoli che si oppongono all'attuar.ione dei richi.uni. Ciò non pertan to nggiungerò qnr.dclie osservar.ione sulla natura delle difficollà nostre in confronto a quelle d1e si verificano in altri. Stati e su lla nostra aLLi!.ud.ine a superarle. Sollo l'aspetto Gnanziario si.a che per Ja Francia non esisLe la difficoltà che noi troviamo tanto seria. Si può anche ammetter;:i . che la Gerrnanitt sia di rnolLo più in grado cli superarla che noi; ma in quanto all 'Austria-Ungheria non può' dirsi che si,L in condizioni mollo divers~ dalle nosl1·e. Eppure applica i r ichiami.

141

So:to il ~unt? di vista tecnico, se noi ci troviamo con a!Lri problemi ·ùa sc10g!1ere per completare il nostro organismo militare; qu~l?h.e ~osa s1 sta pui· med.itando presso le alLre po teme. Eppoi é prn !acile dar huom~ soluzione ,l diversi problemi in una volta, qu.an~o sono per natura collegati fra di loro, ch'e sciog-li el'li alla sp1cc1olatii, come fossero senza ne,;so. . Dal 'pur~~o di vista del pRtrio,i.tismo, per superare più agevolmente gli aggravu personali, che produrrebbero i rich iami, può ammell:ersi 'la Fr'.mcia. essere più disposta ad i neon lrar questi sacriGzi i, perché essa e persua~a elte solo col rassegnorvisi, potril un giorno vendìcare l'onta delle patite umiliazioni; mentre noi non abhi,rn10 unà ferita tanto recente da medi.care che dei. richiami ci renda accettabile la durezza. Ma lo slesso argomento non vale più pel nostro confronto colla German ia. · , .1:ordinamenlo Pru:,siano, adoltato eia tnLlo l'impero, dalla smf or1gme, che data dal principio di questo secolo, subi una re(Jola t11tta opposta a quella degli alLri estwciti cli Eurnpa. ,\'[entre alt;~)ve pl'eva.hwa più o Tneno spiccatti In lendenw alla dirninu;r,ione delle fo~·me, in qoesto vi fu una succès,, ione di sforzi per aumentarle, a m,sura che le condizioni finamiarie del paese lo- permettevano. Se ad,mque la Germania., ad onla delle sue fortunate ul.time cn.mpagne, non si è arrestala dall'esigere quest'onere nel servi;r,io militare, che si può dire aveva. rincrudito !b. poco lempo, e lo m.àntiene gelosamente, perchè noi invece di imitarne il patriotLismo, continueremo a .chiudere gl i occhi all'evidenza della sua necessith? d Del resto i.n qu.anlo alla difficoltà prodotta dal.l'aggravio indivi~ale, non v, può essere rnJtivo per cui questo debba trovarsi rnacrgrore da 11oi che presso a quelle nazioni m'e i riehiami giitsi pratic~no. mass!ma anzi deve ammettersi che la gravità di cruesta dlspo.s1zwne riscontrasi maggi ore neì pae,;i ove l'indnsl.l'ia ed i commerct sono pi Lì svilnpati, che iru1uelli ove è prevalente l'agricoltura. Sotto quesLo aspetto adunque l'Italia non sarebbe certo la regione, nella quale detti richiami dovessero risultare piò. nTa.vi. Ifi · fl me per~1ò che r iguarda. la difficoltà di porli in pralica da noi che non abbiamo il rechltamento a si3tema territol'iale, non è nec~ssario di rinunziare a questo nè per attenuarla nè per farla sparire. In quanto all'attenuarla, dovrebbe essere prima cura del go-

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DEI RICHIAMI P ER ISTRUZIONE

DE LLE C LA SS I IN CONG l':00 JLLlMJ'l'ATO

verno di fare in modo che ogni reggimen lo 'riceva per ciascuna classe le reclute da tre soli distreUi, l'uno dell'Italia seLLentrionale, altro della centralo, ed un Lerzo della meridionale; con che sarebbe mantenuto il sisLema nazionale, e verTebbero di molto selllplilicaLe le relazioni fra aistretti e corpi. Allora ogni reggimento, in qualsia~i dislocazione, poirebbe ricevere fa terza parte del r ispell ivo con Li ngen tH della classe richimnai:a, senza che qu esta abbia da superare distanze molto con:;i derevoli. Sarebbe cioè al.LenuaLo l'inconvenienLe delln non territorialili1. del nostro sistema cli reclut,tmenlo , senza rinunziare ai vantaggi di quello nazionale. Del resi.o è d11opo clte il reggimento prenda in aggregazionr. individui appa rtenenti ad altri corpi in luogo delle due terze parti dei propri i richi amati. Uisogna insomma rinunziare allo invinre i richiamali lutti al rispeLLivo reggi mento . In termini equint!enti semplifica le tanto le relazioni fra corpi e distretti, che ciascuno cli questi non abbia a suclcli viderc il proprio conlingel)Le di richiamai i in lanli l'iparti, si dovrebbero avviare questi al reggim.ento _cui appartengono , se la distan7.a non è superiore al Lra::porLo di una giornata di ferro"ia~ oppure mandarli in aggregazione n.l vicini ore di stanza.. 1n qualche caso, e segnatamente nelle regioni nelle quali la truppa di presidio fosse più rara, qualcl1e ri parto potrebbe pure essere lraltennto al distretto medesimo. Con questo temperamento potrebbe essere rin l're,scata l'istruz ione dei richiamati con risulta.li non LanLo di:;simili da quelli .che si avrebbero mandandoli ai rispeuivi corpi. T:inconvenicnl.e di non far andare ca.cluno al proprio corpo sarebbe in ,rece controbilanciai.o dal vantaggio cli megli o far afll uire ::i i corpi, cleslinar.i a prendere parte alle grnndi manone, un pi1ì gran munero cli ri eh iamni.i, affinché le unità I.attiche risultino di fo rze più approssimata a quella del piede ti.i guerra. insomma che vi siano delle dillicolLiL nel combinare i richiami col nostro :-islema cli re(;lutamento è, <:osa innegabile. Esse possono però \'enir superate come tutte le altre di natura diver3a lo furono presso le nazioni ove il r,ichiam o si volle applicare. Ma se non m'inganno la questione non fu fin o ad ora posta sotto quell'aspetto, dal quale ve1:rebue real mente agevolatt1, la sua risolu-

zione. Si considerò finora il richiamo come un miglioramento faco l·tativò, ma non si partì dal principio che dovesse costituire una parte integrante dell,t ferma. Il considerarla sotto quest.'altro punto di vista è, come farò vedere in appresso, il modo più sicuro per vincere le dilTicollà suddeclinate.

III .

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.Uelt'applicazione dei ·richiami alt'att1wle Ol'(linamento. - Per concretare meglio Je idee a proposito di questi richiami, sarebbe necessari o di. in tendersi in C[ual modo potrel.Jberu essi afJPlicarsi all'attuale ordinamento. Siccom.e però ci mnncano !.r·aclizioni sulle quali basare i nwionamenti per svolgere il sistema da. seguirsi, è necessario di pr~1dere un po'.di norma dagli altri c:;erciLi che ci lJrecedettero i 11 que:;ta via. L~m'.tnnrlo_ I~ oss~rvazion i alla prima categoria, come quel la che cost.1tmst:e clt lati.o 11 vero nucleo deila difesa, si Yede che in Germania, ove la. durata. del ser vizio pC'r l'eserci to di ,1° linea è di tre anni sol.lo le arnti e di quattro in congedo illimitato, sono fissa li due r ich iami ciascuno della durala di 56 ,,iorn i. · o ' In Austria-Ungheria, o,,e la stessa durata <li senrizio é di tre anni e tre mesi so tto le al'mi e set.l e in congeclo illi mitato, sono stabiliti tre richiami, rna della durala di circa un rnese caduno. Le quali due di~posizioni sono eviden Lement e irnpronl.nle allo stesso principio, che le truppe <li 1a linea, in congedo iUimitaLo, ~on clebbnno essol'e lasciate alle case loro per due anni , senz1t sentire l'obbligo di l'ispondere nel una chiamata per istruzione. ~ella modaliLà 1)oi di applicare qnesto pri11cipio, In, German ia. :;i addirnos:rò più esig~nu, teoricamente in fallo di istruzione o più wnv_mt~ eh_ aver 1_1:ne.zzi liHM1ziarii, avendo stn lJilila la durala cli t[ttesti r1ch1am1 doppia d, quella crednta.suflicienLe dn ll'A ostria-Un.,heria. Per· l'esercito di 2a lin ea, essendo lìssata In durata di ;~rvizio nell'impero germanico a cinque ann i, vi corrispouclono, secondo la legge, due dchiami di 15 giol'fli caduno, ed in qllello Austro- Unga-


or::cu:

DEI RICHIAMI PER 1S'I'RUZ10NE

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rico, limitata la durata di servizio a due anni, ve ne corrisponde uno solo. In complesso sono adunque mantenuti i richiami per l'e~ercito di 2a linea, ma per periocli minori, e nell'impero germamco, ove si dà loro maggiore importanza., sono anche più rari. Se da noi si volessero seguir questi esempi, avendosi per l'esercito di 1a linea la ferma a tre anni sotto le armi ed a cinque in con1,edo illimitato, la fedele imitazione richiederebbe due richiami, i ~uali per la dLlrata dovrebbero almeno eguagliare quelli dell'Austria~ cioè non essere minori di un mese caduno. Ed avendosi Unc,beria e ' .l per l'esercito di 2a linea un periodo di quattro anni, si _clovreb)ero prescrivere per questo altri due richiami della durata cu:i.scuno non maoofore di ;J5 giorni. 1:sciando a parte la difficoltà. di esLendere i richiami non vigenclo da noi il sistema territoriale, sarebbe forse eccessivo l'ordinarli in -siffatta misura. Parmi più pericoloso che utile l'itpplicare da noi l' oner~ di servii.io nella stessa misura che si pretende dalle potenze che c1 stanno a nord. Il carattere di quei popoli è -più paziente e il nostr-0 più vivace. . .. Sarebbe adunCflLe indispensabile che nell'imitare la cl1spos1z10ne, si cercasse cli raddolcirla.. Con tale intendimento, rid.otLa già cla noi opportunamente la durata della prima permanenza sotto ~e ~rmi nella pratica a clue anni ed ouo mesi circa, potrebbe un sol r,cluam.o di circa 40 giorni nei cinque anni di congedo illimitato bastare per l'esercito di 11 a linea ed un altro di 15 giorn i circa per quello di 2a nei primi anni dei quattro che ne fanno parte le ch\ssi: . Dal solo punto di vista. militare sarebbe certo a rich1eders~ t~ua~che cosa di più; ma messe a ca.lcolo tutte le alLr~ nostre cond1z10m, l'ottener questo, sarebbe già. un bel risultato. 1

1

IV. Dello stato della 1iostra legislazione rispetto ai richiami delle classi. - ·Si presenta ora la questione, se ammessa la, necessità di questi due richiami, il Governo potrebbe attuarli ogni anno in base della nostra legislazione.

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CL ASSI IN CONGf.00 ILLl MITA'fO

L'art. •I31 del te3Lo unico dice: « I militari dell'esercito permanente e della mil izia mobile in congedo illimital.o sì di 1" che di ·« 2" caLe,~oria posscmo con · regio decreto essere eh ia01ati sotto le «armi in LnLa lit.à ovvero per classi, per arma o per corpo o per distretto « milita.re tanto per l'istruzione loro qna.nto per rassegne o per twen« t@lilà nelle quali il C-,overno lo gillClicn opportuno. » Dal tenore del quale si vede che la possibilità, del ric!i iamo per istrnzione esiste; ma che occorrn l'emanazione di un decreto rea.le. La. quale formalità. ci avverte che forse non si LratLa di cosa che iI Governo deLha ~omp iere regolarmente ogni anno ma che invece presenk'l. qualche maggiore eccezion al itit. A tale riguardo io osservo essere pnre prese.riti.o dallo ~Lesso articolo il reale decreto per le ehia111ate del la. 2a categoria, che pur -dovrebbero verificarsi ogni a.nno, qoalnnqu e l'osse il miniinwn (lell'islrnziorie ila loro imparli1·si; ma vi ù qualche diITerenza fra i due easi, la qmde merita di essere posta in ril ievo . L'art. ·1'26 della legge (t.eslo unico) che per la '~" categoria porta il ma::cimwn, della cluraLrL del periodo d'istruzione a 5 mesi sul complesso dei nove anni cli ferina., viene a rlirechencppure per più cli 5 mesi potrebbero essere tenuti sotto le armi in m~dia per cadu n anno tanti giovMi q tHHlLi se ne t;nn tengono in unn dasse. E sic·Come ammette che ognuna di essa possa. avere questi c:inque mesi r~partit.i in uno o piLL anni, accenna alla possibilitit--éli chiamarne in ogni ,mno , non di una. sola, 111.a di varie. Di pii1 stabilendo che l,~ chiam,ila per c:aduna di esse sia rutta possihilm enLe in diversi periodi in modo da non pregiudicare l'esercizio delle va.rie professioni si vede che il ripfl.rto dell'istruzione della seconda categoria, cho la legge consentirebbe di e~eguire ogni anno, sa rebbe cosn non così semplice. Si Lrnltercbhe tli suddividere in grnppi, secondo le professioni loro, i giovani cli caduna classe, per poterli chiamnr poi più in unaJ che in altra. stagi one, e far di verse di quesLe ehiamate ogni anno, per a.vere i11 ciascuna individui di egua l istrnzionc. Cosicchè per stabilire tanti pa.rticolari, vi sarebbe materi a per cmel tere un manifesto asswi complicalo ogni volta che occorresse cli µratica.re qucsle chiamate. Tratt.andosi poi che la le6ge per questa categoriR non fa come per la prima. per la quale determina tassativa.men Le la permanenza <<

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14(1

om

f! lClilAM l PER ISTRUZIONI':

sotto le armi di inizio alla. ferma, ma lascia al potere esecutivo di determinarla, fra i limiti da essa indicati, l'emanazione del regio decreto risùlta giustificata. Si può perciò entrare nelle \'. iste che aveva il legislatore quando ha crelluto d'imporne l'.emanaz,one . . l'er il richiamo invece della classe di 11" categona che, secondo il wncetto da me l)atrocinato, dovrebbe aver luogo al l'epoca delle grandi manovre, per le appartenenti all'esercito di ;ta li~ea; la.cosa ~arebbe molto più semplice. Non sarehbe più il caso cl, precisare lfi diversità. di trattamento al quale i chiamati della seconda avreb-, bero un certo diritto a termini di legge; qui tltlti dovrebb.ero : uhirnc l'onere contempora:neamenl.e, eppercio nella stessa m1su~·a . . Avvenendo inoltre il richiamo per ogni classe con una per1od1citit cletermina,ta, lo si dovrebbe considerare come un complemento della permanenza sotto le anni sancii.a dalla legge per og.ni ferma: Mancherebbe perciò al regio decreto una parte:\ del con~pr.to ehe e assegnato fL quello concernen Le la 2" cat:'goria e troppo hm I tat~ verrebbe ad essere l;l sLLa importa,nza perciò che avrebbe a sancire. D'altra IJart.e ,tvrebbe calzalo a questo proposito I' oss1~rvazione, che dal momento che la legge staJJilisce tassativam ente il penoclo principale élell'istrnzione per la ,t" categoria: se avesse ravvisaJa come .nec.essaria l'applicaiione di qLLesto periodo complementare , l'avrebbe pure tassa:tivamente sancita. Sta poi sempre che il riiturre in perrnar;ente ed inevitabile una disposir.ione che la legge avreb~~ stabilita come semplicemente facoltativa, sarebbe un rendere p~u grave l'onere incumbenle ai cilLaili ni, e per farlo sarebbe necessano un nuovo intervento del legislatore. Se ne deve adunque concludere che sol.lo l' i 1npero della legge attuale non sarebbern applicabili i richiami periodici, nel modo da. me proposto sebbene que.,la idea di attuarli abbia. a.vulo <fltalche patroc:inatore anche in p,ufamento. Che se si vuole reahzzaredavvero la riforrna è necessario anzitLLl.to di ritoccare la legge. Altrimenti proceèlen<lo, LLno di questi r.ichiami non so lleverebbe tagnanzn alcuna nè a.I Senato nè al!a ~~mern clèi depntati .qmuulo. il paese rosse già. avvertito trovarsi d, lronLe a q:1alche pencolo di ostilità. Potrebbe ami in simili casi essere cons1dera1.o come una previdenr.a, ed alt\'e volle come un espediente per appoggiare trat-

_DELl,E CLASSI I N CONGEDO ILLIMITATO

H7

tative diplomatiche, col qm1le all&ntanare la stessa probabilità di guerra, facendo vèdere di volervisi preparare. Ma in ogni altra circòstanza, verrebbero in campo i partiofani esclusivisli degl 'intere.ssi economici i quali troverebbero argomento di opposizione dal danno che il l'ichiamo produrrebbe a.i lavori agrièoli ed alle indusl.r.ie del paese. Se il Mi.nistero della guerra alla diswssione del bilancio riuscisse a far,:;i assegna.re i fondi per un tal r ichimno, cosa da. non credersi tanto facile colla. disposizione di ' legge attuàle, per le ragìoni suddette, e che all'approssimars i dell'epoca in wi il richiamo cloveehhe a.vere luogo, si presentasse qrialche appiglio pc1r tentar la revoca, non mancherebbe il provocatore èli qualche ep isodio parlamentare simile a.. quello che avvenne quest'anno a proposito della chiamata de.Ila 2a categoria ciel 11858. Fosse del resi.o meno esatto il mio modo d'interpretare il citatoarticolo 13 1 della l!~gge, e si potesse invocarlo dal )linistero per avere ogni anno l'asseg-nar.ione in bilancio della somma occorrente PE>l' il ri chiamo; vi sarebbe jl peeicolo che, dovendosi ogni anno agitare la stess,t que.)tione sulla convenienza ed opportunità di risparmiare ai contribuenti la spesa, non sempre essa. si scioglierebbe in modo conl'onne al bi sogno di (lare all'esercito una vi()'orosa costituzione.'Sarebbe troppo soggetto questo voLo alle alLerr~ative della politica perchè pote3se giovare all'esercito. . Non può cla tutLo questo esservi dubbio· sulla, convenienza di moclificare in questo particolare la Je 6ge attuale. cli recluta.mento facendole prescrivere tassativamente i richiami per istrazione. /')

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V. Dell'applicazione dei.·1·ichiami per sopprimere la. seconda categ?ria. - Il concetLo SLLesposto di applicare i richiami per istruz10ne, obbligatoriamente, all'attuale ordinamento, è evidente che c~m~renderebhe un aggravio del!' onere di leva. Sarebbe dunque difficile che si potesse far strada., malgrado if convincimento dei


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OEI RICHIAMI PER IST R.UZIONE

militari sulla necessità di ricorrerv i, per assicurare all'esercito quel grado d'isLrnzione che gli conviene. Fortunatamente però lo slnclio del problema non :; i presenta isolalo. Avvene un altro che pur reclama scioglimento, cd è quello clell 'organizza;r.ionc della 2• categol'in,. Combinondo insieme la soluzione dei due si polrebhe far prel'alere il richiamo senza aggravamento di onere. R.elatinunenle a detta categor·ia, si fanno di molle osservazioni , ma la. pri cipale è la. seguente: Coll'atLual e ordinamento, l'esercito permanente si comporrebbe di individui appartenenti alla I• ed alla 2• categoria . Ri speuo agl'indi vidui d)· ,fa ca tegoria si ammette che possano essere pronti, al momento della mobi litazione, ad andar nell'esercito di prima linea e fronteggiare il nemico. Per quelli di seconda invece si renlle necessario che siano prima riuniti per istruzione. J~ evidente che non si può fare egua le as,;egnam.cnto sulle due categorie; perchè mentre della prima i componenli avrebbern in massima :w mesi di islruzione; quelli di seconda o non ne avrebbero punto o Tte avrebhern ri cevuta cosi poca, da ,werlil, anche dimenticala. Così mentre la prima categoria può dare subilo il suo braccio alla-d ifesa del paese, la seconcla può so lo pl'omet.terlo. ~fa la prima ver la scarsità del suo reclutamento, è inadeguata a somm inistrnr·e all'eserciLo di prima lin ea le uni l.it Lalliche della forzfl. stabilila sul piede di guerra, malgrado sirt no destinate all'uopo più classi Lolle dal congedo illimilalo che nel!' esercito france:rn o germanico . Così l'aiL1Lo r; he la 2• dovrebbe daro alla 11" categoria da noi sarà snbilo desideralo, senza poterlo a.Yere. Tenulo quindi con lo di siffau,a distinzione e ciel principio sancito dalla legge mercè cu i tuLLi gli idonei $0110 obbligati a prestare personalmente il mili lare servizio, ne risulta che la. 2• categoria cleve essere consiclorata come il congegno "[)er osse,·varc la legge che ha generalizzato quest'onere. ;u n siccome vi è pericolo, che quando una legge comincia con urui dichiarazione di princ;ipii non riesca poi sempre a pratiche consegu_enze, così potrebbe esse1:e fondato il dubbio che In 2a ca.t.ogoria allro non risu lti che un' istilu1/.ione nominale colla qua le ab biamo cercato di far illusione a noi stessi, anzichè idonea a pFOvvedcre ad un determinato bisogno.

1)1•:LLI:: CLASSI IN

,.

CONn1::no

ILLIMITATO

!49

In tanto flV\'iene che hi 2a categoria non dit un immediato cpmplemento alla 1~ neppure di forza limitala, appena emesso l'ordine di mobilitazione; pl'Omette per 1:0111.ro granrli masse pur r-equisihili allon. ma da potersi i mpiega1·e sollanto dopo qualche mc:'O. La qual cosa non è consentanea ai principii oggidi preva lenti , in forza dei quali si dm•e per prima cosa 1rnnsare ad a,,er gli uomini capaci cli preslar l'opem loro fi11 clnll'aperlun1 <lolle os!ilitil, nel numero che sarehbe pl'Cvisto dai quadri di composizione clell' esercito, mentre dern l:1r,:i p~r :-econda. il riforn imento di num•i armati per mantenere I co rpi al compiei.o. Kull~ ,adunque di più natnralc, che l'idea di uno stud io per vedere qLtale rrlorma con venga operare nel nostrn onlinumento per LoO'liere cli mezzo l'inconvenionre. Inoltre, ,;iccome vi so11 molli che m;; non :idero di huon otch(o l'istiluzione della 2a categoria, perchù trovano 1u essa. una speri~ di fayor-itismo poco coucil iahile coi priucipii di e~uagl,anza, clw m que::ra le~ge medesima a più riprese si cercò d' mfouclere, ai\~ai faci lme11 te cornprcnclesi come l'enu.nciazione della riforma ahhia polnto inll'rprPlarsi da molli comi' l'aholizione assolu!.a della 2" culegwia. Chi' ri sia la <·om onienza di n?}l.i , are lo :-;Ludio di questo p1·0blcrna 1·e1111e ulli ruamcnle a provarlo il gii1 <·i.t.110 i11cidente parla.men lare al Se11c1 In erl nIla Camcr-;i dei dep11 l.i li per la clt iarnala della z• call'goria della classe del ·I8'l8. Si , erifir·ò che :id onLa dell'essere ::.lala cp,clla 111isun1 pi1'i volle ,·accornandara al rninisLr-o dalla Camera i!1 o,;seq11io alla legge orgauica del rcclutmneuto; che quanllllllIU<' s1 lrn1'ni::;e in hilancio allogat,L la somma occor-r-enr,c per offeLLuarla: rhe st'hbenc fin dal geunaio il )finisteroavrssed ich iarnto alla comrnis,-io11t' del l1ila1wio d 1e <>.-~a avrel,be avulo Jnoo·o nei Lre mesi di gi11gi10, lnglio P.rl a~o,;10. pnrc fu 11Pccssa r·io 1111 :oro della Camen1. LI q11n l l'alto prov.i d 1n ,;nrehhc slata JJossihil e Ja revoca della dispo·iziont• rnini,;trriale, 1.nnlgraùo tante eaulelc usale prima di em.etl orla. J,a~ci.r poi dubitare (;hl' vi sia 11cl pac:-;e c· hi consid era l'istilnzione della seconda categoria sollo nn punto di , isla rliverso da q~1ello in cui la po ·e il lcgislaLore. Mentrn questi credelle farn e un rmforzo neccsi-ario al la prima, allri potrebbe ritenerla una isr i-


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DEI l{ICMIAMI PER ISTRUZIONE

tuzione di nome, uno spediente di bi lancio tale da non pesare sui contribuenli. Ma ciò non basta: il riso Ila.Lo della discussione fatta alla Camera, malgl'acb abbia salvalo il prestigio dell'autor ità, non può aver lasciato senza. apprensioni il Ministero della guerra. Di queste si risentirà nel determinare altra vol ta le modalità di una. medesima chia.rnal,t, e for!:ie dovrà nuovamente confessare, che non è possibile, con un alto di questa. natura, nonpregiudical'eqoalche privato interesse. lntanLo a me parve, che anche coloro che appoggiarono il ministro della_guerra nelle sue tli chial'azioni , a.hbia.no in modo indiretto ferita l'istituzione. Riguardo però alla seconda categoria, non bisogna dirnenticare, che se da noi si sopprime, si esce dagli esempi, che ci forniscono gli altri eserciti di Europa, perchè nel fondo tutti in giornata, sebbene con diversa moda.lilit, ne conservano l'isLit.uzione. Si deve anzi osservare che lo :werla essi iiiLituita e manten uta, denota. che partono clal conceuo èl.i fare in ogni anno un rednl'mnento costante pel num ero, mentre, senza di questa suddiv isione, si potrebbero avere sensibili differenze da un anno all'altro . Rinunzieremo noi al van taggio di conoscere preven tivamente il numero degli arruolamenti da fau'$Ì nell'anno e ci :-obbarcher:emo francamente all'ignoto'? Se lo aver determinato preventivamente ciò che si vuol r·icavare da una. leva. è un vantaggio accarrczzato dalle altre potenze militari , non saprei perchè da noi si debba trascurarne. D'altra parte prima di aceettare incondizionata.men te l'i(lea della categol'ia uni ca, fa mestieri di conoscere le risultan;,.e. Quindi è necessario indag,ìre se per avventura coll 'aclottarla, non si correrebbe il rischio n di a.vere troppi soldati, indipendentemente dall e consideraz ion i di bilancio, o cli non avere i mezzi finanziarii per impartire a Lutti la necessri ria i:ìt.r uzi one. RispetLo alla prima questione osservo, che coll'attuale ordinamento , concorrendo la seconda categoria n. costituire l'esel'cito si di pri.ma che di seconda linea ·con un aliquota minore della pl'ima. calegoria; ne verrebbe,· che passando al la prima lutti quelli di seconda si avrebbe -aumento nella forza. .dell'esercilo. Ch i facesse adunque senza restrizioni qu esto passaggio, nel mentre il principio

PELL E CLASSI IN CONGEDO Il.LIMITATO

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della seconda categoria è ammesso dalle altre nazioni, verrebbe a formare un esercito relativamente superiore agli altri di Europa. Ora nel concetto dl'io mi fo sul modo di costituire la forza nazionale, non tro vo che sia questo lo. scopo cui tendere. Se per _provvedere alla sempli ce difesa del paese, non ne vedo la necessità. Se per metterci in grado di agire offensivamente ol 1.re il confine, ne credo troppo remot.a la possibilità. Non vedo, militarmente parlando, la necessità per l'Italia di avere un e.sercito_ relativamente superiore a quello delle altl'e potenze contmentalr, perchè c0l!a sua. forma peninsulare ha minor frontiera esposta agi i al.tacchi nemici; perch è colla cintura delle Alpi, che formano un ostacolo in molti' sili assai valido, non Ila. ]Jisogno di armate così colossali per difendere la sua indipendenza, come le potenze del centro rl' Europa che non godono di questi due ,•antaggi. · In quanto all'id ea di avventurarci ad imprese offensive al di là delleA.lpi, non è <;h'io voglia escludere la possibilità. di fare un attacco contro i nostri vicini, allorchè si temesse di venir pre"iudicati da una difensiva assoluta. ' Ma in questo caso non si dovrebbe pet'dere di vista l'osservazione di cui sovra, pel'-cui neppure allora s~rebbe' necessario da parte nostra un esercito relativamente super10re a quello dei ci rconvicini. Ogni altro concett.o invece è dalle nostre condizioni troppo lontano e segnatamente da quelle lìnan;,.iarie. Del resto qualsiasi idea di esLendere oltre i confini la propria infl~enm c?Jl'esercito., non potrebbe attecchire in nessun paese che g1a non fosse entusu.ismato per esiti fortunati dì guerre com battute da poco. Qu indi per una istituzione giovane, come la noslra, sarà d~ P:inHL SAmpre ·più da curarsi la buona organizzazione, le mighone dell'armamento, l'istruzione della trnppa e de"li ufficiali in ' o genere e dei condottieri in ispecie, che l'aumento del numero. Risp~tto alla seconda questione, se cioè: post.i tutti gli idonei nell'_un1ca categoria., si avrebbero i mezzi per mantenerli sotto le armi quanto occorre per un'istruzione completa; è d'uopo considerare: che si avrebbero oltre a mo mila uomini ad incorporare annualmen te con ferma temporanea; che non volendosi dar loro meno di due anni d'istruzione, i '100 mila diventerebbero 200 mila a


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DEI lUCHIAMI PE!'t ISTRU ZIONE

carico del bilancio; che dovrell besi accrescere quesLe cifre, perla maggiore ferma nece:;saria n ceri.e ~Lrmi., pei richiami, e per le ferme permanenti, si produrrebbe così sollo le armi una forza che molto si avvicinerebbe rii ::lOO mila. Non vi pnòest\erquindi alcun dubbio: incorporando tu LI.i gli idonei nell'unica categoria, si andreb be fuori dei limiti compo1'lahili dal bilancio. t vero che il numero degli idonei dovrebbe ricevere una prima riduzione da prenlenle cancello di maggiormen te estendere cd agevolare ie riforme nffi ne di non ascrirnre all'esercito tanti non valori. Ma ad onta di questa maggiore severi I.li nel hl scelta, risulterebbe ancora un quantitativo di idonei, ch'io non va luterei inferiore ai mo mila annu i. Ma dati 400 ,000 anolabili all'anno, è saggio adollare esclusivamenl e il principio della prevalenza del numero? Non sarebbe invece meglio rivolgere ancora una voiLa lo sguardo all'antico principio dei meno ma buoni , e veòere qnanlo ,i sia ancora praLicamen le buono in qnelle teorie'? Non sorgerebbe per avventura da. questo esame la convin;,,ione che il paese poi.esse acrtni:;La.l'e maggior probabilità di pesare rolla propria innueuza. su i desl ini di Europa avendo un esel'cito nn po' più ristretto pet' numero, ma hcne islrullo, anzichè tanto 1mm~roso e cli istruzione de6c.iente~ Per que::le considerazion i sarit necessario, ad onlil della soppressione rlelln :-et;onda. calegoria, cli limi tare l'annno t;O ntingente di leva come si pra1ir,a negli altri paesi. Si potrà fare l'un ica categoria più numerosa di quanto :.i faccia allua.lmente la prima; ma si dovrà lasciare ogni n.nno una parte clegli idonei all e r.ase loro senza islruzione alcuna. l)ue;;ti se nel tempo cli pace non sentirebhero il peso del servizio personale, sn.p rebbero però di essere a di$posizione dell'esercito in tempo di guerra. Soli.o queslo punto di vistR adunqne sarebbe virtua lm en te adempiuto nl disposto della legge che ha stabililo l'onere per Lutti gli idonei, i qual i ,i adempirebbero allo stesso modo, per quanto da loro dipende, come l' intera categoria del giorno d'oggi, quando non ha la ch iamala per istrn:1.ione. llispello poi al Governo, meni.re saprebbe che all'occorrenza conterebbe su di essi.per colmare i vuoLi prodolli dalla guerra negl i organivi , non li avrebbe invece in fo1·za nell'esercito in lempo or-

16:)

NEL HEG IO ESERCJTO ITALIANO

lano e Rologn~, ~ 1; Verona, 1 O. Nessun caso Genova e Palermo· uno solo Me~sir'.a; 2 lloma, Napoli , Salerno e Perugi,t. ' Pe1· provincie ove avvennero: Pernoia diede ·1 o ~ .. 00 1 d li 1 0 f d · ·· • tv 1 00 e a orza ella dms1one; Napoli, il 0.66 ; Alessandria il 0. 58. Non ~fugga al l~ttore ch'è questo il primo anno che i su.icidi sono messi rn correlazione colla forza delle divisioni ,· quanto d're ehe s1· misu· < , rano ad una stregua giusta . Per anni di servizio: nel 1° - 22 casi 1

1

)) 2° )) 3° » 4-0 -

decrescendo sempre. Per anni di età: dal 117° al 2 0° nel 21° 22° )) ,23° )) 2 4° )l

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1

))

10 )) 3

i>

ecc.;

7 casi 10 i> 12 )) 14 )) 7 ))

)) 25°- 3 ecc.; decrescendo sempre. 1ltesi infausti: l'agosto, 13; l'aprile, .f.2, il giugno e il luglio, 8.

VI.

Queste . .tutte . d le notizie che è possibile riassumere dalle an nua1·1 Pubbl 1cazwni el Comitato. Son .poca cosa se le poniamo in riscontro a quelle di altri eserciti e~rope1 '. son molto se riflettiamo che l'Italia conia pochi anni di ~tb~ '.1az10nale, e prim1, neJli Stati in cu i e.m di visa gli studi stallstici erano o negletLi, o accanitamente avversati. Fr_a qualche anno , se pure la smania d'innovare, a costo di far peggio, n~n farà perdere alle ricerche quel valore cumula1ivo che solo lae un 1r01.m1ta · · d.I v1ste · ed,.111tend1menl1 . . nel ·raccoglierle, 01·diANNO X X•V, VOI. lit .

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170

171

SUL L' !NCRl:: MENTO DEL SUICIO!O

NE!L R EG IO ESERCITO IT AUANO

narle, ed esporle può comunicar loro, avremo anche su queste criminose frazi oni ch e concorrono alla cifra dell e perdite del nosl:ro esercito un corredo cli esatti ragguagli sicuramen te feconcli di qualche deduzione. - Jm quanl.o a.Ile· puhbli cazioni statisl:iche del Minisl:ero della guerra non posso tenerne conto. L'anno militare che abbracciano non mi permelLe ai ravvicinarle a quelle clel _Comitn.to senza ingenerare confusione. Non posso però esimermi dal prendere in considerazione i. 68 casi che ci dà il generale F. Tone nell'ultima sua Llelazione, ,1° ottobre '1877 al 30 settembre 11878, sia per la loro recenlissima data, sia perchè l'autore dice t.ratLcnersi alquanto su di essi « entrando nei pi ù minuti pruticola1·i per dare agio agli studiosi a farvi sopra d'el'le considerazioni ». f mezzi adoperati da questi 68 che nel periodo di tempo sopraccennato si recisci·o lo stame della vita sono: l'arma a fuo co, 55; la locomotiva ferroviaria, 6; il capestro, 2; l'annegamen to, 2; degli al tri 3, due si precipitarono dall'allo, l'ul timo si avvelenò. Di'oisi pe'r a1·ma: il massimo lo diedero i carabini eri (ragguagliatn.mente alla forza, 0.95 °0 / 00), i bersagl ieri e l'artiglieria O..i-8). TI minimo il genio (0,20 °0/ , 0 ), e i reggimenli cti faol.eria (0,2,1). Delle compagn ie di sanità non se ne tenne conto separato . Per provincie di na.scita: Alessanò ria, 5; Roma, Torino, Pisa, Cuneo, Cal.nnia e Caserla, 3; le all:re 2 e ,1. Per anni di servizio: nel ,1° ~ H casi n 2" - 9 )) )) 3° - 114 )) )) k8 \) )) 5° 5 ecc.; decrescendo sempre.

nfesi peggiori : maggio, 1 O; settembre, 8 ; aprile , luglio e agosto , 7. Cagioni impellenti.: s'ignorano in 2,i. casi. Per gli altri: disordin i finanzi ari, 9; alienazi one mentale, 8; fro de e cose simili commesse, 7; disp iaceri di fa miglia, 4 ecc.

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Per an,ni di età: dai 18 ai 20 6 casi nel 2,1° - 11 >1 )) 22° - 13 )) )) 23° - 1,1 )) » 24° 3 >> ecc,. 1

VII.

Ecco intan to le conseguenze · che con molla probab ili là di non essere smentiti negli anni avvenire, ma non senza qua lche giucliziosa riserva stante l'esigui là delle cifre e la brevità del tempo che includono, potrcbuero trarsi da questi ravvicinamenti che hanno il pregio di essere i primi . •I O Il su icidio nei mii ilari si com parte presso a poco come nella popolazione civile, e come in quella tende all'incremen to. L'influenza che sulla clet.erminazione di questo atto ha lo stato atmosferico, i prim i boUori prima veril_i, le vampe estive, si verifica egualmente; i mesi più fun esti pe1· gli uni lo sono pure per l'altra; aprile, maggio, giugno, luglio e agosto. Così parimenti segue inesorab ile nell'esercito come nella popolazione civile la ragione topografi ca. Le provincie settontriom1 li e le centrali, ma, più le prime che le seconde, si distinguono por un maggior numero di wsi; e ciò sotto il duplice aspetto della nascita o del trovarcisi cli guarnigione. Nel primo caso con vien dire o che vi :;i nasce con più predisposizione, o l'educazione che Yi si riceve è una cagione predisponente. Nel seeondo non ci son o da invocare a spiegazione del fen omeno che le circostanze della vita locale, l' influenza dell'ambiente, l'imitazione. 2° Il mezzo prediletto in Lutti gli eserciti è l'arma a fuo f.io . E perchè no? Se l'han sempre soLto mano e raggiunge così bene il deplorevole intento? In genere è usai.a 75 volt.e in cento. Nell'esercito austro-ungarico (ved i statistica sanitaria 1873) ciò coni$ponde esattamente; nell'esercito rlel Belgio (ulti mo quinquennio ,1870-7.i,) su 63 casi veri/ìcatrsi, 4.0 anennero per arma da r,wco, 73 °/o; 118 per 1


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NEL REGIO E SE RCITO ITALIANO

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SULL'JNCHEMJ::NTO

oer..

SUICIDIO

appiccmnento, 28 ¼ ecc.; nel nostro la proporzione è maggiore. Su 279 casi che possiamo assommare dal 1870 al 1876, esclttso il 1874, chè non tenne conto dei mezzi di distruzione, ben ~rn3 volte fu preferita quesL'arma; cioè nel rapporto di 8 1 "lo. Tale eccessi va predilezione dei nostri soldati trova la sua ragione di essere nell'indole, nel carattere iLaliano . La razza, la nazionalità di un popolo non si smentisce mai; l.utto serve a metterla in evi.clenza. Nelle popolazioni civili della !<"'rancia, Ingh ilte!Ta, Irlanda, Belgio, Bad.en, Sassonia, Norvegia e Danimal'ca si preferisce, volenclo dar lermine ai propri giorni, l'appiccamento o J'annegamenL9; le armi a fuoco, in quesle cal:astrofì, vi rappresentano umt parte meschinissima ( 1). Dimanierachè meni.re a cagion d'esempio in Inghillena danno il 4.5, e in Pmssja il ,J 0.2 ¼ (2), in Italia giungono al 30 e qualche.volta lo superano. . · Il suicida nei diversi popoli smallisce diversamente !'od.io contro la propria vita. L'Inglese e 'il Prussiano si appigli1i ,id una funicella; il Francese e l'Irlandese si getta nell'acqua; l'Italiano si drizza un colpo alla tesla o a.I wore. I rispettivi eserciti debbono risentire di questa naturale inclinazione. Secondo le ultime e più particolareggia.te notizie dateci dal genera.le F. 'Tol'l'e parrebbe che la locomotiva fenoviarict, que::;Lo miracolo dell'umano ingegno, debba serv ire con successo e su larga scala al suicidio: 6 volte in 68 casi I In Prussia sul novero complessivo dei suicidi verificatisi dal '1869 al "87'.3 si constatò una volta in cento, e sembrò mollo. Sarà un mezzo aggiunto agli altri o una tentazione cli più~? 3° 'P.er ciò che riguarda la clivisionedei suicidi in ragione degli anni di sel'vizio e di età, credo fermamente che quando avremo dell'una e dell'allra. una serie di osservazioni da stud iare ci conYinceremo che la. seconda se non è del tutto una oziosaggine è per lo meno Lllla ricerca di lusso. Gli anni di sel'vizio , ht classe, corri:;pondono all'eti1, e quanto rileveremo nel primo caso lo rileveremo pure nel secondo . Le poche eceezioni che vi possono essere concernono 1

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(I) Vedi [lOIJOl'j Op. c it., pag. 8'.l, Tom. Il. (2) Vedi M. IlLuc•; Or c: t., pag. •181.

quasi esclusivamente i' giovanetti nei collegi e negli istituti. A buoni conti militari in istato di formazione, che non so con quanto diritto trovino posto in questi studi dell'esercito. E poi, dividere i suicidi per età, anno per anno, mi sembra sminuzzarli tl'oppo. Di 15 a.i 20, dai 20 ai 25, dai 25 ai 30 l'uomo si forma; dai 30 ai ,4,0, dai 40 ai 50 si matura, poi comincia. a invecchiare. Questi pel'iodi cli 3 o 1O anni possono offrire interesse a studiarli parlitarnente: ma anno per anno . AI presente non abbiamo notizie che di un biennio: 1871:>-7fL Risulterebbero 44 suicidi nel ,f O anno di servizio; 32 nel 2°; 2 1 nel 3° ecc.: maquesLe cifre assoltlte in che rapporto stanno colla forza media relativa? L'ignoro . , Nella Relazione del Comitato per i I ,1875, a pag. 3'7 si legge : « ..... il 30 ¼ dei suicidi spella agli uomini nel ·1°annodi. servizio, ed il 70 agli altri presi in complesso; tali proporzioni però si equil ibrano quasi mettendole a riscontro colla rispel.liva forza; tant'è che per i primi la proporzione dei decessi per sui.cidio raggiunse il 0.3'.ll °/o cl.ella l'orza, e per i secondi il 0.35 ». Dai fatti nosLri non può dedurs i allro; almeno per or,a. Nelle ci tale staLisLi che sani1.a1·ie degli esc~reiti austriaco e francese si rileva in vece che la maggiore propor1.ione di :;uicidi si ha negli individui di 2° e 3° anno. L'epoca più funestata non sarebbe la prima. E mi par giusto . La noviLà della vita e del paese che si va ad abitare, disLraggono e debbono, almeno per il momento, allontanare. dal. proposi I.o . E poi, nei prim i mesi il soldato b occu1;atissimo, a[aticato for;';e anche soverchiamente; ebbene, l'uomo non si ammazza per la fatica, ma pe.r l'ozio. La faLica ci fa desiderare i temporanei riposi, l'ozio gli eterni. 1

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VIII.

4° Le armi maggiormente afflitie dal suicidio sorw i carabinieri , l'artiglieria, la cavalleria e i bersaglieri: tulle scelte, meglio vestite e più pagate.


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SlJLL'INCR8M8NTO DEL SUICIDIO

NEL REGIO ESERCITO ITALIANO

Nelle statistiche civil i i re danno più suicidi di tutte le classi sociali: 11 su ,J27 ('I). I carab inieri soHanLo però hanno una cospicua e costante prevalenza, se si eccettui il 11876, che per i fat ti verifìcalisi in uno dei battaglioni d'istruzione, gli. istituti mili tari di educazione prevalsero. I rigori della disciplina, le esigenze e la responsabilità inerente al delicato lor-o servii io, l'isolamento in cui sono obbl igati a vivere per un cloveroso riguardo, la solitudine che spesso li cieconda perchè disseminati ovunque, possono considerarsi come al trettante ci r-costanze impellenti. Per l'artiglieria, h1 cavalleria, i bersaglieri (premesso che la loro eccedenza è lieve e non ben comprovata), azzarderei una osservazione. Sono le armi pi(1 appariscenti. Solleticano i van itosi, le testine facili ad infatuarsi di felicità impossibili, e per cui sembra gran <;osa in forcare un cavallo o guernirsi il cappello di un lussurioso pennacch io. Dimani , colla stessa leggerezz~i, tutto viene loro a noia. La poesia se ne va, e rima ne la vi t:1 colle sue reali miserie, tanto più insopportabile per quanto bruscamente si distacchi dai sogni color di ,·osa di una immagi rnzione esaltata, e alle prime contrarieLà di quartiere o fuori, come se fosse un nonnulla, se ne fa getto . · Il genio dà. il minimo. Nell a solita statistiéa dell'esercì to austro-ungarico per il ·1873, la cavalleria dà il massimo con 1.115 °0 / 00 della forza, tutte le altre armi pagano il loro tributo a questa sociale sventura, m,eno il genio ed i pontieri che ne vanno esenti. 11 genio in Lutti gli e:;erciti e in tutti i modi more sempre :meno degli altri. Promisi in altro mio lavoro addurne le ragioni e le acldurrò; non qui che mi allontanerebbe troppo dal l'argomento. In tan to per ciò che sì ri ferisce al suicidio può dirsi che i suoi uomini, più o meno nob ile e bella, più o meno lucrativa, .posseggono un'a rte; non vivono nel vuoto; hanno un'aspirazione, una meta che interessa e fa loro cara la vita . L'istrnzione ch'essi posseggono in . genere è adeguata al loro stato ; non hanno, come si suol dire, voglie da principi e borse da cappuccini.

In due soli degli anni r ife riti si tenne conlo separato del le compagnie di san ità e non diedero esempio di suicidio. Non me ne meraviglio. Gli infermieri debbono annu.,.1·e 'Volonta1·iame1ite a tale destinazione (!J ). Chi a 20 anni presceglie questo ullicio deve avere nel la propria testa una Yalvola di si curezza., non import.a di qual g.enere, contro un siffatto eccesso . · E poi la mori.e negli ospedali la si vede a sangue freéldo, senza fronzoli rettorici, 11el suo vero essere; co' suo i strazi, colle sue lunghe penose agonie. Il cadavere è là., freddo. Il sil enzio che lo circonda fa spavento, si resta atterriti da l nulla che coll'ultimo riato prende il posto di tLLtto. Dopo una simile realtà fate brillare agli occhi, non dico molto, un foscio solo di q ;ella luce che il sole a torrenti manda a noi, e ditemi, a clii non cadrebbe di mano l'arma suicida?

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(I) $,1,,re-i>rn s DoHs•rs: rablcau statistiqite e' compa,·ée d•s qualités distinc tioe.s des souvérai?1s dcs diverses 11atio ns clcpuis t"oriaine dcs empires, jusqu' a la fin du XYIII siècte. Vedi P. Cuttc1; op. ci t.

IX.

Studiato iI m1.le nelle sue mocb.lità, dim::>stratane l'indole pro gressi va, mi piacereb he di que"ta sua marcia trionfale anche nelle fi la dell'esercito indagarne le cagioni , e se fosse possibile rimuoverle . Non risparmiai fatiche per chiudere in più sLretLi limiti. la mia ignoranza. Ho leuo quanto Ja letleratura antica e moderna offre di meglio, ma. non ne spillai una idea solei che mi confortasse. Se dopo tutto sono venuto acl una conclusione, e.,sa è di quelle che mettono le angosci e nell'animo e fan no cadere le braccia. Il suicùlio studiato ùi sè e rwlle site cagioni, per C. M.Curci S. I. ,J876, già da me citato, è un tiLolo , un non"1e, un,t recentissima data che fanno concep ire grandi speranze. In fa tti, Ht ove il Curci discorre le cause impellenti vi souo pagine veramen te splendide; ed è peccato che molti, forse solo perchè l'autore milita in altro campo pol itico, non lo leggano. È sublime, pieno di verità stori ca il confronto ch'egli fa fra i (1) Vedi!> 20 dell'rstru~ione c omplementa·r e.


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SULl.'INCHEMENTO DEL SUICIDIO

NE L REGIO ESERCITO ITALIANO

-promotori della civiltà moderna e l'artefice· di una macchina °locomotiva, in cui la forza e.,pansiva del vapore compresso fosse accresciuta più che la resistenza delle parNi della caldaia destinata a contenerlo: « egli avrà. preparato non un comodissimo mezzo di moto, mci uno strumento terribi le di distruzione. Volete dunque che il popolo contragga a.bi tudini di agi, che prima non conosceva? che possa aspirare ad un miglioramento che in isperanza ne stimoli l'annosità? che s'istruisca al di lit di ciò che il suo stai.o sLrel.lamente non porterebbe? che possa giovarsi delle libertà civi li e politiche, mettendo se non la mano od il dito, almeno hÌ. lino-ua nella . pubblica cosa.? Fate pure il vostro comodo; ma deh I per vita vostra.I badate! Se al la rinforzata potenza non prepa.rerete una. proporzionata resistema, le esplosioni non tarderanno a farsi lamentare ». E fra queste novern l' oclierno suicidio eh'ei dice« in sostanza, esplosion i parzinli di una f.it·za non eontenuta abbastanza». Dalla prima parola. all'ultima però l'opera è tradita. È ricca di documenti storici e l'isullati statistici, ma tutto giudiziosamente disposto al fine pre:;tabilito: « fa sola morale cristiana può libera.re gli uomini dal flagello del suicidio ». E non è vero; altrimenLi fra le tante cil're add.otte non avrebbe di1nentiwto proprio quelle essenzìalt al suo assunto statistic::nnente tratta to, e da cui ne sar·ehbe dovuto emergere il fatto che le popo·lazioni crisLiane danno in massima un minore contingente. Non è vero, p~rchè i selvaggi ed i barbari, che nit.mo nrni dirà seguaci della. morale cristiana, ammazzano bensì. gli altri, per dirla con t.urn. frase dello stesso autore, ma non si sa che si ammazzino mai da loro n1edesimi . Non è vero , perchè fra· i 4-,915H casi raccolLi da DoismonL Ye ne furono 11,328 che lasciarono ~critto qualcosa: « sul novero totale di quelli (son paro le del Curci), 4-5 dicono di sper:tre perdono da Dio; 36 ne i,nplorano lam iserico rdia; 15 a[ermnno di farlo a fine di espiare un delitto; 1,1 esprimono il de;;iderio cli essere se1)ol1i in luoao sacro e di essere suffragati colle preghiere della. chiesa». Dunque credevano dico io. Nè v::i le ch 'ei prevenga sinistramente il lettore dicendo: « non lasr,erò di notare, come da parecchi di essi scri tLi si ri leva la gran parte, che mo lto spesso ha in questo delitto l'ignoranza che o lo determina o Io ac:compagna ».

Ignoranti quanto vuole, ma buoni cristiani , chè fino all'ultimo momento credono ad una vita futura. e sperano nella misericordia di Dio. Con questo solìsma, l'arguto contraddittore del Gioberti. quando i ,135 milioni di crist iani che nurncm il mondo si suicidassero • oaratu iLamep te qualificandol i per ignoranti, rimarrebbe d'opinione che « la morale cristiana-è l'unico e universale r imedio a.I su icidio >>. La logica dell e quantità non vuol' essere trattata a mezzo; è allora che i numeri si presta.no all' inganno e danno ragione a Thiers di dire: « .Je ne connais rien de si menteur qt1'un chilTre >>. L'autore dice nell'esordio di collocare nelle statistiche il precipuo fondamento del libro; non. le abbandoni nel più bello e si convincerà che ha t.or'Lo. Si diradino pure le nubi dell'incredulità., si squarci il velo dello scetticismo; non basta. CeeLi raui sembrano in contrasto fra loro e pur non lo sono. Non solo, ma si appai ano cofoe frate li i, convengono come fig li dello stesso padre; oppure sono legati l'u.n l'altro con vincoli di causalità. Tale l'istrur.ione diffusa. e che supera il bisogno, il fisico benessere e il suicidio. Pi ù in un popolo v'è culturn., agiatezza., libertà e più vi saranno pazzi e suicida.. Dove la vita. dell'uomo è più tutelata dall e leggi, è rispettata. dagli altri , lit l'uomo la rispetta meno in se sLesso. Penomeno st rano, stranissimo; che nessuno a priori avrebbe in.dovinato, ma che i fatti c' impongono. ·

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l'fon volendomi perd.ere a. giuocare di finz.ioni ascetiche in un campo che gronda sangue, m'è fo rza. convenire che il suicidio, quale oggi lo si deplnra, è forse il più giusto esempio del qurtnLo il bene quaggiù sia incli:;so lubilment.e legato al male; per Cl.l i, senza distruggere l'uno è impo:>sibile strappar l'altro d' insieme . È una. delle brulle linee che disegnano 'il rovescio della medagl ia: bisogna subirlo.


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su1..L!INCHEMENTO DEL surc: 1010

NEL REGIO ESERCITO ITALI ANO

Boismont colle cifre alla mano ha dimostralo che il s-uici<lio ,;n Francia awnenta ,1·eg0Larmente a misiwa che si 1)'iene più vresso a Parigi; gra.nde Babilonia quanto si vuole, ma pure il gran centro di civi lLit. Come tutte le diserzioni è certo un alto biasimevole, ma essenzialmente umano quan to la pazzia. P iù l'uomo è uomo e più avremo di queste mirnrie, proprie, esclusive della sua na tura . Le bestie non si ammazzano; e nemmeno i bamb ini, sebbene Durand Fard('.) (op . cit.) sn 25,760 suicidi raccolti ne riferisca clei casi fra' quali uno che prnva troppo perehè avvenuto al disotto dei oanni .. L'ir~nocen;,m fu indubb iamente calunniata. Ved.errnno come le ann i meglio retr·ibu ite, vestile con maggior proprietà e Corse un poch ino anche di civcueria, scelte per bella e animosa gioventù cliauo più suicidi che ·non i modesti reggimenti cli fanteria. I quali, se in questi studi ebbi una volL,~ occasione di nominare fu per unirli ,11 genio e dare una rnininm. Questo nel militare. Nel civile, secondo lutti i calcoli, si uccidono meno i contadini ecl esercenti rnestie1:i amni. Il dotL. Peti t ( 11) ha diviso gli 87 diparti men Li della Francia in tre serie a nonna c1ell,t prevalenza dell'elemento rurale sul cittadino, e gli è risultata una considerevole differenza in meno ove que.;to predominava maggi ormente. Volendoc i mantenere fede li ai fatti, non seguendo il vezzo di chi abbandona le cifre quando pi,:t non gli giovano, bisogna concludere che il più efGcace raffrenomento sta nella ignoranza, od iii una istruzione adeguata, piuttosto minore che maggiore a ciò che comporta il pl'opri.o stato, com'è quella in genete dei soldriti del .genio che possegg~no un'arte e non vanno più in li.t di sitper legg~re e scrivere. Una istrttz ione completa ne deve esse,·e sicuro rattento; ma in urm società còlta e civile vi è inevitabilmente on grande nu11Jero d'infarinati , gradazione necessaria per giungere senza salti nell a scala del sapere all 'ultimo gradino. In co:-toro, caldaie a vnpore con pareli sotti li , e qualche volla adrlirt ltura corrose dall'ossido, il suicidio trova, condizioni favorevoli.

L'istruzione a metil è inevitabile, e spesso deplorevole nelle sue conseguenze: vi si app rendono pii! faci lm(~nte i diritli che non i doveri. Quindi il malcontento con le sue fata li conseguenze, fino . all'assassinio di se medesimi . Datemi un esercito di zotici analfabeti, proprio lolli alle zolle, sul genere di quell i del la Ch ina descritti eh Morisson ('l ), che aggiogano del pari all'aratro l'asino e. la moglie; oppure datemelo di giovan i esercenti una professione lucrosa., istruiti e civili non più del bisogno, e poi, di fede cristiana o no, il suicidio sarà caso ben raro . Datemelo qual è e deve essere, rappresentante fedele di tutte le classi sociali , non v'è rimedio nè in cielo nè in terra, a tanta iattura douà pagare il suo largo e crescente tributo.

(l) 6tl1io!ogie du suicide.

c. FIOR! T. Colonn. medico.

(l) D ici . Cllin. ; l'\•uuon, Ambassade, 11, pag. 50.


A PROPOSITO DELl.' ARTl'..LIS IUA DA CAMPAGNA

A PROPOSITO DELL'

AllTIGLIERIA DA CAMPAGNA

In quasi tutti gli eserciti, le formazioni ddla fanteria e della cavalleria, in vista dei futuri combattimenti, furono per mezzo di ordinanze ministeriali già nettamente precisrtle e s!abilit.e; e ciò avvenne in seguito alle discussioni impegnate fra quei scrittori mililat·i che dall 'esperienza dell'ultime guerre avevano altin to l'autorità ed i criteri necessari per mutare antichi e ben conosciuti ordinamenti. Da qualche tempo l'attenzione di quegli scrittori si volge pure all'artigli eria i.ti. carnpag~a, la quale avendo perduto nelle batluglie del 1870-,,J quel. carattere di par'licolarismo che fino a quell 'eiioca aveva conservato, si studia ora di mettere la sua tattica in più stretL~ relazione con quella delle armi sorelle. La nostra artiglieria, che s1 è sempre mostrata nelle occasioni che le si presentarono degna di una bella fama, non si mostrerà per l'a.vveni re a quew1. inferiore e il seguirla verso quel graduale sviluppo non sarà cosa fuor di proposito nè certo inni.ile. · Alla forzo. centripeda che tendeva pel passato a separare o per lo meno a isolare le diverse parli dell'esercito , sta ora sosl.ituendosern~ · una centrifuga che 1:iconduce tutte le forze al centro, ossia all'unità. Un tal fatto sembra debba avere per conseguenza, la, distruzione di

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quel pregiudizio, vivo fino a ieri , che per ogni arma esista ,ma tattica speciale e che basli, per formare un tuuo bene organizzato, l'avere le sue parti convenientemente confezionate, non importa poi se non siano fra loro in armonica relazione. Le diverse armi di cui è composlo l'esercito combattono insieme· per htggiungere uno scopo comune; debbono quindi aiutarsi, proteggersi a vicencfa ecl essere fra di loro strewimente collegate e solidali. Egli è perciò che il tenere in tempo di pace delle brigate e delle divisioni di fanter ia, delle brigate d'arti 61ieria e di cavalleria, indipendenti ed anche molto lontane le une d,tlle altre, mentre in guerra esse debbono manovrare l:l combatlere ben collegate, non sembra sia un principio che abbia da porlare buoni frutti, tanto più poi perchè il particolarismo d'ogni arma crea già di per sè una resistenza. di aLlriti così. polùnti, da opporsi seriamente 'a quell'armonica costituzione. In un mio lavoro pubblicato nello scorso anno nella Bi'V:sta rnilitare italiana, mi sforzai di prova.re specialmente la necessità che aveva la nostra artigliet·ia di un re6olamento per le manovre tattiche, allo ·scopo di rencforla più atta a piegar.si alle fonne del combattimento, ed accennava pure che il metodo se,iuìto nelle istruzioni ed il tempo •ad ognuna di esse fissato era suscettibile di qualche miglioramento . D'allora in poi ripensando a ciò che su questo proposito scrissero autori militari e coll'esperienza quotidiana del . senizio, mi sono sempre più conferm:l!.o nell'opinione che la nostra artiglieria da campo ha bisogno di procedere spedi_tct verso un miglior ordinamento. Le critiche che ad essa si vanno facendo sono una prova manifesta di qna.nto asserisco . Esse non sono sempre giuste e convenienti nella forma, ma non si può negare a pal'ecc\1ie l'onestà dell'intendimento . t cosa naturale che il timore di trovarci un giorno implicati in una gi·ossa guerra con un'artiglieria in condizioni inferiori a quella deJli altri eserciti, faccia prorompere dall'anima qualche esclamazione di dolore e di sconforto. Leggendo d'altra pa.rte la storia delle guerre di questo secolo, noi scorgiamo Jr~ crescente azione di quesL'arma e l'aumento con:tinuo del suo efl'etli vo ne;5li estwciti, nè possiamo di menticclre che è coll'artiglieria che i più grandi capitani, Federico e Napoleone, oLLen-·


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A PROPOSITO

OELL'ART!GLIEHI/\ OA CAMPAGNA

nero mirabili eO'etti, e che ad essa r ivolsero perciò le loro cuJ"e·, mettendovi a capo le migliori intelligenze e i più arditi condottieri. Rammentiamoci che a Custoza il nostro esercito possedeva 119.2 pezzi su D0,000 uomini ossia il 2,ilO per 11000, mentre gli Austriaci ne avevano il ,f ,8, e che sul _principio della guerra fr;nco-germanica., l'esercito francese aveva 2,9 pezzi p_er 11000 u01nini, non conta.ndo le mitragliatrici le quali, prive di potenza offensiva, non possono equivalere ai ca.nnoni, men tre dalla parte opposta gJi esercì ti prussiani ne avevano il 3,8 per ·1000, oltre la superiori fa del calibro. L'aumento dunque dell'artiglieria in un senso generale, s'impone, fa piegare le volontà e domina tutte le considerazioni. Con essa deve però progredire l'istruzione di chi ha rla maneggiare qnesl' arma, im_perocchè può dirsi senza tema di errare che, chi saprà meo-Jio utilizzare una numerosa artiglieria senza rer:ar imbarazzo alle altre a~·mi, avrà un van !:aggio certo su chi, o non convinto del la possanza -d, quell'arma o non potendone disporre a sufficienza, avrà da loti.are in queste ·condizioni poco felici . Senza discendere a minuti particolari, spinto da un senso· cli opportunità che sembrami '. favorevole, mio intenclimento è di ri.cordare alcuni principii, e d:-1 essi rj trarre qualche p1·oposta concreta e praticabile.

me-zzo che si avv.icinerebbe però molto all'idea di distinguere in tre unit1t organicamente costituite, fin dal tempo di pace, l'artiglieria di corpo e quella delle sue due divisioni, in Franci,i sussiste egualmente ancora l'illogica formazione di due reggimenti per corpo d'a1~mat:i, dei quali uno si scinde nella mobilitazione per dare l'artigli'eria alle divisioni e J'aliLro fo rma, ~utto unito, quella di corpo. La nostra artiglieria invece, fin dall'epoca del riordinamento del-. l'esercito, seguendo le orme di qua.nlo erasi fino a quel tempo falto in Prussia, fu divisa in 'IO reggimenti assegnati ognuno ai 11Ocorpi d'armata corrispondenti alhi circoscrizione territoriale del regno. Fu questo un primo e decisivo passo che ruppe vecchie e radicate abitudini ; però mentre noi ci anesLammo qui, per motivi non dipendenLi certamente dalla nostra volontà, in allri eserciti si procedeva, innanzi e si preparava la via per ulterjori e più important,i rifovme, allo scopo di venire in ultima analisi a suddividere convenientemenLe l'artigli eria d'ogni corpo d'arnrnta in altrettante unità organiche corrispondenti alle divisioni . Se dapertutt.o · questE: idee non vennero ancora attuate, esse non aspeU.ano che il momento favorevole ed a noi importa dì non essere precedu.Li da altri su questa via. La razionale divisione delle unità organiche dell'artiglieria in relazione con quelle del corpo d'armata è un omaggio reso al principio fecondo, che l'organizzazione e la tattica hanno un'azione reciproca dipendente l'una dell'altra, il cui accordo _perfeuo deve creare un elemento di successo. Nè questo è un principio nuovo; esso fo seguìLo sempre nel lahor.ioso svolgersi dell'ordinament.o degl i eserciLi, durantH il quale si andarono mrtn mano organizzando le unità fondame ntali sulle necessità tattiche. e si cercò che la formazione dell'esercito in tempo cli pace difTerisse il meno possibile da quello di guerra. Sulla necessità poi di costituire, ollre ai reggimenti divisionali d'artiglieria., il reggimento di corpo, intorno alla quale, molto discussero gli autori tedeschi, mi pare che non r:onvenga da noi prendere ancora un pRrtito decisivo; epperciò nelle proposte che sarò per fare, lascerò aperta l'occasione _per una defi!l'iti va soluzione. Cominciamo ora. dal vedere quale possa essere la migliore costituzione da darsi al reggimento e perciò analizziamo sommari amen Le

T.

Fra le opinioni c:he si sono decisamente imposte col ragionamento e col 1.·auo e che hanno preso quasi dappertutto una forma definita primeggia quella della costituzione e della ripartizione dell'arti~ ?lieria nel corpo d'armata, in modo invariabile tanto in pace quanto m guerra. Una tale divisione non raggiunse però ancora presso nessuna poLen~a ~uella p_e~·fezfone che fu già additata dagli scrittori più valenti di cose m, htan; e se in Germania il contrasto fra i fautori dell'artiglieria di corpo e i suoi abolizionisti ha condotto il mini.stero della guerra ad adottare, o sul punto di adottare, una via di


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A PROPOSITO

DELL' ARTJGLII::R IA DA CAMPAGNA

in qual modo il nosLro, com'è allualmente, fa passaggio dal piede di pace a quelfo di guerra. Il lavoro è diviso in lre periodi. li primo, di cim1ue giorni, è compreso fra l'ordi ne ministeriale di mobil izzazione e la parten~a per il sito di prima radunata delle batterie, durante il quale questi prenderanno possibi lmente la seconda formazione, si costituiranno le sezioni treno ver gli stati maggiori di divisione, di corpo cl.'armata, per le dieezion i di commissariato, per le sezioni sussi stenze, per le colonne traino pane, pei comandi di artigl ieria e del genio di corpo d'armata, cioè LuLLi i servizi di prima linea. Il secondo, di sette giorn i, comprende la formazi one degli elementi d ie debbono completare lo batterie su otto pezzi e delle colonne Lrcno per la seconda linea, cioè per le sezioni sanità, pei parchi d'ai"Liglieria di divisione, per le . direz.ioni delle intendenze d'armala e pei quartieri generali. · Il terzo, di sci giorni, comprende la formazione delle colonne Lreno pel servizio dei parchi a~artiglieria di corpo d'armata e d'armata, e la formazion e delle Latterie di milizia mobile. Per procedere alla formazione di guerra di Lutti questi elementi, che si trovano in tempo di pace allo stato cli cmbrionP. nei reggimenti d'artiglieria, occorre che giungano alle loro w1iLà:

Il numero degli uomini fu determinalo, togliendo dal numero dei congedati per classe, il decimo circa per malattia ed altri casi imprevisti ed il risultalo fu diviso pel numero .dei giorni in cui ogni categoria dovrebbe giungere. Non si è tenuto .conto nè della 2• categoria (truppe di complemento) nè delle due classi più anziane di cavalleria, che secondo nuove disposizioni debbono essere destinate al treno, poichè queste arriverebbero al reggimento quando la sua mobilitazione sarebbe quasi ultimata. L'ingen le lavoro che prima occorre cli preparare e poscia di eseguire in pochi giorn i, specialmente -nel 11° e 2° periodo, può riassumersi così :

nel 1° pcwiodo, 81:$0 cavall i e 630 uomin i ; nel 2° periodo, 11000 cavalli e 1260 uomini; nel 3° pet·i odo, 'IOOO cavalli e 930 uomini.

Assegnazione dei riparti ai vari servizi ; Assegnazione dei locali ; Assegnazione del personale al deposito; Visita e cambi del materiale fuori uso; Prelevamento degli oggetti <l'arredo degli individui presenLi; Preparazione e consegna del materiale da distribuirsi; Caricamento a polvere dei proietti ; Prelevamento degli oggetti d'arredamento e cucina; Ri cevimento dei cavalli e loro distribuzione; Ripartizione dei richiamali, loro vestizione ed invio; Formazione delle batterie di milizia mobile.

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in totale . . . 2850 cavalli e 2820 uomini . Infa.tLi, supponendo che le haLLerie in tempo di pace abbiano +5 cavalli e le compagnie treno 30, il numero dei cavalli che occorrono ad ogni batteria e compo.gnia sarebbe : nel 1°periodo= 31 per le batterie da 7, 60 per quelle da 9, 340 per una delle compa.6nie treno e 60 per l'altra; nel 2° periodo= 30 per le batterie da 7, 32 per quelle da 9, 240 per una delle compagnie treno e 4i:i2 per l'altra; nel 3° periodo = 580 per una compagnia· Lreno e 4,20 per In milizia mobile.

La mobi litazione sarà, come vedesi, molto laboriosa e:quindi confusa, malgrado cl.le alcune operazioni vengano predisposte in tempo di pace e che tutto sia condotto al momento colla massima energia e buona volontà. Le maggiori difficoltà possono provenire: 1° dal non an:i vo in tempo dei quadrupedi di requisizione spediti dai distretti militari o, in circostanze speciali, dalle commissioni stesse di requisizione. mediante gli uomini delle classi anziane di cant!Ie1·in e d'artiglieria apposi tamente ch iamati sotto le armi; 2° dalla irnperfcl.la distribuzione dej locali o deJJa lor.o deficienza, la quale .si man ifesta anche nelle migliori caserme, come sono q11elle cost rulle appositamente pei reggimenLi d':wtiglieria, in epoca anteriore al rcgolainento di mobilitazione. È da temere quindi .ANNO XX IV, YOL. III ,

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A PROPOSH\O

OE:LL'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA

oo agglome1:amen10:stra:ordinario, qualora le unità che v_engono man man0·,oostiluendosi, non ricevano .subilo 1'orchne ·di partenza; 3° dalla .c.oHsiderevole d.iffe:11enza ,in cavalli., materiale e :barda-ture, che passa fra il piede di pace e quello d,i guerra, specialmente per le compagnie treno; 4° dalla molliplicità dei servizi cui si deve provvedere dal co1~a:nclo ciel reggiitiento, i:t qua.le ne] ~econdo giorno ,della mobilitazione dev'essere già rimesso al tenente ,colonnello per l'avvenuta costituiione ,e pairtenz,a deJ comando d'artiglieria di corpo d'armata. Questa molte:J!)licità di servizi i'ichiederit pure Jo spostamento di alcuni ufficiali (almeno 5) e sottufTiciali (almeno 28) ~da assegnarsi al deposito, per la disciplina e il buon ordine nei movimenti di passaggio dei richiàmati dal congedo, pel ricevimento e matricolazione dei quadrupedi, .pel caricamento dei proietti, e per coadiuva1:e l'ufficiale di massa nella, distribuzione del corredo e degli og,getti d'arredamento senza parlare di quelli che sara.nno assegnati alla requisiiione dei quadrupedi. Oltre alla complicazione di questo vasto meccanismo, l'organizzazione della nostra. artiglieria presenta ancora due capitali difetti; e questi sono: 1°•revidente sproporzione fra il numero dei pezzi disponibili e la forza in uomini della divisione; 2° il troppo esteso comando, assegnalo al grado di mag~iore ,e ,di 00!011nell0. - Nè ,basta; ,quesL'ultimo ,al momento di entrare in campagna ha ·il ,dolore di vede1:e il proprio reggimento scindersi in Lanle parti destinate a còmpil.i diversi, soLLo la, dipendenza, di altri capi , t bensì vero che queste parti egli le ritroverà ancora sul oampo di batta·glia, ma separate e qualche v.oltfl molto lontane le une dalle altre, senza. accennai;e a quei casi nei quali egLi non le vedrà piit affatto ,du1cante tutto il t-empo della campagna, come aniva allorquando una divisione deve agire indipendentemente dal corpo cVarma:La cui appartiene. In ogni modo egli non avrà più su di esse un'azione diretta; a lui speLLeranno nuove attribuzioni e precisamente quelle d'un maggior generale che esercita il coma.ndo soltanto per mezzo cl'intermediarii, mentre avrà percluLo le sue, quelle di guidare personalmente coll 'esempio e anche colla voce il reggimento stato da

lui istruito ed educato ..Ed ecco che viene qui a ~pezzarsi .un anello .della gerarchia milit.are, che nella sua m:monia deve ,costituire ,saldamente la compagine dell'esercito ; vie.ne ad essere distrutto un elemento d'ordine, a perdersi una forza, che utilissima in pa(le, è indispensabile in guerra, dove tutte le forze preparate laboriosa.mente debbono concorrere a produrre il massimo effetto. Spostato il grado di colonnello, ne viene conseguentemente che anche quello di maggiore si 1;rova, benchè in misura diversa, spo.stato. Qui veramente il danno è minore e di un'altra specie, poichè l'ordinamento ·organico della brigata d'artiglieria, è in tempo di pace, corrispondente a quello del tempo .di guerea,, salvo le maggiori proporzioni, Però se si G<rnsiclera di quanto è accresciuta l'importanza cleJl'artiglieria nelle guerre odierne e sopraLuLLo quanto si fa più sentire la necessità di collegare quest'arma colla fanLeria sul campo di battaglia, in modo che questa possa. venire appoggiata e . protetta da quella colla massima diligenza, seguila attentamente iri tutti i suoi movimenti, aiutata, ìn ogni circostanza e terreno, senza. mai essere impacciata, sorgerà il dubbio se la nosLra brigata d'artiglieria. a tre batterie di otto pezzi, sui teatri di guerra probabili dell'Italia, sia suscettibile di marciare, combattere e manovrare speditamente sempre unita sotto il comando d.el maggiore. · Il fronte minimo clì lllHl batteria essendo cli 80 metri, quello della brigata riescirà almeno cli 300, il quale spazio non sarà facile da trovare sulla linea di battaglia della divisione, con tutti, i requisiti richiesti da una buona posizione d'artiglieria. Inoltre può ac.cadere che sul medesimo fronte de,lla divisione il bisogno dell'arLi·glieria si. face,ia sentire su più di un punto; ecco che allora l'unità . organica del tempo cli pace, la brigata, deve scindersi nel momento in cni appunto dovrebbe rimanere sotto il comando di un solo, e viene a prodursi con.ciò 1m fatto, non solo dissimile, ma contrario ai precetti ed alle manovre del tempo di pace. Cresciuti i mezzi dì offesa, cresciuto il bisogno dell'istruzione pel nuovo modo di combattere, diminuita l:1 ferma, la fanteria 'sentirà per ravvenire più che pel passato la necessità. di essere appoggiata dal fuoco dell'artiglieria, la qm1le dovunc1t1e trnve1·à. un punto favorevole, dovrà stab~lirsi e.non preoccuparsi l.roppo del suo sparpagliamento in due o più gruppi, Si è troppo ttlmsalo della parola

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A PROPOSITO

concent1·ainento d'artiglieria, e come succede quando la vo&a . o corre dìetro ad una frase e non si pesano abbastanza fondatamente i fatti per trarne titìli deduzioni, si è sentito sostenere l'indispensabilità delle grandi linee d'artiglieria o grandì batterie com'altri le chiamarono; concetto erroneo e che può essere sostituito convenienternente con quello di concentramento del fuoco unìt.amente al massimo sparpagliamento compatibile colla forma~ione organica delle unità e della necessità del servizio. Sono queste ragioni principalmente che, parmi, do,;rebbero convincere ognuno dell'utilità che vi sarebbe a'formare la briaata d'artiglieria di due piuttosto che di tre batterie. E se non :t,;:;tassero, si potrebbe soggiungere non solo che la brigata di sole due batterie formerebbe nelle marce una colonna ben più corta·, ma che a restringere il comando d'un maggiore consigliano pure altre considerazioni d'ordine morale. Noi ufficiali d'artiglieria, ci siamo finora troppo poco preoccupati della tattica della fanteria, e gli ufficiali delle allre armi , troppo p.oco. ancora conoscono l'artiglieria per saperne utìlìzzare a propos11.o .11 concorso, farne un impiego giudizioso, esigerne quello che essa può dare, non chiederle ciò che le è impossìbìle. Da ciò deriva che nel combattimento e fipanco nelle manovre che lo sìmulano, orcli na.r_ia.1~e~te non si distìn~e ma.i la parte tecnica. dell'impiego dell a.rt1gher1a, dalla parte tattica, e così vien la.sciato al comanda1~te di b1.'i?ata, od anche semplicemente cli balleria., di scegliere eg~1 I~ pos'.zwn~,. mentre questo còmpito ess,endo fattof'e 1)rincipalc nei disegni tatt1c.1, dovrebbe essere riserbato ad un'autorità superiore. Finchè durerà questo inconveniente (e non è supponibile che e~so abbi,~ da sparire tanto pi·esto, non essendovi nulla di più di flìc1le che d1 mutare vecchie abitudini), noi avremo sempre un cumulo so~er<:hio di attr'.buzioni pel maggiore comandante di brigata. È qumdr equo e razionale che sia reso più agevole al medesimo il comand~ diretto sulla truppa, col diminuire di una le batterie di'egli deve guidare al fuoco. Analoghe ragionì valgono perchè nella batteria sia ridotto a 6 il n~tme~·o dei P:zzi, .e venga lasciato quindi al capìtano più facile il Mrnp1 t.o relativo ai particolari del t.iro ecl al modo di trarre inaggior 1

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vantaggi(! dal terreno assegnatogli, le quali cose hanno al di d'oggi · ,centuplicata la loro importanza. Ho discorso fin qui deglì inconvenienti cui può dar luogo l'attuale .ordinamento dell'artiglieria e non credo di averli esagerati, trovan,domi su ciò d'accordo con moltissimi colleghì. Se acl essi non fu posto fin qui rimedio, è a credere che esistano ragioni di maggior momento che non hanno finor permesso di rivolgervi l'at.renzione. Perchè allora parlarne? Perchè sono conv into che.quando un ordine di fatti,. accettato dalla 1naa11ioranza ed im. ov posto anche dalle più imperiose circostanze, è dimost.rato da molti con la prova cli altri fatti, essere dannoso, si risveglìa a poco a poco una forza benefica che rimuove le più forti difficoltà, ed invade gli spiriti una convinzione sincera che li guida a muta.re quello che prima era stato dichìarato inunulabile, vero quello che prima era stato ritenuto dubbio, possibile quello ch'era stato dichiarato inattuabile. Questa è la storia del progresso umano e dell'umano per~ezionamento. Mì tocca ora d'entrare in un campo ben più semim1to di asprezze, nella proposta clei rimedi; nel chè mi è d'uopo valermi dell'opera a:ttrui e dell'altrui 13sperienza. . L'ordìnarnentq, della nostra artiglieria del '1870, ebbe il vanto di costituire in modo stabile i Q'randi maV1razzini di materiale e bardature che occorrono all'esercito in campagna, dì assicurarne la buona conservazione e la conveniente ri'partizione; assegnò i reparti d'artiglieria ai corpi d'ttrrnata e creò i nuclei intorno ai quali uno svolgimento più ampio, richiesto ora da una forte necessìtil., potrà compiersi. Le proposte di un nuovo ordinamento dell'artiglieria dovrebbero quìndi avere per base l'orditura già stabilita sconvolgendoh. il meno possibìle, e nello stesso tempo lìmitarsi a quelle che ·possono recare il minore aggravio alla finanza. · La prirn.a questione che si presenta è quella della divisione dell'artiglieria dì corpo dall'artiglieria divisìonale. È proprio questa una distinzione necessaria o piuttosto ìl rìsultato di uniL vecchia abitudìne che non ha poì una forte ragione di esistere? . Dapprima l'artiglieria si divideva in artiglieria divisìonale e di riserva, e quest'ultima era destinata ordirrnriamente ad agire Yer.so V


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A PROPOSITO

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il termine del combattimento per portare un gran colpo. Poscia l'artiglieria di riserva cambiò nome, e fu chiamata di corpo, giacchè si vide che essa. poteva utilmente impiegai·si in qualunque momento della battaglia ed anche sul principio, per proteggere un'ala, riempire un·vuoto, sostenere una parte dell'artiglieria divisionale ridotta a mal partito ecc. Sarebbe stato più naturale, poichè non doveva più figurare artiglieria. alla riserva, di sopprimere · ad un tempo e il nome e la cosa e di raggrupparla tutta nelle divisioni. Volendo tener buone le ragioni di coloro ybe sostengono poter essere necessario di trasportare su un punto cpialunque della linea di battaglia una massa d'artiglieria, senza diminuire quella assegnata alle divisioni, vi sarebbe pnre un accomodamento, qualora non si potesse, come nel caso nostro, creare un reggimento a parte, al che tendono i Tedeschi. Questo accomodamento sarebbe di costituire i reggimenti d'artiglieria divisionale in modo da poterne togliere nna brigata a ciascuno per formare un gruppo di batterie che, come corpo indipendente, starebbe sotto gli ordini del generale comandante il corpo d'armata che solo avrebbe il' diritto d'impiegarlo a suo talento (11). Circa la maniera di costituire l'artiglieria divisionale pal'lni non vi donebbe essere dubbio alcuno, dopo quanto fu detto e scritto. Tutti o quasi tuU.i concordano nella necessità che a far parte della divisione entri, tanto in pace quanto in guerra, un reggimento d'artiglieria, affìnchè un più stt'etto legame venga ad unire le diverse armi , e l'artiglieria divisionale formi un'unità tattica, quindi una unità organica ed amministrativa. Se nelle mal'ce e negli accantonmnenti, la fanteria pl'otegge l'artiglieria, nel combattimento

è cjuest'arma che forma la scorta obbligata dell'aHra, preparandole

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(J} • En ce qui concerne la répm·tttton et !e g1·01tpement des batteries dans le col'ps d'armée, on· voit que les circostances ont souven t empèché d'en tenir compte et qu'on a ètè plusieurs fois conduit à réunir et employer sans distinction, sous un commandepient uniquo toutcs Jes bouches à feu disponibles. Pendant la plus grande pal'tio de la lutre, des divisions ont été ainsi privées de leur artillerie; en outre lorsqu'il s'est. agi dc laisser quelques batteries en arrière pour former une réservc , on les a . destgnées indistinctement panni ceUes de !'artillerie divisionnafrc o~ de !'ai·titterie de coi·ps. , L'ésistence de l'al'tillerie de. corps a seulement permis, au commencement du combat d'avantgarde, d'augmentel' le nombt·c;des bouclles a feu qui accompagnaient les troupes cngagées sur les points où un reniort paraissait nécessail'e. Mais dés que le corps d'armée tout entier. est ontré en ligne, son artillerie de corps et son artillerie divjsionnaire, groupés sous les ordros do leur commanclant superiour, ont joué le mème ròle ,. L'artil!erle allemande à la, bataille de Woerth. (Re1111e d'artillerie, _ma rs 1Si7).

l'attacco, aiutando i suoi sforzi, sosterrendola nei rovesci, e non solo in_via accidentale, ma in modo continuo, in ogni circostanza e momento, in tutte le fasi del combauimento. Una intimità, tma solidarietà reciproca deve dunque esistere fra queste dne armi, e ciò non è possibile cli logicamente ottenere, se non si pongono in permanenza le batterie nei presidii della cliv.ìsione; in questo modo le relazioni fra gli ufficiali ddle due armi saranno più frequenti se non giornaliere, e l'unione loro, cementata in tempo di pace, potrà fruttare un energico concorso alla guerra. Con questo modo di procedere si affermerà in moclo as:;oluto e naturale, l'abitudine di lasciare a:l comandante della divisione, la facoltà di disporre a SlLO talento della sua arLiglieria, secondo le evenienze del combattimento, per dare ai disegni tattici che ha in mente, tutto lo sviluppo necessario. Importa non .dimenticare che l'azione del generale di divisione nella parte tattica è cresciuta molto cl'importanza e che il generale di corpo d'annata non può intervenirvi; che quindi il primo deve avere molta iniziativa, epperciò avere a sua disposizione la maggior forza d'a.rtiglieria per agire immedia.tamente con essa, secondo l'opportunità, senza essere, obbligato a chiedere od aspettare rinforzi. . 1 In questo modo, l'autorità di ognuno si eserciterà entro i suo limiti, la responsabilità sarà newimente ripartita, il comando abituale del tempo di pace si spiegherò. colla medesima intensità e .màsu_ra sulle stesse truppe, tanto in guerm che in pace, e sarà meglio ass.icurato l'ordine, la precisione, la prontezza dei diversi servizi. Si è già accennat.o al modo migliore col quale l'artiglieria divisiona.le dev'essere raggrupp:1ta per piegarsi meglio alle fonnazion1 del:la fanteria, perché abbia più facilità nello spiegarsi, voglio dire alfa, formazione delle brigate di due sole ballerie. Gli ufficiali d'artiglieria sanno per pratica quanto si.a critico il l'nomento in cui, giunta la colonna dei pezzi nella zona del fuoco, essa deve spiegarsi e disporsi rapidamente in batteria, agli impicci che urlano ccmtro. la manovra dei pez.:d attaccali, nei terreni rotti e coltivati. Per poco si pensi alle evoluzioni di brigata sullE' piazze d'al'mi, all'estensione di terreno che richiedono, al tempo per compiere un movimento, agli


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A PROPOSITO

DELL'ARTCGLIERIA OA CAMPAGNA

ostacoli di farsi intendere e di farsi seguire convenienLemente dai cassoni, si vedrà che al fuoco quei movimenti sono impraticabili, e che le difficoltà aumenteranno quanto più la massa da muoversi sarà grande, epperciò più languida e confusa sarà la direzione, pi ù facilmente . esposta ai colpi nemici e più lenta nei suoi movimenti tutta intera la 1lrigara. Di ragionamento in ragionamento si sono per tal modo riuniti quasi tuLti gli elenrnnl:i necessari ad organizzare il reggimento divisionale, nonchè l'artiglieria di corpo. Che se si aggiunge ancora l'osservazione, poter interessare talvolta al generale comandante di non impegnare subito tuua l'ùtiglieria, e occorrergli dì tenere in riserva alcune batterie, siccome egli ordinariamente dispone per le altre armi, ne viene per conseguenza dte il reggimento d'artiglieria dev'essere formato di 8 batterie, divise in 4 brigate; di queste 4 brigale, tre formeranno l'artiglieria divisionale, sotlo il comando del colonnello, e la quarta riunita a quella dell'allro reggimento sarà destinata a formare, come si è deuo, l'artiglieria di corpo . Alla divisione il gruppo di tre b1;igate potra essere impiegato, volendolo, nel modo poc'anzi accennato, cioè due brigate in linea e ta. terza in r iserva. · Organizzando e· ripartendo in tal modo le nostre batterie, verremmo e ad evitare l'inconveniente in cui caddero i Francesi e i Prussiani (dal quale questi ultimi tentano già di ritrarsi, proponendo di organizzare un terio reggimento per corpo d'armata)° ed a rimanere nei limiti del possibile rispetLo alle finanze dello Stato. appor tando contemporaneamente all'artiglieria dell'esercito un au~ mento di 1160 bocche da. fuoco ( 11). ·· Questo leggero aumento ci farebbe fare un passo innanzi sulla via già percorsa dalle due più potenti nazioni militari, la Francia. e la Germania, verso ,quella razionale p,:oporzione che deve esistere negli odierni grandi eserciti fra il numero dei pezzi e quello dei combattenti . Noi ci verremmo a trovare sotto quest.o riguardo in una condizione intermedia a quella in cui erano al!'.epoca della

_guerra ,t8,70-7 1 i Francesi e ì Tedeschi; i primi avevano allora 115 cannoni al CQrpo d'armata e 34 alle divisioni; i secondi invece ne avevano 93 al corpo d'annata e /~H - alle divisioni; noi risulteremmo ora con 96 pezzi al corpo d'armata t\ 36 alle divisioni . AdoU:ando l'ordirnm1ento dianzi accennato noi verremmo però a possedere la superiorità. sugli altri di un più razionale riparto, il quale oltre al cos Li.luire un congegno meno complicato , sarebbe altresì più adau.o per impartire una migliore istruzione alle I.ruppe d'artiglieria, ed ai loro capi. Col reggimento divisionale, noi ,wrerno assicurato a quesl.'arma la mobi lità, la franchezza, la decisione, tutte insomma le qttali tà militari che devono renderla il perno e l'anima delle battaglie, ed i suoi uffic iali non saranno più soltanlo ufficiali tecnici od ufficiali cannon ieri, ma diverranno anche ul'ficiali . di stato maggiore, e così potrà ottemperarsi a quella prescrizione giustiss ima del genera.le Wechmar, che« lrr scelta dei coman-. « danti d'artiglieria deve farsi coll:t più scrupolosa precauzione e « che mai ~i donanno preporre al comando dell'a.rLiglieria, divisio<c nate e dell'a,rliglieria di corpo, uffìciali d'artiglieria. che noir sieno « taltici per(etli ;> . · Le ragioni di mettere il reggimento d'artiglieria. in contat.to colle truppe della propria di visione, acquistano poi una singolare importanza; e ci obbligano assolutamente a liberarlo di una gross:1 parte dei servizi che, come si è visto, esso deve fornire ai quartieri generali ed alle di verse grandi uni tit dell'esercito . Se all'epoca del riordinamento dell'esercito, esisteva una rea le ed imperios;t necessità cli costituire più saklmnenl.c i. servizi. del treno., ora che questi sono format i, una ancor più imperiosa necessità c'impone di. distaccarli dal reggirn.ento d'artiglieria. Si è già vislo qual mo le dì lavoro si deve sviluppare all'atto della mobilitazione, in un reggimento d'art.i glieria per formare i servii i di trai-no. Questo lavoro è reso ancor più intricato dall'assegnazione degli uomini che giungono sotto le armi , e d 1e, esuberanti a!le batterie, bisogna ripartire alle 3 compagnie treno . lnfattì sono necessari per portflrsi in ultima formazione: 70 uomini per ogni batteria da centim. 7; 1 105 id. id . id. . 9; 405 id. per ogni compagnia treno, e .s iccome pel treno un

(! ) Noi abbiamo ora 10 reggim enti a 10 batterie di 8 pezzi e qu:ndi in totale soo bocche da fuoco. Colla p1·oposta accennata si verrebbe ad avero invece 20 reggimenti a 8 batterie di 6 pezzi e cioè 9!i0 bocche da fuoco.


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terz-o circa della forza è dato dalle tre classi più anziane della milizia.. mobile, così dalle altre sei classi esso dovrà ricevere 275 uomini. per compagnia e bisognerà però assegnare 1,20 uomini alle 6 batterie da centim. 7; 120 id. alle 4 batterie da centim. 9; 825 id. alle 3 compagnie treno; il che equivale a dire che degli uomini che giungono dal congedo, la metil donà essere assegnata alle batterie indistintamente e l'altra melà al Lreno. Questo passaggio d'individui che hanno servito nelle hatL.erie, al lreno, se può giovare all'ultimo non potrà giovare egualmente alle· prime per la mancanza cli criteri esatti nel fare cruella scelta. Ma v' ha una ragione ancor più forte che se non valessero quelle già accennate, basterebbe da sola a consigliare l'eliminazione dei servir,i di traino dal reggimento d'artiglieria; e questa è, che per la conservazione e manutenzione nei'magazzini del materiale e delht bardatura, un numero pinttoslo considerevole d'individui sono distolti giornalmente dalle batterie e quindi 11lle istruzioni ell alla sorveglianza dei loro comanclanti. QuesLo che pare inconveniente di poco momento è invece causa di un grave danno, e lo saimo i capitani che avendo ridotti gli uomini disponibili ·ad un numero insjgnificante, veggono la loro buona volontà ed i loro sforzi andare a vuoto . La separazione dei servizi di traino potrebbe effeLtuarsi, secondo quello che fu già proposto, coll'istituire dei distretti d'artiglieria presso i comandi di corpo d'annata, serviti cla una hrigat<1 treno sotto la giurisdizione degli ispettori superiori di distretto. Il ser·vizio dei parchi d'artiglieria sarebbe poi fatto da una o duo compàgnie che potrebbero essere denominate artiglieria di pm·co. Queste farebbero parte dei reggimenti da campagna, presso i quali sarebbe riunito il solo materiale occorrente alla formazione dei parcb i, e quello occorrente alle batterie per passare dal piede di pace al piede di guei-ra. In ultima analisi l'artiglie1·i<1 verrebbe ripartita in 20 reggimenti ( uno per divisione); ogni reggimento formato di 8 batterie su 6 pezzi (4 da. centim. 7 e ,i- da centim. 9) divise in ,f. brigate, delle quali tre specialm~nte addette alle division i ed una all'artiglieria di CQl':@O, e per ultimo di una o più compagnie d'a1'l.iglieria di parco.

DELL'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA

te brig<1te treno per gli altri servizi di traino sarebbero stawtte· e addette ai gran comandi di corpo d'armata. L'obbiezione più grave che si farà a queste proposte è quella del\'trnmento degli stati maggiori dei reggimenti i quali portano con sè un aumento nei quadri degli ufficiali, e quindi un anmento· di spesa. Questo aumento mi pare che potrebb_e rendersi men~ sensibile col desLinare gli attuali tenenLi colonnel11 al comando det ,1O recmimenti che si tratterebbe di fare, e coll'incaricare delle funoo . . zioni di relatore nei consigli d'amministraz10ne un magg10re per· turno, come si fa nei reggimenti di cavalleria e di fanleria, e per ultimo sopprimendo le attuali batterie di deposito . . L'aumento principale quindi sarebbe ridotto ai soli maggiori,_ m~ oltrechè la necessità di formare delle brigate più piccole e qumd1 più maneggevoli è stata dimostrata precedenterne~te, e che ques~o aurne11to potrebbe farsi gradatamenLe, creando mtanLo una posizione intermedia fra il capitano e il maggiore, vi è poi un'altra rao-ione che la consiglierebbe, e questa tutta d'ordine morale e che o .' t mi pare meritevole cli essere l'ra_ncamente espressa, lanto pm Clle viene tuttodi discussa nelle conversazioni degli ufficiali d'arLiglieria. La carriera dischiusa a questi, come da Lutti si sa, è più lenta di quella degli ufficiali di stato maggiore e di cavalleria, s'enz~ ~h~ alcuna ra(/ione plausibile vi sia a giusLificare cpiest.o fatto. Uff1c1ah che ' non ·~olo fecero erti stessi studi e cominciarono insieme la loro. . o carriera cogli attuali capitani d'artiglieria, ma che erano anche _d'. parecchi corsi più indietro, si trovano cFun tr:ttto aver sc:av~llcat1 '. loro compagni più anziani, e dopo poco, anche con pareccht gr~cl1 di dilierenza. Mi po.re quindi giustizia il porre riparo a questo mconvenienLe, tanto più cru:mdo si presenta, come ora, un giustificabile moLivo d'ordine genemle per farlo. Per la formazione poi cli 1Obrìgate treno e delle compagnie d'artiglieria da parco, non panni sarebbe malagevole il completare i quadri, utilizzando una forza cl,e va via v_ia perc~cndosi _e. cl~e n~n si deve lasciar scomparire, cioè quella dei vecchi soLtufhcrnli. Esistono infaui· ancora ai rnggimenti lmon numero cli quesLi benemeriti, e volendolo, si potrebbe richiamare una parte di quelli che-già lasciarono il servizio. Questi umili fattori pi eni ancora, di vita e cli buone qualità, sarebbero una stoffa eccellente per formare ufficiali 1

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A l'ROPOS!TO •

pratici da assegnare alle compagni e treno, e la loro azione in una guerra potrebbe essere giovevolissima. A poco a poco, slttbilendosi l'equili brio , coll'alleuamento di un a carriera meno lenta dell'attuale, le uatt~rie verrebbero a forni rsi esclusivarn~nte di ufficiali giovani, istruiti, usci ti tutti dalla scuola di applicazione; le compagnie da parco, della parte migliore degli ufficiali delle attuali compagnie treno e dei vecchi sottufficiali, i quali raggiungerebbero così il termine di una onorata carriera con un giusto e meritato compenso ai servizi resi, e sarebbero di eserqpio e cli sprone ai giovani sottufficia li i quali , non potendo aspirare alla scuola di Modena rndrebbero dinanzi ai loro occhi dischiudersi un discreto orizzonte. Non credo di dover esaminare ancora una prOIJUSta sostenuta, non ha molto, CQn gran dovizia di argomenti e di citazioni dal capitano Volpini circa la necessitft cioè, della formazione cli batterie a cavallo. Questa risurrezi one non è da tutti egualmente invocata come indi spensabile ecl esistono contro cli essa ragioni validissime che occorre di tenere presenti. Le più importanti sono : Che Ja tatti ca della cavalleria essendo mulata di molto da quello ch'era, e suo scopo principale essendo ora l'avanscoperta, non ~uanno luogo mai o quasi mai combaHimenti rilevanti a grandi distanze dall'esercito, da necessitare J'ailLlO cli un'artiglieria speciale; Ch e l{Uesta, per mobil e che sia, sarà sempre di gran lunga meno mobile della ca,·alleria, epperciò norn volle su dieci sarà piuttosto d'ingom bro che di utilità nelle operazioni a cui quest'arma è ehiamttla; Che l'impiego dell'artiglieria nei combattimenti, o fatti d'armi di cavalleria contro cavallerfo, sarà mol to difficile si svolga colla sagacia e rapidi lit richiesta da ll e circostanze. La ca,•alleria c.ercherà di agire per sorpresa, appena si presenti sul campo di battaglia. epperciò dovrà subito carica re, e l'artiglieria non avrà agio nè di preparare l'Rllacco, nè cli appoggiarlo; Che nei terreni rotti ed accidentati, la differenza di mobilitit fra la batLeria a cavallo e quella montata, si riduce a poca cosa, e per la seconda ci offre anzi il vantaggio di un più cm10do impiego dei serventi nelle manovre di forza; Che nel tiro, la batteria a cayallo offre un ber:;aglio molto

DEL1: ARTI GLIEH !A OA CAMPA GNA

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grande e che dopo qualche combattime.nt~, per .1~ pe~·dite in uomini e in cavalli , essa sarà ridotta a ben tr1st1 cond1z1orn. Queste ragioni, senza parlare di quella dell'inge1~te spesa, p ar~· che siano di un 4ualche valore se, come sembra, m Germania s1 pensa di sciogliere 115 batterie a cavallo per formarne 62 montate. \d 0 oni mo(lo esse consi rrlierebbero n non accettare le proposte clel I Ò O • ' d. capila.no Volpini ed a non pensare d1 occuparc1, almeno perora, 1 questa specialità.

Il. Ho riservato per ultimo di accennare a.cl un alt.rò mezzo per aiimentare il valore inLrinseco della nostra artiglieria da campagna, non perchè io consideri questo mezzo da meno. dei c~nsigli~ti, m~ perchè traLtamlolo da solo, e1:a nella mia mente ti p~ns1ero cli. d~.rglt invece la n1a,nriure importanza. A. questo non poLra opporsi I mesorabile argo;ento della spesa, col quale si chiude ordinariamente la boc:cu degli im pazienti e degli autori di qualun(Jue pro~1osta,. p~~ra.oionevole che essa sia; esso ò tutto rl'orchne morale e Ju anzi g1a co~sìgliato da prescrizion i ministeriali , senza ricevere però finora una larga applicazione, appunt,o perchè non è entrato ancora nella convinz ione di l.ulli. I mirr\ioramenti che s'introducono e s'introdurranno ancora nel rna.leriale d'artiglieria, gli aumenti in pro,;pettiva, i migliorati ordinamenti, non varranno a dare a quest'arma l'ardua attitudine ell e da essa richiedesi ancor più oggidì, che pel passato, se non si saprit istruirn e convenientemente la. trupp,t e gli ufficiali. 13i sogna perciò persunclersi cli due cose : . . ·I" Chfl l'istrnzione n.lla truppa ha da consistere nella pra.l1ca giornalirra di 1p1eil0 che ;;i dorrit poi eseguire in guerra: 2° Che l'i,-trnzione. l'eclncazione, hi disciplina. clev'e,;sere nffìdata. e::;clusivamente ai capitani comandanti di batteria. Le ri::tretlè dimensioni di questo studio non permeuono che si esamini e si deOni~rn tulio quello che occorre insegna re al canno-


'198

A PROPOSI TO

,niere è tutto ciò che devesi escludere ( 1); gioverà tuttavia osservare che noi possediamo libri di teoria buonissimi , sui quali si Lrova minutamente ogni istruzione. Essi sarebbero completi coll'aggiunta di un regolamento dei.serviz'i tattici .e di combattimento, che veramente ci maJlca, e l'utilità del quale ebbi altra, volta a dimostrare. Questi libri anzichè essere considerati come un codice p•!dante e minuzioso dovrebbero essere adoperati come una traccia, una guida pei _giovani ,;fficiali. · Quello invece che ci fa difetto assolutamente, è il metodo p_erchè quelle ist1:uzioni siano bene impartite. Quando le diverse unità d'un esercito, com.battendo rigidamente le une vicino alle altre, stavano sotto·1a mano, e quasi sotto la voce di pochi capi, l'istruzione in tempo di pace procedeva analogamente, ,cioè sotto la direzione di pochi; l'ufficiale inferiore era allora poco più di uno strumento, un esatto esecutore ed un vigile sorvegliante; l'istruzione procedeva compassata per tutte le batterie d'una stessa. brigata, all'ora stessa, colle stesse norme tracciate dal maggiore o dal colonnello; quello che si esigeva era l'insieme, l'esatta esecuzione dei movimenti prescritti dalla teoria; l'istruzione personale dell'ufficiale era di poco momento, quella del soldato doveva limitarsi alla stretta ubbidienza; il còmpiLo del capo non era quello d'inse·gnare a far lf.t guerra, ma di comandare quello che esisteva nei regolamenti. Egual metodo non sarebbe più aclfrttato oggigiorno in cui bisogna cercare di trar profitto delle qualità indi vi duali di ognuno per sopperire al minor tempo in cui gli uomini rimangono sotto le .armi, ed in cui l'ufficiale deve possedere dati più spiccati di sapere e.di energia. Ora questi dati non si possono impara.re in nessuna scuola, meglio che in quella dell'emulazione creata dall'iniziativa inclividuale, nella quale si svi luppa appunto l'attività personale ~ il sentimento del proprio valore; s'impara a prendere una decisione e R farsi un'opinione sui bisogni del servizio. 1

(I} A questo riguardo è assai interessante ed istrutti vo il leggere la Relazione pubblicata nell'anno 1872 dalla 11i11lsta militare italiana, dell'allora capitano Taverna, sull'esercito tedesco; lo Stu.dio sull'ai·tiglieria tedesca clel capitano l'edrazzoli, uscito sul Gio,·naie d'artigUei-ia e del Genio dell'anno 1878: e tìnalmente le Note d'"n ufficiale russo sull'esercito tedesco, sci·itte ùal colonnello Kaulbars e che furono pubblicate dal Bullet-in de La reunion des o(!icie,·s, dell'anno 1877.

DELL'AHTIGLIERIA DA CAMPAGNA

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Questo principio, verissimo per gli ufficiali, conviene sia esteso, entro certi limiti, anche ai graduati incaricati d'un rmno qualunque d'istruzione. << Tutti gli uffìciali prussi;mi, dice il colonnello russo « Kaulbars, nel suo rapporto sull'esercito tedesco, dal sottotenente « al generale sono unanimi su questo punto, e considerano il mag« gior sviluppo possibile dell'iniziativa individuale per tutti i gradi ,<< come l'unica,e indispensabile condizione di successo, non solo in (( cio che concerne l'istruzione del le troppe, ma per lutto ciò che « si riferisce alle cose militari n. Dal punto di vista della tattica è indubitato, che la ba.tleria è l'unità o'.rganica più saMamente costituita, e che corrisponde meglio all'esigenze del combattimento; essa ha una potenza sufficiente e non costituisce un comanclo troppo considerevole pei, un solo capo. ·Dql punto di vi sta dell'istruzione è dunque naturale che si clebba considerare il suo comandante come il più adatto per impartirla, e che si debba lasciare a lui il pensiero di rendere capace di mànovrare e far fuoco, nn'unità così complessa e costituita di elementi tanto diversi: ·pezzi, cavalli, uomi ni . Dalla vigorosa c;ostituzione della batteria, dall'istrnzione e solidità dei suoi quadri, dipenderit essenzialmente la bontà di un'artiglieria. divisionale che tanto aiLtto dev~ portare alla fanteria;_ non ·saranno quindi rnai troppi i mezzi che s1 concederanno al capitano comandanl:e in relazione alla responsabilità enorme che gli "iene assegnata, e se si donit essere molto cauti e severi nel concedere il comando di una unità tanto importante, d'altra parte, una volta affidato questo incarico ad un capitano, si dovrà pure concedergli libero campo alla sua intelligenza ed al suo amor proprio. Conoscendo e()'li me()'lio d'o~ni altro, l'indole, l'attitudine e il valore dei V V (.-, suoi subordinati, dovrit egli fissare le punizioni e concedere le brevi licenze, per mettere in giuoco convenientemente i castighi e le ricompense; per l'istruzione, egli farit i suoi programmi o riparLi, impiegherà i suoi ufficiali e sottuffìciali come crederà, disporrà del tempo .e dei lo(',ali a su.o piac~iment.o, senz'altra. restrizione fuor di quella. cli non disturbare il vicino, e potrà sen;irsi del metodo che crederà migliore per raggiungere lo scopo. Questa libert1t d'azione, invece di nuocere, contribuirà ad elevare il livello dell'istruzione in tuni, stabilendo una equa e profittevole


I DEL.L'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA

200

A PROPOSITO

emulazione, poichè ognuno sarà interessalo a far vedere che il proprio mel:odo è il migliore e in ogni modo eseguirà con più amore, con più zelo il suo, anzichè quello impo~togli, che può riuscirgli antipatico e incomprensibile. Il rispello all'iniziativa dei capitani dovrebbe essere assoluto, non solo prescritto dai regolamenti e tolto poi effettivamente in ogni circostanza. Non vi è cosa che incoraggi più a l)en fare, della. fiducia dei superiori, quando questa è sincera. Per dare un'idea del come nell'esercito prussiano sia apprezzata e cori qual nobile sincerità sia mantenuta l'iniziativa dei capitani, citerò il seguente fatto caratteristico, riferito dal colonnello Kaulbars, nel citato suo rapporto. Un generale manifestò un giorno ad un ca.pilano con parole piuttosto dure, la sua meraviglia nel vedergli seguire un metodo d'istruzione che non gli pareva prometter nulla di buono; il capitano tacque, ma persistette nella via tracciatasi, senza modifìcare in nulla il suo sistema, fìnchè giunta l'epoca dell'ispezione del colon11ello, cruesti trovata. la compagnia perfettamente istrutta., gliene fece vive congratulazioni. Il generale trova vasi an(',he questa volta .presente e rivoltosi allora al capitano gli disse: ebbene, Ella ini ha batt1ito, debbo con1Jeliirne; e poscia, volgendosi al suo.seg,uito: Vedono, siynori, che a qiiabtmque età si può ùnpara·te q1ialche cosa! La liberllt d'azione lasciata al capitano non esclude, anzi conferma una certa libertà d'azione cla lasciarsi anche agl i ufficiali ·della batteria; e siccome nè al maggiore, nè al colonnello dovrebbe passare }Jer il capo d'intralciare l'operato del capitano, così questi, affidato al Lenentç l'incarico di una istruzione, gli dovrebbe lasciar facoltà di seguire il proprio metodo particolare, rivolgendogli solo amkhevoli consigli. In questo modo egli impedirà che l'ufficiale si stanchi presto d1 qLtesta. parte essenziale del suo servizio, che ripeluta ogni anno finisce .per essere un còmpi to assai faticoso ed ingrato . TI pri ncipio militare che il capo non cleve mai sostituirsi nel servizio ai snoi subordinati, 1:raclott.o,dapprima nelle istruzioni, portedt con sè nna buona abitudine, quella di lasciare al 1:apiLano Lutto l'agio della direzione 1:olla certezza che ogni ordine suo sarà eseguito dai capi delle ri speLLive frazioni. E così, risalendo verso i gradi più elevati, il rnlonnel lo ed i maggiori liberati da un grave ed inutile

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lavoro, <[nello della compilazione {lei ripal'ti e della fissazione delle !punizioni, ·potranno dedicarsi interamente al nobile ed arduo incarico dell'educazione ecl i·struzione degli ufficiali da essi dipendenti, . alla sorvBgfomza indiretta ed alle rigorose ispezioni; sparirà l'inutile affaccendarsi nelle sale del rapporto, dove si perde in chiacchere il tempo migliore della giornata ; l'ordine, la regolarità, l'impiego del tempo saranno meglio assicurati e le istruzioni prenderanno, sotto la direzione di menti diverse, il vero loro carattere di preparazione alla guerra. A qu.esto proposi I.o, mi occorse spesso cli notare che molte raccomandazioni importantissime, indicate nei libri di testo delle teorie, affine cli dare alle istruzioni questo indirizzo, vanno spesso dimenticate o passan1) inavvertite nei riparti settimanali allo scopo cli non scemare quell'uniformitiL e simmetria che si cerca-di ottenere, mentre che ai capi tani comandanti, non isfuggirebbero certamente se fosse ~oro pflrmesso di impartire le istruzioni senza vincoli e prescrizioni di tempo e di luogo. L'istruzione alle reclute infatti procede d'ordinario assai bene perchè aJfìdata interamente ai capitani, e dà buoni frutti; manca inYece poi in gran parte al s' uo scopo cogli uomini del 2° e del 3° ,anno e ciò essenzialmente: 1° perchè il nostro servizio interno è troppo ancora complicato, per cui non rimangono presenti alle istruzioni che un numero esiguo di soldati e di graduati; 2° perchè non entra generalmente nelle viste clei superiori 'l'assentarsi della batteria per più di poche ore dalle guarnigioni, oltre alle difficoW1 d'ordine amministrativo che vi si oppongono; 3° perchè le scuole e gli incarichi speciali tengono distratti dalla batteria troppi grad,uati e troppi ufficiali. Per questi motivi, tutto quello ch'è prescritto dai nostri regolamenti d'istruzione, non si può fare, e si fa invece cruello solo ch'è 'Più facile e che si adatta alla forma e disposizione clelle caserme e che non è sen1pre 'il più utile; e se giunti alla fine c1e}l'anno, gettando uno sguardo compiacente sui paragrafi delle Leorie e sulle tabelle settimanali, qualcuno può sentirsi soddisfatto nella sua coscienza. e credere che la truppa da lui dipendente sia bene isLrntta ed atLa alla V"uerra' quella compiacenza io r,redo che sia in gran ANNO XXIV. VOL. III.


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A PROPOS l1'0

parte fa llace. Per arriva.re n. questo scopo conven-à seguire altri esempi ed altri metodi, e quelli oITcrlici dall'esercito tedesco, che l'hanno condotto a quel grado di progresso che Lutti sanno, non .y ' ha dubbio che non sieno i migliori e che si ndn.tterebl>e1·0 anche di più al nostro carattere nnzionalc più srngliato. pi ù pronto, più inclinato all'azione indiYiduale. l l capitano comandante qLtnndo vedesse a lui affidata l'i:;Lruzion e <leali uomini della batteria, sentirebbe la necessitiL di preparare ed r, istruire egli stesso i suoi graduati ed i suoi ufficiali che sono i fautori principali dell 'istruzi one dei soldati e farebbe di questa pa,te essenzia le dei suoi doveri, speciale oggetto delln sua attivi Lii . Invece, le teorie ai graduati, riunendoli tulti insieme ed affida11dol i alle wre d'un unico capitano , se è un rnHzzo cornodo, non parmi raggiunga per ciò egualmente lo scopo cli avere dei grncluati bene istrul.li e tulti ne conoscono le ragioni, ·che non è qui il luogo di ripetere. D' nitro lalo, a vendo C',in.scuno un metodo pnl'Licolare da seguire, converrebbe che ognuno prepamsse con gran cura secondo quel metodo i suoi graduali, e sarehbe questo un nuovo stimolo ali' attivi Lit clel cap iI.ano. L'azion e sna effi cace si l'nrehbe poi in modo considerevole sentire, nella educazione dei cnpi-pczzi, le cui funzioni molto importanti sono !.l'oppo teascurnte, come si può vedere nelle manovre e nelle scuole di til'o , dove l'ufficiale deve continuamente sostituirsi a quel li. Questa deficienza d'istruzione dei capi-pezzi dovrà essere nel combattimento ,ma preoccupar.ione dolorosa e incessante poi ca,piLnno, il quale avendo gin. a baclure alla direzione del fuoco della batteria e all'andamento generale dell'azione, avrebbe bisogno della mas,,ima liherlit cli spirito. Con ciò io non credo infine di menomare l'autoriLn del grado superi ore; ognuno ha i snoi còmpiti impurtanli che sono clel init i dai, regolamenti e dall'esperienza; questa. non è che una rivendicnzione dei doveri inerenti ad una grande responsabiliLit. Venendo n sottrarne alcuno !-i smin ui!-ce anzichè promnoYere, come già o~serrai, lo zelo e l'in teres"e del capitano pel :;errizio, pregiudicandone l'indipen<lcnza dello sp irito e lo sviluppo dell'in cliviclualili1. TI libero esercizi o della proprin autoritil e del proprio sapere, entro la sfern del proprio grado, avrà ancor.i nn altro vantaggio, q11ello

DEI. L' ARTIGL IERIA OA CA:\-IPA GNA

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di rendere ogmmo più contento della sua posizione, e sarìl quindi meno sentita la smania dei rapidi avanzamenti . l'ago della fiducia dei suoi superiori, eontento tlei doveri compi.nti coll'intima persuasione dell'utilità loro, ognuno sarà soddisfatto. elci proprio valore e vedrà. con compiacenza il lavoro. proficuo sostituit-0 alla vana e faticosa apparenza e la propria. nutorili~ riconosr:i nta e rispettata dai suoi inferiori. Il ca.pitnno comandante di batteria, :;cclto co1wenientemcnte fra i più idonei, deve per consegnenza, dopo qu.ant.o ru detto, essere circonda.Lo di maggior prestigio, godere di maggiori vautnggi ccl essere considerato sic{:ome ,·oleva il genm-ale Gassend i, che lo chiamava l'1ifficiale essenziale dell'arm a. TI genernle Alli x dell'artiglieria frnncesc, che aveva faLte tutte le guene della ri voluzione e dell'impero. scri, c,11 a questo proposito nel 18~2: « J~es officiers générau x qu i compo::;enL le comité de eette arine (l'artilleri e) donl je connais hieH l'éxistence rnilitai re, parcecrue l.ous ont servi:; sous mes ordrcs il commenccr par le plus ancien éles lieutenants g<méra.ux eL iLfinir pa r le plus jeune des maréchaux. de camp , n'ont jmnais c:"omrnandè une seu le ba.Ucrie sur le camp de bataille, peut etre rnème ne s'y sonl ils jamais trouvés el je suis certain d.e ne jamais les y a,oir vus, quoique je compi.e su r ma Lètc quatrevingt-1.roi s combats nu baLailles et qmtlre ,;ièges, ilonL dcux cn altaque et cleux en defence, d'où je C'onclus que panni eux il ne s'cn trouverait. pcut-ètre pas un ~eul qui fùl ca.pable de comma nder un<' sente ba neri e en prè;;ence de I' cnnem i, wr e' est là cmssi nne spécialùé, et ln plus grcinde et La première des spécictlité proprernent clite de l'llnne e, tciqnelle j'appartiens, quoique en dise le comité cl'artilleri e » . Queste parole d'acerbo rimprovero , nel le quali ~i può l'ors0 nasconclt:re unn pcrsonali lit mal celala, non sono riferibili al caso nostro, poichè guardando in alto, noi scorgiamo invece i nostri maestri e quelli clte fecero salire in buona fama la 11ostra. arLiglieri,t. Inoltre al dì d'oggi anche il capitano comandante di hatle:ria deve unire all'energia, la sciema; alle doti naturali dell'ingegno, il sapere; all'esattezza nell'esegoire, l'inlclligenzad.cl corn.andnree queste doti non si acqui stano col rimanere continuamente nei reggimenti, nè tanto meno alle direzioni, ai com itati, agl i slnbilimenti.


2()4

A PROPOSI TO DELL'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA

Però da quelle parole si può arguire quanta importanza abbia per l'esercito il possedere eccellenti capitani d'artiglieria e come sia necessario di dirigerne l'istruzione e il carattere coll'o[rir loro occasioni frequenti di studio, d'osservazione, di lavoro e col lasciare pértetrare in ognuno di essi quel sentimento nobilissimo e fecondo, dell'importanza delle proprie attribuzioni e valore, ch'è la molla potente che suscita l'intelligenza e l'onore. Non Loccher.ò altre questioni, inerenti all'iwtiglieria di campagna.', .in omaggio del vecchio proverbio che chi troppo vuole nulla stringe.

LA

CAVALLERIA RUSSA NEL PRIMO PASSAGGIO DEI BALCANir11

:fASCF. GIOYANNI

- ·•.OOOC:,...,.-

Capitano nel 7° artiglieria.

All'iuiziargi della campagna la Russia aveva mobilizzato otto corpi d'armata, . a ciasCLtno dei quali era acldct.ta una divisione di cavalleria . portante il numero det corpo d'armata a cui apparteneva, ad eccezione del XIV che a vcva la ,t a cli visione Cosacchi del Don coi reggimenti 15°, ,16°, 170, e "8°. Erano pure presenti presso le truppe mobilizzàte i reggimenti Cosacchi del Don 2•1°, 2il0 , 26°, 29'\ i!0°, 31°, 34°, 3·o0 , 370, 40° e 3 reggimenti Co5acchi del Caucaso (2.). La guerra si apri con immediato impiego della cavalleria: il 24 april e ebbe principio la marcia attraverso la Rumania e la Hes~ar;ibia per raggiungere la linea del Danubio, e le divisioni di cavalleria spinte molto avanti furono incaricate di copri re lo spiegamento strategico. 1

(1) P"1r 1;1 compilazione di questo lavoro rni sono gio vato d,ell.e o perQ S!)gu~nti: I ,·apfJOrti u{Jìciali pubblicati nel Wojen11ij Sboniik e riprodotti dalle rivist~ militari francesi e tedesche. Cnornu vos WrnornN Hauptmann. Die Russischen KavaUerfe-Divisio11,en und die Armee -Operationen· im Bal/ian-Feld:rng 1877-78. - Berlin, MiUlor 18,78. ADOLF HoRS8TZKY VON HO•NTUAI., Ha uptmann. Di~ R·USfÌSC/.le ,P eL4::ug in Bulgarien und Rumelien. - Wien, Seidel, 1878. · · Lo~6LL, Oberst. Jahi·esberichtt iibe,· Ver,i nderu11ge11 ·und Fortschr ftte im 21fil1tar!Vt.se11, Yi erter Jahrga1\g 1877. - nerlin, Mittler 1878. ' · Parecch i articolì delle principali riviste est.ere. (2) Ecco alcuni ceooi sulla cavalleria rus~a reg_ olare al principio della campagna. E.ssa consta\;a ·di 56 reggimenti regolari, cioè: 4 reggil)'lef\ti corazt,ie~i. 20 ct,·,agoni, 16 ulani,


206

L A CAVALLERIA RUSSA

1

16 ussal'i o 20 reggimenti cosacchi del Don. Ogni reg,;imen to regolare componevasi cl i '1 squaòroni attivi ed 1 d i dopo.s ito secoudo il quadro seguente :

Combattenti: Ufficia li So tt. Tromb. Montati

Non 01011-

ta: i P iode di l'ace 83 Piede di g uèrrn 33

6 ,l

17

528

61

17

5 12

120 !20

No n com- Ca1·1·i battenti 140 135

Cavalli Cavalli da tiro da sella

5

13 (14)

15 60

609 593

3S 75

iS;l 802

I reggimenti di cosacchi del Don er ano a 6 Sotnitl : Piede di 1>ace 32 Piede cl i guerra 21

56 S6

19

702

HJ

685

38

37 41

;2.

(Vedi Jahres&e,·ichte uber die rer a11der1mgen 1md Po1•tschl-itte im Militarwesen, Dritte,· Jahrgang lS76) . Tutta. la c.valleria ora ri1rni ta in d ivisioni indipendenti e formava 17 division i ; i so li reggimenti 19' o 20° dei Cosacchi del Don non face\'aoo parte d i alcuna d ivisione . La forza di una d i1•isio ne mobilizzata era di 2GS9 cavalli e 12 pezzi . Rispetto all'arm amen to, i corazzi eri banno la I" riga arenata co n sciabola e lancia ; la 2" di sciabo la e re,•ol v~r ; i dragoni sia di 1a, sia d i 2a. riga po,·tano scia b~la e moschetto; gli ulan i e gli ussari hrnno la l" riga armata d i sciabola, lancia e revol ver; la seconda ùi sciabola e carabina; i Cosacchi in fine portano la· sc iabola dei Circassi e il moschetto sulle spalle. I cavall i erano eccellenti ed ia particolar modo addestra.ti a corse di r esistenza. f'er le notizie riguardanti l'ingente massa clei r eggimenti di cavalleria irregolari, vedi l'articolo f Cosacchi nella d ispensa del mese di giugno della Rivista Jtilitare del 187ì.

207

NEL Pf\lMO PASSAGGIO DEI 13/\LCANI

Lo stesso giorno l'avangnardia de' Cosacchi della colonna dell'ala sinistra, con una marcia di 80 chilometri occupò il ponte ferroviario di Barbozzi. Verso la metil di maggio un forte cordone di cavalleria stendevasi sulla li uea del Danubio : 1.: sa divisione di cavalleria trovai,asi a Turnu di fronte a Nicopoli; Il distaccamento del generale Skobclew, composto della ,1..a brigata cacciatori e della brigata Cosacchi del Caucaso presso Giu rg1wn di fronte a llustschuk; · La 12• divisiorn~di cavalleria presso Tuturka i in l'accia a Oltcnitza; L' 11" diYisione di cava lleria presso Slobodzia di fronte a Si listria . Ognuna di questH divisioni os~ervava una fronte all'incirca di 70 chilometri e copriva le proprie truppe scaglionate all'indicti·o da !r a 5 giornate di marcia . Sorvoliamo alle operazioni che hanno condotto l'esercit.o russo sul la destra del Danubio nelle quali la cava lleria ebbe poca o nessu na parte, per nanare del passaggio dei Balcani compiuto dal generale Gurko, uno de'fatti più rilevan ti di tutta la guf:rra, una impresa brillantissima per la cavalleria. _ Mentre dopo il passaggio del Da nubio l'armata pri ncipale rnssa rnc-

colta presso Sim nitza e composta di sol i i . corpi faceva avanzare !' VIII corpo verso il sud, il IX contro Nico poli, e il XII e Xlll contro la linea della Jantra e del Lorn, veniva formato il ::30 giugno un cosidetto corpo d-i a;vang1tw1·dùi sotto il comando del genera le Gurko colle truppe sHgunuti: ll3U3giooi Squadroni Pezzi

,~" brigata caccia tori (generale Z.vetinski) Legione Bulgara (generale Stoletow) Due sotnie di Cosacchi a piedi Brigata clragoni (8° e 9° dragoni e bat~eri~ a cavallo N: 116), (maggior genera le Pnnc,pe Euo-enio von Leuchtenberg). 0 Briga1a mi$ta, \) 0 ussini, 30° reggimento Cosacchi del Don e batteria del Don N. -10 (Principe Nicolò von Leucl1tenbcrg) . . Brigata Cosacchi del Don , 2 1° e 26° reggimento, e batwria del Don N. 15 ( colonnello Tscliernoznbow) Un 1/ 2 squad rone dragoni della guardia . Un reparto di wppatori di cavalleria ( comandato dal colonnello conteRdnikre composto da Cosacchi del Caucaso, del Don edcll'Ural) Una ::;otnia Cosacchi dell'Ura l Due batterie di artiglieria da rnonwgna

,i.

6 ·1/ 2

8

6

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12 ,1; 2

6

1

1

1

1

Totale

14 I O,1/ 2

31 ·I / 2 32

Effèttivamento era parte del corpo di avanguardia anche la brigata Cosacchi del Caucaso, 2° reggimento del Kuhan e reggimènto Wladikawhas e ·I batteria da mont;:igna dnl Don , agli ordini del colonnello 'futolmin; ma e;;sa invece di seguire il generale Gurko l'u dist.aw1ta presso il IX corpo incarieato di impadroui't'si di Nikopoli. Ecco l'ordine testuale ricevuto tlal generale Gusko : (< Portarsi avanti nella direzione di l'irnova e Selvi, e,;plorare tutti i dintorni e tenersi preparato per una ulteriore marcia avanti. Tosto che S. A. R. i! conurnclan te in 'capo ne impartir/\ l'ordine, mettersi subito in via e prncurare di ri.lggiungcrc i passaggi cki Balcani. « La cavalleria la si rlovrù inviare al di fa dei Ilalcani ; ,i Coll'appoggio del corpo di avanguardia si dovranno cos~ruire ~ riattare le strade di montagna :;ni Balcall'i , aOìnchi• ~i possa più tardi forv i passare il treno e il carreggio pesante» .


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NEL PnlMO PASSAGGIO DEI BALCANI

Il B luglio il corpo d'avanguardia passò il Danubio e avanzando la grande strada Sistowa-Tirnova su tre colonne occupò il 6 le seguenti localitit: . · ~a brigata mista Suchundol, la brigata Cosacchi del Don Nikup, la Jmgata dragoni i dintorni di àfraclego, il rimanente del corpo Batak. Il 7 furono eseguite · parecchie ricognizioni verso Tirnova che nello stesso giorno cadde nelle mani del generale Gurko . . Ecco alcuni particolari sulla presa della capitale bulgara : La colonna incaricata di riconoscere Tirnova e i suoi dintorni era co~posta dalla brigata dragoni, dal ·1/ 2 squadron:e dragoni della Guardia, da 3 sotnie di Co,.;acchi e da ,i. pezzi della ,16a batteria a cavallo. • 1~ vvi~:i1~a.ndo~i a Tirnova i .Russi non incontrarono che pochi cavalier, nem1c1 (ctrca 300) i quali dopo brevissima resistenza si ritirarono. Il genera le Gurko decise allora di attacct,re la cittìi stegsa. . Frattanto il nem ico che a quanto pare era forte di 5 battaglioni N1zam, ,i.00 cavalieri Arnauti e 6 pez1.i eia montaona sotto ,,li ordini di Hamdy- Bey, sgombrata la città aveva preso po;izione stillc'I sponda destra della Jantra, coll'ala destra di fronte a Tiruova, e aperto il l'uoco della sua artiglieria. La · batteria russa souo la scorta di 4 squadroni appiedati disposti sui due fianchi, riuscì, sebbene con qualche dilficolÙt, 11 mettersi m buona posizione, di dove rispose al fuoco dell'artiglieria turca, la quale quasi subito si ritrasse daH'azione dirigendosi verso OsmanUazar. Il fuoco fu invece continuato eia numerosi tiragliatori turchi . Il genernle Gurko comandò allora che tutta la colonna ava111.asse· ed occupasse Tiruova. Una sotnia di Cosacchi si portò avanti al trotto seguita dalle altre truppe, e riesci sul fianco destro della posizion; turca. Questo movi1rnmto decise i Turch i ad abbandonare la posizione presa; ciò che avvenne nel mas5imo disordine. · . li colonu<~llo Korev(l , con 2 squadroni del suo reggimento dragoni Kasan, 2 sotuie Cosacchi, il mezzo squadrone della Guardia e 2 pezzi li inseguì. Molte armi, grande quantità di munizioni e viveri, ed. una bandiera caddero nelle mani dei Russi, i quali ottennero questo hrtlhu1te sncce.çso, dell'occupazione di sì importante punto strategico, con perdite affatto insignificanti: ~ artiglieri ed 8 cavalli feriti. Presc1 possesgo di Tirnova, il. generale Gmko concentrò la nwggior parte delle sue forze, cioè la ,i.a brigata cacciatori, i Cosacchi a piedi, la ·fa .e 2.• brigata Bulgari, la sotnia dell'Ural, il ,t/ 2 squadrone della Guard in, i zappai.ori a cavallo, 42 pezzi eia montagna, il 90 u~sari e

4 rezzi della ,J oa batteria del, Don intorno alla città, cd a sicurezza di . {JU-~sta posizione cet\trale così dispose le altre trnp,pe: Sull'ala dest1·a: il 30° reggimento Cosacchi con due pezzi della 4oa batteria a Pusevo, a '15 chilom. al sud-ovest di Tirnova, faci ente fronte a Drenava; Al_centro: la brigata Cosacchi al sud di Tirno,va, sino al punto ,di biforcazione delle strade che conducono al passo di Schipb e ad Elena; Sull'ala sùni.strn: la brigata dragon.i a Mcrdan, donde partono le .due gtracle che ad est di Tirnova tendono a Slatariza e ad Osmanbazar (·I). Ciò fatto, Gurko intese colla massima cura allo studio dei mezzi per effettuare il pa~:iaggio. clei Balcani. Dalle assunte informazioni gli risult.ò che i Turchi cransi ritirati uella direzione di Schumla, che a Gabrova e Drenova non eravi punta truppa, e che di tutti i passi dei Balcani c;nnvergcnti su Tirnova , il solo occupato era quello cli Schipka, da forze però non molto cousi,derevoli. Gli fu inoltre confermato che il passo di Hainkioj era quello che presen tava maggiore agevolezza di comuuicazione per superare le montagne e penetrare nella valle della Tnndza . Non indugiò allora ad abbracciare il partito di segµire codesta strada, e frattanto con grande energia cd intelligenza si occupò dei preparativi necessari p!ff attuare il suo disegno, ed in particolar modo di organizzare un treno da mpntagna che sulle bestie da soma potesse portare a giorni di viveri e 3 giorni di foraggio . .Il piano di operazione ideato dal generale G-urko ed approvato da .S. A. il comandante in capo è così riferito dal \luyennyi Sbo·rnik: << ,t 0 Scegliere come punto di passaggio dei Balcani la via che con ,duce da Timova per Prisowa, Pliakowa (Aplakowa), Voineehti (Voinis), Raikowcts ( Raikovci) e Parovci a Hainkioj nella va lle della Tundza . (Da T irnova a Hainkio_j 60 chil.); « 2° Far passare per questa via l'inticro distaccamento ad eccezione ,di due cannoni e elci 30° reggimento Cosacchi del Don, il quale invierebbe due sotnie coi duo prizzi \'erso G-ahrowa, per osservare il passaggio Gabrowa-Schipka-Kaianlik, e rimarrebbe coll'altre 4- :sotnic a Tirnova; « 30 Il distaccamento lasciorebbe a Tirnova tutto il treno, ù con-

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LA CA V ALLE R!A RUSSA

(I) Abh.iamo c reduto utile no tare questi particolari, perché dessi ci offrono un'idea ,del servizio di sicurezza presso un corpo cli cavalleria indipende nte.

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f, A CA V A LLGRI A R USSA

durrebbe seco soltanto gli à11imali da basto collo stretto necc8sario: cinqne giorni di biscotto e tre giorni di foraggin . Si approfitterebbe cli qnesta riserva nel solo caso di assoluta 11ece;;silit, procurando di viv<'re al possibile sul paese ; · « i'' Ordine di marcia ; « <i) A1;anguwtdia: il distaccamento dei zappatori a cavallo comandato dal generala .l:lauch, che si troverà in nanzi al grosso di due~ 0 iorn i (,() · o ' ' « b) G1·osso: ,\." brigata dei cacciatori a piedi coll'artiglieria di rnontagna, dne brigate della le-igionc bulgara, due sotnie dei Co~ae;r;hi a pied i, il mezzo squadrone della Gu::irdia; la sotnia clell'Oural ; la brigata dei dragoni; la brigata dei Cosacchi elci Don. · e) Retrogna,rd:ia: una brigata della legione bulgara e gli lfasari di Kiew. Questn ret.roguardia doveva rr~stare n Tirnovn sino all'arrivo clel l~ truppe cieli' VIII corpo d'armarn . « 5° Impossessatosi dello :sbocco della streua a Hainkioi nella v;il le della Tanclza, il t.e11ente generale Gurko si proponeva di recarsi vf:1'$0 Kazanlik, a fin e di attaccare la stretta di Schipka dnl sud; mentre nello stesso giorno parecchie sotnie di Cosacchi 1i due pezzi eseguirebbero a G.:ibrova una dimostrazione al nord del passaggio. Secondo i calcol i, l'attacco contemporaneo del passo di Schipka, da ll()}'(l e da SLul, doveva aver luogo il "7 luglio ». - Il '10 luglio fu iniziata la nuo,,a marcia dal corpo dei zappatori a caval lo del generale Ranch, i qual i ebbero l'incarico di riattare la strada per i cannoni ed i carri; misnra che a detta dello stesso g-eneralr~Gurko si dirnostrù assai couvtm iente, rendendo possibile il pa~saggio dei Ba lcani in tre giorl)ì . Il 12 segui Gurko colle altre truppe, dirigendosi da prir.n:i verso Elena per piegare qu ind i a .Pl iakowo a de,,tra e prendere il sentiero cli montagna che conduceva al passo di Hainkioi. ta notte del ,13 egli bivaccò vicino a Dojnovamo-;t a n ch ilometri sud-€:~t di Tiruova, mentre il genera le Rauclr trovava:si giù ili di lil dei 8alcaui allo sbocco del pa;~o. ,, 11 rn, dopo faticosa marcia il getu~ralc Gurko eolla fri11te ria, f[LtaLLrn $Otnie della brigata del Don tl H pezzi eia montagnu accarn pò Yerso sera a fo chilornetri al nord di Hain kioi ed ivi pas;,ù la notte. Ii H la fanteria, le qua ttro sot.nic e l'artigl ieria di montagna si unirono 11i zappatori del gcnern le J.laueh e marciarono sn Ha inkioi ove arrivarono alle 1O del mattino. (<

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(l} Questo distaccamento fu formato pochi giorni pl'ima del passaggio del Danubio, e riunito a Bukarest ,·i ricovcUe una speciale istruzione.

NBL PRnIO PASSAGGIO OE l UALCANI

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Il nemico occupava quest'importante localitil con poca fanteriu (circa 300 uomini), epperò sorpreso oppose debolissima resistenza e si ritirò nella direzione di Slivno. Jler assieurare la riunione di tutte le truppe in I-Iainkioj, il H 0 battaglione con 2 pezzi fu inviato sino u Konais a i chilom . ad est. Nello stesso giorno i Tu rchi forti di 1\. ba ttaglioni Jo auaccarono, ma soccorso a tem po dal ,15° hatwglione c;acc:iatori con 2 pezzi gli riusci di respingere il distaccamento nem ico, che nella notte si ritrasse a Slivno . Così fu compiuta questa audace impresa del passaggio dei Balcani colln massima facilitii e colla p<mlita di ,( :solo morto e di 5 feriti . ln tre giorni le trnppe ru:;sc avevano percorsi) rla 55 a 60 chilometri per un sen tiero di montagnu considerato sino al lora inacccs:sibile. I soldati di fa nteria ed ·i cavalieri appicdat.i diedr,ro prova non comune di re::;istenza aJle fatich e, in Ì$pecit1 I modo quelli che aiutarono al passarrgio e tr11s1wrto dei Cf11111oni e dei carri clG munizione, nella · O<., . quall'-\ impresa si ebbero a superare enormi diffi coltà nrn lgrado i lavori di riattamento della strada compiuti dai zappatori el ci generale Raucb . L'audacia ru con:;iglicra di quella operazione coronata da l più completo ~ucc.esso. È ben:;Ì vel'o c;he da l lato del comaudaute russo non fu omessa alc11na misura per condurla ::i Jrnon rine; tuuavia i.: me:;tieri riconoscere che c,ssenzialmen t1! concor~e al buon esi to l'nssoluta negliocnza dell'avversario e l'a iuto prcstiito dalla popolazione. Egli• è• certo 1) che se i Turchi avessero :wnt.n pc:r tempo contezza della marcia mtrapresa dal genera le Gurko, qnc,;ti avrebbe potnto trnvar~i in condizioni assai pcricol osn. È eh questo momento che hanno principio hrillanti operazioni rii cavalleria, che nrnritano cli t,:Ssere ricordute in modo particolarnggiato. ·i:') LUGLIO . - Allo scopo di assu mere info rmazion i sul nemico, e in particolar modo cli interT-0111peçe le linee telegrafi che e di distruggere le l'crroyie, il genern le Gml~o Of'elinò foss&ro inviati in ricognizione trn distaceamen ti. Il r;apitano v. Korrr con 2 sotn ie ciel '2 ·1" Cosacchi si portù sopra Twardica e Slivno, ma ili snd del primo villaggio si scontrò in 3 battaglioni nemici e 3 o ,1.00 cavalieri, e dopo avere scambiato poch i co lpi di~ fucile dovel.tn rir,irarsi siuo a Zepan li , ove rinforzato da una terza sotnia dello stesso reggimento n da uua sotuia dell' Urnl pre~c posizione. Alle c.inque rii sera Gn rko spedì a Twardica il çJo dragon i con t,, pezzi, il quale trovò il vi llaggio :;gombro di lrnppe, e vide verso sud t,eria nemica e cn nnoni. Aperto il fuoco dal la bat.terin, dopo brevissimo cornhattin1eu10, per· il quale il !~ 0 squadrone aveva appiedato, i

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LA CAVALLERIA RUSSA

Tur.clii si. r1'.irar~n~ inseguiti dai dragoni e dai Cosacchi dell'Ural. Alca'.Tl dt. art1gl1c~ia .c:a~c!ero '.ief le mani dei Russi e le perdite da ambo le, pa'.'t1 furono 111s1g111ftcant1; 1 cavalieri russi rientrarono a noue avanzata ali accampaurnnto di Hainkioi . . Il capitano ~~arr.inow, parimenti con 2 sotnie del 26<> Cosacchi, fu mc-0~1?enzat? d, rompere I.a ferrovia presso Jeni-Zara. Verso le 2 pornend1a~1e g.nmse nella pianura di Jeni-Zara dove s'impadronì di un ·convogl,o '.li 80 carri da munizioni che a quanto par<{ era sen~a scorta .. Arnvato P."e~so la città il capitano i\iartinow divise una sotnia iu d'.ie <l'.:;t:ccamen~1, 1. quali si portarono av~nti a destra cd a sinistra ?1 .Teni-Zara, e qusc,rono a rompere il telegrafo, ma non la ferrovia 1mpc~occhè. presso la stazione furono accolti da vivo fuoco di fanteri; che lt cost.J'mse a ritirarsi sopra la risena. I.,'intiero distaccamento si volse al lora al sud per :.ittorniare il .nemico, ma nella marcia fu attacca to. eia ~ squadroni di Circassi, i cprnli nel ritirarsi ;;mascherarono cl.ella lant?rrn cd t'.na batteria che immed iatamente aprirono il fuoco .ad una distanza cl, 300 passi. I Cosacchi costretti alla ritirata /)'iun.sero 11lle 7 ~i ~era ai biva_c;c~ di Esekci ( presso Hain.kioi) senz; aver potuto compiere la loro nnssrnne. Altro <lis_tacca m_ento infine al comando del ~apitauo Syssoycw si portò ll(~lla dR11:ez~one d1 Kaza11lik e vicino Jaikeu li ricevei.te fuoco dal iwrn1c~. rnlorzato dal '.'&'1° Cosacch'i del Don co.,trinse i Turchi a ritira~s1 ,,erso Kazanlik, e quindi rientrò ad Esekci . Queste ~·ic~gnizioni avevano accertato che presso Twardica stavano ,tre bat.taglton1 turch i con circa ,~oo cavalieri , che presso Jeni-Zara trovav~ns1 rla tre a CJl~attro b~ttaglioni, due squadroni ed una battei'ia, ed 1~fine che un p1c~olo d1stacca1rn.mto era i11 ritirata sopra Kazanlik . '16 Lucr,10. - Il generale Stoletow con 4 battaolioni hul/)'ar· ·1 '.>.6 . C o 0 1, I .... 0 regg1111flnto ,osacchi del Don e le due batterie 'da 1nont·1on" ·_ . II . ·1. . , o " r1 mase ,n_ - am ,101 per la conservazione di questo punto importante sino a che gmngessero truppe clell' VIII corpo a rilevarlo· il aenerale Gurl; coi ·' . restanti . 6 battaglioni , "· . . e ,1/ 2 , ,19 sc1·11", . " cl1·0111 . · e, ·1 ./;... e ,'1' 6 pezzi· s1· n11se rn marcia. verso Kazanhk, colle trnp11e formate in due colo , I une. L·a ,co louna cI 1 <estra guidiHa da G·urko st.Cs8o, 6 batta,,lioni e ,J ·~,> 3 --q· l1o_ 0 d· . I '~ · · I -, ~ " 1on1 e · ; ;.,, .' zappato'.'t a caval lo e 6 pezzi, marciò sulla strada che mette a .M.aglts costeggiando il [)iedc della mo,1t"<YU' . e1·1 . . "t> , l ·, 1"" co Jorma _s1~1~t~'a composta da tutti! la cava ll~ria, :16 squl'\droni e 6 pezzi, agl i 01drn1 del. • suo comandante duca di J' enchLenbei·o . · t> ,a,,"nzo ,, . ' Jungo 1a Sf)o_nda st~tra della Tundza , colla missione di proteggere il fianco .s1mstro t ell altra colonna. Gurko incontrò il nemico presso UOani, il

·Cmn

NEL P.HlMO PASSAGGIO D EI B-A LCAN l

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quale postato nei gi11rdini che· c.ircond:rno il villaggio oppose una seria 'r'esistenza che solo potè essere vinta dc,po asp'ro combattiniento·, cui presero parte tut.ta. la fanteria , e i 16 pezzi delle due colonne. Anche la cavalleria prestò il suo appoggio; 2 squadroni dell' 8° dragoni e 2 sotnie di Cosacclìì cl'elle colonna di siuistra furono inviati contro il fìaf1co sinistro nemico, e gli altri sq uadroni concorsero all'irn,eguirnento, e procurando di tagliare la linea di ritirata, obbligarono i Tnrchi a disastrosa ritirata, co~tringencloli ad abbandonare la grande strada e a gettar;;i sopra I<azanlik per sentieri di campagna . I Turchi perdettero 1~00 uomini, ·ciò che dirno,;tra l'accan imento MIia lotta; i Russi 60 e 2 ufficiali (!). · Alle 9 di sera la cavalleria, seguìta più tardi dalla fanteria, ginnge,1a a :Maglis ove accarr1pavn (Da H:1i11kioi a Maglis ·22 chilometri). '17 Luc110. - Gurko continuò la marcia sopra Kazaulik ma sopra tre colonne; quella di destra: •I hattngl ione e ,J_/2 marciò sopra la montagna contro il lato nord-est della città; al centro: 5 battaglioni seguirono la strada che costeggia la montagna, diretti contro il lato orientale; a sinistra infine tutta la cavalleria lungo la Tunclza, come il giornoprccedente, col còrnpito di riuscire, :,e possibile, alle spalle del nemico. I Turchi avevano preso posizione sull'altura di Karganli a circa 8 chilometri all'est di Kazanlik. Al}elj del mattino la colonna del centro diè principio al combattimento coll'al'tigliei'ia. La fanteria nemica però, minacciata sul fi anco sinistr-o dal battaglione e mezzo che marciava sulle alture, e sul' de5tro dalla cavalleria, ri piegù cprnsi subito sopra Knanlik . Tntta la caval leria russa avanzò allora al trotto, dopo aver ricacèiato verso la Tundza alcuni reparti di baschi-bozuck che a piedi ed a cavallo erano sparsi nei ~ampi, alla volta di Kazanlik, che sembrava sgombra da truppe nemiche. Accolt3 da vivo fuoco che partiva dallfl piccole alture situate al uord-e,;.t. della città , il suo comandante duca cli Leuch teuberg fece appiedare il 9° dragoni, uno ~quadrone di ussari ed i Cosacchi, avviandoli contro la fronte orientale della città, e coi restanti squad roni continuò il suo movimento per attorniare il nemico; tre sqttadroni u:;sari marciarono direttamente sopra Kazanlik, e vi pe·uetrarono dalla parte suc\-ovcst; non trovando resistenza alcuna perchè le poche forze turche rimasto nella citt~ l'aveano abbandonata poco prima , al l'avvicinarsi dei cav.:ilieri :.ippiedati . F1:irono tosto spcditr~pattuglie nelle direzioni di Iùllofer e di Schipka, le quali non trov.-irono traccia alcuna del -nemico cli'erasi gettato fra i monti. Tuttil In c:av;)lleria fu rinnila al nord rlelln città, le [u accorcfato


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I.A CAVALLl;RIA R USSA

11ualchc mo,nento di riposo, indi verso la ,1 porn. fu avviata al trotto verso Schipkn (da Kazanlik a Schipka ,to chilom . e ·t /2). I l 9° ussari prese la strada che da Kazanlik. metto a Schipka, la brigata dragoni !-i diresse a quella volta per i campi, e ~ squadroni Cosacchi poggiarono a sinistra coll'incarico di penetrare noi villaggio da ovesl. Al l<i 2 il reggimento ussnri occupò presso il villnggio l'acc:r mpamento lnsciato dai Turchi , ove trovò molte tende e quantità di munizioni r viveri, o alle 3 1'8° dragoni ontrò in Schi pka. Gurko la sern stessa del 17 riunì presso Schipka 1.utte le snc Lrnppo, fanteria e cavalleria. Il risultato della gioruala era indubbiamente soddisfacente: ,mo prigionieri e 3 pezzi erano caduti nelle man i dei Russi; il nemico fuggiva in pareccLic direzioni, mentre le perdite ammontarono soltanto a H uomini fra morti e ferì ti. Prima però di termi nare il resoconlo delle operazioni di quc::to giorno dobbiamo ricordare che mentre le lrn ppc di Gurko al sud dei Balcani ca111minavauo sopra Kazanlik , il generale Derochiu~ki da Tirnova auacc:1 va le J'ortiOcazioni 1lol passo di Sr;hipka, cd ora respinto. Scbbenr. non vogliamo meno rnamenlo addentrarci nelle opernioni della fan teria, pnr tuttavia non possiamo a meno di uolare che coclosto altacco, giusta gli accordi pro,-i, doveva essere inlrapreso contemporaHcmentc da nord e da sud. Poro quirnli che al gener:ilo Cnrko debba spellare una parie di responsabilitit dcll'im;uc<:esso toccoto alle truppe del genen1 lc Doro.chinski, tanlo più che se in luogo di arrestarsi il 46 pres~o .\Iagli~. si fosse arnnz:i to sinc> a Kanzalik, ciù che po1crn fare beui$simo, ei:rli sn rebbe slato in grado di prender 1.rn r·tc a cp1el c·omhauimcntn, rho assai fncil01e11Le nvrehhe avuto uu esito ben differente. "8 LliGLtO. - IJ generalo Gurko C'On 2 battaglioni e ·I ·t attacca il passo di Sclri pka, ma è respinto colla percfit.a di t80 uomini frn morti e feriti . 19 LuGLro. - Un parlantentario ltH·co si presenta alle or·r• 7 Lil'I mattino nel campo c]P,I generale Gnrko per tratta re della resa delle truppe che occupavauo il passo di Sch ipka . Ma quelle trattative erano un uwzr.o trova to dai Tnrchi per guadagnar tern po, è durante le mcdc:;ime essi ubbandonavano tutte le fortiricazioni e fuggivano per sentieri di montngna nella direzione cli Filippopoli . Il generale Skobelew che crasi arnnzat-0 da nord con '.z battaglioni del 36° fanteria occupò il passo, e mauclù · ad avvisarne il generale Gurko. ('.osì imp:ulroHivansi i Rn,si del pi ù importante passaggio dei Ila lra111 , ed era loro aperta la Yia pit'l b,·cve e più diretla per superare la ('a!ena montana e por!nl's i nella Yallo della Tnndza . 1

NEL PR IMO PASSAG-0 10 DEI BALCANI

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2.0 e ~1 LuGLIO. - Gurko riunì le sue truppe intorno a Kazanli k, ed accordò loro un ri poso di cui avevano soirtrno bisogno. ~2 Luc1.10. - Qui comincia di nuovo un p('riodo di grande ,~LLività per la cavalleria, ma la situazione al nord dei. B:/cani ò di ~1ol t~ cambiata per la comparsa a Plevna delle truppe d1 Osmnn pascha, Il<' è più il caso di pensare al passaggio dei Balcani, o di_spedire un. i;?'o~so corpo a rin forzo dell'avanguardia di Gurko. Qu~st1 _pe1:tanto."' hm1~ ad inviare ricognizioni di cavaaeria in tutlc le d1rez1on1 ccl 1n part1_colar modo verso la fenovia .Tamboli-Tirnovo.-.Filippopoli, rnentre il 90 rem,imcnto dragoni, due pezzi della ,(6• batteria a cavallo e 1 sotnia ao . c1·I queI del 260 Cosacchi furono inviati a Eski- Zara per l'occupaz1ooe punto imporl.ante. . . 23 e 2,1. LUGLIO. - Due partiti di cavalleri:i vengrino 111combenzat1 di distruggere la fc1·rov ia Filippopoli-.T~1mboli, poss~~i~mente _al pnnt~ di biforcazione: Tirnova . I 5 squadroni che sono g1a m Esk1-Zara si dirigerebbero ad ovest di TiruoYO Yerw la st.azitlne di Kajo.rdzik (50 chilom.), rimpiazzati n Eski- Zarn dal 9° reggimento ussari, rla 2. pezzi e ila 3 bnttaglioni bulgari. L' go rcgoimento drn rroni con :i ploloni della 16° batteria a cavallo 0 ed 1 sotnia del '2,10 rc;giment-0 <:Macchi elci Don ebbe la missio1rn di portarsi tla Kno.nlil, per E!-ki-Zara ad est di 'l'imova prùsso la stazione di Karabunar ( fi,5 chi l. eia l~ski-Zara , 80 da Kaznu lik). Il 24 raggiunsero i yari rlis1.aw 11nenLi la linen ferrnta; il 9° clrag~u i potè cseouirc inticramcnte il suo cùmpito e <·.on:;latò che presso T iro . . . nova si raccogl ievnno 1r11ppc turche; ]'go dragoni per contro si_,co11tl'1'. innanzi a Karahunn 1· in 1\. ba uaglioni tnrchi, i qnali gli i1upod1 rono dr accostarsi alla forrcJYia, r sol1anto alla colonua cli sinistra composta ria uno squaclro11c, [)er molù di clral,!oni e per l'a.ltrn melit di Cosacchi, riuscì di distruggere il trauo di ferrovia fra Koi,arli e Knrnbnnar. i'tuti gli ti1p1''.l_'c1 ron i la :;era elci 2/~ rieu trarono a Eski-Zarn; quelI i che si ernno avanzn li ::;irro all:i fol'rovia, :i vev:i no pP,rcor:;o da ,1,Pi :i HO chilometri . 25 Luor.10. - l i 2u una so1.11i:1 fii Cosacchi marciò sopra la ciW, di Haskioj ((ii'i ùhi loni.) per di:;trnggere il telogra ro sulla strada Adrianopoli-Filippopol i, tn (I 110 11 potè giungere sino alla ,:tariza, perchè rcspinta cla cavalieri uemiGi e da ba:;chi-hozuk. Nello stesso giorno ~ s<rnadroni del 9° drago11 i mossero in ricogni zione sopra .Teni-Zara, rna furono nuaccati cl:'t SflUadroni di Circassi e respi nti. Il risultato però di queste csplor:izioni ru assai importante, perchi:


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L A CA VALLERI\O. RUSSA

NEL PR IMO PASSAG GIO DEI UALCANJ

venne a'coertntf> \Jhe il r,iemico avanzava ·C'o-ntro il tratto di ferrovia

avvie~e quasi sempre 1ruando non si ha l'avvertenza di ri uuire prima del combattimento le varie colonne che marciarono separate. La brigata fanteria della 9• divisione si volse alle 8 aniim. contro la fronte nonl e nord-est della città 2 ore 1/ 2 prima dnlla brigata cacciatori che si dires::;c contro la pinte OYCst. Le tru ppe turche forti, a quanto pare, di (i battaglion i, 6 cannoni e z,000 Circassi, opposero dapprima poca resistenza, sgombrarono subito la ciuà o si limitarono ad una di resa perti uacc della stazione dcllu ferrovia clic so ltanto verso le H veu110 01.:cupata dai Russi. Le perdile ilei Russi sa lirono a ,106 uomini fra morti e fon ti ; i Turchi, secondo le notizie rus:;<:, avrebbero lasciato su l terreno 800 (?) cada ,·cri. La colonna del geucralc Lenchtenherg non si foce viva, nè dalla stessa ric~veuo Gnrko alcuna notizia. Vùdiamo quali avveuimc11ti erano succe,ssi pre;;so la medcsi ma. Giusta gli ordini avuti, nel pomeriggio dol 29 il duca di Lcuchtenberg mo~se con 6 ballaglioni bulgari, ·15 squadron i e ·12 pezzi alla volta di Karabunar, di dovo il 111::ittino el ci 30 concorrerebbe all'attacco di JeuiZara; ma ginnto a 3 chilometri circr1 da Kara~nnar si trovò di fronte, con somma ,ma sorpresa, ad una forte colouua nemica procedenic eia Jeni-Zarii, compost.i eia numerosa fanteria, cavalleria ccl artiglieria. Dagli stprndroili inoltre inviati in11anzi in ricog11i,zione, gli venne riferito che i dintorni fii Karabunar e il villaggio stesso rwano occupati da trup pe turche . Erano i soldati cli Solimano, i <ruali non so!o avevano occupato nei giorn i procedenti .Teni- Zara, ma tcutavano ora cli frappor,-i fra quest'ultima localiti1 e Eski-Zara , intercettando por ta l modo le comuni cazioni fra le Yarie colonne del generale Gmko e miuacciaudo contemporaneamente Kazaulik . .S'iniziii allora nn lu11go cowb:Ht.inwnto di artiglieria, clnr;in t,e il quale le due cavallerie avvnrs::irie manovrarono l'una contro l'altra senza venire ad alcu na decisione sino all'arrivo dei battaglioni bu lga ri che verso le 6 pom . si schierarouo d'ambo i lati della strada . Il duca di Leud1tcuLerg ri unì 7 ,;cruacl roni di tre diver$i reggi iucnti, e 2 pezzi e li inviò contro il fianco &inistro dei Turchi. Gli squadroni russi contribuirono con llLWsto movimento alla ritirata nemica; il comandante delh1 cavalleria Yo11111• ad accamparsi presso Dalboka. )fo nella sera stessa ebbe altra notizia clic Kazanli k era pum minacciata dal nPmico, o perciò nel mattino dnl :JO spedì :1 qnclia volta tutta la sut\ l'antcria, l'nrtiglieria da monLag11u o ·2 pezzi a cavallo, e ,1 squadrone di ussari, cd egli col restante (folle sue truppe, 13 squndro11i e 6 cannoni, si apprestò, giusta

Hnjadzik-Tirnova-Kal'abunar, e che ·nello ·stesso tempo occupnva cnn parecchi battaglioni (l~-(i), 4- a 6_pezzi o alcuni ~uadroni di Circassi In città di Jen i-Zara. EITettiv:imente era u11 avversario nuovo ad audace ohe movova incontro alla cavalleria russa; era Soli111ano pascbà il quale erasi imbarcato il 16 'luglio nel porto di Antivari colla sua armata forte di 8 piccole brigate ùi 3 a 4-,000 uomini; le di cui prime truppe il ,19 sbarcavano a Enos, e il 2.;. trovava11si già a Karabunar, mentre il grosso giungova alla stc:;sa data ad Adrianopoli. ' La 5iLuazione delle truppe del generalo Gurko cominciava a complicarsi; epperò furono riunite a Eski-Zara sotto il comando del duca di Leuchtenberg ,i. battaglioni bulga'ri, la brigata dragoni, il 9° ussari, ;3 sotnie Co~archi , la ,16n batteria n cnviillo, ~ p·ezzi della 4 0° batteria del Don, e la batteria da montagna; io t~talc 6 battaglioni, 15 squadroni e 12 pezzi. Tuttavia il generalo Gurko non stimò che la sua posizioue rosse seriamente minacciata; anzi ritenendo che coi 6 battagli oni e H; pezzi della 9° divisionè di fanteria giunti ad Hninkioj e posti a sun disposizione, e coll'altre sue truppe - in t.utto .116 bat- · taglioni, '24- squadroni e 38 pezzi - potrebbe mantenersi sulla linea Eski-Zara-Jeni-Zara (30 chitoni . oircn), decise di prendere l'offensiva per impadronirsi di Jcni- Zara. " Quale pri mo obbietti vo (rlel l'offcnsiva), scrive egli nel suo rap. porto al comando dell'armata, scelsi Jeni- Zan1, i111perocchè io sperava d'irnpo~se,;sarmene, prinrn r.hc le trnppf\ cli Solim:rno pote~scro occupn rla ". 2!)-28 Lrouo . - Fu riccordato ri posn alle truppe; piccolo palluglie soltanto continuarono. ad esplorare nelle tre direzioni di Haskioj, Karabn nnr e Jeni- Zara . . ~9 e 30 Lur. uo . - Ebhe principio la clivisata offensiva contro JeniZ.ara. Giuslil gli ordini impartiti da (}urko, la marcia dovevn aver 111000 su tre colounc; il 29 là colonna cli destra, composta dalla cavai" del principe di Leuchtcnberg da Bski-Zara raggiungerebbe Karaleria hunar sulla st1·ada di Jcni-Zara; al centro la brigata cacciatori colla ~ ti" batter in del Don si porterebbe da Kazanlik o .Kanakdzi (8 ch ilorn. :1 1 sud di IlainlJoj); su ll'ala sinistra infi ne la brignta della 9° di,·isioue ~i recherebbo a Lodza fra Twardica e Jeni-Zaro. Il 30 si effettuerebbe l'attacco con tro Jeni-Zar:i. Il mattino del 30 infatti la colonna di sinistra o qne!la ùel centro inizia1·ono l'auacco contro la città, ma non conlemporaneamen te, come

AN NO XXIV, VOL , lii.

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2J f(

I. i\ CAVALU:RI A R USSA

gli ordiu i avuti, n concorrere all'impres.i contro Jeui-Zara, o tant.~ meno a contrn~tore l'a vanzata della colonna ncru ica colla qu_alc oveva .grn combattuto nel dì precedente presso Karabunar. Pareccli1e pattuglie furono inviate al generale Gurko per renderlo e~otto dello sta~o cle~~o co~~: m .a ùon un solo Cosacco poti: attraversare la li nea turca e g111 11ge1e p1e:,so il comanclant<: russo. Ecco una narrazion e particolareggiata del combattimento sosten.nto dalla colonna del duca di Leuch teuberg nella giornata del 30 , che n caviamo dall'opera l e d:i'lìisioni di cavaller ia r ussa nella campagna della /Julgarìa e della Humeli<t, del ca pitano Widdern: .' , ., « Prima ancora che la cavalleria move.,se dal b,vac~ (5 o~ e 1/,) da tuiti i pnn.Li degli avamposti era giunta la notizia cho il .nem1~0 .sta \·,1 · · ~11~ r1·on le co' ~noi Circa~!ii. Allorchè l'on nguardia arr1Y11 n ::i 1nuanz1 u u , · r . 'ol' .· (' ch ilometri ad O\'Cst cli Karabnnar hl nccolta dn lnoco t I a1t1 0 1e1ia, viclde al :rn d di codesto villaggi(), co me nel giorno pI'ccedent~, l'.attagl ioni di ra 11 teria nemica e cnrnllcria; i1.1 totale da .<\. a_ 6 hatt-ag~1.on1,_al~ cn ne sotn io di-Circassi e da 6 ad 8 pezzi. La cava lleria a llorn . :.1 ~piego co' suoi 15 squadroni soprn uua front.e di :3 chilometri d'ambo ~ lati della str:ida in posizione di osst•rvazione. . . . . Al centro sta vano presso la ,;troda cinque squadroni con '2 pc.z~1, d1u'. spi nti an111ti a sinist ra e dun coll~cati _alq~anto ava11t1 a des11:a coi - pc~~ per minacci.i re i nanchi del nem 1ro; 111 r1serrn presso In sliarln.4 squ,1 <l l'oni cou r.. canno11 i. Sull'ala sin istrn appiedaron~ dn~ ;;q11:1clron1 pr•r t'L'-spiugerc dai campi i Circas$i,_ci~, c(ie pe1:n ~on rius~1 loro. . . . . « Allo 1 del mattino stormi d1 Circ.,1s~1 s1av.inz:u ono eia ,tmho 1 lati della strnda, r.eguì1i dalla fant.crin, nella direzione cli Eski-Zara. I_ca~aliori russi recero clietl'O frou le, e i loro tirngliatori c~b~ro ruo~o da_1 Cll':eo"si inseguenti . Allorchù però i 3 sqn.id roni i1w wt1 a ~ lllflCCHH'e il fianco sinistl'O dell'ayversario ebbero con1piuto il loro mo~-1mento e di_,~. i due pezzi cl1e li accompagnavano ebbero da quella pos11.1~ue ~p~rlo il fuoco il uemico si arrestò su tutta la linea . La sua battorw. ~1 rwol, r' contr~ il clistilccamenlo fia ncheggiante, che si portò all'iuruor1 del !a por ~ ta l.i ,lei flloco. Cosi sell7.a veni re ad alcu 11a dr!Cisione, le . du_e .lmee "~ froittecmiarouo parec0hie volte ad una rli~tanza J i 1100 mctn , _h1111 landog1 3 rarstft.1oco nddo:;so senza Yen ire all'attacco, sino al mPzzog1ornp · ·. · · Snll' intiern li ne.i lmiga 5 c.hi lomDtri dal piede del picco lo . B..ikano ~1n~ a Cavlikioi ru nelle prime ore del pomeriggio. continuato il fuoco Ira 1 rcporti avonzati dei cava lier i turcl~i e r11:si. . , _ ,. « Quando poi verso le 2, pom. 11 nem1ro comparve contro I ala d~~l.1_n ·presso Katali con 6 battaglioni, 8 o 110 pezzi " ·1500-2000 cim1her1,

~ E l, PRIMO P ASSAGGIO DE I tlA LCA'.'11

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il comandante della cavallcrin inviò la r iserva e alcuni reparti ci el centro, in tutto 6 Sfluaclroni, a rinforzo dei tre squadroni ivi colloc.ati. L'artiglieria si uni ai battaglion i bulgari r ichiamati da Eski-Zara (perchè questa loca liti1 non era st11 ta attac<·ata) prù,so la strn.cla ì11 posiziono di riser va. Fra lo 2 e ·l/ 2 o le 5 manovrando or qua or là, i 9 squadroni sì viddero alla fi ne obb ligati , inseguiti dal 11e111ico, di ripiegare sino a 5 chilometri ;id est di Eski- Zara. I vi i 1:opan i rima:Ùi indietro, nel passare un ponte , furouo ,,i,,a meutc incalzati da forti stor mi di Circassi clic li inseguivano, e liberati alla fine dal so 1n·aggiungere di dragoni .i ppiedati e di un plotone delln mil izia bn lgara . Verso sera la cava lleria assai ~tanca accampò presso Aidinli , coperta da una collina. Parecchie pattuglie <l 'uffi ciali fu rono spinte innanzi. Una di cp1este gui<hta dal tenente Eichholz passò fra le 8 e le 10 ore di notte frél Kavlikioj, Bii.iuk o Arahaclzi, incontrò parecchie vol t.e elci Circassi, e c·o11statò che prcs,o Dzuranìi, lliehale, !iolo a 7 chii. al sud- est, P pre~:;o Arabaclzi ,. a Ahikioj, a 1lf2 chi !. al ,;nrl di Eski-Z:ira, erano accalll pate ri levanti masse di truppe. un· uffi ciale dogli ussari spedito Yerso il mezzogiorno o1 genera ll' Gmko no11 seppe tron1 r mrzzo di pfls,;are attraverso i Circnssi » . 31 LucL10. - I l comba1 1i11rnn to fra le trn ppc rfol d1tca di LcuclttenlJerg equellc di Solimano si acc<',;p di bel nuo,·o il mattino del 3-1 luglio; la cavalleria russa :ippoggiata d:i i battaglioni bulw1r.i si oppose all'nvanznre del 11emico, ma vor,;o le 1111 a11 t. era giù giu nta in c·onlplct.a ri tirata sino acl Aid inli. Parecchi leutatiri tanto eia parti' di Gurko rruanto eia qnPlla di Leuchtenbet·g per ristabilire fra loro lr• in lcrcoLlaW contunieazioni andarono falliti . Con questn giornata rlebbonsi i·on,-idern ro co me tcrminaln le oporazioni do! cor p•l cli a v:ì11guardia. Deci:::a la ritirala 11ell:i valle della Tunclza, lt1tt11 la cavallPria ftt riunita il 1° :igo:-:10 presso Tiainkio.i e Esckci, <l'onde il 6 in iziò la :ma marcin sopra Tirnova. Le perdite 101-0li del corpo di avanguardia forte all'incirc.~ di 46,000 uomini, compre$a la 1• briia ta cfolla In rli,·isione ( 1:2, 000 uornini lii fa nteria e ar1iglierin, e 4-oOO cavalieri) cb l I,\. luglio nl ·1~1,/.!'0$tO rurono di : Morti . .fO uf'lìcia li, 18 ! UOOl ini Ll i t l'lll)p[; Feriti. 709 " Dispersi 57 » 1

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Totale 3.\. ufficinli , 9.Vi uom iui di truppa Così ebbe fì11 e questa glorio$a spodi7. ione.


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LA CAVALLERIA HUSSA

Ed ora alcune osservazioni . ~ on di· rado, anche oggidì, si. cita l'audace pa!i:;aggio dei Bakau i eseguito da I generale Gurko, come una scorreria di cava Ileria, come nno dei fomosi ra/tds americani. Noi crediamo che importi renificarc questa rspressione, la <.ruale può soltanto generare conl'usio11c di idee intorno all' impiego della cavalleria in guerra, tanto più che il fa tto .in se ~tesso è così splm1dido che anche riducendolo alle vere sue prnporzioni non si viene punto a menomarne il valore. Aiutati dallo stesso l'amos~ piano del ger1cra lissimo tnrce Abdu l-Kerim, il quale come paro orma i constatato, consistèva nel la~ciar, avam:,rù nel paese il nemico quauto più fosse possibile, affine di n1t1novrru·e in seguito sui suoi fianchi e sulle sue ret.rovie, i Ru;;si cransi precisnmm1te prefissa un'a rdi ta offensiva che in brnvc tempo li portasse nllc porte cli Adrianopoli; epperò ci pare che il nome st.esso dato allo trnppc poste al comando del generale Gurko di corpo d' n11m1.giwrdia spiegh i co1npletamente il sno còmpito, e determ ini esa ttamente l'i ndole dellr: sue operazioni. Se ma l non ci npponiamo, colla creazione del co1·po d'a:vang·tw:nbin si è voluto imitare l'analoga for mazione di guerra adott,1t:i ~c,n.pre da Napoleone I nelle sue campagne dcli' impero, il quale appunto nel cori)o d'avangut1rdia generale dell'esercito, cornandatù in ,prasi tutte le guerre dn J\furat, riuni va un certo numero cli divisioni cii cavalkria appoggiate da una o due divisioni di fante ria, che erano incaricnte del servizio <l'esplorazione e di sic:urezw innanzi alla l'rnnte dell'armata. I Tede$chi ucl ·1870 sr~gu irouo il $isterna napoleonico ,mila sua essenza , impieg:i ndo la ca,,t1 11Hria su larghissima ~ca la nel servizio strntegico, ma in luogo cli porre le varie di,·isioni di cavalleria, addetw all'annata, ,,otto gli ordini di nn sol capo, preferi rono farle agire eiasenna per suo conto, e cli non assegnar loro in via permanente rnparti di fanteria. I Russi invece applicarono i11terarnc11tc il :;istcrna di Na poleone I, e noi crediamo b<-m a ragione, sembrandoci esso il più razionale e il più conveniente, è quello a cui indubbiamente si dovrit ritornare nelle guerre fut.ure, quando arnbcdue i partiti avversari spieghino le masse della loro cava lleria molto innanzi alle LosLe di colon1111 del In fanteria. · Ciò posto è: però giusto di constatare che il corpo del geucralo (;urko venne presso r, poco a trova rsi nd le identiche condizioni in cui sa rchhesi trovato, ove effettivamente fosse stato incaricato di e:;<~gn irc uua scorreri.:1. Nel ratto dopo il passaggio del Danubio sino .1i primi giorni di agosto, r, cioè per circa quattro settimane eS$0 agì in modo affn tto

221 indipendentr,, abbandonato intieramcntc alle sue proprie risorse, precisamente come un corpo di partigiani; ma ciò dipese dapprima dalla confi gurazione elci t<>.rreno del teatro cli guerra, che presentava nei Bai- · ,cani una barriera quasi insuperabile all'inva5ore, e che quindi obbligò il corpo di ,rvangnardia ad nn'opernzione speciale per rendersi padrone dell' unico passo, rprnllo di Schipka, per il quale pot<wa transitare il gro~so dell'esercito; cd iu secondo luogo, allorchè i Russi ebbero a loro disposizione eodesto passaggio, da lla cambiata sitnazioue strategica che 11011 perm ise di inviare oitre i Balcani altro trup pe, e che in conseguenza lasciò per molto tempo isolato il corpo di Gurko . Al postutto, e comnllfftte si voglia considerare tale operazione, essa costituirù sempre per le truppe che la compierono uno dei fatti più gloriosi dHi. f'.:isti della storia militare, ed è una sp lendida prova di quanto possano rare trnppe di cavalleria su;;sidiate da pochi battaglion i di fanteria, disciplinato, resi~t<m ti alln fatica, e coma ndatr. da nn capo abile ed audacH. Prendiamo ora in esa me r1ualche particolare Noi troviamo che è la cavalleria fa <p.ia le s'impossessa della linea Jantra, la cava llerit1 che ,;'impadronisce di Tirnova , la cavalleria clw per la prima oceupa Eski-Zam e , Kazanlik , la caval lriria infine che protegge la marcia della fanteria sulla fronte e sui fianchi, che disperde gli stormi do' Circassi e di Bas<;hi-Boznk i qnali disturbano i11cessantemente la marcit1 delle colonne russe, che si lancia a notevoli distanze e per varie direzioni affine cli assumere iuformazio11 i $111 nemico, e di dist.ruggcrc le fcrTO \'iHed i telegrafi, che disimpegna giorno e nouc il ~ervizio :1gli avamposti. Sono gesta di cui la caval leria russa deve, a ragione, anelare orgogliosn . I cavalieri russi ;;i dimostrarono in Utt.to qnesto lnngo periodo pie~1ame11te consei della loro importante missione, e seppero compierla 111 modo veramente :munirabile, sebbene quasi sem pre si scontrass<~ro in partiti di fan teria nemica, o avessero di fron te Circassi e BaschiBoznk, e cioè nn avversario abile, a:;tuto e va loroso cho non di rado sj opponeva ad ogni loro pa:;so. I fa utori del mogchetto e del combattimento a pied i per la cava llerin possono trovare 11cl l'opcralo dei cavali<~ri russi in ·questa sped izione molti argomenti t1 favore della loro tesi . La cavalleria russa invern, e non soltant.o in <ptesto periodo-ma in tutta la campagna, agì quasi sempre piuttosto come fet;nteri,a montltta che come cavalleria,. sicchi~ si trovano numerosi esempi nei quali combauè a piedi colla carabina e se ne contano invecr. hen poch i in cni caricò a cavallo coll'armi bianch.e in NEL PR IMO PASSAGGIO DE I BALCANI


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LA CAVALLERIA nuSSA

NEL PRIMO PASSAGGlO DEI BA LCA NI

pugno. Sarebbe però ingiusto di far colpa alla ca,·alleria russa di aver accettato codesta tattica e di averne fatto largo uso, imperocchè si trovù di fro nte a cavalleria nemica, la quale riconoscendo la sua inferiorità evitava ad ogni costo di combattere da cavallo, e ricorreva s~:mprc al- · l'appiedamento. Qual esem pio più spiccante per mettere in rilievo la tattica seguita dalla cava lleria turca, del fatto avvenuto innanzi a Tirnova. Mozzo squadrone della Guardia nel marciare v(:rso la città s"imbauè in 3 squadroni turchi (300 cavalli), e questi ultimi invece. di lanciarsi a fondo sopra qL1el piccolo drappello, mettono piede a terra e cominciano a far fuoco colle carabine! Naturalìnente a quei pocl1i cavalieri russi non parve vero che i loro nemici commettessero un errore così madornale; essi, che avrebbero dovuto immediatam<mte rit,inu·:si, oppurn che sarr~bbero stati indubbiamente scoulìtti se i Turchi avessero caricato e l'attacco foss·e stato da loro acc<~ttato, sono invece saivati dallo st<~sso avversario, appiedano pur essi e danno così tern po a due ~otnie cosacche di giungere a rinforzarli. Si c.apisce che attaccanclo quasi mai, e ,per assecondare la tattica del nemico riçorrendo troppo dì sovente al combattimento a piedi si fini sce, anche senza volerlo, coll'adou.are anche per proprio conto codesta tattica; ciù nou toglie però che chi giudica imparzialmente basandosi :ml ·fatto che~ cava lieri russi non caricarnno neppure una sola volta di loro propria iniziativa, non possa non dire che essi abusa. rono del combattimento a fuoco. Tuttavia a loro discolpa devesi ancora ricordare ch'cssi, e in particolar modo ·i Cosacchi, erano da lungo tempo abitn-ati a combattere a piedi, abitudine che avevano contratta nelle guerre fatte in A:;ia, ove tale modo di cornbattere era imposto da speciaii circostanze. E perciò crediamo che a torto ,;i citerebbe l'esem pio dei cavalieri russi nella campagna d'Oriente, e segnatamente durante il primo passaggio dei flalcani e nelle operazioni che ne segui rono, per sostenHre i vantaggi di una fanteria- rnontata, e siamo persuasi che come ora ii abbiamo veduti ricorrere quasi :;emprc all'appiedamento, perchè così combatteva la cav:;illeria avversaria, se avv~m·anno altre campagne m)lle quali gli squadroni ru,si trovassero un abile a vver,ario che invece riconosca per sua àrma principale il cavallo, li vedremo collo stesso coraggio e collo ste~so slancio com bn ttere coli 'armi bianche. Del resto non si può negare che nelle operazioni da noi sopra narrate si ri:swntr;:ino bellissimi esempi,' nei 1ru1tli molto !:iaviamente e con opportunit.ù si ricorse all'appiedarneu to; fra i quali ci basta r.i tare quelli delle giornate O, 29 ,e 30 luglio; ciò che dimo:;tra ~hiara-

ni.ente la necessità di dotare i n~ggimenti a cavallo con una buona arma d_a fùoco, e come da siffatto armamento si possano in date circostanze, e quando l'impiego a cava llo sia assolutamente impossibi le, ritrarre incontestabili van !aggi. Due es<{mpi poi d' intelligente impiego delle masse di cava lleria sul campo di battaglia, sebbene non siasi loro presentata occasione favo revole cli caricare, troviamo nei combattimenti di Karganli (8 luglio), e in quello del 30 luglio. Durante il primo e mentre il generale Gurko colle trnppe cli fanteria pugnava sullo stradone cli Kazanlik, il ge11erale cli Leuchtenhcrg formava tutta la caval leria rimasta a sua disposizione su tre schiere fra la Tundza e il campo di battaglia, col ·1/ 2. squadrone della Guardia, e ;1 squadroni del H() ussari in 1a schiera, col1'80 dragoni a sinistra e 11l l'infuori in '.z" schiera, e con essa minacciava la linea di ritirata del nemico. Nel combatti mento del 80 poi, come più sopra ahbinmo giù detto, fu la colonna di 1 squadroni iuviata per attaccare il fiam:o sinistro rlei Turchi, e formata parimenti sopra tre schiere, che contribuì di molto , alla ritirata del nemico. Ambedue questi esemp i provauo inoltn: sempre più c11ianti v11n taggi possa reca re alle proprie truppe nna massa di cavalleria colla semplic~ dimo&trazione; e <;i :;ernbra bene di notarlo, pùrchii forse si annette troppo poca importanza a cosi fatto impiego dell'arma. Ed ora <;i siano permessi alcuni appunti intorno al sistema di esplorazione. Xoi vediamo ogni giorno squadroni iutieri guidati da ufficiali i11 telligcnti ecl infatic11bi li sping1irsi a grandi dist::mze, e ad onta tli ciò le informazioni sul nemico o mancano completamente, o sono insnflìcienti. Se non ci inganniamo cotlesto grave inconveniente derivò dal modo col 11unle si eseguiva il servitio di esplorazione. Quelli sq,uadroni lanciati avanti in ricognizione anche a fc,0, 50 chilometri di distanr.a ed anche più, rna che rientrano la sera ai loro accampamenti, non erano in grado dì fornire estttte notizie, e lo fossero anche state al mo11rnnto in cui erano raccol te, non erano pi1'.L esatte, nella pluralità dei casi, cinque, otto o dinci ore dopo, quando erano ri feri te, perchè uel tempo impiegato dagli sr1uaclroni per fare ritorno al campo la situazione si modificava, o pur anco cambiava wstanzialrnente. Egli è a molivo rli questo sislerna, secondo il quale giornalnrnnte si cercava, si otteneva e si perdeva il contatto col nemico, che il generale Gnrko non potè m11i avere esatte notizie sulla marcia delle Wupp~ di Solimano, n~: rorrnarsi un concetto sufficie11 teme11te pre(~iso snl"Ja vera :situazione. E ru pure grazie a codesto sistf:ma che Solimano potè avanzare sin pre$SO alfa linea Jcni-Zara-Eskizara r~ intro-

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Li\ CAVAL L ER IA HUSSA

NEL l'HUIO f'ASSA GGIO DE I UALCANJ

mettersi fra lo truppe russo, senza che nè Gu rko 11è Leuch lonberg arcssoro cogni1.iono del pericolo imminente che loro sorrasl:m1. Quan to cli fTcrcnlerneute sa rebbero procedute le co:-e, se le ricognizion i spedile il 23 e 2~ luglio sino a)la linea della ferrovia 'l'i r11ovaFilippopoli e n foui- Zara e che segualarouo al sud della fe rro,·ia e pre~so l'ora deua città la presen1~1 rli forze ncmirhe avessero costautomente mantenuto il contatto col nemico. Certamente il grosso della cav:i lleria 11011 poteva essere mantennlo ad Eski-Zara , e lo si avrebbe. dol'ulo port.are assai più innanzi a gostegno dello truppe i11caricale in prima linea del servizio cli esplornzionc e di sicurezza; ma non era ,n·i ragioui che impedissero di fa r ciò. E si conYerrit di leggieri C"hc col sistema da noi suggerito Solirnnno paschi1 non avrcli!Jc in alcnn modo polutu compiere la manona di sorpreso che nel fatto eseguì. Noi sa ppiamo benissimo che grond i difficoltà ,;i oppongono n che sì possa no a vere notizie pa rtìcolareggia te• sui mo,·ìmenti dPI grosso delle forze nemiche: ma col 1wrvizio di ovanscopcrta, cioè di esplorazione e di sicurezza continuo , come lo chiamano i Tedeschi con parole molto più appropriate, e non con quello di ricognizione, cioè dell'esplorazione temporaria, mantenendosi a continuo contatto colln prima linea 11emìca, si rende impossibile quo.lsia~i sorprcsn e si e sempre avvisati per t.ompo dei movimenti dell 'avversario. Le operazioni pertanto del corpo di avanguardia del generale Gurko non solo sono istruuive per tutto quonto ha trntto ad un audoce impiego della cavo.lleria, ma mostrandoci in modo evidnnte i gravi inconvenienti che possono nascere da nn trascuralo SOL 'vi1.io di sicu rezza, comprovano somprepiù la necessità e l'importanza del servizio di esplorazione non scompagnato da quello di sicurezza . lì':, pena il pensare a qn:ll cattivo p:irtito si sarebbero trovo re ridoue le trnppe del generalo Gurko se Sol imano paschi1 ali' :ibiliti.i, colla c1uale inrlubbiamente condusse le sue trnppe, ;lV(~s:;e aggiunto dell' audacia . Ci basti notore che il duca di Leuchtonberg fronteggiò per due giorni consecutivi la massa delle truppe turche guidate da Sol imano stesso con soli 4 battaglioni e "5 sqnudroni; cd è ovvio che se in luogo cl i un manovral'e incerto e mantenendosi quasi !inmpre sulla difensiva , il generale turco avesse spiegato nel combattimenlo un 'energica offensiva, il corpo d'avanguardia sarebbe forse sta to taglinto fuori dalle sue lineo di ri tirata. Se mal non ci apponiamo, il generale Gurko aveva un altro partito cui appigliarsi rlopo la presa di Shipkn. Ci pare cioè che dopo aver coucesso olla sua cavalleria nn po' dì riposo, del quale arnvn certa-

mente hisogno, avrebbe potuto irnpiegarla in vere.; scorrerie, lanciandola a grandi distanr,e ed in parecchie direzioni, affine di portare lo spavento nel paese nemico e fargli il maggior dauno possibile. !\nclic• quando gli fu noto l'avvicirwrsi dello truppe di So limano gli rimaneva, a nostro avviso, ancora suflìeionre tempo pel' far C$eguirt• parocehi(' di codeste scorrerie od al meno nna sola che durasse varì giorni e percorresse 11 11 Yastu spazio di terreno. Ern questo fors'anco u110 dei mez1. i atto a trarre in ingn nllo il ge1t0ra lc.; turco od a l'euderlo i11ccrLu intorno alla scolta del pnu lo ove dirigere le sue trn ppe. Cornuuquc sia, e bencbè facciano <lifcllo molti particolari dr•i Yarì fa tti d'armi, riteniamo che anche da l poeo ehe no abbiamo detto risulti :ibbastanza r1uauto possa riu~cirù iuteres,antc cd istrnui, o lo studio di cp1 cs La parte dalla campagn:i cl'Oricm tc. · E conch iuclcrenio cui rich iamare l'nttenzione :;ulle prove di re~istcnzn alle fati che fornite non ~olo dagl i uomini, rnn specialmente dai cavalli delln c::rn:dlerin rnssa . Si di1,;c.;, e vero, che dessa ritornò al uonl dei Balca ni colla met;\ l'orza in cava lli di rp1ella con cui era partita, e che anche per qu11lla furono 11ecess,nic t.rc o quau.ro settimane per metterla in cond,ziorw cli prestare nu0Yamon 11• scn ·izio; 111a se si considera ~lic qncg!i auirna!i per u11 mese cousccutivo clisi 111 pegnarono giorno e uouc un l'ortissimo servizio, eseguendo lunghissime marcio nel calore J.ell'estatt·, e probabi lmen te co n un 'i11sufficie111c nutrizione, si convenir dell'eccellenza di tale materiale. Uomini e: ea\'alli pOl'l(lnto si diniosLrarono ~ll'nlter-za della loro missione, c 1.nnno1·0 al to il prC$tigio della cava lloria.

MAR7.1Ar.P. Bt A:'ICIII o ' AnoA

Capitano dii ca i;a/1.eria.


• I PHOJl::TTI f>EHF OHA!'( TJ

RASSEGN! TECNOLOGICA MILITARE

VII.

I PROI ETTI PERFORANT I.

Quali metalli s'adattano alla fabbric azione di proietti perforanti. - Diverso modo di conce pire l'aziono doi medesimi. - Proprie tà de i proiett i di ghisa induri ta e d'accia io. - Forme dei proie tti perforanti. - Dife tti dei proietti c ilindro-sferici e cilindroconici; vantaggi dei proietti c ili ndro-ogivali. - Proieltì con tes ta ogivo-conica. Longhezza dei proietti. - Vantaggi dei proie tti mol to allungati. - Espe.rie nzè cli K,·u pp. - cavità interna dei p,·oietti pe1·fornnti - Ipotesi sull' acce nsione de lla carica di scoppio. - Sistema di guida . - Notizie sulla fabbricazione della ghisa indul'ita. -:Esperienze di Shoeburyness; risultati ottenuti co n proi e tti di ghisa indurita e d'acc iaio. - Rsperienie cli Spezia nello scorso g iugno. - Considerazioni o previsioni.

Trattando delle a.rtiglierie di gran potenza e della corazza, ci occor:>e più volte cli fermare l'attenzione del lettore su taluni fen~meni Rvvertiti nelle esperienze di tiro· cont.ro le piast.re, i quali non trovano altrimenti spiegazione che dalla qual ità del proiello. La specialità del bersaglio richiede nel proietto perforante proprietà fisiche non comuni ai proietti che si impiegano dalle artigl ieri e da campo e da muro, i quali , com'è noto, sono generalmente di ferraccio rare vo lte di ferro fucinato. La. ghisa ordinaria. non soddisfa alle esigenze del tiro contro corazze, perchè il pro ietto all'urto si rompe, e tutta. la fo rza vi va onde è animato si consuma. nel produrre schegge; all'opposto i proietti di feno fu cinato si schiacciano 1n virtù della proprietà che hanno le molecole di spostarsi e mutare di sito,.

22T

senza tuttavia. abbandonarsi e staccarsi l'una dalle alt.t·e. Defici ente · resistenza alla pressione nel primo caso, ed eccedente scorrevolezza· de)le molecole nel secondo, rendono questi metalli inadatti alla fa.bbricazion.e dei proi etti perforanti. li massimo effetto lo si ottiene da un proiello capace di spiegare .tutta la forza viva, ond'è animalo, contro la corazza, quindi non soggetto a rompersi od a cle(o nnarsi al momento dell'mto; perocchè tutti gli sfon:i che non concorrono allo scopo fina le, la perforazione della. corazza, voglionsi considerare come sterili, quando non sono addirittura nocivi. Il miglior metallo da proietto perforante a·duncrue è quello che alla proprietà della.ghisa, grande durezza, accoppi,i la tenacità del ferro fucinar.o . J>iù nn proietto perforante è dut'O alla supedìcie, cd in particolar modo alla punta, di tanto acquista in pregio; su ciò non v'ha discrepanza d'opinione fra gl i artiglieri: uguale accordo non sussiste tuttavia qmmdo tra.lla.si di stabi lire il grado di lenacità che gli è necessari o per raggiungere il massimo effetto. Prima di entrare . nel vivo del la quest.ione, e di trattare clel metallo, dei modi di fabhricazione e della forma dei 1froiet.ti perforanti, crediamo pertanto utile cli osservare, che stante l'assoluta deficienza di falli di gt1erra, i quali solo possono decidere del valore pra.Lico di uno piuttosto che cli un'altro sistema cli proietti, gli apprezzamenti sui medesim i'variano a seconda del modo diverw di concepirne l'azione e cli considerare l'enti tà dei danni che essi po;;sono arrecare alle corazzature. Taluni ceedono perduto un bastimento che abbia avt1to forata la corazzatura. Un.o scrittore ingle;;e osserva in proposito nel Tilnes che prima. dell'introdnzione dei cannoni di gran potenza le navi da guerra in legno sostenevano il combattimento per lungo tempo, lanciandosi a vicenda proieLti , e, di regola, non davansi per vinte se non avevano su bito altre avarie dal vento o dal mare. Il vero peri colo di queste navi erano i proietti incenéiiarii , i quali le élist.russero a. Sinope ed altrove. Il proietto che non auraversa la corazza, o eh') scoppia senza. comunicare fuoco alle parti ù1 legno delle murate, non è temibile, secondo q11est.o autore; il qttale va più avanti e ritiene c:he anche supposto che lo scopp io anenga all'interno, i danni· non saranno gravi perchè il pi·oietLo vi giunge come corpo mor to, dopo aver consumata tutta. la sua energia nella per- ·


I PROl[:;TTJ f' f::RFORAN TI

I PROI8TT ! PERFORANTl

forazione della corazza (,1). Come si vede l'autore suppone il proietto dotalo solamente di tanta forza vi va quanta occorre per perfora re la piastra contro cui sì tira. Lasciando ogni giud izio in merito a queMi apprenrunenti all e persone competenti, ci limiteremo a rilev1tre la perfeua consonanza d'idee dì questo (:on altri scrittori nell'anunettereche i danni locali al't'ecali dai proielli rtlle corazze non possono pregiudicare l' esistenza della nave; esiziale può rittscirle tÌn proielto, secondo i 1nedesim i, solo allorquando la sua azione sì estende all'interno, scoppiando a tempo dehìto, e prima ancora che la sua forza viva sia completamente e:;aurita. La possibilità di raggiungere quest'ultimo intento non ha bisogno d'tisser dimostrata per i !et.tori che ci lrnnno seguito nel corso dì rrueste rassegne. Il proietLo da 4:3 cent. (e:;perienze di Spezia ·1876) possedeva dopo ht perforazione dell a lastra i\farrel da 1Si5 cent. una veloci tà res id ua di 82 metri al secondo (2), quello da 6 poJl ici Wilhworth forò Ja piastra grossa mili. 21:>4 e penetrò di metri 2,4 nel fermapa lle di sabbia (esperienza di Shoeburyness 1878) (3). E nelle recenli esperienze di Spezi a ( 23 giugno) il proietto da 15 ceni. Withworth dopo aver penelraLo nella corazza grossa 70 cent. di t,2 cent., la spaccò, passò daM'altra parte al.lravcr::;ando un cuscino di legno di 50 cent., e cadde tra i bagli con la punta rivolta verso la corazz(l. Gli sforzi che si fan no per trovar modo di regola re lo scoppio clei proietti perforanti e di aumen Larne,l'effica.cia, sostituendo alla polvere ordinaria da sparo, che per la ristreua c,apaci til. del vano interno destinato a ricevere la carica di scoppio non pnò esser impiegala che in dose insufficiente agli scopi cui si 'mira, sostanze esplosive di maggior forza, le quali dieno grandi e/Tetti con pic1}6la carica , dimostrano del resto e~sere generale la convinzione che risullat i decisivi contro corazzate pos::;ono ottener::;i solo as3ociando agli effetti di perforazione qnelli di scoppio. Ora ammessa la convenienza della rotlura del p1·;,ietto nel suo percorso allraver;;o la piastra, ed .i mmesso che il punto piµ con ve-

{I) Revue maritime e eolo11iale, maggio 1379. (2) Rivista maritt ima, diceinbre IS7G. {3) Rivista militare, a prile 1879, pag. lv9.

229 ·

niente allo scoppio è quello che corrisponde ad una. perforazione quasi compiuta perchè dà maggiori effetti, v'ha chi sostiene essere q nesti eJietU più sensibili quando i pezzi sono numerosi, potendosi ol.l.enere risultati ragguardevol i· c~ntro gli affusti, le macchine, in· una parola quelle parti delle navi cbe élicom:.i vitali, ed alla cui conservazione tanto importa che a proteggerle si impiegano le pi lÌ grosse · corazze, solamente dal lo svi luppo di considerevoli forz e; e v'ha chi sostiene essere da preferirsi la suddivisione del proietto in mo!- · tissirne pnrticelle, a ri ne di moltiplicarne l'azi one contro gli uomini che sono nella briLLeria . I primi, i qunli mi l'anp escn:t,ialmente alla distruzione del materia le, vo):;liono pro ietti d'accia.io, metallo cl1e a grande durezrn accoppia !';Omma tenal:itit; i ,;econdi vogliono proietti di ghisa indnrita, la cu i struttura meglio dell'acciaio risponde al loro fine. I proietti cli ghis;t indurita., dicono i loro fautori, hanno superficie durissima, e se dolaLi di forza vi\'a eccedente i bisogni cli per- · l'orazione e bene costituiti, sufficiente tenacità all'interno per resistere alle forze di reazione della corazza ed alle pressioni che sovra gli strati an teriori, per legge d'inerzia, esercii.ano gli' inferiori nel momento dell.'orto, forzo e pressioni che unile determinano la rottura dei proietti fragili; la tenaci tà non ha da essere tullavia. sì grande, da impedire che l'azione dei gas, spri gionatisi per l'accensione dell.a yariu interna, si man ifest.i nella sua pienezza. vale a cl ire in modo da pareggiare quella cli una scatola a rnetrnglia ( 1). Sia nell' uno che nell'altro caso a raggiungere ìl massimo effello rich iede:;i, come sopra, :::.i è detto, che la rottura elci proietto avvenga in determinale condiiioni. L'e:speriem.a. tuLLavia dimostra. come clcLLe condizi oni non :;empre si avveri no in pralica; nei pi·oietli çli ghisa la roLLora ha luogo il più delle voJte' prema tn rameu!e, sia per la quali tà scaclent.e del suo materiale, sia per difello di costruzione, sia infine per rleficienza di forza viva; simile inconveniente si verifica meno frequen temente riei proieLti d'acciaio, i quali più c!1e a rompersi tendono a schi acciarsi. Negli uHimi tempi si è però riusciti n fabbricare proi eLLi d'accia io di c1ualitil talmente huona da conserva re la loro forma quasi inallerrita nnche dopo la 1

(l i I ro, Sclirz -

Gruson's /la,·tguss- Geschosse, llerl ir,o is;s, pag. 25.


230

I PROIETTI PERFORANTI

I PnO IETTI PERFORANTI

perforazione. I lettori delle Rassegne sanno che i proietti_ d'acciaio \Vithworth attraversarono nelle esperienze eseguite al poligono di Shoeburyness nel mese di settembre 1878 col cannone Armstrong da cenl. 15,24 la piastra grossa·mill. 254- senza menomament.e guastarsi, e che penetrarono in altra piastra grossa mili. 330, .2 di mili. 24,3,8 subendo piccolissimi danni (,J). Nel reale la bora.torio del!' arsenale di Woolwich sì veçle un proielto Wi thworth di acciitio compresso da 9 pollici ·(cent. .23), che fu sparaw due volte contro una· piastra grossa mili. 305 senza modificarsi nella forma. Altro consimile proietto servì per tre tiri (2). Nelle esperienze fatte il 23 giugno scorso alla Spezia il proietto Withworth da 40 cent., lungo circa metri 11,il2 (cali bri 2,5) e pesrmte chilog. 94,6, non si còmportò meno bene che nelle esperienze falle in Inghilterra. Dopo il tiro esso fu trovato intiero; aveva bensi subìto un accorciamento di circa 1O cent. ed nn rigonfiamento all'origine dell'ogiva di qnasi 3 cent., ma la wa superficie rimase li:;;cia, senza intaccature nè irregolarità di deformazione e senze fendi ture nella parte rigonfiata. Questo risultato è tanto più anunirevole quando si considera che iI proietto ha passato da parte a parte una corriua d'acciaio foso di Terl'enoire grossa non meno .di 70 ceuL In 11uesta circostanza furono sparali pure un proietto d'àcciaio Armstrong ed uno di al1isa indurita Greitorini· il JJrimo V ' non potè forare la piastra, forse perchè pane della slia, forza viva fu assorbita nel cornprimere il metallo del proietto che cedette all'urlo e si raccorciò di circa 30 cent. , aumentando il diametro di -cieca •I I cenL; il secondo, fuso nella fonderia di S. Vito presso Spezia, si frantum_ò dopo esser penetrato di circa 37 ceni.. nella r:orazzn, che si spaccò. Nel complesso i proietti di gh isa Gregorini ,si comportarono in modo da far sperar bene in avven ire, quando si avrà raggiunto una maggior perfezione nel modo di Cabbrica rli.. Se si confrontano i risultati ottenuti coi proielli Grec•orini nelle espeo ri enze del 2::3 giugno scorso, con quelli avuti nell'esperienze dei mesi di ottobre e novembre ·J 876 con i proiel.li Palliser poi si scorge essere questi inferiori a quelli, perocchò gli effetti di penetrazione 1

V

(I) Rivista milita,.J 1879, rlispensa di apri le, pDg. 109. (2) nev11e mat·itime et coloniale, maggio 1879, pag. 155.

~

231

,i,n piastre d'acciaio furono il 23 giugno uguali o quasi, a quelli , del 1876 contro piastre di ferro laminato. Il Gruson, il quale, non lo si può negare, ha fornito proietti di ghisa indui:it?' che per bontà. di fabbricazione vanno molto pregiati, non si dà per vinto di fronLe ai proietti Withworth; anzi egli crede d'ottenere gli stessi e/Tetti di perforazione ogniriualvoltt1 vi sia eccedenza di for:t,a viva nel proieuo. Peccato che le esperienze dovettero esser sospese dopo tre soli tirj, fatti col cannone da mo tonnellate, per i serissimi guasti arrecati ai bersagli. Comunque non tenendo conto nè del costo nè .delle grandi difficoltà che si incontrano nella fabbricazione dei proietti d'acciaio in genere, ed. in special modo di quelli Withworth, vi sarebbe ragione di preferii-li a quelli di.ghisa. La questione della spesa tuLlavia non può essere considerata come secondaria, quando si ha presente che l'acciaio da proietto Withworth costa molto più che la ghisa, la quale noi abbiamo di ottima qualità. in paese. Oltre al metallo ha grande intluenza nella perforazione delle corazz~ la forma dei proietti. Accurate esperienze esegu.it~ a Shoeburynes,;; negli anni ,1862 1 al 1866 allo scopo di determinare le leggi della perforazione dei proietti di qualunque fornrn, e metallo attraverso le piastre dell e eorazze, avevano dimostrato rispetto alla prima: 11° che il proietto cilindrico a testa piat.la dà a p11rità di circostanze effetti minori dei proieLLi cilindro-sferici e cilindro-ogivali. 2° che i pl'oielli cilindro-sferici producono effetti alquanto minori dei proietti cilindro-ogivali; SLtpposti egtlali il metallo ed il diametro quelli abbisognano di. 1naggior forza viva di questi per oLtenere gli stessi effe1ti; 3° che i proietti a testa. elissoidica presentano qualche vantaggio sopra quelli a testa emisferica; 4° che i proietti a testa ogivale equilatera producono effetti rni,nori a quelli dei proietti a testa ogivale acuta. In esperienze fatte in G·ermnnia, con proietti di ghisa Gruson a testa emisferi ca. erasi ripetutamente noLato il fatto dello sfogliarsi .del metallo dal corpo del proietto a cominciare dalla linea di unione dell'emisfero con il cilinrlro, il quale per la e;;portazione del metallo cambiava la forma cilindrica in Lronco-conica.


l PROIET'l'I PERFORAN'J'!

I Pf\OJWl'Tl PERFORANTI

Il proiel.lo ci iindrico-sferico si addimostrava èosì dotato di un difetto organico, del resto fac ile a spiegarsi. Considerando la 1:esistenza della corazza alla penetrazione come la r isultante di un infinità di forze agen ti sui punti cornpl'essi della testa del proietto in direz ione normale alle tangenti, è evidente che nella forma emisferic~ dette forze devono convergere al centro, e manifestarsi lungo l'asse del proietto . Le molecole nella pru'te cilindrica di quest'ultimo all 'urto, per legge d'inerzia, vengono spinte in avanti con forza proporzionata alla velocità del proietto; quando questa forza supern la coesione del me.tallo, se non esistono forze opposte atte ad arrestarne il movimento, è ch iaro che dehba verificarsi lo strappo delle parti non equilibrate, cioè di quelle che cadono fuori del cono in cui si manifesta.no le fo rze di reazione della piastra. Si pensò pel' questo di dare alla testa del proiett.o fo rma aguzza. · 11 merito primo spetta al ca11itano d'articrlieria. inr•lese Pali i~er o il quale, conl.rn,riarnente alle opinioni dell'epoca. :3ostenne fino dall'anno ·1863 dover il proietto esser costru ito in modo die la resistenza della piastra potesse agire solo gradatamente su di esso, e all'uopo raccomandava di fare la testa acumin ata., e cli comporla di una sostanza che a sua volta opponesse grande resisLenzé:l alla piastra (,1). Questi suo i principi i egli li mise in praLica. costruendo con gl1isa dura pro ietti acuti in punt,L I risultati ottennli contro le piastre cli quei tempi soddisfecero talmente, che il governo inglese volle distinguerlo aclouando ufficialmente per quei proietti la, denominctzion i di Pallise1· 111·oiectiles, nome che conser~ano tuLLorn sebbene e nella forma e nel modo di fabbricazione abbiano subito importanti mocliGca;::ioni . J proietti perforanti con punta ogirnle sono megl io ac1{onci ,~ vincere la resistema delle piastre alla penel.razione di quel li a punta conica. lnfatti scomponendo le singole forze cli compressione della corazza, le q@li agiscono nornrnlmente sulla superficie del pro ietto, in due forze di cu i una in direzione del.l'asse è l'altra a questo perpendi1:olare, !I ella i'ornrn ogirnle, la prima di dette forze dim inuisce apnrt.ir dalla p11nt,1, e nel sito di racco rdarnento dell'ogiva .con la parte ci-

linclrièa del proietto diventa nulla, Lui.te volte che questa è tangente a quella. Restano aclunque solo le forze normali all'asse, e queste si eliminano . Nella forma con ica invece l'inclinazione delle forze di compressione verso l'asse si mantiene costante, ·e ciò determina uno sforzo della tesla sulla parte, cilindrica del proiett.o, sfovzo che in definitiva tende a spaccare il prnietto, nell'istessa guisa <:he il cuneo spacca un sol ido. . L'attitudine alla perforazione delle corazze cresce nel proietto col crescere del mpporto fra il cali bro e la lunghezzfl. dell'ogiva; più il prnietto ù agn1.1,o, d' ,dtrnl.tanto sono minori le forze di compressione che agiscono in senso dell 'asse. D'a.ltra parte una punta motto acuminala si frange più facilmente all'urto nei tiri obliqui, facil ita lo scivolamento del proietto sulla· corazza, ed accresce la resistenza dell'aria in causa dell'attrito che si esercita sovra una supérGcie molto maggiore. Si fanno anche prniet.ti con tesla ogivo-conica. Tale forma, speriment.al:a in .Prussia con vantaggio nell'anno 1868 dal Gruson, si presta meglio di qua lsiasi a.ltra alla penetrazione, efu adottatét per le nostre bocche da fuoco da,cost.lr e da marina. La punta. conica ha tut· tavia minor resi::;tenza di quella ogivale; ma la grandissima durezza che le si può dare col rneto.do di fusione della ghisa incl[trila pone riparo a questo difetto . L'ampiezza. dell 'angolo al vertice del proietto cilindro ogivale dipende naturalmente dalht maggiore o minore lunghezza. dell 'arco generatore, e questa non è sempre J'istessa, per i iliversi criteri seguiti nel determirrnrla.. L'arco generatore a mo'd'esempio si descrive nei proiet.ti regolamentari tedeschi di mod. ,1876 con un raggio lungo 4 ¼ volte il cali bro del proietto; in quell i russi e fnmce;;i invece misura calibri 2 ecl 1 ) 3 ; nei proiet.1,i Krupp e P.ali iser infine cal ibri 1 'li· La lunghezza dei proietti perforanti fo Gno agli ult.i mi tempi tenuta nei l. imiLi di cctl.ibri 2,00 a calibei 2,50. Le _esperieme eseguiLe a Essen dal Krnpp nei megi di gennaio e cli maggio ,18'79 tuttav ia hanno messo in e,viclenza il grande vantaggio che vi ha. di accrescerla. Col cannone da 24· centim. furono spara.Li in dette esperienze proietti perforanti lunghi 2,8 e 3,75 ; i risultati sono riassunti nel seguente specch io .

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Proietto pe rf01:ante lungo 13G,5 62G calibri 2,8.

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l PROIETTI PERFORA N'fl

235

· Gl'insegnamenti che se ne possono trarre ;:;ono tutti m fayore òei proietti pesanti. Infatti con la granata lnnga cal ibri 2,8 di . chilog. "39,5 si raggiunse una forza viva di dinamodi 6,rn per un centim. quadrato ai sezione, e di aimunodi 36, 97 per 11~1 centim . di circonfernn1.a; con la grannla d' uguale lunghezza , ma pesante chilog. 166 , le ultime dne cifre salgono a dina modi 6/ l'r. e 38,05, eda.dinamodi 6, ,H e 38,/4,9 pel'lagranata lunga calibri 3,7fi e pe:;ante cbilog. ~WS. Le cariche rispettive stanno nel rnpporto cli chi log. 8(:;: 78: 73 cui corrispondono .velocità. iniz,ia li cli rneLri 626; 582,2 e t1 U.,3 e pressioni intcme di atmosfere 2970: 29Fi, e 2891:i misurai.e coll',1pparecchio ingl ese, e di atmosfere 3220; :H nO, e 3205, misurate co l!' apparecch i.o Hodrnan . Non solo ndnnque i proieLti ali ungati danno nn lavoro di perforazione ~uperiore n quello dei proietti dello stesso calibro e più corti, sebbene lanciati r.on maggiori cariche , ma logorano meno la bocca da fuo co, poi.endosi ottenere maggiori effet.1.i .~he con i proietti corl i, senza aumentare le pression i inlerne . Peccato che le csperien7.e di tiro fatte il 1':J maggio wn i proietti da 24 ceùtim. lunghi cali bri 3,70 non sieno state estese pure alla precisione di tiro. È nota l'opinione degli artiglieri che un allun!5,cLtnenlo del proietto oltre un .! imite, ancor no_n è guari fissato in calibri 2, ii, dovesse rinscire in pratica nocivo alln giustezza del tiro, al punto da non esser sic11ri che il proiet.Lo non si capovo lga nell':ll'i,l; ed è pure noi.o che il generale Araldi fino dall'anno '1867 sostenn e teorie opposte ('I), le qw:il i ebbero piena conferma nelle esperienze di Essen clel l'H gennaio '1879 ove la giustezza di tiro dei proietti allungati fu accertala nguale a qneJJa di proicll.i lìrngh i so'li calibri <2, 8. Dai disegni annessi al ver-bale di dette esperienze si possono ànche fare induzion i ;:;olla regolarità del tiro; i bersagli verticali sebbene distanti metri ·I 526 dalla bocca del cannone presentano · for i completamente rotondi . Ammesso che detti disegni sieno la fedele immagine dei bersagli , ciò dimostrerebbe che i proi eLl.i colpirono sempre colla punt1t 1tvanti. Nè chi conosce con quale accumtezza vengono condott.e le esperi enze dalle officine Krupp stupirà 1

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ntvista .11ili1ai-e 1 Auno 1878, ,·o lume II l.


I PROU-:'J'TI PERF'OflANT I

se teniamo conto <li circostanze che polrebbero sembrare non degne di considerazione . Nou ci e:3tencliarno di piìi snlla convenienza di aumen tare ln lunghe;,xa dei proiel.li. essendo quest'a1·gomenlo giit stato a suftÌ.i'ienza svolto nella ll i-oisl<L ,lfilitnre ( I) . Crediamo l11Uavia ulite di notare c;he le iJcl' del gcr11' 1'aie Araldi pol.ol'ono es~el' nttuate solo ia .r;cguilo alle· modificaxiuni appnrtate alln c·11mera di comhnsliorrn del la 1·.aric;1. I proi11I.Li pel'l'ol'allli ~0110 cavi all 'inl.el'no; tale di spo~i1.ione r:h0 nei prc1ielti d'acciaio è consigli,Ua da l desidel'io di aumentare gli effetti <li perfornzione con quelli cli scopp io. in1roduce11clov i sostanze c~pl o;-;ive, 11r.i proietti di ghi~n indurita. 1\ Ul~a 11ecessiLiL di costruzione, sottraendo i proietti agli elfotti di contraz ione llovu li al raffreddamento della ghisa fusa, effetli di lauto piu nocivi alla l'C..;isLenzn quanl,o maggiore è il volnnie del proietto . TI VLLOto ricavnlo nelli.L parl.r cilindrica. ilei proiclLo tra:-portru1do iI eentro di crravil.it p ii't verso l'estrerniti, anleri1>rt-1 dell'n~,ì/'. ù innltrt' fo.von'"vole . alla pret:i:;iono di 1.i1:o. La i'ornrn ed il volome di questa cn vi1.i1. ha1ui'o in lluenz,Lsul modo di cornpo rlar,;i drl proietlo nell'urlo e nella perforazionr. La rn..tg~ior l'ragi lil.à drl ln ghisa indurita ohhli ga a tenere le paret i nC'i ' pro ietti di. que.~l.o metallo più grossn che nei proì el.l.i di· acciaio. li Gru:;011 a~:;egnn al le mer[e,;imc h, grossezza. minirna cli circa un quarlo dr l diarn eLrn laleralmente, e qunlche poco meno su l fondo; la. punta iJJ coi:l'i spondenzù dell 'asse ò di 4- 'ii vo lle p iù grossa cl1n le par(.i laterali a li vello del l'ondo. La. c;avilit termi11a come l'ogiva a punta acum inata, ecl essendo general,L da un n.ri:o, la gro~~e7,zn. dell e pareti c:resce a partire dal foudo vr,r,;n (esl.l'omità anlel'ìore. Nfli proietti inglesi 1:i. cavitit ò più lunga penetrando per buon tr allo nell'ogiva. La tenaciLii. del melallo perrnetle cli ridurre le parei.i laterali nei p roiel.Li cl'n.cciaio ad. 1( , del caliùro r.cl anche meno , cd i11 proJJorzione la gro,,seiza in punla.

(I) Vedi oltre le Memorie del genera le Araldi pubblicate ncsli ann i l86i o 1877, la na s• tgna tecnolo!]lca del mese dr a µrilo 1879, la Rivista eslera del gii:gno 1819 e l'articolo pubbl:cato nel mese di luglio.

,

{ 1-'RO!ET'J'I PERFOHA:,.i'l'l

L proietti perfornnli non hanno bi:;ogno di spolell.a per 1n11.iare l'acvm,,,iouP. della carica interna, e per consegucmm il loro scoppio; la poll,ere i11lrodoL1,11 ,,ou,,. cav ilà pet un orifizio ricava.I.o su l fondo, e poscia chiuso con un lappo a vite, H'ar.c:cnde da sè mentre il proìello attra \'Cr~a la piaslrn. Queslo fenomeno fn spiegato in diverso modo, ma li no acl 01·a non ::-i può dil'e d'averne trovala In vera causa. Quando ancor non :;i ave,a.110 proielti di ghisa i11cl ul'ila era generale l'opinione ch e l'acce11sio11 c sponla11 ea della c.:a l'i c;a. an•enissc per il calore, che a lllOlivo dell e deformazioni ~i ~\' iluppa nel pro'iello d'accia io all'urlo e nella penetrazione. l)ne,-;la ip:;lc:;i, clie si pl'esenl,L corne la più 11al.nl'alc, ù da.ll'iugegncre Schiil.z, il quale ha molta autoritit tecn ica, rigellala. l p roiclli di ghisa iHdurila , egli dice, forano le pia:;tro senza deformarsi. e la forza , ira 011de sooo anima ti viene per iuti ero asso rlti la dal h1Vol'o di penetrazione, epperciò 11m1 \''ù sensibile wolgim cnlo cli rn lore nel proietto, I.ninne che alla punl,1. f n lJarC'cchie esprrienxc si ebbe a verificare l'incendio il ei r.u,;cino, un, rnin pt'r effel.lo del proietto r.he era SJH·ov·visLq di cari ca di scopp io, e fu lrnvaLo l'rnddo, ma perch0 la p iastra av cvH raggiun lo· m1 grado di talorr $lraordi nario. Escl usa quindi, ro11tin11a il citato autore, la prnhab ilitit che la ca rica si ·::;i.i aece$a per riscal<iarncnto ckl corpo che la racd1 iude, crepando tuttav ia ln gni nat.a di ghisa dura rego larm ente dopo la perforazione, altro non resta a credersi r.he il calore 11ecessario all'acee11sio11e dclla ·polvere sia prodotto da.ll;i 1·,on f'ric;azione della c:arica stessa 11ella c:amern che la contiene. La carica fo rlcmente comprr~sa al principio del 111ovìmenLo co11 Lro il fondo della c;nviti,, mntirnta il ~d1i,it7,, t'- lauciatu all'atto dell ' urto, per legge d' in cl'zin , r.0111.ro la pnrle anteriore . la qnale 1,er11ti11a a cono mollo arnininalo nei proiclli di glii~a . e subisce lale compres~ione ed al.lril.<>, da acte11der;;i. Ed II confcrmnr1~ In giustoz;rn di questa leoria egli o,;,-erva 1;l1C1 ill lluei <:asi iu c· ui le parei.i alla punla furono rirestile eon o,alla, lo scopp io non ehhe più luogo . Com e favorevole ai proieui di gh i,m ;-;oLl.o questo aspetto vjeue poi ricordata la eircosLanza clJe in essi l'apertura nl \'OrLi co della camera P- J!Ìù pir,eola che nei proi etti d'acciaio, per rni la rnn~11res-


2:38

l P R OIETTI P ERl~ORANTI

I PRO IETTI PERFORAN TI

sione vi è maggiore, e che le pareti ::;ono ruvide noi pri 111 i e 1· · . 1sc1e ne,. secorn11. ( 1) •

di tale perfezionamento spella al Grnson, il qnale seppe togliere lo strato ossida.lo di ghisa che impeèlivR l'inti@t unione dei metalli, arrotandone la supel'ficie col!a pieLra. Più lardi si 1'0$C l'involucro più resiste11Le, nell' intento <li accrescere la giu:;lezza. di tiro, agoi al piombo anti monio ti :;ta,.,"no, lega conosci 11 1.a soli.o iI o 111wendo ;'} uome di }liomuo dnro. Vavas.seur in l11ghi1Le1Tn aveva fin da.I ,18titi propoi-Lu ed nl.lllaLo un sistemn di g11ida affatto differeuleda quelli spel'imenlali in Germania, ciol'.· J'a.pp licazione di anelli di rame: ~istenw. r.li e in segnito ai µ('rfezionnmenli apportn!ivi ò ora genP-ralmeute riconosciu to come il rni gliol'e. Le corone di rame oltl'C nl cosl,itnire una g11 icla più resisten te e sicura dell ' ii1rnlucro di piombo, hanno su qu esto il rnntnggio di mantener p nliLa l'anima del lJCZW, e di cont,·i lHtire n (:onserv-are il centro di µre;;sio11e dielro il centro di gravitù del proieLLo . Quest'ultima i;i,.costanza è essenziale ora che :3iamo snlla via. di andare oltre i limil i fin t1u i assegna ti alla lunghrzza del proi elLo . l solchi per le coronr, di rame sono di getto nei proietti di gh isa indurita; si lavornno quind i al tornio e lce,oronc vi si l'orzauo él'apprima rol martello, poseia eon stre!loi idraulici, i qua li comprim ono il mel.allo iu semo racl.inle ~u tnLl.a la periferia.. 11 r11etal lo acquista ro,;ì tale c:ompa!l ('zza. e l'unione tale sol idilit , da l'esi~lere ai pi(Lenergici sf1H·1. i drinrnte il tra.gitto nell'anima. La scgrclezza rhc ::i conserva sulla fahhri caz ione dei pl'Oiel.ti di ghisa indurita, i eui principali pl'OdutLori sono gli stabi limenti d'arti gli eri a in fugliill erm (:- i~Lerna Pall iser) ecl i11 Russia,; le ofl ici ne di Spandau, il Gruson cd il lfrupp in Gel'mania.; i signori l~anz e C.; cli Buda; le l'oucleric di f,~inspong in Svezia, di Torino, cl i (-;-enova. e cl i S. Vi i.o in ll.tlia. non t:i permette di esporne le parLicolai:il it; alrnue notizie tull avia pcn~trarono nel pnhhlico; e queste noi intcndian11J ra•:Co).!Iiere hr·eyerne111.c. T proiclli, ,-eco11do il sistema Palliser, ~i fondono rnll'ogi,a iu conchigli a. dì ghi sa, e la. parte eilinclriea cm l.ro l'umw di ~abhia. mista con poll'ere di n1rhone. A finr d'a,·e r u11 gello rornpallo ~i rimescola il metallo 11ella ro,·rna aui vamenl.e , e òqpo t1ualclie l.ernpo vi si aggiuuge nnovo melallo in fnsionc. Tuili da ll ,t l'orma. i p roietti si seppelli:-cono nella sabbia e si lasciano raffreddare. La miscela

1

I nostri a'.·tiglieri di marina sono d'opininno ,wn e$sere la rottu ra del pro,eLLo una con;;eguP.1w11 clcll 'acccusione dclJa polvere bensì q11esta una conseguenza di quella. li forte urlo coutro il bei~ :snglio, le fn1ti reaziou i della. corazza contro il pr·oi ell.n, e 1.'nltril.o, devono vÌJl/'ere nrl maggior nnmero dei casi 1:1 sua resistenza. J11 qn~I. rnornenlo, ol~recht'• la quantità di calol'e svilirppato dal metallo è ptu grnnde_che ,n qua luuqrie altro i"tanl:e della ,mn deformazione , qualche particella melallica. direnuta iucan<leAcente per la ronl'rirnzrone p nò doler·tn!llal': l'ac<:Onsion e della ,;na ca.rica interna ('?). La t111esllonr, dell',mp,ego dei proietti pcrfora!lli come "l'anale dice il Clavarino nel Corso cli 1ncuericile cl'art.iylicria, ò a1~;orn nci snoi })l'imi p~ts:-:i e richiede, per pl'ogred irr, che gli arLigli r ri rirnlgano su d, essa la loro attenzione. La prnblematica uti liLà nelle condizioni pre:3enti di una cal'ica d_i :,;rn~pio, indusse rn lune artiglierie. e fra queste la no,;1ra, a r·,nuncmre per ora nl suo impi ego; Lanl:o più elle 11011 ò :e;1,1·nordinari? il :as~ di u~10 swppio dt'lla grnnat.i nell 'anima, specia l111enle se dr glrn;a mrlurrta. Ollre al melallo e la forma. ha, no11 poca i111l nenzn sugli elfr 11.i ·,li tiro il sistema di guida del proiello nell'anima. l"ìei cannoni a · ":-~roc~rica e:l n ~oppl'essinn di Yenlo per t:ompre:-;siune, la parte l' d1ndr'.ca_de1 pmieLti si rive.stira dapprima rnn grn:-:sa incam icia1.urn. d_, P'?rn~o !n~lle, _:si::.tema 1·icono~ciulo svantaggioso per due ra~,om 1mncrpnlr; 111 prnno luogo staccando;;i l'involucro di pioml,o pnma ancora che il proiçtlo Ul'tas5e <·ontro la corazza ne coi~segui rn una diminuzione di peso, e per cunsegueuza a11che una climinuzi.o~e di forza viva; in secondo luogo gli spigoli dei pie11 i risullnntr fra_ le scanalature r icavate nel corpo del proiel.lo, per render hene solida la connessione dei due metalli , m'Lavano talvolta contro gli orli del foro opponendosi alla penetrazione. · Si cercò ~ si riusci per que::;to ad assottigliare l'invo lucro, ed a l'enderlo aderente al metallo del proietLo mediante forte ,saldatura. Il merito principale 1

----.l...._.

(I) I. VoN ScnOn - Gruson's Tla,·1911ss- Cescho1se. - nerlino, t6'i8, pag. 23. (2) Annuario scentifico ed fodustt·iale . Anno 1877, pag. 1110.


210

l PHOCET'r l PERF'OflANTl

l PROIETTI PEFIFOH,\NTl

è formata con tre ghise, due bianche ed una gr.iaia . Il metallo del

Le pl'oprietà caratteristiche dei proietti di gh isa fusa in conc.higlia, cioò considerevole durezza alla superfì.cie e straordinaria tena. cilà del le fi bbre interne, si raggiungono nelle offkìne di Buckau impiegµ ndo due sorta di ghisa greggia, leqnali separn tameuLe posseggono queste proprietà, la ghisa bianca. acciaiosa e la gh i~a grigia tenern .- Queste due quali tit sono quelle elle vengono generalmen te fnse, e si distinguono notoriflmente non solo per Je lol'o prnpl'ielà fis iche, ma ez iandio per la loro composizione eh irni.ca. La gbis[l bianca, oltremodo carie.a di carbon io, conLi ene qua~i tutln la r icchena di ca rbonio allo stato di conbinazione d1irnica, mentre che nella gh isa gl'eggia t1·o1'f1Si mecean icarnentc aggregato più del 50 °lo in istrali cli grafite. T11irtendo orn dall' ipotesi che lllla da.ta massa di gh i:-a dura çonsli essenzialmente di una miscelrl di questi due materiali, riesce eh iaro, che le loro .proprietà verranno modificate non solo stanle le date pl'oporzioni della miscela. nia anche ragguardevolment.e, cercando rluranLe il so lidi lkars i, di OV'viare più o rneno In, tenden;m alla sepru·azione del carbon io. Quest'ultimo mezzo viene singo larmente e ,1g13volmente raggiunto mediante un'aeceleraz ioue del raffl'eddan1en to, so ttr·aendo del calore per me1.zo di fornrn di ghisa. La fahbr ica,zione della ghis:t dura sembra, dietro a ciò, relalivarnenle facil e. e lo sarebl>e infaui se non v' influissero innumerevo li altre circostamc, che appaiono qnalche voli.il l.rnscurabi li. t d' 110po in primo luogo notn,re che la miscela, per essere perfetta, clel'e sen:i:a dubbio generalmente consislere clell.e summenzionaLe qual ità di ghisa greggia; tuttavia essa non si 1imita a queste, poicl1 è ven ne pl'ovato r.he alcuni ingredien ti, come ad esempio il manganese, il l'erro ualtul:o e l'accin.io, f-ono moli.o vantaggiosi per le proprielit della massa. Una delle principali difficol U1 pel fahbricanLe si è l'impossib ilità di avere cosLant.emen Le le stesse qualitù. di ghisa greggia, ed allora · solo all'esperienw del capo fonder ill è dato di ottenere il gin;;lo rapporto di miscela. variand one rispettivamente i q1Janlilalivi. La fusione sur:cede in grandi forni a riverbero oppure anr.he in forni a cupola con coke .' Dell'influenza della conchiglia sulht ghisa venne già detto sopra, come la medesima, media,nle rap ido mJTredclamento generi un chimico aat1reaamento del carbonio. neali strati esterni del pezzo ~o e · v .

proietto ò compatto, l'ogiva ha struttura crìstaÌli~ri. e colore bianco, · la parte cilindrica invece è moscata, con graduazione intèrmed.ie fra questi d.ue estremi. l pro ielli Pall iser si addi mosLrarono nel le diverse esperienze - contro her;:;agli coraz1.ati acconci alla specialità di Liro cn i sono destinai.i. perchè da.nno un grnnde effetto di penetrazione, quando non si spaccano all'urto, difetto cui vanno piuttosto soggeUi i>er fragilità del metal lo, e fa dubitarr. del l' esistenza di tenac.il.it negli strati interni. Vuolsi che nel proieuo Palliser l'ogiv,t sia tutta di ghisa bianca, ossia dura, mentre lfl parte cilindrica sarebbe di ghisa grigia, tenera, e che il passaggio fra t[uest.e d11e qualità di metallo sia troppo accenLuato. Notiamo subito che questi difetti ,-ono comuni pure a molti dei proietti fabbricati in altri paesi, costituendo il lento passaggio dello ::;I.rato di gl1isa dura a quell o tenace urrn dell e pl'incipali difficoltà di fabbrica1.ione: come no11 n tulti riesce di ottenere nell'ogiva somma.durezza alla superficie e tenacità all'inte1·r10, le quali pregevoli quali tà sono il fr utto della buona t'i uscitn di ò.ue dilfel'enLi opern1/.ioni , la fusione in conchiglia e la miscela del met.allo. E siccome le gli i-:e greggi e inglesi sono di ql;ali là inferiore a quelle Ledesche, e lit Gl'an Bretagna difetta di carbone di legna, per cu i anche il ferro che si aggi unge duranLe h fttsione è meno perfetto del tedesco , così puo~,s i l'iLenere quest.e cir.to:;Lanze come altre delle cause. dm concol'rnno a diminuire p1:egio ai proietti di gh isD inglesi. Gli studi ~ulla fabbricazione della gh isa ind1lrit.a furono cura.ti moltissimo in Germania; la ricche1.za del carbone di legnit in q:uel paese e la qualità dei suoi minerali di t'erro permise ai n1etallurgici tedesch i cli porl.[)Te la produzione delle molteplici qualità di ghisa greggia occorrenti nelle modern e indnsLrie ad un grado di perfezione che non può essere raggi11.nto se non (fa pochi al tri slali europei. Nella spei;ialilit proieLti vi primeggia il G-ruson di Buckau. Da una recente pubblicazione tedesca togliamo. le seguenti notizie sulla fabbricazione della ghi:,a indurita Gruson (,1): (! ) I. ,·on Sculln. - JJer flartguss unà .fein e zunehmende lle<lcutu,ig (iir àie Bi3eni ndust,·ie. - Iletlino 1878.

241


2U

I PROIETTI PE[WOR/\NTI

di ghisa. Per tale 111e1.zo creasi alla superficie w10 5L!'itlo di ghisa bianca, il quale si converte gradatamente ver,;o l'interno in altro ~tr,tl.o di ghi-~a grigia . Il passnggio f'r a i due costi Lu isce u110 strato di qualili1 intermedia. Abbiamo gia detto che la ghisa bianca asso.miglia per dnreua all'acciaio fuso temperato. mentl'P. che la grigia è ~Lr.wrdìnariarnentc tenace. li pro hlema del perfezionamento della ghisa venne adunque sciolto costitu endo uno strato duro acciaioso ·sopra una IDc1se meno dnrn e tenace, e ciò soprnlnlto sen:t.a una visibi le linea di sepa!'azione, non potendo altrimenti utilizzare la resistenza del materiale, po ich,~ in cnso di uno sforzo stra.ord inario, là superficie di separazioue divel'rebbe supel'fìcie di rotlnra. La ,:.uperficie di roLL1L1'<L di un pezzo di gh isa dura 111o;;tra chiaramente a prima vist,i. an che al profano le snr- prop rieti1 e dit eziandio a tp1egli ~ni t'.: farniglinre la l'abhric11 zione 1111 ginMo criterio delle maLel'ie prime prescelte. Lo qrato duro, che eonsli'i. di ghisa bianca, po,,,;.iede nna l'egolnrc ~trntl1.11·n cristallina di rihre so tti li, le qu.ali paitono radialmente dalla superrìcie esterna, e si perdono gradatamente in -11 no si.rato di gh i:;a intermedia; qae,t'u llimo pa::;sa poi di bel nuovo imperceLLi bilmenle nella sL.ruLLura granu lata dello ::;I.rato di gilisa grigin. · Se al contrario lo st.ralo terminasse in uua lineea di limite visibile si potreube con certeua conch iudere che la gltisa. è mal riuscila, e che il pea,o in quistione non possiede alcuna dellr-proprietà richieste. I differenti sLr!l.ti pertan Lo possono essere regolati nella loro forza, e con grande e~nt.tezza, secondo lo scopo cui ,·n destinai.O il pe1.zo di ghisn , variando convenevolmente le propor1,iuni delle ma terie prime, cd anzil.ullo le relative dimensioni e la gittsla temperatur,t dell:i co11r:hig!ia. Queste du<~ operaz ioni sono della 11mssima importauzn per il graclo di dureua, poichè una dnreua troppo considerevcl le, causata dalla has;:;a Lempentt.111·,i della conchiglia, o <fa una Lempen1.Lnra troppo elernta della. massa cli ghisa, condurrebbe alla frag ilitit, e ne toglierebbe <Jnindi Lutti i pregi. Pet· quanto concerne la fabhricazioue dell a. ghi;;,i. donL, mel'ila di essere ancora menzion<1to, che per ogni quali l.à di ghisa vengono falle prove in apposite conchigl ie, le qnali servono poi per esperiIIJ.~ntnrne la resistenz,1.; ed è now, che negli st,~bi limenti di ma.ggior

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I PROLETTJ PEflFORANTl

importanza predomin:1 l'uso di rnmpere :;enza riguardo pezzr di ghisR,. b.enchè apparentemente perfetti, qnando i pezzi di prov!I. indicano qualche difetto nella si.rottura e nella loro resistenza . La lavoraz ione delle "npernr,ie fuse iil conchiglia offre relativamente gra.ndi difficoltà, e si limita per conseguenza la conchiglia a quelle parli del pezzo di ghisa, le quali 1·ich iedon,> nna superficie· esterna mollo dura. So lo dopo lnngh.i tentat.ivi si riuscì, mediante l'impiego él i pietre <l'affì lare indurìle e dischi. di smerigl io, a trovare un mctorlo prat ico di la.vora:t.ione per le superficie dure. L'importanza della gh isa durn per I' indnslria sidern1·gica è genornlmenlericonosciuLa ed il suo impiegonel lafabbricaz ionedciproieu.i, già abba:;tanza diffo:.;o, lo sarebbe mollo più, se non fosse vincolato da grandi di l'fìcol t.\ le qual i offrono il mezzo di app1·e:t.zare gli imme1~:;i sncrifici, cui dovettero fo rfronl.1:\ i primi che si diedero a quella ricerca. Ed oggi flnco1·,1. dovrit qualunque principiante in questa fabbricazione essere prepal'ato ad un numero relativamente grande d'in111.il i tentali vi, mancando Irati.ali sopra late argomento, ed aricom inciare .di bel nuovo la lnnga serie cli faticosi esperimenti, che ,;ola conclns:;c i primi fabb l'ic,l.tori al lo scopo prelìsso. Il minor prezzo dei proielli dì ghisa inlluritn, fece per qualche· tempo metler in disparlc i pro ietti d'acciaio in quei paesi in cu i le materie prime della ghisa dnra si ottengono di ottima quali lit, come in Ita.lia ed in Germania. I r.noclern i progressi nelle artiglierie e nella fabhrica:t.ione delle 1:oraz:t.e tuttavi!I. sernhra avranno per elfotto di rivoJ,,ere él i nuovo l'aLLen:t.ione ,;ni proi etti d'acciain. li ~Vfoll el' nella recente sua. opera accenna alla pos:;ihilitit , di nn ritorno ·in Germania ai proi(~I.Li ,;emp iicemenle d'accia io, seguendo in ciò l'e:;ernpio della Francia e della R.u::;sin, oppure volendo, imitare l'ln!~hillerra, a qL1.elli (l',w:ic1i1i con p1111ta. avviLata di ~h isa indurita, qua li due specie meglio s'addattano di quelli di ghisa indurita ali(~ aumentate velocitù iniz iali ('I). A der;itlere la. qnistioue se più convengono proietti di ghisa indurita o d'iteciaio_, l'Inghilterra invitò l'anno scorso i migliori e più conosciuti costruttori cl' Enropa a fornire proietti in ac1,iaio o ghisa

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tl) Mii1.1.K11. Ber?ino 187~ .

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Die Entewickettm'] <le>· ~re,,ssischen Ki;sten

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Sehi{fs- .frtilleri.e. - ·


l f'll()lr::TT! PERFORANTI

I f' li O IWfTI Pl,HFO HAN TI

induriLa, di 9 pollici di calibro (centimetri 22,86), del peso e. misure regolamenlari, cioè a dire di 286 lib bre (chilog. 120,563) incluso il tura vento (oas-check) . e col ra,rnio dell'oaiva ecruale a ,1 1:/ ! ,'J · Ot> O O · cal ihro. Alcuni proiel.Li furono n.llestili° dagli si.essi provved itori , ed a!Lri fusi all'arsenale di Woolwich e.o! metallo mandai.o dai concorrenti. T111.ti i proieui furono però guerniti a Wolwicb secondo il sistema adNLuto in Inghilterra, por·Ut li al giu:-1.o peso di Iihhre 268, e se ne verific,u·ono le dim ensioni. Le piastre per le esperie117.e furono prnniste dalla ditta Brown, ed il loro metallo fu riconosciulo dell a miglior qmtlit.à. Esse erano larghe 4 piedi ('I "' .z2) e lunghe 16 piedi (4-m,88) ; ciascuna di esse fn poi Lagliala iu quattro parti uguali, o(tenendosi co::-ì dell e piastre di,~ piedi (·1"',22) di riquadraLura, la grossez:w in al cune raggiungern 112 poll ici (cenlim. ~W,o). Ciascuna piastra av<-wa brncci di sostegno per sospendel'la ed as~oggeltarla al colpo di nn proiello dìrwo al cen tro della su.perfìcie. Venne impiega to per I<~ esperienze un cannone da !} pollici (centimetri 22,86) ed nna carica superiore alln normale, cioè cli 65 libbre (chilog. rn,8·1~) di po lvere pel,hl e P. 2, la quale c!E}lte una veloci Lit d'urto di '1500 piedi (MJ7m) sulla piaslni, a GO prds (/4,6cn) dalla .bocca . La penelraiione teorica, dovnta a q11esLa velocità ed al pròieuo cli z{ì8 li bbre .J'u calco la ta di pol lir:i 12,5 (cenl. a,1,75); la punta del proietLo aHebhe adunque dovuto peH'orare una piasLra dì tale gros:-;ezw: praticamente Lullavia si richiede nn proietto più che di eccellente qua lità per oLLenere un lai risultato. I proieLLi provveduti furono i seguenLi: a) di ghisa i-ndur/'.t,a (chillecl metalshot) : '1° Gru$on; 2° Krupp; · 3° Finspong; 4-0 (}rego rini; 5° H.eal Laboratorio (regolamentari); 6° Proiet.Li in esperimento detti Palliser's ùnproved; b) di acciliio: 7° Terrenoire; 8° Wh,itworth; 9° Hadfield;

·10° Landore; H 0 Vickers; ·12° Vi ckers con punta di fer ro indurito (chilled-fron); ·13° Cammei , secondo il progel.lo Wilson, di acciaio, con testR di ferro indurito (chilled--i·ron). TproietLi Hadfìeld furono fosi con acciaio di crogiuolo; su quelli Witl1wotth fu operata una pressionè nel melallo ancora liquido, ed inoltre la punta è in riporLo cd avvitn.tn al cor po. Alcnni'fra i proietti di acciaio, in i,;pecie qnelli Landorc, furono fabbri cali col processo 1Jfartin-8iemens, come quelli di Terrenoire (acciaio francese). Riportiamo or;t i risultaLi che~! ott.t=mnero r..on ciascuna delle ,1:3 accennate specie di proietti: 1° P'l'Oielti Gru,son. - Primo tiro: il proietto si rnppe penetrando nella. piastra, e l:t sola, punta raggiunse la pl'Ofondi Lii di pollici 4 3/ , (cent. •12) . Questo proieao non e1'acertnmenle di buona qualità essendosi rotto troppo presto egli effetti prodoui non poteva no rappresentare la stttt potenza. Secondo tiro: si ebbero effel.Li migliori, pòicl1ò la testa del proieU.o penetrò completamente nella piastra,. disLaccandòsi dal corpo all'a ltezza degli alveo li dell a corona anteriore. Questo tiro è però poco allendihile .e:-sendo,;i 'in pinstra sfogliata in man iera. che le dita. poLevann enlrnrvi frnmm e.~zo, ed un filo di paglia penelrnrvi per circrt un pietlc. il Proietti Kn1,pp . - Al primo co lpo il proi etto penetrò circa poli ici rn 1 / 2 ( cer_ll. 26, G7), cagionando srtl rovescio della piast.ra nna leggiern prol.11 be1'anza con fessure; iI proieuo si ruppe. Al secondo colpo il proiel:Lo penelt'ò q11nsi pel' l'intera g1·ossezza clelht piastt·a; la::;11.a lesta si spaccò all'altezza dellenleu e ti venne fnori , laséiando scot'gere In luce atLrnvr,rso I.e screpo lature ;dl'esl:remilà del foro;. la parte posteriore clella pia~lrn rimase irwllo rigonfia fa ed aperta. :1° Pi'oietti Pi-nspong. ,_ Al primo colpo il pl'OiHlo penetrò ad una profoncl ilit che non pnt,è es::;<it'e sub ito misurata, po ichò rimnse infissa nella piastra e ;;i rigou.fiò nella pari.e anter·in rn; ii 1.neta[lo di quesLo proieuo ern di Rccellente quali tà, sebLene nlqnanl.n clolèe. Al colpo success ivo il proieuo penetrò nella piastra, giungendo con la punta sino acl un pollice (ceni.. 2,tH,) dalla $Uperficie posteriore, 1:,i. quale s'incurvò aprendosi con fessure lunghe 21_; po llici (centi-

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I Pl~OleTTI PERFORANTI

( Pfl0IETT! PERFORAN T l

metri 63,5); la testa del proietto si staccò dal corpo , ma questorimase nel foro. ,1. 0 Proietti Gregori-ni. - Al primo tiro si ebbero ,1O pollici (centimetri 2i>,40) di penct.razione; la testa del proieuo si separtJ dal corpo, e fu praticato nella piastra un largo imbuto con diametro sulla superficie anteriore di circa pollici 1O1 / 2 ( cent. 27 ,67); al di dietro della pi.astra si manifestò una leggi era prntuber,rnza ed alcune fessure. Al secondo colpo il proietto si rnppe lasciando infissa la tesla nella piastra nella cui parte posteriore si svil11pparono le fessure lunghe pollici 8 1/ 2 ( cent. 2,1 ,1.>9) e larghe un pollice (cent. 2,54) . 15° P·l'oiet.ti regolamentari .del Real labornt01·io. - Al primo Liro il proietto penetrò di tanto nella piastra, che la sua punta oltrepassò la superficie posteriore e rimase contenuta nel rigonfia,nenlo manil'estalosi nella medesima, che aveva l'altezza di i> po lli ci {cenL. '1'? ,7); vi si svi lupparono anche molle [es::;nrc larghe 4- poll ici (cent. i!0.'16). Al secondo Liro il proielto si rnppe e gli effet.ti di pr.netrazione furono alqnauLo simili a quelli del primo co lpo. 6° P.l'oiett-i Pallise·1·. - Vrirno Liro: penetrat.ione quasi com pleta; proieU.o rol lo nella piastrn, e pro!.nbernnza nella parte posteri ore dell a medesima con l'e::;surc !unghe pollici 23 (cenl. 68,4,) e la1·ghe 1 po lli ce (cent. ?,54-). Secondo Liro: risnllal.i m.ollo consi rn ili; la punta del proietto a.uraversò lutla la grossezza della piaiìlra; fessure a.I di clietrn della piastra lnnghe H pollici (cent. 2iS,iS6) e larghe ehm polli.ci (cent.. 5,08); il pl'oielto si ruppe laiiciando vi~ibi le da pari e a parle il foro atLt·averw una. ltlrga fessura . 7° Proietti cl; 1'el'renoire. - Al primo colpo il proietto .re:;lò infisso nella piastra, rima.nendo rigonfiai.o nella parle anteriore e spo 1·genl.e fuor i della piastra per cirm 1Opollici (cent. 23,40). Nella parte post.eriore della piastra si prodnsse una protuberanza con piccole fessure. Al colpo successivo il proietto penetrò circa. '10 pollici (cenl. 3t>,-i), producendo leggiere fessure ed un rigonfiamento allo polli ci '2 1/ ~ (cen t. 6,35): il proiel.lo ri mase intero, ingrossandone però il diarnet1·0 dalla parte anteriore del corpo fino a. pollici 10, 2 (cent. 26,12 13). 8° P.roiei1 i Whdworth . - Ne~ due colpi che si spararono, si ebbero risullati mo\l;o simili, cioè perforazione inrompleta, formàrnazione di un foro nelle piast.re all'incirca del diametro del proietto,

staccandosi dalia parte posteriore delle piastre stesse un disco di . metallo di circa. 2~3 pollici (cenl. 58,4). I proietti non si ruppero ne fessnrarono, conservandosi quasi inalterati; la so la punta di . uno di essi f'u superficialmen te danneggiata. Le pnnte e le Leste di · tnt.ti e due i pro ietti furnno alquanto scalfite . Uno dei proielli si ingrossò ,,et·so lrt spalla di pollici O, ila (mili. :3,:3) e l'altro di pollici 0,15 (mili. ,1;3). 9° Proietti Ha(lfield. :;- Al primo colpo il peoietto penetrò quasi per intero nella piastr~, cioè poli . H,!)(cent. 30,28), la quale gonfiatasi sul rovescio per tln altezza di /~ poli. (cent. '10, 16) presentava crnpalure larghe oltre 63 millim.; la base del proietto si · rnppe, la parte irnteriore rimase nella piastra, ma infrnnta. Al secondo colpo la penetrnzionc fu di 9 poli. (cent. 22,86), nrn il proieLLo co.lp:ì co.n leggiera inclina'l.ione e si ruppe in tre pezzi; sul rovcs1~io della piastrn, si manifestarono una protuhern.nza alta 2 a 3 poll. (cent. ij,08 a cent.. 7,G2) cd alcune fe~~ure. Nel terzo colpo . si ebbero poli. ·10,75 (cent . .27,30) di penetrazione, ed il pro ieLto rimbalzò indietro senza essersi rotto e co l t.uravento attaccato, ma il suo corpo Ct'il fessurato; la parte posteriore della piastra si rigonfiò per un'a.ltezza di 3 poll. (cent. 7,62), e vi ,;i osse1·varono delle fessure larglte pollici 3 ¼ (cent.. 6,815). 1 10° Proieai Lèvnclore. - Al primo tiro si ottenne la penetrazione di pollici 9 h (cenL ·24., ,1:l), senza sfondare la piastra dalla parte opposta: la ba.sedei proietto si ruppe in piccol i pezii; la tesla ed il corpo restarono interi, essendosi questo ingrossato verso la spalla fino a pollici '10,zi'> (cent. '2.6,08). Al seeonclo tiro non furono segnitti i risul lati. ,J,1° Proietti Vicken. - Si sparo un so lo ci) lpo, che riuscì alquanto obiiqu.o ; si ottenne la penetrazione cli pollici ,J O t,- 2 (cenl. .26 ,67) con roll.u.ra alla hase del proietto; la testa rimase tnttavia intera fino all'al tezza delle alette . Sul rovescio della piastra :;;i proclusse la soliL,t protuberanzn, alla cirea 3,8 pollici (cent. 9,65). 12° Pi·oietti Vickers (di acciaio con punta indurita). Si l'ecc ~m solo co lpo, oll.ene!1do l:t penetrazione di pollici 8,i5 (ccnt. :z,J,5\)); ti foro della piastra sulla pRrle anteriore misurava un diametro di pollici 111,2 (ceni. 38,M>). Il proietto rimbalzò indietro intero, ma in cattivo slalo e con diverse fessuee pre:-so ogni alveolo; :;nl ro-

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I PROJE'l'TI l'ERFOHANTl

vescio della piastra si proùusse una protuberanza alla pollici ·I 1/! (cenL. 3,811), e poche fessui·e. ,J 3° flroi(',tti Ca1Mnell (sistema. Wìlson) . - Al primo colpo il proieuo penetrò in man iera da lasciare la .,ua base a 2 o 3 pollici (eenl. 1\08 a ceut. 7,G2) ~porgen te oltre il piano esterno dellt1 piastra; la pun U1 aHrarersò neLt.unente la piastrr1, ed usciva fr;i.meno a.Ile labbra lacierate della protuberanza. La 'punt,l del proieLlo :;i n1ppe; nna parie del rnelallo sul rnve:;cio dell a piastra fu distaccala. AI secondo eolpo il proietto nLtravel'sò la piastra, emergendo (senza la pu.nta di ferro inclul'il.a che (u aspo rtata) dall,l pctrte posteriore di poli ici 7 ¼ (cent. ,J9 ,05); larghe falde di metallo fu rono lacerate e c:011101'te. La vefocitii in questo colpo fLt. però alquanto 1naggiore, e,sendo risultnta cli piedi 1520 (metri 4.G3). , Poche considerazio11i vengono 1.1·au.e da qLte:;Li .risnl tati, e:;sendo quali fi cati quali un primo sLadio delle pro ve ora iucominciaLe. Inoltre, l.t cond izione di un modello deter111inaLo pei proietti imposl.,t ai proned ito ri, ,;i credeabbia pot11to inllu iresull'es ito non molto favorevo le per akuni di es;;i: s11lla quale r·.ondizione aknn i pro vveditori hanno protestato. Quello d1e può intanto affermar:-; i s.i è, che i proiet~i di acciaio si (;oinportarono meglio di quelli di gl1isa indurita, cho si ruppero · al!' nrto (l'alta ec;eezione cli nno Finspong), ed in molti casi in piccolissimi frannn enti. Quelli dì accia.io in vece o rimasero intieri o ~i spactaronn in pochi pezzi; la Lesi.a inoltre nei proietti di ghis,t si :;l.a.cr,ò i11 molti casi dal torpo dei proi eU.i a.ll'altc1zz,1 delle alette. I due proietti Withworth. uno di quelli Ha.drield, un o Vicker:-; , e quelli di Terrenoire rima,;ero in.teri dopo l'u1'Lo, hei ,chè talvolta fessurati in v;tri punti. Da un altro canto i proietti <li metallo, in duri lo rn.o:--traro11.o essern più duri, le punte in 1,1 es,,11.11 easo l'urono ammnccal:e nd il COi'PO ;;t.e::;;;o fu meno defornnilo. 11 proi i.'l tto Finspong. che non :-; i ruppe, 1no-;t.rù e::;::;ere di 11ualità eceezi onalmente buona. restando intero corne quell i di acciaio e c;ornpol'Landosi analogarnent<·· a quelli. Ciò dnvrehhe mosl.1:are cli é j signori Wil;;on e Vicker:-; ,01to :mila huona via, coll'applicare :,;ul i;o11,o di aGciaio la punta di Htetallo indurito; la quisLione ridui;esi ad accerLnre l'aderenza dei due metalli. I proietti Carnmell (s1slema Wi lson) fecero buona prova. ma la punl,t si rupp~, e pertiò l'Engineer domanda

1'PROIETTI P,f.RFO RANTJ

.Sf3 ,i;io,µ .si potrebbe ott~nere un buop prqietto di acciaio fu~o çpl metodo .s~guìto n.ella fabbricµzione ~i qµelli di met,<1,llo ind1,1rito . I proietti i\Vitli.worth riescirono !di gran lunrra i mi(1fior1· e lf•a Ò e) ) !oro fonna ,pressochè inaHerat;i dopo fa q.Qasi perfetta perforazione della corazza di 112 poli., è una pro.va troppo evidente qi ciò e~~ può ottenersi dall'acciaio. Probabilmente nessun provveditqre sot'.:passerà la qualità del metallo Withwortb; sarà possibile solo avvicinarsi con costo minore. L'acciaio sembra adunque preferibile aljct ghis,a 1,inçlurita, ma la sua adozione porterebbe un aumento di spesa. R.imane a vedersi quali miglioramenti potra.nno introdursi nella fc1bbrìcazione d~i proietti di metallo indurito ed a qual pr~zzo si riescirà ad ottenerli . Si nota parimente, che i proietti Qregorini hanno dato in Italia migliori risul.tati éii quelli avuti in queste esperienze, e si coµchiude che il metodo di fusione usato a Woolwich ,non ?arà .,adaua to p~r qµesto metallo . La stessa cosa non può dirsi dei proietti di acciaio di Tenenoire, i quali hanno Jnancato aJI'aspeLtazione cl)e di ,essi ~i aveva ( 1). Uno di quelli Gruson riusci assai mi,e)rrliore ,.dell'altro ' che • ' deve ritenersi.difettoso. Si aggiunge fin;ilmente che i proietti KruJ!p sono buoni , ma non migliori di quelli inglesi regolamentari. La convir1zione che e[etti sicuri contro le grosse corazze delle u)time navi si possono ottenere solo da proietti d'acciaio, va sempre più estendendosi, e.d è giustificata anche dalle esperienze fatte a Spezia il .2.3 giugno scorso i cui risultati furono piii s<ipra indicati. Restano è vero a provarsi ancora i proietti Gruson, ma, se si passa soprn alla questione del prezzo, puossi fin d'ora sostenere che il vero proietto per i nostri cannoni da 1100 tonnellate, è quello Wi Lhworth. Il Dnitio ed il Dandolo, l'Italia ed il Lepanto armati con quattro di questi cannoni possono affrontare qualsiasi altra nave cornzzata, sicure di ·poterle distruggere con proietti Withworth . Il proietto Withwort.h è tuttavia troppo caro per permettersi il lusso d'impiegarlo contro avversari meno potenti, la cui corazza può esser V

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(1) lo recenti esperienze fatto in Russia i proie tti di Terrenoiro risultarono ottimi; e cosi l'acciaio ond'era composta la 11iastra di 70 ce ntim. pro,·ata nello scorso giugno a lla Spezia fn tt'O\'ato d i grana fino ed omogeneo, il che dinot:i grande progresso nella fabbl'!cazione dell'accia io co1,lé sans soufflm·es. Notia mo che il prezzo clolla corazza di Te rrenoi re non ò c he metil di quello delle corazze fo tte lì n qui. ANNO XXI V, VOL,

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I PROIETTI PERFORAN:rI

perforalét anche con proietti meno costosi. Questa considerazione suggerisce a taluni l'idea di adottare per i cannoni di gran potenza un doppio munizionamento, cioè proietti d'acciaio e di ghisa indurita; sull'utilità di tale proposta spetta a persone di maggior competenza il discutere; noi ci limiteremo a domandare: saranno molti i comandanti che nell'incertezza di una lotta sulle infide onrle del mare vorranno servirsi di mezzi incerti quando s,rnno di a,,erne di sicuri1 Da quanto si venne fin qui esponendo appare chiaramente la critica posizione delle corazze. Non più 55, ma nemmeno 70 centirn. di grossezza sono sufficiente riparo contro un proietto Withworth; fabbricatori cli t:annoni, di proietti, e di poi vere, tutti concorrono ad un fine, a rendere impossibile Ja corazza. Il metallurgo fa ancora sforzi per tenere il campo, malgrado i collegati suoi avversari acquistino sempre nuovi vantaggi; l'impari lotta non può tut.tavia durare a lungo, ed allora , ricordando il detto di Manzoni, che quando tutti si è ritti sulla punta dei piedi non si vede nè più nè meno che se si stesse tutti quanti a sedere, può darsi che si ritorni al punto di partènza, alle navi di legno, o meglio d'acciaio, ma non corazzate. DONESANA

Capitano del genio .

.LIBRI E PERl"ODICI

Note ed appunti di capitano di fanteria. - Palermo 1872.

4:teerra d'Oriente (18'1'1· '18). CuNIBERTI FELICE,

Non è una nanazione completa delle lotte combattute sul Danubio , ma bensi un Fuggevole esame dei principali fatti di essa dal punto di vista tattico; cosicchè il racconto breve e generale procede alternato .alla critica. Perciò nel ricordare in principio le fasi politiche, che precedettero ·1a· campagna russo-turca nel ,J877- 78, l'autore mira piuttosto a spie:gare la loro influenza sui preparativi guerreschi dei due Stati rivali, e come 11uesti abbii.lno avuto tutto il tempo di allestire le loro Forze e tutta l'opportunità per incominciilre le operazioni, anzichì! a far conoscere le complicate differenze diplomatiche. Nella stessa guisa descrive a grandi tratti il teatro della guerra per potere delineare i diversi .caratteri di ess,, neUa regione europea ed in quella asiatica, far confronti tra la potenzialità dei due avversari ed i modi di combattere. Porge quindi un succinto quadro .dell'ordinamento dell'esercito ·turco e del :russo, facendo risaltare la superiorità di questo, quanto alla unione ,delle grandi unità permane11temente costituite e la maggior forza dei battaglioni, di fron te alle improvvise formazioni dc~lle rispettivo unità turche ed alla soverchia esiguità di alcune di queste; mentre d'altra parte rileva i vantaggi dell'armamento turc0. Valutate le forze contrapposte su i due teatri di guerra, e fatte alcune considerazioni sulle qualità di esse prima e dopo la caduta di .Plewna, egli analizza la marcia dei Russi dal confine al Danubio, biasimando l'inerzia dell'esercito turco al cominciare delle ostilit/1, ed il _grave errore di non aver distrutto in tempo il ponte di Barbocho. Nè


E PERlODrc r

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LI8F\ l

meno severamente cl'lt1ca il combatti mento di Ilondiak, do, e In prevalcma del numero e delln posizione era pei Turchi, i quali ritil'anclosi lasciarono in balia riel nemico unu testa di ponte, che assicur:m,gli l'occupazione della Dobrutseha . L'audace passaggio del Danubio a Simuitza esegui to da frazioni tli truppe russe commiste, la debole anzi vana resislcnza dei Turchi, privi di vigilanza e di forti nuclei cli fo rze appo-,tate iu punti convenienti rer respingere i primi attacchi, e la caduta di Kicopoli preparauo lo scrittore alla narrazione ~uccinta del più grandioso dramma che si svolse in tutto il periodo della guerra, cioè la dife;;a di Plewna. Descri tto questo campo trincera1,o, e ricordate le clne prime sangui- · noso battaglie che ebbero lnogo souo le sue formidabili fortifi e::11,ioni con gravo sconfitta dei !lussi, acconn.i ai loro errori, sia pel' mnncai1za di esatte noti1.ie sul nemico e di accordo tattico frn le diverse colonne cli attacco, si11 per difetto di preYcn tive disposizioui e per uon semp1·c opportnno impiego dello riserve. Pnrto degli stessi errori si ripetono nel combattimento di Lovtseha, ma ne1le trnppe russe egli ricÒnoscc , lancio già più moderato, maggiore uso del fuoco, minore uSù delle m:1sse, un cel'!-o pl'ogresso nella preparazione dell'a11acco, nell'accordo fra le varie nrr11i e ucll'u so della fortilìcnionc improvvisnta. \"'ella 3" battnglia di Plewna tocca la lo1lèvole condoila del generalo Sehobelef, l' eroica difosa dei Turchi , ed in fine le snggc disposizioni del · generale Totleben e la brillante figum di Osmau-pascià, prudente e tenace nella dif'o,;a , deciso e risoluto nel)' offeusivn, qunndo ton tu la gl':rnde sortita , alla quale tenne dietro la caduta della pinzn. La scorreria del goucralc Gourko a sud dei Balcani ch iudo la pa rte storicocritica dcll'opu~colo. L'nntore :;Yolge in ultimo qnalche con;;iderazione genera lo, cercando <lnp prima di ::;tudiare le cause che mantennero clur:rnte la g11C1rra cost.in tementc cfotinta la tnuica del fu oco da quella cloll' nrto, acccn-m111clo ai ,·antaigi che i Turchi ottennero d:1i tiri a grand i distanzi•, ciò che i Russi non sep pero conseguire, e clin1os1rando a questo proposito la necessità cli sviluppare nel 11ostro esercito la scuoln del ti ro. Credi~ che suI torreuo di rnanovrn sia indispcnsalJilc çli prctcurlere ncll' ordine spar~o lo scrupoloso mnntonimcnto delle Yarie dist.u1ze, por eritaro il difeu-0 in cui caddero i n nssi, che per soverchio slancio si frnmmi sclliarono i11 modo eia formare nel combattimento un orcl iuo chiuso dirada to. Hinsima l'ordinamen to del loro battaglione sn cinque compagnie, e la difettosa loro combinazioue dello due armi di artiglieria e ('nralleria, cd infin<: pone in evidenza l'im portama della foni fì ca-

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zione improvvisati.l, granclomenLc occl'cscinta poi' le sploudidc prove fattene in questn ultima guerra. Lo scopo che si prefisse l'autore di dare un'occhiata ai principali avvenimenti di essa con geuerali criteri, e di restringere il suo lavoro in modeste misure, giovandosi nnllameno delle molte pubhlicnioni venute alla luce sull'argomento da lni trattato, dimostra che egli ha inteso cli fa re operti di più cliftnsa utilità, poichè la lettura del suo opuscolo, oltreché gio,·a ai militari come sommario di una storia che interessa Lulla l'Europa, puù loro servire a _ponderare ccl a porro iu pratii;a .J lcuni preceu.i di tattica.

Ct1tt1louo dei uu,nosc,·itU •·eltrlit•i alla S to,·i,, di B0'l1tt1. c l•e si C(IHSert:trHO .,,ellt1. bibl.i.o te,u,1, Ytiti•

e,,..,..,., per VmcENzoFoRCELLA, vol. 1. .:...Roma, fratell i Bocca, 1879. -

Prezzo L. 15.

Non molti anni ocltli e1.ro si scri\'eva la storia, o tles1unendola da Iibri , o dn Lrnd izioui o da ricordi persona1i clegli sci:ittori. I primi, compilati qua.si sempro sotto l'iDfluouza dei partili, non potevano clrtre che giudizi parzirtl i su fotti o persone: le secoude, quasi sompr11 fal,,.:il e tfoll'iugrandimeuto che tlil la immagiunzione umana a cose lon tane e non mn i vedute' , avevano bisogno d'essere accolu~ con cantda, d'essere $pogliato dello st.raordinario o clel l' i1werosimile; i terzi, risLreu.i nella sfera personnle di un uomo, non potevano esumdersi al di lù tli quaulO uno scrittore avorn potuto vodcro o udire. Ne venne che la storia si :ilterù in modo inquietante, e ~i seuti il bisoono di ricen:aro il Yoro di rimettere i fatti uol loro stato nalurale°cli 1rinclicare i pcrsona~gi :;torici dai loro atti, dai loro scrilli, o . ' -ti alle loro lettere falli igliari e non dagli ap prezzanteu Li a ppass1onat1, dall'apologia o dalla critica cli seri ttori contemporan~i e p_ostum_i .. Venne l'idea cli com pulsare i documeuti ammassati 1wgl1 arclun ed ìl Gayo, col suo libro l'it-0 degh m·tisti, ru forse il primo che apri la via alla vera storia . Ricercando e fru gando fra le polverose e non mai tocca te carte degli archivi di Firenze, col sac.rilìcio clollri sua vista ,e della sua vita i~Lc:;:;a, fece scoperte im portantissime, lo quali diedero, fin da pri~cipio, una tremenda scossa alla storia del passato . Per cita!'e


f: PEl'll OD ICI

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LIBRI

un solo eiiernpio: la pubblicazione del celebre documento del 1326~ col qnale Firenze ordinava la fusione di palle e dì cannoni, provò in. modo incontestabile, come non fosse vero il primo uso delle armi da fuoco fatto dai Veneziani all'assedio di Chioggia e come l'impiego deJJe artiglierie in I talia fosse più antico di quello che si era fino al sua tempo ritenuto. Il Gaye trovò imitatori in buon nunrnro ed i vergini archivi vennero posti a soqquadro. Ai privati ricercatori succedettero ben presto le società di .sioria patria; ai brevi articoli di giornali, che annunziavano la scoperta d'un docmmmto comprovanté la falsità d'un fatto o d'una citazione storica, succedettero i fascicoli, 1<~ riviste, i volumi de' documenti inediti. Molte città vollero pubblicare i propri antichi statuti; parecchi eruditi si dettero ad illustrare or questa or quell'altra ma teria; il Trinchera di Napoli pubblicò e illustrò ];archivio Angioino ; il nostro maggiore d'artigl ieria Angelucci copiò, stampò e annotò migliaia e migliaia di documenti riguardanti le artiglierie e le armi da fuoco di nostra fabbricazione. Si istituil'ono scuole di paleogralia, si ordinarono le carte già da tempo. condannate al rogo, si ricercarono ovunque i docurne;1ti, le· lettere, gli autografi e questo colossale movimento di carte e di pergamene condusse al risultato più fecondo che mai si potesse desicle. rare: - a conoscere cioè la verità. Il libro che ci accingiamo ad esaminare è il primo volume di un'opara che sarà composta di parecchi altri volumi, poich/: i mano,;critti conservati nel Vaticano sono nientemeno che ~,\.,7H , e quelli riguardanti la storia cli Roma, che il Forcella intende far conoscere al pubblico, sa lgono ad un numero notevolissimo . Questi tesori della scienza, scritti in tutte le lingue, sono compresi in sei differenti raccolte, conosciute coi nomi di codici Vaticani,, cod ici Palatini, codici Urbinati, codici Regina, · codici Ottoboniani e codici Capponiani. Questa prima parte dell'opera del Forcella, interessante, utile, maestrevolmente distribuita comprende i 91 ti. documenti dei codici Vaticani sotto la qual denominazione « s'intendono quei manoscritti « comperati nelle varie epoche o anche avuti in dono, ma che però « pel lor:o piccolo numero non furono considerati come una speciale « biblioteca ». Fra l'innumerevole collezione di codici, cronache, diarii , storie antiche e medioevali, referti, monografie ecc. ve ne possono essere parecchie cli interesse rni)itare e sarebbe bene che gli studio:;i vi facessero qualche ricerca.

255

Fi.,.,o dove <riun(l'e il catalogo del Forcella abbiamo riscontrato che· ., o o 1· 1· . . la maggior parte dei docnm.enti riguardano ~se < 1 .re 1g1one, o · a.tlt~ uentì alla corte romana; però, vi è pure di che rnt.eressare c!11 st occupa di arte e storia militare. . . . . . Noi abbiamo trovato ad es. una « Relaz1or1e sulle fort1ficaz1ont dt « :nor~i:'o o città Leonina, colla qnak vengono queste censurate ed io << modG speciale il sistema tenuto pei baluardi . (6333 Ini$C .. ~art. in f. sec. XVI, car. 209) » . Qnesto scritto, benchè non porti 11 uorne dell'autore, crediamo possa e.,sere l'originale di una Relazione clell'in-. (Yeirnerc{ milit.are Francesco da M.ontemellino da Perugia, pres,entata :1 °papa Paolo III, coll'intento di combattere il progetto d.i. Antonio da Sanga l'.o per la costruzione dei bastioni. a porta ~· Sp1r1.to e f~r preva lere le sue idee amne di essere incar1cat? a co~t1nua1:e .' .lavon. Il documento citato pnò essere utile a chi faccia studi speciali rntorno . alla costruzione del le mura di Roma. Abbiamo troYato anche: un discorso sul modo di armare l'Jtalia e lo Stato papa le contro il Turco f1 numerose relazi oni sugli av:eni. menti poìitici e militari; dei resoconti di ambasciatori; . l,1 capitolazione tra Clenrnnte XI e Carlo III; alcune lettere sulle divergenze tra Roma e rarie corti italiane ed estern e qua lche altra cosa di minor conto . (<

La gue1•1•e de c ent ans (13~6-.1 '.la/J) par E. l-IARDY. -

Paris, Domaine, 1879.

l l

Questo periodo storico che abbraccia guerre fraterne combattute da lla democrazia armata contro il declinante feudalismo e comprende una serie di clisa~trose :;confitte e segnalate. vittorie per la l<'ranciil, non è solo og(l'etto d' indispensabile studio delle fasi della moderna civiltà, ma be~7 anco fon te cli gloriÒse traclizi.oni e di profondi in;;egnarncnti sull'infanzia dell'attuale scienza militare. L'autore non ne riferisce per altro tntte le peripezie, ma co.rnincia subito dallo sbarco di Edoardo III d'Inghilterra alla Hogne, e dr:scrive ìn breve l'ordine di batta(l'lia delle .,;ue trnppe e le loro scocrerie fino a ,Poi:isy ed a Saint-Cioud, n~entre Fìlippo di Valoi" riuniva a Saint-Denis

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25G

Lll31U

i numerosi \·assalii della corona di Francia per opporsi all'inrnsione st'raniera. Nel parallelo tra i due eserc1t1 avversari dimostra l'infcriorilit di queste truppe rnccol le per fa difesa, face ndo risaltare l'arciere ingle~e c.orne il principa le t.ipo in tutte le battagl ie della gucna rlei cento :inni, rlon che la disciplina e la giudiziosa combinazione della f:rn1cria lcggiera con la cavalleria inglese, che sapeva comba ttere a piedi cd a caval lo. Drammatica è la sua descrizione del la tempestoso bat1uglia cli Crccr, cominciata si può dire dai cavalieri francesi col massacro dellu tenten11antc loro fanteria al grido del Valois « tue:: toute cette i·ibaudciille! » e terminata colla pi ena sconfitta del re di Francia. Simi lmente con caratteristiche cilazioni storiche interpolate al tcslo ed uno slile conciso ed incisivo twrra la ca mpagna ciel principe Nero nel 113bù, ro,,inosa cd infausta per la Linguadoca, come era stata la precedente per la Piccarclia, e segnalata dalla celebre vittoria degli Inglesi a Poit.iers, clore l'antica HHtica feuda le rinnovò i suoi fotali cuori, e dove r, iovanni re di Francia socondato da l fi gl io tredicenne ebbe a sostenere con l'ascia alla mano fiero comba ttimento, in cui rimase ferjto e prigione. Ma a questo purtlo il racconto cli lante sYenlure della Francia l'iceve qua lche lampo di glorio~a lnce dal risveglio ciel patriottismo nella convocazione degl i Stati provinciali , cbe decisero la energica di fesa delle front iere. Intanto le lezioni t,ìltichc di Poitiers avev:rno recato pton tto agli uomini d'arme fran cesi e qualche fort.nnuto badalucco ne aYcva rilevato lo spirito. Du Girnsclin si era imposto come capo alle compagnie mercenarie che devastavano il paese cd aveva doto prove di valore e di capaci tà ,wr çombattirnento di Cochercl, dove scon fisse gli Inglesi, e nell,t guerra di Castiglia. Egli suggerì a Ca rlo V di serV'il'si delle compagnie di arcieri o balestrieri a cavallo, che le ciUit mantenevano a loro spese, e giovò fino all'u ltimo alla sua p;Hria. Segue la campagna cli Fiandra nel •I 382 intrapresa da u11 re fanciul lo, Carlo VI, che a Roosbeke coronò i suoi prirni sogni di vittoria, e qui ruli l'invasione inglese del I.\. I5 di retta da Enrico V il vincitore di Azincourt, Ja quale costrin~e l•'i li ppo il Htiono a firm are il tra1tato di Troyes che abbandonava al nemico P,1 rigi e le ,16 ciU.it soggeuù al duca di Borgogna. Però tntto non era perduto, l'arditezza e l'eroismo di Giova nnu d'Arco destò il sentimento n.Ùio11ale, e gli Inglesi furono respinti. Le riforme militari , la creazione delie compagnie di ordi n::u1za, dei franchi-arcieri, le com pagaie cli assoldati, l'artigliel'ia reale, geu.arono le basi di un primo esercito permanente, la cni tattica acrJui,tata per esperienza dei

E PEfllODlCl

257

precedenti disastri, prese la riviucit.a sul secolare nemico · e ·liberò la Francia. È nna vasta tela storic<l che l'a utore ha snpnto co11 giusti colol'i delineare, in modo che gl i avvenimenti principrdi spiccano in mezzo alle molteplicità delle fas i cl i una cosi lunga lotta, sen1.a perdere l'int imo nesso fra ioro . Oltre a ciò /j ta le l' interessù rl'orrl inc militare che ha questo libro, da nou do vere spendere molte parole per raçcoman<la rlo ai cultori della scienza della guerra.

L,i co,u1u,éte tl'1tlge,•, par

démie française. -

CAMI LLO RoussET,

de l'Aca-

Paris, E. P lon et C., 1879.

La prima spedizione fra ncese contro l'Algeria accadeva nell'anno 81l"7, mo tivata da parocchi fatti che l'i llustre accadeutito sviluppa largnmente nel primo capitolo del suo libro e sotto il titolo <e L'insul to ». Però prima di entrare iu materia sente il bisogno di scusare in certo rpia l modo la Francia della r:onqui!>tn d'Algeri, conquista clrn se recò alcun i va ntaggi ma teriali alla quiete dell'Europa, è però ,cm prc un giogo imposto a popoli che eia /~O-anni si sl'.orzauo di liberare le loro contrade e le loro tribù da l dominio str11niero. Il signor Ro usset osservn che la Francia per la conquislu d'Algeri , non ha bisogno di cssern giustilicata. Dice che gli Algerini nel 11830 non erano costi tui ti in società regolare, ma erano inveç<~ un'associazione di malfat tori, che da oltre BOO :inni cruest'associazione si distinse per la sua particolare audacia e per la sua tendenza al delitto.e aggiunge che se altri popoli ebbero origini poco onorevoli , ad esempi~ i Romani, in trecento anni $eppero riabilitai·si. I fig li dei band iti raccolti da Romolo, di vennero iu breve tempo cittadini eh Homa; il Joro valorn aveva cancellato l'iul'amia della loro origine. Per o·li AJ<Yeriui iuvece, nulla di tutto ciò . Essi furono sempre av. " o venturieri , brigant.i e mantenuùro conti11uu111entc aperta lotta contro le proprietà delle nazioni vicine. Dunque la Francia, conclude. l'autore, fece hene a conquistare quella regio1ie, ad aswggettare qu?1 harbari per renderli impo tenti a scorrere i mari colle loro veloci veliere, -0 ad invaucrc i paesi lungo le coste in cerc:i. di hMtino e cli sc hiavi. ··I


258

LIBRI

. ~econdo . il nostro avviso, la Francia forse avrebbe fatto meglio ad rnfl1~ere una severa lezione agli Algerini, a prendiwe disposizioni e~erg1c)\e per la tutela dH' suoi connnzionali colà stanziati , ed irn pechre, d accorci~ colle al t.re po~enze, le pira terie dei c-0rsari lunf{o le <:>s~. de! _Med,te~·~aneo. Ess.1 10':eco ha preferi to bombardare Algeri e st_ab'.l1rv1s1 defìJ1Jt1vamente, sacnficm1do migliaia cli soldnti e mi lioni d1 lire, senza ottenere il frutto che si aspeua va, doYendo continua-· mente 1~ante~e~o colà un corpo d'esercito, pronto a comba tt.ero. Infott1, oggi 1 soldati francesi, cadono sfiniti di forz.e sulle infuoca te sabbie del deserto, insegucudo i fuggenti ribelli della tribù degli Ouled-Douah. Chi può dire quale tribù iusorgerà domani a combattere nuovamen te contro lo straniero invasore? I~ s!~nor P.oussnt dopo nver parlato dei replicati insulti , della Jongamm1ta del consolo Deval, dell'iusol,~nza doll'Usseim-bcy, dell'intervento armato del ca pitano di vascello Ul let, del l.Jlocco insufficientA ~)as~a a descrivere _g!i armamenti decretali dal la .Francia, non più pc;. 11101~gcrc una p.un 1zione, 111a per riu,cire alla couquist.a. Gh armameut, furono invece imponenti eù il cosi detto eset·cito cl'A(rica, '.orte di 37,33·1 uon1iui, !~008 cava lli, 82 cannoni d'assedio, 45 can_no_n• da campo e '.z4- da montagna, portato tla una fl otta numeros1s,rnna, sbarc.:iva la sera del H giugno ~ 830 a Sidi-Ferme. Co.m:mda\ra l'oscrcito il tenente generale conte di Bourmout, pari di Francia; la flotta obbediva agli orcliui d?I vice ammiraglio Duperrù. " Il ,f 3 giugno, verso l'alba, il mare era ca lmo la bre1.;:a Jeo-a1,ra il Cielo Senza nu bi: un deOS0 YCfO di nebbia ·si s(endeva tra la°fl~t~ e la terra: ma poco a po~o la luce si fece, il vento si alzò, la nebbia rischiarata si sguaruì hrusc:unente e $li i fondo venie scuro del mare apparve un ammasso bianco della forma d'un triangolo. Era Algeri! ,, In qucs10 brano i lettori possono formarsi un 'idea dello stii~ dcll'aut~re, sLile briow, vivacc, poetico, che rendo piacevole la lettura del hbro. Si . leggono v?l~ntieri i particolari dello slJarco, i primi combaLtiment1, la d~scnz1011_e del~a b:1tta.gl ia di St.aoncli e si svolgono rapida mente lo pagme con 1mpazwnza di giunge-re alla fin e della n11rrazioue interessanti ssima, accurata e piena di particolari. Algc:ri cadde i I ti Iuglio 1830 ed i Francesi trionfanti entra rono uell:1 città, dall::i quale usciva l'ulti mo bey della lunga serie che aveva regnalo in Africa clal 1517 in poi. Il genera lo in capo e il suo st-ato maggiore percorsero, con una cu1

E PE RIOD IC I

259

riositi mal soddisfatta, l'aoLic.:i residenza del bey. Quale disinganno per )a fer1 ida immaginazione dei 11rancesi, i. quali pensavano di dover visitare luoghi inca1llevoli , padigl ioni voluttuosi, giardini magnificì? La Karba h non era un palazzo, nè un abitazione tollerabile .. Por c.onvincersene, dice il signor Ronsset, bi:;ogna leggere la relazione che ne ha fa tto a modo di processo verbale l"intomlente Dcuniée, nella quale se l'arte manca, l'esattezza doi dati è perfetta e l'aridità d.::lla stessa torna a profitto della verità. Il libro del signor Rousset finisce col capitolo: L'indomani d'un trionfo. 1 t un èa pitplo che risente dello sconforto do cui fu dominato l'esercito d' Africa dopo la pr~sa d'A lgeri. Non ~i aveva più notizia alct!ua della patria. Invano ufliciali e soldati figgevano gli sguardi nel lontano orizzonte e scrutavano il mare, cercai;ido 1111a navo amica elio portasse lettere, notizie, saluti dei cari. La noia, la nostalgia aumentavano di giorno in giorno, d'ora in ora; la mancanza di nuovo contribuiva grandemente ad accrescere in tutti il desiderio cli abbandonare l'A fri ca ; gli uffi ciali generali stessi non andavano esenti da questo malefi co influsso. Finalmente il ,f O agosto comparve un bast.imento commercialo proveniente da Marsiglia che portava le notizie della rivoluziono di luglìo, non confermate però da alci1n di~paccio del Governo. La rivoluzione aveva follo dimenticare i soldati d'Algeri, ed ossi si sentirono abbandonati. Incomincia rono a sorger<: mormori.i fra lo truppe. Bourinoot pubblicò un ordine del giorno col quale ricordava che in ogni caso l'eserci to doveva fare il suo dovere, obbedien te al giuramento prestato ed all!1 leggi fo ndamentali dnlla nazione. Dopo alcuni giorni, ordini formali del Governo im posero il riconoscimen10 del nuovo re e della bandiera tricolore. Bourmont tilubò prima di accettore quegli ordini, pC1i cedette. J.nc·a lzato dagli avvenimc:nti, circondato dalla insurrezione degli indigt;m i, quasi bloccato in Algeri, seppe mantenersi all'al tezza della sua diffici le posizione. li 2 settembre, dì buon mauino, le guardie della marina segnalarono una vela: ern il vascello tli guerra, l'A lgcr'i.nas. Esso portava a bordo il nuovo generale in capo dell'esercilo d'Africa . I sa luti d'uso furono scambiati o verso un'or3 il generalo Clauscl sbarc.ava nel porto. Qui lìnisce il libro del signor Roussct, con quell'interesso che sa inspirare l'autore della storia di Louvois e della guerra di Crimea: 1


·260

LI6RJ E PERIODICI

0.1•gan

tle.1•

11.lil-itih·- Wiss e•ischa J'tlicli en Jre.1•eine.

Vol uine 18°, 4° e 6° fascìculo. I, 1wo·iJi a_cqivisti dell' Aiwtrfo-Ung her•ia sulle co.ste ~lelt' A /bania. _ -C,ol~ o?cup1c1z10n_e della Bosnia e cieli' Erzegovina, l'Austria-Ungheria t1·~':as1 a i_nagg10re con~atto _c~n Mon~cnegrin.i e con Albanesi. I primi discendono dalle masclue tr1bu che vissero sulle nere vette dei· B· I.. · o' . I )11 t I"I d Il . . ' Hùnt . ~cic ~ a e e e Dmar1 .e che si conservarOI}O quasi indi pendenti -cfo! g'.ogo turco. Sopraffatti ma mai soggiogati, si ritrassero nelle inospita li.. m~ntagne_ della Crnagora e patriarcali, sobri i e morali nei loro tuguru, _lurono rn:p_lacahili nemici della Mezzaluna. Gli .A lbanesi, discen:l1m.11 del t<~~r1b1le Scauderberg,. coraggiosi all'eccesso, ma crudeli, trad1tor1, amanti della lo_tla perchè sangu inari e avidi di bottino, .comba~t,or.10_ egualmente Greci e Turchi o i proprii fratelli, avendo fH3r prmc1p10 che dove c'è la $parla c'è la fede . Le ar-i~i por~avibi dopo la g1terra rlel l870-71. - La riduzione a retrocarica dei vecchi fucili ad avancarica e et,· <.Tt'·'ndc col'! _ · · ' · "' " " t Jl'O non potc~,,a c;;sere che una transazione. 1' autore o-indica favorevolmente il no st ro Veuerlì. Sull'appunto mosso al siste1~a d'alzo di non offrire pun~amento esatto alle distauZ<~ intermedie, non siamo· d'accordo. J • I , cred I I' I . . f oic ie , iamo e ie e~a taz10ne del combattirnenw renda inutile Jo sminuz.zamento clel~e ~l1sta1~ze di mira·; conveniamo nell'altro che per le distanze superrnr1, cal'!ca e proietto abbiano tl'Of)po esio-uo pe·:,o• S' c ·t· ' d' , . ' v , I fl JCU ( nn ~o . lar I perchc abolita) la cli,posizione italiana che dava ai sottufficiali e 1,1·ornbet1ieri il mosch<mo . , Tra'.me la Germania tutti gli altri stati , non hamio ancora al completo il nuovo armamento. · " . Schiiarim~~t'Ìc. int~rno ~ll' ocC'upa:z·iot~e c!ella ]Josnia e deU'Rrzego_iJina. - :er . l,1 c1mete di queste provmc1e è indispen$ahile, che la forza e la.c1VJl1zzaz10ne si accompaanino l'ttna all' " ltr·a · , ·t· ·1_, · • t:- · · • 1~u 10 r1 a rn, 1tar1 appoggiate da tr~tpp.a . suffkiente a togliere ogni speranza di ribellione d~ una parte; grnst1z1a, ordine e svi luppo econom ico dall'altra cornpierann~ presto. l' opera di assimilazione favorita anche dalle ~rigine c~1e quei .~1opoli, han!JO coml~ne co~ una grande parte della . popolaz!~~1~ del!. Hnpmo . L occnpaz1one. da sfogo alla sua forza d'espansione ·Cn1lizzatt1ce ,,olgendola vers<., orwn te , dove ,,'è a fat'C . , , 111011····· -h,S11l10,· · Adden~ellat1 per lo _srri{up1.10 della qnest'ione. - Fuoco della famteria. - La stuna esa tta eh distanze superiori ai 600 metri è assai mala0

26'!

gevole, per cui a 600m. conviene già riconere a due, a 900 metri a tre linee ai mira; cioè sprecare ,1; 2 o 2/ 3 di colpi in più per ottenere i! risultato che si avrebbe ove la cfo;tanza fosse conosciuta . È egli. mestieri regolamentare il fuoco a lunga portata? Le l'orm.3 taniche regolamentari corrispondono ·all'eflìcacia del fuoco au~iale? E se da 900 passi in là conviene iI fuoco di massa sotto che forma ( squadre, pio toni, ecc.) e secondo quali p'riucjpii? Quando devesi passare dalla forma in massa a quella d·i ·catèn~'?, 'E comt-1. con . qu~sta continuasi il fnoco di massa? Dall'ultimo alt, 'di· frorite all'obiett.i"vo d' auacico,' fa linea di fuoco deve essere ,rinforwta con tlltto' q1rnnt~ \ ,i ì tr~va posto; ma in che forma e secondo quali principii'? · · L'ei;et'C-ito '/'1/SSO • ...:... Sr1a composizione - effeu.ivi di pace Ccli guerra . Sll.l , nodo (li nvighorare le condizfoni della Cf1;'!7alleria con 'vantaggio· cleUa i.strnzione tatt'icci, sehza con~·idei"euole (l'Umento di spesa. - La fanteria cÒnisponde meglio rlelle altre due armi principali alle moderne 13~igenze tatticlw. Anche l'ar'l.iglieria avr~ il meclesimo vanto appena essa sia fornita di cavall i corrisponderHi alla celerità che si vuole in oagi. Puossi dire lo stesso della ca val Ieria? Sì, se si considera com~~ abbia felicemente superato lo scoglio pericoloso del suo passaggio alla ferma di 3 anni, come siasi spastoiata dal soverchio culto delle forme·, 1:c;;asi indipendente, per quanto lo comporta il suo carattere , con l'aclozione di un'arma da fnoco. No, se vuolsi ri~onoscerc, che essa è rimasta indietro appunto in quei rnmi d'istrnziouc che for-rnano il suo :;(n'vizio principale in guerra ; pel servizio di campagna cioè in quello tli esplorazione. E tale stato di cose si CO!llf.H'ùrnlc, quando si pensit che clella recluta di cavalleria, giù tanto occupala attorno al suo cavallo, oltre di uù buon tiratore e soldato a piedi, c-.onviene farne nu audace cavaliere e un intelligen te istrumento per l'arduo servizio di ricognizione. Colle conùizioni <l'acquartieramento della cavalleria (in gùnernlc sparsa per squadroni nei villaggi H con buona parte dei soldati nlloggiati presso gli abiwn'ti) solo un intelligente e dil igMtissi rno capitano, penetrato tlelle iclee del giorno circa l'educazione cli quest'arma, può ottenere soddisfacenti risultati; dove l'una o l'altra di quelle qunlitù diretta o non è sv iluppata al ma,;::;imo grado, i •17·1 uomini e ·1,~9 cavalli delio squadrone non daranno clrn poco di quel molto CÌlJ da loro ' si ricliicdc. Si propone : ·1° Che ogni rec;luta nvnnti cli essere avviata al sno reggimen to di c,m.dlerii.l sia istruita per clue mesi presso un corpo di fanteria; 2° Che le rimonte cava lli siano riunite e isLruite in nn ri-pal'lo specia le.


LIBRI

Poi por l'ordinamento della cavalleria: 1° Reggimenti su cinque s1piadroni, qnallro di c.ampagna con 150 cavalieri e uno di deposito o per meglio dire di rimonta; 2° I zappatori riuniti in un riparlo clipeo dente dal lo stato maggioro dol reggimento; 3° Formazione di divisioni di cavalleria e asseguam1mto alla fanteria della cava lleria di visionale uno dal tempo cli pace. Sulla forza fis'ica del cavallo. - 1n ca valli abituati al lavoro, in gonerale, il peso intrinseco corrisponde alla forza. In Grat1. il prezzo dei cavalli gravi da tiro è stabi li to dal loro peso. Un cavallo porta 120 chilogrammi o traina ol passo 700 chilogra mmi per ,10 ore; ne traina al trotto 350 per rpiattro o cinque orè. Per dati -raccolti , lo. forza delle bestie eguaglia 1/5 del loro peso; da sei a sette uomini eguagliano la forza di un mediocre cavallo . Por quanto riguarda la resistenza e velocit:1 del cavol lo da sell:i si ac<·ettano i risu ltati degli studi di Bonie pubblicati noli' opera Pond e! 'Vitesse d'une tro-upc de cavaleric en campagne. Sul 1nuniz'ionamcnto dell'a1·tigbieria in campagna. - La qui,,tion () del munizionamen to dell' artigl ieria di campagna va considerata sollo tre differenti aspetti : . 1° Della dotozioue d'ogni pezzo, facendo astrnione dai mezzi cli rifornimen to; 2° Dalla proporzione fra le specie di proietti (granate, shrapnels e scatolo da mitraglia); 3° Dal modo di regolare il rifo rnimento. Alcuni tattici vogliono dotazione la pi ù grande possibile. nisogna mutare questa teoria nell'altro: la dotazione deve essere quanto fa bisogno, se nwlsi conservare alla batteria il suo c:H·attere di corpo tattico. Le battnglie durano in media da sei a otto ore e I' :irtiglieria può trnvarsi in linea durante tutto questo tempo; essa apre il fuoco, lo continu:i durante tutt:1 la lotta e spesse volte anche dopo, quo11clo le altr(\ armi non vi prendono più parte direll:'1. Solò in terreni copei·ti , nei combat1iment.i da vicino o quando essa si muove, la sua azione i} interrotta. Una qualità 5peciale dell'artiglieria è la sua maggiore Tesi~tcnza al fuoco; per cui il cambio delle batterie impngnate non avviene mai . Se si calcola la sospensione del fuoco in 1/ 4 della durata del comballimento, essa deve ancora operare per ;; ore di seguito; il suo fuoco ac·cclera10 essendo eccezionale e mai di lunga .durnta, gj può presumere che la11cierà Llll colpo ogni clue minuti , per cni In dotazione dovrebbe essere cli 150 colpi . Così la teoria, ma che cl icc l'esperienza'? Ecco i risultameoti d'accurati studii:

263

E PERIODICI

Campagna del 1859.

Giorno o luogo del combattimento

30 maggio a à'lontebello . 30 e 3,1 maggio a Palestro ti, giugno a Magenta . 8 » a Melegnano 24. » a Solferi no .

Numero del peiti cho fecero fu oco (l)

56 2-1 88 16 368

Colpi sparali

Media dei coloi sparati da

ogni pezzo

4.89 175 ·1239 185 40776 12;

8.7

s2.a ·l!~A

H .6 29.2

Non si sa con certezza il consumo dei france&i; a Solferino vuolsi che ogni pezzo lanciasse 100 colpi alcuni perfino 300.

(I) ( ) 2

r

peni che si misero in batteria senza far fuoco non sono compresi. . numero ru sparalo do. una baLt.cria di 6 libbre, la quale consumò 87 colpt

n maggio,·

per pezzo.


26.4

Llll3H i

E PERIODICI

Campagna del 1866.

Nella medesima campagna la 1• armata prus~iana (Elba) lanciò con 44-i pezzi portati in linea UP.i varii combattimenti, 2038 colpi con una media di 4-6,3 per pe1.1.o; la ~· armala con 536 cannoni sparò 98M colpi con una media rii 29,3 per bocca da f11oco .

Luogo Annota2io11i

del combullimento

Sichrow .

2/a.

- --- -- --

-

-

Campagna del 1870 franco Prussiana fi,no a Sedan.

- - -- - - -- - -- -

623 26

-- -- - -- - - - --

Dato o luogo

2.6 TrauteuatJ. i.i6 11_931 7B 6 Un} ba u~ria cousurnò ·16L _ _· .l colpi per pezzo. giugno _ _ ____ ,__ __::__ Nachod

88

- - -,------ - - -- - --

Oswiecim 27 ,-- giugno 'I' niutcnau e dintorni

73 9 - - - - ,- -- - -- - - - 64 3003 ft,7 Una batteria lanciò .fiH colpi per pr.zzo.

- - -64- ,,,reo ·17:6 - -- -96 2363 2fi..6

- - - - ·--1--------6,

6 agosto a Worth

H97 ~ 6

90

-- - -- -

·1,i. agosto a Born y ( Courccllcs) .

29 ,- - - -- - --- - - - - -- - - -- - - - Sblic . ,f 6 2.56 16 1ugno _ ________ _ _ _ _ - - - - -- - - ~ -

1/ ,

38

- - - - -- - - - -- - - -

- -- -- - - - - 23/i

9339 29

156

2

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HI

- - --·1--- -- - - -

2855 15

- - - ------ ·- - - - -

1

{!

agosto a Weissenburg.

- -- - - - - - - - - -

lìciu 100 3975 39.7 Fra i quali 27:1. rachcttc. - - - - --6,i- - -5,1-2 - -8.5 - - - - -- - -- -KéiniginÌ1of

0

Annotazioni

del combatLimeoto

Una batt. a cava llo consumò 0 •12~ / 8 co lpi per pezzo.

8

28 M iiucheugri:Hz . iugno o" Skalic .

265

53

- - -

Quando il numero mas.;imo dei col pi lanciali da un pezzo è esorbi tnn te, si CÌ • tnno anch e i numeri dei colpi dei pezzi che dappres~o lo seguono.

1

Bra i qua li 63 rachcu~. Una "808 3,i .8 sparò 103 •; , di colpi per pezzo.

Schweinschtidel

16 agosto a 1VIar5-laTour (V ionville).

- - -,-- -- -- -·-- - - - - -1- - -- -- - -- -

30 Ku kus. giugno ,Sa1ney.

40

- -

,. 3 luglio Koniggrat.z.

•1384- 3L 6

--16 - 284 - -17.8 --- --- ---

-

- ------Fra i quali 392 rachctte. Una bntteria lan ciò

246 '/ 8

,.

))

22 Blumenau . luglio

56

fo:f ' / -- - - -- - - - 33.20 59.3 Una_ hau. consumò 130

-- -

8

"60

1

ld.

65,i 3-~680 5,1 7/ , 1,\.2 133

- -

-- - - - - -----

30 agosto a Bea umont

--- - ------ - - -

3i agosto i a 1° set!. t Xoisseviile

- - -

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•1

d1 colpi per pe7.Zo.

18 ago~to a Gravelolle (S. Privat).

- - -- - - - - - - - - eN ~

,

. " , UnaJ)aLt. lanc1ò 493 ' / 680 ",. 7,193 ' n9 .ij. » 188 ' ,• a. ·183 _ 180 >)

- --- - -- - - -- -- -- - -

1° settembr.l a Sedan

1

AN NO XXIV VO L. l ii.

--

- - - - - - - -- ·--:--r'

H71

l 18 , . •157 606. 33 lh ,i i, 131

I

-- - - - --~Id. 1S


E PER IODICI

266

LIBRI

Si co11cludc che il consumo di munizioni per pozzo iu uu giorno cli battaglia è ( por dati cl'osporienza) poco cousid1:revole e che oltrepassa solo in casi eccezionali il numero di 150 colpi presso le batterie leggere e di 1120 a '130 presso quelle pesanti. Pc[ mnn izionamento delle batterio leggere le potenze si scrruono iu o 'I uc:;t' orcliuc : Francia 1fi8 colpi per pczzù Italia. 1160 Russia ·158 Germa11ia 153 Austria ,152 Per le pesnnli: Germauia 13i'i colpi per pezzo ,, :30 >l Russia .Ltalia ~30 Austria ·12.8 Franr.:ia ,120 ,, i> Per consirlerarc la quistionc del rnunizion:1111e11to sollo il sPcondo :ispouo, cioè dello proporzioni della specie dei proietti, è d'uopo ,lo111A rJdare, qunl proietto (grmwta o shrapnel) è oggigiorno il priucipalc strum.ento dull 'artiglieria di campagna? E la doma nda assurnn importanza mag,r~ioro or..1 che molto o reputate voci gridano c:,;sere lo :,;hrapncl · il re dei p1·oi1•1.1.i nella battaglia. Coll'adozione dclln rigatura il proieuo vuoto sostitu ì 'l uello picuo, poichè poi ber~agli della gnerra cli campa"na lo si dichinrò pi 1'L efficncc . Lo shrapoel in date condizioni sa rehbe ~t>.r ora il proietto vuoto idea le se a) l'o:;:;01Tazione dei r isul tali e la correzione non fosse quasi impossibile; /J) le differenze di tempo ncll'acco11sione non fossero troppo grandi, per lasciar sperare un'azione w si:111 tcmen tc efficace; e) il suo servizio non . fosse così com plip 1to rla ro11dere indispensa bile maggior calma tli quanto puossi ragionevolmente anenclcre ne; combattimento .. Sebbeue nella campagna del ,f 866, in cn i l'artiglieria austriaca u,ù assa i parcamonte ([nesto proietto ( 1111.ls!-imo 22.8 su 7(5,3 gra nate n Scltweinschiùlel e il miuirno 0,66 Hl 99 a SiclJrow) il tiro a "nl nala fosse dichiaralo tiro princip:i le, pnrc dopo averno diminuito proporzione ( 18G7), uel 1871 lo shrapnel si accaparra 11uova simpatia ed è portato ad ('3 della dotaziOHc d'ogni pezzo. ln Prussia le prove cni fu sottoposLo que;,to tiro riescirono sfovorevoli, conti nuarono però i più diJigenLi studi; ma la campagna del ,f 870-i ·I ncll:i qualcl:i gra11ata fece stupende prove, aumentò l'antipatia concepit:i 1

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1\

267

contro lo shrapnel. Le relazioni dell'artiglieria snll:i battaglia di Worth dichiarano la granala cccrllenle pel combatti mento lontano; e dichi:irano la mitraglia impiegata al di 1111:i dei 600"' ora snctessi,amon tc, ora simult.anean1cntc da molti pezzi che ,ospendouo un momcm to i I fnoco per fulmin are aHe miui111c distanze la e:1v;:dl eria o fan teria attaccante l'arma bianc/1, efficuc is!òima· scmprP, clell'a1tiglicrin. I Sassoni ( 1) che er:rno dotati di shra pnels lo impiegano in ragi01w di s· colpi :-u 92 di grmrata a Gravclollc, ma non è pos;;ibilc di~ti11g11erno l'cffira cin in mo~zo alle rnol to grana le lnnciate contro il medesimo bcr:;aglio. Una sola volta a La Sartello- Fcnuc i Rarnrc;:.i co11 un fuoco di batt.oria ili 11 colpi cli shrapnel obbligarono i Francesi, c-,hc occupavano il margiuc di 1111 Jio,co, ad abbauclonare la loro posizione. Il maggiore Leo c:rctl e inuti le il conclnrrc srco appositi pt·oiNli incendiari, ouonondosi In ~cupo rnll:i /?l'anata ordin:iria . Dopo la c-:1111pagn:i del 1870-71 la rìdnci;1 1rnllo ~hrapnnl 11011 i• crosciutn, sobl1ene questo tiro colla 11uova spo lc>Ua a tempo dia al poligono :splencltli risu l1a1i, tanto cl11' noi rendico1110 del ·1876 cl i I.obeli si trova scri tto, e:;soro lo shrapnel il futuro proirtto principa le rlcll'artiglieria. Con tutlo ciù, per qunn to si riconoscono i va11tnggi dello shrapnel contro hr:r~agli animnti , visi.o gli sva ntaggi che vnnno un iti anche al meglio co:::trultn proi1:Lto di questo goucrc, la di citi <'frìcacia in questi rli<'('i anni numcntò immensamente e può ancora a,;crcsccrsi, si concludu chn oggi giorno la grauata ù :incora il proietto di maggiore efficacia e che CS$1l 11r:lln dotazione clobba cs:,;cn) rnppreso11 tata coi 61) n 65 per cento; il ri111 i\11C11te siano shrnp11el:;. E poichè in Lulla la campagna del 1870-i I a vvennc una sola Yol ta che una ba Ucria lan · ciasse in un'azione più colpi a mitraglia di quanti porta,·a nei suoi avantren i ('.2 per peuo), la sua doLazionr: totale di scatola a 111itraglia sia del 1ItTc o tre per conto.

{I) I Pl'ossiuni non avevano lo shrapnel frn In loro <lotaziono.


t..iBRI

E PERÌÒDICI

Quadro della dotazione d'ogni pezzo pi·esso le principali potenze d' Eitropa.

J(n1,1•1ud or tl,e Routil Vnited Se1•vi.ce Insti.tH•

VoL XXIII, fascicolo N° B9, 1S79.

tio n. Per cento colpi ct·ogni batteda

STATI

.,

Ca lib.-o del pezzo 3,.

e:

~

:;

(J)

-- - -

66:4 23.f~

da 9 centimetri

- -

1t: ."~

·9g

--

Gei·mania

= e: .~ "' - -(.)- . -

da 9 libbre

I I

i)

da 8 centimetri Francia da 9 centimetri

--

montate . 4-7.8 ,i-7:8 .u .

))

-- -- - - -- --

- --

a carnllo ,1.6.4 46.4 7.2

-))

- - -- -- - -

"'

I

- - --

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))

..Q

da 9 libbre

--

-·- -

6.2iS 3.9 -- --

68.8 2.7.0 L2

pesante da 4 Jibbre

~:e

u;,

67.7 2.8.6 3.7

leggero

--

~;;

3~

-- - - --

Austria- Ungheria

Russia

,, 2To

67. 'I 23.6 5.26 3.9

da 8 centimetri

-

.2

~

.. .. ..

-

.;

pesanti

48.8 45.9 6.1

))

- - - - - -70

28.79 ·I .2,1

--

-

-

))

- - --

JJ 73.7 25.0 L3 -·- - 52..5 43 .75 3.75 J) -- ···,i-9.2 47.7 3 .1

- -

...

da 7 centimetri

- - --

Italia da 9 centimetri

J)

Circa la distribuzione fra l'avantreno del pezzo e il rispettivo cannone (terzo. rapporto), alcuni autori e forse con raoione domandano ·che mi~ n traglia e shrapnels siano in maggiore quantità presso l'avantreno.

Intorno alla ,ma.cnor-ra delle grosse artiglierie niediante ,macchine ·mamiali, ùlraiiliche e a vapore, H. J'. BuTTER. Intorno a tin 1nezzo econo·rnico per ?''~mettere a galla le corazzate affonclcite, DnuIT HALl?IN. Della relati ca ,irnportanz1i tcittica del (iwco da fìanco e del fuoco da prora delle na,d , da giwrra, vice ammiraglio G. \V1L11,uc RA..:OOLPH. La luce elettrica, W1LLIAM H. PnEECE. - Vi si tratta della luce dal punto di vista industriale delle macchine per produrla e suddividerla. Riguardata come mezzo pratico d'illuminamento la luce el(~ttrica non sembra destinata a sostituire quella del gas, poichè le applicazioni dell'una e dell'altra sono affatto distinte. Il gas è destinato a illuminare piccoli spazi, la luce elettrica le vaste estensioni. L'arredamento dell'nffìciale in campagna., maggiotc FnASEl\. L'araldi.ca del mare: Bcinlli,ere naz'ionali e speciali mari.ttime, S. H. LAUGHTO~. - Origine delle bandiere nazionali e delle bandiere speciali adoperate dalle varie marinerie. Descrizione di quelle odierne , britanniche e delle principali potenze mariuime d'Europa e d'America. La Pe·rsia e le s-ne (orze ,rn•ilita1"i, maggior generale GoLoSMID. Dagli .eserciti descritti da Erodoto e da Senofonte, l'autore passa a discorrere cli_quelli istituiti dalla dinastia Safavia, quella che sullo scorcio del secolo xv, attrasse su di sè e sulla Persia l'attenzione del viaggiatore européo . Secondo il Chàrdin, che viaggiò in Per$ia tra il 1664 e il '16i7, le forze militari persiane si dividevano in esercito regio ed esercito nazionale. li primo, mantenuto a spese del tesoro, noverava un ,1200 fanti armati di moschetto (tii(angchis); un ,J0,000 cavalieri armati promi:;cuamente di arco e cli arma da fuoco, e due altri corpi -di minor forza. L'esercito nazionale forte di un ,120,000 uomini suddividevasi in truppe regolari dette kurch:is, od anche kiz,il- bash da l loro berretto cli velluto rosso, ed in milizia. L'ordinamento era regionale ed ogni provincia manteneva il proprio reparto d'esercito; v'era grande prevalenza di cavalleria e la fanteria era mon tata durante le marcic. Regnando Abbas il grande ('I 585-·162.8) fu in fiore l'artiglieria per. siana; ma poscia, segnatamente dopo la perdita di Bagdad ('I 638) que~ st'arma fu as-sài trascurata e cessò di esistere dopo il ,1655. Chardin 0


270

LÌBRI

esalta I~ qualità gnerriere delle popolazioni persiane nrn soggiunge eh~ 111 Persia deve la propria salvezza dal domi nio tnrco alla sua posi7.ione gcogr·nficn . I successori di Ahbas il grnnde, ali.ovati nell'èvndrwwi 0 :-enaglio, poco si occuparono dell'esercito, cosicd1è esso andò r:ipi1ln1J1ente deteriorando. Dnlle mine della dinastia Savnfia sorse un grande capitano e conrp1istatqre; Nndir Shah. Egli rinvigorì l';isercito e ne nccrehhc le forzo; n per agevolare le 10111./rne spcrlizionf vol l<i che fosse tntto montato, e parimente Yollc mòntnti e arm~ti i n11merosi saccarrli e In donue ('I) clrn accompagur.ncnno l'e:icrcit.o. Con un esercito siffat.to di un H\O mila persone, incinse da Ha 7 rnila donne, invase l'India, sconfisse l'osereito del )foguI e pose a sacco Delhi ( febhraio 11739). Secondo Han w11y l'escreito permanente dì Nadir Shali ammontava a '100 mila uomini. Malcolm, Vorier, Waring e Sheil hanno descritto il sistenw rni lita rn della Persia durante la prima metà di questo secolo. Ma lcolrn divide l'eserci to cl i Fath Alì Sha h, avo del l'a ttuale Shah. in c:walleria irrcgolarn fornita dalle tribù guerriere del paese e co~ mandata d11i capi tribù; in mil izia irregolm·e assai numerosa, JevMa 0 m11n tenuta rl:tlle riro·rincie, O in llll c~rpo regolare ordinato all'europea. La cavall ,iria il'l'egolare simile a quella che venti $BColi fa rinscì così molesta agl'in vasori romani, composla di robusti e arditi cavalcatOl'i con eceellenti ca vidii, era quale meglio pot<wasi desiderare p,~r eseguire lon tarrn scot'rnrie çl i parti to. Il corpo rc:goJn1'e ist.itni to 1fo :i\.hbas Mirza, figlio di Fath Ali, con la cooperazione di ufficiali inglesi, noverava dodici reggimenti di fau teria, una brigata cli cavalleria e 1111 corpo di :1rtiglieria :i ca v1i I Io con venti pezzi. L'od ierno esercito persiano è valuta to di 105 mila uomini, dei qual i 70 di fanteria, 30 di cav1il leria irregolare, tiOO uomini di cavalleria regolar_e e 5,000 artiglieri; ma :::olt.a11to un terzo di questa forza ù sotto le armi, cioè: ·l/>00 aniglieri (5 !n1tterie), ,J8 mi l11 fanti, 10 mila cavalieri irregolari H oOO regolari (!a guardia dello Shal,). A Ila leva irl'(~golare sarebbe stata sosl.iluita nel "871) Ja coscrizione, e la forma, che già era a vita, ridoua a ,12 ànni . L'ordinamento I! territoriale. I cristian_i, gl,i isra13liti e i gribaJ·s o adoratori del fuo co, sarebbero dispensa ti dal servizio militare. La fan teria è tutta regolare. li suo armamento consisteva 11 011 è "LHH'i <li vecchi fuc il i lisci a percussione con acciarini di fabbrica Jhm~ese. La eavalleria irregolare è affa tto simile a quella descritta dal J\'.falcolm. 1

1

(1) Fmstw's !Jis/.ory of Na€li1· Shah. London, 17,12.

27'.L

E PER IOD!Cf

L'artiglieria è l'arma meglio ordinata . Ne dirigono l'istruziorw ~ue ita-: liani un fiorentino e 1111 uapolf;tnno . j\ suo armamento consisteva cli cann~ni · lisci, ma forse è giù stata provvista dei cannoni rigati che unitamente a molti l'1H;ili rigati l'urono rccentement<~ acquistati dallo Shah in Austria . È all'arma clell 'artiglieri.a chn la Persia deve i suoi recenti snccessi sulle tribù turcomanne. Il colonnello Sheil, ministro britannico a Tehran nel ,(853, afferma che il soldato persiano è attivo, energie.o, robusto, resistentH alle fatiche ed alle privazioni, intelligente e dot11to di una vivaciti.1 che contrasta con la triste a patia del soldato turco. L'autore, avendo visitato più di receritc la Persia, s'accorcia con lo Sheil nell'apprezzare le qualitù fisiche del soldato persiauo; notn r,erù che il sarbaz o fantaccino non sa prebbe privnrsi nelle lunghe rnarc.1e del somarel lo che gli porla il bagaglio. Mal nu tri to, pessimam!Jnte arredato, poco istruito, vittimn costante e principale della profonda corruzione che domina nei ,prndri, il so ldato persiano pr"r codest.1 mot1v1 e nonost.ante,. la natnra le sua predi:sposizione .:i lb vi ta militare, i~ assai scaden te. La <·01Tuzione è nn ivcrsnle nei quadri cd aumenta mauo a mano <;he si ascende la scala gerarchie.a. Lo stato sociale degli uflìcia li i:, salvo eeeezioni, hassissirno, talchè gradiscono le piccoln rnanc.ie che loro offrono i viaggiatori. . Nonostante siffatto sl.alo di cose l'autore ha ficl neia nell'avveni re 1111litare· della Persia. L'increnrnnto militare di questo Stato sarebbe conforme aedi interessi brita11nici in Asia; è d'uopo però che :;ilfotto incrernent~ si compia sotto gli ,111spici dell'lnghi lterra o di altra .pot~nza amica; l'autore si compiace qnindi nel notare l'odierno preclom 1rno clell' elemento austriacò negli istrnttori europei dcli' esercito [)ùrsiaoo . [ palloni areoslal:ici ,m,Ùi.ta.ri, J . Tf:mLi::u, capi tano nei volonta1'.i di Middlesex. - Gli ar1!onauti sono tutti d'accordo nell'ammettere 11 grandissimo vantaggio che ridonderebbe a quell'esercito che facesse uso in campagn~ di palloni ureost.tHici . Primi ~d applic:1 re il paHonc ad uso guerresco furono i Francesi ~wl "794'. _se?nono po~rn! gli A~ner1cani dmante b guerra di se.cess10ne 11 qu1nd1 ancora 1 h·11J1ccs1 nr·!ll'assedio di Parigi ove dal :t! di sctternbrc 1870 al ':2.8 gcn_nai.o ,1874 furono fa tte 64: ascensioni, trenta delle quali dirette da man na,, areo· nauti improvvisati . l r·i:mltnti ouenuti non fu rono quindi molto soddisfacenti. Affinchè l'impiego guerresco dei palloni possa dare bnoni risulta_ti è d'uopo che un apposito pùrsona ln mi litare sia istrnilo nel manegg10 1


272

LIBRI E PERIODICI

del materiale areosta tico ('I) . L'nntore t.ratta quindi del materiale areostatico per uso militare e d~l suo impiego, riassumendo le recenti esperienze areostatiche fot.te in Inghilterra . Areona uta di grande merito, riti<rne che tre palloni (prigionieri) a interval li di due a tre miglia, provvisti di un sufficiente personale di areonauti e di osservatori, possano di giorno compiere il servizio di osservazione di uu esercito sopra un fronte di dieci miglia.

Colbin•u's (Initetl Sm•·t :ice 111llgu~ine. -

RIVISTA ESTERA

Fascicol i di

LA MARINA ~IILITARE GERlIANlCAP>

apri le , maggio e giugno, 1879.

Creoline. Racconto mi litare (Continuazione). Biografia del generale siti· Thomas lVW.shire, C. Low.Il servizio dli stato ·maggfore nelti.nseguimento del ·nemico . E.,tratto dall'autobiografia del grmerale sir P. Bainfrig.gè gù assistente quartiermastro generale nel lo stato maggiore del duca di Welli ngton. la, ba,ttagha &i Leipz·ig e la r'it1irata al Reno (Continuazione e fin e). La nostra (ront·ie'Ni scimt·i.fica, genera le C.nEL'iAGH . .- Pro poste relative al nuovo confine nord-ovest dell'India britannica. Il Mla.ncfo 1n·ilita1·e britannico. Il rectutarnento e le d:iserzioni netl· eseroi to regolare. Anna.li ·nvititar·i e marittùni dell' Africa australe. - Brevissimo sunto del le principali vicende politico- militari dell'e colonie del Capo di Buona Speranza e di Na tal, dall'epoca rlel la loro fondazione lìno aìl'od ierna guerra contr<1 i Zulu. Viagg·i i.n Persia, comandante Po,rnnoY l\1ASON. - (Continuazione) . Da h pa han a Hamadan, via Konsar. Da Harn,lclan a Fahreez, via Scnnah e Maragah . \ Da Par·igi a Solferino. - Ricordi di un uflìciale di cavalleria france$e. Intorno alle navi ed alla navigazione dei moderni, C. K. Low. Tl nvinistero deìla guerra e le forze volontarie. - Appunti sulle proposte della commissione pel riordinamento dei corpi volontari britannici.

L Personale .

li personale per la marina militare germanica viene reclutato secondo le di$posizioni speciali contenute nel!' ordinanza imperiale del '28 settembre ,1875 (Weh1'-brdniing) e secondo l'istruzione ministe·riale dei 2.6 marzo ·I 868. L'obbligo ;, servizio comincia nena marina (2) al 17° anno d'età 'e termina al 4:2°, ripartito. nel modo seguente: 3 anni in servizio attivo nella flotta ·i· '.r . h' » ,, per que 1 e11e sono e 1a4 ,, in riserva mati alle armi all'atto 5 » ne lia ·1• e1asse deJl a S eeweh1· ( .3) ·I2 >> nella Jandsturm e1e11 a 1eva. 1~ anni nella 2,a classe della Seewehr ) ,t 2 » nella landsturm j per tutti gli altri. 1

(!)

Per avc,·e maggiori particòlari veggansi le seguenti pubblicazioni e ,·egolamenti:

1te1me MUitafre de l'.8tl·IVl'l,.ger, num. 431, 434, 438, 442. 444. Tabelle 1·elaUve ·alla costitmrione dell'esercito germanico, pubblicate dal corpo di stato maggiÒre. - Rom~ , lSìS. . Leggi e t·egol. 11art pei· la ·1na,ri,na germanica, pubblicati nel Ve·r o·r dmmgsblatt. (2) Sono obb ligati a servire nella marina tutti coloro elle banno navigato od esercitato

il mestiere di pescatore almeno pc,· un anno in alto mare o su lle coste del Baltico o ( J) L'esercito lll'itannico ha recentcmenla adottJto un cquìpnggio nt'eostatico, aflìdan-

donc il se,·vizìo ;,!l'arma del genio.

(,Yola del/a Di?·e;ione) .

nelle baie, nonchè, i car pentieri, i meccanici ed i fuochisti esercitai.i nella navigazione marittima o !luviale. . (:)) ia Seewehr comp,·enJe due classi; la prima corrisponde alla landwehr e la seconda alla riserva dì complem~nto {1,rssatz:reserve) .dell'esercito di terra, Rivista estera.

15


218

219

RIVISTA

ESTERA

Ogni anno la comm1s81oue di reclutamento d'ogni diMretto compila la lista degli individui che sono obbligati a servire nella marina e nel gennaio dell'anno seguente si fanno le operazioni della leva. Gli inscritti appartenenti ai distretti marittimi, dopo ·le operazioni della leva, ottengono una licenza di pochi giorni e poi entrano in servizio; quelli però che estrassero numero alto ed oltrepassano il contingente fissato per quell:anno più il 5 per o;. per la formazione della Nach-1·es&rve ( 1), vengono tosto inscritti nella seconda ·classe della Seewelvr. · Gli inscritti invece appartenenti alla popolazione dell'interno delr impero. sono mandati in congedo illimitato e poscia, se il contingente annuo della marina è completo, vengono ascritti al proprio battaglione di landwehr, se è invece incompleto passano nellà Nachreserve. reclute provenienti dalla leva sono poi riparti te tra le di 1risionimarinai, le divisioni-cantieri ed il battaglione di fanteria marina colle seguenti norme : .. 1° Sono ascritti alle divisioni-marinai quelli che hanno navigato od esercitato il mestiere del pescatore in alto mare o lungo le coste del Baltico; 2° Sono ascritti alle divisioni-carpentieri quelli che in uu modo qualuncruc sono utili per la costruzione dei bastimenti e dei loro attrezzi comprese le macchine a vapore; 3° Sono incorporati nel battaglione di fanteria marina qaelli che, appartenendo ad un mestiere che ha qualche alfiuità colla navigazione, sort'o robusti di corpo e parlano correntemente la lingua tedesca; 4- 0 Quelli infine che riuuiscono i requisiti necessari per la specialità ciel servizio sono assegnati alla seziorie artiglieri di marina; Dal rendiconto delle operazioni della leva pel 11876 e pel •I871, risulta che in tali anni si ebbe il seguente contingente:

1a l' 0;mm:ira9linto, che comprende anche i l ministero della marina; 2.a Il personale militare, cl!e è costituito dagli ufficiali di ma1:ina, dai cadetti, dagl'ingegneri meccanici, da3li ufficiali pagatori, dagli uf-ciali di coperta, dalle divisioni- marinai, dal le di.visioni-cantieri . dall~ sezioni- niozzi, dal battaglione di fanteria di marrna e dalla guardia d1 stato maggiore della marina; 3a Il personale torpediniere; 4a Il personale sanitario; 5a Il personale dell'intendenza e dei serviz'i arn1111inistrat•iv·i. ; 6a Il personale delle costruz·ioni rnarittùne. 7• II personale tecrvico d'a;r(;iglieria. 8• Il personale giwviziario; 9a Il persona le 1·eligfoso; 1O• La r·iserva deUa 1narina e la Seewehr. Di tali categori1~ esporremo ora brevemente l'ordinamento ed i dati statistici più importanti . . :I. AMMIRAGLIATO. - In virtù dcli' articolo 53 ('1) della costituzione, l'imperatore , con ordine del 15 giugno '.187·1 , _st~bilì che le funzioni di comandante in capo della marina fo ssero numte a quelle di ministro del la marina ed 11sercitate dall'ammiragliato imperiale sotto la responsabilità del cancelliere dell'impero. . L'ammiragliato si compone del capo (~) , della sezione ~entra~e'. della direzione degli affari. mili tari, della direzion e degli a!Tan tecnici ed amministrativi e dell'ufficio idrografico . Da esso dipendono le stazioni marittime, i· com.andonti dei legni in servizio od in viaggio, tutti gli stabilimenti d'istruzione della marina ed inlìne le fortr,zze marittime di Kiel (con Friedrichsort) c. di Vilhemshaven (3). 2. P.ensoNA Lg AIILtTAnE. - Gli iiffi,CJial·i di marùia sono divisi (4) in tri:: gruppi, conispondcnt.i a tre diversi servizi, cioè:

1

Le

1

nel 1876

nel 1$77

2.2.37

4H3 775 22.-i8

Dalla popolazione marittima » ,, dell'interno

Nel bilancio delle spese il personale della marina viene distinto iu ·1 O categorie, çioè: (1). La Nacn-reserve e 11n contingente complemetare che serve a colmare \e deficienze che si manifestano nell'effettivo durante l'annÒ.

1

(1) Questo articolo è così concepito: • Per tutto l'impero esiste una sola m_al'ina da -guerra, posta sotto \'a.u tol'iUt suprema dell'imperatore, il quale prende tutte le _m1_sure necessarie per l'organizzazione generale e per il raggruppamento delle fo~ze . mar1t time. nomina gli nfficìali ed i funzionari e ricevo da essi il giuramento . I 1>ort1 d, K1el e di Wtl'helmshaven (Jado) sono porti da guerra dell'lmpero. » · (2) 11 20 aprilo 1879 fu eletto a questo posto il principe Federico Carlo, succedendo a generalé Stosch nominalo comandante dell' ll • corpo d'armata. .. . . (::I) In ciascuna di queste due fortezze. v'è il comandante della staz10no maritt ima , nna div isione-marinai nna divisione-can tieri, un certo numero di compagnie d1 fanteri a dt mari~a, uno o pii! cantieri ed i serri1.i amministrativi necessa1·i._ · _. (4) Tale divisione fu stabilita con ordine di gabinetto del 14 dicembre 18, ~.


RIVIST A

EST E RA.

a) Lo stato inaggio1'e dell' a1>tmiragl'iato, che comproude gli n!Jìciali più distinti per condotta ed istruzione; .bJ Lo stato maggiore della marina, costituito dagli ufficial i i, quali, se~1.z~ aver grande attitndine alla navigazione, sono esperti nelle cose mar11t1me; e) Cli ufficiavi ndd,ett'i, atte tmppe. t o stato maggiore dell"am miragliato si occu pa :.pecia lmente di lu!!c le que.stioll i relative all'ordiirnmento della marina, al perfczionarnento delle sue forze ecl nl loro impiego : ,picl lo delln marina invece ammin i$lra ed attende ai vari rami di sen,izio. L'~vanza.m~nto procede sep;,u·a,to in ciascun gruppo. GI, ufficrah sono reclutati dai cadetti e dai marinai che fonno con ~uon e prove un ~orso, speciale d'istrnzione e di rwvigaziono e supe· ra110 con buon esito I esa me fissato per la promozione n sottotencutc di vascello dal regolamcu to del :IO niarzò 18H. . :<\. perfe1.ionarc poi l'i:;trnzione tecnica e scientifi ca degli ullìciali ru. 1st'.tu1ta. uel ,1872 m K1el l'accademia di mai·ina, alla quale vengono ~l11amat1 p_cr_ un_ co_r~o rli . tre anni gli ufficiali per condotta o cprn li tit mtellettualr _gmdrcat, 1done1 a pervenire ai più alti grncli della g~rarc;l1ia . La scel.ta _v1e~10 fatta con molLo scrupolo e minuzioso control lo ('I} e non e rrcl11e$IO alcun esame d'ammissione. Secondo iI bilancio del '1878-19 , l'effettivo derrli u flicia li e cadetti della . è J·1 seguente: o marina I Vice-ammiraglio (pareggiato al "'rado di tenente "enerale)· 3 ' . ]' ( o o , Contro-arnm ,rag 1 111aggior generale); 20 C11pi!ani di vascello ( n colonnello); :~5 di corvetta ( » maggiore); 7!~ Tenenti-cnpitani ( ,, >) ca pitano); 128 Tenenti; ·I28 Sottotenenti: ,f 00 Cadetti. G!'i1ige~n~1'i _1neccc~n:ici costituiscono un corpo distinto da quello degli ufficiali dr marina e nella gerarch ia militare sono pareggiati ai seguenti gradi (2) : ci) Gli ingegneri-capi {Ober Lngen·ieurej, hnuno rango di c11 pitano; >)

b) Gli ingegueri, quello cli tenente: e) I sotto- ingegneri, quello di sot.tolonentc;

Il corpo degli ingegneri si recluta dai macchin isti di ·13 clas,o (o/Jeril.laschfrvisten) che por le loro coguizioui tecniche ed educazione perso- · nale sono giudic;1ti clt•[.rni ,li fame parte ('I) . Còmpito degli ingc•gneri è di ,·egli;1re alln Luona con~crrnzioneclella macchina del rispetti vo legno da guerra; vi devo1H> ri111aner ,•ici ni durante il comhatti1n011to ·1·d Ol,(ni rprnlvolta il legno è diretto dal comandante in persona. L'effetti vo au.11ale degli ingeg1wri ò di: 2 in14ogneri rnpi, 6 ingegneri, 12 sotto-ingegneri . Il c-,orpo dei pagatori ,·iene i-ecl ut11to in b.'ltie all'istru1.ione del 27 maggio ·1 8i3, della quale ci li111 itiarno II n port11re i punti piit rimarchevoli . No11 so110 an1 mes~i nel corpo che gion1ni obbligati al se,·izio militare e c-ap;ici all'i mpiego cui aspirano. J nuoYi ammessi sono pri-:mieramentc nominati allievi-pagatori (Zahlmeister-ilpplilcanten) e :-ono poscia promossi ;ispinrnti-pngatori (7.ahlmeùter- .,tspiraiiten) purchè fa cciano buona prova dura111.e 11 11 certo periodo cli tempo clw 119rl è hcn stabilito (2). Per esser poi nominati pagatori, gli aspiranti devono mn·igare per uu anno e pre;;ent:.ire nu Ct>rtifìcato ,1· idoneitù lirm;i to dal comandante della 11ave (3). I , pagatori son,, impiegati mil itari inferiori e complessirnmeate -sono 1~2. Gli ·ufficia/,;, d:i copetta ( Decko(!ìz·iere) occupano un po;;to intermedio tra gli ufiìciali ed i sottnllici:ili di marina ccl hanno per rnaa,dnto di sorvegliare e dirigere l'cseruzionc tecnica rlei l11rnri che appnrtengono a di,·e1·:;e specialità cli :-C1Tizio. Le loro diverse po~izioni sono le -,;cguenti: 11° P rimo e ~econclo mastro cli manona (Obel'-Unte1·bootsmonn). 2° Pri mo e $CCondo mastro- cnn uoniere (Ober- Unterf'euenverk). 13° i\fastro-nu:i~wzziniere di ·\ • e 2• classe (Ober-illote,:il,len- l'erwaltel').

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(I) La domanda d'ammissione al corso dclJ•u(llcialc de,·e ottenere l' appro,·azione del com~ncln~te del legno, d.el coma nda nte della stazione marit tima, della commissione degli studi dell accademia e d1 quella della scuola di mar ina ed infine ùoll'ammiragliato. (2J Regolam ento del i maggi o JS72.

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}

(1) Per essere no minato sotto-ingegnere, ogni macchin ista di t• classe deve superare un esam e (fissato dal ,·egolamento tlel 7 maggio 1872), al q uale vieno prepnra~o nella scuola- macchinisti di Kiel. Dopo questo esame, l'aspirante vieno sottoposLO od una votazione. al la quale prendo no parte t utti gli ufficiali ,li marina ed ingegneri della stazione. (2) Gli aspiran~i-pagatori dell'esercito. che hanno buone note cara Ltel"is tiche, possono, dopo aver servito a titolo d'esperi mento nella marina, essere accetlati in questa nella loro qualità. (3) Oltre a ciò devo110 o ttenere la maggioranza dei voti nella ,·otaziono che si fa ll'a tutU i p3gatorJ presenti alla stazione mari ttima circa la loro ammissibilità nel corpo.

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223

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ESTERA

FIIVJSTA

0 -~ Primo e secondo mastro-torpediniere ( Ober- Unter-Toi·peder). 5° Primo o ,secondo mastro-meccanico (Ober-Unter- ilfacchin•i-st). 6° Primo e secondo mastro-professionista (Obe1·-Unter-!lfei.ster). Gli uflì ciali di coperta provengono tutti dai souuffìciali delle divisionimarinai e delle divisioni-cantieri ed attuaimente sono in totale 228. I ma1··inai provenienti dalla leva e dall'arruolamento volontario sono istruiti nel servizio di bordo e d'artiglieria da m~rinn per cura delle drivisfoni-marinwi (1). . Ogni divisione si ripartisce in cinque sezioni (2): le prime quattro comprendono il personale clestiuato alla navigazione (3) e la rp1inta è composta di marinai-artiglieri (i) ed incaricata di fornire il personale per il servizio d'artiglieria delle piazze marittime e, coadiuvata dalla sezione-torpedinieri, provvede alla chiusura artificiale dei porti. I comandauti di divisione hanno i poteri e le attribuzioni di un comandante di reggimcuto ed attualmente sono due capitani di vascello. I marinai quando non sono imbarcati fanno il servizio di guardia nei porti da guerra in concorso col battaglione di fanteria marina . Allo scopo cli addestrare una parte dei marinai nel servizio dei pezzi, una nave della flotta è destinata quale scuola artigl ieri (!j) a bordo della quale trovasi anche una commissione gpeciale per esaminare il materiale <l'artiglieria nuovo ammesso nell 'armamento della flotta, proporre i miglioramenti da introdurre nel materia lo stesso e preparare i regolamenti relativi al servizio ed alla conservazione ·delle artiglierif' a bordo. In ciascuna divisione havvi infine delle scuole destinate a perfezionare l'istruzione generale dei sottufficiali e dei marinai e preparare i candidati agli esami richiesti per la nomina a mastri-manovra o per l'ammissione alla scuola dei capi-artiglieri di Berlino (6).

L'effettivo delle dne divisioni al ,1° gennaio d_el ,1s79 ~rn: 2 capitéH'. i d.1 vascello 9 c.apitani di corvetta, ·10 tenentt- cap1tam, I ? tenenti, g sottotcn:nti, 79 ufficiali di coperta, •12 aspira11ti - paga~or1: ·I8 contabili (Peldwcbel), mo cadetti, 67 sottufficiali 5~i 0 mar~~a1 (•I) ._ .. Le div'i$iOni cantie1vi (2) hanno per mandato d1 prcpa~aie_ ~ _fornii~ alla flotta cd ai cantieri i meccanici e gl i operai .. ~ g111 dmsio~e- 51 compone di uno stato maggiore, una sezione-mecca111c1 ~(l una sez10ueoperai. La sezio11c-meccanici si ripartisce a sua _volta 1~ ~l~e _squa~r~, alla prima delle quali ~pparteng?1'.o ?li ingegn~r1 mec~mc1, 1 ~n~s1r1rnacchiuisti e oli aiutanti- n1:icch1111st.1 cd alla :,econd~ 1 f~1och1s~1. ~a sezione operai fo rmata invece di carpen_tieri, velieri '. p1uor1 e t~~liaw:1'. cucitori ed armai noli ed att.nalmentc tiene anche m aggrcgazion~ cli operai dei rnagazzini- 11e,;liai·io e gli aiutanti d'ospedale della sezione

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di sanità. . . . '"'9 ·1 L'effettivo delle due divisioni, secondo 11 b1lanc10 1878-, , era 1 seguente: . . . . ffi .· l' 257 fra aiut.'lnti ed allievi macch1mst1, 74-9 1ra sottu eia 1-:1u~chisti e fuochi»ti, ·658 fra aiutanti ed operai clelle diverse p'.·ofess'.0111'. 24- aiutanti magazzinieri , ~ con tabili (Feld,cebeL) , 1·1 arntant1 di ospedale. · . . .. · · (K I) La sez·ione-nwz.::i (3) trovasi riunii.a alla I • d1v1s1on~-manna'. . ie t) prepat\l marinii i e sottufficiali per la flotta. I gio~an1 che des1dera~o forno parte devono presentarsi alla sede della sezione _o~pt'.re al distretto tli lonclwehr del loro domicilio, ove vengono v1s1tat1 e sottoposti ad un esame di !et.tura, scrittura e calcolo. . Il giovane devo avere dai ,15 ai -17 anni al 1° luglio dell'anno dell'ammissione (4-). L' istruzione dei· mozzi dura 3 anni (5); subito dopo la loro incor1

(I) Le div isioni-marinai sono due: una (la) nel mare Baltico e l' altra (2") nel mare del l\ord. (2) Le sezion i sono unità amministrative ed i loro comanUanti hanno in gen~ra le il grado di capita no di corvetta ed hanno i poteri e le attribuzioni di un comandante di battaglione (regolamento del 18 giugno 1872). (3) Di esse, lo primo tre sono iocaricate di ricevere ed is truire per turno le reclute pro,enienti dalla leva dell'anno. L a sezione a cui tocca il t urno si forma per quell'anuo di 3 compagnie. men tre le altre non ne hanno che du e. (4) Lo sezion i-artiglieri furono istituite nel 1877 in surrogazione della divisione-artiglieri stat.a soppressa. f5) Attualmente è la nave Renown. (6) Di questa scuola parleremo i n seguito. Frattanto però diremo che ogni anno dal 15 marzo al principio di maggio vi è ch iamato un certo numero di macchinisti e ruochisLì per perfezionare la loro istruzione o per essere promossi sottuf6ciali fuochisti.

· · ·•- · 20 tenenti e 10 sottotene ,ai. (I) Vi erano inoltre comandali 4 tenent_i-cap1wni, .. {2) Sono duo·. uoa a Kiel e l'altra a W1lhehmshaven. ? . , d' •'epoca ne eslsto,·ano due, ossia (3) Fu costituita il 22 ottobre l872. rima I qucs. una per ciascuna divisione-marinaì. . . . . stitoziono robusta. (4) Possono essere accettati anche d1 l4, .,mm purcbe abbiano una e~ no ; iporta1·e li se(5) Per ben delineare lo scopo della se~1one-~02z1 erodiamo ,opp~ r u -. aro d,·I ro ramma di studi che s1 fanno durante I u e anni, . . gu:~terl'~::.~g~o po e~s! ·e ~Jassati alle divlsioni-m~rinaì fanno ser xizio alle soz,o;u; :U~a:~: , si deve dimenticare che l'istruiione e l'educn1one! d~te loro co,1_ :viluppare h el i1ì bre,·e ., ;' tre anni sono costate molto danaro allo Stato . E d ~opo quindi , e sfruttar~ utilmen te le cogn izioni che essi hanno acquistate ln modo e e n P • tempo possibile divemino buoni sottufficiali. ,

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ESTERA

RIVISTA

porazione ('1) i mozzi vengono imbarcati sino alla metà di ottobre, alla qunl epoca va nno a 1hìedrichsort per un corso in vernale sino ad aprile; in questo mose s'imbarcano nnoYamente sopra una nave-scuola la quale incroci~ ne) mar Baltico sino alla flue di luglio e parte poscia per un lungo vwgg10 che deve durare sino all'autunno del 30 anuo d'istruzione (2). Negli ultimi mesi infl ne fanno un corso invernalH a ho'rdo della nave scuola-arti"lieri. 1'l . ~i~1it~ il c~r:;;o d'istrnzionè, i mozzi dichiarnti idonei passano alle dms10m-rnarma1 od alle divisioni-cantieri ed i non idonei sono lasciati m liberti1 (3), senza però essere esonera ti di soddisfore a suo tcrni~o ~ll'obblig~ della. le~a come tutti gli altri cittadini dell'impero. I pnm1 sono poi obbhgalt a serl'ire per 9 an ni . . La sezione-mozzi è ora comandata da nn capi tano di vascello ed 11 personale che la compouù, esclusi gli uflicial i di mari na e o-li uflìcialì dì coperta iI cui munero non è ben determinato, è di: ::,g sottuflìciali di marina; 20 sot.tulnciali mozzi , provenienti dai lllOni che hanno ultimato il secondo anno d'istruzione; :380 mozzi; 1 segrctnrio ( 0berma.trose). ~I battaglio.ne di fantM"ia ·marina :si compone di uno :,;tato maggion\ e 6 compagnie. A terra è impiegato per la gti:Hdia degli slahil inu-mti mari~tim! ~da bordo serve quale corpo di sbarco (i)~ . G:h uJ~cialt del hattaglìoue sono reclutati esclusi vamen te tra qnelli d.1. lanteria dell'?ser?ito che u.e . fanno domanda e pos~,~ggono i requisiti per la specialita del sernzw (5) . Tali ufficiali non restano nel battaglione che per un certo numero di anni, dopo i quali rientrauo al proprio reggimento (6) . L'effettivo del battaglione, secondo l'ultimo bilancio, è di: ,1 uffì-

,ciale superiore, 6 capitani, 2.~ ufficiali subalterni, 6 contabil i, 110·1 sottufficiali, 929 caporali e soldati. La g1wrdia di stato magg•iore è reclutata dal battaglione di marina ,e si compone di guardie principali (stabswacht- nuYi.ster) e di :;ergontigna.rdie (Stabssei·geante). Que:;ti ultimi sono presi dai sottufficial i che hanno 5 anni di grado e sono distinti per buona condotta . Dopo tre anni vengono tutti nominati guardie-principali. A terra tale guardia fa il servizio di gendarmeria noi cantier,i ed n bordo deYe inoltre vigilare ::mlla proprietà e sull'ordine nella parte della ,sotto-coperta assegnata per l'alloggiamento dell' equipaggio, sorvegliare gli uomini fuori servizio ed in particolar modo quelli della classe di disciplina ed infìue tenore d'occhio gli estranei che si recano a bordo. 3. PEnsoNUE TOHPEDtKIEHE - Nel febbraio del ,1876 , in seguito .alla soppressione delle duo sezioni-torpedinieri che er:mo addette alle~ divisioni marinai, venne -stabilito che tutti !'.!:li individui della marina incaricati rlcll' impiogo tecnico, della manipola~ione, della C<H1$ervazione e della contabilità delle torpedini costi tuissero un personale speciale. Il •1° gennaio dello scors;> auno venne inoltrn creato tanto a Frieclrichsort quanto a \Vilhelmshaven tÌn deposito torpedini od un mese dopo venne disciolta la commissione residente a Berlino per le prove e gli esperimenti delle torpedini e, congegni affini . Il corpo dei torpedinieri è attualmente composto di: 5 luogotenenti- torpedinieri, con raugo d'ufficiale; 3 primi rnastrit,orpedinieri , con rango d'ufficiale di coperta; 6 secondi mastri-torpedinieri, con raugo d' ufficiale di coperta; •I ingegnere; 1 impiegato tecnico-elettrico (Elektrotedwvi.ker); 3 primi aiutanti, con rango di sottuffì ciali; 3 aiutanti con rango cli sottufficiali . ! . Pi::nso:NALE SANITAnro - Comprende medici del servizio attivo e del Bewrlatibtenstancl (riserva e landwehr), aiutanti. d'ospedale, infermieri e portatori di barella . Il medico-capo genera le (Geneml-stabs-arzts) dell'esercito è il capo cli questo servizio ed il medico genera le della marina funzi ona come il medico- ca po d'un corpo d'armata. Gli uflìci;i.li medici proYengono in parte dagli allievi clùll'·~st'i-tuto mediico-chill·nrgico Fed&i··ico-(,'.ngvielmo, in parte dai volontari di un anno ed in parte dagli allievi delle università. Essi non sono obbligati a sen·ire sempre nella marina, ma possono passare nell'esercito dopo un certo tempo ('1) . 1

(I) I.I giorno delrincorporazione dei giovani viene fissa to dal comanda nte de lla stazione mar,tum a clel Baltico ed il generalmente nel mese di aprile . . (2) Pm· dare un'idea di questo viaggio diremo che la nave -scuola dei mozzi attualmente in vwgg10, la Nymphe, ha lascia to, Kiel il 1'1 lug,lio !8i8, ha toccato successivamenle Pii· mouth, ~fodera, Rio-Janeiro, S. Sebastiano, llahia e Bl'idgetown; ripartita da ques t'ul ti mo porto il 2 gennaio 18i9, si è recata, passando per s. Vincenzo, alla Guayra (porto di Ca· racas) ove giu nse il H genna:o ed ora sta. continuando il suo giro, · .(3) A quelli pera ltro che meri tano di essere 1>rcsi in spec iale considerai ione ,·iene concesso d1 fare un quarto an110 d'istruzione. (4} Per dare un'idea della forza del distaccamento da sbarco assegnato ad una nave da suel'J·a r1p.ort1a rno dal .we,·ordnu,ngsbl.att del 15 luglio 187,f la forza di quello fissato t.an~o per la corazza ta Katse·r quanto 11er la Deu tsclan d, che i! di: I tenente, 6 sottufficiali. 72 tra caporali e soldati. (5) Non s i fanno mai promozioni dai sotLufficiali del battaglione. (6) A bo,·do gli ufficiali del battaglione sono subordinati agli utlìciali di marin;i di eyrado uguale , ma nolle operazioni militari che si cseguiscono a terra hanno autorità su ;uesti ultimi. . ·

(l)' Per invogliare i medici a rimanere nella marina vengono loro accordati alcuni vanstaggi nello stipendio e nella pens[one di riposo.

r


226

RIVISTA

Gli aiutanti d'ospedale ( 'I) provengono dai marinai che ne fanno domanda o dai ringaggiati delle truppe sanitarie dell'esercito. Il loro ser- · vizio a bordo consiste nella cura degli ammalati e nel disimpegno del servizio formaceutico e nei piccoli bi1Stimenti esercitano anche eia medici. Gli inferm ieri rimangono sempre addetti agli ospedali e sono forni ti dalle divisioni-cantieri. I portatori di barella (Krankentriiger) (2) sono presi dai soldati del bauaglione di fanteria marina e dai marinai. Ogni divisio11e-111arinai <leve annualmente dare iO uomini ed ogni compagnia del hattaglionc di l'anteria deve darne 2. per essere istruiti in tale servizio. Nel ·1876 furono inoltre istit.uiti i por tatori- ausiliari per coadiuvare i primi uel servizio di porta-feriti a bordo. · li personale sanitario è ora CO!\i composto: ·1 medico-capo; 56 ufficiali medici; 6 ispettori d'ospedale; 2 farmacisti; 2 contabili e -13 infermieri. 5. P snsO.'IALE DEI, [.' 1:-l'rEi',J)J,.'IZA E DEI SETlVJZI A 1\f.\lTNISTHA'.l'IVI - Le auribuzio11i del!' intendenza di marina sono le stesse di quella rlell'esercilo . Essa è· coslituita da due iowndenze di stazione (3) ( Kiel e Wilhelmsha,,en) dalle quali dipendono; ·1° I rnagazziui di vestiario; ::2° T.'amministrazione di presidio (!• ): 3° L'amministrazione degli ospedali della marina (5); li personale del l'intendenza viene reclutÙLo dagli ufficiali (li marino, dagli uflicia li dell'e~ercito e dagli assessori d'intendenza, di giùstizia c di reggenza . 6. P ensOKALB DELLE cosTnuz10:-11 ~1.\1UTT1~1e. - La marina germanica ha tre arsenali situati a Kiel, Danzic11 e Willrelmshaveu, ciascuno dei quali è posto souo il coma udo cli un capitano di vascello. Da rp1esl'nltimo dipendono sei direttori (6) posti a capo dei seguenti servizi: l O Armamento; ·2. 0 artiglieria ; 3° costruzioui navali; !1° costruzione dello macchine; 5° lavori del porto; 6° servizi an1111 inistrativi . I direuori dei primi due :;orrizi sono generalmente ufficiali dello (l) Come già si disS'e , g li aiuia nti d'ospedale forma no un a sezio ne add etta alla squadro operai delle divisioni-canlleri (2) Sono imbarcali solo sui basl.imenti che hanno almeno 200 uom ini d'equipaggio. {3) A capo d'ogni iutondenza di stazione è posto un consigliere d'intendenza . il qual e h,1 sotto i suoi ordini un ultro impiegato d' intendenza ed un certo numero di segretari òi contabili (4J Consiste nel!a manutenzione e riparazione dei fabbricali militari. (5) La direzione però doll'ospedale spetta al medico capo. (6) L'arsenale di Dauiicn ne ha solame nte 4 mancando di quello del!' artiglieria e di quell o del lovo1·i del porto.

ESTER A

227

stato 111aggjore della marina aventi il grado di capi r.mi di corvetta o di tenenti-capitani . Per le còstruzioni delle navi e delle macchine e per i lavori del porto esiste un personale speciale costit11il0 da un certo numero d'ingegneri per ciascun ramo di servizio. li personale inferiore degli arsenali ( Werf't· Beamte) si di vide in; a) Personale tecnico (segretari d'àrsenale, discgnalori e mastri delle varie professioni); b) Personale amministrativo (contaiJi li, controllori, magazzinieri ecc. ); c) Personale per gli scav i P. lavori vari ( ma$tri di porto, macchinisti e fuochisti ccc·.) : 7. PEHSONALB TEcx ,co o',.\11r1a1.1etuA. - Oltre ai direttori d'al'liglicria che, come precedememente abbiamo detto, dipendono dai comandanti degli arsenali, son vi anche depositi d'artiglieria a Friedrichsorte ed a Wilhelmshaveu. Tra le direzioni ed i depositi sono ri partiti gli uffi ciali del personale tecnico d'artiglieria (Zeug-officiere) e gli ufficiali cannonieri ( Fe1urwerhs-ò(fi,cfore). I primi sono special mon te incaricati dell'amministrazione elci magazzini d'artiglieria ed i secondi invece dirigono le officine e gli opifici. Tutti t[Uè:lti ufficiali provengono dai pri,ni mastri cannonieri e dai sottufli ciali del personale tecnico. Sia i mastri sia i sottufficia li del pcr:;onale tecnico cl' artiglieria sono istruiti alla scnola dei ccip'i-artigliel'·i di Berlino ('I) e per passare al grado d'ufficialo devono superare un dato esame. 8. P Enso~ULB c1uo1z1Amo. - In ogni stazione marittima havvi un auditore il quale unitamente al comandante della stazione, costituisce un tribunale le cui attribuzioni corrispondono a ffuelle d'un tribunale divisionale dell'esercito. 9. PEnsoKALR HEL101oso . - Nel bi lancio pel ·1878-79 fi gurano 8 cappellani evangelici ed ·I cattol ico. Quest'u ltimo ù addetto alla stazione del mar Baltico e dei primi , tre sono imbarcati sulle navi-scuole <lei cadetti o dei mozzi Principe A.dalberto, Lipsin e Nvnf'a. ·IO. LA 111s&nvA or::LLA ~tARINA B LA SBEWEHn. - Corrispondono alla riserva cd alla lanclwehr dell'esercito attivo e sono regolate dalle stesse leggi (2). Attualmente contano nel complesso ci rca 50 ufficiali e 7000 .soldati e graduati di bas$a rorza. ( I) Il corso d'istruiione in questa scuola dura un anno e 8 mosi; in seguilo ad un ordine del 18 agosto 1878 il numero degli allìevi è di 240 <li visi iu due corsi di nove mesi ciascuno. (?) Ricordiamo c he nell'esercito allìvo le classi appartengo no alla riserva per 4 anni. (4•, 5', GO, 7° di servizio) ecl alla Jan dwebr per 5 (clall'S 0 al l~· di serrizio.)


228 .

RIVISTA

ESTERA

II. Materiale

La cornposir.ione della flotta germanica al 4° gennaio 1879 era la seguente:

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CORVETTE '1

. Germania . . Feder ico Cado. . ( Principe ereditcvrio Pr·nssia . . . . , Federi.ca il grande. ~ Hama . . . . .Sasson•ia ('I ) . . Ì Ba11·iera (2) . . . , Due in costruzione ( Elisabetta . 1

CORA ZZATE

CORAZZATI~

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COB\"ETTE A

DATTEHIA GOPERTA

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CORVETTE A JlATTEHIA SCOPERTA CANNOKIF.RE

GRANDI

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CANNONCERE DI

CLASSE

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Yinela . . Gazella . . Dipsìa . . Sldan . . . ,B-ismark ( 1) BWcher ('I) . Moltke (,1) . . . \ Stosch (-1) . . . Una in costruzione ~ Freya . A·1··ianna. :I L·wigia . ( Aiig·usta . Viltor-ici . [ Albatrns. Na:nt,ilus. ~ C?met~ . . . . Ciclopt, . . . . Delfino . . . . ( J)mgo . . . . Tre in costruzione.

(I ) Varata nel 1877,. (2) Varata il 13 maggio 187S.

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Nave lancia-silul'i. Pel' il (l'aspOl'tO e collocamento delle tor pedini. Val'ota nel 187"7. Yacht impèriale.

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RIV.ISTA

IL SERVIZIO .DELLE RIMONTE NELL'ESERCITO AUSTRO-UNGARICO

I.

~a provvista iu tempo di pace dei cavalli per l'esercito austro-un_ganco, regolata dalle prescrizioni pubblicate in data 13 febbra io 1878 si fa in massima o mediante acquisti dalle commissioni di rimont; (Remonten-Assent-Kommissionen) o mediante compere dirette da taluni corpi cli truppa a ciù autorizzati . La ditrezione suprema del servizio rimonta spetta al ministero della guerra il quale ne affida la sorveglianza tecnic;, ad un « ispettore generale deile rimonte. ,i Q.ualsiasi modificazione alle norme che regolano questo servizio, vuol e~sere sottopo~ta_ ali~, sanzione sovrana, previa discussione per parte ·d1 una commissione composta: dell'ispettore generale suddetto e deali ufficiali superiori ~iret~o1:i delle commissioni cli rimonta, e di qu elle altre persone che ti mrn1stero delta guerra crede destinarvi. . . L'ispett01:e generale delle rimonte risiede in. Vienna. Egli interviene eh f[ltan~o rn. quando, personah~e~lte, agli acquisti più. importanti per .accertarsi dell andamento del serv1z10, e della capacità dei membri componenti le commissioni. Agevola l'istruzione nel servizio delle rimonte .a quegl! alt~·i uffì_ci~li. e . veterinari che all'uopo assistono agli acquisti . Sorveglia gli acqmstt latti dalle commissio11i e dai corpi, visita le nuoni rimonte ed i_nf?r~a il mi_nistero sulla riuscita dei cavalli acqui:;tati. Succed<mclo il l'lfiuto dt cavalli, il ministero ordina la constatazione -d!)lle cause del riGuto·per mezzo dell'ispettore generale il cui "indizio è inappellabile. ' " Pe~· la_ 1·irnonta annuale dei corpi e degli stabilimenti è assegnato un r1m~1azzo annuo del· ,12. ¼ dell'effettivo di pace, pei cavalli da sella e rl ilO 0 /o per quelli da tiro. Oltre a ciò i reggimenti di cavalleria _e ~li a:tiglieri~ ricevo~o una speciale ri,monta d'i, complemento P.er. sostrt_rn~e I c~va~II da essi ceduti agli ufficiali superiori ed infer1or1, agli amtant1 , a1 trombettieri dei battaglioni cacciatori, agli istituti

ESTERA

231

militari di educazione ed infine per far fronte alte perdite straordinarie. Ad" ogni reggimento di cavalleria o di artiglieria, vengono asseanate sei rimonte (di prezzo elevato) in anticipazione del la loro com; etenza annua e con queste devono mantenersi sei1~p1:e pron~i ad e~trare in campa"na e far fronte alle perdite per caYall1 r1format1, morti, ed a quelle p;r cavalli di carica concessi ad ufficiali di ?avalleria, artiglieria e treno, i quali cavalli poi, dopo quattro o crnqu~ od otto anni di servizio, diventano, come g j dirà in appresso, proprieti1 assoluta e limitata degli ufficiali stessi. II.

Le Comnvissioni· cli t•imonta sono istituite secondo il bisogno ed in accordo colle esigenze dell'indt1stria equina. Esse si distinguono con un numero pro o-ressi vo e col nome della localit~1 in cni hanno sede. · l'{ei rapporti militari dipendono, per mezzo de! comand! di brig~t~, tlai comandi generali (o militari); nei rapporti econom1co-amn11mstrativi sono \ottoposte alle intendenze militari. Il ministero della , guerra dispone, decide e fa loro pervenire le sue istruzioni. · Ogni commissione consta di un 1:1:fi_ciale. s~~eriore, presi~e~1te; d! un ufficiale inferiore, per la contah1hta ass1st1tt da sottufGc1ah, e eh un veterinario militare. Alle commis$ioni più. importanti viene aggiunto un ufficiale superiore od inferiore per sostituire il presidenLè•.. Agli acquisti più rilevanti possono interven ire uno o due al~ri_ ufficiali specialmente di cavalleria quando ve ne hanno nel pre~1d10 e veterinari per istruirsi nelle operazioni della rimonta, senza però assumere alcu·oa responsabili_tà circa !e operazioni stesse ; il ministero viene poi infc,rmato dei loro prugre::\si. . . Gli ufficiali che fanno parte delle commissioni di rimonta sono trattt dal servizio auivo o dal riposo, i veterinari sono presi dal rispettivo quadro organico. Le commissioni di rimonta curano tutti gli all'ari relativi a questo servizio a cominciare dal recìutamento dei e-avalli fino alla loro con- . segna .ai corpi cct' agli stabilimenti . . . L'atto di compra è $teso dal presidente assieme al veterrnarro . La commissione ammini,;trativa è composta ciel presidente, del suo sostituto e dell'ufficiale dei conti . Mancando il sostituto funge in sua


ESTERA

232

HIVIS1'A

vece un ufficiale del presidio preferibilmente del treno o di cavalleria . Essa funzio1~a anche da commissione di cassa seguen<lç le norme pre·scri tte per le isti tnzioni identiche dei corpi cli tru p·pa in tempo cl i pace. Le raz.ze per le rimonte si distjnguoùo in ,1° cavalli da sella ; a) di prezzo comitne Id . b) id. elevato ; 2. 0 ca valli da tiro; 3° bestie da 5oma (muli, asrn, e cavalli da basto). I cavalli da tiro devono essenzialmente essere di razzu pesante. Alle Jmtterie da montagna vengono assegnati gli occorrenti cavalli da sella di razza montana . La statura dei cavalli per la cavalleria non deve essere minore di metri 1,58 nè maggiore di ,1,66, salvo il cas(I di cavalli di ottima conformazione. In ogni modo non sarà mai minore di metri ,1,o5 ed anche questa toHeranza fra ,( ,55 e 1,58 vuol essere Jimita"ta al 5 °lo del contingente annuo. I cavalli da sella per gli iuservienti delle batterie a cavallo devono avere una statura fra 155 e ,158 cent., buone estremità, andatul'a lunga e vivace. · Per gli altri cavall i da 5elJa e per tutti quelli da tiro la statura varia fra ,16,t e 1·68 cent. Nell'artiglieria non si accettano quelli di stHtliralllinima s0- non dimostrano attitudine particolare. La statnra pei: i cavalli da basto è stab.ilita da H-8 a ,153 cent.; pei muli essa di pende dalla razza del paese dove se ne fa acquist.o. L'età miniirw per le rimonte è cli cinque anni compiuti; quella massima di $ette anni. Tuttavia per il 50 ¼ dei cava lli per la cavalleria bastano quattro anni compiuti e pnrchè l'acquisto venga fatto in autunno e nell'inverno, l'età dei cavall i da sella e da tiro per l'artiglieria può limitarsi a quattro anni e mezzo, ed anche a soli quattro anni se trattasi di cavalli di buona razza. Nei mesi .di ouobre, novembre e dicembre si escludono dalla rimonta i cavalli per la cavalleria che non hanno compiuti quattro anni •e mezzo. L' attitud'ine e la salute dei cava lli sono accertate. prima dell'acquisto, mediante accurata visita. I cavalli affetti di <fualsivoglia malattia, fosse anche cli catarro febbrile della trachèa, sebbene ecçellenti sotto ogni altro aspetto, sono assolutamente esclusi dall'acquisto. Il concetto che presiede agli acquisti non consiste nello scegliere i soggetti che, oltre alle qualità comuni, presentano un'apparenza migliore; ma bensì quelli di migliori e più nobi li qualità comperandoli, se possibi le, dagli stessi allevatori. ·

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I cavalli da basto si reclutano negli stessi paesi montani dove servono da bestie da soma . . . . . Il colore del mantello, foss'anco dei più spiccati, non mflmsce sulla olta delle rimonte·. Si escludono invece dalla rimonta gli stalloni, le se.,, • · • cavalle prr!gne ed i cavalli che hanno il ticchio: quesr (I 1~1m1 sono r~stituiti alla commissione cli rimonta se il difetto del t1cch10 poteva riconoscersi dalla anorma le conformazione dei denti. È stabilito in massima un prezzo med:io per ogni specie e razza <li cavalli ( escluse le h1~stie da soma); però è fatta fac~lt~- di sco,;ta1:sene semprechè la spesa totale della rimonta non oltrepassi l 1m1~orto eh tale pr·ezzo medio; si procura tuttavia di non acquistare cavalli troppo costosi, perchè ciò abbasserebbe il prezzo medio d'acquisto recando danno all'mtera rimonta. Accetta ti i cavalli, prima di imprimere loro la marca a fuoco venoono nuovamente visitati dalla commissione cli rimonta la 11uale re; istra nel protocollo di reclntamento tutti i co~t:~ssegni del qnadrupede nonchè il nome del vendi tore e il suo dom1c1ho. . In primavera cd in estate si limitano gli ac'.tnisti al . ~u.ro neces--: sario per far fronte alle perdite eventual i; le nmonte p111 1mportan1.1 si riservano pr~r l'autnuno. Le commissioni di rimonta po.,,sono acqu istare sia per libera concor:renza; per mezzo di forn itori; sìa rivol~e~dosi di r·ettarnen~e agli al!~va~or~: L'acquisto per libern concorrenza e 11 metodo_pref~rito e de;~ usar,,, almeno per una partH del cmltingente da acqu1.stars1, qnand anche le condizioni del menato non gli sieno favorevoli. . Si ricorre ai to,rnitori. per acquistare quella quantità di cavalli cheprevedesi non poter ottenere colla libera co,~correnz~. . L'acquisto di retto dagli allevato~·i .ha. pe~· 1s.copo eh ottenere sog~ett~ più scelti; 11 questo fin e le comm1ss11rn1 cl, nmonta hanno. faco!tà eh :visitare [e mandrie più 11ccrcditate, i mercati più importanti, e eh procedere alle comprB anche fi~ori della rispettiva residenza. . . Le commissioni · inviano all'uopo al ministero, al 1°. ehcembre d1 ogni anno, un progetto del viaggio che inte1~cl~no ~orn~iere nell'anno successivo col calcolo preventivo delle spese di viaggio. Essi~ pr~cedon? agli acquisti senza fretta, _ma procurano. che ~i~sc~n ~~i_q~o, .nc~va 1I proprio contingente col mmor numero d1 specl1z_ion1 _P0$~1b1le, aH .uop.o esse non acquistano tutti i giorni ma soltanto 11.1 g_ior~1 .deternunat1. Le consegne delle rimonte ni corpi devono d1st1·1lm1rs1 equam ente avuto riouarclo alla !Jualità dei cavalli. . I com~ndi general i (o militari) provv0-dono al ricovero delle nmonte 1

Ri1,ista, este,·à

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234

fU VJSTA EST.ERA

ed _i direuori delle commissioni ne invigilano il buon governo, il mantenunento, ecc. . Le commissioni, tenrrndo conto delle condizioni di viabi lità e di disloc~zionc, chiamano per tempo i dist~ccamenti, destinati a riceYere le rimonte; oppure li prendono dai corpi del presidio ma ciò in via affatto eccezionale. . L'acc~ttaz~on~ per yarte dei corpi, quando i c:ivalli non sono più d1 vent~, pt10 allidars1 ad un sott'uflìciaie, sempre c:he la distanza sia bre11 c; rn altri casi ne viene incaricato un ufficiale inferiore assistito d_a un mauiscalco. L'incaricato dd corpo non può rifiutare cavalli cli runonta; ma può tut.t.avia, iu presenza della commissione, annotare Je sue osserva1.ioni sul foglio di revisione. Ogni trasporlo cl i rimonta deve, prima della partenza, essere visitat~,-da un veterinario. Non ~i. ~ossono consegnare caval li inferm i; questi d~,. 0n~1, sotto la responsab1 II tn dello speditore, essere mnnclati a de:;tmaz10ne dopo la loro completa guarigione. L'ordine di rif'o·nnare nn caval lo resosi inabile al servizio durante il reclutamento. e pri~11a della con~egna al corpo, come pme l'ordine di cancellare dai ruoli un cava llo_morto, abbattuto od altrimenti p1~rduto nel lo stesso. ?eriodo di tempo, viene d~to dal rispettivo comando gc · nerale o militare. _L~ respons~bi/iità, deile commissioni di rimonta è delineata nei wrr:~1111, se_gue1.1t1: se un c'.w~ llo, .mauclato ad . t'.n corpo o stabil imento, , 1:11e nOnt.uo entro rl l1m1tc d1 tempo stabilito per difetto di :;tn tmn. ?la_ ~cl altro, e le autorità competenti lo abbiano veramente rieono~c,ui,; '.nat)il~ 1~1 sen!zi~, . il 111iuistero c~ella guerra ne chi ede spiegazion i nll:i comm1ss1?~e d1 nmonta . In seguito, per mezzo del comando ~onera le o ,.1~'.litare~, e~so .addebita e ~let.ermiua l'i rtclennizzo da pagar~i clni mern])l] 1 d1 essa comrn1~s,one· · 110 mo1clo ,-, 1· srn • . . espon~ah . -· , Of)f>t·t1'c, rrt1~ "1 tJVJ speciali, lo condona . La comm issione. di · JIo ·ri'f'1u tata pa. · ., il c·1n,a . . . rimonta [Hlò riprenciere ganel.o il prezzo cli r1J11o_nta e le <altr s1·1ese occoi--c · · ·111 s,. li mm1stero segu1t.. o a domanda della commissione od · i lt ,· · J J J · 111 I. li Ca$1 r U) )I ·lll . . . ·, cnl s1 tratti d1 un certo numero di ca,,.,,11· , t' .. cc · · t·I 111(1 · J)l·1 J· a. I Sì!-1'. . . · · , " I JJIOSCIU \:'.ZlO, la procedere ad una seconclct ·1;,isi,tli; la quaie viene fatta o chill 1s1,ettore deil,,,, r,.11110 t1 te, o cn l unn · coni m1ss1 · ·onc cornpostn d,· . oo-cnr,rale . P~ 1:ecc~JC p~rsonc ~on~peten.ti e pos~ibilrn cntc dcl l'!-lrma stcssn cui appat ~cn~o'.10 ,1 :aval li r1fintatt e presieduta d:ill'ispoUore medesimo. Se il _l5t'.idizw .e (avorevol.e !e _spc::;e vengono addcbitatr, alla prima rom1~1ss1o~c cli r m10nta, il cui presidente può int.crven ire alla vi:sita ni·e s1 trovi sul luogo. 0 0

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235

La commissione di rimonta non è responsabile dei cavalli divenuti inabili dopo il reclutamento. Per di fetti di minore entità il ministero determina volta per voltn se o quando clebhasi trasmettere una nuova relazione in proposito. I risarcimenti addebitati alle commissioni di rimon ta sono cli,;tri buiti fra i 1nembri di ùsse, in ragiono delle loro att.ribuzioni. Garantiscono perciò in so/:idum : a) Il presidente ed il veterinario per quelle rimonte che, en tro il termine di tempo stabilito, furono ri_fiutate per motivi provenienti da trascnratl7.a nel loro reclutamento; cioè : per ragioni cli statura, F:t~. indole e salute del cava llo. (In caso di disparità d'opinione tra il presidente ed il !eterinario può il primo acceuare la rimonta sotto la propria responsabili tà). b) Il presidente, il sno sostituto e l'ufficiale di contabilità per la giust;i registrazione nell'atto di reclutamento . Garantiscono inoltre individualmente : a) I l presidente, per le osservazioni delle altre norme contenute nella legge per le l'imon le : b) Il veterinario, per lo stato di salute interna, gli occh i, In giusta descrizione della rimonta, il bollo a fuoco e la ferratura ; e) L'ufficiale di contabi li tà, per l'esatta tenuta dei registri di rcclutame1llo e Mgl i altri documenti eontabili. È stabilita una i,nclennità di 1·echitam.enlo ili ,1 fiori no e 3f.i soldi a ogni cavallo par le picco le sp,lse di f'el'ratura, cavezza, ~acchetto a biad n, numero, bollatura, cancelleria, medicinali , ncc. La ces.~,ione d·i w ·w Ui agli tlr{ìciati, quando il rn inistero vi acconsenta, è fatta contro deposito dell' importo prese.ritto. Questi cnvalli . sono reclutati come gli nitri; tenendo conto, per quanto pOS$ibi lc, dei desideri clell'ttfficiale e non appl icando il bollo a fuoco, S'invia un nrp porto giornaliero, col numero progressivo delle rimonte, al comando gener,1 le o militare, e diretta'mente al mi11 istcro ; cui viene pure rassegnai.o il rapporto men:::ile delle compre. Per i (oncli neces,ari agl i ac,p1isti le cornmi:;sioni di rimouta presentano il conto. presun tivo mensi le all'intenclr~1m1 militf.lre la qu:de chiede pel' tempo i J'o11di necessari al ministero della guen a . Alla fine di dicembre le commissioni di rimon ta trnsrncuono uua relazione al ministero in cui si comprendono le osservazio ni fatte durante l'aunata circa il recl utamento dei cavalli, il nome dei mercanti più onesti e quell o proposte che sem brano promettere un esito fa vorevole.

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ESTERA

236

nIVI ST A

III.

Il limite degli· acquisti da fa r~i direttamente dai corpi di caval leria e di artiglieria viene determinato dal ministero dietro loro domanda da inoltrarsi pel ,f O dicembre dell'nnno antecedente. È fatta faco ltil anche ai reggimenti di cava,lleria e d'artiglieria, non autorizzati all'acquisto dirett.o, di comprare, in conto dell'annu o contingente di complemento quei ca Yalli clH1 presentano una particolare attitudine, salvo ad informarne il ministero. È isti tuitn una coinirvissione reggìme;nt1ile ·pc1r la compra dirntta, cni spcwi pubblicare preventivi avvisi nelle Messe epoche ind ie.a te, per le c:ommissioni di rimonta . Essa è composta di un ufficiale superiore o di un capitano cprnle· presidente; di nn capitano o di un ufficiale snhalterno per la con tnbilità ; e di un veterinario mi litare o di un manisca lco. Però il comandante del corpo o del distaccamento, sia o no presidente della commissione , è personalmente responsu bi le della bont;ì dei ca valli acquistati. Circa la responsa/rilità delle commissioni per la compra diretta prn$:;CI' i corpi valgono le stesse norme stabilite per quelle di rimonta; così dicilsi dei requisiti che devono esigersi nei cava lli dll /lCCfuistar~i . Il pagamento del prezzo dei cavalli, se è f11 tto direttamente dalla cassa del corpo, ha J~wgo in presenza e sotto lt1 responsa bilitit del la commissione cl'amministrazione del corpo stesso. Quando un corpo non pub, con buon snccesso , prosegui re nella èorn prn rliretta, ne rn tosto rapporto al Mini:;tero il quale provvede altrimenti .

lV . In tempo di pace il trasporto del le rimonte si e!Tett.ua' pos~i bi ln1ente prir fe rrovia o per mare st~guenclo all'uopo le norme prescritte d::il Regolamento per assicurare il loro fel ice arrivo ai corpi cui :'-011 destinate. Il cornandan te, essendo per:;ona 1mente rcspons;, bile del!' atti tndimt rlei cavalli , li fa visitare, dal (t. 0 all'8° giorno dopo il loro arri vo, dalla, com missione di accettazione a;;sisti ta dal vet.erinario c.:ip-0, quindi P;gli stesso li passa ~ttentamente in rivista e iie fa rap porto al ministero.

237

11 corpo ricevente informa tosto la com missione di rimonta dei difetti che la legge dichiara valevoli per la restituzione del cava llo; le .comunica altresì , secondo l'enti tà dei casi, i rapporti eh' esso fa al ministero onde la comrnissione ne prnnda conoscenza e n(~ renda ragione. A suo temp0 il ministero comunica alle commissioni di rimonta l'esito della visita fatta dall'ispettore. ' La 1·,i{onna di cavalli di rimonta deve farsi tutt'al più ,1O giorni ,dopo che i ct1v1.dli fu rono rifiutati , cioè '18 giorni dopo il ll)J'o arrivo al corpo rispettivo; oltre questo limite cessa la responsabili tà delle · ,commissioni di rimonta. I cavall i rifiutati, in atte$a di riforma, non 3011 0 impiegati in nessun. .servizio, rria sono alimcutat.i .come gli altri cavalli del corpo. In caso di rirorma spetta ai girnerali di brigata od ai direttori d'ar.tig(ieria il decidere chi debbt1 es;:;ere res,ponsabile, ed iu quali limiti, .dei di fetti cl1e hanno motivato la riforma. Le rimonte, in fine, reclutate direttamente dai corpi di cavalleria e .cl'artiglièria devono, in occasione dellt' ispezioni anmudi, esset'e visitate ,rispettivamente da l generale di brigata o dal direttore d'artiglieria .

Y. Agli ufficia li aiutauti maggiori di fanteria , dei cacciatori, del genio, ,òelle trnppc di sanità e dei battaglioni artiglieria eia fortezza sono as.segnati cavalli di servizio di proprietà erariale. ,Quelli d'artigl iel'ia li prelevano dai reggimenti d'artiglieria ùa campagna, n gli altri dal la cavalleria . L'epoca dell' assegncimen,to !lei ciwalli suddetti ò regolata in modo . ,che gli ullìciali abbiano i loro cavalli all'epoca delle esercitazioni campali, n che i reggimenti cl'aniglier-ia e di cavalleria siano nella pos;sibilità di ricev(:re in primavera i I rimpiazzo dei cavalli cosi ceduti. All'uopo è rigorosamente prescritto che, meno casi eccezionali, i cavalli da aiutanti~ maggiore devono cltiecler,i nel tempo che corre fra la fine delle esercitazioni t11itunnali e la lìne cli novembre. La scelta di qur:::;ti cavalli è fatta da,i con1anclanti i reggimenti cli ,cavalleria e dai capi dell'artiglieria fra quelli che loro sernb1·a no pi(L atti al seni zio degli aiutanti maggiori: essi cnrauo l'ulteriore eduea.zione dei cavalli, avendo di mira tale loro destinazio1rn . Ogni reggimento di cavalleria sceglie nell'autunno di ogni anno 6 ,cavalli per questo servizio ( uno per squadrone) , li presenta in pri-


238

RIVIS TA

mavora all' ispezione tlol comandante di brigata il quale constata la loro attitudine, oppure prende le necessarie disposizioni per rimecliare :ilia cattiva scelta. I capi dell'artiglieria o:;ercitano lo stcs:;o controllo pei cavall i a-.segnati agli aiutanti dei battaglioni artiglieria da piazzi\. La doman-d<1 por ouenere questi cavalli è falla da i corpi al mini:;tero il qun.le destina chi dc~vo :;omministrnrli. Per agevolare la scelta, gli aiutanti che non distano più .di una giornnla di viaggio dal luogo dove esso .avviene sono autorizzali a presenziarla. Per parte loro i capi dei corpi a cavallo concentrano i cavalli da aiutante nel luogo della rispcttirn circoscrizione piu vicino ai corpi che ne abbisognano . I comandanti cki reggimenti di cavalleria o cl' artiglieria sono in ogni caso responsabili della buona scelta dei cavàl li di cui trattasi. La J)resa in consegna è notificata al ministero dai singoli corpi . L'età dei cavalli all'epoca della consegna deve limitarsi fra i 6 ed ,JO anni. Allo stesso soldato non si puù togliere il cav111lo, in causa della scclt(I in discorso, più di uoa voltn durante la sua ferma. Il soldato che ebbe in consegua, durante un anno, almeno, un cavallo d'ai utante riceve un p!'cmio di ,JO fio!'i ni a c,n·ico dell'erario: è questa unn regola applicabile anche alle altre specie di cessioni di Cli va lli li gli ufficiali. I corpi non possono 'l'ifìittan i caval li che posseggono i voluti requisiti, nè gl i aiutanti po::.sono fare osservazione alcuna; ma i corpi hanno fo coltù di fa re entro sei giorni rnpporto al comando gener11 le o militare rispottiro degli inoonvoni enti che banno rilevato . li com::mclo allora destina persona autorevole e prnt.ica od un veterinario per decide!'e sul la ragionevolezza del reclamo. Ove questo reclamo sia fondato, si restituì:.co il cavallo al. corpo che l' ha somministrato. \ Lo spese cl'i trasporto dei cavalli da aiutante sono a carico dell'erario. La buona con,5c9··vazione di questi cavalli è affidata agli ufficiali superiori. Un aintante che ha conservato un cavallo cli servizio per otto anni compiuti no diviene propri etario. Nelle guilmigioni i comandanti generali o militari dispongono l'uso delle cavallerizze in modo che i cavalli degli aiutanti siano esercitati durante tutto l'inverno. Possihil mente un veterinario visita ogni ,14 giorni i e.avalli in discorso.

239

ESTERA

VI.

Oli utllciali suba Itemi di cavalleria cornpre:;i nel q~iaclro. ~rganico fra gli effettivi mo11t:ui, sono yrovvisti di un cavallo di sc~viz'.o}reso fra quelli di truppa elci proprio reggimento. A tale scopo !Has:,()'?Uano ogni anno al couliugente cli complemento per la rimonta eh ogn i reg<>imento di cavalleria u0 6 cavnlli , di prezzo cosi detto elevato, da ~cqui-sta.rsi sia dirollamente dal reggimento, sia por mezzo de11e commissioni di rimonto.. . .. Gli ufficiali in sopmnnwnero non hanno diritto al cavallo d1 servizio. L'assegiictz'ione dei cavalli di servizio spi:tta al comandante del reggimento. . . " L'ufficialo di cav::dleria 1lopo i,ver avuto por cinrruc (tnm rn coi'.::,C"na un cavallo di se!'Yi?.io, oppure anche prima, ,,e il. cavallo cltve~rne inadatto alla :;ua destinazione JJCl' difetti sop1·avve11uli $~nza c?l_Pa dell' ufficiale stesso, ha diritto cli chiedere nn altro ci\vallo di servi~10_. Se invece la sopravvenuta incuitmlinc può ascriversi a colpa_ dcli t1lficiale, egli è tenuto a risarcire l'orario del dau110_ arrcc.a~gl1. . L'acqwisto dei cavalli cli servizio per. parte_ degli uflìc1ali che ~e 110 servono è conce=>So dopo cinque anni cli cont111uo possesso, me~1ante pagamento dell'importo da valutarsi i11 ragione elci t.cmpo che . 11 cavallo donebbe ancora servire ccl in base acl 1111 prezzo medio che viene stabilito appositamente ogni anno. .. Tale imnorto si valuta in ragione delle quote (lnnnc o mensili mancanti n raggiungere gli ot.to anni cli servizio. .. Il pagamento può farsi immccliatarne~1te ~ per quote rncns1h. In ogni rnoclo l' ufiìciale non diviene propr1et.ano del cavnllo se non dopo averne saldato il conto. . Quando un tenente è promosso oomanda1~te cli squad.ron ~ c trovns, da t anni posso:;sore cli m1 cavàllo cli servizio p~t~ cl'.\'eu1rne proprietario assoluto soddi:;facemlo alle premc,;~e c~ndiz1on1. . . : ,. L' uITiciale subalterno elle ricevo una de~trna1.1onc tern~or~nca tuoll del proprio reggimento, oppure .viene ~e:;Linato a~ un. 1m~.1eg~ :;pe= ciale, rimanendo però in forza al reggim ento, . p~iu _0Lt_one1c cli con serYare il proprio cavrillo di serYizi~ iu P'.' ~[H'10tù hmi1_ata . ~la ~nest'ultimo ritorna :irl essere caval lo cli serv1z10 !'C l u!Ticiale rientia al reggimento. . Durante l' uso della p1'oprieti1 limitata l'ufficialo rimborsn all'crnr10 1


240

ESTÈ RA

flI VISTA

la qu_ota mensi le del [Jrezzo me d"io lìissato, avvertendo che non si co11tano 1 mesi non compiti. 11 tempo cosi trascorso è computai ,,,r . . . .. . cessari all'uflìcinle )C d. .. . . ~ iie~ 1 otto anni dt serv1z10 uc., • . I r . iv emre propnetar10 del cavallo. Quando un canillo d, servizio d t0 . , ,· . . . . .a. U1 ptoptICta limita ta nnwne disponibilP ' e -. d , ~ :, t, a~cora atto al sen1z10 lo si pnssa allo stato m·l"'' . el_,1 egpmento; _10 caso contr:irio si vende. 'oo101e L nfh c,ale tra~/e1·to in altro reacri . . . C" ·•flo C1·l serv1z1 . .0. "" mento co11duce seco il j)ro1)r10 . ·u Vu La i;end'ita o permuta rte· , ir . · può aver lno"O ·en· a ·1' . ', cava ' pas~a'.1 in Ìll'o prietà limitata non a :, z,. 1 coib tl11So del ministero.

24-t

vm. Gli ufficiali subalterni cli caval leria e gli ufficiali infer iori effetti,' i alle batterie a cavallo devono ·possedere nn cavallo di loro proprieti,; i capitani di cavalleria d1ie; gli ufficial i snp1~riori di cavalleria almeno dne. I capi tani delle truppe a piedi che prelevano delle ra1,ioni foraggio devono avere un cavallo di loro proprietà. I comandanti dei corpi, quando un nflfoiale trascura di fornirsi convenientemente di cavalli, sono autorizzati a geqnestrargli l'importo dei foraggi pet'C<~piti in contanti e la ·meti1 del soprassoldo cli servizio allo scopo di procacciare all'uflìci:i.le un cavallo corrispondente ni ::;noi doveri. Le agevolezze acconsentite all'ufficiale per procurargli ca,,nlli n snc spese sono le seguenti : Si concedono cavalli ordi.n ar·i wnmaestrati a quegli un1ciali superiori, od a quei capitani cui sono definitivamente assegnate le compet-enze del grado superiore, i quali sono tenuti ad avere nn cav::illo proprio. Si concedono poi cwvaUic eh rfownta n tutti gli umcia li che prestano senizio a ca vallo . Gli ufficiali inferiori delle batterie n cavallo possono conconere alla distribuzione · tanto dei cavall i ammaestrati d1~i reggimenti d'artiglierir, quanto di quelli di prezzo elevato accp1i:;tati nppnnto per loro. In quest'u ltimo caso però cs.;i non ;-imborsano che il prezzo medio delle rimonte ordinarie. · La distribuzione anuua di questi cava ll i di pr1~zzo elevato è lim itata ad un cavallo per ogni reggimento d'nrtiglierin da earn pagnn, da de&tinarsi all 'ufficiale inferiorn più meritevole di riguardo. Gli ullicia li superiori pagano i cavalli acquistati nel modo snindicato al prezzo medio di rimonta dell'annnta: sia all'.itto dell'acquisto, sin in Hl rate mensil i. Gli ufficiali inforiori (ad eccezione dei capitani eni sono assegnate le competenze del gr,1clo sui}eriore e che pertanto si considerano come utlkiali superiori) possono pagarli subito, oppure in ,12, :H, :36 o ft.8 rate mensili uguali . I cavnlli così ncquimti rimangono in proprietà limitata dell'uflìciale fìnchè non sia stnto pagato l'inte!'o pÌ'ezzo. Ogni reggimento di eav,illerin tiene costantemente 6 cavalli (uno per

VII. Ad o_gni ullìciale inferiore d'artigi ieria mo111~10 vi, , . vallo eh servizio preso d,ii cavalli ~la sella ~le;' souu~;~atato un caI. " . A tal fine _vengono assegnati annualmnnte 6 cavall i di 1~1,;: nd O"lll recrà1me t l' . 1· . ,7.7.0 e C\ ,110 o oo no e art1g terta da campnona da acqui ·tar· : f , mente dal medesimo o dalle commi--sioni 1 1 ~d s1 e icettadersi nell'ann · . .' imouta e a compren. ' uO comp1ernento d1 rimonta indicate per la cavalleria . . ' , :,egnenc1o 1e stesse norru,;

:r ,· '

. ~· ullìciale iuferiore del treno ha nr· 1· . . . . v1z10 [H'eso do· ,.., 11· . P e e irtttu al ca vallo d1 scr«1 "1va l e1e1 corpo e do . . ven ta anch'esso proprietario. po otto ai1n1 d1 possesso lle di-

;;~to~:i

di \;·paf1~::~i magolrriori, 13 qu~lli che prtr continuando nel ,Q'l'ado l , epbco110 e competPnzc del ". lO . . . " accruistare il rispett·1.,0 C' . 11 . ' ' . . "iac sup_eriorc, posso110 , I· · · · · ' c1va o e1I serv1z10 da f{ltaHro anni sen,m inte~'ruzion~. , pm c ie ne siano rn po:;ses,o Le già acc(mnate prescrizioni . I' Il' .· [ che ri;eve un'·iltra de,;ti _': pe1 u 1c1n P. subalterno di ca valleria feriore d'·1t't1· (,l,~e1··a .l lnaz1one sono app [icabi!i a[Lresì all'rtfflcia lc in, ' " 1, e e e treno. Quando però l'ufficiale inf'eriorn r1'artic,lie,:ia o del t. • l . ad un servizio ' 1·11 c11 ' ·1· no n " r·1 e, [H'escr ·"'tt l'' · · , . teno e ( c~t111ato . sempre jJlll' effettivo al dt> . .1 . o e e~se1e montato e r1maw3 · ·· , me . es1mo rf'o·aimento e e t' 1 . suo cavallo di servizio e r l . '-:t> . . ' {tLS u tuno ac1opera il tenendogli con;; tern1~01ep:1 r;1,:1t~\~1,l·coe ,1,1ulovamrmtle al suo ritorno ' · e ))8 precec entemente.

del

,,t


:H2

n 1v 1STA

ESTER A

s1ruadrone) adatti per uffic iali su periori I ec amrnaestrnti {)Cr ~~t·,,1 IJ•1·esso · Ie truppe di fan teria. ' " •·1·e Questi ca valli devono essere tarchiati ~01. . T l'otù di anni otto. ' ti, doc,o1 e nou 011.repassare

243

essere r1t1rato entro sei giorni; però se lo scelta e la spedizione avvenne senza che l'ufficiale abbia potuto intervenirvi questi i: iu facoltà cli rifiutare il Cll\'allo cnlro il sesto giorno eia quello dell'arrivo. Le spese clli:oerse per il m:.rntcni mento, i(I forrntu ra, le medicine ecc. occ-0rrenti fi no al giorno della con~cgna souo a ca1·ic-0 clcll'era1·io. Il giorno ~Lesso delln consegna il cavallo passa iu ptopr·ietà linvi.taUL dell'ufficialo; oppure i11 sua propricLù as;:;oluLa, S'. ' HC ha. sborsalo l'intero prezzo. Il cavallo in proprictit li mitata p11ù es:-cre ceduto ad un altro ufficiale avente diritto a concon ere ~dl'acqnisto. Un uffi ciale non può ottenere altro rava/lo primn cli tre anni (e cl i ,i, se trattasse di nffi ciuli ·iuferiori cli ca\'111Jeria o d' artiglieria cui furono conccsi cavall i di pro1.1.o clern lo al prezzo medio delle ri monte), meno che il ca\'al lo ricevuto prima , uon ancora di,·e1u1to di sua assoluti\ proprietà, sia morto o di venuto incuo al ,el'vizio senza col pa dell'ufifoiale; oppure che il cavallo sia stato acquista to da altro ufficiale. l moti'D i <lel rifinto di 1rn carnllo devono esse1·c dichiarati in modo esplici to. L'a ntori t't delegata a ricouoscore le cnu~e di rifi uto deve esaminare o classifì cc1rc il cavall o e trasinctter110 processo verbo.le al ministero cui spelt.'l decidere. Quando un cavallo in proprintù lirni111ta acl nn ufficiale si rende i nser vibile questi ue chiede la l'isita al corn:rntlo generale o mil ilare, il quale delega all'uopo persona autorevole e pratica e la Yisita ha luogo allu seclù della conJmi~sione di classifi cazione. ti risultato della verifica viene comunicato al ministPro. Se il cav(l llo vicue ricouosci11to inabile al servizio cd appartenga in proprietà limitata ad 11n uOìci:i lc superi ore o nel un cnpitano colla paga del grado superiore,. qnesLi può disporre iibernmcntc purchè paghi l'im porto delle rato no11 ancorn ver:;alc. So poi il carallo è in propri cti1 li mi tata ad nn ufficia le inferiore (non compresi i capitani che lwn uo le compe!onze del grado superior·c) lo si deve v,:uder,i e l'illl porto che se ne ricava viene destinato ad estinguere il rim:mcule dehito ; se non bas111 si raggiunge il snido median te mLc mcn:;il i da ritencr~i sugli a,·eri dell'uffì ciole. So un ca\'allo di propricl:L limitala di viene ili~ponihi le (per morte del posse,;sore, per colloc.'lmento a riposo ccc.) se ne dà avviso al comando genera!() o mi lita re, il quale seguendo le solite norme fa classifi care il cavallo neiln località ste:;sa OYe ha sede 111 commissione di classificazione ( N. VI).

. Agli ulTiciali superiori tli fan teria veu ~ . .. . . C:l\'a lli del reotrimento ca valier:~ . . '?o~o poss1b1 lmentc assegnati oo ' , · 1· · si. nssegnano cavalli del [)ro . ' ". pm . Y1c1110 cd a c1uell'1 e!' arL,g 1eria . prio tegg,monto o di c 1uello tfrt · ·. . . I cava 11I dt 1WOC(t rimonta da d'· 1··b . . . l VJCJUO . · · eta Il a comn11ss1 · .oue di rimonta' .1."' ·.11. u,rsi a"l1 . \,·i,t, . o . ufficiali sono piova comperare cavalli . ' pm v,crna O da un corpo auturizzato I

Per l'ammaestramento di que· tc . . ' . . . al ministero il c1uale rw afli cl·' ,"' r'.monlt~ I u_rncwle ~uo r1volgers1 · più viciuo. " a Clllll a t e'"'llll"ll tO cl1 cava · l1ùrta · o · 11·cria eI' an,g 1:10 " Hanno diritto a carnlli di rimoutll tntti "1·1 , I, I e> n(ficiabi cli cavaLle1··;,. ~ i. oro provvi:;t(I a vvicne : •w fo Ord inariamente cou car:i/li di Jrc . . . prc1.7.,o, ordinario f'<.I C'•CfL11·~t"L 1· clall I _zzo• elcqito v < t;: comrnr s r . .o con cavalli • d1• au tonzzati . :. 10111 e1 11111 0n La o dai corpi <I

2° S1r:iordinariameute con cav Jr . Gli uffi ciali infr· ·· .· ( . ··. a J a.mmaestrat1 da l reggimento. ,11011 eccettu:it1 1 C/J{) t tau 1· • . . . . . mùnte asspcru·i te I,,0 ' Gllt ::,ouo stati defiu ,tivaa. o ' competenze del "rado 51 •· ) . medio delle · ° ··ia · ,peuore rimborsano il ~olo Prezzo ' rimonte ore1inat'ÌP \>.,i, :rn o rn . . . ' ,, :, ' fil una sola .vo lta sin in ,j 9 - • ' iato mensili ll<Jiia li Gli f(ì . l' . '. ' ""• c~pitaai avnnti stipendio d' o . 1· u _,eia i supen on rnvece cd i • • t g1ac o superiore rimbo., I . casi, Il prezzo medio orrli11ar· . i:sano, scconc o i . . ' ,o oppure Jl 1irczzo ,1 . t . . :;ia 111 •12 rate mensili. ,, e eva o; sia snb1 to, . ~e rinfi1011t1c· così I1m1Ut tn uc 1e

cedu te agli uffìcin li si consider·", r10 cl,· loro prop rietà b " , . . non ne aI) inno saldato l'imporlo . Ic•rs,. aI (>rezzo . m·>·•·o . caval li <l1 pr.:-zw elc,,a, to . da ccc I d rimonto non possono distribu · .. ·, . . 1· . w 1 :1nnua e elle a11no e nello stes ·o ., . Hst a pu e i quattro nf'lìc.: iali inf'criori O"ni . .. ~ iegg1mcnto e scmrJr ' ·td 1·" ·· 1· . . e> r1guarcl1 e ' u ucia J mentevoli di

I

Lo clomanrle per otLcnerc e uc ·ti . Il' nistcro nel telllJJO che C01"1e ff . :,l clìava i devono Lrn:;mottersi :11 mi111 • . fi ne del mese di dicembt'e . ct· a JUe. delle 11 iano,• te autLumal, e la 1o il ·rnodo r1 , 1u 1 canc · " presceglie. · ( paga111 ot1to che si Il ca,·allo così pron·1·:,-10 dev'e~,scrc n11rato .. • . Le spese di traspor·to dei cavall i . . '. . en1to .1: e. mos,; pon ate dall'erario. dc:,tin,it, agli ulfJcia li sono sopII ca va l!o !!Cclto e I provato l all'u llicia le che ne fece richiesta deve

,,


244

RIVISTA ESTERA

Se il cavallo è ricooosci1Ho a110 alla stw pr1m111ra destinaziouc, viene ripreso dall'erario e la somma giti paga ta sul prez7.0 del ca1·allo ·viene resti!uita nll'utficinle od ai suoi eredi.

IX. fo mnssa-iucfon nit;'t -cayalJi è rc11.11 dalle suguouti 1wrmc gcuL'ra li: ,f o Iu ogni reggi mento <·:ivallcri:i l'iuter:i indcnnitit-ca1·alli i• des1.ina1a a formare una 11111ss11 la rruale sen-e a faei litarn agli uflìciali l'accruisto di cavalli atti al servizio e di oggetti cli scll l•ria e scuderia . 2° L'indcnuità-cava lli, è una C01Upe1enza persoualc degli t l fliciali ed il diritto loro di disporne è limitato solo da lle premo-se preSCl'izioni. 3° L'amministrazione della mnssa-carnlli è retta da una co11H11is-

;;;ione nomiua1n d,ìl cornaudan te del rcggimeuto e compo~ta di un ufficiale snperioro, un i;apitano, e un urficialc suba lterno. 4° Le oporazioui risultano da un gioruale di ca;~:i , dal r°L•gistr,1in1·entario, e da uno spceiale conto indi1·id11alc. 5° La commissione regola i prcleva leuti cieli/\ rnas:;.1-cav:i lli avendo riguardo all' cutitit del fondo di OSMt rnas~n e dt1I credito o debito dell'ufficiale. L'ufficiale superiore preside11te della rorn mi,;:;ione mppresenta gl'interessi della massa nelle cause civili. 6° fo casr di trasferimento in al tro corpo dell'armn viene a:--snn to dalla rnas;;a-cavalli di quest'ultimo il cr·edito od il debito che l'ufficiale risulta avere VCl':;o la massa- ca,·alli del corpo perdente. Se invete l'uffieiale vi,rne trasferto in altr'arma od abbandona :i ltrirncnti il reggimento gli viene p:igato il suo credi to o ri ten11to il suo debi to. 7° Il comandante di reggi mento oserei ta iI con troll o sn qttc,;t;1 massa cd il generale di brigata nelle sue ispc1.ioui elevo ;ircertar,;i della lmouu :unmi nistrazionc clr,lln rn eclesi ma. Tutti gli ufficiali d'artiglieria monta ti vor·sa1to lo lorn i11rlenuiti1cavalli all'apposita ffiilssa -ca valli in Vionnn, la c1ualc è nmministrat;) da speciali statnti nell'in tento sempre di faci li tare l'acq uisto dei 'tltl rnll i e delle bnrdaturo ugli ulliciali dell'arma. All'intendenza militare spetta In SOt'l'eglinnzé\ a111ministrativ11 per In giusta reintegrazione uelfo casse erariali dei crediti Ycrso !!li ufficiali ,che prelevarono ca val li di proprietà dello Stato.

BOLLETTINO 81-BLIOGRAFICO

alleva111ento, la s ua storia. p AOLO SALVI. I l c a uallo ' il Stit) ,9 _ Bergamo, Frotelli Bolis, 18,. · , . t.S7'1 1S Etmle s fral é gique et La guerre tl'01•ie 1tl e;•.o u ,,;. ~,•u,ées ••usBe e t 11,rqtte tae lique d ea opera ' ' la· iJler Jl/oi,•e, 2 fa. se.,• . ,. 1 .no• tes cotes t e en c.u,•01,e e . . rr 1 carte . 4 plans , 3 rooqu1s e. l voi O'l'and in 8• de 268 pa..,es, p' L G table~L~x. - Paris, Oumainc, '1879. rezzo . . A

,

·

.

. vicc-amiral. Gtte rres 11uu•ili11us sous 't•e avec plans eL cartes par H. DuI /a ,•é1ml1l,que e t e mp, ' . . Paris CharpenLier ·rou1· 0o·éo"raphe. 2 voi. in '18' .1 esus . ' ' ' ti 8 ·1879. __ P rezzo L. ,o ·

J u RIE N o c: LA G ~A v1ER.E , ,

-o

' . 1.,a ea11•11ag11e d e l'lfst . i v~l. PouLET, colone! d éla t ma.1or. P . Dumaine '1879. - Pr. L. 8,:)0. in s• avec cleux cartes. ar1s,

. · .L8-l) 38 b t ,le 17ille1•11eroel (9 Janv1er r . Ero.eh ,.., . in s• I de ·1 '-0 L e pag eou,. avec o. 3 planches. - p 8115, ,· Dumaine ' 18,9. - P r. ,. ,.., · . l ' llu11te1•lilz 9ag11 ée le'! tléeembre Relation ,le fti lmt,8•!"1e tt 10 pao-es avec une carte CQloriée. 1.80a. i voi. in ee o r: ·Pal'is, D11maine, '18i!). - Prezzo L. 4-,nO.

·ce tle t1 bouc l,es à f e 11. Ti lre 1", SerR é,1te m e u l •w· le sei•m . Réglemcnt provisoire ·vice des bouches ù fcu de et cle 95 millimè tres. sur le s ervicc cles ca nons. e e '1 . . ·slre de la gaerre le .. •re approuvec par e 1111111 • Deux1emc pai '1 t voi. , ,rn 'l 8• eIe A"O 8"" avec Jì .., o-ures. - Par1s, 18 nov. 1878. t ·t__ p ti ·

cfmc;g~,;·90

Dumaine, -1879. -

Prezzo L. 3, " >-

. 1111..,.,~,·,·e d Lé !L'aun ee i .,. , rcvue des faits re. FAURE, ep~1 . • . et étran,,.ères deu x ième annce lalifs anx arrnees ll'ançl.a.1se P ar·s Berc,e;·-Levrau!L, i 879. 1878. l YOI. in 12• broc 1e . - . i , o

A. LE

Prezzo L. 5.


BIBLIOGRAFICO

. 246

BOLLETTll\O

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Carte e piani. Begislrff11tle tler yéogrnpl,isclt-tl . . tles !J1'0,'1SCH· Ge11et•t1lfll b .9 nll11ll,'ICl1e1• .-I bll,eil1t11f1 G . · • " es . Jahrgan o- ::'>le <l ,eolg1·~ph1e, K ar togl'aphio une! Stalis ti k Eu;~p~'~ u:~ -la us. er "' e se1ner l\.O omeo. (i\ovilù "eoo-. fi 11 l' Europa e delle su~ cii1 ~ -~ ~ ,Z. car Logrufiche e statistiche Lici0 1 sezio ne stutis ticO~"'eoO'rafl~a· no -~nno. Pubblicozione della Berlino :\'li llle ' "'n al<; . - e g t a ndc s i.a lo maggio re). ' r e lo IO, 18,9. - Prezzo L. 15.

lf

I iél' O ·-. R;; I.· • ff,_,ere

A. S Pf-l!NGE H, I-l nupt. l8a,ull>ucl,

s u,.b e.<1 mii. 1Je.<1oudei•ttl' i1n l t'e lde. 2 A uflao-e (:V[ slato maggio re , coi~ l;.", r:ti· c~onluaar·ee · campagna). - Vienna, Seiclel e

t ,s,el,t .

,les Ge11e1•ttl-

auf ,te,•en Die 11sl

~ascab1le aper t1<'>'uat·do l lo,gli ufficiali . . .di fi t>~:iio , 1s-:/\ P r o scrv.1z10 ''il· r ezzo L. n. in

Getle1il,bliitte1· tfHS . • eltte tle ,· /i. 1, . ,i.'llet•,.ei(•I. . . • tlen H.,•re!1s-Gescl,i. . . • · usc,, e n !6 1•111ee. ( In · .. .1. f

A. GnAF T ùRHl::lM.

. c n ca ,) T_,c }. l L1ef. (Ricordi Ll'olli lall Jn circa 15 pu n tate. t • punclatac g ue;re dell'es e rcito aus triaco . - P re zzo L. 1,50. ). eschen, Prorhaska, 1_ 871:l.

V. HoLLI::BEN, Capit.. -Lieul. Geb,•auc/u T. .. ll•·tille,•isle n . (Tavole ad uso t e/)'h'. •arti"'licri afelu fur ,llari11edell · 1 - Be r·lino, Luckhardt a marma). · • ,18-19· - P r"ezzo f..;.o 9. ScllOBER, Doct. Die E1•obe,•u11 . ,lm•cl, :'Blathi,111 Cm•, . . g ltlt.e1ler-()slerreicl,s L . . HHHS u, tle n .Talu•en '(118'l'- t.1190 . . . ( a co11cp11sLn della Bassa Au~tria r L ne 0 ·li anni '148"-1 '·90 I 1 "' . a la da Malhrns Corvinus ' · n )ase a doc m f 1 · · · 0 dello Stato' e dellae c,·lta ' ( .I nv1· e nnal u - env· mcdiL1 dell'arch ivio • ( · LI" _ 1 -· Prezzo L ~ -o ,. ie nua, r olcler ·JS,9.

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Gene1•11ls tflbs-li.<wle ,te,• l 11rovinz llessen-Nt1ssau. Carta della provincia cli Hessen-Na ssau alla s cala di t:100,000) compilala dallo stato maggiore. Sezione 287. Fulda. 1n rame e colorala . - Berlino, Scliropp . - Pl'ezzo L. ·L,50. Geue,•alsUibs-li.a,.,e ,ler Provinz P,•e ussen. Carta della provincia di Prussia alla scala cli 1:'100,000. Sezione 162. Ar genau. 1n !'ame e co\ol'ata . - Berlino, Scliropp. - Pr. L . 1,50. Ne ue to11o!l''"l'l,isc/1e li.tirte tles Gt•ossl,erzoyt/,u,ne s IJadeu. N uo va cal'La topog l'afìca del g randuca to cli Bade n, compilata tlall' ufDcio topogr alìco, alla s cala di 1:25,000. 3• pun~ la. Foglio 72, L. 3,50. Fogli 6::l, 65, (l8, 74, 78, L. 2,25, K 1w ls1'uhe,

nraun.

H.m•le ,le•· lJmgeb ,mg l l'ieus. CarLa dei dinlornì di Vienna, alla scala di ·1:100,000; puhblicazìon0 clell'Jstitulo mililar<~ geografico. In cromolitografia . - V ien na, Lechner. - Pr. L. 4,,50. J . C. BaR. ii a rte des Tl,ii1•i119e,· lfltiltle,,;, ìiUirtllicl,er Tlrnil . Carla della foresta della Turingia, pa rte nord, olla scala di 1,:200,000. - Gotha, J ustus Pe1•thes. - Prezzo L. 2,50.


248

BOLLET T INO BIBLIOGR AFICO

N.m•te des Tl, iit•it1J/er IFa l,les ~"ùdlicl,er Tl,eil. Carta della Turingia , par te, alla scala di

DR. H E RM . BERGHAUS.

·l :200,000. -

Gotha, .Jus tus Perhes, -

Prezzo L. 2,50.

F 1LS, VOGEL u. KAUPERT . De,• Tl,frriut1er IFald. La for esta della Turingia in 5 fogli, alla scala di 1:G0,000, · Foglio I. Cari.a di Eisenach, vVilhelmsthal, Ruhla 'l:Vartbero0 Horselberg, Wutha, vVachstein, Drachenstein. ' ' Foglio IJ. Carta di Bad Liebenstein, Ruhla, Inselsberg, Tt•u.: senthal . Foglio 'II I. Carta· di Waltershausen, Frieclri~hroda, Sp:essberg, lnselsberg. Foglio IV. Car ta di Ohrdr uf, Georgenthal, Tambach, Obe,·hof. Foglio V. Carta di Ilmenau, Ober hof e Schmilcke. - Gotha, Juslus Per lhes. - Prezzo di ciascun foglio L. I,2ii.

DE I

RICHI A MI PER ISTRUZIONE DELLE CLASSI IN CONGEDO ILLIMlTATO <1>

VII.

--- -

Il Dire tt-ore ORESTE B.i\F\ATIERI lefa ygiore nei Bersaglier i .

Della convmienza di equipara1'e gli one1·i di servizio fra ,i, militari·cli armi diverse. - Nel numero precedente ho notato come la ridm,ione del primo tirocinio per is~ruzioni si potrebbe fare soltanto per la fanteria, ma non per le altre armi. Da ciò, e dall'essere già adesso stabilita dalla legge una differenztt nella ferma della Cèlvalleria da qu(.l.lla c.omu.ne a tulle le altre armi, dovrebbero venirne tre tipi diversi di ferma. Uno per la fanteria ed assimilati. Il secondo per l'artiglieria, genio ed assimila ri. I l terzo per la cavalleria. Cioè si presenta per essere risoluta la questione, se questi tre tipi possono essere prescrilli, a vendo sol riguardo alle dissimili emergenze di servizio dall'una all'altra arma , o se qualche altro elemento deve pur essere tenuto in conto. Rispondo subito col dire che nel.soddisfare con di versa moda.IiLà.a queste dissi mi li emergenze · di servizio, dovrebbe essere segu ita 'la. massima. che in quel.le armi, nelle qua li il soldato che ha da i?r tirocinio nrnggiore per islru.irsi, trovi un compenso da altri alleviamenti. I mperocchè sarebbe desiderab ile che tutti i giovan i requisiti per leva venissero gravali presso a poco da un onere equipollente. Che si debba cercar di approssimarsi, per quanto possibile, a questa equiparazione, non è una

· - - - - - -- DEMARCIIJ CARLO,

r;eren{e.

(1) V. Rivista. ,llilil ar e, dispensa di ngos to. ANNO XXIV, VOL. Ili.

19


274

DEI RIClllAM I PER ISTRUZIONE

questione di puro sentimento. È l'interesse stesso di cadnn'arma che la suggerisce. Per quanto possa essere soddisfacente di amministrare tutto con giustizia, e per quanto sia desiderabile che ognuno s'inspiri a questo ideale, ammetto che, r ichiedendolo il bisogno, in una isti tuzione, come è l'esercito, si si,Ùostrelti a quelle disuguaglianze di trattamento, che porta.no una vera utilità. E ciò trova. abbastanza applicazione per soddisfare alle diverse condizioni di caclun'arma. l>erò qltando non esiste la necessità di marciare completamente a ritroso della. nostra. coscienza, perchè non segnirne gli impulsi'? ' Ora è una necessitit il diverso tralLamento per arma per ciò che concerne la durata del periodo di primo tirocinio per istruzione. A qo.esto non si può rinunziare. Stabilendolo però, è da avve1tire che . col gravare così la mano sui giovani, che si assegnano a certi corpi, si pregiudicano le condizioni dei corpi stessi. · Per rendersene ragione altro non occorre che por me11te a quanto succede adesso nel reclutamento della cavalleria. Dovendo essere in quest'arma di cinque anni il primo tirocinio, mentre nelle altre sarebbe di tre, ne viene che la più gran parte dei coscritti acr,olgono con r increscimento la desLinazione in essa. I più intelligenti fra quelI i che riconoscono di avere una certa probabilità di venirv i assegnati, e che si 1wopongono cli eluclerla, si studiano di far vedere la loro attitudine per altra arma, assiCL1ra110 di avere per questa una decisa inclinazione. Alt1·i si procura.no raccomandazioni per rendersi più benevo la la commissione assegnatrice presso i distretti. E qnesto è il fatto più ~loquente per dimostrare la poca tendenza che esiste per essere assegnati alla cavalleria. In questo stato di lotta fra i bisogni del seniiio ed i partico lari desideri, io non esito ad ammettere che la commissione nssegnalrice non faccia mai srol'zo sulla propria coscienza e non dia mai un responso inginst.ificalo nel fare le sue assegnazioni. Noto però che unirà sempre per mandarvi più facilmente quei giovani, i quali le si presenLano più rassegnati . Quindi ne viene che i più intelligenti, i qual i generalmenLè possedono in iscala minore questa dote della rassegnazione, finiscono per entrare in minor proponione nel contingente ad essa assegnato . Così è che da.Ila cavalleria, l'arma nella quale dovrebbero éfr pre-

DELLE CLASSI I N CONGl!:DO ILLIMITATO

275

ferenza incorporarsi i giovani intelli genti, i quali possono essere di molta risors,1 nel serviz io di esplorazione, da essa esclusivamente disimpegnato, se ne vanno sempre più allonta.nando . Fatt.o che produrrà certo conseguenze men buone sull',wvenire dell'arma. Dèl resto che vi sia tale tendenza nei giovani , a fars i arruolare in quel corpo del qufde credono di poter più agevolmente soppor tare i pesi, nessuno è che noi veda. Solo sarehbe· a dirrioslrarsi che sono veramente i più inLelligemi quelli che Lrovano modo di raggiungere questa loro aspirazione . Che la cosa sia veramente così, oltrechè è naturale, io lo constatai col fatto·, qnando trovandomi al comando di un corpo, che per eccezione agli altri dell'egercito avea mandato parecchie vo lt.e in congedo illimi tato per anticipazione le sue classi, potei conoscere le quali tà dei gio1 aui che ambivano di ven irvi assegnati . .Era l'intenzione indiYiduale che li muoveva, era cioè la speranza che trovandovisi, potesse per essi pure verifir:arsi un tirocinio sono le armi cli minor durata di quello che so:>tenevano le riltre armi. Ma em un fatto che q nesto sentimento si riscontra va soltanto in giovani cli qualche coltura, che ben r iusr:ivano nelle specialità del corpo. Quando aélunque non fosse più la sola cavalleria soggell.a acl un primo tirocinio sotto le armi più lungo, ma in questo caso si trovasse pnre l'arti glieria, il genio e qualche altra specialitit, vi .sarebbe da impensierirsi per l'avvenire di queste armi, come ora per la cavalleria. Epperciò non vi è altra conclusione se non quella contenuta nella tesi già enunciata, clteper provvedere al più ra1.ionale redutamento delle armi cli verse è necessario di procurare, per quanto possibile, di equiparare fra di esse l'importanza cWI'onere del militare servir,io. Per oltenere qnest:o risultai.o, prendendo norma dalla legge attuale, che del rich iarno per istruzione non ne fa un nccessa1io complemento del primo tirocinio sotto le anni, non vi sarebbe che un sol mezzo: far corrisponclere alla m.aggior durata di Lal tirocinio , una minore nel periodo cli congedo illimitato.· Adottato invece il principio del richiamo, nel modo cli cui sovra, che lo renderebbe obbligatorio, si avrebbe pure da esso il concorso per avvicinarsi al desiderato pareggio. Così vedremo come con cadmro clei due mezii si otterehbe lo scopo. 1


276

DEI RICHIAMI PER ISTRUZIONE

VIII.

Dell'eg1.1,iparazione degli oneri d'i servizio col mezzo della riduzione della ferma. - Precedentemente nel trattare delle condizioni della ferma, che verrebbe ad avere la fanteria, ridottane la prima permanenza sotto le armi, io seguitai il concello che l'obbligo al servizio fosse mantenuto a 12 anni, come è stabilita dalla legge altuale. E però da notarsi che ciò non riesce consentaneo alle osservazioni già fa tte che colla sopp1·essione della seconda categoria si tenderebbe ad aumentar la forza. dell'esercito. Dovendosi ora riunire 12 classi di prima categoria con 9 di seconda per costitui re l'esercito ne verrebbe che, senza andar contro all'aumento, non si potrehbero più mantenere ·12 unni per la ferma dell a categorfa unica. Cos'i relativnmente all'esercito di prima linea, che ora si comporrebbe con otto classi di prima e IJuattro o cinque di seconda, non si polrehbero neppure più mantenere gli ollo . Si potrebbero quindi ridurre i 12 ad H e gli 8 a 7, senza tema di diminuire la forza dell'esercito. Per conlro accettandosi una tal e riduzione di ferma per la fanteria, è evidente che se ne avvantaggerehbe la costituzi one, perehè togliendone la classe più anziana, che in tesi generale è la meno atta a riprendere il servizio, si aumenlerellbe il va lor medio de' suoi componenti. Nè questo alleggerimento rl i onere potrebbe es;;er posto in non cale da chi avesse a valutare l'onere conseguente da lulla la divisala riforma. .Presa quindi per base la. ferma di 1,1 anni per la fanteria, passiamo ad e,;a minare come dovrebbe cs:;ere per le altre arm i. Se per rirlurre a due ann i il tirocinio soLl:o le armi della fante ria,. si facesse la eh iamat.a dell'nnnuo contingente cli leva in ollobre (come in altra Memo ria ho esposlo) e se per avere il . conLingenle in una voiLa sola, la chinmata avesse luogo al!astessa epoca. per 1.11 ue le ann i, cioè anche per In cavalleria, per l'artiglieria e pel genio, cu i non si intende accordare riduzione di fermn., si n.vrebbe per conseguenza 1

DELL E CLASSI IN CONGEDO ILLI MITATO

277

per queste armi aumeoLo di tirocinio, nel Lempo istesso in cui v' ha diminuzione per la fantel"Ìa.. Siccome poi non sarebbe provata Lutla la. necessità di questo aggravamento cli onere, la. cosa merita di essere analizzala più.in particolare. Cominciando dalla cavalleria, il portarne a cinque anni completi la permanenza sotto le armi, che ora si crede gravosa, sebbene non li rnggiu.nga. mai, sarebbe rendere sempre più sensibile la differenza di traltamenlo fra. essa e la fanteria.. Mentre ora questa diJTerem.a è di llue anni, diventerebbe allora cli I.re. Per avvicinarsi di più al pareggio, invece di rincarare la diffe renza, sarebbe d'uopo portare a so li quaLLro il periodo dei cinque per essa fissali alla prima permanenza solto le armi. Il che l.enulo coni.o dell'osservazione falla. sull'anLicipo della leva, si risolverebbe nel diminuire eletta permanenza non di un anno, io.a di soli oLto mesi. Adottando questo termine non si farebbe che quanto giù. praticasi in altri eserciti di Europa . Tale periodo è giudicato sufficienle a dare la necessaria istruzione a quest'arma.. Malgrado Inie riduzione però, la cavalleria verrebbe ad ;were per la sua istruzione un periodo di Lempo doppio di qnello assegnato alla fanteri fL. Sarebbe dunque necessario di esa.mimtre, se la durata. della ferma stabilita per essa n 9 anni dalla legge attuale, non po·trebbe esser ridotta. Essendo porla.La ad 11 la ferma per lei fanteria, e mantenendone 9 per la cava Ileria, la di ITerenza di ferma lra le clue armi, sarebbe di soli due anni. Evidentemente che due anni cli riduzione di ferma, che sono due anni cli posizione in congeélo illimitato, non equivarrebbero ai due effettivamente trascorsi in servizio. Per avvicinarsi di più ~l p,treggio, senza neppur raggiungerlo, converrebbe portar la ferma di quest'arma a. soli 7 anni . Una tale éliminuz ione avrebbe poi la sua. ragione di essere, pe~hè da cinque po l'tati a quattro gli nnni di permanenza soUo le armi, se non si volesse pur diminuire la ferma, verrehllero a Lrovarsi cinque classi invece cli quattro al congedo illimitato e cadn na classe più numerosa di circa. un quarto. Quindi lrdorza della. cavalleria sarebbe esorbitantemenle aumentata senza scopo nella posizione di ~.ongedo illimitato_ 1 1


278

DEI R1CHIAMI PER IST~OZIONE

Prefiggendosi invece che lu forzà delle classi in congedo di quest'arma, col reclutamento basato sulla permanenza sol.Lo le armi cli qualt.r'anni, abb ia a risultare presso a poco eguale ri. quell o clelle qllattro classi in congedo che si hanno dopo il tiro<:inio di cinque della legge attuale, ne verrebbe che le classi in congedo illi 111 itato non potrebbero essere che Lre o poco più. Il mantenerle a quattro, sarebbe sempre un voler avere una forza eccedente a quella che s-i ha coll'attuale sistema. Pare poi che da tre classi potrebbe sempre essere esegui Lo il còmpito assegnato a quest'arma in ca.so di mobilitazione, <lo.I momenLo che esse ri chiamate dal congedo, non tanLo servirebbero a.d ingrossare i reggimemi cni appartennero, quanto a provredere alla requisizione dei quadrupedi per gli ~litri iìervizi dell'esenito. Semrn. Lencr conto che in quest'operazione, la cavalleria poLrelJhe sempre essere sussidiata dall'artiglieria. Ridotte quind i aJ;re le classi in congedo illimitato, ne risttll.a ht durata dell a fei'ma ad anni sette, secondo che sopra indicai. Con ciò l'onere cli servizio diminuito nella pernwnenza sou.o le armi cli cina otto mesi, e di un anno nel congedo illimitato, senza mancar di provvedere all e esigenze special i dell'arma, si sarebbe diminuita. la differenza. di lratLamento fra essa e la fanteria. l)er l'artiglieria., il genio e qualche altra specia.l iLà, come secondo alcuni sarebbero le compagnie di sanità, non mutandosi la disposizione dei tre ann i .di permanenza sotto le armi, ed anticipata la ch iamata della leva, si avrebbe il rincarimenLo clell'onere, r,omc ho già. n9tato . Di questa condizione di cose, io non mi dissimulo la gra,1 iLà, essendo' per me indubitato che piLt difficilmente quest'armi P?trehbero reclu Lare qnei giovani intelligenti, dei qual i hanno bisogno. Questo inconveniente io credo di poter segnalare a. preferenza per le compagni e operai di artiglieria, e per molte specialità dei reggimenti del genio, che sono corpi ove si util izzano di prefercnz11 le conoscenze professionali dei giovani arruolati. Ciò non ha luogo nei corpi combattenti, ove al soldatò, nella sua: carriera., generalmente si r ichiede solo quanto gli si fa apprenclere nel re;1rgimento. Per queste più spir,cate specialità, sarebbe quindi da .;;am inare se non fosse il caso di qualche misura ancora p.iù eccezionale di

DELLE CLASSI I N CONGEDO IL L!MITs\TO

279

iuella che dovrebbe regolare il sérvizi_o d_i tutte le .alt~·e compr_ese in qu.esto r iparto. Su tale argomento mi nsen~o cli ntornare m se011:it-0, )fa intanto segnalalo il rincarimento d1onere per la generalità di queste armi, risulterebbe necessario c~i. da!'e ai giova!1i, che ,,i fossero assegnati, ·un compenso mediante riduzione della terma. Consecruenlemenle stabilita la durala cli essa per la fanteria nel 11 anni ecl; 7 per la cavalleria, potrebbe convenire per tuue _quesl~ specialità la intermedia di a.nni ~, d~}i qm:tli Lre s~tl.o ~e a~·m,, ~ sei in concredo illimitato. Come pertinenza dell'esercito d1 pnmtt lmea, i primt quattro, e cli quello di s~conda, gl '. a_l\ri due. . . Forse si provvederebbe meglio alla sol 1.cl1ta d1 ques~e ar:m, ~oll'assegname sole tre delle d assi in congedo a.ll'eserc1l?, di_~nma. linea e las(:iand.o le altl'e tre a quello il.i seconda. Con c10 si unpe~ direl;be che le unità tattiche, nel passaggio dal piede di pace a quello di gu.erra, subissero il radéloppiamenlo della loro fo1·za, come iwviene coll'attuale ordinamento. . Pensando però che nel settimo anno di se~Yizi?, l? fan\eria come la.cavalleria farebbero ancor parte dell'esercito d1 prnna linea, parreb,he conveniente di ciò pur stabilire per queste armi ; senza però escludere che qualche temperamento potesse nella pratica attenuarne gli inconvenienti. . . Così, dovendosi organizza.re la milizia mobil e, mente esclu~erebbe che una parte della classe più a.n1.iana di quelle dell'esercito di prima linea, YÌ potesse transita,re. . . i'\fa intanto collo stab ilire che a qualsiasi arma venga ascnLLo un giovane, éloVl'ebbe per sette anni essere soggetto alht ~robab! li tà d! .far parte dell'esercito, che primo dovrebbe affronta,re 11 n~m~c?, s'. 1·iuscirebbe acl una massima semplice ecl info rmata al prmc1p10 di una eerta: eguagliania. di trauamento. 1 1

lX. . Dell'eq1.bipara.zione degli ·one1·i di se·rvizio coi ri'Cl11iar,ii per ist1"u,;ione. - Resta ora a completare in qual misura dovrebbero essere a.pplicati i richiami per istruzione alle varie armi tanto in conside-


280

DEI RICHIAMI PER ISTRUZIONE

razione d_el_bisogno che caduna di° esse ne sente, quanto in quello di conguagliare sempre più l'importanza dell'onere di servizio fra tutte. Per la fanteria si è già trattato questo argomento e quan to per essa si è indicato, servirà di base pel confronto colle altre armi. Cominciando dalla cavalleria ben si comprende come i richiami delle classi sotto le armi per is truzione troverebbero una orave difficoltà n_el numero dei cavali( che ha ciascun reggiment~, appena P'.'o?or~1?nato_ dalla forza delle classi che trovansi nel primo tirocm10 d1 istruzione. Inoltre è ammesso che quest'arma per la difficoltà che incontrerebbe a procurarsi; nel momento della dic,hiarazione delle ostilità, i cavalli addestrali per aumentare il ·suo efTettivo, debba mantenere in pace presso a poco quelli che occorrono in guerra. Se adunque al momento della mobilitazione, qualche poco aumento potes·se farsi al suo effettivo, spellerebbe alla classe, da meno tempo congedata, di unicamente soddisfare a questa bisogna. Per ess~ i richiami non avrebbero rngione di essere, per la ln~evità del periodo che avrebbe a passare in congedo illimitato prima, di questa eventualità. Per le classi più anziane non l'avrebbero neppure, pe'.:chè non neccessarii al disimpegno del servizio di requisizione dei quadrupedi. Risulta da ciò che i richiami per istruzione in quest'arma non sarebbero nè attuabili nè necessarii. L'assoluta dispensa da essi risulta pertanto una condizione assai · favorevole per quest' arma in confronto colla fanteria., ed un compenso di qua,lche valore al suo maggior tirocinio sotto le armi. Tenuto conto di questo vantaggio, e di CfLlello ad essa derivante dalla riduzio~e di ferma., sebbene non risul tino interamente equiparate le partite fra le due armi, che in fatto di onere di leva ayrebbero condizioni più dissimili l'una dall'al tra, pure ne verrebbe ad ogni modo di mo!to più ravvicina.te fra di loro le due risultanze oner?se. I richiami poi non avrebbero contribuito per poco a questo nsultato. . . Passando a parlar dei richiami per l'artiglieria, genio ed assi~ilati, la cosa cambia sia. che vogliamo far confronto con quanto abb1am detto per la fanteria, sia çon quello del.Lo per la cavalleria. Per queste armi potrebbesi dire: a motivo che le classi sarebbero 1

DELLE CLASSI IN CONGEDO ILLIMITATO

281

assocrettate ad un primo periodo d'istruzione di maggior durat~ dell~ fanteria, non sarebbe forse più necessario di applicar loro ~I richiamo a cosi poco intervallo dal conseguimento del congedo illimitato come si è indicato per la fanteria. Inoltre si pot.rebbe obbiettar~ che, non essendo stata fino ad ora riconosciuta la imprescindibile necessità di questi richiami, sarebbe meno giustificato applicarli a queste armi, per le~ual i non va,rr:ebbe pi_ù !_'argomento che si può addurre per la fanteria, quello dell abbreviazione_ del suo primo tirocinio. Anzi in tale ordine di idee, si potrebbe aggiungere che se, introdotta questa riforma, ne risultasse aumento nella durata del primo periodo di servizio di queste armi fatla ~nche lll propos~a riduzione a quello cli congedo illiqi.itato, i richiami dovrebbero nsullare meno nece$sari. In particolare poi per l'artiglierià da campagna vi sarebb~ a temere che lo scarso numero di ca.valli, lasciatole in tempo di pace, potesse formare un ostacolo a che il richiamo di ~na classe vi potesse riuscire così utile come sarebbe per la fanteria. In complesso adunque sta di fai.Lo che le cond_izioni di queste armi, per quanto riguarda i richiami, sarebbero diverse da quelle per la fanteria. Però non si può dire c~he nep~ur rassomig,lin~ q:1el!e della cavalleria, perchè anche ammessa la_riserva per l ~rl1~li_er~a da campagna, non troverebbero difficoltà ad essere praticati I r ichiami in tutte le allre specialità. ' Del resto contro le obbiezioni falte all'idea di a.pplic,u-li anche ad esse, sta. quanto ho già. dello, che se fino ad ora la. pratica dei richiami non potè farsi prevalere, non se ne ha a ~edur'.Te che 1~on se ne sia visto il bisogno. Nessun militare ha. mai dubitato dell efficacia cli qltesto meao a mantenere l' istruzione nell'esercito. S~ ~on si portò fino ad ora. l'attenzione del paese sopra. quesl~-nece5_s'.La, è perchè altre bcune pur trovavansi e sembra.va conveniente d1 mco. minciare do. quelle. . .. . È quindi and1e ammesso da tutli esser no~ivo a.Ila sohd1t.a di queste armi, che le classi abbiano a. restare tanti anni senz~ 1~ possibilità di rit,omare sui particolari del servizio, mentre p_o1 s1 vorrebbe che, presentandosi il caso di mohiliLazion~, non 11 av_es~ero dimenticati. Eppeniò qualche richiamo io dovrei pur~ cons1gliare per esse. Anzi lo aver proposto di ridurre alle medesime la ferma.


282

DELLE CLASSI I N CONGEDO ILLIMITATO

DE I RJCHIAMJ PEll ISTRUZIONI;

i~ modo più sensibile eh~ per_ le altre armi, ebbe pure quesl.o scopo, d'. rendere appunto applicabile alle stesse quaJche richiamo, senza disturbare quel pareggiamento di onel'i, che pe1· me è nonna da:non dimenticare. Che se lu riduzione di ferma non fosse ravvisata sufficiente a compensare il maggiore aggravio che subirebbero queste armi in confronto co.lla l'anleria, ed a lasc:iare un margine per imporre loro IJJner:e del _ric~1'.am_o, '.o non esiterei a dire: cerchisi altro compenso, ma s, appl1ch1 d r1d11 amo . Potrebhesi p. e. tl'ovar come indennizzare quesfe arrn i, ritardando per ~sse la ,ch i_amata per !'.incorporamento. Mentre per gli al tri corpt questa ch tamata: come già si disse, risulta conveniente far la in ottobre, si tratterrebbe di vedere se per esse non possa esser ritardata al successivo: gennaio. Q'.rn~t~. c9r-rettivo sarebbe di preferenza conveniente per quelle s~e~ialtté~ ohe,:c~me s_opra notai, si reclutano di artisti e professionisti, det qual, si usufruUtw.no le conoscenze, che porLano seco toro ~lalla ·vita _civ il e. ~o~toro sarebbe sempre un gradito compenso 11 fermarsi tre mesi d1 più all'esercizio della loro arte O prof'essione e con ciò poLrehbesi impedire che cercassero con tanta CLt;·a di essere assegnati al la fanter ia . . J? ~ttanto poi a.Ha surriferita osservazione _tutta speciale per J'art1ghena, da c~mpa?n~t, ?iov_a notare che siccome essa non prova contro I e0 cacm_de1 nch1:un1 per quest'arma, ma pinttosto prova la con:en1enza d1 non tanto ridurre in '. tempo di pace il numero dei cavalli nelle bRLlerie, ·anzichè portare all'esclusione dei richiami, d_o~1~ebbe condurre allo studio di qualche ripiego per renderli poss1h11l.

P~r

Me:s~ rt_calcolo tutte queste considerazioni per i sei anni di congedo illll:11t~tlo, che assegnerei a ({(teste armi, non proporrei che un sol? ri chiamo, per la durata di trenta giorni, come quelli della fanteria . Farei qnesti coincidere nel sesto anno di servizio, cioè nel terzo di congedo illimitato e precisctmente qtw.ndo gli individui della stessa classe, appartenenti alla fanteria, dovrehhero rispondervi per la seconda volta. Con ciò queste armi, senza perdere i vantaggi che dal sistema dei

')

283

richiami deriverebbe alla loro soliditit, tanto necessaria pel giorno della prova solenne, ne avrebbero molto minor peso cl1e la fanteria. Quando si trovassero insieme l'artigliere ed il bersagliere della sLessa classe avvia.t.i ciascuno al rispet.tivo corpo, per soddisfare all'obbligo del richiamo, non poLrehhe a meno di con~iderare il primo che per l'a)rno tra.scorso eh~ lui in più so tto le armi, ne avrebbe avLJ.to per compenso, che con quel solo richiamo poteva saldare il suo ob:bligo alla patl'.ia, a meno di casi sl.raordinarii ; mC' nll'e il suo fratello d'anni bersagliere, che prima. di lui sal'ehbe sLato restituito alla fam iglia, avrebbe ancora un a.ltro dei richiam i a dover subire. Per contro il secondo in;rebbe a pensare che se per tre volte da lui la legge impone di rispondere al richiamo, non sarebbe però mai arriva.Lo a percorrere tanti giorni sotto le ann i , quanti ve ne avrebbe passato il suo comm ilitone artigliere. Emerge da ciò, che l'adozione di questi rich iami contribuirebbe realmente ,i distribuire i cari chi del servizio militare in modo più perequato fra le armi diverse, e darebbe al sistema. cli reciutamento ma.ggiore flessibi li tà, per tenere in debito coni.o le esigenze di ciascuna.

X. Quadro 1·iepilogatùvo degli oneri di leva che s·i propor1·ebbero . per le armi diverse . - Volendo riepilogare qua.nto si proporrebbe per la riduzione della permanenza sotto le armi all,i fo.nteria, allo scopo di sopp rimere la seconda categoria, e per procurare un certo :i,areggia.rnento fra gli oneri di servizio delle armi diverse ne risulterebbe il quadro seguente:


284

Indir.azioni degli anni di servizio

I

Fanteria o corpi assimilati

.

4• ano o Sotto le armi. i· Id . .,"' 3' In congedo il- J ~ limi tato 4• » Id. e richiamo.

\

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5•

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7•

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[n congedo i 1limitato. Id. e ricb iamo. lo COO !.'. edo illimitato.

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V,

~

Ai-tigliC'ria genio

Cavalleria

e d assimilati

Sotto le armi. Id. Id.

.,"' e

In congedo illimitato. Id.

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Sotto le armi

Id e richi~mo. In congedo illimitato.

Id.

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Milizia_ mobile . Id e r1chwmo Milizia mobile. Id.

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XL . lnfl·iienza della soppressione della .2• categoria sul volontariato di u~ anno. - Quando le cose venissùo a questo punto, che la m~ss1ma parte del contingente di leva soddisfar potesse al suo obb_l,go con soli due anni di primo tirocinio sotto le armi, che cosa avverrebbe del volontariato di un anno? Già si ossemt un decremento in q11esta isti tnzione, forse in dipen~enza dell'ele:va~ezza della tassa a cui devono soggiacere i volontari m confronto dell'esonero clie loro proCllra. Essi infatti in luoo-o di 0 . . devono ora farne per un anno e pagare L. 1200. 3Q'." mesi. e,1· ~e~·v1z10, Siccome p~t e cos,t gene~alment~ più grarn il doveri? intraprendere, cl_1e 11 doverlo contmuare, è naturale che molti, prima di adatLars.t a q~esto con_LraLl:o, sieno già venuti nel!' apprezzamento esser loro ~tu c~nve111:nte percorrere per intero la permanenza sono le armi e rtsp_armrnre la somma, che assoggettarsi a pagarla e dover egualmente mtraprendere il servizio. Il

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DELLE CLASSI IN CONGEDO ILLIMITATO

DE I RICHIAM! PER ISTHUZIONE

Difatti per quanto si consicleri breve il periodo di servizio di un. anno pei volontari, esso però trae sempre l' interruzione degli stucli, che in fin clei conti può essere riguarda.la com~ il sacrifizio più importante che si richiede al volontariato. Questa interruzione non possono evitare i giovani, sia che si assoggettino all'onere comple~odi leva, sia che preferiscano il pagamento della Lassa per poterlo diminuire. Quindi si spiega il perchè già fin d'ora si osservi il decrescere nel numero dei volontari. Il che può anche essere in parte il frutto di un qualche cambiamento avvenuto gradatamente nell'educai ione della gioventù. Come p. e. può dipendere dall'essersi fatto strada, nei giovani di. una certa condizione sociale, l'idea: che la caserma non è un fabb n cato tanto dissimile dagli altri: che vi si respira un'aria tanto salubre quanto nella maggior parte delle abiiazioni _civili _e sim il i concetti : prevalendo i qm1li, il servizio del volontariato viene a perdere d1 attrattiva, nel mentre quello ordinario perde di ripugnanza. Che se già fin d'ora. si osserva la climinuzionc del volo nt.ariaLo, ad onta che, relativamente agli studi, procuri arn;ora al giovane due· anni di minore interruzione, ben si comprende come la diminuzione stessa avrebbe a far.si :maggiore, col diventare un anno solo il raccorciamento dell'interrnzione che il volontariato produrrebbe agli stessi studi. Secondo il mio giudizio dovrebbero allora ben ridursi a pochi, disposti ad assumerlo, come misura consona ai loro interessi. Si riclnrrebbe allora sempre più questa isti tuzione ad appagare soltanto l'amor proprio di coloro che, obbligati ad indossare l'assis~ , militare ' r ifuo-aono da ll' idea .di poter restar con fusi nella, folla. • D1 c>b coloro che non solo clesidernno di raccorciare iI periodo della vinco lala liberti1., per far ritorno agli agi della vita, ma che sentono nel loro interno l' istinto i ndornabi le di far vedere di poter esser consìdel'ati qnalche cosa di diverso dagli al tri _militari, mostra~do non riuscir ad essi di aggravio il pagamento eh 01m lassa non falla per essere alla portala dì tutti. Ma sarebbe questo un male? · Secondo il concetto generalmente ammesso sull 'istituzione d_el volontariato di un anno,,essa non sarehbecheun correll ivo per impedire che: il troppo rigore della disposizione, che impone indistinta-

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DEI RlClfJAMf PEH fSTROZIONP.

mente a tuLti di. consa,crare al servizio mi li lare parecchi anni non possa esser causa di far abroga1ie il principio dell ' obbli(Tatorieth clel1: oncre ,a tuLti idonei , Funzionerebbe adunque il vol;ntariato nelI·organismo m,1 ,tare, come una va lvola cli sicurezza in una mncdiina a vap~l'e , 0.uando la forza moLrice si genera senza che vi s:a il peric,oJo' .a, ,tens10ne eccedente, la,valvola di sicurezza rimane inoperosa, Comrnc,ano le sue funzion i, quando ·per la detta tensione cort·erebbero pericolo di non offrire la necessnria re::;islenza i vari.i membri cl:e wmpongono la macchina stessa. In nessun modo però la valvola d1 sicurezza contribuisc;e alla produ1.ione della fona motrice. Ammesso adunquc come giusr,o di considerare in tal modo il voJ?nlarinto, n?~l .si ~vrebbe n ridire, quando essendo in complesso mitigate le cond1zwn1 per soddisrare nll 'obbl.igo della leva, si vedesse ~uest~ cong~gno perdern d'importanza. P.er contro si avrebbe motivo di compiacersene ,perchè, diminu ito il voJon ta.riato, diminuirebbe pure la produzione in graduar.i, che se ne ricava in giornata. l~erchè, dopo aver considerato questo congegno, nell'organismo militar~, quale una.va.I vola di sicurezza di unn. macch ina a tensione, non è logico, senza ri~crva alcuna, considerarlo ·come una pa1'te att.iva. dell~ stessa niacchma, dalla quale possn venir aumento nella prnduz,one. Si avrebbero me.no ufficùdi di complemento, si avrebbero meno serg~nti per f?rma1· ~'aumento pel piede di g11erra ai quadri dei corpi, quan~lo tosse disseccai.a o ridotta a minor pol'tata questa. sorgenle. Ma s1cco1?e i grad i così acqu istati sanno tl'oppo dell'eccezionale, cla non t·es ,stere al crogiuolo dellr~critica che foro si potrebbe fare attene~dosi ai principii di. più rigorosa. eguaglinm:a. fra tntti i concorren ti al peso della. leva, non vi sarebbe bisogno di tanta eloquenza, quant~. se ne sp iega in Fnrncia da qualche tempo, contro lo · ste.sso volontanato per dimostrare la conveniema che a.bhia fine . . J\fa ne verrebbe un vuoto nei quadri '? Il colmarlo non sarebbe trupo~sibi l~, segu.endo . u1~ principio opposto a quello per il quale fìnora s1d,edet·o I gran, arvolontari di un anno. Ifoor,nerebbe conferi r.e .qne~l.i a cli i nella sua pienezza avesse sopport,;to I'onel'e del serv1z10 md ttare, anzichè come ora, a chi, disponendo di una certa ·somma, se l'è fatto alleggerì l'e. Non intendo dire che ciò po trebbe essere l'atto con un sol tratto di

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DELLE: CLASSI IN CONGEDO I LLfMlTATO

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penna. Ammello anzi che per ~ttuar quesLo con_~etto sarebb~ necessario ç,he la. legge priina sancisse quanto ho gw. proposto rn altra circostanza , che cioè: per i gradi di truppa fos,-e stcihilil.o il rrvinimum di tirocin io :,;otto le" armi, pel'thè da chi ue l\1 insignito potessero conservarsi nel congedo illimitato. Che poi, ciò staLoito, si avrebbe ancora a compiei.are la disposizione coll'aggi ungere: che il caporale, partendo pel congedo ill imitato, ed avendone ì requisiti, potesse ottenere i.I grado di sergente a misura che si avessero clei vuoti nel q1mdro di guerra del corpo: che isergent.i potessero egualmente oLtenere quell o di ufTfoiaJ~;. L1 _consLaLaz ione dei meriti degli individui potrebbe essere fatta in modo analogo a quell a che ora si pratica pel volontariato . Intani.o io ne concludo, che per quanto concel'ne la diminuzione dei volontari d'un anno, o non se ne avrebbe vero danno, o se vi fosse, si potrebbero trovare i mezzi per rirnedia.rvi. Ma la diminu7.ione del volontariato, se non è un male per se stessa, potrebbe così riteuersj da qualcuno, per le conseg1.Lenze r,he porterebbe alla cnssa mili tare, la qualeperclerebbelamassimapartedella sua at.Livilii.. · Non nego q ucsto . Però è anche éla. aversi presente che già le condizioni di questa istilu.zione lasci(lno vecleee che non può corrispondere al concel.lo per cui è sorta. Quindi verrebbe sollanto più presLo la fine di una istituzione che giit si riconosce aver fa tto i I suo tempo.

xn. fofl-tMnza della soppressi,one clella 2.• ca,tegoria sulla questione del caporale. - Riducendo a. sol i due anni. la perrna.nenm sotto le armi dell a fanter ia, si avrebbe un inconveniente assai graYe nel conferimento cl.cl grado di caporale. Ogni classe finirebbe per produrne quasi tanti; quanti ne sono portali dal qurtdro del corpo in tempo cli pace. Infatti, ammesso il cnngeclnmenlo della classe ar'lziaM agli ultimi di settembre ·e la chiamata della nuova ai primi di ott.obre, rimar-


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DEI RICHIAMI PER IS TRUZIONE

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rebbe sola una classe sollo le armi, che da ottobre ai primi di aprile po lesse somministrare caporali. Onde qurante quel semestre, o si dov rebbe lasciare incompleto il numero dei caporali fissati flui quadro di pace, o r icrtvarl i tutti da quelht sola classe. Senza parlar dell'inc1>nveniente che, avendo tutti i caporali della stessa classe, a! suo congedameoto, il reggimento ne rimarrebbe completamente privo; che avendone tanti. in cadauna classe, si procurerebbe un male, di cn i la gravi1,à si apprezzerebbe principalmen te il giorno tlella mobi litazi one, ma che non è lecito di tmscurare nella calma, perchè quanto si fa per l'esercito in tempo cli pace. non può aver altro scopo che la sua prepnraziono allit guerra; mi limiterò a dire che per me non vi sarebbe dulilJio nella scelta fra i due sistemi. Così non ripeterò quanto in altra occasione notai di male a questo riguardo nella vita del reggimento, tanlo sul piede di pace quanto su quello di guerra, per concluderne che minori sarebbet'O gli inconvenienti, lasciando allo scoperto una parte dei posLi di capornle in tulle le un ità, per assegnarla. a.i migliori della. classe giovane, t.osLocbè avesse rnggiunto le condir.ioni di servizio i rnposto dnlla legge. Senza modifi care acl unque in proposito le norme di avamumcnto. ne verrebbe che la migl ior condizione di cose polrebhe essere quella di avere per oltre un semestre incompleto il quadro dei caporali, e di averne penuria appunto quando la loro opera è più necessaria, gunndo cioè ha luogo l'i!-truzione delle reclute, còrnpito che si può cli,·e la specialità dei caporn li. Ammetto che ct1lh1 proposta modifi ca alla legge di recluto.mento, per attuar la soppressione della seconda catego ria, potrebbe pur essere opportuno un ulteriore esame di quella di avanzamento. Amrnello che perciò il term ine ora (i,;sato a ;;ei mesi per oLLenere il grado di caporale, potrebbe forse e:;sere ristretto n quattro. li che potrebbe venir consi.gliuto altresi dal movimento progressivo in hene, di cni r isentono in giornata i corpi, col ricevere ogn i anno migliori elementi per leva . Ma con ciò non si toglierebbe l'inconveniente segnalato. fo parlem:a. dell a classe anziana pel congedo illi mitato por! erebb() ht pe!·d ita dei capo ra li nel re~gi menlo alla vigil ia delfa chiamala. del la nuova classe di leva. 'L'istruzione delle reclute si avrebbe quindi a

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fare nell'epoca. in cui o mancherebbero troppi caporal i o ve ne sarebbero molti .di quelli nominati da troppo breve tempo per avere acquistalo il vero possesso del grado . Questa sarebbe la conseguenza del sistema.

xrn. Detl'111i~iMnza dei richiami per istn1,zione sullo scioglimento della questione 1·~latfoa ai graduati di flri1,ppa. - llicorrencl~ alla teoria dei r ichiami per istruzione del!e classi in congedo, si avrebbe un mezzo faci le e direi di riuscita quasi assicurata , per rimediare all'inconvenien te, di cni al numero che precede. Ecco in succinto il mio conceLLo: Stabiliti La~sativamentedalla legge i rich iami, secondo una graduatoria, quale quella. da me indicata, bisognerebbe completare la disposizione coll 'aggiungere: che da tuUi o parte di quesLi richiami potrebbero esiere esenti i graduati di truppa. Contemporaneamente però bisognerebbe che fosse in vigore la massima, alla quale ho fatto sopra accenno, come esposta in altro mio scritto, per la quale: non si considererebbe come grado permanentemente acquisito quello nella gerarcllia cli truppa, durante il pri mo tirocinio sotto le armi, se l'individuo che ne fu insignito non si prestasse ad un equo aumento nella durata della. sua permanenza sotto le armi . Coll'applicazione di queste due massime ne verrebbe: che ali' epoca della partenza. pel congedo ill imitato cli una classe, il graduato, che di essa farebbe parte, avrebbe a scegliere fra: un prolungamento di servizio immediato coll'esonero da richiami a scadenz_a più remota, ma pure inevitab ili, oltre acl ottenere per altro compenso una riduzione della ferma; e la partenza immediata pel congedo illimitato colla perdila del grado e la certezza cli doversi poi resLiLuire al corpo, come soldato, per tutti i richiami stabilili per la sua arma. È immancabile che se non si ponessero condizioni troppo dure per la conservazione del grado, che cioè non si esigesse una. fermata sollo le armi troppo lunga, pochi dei caporali e dei sergenti abbanANNO XXIV VOJ. , li).

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Dfl RICHIAMI PER 1$TRUZIONE

d,onerebbero il grado di C\li gi~ f"'ronq insjgniti ed il prqblema s:+rel)be risolto . Prima però di espqpre pjù particola1rq.ente come ciò potrebbe aver luogo, credo opportuno di dare alcuni schiarimenti sulla ra;gionevolezza clelle due massime, che, come clissi, dovrebbero formare i cardini di questo sistema. In quanto allo stabi lire che il graduato di truppa sia dispensato dai richiami, non pare che potrebbe sollevar obbiezione, come massima. Il graduato è senza fallo un dei migliori elementi della classe. Dunque il richiamo per esso non avrebbe più tutta quella import,aqza che gli si cl~, quando parlasi inyecedella generalità composta q,i più scarse intelligenze. Solamente si osser;va, che se il graduat.o può essere dispensato ,dai· richjami, :finch,è fa pa~te dell'esercii.o di prin;ia linea, perchè con qqesti richiami la classe andrebbe a rinforzare dei reggimenti che hanno già i loro quadri costituiti; la dispensa non potrebbe più ess,ere applicç1,ta ai richiami che fossero stabi~jti durante l'appartenenza alla miljzia ~obile. J.,a qµale, richial)lata, dovrel;>be cost;ituirsi ~.a .sè coi ,propri qu~dri . Q,1,1indi trattandosi di faµt~rja per la.quale, giusta quiìnto sopra si qisse, sarebbero str,biliti .due richiami dur~u;1te il tempo in cui ft1.rebb.e p,ai:te dell',esercito cli prima linea, i graduati di truppa pot.rebbero ,essere qispen~ati cla ambedue questi richiami, e trattandosi cli artiglieria, genio e si1;nili, I~ dispensa potrebbe esser data da un solo. I~ quanto all'étltra massi1;na, che il grado conseg1ùto nel ,primo periodo di istruzione non sarebbe .inlangibile sen,za cl\e il graduato si sottome~tesse alle speciali condizioni di arruola:µrnnto, che dovrebbe stabilire Ja legge per i graduati stessi, sarebbe a soLtointen~ersi che invece lo sfesso grado sarebbe definitivo, se consegni.to in tempo ~i guerr~ e da truppa mobilizzata. Stabilitesi poi dal legislatore condi.zioni diverse di reclutamento dal caporale al soldato, dal sergen~e a.I caporale, \le ;verr;ebbe la consegLtenzrt logica, che colui il quale pret(wdesse di stare sotto le armi il solo tempo prescritto pel semplice soldato, non potrebbe più pretendere il trattameµ to nè di ~aporale nè di sergente. Che poi lo stabilir questa diversiHt di condizioni sia consentaneo a,i principii di diritti seguiti da tul:ta la nostra legislazione, ho giit

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dimostrato in al tra occasione, facendo notare come questa apparente disuguaglilmza sarebbe iuvece la più precisa conseguenza della massima sancita dal nostro Statuto, pel quale il concorso dei cittadini ai carichi dello Stato, invece cli dover essere eguale per tutti, deve risultare in proporzione delle diverse facoltà. del contribuente . D'altra parte si provvederebbe con ciò al bisogno della coslitu~ione dei quadri in modo analogo a quello con cui. si farebbe il riparto dei co~crilti fra le armi diverse; distinzione, che a primo aspetto sembra pure che urti colle norme di assoluta egua:glianza fra i diversi cittadini. Si applicherebbe ai graduati dei corpi una disposizione quasi analoga a quella che fu escogitata per render possibili i carabinieri effettivi, che costituiscono un corpo di tutti graduati di truppa. Infine il principio, cui si informerebbe la proposta distinzione fra il soldato ecl i graduati , sarebbe a mio modo di vedere più ortodosso di quello. cui alLri fanno ricorso per propugnare l'introduzione della ferma graduale. Certamente poi sarehbe più benefico di quello all'esercito, per le sue conseguenze. Facendo poi il paragone frn l'onere ed il prolungamento immediato di tirocinio sotto le armi da applicarsi ai graduati; con quello dei richiami che essi eviterebbero, panni potersi statuire per massima, che il ric\1iamo per un me:;e, dopo due anni dal ri.torno alla famiglia, sarebbe cosa per la quasi totalità dei richiamabili di gran lunga più grave, che la fermata al corpo senza interruzione per egual tempo. Che il richiamo dopo quattro anni, lo sarebbe ancora di più. Che perciò volendo esonerare dai richiami i graduati col prolungare la permanenza loro sotto le armi, si potrebbe stabilir questa per un periodo di tempo considerevolmente maggiore di qne\lo che fonnerebbe Ja somma dei due richiami. Venendo quindi ad applicarequesticriterii al caporale di fanteria, io proporrei, conforme a quanto ho già concluso in altra Memoria, che la partenza pel congeclo illimitato dovesse aver luogo sei mesi dopo quella della rispettiva classe. Si avrebbe con ciò, da una parte il carico di sei mesi di prolungo di servizio effettivo·, e dall'altra l'esonero cfai due richiami, che in complesso non farebbero chela Lerza parte della durata del prolungamento. Ma che per essere stabiliti a scadenze Jìsse, col pericolo di verificarsi quando meno le condizioni di famiglia del richiamabile fossero per adatLarv·isi, potrebbero per la più gran parte dei casi far credere come sLabilito il pareggio.


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DEI ·RICHIAMI P ER ISTRUZIONE

DELLE CLASSI IN CONGEDO ILL IMITATO

Ma io non sarei soddisfatto del semplice equilibrio, pel motivo che vorrei procurare che il grado di caporale fosse realmeme ambito, e considerato come un premio non come un aumento di onere. Io dunque crederei, che sarebbe il caso di esaminare se non fosse da completarsi la disposizione, accordando al caporale, oltre all'esonero dai due richiami, anche la diminuzione di un anno di ferma. La quale essendo pel soldato di ,111 anni, venisse ad essere per lui di ·1 O so!Lanto. Questa diminuzione far si dovrebbe nel caso, tutta a carico dell'appartenehza all'esercito di prima linea, cui rimarrebbe perciò ascritto soltanto per sei anni, nulla va.ria.udo alla durata del periodo di milizia mobile. Intanto dall'aumento dei sei mesi nel primo tirocinio del caporale, ne verrebbe a risultare che una gran parte cli essi potrebbero prestare ·il loro servizio come graduati per due anni in Leri. I reggimenti potrebbero aver sempre il quadro cli pace dei caporali al completo; oltreché si raggiungerebbe quel risultato che tanto raccomandai trattando in altra. occasione di proposito delle condizioni dei caporali. Questo risultato io enunciava.allora così: Che in ciascun corpo, il numero dei caporali di cadnna classe non· abbia mai a sorpassa.re la metà di quello stabilito dall'organico del corpo stesso in tempo di pace. Nè è il caso che io l'ipeto le conseguenze che produrrebbe la. sua esatLa osservanza, perchè a Lutti può essere eYidente, che avrebbe lo scopo e di impedire che il congeclamento di una classe arrecar potesse tanto disturbo a.Ila gerarchia di un reggimento, e di ovviare a che col richiamo delle classi dal congedo ill imitato, si avesse nei reggimenti una grande esuberanza di ci~porali; ollrechè col restringere il numero delle promozioni, potrebbero queste essere riservate a. personale sempre più scelto. In quanto ali' artiglieria, al genio e simi li , nei quali corpi apJllicando le stesse massime che pel caporale di fanteria, non si potrebbe esonèr::irlo che da un solo richiamo, parrebbe che le conclizioni di questo grado non potessero risultare cosi vanl.aggia.l.e. È però d,i ool:a.rsi, che in quei\l.i corpi special i, l'elemento artista. avendo 1tna certa prevalenza su quello degli agrico ltori, che il richiamo anche fa.uo agli ultimi cli agosto essendo più gravoso agli artisti che ai carnpagnuoli in genere, ne verrebbe che in quesle

.armi, anche la dispensa da un sol richiamo dovrebbe risultare .abbastanza efficace, da potere, col concorso della diminuzione di un anno di ferma, bastare a stabilire il compenso al prolungo di mesi sei nella durata del primo tirocinio sotto le armi. Che se si verificasse il numero dei caporali optanti per la conservazione del grado, minore che per la fanteria, ove il compenso sarebbe più largo, non ne verrebbe quel mal.e come se dovesse accadere il conlrario. Imperocchè per queste armi, lR stessa durata del tirocinio, stah.ilito ad un anno maggiore che per la fanteria., sarebbe già relativamente un correttivo. Anzi di tale elficacia da far nascere in qualcuno il dubbio sulla convenienza. di trattenere iI caporale di queste armi oltre al tempo :fissato per la relativR class.e . Io però, come ho già fa llo conoscere altra volta, ammetterei qtiesta. comrenienza, tanto sono impensierito per l'ingombro che produrrebbero ai eorpi i caporali che vi afO.uissero in sì gran numero , come succederebbe coll'attuale regime nella cireostanza di un richiamo delle elassi. · Quindi anche per l'artigli eria. e genio ed assimilali proporrei siffatta. riforma.. Solamente crederei ehe se ne potrebbe far a meno per la cavalleria. La permanenza sotto le armi porta,la a quattro .anni per quest'arma, lascerebbe ancora margine sufficiente, per non aver bisogno di tal correttivo. Dovrei ora passare a far vedere, come il sistema dei richiami per istruzione influir potrebbe alla produzione di sergenti direttamente da.i corpi, senza attenderli tutti dai rep11rti di istruzione. Ma per addentrarmi in questo argomento , dovrei ripetere troppe cose, che ho già esposte in altra occasione. l\fi limi terò ora a dire che, dato un indirizzo al movimento, non occorre di Cll.mbiarlo se non per deviare dal cammino intrapreso. Che essendo il sergente la perfezione del caporale, non già un'isLi-. tuzione cli natura diversa, se il problema è ben r isoluto pel primo, lo stesso metodo deve indirizzare a risolverlo pel secondo. Mentre .ora. l'organizzazione ha invece il vizio di considerare i due gradi come due cose essenzialmente diverse da regolarsi con principii quasi opposti. Concluderò adunque col dire, che stabilito il richiamo period ico per istruzione delle classi in congedo illimitato, con criteri analogh i

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DEI RICIII AMJ P ER ISTRUZIONE

a quelli sopra ~sposti, sarebbe possibile di assicurare un buon ·recluLamento di caporali, e di impedire che avvenga che i buoni · ·elementi di caduna classe, abbiano tanta riluLlanza, come ora, a percorrere la carriera dei grnduati di truppa.

XIV.

Osservazioni gu,tla flessibilità che deve avere u1i sistema di reclutamento e conclusione. - Quanto ho esposLo finora a proposito dell'obbligatorietà dei richiami per istruzione e sul modo di renderla praLica; a proposito della convenienza cli ridurre ad una categoria unica la composizione del nostro esercito e su Ile con~eguenze che ne diverrebbero, non costituisce un vero progello di nuovo organismo. È Lroppo lungi da me l'idea di poter.lo elaborare in ogni suo particolare ; perciò non potei avere in mente di llrecisare la modalità, colla quale certi conceLLi dovrebbero aLluarsi. Se appare che in qualch e caso abb ia esposto delle idee piullosLo concrete, si spiega la cosa colla difficollà. che avrei LrovaLo ad altrimenti esprimere il mio concetto, che ricorrendo all'esempio . Ad ogni modo con ciò non mi sono inteso di raggiungere altro risulta.Lo, se non quello di attirare sull'argomento l'attenzione dei competenti . . Con ciò dovrei adu.nque far punto alla mia esposizione; per altl'o non posso tralLcnermi dall'aggiungere un'osservazione. Poicl1è l'ordinamento della forza pubblica, qualunque siane il sislema, soddisfi alle esigenze del paese, alla cui tu tela è ist.ituil.a, non deve constare di una serie di disposizioni inn essibili , ricliiedenti attuazione nella. loro integrità, tanto sot.to l'influenza della possibilità di qualche guerra a breve scadenza, quanto sotto quella di un sempre maggiore consolidamento della pace. È necessaria una cerla flessibili I.i:\, nello stesso interesse delle istiLuzioni militari, giacchè senza di questa dote, colla variabilità della politica, correrel;lbero rischio maggiore. Potrebbero un giorno venir mutilate nei loro membri più essenziali, per non aver sacrificato a tempo certe pretese di dettaglio.

DELLE CLA SSI IN CONGEDO tLLJ'.\flTATO

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Ho già notato come l'attuazione di queste riforme dovrebbe pot tare a st.abilire la forza che annualmente si dovrebbe recluLaréinvece di estendere effettivamente l'ohere di servizio a tutti gli idonei. Ma sebbene la determinazione dell'annuo conLingente possa ritenersi pure come necessità militare, non è men vero che sarebbe un espediente per far ragione alle esigenze del bilancio, le quali non possono a meno che risentirsi delle condizioni di variabilità della politica. Si avrebbe quindi da Lai pralica, il mezzo per dotare il sistema di quella flessibiliLà. a cui sopra accennai. Però se ho ammessa la necessità. di determinare l'annuo contingente di leva, non bo però detto che questa determinazione si dovrebbe fare ogni anno . Mc ne astenni appositamente, perché questa pratica mi sembrerebbe viziosa, malgrado che sia quanto praticasi dalla promulgazione dello Statuto fondamentale del regno. Per essa, le sorLi dell'esercito sono ogni anno soLLoposte al crogiuolo politico senza un vero bisogno, ma invece col pericolo che ne sia compromessa la stabilità. Il votare annualmente il contingente di leva è un copiare la legislazione inglese a_riguarclo del Mutiny-Act. Ma che si mantenga. colà questa pratica, ove lo spirito della nazione rifugge dai codici completi , per regolare la giurisprudenza nei cliversi rami clel servizio pubblico, io me lo spiego. Da noi invece, ove ad ogni nuova legislatura si presentano al Parlamento codici nuovi, o modificazioni su larga scala di quelli esistenti; che 'tutto si vorrebbe ordinare in modo stabile, anche senza scrupolo cli invadere i diritti dei 'fotùri legislatori; la pratica racchiulle in sè qualche cosa di eccezionale. Mi parrebbe quindi più favorevole agli interessi dell'esercito, e più consono alle nostre pratiche, che tale determinazione, anziché annualmente, si facesse per un periodo di anni consecutivi, come pe'r esempio, per quinquennio, ad imitazione di quanto praticasi altrove. Ma ciò non toglierebbe, che silTatta determinazione costituiss'e l'elemento principale della flessibilità del sistema. Un altro elemento si troverebbe, modificando in date circostanze il modo di far la chiamata llell'annuo contingente. Ammesso che la

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DEI RICHIAMI PER ISTRUZIONE

DELLE CLASSI IN CONGEDO ILLIMITATO

permanenza sotto le armi per la fanteria a due anni, porti per conseguenza di dover chiamare la nuova classe di leva, subito dopo congedata quella anziana, potrebbesi però non chiamarla tutta in una volta; ma per umt parte di essa, dilazionarla di alcuni mesi. Ho già notato come questo ritardo potrebbe essere consigliato da altre esigenze, per non pregiudicate certe specialità. di armi. Trattandosi invece di provvedere a quella di bilancio, questo ripiego potrehbesi estende.re anche ad una parte della fanteria. Qualche altro elemento di flessibil ità, lo somministrerebbero i richiami per istruzione. Invece di farsi per la durata di un mese, potrebbero in dati casi prescriversi per meno giorni. Invece di estenderli a tutti gli individui della classe, potrebbero stabilirsi delle esenzioni. In quanto al ridurne la duntla, si potrebbe parti r dalla base di assegnare quella strettamente necessaria per prender parte alle grandi manovre alle porzioni di classe che vi fossero destinale. Alle altre, che avrebbero l'istruzione presso i reggimenti di guarnigione, o presso i distretti, potrebbe ridursene maggiormente il periodo. Sopprimersi, mai. Perchè, dovesse pur limitarsi a pochi giorni l'effetliva istruzione, sarebbe sempre qualche cosa; ol trechè il richiamo produrrebbe pure vantaggio sul morale del soldato, sebben limitaLo nella pratica a non esser di. più che una rassegna.. In quanto alle esenzioni dai richiami, ho già notato come dovrebbero darsi di diritto ai graduati. P.otrebbersi quindi aggiungere, come facoltative, quelle ai migliori tiratori di caduna classe, a coloro che avessero percorso il primo tirocinio sotto le armi senza punizjoni, ecc. Non mancherebbero insomma i mezzi per dare flessibilità. al sistema., coll'applicare in più o meno larga scala queste esenzioni. Concluderò adunque il mio dire, formulando le proposizioni seguenti: Se il richiamo periodico delle classi in congedo illimitato è creduto necessario presso gli altri eserciti, de,;e pur esser considerato tale da noi, anche prefiggendosi di attuarlo con meno rigore. Se queslo richiamo si · può considerare necessario colla. ferma determina.La da.Ila legge attuale, lo diverrebbe a più forte ragione attenuandone il rigore, per poterla anche estendere alla seconda categoria.

L'adozione del sistema. dei richiami è possibile da. noi, malgrado qualche maggiore difficoltà, in eonfronto di quanto avviene presso altre nazioni, che hanno l'organismo territoriale. L'adozione cli questo provvedimento, renderebbe possibile la riduzione della permanenza soLLo le armi alla fanteria per arrivare alla categoria unica, mentre, senza di questo correttivo, la riforma sarebbe troppo pericolosa. L'adozione dei richia,mi serve a conguagliare gli oneri di leva fra le varie armi, per le quali si richiedono condizioni diverse di ferma. L'adozione dei richiami serve a sciogliere il problema su.Ila. miglior costituzione a darsi ai graduati di truppa, che, l'abbreviazione della permanenza sotto le armi, rende di sempre più difficile reclutamento. Napoli, 9 giugno 1879.

B. VEROGGIO

Maggior generale.


LO STATO MAGGIORE D8L GENIO NELL'ESERCITO ITALIANO

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sette anni sono trascorsi da quella pubblicazione, e perdurando lo statii qiio in mezzo a tutto il lavorìo di riforma nelle altre armi del n'Ostro esercito, alle speranze è sttbentrato l'inevitabile scoramento che fa presagire ancora lontana quella mela che sembrava pure sì ·prossima a raggiungersi. Un qualche .risveglio gli è ·vero si mani.:.. festò fra gli ufficiali addetti ai dLte reggimenti, i quali ·han posto sul tappeto importanti proposte, intese però unicamente a migliorare le truppe tecniche. !\fa gli ufficiali .dello stato maggiore del genio distratti da mille cure, non possono fare udi re la loro voce nelle calme discussioni delle riforme che converrebbe di attuare. Non ho la pretesa di dire cose nuove; ben più modesto è il miò còmpito, e si limi la, oltre a s,•olgere alcune mie idee, a riassumere quelle che in varie occasioni vennero già espresse, e che ora ragioni d'opportunità mi animano a pubblicare.

LO STATO MAGGIORE DEL GENIO NELL'ESERCITO ITALIANO

'" « Il principio di liberare gli ufficiali-ingegneri da tutto ciò che << è manutenzione di caserme è applicalo nell'organizzazione mili« tare prussiana in modo così assoluto, che dal momento che un « locale alla prova od anche una parte di un'opera di fortifica·« zione, quale una caponi era ecc., vengono utilizza.ti per acquar« Lieramento di truppe, la manutenzione di tali edilizi cade imrne« diatamente nella sfera d'azione dell'amministrazione della guar« nigione. Per tal modo ii corpo degli ingegneri in Prussia, con« serva integralmente il suo carattere ed il suo prestigio militare, « e non è continuamente distratto da occupazioni d'indole a[alto « civile, che tolgono perfino all'ufficiale il mezzo di occuparsi di « fortificazione e dei diversi rami di servizio militare, a cui può << clall' oggi al domani essere comandato ». Codeste parole tuttora palpitanti d'attualità, che pubhl_icate nel nostro giornale ('I) a proposito dell'organizzazione del-· genio in Prussia, acquistavano una speciale importanza, erano all.resì la manifestazione di un bisogno generahnenle sentito nell'arma, e come tale rianimavano le speranze di molti ufficiali, a cui il prestigio e l'avvenire della propria arma sla l.anlo a cuore. Senonché

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(1) Giornale del Genio Militare del 187~, parto 2", pag. 289.

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Mi si conceda anzitutto di ricordare brevemente l'ordinamento· dello stato maggiore del genio nel nostro esercito, gl'inconvenienti che ne deriva.no e si oppongono al suo sviluppo. Come è noto, alla testa dell'arma havvi un comitato, il quale ,però non è che ·una sezione di quello d'artiglieria, con cui ha comune oltre la denominazione anche la presidenza. Vi sono altresì 6 comandi territoriali, 116 direzioni territoriali, una delle officine, oltre a 2 straordinarie per le fortificazioni di Spezia e pel servizio della marina nella piazza di Venezia. Il comitato d'artiglieria e genio è il corpo consultivo del Ministero della guerra, e la 2• sezionè di quello, composta di ,1. uffici, costituisce la. sezione del genio. Spetta ad esso di proporre al Ministero tutto quanto può interessare e tornar vanlaggioso al servizio, ed ha il còmpiLo cli esaminare i più importanti progetti, sui quali è .chi~mato a pronunziare il suo parere tecnico e talvolta economico, senza per altro occuparsi della parte amministrativa ed esecutiva a cui provvede il Ministero.


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I sei comandanti territoriali hanno sul persnnale, nell'ambito del loro territorio, tutte le prerogative dei comandanLi di brigata. Si occupano dell'ispezione e collaudazione dei lavori, dell'esame dei progetti cli migl ioramenlo e delle piccole varianti a quell i già approvati dal Min istero che non implicano mutazioni ai relativi contrai.li ocl aumento nella spesa. ln molti rami di servizio però non hanno alcuna ingerenza, giacchè le direzioni comunicano direnamente col Ministero. Di tal guisa, nè il comitato, nè i comandi terri toriali non sembra siano in grado di esercitare una efficace sorveglianza sulle direzioni. chtl momento che la trattazione di ta lune pratiche sfugge alla loro giurisdiz ione. Inoltre in quelle·sottoposte al loro esame, mancando dell e facoltà necessarie per appro\'ade e disporne l'esecuzione, sono costrelli a trasmettere le proposte col loro parere al Ministero, il quale può intern,ment,e non un iformarvisi, o modificarle in parte, e ciò non giova di cerLo a mantenere alto il loro prestigio di fronte alle direzioni dell'arma. Son'o quesLe per altro il vero cardine su cui si aggira Lutto l'organismo , e costituiscono l'elemento attivo del servizio. All e medesime è affidato il pesante fardello della manutenzione dei quartieri, degli stabilimenti militari, e delle fortificazion i esistenti ; l'eseguimento di LuLli i lavori intesi a migliorare gl' immobili militar( non che i progetti di nuove fabbriche e fortificazioni a difesa dello Stato. Per ciò che riguarda l'amministrazione sono responsabili della contabilità dei lavori ecl hanno l'obbligo cli tutelare i diritLì e l'integritit delle proprietà miliLRri a loro affidate. Ogni direzione ha un colonnello o tenente colonnello direttore, un tenente colonnello o maggiore qual vice-direttore, alcuni ufiìciali inferiori, dei ragionieri-geometri ecl assistenti locali riparLiLi in sezioni, che ,disimpegnano le svariale funzioni, fra cui più specialmente riesce assa,i labpriosa la manutenzione dei fabbricati. Questo ramo di servizio mentré apparentemente può sembrare di non molla importanza, invece torna oHre ogni dire d'aggravio agli ufficiali, trattandosi di minutissimi lavori sparsi .in tanti fabbricati, pei qna li bisogna adempiere a molteplici e foslidiose formalità, la maggior parte d'indole amministrativa e burocrati.ca, che tolgono il tempo di dedicarsi agli .studi nobilissimi della propria arma. Ne deriva pure che non possono sempre parteeipare

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alle esercitazioni campali ecl alle conferenze d'arte militare cogli altrj corpi, i quali appunto per codesto isolamenlo o forzata astensione, non lì tengono in conto di molto militari, e non sembra abbiano per essi qnella considerazione a cui invece avrebbero tutto il diritto. Questo stato di cose è tanto più deplorevole, in quanto che si nota un impegno costante negli ufficial i delle altre anni di rialzare il livello della loro i~truzione militare; mentre a tale progresso non possono partecipare quelli del genio addetti alle direzioni, mancando loro il tempo di coltivare i lo~·o studi speciali. Lo che si renderebbe di somma importanza nell'epoca odierna, in cui sorgono e si succedono le più svariate quistion i scientifiche, aflìni all'arte dell'ingegnere· militare. A riparare codesLi inconvenienti generalmente riconosciuti, crediamo si studi tanto presso il comitato dell'arma, quanlo presso il Ministero della guerra. Giova sperare che soddisfatte le loro giuste aspirazioni, gli ufficiali del genio, riacquisteranno quel posto che loro compete, con grande soildisfazione dell'esercito intero che della loro varia e soda, colt:ura molto si avvantaggerebbe. Ma non bisogna crearsi iJJ usioni ; non è facile far scomparire Lutto ad un tratto uno stato di cose che dura da tempo. Epperò tenendo conto delle peculiari condizioni dell'attuale servìzlo, crederei che si dovesse limitare per ora la riforma ad esonerare gli ulliciali dalla manutenzione, <;onservando ad essi semplicemente le incombenze relative ai laYOri di miglioramento e stnwrdinari. i\'Ia sul riflesso che la manulen,.,ione è la prima scuola pratica dei giovani ufficiali, potrebbero questi in principio della loro carriera visita.re frequenlemente i lavori di tal natura, per acquistare uJ1a esatta conoscenza dei materiali, e per apprendere quei particola6 dì coslrÙzione che riescono poi di tanta utilità nella esecuzione delle opere. Proporrei , per evitare dannosi perturbamenti al serviz io, di affidare il mantenimento degl' immobili rni l ilari ai migl iori fra gli attuali ragionieri-geometri del genio. Al bisogno si potrebbe completare dello personale con quelli fra gli u1Iìciali dell'esercito èhe si trovass~ro nelle condizioni volute dal R . Decreto 5 giugno ,1865, che cfa loro focolti~ di forne parte mediante esami.


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Il mant!')nimento degli immobili militari per mezzo di un perso)J.ale apposito, non è una cosa nuova; ffifl. lrovasi variamen~e appl\cat1:1, in qnasi tutti gli eserciti d'Europa, e più laTgamente in iustria-Ungheria ed in Germania, dove si ha la massima cura (che giunge fino allo scrupolo), di liberare l'ufficiale del genio di tutl:o ciò che non è strettamente legato all'ingegneria militare. Questo, come si è detto, non si potrebbe completamente attuare fra noi; però sarebbe un passo giil. importante l'affidare il mantenimento -degl' immobili ai nostri migliori ragionieri ~geometri . Certamente codesto personale dovrebbe epurarsi mediante esami che offrano serie garentigie di capacità.. Ed a questa epurazione dovrebpe intimamente legarsi un'altra riforma non meno urgente. e feconda di eccellenti risultati, cioè la semplificazione dell'arnministrazione, senza di che i ragionieri-geometri prescelti a detto servizio riuscirebbero forse insufficienti , nè le riforme invocate potrebbero raggiungere lo scopo desiderato. Anzitutto il l'egolamento sull'amministrazione degli immobili che addossa talune riparazioni nei quartieri ai vari corpi dell'esercito, dovrebbe ancora porre a loro carico tutti i la:vori di piccola rnamilenzione, eccettuati soltanto quelli che potrebbero interessare la stabilità dei fabbricati. Essi lavori consisterebbero essenzialmente nelle riparazioni alle arricciature, ai pavimenLi, alle coperture di tegole semplici, alle chiuSlU'e e loro ferramenta, aJle serratu~·c, agli arredi di quartiere, come pure nella rinnova7.ione di luLte indistintamente ie color iture ad olio e gli ,imbiancamenti . AJla. loro esecuzione dovrebbero gli utenti provvedere in parte con mezzi propri, ed in parte mediante assegni che si farebbero annualmente in base alla capacità ed allo stato degli immob ili, e sempre dietro proposta .della direzione del genio approvata dal comando di divisione. I corpi doyrebbero quindi eseguire direttamente i lavori, giovandosi dell'opera dei loro zappatori, i qmtli potrebbero fornire quasi tuU.i gli operai necessari alle riparazioni occorrenti nei quartieri, come del resto si è visto in praLica con risultati assai soddisfa., . centi. Che se poi fra i zappatori non si potessero trovare sempre operai sufficienti , non riescirà. difficile di certo procurarli fra i borghesi, come si fa clai privati, consultando per la scelta gli assistenti del genio, e in talune piazze, in mancanza di essi. gli uffici'tecnici municipali .

Si potrebb,e obiettare però che i corpi a cui carico si vorr~l:ibe por1;e la piccola manutenzioije, procurerebbero di spendere e far Jay.ori i) roenp possibile, sicchè i fabbricati anche più sqlidi deperir.ebbero rapidan:iente per difetto di un bQ.ono e previdente manten~mento. Ma oltre the qu,esto inconveniente sussiste già col vigente regolamento, p.erchè gli ulenLi possono anche oggi non eseguire qu~i l~:vori che sono posti a loro carico, io son cli parere che è evitp,bile cqn una a.tten~a vigi)anza, richiamando i corpi all'osservanza degli obblighi loro. Dietro una ingiunzione senza effetto, il comando del presidio o di divisione dovrebbe aver la facoltà di ordinare che i lavori la di cui esecuzione è stata trascurata, venissero eseguiti dal personale del mantenimento, prelevandone la spesa dall'annuo as~tgno concesso agli utenti . Uel resto l'esecuzione dei lavori nei quartieri, senza ingerenza d,el genio incomincia a generalizzarsi man mano, e si può dire che entra nelle abitudini dei corpi; ed io ho la ferma fiducia che l'allargare la cerchia dei loro impegni nel mantenimento dei fabbricati, dar.ebbe buoni risultati, che gli interessati medesimi apprezzerebbero per i primi. In tal guisa ai ragionieri geometri si scemerebbe di assai la mole di lavoro, giacchè non dovrebbero curare che la grossa manuten1<ione da eseguirsi dall'erario, ed i lavori speciali di qualche entità, a carico dei corpi, che questi non fossero in grndo di eseguire direLtarqente. Di pari passo dovrebbe provvedersi alla semplificazione di tutto il con~pli,cato meccanismo amministrativo, e più specialmente richiamerei l'attenzione sulla contabilità dei lavori e la trascrizione di tutte le misure su apposito registro, la di cui voluminosa compilazione non mi sembra avere un'utilità adeguata. al lungo tempo che vi si spende. D'altra parte le misure medesime si trovano dettagliatam.ei1Le annotale nel prescritto libretto, che firmato dal ragioniere, dall'impresario d.ei lavori e dall'ufficiale, è quello che fa fede delle eseguite mis11razioni. Il registro invece ne è la duplicazione, utile soltanto perchè presenta per ordine classificati Lutti i singoli articoli di lavoro e ne agevola la verific~7.ione. Ma non si potrebbe ottenere lo stesso scopo più speditamente? Da qualcuno che se ne è occupato la rispostà è stata data affermativa; e senza accennare ora alle varie


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proposte, io ne suggerirei la soppressione, essendo di parere che potrebbe venir rimpiazzato da un foglio che chiamerei riépilogo, nel quale ad ogni articolo di conLraUo corrisponderebbe una colonna, annotando in ciascuna quelle pagine del libretto corrispondenti ad un gruppo di misure di uno· stesso articolo di lavoro, e le relative quanliLà. Secondo me al vantaggio di una spedita compilazione unirebbe quello stesso dell'attuale registro, giacchè il collaudatore col riepilogo alla. mano potrebbe con facilità ritrovare nel libretto quelle misure che crede di dover verificare. Così quest'ult timo rappresenterebbe, come lo è di già, il vero documento della contabilità, che si completerebbe col riepilogo e col conto finale. Ma sLLll'interessante argomento delhi contabilità non él.Vrei ancora finito; vorrei che al compilatore unicamente si addossasse la responsabilità della misurazione dei lavori; e solamente per quelli. di miglioramento e straordinari, in quanto riflette la esatl.;i. applicazione degli articoli di lavoro, l'interpretazione delle condizioni contrattuali , e l'obbligo cli non eccedere la somma assegnata, la. vorrei condivisa coll'ufficiale. SUmando in ciò la sua ingerenza necessaria come direLlore delle opere, tanto più che oggi prevalendo in Lutte le costruzioni l'elemento economico, l'ingegnere deve pur curare oltre alla parte tecnica anche l'amministrativa, entrambe si intimamente legate che, l'errore in urm ha il suo inevitabile conLraccolpo nell'altra. So bene che parecchi miei colleghi non dividono le medesime opinioni; credono che l'occuparsi di contabilità abbassi l'ingegnere, e che l'una non sia compatibile con l'altro. Eppure non così la pensano altrove e specialmente in Germania, ove l'ufficiale del genio fa egli stesso da contabile coadiuvato dal suo assistente. Non entro nell'esame di altri p,uticolari che possono semplificarsi a vantaggio del servizio, per essere éli secondaria importanza, ed assai fo.Qile, volendo, di correggerli e di migliorarli, la crtml cosa deve formare sempre la precipua cura cli ogni buona amministrazione. Premesse pertanto queste mie ' idee generali, verrò pria d'ogni altro a ragionare delle incombenze del personale proposto al mantenimento degli immobili. Sotto la dipendenza delle direzioni del genio, detto personale sarel)be incaricalo della grossa manutenzione dei fabbricati, della

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eontabilità. dei l1rvori , della gestione del consiglio amministrativo, e àe!ila tutela dei cliriui e della proprietà militare. Stimerei conveniente che venissero ben definite e newunente le relazioni che devono correre tra gli ufficiali e gli impiegati, a.ffinchè ciascuno si mantenga nella sfera delle proprie attribuzioni, e non s'ingenerino equivoci ed attriti a. detrimento del servizio. E qui mi par già di udire espresso il dubbio che riuscirebbe assai difficile l'oltenere quell'armonia di vedute nel servizio, quello zelo necessario a rimuovere ogni dubbiezza, da una parte e dall'altra. -Che assai probabilmente si ripetere.bbero i medesimi inconvenienti lamentaLi oggi,, ed inoltre che ben pochi ragionieri geometri sùpererebbero un esame serio e quindi non se ne'raccoglierebbe un numero sufficiente al disimpegno delle nuove mansioni . Ma, alla prima obb iezione si è risposto col proporre di ben definire le relazioni tra ufficiali ed impiegati, e la seconda mi sembra. cada da sè colla semplificazione del servizio, la quale farebbe sì che il detto personale, anche se di molto assottigliato dopo gli esami, potrebbe basta.re. In t.utti i casi richiamando in vigore, come già si è accennato, il R. Decreto 5 giugno "8t35 ( 1) si potrebbe completare il personale del mantenimento; sia con gli ufficiali del genio che optassero per detto servizio, sia con quelli delle altre armi, che avendo i requisiti voluti dal citato decreto, preferirebbero, per togliersi da una disagevole condizione di carriera, oppure per altre circostanze, cli far parte di detto personale, Continuerei a chiamare r.agionieri-geometri i funzionari della. suddetta amministrazione, sembrandomi la detta denominazione consentanea alla natllra. del loro servizio, ed il mutarla d'altronde, mentre è entrala nelle abitudin i di tutti, potrebbe arrecare confusione. Però vorrei che fossero divisi in poche classi prend·endo a base il loro stipendio, ed assimilali a ~radi militari. Ciò è _necessario affinchè il loro prestigio in servizio non resti Ìnenoma'to, come sembra avven ire presentemente dalla pqsizione non ben definita, che dà luogo a. degli equivoci e li pone in condizioni imbarazzanti, e qualche volta spiacevoli. Più ardua questione è quella degli assistenti del genio destinati 1

(1) Vecli pagina 545 tlel Giornale militare del 1865. ANNO :i::x1v, VOL . l i i ,

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alla sorveglianza dei lavori. Si sa come codesto personale: la Cl~i capacità e rettitudine è così necessaria nella con_dotta de~ hwor,, ·benchè annoveri lodevoli impiegati, lasci tuttavia n. desiderare. Varie sono le sue provenienze, ed alcune così estranee al serv1z10 che prestano, da mettere ta lvolta per la loro insufficienza in serio imbarazzo le direzioni, che perciò appunto non possono ~ravveder~ ad una intelligente sorveglinnza dei lavori, nè a tenere m freno gh impresari , ed antivenire le loro negligenze. . . . Presentemente si procede alla loro scelta tra g1ovarn h?rghes1 ovvero tra i sottùfficiali provenienti ~ i reggi menti del gen,.o, eh~ si ritengono a codesto servizio più idonei, c~opo per altro d1 averi~ asSOO'O'eltati presso le direzioni ad un esperimento della durata d, un mese. A tal riguardo in i permettere, d.1 f'are un ' ossenraz1one. ed. · insieme una proposta circa i sollufnciali. Il principio di premmrli assicurando loro una conven iente posizione quando cessano dal servizio mili tare, non potrebbe essere nè più sav io, nè più equo , seb~ bene in pratica non raggiunga perfettamente lo scopo di ave1_·e_ de, brn.vi assistenti, giacchè non sempre gli asp iran ti ad una, pos1z1one cosi modestamente retribuita sono i più capaci. Parmi pert.anlo che se si vogliono dei buoni assistenti . bisogn~ 1·) " incoraao'iarc i mio·liori sottnfliciali che non sareblJero rn ·e\) J lo t <">l:l o bh grado di far carri era, a rimane~·e nei due_regg~menti, ove ~lo.~re , ~ istituirsi una scuola. preparatoria; al termine d, essa, quelli_11sul_u~t1 idonei vencbbero nominati assistenti e clesl.inati a prestar serv 1z10 presso le direzioni dell'arma, con assi milazione di grado a_ so~lotenente. Il reclutamento degli assisten ti eseguito nel modo su111d1ca.lo, secondo me, dovrel>be dare ottimi fru tti, potendosi così giungere col tempo a. possedere un personale Ye1-amentc caµa~. Ma_bisognerebbr migliorare la loro condizione; ed operando con d1scernnuento ~ rell~ cri terio i sottufficiali resterebbero in servizio. colla prospettiva eh · una carriera che loro as.c;icurerebbe un avvenire tale, da soddisfare il loro amor propri o, specialmente se ai migliori si aprisse In carriera nel personale dei ragionieri-geometri mediante esami. Attualmente i ragionieri-geometri con lo stipendio di L. ,1,200 e gli assistenti con quello di L. 1,000, sono cl1iamati a disimpegnare un servizio ove si richiedono speciali cognizioni, e sopratutto molta accortezza etl energia nell'impedire le frodi degli appalta i.ori proclivi a conompere . l':)<)

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Sarei d'avviso di migliorare la condizione economica di cotesti impiegati', ed invece di tenore tante denominazioni e classi, formare quattro categorie sole di ragionieri-geometri e due di assistenti, coi seguenti stipendi:

Personale ragioniel'i-geometri del genio: Ragionieri-geometri-capi . cli 4• classe Idem. l dem. di 2• classe 1deni . di 3n classe

L. 4,000 » 3,000 » 2,500 » '2, 000

Personale degli assistenti: Assistenti di ,f • classe ldem. di 2a classe .

L. 2, 000 » ·1 ,500

Per tal guisa si avrebbero impiegati migliori, meglio si compenserebbero l'intelligenza, l'istruzione cd il servizio, e si avrebbero più sicure garanzie di oneslil e di cnpacità. Ogni direz ione dovrebbe avere un ragioniere-geometra capo, il quale sarebbe, come oggi, il relatore del consiglio d'amm inistrazione, ed altresi il capo del mantenimento , responsabile di detto servizio dinanzi al direltoro clel genio . Ogn i·sezione avrebbe il numero necessario di ragionieri-geometri e di assistenti i quali dipenderanno, per quanto ha lrnl.to alla manutenzione dal loro capo, e dagli ufficiali della loro sezione per la contabilità di lutti i lavo1:i che da questi ultimi si eseguiscono. ll personn le degli assistenti dipenderebbe come oggi dagli ufficiali e dai ragionieri-geometri; a loro spetterebbe la !-orveglianza dei lavori e la consegna elci fabbricai.i convenientemente semplificata, e dovrebbero nll'occon cnza coadiuvare nei lavori contabili i ragionieri, qnnndo le loro occupazioni lo permetteranno . Defini to d'apposito rego lamento lìn dove gli utenLi avrebbero l'obbligo di eseguire direttamente i lavori, il p~rsonale del mantenimento degli immohili militari incominciern a.ppunLo il sno còmpito là ove (lvrà termine quello dei corpi , ed inoltre curerà la vigilanza delle servitù militari e garenlirà i diritti e la proprietit del'l'amminisl.razione.


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308 Nel s~r'riz1ò anzicenhato si dovrebbero comprendere 'tutti i lavori che potranno interessare la stabilit1t dei fabbricati, la surrogazione di qualsiasi oggetto fisso o mobile che non sia più suscettibile di riparazione, la rinnovazione completa dei ~avimen_ti e ~el!~ arricciature dei locali, degli usci e degli sportell 1 ,retraLJ e sumli, quante volte però risulti indubbiamente non occorrere elette innovazioni per trascurato uso fauone dagli o.tenti. A tal rigt~ardo i I nuovo. re~ a>olamento dovrebbe essere moli.o esplicito per evitare contes1.az1om o 'ed atlri ti d,umosi. Anzi sarebbe desiderabile che i comandi· di divisione sewndassero le proposte del genio, e si mostrassero rigorosi nelf'esigere il bu,m mantenimento degli immobili dai corpi cui spella d, provvedere, sia nell'interesse della conservazione dei fabbricati, sia in quello dell'igiene della trnppa, mentre talvolta il ritard~ nell'es~cuzione cli alcuni lavori, come l'imbiancamento, le colonture e n\m·azioni alle chi usure ecc. potrebbe nuocere alla salute del soldato.

n.· È mestieri da.re maggiore impronta militare allo stato maggior~ del aenio atlìnchè s'ingeneri e si cemen ti in esso quello spirito di e O . . corpo c:he è anima delle isLituzioni militari. r siccome m cam~ pagna gli _ufficia.li del genio sono addel.li alle piazz~ forti, ai comandi di corpo d'armala o di divisione, ed hanno pure l'incombenza delle fortificazioni e delle costruzioni tecniche in genere sul teatro della. guerra, cosi crederei elle a sirnil itudine di quanto si opera nelle ;i.ltre armi, abbiano in tempo di pace a convenientemente prepararsi all'alto còmpito che sono chiamali a disimpegnare. Ad avva.~ lorare il mio assunto non sarit inutile ricordare gli insegnamenti che si :;on ric,tva Li in ispecie dall'ultima guerra russo-turcn , ov? l'impiego della rortifìcal:ione campa le è stato così fretruc ~lc .. G~si regolare, e l'azione della fanter ia., delì'arliglieria e del gen io e nusc.:ila così connessa, cfa sembrare possibile· la iclenti(ìcazione colla. tattica. di questa ultima arma, e come corolléU'io potersene dedurre

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la ne.ces~ità che gli ufficiali del genio con quelli delle altre armi si trovino più a contatto, si conoscano. più inti)l!,amente, e formii:io, quell'amalgama indispensabile al rn~ionale e proficuo inipiego di tgtte le armi nel combattimento. L'opinione che il genio dovrebbe formvre un sol corpo coll'artiglieria, non mi pare che possa trovare ancora. molti fautori. L'infelice esperime11 to fattosene nel lo scorso secolo in Francia., che costrinse a s,~parare queste due armi solo dopo tre anni clalla loro tmi.ficazione, oggi poi molto meno sembra possibile di r innovarsi con migliore successo, considerati i maggiori ostacoli che incontrerebbe nello sviluppo da.to all'arma del genio, le cui speciali incombenze si allargano sempre più, ed acquistano una spicca.La. innuenza sulle operazioni di guerra. Io non sono con quelli che credono si possa diventa.re enciclopec}ici; credo in vece ai specialisti, ed oggi che il ptogresso del!e scienze alia.rga sempre più la cercp ia delle nostrc cognizioni, sembrami nec~spario rendere più libere e indipendenti le varie sue b1·anche, eh~ riunite, salvo una. eccezionale auività, la nostra mente non potrebbe tutte e bene abbracciare. Seco.ndo me quinqi, se vuolsi che il genio narteci pi al progresso generale, ed acquisti qQell'importanza che gH compete, è necessario anzitutto rimuovere gli oslacoli che inceppano la. sua esistenza e si oppongono alla sua espansione. Certo l'assorellamento delle armi d'artiglieria. e genio ha il suo incontestabile vantaggio dal punto di vista poliorcetico. ma non mi sembra ancora provato che un uflìciale possa diventare ingegnere ed artigliere ad un tempo . Nel nostro esercito l'arma, clel genio non ha un comando proprio il quale contribuisca a mantenere una indipendenza. ed un lustro degno di essa. Ma sibbene ha.vvi presso il Ministero una direzione generale d'artiglieria e genio dalla quale dipende. Ora la scell.a del direttore generale neU'artigl ieria, e la subordinata posizione dei due qff).ciali superiori del genio preposti: l'uno alla. divisione del materiale, e l'altro alla sezione del personale, non mi sembra che poss(l. l!lOlto giovare all'incremento dell'arma del genio. Egli è certo che la. direz.ione genera.le d'artiglieria e genio, e la presidenza del cqmilato di cl.etl:e armi, spiega per il genio il massirp.Q ipteressarnento; però è lec~to d9J:>itare che questo bl.J.OJ.} voler~ ip-


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contri degli ostacoli, resli inceppato nella sua alluar.ione, principalmenlc dalle soverchie occupazioni, e studi vasti e complicali che possono assorbi re tutta l'aLtenzione dell'artiglieria. Si conceda inoltre che certe quistioni di ordinamento e di personale, in genere meglio possono essere sciolte e trattale da ufficiali dell'arma. Crederei perciò della più ali.a importanza, che come in Germania, in Austria-Ungheria, in Francia, e perfino nel piccolo .Belgio, s'insLituisse 1111 comando del genio che del resto non sarebbe cosa del tutto nuova, p~rchè nell'esercito subalpino Jìno al 18o9 esisteva una simile istituzione. Es ·o sarebbe l'organo sussid iario dfl Ministero della guerrn. potendo bastare prnsso questo dicastero, per la tratlazione degli affar i concernenti l'arma, semp li cemente una divisione. l i COJTianclo dovrebbe concentrare una gran parte delle attrihuzioni delJ'auual e direzione generale d'arLiglicria e gen io, ed inoltre quelle del comitato, le cu i sezioni del genio passerebbero a formare presso il comando gli ispettorati generali. Quattro dovrebbero essere gli ispetLori e col grado di Lenen ti generali . Essi si occuperebbero dello studio di tutt.e le quistion i tecniche ed ammin istrati ve in relar.ionc cogli :variati serv izi òell'arma; dell 'esmne dei progelli delle di rezioni nel territorio soggeLto all a loro i~przione, ed oltrepassanti le altribuzioni dei comandi terri tori,d i; dell'isper.iono annuale alle di1·ezion i dipendenti . Il comando del genio dovrebbe esser l'anima di tutto il servizio, esercitando per mezzo degli ispeLtori l'alta sua sorveglianza sui lavori e sul personale, del quale ultimo più specialmente dovrebbe ingerir:;i, sia per le prom ozioni, sia per le destinazioni , ed altresl per incoraggiare gli studi e faci litarne fa diffusione. All'uopo utilissima sarebbe in tanta difficoltà di trovar li bri e periodici, la pu bblicazione di un giornale speciale del genio, il quale trattasse argomenti attinenti all'ingegneria ed all'arte mili UH'e, che più direllamente possono interessare l'arma del genio . Una edizione molto econom ica ed a prezzo assai mite togli erebbe ogni inconveniente di rendere obbligatorio l'abbonamenLo agli uffi ciali, come d'altrond~ avviene nel gen io d'allr i eserciLi d'Europa ed in I talia stessa nel genio civi le. Ho la convinzione che i miei colle11hi tutti l'.)

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sarebbero lieti di potere con lievissima spesa, Lenersi a1 corrente dei progressi della scienza e delle più recenti pubblicar.ioni relative alla loro arte, non potendo credere che l'attuale Giorntile d'wrtiglieria e genio basti a colmare la lawna . Nell'arma vi sono oLtimi. elementi per costituire presso il comando un uJlìcio della slampa, incaricato della rednzione cli 1111 buon periodico . Esso possiede inoltre una litogr:afia ed nna fotolitografia (,1) da distinti uf'fkiali de!l'aroHL portata ad un alto grado di perfezione, che permetterebbe di arricchire di disegni illustralivi il testo del giornale. 1 comandi territoriali dovrebbero essere veri anelli di congiunzione tra le direzion i ed il comando del corpo del genio, tlal quale dipenderebbero direttamente. l medesimi doHebbero portarsi a dieci, affincliè ogni corpo d'esercito ,tv csse un.comandante elci genio col grado di maggior genera le, lo che armonizzerebbe il sen·izio Lerritoriulc del gen io in tempo di pace, con quello corrispondente in tempo lii guena. Ai comandi territoriali si do vrebbero concedere maggiori auribuzioni ed autorità per e;;ercilare uu erTicace controllo :-ul personale, sui larari, e sull'impiego eziandio dei fondi. Anzi perchè il servi:i: io se ne uvvantaggi, sarebbe de,;iclerabile che si assegnassero i fondi pei lavori di man ulenr.ione e cl i miglioramento ' ad ogni comando territoriale. Essi più davvicino potendo conoscere i veri e più nrgenti bisogni delle direzioni, sono in grado cli fare all e medesime un pitì razionale riparto delle spese per l'eseguimento di quelle opere, la <li cui approvaxione sa rebbe di loro esclusiva competenza, riuchè l'importo rimanesse contenuto nei limiti p1·ececl enLemcnte fissati dal comando elci corpo, ed in base al ripar to di quelle ·omme che all'uopo si trovano stanziale nel bi lancio del Ministero della guerra . A maggiore garanz ia tecnica polendosi per altro stab ili re, che i comandanti tenitoriali possano approvare i progelli la cli cu i spesa giungesse a L. 30,000, mentre oltrepassandosi detta somma, occorrerebbe trasmetterli al comando del corpo, il quale, pria di approvarli , li farebbe esaminare dall' ispettore, e soLLoporre poscia al voto della congrega . Rendendosi maggiormente utile il còmpiLo dei comandi Lerritol'ial i, bisognerebbe apportare un'altra modificar.ione nella collauda(l) Si devooo principalmente alle cure del colonnello Castelli Ces.,rc.


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LO STKfO MAGGIORE DEL GE NIO

zione dei lavori . È noto che presentemep.te viene esaminata presso il comitato da un ufficio di revisione, che poscia la trasmette al comando territoriale con le st1e osservazioni, da servire come norma nella definitiva collaudazione. Codesto sistema invero sembra inceppare l'azione del collaudatore, e stimerei più razionale invece che il comandante territoriale, il quale dovrà eseguire la collaudazione dei .lavori, facesse egli esaminare le relative contabilità, che potrebbero in certi casi es~e verificate durante l'esegt1imento stess0; con che crederei si or.terrebbe il vantaggio di esercitare un più efficace controllo tecnicoamministrativo, ed obbligare il personale incaricato dei lavori a meglio curarne l'andamento ed a tenere sempre in regola la contabilità. D'altra parte crederei eh~ col seguire il cennato processo, talune contestazioni cogli appaltatori forse potrebbero evitarsi, ed altre venir composte in tempo dal prefato comandante. Le accresciute attribuzioni però, a parer mio richiederebbero che presso i comandi territoriali fosse destinato un altro ragionieregeometra, per ht revisione delle contabilità; ·ed un ufficiale subalterno dovrebbe pure venirvi addetto (come ai comandi d'artigl ieria), sia per coadiuvare il capitano applicato nel servizio, sia per curare la trasmissione degli ordini del comandante stesso. Le direzioni dovrebbero portarsi a venti, affinchè presso ogni sede di comando di divisione vi fosse una direzione del genio, come già havvene una di commissariato e di sanità. L'esperienza ha per altro addimostrato non esente d'inc-0nvenienti l'essere il territol'io di una stessa direzione del genio dipendente da due distinti comandi di divisione. Sarebbe desiderabile inoltre che gli ufliciali, meno imprescindibili ragioni di servizio, stanziassero presso le sedi di detti comandi, per aver agio di partecipare a tutte le conferenze militari, ed alle manovre sul terreno colle altre armi, ed avere nello stesso tempo maggiore agio di dedicarsi a taluni studi che in piazze di minore importanza non potrebbero coltivare. Esonerando gli ufficiali dal servizio di manutenzione, lo studio e lo eseguimento dei lavori di migl ioramento e di quelli straordinari, relativi alle .fortificazioni ed alle fabbriche militari , dovrebbero. costituire essenzialmente la loro occupazione in tempo di pace. E crederei assai opportuno a l:al r iguardo l'applicazione del principio di

NELL'ESERCITO ITALIAN0

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oonceder loro quella maggior libertà d'azione, e queUa larga iniziat-i'."'a, che creando l'individualismo, contribuiscea render più spigliato H servizio , e lalvolla ad attuare idee feconde di eccel.lenti risultati. Le ordinarie occupazioni però, meno per quegli ufliciali troppo impegnati in lavori di speciale importanza, non dovrebherodistoglierl i dalle esercitazioni d'indole puramente militare, come lo studio della guerra d'assedio sulla cari.a, che secondo me, avrebbe l'inestimabile vantaggio di rendere loro famigliari le importanti operazioni a cui più specialmente potrebbero esser chiamati in guerra, cioè all'investimento ed assedio delle piazze forti e dei campi trincerati. Già nel p.eriodo inverna le 1877-78 presso il comando territoriale clel genio di Bologna, sotto !'alla direzione dell'illusl.re generale Araldi, se ne fece l'applicazione in un supposto assedio di Ancona. I risultati di qllesto ,primo esperimento riuscirono soddisfacenti, e se non altro contribuirono a far comprendere quanta istruzione ne ricaverebbero g.l:i ufficiali del gen io. La guerra d'assedio darebbe pur luogo allo scioglimento di svariatissimi problemi relativi alla fo rtificazione campale, alla poliorcetica ed alla tattica colle tre anni. Qual vasto campo d'investigazioni non si aprirebbe all'aUività intellettuale degli ufficiali del genio I A. rendere più profìcue codeste esercitazioni gioverebbe vi intervenisse110 uflicialidi artigliel'ia e cli fanteria, i quali ultimi poi, nelle appl i,CM.:ioni del la fortificazione campale, oggi divenuta cli un uso cosi frequenite, -troverebbero la ragione ,del moderno concetto che informa l'arte difensi~'a delle li nee cl'invèstimento, e l'intimo legame .che unisce i processi fortifica.tori coll'attuale maniera di combattere. Nel periodo estivo invece potrebbero prender parte a.Ile esercì tazioni tattiche delle guarnigioni, e lo presenza. di u.fficiali del genio gioverebbe a meg-lio far conoscet'e ed apprezzare la trasformazione ~lella fortificazione campale, la quale ormai svincolata dal suo vecchio f0rmol ismo, è divenu ta. ·un'arte mwva, la fortilìcazione tattica. Ma. la -sua.applicazione al tet,reno non è abbaslanzageneralizzat.a fra gli .ufficiali di fanteria. Eppure ,la conoscenza. della fortificazione e dei s.11.~i Jlrocedtimenti impr.o:v,visa:ti è oggi sommamente necessaria, po.i.chè di -fronte agli effetLi m,icicliali delle amni a Liro rapido, è d'uopo m-0lte :volte souo gli occhi stessi del 1uernic0, ,nelle posizioni di seconclo.1.~nea., · e prima che queste entrino in giuoco, di costruire tr:incemme!il.ti p,er 1


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LO STATO MAGGIORE DEL GENIO

controbilanciare il valore morale dell'offensiva. Ora il propago.re ed approfondire i princip ii di sì importante risorsa in guerra, il dimostrare quale utilità si possa sempre ritrarre dal~a correzione c~el terreno presunto del combauimento, ecco il còrnp1lo veramenle _,m~or~ Lanle che dovrebbe affidarsi agli uaiciali del gen io nelle eserc1taz10ni tatliche éli guarnigione e nelle grandi manovre. . Altro ramo nel quale si potrebbe trarre utilissimo parL1lo dalleloro cognizion i, sarebbero le ferrovie. L'importanza di queste in guerra è troppo noi.a perchè io mi lusinghi di meglio dimost'.'Dri~; ed e appunto p·er ciò, che _sembrami uti le per l'ufficiale ~lei geruo _l'istruirsi nella costruzione e nell'esercizio di codesto sì vitale e rop,do mezzo di comuni-cazione, che in oggi si calcola come un potente fattore di vittoria, se bene organizzalo e<l utilizz,Ho . Ed .è per assicurare il loro regolare funzionamento in guerra, ch'io crederei Rssai utile che si destinassero ufliciali del genio, non solamente per apprendere l'esercizio delle ferro vie, come oggi si pratica, ma anche per esegui re degli studi di progetti d'interes;;e _sLraLe~i~o, c~ra'.'n~ ancora la, esecuzione, onde acr1uistare praLica nei ]Rvor1 ferrnrnrn d1 auerra. 0 Non meno uti le mi sembrerebbe che nel territorio delle singole direzioni venissero ;,ncarica.Li di speciali studi topografici e sl.atisLici, relativi alla difesa di 1111à. data regione, Dffinchè si trovassero in grado ad ogni even ienza, di fornire alle auLorità militari i più ampi ragguagli sulle risorse che se ne po trebbero ritrarre in guerra. l van~1.ggi militari di un tale sistema non sarebbero pochi, ed altresì codesti incarichi servireb bero rni ,·ab ilrnente a fare.emergere la capacitàclegli nflìciali del genio, in tal guisa messi in condizione di essere giustan,1ente apprezzali dai loro superiori. Una questione non sempre esauamen te valutatt~ e la di cui trascuranza è sLala talvolta cagione·di non lievi inconvrnienti·, si è la destinazione degli uHìcial i. L'uomo vale quanto può rendere, e la · sua importanza è quindi in ragione diretta dell'utile che_dà. Ascriverei perciò a sommo merito il saperlo uti lizzare in maniera che da esso ·si possa ritr-arre il più uLile partito, studiando ben bene tutte le sue risorse d'ingegno e d'istruzione, poichè dalla loro esalta conoscenza e dal modo di seconda.re la sua naturale atLiLudìne, dipende ' . in gran parte il profilto.

NELL'ESERCITO l'fALl.l\NO

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Ora nell'interesse del servizio dell'arma stimerei import.ante di tener conto nella destinazioile degli ufficiali della loro capacità e speciale attitudine, senza che in alcuni casi si rimanesse troppo vincolati nella scelta, nè al grado, nè .all'anzianità.. Gìa.cchè non sempre questi ultimi sono una guida sicura per desl.inarl i alla compilazione di studi o alla direzione d'importanti lavori, ove è necéssario che si abbiano serie garanzie di capacità., di carnLtere e di energia. Si po1.rebbe forse opporre che una volta ammesso il principio, ,;i creerebbero posizioni privilegiate generanti malcontento, potendosi ascrivel'e a favo ri tismo talune destinnzioni, .e la discipl ina stessa risenti rne il contraccolpo. }fa il principio sopra enunciato non è nuovo; esso in giusta misura trovasi applicDl.o in altri eserci ti , e sem brami del resto che la sua atLua1.ione fra noi, subordinata sempre a casi speci,lli, dovrebbe venirregolata. in guisa daconservarsi ognora inal tern La quell'armonia cotanto necessaria fra le esigenze del servizio e della gernrchin mi li tare. La destinazione degli ufficia.l i mi suggerisce pure le seguenti riflessioni, relaLivamente al loro cambio di residenza. t troppo noto quali ineonvenienti personali e militari arrecano ta lvolta le traslocazioni improvv ise specialmente quando sono in corso studi e lavori importanti. Oltre allo spo~tarnento (:he subisce un ufficiale per effeLl.o del passaggio da una llìrezione ad un'altra, h:wvi. anwra qnello più sensibile da una direzione al reggimento . SenzR dubb io l'alternare i due servizi è utilissima cosa, e l'ull:iciale che deve trovarsi sempre ìn condizione cli disimpegnare entrambi egualmente bene, accetta di buon · grado di andare a.I reggi.mento. Ma snrebde Hecessario a rnìo parere che codeste destinazioni si eseguissero con alcune norme, che permeLtessero all 'nllìciale di prepararsi per tempo a questo turno, pel quale si richiedono conoscenze speciali, e che non si possono a.equi-: stare presso uno, direzione. Siccome il Ministero della guerra colla compilazione degli specch ietti ha autorizzato annualmente gl i ufliciali a d_ichiarare quale servizio preferiscono, sarebbe desiderabile che gli interessali po Lessero conoscere fino a che punto si tiene conto dei loro desi~eri. Mi sì permetta eziandio di far rilevare in quale svantaggiosa posizione si trova un ufficiale dello stato maggiore del genio di fronte.


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LO S TATO MAGGIOR E DEL GE NIO

agli altri ufficiali che comandano truppe. Ed invero questi ultimi possono conoscere diversi mesi e qualche volta un anno prima la loro Leaslocaz ione ; il primo invece, per effetto delle norme che regolano i cambi di residenza, può in pochi giorni essere sbalzalo da un capo all'allro d'Italia, con suo discapito non solo, m.a anche con danno del ser vizio che è obbligai.o a lasciare, e di quello che va a .,,;, prcnclore in un'altra piazza, ove dovrà assoggettarsi ad un nuovo e lungo tirocinio. Con ciò non vorrei inferirne che si dovessero teuer sempre nello stesso posto gli utficiali , e così cadere nell'eccesso contrario. crederei però che non dovrebbe riuscire malagevole il conciliar~ gl'interessi del servizio con quello degl i ufficiali. I casi pcra.11.ro in cui potrà rendersi necessario di far parti re al più presto un ufficiale per una nuova residenza, parrebbe che in tempi normai.i dovessero presentarsi assai di rado . i\. mio avviso i cambi dovrebbero tulli inclisLintamente proporsi dal comando dell 'arma al Ministero perchè le renda esecutorie; giacchè è il primo che realmente si troverebbe in grado di conoscere e g_iuclicai·e cl ell'opportunitìt e conveni enza di fannutare le res idenze . All'uopo esso potrebbe interpellare i superiori diretti dell'ullìciale, e stabil ire in massima che, se a questi è stato affidato lo stadio di un progetto di qualcl1e importanza , dovrebbe eziandio r imanere ad irigerne la esecuzione; e in ogni caso se sarà necessario cli altrove desLinarlo, possa saperlo in prececlenr.a: cosi esso con maorriore sereea nit.à di mente si dedicherebbe al di simpegno del suo servizio. Alle idee dianzi espresse farò seguirne alcune altre stdla spinosa quistione dell 'avanzamento, poichè l'avvenire degli ufficiali del genio interessa troppo vivamente l'arma, ed il Lisogno dì dare vigoroso impulso all a loro promozione si rende ogn i giorno più urgente. Bisogna offrire ad essi un più ampio sfogo, giacchè la lenlezza nelle promozion i rende assa i li mitato ed incerto il loro avven ire . Coll 'avanzam.ento cosl lento sarà un problernri forse insolobile il trovare giovani disposti a rassegnarsi alla modesta esistenza del genio quan do si presenti loro più. brillante e più rapida la carriera dell'artiglieria e dello stato maggiore. Pur troppo l'esperienza è li per attestarlo, l'entra la dei giovani nella nostra arma è così scarsa. che non si arriva a colmare la deficienza degli ufficiali subalterni.

NELL'ESI::RCITO ITALIANO

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Nel genio ove il reclutamento degli ufficiali si opera quasi esclusivamente fra gl i alli evi clell'accadernia mili Lare, e fra i giovan i ingegneri che hanno l'q bhligo di frequenLare la medesima scuola d'applica~ione, vi ricevono un eguale insc:,namenlo, e ne escono pressocbè colla medesima isLruzione tecnico-militnre, non mi sembra potersi equamente ammettere il principio dell~ promozioni a scelLa. Invero il medio li vello della loro coltura rendendoli idonei tutti al disimpegno delle varie funzioni nell'arma, il sistema della scel ta potrebbe riescire es iziale al corpo, ed il mancato rispetto ni diritti d'anzìanilà che offende la gran maggioranza degli ufficiali , riuscirebbe pregiudizievole acl M,i non solo, ma henanco al servizio. I prelermelisi umili ali, incerti dell'avvenire, senza incentivo che spinga il loro amor proprio, fac ilmente perderebbero qnell'attaccamento alla propria arma, quello zelo pel servizio, che è qualche cosa più del dovere, e questo solo è nolo che non baslc1 a dar vita rigogliosa ad una istituzione. Con quali criteri poi sì procederebbe in un corpo speciale come è il genio a stab ili re la superioril.à assoluta di un nfficiale cli fron te agli altri? Come si sl.a.bilirehbP.ro dei t.e1·mini di paragone. Siammet.Lerchhe la promozione a scelta per quelli designali dalla sori.e a disimpegnure nn servizio che li pone in evidenza? Ma allom bisognerebbe che LULLi fossero posti nelle identiche condizioni , onde riconoscere quale inconteslabilmenle emerge sugli altri. Non potendosi ciò praticamente ottenere, come può riteners i giusto che ufficiali, i qnali prP.stnno un serviz io non npprez,mlo perché modesto, e qualche vo lta in lontane pinzze quasi dimentica ti , debbano perciò appunto venir proposti ad un loro collega col qunle forse han diviso st.udi, progressi cd aspinlzioui1 D'al( ra. parte se si vuole prern inre chi singolr.trmente si distingue nell'esercizio dellesne funzioni, troverei logico, nnzi giusto che gli venisse accordala una onorifi cenza, anzichè una promozione a scelta a detrimento <li tanti suo i collegh i. Ove si tratti irwccedi nfTìciali la rli cui comprovala insufficienza non perlll eLl.c~se l1i1·0 di ,,,,l ire a grarl i superiori, senza che ne resti menonial.o quel prestigio che sempre cd intero dovrà mantenersi, crederei fosse assai meglio il procedere per esclusione in due modi : o facendo cessarP- cln ll 'attivo servizio l'ufficiale, oppure destinandolo


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LO STATO MAGGIORE DEL GENIO

ad una po~izione distaccata di secondaria importanza, ove, qualora :provi di saperla reggere, lo si potrebbe lasciare indefinitamente senza avanzamento . Con che si verrebbe a togliere J'inconvenient.e . che i pret ermessi restino nC'IJa loro posizione ed a. contatto cr.n gli altri loro compagni, con gran disc.apiLo del servizio e della disciplina stessa che ne rimane scossa. Taluni credono di poter risolvere J'arclno problema con lo st;a.bilire un concorso ad tl.Tl limitato numero di promozioni a scelta mediante esami. Sarebbe indubbiamente un mezzo per con tentare lutti, se a questa stregua si pole&sero stabilire criterii certi sul grado as.soluto di eapacilit di un ufficiale, e non ,wvenisse moli.e vo lte il contrario in pratica. E ·poi bisognerebbe che tutti i conconenti si trovassero a parità di mez1.i per prepttrarsi ai delt.i esami. Sarebbe ciò possibile nelle diverse posizioni di servizio in cui si trovano gl i ufficiali'? Comprendo gli es.ami per comprovare la loro idoneità, ma non quelli per constata.re un merito superiore relalivo, che a determinarlo è d'uopo lener conto di molt.i faltori, i quali in un cori,:orso non si possono lutti analizzare. Il sistema degli esami infine potrebbe arrecare allri inconvenienti che giova segnalare. Suscitanclosi l'ambizione negli ufficiali, potrebbe in essi l'interesse personale prevalere a quello clel servizio, ecl avven ire che trascurassero quesl'ullimo per prepararsi con ardore agli esami, essendo facile prevedere che questi .formerebbero l'obbiettivo di tutti coloro, a cui è stimolo fortissimo la prospettiva di ima carriera accelerata . A mio avviso il miglior partilo e tale da colmare tutte le appren.sioni, sarebbe l'attenersi scrupolosamente al diritto cli avanzamento per anzianità, come quasi assolutamente si applica in Germania, escludendo gl'inabili e progredire nei gradi superiori. Ciò non escluderebbe per altro ehe co lui il qua.le rivelasse, con scrilti o(l altrimenti, un ingegno ed una coltura. veramenle superiori, a giudizio stesso della maggioranza degli ufficiali .del genio polesse venir promosso a scelta. In sirn il caso una tale promozione riscuoterebbe il plauso generale, e, direi quasi, assumerebbe tulta la importanza di un plebiscito nel corpo . Nel pone termine al presente lavoro mi corre il debito di dichiarare che non presumo di aver proposto quanto di meglio si possa desiderare per il nostro avvenire, ma sili,bene ciò che nelle presenti

NELL'ESERCITO ITALIANO

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tondizioni mi sembrerebbe di polersi più fa cilmenteattu1).re. Epperò è mia convinzione che una volta libera.lo il genio dalle pastoie della

burocrar.ia, di tutto quanto è estrnneo all'arle dell'ingegnere milita.re, e accorclatagli la sua autonomia, rinascerebbe ht fiducia, e con essa il progresso degli studi fortificatori. Giova ami sperare che, una volta migliorate le S'l'lndizioni del bilancio dello Stato, si possa dar mano per la difesa terriloriale del regno alla graduale attuazione .d'importrmti lavori, i quali offriranno campo assai vasto agli ufficiali dell'arma di applicare i loro studi ad opere praliche. Nell'arma del genio havvi dovizia di buoni elementi capaci d'imprimere vigoroso impulso a Lutto l'organismo, e mi lusingo che col loro contributo si pervenga a portarlo all'al te1.za. degli altri esercili d'Europa. Sarò pago pertanto se questo mio scritto pot.rà suscitare Lra miei colleghi un'ampia discussione che valga. a meglio far conoscere il bisogno di riordinamento, e fo voti affinchè la mia voce avvalorata. da quella di più autorevoli ufficiali non ri manga inascoltata, e riesca. a richiamare l'attenzione sulle riforme più importanti ad attuarsi. 00MENIG0 GIANNlTRAl'ANI

Capitano del gen'io.


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LA TATTICA DEGLI ASSALTI

di èstensidne tale dà es·sere fulminato dal fuoco celere, se il difensore

sa: fino all'ultin10 istante conse11vare il sangue freddo. Oggi s·i considera come tattica nuova il combattimento in ordine sparso, ove un bat.taglione di 1Ja lin,ea ha una, due o tre compagni~ tra catena e sostegni. Eppure noi rammentiamo assai bene di avere manovralo nel 1852 sui campi tra. Johsephstadt e Konignratz con catene di caccia tori rinforzate, e di avel'e quind-r'al mo~nento dell'atto risolutivo confusi i battagl ioni colla catena e formata per cosi tlire tutta una linea assai lìtta, meno una piccola riserva, precisamente come si usa ora. E il colonnello del reggimento in cui noi ci trovavamo era quel Hartung che fu nostro formidabile avversario nel 1866 a Custoza. Tutto, in quanto a tipi, si faceva ne' tempi andati come si fa adesso; ed anche se non era tassativamente prescriuo dal recrolamenlb d'esei'cizio, .si faceva lo stess?, perché i comandanti di r:crcri,. ; . 00 men:to avevano lat1Lud111e sufficiente per modificare le formazioni, le quali non hanno mai avuto nul!a di assolu to. · Diremo anche, che dai più si crede che il Regolamento d'esercizi o piernont:se del 185~ sia ora un'anticaglia mentre con quel regolamento si poteva far .tulto, press'a poco come si fa adesso . Quel regolamento era uno dei migl ior i d'Europa e con alcune modificazioni lo sarebbe pure al presente. Dunque per·ché confondersi ta.nto per istabi lir& tipi , per lrm,are nuove tattiche? Non è il regolamento, a ~lire. iì vero, che avrebbe bisogno di modificazioni, è invece l'applicazione che vuole essere studiata. li i'egolamento attnale offrirebbe compensi per ogni caso, solo bisogna avern il criterio di sal)erlo appl icare ed adauare alle svariate circostanze del comball.imenLo. Il regolamento nostro non dice niente affatto se si abbia a combattere di giorno o di nouel Non dice per nulla se si debba per l'attacco prendere una fo rmazione a preferenza di un'altra, perché ?mmette formazioni di combattimento con una, due o tre compagn ie m ordine sparso, ed ammette che i sostegni abb iano a r inforzare la catena; il regolamento accenna alle distanze norma li t.ra catena e sostegni, ma dice n~I tempo stesso che in guerra queste distanze possono venir modificale dal le esigenze del terreno. Il regolamento adunqoe non istabi lisce in modo assoluto di doYer impiegare in 1

LA TATTICA 'DEGLI ASSALTI

. I. Nel ~ 866, di luglio, il generale Meclici aveva a sua disposizione una divisione dell 'esercito. Gli Austriaci ch'egli dovea combattere contavano minor l'orta, ma avevano il vantaggio delle posizioni. Le opera.zioni d.i attacco della divisione l\fedici si svolgevano nella Valsugana e contro punti che occupati da soldati decisi a difendersi ad ogni ' costo avrebbero potuto far passare alla divisione dei brutti qnarti d'ora: contro punti che se fossero stati difesi da. uomini armati di fuc ili a retrocarica, e a tiro rapido, avrebbero prodotto per risultato la clist.rozìone della divisione. Levico era uno cli questi punti; nè si poteva progredire senza espugnarlo. QnanLunque nè Austriaci nè Itali ani fossero forniti di foc iJi a tiro rapido , pur tutta via Medici pensò :che l'attacco di Levico poteva costare molLe, moltissime vite, e forse con poca speranza di riusci La, se non si fosse · preso un 1·i.pie90 . Quale fu questo ripiego? .Rapiclità di rno·1Jùnento e aUacco . ... nott-urno I Ora t.otti i Lattici si arrovellano per trovar modo di conquistare le posiiion i con pet'dite relafrrnmente piccole, ed a tale uopo ideano tipi sopra tipi di formaz ione per soffrire il meno possib il e Lanlo pel fuoco a grandi che a piccole distanze. E non sanno che alla fin fine dovrà l'at.laccnntc terminare co l presentare al nemico un bersaglio

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LA TATTICA

ordine sp,u·so nna piuUosto che lhie, d:iie piuttosto che tre compagnie: non istabilisce in modo assoluto di attaccare di fronte piuttosto che di fianco, o di fianco piuttosto che di fronte; e neppure dice a quale disLanza dalla posizione del nemico debbano i battaglioni attaccanti prendere ordine da combattime11Lo! E nemmeno ;,assativamente ciò che vri l'alt.o prima di procedere all'attacco o alla difesa di mrn posiiione. all'in f'oori di r iconoscerla prima. Il regolamento insomma in mo lte cose relative all'attacco ed a.Ila cli fesa, cioè alla fase dell'azione, si tiene sulle generali , fornisce utili indicazioni, ma non dc;;igna in modo assoluto nulla. Quali ne sono_I~ conseguenze? Dovrebbero essere oltremodo vantaggiose se Lu~t1 1 graduati, e speciaJmente i capi , conoscessero bene. no~ solo_ il ~ecca~ .nismo del mestiere, ma sapessero anche valersi dei concepnnent, che suggerisce l'arte. . _ . _ _. . Vi sono dei cattivi nrtisti, dei buoni, del buornssnrn e de1celelm. Ben pochi aspirano alla celebrità, ma molti desiderano di ~iventar~ buoni ·o buonissimi rirtisti; nessuno vorrebbe es;;er catt.1vo, o s, sfon:a per lo meno di non esserlo. QuesLo paragone si a<;concia perfettamente ancl1e alla milizia. I so ldati sono gli operai comuni, i quali tutti in generale debbono raggiungere uq certo grado d'istruzione; i graduali d.i trupp:t, caporali e :sottufficiali, dehho1~? esse1:e perfetti operai. G·li ufficiali non solo hanno ad essere perfetti opera ,, ma debbono saper dirigere bc;me .le operazioni, e saperne anche ideare conforme i precetti ùella scienza e i suggerimenti forn iti dall'esperienza acqui~tata. nel serrizio di guerra, nelle esercila.zioni pratiche ed appl icate al Leneno · e nella lettura della sLor ia del le campagne. Dei generali non parliamo; conosciamo troppo bene ciò elle devono essere e ciò che debbono sapere. Un hrnvo generale può condurre a vittoria un corpo o un esercito cli mediocri soldati. Un caui fO generale non vincerà nemmeno con soldati eccellenli .

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DEGI.I ASSALTI

U.

Ritornando all'esempio della divisione Medici osserveremo e~ un ·-altro generale a! suo posto probabilmente aHebhe attaccato Levico di giorno e non di. notte! Sarebbe riuscito? forse sì, ma con immensi sagrifìzi; e fo rse no, cogli stessi sagri fìzi se non con maggiori l ]\fa di notte, specialmente quando la luna. non isplende, chi ci vede'? a chi salterà in ca.po di dare un assalto? . . . . . Eppure gli ufficiali ed i soldo.I.i della divisione Medici han veduto, hanno a.ttRw1to ed .hanno conquistata la posizione sloggiandone il nemico . Sagrifizi poc~1issimi , ma ferma volontà, ordini rigorosi ed ispirazione felice del genera.lei .. . In questa operazione notturna il genernle non fu .<li certo ispiralo · dai regolamenti, perchè neppure le formazioni d'attacco dei diversi battaglion i erano quelle normalmente stabilite. Erano però formaz ioni sempliciss ime contemplate dal :regolamento per altri casi di manovra. Dunque i I regolamento ,lascia gràncle latitudine·: il difficile sta nell 'applicazione. Kars nel ,1877 fu altaccata e presa. di notte; i ponti cli .PodoU sull'Iser in Boemia nel 4866 vennero assaliti e presi di notte; Git,~chin nel ;f 866 in Boemia fu presa di notte; la stretta di Poclkost nel ,1866 di noUe; i preparati vi per la. conqu.isLa cli Lovscia nel 1877 in Bulgaria furono fatti dal generale Skobelelf di notte; il Lanclgra. fen berg, posizione imporlanlissinrn sopra .J ena, fu occupata da Napoleone nel 1807 di notte. Se i Russi a Plevna nel 11877 avessero ese_guiti quei famosi e disgraziati attacchi di notte, avrebbero essi per,duta tanta gente inutilmente? Dunque perchè non si esercitano ora le nostre truppe ad eseg1iire complete fa.zfoni nott-iwne? Egli è certo che aJironterehbero diflì·CO!tà, ma non insnperaùili. Del resto le difficoltà le avrebbe anche il nemico; perchè se noi non ci vediamo, neppur esso vede. Ma. una volt~ riconosciuto il terreno di giorno coll'aiuto della cavalleria, la bisogna non sarebbe poi lanto malagevole. Invece di andare alla scoperta del tipo-modello per attaccare e 1

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LA TATTICA

DEGL I ASSALT I

conquislare una posizione colle minori pe1:dite, si s~udii il modo ~i portare le tru_ppe ad un pun to tale d'istruz1~ne pral1c~ ~a esser~ lil grado di orientarsi be1ie e di manovrare di notte. D1 clue bell1g~ranli, il piu abile in quesLo genere di manovre sarà _quello che rn ulLima analisi trionferà e con perdite relativamente piccole.

Lt;i forze? invero generalmente parlando, si son dovute serqpre concentrare prima di dar balta.gl ia, colla di[erenza che se prima si concentrava110 a una o due tappe di distanza dal nemico, e poi si procedeva contro di esso, colla sicurezza o meno di incontrarlo, e di incontrarlo pii1 forte in un punto che in un altro, - qu i piutlo,sto che là, e si iniz iava. subilo, appena incontratolo, il combal!.imento coll'avanguardia, cui seguiva taHia.ta lo scontro genera.le o la battaglia: -- o_ra in1Jece 1:l procedere deve essere ca:1ito e rischiarato a g1·an distanza dalla cavalleria; e l' cwanguardia non a;v·rà tanto lo scopo di BATTERSI SUBITO, quanto quello di TENERE A BADA il nemico per avere i l tempo di scegliere wna b1.iona posizione, di occuparla e porla subfto alla me_glio ùi istato di difesa . Un esempio che valga a dirnosl.raee qual e sia questa differenza, chiarirà meglio il nostro dire. La divisione Cerale il .21 giugno 1866 appena ebbe notizia certa della presenza del nemico, proseguì il cammino per Castelnu,ovo, perchè quello era l'obbiettivo cli marcia. Ne venne ch'essa dovette avanzare combattendo, fìnc hè sorpresa e soprafatta senza aver preso disposizioni acconce al combattimento, fu rolta e scompigliata. Chiunque al posto di Cerale avrebbe proseguito, pure combattendo, e sarebbe forse riuscito"'a respingere il nemico che occupava le famose alture di Monte Cricol; perchè la sventura non fu cagionata dal procedere a tutti i costi, ma. dal non aver volutn prendere di;posizioni tali da assicurare quell'avanzata. La cosa adunque, quantunque andata male, poteva andar bene. Ma se gli Austriaci a Monte Cricol fossero stati armati di fuci li a tiro ce~ere, il progredire della divisione Cerale, anche se essa. avesse preso ben per tempo giuste dispnsizioni di comhatl.imento, non sarebbe riuscito in verun modo, e la divisione sarebbe rimasta fulminata. in quella conca circondata cla alture fortemente occupate da fanteria ed artiglieria. Jn oggi invece la divisione si sarebbe contenuta nel seguente. modo. Appena avuto rapporto della presenza del nemico a Cà Buseùa, l'avanguardia lo avrebbe tenuto a bada, mentre la divisione tro:vata la posizione eccellente di Monte Vento l'avrebbe occupata militarmente, munendola ·subito di difese. Si sarebbe intanto fatto tosto rapporto che l'obbiettivo Castelnuovo non si poteva ragg,iun-

III. Se il nemico intencle soverchiarci col fuoco celere vorrà dire ch'ecrli avrà preso una posizione, e che su questa aspelterà lo svolo . ( . crersi delle nostre operazioni e l'atto risolutivo cioè l'assalto _esempi: Francesi a Gravelotte, ·1 870; Turchi a Plevna, 1877) . In questo caso noi abbi[~mo l'iniziativa, ed,iwendoh è naturale che pos,,iamo appÌ·ofiUarne a qualunque ora, sia di 1iotte, sia di gfo.1YW. Qua~do perciò avremo riconosciute le adiacenze de.Ila pos1z1one nemica, quali difficoltà vi deve essere per attawtre d1 notte~ N~ssuna, o se ve ne sono saranno affatlo secondarie. . Se il nem ieo invece prende l'iniziativa e ci attacca, allora non vi ha cluhbio, bisogna uccellare il cornbauimento in qualunque ora. Sarà allora il caso di combat.l.ere anche di giorno; ma in tal caso, meno straol'dinarie circosl.anze esigessero diversamente, dovremo possiltilmente 1·esta·re sibila dif ensi'Va. . Da questo dilemma esce una conseguenza naturale e g1usla a nostro credere, ed è qltella. che avvicinandosi al nemico, e potendo presumere vicino lo scontro; si clebba ·in qiwlunqne siasi caso cercacre nna b·nona posizione ed occiiparla, disponendone subito il terreno a difesa. Codesto contegno, diYerso alquanto da tutto ciò che si è fotto nelle .:-,uuciTe del 1848, 1839 e ,t 866, è richiesto dulia maggiore po. .. . .. . tenza, rapiclità e portala di Li rn delle a1·rn1 atLn-th. Come si vene in questo · divel'SO contegno che costituisce la fase prelirn~n~re d~l combattere non si tratta. di tipi di formazione; avvegnache s1nubia .'/ i modo, confornw .airei.o.I.am~qti, di collocare le truriiìe. ò. p iacim~o to. Si tì·atla invece di concenlrare le forze prima di apri re l'azione. 1

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LA TATTICA 326 gere , fintanlo che non si fossero avute notizie certe della forza clel nemico presente e delle sue intenzioni. Nessun clisastro allora poteva, avvenire, pet'chè il nemico, se nutriva l'intenzione di farsi assalitore, incontrava la formiclahile posizione di Monte Yento occupala, ed attaccarla con successo era cosa assai problematica, perd1è il fuoco celere sarebbe stato distruttore e l'artiglieria avrebbe fulmina,to le coionne lontane. Oggi la divisione C.erale avrebbe fotto · ancora altra cosa : due ore prima di muovere dal i\'l incio o cla Valeggio avrebbe spedi to in avanscoperta uno sqnad rone cli cavalleria. Per ta.l modo, ammesso il caso identico del 11866, la divisione avrebbe an1lo contezza clelln, presenza del nemico Corse prima ancora cli muovere dagli accampamenti. A Monte Vento dunque la divisione avrebbe oggi : o da rigeuare on allocco, o da aspettare lo sv@lgersi delle operazioni. Se il nemico presente non assal ~asse sareblJe segno che egli in qualche punto avrebbe preso posizione. Il riconoscere tale po;:;izione è missione della cavalleria. Avuta contezza, sicura,, e supposto che il nemico si sia fermato SLL Monte Cri col, )fongabia e 01iosi, - se no i, in forza del piano cli battaglia, dovessimo pur Lut:tavia progredire, lo faremmè) ordinatamente e con altri concetti che non quelli che ne regola,rono il contegno nel 186G. - E sicc?me pericolosissima opcràzion e sarebbe di attaccare di giorno una posizione form idabi le come quella di MonLe Cricol ecc . così prndenza consigliere1be as.saltarla di nou.e. 1

IV. Attaccare di notte? Come volele mai condurre bene un aLtacco di notte, se ;.;iamo oggi appena capaci di assallare malamente di giorno? Questa obbiezione ci si potrebbe fare, e ad essa pur troppo è ardua cosa rispondere. Sì, è vero, presentemente si assalLa male anche di giorno; e per ciò assai problematico sarebbe un assai to dato nel cuor della noue. Ma nel ,1866 le truppe dellà brigata Pavia agli ordini del generale

DEGLJ ASSALTI

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Medici seppero assaitare bene di notte. Il .38° i'a.nteria assaltò tanto nene che fece gLtadagnare alla bandiera e al proprio colonnello Nedbal la medaglia d'oro I E se nel ,1866 il 28° seppe assa!Lare di notte, non sarebbe esso buono di assaltare una posi1., ione cli notte nel 1879? E i bersaglieri del 25° battaglione seppero pure assaltare e bene in quella notte! E gli altri corpi della divisione sep. pero manovrare cli notte, perchè tutt.a la divisione .\fedici agì I Eppure al presente rlobbiamo constatare il fatto che non vi ha da noi reggimento che possegga un metodo identico e ben determinato per eseguire gli attacchi. . Il fucile a retrocarica sembra abbia sconvolte le men Li . L'obb iezione è giusta, e un attacco notturno sarebbe oggi di riuscita ass.a i dubbiosa, e potrebbe portare conseguenze più cattive die buone. Nel il 866 la bisogna ern più liscia perchè la catena sapeva bene che doveva regolarsi sul grosso del bai.taglione; chi eletta.va. la legge era il maggiore. Ora no, :nel maggior numero dei casi, e in pratica, si può dir sempre,· è il grosso che deve pigliar regola dalla. catena; per cui a mano a mano che il battaglione avanza viene sempre più ·asso ttigliandosi fino a che termina per confonder.:,i tutto nella catena, ove ognnno , ossia nessuno comanda. Questo certamente è un male · a ·cui bisogna porre pronLmnenl.e r imedio. Si è voluto dare all'ordine sparso una !arghe1.,za èsa.gerata, invece di riconcliirlo alla sem.plicitcì in forza di quelle stesse ragioni che i no;:ttori hanno in-voca.l.o rier renderlo shrigliato e incomandabile. Se in ultima analisi il battaglione, giunto a 200 o ·I 00 metri dalla posit.,ione nemica, ~i trova quasi clisciolto sopra una sol:t linea, cioè sulJn. 1i nea della catena, perr~hè 1wn conser vcirlo ini,ece semp1'e fino clcà JJ l' Ìiln'Ì ,nom,enti , ·itmito ùn ima sola liinea, e t'acenrlola avanzare a scaglioni e a sLa.lzi 1 Di appostamenLo in appostamento il maggiore avrit tutto il suo battaglione riunito, e i capitani le loro compagnie. E vrtolsi una compagnia di r iserva, questa si potrà !ttsciare indielrn a circa. 200 metri di distanza e distesa in linea, od in colonna secondo le circostanze mentre ùi ordine spiegato, oppwre i-n CATENA ASSAI FITTA a11anzerebbero le altre tre compagnie. Diremo come oggi all'i ncirca procede uno dei nosLri battaglioni all'assallo. A 900 - ·1000 metri circa dalla posizione nemica si mandano avanti 1


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329.

LA 'l'J\TTICA

DEGLI ASSALTI

in o.rdin,e sgar§P .du.e cQmpagnie, 1~ qHali slenq.ono in catena IJJI plotone per cachuma, tenen.110 ùi sostegno gli altri tre plotoni. Le a!Jre due compagnie del haW;1.glio.ne formano il grosso. Le distanze sm1Q 150m circa dalla c~tena ai sps,tegni, e ~Qom circa dai sostegni al grosso. La fpmiazio,ne del battaglione pel combattimento succe,de adunque enl.rp la zona del fi1oco che o.rq, col fucile attuai~, si estende oltre i 2QOOm. - Priino errore! - Che utiliLà possonQ ai:recare quei due plotoni in catena ali~ efficace distanm di 600 in 700"1 circa dal ne~nico? Nessu.na: due so.li plotoni faranno fuoco a,v.anzando, :mentre nè i sos,tegni, aè il gro~so possono far fuµco . ~ il nemico invece farà fuoco in pieno dalla s1ia posizione sui sostegni e sul grosso, çhe nQn pot·r<pmw·1:·ispondere I Così cli sposto il balLaglione procede a sbalzi ed a. scaglioni fino a çhe la catena giunge a 400 o 800m dalla posizione nemica. Col4 ess.a vf.ene ririforzata d.a un altro plotone per tompagnia; qui odi ~eguita a prqg1,edire accelerando il fuoco sino a 3 o /~ colpi per ~omo e p.er sbalzo. Alla distanza di :300 o 200m nuovo rinforzo 11.lla caten\l. di un altro plotone per compagnict ed acceleramento del fooco sino. ad 8 colpi per appostamento. Q.ui ndi avvicinamen~o dell'ultimo plotone del soslegno alla catena in modo da entrare a 200°1 circa in linea ~olla catena. lì'uoco accelerato fino ali'~< att.ent'i per l'aswlto i>. Intanto il grosso si sarà avvicinato anch'esso alla catena fino alla disLé].nza di 200m dall;J. medesima. /,l 1oom si dà l' << attenti per l'assalto >> e gl i otto plptoni a corsa veloce daranno l'a~salto alla posizione, mentre le due compagnia 0ostituenti il gros!\O saranno giit'tanto vicine da poter influire per la riuscila dell'attacco o sul centro o sopra un\lla secondo gli ordini. Talvolta _si m~nda dapprincipio in ordine sparso una sola compagnia che si fa in seguilo rinforzare da un' allra compagnia; di 11ado da una terza. Dal più al meno gli atlacchi prqcedono come abbiamo ora detto. Dunque il tiatt.:igl io1rn ç in Y,.nq coiiti1wq, viqnom·a, l(t quale è 90stretto di esegu ire sotto µn fu..o.co distnittore e senza pot~r mai 011p.or.re al nemico la pi.ene;zq, del propr-io fuoco . Perciò altro errore I La cosa può andare se il nemico invece di fermarsi in posizion~ ~d attendere, procede es,so puye. In caso diverso, çioè, se il nemico

:lj,fope~ta, è. un ~rrore, avanzare sotto i su.oi occhi e sotto il pieno sµ9 , fuocQ cel,ere, manovrando in modo da I\Oll op.porre mai un fuoco I?~~P..O, ner,chl\ 1'è i sostegni, nè il grosso, possono far usp, d,ei lo;li°i· fu,çili. . Donde confusione derivante: un po' è[al nostro carntlere .. 1,1r po' dai ~ov,imenti che si deb,bono fare sotto il fuoco, prodotti dal Q,eces~~u·io, rinforzare della catena, e molto dal fu,oco celere del ne., wico c\).e comincia alle grandi dis,twl,ze a dìs.turbare e ferire, qmmdo; ,essp è ben situato a fermo. T,ut.to ciò p.oteva farsi qua.v.do s.i attaccavano posizioni difese da Viomini arma.ti di fucili caricantisi dana bocca, perchè le P,erdite. non ernno. mai tanto considerevoli da swotere il mora.le clell'assa]ltqre. l\'.la ora? ora non più! Oggi negli assalti bispgna sem:plifwa,i·e e. ~on cumplicr1;re il riwuùrntntp. ·E ciò si otterrit stendendo s,1,1bito ~l. prin1{ip io a '1500~' di c1istanza dal nemico quella forza che si ha ip. animo. di geWtre sul medesimo, e la quale sia ir~grado, volendo,

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q_i agire snbito con tu.tto il suo fiwco . Credesi, per esempio, che non meno di tre ba.tta,qli01ii sien,ot ne,cessa.ri per prencle~'e d'assalto unà data posizione '? S'impieghi :all'uopo una brigala di sei battaglioni: tn in 1" linea e tre in 2"linea. l tre battaglioni di ,J" linea stenderanno in catena, cornple-

tame-nte, cioè senza sostegw,; di sorta, tre compn,qnie per ogn·i battaglione a ·I 500 01 di distanza. dall,i posizione nemica, osservando però che il fronte della catena di cia$Ctrn battaglione abbia un'estensione s}i .poco superiore a quella del hRttaglione schierato , perchè solo in tal modo il maggiore e gl i ufliciali aHanno in mano la truppa.; la catena sarà molto Gtta e ìl suo fuoco pieno di effetto, mentre le perdite non saranno 910lto gravi a motivo della ~ua sottigli ezza. Nel movimento applicato al terreno questa catena avanzerà a sc.aglio:ni di una, compagnia per b:tttagliune alla volta ed a sbalzi di 50, 6P, 80 o 11,00111 secondo la configurazione del suolo . I successi,v,i, 1iinforzi 1wn avendo luogo, la conl'u;sione sadt sempre mollo minore e perciò maggiore l'ordine ~antQ necessario negli assalti. Questi scaglioni, in applicazione , prencle1:anno nel,l' avanzarsi. la forma cl~ gruppi cli plotoni, di cui ogni capo-plotone curerà la condotta e regolerà il fuoco appr.na ferm i. Le tre compagnie non distese, (,wna


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LA TATT ICA

per bauaglione), seguiranno la catena a 200m di distanza, anchemeno se occorre, e marceranno sulle ali e una al centro, schierate a file diradale, o in colonne cli plotoni pronte a entrare nella catena se fa bisogno; oppure, quelle delle ali, a respingere qualche improvviso attacco di fianco . La .2" linea dell a brigata seguirebbe alla distanza di 5 in 600m dalla catena schierata, oppure in linea cli co lonne di compagnia. Se schierata potrebbe marciare rompendo in plotoni per fila. Se teme esser presa cli infilata, marcerà a scaglion i dalle due ali in avanti . l movimenti sarebbero faci li e hene adatti ad ogni sorta di terreni piani, ondulati o collinosi, parte coperti e parte sooperti e non troppo roLLi. · .Volendo eseguire l'attacco d,i ,notte, la 11" linea si può· senza inconven ienti con tenere nello ste:,so modo, mentre la 2" linea omrnet.t.e cl·i marciare n, scaglioni, potendo all'occorrenza marciare anche in colonne di battaglione e in ordine più ristrello. Anzi dirò di più che le tre compagnie per 1.Jattaglione destinate a formare la catena possono marciare nel loro ordine di battaglia naturale a /ile chiuse e ciò per occupare meno spazio ed essere anche più sotto la mano dei propri ufficial i.

V.

Per ridurre a forme concrete guanl,o ci siamo permessi di prescntàre al giudizio del pubblico miJitnre, faremo seguire qu i sotto i numeri del nostro regolamento modificati nel senso suespresso. Lasciamo la scu ola di squadriglia come inutile secondo i nostri concetti, e cominciamo dalla sciiola del plotone vn ordi1ie rado (diremo rado invece di sparso) . Alcuni numeri modificati della scuola di squadriglia troveranno il loro posto nella scuola·del plotone e si riconosceranno al numero corrispondente a quello del regolamento.

DEGLl ASSALTI

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Tstinizione del ploione.

30 1. Il plotone che agisce in ordine rado sari.t sempre disposto, tutto in catena. · 302 . (Abolito). 303. Per disLendedo il capo plotone comanda, se di piè fermo: « Plotone a clestra (o sinistra} - STENDErnvr » se marciando avanti: · << Plotone a;vM~ti ,rARCHR ll « A destni (o sin?°stira) - STENDETEY r >>. La fila di direzione indicata per e1Tetto del comando del capo plotone, sta ferma, o marcia diritta in avanti; le altre prendono un intervallo di due passi. (}li nomini di 2a riga si pongono accanto al rispettivo capo fila (a.sinistra. per regola e a non più d'un passo) . Marciando, le fi le nJl'rettano il passo e si nllargano per intervallarsi; quindi procedono direttamente. Di massimn. gl'intervall i fra le Gle non devono essere minori di 1 passo, o maggiori di B. 304 e 30i.S. (Abo li ti) . 306. Il capo plotone provvede al buon appostamento del proprio plotone, ne regola la. marcia, i fuoch i, e gli assalti, conforme le sue· idee se ngisce solg, e conl'orrne gli ordini e i segnal i del capitano se agisce insieme agli nitri plotoni delln. compagnia. 3Q7 e 308 . (Abo liti). 309. 11 capo ploLone si tiene a non più di .20"' dietro alla calen,t, ordinariamente dietro al centro, in guisa da potere aver l'occhio sulla medesima e n, far intendere i suoi comandi che devono esser sempre dati a voce. Quando il plotone marcia il capo plotone si portR sulln catena per dirigerne meglio le mosse. Negli assalti il capo plotone dev'essere in pl'ima linea per rinvigorire colla sua presem:a e meglio dirigere quest'alLo decisivo. Egli hn. sempte seco un caporale od un soldn.to per mandare ordini ed avvisi. Essendo responsa.b ile della condotta del suo plotone, ne regola tutti gli atti secondo crede meglio e secondo gli ordini che riceve. 1


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DE GLI ASSALTI

LA TAT T ICA

310e3 11 . (Aboliti). 287. _Il ca:po plotone volendo che le file si dispongirno nello stendersi ad intervalli più stretti o più Iar"lli di 2 passi aar,iunae ai o on o comandi d'avvertimento: « Ad ,1 passo· o, a 3 passi >). 288. Se il plolone è già disteso e si vogliono fare a.llaro-are glì 0 . intervalli, il capo plotone comanda : « A sinistra (o dest1·a) a 3 passi - APRITE >>. Per restringere gli inle1:valli si conurnda invece: « A destra (o siJnistra) ad 1 passo - sÈRRATE J> • .289. Per riunire a file serrate il plolone, sia fermo sia in mèlrcia., il capo plotone comanda: <1 A dest1'a (o sinistra) - SER RATE » . · Il capo plotone invigila il riordinamento della propria. truppa. Gli uomini nel serrarsi. prendono il loro posto di fila in ordine serrato, e si formano su due righe. .290. Se il plotone è in marcia di fianco, si riunisce al comando: . « S1illa testa - SRRllATE >>. 29,1. Per far eseguire al plotone disteso la marcia a.vanti od in ritirata, sia diretta sia obliqua., per farlo marciare di lia.nco o per ferrnai'lo si adoprano i comandi fissali nell'islruzion'e individua.le P.\W l'ordine rado (che va analoga.mente modificata) - (NB . IJ riman.ènte come nel testo, solo invece di squadri.glia 8i diu plotone) . 292, .293, 294, 295, 296, .297, 298. 299., 300 come nel lesto, sostiLuendov i . sempre I.a. parola. plotone a quella di sq·uadriglia. .3,12, 3,13, 3t4;, 3·15, 3,16, 3-17, 3 18 e 3·19. (Aboliti). 320. (Come nel Le$to) . 32·1. Ad un plotone che dovesse combauere d:i. solo (p. e. essendo in a:vamposto) può convenire, $pecialmente in principio dell'azione, d.i ll).~,l.lere in ordine rado una sola squadra, Lenendo l'altra. in rise1·1Ja. In late caso la, squadra in cacciatori si alliene alle norme d!fte. p.re;ce~l en te;m,ente pel pi olone.

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/Jvolu..z·ionì di compagnia. i 2,1. La compagnia dovendo agire in ordine rado insieme al proprio battaglione si stende sempre tutta in catena. 422 e 4,23. (Aboliti) . 42.4. La compagnia che Lrovasi isolata, cioè senza l'appoggio cli allri riparti di truppa, che possa.no secondare la sua azione, deve tenere una pRrte di sè (diie plotoni ed eccezionalmenle imo) in riserva, mentre l'altra. pari.e sarit ·tntta distesa in catena.. /~25 . Il capitano sLa per regola in posizione cenlrale dietro la catena; può peraltrn tenersi o recarsi in qualunq ùe altra posizione creda pi ù act;oncia. a. meglio dit·igere l'azione della compagnia. · Il capitano regola gli atli dei plotoni mediante comandi o segnali. Egli tiene presso di sè alcuni trombettieri ed anche qualche graduato o soldalo per valersene a poetare ordini ed a.vvisi. Gli zappatori della compagnia. sLanno 2001 dietro il centro della catena se tutta la. compagnia è distesa, oppure stanno colla risel'va ·se una parte soltanto è in catena. 426 . Per formare la catena. il ca.pilano avendo la compagnia ferma o in mar-eia comanda: 1° Se la. compagnia non agisce isolata: « Compagnia in catena avanti - MA1lCHE » e qnindi « A simùtra (o a destra, o dal centro) - STENDièTEVI ». Al primo comando i capi plotone si pongono avanti il centro dei rispellivi plotoni, e al secondo comandò dirigono la formazione e l'appostamento della. catena, la quale ultin'la operazione succede al comando di « Alt ». 2° Se la compagnia agisce isolatamente: <( (Tali) plotone in catena » . « A·nanti - 1rAHCHE 1>. I plotoni designati marciano avanti e quindi al comando dei loro capi si stendono in catena. e prendono posiiione dièlro le indicazioni del capitano. La riserrn prende la sua distanza dalla catena. 427, 4,28, ,~29, 4-30, 4.3,1. (Aboliti) . 1


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LA TATTICA

432. Per riunire in ordine chiuso tutto la compagnia il capitano comanda o dà il segnale : (< Ad1i1ia ta » . l capì plotone riuniscono i loro plotoni ecc., (come nel testo). 433, .1-3,L (Come nel testo, salvo leggere modificazioni dove si accenna a squadriglie ed a sostegni). 435. ('1° alinea, come nel testo; 2° alinea, abolito) . 3° alinea: Quando la catena cambia di fronte, la riserva sah'o avviso contnu·io segue il movimento . 436. (Abolito). 4.37. Impiego della riserva. La riserva non dev 'essere impegnata nell'azione senza espresso ordine del capiLano, meno che non sia attaccata, nel qual caso il comandante della medesima prende le necessarie disposizioni e ne cHt immediatamente ani~o al capitano. 438 . (Abo li to). · Ml9 . Il capitano si vale della riserva per rinforzare la catena nei momenti decisivi, facendola però agire in ordine chiuso, sia per aumentare la resistenza nella difesa, sia per invigorire lo sforzo nell'al.l.acco, per eseguire attacch i di fian co ecc. 4,i-0. (Abolito). /4.,j.,f. Quando occorra sgombrare la fronte per lasciar libero il passo a sezioni chiuse, si dà il comando od il segnale di: « Sgombrate la fronte )). ln tal caso la catena si apre lit dove vien indica.Lo , e i cacciaLori cooperano agli ulLeriori alti mettendosi sulle ali delle sezioni cbiuse . .k/4.2. Al segnale: << Cavalleria » i ploton i in catena forma.no i gruppi, e, se vi è tempo, la compagnia si ri unisce e forma il quadralo. 443. Per l'assalto regolarsi come si è detto pel plotone. .Evol1izioni di battaglio1ie.

438. Un battaglione può lrnvarsi in azione contro il nem ico sia come parte cli una linea di più battaglioni, sia solo, ovvero tanto distante da allre l.rnppe da potersi considerare come isolato.

DEGLI ,\SSALTl

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Cosi nell'ùno come nell 'altro caso mai combatterà in ordine interamente chiuso; s'impegnerh sempre in ordime niisto . In tale ordine avrà tre compagnie in catena ed 1i1u.1, in riserva se jl battaglione fa parte di una linea ('I), e ne avrit dtie in catena e due in riserva se è isolato. 459. Se il battaglione è accidentalmente composto di sole tre compagnie, ne metteriL diie in caLena ed ima in riserva se fa pa.1te di una linea, ei[ ima ·in catenfl e cfoe in rise1:va se è isolato. 460. (Abo liLo). 4,6,J. La distanza normale tra la catena e la riserva è di 200'" ma. può variare secondo le circostanze. 462 . ll comandante dèl battaglione sta per regola in posizione centrale dietro la catena; ma può recarsi ove crede meglio per diri_gere l'azione della sua truppa.. (2° e 3° alinea. come nel testo). 4:63. ·(come nel Lesto). 46/i.. T:>er mandar-e compagnie in catena, il maggiore comanda: <1 (Tali) compagnfo 'in catena ». I capitani cogli opportuni comandi conducono le rispettive compagnie nella direzione loro accennata dal maggiore. Le compagnie si stendono quindi in catena giusta le norme date per la compagnia che agisce col battaglione. 4-65. Di regola l'allineamento della catena è al centro. Il maggiore può pera]Lro ordinare l'a.l!ineamento sulla destrtt o sulla. sinistra. 46G. La riserva quando il. baLtagl ione agisce insieme ad altri bah, taglioni prende posto dietro l'ala destra o dietro l'ala sinistra al11.1. voluta distanza dalla calena, se i hattaglioni sono d'ala, e dietro il centro se il battaglione non è d'ala. Quando il battaglione agisce isolatamente allora la r-iserva normalmente sta dietro il centro della catena; può tuttavia cambiare posizione, od anche dividersi sulle due ali, secondo la necessità e le indicazioni del mriggiore. (lj Du~ o piil battaglioni mettendo in catena, ciascuno tre compagnie, 110 viene di conseguenza che il fronte della catena risulterà più esteso. Volendolo più ristretto s i stenderanno lo file a un solo passo di intervallo. In pi·atica poi gl"intet valli possono essere anche più ristretti, perchè spesso accade che duo o trn Cile si raggruppino per approfittare meglio del terreno.


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LA T ATTICA DEGLI ASSALTI

•ta ri'serva si tie'né in 'lin'ea spiegata o in colonne di plotoni, o in linea di colonne di compagnia secondo i casi. 467 . La 1·iserva dtve sempre secondare la catena, perchè è sempre vicino ad essa che sta il maggiore per regolare l'azione. E solo le riserve co llocate sulle nli possono talvolta trovarsi nel cnso di agi.re di propria iniziativa per resp ingere qualche repentino attacco di fianco, sia di cavalleria sia di fanteria. 4.68. Di regola Ja c.atena non rice1Je c~mbid; può però essere rinforzata dal la riserva. Se camb io vi dovesse essere , questo sarà preparato dalla 2" linea in acconcia posizione. Ed in allora verrà ordinata la ri tirata e il éambio succede per LuLI.a la 1• linea mediani.e un passaggio di linee. ,S,69. Quando la riserva ocl altre sezioni chiuse devon·o portarsi su ll a linea occupata dalla catena per cooperare all'attacco il maggiore può clare il segna le di: « Sgombrate la fronte >> . Ma in guerra sal'à bene non farne uso, perchè le sezioni ?hiuse troveranno sempre .modo di entra re nellà catena islessamenLe. E bene nel momento dell'attacco di dare il meno possiùile segnali. 470. All'avvicinarsi dPlla cavall eria la catena si contien~ come è stato dello all'istruzione della compagnia. P. V.

LA CAMPAGNA DEL 17 42 '11 --,,../QOCC,•-

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I. Il principio monarchico ebbe .mòlta parte nella formazione degli Stati, ma non riuscì a far dimenti care al sovrano d'essere uomo, o ad impedirgli di confondere e spesso d'anteporre gli inLeressi propri e della sua famiglia a quelli dello Stato. Quindi nel secolo scorso la diplomazia s'arrabattava tanto per la conclusione di pat.ti di famiglia e di matrimoni, i governi si univano con illogiche alleanze, pensando ai modi di sciogliersene nel momento stesso in cui le annodavano, e si fa.cevano guerre per sostenere i Lit.oli di successione. (l) Questa campagna svoltasi in Savoia presenta un certo interesse per lo studio delle guerre a!pine, e per la conoscenza della st.oria militare del nostro paese, alquanto trascurata. Gli autori che no trattarono finora sono zeppi d'inesattezzo; non parlo del Saluzzo cho ne diede un magl'O o disordinato cenn o, dal guaio malamente si può venil'e a capo di disegnare nemmeno lo li nee pri ncipali della speclizlorrn, nè degli scrittori strante,·i i qual i snaturarono i fotti in n1odo alle volte stran issimo, come fece p. es. il Coxe, Il quale nella soa Storia della Casa d' A11slria fece ,·oniro le truppe dell' lnfontc D. Filippo dalla Corsica. Lo stesso ti' Agliano. che scrisse le memorie della guerra combatluta dal 1742 ol 1746, alla quale prese parte, molte volte non conosco la ,•erità dei ratti, perché scrive a memoria dopo qualche anno daccbò ess i erano successi, ovvero secondo le uicorio, o per informazioni avuto. Il <l'Agliano del resto in allora era giovanissimo, ed u((lciale subalterno nei drogooi del ne, dimodochè la sua posizione non gli permetteva di vedere che una parto beo limitata degli a\'vonimenti. .Perciò ho cercat.o di ricostruire In narrazione su documenti J.otalmentc inediti i quali mi fu,·ono forniti dall'Archivio di Sta r.o di Torino; essi sono il carteggio cogli ambasciatori, e coi generali cù impiegati dell'eserci to . lo rela1.ioni, le situazioni ufficiali, e lo scarso lettore dei contemporanei; vi si aggiun ga la s toria del Wuutoli, scri ttore ufnciale di queste campagne, il cui lavoro ancora inedito fu compilato su molti documenti, i quali disparvero. Colgo l'occasione per ciwre con gratitudine le gentilezze cb'ebbi in occasione delle mie ricerche nella Biblioteca del Re o negli Archivi di Stuto e della guerra in Torino. ANNO XXIV, VOI. . III,

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Elisabetta Farnese regina di Spagna servivasi della politica e delle forze clel suo paese per. soddisfare i desideri del SlLO cuore materno. Era seconcfa mogli.e a Filippo V, il quale, per illranezza di mente, stavasene rannicchiato in fondo al letto gran parte dell'anno, e lasciava che l,1 regina rimestando negli affari di Stato cercasse una corona ai figli, ch'erano esclusi da quella cli Spagna, iinchè vivevano quelli del primo matrimonio del Re. Nello scombussolamento prodotto in Europa per la vacanza del trono cli Polonia, D. Carlo, il priinogenito d'Elisabetta, avea raccattato la corona di Napoli . J)oteva darsi elle nelle complicazioni cni cliè luogo la successione austriaca, anche il secondogenito D. Filippo trovasse un territorio ed una corona. Per riuscirvi la regina Elisabetta conta.va sull'appoggic) della Francia: la cui corte avrebbe veduto con piacere Llll altro principe di cas,1 Borbone metter piede sulla penisola italiana, e l'Europa occidentale tutta in mano a. quella fami glia. Ma per ottenere soccorsi bisognava indurre il cardinale Fleury, ministro di Ln:igi XV, a lasciarsi trascinare in un'altra gner,ra, ohre a quella costosissima. che avea intrapreso per sostenere i diritti all'Impero dell'Elettore di Baviera. Ora il cardinale prevedeva che questa guerra. oltr~ al dare luogo ad una nuova campagna contro l'Impero in Italia, av1:ebbeeziandio gettatonellebracciadell'Austria il l'e del Piemonte, geloso di qualunque mutamento nella penisola e speci,dmente nel ducato di Milano, al quale tradizionalmente la sua. famiglia aspirava. Ed una nuova guerra cli cui non era possibile prevedere l'entità spaventava il cardinale, avaro regolatore delle finanze francesi . ì\falgrado clunque l'influenza che erasi proca,cciaLa nella corte di Versailles, e l'attività adoperata, la regina, di Spagna non ottenne nulla dalla Francia e doveLLe limitarsi ad aprir la campagna coll'aiuto del re cli Napoli . Un esercito spagnuolo, comandato dal duca di lVTohtemar, sbarcò a Livorno ed alla. Spezia, e passò gli Apennini per riunirsi all'esercito napoletano e per muovere assieme verso il clucato di Milano . Ciò bastò per indurre il re Carlo Emanuele a concludere un trattato ~oll' A.ustr.ia allo scopo cli opporsi di comune a.cco1:do all'imi,asione del Milanese, riservandosi a cose finite cli far valere i rispettivi diritti su quel ducato . Dopociò il re cli Sardegna univa le sue truppe alle austriache, e marciava contro l'esercito spagnuolo accampa.Lo Jiel Modenese.

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Con un nuovo nemico a fronte urgeva sempre più alla regina Elisabetta d'essere spalleggiata dalla Francia, mentre il cardinale Fleury era tanto più alieno d'impicciarsi nei suo i progetti . La regina 110n tralasciò mezzo per ol:tenere che alcuni battaglioni francesi si unissero agli Spagnuoli per sostenere le sue pretese snll'Halìa. Ella era donna astuta, passionata, di spiriti acuti, tenace nei propositi, quanto flessibile nel cercare i mezzi per attuarli . li cardinale, vecchio a novanl'anni, un po' irresoluto, a mala. pena po tea tenerle tesLa, e trattenere il re dall'intraprendere Lllla guerra, a cui del resto lo spingeva un forte partito della corte, e l'tllfozione per D. Filippo di Spagna, cui avea dato la figlia in isposa. La regina di Spagna conosceva le difficoltà contro alle qLrn.li lottava il cardinale, e cercava di aumentarle con nnove prete~e, .e con ntLOve insistenze. (< Elle est ime fem,nie terJ'iblel n egli esclamava un dì verso l'ambasciatore piemontese, ed intanto dopo averla consigli.ala a non mettere alla testa dell'esercito d'Italia l' infante D. Filippo, per non dRre soverchia importanza.alla guerra che 'stava per cominciare, ora. avea dovuto accondiscendere che questi attraversasse la Francia per assumere quel comando. Poi, con poco r iguardo . ai doveri che la neutralità gli imponeva verso il Piemonte, dovette concedere il passo attraverso hi Francia anche ad alcune truppe spagnuole, che figuravano andare a r inforzare l'esercì to del duca di ~Iontemar; e come se ciò non bastnsse dovette porre a caricò del bilancio della Francia il loro mantenimento finch é stavano. sul territorio francese. Il passaggio di queste trnppe spagnuole durò dal 22 marzo del 1742 fino al giugno. Erano trentadue squadroni di cavalleria ed una ventina di bauaglioni; da ,f :z a '15 mila uomini, i qu~li sboccavano lentamente da Perpignano gli uni dopo gli altri, ad interYalli, attraversavano la Linguadoca e la J)rovenza, e venivano aradunarsi in Antibo . Ivi li aveYa preceduti l'infante D. Filip110, il quale aveva pur egli attraversato lenl:nmente la Francia meridionale, accompagnato da 200 gentiluomini scortati da 30 J:!'uardie del cor1)0 e secruito da ("> 24 carroz:i:e, da 40 calessi, di cui 9 coperti, da più 4i 300 muli da basto e da numeroso servido rame. • La lentezza di questa Lraver::mta era dovuta a ''.a.rie cause. I reg..,J

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,rimenti venivano dalle più lontane provincie della Spagna già esausti di for,ze; gli intendenti dell e provincie francesi per le quali passava quell'esercito, avevano chiesto che i reggimenti si seguissero coll'intervallo di qualche giorno pc1· dar tempo ai paesi di rimettersi; e · fo1~se lo stesso Fleury con questi rjtardi sperava di guadagnare Lempo e di distogliere la regina dall'impresa. Newmeno la regina Elisalletta aveva interesse acl accelerare la marcia dei suoi reggimenti. Neila corte di Versailles aveva molte simpatie; l'infante D. Filippo aLLirava gli sguardi e la simpatia dei Francesi con qtlella sua marcia pomposa, tanto più che per natura era più porLato per la lingua e per le abitudini francesi, che per le spagnuole. Non era llunque probabile che fi nalmente ~nche il cnore paterno di Luigi XV si commovesse, e, trascurando Il parere con.trario del suo primo ministro, si decidesse finalmente a dare un elficace aiuto ad un principe, che in fine dei conti era. il marito di sua figlia"? In questo caso quei pochi battagl!oni raè~uoati a sp i7.zico, privi d'artiglieria, i quali si erano arrestati ad AnL1bo e non poteano passare il mare per difetto di navi , e perchè il }1e.dit~rra~eo era gmi.rdato dalla fioLLa. inglese, nè erano abbastanza lort1,_n~ abbastanza ordinati per forzare il passo a traverso la conte:t di ~ 1zza, ed andare così. a. raggiungere l'esercito cl' Italia, secondo il pensiero d'Elisnbetta, dovevano formare un nucleo di un forte esercito fornito in tutto ciò che mancava d'uomini e di ma.teriali dalla Francia, e destinato a dare la corona del clucato di Milano a D. l~ilippo a cli,;petto clell'iri1pero e del re di Piemonte. Se il cardinale Fleury non volea saperne, tanto peggio per lui ; egli era vecchio e no~ poteva tardare a sparire dalla scena politica, eél in questo caso bisognava essere pronti a trar partito dagli avvenimenti. Tali ornno i divisamenti della regina di Spagna, i quali per allora non doveano avere quel successo ch'ella spenwa. Non solo il cardinale non pensava. a morire, ma anzi In invitava. con insistenza sempre maggiore a ra.r sì che le sue Lruppe u:;cissero dal territorio fran~ese, per non violare più a lungo le leggi della neutraliLit oITcse cla questi preparativi cli guerra fotti in paese amico al Pie11101~te,. e ulteriormente le !ìnanze francesi e le provincie, on . . Pet' non a.,·,,rnvare nelle qua.li r ivcva l'esercito spagnuolo. l nfaLti quelle provmcie erano slanr,he del peso ch'era loro piombai.o sulle spalle; gl'inten-

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den~i si facevano interpreti verso il governo centrale cle malcontento delle popolazioni ; giornalmente su:ccedevano contese, baruffe e risse tra i cittadini ed i -soldati spagnuoli. Solamente D. Filippo passava soddisfatto le sue giornale occupandosi nel giocare cli giorno alla palla nei fossati del castello cl' Antibo e di nolte al picchetto colle belle gentildonne dei dintorni. Vernmenle l'esercito non poteva pensare a procedere oltre, a meno che il re di Sa rdegna si fosse accontentato a lasciargli li bero il passo n traverso i suoi Stati per vederselo poi piombare alle spalle mentre stava combattendo nell'Italia centrale contro il duca cli Montemar. Yfa siccome ciò non era probabile, nemmeno gli Spagnuoli poteano pensare seriamente a forzare il passaggio a traverso gli: Stati del re. Quei pochi battagl ioni raccolti a poco per volta sulla frontiera niz.zarcla difettavano di tulto ciò ch'era necessario alla guerra. Erano soldati, ma non formarano un esercito. Manca,•ano loro artiglierie, mezzi di guerra, attiragli e tutto ciò che può essere necessario acl una spedizione a traverso i monti. Tl'itLavia i ministri ft ancesi per indurl'i ad abbandonare la Francia cercarono cli procacciare loro quanto aveano cli bisogno. Le artiglierie furono fornite alla chetichella dagli intend enti di Tolone e di Marsiglia, con Lanta astuzia, che f ambasciatore piemonlese a Parigi, il quale stava con tanto d'occhi aperti sulle mene degli Spagnuoli, ed avea perlìno guadagnato un segretario dell'ambasciata di Spagna, riseppe,bensì la cosa, ma non potè averne prove tanto sicure da fornire al suo governo i mezzi di protestare contro la Francia. Perciò oltre alle artiglierie furono forniti i mul i pel trasporto elci pezzi e dei bagagli, e perfino alcuni ufficiali francesi pratici dei passaggi alpini. Malgraclo riuesti favori la regina cli Spagna non era c0ntenta della Francia, tanto è vero che spronava suo figlio « a cercare tra i ne« miei ciò che dopo tanta insistenza non aveva potuto ottenere da.gli « amici; J) ecl arrivò perfi no a fa r m:ostl'a di volersi avvicinare all'Inghilterra ch'era in guerra colla Francia collo scopo d'incutore spavento a qllest'ultima. Questa sua condotta proprio nei momenti in cui le cose cli quel regno volgevano alla peggio , tanto che un intero esercito francese era falto prigioniero a Praga, fini col disgustare completamente il Fleury, il cruale minacciando di sospen-


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dere i '>Occorsi all'esercito spagnuolo decise la regina di Spagna a mandare ordini perenlorii perchè questo avesse da uscire dalla Francia, cercandosi un passo a lraverso il PiemonLe.

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clopo quella prima sce!La servì a co. ti t11ire quell'esercito di •I 6,000 J) uomini ali' incirca i quali souo il comando clell' infante 1). Filippo eransi anelati sLentalamente raccoglieudo intoroo ad AnLibo senza un piano ed uno scopo netttunente designati ( 1). Il conte di Glymes , il quale verso la fin e cli maggio del 174,2 era venu Lo ad assistere l'Infante nel comando, a \' C.1 cercalo di mettere un po' cl· ordine in mezzo in quella accozzaglia d'uomini, ccl erasi adoperato a fornirle di ciò che manca.va. Ma non era uomo aclalt..ato al suo còmpilo. Prudente e circospetto genera le, lasciò poca tmccia cli sè nella sLoria. Egli era fio.rnmingo e nemico clichiaraLo del dnca cli Montem.ar, ciò che prora sempre più che l'esercito rndunato inProvenzanon dovea raggiungere quello ch'era già in ll alia; e rivela sempre più nella corte spagnuola la lusinga cli tras~inare la Francia in una guerra, in cui poco le sarebbe importato di vedere il suo genera.le soLtoposto agli ordini del generale francese. Perciò avea scelto appunto un versonaggio moclesto e cli precedenti poco spiccali, com'era il de Gl)'llles (2). Nel luglio l'esercito era ancorn lnngi da ll 'essere pronto. Ma gli ordini della corona di Spagna divennero tanto pressanti, che il de Glymes, spinto da essi, ai 25 di lugl io spedi una lettera al comandante di Nizza cavaliere cle Corbeau, chiedendogli por sè e per le sue truppe il passaggio a traverso quella contea collo scopo cli raggiungere l'esercito spagnuolo in Italia. La lettera figurava di non saperne nulla delle oslilità cominciale sul Panaro tra la Spagna ed il Piemonte: ed anzi il generale spagnuolo offriva di stabilire dei commissari i di comnno accordo per pagare esal.larnente tuttociò che il suo esercito sarebbe sl:ato obbligalo a prendere per vivere durante il passaggio . }la il cavaliere de Corbeau il quale da principio era 1

:u. L'esercito spagnuolo avea seguito le vicende del suo paese; snel'vato ed avvilito sollo gl i ultimi re di casa d' Auslria, avca riprc:::o ,•igore e pt'estigio nelle guerre causale dalla successione di Filippo V, e dalla poiitica avventul'osa del suo regno. Tuttavia non valeva gran cosa, e quel po ' di fuoco che vi aveano suscitato gli uliiciali francesi rimasti in Spagna dopo il principio del secolo , era più apparente che reale. li fondo era guasto, e la nazione così generosa in altri tempi, ora abborriva dal servizio militare. I reggimenti erano tenuti a numero por mezzo di requisizioni fornite fatte dagli uomini della giustizia, i quali sostenuti da lla for·za. armata pe1·co1Tovano le vie delle ciUà e dei paes i ponendo le mani addosso a tutti i disoccupati che incontra vano per incorporarli nell'esercito : quando il loro numero non bastava, erano aperte le pl'igioni per renderlo compiuto. Era ['nilima espressione dell'arrnolamento fo l'zato, e mancavano perlìno le a:pparenze di un patlo conci uso più o meno spontaneamente tra ingaggialo ed ingaggiatore. Lo conseguenze :;i rivelavano collo svolgersi delle operazioni mili tari . Le diserzion i ernno più numerose che in altri eserciti; le ruberie ·e le libidini segnavano l'orme di questi soldati temuti pit'.t dalle popolazioni che dai nemici. L'esercito spagnuolo, ch'ern sbarcalo in Toscana, ed em passato negli Stati della Chiesa sollo il comando del duca di }Iontemar pel' combattere le trnppe riunite dei Piemontesi e degli Austriaci, non ave~ n~m~eno pot~tto tental'e.la prova di un combn\Limento. Le di: sert10111 I <·weano dtlegualo, d,modochè il duca aYea Hovulo ritirar~, con tanta precipitazione da diventarne la favo la di tutta l'Eu ropa, mentre gli shandati suoi soldati infestavano le contracle clell'Itali:i centrale. E quello era il fiorn dell'oserciLo, poichè era stato mcs:::o assieme con quan to v'era di meglio nei reggimenti. Ciò che avanzò

(I) Secondo le informazioni dell'3mbasciatorc piemontese a Parigi, verso la fine di maggio l'esercito spagnuolo, che minn~cia,•a il Varo , si componeva di 30 squadroni di cava lleria o di dragoni a 120 uomini per squadrone, e di ìO ()aUaglioni tli fanLoria o di dragoni appiedati a 650 uomini per battagliono. Questa cifre sono accertate da altri documenU, tra cui un foglietto esist.ente u·a le carte del marcsci:ùlo n chbinder (Archivi di Stato - Materie militari - Imprese - Mano 12) oc! qual foglietto sono indicati i nomi dei reggimen ti spagnu~li. (2J Jguazio l•'rancesco ùo Glymes do Urabante, signore do la Fall'O, luogotenont.o generalo fino dal 1729; Juogotenent.e colonnello nello guardie Valloni; capii.ano generalo delle du e Castiglie; cavnliere dell'ordine d'Alcantara; commendatore de Belvis de la Sierra. (V. GosrnALs: J>iction. des familles nob les du n. de Betyiq11e. - Bruxelles, 1810),

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piutt9sto scarso di soldati ora, ricevuti rinforzi , avea un numero sufficient~ di battaglio1:i per opporsi risolutament;) al passaggio degli Spagnuoh, ed ~ra perfmo sostenuto dalla flotta inglese che onneggiava in quei dintorni . . Le forze militari del Piemonte, comprendendovi i corpi stranieri d1 nuova levata, ascendevano nel 1174-2 a 50 battao-Jioni di fan• teria Cl), un battaglione d'artiglieria, e 32 squadront'di cavalleria.. Il re Carlo Emanuele, nel riunire il suo esercito a quello austriaco in Piacenza alla fine di marzo, avea cercato di non sguarnire il Piemonte, anzi vi avea lasciato .26 battaglioni di fanteria senza. calcolare i tre che erano in Sardegna, e 14 squadroni di c~valleria. Alcuni di quei battaglioni erano di nuova levata; altri stavano tuttavia formandosi ; gli squadroni erano stati privati di quanto vi era di meglio p~r fare Ja campagna; ma tuLtavia quelle forze, che a.mm.on~ tavano ad una ventina di mila uomini, appoggiandosi alle fortezze di Bard, di. Susa, di Fenestrelle, di Demonte, di Cuneo e di Villafranca, potevano opporsi con lusinga di riuscita ad un' invasione nemica. L'ingegilere Bertola, brigadiere nell'esei;cito, del cui consiglio si giovava moltissimo il re, opina va: essere diffici Iissimo a~ ne~ico_l'aprirsi un varco alla pianura, e nel caso che ciò gli fosse nusc1to ciò sarebbe stato per lui lo stesso che affidarsi « ad un vascello destinato a sicnra perdita» per le difficoltà, che avrebbe avuto a vincere _rei: portare i suoi magazzini al di qua delle Alpi . Così fatto era ti sistema di guerra di quell'epoca. Gli eserciti non vivevano di requi_sizioni, .ma mercè dei loro magazzini, i quali non potevan~ scosta~·~1 oltre c1~que tappe. Le operazioni del Catinat, e quelle degli ~serc1t1 frances1 durante la successione spagnuola nella pianur~ p_temontese.erano andate fallite appunto a causa di questi magazzm1, e delle d1ffico!Là d'approvvigionamento create dalla barriera a_lpina. E malgrado l'esempio di questo passa.to relativamente prossimo ~er questa_ guerra la corte spagnuola avea nulla provveduto a tale nguardo, ciò.che dimostra sempre più l'avventatezza dei consigli della regin~, Elisabeua. . \ Appena che 1! l'e Carlo Emanuele ebbe notizia dal suo ambasciatore a Parigi dei primi movimenti delle truppe spagnuole a tra(1) Non 56 come dice Carutti sulla fede del d' Agliano.

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·verso la Francia, cominciò a dare lé prime disposizioni per tespin'- i g:erle in caso d'invasione. Risvegliò la prudenza e l'attività dei co- , mandanti delle fortezze; fece verificare le provvisioni in esse esi"- 1 stenti, ·e preparare le note di quanto vi faceva difèuo, prendendo p·erò tempo a rifornirle per non aggravare con inutil i spese i suoi sud'" 0.iti; ordinò d'allestire le due galern e la feluca che avea nel por'to di Villafranca , e dispose affinchè, rimanendo salvi i diritti cl' ospita'lità, fosse proibito qualunque sbarco di marinai spagnuoli. Quando parve minacciato pìù specialmente il contado di Nizza, furono date -al cavail1iere de Corbean (il quale, come ru·detto, ne era.comandante) le norme per condursi nèl caso che gli fosse chiesto dagli Spagnuoli di passare pel territorio posLo sotto la sua giurisdiiione. Egli doveQ rispondere honn/Jtement di non avere ordini in proposito dal suo re, ma di non potere Qt.tentarsi a rifiutare il passaggio, essendo sicuro che le truppe manterrebbero la più severa disciplina. E se poi gli Spagnuoli avessero trasceso ad atti ostili, il comandante ed i suoi ufficiali ritirandosi a Vi llafranca, ove sarebbero state riparate alla sordina le casse della tesoreria e delle dogane, cloveano protestare contro l'abuso dell'ospitalità ('I) . Conviene notare che fino allora non era successo in Italia alcun atto ostile tra l'esercito spagnuolo ed il piemontese, che in Nizza, stavano appena cinqne compagnie del reggimento provinciale levato in quella provincia, che le forze del nemico non erano ben conosciute, e che i .battaglioni stranieri erano in via di formazione. Ma più t:ardi, dopochè il re conobbe qua.li difficoltà incontravano gli Spagnuoli nell'allestire il loro esercito, e !"esiguità delle forze di cui disponevano, e 4opochè gli av.venimenti gli concessero di manifestare più apertamente i suoi disegni contro la Spagna., querte prime disposizioni mandate al cavaliere de Corbeau furono notevolmente modificate nel loro tenore amichevole e cortese, ed anzi sostituite da altre, secondo le quali gli Spagnuoli aveano libero il passo, ma purchè sfilassero lungo la strada della Cornice alla spicéiola.ta, senza fermarsi e senza radunarsi in i1iccol i drappelli. Per impedire loro di penetrare nella conteit fu concesso al (I) Questi ordini e la maggior par te dei seguenti sono desunti dall'~rchivio della g uerra.


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cavaliere de Corbeau di .servirsi di tre battaglioni, i quali erano a Cuneo, scaglionandoli .tra Tenda, Breglio e Sospello snl versante meridionale delle Alpi mariLtime lungo la strada tra Cuneo e Nizza. Infatti se i!" nem,ico avesse oltrepassato Nizza, facendo ressa nei dintorni d'Oneglia, malgrado l'opposizione delle truppe piemonLesi, e valendosi di navigli per fornirsi di sussistenze, avrebbe potuto gettarsi nel!a valle del Tanaro e per e~sa in Piemonte ; ovvero se sgomentato dall'attitudine trovata nel Nizzardo avesse desisLito da ogni i1npresa da quel lalo, avrebbe potuto risalire verso seLtentrioùe, sorprendere alcuno dei varchi delle Alpi occi dentali, e per esso penel.rare nel Piemonte. Er-ci necessario di provvedere a questi al.lacchi i quali potevano sfilupparsi, o sul verti ce, ovvero sopra una delle due estrernil.à dell'arco formato chi!!' Alp i maritLime tra Barcellonetta ed Oneglia. L'esiguità. delle l'orze spagnuole rendeva improbabile un attacco sopra due di questi punti contemporaneamente, nemmeno nel caso che uno dei due attacchi fosse simulato per al.trarre i'aLten,,ione dell'avversario e rendere indecise le sue mosse. Perciò le truppe piemonte.si stabilendosi di~Lro il centro della linea difensiva, aveano tutto il tempo di portarsi da quel laLo dal quale s'affacciava il nemico. Quattro bauaglioni.si riuniron,) fra Cuneo e S. Dalmazzo , donde poteano pel passo di .Tenda. portarsi innanzi. a sè per sostenere le truppe ch'erano a Nizza; oppure muovendo verso oriente per C:eva attraversat'e i monti, e piombare sulle colonne spagnuole cui fosse riuscito di forzare i! passaggio a traverso del ~izzardo; ovvero anche volgendo a ponente risalire la valle di SLura, ed occuparne la, tesla, molto prima che il nemico potesse giungervi . In quest' ultim.o ·caso anche i tre battaglioni scaglionati lungo la via di Tenchi avrebbero concorso all'azione. Il generale l\tl!avicino ('1 , venne di ·J>iacenza per assumere il comando delle truppe che sta.vano intorno a Cuneo. e

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verso la fine d'aprile 9 battaglioni, ed _on cl~~lac:am_e,~to.ch.~:a~o.~i, . . . d. 0 uomini ('I) sostennt1 da. o a 6 pezzi d a1 tic)he! ia, ossia pm 1 600 . . c1· e a· Villaed a.ppoggiati alle fort ificaziom eh Demonte,. 1 un~~ e 1 • _ 1· ·1 n c·1so c1'01)l)01Te una vivace res1:stenza a1 ten frauca, erm1)e StaL •< ' · 1· · · . . el eg l'J SI)"iYillloli i\fa cruesti erano ancora bene ade ietro ue1 tat1v1 "o · · ' · loro apprestamenti di guerra. . .. . _ In quei tempi .nei quali il sistema c~e!l.'1 guerra cli c~r~loue ~t ,tal ·i l'apoaeo. merita notar c1ueslo piano cli difesa fondato sui movnnent cli un\u~leo di Lmppe raccolte in un punto cenLrale, e pronLo acl ak correre ove il bisogno lo richiedeva. . .. . . Il J)aJlavicino r iceveva le istrozionì più precise sul modo cb difendere la valle di Stura « radunando le tru~pe (I, DemonLe, donde~ " l dovea marciare sinO" alle Pmnche; con a.lcune com (( occouenc o, ,. , l , . d ll truppe (< pagnie occupare le alture dell . Isol,t, e co. resto. ~. e " e,(( per Sarnlrnco e per Pielrapor1.10 occupare t pLrn~1 ~1rn v,rntac). • • J I o )fe ,\1·r,entiera .' ovvero élis1Jorre alcuni ·d1sLaccamentJ (( "10Sl (le 111 I. · · o .t a· « :ne Ilarricate; e sulle alture a clestra di Brez~ p~r ,mpe ire una · · . 1 Il B' , , ·<..'te ·, altn (e sorpresa della. pos1z1one e e e . ,t1 1 1' " . · d1s1)orne al ponte « ~lel!c.Pianche, e nel vallone ,1. sinistea. di questo loogo; t~ so?egno « di questi distaccamenti clove~ accampare due batta~l10~~ ~!tre <( Vinadio, wn un drappello d1 trupp,l nel Vallon~ dei hc1c)111, e (( qualche milizia sulla vetta. della montagna a cm fa c~po v~lle « Coviera; rendere r;ornpiula la difesa col.la _roLtura d1 _cr1~a'.~~e « strada, e colla costruzione di qualche lnnc1eramento d,t fo.1 ,,,1 a / <( tempo opportuno >> ('2). . . . , ,_ Gli Spagnuoli intanto colla lentezza dei lo'.'O_ annament1 a~co:da va.no ancora tempo a fare ulteriori preparaL1v1. Una_floua mtilese composto. di 28 vascelli di linea e di 8 fregate, gmdata dal con(1) Ecco la dislocazione di questi battaglioni nell'aprile 1742 : S . elio il 23 apl'i le;

1• battaglione del reggimento la Marma d.a Cuneo passo. a osp ,. ,. runase a Cuneo. . 2' " ~ •uclibert d~ Tortona passò. a• Cuneo il % aprilo: 2~ !'> .'1. B tta !ione pro •inciale Torino da Torino a Cuneo il 23 apnle; . . , a :g • Tarantasia da Asti a Borgo S. Dalnrnzio tl 'l:2 apri1e , · Mondovì da Cuneo a Tenda 11 23 aprile, . 20 b:ttaglione do; reggimento R0hbinder da Cuneo ~ BregHo _i l 22 aprile; Battaglione provinciale Pinerolo era a De01onte d<1ll ll ~.pr1.le, , . . ,, , » Nizza 1·i\rnì tutte le sue compagnie m Nizza, Un distaccamento di 1:lO dragoni passò a .Nizza, . o (2) Archivio dell3 goe1-ra - lettera al Pallavicino del 22 aprile 174~. ,>

(1) 11 generale Francesco Filiberto Amedeo· Pallavicino, marchese di Frabosa, na to nel 1683; nel 1701! era luogotenente col grado di capitano nel reggimento delle " Uardic;

il .2.5 aprile tiOS fn promosso capitano effettivo; il 10 dicemb1·e 1725 maggiore; il 2~ aprile 1726 luogotenente colonnello. Nel 1734 fece la c.1mpagna col grado di brigadiere, che avea ottenuto il 21 f~bbraio di quell'a nno. Maresciallo di campo il 2S aprile 173ì e gran croce degli or1lmi di Ss. Maurizio e Lazzaro; nel 1739 comandante la cittadelli di Torino; nel n,14 luogotenente generale di fanteria; nel 1755 gran mastro d'artiglieria. Mori il 21 ottobre 1761 - Archivio di Stato - Materie militari - Impieghi;

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tram~iraglio Lestock era comparsa nei paraggi di Nizza per fiancheggra're le trnppe piemontesi, ponendosi a disposizione del re di Sardegna. Questo soccorso inaspeLtato, prova del buon accordo e del~a ;o~mna~za d'interessi che regnavano tea le corti di Londra e d1 1 or~no, fu accolto con tutti gli onori e con tutta la deferenza c:ie.mel'!tava. L'amm_iragl_i? Mat!1ews, arrivato pochi giorni dopo, aJgmnse una sessantina d1 pezzi e 300 artialieri alle bocche da . fuoco eh' erano a Villafranca (11), ed ai pochi invalidi che le maneggiavano. . Oi·an:ai il . re poteva sicurnmenle dare istrur.ioni più eneraiche -al caval~ere d~ Corbeau, ed ordinargli d'opporsi risolutamei~te al passaggio degh Spagnuoli attraverso i suoi Stati. Veramente lo stesso de Cor?ean avea ricercato queste istruzioni dal lle, sentendosi capace d1 màndarle ad efi'etto. · L~ P?Pol~_zioni da Mondovì a Susa furono chiama.te all'armi. Le provmc1~ d1 Saluzzo e di Pinerolo diedero 11!500 uomini di milizia ognuna, 1 qnal_i o_rdinati in compagnie forti di ,, 00 uomini 1·una, andar:on~ orgoghos1 di guardare i posti più avanzati ed i più perico1o~1, dt sere~are_ sulle creste delle montagne, e di trattenere il nemico fino all atTIYO d~i battaglioni di truppa regolare accampati nel fondo delle valli. .I ya_Jcl:e:i. doven.no fornire due o tremila e perfino quattromila uomm1 d'.v1sl m compagnie disuguali a seconda della popolazione delle comum e delle parrocchie. a· E~·ano, .:.cors_i . P?~o più di cinquanta anni, dopochè questi alpi0 _iam, pe1,,egu1tat1 !Il nome della fede fino nei più profondi rec:essi delle inviperito di Ll11·a1·xi~rt , eaveano. - loro dmontagll'e. dall'esercito . dovuto an are rammght' per l'Europa ·p~r scamrJal·e l · t. -~· I .· . . . . . . e :, ia0 1, a P~ tgioma, ec1 Il_ martmo . Mutate le vicende politiche, erano tornati a1 lol'o ~asolan, e vi aveano trovata tolleranza. per le loro credenze e protez10ne da quello st~sso duca di Savoia, che pochi anni pr:ima -e~a. ~la.lo costrelt~ ad nrme le proprie armi a quelle del re cris'tia~1ssnno per oppnmerli. Quesla popolazione attiva e laboriosa sentrrn la necessità di controcambiare i senLimenli benevoli del suo sovrano. ?)

('.!) 5 cannoni, 8 quarti e 20 sagri (Archivio di Stato - Impiegt/i militari _ Marzo 3 -d'addizione).

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Non potendo far parte dell'esercito regolare, a causa della religiope che profes~ava, concorreva alla difesa del la :frontiera, riswb.ando esclusivament~ a sè 1ueµesima la guardia delle valli da essa abitate. La parte più giovane e più forte veramente seguiva anche aUr()ve l'esercito, rendendo ulilissimi serv igi nelle guerre alpi1~e, in çµi era impiegat;t come avanguardia, od in imprese speciali per la p,ratica che avea delle montagne. Erano le compagnie alpine di q,u~i giorni . Anche frn gli stranieri correva ali.a la fama loro, ed il re avea una fiducia illimitata in questi Valdesi assai bravi e pieni di zB)p pel sµo servizi.o. Nell e guerre della rivolu.zione francese si volle g~ttare troppo discredito sn questi valorosi barbetti,: essi di nnll',altro furono rei se non di con;tbaUere accanitamente per la patria indipendenza. I montanari erano tutti in arme; in Torino ferveano gli apprestamenti di guerra, ·nuove truppe affluivano di continuo verso il Nizzardo ed allorchè verso la fine di luglio il generale sp:ignuolo fece la strana domanda al cavaliere de Corheau cli passare sul te!'l'itorio nizzardo, questi polè rispondere con una. negativa, pronto a sostenere la sua risposta. Se il generale spagnuolo non se ne accontentava avrebbe trovato innanzi a sè da rn a 12 mila uomini ('I) sostenuti dalla !lotta inglese per contendergli 'il passo. ì\fa la donpnda. non avea forse altro scopo che quello di tenere a. bada i 1

(1) La dislocazione delle truppe era lo seguente:

Battaglione prnvinciale Nizza a Nizza; 2° battaglione straniero Rehhincler a 13reglio; lO » » la Ma1·ina a Sospello; B,1tt,1glione provinciale Mondovl a Tenda; » » Torino da Cuneo passò a Nizza; • Tarantasia a Borgo S. Dalma.u o; 2° battaglione stranie1·0 -Aud ibcrt a Cuneo; Battaglione provinciale As1i eia As~i a Nizza, ove arrivò il 24 luglio; 5 compagnie franche, formate con dissrlori graziati al principio della guerra, da Torino, Jv1·ea e Chivasso andarono a Nizza. Queste truppe dipendevano dal de Co rbea u, che clovca cederne la. parte principale al Pallavicino, tos tochè i nemici mostr<1ssero~ li tendere altrove che al Nizzardo. 11 marchese Palla.vicino poi avca a sua disposizionè-l 1° battaglione straniero la Marina a Cuneo; Battaglione provinciale Pinerolo a Domonte; _ 1° battaglione stran iero J(e!ler arrivato a Cuneo il 12 giugno; » » Roidt » ~ il 18 giugno ; 1• l" compagnia franca arl"ivat.a a Cuneo il 10 giugno; Una bHteria di 6 pezzi era arri,,:ita verso Nizza, e le milizie del Nizzardo e delle valli di Demente e òel Tanaro aveano preso le arr:i i.


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Pi emontesi, di guadagnare tempo e d'ingannarli sulle vere intenzioni. Tanto è vero che furono anche ved uti uffic iali spagnuoli tracciare accampamenti in luoghi ove sarebbe stato assolutamente impossibil~ il rizzarli ( 1). Evidentemente l'esercito spagnuolo volea risalire verso settentrione per sorprendere il passaggio delle Alpi in qualche pnnlo meno guardato dal nemico, e facendo irruzione nel Piemonte, creare una diversione alla guerra che si combatteva sul Panaro, ovvero gettarsi in Savoia. Il re C.arlo Emanuele lo comprendeva, e non potendo dal centro dell ' llalia dirigere le mosse dell'esercito in Piemonte, ne affidò la dit·ezione al conte dc Viry, primo ufficiale della segreteria di guerra, che era per ragione del suo uflìcio rimasto a 1'01·ino. Questi dovea consullarsi col marchese Tana, governatore cli Torino, e col vecchio marchese Fontana, il qua lo per l'eLà avea teslè cednto il mi11istero òolla guerra al conte Bogino. Gl i furono però rilasciate alcnne istrnzioni, nelle quali ern. detto: « che gli Spagnoli « lenendo a bada con grossi disLaccamen.ti i posti più avanzati della « contea di Kizza, e delta vt1lle di Sturn, tentavnno per la ,valle di « Vraita di sboccare a S,tluzzo , spaventare il paese, far qualche << colpo di mano, onrero impediti di farlo avrebbero cercato qualche << altro sbocco cosieggiando la fron tiera. n (2) . lnfaHi gli Spagnuoli concen trarono magazzini e provviste nei dintorni di Barcellon.eLta, e verso il ., O d'agosto mossero a qnella volta con tutto l'esel'Cito, senza nrnsclrnraro la loro marcia con finte verso Nizza, o verso l' alta valle di Stura. a cagiMe della scarsità di truppe. I calori straordinari i della stagione, la naLnrn alpestre dei luoghi, l'incertezza del piano di guerrn, l'indecisione dei genera.li resero disastrose le rna.rcie Jaue nel Delfinato, e resero più esiguo ancora l'esercito spagnuolo , già scarso pel còmpito cui era chiamato (3) 1 Il coni.e di Glymes per coprire in qualche modo lo scacco ·avuto sul Varo, ove non avea fatto nemmeno il più piccolo tentativo per

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sostenere la sua domanda di passaggio, voleva rendere 'visita (com: scrisse egli stesso alla sua corte) al nemico che si trovava ~Ile. Ba:rncaLe·1 ma i suoi bellicosi desicleri i furono delusi cla sollec1taz1om.ed ordi ni precisi, clte !!li gitrnscro da }Iaclricl, di pass~1~e _io Sav.Qi~ abbandonando ogni nitra impro~a . La Spagna non sperava. oramai ptù nu!1n. dalla Fr:ancia, le·cui c~se andavo:no ~ fasci in Genn_ania e non potea pi~ì tratlencrc· l'eserc1to sul territono cd a spes~ ~l, quel paese. La regina a.ve,t quindi cercate altre vie ~eno leal'. tacendo alcune proposte al re di Sardegna, per toglierlo ~all ,~lloanza austriaca, od almeno per comprometterlo verso l' Austna. {qnge~do grandi timori per la Savoia, l'esercito piemontese dove,1 a lasciare libero il Nizzardo, e quanclo gli Spagnuoli l'avessero attraversato unirsi a loro per prenclere tra. clue fuo chi gli Austriaci. Ln vittoria sarebbe stala certa; per premio le provincie italiane sarebbero staL~ ripartite trti l'infrrn te di. Spagna ed il re Cm-Io Em.anuele. Ma questL rigettò con sdegno quelle proposte dennncianclole ali' Europa come perfidie e tradimenti . . :Q.Qp_?ciò all_a Spagna non restava, ~i ù eh~ diriger~ il su~ eserct~o verso la Savoia, paese aperto, sgLUu nito e eh facil e occupaz,~ne,_O\ e farvelo s\·ernare, e conserrnrlo in attesa di propizio occas,om . Il conte de Glymes, obbedendo agli orclini della regina, dopo una breve fermata a Barcellonetta, clivise le sue truppe in clue colonne e per Grenoble e pel passo del Galibier le condusse a Chambéry ed a Montmèlirin. In tal modo un esercito concenl.rato lt poco a poco sotto l'impulso d'una poiilica incerta ed oscillante, mancò fino agli estremi d'un piano direttivo nelle sue operazioni; mcntr~ avre~)beyotulo ~r~ecare all'esercito <l'Italia il soccorso di una venLma di m,la uom1nt operando con maorrior ri~o luLezza e secondo un piano seriamente cont cepito, si aggirò invece dietro la muragliaalp_ina, senza sapersi n ~ solvere a nulla, bussri.ndo a 1,utte le porte che rn conlrava., oggetto_ di chiacchiero burlevoli cli lotta Europa, che avea vislo fratlanto cltleguarsi in Italia un altro eserciLo spagnuolo senza co~Lcre.

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(I) Le ttera particolare - Archivio di Stato - Imprese rn ilita ri - Mazzo 2 d'addjzione. {2) Lcitte1·0 do l re al conte dc Viri', 80 luglio 1742 - Archivio di Sta to. (3) Poco prima d'ent.-01·0 in Savoia il de GJ~-mes pa~sato in rassegna il suo esercito numerò 11,000 rùnti e 4,000 cavalli. Egli avca lasciaio più di 2,000 uomini negli ospedali . della Provent1.

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III. TI re Carlo Emanuele avea presentilo da qualche tempo che questa bufera, addensata lungo !a fron tiera dei suo i Stati , si sarebbe scaricata sulla Savoia. Questa provincia aperta e senza clifeso verso la [?rancia, avea sempre sopportato le conseguenze delle guerre Ira la Francia e l' Auslria. Le Lrnppe di Fran('.esco I nel 1536. quelle di Enrico IV nel 1600, di Luigi XIII nel 1630, di Luigi XIV nel rngo e nel "703 l'aveano spossala colle loro invasion i, e vi aveano reso impossibile qualunque miglioria noll'agricoltur:1, nel c~mme1:ci0 e n.cll'.industria. I castelli, di cui erano irti i picchi ed i dirupati monti dr quel paese, abbandonati da un pezzo dai loro signori, non erano più che decrepiti ti>.stimoni dell'epochc feudali. Le fortificazioni di i\1ontmélian alla porta del paese eranqsl.a.te rase al suo lo dai Francesi nei primi anni del secolo ( 1706) . Miolnns solo stava in p iedi; ma il vecchio nido delle aquile era stato mutato in carcere politico, e pochi anni prima avea veduto gemere tra le sue mura lo sventurato Pietro Giannonc. La frequenza dei varch i, la forma convessa della frontiera savoiarda, la divergenza delle vallate, la posizione del paese sul versante occidentale della catena alpina ne rendevano difficile la difesa ai Piemontesi. l?ino dal 23 cli maggio il barone cli Lornay, governatore della Savoia., avea r icevuto dal re il permesso di r itirarsi da c1uclla provincia assieme ai suoi tulìciali di stato maggiore in caso d'atta.eco del nemico, dopo aver sped ita la cassa della tesoreria per la via di (}inevra a Torino, e di avere posto l\f ioJans in caso di far resistenza per una ventina di giorni (if ), dimodochè gli S1fagnuoli, 1

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(l) LeLtere del scgre~ari3to di guerra 23 e 2G maggio - Archivio della guerra . Claudio de Ment~oo, barone d1 .Lomay, era n~t.ivo di Annecy. Il d' Agliano lo chiama uomo di merito singolare, e per ti suo .va lore e per la sua fed eltà verso il sovrano; preso parto alla famosa difesa d• :lfontmehan nel 1605 col grndo cli capita no; fu pmmosso , maggiore nel cl1cc mbre 1700: nel 1704, 16 ottobre, passò luogotenente colonnello: il 4 settembre 1712 colonnello; marnsciallo di fanterìa il 14 febbraio 1784; luogo tenente generale il 2,1 aprile 1787: e nel 1712 comandante generale del ducato di Savoia. l'-el 1741 ru fallo generale

di fan teria, ma la morte lo colse prima che fossero state levate le µa tenti del nuo, o grado.

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all'infuor i un fugace tentativo di resistenza in Charnbéry scongiurato • dalle persuasioni del presidente del senato de la Grange, entrarono in Savoia senza trovare opposizione. Li precedeva la fama della 1• loro rapaciLà ed un proclama clel conte di Glymes, in cui questi giustificava la sua invasione come una rappresaglia a ciò che il re cli Sardegna. avea fatto in ltalia, pork'lndo la guerra sulla destra del Po fino a Rimini ; e frattanto avocava a sè medesimo tutte le contribuzioni , ed inti.mava il disarmo << per evitare contestazioni tra i cittadini ed i soldati »; così sullo sventurato paese si sparse il flagello clei generali spagnuoli, che per sette anni continuarono a succhiarlo . Il quartier generale fu stabilito a Montn'lélian, e grossi distaccamenti furono irradiali verso Moutiers, Annecy e fino ai piedi del piccolo S. Bernardo. Non valsero le offerte dei paesi per evitare le contr ibuzioni; a lVlontmélian esse furono ripcLule per lre volte in un: mese; le comunit~L dei dintorni non poteano più somministrare animali, perché erano :::tati tuLLi rubati dai soldati; le case erano saccheggiate da cima a fondo; il S. Genis riporta i documenti che confermano la 1:risLe iliade pi1ssa.1.a. dalla Savoia durante la dominazione spagnola (1); i poveri curati dei dintorni di Cbambéry tennero conto nei loro registri pan·occhiali delle infamie commesse in quei giorni, e quello di S. ·~Jartino dc Belleville conclude ingenuamente: che la nazione spagnuola è devota, si batte il pelto con una mano, ma ruba dall'altra, ed in ciò è molto salope, climodochè le desidera il trasporto ed il viaggio clel profeta Abacucco (2) . L' invasione della Savoi.a, e le rapine esercitatevi dall'esercito spa. gnuolo fi niron o d'esacerbare l'animo del l'e Carlo Emanuele, già. inasprito da i raggiri della corte di tfadrid. << Noi non saremo. tanto << vil i (egli scriveva al suo ambasciatore· a Parigi ai 25 d'agosto, mentre gli annunciava la necessità de.I proprio ritorno n. Torino) cc noi non saremo tanto vili da accetl:are le proposte della Spagna. << Essa ha creduto cli 'lare forza alle sue ofTerte, accornpJgnandolo « con un ordine al suo generale di attaccarci; ma noi siàmo tanto << abituati alle sue violenze, che queste nuove minaccio non ci stu1

(I) S. GEHIS : llistoirl! de la Savoye, (2) RHERAT: Savoye. ANNO XXIV, VOL, I li.

voi. S0 24


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piscono più. Ci difencleréino con quella fermezza che ci fu com<< pagna nel rèspingerè allrove i suoi conati, e, do,'essimo pui· soc<< combere, i1011 saremo per riseattarci a prezzo d'una viltà ll ( 11 ) . Infaui il re avea ve-duto allora fuggir'e innanzi a sè l'esercito del Montmar, e l'avea inseguì.fo fino al di là di Rimini.; ora gli sembi·ava altrettanto facile che necessario il disperdere pure c1uest'alli-o _ r èserci to, che s'annidava in casa sua preparandosi ad invadere anche là pianura subalpina nella primavera ventura. La stagione avanzata mm era propizia per una spedizione oltre le Alpi; ma non era nemineno saggia politica il permettere al nemico di trattenersi così vicino alle Alpi. Durante l'inverno esso avrebbe potuto ingrossare di Iiuùiero, eompiére i ·suoi armamenti e presenta1·si più Lemìbile assai nella pril}mvera, mentre in quel momenlo assalito con rapiililà sarebbe stato fac ihnente sp·erperatp e· compiuta l'opera di dissoluzione che l'asprezza delle marcie, i calori estivi, e l'infingardaggine dei soldati aveano cominciato. Vi si aggiunga poi che se frattanto moriva (come realmente mori) il car~inale Fleury, nessuno avrebbe più hilanèiato alla corte dì Francìa l'infl uenza di coloro che voleano trascinarla ad una guerra conlro ii Piemonle, ed in quésto càso olti'e agli Spagnuoli, il re Carlo Emanuele avrebbe avuto sulle braccia anche i Francesi. Era dunque più prudente l'affrontare l'esito' d'una specliiione avventurosa che l'indugiare . .Perciò nel consiglio di ministri tenuto in Torino alla presenza del re nella prima quindicina del settembre, malgrado qualche voce discorde, prevalS'e il partito di assalire immediatamente gli Spagnuoli, per cacciarli dalla Savoia (2) . Senonchè bisognava far pre_<;to . Affrettare i preparativi di guerra e la riunione cl'èlle truppe ai piedi delle Alpi, piombare sugli Spagnuoli, e sorprendendoli, se era possibile, circondarli, togliere loro ogni mezzo di continuare la guerra ed estirpare il genp:e di fuLure complicazioni nocive alla tranquillità avvenire dello Stato. ~<

(I) Lettere ministri - Archivio di Stato. (2) Non trovai i verba li di questo consiglio, tenuto dopo l'arrivo del re, ch'era successo l' 8 di ottobre. li d' Agliano, il quale raccontando quanto udì, deva credersi, narra che il vecchio maresciallo Uellbinder, il quale consen•ava tutto il ruoco della gioventù, ed ottantenne avea sposato una dam igella Piossasco di 16 anni, appoggiò con vee• menza il partito di muovere subito contro gli Sp<1gnuoli. Pare s trano che l'Ormea fosse contrario, mentre per ragioni polil,ìehe dovea appoggiarlo.

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La configurazione della. Savoia inferiore si prestava ad un piano ,di questa natura. Mentre nn corpo di truppe scendeva per la facile via del piccolo S. Bernardo nella valle della Tarantasia, altri due per la conca di Beauf:Jrt e per ·it lnnga ed angusto corridoio della Morienna, si sarebbero riuniti al p1:imo nei dinlorni cli ~Iontmélian, ,ed allo sl)occo dell'Isère nel Graisi vaudan. Questi due corpi, per ultimo accennati, posLi su.Ile ali , sopravanzando di continuo il centrale, avrebbero impedito la resistenza degli Spagnuol i, prendendoli alle spalle; e forse avrebbero trovata l'occasione di tagliare loro Ja via cli ritirala, e così d'o bbligarli ad una batlaglja. Alcuni varchi , tra le giogaie, che di vidono le. tre val.late per cni doveano passare le colonne dell'esercito, davano agio di mantenere la co municazione tra esse. e l'accordo necessario nelle opemzioni della guerra di montagna. L'esecuzione di quesLo piano esigeva molta energia ed iniziativa nei capi, e molta mo bililà. fra le truppe. Lo scopo definitivo clovea essere qnello di costringere il nemico infiacchito a.cl una battaglia, che offrisse il mezzo di distruggerlo. llfa al l'infuori del re, arditissimo nelle sue concezioni, e pieno -d'energia e d'attività, gli allri generali abituati ad una guerra metodica e lcnla di manovre, mal si presta.vano a eondurre secondo quelle idee la campagna. che·stava per comi nciare. Essi aveano fatto assieme il re Vittorio Amedeo le campagne alpine, ché gli ·aveano procacciato la corona, reale e la restituz ione delle valli cli Dora e del Chisoirn. Ma allora erano nei gradi subalterni; invece come generali . non aveano comandato che nella lnnga e metodic~L guerra del "735, in cui aveano imparato i precetti . cli guena eh' erano in onore a quei tempi, cioè le marcie e le contromarcie fattEl allo scopo cli stan:~:ire il nemico, di minacciare le sue comuni cazioni coi magazzini, senza arrischiare le proprie ed evitando sopratutto lo seontro e le sorti dubbie cli una battaglia. . L'e~ercito poi , pe_sani~ nei su~i . movirn_enti, complicato\ nel su_o -0rgamsmo, le.gato a1 suo1 magazunr, non s, prestava aJfatto a movimenti rap idi ed ardili. FL1 dunque lasciato da parte il piano e.he ~ve~ per sr)opo prec.ìpuo di obbligare iCnemico a combau.ere , e ne I fu acloltato un altro , il quale riunendo tutle le forze al di là delle $ 1 Alpi , si proponeva di respingere il nemi co dal territorio della Sa-


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voia, e colla occupazione materiale del paese di raggiungere lo scopo pel quale faceasi la spedizione. Vana. lusinga! La vittoria non dipende dalla mate1fale occupazione del suolo, mrt dalla distruzione deì mezzi lli guerra dell'avrersario. La Fran cia avrebbe ricoverato di nuovo le poche migliaia di Spagnuoli, se fossero state cacciate dalla Savoia, ed il re di Sardegna non le poteva inseguire senza violare il territorio cli una potenza amica. Dimodochè dopo molli sacrifìcii cl'uomini e di danaro, nel caso più fortuirnto, i termini del problema sarebbero stati alquanto mutati, ma il problemR di una guerra contro Francia e Spagna unite si sarebbe ripresentato altrettanto minaccioso nella primavera vent.ura. Nel piano di campagna stette veramente il vizio organico della spedizione fatta dai Piemontesi in SRvoia nel 117Vz, ed il corso degl i avven imen ti valse a provarlo. 20 bai.taglioni di fanteria, H squadroni di cavalleria e "2 pezzi d'artiglieria furono desti nali per prendere parte a.lla spedizione ('I). Erano in lutto rn,000 uo'mini alcuni dei quali aveano di recente fatta la campagna d'Italia. Queste trnppe furono divise in due colonne, dì cui la principale compost[l di 12 baltaglioni di fanteria, cli ,1O squadron i cli cavalleria, e di sei pezzi da campagna. 1

(I} Colonna clella Valle d'Aosta: Comandante generale: il Re - Luogotenente generale: bar. di l.ornay Maresciallo di campo: cav. di Mo:nber· ceil, marchese Pallavicino, conte della Manta -- Brigadiere: bar. Duverger, Guibert. bar . de Villette - Quartiermastro generalo: Aud ibert - Maggior generale: conte della Rocca . Fanteria: Regg. Guardie .• 2 battagl. • · Guibcrt . . 2 , • la l\egina . 1 , • Mo nferrato 2 > • orov. Tarantasia. .. I prov. Tori no 1 Kelle,· . • .. I > Rietmann . 2 ~ Cavalleria: Guardie del corpo. 2 squadr. l\egg. dra g. Piem. G » ,. dellle. 6 , A-rtiglie1·ia: Generale Nicola 1 distaccamento con 6 r ezzi da campagna.

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Colonna dell(I Valle di Susa: Comandanta : tene nte genera le barone di Schoulcmburg - ~laresc iallo di campo: co nte Biscarrctti - Brigadiere: marchese cli s.' I>.1aul'ice. Fante,·ii!: T\egg. Fucihe1·i • . 2 bnuagl. • p1·ov. Ch iahlese ... 1 • » prov. Vercelli . 1 Dicshach . I Audibert . 2 > • Badrn .. . l 600 Va ldesi col Vaudènct Ca·v alleria: I squaclrnue di eh-agoni t olti <!alla colonna (ii destra . Artiglieria: 1 distaccamento con 6 pic~oli peui a mulo. I quadri dei battaglion i portavano 700 uomini di truppa, e quelli dcigli squadroni 80 cavalli.

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nella seconda 1netò. del settembre dovea adunarsi in val d' A.osta sotto il comando del barone di Lornay governatore di Savoia: e l'alt~a composta di 8 battagl ioni, di 2 squadroni e di sei pic~oli pezzr da montagna assieme a 600 Valdesi dovea trovarsi pronta, presso a poc~ alla medesima epoca, in va l di Susa sot,to gli ordini del barone d1 Schoulembourg (2) . La colonna principale avea l'incarico cli aLtraversare il piccolo S. Bernardo, fian cheggiata. da un distacca men Lo che per Cor~iayenr e l' Allée bianche sarebbe calato a Beaufort. Frattanto l'altra., colonna pel Cenisio scendeva nella stretta valle della Morienna e lasciand~vi a guardia un distaccamento composto in gran pa;'Le di V_aldes1 , ch.e le.guardasse le spalle, dovea tosto risalire l'erta .pendice della \:ano1se, che le stava clirimpetto, e per Pralognan e Bozel calare nella Tarantasia, e raggiungere Moutiers , per riunirsi al corpo principale. Jvi il re in persona assumendo il comando di tutto l'esercito riunito, s'apprestava a rovescia.re la resistenza che gli Spagnuoli avessero voluto opporre alla sua marcia offensiva. All'ufJicio generale del soldo fu aperto un credito di L. 620,233 soldi ,12, den . /4. per le spese straordinarie della campagna, che stava per aprir$[ nell'ultimo trimestre dell'anno, e l' intendenle gel <, ~era e conte Bonau~o ru in cari cato clei preparativi necessari per f~rmar~ oltre le Alpi H. magazzini all'inci rca ben approvvigionati di sussistenze per le Lruppe, poiché ìl paese, in cui esse stavano per entrare, bastava appena ai propri i bisogni nei tempi ordinarii, ed ora i nemici l'aveano smunto. Oltre ai viveri deposita.Li nelle fortezze di Feneslrel le, dell a Brunetta, di Exilles, di Bard e d'Ivrea I . , a ln ne vennero raccolti nelle m ili di Susa e d'Aosla, e per traspor~arli .oltre le Alp i (< prima che l'escrescenze delle acque,· le nevi od 1 geli troncassero le co rnunicr1r.i01ri col Piemonte n furono radunati 4000 muli , dei quali 3450 si ebbero mecljant~ precetto alle comuni. (2) Cr~stoforo Dan iele cii Sch,iulemburg nacque in ,{ngern presso Magdeburg ij L7 febbraio 16,9. Il 27 g1ugn_o_1701 entrò nel reggimento , che suo cugino Matt.eo Giova~ni avea reclut_a to per , duchi d1 S,1vo1a, e nel 1729 successe nel comanclo del rcggiment~ ad un suo _zio, secondo la promessa fatta dal l\e al letto di mort.•· cli ques t'ultimo, che quel reggimen to_sarebbe sempre comandato da uno Schoulemhurg, tìnché un membro di questa famiglia fossci al servizio reale. Il 4 marzo 1734 fu promosso a maggior generale, nel 1742 m occasione della presa _di Modena a luogotenente generale, e nel 1744 a genera.le_ di fanteria. Nel 1752 lasciò i! sei·vizio, e, ritiratosi nelle sue terre (I' Angem, vi mori 11 22 novembre 1763.


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Intanto gli Spagnuoli si allargava.no sempre pm m Savoia.

li quarti ere generale era ancora a ;\fontmélian; ma D. Filippo p~r

TV. A misura che l'esercito spagnuolo andava spostandosi lungo le pendici occidentali delle Alpi per trasportar:;i dai confin i del ]izzardo in Savoia, anche daila parte interna delle Alpi le truppe piemontesi erano successivamente accorse a difendere gli sbocchi pi(L minacciati. A lfuesto scopo i bat.tagl'ioll'i, concentrati nell'estate verso Nizw e Cuneo, erano via via ·richiamati verso il Piemonte settentrionale. A.I governatore d' A.osta ern stato dato l'ol'dine di rinforzare con 80 uomini la guarnigione di Ba.rcl, di chiamare all'armi le milizie paesane, e di stabilire un posto di guardia pre:;so all'ospizio, che stn sulla cima del piccolo S. Ilernarclo per dar tempo al generale Pallavicino di accorrere con due reggiÌnenti e col piccolo treno d'artiglieria. _li maggiore Vaudenet, uomo attivo ed energico, fn spedito con 500 Valdesi all'inci rca ad oc<~upare il colle cle la H.oue, alkt testa della valle di Bardonéche, per impedire che i nemici, i quali stavano dilatandosi in Morienna, non venissero per e~so a prendere alle spalle le truppe che riuniva.nsi a Susa, ed a seminarf\ il disordine nei preparativi che vi si anda,;ano facendo . A.lire truppe erano richiamale da11'Ttalia per formare le colonne che dovcano scendere in Savoia. Le accompagnava il barone du Yel'ger, generale brigadiere'. sul quale il re contava molto, tanto per le sue qualità 11ersonali , quanto pe1· le conoscenze del pae.-;e in cui stavasi enLrando, e del quale era naLivo (,1) . (l i Il barone du Verger era brigadicl'C dal 21 marzo 1735. Incontrò la morte dei prodi noi 17-14 nel combattinienlo di Bollin, io cui era iocarica10 di difendcro la ridoua di Piotralunga. Il S. Simon nella sua Guetre des A lpes racconta di lui che mc1ìlre era morihondo all a fine del combattimento sul luogo ovo cadde, ucll il conte di Danois, uno degli ufficiali dell'esercito av,•ersarlo e vincitore, o lagoarsi perchè non ave\'a da mangiare, nò sperava di trovarne. li d u Verger interruppe i gl'idi, che le suo ferite gli si.Tap· p_ava_no, per ind icarg li ove erano le s ue cantino. Il Daoois fattosi portaro qua nto vi tro,·ò, s1 mise n mangiare presso 11 moronte, e siccome questi non cessa va i lnmcn Li · lo rimproverò aspramente, d icendogli: Sigiiore, pol·reste brne modre tranquillo e tascia1·m i mangiare senra disturbarmi. Il du Verger tacque per lo stupore, o per la morto ohe ~o colse. Questi fatti distinguono un uomo ma non una nazione, s'affretta a soggiungere 11 S. Simon.

p&ssare meglio il SL\O tempo, stabilitosi in Chambéry, vi metteva allo prova la virtì1 cli' quelle vezzose donne. Un distaccamento risalendo la ·valle dell' Are, minacciava di ferro e fuoco i paesetti che vi erano disseminati, se non ceclevano alle prepotenti esigenze. Soli i municipii di Lanslebourg e dì Thérrnignon resisteu.ero alle pretese, sapendo che le truppe piemontesi si radunavano ai piè delle Alpi, e che il re avea loro mandato a dire (< di non « somministrare viveri agli Sp<Lgnuoli, salvo che fossero ri dotti agli « estremi, o si esponessero al fuoco ed al saq:heggio ». Un allro distaccamento spagnuolo erasi spinto rino all'ospizio del piccolo S. Bernardo, e minacciava di volerlo forzare per procedere oltre. TI barone di Valaisc, comandante di un piccolo posto di milizie, collocato in quel punto, postosi d'accordo coi monaci, diede agli Spagnuoli notizi e esagern.l:e sulle forze concentrate nella va.Ile d'Aosta. 1 nemici in timori ti rifecero la strada per dove erano venuLi, ma il barone di Valai:'.e non evitò nè gli an csti, nè una romanzina l\Hl.a.gli a nome del 1·e per : were tenuto colloquio col nemico. Il marchese ·Pa.llavicino, in seguito a questo a\'Venimento, successo prima del .20 setLembre, Cece oc<~upare dai granati eri e da due picchetti del reggimento Monferrato Sext, piccolo paese situato al centro cli una pianura allo sbocco della valle di S. Germain, per la quale passa. la strada del piccolo. S. Bernardo. [ Piemontesi rimettendo così un piede oltre la cresta. alpina, se ne assicuravano il passaggio, e tenevano in rispetto i nemici dallo scorazzare pel paese. Il re era impaziente di cominciare le ostilità; il tempo era favorevole benchè per la stagi one avanzata potesse mutare da. un giorno all'altro; ma le truppe non erano pronte prima della fine di settemhre. Fµ stab ilito che il 1° d'ottobre le truppe dovessero avanzare pel Moncenisio e per il piccolo S. Bernardo. Cl barone di Lornay, e lo Schoulemburg dopo aver preso gli ultimi concerti in presenza del re, erano partiti da Torino l'uno il ~6 e l'altro il 27 settembre per andare a. porsi alla testa delle truppe; quello in Aosta e questo a Susa. Il re stesso, dopo avere, pet' mezzo dei suoi rappresentanti alle corti estere, denunciato all'Europa la con-


360

LA CAMPAGNA

dotta aggressiva della Spagna, il 29 partì assieme ai ministri dalla capitale per andare a raggiungere Ia colonna che moveva per la Tarantasia. I reggimenti posti sotto gli ordini del de Lorna.y non erano tutti arrivati, ed il passaggio delle Alpi fa ri tardato d'un giorno. .Finalmente tra il 2 ed il 5 di ottobre le truppe scaglionate in Val d'Aosta tra Morgex, Salle e la Thuille atLraversarono il piccolo S. Bernardo, ed andarono a costituirsi in brigate composte ognuna di 6 battaglioni, l'una a S. Maurice, prendendo il nome del reggimento Guardie, l'alLra a Sext col nome di queJlo di Monferrato (11). Il re, che s'era fermato in Aosta per dare tempo alle sue truppe di sfilare, il 6 le raggiunse a Sext. Ora gli interessava d'avere notizie dell'altra colonna, la quale condotta dallo Schoulemburg dovea calare pel Moncenisio nella Morienna e venirlo a raggiungere auraversando la Vanoise. Questa colonna passò il Moncenisio ai 29 di settembre assai felicemente. per quanto lo consentiva lo stato clel malagevole sentiero che attra~ versava quel monte prima della mirabile strada napoleonica. Il nemico non cliè alcun fastidio; i Valdesi scesi pel colle de la. Roue a ìlodane snida,rono pochi dragoni nemici dall'alta Morienne obbligandoli a fare un lungo giro per evitare il ponte di S. Andrè, che era stato distrutto, ed a sofl'rire la perdita di qualche cavallo. , La colonna dello Schoulemb urg, I.asciati a guardia della i\'Torienna i Valdesi, dovea ora prendere il sentiero che da Thermignon sale il dirupato e selvaggio burrone della Laisse, ed attraversato il nevoso altipiano della Vanoise, scendere in Taranlasia per l'angusta valle di Pra.lognan. QuesLa comunicazione tra le parLi su(1) Si può calcolare che passassero poco più di 2500 uomini al giorno ossia 4 battaglioni, come risulta dalla seguente tabella: 2 battaglioni Monferrato, il reggimento provinc iale Torino e Tarantasia e 150 dragoni passarono il 2 dalla Thuille a Sext; Tarantasia prosegui fino a S . Maurice· ' Reggimento d,·agoni Pie mon te il a dalla Thuille a s. Maurice; ' 2 b~tta.glioni Guardie, il 2° Rietmann ed il I o la Regina ai 8 alla Thuille, ed ai 4 passarono a S. Maurice; 11 2• baUaglionc Guibert, il l' Keller, il 3° Rietmaon e d i d ragoni del Re, il 4 erano alla 'fhuille, il 5 a Sext; i dr,1gonì continuarono fino a S . Maurice. Il re col le Guardie del corpo il 4 parti eia Aosta, desinò ad Ama,willers e dormi a Sa n Didicr, ed il 5 attraversò la montagna valendosi di 7 od 8 muli che il governa tore di Aosta avea fatt.o cercare appositamente fino dal 28 settembre. desinò presso i frati dell'ospizio, e, facendo a piedi la discesa, arri vò alle 2 pom. a Sext.

OE:1.

361

'1742

periori cli due vallat~ importantissime, era in allora assai più fre,quenLata, che non oggidì, ed avea avuto una parte importante nelleI . .guerre passale, e specialmente nella c,tmpagna del ,'1708. Tuttavia la strada era incerta e malsicura. Esposta ai venti agghi,icciati del settentrione, spesso le gh iocciaie e le nevi ostruivano inaspettatamenLe la via, o la rendevano difficilissima,, molto più che in alcuni luoghi essa non era segnala che. da. a.lcun i gradini incisi nel sasso. Infatti lo Schoulernbnrg, fattala esplorare, non ardi servirsene a cawm delle nevi cadute di fresco, ma, chtone ·avviso al re, seguitò a percorrere la valle dell'Arc fino a S. Miche!, per approfittare dell'altro passo, detto des Encombres ( 1). Gli Spagnuoli avrebbero potuto contendere ai Piemontesi l'avanzarsi coll'aspelLarli risolutamente all'enLrata delle lun ghe ed anguste breccie, s<:avate dall'Arc e do.li' Isère nell'enorme barriera cli granito d te si ~tende Lra il Montebianco e Grenoble. Tenendo fermo a S. (',iovannì di Morienna, potevano prendere I' oflensiva nella Tarantasia e rigettando addietro la colonna piemontese ingolfata in una lnnga vallala e sprovvista d' artiglierin, avrebbéro obbligato a reLrncedere anche quella che scendeva per Are. ' Ma per tale impresa era necessario impiegare tutte le forze, e non trattenerne la parte migliore a guardia della preziosa persona del-. l'infante a Mont.mélian e Ch:unbéry. I :3000 uomini ch'erano a Moutiers, ed il piccolo drappello di carabinieri e di grnnatieri, che stava r itirandosi in iVIorienna, erano affatto insufficienti. Anzi il re conosciuto qnanlo scarso fosse il numero di colol\) che avea di fron te, credette inu tile il r icl1 iamare a sè la colonna dello Schoulemhurg; e giacchè non a.vea. potuto passa.re la Va.noise, le spedì ordine d.i continuare lungo la valle dell' Are rO\·esciando qualunque resistenza che rosse per inconLrare, mentre che egli attaccanclo di fron te e cli ffanco Moutiers sperava d'impadronirsene. Il barone di Lornay passando il piccolo S. Bernardo era;;i fatto fiancheggiare sulla destra da una. cinquantina d'uo mini, i quàli, sotto gli ordin i d'un capitano per Connayeur e per l'Allòe bianche dovea.no varcare il passo del Honhomme e gettarsi in Bea.ufort at1

(1) De cents Comb1·es, d ice !I d' Agl iano.


362

DEL 17-i,2

LA CAMPAGNA

traversando l'amena conca di lloselin, e la dirupata stt'ella di Cernix. Questo distaccamen_to fu poi accresci1.1to fino alla forza di 1200 uomini con nuove truppe spedite da Sext, per ordine del re, e condol:lo dal brigadiere Guiber t coll'incarico cli minacciare Conllans ('I) all e spalle di Mo11tiet$ per render più facile l'evacuazione di quest'ultima città . Questo moviment-0 aggirante, unito all'attitudine ostile degli abitanti di Moutiers, stanchi dellè imposizioni e lusingati dai vicini soccorsi, affrettò la ritirata dei 3000 Spagnuoli ch'erano in quella città. in cui il re fece la sua entrata ai 7 d'otLobre (2). Ma lo Schoulemburg non seguiva tanto celen1.mente quanto era necessaria. la marcia. della colonna centrale. Egli erasi arrestato innanzi a S. Giovanni di Morienna, ove il nemico avea 4 battaglioni di fanteria ed liII reggimento di dragon i, e, LuUochè superiore di forze col suo mo<lo lento e melod ico di fare la guerra preferiva di attendere che il nern ico si ritirasse da sè per c;onseguenza dei mov imenti delle truppe, all'accelernrne la r itirata, arrischiando 1111 combattimenLo . La posizione cli S. Giovanni era in fatti molto forte, appoggiala sulla sinistm all 'Arc, e difesa longo la fronte dallo scosceso torrente· del!' Arvant. GI i ufficiali avea1;0 suggerito all o Schoutemburg.di forma re tre co lonne e pas~anclo pei monti aggirare la posizione," e tagliare ogni via di ritirata al nemico (3) . }la lo Schoulemburg non ne vo!Je sa.pere, cd anzi valendosi cli una certa latitudine lascia tagli dal re quando revocò l'ordine primitivo cli raggiungerlo nella Tarantasia, continuò a spingere le sue avanguardie nell'angusto pa:Sso des Encombres. lntanto cndcle Moutiers; e riusci,,a sempre più opportuno che lo Scho ulernhurg continuasse nel avanzare per la valle delI' Are, per sboccare a rnll e di Co111lans, e renderne più facile l'ocwpazione. Ostinandosi a scendere in 'faranlasia, ora che. non ce n'era più bisogno, non faceva che moltiplicare le difficoltà. della marcia, agi glomerando nuove truppe in quelli angusti passi. Il re pertanto

gli mandò 9rdine perentorio, di richiama.re a S. Micl_1el le s~e avanvuarcl ie, e cli continuare la sua marcia per la Monenna. Ciò prod~sse un certo and irivieni di. truppe, ed un p~' di .11~alumore nello Sthoulernburg al quale dispiacquero questi ordmt e contrordini, u:rnto che il re gl i dovetLe far scrivei·e dal segretario ~er "li affari clella rruerra: (( che se fosse stalit profetizzata la rapida ~ rilirnla degttspagnuoli da )l outiers e cla S. ~fiche! gli. ordini « sarebbero stati più precisi; ma che simili ratti, come egli ~tesso « sapeva, non _poteano prevedersi se non diflici lmente, succe_de_ndo ·« essi et la Jow·née; intanto però approvav,~ che le _truppe s1np~« sa,-sero, faceva distribuire una vacca. per ogn i battaglione, etc. ~ (1,. Malgrado f{Uesto r ichiamo indiretto a.ll 'inizi~tiva necessana. al , comandante cli un distaccamento nella gLterra cb montagna, ove la trasmissione degli ordini è difficile, lo Schoulembur~ 1~011 fe~e entrare fino ai !) d'ottobre le sue truppe in S. Giovann i d1 Monenna, che sapea gitt sgombl'O dal nem ico . Ma il re non polca regolare la marcia della colonna ~entrale'. sopra quella delle truppe di ~lorienna. Gli premeva ~nz1tu~to d1 uscire da lla st1·ettissima gola, entro c;ui scorre spnrnegg1ante I Isère tra Moutiers e Cunfl nn,,, e di tlare la mano al distaccamento ch_e percorre,·a la Yia di lleaufort. AJfrett~ _quind_i. l'arrivo d~Jle arti«Jierie le tiuali il ouiorno 7 dopo sforzi mnucl11t . erano. arnvate a.po . pena nll 'osp izio di S. Bernardo, ~d agi_'. 8 s~rnse 1nnanz1 vers_o Cevins il barone di Lomay colla bngnta GtLarcl1e e con 200 dragoni· L'avanguardia (2) cli queste truppe saputo cl1e il n~mico, _ritirandosi a FreueriYe, a.vca sgombrato anche Confians, s alTrcLto ad occupare questa città Lanto importante per essere p~sla allo_ sbocco della Tarantasia. Il resto della brigata pet· quel giorno nmase a Tours. Ai 9 nnche il re partì da Moutiers per Conflans scortato ~alle guardie clel corpo e dalla brigata Monf~r1·n t_o fino. a metà ·st.rad~, e poi dai battaglioni clella brigata Guarche, 1 quali erano restati _a Tours il giorno antecedente. Finalmente il ,f O settembre I~ due .brigate, i dragoni e le guardie del corpo accampavano ali Hcip1tal, ,I'

'

(l) Ora Albertvillc.

(2) Il 5 ottobre a Scxt, il 6 in Aime, il 7 a Moutiers. (SJ Questo risulta da una Memoria per cacciare gti Spagnuoli dalla Savoia del esistente negli Archivi di 'Stato - llaterie milita ri - Imprese - Mazzo 13

1,4a

(J) Archivio della guerra, lettere ai pa~ti~ola~i.

.

. ,

,

•

.

.

(2; com posla di 6 compagnie di granol1eri, d16 p1cchelll ù1 tOOuommi I uno, e d1 alcuni

dragoni.


364

365

L A CA Ml-' AU::sl A

sotto Conflans mentre un fo1-Le drappello crasi stab ilito come in una. testa di ponte a S. Sigismon do oltre I' Arly pei· nssìcurare lo sbocco da Confla11s, quando sarebbe slato opportuno l'a.rnnzare. Intanto però un paio di giomi di fc1·mata in Co nflans erano coMen ient.i per riuni re i varii distaccamenti, per con cc1·lare i movi meriti colla colonnn che 1narciava in Morienna, per atLendere le artiglierie e per assicu rare il servizi o delle sussistenze in modo che rimcltell(losi in mnrcia, << nullo p iù arrestasse il re dal cercare i nemici e drd « comhatlerli , sernprechè essi non e,·it ino ogn i occasione (01u)er« l'tires) d'essere att accati » ( 1). [I distaccamento di RcauJorLraggiun:;e il corpo principale: le artiglierie con molta pena e facendo accomodare cd allargo re le strade anivnrono anche esse per 1' 1•I a Conflans; n1tovi forni pc[ pane l'urono costruiti ; 11n clislnccamento, spedito ad Annec) giunse opportuno per salva re quella cii.lit da nna taglia, forti~s ima, che le ttYen no imposto gli Spagnuoli. S0lmne11 te la c·.olonna dello Schoulern burg non nrrivava ad avanzarsi lanto celercmenle per la .\:lorienna quanto il re lo desiclornva per l' ulter iol'Osvolgimento cl.elle operaz ioni . Al di là di ConO.a11s la valle dell'lsère s'allarga, e formn una amena convalle ltmgn lllUl Lrentina di chilometri, e larga da uno a tre all'incirca. A destra i 13eauges la ripa n:mo dai venti senentri OJ1a li , dimoclochè l11 ngo i loro fom chi vegeta fl or idamente la vigna producenòo un limp ido vino, cui ·Enrico IY di Froncia diede celebri lii. LI fondo della 11 ulle è formato eia un uhe1toso -sl.1·01.0 d'ull nvione, ·entro cu i scorreva il fiLtrnp, il quale ora fu u poco a poco i11canalàto e regolato nel suo corso, rna nel secolo passato invadeva con copricciosi meandri tu tt a la valle, e coslringea tnlora la sl.rndn fl rnonl arc snl lo pendici dei Bfill~ges. · Il 1·e fl rguiva dalle notizie avute, ch('I ,mque:;l,e pendici, e precisamente sn quelle che a guisa di sprone pe1· J\fon lt1i ll e11r e per S. Pietro d'Alb igny ,-i spingono nella rn lle, gli Spagnuoli avessero ferm a. intenzione di contenélergli il passo. l nfatl.i in quelle'posi,,ioni gli Spagnuoli ,n•eano radunale tutte le loro fo rze; appoggiati a sinistra ai Beauges, a de~tra all' lsère, proteLLi alle spalle da :\font1

(I) Lettera' al marchese di Breille, alo del principe di Piemonte, IO chivio di Stato .

01 tobre

mellian non nv.rebbero certamente trovato più ~idclictro una yosizione più favorevole di quell a per dare battaglia, a meno cl I t~·asportare la gueri'a sul territorio francese. Era dunc1ue necess:r10.' che il re Carlo Emanu ele avesse tulle [;;! sue forze sono mano, :-;ulla destra clell' Isère, e si Lro\'asse in sUl lo da affrontare il nemico da un momento all'altro. [I baron e di Sclionlemlmrg, dopo aver perduto molto tempo a s. ~1ichel, avea conLinuato ad avanzar,;i a tappe rego lari IJer la ~·I~rienna ( I) . Ogni llHtllina un òrawello di cav.all?ria :-pagnuola n picgavasi lenuuncnl.e e dignitosam ente davn.nt1 a1 _Valc~cs1 , chepr~cedevano la colonna piemontese. ) la I' I·I otLobre 111 A1gL1ebelle, si:t che si fosse aclclonnentato, o sia:altrn. ragione, quel clra~J~ello. fu sorpreso ecl ebbe appena il tempo cli montare jn s~lla e ~1 lugg11:e cipitvsamenle per la destra ~ell'Arc. :\lai glien~ m~ols~, -po~cl~_e sfuggendo ai Valdesi, incappò 111 quntL.ro_~o mpag111 e d1 g1 a.nat:e~'. ' che s'avviavano ad Aiton . Dovette qumcl1 Lomare sui .suol pas::s1, guadare da capo I' ,\re sollo le fucilate dei Piem_ontes1, _e .cercare sa lvezza !'. handandosi per Jfl. mon tagna e ceclend.o 1 ca_vall1_ a1 con~a- 11 dini per poche monete. Erano le _p rime_cartuccie bruci.ate, in S'.wom, e se ne fece aran chi asso, sembrando buon presagio I avei fatto seimt rischio ; entotLo prigionieri . \\fo ora bisognava che la .colonna'. proseguendo . il giorno dopo la ma1·cia, ~a:;sasse.il po~1l~ cli _b~ lt~l'.1 di cuoio, che il re flvea fai.lo gel.Lare sul! Jsère d1 faccia <1 i\l1~h_è1es, · ·lS,se ·il clef1c1enza e SI· l'lllil ' t"e:,~Li>clell 'ese1 , ·c·1to . lm'ece . ' .scusandosi colla . di sussistenze, lo Schoulemburg r imase ancora :id A1gueb~llc. . TI tempo,• che f.ìno allora era sl.al.o buono, minacciava d1meLLers'. · ,,,, n. Il .10 ottob1·e il re fece scrivere allo SclioulemLrnrg di nIla• P\0 l:)" 1' · · · cl · f · passare l'indoman i l'Tsère a qu,aliinqne COSlO, rnerav1~1iai~ OSI . 01: temente lklll'accmnpato pretesto della mancm~za cl i .v ,ven , .po1_cl11'. sapeva che l'iutendentc avea. somministralo a1 corpi le r_a:1.10111 cl'. ane che loro erano necessarie fi no al giorno ,,! 3, ed era ,n caso d1 P ' · · .- eì a :-;Ol · =1e·11·s1··,11·11·r·mo ·<l l:iG ottobre. Con sommi ruslrare tanto ai· soldati un tuono eia wi tra~pal'iva lo scontento che gl'ispira~n I~ c~n~ott~ del suo generale, la lettera. indicava una serie di mmut 1 rip 1,e?h 1 per appinnare tutte le clif(ìcolt.it che fossero per sorgere e pe1 · un-

r:·~

1742. Ar(I) Il 9 a

s. Giovanni

di Morieuna, il 10 a In Chambrc, I' li aù Aigncbelle.


36G

LA CAMPAGNA

pedire alle trùppe di marciare. Non ebbi agio di conoscere le cause delle Lergiversazioni opposte dallo Schoulemburg all'andamento delle operazioni. Sebbene straniero, egli era da un pezzo al servizio del re, avea faLto tutte le campagne dal principio del secolo e la sua famiglia davit il nome ad un reggimento che fino dal 11698 serviva il Piemonte. Ci mancano le lettere da. lni scritte al re per spiegare In stta condol.ta. !?orse egli era tra quelli i quali. disapprovavano la spedizione, e come soldato di ventura non trovava in sè nessun altro sentimento che rendesse plausibile ai suoi occhi una impresa, dalla quale non sperava nulla di buono; oYvero abituato ·ad una guerra lenta e metodica non era atto a nessuna impresa che da quella si distaccasse. · Finalmente ai 13 di ottobre, il re sì decise a parti re con tuLLo l'esercito, senza attendere che lo Schoulemburg, vinta ogni esitanza, muovesse, e senza speranza d'incontrarlo a. mezza via. Per non a uaccare di fronte gli Spagnuoli, che tenevano una posizione assai fo rte, ~istaccò il barone di V.erger con 800 uomini acciocchè passando per , ~?a.uges nella v~lle d, BeIJevaux piombasse alle lorn spalle pel passo ~1 l:'rl',ne. lntanto li resto delle truppe, di viso in tre colonne(1) seguiva li Jondo della valle. l)er quel giorno non successe che uno scontro d'avanguardia a Montaillenr, colla presa di alcuni dnwoni e di un . spagnuolo; l'esercito s'accampò a Gresv coll'avanauardia " ' um 1c1ale . . . J, V t a Fontames. Il g,orno seguente l'esercito riprese la nutrcia. La col~nna fiancheggiante del Verger affacciandosi al passo· del Frene, vide sotl.o di sè gli ~pa~nuoli accampati aS. Pietrb d'Albigny. Oramai lo scontro parea nnmmente, i soldati anelavano di scendere dalla montogna e di piombare su ques:ti nemici che da akuni o-iorni loro sfoggivano; ma il Verger esitava ad iniziare un combattim~nto. senza ~apere di ess~re soccorso a tempo opportuno dal corpo prin~ipale, il qua!e era p_mttosLo lontano. Questa titubanza diè tempo agl i Spagnuoli, che ;;1 vedevano presi di fronte e di fianco, d'evacuare la posizione, sfi lando a traverso alle vigne, e lasciando a S. ·rietro magazzini, vi.veri e 2400 razioni di pane. 1

(l) La brigata Guardie coi generali cfo Lornay e Momberceil lun•o le radici dei monti a destra per la strarla Villard-Tournon: il marchese Pallavicino colla. bri~ata Monferrato al c~ntro e sulla strada principale, il cont.e dell a Manta a sinrstra coli; cavalleria sui p:·att che costeggiavano il fiume, l'anigliel'ia cogli equipaggi dietro la colonna centrale.

DEL

1742

367

L'esercito piemontese non potè raggiungerli; le pioggie dirotte di questi ultimi giorni aveano guastato le strade in modo tale, che la cavalleria che s.\wa.nzava. per i prati lllngo l'Isère, dovette farle tatconciare dai contadini, i quali vi si prestav;1110 mal volentieri sebbehe pagati con ·otto lfre al giorno, giornata un po' ricca pe,: quei tempi. S. Pietro cl' Albigny fo occupato tostochè una ricognizione di 50 dragoni sostenuti eh 50 granatieri s'accertò che il villaggio era totalmente sgombro. Contemporaneamente fu. liberato anche Miolans; i pochi veterani che vi si ei·ano chiusi dentro vennero a. presèntare i loro omaggi al re, il quale rimeritò larga. mente ht loro fedeltà. Il loro governatore tra gli altri, certo Le Blanc, ebbe 11000 Iire di regalo, la croce dei Santi Maurizio e Lazzaro, il grado di maggiore nell'esercito e la promessa di una pensione aimua . . Lo Schoulemburg avea infine passato l' Isère; ma le sue trnppe stanche non amano potuto oltrepassare Fretterive, donde partirono la mattina del 1115 ottobre per mettersi al seguito di quell e del re, le quali, divise in due colonne, marciavano verso I\fontmélian, coll'intenzione .di non oltrepassore ,Cruet; ma le avanguardie, ed il .re stesso che le aveva raggiunte, s'accorsero che il nemico avea abbandona~ ~_J)Q~~ -iQ.l!Ldi Mont~t lian, ed atlraHisava lèntamèiite la pianura che s'apriva verso la Francia. Le ·12. compagnie di granatieri della colonna di Tarantasia, poste sotto gli ordini dello Schoulemburg furono !'atte scendere dalle colline ed avviate premurosamente verso il castello di Marches, d1e gli Spagnuoli aveano occllpato, dimostrando di volervi resistere. Anche in quesla occasione lo Schoulemburg si mostrò indeciso; chiese soccorsi; perdette tempo. La brigata Guardie slava per muovere versb di lui, ma il re arrestolla per causa. dell'ora tarda.. Erano infatti le 15 di sera, etl in ottobre le giornate sono corte, e non pareva prudente l'impegnarsi di 1101:te in un com battimenLo di retroguardia, che poteva muLa.rsi in una batLa.glia. , L'esercito pier~1ontese accampò allo sbocco di MonLmélian tra la rupe su cui era già esistita la fortezza, ed i monti, pro letto lungo la fronte dal burrone delle Praterie (if). Nella mal.timt del "6 la Savoia era liber:.t dagli Spagnuoli, ed il ,luogotenente colonnello conte di Nangis , nell'andarlo a riconoscere il caslello di \Vlarches con Llll centinaio di volontari, trovò ch'era 'stato abhandonalo fino dalla


:168

LA CA~IPAGNA DEL J7.1,2

I

) nott.e preceden Le. Alcuni colpi di cannone, che udironsi verso mezzogiorno, annunciarono all'esercito piemontese che l'infa nte don ~ Filippo di Borbo1~e r(tiran~osi dal~a Savoia era ricevuto nel forte di <: Baneaux con lutti glt onor, dovuti alla sua persona: e rammenla1 vano che la Franc_ ia stendeva sopra di lui e sopra del suo esercito , il rn.anLo della sua protezione. ·

1

(Conti?t1ia} . CrCILIO FABR!S

Capitano di fanteria.

LA

CA V ALLERTA RUSSA NELLE BATTAGLIE SOTTO PLEVNA

11

<

(ll Desunto da un piano esistente negli Archivi diamo uno schizzo della disposizione delle truppe.

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I.

Monti Beauses

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JJ " Audibcrt

Dragoni Pie.monte D." Guardie

B. a Monferrato

Dragoni di S . .M.

j5&j Francio

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Pa,·co

Rupe o ruine

d'artiglieria

del castello

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Guardie del Corpo

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Mnntmelian

========== ============================H======= <-I P. lsòrc

Passato fel icemente il Danubio, e colla massima faci lità impadronitosi delltt linea della .l antra, l'esercito russo verso la. metà di luglio intendeva. con l.cmporaneamente a tre distinte operazioni: a fronteggiare cioè l'esercito turco cli Abdul-Kerim nella direzione Rustschuk e Schumla., a penetrare col così detto corpo d' avanguardia nellrt Rurnelia, e ad assaltare infine le opere cl.i Nicopoli. Nel fatto le 'truppe russe, frazi onate in modo veramente inespli.cahile, ·erano a quella dal:a così di slocate: il X corpo d'armata in Crimea; il VII » presso Odessa e alle f'oci del Danubio; il XIV n nella Dobruclscha; il IV 1> innanzi a. Sili stria e presso Bukarest; I' XI 1, avanti Rustschnk sulla sponda sini stra del Danubio; (l) Libri consultati per la narrazione dei fatti : Crnor~.u. •. Wtoo61lN, Hauptmann. Die llltSSischen Kavallerie-Divisionen tm<.l die Armec-Operationen im JJall.an-Fcld:rng 1877-78. ~ Derlin, Mittler 1878. Ho 11 ssrzKY voN Ho 11N1:un, Hau ptmann. Die R11ssiscl1c- Fe/<.l;11g fo Oltl(larien ,md Rumelien . - Wien , Seidel 1!1'78. .. L(lnu.L, Oosnsr . Ja/lresbet·ichte ,:;ber Veranderimgen und l'ortschrille im 11,Utarweseii-rierte1· Jalir(J<ing 1877. - Derlin, Mittler IS-78. ANNO XX1V1 VOL. Ili.


370

LA CAVALLERIA RUSSA

il Xll corpo d'armala avanti Rustschuk sulla sponda clestra del Danubio; >l spinto innanzi conLro Schumla; il XIII )> in marcia sopra. Tirnorn; 1· vur >> presso Nicopoli; il IX il corpo d'avanguardia al sud élei 13alcani nella Yalle della Tundza. . Oella divisione di carnlleria acldetln al TX corpo il 9° ns:;.u·1 _e 90 drar1oni erano staLi chiamati a formare il corpo di ::i.vangu~rd1;i, -del "e;erale Gurko, e perciò non era di sponibile che la _111·1~ata. Cos::cchi elci Caucaso, I. a quale era postnLa sul Vid per coprire l assed io di ~icopoli. ,. . . r.osì a. gnardia del fianco destro clcl.l'csercilo russ~, ali 111ruor1 ~1 JJoclte sotnie dell'Vlll corpo che da Tirnova eseguivano_ n rog111~ %i oni nella direzione di Selvi, eran\'i solt,rnto due reggnne11L1 cl , cavalleria, i qnali non avevano pLUlLO la missione ili esp l_oi:are_"~rso su<l-ovesl, ma erano specia lmente incornbenzati del sen' 1z10 d1 ;;1cu. rezza nei dintol'lli dì Nicopoli. .\ nostro :n,·iso, sarebbe però ingiuslo cli for addebito alla bng~ta di cavalleria del TX col'po di poca so1·veglianza, poicbè c:;sa n motivo clel l'esigo il~t clclle sue forze non polern disimpegnare _nello . ,;tc~so tempo clue missioni, e doveva nece~snri ame~1te l!n1itars1 al d1~h~1g'.) del :;uo còmpito principale che era quello d1 assicurare da una :-01presa il co1·po elci q11alc faceva parLe. . . .. D'altro lato l'esplorazione strategica spinta a grandi distanze non spettava al IX corpo (l'arm ata. incari cato di una spec;inle ope1·,17,10'.1e, ell è clel tulLo 11.ìLurale ch'esso abbia solo pensalo alla propria 1111~ mediai.a sir:u rez:m; ma. era pe1: conl.rn nelle altribui.'.ioni e nei dovei''. del co@111élo supremo cl' impartil'e le opportune clisposizioni e gli ordini relativi circa cotesta e:-plorrilione Lanlo necessaria. Ell"elLiYamente egli è a Lale ornmess ione e lrnscuranza che de\"esi ,rn;ri,·cre se i !lussi, ad on t.a della loro numerosn. ca valieri a, non ehl.Jero punt~. conlew, della marcia di Osman paschà, le wi truppe poterono cosi fra il J:j e il I 7 entrare in Plerna ( I). (I) Si dice che Osman paschà abbia lasciato Viùdino il Gluglio per muovere in soccorso delle truppe racchi use in Nlcopoli, ma che ossenclosi ,1ccorto che uon pote\'a g,ungero

NF:I.LE l3A TTAGUE SOTTO Plj l·: VNA

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È superfluo, e non entra nelle nostl'e intemioni cli esaminare la importanza di quesLo frttLo che tanta influenza ebbe sull'auclamenLo del più lungo periodo della guerra, e che poco mancò non la decidesse a favore dei Turchi ; epperò ci limiteremo alla na1Talione di quanto fece la cavalleria russa nelle battaglie che ebbero luogo sotLo Plev11a (,1).

H.

bn.ttaylia di Plevna, 20 litfJlio. - Nella ll(Jtte clel 15 al 16 la brigata Cosacd1i del Caucaso, la quale trovav_asi presso Samluk ioj sul Vicl, fu sorpresa da csploralori turchi (a quanto pare 6 compagnie di fanLeria), che obbligarono i Cosacchi , secondo le sLCS$e parole del rapporto clel genernlo Kruclner, a disporsi per I.i notte in quadrato. D'altra parte il 17 ttna ricogn izione di parecch i squadroni (lo squadrone Cosacchi deliri. Gua t'dia, 2 soLnie dfll 80° reggimento Cosacchi del Don e u11 reparto della brigata Cosacchi del Caucaso) e due pezzi comanclaL,Ldal colonnello Sch el'ebkow ed inviata da Tin1ova nella direzione di Seh·i e Lovca per attingere notizie, erasi :;contrata con un dislawuncnto nerni co cli Circassi, cli Bascibozuk e di fan tcl'ia, della l'orza di circa •I oOO uomini, e ne era nato un combattimento in seguito al quale le truppe a.vversarie eransi ritirate. Qne::;te notizie che accertavano in modo non dubbio la presenza di truppe turche sul Vitl, Lostochè giunsero al quartier generale spinsero il granduca. Nicola a.cl impartire l'ordine al comandante il IX corpo d'nrmala genera le Krudener cl'impaclronirsi di l'levna. FLt il ooenerale Sch ilder-Sclrnlclner colla .5u divisione cli fanteria che venne incaricato cli coLesla operazione, alla quale concorsero oltre la fan./ 4

che trop110 tanli, si sia invece recato a l'lcvna. Tuttavia ra,•,·icinando le date, e consi de,·an<lo cioè che il pres'ilio di N'copoli ca pitolò il IG luslio, e che le tnt (lpe di Osman paschù trov,1va11si giiJ il 15 sul Vie! e sull Iskcr, ci pa ro na sca i\ <lubb io se Osman sarebbe giunto tardi, o,·c arnsse puntato direttamente su Nicopoli, ed affrettat.a alquanto la sua marcia Allora a,rehbe riportatn In sua prima ,·itL01·ia sotto le nn1ra di Nico poli, anzichè a Plevna ovo nnebbc sem pre potu to recMsi in segui to. Comu nque sia il però strar.o che oggidì ancora non si conoscano i particolari della marcia di Osman paschà da Viddin o a Pl evna. . (I) l'er l'intelli"cnia di sin•oli movi men ti e dello disposizioni cm:i nato, rerlas t la Carta topogratìca dei di~torni di Ple~·n~. annessa alla dispensa VII , onno 18iS della Rivista Jiili1a1·e.


NELLF. BATTAGLIE SOTTO PLEVNA.

3i2

LA CAVALLERIA RUSSA-

teria ed artiglieria delb.t divisione il 9° reggimento Cosacchi del Don e la brigata Cosa.cebi del Caucaso . Il ,19 la. 5" divisione s'incammina. alla volta di Plevna; il grosso della n1ede.~ima, fl'azional.o in due colonne separate fra loro eh una distanza di 8- H) chilomell'i, e fianchegg iai.o n. destra dal 9° Cosacchi ed alla sinistra dalla brigala Cosacchi del Caucas?, giunge vel'sO le chle porn . presso Bukova, ove è accoHo dal fooco di una batlel'ia e di. numerosi tiraglialori nemici. Si inizia un cannoneggia.mento di artigliel'ia che dura sino aHa sera, ed i clue pat't!ti pas~ smlo quindi la nptle in pl'esenza l'uno dell'altro . La cavallcr1'.l pero potè raggiungere il suo obbiettivo di ma1_'cia senza trov_are res1stHnza alcuna da. pari.e del ne1nico; così la bngata Cosacchi del ù1.L1caso giunta a 'fu~eni<:a (a sud-est di Plcvna.) vi acc:ampò, meni.re il H° Cosacch i, il quale ai primi co.lp i -di cannone erasi portato sul luogo del combattimcnlo, ed aveva anche sf:ambiato qualche colpo cli fncile r,oll~ifanteria I.urca, passò la notte isolato presso il Vid. 1·10.0 e·1l1l)e Juoo·o o la.battao·lia. i.n consebauenzadella CJualc le truppe cli Sehildner fol'ono compiularnente respinte e mez.zo def:in;rate (pe1·dettero 74. ufficiali e 277,J uomini; il 33 per c:ento della forza imaiunsero la. sera stessa nel massimo disordine a Dryslan, p eona.la) D D , Mescka, Trstenik, a 15 chilonrntri di distanza chi campo di hauagl 1a. Rispeuo all'azione della cavalleria durante la battagli a essn !'u minima . Il 9° Cosacch i, al cruale nel mal.tino fu mesi.ieri invial'e 1n l'inforzo due compagnie del ;I8° reggimento ed una batteria, si limitò, dm·nnl.e l'intiera giomata opporsi all'ava.nzare dei Tu l'ehi in quella direzione, ma non fu di alcun giovamento al col'po principale, che anzi, come ora si è deuo, si dovei.te indebolire per trnene delle truppe che l'appoggiassero. La brigata. Cosacchi clel Caucaso poi rimase alfo!Lo inoperosa, non trovò nemmeno una posizione .ufa.Ua per far entrare in azione la sua batLeria ecl alla sera assunse Hil_ontal'iamenLe di coprire la ritira.t:.l del ,19° reggimento sopra Graveru ca, senza perù avere occasione di cmnhatt.ere perchc\ il nemico non intraprese inseguimento ~dcuno. . Noi pel'ò abbiamo voìuto accennare all'impiego dell.,l cavallerrn nelle due giornale del rn e 20 luglio per il moli vo che meni.re non sarebbe possilJile di r.rarre dallo :;te:;so :Jcnn nLileammaestt'a1~ienLo: ci pare invece che ::: i possano d.ed.une pal'ecd1i insegn,tmcn! 1 dagli errori commessi . '

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3i3

Astrazione falLa. dalle molte cause che produssero cotesto sfavo..: revole risulLato, fra cui principale quella di una grande inferiorità di fot'ze, dobbiamo però '.notare che le truppe di cavalleria, o,~e fossero state impiegate in miglior modo, avrebbero potuto prestare utilissimo sel'vizio. Nel (atto le truppe del genet'ale Schildner si trovavano la sera del "8 ancora presso Niwpoli, ad eccezione del "9° reggimento e della brigata Cosacc:hi del Caucaso che stav,mo a Bulgareni ed a Poradim, e cioè tl'ovavansi rispettivamente a 33, 40 e '20 chilometri da Plevna. Tratta vasi poi di chiaril'e la situazione intorno a Pl<wna che dicevasi occupata dal nemico, ma del quale ignorava.si affatto la posizione. e la forza. È difficile quindi comprendere le disposizioni di marcia prese dal generale Schildner nel giorno 19 per quanto ha tratto alla cavalleria e che si possono cosi riassumere: 1

Colonna fìan-

_____ _______

Colonria fian-

cheggiante dii dest1·a. _......, s chi I. IO chi!. 10 chi!. Brigata 9° regg.. . 6 battaglioni. rn° regg.,font. Cosacchi Cosaceh.i. ,l batterie. 2 squadroni . del Caucaso ,J balleria.

cheggùtnte di sinistra.

(;1·osso.

Il t>aenerale Sch il dnel' come si vede chiaro r inunciava quindi volonLariamente all'utile che di leggieri avrebbe potuto trar1·e dalla sua cavalleria, ed assegrwndogli il cùmpito di coprjre i fianchi delle · colonne del grosso , invece di metlerla in LesLa.a quesl:'ulr.irno e spingerla innanzi per fare esplol'are l'arnnterreno, si privava da. sè del miglior mezzo per attinger quelle notizie sul nemico, di cui aveva tanto bisogno. Cosi accadde c:he· la sua avanguardia fosse quasi sòrpresa cfal distaccamento ,wanzato clel nemico . · Certamente era vantaggioso di avere qualche squadrone di cavalleria sui fianchi, ma il grosso della medesima avrebbe dovuto marci,tre sulle strade percorse tlal grosso della o•·divisione e spingendos i avanti. risoluLamente procurare di avere informazioni. E se effettivamente la cavalleria fosse stata. impiegata in questo modo, e avesse quindi potuto accel'tare la presenza intorno a Plevna


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L A CAVALLERIA RUSSA

di numerose forze composte di Lutte e tre le armi, non 0 lecito mettere in dubbio che la bai Laglia del 20 avrebbe arnto Iuogo ugua1mente7 Jl generale Sch ildner, in vista di tale si I.unzione, non avrebbe egli creduto conveni ente di chiedere nuovi ordini , e frau.anto soprassedere all'attacco divisato~ Ci basta di aver accennalo n questa sola evenlnalità cb.e forse si sarebbe risparmiato quella cataslrofe se la cavalleria fosse gta ta: abilmente impiega ta, per dirno:;trare, a nostro a·vviso, il grave errore commesso nelle disposizioni di marcia del ,19. Poche parole diremo poi intorno alla parte.presa dalla ravaUeri a nella battaglia, e rileveremo solLan Lo che anche qu i fu ma le impiega.tu, e cho l,t sua inar.ione deriva principalmente dall 'averle assegnato un còmpito che non poteva disimpegnare, ed in opposizione alla sua rn1Lurale missione, che è quella durante il combauimento di continuare l'esplorniione e di agire in strouo accordo colle truppe clelle altro armi. Poteva egli il D° Cosacchi avanzare isolato sopra Ple,·na" J\o certamente, e lanto è vero che riconosciuta pericolosa la sna posizione gli ve1mero mandati a rinforzo due compagnie di fanLerja e una batteria d'artigli eria, aumentnndo ·per tal 1nodo sempre più lo sparpagliamento dalle fo rze. Kon era egli mjglior partito, lasciandolo sempre sul fianco esterno, di richiamarlo in vicinanza dell a colonna del grosso "? Rispetto al la bri go ta Cosacchi essa per contro era collocata in buona posizione per prendere attivissima parle a tutto il combatti)nenlo, sia aUomiando il fianco destro del nemico, sia minacciandolo continuamente per mozzo di dimostrazioni. Essa avrelJ!Je potulo e dovuto rendere utili servizi, ed in quella vece non fece nulla, perchè non si mosse. Ricordiamo a questo riguardo, perchè le condir.ioni sono press'a poco ide111.ic~he, la bella condotta della brigata di cavnllorin, tedesca comandata dal generale Colomb allri battaglia di Loigny-l'oupry del 2 dicembre •I870, nella quale essa non solo copri efficacemente durante Lull.a la giornata il fìanco sinistro delle proprie truppe di fanteria, ma colse l'occasione propizia per eseguire un brillanl<~attacco contro la fa nteria fran cese che si portava innanzi , eseppe col sLlO contegno risoluto ed audace mantenersi sino a sera nella sua difficile posizione.

NELLE CATTAGLI P. SOTTO PLEVNA

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_2a battaglia cli Pleonri, 30 l1iglio . - Da. principio lcL noli zia della sorte toccata cLl generale Schildner sorpre:;e cli molto il quartiere crenerale, ma in se11uito o pmticolarmente per il fauo che Osman t> n paschkl non pensò ad in seguire si lerrninò col non acc?r~fll'C ri. quel combattimento Lulta !'importanza ell e pure a\'eva . Efletl1nmente, n~n rendendosi esalto conto della gravità della situazione, il comando generale si li mitò a prescrivere che il generale Kriicle'.1er col IX cu1·po accogliesse la 5° clivis.ione osservando Pl~v ,~:'., ed a porre inoltre a sua disposizione I.i Ia brigala della 32a d1n :;wnc d1 fanteria, I brigata del!' I I u divi;;ione di ca vali oria ed infine tutta la 30" divisione di fanLeriR. Tali rinforzi portavano la forza delle truppe radltnate intorno a Plevna a circa 3i:i ,OOO uomini , e il 29 luglio Kritdoner riceve,·a l'ordine cli assaltare O~man . ?\on ascoltate le :;ue rappresenlazioni circa l'inferiorilà num.erica delle soe forze, egli decise cli allaccare le posizion i di Radische,rn e cli Gl'iwitza, ed a quesL'uopo pre.se le seguenti disposizioni: . ])is1,accamento laterale di sinistra. - Maggior generale Skobelew, Il IJrigat,l Cosacchj elci Caucaso, ,1 battaglione e 11 brigata d'artiglieria. ' Ji lci siiiistl'a: Geno1·ale Schachowskoi: .i' bri ooak'1. della 304 divisione fanteria, )) •I bri gala della 32" n G,rosso. 11la clestl'a : Generale Weljaminow: 3 1a divisione di fanteria, , \ i;• >) )) in 2a linea. Distliccan;ento laterale cl'i dest·ra . - 0° ulani e 9° Cosacchi del Dou, 9(\ batteria del Don. Hiseroa generale. - 2• brigata della 30adivisione cli fanteri,~, 2 squadroni delJ;,1 I O reggimento cl1·agoni, 2 squadroni dell'·I·IO ulam , rna batteria. a cavallo. Mentre pertanto il grosso dell o truppe cli fo nteria mov~rohhe ~!l'attacco delle posizioni di Radischewo e di Gi'iwitza, 11 còmp,to cl ella cavalleria consi;;leva : per il clistaccamr.nlo cli sinistra al comando del generale Sko~ belew uoll'osservare la strada di Plevna-Lowlscha, e nel caso cli ritirate~ clel nemico, noi molosLarlo sulla sponda sinistra del Vid ;


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LII. CAVALLERIA RUSSA

per il distaccamento di destra agli ordini del generale Laschkarew nell'ossel'vare il terreno fra Bryslan e Plevna e nel coprire il fianco destro de!la colonna del genera1e Weljaminow; due squadroni inoltre del[',(,1° ulani dovevano m.antenere il collegamento fra le due colonne del grosso, e .2 squadroni dell"I ,1° dragoni e 1 sotnia del 34° reggimento Cosacchi del Don fra l'ala destra e la colonna fiancheggiante di destra. Sonolando anche qui ai singoli particolari della battaglia, che, c~me è noto, terminò parimente colla rotta completa delle truppe d1 Kriidener, per non occuparci che della parte presavi dalla cavalleria, noteremo anzitutto che dessa fu impiegata assai meglio che nella precedente battaglia e che, sebbene anche in questa giornata le fosse assegnato un còmpito a/Tatto indipendente, seppe tuLtavia trovar moé(o che la sua azione riuscisse di vantaggio alle colonne della propria fanteria. EIIettivarnente la cavalleria del generale Laschkarew ( distaccament~ fiancheggiante di destra) nell'avvanzare da Bryslan contro la parte nord della città s'imhatlè presso Calisowat i;1 una colonmt ~emica co1~posl:a dct fanteria e cavalleria. La cavalleria appiedò per 1l combattrmento a fuoco, e sostenuta dall::t batteria d'artiglieria tenne a bada l'intiera giornata quel distaccamento clell':,tvversario . Assai più interessante però è l'operato clell}t cavalleria del ge, nerale Skobelew (distaccamento fiancheggiante cli sinistra). ll capitano Cardinal v. Widder, nel noto suo lavoro lo narra nel modo seguente: « Favorito dalla nebbia egli (Skobelew) giunse sino a Krshine ad ovest della strada Lovac-Plevna. Allorchè verso le ;JO del mattino l'ala sinistra della fanteria, che trovava.si avanti ed a 5 chilom. sulla sua destra principiava il fuoco di artiglieria presso Radischewo, egli trovavasi personalmente con 4. pezzi ::t cavallo '.e con sole 2 sol.nie a 600 metri dal sobborgo occidentale cli Plerna, ove fra lo spazio ad est della città e le fortificazioni di Grivitza gli fu dato osservare 20,000 uomini cirèa di fanteria raccolti in massa, e frn la cil:tà ed il Vid, cavalleria. « I suoi pezzi aprirono il fuoco da c1uella posizion~ contro le spalle del nemico , il quale rispose tosto con un numero superiore di pezzi ed avanzò contro lui colla fanteria. 3 sotnie con 112 pezzi a

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NELLE BATTA GLIE SOTTO PLl!VNA

cavallo furono allora collocati in qu.ella posizione per accogliere i Cosacchi spinti ì~vanti contro Lovca - 1 sotnia fu inviata a sinistra contro il Vid, e da essa venne distaccato un plotone di volontari che si spinse sino al fiume alla ricena di un guado - 1 so tnia tenne il collegamento a desLra coll'ala di fanteria combattente presso Raclicewo. Colle restanti forze: 4 sotnie, il battaglione e 4 pezzi, Skohelew avanzò verso Plevna., e sì portò sull'altura già prima occupata, la quale permettevit di molestare il nemico alle spalle, ed era assai importante, imperocchè dalla stessa avrebbesi potuto colla artiglieria prendere di fianco l'ala sinistra della fanteria. Quivi si mantenne Skohelew dalle ,1O1 !2 del mattino sino alle 6 della seni; alla sua destra Radischewo era stato occupato alle 9 ore; ed ivi ebbe principio alle 2 1/! J'auacco della fanteria russa contro la fronte orientale. Skobelew, ·che era solo corHro la fronte meridionale dovei.te parecchie volte fronteggiare gli assalti nemici appoggiati dal-. l'artiglieria e diretti contro la sua auardat.a posizione. Otto (~) ba.1:taglioni si s,trehbero spiegati con tro la sua piccola schiera. Sino alle <I, egli aveva, a.ncorll. 3 compagnie presso Krshine come riserva da impiegarsi sia contro })[evna, sia contro Lovca. « Quando peròa<:quistò la convinzione che da Lovca non lo minacciava alcun pericolo, trasse a sè la sua riserva, la quale giunse nel momento in cui tiragliatori turd1i erano riusciti sinD ti 20 passi dai. suoi pezzi, e feee LosLo un'attacco col quale il nemico h1 rigettato sin dentro alla città. Tuttavia dopo clue ore essendo continuamente inquietato, il generale fece rjtirare i 4 pezzi e il battaglione, e laseiò di fronte al nemico soltanto i Cosacchi, parte appiedati, e parte a cavallo, per coprire la ritirnla. La brigata si trovò di nuovo raccolla alle 'IO di sera presso Krshìne, dove ricevette l'ordine tli riunirsi alla battuta ala, sinistra presso Pelisa~ e Bogot. Colla sua condotta ardita e valoros~t e che gli costò oltre a 300 uomin i, la brigata aveva atlirnto sopra. di sè una parte non indifferente delle forze nemiche, e per tal modo aveva agevolato l'attacco alla colonna principale, e l'aveva garantitticlall'essere presa di fianco» . Se prendiatno in considerazione l'impiego della cavaHeria in questa battaglia, volendo anche far uso cli una critica piuttosto rigorosa, si deve riconosr)ere che la cavalleria vi fu impiegata assai oppornurnmente; e nel fatto, anche dal poco che i1e abbiamo eletto 1

1


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LA CA VA LLE RIA RUSSA

risulla ev~dente che dessa in luogo di rimanersene inattiva od in aspettativ,1 di ordini, manovrò l' in ti era giornata, ed in prF·ticolar modo la cavalleritL dell'aJa sinistra, di guisa che la sua azione rosse di giov:unenLo alla propria fanteria, assicurandone i fianchi ed osservando il terreno laterale ed avanti . Certamente, no i non siM10 caldi ammiraLori di una latt ica che predilige in modo così spiccato per la cavalleria il combauimento a fuoco piuttosto che quello a cavallo ; eppel'ò ci fa difetto comp iu tamente la cognizione dei particolari dell'azione e del Lerreuo per poter gin dicare se realmente si aHebbe potuto operare in modo differente. Comunque sia il generale Skobelew sovraluLto fornì un bell'esempio dell'inizialiva colla, quale deve operare il generale di cavalleria, e del profitto che si può trnl'l'e dall'azione dimostrativa di quell'arma. D'altra parte vediamo le truppe di cavalleria facenti pane della riserva rimanere inattive Lutta la giomata, probabilmente a rn.otivo della loro debolezza. Che cosa infatti potevano compiere tre o quattro squadroni di dilforenli reggimenti riuni li lì. per lì e sotlraui al loro capo diretto? In co1)lplesso si po trebbe osservare che havvi una certa tendenza a frazionare di mollo la cavalleria, formandone anche distacca men Li di minima fo rza·; misura che noi siamo lontani dall'approvare. Come 'lo dimostra ch iaramente la storiadelle vecchie e dell.e ultime guene, sono soltanto le masse cli cavalleria che sul campo di bauagli:1 possono peestare un'efficace cooperazione; e tutte volte non si terrà calcolo di questo principio, è assai difficile che l'azione della.cavalleri a riesca vanlaggiosa. Naturalmente la forza di queste masse cli cavalleria è sempre relativa, e colla tattica odierna la divisione di cavalleria di ,1H o 24- squadroni rappresenta un grosso corpo dell'arma. La forza della fanteria e le condizioni topografiche hanno pure la loro influenza sulla composizione di coteste masse del l'arma, ma il principio capiLale che la cavalleria dev'essere impiega.La ci massa resta invariato. ' Combattùnento cliLovca, 3 settembre, e te-rza batta.glia di Ple1Jna, 3:1 settem,{n·e. - L'esito infelice della seconéfo, batta.glia di Plevna impensierì di mollo il comando dell'esercito russo, il quale ben si avvide di a,,ere in Osman paschà tmpotente e temibile avversario.

NELLE BATTAGLI[:; SOT'l'O PLEVNA

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Non entra nelle nostre intenzioni dienumerare le varie misure prese per far fronte alla nuova situa;done; diremo soltanto che l'inLiero mese di. agosto pnssò tnrnquillamente intorno a Plevna nell'osservare il nemico, e nell'affrettare i chiesti rini'orzi . Tuttavia non sì acquistò un po' di fiducia se non quando si ebhe la quasi cel'tezza che il generale turco non intendeva muoversi dalle fort ifìcazioni che aveva eretle, e si poi.è supporre cll'esso fosse deciso a non discostarsene, e ru allora che fu stab ilito di riprendere l'offensiva, cominciando dall'impadronirsi di Lovca. 11 generale Imeritinski (u incombenzato di questa impresa, ed a sua disposizi.one furono posti 26 baHngl ioni, 112 batt~rie e 115 squadroni . 11 combattimento riuscì intieramente favorevole a.i Russi, i quali s' impossessarono in breve tempo di Lovca, e la cavalleria vi prese una parte brillante perchè le disposizioni prese per il suo impiego furono oLtime. LR brioaln Cosacchi del generale Skobelew iofalt.i venne incnrircata di portarsi a Jaglow (a ,J 2 chilom. da Lovca), con 6 pezzi per osservare nel la. direzione di Vievna, per attorniare il fianco sinistro nemico, e per agire sulla sua linea di r itirata nel caso di favorevole · successo. Questi squadroni t9stochè il nemico fu costretto a r itirarsi, intrapresero un energico inseguimento di guisa che 3000 (f) uomini almeno, giusta il rapporto dello stesso ImeriLinski,, sarebbero cacluli nelle loro mani o sotto a' loro colpi. Ammesso anche che quesLa. cifra sia. esagerata, non è men vero però che troviamo in questo fatto un esempio, abbastanza raro nelle ultime campagne, in cui· la cavalleria fu impiegata a tempo per inseguire le truppe nemiche volte in fD ga. Ci sia però permesso di noLare che cotesta. brigata Cosacchi avrebbe indubbiamente fatto di più e riportato un maggiore successo, se a vece cli spingersi sino a .Taglow, come del resLo ne avev~L r icevuto l'ordine, s.i fosse avanzata di huon ora sino alla linea di ritirai.a del nemico. In ogni modo è sempre un bell'esempio ch'essa ci l'orni, e che meri ta. di essere ricordato. Questa vittoria incoraggiò il quartiere generale, j I quale ordinò che toslo s·i procedesse ad un nuovo assalto contro I1 levna. A qnesto doveva concorrere sopra ampia scala la cavalleria; e perciò prendiamo qui in ~same particolareggialo quanto ha tratto al ,suo impiego. V


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LA CAVALLERI A RVSSA

Ai primi cli settembre grossa forza di cavalleria em raccolta. in torno a Plevna, e precisamente 88 squadroni cioè· La IX divisione di cavalleria, composta ~lal- ' r8° e 9° dragoni, dal 9° Ulani, e dal 9° Cosacchi del Don, al comando del generale Laschkarew. totale Le furono inoltre addelte due brigate di caval34 squadroni leria rumane, 1 brigata cavalleria di linea, lloschiori e ussari rossi, ed 11 brigata di Kalaraschi. La 11.a hrig,;ta del.1~4" divi.sionedi cavalleria, / 11 bngata .Cosacchi del Don, tota1e 1 1 bri gala Cos1tcchi del Caucaso, al comando { 3'2 squadroni del generale Leonl:eew. / 1 ,. .Inolt.re 22 .squadroni o solnie riparti ti sulI rnt,era lmea dt accerchiamento, sia addetti alle divisioni di fanteria come cavalleria divisionale, totale per collegare i vari corpi di truppa, sia distaccali 22 squadroni presso il Vid a sostegno dell'ala destra che non si appoggiava al fiume. Abbif~mo detto. sopra che volevasi trarre largo ~rolìtto di cotesta massa ~h ~avallen a per la prossima battaglia ; notiamo anzituttò che an~h~ m~1pende1~teme~te dal disegno di un nuovo attacco di quella fo1 lezza nnprovvtsata, Il corpo di caYalleria posto sotto gl i ordini del gene~ale ~~scl'.karew era già stato riuni lo sin dai primi del. mese: afln~e dt .1mp.iegarlo sulla sponda sinistra del Vid per molestarvi " ·: EIY . e m111accrnrv1 . . al. . possibile le comunicazioni dì ()sman . .' pa::i1;t,1. ,elt1~arnente la vig_ilia della batta.glia (ilO seLlembre) Lasdilrnrew co s110t 34 squadro~1 tro,;a.vasi già da tre giorni ad ovest di Plevna, a.Ile Spalle del nenuco ed a cavallo dellrt grande strada PlevnaS.ofia, senza però ~:h~ in que· giorni poLesse compie1:e alcun che di n l~vante, chè anzi "'. f~ tenuto in scacco da Lruppe turche di fanteria e dalla cavalleria irregolare. · As:ai i~teressa,nti e degne di menzione sono le disposizioni date per l Impiego della cavalleria dLmrnte la battaglia. Il generale Laschkarew dalla sua posizione di Riben doveva riso!utamente .avanzare sopra Dolnje Dubniak, e nel caso che il ne~rnco. abbandon.asse Plevna, e intraprendesse una ritirata generale, mqu1etarlo ecl rnseguirlo.

NF.LLE· BATTAGLIE SOTTO f'LF.VNA

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Il generale Leonteew doveva collocars i alla sinistra delle truppe del generale Imeritinski, le quali dovev:rno assaltare le fortificazioni della fronte sud presso la strada di Lovca, coprire quindi il fianco sinistro cli tutta la. linc:1 di balt,1glia, e nello stesso tempo portarsi sulla sponèht sinistra del Vid, e, come il generale Laschkarew, avanzare nella direzione di Dolnje Dubniak. Insomma nella. lusinga. di riportare una compleLa villoria', impadronendosi di Plevna e costringendo Osman pDschit a. ritirarsi, il quartiere generale russo aveva predisposto perchè a tempo opportuno si trovasse sni due fianchi della linea ili ritirata nemica una forte massa di cavalleria, colla missione di inseguire vivamente il nemico . Cotesto ordine che ricorda C{Ll.elli impartiti alla cavalleria tedesca in occasione del passaggio della. :Mosella presso Metz e alhi battaglia cli Sèclan, è indubbiamente inappuntabile; ma desso non ebbe alcun effetto, imperocchè l'esito della ba.uaglia ru ben differente cht quello die i Russi eransi ripromesso . L'assaho russo fu compiutamente respinto e la cavalleria in conseguenza non ebhe occasione di.Rgire. Comliattùnenlo di Gonri-Dnbnicik, J.5 ottobre . - Dopo la sconfitta. soffer·l.a l'H settembre si abbandonò qu'alsiasi idea d'impachon irsi pe1' atlnceo di quella fortezza impi·ovvisala e si a.tfrell.ò invece l'arrivo dei rinforzi stati urgentemente chiesti affine di procedere a.cl un assedio regolare dell a medesima . Nel corso del mese di ottobre, 1)er qmrnto riflette la cavalleria, giunsero sul teatro di guerra le forze seguenti: ~" divisione di cavalleria della (:;.uarèlia, geuerale (:;.urko; H" di visione cli cavall er ia, generale Mengden; 3" divisione Cosacch i del Don, generale Kulgatschew; ll ao 0 reggimento Cosa.ech i del Don, non addetto tld alcuna divisio11e . Il 7 ot.tobre il generale Gu rko assunse il coman(lo di tulle le truppe della Guardia e tlelle varie nrnsse di cavalleria che erano collocate ad ovest del Vid, collR missione di respingere il nemico dal tratto cli ~I.mela H.adorn irce-Plewna, di stabilirsi sul medesimo, quindi di assicurare le spalle delle trnppe a~sedianti avanzando quanto fo:=;se possibil e nella direzione cli Sofia. (}urko venne pr.r ciò nd tlvere sotto il sno comando, oltre le due


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di iris ion i di fanteria del la Gunrdia, ,1,1 brigate di cavalleria e precisamente : · corpo di cavalleria del generale Krilow, momentaneamente · comandato dal generale A.rnoldi, composto da Gbrio·i1.te di caYallerh: La 9· divisione di cavalleria, generale Lashl~'lt'ew, che c01~~ prende,'a 2 brigate; L~i 2" di11isione di cavallet"ia, della Guardia, genentle Leonow formata da 3 brigate. · ' ·?on queste truppe decise di as:;altarela po::;izione cli Gomi-Dubuiak ed mf;erT~~san_ti ci paiono le disposizioni prese dal generr1le relatirn~e'.He ali rmp1eg_o del la numerosa cavalleria che aveva a sua dispos'.z rone e ~h~ qm procureremo riferire nel rnoclo più particolar~g. giato possrhile. iVIenl re _la f'a nteria era sta_ta ripartiLa in tre colonne delle quali: . _ quella CM'.,t?·ale, forte ~lL 20 batt:tglioni, 6 squad1·oni e 4,8 pezzi movendo chi Crrrkovo e Svrnar avanzerebbe all'a ttacco delle fortilìcazion i di Gorni~~ubniak avv iluppandole chi nord, sud ed est; la colonna dt destra com1)osta da ,1:2 battaolioni 3 ~~liltt" :lt·onr· 'l ':) , . V , ~l <tl e ,>·:. pezzi attaccherebbe Gomi-Dulrniak da.I nord· · . e la colonna di sinistra, 4 battaglioni, moverebl)e conteo Telisch a sicurezza del fianco sinistro della colonna centrale · la mas_sa di cavalleria veniva i ncombenzata di gua:·entire ifianchi delle propne truppe di fanteria. nella direzione di lhclomirce e di ~Jevna, cli isolare Gorni-Dubniak e di agire infi ne in via dimostrativa contro le spalle delle truppe turche postate in Gorni-Dnbniak. A quest'uopo : · ·I ~· la 11'' e 2" brigata della divisione della cavalleria della ~·Lrnr~ia cor~ 2 batterie a cavallo furono adunate presso Svinar erl rncarrcate dr pr0Leo-n-e1·· del la. co lonna u1· srnrstra : · . no v" l'av·a11z·tt·" < " "· contro Telrsch, osservando in pari tempo contro Radom irce. L~ 3''. brigata della Guardia con 2 lrntterie a cavallo doveva r;tccoglr~rs1 al n'.>rél di Cirikovo colla colonna di destra e coprire Ja sua marcia ·· Jc; ·, LL\..[l.J·l·il . . avan lr contro la fronte nord di Gorni-Du.])ni" "·I·,, ,,tS:, nella direzione_di Gorni-Dnbniak e procurare di stabilire il collegamento colla lmgata Cosacchi del Caucaso. _ 2~ La brigala _Cosacch i del Caucaso ed una. brigata di Kn larasch i rnmarn con 6 pezzi a cavallo dovevano ri unirsi nella notte presso

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N ELLE BATTAGL I E SOTTO PLP.VNA

LA CAVA LL ER I A nussA

Abaskoi al sud di Mahaleta (a 7 chilom.. nord-ovest. di Gorni-Dulmiak) e spiegarsi di fronte alle posizioni di Gorni-Dubniak, affine d'intercettare qualsiasi ritirata del nemico in quella direiione; 3° Il 9° ussa.ri ecl il 9° dragoni colla ,16" batteria a. c,Lvallo da 1\'ledeven dovevano pure porlarsi al él.i lit clel Vid e coprire l'attacco delle truppe della, Guarclia sul la destra con tro Gorni-Dulmiak; B.ispett.o poi ai {.G sccuadroni che trovavansi già snlla strada di Sofia venne ordinato: 1°I Che il !.!enerale Tschernosubow con i sotnie di Cosacchi '-' del Don, i:> hat:tr1glioni e ,12 pezzi rimanesse innam i alla testa di ponte co;;trnita sul Vid presso Netropol, · e si opponesse ad una e_ventuale sortita cli truppe turche òa. I1 Jevna. 2° Che il generale A.rnol,cli con 19 squadroni, 1G' pezzi e dne battaglioni nnnani muovesse nella notte dall'accampamento cli Trestnik e al lo spuntar del giorno eseguisse una dimostrazi one contro Dolnje Du.bniak per trnu.enervi le truppe nem iche che ivi trovavansi di presidio . T.l generale Arnoldi inoltre, ove queJle Lru.ppe dimostrassero l'intenzione di muovere in soccorso di G-orni-Dubniak, dOV'eva opporsi a tale movimento con tutte le sue forze . J>el' tal modo l'avanzalfLdei battaglioni della (~tUJ.L' dia er:.t protetta sopra ciascun fì.a:rco dr1 due brigate di cavalleria; ino[l.re agivano wntro i clue lnilti di strada Telisch-(~orni e Dolnje-DL1bn iac, dal ' Vicl 34. squc.1 droni, i quali seguivano i movimenli della fanteria., e ~9 squadroni senza fanter ia dalla parte opposta, mcntrn 7 so tnie rimanevano presso Net.ropol. Tuttavia clnra.nLe la. sanguinosa loua che rimò l'intera gionrn.ta e terminò con esi to favorevo le ai Russi che s'impossessarono di GomiDubniak, la cavalleria non ebbe occasion e cli prendervi molla pa,rte, in part.icola.r ·modo quellR addetta ·alle divisioni di fan teria o che ne seguì i movimenti. La 2• brigata cli cavalieri.a della Guasclia e gli squadroni clel generale Arnoldi furn no le truppe maggionnente impegna~e. La prima ehe aveva per còn1pito di assi<:urare il fianco sinistro della colonna che attaccava Tel isch spinse avanti e lateralmente il reggimento drngoni, iI qual è prese posizione presso llakita per osservare e Lenel" lontane da Telisch le lruppe turche che occupavano Hailomirce e Lukovice. [no squadrone dello stesso ebbe una piccola.scara.muccia coi Circassi. 1

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LA CAVALL ERIA HUSSA

. ~'altro ,_·eggirnento della brigata, ussari del Corpo, coprì da princip!o lo sp1~gamento della fanteria che prendeva posizione contro 1~ tron~e onentale di Telisch. In seguito fronteggiò durante l' intiera giornata le fo~se occupate dai cacciatori nemi1·i, impegnmHlo anche nel combaLLnnento qualche reparto appiedato . AIla sera in ~ne al!orchè la propria truppa da Telisch ripiegava sopra Svinar 11. reggtmento ussari ne coprì la ritirata mantenendosi in prossimità ed a contatto del nemico . Per quanto ha tratto agli squadroni del nenerale Arnoldi essi . l . . grnst~ a m1ss1oneavnt~, si sch ierarono fìn dal mattino contro DolnjeDu~n_,ak; _ma quai~do il g~nera_le volle avanzare verso il sud per avv1cmars1 a Gorrn-Dubmak, 1 suoi cavalieri furono accolti dal vivo fno;_o c'.ei tiragl iato_ri turchi nascosti e spm·si nei campi di grano turco. L 1111:iero 4· 0 reggimento dragoni appiedò e iniziò il combattimento a fu~ co, mentre ?li ;:dtri squadroni protetti da quel reggimento conLmnarono la mtrapresa marcia. Il com?~Ltim_ento del 4° dragoni. in seguito al quale il nemico dO\:eLLe _n_l!rars1 dai _camp! che ,weva occupati , durò sino alte 8 1; 2 antnnemliane, termmato ,t quale i dragoni mossero anch'essi in direzione snd. D.i contro_ ri. (~orni-Dub~iak stettero l'inLiera giornata. il nlggimento ussan e 1 due reggnnenti Roschiori ad ovest · e come fian chi avanzn~i a d~stra_ il reggimento ulani ed a sinistra' i.I reggimento dragom appicdat,, a scorta spcci,dmente delle loro batterie che presero larga parte a quella lotta. Possiamo quindi conchiudcre che in definitiva l'azione della cavalleria si ridusse anche in questo cornbauimento a ben poc,t cosa, del ehe pe1:· altro non sì può far colpa nè alle truppe nè ai loro comandanti che anzi e le une e gli altri rnostraronsi animate dalla massima IJt1ona volontà. di cooperare al risultat.o final e della vittoria. Combaltùnento di Tetisch, 2.9 oitob?-e. - Per assicurare il possesso della strada Plerna-So1ia. rimaneva ancora di respingere le Lrup~ie d1c occupavano Telisch. Il generale Gurko stabilì appunto eh~ tl 20 ol:tobr~ avesse luogo l'attacco di quella Jocalitil, Hccerduancl?l:a da_ogm lato, affine cl'impedire che il presidio turco pot~sse r1trrar~1 sopra Orhanje e di costringerlo a càpitoJare. P.remeL1.ia.mo che sm dal 26 ottobre In posizione di Telisd1 era giit prcss'a è)

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poco circondata dalla cavalleria , poichè la brigata Cosacchi de! Caucaso ne osservava la , fronte occidentale' e le brinate 1a e 2• ò della divisione di cavalleria della Guardia, ~accampate a Hakita ed a Svinar fa.cevano fronte a Telisch ed a Radomirce, incaricate per così dire della guardia di quel tratto di strada, mentre la 3• brigata della stessa di visione aveva gli avamposti al nord cli Telisch, e nella direzione cli Gorni-.Dubniak. La missione della ca.vali eri a pel giorno 29 consisteva neH' opporsi alla ritirata de' soldati turchi per li1 strada di Sofia, ed a tal cwpo la clivi::.ione dì cava.lleria della Guardia ebbe per còmpito di agire dalle posizioni che occupant verso Hadomirce, e la brigata Cosacchi del Caucaso di continuare l'ossel'Vazione verso Telisch e Radomirce dall'ovest. Durante il combattimento che si svolse intorno a Telisch ed in seguito al quale le P?Che forze che difendevano quella località si arresero al generale rnsso, la cavalleria ebbe pnre occasione cli en:trare in aziorn~. La brigata Cosacchi del Caucaso procurò di avanzare verso la strada di Sofia, ma fu accolta dal vivo fuoco di fanteria nemica post~ita. nei campi, ecl obbligata allà fine di ritirarsi nella direzione di Kojnare. Due squadi'oni del reggimento ussari Sua :Maestà inviati al suo soccorso dal generale Leonow, lo raggiunsero soltanto nel momento in cui aveva già iniziata la ritirata, e restarono con essi. ·Parimenti un grosso corpo cli cavalieri Circassi mosse contro la 2a batteria. a. cavallo in posizione contro Telisch, ed i due squadroni ulani che erano cli scorta alla batl:eria stessa. Il comandante della di visione di cavalleria fece avanzare a soccorso della batteria iS SlJ1Htclrnni della. 11a brigata che ancora teneva in riserva; i Circassi però nccolsel'o con vivace Juoco da cavallo l'auacco degli - ulani , indi nel ritirarsi scoprirono de' mucchi di grano turco dietro i quali stava nascosta della fanteria nemica che apri tosto un fuoco accelerato contro gli ulani. T:uttavia ad onta dell' imboscata nellct quale erano caduti, gli ulani continuarono ad irn,eguire i cava.lieri nemici, molli dei qtrnli furòno raggiunti ed uccis·i. Le pet'dite degli ulani ammontarono in qL1estct scaramuccia a 3 ufficiali feriti , a 5 uomini di truppa morti , ed H feriti , a ~O cavalli morti e 3:1 feriti . 1

ANNO XXIV, VOL. Ili .


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LA CAVALLERIA R dSSA :>.El,Lè: BATTAGLIE SOTTO PLRVN A

III. Ed ora 'alcune considerazioni. Prendendo in attento esame l'impiego tattico della cavalleria uelle varie batta.glie e combaLlimenLi cll'ebbero luogo solLo Plevna. non si pnò a meno di riconoscere che man mano pt;olungavasi la. campagna e avevano luogo nuove battaglie," sensi bi le progresso andavasi e!fcLLuando nel m,ineggio delle truppe di quell'arma. Cosi, come abhiarno vechtto, le disposizion i rehitive alla c,:rvall eria, per la prima battaglia cli f)levn:,,, Curon o assolutamente cnttiv~ e l'in1zione dei reggimenti _che 1·i presero parte completa. Alla seconda })attagl ia troviamo giit che le disposi1,ioni sono as::;a i migliori; nelln, ter,m infine e ne'successivi combattimenti di Gorni-Dubniak e Telisch sono ottime. Per vero dire, anzichè mirare ad un efficace concorso defla cn.vnlleria sul campo di battaglia in unione colle altre armi, il eoncetto predomina.nte, che sembra i.nformare gli ordi11i e le .disposizioni relative alla c:,,valJeria, tendeva piuttosLo a Lrarr'e largo profìuo da quell'arma nel caso di una vittoria, sia mediante un encrgir.o e auèlace inseguimento, siri. col tagliare al nemico la linea di r i(.irattL Cornunq1ie sia il nerbo della c:,,valleria. è sempee disposto sul le nJi, e cioè nella pos izione do tutti i tattici riconosciuta come la piu conven iente per la cavalleria. Da essa infatti ]:,, cavalleria può tanto _prender pane al comb::tttiment:o della fanteria, quanto irnpegnal'Si in un combatlimento indipendente, mentre po i le rimane , sempre la possibilità cli far sentire la propria influema sui finnch i e sulla lin ea di ritirala del nemico, cioè s11i punti ·più deboli della sna posizione. L'impiego pertanto, almeno per quanto ha tratto alle disposizioni prese, che venne fatto della ca vali eri a russa nelle lmttaglie sopracons iderate, potrebbe forse prova.re che l'addeslramenLo tattico delle truppe nel tempo di pace lasciasse alquanto a desi~ernre. Però se le disposizioni prese g(~neralmente per la cava lleria furono in massima buone, st,t il fatto ch'essa non eseguì mai alcun attacco importante e preferì piuttosto d'-impegnare nel combauimento Cfualche reparto di truppa appiedato.

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inclaoare se i. cavalieri russi• avrebbero potnto Non vo,1lhmo V c. n . . a,rire differentemente, in primo luogo perche, per quanto c1 sia · n~ta la con(igura1.i one topograficct del teneno cli Plevna, cotesta conoscenza non è sufficiente per giullicare se quel terreno er~ adatto O no ad aWtcchi di cavalleria, ed in secondo luogo, pe1:ch~ face,ndo difetto quasi compiutamente i particolari d~lle ope1'a1,1on1 dei Turch i, non è possibile di stabilire ,;e la cavalleria russa ebbe o no favorevoli occasioni per caricare. . Indubhiamenlc la mancama di una corrispondente foe1,~ d,_ cavalleria dalla parte nemica deve pure avere in~uito sull'uup1e~o della cavalleria russa; nè è improbabile che 1101 avremmo a reg1st;\tre brillanl.i attac<~h i, se i Turchi, :tl pari dei Rnssi, avessero potulo clispo rre di numerosi regg imenti a cavallo da collocare sulle afi delle !orn J'inee di b:,,Uaglia. A rendere anche ip,eerta l'azione della cavalleria russa deve pure :tver contribuilo il sistema ìnnlso di non tenere alcun ca.lcolo della sua ['ormaz ione organ ica di guerra,. Effetl.Ìvarnentc ogni corpo d'armata aveva a disposizione, s~condo la primitiva formazione di guerra, u1_ rn division e di ~a:al,le.r1a; ma per contro tostocli è si fu sul teatro dt gu~rra la_rn:1gg1cnpac~e ('.elle divisioni di cavalleria furono separate dai corpi cl :,,r'.11ata cui ~rano adùette, e impiegate sia nel servizio di sicurezza e ~t ~sp_loraz10n~, sia sul campo di b:,,ttaglia come divisioni dì cavallena md1pe~clent1: Nè in eìò sarebbevi stato gran male se fosse stata accordata ar cor~1 d'armala O alle singole divisioni di fanteria quella Corza cli c:i,vall?m della quale hanno inclispensnhil e bisog~o_. M_a oltre a non av~r tatto ciò. devesi aggiungere che le stesse dtv1s1om non ft'.rono mar man~ ten.ute unite~ brigat.e, reggimenti, singoli squadrorn erano sottra~L! . alle di vision i ed in viati or qua or là, ed anche per longo temp? , sia corne clistaccarnenti indipendenti. sitt per adibirli alle truppe_d1 fanteria, 0 per destinarli a, speciali operazioni. _Insom1:1R _non si l~~ne ;nai calcolo alcuno della formauone organica, e s1 gtu~s~ _pe1 smo a creare delle brigate con un reggirnenLo tolto da una d1v1s1~n_e ec~ un rermimcnlo tolto da un'allm; di guisa che nella plural11.a dei 0 casi ,; r.rnppe erano sottratte ai loro capi naturali che l_e co~10~ce~ vano e dalle quali erano conosciuti , per passare sotto glt ord1111 d1 chi le vedern per la prima Yolta .


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I.A CA V.'\ LLJ::HIA HUSSA

È•difficile trovare la ragione che induJse il comando cle11'esercito, ad adottarequesto sistema; ma di leggieri si comprende c:he esso doveva portare conseguenze dannose, po·ichè rendeva sommamente difficile eh:' si stabilisse fra le truppe ed i loro c:1pi quell'anìatamento Lanto necessario e vantaggioso, eil una reciproca confidenza . Ammeuiamo che nel sèr vizio di esplorazione si possano riunire in certi casi reggimenti o squa.droni appartenenti a difierenti brigate o divisioni, quando si tratti di compiere una missione particolare difficile, ma non vediamo la necessità di rompere le uni là organiche per impiegarle sul campo di battaglia. S'ao-!liunaa Ou v ancora elle sebbene fosse slab ilil.o dalla formazione cli vauerra dell'esercito che le divisioni di fanteria riceverebbero come cavalleria divisionale i reggimenti Cosacchi da eh iamarsi sotto le armi in caso di guerra, non risulta clte ali' al.Lo pratico siasi àtt.u ata cotesla determina,,,ione. E cosi si· ebbe p.er c0Jtsegue11za che di continuo si clistaccava:no presso la fanteri a i reggimenti a cav,1llo o <ptel cerlo nnmero cli squadroni che ravvisavasi necessa.rio , loaliendoli dalle divisioni di cavalleria che avevansi sotto ma.no, alt> terandone quindi anche con questo faLLo la composi?:.ione e indebolendole. . Se si voles:;e esprimere un'opinione sul concetto che dovrebbesi a.vere nell'esercito rnsso intorno 'all'impiego della cavall.eria sul campo di ha.1.taglia, in base a quan to fu l'atto nell e varie fazioni campali che el.J bero luogo sotto Pl evrm, crediamo che assai facilmente si c~clrebhe in enore. Sta il l'atto. che poca cura si ebbe_ sempl'e di impiegare la. cavalieri.a in in I.imo nesso colle altre due anni; sta il fatto che Lutt.i i giorni 111 cavalleri,l c;)rnbatteva a piedi e quasi mai a cavallo; ma tuttavia, ripetiamo che, a nostro avviso, non-si ltanno · elementi sufficienti per j)ote1· giudicare se i generali russi delì'.anna aHebbero operato differentemente in differenti condizioni. Nè è a climenti.care che cotesle battaglie essendo sempre avvenute presso una fortezza od a loca lità fortificnLe, la zona di terreno snl quale po tevasi muovere e manovrare ern in conseguenza di molto risl,re!L~ e limitala. Ledispo~izioni relati ve alla cavall eria emanate per og.nt singol,l balLaglirl tcndevmw in ynce a manovre largfte e da compiersi sopra vasto spazio di terreno, e non ù irnprohahile ehe se si fosse co.mbattuto in :1perta campagna e non presso opel'e di fortifica-

NELLE BATTAGLIE SOTTO PLE:VNA

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·zione, ](l cavalleria russa avrebbe saputo trar profitto di tutte le qualità dell'arma. Prima di terminare ci siano ancotia permesse alcu11e parole intorno all'appiedamento. Noi siamo convinti. che il cornbatLimento a foòco per la cavalleria dev'essere, come del resto èJlrescrilto da tutti i rego lamenti di eser·cizi e di evoluzioni clelle cavallerie nostra, fran cese, austriaca e tedesca, che un espediente, al qnale devesi soltanto ricorrere in quei casi in cui non si possa disimpegnare il ma.nclato avuto da c,ivallo. Ora noi siamo d'avviso che i cavalieri russi tennero in genefale poco calcolo di questo principio e ehe usarono ·ed abusarono , clel combattimento a fuoco; l'rattanl.o possiamo constatar e come ·ess1 ne abbiano l'itnlLto poco o nessun utile. Pochi so ldati di fanter ia, almeno relativamente, bastarono sempre a paralizza.re l'azione di reggimenti e di brigate intiere clell'arma, come si ril eva dai fatti sopra narrati , mentre vediamo riella fazione cli Telisch che gli ulani i quali mossero risohttamente all'attacco riuscirono a sciabolare i Circassi ad onta del loro fuoco e di quello della fanteria turca. Se invece avessero messo piede a terra. e risposto col fuoco a quello dell'avversario, come si praticò , in quasi Lutti gli altri casi, egli è quasi certo che l'azione sarebbe r imasta in sospeso e · non sarebhesj venuto a decisione alcuna. · Che la ,~avallerirt appiedi, per difendere una sl:relta, un ponte, misurarsi colla fanteria in rasa l m ,;jlla<ro-io wo ' .sta. bene·' ma che voglia (., campagna è per noi cosa assurda. Um1 sola compagnia di fanleria terrà. testa facilmente ad una l'orza cli gran lunga . maggiore e colla massima ngevolezz.a, mentre è cliffici le che quella stessa compagnia opponga lunga resistenza, a meno di favorevoli condizioni di terreno, quando sia abilmente attaccata nello stesso tempo e da parecchie direzioni da una forz.a di cavalieri uguale o doppia della sua. Ed è una prova convincente di quanto esponiamo il fatto che in tutti que'numerosi appiedamenti i cavalieri Russi non consegttirono mai alcun vantaggioso risultamento. Riassumendo diremo: ,1 ° Che l'impiego della cavalleria r ussa sui vari campi di battaglia fu troppo informato a larghi concetti, aven"ti principalm~nte ~er iscopo di manovrare sui fianchi ed alle spalle dell'avversr1.r10, prnt'f


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LA CAVALLERIA RUSSA NELLE BATTAGLlE SOTTO PLEVNA

· to~to. che di combattere in pieno accordo colla fanteriR e coll'arLiglrerrn.; 2" Che deve pure avere inn uit.o sul suo impiego il sistema inval~o duran le Lotta la campagna di sciogliere continmimente le unità. organiche dell'arma; . 3° troppo di sovenLi si ricorse all'appiedfunenLo, benchè 1 vantaggi che se ne riLraevano fossero di poca o ne,;,;una importanza; ,i." Che deve avere eserci tato massima influenza su ll'a1.ione della cavalleria l'aver sempre combattuto in vicinanza di fortifkazion i e 1:aver sempre avuto di fronte fanteria ed artiglieria anzichè cavallena.

('.'ie

MARZIALE BIANC HI

LIBRI E PERIODICI

o' ADDA

Capitano di ca:valle1·fo.

L 'alletenzti tl·• C1•iu1et1 di Luwr CHIALA. -

Roma. -

Tip. Voghera, 1879. Il nome !li Luigi Ghiaia è così favorevolmente noto nella letteratura mi litare italiana, per parecchi lavori d'un merito intrinseco e reale, che ci dispensa dall'entrare in nn' analisi critica . Il libro del Chiala non potrebbe essere nè più interes$ante, nè meglio fatto. Non ci resta adunqne che porre in evidenza ciò che può invogliare i nostri ufficiali a leggerlo, a studiarlo ed a dire il motivo pel quale . \'enne scritto e con qual rnateriaìe compilato. Si sa cbe il .Chiala era molto beneviso al compianto ge1rnra le Alfonso La Marmora; il quale lo trattava come amico leaie, col laboratore e confidente de' suoi più intimi segreti politico-mil itari. Specialmente negli ultimi anni di sua vita, quando stanco, disilluso, sc.ontento di tutto e di tnt.ti, il La Marmora si era completamente allontanato dalle lotte del la vita politie,,, soleva rinchiudersi nel ,mo gabinetto col Chiala a studiare, a meditare, a scl'ivere, a preparare materiali per la storia avvenire. La comparsa d'uu libro dì Camillo Rousset storiografo del ministero della guerra francese e membro dell' Aceadt:}mia l' H'istoire .de la yuerre de Òrùmée aveva richiamato alla men te del generale un rriondo di cose, ed avendovi l'i levato alcune inesattezze volle dettare delle note sul corpo di spedizione sardo in .o ;·iente, del quale egli era stato il comandante in capo. ' (<

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LIBRI

. F~a il generale e il Chiala s1 rmnirono i documenti , si rilessero, • :s1 d1spose1:o nel voluto ordine, si annotarono e poco mancava a dar corpo al l,bro, a far gemere i. torchi con una pubblicazione cbe al certo .,vrebb~ menato gran . rumore nel mondo politico, quando la morte colse 11 generale e tutto rimase sospeso. . « Io ?.ovetti rinunziare (scri ve il Ghiaia nella prefazione), con molto rmcre3c1 mento, alla continuazione di un lavoro al quale il dif,Ùto di autorità nello scrittore non mi pareva oramai più pronrnttere la n,~cessaria attenzione ,dell'universale ». · Era troppa modestia o forse sarebbe andata aucor molto in hmrro la pubblicazione di documenti che ridondano a tutto onore del Pi;monte, se un altro libro comparso recentemente non ave<,::;e scosso il Chiala, inducendofo a togliersi dal l'imposto riserbo ed a ri pialiare l'interrotto· lavoro. ' Il libro di cui abbiamo fatto ()611110 comparve a Pietrobm·rro (:ol titolo « Étitde diplomat;iqiie ,swr la g·ucrre de Driniée.(185.J a~8M) par un anc:~tn d:iplomate, e l'ancie:n diplqrru1,,te è nienl6H11eno che il baron Jomini, il braccio destro e il compagno del principe di Gortsclrnkoff al congresso di Berlino. In quel libro è detto e sostenuto con insi~tenza, ohe l'esercilo sardo fu, in occasion,i della guerra di Crimea, nulla più che un :;ernpl ice .ausiliario al servizio della Francia e dell'Inghilterra; che !a Francia rispondeva con un diniego alle « 01we:rtures » del Piemonte, fino a che fu contenta d,illa. condotta dell'Austria e solo le accoglieva quando ~1uesta potenza osò manifes tare velleità di pace; che al Piemonte, p;ir 1~durlo ad entrare nell'alleanza, gli fosse promesso, a titolo di « a.ppàt » d~ ammetted? ?l le ~onf~reuz,~ pari a pari cogli Stati di primo ordme; e che mhne, 11 Piemonte si mostrò ingrato, entrando in leg:i contro la Russia, perchè gli annali dei due pae:;i sono ricchi in ricordi dei servizi prest.ati e resi dalla Russia al Piemonte. .La falsità di queste asserzioni e la forma sprezzante cbe il baron .Tomini ha creduto di dare alle sue accuse, avrebbero mosso a sdegno chiunque e tanto più chi possedeva e poteva produrre docunienti tali, da provare non soltanto il contrario dell'asserto, ma da pone in piena lu~e. << l~. 1:(IJra a?ilità e la perfettissima onestà ,, colla quale gli 110m,m pol1tic1 del Piemonte condussero quella delicata e spinosa impresa. Da qui il libro « L'alleanza di (Jr•imea. Esso si divide in tre parti e cioè: Il Piemonte e la crisi orientale nel ·1853-54-. - I preliminari dell'alleanza. - L'alleanza. Il Chiala fa la storia di tutta la maravirrliosa opera sostenuta dal . e

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E PERIO DICI

Piemonte per eutrarr. nell'alleanza, ed appoggia il suo dire sopra docurnenbi diplomatici, sopra lettere di ambasciatori, dispacci e DH}morie del D'Azegl io, del Cavour, di Farini , del marchese di Villamarin.i, del D:ibormida, di Napoleone III, di Drouyn de Lhuys, di sir James Hudso;n e di quanti insomma ebbero mano in quella divinata e ben riuscita impresa . L'autore non ammette che la prima idea d'un concorso del Piemonte nella guerra cli Crimea, onde cavarne poi un profitto avvenire per l'Italia, sia da doversi al Farin:, come sostengono e raccontano l'Achille Mauri, il l\'Iaresca lchi-M.aucuzzi, l'Ercolani, il Badiali cd altri. (< li passo fatto dal Farini presso il conte di Gavom nell'autunno del ,1853, diùe il Ghiaia, non avrebbe in realtà un valore ~torico se non in quanto ()omproverebbe che gli uomini .politici d'allora avevano una intuizione del giovarrurnto che doYeva derivare al Piemonte dal non rimanersi neutrale nella gran lotta che stava re,: scoppiare ». Ma questo fotto non può avere che una importanza personale. L'importantissimo fatto è quello amibuito al Cavour, il quale, affine di evitare il pericolo di dover for figurare l'esercito sardo quale ausiliario e stipendiato dal I' Inghiltena o dalla Francia, si prefisse una linea di condotta ardita e piena di fino accorgimento per giungere allo sco po, non di ricerùare l'alleanza, ma di e:;scrn ricerca to clagli alleati: e vi riusci . Vi riuscì per la sua abi li tà di plomatica e per le titubanze dell'Austria ad entrare nella lega, tit11ban1.e che determinarono da ultimo la Francia e l'InghiHcrra ad abbandonare le trattative ed ::i ri volgersi al Piemonte . In un breve resoconto come questo, non ii possibile comperuliare, ,mettere sott'occhio tutte le infinenze che si fecero premere sull'Austria e sul Piemonte in diverse maniem, le ansie di. questo, fa titubanza di quella, la finezza e l'one;;til del Dabormida, le diffidenw del ' duca di G·uise; far vedere in.somma il giuoco di tutti quei fili che venivano mossi dall'inLeresse o clalla speranza, dalla paurn- o d:illa destrezza dei varii attori. Finalmente l'alleanza v<mi va conchiusa e il 10 gennaio ·1853 il conte di Cavour, succeduto al Dabormida nel ministero degli <·!:lteri, sottoscriveva coi rappresentanti della Francia e dell'Inghilterra il protocolio, contenente l'ntto di adesione al trattato del 1O aprile 1854'. Era la vittoria ! Vittoria che ven.iva suggellata e confermata dalle vittorie ciel piccolo, ma valoroso esercito piemontese, sui campi di Crimea. Ma mentre si stava per raccogliere i frutti di tante. fatiche di pio0


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maLiche_e guerresch~, ecco che l'Au:sLria ricompare in isccnn , assu~ endo il contegno <h nrhiLra e il Piemonte $Ì trova cl' un tratto ed mas~ettata'.11cntc :id? tto in condizioni cosi inferiori a quelle stabil ite per. t. plc111 potenzia n dell'Austria e delle ,il tre potenze al congresso di Pnrrg,, cito ~fossimo d'Azeglio rifiuta, sdeguo, o, di recarvisi. . ~l Ghiaia descrive, il dolore, lo smarrimento momentaneo di Cavour il quale d'un subit? t;om?rese come non potessi') pi ù sperare di te~ ne~e un po: to lummoso rn un congresso dominato dall0 spirito illlst'.·iaco, mentre era appunto uu po:sto lumi noso che egli ambiva, che gh era necessario._ Si _decise <l i partire egli stesso pr.r Parigi ·e prima an~ora del _:su~ arnvo fortur_rntameute « qiia.ri tutte le d·ifficoltà, e tutti gli o,;tacoh disparvern dinanz•i a itn cenno· d·i Napoleone Ili » . Cavour sedette al -congresso e con energica parola fece conoscere all'~uropa c(10 vi era un' Italia da fare , $C volevasi la pace. ln breve 11_ libro del Chta la è un libro interessaut.issimo ed ha pienamcntr, raggiunto lo scopo di smentire lu accuse~ co11tro il Piemonte contenute nel libro del k,ron Jomini . ~cl fa tto vcrarn<mte bene_a tfocidersi a <ruesta pubblicazione, il Chiala , hm un dovere, per lut che poteva far lo, il rivendiCi1!'e i'ornjre del proprio paese; di provare, corne ha fatto , che il Piemont,~ si comportò onestamente, lealmente e valorosamente, Ora ci sia permesso una osservazione. Noi ,~vre~mo pur fatto senza di quell'avvertenza, ché per un ec~esso d1 delicatezza_, ha vo_luto porre dopo la prefazione, per scusa re I autore del duro lmguaggt0 che è stato costretto usare, A che pro quella confessione? O _quanto l~a pubblicato è verità lampante, e la è perchè i clocument, prodotti e le lettere non mentiscono , e allora non vi doveva essère la nec?s~ità_ di scolparsi. di durezza di linguaggio ye/so -altrn potenze, cordiahs<,tme avversarie del Piemonte all'epoca della rruerra di Crimea . O non la è, e allora ?

ha,

è)

PE RIODICI

Il ruglio tli sanit ii t'tel lUn•etto 1.1erso1tal~ tlel soltlt1to e l ti ni11t1•i.c1>lti sa:ntt,u ·iti. - Conll•Uni~i.une ttllo sttulio ,lei c1•ite1•i ,iéU'tdtitt.itliHe fisica al se,•tJi,~ io -.1.alìta1•e, per SALVATORE G UIDA, capitano me-,

dico. -

Roma, t;pografi a Stabilimenti militari di pena.

I metodi necessari ·per giudicare dell'a ttitudine lìsica al servizio militare in genere, ~i posson dividere in due principali. L'indiretto, - i i diretto. Uno completa l'altro. Il primo, che potrebbe dirsi anche di sottrazione o di el iminazione, c,onsiste nel riconoscere - ehe l'individuo il quale è sottoposto a visita per l'idoneità al servizio delle armi, non sia a[euo da alcuna rii quelle malattie, o irnpcrfezirmi che sono comprese in determinati elenchi, i quali fanno seguito alle leggi sul reclutamento degl i eserciti e formano il codice del perito sanitario addetto ni consigli di leva, · Il metodo diretto stn iuveoc nel determinare l'atti tud ine fisiologica al servizio militare in genere, e a· quello delle varie armi in ispecie, dell'uouio non solo scev ro delle malattie ed imperfozioni com prese nei sopracitati elenchi, ma costituito in tutte k sue form e con tali proporzioni , da trarne giudizio eerto che esso ha tn tta la necessaria resistenza org,,nica per ogni specie di foti ca o di disagio della vita , militare. Gli studi che in Italia e fuori si sono fatti pc!' ricercare mezz1 di migliorare le-' condizioni sanitarie degli eserciti, si sono svolti non· solo-su tutte le rliscipli1rn della igiene militare, ma anchr~ sulla investigazione del modo migliore di scegliere i coscritti , È manifesto come la sentenza « pr-inrJipvis obsta " abbia io questo • ·caso la sua massima applicazione. E gii1 il do ttor Guida, ' nel suo lavoro, ha citate le parole dette alla Camera nella tornata del ~lii febbraio scorso da S, E. i I Ministro·, nelle quali appunto è posto chiaramante il problf:ma da risolversi; « secondo -me, dis,e, secondo l'ùiteresse dell'esercito e del paese tiltte le .cure do·vrebbero es.çere d:ir-i,tte a che non s'•introdilces.~e nell'esercito un ùicvi1Yid·uo per poco che fosse sospetto cl-i non potere esser b1wn soldato. Questo ni-i pare e.ss.enziale ».


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E perchè non s'introducano negli eserciti uomini invalidi, o poco alti alle anni, finora in Italia e nelle altre nazioni si è data la mas-

sima importanza al perfe1,ionamHnto <fol metodo indiretto per giudicare sull'idonei tà dei coscritti, a migliorare cioè gl i elenchi delle infermità, a farli più estesi, a sù1inuzzare 'tutti i singoli e particolari ca:si di malauie specia li, ad clìminarc, in una pa'rofa , tl1tte quelle co11di'1;ioni patologiche od impe1'fe1.ioni organiche che uon sono rep[1tate companibili colla Tcsisteùia fisica al la vita ·rnìfoarc. E, a dire il veto, il nostro clen(Jo, noto col titolo di B, delle malattie ccl imperfezioni che esimono dal militare servizio, posto in vigore insieme alla legge sul reclutamento nello scorso anno, si può riterwre uno dei migliori, confrontandolo con quel li in vigore rwgli altri eserciti. E 1fo) merito intrinseco ne conviene anche il dottor Fiòri che in questa lfrvistçi 111: scrisse un lavoro critico . Nella stessa gt1isa che da noi si è data graude importanza a migliornre i mezzi per scegliere il coscritto per via di elil'ninazione, non si è certo sconosciu to cbc auclrn il modo assoluto o diretto doveva avere la sua grande im portanza. E di ciò ne fanno prova le determinazioni ministeriali circa la misur:1zione della ~t.atnra, e prec;ipuamente poi quelle intorno la misurazione della periforia del torace. Ma qu~sti mezzi, che potremmo chiamare anlrnpomeltrici., soiw stati giusti e sufficienti'? · Per essi si è pervenuti allo scopo di non perdere un norno nbilc, e a quello di riconoscere la validità relativa al servizi.o militare in genere, ed a quello delle varie armi specialmente? Se noi con frontiamo i criteri che hanno guidato i riformatori degli elenchi· delle infermitù .e quelli clic hanno determinato le varie norme antrt.>pometriche noi giungiamo al seguente risultato: Nei primi vi è stato un rnigliornmento continuo , progressivo : nei secondi ha dominato l'incertezza e forse il regresso. E da qual i cagioni? Non certo dall'incompetenza degli uomini, nè da difetto del loro vivissimo interesse pel miglioramento deJ.la cosa ; ma invece indubbiamente, da insufficienza, non solo, ma, diciamolo apertamente, da man- · canza assoluta di studi pratici. In altri term ini, per ciò che' riguarda l'antropometria quale mezzo di giudicare l'attitudine fisica al servizio militare, fiuora s-i è fatta la .teoria p1·ùna della 7Jratìca. · Il dottor Guida nel suo pregevolissimo lavoro, messo fuo ri sotto i.I titolo citato, lo dimostra aperta-mente.

Parlando della misur~1,ione d<~lla statura esso dice che ,~on. i~ mai stata seguita ·una norma costante da r~<'ssuna nazio.ne. Anzi pmtrost~ che da criteri fisio logici, la determin:wone dr,I minimun~ ~ella ~t~tu~a è stata sempre stabili ~·l ,conseguentemente a vedu te poht1co- m1htar1,Quanto più granrli si esigevano gli es:rciti p.cr prep.arars, a~ una ,otfesa O ad una resistenza, e rprnnto più gra v1 erano I rovc~:1che c?l~ ' )ae·:;1;:·, , tanto [liù bassa si esig,wa la statura nei coscr1tt1 pi· vano UI1 ·I . • r . per accrescere il numero dei c;ornbatt.cnt1, <: per rnant<merc le ile m nnnrnro. , · · Così, ucll'erudiLo lavoro dell'autore si legge come. 1~ I<ran~ia 111. meno di un secolo lta cambiato nove volte la statura rn1n1ma de1 suo'. es,ir: citi, scenden do in soli vent'anni (dal 1792 al ·1813) da metri 1,6t> fin~ a quella cli metri •I ,52 . . , . . Pnr quanto poi rigmH·da la cir~on{er::n:rn t.oracica, _ d.all~ quale si vorrebbe indurre la capacità rcsp1ratona o vitale, e t~umr~, l'inrlizfrl. della robustez;,,a , l'auton1 fa o:;servnc·<' come pr~sso .et~ 1101, ben P:-r tempo, si usò di qnesto mezzo . Ma poi, passando 111 n v1sta tutte I~ diverse determinazioui per le cpwli questa misur.a .è stat:'l ora accrescllltil, ora diminnita, Ol'il suhordinat::i a .speciali concl1z1on1 eh tempo,, conclude lo1rica mcntc dicciulo: « la determinazione della rni,m~a tor~c1ca non po"ggia ai{corn sopra una base ,;tabile, e per ciò somiglia all'1nferrno 1> " che con cla·1· voltci suo dolore ~chenna ». . .. . In conclusione l'autore reputa <Jncllo che mol1.1 gw hanno detto e r'.<>nise, e cioè che f[U esti ugrandi mezzi di anlropometr,~a pc tU to ·I li· tant' < t: o · · , • · • cl considerati isolat,1 rncnte non danno e non possono dare cn.tN·'. gmsLl e effi caci pi~r giungere alla ~oluzion~ del pr~blc~na." ~!ua l~ sta .'.,uo.11,10 .pe:· sanit.it e robustezza che ollrn la piena e s1cm a I cs1~tenza 01 0 ::irnca all,1 vira mili ta re:» . , . . Esso qui ndi propone il modo di studiare, per nn certo .11uu1ero d ~nn,, e col mezzo sta tistico, un numero tale cli f11tti, da poter grnngerc 3 s1cnre conclusion i. . . . . . 1~ ben s'intenne che 11nesti modi di studio sono d1rett1 a mvest,?arc il criterio ilei la proporzion11lità fra di versi clenieùLi; ,~nzi .a ~ucll, dcl i~ statura e della perimetri a toracici1 ne agginnge a] tri 1n·rnc1p,11 ,, quel! 1 dell' et:1 e del poso. . . ·.· , Le con:;idc,.razioni sn tali, elemenl.l sono svolte <~on molta dotti ma e con erudizione vasta sopra ogni questione. . Fra tnlti i problem i il principa lissimo, indicato dal douo'.' Gu ida , i ,[lo rii determinare, mercè il controllo delle malattie e delle snre b 1e q Ile . . . . r ' I . t" I perdite, qnal va lore abbi:1 il critcr10 della proporziona 1ta e01 1e e e-


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menti. - « Stat1wa - perimetrn toraoico - pe.so •> - come esponente della resist<rnza organica , e perciò dcll'atLitudinc fisica al servizio rni[itare in genere e a quello dello vario arm i in ispecie, e stabilire, eonfornrn ai risultati, la quanLitil cbc ngnuno dei tr(1 eìcmenti deve aver:: per servire di norma all'accettazione ·dello reclute e al l'as~ognamento loro alle diverse armi. Le ricerche estese nel :;olo campo deJl'esercito sui giovani rfoi 17 ai '28 ;i nni (poich0 la ric11rca dei dati si donobbe estendere a11che agli alun ni dei collegi) b11sterchbero, secondo l'autore, n far risolvern il problenrn cli migliorare la $Orte dei coscri tti senza scuotere profondamente le basi organiche della uostra leggo su i rcclntamento . E non /J giù a credersi che l'autore parta da idee prcconcctw; tul~ t'altro . Egli lascia la rrnistionc doll'intropomctria e di tnl.te le altre ri eerchc, irn prcgiuclicatc. Egli non vuol giungel'o, neces5ariamcn te, a lrova rn dùlle cifre med ie ell e clovra~no poi da re la norma c~sat ta clclla rolmstezza e della s::dnto : - no; esso dirn - 1''icerchùimo. Che se~ dal com plesso del le ricerche risu lt;:isso che la resi~lenw organica al sel'vizio mil itnt'C non è dimostl'ata dal rarporto pl'oporziona le clei tre clementi metrici, ma dip1mde invece dallo sviluppo corn plOLo di ognuno di c::;si ner{l i i11cJi',,id11i saui e hcu co:-:titu it.i, :;:irebbe n!lor·:1 il caso di esa111inan: se ;1on conveuga abolire~ alfauo la 111is1rn1 toracica , come cli,;posizione regolameu tarn, a somigl ianza di quanto ò stato fot to i1t Germania. Po trebbero inoltre proporsi al tre radica li rifor me alla legge del rcclnlamcmto, rispetto alla statura, st.a bi lcndono il m·inùnmn in rnpporto alle condizioni delltl 1·::izzo, o di ::il tri priucipii. · Si potrebbe infine, rigua rdo all'ctt, giungnro a conclnsioni tal i da ginsti fì care il l'itardo cl i Llll anno per la ch inrnatn rlella lc~va, qualora la ferma fosse ridotta a rlne ann i per la fanteria, e in proporzione per lù ::iltre armi . !<:eco intmlto in che con:;;istc~ la proposta del clottoe Gni<la, ondLi perveuire alla so luzione principale del prob lema prestabil ito . Essa co nsiste nella compilazione di 1111 fogl io matricolare sanitario, che dovrebbe far parw integrante del libretto per~ouak del soldato, o che comprenderebbe la sua storiir Gsica e sani taria. Qnest.o fogl io mM.ricolare <lei libretto s.arnbbe redatto o tenuto al co rrente ·c1::i1 medico del corpo, il quale poi ne avrebbe una copia fede le, che custod irebbe lìno n che In cla,,se cui appartiene il solda to fosse . congedata. Al congedamento d'ogni classe i fogl i di sani liL conse1Tati nell'ufficio .del med ico del corpo, sarebbero manda ti al Com itato di Sanit.;ì Mi li-

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E PER IOD IC.I

L!Bm

tare, ,ruisa ;otte teria

pcrchè ne fos~ero desunti i dati per gli studi prefissi. In. tal? con un lavoro di circa un scsseunio, che com prenderebbe m se le condizroni sanitarie relative a parecchie classi, si avrebbe ~rnsufnc;iente per stabilire, dopo estesa pl'atica, delle normr. teonche

CMlC!.

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Si giu ngerebbt1 quindi ~1 far progredire lìno .al p~uHo eh r~~agg1~r? perfetti bili Là il secondo dei metodi per la cl1ch1arauone dcli 1donei ta al servi1,io militam, L[nello dirotto od assoluto che scrn a completare . . l' iudiretto. Il ·foglio di sanit.il proposto può c;onsiderarsi divi~o in tre parti principa li.

. . . ., ( V . ·1" \/OTIZIF: HEL,\T l\11.-: .\Ll;IK Dl\'lDU O ~ON A:-!CORA AIIHUOLA I O , ome _ luogo ed · anno lbi nas.1;i ta, - pro/e:5.si~1~e ~ .arte -.- 1ne:st':1Yre. -: 0-iwli tà, /ìsù;lw iwoa·l'iab·ih o poco .1Jw1··wbih, uwe colo? e e f?1 nm . dei ; 1pel/:i, e deg l·i. occhi, colo·rito, - clmitatu-ra, segni pw·t1colari d:iamet·r i del ca.po cintero- poster1.01·é. e laterale). G)c, NOT17. m CHE S I l\l l'EJ\ISCON O AL TE)IPO PASSATO SOTTO LE AR~U .

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(Clas:e: anno _ qual·it(ì dell'a1Taolament~ - se fii ·1.·'i'!Jecb!b'ile e per qiiale causa - se fii .~ottoposto ad osservazwnc, e rela,t-i:1Jo r1~ultc~~o se (ti propo,lO u 1YlSSegna, a (j7lllfo: .e, C~1l. c.h~ l:,n lo. ~ .Ela :- sta~a'. ~ _. pcrùnetro torar:;ico - peso. -:- n :,fett·b (1~·w1, ~on_~swnmitri. dal se11H,,:.o ?wilùare. _ Note sullci wtc(;-inazwne e rr:ooccma,,ione - sulle m,alattie sofferte _ salfo l'iwnze - ,;nll~ cw·e b~lnea?'ie. - lhscontrn annuale della statnrn - della v erimetna, torac1,ca, - de l peso). . 3" NOTIZI[,: l\l~l,ATJl'B Al.LA CE SSAZIONB DJ~I, s1mv1z10 {Se congedato per fine cH firma - se per rassegna e •re/Mite note. - Sci morto: per q'(wle malattùi .o p1w 1Jnale alt'.'a cw~s~.i e re~atiw,, not~). . . · Onesto foc,lio matricolare cli san11n , o l.ogl10 snmtar10 , tenuto dal solà.ato fin o ,:,a che conserva il suo librntto personale po trb, come .h~ · fa tto ossei·vai·e l'autore, offr irH nn grande :,;crvigio anche :il le :iut.onta mi litari in ocrni circostania e.be si rirerisca a questioni saui.tar1e; ma cortarnent1: ,~·esent.eril uoa base .a serii studi statist.ici, t: non solo a C{twl ii accenna ti cui più spe~ialu1entc i: di retto, 1~a ad :l~ri - ''.ncora che potrnhbe il Comita to cs1~gmre con gran benefi cio dcli e~ercato e della scienza. ·. DilTicoHi, per corn pi lan~ questo fogl io non ve ne sono ; non 0 0he 1picstio11e di diligenza, e .di q1'.al~he p~co tempo. , , . , Qua le e qnantc, beneficio poi s1 po tra trarre pc~· l .esci.cito ~.per la .seiHnza da st.ndi ed investigazioni future, sopra 11 loglio eh sarn ta, non vi può essere chi non l'intenda .


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Chiudiamo questa rassegna coll 'accennare quali principali lavori potranno scatnr.ire, secondo la nostra opinione, dalle ricerche antropometriche e demografiche sul detto documento. Si potranno dedurre specchi numerici, i quali ridotti a cifre~ medie e proporziona li esprimeranno -le leggi dello sviluppo dell'orgauismo del soldato cd i rapporti che passano fra esso e la carriera militare. R cosi si potranno stndiarc : 1° L'att.itudine al servizio mili tare, ossia la morbosità e la mortali ti1, secondo le diver~e condizioni etuografìche, forma e colore dei capelli e degli occhi, dolicocefalia e brachicefalia ecc. 2. 0 Influenza dcli<~ professioni, ani e mestieri sulla morbositi1 e mortalità dei $Oldati. 3° Rapporti fra il perimetro tora<;ico e. la staturn, all'auo dell'arruolamento. .~" Rapporto fra il perirnNro toracico e il peso, all'atto ·dell'anuolamento. 5° Rapporto fra jl peso e In statura al l'atto dell'arruolamento . 6° Gli stessi rapporti considerati 1rnr provincie e regioni d'Italia. 7° L'inllneuza dcll11 vita mi litarn suìl'accrn;;ci mento annua le progressivo della statura, lfol perimetro to n1cico r: del peso. 8° Le stesse influenze divise per arma. 9° .Le perdite per morte o per riforma in rapporto alla scala del I<~ · misure dell'altezza e della periferia del toraec dal 1n;i·wi·mum,, al ma:cùn11:1n.

-10° .Le perdite in rapporto alla sca la dr.I peso, dal rn.inùrw,m al maX'i;mtwm. H O La rrecrnenza del le malattie acute e cronich e di petto, in rapporto nlla toracimetria. "2° Ricerche sull 'esito della carriera miliwre in coloro (·he subirono un periodo di rivedibi litf1. .f 3° Ricerche ,;uJl 'esito di coloro che subirono os,ervaziorrn nrnrlicolcl!nle, e fu rono conseguentemente dichiarati abili. H•) Hiccrch e sull'esito di coloro ehe furono sottoposti a rassegna speeialc, e nou ottennero il congedo. 15° Ricerche sulle perdifo di coloro elle fu rono inviati in licenza di convalewmzn, ovvero ;:igl i stabi limenti halrrnari ed irlropinil;i. 16° Hjce1'clic sul l'attitudine ,11 servizio militare degli abiumti dell~ varie regioni d'Italia, a paritfl di statura, cli periferia toracica e di peso. .f7° Differenze sull'esito della carriera militare sotto jl rapporto sanitario, secondo l'arruolamento precoce (dai n ai 2,,1 anno), ordinario (2,1 anno), tardivo (2.2 ai 2.6 anni). , 1

401 ~ 8° fo fiuenze determinate dalla vita mili tare sopra certi difetti già preesistenti a quella, ma che non furono motivo d'inabilità. Esito dei difcui stes5i. · Molti altri studi, che sarebbe troppo lungo e minuto l'esporre, potrebbero trarsi dal foglio di sani tà. Abbiamo voluto citarne pnrecchi per prr.venire la cri tica di coloro che potrebbero giudicare, come si chiedessero tante e troppe indicazioni, qualora lo scopo fosse solo quello di studiare i rapporti del peso, della statura e della periferia toracic.a onde dedurne delle medie utili per la migliore scelta del cosnitto. E PERIODICI

LI cav,dlo, il suo ,illev,,nae••to, la ""·" storti•, per P AOLO SALVI. Bergamo, Bol is, 1879. Prezzo L. 5. Il signor Paolo Salvi, favorevolmente noto per Je corse di resistenza eseguite all'estero ed in Italia, ha teste pubblic:ato questo lavoro, col quale ci offre una prova di essere non solo un intelligente ed abile spo1·tsmann, ma ancora uu appassionato cultore cli quanto riflette il cavallo. Non si tratta in quest'opuscolo, <;Ome dice l'antore stesso nella prefazione, << di consigli o di lezioni, ma bensì d'una mera esposizione di nudi fatti, tutti ( salvo, ben inte;o, gli -;torici) visti, considerati co'suoi propri occhi e col suo proprio criterio, esperimentnti praticamente nei singoli paHsi nel lihro 1nenzionati; non giit pe1· un fine qualunque d' utilità personn le, ma unica mente per studio ed amore, anzi passione della cosi, in sè stessa » . L'autore penanl.o convinto che rispetto alla questione cavalliua è neces~ario persuadere, facendo toccare con mano le cose, e spingere all' app /1bccizionc pratù;a, ha cercato cli presentare uno studio compiuto di tu l. te le qur.sl. ioni relaLive all'ip pocolturn, ed è riescito COSÌ a eomp,orrn tifi libro pratico, utile, interessante. Il Sa lvi ci dà una storia particolareggiata del cavallo, nella quale non solo ci pre~ent;:i il cavallo degli an tichi e quello rlelle varie f:poe he sino alla moderna, ma ùiscorre delle razze al.tnali , pone in rilievo cli quante e quali cure, rii qo.ant.i Hqual.i mezzi ed istituzioni si facc ia uso nei dilforenti paesi per coltivare e far prosperare l'allevamento equino, e prende in esame le questioni ttltte attinenti all'ippocoltura. ~NNO XXIV, VOL. TIJ.

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LIHRI

Relativa1Mnte al principale quesito, quello cioe del sangue <1rabo ed inglese, il_Salvi si dimostra caldo partigiano del sangue arabo, che opina il più adatto alla produzione del cavallo mili tare, per il quale ,;i esige su,periorità di sangue e fibra che lo rendano 1·esistent,e al le fati che ed ai disagi . Non intende per altro di escludere affatto l'inglese, che anzi egli crede quest'ultimo necessario per certi usi e per certi scopi . ~'Iii egli si preoccupa anzitutto della necessità di provvedem il cavallo per l'agricollura, per l'esercito e p<-)1 servizio cornn ne ; e iu seguito poi in seG:onda linea raccomanda pure l'a.llevamento del cavallo di lusso, e del puro sangue. Anche intorno alla tanto dibattuta questione della $elez,ionc e dcll'ùwrocio, il Salvi va col piede di piombo, e se a buon dritto ricorda che il mezzo piti efficace. per rinvigorir<-! una razza degenerala è l'in1.,"l'Ooio o,dattato, nota pure che nell' ·imo1'0C1io è sempre pi,.nto card/na te ,a seri;irsi dello stallone adattaw aHa cavalla e allei gpecie che si vuole e si p1iò c-reare ·in nna 1·egione, a·i,11,to natnralnumte r·iguarclo alle cond!izion'i, rlel c;/:ima, <lel s·ito ed ai mezzi clisporvil>'i-li nelt' cdler;mnmito, La cavalla italiana, egli dice, deriva in grau parte dall'andaluso barbaresco e dall'orientale; e perciò sosti ene che il mezzo più ntt.o a produrre iL cavallo mi litare, q nello cioè cli cui pnrticolarnrnnte si di fetta e che importa di creare, è d'infondere nella madre il saogue più COl'tispoudente alla sua provenienza, e perciò, l'arabo, se non abtro pe,r la /'orza d·i ori gimal-ità. Il Salvi iuliuc propugna la conservazione dei depositi ,;talloni e l'ingerenza cd azione go'l;ernati va nel promuovere 111 produzione cavaHina. Tuttavia non manca di osservare che i rlepositi degli stal loni hanno bisogno di molto riforme, ed essenzialmente che in essi vi sono troppi sl.alloni inglesi, troppo pochi di sangue orientalo; ma ad onta cii tutto ciò afferma che i depositi stalloni devono considerarsi come iil ca.rd,i,ne di tutto l'ordùiamento. Il Salvi infine si lusinga ehc rncm;è l'azione del governo e lfUella dei privittì , mercè l'adozione cle'mezzi riconosciuti più aeconci all'allevamento eavallino e grazie alle favorevoli condizioni del clima italiaino e al l'ubertosità 1elle nostre torre, noi potremo far prosperani l'allernmeuto equiuo in guisa da renderci indipendenti dall'estero per i bisogni del cavallo di servizio. Chirtdono poi il lihro alcune norme per l'esecuzione del le corse di resistc~nza; norme che hanno una particolare importanza pel l"l:lfto che~ chi le ha dcuatc può essere quasi considerato tome l'inven tore di ciuesto nuovo genere di sport.

E PER IODICI

1t03

Al postutto è una pubblicazione interessllntc non solo per la grande copia di dati e cl i notizie relative all'ippocoltma, ma altresì per il modo con cui sono disci.Jssc le varie qui~tìoni e pei pratici suggerimenti in essa contenuti. Con ciò non voglinrno dire cli dividere tutte le opinioni emesse dall'autore ; così , per esempio in massima con veuiamo cou lnì (.lolla superioritit dello stalione di sangue arabo sn quello in~lese per la produzione del cavallo mi litare, ma non possiamo escludere che anche dall'inglese, qualora s'impieghi no mezzi (;Onvenienti, si possano avere ottimi pl'Odotti , come ne fanno redo le razze della Normandia, dalk quali sono tratt.i gli eccell(mti' caval li che snrvono alla rimonta dei reggimenti dei corazzieri francesi. Col sangue arabo è fuori dubbio che avremo sempre cava ll i di piccola taglia, e sebbene non voglia mo annettere troppa importanza a tale fatto, ciò nonostante è d'uopo tenernn calcolo, perchè per la cavalleriu in particolar modo si ha bisogno di cavalli cli una certa statura, aflìnchè siano in grado di portare faci lmente il peso del c.avaliere e dell'intiera bardatura da campagna. E un lieve appunto ci permettiamo ancora di fare al Salvi: quello cioè che per l'evidente premura di ultirnarn il suo lavoro la materia non è sempre distribuita nella maniera la più conveniente; così per esern pio, se egli ;) vesse racco! to in un solo ea pi tolo tutte le norm!:i di allevamen!o seguile nei vari paesi d'Europa , nfl in altro le varie proposte da lui fa tte da introdursi in Ita lia, ci pare avrebbe raggiunto più racilmento lo scopo cni mirava , di for toccare~ con mano quanto noi ci discostiamo dalle saggie misure adottate in tutti gli altri paesi, e consegue,ntemente il pratico va lore e la reale convenienza del le sue proposte. i questa unn piccola menda, cui abbiamo voluto accennare, perchò c:ome l'autore, vorremmo vedBre svilupparsi sompre pi1't anche fra noi l'allevamento ippicn sotto la direzione di razionali principì e pcrchè siamo convinti che quelli propugnati da l Salvi servirebbero seriamente a rimetterci iu carreggiata ed a farcì raggiungere in poco tempo sensibi li progressi.


LIBRI

E PERIODICI

L'Alle,,a,agne no,,veUe 186tl-6'1. Guerre'dt.r. l.6a••enaark. - 1J.ntngtn&isnte tle ltr. Pr,,isse et de l'Att.f'Il•i.cl1.e. Dissolutitna. de la c,uif'édti1•ati,fn1-. - Gue,·re de .1 .866 et se., ~o,aséq.,,,ences., par ANDREAS M.KìllOR -

Paris, Dentu 1879. -

L. 3,50.

È un altro libro scritto sopra documenti 1Jllìciali e come si Yede dal t.it.olo tratta nn argomento ·,wrio e importante. <• Questo libro è vero dalla prima all'ultima pngina, e detto nel prologo. Avril dei meriti agli occhi degli uni e dei torti ngli occlti degli altri. " L'autore, clrn si cela sotto lo pseudonimo di Andrcas Memor, non ha in teso di fare uua storia della Gc-:rmania; egli ~i è accontentato cli dipingere i costumi politici dùl periodo che abbraccia k1 sua narrazione e di fare uno studio anche sui costnrni $OCiali e popola ri. Per stmliare un'epoca ed una unzione iui'atti, nou hasta ric.;ercarnc i principii, le dottri m; 11 il linguaggio tlcgli uomini cli stato che siedooo nei consigli tlei re ed esercitano il potere. Bi::;ogna anche disccwlcre t:i Ivolta nella vita socin Ie delle cli1s;:;i uon politi che, perchè quivi si trovano sovente gl i elementi rli .ipprer.z;:imento che rar[clrir.zano il giudizio che si pnò aver folto senza co1wsccrl c. L:i rni'irazio:ic è ristretta nei limiti de!le fron t.iere tedesche e si aggira sopra le 411est.ioni puramente germaniche, nelle quali l.1 P russia, L \.ust.ri,1 n gli Stati coul'cderat.i, prima uniti con tro la Dnnimarca , poi gli uni co11t.ro gli altri, lianno rotto l'antico patto feuera le per sostituirvi I'antng:oni:;rno naln ra le dcli' egemonia prnssi:rnn 11 dell'impero Austro- Ungarico. Il libi'o il scril.l.o con queiln grazia e quella vi vndt.:1 cou la quale si s:1 far gnst:il'c in Frnnc,ia, anclrn le cose pi ù aride e più m:tllcl1evoli di poe:sia e di effetto. Alcun i aneddoli q1rn 11 lii, qualche descriziorw di costumi sociali e popolari, rendono ameno questo libro che tratta di contese, di diritti ìntcr1iazio11ali , Ili alta politica, di alleanze, di guerre e di paci , di convenzioni e di trattati. Il primo capitolo del libro: Carlsbad nd .1863, sembra il primo capitolo di un romanzo.

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L'Italia entra in non . piccola parte, io questo libro, specialmente quando si parla dell'alleanza e della guerra del 1866. Ci sembra che l'auton: si mostri davvero imp:irzialci e raceonti i fotti nella loro genuina verità. Riportando 1111 brano dHI rapporto del general e Govone sull'ultima conversnione avuta col principe di Bisnrnrk il 2 giugno ·18HH, l'autore lo dice, documento non nuovo, mir di ta le irnportauza per la sua a11tenticitil e per le sne informazioni, dw s'impone da se stessù come un elemento necessnrio ad ogni scrittoni che si occupi delle faccende di questi tempi. Notiamo con piacere <pw,;to Ruo giudizio sull'in(luenza mor;:ile che ebbe l'Jt:ilia rigmmlo "Ile vittorie prnssiane d<ll ·186!l. « L'inten"ento dell'Italia, benché non segnalato da alcuna YiU.oria, non ii stato perciò il fatto meuo importante e decisivo di tutta la campagna e cp1ello al quale b 'Prussia deve tutti i suoi successi, perch~: se l'Austria non fosse stata obbligala d'inviare un c::;ercilo iu Ita lia, essa avrebbe potuto fin dai primi giorni, opporrn alla Prussia una forza superiore in uomini cd in cannoni, ciò clte le aHebbe dato il tempo di ricevere i contingellti della Baviera, del Wnrternbel'g e del!' Assia Darmstacll e fors':rnco quelli dell' Annovcr.

( Rivista annuale dei fatti relatz'vi all'esercito francese ed a quelli strani'eri). - Secondo

L'nnneé niiUt,dre -

anno 1878. prezzo L. 4.

Parigi,

Berger Levrault 1879, pag. 495,

Del primo volume di questa pubblicazione, apparso parecchi mesi or sono, ehhc giù ad occuparsi la nostra Rillista, segnalandone l'utilitù nel campo delln leueratura militare. ·Ma questo secondo volume, che c;i pcmnc-!t.te di confermare il favorevole giudizio rlato sul primo, il quale uondimeno era dn considHrarsi come pl'eliminare cfoll' opera pel'iodica intrnpresa, entranclo più. direttamente in materia, ri:;po~de assai meglio al suo titolo e scopo, e presenta il vero quadro storico deo-li av;enimcnti militari uonchè della costante e progressiva azione t;) otdinatricr. degli eserciti durante lo scorso anno.


406

E PERJOD ICJ

LIBfU

Si compone di due parti : la prima che tr!ltta di ciò che si riferisc,e all'esercito francese , cd è quasi doppia dell'altra; la seconda che si occupa degli eserciti stranieri. Da questa divisione è facile comprendere qua11to giovi di avere sot.t'o,cchio una qiwntilù di clementi di confronto in tempi come oggi, iu cui se lo spirito ana li tico è il lume d'ogni posi ti vo sapnre, nelle cose militari è il solo mezzo per poter ragginngcre qualche dumvole perfozionamento. Solo però in un tale esame hisogna tener ('.onto rl1~lla ristrettezza dei limiti a~segnati allo svolgimrmto di quanti> si riferisce ai fatt i degli eserciti ,:;tranieri, poichè 11el libro sono necessariamente trattati di volo soltanto q1rngli argomenti principal i che possono avere un interesse diretto pel paese nella cui Iiugua i~ seri ti.o. Intanto scorriamo le paginr, e descriviamone i sommi capi . Amitutto vi troviamo la storia delle rifanne da tanto tempo reclamate in Francia circa I' amrninistrnzione centrai.e, i sott.ufficial i, le pensioni degli ufficiali , l'aumento degli stipend i pei sottotenenti, e le più essenziali notizie :m ila creazion,~ di una scuola di guerra, lB ri viste le grandi manovre, Ja mobilitazione, il materiale c(l. i lavori delle ferrovie . Po·i passiamo a vedere il lavoro legislativo delle camere rispetto all'esercito fra ncese, lavoro importa1He che se non ha risoluto in modo completo i maggiori problemi di riordinamento , tuttavia ha pot1ito ottenere vantaggiosi risultati ; 1.rnali sarnbbe la pres1~utazione e lo studio della legge sullo stato degli ufficiali di s.1.ato maggiore , di varie propost<~ relative B di tutti gli atti che anecaroao le riforme sopra dnumerate, non esclusi la discussione ecl il quadro del bi lancio del la guerra, ed nna quan tit/1 di mino·ri provvedimeuti clH~ rnsieme ai più ri levanti fecero del 1878 un anno di :;eria import.ama dal puuto rii vi::'-ta militare. Quindi vi si tratta delle differenti armi , ncce11n.111done i progressi, le nuove istitnzioni che le rignardono, le esperirrnie dei campi di manovra, le promozioni che in ciascuua <li esse ebbero luogo col raffronto di qncllc avvenute nell'anno precedente, e si citano le principali disposizioni riflcuent.i i servizi in gm1ere. Sebbene non present.i un grand e interesse pu re non riesce :::.upcrOno il breve snnto sull'esposizione militare. Unendo a tutto ciò le necrologie che vi fonno seguito, il sommario delle spedizioni ,dia Nuova Caledonia ed al Senegal, la raccolta dei documenti ufficiali pubblicati neli'annata ed il quadro nominativo distinto per arma, corpo ed anzianità, può dirsi che la prima parte è nelle sue giuste proporzioni veramente completa. 1

Da liii quadro stati5tico ricaviamo pure nel ·I878 guerra ordinario in Russia a1nmontò a cruello della Fr,rncia Germania Inghil terra Austria Italia. Spagna ,, llelo'io v Svizzera . ))

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il bi lancio della 636,44:6,076 5H ,87·1 ,736 ,~09; 769,94.2 /~0·1 ,,i-95,'.262 229,25,1,720 n1,673,2n 12.2.,29·1,9,t 8 41 ,063,000 ·13 ,298,367

Dalla rassegna intorno alle potenze militar-i estere rilev~s! che in Germauia si comincia a te1rnr conto dei progrnssi realizzati m quesll nltimi tempi nella costruzione delle armi a ripetizione e che furono inventllt.i nuovi sistem i di fuci li ed 1111 apparecchio detto twmbnro a ripet·i.zione ila ada ttarsi al Mauser. Anche le fot'tifieazioni in ~nello st.ato procedono con grnndli attivit~ cd a l'horn, a Posen, a Stras--: bourg, ll Colonia, a Me1z si elevano forti e batterie e si fanno restaun ment~·e in Alsazia $i costruiscono nuovi rami di ferrovie . Non meno interessan ti sono ll lcuui particolari registra Li nel!' Anneé nvilitnù·e riguardo alle operazioni pi~r riporre sul piede di pace l'eserci to russo . Sopra 594. ,000 nomini che presero parte all'ultima campagna di guerra, vi furono ·130,000 morti e ,tS0 ,950 feriti o ammalaLi che hanno dovuto essere trasportati in patria. Sn queste cifre ogni commento sarebbe superfluo. Infirn~ uu sommario storico delle guerre d'Oriente, della Bosnia e dcli' Afganistan, alcune notizie bibliogrnftclrn cd nn memoriale P?l itic~ mi li t.are ch iudono il volume, che raccomandiamo all'att-enzione d, tutti coloro i quali vogliono seguire i progressi che si effettuano nei vari esurciti d'Europa .


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F: PER!O f>lC(

Lll3RI

au.r dena H.riegsschauplat;;,e d es ,•ussiscl1,•tu, •hisclien R,•iegs -IS'1'7- '18 (Studi sul teatro della g'Uerr·a turco-russa nel . 1877-78), per von G. On, Genie -Oberst. Mit. 1 Situation-Plan und 7 Tafeln. - Zurich, 1879. Orell, Fussii und C. - Prezzo, lire 9.

Stu,dien

Al princ1p10 del 4878 il colonnello del genio svizzero Ott, insieme al tenent~ Brùstlein,_ venne . i~viaLo dal ministero federale della guerra ~1; Bul~arrn e Rm~ie_lia per v1s1tarn le for1ificazioni di Pl!mw, del p11sso Sclupka e tuUt , lavori interessanti l'arma del genio compinti dn rante la gnerra. Donde questa relazi,one, la cpia le certamen te t~ cl,; annoverarsi fra i lavori più notevoli illustranti il :;i ngoiare conniuo. L'opera è div isa in nove capitoli. Sorvol iarn.o al primo nel qua le si rende conto rlHI viao-irio compinto rrnrnmezzo a mo lte difficolt.ù, sia per le condizioni stagione, sin por quelle del teneno, 1Ti::t , che offt·e u11 secondario interesse dal punto di vista mi litare. Il secondo è importan tissimo pcrcliè Hl esso gli uf-Ji ciali svizzeri ci danno una part.icolareo-,riata descrizione d: lle fortifi cazioni turche, ideate fln Tefik- Bey, erette ~~toruo a Plevnn, c1_oè delle opere . della posizione di Grivitza, poi cli quelli~ dell'alturn d'. Opan~tz, ed rnfine del le opere dei nrii gcttori uei quali era divisa 1n lrnea turca (•I ) . Fra le molte congiderazioni ci ~ernbra meritino part.icolare inèuzione .1 6 1-r~gnenti: « La resistenza delle opere tnrchc non è da ascriversi aIJ:1 loro solid ità, bensì nJle seguenti cause : " 1•) Si approfittò in guisa eccellente delle l'avorevo li coudiiioni topografiche. << 2° L'nsten_sio~ie cl.elle lineP turch e era giustamente proporzion~ta al!a forza d, circa 50 ,000 soldati dei quali potevasi disporre; d1 maniera che la maggiore profondità era di circa 5 chilometri, e lo sviluppo totale della linea di difesa di circii 36 chi lometri.

~i~ila

(l) V. Gt'insegnamenli di l'Levna. 11ivista Afilitare , dispense di luglio, agosto e settembre J8ì8.

4,09

<< 3° La difesa delle varie fronti consisteva in parecchie linee çli . trinceramenti per fantrria, e in più ordiui cli fuoco con fosse da cac·ciatori avanzate, dalle quali mantenevasi l'av:rnterreno sono una grandine di palle. Queste linee erauo rinforzate da ·1"Ì,dotte firmcheggia:nt·i.çi che ne form avano i p1mLi cl'appoggio. « f.." :'follo stabil ire l'intierll sistcirw di difesa ~i rbbe cura clrn le I inee po~te ,1vanti l'o$:-Cro tcnu te ~otto iI fuoco di ope·r ci centrah alle qnali secondo il hi,c1gno furono unite nuove lin1!e di fanter ia, per modo che l'attac;c·an tn vittorioso c;ades,c sotto 11n fuocl) incrociato che rcudes:;n cli ffi cile il ma ntc,nrH",i rwlle pre,e posizioni o lo ~bocc;)re fln lle medesime . cc 5° Le opere e li.\ li uee pe1 · fanteria enìno congiunte fra loro da triucec post. e di firinco ciel indietm tla permettere alle truppe di recarsi in 1ruabiasi punto, non vedute. " H0 Le lince per fanteria avevano in ~onerale ricoveri coperti, nc'qnali potcvansi tnnùl'ù le trn ppe $ernrH·r: pronte al c.otnhiiUimento. Quc::;ti rico vHri. i111.ierarnentn nascosti ,;o'ttc1·1·n e sc'aldabili, er:iuo sottra tti alla vi:;la del 11tirnit:0 e al di lni fuoco rl irct.to; essi fo rrnnrono nn punto ta pitnlo cl'np poggio pc:lr la difesa . cc ì" Lt.: opere c.;hiuse, per la -maggior part.e ridoue a quattrn lati, erano l'ot·mate con forti profili e co11 l'os:;i n ripide pa reti; ia difesa rlella fante!'ia 01-.:i agevolata da strada wpe1·ta. Rsse erauo tutte forn ite di tnwerse, , ia per ripnrare l'interno rlai tiri cl'infilntii, sia anche Pfff il defi larnc11to . Piccoli ricoveri riscrildahi [i praticali nell'intorno dei parapett.i e clol le Lrnver,;e ser·viv::ino a riparare dalle granate e dagli shrapnel,; vi si foceva pnr le cncinc. Essi era no scavati profondamente e di fes i superiMmente, da offrirn sicurezza assoluta con tro il tiro indiretto ancho con forte angolo di c11cluta . t:.o stesso fuoco 'de' mortai rima neva in efficace, pcffùhò, dato l'av viso delln bomha, gli uomini ritiravansi nei rieoveri. 1 difensori delk1 str(lcla co perta trovavano schermo nel l'osso, ovvero 1wgli sc.;av;inrnnti sotto lo sp.il to e nel la cont.1.'Mcarpa. " 8° Le truppe e lu r·iserve del le~ singole fronti trovavano surnc:.icnte ri paro durante il più vivo cannoueggiamcmto oc'ric:ovcri delle opc1'e :<ovr11 mrrnzio11nte e nel lo li n~ie per fanteria, r, le riserve gcrncrali pottivano e:;;;cre colloca te fuor i dcll·::,zione dei cannoni nem tci, ed essern tra tte a\'fl JJ ti al coperto nel morneuto del pericolo ,, . Gli ,111tori qni nrli mettono in ril ievo i grandi vantaggi clic si possono ritl'[trre dalla fo rtificazione sia passeggera, sia permanente, facendo uu usò conveniente cli mezzi attivi t.: cli mezzi passivi, impiegando i primi nelle po~izioni e nelle comunicazioni , i secondi per coprire e presen.tari} degli ostacoli.


1·JO

I mezzì attivi devono essere decisamente preferiti nella fortilìcazione campale; epperò è necessario : . . ,1~ Che la costruzione delle opere permetta i'impiego di vari orehm di fuoco nella stessa misma come nella fortificazione permanen te, e per ciò che 1rnllc opere campali non manchi mai la strada coperta. 2° Clrn <[Uando il te\npo non permetta cli costruire la strada coperta con relativo spalto, la si sostituisca con gradini tagliati nella controsca rpa . :io Che in date circostanze ò mestieri' servirsi anche della benna come posizione da fuocv contro .l'avanznre delle colonne d'attacco. . ,\.o Che costruendo linee per fanteria avanti, e fra mezzo alle opere s1 mantengano tutti i punti dcll'avanterreno sotto· i~ fuoc,) 11 mnssa ~ci mezzi pa~sivi vuolsi specialmente avEW cura : ,1° Di coprirsi contro il fuoco diretto o iudireuo rnecliante rriuste disposizioni, l'altezza dei para petti e sn nìcienti tra verse ncll' i;tcrno di tutte le orere; 2° Di guaren~irsi contro i' tiri curvi ed il fuoco degl i shrapncls c:ostr\1cndo ricoveri pe1' le truppe. · E in segui to rieordnto che se vnolsi poter costruirn fort ilicnzioni campali rront~ment<~ ed iu <fato mo1t1ento, hisognn che giù nel tempo di pace swns1 fatti preparntivi; essere cioè indispensabile che siano pronti i vari progetti, che il mat<~riale trovisi giù in ff uci punti ove havvi la possibi lità che si debbano inualzarn opere provvisorie, cri infine che le trnppe siano fornite iu tempo di pace del ntrn1t1ro ncce$s:irio di u_te'.1sil_i da ~appatori e si:rno esercitate nelln costrnzione di grandi c•i)ere eh lon1ficaz1one, e non soltanto in quella di buche da cacciatori. Il J0 capitolo com prende la descrizione delle lineH di T~chataldscha . quella dclln singole opere e molti particolari intorno alla loro eostrn~ zione, armamento ed impiego. ,i." capitolo tratta delle rortificazioni di Adrianopoli e di Hustschnk e~I 111 (~sso_sono svolti i principii per le disposizioni delle principali piazze lortl . Gli au,tori_ ~ono d'a~viso _che la difesa di un paese ha bisogno di piazzc1 centrali lortd1carn, aflrne ili prolungare la resistenza e rcudcro possibile un ritorno all'olìeusivn nllorchè siansi perdute le lince 1:sterne di difesa . La difesa principale di queste piazze risie<le nei forti distacca ti e nelle opere esterne. Per il tracciato della cinta può servire tanto il sistema bastionato poligonale misto quanto riuello composto <la l'idoue scaglionate collegate fra loro d.a interlinee. Sia l'un tracciato sia l'altro offro1)0 vantaggi e sono da applicarsi secondo il terreno.

U

4-11

P. PERIODICI

LIBRI

Nel 5° capitolo si discorre del passo di Schiplrn, e vi sono descritti : il campo trincerato turco presso Senova , le opere turche innalzat.e sul monte Nicolai, ecl infine le opere rnsse. Molte consiclerazioui e deduzioni dall'attacco e dalla difesa del passo di Schipka chiuclooo questo int<{l'ùssan te capitolo. I capitoli 6°, 70, 8° e 9•i, trattano delle fortifica zioni pronisorie · del campo di battaglin ( presso Trsteuik , dietro la Drenska, presso Selvi), dei passaggi del Danubio, delle vie di comun icazione, dei tele"rafi. t, , ed infine dell<~ ferrovie su l teatro di aucna turco- russo nel V

rnn-1s. Otto carte e piani compilate col la massima cura vanno accompagnate all'opera e ne accrescono il valore.

Die Occuptdio,i Bosniens ti:n ,t ,ler ne,·~egov·i na: dt.u•cl,. li..: Il: T1•uppen i,n Jalu·e 18':IS Wien, Waldheìm, 1879 (1).

Contemporaneamente all'occupazione della Bosnia, la "83 divisione· di fanteria sotto gli ordin i elci generale Jovanovic, doveva dalla Dalmazia penetrare nell'Erzegovina . . Se avanzandosi nella Tlosnia er(I couce::;so al.tendere un'accoglienza uon apertamente ostile, si lieta speranza non poteva essere accolta dnl g~neral<~ .Jovanovic, poichi: lo stato :.rnarchico in cui da anni era immersa fErzcgovina, lo spirito riottoso e guerresco della sua popolazione e la nrnlevolenz::t delle autorità turelrn facevano prevedern da 0<1 ni parte uu'accanita resistirnza. 0 Sr!guendo il sistema tennto per t'occupazionè della Bosniil, .di ::;pingern le truppe divise in più co !onne snl medesimù obiettivo, il ministero della gllerril aveva accennato ;il ge1rnra le in, c.apo il concetto dì marciare per la valle uc!Ja Narenta da Zara e Spalato con du~ (l) Veggasi pe,· le precedenti puntate la Rivista militare di maggio o g:ugno. . ora come allora noi diamo pu,·amento e semplicemente un sunto della narrazione uC-· ficialc' austriaca, la' qoale descrive gli avvenimenti da l punto cli vis,ta p1·opl'io, nell'inte~ rcsso dell'esercito proprio, senza aver mezzo di vaglial'li con narrazioni e documenti dalla parte avversaria che gettino luce sui singolari avvenime n,i di Bosoia ed Erzcgorina o ne facciano brillare la storica verità .


412

brigate su Mostar, mentre la 3• brigata ('1), muovendo da Raausa si V 0 sarebbe iuo!rrata per Trehinjo nella parte meridiona le dell'Erzegovina. Il generale Jovanovic invece, certo di nrt:irc in irn ponenl.i contrasti ,· decise di agire nnito e energicamen te contro Mostar, capitale dell'Err.egoviu~ e centro della di fesa , <l'impossessarne e solo dopo esservisi fortemrmto :;tahili !.o di prncedcre ali' occupazione della parte meridiona le del paese. Per quest'operazione si presentavano due linnc. La prima che per la vallo della N;:irenta e Metkovic per una _strnda rela tivamente buona (la migliore della provincia) e per la via più breve (eirca 60 chilometri) fo capo a Mostar. L:i seconda senrn pa1·agone peggiore e di uu terzo pi ù lunga che per Imoski, Hastovaca e Siroki- hrjeg conduce al medesimo obiettivo. Informato che l'invasione era attesa su qno$lO due lince, la prima dello qual i aggiungeva un'insa lubri tà eccezionale a 1iecollenti posizioni difensive, la seconda (lmoski- Siroki- br,eg) pochissimo pra ticabi le e mancante d'acqua, il generale Jovanovic concepì l'ardi to pensiero di concentrare tuua la divisione su lla linea Imoski- Vorgorac e di lit per dillìcil i scm tiori, mai c11 lcati da truppe regolari , compiere una conversione a dostr.i fronte all,1 Na ron1a (base indispensabile all'occupazione) e spiugersi sollecitamente su Mostar por la strada Vorgorac-L.iubusk i. E a questo concetto in formò !:.1 sua azione: couservò scrupolosamente il s!1greto, lasciò credere, ami sparsr. artifizio~amente la voce, che avrebbe proceduto clirettamcnte per la valle della Na renta e fece fa ro alle truppe teenicho tnui i preparativi necessari 011de ind ica re il fi ume por sua linea di operazione. I l ~ 0 agosto la ,fa e '2" brigata passano iI e.onfì no presso Vorgorac, la 3• presso Imoski, e tutte e tre devono congiungersi all'indomani a Ljubnski. Per r1uan to il generale non riponga alcuna fìd ucin uolle trauitive pacificlrn, pure si fa _procedere da proclami e spcdisee parlamonrnri a fino di ouencrn che le trnppo turche si ritirino ria Ljubuski e laseino ii prtsso all'occupazione. Inutile il dire che lo autorità turche rispondono di non aver istruzioni in proposi to e protestano lasci:i ndo alle in:1periali real i truppe la responsabiliti1 degli avvenimonii. Il ·z Kloster- Hn ma(; 'e Ljubuski sono occupate, e la divisione che ha superato nella marcia gra ndissimi ostacoli è riunita, pronta a ,narciare su l\'fostar. L'accoglienza degli abitanti IH:rò, la negati v:i che lo trnppe turche oppongono all'invito di :ibbandonare rprnlle loca lità e ( li

Le di-;isioni ,1<1,;tro- unJariche son<> for ma t~ su

41 3

~; PERIODIC I

LIBHI

:1 hrigat<! .

il dispaccio che da Mostar annuncia lo scoppio di una sanguino~a _rivolta, nella quale molti soldati turchi fanno causa comune co?h rnsorti confermano il q1rnrtior genera le nel concetto che urge 1mpos;;ess;rsi ad ogni costo e presto di r1uel <'.entro d'insurrezione. ta notte del 3 si hanno precise notizie; si , sa che haudc armate s'inc(lmminano por osteggiare l'a v,mzare della divisione p~~ la strada di Citluk e per la val lo del Trebiza t, che il comaucla'nto m1 1J tar~ ~lei.la provincia, Ali- pascià, :-i è ritirato su M:1\tkovic con :!000 1rnmm1 n tnasti fedel i <) che a )Jostar regna l',ìn:H'Chia . . . li ,i. la divi~iono iutn1prondc la :rna marcia su }]ostar per C1t!u.l<. La str.:idu che vi co11du c,1 è poco pr:iticabile, larga appena 3 m_etn e as~ai mal tenui.a. I! pac,e eh' e;:;a [)!! rcon c rassomiglia a 1111 g1gau-: , tosco marn di pietre 1; di scogli, ombreggiato p:ircamen_te da . miseri arbusti. '.\iel terreno later::d,~ ti tanto difftcile il nn1ovors1 che. i( fi an-: cheggia mentO i: fatto da d1;appolli Sta biliti SUi punti Cnl mi~llll tl I qual, st'mno fe rmi fino a che tnttn la colon na J1 ha oltrepassati. ' Lenta ment.c! e cou moll/J f,Hica si giuuge 'in vista di Citl~tk.: le ~1tmo che le sti1111w innanzi ;;ono occ.upate da una banda di 600 insoni che accoglio con un vivissimo _fuoco l'avanguardia. La qua_lo schierntasi ;) comba ttirneato li seaceia, sebbene op pouga~o tal "'.~:-lstenza da fa r-:;i ~opnnil irn :;otto le rovine della Kula Mihctwic; pmttosto che ;i rreudcr3.i , o li obbliga a retrncedern su Citluk che coron:n.LO insieme ni coll i adiacenti. Gli imperiali si riordinano e qua_nclo rt-: prendono l'att,1cco, gl'insorti non li att.r,ndouo ma :;i ritir~no lretto l~s1 su Mostar, spintivi, fo r,w ria una winaccia ~ul fi anco sin,_st.ro eseguita da uu battagliouo. Le perdite delle tro ppe a11stro- ungar1ch:' siHH! lievissime. 1 1~orto e 8 feri ti ; si repnt:1110 gravi qu?l_le degl:'. osor.t1 cl:e han no portato via i l,irn feriti; uclla snla l(ula l\l1 licev1c ,.iO rh loro elevo no a vero trovato l,1 morrn. . · « Ii terreno , diffi cilissimo ai movi menti cd impiccinto alla_ vista , l'" ·o 11io]orJfl\;Olf'~ h~ ,orveirlianza O la condo tta del comlrn t.t1mento f . " Sebbene ~in slato semplice il ';no sviluppo, pn rc diocle ~1g10 a _are « qnelio osservazioni, che imyoste dal la sp~c!alith d~ll:1 c~n('. ?n~ ·:mO~l~ « rlù! suolo, eserci tarono un'rn fl uenza 111od1 f1eauto ::.u1 p1 111cip11 t~tt1c1 " aoner:ili. Fu riconosci uto come nocessit~ assolnt,1 , '.:ho .ta1~ to _1 s~ ~ « ~tegni rrua nw le riserve. noi miglior: modo coper~1 , ~tl<lllO il P ' .1 vicin,) 11ossibile alla linea di combatt11nen t.o, pe1:che .solo rn qu~sta : (J·ito ··l cor1·1., ,·,,·1°nte di V,rett,1rl i nella . h!lanw1 al rnorne,1to << gu·!~,[! (~ ( • •" " opportunr. . Ripnn i chc si wng?no auel'.e poco lo_ntar11, non" possono « nè i·icevel'n in tempo l'ordine d'mt.ervon1re oncrg1came.11 t!i_tkl_ la _lotta , · g,'.:i< . !o (·t·1 pt'r.r1<l~··"1 « 11e· ·sono rn , ,;, ' · pari,, "" pet' prOf)I'ÌO "criudizio e rn iziat1va '1 • ((

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E PF.HIO lllCl

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LIORI

patriati i fuggiaschi. Il comandante il presidio di Stolac per squarciare il velo che lo av1•olgel'a, spedi il giorno 12 una compagnia di fan terin in ricognizione ver~o Ljubi11JC, doYe dicevasi, ess_orc riun.ila una forte ba1ul.ì d'insorti. Lo quale giunta li no a meta vin senza in con1.rare nulla che potesse su$C:itan: sospetti , l'ecc ritorno in Stolac, Il :;uccessivo giorno ·13 altra compagnia fu inc.1ricata d1~l medesi~o servizio ; rn:i qn0,sta cadde iII un agguato, ebbe tuLta I'? vat~guard 1_a uccisa e rientrò in Stolac combatlendo e somioaado la Y ia dr morir. 11 ca pii.ano, un "ullìciale o i ,'J. nomini furono vittime dellu ,orpre~o . Questo fauo doloroso, la ccftezza che allo truppe _a'.1stro-n ngar1C"he stava pre~arandosi una gagliarda resistenza e la uot1zta che_ numerose bandii rl'insorti erausi dati appu11Larnento nella valle del Buna onde unite a quello del Nord, tc11t:1re un colpo $ li 1\lostar, deciser~ il comaud:rnte generale a chic1lcre il riuforzo rli un ~11.ro bnuaghone al govcrnatoni della Dnlmai:ia (uno ern gi.ì sta to chrnmato o occupava Domanoric nrlla bas~a vallo della Na reuta) e a claro a tntto le truppe le disposizioni necessarie pcw far fronte all 'aspeuuto evento. d'insorti si a,;sieparono snl le alture attorno a Stolac. D1· r,1ui mi1rliaia o e cost.rinscro la guarnigione :i ritirarsi nelln cittadella, _rompend? og111 sua conrnnic:izioac <:ol rimanonte dolio teup pe d'occupaz1onc. Cosi ebbe principio quella sequela . cli ~omba~timenti, eh~ ~nirono colln c_omplcta disfotw cJcgl'iu~orti e colla liheraz1one dell:i citi.a . 11 teatro di qu este lotto è J'or~wto da una striscia di teneoo lung:n 3li chilomeLri , che in direzione snd- ost cli Domanovic per l'altipiano di Duhrava fa capo a Stolnc. Una stl'adu discretomente conservata nnisce i rni:'-erahili villaggi e i pochi cusolari che vi si trovano._ La natura del suo!o non smentisce la ,;na attinenza (li Karst e la d1rez1ono del combattimento vi è 111ala::::evoli.,simn . Co111/Jalti111ento d:i 0/adin'ici ( l 6 agosto). - Il hattaglionc accampato a Do111anovic <licLro gli cveuLi tli Stolac avuto or'.Jiuc di tliriger:;i su 'Tucsta loc:iliti1, muove il Hi dalle ~u~ lcnd~, e accolto a ~11 cilate dal cimitero di Oladinici, mn ne sc~ccia 11 nemico, ~cnza subire alcuna penliLo r. pernotta .:i 2 chilometri al di lb_ n~lla cl irezionn di Kremcnac, di fron tCJ agli insorti che si sono anu1dat1_ avanti a 'luest.' ultima locnlità i11 posizione vanlnggiosissi ma flll a d, fes:i . Com/Jatt'imenli di l(r cm1ma.<; e Cernie.i ('17 agosto) . - Il generale Scbluderer, comundan t.e la 3• brigota, il giorno ,, 6 n,·ey:i nhhauclonato . Podvelez con un hattaglionc di cncciatori e una hatteria da montagna e avca raggiuu\:o D0m:i11ovic, dove ùhbe notizia del coml'.attime_i~to di Olnd inici . Ll 17 all'alba ,-i muo.c o rinr:ilzo del hattagl 1one gia :iv-

Il 5 la divisione procedo su M:os.tar; la sua rosnionc lopografica domi nanLc la stretta rl ella ~arenta, i mezzi di difesa che di per sè contiene una ciuà po polata da 1:JOOO agiati abitanti, la rivoli.a poco prima scop 1rinta, la popo lazione m11su lmaua eccedente por nu,nrro e influenza . ... .. tuuo concorro a rar credere che ne ~ r~ accan itamente contra$tato il pos:,esso . Onde le disposizioni di m:ircia tendo110 a impntlronirsi del le aituro che stringono dapprcs:;o Mosta r, prima di sccn. dere nel piano della :iaren tn, per assicurarsi da quei luoghi l':izionc dell'artiglieria. l\fa , contrariamente nel ogni nspcttativa, u11a deputazione di uotabili \'icrne al quartiel' generale ad annunciare che si è Llispo,;ti a ricevere le trnppo aus1.ro-ungariche. Difatti il G ha luogo l'ingrn;so trio11fale, o il generalB Jovanovic vcrl0, compiuto rptasi senza contrnsto la prima parte del suo mandato. Sebbene il 7 non gli ;:ia ancora giunto dal comandante il 13° 1'.orpo d'annata l'ordine di fermarsi a Mostar, lo stato in cn i trova la ciLtà, pri va d'ogni ombra di regime legale, lo consiglia a ,;ostare. Urge attendere alla ricostituzionn dei potori civi li, a ricondurre In quieto e la sicurezza nella città o uellc loca lità occupate. Altre cure del qLrnrticr generale sono il di:;,rnno della popolazione (senza rigunrdo a religione poichè molti ca LLolici al'cvano fatto causa comnne coi maomettani), il riorcl inamento elci rorpo dei 'l..aplies.(gendarmi), la nomina dei Kairnakans (giudici) nei cfotreu.i occupati, il servizio dello c·asse, il rist11bilimento dei telegrafi n rlnlle strade, insom ma la creazione di tutto qLuluto occorre nl vivere ci\'ile. Dal punto di visi.a mili1arc, dopo l'occu pazione di iiostar occorrevn l'a pertura tli libere comunicn?.ioni poi' la val le della Nareutn con ~Ictkovic, dove er(lsi ritirato col le sue truppe Ali- pasciil, del quale non si conoscevano le vere inten7.ioni, e dove riunivansi bande d'insorti. Eppcrù In 3" bri;pta ebbe ordine di marciare prima su S1olac, nodo importn111.c delle strade che conducono a Rilek a T.jubjnie e nella parte sud-e,t del paese, di occupnrla, di disannnrne la guarnigione turca, quindi di di rigersi sulla Krupa e obhlignre, anche a viYa forza, Alì-pascii1 a sgombrare la pro1;iucin . Q11 est' opcr:izioM fu. compiuta senza contrasto, Stolac presidiato, 6500 T urchi imbarcati a Klck o cou tre vapori del Lloycl trasportati a Prevcsa . Tuttavia, poch i giorni 1.rascorsi dall'occu pazione di Mostar, lo stato delle cose ernsi eviden temente ca uginto. La notizia della rosistn11zu che il 1:3° corpo d'armata auslro-ungariro avern iucoutrato nella Bo~nia, sparsa e ingrnmlita , era penetrata fino nei più remoti crisolari llcgli aridi monti orzegovcsi; bande cl'i nsor-Li riuniv:insi clonmque e iu nwggior nurr1Pro poi nd la pnrto meridionalo (lei paese, dove erano ri1

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viato verso St()lac e si dirige su Kremonac per <:crnici . .Frattanto quello si trova auaccaLo da nna numerosissima b,inda d1c a1:ceona a trattenerlo di fronte, meutr<: altri stuoli d'insort.i, proLetti dal terreno n1osLra110 volerlo prcuclerc cli rianco. S'impegna un ac;eanito combalLiineuto nel rpwle gli Erzogovnsi spiega no audacin ~iugolarissima. È tale il" loro va lore, d1e uon curant i l::i mitraglia dei due pezzi che accompagn;mo ii lmu.ugiioue, vi si avvicimì OO a 150 passi e cruincli si la1l(;i11no su essi colle armi i11 puguu. I l eornlin tLi munLo perdura temporeggiunt() con piccole riprese offen sive per parte del le truppe austro-ungariche, le quali a poco a poco g11ad3guano LCrrcuo o sloggiano l'avversario dalle allurc che ha 01:cnpato ~nanti a Kreme1Jac. 31entrc ciò succede il generale Schluderur· giun Lo pro~so Cerniei, 111C:on tru a Itri i.nso1·ti cl10 si oppongono riso lutamente al !\UO avanza re e gli çontra:;ta no il terreno palmo a palmo. ~ia qui pure le lrnppe finiscono col prendere il sopravven1.0, e il combattimento tace su tnLlc'l lo linea verso le 5 di sera . Le perdite ammontano a d1w morti e ~ li feriti. Quel le degli ltrzegovesi 11 0 11 si c:011oscono, mn si arguisce ru rr ragioM c·he siano sl.llB con;;iderevoli . Questi dnc 1:ornbatlimen ti s,·enLano bensì il piano dei difensori, e il c:nrdone in cui spt!r.1v-ano chiudere il batt:iglionr, col quale avcvanocombn ttuLo ad Ql;1dinici i: rotto; ma il c.c111cetto <lei generai,~ Sçhluderor, di corn pic1rn la loro toL,lln clisfrt tta con urr rnpido aY,rnziir·si su Stòlac, nou può sYolger:;i pcrchè altre truppe, clw dalla Bu1w dovovano ra<>oi11n1rcrn il generale per man:iarn unit<' allo shloGCo, sono. on v traueuute du un impreveduto ordi oe del quanier ge11en:ile e :iolo rl 48 rltrn al tri hatLnglioui gi ull),OilO al cam po che le truppe aveano occupato su l luo1,:o della loun. Il rn un l,ravo ufficiale, clrc ira infiniti pericoli h:1 tra ver5ato la liuoa rlr,gli insorti, porta tln Stnlac al gouera lc Sr hluilcrer la 11otizia dw la guarnigione dal 111aui11t> del H\ h in continno combattirnr:nlo, ch'Ì} rirlotta :i rnc:zrn r:iziono delle avarilllc prov vigioni di ri~o e mais lasciate dai Turchi e che l'actpia basta appena pr,r il 49, pur :,vc11doln so ppres~a ai cavall i fin d:il •18. Questo 11otizio spinsero il generale a Jll'Ondere i provvedi rncrn ti ptw la più sollccitn 11zionc offc11, iva; prima volle ri m,,11dare Lutto il tr,rno a T,1,;ovcic con npposil:i scorta; lilli aw1c<~1to e molestato eia haucle appena partito per la rna dostinnzione, nitre trnppo cloveu.cro c::-scrgli srrndiw a rinca lzo; durante la giornata inoltre audnei bande si moslrarouo dn ogni dove e le truppe, le quali passnrono la notte tl::11 19 al 20 sotto le armi , 11tlirom,, verso lo ~O, un forte ca1111@eggiamento

accompagnato a non in te n otte saive di moschetteria nella direzione di Pasic-llan . Combattimento 1wtt1mw di Plisic- Han (~9 agosto) . - L' inaspettata sosta Helle operazioni contro Stolac, le ripetute domande di rinforzo del generale Schluderer moti vate dal con tinuo crescere degli insorli che scorazzauo sul fronte, sni fianchi cd n t.crgo della brigata, infine le notizie che le popolazioni hanno preso ovunrrue le arm i, fauuo comprendere al quanier generalo fa necessiti, di tenta re nn colpo decisivo, se non vuolsi che il prestigio sia po~to in pericolo . }Iosw r e la valle della Narent:i doveano essere tenuto ad ogr}i cosw; co11ve11iva duuquo nbbaudonarc per un momento Stolac (dopo però cli nv<Jrne li ùernto il ha ttaglionc rinchi usovi) , sa lvo a riprendere pi 1ì tardi o in migliori condizion i le operazioni ver~o quella parte della provincia . Conseguentemente lasciata una brigaia a .\!ostar, sempre minacciata da nnmerose b~nde provenienti dii i Nord e da ll'Est, l' alLrri brigata col 'fDill'Licr generale della di visione (avvisato il gonerale Schl uderer che il ,1U per Domauovic avrebbe mosso in suo soccorso, mentre le sue truppe lo ;;tesso giorno dove,·auo spingersi su Stolac) compie un~ faticosi;;si111a 1narcia e giunge la sora verso le 9 a Pasic-Tian poco discosto da Do manovic. Per quanto la sua ava nguardia proceda con cautela puro è iv-i colta da i01p1'ovvisa fuc ilata e per uu rnomento :;i ~cnote. :\fa l'ordine è tosto ristabilito; si dirigono fuochi a comando e di mitraglia sulle alture e si cost.rioge il nemico .a riLin11·,i. La brigata ten ta avanza re; ma accolta di nuovo dall:i fucileria degli Erzegove:;i, che riconosce aver preso posizione al nord di Domanovic contro la dircltiva di marcia, si arresta e pas~a la notte conceutrata in <ruadrato auorno al Han coi bagagli uel suo ccutro . Al mattino giunge 11011 inqnietnta a Do111n11ovic. Que:;ta avvisaglia 1tottnrna costò alla brigata 5 f'criti. I i piri no degli insorti era rii soq.>rendcr(' la colonna principale coi bagagli , qua ndo c~sa rosse penetrata nella profonda depressione per la quale c-01-re la :;trada nl sud cl i Pasic-Hau . Co1nbatfJimento d·i Lcc'ice e di f aiioc (20 agosto) . - Ahhi:i mo giit notato le ragioni per le quali il generale Schlnclerer non potè prendere il meclrsimo giorno l'o[ensirn contro Stolac. La sera del 19 ha giit dato tnttu le disposizioni per un ener~ico procedere in ciuella direzione, ![l1a11do il caunoneggiarnento sentito veL',o .Pasic-lf:rn lo pone in apprensiouc per le ,;orti di quell:i brigala e lti iudnce a sospendere il s~o morimento offeusiro ordiu:,to per l'alba, a lìne di procacciarsi ANNO

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VO L )I l.

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prima notlZle intorno alla sitnazione delle trnppe dal quartier generale. All'uopo invia fino dall'alba una pattuglia a cavallo a Dornanovic, la quale nel suo ritorno è fatta prigioniera; sorte questa che toé~ca a p,irecchie altre. Stabilitasi finalmente la comunicazione, per ottenere la quale fn mestieri che i messi fossero scortati dando così luogo a scaramuccie e ad una fazione ad arma biunca presso Gornja-Dubrava, a mezzogiorno tanto la brigata del quartier generale, quanto qu.ella del generale Schluderer iniziano la loro mossa avanti. La prima giunge a Cernici verso le 5 di sera ciopo aver :;ostenuto un leggero combattimento pr<~sso Recice ed aver pc~rlustrato e spazrnto un largo spazio, avendo essa preso un'estesissima fronte di marcia. La seconda si spinge verso Jasoc a nord-ovest cli Cernici, dove trovava si il nucleo degl'insorti, allo scopo di tagliare loro la ritirata su Stolac. .\fa essi comprendono a tempo il pericolo che li minaccia e al momento opportuno cessano di resistere e si ritirano frettolosi. Le perdite in questi duo combattimenti furono di 3 morti e 5 Jef'iti. Così il ?O eransi clat:i .la man.o· le c\ne brigat.c, e il movinurnto su Stolac non poteva che essere ac.coci:i pagnato eia felice risultato. · Comba.ttimento di Krenuma.c e sblocco di 8tolcic ('.z·I agosto). - La siruazione generalo delle due pani avversarie si riassume ad un dipresso come segue : Un hattagl ioue rinchiuso nel la cittadella cli Stolae, sempre alle p1:ese cou circa 2.000 insorti o con buona · pàrle dogli abitanti del la citti1; ufficiali e solda ti riclolti ad una pessima mena ruzione che $la per mancare; penuria d'acqua cruasi assoluta . Dne brigate, sotto gli ordini diretti d11l generale in capo, disposte iu accampamento di bnttaglia fra Krcmenac e Cernici: l'effettivo combattente ammonta a ,\.800 uomini. O.li insorti occupano Kremonac o le altnrr: a cavallo ddln st.rada Cernici-Sto\ac; ridotto della loro posizione è una massiccia masseria situata favorevolmente per dominare tanto la strada cl i Sto l,w, quanto l'avantorreno a nord e ari ovest cli K.remenac. l.a dishrnza J'rn le due linee da 3000 a ,i.000 passi . Albegginva nppena quando mos~ero le truppe austro-ungariclie; non avevano fatto che pochissimo cammino qnando l'avanguarcli:i fn ob}Jligata in parte a prnndere forma di combaaimento. La lotta comincic'.i per la protezione dei fianchi; i dne :ner,zi battaglioni a ciò impiegati ricacciavano energicamente il nemico, quando ebbero ordine di rallentare la loro foga per non perdere il contatto colla colonna principale la q·uale presso Krernenac aveva urtato in osti1rnta resistenza.

Trattasi di sloggiare il nemico da quella masseria che accennummo ridotto o anima della difesa; giil la presa cli una casa murata, situata a guisà di fort.ino staccato a 400 passi nv:rnti alla stessa, costa molto sangne; un uffìcinle è gravemente ferito nella lotta al coltello che ha luo!!o noi suo interno e il solo lavoro per abbattere la porta ha co-;stat~ ,1 morto o o feriti . Si comprende tosto che i~vventarsi contro di essa, senza che l'artiglierin abbia preparato l'attacco, sarebbe follia e ci vuole il fuoco di nn'ora di una sezione pesante rrnr abbattere la Knla che ne protegge un fianco e aprire nelle~ mura del recinto una bn~ccia. Un battaglione di cacciutori va ail'assalto e si getta nei c.ol'tili; ma presto s'accorge che soccom berebbe fino al l'ultimo uomo se Ri oslinasse a voler scacciare il nemico colla baionetta . .Pochi minuti bastano per coprire di morti il suolo; per cui si ritira e mentre repar.ti spiano e colpiscono le lìnestre e le ferito ie, altri accur:ml'.mo m~t.ene incendiarie attorno agli stabili e vi danno fuoco . Alcunt ch fenson cercano di farsi largo e.ol io armi alla mano, ma sono uccisi lìno all'ultimo; i più però preferiscouo seppellirsi sotto le rnine che difendono eroicamente e continuano un fuoco· micidiale fin_che il fumo li soffoca, li avvolge il fuoco o li sotterra qualche maceria crollante; allora muoiono al gcrido Allah. La morte cli 2 ufficia li e~3~. soldati assalitori atto:;ta il valore dei difensori . Alle 9 '/ , il combattimento era terminato e lr{ truppe ,rinnite e pronte a marciare avanti . Colla caduta di questo ridotto fn spezzata la difesa degli insorti che si posero in ritirata in ·va rie direzioni. Da Kromenac a e:;t verso la pianura di Stolac, il carattere del teatro delle operazioni cambia aspetto. Il fondo della vali~\ che fino ad ora oscillava in una larghezza di •I 000 e 2.000 passi, si restringe i· :iOO ed anche i <zOO. Forma qnindi una SLrcua utile (l on r· aainnr.rpre è) -' solo col pos!msso delle alture fiancheggianti. :\!ella marcia avanti attendeva;;i di ·trovar<~ cli posizione in posiziono il nemico; ma non fu cosi, poich.è una banda di 1000 cauolici partigiani cieli' occupazione, condotta da un prete, essendosi mostrata sui fianch i degli in:;orti, qtrnsti avevano abbandonato in massa il blocco della città ed eransi ritirati verso Bilek. La sera dello stesso giorno il presidio cli Stolac, provvisto di viveri dagli stessi abitanti e di nulla più mancante, ebbe l'ordine cli distrugge~ù tutto il materiale da guerra ivi csist.ente e quindi di raggiungere la divisione c~ho accampava nei dintorni. . Per quanto gli abitanti delle città promnuossero devota soggezione e ii colpo portato ail' insurrezione fosse tale da lasciar sperare. una uon breve sosta, pure il gerwrale Jovanovic st.imò opportuno rimet.0

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tere acl altri giorni il ridurre ali' obbedienza quelle contr.1de per rimanere a garantire anzi tutto .Mostar e la valle della Narenta. Però avvisato d ell'arrivo a Domanovic di un altro reggimento di fo ntel'ia, posto a sua rlisposir,ione dal comando di Zara, assunte migliori informazioni sullo spiri to di quello popolazioni, certo dcli ' attacca mento fl lfo causa imperiale della lJ1rnda cattolica del parroe:o Nlussic, ordinò che Stolac rafforzata da una baueria continuasse ad essere presidiata da l mede~imo battaglione ch e sì valorosamente l'aveva dil'csa, e, pn~s<~ le disposizioni att.e a garantire la sicurezìa, fece ritorno colle tiuppo ,1i suoi orrliui a Mo$ta r, dove l'att<rndevano altri avvenimenti.

.Le S11ectateu;1• u1,ilit,ii1·e -

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421 C0n una vivace pittura rappresenta la centrale posmone di Deligrad col suo al tipiano interrotto da ru,celli, coperto in pa rte dalla fornsta di Viekaschinovac, e protetta cbll'inaécessihilc monta~na di° S. Romano; la posizione di Rohoviti tra la strada di Alexina't.z e la lVfora va; infine l'ultra di Djunis su i boschosi fian chi dell'omonima altura. Espone il concetto direttivo che a~eva domioato nella costruzione delle opero di l'ortificazione intorno a quel punto stratHgico , e scende ad enumerarle cd a darne una som maria idea. M.a Deligrad, scoperta al fianco sinistro, non va esente dalle sue critiche, che :;i estendono giustamente anche ai Serbi , i f(U.ali non si cu rarono di rimediare a l[UCSto di fouo . Narra in segrtito i preparativi che Yi si fecel'o per respi ogere gli ,)Uacchi dei Turchi, i quali consistettero nello stabil ire delle trincee di r iparo, nelJa costn1zion(~ di una ridot.ùi sopr;i Vitkovotz, mentre un battaglione apriva delle comuDicazioni attraverso la foresta, c. si erigevano lunette al le ali, e batterie innanzi a Boboviti molesta te dal fuoco ciel nemico. La ripresa delle ostil ità da parte dei Tu rchi ru segn:.ilata colla marcia so pra quest'ultima posizione . Tschernaieff poteva dispone cli circa 50000 nomini $Ulla li nea YelikiSi lj egovar; ad Alexinatz, c;ompmsi i rinforzi clre eia ogni parte vi aveva attira to. Abdul-Kcrim oclla ,,allata della ìVJ.or::iva bulgara contava 9000ll uomini in tutto . L'attacco iniziato dai Serbi cont.ro l'ala destra turca cd il combattimento di KrcwHr, dopo lunga e sanguinosa resistenza, furono coro-nati da favorevole $ucce.;;so; ma l'ora tarda impedi loro di raggiungere un completo scopo . Non così avvenne pei Turchi alcuni giorni dopo, trascorsi in un inqualificabile riposo, rp1anclo essi avuti ·nuovi soccorsi irnpcg11arono hatlaglia in tutti i pnnti o ba tterono l'esercito serbo dovunque. La giorn[lta di Veliki-Siljcgova fu per essi di grandissima imporl.ìluza, poichè permise loro di allargare l'angolo ristretto nel rp1::de erano st:ili sMTati per lungo tempo, di estendere il fronte verso ii nord, di appoggiarsi a destra rii Doluy Androvac eri occupare una posizione secomlaria utilissima , poichi! i du e corpi d'armata di Achmet-Eyonb e di Ali-Sahib operavano in;icme a sinistra della Yforava . Il '.29 oLtobre Tcherwùeff, di nnovo sconflt.10, fu costretto' ad abbandonare le sue posizioni , e quei giorno fu decisivo per la campagna turco- serba . ()uglielmo TU. A DE Lonr SEnIGNAN (Continuazione) . - I 1weparativi della guerra in Fiandra non impedirono a Lnigi XIV di allestire nella M11nic;a una flotta destinala a sostenere in Irlanda gl'interessi di Giacomo Il. Tourvi lle con quarantaquattro vasc;clli impegnò E P ERJO D[ C[

L IBRI

Fascicoli di luglio e agosto

Parigi, 1879.

Ricorcli, d·i- un iifficùtle tlel ffi, corpo. (Escrc;iLo d'Italia, •18ti9). - J.'antorc nel principio de] suo sturi io si propone di ristabilire la veri tà storica su quanto ebbe ad operare il corpo comandato dal principe Napoleone, non solo per pone in evid<rnza la sua azione in quella guerra , ma hcn anco nello seopo di colmare una lacu11a nella storia militare moderna della .Francia. Egli cerca cli rivendicare l'onorevole parte che ebbe questo corpo nel con t.rihuire ai gloriosi successi dell e anni alleate con la diver:;;ione sopra Firenze e i duca ti, esaltando l'importanza di una ta le missiorrn. Però il suo racconto , condito più di piccanti aneddoti da cronaca che di gravi r iflessioni, 11011 scevro di avventurati giudizi malevoli all'indirizzo delle truppe italiane che si andavano organizzando in To,;cana , ha più il carattere di articolo polcmic;o che la calma imparzia lità della storia ponderJta e duratura. 8toria clellci r,1wrra d'Oriente. (Continuazione) - Intorno alla posizione rii DelignHl si ::volsero operazioni strnt.egiche della più ahi.1 irnportanza; perciò lo scri t.to1·e stirrw pregio dell'opera di presenlnrnn al lettore un;:i p.11ticol11reggiata descrizion<). Fn presso quell e di fficil i su-cuc che il coraggioso P ietro Dohri njac, nel •180G, te11 nc le sue ridou.e sei scu.im::me coutro tutto nn esercito tnrco, e dove tre :nrni dopo il voirnda Milatosch trovò 1m sicuro ri paro nella ~ua ritirata. Non era quindi da porsi in dnhbio che i Serbi non avessero pensato ari accrcseere la potenza dife nsiva di quella loca li tà nel propnrn r::i alla gnerra del •I 8ì6.


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E PERIODICI

battaglia colla flo tta inglese, che secondo l'autore ne contava novanta; ma ad Royne fu disfatto . Intanto il generale francese da Namur aveva deciso di rirnont.are verso Brusselle:; coi due eserciti che si erano riu niti souo al suo comando dopo la partenza del re~ di Francia. Le marce furono incom inciate mirabilmente in coJ1segue1iza dc~lle ottime prescrizioni che egli diede; ma a Steinkerquc gli allea ti attaccarono all'ira provviso le sue truppe. Però fu questo nn nuovo trionfo pel duca di Luxembourg cd un forte scacco pBr Gug_lielmo, che iu quella giornata perdè circa ·10000 uomini. In quel momento tutti gli stati d'Europa,' tiino il capo della lega, tutti i principi coalizzati erano sta nchi della lotta e disper,wano cfol successo. U11 anno dopo le ostilità incominciarono $ulla l\fo:-a, e cl i nnO\'(l il principe d'Orangr- , alla tr~sta di poderoso esercito si t.ro,,ò cli fronte ai Francesi a Neerwimlen; dove s piegando colla pertinacia del suo alt•J carattere vigoria, ardore, bri llante coraggio, pervenne~11d ouenere in principio sp lendidi risri lt:iti, eh<-: l'incrollabi le per;;everanza del Luxembour:g e le cli lui eminen ti qualità militari gli rapirono prima di sera. Morto il sno invincibile avvers11rio, la campagna guerreggiata da tanti anrii e con tante al ternate vicende, sì bcm dipi nte· da llo scriuore, volse ravorcvole a Gnalielrno e terminò recandogli il contrastalo frutto de.I suo 1'i conoscime:1to pc;, parte cli Luigi XIV come re d'Ingh ilterra. A.lcwie pa1·ole s·wi pens,ionati e s1tl redntamento degli 1,1,ffici ati . Un ufficiale snperiorc in rit.iro. - Nel patrocinare la causa dei primi ·in appoggio di cruanto fn scritto a loro favore, vuol dimostrare che nell' interesse dell'avveni re dell'esercito è necessario reclutare gl i ufficiali nelle classi clrn offrono gnarcmia di moralità, d'istrnzio,; e, d intelligcnz:i . Per poter conseguire ciò, nelle attua li condiiioni clel la vita civi le, bisogna offrir loro una via per giungere ·ad uua posiiionc elle li metta nl riparo delle strettezze. Propone quindi uJJ facile mezzo per calcolare l'aumento clic dovrebbe esser corrisposto sulle pensioni di ritiro, spccialment.e pr~r quelli che le liquidarono sotto l'impnro delle leggi del -183·1 e ·1863. L1i <l'iscipli.na. Ihc1-1r,;ssi;; . - Si auri bu iscono le , vcntnrn toccate :illn Fraucia principal mente al difetto di questa "uprema qualitil di un esercito, n si vorrebbe risvegliarla e consolidarla co11 regolamenti meno paterni di ([Uelli in vigore. Cosi si propo 11e per b.:ise di una 11uova legislazione la legge del ,J 7~),I, la quale clava ;:ii gcucr;:i li ed 111 comandaul.ù le truppe le più ampie facoltà per ristabi lire prontamente la discipl ina, e si consigliano misure di rigore. T.' ammiinistraz·ione m:ilùare. Rapp01·ti, alla comvvissione dell' e.çer-

ci,to. Generale Dr.: C ~L\NAL . - Il relatore fa la storia deile preoccupazioni sotto la cui influenza fu accagionata l'amministrazione mi litare di aver avnto gran p111:te nei disa~tri subiti dalla F-ra!H;ia nell' rlltima guerra, e d(:lle contrarie risnltame ·che emersero da più accura to esame. Degli argomenti adclot.ti in difesa della nece,sitit (l'i un 11uovo sistema amministrati vo, analizza i principali. Nega che abbia esistito una lotta tra l'ammini,tra1.ione ed il comando, e che la legge dell'anno Hl, la quale proclamò l'indipendenza dell'amministrazione, sia stata fa lla dalla convenzione diffidenza verso i ,moi generali. Infine combatte la proposta di rni lili11'izzare il corpo del l'intendenza. focomi nci11 ad entrare nel merito del lnvoro analitico <lolla commissione e djmostrn come nell'inchiesta orale dei più competenti nella materia sulle desiderate riforme siansi rivelate le più notevoli discrepanze di pareri . La bu,rocra,zù.1. nell'esercito. - È un umoristica satira dei preparativi che si fanno in attesa dell'ispezione amministrativa a danno dell'istrnzione delle trnppe e del ser vizio . Vi si hiasirna il grande abuso d'inutili scritture di cm'ta, di registr:i e di spese.

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per

Jt1-u-a·1-ud ,tes scie,,ces -n,ilit~t.i1•es . ed agosto. - P arigi, Dumaine, 1879 .

F ascicol i di luglio ·

L' wnt-ica Roma, sna grandezza e ,wi d1icaclenza spciegcita con le tras/'ormazi.on:i delle sne istittcz·iowi . Generale .FA vt (con tin uazione). Ad 11 11 princi pio di governo, ad nn:i co:;tante veduta dl{I senato , che mi rt1va ad aumentare continnamùnle la potenza mi litare dello stato ed a mantenere in esercir,io i ci tt:Hl ini per costituire form idabili csercili, devesi attribuire se la guerra fu la situazione nonnale della repnhbl ica . Le istitnzioui dei Roirnwi davano il Jllezzo di allestire le loro rorzc cou la m:iggior prontezza, e.lolla qual cosa approlitt.avano per in vadere il tcl'l'itorio del nem ico pri ma che quc::;to rosse in grado di oppor visi. Quando la guerra aveva risultali decisivi, i vinti, le loro terre e lulto cadeva ,otto l'assoluto dom inio di H.oma; se invece il succe$so non era completo, il senato proponeva sovente condizioni acceuabili 1)erchè conducenti ad un trattato cli alleanza offensiva o difensiva. Esposta eosi a grandi tratti la politica estera romana, lo scrittore passa a con$idcrare la lotta dei popoli latini por la loro indipelldenza,


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L IBR I

lotta che con l'esl.ensione delle frontiere aveva altresi aecresciut.a la potenza mi litare del lo stato; e quindi ricordate le conquiste in Italia dalì'anno ,H ·1 (fondazione di Roma) al ti89 e le guerre puniche, fa un piccolo quadro delle forze, degl i ordinamenti, della disciplina e tanica dell' esercito romano. Però alla narrazione cli tante glorio~e gesta succede quella delle crisi pol itiche e sociali che furono nna conseguenza degli sforzi fatti per raggiungere tanta espansione. Invano i Gracch i tentarono di sollevare lo condiiioni moral i e ma terioli della pl1~be con la famosa legge agraria, proclamando i"n pari tempo il diritto di cittadinanza per gli alleati italiani, e di far passare l'autorità governali va nelle mani del popolo. La loro tragica une spegnendo una gennrosa ambizione, sopì per poco la guerra civile, la qua le si riaccese più ardente coi fuuesti odii· cli Mario e Sill11 e fo seguita da ll'anarchia ù dalla dittatura. Intanto le istituzioni militari aveva no subit.e importanti riforme nel rcclutamento delle tru ppc, nell'organizzazione della legione, nell'arma mento <fol soldato, nell'ordiue di bauaglia o della ta ttica, che esercitarono una grande infl uenza sul successo delle operazioni milit11ri. Gl i Ita liani avevano otLenu to il di ritto di cit.t.ad inanza, la costi tuzione di Silla aveva scemato il potere dei tribuni e la repubblica si avviava alla sua decade11z11. Le ferrovie tedesche e le francesi, dal piinto d;i, 1:.istci del concentramento degli eserciti,. (Fine) . - Contiene il progetto de!le ferrovie necessarie ai Francesì per dar loro la possibi litil di cornhattere gli eserciti tedeschi alla froll tiera. Vi si premettono anzitutto alcune co;;_ siderazioni sulle probabili mosse dell'esercito tcd<~sco in Alsazia, ii cui pri mo obbiettivo sarebbe la presa cli Na ocy, capitale della Lorena, e l'investimento della piazza di Toul. Partendo dalle ammesse. i potesi, si deduce la MCessitit di due reti distinte di Concentramento per r eserci to francese. L'una venendo dal sud- est, che dovrebbe giungere alla regione com presa tra Toul ed Epinai; La seconda , che dal sud-ovest, dal ovest e nord-est e dal nord andrebbe a terminare sulla linea Verdun-Rhetel-Nlezières. Studiato l'ordinamento razionale per ciascuna di queste reti e di un sistema di linee ferrate di manovre, atto a mettere le trup pe nella loro posizioni di concentramento jn g1;ado cl i arer li bertà di movimenti sul fronte e di prestarsi reciproco appoggio, lo scrittore prende in esame il sis.tema di difesa della front.iera e svolge alcune importanti crit.iche al riguardo . Note sulla guen·a, d'Or,i&nte. - Danno un'idea delle competenze e

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,delle attribuzioni del comando supremo nell'esercito russo in campagna, del servizio di stato m11ggiore, e dipingono le qualità cara tteristiche delle cli fTernnti arini, ten<mdo conto della prova che fecero nell' ultim.1 guerra cont.ro i Turchi. Offrono pnre un cenno del modo -con cni funzionano i servìzi arnrninistr11tivi , rpwll i dello ferrovie, e pongono sott'occhio alcune osservazioni snlla tattic::t dei H.nssi f: sul la loro condotta rispel.lo al diritto delle gt:nti in campagna . La guerrn .. A. SALIJ~ 1rns . (Fine) . - Per compieni il suo importan te stnclio l'autore svolge una serie cli consideraiioni intorno alle guene civili, dividendole s<lconclo la loro importanza, il loro scopo, Ìa loro indole, indagandone le cause fìlosoG t he riposte nella disparitì1 -degl i elernf! nti che ·compongono il lutto sociale. Qui nd i analizza le diverse forme di governo <~ dimostra che la monarchia costi tuzionale e la repubbl ica conservatrice sono le migliori; ma al tempo stes~o accenna come c,;se gnerre siano inevitabili e frecruenti, p1~rchè h,rnno la loro ragione ,l'essere nel na turale impulso dell'umano progresso . Hicor·clate ':te calamiti, ed i risultati buoni e c::ittivi che i1e derivano, e fatto nn rapido esame del diri tto rivoluzionario, passa a commentare l'.:intica massima .si- ni.~ pcic,mi, pcirn, bellum. Trat.t11 in ulti mo delie cond izioni 1wcc,sarie per la preparazione della guerra e di quelle materiali, intellettunli e morali di nn buon e$ercito, con speciale rigunrdo alla Francia . Una mass'Ì!rna cbi Napoleone. M. A. G. e< L'arte dellci gtierra insegna che bisogna p'iega,re od avanza11'e ·un'ala senza dividere l' eseroi-lo » . - Con e5empi tratti cl::dla storia delle battaglie si vuol cl irnostraro che l'inossenanza dell'enunciato aforismn fu ca nsa di sconfit.ta, e che se . nella cam pagna del ·18"4,, a L:lon, Napoleone stesso agi contrariamente al suo precetto e se a Sadowa i P rnssi:rni vinsero benchè divisi, nè l'uno nè gli altri sono imiLnbi li n!'. lle disposizioni che cliedero in quelle occasioni. T fiwchi a qrq.nd;i, d:i~tanze. Comandante A. D. - Secondo l'autore esse incominciano al punto in cui il tiro individuale cessa di ;were un'erlì cacia re.i le sopra nn hf! r$11glio di piccole dimensioni; per1:iò i limi ti in cui sono compresi In specie dei fuochi cli cui si t.ratta sono da 600 a "800 metri , gittata massima determinata dal!' alzo degli attuali fucili. Dopo unii serie di cl irnos.trazioni egl i conchiude che qualunque sia la forma del Lerreuo su cui si .:igisc<3, qnali che siano Je fasi dell'azione e le disposizioni tattiche di una parw e dell'altra, bisogna ca rpire l'occa,,;ione in cui si Yede il nemico per far fuoco sopra di lui ad ogni dist.:inza sino a ,1soo metri. Però l'iniziativa


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E PEfi.lODlCI

del fuoco non appartiene che al capo e non deve essere lasciata agli individui. Dopo di aver trattato dei tiri in arcata e di rru1~lli indiretti analizza gli elementi necessari che costituiscono ·nn fuoco superiore, cioè la conoscenza e l'impiego del terreno, la disciplina dei fuochi, le qualità del tira tore e dell'arma . Educazione mo1·ate del soldato. C. Cons1. (Trad uzit1nc <lai l'ita liano) . (Continuazione) . ['e,.se;·cito fhi.nce.se dcL Ccvrlo VU sùio alla, rfooluzione ('I I,39- 1ì89) . Qu.n :uft m~ V1rnNrrn11. (Continuazione). - Seguono Jc· tiduzioni rlnll'escrcito dopo la morte di Lu igi XIV, consigliate dalle stretteu e dalle finanze e da lle prospettive di lunghi anni di pace, l'aboliiione dei ministeri sostituiti dai consigli snperiori composti cli dieci membr:i ciascuno. Indi accennati i vizi di questo sistema, d1e non valse a distruggere i funesti effetti del favo ritismo e dispotismo ministeria le, ed il suo ahbandouo, si viene alla nomina di Le Blane a segretario di stato per la guem1, so tto il quale f'u regolalo il modo di accasennare ·le trn ppe coll'istituzione cli un'impresa generale di caser,paggio avente 1rn rappresentante. in ogni guarnigione, come tuuavia si usa . Dne periodi mil itari si ricordano sotto il rcguo di Luigi XV . I l primo in cui il buon eserci to istitui to da Lonvois, scosso da cc1;ti insocce,si, alterato durnnte la pace, 110;1 è però ancora corrotto. Il secondo iu cui governo e capi sono infer iori al la loro missione ed il loro favore , non gii, il morito, decide della concessione dei gradi, generando il rilassam(mto e la decadenza. Peni la gucrr::i del ,f nrn colle vittori1~ di Parma e Guasta lla rileva le armi fra1tcesi e reca alla na7,ione l'ac1p1i,,to della Lorena . Giunto a questo punto dd s110 studio, l'autore esamina la composizione della cmsa reale, del corpo della gendarmeria, de! Jo st::tto maggiore gcner-a le, delia f"11nteria c. cavalleria nel ·1736, i regolamenti anterio ri sulle rni lizi~, lo stato e la l'orza di que~tc a quell 'epoca . Pàssa qnindi ad r:sporre l'urd inarnento Jell'artiglieria , e gli effetti del decreto del 7 febbraio 117411 che conferì i gradi militari agli ingegneri e quel lo de! IT18 riguardo nl soldo della fonteria e dei dragoni, "dando poi alcuni cenni su lln situaziouc dogli ufficiali e l'armamento in genere. Stndio snll' antica contabilità •mibi.tare delta Frwncia. R-i;oiste a,inmin,i,strati!i;e daltci creazione degl·i esercil'i permanenl'i. sino cd xvin secolo. Sottointenclente militare CouHTOT. - In poche pagine sono analiziati gli ant.ichi metodi amministrati vi con la guirla di documenti rel.:itivi alle ·mostre ed alle ri1Yi~tc, il più remoto dei qua li risa le al 1i29, con cni tutti gli altri co1tscrvano un'analogia c::trut-

teristica. Questo offre in piccolo l'insieme della rivista ~li liquiùazi?ne attuale, facenrlo risulta re le prestazioni in danaro <~r[ l1l natura, mclicando i movim':lnti, le variazion i ilell'e/fottivo, facendo conoscere insomma tutto ciò che era dovuto ai corpi. In que;;to rupido esame, accennato come ebbe origine il controllo e come nel 172.8 f?ss~ stabil ito un tipo unico ufJìciak per la l'orma di simili documenti, l'JCOrda Je compli canze generate dai sistemi ndoprwati do\lo quell'epoca. Pubbbicazion·i poli,tù:/i.e, e geografi.che s1ill'Oriente.

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BeU,.e /t ~u,n Jr.lilitii'I•- J:Voclien&l,.tt . -

scicolo. -

Quarto fa-

Berlino, 1379.

la lotta dell' es1;rci.to ftancese contro ta Comune par·ig'inci nel ,/ 871, d. v. dcr Bor,;cK, capitano del grande sta to maggiore. --: Una insur.:. reziope che scoppia in Llllll .c;ittà capitale abitata da dnp mi_lior!i d'abitanti al l'incirca, che s'impadroniste tlel governo, e lo ()sercita 111 mezzo ai più nefandi saturnali per uu paio di mesi, e ciò in prese_nza del nemico, e dopo che Ja patria ha sofferto tremende sciagun\ e un t~I fa tto che deve richiarnarn le più profonde riflessioni elci pensaton, anche all' infnori dello studio delle cause, che trassero alla sfrenateiza lo spirito degli insorti. Gli seritti importanti del Descamp sul la Revue des drmx mondes, e tuu.i quelli altri, che apparvero dal 187,f in poi, parte per nan::tr<-! spas5ionatamen te i_ fatti, e. p~rte pe1: clifcs_a degli nntori, hanno ·sparsa rnoll.a lnce sn 11ue1 cl1sgraz1all avven1 1~1e1:t1. Sulle traccie di qndli scritti il capitano Bocck racconta dal punto eh vista esclusiv:nneule militare lo svolger:;i delle vic1mde di quel la insurrèziouc. Alla sobrietà la narrazione unisce tutta quella esattezza che uno strnniero può arrecare nel trattare simile argomento. GJ'insegnamenti, cl~e se ne possono trarre (e Dio impedisca che s'abbiano mai n p~rre ~n pratica simili insegnamenti), sono: che colla 'i'i"volta s'Jw da agu:e nsolutamen te lìno da prìucipio; .e che le or>crazioni mi!it.1ri, per risparmiar sangue e per raggiungere maggiori risrtltat.i, rlcvono pronunciarsi in modo cla ra ttencre il ecntro, <~ spi'r1gerc iunanzi le al i, per avv iluppare l'avversario, ed obbligarlo a cedere spon taneu111crite le forti posizioui che occupa nell'interno d' una città.

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Lll3R i

E PER IO DICI

St1·eff1,ei,.1•'s oeste1•1•t!icldsclie 'lnilitii,•isclie ZeitS<ilwift. -

Fascicoli del giugno e luglio. -

Vienna 1879.

Basi delle pù"h 'Ì,mpo,rtant'Ì fra le ocbi.lJ'me istù1.1,zioni mil·itwri e scopo che esse si sforzano di raggiimgcre. - Continua lo scri ttore nella sua analisi delle operazioni fotte per l'approvvigionamen to !leil'esercito nella rnmpagua del ,1s,1:2, una delle più straordinari!': per la lunghezza della linea d'operazione, la qua le all raversava tutta l'Europa . .Poi presenta alcune idee su quanto sarebbe in oggi necessario · di studiare e di praticare per renrlere sempre più esatto il servizio dell'approvvigionamento delJ'esere}ito in campagna. Fm le altre seml,rn notevol<~ la proposta fatta per evitare gli abusi nell ' incettamento del grano e dei più importanti cespi ti di nutrimento per gli nomin i H per i cavalli, e le speculazioni per le cpial i a:la vioilia di una mohi li ta1.ione quel!' elemento primo di sussistenza cre;ce straordinariamente di prezzo. Si .vorrebbe che a questo proposito fossero già emanate fin da l tempo eh pace le norme per un.a requisizione analoga111e111.r a quanto si fa per i quadru pedi; ovvero /'os:;;c formato '-'un c-0osorzio capace di sr-rie garanzie ccl impegnato a provvedere i (rencri di prima necessitil all'es~:rcito in tempo di guerra. Es.iurito qn~st.'argomento, lo scrittore passa atl esaminare successivamente le cause del reparto degli esHrci ti e della loro gerarch ia in tempo di pace ed in quello di guerra ; la forza numerica, e le proporzioni. tra le varie armi; la quantità delle ·armi e dei materiali da guerra; la mobilitazione cd il rifornimento d'uomini, di r1uadru pedi e fi i materiali per surrogare le perdite, l'educazione mili tare, e fina Imente i mezzi, clic tendono ad agevolare la condotta degli eserciti. T..ct gnerra, i ntorno a PleiJna ; c01npilaz·ione sit documenti d: or·i.gine nissa, /'atta dal tènente S. DnAGA's . Bre.V'i appunti so1wa oggetti d'ùiteresse ,m,ilùare. - li capitano Brnnnf:lr, noto scrittore di fortificazione e direttore del period ico, desc1·ive una delle opere difensive erette dalla fanteria aust.riaca duran te l'ult.imaguerra d'occupnioue. È uua ridotta pentagoMle, formala da nn ricov~ro o blockaw, clrn corre tutto intorno al pentagono, inierrato, e coperto clt terra. Alcune feri toie danno agio agli uomini che abitano il blockm.ts ùi fare uso dellf~ proprie arm i dall' interno del ricovero, ove riposano;

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mentt'e altri fucili eri possono prendere posto sn lla banchina, che corre internamente lungo i.! t,lockaus, e sparare dal cigl io superiore del terrapieno, che lo ricopre, e eh'/~ foggia to a parapetto . Iu tal modo vi sono due ordini di fuoco , l'uuo raso terra, e l'altt;o :i metri :2,20 sopra il terreno naturale. Un p-iccolo fosso circonda il ridotto, ed uu tamburo copn~ l'entrata . .\!ella parte cùntrn lc souo scavati i ricoveri per gl i ufficiali. Il riclotto ha le dimensioni necessnrie per bastare alla guamigione di nna cornpagn ia e mezza, la quale era così protetta dalle intemperie e dalle scorrerie degli insorti . Occorsero ·1(t, giorn i di lavoro per la cost.ruzione, il legname 11011 essendo lontano più di 8/ ,, d'ora di cammino. lstruzi'one cmctnata sul pi·ùwipìo della, unerra, t1trco-ntssa r·ig-iwrdante il , nodo di combattere 'Ì T1irchi. - Qnest' Istruzione fu destinata pel corpo della guardia, e sanzionata dal principe ereditario. Essa comincia da l descrivere le qual ità caratteristiche dell' avversario, contro cui stava per cofninciare fa lotta. La fanteriil torca è tenace 1rnl ia difosa; pOCù energica nell' anaceo. I soldati sono bene oquipaggiati, e meglio armai.i; llla poco atti a manovrare. Resisteranno di fronte, ma cederanno presto, credendosi girati. Forniti di molte muniiioù i, ap,·iranno il ruoco a grandi distanze. Le artiglierie turche son migliori delle russe ; nrn anche qui iì difetto sta nella poca capacilh di manovrare. Inoltre ossenrlo il materiale scar.;o, i Tnrchi sasanno costretti a tenerne di conto, più di quanto convenga a manovre rapide e flecis ive. lnD.ne anche le artigliùrie aprirnnno il fuoco a di~tanze assai granfli, cd allf} c1un li le truppe or'f'rono incerti bersagli e ron piccoli spostamenti riescouo a sottrarsi ai co lpi. La carnllr.ria è in gcner11Je scadente. A cose finite si pnò di re che aveasi. uu concetto abhastauz:;i giusto dal l'avversa rio. Per combatterlo con buon successo ern ind icato d'adoperare ard ita offensiva. Perfin o in qnei rnri casi (dice l'Istruzione), iu cui 11n reparto, ii costreu.o alla difensiva, il pensiero costante di tut.ti, clrd comauclante all'Ltlti u10 :;oldato, deve~ essere di cont.cnn,·.si in modo offensivo . L'artiglieriil ini1,ia il più delle volte il eornbattimento . li comandante delle Latter·ic sceglie la posizione donde aprire il ruoco, cd il her,aglio (da princi pio J' artiglieria, poi la fnnteria nemica) . lfapido tiro, e concentramento dei fuoch i sono la base per riuscire. I l comauLl,\nle delle J1aUcrie deve m::rnt.ener;;i in relazione coi rep11rti vicini per conoscerne i di$(~gn i e coopernre al loro successo; esplorare il terreno, che ha clcw:111ti, per sapere come avanzare se IHor·.c;i,:.io ni


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!o spingono a cercare una nuova posizione ; tener d'occh io alla col01rna mun izioni ecl essere informato sul consumo delle medesime. Il muovere .è più dannoso che utile; perciò le artiglierie non mutino di posto, c'.ie cccezionalmenti', per ottenere · notevoli vantaggi, . e per distanze considerevoli. Mentre le artiglierie aprono il fLtoco, le trnppe di fanteria, destinate alla linea cornbauentc, rompono per battagl.ionc. Da 3000 a rnoo passi dal nemico il battaglione offre bersaglio poco pericoloso; ed il rompere in fr:.1Zioni più esigue, p. es. per compagnie, nnocercbhc alla conservazione dell'online nella manovra . Tuttavia specinli circostanzi~ possono indurre~ a rompere per compagnia. Una densn catnna di pattuglie, e più vicino al nemico una debole . linea rii cacciatori , copre i movimenti; mentre tutti quelli che hanno un comando approfittano di ogni occasione per formarsi una idea e~atta sul nemico, e sulla condotta da tenere. Dopo ciò i comandanti di battaglione assegnano con molta ch iarezza a quelli di compagnia, il còmpito, indicando loro ciò che devo110 fare , è uon come abbiano da farlo . La scelta dei mezzi sia all'iniziativa dei comandanti in souordinc. I comandanti di compagnia, le ripartiscono col disporne in catena una parte tanto maggiore cpiant.o i l nemico è più vicino, qua nto il terreno è più copN'to. Allo spreco delle munizioni da fuc ileria dell'avversal"io risponclasi coll'economia e colln disciplina dei ruochi. Numerosi precetti sono dati a questo riguardo, perchè vale più un col po ben ·mirato, che mille cadenti nel vuoto. Il miglior mezio per impecÙre un fuoco inutile da parte del conrnndan te della catena è quello cli non stancarsi 111ai dall'iiìvigilarc l'esalto uso dell'alzo, e dal curare la scelta del bersaglio. Questi assennati [H'<~cetti non levano pùrù nu lla all'importanza che ha oggi assunto il fnoco della fueil<H·ia nel combaui,ncnto; e l'azione decisiYll d<~ll'assalto non deve aver luogo fmchè non si Yeda il fuoco della catena nemica divc11i rc memo frequente , o flnchè nna parte della catena avvilupp~ndo il nemico non lo induca a ritirarsi. Allora è ancora il fuoco, il quale deve inseguire il nemico fuggen te. Sembrn però dalli.i descrizioni più o meno ufficia li dei combattimenti rnssi, che questa Is1.r-uzione, emanata proprio allo scop pinrn del la guerra, non sin entrata totalmente~ nelle co11vinzioni delle Ìruppc ; e molli assalti infruttuosi ebherosi a deplorare, perchè non erasi tcuulo bastante conto del fuoco, per assicurarne i rcsultati. L'Istruzione fi nisce coll'avvertire che i doveri della cavalleria sul

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E PERIODIC I

L lBfU

·Campo di .battaglia ::;ono oggìmai di molto limi lati. Raramente essa .sar.ì chiamata a.cl assaltare: per lo più guarderà i fianchi, o sarà incaricata dell'insegnamento. Bibl-iografìa, r·i vista dei gì01·nali. ecc.

Jt1lu•bue l1,e1•

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tl-ie tleutsehe A,•u,ee 'IUUI ,11a-

Fascicolo del luglio. -

Berlino 1879.

Studio sul metodo d' insegnamento dette d'isciphne storiche. E NDUES .

lotta dei 1lfontecnegrin'i cont·ro i France.si dal 1806 at 18U. . GoPcEv1c. - È il primo articolo di una particolareggiala narrazione cli avvenimcmti mil itari poco conosciuti, e molto snaturati per pai;sione personale delle mcmori1~ lasciate dal ma resciallo Marruont, e per ignoranza delle cose~ nelln corrispondenza napoleonica . Ordinamenti dì giuwrn dei Romani. Sul progetto ll'i, wn m.wvo rngolam&nto tattico per la fanteria r ussa.

-

v. D1nGALSKr.

La f'ortifica:l'i,one 'in Fr(l;nc'ia ed 'in Germania dopo la gue,,-,1·a del 1870 . - ScHLAcrurwr;;r-r - Uua delle differenze capitali nel trac-

ciato delle pinze fort i sta in ciò che rn1mtre i Tedeschi spingono le opere avanzate t::cnto lontano quanto basta per impedire il hornbardamento della ciLtù, i Francesi vogliouo che i forti sieno così lontani dalla pinw, da rendere im possibile un efficace e totale inv1~stirnento. Riguardo poi al sistema dir;msivo i F rancesi hanno molti plicato sui loro confini orientali le fortezze , dirnenticauclo il proverbio, clrn chi vuol pensare: a troppe cose fi nisce col pensare a niente. Invece in German ia si cerca di avere poche, ma poderose fortezze, ca paci pi~r la forma e per l'armamento di lung:J resis1cnza. Le piazze nuove francesi, esig0no mezzi giganteschi in uomini cd in materiali, senza raggiungere probabilmente lo scopo loro. Dop'o avere nccenna te anche alle discrepanze nel trncciato e Mi profili dei l'ot'Li nei due paesi, l'autore eone:! nde che i caraueri delle fortificazion i corrispondono a quelli dei due popo li, accentratore il france$C, decentratore il tedesco, conclusìorw, per dire il vero , inattesa.


I

I

LIBRI

Esperimienti di ti,ro della fabbrica d: awiaio {~lSO del T(rv,pp 'in Essen. Scoperte d'interesse niihtare. HEurscH. Ri'Oista <lei pryriod:ic'i este1·,i, - fhl,lioyrafìa - Elenco de;i principali r1,1·tico li tratlal'i, ne( J)eriodici mi/.itari, dal 15 maggio al 15 g·ingno.

4.33

E PERIODICI

con ([Ll.Cllo di -12° ·12' cli elevazione '2500 passi, con quello cli 21 °45 3000 passi ed infine con l'angolo di 32. 0 115' cli elevazione 3300 passi. . ~rediamo. qui osservare un inconveniente; ccl è che per. aumentare d~ BOO passi la portata cle1 3000, che si raggiunge mediante l'angolo c~1 elevaz1~ne di ~·I 45',_ il proponente del nuovo alzo deve acloprare I angolo eh elevazione d1 B2. 0 ,15', e all'uopo trovnsi costretto ad allungare la sua asta mobile cli oltre 9 centimetri. 1Yote oirca l'equipaggiamento eh {linteria. Tenente .Fun10w. Circa l'ordinaniento dei ripwrl'i, f'en'ov·icri.. Colonnello T1Ksr.r.u. Paghe delle t1'uppe russe (articolo primo) S. Maslow. - Lo scrittor<J dopo aver accennato in lmwi tratti la storia delle competenze in d~naro dc! so_ldato russo partendo dai tempi cli Pietro il grande fino a1 pr~sent1, c1 dà contezza dal l'attuale paga normalù delle truppe cli fan terra, che ha luogo in Russia a quadrimestri anticipali (t1·et) nella seguente proporzione per ciascun quad rimestre: Tempo di pace : furiere L. 8 sottufficiale L. &.3 , caporale L. H,20 , appuntato L. 10,4:0, soldato L. 9,80. · Tempo cli guerra (all'estero): furiere L. •126, sottufficiale L. 67,50, caporale L. 2.6,80, appuntato L. ,t9,i0 e soldato L. ,1 8,50. L'autore, deplorando nelle sue considerazioni la Le1mità del soldo, osserva che queste somme non vanno all'intera disposizione del militare, giacchè egli è tenuto d' impiegal'ie nelle spese p<w oggetti cli pulizia persona le, per oggetti di piccolo arredo, per compra cli filo per la cucitura e rimonta di stivali, per compra della terza camicia e della camicia cli ginnastica , nonchè per le riparazioni agli oggetti di vestiario, meno la mano cl' opera che si fa da operai della compagnia. Per cui il soldato russo per poter disporre di <1ua lcbe centesimo, è cost.retto ad esercitare nei momenti liberi dal servizio una qua lsiasi arte onde procacciarsi un piccolo guadagno; ed in mancanza cli questo vendere una parte della sna razione pane. Del resto è conosciuto l'uso dell 'esercito rnsc;o di concedere ai soldati, in certe epoche dell'anno, la facoltà dei lavori liberi presso gli abitanti, versando u11a parte cli provento nella cassa del reggimento. Operazioni dell'esercito di Stileiman-pa.s1.,'ià, (tradotto dal turco). - Ricordi d:i un ·uffì,ciale di stato magy·iore riisso rnlfo giwrre 1877-78 nell<i T1wchia Etiropeci (fine) A. Puzirewski. li reggirne;nto cl<'Ji dra,goni di Stliroctub nel distaccamento di R1tstciuk (articolo primo) A Bildering. Rassegna mi/;i,tare russa, - Sommario ciel rendiconto del comitato 0

ni,,ist,,, 'IH'ilitru·e ,•ussft (

W ojentlfi Sborriik). -

Mesi e

rli giugno, luglio ed agosto 1879.

Opernzfon:i ·militari del d:istaccmnento di Rustc'iittk da.lla sua /'or·mazione fino al settembre 1877 (con cat'ta). · Orrlilii lvi combcittimento di bcitta,qhone e di compayn'ia, (fin e). Dragomirow. Osse1·oazioni rli 1in H{!iciale C'Ìirca l''i.çtru:eione ùid!i'Didiwle delle ,recliae. Alcnne parole t?Ìll'cu l'alzo del (iu;i le pei tù·i ti qrand!i dùtanzc (con figurn). Maggior generale del genio Fnù1ow. - Dopo aver climof,; trato come l'alzo attuale in uso presso gli ns:)rciti non è ada tto p<~r t.iri a grandi ùistan1/.c, i'nutore un propone uno rrnovo, cli cui dù la cle:,crizionc ed ·il disegno. Compouesi di due parti: di un picco lo mi rino collocato sul lato destro della cassa di fucil e e soprn il grilletlo, e di na altro stabi lito sul mcde~imo lato della Cl\S$D, più innanzi all'altezza del\'rtlzo norma le, compo:;to cli un asta mobile <~ graduat.1, lnnga cin;a zO cent., sulla quale scorre nn secondo mi rino . .L'anzidctw asla rirnnne assicurata nella posizione orizzontale lungo la cassn . Occ:oncndo se1·,,irscnc poi tiri a grandi distanze, cs:;a si abbassa in scuso perpendicolare nl la c1tnna, si ra ,-conere sull'asta il secondo mi rino fìno al gPado co rrispondente alla distanza di tiro prefìsso e si punlrt l'arma nella po~izione ord imiria facendo pas:;nro la visnale da l primo piccolo mirino per il secondo fino all'obbiettivo. L'autore qu indi fa conoscere che le prove nscgui tc col fnei le Berclan munito del nuovo alzo diedero otti mi risu lta ti nel ln precisioné cli tiro . Qurtnto al la por-tata si è otw1rnta nella seguen te misura: con l'angolo :3° 53' di elevazione -loOO passi, con l'angolo 7° :3'2.' di elevazione '2'000 passi,

I

1~ ,

ANNO XXIV, VOL, Ili.

20


E PERIODICI

434 generale per l'ordinamento e l'istruzione delle truppe clall'trnno ,187,\. all'anno ,1878 (articolo terzo). SunLo dd rendicouto di trasporto delle truppe durante la mobil itaziono nei mesi di novembre e dicembre dell'anno ,1876. Rassegna m·ilitare estera. - Germania. Cronaca militare di Germania fino al 1° maggio 1879 . Inghilterra . - Guerra comro gli Zulu. Distaccmnento d:i Lowce-Selwi neUa gi~erra 1877-78 (A rt. 1°). P 1•imo JJasso fiwri dei confini nell'aprile dell'cinno 1877. - _11Ia1·C'ia forzata da Knbei a Barboscia. - Generale B1sKursK1 . - Un d1gtaccamento d'avanguardia costituito: da 2 battaglioni di fanteria, da 20 pezzi e da 2 reggimenti cli Cosacchi del Don, ha percorso (senza aro~ malati o rimasti indietro) una tappa cli 85 chilometri in 33 ore, d1 cui '13 ore furono impiegate nel passaggio del Prut, sopra un ponte volauLe. Gli zaini delle truppe a piedi furono trasportati sui carri . Ciascun uomo portava 6·15 grammi di carne cotta, 11 chilog. 230 di galletta con nn po' di sale e teneva con sè la ~av~LLa: che n~ll'escrcito russo serve per cuocere le vivande. I battaghom dt fo nteria erano sel)'uiti da ,I. carri di munizioni , da carri cli viveri, da altrettanti ca~ri d'ambulanza e da 9 carri di bagaglio d'ufiìciali. L'artiglieria marciava col suo completo dei carri di munizioni, di viveri e di foraggio ed i Cosacchi del Don colla pro,·vista regolamentare in foraggio e viveri. Osservazioni circa J: i.~truzione di, iina com,pagn·ia , capitano LIBRI

1

1

A PUCHT!N .

Modo di assue{an le trnppe ai lavori, ed alle esi.genze del ie.mpo di giierra. . Nuoto aff11,sto (Enghelhardt) pei pezzi a lunga portata (con fi gure), alfiere PoTOCKJ. . Compend:io delle operazioni. cvi ca'Valleria(Art. 1° e 2. La Russia possedendo una forza in cavalleria p: esso~hè q~adr_upla •.n conrro~to alle altre potenze, sta iniziando nnov1 studi sull 1mp1ego d1 cavalleria, basati sulle esperienze degli altri eserciti e su quelle che ha potuto racco.gliere dalla campagna contro la Turchia. L'articolo ò diviso in tre parti, cli cui la prima parte gii, pubblicata , tratt3 delle rego!f~ ~ del!o seopo delle operazioni di cava lleria ripartila in distaccamenti 1solat1; la seconda parte parl:1 delle operazioni di c.aval!eria in massa, e l'ultima porte indica le norme da osscrva~si poi mino~i ri parti della stessa arma addetti alle truppe di fan teria . In fine vi sono annesse alcuue regole generali 5ul servizio cli guide o per l'ammaestramento della cavalleria in tempo di pace. 1

0

) . -:--

435

.Degli espM·iinenti fatti col nnovo 11teni;ile leggiero d'i zappato1·e (Linnemann) nei la'VO?'Ì delle for tifiwzfoni passagg'ierc. A. P LUz1NsK1. o.~se1·oazioni circa il traino 1·eggimentale. Z. BALACIKSIO . Opemzioni dell' eserc1ito d:i Suleyman-pascià (daI tnrco) . L'esercito turco al comando di Mehemet-Mi-pascià sotto Lom., .2 agosto 1877. (Art. ·1°) . Dragoni d'i Staraclab net di.staccamento di R11stcù1k (fine) . A. fl1LDE R1,1::-10 .

Il'icordi dli ,un rna1'i,naio nella g1ierra degli anni 1877 e 1878 . (Art. 1°). Ano::-is. Rassegna militare russa. - Regolamento pei lavori cli fan teria nelle fortificazioni passaggiere. Regolamento d'istruzione di battnglione e di compagnia nel combattimento in ordine sparso. Diario delle operazioni militari sul Mar Nero e sul basso Danubio. Progetti di regolamento per l'istruzione delle batterie leggere a piedi e a cavallo. Pro· getto di regolamento per l' istruzione delle batterie a ,I, e a 8 pezzi (co11 schizzi) . 1Yworio regolamtnto di dùciplina militare, pi-oniulgato il 12 luglio 1879. - Il nuovo regolamento di disciplina ò diviso in H capitoli e ,155 articoli, dei quali i più importanti dispongono : che presso ogni corpo di truppa venga formato un distaccament"° dei puniti, di cui gli uomini non possono far parte cli una guardia èl'onore, non essere comandati quali piantoni presso una persona di olto rango, non prnndere comando in qualità d' am inno, perdono il diritto alle licenze ordinarie e sono passibili cli punizione corporale di 50 colpi di verghe. F ra i diritti concessi ai superiori rispetto agli inferiori è stabilito: che un comandante cli corpo può t.oglicrc il comando cli compagnia ad un capitano, ed in caso d'nrgenza, il coman~o ~i battaglione ad un ufficiale superiore. Il generale comandante d1 brigata ha lo stesso diritto in modo assoluto riguardo ad un comandante di battoglione, e relativo ad eYentuali tà d'urgrnza per un comandante di reggimento. Il generale comandante la divisione, ha faco ltà in tempo di 11uerra di togliere il comando di una brigata ad un generale. Infin; l'uhimo capitolo autorizza di stabilire un tribunale d'ufficial i per esaminare le mancanze contro l'onore od il contegno di un ufficial e inferiore del proprio corpo. Tale tribunale potril condannare un uffi ciale al semplice rimprovero o al la dimissione dal servizio. Il ricorso contro una sentenza non è ammesso . Rassegna militare e.çwra. - l nghilterta. - Varie questioni rifl ettenti l'ordinamento e la disciplina dcli' eserci to inglese. Posizione


436

LIBRI E PER!!)OICÌ

<lell' Inghilterra riguardo alle altre nazioni . Situazione attuale degli eserciti degli stati della penisola Balkanica : Serbia , Grecia, Bulgaria e Turchia. I talici. - Bilancio del ministero della guerra . Progeui di leggi militari. i\fodificaz ione dell'armamento degli nomini d'artiglieria e cavalleria.

somumo

DELLE ~JATERIE

contenute nelle dispense di lug·lio, agosto, settembre ·1879.

PENSIERI SULLE GRANDI )fANOVRE . -

rale. .

i 1ussnri, maggior gene. F)ay.

G

LE ESPERIENZE DI l\1EPPl::N CON PHOIETT I ALLUNGA T I Dl QUATTRO CALIBRI. -

ilntonio ilraMi, maggior generale

»

37 -

SULL'ASSERIT A MINORE ATTITUDINE F ISICA AL S E RVIZ IO MILITARE DI ALCUNE PROVINCIE ITA LIANE E SULLE RAG IONI DELLA RIVE DIB ILIT,\ (LET TERA AL DIRETTORE DELLA R IVISTA lVI ILITARE).

- S. G uida, capitano medico.

»

5f) -

RASSEGNA TECNOLOGICA :\'flLITARE : L ' APPLICAZIONE DELL A COHAZZA ALLE NAVI ED AL.LE FORTIFICAZION I.

-G . U onosana,

capitano del genio . .

»

LA TATTICA DELLA SITUAZIONE . -

G. l'tJi •

.

75 -

;, '100 _

Der RICH IAMI PER IST RUZIONI:: DEL LE CLASSI IN CO NGEDO ILLIMIT ATO . - G. l 'erog gio, maggiore generale . Par;. '137-273 _ SULL'INCREMENT O DEL SU IC.IDIO J\"EL HEGIO ESERCITO ITAL IANO (STUDIO COMPA R ATIVO) . -

dico

C. (<'iori, tenente-colonnello me. . ,, t 58

A PROPOSITO DE LL' ARTJGLIEHIA DA CAMPAGNA. -

G iova n ni

l<'asee, capitano nel 7• artiglieria .

,, 180

LA CAVALLERIA RUSSA NEL PRIMO PASSAGGIO DI::! BALCANI. -

rtlarziale Hiauehi d'Adda, capitano cli cavalleria . " 205 I PROIETTI PEflFORANT(. G. D ones:urn, capitano del genio . . » 226 -

RASSF:GNA TECNOLOG ICA MILITARE :

LO ST AT O MAGGIORE DEL GEN IO NELL'ESERCITO ITA LI ANO .

Gianoitt•apa ni, capitano del genio . . LA T ATTICA DEGLI ASSALTI. L A CAJl{PAGNA DE L

P . 'I'.

» 298 » 320-

1742. - c. Fabris, capitano di fa nter ia . » 387 -

LA CAVALLERIA RUSSA NELLE BATT AGLIE: SOTTO PLEVNA .

l lforzia le Uianelai ,l',idda, capilano cli cavalleria .

i

:369


l,lbri e periodici.

IUvista Estera.

Italiani. Sulla più conveniente copertu1'a delle casamatte e loro posizione nei forti. - G. DoNESANA. . . . . . . . . . . Pag. Guerra d'Oriente (1877--78). - FELICE Cu NIOEKTI . . . . . » Catalogo dei manoscritli relativi alla storia di Roma che si conservano nella biblioteca Vaticana. - VINCENZO FORCELLA» L'alleanza di Cr imea. - LrnG1 CHIALA. . . . . . . . . » Il foglio· di sanità nel libeetto personale del soldato e la matricola sanitaria. - S. GUIDA . . . . . . . . . . . » Il cavallo, il suo allevamento, la sua storia. - PAOLO SALVI. »

HO 251

2;:.3 391 395 401

Francesi. Le Spectateur militaire.

. . . . .

J ournal des sciences militaires . . .

. Pag. 126-420 n '129-423

La guerre de cent ans (·1346-'1453). - E. HARDY La conquète d' Alger. - CAMILJ.o RoussET . . L' Allemagne n ouvelle 1863-67. - ANDREAS MEMOH. L'année m ilitaire . . . . . . . . . . . . .

»

n

»

355 257 404 405

Tedeschi. Ausbilduug eines lnfanterie-Battaillons ìm Feld-dienst. - H. v. BELOW • . . • . . . . . . . • • . . . • Pag. 1l2 Graf Albrecht von Roon. - GossLER. . . . . . . . » 116 Die Werkri:.ifte Frankreichs im Jahre 1885. - F. HoENIG . .. » 120 Die Tachirnetrie. - CEIPEK. . . . . . . . . . . . . » 125 .Jahrbi.iche!' fi.ir die Deutsche Armee und Marine . » 132-431 Neue Militarische Bliitter . . . · . . . . . . . . . » 134 Organ der Militar-Wissenschafllichen Vereine . . . . . » 260 Studien aut' dem KriegsschauplaLze des Russisch Turkischen Krieg. - OTTO . . . . . . . . . . . . . . » 408

Inglesi. Journal of the Royal United Service Institution Colburn's United Service Magazine .

. . Pag. 269 •

•

11

2ì2

Russi. Rivis ta militare russa (Vajennji Sbornik)

Pag. 4,32

11 progetto di r egolamento tattico per la fanteria russa. p ag. GI ~ ì ufficiali di complemento e di landwehr in Germania ,, 11 cannone Krupp da 40 centimetri . . . . . . . . " Cenni su alcuni eserciti durante il 18ì8 ,, La marina militare germanica . . . : : : : ·. ·. . . ,. Il servizio delle rimonte nell'esercito austro-ungarico . . . » L'ammaestramenlo del battaglione di fanteria nell'esercito austro-ungarico . . . . . » I distretti militari in Germania »

1 69 179 194 197 217 230 24-9

256


RIVISTA ESTERA

I L'AMMAESTRAMENTO DEL BATTAGLIONE IN AUSTRIA-UNGHERIA (l)

L'aver aflìdàto ai comandanti di compagnia responsabilità principale nella istruzione delle truppe di fanteria diede moltissimi vantaggi. Ma non v'è bene senza male; ed ai vantaggi s'unì qualche inconveniontf\ che si rese evidente di preferenza nelle esercitazioni tattiche, il cui carattere s"allontaua soverchiamente dalla realtà della guerra. · Lo pìccol<~ fazioni ne fanno quasi esclusivamente le spese perchè solo per eccezione le compagnie ed i battaglioni figurano di combattere in linea con altre truepe. Precisamente il contrario di quanto succede alla guerra, ove il mandare esigui reparti per azioni isolate è l'eccErzione; invece regola è che le compagnie ed i battaglioni combattano incruadrati nelle divisioni e nei corpi d'armata. Appena nel combattimento d'avanguardia nn battaglione può trovarsi abbandonato a sè medesimo ; ecl anche allora il suo isolamento dura per breve tempo. Non si può negare che le sorprese, le imboscate , le scorte e tutte qnellc piccole imprese, che formano il tema delle esercitazioni tattiche di ·1 ° e 2. 0 grado sono assai acconcie a sviluppare la sagacia e l'abilità nelle trnppe; ma bisogna pur convenire che falsano le idee sul carattere del vero combattimento, alterando le proporzioni della fronte , e della profondità (I) Tliassunto da una conferenza del tenente colonnello Scllmidt, comandante del 25• battaglione cacciatori austriac i, pubblicata in una appendice separata dell'Organ der Mi· z.itàr- W·i ssenschaft tiohen Vereine.

Ri-v!sta estera

17


250

RTVI STÀ

delle trup pe, alimentando una iniziativa sregolata, e snaturando il carattere delle manovre.' J~ d'uopo quindi mutare strada; e lo scrittore austriaco, dal quale tolgonsi 11trnst1~ idee, ci mostra il modo di farlo. Non dice cosi~nuove. Come le direbbe con tutto quello che s'è scritto e detto sull'argomento? Ma ne parla da uomo pr-atico, che deve avere esperimentato quanto scrive. li battaglione austriaco 11 0 n differisce gran fatto dal nostro, sebbene sia un poco più grosso e presenti 898 fucili. Ma è ordinato e si dispone come il nostro per combattere; tutto al più varia nelle denominazioni chiamando linea di f'uoco il com plesso della linea di cacciatori e dei rispettivi sostegni, e riserve ciò che noi chiamiamo grosso. Per esercitar~ la compagnia il comandante deve presupporre la posizione ch'essa occupa relativarnente al nemico, cd alle altre truppe, ossia deve precisare se intende ch'essa figuri cli far parte della linea di fuoco, ovvero del grosso cli un battaglione di prima linea, od appartenere ad. un battaglione di seconda linea , e specialmente stabilisce il carattere offensivo o difensivo dell'azione. Per ren<l<>-1:e pi t'l cvicfantc la situazione sarà opportuno il segnare con qualche ·uomo la linea piLt avanzata, nel caso cllf) la compagnia uon ne faccia parte. I movimenti devono corrispondere l) lla situazione ideata, essere comandati, come se si trattasse di un combattimento reale, ma eseguiti colla massima puntualitit. Perciò a certi comandi sarà ntile il sostituire il fischio od il cenno, mezzi più adaJ.ti prw farsi intendere in guerra, ove il mandare uomini a portare gli ordini è cosa ardua assai sotto il grandinar dei pro iettili, ed i comandi non possono essere sempre intesi da tutta la fronte combattente. Ma perchè qne:;t.i fisc hi e questi cenni sieno compresi bisogna che una lunga abitudine lì abbia già resi famigliari, e chi,, essi corrispondano a poche fo rme ed a pochi movimenti semplici e ben precisati dal regolamento . Siccome poi i comandanti dei plotoni , distrau.i da altre cure, non potranno sempre stare attenti ai fischi ed ai cenni riel comandante di compagnia, così incaricheranno qualche soldato iutellige11te di tener ognora d'occhio il capitano. Lo stesso concetto che regola le evoluzioni di compagnia, deve regolare le cvolnzioni di battaglione: stabilire una situazione corrispondente alla parte che avrebbe il battaglione in una azione tattica, secondo il carattere cli essa , e secondo il posto che occupa rispetto alle altre truppe; svilu ppare colla massima cura e nel modo pi 1ì razionale tutti i movimenti che si adattano a quella situazione, o che ne sono la consegu·enza.

EST E RA

25'.l

Supponiamo un combattimento offensivo, e il battaglione di prima linea. Sarebbe dannoso il ripartire sulla linea di l\ioco sezioni di tutte' qnattro le com pagnie, r. colla speranza d'evitare il frammischiamemo degli uomini di varie compagnie nclll) wolgersi del combattimento, ren'.ler? com plica_ta .l'azi?ne del comando, e trovar.si con quattro moncorn d1 compagnrn m nserva. Per evitare i danni del frammischia mento ·tengasi ben distinta la squadriglia sotto il comando del suo capo . Quella deve essere la molecola elementare ed indivisibile del co1nbattìmcnto. Se nel corso dell'a7,ione varie sq uadriglie di com pagnie divr!rse vengono a ;chierarsi l'una ~ccanto ali'a!tra, nou vi sarà gran- ma le. l comaridantì di plotone, 1 comandanti di compagnia di,,ideranno la fronte del combatti_mcnto in riparti d'una entitit corrispondente al loro comando e senza nguardo alla compagnia, cui organicamente appartcno·ono. Pnrchè dura~ltc. gli esercizi di pace vi sieno stati abituati, i 1:>capi delle squaclnglte non avranno nessuna renitenza a ricevere l'ordine da un comandante di plotone, che non è il 101·0 ecl a farlo eseguire. Sebbene ordinata dni regolamenti, questa operazione del dividere i.n. r~par~i la. ~ruppa stcs~ s~lla linea di fuoco , e composta di squadngl,e eh varrn com pagnie 1rammischia tc, non si cseguiscc così frequentemente sulln piazza d'armi quanto sarebbe necessario. È impossìlii lc l'evitare che le sqnad.rigl i1~ di diverse compa&nie cd anzi di diversi battaglioni si mescolino. · " Le truppe ~ho furono abi_tua_te i~ tempo cli pace a vedersi sem pre comandate da , loro snper,orr chrctt1 , non app1rna che nel com battimento reale si vedranno poi divise .dal plotone cui appartengono , crederanno che sia nato disordine , (~ trascinate da questa idea, lo creeranno . )fa se invt~ce nelle esercitazioni avranno veduto succedere questo frammischiarneuto, e gli ufficiali porvi tosto rimedio col re~olare cli nuovo le !·elazi_oni tlel comando, allora non ci sarit più pericol~, che quanto avviene m guerra produca sorprP,sa cd inconvenienti. L'unico mezzo per dirigere l'azione sta nel rendere indissolubili i legami che avvincono i soldati al loro capo squadriglia. Questi deve l'aro come la chioccia verso i pulcini; tener d'occhio i suoi uomini condurli, curarne la direzione e l'appostamento fare loro ese&nire 1rli . ' -'ò b orc~ini che va ricevendo, regolarM gli ahi, indicare i bersagli. È diffi cile. che, occupato nell'osservare il nemico, la squadriglia, cd il capo plotone, egli possa aver agio di prendere parte ai fuochi della propria squadrigl ia . . ·


ESTE RA

252

R IVIST A

l\nzi il miolior mezzo per mantenere di5ciplinato il fuoco sembra eh~ sia cp1et10° di fare eseguire sempre, ~no_ a_ c~c possibi:c,_ il fuo_co a comando di squadriglia, per evitare 1 t1r1 mutili. I do, ~r1 e le 1~sponsabililiì che incombono ad un capo squadriglia sono 1110It1, tuttavia non sono superiori all'intelligenza del graduato. . . . . J1 suo còmpito poi cliv11rrà più agevole se anche nei soldati sara rnculcato con tutte le cure il !iCntimento dell'obbedienza e della sotlOmissione al capo squadriglia. . . Le compagnie mandate in ordine sparso nella direzione ~ sec.oudo oli ordini ricevuti dal comandante cli baLLaglionc, coreano cli amvare :imeno ad 800 passi dal nemico senza anestarsi. Allora è il '.nomento d'opporsi con tuU.a l'energia a.i tentativi cli f'.1oco a. vol~nt~, cui saranno cli leggieri trascinati i soldati. La linea. dei cawaton v1r:nc fc!·m~t.a. li comandante di compagnia stima fa cl istanza del bcrsagl10, lo m_d1~1, fa reooloro oli alzi, e cominciare il fuoco a comando cli squadr1gh~ . f ;raduaLi dovrebbero stare St~lla _destra ~ei riparti, eh.e 'da l~ro ,d1.pcnclono, tanto per essere ved uti dai so ldaL1, quonto per ,cde1c l elfetto dei li ri. Tratto tratto vien fotto cessare il fuoco per tenere in pugno '. soldati , por impedire chci degeneri in fuoco accelerato, per preporars1 allo sbalzo innanzi . Lo ese<>uiscc possibilmente tutta la linea dei cacciatori in un~ Yolta. 'MaMiore \ il nutnero degli uomini, che cornlividono un pcr1colo, e ~i;;;re è il timore; più estesa è la linea che $Ì nvauza, e meno so!,o i colpiti dai proiettili cadenti generalmente sul cc~lro_ elci bersaglio. r sostegn i, i quali approfittando . ~el f~1mo d~lla fu c,.ler,a, che 11ascondeva le loro mosse si sono avv1crnat1 alla lmeo elci cncciatori unendosi ad ossa, imprimono nuovo vigora allo sba lzo. . Dipenderà dall'energia e dall'esempio dei capi la lunghezza dello spa~1~ che le truppe potranno percorrere in quest.o mod.o. l\f~ . por_ energ1c1 e va lorosi ch'essi siauo, sarù difficile che le truppe ar~·1".mo m_q:wst.o modo a meno di 4,00 passi dal nemico . Qui · è oramai 1111poss1btlo 1~ rare eseguire fu ocl1i a comanpo; ~uuavia i solc~ati.' non ~aranno d?g1.11 cli questo nome se) non ,;apranno mtcrrom pere 11 lnoco d1 botto ali 01 dine dei loro capi. . . . Il comandante do! battaglione chiama le compagme cli m~rva, lr quali sono andate frattanto avvicinandosi alla linea del cou1bau,meato. Esse s'ov:mzano o tutte due in una volla, od una per volln, od anche cccezioualmentc per mezze compagnie, in linea, od in colon.na serrata a 1111 posso di distanza così come ii terreno lo perm~tte. Arnvate 5ulla

s!~

253

linea dei cacciatori ranno convergere i loro fuochi sul punto indicato per l'assallo; a sbalzi vi si accostano sìnchè uno scp1illo di lromba dia il sogua le dell'atto decisivo. Presa la posizione tutti i graduati s'affrett:\llo a riordinare gli uomini; sonr.a riguardo al reparto cui appartengono, li dividono in sezioni, e col fuoco fauno inseguire il nemico fuggente. Per riordinare poi le compagnie s'attende ad azione finita. Se il battaglione fi gura d'essere in seconda linea, lo si osen:iterù ad avanzare per venire in sostegno d('lla prima, o per aggi ungere vigore al suo assalto. Quindi le compagnie s'abitueranno sovratuuo ad attrnversn1·0 in linea, senza scompaginarsi, e senza usare delle armi, tratti di terreno larghi da ·I 000 a ,1200 pa::si. Ovvero anche il battaglione figurando cl'nppo.rtenern alla seconda linea e :;upponendo di çlover sostenere la pri111a, che fLt respinta dopo un assalto, s'eserciterà a passare prontamente all'ordine rii combauimonto, cercando le forme ccl i movimenti più adatti per raggiungere il suo intento. Fin. qui dell'azione offensiva. Difo11sivarno11w, il comandante ciel JmLtaglionc stabilita l'ampiezza della fronte (dai ,1.00 ai 500 passi), o destinatevi clne compagnie da stendersi in cacciatori, cerchilrà d'aumentare il valore rlolla posizione col farv i erigere trinceramenti usando le vangbet.te Linnemaun. Se per riguardo alla coltura non sarà concesso di smuovere il terreno, si dovranno tutta,·ia fare le operazioni preliminari, e segnare. il tracciato. Iu 111odo non diverso si finge di far fuoco durante le esercitazioni della piazza d'arme; gli ufficiali possono approlìLtare elci Lcmpo, che figurasi OCl)npato nell'erezione dei ripari , per spiegarne i Yantaggi e l'uso ai soldati, e per dispon e qualche drappello per impedire col fuoco cb () il nemico, se è già comparso, disturbi l'opern nostra. I quali drappelli devono prcudcr posizione sempre sul fianco e mai sulla fronte delle truppe. Jlfo la forza principalc1 della difesa sta nel fuoco. Conosciuto ove il ucmico dirige le sue.forze , le.compagnie desii nate in cacciatori si schierano interamente, od aprono il fuoco a gran distanza sul nemico, il quale resteri1 sconcertato nei suoi primi movimen ti, e perderà tempo in essi . Ed anche in crucsto caso il fo~ deve essere a comando, e per squadriglia, cd interrompersi ogni tanto por dar tempo al fumo di dileguar~i. Se la distanza del nemico non è ben precisata, sari1 opportuno il far tirare con vari alzi da ogni mezzo plotone per allargare la zona 1;ho raccoglie la maggior quantità dei colpi sparati. Natura lmente que:;to fuoco con un soverchio spreco di munizioni non dove andare a danno di quelli che si farann o più tardi. A ciò


,254

RIVISTA

penserà il comanda nte del bau.aglione, facendo iu modo die le com~ pa(J'nie non rnancltino mai di munizioni , tenendo a buona portata 1 ca1?ri. Si può ritenere che le compagnie i11 cacciatori abbiano bisogno di ·120 cartucce per individuo, e 96 le compagnie del la riserva . Se Ja cosa fosse possibile anche in guerra, sarebbe opportuno che, quando il nemico ì: arrivato a 600 pass.i dalla t)?sizio1rn, i fuochi r~sscro di retti sopra i snoi sostegni, anzichi:\ sulla linea dei suoi ca'.:cw~ tori. Tuttavia ciò è _troppo diffìcile. Basterà quindi il contentarc_1 dc'. dnnni portati dai proiettili, i quali passano sulle ,teste elci caccinton irnmici contro cui erano tirati , e vanno a solcare il terreno che sta al le spa lle !oro. I l fuoco di squadrigli::i degenera oramai in un fuoco universale, il quale è più che mai 11eces:oa rio d'interrompere d1 I.ratto in 1,ratto, acciocchè il fumo anuehbiando la vista, non favorisca l'avversario nei suoi ba lzi. Le truppe tengono i fucil i pronti attendendo elle il nemico sorga per ba lzare innanzi; C[tlello h il momento oppo~·tuno per aprire da capo il ruoco sopra di I ui sparall(lo un cktcr1rnnato numero di colpi. . . L'azione precipita. Il comandante dc! battaglio11c vede oramai ch1arnmente nei disegni dell'assal itore; _collocato in posizione da scorgere il ucrnico, e da essere scorto dai suoi, chiama a sè anche le compao-nie cli riserva, le quali si fondono entro quel le che sono giit stese; graduati dividono da capo le truppe in reparti e uc assumono il comando. Uu fuoco accelerato arresta l' impeto del nemico; e s1~ egli volge le spalle, continua ad inseguirlo per rendere più precipitosa la sua ritira la e per disporderè le sue fila ; se invece tituba ancor,1 o pare che ~ttcnda nuovi rinforzi per superare l'ultima rnsist1~11za, un contrassalto cli fianco può deciderlo alla ritirata . . , . . l\fa non sempre le cose volgono a bene; spesso anzi l·eserc1taz10ne fiuisce coll'abbandono della posizione; ecl allora lo truppe si raccolgono sollecitamente più addietro e si abituano a riordinarsi subito in guisa da aprire il fuoco per arrestare l'avversario. Può invecù il hauaglione essere considerato come riserva a quello che sta difendendo una posizione. Allora hisogncrù guardarlo dai proioLtili o dietro un ostacolo naturale, o dietro ripari ar(ificiali celercrnentc innn lzati . l?rattanto il comandante starà studiando le strade per le qual i il battaglione potd1 avanzarsi fino al la linea di fuoco, tostochè vi sia chiamato . Ovvero ccrchorit cziandio qualche punto opportuno per stendersi e proteggere vantàggiosamentc la ritirata del battaglione di prima linea sov<-irchiato.

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255 A qnest.i temi si potrebbe, per escrcitàre il battaglione, unire quelli che concernono il suo contegno contro la cava lleria . In P.iazza d'Ìn;mi e nc!lt~ esercitazioni si abusa del cruadrato. Nr~lle condizioni presenti delle armi da fuoco, l'annuncio della cavalleria non deve condurre subito all'idea di respingerla raggruppandosi cd usando Ja baionetta. Col Juoco I.i cavalleria sarh allontanata e dispersa; eol restare spiegati si eviterù di divenire certo bfirsaglio. Infin d~}i conti sarit per avventura capace cli un maggior m1mcro di fuochi una cornpngnia spiegata, ovvero· un .battaglione in quadra to, di cui due lati terranno inoperosi i filci li pel timore di recar danno alle compagnie vicitrn, non sempre hònc clefi late? Qnando non si tratti di sorpresa (ed allora 1: malagevole il manovrarr~ per formare il Cftuldrato), una vera e poderosa carica di cavalleria sarù veduta da una distanza snfllciente per poter aprire sopra di essa un fuoco efficace, e troncarne l'impeto, prima che ;;'avvicini di soverchio alla linea di rnoco. Solamente i reparti r~stremi, mancando di appoggi rrnturnli possono formarsi in qrwdl'ato, e meglio ancora rimanendo ~cagl ionati in acld ietro, garantire la linea di rnoco da qua lunque sorprc,a <li fianco. A cJliCStc considerazion,i, eltc debbono servire d.i guida per fnmmaest.rarnento delle truppe di fanteria nel combattim ento inquacfr'<;,to, altre ne sc{gnono, che riguardano, la scelta clei tcwreni e dell'epoca dell'anno in cui si dcli.bono eseguire le accenna te esercitazioni, il rnoélo di dare gli ordini, il tiro cli combattimento, e1! il rifornimento delle cartucce. A tal proposito cade in acconcio il rare voti pcr~hè anche presso di noi il tiro di comba ttimento assuma 1.p1ei caratteri che ha in Austrin ed in Germania . Una compagnia in pieno assetto di guerra dopo av1ff percorso un determinato tratto di strada i'. da nn momento all'altro avvertita che la posizione di contro è occupata da l nemico. I l comanchntc~ della compagnia forma il suo piano, ed assale la posizione svolgendo nn combattimento razionale, nel qnale sono sparati veri proiettili, invece di cartucce a salva . Il ocmieo è figurato da alcuni bersagli i quali lo rappresentano tanto numericamente quanto nella sua apparenza . Non sono i nostri bersagli larghi una decina tli metri, che si presentano sfacciatamente ai proietti I.i dei tiratori . Invece appaiono e ,compaiono, ovvero sono alti sul terreno quanto lo siìrcbhefo · i cacciatori . posti iu ginocchio, o stesi a terra, o sono perffno nascosti, dietro alcune frasche' e la loro prc:;enza non è ini:.licatti' se ' ùoil .da alcttnc llll 1iolette di·_ fumò:,' che imitano proprio cruellè ch'esèono ·d().lle · bocchn dei fn éili ·cli tina ESTERA


25.6

R IVIST A

257 Ogn1 dislretto di battaglione si suddivide, per quanto riguarda il controllo del perso nale, in distretti di compagnia, alla testa dei r{uali è posto un Feldwe/Jel (,I) ccl eventnalmente, ma per altro ramo di servizio, un comandante di compagnia. Il comaudante cli distreuo iJ l'intermediario diretto tra i corpi di truppe e gli uomini del Be1.wlau/Jtenstancl ('.2) e delibera sn tutl.e le questioni che li rignardauo o ne riferisce alle autorità competenti. Oltn> alle operazioni del controllo e del rec'lutarnento, fa parLe delle sue attribuzioni l'im portante servizio degl i invalidi (liquidazione delle pcusioui , ammi:;sione negli stabilimenti di rico,,ero ccc.) . È poi suo compito principale lo studio cli tutti i problemi relati vi alla mobilitazione del uallaglionc e ri$poude del buon andamento tli essa . Alla sedo d'ogni comando di clistrouo esiste un magazzino, noi quale sono conSCl'vati, por cura del corrispondente reggimento di fanteria (3) gli oggeui d'equipagi iamen to e di vestiario del battaglione. Lu dotazione di tale magazzino è regolata in base al piano di mobilitazione del corpo rl'armata ed in generalo ha il necessario per 400 uomini. L'importanza del comando di di~tl'!ltlo, già grande in tempo di pace, diveu1a cli prim'ordine all'alto della mobilitazione. Il suo personale è :normalmente così composto: 1 ufficiale superiore pensionato, comandante; 1 tenente di fanteria dell'esercito permanente, aiutante; eia ti, a 6 Feldwebel (secondo il numero delle com pagnie); 2. sergenti 3 c:iporali; ,~ ap puntati; 3 solclat,i; in lolale 2 ufficiali o da 16 a ~8 gregari (4-). il comandante ciel distretto pori.a l'uniforme del ri:,petti vo reggiESTER.A

catena imboscato. Quelli sono i rnri bersagli di guerra, e dal numero dei tiri che. hanuo colpito, si può giudicare della bontà delle disposizioni date dai comandanti, e della disc.iplina mantenul.'.1 dai soldati nell'esecuzione dei fuoch i. t pure uotovole la proposta fotta pel rifornimento delfc cartucce. Si so con quanta diligenza nell 'esercito austriaco sia stata studiata t:ile questione, e le raccomandazioni fatte perchè i soldati tolgano ai morti ed ai feriti le cartucce. Lo seri ttore vorrebbe , che per abituarvi i soldati, anche nelle esercitazioni fosse supposto che alcuni fra essi Ggurino posti fuori cli combattimento , o che i vicini prendano le loro cal'lucce. Finalmente lo serino conclude col raccomandare caldamente le scarpe dei soldati , lagnandosi che un decimo degli uomini di fanieria debba annualmente passare sotto le mani dei medici per guasti ai piedi. Confortiamoci che sia per la forma della nostra calzatura, sia per le cure igieniche, presso di noi i-soldati sono raramente allontanati dalle fila per <tucsta specie di infermità.

I DISTRETTI MILITARI IN GERMANIA

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I. Organici. - Il territorio dell'impero germanico è diviso in ~59 distretti di battaglione di Jandwchr e in 13 di ba-ttaglione di landwohr di riserva (2). A Berlino, Breslavia e Coblenza esiste inoltre un distretto di reggimento (3). 1

(I) Jtilitar-Zettung, 1879.

Jllilitaire de l'Etranger. 1Si9. Das Landwehr-Ber.tirk$-Commando . (I comandi di circolo della landwehr).

Rt11Ut

T1eeres-Zeitung 1879.

La,idwehr-Ordntmg. (Leggo per la landwehr) (2) I battaglioni di landwehr, compresi i 13 di riserva , sono però 800, perché ad ognuno dei distretti d i Berlino, B1·eslavia e Coblonia. corrisponde più di un battoglione e perché i 18 battaglioni della Gua1·dia non hanno distretti propri. Qu esli ultimi oll'atto della mobilitazione vengono formati od equipaggiati alla sede ùei respettivi reggimenti. (3) ln tempo di pace i distroLti sono raggruppati in reggim enti di due baLtaglioni; tuttavia non esistono gli stati maggiori di reggimento, ed i ba ttaglion i dipendono dirotta-

mente dai comandi di brigala dell'esercito attivo stabiliti nel rispettivo cireolo. In tempo di g uerra invece, verranno presum ibil men te formati in reggimentì di :1 batLaglioni ass ieme ai quarti battaglioni deJl' esercito permanen te cd alcuni rcstel'onno indipenden ti per il scrviiio cli tappa . (1) ~ono sc,ttufficiali contabili col grado di rul'ier maggiore. (2/ Tu tti gli individui c he si cro vuno in congedo illimita to. /3) Hicordiamo c he in Germania sonvi i quad ri ten·itorioll e le guarnigioni permanenti. (,t) Qualcho distretto ha un personale più scarso d i questo, mentre i distretti di Berlino, Breslavia e Coblonza, cho sono di reggimento, lo hanno pii1 numeroso. Quello di Berlino, por ese mpio, ò il segue nte: l uffic iale s upe riore dell 'esercito permanente, comandante; I tenente ·dell'eser ci i.o permanente, aiu ton tè; 1 mod ico-capo; l pagatore; O ufficiali pensionati (4 ufficiali SUJ)eriori e 5 inferiori); 21 Feldwebet; 8 s(wgenti; 3 caporali; 16 appuntati; 84 soldati; 1 aspirante-pagatore; in 1otale 13 ufficiali cd 88 gregari.


258

RIVISTA

mento di landwehr e deve risiedete permanentemente al capoluooo del distretto . Egli ha preBidenza del tribunale <l'onore dei suoi ufficiali_(,1) e deve eserci_tare una sorveglianza costmite sugli n!Ticiali del Beurla.ilbtensta:nd, Infine, quando è . il più elevato in grado ed il pili. anziano degli n!Ticiali superiori del presidio, assume il coma1tdo di questo. La scelta dr~i comandanti di distretto viene fatta per lo più tra ,,i i uflìciali riformati e, per dare ai nostri lettori nn' idea delle nor:rn che la rcgo!ano, crediamo opportuno riportare il seguente brano d'u n articolo della lfeeres-Zeitung : (( Vengono nominati ordinariamc11te comandanti di dist.retto di ilrndwlllir u!Ticial i ,mp1~riori che hanno coma ndato un battaglione di fanteria. Un capitano viene raramente nominato a ta !e cllrica all'attù rlella sua promozione a maggiore, Occupnre tale carica sembra quindi nna prerogat.iva della fanteria (2); nè snppi,lmo di ciò d,l r'c nna ragionevole spiegazione. La sola plausibi le r,or.rebbe essere che gli ulTiciali d'artiglieria e dì cavalleria inabi li al servizio attivo po.,;sono trovare · imp iego nella gend::inneria, o nei comandi di fortezz!.l, o negli opifici ecc. Nondimeno osserviamo a tale riguardo elle un comandanl.e cli rlistreuo non essendo mai chiama to a concluiTe truppe, può c:;sere di qualunque arma . Egli è infatti csclnsivflmcntc il cilpo di un organismo, il qnale, per produrre tutt.i i suoi risultati, non deve possibi lmente andar :soggetto a modificazioni e deve .essern direuo per lungo t.cmpo dill la stessa persona . « La posizione di comandante di distretto è una delle più importanti dell'esercito, eri è <p1indi nccessll1·io che vi siano chiamati uomini capnci. Senza e$n rn iHare da vicino , le norme ehe reoolano tali o nomine a conrnndantc di distretto, di remo solo che tutti gli uflìciali su~ceuibi li di diventarlo so110 giudica ti in modo equo ed uniforme. Le nomine vengono fatw per ordine d' auzianit,'.t di sortitrt clall' c;erci to, tra quelli che hanno le <ftrnlità richieste. Osserviamo pera ltro che tnle posizione ì; in genera le poco simpatica agli uflìciali, sia perchè ad essi dispiace 1a vita bnrocratica, .si,1 perchè molli si fanno un'idea · esagera La della posizione stessn . Cons(~gne da ciò che 1pialche volt.a si tiene troppo conto delle condizioni pecuniare del candidato e che que;;to accetta la posizione perchè porta le sue entrate annue a circa li re n oo, {I) Vesgasi per rruesti · tl'ibun(lli la dispensa di luglio u. s. a pngina 184 delia nivista Este,,·a, (2) In questi ul timi tempi pel'ò ne fu nomina to qualcuno di cav.i l)er ia .

ESTERA 2)9 I nostri comandanti di distretto hanno rn media da 4-0 a 4,5 anni e pochi sono quelli che oltrepassano i ,~s anni ». L'aiiitante ò un subalterno comancl:ito al distretto per un periodo di due mmi dal corrispondente reggimento di fanteria ('1). Egli conserva l'uniforme clel suo corpo e uon muove dal distretto nemmeno in tempo cli guerra. Suo compito è dirigere l'ulTicio del comando e d'amminist.razionc e deve almeno una volta alla settimana fare l'istruzione militare al personale permanente e dirigerne la scuola di tiro al bersaglio, fo caso d'assenza tcmpornnea del comandante, I' aiutnnte lo ri mpiazz(l, se non havvi nlla sede del distretto altro ufficia le più anziano dell'esercì to attivo, Il versonale d'i ba,çsaforza viene reclutato 1101 modo seguente: a) Df-istin::indovi quell i individui di fanteria che sono riconosciuti atti n tale servizio e che vengono proposti da l ri$peu.ivo comandante di corpo ; b) Accettando dei ringaggiati o dei volontari per tre anni; e) Incorporando vi gli individui che sono scmi-ir1validi . In ogni capoluogo di distrcf.lo di compagnia risiede permanentemente un Feldwebel, il qua le f'unzi ona da organo intermedi.o tra gli indi,virlui in congedo ed il comando di battaglione. I Felclu;ebel sono nominati dal comandante della hrìgat,1 di fanteria, in base alle proposte del co1m10clante cli distretto. Essi sono scelti sia tra i sottufficiali che fnrono per qualche a11no impiegati nell'ullkio dr}I comando del distreu.o, sia t.r-a i sottufficiali più anziani dei reggimenti di fanteria, Le loro attribuzioni si estendono al con trnllo del personale ed a qnalcl1_e operazione ili reclntament.o. I sergenti e caporali souo norn i11ati dire1tt:imente d~tl comandante del distret.to ; ci.=iscuno di essi è addetto nell'ufficio del comando ad un.:i delle seguenti sezioni: ,1a Affari riguardanti gli ufficiali e gli invalidi; <2a ,i » il reclutam ento; 3• " » il personale inferiore del Beurta,ublen..stand; fi." » · • le operazioni cli cassa e l'equipaggiarnc~nto. Inoltre havveue nno incaricato delle funzioni 'di segretario dell'ainLante ed almeno un altro de$tinato esclusivamente alla sorveglianza delle armi e di tntte le provviste depositate nei magazzi ni del distretto .

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1

(1) Prima ùi essere nomi,1ato aiutan te, l"ufficiale pl'oposto deve faro un corso <l'esperimento di ciualche settimana nell'ulficio del comand,in te.


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HIVISTA

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ESTER A

'Gli appuntati sono pure nominati dal comandante del distretto e servono per rimpiazzare i caporali cd i sottufficiali amma lati od assenti . Dei quauro soldati infine, due sono attendenti degli ufficiali e gli altri servono da piantoni d'ufficio. Questi ultimi pera! tro sono generalmente impiegati nei lavori cli scritturazione cli minore importanza. Oiù premesso, facciamo segnire nna tabella indicante i l riparto dei distretti <li reggimento e di batt.agr ione fra i diversi corpi cl'ani·1ata: Circoscrizione militare territoriale della Germania (t).

Corpo

d'armata COMPOSIZIONE DEI DISTRETTI

I corpo d'armata Provincia di Prussia, tranne i circoli di Kiinigsberg Konitz, Scholochau, Deutsch-Crone, Flatow, !'ìeustadt, Carthaus, Pr. Stargard di Schwetz . . . . . . . . . li id. Stcttioo Pomerania, distretto governativo di Bromberg e g li anzidetti circoli della proviocia di Prussia . . . . . . . . . 'ili id. Berlino . . . Provincia di Brandeburgo . . . . . I V id Magdeburgo Prov in eia Sassone, ducati di Anhalt e SachsenAltemburg, principati di SchwarzburgSondershausel), Schwazburg-Rodolstadt e principati di Reuss. V id. Posen . . . Distretti governativi di Posen e di Liegnitz VI id. Breslavia . Provincio di Slesia, eccettuato il distretto go,·ernativo di Liegnitz . . . . . VII id. l\liiaster . Provincia di Westfalia. tranne i circoli meridionali : Brilon, Meschede, Arnsberg, Wittgenstein, Siegen, Olpe e Altona; di stretto governativo di Dìisseldorr eccettuati i circoli di Kernpen, Neuss, Gre,•enbroich e Gladbach; principati di LippeDetmold e Schaumburg-Lippe . . . ·vm id . Coblenza. . Provincia renana, meno le parti del distretto governativo di Diisseld!!rf, appartenente al VII corpo, e meno il circolo di Wetzlar; il principato di Birkenfeld (Oldemburg).

A 1·iportarsi .

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Provincia dello Schleswig Holst(lin; Lauenburg; distretto .governa tivo di Sta de; granducati di Meclemb:irg -Schwerin e Meclemburg-.Strelitz; principato di Lu becca, e le tre città Anseatiche . . . . . X id. Annover . . Provincia di Annover, tranne il distretto governativo di Stade ; circolo di Rintelo della pruvincia di Assia 'e Nassau ; granducato di OJdemburgo, meno i principati di Lu becca e di Birk<,nfold; ducato di Ilrunswick . . . . . . . . . Xl id. Cassel . . Provincia di Assia Nassau, meno il circolo di Rinteln; il circolo di Wlltzlar; i circoli della provincia di Westfalia non appartenenti al VIl corpJ ; granducato di ::iassonia -Weimar; ducati di Sacbsen-Coburg-Gotha e Sachsen l\leiningen; princi. . pati di Waldeck e Pyrmont . Xll id. Dresda. . . Regno di Sassonia . . / Xlii id. Stoccarda . Regno di Wurtemberg Xl V id Karlsruhe . Granducato di Baden. XV id. Strasburgo. Alsnia- Lorena. . . I corpo cavalleria Baviera Maridionale . Monaco Il id. Wiirzburg . !Baviera Settentrionali! e il Palatinato TOTALE

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(l) Ricavata dal'c • Tabelle S!tlla costituzione dell'esercito germanico" pubblicata dal •Corpo di stato maggiore, Roma, Voghera \878. (2) Consta di 4 battaglioni. (3)

Corpo d'armata

o serie del

IX id. Altona

Distretti di

e sede del comando

Di stretti di

Dist·retti in tempo normale. - Con1Jrollo degli ufficiali (-1 ). L'operazione del controllo degli ufficiali è devoluta esclusivamente al comandante del distretto di battaglione. Gli nffìciali sono obbligati , come tntti i gregari in congedo, ad as(!) Vcggasi, per maggiori pa1·ticolari, la nostra

della Rivista Estera.

<lispensa di l~glio u. s, a pagina

181


ESTt;RA

26~

RIVISTA

sistern alle riunioni dii controllo, le quali hanno luogo due volte altruppe di complemeulo ed una volta per la lanllwehr. l'anno per Essi vengono cc,nvocati mediante un ordine scritto. e non possono esseme dispensati che per molivi giustificati. Ogni urficiale è inscritto sul ruolo del proprio distretto e quando trasporta il suo domicilio iu altro stato dell'impero od all'estero, deve notificarlo per iscriLLo e fare domanda di essere inscritto su l ruolo del dist.rcuo più vicino. . In ogni dist1'eUo è tenuto tlll elenco per Ot'dine tl' anzia11iti1 degli uffi ciali del Beurfruwtenstancl cli,·isi nelle seguenti categorie: 1• corpo rlclla gnardia; fanteria ; J• cacciatori; l' eavalleri~; 5a artiglieria da campagna; G" artiglieria da fortezza; 7" pionien; 8• ferrovieri; 9• t.reno ; IO• nrlìciali sanitari; I 1a impiegati militari superiori. Tale elenco viene compilato il ,1° maggio d'ogni anno o non vi possono essere apportate variazioni sino a che nou $iano state vistate dal comandante del corpo d'amrnt::i e cho una copi::i sia pervenuta ri i ministero della guerra ( '1) . Al 5 rl'ogni mese, opcettuato maggio, i comandanti di distretlo compilano nu quodro delle varia1.ioui avvenute negli ufficiali del J3ew·laublenst,a,nd, nel mese precedente ed il ministero della guerra, 11011 ap pcma ricevuti tut.t.i i quadri, li comunica alle seguenti auLOritii ; · 10 A.i corpi di fanteria o di ranteria della Guardia, per gli ufficiali di complemento appartenenti alla loro circosctizioue; 2" Ai reggimenti di fanteria della Guardia per i rispettivi uffìciali di landwchr; · 30 All'uf'fì cio- co11trollo della C:-ua rdia, per gli ufficiali di landwchr rispettivi non ,1 ppartenenti alla fontoria; ,1,0 Al reggimento ferrovieri, por i rispcuivi 11flìciali di landwchr; 0° Ai comandi di brigata di fante ria, per gli uffìcirili dei comaudi cii distrcLlo e gl i ufficiali di fanteria della landwchr; 60 Ai comandi di brigata di cavalleria, ,l'artiglieria da campagna cl'artiglieria da fortezza ed al comando del battaglione cacciatori, del battaglione pionieri e del battaglione treno d'ogni divisione per i rispetti vi uffi ciali di landwclir._ Per ogni nffìcialn del Beurlmwtenslan<l ccl ogni impiegato militare superiore i} tenuto, i11 duplice copia, un fogl io lllatricolarc, sul cp1ale sono inscri tti lutti i ùati pit'I importanti che rifl cLtono la ca rriel'n del

le

z•

jl) In med ia ve,·so

il 15 di maggio.

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titolanJ. Di tale statu nua copi11 è conservata presso il comando del distretto e l'altra presso il rniuistcro della guerra. Cont,·ollo dell<i bas,~a, (orza. Pri ma cl' indicare il procedimcn t.o pratico rl!~Ì cnntrnllo della bassa fo rza, crerliamo incl i, pr,n~ahile esporre le condizioni generali nellr quali si trornno per ta l riguardo gli in divid ui <lei /JenrlmdJten.stanrl. e precisare lo situazioni differenti di certo categorie speciali cli essi. Ed in ciù fare e.i os1.cnrlel'emo anche a qu:ilche p11rticolaro, imperocchè ci sembra ntile offrire ai nostri lettori i dati necessari per $l.11bi li re .un confronto. 0 1-(ni individuo iu congedo illimitato è soggetto al controllo sino a che rimane obbligato al servizio militare. Il con trollo è fa tto dai Feld,rebel di compagnia; · ogni soldato devo essere sempre in caso di i'iccvcrc prontamente gli ordini <·he gli Yengono dircui dai suoi superiori e ::;pcéialme11Le quelli rignardauti .l e convocazioni. A t.al uopo è proscritto che i mil itari in congedo inform ino sempre, per iscritto o verbalmente, i l prop1·io FeldroeL dei cambiamenti di residenza . Qu.i.ndo le in formazioni inv iate per iscriuo sono ritenu Le insulticienti, il cornaudautc del distretto puù convocare l'ini.creSSiJ.to al capoluogo rlella com pagnin o del battaglione, senza che allo stesso i-petti alcun indenn izzo . · Gli individui del !Jenrlaubten.çtand libe1·0.ti dal scrvi1.io att.ivo sono in obbligo di fa r conoscere la loro preseuza al rispeU.ivo FeldwebeL, non più tardi del 14. 0 giorno dal loro arriYo. Eguol dichiarazione devono pur fore nello stesso spazio di t.empo coloro che cambiano di residenza, sia stabilmente, sia per fare un viaggio che duri più cli H giorni. In tempo di pacP. possono essere autorizzati ad emigrare fuori d'Europa per duo anni, fncemlo11e dòmanda al comandante del distretto cd obbl igandosi a rientrare in patria al primo a,•viso . Di essi però, qnelli ch,J ottengono da l cousole un certincato di essersi procnrata all'estero una posiziono llssa ccl onorevole, po:;sono essere dispensati dall'obbligo di rientrare in patria in qnaluuque siasi cvenlual i1.à (•I ) . (n qucst'nltimo ca~o l'autorizzazione viene accordala dal comandante della brigata di fonteria . Gli uomini del 1Jeii1·laubtcn,çtand, .quauclo non sono in attività di servir.io , hànno di ritto ad essere autoriz1.ati d' emigrare negli Stati d'Europ,1, pnr e.ho l':rntoriti1 locale cli polizia non vi si opponga o non 1

(I) Sono però esenti da tale diriUo quelli che si trovano sulle coste del Mar Nero o del Mediterran eo.


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RIVISTA

ESTERA

sia prossima una convocazione por il controllo. Nessuna restrizione è ad essi fatta circa la :;celta del luogo di residenza nello stato, l'esercizio della loro professione ed il loro stato civile in generale. Tutte le domande e reclami che devono fare i soldati in congedo, vengono presentati al Feldwebel · della Cl>mpagnia, il quale è incaricato di farli pervenire al comandante di distretto, G-ii inscritti di leva, riconosciuti abil i, appartengono al 131Yu1·taitbtenstand sino al momento del!' incorporazione e sono muniti d'un congedo speciale (R.ektruten-Urlaubspass) che Jlgnra sulle liste di controllo (·I). · L'arruolamento dei volontari ordinari non può essere fatto che dal ,1o ottobre al 3,1 marzo dell'anno seguente. Negli altri mesi dell'auno possono essere accett~1tì dei volontari, ma uon .incorporati. Tali inèlividui sono lasciati alle loro case e figura.no sul ruolo·del distretto. Figurano inlìne sui ruoli del distretto, per essere chiamati alle rinnioni di controllo, le seguenti categorie di militari: c1,j I volontari d'un onno in co11gedo illimi tato; b) Gli individui che sono a disposizione delle autorità di reclnt.amento, ossia c1uelli che diventano inabili al servizio dopo l' incorporazione; e) Gli individui ché sono a disposizione dei corpi, ossiii quelli che vengono congedati anticipatamente o per economia o per chiamare alle armi nn contingente annua,Ie maggiore senza aumentare l'elTettivo (2). . I documenti , che servono por fare il cont.rollo degli uomini appartenenti al Bei1;rlaubt.enstand, sono i segnenti: ,JO I ·rnoH 1natricolari della Jandwehr (Landwel11r-Stc1;mmi·ollen), sni r1uali figurano gli individu i della landwchr, qtrnlli delle truppe di complernent-o e quelli a disposizione dei corpi;

:t. Le liste di controllo, che comprendono tutte le altre eate<rorie 0 del Be-urla·ubtenstand; 3~ Le biste di chfamata ( Jfii,lfsbi-sten), che riassumono le due precedenti, e servono ad agevolare l'esecuzione pratica della chiamata · ,\.o Gli gtati caratteristiC'-i e d'i ser1ri.zio; ' 5° I l·ibrett·i, persona/ti,. I ·ruoli. ·l~~tricolat~i ~ono ton nti per battaglione, e non per compagnia, e sono cl1v1s1 ben d1stmtamente nelle seguenti categorie: Guardia ; I. II. Fanteria; Hl. Cacciatori ; IV: Cavalleria; V. Artiglieria da campagna ; VI. Id. da fortezza; VII. Pionieri; VIII. Ferrovieri ; IX. Treno; X. Truppe sanitarie; XI. Personale veterinario; XII. Categorie diver::;e (armaiuoli, oP.erai, sellai ecc.); XIII. -Marina. Ogni _ruo,lo _è ~cco.mpagnato da un indice alfabetico diviso per classe o. 1~ scr1tturaz10n1 v1 sono fatte ,in modo abbreviato; così p. e., la ?1c1tt.1ra II, 75, n. 0 11, rappresenta l'individuo n. 0 11 della classe ,1875, mscr1tto sul ruolo della fanteria. . · I _ ruoli sono mes$i in corrente e verificati o&ni anno il ,15 c}iu rrno 0 cl 5 ed 11 15 novernbre. Le inscrizioni vi sono operate man mano che i corpi spediscono gli stati ca~atteristici dei rispeu.ivi militari e le radiazioni vengono fatte pure man mano e nei casi seguenti: a) Per mol'te dell'inscritto; . b) Per passaggio dell'inscritto noi landsturm o per cessazione dal servizio militare; . e) Per emigrazione dell'inscritto o perdita della cittadinanzo; d) Per promozione ad ufficiale ; e) Per cambiamento di residenza. Sulle ltiste di controllo sono inscritti: a) Le reclute in attesa dell'incorporazione; /J) I volontari id. id. e) I militari a disposizione delle autorità di reclutamento;

(l) Questi individui sono soggetti ai tribunali militari solo p er i reati di disubbidienza, di diserzione e d insubordinazione. od ai tribunali civili per i delitti co muni . Essi non possono assentarsi dalla 101·0 residenza senza ottenerne il permesso dal coman(lan te il d istretto Possono p er~lti·o essere autorizza ti a contral're matrimonio. (2) E ques ta categoria che permette all'clfeUivo dell'esercito germanico uoa par ticolare elasticità; imperocchò gli individui che v1 appa,·tengono rimangono tu tto l'anno alle loro case e "engono solo c hiamHti ai corpi quando l' ist.ruzione delle-reclute è molto avanzata e devonsi fare le manovre di comp3gnia, battaglione, ecc. In tempo di pace non possono essere chiamati che al proprio reggimento; all'i,tlo della mobilitazione possono in1•ece essere incorporati in uno dei reggirnenti della propria arma che trae le truppe di complemento dal distretto al quale sono ascri ttL Fan no peri> eccezione a quest'u ltima pre.scl'izione gli uomini del corpo della Guardia, i Ba varesi , i Sassoni ecl i Wurtemherghesi .

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Rivista estera.

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n{V!STA

ESTERA

d) Gli individui appartenenti alla ,1a classe della riserva di reclutamento. Tali liste sono messe rn corrente e verificate assieme ai ruoli matricolari. Vi sono cinque specie di liste d'i, chiamata: ,1• La lista A, la quale comprende tutti gli individui che possono essere chiamati alle armi, ad eccer,ione di queJJi che figurano sulla lista B. In tale lista gli individui sono divisi per località o per itinerario e per ognuno di e;;si è indicato il numero ed i siti delle tappe per recarsi al capoluogo del distretto di compagnia; 2a La lista B; la quale comprende tutti quelli che appartengono alle truppè ferroviarie e ch e sono impiegati civili nelle forrovie, non che tutto il personale ferroviario che fu dispensato dal servizio militare ( 1 ) . 3a La lista C e D, le quali comprendono qnelli che per speciali motivi hanno ottenuto di essere chiamati , in caso di mobilitazione, dopo l' ultima classe dcllr~ truppe di complemento o della landwehr; .i,• .La lista E , la quale comprende tutti quelli che non possono essere ancora inscritti nelle altre perc:hè non si ricevettero le necessarie partèci pazioni. Sullo stato caratteristico appaiono tutti i <lati che si riferiscono alla posizione civi le ed alla carriera militare del titolare. Esso è conservato e tennto in corrente dal Feldwebel della compagnia e per ogni arma ha una copertina di colore differente. Il l·ibretto personale corrisponde perfettamente a quello in uso nel nost1·0 esercìto. Affinchè le autorità mi litari superiori siano costantemente a e)O'iorno della forza dispo!]ibile all'atto della mobilitazione, i comandanti di distretto, nelle epoche in cui verificano i ruoli matricolari, compilano un quadro dell'effèt.titvo e ne inviano nna copia al comando di ))rigata e l'altra al comando del corpo d'armata (2), il quale ne fa un

r,iepilogo per tutti i distretti dipendemi e lo invia al Ministero della guerra ( 1). Ogni com paguia di landweh r esercìta il controllo sui gregari per mezzo del rispettivo Pe/dwebel, sul quale, quando la compagnia non :Jrn comandante, cade tutta la responsabilìtil in ogni ramo di servizio. li suo còrnpito è quindi dei più importanti e richiede in lui una certa 1:nt!rgia e conoscenza delle leggi milital'Ì e del servizio buro-cratico, imperocchò ogni sua negligenza corrisponde ad un ritardo nel lavoro del la mobili tazìone. .Egli è in obbligo di stare in ufficio con un orario prestabilito e pubblico. Corrisponde direttamente col comandante del battaglione, coi comandanti delle compagnie del battaglione, e con le autorità civili residenti nel territorio cli questo. Una volta all'anno, i Feldu;ebel distaccati sono riuniti alla sede del ·battaglione per la revisione di tutte le loro liste, e qualche volta, ma eccezionalmente, viene auchc faua qualche ispezione improvvisa a tutto I\1 fTicio . Generalmente una compagnia abbracia il territorio d'un circolo (mandamento) !-Jd ha un proprio comandante solo quando risiede nel ci reolo un uJikiale che possa esserlo nonrinato (2). Circ.a la nomina di questi c.ornandanti cosi si esprime la legge: · « I comaudanti dì compagnia della landwehr sono nominati dal rispetti ,,o comandanti~ cl i corpo d'armata tra i capitani e tenenti anziani che ne sono giudicati idonei. « Il numero ne deve essere limi tato a quello delle compagnie che s.i devono formare in caso di mobili tazione (3). « Essi devono avere il domici lio permanente nel distretto del11J -compagnia e, per le loro c1ualità personali 1-1 posizione sociale, potere esercitare una real() influenza sui propri dipendenti. « Passando in uu altro distretto di cornpagµia non ha nno dirillo alla conservazione della loro carica ». I comandanti cli compagnia devono presiedere alle convocazioni dr ccrntrollo; ma questo viene però sempre fatto dal Feldwebel.

(l) Ques to personale, comprende gli impiega ti e gli opera i perrnanenti indispensabili al regolare ese,·cizio delle linee forro,·iarie. La d ispensa viene loro accordata dal co ma ndante. del d istrouo alla convocazione di no"embre, dietro presen tazione d'un certificato della socie tà. re,.,.ovia l'ia interessata, ed è valevole per un anno. Agli impiegati s uperiori peraltro la d ispensa può essere accordata in qualunq ue epoca dell'anno . . ta dis pensa rimane dep~sitata alla s ede deUa società; e questa è in ohl:.ligo di r-inv1al'la al comandau te del distretto ogni qualvol ta licenza un impiegato prima che essa sia sca.duta. (2) I lettori avranno già l'imarcato che i coman<li di divisione non hanno alcuna ingere nza nelle operazioni eseguile dai disfreUi; cred iilmo che ciò s ia stabilito pe,·c hè questi comandi in tempo d! paco so110 più aggravàti di lavoro por l'esercito permanen te.

(lJ ·Per il corpo della Guardia ,·ie11e fatto un quadro se1iarato ml invia to alJ' ufficio cent rale del corpo a Berlino . Cosi llUre viene fatto un q uadro specia le per il reggimep to ferrovieri, s ul quale il pers ona le viene diviso pe r rami di se,•v izio. (2) Ciò avviene perchi, i comandanti di com pa~ni<J hanno un'indennità piccolissima pe! sel'vizio r.he prestano e non si può qu indi obbligare u n ufficiale a 1·isioùc1·c in un dato sito. (SJ Attualmente sull'Annuario ne apparise.ono soli 36.J, poic hò in tempo di g uerra ne vengono presi rnolti dai capitani o tene nt i dell'esercito permanente.


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RIVISTA

Non havvi alcun regolamento che stabilisca i loro doveri particolari nei tempi normali. J{ssi non hanno peraltro autorità sul proprio Feldwebel che quando sono incaricati espressamente dal comandante del battaglione di dirigere un dato ramo di. servi7,io. Pur ·tuttavia sta di fatto che essi esercitano una sorveglianza continua sulla condolla rfol Feldwebel, sia in servizio sia fuori, la qual<~impedisce che questi sottufficiali approfi ttino della grande propria influenza per commettere ìllegalitit. È infatti considerato come un loro obbligo morale di far rimarcare al Felclwe/Jel gli abnsi che riescono a constatare e riferirne, nei casi urgenti, al comandante del battaglione; come è pure loro obbligo morale di adoperare la loro influenza per far acquistare al proprio Felcl1J;ebel la stima e la fiducia di tutti i cittadini. Rispet.to all'esecuzione del controllo, ecco come si esprime il § ,11 del regolamento: « 1 ° Gli uomini della Jandwehr possono esserù conYocati per il controllo una volta all'anno e q1rnlli delle truppe di complemento e delle altre categorie due volte. L'ora cd il luogo della riunione devono essere fissati in modo ch13 i convocati non siano impediti ,l'attender<~ ai loro affari per pi11 d'un giorno . « Non vi devono essere convocazioni nei giorni in cui hanno luogo le elezioni politiche od amministrative. <e In tempo di pace, gli uomini della Seewehr (truppe di riserva della marina) non d(Wono essere convocati. « :zo La convocazione non dà diritto ad alcuna indr~nnità speciale in danaro. « 3° Le dispense dall'intervenire alle convocazioni possono essere accordate dai soli comandanti di distretto di battaglione. « !~ 0 Generalmente la convocazione della primavera deve farsi nel mese d'aprii~:, e quella dell'autunno nel mese di novem bre. « Gli nomini della landwehr vengono scm prn convocati in novembre. " 5° L'ordine della convocazione deve esserè notificato per mezzo di manifesti atlì::.si in pubblico e riprodotti dai giornali locali ('I). In (I) llipot·tiamo, a titolo d'esempio, un o d i q uesti manifesti, pubblicato lo scoi·so marzo pei· la convocazione c he ebbe luogo il 5 aprile a S trasburgo, eliminando peral tro tutta la parte regolamentare: « La riunione di .controllo de lla primavera 1870, per tutti gli uomini a disposizione dei corpi, i riserristi o gl i uomini ,1 disposizione dello autorità di reclutamento, ap rMrtenenti al tcrl'itorio del circolo di Strasburgo, an:1 luogo sabato, 5 aprile prossimo, nella corte del comando dr?! dis tretto, piazza Broglie N" 10, o ne li'ordine seguente : « I. Allo ore 9 de l matti no: ~ a) Tutti gli uomini a disposizione uei col'pi ;

26~ certi casi però ed ogniqualvolta trattasi di convoèazioni per esercizi militari o per la mobilitazione, si deve far uso d'ordini individuali. <e ti 0 Gli uomini, la (:ui professione è la navigazione o la pesca, e cp1ell i <;he i·isiedono all'estero devono c>-ssere dispensati dalle convocazioni. « t sufficiente esigcrn da qu~sti ehe si mcltano in relazione, nella prima met,ì di 11ovc1mbre, col rispettivo Peldu;ebel, sia fiCr iscritto sia a voce, o fargli conoscere i cambiamenti aYvenuti nella loro situazione civile. « 7° Nei dist.rctti, ove sono inscritti molti navigatori, i comandanti di corpo d'armata possono disporre una c·onvocazione speciale nel mese di gennaio »: La parte seconda della <' legge per l'es1~rcito » contiene crueste altre prescrizioni al ·§ 17: « ·1• te riunioni per il eoo trollo non possono essere fissate che col consenso del comandante la brigata di fanteria. « :za Esse sono presiedute dal comandaute la compagnia dì landwehr, o da un tenente anziano d'uno dei reggimenti della brigata, designato dal (:omaudantc-: di qnesta. « Il comandante~ del distretto di battaglione assiste ad uua delle riunioni del suo circolo. « ..L'ufficiale che presiede è coadiuvato da un Feldwebel, o da un · personale maggiore secondo le ci rcostanze.' <e ;:1a li numero degli uomini chiamati ad una riunione non deve essere superiore a 300. cc :\.·' Per fare la chiamata devono essere adoperate le liste d:i chiarnata (T-fii..l/'sbi,sten). . <e 5• Gli ufficiàli, i med ici e gli impiegati militari superiori assistoi10 alla riunione in uniforme. ESTERA

1

< b) Tutti i riservisti delle classi 1875, 76, 77 e 78, appartenenti a lla fonteri", alla cavallerhJ, all'artiglieria, ai pionieri, ai caccia tori, a l treno., alla marina: i sotto -assistentimedici, gli aiu tanti-farinacisti, gli a iu tanti ct·ospedale, i riorta-bar&lla, g li infermieri, il personale vet•rinario, gli aspiranti-pagatori, gli arma iuoli e loro atlie,•i, gli opera i dei corpi, i panattieri ed i soldati delle co mpagnio di disciplina ; e e) Tutti gli uomini a d isposizione delle a utorità di reclutame nto ; e d ) Tutti i rise,·visti, qualunque sia la loro classo, appa rtenenti alla Guardia, ai ferrovieri ed al personale ferrov iario civile (i dispensati dal ser vizio attivo). e II. Alle ore l i del mat tino: , Tutti i t·isei·visti delle classi 1872, 7/J o 74 della fanteri2 e delle armi speciali più soprn de,ignate. < Gli uomin i si prosenteriA no muniti doi loro documenti mili tari ~.

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« Gli utlìciali più elevati in grado o più. anzian i di quello éhc presiede la riunione, sono dispensati diil l'assistervi . « Gli individui della bassaforza, intervengono alle riunioni in abito borghese, ma senza bastoni o parapioggia. «(;•In ogni riunione si fo l'appello ·nominale, si prende nota delle variazioni. avvenute nella situazione civile e militare degli individui, si dà lettura degli ordini di servizio e si ricorda a tutti che, dal momento iu cui è dichiarata la mobi li tazione, l'orario delle ferrovie vi,me cambiato. « Spetta del resto al comandante del distretto di indicare volta per volta ciò che devesi rammentare ai militari. « 7" Chiunque manca ad una riunione, senza giu:itificato motivo, deve essere invi tato a recarsi al capoluogo della compagnia o del battaglione per darne ragione. « Colui che non giustifica la sua mancanza è soggetto a<I una pena disciplinare oppme può essere trasferto ad una claf\se meno anziana >). A norma cli quanto sopra abbiamo detto, generalmente i'n pratica una riunione di controllo si svolge nel modo seguente: Il comandante di compagnia si porta sul sito un quarto d'ora prima dello stabilito per assistere alla riunione degli individui (1 ). All'ora fissata il Fclclwebel richiama l'attenzione dei convocati ordina di deporre i sigari, 19 pipe ecc., e poscià comincia la chiam;ta. Chi è ch iamato risponde « presente >) e si porta innanzi alla prima riga · per fare le sue dichiarazioni e rispondere alle interrogazioni (2.). Dopo _ciò vengono letti gli ordini ed i regolamenti e, terminati questi, si invitano i convocati a sciogliersi e ritornare in buon ordine alle loro case.

III. I distretti nella mo/Jibitaz,ione. - La mobilitazione è preparata dai comandanti di distretto sin dal tempo di pace in modo che all'arrivo dell'ordine ogni operazione pro'ccda con la prestabilita velocjtà. In ta,le (l) Il regolamento prescrive che coloro i quali si presentano ubriachi siano allontanati , o poscia puniti. (2) Il manuale per i comandanti di compagnia dice che essi devono approfittare di questo momento, in cu i regna l'ord ine, _per percorrere le file e far la conoscenza personate dei loro subordinati e SJlecialmente dei graduati. Rammenta cho il capitano e il tutore militare dei suoi soldati, e che deve mettere ogni circ,istanza e profi tto per affezionarseli ed inculcare in essi ìl rispetto pel' i s11periol'i.

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occasio.ne i còrnpiti principa li de! distretto sono la riunione delle riserve cd il loro invio ai corpi ('1), e la formazione del rispettivo battaglione. li comandante del distretto e l'aiutante rimangono al loro posto anche 4opo la partenza di quest'ultimo per il campo. La base sulla quale è stabi lita la mobiii tazione è il piano et,;, nwtlibila.zion,:, (esercito e marina), del quale esistono alcune copie litografote nlla sede cli ogni distretto. In armon ia a qne&to piano, i comandanti di corpo d'armata emanano ogni auno tutte le disposizioni che sono giud icate necessarie per lii condizioni speciali del loro territorio. Queste disposizioni, amp.liatn :;empre dai comanda nti di brigata , contengono tutto ciò che i I comandante del distretto deve rare, dal momento in cu i riceve l'ordine sino a mobil itazione completa (2) . Appena il comandante di distretto riceve le ora menzionate disposizioni, l'aiutante sta bi lisce il giornale di mob,ilitazfone ,· nel quale sono desci-itte tutte le operazioni a farsi in ciascuna giornata (3). Ultimato il. g1on1a\e, l'aiutante maggiore estrae dallo stesso la parte che riguarda la mobi litazione del battaglione di hndwehr e la comunica all'ufficiale snpnriore dH} deve prendere il comanrlo in tempo di guerr/j (!i) . Ol tre a ciò compila delle tabelle indicanti: ,1° Tutte le carte che devono esscn~ preparate sin dal tempo di pace; 2. Il numc~m degli individui del Benrlaubtenstcmd, residenti al capolnogo del bauaglione (5) , da chiamare immedia tamente per portare gli ordini personali di convocazione; 3° L'itinernrio che deve percorrere ognuno dei suddetti individui: 4- 0 Le disposizioni da_darsi ai .Feldwebet, ai comandanti di distaccamento (13) ed alle autorità politiche; 0

(I / 1 distretti non ,·esto no, nè :,rma no gli uomini <leslinati ai corpi attivi. Taio disposizione, che ne diminuisco di gran lunga il lavoro, è quella che pcrcl'Ctle di te11c1·e i disti·etti con un persooale molto scarso in confronto di quello ùegli altri Sta ti. Si oo.ti peraltro che ciò è solo possibile in 11n esercito, il quale come il gcrmauico, abbia il re.: clutamento terl'itoriale e le guarnigioni fisse. (2) In Germania non esiste, come da noi, un reg-olamento speciale per la mobilitazione im perocchè colò., non abbisogna l'Ontlcre di pubblica notorietà Je nr.rme fissate per tale ramo di servizio, funzionando il sistema da molti anni ed essendo già stato espel'imentato su vasta scala nelle ultime campagne. (3) Questo giornale è compilato con somma esattezza e fornito dei più minuti partlco- · lari aflìnchè il ca mbio del comandan te o dell'aiutante non possano esser ca usa. di ritardo nelle operazioni di mobilitazione. (4 ) Quest"ufficiale non è però Slllllpre designato. (5j La convocazione viene fo tta alla sede del batlaglione e non n qoclle delle co mpagnie, co me in tempo cli pace per eseguire il controllo del personale. (6) Ogni distaccamen to deJl·eserci to permanente si occu pa dcli' accompagnamento al corpo dei rispettivi riser visti.


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RIVISTA

ESTERA

5° Il personale ausiliario che abbisogna al distretto durante la mobilit.azione; 6° I locali per l'alloggio dei convocati. Infine, ap1?ena si prevede una mobilitazione totale o parziale dell'esercito, l'aiutante deve assicurarsi che ogni cosa sia prouta in modo da poter, senza alcun ritardo, incominciare il lavoro al n'iungere dell'ordine, e deve, in modo riservato, avvertire i Feldwebel distaccati di tenersi pronti a recarsi alla sede del battaglione.

che non si trovano ancora sulle liste di controllo, a presentarsi tosto al distretto più vicino. 4° Il distretto riceve dal reggimento di fanteria più vicino un ufficiale ed un medico. 5° Si avvisano tutti gli ufficiali in congedo di raggiungere il posto loro assegnato dalle liste di riparto pella mobilitazione. 6° Gli ufficiali del battaglione di landwehr ricevono l'ordine di preseutarsi il 1° giorno al distretto. · 7° Gli uomini in licenza, o a disposizione dei corpi , ricevono l'ordine di partenza immediata. 8° Sono invitati a trovarsi nel luogo indicato, pel 5° giorno, gli uomini designati a condurre i cavall i ('I). 9° Arrivano alla sede del battaglione tutti i Feldwebel distaccati . ·I 0° Si fanno le liste di convocazione e si spediscono alle autorità politiche ed ai cornandànti di distaccamento, per mezzo dei messi precedentemente designati. 4-1 ° Colle preceden ti liste sono chiamati a presentarsi pel 5° giorno al capoluogo del battaglione le seguenti classi:

Giunti a questo punto, dovremmo esporre · le operazioni a farsi da un distretto dal momento in cui riceve l'ordine (folla· mobi litazione sino a mobilitazione. completa. La segretezza peraltro, con la quale in ~ermania so~io tenute tutte le disposizioni che riguardano questo pel'lodo, non c1 pennette di offrire ai nostri lettori un'esposizione minuta e perfettamente esatta di tali opernzioni. Pur tuttavia, per non lasciare incompleto ·questo lavoro, abbiamo compilato il seguente quadro cronologico, i! quale, es:;enclo basato sui regolamenti che souo affini a quello per la mobilitazione e sui dati di fatto che abbiamo raccolti .sulle campagne del 4866 e del ,1870-7,1, può essere considerato. esente da errori cli grave memento. In tale rruadro, abbiamo supposi.o la mobili tazione totale dell'esercito gerinaniéo nella pri mavera rlell'ann6 ,1880 (mese d'a prile). 1• Giornata.. 1° Il distreuo riceve l'ordine telegrafico della mobilitazione dal comandante il corpo d'armata e ne dà ricevuta . ~° Comunica l'ordine della mobilitazione ai Peldwebet di compagnia, ai comandanti i distaccamenti di truppa ed alle autorità poli tich~ del rispettivo territorio. 3° L'aiutante provvede alla costituzione degli uffici ed il Feldwebel convoca immediatamente il personale designa to per i lavori di scritturazione. ~ .1. 0 Si preparano i manifesti di convocazione.

2• Giornata. ·1° I man ifesti di convocazione appaiono sui giorna li del capol uogo del battaglione. 2° Si ordina alle a~torità dei circoli di tener pronti dei messi a cavallo per la diramazione dei manift\sti di chiamata. 3° Si invit.auo, per mezzo dei giornali, gli uomini in congedo, e

A) Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal

Del corpo della Guardia.

1876 al ,J871 (~) per per ·1 816 al ,j 87il per 1876 al ,187,1 per ,1876 al ,1869 per ,J868 al ,J866 per ,1875 al ·1867 per 1879 al ,1864 per ·1816 al 1870 per ·1876 al 1866 per

,J 876 al 11867

B) -

1

la fanteria; i cacciatori; la cavalleria; i pionieri; l'artiglieria da campagna ; 1> di riserva; » da posizione; i. conducenti del treno; i panattieri; i serventi d'ospedale;

Trnppe di linea.

Dal 1875 al ,1870 per il reggimcnfo artiglieria del corpo d'armata; Dal "875 al 1870 per il bf!.ttaglione pionieri Dal ,187,1 al ·1868 per il battaglione treno ))

))

))

))

(I) So no presi dalle classe più anziane della cavalleria erl artiglieria della landwehr e sono rinviali alle case appena Lerminato il loro s ervizio. Quando il numero non ne è sufficiente si ricorre a ca1Tettieri, mulattic>ri, ecc. borghesi. (2) In Germania le classi si denominano dall'anno in cui Yengono fatte le operazioni del la leva .


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RIVJSTA

Dal 1875 al 1874 per fucilieri; Dal 1875 al 187.7 per i cacciatori. Secondo il bisogno - per gli infermieri, gli operai d'intendenza e gli operai del treno.

rn° Si avverte la piazza forte designata di inviare pel sesto giorno le armi n.ecessarie al battaglione cli landwehr. 0° L'aiutante prende concerti colle aut0rità ferroviarie per l'aumento delle corse giornaliere e fa pubblicare il nuovo orario su tutti i giornali del circolo. H 0 L'ufficiale superiore destinato a prendere il comando del battaglione di landwehr è invitato a trovarsi al distretto pel 6° giorno. 3• Giornata. { Sono chiamate a present.arsi il 6° giorno le :seguenti classi: 0

275 3° Sì spediscono ai corpi le liste di controllo degli uomini convocat.i, indicando il giorno del loro arrivo. ,i.0 Giunge il personale incaricato di accompagnare a destinazione le classi che si presenteranno domani. 5° L'intendenza militare provvede i viveri di riserva per il battagl ione di Jantlwehr. 6.0 Sono consegnati al distretto dal corrispondente reggimento di fanteria gli oggetti di vestiario ed equir.aggiamcnto pel suddetto bat, taglione. ESTERA

al capoluogo del distretto

Dal 1875 al ·1872 incluso pel reggimento artiglieria da fortezza; Tutte le rimanenti >> » i> da campagna; Dal 1873 al 1869 >> per la brigata cavalleria di risen 'a ; Dal ,1875 al 1871 » per la brigata fanteria; Dal 1876 al 1873 >> per la cavalleria di corpo d'armata; 2° Sono chiamate a presentarsi pel 7° giorno le :;eguenti classi: Dal ,t 870 al ·1865 incluso pel proprio battaglione di landwehr; Dal 1870 al ·1865 » pel battagione di landwehr della Guardia.

5• Giornata. ~ Arrivano gli uomrn1 convocati nella 2.a giornata, e sono tosto consegnati ai capi- drap pello; quelli invece destinati alla condotta dei quadrupedi sono diretti all'intendenza militare. 2° Arriva il personale necessario per condurre ai corpi gli uomini che si presenteranno domani. 0

6• Giornata,, ~0

Partono tutti gli uom,rn arrivati ieri. 2° Arrivano gli uomini chiamati nella 3• giornata . 3° Arriva il maggiore comandante il battaglione di landwehr · e si assicura se tutto è disposto per l'alloggio, la vestizione cd il mantenimento del battaglione. i 0 Arrivano le armi per l'ora detto battaglione. 7a G1'.ornata.

3° Tutti gli uomini di cavalleria, appartenenti alla landwehr pro-

vinciale od a quella della Guardia, e che non furono altrimenti impiegati, sono invitati a raggiungere il battaglione treno del corpo d'armata. ,i-0 Vengono preparati locali per l'31loggio dei wnvocati. 4• Giornata.

1° Si pr<mdono i concerti con le autorità ferroviarie per il trasporto dei drappelli nei giorni successivi c,1). 0 ~ Si dà avviso ai luoghi di tappa dei drappelli che vi soggiomcranno;

(I) In ogni giornata all'i11domani.

e poi mandata una

dimostrazi.o ne rlei drappelli che devono partire

1° Partono per i rispeLtivi corpi, o sono rinviati alle proprie case (1), tutti gli uomini presentati$i nei giorni precedenti. 2° Arrivano gli uomini chiamati nella 3· giornata. 3° Arrivano gli utnciali del battaglione cli Jandwehr e comincia la

vestizione del battaglione. ,i.0 Si riferisce al comandante la brigata de.Ile operazioni cli mobi.:. litazione eseguite sinora.

(I) Ogn i distretto deve dare ad ogn i corpo un dato .numero di uomini e, quando i richiamati eccedono questo numero, si impiegano nel modo seguente: quelli d'artiglieria e cavalleria, servono per completaro il battaglione del treno e gli eccedenti sono rinviati alle pi:oprie case, quelli di fantel"ia, fucilier i, caccfo tori, sia dell'esercito atti vo sia della landwellr sono rinviati a lle proprie caso od impiegati come operai.


.276

RIVIST A ESTERA.

8" Giornata.

BOLLETTINO BIBL IOGRAFICO

Si arma e s1 equipaggia il battaglione di land'Yehr e si formano le compagnie .

g• Giornata.

277

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Il battaglione di landwehr è forma to.

lo• Giot·nata.

L.

Il battaglione di landwehr è pronto a partire e se ne dà avviso alle autorità militari superiori .

lli.<lloire de lll yue, •,•e f!iuile de t.871 . Le !/OU• tJe1•ne11ient et l'asseniblée de f/e1•t1aille.,;, la coun,nrue· ,le P _a ,•is. - Paris , Charpenlier, 1879. - Prezzo L. 5.

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beria del Nord) n el mare di Kar· alla scala di 1:5000,ÒOO. CarLa della penisola Jalusal a lla scala di '1: 1450,000 secondo i rilievi falli nell'agosto 1877 dal capitano Da{il. ' Carta delle saline di Alesama e della r eo-ione di frontiera fra il 0 Chilì, là Bolivia ed il Perù .

Il D i r ettore ORESTE BARATI ER I

Maqgio.-e nei Be.-saqliei·i.

DEMA RC HI CARLO,

gerente.


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