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RIVIS"fA_
MILITARE ITALIANA . RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E
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DELL'ESERCITO ITALIANO
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STORIA MILITA.lU
.rn. - Anno Tomo IV.
XX
ROMA, 1875 y ooHF:RA CARLO, TIPOGRAl!'O-EDITORE Pi azza <!el ffes ù, N' r; .
APPUNTI SULLA
RELAZIONE PRUSSIANA ,DELLA GUERRA ,.DEL 1870~1:i
u. La battaglia di Vorth (Cont. vedi dispensa precedente).
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Nel mattino del 6 agosto il generale Walther di Monbary, comandante ' la 20" brigata, che dava gli avamposti pel V corpo , a vendo creduto di notare su!IP. alture di fronte, occupate finora dal nemico, un movimento di truppe, che gli parve l'inizio d'una ritirata, ordinò veC'so le 'i una ricognizione offensiva su Worth. Questa ricognizione eseguita con fanteria ed artiglieria non tarda a destare il fuoco della fanteria e dell'artigJieria nemica, cosicchè il generale, sinceratosi della permanenza dei Francesi nelle loro posizioni, diede l'ordine di rompere il combattimento , che alle 8 1/i era cessato. La condotta di questo genernle sembra a noi inap puntabile, e può bene servir d'esempio del modo con cui si debbe condurre un combattimento di ricognizione, il quale, una volta raggiunto il r isultato, deve essèr fatto cessare. Il generale Walther fu indotto egìi pure, come altri generali prussiani in altre circostanze, a credere il nemico in ritirala; ma non per questo egli si credette autorizzato a lanciar tosto tutta la sua brigata all'attacco, dicendo agli altri generali: seguitemi. Ern suo debito riconoscere se il fatto conformava
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APPUNTI SULLA RELAZIONE PR USSIANA
quelle apparenze; e questo egli fece, tenendosi nei limiLi di un c-omandante di truppe avanzate: riconosciuto che ebbe la · presenza del nemico in grosse masse, non insistette nel combatLimenLo , e riÙrò le sue truppe dal fuoco, ri.portando una perdita relativamente assai lieve; ,, morto e una venti.na di feriLi. Ma intanto il canno1~e che avea tuonalo a Worlh servì di richiamo alla 4a divisione bavarese, la quale , attenendosi . agli ordini ricevuti , marciò al combattimento in direzione di Frosehwiller, dove si trovò a fronte di nume rose forze nemiche, sc11za potere essa spiegare .convenientemente l'azione della propria artiglieria. È noto come questa divisione abbia proseguito il combattimento, sostenendosi a grao fatica sul margine sud del bosco di Langensu lzbach, finchè vers~ le ,, O % le pervenne l'ordine di cessare il fuoco e di ritirarsi; ed è noto pure· come in seguito a quest'ordine che non era certo di esecuziorrn molto facile, ' la divisione bavarese si ritrasse a. poco a poco, per modo che verso le 111 ¼ su questo punto del campo di battaglia era. cessata l'azione y:uasi intieramente . _ Alla sua volta il combattimento della divisione bavarese era però stato ca.usa che si riaccendesse il com battim ento a Worth per parte del V corpo. Giacehè il colonneilo eapo di stato maggi.ore von def' Esch venuto sull'altma di Dieffenbach a èonferire col generale Walther nel mome nto che il combattimento di ricognizione da questo impegnato a Worth sta.va per cessare, udendo accl~so il combattim ento nella direzione di Langensulzbach, come pure sentendo a tuonare il cannone sulla sinistra verso Gunstetl, credette conveniente che il V corpo riappiccasse il eombauimento, per occupare il nemico. sul fronte ed impedirgli di gettarsi sulle ali. Perciò fu nuovamente aperto il fuoco di artiglier ia , e successivamente questa dispo-
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1870-71 1 smone a-pprovata. dal generale co1na.ndante la .io~ di-. visione, indi dal generaìc Kirchbach , comandante il eorpo d'armata, accorsi entrambi :ml luogo, venne completata fino al punto di schierar-e tutta l'artiglieria del V corpo e di aprire con que sti 84 pezzi un violento fuoco contro il centro nemico, mentre anche la fanteria del corpo si schier:wa sulle altllt'e . · Questa disp osizi one, (;he metteva in azione tutta l'artiglieria del V corpo, non vineolava certo ancora la libertà d'azione de! comando della 3" armata. Finchè di meizo, fra i due fronti, la vallata della Sauer non era passatn dall'uno de' due eserciti fr on teggiantisi, non si poteva dire che vera battaglia vi foss e. Intanto però è presumibile che il fuoco d'artiglieria per tal modo ripreso dal Y corpo abbia avuto per effetto di eonfern:iare la 4.• divisione bavarese nel combattim ento da essa iniziato, finchè non le perverinc l'ordine formale anzid etto di cessarlo. Ed è pure presumibile che se il ' colonnello von der. llsch prima, e poi il generale SchrnidL, comandante la 1O"' divisione, e finalmente il generale Kirchbach, cornaudante il V corpo, ritennero co11venienLe. di rnettere in azione l'artiglieria, ciò fu special mente in considerazione del combattimento impegnatosi a Langensuhbach, anzìchè di q~ello che si era pure impegnato a Gunsteu, sia perchè quello avea preso propor:r.ioni assai maggiori, sia inoltre perchè là i Ba.varesi dovevano essere 'a immediato eon taUo coi Francesi, mentre a Gunstett c'era sempre la Sauer di mezzo , e si.a infine perchè di ciò·che po teva avvenire a Gunslett si poteva essere assai meglio informati , avendosi dalle alture di Dieffenbach libera la vista di tutta la vallata, · mentre le alture boscose su cui si svolgeva il combattimento della,~· divisione bavarese non lasciavano distintamente scorgere le fasi dell'azione. Con tale p1'esunzione coneordcrehbe quanto s: DELLA GUE RRA DEL
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l)F.I.I,A (WE'il\RA DEL ~ 870-71
i\l'PUNTI SULl,A RELAZfONK P,R.U~l,IANA
_legge nella Relazione del maggiore H~hnke, già da noì citata, dove si dice che l'attenzione del V corpo fu da principio destata soltanto dalla divisilllle bavarese, e che la decisione di portare avanti le artiglierie fu dovuta alla sorpresa che sì provò nel sentire acceso il combattimento da quella parte-, mentre nulla lo faceva presagire. Ora noi ci chiediamo quale sarebbe stato razionalmente il seguitJ degli avvenimenti, quando il Y corpo fosse stato avvertito degli ordini che erano stati dati al II corpo bavarese. Il generale WalLher nell'atto che si accingeva ad eseguire la sua ricw~nizione, pensando che il cannone a Worth avrebbe chiamato al combattimento le truppe bava;esi, avrebbe ~andato a partecipar loro la sua intenzione, pe,· modo che quelle truppe non si sarebbero impegnate così n. fondo in quella regione oscura e difficile, di fronte a.l nemico soverchiante di numero e collocato in buona posizione . Che se taluno osservasse che sarebbe sLato in ogni caso dovere del generale Walther di dirigere questa comunicazione al corpo bavarese. quand'auco nuila ' sapesse dell'ordine ehe questo corpo aveva ricevuto, non contraddiremmo in rnodo assoluto; ma faremmo pure osservare che stando agli ordini ricevuti dal comando della. 3" armata, non v'era nessuna ragione di supporre il II corpo bavarese così prossimo al campo di battaglia, giacchè la destinazione che era stata assegnata al medesimo pel 6 agosto dall'ordine generale era di rimanere a Lembach, con incarico di osservare verso Bitsch. li: certo sarebbe pure stata buona disposizione per parte del comandante la 4" divisioue bavarese, se quesli , nell'avviarsi verso· Langensulzbach all'alba del giomo ·6, avesse mandato ad informare il V corpo di questa marcia e dello scopo che essa weva; ma questo comandante aveva pure ogni dritto
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di supporre che tale ' partecipazione al Y corpo fosse già stata fatta dalÌ'àutorità competente, cioè dal comando della 3" armata. Nell'opera ·del capitano Stieler di Heydekampf, che espone le operazioni del V corpo nella guerra del 1~70-7 ~ , troviamo riferito, che allorchè il generale Walther fece rnmpere il combattimento di ricognizione, lasc iando però occupato il cimitero che trovasi all'imbocco est di Wo,:th, ne mandò notizia al lI corpo bavarese, cli cui incanto egli aveva inteso il fnoco. Questo ci fa arguire. che lo s1,esso generale sarebbe giò prima entrato in comunicazione co l li corpo bavarese, quanòo avesse potuto supporne sì prnssi.ma la vicinanza. Che se tale comunicazione non ebbe per e1Tello di far cessure il combattimento a Langensulzbach, la spiegazione si presenta d)) sè, sol che si pensi che ci vÒlle qualche tempo prima che questa comunicazione giungesse al suo destino - se pure vi giunse, - e che intanto si dovette ud ire il cannon e à Gunstett , e ind i a poco dinanz,i a '\Yorth, di modoch è questa continirnzione, e po i questo accrescimento del fuoco d'artiglieria dovettero natundmente neutralizzare l'effetto che avrebbe potuto avere la comunicazione òel generale Wnlther. ltltanto non possiamo a meno di notare che nella Relazione prussiana . che pure è al le volte così diffusa e minuta, sin no taciuti questi particolari , che sono pure d'un' importanza grandissima-per chi voglia farsi un'idea g iusta deH'frndamento di questa battaglia. · oi non eleviamo il menomo sospetto che tali lacune iano effetto di deliberata volontà, e siano state 1n\ ciate ad· arte per ,·elare ciò ehe vi fosse di appuntaile nella direzione delle armate tedesche; anzi questo ubbio lo escludiamo affatto , poichè bene spesso la I lazione st\3ssa ci dà. prove manifeste della buonil
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APPUNTI SULLA RELAZlONE PRUSSIANA
fede di cui erano animati gli scriltori che la dettarono; ed è anzi appunto da un ufficiale che fac;va parte (l ei CO!Jlando della 3" armata, il maggiore Halmke, che noi apprendiamo in modo posilivo la non fatta cornunicuzione agli altri corpi dell'ordine spedito la sera del 5 al U corpo bavarese. Quello di cu i 1;rediarno si possa appunt.al'e la Relazione si è che essa non· abbia messo a disposizione de' lettori tutti i. dati o~corremi per for marsi uu giÙsto conce uo sul grado ·d1 responsabilìt.:i. spellàntc ad ognuno nella provocazlQne della battaglia dì Worth , avvenuta contrariamente alle intenzioni del c:omando superiore. È una lacuna che dobbiamo alt resì notu.re per la ricerca, che ci resta a fore, su chi debba ricadere la responsabilità di a vere impegnato irrevoeabilr.nente la battaglia. Fin qui pare infatti che si f.10s::w. stab ilire, che di tutto ciò che avvenne debba ritener:;i responsabile il solo comando superiore della 3a armata . Non crediamo si r,ossa far colpa ai generali del V corpo che misero in aziolle l'artiglieria del corpo stesso, poichè tal misura era perfeu.arnente legittimata dal vedf;re impe-gnato il combattimento alle ali, e sopratuuo· all'ala <lestra. E il gene r·ale Wal ther, e il colonnello von der Esch, e il generale Schmidt, e il generale Kirchbacl1 c;oncordèrnente opinarnno che pou si dovesse permetteré al nemieo di potersi gel!are sulle ali, e che con venisse perciò occupad o sul fronte. Essi non feceru / così pensaudo, che uniformarsi alle ·più sane ren·oi; / di guerra. i:, / E come s'era acceso il combattimento alJe ali·? A?' l'ala destra giù vedemmo che il lI corpo bavarese no aveva per nulla oltrepassato la lineH di. condotta eh gli era stata prescritta dal Comando superiore; . in o bedienza agli ordini ricevuti esso aveva spinto ver !1..angensulzhach una divisione, e questa, sentendo ·i
H cannone a Worth, era entrata in combattimepto, preDELLA GUEIII\A DEL
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cisamente attenendosi alle prescrizioni ricévute. All'ala sinistra il generale Bose, comandante l'XI corpo, in base all'ordine generale, aveva ordinato che la '.2,t • divisione si parlasse a bivaccare a,8Ud-ovest di Holschloch, occupando coll' avanguatdìa il bosco che trovasi fra lfolschlo ch e GunsteLL, e collegandosi cogli avamposti del V corpo a (,unstetl. Ques.Le truppe, non avendo roolta strnda a percorrere, giungono di buon mattino ai posti loro assegnati . ~fo udendo il canno11e a Worth, e osservando truppe nemiche sulle alture dì faccia .a Gunstetl., il generale comandante la 21" divisione mand~ un battaglione a GLLnst.ett, per rinforzarvi gli a varnpost1 del V corpo, e porta il resto della ,i,·la brigata in vicinanza di Gunst.ett. .Poco cli poi - verso le 8 - mostrandosi artiglieria nemica, e un baltaglione nemico accennando a dirigersi verso Gunsteu, fu ordinctto alla brigata di avanzarsi aneora e di schierarsi sulla riva sinist1'a dc~Jla Sauer, per difenderla, mentre l'ortiglìeria divisionaria prendeva posizione sull'altura immediatamente a nord di Gunstett. Il resto della divisione era portalo pur , esso innanzi a più viciua portata ùella 1H 0 brigata, e 1'4 ,1°' battaglione cacciatori si univa a Gunstelt con quest'ultim a.
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Queste disposizioni erano di carattere puramente difensivo; esse riuscivan9 bensì a porta!'e le truppe in una posizione così vicina al nemico, che con molla . probabilità poteva impegnarsi un combattimento a fondo: ma non si vede come il generale comandante la 21 a divisione avrebbe potuto agire diYersarnente, quando si pensi che tuona va il cannone a Worth, e che in tale situazione non si poteva certo permettere al nemico di venirsi a stabilire sulla Sauer, la quale ,diveniva così il fronte natur11le <.li difesa delle trnppe tedesch<'.
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OELl,A GUERRA DEL
APl'llNTI SULLA RELA'ZlONE l'-RUSSIANt\
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formale avutone dal Principe Reale, proseguì nella battaglia. Ma a quel momento la battaglia era impegnata in modo che veramente il ritirarsi sarebbe equivalso ad una sconfitta: a quel momento non si trattava ornai più che di sostenere ciò che s'era fatto, e, se anche vuol:~i chiamare iniziativa quella del generale Kirchbach in quel rnomenlo, essa era certo un'iniziati va così imposta dalle circostanze, t.:he non si può dire ch'egli incorresse <.:on ciò una grave responsabilità; una grave responsabilità egli l'avrebbe incorsa davanti al Principe stesso quando ne avesse voluto eseguire l'ordine. Ora, siccome, secondo.il coneeuo che noi <.:i facc iamo dell'iniziativa, questa non va mai disgiunta dalla responsabilità, noi crediamo che nella nostra ricerca dobbiam vedere quale sia l'atto che rese poi irrevocabile la battaglia. E questo non possiamo a meno di vederlo nell'ordine che porta le truppe al di là della Bauer a immediato contatto co l nemico. Notiamo intanto che a questo contatto immediato col nemico giù si trovava la 4a divisione bavarese. Di più sembra che allorchè il generale Kirchbach si deeise a portare al di là delln Sauer la 20 brigata, già alcune trnppe dell'XI corpo avessero passato la Sauer a Spachbach e alla Bruchmùhle . Ma è qui necessario entrare in alcun~ particolarità, ·per vedere di stabilir bene, se possibi le, la successione e la contemporaneità dei fatti. Già facemmo osservare come la divisione bavarese. nonostante l'avviso mandatole dal generale Walther, è del quale non suppiamo nemmeno se sia stato recapitato, prosegui nel cornbattimenlo, per avere inteso, dopo una certa pausa, nuo.vamenLe tuonare con crescente intensità il cannone a Worth. Ciò sarebbe contrq.ddetto dall'espressione che si legge nella Relazione prussiana, che cioè « verso le 1O- si noti bene l' 01·a -
E alla_sua volta il cannone di Worth, che aveva così chiamato al combattimento i Bavaresi a destra e l'XI corpo a sinistra, si trova perfettamente Iegit1.imato dall'obbligo che incombeva al generale Walther di assicurarsi, _se il movimento rntrogrado, ch'egli aveva creduto d1 notare nelle truppe nerniche, era una. realtà oppure solo un'apparenza. Fin qui dunque noi abbiamo una catena non interrotta _di circostanze, per cui t.ulti i generali della parte prussiana, regolandosi, o secondo gli ordini_ espressi de! c?mando . della 3" armata, oppure secondo i più eh ran dettami delle regole della guerra avevano dato disposizioni, dalle quali era nato un 'combattimento che òra si estendeva su tutlo il fronte dell'esercito francese. Si comprende fin d'ora com e non fosse facile a questo punto troncare l'azione; ma se dall'analisi dei fatti si riuscisse a stabilire che questo concorso di circostanze si compli()ò ancora in seguito in modo da rendere la batlaglia irrevocabile, rimarrebbe fin d'ora stabilito che la responsabilità ne ricade tutta · sul comando della :3~ ~rrnaLa, la quale nel portare le truppe a così grande v1cu:anza_ d:lla ~o_sizione nemica, non so lo non · prese partlColan d1spos1zroni perchè la battaglia non avvenisse nel g!orno ~' -~a diede anzi disposizioni tali, per cui un p1ccolo rncrdenLe poteva facihnente condurre ad un'azione generale. Proce~iamo. - Ordinal'iamcnte si attribuisce al ge~rnra!e Kn~ehbach la responsabilità dell'avere impegnato ,1~revoc~b1l~1ente la battagl!a, qua1:do, poco dopo le ,t o, diede 1 ordme alla 20° bngata d1 passare la Sauer e di prendere le alture al di là di Worth. Veramente la ~elazi~ne pr-~s~i~n_a ~rasporta ad un momento posteriore I atto d_1 1mz1at1va del generale Kirchbach, cioè verso il mezzodì, quando egli, nonostante H divieto
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Ai'PUNTI SULLA ll ELAZIONE 'PRUSSIANA
« gli 84 pezzi del V corpo aprirono un fuoco molto (t efficace contro la posizione nemica, in unione coi « ;M, pezzi del!'avangnardia dell'Xl corpo, che .r;i'à erano "· in cornba.ttànento ». Noi riteniamo et'ronea questa datn . Si noti infatti che fu verso le 8 %, cioè. appena cessato il combatlimenlo di ricognizione , che il colonn~llo v. der Esch, in unione C? l generale Walther, ravvisò conven.iente di rappiccnre il cornbaLtirnenl o. E infatti 1a batteri a che aveva pteso parte a quel prim o combnttimento ebbe tosto ordine di riaprire il fuoco, e lo riaprì, come dice !a Relazione stessa. Si noti inoltre, che, di concerto col generale Sr,hmidt, là presente si di ede tosto ordine alle altre 3 bauerie della rn• divisione ed all 'nrtiglicria del corpo d'armata di portarsi in po,sizi one. Poco di poi la Re!aiione dice che verso le 9 ¼ tutta l'artiglieria del V corpo entrò in az1·one. E l'enLrare in . aziono del l'artiglieria non si può interpretare diversamente, crediarno noi , che coil'aprire il fuoco. Si noti ancora che poco appresso nella Relazione stessa, dove si dice che il genera le Kirchbach diede poco dopo le 10 l'ordine alla fanter ia di attaccare Worth, si motiva quest'ordine col '. di re che la superiorità de l proprio fnoco d'artiglieria si era chiaramente dimostrata ~ Ora per pronto che fosse quest'eifetlo del f'uoco dell'artiglieria tedesca, si richiedeva però eerto_ un .intervallo rnnggiore di quello che sarebbe indicato dalle due espressioni verso le 10 e poco dopo le 10: notando per giunta che in questo inLervallo dovrebbe ancora collocarsi una pausa nel combattimento d'artiglieria, che la Relazione dice essere intervenuta, primn che si desse alla fanteria del V corpo l'ordine suddetto. Vogliamo da ciò conchiudere - e ciò servirà altres't per venire a stabilire i_n seguito altre deduzioni - che non possiamo ammettere che gli 8-i: pezzi del V corpo abbiano aperto il fuoco soltant~ ·alle 40; ma che già
DE Ll,A G-UEJ\llA H.J,:L
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prima delle 9 la batteria che aveva pf'eso parte al combattimento di ricognizione aveva. riaperto il fuoco, e che le allee bnuerie lo aprirono man rnono che giunsero sulla posizion e, di modo che fin daJle D1/ ~ la quasi totalità doll'anigli eria del V corpo era in ilz ion~, cioè faeeva fuoco, e che contemporan<~amente .faceva .pur fuoco l'artiglieria della 2 11" division e dall'nltura di GunsteLL, io tutto 108 pezzi. Ciò ammesso, si spiega come l'artiglieria franc ese sia ~tata quasi tutta ridoua al sileuzio, e come in ciò si potesse vedere un'opportunità per lanciare le fanterie all'attacco de lle alture. Ma questa sola opportunità non sarebbe una ragione sufficiente per legittitmre ·l'operato del _genera.le Kirchbaeh, se non si aggiungesse la cons iderazione già più volte a<:cennata che le truppe bavaresi trovavansi giù da qualche tempo in combatti mento a .steetto contatto col nemico. Certo, poiché la. pri-mitiva ragione che aveva mosso il generale Kirchbach , .a porre -in azione l'artiglieria, quella cioè d'impedire al uemico di rovesciarsi tutto sulle al i, si<ssistcva. ancora, non v'era altro mezzo orna i Òi Ollcne1• ciò, se non attaccando esso pure. L'azione della sola artiglieria ncn avrebbe certo potuto vietare al nemico di ammassare al coperto dalle altnre le sue forze s0pra l'una o l'altrn .ala. Per occupnrlo al centro bisognaYa portare le fantel'ie di là dall a Sauer, e puntare su Froschwiller. Anche in questo dunque non possiamo trovar motivo d'accusa contro il generale Kitchbach, che per venire in aiuto alle truppe bavares i impegnate in combattimento - ed egli non poteva prescinderne - si acci ngeva a farlo in quell'unico modo che gli restava, e · che era il solo verameme efficace. E tanto più la sua condotta ci appare corretta, se, come parrebbe, anclw sulla sua sinistra già alcune trnppe deH' XI corpo avevano _passato la Sauer.
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Al'PUNTI SULLA RELAZIO!'I.E PRUSSlANA
()ui pure la Relazione non è ~nolt~ espl_i.cita; dopo ,n'ere esposto il modo con cui s1 schierò 11 V corpo'. essa dice: « Quesla posizione era presa, qu~1~d_o s1 "- notò .che a sinistra la fanteria della 211" dtv1s10ne « s'impegnava nel carnbat.Limen;o a_G~nslelt. ·\ siccome ,< anclie il ·resto clell'XI corpo s avv1cmava, es era_ mo« stratà visibilmente la superiorità del nost1·0 Cuoco "' d'artiglieria, il gt;neralc ordinò - poco dopo le 10 « che l'avanguardia ocr·upasse WMlh e le · alture al « di là ». ~la questo impegnarsi dellci 2r divisione 11el co~nbattimento a Gunstctt (1) si riferisce forse allo ~c~neJ·amento difensivo d1e le truppe di questa d1~·1s1one presero lungo la Sauer, o di cu_i gi.à faeemmo r1 eo rdo, oppure all'atlo di quei bat~ag~10n1 che passarono I~ Sauer? La Relazione non c1 dice se le truppe ~l~e s1 schierarol)O lungo la Snuer rimasero in tal pos1z1one qualche tempo: 111a dopo aver ~ccenntllu cli_~ 6 compagnie direlle verso Spachbach, SL tro~arono gw esposte al fuoco di granata toccando Oberdorf, p~r c·~ t nel~ l'avanzare verso Spachbach si formarono in lurna di compagnie, passa poi subito a dire che que~te .6 comagnie varcarono la Sauer, e alla corsa si du·esse~·o ~ollo il vivo fuo co del nemico verso il Niederwald, m cui riusctrono a penetrare . Un alleo battaglione che seguiva quelle 6 compagnie passò pm esso la Sauer. Pressochè eontemporaneamente - ma se~za .che la Relazione indichi l'ora precisa nè appross1mal1v~ altre 5 compagnie passavano la 8auer alla Bruc~m uhle, avanzandosi fino alla strada arginala, donde po• furono costrette a retrocedere. . di· Invano si cercherebbe nella Relazione per ordme
( 4) Das Eingreifcn der 21. Division in das Gefccht bei Gunstett .
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chi ebbero luogo questi aui offensiYi, mentre gli Ol'dini prima riferiLi non mi!'avan o che alla difensiva ; prohabilmenle essi turono comptuli per iniziativa dei comandanti di battaglione e di compagnia, i quali vedendosi esposti al fuoco d'artiglieria, senza :wer modo di ripararsene o di rispondervi, CL"edettero migliore partito quello cli spingersi innanzi, al che dovette tenlarli la vista del ,'{ icderwatd, cli~ in quel momento pareva debolmente occupato, e in cu i sarebbersi trovati al coperto dai tiri deJrartiglieria. Ma in tal caso anche qui ripetiamo la domanda: se noi vediamo alti di combattimento iniziati da comandanti cli battaglione e di compagnia, a chi risalo in ultim a analisi la risponsabilità che siansi pol'tate le truppe a così vicino contatto col nemico, da renden~ non solo possibili, ma facilissimi e forse necessari tali atti di inizi ativa'? Quanto alla questione, se questi passaggi dalla Sauer per parte dell'ala sinistra ,1.hbiano preceduto, e perciò inpa rte pl'ovocalo l'ordine di Kirchbach, sembrerebbe, dalla esposizione dcll'Hahnke, che vi si possa rispondere nffermativamente; ecco coru'egli si esprim e: « L'artiglieria del V corpo aveva ben presto svelato « una decisiva superiorità su quella del nemico. Parve « che la fanteria francese avesse sgombrato l'altura « immediatamente viciirn a Worth, per cui il generale « Kirchbacb, il quale osservò p-iwe che la fanteria clcl« l'XT corpo penetrava net Nieclerwalct, ordinò al ge« nerale Wo.llher di prend ere Worlh colla 20a brigata « di fanteria e di slabilirsi sulle alture ol di là ». Una dirersa gf'aCÌo.zione troviamo nello Stieler: « Dopo « un combattimento d'artiglieria di eirca un'ora si ebbe « a constalare la superiot'ilà della nostt'él artiglieria. « Siccome in questo momento anche la fanteria del« l'XI corpo s'avanzava verso lr1 Sauer, e sembrav11 AN!'iO
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DELLA GfJERUA DEL
APPUNTJ SUCLA HE LAZIONE P I\ USS1ANA
« che i Bavaresi si trovassero impegnati contro forze « superiori, perciò il generale Kirc~1bach ordinò, :l?po « le rn, che la brigala d'avanguardia occupasse "Worth « e si sLabilisse sul ciglio delle allure dell'altra. ri va» . Se;nbra da tutto questo che si possa piuttosto pen:. . dere verso la congettura, ehe le truppe de ll'XI corpo siano stalc le prim e a passar la Sa uer, per c11i maggio re ancora sarebbe stata la spint~ eh~ indusse 11 generale Kirchbach a dare quel\' ordine al generale Walt.her, in quantochè non solo sulln sua _destra, m,l anche sulla sua sinistra le proprie truppe si trovavano crià a contatto eol nemico. ? l\la anche senza ammetter ciò, e ritenendo che il passaggio sia stato contemporaneo_ pe,r parte del V e dell'Xl corpo, resta pur sempre 11 ta tto che a quel momento il geherale Kirchbach vedeva impegnato un vivo combattimento sulk allure bosch ive a nord dell'altipiano di Fréischwjiler, e che per venire in aiuto al le tro ppe amiche eofa impegnate, l'unico mezzo era _ . l{Uello di occupare sul fronte il nemico. Qui però noi ci chiediamo se d i qu~st~ atto egh abbia resi edolti i comandanti alle due ah e il comando superiore clel lit 3" armata, e come que_sti vi. a~biano risposto. Dobbiamo per queslo preg_are dettor~ clt vol~t· nuovamente entrare in un ginepraio dt part1colanta, poichè anche qui la Relazione lasc i~ _alquanto a desiderare in fotto di chiarez~a e p1·ec1s'.one. Nell'opera. dello Stielcr noi t.roviamo ?l1 e . « poco « prima che il genera.le Kirchbach desse 1orclrne del<< l' attacco della fanteria, era stato mandato al general e ,<· Hose il capitano Manley e al generale Harrma~n il « tenente Reibnitz, per dar. loro notizia della situa,< zionc del Y corpo e per pregarli di Yolere anche « essi dal canto loro avanzare comro i fianchi del (( nemico, men.tre il Y corpo lo tratterrebbe sul fronte.
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« Analoga comunicazione venne spedita al Comando « superiore ,, . Di _questa comu?icazione ai due corpi d'ala fa pure menz10ne la Relazione prussiana. Proseguendo. nell'esposizione, lo Sl.ieler aggiunge: «- 11 generale Bose fece rispondere che secondo l'or« dine.generale egli non poteva coll'avanguardia avan« zarsi oltre la Sauer. Il genernle Ilartmann allegò « un ordine scritto, che gli era giunto allora allor~ « di rompere il combattimento; però egli acconsenti « a trattenere nel pun to in cui si trovavano le sue << truppe che già stavano ritirandosi su Lembach. Il « generale Hartmann diede al tenente Rei.bnitz in ac« compagnamento pel suo ritorno un ufficiale del suo « stato maggiore, perché questi si orientasse sull'ulte K riore ~:volgersi d~l combattime11to presso il V corpo. · << Le risposte dei corpi d'ala giunsero in un mo« mento in cuì l'avanguardia, sostenuta da 2 batta<( glioni del 6° reggimento {19a brigata), si manteneva « soltanto a gran pena a Worth e fino alla strada « W?rlh-Hagenau contro le riprese offensive del ne« m1co_. In tal situazione non poteasi sperare sopra « un nsultat_o fin~le . favorevole; ma siccome a questo « momento rn cm già eransi fatte sì rilevanti perdite, « non sarebbesi potuto rompere l'azione senza pro« varne l:na grande scossa morale, il generale coman« d~nte r1mase formo nella decisione presa; ei richiese « di nuovo i corpi cl' ala perchè entrassero in com« ~atlimen to nel modo anzidetto, e fece pur pregare « S. ~- R. per mezzo del 1° aiutante maggior l\ianchè ('1) « perché desse ordini in conseguenza. « ger~eral~ Dose fece tosto rispondere ch'egli non « avrebbe lasciato senza aiuto il V corpo. 1
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(1; Addetto a! comand,) del V cor,,o ,· .
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APPUNTI SUUA RELAZIONE PRUSSIANA.
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« S. A. R. il Prin<'ipe fu dal moggior l\fanchè incon-
« questo l'ordine che pe1· el'rore era giunto altrc~i
« trato a mezza via fra Sultz e Preuschdorf, che si << avviava al luogo del romballimento. Il P1;incipe aveva « gi,\ deciso che si avesse a continuare la battaglia ». In tutta questa e·sposizione si nota la mancanza dell'indicazionJ:) delle 01·e; si nola pure che non si fa menzione alcuna ·dell'ordine del Principe Reale cli troncare il combattimento. 11 racconto della H.elazione è alquanto diverso. Essa ci dice che « verso le 40 % a. m. giunse al generale « Hartmann un ufficiale d'ordinanza prussiano, appor« tal.ore di un ordine n voce tli rompere ìl combatti« mento ». In una nota appiè di pagina la Relazione aggiunge: « Quest'ordinr. verosimilmente proveniva da « ciò, che qualche tempo prima era pervenuto al V « corpo un ordine scritto · dal Comando superiore di « rompere il combattimento. ~la questo aveva già « preso tale svolgimento che non si poté più dare « effeuo a tale ordine. Del combattimento che aveva « luogo a Langcnsulzbach nulla ancora sapevasi al « quartier generale a quel momento ». In allL·ò luogo la Relazione poi dice: « li cannone « che nel mattino erusi udito in direzione di Worth 11. al quartier generale a Sullz aveva indotto il Principe « Reale a speclir colà il maggiore Halrnke di stato « maggiore. IJuesti alle 9 mandò rapporto sull'a:van« zarsi dei Bavaresi, sull'entrarn dell'avanguardia del « V corpo nel combattimento, sull'ordi11e che crasi « dato a tutto questo corpo di prender Le armi e sullo « schieramento della sua artiglieria, e che s'udivn vivo « fuoco a Gunstett. Siccome il Principe non voleva « dar battaglia che eolle foezc riunite, egli aveva, « dietro tale avviso, fatto ordinare al generale Kirch« bach rli non accettare il combcittùnento e cli evitare « tutto quello che potesse di nuovo impegnarlo. Ern
« al Il corpo bavarese, e che aveva avuto per effetto « di far sospenclel'e eolà l'azione)>. Come si vede, si notano qui pa1·eechie contraddi.:. zioni. In un luogo si dice che al momento cli spedire quell'ordine al V corpo, nulla sapevasi al tl uartier o'onerale del comballimento di Lan°'ensulzbacll' . o ' nell'al~ro rnvece si dice che tale ordine fu scr·iuo dietro le notizie spedite dal maggiore Ilahnke, il quale aveva rife1·ito fra tante alLre cose l'avanzare de' Bavaresi. Comunque sia però, e quand'aneo della mossa · dei Bavar~~i il _quartier generale non avesse avuto positiva uot1zia, s1 ern. auto!'izzati a supporlo, dietro o·li ordini che s:er~no spedil i la sera innanzi ,ù II corpo bavarese. . Nol c1 domanrliamo poi come potesse alle 9 il mao-~1ore Hahnke l'ifel'il'~ sull'entrare delt'avangnarclia d~J \ co_rpo nel_ combaltimemo, quando sappiamo che il 1:elauvo or·dme non fu dato che poco dopo le ,10. o f~rse questo si riforisce al combaltimento di ricognizione del mattino, che era stato sostenuto con un solo . b.attaglione e con una batteria? Jn tal caso l'espress~o ne non sarebbe guarì felice. Se questa cornun icazJOne fatta dal maggiore Ifahnke è la stessa di cui parla lo Stiel~r, do\'e dice: « analoga comu~icazione « venne spedita al Comando superiore, » Ja data rli partenza s~rebbe verso le 1 O, cioè poeo prima che ii g?nerale K1rcltbaeh impartisse l'ordine alla 2ou brio-ata 0 clt attaccare. Nuovi d~1bbii ci si affacciano, se e;i chied iamo in qual momento il generalo Kirchbach l'icevette l'ordine di rompere il combattimento. Sarebbe infatti assai imp~rtante sapere se Lale ordine pervenne al generale 1 1 ~ rc~ baclt_ , pl'ima d?llc -10, cioè prima ch'egli desse or_d1~e p1.u v~lte cllalo ~Ila 20• ~rigata . Parre_bbe Yeos1m1le d1 no. come mai concep iremmo che 11 gene-
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4870-71 2J la Relazione ci ind ica l' oea in cui le truppe della 19a brigata entrarono in cornbal timenlo, nè tampoco ci diee per ordine di chi questo sostegno abbia avuto luogo. - Accennate poi tulle le eonsiclerazioni t:,he si clo,~·el1.ero affacciare alla mente del generale l( irchbach, allorché ricevette l'ordine di rornpere il combattimento, la Relazione dice, che << dopo matura ponderazione di « tutte queste circostanze, il ge nerale l{irehbach diede « ordin e al suo <:orpo µer un 1wouo movimento av,rnti, « ne mandò annunzio al Comando superiore , e in vocò « aiulo .dai corpi vicini . >> Quesla nuova t·ichiesta di aiuLo a i corp i vicini venne loro direua prirnrJ o llopo che il generale Kircbbach /Hesse ricevuto la loro prima risposta? Secondo o,,.ni verosimiglianza va.re si deblrn arnmeu.ere che esstfo posleriore a~la risposta. E se si nota che il generde Hartma.i~n r1ceveLLe all e 10 1 J2 l'ordine di romµ ere il comb~tt1 mento, e che (n soltanto dopo quest'ordine ,che grnnse a lui il capitano Mantey del V corpo, latore della prima rid1ies ta, e che poi q11esti fece ritorno al V corpo in unione con un ulliciale del comando del U co ,·po, noi ved iani o che si vengono faci lmente a oltrepassare le 1·1, e a Loccarn l'orse le I ·i 1J•. A cprnslo rr!? 'T1~nto giù li-1 ~oa brigata Lrnvavasi irnp~gnata nel p~u fiero eombattimen to da oltre un'ora, ed è probabilmente a questo mornetHo ehe entraVìl in azion e IH 19" brigata. Si noti. che non fu ~e non verso le ,1,1 1 [ che cessò completa!rn~nte il fuoco della 4• clivisioné bavarese, e che così si spiegu come il generale Kirchbach non abb ia polUto subito notare il cl irninuire s uccessivo <lel ti.loco da . quella parte , mentre sul fronte le sue truppe andavano sempre più impegnandosi. Molto probabilmente egli non nolb quel fatLo, o se lo no tò, ne attese ln spiega1,ione da!l'uflìeinlc che doven ritornare di là. DE LLA Gl ERRA DEL
APl>UN'l'r SUL LA RELAZIONE l' llUSSIANA
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rale Kirchbach, in un rnomenlo in cui egli non aveva ancora impegnata la propria fanLeria, ricevendo un ordine così preciso dal Principe, si decidesse ciò non ostante ad impegnarla ed a rnandare ai corpi d'ala la sollecitazione eh cu i parla lo Stieler '? ila poichè dalla Relazione ci apparirebbe che l'ordine spedito al generale Kirchbach sarebbe quello stesso che per errore fu pure comun icalo al generale Harlniann, pare a ·prima giunta si possa presumere che quell'ordine sa1·ebbe stato recap itato prima al generale Kirchbach e poi al genernle Hartmann, giacchè per chi debba fare la strada da Sulz . al silo in cui combattevano i Bavaresi, l'ilinerario più na tmale passa nella zona, che occupava il V corpo. Ora - e questo è forse il solo punLo in cui l.ntli co.ncordano - quell'ordine fu recato al o:enerale Hartrnann alle ,10 1 12 ' e se u si lien conto della distanza a eui i due generali si trovavano e delle clifficoltù che deve aver trovate l'ufficiale nella natura, del terreno, pl'irna di sapere di preciso dove si trovasse di. persona il generale, si verrebbe alla conseguenza che quell'ordine dovette giungere nelle mani del generale Kirchbach verso le '10, in un momento .cioè in cui egli non aveva ancora dato l'ordine alla 20" brigata , o quest'ordine era tutto al più in principio d' esecuzione e sarebbesi quindi eon tulta facilit,\ poLuto rivoclÙ'e. V'ha di ·più. La Reln:zione parla dell'ordine spedilo dal Princ ipe al gene1'ale Kirchbach sotto la rubrica u lato di pagina, intitolata: Situazz·one generale verso il mezzodì. E da tullo il contesto della Relazione si può rilevare che il generale Kirchbach ricevette Lale ordine c1uanclo già da qual che tempo era impegnata lo: 20a brigata nel combattimento intorno a Wòrtb, e· fors'anco quando già quella brigata, respinta dai contrattacchi francesi, era stata soccorsa dalla 19a. ~fa nemmeno qnì
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APPUNTI SULLA l\ELAZlONE Pl1USSlANA
Il mistero ricopre <mcora adesso quell'ordine mandiito al generale Hartmann di rompere il combattimento. ll maggiore Hahnkè di.ee che non si potè constatare chi fosse quell'ufficiale, e per ordine cli chi abbia portato quell'avviso. Certo non poteva essere per ordine del generale Kirchbach, il quale spediva un ufficiale con altra missione. E se è vero ciò che dice lo Stieler che quest'ufficiale giungeva eia! generale Hartmann pochi minuti dopo che questi aveva ricevuto l'ordine di cessare l'azione, bisogna pme ammettere che gli ufficiali, i quali giunsero dal generale Hartmann furono due, e che l'uno non sapeva dell'altro, e 1:he non fecero la stessa strada. Per tal modo dall'illsierne di tutti l{Uesti fotti si avrebbe molta ragione di credere, che que ll' ordine fn recapitato al generale Hartmann, prima che al generale Kirchbach, e si sarebbe perfin tentati a supporre che quell'ordine fosse veramente diretto Rl generale llartrrnrnn e che non sia ne punto nè poco giunto nelle mani del genel'ale Kirchbach. Se questi t iceve tle veramente dal Corna~clo supel'iore l'ordine di cui parla la Rel1u:ione, n_1Lto ci indurrebbe a._ credere ch'egli non lo ricevet.te se non assai tardi, quando cioè non solo la 20a brigata, 1na ben anche la Hl" era già impegnai.a nell' azione. Ma nell'i ncertezza cle'dati che si hanno non ci arrischiamo a congetture, e ci limitiamo a notare che dal:a Relazione prussiana non risult,rno chiariti molti punti, la cui conoscenza sat'ebbc pur necessaria per formarci un giusto giudizio sulla condotta del genernle Kirchbach . Ben al contrario; non solo la Relazione non chiarisce questi punti, rna anzi . conlribuisce colle sue lacune, con quel vago che lascia nell'indicazione del tempo, a rendere oscurn e in taluni punti indecifrabile l'esposizione di questa battaglia. Fino a che questi dubbi non siano chiariti, noi ci
DILLLA GU ElUlA DEL
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crediamo autorizzati a ripetere le eonclusioni a cui e1;avamo giunti sin da prima: vale a dfre se la battaglia di Worth ebbe luogo un giorno prima di quello che il comando della 3a armata s'era prefisso, se con ciò la battaglia si svolse nel matLino in mezzo ai contrattempi, sen.za direzione unica, disordinatamente, ciò si debbe attribuire a quel Comando stesso, che non solo non diede le provvidenze opportune per impedire la collisione fra i due eserciti così vicini l'uno all'altro, ma coll'ordine spedito al II corpo bavarese, senza darne partecipazione agli altri Comandi, fu causa che l'azione s'impegnasse a quel modo. Quando si volle rompere il combatti.mento, non si era più a tempo; fu necessità proseguire nella baLtaglia incomineiala; e vi sarebbe inoltre qui a muover·e un nuovo appunto al comandante generale della 3" armata, che avrebbe atteso un po' troppo tempo a recarsi di persona sul luogo del cornbatti rnen to. A quale ora infatLi si mosse il comandante della. 3" armata dal suo quartier generale di Sultz1 La Relazione mette la sua partenz~ a mezzodì e il suo arrivo sulle alture di Diefl'enbach ali' 1 pomeridiana: egli avrebbe così impiegato un'ora circa a percorrere otto o nove chilometri di distanza: per via egli avrebbe incontrato l'ufficial e che il generale Kirchbach gl'inviava per avvisarlo della situazione e per pregarlo di dare le disposizioni occorrenti affinchè il 5° corpo venisse sostenuto. QuesL'cLfficiale doveva essern quel maggiore Manché, di cui parla le Stieler. Il che ci condurrebbe - sia qui detto di passaggi.o - . a stabilfre fra le 1·1 ¼ e le 12 la partenza di quest'ufficiale, come pure l'invio della seconda sollecitazione del generale Kirchbach ai due corpi d'ala, e tutto ciò sarebbe stato preceduto di poco dal momento in cui egli avrebbe ricevuto l'ordine inibitorio del Principe, se veramente lo ha ricevuto. 1
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APPUNTI SULLA HELA ZlOKE l'ltUSSIANA
Alla stessa ora, cioè a.Il' '.I dopo mezzodì, fissa Io Stieler l'arrivo del Principe sul campo di battaglia, e da quell'ora è pur da.La.Lo un ordine del capo di stato maggiore dello 3" armala, generale Blurnenlhal. Non possiamo. quindi su questo puntò acce ttare la versione del maggiore Hahnke, il quale farebbe salire a cavallo i.l "Principe poco dopo le ·1·I, e g i.u ngere poc:o dopo le ,J2 . Comunque sia, gli era dalle 7 ciel mattino che a Sultz erasi dovuto sentire a tuonare il cannone; v'era stata qualche pau sa; mc1. a cominciare dalla 9 i, come già avvertimm o, il fnoco d'artiglieria era. sostenuto dalla pù 1'Le prussiana da 108 pezzi, ai quali rispondeva l'artiglieri1t francese. Fra le supposizion i che s'erano fatte il giorn o innanzi al quartiere gene ral e, v'era pur quella che il nemico si rovesciasse tutto sul V corpo , e certo un cannoneO' Q'iamento così persistente e 1:he ora dio .., veni va così vivo, po Leva far credere a qualche coso. di più d'una semplice scaramuccia. E appunto perchè non 1:\ra neJle intenzioni del Cornanào di dar battaglia oggi, e non s'erano da Le disposizioni a tale effetto,. ragion voleva che, se questa b:i.tlaglia s'impegna.va, il Comando fosse pronto a . recars i sul sito per prendere quei provvedimenLi che le circostanze l'ichiedessero. In tali circostanze aspettare a muoversi fino a mezzodì, 5 ore dopo che · s'era inteso a tuonare il c:annone, ci. sembra fosse un soverchio aspettare , nè vale molto il fatto che già s'era sped ito ad · osservare. e a riferire il maggiol'e ffahnke; poteva essere, ed era infoui il caso che occorressero ordini e disposizioni, e questo il maggiore Uahnke noi poteva fare. A.dunque, secondo noi, tutta la responsabi lith perchè ln bauagli.a. di Worth fu data il 6 invece che il 7 e fu impegnata in condizioni di disordine e di slegamento tali , che le truppe tedesche dovettero sottostare 1
DELLA GUERHA DEL
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a perdite sensibilissime prima di raggiungere qualch_e risu lt.u.Lo, pesa tutta sul comando della 3a armata. E ci fece quindi rn c1.raviglia che la Relazione prus:iana, mentre parla della battaglia di Spicheren come d1 cosa naturalissima: e trova che il generale Kameke non fece nè più nè meno di qua nto doveva, trullandosi or~ del gen ernle Kirchhach, venga a dire ch e era p.e: lm.ve~ nuto il momen to di p?'encle1'·e una grave cleter11unazione
sotto lei propn·a responsabilità,.
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Abbiamo già notato come fra la si.tuazionè strateg1c~1, in cui fu data la battaglia di Spiche ren, e quella m cui fu data la battagl ia di Worth co rra un immenso divario . E non minot· divario corre pure fra la condotta del genera le Kameke e quella del generale Kirchbach. Per questo non si trattava di impegnare a nuovo un comba:nirn en to ; egli lo trovò già impegnalo; v'erano truppe amiche le quali si trovavano gitt D corta misurn alle, ·prese col nemico: egli tuttavia non lanciò le sue fanterie all'attacco se non quando ebbe posta in azione tutta la sua al'tiglieria, e quando quest'azione potè ritenersi come esaurita pel ritirarsi dell'artiglieria nemica; e quando d iedP all a sua fanteri;:i l'ordine di \. attaccare, non v'era altro mezzo che questo per trat- . ~ tenere il nemi co snl centro, ed im pedirgli di rovesciarsi ' tutto sni Bavare.si, Egli non prese questa determinazione se non quando aveva gjit tulle le sue truppe schierate; e si trattava d'un corpo d'armata., non d'una. divisione : ciò non oslante egli è sollecito ad informare i comandanti dei. co rpi d'ala e il comandante superiore della situazioné in cui si trcva, della decisione che prende , e li prega di dispone in conseguenza. Non risulta se fu d'ordine suo che anche la 19" brigata fu spinta innanzi in sostegno della 20"; noi lo possiamo ammettere senza difficoltà; ma nella incertezza in cui ci lasciano le Relazioni ufficiali, siamo autorizzati a pen1
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APPUNTI SULLA HELAZIO:-lE Pf\USSIA.NA
sare che quel!' aiuto, richiesto in modo stringence dalla critica posizione delle prime truppe del V corpo, venne accordato in un rnornento ·in cµi al generale Kirchbach non constava ancora della mossa retrograda iniziata dai Bavaresi, B in cui molto probabilmente egli non aveva ricevuto ancç>m dal Comando superiore il divieto di proseguire il comballirnento. E quanto a questo divieto, che forse non giunse nemmeno al generale Kfrchbach, l'eseguirlo sarebbe stato una impossibilità od ui1a irrazionalità. Insomma la condotta del generale Kit'chbach, in tutti quei momenti dei quali la Relazione ci consente di fonriarci un'idea chiara e preciso, è, secondo noi, cosi corretta ed inappuntabile, che abbiamo ragione di presumerla tuie anche in que'p unti in cui non ci è riuscito cli stabilire l'esatta verità de'fa.lli.
,J870-71 29 nulla nelle azioni umane, e se nella storia mi!iiare ·troviamo qualche spettacolo che sia degno d'ammfrazione c0 ·li è certamente il modo con cui dalla parte ~ tedesca tu preparata e condotla questa guerra colossale. Non bisogna d'altro canto dimenticare che siamo ai primordii d'una nuova maniera di funzionare del Comando supremo, la quale non ha forse ancora trovato la sua esatta formulazione. Già s ul principio di questo secolo avemmo lo spettacolo di masse sterminate, operanti su vastissimi teatri; e vedemmo palesarsi aHora bene spesso insuffic iente persino una mente come quella di Napoleone, e peggio che insufficiente il mod.o come era esercitato il comando nel campo opposto. Il sistema di cui ci hanno ora dato esempio i Prussiani tende a realizzare coll'organizzazione stabile e quasi impersonale del comando quell'unità, che la mente di un solo, per quanto vasta, non riuscir:-ebbe più ad ottenere, e che nei campo~degli alleati non esisteva nemmeno in principio. La prova è riuscita a rnaraviglia, e nessuno può ricusare la sua ammirazione alla direzione suprema delle armate tedesche nella guerra del ·1870-7 11. Ma ripetiamo pur~ che non dobbiamo lasciarci abbagliare dalla vittoria, e appunto perchè il Comando supremo prussiano ci di ede in quella guerra l'esempio più bello che finora abbiamo del come si maneggino ora queste moli smisurate, che sono gli eserciti europei, dobbiamo farne un attento studio, e vedere - sempre dal punto di vista dell'arte - se qualche cosa non si potea far meglio, se tutto quello che si fece può servire di modello e di eego la per l'avvenire. 'I~ noi vedemmo già spuntare una inconciliabilitù fra il sistema degli ordini tassativi e la lontananza a cui genemlmente si deve trovare il quartier generale dalla. linea di contatto col nemico . O tenere i dipendenti nELLA GUERllA DEL
'
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Nell'esaminare il modo con cui vennero impegnati questi due fatti d'arrne noi ci vedemmo costretti ad ogni momento a risalire alle disposizioni superiori dell'autoriU.t ordinatrice; cosl il prnblema dell'iniziativa ei appare inscindibile dal problema del funzionamento del Comando. In ambi i casi noi credemmo di notare nella parte ordinativa tedesca un qualche cosa di monco e di insufficiente, a cui si debbono appunto i.rnputare in tutto o in parte gli.inconvenienti che avvennero ed anche quelli assai niaggiori. che con molta proba.bili Là. potevàno avvenire. Ola, mentre ci riseniamo di raccogliere in 'proposito ulteriori osservazioni nei fotti posteriori di quella campagna, sentiamo pure il bisogno di rinnovare le nostre di,chiarazioni, che non è· la peurile velleitit di andar cercando, come volgannente si dice, il pelo nell'uovo, <-[uella ehe ci spinge .a notare questi noi nella direzione delle armate tedesche. Di perfetto non v'ha '
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t)
30 Al'I' UN'l'I SULLA tU:LAZlON E PHUSSIANA ECC . continuamente al corren te del modo con cui l'autorità suprema vede ed apprezza la siLuazione delle intenzioni ch'essa ha, lasciando che l'intelligenza e l'iniziativa de' subordinati si regoli poi dietro Lali norme, a seconda dei casi che si presentano di momento in momento; oppure mettersi in misura, ad ogni incidente che sorga, di tosto av.erne contezza e tos to disporre, ciò che vorrebbe dire trovarsi presente dappertutto, in prima linea, dove s i può impegnare il combattimento ad una delle ali di un fronte che può misurare più giornate di marcia, ed in pari te~1po alla coda delle truppe, per sorvegliare e dirigere le operazioni di rifornim ento in uomini, viveri e materiali d'ogni sorta. Siccome questo secondo sistema tend e ornai a diventare una p retta irnpossibilitù, non v'è altro chi~ seguire il primo, abbracciarlo senza restrizioni, senza pentimenti. E se vi fu mai un esercito in cui tale sistema si potesse attuare, quello fu certo l'esercito prussiano.
( Continita) :.I?.
IL
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NUOVO REGOLf\l\ilEì\11'0 FRANCESE $ULl.V.
MANOVRE DELLA F ANTERIA
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ll. Basi dell'istruzione.
Il 1'itolo -1°· del regolamento consta di due articoli: l'uno che detel'mina la composizione del reggimento; l'allro che stabilisce la responsabilità e i doveri di ciascun graduato relativamente all'istruzione tattica, e le cognizioni che ogni militare deve possedere in ragione del proprio grado. Il reggimento si compo ne di 4 baltaglioni, di 2 compagnie di deposito e di 1 s ezione fuori. rango; il battaglione, dì 4 compagnie; la compagnia di 2 plotoni; il plotone di '.2 sezioni; la sezione, dì 2 squadre in tempo cli pace e cli 4 :;;qu ad re in tempo di guerra. Le squadre sono numel'ate dal!' 1 al 16, rna in tempo di ·pace non esistono ch e le squadre di numero dispari, le quali si sdoppiano in caso cli mobi lilazion e, per ricevere i richiamati sotto le armi . 1
(,11 V. Rivista militare, dispensa precedente.
33 tacrlioni invece della bandiera, vi è un guidone portato. o da un furiere. Il colonnello è t·esponsabile di tutte le parli delinvigila a che i diversi gradi l'istruzione del rei:rgimento: Ov . conservino l'iniziativa adeguata alla loro parte d1 responsabilità, e fa sentire la S'l.ta influenza p-iù con un SULLE lL\:1iOVRE DEI.L.\ FA:'\TERJ.\
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IL NU0\'0 IIEGOT,AMENTO FHANCESE
,;; mantenuto il ticrcement cioè la di sposizione che ogni Lriennio le compagnie cambian9 ùi numero e quindi di battaglione a seconda dell'anzianità del proprio capitano; e ugualmente cambiano i comandanti di battaglion e e gli aiuLanli maggiori. La classificazione dei capilani è fatta in modo che i quattro capitani più anziani comandino le prime compagnie di ciascun batLaglione; i capitani 5°, 6°, 7° e 8° le terze compagnie dei battaglioni; i capitani 11O°, 11·1°, ~ 2° o 13°, le seconde compagnie; i capitani H 0 , ·15°, 16° e 117°, le quarte comp1:1gnie; il 9° e il 18°, le 2 compagnie deposito. Nella fol'mazione clemental'e del reggimento: i battaglioni sono disposti sulln stessa linea da destra a sinistra secondo il loro numero d'ord ine a 20m <l'inter·vallo (25 passi); e cosi le compagnie, a Im, :SO d'intervallo. Ogni compagnia è formata su due righe; le righe staccate di ,~o cent. (di 70 ccnt. nella colonna di via) e le file di ·1 z cent. - Il capitano sta alla destra della sua compagnia, in prima riga, accanto al solt'uHiciale; tuLLi i capi sezione, a 3"' dalla seconda rio·a dielrn il cenLro ·dello. rispettiva sezione; in ciao ' scuna sezione il sergente più anziano, alla destra. della prima riga, e gli altri sottufficiali in serrafila a 3m dietro la sinistra del!a loro sezione; i caporali a .deRtra della loro squadra in prima riga. Il colonnello, avente alla sua sinistra il tenente· colonnello (clie non ha comando di battaglione) a .rnln indietro cd jn corrispondenza al centro del reggimento. - I comandanti di battaglione, a 30m dietro il centro del rispettivo battaglione. Gli aiutanti maggiori (tutti a cava.Ho) a 7111 , 50 dai serrafile, clietrn l'intervallo delle due pl'ime compagnie del proprio battaglione. - La bandiera (una sola per reggimento) sta col 2° battaglione sotto la O'uardia speciale di 5 soldati <li ,1• classe scelti dat comandante del reggimento; negli altri bal-
impulso regola1·e dato all'in!>ieme che con un' cizione immediata nei pai·ticolari. Il Lenente colonnello invigila particolarmente al meLOdo seguito nell'istruzione tf:ol'ica e pratica e assicura l'esatto eseguimento degli ordini dati dal colonnello. Si occupa specialmente dell'istruzione dei so ttufficiali, caporali e soldati proposti per l'avanzamento; e riunisce sia in conferenze sia sul terreno gli ufficiali di tulli i gradi per imprimere alla loro istruzione uniformità e attività. Il comandan te del, battaglione risponde dell'istruzione del suo ballaglione (ufficiali e truppa), come il capitano di quella della :ma compagnia. L'aiutante maggiore è incaricato dell'istruzione teorica e pratica dei sottufficiali, caporali e soldati del suo battaglione proposLi per avanza.men Lo, in quanLo con" cerne gli esercizi a righe chiuse: quando la loro istruzione è sufficente, preYio esame del tenente colonnello, il colonnello decide che sieno affida ti alle cure dei lor9 comandanti di compagnia. « L'istruzione e l'educazione militare si danno realmente nella compagnia; la ,nissione del capitano è di , massima importanza; egli vi si dectichel'lÌ interamente ». Anche l'istruzione ùclle reclute è inte1·amente falla dai comandanti di compagnia; e a questo proposito il regolamento francese prescrive con ca1·atteri marcati al capitan o cli invigilare con la massirna altenzione che gli istruttori abbiano pee le reclute la dolcezza e la pazienza con cui costoro debbono sempre essere Lratlati. Tutti i giorni, meno la domenica e il pomeriggi, 0
ANNO XX, VOL IV.
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lL NUOVO RJ.iJGOLAM.ENTO F.RANCESE
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del sabato , sono consacrati agli esercizi di varie specie, che debbono essere condotti in guisa che al tempo delle manovre autunnali il reggimento abbiaJ)ercorso successivamente e con frutto, tutte 1e parti del regolamento di manovra. - « L'istruzione preliminare della piazza d'armi essendo il punto di partenza di una buona disciplina e avendo per oggetto di inculcare fin da principio alla Lruppa il sentimento della coesione, il colonnello vi metterà tutta la sna atten-%ione ». Ottimo precetto.
III. Scuola del soldato.
La scuola del soldato è divisa in due parti: la prima .contiene ciò che dev'essere insegnato al soldato indipendentemente dall'arme, in altri termini l'istruzione individuale senz'arme, e poi anche ciò che egli deve sapere per usar l'arme sua, cioè l'istruzione individuale coll'arme; 1a seconda parte contiene .l'istruzione elementare in ordine sparso ed esercizi <l'applicazione in terreni vari. Il te.sto indica con grossi caratteri ciò che dev'essere imparato letteralmente da tutti; ed in caratteri più piccoli ciò che gl'istruttori devono conoscere a fondo per conformarsi allo spirito delle prescrizioni regolamentari, efornebencoinprendere l'importanzaaisoldati. · Ciascuna parte è divisa in due capitoli ed ogni capitolo in sei articoli: ed eccone una rapida sinossi. PARTE I. - Cwo 1°. - Art. 1° Posizione del soldato senz'arme: precisamente come da noi (1), se non che 1
(4) Per. brevità; non accenneremo d'ora innanzi che le più importanti differenze tra il nostro e il regolamento francese.
SULLE llfANOVltE DELLA FANTERIA 35 .Ja palrna 'della mano un po' voltata in fuori. - Esercizi
ginnastici elementari. Art. .2° Voltarsi a destra, a sinistra e indietro. - Il piede destro move coro e movevasi da noi prima del 1868, e noi opiniamo che così il movimento si faccia più facilmente e con uguale rapidità. A1·t. 3° Prin ci pii dei vari passi. Passo accelerato: .lunghezza 75 ceot.; cadenza '115 per minuto, cioè 5 passi meno del nostro passo ordinario, che è forse un po' precipitato per 1~ regolarità della manovra a righe chiuse. - Passo retrogrado: lunghezza 35 cerlt. (da noi 50 cent.); cadenza ,t 115 per minuto (da noi 75). - Passo ginnastico: lunghezza 80 cent.; cadenza 170 per minuto; corrisponde al nostro passo di coi·sa per la. cadenza, mentre per la lunghezza il nostro passo di corsa è di 90 ceut.; il regolamento francese ammette che in circostanze di premura la cadenza del passo ginnastico possa andare sino a 180 per minuto, cadenza del passo di corsa dei nostri bersaglieri, eh' f:'. però lungo ,t m. - Segnare il passo. - Cambi'are il passo. Art. 4° - Allineamenti. Mt. 5' - 1ìta1·cict d·i /ì·onte.-1lfarci'a obliq·u a.-Cam·biare andatura . - Front'indietro marciando. -Passare da ima su due righe e viceversa. - Uom,pere e 1"iformMe le righe. - Far inginocchiare o coricare la squadra essen'do a fermo o in marcia. -- Cambiamento di dire.zione di piè fermo chiamando la squadra in linea sull'uomo J i destra {o di sinistra), voltarsi a destra o. a sinistra, marciando, per mezzo di una conversione nel quale l'uomo al perno fa passi di 20 cent., e quello all'ala marcian te passi della lunghezza ord inaria {75 cent.) Art. 6° - J}[arcia di fianco. - Sdoppiare e raddoppiare le righe marciando : il raddoppiamento si fa semprn indentro dell'allineamento, e le file doppie si compon,gono sempre degli stessi due uomini, di cui l'uno ha 1
36 IL NUOVO REGOLAllE~TO FRANCESE u n numero d ispari e l'altro il num ero pari immediatamen te inferiore : così i numeri ~ e 2, 3 e 4·, 6 e 6 raddoppiano sempre fra di loro, essendo o mettendosi la squadra di fianco quello dei due uomini che si trova indietro si po rla avanli; la seconda riga, nel mettersi per quattro, si sposta di un passo a destra o a sinistra e raddoppia alla sua volta. - Arrestare lei riga e met-
terla in fronte. -
SULLE MANOVRE DELLA FA"TERIA
.l'alzo . - Regole cli tiro . -Puntamento coll'a1·me contro la spalla. - Scatto dell'arma: e ciò corrisponde alla nostra scuola di puntamento dell'lst?·iizione sul tiro. A·rt. 5° - Punt' e {oc. Art. 6° - Sèherma della baionetta, pochi e facil i movimenti , q •iasi identici a quelli da noi usali, se non che sono escl use le finte, e conserva ti i front' a destr,
Cambiamento di direzione per fila.
front'a sinist1•', f1·ont'indietro a dest1·' e front'indiet1~0 a ~ini'st1·', che abbia mo giudiziosamente abbandonati,
CAPO 2°. -Art . 1° - Scomporre e ricomporre l'arme e governo della medesima, cioè quan~o contiene la nostra
come poco applicabili nel combattimento vero col la ba ionetta.
Istruzione sulle a1'mi. Art. 2° - Maneggio delle armi. - Portez-arme, l'antico nostro b1°acc'arrn. - P1·ésente:z-a1·m, il nostro presentat' arm, mal'a.rme verticale e non obliqua come usiamo ora. - Réposez arm, il nostro pied arm. - Bai'onette au canon. - Croisez la bai'onnette, come il nostro Crociat-et, meno che il piede destro è spostato solo a 1O cent. dal calcagno sinistro, mentre noi lo spostiamo 25 cent.
- Remettez la bai"onneite. - L'a1·me sur l' épau le d1·oite, il nostro spall'ar1n. - !,'arme à volonté, cioè porta l'arme a volontà sulla spalla destra o sinistra. - L' arme à la bretelle, il nostro attuale bmcc'arm. - Formez les f aisceaucv, come il nostro / asc' ann. - Bompez les fai'sceaux, il nostro 1·ipi'gliat'a1·m. - E questi sono tutti i movimenti del nuovo maneggio d'arme per la fanteria francese: hanno più di noi il Portez-arme, e meno di noi il bilanc'a1·m, che però il tirailleur può adoperal.'e quando così gli piace, e veramente noi pensiamo che dovremo anche noi riprendere l'antico b1°acc'ann ch'è un porlo d'armi acconcio a molte circostanze e non incomodo. A1·t. 3° .,- Carica. - 1-'osizioni del tirato1·e: driuo , ginocchioni, coricato. Art. 4° - Esercizi p1·eparatori di tfro: puntamento al cavalletto con la linea di mira di 200m. - Uso del-
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' J
PAllTEII. -Istruzione per l'ordine spa1·so . TI cacciatore (tirailleur) porla l'arme come gli torna più comodo. Non devesi fa r uso della corsa che in casi eccezionali. I comandi si. fanno il più soventi a voce, ed al bisogno sono ri petuti dai graduati ; si fanno anch ~ per segni dopo che si é chiamata l'attenzione dei cacciatori per mezzo del fi schietto : non si deve ricorrere ai segnali di tromba che nei casi di assoluta necessità, e non sono ripe tuti mai sulla catena. - « Nell'ammaes tra mento della truppa, bisogna applicarsi a svolgere, regolandola ad un tempo, l'iniziativa individuale nei vari gradi gerarchici, a conservare un'intima coesi one in ogni riparto di truppa e nel suo i nsieme, a mantenere l'ordine e la calma esigendo l'esecuzione la più i ntera possib ile delle p rescrizioni regolamentari. Si a ssicu rano g li effetti d el fuoco con un'esatta discipli na e mercè u n abile i mp i~go del terreno; si abi tua la truppa a spicciolarsi quante volte le circostanze lo esigono, ma a ri foemarsì non appena tali ci rcostanze spariscono. L'istruttore si vale di tutte le occasioni cd i mpiega tutti i mezzi per dimostrare l'importanza di questi principii e per far comprendere che anche nel1' azione ind ividuale mai devesi sfuggire alla direzione dei capi ».
38 lL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE CAPO 1° (istruzioni da farsi unicamente alle reclute,,
ed in piazza d'armi par far loro inlendere il significato dei comandi, il tipo delle forme e il mec,:anismo delle mosse). Art. 1° - Distendirnento. - La squadra si distende dal centro, oppure da una delle ali : le file si intP-rvallano normalmente di 4m ,50 (sei passi); l'uomo di 2" · riga si porta in ,1 a riga a sinistra del suo capofila. Art. 2" - Ap1·ire e serrare gli intervalli".· tali movimefitj si eseguiscono precisamente come dai nostri cacciatori. Art. 8° - ,,1a1·cia,re: avanti, in ritirata di fianco .cambiamento di direzione a destra o a sinistra. ' ' Art. 4° - Cambia1·e e af!o1·zare i cacciat01·i. - La. squadra ehe deve dare H cambio ad una squ adra in catena, deve essere distesa indietro della caLena: poi sostituire la prima squadra, ,:;he viene adunata marciando jn ritirata . Anche il nostro regolamento (N. 374:) ammette questo modo di cambio , ma sol quando non possa farsi altrimenti, cioè radunare a destra o a si~istra la squadra da cambiarsi, pochi passi che giunga m catena la nuova squadrn, e ciò per non immischiare le file : evidentemente questo metodo produce meno confusione de! primo. Se la catena da cambiarsi è in . ritirata, la squadra cambiante si distende e si lascia oltrepassare dalle file dell'altra, che viene quindi raccolta , Nello afforzare la catena, il regolamento francese contempla due cBsi: se la squadra in cacciatori non fa fuoco., essa restringe gli intervalli a destra o a sinistra, e la squadr-a di rinforzo si distende nello spazio, lasciato vuoto: se invece ,la prima squ~dra fa fuoco, le file della squadrn di rinforzo s'inframmettono a quelle già in catena·, il capo della squadra afforzànte prende il comando della mezza catena di sinistra, il' capo della squadra afforzata quello della mezza catena di destra. Jl nostro regolamento mvece scon-
SULLE !IIANOVRE DELLA FANTERIA
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siglia questa maniera d'afforzamento, e con ragione, perchè infrange l'unità delle squadriglie e genera disordine e confusione. Chiaro è però che in certi casi non sarà possibile fa re altrimenti, giacchè sotto un vivo fuoco è pericoloso e difficile lo s_postare a destra o a sinistra le file cli una catena che fa fuoco; è un metodo di afforzamento ad ogni modo non da usarsi che in caso di assoluta necessità, e così anche prescrive il regolàmento francese nel corrispondente articolo del capo 2°. l)iuttosto che frammischiar le squadriglie per rafforzare la catena quando questa è già completa cioè senza intervalli, meglio è portare squadriglie in ordine chiuso (sopra una riga od anche su due) in un qualche punto della linea, ed il raffittimento regolare dì questa potrà aver luogo più regolarmente al primo sbalzo per portarsi innanzi, od al primo allentarsi del fuoco dell'avversario. Art. 5° - Ftwchi. -Devono essere sempre eseguiti di pièferrno. n capo squadra (squadriglia) aumenta o diminuisce l'intensità del fuoco facendo variare ora la celerità del tiro ora il numero dei tiratori. - Il fuoco celere non pnò usarsi che a meno di 200m. - Il capo squadriglia può qualche volta far eseguire fuochi d'insieme. - Per far fuoco marciando, al comando cominciate il (oc, gli u.omini si fermano e cominciano il fuoco; dopo alcuni spari il capo squadra comanda .avanti o in 1'itfrata, e gli uomini cessano il fuoco, e riprendono la marcia: al comando alt s'arrestano e ricominciano senz'altro il fuoco. A.rt. 6° - Rannodarnento e raccolta. CAPO 2° I sei artico li corrispondono precisamente a quelli del capo precedente ed hanno per oggetto di insegnare ai soldati l'applicazione in terreno vario dei principi i dati nel capo ,t O•
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lL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE, ECC.
vi
Su per g1.ù si contengono le stesse norme didattiche e pratiche che nella nostra Istruzione per l'timmaest?'amento tatti"co della fanteria, cioè: çome impratichire il soldato nel valersi degli a ccidenti del terreno sia da solo sia in gruppo; come passare da un riparo ad un altro: come ciascun cacciatore deve tenersi co, stantemente in comunicazione coi vicini e col proprio capo squadra, e l'uomo di seconda riga in cacciatori trovarsi sempre in un raggio di 3 passi dal suo capofila; come ciascuna squadra nel marciare debba sempre farsi precedere da due esploratori, i quali indichino, co lla scelta che fann o dei ripari, i punti ove la squadra potrà fermarsi con vantaggio neo-li sbalzi . . .6 success1v1; come regolare il tiro alle varie distanze e far sì che in tntte le specie di fuoc:hi, ~l tiro della squadra sia diretto sul bersaglio indicato dal capo squadra: gli uomini devono poter dire quanti colpi hanno spa1,ato e quante cartucce hanno ancora; come convincere i cacciatori che loro non è necessnrio di raccogliersi per respingere la cavalleria, e che ii p·i ù soventi potranno schermirsene utilizzando gli ostacoli del terreno o coricandosi al momento in cui passa la carica. Per tale ammaestramento devesi rappresentare i due partiti, l' uno con soldati anziani; non far fare molti movimenti, ma bene ed in modo razionale , tenendo conto delle circostanze; cercare che ogni uomo agisca ~ntelli~entemente e bene, indican'clogli ad ogni volta gh errori che ha potuto commettere ; e terminai' sempre gli esercizi in ordine sparso con mosse in ordine chiuso, che si dovranno eseguire colla massima
precisione. . In altro articolo parleremo della scuola di compagnia, Jl regolamento francese non a vendo scuola di plotone .
NOTE SOPRA ALCUNI
PARTICOLARI
DELLA
BA1'TAGLIA DI GRAVELOTTE-ST.-PRlVAT
1
I
( 18 ag o s t o 1870 )
/ In talune Note pubblicate nelle prime quattro dispens~ della Rivista 1 filitare del ·1873 sulla guerra del 70 s1 faceva l'osservazione che la marcia fatta il giorno 15 ,agost9 dal e X0 corpo era troppo disunita; e si osser- · lvava pure che sul campo di battaglia di lUars la Tour si /sarebbero potuti trovare anche altri corpi d'armata. Chi scrive partiva dal supposto, sulla fede di scrittori militari accreditati, che il movimento di conversione intorno ) a lUetz fosse stato lo scopo della marcia non solo di quei due corpi, ma benanche di tutta la IP armata. l'Ila ora dalla letlura della 6a puntata della Relazione ufficiale si vede chiaro che d opo la battaglia di BornyColombey gli ordini del comandante la armata, dopo che fu fatto certo che il nemico si ritirava dalla destra della Mosella, quali si leggono nell'ordine di armata (appendice, 6a puntata della versione italiana, pag. 148), da Pont-à-1\fousson 16 agosto ore 4~ merid ., sono impartiti nella supposizione, peraltro ben naturale, c-he l'esercito francese si fosse ritirato o si stesse ritirando su Verdun, per cui le direzioni prescritte ai
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na
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NOTE SOPRA. ALCUNI PARTlCOLAhl
DELLA llAT'l'AGLIA Dl GI\A YEJ.OTT·E -ST .- PRIYA 'l'
vari corpi d'armata sono date in modo da portarli su larga fronte, forse troppo larga, sulla !Uosa, in guisa che il X0 corpo dovesse passare il fiume a valle di Verdun (regolandosi sulle mosse francesi), il III corpo· ver:;o Rtain per tragittarlo a Dieue ; il IX0 a Mars la Tour, Fresnes, Génicourt sulla Mosa. Questi tre corpi avrebbero formato l'ala destra. Il XU 0 corpo avanzandosi per Vigneulles doveva passare la Mosa a B~nnoncourt. La guardia per Thiancourt passare S,t.-Mihiel; il IV corpo portarsi a Commercy. Il. 11° ' tener dietro alla guardia . Da tali ordini, dati, come dicemmo, alle 12 meridiane del rn, nel!' ora stessa jn cui combattevasi a lUars la Tour, nonchè dall'ordine ant~cedente. del 115 , si vede chiaro che il comandante della Il" armata era persuaso che i France~i si fos~ sero di già ritirati fretlolosi verso la 1'Iosa e che foss~ perciò necessario seguirli subito, sperando raggiungerli\ in coda. E diffatti tutte le disposizioni, che abbiamo! riportato, erano destinate a fare avanzare la ll° armata\ su larga fronte sulla i11osa. Però, se il comandanLe la / IP armatu non aveva previsto la possibilità che i Fran- \ cesi non si fossero ancora allontanati dai dintorni \ di Metz, pare d'altra parte che non abbia seguito a puntino le diretti ve date dal generale Moltke il 45 ._ , agosto alle 6 ¼ pom., nelle quali fra le nitre cose il previdente generale diceva: - J frutti di quella 11itto1·ia (battaglia di Colombey) non si ·possono raccogliere che medir;.nte una vigorosa offensiva della n~ armata contro le strade di Jlfetz u Ver·dun pe1· Fresnes e per Etain. È lasciato al comandante della JT• annata d·1: condurre · l'operazione come meglio stimerà valendosi di t·utti i mezzi clisponi'bili. - Se quest'ordine fosse sLato meglio compreso ed eseguito, egli é cerLo che il Principe Cado, invece di continuare a mandar ordini ai differenti corpi per dirige:li verso ovest, ]i avrebbe fatti convergere. 0
a
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sulla strada Melz-Verdun, e la battaglia di Mars la Tour, che data con deboli forze poteva riuscire funesta ai Tedeschi se i Francesi avessero tneglio e tutte adoperate le forze soverchianti di cui disponevano, e riuscì infatti un'azione micidiale ed indecisa, avrebbe potuto essere una vera e completu vittoria per'i Tedeschi senza che occorresse dare u,n'altra battaglia a St.-Privat. Al quartier generale della Ir armata si era preoccupati del concetto dell'avanzuta ad ovesL ed è perciò che non fu data alle precise ed esatte direttive del generale Moltke tutta quella importanza che meritavano; difatti il Principe Carlo rimase a J>ont-ù-àfousson e non si potè trovare sui campo di battaglia che sulla sera undandovi a spron battuto. - La IP al'mata, secondo gli ordini, .doveva avanzarsi adunque tra Charny e Commercy, cioè s~ di una fronte di 60 chilometri, che ci sembra troppo estesa. E per vero, se i Francesi si fossero concentrati 1a Verdun, colù avrebbero potuto alLirare a sè l'armata di CMlons e probabilmentA non avrebbero avuto di fronte che la sola. ala destra della Ila armata. La Jna armata invece sin dal principio marciò sempre molto più compatta; infatti dessa non occupava che una · fronte di J. miglia tedesche cioè 30 chilometri. Dobbiamo confossare che ci ha colpito il vedere nel breve ma importantissimo periodo di manovre dell'esercito tedesco a monte di ì\:Ietz, cioè dal ,15 al '18, la poca cura ed auenzione che si portò dal comando della II• armata alla difesa della val le della l\J.osel!a contro . attacchi che potevano veoire da Metz; eppure era quellv il lato debole e delicato del movimento di conversione intorno a Metz, come pure della marcia ad ovest. Un attaccp vigoroso dei Francesi su Ars-Novéant :poteva mollo turbare e molestare .le truppe che si trovavano ad ovest di quella valle ed inoltre interrompere le comunicazioni, prender convogli, parchi, ecc. C'era ner
44 NOTE S0l'RA ALCul'il P.\RTlCOLARI modo di agire della na armala un po' di quella baldanza che deriva da grande fiducia nella propria offensiva felicemente iniziata, fiducia che qualche volta può per altro venire tradita; ma nello stesso tempo ci affrettiamo a soggiunge1·e che il modo col quale operavano i Francesi, anzi non operavano, giustifica intieramente la poca preoccupazione del comandante tedesco.- Tu'ua la difesa della valle de lla Mosella a monte di Melz pc! giorno 15 agosto consisteva nel distaccamento del X0 corpo, composto di due battaglioni, una batte1·ia ed imo squadrone, che da Pont-à-Mousson si avanzò sino a Nov6ant, non in. contrando,già s'intende, neppure una pattugli a francese. Pel giorno 46 poi, verso mezzodì, quel distaccamento essendo accorso sul campo di batlagl ia a rinfo rzare presso il bosco di Vionville la 5• divisione di fanteria df\l III0 corpo, la valle e quindi il fian co rimase senza difesa diretta. Il perehè, se è da criticare l'armata francase perchè il 15 e il •I 6 agosto incolonnala fra Vionville-Rezonville- Gravelotte non si preoccupò punto, come doveva, del suo fianco sinistro e nepp ure ossel'vò la valle di l\Iosella nè Gorze, non merita neppure lode il modo di agire della Il" armata tedesca, che del pari trascurò di coprire il suo fianco destro. Dobbiamo inoltre aggiungere che per il giorno 18 vedia mo una maggiore peeoccupo.zione per quella valle, e difatti vi resta di guardia ad Ars la brigata v. Goltz che poteva all'uopo essere ri nforzata dall'altro. brigata del 1° corpo che per disposizione del comaudante la Ja armata si era raccolta verso Frescaty sulla destra della Mosella.
DELL.\ BATTAGLIA DI GRAVELOT1'E- ST.-l?IUVA'l'
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Battaglia di Gravelotte-St.-Privat.
l;)opo la battaglia di. l\lars la ·~oui· l'esercito ledesc? pensò di raccogliersi e raITorzars1 con quan~~ f?r;e pot~ maggiori, sicchè pel 17 sera si erano raduno.li 11 V11 e V~ L~. corpo della in armata, nel mentre il 1° corpo ed una d1v1sione di cavalleria stavano sulla destra della l\Iosclla per osservare Metz. Si erano altresì riunili al III° c X0 corpo il IX il XI1° e il corpo della guardia reale. Si attendeva per 1~ ore mattutine del 18 la 1" divisione di cavalleria e per le ore pomeridiane il II corpo. Vi erano inoltre la 5" e 6" divisicme di cavalleria, 2 brigate della divisione di cavalleria della guardia, e la divisione di cavalleria sassone. - Due incertezze turbarono e tennero per qualche tempo indeciso il comando generale in capo tedesco: dapprima, l'incertezza della direzione presa dall'esercito francese, se cioè si fosse diretto verso nord-ovest. A primo aspeuo sembra strano un tale dubbio, se si rifletta che il giorno innanzi si era combattuto con quel nemico che ora si cercava, avuto conto dell'eccellente servizio che sa fare la cavalleria prussiano e tenuto sopratutto conto che la l' armala fu ed era tuttavia costantemente a contalto con la sinistra dell'esercito francese presso il bosco di Vaux. Ma è da riflettere che alla battaglia di Mars la TourVionville la 5" e 6a divisione di cavalleria e la brigata èlrngoni della guardia ebbero molto da fare e soffrir~, per cui si argomenta che nel giorno 17 avev~~o. btsogno di riposal'c e di ol'dinarsi; q uanlo alla dms10nc di cavalleria sassone , non giunse che dopo lnnga 1
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i6 NOTE SOPRA ALCUNI PARTICOLA\U marcia, perciò non potè eseguire che tardi le sue 6cognizioni ed aveva anche lunghi tratti di cammino da percorrere, e siccome partiva dall'estremità sinistra de!la linea cli batlaglia, na.tural~ente non poteva cercare il nemico che verso nord-ovest. Quando si è perduto il contatto col nemico , le notizie non si possono dare con sicurezza., ma bisogna spesso far delle induzioni sulle notizie sempre contraddittorie che si raccolgono · dagli abitanti o per via degli ind izi. È inoltre probabile che, siccome ai Tedeschi conveniva concentrare quante più forze fosse possibile per dare una battaglia decisiva, loro non conveniva punto di provocare conflitti, che, atteso Je vicinanze delle due al'mate nemiche, sarebbero probabilmente, se non sicuramente, dege.nerati in battaglia; per cui è presumibile che abbiano evitato alrresì d'innoltrare gr"ossi corpi di cavalleria per rompere il velo che copriva l'esercito nemico. Vi ha di più: siccome il corpo di Canrobert (6°) ebbe per prima destinazione Verneville, e solo tardi nel 17 fu dislocato a Sl. -Prìvat, l'occupazione di Verneville dovette anch'essa impedire di pL'endere notizie dalle piccole ricognizioni di cavalleria. Da ultimo vi ha una ragione per cui non si cercava il nemico ad est, ed è che veramente era una cosa anormale che l'esercito francese, dopo una battaglia indecisa, volontariamente avesse abbandonato la sua linea cli ritirata natu rale per situarsi con le spalle contro Metz. Ed era questa una così grande fortuna che veramente si aveva di che dubitarne. Tale incertezza perdurò ancora malgrado che l'ala destra prussiana (VII 0 corpo) avesse il contatto col nemico sin dal 117, e malgrado che il colonnello v. Ungér, ~apo di stato maggiore della la armata, verso le 6 antimeridiane del 18 riferisse: « Il nemico mantiene in « sostanza le stesse posizioni di ieri. Presso Point du
47 « Jour e Ferme St.-Hubert forti batterie e masse di « fanteria. Vi è ancora ~l campo francese presso i (< casali di !Uoscou e Leipzig e v'è gran moto ». Quantunque potesse sembrare anche più inverosimigliante che l'esercito francese si fosse divjso in due, lasciandone una parte sotto !Uctz e l'altra. fosse partita verso l'ovest, pure ciò fu creduto nel campo tedesco. .Dopo che si fu cer'li che l'esercito francese era sotto }Ietz dando le spalle alla piazza, nacque poi la seconda incertezza, cioè quale fosse la estensione della sua fron te, 0 meglio, dove pogg iasse la sua destra, perchè, in quanto alla sinistra, sapevasi già che era verso Rozerieulles, come quella che già sin da l 17 era a contatto col Vll0 corpo. Da principio fu creduto che l'esercito francese si estendesse verso Moscou-Leipzig-1\fontigny La Grange. E siccome s'intendeva di attaccarlo di fronte e girarlo per la sua destra, fu creduto possibile sul pei,ncipio che bastassero per ciò il VIl 0 e VIII corpo mentre il IX0 attaccherel~be di fianco . l\fa bentosto si vide che l'e·sercito francese si estendeva al nord di ~Iontigny, quindi anche il IX° avrebbe attaccato di fronte mentre la guardia reale avrebbe attaccato per AmanvilJers sul fianco. Infine, essendo stato più tardi riconosciuto che il nemico si estendeva molto più al nord, cioè sino a St.-Privat, fu ordinato che la guardia attaccasse di fronte quando il X.Il0 avesse iniziato l'attacco di fianco. Da , ciò si vede che i corpi d'armata si. andarono spiegando quasi col movimento sulla destra in battaglia. Abbiamo voluto notare queste due incertezze che .per molto tempo dominarono nel campo prussiano, non già per farne la critica, perchè non c'è critica da fare, ma solo per mostrare come accada sovente in guerra di perdere le tracce di eserciti numerosi, e non è da fame le meraviglie. DELLA JlA'rTAGLfA DI GRAVELOTTE-ST.-PRlVAT
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NOTE SOPRA ALCUNI PARTTCOLA!U
Nel 1866 solo alla vigilia si seppe del concentramento austriaco innanzi a ~oniggratz; e nel 1870 solo poche ore prima si seppe ov'era il punto di concentr·amento dello esercito francese, e molto più tardi ancora qual era l'estensione della sua fronte. Esi trattava di eserciti di centinaia di rnjgliaia d'uomini e con una ca valle ria eccellente specialmente per l'esplorazione! 1
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DELLA BATTAGLIA DI GRA VEL01"rE-ST .-PRIVAT
potuto prendere posizione dietro l'Orne . - Più tard i, essendosi avute.notiz.ie più precise, si confermò al quartier generale d.el Re . l'idea che il nerbo principale delle forze nemiche si fosse ritratto verso Metz e che la sua. ala destra dovesse trovarsi verso Amanvillers e si avvertì il comando della Ira armata, che si sarebbe attaccato di fronte con la Ja armata, è che il IX corpo avrebbe attaccato l'ala destra avversaria con la oo-uardia . . 1ll l'JSerVB . È degna di osservazione questa marcia di quattr·o corpi d'armata in prima linea, e due in seconda, su di una fronte non più larga di 8 a 9 chilometri, quanti se ne contano da Rezonville a niars la Tour, marcia che pel primo r.nomenlo si arrestò sulla si.rada Villersaux Bois-Doncourt-Jarny, marcia di 7 a 8 chilometl'i e che durò poco più di 5 ore. . La battaglia di St.-Privat dicemmo che fu la prima d1 questa guerra ne lla quale il comando in capo del1' ese~·cito potè dare le direttive e nella quale i comandanti delle. armate II"' e la poterono eseguirle, adattandole alle CU'costanze. Il concetto principale, fattosi dal comando in capo dopo che venne in chiaro dello schieramento dell'esercito francese tra Rezonville e Aman~'iller~ e più al n01~d, era basato su cli un concetto genera.le'.·e. vero, ma gtusto. Tale concetto si fu ehe, essendo la S1?1stra dello esercito francese appoggiata a Metz ed m suoi forti e la sua fronte forte per posizione, biso?n~va attaccarlo di fronte, principalmente con artighena, per contenerlo ed avviluppare di fianco l'ala sua destra alquanto in aria, e quando questo attacco si fosse pronunciato, allaccarlo vivamente anche di fronte tutti in avanti. ' . Il modo di attaccare, indicato dalle direttive del quartier ~enerale principale fu quello stesso su cui si sono quasi sempre modellali i Prussiani sia nella guerra 0
La battaglia di St.-Privat- Gravelotte e più tardi quella di Sedan sono le sole della campagna del 1870 nelie quali il comando in capo dell'esercito tedesco abbia dato le sue direttive e i comandanti di armata abbiano potuto eseguirle applicandole con quella iniziativa dettata da circostanze sopraggiunte. Per muovere l'esercito dalla linea niars la Tour-Gravelotte e portarsi alquanto più al nord fu ordinata una marcia innanzi a scaglioni di corpo d'armata la sinistra avanti, rimanendo il VII corpo sollo Metz come perno per parar~ agli attacchi che provenissero dalla piazza. Doveano costituire la seconda linea il X0, il III 0 ed il II0 corpo; quest'ulLimo non poteva giungere che nelle ore pomeridiane. Questo movimento non fu fallo con lunghe e sottili colonne, ma in massa cli divisione, con l'artiglieria fra mezzo o sulle strade. Quel movimento a scaglioni, 1a sinistra avanti, era veramente una preparazione per un cambiamento di fronte a destra, altrimenti non avrebbe avuto ragjone di essere, giacchè, se il nemi1,;o fosse stato dietro all' Ome, sarebbe stato molto più utile che gli scaglioni fossero stati fatti con la. destra avanti lasciando, s'intende, 3empre il VII0 corpo a fronteggiare le forze che potevano essere dentro l\fetz. t vero che così facendo si lasciava la possibilità al nemico di rimettere intiera la sua fronte in modo normale, ma ciò era quasi inevitabile una volta che questo avesse 0
ANNO XX , \°OL. lY.
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50 NOTE SOPllA ALCUNI PAl\'fICOLAllI del ,1866, sia in quell a del ·1870-7 1; cioè attacchi frontali con avviluppo d'una o d'entrambe le ali . Ma qui tale concetto era, come abbiamo detto, giusto ed appropriato alla circostanza, chè l'ala sinistra francese era ingirabile essendo addossata ai forti, la fronte altresì era molto forte e solo l'ala destra poteva essere ed era in aria. Il coF1cetto del comandante in capo, che, se non aveva nulla di peregrino, era sem.plice e giusto ed adauato alk circostanze, nell'esecuzione soffrì ritardi e q ualche malinteso, come vedremo più innanzi, ri~ tardi e mulintesi impossibili ad evitarsi nelle grandi operazioni diguena e quando si muovono grandi masse . Fu pure ordinato di spingere ricognizioni di cavalleria, i cui rapporti dovevano essere recati dirP.ttamente al comando dell'armata ed al generale Moìtke. .Buona e giusta precauzione, poiehè, se si fosse dovuto aspettare che si trasmettessero per la scala gerarchiea le notizie al comando generale dell'esercito, non avrebbero potulo giungere che tardi, ed a questo sarebbero rnancati 0o·li ele menli di fatto per formare ed attuare i suoi disegni della battaglia e qu indi per dare g 1·1 ordini e coordinare le diverse mosse. E poiché parliamo ·di esempi da imitare, raccomandasi da sè quest'altro. Lo stato maggioregenerale aveva spedito presso il comando della Il.. armata un ufficiale superiore di stato maggiore (ben inteso, eon Yarie ordinanze) perché lo tenesse avvertito ,di quanto colà succedeva. 8 questa precauzione ottima e da raccomandarsi anche per unità inferiori. Sovente avviene che chi comanda, preoccupato dagli avvenimenti che si svolgono, pensando a ciò che deve fare, agli ordini da dal'B, dimentica e sovente si dimenticherà d'informare il capo, da cui dipende, della crisi del momento, ed intanlo il comando lontano rimarrebbe al buio di ciò che succede sul campo di azione nel momento 1
51 più irnportunte; mentre che, se un ufficiale è espressamente comandato per tale oggetlo , questi , nqn avendo altra missione e preoccupazione che di riferire sollecitamente quanto succede, certo non potrà fallire al suo mandato. Per a vere una proYa della preoccupazione di chi comanda, nel momento della crisi, basta osservare ciò che ordinariamente succede. Prima del combattimento o in principio non mancano mai gli avvisi e le notizie di quanto accade, poi viene il silenzio (amrneno che non si tralti di cHcare ·a iuto di nuove forze), e questo è il periodo più importante, il momento della crisi, ma che pure quasi sempre ~rascorre senza che si sia ricevuta noLizia alcuna. Percui è ottima precauzione quella di speclil'e ufficiali espressamente per tale oggetto . DELLA. BATTAGLIA Dl GRAVELOTT.E-ST . -PRIYAT
A pag. 6;JO della Relazione vengono indicale le posizioni che aveva prese l'esercito francese; cioè all'estrema sinistra Roz.e,rieulles-le J>oint du Jour, il 2° corpo, clÌe aveva di.sLaccata una brigala a S. te R uffìne; più a destra Folie-Leipzig-Moscou il 3° corpo; più a destra ancora, ad Amanvillers, il 4° ed infine tra St. -Privat e Roncourt il 6° corpo, il quale nel primo momento della ritirata ern stato destinato a VerneYille, donde fu tratto a St.-Privat nella sera del 17, dietro dimanda del marescialfo CanroberL. Come riserva stava il corpo della guardia imperiale ad ovest di St.-Quentin- Plappeville; più indietro la riserva di artiglieria : il quartiere generale a 'Pl.appev ille . A pag. 742 la Relazione ci dà le ragioni dei disegni e delle disposizioni. prese dai Francesi. « Appoggiato « a quel g ran r i.paro (Metz) il maresciallo Bazaine voleva « prima di tutto rimettere il suo esercito io grado di « operare rifornendolo di munizioni e veuovaglie in « quantità sufficiente. Finchè non avesse ciò ottenuto
52 ì'\OTE SOPRA ALCUNI PARTICOLARI « era sua massima preoccupazione, come al 16, di non « essere per uno sforzo soverchiante contro la sua ala
« « « «
sinistra separato dalla fortezza. Avendo presLabilit_o di difendere al bisogno con ogni sua possa la posizione che aveva scelto, egli aveva dato in tal senso norme generali ai comandanti di corpo». Qui nasce spontanea la dimanda: perchè il .Dazaine, nel ritirarsi sotto l\Ietz, non prese posizione più accentrata in rnoclo da essere protetto dal cannone de' forti, cioè allo stesso modo come prese posizione iì giorno 19? In tal o·uisa eo-li o o avrebbe potuto sicuramente approvvi. gionarsi di tutlo senza esporsi a sostenere una ba~tagh.a che il nemico, vedendolo lontan o <lal cannone de forti, certamente gli avrebbe dato quando e come meglio a lui comeniva, cioè quando avesse concentrato il maggior numero possibile di forze e si fosse ben preparato. Dacchè 'nel prendere posizione con le spalle contro Metz il Bazaine aveva rinunciato alla sua lincn di ritirala, tanto valeva non esporsi ad affrontare subito una nuova battaglìa. Se poi era suo intento affrontarla, ~on sarebbe stato men·lio prendere posizione tra Vernev ille e Conilans o diefl'O l'Orne, occupando in questo secondo caso Vionville con una forte avanguardia" Almeno così eglj assicura.vasi la ritirata, o non vi avrebbe rinunciato volontariamente. Prenden<lo una di. queste posizioni o ali ra consimile, egli poteva quasi ugualmente approwigionarsi, usufruendo delle risorse di Metz. Infatti cosl avrebbe coperto le due strade nletz-Lorry-Amanvillers e l\letzVoippy-St.-Privat, per cui avrebbe avuto da l\Iel7. quanto gli faceva bisogno, e nella notte del 17 al ·18 ~vreb~e potuto iniziare la sua ritirata, nou s.en~a gra:1 sagr1Iici, è vero, ma riportando sempre 1.nd1etro 1l grosso dell'esercito. Scrisse il marcsr.iallo Bazaioe ch'egli aveva preso Ja posizione di Amanvillers.per~·hè c?nfidava nella. forza cli quelle posizioni. Ma c1ò viene 1n parte con-
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traddello dal prim o suo ordine ùi ritirata col quale ordin ava al 6° corpo di occupare Yerneville. L'occupazione io forze di questa località racchiudeva inoltre il concetto cli non abbu nd onare la sua linea di ritirata , mentre l'abbandono di Verneville rnostrnva che ad essa rinunciava almeno per allora. Confidava erri i di poter sostenere una battaglia contro l'esercito ted:sco'! Ed in tal caso era meglio per lui prendere posizione dietro l'Orne od altra, perchè almeno gli rimaneva probabililit di combinazione e di ritirala. Non aveva tale fiducia? Ed allora era molto meglio ridursi sotto il cannone di )Jetz. Che la posizione Point du Jour-SL.-Privat non fosse conven iente ed utile di tenere lo aveva capi to lo stesso Bazaine, tanto che nel giorno 18 stesso, prima e durante la battaglia, uffic iali di stato maggiore generalo e di corpi d'armata erano in giro per riconoscere appunto. una posiz ione più accentrnta sotto Mctz. Quest'ultim o concetto avrebbe indicato che per allora egli non voleva nulla azzardare, frattanto che si sarebbe rifornito dì viveri e munizioni, per quindi scegliere egli tempo, lL1ogo e circostanze per dare la battaglia che più a lui convenisse. Laddove restando schiernto fuori )fetz, egli faceva ciò e!te il nemico desidera va, perocché questi non poteva desiderare di meglio che dargli battaglia ora che aveva potuto riunire numerose e soverchianti forze e farla finita con il suo nemico. In verità noi crediamo c!Je bisogna fare una grandissima differenza fra un esercito che si accampa in un campo trincerato, sia per rifornirsi sia per manovrare, cd un esercito che si ritira dentro un campo trincerato perchè vi è obbligato, come fu in conseguenza della bauaglia di St.-Privat, cioè dopo una sconfitta. - La differenza fra questi due fatti è immensa: neH'ullimo caso l'esercito vittorioso se è più
54 NOTE SOPRA ALCUNI PARTICOLARI forte anche numericamente può bloccare il vinto, nel primo nol crediamo. L'esercito vinto, che è stato obbligato a ripararsi dentro un carnpo trincerato, avrà bisogno di parecchi giorni per rirnet.tersi in assetto , il suo morale sarà scosso e ci vorrà del tempo a rifarlo solo in parte, nel mentre che questo tempo potrà essere posto a partito dal vincitore per costruire le sue linee di blocco, che ogni giorno potrà sempre più rinforzare e meglio fortificare . Quando questo eserciLo· che blocca è superiore anche numericamente all'avversario e che può presentare su ogni punto forze sufficienti a ben g~arnire e difendere la linea da lui scelta e forti1ìcata, non è da far le meraviglie se tale bl occo non si rompe; anzi a noi pare evidente che, ammesso questo stato di cose morale e materiale, giammai un Lale blocco sarà rotto, ammeno che circostanze esteriori non vi contribuiscano o direttamente o indircLtamente, come sarebbero vittprie riportate da altri eserciti, o eserciti dì soccorso. Il Lecomte neUa conclusione delle sue eritiche alla storia della g uerra del 70 dice (ed egli non è il solo di tale avviso) che un esercito in un campo trincerato si trova nelle stesse condizioni in cui si trova un esercito in una posizione centrale, o che ugisce per linee interne, e siceorne eh i è al centro potrà portarsi ad attaccare il nemico su un punto qualunque e non avrà a percorrere che il raggio nel mentre il nemico dovrà percorrere mezza circonferenza, così si troverà in forze maggiori sul punto ove attacca e potrà probabilmente vincere. Quantunque non ci sembri che si possano mettere in dubbio i vantaggi di chi opera per linee interne, o posizioni centrali che chiamare si vogliano, contro chi ~pera per linee esterne, - non potendosi con-
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traslare che chi agisce col- tutto contro una parte dell'avversario, ha iniziato, per parte sua, quanto si poteva fare cli meglio; - nondimeno nel caso di un esercito battuto, che sia r itirato in un campo trincerato, la quistione cnmbia e diventa più complessa. Sarebbe vera la peoposizione del Lecomte se chi b locca un esercito non costruisse forti lince di bloeco, e se non fosse di tal forza superiore da poter bene ed effieacemente difendere le linee di fortificazioni. ila se chi blocca ha già battuto il nemico in rasa campagna ed ha forze sufficienti per guarnire e difendete lo sriluppo della linea di blocco che ogni giorno rinl'orza e perfeziona, ci pare che il problema di rompere il blocco sia molto difficile se non impossibile. -· L'esercito bloccalo non può fare che aLtacchi frontali su terreno che il bloccante avl'à reso ben nello e spaecialo, e si troverà di fronle a fortificar.ioni ben munite di artiglieria e a difensori il cui morale sarà molto alto per le vittorie riportate sul bloccato; di piL1 il difensore delle linee, nel caso di attacco ogni momento riceveri.l rinforzi dai corpi laterali, e potrà esso stesso anche attaccare ed avvolgere i fianchi dell'attaccante . - Di modo che quegli, d1e è di morale più basso, sarà obbligato a fo.re gli attacehi più difficili, qual i sono l'attacco di retto o frontale delle opere cli for tificazioni difese dal fucile a retrocarica e da numerosa artiglieria, eol rischio, nello stesso . lempo che è cosi impegnato di fronte, di essere attaccato di fianeo ed avviluppato. - Condizione veramente difficile a superarsi. l\Ia la cosa è Lutt'altra quando un esercito, non per s~onfitta patita, ma per suoi bisogni o per suoi disegni di_ guerra, si ritira intatto sotto il cannone cli un campo trmcerato. - Siccome esso ha. il morale intatto, tutti i momerlti sono opportuni per lui per attaccare il nemico;
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NOTE S01'1L.\. ALCUN[ PARTICOLAI\I
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se quindi questo cornìncia la costruzione delle sue linee, niente impedisce al primo di attaccare con la massa delle sue forze una parte sola dell'esercito nemico e di poterlo quindi schiacc'illre in nanzi cbe pcderosi soccorsi laterali possano a lui giungere, e questo è il vero caso de' Yantaggi delle posizioni centrali. D'allra parte il bloccante non avendo potuto alzare forti linee di difesa non potrà opporre grande resistenza frontale, e trorandosi inferiore di forze, le probabiliLì.i sono cbe potrà essere sfonda lo e battuto. - Si è in tali condizioni ordinarie di combattimento, che ad eguali condizioni vincerà chi ha maggiori rm:e disponibili sul eampo di bauaglia. Vi hanno di quelli, e sono mollì, i quali dicono che il maresciallo Bazaine non doveva lasciar tempo al nemico di fortifica rsi e di sempre più rinforzare le sue lin ee di blocco. Ma ciò è più facile a dire che a fare, perocchè bisogna ricordarsi che il maresciallo Bazaine s'era ridollo appunto nel campo trincerato in seguito ad una sconfitta patita, ed in seguito a due altre bat taglie indecise; ora tutto ciò aveva dovuto abbattere grandemente lo stato morale dell'esercito francese, e per rialzal'e in qualche rnoJo tale sta.lo morale erano necessari pal'ecchi giorni cli riposo, di ordinamento e di sistemazione. Ora, mentre scorrono quei giorni, il bloccante non perde tempo, alza parapetti pel' ogni dove; dispone abbattute, bauerie, ecc., opere Lulte che va rinforzando e ll)igliorando ogni giorno, ogni ora. Inoltre il maresciallo Bazaine, sernpt·cehè avesse voluto aprirsi una via di ritirata , doveva tentare la non facile impresa, procurando, se era possibile, di coordinarla col concorso del di fuori, e di più facendo approvvigionare la linea di ritirata che ideava di seguire. Perciò pensiamo che se il maresciallo Razaine si fosse raccolto nel campo trincerato, senza dare la hat-
taglia cl i Gr·a.velotte-SL.-Privat, l'and amento della guerra sarebbe stato alquanto più propizi o pee i Francesi. Il morale delle sue truppe non era stato ancora scosso, per non essere state sino allora battu te; la fidu.cia nel capo, se non grande, era sufficiente, in quel capo che, secondo l'espressione dì ]apoleone HT, a Borny aveva rotto lecha1·mc delle vittorie prussiane, fiducia clic perdè quasi interamente dopo la ballaglia di St.-PrivaL; tutto ciò considerato, è probabile che se, dopo essersi rifornito a Metz di tuLLo quanl.o abbisognava, l'operazione di aprirsi la ritirata non sarebbe stata agevole al Bazaine - pcrchè non si abbandona impunemente la propria linea di operazioni, - aveva però molte più probabilità di riuscita, e certamente avrebbe paralizzalo presso l\letz anche i corpi. che di poi formarono l'armata della )Josella. Se il maresciallo Hazaine, ritiratosi col suo esercito intatto sotto il cannone <lei campo trincerato, non fosse rimasto neghiLLoso, ma fosse stato energicamente attivo - ed in guerra specialmente ai pigri non è dato certo di essere fortunati, - egli avrebbe potuto nel giorno 18 portarsi sulla <lestra della nlosella ed attaccare le forze nemiche che erano coli1 in to rno , e siccome non avrebbe iocontr:ito che il 1° corpo e la 3• divisione di cnvalleria, non gli sa rebbe tornato diffi cile di attaccare con le forze grandemente superiori di cui disponeva. Due casi si potevano dare: O che quel corpo si ostinasse a resistere, ed allora non erano vantaggi da disprezza re quel li di battere un corpo d'esercito, di essere padroni della con trada sulla destra della Mosella e potere quindi abbondantemente approvvigionare Metz e l'esercito, essendo quella contrada molto popolata e ri cca, intercettare le principali linee di vettovagliamento e di approvvigionamenti della l" e Il6 armata e speeialrnente Ja linea ferrata di Saar-
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1\0TE SOPRA ALCU'.'il PAI\TICOUIU
brucken, impadronirsi dei magaz:dni dello esercito che ernn o alln stazione cl i Co urcelles-sur-Nied e di Rernilly, mettere lo scompiglio e prendere infine con Je grandi masse di cavalleria che nllorn non gli facevano difetto, la maggiot' porte dei carreggi delle suddeuo armate, i quali erano stati trattenuti s ulla des tra della Moselln. -Ovvero il I° corpo prussiano si sarebbe ritirato su Remilly, come ne aveva avuto ordin,e, ed in tal easo i vantaggi, sebben minori, non entno però disprezzabili. -Non si sarebbe con ciò usciti d'impaccio, ma se ne sarebbero creati al nemico, il quale non avrebbe potuto a meno di far ripassare porzione delle sue l'orze sulla destra della ~Iosella, operazione che, se egli eseguiva con poche forze, correva rischio di andare incontro ad uno scacco, o con molte, n veniva così a indebolire le forle che fossero state dìcontro a Afetz dall'oves t. - Poteva l'esereito tedesco persistere a riman ere tutto sulla sinistra della Mosella? l.\on pare probabile, perchè: in Lai caso la sua posizione non sarebbe stata molto migliore della francese; sarebbero stati due eserciti quasi ugua lmente segregati direttamente dalle loro basi. · L'alLorniamento da ovest di Melz sarebbe stato una operazione non intieramente riuscita, peroechè senza vincere una battaglia decisiva , alla quale deve tendere qualunque manovra, i risultati di un aggframento strategico sono pochi o nulli. Senza la vittoria diJiarengo la bella mano vra aggirante di Napoleone I non avrebbe dato alcun risultato. Senza la vittoria di St.-Privat anche la intelligente manovra agginmte tedesca non avrebbe condollo a nulla di reale. Perciò crediamo che s' ingannino a partito coloro i quali credono che i Tedeschi potevano fare a meno di dare quest'ultim; ballaglia; fu dessa infatti che pose il suggello alla riuscita manovra aggiran te.
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Tale caso , del resto,· era stat0 anche an tiveduto dalla preveggente mente del supremo c~mancl~ tedesco, tanto che il 17 il generale Manteuffel r1~eYè direttamente dal gran quartier generale quest'ordme: « N~l ~aso_po« chissi mo probabile nel quale, uno fra 1 g1orm_ se« o·uenti l'armata francese venisse ad attaccare tl I0 « ~orpo 'con forze molto superiori, è dato . ord_ine_ di « ritirarsi su Rem illy per coprire le com umcaz1oni ». (Il 1° corpo era concentrato co l grosso a Courcellessur-Nied). l.\on vogliam gitl dire che, qualor~ il maresciallo Bazai ne avesse agito come poc'anzi esponemmo, avrebbe restaurate le sorti de lla g uerra; sin d'allora era ciò impossibile, tante erano le inferiorità dello esercito francese rispetto al tedesco, ma avrebbe reso molto più difficili e piLt lenti e meno vc.rtiginosi i progressi dei Tedeschi. . . Se non che è giusto qui l'osservare che, se 11 Bazain_e non tentò l'impresa a cui nccennialno, v~olse~e n ~ cercare il motivo nell a i()'noranza perfetta m cui egh era della dislocazione del!' esercito tedesco . Infatti nella mattina del 17 telegrafava all'Imperatore di aver saputo che il Re di P·russia in quel gion:o. si lrov~va a Pa,nge con 100 mita uomini. Erano le notlZle del ,15, o tutto al più del ·16, che aveva ricevuto.-Inollr~, per eseguire una contromanovra non basta ave~·e 11 concetto ofosto ma ci Vllolc fermo curattere e fiducia; ora anche o ' d . senza la sconfitta di St.-Pri vat, il Bazaine era ca uto m quello stato di sfiducia e prostrnzione in c~1i si ha poca fi~ danza in sè, pochissima nelle forze che s1 comandano, e in tal caso non è possibile che si pensi a contromanovrare: non se ne ha nè In forza nè l'ene rgia. Disegni e progetti se ne fanno facilmente molti, ma all'atto dell'esecuzione si rimane perplessi ed in fine si contromanda~o, avvegnachè ogni manovra ha certamente le sue 1mpro-
60 NOTE SOPHA. ALCUNI PARTICOLAIU babilità. di riuscita; - e nel cosi fare si perde tempo cii cui il nemico profitta, e si finisce per subire e modelJarsi sulle operazioni che l'iniziativa e Ja decisione nemica impone. A pagina 743 la Relazione, parlando della posizione presa cl.ili' esercito francese e del prolungamento del 6° corpo sino a Roncourt, dopo riportate le istruzioni del maresciallo Bazaine ol maresciallo Canrobert, aggiunge che neppure il Bazaine presupponesse quel distendimento, che piuttosto egli avesse divisato far massa di forze in ordine profondo presso quel villaggio, per aver sempre prnnta, nello spazio tro St.-Privat ed il bosco di .Taumont, una riserva disponibile, facilmente maneggevole contro i possibili aggiramenti tedeschi. - Se tale era il concetto rlel Bazaine, che per vero non è bene chiaramente detto nelle istruzioni, sarebbe stato giust,o, perchè veramente non v'era alcuna ragione per non spingersi sempre più al nord. l\fa perchè fermarsi a Roncourt e non a Montois'? Perchè non giungere sino alle sponde deJ!'Orne? - Se così si fosse fatto, si ~ai·ebbe presentata una difesa frontale dapertutto molto debole, ed i Tcdesc.:hi non avevano p iù bisogno dell'aggiramento per romperla. Laddove il ·6° corpo si fosse limitato a difendere St.-Privat, come punto estremo, fortemente occupando il bosco di Jaumont, potevas i dire benanche bene appoggiala Ja destra francese. In tal modo St.-Privat non si sarebbe potuto attaccare decisivamente per aggiramento, se prima non si fossero i Tedeschi impadron ili del bosco di Jaumont, i1 che avrebbe loro costato molto tempo e sangue, tanto più che erano presi a lorn volta di fianco dai fuochi de'difensori di St.-Privat e dell'altopiano ch'è ad est di quel paese. Fu errore del maresciallo Canrobert non aver rinforzata e fortificata la sua posizione, ?Ome pe-
61 ralt.ro gli era stato espressamen Le comandato con l~istr~. · date da l\'Ietz nel giorno 18 alle ore 1, O .ant1menz10m , . diane. E veramente la ragione addotta perche c10_non s1 fece, cioè la mancanza di compagnie del gemo e del parco presso il 6° corpo d'arrr.ia_ta, non sembra~o convincenti. Perocchè, quando s1 e presso una ~iazz~ d_a guerra come Metz, nè lavoratori nè isLrument1, ne chrezioni potevano mancare. Anzi crediamo che e?~ un po' di previdenza ed attività si poteva quella p_oslZ!one rafforzare non solo con opere abbastanza solide, ma si poteva e doveva armare con qu~Jchc gross~ cannone tratto dalla cinta continua della piazza o da_ll arsenale, come benissimo fece qualche mese dopo _11 ?enerale Werder nella difesa della linea della L1sarne, o".'~ impiegò non pochi pezzi di assedio e ~otè c?si prn facilmente, con poco più di un corpo eh es~r?1to, resistere Rgli attacchi di 100 e più mila uom1111 del ge. nerale Bourbaky. Quand'anche non si fosse avn La quella prev1d_enza il giorno ,n (,t), dovevnsi certo.fare qual~hc cos~ 114~, specialmente dopo le islruzion~ perentori~ sp,ed1te dal quartier generale. Nè a St.-Pr1 vat~IVI?11to1s_~e. a lloncourt potevano mancare istrumen ti d ~ re1 u1s1z10ne con cui aprire trincee, alzare parapetti, fare . abbattute nel bosco, fortificare le case, fare qualche ~·tdot_to_ecc. [l dispaccio del Ifazaine fu scritto alle 1Oan~1rner1 ?1ane; alle 1'il doveva essere arrivato al maresciallo CanroDELLA llATTAGLlA DI Gl\AVELOTTR-ST.-PlUVAT
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• (4} Sovente accade in guerra che si crede di non aver tempo a fare una data cosa, percbè si teme che il nemico poss~ attaccar: d:. un momento all'altro, dimenticandosi sovente la massima che, co_m 1e_ne sempre me.,.lio in o-ucrra comiuciarn qualche cosa che pno riuscire "' 're;tare " inattivi ' • · 1110 · a·1 non utile anzichè .in aspettazione, ancbe a rise · " c1ie ~• · · avra' ·mt r apreso · Se 1101J si seguisse questa poter' termmare c10 . · "'" Lt erra , perocche somassima, si fini relJbe per non fare mai· mi Il.a 1~ vente dipende dal nemico la durata della inazione.
62 NOTE SOPRA ALCUNl PA!ITlCOLAHI bert, e siccome solo alle 6 pom. si pronunziò l'attacco, in cinque o sei ore si poteva smuovere molta terra, se pure era necessario che si aspettasse l'ordine dal comundo in ca po Il ! Fu errore di nazaine aver tenuta la riserva presso la sua sinistra ch'era solidamente protetlll. dai fori.i, e non verso la destra ch'era in aria. Fu doppio errore perdere una battag:ia senza avere adoperata la s ua riserva, la guardia, perchè infatti in q:uella baltuglia se la guardia tirò qualche cannonata non ebbe però nè morti nè fori ti . TI maresciullo fu indolente perchè, a vendo avuto innanzi a sè tutta la giomata del 117 e porzione di quella del 18, non percorse il campo ove aveva deciso di dare la battaglia, che doveva ess~re vitale per il suo esercito e per la Francia.
Quantunque dopo le prime ore del mattino del 18 il quartier generale principale tedesco si fosse convinto che la massa principale delle forze francesi fosse presso l\Ietz , pure il Principe Carlo non ne fu persuaso che dopo le 1O antimeridiane, causa una inesatta ricognizione di cui aveva avuto avviso, per cui solo a quell'ora spedl al IX0 corpo l'ordine di cambiare fronte verso est e di avanz~usi da Verncville verso la Folie, e, nel caso fosse colà l'ala destra nemica, di avviar la battaglia con gran fuoco di artiglieria. Cl corpo delle guardie doveva fare da sostegno al IX0 da Verneville, ed il XII° corpo r imanere intanto a Jarny. E qui bi sogna ricordai-si che se alle ore 1O si sapeva che l'esercito francese fosse sotto l\ietz, s'ignorava però quale estensione la sua fronle occupasse. Se non che dopo le 1111¼, essendo stato riferito essersi vedute truppe ed accampamenti a nord di Amanvillers, furono dati nuovi ordini al IX corpo, di ritardare, cioè, il suo at1
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63 tacco della Fo.lie fino a che il corpo delle guardie non potesse concorrervi da Amanvillers, nel. mentre che il XII0 corpo si doveva portare a S .te-IVIarie-aux-CMnes. La II· armata, a misura che scorgeva il nemico occupare posizioni più al nord, si estendeva con la su~ ala sinistra anche in quella direzione, allo scopo d1 spuntare la estrema destra nern ica. DELLA BATTAGUA DI GRAVEL01'TE-S'r . - PlllYAT
Nell'attacco del IX.0 corpo contro la Folie succedè in parte ciò che era accaduto a J\1ars la Tour, e che accadde poi più tardi a neaumont: i Francesi, cioè, si lasciarono in parte s orprendere dai Tedeschi . Infatti il generale Manstein , malgrado che secondo gli ordini non dovesse attaccare che q uando l'ala destra ne11:,,ica fosse p1·esso la Folie, aveJ:1do però osserv'ato presso A man villers un accampamento franco.se, che visibilmente era in trascurato riposo , si decise di attaccare subito e vigorosamente per nonlasciarsi sfuggire una sì buona occasione di sorprendere il nemico. Alle 1·1 3/,. furono tratti dalla batteria di avanguardia; ad est cli Verneville, i primi tiri, forieri della battaglia; se non che, il fuoco ri uscendo inefficace, le 4 batterie della 48.. divisione con le 5 del corpo si portarono un chilometro più ad est della prima posizione e cominciarono il fuoco fra le 1l 2 e le 112 i . Quelle 9 h9-tterie, scortate da i soli squuclroni di dragoni, presero una posizione ardita, anzi diremmo azzardata, ad un chilometro ad est di. Yerneville sul dorso di un contrafforte che si dirama dai pressi di Amanviller:;. l~sse si schierarono, alteso la mancanza di spazio, a scaglioni di batterie con la fronte verso sud-esl. Ivi quell'artiglieria era dominata dall'avversaria e presa d'infilata e di rovesci o, non solo molestata dal fuoco de'chassepots, ma continuamente minacciata ed assalita da forti gruppi 1
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NOTE SOPI\A ALCUNI PARTICOLARI
di cacciato ri frances i; dinanz i alla sua fronte era il casale di Champenois, a poco meno di 600 metr i, anch'esso occupato da fanteria nemica. I 2 squadroni di dragoni, esposti al fuoco inutilmente, si ritirarono più indietro nel bosco, talchè una di quelle batterie, cioè la più orientale, fu assalita ed in parte presa dal nemico. Pare che quello sarebbe stato il caso pràtico in cui i .2. anzidetti squadroni avrebbero dovuto mettere piede a terra . e fare uso delJe loro carabine come soste.crno o delle batterie, per ricacciare gli attacchi nemici e dar tempo alla propria fanteria di sopraggiungere. Rimanere a cavallo era certo un esporsi a gravi perdite J con poco frutto, nel mentre a piedi avrebbero potuto forse salvare la batteria soffrendo anco minori perdite. Quelle 9 batterie soffersero crudeli perdite; fra le alLre, la .2." batteria a cavallo perdè tra morti e feriti 2 ufficiali, 36 gregari, 10'.3 cavalli I Dopo poco più di due ore 11.~ che erano al fuoco le batterie di corpo, che erano sull'ala più orientale, si dovettero ritirare all a bella meglio dietro Verneville, lasciando qualche carro e qualche cannone nel bosco de la Cusse per cavalli morti nel tragiuo . Citiamo questo fatlo a titolo di lode e non di biasimo, per far vedere come in poco più di due ore una buona o.rtiglieria possa essere ridotta a non più continuare il suo fuoco ed a mancare di munizioni per aver preso una posizìone troppo arrischiata; ma va lodata, dicevamo, giacchè con la sola prud,~nza per guida, non si otterrebbero mai grandi risultati in guerra . I caseggiati di Chantrenne, l'Envie e Champenois forma vano una linea avanzata della posizione francese e vennero successivamen t.e attaccaii. « Il 3° battaglione del 36° reggimento, appena aveva
65 « passato accanto al castello di Vernevillè con le sue « compagnie d'ala in prima linea, allorchè queste fu« rono accolte da fitto fuoco di moschetto da Chantrenne 1 « e dalle rétrostanti alture. Il generale Blumenthal « spinse di corsa le 2 compagnie per l'aperta cam« pagna. contro la masseria che, abbandonata dal ne« mico, fu invasa ed occupata nel mentre le allre 2 « compagnie s'erano avviate lungo il lembo nord-oc· « cidente del bosco di Genivaux e giunsero poco dopo I « anch'esse in Cbantrenne ».... .. Ecco un esempio \ di un battaglione che attacca con 2 compagnie direLtamente una posizione e con 2 compagnie la gira, coprendosi col bosco; queste 2 ultime compagnie non ) ebbero agio cli agire perocchè il nemico fu molto sollecito a ritirarsi. Per proteggere ['artiglieria di cui sopra furono mandate 2 compagnie contro la masseria l'Envie, tenuta dal nemico forse come posto avanzato; que!le 2 compagnie furono, sotto il fuoco di fanteria nemica, guidate in una bassura al sud-ovest di quella masseria donde mossero verso le 12 1 12 all'attacco. Allora il debole presidio francese abbandonò quel posto, e le 2 compagnie prussiane prepararono a difesa .i fabbricati e il giardino. Il nemico sloggiaLo fu accolto da più forti drappelli appostati a poche centinaia di passi dal casale da cui tentarono più volte, ma inutilmente, di riprendere la rnasseria. Si fu quando, dopo la ritirata dell'artiglieria di corpo del IX giunse la fanteria che, vedendosi i grav i danni. che venivano dal lasciare in mano al n~mico il casale di Champenois, fu deciso di attaccarlo. L'attacco fu preparalo col dirigervi il fuoco delle 2 batterie rimaste in posizione ad est cli Verneville e cli 11 a cavallo assiana allora sopraggiu nta; così si pose tosto in fiamme il casale, che venne dipoi assalito da u n. DELLA. BATTAGLIA DI GRAVELOTTE- ST.- PlUYA'f
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AN:-iO xx. Yor. iv.
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67' "l'attacco di l'Envie fu fatto da 2 compagnie che vi si portarono direttamente : ed infine, l'att~cco di C~ampenois fu preparato prima dal fuoco d1 4 batterie ~d eseO'uito da un battaglione che si era portato a l'Env1e 0 per prendere di fianco e minacciare la ritirata dei difensori . I l?rancesi fe cero bene di occupare le tre masserie .sovradeLLe , per dar tempo al corpo principa.le d i prendere poiizione, e fecero anche ~ene a n~n ostinarsi a volerle difendere, quando le videro seriamente .attaccate . Dappoichè essi avevano scelto per principale loro linea di difesa quella ch'era seg.nata da Leipzig, la Folìe,· Montigny-La G-range, Amanvillers, era ben_e non sciuparsi in conati separali nel fare forte reststenza nelle suddette masserie. La difesa, come l'offesa, va conce~itrala sui punti principali; qualunque altro sforzo non r iesce che a detrimento morale e materia.le della vera difesa. Non fecero per altro bene i Francesi quando occuparono le loeo forze in piccoli e momentanei ed. inuti li eontrattacchi , anzichè in uno poderoso b~ne ?rdinato e diretto. DELLA BATTAGLIA DI GRAYEl,OTTE-ST. - PRlVAT
66 N01'E SOPRA ALCUNl PARTlCOLARI batl:-1glione del 2° reggi.mento assiano che, schieratosi in due linee, si avviò alla volta della masseria l'Envie, giò. in possesso de' Prussiani, e, fatta una conversione a sinistra, procedette contro Charnpenois. - La 1a e · 2a compagni.a si portarono di corsa su quel casale già in fiarn me; il presidio francese, già scosso dal fuoco di artiglieria, minacciato di fianco, non aspettò l'assalto, e gli Assian i irruppero nella masseria alle calcagna de' Frances i, la occuparono ed aprirono il fuoco contro il nemico in ritirata. Se prima si fosse pensato · ad impadron irsi di Champenois, si sarebbe evitata la per.dita di una batteria, e forse la ritirata dell'artiglieria di corpo. · A pag. 638, 6,H, 647,650 della Relazione ufficiale, - e in altre relazioni, é detto che i Francesi tentavano sovente contrattacchi parziali con singo li drappelli isolati. Se invece quegli attacchi fossero stati coordina ti da un peusiero solo ed eseg uiti con forze sufficienti, e fossero stati p iù genera li, avrnbbero potuto conseguire qualche vantaggio, e conseguitolo, si sarebbe potuto conservarlo, mentre che così isolati e parziali a poco o nessun risultato menavano. Quei tre casali o masseri e formavano una specie di linea avanzata àella fronte del'corpo di Ladm iraul t, ed occupa vano tre vallette per cui si poteva accedere sino ad un certo punto al coperto alquanto più vicino alla linea di battaglia francese. Chantrenne dista un 800 metri da l'Envie e questa un 400 metri da Champenois. - A 500 metri più al nord di Champenois si trovavano le 9 batterie del 1X0 corpo che d ipoi ::;i ridussern a 4. L'attacco di questi tre caseggiati presenta tre esempi particolari: - l'attacco di Chantrenne fu eseguito da 2 compagnie che attaccavano direttamente e 2 compagnie che giravano peì sud e pel bosco la posizione:
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Fraltanto che ciò succedeva all a 18"' divisione destra del IX0 corpo, le 4 ba tterie della 25a divis_ione con una batteria a cavallo si portarono a -cavaliere della strada ferrnta ad est di Habonville protetta dalle truppe della 25a divisione (cioè l'altra divisione del IX corpo). Qu indi per ordine del comandante la II" armata v~nivano rinforzale di 2 batterie del II1° corpo le 4 nmnste sul dorso del contrafforte ad est cli Ve rneville, e i altre batterie anche del II1° corpo si stabilivano a snd-est di Verneville; dimodochè lo scacco sofferto dall'at'ticrlieria venne prima. delle 5 pom. riparato con tan ta so;erchianza di forze, che le batterie frances i si ridussero quasi affatto al silenzio. Così stando le cose, 1
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NOTE SOl'RA ALCUNI PAR'rJCOLARI
dopo le 4 % anche la fanteria tedesca e la francese cessarono dal combattere, e solo l'artiglieria tedesca tirò quando qualche buon bersaglio le si offriva. Pu una specie di sosta di cui avevano bisogno ambo le parti. · Quai-i nel lempo stesso, più al nord, veniva iniziato l'attacco del villaggio di S. •• Marie-aux-Chènes dalla guard ia reale e dai Sassoni (XH 0 corpo). Dello attacco· era stato ben prf:parato, facendo convergere sul villaggio il fuoco di U batterie della guardia e Sassoni; e quando si vide che le truppe che difendevano il villaggio (il 9&,° reggimento) erano scosse, quantunque appoggiate p iù indietro da altre truppe, fu dato l'assalto da ovest, sud- ovest e da nord-ovest che riusci 1 perfettamente e ·con_p oche perdite. J\iosser~ all'attacco t , verso le 3 pom . in va rie linee 15 battaglioni, di cui 7 prussiani ed 8 sassoni. I difensori, giù scossi dal fuoco dell'artiglieria, non poterono sostenere l'in1peto di quella massa soverchiante, la q_uale, senza trovare resistenza di qualche momento, attraversò il villaggio sino alla cint~ orientale, facendo qualche centinaio di prigionier i. L'artigìieria della guardia, essendosi avanzata verso est, prese a hersaglio l'artiglieria francese al sud di St.-Privat., e la tidusse poco dopo le 4 pom. quasi tutta al silenzio. Verso le 4 i anche da questa parte vi fu una sosta al combattimento, l'artiglieria però con tinuò con fuoco misurato contro i bersagli più ap pariscenti. Anche i Sassoni, che avevano portate 1:2 batterie in posizione, verso le 5 fecero sosta .
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Tra le 4 1 [2 e le 6. stavano al nord di S.1•-nfarie 112 bat~ terìe sassoni, ed al sud 12 delle guardie prussiane. Quando fu visto che le posizioni nemiche si estendevano anche al nord di SL-Privat, fu ordinato al XH 0 corpo 1
69 ' ,di avvolgerle per la des tra, ma a sua volta il corpo ora detto, giunto che fu a S.10-lUarie aux-Cbènes e d al bosco ad est di Aubouè, vedendo che il nemico occupava Roncourt e fors e Montois, ordinò che una divisione si portasse ancora più al nord per girare lUontois la l\iontagne dal nord. In una parolu, lo spiegamento si era fatto estendendosi sempre p iù verso il nord, di modo che. il IX0 corpo, che da principio doveva rappresentare corpo girante, fu poi prolungato dal corpo delle guardie che dovevano girare per Amanvillers; e siccome il nemico si estendeva anche più al nord, il corpo sassone si spiegò sulla sinistra della guar·dia per girare per Roncourt, e siccome anche Roncourt era occupato, una divisione del corpo sassone ebbe l'incarico di avvolgere la destra francese girando al nord di l\lonlois. In ultima analisi, il corpo a vvolgcnte si ridusse poi alla sola 48" brigata sassone, a 3 batterie d'artiglieria e ad una divisione di cava ll eria con la sua batte11ia; forze in verità piuttost o deboli, se si considera la poca utililà che poteva recare la cavalleria in quei terreni. :Se veramente l'esercito fran cese avesse appoggiata la .sua destra a Montois, tale forza non poteva essere ·sufficiente per ottenere un effetto decisivo, perocchè non bisogna dimenticarsi che dall'effetto di quella mossa dipendeva l'attacco gene!·ale frontale, . e quindi la decisione della battaglia . Quando quei movimenti di fianco o giranti son fatti con forze relativamente deboli , non sarà dit1ìcile contrastarli con la riser'va stessa del corpo ,d'armatù, alla quale sovente converrebbe, anzichè attendere che il nemico compia a suo beneplacito la manovra girante, muovere risoluta essa stessa all'offensiva, e così sconcertare i disegni del nemico ed i progetti dell'attacca nte, paralizzandone in parte l'effetto; e così, anzichè essere sorpresa, sorprenderebbe, · spo.stando il punto di combattimento su quell'ala. Riescono DELLA OATTAGLJA DI GRAVELOTTE-ST. - PIUVA.1'
DL GRAVELOTTE- ST.-PRIVAT 7•t 0 indi prese posizione l'artiglieria dell' YJII • corpo tra Gravelotle e la Malmuison ad un 600 metri ad ovest della strada che congiunge quell e due località. Dimodochè verso 11 ora pom. 7 b3t1.erìe del VI1° corpo ed ·1 ·1 dell'VU1° erano in azìone ( 108 pez1.,i) dinanzi alla fronte della l" armata. L'artiglieria clell'Vlll° corpo, cbe controbatteva Point du Jour e Moscou, tirava a grandi . distanze, da 2600 a 3000 metri, fratlan~o che la fan teria cacciava i tiratori francesi ch'erano sul lembo occidentale del bosco di contro a Gravelotte. Non fu molto difficile la conquista di detto lembo di bosco, né tampoco di scacciare il difensore dal bosco slesso; ma quando si fu giunti a conquistare la :alle del Mance ed il margine orienta le del bosco e s1 v_olle verso le 2 pom. procedere olLrc verso la linea Pornt d~ .Jour _e Moscou, una fitta grandine di proieuili di ogm spec1~ impedì di procedere, locthè indica vu chr- il bosco _eras1 solo tenuto da i posti avanza ti, ma non veramenLe d1feso . Dopo attraversata la valle del Mance, diflìcoltà mag- . giori e maggiori resistenze inco?t_rò l'ala sinis_tra ,del~ l'VIH0 corpo; anzi l'estrema s1111stra non nu_sci ne allora nè poi a potersi impadroni re del la parte onen~a le del bosco di Genivaux: per altro non v 1 furono impiegate che 9 a ,io compagnie, che da u ltimo _furono aumentate a 44. Questo progt'esso della fanten a permise all'artiglieria del Vll0 e Vlll0 corpo di avanzare e prendere a poco a poco posizione ad est della stn)da Gravelotte-~Ialrnaison, Gravelotte-Ars, ed in tal modo tali batterie si avanzarono per più di 11000 metri verso est. Ouesta avanzata aveva permesso di portare al fucco alt1:e batterie, e così l'Vlll° corpo ne spiegò 1 ·1'. pit~ una delle divisioni di caval leria, ed il VII0 ,tO, s1cche si trovarono i~ balleria 13~ pezzi; le distanze dim inuite resero più efficaci gli effetti dell'artiglieria, per cu 1 DELLA BATTAGLIA
70 'NOTE SOPRA. ALCUNI PARTICOLARl solo queste manovre; anche fatte con deboli forze,. quando chi le adopera, come era il caso di ·st.-Privat, ha già guadagnato un gran de ascendente morale sull'avversario. (Pag. 69ci.). Verso le o pom. tra il Jlois de la Cusse ed i boschi ad est di Aubouè erano al fuoco 180 cannoni tedeschi, cioè Hl batterie sassoni a sinistra, 12 delle· guat'die al centro e 6 <lei IX0 corpo a destra e più al sud altre ,J 3 batterie, all'ovest di Chantrenne e all'est di Vernf;ville, del III 0 e IX corpo. Di contro a così po derose forze era quasi affatto ammutolita l'artiglieria, francese di gran lunga inferiore cli numero; essa serba va il suo fuoco all'imminente attacco della fanteria tedesca . Savio divisamento stante la inferiorità d'artiglieri a non solo numerica ma cli qualità; era q uella buona tattica da imitarsi in casi consimili e quando si è sulla difensiva. 1
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(Pag. 695). Il X corpo, come gli al tri, per ordine del cornando in capo marciò nel seguente modo: Le 2 divisioni l'una dietéo l'altra, le batter ie ed i carriaggi. per le strade, la fanteria per i campi in colonna sul • centro, l'artigl ieria del corpo dietro la divisione di tesla. Quando si è molto vicini al nemico questo è modo da prescegliersi tuuavolta che le località si prestino. 0
Anche la l" nrmata aveva avuto l' ordine d:i aprire · il fuoco d'artiglieria, però di non attaccare che quando avesse attaccato il 'lX0 corpo, il quale era alla sua sini.stra. Verso le 4'.2 i il generale Ste inmetz fece cominci are il fuoco all'artiglieria; prima quella del VII0 corpo al sud di Gravelotte e ad ovest della strada Gravelolte-Ars,
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NOTE SOPRA ALCUNI PARTICOLA!\[
quanLe baLlerie nemiche si mostravano furono o ridotte al silenzio o impedite di appostarsi. (Pag. 718). L'artiglieria francese non potè far testa a così podero.sa soverchianza, il suo fuoco andò sempre più diminuendo, cosicchè le ballerie prussiane poterono volgere i loro tiri sulle masserie cli Moscou, Point du Jour, SL-lluberL che furono tempestate di granate. La masseria St.·Hubert, ch e sporgeva sulla fronte della li nea di battaglia francese per 4 a o cento metri, era stata in parte fortificata ed era difesa dal 69° reggimento. Appena i Prussiani ebbero guadagnato il margine orientale del bosco che è ad ovest di St.-HuberL diressero i loro sforzi su detta masseria come primo' obbiettivo; aiutati quindi dal fuoco efficace e preponderante della loro artiglieria, ch'era ora da H-00 a 1500 metri distante, si spinsero all'attacco, che il presidio non aspetlò, perchè già molto scemato e scosso dal fuoco di fu cii eri a ed artiglieria; esso si era con gravi perdite ritiralo pel giardino nelle retrostanti linee, lasciando pochi prig ionieri illesi nelle mani degli assali tori. SL.-Hubert venn e in mano ai Prussiani po.co dopo le 3 pom. e fu subito posto mano a guernirlo di dife1tso1·i ed apparecchiarlo a buona difesa per assicurarsene il possesso; buo 11a e sa via precauzione che vediamo sempre seguire dall'esercito tedesco. Così stava operando la compagnia pionieri per mettere in assetto di difosa Gravclolle, e più al nord il villaggio di Verneville - così !'Envie .. ... Inlanlo a St.-Hubert e vicine petriere accorrevano truppe di vari reggimenti e divisioni, sicché vi si riunirono là presso circa 4'3 compagnie di 6 diversi reggim enti. Quasi nello stesso tempo furono temati gli attacchi verso Poinl du Jout· e Moscou, ma sempre in,farno.
DEf,LA BATTAGLIA DI GnAYELO'CTE-ST .-PRIVAT
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Con gli allacchi fatti e riusciti, i Tedeschi avevano respinto tutte le truppe avanzale della linea di battaglia francese, eccello peraltro la parte orientale del bosco di Genivaux ch'era e rimase sempre in mano ai Francesi. Verso le 3 pom. il generale Goeben, comandante J'VIIl° corpo, vedendo che il combattimento progrediva lento cd oscillava, si persuase della necessità di rinforzare le trnppe com.battenti, per cui ordinò alla 3,fl brigata di passare la valle ed aiutare la 15a di~isione nella direzione di Moscou. Nello stesso tempo mvece il generale Steinmetz, comandante la P armata, credendo che i Francesi fossero in piena ritirata, diede le disposizioni come per raccoglie1·e i frutti della vittoria: ordinò quindi alla 11a divisione di cavalleria, più a un'altra brigata, di avanzarsi per la strada maestra al di là di SL.-Hubert per essere alla mano per inseguire il nemico; alla 26a brigata, ch'era ad Ars, a~laccasse Vaux, cioè la sinistra fran cese; che le ballene del VII 0 corpo per la strada maestra andassero a coronare la sponda orientale del Mance a sud della strnda maestra; a sostegno di essa fu destinata la 27 .. brigata. Quindi, dice la Relazione ufficiale, venivano avanzandosi truppe, alcune col solo scopo di recare soccorso, altre per decidere la vittoria. Verso le 4 pom. si avanzarono sulla strada maestt·o Gravelotte·St.·Hubert 4 batterie di corpo del VII 0 ; le altre 4 batterie, non a.vendo potuto prendere posto nella colonna, si ritirarono, alcune in posizione, e le altre in riserva (?) dietro Gravelolte. Seguirono quelle 4.- batterie la ,ia divisione di cavalleria con la s11a batteria, ed inoltre altri 2 reggimenti ussari; in coda vi erano in colonna i 3 battaglioni del 2~0 reggimento che, per ordine Jel comandante l' Vlll0 corpo, si portarono a rinforzare , come abbiamo detto di sopra, la linea di fuoco a nord di St.-Hubert, mentre che l'altro
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NOTE SOPII:\. ·AtCUNI PARTICOLAR!
reggimento della brigata (il 69°) si avanzò verso il bosco di Gcnivaux, e 2 battaglioni del 39° reggimento scesero nella va11~ del 1\~a~ ce a sud della strada maestra per appostarsi sul c1gl10 orientale della valle. Ma delle 4 ballerie 2 sole poteronsi mettere in pcsizione e rimanervi, cioè, una presso i giardini di St.-Hubert, e l'altra innanzi al margine orientale del bosco a sud di SL-H ubetL; l~ _L~rza cl~e a vev~. pres_o pure posizione, dopo pochi tm fu obbli~ataa r1t1rars1, abbandonando qualche pezzo; la quarta non polè neppurn sboccare. Della divisione di cavalleria potè sboccare a sud di St.-HuberL solo il 4° reggimento ulani e spiegarsi, non senza aver subìto serie perdite; nulla potendo intraprendere, si ritirò anch'esso, co me potè, parte pc! bosco, e parte per la strada maestra: gli altri 5 reggimenti di cavalleria fra la calca ognor erescente sulla strada non tentarono neppure di sboccare, ma fallo dietro frome si ritirarono. là donde erano partili. Tullo ciè> avvenne dopo che 1! fuoco d'artiglieria e fanteria francese, che era prima della sopraàettn. mossa grandemente diminuito aumentò e si fece intenso al vedere prepararsi u~ attacco generale, avvegnaché le truppe che tenevano la posizione princ ipale, erano tuttora, secondo la Relazione, pressochè ill ese. )la la ritirata di queste tl'Uppe tedesche produsse due effetti; lrasfuse nei Iì'rancesi, stati sino allora inattivi, audacia di attacchi, per cui si avanzarono arditi; ed i drappelli tedeschi, che si erano inoltrali al di là del margine ori entale ùel ,bosco, per contro non tennero più f~r~o. ~<l alcuni si ritirarono al margine suddetto, altri s1 nt1rarono sin nel fondo della valle del ~Iance, e lp. linea de' tiratori francesi si era avanzata cl i tanto eh~ i suoi proietti giungeva no sulle artiglierie che erano innanzi u Gravelottc. Ciò succedeva verso le 4 1/ , pom. Se non che in quel momento, a fre-
DELLA BAT'fAGLIA DI CllAVELOTT.E-ST. - PRIVAT
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nare l'impeto de' contrattacchi spicciolali francesi e la ritirata cle' Tedeschi, sopraggiunsero mano mano i rinforzi di fanteria: a sud della strada il 39° reggimento, al centro il 29° ccl al nord il 69°; ma questi rinforzi, specialmente quelli del 29° reggimento, nùn poterono giungere che stentala.men te, a cagione clell' ingombro forma tosi su lla strada maestra per quello andare e venire di artiglieria e cavalleria, ed altrove per le mosse in ritirata de' vari drappelli della ·1o" divis ione dell'YIU 0 corpo. Dunq"ue prima delle 4 pom. la battaglia procedeva abbastanza bene verso la destra prussiana ad est di Gravelotte; si erano scacciale tulle le linee de' posti avanzati frances i, :;i era padroni dell'orlo orientale del bosco della valle ciel Mance, si era conquistata gran parte del bosco di Genivaux, si erano guadagnate alcune posizioni e cave di pieLra inna nzi alla ripa orien tale del bosco del Mance, si c1·a occupata la masseria di St.-Hubcrt, ch'era un primo obbiettivo importante e che dava un for te appoggio alla difesa come all'all.acco di quel teneno, e si erano faui vari tentativi per espugnare ~Ioscou: 22 batterie si erano stabilite ad est di Grave lolle, che avevano ridoLto al silenzio le batterie frances i; insom ma si proced eva lentamente, mas i procedeva; solo si aveva bisogno, sulla linea aYanzata, di un rinforzo di fanteria. Si era. ricevuto (pag. 72'1) un rapporto del generale v. Wedel, che si trovava sul posto, nel quale rapporto era espressa l'opinione che nelle condizioni di quel momento una aggirata sull'ala sin-istra francese avrebbe avuto per e[etto la conqu ista delle alture da essa tenute. )la tale buono avviamento all'attacco fu perduto, e si perderono ben anche le posizioni più ad est del bosco per essersi portata innanzi tanta truppa e specialmente tanta cavalleria ed artiglieria ammassata sulla strada maestra. - li critel'io che aveva guidato il èomanclo della 1~ arma! n.
76 NOTE SOPI.\,\_ ALCUNI PARTICOLARI era abbastanza giusto . - Infatti le artiglierie francesi tacevano o si riLiravano, men vivace era il fuo co della fanteria, truppe si ritiravano da St.-Hubert, tutto ciò poteva far credere ad una prossima ritirata. D'altra parte però bisogna va tenere conto altresì che i tentativi di atlacchi fatti su \lloscou e Point du Jour erano stati sempre risolutamente respinti; bisognava perciò dare maggior importanza al rapporto del generale Wedel che opina va, egli è vero, che un attacco aggirante per la sinistra francese avrebbe avuto buon effeLto, ma con ciò dichiarava implicitamente-e lo diceva chi era sopra luogo - che un attacco frontale non era possibile in quelle condizioni ed era da sperarsi solo in un attacco aggirante; sarebbe· stato quindi necessario attendere che si fosse pronunciato l'aLtacco d'ala e che dippiù il suo effetto si fosse fatto sentire verso Point du Jour, e pensare che S.te-R.uffine, Jussy distavano ben due chilometri e mezzo . Bisognava altresì che si conoscessero meo·lio le condizioni topografiche di quei siti, ed a ve vasi t~tto il tempo di far delle ricognizioni; dappoichè l'effetto dell'attacco girante non si sarebbe potuto far risentire se non dopo qualche tempo. Queste ricogn izioni avrebbero fa_tto pal_ese che non v'era punto spazio coperto ove actunarv1 un grosso corpo di cavalleria, e che inoltre, quando anche lo si fosse po tuto radunare, e quantunque il terreno fosse innanzi a dolce declivio e spacciato, nondimeno le linee francesi ei~ano dietro trincee e par,1petti che in alcun n1odo la ca valle ria non avrebbe p_otuto attaccare, e che se i Francesi si ritiravano, le ultime retroguardie avrebbero teso impossibile l'attacco della cavalleria, dacché esse avrebbero poluto tener fermo al margine occidentale del bosco cli Chatel-St.-Germain. Quind i anzichè fare una adunata di cavalleria si sarebbe fatta più facilmente, e ..con miglior consiglio, una di fanteria.
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77 Il VII corpo, eccetto la brigata v. d'. Goltz ch'era riunita verso Ars, aveva le sue un ità tattiche di brigata tulle rotte e frammiste. Infatti vi erano 5 battaglioni nel bosco di Vaux al sud della gran petriera di Point du Jour, e di questi 5 battaglioni 4 uppartenevano a 2 brigate diverse, ed il baLlaglione cacciatori al 1.:orpo d'armata; verso le 5 porn. troviamo solo il 39° reggimento in combaLtirnento al margine orientale dell a valle del Mance che giunse colù molto opportunamente, cioè nel momento del disordine dianzi citato, nel mentre troviamo in riserva ud ovest · della detta valle ed a sud di Gravelotte e a.d est, il 73°, 74°, 77° reggimento ed un battaglione del i:>3°, i quali tre reggimenti appartenevano a tre brigate. - Sino alle 7 pom., all'infuori dell'artiglieria di corpo e divisionale e del 39° reggimento, niun'a.ltra trnppa. di questo corpo era entrata in linea ad est di Graveloue. - Pèr cui pare che questo corpo nella battaglia si sia mostrato meno auivo e meno intraprendente dell' \TIII0 • - Fu verso le 7 porn., dietro ordine del comandant'3 la l" armata, che furono mondati all'attacco 4 soli battaglioni, rimanendo indietro gli altri 6, dei quali 4 baLtaglioni uno, tenendosi troppo al nord, si distaccò dagli altri e concorse coll'VIJ1° corpo allo attacco, gli altri 3 cli":' ressero i loro sforzi contro le grandi pctriere, ma non poterono proseguire, essendo sopraggiunta. }a notte, e si ricoverarono nel bosco. li VII 0 corpo perdè nel la battaglia tra morti e feriti 39 ufficiali, 82 11 gregari, nel mentre l'VII1° perdette 1178 ufficiali , 3085 gregari. - Pare adunque che se il VII 0 corpo avesse attaccato contemporaneamente e con pari energia dell' VIII°, un qualche maggfore vantaggio si sarebbe ollenuto, - Dì più vedremo che piLl tardi il 11° corpo venne impegnoto di notte, senza che conoscesse punto le località nello attacco della li nea .Moscou-Point DEl,LA BATTACLTA DI GT\AVELOT1'E- ST.-PRIVAT
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:'iOTE SÙPIIA ALCG.NI PAI\TICOl,AlU .
79 L'attacco del bosco cli Geni vaux, cominciato dal nGrd-0vest da 6 compagnie del IX corpo, e da sud da 9 a 1O compagnie dell'VIT1°, verso le ore 7 pom. era sostenuto al nord- ovest da 8 a 9 compagnie e dal sud da 14 compagnie dell'VHI0 • - Quasi tutte qu~ste .truppe stettero al fuoco dal principi o della battagha srno alla fine a notte inoltrata, fecero pochi progressi e moslra;·ono molta fo rza di resistenza. - 'Cgualmente si conlennero i Francesi che difendevano 9uel bosco, . locchè mostra, che quando un bosco si occupa bene, è difficile attaccarlo, ma nello stesso tempo presC'nta sufficienti ripari da poter protrarre per lungo tempo il comballirnenlo. Pare che i Francesi non avessero rafforzato il bosco con abbattute, ch'è pure una delle migliori dife~e de~ boschi e di cui fanno grande uso e con ragione 1 Tedeschi. DELLA BATTAGLIA JJI G.RAVELOTTE-ST.-PlUVAT
du Jour, nel mentre sarebbe stato più conveniente ad·operare le forze del YI1°, che si trovavano colà dall'alba, e che aveva an,;ora disponibile la forza di una brigata i.o riserva. L'VlI1° corpo, rinforzalo solo da un reggimento del Vll° (39°), occupava una fronte di quasi due chilometri e mezzo; se questo lo avesse più efiicacemente coadiuvato dal snd, avrebbe potuto alquanto più estendersi verso nord e forse prendere il contatto col JX. corpo, poiché è da avvertire che tra l'ala destra del IX0 e la sinistra dell'VIII0 esisteva una lacuna <li quasi un chilometro, discontinuità che ebbe sicuramente effetto non buono, poichè se l'l-lttacco del bosco di G-enivaux, che fu fotlo dal nord-ovest e dal sud, avesse potuto farsi anche da ovest, è più che probabile che i Francesi non avrebbero resistito, ed allora la divisione Metmun avrebbe dovuto portare tutti i suoi sforzi da quella parte. - Di più col contallo dell'\"lIL0 e IX0 corpo si sarebbe arnlo un migliore insieme nell'azione. - In ogni modo, si.ccome era importante prendere il contallo, lo si .sarebbe potuto ollenere facendo interYenire qualche frazione del 1Il0 corpo ch'era in riserva appunto ad ovest del bosco di Genivaux. - Così si sarebbero evitati due mali. - Si rese <liflkile l'attacco del bosco perchè YÌ furono impiegate poche truppe, e l'attacco non essendo stato eseguilo da tulli i iati, fu ogevole per conseguenza la difesa ai Francesi; in secondo luogo, più tardi, verso le 7 pom., quando il Ill0 corpo com inciava a muoversi pce rinforzare l'attacco che partiva dal bosco de la Cusse, fo arrestalo perchè i movimenti del nemico fecero temere uno sbocco offensivo elci medesimo precisamente nello spazio vuoto tra la l°' armata e la 11n. - Dunque non si scacciò il nem ico dal bosco, e s'immobilizzò un iutiero coq)o <l'armata per guardarne lo sbocco. 0
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L'VIII0 corpo, rinforzalo da un reggime~lo del VI1~, occupava una fronte, nè lnlln continua, d1 3000 passi, cioè di quasi 2300 metri, fronte niente affatto troppo distesa; nondimeno entrarono in linea tutt~ e 4. le sue brigate , e sull'ora tnrda dovè essere rmforzato e sostiluito da tutto il ll0 corpo. Quella fronte era Late che, con le sole forze dell'VIII@ corpo si pote.va a~·er:' non solo una prima linea spiegata a rangh'. ~hmst'. ed una seconda linea, ma benanche una nsena <lt maggior forza. ì'\ullam~no dopo le 7 di sera fu m~sLieri rilevare le forz.e di quel corpo con altre del Il . Ciò mostra ad evidenza il gran logoramento che produce il fuoco, 11onchè lo scompiglio che na~uralme.~te si rrenera nella truppa, e le difficoltà grandi che s .mco;trano neO'li allacchi. In quello spazio furono sm~ 0 alle 7 pom. adoperati 26,0.0? uom_ini e dopo le7 ~Itri 24,000 del II0 corpo. Ebudtst che 11 grosso delle forze
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DELLA UATTAGLIA DI ClìAVELOTTE-ST.-PIUVAT
NOTE SOl'JlA ALCUNI l'AR'rICOLARl
non comballé su tutla quella fronte, ma solo su di una di meno di 2000 passi, cioè ,J 500 metri! Nè si sono contati i 6 battaglioni del VII" corpo che rimasero sulla destra del Mance. - Cioè vi erano un 16 a 17 uomini per ogni pnsso di syiluppo della fronte !
Quand'anche tale posizione avesse i vantaggi notati, si capisce bene come, essendo cominciato l'atta cco, riuscisse alqu anto difficile e lungo tale spostamento per andare a prendere la suddetta posizi one; nè prima potevasi prevedere la sua efiìcacia ed utilità.
La :26• brigata v. d. Goltz del VII0 corpo, ch'era rimasta ad Ars per garantire ed assicurare la valle di Mosella e quindi proteggere le lince di comunicazione del. l'esercito, ebbe verso le .i, pom. l'ordine di attaccare la sinistra. fran cese. - Ossel'va bene la Relazione (pag. 7.49), che l'attacco di una sola brigata con una sola batteria non poteva avern un risul tato decisivo, rna poteva tutto al più tenere occupate altrettante truppe nemiche, sebbene, a detta della stessa Relazione, abbia prodotto un gran ri sultato , cioè di ri chiamare l'attenzione del maresciallo Bazaine che, nel giorno 18 come nel 16, si preoccupava principalmente di essere distaccato dalla piazza, qnantu nque la sua sinistra fosse a portata de' cannoni de' forti distaccati. - A giudicare ora, cioè dopo il fallo, sembra. che se la destra tedesca fosse sta.la alqu anto più forte, specialmente in artigli eria, sarebbe stata molto più utile. Facendola piì1 for te, si garanti va and1e meglio la valle della ~Iosella ; oltreché si sarebbe polnto spi egare un attacco di artigliena p. es. sull'altipiano ai sud della gran cava di pietra, eh' è al sud di Point du .lour, spiegare, cioè, l'artiglieria accant9 e ad ovest della posizione che occupava il 53° reggimento nel bosco di Ya.ux, poichè sembra. che tal e artiglieria in posizione dominante, e prendendo cli fianco e di rovescio le posizioni del 2° corpo francese, avrebbe potuto avere una non piccola influenza sull' es ito del combattimento dirim petto alla posizione della. I.. armata. - L'artiglieria avrebbe forse poluto esservi <liretta per le i\Ioulin de Mance.
La 4," brigata del I0 corpo, chiamata da.I generale Stein metz, che si avanzò per la des tra dell a Mosella, prestò un soccorso diremmo piuttosto morale che effettivo, perocchè dessa si fermò verso Augny, e la sua balleria presso la masseria Orly, d' onde ap rì il fuoco contro S.' -Ruffine, cioè a più di 3 mila metri; e!feLto materiale nullo, e!Ietto morale piccolo . .Posto che la batteria. non abbia trovato altra posizione più conveniente, se la fanLe ria, invece di mandare una sola compagnia, si fosse portata più numerosa verso ~laison Rouge, avrebbe cagionato molto maggiori danni ai Francesi.
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L'attacco della. brigata v. d. Goltz contro S...-Ruffi ne è un buono esempio di attacco di brigata contro brigata. Noti amo, pe r semplice curiosità, che i cl ue attacchi d'ala fatti dai Tedeschi in questa battaglia non sono stati folli che da una brigata per parte. Verso le 7 pomeridiane, nel meHlre si avanzavano le truppe de[ VIl0 e V.II1° corpo, di Cli i abbiamo di sopra parlato, cioè t battaglioni del Vll e l' ullima. brigata dell'VUI0, per attaccare e fa.eilitare cosl l'atta.eco della 11" arri"iata. di cui si sentiva il vivo fuoco, i Francesi ricomin ciarono un vivissimo fuoco con risoluti contrattacch i i quoli fecero cli nuovo indietreggiare i Tedeschi sino al margine orientale del bosco della valle del Mance, sebbene vani riuscissero i loro sforzi per riprendere St.-Hubert per essere sopraggiunti in tempo 0
Àl'iNO Xx , \'l)L. IV.
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82 NOTE SOPl\A AT.CUNI PARTICOLARI opportuno i rinforzi. Tale vivo fuoco, la ritirata delle truppe che erano più innanzi, l'oscurilà della notte che cominciava, produs::;ero una grande confusione fra le migliaia d'uomini. che erano dietro a St.-Hubert al coperto nel sentiero incassato Questa massa di soldati sbandati , quando cominciò l'attacco nem ico, presa da panico si precipitò confusa verso lo strett), la strada s'ingombrò, e la confusione grande si aumentò per due avantreni slrascinati da cavalli feriti e senza conducenti, che vennero ad urtare con rumore in quella massa . Alle spalle dell'VII1° corpo si era comunicalo questo panico; vetture e soldati del treno, conducenti cavalli a mano, che trovavansi a GraveloLLe, si misero in foga su Rezonvi ile. Fraltanto una porzione del ll° corpo seguiva dappresso, lungo la strada maestra, i rinforzi della 1a armata, e alcuni si spinsero sino a St.-Hubert ed altri si sp iegarono a sud della strada maestra. Un fuoco lerribile accolse queste truppe; arrivate snl far della noue, non conoscendo punto il Lerreno , altre truppe di questo cotpo che gi1,1ngevano per di dielro, ingannate dall'oscurità fecero fuoco su quelle che et'ano innanzi. Qualcuno dei corpi delle truppe nuove arrivate, non rendendosi ben conto della situazione, tiravano in tulle le direzioni, e ci vollero gli sforzi riuniti di tutti gli ufiiciali pet fal'lo cessare e ristabilire l'ordine. Fll tale la conl'usione cl1e si creòeLLc persino che St.-Rubert fosse caduto in mano dei Francesi. Una buona trovata. si fu, per frennre tali equivoci , di for.:. mare ( pag. 76 1), per quanto era possibile, mucchi compatti di truppe pet la pugna notturna. Così ii 4'.2°· fu steso in ordine continuo, il battaglione fucil ieri a deslra, ed il 2° bnttaglione a sinistra, vicino alta strada rnaeslra. Due compagnie del i 0 reggimento si schierarono a St.-Hnbcrt m ordine chiuso attraverso la strada. 1
DELJ.A BATTAGì.TA DI GnAVELOTTE-ST. -PJUVAT
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Abbiamo citato alquanto più estesamente alcuni par-· ticolari dell'attacco delle ore 7 dell a I" armata, rinforz~la dal Il ~,orpo, _là dove si parla di sbandati e di pamco, non g1a per farne le maraviglie, che non è da farne per chiunque sia stato un po' in guerra, ma bensi perchè i giovani ufficiali si facciano una idea esatla della guerra quale è in realtà e no·n quale l'imrnao'inazi.o~e possa far credere - ed a!Iìnchè, quando tali. pamc1 av~,e~gano, non _possa no cagionare loro sorpresa, ed anzi s1eno parati e pronti sia ad arrestarli, ove P?ss ibile. sia ad agite contro coloro che rimangono incl ,~tro mentre .altri combattono, e che nel giorno di P?t _sono que~li che si vantano di aver dato le magg_,on prove coraggio. - Da della narrazione ci pare s1 possano ntrarre le seguenti osservazioni: 1• Che anche negli eserciti meglio disciplinati ed ordinati, ed ai quali la villoria è stata cosLanl.e amica . ' s1 veggono nelle azioni mollo micidiali a migl iaia gli sbandati, c)1e rimangono indietro nel momento dell'azione, mentre i camerati combattono in prima linea; 2° Che anche in la.li eserciti si può propagare, se non nelle unità tal.Li che. neg1 i uomini sbandati o nei g_ruppi isolati il timor p;rn ico, ccl a questo proposito s, possono far le seguenti osservazioni: E da considerare che tali panici avvengono quasi sempre, anzi sempre, non sulla linea de' combattenti, bensì indietro, e quanlo più indi etro sì propagano, sono. tauto. più esagerati, p1~rchè sovente la immao-io nazione s1 crea pericoli mollo più grandi che non sono in realtà; l'immaginazione non ha limiti, rnenlre le azioni um ane sono limitale. Sovenle è accaduto che ~entre si vinceva sulle prime linee, indietro si fug-' ?""a e per lunghi tratti, dominati dal limor panico. Più ~ovenre ciò accade di notte, e non deriva che da una unmaginazione eccessivamente eccitai.a e da cause ac0
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NOTE SOPRA ALCUNI l'AllTICOLARI
OF.LLA BATTAGLIA. DI GHAVF.LOTTE-ST .-PRIVAT
cidentali o da comandi erroneamente interpretai.i, da qualche truppa fotta retrocedere, o da qualche parola imprudente della da un graduato o da ufficiale. Le truppe in prima linea, che combattono, non sono quasi mai colpite da panico, peroccliè vedono il pericolo faccia a faccia, sono in azione e preoccupate di quel che devono fare, seguono con febbrile auenzione le varie fasi del combattimento, si animano dall'esempio e dalla presenza degli ufficiali e graduati, l' immnginazione non ha tempo di vagare assorbila dalla febbre dell'azione. Là dove le truppe indietro non agiscono, viaggiano quindi con l'immaginazione, sentono il crepitare de' fuochi di fanteria, il frequente tuonare. del cannone, veggono i feriti che vengono trasportati, sentono i loro lamenti, gli sbandati che esagerano cose avvenute; che essi non hanno visto, per mascherare la loro codardia, i morti che si veggono per terra ccc., e tutto ciò agendo sulla loro immaginazione genern un tale stato di esaltazione che un comando male interpretato, cavall i che fuggono, una viva fucilata, la notte ecc. possono qualche volta generare il punico; 3° Che nei combattimenti di notte, i quali non devonsi intraprendere senza grande necessità, bisogna agire in ordine serrato o linee continue, e non in ordine .aperto; così gli ufficiali potranno meglio sorvegliare i loro uomini e tenerli alla mano, sarà meno facile perdere la direzione, e meno probabile che si pren<lano scambievolmente gli amici per nemici. L'ordine serralo al fuoco non produrrà maggiori perdite, perchè la noue copre col suo manto le truppe. Di notte é da evicare di aver truppe in seconda linea o riserva scoperta, perocchè accadrà altrimenti quasi sempre che le truppe di 2.. linea, venendo ad essere colpite dal nemico, nè potendo vedere che dinanzi vi sono alt1·e truppe am iche, per propria difesa faranno uso
delle loro anni. Laddove, se possono essere tenute al coperto, tale errore svan isce; se non al coperto, bisogna Lenerle almeno molto indietro, anche perchè non si comunichi facilmente la ritirata di prima linea a quelli in seconda linea. I combaLtimeoti di notte non bisogna intraprenderli se non quando Yi ha una. suprema necessità. Sarà sempre meglio usare possibilm ente i fuochi d'insieme / anzichè a volont;\, e meglio di tutto non fare- uso del fooco, ma d'attacchi. - Avere in mente che specialmenle cli notte non è il numero che vince, ma l'ordine e l'ard ire. Tullo ciò ci pare eviclenle che si può ricavare dallo attacco notturno di cui abbiamo parlato. Presero parte al la battaglia, alla destra dell'esércil.o tedesco, 3 corpi di armata, cioè il Vll°, VI1I e 11°. Qu esti corpi contavano 75 batterie e 258 pezzi, e combatterono contro il 2° corpo francese e 2 divisioni del 3° corpo, cioè contro 59 battagli oni e 1il.i pezzi. Ma se calcoli amo gli effettivi (per i Francesi non si possono fare che approssimativi, mancando le situazioni) troveremo le differenze ancol' più rilevanti: 0
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vno COrpO 19,077 Ì v111° » 23,378 j 11° » 24,52:i-
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Uomin i 66,9:9 - 264 pezzi (compresa la batteria della divisione di cavalleria). Se calcoliamo il batlé-.gl ione francese a. 600 uomini (dopo i vari combatti.menti sostenuti non crediamo di esagerare), per i 1J9 battaglioni avremo 31',.iOO uomini; aggiungendo 700 uomini che rappresenta.no le 7 compagnie zç.ppatori (poichè nelle situazioni tedesche sono
86 NOTE SOPRA ALCUNI PAll'l'ICOLAlll compresi i pionieri), avremo 36/100 uomini e 1'14. pezzi. In riserva da questa parte dell'a la francese vi era una brigata. della guardia, ma che non entrò punto in combattimento . I Tedeschi perdettero nella giornata del ,J 8 alla loro ala destra:
vn•
corpo 39 ufliciali 8:il1 gregari - YII1° » '178 » 3085 » ))
1a Div. cavalleria
54
))
'1193
)}
27·1 l!fficiali 5099 gregari '7 » 88 »
:278 ufficiali 5i 87 gregari Totale generale 5465 uomini. 112° corpo francese perdette 27 u(ficiali, 594. gregari. Non conosciamo le perdite delle 2 divisioni del 3" corpo, ma sappiamo che tutto il eorpo, composto di 4 divisioni, perdette 1'I O ufficiali, '.2050 gregari; se per le 2 divìsioni l\Ietman e Aymard assegneremo la perdita di 55 ufficiali, ·1025 gregari, crediamo di esagerarle anzichè no, perchè quelle div isioni si Lrnvarono nelle stesse condizioni delle 2 del 2° corpo, .e perchè crediamo che le altre ·2 divìs ionì del 3° corpo dovetteeo perdere di più pel movimento di ritirata deli'ala destra. Dunque, secondò il nostro supposto, i Francesi avrebbero perduto 82 ufficiali, •I 6:(9 gregari, in tutto •I 701 uomini. Cioè i Francesi hanno perduto meno del terzo dei Prussiani. Paragoniamo ora un po' le cifre cha abbiamo riportale di sopra. Vediamo da una parte il 2• corpo francese (2 di.visioni e ¼) più 2 divisioni del 3° corpo difendere le posizioni che si esLendono da S.'• Rufline-RozerieullesPoint du Jour-:~'loscou e punta meridionale del bosco
81 di. Genivaux. Dall'altra parte vediamo i Tedeschi attaccare queste posizioni col VII 0 e YHI 0 corpo e p iù tardi sull'imbrunire anche coi 11° corpo. I difonsori abbiamo visto che contavano 59 battaglioni, che in uomini potevano essere tullo al più 36,100; i Tedeschi contavano al principio 150 battaglioni, e pi.ù Lardi 75 battaglioni, che davano al principio 42,i55 uomini, e p iù tardi col Il" corpo, 66,979. I Francesi avevano disponibili 1 H, a ·120 pezzi, ed i Tedeschi al principio :(80 pezzi, e più tardi, coll'arrivo del 11° corpo, 264 pezzi. Jt giusto ricordare che, eccetto 3 ·baLLerie del 11° corpo, le altre non furono adoperate. Ma non v'era solo soverchianza numerica dell'artiglieria tedesca sulla francese, ma vi era soverchianza di potenza, precisione ed effetto, talchè, ed è ciò molte volte notato nella Relazione, poco dopo che l'artiglieria tedesca apriva il suo fuoc:o l'artiglieria francese era obbligata a tacere e ritirarsi, lasciando campo libero e grandissima sicurezza all'artiglieria teàesca di dirigere sicuramente, e senza preoccupazione di sorta, ovunque il suo tiro, perocchè, attesa la distanza, solo qualche rara volta nelle due riprese offensive de' Francesi i tiri de' chassepols potevano giungere alla grande baller ia situata sulla ripa occidentale del Mance ('1) . .A.neo la posizione, ch'era ottima per la difesa, presentava talune qualità cd agevolezze per l'attaccante da renderla non così difficile a superare come quell a p. e. di St.-Privat, poichè innanzi alla posizione occupala dai Francesi, a 1000 a 1200 metri quasi parallela ad essa, scorreva DELLA llATTAGUA DI GllAVELOTTE- ST. - PJIIVAT
(4) Infatti le 45 batterie dell'VIII• corpo non perdettero fra morti e feriti che 2 ufficiali, 43 gregari. Le perdite di artiglieria dell'VII° corpo sono maggiori percbè 4 batterie si portarono sulla ripa orientale del Mar,ce. Ma le perdite delle artiglierie divisionali che non si mossero (8 batterie) ascesero a 2 ufficiali, 3·1 gregari.
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NOTE SOPRA ALCUNI PARTICOURl
DELLA BATTAGLIA DI GllAVELOTTE-S'r. -PIIIVAT
la valle del J\'Iance larga quasi ,J no metri al fondo, i cui due fianchi piuttosto ripidi, però accessibili alla fanteria, erano coperti di bosehi che si avanzavano verso la posizione francese, in modo che lo spazio intieramente scoperto poteva essere dirimpetto alle grandi cave di pietra di 4-00 metri, verso PoinL du Jour 800 o più , e verso !Uoscou 7 a 800. Questa qualità dava modo di concentrare nel fondo della valle le forze che si volevano impiegare per lo al.tacco, predisp orle per l'attacco e quindi farle traversare un buon tratto quasi al coper'to. Cosa che fu impossibile ail'attacco fatto dalla guardia a St.-Privat on~ doveva avanzarsi intieramente allo scoperto per q Hasi due chilometri in terreno affatto spacciato. · Oltre a questa grande superiorità dello attaccante, superiorità che diremmo di numero, di abilità e di qualità, vi era un aJtro gran fattore tullo favorevole ai Tedeschi e contrario ai Francesi, cioè la superiorità morale. Il 2° corpo francese era stalo battuto a Spicheren, si era ben battuto, ma dopo due o tre ore aveva dovuto abbandonare il campo della battaglia di Vionville-R1ars la Tour. Le 2 divisioni del 3° corpo avevano preso parte alla battaglia indecisa di Colombey-Borny ma puf'e si erano ritirate; una divisione aveva preso parte alla battaglia di nrars la Tour, eppure, al postutto, l'esercito si era ritirato sotto ~fotz, abbandonando la sua linea di ritirata . Tuf.lo ciò, unitamente Wortl1 alle perdite dei combattimenti di Weissenburo· ' t-,, e Spicheren, nveva certamente di mollo scosso il morale dei Francesi; ·per lo eontrario i Tedeschi avevano riportato sempre la vittoria, ed anche nelle battaalie t> . dubbie erano rimasti padroni del campo di battaglia; avevano i nolt.re una pienissima :fiducia nei capi che Ii avevano guidati sempre alla vittoria, per cui il loro morale era aì~issimo. Eppure, malgrado tutti questi
immensi vantaggi dal loro canto, malgrado -che con lodevole tenacità e pertinacia si portassero parecchie volte all'attacco delle posizioni occupate dall'ala sinistra francese, pure furono mai sempre intieramenle respinti! Ota, se ad una truppa come era la tedesca, con tulle le superiorità , grandi di numero, di artiglieria, di morale, non è stato possibile conquistare quelle posizioni, ci pare che si potrebbe conchiudere che posizioni come que!Ie sono quasi invincibili contro attacchi frontali, purchè le truppe sieno ben disposte e sia ben preparata la posizione e ben difesa. Nè potrebbe nascere il dubbio che non la posizione e le disposizioni ed apparecchi fotti resero impossibile ]'espugnazione, ma bensì la virtù grande de' difensori, O'iacchè si può dimostrare che ciò non è, prendt:rndo. o n considerare le perdite. Abbiamo visto infatti poc'anzi che il 2° corpo· francese non perdette in tutto nella battaglia ehe 27 ufficiali, 594 .gregari; abbiamo supposto, e crediamo esagerato . il nostro conto, che ~ divisioni del 3° corpo abb iano perduto 55 ufficiali, 1025 gregari, quindi le perdite totali sarebbero di 4701 uomini, perdita non considerevole, tenuto conto della forza delle truppe, poichè avrebbero pel'duto appena il 47 per mille, mentre il 2° corpo francese alla battaglia di Vionville-Mars la Tour aveva perduto il 197 per mille (per essere esatti, diciamo che in quelle perdite sono però anche contati ~480 dispersi, ma di cui buona parte erano morti o feriti). Il II1° corpo prussiano alla stessa battaglia di Mars la Tour aveva perduto ne!Ia fan teria il 300 per mille. Abbiamo voluto riportare questi due esempi di forti perdite per dimostrare viemmeglio che non fu la forza di resi~lenza de' Francesi (senza nulla detrarre alla buona difesa che essi fecero) che rese impossibile la conquista di quelle posizioni, rna. bensì la difficollà inerente a
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NOTE SOPRA ALCUNI P.ARTICOLARI
quegli attacchi, quando la difesa ha saputo usufruire i vantaggi della posizione e l'ha saputa rinforzare con opere campali. I Tedeschi perdettero nell'attacao 5465 uomini tra morti e feriti, cioè 8! per mille, poco meno del doppio. Cifra anch'essa, sebbene quasi doppia delle perdite francesi, che mostra altresì che l'attacco non fu fatto da Lutti, come già notammo, con la stessa energia e vigore, e difatti trovia mo ehe le perdite dell'VIW corpo contate isolatamente ascesero a 135 per mille. Anche qui , come altrove, dobbiamo notare che le riprese offensive della fant,~ria francese non erano che spicciolate, e dovute alla risolutezza di capi subalterni, e non superarono la misura di una vigorosa difesa . ~e in vece fossero state ordinate e coordinate su assai più larga scala, molto più danni avrebbero reso, e più importanti sarebbero stati i risultati se cosi piccole e sparpagliate e brevi produssero sì grave sco·ssa I! Ma i Francesi in tutta questa guerra avevano lasciato da banda l'offensiva ch'è pure qualitù eminente del loro carattere. Due cause resero impotenti tutti i vigorosi attacchi de' Tedeschi; una fu la bontà intrinseca della posizione scelta dai Franr,esi, la quale si presentava a spalto verso il nemico, affatto sgombro, nel mentre dalla parte opposta presentava un avvallo o piega di terreno dove poter tenere seconde~ linee e riserve parziali coperte, ma sotto- · mano da portare subito innanzi intatte al rnomento che s'iniziava !'attacco nemico. Il dolce spalto verso il nemico dava il dominio e nello stesso tempo lil radenza d.ei fuochi che sono più micidiali. - Un'altra causa contribuì assai a rendere impossibile l'espugnazione di queiia posizione, vale a dire l'avere i Francesi aperto le trincee di combattimento, avere fortificate alcune masserie ed alzato qualche parapetto, nonchè le cave di pietra che colà sono e che rappresentano delle vere for-
91 tificazioni. - Quando una posizione si presenta come quella, contro la quale, cioè, non è possibile manov~are ma bisoo·na affrontarla direttamente, allora specialtrincee di battaglia ed allre opere fortificamente torie saviamente elevale possono essere cli un sussidio immenso, contro il quale s'infrangerà qunlunque sforzo. Così dicendo, crediamo di aver fatto il maggior elogio delle trincee di battaglia ed opere di fortificazione, ma d'altra parte, siccome il generale degli uomini sono portati naturalmente ad esagerare le qualità cli una data cosa , a prevenire ciò, diciamo pure che contro le posizioni, che si prestano alle manovre del nemico, p. e. che possono essere aggirate, non. già. ~ono. da proscriversi, ma vanno falle le opere d1 forl1f1caz10ne con giudizio e parcamente, perché può allora succedere delle due cose l'una : o che quegli che le ha cost.rulte vi si ostina a d ifendede, mentre il nemico guadao·na il fianco e minaccia la linea di ritirata, ed al101~ possono nuocere gravemente; ovv~ro si abbandonano per opporsi alla manovra nemica ed allora nasce un po' lo sconforto nel soldato, il quale crederà che non si sappia quel che si voglia, giacchè, mentre lo si è costretto a far tanto lavoro, deve abbandonare il tutto, senza neppure tirarvi un colpo a difesa. Dopo ciò si dovrebbe trarre per conseguenza che posizioni come quelle in cui erano le linee francesi di 1\Ioscou-Point du .rour sono imprend ibili, posto che non furono prese dai Tedeschi con tutte le vantaggiose condizioni cli quei giorni. - Ma veramente tale conclusione è da mettersi ancora alquanto in dubbio, perchè i Fl'ancesi avevano pure un gran fattore in favor loro, il chassepot, il quale era di mollo superiore, per giustezza e portata, sul fueile ad ago tedesco, e eertamente nella difesa quell'arma doveva dare un imr~ienso van:taggio ai Francesi e fare un gran danno ai Tedescln, DELLA BATTAGLIA Dl GHAVELOTTE-ST .-PRIVAT
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92 NOTE SOPllA ALCUNI PA RTICOLARl - ~e infatti i Tedeschi fossero stnti armati ugualmente, egh è certo che non avrebbero avuto b°isoono, sin dal princip io che si erano impadroniti riel lembo orientale del bosco del Mance, di avanzarsi, ma facendo un fuoco fitto da esso lembo, avrebbero potuto preparare in un col fuoco dell'artiglieria l'ut.tacco delle linee francesi. - Avrebbero così. recato maggiori danni ai Francesi e sofferto minori perdite e quindi meo·lio oreJ)arato . I' attacco; dovechè col fucile inferiore dib cui •erano armati dovevano attraversare allo scoperto un buon tratto ·di terreno, senza rispondere al fuoco nemico. A nostro avviso, rispello all'azione della Ja armata si possono fare le seguenti osservazioni: Che si sono tenute le seconde linee e la riserva troppo l?ntane dalla linea dc' combattenti, perocché tra la Im_e a che combatteva a St.-Hubert e innanzi il margine orientnle del bosco e le riserve che si trovavano presso Gravelotte, correva la distanza di '1700 a 2000 metri. !\'la questa distanza che forse non sarebbe grandissima almeno per le riserve in terreno piano e spacciato, era esagerata per la locali tà, pl'lrocchè tramezzo la linea de' combattenti e le riserve cor·reva la valle del Mance la quale, se si voleva attraversare lungo la strada, fa~ ceva perdere molto Lempo, non potendosi avanzare che processiona lmente in sottile coJ.onna; ovvero, si voleva superare scendendo ed ascendendo le due ripide rivé, non meno tempo ci voleva per raggiungere la ,J" linea. Per _queste ragioni i .rinforzi giungevano sempre troppo Lardi. La seconda osservazione è relati.va altresì alla valle del Mance, la quale non pare che fosse uti.lizzata come avrebbe potuto esserlo; difatti quella vallata presentava un oLtirno luogo ove accentrare le seconde linee e riserve al sicuro da qualunque offesa, per essere
93 p1u vicini alla linea comballente e sorreggerla a tempo opportuno; colà potevansi benanche predisporre le truppe per l'attacco e portarle simultaneamente sino al lembo orientale del bosco della ·riva sinistra, senza essere quasi scorti dal nemico. In terzo luogo si osserva che fu molto inopportuno ed azzardato il comando di far marciare 6 reggimenti di cavalleria e 4 batterie di artiglieria sulla ripa orien-· tale del l\fance. Quella poco pondet'ata marcia di cavalleria ed artiglieria, perchè impotente in massima parte a sboc:care ed offendere, e obbligata a ritirarsi, produsse scoraggiamento nei Tedeschi e trasfuse ardire ed audacia nei Feancesi, che sino a quel mo·mento si erano mostrati poco, anzi nulla intraprendenti. In quarlo luogo si osserva che se il r,omandante la l" armata nell'attacco delle ore 7 pomeridiane si fosse valso onche dei 6 battaglioni del VII 0 corpo, che insieme cogli altri dello stesso corpo e dell'VIII 0 si avanzarono allo assalto, ed avesse tenuto in riserva le truppe del Il0 corpo, forse le cose sarebbero meglio procedute, e se non si conquistava la posjzione, si evita va per certo la grande confusione che avvenne. - Infatti le truppe del II0 corpo allora giunte non conost:cndo punto i luoghi, e cominciando la notte, ebbero a tirarsi addosso gli uni agli altri, là dove se si fossero impiegate le truppe del Vll0 corpo che sin dalla mattina c;onoscevano quei. luoghi, egli è molto probabile, se non certo, che quei sanguinosi equi voci non sarebbero accaduti e forse l'altacco serale sarebbe proceduto meglio. Si nota da ultimo che gli attacchi di notte, se non sono eseguiti con grande accorgimento, in linee continue e in. ordine se rrato, producono più male che bene. DELLA BATTAGLIA DI GllAVELOTTE-ST .-PRlYAT
· Secondo gli ord ini del quartier generale principale tedesco, che voleva giustamente produrre uno sforzo gene-
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NOTE SOPHA ALCUNL PARTICOLAR[
nET.LA llAT'rAGtlA t>l GUAVELOTTE- ST. - PRlVAT
rale su tutta la fronte quasi simultaneo., era stato dap~ prima ordinato alla r' armata di non attaccare se non quando avesse a.ttaccato il ir corpo, ch'era alla sua sinistra; quando poi si seppe che l'esercito francese si estendeva più in là di q t1el che si era creduto, il IX° ·corpo aveva avuto ordine di non attaccare se non allorchè la guardia avesse assalito . Infine la guardia ebbe ordine, come si vide d1e i Francesi si estendevano al nord di SL-Privat, di non auaccare se non compiuto il movimento girante del Xll0 corpo. Siccome da ultimo il corpo girante si ridusse ud una sola brigala, l'allra parte del Xll 0 corpo, che si era impegnuta in combattimento avanti il bosco di Auboué, aveva anche ricevuto ordine di attendere l'attacco della 4ga brigata girante. Tutto era dunque basato sul debole movimento di fianco della 4,8a brigata sassone. - Questi movimenti così combinati gli uni sugli altri non ci paiono corretti e accade sempre che nel fatto non si arrnoni7.zano mai; .una eannonata che si scambia, un eccesso cli zelo ecc. fanno sì che spesso fa ll iscono tulle le belle combinazioni. In guerra non .riesce se non ciò che è semplice.
perdè tutti i suoi ufficiali e quasi metà dell a sua forza, cioè a dire 1!I ufficiali e 43'1 gregari - bello esempio di costanza e virtù guerrie:·a ! - e rimase al fuoco sotto il comando di un alfiere. Fu tale il logoramento delle forze di questa br igata che le compagnie si vennero a trovare quasi tulle distese senza grosso 'indietro. La riserva consisteva in un battaglione del 3° reggimento granatieri che rimase nel bosco de la Cusse.
Verso le 5 1/ il comandante il lX corpo, vedendo clte una porzione della guardia ch'era alla sua sinistra mo veva all'attacco di St.-Privat, ordi.nò che la 3" brigata della guardia, che gli era stata assegnata come riserva, si portasse ad aLLaccare Amanvillers, secondata a sinistra, ed a cavallo della strada ferrata, da 3 battaglioni ass iani. Questo·attacco eseguito da 7 bauaglioni ¼ feee avanzure di quasi un migliaio di . passi la linea di fuoco della fanteria tedesca, ma non ebbe un vero risultalo, anzi fallì del tulto perchè non potè essere conquisLato l'obbiettivo propostosi, cioè Amanvillers, e coslò graviss imi sacrifici'. 1t bell o citare l'esempio del battaglione tiratori guardie, il quale 1,
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Abbiamo detto che alla sinistra della guardia, anzi del battaglione d1 tiratori de lla guardia, combatlevano 3 battaglioni assiani, che raggiunsero quasi la stessa altezza. In tanto nelle perdite di questi troviamo una grande differenza in meno; infoltì il ,t O reggimento assia no, che portò innanzi 2 battaglioni, perdè ,16 uffic iali, 31 O gregari, mentre il reggimento Imperat;ore Alessandro N. 1 perdette 27 ufliciali, 8'il0 uomini . E vero che il 3° reggimento guardie. perdette anch'esso solo 21 ufficiali e 433 gregari, ma non portò che sole 6 compagnie in li nea, e più tardi, perchè era rimasto in riserva. Questa sensibile differenza di perdile dipende forse da migli ore ab il itù a portare innanzi le proprie forze, megl io usu(rnenclo le qualità del terreno? I risultati delle pel'dite Io farebbero credere, ma non si hanno dati ·sufficienti per poterlo affermare. Il combattimento che da Chuntrenne si diresse contro la Folie, non fece neppure progresso, e questo casa le fu sempre in utilmente attaccato; pochissimi e quasi null i i progressi verso l'altro ramo di bosco di Genivaux 1 verso sud, e ciò malgrado che sul tardi 1 O batterie tirasser0 su quel bosco. - Questu è un'altra prova che mostra quanto sieno diffici li simili. auacchi. Al non buon esito dell'allueeo del bosco di Geni,,aux con tribuì molto, come abbia mo già detto, lo spazio
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l~sci:to inatt~ccat? di det~o bosco tra il IX° corpo e 1VIII , perche, se rn tutto 1l contorno ovest fosse stato a_ttaccato, è probabile che la difesa dei Francesi non s1 sarebbe protratta. lita qu81 bosco non fu in lllllo attaccato che da sole ,13 o U compagnie I Eppure sembra che se si fosse diretto un attacco più effieace da potersi _rendere padroni non solo della porzione di bosco occ,dentale, ma anche dell'orientale, sarebbe stato più facile dal margine di esso preparare col fuoco l'attacco di Leipzig o della Folie, che non distano_ più di 600 a 800 metri. E il possesso di detti casali era un obbiettivo importante e decisivo.' La 3a brigata della guardia intraprese verso le 5 i/ pom. l'attacco di cui abbiamo parlato: tale mossa er; conseguenza dell'attacco fatto dalle altre brio·ate della ?uardia più al nord. Del corpo della guardi~, oltre la 3• brigata ch'era a Habonville a disposizione del comand;nte il IX0 corpo, ve n'~ra una, la 4•, a St.-Ail, e la ,J a sud-ovest d1 S.te.~fa1,w aux Chenes ove stava ' la 2a brig1Ha. Il _comandante generale del eorpo della guardia da St.-A1l, nel vedere alquante truppe francesi ritirarsi da Roncourt ver~o St.-Priva t, e nel vedere postarsi una grande_battena _sassone a nord cli S.te-Marie, argui che 11 movimento girante sassone fosse quasi compiuto e stante l'ora inoltrata, le 5 porn., e èlilCO lo staLo deÌle cose presso il IX0 corpo, credé, annuente il comandante della 11" armata, venuto i! momento di fare un atto decisivo. Perciò verso le 5 1 /& la .f.U brigata si mosse nella direzione di St.-Privat. Lo stesso ordine ma al., . ' quanto pm tard1, fu dato al comandante !a 1 a divisione guardie,_ generale Pape , perchè spingesse all' attacco la 1 a brigata della sua divisione; rna questi che aveva veduto più da vicino lo svolgimento (pag. 773) del xn° corpo, fece osservare: 1° che la coionna aggirante non
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NOTE SOPR:~ ALCUNI PAR'l'ICOLAlll
era ancora in vista; 2° che, senza l'azione prepara toria dell'artiglieria, non era da aspettarsi buon esito dal difficile attacco frontale contro St.-Pl'ivat. - J.Ua essendo cominciato il movimento della 4n brigata, fu mantenuto l'ordine, e verso le 5 3 /~ si mosse la 11° brigata,' avendo come riserva il 2° reggimento guardie della :za brigata. La 4a brigata si spiegò lungo la strada compresa fra St.-Ail e S.te-1\farie in due linee; il 4° reggimento granatieri guardie Regina a destra con 2 battaglioni in ,1"' linea ed 1 in .2• linea; alla sua sinistra il reggimento granatieri guardie N. 2 con 1 battaglione in 1" linea e 2 in 2• linea; i battaglioni erano spiegati in linea di colonne di compagnie. Nella marcia in avanti l'estrema sinistra doveva seguire, come dire2.iune, la strada maestra che da S.te-ì\'Iarie tende a St.-Privat. I battaglioni in prima linea. si. coprirono con catene di cacciatori e presero per punto di direzione Jerusalem, estremità meridionale di St.-Privat. Già, mentre la brigata si sp iegava, si trovò esposta ad una grandine d! proietti che l'accompagnò con effetti micidialissimi nel suo avanzarsi (pag. 774); ciò malgrado polè inoltrarsi per quasi 2000 passi, non senza però subire perdiLe grandi, cioè tra morti e feriti 65 ufficiali, h}30 gregari; ma neppure essa potè raggiungere il suo obbie ttivo. Mezz'orn dopo (pag. 780) cominciato il combattimento della 4• brigata, entrò in azione la ·1"· brigata che si mosse verso le 5 \ dalla sua posizione d'aspetto a sud-ovest di S.te-J\farie. I 2 reggimenti erano in ordine chiuso, 'l'uno accanto all'altro in tre linee; a destra, il 3° reggimento guardie; a sinistra, il ,1° 1:eggimento. I battaglioni fucilieri, ch'eré\nO in ,1a linen, avevano mandato innanzi le lorò 2 compagnie d'ala; le linee seguenti marciavano a meu.i battaglioni. All'apparir·e di quelle nuove masse sul Iato orientale di 1
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S.te-!Uarie un tremendo fuoco d'artiglieria e fuc ileria scoppiò su di esse dalle prospicienti linee francesi. Ad evitare che le truppe di quella brigata si mescolassero a destra con quelle della 4" brigata, il comandan'te fece eseguire ai suoi battaglioni un cambiamento di fronte a sinistra, indi attraversare la strada maestra e marciare un seicento passi oltre di essa verso il nord, e poscia fece fare loro un nuovo cambiamento di fronte a destra per riniettere la fronte verso St.-Privat. Questa manovra essendosi eseguita sotto il vivo fuoco nemico (per altro il fuoco · di fucileria partiva almeno dalla distanza di Hl 1)0 metri al momento della manovra ed a quasi 2000 metri quello di artiglieria, e mitragli~re) ne avvenne che la 2a linea a poco a poco entrò i,n 1• linea , mentre la massima parte della 3a andò dritla sull'estremo fianco sinistro. · l\'Ialgrado perdite moltissime, la prima linea s'inoltrò verso St.-Privat, ma solo i resti di quei 4. battaglioni i verso le 6 1/,. stavano alla distanza di 500 a 600 metri da quel villaggio. Frattanto il comandante la divisione aveva fotto entrare i.o linea anche il 2a grana tieri gua!'die, che teneva in riserva, il quale schierossi tra la de:,tra della 1• brigata e la strada maestra. Questi 3 reggimenti in poco più di mezz'ora subirono perdite enormi, che atte:.. slano altamente la grande disciplina, l'ottimo spirito d i corpo, la solidità che vi é in quel corpo scelto, nel quale peraltro, come in tuui gli altri, gli uomini non restano in servizio attivo che solo tre anni. Questi 3 reggimf\nti in detta giornata perdettero fra morti e feriti 1 '14 ufficiali e 319'.2 gregari. Era la prima volta, in questa guerra, che la guardia reale entrava in azione. L'attacco eseguito dai 20 battaglioni della guardia reale e da 3 battaglioni ass iani si estendeva verso le 6 1/~ dalla strada Champenois-Amanvillers, ove pog.gia va la sua destra, alla strada che da S.te .l\farie
rnelle diretLamente a Roncourt, ove pogg.iava l'estrema sinistra; ' occupava, cioè, una fronte di 7000 passi. Abbiamo così contato solo le forze in 1"' linea spiegate, non quelle rimaste in riserva, e perciò abbiamo .omesso il 4° granatieri delle guardie, che entrò più tardi in azione, i 4 battaglioni che rimasero a S.te-1\farie, il battaglione del 3° · reggimento granatieri guardie ch'era in riserva nel bosco de la Cusse. Di questi battaglioni (prendendo come testo la Tavola della Relazione alle ore 7 pomeridiane) ne stavano sciolti -in catena 18, e solo o battaglioni rappresen!avano il grosso, divisi in molti grupp i di 2 compagnie ed :tinche di una . Tale truppa, eccetto gli Assiani, non aveva ancora preso parte ad alcun combattimento, e giusta Ja· situazione contava 9o0 uomini per battaglione; quindi erano stati impiegali nell' attacco quasi 22 mila uomini. Assegnando 70.00 uomini in catena fitta , e volendone contare altrettanti in so stegno, avrebbe dovuto rimanere u.n grosso di 8 mila uomini, poichè seconde linee e riserve erano immediatamente entrale in ,1a linea. Ma siccome in detta Tavola non si contano che 5 battaglioni spiegati in colonna di compagnia, così non vi sarebbero stati che. .solo 5 mila uomini al piL.t, invece che avrebbero dovuto essere un 8 mila e più . Egli è vero che bisogna calcolare anche le perdite sofferte nell'avanzarsi, che an~i furono desse le più forti e crudeli; ma d'altra parte è pure da tener conto che se quella linea di caccia:. tori-sostegni fosse stata così fitta, come abbiaµ:io calcolato, con indietro 4 a o mi la uomi ni di grosso, non si sarebbero chiamati soccorsi ed aiuti in ogni senso. Ciò farebbe credere che varie migliaia d'uomini isolali ed a gruppi rimanessero indietro in q ul;l,lche fosso o riparo che avevano incontrato avanzando all'attacco, nel mentre i più animosi si portavano innanzi con gli
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ufficiali. A tale conclusione ci induce pure quest'altro• paragone. 11 corpo della guardia perdette 307 ufficiali, 7923 gregari per morti e feriti. Sottr:aendo 179 dispersi ,. tutti gregari, rimangono 307 ufficiali contro 7744 gregari, cioè per ogni 1000 gregari 39, 7 ufficiali, men tre la proporzione normale dà per la fanferia per ogn i 4 000 gregari 22,3 ufficiali. Ora questa: sproporzione di perdite non si saprebbe spiegare se non ammettendo, sino ad un certo punto, che nel combatlimento si sia· alterata. la proporzione, cioè a dire che mentre tu ltr gli ufficiali andavano innanzi per dare l'esempio ed erano seguìti 'dalla massima parte de'valorosi so ldati, pure una tal quale quantità di gregari trovarono modo di rimanere indietro coperti da qualche riparo od ostacolo . Ed è veramente cosa notoria che, qualunque sia la truppa,. non tutti quelli che dovrebbero seguono la prima linea. nell'attacco, e molti spesso attendono che il movimento· sia riuscito pienamente per raggiungere. Peraltro nella proporzione del 39 ufficiali per ·1000 gregari non vuolsi da ciò dedurre il conto dei rimasti in dietro, perchè sarebbe anche una esagerazione, a v,iegnachè se questo conto poteva esser giusto nel passalo, quando non v'era l'abitudine di jnginocchiarsi o coricarsi, oggi che la si è in tro<lotta, si capisce bene come gli ufficiali, che debbono sorvegliare, vedere, incuorare la gente, far marciare i più timidi, e solo per ciò tare si espongono più dèi gregari, so no più sovente più scoperti,. e quindi è spiegabile oggi una mnggior perdila in pro-· porzione negli ufficiali. ' Per altra parte, nell'altacco di St.-Privat le maggiori perdite furono incontrate pell'avanzarsi, ed in tal caso ciò conferma il dire, che tanto l'ufficiale quanto il soldato sono egunlmente e:-posti, e se la proporzione delle perdite si altera sensibilmente, significa che la proporzione normale si è perturb ata nell' avanzarsi, cioè che non tutti hanno seguìto i loro.capi .
DELLA J3ATTAGLIA DI GnAYELOTTE- S'r .-PRIVAT
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Naturalmente questa proporzione di perdite fra uf.ficiali e gregari non è assoluta, ma relativa, dipendente altresì dalla più o meno forte proporzionalità normale fra ufficiali e soldati . Dopo mezz'ora, dice la Relazione, ch'era cominciato l'attacco della guardia, erano ridotte sì deboli le forze -di quel corpo, che domande di soccòrsi correvano in ogni senso e specialmente verso il corpo sassone, ,che allora entrava in azione. In mezz' ora 22 mila uomini delle migliori truppe prussiane erano state ridotte impotenti non solo a raggìungere l'obbiettivo ile ll' attacco, e a progredire, ma finanche a dubitare di poter tenere la posizione sì eroicamente C(rnquis tata, con tanto sangue sparso. Ed in quel momento -era per essi così difficile avanzarsi come retrocedere. La persistenza sulla linea occupata e1;a non -solo un esempio di virtù militare, ma una neces·sità; un passo indietro sarebbe loro stato anche più fatale . Questo esempio di attacco della guardia , come quello .della l" armata , provano a ll'evidenza che, se per la ·d ifensiva è vantaggioso il terreno scoperto, per la of:. .fensiva è molto più vantaggioso un terreno coperto; ma in guerra sovente sono le circostanze che impon· gono dove bisogna attaccare e non è sempre dato scegliere. L'attacco eseguito energicamente e vigorosamente tra le 5 1 /. e le 6 1/ 2 da 23 battaglio ni , di cui 20 della -guardia reale prussiana, e 3 assiani su Amanv.illers e St.-Privat andò falli to. Quelle truppe erano riuscite, -è vero, a ·conq uislare qualche migliaio di passi di ter.reno, ma il loro all.acco non fu decisivo , perchè nessuno degli obbietlivi di quegli attacchi fu conquistato; gli attaccanti spossali, a migliaia i morti e fe·r iti coprivano il cruento terreno. Pericolosa assai ,era
-102 NOTE SOPHA ALèUNI PARTICOLARI quella situazione perchè il nemico, che nelle sue P'Osizioni coperte aveva dovuto soffrire assai minori perdite, avrebbe poluto tentare un'energi·c a riscossa ericacciare su S. te-Mari e le scarse linee dell'assalitore: (pag. 786). Guardando il Piano I, che ci dà la situazione deiv due eserciti verso le 5 porn., veramente uno non si' sa dar conto di tale inefficace attacco. InfaHi al sud 10 di 8 .-Marie si trovavano in posizione 12 batterie della· guardia diretla al ::;ud di St.-Privat, nel mentre al nord di 'S 1e.-Marie si contavano altre '12 batlerie sassoni. Ora il fuoco di quelle ~,i, batterie ( '1156 pezzi) diretto su St..-Privat ed adiacenze avrebbe dovuto mettere l'incendio nel villaggio, batterlo tutto in bre<.:cia, renderne le vicinanze i~a?itabili, per cui l'attacco era difficile sì, ma non imposs1b1le con truppe cosi resistenti e valorose come le tedesche . .- Se non che, le batterie sassoni avevano diretto il loro fuoco e con ragione su Roncourt. Dici.amo con ragione, a vvegnachè dall'attacco di fianco di quel punto, secondo le direttive date, doveva, dipendere l'esito della battaglia ed era giusto a dunque agevolare e prepa . rare l'~ttacco e l'acquis to di quel punto, colà dirigendo tut.lo ~l _fuoco di artiglieria che si poteva. Non si può qmnd1 rimproverare l'artiglieria sassone di non aver pre-· parato e concorso all'attacco di St.-Privat. Inoltre bisognava avvertirla anticipatam ente . Rimaneva tale còmpito afiìdato all'artiglieria della guardia, la quale er:r mtenta a controbattere l'attiglieria francese al sud di St.-Privat e le forze francesi che ,:olà trovavansi, ed inoltre bisognava informarla antecedentemente dell' ob-· biettivo a cui in quel momento si voleva m irare e darle il tempo sufficiente per preparare l'attacco. Che la. mossa della guardia su St.-Privat, quan'tunque non intieramente riuscila e per qualche riguardo pericolosa, non·
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sia stata. mollo uLile non si può dire, perocchè quello sforzo supremo fatto dalla guardia, attirando le forze della difesa colà appunto dove il pericolo era più imminente ed immediato, dovette di molto agevolare l'attacco di Roncourt; vuolsi infatti ricordare che quello attacco Yenne eseguito da una sola brigata, che neppure tutta si potè portare innanzi, obbligata come fu di guardare il suo fianco sinistro nella direzi.one di Malancourt e del bosco, dimodochè realmente l'attacco fu compiuto da 5 batLaglioni e 3 batterie, sebbene si debba aggiungere che poco più tardi fu rinforzalo dal- ' l'altra brigata, la 45a, che si avanzò per le boscaglie ad est di Auboué. i\fa giunta la gual'dia a 5~600 metri dalle linee francesi, essendosi rinforzatala linea anche col 4° reggimento guardie, ch'era dapprima rimasto a Ste.-Marie, e non potendosi procedere innanzi, allora solo fu pensato di impiegare l'artiglieria; furono perciò man mano fatte avanzare 1Obatterie della guardia stessa verso St.-Privat, talchè verso le 7 di sera (si ricordi che l' atlacco· rn ordinato fra le 5 1/ ~ e 5 3/~) « si trovarono ·.1 O batterie che alla « distanza di HWO a 1400 metri battevano St.-Privat « nel mentre altre 6 batterie battevano di verso Aman« villers (pag. 789), Ben presto fu sensibile la. po« Lenza del 1° di questi gruppi (le 1O batterie contro « St.-Privat). Jerusalem anelò in breve in fiamme, ed « anche in SL.-Privat divampò in più luoghi l'incendio. « Sollo la tempesta delle granate le masse nemiche si « addensarono sempre più, mentre quel baluardo della « posizione francese veniva ad essere ora più e più « gagliardamente stretto anche dal nord ». - Queste parol e della Relazione sono una riprova dell' uti]P, grande che avrebbe arrecato all'attacco della guard ia, se prima un buon fnoco d'artiglieria avesse preceduto e preparato l'auacco, e se poi Io avesse accompagnato 1
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NOTE SOPRA ALCUNI PARTICOLARI
e sostenu(o avanzandosi le batterie, avvegnachè queste dall~ prima posi~ione troppo bassa non avrebbero potuto contmuare a tirare senza offendere i propri soldati che si avanzavano. ~rerso le 6 pom. la 48" brigata sassone giunse e si spiegò a nord-ovest di ~Iontois, ma trovatolo disoccupato marciò tosto contro Roncourt. Verso le 6 1/? questa colo.nna girante, cardine della manovra di quella battaglia, fece punta su Roncourt e si avanzò verso il lato settentrionale cli quel vilJazygio, mentre da ovest · s'.inno!trava la.45"' brigala, cacci:ndosi avanti pochi caccia Lori frances1. Così marciarono all'attacco di Roncourt '15 battaglioni, ove si credeva che si sarebbe incontrata forte opposizione, ma invece questa fu di poco momento. Era quell'ora istessa in cui la maggior parte delle truppe ciel corpo della guardia prussiana, ridotta a deboli avanzi, si fermavano spossate da 5 a 600 metri ad ovest di ~t.-P_rivat, e durante quelle mosse delle truppe sas~0~1,. d1~e ,Ia Relazione, alcuni comandanti di queste mforrnat1 per la più corta dello stato della battao·lia presso St.-Privat ed instantemente sollecitati ad ~c-· correre più presto che potessero ad aiutare la O'Uardia prussiana nella lotta violentissima che là fer~eva si volsero a quella parte (pag. 793). - Onde si vede chiaramente che, se il corpo sassone avesse incontrato una forte resistenza a Roncourt, non solo non avrebbe potuto soccorrere direttamente la guardia, ma a sua - volta non sarebbe stato coadiuvato da un contem poraneo auacco frontale della guardia, diretto allora sulla fronte St.-Privat. Ern probabile quindi che fallito l'attacco del corpo della guardia, potesse .:.'nche fal li re quello del XII corpo. Oppul'e se per cause che sovente succedono in guerra, l'attacco dì fianco dei Sassoni avesse dovuto ancora ri tardare, la posizione della guardia prussiana poteva diventa.re molto peri-
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-eolosa, perchè forse non sarebbe stata più a lungo in grado di sostenersi, e se per caso avesse retroceduto, comprometteva altresì l'aggiramento del corpo sassone. Laddove se la guardia non fosse stata impiegata prematuramente e solo sì fosse disposta per l'attacco, frattanto che l'artiglieria avesse battuto in breccia St.-Privat e vicinanze, era quello appunto il momento di far fare alla on·uardial'attacco frontale controSt. -Privat, nel mentre il xn° corpo avrebbe attaccato di fianco dal nord, quindi i risultati avrebbero potuto essere molto maggiori, le perdite presumibilmente assai minori, e non si sarebbe corso nessun pericolo. · Occupato Roncourt, il comandante sassone fecè avvedutamente av·anzare l'artiglieria, e la dispose ad un chilometro da St.-Privat, con la sinistra a Roncourt, e la destra verso la strada rnae_s tra St. -Privat-810 .-1\larie, e vi riunì ,t 4 batterie che battevano da ovest St.-Privat, ch'era battuto da sud da 1O batterie della guardia. Preso St.-Privat, a sud-ovest si slabi lirono in posizione 22 batterie, cioè 14 della guardia, 1O del XII0 corpo ed ,J assiana per controbattere le artiglierie della _g uardia imperiale francese. 1
Veramente, a considerare le cose dopo avvenute, il che è molto ma molto differente che guardarle nelle circostanze di luogo, di tempo e di casi in cui avvennero, pare che vari errori si sieno commessi nell'ordinare l'attacco del corpo della guai·dia. Sappiamo bene che altro è giudicare, - ammesso pure che si giudichi bene -di fatti ben conosciuti in tutto il loro sviluppo , circostanze e condizioni di entrambe le parti avverse, ed altro è doversi decidere nel momento dell'azione, prontamente, e il più spesso su criteri molto dubbi sullo stato delle cose, sui bisogni imminenti di eorpi combattenti a lato, per cui sovente da una can •
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NOTE SOPRA ALCUNI PA!lTICOLA:nI
nonata più o meno vivace, da un nembo di polvere più o meno denso, dalla ritirata o dall'avanzarsi di nucl.ei di trup.pa, c~al tacere dell'avversa artiglieria, ecc., bisogna dec1de~st a fare o non fare una data operazione. Però .se ~?n · ~1 osservassero e discutessero gli a vveniment1 m1l1tar1, ne verrebbe quasi la inuti lità della scienza e storia militare. Perchè uno non abbia fatto n_ep~ure la millesima parte di quanto operarono i Pruss1.arn nelle guerre del 66 e 70-711, non è questa una ragione per precluderci di studiare i fatti di o-uerra ed 5 esaminarli c?n tutta la libertà e ·franchezza possibile . Oue~IJ che dd:ernntemente conchiudono, vogliono, ci pare, vel.are piuttosto la loro inerzia o il loro poco amore per la scienza della guerra, trincerandosi dietro tali argomenti, la cui vacuità ce lo dimostrarono o-li stessi I>russiani, oggi maestri in cose di guerra. Infa~ti prima delle guerre del 64. e 66 quell'esercito era fra o'Ji eserciti e?ropei ~uello che aveva fatto meno la gue:ra, e non.dimeno st era così ben preparato con lo studio con la discussione, colla critica militare e con le ese;citazi~ni d~lle .grancl i manovre, che quando scese in campo agi cosi s1euramente e così maestrevolmente da fare meravigliare tulli. . L'attacco is~lato e frontale dato dalla guardia prussiana a St.-Pr1 vat non armoni·zza con le direttive date· per la_batta.glia, e mancò di opporti1.nitcì, mancò di prep~razione, mancò di opportuno spiC;gamento, (it preci-· pitato e non contemporaneo, non (1.t sostenuto cla arti~lieria, fu in.trap1·eso da troppo limgi, fu troppo svilt1,ppato, quindi poco profondo. ' Le retti ve ?manale per la battaglia, non una ma parecchrn volte m quella giornata dal quartier 0O'enerale . . Ie, erano ehe bisognava intrallenere col fuoco prmc1pa di artiglieria l'attacco frontale, nel mentre si sarebbe
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avvolla l'ala destra francese, e cl1e il vero attacco su tutta la linea si dovesse solo allora pronunciate. Quindi il corpo della guard ia, attaccando prima del momento opportuno, non armonizzò 'il suo movimento con il concetLo della ba-Ltaglia quale l'aveva immaginato il comando in capo. Fu un errore di apprezzamento del comandante ge-· nerale la guardia, avuto l'assenso del comandante la IP armata, che fece dare H primo ordine alla 4• brigata. di muovere all'atta.eco; ma quando egli seppe dal generale Pape che l'attacco. d'ala non era ancora com inciato, nè preparato l'attacco fronta le, non si doveva piuttosto desistere dalla presa risoluzione, anzichè perdurarvi ed aggravaTla facendo altresì avanzare la ,t" bl'igata? I due aùacchi, cioè quello frontale e l'altro di fianco, bisogna che agiscano di conceno per avere un grande effetto, ma se sono slegati, un nemico ardito ed intraprendente può ricorrere alla misura più efficace in questo caso, cioè di prendere a sua volta l'offensiva contro una delle parti. Infatti la stessa Relazi one (pag. 786) pare che dubiti se la guardiar quando giunse con poche forze sollo SL-PrivaL, avrebbe potuto resistere ad ·una energica riscossa che avesse fatto il 6° corpo francese o la riserva, se questa fosse giunta a tempo. Dunque quell'attacco non era in armonia col concetto direttivo della battaglia. Vediamo quali furono le ragioni per le quali fu ese-guito l'attaceo . Il Principe di Wurtemberg (pag. 773), vedendo ritirarsi truppe francesi da lloncourL verso St.-Prival., e spiegarsi una lunga linea di artiglier~a sassone al nord di s.te ..~farie, giudicò che fosse imminente l'arrivo della colonna aggirante sassone; considerando perciò lo stato del combattimento presso il IX° co rpo, e l'ora avanzata , diede l'ord ine ai due comandanti cli. divisione di attaccare. ·
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NOTE SOPRA · ALCUNI PARTICOLARI
In quanto alla prima considerazione, sembra che .~al punt.o in. cui il Principe di Wiii;temberg credeva l assalto 1mmmente, quello sarebbe stato il caso di dare le opportune istruzioni ài comandanti di divisione intorno ùl suo concetto nell'altaccare le linee di Saiot·Privat, ~i assegnare a ciascuno il suo còmpilo e indicare c.ome s1 dove~sero ~reparare e spiegare per quell'a~10ne e. leners1 pr?nl1, per dare, ad un segnale dato od m segmto ad ordine, cominciamento allo imminente attacco. Segnale cd ordine che avrebbe dovuto essere ·~~~o sì tost? s.i fosse viifto cominciare l'attacco ag011 an~e. Cosi .ci sa'.ebbe stata contemporaneità di attacchi frontali e d1 fianco ed unità ed assieme nello attacco frontale, opportuna e necessaria preparazione· cose lutle che non si verificarono nell'attacco dato in'~ tempestivamente. R a pag. 694 è detto:« questo (l'al« tacco) non. era stato ancora comandato perchè il << senso preciso delle istruzioni del principe Federico « Carlo era che l'artiglieria sola sostenesse la lotta « temporeggiando, fin chè il XU0 corpo non avesse « compiuto l'avvolgimento dell'ala destra francese ». L'altra considerazione per cui il Principe di Wi.irtemberg mosse all'auacco si fu lo. stato del combattimento presso il IX0 corpo. Ma quella considerazione dovette a vere origine più dallo stato delle cose prima delle ore 3 pom. e dal le impressioni avute dal Prin-ci_~e, an~ichè d~ll 0 stato effettivo delle cose quale era p_m tardi_. ln~alL1 la 3" brigata di fanteria della guardia, rimasta rn riserva ad Ilabonville a disposizione del :omandant~ il IX° corpo, non era stata ancora portala in combattimento, e, dal punto di stazione scelto dal Principe di Wiirtemberg, cioè sull'altura al nord di Habonville, ciò potevasi bene scorgere . Quindi lo stato dell~ cose ~d i bis_og~i non dovevano essere così pressant1. Ma v1 ha d1 più, In quell'ora c'era· un indizio 1
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certo che chiaramente doveva dimostrare non essere necessario soccorrere il IX 0 corpo ed è che il fuoco ·di artiglieria, vivatissimo nelle prime ore, adesso, cioè verso le 5 pom'. , era grandemente scemato e sovente cessava quasi del tullo. Infatti a pag. 66i leggesi (si parla del IX0 corpo}: Così stando le cose, la fanteria cessò di combatte1'e sii tutti i punti, e dalle 4 1!2 pom. in poi anche Cartiglieri'ri tedesca non tfrò piìi che occasionalmente quanclo cioè le si offriva qualche buon bersaglio. Ed a pag. 694: Di contro a sì poderose forze e·ra quasi ammutolita l'artiglieria francese. . . . Così verso le 5 pom. su tutta la fronte clella ll" a·l'lnata era per i motivi gièi eletti sop1'rwvenuta nel combattimento una pa-iisa, rotta soltanto dal fuoco moderato dell' artig lien·a tedesca. Dunque lo stato delle cose presso il IX corpo per queste ragioni non poteva essere pericoloso. Infine l'ultima considerazione su l'ora tarda, cioè le 5 pom., è cerlo una delle migliori ragioni ·che si potevano addurre, µerocchè, sopravvenendo la notte, era molto più difficile dirigere l'attacco e raccogliere i frutti se riuscito; ma nppunlo in ogni modo eea meglio cominciarlo un po' più tardi e bene, anzichè precipitarlo o farlo male; inoltre, se si fosse immediatamente disposi.o il tutto per la preparazione , e per lo spiegamento, tutto ciò avrebbe di. certo fallo riguadagnare il tempo che si perdeva nello attendere il principio dello attacco aggirante. Se preparar-e un allnceo mercè il fuoco di potente i artiglieria è stato sempre raccomandato, specialmente \ da Napo leone I (e per citare un esempio notissimo ricorderemo la famosa batteria di 100 pezzi di Wagram che preparò l'attacco centrale su quel villaggio, attacco che sfondò il centro austriaco), oggi poi tale prepara zione è non solo utile e da raccomandarsi, ma è assoln0
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NOTE SOPRA UCON[ PARTICOLARl
tarnente necessaria, massime in terreno spaccialo, plteso la grande gittata dell e armi, la loro precisione e g~·ande rapidità di tiro. Bisogna che tale preparazione ·SI.a fatta da tulta l'ar.tiglieria di cui si può disporre, d1relta con scop.o unico contro l'obbiettivo dell'attacco _perchè cosl solo si potrà in parte neutralizzare l'effett~ d.elle armi, micidiali della difesa. - A tale preparazrone dovra anche concorreee potentemente il fuoco celere de!Ie fitte catene cli cacciatori, che si saranno approssimate a tiro utile alle linee nemiche. Qna~do men che due ore innanzi nella stessa, gioro~ta si_ fec~ l'altacco, di cui abbiamo già parlato, del v1Ilagg10 d1 S.10-1\'Iarie -che pur non era difeso che da un solo teggimento francese sostenuto it:1dietro da altra forza, ma senza che vi foss.e arlio·Jieria sul luoo-o e 1 o se~za c11e ·f'osse slato posto in istatoo di difesa - nondi, .meno il ~enerale Pape, seguendo le buone regole, non ,avventuro le sue truppe ad un attacco di viva forza senza p~·eparazione, anzi concentrò, per prepararlo, i l fuoco d1 .·16 batterie, cli cui 1 ,i sassoni e 2 r:>russiané ' il qua le., , umtarnente al fuoco di fuc ileria delle fitte catene di cacciatori, in poco più di mezz'ora scosse talmente i difensori che quesLi non attesero neppure l'assalitore e verso le 3 pomeridiane si ritirarono, nel mentre eh~ i Tedeschi penetrarono nel villaggio soffrendo non molte perdite. È nell'attacco di villaggi dove si può ·spiegare tutta la potenza di una artiglieria superiore, perchè colà essa può appiccare gl'incendi, sfondare muri., dietro cui .sono difensori; le granate e shrapnels, penetrando per le finestre, nelle porte, e sco.ppiando, menano strage e confusitrne e rendono le case insosleinibili sfondano tetti, ecc., in una, parola, non v'è quasi colp~ che vada perduto, specialmente se il :villaggio è fortemente occupato - percui là l'artiglieria può produrre
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molti danni reali e colpire altresl l'immaginazione con le ruine che va ammonlicchiando, e con gl' incendi. . -- Dunque St.-Privat doveva essere il vero scopo del]' artiglieria attaccante. Perchè in vero crediamo poter ricavare dallo esame dell'operato dall'artiglieria nella ,suddetta battaglia che quando dessa è più numerosa dell'avversaria, ben collocata, ben servita, superiore infine per qualità e potenza, dessa è capacissima di far tacere il fuoco dell'artiglieria avversaria, e di abbattere casali e appiccarvi l'incendio, è adattatissima alla difesa di un traLto di terreno quando specialmente è coadiuvata e guarentita dalla fanteria, ma è impotente in rasa campagna, in terreni ondulati, a scacciare la fanteria ben postata che difende una data posizione, e per tutto ciò ottenere è necessaria non solo l'azione del fuoco della fanteria ma benanche l'atto del suo attacco . Così vediamo costantemente l'artiglieria francese, poco dopo che la prussiana è entrata in azione, obbligata a tacère e ritirarsi ulquanlo indietro; vediamo il cascinale di St.-Hubert, fatto segno ai tiri .delle numerose artiglierie del VII 0 e VITI0 corpo, reso in breve inabitabile, dimodochè i 'fedesèhi possono impadronirsene con non mo lta cliilicoltà, nè molte perdite. Così pure succede al villaggio di S.'c-J.Uarie, cosi in minor proporzione nel cascinale di Champenois; ma vediamo pure quella stessu artiglieria, quantunque soverchiante la nemica di cui non ha a temere più le offese, diventare impotente, anche coadiuvata dal fuoco della fanteria, a scacciare e scomporre linee di · cacciatori bene appostati dietro pieghe di terreno o dentro trincee di battaglia, e quando il difensore può tener le sue riserve bene al ridosso e quasi al coperlo dal fuoco. Quivi l'artiglieria ha .poca presa , e dopo una fiera cannonata i risultati saranno quasi null i. Veggansi le perdite del corpo di Frossard alla battaglia .:di St.-Privat !. ...
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NOTE SOPRA ALCUNl l'ARTICOLARI
A voler dar oggi un assalto, senza aver prima p~eparato l' attacco con fuoco di ar~iglieria e fanteria, cioè senza aver prodotto il necessano logoramento delle forze della difesa, è un voler esporsi ad uno scacco probabile. Nel caso particolare dell'attacco di S_t. -Privat sembra che ciò fosse anche facile, a vvegnaché rn quel1' ora si trovavano postate a sud di S.te.Ma rie 12 batteri e della guardia ed altre 4 2 sassoni al nord_; se quindi il fuo co di quelle bntterie fosse stato ? 'r~tto su St.-Privat , certo si sarebbe ottenuto un grand1ss1mo effetto e sarebbe stata un'ottima preparazione . È vero che quelle ballerie erano a 2700 a 3000 metri da St.-Privat, eccello 5 della g uardia che erano solo . a 2000 metri, ma contro un bersaglio, come un vil laggio, poco im portava quella grande dì~lanza. In_ quell~ vece nessun ordin e vien dato, e le battene sassoni seguitano a dirio-ere i loro fuoch i s u Roncourt, ed opportunameote, gia~chè, come si é detto, la ~leci~ione della ba,ttaglia era fondata tutta, secondo le direttive dat~, sull a~giramento dell'a la destra franc.ese_ pet· pa~t~ dei Sassoni, e il loro fuoco verso quell'obb1ett.1vo dec1S1vo agevolava appunto r attacco delle trup pe aggir_anti. ~e batleri~ d~lla guardia tiravano verso surl di St. -Pnvat, dim_o~o_che, dice la Relazione stessa a pag. 78 11: quando la 1a divisione della gua1·dia mosse all'attacco, il centro clella posizione cli St.--Privat era tuttavia ìntcitto . Tal e errore del comandante il corpo della guardia suppon iamo abbia dovuto derivare oltre che dalle ragioni acldoLte dalla Rel,izinne da tre altre ragioni, cioè da che si tacque ' . . l'articrlieria francese e la si credette perciò impotente a pi~ agire e quindi si ritenne che si stesse operaod? uno sgombro di St. -Privnt; e in secondo lu og? il sentire i rim bom bi delle artiglieri e della g11ard1a e dei Sassoni dovette lasciar credere a quel comandante che esse tirassero sull'obbiettivo del suo attacco; e da
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ultimo perchè crede ndo che stesse per giungere di fianco il corpo sasso ne, lo spirito d' ern ulazione deve averlo sollecitato a spingere prima all'attacco il corpo della guardia per fargli acqui stare maggior gloria. Sic-' come i grandi attac,·hi contro buone posizion i. quando sono eseguiti su terreno spncciato, si decidono oggi rapi damen te, mezz'nra ed anche meno basta per metter fuori combattimento un grosso corpo di truppa. Perciò è necessario non precip itarli, ma prepararli, e in1raprenderli"quasi con temporaneamente. Dopo mezz'ora, quell~ tr uppe, che si erano avanzate si fieramente minacciose, non solo non potranno prog rediry ma non potranno opporre che una debole resistenza da poter essere fac ilmente e subito rolla dal minimo cenno di contrattacco nem ico. Gli attacchi non furono contemporanei. Fu dato l'ordine direttamente dal comandante la guardi a alla 4• brigata , ch'era a St. -Ail, di spiPga rsi e muovere all'attacco , e ve r:;o le 51/. pomeridiane si mosse qu ella brigata con tro.Jerusale m, caseggiato ad e:;tdiSt.-Privat. Da Hn bonville il comandante del 1X corpo a sua volta, giusta la dire ttiva genera le dì muovere 11ll'attacco quando avrebbe vnd uto :iua1·care al la sua sin istra, scorgendo il movi mento della 4-• brig,cta del la guardia, spinse egli pure alle 5 1/ 2 su :\manvillers la 3" brigata guardì H e 3 hnuaglioni assiani. Verso le i.>¼, il gentralc Pape mosse ·anch'egli verso S1. -Priyat la sua brigata seguìta co me riserva dal 2° reg~im rnLo guardie . - Da ciò si vede rhe tra l'avanzar della .i,• brigata e quello del la prima corse una mezz'ora . Ma in mezz'ora 110 attilceo su terreno come qtJe ll o è bello e de ciso, dimo<lo ché quand o si avanzò la 1a brign ta, era q11a:-i già spossata, e terrn inato l'avanzare della 4a brigala . Anche l'effetto morale dovrà <'SSflre mo lto minore per due success ivi attacchi, 0
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NOTE SOPRA HCUNI PARTICOLARI
mentre sono gli .sforzi convergenti e contemporanèi quelli che danno risultati in guerra come in meccanica. Non bisogna cominc iare un attacco, in generale, di una pos izione nem ica prima che tutte le forze non sieno spiegate; bisogna evitare, innanzi tutto, di sciuparne una parte prima che il resto possa partecipare al combattimento. - La- forza grande della difesa e l'effetto così micidiale delle armi attuali lo prescrivono oggi più che mài. Anche lo spiegamento della 1• brigata guardie, se non ci fosse stata ·tanta precip itazione, pare che si sarebbe potuto fore al coperto p1·ofittando dell'avvallo che ha origine presso see -Marie e s'inoltra verso Hautmécourt verso il nord. Uscendo la ,1a brigHta, e meglio forse la 2~ dal nord-est di Ste -Marie e scendendo in quell'avvall o si poteva benissimo spiegare al coperto nell'ordine in cui doveva attaccare, ed in questo modo sarebbe proceduta ordinata anz ichè come potè al la bel la meglio, manovra odo sotto vivo fuoco nemico; avrebbe perduto molto meno ed avrebbe prodotto maggiore effetto, marciando bene ordinata. Ma la 1" brigata guardie, che si era ~isposta in tre linee con un batta~l ione di ogni reggimento per li nea, e che quindi aveva adottato una buona disposizione, cioè a fronte limitata e molto profonda, e che perciò si sarebbe potuto facilmente dirigere e rinforzare perchè si aviwano forze sufficienti come alimentarla, nel caso pratieo avendo marciato e call)biato due volte fronte sotto il fuoco nemico, si venne a trovare con .f. 1/. battagli oni stesi in ,1• linea ed uno e mezzo dell a 3a Ùnea, che si portò subito al di là dell'estremo suo fianco sini:-;tro con direzione verso il nord-est. E malgrado che fosse entrata in 1a linea anco la 2•, fu d' uopo portare subito in ,t a linea il 2° reggimento ch'era in riserva. Non solo per precipitazione o per prnoccupazioue 1
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non fu preparato l'attacco da preponderante fuoco di artiglieria, ma non furono neppure date disposizioni per-chè l'artiglieria adempisse un altro suo còmpilo importantissimo, quale è quello di secoodarc e sostenere l'attacco, cioè a dire che quando l'artiglieria ha preparato col suo fuoco l'attacco, e questo principia, bisogna che essa si porti man mano in altre posizioni più innanzi per secondarJo e sostenerlo, quando, come ciò sovente accade, non possa più farlo dalla posizione che prima occupava per l'a vanzarsi della fanteria. Ora, perchè l'artiglieria possa ciò comp iere, bisogna che il suo comandante conosca le intenzioni che si han no per attaccare, e qua le direzione ed obbiettivo si prenderà dalla fanteria e come. l\fa se l'artiglieria non saprà nulla di tutto ciò, sarà difficile che possa seconda.re a tempo debito le mosse delle altre armi. Or anche ciò fu dimenticato, e non tu se non mollo più tardi, come abbiamo già notalo, che vi si pensò. Tra Ste.fVIarie-aux-Chcnes e St.-Privat. corrono più di due chilometri; or quando, per attaccare una pozione nemica, bisogna percorrere in terreno spacciato, dom inato, più di due ch ilometri, bisogna pur convenire ch'è questa una delle diflìcoltà maggiori che possa incontrare una truppa. Essendo il terreno scoperto e -bersagliato da per tutto da grandine di proietti, il solo modo sembrerebbe di procedere sempre innanzi senza arrestarsi, perchè così si sarà meno tempo esposti. D'altra parte, avanzandosi sempre, è così grande l'effetto distruttore delle armi, che c'è da temere che la maggior parte degli uomini rimangano colpili, che altri si arrestino nel cammino, dimodocbè pochissimi polrebbero andare innanzi, i quali, essendo in pochi , si perderanno d',rnimo nè avranno la forza necessaria per eseguire u n attacco. Quando Io spazio è così .grande, è necessario fare delle avanzate successive,
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NOTE SOPRA Al,CUNI PARTICOLA Hl
prescegliere per le fermate quelle insensibil i insenature,. picc:ole pieghe, qualche siepe, _ec_c., .un o~tacolo q~alunque che s'incontri per potersi rrnnire, riparare, rtnforzare pe r poter poi spicca re altre corse, finchè si sia giunti a buona por'lala di fucil e dal nem ico.Allora il fuoco delle prime catene allirerà su di sè il fu oco nemi1.:o, e così si potranno fare avanza re altresì i sostegui ed il grosso , semp re, già si intende, a piccoli gruppi. Una volta giunti a 3 o ,i.O•) metri , essere in forza da poter dare l'ulLacco, appoggiati e sostenuti da fort i baue_rie. l\_on _è. a. dissimularsi che sarà semprt! una operazione d1flìc1liss1ma, per vincere la qua le, oltre tutte le avvertenze e preparazion i di cui abbiamo p_arlato,. ci v11o l~ truppa s_oli da e disciplinata, senza d1 che, mrece d1 audare m-· nunzi, essa volgerà le spalle con suo non minor danno, avvegnaehè le conseguenze de lla riti rala saranno più ancor' micidiali dell'avanwrn.. Da ultimo l'attacco del corpo della guardia si sviluppò su troppo amp ia fronte. Infatti es~o si esle?deva colla des tra ver:,;o la slrn da Champe1101s-Ama11vdle rs, e colla sin istra ,Il di là della stradn s.t0 .)larie-Ront:ourt cioè per 7 mila passi {p iù di 5 ch il ornMri) . l\Ientre non si aveva inlenzi oue d'imµirgare cfappr1ma. che 3 brigate della guardia e 3 ba11 agl:on i.11s.s i,rn i,. p11r s.in .dall'inizio dovetlrro subilo venir r1nlorznl1 rn 1 linea dalla 2• e 3~ linea non che da 2 dei reggimenti della 2~ brigata, cioè il 2° w10.rdieed il ,i- 0 guardie: sicchè da ulLimo non erav i con1e unica riserva a S.t0 -Marie che il reggimento l'u1.:ilieri guarJie et.I un bnllnglione caccia tori gu11rrlie. Q11ellu snlu ppo esagerato dell.:i fronte foce s\ che ben tos10 le sn('o11de lin ce entrarono in '13 linea, si lu deboli da per 1u1to, nè ci era modo eome pro\'vcdcre pe,· un 1·mcalm clella li11ea e fu d'uopo chiamar soccor:-i in tuiti i sc11si dai corpi vicioi. - N,in si comp r1·rnJe per<:h è la l8 brigota guurù 1e, dopo avere al-
DELLA BATTAGUA DI Gl\AVELOTTE-ST.-PRlYAT 147 ·traversala la strada maestra S.t,qfarie-St-Privat, si portasse a più di 600 passi al nord prima di rimeLtersi di fronte ad esl; dovette esserci _per questo un malinteso. Quel prolungamento, avendo avuto per risultato un vuoto fra essa e la 4•, che poggiava la sua sinisLra alla detta slrada maestra, obbligò loslo il comandante di di- . visione di portare in 1" linea a riempire quell'intervallo il 2° reggimento guardie, ch'egli si era serbato quale riserva. li prolungamento al nord fu vieppiù pronunziato da quasi 2 battnglioni e mezzo, ch'esser dovevano in 3a linea dlJlla ,1a briga.la, ma si portarono tosto all'estrema ala sinistra della. brigata per far fronte ver.;o lloncourt, .cosa di cui avrebbe dovuto veramente occuparsi il corpo sassone. Quell'P.olrare subito in 1" linea della 2" linea e della riserva dimostra chiaramente che quelle brigate si erano spiegate su una fronte troppa estesa; errore che non si polè correggere altrimenti se non che come fu fatto. Se il corpo della guardia si fosse sviluppato su non più cli 3000 a 3500 metri, i suo i ·auacchi avrebbero sostenuti e rinforzati a tempo Potuto essere meo·lio o . dalla 2• linea e riserve, mcnlrechè sviluppandosi su troppo ampia fronte, fu obbliga to a portar subito tutto in 11" linea. - Oggi, come per lo passato, una fronte (l'iustamenle estesa ed una grande profonclit.à è una ne~essità, e ci pare che sia erroueo il credere, perché oggi si combatte in prima linea in ord!ne ap~rto, anzichè a ranghi ch iusi, <:li e si debba sp1egam ed estendersi molto più che per lo passato. L'ordine aperto non è che un rnodo <li comballere della prima linea, vale a dire che invece di pre;;entare nl nemico, come in adcl ietrn, una linea spiegnta a ranghi chiusi, si presenta una catena di cacciatori che si farà ogni momento più fitta; ma non perciò l'estensione della fronte, ·speci almente nelle grandi unità tattiche , deve ecce1
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NOTE SOPRA ALCUNI PARTICOLARI
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dere quella che sarebbesi tenuta quando si combat:. teva in ordine chiuso. Infatti, oggi come prima, si dovrà avere una prima linea ed una seconda linea come una riserva; solchè in oggi la prima linea, io vece di essere spiegata la massima parte in linea e di mand1Jre so lo innanzi a poca disLanza un cordone di cac=ciatori per preparare ed iniziare l'attacco, o distogli ere e molestare le colonne attaccanti, essa si sminuzza in una catena, in sostegno e grosso; ma tutto ciò non ~orma se~pre ~he la sola prima linea che adopererà 1 sostegni per r1pararn le perd ite sofferte nella catena; ovvero per rinforzarla ed il grosso si porterà sulla sua linea per elargii consistenza e forza nei , momenti dì maggior pericolo; nella difesa, cioe, per sostenere mnterialrnente e moralmente la linea dei cacciatori:, e nella offesa per strascinare seco catene e sostegni all'assalto. Dietro la ,1• linea starà oggi, come per lo passato, la seconda linea per riparare, rincalzare e rinforzare la prima linea, e le si avvicinerà quanto più è possibile nei momenti di attacco e di crisi; oggi, come altra volta, starà ind ietro la riserva sia per contrapporsi alle manovre del nemico, sia per eseguire attacchi di fianco o decisivi. Oggi un baLtaglione che non sia isolato, ma che foccia parte di unità tattiche maggiori, dov6,1. occupare e combattere in prima linea, tenendo lo stesso sviluppo come se fosse a ranghi ch ius i; così, per esempio, se desso occupava a ranghi chiusi 280 metri (supposta la sua forza di 800 uomini) ed un intervallo, oggi dovrà occupare ad ùn dipresso lo stesso fronte, sol che oggi sarà schi erato in prin'cipio di combattimento con una caLcna abbastanza innanzi con rinforzi e 'sostegni indietro, e più indietro con il grosso; ma tutto qnesto assieme non formerà sempre che la so la prima linea . Per cui veramente non si sa comprendere l'apprensione di ta luni scrittori mi-·
litari , i quali temono lo sparpagliamento, perocchè ci pare che lo sparpagliamento ,:li oggi dipende rà .appunto come per lo passato da chi dirige; cioè dal volere occupare e stendersi più di quello che le proprie forze non permettono; sarà un errore o una necessità. oggi come .lo era per lo passato, ma in generale non ci pare che debbasi atlribuirlo all'ord ine aperto. Per le frazioni tauiche più piccole ciò si comprende, ma era pur lo slesso nei tempi addietro, e diremmo che è una necessità. Un battaglione isolato, per esempio, mandato ad occupare una data posizione, oggi, come allora, si slenderà alqu anlo più che nol comporti la sua forza, ma. ciò è imposto dalle località, nè vi è modo di rimediarvi ; non è un errore ma una necess ità. Oggi a.dunque, come per lo passa.to, una fronte giustamente estesa in proporzione delle forz e , ma una grande profondità, si impone. Grande profondità s'intende non già che IP. frazioni indietro sieno molto discoste (certo più del passato a cagione della maggior portata delle armi, ma non esagerata perch è altrim en ti poco servirebbero a rincalzo della prima li nea}, ma bensì che oggi come per lo passato ci sia una seconda linea ed una riserva. L'intenzione de' comandanti la 4" bl'igata e la 1• brigala guardie, era certo di agire <.;011 grande profondità; infatti la 4'' brigata si spiegò in due linee ed anzi la 4a brigata su tre, cioe 1a linen, 2• li nea e riserva; ·solamente, siccome le distanze di spiegamento prese fra le tre bl"igate erano lroppo grandi , ed il mododi spiegamento l'csngerò ancor più, cosl sin dal principio, per non lasciare dei vuoti nella fronte di combattim ento, e forse anche per sfuggire alla inazione sotto il vivo faoco, si stesero to:;Lo in ,1a linea la 2a e la 3" linea. - Lo che moslrn forse anche che le seconde linee erano state tenute sin dal principio troppo
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NOTE SOPRA ALCUNI PARTICOLARI
v1cme alle prime linee. - La 3~ linea poi della 1.. brigata si portò al nord per allaccare e difende!'e il fianco estremo della ·1" brigata. - Che fosse troppo larg_a la fronte lo dimostra non solo il grande spazio occupato dalle tre brigate della guardia ma anche il fatto che la 2a linea, nel portarsi in 1a linea, non ebbe bi~ogno di prolungare le ali, ma trovò spazio sufiièiente fra battaglione e battaglione di ,1a linea della stessa brigata, ma ciò noteremo meglio in seguito . Ed a proposito del grande sviluppo d'a ttacco del corpo della guardia è necessario intrattenervici ancora per alquanto tempo. È stato df\sso portato come esempio per additare uno dei pericoli dell'ordine sparso e per dimostrare che questo tende a. svilupparsi su più ampia fronte che le sue forze non comporterebbero e perciò a presentare poca profondità è quindi poca solidità. Non v'è dubbio che quel corpo si sviluppò su d'una troppo ampia linea, forse più del dopp io di quel che avrebbe potuto e dovuto; ma è questa la colpa o tendenza dell 'ordine sparso, ovvero non fu piuttosto errol'e nello spiega.mento od altra causa? Sappiamo che il corpo della guardia (parliamo solo délla fanteria) era così spiegato in massa verso le 5 ore pom.: una brigata di fanteria (3") a Habonville, un'altra brigata (V') immediatamente a nord di St.-Ail, un'altra (·Ja) a sudovest di S18.-Marie aux Chènes ed infine un'a!Lra (2") in S10.-~Jarie aux Chènes. Tra Habonville-St.-Ail corrono un rnoo metri, quasi altrettanti tra St.-Ail e s1e.-1Uarie. Se quindi qu elle 3 brigate si fossero spiegate come stavano, avrebbero occupata un a frorlle di 3 chilometri, adeguata alla loro forza, ma in ve-ce ei·uella di Habonville la si spiegò al sud della strada Habonville-Arna nvìllers con 3 battaglioni assì ani a cavaliere delfo strada ferrata; quella centrale di St.-Ail fu · spiegata fra la sinistra degli Assiani e la strada ma estra St.-Marie.-
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St.-Privat, e que lla dell'ala sinistra (1a) fu fatta marciare 600 passi a nord di detta strada maestra e spiegata prolungandosi sempre verso il nord. Ora noi non dobbiamo indagare se si fece bene o male a così dirigere l'attacco di quelle 3 brigate; ma quello che importa fissare gli è che il modo con cui si ordinò quello spiegamento portava per necessità l'occupazione di una fronte di più di 5 chilometri. Se ognuna delle 3 brigate avesse operato come da sè sola, cioè senza pensare a collegarsi colla laterale, è certo che, supponendo che ognuna avesse occupato al massimo un chilometro di fronte, tra le brigate vi sarebbe stato uno spazio vuoto di un chilometro fra brigata e brigata spiegata. Noi siamo di avviso che quand'anche si fosse manovrato in ordine chiuso, ciascuno dei comandanti di quelle brigate si sarebbe preoccupato di tutto . quello spazio vuoto, corì'le quello che prestando tanti punti deboli e tanti fianchi scoperti poteva dar agio al nemico di profittarne ad intromellersi in esso , e probabilmente avrebbe pensato a riempire quel vuoto adoperando le seconde linee in tutto od in parte, essendo istintivo e naturale di cercare il eontatto colle proprie truppe, cosa che succede nell'ordine rado come accadeva ecl era prescritto nell'ordine chiuso. t instintiva la difesa del fianco; quando si è sicuri dai lati non v'è preoccupazione di sorta, e l'allenzione non è stornata; non c'è bisogno di tenere riserve inattive ma si adoperano con vigore nel momento decisivo, alla chiave della ·posizione, e si combatte con s.icurezza ed ardire; in caso diverso ci sarà quasi sempre un po' di titubanza. Dunque coochiudiamo .che quegli spazi vuoti sia nell'ordine rado come nell'ordine a ranghi chiusi si sarebbero sempre riempiti; ciò è istintivo ed è anche regolare e giusto. Se pertanto il corpo della guardia · si sv iluppò su di una fronte troppo grande e poco pro-
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NOTE SOPRA ALCUN! PARTICOLARI
fonda, ciò dipese non dalle esigenze dell'ordine rado,. ma ben si dalla disposizione e dalle direzioni date ai differenti attacchi. Quello che veramente è più difficile a comprendere gli è il perchè la 1a brigata guardi e marciò per più di 600 passi al nord della strada maestra e poi spiegassi in linea ancor più al nord, marcia pericolosa, che turbò lo spiegamento e che aum entò di altrettanlo la fronte di attacco. Due ragioni adduce la Relazione: la prima, che non si voleva confondere l'attacco della 1" brigata con quello della 4a, e qui si comprenderebbe se essa avesse , preso 30 a 40 passi d' intervallo, ma che ne abbia presi 600 veramente non si comprende. L'altra ragione addotta che si voleva tentare di prendere di fianco St. -Pri vat, pare che neppure essa ab!)in molto valore, perchè 600 passi in tal caso sono troppo ma t1·oppo pochi per girare St.-PrivaL, oltrechè il farlo sotto il fuoco e la vista nemica non sarebbe invero da lodare. Noi invece siamo inclinati a credere clie vi s ia stato un qualehe equivo~o; infatti l'intervall o f'u subito fallo occupare dal generale Pape dal 2° reggimento guardie, ch'egli s'era serbato in riserva. L'entrata in linea di questo reggimento per riemp ire lo spazio lascialo aperto tra la 1a e la 4" brigala è un'altra prova della necessità che ,·i è nell'azione di non lasciare vuoti, ma di avere linee continue di fuoco per difesa come per offesa. Ma fraitanLo quella mossn, sin da l prinr,ipio dell'attacco del 2° reggimento, tolse di sottomano nl comandante la divi sione, la ri serva, per cui questi dovè tosto orù inare di fa re avanzare, per eseguire tale còmpito, il~..° reggimento gunrdic ch'era rim asto a St(•.-Marie. Se la ·2,. linea entrò subito in I" linea, ciò dipese dalla grande estensione di terreno che si occupa va, come lo abbiamo mostrato, e da che manovrandosi 1
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sotto il fuoco nemico si venivano ad aprire d'e' grandi intervalli fra battaglioni e battaglioni, i quali intervalli, com'è naturale ed è giusto, venirano riempiti dai bat· tacrlioni di 2" linea. Così vediamo che quanto la 4" briga~a guardie csegul il secondo <..;ambiamento _di fronte ad est fra i 2 battaglioni fucilier i di testa, s1 aprl un grande intervallo ove s'intercalò il 2° battaglione d~l 4° reggimento, eh' era io 2• linea; come _Pure a sinistra del battagli one fuci lieri del 3° reggimento troviamo 2 compagn ie del 1° battaglione, che dovevano essere in 3• linea, e tutto il '.2° battaglione del 1° reggimento, ch'era in '.2° linea. Se quegli ~pazi non si fossero aperti è certo che la 2a linea non avrebbe potuto in castrarsi nella 4". Quasi altrettanto era ~ccaduto alla ,i.• brigata guardie. Si potrebbe conchmdere che fosse la tendenza del!' ordin e sparso quella che portava a sempre più allargarsi, se le seconde !inee per entrare in azio.ne si fossero po!·~te sulle al! p~r prolunga rle, come m parte fec_e la 3 lin~a della I ~ngata goardie; n1a ·siccome abbiarno_ quast sei:npre visto la ~n linea incnstrarsi nella 1 ", ciò vuol dire che a questa si era follo occupare una fronte molto più estesa ùi quello che poteva occupare colle sue forze. 1
Abbi amo visto che la fanter ia della guardia, che combattèaSt.-Privat, consisteva in 28,·160 uomini; aggiungenùo la forza di 3 battaglioni assia~i e togliendo i 4 battaglioni che rimasero a S.t0 -Mane, ne segue perciò che la l'orza impiegata fu di 27 ,2'! O, la qual~ darebbe per uno esten sione di fronte eh all&cco d1 5000 metri poco più <li 3,5 uorni?ì cli. ~ro~o~dità, supponendo gl i uomini a contatto eh gor~11~, eroe una 4a linea in due righe, di 15,4-00 uomini, e~ un~ 2• linea di 11,800 uomini. - Profondità dell' ordme ò1 battaglia piuttosto debole.
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l 24 N01'E SOPRA ALCUNI PARTICOLA!ll TI · corpo · dell_a guardia con _i 3 battnglioni assi ani ebbe ad urtarst nelle seguenti truppe francesi: brigata Véron, divisione Cissey, divisione Lorencez del · 4° corpo, brigata Le Rois de Dais del ,1 ° corpo, ollre alle divisioni La Font de Vi ll iers, divisione Le Vasseur Sorval e al 9° reggimento della 2• uivisione, vale a dire -10 brigate e mezzo, . cioè 66 haltiJglioni che, calcolati · al minimo 600 uomini, ci danno un 39,600 uomini di fanteria, che presero parte a quella di.fesa. - Quindi quanto più ~i estendev~ la fronte di attacco del corpo della _guardia t~n,to minor numero di truppe poteva a:vere m profoncl1ta e per conseguenza era tanto meno forte; per contro, quanto più si estendeva la sua fronte di attacco, di altrettanto più si accumulava il numero dc' nemici difensori contro i qua li esso andava ad urtarsi. Lo che equivale a dire che a misura che si estendeva era come se marciasse contro a nemico sempre più forte con sempre minori forze attaccanti. ' st
. C~rtamente ~urono omesse molte regole e precauz1om per cui I attacco dato dalla guardia fu non solo così .micidiale ma non riusci: ma cl' altra parte è da considerare che se non riuscì quello attacco eseo-uito d~ q.uasi. tutto il corpo della guardia, più 3 b~ttagl1or11 ass1an ,, lruppe valorosissime e sol id e (e basterebbe perciò solo citare la perdita fatta da ,quel corpo nella sola fanteria in brevissimo tempo, cioè in meno di due ore, 8,008 tra morti e feriti ), se si tien conto dello stato _morale militare di quelle truppe di gran lunga super10re al francese, dell a prepondernnza assolula della sua arliglieria, e della sola inferioritò del fucile relativamente allo chassepot, è g ioco forza con chiudere che, se quelle truppe in condizioni così vantaggiose come le sui ndi cate non furono da tanto da ,conqu istare la posizione di St.-Privat, questa era di
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quelle che son6 quasi invincibili. Ripetiamo quasi invinc ibili , perchè appunto non furono adoperate dai Tedeschi tutte le precauzioni necessarie perché riuscisse l'allacco e perché co là la inferiorità de l fucile · ad ago si faceva più sensihilmente sentire. Se i Prus- · siani, giunti a 800 a 900 metri, avessero potuto aprire il loro fuoco di catena , è certo che si sarebbe di mollo agevolata .la marcia delle retrostanti masse. I; vero che dall' altra parte ci sarebbe da porre a calcolo, alquanto meno, peroccbè non fu adoperata come si doveva, la immensa superiorità d'artiglier ia. - Le qualità dunque che rendono una posizione diffici lissima ad allaccare consistono nell'avere un .o-iusto domin io O sul circostante terreno, nell'essere questo fatto a guisa di spalto in modo da rendere efficacissimo il fuoco radente; nel l'essere sgo rubro affatto di ostacoli naturali ed nrtificiali e di coltivazioni; nell'essere la posizione appoggiata a forLe vill aggio (St.-Privat) molto sol ido, cinto di mura, ed i giardini da muretti a secco; nel dovere l'assalitore percorrere meglio di due chilometri in terreno affatto sgomhro e dominato per' raggiungerlo. E l'aun.cco fronta le sarebbe stato ancora più micid iale e diflìci le se il difensore avesse rafforza lo la sua posizione con trincee di battaglia ed altre opere di fortificazione passeggera. La fanteria della guardia prussiana perd8tte nella battagl ia di Gravelotte St.-Privat. 8,008 uomini lra ufficiali e gregari, trn morti e fniti e pochi dispersi. 11 suo effeuivo, comprr.si i piooieri, era ne ll a battagl ia di 28,'160, perdette qn indi 28t uomini per Oi5ni 1000. Più ava riti abbiamo visto che il II1° co rpo nella battagl ia di )Jars-l a-Tour perdeue anche di più, cioè 300 uo111 ini per ,1000 . Ma è da tener cakolo che la guardia subi le maggiori perd ite dalle 5 '1 4 alle 7¼ 1
126 NOTE SOPllA ALCUNI PARTICOLARI tulto al più, cioè in due ore, nel mentre il IJI 0 corpo era slato per ouo o Jieci ore al combattimento; l'ef. fetlo morale è certo minore quanto più lungo tempo è durato il c.ombatlimento. E qui giova soffermarci un momenlo a considerare le perdite del corpo della guardia. I 2 reggimenti della ,J a brigata ed il 2° reggimento della 2a brigata, ohe abbiamo visto spiegarsi al nord qella strada maestra, subirono le seguenti perdite: 1° reggimento guardie 36 ufficiali 1056 gregar1.. 1 3° id. 36 id . 1060 id . 1
2°
id.
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iù.
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id.
.Tali perdite sono enormi; ogni reggimento infatti 'ha perduto più della metà degli ufficiali, e più del terzo della lruppa. Ma ciò che più colpisce di marav.iglia, e diremmo di amm irazio ne, gli è il vedere come quei 3 reggimenti ugualm en te esposti, sulla stessa linea e terreno, abbiano subìto le stesse perd ite sì in uffi-ciali come nei grngari. Ciò ci parrebbe dimostr:i.re una grande perfezione nella truppa, perocchè una grande uguaglianza nella resistenza e nel valore non si può ottenere se non dalla perfezione. Sono tre bersagli marcianti esposti allo stesso modo e sono stati del pari gravemenle co lpiti. L'attacco della 4" brigata fu ugualmente micidiale, il reggimento guardie Imperatore Francesco avendo perduto 38 ufficiali , ·f 020 gregari , ed il 4° guardie regina 27 ufliciali, 902 gregari. Solo la 3a brigata perdette alquanto meno, cioè il reggimento guardie Imperatore Alessandro, 27 ufficiali, 820 gregari, e il reggimento guard ie Elisabetta, 2 1 ufficiali, 433 gregari, perchè un battagl ione rimase in riserva nel bosco de la Cusse, ma il battaglione tiratori della guardia, che marciò con questa brigata, soffrì in pro1
127 porzione più di qualunque altro corpo, cioè, rn ufficiali, !~31 gregari; vale a dire che se si trattasse di un reggimento, avrebbe perduto 57 uflìciali, 1293 gregari ! Bello e forte esempio di disciplina, di valore e abnegazione! Peraltro il 6° reggimento fanteria Brandeburgo N. 32 del UI0 corpo perdette a Mars-la-Tour 50 ufficial i, '120:2 gregari, di cui solo 150 dispersi. - Ma vi ha di più. Il 3° reggimento fanteria Vestfalia N. 16 perdette nella della battaglia 4.9 ufficiali, 1736 gregari, ma di cui 1 ufficiale, 423 gregari dispersi e prigionieri; perdette dunque ,i,8 ufficiali, 13'13 gregari!. .. DELLA BATTAGLIA DI GRAVET.OTTE-ST .- Pl\IVAT
Da quanto abbiamo discorso sull'attacco del corpo della guardia, ci pare che si possa dedurre: che l'attacco anche con forze preponderanti di una buona posizione ben difesa, sgombra di ostacoli ed accidenti nel suo fronte, e dominante, ·è una impresa quasi impossibile a riuscire, nè debbesi tentare se non quando non vi sia altro modo per raggiungere la posizione nemica. Che specialmente in tale caso non va trascurata nessuna regola di allacco, e di più bisogna portare una grande attenzione a studiare il terreno da percorrere, perocchè vi hanno sovente minime accidentalità che possono molto giovare. Che va preparato l'attacco rnercè di un preponderante fuoco di tutta l' artiglieria di cui si dispone, che l'attacco non debbesi fare se non quando sià stato anche preparato dal fuoco efficace della fanteria . Che bisogna studiare di spiegarsi per quanto è possibile al coperto d~lla vista del nemico, evitare di manovrare sotto il suo tiro; nell'avanzarsi . farsi secondare e sostenere dall'artiglieria; se lo spazio da perco rrere è lungo, spezzarlo con due o tre fe rmate, per quanto è possibile al coperto, che serviranno anche a raccogliere e riunire la gente che si è sparpagliata nello avanzarsi. Inoltre non bisogna
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troppo estendere la fronte di at,tacco ma proporzionarla alle proprie forze. · Finiremo qu esta ornai troppo lunga chiacchierata con qualche osservnzione sull'uso delle artiglierie di cui abbiamo già parlato innoozi - ma che qui servirà per raccogliere le idee. - Più di un o scrittore militare ha credulo di poter ricavare dalla esperi enza della campagna 70-711 che i grandi concentramenti di ballerie non souo nè uti li , nè vantaggiosi, nè necessari. Siccome a noi pare che oggi, come le gue rre del primo Impero, ed anzi anche più spiccatamen te la guerra del 70-7·1 mostrano tutto il contrario, così ci fa remo a brevemente comprovarlo, citando solo pochi fatti della battnglia di St.-Pri vat. Osservando la 1° Tavola della Rr.lazione ufficiale troviamo, nella battaglia ora della, verso le 5 pom. ad est' di Gravelottc 22 batterie del VII° e Vlll corpo. Ad ovest di Chan trenne l batterie del m corpo. Al no rd-est di Verneville 8 battel'ic a scnglioni di batterie del 1X0 corpo, III0 corpo e guardi e; ad est di Habonvi lle 6 altre batterie del IX corpo L'artiglieria della guaròia ha in posizione 8 ballerie tra Ilnbon ville e St.-Ail ed altre 4 alquanto più al nord -est. Ed infine al nord di S.te-Marie troviamo in posizione 12 baueriesossoni. -Dov'è dunque lo sparpagliamento dell'artiglieria? Invece Lroviamo tale sparpngliumento nell'artiglieria frn ncese , rnn nello stesso tempo non una ma lulle le volle che l'arLigli cria tedesca si meue in azione in massa lcgginrno sernpre nella Relazione i111medintnm entc queste parole: ma l'artiglieria fmn cese di:minuì zl suo tiro e i'nrli cessò del tutto dal tirci1·e, Locchè dimostra lumin osamen te non solo la mnggiore abilità e qnalità. dell'a rliglieria tedesca, mn benanche la inco ntrastabiliLà superiore del suo fuoco riuni ro. 1
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NOTE SOPRA ALCUNI !'ARTICOLARI
Esaminiamo la Un Tavola, cioè l'artiglieria verso le ore 7 p. m. e troviamo 22 batterie ad est di Gravelotte, 5 batterie del II1° corpo, sempre ad ovest di Chantrenne, 5 batterie tra l'Env ie e Champenois del lll corpo, .\ssiani e gua rdi e; quindi ad est di Vernevillc 7 bo tterie del IX e 111°. Poi ,12 batterie in vari gruppi ad esl di Habonvilln della guar<lia, assisrne. Quindi più al ~ord 1O batterie della gLlardia e più al nord, ad est d1 Roncourt, 9 batterie sassoni. Da ciò si vede eh~ se in questo momento ci fu un po' di maggior s~arpagh~1me~to, noudi~1eno vi erano tre forti gruppi d1 batterie, cioè uno d1 22 batterie, uno di '10 ed uno di 9. - Si comprende percl1è in questi momenti ci fu un po' più di sparpagliamento, considerando che e.ra _il. mo~ento in cui si dava l'attacco, per cui l'ar-· t1gl1er1a S1 era mossa per secondare ed appoggiare l'attacco della fanter ia. Finalmeute dopo conquistalo St.- Privat, si schierarono 2z batterie sull'altura al sud del villaggio, di cui 1O del X corpo e 12 della guard ia: cioè , 32 pezzi. Dopo tutto ciò si può egli assct·ire che i Prussiani non fecero uso di. grandi concentramenti di artiO'lieria? E . . o ripe tiamo, ciò non é solo vero sto ricam e11Le, ma è utile e vantaggioso, è necessario. i~ utile, percliè avendo una massa ùi bnttcric riun ite si può in un dato momento e per un dato scopo dirigere quasi tutto il loro fuoco all:ob~i ettivo .~ui ~i tende, ed ottenere un dato scopo oftenst'{O o d11en srvo; tale massa di artiglieria dipene diredendo da. un capo, potrà agire con più vicrore . t, z1one umca, e potrà essere meglio garentita da attacchi nemic_i, ~he non se fosse sminuzzata in tanti piccoli grnpp1 d1 3 a .1, batterie. C~ pare poi che sia una necessità. Nel campo di battaglia Gravelotle- St.-Privot l'arti~lieria vcl'so le 5 p. m. occupava uno spazio di quasi 6 chilometri, e si badi 0
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ANNO XX, YOL. IV.
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bene che il vero campo di battaglia non aveva una estensione maggiore di 12 chilometri. Ora, se tutte quelle batterie fossero state sparpagliate in gruppi, sarebbero state di grande ostacolo al libero movimento della fanteria. Inoltre sarebbe, se non impossibile, difficilissimo trovare tante posizioni per piantare tante batterie; quindi ne verrebbe di conseguenza che molte sarebbero obbl igate a ripiegars i. Poi una. posizione gren.1ila di 80 a 100 pezzi susciterà il massimo amor proprio negli artiglieri , ci sarà maggiore spirito di corpo . L'artiglieria francese aveva adolt.ato una tattica nella bauaglia di St.-Privat, che ci pare sia da imitare nella difensiva, e quando s i ha una inferiorità rimarchevole di artiglieria di fronte al nemico . Quando essa si vedeva bersagliata da preponderante artiglieria tedesea, conscia di non poter sostenere il duello, quasi sempre smetteva il suo fuoco e si ritirava dietro qualche vicinissima piega del terreno per serbare il suo fuoco ' al prossimo attacco della fanteria Ledesca, per rilornare subilo in posizione quando la vedeva prepararsi ed avanzare l'attacco, ed allora scagliuva unitamente alla fanteria una grandine di proietti contro i Tedeschi, e difatti abbiamo visto quei fuochi arrestare e quindi respingere sempre i loro aud~ci atlacchi. E i Francesi potevano in quei momenti tirare con gran sicurezza, anche perchè sovente le batterie tedesche mascherale · dalla fanteria erano obbligate a tacere o tutto al· più a tirare sulle lontane riserve. Per contro, se le batterie francesi si fossero ostinate a rimanere in posizione per sostenere il fooco contro le batterie tedesche, è quasi sicuro che dopo non molto tempo sarebbero state inutilizzate ed incapaci di poter dar.e appog·gio e sostegno alla difesa. Cosl agil'ono le batterie francesi di Point du Jour-Moscou, e quelle di Amanvillers, così pure quelle
131 di St.-Privat. Ed il silenzio di quelle artiglierie crediamo ·che non poco abbia valso, come è d'altronde naturale, a far credere ai capi tedeschi ch'era giunta l'ora dell'assalto finale e decisivo, errore che foce fallire molti attacchi e che costò molte vitti me. Questo ci sembra buon metodo da imitare quando si è molto inferiori in artiglieria e quondo si sia prescelta, per forza o per amore, la difensiva. Tutto ciò, bene inteso, va adoperato con intelligenza e sagacia, perchè d'altra ·p arte non bisogna nascondersi che il vedere ritirare la propria artiglieria produrrà certo più o meno un effetto morale non sempre vantaggioso, e può predi-sporre a meno forte e ferma resistenza la fanteria, non vedendosi sostenuta dalla propria arlìglieria. Un'altra osservazione ed abbiamo finito con l'artiglieria. Vediamo che al principio di ogni combattimento si mettono per le prime in posizione le batterie de lla d ivisione di tesla e quindi queste vengono tosto rinforzate dalle artiglierie del corpo e poi più tardi quasi sempre anche dalle batterie dell'altra divisione. Tlirnodochò sovente le batteri.e divisi.onali dopo quel momento fanno per così dire un tutto assieme con l'artiglieria di corpo d'armata; ciò abbiamo visto alla battaglia di Mars-la-Tour, l'abbiamo alLresì veduto in questa di GraveloLtc-St.-Privat. Così vediamo ad est {ii Gravelotte cominciare a mettersi al fuoco l'artiglieria della divisione 113"' del VI1° corpo, poi quella del corpo, e così per l'VIII0 e per il IX0 corpo , così p_ure per l'artiglie6a della guardia e sassone. Che in generale così si faccia è bene sino ad un certo punto. E difatti, se le batterie divisionali dovessero sempre essere attaccate intieramente alla divisione, e seguirne sempre le mosse, il più delle volte non prenderebbero parte al combattimento o per la posizione troppo avanzata delle truppe della p1·opria divisione, o DELLA BATTAGL1A DI GRAVEI,OTTE- ST. - PRIVAT
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NOTE SOPRA ALC UNI PARTICOLARI
DELLA BATTAGLIA DI GltAYELOTTE- ST. - PRIVAT
perchè detta divisionè si trova in 2" linea od in riserva; quindi sarebbero tutte batterie di meno per quel dato momento decisivo e di preparazione, sia di sostegno, sia di difesa. Di più una artiglieria, quamo meno posizioni può cambiare, tanto più essa è utile e vantaggiosa, sia per i suoi tiri che possono essere ben agginstati conoscendosi terreno, d istanza e posizione nemica, s ia perchè tanto minor numero di volte dovrà interrompere il suo fuoco. D'altra parte non è da nascondersi che ciò, preso come regola troppo assoluta, ha altresì i suoi inconvenienti, e lo vediamo nella stessa battaglia di St.-Privat. Il generale di divisione Pape, la cui artiglieria si trova presso HabonvilJe, vede l'opportunità di attaccare il villaggio di S. te Mari e, ma per attaccare un villaggio è indispensabile l'artiglieria ch'egli non ha, quind,i è obbligato di chiedere all'artiglieria sassone, che trovasi colà vicina, il suo concorso, 0ome pure di rivolgersi all'estremità sinistra dell'artiglieria di corpo, perchè diriga il suo fuoco su S.te Marie. Quando la la e 1a brigata guardie diedero I' attacco a SL-J:>rivat, non avendo seco loro l'artiglieria divisionale, non poterono essere secondate dal fuoco di artiglieria che tardi. È bene dunque che l'artig lieria divisionale faccia, per così dire, azione con quella di corpo, ma è pur necessario che le relazioni e comunicazioni sieno s empre con la sua divisio ne in modo che questa possa averla sotto mano ed adoperarla quando le è necessaria la sua azione. Finalmente crediamo, dopo esaminato quanto avvenne nella battaglia Gravelotte-St.-Privat, che una fanteria, postata dietro pieghe di terl'eno od in trincee e bene d isposta per ·mantenere la posizione, non si potrà quasi mai farla sloggiare col solo fuoco di artiglieria, per quanto preponderante, esatto e potente
desso sia. Ce fo prova specialmente la difesa della cresta di Point du four-Moscou la quale, come già abbiamo fatto notare più innanzi, ma amiamo r ipetere , quantunque battuta da arcipotentc artiglieria, superiore per tutte le sue qualità, e che poteva, non essendo esposta nè al tiro dell'artiglieria della difesa né al tiro della fanter ia, tirare al sicuro, con l'animo cosi tranquillo come se avesse tratto contro un bersaglio di poligono, ciò non pertanto non polè essere forzata dall'artiglieria ·del V1I0 e VIII0 corpo, ch'era ad est di Gravelotte. Vediamo in fatti che questa non fo capace in sette a otto ore di disordinare le linee di. fanteria nemica ch'erano alla difesa della cresta suddetta, nè di rendere possibile un auàcco per parte delle solidissime truppe tedesche, che avevano un morale così alto. E si noti che quell'artiglieria acloperava per ciò non solo il tiro a granate, ma anche lo shrapnel. Sebbene più innanzi avessimo ciò già notato, abbiamo voluto qui riportarlo perchè questo ci sembra il limite di efficacia dell'artiglieria in certi casi, come quelli che abbiamo menzionati. Nella bella e precisa Relazione, di cui ci occupiamo, abbiamo trovato u~ia lacuna per ciò che spetta ai servizi amministrativi, cioè servizi di sanità, del munizionamento e sussistenza . Sarebbe stato pregio dell'opera. il dirci come si provvide al servizio di sussistenze davanti l'~norr.ne agglomeramento di truppe nei giorni 17, 18 e ~9, cioè di 8 corpi d'armata, 3 d ivisioni di cavalleria, su di una fronte di poco più d i '15 chilomet.ri. Sarebbe stato -interessante sapere come si provvide al servizio dei feriti nei g iorni 16, 11'7, '18 e 119, perchè la quantità. era tale da essere un serio ostacolo e da presentare non poche d ifficoltà, e conoscere quindi se i mezzi furono sufficienti. - No·n troviamo cenno di visite
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fatte ai .foriti dai cupi dell'esercito per dimostrare la cura che ne prendevano, e per constatare se si provvedeva· adeguatamente. - Scorgiamo dalla Relazione che il servizio dei parchi di artiglieria e fanteria fu fatto n1agnificarneote, che le colonne di mun iz ione di ogni corpo di armata erano vicinissime al campo di battaglia e che esse non fecero mai difetto. Eppure è da considerare che nei giorni 17 e 18 avevano auraversato la l\'losellu e si erano portati sul campo il Y.II 0 e VIII0 corpo, l'altra metà del JX0 , la guardia, il ·XII° corpo, indi il giorno rn il II corpo, la ,t a divisione di cavalleria; malgrado tutto ciò, le colonne di munizioni di tutti i corpi erano al posto e, se non erriamo, ci erano anche le due colonne . - Ciò mostra in vero un ordine, una regolarità sorprendente, ed è per questo che ci sarebbe piaciuto conoscere nello assieme come le cose furono ordinate . Solo sappiamo che tutti i carri da bagaglio ed altre impedimenta furono arrestati sulla destra della l\'losella e non varcarono il fiume se non il giorno 20 agosto.
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SULLA
COSTITUZIONE E SULL' UIPIEGO DELL' ARTIGLIERIA NELLE AVANGUARDIE
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(Continua) E. C.
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Il Consiglio della Royal United Service Instz'tution di Londra decr et axa la medaglia di premio per un la-voro dello scorso anno, fatto dal tenente signor PRATT, Sulla costituzi·one e sull'z'mpiego dell'arti'glie1·ia nelle avanguardi'e. È questo invero un soggetto che trae speciale importanza dal considerare come scarse e recenti, sebbene importantissime, sieno le guerre da cui scaturiscono le norme che potranno servir di guida nell'avvenire, norme che pei mezzi di combattere odierni subirono, rispetto al passato, rilevanti modificazioni. Nel darne ragguaglio quasi per intero a guisa di libera traduzione ai lettori di questa Ri·m·sta, tralasciamo di rivortare le numerose citazioni e gli esempi onde l'autore stesso corrobora le sue asserzioni; ci limiteremo a dire che egli le ha attinte essenzialmente dalle due ultime guerre del 18.66 e del 1870-71, ma particolarmente dall'ultima; consultando e racc.ozzando in pari tempo ciò che gli scrittori militari più valenti hanno detto sull'argomento, ei tenne conto opportuna.mente del punto speciale di
i 36 SULLA COSTITUZIONE E suu,'Urfl'IEGO vista, sotto cui or l'uno or l'altro di essi aveva preso a trattare le varie questioni che ne derivano. È naturale che non è nella novità che devesi attendere il pregio delle cose scritte dall'autore su tal proposito: ma sibbene nell'aver saputo porre in rilievo e per ordine le varie conclusioni che ad esso si riferiscono. È sotto tale aspetto cl1e non sarà discaro agli studiosi di trovare su queste pagine il resoconto di un lavoro che meritò le considerazioni doi generali che presiedono a quella dotta istituzione.
Fra le modificazioni che la tattica subì nell'applicazione di cert'i principii in seguito all'ador.ione dei fucili a retrocarica e dei cannoni rigati, ayvi ciò che concerne la forza delle avanguardie, essendovi tendenza oggig iorno ad aumentarla considerevolmente. In grazia infatti della aumentata efficacia della fucileria, e dell'artiglieria massimamente, occorre che l'avanguardia sia forte abbastanza da potersi mantenere in posizione, senza rinforzi, a tale distanza dal corpo principale che questo non possa venir danneggiato dai proietti mentre è in marcia_ o mentre manovra per passare all'ordine di combattimento. A render chiare l e idee sull'argomento che tratta, imprende anr.itutto l'autore ~ richiamare la mente sul significato del nome avangv.,ardia. Osserva come un esercito marci sempre .con un fronte di una certa estensione, necessitando di dividerlo in colonne che progrediscono su strade parallele, dipendendone il numero dall'oggetto della marcia, dalla natura delle località, dal numero e dalla direzione delle strade. Può avere ognuna ~i queste colonne la sua avangua1·dia, o può una sola servire di avanguardia all'intero esercito, cosicchè uno o più elementi costitutivi del cot·po principale vengono destinati a tale ufficio. Quando però un corpo forte e potente è spinto avanti all'intero esercito n?n corrisponde a rigor'
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di termine a ciò che generalmente intendesi per avanguardia, ma è piuttosto un corpo distaccato, il quale a sua volta abbisogna di particolari avanguardie per ognuna delle colonne parziali in cui si divide. Se poi questo corpo distaccato deve ricevere appoggio immediato dal nerbo pripcipale, diviene una necessità di dividerlo in una serie di colonne che divengono esse stesse avanguardie rispetto alle colonne corrispondenti del nerbo principale. Il caso ordinario pertanto da considerarsi è quello di un'avanguardia che copre una testa: di colonna di un esercito in movimento, senza perdere di vista che avendo ogni colonna la sua propria avanguardia, diventa avanguardia dell'esercito la somma di queste avanguardie parzia.li, l'una collegata coll'altra. Più di un corpo d'armata non deve possibilmente marciare su di una medesima strada, e il marciare per divisioni è, tutte le volte che si può, preferibile: tale fu la norma a cui si atlennero anche i Tedeschi nell'ultima guerra. La questione da esaminarsi riducesi quindi nei termini più generali a quella dell'avanguardia di una divisione o di un corpo d'armata, adottando per unità di forza del corpo d'armata quella seguìta oggigiorno dalla maggior parte delle potenze, cioè di due divisioni. Esplorare il paese a percorrersi dal corpo principale, sbarazzarlo da ogni sorta di ostacoli, somministrare informazioni, sorvegliare incessantemente le mosse del nemico, ricacciarne le esplorazioni e contenerlo incontrandolo in forze per dare tempo al corpo principale di prepararsi, tali sono i còinpitidelle avanguardie in generale. L'autore osserva come essi riducansi in sostanza a due funzioni di di versa natura: una come organi visi vi e come antenne dell'esercito: una come mezzi per arrestare il nemico: sono le truppe più leggiere e più mobili le più adatte alla prima,~ perciò la cavalleria specialmente: sono
138 SULLA COSTITUZIONE E SULL'rnPIEGO la fanteria e l'artiglieria le più adatte alla seconda. Nel conciliare l'adempimento dei due scopi di così o~p~s~ carattere differirono sovente scrittori tattici valent1ss1m1, ed ora e;li osserva come siavi più o meno tendenza di affidare alle avanO'uardie soltanto la seconda delle due funz ioni ora dette~ affidando la prima a corpi indipendenti di cavalleria ·spinti avanti ad uno o più giorni di marcia. Eliminata tal parte del còmpito delle avanguardie in generale, esse divengono in realt~ prima linea combattente dell'esercito. Non essendo pero sempre possibile in modo asroluto l'impiego della cavalleria come arma di ricognizione, non conviene dimenticare anche il caso del non averla siccome tale. Passando ad esaminare la proporzione delle forze delle avanguardie,proporzione che dipende principalmente dalle condizioni locali del teatro di guerra, cita l'autore come in Russia, in Austria, in Germania, nel Belgio, in Inghil1 terra i libri di testo assegnino in media / . ad ilo della forza' del· corpo principale , malgrado non ma,nchino scrittori che propugnerebbero proporzioni minori. E bensì v-ero che la proporzione indicata non deve intenders! come assoluta nel caso di piccoli corpi ed in quello d1 condizioni locali eccezionali, aumentando poi entro i due limiti coll'aumentare la profondità delle colonne. Quanto alla distanza dell'avanguardia dal corpo principale, è regola generale che tra le due teste <l:l gros~o di quella e del secondo siavi la profondità d1 marc~a del corpo principale stesso. Essa può vari~re_ tuttav'.a colle circostanze: raramente eccede le 5 m iglia (8 chilometri), come nel caso in cui col rischio di non poterla anche in tempo sostenere, convenisse spingerla all'occupazione di qualche punto importante. Nell'avanguardia, l'impiego speciale di un'arma qualsiasi essendo intimamente collegato con quello delle· altre due e colla situazione del gross~, la. composizione
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di essa in artiglieria, ed il còmpito di questa possono soltanto essere debitamente valutati col tener conto dell'essere il corpo a cui appartiene l'avanguardia stessa, in marcia o in presenza immediata del nemico. L'autore prende perciò a disamina i due casi. I
1° CASO.
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L'esercito è ù1; niarci"a.
Rammentando prima l'autore la convenienza di avere un tipo normale per ordine di marcia, il quale risponda per la maggioranza dei casi, considera poi come essendo affidata alla estrema avanguardia la ricognizione e la rimozione degli ostacoli d'ogni sorta che. una colonna potrebbe incontrare, sia d'ordinario la cavalleria l'arma che meglio può adempiere tale incarico: ma per non essere trattenuta da poca fanteria, occorre che possa essa stessa ricevere sostegno d~ una certa forza di quest'arma: quanto all'artiglieria, dovendo il grosso della colonna che procede a, maggiore distanza, aver la possibilità di agire offensivamente o difensivamente secondo .i casi, essa deve essere sufficiente per r esistere al primo scontro coll'inimico, ed in pari tempo appoggiare la colonna a misura che entra in azione. Ne risulta la necessità di dividere l'avanguardia stessa in grosso, composto essenzialmente cli fanteria ed artiglieria, ed in avanguadia propriamente detta, composta di truppe leggere. Quando poi trattisi di un'avanguardia per un corpo· d'armata, richiedesi, come praticano nell'esercito tedeseo, pure una forza intermediaria che eventualmente funzioni come primo sostegno dell'avanguardia (vortrupp, haupttriipp, g~·os ). La comunicazione tra questi elementi costitutivi dell'avanguardia, e tra gli analoghi delle colonne laterali, è affidata essenzialmente alla cavalleriaed a paittuglie di cacciatori: piccoli corpi sono talora distaccati a protezione dei :fianchi, nella cui composizione
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SULLA COSTITUZIONE E su r.r:rnPIEGO
però entra raramente l'artiglieria. È diffici~e lo stabilir~ esattamente gli intervalli che devono sussistere tra gh elementi di un'avahguardia, sebbene alcuni autori abb iano preteso fissarli con misure diverse, dipendend? ciò dal~e condizioni di luogo, di tempo, di numero e dt composizione delle truppe: il principio che r esta invariabile si
è « che il grosso dell'avanguardia non si trovi esposto al fuoco dell'artiglieria nemica p1·ima che sia passato dall'ordine di marcia a quello di combattimento ». Quanto al la proporz ione dell'artiglieria nell'avanguardia, rileva l'autore la tendenza che v'ha al giorno d'oggi ad accrescerla, ancorchè dopo la deficienza riscontrata già nel 1806 divenisse nel 1870 una norma per l'artiglieria tedesca nei combattimenti d'avanguardia di impegnarsi con forza in azion e; osserva altresì l'immensa differenza che ha subito questo principio di tattica a datare dai tempi del primo Impero, nei quali appena una se~ zione ponevasi spesso all'avanguardia di un cor~o d1 armata, laddove ora vi si impiegherebbero da 2 smo a 4 batterie. Secondo adunque le idee più recenti sembra che una o due batterie debbano entrare nella composizione dell'avanguardia di una divisione, due o tre in qu:lla del,l'avanguardia di un corpo d'armata. La proporzione puo diminuire quando le colonne, marciando su strade non lontane troppo fra loro, le artiglierie delle rispettive avanguardie possono trovare modo di reciprocamente sostenersi. Quanto al posto da assegnare all'artiglieria in marcia nelle avanguardie, la necessità da un lato di averla a disposizione ad ogni momen to, e la difficoltà ~all'~ltro d~ spin gerla in testa in que i momenti pr~ssant1 n~L ~ualt appunto le truppe più si accalcano sui p~ssigg1, mducono in base anche all'esperienza dell'ultima guerra a collocare la maggior parte dei pezzi in testa al grosso
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DELL' ART!GUERIA NE!,LE AVANG UAllDIE 141 dell'avanguardia, coperti da poca forza di fanteria, ordinariamente un battaglione. Così, per una divisione, una batteria o le due batterie marcerebbero in testa al grosso dell'avanguardia: per un corpo d'armata analogamente, ma una batteria farebbe parte del secondo dei tre elementi costitutivi dell'avanguardia. Il suddividere l'unità della batteria in sezioni o in mezze batterie è possibilmente da evitarsi (1). È stato oggetto di discussione la costituzione delle batterie di avanguardia riguardo ai calibri, se cioè convenga meglio il maggior calibro, il minore, ossivvero i due calibri. Mettersi rapidamente in posizione e mantenervisi più lungamente possib ile sono due condizioni
( I J Quanto accenna qui sopra l'autora, relativamente alla proporzione del l'artiglieria Mllc avaugna1·die e al posto elle le computo nello medesime è cosa tuttavia che per noi, meno forse che per altri, può risolvcr3i in termini generali. Si ingannerebbe chi credesse di poter · sempre nel caso nostro applicar.i io modo troppo assoluto i criterii che giustamente cita l'autore comD rcsu ltato delle opinioni degli uomini più competenti: non dobbiamo dimenticare che quolla configurazione topografica del terreno, cho forma por esempio in Pru~sia il caso più genorale, è caso particolare in ltalia, dove il terreno assume secondo le varie zone caratteri i piLì svariati: il suo carattare predominante, astrazione fatta dal presentar;i più o meno scoperto, più o meno oscnro, è l'essere collinoso, rotto e frastagliato: ciò fa sì che non possiamo nè accettare nè tampoco rigettare relativament<~ alla questione quanto altrove potrebbesi quasi elevare a sistema. l\Ia questa stessa osservazione pone in rilievo come l'argomento di1·cnga per noi diRicile e delicato a risoll>ersi in p~atica, e come necessiti che il comandante di un'avanguarditl faccia gran conto di tutto le informazioni cl~e può attingere riguardo ai dettagli topografici della zona cbo deve percorrere, potendo io alcuni punti tro\'arsi a dovere invertire alfatto l'ordine e variare la distanza tra gli scaglioni. Chi si attenesse troppo rigidamente a teorie od a r~gole form ulate in modo gsnorico o in un ~enso o in un altro, potrebb~ osporsi molto faci lmente a quegli stessi inconvenienti, la cui manifostazionc ha appunto dato luogo alle teorie oggidl prevalenti.
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442 SULLA COSTITUZIONE E SULL IMPIMO che richiedonsi dall'artiglieria all'avanguardia: la mobilità è il requisito più confacente alla prima, l'efficacia è il requisito più confacente per la seconda: ora, tolto il caso di battere ripari in terra o in muratura, o comunque resistenti, è sempre l'artiglieria del minor calibro che, soddisfacendo sempre meglio alla prima condizione, può nella maggioranza dei casi soddisfare anche alla seconda: il suo effetto contro truppe · essendo infatti a buona portata proporzionale più che altro al numero dei proietti lanciati, è i1 cannone di minor calibro che permette di portare e di scaricare un maggior numero di proietti. L'impiego promiscuo dei due calibri non soddisfa, presentando più inconvenienti che vantaggi: posto dunque che l'efficacia sia S1l,(ficiente, è il miglior partito l'impiegare all'avanguardia l'artiglieria del minor calibro, come quella che soddisfa alla maggioranza dei casi, impiegando artiglieria del calibro maggiore nelle circostanze eccezionali in cui ne fosse prevedibile la convenienza. Quando si trovi in forza all'avanguardia la cavalleria, sarà utile che abbia seco una batteria a cavallo. Dietro questi cenni che convengono per le circostanze ordinarie, indica l'autore le modificazioni che nascono da casi eccezionali, quali la marcia a traverso una stretta, o in terreno molto difficile: e considera il passaggio delle strette fra monti siccome quello che in sè compendia i casi principali possibili. Trattandosi di una lunga stretta che il nemico difende in un punto intermedio, méntre la fanteria procura di guadagnar te1·reno sui lati, costituisce essa stessa principalmente la forza della testa dell'avanguardia: l'artiglieria segue in tal caso il grosso dell'avanguardia, spingendo a vanti quei pezzi che occorrono per sbarazzare gli ostacoli: le varietà del suolo influiscono quivi cosi da rendere impossibile il voler di troppo precisare le regole. Ma nel caso più ordinario in
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cui la difesa della stretta sia fatta allo sbocco, è regola di aver potente sul fronte l'artiglieria per iniziare l'attacco. Non essendo per altro sempre possibile per le difficoltà del terreno di trovare sin da principio posizioni adatte all'uopo, converrà molte volte appagarsi dì due pezzi forse soltanto, che sarà quasi sempre fattibile di muovere o sulla strada stessa che costituisce la · stretta o sui lati: il loro fuoco però deve essere intenso e vigoroso quanto si può, e deve procurarsi di mantenere l'iniziativa. Trattandosi, per esempio, dell'avanguardia di un corpo d'armata, e che due pezzi soli potessero entrare in principio in azione, poca cavalleria e poca fanteria precederebbero con essi, e il resto della batteria terrebbe dietro a un buono intervallo con un battaglione di fanteria: agendo questo come sostegno nel movimento in avanti, prima cura diventa il guadagi;i.ar posizione per il resto della batteria. Dopo altro intervallo un altro battaglione con un'altra batteria s'avanzano, procedendo a qualche distanza il grosso dell'avanguardia col rimanente dell'artiglieria, e in coda ad esso segue il carreggio delle batterie stesse. È necessario in tal caso di mantenere forti gli intervalli tra gli scaglioni dell'avanguardia per evitare la confusione che inevitabilmente si spargerebbe nelle colonne quando, troppo serrate, fossero colpite insieme colle truppe che già muovono sul fronte. La marcia·in terreni difficili, quali in pianura interrotta da frequenti canali, o a traverso · terreni acqùitrinosi, o sivvero fra dense foreste, o fra terreni rotti e rocciosi, si riduce sempre a una serie cli strette a cui 8i applicano più o meno le precedenti considerazioni: la difesa però del nemico trova essa pure non di rado per parte di tali ostacoli impedimento, riducendosi più o meno sulle strade che percorre l'attaccante : è principalmente la fanteria che procede in tali casi in avanti, restandone la sua azione meno in-
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ceppata: quella dell'artiglieria diventa più limitata ed il suo posto è allora d'ordinario in coda al grosso dell'avanguardia, cori una sezione distaccata in avanti appena se ne scorga l'utilità.
Pone lo scrittore in evidenza il v antaggio resultante dall'aver quando è possibile tre batterie. contemporaneamente in azione pel reciproco appoggio che possono presentare, e porta ad esempio la circostanza in cui si trovarono le due batterie dell'avanguardia della 21" divisione al principiare della battaglia di Worth, che tro~ vandosi battute di fronte e di fianco da cinque batterie nemiche, poterono nondimeno riescire a mantenersi ed a prender parte alla battaglia nel resto della giornata, , per la cooperazione che riceverono dalla vicina batteria del 5° corpo d'armata. Stabilito un piano, dipendendo la cooperazione dell'artiglieria principalfi}ente dall'ab ilità di chi la comanda, abilità che essenzialmente consiste nell'agire in intima relazione colle aHre armi, ne viene che il comandante dell'artiglieria dell'avanguardia deve sino dai p,rimi movimenti che preparano l'azione t rovarsi presso il comandante stesso dell'avanguardia, e riportarsi a lui quando il combattimento deve spingersi oltre . Una questione abbastanza t rita si presentil. con speciale importanza trattandosi di avanguardie, se cioè sia più conveniente impiegare le batterie in massa o divise. Quivi si presenta come caso ordinario che le due o tre batterie ricevano ordine di concentrare il fuoco sopra un punto designato : ma sar à esso visibile da: più punti se s1 trovano esse divise? Risparmio di tempo e di munizioni si ottiene quando le batterie sono poste a vicin anza immediata così cfa trasmettere gli ordini liberamente. Ma una circost>1.nza particolare pel caso contemplato si è quella che l'artiglieria deve a suo tempo veni~e sostenuta da quella del corpo principale; per cui, se le batterie non si trovano.ben unite in principio, al.. l'avanzarsi delle altre è inevitabile quella confusione che resulta dal mescolarsi dei diversi comandi. Malgrado dunque i molti vantaggi che possono essere inerenti al ANNO xx, Vot. 1v . -10
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L'esercito è in presenza del nerni"co.
Parte i'aut ore dal considerare anzitutto lo stato delle cose in cui viene a trovarsi un'a.vanguardia a contatto coll'inimico in forza: le sue pattuglie ed i pochi uom ini in cacciatori ven gono ricacciati sui sostegni, che secondo i casi debbono o mantenersi in posizione o ritirarsi: tocca in breve al grosso dell'avanguardia di spiegare · più o meno delle sue t ruppe e prepararsi analogamente all'azione. Un errore in cui facilmente si lasciano tr.arre le avanguardie, erro·re che il Boguslawski ritrova nella campagna del 1866 e che nel fatto d'armi di Spicheren si rinnovò nella campagna recente, è quello di presto vivamente impegnarsi costringendo il corpo principale a seg·uirle sostenendole con s uccessivi rinforzi. Un esempio notevole del modo con cui deve comportarsi un'avanguardia trova l'autore nei fatti che furono preludio alla battagl ia improvvisata di Colombey, il 14 agosto; l'avanguardia del 7° corpo tedesco agendo offensivamente sui Francesi che ritiravansi lentamente dalla for te posizione presso Ars-Laquenexy, seppe opportunamente passar e alla difensiva, quando cambiò contegno il nem ico, e tenendolo a bada per 2 ore e mezzo, dette agio al grosso di arrivare rendendo generale l'azione. Come altro esempio egli cita quello dell'avanguardia della 24• d iv is ione sassone a Sedan, ove l a fanteria impadronitasi dei caseggiati oltre il ruscello della Givonne, seppe mantenervisi come testa di p~mte per circa tre ore mentre una batteria leggera dall'altra riva fulm inando le alture occupate dall'inimico, tenne testa contro forze maggiori sinchè venne l'artiglieria d ivisionale a rinforzarla.
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SULLA COSTITUZIONE E SULL'mPIEGO
sistema di collocare divise le batter·ie, sembra che per le avanguardie debbasi rinunziarvi: non saranno che circostanze eccezionali, siccome quella, stando sulla difensiva, di prendere il nemico di fianco, che potranno consigliarlo a preferenza del rinforzare la fronte . Al momento di impegnare un'azione è spesso difficile di rendersi conto del grado di resistenza che il nemico si prepara ad offrire: le varie forme che il combatti mento può assumere possono però sempre classificarsi nelle due fasi, l'offensiva, la difensiva: l'autore passa ad esaminarle in dettaglio. Offensiva. - Essendo Il nemico in posizione, e presumibilmente sulla difensiva, all'artiglieria dell'avanguardia incombe tosto la preparazione dell'attacco: ma il suo fuoco non dovrà normalmente incominciare a distanza superiore a 3000 passi; avendo i pt'Ìncipii emessi dalla guerra del 1870-71, posti a confronto colle critiche , relative a quella del 1866, luminosamente provato come non sia la salvezza dei pezzi, ma la loro efficace cooperazione che deve aversi di mira per ottenere il successo. Dipende dalle circostanze la convenienza di usare lento o rapido il fuoco: rapido, se il nemico si trover,\ poco forte o per numero o per posizione, dovendo l'attacco procedere in tal caso bruscamon te e non troppo metodico; converrà invece che il fuoco sia lento e misurato quando apparisca evidente che il nemico si prepara a seria resistenza. Dovendo ritenersi soggette le batterie d'avanguardia ad entrare da un momento all'altro in azione, e dovendovisi mantenere più a lungo che non accada a quelle del grosso, per poco che trattisi di un'azione di seria entità, occorre che abbiano presso di sè la loro dotM di munizioni; i pezzi quantunque messi in batteria colla debita economia debbono tirare senza intermissione essendo scopo Ol"dinario quello di costringere il nemico' a spieg>\re le sue forze, esponendo le proprie quanto meno è possibile.
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È stato sempre oggetto di discussione l'oggettivo che deve l'artiglieria. prendere di preferen7.a a bersaglio: si è affermato che per ogni arma venga nel combattimento da parte del nemico quella fase in cui le appartiene la efficacia massima, e che quindi su quella deve agire l'artiglieria: per quanto buona tal regola è men semplice e più dilTicile in pratica dell'altra che suggerisce Hohenlohe « tirare cioè sull'artiglieria nemica sol tanto quando non vi sono altre truppe da preferire ». È al principio dell'azione che il fuoco dei pez;i dell'attaccante si dirige ordinariamente sull'artiglieria del nemico, più nell'intento di attirarsela e di fargli intanto spiegare le sue forze che in quello cli infliggergli gravi danni. In questo mentl'e il piano d'attacco si concreta: le batterie in seg-uito avanzano ancora, prendendo a bersaglio le a ltro armi toslochè sien visibili, e l'artiglieria quando altre non ve ne s ieno. I resultati decisivi di artiglieria su artiglieria possono soltanto raggiungersi entro la distam,a di 2000 passi: al di là di 2500 L'effetto è puramente nominaie, ma contro le a ltl'e armi può ritenersi abbastanza efficace anche fino a 3000 passi. Sino a 1000 passi la parte principale è riservata all'artiglieria: essa ùiviene secondaria alle distanze minori: la sua azione risiedo osscnzialmen le nello scuotere l'inimico e gettarlo in disordine: profit.tare di questo disordine è còmpito delle altre armi. L' avan7,arsi dell'artiglieria ad altra posizione segna la seconda fase dell'attacco: le perdite a cui può esporsi per raggiungerla rcndonsi ordinariamente di poca entità avanzando rapidamente ed in ordine aperto, stante la difficoltà che presentano bersagli piccoli e mobili ad una certa distanza. Occorre che la seconda posizione sia stata in precoden7.a ben riconosciuta, avuto riguardo ai requisiti speciali dell'arma ed alla sua parte nell'attacco combinato.
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SULLA COSTITUZIONE E SULL'IMPIEGO
Nel preparare l'attacco dalla nuova posizione, il concenÙamento del fuoco assume la più grande importanza, ed è più agevole ad ottenersi quando abbiansi i- pezzF ammassati. Se è diretto su artiglierie o su mitragliere, più pezzi dirigono il fuoco successivamente su di un pezzo alla volta sino a ridurlo al silenzio: ma il più delle volte è diretto sulla fanteria della difesa, la quale trovasi sul terreno che ha scelto ed ha· ben altra mobilità che l'artigli eri a: l'azione di questa riposa perciò· più sull'effetto morale che sul numero di uemici posti realmente fuori di combattimento. Converrà perciò rapidamente concentrare il fuoco ognivolta che la fanteria nemica fa sosta in un a posizione ben definita, ed· aumentare l'intensità a misura che l'attacco progredisce. Per rendere anzi più efficace il fuoco può convenire talvolta di avanzare ulteriormente i pezzi, prendendocura di non entrare di troppo nella zona efficace della fanteria. Nell'ultima guerra videsi più d'una volta l'artiglieria tedesca avanzarsi sotto alla posizione nemica fino a 55om-650m, con gravi perdite è- vero, ma con immenso successo. Cannoneggiata sufficientemente la posizi?ne n emica, e iniziato l'attacco della fanteria, a misura che questa procede, i pezzi trovan~i mascherati : essi però devono continuare il fuoco al disopra della propria fanteria :finchè è possibile il farlo, prendendo poscia di mira qualcuno dei pezzi nemici che banno più azione, o le riserve secondo i casi. Presa la posizione, i pezzi debbono immantinente recarsi ad occuparla, e per difenderla contro un tentativo dell'avversario per ritornarvi, e perdanneggiarlo nella sua ritirata. È questo il caso speciale in cui il loro fuoco può essere della maggiore efficacia anche a distanza grandissima: l'effetto morale diviene in tali condizioni straordinario. Se poi l'attacco riesce infruttuoso è missione dell'artiglieria di porre argine·
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DELL'ARTlGLlERIA NELLE AVANGUARDIE 149 call'avanzarsi dell'inimico .e di coprire la ritirata dei propri: deve essa in questo caso disporsi a mantenersi in posizione il maggior tempo possibile ed a 110n preoc.cuparsi di troppo della propria salvezza. Qualora, durante l'attacco, l'inimico sia riconosciuto ~osi forte da non poterlo l'avanguardia affrontare da sola, si cacciano avanti le batterie della divisione: è ufficio dell'artiglieria in tal frangente di liberare la propria fanteria se troppo vivamente impegnata, o dare .al combattimento un aspetto temporeggiante perchè il grosso della divisione possa entrare in azione. Sul principio .i ·pezzi si troveranno in regola generale sui fianchi delle truppe attaccanti: spesso, per guada_gnare la sua _prima posizione efficace occorrerà all'artiglieria di portarsi rapidamente in avanti: una scorta, ordinariamente di cavalleria, l e diverrà in tal caso necessaria: col progredire dell'azione essa si troverà con un fianco protetto dall'avanzare dell'attacco, e dall'altro proseguirà a trarre. dalla scorta la sua protezione, sinchè intervenendo le truppe èlel grosso essa trovisi assicurata e dall'uno e dall'altro lato. Simili naturalmente sono i principi i che regolano la condotta dell'artiglieria n ell'avanguardia di un corpo di armata ed in quella di una divisione; soltanto, essendovi .nel primo caso forza maggiore, l'avanguardia estrema sostenuta dall'artiglieria entra prima in azione: vi ent rano poi il grosso dell'avanguardia ed occorrendo il corpo principale. Ma con questo entra pure una nuova forza, la riservi). d'artiglieria del corpo d'armata agli ordini diretti del comandante generale del corpo d'armata; essa soccorre l'avanzare del grosso e prepara l'attacco principale. L'artiglieria divisionale raramente si separa dal grosso e dirige i suoi sforzi sugli obiettivi locali del combattimento: ma nel corpo d'armata, quando l'attacco principale è diretto verso una parte dove
150 SULLA COSTITUZI0Nl'1 E suu'Ht!PIEGO l'avanguardia non è impegnata, osso è preparato dall'artiglieria del corpo d'armata a cui si unisce generalmente l'azione dell'artiglieria della di visione che segue: l e batterie ·dell'avanguardia invece proseguono ad agire sugli obiettivi gi,\ presi in origine. Dz(ensiva. - Riguardo al concetto e riguardo all'impiego dell'artiglieria i combattimenti sono pii\ facili a regolarsi nella difesa che nell'offesa, quantunque nella. pratica applicar.ione finiscano poi col presentare maggiore difficoltà. Un'avanguardia che si dispone a difesa è preparata ad essere attaccata da forze mo! to superiori: ogni sforzo essa <leve fare pet· non retrocedere evitandone l'effetto morale tanto dannoso: ma il còmpito viene agevolato dalla certezza di essere, occot'rendo, sostenuta dal grosso che avanza; ed a questo scopo, quando è da temersi per parte dell'attacco una forte superiorill,, devesi diminuire la distanza tra l'avanguardia eu il grosso. Un'avanguardia non dovrebbe mai essere esposta a dare indietro: l'adozione delle nuove armi avenclo assicurato un aumento notevole nell'attitudine di una forza relativamente piccola a resistere temporaneamente ad una maggiore tl ). È questo appunto ciò che avviene per le avanguardie, dove si attendono i rinforzi: il maggior pericolo cui va soggetto un piccolo corpo di truppe sfa nell'aggiramento che può subire sui fianchi, ma a questo ripara genera!-
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(4) L'autore osserva a questo proposito come negli argomenti di discussione relati\•amento ai vantaggi che ha la difesa o J'offt•sa, non si è generalmente tenuto conto, scparandl)la nel ragionamento, dell'infl uenza elle hanno le armi di oggigiorno sulle relazioni cho già esistevano fra attacco e difesa : nel ·1870 le perdite do i Francesi stunùo sulla difesa erano metà di quelle dei Tedeschi, laddove sal ivano alla proporziono di 11O a 3 assumendo l'olT~sa. Il vero guadagno clrn ha fatto l'attacco sui tempi passati sta senza dubbio nella possibilità di avanzare scstenutì dal ruoco di t ru ppe in posizione.
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mente nel caso nostro l.'avanxarsi del grosso: molti però dei vantaggi che la difesa si procura vanno d'altra parte perduti, stante il dovere accettare combattimento non sempre in favorevole posizione, e l'essere rara la possibìliLà di erigere trinceramenti. I punti deboli si t roveranno quindi ordinariamente sui fianchi, e come non sempre può farsi troppo assegnamento sull'avanzarsi del grosso, occorre prendere m isure speciali per assicurarsene: ora, trovandosi raramente nel raggio d'azione di una forza non grande ostacoli s u cui appoggiarsi, e dovendosi rammentare « che un piccolo corpo non deve « mai estendere a dism isura il suo fronte allo scopo di « assicurare i fianchi », la disposizione dei pezzi su uno o su arr::bedue i fianchi è quella che meglio soddì1-;fa, dando anche la possibilità di avere un incrociamento di fuochi. Le disposizioni preliminari per un combattimendo difensi vo non presentano grandi difficoltà: quelle ulteriori dipendono dal progredire dell'attacco. 1\1a ciò che costituisce in pratica la difficoltù, per la dil"esa, già moralmente depressa dal bisogno di tenersi passiva (1), sta nell'evitare di prendere abbagli: all'attaccante può venir fatto di rimediare ad un errore, ma per la difesa ogni errore è un vantaggio di cui un aggressore abile non manca di trar profitto. È bene quindi che i pezzi sieno posti su uno o su ambedue i fianchi, disposti così da poter battere interamente il terreno pel quale dovrà transitare il n emico. Quando vi sieno cannoni di calibro diverso, quelli del maggior calibro, -come più potenti e meno mobili, debbono essere posti nei punti più arretrati (·I) L'autore fa là distinzione tra difesa ed attacco in senso aff.tto assoluto: del resto la difesa attica non è in ultima analisi che una specialo condizione della difesa di aYcre possibilità di passare in uo
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certo momento atrolfosa. \
i 59 SU_LLA COST1TUZIONE E SULÒMPlEGO delle posizioni, e particolarmente negli angoli rientranti delle posizioni guernite d'artiglieria, quando esistono. L'attacco incomincia d'ordinario col fuoco d'artiglieria: è ora da studiarsi quali fasi deve seguire il fuoco delle batterie della difesa. È stato detto che « obiettivo essenz iale dell'artiglieria della difesa dev'essere di ridurre al .silenzio quel~a dell'attacco»: ciò è vero senza dubbio entro .certi limiti, dovendosi dapprima aver di mira la distruzione di quei mezzi che l'attaccante impiega allo scopo di aprir la strada alla fanteria: comunque però resta sempre alla fanteria la parte sostanziale ddl'attacco, ed appena essa .sia nella zona efficace, è su di lei che deve dirigersi il fuoco. È solo peraltro il talènto del comandante, tenuto conto delle cirèostanze, che può indicare il momento più conveniente di cambiare !'o.biettivo del fuoco. Prindpale scopo della difesa è il co,s tringere l'attacco ad un precoce sviluppo delle sue forze: in condizioni favorevoli a quella, le forze del secondo entrano nella zona efficace del fuoco dell'artiglieria a 3000 passi, ed è costretto ad incominciare-lo spiegamento in piccole unità: ai cacciatori che avanzano, tengono dietro i' sostegni ed il gTosso. L'artiglieria della difesa che ha il gran vantaggio di giù. conoscere il terreno e le distanze a punti determinati, può cominciare efficacemente il suo fuoco prima di quella dell'attacco, e trattenerla perciò alla maggiore distanza che sia possibile: dopo qualche tempo il fuoco prende a bersaglio la fanteria che avanza, tenendo però sorvegliati attentamente i movimenti dell'artiglieria, nè trascurando i momenti opportuni di colpirla efficacemente quando eseguisce per esempio movimenti di fianco o stenta nello spiegarsi. Quando un'avanguardia sia forte d'artiglieria, lo spiegamento della fanteria nemica a gran distanza può talvolta forzarsi nel miglior modo facendo per qualche • tempo avanzare una batteria sul fronte, sostenuta da
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453 cavalleria: e qui pure come nell'offensiva può riuscire di grande efficacia, quando è possibile, il distaccare una batteria leggera beM scortata a batter di fianco i pezzi del l'inimico. Col progredir dell'attacco della fanteria aume.nta su di essa l'intensità del fuoco dell'artiglieria del difensore, mentre i cacciatori procurano di danneggiare l'artiglieria. Sorge- qui la questione se l'artiglieria debba battere di preferenza le linee dei cacciatori o sivvero quella <lei sostegni e del grosso: ciò dipende essenzialmente -d alle circostanze: è bene però l'aver presente che i cac· - ·ciatori hanno oggigiorno ben altra parte nel combattimento che non in passato: rappresentano essi la vera prima lùiea combattente e perciò gran parte del fuoco ,del difensore deve dirigersi su cti loro: ma quanto alla misura, essa dipende dal modo di condursi dell'attac-cante, dalla configurazione del terreno, e dal piano della difesa. È cosa sanzionata dall'esperienza che l'azione morale del fuoco dell'artiglieria eccede quella materiale, .e perciò il fuoco su truppe in ordine -a perto ha influenza . sullo svol gersi di un combattimento più che non ammetta la pura teoria (1). Già fu accennato come un'avanguardia debba non ce<lere terreno: l'artiglieria deve mantenervisi fino all'estremo: quando il ritirarsi divenga una necessità, l'avanguardia divenendo retroguardia, l'artiglieria cerca di DELL'ARTIGLIERIA NELLE AVANGUAftDlE
{·I) L'autore cita l'esempio come alla battaglia di Gravelotte, i Tedeschi prendendo l'otfoDsiva avessero il 94 ''/ delle perdite dovute al fuoco de lla fuci leria e il 5 "/. soltanto al fuoco di artiglieria. Ma ci sembra che gli elfctti materiali non dovrebbero misurarsi soltanto, come si suol (are generàlmente, dalla proporziooe che trovasi a guerra ,finita tra i colpiti per fuoco di fuc ileria e quelli per fuoco di arti:glieria: pe1·cbè il ragionamento fosse convinceote bis()g.nerebbe tener conto anche delle cifre dei proietti lanciati e dall'uria e dall'altra 0
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SUT,LA COSTITUZIONE E SULL'IMPIEGO
tenere in iscacco l'inimico, guadagnando ter1·eno come è possibile indietro, per p'.lrzioni, a scaglioni. Sepbene n:el caso generale di una difesa si consigli di tenere in riserva una parte dell'artiglieria, raramente ciò convenire quando trattisi di un'avanguardia; deve beusi aversi cura nei primordi del combattimento.di non mettere in mostra senza necessità la vera forza delle batterie. Nelle condizioni in cui d'ordinario si verificano i com~ battimenti d'avanguardia, la difesa può soventi far passaggio all'offesa e viceversa: nelle fasi speciali che allora assume il combattimento restmo applica.bili le regole, già esposte sinora. Strette. - Le circostanze che presentano le stretterichiedono speciale considerazione. Quando l'inimico occupa lo sbocco, l'artiglieria dell'avanguardia disimpegna una parte importantissima, e dipende molto da essa il successo del combattimento. È utile gettare sul fronte il maggior numero di pezzi possibile: ma generalmente è grande la difficoltà che si presenta nel trovar loro · . posizioni adatte, ed alcuni pezzi si troveranno talvolta sacrificati, o messi su posizioni esposte: l'effetto utile delle batterie considerate individualmente è quivi subordinato al successo totale: i pezzi entrano in azione dove possono: due potranno talora mettersi dapprima in batteria sul margine della strada, ma alla maggior parte converrà trovar passaggi sui fianchi, superare po-
può
arma, della sòmma dei tempi di fuoco in cui furono lanciati e degli elementi parziali di fronte nemico su cui venner diretti. Il fuoco di artiglieria esercita la sua azione ad intervalii di luogo e perciò anche di tempo: in quei dati momenti ed in quei dati punti è realmente l'effetto materiale cosa di così lieve entità da tener conto soltanto dell'effetto moralcL. Ad ogni modo i perrezionarmmti introdotti nel tiro a shr~pnel rialzeranno forse ;;!quanto anche l'idea dell'azione materiale dell'artiglieria sulla fanteria.
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1/'.$:S s1z1oni dominanti così da poter tirare al disopra delle truppe che attaccano a specialmente battere di nanco le ·posizioni nemiche. A Nachod nel 1866 due batterie di avang1:1arclia permisero a un battaglione di resistere per · tre ore all'attacco di una brigata austriaca, sinchè arrivarono rinforzi: però nel 1866 l'impiego dell'a~tiglieria fu difettoso : e non abbiamo esperienze nelle ultime guerre cli strette su perate a forza con _successo nelle condizioni del combattimento odierno, non potendo offrirsi come tipi quello a traverso i Vosgi e il passag·gio della Costa d'Oro, stante la poco valida resistenza che vi fu fatta. Scorte. - Nell'argomento preso a trattare non può lasciarsi sotto silenzio ciò che riguarda le scorte: non è la loro necessità che forma oggetto di discussione ma la loro pratica attua:1.ione. L'artiglieria dell'avan guardia è, in ispecie al giorno d'oggi, eccezionalmente esposta: e· per compiere validamente il suo ufficio, o va incontro a rischi o le occorre una scorta adeguata. Vi sono stati fautori di scorte speciali, ma i più convengono che lo sviluppo de.Lla linea combattente forma di per sè sostegno sufficiente all'artiglieria, riservando poi a circostanze speciali l'uso di distacénmenti temporanei. Rammentando il caso contemplato tra i doveri dell'artiglieria in avanguardia di recarsi talorél. rapidamente in avanti , per guadagnare una buona posizione, si pone in rilievo la nece_ssità di assegnarle una scorta montaLa, ma raggiuntala è sempre una scorta di fanteria che meglio soddisfa: ne risulta la convenienza di dare alle batterie spinte in avanti una duplice scorta. È in questa circostanza che singolarmente corrisponderebbe la proposta ·di alcuni di avere dei bersaglieri a cavallo (1). l\fa ciò DELL'AllTIGl.IERIA NELLE AVANGUARDIE
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(·I) La cavalleria armata e istruita cume vuolsi oggigiorno rendesi atta da per sè a formare nel caso indicato una scorta abbàstauza efficace.
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SULLA COSTITUZIONE E SULL'IMPIEGO ECC.
,che forse potrebbe più corrispondere al bisogno in futuro sarebbe, secondo l'autore, avere colle .batterie alcune mitragliatrici; queste, non ripartite a batterie intere, ma promiscue, potrebbero somministrare con fuochi rapidissimi opportunamente in.c rociati la migliore difesa all'artiglieria, essendo per la loro ·mobilità sempre facile l'associarvele. Sotto la designazione di avanguardie speciali, accenna poscia l'autore a quei distaccamenti che possono eventualmente spingèrsi con rapidità verso l'inimico, allo scopo di sorprenderlo, indurlo a prendere erronee disposizioni, ecc. ed osserva che essenzialmente si comporranno di artiglieria e cavalleria: cita ad esempio le fatali conseguenze che ebbe per i Francesi alla battaglia di Mars la Tour la brillante spedizione eseguita con 4 batterie a cavallo ed una brigata di cavalleria nella direzione di Vionville, spedizione che trasse i Francesi a spiegare due corpi d'armata con fronte ad ovest laddove il corpo principale prussiano dirigevasi da sud.
G. SANTARELLI Maggiore nel 1° gmnatieri.
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RIVISTA BIBLIOGRAFICA
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Tabelle ••elative alla coslitu~ioue det1•eset•cito ft•ancese. (Pubblicazione del corpo di stato maggiore. - Sezione statis tica). - Roma, 1875. Voghera Carlo, tipografo
di Sua Maestà.
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Lo studio degli ordinamenti militari dei vari eserciti va semprepiù acquistando in ogni paese maggior importanza e sviluppo.· La Francia, che prima del 18i0 mostravasi assai poco curante di tutto quanto avveniva al di là de' suoi confini, possiede ora nel 2·"' Bureau deHo stalo maggiore generale del Ministro un ufficio di statistica largamente dotato di ufficiali in telligenti e capaci, i qual.i non soltanto si tengono al corrente di tutte le innovazioni che succedono negli altri· paesi, ma ancora concretano le sparse notizie in lavori cli sintesi molto pregevoli tan to r>er l'attendibilità dei dati raccolti, quanto per gli esalti criteri ç,he ne sono desunti . Lo slato maggiore austriaco, che è stato disciolto e ricostituito su nuove basi nel '1871, ha pu1'e un ufficio apposito per la statistica degli eserciti stranieri (Das Bureau Jur Evidenthaltung Jremcler Heere) eèl esegu isce lavori che gli hanno acquistato una giusta fama. Lo scopo di questi uffici non sarebbe però interamente raggiunto quando i risultali qei loro studi rimanessero nascosti negli archivi dello Stato maggiore per uso esclusivo di quel corpo. Vi hann0 effettivamente, anche sugli eserciti straniel'i, dei la voci che pel loro carattecc non si prestant> alla pubblicità, ma ve ne hanno altri invece che presentano ogni vantaggio ad essere cl ivulgatj, ad esempio i numerosi e notevoli studi che in Francia si vanno pubblicando nella RenuP; militaire de l'étranger, redatta appunto dal 2° ufficio dello stato maggiore generale del .M inistro, e i quadri comparativi sulla poten:.::a militare dei vari paesi (YerfÌleichende Darstellung der Wehrverhaelt, nisse in Europa zu Land und zw· See) che furono pubblicati
fl1V1STA 458 a Vienna, prima nel 1871, poi nel 18i4. Ci pare quindi molto opportuna la determinazione presa dal nostro s tato maggiore di riunire cd ordinare in una stlrie cli tabelle le più impor-tanti nozioni. relalive al la costiLntione <lei principal i eserciti europei. 11 tema è meno vùsto c!i quello assunto dallu stalo maggiore austriaco, ma risponde perfeUamente al concetLo di generalizzare nella classe degli ufficiali studiosi <1uelle cognizioni elle il necessario incremento d'istmzione in ogni l'amo delle miliLari discipline oggidì l'icl.Jiecle. li fascicolo che abbiamo ora solt'occlI io è quello che riguarda l'esercito francese. Il contenuto corrisponde al Litolo; molLe cifre C molti dati vi sono esposti, aridi sì, ma r10n perciò meno utili e importanti. Pul5blicazioni cositfutlc non possono cèrcare i loro pregi in una esposizione piacevole, bensì nell'itnporlanza, e sop1·aLutlo nell'esattezza cli quanto affermano, e su cli ciò non possiamo mettere in dubbio la diligenza ed accuratezza del nostrn stato rnaggior·e. Un rapiJo sguardo a ']Ueslo lavoro non sarà del tutto inutile per chj, non avenùolo ancoea soU'occh io, voglia conoscerne j] met'ito o l'uLilità. Esso è ru\'iso in tre parli, e queslc corrispondono alle L1·e princjpali leggi rnilitai·i promulgale dopo l'ultima guerra sul 1·eclutamenlo, suJl'ordinmnento e sui quad1'i . Nella pl'ima parle, dice l'opuscolo nella sua premessa, si vollero indicare essenzialmente d i clementi cli reclutamento che sono foenil i dalla legge '1.7 1t{glio '1872. Bas;') cli tutto il calcolo è il r iparlo degli jnscritti annui secondo le diverse cate>goeie s tabilile dalla legge, che la tabella N . 1 fa ascendere in Lola.le a 305,000 uomini, quanLi appunto ne calcola il generale Vinoy nel suo .importante libro E Armde jì·a,nçcàse en 1873. 11 principio del s ervizio personale obbligalol'io essendo stulo Sùncit.o dalla nuova legge, non vi ila luogo di dedurre da quella cifra che gl i inabili e colnro cl ,e per ragione di professione r imangono esenti dal ser \'izio rnilitara tanto in pace come in guen·a. Rirnaugono così disponibili annualmenLe 221-,000 inscritLi cllù, dedotte le perdite ordinarie, danno secondo i calcoli della tabel la N. 2:
11052,000 uomin i per 762,000 id. per· 870,000 iù . per 931-,000 id . per
l'cse1'ciLo aLlivo, la riser-va dell'esercito attivo, l'esercito tertiloriale, la rise1·va dell'esercito lcrrilorial.e,
:3,018,000 uomini totale. Cifra enorme, che s i di1:ebbe osa-
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u:erata ove non fosse rigorn·samente desunta e non si r iflettesse che comprende tutti gli uomini capaci di portar le armi dai 20 ai fi,0 anni. Sarebbe pRrò assurdo il credere che la Francia possa-contare al principio d'una guena su tutti questi uomini; infatti osservando la tabella anzidetta si Lrova che appena ·1,470,000 furono a ssegnat.i alla 1• parte del contingente che presta effettivamente eia 3 a4 anni di servizio, !J~0,000 alla 2", che non conta più cli 6 mesi cli sm·vizi.o, ù 160,000 clie fueono volontari di un anno; tutti gli altri non hanno nessnna istruzione e <ruindi. nessun valore. · Ma tutte queste cifre si l'i('eriscono a l t empo in cui la legge del 1872 avrà coinpiuto un intero perioclo di rotazione, conterà cio2 20 anni cli esistenza. Era necessario calcolare gli. elementi disponibili prima di quel Lempo ancor lontano, tenendo conLo, e della successiva applicaàone ùE>lla nuova legge, e degli effetti delle leggi a;nteriori che si estendono a tuLte le classi chiarrw.tc prima del J.872. Il risultalo cli questo calcolo è in<licato nella tabella N. 3, dalla .quale rilevasi il numc1•0 d'uomini di. sponibili al [• luglio d'ogni anno dal. '1875 al '1881 per l'esercito alLivo e la sua riserva. Mancano per verità le cifre relative all'eS(\rcito territoriale e alla seconda risePva, ma intorno a queste parti, che per ora del resto non hanno grande valore, pare si abbia insutiicieuza di dati. L'importanza della tab~lla N . 3 è posta mug-giormente in l'ilievo dalla tabella successiva che ordina e dispone i suoi elcrn,.mti secondo il tempo d i servizio da essi prestato, disLinguenclo per ogni anno, ùal 1876 al 1$82, gli uomini che avranno più di 1 anno cli servizio, da quelli che ne conteranno appena G mesi, comt~ anche da i1uelli che saranno privi d'og11i istruzione militare. Quand'anche queste c ifre non esprimessero che una lontana approssimazione non sarehbero pc1·ciò meno interessanli per chi voglia rendersi conto dell'entità dei mezzi che l'ç1ttuale sistema di re-· clutamenLo pone a disposizione della F1'ancia; ma un fai.Lo tesi.è avvenuto ci offre già fin d'oca una prova della loro attendibilità. La classe del 1867 infatti, che dalla tabella N. 3 appa1·e di 148,000 uomini, in occasione clt•l suo recente richiamo componevasi esattamente, secondo una circolare ministeriale ('1), di H3,052 uomini. Se si avverte che è questa la classe più antica della riserva e che 11a sopportato Lutle I.e peripezie dell'ul-
(1) V. Cronaca militare ester·a del 16 settembre 1875, pag 178.
lUVISTA il60 tima guerra non si può ragionevolmenle pretendere un' approssimazione mag~iore. . . Mentre la prima parte, trattando di cifre che riflettono gh anni avvenire, ha per fondamento le ipotesi e le me.die desunte dai dati d.eo·li anni decorsi, la seconda parte mvece, quella r elativa all;"ordinamemo, a ~tinge tutte le s ue notizie alle disposizioni ben definì.t e della legge 24 luglio 1873 e a quelle altre, emanate dal potere esecutivo, che ne sono lc3 immediate e necessarie conseguenze. L'argomento non è certo meno importante di quello della prjma pai·te, ma poichò qui trattasi di notizie bene accer tate ci limiteremo a darne una sommaria indicazione. Precedono anzitutto i principii che reggono l'attuale ordinamento dell'esercito francese; ssmo appena i principali, s'intende, ma bastano a definire esatLarn.entB il conce tto del nuovo sislema militare f1•:-rncese e a stabHire le differ enze che corrono fra questo e il sistema prettamente territoriale, le quali in sos tanza si r iducono alla non immutabile permanenza dei corpi d'esercito francesi nelle loro r egioni e al reclutamento dell'esercito attivo, che _in Francia è fa tto per ogni corpo su tuLto il territorio dello Stato, menlre in Germania tutti i coT'pi cl'eser-. cito, salvo quello della guardia, si reclutano sempre nel rispettivo loro t erritorio. Seguono poi le tabelle, relative alla circoscrizione territoriale, alla composizione cl,~i cocpi d'eserdto, divisioni e brigate ed agli istituti e stabilimenti militari. Un piccolo schizzo indicante i limiti delle varie regioni non sarebbe forse stato inopportuno per por re meglio in evidenza la nuovo circoscriàone, ma a ciò ognuno può facilmentt~ rimediare segnando quei limiLi su una carta qualsiasi di Francia mediànte le indicazioni della tabella N . 1. Dall'nllima pa 1:te, che concerne i quadri e gli effettivi, si rileva la composizione dell'esercito attivo, la forza delle minori unità tattiche (compagnia, squadrone o batterie) sul piede di pace e i loro t1uadri s ul piede cli guerr a, l'effetLivo generale cli pace e la for mazione dell'esercito territoriale, notizie tulte che sono state desunte dalla legge del t:3 marzo 1875. Si sarebbe for se potuto aggiungere, pel tempo di pace, la forza delle unità maggiori, battaglioni e reggimenti, non era necessaria 1~oichè ognuno può facilment~ calcolarla, almeno con molta approssimazione, valendosi dei dati forniti dalle dm~ tJriroe tabelle\ od anche di quelli della tabella N. 3. Secondo quest'ultima, quando la legge anzidetta sar à piena-
161 mente attuata, il che non è ancora pHr difetto di ufficiali nelle armi speciali, e di cavalli nella cavalleria, la forza totale dello esercito ascenderà, sul piede cli pace, a circa {60,000 uomini e 1?8,000 cavalli . Quanto al piede di gnerra si sa c lrn la legge del 13 marzo non ha stabili lo gli effeLli vi; perciò la tabella N. 3 ammette due supposizioni cil'ca la forza della compagnia; o questa sarà di 200 uomini, ed allora feffe ttivo totale dell'esercito ascender à a circa 800,000 uomini; oppur e verrà portata a 250 uomini, ed in lal caso l'effettivo totale oltrepasserà i 900,000. Se la tabella anzidetta fosse s tata compilata crualche mese dopo, avrebbe certamente a ltr ibuito le maggiori probabilità al secondo caso anziché al primo come eia essa appare, JJOichè in oggi tutti gli indizi fanno credere che si voglia dare alla compagnia di gucrTa la forza di 250 uomini asse,9;nandole all'occorrenza due ufficiali cli riserva in lnogo di uno per raggiungere il numero di cinque. Ciò per ò non costituisce una inesattezza, nè possiamo muoverne appunto allo s tato maggiore, poichò non tutti gli 'elementi forni li dalle tabelle hanno un carattere pr eciso e s tabile, non essendo essi talvoHa fissati dire ttamente dalle leggi. Alcuni di essi ali' opposto sono soggetti a mutabili tà, o pet'chè lasciati in balin del potere esecutivo il quale pone ogni cura nd nascondere tutto quanto opera pel riordinamento e sviluppo clell'esecciLo, o peeèhè r iflettono <fucsto medesimo sviluppo che ancora non ha raggiunto il grado voluto dalla legge . Così ad esempio, mentre dalla ta bella N . 1 risuHa che le truppe del genio erano composte nel luglio ultimo cli soli. 3 reggimenti ed i battaglioni da destinarsi ai corpi d'esercito non c,w ano ancora intieramente coslituiti, da una tabella della s tanza ùei corpi recentemente pubblicata dal i'vfoniteur de Carmee appare invece per quelle Lruppe la formazione e j} pieno sviluppo fissati clallf-t legge s ui quadri. Per parte noslra esitiamo a credere che g ià .fin d'ora il nuovo ordinamento delle truppe del genio sia pienamente attuato, ma si può prevedere che lo sarà al più tard i al principio del prossimo anno ('1). Il .che dimostr a che le tabelle dello stato maggiore vorranno essere di quando in quarnlo r ipubblicate e corr ette. DIBL10G llAFICA
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(1) Quest'op inione è 'gin. i n par te co nfer mata dal nuovo li bretto indicante la RéparUtion et emvlaccment des t·1·oupes de l'armée (rançaise a l 1° settembre 1875. pubbli cato da.I ministel'o dell a guol'ra e pervenu toci quando già _queste ·erano com poste. Da esso rilevasi infatti che lo stato maggiore del 4° reggimento ed i battaglioni J9° e .200 non .sono ancora costituiti. ANNO
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lllYISTA
Dal breve esame che ùi queste labelle abbiarno fatto, o piuttosto dal1a ::;ommaria inùica?.ione cl te ne ubbiamo dato, il lettol'e potrà farsi nn concelto della loro importanza Pd utilità. ln meno di 50 pagine cli piccolo formato vi ha tale un complesso di dati e di notizie da rendere edoLto chi voglia esaminat·le con qualche aUenzione, e dei pt•incipii legislativi che attualmente r eggono l'ordinamento milita!'e francese, e di LutLo ciò cltc è r elativo alla rorza o costi tuzioue dell'esercito in pace e in guerra . Ma i 101'0 pregi raddoppieranno fra breve quando avremo $Otl'OC'd1io lo tnhelle, cho crediamo d'imminente pubblicazione, 1·elati ve agli altt'i principali eserciti europei, poichù alloea potrem o Iure un csurne compm·ativo fra questi va1·i eserciti, o quanto meno fra i loro ordinamenti. Qui taluno potrebbe chlcdere se pe1· avventura non surebhe s tato m e glio seguil'e il sistema austriaco r'iunendo in tabelle comparative pet· tutli gli c~crciti m·acletti gli el"'menli d'una medesima specie. Dobbiamo convenire che in Lu.I mori.o i confronti sarebbero stati più evidenti, ma crediamo alh·esi che ciò sarebbe talvolta l'iuscilo a scapito dùllu esatlezza, ci meno di molliplicare tanto le a vverlenzc e le noto spiegath·o <la perclCL'e il vantaggio della brevità, e !'o rse onr,Jip. la chiarezza . . \ Ila statistica non si deve chiedere più di r11111nto ossa può dare; vi hanno degli elementi nei vari ordiname.nti militari i quali, t,uLtocht> aventi dei punti di contatto ed essendo quasi della stessa s pecie, ad esempio quelli costitutivi degli eserciti, non si possono allineu!'e in una stessa colonna, nè sotL01;on·e ad una comune denomina1.ionA senzn alteeArno il conceLto. In ci0 la pubblicazione aus triHca clte abbiamo più sopra ,:cgualata, quantunque ricca di molti pregi, o assai più vasia d'altronde delle nostro tabelle, lascia qualche cosa a desicle1·are. Co1ttentiamoci utlun11ue dei fascicoli supm·ali che il nostro slato muggioru ci offre pei vat•i eserciti; non ,wt·emo il vu nLaggio dei confronti g ià stubiliti, che del resto, ent,o <'erti limiti, potremo fat·e noi s i.essi, ma in compenso ci <lueanno unn precisione m aggioPe . Ci pare superfluo, dopo quanto abbiamo detto, consi(7liar e g li ulTiciali studiosi a provvedersi e.li queste pubblicazio1ti che resiguità <lei prezzo motte a pm·tula di tutti.
BIBLTOGRAFlCA
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Der Dienst tles Ge11en1l11tabes. Il seroizio dello stato mar;r1iore, pet· BnONSAR'I' von SCHELLENOORFP, colonnello ùi stato maggiore e capo di stRlo maggiore del corpo della guard ia. - I" parte. - B<wlino, 1875. Mittler und Sol111.
Nessuuo elle in questi ultimi uuni ::;iasi tenuto anche solo medioc1·cme11le, a giol'Jlo dei grandi avvenimenti 'militm·i che si soJJo svolti, p11ò 01wai igno1·at·<' in quanta la1·g·a rnisrn·a abbiano contribuii.o agli splendidi successi delle aPmi tedeschr• gli eminenti servizi dello stnto 1m1ggiore prussiano. L'accurata e sapiPute prrparazion<', la perf'ellu condotta delle> operazior.i, Ja p1·ontu attuazione dei piani divisati, il re~olare ecl armonico anclamenlri clùi più rleYa l.i ed importanti ::;crvizi, elementi tutti di una capitalo importa11za per la buona 1•iuscila di una gue1-n1, e tanto più delle colO$!:<ali g uc1·re mod?r·uc, sono all.reftanti .titoli di merito di rruello '$tato maggioro; il qnule pnò a lrnon clirillo gloria1's one, clAppoicliè s() molto egli <leYe alla fortuna di avm·e a proprio CRpo quella p1·ofon,la mente che è il rnai·esciallo von Moltkc, m olto deve altresì alla qualità cd al valore dei singoli elementi onde si compone. Ma ::;e noto è, gc•neralmente, q1rnnta parte di me rito si abbia lo s tato maggiore t.nclosco nella J'olice riuscit.n delle ultime due guerre. <' 11nale <' 'luanto Ria il suo Yalore inLrinseco, altreltonto ig-note, o r1unsi, Bono s tate fin qui le condi:r.ioni intime del suo ess~re od il modo preciso in cui si esplica la sua attività, così 11ei lavol'i oi·tlitnwi e cli prepan1zione tleJ tempo di pace come uel laY01'0 più intenso e faticoso dei momenti di gue1'ra. Nò 1Ft statupa militare tedesca, tt,oto feconda, in c1uesli ultimi anni, di W)ri, di opuscoli, di a1'licoli rii g iornale, i quali in tutti i modi e per tu I.ti i versi hanno Lrattuto delle più svariate ed irnporLanli qnC'slion i mili Lari, a veva ancora daLo alla luce alcun lavo ro che s'occupasse dello Ol'ùinamento e del servizio di slalo maggiore in quel modo che l'importanza del soggeLLo richiede . Il colonnello BllONSART von SCHELLENDORF'F, capo dj s tato m Rggioi·e del corpo della Guardia, viene 0Pa a riempire Ja lacuna con questo suo libro che t.ratta « Del ser vizio dello stato maggiore ». La 1wimu par te, un volume che conta più di 250 pagine, fu. stampata OJ' sono pochi mesi a BPrlino; la seconda, la quale
•164 RIVTSTA si occuperà più specialmente del servizio dello stato maggiore in gucl'ra, speriamo non si faccifl a lungo aspettare. Difficilmente altri, meglio del colonnello Bronsart von Schellendorfl~ avrebbe potulo trattare con maggior competenza e cognizione dì causu così impol'lanLe e non facile soggetto. P rofess ore per parecchi unni all'accadem ia di guerra d i Berlino, dove era appunto incaricalo dell' in>'cgnamento di quel complesso e SYarialo ramo dello scibile militare che suolsi comprendere nella parola « SCl'vizio di s til.lo maggiore,; addetto gi.il prima, ti umnte la campagna de l 'L866, allo sta~o maggio1·0 del 2• col'po, e dopo, dut'ante la guerra del 1870-ii, al gran quartier generale principale; quindi, a datare dalla pace, capo di stato maggiore del corpo della guardia. egli ha avuto largo campo di studiare e di approfondire l'ni·gomento, 11011 soltanto nelle teoriche specula:doni dell'in~egnamento, ma altresì, ed aucor meglio, sul tene110 ben più is truttivo della prntica applicazione così in pace come in guerra. Ond'è eh<' mentre da un lato fl'lcihnentc si comprende come a lui g iungessero d'ogn.i pa1·le (egli stesso cc lo dice. nella breve pt•erm:ione al s uo libl'o) numerose sollecilazioni pel.'chè si accingesse ad 11n s imile lavoro, per alti-o verso il suo nome è sufficiente capru·1·a già della bonlù e della serieta del lavoro. InformALo ad uno spirito eminentemente pratico, scevro di astruserie speculati ve e di didaLt.ica pedanteda, dettato con s ingolare sempliciti1 r chial'ezzn rli " I.ile, il libro del colo11nello Bronsarl, per quesla prima parte almeno, merita di e,gscre altamente proclamalo buono fra i buoni, e tale che uno migliore JifJicilmentc 1-wPebbe poi ulo colmare la lacun11 chr. rsso è venulo a riempii-e. Dedicale alcune poche pagine di consitle1·azionigenemli alla natura inlrinseca dr! >'ervizio di !':lato maggiore; tratlrggiate le qualità e detto delle cognizioni che rleve posseder <' l'ufflcialn di stato maggiore; posta in evidenzn l'essenza delle relazioni che legano lo s lalo maggio1:e al com11nclo, da una parLe, cd alle truppe da1J'alt1·a, l'autol'e si diffonde in un lungo ed eruditissimo capitolo intorno alforganarncnto dello stato maggiore. E prima parla a lungo dello s tfllo maggiore prussiano e tcclesco, de l quale tr11.c.ciu brevemente ma cbinParnentc la s ~oria, - ponendo sott'occhio ul leLto1•e le successive fas i e tl'as formazioni per cui è passata quesla istituzione, a comincinre dai tempi del Grande Elettore, nei quali il colonnello Bronsart crede di trovarne le prime traccie, fìno ai nos tri giorni - per
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BIDLCOGRAFICA 165 poi esporre ampiamente il suo aUuale ordinamento, e terminar quindi con alcune pagine dedicate all'accademia di guerra, la quale, come è nolo, ù una dipendenza e <J.uasi una emanazione del « grande si.alo maggiore • ossia, a modo nostro, del comando tlel col.'po di s Luto maggiore. Nello s ~esso capitolo l,1'aLla quindi dcll'ordi110 1nento clello s tato maggiore russo, di quello aL1stro-ungarico, del nostro, del fran cese e dell'inglesr; e ciò egli fa con ~ingoiare chim·nza e con molta conoscenza di causa, sebbene, a giudicarne cla quanLo dice dello stalo maggiore iLa]jano, in qualche piccola menda egli sia pur CAdulo; mende però di così tenue impo1-tanza che quasi non torna r,onto rilevad e, e che per nulla scemano il merito clel lavoro anche in questa importantissima parte che riflette gli staLi maggiori esLeri. · Nel secondo e Lcl'ZO capitolo l'autore discorPe dell'ordinamento di pace, del comando, dcll'amminisl1·azione e del reclutamento clelresercilo tedesco, Lratt.anclo il vasto argomento dai punlo di vista <lolla perfeUa conoscfmza c he aver ne debbono gli uf'lìciali tuW dello sLato maggiore, ma evitanclo di entrare in 11uei parLicoltiri che poco si confut·obbero alla naLura del libro, e che, per altro verso, si tr ovano sparsi nelle leggi organiche e nei regolamenti ~peciali, i ffuali l'autot·e non omette di citare c1uflnte volle gli paia non avere egli s tesso svolto il s oggetto con s uffi.cienLH ampiezza. Il quinto capitolo r dedicato a l servizio che gli ufficiali di stato D1aggiore preslano negli uffici dei comandi generali (di corpo d'armata), delle divisioni e del grande stato maggiore. Final mente nel sesto e setti mo capitolo, i quali oecupano .p iù della 1t1elù del volume, il co.l onnello l3l'ons art tratla <lelle gmndi manovre e delle l'icog nizioni. E qui, come egli s less o avveri.e nella prefazione, ent1·a pc1· molk1. pat·Le in 'luestioni che già hanno grandissima aLlincnza col seevizio dello s tato maggio1·c in g uerra, servizio che s arà speciale argomento della seconda parle del lavoro. A prima giunta il veder qui Lrallulo, nel capitolo delle grandi manovre, dei campi e dei bi\'acchi, degli accantonamenti e delle marcie, del servizio ,mnital'io e delle s ussistenze, delle tabelle cli dislocazione e di marcia, H via direnclo, può invero sembra re poco confo1·me ad una buona e logica partizione della mate ria, dappoichè parrebbe sede più opportuna di s imili argomenti la parie del lavoro dedicata al sci·vizio ùi g uerr-a. Ma quurnlo si r ifle tta essere uno dei precipui scopi delle grandi
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RIVISTA
lllllLIOGRAFICA
manovre lo addestramento Mi capi e degl i stati maggiori nella condotta e nel maneggio di grosse masse di truppa,. per m.ezz(! cli esercitazioni, le cruali, se non . sono cJrn un smmlacro d1 guerra per la parte che ha tratto al combattimento1 debbono essere, a riu~ci,re pl'oticuo, una reale rappresentazione della ~uerra iu LuLle le operazioni che . precr.dono e che seguono Jo scontro delle truppe, d1 leggen s1. scorge com~ rnaì reggerebbe un ,1ppunlo di poco logica d.1spos1z10nc do1le smgole parti del lavoI'O. Scritto , per servir e da guida nell'ademp.imento clelle loro speciali funz ioni ai giovani uf'ficiali cli stato maggiore, co1:ne dice il colonneìlo B1°onsai·t, e ad un tempo por .co.nt~·1bu~r~ a propagare nell'esercito la conosc€:nza de Lpl'1ncLp11dwett1v1 del s<wviziu cli s Lato maggiore .•, qu_est.o l!hro,.che. colmando un vuoto giè gNwemento sentito, YJCno ad aer1cch1re. la letLeratura milrlare tedesca d1 un lavoro cerLamente clostrnato ad avere lungu vita, così per l'imp01·Lanza del soggetto come poi .moLlo onde venne Lratt.ato, questo libro. dicia1:101 sar~ s taLe> per certo grandemente accotLo non soltanto a1 !'JìI_ovam ufficiali dello slato maggior·e Ledesco .ma ~nche ai p1u pro: vet.ti. E noi speriamo lo possa esser(-l m par i grnsa anche agl~ ufficiaìi nostri, a i quali caldamente lo 1·uccornancl1amo, sicuri di f'at'e opera buona, perchè molto in esso Lroverauno da apprender e.
minori certamente di quel1e che sarebber o state ~a conseguenza delle malattie prodotte dallo stato anormale di un lungo assedio. La ·0auerra oltre aù essere in se stessa crudele, sotto l'impulso di supÌ·eme necessità, .r!-on lasc_ia ai comandanti ~ il\ta!,i sempre la scelta de1 mezzi pw m 1L1 . Spesso cons1deraz10m pm o-ravi di alta importanza straLegica e di tempo e l'obbligo ~h.e ~a ogni generale cli r isparmiare anz.i tutto i pr·opr1 uomm1, obhli <Yano di r icorrere energicamente a1 mezzi pm adatt.1 per arrivare 'il più celeremente possibile alla meta. . Ma la caduta cli J'hionville ci insr.15na come spesso 11 mezz.o apparenternenLe pllt crudele è quel10 che ma~-giormente. rispar·mia le vite umane. Certo I danm mator mh sono f-rav1, la o'uerra però coi suoi scopi supremi è forzatamente oibl1gata ~ trascurarli. La relazione dello Spo!ir è .<livi~a in. (i capi.to\i. . . . ,., Il ·J• tr.:1 Lla della fortezza eh Th1onv1lle , c1tta di CH'Ca ,000 abitanti, della sua posizione s tra tegica, irnportanza mil.itare e delle condizioni del s uo ur mamenlo e della sua guar111g1one. Il 2° capitolo naua cli un .Lentato colpodi mano .col quale verso il t ~, agosto i Tedeschi s peravano d1 potMs1 impossessare della piazza, ma il disegno fallì di fronte alla vigila_nza francese. Fino al 'IO cli novembre la ror!.ezza fu bloccata prima in parte e in ultimo da ogni lato dallù .cavaller·ia Lcde~c~:. ~ci ::i- capitolo l'autore espone 1'arr1vo della H' d1v1s1one comr.u;1clata dal generale Karnei<e e .inca.ricatu di cooper'are all'assedio della piana .. ln bre:e Tluonvill~ era sLrettamente cinta da ogni lato .e d og~1 comun~caz10n~ coli e.s terno mlerroUa. Le ·truppe tecniche d1spomb!l1 per l a,ssed 10 sommavano a 13 compagnie art iglieri~ da fort~zza e ad Rcompagme del ~em<?; inoltre er'ano p1·osent1 , balter1e da campag~a della '1.4· .clrvisione. Il parco d'assodio s i componeva dt _h8 cannom rigati, 4: mortai l'i(J'ali da centimetri 22 (che non furono acloper-at1) e 26 mo1·tai Ifsci . Nf11 !f0 capitolo l'autore riferisce le ~onsiderazion i.che indussero il "'Onerale Kanleke a tentare 11 bombar damento, e descrive t~1tle le misure peese o tuLti i lavor i eseguiti per prepararlo. . 11 ~enerale Kameke conscio che il bomh~rdam,r.nto per riuscn'e clovea essere energico, cinse la c1tl,a eh :L6 .batteri~ d'assedio armate di 77 bocche da fLtoco, fra le qL1al 1 eranv1 2 mortai lisci; il resto erano cannoni rigati, 2/ 3 dei quali da centimetri 15 e i2. Pel caso che il bombar damento non avesse l'esito desiderato il o·ener ale prussiauo uvea già fatto fare ed approvato un piang per· l'attacco formale, r.d era s tabilito che i lavori d~ approccio e la pri.ma parallela si facessero ad ogni n:iodo ~t notte simultaneamente al bombardamento . Era stab1ltlo m massima che ogni pezzo sparasse di giorno un colpo ogni quarto d'ora, di notte un colpo ogni ora, e chc_un ruoco p1ù accefeeato si facesse solo s e il fuoco nemico d1veutava molesto . Erano indicati quali bersagli non le opere dell~ piazza ma le caserme, le chiese, i magazzini e tutte le fabbriche ele-
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Die Ce'l·ni1•ung, Belaget'H".!I un,l §le.•u!lii,!ss101;q von Tliimrnilie . (Il blocco, assedio e bombarrlcimentodr, Th.ionville nel 1870-71), del maggiore di artiglieria SPOHR. Berlino, 1875. - Libreria Voss.
QuesLa pubblicazione (un volume ]n~8· gnrnde di 1.60 pagine) contiene la descrizione della pr.es~ d1 !.h1onville, e fa.pure rarte della stessa serie di pubblicazrorn ufnc1al1 del com1Lato di a rtiglieria prussiano cli cui parlammo nella antecedente b1bho• 0·rafla. b Autore ne è il maggiore SPOHH, e i par Licolari dell'azio.ne dell' artigli1~ria sono esposti estesamen te e con moltR chiarezza. ·b Benchò il maggiore Spohr ahbia . iptitolato il suo li ro « Blocco assedio e bombard amento cl1 f h1onville », pure vero assedio non vi fu; la fortezza invece ca~lde in seguito ad Ul~ violento hombarcbmento con bocche da iuoc.o <la muro collocate-in batterie d'assedio. li bombardamento cmer·gico di una piazza allo scopo di. obbligar<~ il comandan te a renderla oncle sottrarne la popolaz1!)ne alla distruzione è questione molto discussa, e gravi considerazioni umanitarie spesso son.o. s ta le accampate per .P(Ovare come con tale mezzo spargas1 mut1Jmente 11 sangue dei cittadini senza ottenere l'intenlo. . . . . Il bombardamento e la resa eh Tl11onv1lle provano 11 contrai•io. Le perdiLe della popolazione furono rela t.ivai nente lievi,
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JUVISTA .Bl1JL10GRAf'ICA.
vate della città; solo in caso che fosse necessario di controbattere il fuoco nemico per attutirlo dovea rispondersi al fuoco · delle opeI"e della forte;;za . Il bombardamento è narrato nel 5° capilolo. Esso <~bbe principio il giorno 22 novembre alle 7 del mattino e giunse affatto inaspellato all'assediato. Durò con brevi inlervalli tutto il 22, 23 e fino alle H antimeridiane del giorno 2fr,. 8605 proietti furono lanciati sull'infelice cittù. Già a lla fine del primo giorno del bombardamento essa ardeva in diver si punti. Al momento della resa l'incendio era generale, e più di 1/ 3 della città arse completamente. Alle 11 antimeridiane d<~l giorno 24 novembr e la ciltà issò bandiera bianca. Alle 5 di sera la capitolazione era Lm fotto compiuto. 53 ore cli bombardamento aveano fatto cadere in rnano dei Tedeschi Thionville, con 4000 uomini di guarnigione, l.20 ufficiali, Hl9 bocche da l'uoco e grandi approvvigionamenti di. armi e viveri. Le perdite tedesche somma vano a soli 3 morti e 23 i'eriLi.' Gi à questa cifra d ice che il fuoco della piazza non fu nò vivace nè esatto. E poco noto quanto successe nell'interno della fortezza durante il bombardamento; nessuna pubblicazione francese fìnora ne ha dato nolt7.1&, ma se1nhrn che in molti punti il soggiorno s ol lerrapieno della cinta rosse r eso impossibile dal gran calore che emanavano .i pros simi edilizi incendiali. · Jl 6" ed ultimo capitolo parla dello stato della cittò all'ingresso delle truppe tedesche. Gli abitanti eransi r ifugiali nelle cantine, le quali nelle fortezze Vauban, m vista di peissibili assedi, banno generalmenLe.robusLe volte. In molti punti della città le truppe tedesche dovettero sgombrare le case arse e rovinate perchè gli infelici abitanti potessero sortire dai loro sotteuanei rifugi. Se il bombardamento avesse durato ancora qualche giorno molti di essi sarebbero miseramente periti. Così invece le perdite della popolazione sommavano ad t morto e dai 70 agli 80 feriti. Non conosconsi le perdite della guar~~oM. , . . Il libro dello Spohr e corredato di O allegati, 2 carte ed una tavola cli disegni . In comples_so il hbI"o _dello_SJ)ol·ir è _di alto interesse tecnico e militare; gh ufficiali d1 artrghe.ria v1 troveranno m ter ess~ntissirni parlicolur1 del _l~r.o _mes_t.1.ere, ma 11 fatto del _felice esito del bombardamento d, l l11onv1l1(1 e della sua rap1da caduta riveste anche un caraUere di inLerè:sse generaJ.3militare, Lanto più che ne ·li assedi del 1870-71 simili casi si ripetono, cosjcchè tutti gli sltfdiosì dP.ll'arte militare vi trovr,w anno argomento a gl'avi. ed utili consider•azioni. 0
DEMARCHI CARLO,
gerente.
L'ACCASERMAMENTO DELLE TRUPPE
CONSIDERAZIONI GENERALI CENNI STORICO- CRITICI SULLE CASERME 0' ITALIA
I.
Fra i diversi fattori che concorrono al benessere fi~ico e morale cli uu esercito, oec:upano un posto distinto le caserme, nel cu i seno il soldato passa buona parte del suo tempo, vuoi per rifars i delle fatiche sofferte, vuoi per ricevervi istrn;1.ione miliLare e letteraria. Non è ancor molto tem po, le caserme venivano considerate solo come edifizi destinati a dar rico vero alle truppe allorcbè sono di guarnigione, e quelle si ritenevuno per· migliori che più si prestavano ad accumularvi buon numero di soldati. I principt d' igiene, sebbene conosciuti nel campo seientitìco, ecl applicati agli ospeJali, no,n avevano potuto ancora estendere la loro influenza alle caserme e sotto forma di norme esercitarvi il benefico loro dominio. Eppme se con ragione fu detto es.sere da preferirni alle leg islazioni che puniscono quelle ehe mirano a prevenire i reati, con ugual fondamento si potrebbe dire essere l'osservanza delle leggi di igiene nelle caserme, ove si posson o ANNO xx,
Voi•.
1v.
no
DELLE TR UPPE
L'ACCASERMAMENTO
prevenirn le alLerazioni nella salute del soldato, s.e non per lo meno altrettanto necessaria ma a<•tormente , . · l che· 00 negli ospedali, che so lo servono a r1p~rare a1 ma anm in gran parte dalle medesune ~ausaL1. IL giudizio che la causa precipua d~lle malalli~ ~he più aiiliggono il solduto ~ragga esscnz1alm en.te ongu~e dalle r.aserm e, basa sul fallo che non se mpte nel 1010 impianto prevalsero i ~ri.nr.i~! dell' igiene e. ~he nel~ l'assegnazione dei locali 11 p1u delle volte .gli 1.nt~res~1 sccondnri hanno pi·eponderanza su quelh pr111c1pah, che debbùnO aversi in conto per ·assicurare il benessere fisico del soldato . Fino ali' anno ,J 8fYi si osserva quasi generai ~en~e una tendenza a fabbricare le caserme secondo 11 ~1stema così detto spagnolo, mie a dii:e ~o~ corte. interna, r,irconclata per ogni dove?~ e~l1fì~t iorn1~nt1 un sol corpo di fabbrica di due o piu. pia 111, ~he 1·.rnn1sc~ in sè le scuderie, le camernte dei so)d~t1,. gli u{~z1'. al loggi e tutli gli occonent( ac~essori. A1_pmni_super10.~'I un unico cor,ridoio che s1 sn luppa lunghes::.o 11 pc1.1: metro interno dell'edifizio, cui mellon? c~po p~r ~o ptu due scale, dìi accesso ai divcr:;i locali '.] 1sposl1 di consueto in contiguittt l'uno de ll'altro, ed m modo che I.a loro maO'O'ior dimensione orizzon tale risulti perpendlcolare all~asse del rispettivo braccio di fabhri~a. . . o·uesta tendenza era determinata da ragwm <l1 s1c1i;czza, di disciplina e di comodità, non però da ra"ioni igieuiche. . 0 In falli le caserme di tipo spagnuolo. non soddisfano ad alcun o dei postulati contenuti 11el rapporto .dell a Commissione isti1uita in Inghilterra allo scopo d,i studiare i provvedimenti necessari a _far cessar? l anomalia esistente nell'esercito hritanntco, ove pnm~ del1' anno ,t839 la mortalità annua superara quasi del doppio quella della popolazione maschia della stessa
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età. Per convin cersene basta leggere i b1·ani di questo rappo rto cli cui il nostro Gioniale ciel genio milita-;·e del l'anno ;J8Gf. dà la traduzione, epperciò noi crediamo conveniente di qui riportarli, 011de anche quell i fra i nostri lettori che non hanno tempo nè oppo rtunità di consultare i periodici di carall.P.rc tecnico, possa no fo1·ma1·si un giusto co11 cello dei pt·incipì prevalenti oggidì non solo in Inghilterra, ma benanche nei principali eserciti europei in raLto di accasermamen to . Circa alla distrib uzio ne dei fabbricnt i, la Com missione più sopra menzionala così si esprimera: « Kegli accampamenti com e in tutti gli ed ifizi dove « un gran numero cli uomi ni deve essere aJl oggialo « insieme, imporla sommamente di attenersi al prin« cipio generale di sopprimere od almeno allonlannre ·« lutto ciò elle possa alterare l a pmezzn dell'a ria al« l'interno; le slal le, le cucine, le· latrine ed i bao-ni o « devono perciò essere ricanlli in disparte, e l' edi-<< fìz io essere disposto nella man ie.ra più natmale, evi« tand o per quanto è possibile gl i angoli rien tranti. « Sopra ogni cosa \·a poi cercato il benefizio di una -<< libera ventilazione esterna tul.lo attorno al fabbricato, « procurando che le camere no n siano esposte sol a« mente a tromontana, massime nei climi temperati {< 0 fred<l i. « Una delle più sempl ici e ad un tem po migliori « disposizioni è quella di una sola linea in direzione « da no rd a sud, la quale permetta al sole di bat« tern ambo i lati dclln linea cl elle came re ogni gio rno . « Parecchi corpi panilleli a distanza suffici('nte gli « uni dagli oltri, purchè il mnro esterno sia cspo:-;to « al so le durante il g iorno, è pure una d isposizione -<< che può essere impi egata in alcune conforrnnzioni « cl el terreno. « Le disposizioni n s<ruadra possouo ancorn essere
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172 L ACCASEH11AMRNTO « adottale per ampi ac:caserniamenti, purché gli angoli « del quadralo siano lasciati aperti. « ~essuna pat'Le de ll' accasel'mamen to, sia essa de•< stinato ad uomini sani od ammalati, dere essere << troppo accoslata al mu ro di cinta. Le lalrinc, le cu•< cine, i magazzini ed altri simi li fabbricati possono ,< essere collocali tra le case1·me ed il muro di cinta, « ma la disposizione deve essere tale da non nuocere ,< alla Yentilazione esterna. « Le caserme, com e tutti gli edifizi molto popolali , •< sono meglio costituiti quando hanno due soli piani < di camere abitate. Non si faranno obbiezioni alle •< fabbriche di tre pitmi per. al loggiare uomini sani, ma < solo se si lrallasse di un o stab ilimento per- amrna,< lati. Quattro piani si possono so lo tollerare qunndo, « per le clirnens ton i e per la forma ciel terreno , è asso•< lutam ente nec:es,:ario di adottare un lale numero per 1< ottenere la necessaria capacità . « I magazzini per le materie asciulle, le r:nmere per ·< lo stato maggiore, e per l'ammini strazion e dei.reg« gimenli, quelle per la dimora di giorno posson o· ·< senzn alcun o inconveniente situal'Si ,\I piano terreno, ·< dove potrà pure tronu·si la sala da pl'anzo, 11uando ·< non si possn fare dirersamenLe . « I sollerra nei non si devono mai usare per ab ita< zione d'uomini, essi sono più o meno soggelli alla '< umidità, alla stagnazione dell'aria , C(l alla mancanza << della luce del so le e vengono a buon ùirillo giudi« enti siccome fomiti hen conosciuti d'incomodi nella « vila sociale ». Queste prescri;;,.ioni scrnpolosami>ntc e con molta in1.elligenza aitunte dnl ,1859 in poi ebbrrn per' effello di ridurre lti mortalità nell'esercito del Regno Unito da 17,5 per mille a 9,51 e in quello delle Indie Orientnli da 1'21 per mille u 16,(Hl 1
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DELLE TRUPPE
All' incont1·0 l' Auslria che lìoo all'unno ·i 87 i cosu·usse 1e sue caserme, meno poche e<:<:ezioni, secondo il t ipo spagnuolo, notava ancol' nel 1870 nnn mortalità media di ·l:j per mille nell'esercito, la quale Yaria per ie truppe di <ilunza u Yienna fra il 20 ,-i 7; ·18,82; 2 1,49; l~,i9 e_ ,38,82 %o· e ciò dipendentemente dalla posizione prn o meno salubre delle singole caserme da queste trupp e occupate (I). Le cond izion i ig ien ich,~ cli siffatte caserme so no adunque in genere meno buon·e di quelle costruite secondo il sistema d i fraz iona mento dei fabbricati e diventano a<ld iriltura callive (1uanclo 1; circostanze ne richieggono l'impianto nel recinto delle citlù ove m.eno resta favorita la circolazione del!' ar ia e la influ enza del sole, che sono entrambi fattori potentissimi di sal~~e. Questo s ~alo di _ cose è t~nl.o più gl'ave quanto p,u grn.nde ed inJuslnale è In c:llà, percliè in tal caso gli elementi cli corl'llzione dell'aria aumentano, vuoi per l'agglom erazione di esseri viventi Sl l di un a supel'lìcie relati va mente ristretln, vuoi per effetto delle arli che vi si esercitano. Aggi ungn si altresl che pet' deficienza di ter·reno fabb ricalivo nella citlù si é il più delle volle cos tretti a ricorrere all'espediente di partire la corte formai.a da{]' edinzio esterno, mediante brncci di fabb rica che la tramezzano, in due o più recinti, i qunli altro non sono che serbatoi d'aria su1gnanLe , e si n.vranno dati sufficienti per giuùicare dell a loro l>ontù dnl lato jo·ienico. ri.è qui ra dimentict:lO che nelle cuserme a°trc e_ quatLrn pian i'. com e si costrn iseono nelle cit.tà, mnggLOre essendo 11 num ero Llegli individui , di co lan lo 1
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(4) V. Orqa.n des Wiener militair-wissenscha.ftlichcn Vc1'cincs, aun<> 4873 . pag. 180 e 481 . Gnuo1m e L'esigcuzc dell'igiene nelle costruzioni militari ».
L'..\.CCASEinIA~IEN 'l'O
DELLE TRUPPE
si moltiplica in esse caserme la so mma degl i elementi di infez i.one. Non so lo al sistema spagnuolo sarà quindi da preferirsi quello inglese perl'acquartieramemo del le truppe, ma ben anche saranno da preferirsi alle posizioni eircoscritle fra angusti limiti nell'inlerno delle cillù quelle spaziose, salubri, e meno costose lungi dall'abitato, Je sole che possiedano i_n ampio g rado tulle le qualità necessarie allo impianto cli una buona caserma. Altri non meno ·importanti argomenti si potrebbero addurre a prova della ginslez,:a anche dell'ultima proposizione , quando il già delto non bastasse, ma ci condurrebbe troppo oltre; ci limiteremo quindi a ricordare il fouo~che la mortalill'.t media delle lrnppe inglesi alloggiate ìo easermette. ciel tutto. conf'ormi a quelle esistenti nelle r;ittà, ma lungi dalle medesime, negli accampamenti permanenti, non supera il .f. per milte. E per non cilvre solo esempi tolti alt' esercito inglese, aggiungeremo ancora quanto ne dice Sarauw in un recen te opuscolo intitolato « Dio russische Heeresm acht » ( Le forze militari' della .R1..iss{a) circa le condizioni igieniche di quell'esercito di cui solo una parte, di guarnigione nella ctuà, è acquartierata in . easerme regolari, mentre il resto 6 dislocato negli accantonamenti e negli accampamenti. La sua mortalità media per il periodo cli tempo dal 1862 al 7 1 è, relat ivamente ai diversi modi in cui le Lruppe sono alloggiate, ugun.le al 15,U-; 7,70 e 3,10 per mille. . Se quindi la maggiore o miilore bontà di un sistema d'1.1cquart iernrnento può ri tenersi come uno dei principali fattori di salubrità negli eserciti, noi avremmo ragi one di chiamarci nbbast:rnza sodd isfatti del le nostre caserme, poichè la mortalità relativa nel nostro esercito, secondo le notizie sulla statistfoa medica che sì. pubb licauo per cura del Consiglio superiore di sanità
militare, per il trienn io 1867-69 viene calcolata a 10,3~ per mille, e pet' l'an no ·186 0 a 8,40 per mille, quindi cl i poco superiore nel primo periodo cù infe1·iore nel secondo a quella che si verifir.a ne ll'esercito inglese. Abbiarno a bella posta eletto, sebbene le cifre assolute siano in nostro favore rispetto all'Inghilterra, abbastanza e non pienainente sodd isfalli, pcrchè il clima. d'Italia essendo rno lfo migliore di quello del Regno Unito, a parità cl i cireostanze, con caserme ugual~ mente buone, i risultati dovrebbero esser0 presso not cl i tanto pit'.t favorevoli. Sa rebbe ora il. caso di dire cru11lcl1e cosa sulle nostre caserme, nrn per- non interrompere il co rso delle considerazion i generati, ci riserviamo di dare alcuni cenni sommari sulla lorn coslitL1zionc al la fine di qucs ltl prima parte ciel noslro lavoro . _ Il Tarrlieu nel s·uo Dictionnaire d'hygiènc publ,que et de salubrité rac conta il seguente fotto: Nell'epoca cfa l ,t843 al -18.n, poco dopo l'arrivo del re Luigi _Filippo a St. Cloud, scoppiava ogni anno in quella c-aserma il tifo e cessava oll.o g iorni circa dopo la pa rte nzu di lui. Ouale era la causa di sim ile perLurbazione nelle condizioni .igieniche di q nella cnserrnn , · del resto rilenuta mollo ::;a lubre? li soven:h io numero dello. trnppa ivi acquartierata; capace di soli. 400 a oOO uom ini: essa doveva in siffatte circo sLanze r icoverarne un numero quasi trip lo. Ciò prova come indipendentemente dalla posizione d'impianto e dal la generale distr ihuztone ùei corp i di fabbrica di una e(lsermu, sia di assoluta necessità il sodd isfare nel altre con diz ioni, per garantire il benessere fisico del sol dato nelle medesime alloggiat0. Fra. <Jues!e condizion i una delle pl'inc ipali è l'osserv.:inza d'una certa proporzione fra l'ampiezza del !orale e la lJUanlilà degli incl ivicluì clLe vi de\'Ono alloggiare, che
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177 Sebbene in pratica la composizione dell'aria non sia r igorosamente quale l'abbiamo supposta, pure i dati ·d a noi più sopra allegati possono nel caso nostf'O sen:ire a $piegare come in un dato tempo per il fatto della respirazione sia possiJ;> ile di trasformare l'ossigeno dell'amhien!e, che è elemento di vita, in acido carbo nico, cioè in un narcotico atto a produrre l'asfissia. La quantità di ossigeno che l'uomo consuma in 21- ore è ad un dipresso uguale a 480 litri e la quan!ità di acido carbonico che esso esp ira nello stesso tempo circa 676 litri. In un locale ermeticamente chiuso quind i egli vi dovrebbe, dopo un · dato tempo, morire asfissiato. Un caso simile Hon può, come ognun sà, avvenire Ì!ì pra.tica per il solo atto della respirazione, perchè l'aria che penetra nelle camere per le numerose fessure de lle porte e finestre, aura verso i muri, eci::., allontana un simile peri eolo; può però bensì l'ari.a altera rsi a segno da di venire perniciosa a chi la respira e da produrre effelti allreUanlO deleteri, quanto magg iore è la sproporz ione fra la vastità del locale ed il numero d'individui che lo occupano. AlLra delle ragioni per cui l' aria si vizia per la presenza dell'uomo è da ricercarsi nel fatto che rf 1esti ad ogni atto espiratorio emette una cerla quantità di vapore acqueo, come pure ne sfugge dal suo corpo per mezzo dell'evaporazione della pelle; e che in complesso viene calcolata, durante il riposo, uguale a. circa 830 gramm i per ogni 94 ore. Nei locali in cui il rinnovamento dell' aria è insufficien tè, avverrà perciò che una volta raggiunto il limite di saturazione, la evaporazione della pelle e dei polmoni non potrà più aver luogo ehe imperfettamente , il che produrrà gravi disequilibri nell e funzioni delle persone che ab itano quell'ambiente. È poi da osservare che, insieme al vapore d'acqua} DELLE TRUPPE
con termine tecnico chiama si capacità relativa. La ragion e di ciò sta essenz ialrnenle nel fatto, che la composizi one del l'aria di un ambiente chiu so si alLera profondarnen ie per cffeao della resp irazione dell'uomo , e tanto più si viz ia, quanto minore ne è la quantilb in confronto del"nurner·o degli indivi dui che vi respirano. Qui ap riamo m.1a parente; i per chiar ir-e come suceeda che l'ambi ente di un locale chiuso possa per la sola presenza dell'u omo alternrsi a segno da pregiudicare la salute di chi in esso dimora; pregando quelli fra i nostri lettori, cni la ripetizion e di cose già note potrebbe rinscire noiosa, di saltarn il seguente per·iodo e di riprendere la lettura al capo verso secondo della pagina ·t'18 . L'aria è formata essenzial mente da due gas, l'ossigeno e l'azoto, mescolati fra loro in una data proporzione, il primo è addiril.lura in dispensabile alla vita, il secondo se rve come correltivo dell 'oss igeno , In. cui azione, se puro, sarebbe sovr.rchia e distruaiva . Per esser buona l'aria da respirarsi deve su 100 volumi contenere: Ossigeno (O ) volumi 30 . s,1 Azoto (N). » 79. 45 Acido carbonico (C ) 2 ) » O. 04 L'aria espirata invece ne ha su '100 vol umi : volumi l 6. 03 Ossigeno (O) Azoto (N). » 79. 55 Acido carbonico (CO") » 4 , 3~
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L'aria espira ta conti ene qu indi in confronto di q1rnlln. · inspiratn: - 1,78 O; +o ,4 N e+t, 34 C02. ~Je ntre adun que la quantità d'nzolo resta quasi inva riata, q!tella del l'ossigeno diminuisce quasi del 5 °fo, e quella dell'acido c,1rbon ico alimenta di più del 4 °!,a s ul totale del volum e.
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si sollevano dal corpo dell'uomo sostanze oro·aniche volaLili, le quali, accumulandosi negli spazi abita-Li e cor.ror:iipendovisi, possono convenirsi in miasmi permc1os1 al la salute di chi vi si trullcnga lungamente. Accennato così alle tre. principali canse che determinano la corruzione dell'aria in genere e spec ialmente nelle camerate dei so!dnti, ove per· lo spec iali condizioni esse maggiormente vi concorro no, chiudiamo la pa1·entesi e ritorniamo all'assunto. Le N01·me ct'(qi'ene per lei truppa, pubblicale per eura del nosl.ro Ministero della guerra lo scorso anno, prescrivono al capo lX - Atlogg1·amcnti - quarto cnpo-. verso della lettera b, che ogn i soldato nei dormitorì fru isca di 20 a 2:S metri cubi di aria, ed in conseguenza che i lelli clebbauo distat'e l'uno dall'altro cli 80 cent. A taluni pare che per sirni le disposizione la capacità dei local i venga di soverch io scemata, in confronto a quel!a stabilt ta calcolando delta distanza di 4.0 cent.; eppme, se si vuole assicmare al solda.10 la qu antith d'ariri che necessariamente gli oceorre <111clc bene respirare, i letti non si dovrebbero mai acco stare ol(re la misura suddetta, come chiaramente risulta dal seguenie esempio. Supposto una camerata lunga H metl'i e la!'ga rnetri 6,20, disponendo i Ieui su due fil e, lasciando fra essi ed i muri di testala uno spaz io di 30 cen t. e fra un letto e l'altro l'interva llo di 80 cent., vi si potrnnno collocare ·l8 lellì, cosicchè per ogni uomo corrisponderanno me tri quadrati 4,8 di superficie. orizzontale, Al fine cli avere almeno 20 metri cubi di aria pel' ogni uomo, si dovrebbe quind i dare alle earnere un'altezza di circa /4. metri, eioè maggiore di quella ritennta comunernente necessari a pei' assicurare l'efficace ventilar.ione di local i non destinati ad usi specia l(. A tale ri~:uardo il mao·o·iore De t,;::> Bened ictis, in un suo pregevol issimo articolo, Sulla venV
DELLE Tl\UPPE
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titazione natiiralc delle caserme, pubblicato nel (}ior nale cli Mtigltàia e genio del corrente anno, ll parte, pagina 47, osserva che « è più sa.no un dorrnitol'io basso, in cui vi sia un perenne e regolalo rinnovamento d'aria, anzichò uno assai alto, ma in cui l'aria rnsti confì nnta n~!le lungh e ore della nolle ». l regolament i prussiani sLab iliseono che l'altezza dei dor- · mil.ori non supe ri i me tri 3;40 e le caserme tipo ingìese non ne hanno più di 3,20. Se poi si aggiungo che tanto le caserme inglesi quanto le prussiane sono provviste cl i ventilazione artific iale, per cui resta cJiminnto il pcricol'o della formazione di strati di aria sLagnante in alto , bisog.nerà bene convenfre che non essendo motivato 'trn aurnenlo d'altezza nei loeali dotali di congegn i di venlilazior1e meno ef. ficaci, altro non resta che au mentare le altre due d imensioni dei medesimi, o, ciò che torna lo stesso, gli intervalli fra i letti onde il soldato disponga della cubatura d'aria che gli è necessaria. In Prussia la superfìcie orizzontale cli cui ogni uomo deve fruire è fissa ta dai r<'golamenti fra metri quadrati 4,20 e 4,bO; in lnghil1erra fra metri quadrali J.,no e 5,80. Jn Austria, nella caserma cl i Cracovia, essa è uguale a 4,5 metri quadrati, ed i distinti mediei superior.i clell'eserdto german ico, Rotti e Lex (Vedi l'opera lltmdbitch der 11Jiliteti'r-Gc.mnclheitspfle,c;e pag. 581 ì sono d'avviso che essa non debha mai essere inferiore ai 5 metri quadrali. Nel corso di questo sc ritto ci occor;;e di chiamare l'attenzione del lettore sull a necessità di rinnovare l'aria nei loca li abilati; come ciò si ottenga quando le finestre sono chiuse, troppo oltre ci condurrebb e l'esporlo; a chi bramasse is Lrn ir::; i in proposito noi raccomand iamo cli leg·gere l'artico lo del maggiore De :Benedictis da noi più sopra citato, il quale prova
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come sia poss ibile il risanamen,to delle caserme colla semplice applicazione della venlilazione naturale, sempre che queste si Lrovino in un ambiente puro. A rende!'e più pronta e nel medesimo tempo più effieace l'azione di .qualsiasi co ngegno cli venLiiazione gioverà g randemente la buona disposizione dei dot·mitorì. CoJlo ca ndoli alle estremi!,\ clell'edifìzio nelle ~aserme ad un so lo fronte , ed alle estremità dei lati in quelle che ne lianno più d'uno, si otle rrù il vantaggio di mettere due o tre dei. loro muri di ambito in dieetto contatto coll'atmosfera esterna, il che permette di aprire le finestre alm en o in due muri maestri. Le fin es tre nelle caserme so no e saranno sempre il più poten te mezzo cli t·inno vuzione de ll'aria, bisogna q ui ndi por mente e vegliare con ogni pc,ssib: le cura che nei clorm itorì esse sian o ben situate e che non facc inno difetto. Fra la superfìcie delle fìn estre e que!la orizzo nl aìe delle eamerR te deve es istere nn certo ruppo1'Lo, che dagli igien isti viene fissato al minim o in ·un ottavo, co n che si so<ldisfu anche alle esigenze di una buona illuminaz ione. l'\è basta aver provvedu to n.ll'ordinarnento di buo ni donnilor7 per guarentire Ja salute del soldato, bisogna al tresl che le caserme sian o dotate di mezz i sufficienti Dlla pulizia del co rpo . Se le evapo raz ioni cutanee, co rne altrove abbiamo detto, nei dormìwrì 1:iescono nocive per le sostanz e organ iche che inevitabilmente emanano dal corpo urnano, quanto più lo sarnnno q uando per difetto cli loca li adotti non ries(~i.rh fac ile ul sold alo di lavarsi non solo il eorpo ma anehe le mani e la facc ia? La necess itù di fornir e le ease rme di appos iti locali pet· le abluzioni giornal iere e per i bugni è stata rilel'ata già in altra occasione ('1) e ( l ) V. Gfonw.le d' artiglieriti e gen'ÌO -- Puntata G", Parto 113, anno 1875.
DELLE 'J'RlJ PPE
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perc iò qui più non insisternmo su codes!o argomento; del resLo essa è cosl evidente da rendere superflua o(l'n i ulteriore dimo strazione . 0 11 ~angiare nei dormitort e pure causa _d'i? fez ione dell'aria essendochè tanto le particelle dt cib o che cad ono su l pavimento e che di soiilo vi ri rnanp:ono inosservate, quan to le sostanze organiche che col vapore si so llevano dalle vivande per rirnnner~ so~pes~ nell'atmos(i>ra, corrompendosi , svilu ppano dei miasm i che inspirati cagionano nrnlesscre. ?'io_u solo perché contraria ai principi d' igiene devesi nten_ere tale usanza come riprovevole, ma ben anche 1wr 11 nessun agio che Ja medesima offre al sol.dato di. cons_um~re con comodo ed in modo decen te Il propno ordi nano . _ . Le caserme ogg id ì. dovrebbe ro essere provviste cli tutto cib che è indispensabile al viver civile cd in certi limiti anche alla soddisfazione del soldato. li pri ncipio del serviz to obbligatorio estes~ indisti~ta~ mente ad ogni class(~ di cittadini lo nch1ecl~, po1chc la mancanza di cert i comodi, che per tc)lurn sono lllsogni , è molto sentita e crea quel!~ ri pugnanza r:e1· Ja vita della ,caserma che tal\'olta st f~sten de alla rntièrn isliLuzione. ln considerazione di ciò noi vorremmo che in ogni easerrnn esistesse un locale pL"ovv isto di tavole e di panche pel' la mensa dei soldati, ed a rendere più facilmente attuabile lale conceuo, proporremmo che a Lale uso venisse designato 11er ogn i corn pagnin m'.o dei locali prescelti per le scuole, di cui parleremo m seguilo. Tale idea non è affatto nuora, ma ·ve,rrn~ per la pri ma volta caldeggiata dallo serittore del! ar!wolo Le ca,sei·me ed i·z servizio obbligatorio ·inserlo I anno seorso nel '105° fascicolo dello Spectateur militcd·1·e, il quale vorrebbe inoltre che nelle guarnigionì ,al ganielJ ino venissero soslit.uitelc stov iglie. Seeondo Il men
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DEUE TUlJPPE
r,'ACCASERMAJIENTO
zio nato scrittore le spese cl i imp ianto surebbero a cal'i co · ~elio .Stato, mentre ~Ila rnan?tenii one si dovrebbe pro v,,ede1 e con appo sm assegni o col le somme da sborsarsi da chi ne cuusasse l'intem pestivo deperimento. 11 reg~la1~1ent_o d'istruzione e di servizio interno per la _fante:1va 1_n ':"1gore nel nos tro eserc ito dal ,10 genna10 18 /;) nch1e?e fra gl i altri locali, oltre quelli strettamente necessari all'allog;giamento della truppn, alcuni per le scuole. A nos lro avvi:io le scuole elementatì. sarebbero da collocarsi al mecles_imo pi,rno delle rispettive com pagnie, supposto che ogni battaglione occup i un fabbricato d~sltn lo, e _che le compagnie sieno dist ri buite una p~r purno, ed 11 locale a ti'\.l uso destinato sa rebbe quello ~ppun'.o per la mensa_J_ei s~ldal.i. Sicco me noi qui rn~end1arno parlare ùe1 fa.bbricnt ì nuovi, così non riuscirà certam ente diffic ile il p rovvederli di conn·ecrn i 0 me~cani ~ì mediante i quali le vivande dal pia no d~lle -cucmc si J)ossuno elevare a quelli superiori . . Le scu~l~per gli aspira_nti _capora li e i se1·gen1i , quelle d1 co n1 ab il1ta e le supe r10 r1 per i sott'uffìcial i si dovrebbero ripa rtire seco nd() le local i concfizioni nelle casermette o ne! padiglioni dei bai taglioni in corrispondenza. del_ corr1c~o10 eia ricavarsi solo nella parle centra~e fra ~ dorm i~orì della Ll'Uppa, quando no n si preferisse nei grand i_ c~n1plessi , come ad ese mpio ne lle caserme pe e un 111L1ero reggimento , collocarli addir1ttuca nel fabbricalo destinalo udi e· ·' "'· o uffici, a!Jo·o·o:-,.;:, 1 c.v h, ove trovere~])el'O pnrc posto le sale di convegno e di lettura per I solt'nfficia li , l' infermeria ed il locale per la scherma. · Bene inteso ogni casermetta dovrebbe aYere oltre ai suddetti locali anche a ltri loca li per i sott'uffìcìali per gli :i.mmoglìati, per qtwnto può occorrere al ser~ v1z10 di scritturazione cli un. ba11.aglione, per la mensa
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dei sou'ufficiali e la pulizia clellQ armi ed oggeLLi di corredo ed altri picco li accessori. Chi imprende a scrivere s ul!' argomento-caserme non può isf'uggi.re alla necessità di pal'lare anche delle cucine e delle· lalrine; . noi però accennernnrn solo ad esse onde i leltori non abbiano ad appuntarci di aver d imenticato pani cotanto essenz iali cli ogni fabbricato desLinalo ad alloggio clelìa truppa, ed osserveremo che tanto le une quanto le altre roglrono essere bene ill uminate, aereate, possibilmente discosLe dai clorrn i.torì dei soldati e tenute colla massima puli zia. Per contro ci intratle rremo un po' su di un'altra questione, tanto più irnpol'lante in quanto che la medesima risguarda l'uffic iale, clic in ultima analisi è la forza degli eserciti. Le molteplici e svariate istruzioni cui tuffieiale di ogni arrna deve attendere, lb costringono 1l passare gran pai'le della giornata d'estate, e molto più d'inverno, nelle caserme, senza chequesle gli offruno opportunità d'impiegare in modo utile e nel medesimo tempo dilettevole i ritagli di tempo 1 e così il servizio, per sè già p·esan te, diventa gravoso. La necessit~l di ùotar~ le caserme di locali in cui gli ufficiali. possano riunirsi a gen iale convegno, è sempre pi Li sentita e d iventa ineluttabile in quelle iso late e poste fuori dell'abitalo. Ci sembra che in proposito~le caserme della Germania ci potrebbero servire d'esempio . Le mense degli ufl1ciali proposte in Prnssia fin dal ·! 81111 e regolarmente istituite nel 48'16, che dapprinl:ipio clisponcYano so lo di una camera per gli ufficiali, di un loca le per la cuc i1!a, di un rip ostiglio viveri e dell'alloggio per la cuoea, coH'andar del tempo si estesero sempre più ed oggidì sono veri c:asini contenenti, oltre ai locali pi:opri della mensa, sale di lettura, da bi · gliardo e. da giuoco elegantemente addohbate ('1 ). Chissà (4) V. Jlli/. Wuchcnblatt N. 72; anno -1 S'i/:i.
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1: ACCASEll)L\lfE:XTO
del resto che l'id ea della mensa degli uHìciali, co tan to avversata da noi q uando il mangi are agli albe rgh i era poco costoso e le pensioni priva te a prezzo tenue, non abbia a farsi strada oggi. che le condizioni sonoben divel'se? Se spazio e tempo Io pcrmeltessero molte cose ancora si potrebbero dire sull'impianto d'una caserma secondo i modern i prin cipì d' igiene e le nuove esigenze di servizio, ma prefe riamo mantenere a questo scritto il carallere d i un semplice articolo, pnr de:;ìderanclo loccare altre questioni che se non supernno in importanza le fin qui svolte, non per questo vogl iono essere passate so llo silenzio, riferen dosi le medes ime a provvedimemi mediante la cui attunzione soltanto sarà dato di conferire alle caserme quel definitivo asseslarnen lo che è nell' in teresse tanto della salule del sold ato quanto della conservazi on e delt'edifìzio. Trattando dei lfo·ersi locali di cui le caserme si compongono abbiamo vislo che la loro distribuzione e vastità va riano a seconda dell'uso cui i medesimi so no destinati, il quale uso detèrtn inn. pure l'ord inamen to interno di ciascuno di essi. Cosi i Jormilorì dovranno essere provristi di camini cli aspirnzione e di ricliiamo, Jc mense cli elevatori di vivande, e via disco rrendo. Ogni cambiamento cli destinazione nei loc al i di una caserma non può quindi non arrecare sconcerti e al- . terarc l' econornia generale clell' edifizio con scapito. delle sue qualiLh igieniche cd anche della slnb ili tù del medesimo, olteedichè è ~empre costoso. Queste osservazioni, la cui giustezza nessuno vorrà mellcre in dubbio, valgono per i fabbricati nuori e possono estendersi anche ngli esistenti nei quali, se so no impossibili i miglioramenti radical i, sono però sempre ' attuabili i parziali, per cui è dato tli raggiungere quel grado di perfezione che è compatibile colle locali cond izioni e coi mezzi Hnanziari di sponibili .
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l)ELLE TR Ul'l'.E
A rendere meno sentiti gli inco nvenienti di una
cattiva dis tribuzione dei loca li , quale generalm en te si riscontra nelle vecchie caserme ed in quei fab bri cati che costrutLi per altro uso vcnne1·0 in seguito destinati all' acquarli erarnen lo della truppa, noi crf,)diamo giove rebbe mol tissimo lo stabilire defi nitivamente la destinazione di ciascuno di essi, insistendo poi sulla scn1p olosa osservçtn za dell·a presa deliberazione . La cura di fissare l'uso <li ciascun locale dovrebbe essere affidala ad una Commissione, composta di un ufficiale clel genio, di un u fGc iale dell'arma cui il fab brica to dove essere destinato e di un utfìcialc medico. Esposte in un motivato rap po rto le ragion i delle proposte fo rmu late, queste si passerebbero allo esame delle competenti autorità per poi essere attuale. L'ufficio rn aggiorilù di ogni co rpo dovrebbe in segu·ito essere provv isto della pianta di ciasc un piano del fab bricato, munito delle rispellhe indicazioni colla capacitc'.t in uom ini di ciaseu n do rmitorio, ed il comand an te di di visi one e cli co rpo resi personalm ente responsabili che i loca li vengano dai singol i repar.ti occupa ti nel modo in~calo dalla pianta. Qualche cosa di simile usasi in Ge l'ma nia cd in Ingh ilterra. Chi non vede che per la i mo do si provvederebbe meglio <li quanto fin qui si foee ai b isogni del servizio e dell'igiene non solo, ma benanehe alla buona conservazione del locnle? OIL L'ed ichè si impedirebbero gli arb itrì, si togli ereb be grnn parte delle cause d'a tLeilo fra gli amm inistrntori delle caserme e le trnppe, e si renderebbe all'u[(iciale del genio più facile l'a<lem. pimento del suo sef' viz io, già ubbas tanza grave, Abbiam o più sopra detto che qua lch e cosa cli consimile a qnanto da noi venne proposto già esiste in Germania. ed in Inilti lterra. Stante l'importanza dell'argomento crediamo utile, o. prova dell'asserto, cli ANixo xx, YoL. 1v.
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DEI.LE 'l'HUP PE
riportare ne lla sua integri tà il § ,i..i, delle norme dì servizio per l'amministrazione degli immob ili in Prussia, il quale dice : « Lo scostarsi dalle indicazioni contenute sulle piante « dei fabbricali non sarà lecito che in casi eccezionali « e dopo averne constatata la necessità tempora.1·ia per « mezzo di apposita Co mm issione, previo il consenso « della rispettiva Intendenza ed outoeizzazione del di« partimento econom ico mi litare . Quando poi delle « modifi cazioni foss ero consigliate da considerazioni « d'igiene, un medico dovrà pure far parte della Com<< missione ». Ed il 'lieclical regulations a png. 79 : « Prima che si ponga mano alla fondazio ne di una « caserma le rispettive piante dovranno essere sotto« poste aìl'approvazione del medico di.rettore generale « per la parte che risguarda l'igienica distribuzione « dei locali ».
1J. L'epo ca in cm m llalia si fonda rono le prime cascrnrn non è ben nota; sta però il fatto che coine in Francia così anche da noi le più antiche si riscontrano nei luoghi f<;>rl.ificati. Se ben ci opponiamo la veneta repubblica precedette gli altri Stati d'Italia nella costrnzi.one d i appositi ed ifizi per l'accasermamento degli uomini d'aeme, non cons tan doci che esista caserma la cui fondazione risalga ad epoca più remota cli quella del bastione N. IV nella piazza di Legnago, costrulla mentre era provveditore della repubb lica Luigi I\Iocenigo l'anno 11515, pei mili ti centurioni. Di questa più i.nteressanti, se non per antichità, ·per
buona distribuzione dei locali sono le undici casermette tutt'ora es istenti nella loro prima forma a Pal manova, costrulte pure per cura ed a spese della repubblica sud della negli anni 1600 al 1630 e che dalla loro fondazione fino ad oggi, per quanto ci consta , sempre serl'irono og!i us i della truppa. Deue casermetle presentano tutte ugual !ipo, costilniLo da un fronte lungo circa 9i5 metri con annesse piccole ali. ll fronte ha un piano terreno ed uno superiore le ali sono di un piano più alto . Sul lato interno co;re un corridoio_ ~he dà accesso alle camere djsposte attiguamente ~cl 1n senso trasversale al fabl.H' ica to. Nell'ins~eme queste casermette si potrebbero dire il prolotipo di quelle moderne pruss iane, colle quali hanno un allro punto cli contallo nella capacità dei dormitori d_ella trnppa, che varia fra i 7 e gli H uomin i. Ci starno diffusi d i proposito su questo esempio di casermelle perchè a nos tro avviso esso me rita di essere con?sciuto, vuoi per l'interesse storico che presenta, vuoi perchè esso fa fede del come architetti itoliani ~à ~ir~a,du~ .s~coli e ~nezzo fa ce 1·cassero di applicare 1 prmc1~1 } 1g1ene al! acquartieramento del le truppe, e ~erche dtmos! ro. che ·solo il malo esempio venutoci dai dominatori stranieri potè farc i deviare dal retto sentiero. L_a Toscana non ha caserm e d' irnportanzn d'epoc,t anti ca, ma solo alcuni piceoli fabb ricati eretti sul principio del secolo xvrn allo :,copo ·d'allo()'o·iare le ~ruppe, fra i quali fabbricali ci limiterem o a.~~rninare ~! padiglione del picchc llo a Livo rno fondato nel 1707· il padiglione e caserma de i mulini , cd il padiglion~ e caserma delle Galea1.ze a Portorerraio, eretti il primo nel 47.13 ed il secondo nel •160!). In Piemonte si trova.no alcuni fabbricati che risa!~ gono ai tempi dì Vaubo.n, ed a Torino le caserme di 1
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J.'ACCASERll.UrE:'iTO
S. Daniele e di S. Celso, innalzo. le en trambe nel '1"102 sui disegni del Juvara , per commiss ione del duca Vittorio Amedeo Il di Savoia all'epoca dell'ingrand imento de lla cittù oltre l'anti ca pol'la Turri anicn. Ambedue le caserme sono divise in più bracci di fabbri ca racch iudenti co1'LÌ più o meno vustc. La distribuzione dei locali in esse non è se condo le moderne esigenze d'igiene e p erci ò noi le riteniamo più d'interesse storico che altro. Nell'antico regno delle Du e Sicilie esis Lono vas te caserme la cui fondazione rim on la all'epoca della dominazione spagnuola. Esse sono llllle costrulL9 su l ti po dei grandi fo.bbricali chiusi per ogni verso con anipia corte ul centro, secondo il sistema d'accasermam ento già in uso presso l'esercito spagn uolo nella sua patri a. Coteste caserme presentan o l'impron ta di id ee già bene sviluppate, e siccome di simili se ne trovavano pu1 e nclleF ianclre all'epoca della loro on ness ionealla Francia (I G39 e ! G18) so tto Luigi X.lr, così è g iu slo il supporre che il pl'ovrndimento di ar.c1Lrn r1 iernre le trupp e · allorcliè sono di gual'nigione in cillù, al fine di esimere la popolazio!lC dal grave peso di alloggiare le truppe nelle proptie case, prima che ùn lla Franci a -venisse adolialo dalla Spagua (1), le cui isli lu z.ioni militari come è noto raggiirnscro il loro mass imo gviluppo ai lemp i di Co rio V e cli Filipp0 II. So tto il rrgno di Carlo II di Spagna, D. Pie1ro Antonio <l'Arngona nel ,t G67 foce ridurre l'anli eo castello che Sù l'gevu sul monte Echia a ?fopoli ad uso di grnnil c cuserma e le diede la forma çhe vedesi tulLora . ~oi la conosciamo sotto il nome di gran q uar1ierc dì Pizzofo lcone; essa 1
(i ) In Francia il regolare acquartieramento delle truppe per conto dello Stnto ha principio circa dal 1690, in Austria esso risale a tempi anteriori al ·1750 cd in Prussia all'anno ,1s~o.
DEI.LE TfiUPl'E 189 serve cli alloggio per un regrrim e11to di fan ter ia e r i0 tiensi delle più antiche . Nella prima pat'lè di questo laVOl'O abbiamo o·ià dato una som maria des_cri7:ione delle caserme d i tipo spa qumdt una ripeli1.ionc oa-n i cosa che gnolo, sarebbe ' . . . 5 gu1 s1 aggm ngesse in torno alle medesime . Per la stessa ragione o~ettiamo di intrullenerei a lLrngo sulla ca-/ senna d1 i\ocer;i , erettu souo il regno di Carlo IH di Borbone l'anno 17i7, che si distingue dalla tes tè accennat~. solo p er la sua vastitù. Maggiore interesse ha per no i il cosi de llo quartier grande a Capua, costrutto puee nel_ '~777 e come la casel'ma di No cera per cura del mun:c1p10 delle rispellive cillà, cui spettava l'alloggiare le tru ppe. , ~·architetto capuano incaricalo elci progellu modificò 11 upo spagn olo nel senso che l'avvicinò i muri di gron da dei falJJ.1rica Li collocali su due lati opposti del r~Uangolo foggiandoli quasi a corridoi o, dai quali s i d1pal'tono verso il recin to centrale tre bracci d i fabbriche dispo sti perpend icolarmente a quest i e fra di loro, come dagli altri due fronli, divisi da pi ccole corti. . In ques te appendici i clorrn ilot'Ì occu Ina no tutto lo , • spazio rnterno cd l1an110 ri scon tra di finestre. Tale inn.o\:az ione a noi pare con tenga in embrione il p ri n~ 1p 10 delle caserm ette, cui cl iedcsi poi maggiore e pi ù 1 azionale s nluppo nelk1 seconda metà del noslro secolo. Dando alle appendici spol'genza all'infu ori anzicliè verso l'int erno dell'edifizio, l'arc!iitcllo a\'Tebbe mea-Jio 0 soddislauo all'igiene . Fra le casel'l11e cos lrutte in I.empi a noi pi ù vicini ~.ono . ~legne di menzione quelle della nlacldalcna e dei h1·arnl1 a Napoli, le d~e che fanno ala alla reggia di Caserta , le caserme d1 S. Fruncesco a Milan o, Villarer a ~ncona , della Cemaia a Torino, Yitlorio Emanurl~ a 'ogli era , Pel'rone a Novara, S. Benigno a Genova,
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L' ACCASERM,DIE:-iTO
S. Pi etro, Campone e cli Ca mpo rior a Veruna, infine le casermette di Pisa, ùi .Piacenza e di Fol igno . Le qua tlro prime appartengono alla prima metà del secolo xix, le altre alla seconda . 1 Grani ti edificati nel 1'772 come magazzino grani vennero ceduti nel 118!~0 all'amministrazi one militare che li destinava poco tempo dopo definitirnmente ad alloggi per la trnppa . È ciuesta, rispetlo a capienza, la più vas ta caset'ma che abbia il nos lro paese potendo essa. co ntenere più di 7300 uomini e 1600 cavalli sul pied e di accasermamento. I Grani li hanno un sol corpo di fabb rica rettilineo, distinto nella sua lunghezza in quattt·o qunrti eri dai cinque avan corpi cos tmlli posteriorm ente a rinforzo dell'edifizio. :No n essendo stati fondati per l'uso cui ora servono, è facile il comprendere come i med esi mi non rispondano n tulli i bisogn i del servizio e dell'igiene, e sieno rimarcabili più per la loro mole che per bont.\ di dislribnzionc dei locali . Le due caserme che fia ncheggiano il hel piazzale dell a regg ia cli Caserta. hanno tracc iato mistilineo e quasi direm mo che l'arch itetto nel disporne la parte curYilinea, costrulla nel •1834 mentre quella rettilinea più prossima alla reggia eù a ques!a perpendicolare venne fondata nel 11774, volesse riprodmre su piLl piccol a scala cosa che arieggiasse la piazza cli S. Pietro a Roma. Ultimate che furono, Ferdinando II di Borbone le destin i.) a truppe di cava lleria e di artiglieria, e le forn \ cli ogni co modo. 1n seguito le <foe caserme vennero arricchite d'al lri secondari fabbricali, dimodochè oggidì si possono ùire delle migliori che esistano nel regno, malgrado gli in conve nienti che presen tano. li tracciato curvil ineo delle parli costrnlle nel "83,i, se contribuisce a rendere più bello il piazzale, poco si presta au una buona distribuzione dei locali interni
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DELLE 'l'RUl'PE
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in trenere e mollo meno nelle caserme; l'aver disposte le ;cudcrie su due piani poi è contra l'io ad og~i buona regola dell'arte, ollredichè è poco igienico. Eppure queste due caserme si preferi scono a molte altre, perchè? Perché esse non sono strette frn i fabbr icati, ma situate all'aperto , per·chè l'aria da ogni parte le circo~cla. e faci lita la ventilazione dei locali, perchè provv1sle di spaziosi cortili ecc. La loro salubrità poi fornisc~ la miglior prova clell' u til ità di disporre le ?nest~·e cli riscontro checchè ne dicano in contrario gli avversan. ' Omettendo di intrattenerci sulla caseema. cli San Francesco a )lilano, costrutto. nel '18'10; su quelle erette dao-li Austri aci nelle piazze del Quadrilatero dal 18.i.9 in °poi; come su quella Perrone fondata a l'\ovara nel 185:2; Vittorio Emanuele a Voghera comi nc iata nel 185B e finita nel !860; Villarey ad Ancona 18M al ,t868 per non dire di altre di tipo spagnolo ma a grand i corti, ci soffermeremo al<Juant.o sulle caserme di S. Benigno a Genova e della. Cernaia a Torino , che appartengono ad altra scuola. Le prime vennero el'elle negli anni dal 1852 al 18119 sul versante meridionale dell'altura che sta a nord est del faro in numero di due, l'una dielro l' allra, su ugual disegno ed hann o u na capacità comple.:;siva di 3000 uo mini circa sul piede di acca serma-_ mento. Esse consllrno di un corpo di fabbrica rettilineo cui sono annesse due piccole ali con sporgen za ve rso il cortile . I dormitorì vennero ri partiti sul fronte principale in modo che risultano trasversali alla lunghezza del medesimo, indipendenti l'uno dall'al tro e co n accesso dal corridoio che si sviluppa lunghesso il lato in tern o; la loro capienza è di ~t letti . Le ali contengono I~ cavall erizza, le prigioni, gli uffi ci ed allri accesson . lracendo il confronto fra le caserme di S. Benigno e le 1
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DELLE TRUPPE
L' ACCASEnMAM ENTO
già descrilte cli Palmanova, si scorge chiaramente che fra di loro esisle una certa relazione di somiglianza. Su qùesto sistema è pure costruLla la caserma Cernaia a Torino dm fronteggia la via .omonima. Nella prima parte di. quesLo scritto, accennando agli inconvenienti che presenla i[ fabbr icare nelle cillà, non abbiamo forse abbastanza fatto risaìlare uno dei principali, di dover cioè subordinare alla dispos izione delle slrade quella dell'ed ifizio, inconveniente che si riproduce nel presente caso. Bssendos i dovuto impi[!ntare la caserma sul retLilineo della via della Cernaia, il cui asse coincide col parnllelo del sito, là facciata principale della caserma è rivo lta verso no rd, quindi affatto sottratta alla azione del sole , menlre l'opposta nella slagione calda vi è troppo esposta, il che fa sl che malgrado i saggi temperamenti adoltati onde rimediare a. qu·esto difelto d'orjgine, essa non risponda in tutlo ai requisiti di una perfetta casermv.. Nel resto la caserma della Cernaia è dotata di molti pregi . Tenuto conto delle condizioni locali, fu saggio provvedimenLo il disporre il corridoio che mette ai dormiLor1 dei soldati lungo il lato esterno anzichè sull'inlerrio, per cui i dormiLort hanno le finestre esposte verso mezzodì. I fabbricati d'ala sporgono oltre il Iato nord ·del corpo centrale ed in essi trovansi gli uffici e gli altri accessori comunicanti con un corridoio centrale che li attraversa su tutta l' estensione, sviluppandosi da uno all'altro muro perimetrale. · La capacità complessiva della caserma di cui trattasì è di HSOO uomini circa; ciascuna camerata ha il posto per 20 letti. La facciata di caratLere severo non d isgiunto da eleganza può dirsi delle rnigliori riuscile in siffatto stile. · Nessuna delle caserme fin qui enumerate rasenta a nosLra avviso però così da vicino la soluzione del
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grande problema di soddisfare ad un tempo alle triplici esigenze dell'igiene, del serviz io, e di una bene intesa economia quanto quelle costr utte a Fo ligno, Pisa e Piacenza negli ultimi tre luslri. Le medesime sono Lu tte destinate ad alloggiamenti di batterie d' artiglieria per le quali ben poco era il partito a ritrarsi dai conventi soppressi con legge del 22 dicembre 486 1, e sono costrulle sul sistema di accaserrnarnenlo fraz ionalo per ballerie. La distribuzione dei locali nelle singole casermeLLe è quella contenuta nel primo dei tre tipi per tale uso escogitati dal colonnello Casteliazzi del genio, pubblicati nel Giornale del penio m:ilitare l'anno 1863. Per chi ancora non le conoscesse facciamo seguire la descrizione di queste casermette tipo ('1) . Le medesime hanno un piano terreno ed uno s uperiore; nd primo stanno: tre scuderie trusversali capaci ciascuna di 20 cavalli d isposti groppa a g roppa, una camera per il magazzino dei fo raggi, una selleria, una la.trina ed una ampi.a scala · di accesso al primo piano, preceduta da u n portico. Nel piano superiore sono cin que camerate capaci ciasc una cli 20 letti (intervallo dei letti .rn cent.), una camera pel furi ere e loggia.· in corrispondenza del portico . Gli accessori sono collocati in a.pposìli fabbricati. Ch i volesse g iudicarle alla stregùa delle casermelte. inglesi certamente Lrnve rebbe che quelle adottate da noi non presentano i loro comodi, ma la critica sana e discreta nel giudicare siffatte opere deve Lener conto delle condizioni che si impongono all' architetlo, e che lo costringono il più delle vo lte a modificare in pratica i principì del vero e del buono onde rendere possibile l'attunzione di un progello. l\el caso nostro quindi 1
(1) V, Giornale del gen'io miz.itare, anno 4863.
1,' ACCASEl\)IAMENTO
DELLE rnUPPE
gioverà aver ben presente che nella compilazione di questi tipi si ebbe specialmente di mi ra l'econom ia di denaro e di tempo spinta sino ai limiti del possib ile , avuto ri~uardo naturalmente alle esigenze d'igiene e della stabilità. Già in altra occas ione ('I J abbiamo cercato di rilevare gli inconvenienti inerenti al sistema di riunire gli alloggi degli uomini e le scuderie nello stesso fabbricato, che indussero i principali eserciti ad abbandonarlo ; troviamo però che le considerazioni da. noi più sopra esposte ne giustificano nel caso presente l'aUuuzione; del resto giova. nota re che nel 1863 gli uomini più competenti in rnaler·ia non lo avevano ancora condannato. Senza diffonderci di vantao·{J'io su 00 codesta quistione , ci lim iteremo ad osservare come tale sistema renda impossibile la ventilazione delle sc uderi"e secondo i metodi moderni e riesca poco vantaggioso alla salute del soldato, oltredichè crea delle serie dinlcohé\ nella distribuzione dei locali per la truppa, specialmente allorquando per rngioni di economia non si può l;:irgheggiare collo spazio. Ciò premesso osserveremo che la caserma di Pisa si coinpono cli 8 sirni!i casermette disposte simmetricamen te a destra e sin istra del fabbricato principale, le due prime alqwrnto indielro del medesimo , eon interva lli fra di loro di cieca ,12 metri, ma riunite sulle estremità intern e da un portico ehe nelta conLiuua.zione s'incontra con quello del· fabbricato principale. Al primo piano una galleria sovrastante al portico stabilisce la comunicazione fra le casermeLte ed il fab bricato principale, che corltiene al pian terreno le cucine, i laboratori dei capi operai, i magauini, la cantina, la mensa dei sott'ufficiali, ed al prirno piano: gli
uffici, gli alloggL per i sott~ufTiciali d'amministrazione, i locali per le scuole, l'infermeria, ecc. Oltre a questi Ja caserma cli Pisa ha alcuni altri corpi di fabbrica, che contengono altre scuderie, clormitorì ed acces:sori, due cavallerizze, ecc. La pa rie nuova venne costrul!a negli anni 1863 al ,1865, la parte vecchia ba edifizi la cui fondazi.one si fa risal ire fino al 1200. La caserma di l7ol igno non è ultimata, essa viene edificata. ad un dipresso come quella di Pisa. La caserma di Piacenza è fatta per tre batterie e consta di tre casermette disposte lungo uno dei Inti principali ciel rettangolo formato dal muro di cinta; cli un fabbricato per gli uffici e gli altri lo cali accessori, collocato sul lato opposlo , ove pure sì trovano due tettoie per il materiale, infine cli una cavallerizza pos ta fuori del reltangolo sull'allineamento delle tettoie. Codesta caserma incominciata nel ,J864 venne ultimata nel ,J866. .Fin qui si è parlato solo degli edifizi militari destinati ad alloggi della trnppa nelle guarnigion i, che· come tali vennero cos trutti in Italia dal ·1811> fino all'epoea nostra, senza fare alcun cenno di quelli altri che eretti per tutL'altro uso vennern poi cetlmi in cil'costanze diverse all'ammin istrazione della guerra onde se ne servisse pei bisogni dell' esercito e che cos ti tuiscono la maggior parte (;!elle nostre caserme, cioè delle case già appartenenti agli ordini religiosi, soppresse sul finire dello scorso secolo e sul principiare della prima e seconda meià del secolo nostro. ,Codesti edifhi hanno generalmente una o più corti, cinte da fabbricati, e.on c!avunti ponici e gallerie che li mettono in comunicazione fra di loro e dai quali si accede ai singoli locali interni. La. lor·o rassomiglianza colle caserme cli tipo spagnolo è evidente,
(~) Gio1·nalc d'art-iglieria e genio -
Parte W, puntata VI", ,13715.
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L' ACCASElWAi\IENTO DELLE TRUPP E
nè può essere diversamente.essendoché havvi ogni ragione a supporre che in origine queste ultime sieno state modellate sull'esempio degli antichi conventi del1' iberica penisola. Non è certo nostra intenzione di passare anche som~ rnariamenle in rass0gna le numerosissime caserme cli siffallo genere di cu i ogni provincia d'Italia è ri.cca, sia perchè ciò darebbe luogo a noi ose ripetizioni, sia ·perchè dalla conoscenza dei loro particolari nessun utile ne deriverebbe al le tlore. Solo direm o che nella più parte dei casi i due difolli da noi specialmente notali in alcune delle vecchie caserme costrutLe sul sistema spagnolo, ci oè le lim itate dimensioni delle corti e la soverchia altezza dei fabbricati, qui non si riscontrano . I frati, un tempo eultori di scienze, conoscevano i principì d'igiene e li sapevano applicare, e perciò le loro case eressero in pos izioni salulJri , su. vasta superficie e giammai al di là cli due, tutt' al più di tre piani alle, compresovi il terreno. Ques ti ed ifizi non vanno aclunque affallo spro\'\'isti, come taluni credono, di tutte le qualiL~ che si richiedono in una buona caserma, anzi sono dotati delle più essenziali e perciò non da clisprezzaesi. Non potendo per ora far dì meglio , ogni nostra cura sia r ivolla al perfezionamento di tali edifizi; <lacch è essi vi si prestano . Due sono a nostro avviso i provvedimenti più effieac i e nel medesimo tempo meno coslosi per raggiungere lo scopo: 1° La ventilazion e dei locali abitali; '.2° La definitiva ed invariabile distribuzione dei lo.cali secondo i principt d'igiene. 1
G1US E PI1 E
DONESANA
\ IL
NUOVO REGOLAl\lIENTO FRANCESE. SULLE
MANOVRE DELLA FANTERIA (IJ
llI. Scuola di compagnia.
Come venne dichiarato nel rapporto della Commission e incaricata dell a compi lnzi0ne di questo regolamento, la scuola di compagnia è In parte di maggiore importanza del regolamento rned~simo, a~'~nd~ essa per oggetto il dare alla compagrna - 1!mtci dt combattimento - i mezzi cli manovrare e d1 combattere, sia separata mente, sin nel battaglione - unità. tattica. La scuolà cli cornpagnia consta di due parti, ciascuna suddiv isa in due capi. - I cap i della parte I comprendono: il primo, tu tri gli atli e tutte le mosse dell'istruzione della sezione (corrispondente ?l noslro plotone} a righe chiuse; il seco~clo, gli aui, e i mov imenti d~lla compagnia a righe cluuse; nel fatto adu'.1qu~ esiste la scuotei di scàone, la quule, come prescrive il regolamento, deve sempre precedere quella di comp_agn ia. I capi della parte I[ contengono: il primo, la torma-
Capitano del genio. {1 ) Vcggasi la Rivist<.i di settembre e ottobre ~ 8'75.
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IL NUOVO REGOLAJIENTO FRANCESE
zion? nor~11ale della eompugnia in ordin~ sparso, i. rno:'1t11enu._che I~UÒ eseg uire in quest'ordine, e la cooperaz10ne dei van scaglioni in vista del combattimento· il secondo, le eser~itazioni di combattimento per appli~ care tale cooperazione a casi particolari. . Come abbiam folto per la scuola del soldn.Lo ci Jimi~ere~1rn, per. amor di brevirà, a notare i pu~ti più sal1 entt delle differenze tra la nostra e la scuola francese di compagnia, capitolo per capitolo. Neìle prescrizioni generali il regolamento francese raccomandn.: ai capi di sezione ed ai serrafile di attendere bensì a correggere gli errori commessi e di fai: . che ogn i ~osa proceda bene, ma senza st1·ejJito; all 1struttore di essere quanto più può chiaro e conciso nelle sue sp iegazioni, ma dando l'esempio della calma e d~l sangue freddo, pri ncipale mezzo per mantenere l'ord11:1e nella truppa; al capitano ed a tulli i graduati di non esigere che quanto è necessario di ottenere. ma esigerlo assolutamente: precetti questi savissin~i . l>AR'i:E I. - Jllanovra in 01·dine chiuso . - CAP.O ,1° Nel corso dell_eforma~ioni e delle rnanovre della pa rte I, qualunque sw l'ordnrn in cui si trovi la comp;wnia fronte 111 . avanti. o fronte indietro, il regolam ento frano ' cese prescrive che le sud.divisioni siano numerate a seeonda della loro posizione del momento nella linea o nella ~olonna, _cioè come sucecdc da noi per le cornpa?n1e nel le evoluzioni di bauaglione, e per Ì hattagl10111 _nelle eroluzìoni di brigata; men !re invece in quelle clt compagnia i p!oroni e le mezze comparrnie hanno ùa ·noì_ ~umeri ~nvariabili; e per vero a noi 1~are che sare}Jhe pru semplweadottare anche nelle evoluzioni di compagnia la numerazione relariva delle suddivisioni, per avere un solo metodo .
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SULLE nIANOVllE Dftl,LA FANTERIA
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CAPO 1° Art. 1° - Voltare indietro la sezione. Aprire e serrare le righe. - Allineamen ti a righe chiuse. - Ro mpere le righe e riunire la sezione. Art . .2° - Maneggio dell'armi. - Carica a volontà. - I:'uoco di sezione; fuoeo celere - fuoco di sezione da dritti, da ginocchioni. - Per esegu ire i ftwchi su quattro righe si mettono due suddivisioni l'una dìelro all'altra a dislanza di riga; la prima spara da ginocchioni , la seconda da driui;' questi fuochi però non devono usarsi cbe in circostanze particolari, per esempio nella difesa di una barl'icala, d'un tf'inceramento, o di una stretta. Art. 3° - Marcia di fronte dell a sezione. - Marcia obliqua - fermare la sezione. - Marcia in ritirata; nella marc ia in riLirata come in qùella di fronte è ammesso il dietro {ront-marche, '. ed anche il dietro front-alt. - Cambiare di direzione (conversioni). A1·t. 4° - l\iarcia di fianc'o (col comando pel fianco àestro (sinistro)-nESTn (SINJSTf\), avanti-MAI\CHE). - Cambiare cli direzione pt?r fila - formare la sezione -chiamarla in linea. - l\'Iarcianclo di fianco meuei·Ja di fronte e reciproeamente . CAPO 2° - Art . 1° - Ripetizione per la compagnia dei movimenti prescritti al capo precedente per la sezione. - L'ordine normale in linea della compagnia è il seguente : le 4 sezioni di fronte sulla stessa linea, l'una accanlo all'altra su due righe; il capitano a destra della compagnia in ,t • riga; tutti i capi sezione a 4 passi dietro il centro della loro sezione; in ogni sezione il sergente più anziano a destra in 1a riga, gli allri sottufficiali in serrafite a 4 passi. dietro la sinistra della loro sezione; i caporal i a destra delia loro squadra in 1a riga. À1't . .2° - Colonna di compagnia: per colonna di compagnia s'intende esclusivamente la compugnia in colonna serrata per plotoni. - Per_guadagnar tempo 1
SULLE MANOVRE DELLA FANTERIA
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200 JL NO OVO HEGOLA AIE~TO F f\ ANCESE è stabilito che la co lonna di compagnia si fo rmi sempre per ripiegamento inùietro della sezione che si trova seconda nell'ordine in Jinea. Da noi invece il ri piegame nto ha sempre luogo die tro al plo tone cli destrn o di sinistra. Col nostro metodo c'è il vantaggio di mantenere nell'o rdine di colonna la successione norma le dei ploton i: co l metodo francese il ripiegamen to si efrellua in minor tempo; l'economia di tempo è eguale al tempo necessario per percorrere poco meno dello spazio or,cupato da lla fronte cli u na sez ione: è piecola cosa , ma è pur sempre qualche cosa, tanto più in una mossa di fianco. - Colonna di plotoni, corrispondente alla nostra colonna s-errnta per mezze compagnie ; il r ipiegamento ha luogo sempre dietro le due sezioni centrali, cosicchè le due mezze r.ompagnie riescono accostate, ciascuna in co lonna serrata per plotoni , il 11° plotone dietro il 2°, il 4° di etro il 3°; anche qui il metodo fran cese ha sopra il nostro il vantaggio dell'economia di tempo. - Passare dulia co lonna di plotoni (mezze compogn ie) a quella di compagn ia (o di plo ton i) e viceversa : nel primo caso le due sezioni della mezza compagnia <li sinistra vengono a mettersi in t.:olonna dietro le due sez ioni della mezza compagnia di desLrn; nel secomlo caso ha luogo il movimento inverso, cioè la 3a sezione si porla sulla linea della '.2\ la 4,• su lla lin ea della 1!•. Spiegamento: la colo nrw cli com pagnia si sp iega sempre a destm e a sinistra dell a sezione in lesta di colonna, una sezione a destra e le due nltre a sinistra; la colonna d.i plo toni (rner.ze compagnie) si spiega sulla testa, una sezione a destra e l'altra a"sinislra. - Quesli ripiegamenti e spiegamenti si eseguiscono lanto di piè fermo come marciando; e c.;osì fronte indietro, ovvero fronte a destra od a si nistra, fo.ceutl o prima diet ro fronl, oppure cambiando di direzione a destra o a sinistra.
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A nostra opinione, il metodo francc~e è prefo.r~bil~ al nostro non solamente per ,la maggiore celenta di esecuzione del ripieo-amento e dello spiegamenLO, ma eziandio per la maggiore n1~iclità e sernplicit~l cli m~noHa nel passare dalla co lonna di mezze compa~me e quella di plotoni e viceYersa; e, poi.chè si ~la .nvedendo il regolamento d' esercizi e ù1 evoluz1om per la fanteria diciamo francam ente che vedremrno con ' . soddisfazion e adottare il modo di pirgamento e spiegamento del regolamento francese e definir per colonna di compagni'a la compagnia in colonna serrata . per plotoni, ·comecchè nel fallo sia questa la rormai1one cni nel linO'uno-o-io tattico si dà quel nome. . O 00 . A1·t. 3." - Marciare in colonna di compagn ia avanti e in ritirata. - Arrestare la colonna: la colonna essendo in marcia di fianco il <:apitano la ferma e mette di fron te c;ol comando Fianco sinistro (destro )-ALT . Cambiare <li direzione a. fern10 ed in maecia. - Prendere 1~ distanze e riformar la colonna di compagnia; e qui noteremo che il rcgolumenlo france~e non ammelle la colonna di compugnio a mezza distanza, per la buona ragione che non ammette il quadrato di com~ pagnia, come vedremo in oppresso. - Raccolta: l,~ compao·uia che abbia rotto le righe senza formare 1 o . . fasci, e qualunque fosse la sua formazione auter10re, si riunisce sempre nella formazione di colonna di com(colonna serrata per plotoni). p ao·nia o . Art. 4. 0 Colonna a distanza intera (da usarsi per marciare, anzic!Jè per manovrare); sezioni a destra o a sinislra.-Marciarc e cambiare di ùireziçme essendo in colonna a distanza intera. - Formazione in linea della colonna a distanza intera. - Colonna di strada, colonna a distanza intera in marcia al passo di strada, cioè senza obbligo di marciare in cadenza perfetta e silenzio; i soldati portano l'.arme a volontà e le due ANNO XX, VOL . IV,
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IL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE
righe si distaccano di 70 cent. affinchè la seconda possa camm inare più comodamente. - Piegare in riparti minori e spiegare in riparti maggiori: per rompere in riparti minori, come da noi usavasi un tempo, il mezzo riparto di sinistra segna il passo ed appena sma~cherat.o dal procedere dell'altro, entra in colonna con un movi~e~to obbliqLio a deslra : per riformare i riparti maggiori, per esempio, per formare le sezioni: la mezza sezione di testa d'ogn_i sezione obbiiqua a destra, pe r smascherare l'altra mezza sezione, e poi l'atlende, segnando il pDsso, per proseguir la marcia in linea con essa. Ci sarà una grave rngione, che noi ignoriamo, ma il fatto è che l'antico nostro modo di rompere e di riformare le sezioni marciando riusciva pitì spedito e sop1'atiitto più ordinato che non l'attuale, par'licolarrnente per rompere; il movirni>nl.o di fìan·co Dlla corsa nel rompete pe1' plotoni rende inevitabile un certo quale scompiglio, sconveniente sempre nella manovra a rio·he o . c h mse. F01'niazioni contro la cavalleria: « Tutte le forma« zioni, dice il regolamento francese, sono b uone contro « la cavalleria, se i soldati sanno far uso della lorn « arme con calma ed attendere il nemico a g iuslo tiro». Ed il regolamento consiglia di evilare in tali casi le manovre che potrebbero cagi ona re perdita di tempo o conturbarn la truppa. Quando una eolonna di compagnia (s'inlende sempre colonna serrala per sezioni) fosse sorpresa da una carica di cavallèria, si: forma la colonna contro la cavalleria, corrispondente alla massa di difesa di compagni.a_del nostro regolamento del 1852, che nell'attuale p iù non è ammessa. Oggigiorno le formazioni di siffatta specie non hanno più grande importanza; e per questa considerazione e per quella brevità qui inìposlaci dalla natura stessa di quPsto scritlo ci asteniamo dal discutere se sia meo-!iÒ I:)
SULLE ~iANOYRE DELLA FANTÉIUA
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la massa in difesa o il quadrato di compagnia; ci sia però lecito di dire che crediamo si possa sostenere con molle buone ragioni la massa in difesa, e che a nostro avviso, se si voleva il quadrato di compagnia, sarebbe stato savio cons iglio conservare la massa in difesa comecchè di più frequente applicazione sul campo .cJi battaglia. PARTE U. - JJfanovra in orcline sparso. - Le istru.zioni di quesla lI parte « devono sempre essere date e constatate su t~reni svaria ti; si potrà però utilizzare eventtwlniMte l'ordinario terrei10 d'esercì zi, allorchè le sue dimensioni permetteranno di cvitcu·e le inverosùniglian:;~e ». A noi pare invece assai più conveniente il sistema da noi seguìlo Dnche per l'istruzione in ordine sparso, che cioè ogn i, atlo o mossa sia per le prime volle eseguito in piazza d'armi, affinché riesca perfoLlamente regolare e la truppa stessa possa discernere e in!endere bene il coord inamento delle varie formazioni, del le varie mosse, cosa questa assai importante per la riuscita della istruzione. Tutti i moviment i devono essere eseguiti ·dietro comandi a voce o ord ini trasmessi da ordinanze, con()retati in pai:ole chiare e precise; e vuol dire che non sono ammessi i segnali di tromba, nè di fischieuo. Il capitano dà. gli ordini generali; i capi di sezione fanno prendere, coi loro comandi, le formazioni regolamentari che loro paiono più co nvenienti ed eseguire le mosse per assicurare l'attuazione di tali ordini. In qualunque tempo dell'anno, ma particolarmente prima di cominciare gli esercizi della 1I parte, il capitano deve .accertarsi che i' suoi ufficiali, sollufficiali e caporal i posseggauo le cognizioni necessarie per dirigere la loro truppa nell'ordine sparso, ed insiste sull'impor-
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11 NUOVO REGOLAMEN'.l'O FRANCESE
tanza da attribuirsi da tùlli alla conoscenza ed al buo n impiego del terreno. « Tos to che la truppa esce da lla piazza d'armi, bi~ sogna trarre partilo di tutte le circostanze favorevol i per ab it~1arla a condursi come se fosse in prossimità dtll nerrnco. Per cont1'0, gli esercizi in ordine sparso· devono sempre essere seg'uiti da alcuni movùnenti in · o~·l~ine chùiso, nei quali devesi esigc1·e la massima preciS1one. ».. Su questa prescrizione il reo'olamento frano cese rns,ste qui come già nella scuola del soldato e ' con molta ragione. CAPO I . Formazioni e mosse normali. - Fin dai primi esercizi bisogna suppo rre per oo·ni movimento la direzione generale in cui trovasi l'i~imico, così o'li esercizi medesimi riescono più interessanti e motiv;e le mosse . Poi, quando i graduati e i soldati han no scorso tntte le pa rti dell'istruzione e si sono fam io·liarizzati colla cooperaz ione degli scaglion i della c~mpagnia, si rappresenta l'inimico e si dirige la manovra a . seconda di un'idea generale di cui seo·uesi lo svolo g1me~Lo.natura_Ie_, median~e sup!)usLi svariati., ma sem pi'e veros1m1 l1 e di progress iva d1ffìcol-tà. Il capitano dà l' idea general_e, base della _manovra, aggiungendovi le norme che sllma strettamente necessarie, ed indicando la prima formazione che la compagnia deve prendere. I successivi mov imenti sono eseguiti conforme ao·li ordini ehe egli manda ai vari riparli. Gli ufficiali ~d i sottufficiali si valgono delle pose che succ edono tratto tratto per aceennare ai soldati lo scopo dei vnri movimen.t.Ì. Art. 1. 0 - Formazione cl i com bauimento della corn·?agn ia: - La formaz ione normnle della compagn.ia m ord1~e spa rso fu già da noi indicata, nella prirr!a parte eh questo resoconto, laddove pa rl ammo della Jl.ela:zione de che compilò il reo-olamento: . lll-l Commissione . o una sezione m catena, una sezione in rinforzo, . e te 0
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.due altre sezioni (m ezza compagnia) in sostegno. Distendimento di una sezione in catena. Quando una sezione deve distendersi il suo comandante indica ad uno dei capi squadra la direzion e da seguirsi o il sito da occuparsi, poi co manda: Su tale squad1'a, sten..detevi (Sit1' telle esco-uade, déploye:z). La squadra di base ·,eseguisce l'ordine avuto; le altre con un movimento obbliquo o di fianco prendono l'intervallo necessario a distendersi. Ciascuna squadra resta gruppat.a e distacca due esploratori (nell'istruzi one, basta uno). Per far poi distend ere la squadra, il capo squadra si vale dei comand i indicati nella scuola del so ldato. Se l'intera sezione dovesse subilo essere _dis tesa a fila per fila, il capo sezione comandn: Su tale sqiladra in ccwciato1·i (tirailleurs ), e ciascuna squadra si distende nel giungere a destra o a sinistra di quella che la precede. Spiegamento in ord ine sparso della co mpagnia.. 11 capitano dà ai capi sezione le istruzioni generali sullo scopo da raggiungersi; vi aggiunge le spiegazioni necessarie per inl'orrnurli della situazione e del còrnpito loro nel eombattirnenlo, ed indica la direzione, la formazione e la posizione da prendersi R tutta p~i'.11a.ll. capita.no ordina quindi ai cnpi plotone dì prin cipiare ,I movimento. Quesl~ pigli ano il comando dell a loro lruppu e b dirigono in modo da eseo-uire o-ii or0 dini avuti; (~ssi adottano , sollo la loro res ponsabilìtà, tutte le disposizioni ch e loro permettono di conformarsi contemporaneamente alle istruzioni del capitano e alle ~sigenze delle circostanze e del terreno. Quando il comandante del plotone che precede lo stima necessario, egli designa la sezione che deve formare la catena. Questa sezione è immediatamente distesa per squn.dre al comando del suo ca po; la sezione di rinforzo è formata. t~lla dJetro il centro della catena o ripartita dietr·o le ah, m gmsa da poters i portare rnpidarnente sui punti -ove la sua azione pn ò diventare utile e ne~essaria. I!
~06 IL NUOVO llEGOl,AMENTO FRANCESE s?stegno r~sta formato in massa per quanto possibile,. sia dietro il centro, sia dietro l'ola più espo,;ta. · Il regolamento ammette che ìn talune circostanzepossa conven ire al la compugnia di non conformarsi , intieramente alla disposizior{e 001'111ale; in dati casi potrà, per esempio, distendere un intero plotone (d ue sezioni); e l'allro plotone ripartirsi metà in rinforzo emeti.t ìn sostegno, ovvero. starn Lutto in s0stegno. « In ogni caso, un frazionamento bene inteso darà mododi evitare le perd ite: ma nell'intento cii mante.ner la coesione, bisognerà r itardarlo quanto più poss ibile ». Art. 2. 0 - Aprire e serrure gli intervalli. - Marcia!·e. - Camb i'nre e rinforzare i cacc iatori. - Fuochi: l'ordine di cominciare il fuoco è dato, secondo il caso dal capitano o dal Célpo clel plotone in cacc iatori· nei fuochi di posizione in posizione, il comanda nte della catena può con vantnggio prescrivere di . eseguire il movimento per scagl ion i, questi sostenendosi recipro~ camente con alterna l'e nel for fuoco e nel marciaregli scaglioni, sempre formali con riparli costituit<. avran no una fronte che non dovrà guari scendere al disotto cli 75m in g uisa che la cntena si suddivida in due scagl ion i. Art. 4.0 - Rannodamento e radunMn (mlli'emen-t et . 1Ytssembl~m~ntj; quando i cnccia.tori si rannodano (si serrano) tl nnfo rzo e 11sostegno devono avvicinarsi allacatena e scegliere una posizione per protcgo-ere ef..: ficacerne nte i cacciatori rannodati. I cacciatori si rannodano sopra una o due righe, ovvero in cerchio at-· . torno i loro capi squadra; due sezion i si rannodano, in colonna a 6 pnssi di distanza. Que lle di coda facendo fron Le i11dietro; la compngnia si rannoda in co- · Jorma _di_ com~llgnia (serrata) sulla sezione presso cu( trovasi 11 capitano. Compiuto il rannodainento ed ·. appena è ~ossibile, i riparti. si radunano per ripren,dere · la formazione normale rispettiva. ·
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SULLE MANOVRE DELLA FANTERIA
A1·t. 7°. - Cooperazione dei vari scagl ioni sul combattimento della compagnia. - Il regolamento c·onsi- dera due casi: quello in cu i la compugnia facc ia parte di un battaglione, e quel lo in cui è separata. Nel primo caso, trovandosi appoggiata _a destra e a sinistra da altre .Lruppe, essa non ha che da agire dritto davanti a ·sé: essa è sostenuta indie~ro da altre cornpa.gnie; tutti i suoi riparli possono dunque, senza altra preoccu pazione, concorrere all'azione decisivà. Nel secondo caso, la compagn ia è in balìa a se stessa, però soventi volte deve combalterc di fronte e _di fianco: essa deve seTbare intaW., sino al momento decisivo una parte del suo sostegno, come estrema riserva: se q uesta viene ad essere impegnata, bisogna fare ogni sfo1·zo per costituirsene una novella con rannodare parte delle truppe precedentemente impegnate. Il regolamento dà poi buone norme pel processo del combattimen to nell'offensiva e nella difensiva; e sono quelle stesse che riportammo precedentemente dalla Relazione, epperò ci asteniamo di riparlarne. Esso raccomanda ancora al copitano di coiuinciare con temi fac ili, di occuparsi a far distinguere a' suoi dipendenti le fasi principali dell'azione, cioè la preparnzione e l'esecuzione ed a farle spiccare nettamente . La condotta dell'inimico segnato sarù regolata dal capitano di modo che i movimenti da ·eseguirsi siano la conseguenza naturale delle man·ovre dell'avversario, che l'operazione sia così condotta, avvicinandosi quanto possibi le alla reallà . CAPO ;2° Esercizi di combattimento, aventi per oggetto dì ab ituare i capi ad applicare i principii della tattica a casi ben definiti, a servirsi della loro truppi.l ad un dato scopo, a valersi delle circostanze favorevoli sen:,a perdere di vista l'idea generale dell'azione. L'ini rnico è rappresentato: la compagn ia è divisa in due par:titi opposti; il capitano dirige la manovra P
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fa da giudice di campo. Prima dell'esercitazione, so tto forma d'ordine verbale o scritto, egli dà l'idea generale delroperaz!onc da eseguirsi, ov'è ind icato lo scopo da raggmngers1, le condizioni in cui è. supposta la truppa ed il momento in cui la manovra deve comin-· ci are: l'un par Li Lo non deve conoscere la fo rza, la posizione e la missione del!' altro. Nelle prime istruzioni, il capitano deve farsi dar conto dal comandante di cias~un partito delle disposizioni che vuol prendere, per rettificarle, se occorre, e dare gli schiarimenti necessari ..n reg.ol.amenL? aggiunge alcune altre regole generali per dmgere s1!falte esercitazioni e renderle veramente profillevoli, le quali ritroviamo quasi identiche nella nostrn Istruzione sull' ammaestramento tu.ttico. .Art.1. Difesa e attacco di una posizione.- •1° Difesa. R1cogmz10n e, caralteredi una buona posizione difensiva. Occupazione. - Secondo la maggiore o minore vic!n.anza. del n~mic~, la compag~ia arriva sulla pos1z1one m ordme d1 combauimento od in ordine di marcia. Nel prim o caso i cacciatori si ferman o sulla posìzi~ne e gli esploratori si spingono iunanzi e sui fianchi per osservare, mentre gli altri scao·Jioni della . b compngn,a scelgono ripari ove arrestarsi . Nel secondo· caso, la c?mpagnia è coperta da un'avan~uardia: gli esploraton oltrepassano la linea da oceuparsi e cel'cano, avanLi e sui fianchi, pnnLi da cui scoprire ed osservare l'inimico; l'avanguardia si stabifo;ce sulla posizione; il grosso del la compagnia si ferma in unpunto centrale, nascosto all'inim ico; il capitano eseguis~c 1~ ricogniz ione e subito dopo dispone la con;pagma riparlo per riparto. Ogni capo di riparto stuùia rapidamente il terren o che sta innanzi al sno sito ed a quello dei riparti collaterali; apprezza le distanze çl..i tiro da determinati punti del terreno e le indica ai . suoi dipendenti. All'npparire del nemi co gli esplorato ri
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e le pattuglie di scoperla informano il capitano s~lla forza e sulle disposizioni dell'avversar·io; la lo ro prima resistenza può costringerlo a spiegare le sue forze ed a svelare le sue intenzioni : il capitano regola in conseo-uenza le sue ultime disposizioni . Combattimento. - Quando l'in imi co pronuncia il suo allacco, i cacciatori lo ricevono col loro fuoco, ti rando sui gruppi, sugli ufficiali , sui sostegni e sulle riser,·e ma econom izzando le loro mun izio ni. Fintanto ' . che l'avversario si tiene in distanza, il fuoco è eseguito soltanto dagli esplora tori appostati dtnanzi la catena; se esso si aYVicina, gli esploratori rientrano, e la catena com incia il fuoco, ma lentamente: una parte di essa risponde ai cacciatori nemici, mentre l'altra diri<Te i suoi tiri sui sosteani e sulle riserve. La linea o u di difesa vien quindi successivamente afforzala, ed il fuoco aumenta d'intensità sino al momento in cui il fuoco accelerato deve arrestare l'assalitore. Contr1ttacco. - Perché la difesa sia efficace, bisogna approfittare di tutti i momenti favorevoli per eseguire contrallacchi, rapid i ed energici, che colgano in fianco l'avversario. Se il terreno lo permette, giova imboscare sul fia nco clell'assalitore una o due squadre, che improvvisamenteaprano un vivo fuoco a comando, quando il nemico giunge presso o' difensori: questo fuoco inatteso sarà più efficace che una carica alla baionetta, la quale verrebbe ad impedire il fuoco diretlo della difesa . Se l' inimico penetra nella posizione, tulle le forze della difesa devono piombar(.su di lui per rincaccia.rio e raddrizzare il combattimento. Se l'attaccante estende troppo la sua fronte per avvolgere le ali della difesa, bisogna prendere risolutamente l'o[ensiva e sfondare l'avversario in qua lche suo punto debole. Inseguimento. - Quando il nemico è respinto e si ritira, bisogna in seguirlo col fuoco e fa rgli subire le
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IL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE
m~ggiori perdile possibil i: i riparti destinati ad inseg'.l1rlo_ nan dev_ono in(~ll.rarsi troppo, ma camminarguar?inghr per ev itare d1 essere Lagli,ati o di cadere in imboscate. R ìtirata. -: A meno di ordin e in contrario la difesa dev essere sp inta a lulta oltranza. Il più sovente hiso?na. preparare la.. ritirata con una vigorosa ripresa ?ff~ns1.~a, che arresu lo slancio deH' avversario e liberi 1_npart1 ?ompron:iessi. Il ca pilano avrà preventivamente nc~n_osc1uto la lrnea resistenza sulla quale poter m.e0 ho tenere testa dr nuovo all'avversario; egli la fa occupare da uoa parte delle sue trnppe e con un contrattac~o ~~ergico libera le suddivisioni impegnate, le quali sr . ntirano prestamen~e smascherando la truppa postata rnd1elro. Se, per gl1 ordini avuti la resiste.nza ~on dev:essere sp inta all'estremo, e se l'inimico uon ~ tant:o rncalza_n_te, l_a catena può ritirarsi per frazione: il cap1~ano stabilisce Il sostegno nella posizione prescelta , poss1bdrneme ~ul fianco, e le frazi on i impegnate si ritirano successivamente sulla linea del sosteo-no: le squadre ultime a ripiegarsi mascherano con u~ fuoco vivo la nwssa delle alt re e poi alla loro volta si ritirano ra~1darn~n_te . La compagnia si fi tira cosl di pos1zt0ne _m pos!Zlone; attraversando terreno molto coperto, ~1 concentrano le squadre, e queste hann o ogn i c~1ra d1 mantenersi collegate ed assicurati i fianchi; Sl :uper~no prontarner~te i _passi p~~icolosi per pren- . dei e pos!Zlone al dt la de1 medes1mi, e si cerca di arrestare con imboscate la marcia del nemico. Quando la. radunata del(a con:ipag-nia diviene possibile, questa prende la sua formazione di strada, coprendosi con una retroguardia e co~1 pa.tluglie fiancheggianti per salvaguardate la sua l111ea di ritirata. 2~ Attacco di una posfrione. - Ricognizione. II capitano , studia sulla carta i! terreno sul quale deve 1
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operare, dal punto cli visla· dell a marcia verso la po- · sizione nemica e della direz ione da dare al suo attacco: cerca con cura la ch iave della pos izione, chedebb'essere l'oggettivo dello sforzo de!ìn itiv-o, pm aven<lo presente che soventi è vantaggioso impadron irsi dapprima cl i un altro pnnto, il cui. possesso prepvrerà e faci literà quello dell'ob biettivo; ed esam ina quale puòessere la linea cli ritirata dell'avversario, e quale la propria nel caso in cui fosse respinto. A meno che la situazione del nem ico non sia già conosciuta, la compagnia s'avvicina in ordine di marcia: gli esploratori s'appressano p"iù che possono e di soppiatto, per raggiungere punti da cui potere scoprire la pos izione-\ nemi<rn: appena scorgono l'avversario , ne informano il capitano, che fa prender.e alla compagnia l'ordine di combatti-· mento. Coperto dai suoi esploratori, il capit::ino eseguisce la ricogn izione, cercando di rentlersi conto· della situazione e di tutto quan lo è necessario per divisa.re l'attacco. Se lo può, riunisce i sno i uffic iali e sottuffi ciali, loro notifica le sue intenzioni, ed indica a ciascuno il suo còmpiLo ed il punto di rannodamento in caso d'insuccesso. Prepai·azione ed esecuzione dell'attacco. - 1~ norm e· date dal regolamento francese per preparare ecl eseguire l'attacco furono giù accennate. Ciascuno dei co mandanti di riparto deve regolare l'azione della sua Lruppa secondo gli ord ini avuti, e sforzarsi di concorrere energicamente allo scopo comune, _esercitando , secondo le circostanze, la parte d'i niziativa adeguata al suogrado.Ilcapitano assicura la direz ione dell'insiem e. Inseguimento o ritirata. - I1 resa la posizione, bisogna a;;sicurarnc alla meglio l'occupazione, e non dar tregua nll'avvcrsario: una parte della eompc1gnia deve inseguirlo viv1:1men te; conviene approfiltare del, . p1•imo successo per spingersi da una posizione all'altra,
.212 IL NUOVO REGOLAMEN1'0 FRANCESE anche di lancio, per ·non permettere -a ll'ini rn.ico di Grganizzare nuove lin ee di di(esa; e biso(Yna cercare di tagli~rgli la ritÌt:atà spuntandolo per un?ala; ma guardar~t bene dall~ imboscate. « Il capi(ano deve appiicar~i a, dimostrare ~1 soldati che la ritirata, per quanto rapidamente possa essere esegùita, è il movimento che €Sp~n~ ~na truppa alle maggi.ori perdite, e che è sempre . prefer1b1f0 .pndare -avanti 1>,
SULLE lllANOVIlE. DEL l, A FANTERIA
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A ques(e raccom_andaziÒni che si applicano all'alla~·co ed alla difesa di una pos izione in oD'enerale ' . .iÌ reo:oo . 1amento franc~se negli a1't. 2°, 3° e 4° ne agg{Ùnge alcune altre dr carattere particolare relative ai com-· battimenti deg li stretti, dei boschi, dei caseggiati; delle quali non ci occuperemo, .dacchè non ci tr.ovam;no cose nuove, e che non sinno in {utt.i i trattati di tattica .più o _men? r~centi. Meritano invece speciale attenzione gli articoli 5°, 6° e 7° che chiudono la scuola di compagnia . . A1't. 5°. - Combattime1ito contro la cavallerZ:a. - « La fanteria, dice _il regolamento francese, t1ualunque sia . la sua fo rm azione, nulla ha da temere dalla cavalleria, qua_n,do essa ~ilppia _adoperare il suo fuoco c,ori opport_urnta ed a gm~ta d1sla nza, conservare il suo sangue freddo e stare mteramente nelle mani dei suoi capi ». Nulla di più cerco, e le ultime g ue,·re ce ne hanno fornito numerose prove. e siamo lieti che tanto la nostr; Istruzione per l'ammaestramento tattico della fanteria· . ' q u~rnto 1l nostro Regolamenco· d'esercizi si siano inspi. rati a questo concetto . lln bisogna insistere ancora I _per far penetrnre bene il concetto medesimo in tutti. Se la cavalleria carica in foraggie ri , i cacciatori restano di piè fermo senza rannodarsi: l'uo:mo a piedi segua coll'occhio il suo avversario a cavallo, e frattanto ·ricarichi il fucile; non lo aspetti di fronte, ma cerchi
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di guadagnare il suo fianco sinistro o il suo fianco destro se il cavaliere è armato di lancia. Contro cayalieri caricanti in massa, la fanteria agisce in modo diverso, secondo che si trova in terreno ·coperto o sco~ perto. Se la catena è riparala da ostacoli, anche ~i poca entità (mucchi di, pietre, fossi, vigne,- cespugl_i , alberi, ecc.}, è ancor inutile di serrarla:. essa può clifendersi semplicemente col sùo fuoco . Se un riporto è protetto da un piccolo ostaçolo, si collo_ca 20 o 30~ dietro di esso, abbasta nza lo ntano per eYJtare che il cavaliere, superalo l'osLacolo, giunga d'un solo slancioin mezzo alla truppa. - Quando il terreno è scoperto e privo di ripari, i cacciatori si raggruppano sul posto; i riparti ret1:ostanLi si scaglionano in m.odo da ~ar convero'ere i loro fuochi sulla carica .di cavalleria o . . .ed. .a . non colpire i gruppi di caccia.ton e repa1:L1 v1r,111_1, disponendosi in linea se ca.r icali ·di rronle, ed l~ Cet'C?l~ od in quadrato, secondo la loro to1:za, se mwaccia~1 da più parti. La trnppa . sta silcnz10s~ .ed aspetta Il comando per far fuoco: st deve preferib1lment~ usare fuochi a comando a corta distanza. Se la canea nemica succede a scaglioni, i comandanti dei ripat·ti avvertono ài non più far tirare sopra lo scagli one respinto, e dirigono tl fuoco sullo scaglione seguetiLe, i~ modo da riceverlo a buona portata. - Appena cessa 11 pericolo imminente cli una carica, i cttcciatori si s_tendo!10 di nuovo. In generale meglio è, quando possibile, raggiungere un ~·iparo cherannoda.rsi sul posto, purc!ièp~rò il riparo no·n sia tl'oppo lontano: sarebbe meglio d11'e semp1·echè però il riparo sici poco discosto, giacchè il peggiore dei danni per un riparlo di fan_Leria sarebbe quello di lasciarsi cogliere dalla cavallcna, r,\11~ corsa, per cambiar posto: ed in y_uesto senso prefenamo le norme date pel caso concreto dal nostro Reg~lamento · d'esercizi §§ 378,498 e 499. - Assa lita in marcrn, so~ra
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IL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE
una strada, la fanteria si ferma ordinariamente foot;i della via: .se nol può, si ordina di con tro un lato della strada, e riceve così la cavalleria, che sfila so.tlo il suo fùoco. - Nelle esercilazioni, il capitano _può irnpiegare un segnale di tromba per supporTe l'appressarsi della cavalleria, ed allora ciascun .comand~ote di riparto, secondo Ja dispos izione de lla ·sua truppa e le forme del terreno che avrà preventivamente ~tudiato a quest'òggeuo, s i prepara a ricev~re e a respingere r allacco. _frt. 6°. - Difesa e attacco dell' artiglie1'ia. ~ Diffsa. << Un comandante cli truppa deve in ogn i circostànza dare aiuto e protezione alle batterie che gli sono. vicine ». Se l'artiglieria si separa dalle alt.re armi_. per andare a prendere posizione, le vien data ur'là scorta speciale di una o più compagnie cli fanteria. Quando l'a1itigl ieria si mette in batt.eria, la scorta si colloca in fuori dell a linea di tiro, non solo della batteria, ma eziana io delle batterie opposte, se faUibi le, scegliendo un si to in avanti ~d ahhast:rnza distante per impedire ai cacciatori nemici di tirare cflìcacernente sui serventi de i p~zzi: deve pure inrigilare nlla sicurezza dei flar~chi. - Quando la balleria fosse attaccata, la scorta deve impedire al nemico cli avvicinars i a buona portata, cioè a ,1000"1, giacchè a tale distanza il fuoco della· fanteria è et1ìcaci ssim o contro artigli eria; il comandante della scorta manovra in modo da rigeuare l'assalitore sotto il fuoco della batteria amica, evitando però di imp icciarn e il tiro, e di non discostarsi troppo. -St-! l'inimico ha il sopravvento, il comandanle della scorta deve co ntenerlo il tempo necessnrio per permettere · all'arLiglieria di ri ti rarsi: se quest.a ritira ta non può effettuarsi, la scorta si slancia in mezzo ai pezz i e li diferide energicamente, per dar campo alle truppe re- ,, trostanti di venire a rincalzo.
SULLE MANOVRE . DELLA FANTERIA
Attacco. - La fanteria obblio-ata di stare sotto il fuoco" 0 ·dell'artio·Jieria deve cei:care di scansarne gli effetti co~ formazi~ni convenien ti ed utili zzando il terreno: s1. colloca possibilmente dietro a terre arate o _poc.o sode, nelle ·quali i proietti cayi s'affondano e ~dlìc~lm~nte scoppiano;. può cam·biar di si to; quando_ 1 proietti ca~ dono a poca distanza dalla su.a fronLe, s~ porta avanti · in modo da oltrepassare il loro punto d1 caduta: e~egu isce questi spostamen ti nel ~en so della pro~ond1t~ .anzichè in quello laterale . A drsLa nza c_or_1veoiente . 1 tiratori tulli aprono il fuoco sui pezzi nem1c1. - .Per attaccare una balleria, una parte della truppa è disposta in caccia tori; quesli cercano di concentrare il fuoco s ui pezzi; evitan do possibilmente di ~isp~ndere a quel!? clel sostèo,no. nemico: se è necessar10 rispondere, ~ ~ b . . ' incaricata ·una parte della catena. I cacciatori s av~1c1nano a sbalzi: una pa rte del rinforzo p~ò essere unpegnala a sostenere i ca~ciaL?ri o_rpost1 al soste~~~ nemico ; l'altra parte segue ti tratto cli catena che ma1c1a contro la batteria. Giunti i cacciatori a 700 od_800~, il restante dei rinforzi si porta sulla linea che tira v_1vamen te sui serventi. A questa distanza il vantaggio ·-è tutlo per la fanteria . Il sostegno appoggia vigorosa; · mente la parte della catena che co~ baite contro _la la scorta dell'artiglieria, cercando d1 separ_arla dalla batteria: il · rimanente della compagn ia con Lrn ua a far fuoco sui pez.zi e ad avvic in arvisi . .- Arrivata a buon~ portata, assalta la batteria alla ba1~ne_tta! cercando cli impadronirsi. dei pezzi . Quando l'art1glie1:ia 1~ostra vo· lersi ritirare e porta innanzi. gli avantreni, gio'.'a allor~ -rivola-ere il fuoco sui cavalli e sui col)ducent1, e c~s1 pur/quando si ritira.·- l pezzi abha~d_onat_i dal nemico devono essere condotti via se possibile, m caso contrario si guastano togliendov i gli alzi, l'otturatore, ecc. ovvero inchiodandoli.
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Art. 7°. - Disposizione di combatti,mento diuna compagnia di avanguardia ad un bq,ttaglione. _:_ Se l'ioi- · mico non mostra .che pattuglie, la punta dell'avanguardia, afforzata all'occorrenza da una parte del grosso, le respinge, di guisa che la marcia non venga ritardata. Quando invece l'avversario oppone forze più considerevoli, e che la ·compagnia di avanguardia non può più procedere, essa si ferma e prende posizione, per far testa al nemico e costtingerlo a spiegarsi. In tal caso. accadrà soventi ·che la compagnia debba occupare tutta l'estensione di una posizione ed agire su tulla la fronte - del battaglione: due sezioni e fors'anche più dovranno essere spiccate tosto in catena. Il battaglione appena può entrare in linea, deve sostenere la compagnia di avanguardia con un'altra sua compagnia, pe1; co·mpletare la linea di combattimento, quest'ultima somministrando i rinforzi e i sostegni: se invece la prima compagnia non è che leggermente impegnata e se il terreno lo consente, può essere cambiata da due compagnie accostate, ed allora il battaglione trovasi nella sua formazione normale di combatti.mento. · Così finisce la Scuola di cornpagnici del nuovo regolamento francese sulle manovre di fan tel'ia. Siamo stati sobrì nella critica, perchò n?stro ufficio era quello di esporre piuttosto che di giudicare e censurare, non perchè non avessimo argomento ad appunti, chè parecchi e non lievi potrebbero farsi sia alla forma sia alla sostanza, e particolarmente intorno alla parte I.I: il certo é però che il nuovo regolamento segna un passo ragguardevole nella Lattica regolamentare, e merita / per questo attento studio.
LA CA.V ALLERIA NELLE
ESERCITAZIONI DI COMBATTJMENTO DI 3" GRADO
Se la cavalleria combattesse. soltanto contro la cavalleria, la fanter ia contro la fanteria, l'artiglieria contro ]'artiglieria, le battaglie si risolverebbero in un duello fra le rispellive armi, e la tattica non avrebbe ad occuparsi che ciel maneggio sepnrato delle medesime. La vera tattica invece consi.dera sempre l'impiego simultaneo delle va rie arm i; la fanteria invero potrebbe in. caso di comballiment.o far senza Drtiglieria e cavalleria riunendo in sè stessa un sufficiente elemento offensivo e difensivo; rna in via normale ha bisogno di cavalleria per estendere il raggio di esplorazione intorno a sè, ed ha d'uopo di artig lieria che appoggi i di lei movimenti, e eot1Lroballa il fuoco dell'artiglieria e fanteria nemica. Un corpo cli truppe aclunque lo si considera ed è semp re composto Cl)lle tt·e armi, ed in quelle proporzioni consen tite dal terreno ·di guerra, .dai mezzi di cui si d1$ponc, e richieste da ll' operl'lzione che si. vuole compiere. Per queste ragioni una tat.tica di fanLeria, nello stretto senso della parola, non esiste, e lo stesso si vuol dire ÀNNO XX 1 VOL . IV.
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LA CAVALLERTA
dell'artiglieria. La cavalleria però è l'unica arma che effettivamente si può dire posseda .una tatlica propria ed · affatto indipendente dalle altre ·arrr1i, e cli cui usa specialmente riunita in massa, nel servizio .strateg,ico . innanzi al fronle dell'esercito. Di questo però non dobbiamo ora occuparci, ed invece possiamo rilenet'e che qual un que corpo di truppa consiste di fanteria, artiglieria e cavaHeria, d'o ndc ne viene per naturale conseguenza la necessità di conoscere l'impiego delle tre armi riunite . A questo studio appunto si accordò sempre la massirna importanza presso tulti gli es0rc i1.i; ed .a ·facilitare questo studio e nello ?lesso tempo offrire .occasione agli ufficiali d'addestrarsi nel comando di truppe composte delle tre armi, il nostro eccelleht.e· regolamento sull'Am11iaestramento tattico prescrive appunlO le esercitazioni di 3° grado . Invero sarebbe tempo sprecato il voler dirnosfrare l'importanza di queste esercitazioni e l'utilità che.'se ne può ritrarre; epperò, specialmente per 1"1rnportnnza dell'argomenro, non saranno pernvventura inutili ale.une osservazior,i sull'impiego della cavalleria jn dette esercitazioni. La cavalleria cli pende in quasi tutte queste fazioni . da uCfìciali superiori estranei all'arma, e quindi nop deve am~care molta meraviglia se talvolta la vediamo impiegata non troppo :feli cemente, poichè là conoscenza e l'impiego di un'arma che non è la propria offrono grosse difficoltà. L'irnp·iego giusto poi ed appropriato al terreno delle tre armi è certamente e sarà sempre assai diflìcile; le continue esercitazioni in genel'ale serviranno efficacemente a fornire l'esperienza nec~ssal'ia, ma senza l'aiulo di sani pl'incipì teorici difficilmente si raggiungerit lo scopo voluto. Quegli invece che sarà ricco cli precetti teorici saprà, al momento
'.2,1 9 -di doverli mettere in pratica, disimpegnarsi convenevol- · me~te, e completerà per tal modo la propria istmzione. Afilnchò le liostre osservazioni procedano più oi·d1natamente, tralleremo: :. · 1 1° Dell_e e~~1:c itazioni cli combattimento nelle ~u-ali' la caval lena e rnteramenle arma subordinata· ed è j) caso pi~ frequente. ' Delle esercitazioni dt cotnballirnento nelle quali. la cavalleria è l'arma principale. ·. NELLE ESERCITAZlO:i'I DJ COMilATTDIENTO
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I.
Un ca.rattere. speciale della lattica della. cavalleria è quello che il cli lei impiego è pressochè lo slesso, sia q~an.do essu è .rimii(a in grossi corpi, sia. qu!3,ndo non d~sponga .che dt poche forze. Una brigata od una div1s1one d1 cavalleria precederà le proprie truppe cli uno o_ due giorni di mareia, gli squadroni invece addetti a.I.le divisioni di fanteria si troveranno soltanto ~ 4, o ;:,_ ehìlom elri innanzi alla propria divisione; ma1! compito assegnato alle masse di cavalleria ed alla c~v,alleria div_isionale è sempre la stesso, di coprire e1oe .le proprte truppe e segnalare per tempo i movin~ent1 del nemico. S'intende da sè che esiste una grande 1 ff~renza nelle norme che deve seguire una divisione rnd,pendentc di 4 o 6 reggimenti e quelle cui debbono attenersi gli squadroni divisionali; ma ciò non~e'.tanto si può stabilire che il primo e principale uffic10_ della cavalleria, in qualunque posizione essa si t.ro~,, è oggigior~o il senizio di esploraziont\ prima, durante e dopo il combattimento. Ammesso questo pi-incipio, ora da Lutti riconosciuto
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LA C.-\Y.-\LLERJA
NE LLE ES ERCITAZIONI DI CO MBATTIMENTO
e teQendolo costantemente come una ·1io1·ma ,qenerale clfrettiva, parrebbe che nulla debba essere più facile che lo assegnare il còmpito della cavalleria negli esercizi di combauimrn to di 3° g rado. Nel fallo però le cose procedono ben differentemente, e ben poche volte si vede la cavallerja ben impiegata, e ciò per colpa o del comandante la truppa, o dell'u(ficiale di ca vallcria che la comanda. Se consideri amo quali opern zion i possono prestarsi per tema delle abitu ali esercitazi oni di 3° grado, troviamo che nella pluralità dei casi non può tratlars,i che di combattimento di avanguardie, retroguarclie o di avamposti, oppure di un'operazione di cui sia incaricato un piccolo distaccarnenLo, rna comp os to dclle -fre armi. Ed altri temi i1wero non sarebbero ragionernli, quando, com'è prescrillo dal regolam ento sull'am maestramento tallico, <lebbesi prima fissare la situazione generale dei du e paniti; ond'è che quasi sempre un partito agisce offensivamente, e l'al tro occupa una posizione da difend ere . Posto così in chiaro il cnrallerc spec iale di questi esercizì, mi sernbra abbaslnnza facile lo stabilire i principi che cltbbono regol are l'impiego della cavalleria nei medesimi. In qual modo vuol essere impiegata la cavalleria del partito atlaccanle? J,; qui disti nguiamo due periodi, il primo cio è che abbraccia le oprcrazion i prirna del comballirncnlo, l'altro quello durante lo stesso. Cominciam o dal primo. Se non erro, le esercitazioni di eornbalti menlo fatte .colle tre armi assumono soven Li volte un certo o.spello speciale che finisce per nuocere di molto al vantaggio che dalle sLes:;e si dovrebbe rilraere. A me scmbr·a ch e nella pluralità dei casi si sia più preoccupnli dell'esito finale della manovrn cli quello che del vero scopo
per cui essa è fatta, cioè dell'istruz ione della truppa e degli uffi ciali. Riesca vincilore questo partilo, o l'altro, ciò dovrebbe avere ben poca importanza, ma in quella vece ogni manovra dovrebbe agg iungere un qualche cosa all'istruzione delle truppe, e segnatamente agli uffìciali comandanti un reparto e delle armi speciali. Se non mi inganno, ripeto, questo, che donebb'essere l'obbiettivo principal e del le eserc:ilazioni di co mbattimento, è troppo dimenticato. Di qui la conseguenza che clii c:omun da, pol tim ore forse di essere mal compreso, o clte alt1·i faccia male, vuole abbracciare tutto, ed cntral'e nei mini mi clettngli. Ciò in primo lu ogo è contrario intieram en te allo spirito di tulli i nostri regolamenti, i qna li prescriYono di lasciare ad ogni ufficiale una certa li bertà, onde possa comandare nella sfera delle sue attri buzioni, ma reca poi il danno capilale che gli altri cli vento.no materiaii esecutori dell'ordi ne o comando avuto, e non si può ricavare dalia manovra esegu ita il benchè minimo profillo. Suppon iamo il caso che il comandante il partito si <!ollochi presso l'artiglieria, e ll ordini all'uffici ale quando ·ed in qual direzione debba for fuoco. i\on sal'ebbe invece mol to pi(1 giusto cli chiedere all'Llfficiale pcrchè in quel momen to non ha aperto il fuoco, ed ove a resse torlo, di farglielo notare? Operando in questo modo è certo che ne ananLaggerebbe l'istruzione del!' ufficìale, il quale riceverebbe come una praLi cu lezione le foLLegl i osser,·azion i. . E questa digression e ho credulo di dover fare, pel'Chè alla cavalleria, c:he è l'arma appunto la quale ha bisogno della mass im a libert.'.1., se ne acco rda invece troppo poca. - In generale la cavalleria del partito attaccante è posla in tes ta, come puntu dell'avanguardia, od è spedita innanzi in ricognizione . E sin qui LULlo sla bene; e l'ufficiale, ove non si restringesse la sua az ione,
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LA CAVALLERIA
NEl,LE ESERCITAZIO i'il DI CO)tBATTH!ENTO
potrebbe esercilarsi nei due servizi importan tissim i e non scevri di difficoltà, quello di sicnrcaa nelle marce, e quello delle ricogni zioni. Però invece d'incaricare l'ufficiale di cavaìleria di riconoscere la posizione del nemico, e quind i lasc iarlo agire liberamente accordandogli il tempo necessario ad esegnire il mandalo ricevuto, non è raro il ·caso (per non dire quasi sempre) che si ordina nll'ufliciale di spedire uni.\ pallugliu di tanti uom ini SLllla tal strad.a, un'altra pauuglia sulla tal altra , e così via. 11 povero ufficiale, come si comprende facilme nte, non ha che ad impartire l'ordine materiale ai due o tre capi-palluglia d'incamminarsi pè r le strade state fissate, e con ciò è fin ito il suo còmpito. · Quanto invece sarebbe meglio se chiamato l'ufficiale comandante il dl'appello di cavalleria, e messo al corrente (il che del resto si fa sempre) della situazione, gli si dicesse: avanzi (per esempio) a riconoscere le posi:::.ioni del ncm,ico e me ne faccia ùnmediatclmente rnpporto, onde JJOSsa prencle;·e le oppo·1·time disp osizioni. Ordini però di questo tenore non sono dati quasi mai, ine ntre, se si riflelte un poco, si comprende facilmente che sono i soli che si dovrebbero impartire alla cavalleria. Co llo sparpagliamento po i del!e forze in piccole pattuglie, non collegale fra loro nè soggette ad un'unica direzione, si finisce per no n ave re le in formazioni e no tizio necessarie e si genera nelle altri arm i la convinzione che la cava ll eria non sapp ia di simpegnare la peopria missione. Impiegando la cava lte l'ia nel modo su riferito , si avrebbe il rnntaggio di poter raccogliere le informa·zioni necessari o per stab ilire il proprio piano, per diramare quindi tuui gli ordini necessari. ln quello. vece soventi volle, supponenùo l' avversario col locato a difesa della tal posizione, mentre cffettirn.mon te ne
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occupa un'altra, accade che ~i. finis~e P.e: t~ovarsi nell' imbarazzo, poichè gli ord1m e d1spos1z1 om date non sono le più acconce per la manona cl1e converrebb e esegui re. . Egli è forse per questo concetto errone~. d1. volere stabilire subito il proprio pinno clw ma le s 1mp1ega .1~ cavalleria, poichè non si sente abb~sta~z~ 1~ necess1_t~ di spedi da innanzi, onde procUl'i I daL1 10dt~pensa ~1lt per basare su quelli le mis~re da prendersi per 1operazione che si vuol comp iere . . La cavallel'ia adunque pel partito attaccante vuole essere messo. all'uvanrrua r<l ia, 8d una parte della stessa essere spedita innanzipcrriconosccreil n~mico . Siffatto principio dovt·ebbe sempre essere apphc~lo q~and~ si operi in terreno abbastanza fa\'orevol.e a1 monment1 della cavalleria; epperò s'incorrerebbe 111 grave errore quando s'impiegasse la ca"alleria in questo modo su terreno mon Lagnoso. Sulle monta<rn e la cavalleria non può combattere nè approfi llare°della ve locità de l proprio ca vallo per: p.ortare celeremente un ordine od u~ ruppo.1:to, ~ù anzi incontra per rnuo\'ersi molto maggt0rt dilhco~La del(a fante ria. Secondo il colonn el lo Verdy clu Yerno1s, pero, qualche solùato i.t cavallo dovrebbe .se:nprc ess~re c?~ mandalo all'avanguardia per la trasm1ss1one degli ord1111 e delle notizie; ma il grosso della cavalleria deve essere posto in coda alla fanteria 1 alla quale del res to nor:i può essere di nessuna utilità ma bensi d'imbarazzo. ·E qui dobbi amo anco ra cons iderare u n altro caso , cioè quello in cui la cavalleria è impiegata secondo . un concetto giustissimo, ma alquanto esagerai.o . Colle idee che si sono diffuse in questi ultimi anni ili cavalleria avanti cavalleria avanti, non avviene di rado che il coma;1danle di un piccolo reparto di trnppa, co mposto del!e tre armi , si crede strettamente
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LA CA VAUERIA.
io: obbligo d'impiegare la propria cavalleria, come se avesse a disposizione un g ran numero di squadroni. Io stesso ho udito parlare d'irradiamento di cavalleria, mentre non potevasi disporre che di 30 o .W cavalli, ed ho visto ancora, e più di una volta, il comandante di uno squadrone ridotto ad avere sotto il suo comando sollanto cinqtie o sei cavalieri mentre tutti o·li altri sol dati dello squadrone erano stati stacca Li ; portar ordini o rapporti, od in piccole pattuglie. J?aeilmente avviene che sì confonde il servizio che deve prestare la cavalleria addetta, a.Jle truppe di fanteria con quello delle cosl dette brigate o divisioni indipendenti (dipen denti cioè dal comando generale) e per .tal modo s'imp ongono a quei piccoli reparti di cavallerià fatic he improbe e spesso ancora inutili. Mi pare dunque cJie· sia assai necessario cli porre un freno a q neste idee alquanto esagerate, cercando invece di cammi nare sul giusto sentiero. Divido l'opinione che la cavulleria di vìsionale ha p~r principale uffici.o di non scostarsi cli molto dalle proprie truppe, ane quali deve cercare di arrecare il maggior aiuto possibile, sia con pronte e ben condotte ricognizioni, sia combattendo, però in quella data sfera nella quale deve movcrsi. Tie esplorazioni adunque a ,15 o 20 chilometri di un plotone o di uno squadrone addetlo ad un baltaglione o ad un reggimento di fanteria mi sembrano spinte troppo lontano, e soltunto ammissibili in poehissimi casi, e propriamente come un'eccezione alla regola . E noi Italiani, dacchè abbiamo soltanto 2 squad roni per divisione, dovremmo accon tentarci del poco ma ben eseguito, sforzandoci io vece nelle esercitazioni del tempo di pace di regolarci nell'identica maniera in cui domani dovremmo fare in guerra. E qui Lorna pure acconcio di accennare all'ab itudine
225 invalsa di accordare or:dinanze a cavallo ai comandanti di baLtaglione o di co1npugnia cl istaccalu, la quale arreca il grave inconveniente di dim inuire sensibilmente la poca forza di cavalleria <l i cui si dispone. D'altra parte ciò in guerra non si potrà fare; si capisce che è più comodo spedire un ord ine pet· mezzo di un'ordinanza a cavallo, ma certamente non è opportuno di abituarsi ad un rnezzo che non si potri1 a vere sempre a propria disposizione. Un impiego infine razionale de lla cavalleria non si avrà mai se i due partiLi non sono collocati ad una conveniente distanza prima dell'iniziarsi della manovrn. Senza spaz io suffic iente nel quale possa muoversi, la cavalleria è in tìeramentc inutile; e le punte di avanguardia della fanteria possono benissimo, ed in certi ca si molto meglio, dislmpegnare la di lei missione. Ed a proposito di ri cognizioni della pos izione nem ica giova pure ricordare un'idea falsa che tende a farsi strada, che cioè la cavalleria possa e debba segnalare dettàgliatamente le posiz ioni occupate, il numero delle forze nem iche, ecc. Incaricati di questa. missione, avviene che gli ufll~iuli cli cava lleriu vogliono avanzare a.cl ogni co·sto, sino a che non hanno potuto avere tu lle le notizie che da lo ro imperiosamente si richiedono , mentre in g uerra non po Lrebbero assolutamente avanzare. Quando la cava lleria riforisc(~ che il nemico percorre la tal ~trada, che tiene occupalo il tal villaggio , la tal collina, ccc., ecc., ha esuberantemente com piuto il proprio mandato, e salvo circosta nze cccezionulmente favorevoli non potrà dare maggiori notizie. Egli è mettendo insieme quanto risu lta dai vari rapporti spediti dalla cavulleria, che chi comanda deve dedurne le intenzioni del nemico . Anche in campagna, e quando trovasi riunito uri g ran numero di trnppe, è impossibi le che la cavalleria NELLE ESERCITAZIONI DI COMilAT'1'IlllE1'i'.TO
226 LA. CAVALLERU di tani.o si avv1c1m da comare i battaglioni od i reo-gJmenti, ma le notizie che si possono raccoalieré d:i v~andanti,_ dai prigionieri, ecc. servono a c~mpletare ciò che s1 è veduto. Nulla ho ?r~ a dire sulla cavalleria del partito opposto che si tiene s ulla difens iva; perchè il mandato della c~valleria essendo sempre lo stesso, cli riconosc~r-e cioè e segnalare per tempo l'avanzare del nenuco, naturalmente tutte le osservazioni che 110 fatte ~in qui per la cavalleria del partito attaccanLe sono 1?terament~ applicabili_ aìla cavalleria dell'altro part1t? . Eppero nsulta dnaro, che è impossibile determmare a p1·io·ri una formazione di marcia normale che serva in qualunque circostanza, e su tutti i terreni . l1a in circostanze normali, ed allorquando si presume prossimo l'incontro col nemico, come nel caso de lle esercitazioni di comballìmento, mi sembrano ottimi i" seguenti precetti dati dal cap itano v. Meckel nel pregevole suo libro sulla tattica applicata: (1) ,1~ Che un .distaccamento di ,J compagnia ed ,1 plotone d,. earnllerw deve formare la sua avano·uardia colla cavalleria, impiegando nll'avano·mu·dia anclie 1 ')lotone 1 di fanter ia in terreno molto r~lto e coperto; 2° Che un distaccamen~o di 4 battaglione, , squadrone e 2 pezzi destinerà all'avanguardia lo squadrone. In terreno mo lto diffic ile invece l' avanguardia sarà composta di ·I cornpc1gnia ed 1 plotone di cava!lel'ia; 3° Che un distaccamento di ·1 reggi mento cli fan teria , parecehi squadroni ed ,I batteria formerà l'avanguard ia. con ,J battaglione e tutta la cavalleria (ad ec-
NELLE ESERC ITAZfOl\I DI COMBATTBIENTO
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cezione di 1 plotone trattenuto presso il grossu pel servizio cli ol'dinanza ). Queste prescrizioni riguardo all'avanguarclja, le quali valgono anche pella retroguardia nel caso di una marcia in ritiruta, mi sembrano poi perfettamente d'accordo coll'impiego cleìla cavalleria prima del combattimento che sopra ho ceecato dimostrare essere il più conveniente; perciò ho stimato opportuno di qui.riportarle-. Così, seguendo queste mass ime, la cavalleria posta al~ l'avanguardia disimpegnerà il servizio di sicurezza nella marcia, e si potranno ancora spedire più innanzi pattuglìe d'ufficiali per avere prontamente informazioni sul nemico . Riassumendo quindi, mi pare di poter stabilire: ,1° Che all' ufficiale di cavalleria deve lasciarsi in~ tcramentc il comando della propria truppa; 2° Che reso edotto dell'operazione (ricognizione, servizio di avanguard ia, attacco di avamposti, ecc.) che vuolsi for compiere dalla cavalleria, alf'ufficialc di cavalleria spetta di dare, tuue le disposizioni necessarie; 3° Che per regola non debbonsi distaccare soldati a cavallo pei comandanti in soLL'ordioe; 4° Che fra i clne partiti, se vuolsi impiegare la cavalleria come estrema punta di avanguardia o peruna ricognizione, deve esistere una sufficiente distanza da 4 a 6 chilometri almeno). Passiamo ora all'impiego della cavalleria durante il ' combattimento. 1
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In generale nelle esercitazioni del tempo cli pace molto facilmente si ordina alla cavalleria di caricare contro la fanteria. Questo inconvenienle non lamentasi soltanto nel nostro esercito, ma verificossi, per esemp io, ànche quest'anno in Prussia nei primi giorni delle grandi manovre.
(~} Leh?'buch der· Tàktil,, ausgearbei'tet von MirKEL , Hauptmann à la suite des 4 Tbiiringischen lnfantcrie-Regiment N. 72 und Lehrcr an der Kriegscb ule zu Hannover. - Derlin, ·1 875. E. S, Mittler und Sohn.
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228 LA CAVALLERIA Io opino invece che negli esercizi di combatti~~nlo , ~i. ?o~r~ebbe andar~ ~e~ ~uaTding~i prima d 1mpa1tu l 01d1ne per una canea dL cavallena, e che si dovrebbe ce osura re I'ufficiaJ·e clell'urm a che i' eseguisse
quando non vi conconessero molte circostanze favorevoli, che evidentemente consigliassero quell'azione. Par·tendo dal prin cipio che le manovre di 3° grado son? fatte .esclusivamente per l'istruzione delle truppe, ed rn particolar modo degli ufficiali, reputo non opportuna la co.rica contro fante ria, se non si può agire per sorpresa, tranne il caso in cui l'avversario si ritiri in disordine. E mi sento avvalorato net mi·o con.. c~t~o, r!flellendo che le operazioni dei reggimenti div1s1onal.1 delle truppe tedesche nella campaO'i1a ·del ·4870 -7 1 si r idussero a ben poche e di nessun~·ilievo . Persino alla ballagli a di Viorwille {'16 agosto) nella quale tanto oprò e si dis ti nse la cavnlleria tedesca, nulla fece la cavalleria ad detta alle divisioni del II[ e X corp o. Se si volesse da ciò dedurre che la cavalleria addetta. alle truppe cli fan teria nulla può fare mentre ferve il cornballimenlo, .illora tanto ,;arrebbc non distrarre alcuna forza per tale scopo, e 1-iunire Lutti i reggìmenli a cavallo in grosse division i. Ricord iamoci invece del detto di Napoleone I « 30 ou 60 chevali ers de l'escadron dcs guìdes ont tou1·ours amené les J)lus oo-rancls ' . résultat.s »; o meglio ancora abbiamo presente l'attacco c~eguit~ dal capitano Bechtolds heim con 3 soli plotoni d1 ulam contro la brigatft Forlì il ~4 giugno 1866 a Cusloza. D'altru parte un certo numero di cavalli è assolutan:cnfo necessa~·io al comandante cli un reparto cli truppa d1 una certa torza, anche allorquando si combatte: Per far eseguire prontamente una ricognizione, -specialmente sui fia nchi; 1
NELLE ESERC1T,\,ZI0NI Dl COMUATTlhlENTO
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Per caricare la cavalleria nemica; Pee inseguire il nemico in ritirata, ecc. 1\li sembra perb che neg!i eserr.izi di cui ho preso a trattare, non si doveebbe far mollo assegna men lo sull'intervento della cavalleria nel combo.tli rnento, ed accettare ciò ch'essa possa oprare come cli pZ:ìt non. atteso nè spera to. Premesse queste mie icìec, dobbiamo ora considerare due casi, il primo cioè nel quale si lasc~a pien~ liberli\ d'az ione al comandante della cavalleria, ed 11 seco ndo in cui chi coman<la si riserva di disporne a suo piacimento. . Nelle eserc itazioni di 3° grado è senza alcun dubbio prefeeib ile il sislema di lasciare la cavaller}a ad inticr~ disposizione del suo capo, assegnandoglL soltunto 11 posto nel quale deve collocarsi. QnesLo posto, com'è facile prevedere, non pub essere, nella pluralità dei casi, che sulle ali, dalle. quali si potrà sempre rninacr.iare l'~vanza~·e .del ~emico, e servire d'appoggio ad uno dei nostn fmncl:1 . È però della massima importanza che clu c~mn~da il drappello di cavalleria ~onosca lo scop~ e 1.obb1etttYo clel combattimento, al1lnchè possa agire rn relazione col le altre trupp e. Del resto, lasciando alla cavalleria .ID. foro Ilà di agire liberamente, un grnncle vantaggio si fo agli ufficiali di quest'arm~, l'l_i Cfuali si offre un'occasione favorevol issima per 1stru1rs1 seri amente, obbligandoli a tener d'occhio lo svolg~rsi della manovra ed a decidersi cd ugire prontamente. Nel secondo caso che ho preso in esame, quando cioè la cavalleria debba seguire i movimenti dcli.a fanteria, ovvero intraprendere alLre operazioni, ma dietro r ord ine del comandante della truppa , il suo campo d'azione. resta invero ristretto di molto, rna essa potrà sempre rendersi utile quando sia comandata da.
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LA CAV.\l.l,ERIA
l'\EJ.LE ESERCITAZIONI Df COY8ATTIMR?\TO
ufficiali · · . . intel11·o·ent1· .o · .'1.A q ues 1·,L pero' va interamente lasc1~to libero _1! ~omando della propria truppa, cd essi soh d~vono g1ud1care del momento opportuno di intervenire. Dell'opportunità deJJa cari ca è solo ed inter~m ente res~on s~bi!e l'~fficiale del! 'arma; e sicco1rÌe potr eb.be _darsi benissimo il caso che il superiore avesse anerl1lo. il vero mo111en10 propizio per una carica mentre _rnrnce fosse passato inosservato all'ufficiale l'. ~~valler1a,, così è n~turale che il superiore gliene foccr~ um~rco .. Ed ec<:o il ~ero lato istruttivo di queste man?v1e '. il quale, a mio parere, non si dovrebbe mai d1menllcare .
2° Come scorta. ali' artiglieria; 3° Nelle cariche eseg uite a momento opportuno. Appoggio ilei fianchi. - Ho dello più sopra, che la cavalleria collocata sulle ali · trovasi in un posto favorevolissimo per agire . Si aggi unga che il nostro terreno, in gen erale tanto fra slé..tgliato e coperto, favorisce di molto l'avanzare di ·piccoli dro ppcll i di cavalleria, i quali possono per tal modo axere _l'occasione d'avvicinarsi alla fanteria od artiglieria nemica e di sorprenderle piornban<lo lol'O addosso risolutamente. Collocala sulle ali la cavalleria può anche agire molto opportunamente come dimostrazione , comparendo e scomporendo velocemente e minacciando continuamente i fianchi dell'avversario. Così impiegata la cavalleria può rendere segnalati scrYigi alle proprie truppe e far perdere un tempo prezioso a quelle del partito opposto. Nulla infulli arresta con mnggior faci lità la fanteria dell'apparire im provviso del la ca valle ria nemica, e quando questa sappia manovrare bene e senza impegnarsi di molto, ma lasciando sempre in dubb io sulle proprie intenzioni, è innegabil e che i movimenti dell'avversario diven tano irresoluti e titubanti . Nel caso poi che il partilo nemico opponga alla nostra la propria cavalleria per liberarsi da questa continua stretta, starà nel criterio del comanùante cl i giudicare se convenga accettare la carica, oppme ritìratsi a poco a poco attirando i cavalieri nemici sollo il fuoco della nostra fanteria, per cari cari i e metterli fuori combattimento quando sieno obbligati a ritirarsi disordinatam ente. Scorta all'artiglieria. - È fuor di dubbio che la fanteria è più aclalla della cavalleria per servir di scorta all'artiglieria, ma anche J'oppoggio di qualche plotone a cavallo non è imieramenle a disprezzare. La cavalleria inoltre ha il vantaggio di poter seguire l'artiglieria
,. Ila~vi r.ure _eh~ u~a di dividere quella già poca ca, aller1a di cm si dispone i11 tanti drappell i q-uante sono le colonne della fanteria. Tranne il caso di una colonn a _eh~ debba agire a notevole lontananza dal corpo pr1'.1~1paJc ~e c_iò dovrelJb e avvenire ben di ruclo nelle esci c1taz1om di 30 grado) ritengo questo sislem~ con~e dannoso, all'arma e di nessun nmlaggio alla fant eri a stes8a . E questo infatti l'unico mezzo per non avere alcun efficace aiuto dall'arma a cavallo perc!1é nulla è più dannoso alla cavalleria dello spar~ p~glia_menlo del!c for~?' e perché ridolla a piccoli g~up~1 n~n poss1eùe p1u alcuna potenza. nè di urtò ne d1 resistenza. La sua azione divien e così perfoLla~ mente i!ull_a, e ~onsiderando la queslione sollo un pu ~to _dr Y1~ta p1ì1 elevato , è appunto perchè usavasi d1 fraz10.1jarla presso lui.le le colonne di fanteria, che nelle ~ltune campagne anteriori a quella del ,J 870 lu caraller1a nulla oprò di nolevoJe . N_ell~ esercit~zioni ?i cmi ci occupiamo, la cavalleria trovera un razional e impiego : 10 ~ome nppoggio dei fianchi, essendo collocata su 11 e a/1;
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LA C.\ VALLERIA
NEUE ESERClTAZ!ONl DI COllBATTDIE:',TO
anche a veloce andatura, e di poter ri co noscere prontamente il terreno circosta.nle. Singolal'mente adalli a questo ufficio sono poi gli squadroni armali di moscheuo. Ca1·iclte. - Ripeto che 0011 devesi caricare se non si ha. veromenle un'occasione propizia, e speci almen te contro fanteria . Ciò non toglie che quesla occasione favorevole . possa presentarsi in quasi lutte queste manovre, quando si seguono co n auenzione i movimenti delle proprie truppe e di (l'telle dell'avversario. Allorchè si possa sorprendere un partito nemico, sia desso r.omoosto di fanteria, di cavaller·i a o di artiglieria, sarà non si do;reò perde r ternro nello spi egarsi; invece miglior consig lio di ge ttarsi subilo sull o _stesso , per non perdere l'immenso vnntaggio della sorpresa. Negli altri casi invece è inclispensobile di adottare le mazioni prescrillc pegl i allacc l1i, adaLU1nclole nel modo più in telligente poss ibile al terreno sul quale si manorra . E qui osservo che rn0.nlre il nostro regolamento di evolmioni, prescrive di alluccare l'aniglieria con una parle <lei cavalieri in ordine sparso (a storm i) la qua le _si dirige sui pezzi, ecl una parle in ord ine chiuso che carica la scorta, nullo. poi ind ica pegli attacchi contro la fanteria. Secondo i LaLLici piL1 stimali, per regola la fonler ia vuol essere attaccata possibilmente mentre si muove e di fianco, e la cava lleria deve forniarsi nel senso della pI'ofond ittt. Se traLtasi della carica di un solo plotone, s'intende da sè che non devesi lasciare alcuna riserrn, ma deresi agire invece celererncntc e risolutamente; se in vece è 1..tno squ ad rone che muove all'ntlacco si possono seguire le norm e seguenti. Per un attacco di fronte, cioè, occorrono 3 plo~
ma
for-
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toni, e negli attacchi di fianco 2 soli, ed il resto déve seguire a 150 passi alla slessa andatura della prima linea, in colonna se composto dL 2 plotoni, e dirigersi contro la fa nteria che ha risparmiato la prima linea. Quando poi la fontP.ria non sembri molto scossa, nè abbastanza in disordine, ma imperiose circostanze dimostrino utile l'impiPgo della cavnll erin, uno squadrone potrebbe eseg1lire cariche successive di plotone, e tutte dirette contro lo stesso p1rnto d'attacco. Lo squadrone farebbe, per esempio, caricare il primo plotone a stormi, e quindi, avendo giù convenientemente collocati gli altri plotoui ad 80 o '100 passi di distanza l'un dall'altro, iuizierebbe le cariche successive. :'follo squadrone, in qu,ilunque circostanza, devesi sempre tenere indictl'o un certo nucleo di forza come ris<'rva, 1u qua le serva 1) dec idere l'azione, oppure a raccogli ere I plotoni retrocedenti dall' attacco nel caso di non rioscila. Uno squu clronc ballulo poi cleve immediatamente sgombra!'e il terreno, e por1.1irsi fuori del tiro della fanteria nemica, e q11ivi attendere a riordinarsi. Non snrà quindi male, se nelle esercitazioni di comhatlirn ento si avrù qualche vo lta l'occasio ne di raccogliersi indietro, orid e rendere famigliare al soldato quell'apparente di!-ordine che nasce forzatamente in tnli circostanze; e si dovrò approfittare di qnel momento per far compren cl(~ re ol soldato l'estrema necessità de lla pron ta raccol ta. Gli eser·cizi che a queslo s<·opo si fanno sulla piazza d'armo servono nd ·i nsegnare al cavaliere il modo più spedito per eseguire la riunioue dello squadrone, ma soltanto sul terreno vero di guerra, e q11in<l i con una certa apprnssimazione su yucllo di manovra, gli si AN NO XX, \' oL. JV.
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1,A CAVALLERlA.
potrà, per così dire, far toccare con mano l'importanza di tale esercizio. Se poi la fanteria si mette in ritirata, la cavalleria, per quanto sia in piccol numero, nori doH,à perder tempo per muovere subito all'inseguimento , al quale scopo è pl'ima regola di sforzarsi di guaclagnnre il fianco del nem ico, o meglio ancora , se è possib ile, di portarsi sulla sua via di ritirala. · Il combattimento di cavalleria però presenta serie difficoltà per essere rappresentato con qualche approssimazione alla verità nelle mnnovre del tempo di pace; ma ad ogni modo è d'uopo sforzaes i d'avvicinarsi al vero il più che sia passi.bile. Siccome poi l'azione della cavall(~ria deve svilupparsi velocemente, e che nppunto per rappresentare un po' da vicino ciò che accadrebbe in vera guerra è necessari.o che si avi una pronta decisione, così. è indispensabile che quando agisce la cavalleria un giudi ce di campo ne accompagni i movimenti, e pronunzi il suo verdetto colla massima prestezza. Per conchiudere, ritengansi come norme generali: 11° Che non bisogna essere troppo corrivi nell'ordinare una cari ca di cavalleria; 2° Che l'ufficiale dell'arma è il solo che deve decidere dell'o pportunità e del momento dì eseguire una carica; 3° Che il poslo più ndatto alla cavalleria è sulle ali; 4° Che un mezzo potente della. cavalleria·· è la dimostrazione; 5° Che molto utilmente la: si potrà impiegare. a guardia dei fornchi, ed a scorta dell'artiglieria; 6° Che un giudice di campo deve seguire i movimenti della eavalleria; 7° Che l'ufficiale di cavailerià deve costantemente
NELLE ESERCITAZIONI DI COi\IfiATTIMEK'l'O
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seguir~ i sani. principt della tattica dell'arma, e mantenersL al coperto il più che sia possibile per poi agire al momento opportuno colla massima' risoluzione e velocità. In ~ltro articolo mi occuperò della cavalleria nelle ,esercitazioni di combattimento come arma principale.
MAHZÌALE BIANCHI D'ADDA
Tenente ,iet 3° reggiinento d·i cavalleria.
237 dietro erano sembrati giusti, sani e logici, e che altro non erano se non le conseguenze dedotte dai molti fatti d~lle guerre passate. E ciò sembra tnpto più necessario fare <lacchè la scuola anzidetta, fondandosi apparentemente sulle straordinar ie vittorie tedesche, facilmente potrebbe trarre dietro a sè la generaJità, abbarbagliata naturalmente da tali fotti compiuti, e non vorremmo che si facesse così falsa strada, distruggendo quei pochi principi di strategia, che sono una guida, ma che non vanno interpretati pedantescamente alla lettera, ma bensì nel loro spirito e nella loro essenza. Gli è specialmente nell' esaminare la direzione della guerra dei grandi capitani che conviene portare quell'ampiezza di giudizio mercò la quale si possono e si debbono mettere a calcolo tutte quelle considerazioni materiali e morali .che sono all'altezza delle circostanze, e che possono fare intert1retare il loro operato con maggior larghezza di vedute . NOTE SOPRA ALCUNI PARTICOLARI ECC.
NOTE SOPRA ALCUNI
PARTICOLAR.I
DELLA
BATTAGLIA DI GRAVELOTTE-ST.-PRIVAT (18 agosto 1870) (1)
La ;uerra del 118'i0-71 coi suoi splend idi risultati per la parte tedesca, risu ltati giammai per lo addietro da alcun altro esercito raggiunti, ha scosso in taluno la fiducia che si aveva in alcuni principt di guerra e specialmente di strategia , talchè ci è stato chi li. ha fifra i ferravecchi e le cose inuti li. Nòn n anche releo-ati r.> è da farne le meraviglie, avvegnaché lo stesso fenomeno si produsse in seguito alle grandi vittorie del primo Napo leone, finchè poi calmate le prime impres' sioni ed i primi entusiasmi si venne a più equo e pondPrato g iudizio. . Perc iò ci sembra che valga la pena di es:i.minare brevemente se le ultime guerre abbiano veramente s·calzato e demolito quei principi che pure per ·l'ad-
( ~) Y. dispensa precedente della Bivisla.
Due potrebbero esseee le ragioni per cui bisognerebbe abbandonare e relegare fra i ferravecchi i principi strategici propugnati sinora, cioè: 4° Che le guerre moderne, e specialmente l'ultima del 1870-7,t sono in contraddizione con quei principt, che anzi non ne han ho tenuto conto; 2° Che a questi si p9ssono sostituire altri principì meglio formulali, più generali e comprensivi. In quanto al primo punto non sapp iamo vedere quali operazioni del!' esercito tedesco, specialmente nell'ultima guerra del ·1870-7·1, non corrispondano a capello ai noti principi di strategia, che si voglion o chiamare antiquati . Una operazione ardita, che ha dato luogo a commenti diversi, fu il passaggio della Mosella a monte di Melz nei giorni 16 e ·17 agosto . Ma quella manovra è non che prevista da tutti gli stralegici detti ora geometrici,
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NOTE SoPnA ALCUNI PARTICOLARI
ma è corroborata da rnoltissirni esempi delle guerre passate, e specialmenLe delle guerre della prima repubblica francese e del primo impero, cioè rninacciw·e o tagliare la linect lli operazioni all' a,vverscirio. Fu adoperata , per citare esempi più comunemente conos,;iuti, da filoreau per costringere Kray ad abbandonare il campo di Ulm, da Napoleone nelle campagne del rnoo e deH 805-1806, e dagli alleati nel 18'14. Anzi gli strategi.<;i suggeriscono tre modi per portare ad atto una simile operazione, ricavati appunto dallo studio dei folti storici: cioè coprire il movimento girante rrìercè un corpo di Lruppe o cambiare la direzione ·della linea d'operazione od infine .cambiare la base. Il generale !Ioltke nell'aggiramento cli )fotz ha prescelto il primo modo, che, quant.unque in generale non il più sicuro, pure in quelle condizioni. di tempo e luogo era il più adatto, come quello che si prestava più spontaneo e sped ilo; oltrecchè era sin d'allora tale e tanta la superiorità di forze materiali e morali tedesche che nessun pericolo si correva. Il movimento girante fu coperto prima dalla ia armala e poi · dal I 0 corpo unitamente alla 3" divisione di cavalleria. Ciò pertanto che non si comprende gli è che si vogli)l trovare difettivo o nuovo un princip io strategico quando non lo è punto. Gli strategici, detti dell'antica scuola, nnn hanno mai biasimato tali operazioni, anzi. hanno dettato le . norme generali come eseguirle, e queste norme hanno poi suggellale con 'quella concisa sentenza di non espo1,·e la zn'opria linea di operazioni nel · tentcwe cli minaccian~ ta nemicct. . Dunque la. guerra del 18'i0-7,t non ha infirmato alcuno di quei principì, anzi è venula ad avvalorarli. Solamente vonemmo notare, che, quantunque quel principio sembri, a primo vedere, di facile esecuzi?ne, non è· da credere che chiunque possa attuarlo, perocchè 1
239 esige molla previdenza, carallf!re ed energia e una profonda conoscenza del nemico contro il quale si opera; prima che la manovra sia compiuta si corrono pericoTi non lievi, specialmente sè l'avversario è attivo ed intraprendente. Sono cli quelle operazioni eh~ per essere portate a compimento richiedono in chi le guida. e dirige molto tatto e carattere. · L'altro principio che si vuole infinnare è quello che suggerisce di agire per linee interne contro nem'ico che agi'sce pe1· lùiee esterne; e qui si grida più fone, avvegnacchè si ha in proprio favore un esempio nella guerra del ,1866, cioè l'invasione della Boemia, dimenticando però che vi sono contro quel solo esempio tali e tanti esempi contrari che veramente si potrebbe dire che uno non fo. regola . ~la <p1ell'esempio è di guerre recent.i, epperciò parla più alla mente di tutti gli altri che si ricordano appena. S'intende ehe un esercito di 200 e più mila uomini per poter marciare ha bisogno cli ampia fronte, e quindi 'cii molle strade, e che specialmente se ha da valicare dei monti, non pub tutto al più che avere la scelta di un dato gruppo di esse, che menano allo scopo od obbiettivo ~celto. Ora è ben naturale che bisogna seguil'e tali gruppi di strade, ma l'accorgi mento sta appunto· nel diminuire con la buona scelta ì necessari arroccamenti, scegliendo quel fascio di strade che conducono più fac ilmente ad un concentramento. Perchè è da ricordare rispetto alle posizioni centrali o linee interne, che acciò riesca.no van taggiose, bisogna che . si abbia spnzio e tempo per manovi·are; bisogna, cioè, che le linee esterne siano a più di una giornata di marcia le une dalle altre, altrimenti si correrà rischio che chi agisce centralmente sia pressato di fianco o in coda men I.re com ba~te. · Che ·nella invasione della Boemia l'esercito prussian 0 nELLA BATTAGLIA DI GRAVELOTTE-ST.-PRIVAT
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Gl\AVELOTTE-ST.-PtUVAT 24 1 sarà troppo tardi, il nemico avr,\ guadllgna lo spazio etl iover.e di attaccarl o separato, si Sll1:à esso stesso posto al rischio 0i trovarsi minacciato contemporaneamente in vnri. punti. Ma ciò non detrae nullu nlla bontà del principio, il quale parLe dal supposto che ognuno agisca come si deve agire . Anche la. guerra del 1870-7·1 ci porge esempi dei vantaggi di chi occupa un punto cen trale contro le operazioni esterne del nemico. Una ve ra prova che palesa la bo nlà di quel prin cipio la trovinmo nelle stesse battagli e sotto :Uetz. Egli è per quel principio che il maresc ial lo Bazaine due volte ebbe per sA le probabilità di vi1.(oria, cioè di po ter cornbauere i Tedeschi su due campi di battagl ia con grande supe rioriLà di forze, quantunque qnesLi 1,1ltimi su quello stesso scac·t:hiere strategico fossero du e vo lte più nu meros i dei Frc1ncesi. Il giorno U , agosto alla battaglia di Borny-Colombey il maresciallo Bnzaine aveva sul campo forze superiori alle tedesche, e se avesse avuto un'idea qualunque ben ,decisa, quella bai taglia avrebbe potuto esse re una vittor-ia; alla batLaglia di Mars la Tour similmente esso aveva tutlo l'esercito fran cese sotto mllnO e non aveva di contro dapp ri ma che un solo co1'po d'aemata e più tardi due corpi e mezzo; strategicamente la "iuoria e!'a sua, spettava alla taLLica cornpleLarla, ma questa folli. Anche le operar,ioni che ebbero per co rollario la battaglia di Sedan, furono possibili e più agevol i per i Teclescl1i perchè appunto questi poterono opcrnre per linee interne conu·o i Francesi, i quo.li manovr»rono per linee esleme, e quindi non solo la'IJia armala po1è manovrare di conserva coll'armata della. Mosn, mn ad imped ire la m;:i.rcia del maresciallo Muc Mahon verso est, erano slati chiamati due corpi d'armata, il 11° e lll che er-ano sotto ~Ietz, per frapporre ostacolo alravanzare ,de' l<'rancesi di fronte, nel mentre sarebbero stati allaccati DELI.A. BAT'l'AGLIA DI
NOTE SOPRA ALCUNI PAnTI CO!,AlU
potesse marciare raggruppalo più strellamente non é neppur conlraddetto dalla Relazione ufficiale della guerra del 186a,' ln qua le Re lazion e adduce per {scusa del grande allonuinamento, che siccome per la difensiva si era stati obbligali a prenrlere tre punti di concentramento, cioè Turgnu, Goditr, e Glatz (una distesa di più di 300 chilom etri; nel •1870 quasi il doppio di forze tedesche erano concentra te su di una linea di 120 chilometri) ' il mezzo micrli ore e più ::, sol lecito per concentrarsi affine di pre nd ere l'offensiva era quello di portarsi innanzi ,·erso Gicin, tanto più che, il concentramento degli Anstriaci essen do stato fatto a OlmLitz, questi ultimi distavnno ancora di. più da Gi cin di quello che non ne fossero cliscosli i Prussiani. Dunque se l'esercito prussiano marcii) diviso in ire gruppi così distanti fra loro, non fu già per partilo preso e pr rchè non si vedessero i pericoli di tale marcia, ma percltè non c'era di meglio da fare in quelle date circostnn r,e. Ora volere da quel coso che riuscì fortunatissimo, sia strategicnmenle sia tatticamente, ricavare una rogione per iofirmare il vero e giusto prin cipio. delle li nee inte,·mi non ci sembra ragionevole.- Se poi si aggiu nge che chi agisce per linee esterne sia attivo, vigoroso,e abbia superiorità sul nemico, nel mentre chi 6 nella posizione centrale se ne sta indolente P. indeciso, non vi ba dubbio che questi si troverà in ultimo caso in pessime condizioni. - · E an che qui ripetiamo che non debbesi credere che quel . princip io così semplice e vero sia di facile esecuzione nell'atto pratico, che an zi ci vuole occhio inlellìi.renteI mente indagatrice e molta ri so luzi one per profìllare delle buone circoslnn,,e a ternpo opportuno , pei-occhè o uno si 1·isolvet·à troppo presLO e potrà guidare tutto l'esercito in una falsa tlirezione, p. es. contro un corpo dimostrativo, o altenderà troppo a decidersi e quindi V
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NOTE SOPRA ALCUNI l'ARTICOL•.\Rl
_di, fianc~; - cioè _un . doppio impiego di forze, che poi f~r on ? r~mandate 1nd1etro, attesa la esuberanza di forze d1 cui disponevano i Tedeschi, e auesa la lenta marcia de' :ra~cesi. - Dn ultimo: per ?on citare altri esempi., la I a1 do~o la capn0Iaz1onc di )Ietz ebbe appun_to p_er 1S(J'UZI011e dnl generDle ~foltke, dopo la batlagl_rn_ di Amiens e la presa di Houen, cli scegliere una posmone_ cer:trale Ira Ami ens e Rouen pe r pre ndere secon d? il caso, l'offensiva concr·o Fa iùli erbe e Briand che agivano per li nce esterne. E noi stessi in Italia abbiamo avuto l'esem pio di: Radetzky nel 4-8 che dalla posizione centrale di Ver~na potè b~tlere separatamente prima Durando a V1cen_zu e po1 l'arma ta sarda a Custoza. Abbiamo J'esemp10 recente ?~I 66 che l',\rciduca Alberto, pr·eodenclo ap,pu~r.~ 1,a . pos1z1~n_e c~nL'.'ale presso Vel'ona, potè ba t~er e 1 e_:sm cuo del .1rrncro, 11 che altrimenti sarebbe stato 1mposs1b1le.
ma~n
. S~mbrandoe! con ciò ùi aver risposto alla prima obbrez1011e, p~ss1am_o a discutere Ja secon da, se cioè ~on_ve~?a d1 meglro formulare i principi strategicj, per forh p_, u generali e co mprensivi ed elastici . Per ci ò fare c1 ser:vl!'emo _d el U0 volume dell'opera del tenente c°._lon_o:llo ,~1arselli ( 1; , il qua_le se non p1·opende per i p1 rnc1p1 della scuola strateglca detta ora geometrica n~pp~r; li mette fra i forrav~cchi, ma esaminali quei p11_nc1p 1 ne deduce che non gli sembrano co rrispondere 1~l1eramente a tutte le esigenze, e ne propone altra reda.ztone. -:-.Y~rnmente nell'esame che .l'autore ne fo, ci pare che sou,lrzzi s_ulla frase, ma quando viene a ricostruirla a nuovo, dobbrnmo confessare che anziché trovada più (1) La gue,·ra e la sua stoi-ia.
DELLA BATT.\GLIA DI GllAVELO'rTE-ST. - PI\lVA 'r
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comprensiva, più generale, mPgl io corrispondente alla idea clie si vuo le esp rimere, ne esprim e una tuLL'altra, più limitata e finita e che io sostanza non dice che poco o nulla. - Passiamo ai fall i. Al princ:ipio: operare per quanto è possibile sulle coinunica,;;ioni dell'inimi~o -~enz~ espo1·re le propn·e: il Mo.rselli vorrebbe sost1tL'.lf'e . 1l seguente: che la su.perioritèi della /01·za, pe1· rziisct1·ein sommo grado efficace, dev'essere applicata secondo quella direzione cll,e mena un ese1·cito sullct linea di ritirata dell'altro (pag. 99). Questa definizione ha il difetto elie pr·evede solo il caso che vi sia una superiorilà di forza, lo che è un caso eccezionale; si vede ch'è stata scritta. sotto la impressione dell'ulLimaguerra. Chi non ha la supel'io ritò. di fo rze non potrò. dunque minacciare la .lin ea di operazione arversaria, e perchè? Napol eone col passoggio dell e Al pi al S. Bernard_o e con la battw,.lia di Mare11go mirò appunto a tagliare o . r Ja li n~a di ope razioni nemiche; che egli non 1osse superiore di fo rze lo rnosll'a la battaglia di ~!arengo ch_e fu ad un punto di essere perduta. Secondo la defì.111zion e del l\larselli non bisognava dar quella battaglia, ma secondo la cosi deua antica scuola si potern benissiino darla. - In secondo lnogo, in detta.definizione non si tien punto conto, anzi non si fa parola della propria linea di operazioni, quindi pa rrebbe che si possa abbandonarla e non curarla! La qual cosa non crediamo che sia nell'intendimento dell'aulore, perchè si può cambiarn un a linea di operazioni, ma non abbandonarla intieramen te, giacchè come farebbe a vivere o rifornirsi un ese rcito? Non sarebbe quella un'operazione mii ilare , ma un e1-rorc, e non sa ppiam o con quale esemp io l'autore potrebbe confortare il suo dire, perché la li nea di operazione bisogna che sia o-uardata o da un corpo di truppa come fecero i 'red~schi sollo ~Ictz, o cambiando la. direzione dellw
2.io Secondo quindi quanto ablJìarno detto, la nuova redazione proposta dal ~larselli, anzìchè essere un ampliamento del principio della antica formola, sa1:ebbe più restritti va , sarebbe, monca ed erronea p~rche non indica la condizione, giusta la quale soltanto s1 potrebbe agire, e quindi anzic:hè un progresso, a nostro avviso, sarebbe un regresso. L'altro principio che si vorrebbe oppugnare dal Marselli perchè non reput1JlO sufficiente è questo: Operare sempre 7Jer linee interne, ed al qnalc si vorr~bbe sosti tui t'e ques1.'01Lro: Ope1·a,re (1. ·,nassa e con vigore preOELL.\ B,\T'IAGl,IA DI GRAVELOTTE- ST. - PRIVAT
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:.'{OTE SOPRA ALCUNl PARTICOLARI
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linea uperaziooe come la scelse ~apoleooe allraverso le Alpi, dondo poteva essere rifornito di quanLo abbisognava e ,per ~ove era venuto, e nel caso che fosse stato ~aUuto, s1 sarebbe riti ralo , specialmeoLe pe,· il Se.mp1one_ e_S. G?ttardo, donde era sceso Moncey con 45 mil a uom1m dell nrmala del Heno; od infine creandosi una base secondaria come Napoleone sul Meno ove si , 1·1 creò· mag.:izzini d · . di viveri e munizioni , ospedali' , a'r-:,ena a r1~a1:az1oni ecc. garantiti e rro Letti da piccole piazze . h e,m. · e forti d1 Wurtzburg, Koinino-hofen N ° , Krona(·h , Fo,e r ess~n gen~rale ha mai abbandonalo inlieramentc le sue h~ee d1 o~erazioni volontariamente; non è un errore, e un de_lato mi litare il fado, dice Napoleone a questo proposito. E, ve_ram·en Le voler ciò fare derivare come frullo dcli ult1m~ gu~rra ci sembra un grànde errore; per I~ contrario bisogna conven ire, quando bene si studm_o le operazioni de' Tedeschi in questa guerra, che .ess_1. hanno avuta una gra_nde cura e preoccupazione, e g1us_Larnenle, delle loro Jmee di operazioni e di vettovagliamen~o, e se ne sono talmente preoccupali da non voleri~ interrot_te neppur per poco dai corpi franchi o vo_l~ntar1 francesL mercè l'ottimo ordinamento del serv17:w d1 tappa al quale era impiegato quasi un altro esercito ~4!.- .Ed a questo proposito si può dire che tale serv~zto d1 tappa era così bene ordinato da superare d1 molto qnello adoperato dal primo Napoleone co,~ tro In guerra d'ins_urrezione di Spagna. Vero è per a(uo_ da notare che in Francia la guerra dei partig1an1 non h{l _assunto q uel rarattere genc~rale ed ostile che assunse m Ispagna dal '1808 al 181 t . . (-1? Il 4• n~ve'.11bre le truppe d; tappa e di guarnigione consistevano ln 8a battagl1001, 33 squadroni, 9 1 / , batterie.
delle 5° e 5• compa,. •A -0· Dopo • .la organizzazione . . ., 01·e • la µ·rn· gran par.., 1, questi battag!Jon1 ave,·ano un e1Tctti1•0 di ,1200 uo mini.
"
sceglie'!".do quelle linee che conduco11,o il P:01n·io e.~erc_ilo_ o ci baltere partitamente quello avversano o a 1·tunirsi su.l medesimo campo di battaglici nel modo più pronto e più efficace (pag. ~02) . . Varie obbiezioni si fanno dall'autore d1 questa nuova formola all'enuncit\to, veramente troppo laconico, del ì\Iac<lougall, che non sapp iamo perehè è stato prescelto perla critica del principio, mentre che se si fo~s~ a_dottato tale princ ipio quale viene esposto dal Jom1n1, si sarebbcveduto:cheuna linea di operazioni doppia,conlrole partì più ravvicinate cli un esercito nemico, sarùsemp t'e fun esta, a {or:ze v,guali, ove l'avve1·sario profitta de'vantaggi della siut posi~io11e ell esegnisce con 1·apiditù la rittnione clelle sne masse. ~e dnnque per unn ragione qualunque il generale Ilenedek non profittò nel 1866 dei vantaggi della sua posizioneenonescguì con ropidiLì1 la riunione delle sue masse a tempo debito su una delle ctue armate prussiane, è perciò da incolparne il principio? Aggiungasi in oltre che (è sempr'e ,Jomìni che pari~): « una linea cli operazioni doppia contro una semphce « sa rh tanto più pericolosa. quanto le sue parli sa« ranno lontane di parecch ie giornate ùi marcia. E « reciprocamente le linee di operuzìoni ed interne sa<s. ranno sempre le p_iù sicure perchè esse permettono
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NO'rE SOPRA.' ALCUNr PARTICOLA!\[
di _agire in massa contro lt> divis ioni isol.ate del ne<< m_1co se questo ha l'imprudenza d'impegnarle)>. Ora se s1_ fosse _tenuto_ conLo di questi ed altri precetti dati .dagli uutor1, non si sarebbero trovali monchi ed in.compl:Li i p_r:incipt. -:-- Ma non vogliamo di più inttattenerc1 su c10, e passiamo ad esaminare quello che il Marsell i peopone. :ru~l~ la _prima parte non è che una ripetizione del prmc1pì0 di strategia, cioè di opporre fa massa della nostra_armata alle frazioni nemiche. Vi si è aggiunto solo con vi.for~, ?l1 e per vero di1·e è l'attributo di tutte ]e oper_az1'.m1 d1 guerra . - La seconda parte riguarda l'atto 11 1:rnnire le proprie forze sul medes imo camoo di bat,t~gh.a ne l modo più pronto e pi ò eflicace. Veran~ente non s1 saprebbe quel che l'autore intende di dire se non si sapesse che vuol fare entl'are come principio ì'avvenimento fortun::ito delle linee concentriche dell'invasione <le! la Boemi.a del_4866, ~o.ceh~ ci pare sarebbe stato pii't cl11~ro, e prn. f~clle se s1 tos_se dello : « operare sempre << ene e ~oss1btle per linee rn terne e, qualora fosse im<< po ss'.bde,_~perure pe r linee pi ù che si può conver« genti e v;cme ». Jla ci affrettiamo a soo·o·iun o·ere che ciò ci semb ra in1Hi l·c a dirsi, e anziché ct7i~rir: produrrebbe oscurità. Infau i il principio genel'ale che bisoo'na .oper~re per linee inte rn e c·onLro il nemico che ag~ce .per lmee cst<~rne, naturalmen te ammette la possibilità lo ~1 possrl fare, ma supposta lrL impossibilità di cosi agire sia per catene di rno11ti, sia per altre circostanze d'. luogo, à i tempo, manovre rà .meglio chi meno si ~1s'~os~erà da quel ~r-iricipio, scegliendo le linee di opernz1011: co_nverge nt1 o ~;1 rallele le piL1 vicine fra loro. Se I Italia dovesse agire, pe1· esempio, offensivamente verso. l'.est per più linPe di operazioni, queste al bel -pr1 nc1p10 sa rebbero divergenti, q11indi direN·ebbero .parallele per poi finire co nvE:f'ge?ti. È la necessità geo<<
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DELLA BATTAG-L lA DI Gl\. \.VELOTTE-S'l', -P RIVAT
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grafica ehe a ciò obbligherebbe ed a cui bisogna provvedere con mezz i più adalli, rna che verrebbe esclusa. dalla definizione proposta . Crediamo che si sia corso un po' troppo nella critica per aver preso per libro di testo il Macdougall, il quale non è cbe un breve riassunto che natur::ilmente sorvola sui particolari, locchè non sarebbe nccaduto .se si fossero presi per testo lo J'omini, per esempio, od altri autori di proposito. Quando la natura del paese e la grandezza dell'esercito impediscono di operare per linee interne, sarà giuocoforza operare I per linee o parallele o cospirnnti, ma bennnelie in questo caso si dovranno scegliere quelle che sono le più vicine e present::ino sboèco e comunicazioni più facili per r iunire tutto l'esercito; perocché bisogna pur r icordarsi di quanto diceva Napoleone: « la distanza che « i corpi d'esercito d(~bbono mettere fra di loro nelle « marce, dipende dnl la contrada, dalle circostanze ,e << dallo scopo che si ha in mira: ove il terrer~o è pra« t.icabiie dappertul.Lo, non è necessario marciare sopra « una fronte di dieci o dod ici leghe; ore non lo è che « sopra un dato numero di strade, allora si riceve « la legge dalla località ». Per cui conclqcl iamo col dire che i cosl deui antichi principì ·strategici nulla gundagnerebbero con le nuove defi nizioni che si vorrebbero sos tituire, anzi ci perderebbero in chiarezza, generalità e precisi.one. Nul la abbiamo detto sul primo principio delle masse anche com battuto dall'autore ci tato, perocchè sembra più una quis tione di parole, che po·i lo stesso autore abbandornrne l form ulare i due principì summenzionati. Da parecchi-, specialmente in Francia, si crede che le vittorie tedesche nell'ulLima guerra sieno· solo dovute alla preponderanza del numero , aila bontà dell' arti-
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NOT E SOP.RA ft:1,CUNI PARTlCOLAlU
gli eria ed alla direzione del generale Mullke. - Non vi ha dubbio che tuui questi fauori di vittoria hanno quasi se mpre combattuto a favore de' Tedeschi, ma gli èu n ing11n11arsi e ben pericolosamente se si lascia sempre più infìl tra re tale credenza. Dici a mo peri colosa men te, perché nutrendo tali id ee si corre risch io cl i intraprendere, con non minore leggerezza di quello che avvenne nel ·1810, una nuova gue rra . - Se a Weissenburg,. a Worth, a St.-PrivaL, n Sedani Ted eschi furono mollo più numerosi dei Franresi, a Spif'heren per pi ù de'due terzi della dura la del combattimento furono sempre soverchiami le fo "ze francesi, e solo sul tardi lo furono le tedesche; a n orny furono anche soverchianti.i Fran cesi, ed infine a M ,rs Ja To ur furono grun dern ente soverch ia nti i Fran ces i; eppure Weissenburg, Worth, St.-Privat, Sedan segnano complete sconfi tte dei Francesi, laddove nè Sp id1l-'ren, nè 13orny, né ~la1·s la Tour non solo non so110 sconfitte ted esche, ma la prima è una sconfìlla frnncese, e le ultime due sono battagl ie incleeise, mn i cui vantaggi stra tegici sono tutti a favore de' Tedeschi, nnzichè de' Francesi superiori in numero, avvP.gnacr.hè questi fur ono obblig-ati dop o la battnglia a ritirarsi e a cedere il campo di buttaglia. - Nè a Wci:'se11burg, nè a Wurth, nè a Spicheren , nè a Borny, nè a ~Jar·s la Tour i11fln ì q11el la direzione superiore che r!ircsse le battaglie di SL-l>rivat e Se<lao; anzi a Spichcren il <:o rnand o pa,,sò perquattro mao I di verse. Dunque vool,, i cer-carequalcbe ;i ltra nigione . - Si rieorre nl fatto dell'arliglieria tedesca, ch'era molto superiore alla fran-. ccse per numero, quali tit ed abi litù, e ciò è veri ssim o; ma si dimentica d'altra parte di annoverare le mitragliere, che pur avevano molle buone qualili'1, sper.inlmente nella dil'esa di posizi oni scopnrte e si dim entica benanclti> un altro non lieve vam,;ggio che avevano i Fraucesi nel Chassepol, cl1e per rapidità ed esattezza di tiro,
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e per grande gittata, superava di rnolto il fucile ad ago pr·u ssiano . Anche con un piccolo vantaggio - e quello del Clrnssepot non era piccolo - yuando lo si sa far valere in guerra, si possono cogliere risultati grandissimi, come accadde del fucilo a retrocarica, il cui effetto si seppe così bene far fruttare dai Prussiani nel la guerra del 66, per cui non iu uno de' minori fattori delle loro vi ttorie. E certamente il Cbassepot diede un vantaggio non lieve alla fanteria fran cese sulla tedesca, la quale, prima di potersi schierare cd aprire il suo fuoco, era obbligata a superare un:J zona abbastanza larga di terreno, pcrfellamente battulo da quel fuc il e. E quel fuoco era tanto più nocivo appunto perchè i tiratori francesi in quei momenti,· non e~sendo esposti al fuo co di rucilerianemica, potevano tirare con tutta l'attenzione, la calma necessuria, quasi come se tirassero con iro un bçrsaglio di esercitazione. Ed anzi èrediamo clte cleLLasi specialmente alla inferiorità del fucile ad ago, relativamente al Chassepot, se quasi. tutti gli aLtacchi frontali fatti alla bartaglia di. St.·Privat, ove il terreno era quasi tutto spacci ato, non riuscirono frnttuosi, malgrado la irande costanza e vigore che vi apportar·ono i Tedeschi . Crediamo che se quel vantaggio dell'arma fosse stato dalla parte del vincitore, non si sarebbe rnancato di attribuirgli specia le cagione delle conseguite villorie. Vantaggio assai grande fu quello del Chassepol, e bastevole par sè solo a decidere ed assicurare la vittoria se più accuratam ente fosse stato stud iato il modo come adoperarlo, e se altre e molteplici cause non avessero concorso in favol'e dei Tedeschi; c'erano altri molti fattori di vittoria a loro favore, c'era una salda disciplina, un ottimo quadro di ufficiali di spirito etcellente, intelligenti, studiosi e pratici dell'nrte della guerra; c'era conoscenza del paese ehc si ANNO
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doveva percorrere, c'era preparazione studiata ed adattata alle circoslan:r.e, c'era fiducia sc1.unb ievole cd in tutti, c'era insomma grande forza di resislen:r.a e di carattere. Per fermo una intelligenza superiore guidava il comando dell'esercito, ma ciò che veramente si ammira e merita più l'attenzione gli è la energia nelle decisioni, il carattere fermo e determinato che dominò e diresse tutte le operazioni. - L'esercito tedesco era una macchina intelligente e sensibile, per così dire, che r ispond eva in tutti i sensi a tulte le esigenze della situazione, in modo ch8 bastava darle unn. direzione perehè tuLLo procedesse da sé mirabilmente con accordo ed armon ia. Infatti non solo procedettero bene le operazioni là dove imperava l'alta inlelligenza del generale Mollke, ma tult.e le operazioni furono guidate con criterio e buon senso, secondo buoni principì mili Lari accoppiati ad energia e vigore. Così agisce la UI armata come la 1• e 11•, così agisce poi la l" armata verso Amiens, e l'armata di Werder nell'A lsazia.Ed in ciò troviamo qualche cosa di superiore alle grandi guerre del primo Impero, nelle qual i le operaz10oidireltc da Napoleone erano sempre ottime, ma non così quelle . de'suoi luogotenenti, per cui sovente, e specialmente sul declinare dell'Impero, edin Ispagna, gli scacchi de'I110gotenenti paralizzarono le grandi vittori e dell'Imperatore . - Con l'esercito tedesco del 70- 7,i, crediamo che, quandanche un l\lollke non le avesse dirette, le operazioni sarebbero benanche arrivate a buon porto, s~bene meno brillantemente e con molto minori risultati tattici. Ma non così si crede da taluni in Francia: cioè si parte là dall'idea che la guerra del 70-71 è stata princ.:ipalrnente perduta per la inferiorità numerica dei combatleoti, e per la inferioritò di artiglieria, ond' è che nel nuovo ordinamento dell'esercito si è tenuto appunto spe0
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cialmente calcolo di ciò; si è aumenlata immensamente la forza numerica da chiamarsi sotto le armi, tanto da soverchiare quasi quella della Germania; si è accresciuta di mollo la forza dell'artiglieria di battagl ia, così che la l•'rancia stante le imm ense risorse pecuniarie di cui può dispMre e mercè prodigi di patriottismo, fra non molto il suo armamento e la sua artiglieria, e tutto quanto è relativo alla mobilitazione sarò. pronto materialmente ed in buone condizioni, non inforiori. a nessuno, e in grado da sostenere una lunga guerra. - A fronte di ciò è probabile che da qui a qualche tempo, quando la rotazione delle leve sarà completa, quando l'esercito francese sarà più numeroso del germanico e sarà allestito il suo materiale da guerra, quella nazione facilmente si riscalderà la fantasia, si esalterà il cervello e crederò. qualunque momento ed occasione opportuni per prendere le armi, avendo ferita dolorosa sem pre aperta e sempre viva che la ecciterà, cioè la perdila dell'Alsazia e la Loreua e più di tutto il suo amor prnprio profondamente offeso. ~fa è del pari probabile che, se ciò accadesse, come pur troppo temiamo, considerando il cuore umano e le sue tendenze quali sono e non quali dovrebbero essere, la Francia andrebbe incontro a una delusione e i risultati cli tale levata di scudi non potrebbero essere meno funesti per lei di quella del 70-7-1, anzi per avventura più :nfelici. - In breve · correre di tempo non si camb ia lo spirito delle istituzioni militari, nè l'educazione avita. ~fa, quel che è più, non si dimenticano così presto i tristissimi ricordi delle_grandi sconfitte patite, anzi saranno sempre dinanzi. alla immaginazione quali fantasmi e:io·anteschi vO e minacciosi; quindi è che la Francia in una nuova gu~rra_ potrò. portare in linea eserciti molto più numer~s1 d1 qu elli deJl'ultirn~ guerra, ma le qualità militari . d1 tale esercito saranno esse migliori?
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l'(-OTE SOPRA ALCUN[ PARTICOLAIU
Nel sovrapporre la nuova all'antica educazione militare, se non passano anni di continue cure ed ;issidni · studi, si perde una parte delle antiche buone quali tà e si guadagna poco delle nuove, quando non si sia avuto agio di farle entrare nell'uso generale, nelle abitudini dell'esercito. - Ma vi ha di più; se l'esercito del 70 non era numeroso relativamente al tedesco, se non aveva tulle le qualità necessarie ad un ben formato esercito, se non aveva ottimi quadri, era nondimeno forte per fiducia in sé s tesso e nei suoi capi, aveva una tradizione di glorie giammai sino allora da altri superata non che raggiunta, ovunque negli ultimi tempi aveva comballuto sempre aveva r.iportato la vittoria, aveva , i n una parola, un morale ben alto, e negli eserciti la forza morale conta per i tre quarti. Laddove oggi 1~sso scendendo in campo con ricordi di sconfitte inudite, cioè di eserciti interi capitolati a Sedan, a Metz, a Pontarlier, ed inoltre con scarsa fiducia nei suoi capi, avrà esso quello slancio, quella fiducia e quella saldezza che pur aveva allo inizio della guerra del 70? Dubitiamo perciò che la Francia abbia operato bene a fare sì grandi ed estesi armam enti, perchè sarà indotta più facilmente nell'illusione di poter fare presto Hna guerra di rivincita. Per contro, se essa si fosse accontentata di forma re un esercito sufficiente, rn a non stragrande, avrebbe potuto cominciare clall' espurgare i catti vi e mediocri elementi , e rìmpìazz<Y·li mano mono con buoni ed ottimi, e così poco alla volta ven ir migliorando i su oi quadri d'ufficiali, che è-il vero modo di migliorare l'esercito; e in appresso pensare ad ingrandirlo. Cosl più sollecitam ente si sarebbe elevato il livell o intellelLua le del!' esercito che avrebbe potuto fare rapidi progressi nella via del perfezi onamento . Facendo inoltre un esercì Lo molto grosso Ju 17ran cia
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ti_ene sempre più desta e vigile la Germania, la quale non si addormenta sui suoi allori, che anzi segue con occhio scrutatore gli armamenti francesi. R siccome potrà temere una , di quelle sfuriate franc esi , così, appena glie se ne presenterà il destro, sarà anche essa strascinata alla guerra, essendo suo interesse venire ad una decisione al più presto possibile, perchè vede che quanto più ritarderà a farlo tanto maggior t~mpo darà alla Francia di armarsi ed ordinarsi e farsi più forte. ~i è notato incidentalmente in principio di questo scntto, a pag. 41, come nelle disposizioni date per la marcia dalla Mosella alla Mosa che volevasi intraprendere dalla II" armala tedesca, quella marcia fosse ordinata su troppo larga fronte, dovendo la detta armata trovarsi ilgiorno '18agosto (Allegato.20 ) èosìspiegata:col • .X0 corpo a valle di Yerd un, il III0 a Dieue sur Me use, ilIX0 a Génicourt, il Xll 0 a Dannoncourt, la guardia a S. Mihiel, il IV 0 corpo <l Commercy, ed in seconda linea dietro la guardia il 11° corpo. - Tale fronte era di quasi 55 chilometri, epperciò dicemmo che ci sembrava troppo ampia; ma forse tale disposizione fu data allo scopo di far marciare con maggior libertà e sollecitudine i vari corpi e meglio farli vivere a carico d~l paese, perocché ognuno de' corpi d'armata, eccello il Il°, avrebbe avuto la sua propria strada a percorrere e quindi avrebbe avuto la s ua zona di approvvigio namento. D'aHra parte è da riflettere che marciando su ampia fronte si corre il pericolo che nel caso s'incontri il n:-rnico non gli si possano opporre molte forze, specialmente se tale incontro succed~ su una delle ali: se non che un concentramento completo, per esempio: dell a 11• at·mata sull'ala destra• $Ì sarebbe potuto effettuare in due giorni, attesa la rnolliplicità di strade che congiungono i vari punti. E ciò perchè, nel caso
J;loil.,
NOTE SOPRA ALCUN! PATt'l'ICOLARI
'.255 trovare le risorse in vi veri di cui si. ha bisogno, poichè spesso i corpi in ,1a linea non lasceranno che poche o punte risorse a quelli in 2a linea che seguono sulla stessa strada . Per cui spetta veramente alla prudenia de] capo calcolare quando gli conviene allargarsi per vivere, e seuarsi e concentrarsi per combattere, e quando debba prevalere più l'una che l'altra necessità. ~la, nel caso concre to , che si potesse marciare più r.ompatti ce lo mostra la ffl" armata, la quale marciò appunto con due corpi in ogni strada ed occllpando una fronte di poco più di una ventina di chilometri con altrettunti di profondità, senza che siano succeduti, pee quanto si sappia, inconvenienti di sorta, sia per viveri, sia pee comodità di marcia. L'armata della Mosa ch'era composta del Xl1° corpo, guardia e lV corpo, più 2 divisioni di cava ll.eria (5a e 6a) oltre le 2 della guardia e Sassoni, quando si portò verso est prese una fronte esageratamente larga; infatti il XH 0 corpo, estrema destra, senza coni.are, beninteso, la grande fronte spiegata dalla cavalleria, la quale giustamente esplorava lo spazio immenso da Sivry al nord di Verdun ecl Erize la Brulée al sud, marciò per · Eix e Belrupt su V<:rdun, la guardia per S. ìU ihiel ed il IV per Commercy, tenendo cioè l'estesissimo fro nte che voleva occuirnrc la Jin al'rnata che era composta di 7 corpi d'esercito! E questa larga fronte, che vo leva prima prendere la Il'' armata e che poi prese l'armata della }Iosa, obbligò probabilmente la ma armata a dover marciare molto più al snd, quantunque essa marciasse molto compatta. Infatti nel lo stesso giorno 23 agosto in cui l' armata della ;uosa si estendeva dalla strada Elain-Vcrdun a Comrnel'cy, la lII' armata occupava col l0 e H0 corpo bavarese St. Aubin e Tronville, col V0 corpo e colla divisione wurternb•~rghese Stainville eMeni.1-St.-Saulxe coll'Xl 0 e VI 0 corpo Montierf, DEC.LA llATTAGLIA 1)1 GRAYEl,OTTE-ST .-PIUVAT
di cui parliamo, per Iu molliplicità e direzione delle strade se ne sarebbe avuto un buon·numero per portarsi verso il nord, cosicchè un corpo non avrebbe potuto essere cli ostacolo al seguente in tale traslocamento, ma senza tale felice disposizione di strade, pel ·concentramento in questione surebbero occorsi al men o 3 o 4,giorn i.- ln sos tanza po i l'ampia fronte dellall" armata era più apparente che reale, avvegnache 6 corpi si · sarebbero trovali su di una fronte ùi meno di ,i.O chilometri, quindi a bbastanza concentrati; solo il IV era rnolt,0 distante, cioè sulla strada Saizerais-]:loucqCommerey e facendo ,inche 1.1n distaceamento più a sud verso Toul. E questo IV 0 corpo forse debhesi considerare come un corpo staccato, ed infatti per essere stato portato troppo aì sud non potò essere ch iamato a concorrere alle battagl ie intorno a Metz e non nvrebbe potuto trovarsi neppure in un pt'onto còncen- . tramento verso Fala des tra . · Quando la fronte di un'armata che marcia contro nl nemico è molto più ampia di uw:i. giornata di marcia, in generale, anzichè estendersi così , pa l'e che sarebbe più utile, invece di far muciare un solo corpo per ogni strada, fa rn e rnareiar due, bene inteso tenendoli !'tino \ dall'altro ad una tappa cli d istanza. In cotal modo la \ liberli.t e comod ità sarà quasi la stessa, il tempo necessario pel concentramento molto minore, e clìppiù si può far fronte verso uno de' fianchi sin dal primo momento con due corpi cl'eserG ito, ed un cambiamento di d irezione di marcia, come ebbe a farlo la IW. irmata, si potrù eseguirlo con molto più sollec itudine e prontezza; in una parola, la formu generale si approssima mo llo a quella di un qundrato. Una so la e vera obbiezione si può fare a ciò , ed è che qunndo si vuol vivere di requisizioni, quanto più larga è la fronte di marc ia, tanto più è agevole 0
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St.-Suulx e Gondrecourt, cioè una fronte al massimo di 2~ c~1ilomet.1·i con quasi allrettanti di profondità. Nè, r_1pelramo, ~appiamo che quella marcia fosse più fa-
t1cos~ delle altre, nè che siasi in con tralo difficoltà per far vivere quella gran massa d'uomini e cavalli . La qual massa tra il 215 e 26 intraprese il mirabile e mai abbastanza lodato ca mbiamento di fronte a destra con la stessa facilità e regolarità come se fosse stata una divi sione, t;111a brigata! · Ci pare da questi' esempi poter~i r icavare che il front.e, di m_arcia debba essere proporzionato alla pro.:: fond1ta o vJCeversa. Quando per voler camminare su parecch ie strade la estensione del fronte è ta le che, P~.r fare un concentramento su di un'ala, ci vuole rnolto p1u tempo di quello che occorrerebbe a far serrare innanzi gli scaglioni successivi, allora, anzichè estendersi_ sover~hiamente, snrà sovente più utile di rad doppiare gli scaglioni, ricordando peraltro che il numero di questi scaglioni deve essere limitalo a due corpi d'armata 0 quasi mai giungere a tre . Veramente vo lei' ~ssar 1:egole su questo sarebb0 .peggio clrn pedan lena, anzi un errore; bisognerà certo però tener conto della Yera lunghezza delle colonne e studia re quin di come converrà megli o distribuirle. La marcia della JIIa armata ci sembra un ti po da imitarsi-e-s.tu~ diarsi. E.
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RJVISrl\\ BIBLIOGRAFICA
L ,, Guer,•ff e la sutt .Stm•itt. di NrccoLA l\'lAL'lSf.LLl - Volume secondo - J\Iilano 18,:,, fratelli Tren~s, editori. Allorquando n ella dispensa del muggio scorso rendevamo conto ui ILOstl'i lcLto1·i della publJlicazione del 1° volume tli quost'opcl'a, ci augurnvomo che il chiaro aulot·e potesse alte nere la promossa ch'eg li ci faceva a llora in foi·rna un po' condizio nala della prollla pubblicazione ùel segniLo. E il s uo non fu davvero un p1·omei i er lungo coll"attendc1· co1·to, poichè a pochi mesi d'intervallo è uscilo qucslo secondo volume, che sembra debba essere la pat·le capitùlC dell'opera, di cui il primo non sarel>bo che u n' inll-ocluzione, e il terzo non sari.:t che un' illustrazione. ll CJ campo dellfl storia rl i quei principii, ch'egli è venuto sYolgcnrlo nel campo (!ella teni-i,, . Se nllorn, in occasione della pubblicazione del 1• volume, / noi ci f11cemrno una legge tl i as tcne1°ci tl al proferi r e un giudizio, riservandoci fl far-lo, quando potessimo avere dinanzi tulla la Lr la dell'opc1·a, 01•a eh<> 11uesla Lola, almeno per l a parte teore tica, ci sta Lultu davanti, diciamo con Lulta J'runcllezt.a che pi·ovinmo un certo qual pe ntimento di aver full.o quella promessa, e farem o ai nostri letlori la confessione, dio non abbia1uo in 11nr llt1 ci rcos tanza palesato per inlie1·0 il mo-
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RIVIS1'A
BIHLlòGRAFJCA
Livo che ci rendeva così guardinghi e ritenuti; giacchè oltre alla ragione suddetta vi entrava pure un legittimo sgomen to · di metterci a sentenziare sopra un'opera di q uesta natura, per apprezzar la r1uale .~ dovere si richiede d.i averci pensato su almeno altrettanto quan to vi ha pensato chi la meditò e la scrisse. Eppure noi ralliremmo al còmp ito che si de-ve proporre un periodico qual è queslo, se indugiassim() a parlare cli questa pubblicazione per aH1·i 111esi ancora, e il valo1'c dell'opera richiede pure che non ci limitiamo ad ur.Ì mao·ro o cenno; più di tut~o poi ci. spa ventereblJe l'idea di riassumere un lavoro che riceve la sua vita da una discussione larga e sviluppata, cosicchè non si pottebbe riuscire ad aHro che a storpiar e il pensier·o del l'autore, quan,lo lo si volesse r idurre alla scala di 1/1.000.
che si riferisce aJl'azionc, si raggira cioè intor no alle regolc.l che presiedono alla condotta dell'Eset'cito in guena . P~r quello invocù che si riferisce all'appw·ecchio - secondo la distinzione acceLlala dall'autore slesso-già no fu discorso nel t • volume al libro lll, sollo al titolo l'F.se,·cito: in quel libro si conlenevano i principi i generali relativi alla composizione degli Eserciti (r eclutamento) e al loro orclinarnen Lo tattico. Ora cl 1e abbiamo dinanzi agli oc.citi, non più soltanLo accennata a somm i capi, ma svolta tulLa In lela della parte teor etica dell'opera, ci avventuriamo ad emelte r-e un'osservazione, che g ià ci aveva colpiti On dall'apparire del t• volume. Ci parve cioè che in uno stttdio cornplelo della sciù11za della g ue!'ra la parfo dell'Orga;1ica meritasse Lrnosviluppo più completo, e non vi fosse ragione di shandit•ne affaLlo, come fece l'autore, la TaiLica orclincu•ia, qualeegli la denom ina, quella, vogliam d ir e noi, che presiede a i Regolamenti cl 'esorcizio e cli manovra, e che suols i distinguer e in pura ccl applicala. Per ciò ch e riguarda l'Organica noi ci tro viamo indotti a larnentai· e oggi più di prima che non le si s ia dato un conven iente sviluppo, inquµnLochè dttlla lettura del 2° volum<~ ci s iamo convinti di ciò che rriù avemmo luogo <li indurre dopo la lettura del ·1°,r,hecioèii MA R SELLl ubb ia scd lto un po' per tutti , pei non militar.i ugualmen te che pei rnililari , e fra questi tanto pei mililari pr ovetti, riuanto pei novizi . · ------N-oi siamo ben lontan.i dal Yoler con ciò movere un appunto a l ).!Iarselli perchè egli abhia scù!Lo una sferti di Je LLori più larga, •anzichè conlentucsi di una più r isL1·etta, e<l anzi reputiamo una vera f'orluna che acl iniziare il pubblico non militare ne' nostri pretesi segreti s iasi trovata una penna non solo così competente, ma anche talù da invogliare alla lettura e allo stud io . N'oi rnilita1'i no11 abbiamo che a g uadagnar e dalla diffos.ione deJle cnnoscr.nze militari nel pubblico, e poichè 1n no 8 tra legislazione esce clt1lle aule del Pal'lamento, dobbiamo augnrar·c.i e.ho i legislatori siano lulti intelli genti della ntateria e non diano un volo Rlla cieca s ull'autol'ilfl alt.1'ui, all<
Posti in questo bivio, no.i ci sen tiamo in dovere di fare appello noi stessi all'irnl ulgenza de' lettori, e prima di tutto a quella dell'autore slesso, se ei accingiamo a parlare come g iuclicj di quest'opera, della q uule sar·ebhe necessar.io un accurato studio, mentre noi non ..wemmoil tempo che di farne una attenta le ttura ; le opinioni ci1e avremo a<l emettere in ptoposito p reghiamo s'intendano s,,mp1·e espresse - quand'anco la forma tt·adisse la nost1\t intenzione - con un punto d'interrogazione, come di chi espone un dubbio, domanda uno schiarimento piuttoslo che contrappone r icisamen te il suo modo di vedere. Riportiamo nnzitnUo l'indice sommario di questo volume: Libro I V. LA PoL tTfCA DELLA GUERRA . - Capitolo l°. La Politica della Guerra i11 gene1·nle . -- 2• Applicazì.one alla d ifesa dell' Italia. LilJ1'0 V. 'l'BO!HA GEKERALE DRLLA (H\ANflE GUEHHA . -
Ca-•
pitoJo 1•. La S trategia. - 2° La Geografia militare e la Statislica, con applicazione alla guerra clifensi va-oflensiva verso la fron tiera ovesL dell'Italia. - ;~•. La l.ogi- . ;:;tica . - 1-•. La Granùe Tatt.iea. Come s.i vede, questo Stlcondo vol ume comprende tuUo ciò
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gando la propria incompetenza . - Ora s·e v'ha un ramo dello scibile militure, in cui ciò sia più desider abile, si è appunto quello dell'Ot·ganica; g iacché sulla condotta delle operazioni militari in gue1Ta sarà ben poca la presa che può avere il celo noq militare, trirnne nella· sfera morale; laddove per tutto ciò che si riferisce allu composizione, alla costituzione dell'Esercilo, al suo bilancio, a' quadri, ecc., con tinua è l'azione del, Par-lamento e del Paese.
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S otto q uest.o rispetto adunque noi avremmo ritenuto sommamente utile, e non certo estraneo a l quad1·0 clell'opei·a, se il Marsellinonsi fosse limita toalle r1uestionidel reclutamento e dell'ordinamento ta ttico, e di rrueste stesse s i fosse dato a svolger e i principii dit'·ettivi, anzichù forn ire una quantità di dati speciali. Comprendiamo bensì come .i n un' opera come· cJuesta egli non abbia creduto cli fare una trattazione speciale di a ltre branche della scien1.a m ilitare, ch'egli ha enumerate; ma Lutto ciò che s i r iferisce alla macchina Esercito, s ia considera ta nel suo funzionnmcnto organico, sia considerata nella sua azione per uno s copo de termina lo, vale a dire la guerra, rientrava, ci sembra, nella cornice del gran quacli::o ch'eg·li intendeva di present.arei. Per q uanto poi si r iferisce alla TatLica ordinaria , com'ei la denowina_, a ([Uella insomma che fornisce· le regole secondo cui devono essere impiegate le truppe uel co1~battirnento ~econdo la loro special.itù, sia parti tamente per armi, sia nei complesso delle tre armi, lan~o sulla p iazza <l'armi, quan to sul terr<mo così dBtto Yero, noi non sapremmo trovare la rag ione peI' cui essa dovesse essere esclusa, giacché siamo ben lungi dal credere che l'autore no n credesse di polel'Ci, anche per questo ramo della scienza, fissa re de' principii al- • Lrettan to assoluti, quanto quel li che venne formulando in altr·i 1·ami. Ben si comprende come egli ·potesse vedere qualche cliffìcollù a comprendel'e ques ta serie cl i nozioni sotto la 1·ubrica di {eo,.ia eletta grande guerra. Ma non el'a una l'ag ione per non ap rire un'altra categoria speciale, se così eredeva .
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In un'opera che si propone per ogget.t.o d i ricercaPe le leggi supreme che pres iedono a questo faLLo così cornplesso che clicesi guerra, ci senibra essere una: ve t' a lacuna jl non cornprenclervi quelle che presiedono allo svolgimento clell'uHimo a~lo risolutivo, i~combattimento, p(11· c iò che r iguarrla la paete esecu tiva, Ja quale, non meno che ,1uella di r ettiva, è soggetta a leggi costanti, e meritevole non me,110 della sua sorella ma<,o·iore della mecliLazione del filosofo . 00 > .ò Un'altM osservazione e lle ci si presentò alla menle per ci che spetta alla tela generale dell'opera, riguarda il collocamen Lo del libro I V - La Politica rleltr.t gue1·ra - che r,oteva forsf) trovar e meglio il suo poslo--prima del libro Il I, inliLolalo l'Ese,·cdo, giacche\ come jJ Marselli stesso acconeiam~n le dimost~a, la politica si manifesLa anzituLLo nel periodo_ d1 a1~parec;l: 10: L'elemen to direttivo che presiede alla vita sia annua le ~CL s 1 conceda per analogia l'es pressione), sia volitiva dell'E~ercito'. cons iderato come un organismo a sè, ll'Ont h,1 sua lmea d1 condotta traccia ta da princip ii, da l'egole, da crilerii che sono di esclusiva speUanza dello scibile m ilitare propriamente detto; ma in riua nlo quest'organismo dell'Eserci to 0 considerato come 01,gano d i un organismo più vasto, dal qual.e esso tra~ JI sangue e l'alimento, e alla cui v ita essn cO'opera coorctnrnlamente con al Lri organi, quell'elemento di l'etti vo prende norma cla' criLer ii, da' prindpii d 1e reggono l'or·gan isn.10 r iù vasto e che sono di spBLtanza della politica. Per ciò Rvremmo cleside~ rato nella tratlazione ctella materia una partizione netta 1h rruesl.e due sfere, e il libro che t1•au.a della politica della guerra 1; 0 i lo av remmo concepito posto più convenien Lemenle o in principio, o in l'ine. lndiviclualizzundo ques Li varii rami, noi avremmo eosì voluto che alla sciEmza del 1Hin is lr-o della guel'rn e a '!iiella del genernle in capo fosse l'atta precedere o venir dopo la !:;cienza d.e.ll'uomo di Stato, consid<:cirato di reonte al prohlerna della difosa del paese e cli nna gucrrn. . F al.te 11 uest~! piscrve sulla distribuzione<' ,-111l'ecm10m1u·gcnerale dell'opera seguiamo l'autorr attraverso ,1i can'.po, nel
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quale egli ci guida, accennando ad alcune idee più salienti, elio v'incontriamo. Qnello in cui l'aulore ci appare sommo s i è l'onunziato dello idee gener-ali. ti gli le contempla sempre da un punto di vista così lat go, eosì comprensivo, eos\ fìlosofico, e le presenta con tal lucidezza di pensiero, con tal.e attraenza di forme, che la mente ne resta sedotta e non ha più nulla a desiderare. TuUi · quei rapporti eosì complessi che all'acuto osservatore si pres entano nelle azioni umane, raggruppate in grandi categorie, che generano delle grndazioni così s variale nel modo con cui <tu~ste hannosi u considerare e ad apprezzare, sono c6Hi con diligente analisi dal Marselli, e rifu si in ammirabile s intesi. È la dote principale del suo cervello, fa llo per l'universale, e che sa ricondurre ad a rmonica unità mediante un'armonica classificazione tante varietù distinte. La s tessa vivacitù ed energia di spir ito non brilla più in ogual grado, cruando egli scende da r1uest'alta sfora, e viene ad aggirar s i nel labirinto dei fatLi speciali, dove il caso facendosi più concreto, è amm issibile una soluzione più determinata e 1·ecisa; a llora non è raro scor gere peevalere in lui il rn~z~o tP,rrnine, e disdegnare un'analisi paziente, minuta, per cm si cont8nLa d i accettare il risul~alo del lavoro rauo da altri la cui opinione egli s i <:1ppropria, introducendovi delle atte~ n uanti o cercando di comporee le d ivergenze di pareri . Nulla di più comprensivo pèl' esempio, n ulla di più giusto, n~lla di più ammirabilme nte esposto che i ra ppor-ti ri·a la politica e la guerra; ma giù allorché viene fl d iscutei·e 11uale sia cl!remmo così, l_a procedu1·a, pel.'. cui quest.i rapporti si eser~ f e,tano nel caso concreto, e viene ad enumer ar-e i vari sistemi cbe sono in uso, egli ci sfugge d i mano, per modo che il lettore r imarrebbe pur sempre in clubbio qual(~ sia i[ mic,Jior sistema a cui app igliarsi in una dala nazione, sotto un dat~ r eggimento pold.1co, Jn un dato arnbient.e sociale. Egli stesso nota bensì come i s is temi non debbano essere considerati come enti astratti: ma ch'essi hanno valor e in rag·.ione de~ valore degli
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uomini che li t'armo funzionare . ,Ma e gli non volle spingersi fino al punto da pronunziare che la ques tione si r·iùuce in pra tica ad u1; a c1uistione di persone, e che siccome queste sono date, nè s i possono can1hial'e, il m iglior s istema sarà in ogni s ingolo caso quell!) che meglio si adatta u q uelle tali persone~ . PosLa nel campo de' sistemi la questione non è solubile così almeno crediamo - e non ci convince l'idea emessa dall'autore che gia un oLlimo sist~, e nemmeno un buon s istema, quello lenuto dai P 1·ussian1 nelle ultime guerre, dove l'armonia si manlenne sempr e fr-a il comandante nominale, il comandante effettivo e i comandanti in sol.l'ordine in grazia delle non iulereotte vitlocie: ma dove è faci le vedere q uali gravissimi inconvenienti sarebbero nati nel caso di guerra s forLunata, in cui non sarebbHsi s aputo s u chi far pesare la responsabililà, e in cui è lecito il credere che s acehbesi tosto :addivenire ad una più esatta distinzione sentito il bisogno
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delle aLLribuzioni. Trattando della politica della guerra il Marselli solleva la questione che venne dibatt.ula i.n questi uHimi Lempi sulle conseguenze che hannosi a tr at're quanto alla durata delle guerre dal modo con con cui oggi queste si fanno. 11 colonnello Ricci ne' s uoi scritti sulla difesa cl'Halia ernise l'opinione che colle gcandi masse del giorno d'oggi, ; he s i possono cosi r apidamente concen trare, e colle conseguenze d issolvenLi che produce una battagl ia perduta in masse così numerose e così impressionabili, non sarà più il caso d i pot9r pensare a quelle guer!'e lunghe e melodiche, in cui dopo un esercito di '1' linea se ne presentava al nemko uno di 2", e poi uno di 3', facendo la difesa del paese passo passo da un capo a ll'altro; per cu.i dopo alcuni . scorrtri infelici Ja nazion~ si Lrover·ànecessariamente costretta a far la pace, r iservando la r iscossa a tempi rnigli9ri. Anzichè una regola era quella la predizione di un fatto che si avvererà inesorabilmente, e secondo il quale è bene regolarsi, - ammesso che la predizione sia g iusta. Tutti gli scrittori mili.tari s i sollevarono contro questa teoria;
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luLt~ la dissero derivan lu in driUa linea dalla gue1·1·u tlel 70, e Lull1 ebbero l'a vverlenza di notare che appunto la resistenza 1:ro!u~gata ~ella Francia veni\·a a smentir la. Anche il .Mar·sell1 s è _sclue rato co11 'luesLi, e credell0 di dover consacra1·e parecchie pagine a ribaUere una tale opinione.~ oi uon a vren1'.no la presunzione d.i intc1•venir-e fca ta li autor·ità diSJ)ensan k 11 torto e la <r' • . • ' t ) . . . raoione, se non fo::;sechc c1 pare siansi scambio ti i terrn1111 del problemfl, e quello citazione cl131J'esc~mpio L lelh gue:ra franco-t"dcsca del J 870-71 ne è la più chiara prova. ;I r~1g1onamento del Ricci basavn sulla J)l'crnessu clic'\ una na~1n1~e g~lt1 nelln_b ilancia nel primo colpo lutto quanto può ~.ve1e eh forza viva, solo lenendo indietro un tanto pc!' soppc111:e alle P.et'cltte dell'ese1•ei to di p1·ima linea, o1t un c::;cwcilo di. seconda lmea già costituito in condizioni d'inl<.Wiorilù rispello a_ <tueHo di prima, destinato sovt'atutto a rendere intieramenLe d1spon1hl)c r1uest'ull imo. S'è avverato rrueslo caso in l• "'ne· i is Ol' e i.. u1 ne . 7 · :omo potè la F1·ancia, pal'alizzaLo che ru J'osercito d, prima linea, rnctterc in piedi a ncopa tunta l'Ol'za arinuta e prol~ngare cosi ancor di tanto la gul:'1Ta? Questi sti.wzi s:iccess1 v1 cl i'essa poLè ftll'O non f'ul'ono ro1·se possibili nppunto P_<:rc.Jiè il p1·1mo s ro1·zo 11011 vcnrn~ fatto o grun pezz,1 con Lutto ciò che la popolazione poteva dare di valicto1 Come l ., . . • · < unquc potr. ebbes1 mvocarc conteo quell'or)inionc ... , l''lL · · · « 1• h O, Jl1 CLU S I ver1fìcano appunto condizioni opposte t1 quelle che costituiscono la base del ragionamento de l Ricci~ r ,,e ,· t,, 1 · ' 11 , 1 I h a COS/-l o d:u,i'evidenza così palmare, c-he non sappiamo spiegarC"i come si Yenga sempre ripetendo quest' argomen to, e a nessuno baleni alla mente la spiegazione così semplice, così naturale f d~l renomeno, la 11uale farebbe SLihilo Yedere come la e:itaz1011e non faccia p1'oprio ul caso. Il Marselli stesso d'allronde non può l'icusai·si ad mnmettere che neJI,~ condizioni del ofor110 d'on·"1· ] ,, o· "' oè « 6 u,:.r1·u " non sar~b be prolungabile, se diw\'el'o tnUe le forze YiVf' cli un paese s1 trovassero riunite in un ptu1lo tlel territorio, e~" in LIII solo momen to Loccassel'O tale sconfìt[a dn r·imcmei·e flifoUo schiacA
ciate o almeno incapaci a rifarsi col rit.iral'si ed appoggiarsi 11d oslacoli naLurali ed artificiali. La realtà spesso non è così, e coloro che ragionano a quel modo pigliano un cuso anormale e particolare e lo elevano ad assoluto. In realtà havvi, oltre all'esercito di prima linea, uno cli sE<conda e poi la milfaia comunale, e l'esercito di prima linea ha il suo complemento, che si apparecchia a colmare i vuoti.mentr-e l'altro combatte: in r eallù le fìnanze impediscono soven te di avel'e in pace i quadri necessari per oltene1'e in guerca un più numeroso esercito di pt·ima linea, d i modo che moltcfor'ze restano in r i~erva; in realtà il sistema rercovial'io ha una limitata polenza di traspor-lo in un dato numero cl.i g iorni; ed infine le r iserve oggi non vogliono esistere soUanlo di nome, ma anche esser e pre· ventivanwntc organizzate"· Come si vede, la questione non sta più nelle conseguenze, sta nelle premesse, e si viene a risolvere in quest'altra: È egli vero o no che attualmenle tutte le Potenze cercano di dare il massimo sviluppo alle forze militari, traendo dalla popolazione quel massimo cll'essu può cJare e seguitando in ciò più o meno f'e J elmente come rnodello il tipo prussjano? È egli vero o no che tulle le Potenze si studiano <li potere in brevissimo tempo metter-e in prima linea un esercito combattente, che s'avvicina grossolanamente alla metà dell'effettivo, menlre questo effettivo stesso è all'incirca il 3 •1. della popolazione? Che la r ealtà abbia ad essere un po' diver sa si può concedere, mn non si potrebbe ammeLLore che ctuesto !:;Ìa un caso anormale e particolare, come il :Marselli vorrebbe, g iacchè anzi è la mela a cui lutti si pt·opongono di a1·rivarc. Che resti indietro il complemento dell'ese1'cito di.prima linea, che cesti indiell'O quello di secondt1 e la milizia co1mmale, questo Lulti sei sanno, ed è anzi una cosa normale; ma è pur ce1·to cf10 se i primi fatti saranno stati sfol'tunali - e si noti che nessuno ha mai parla to di una battaglia sola, come il Marselli rarebbe clit'e agli avversari ch'egli s'è da Li - gli elementi 1'i masli indietco non possono più p1•esentare quelle condizioni di solidità che presentavano i ANNO XX, VoL.
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266 UIV[STA primi, e àd ·ogni modo, quando si saranflO hnpegna'ti pur quesiti per rHentarè la sorte delle m·mi, e questa sarà pure riuscita sfavorevole, sarà una semplice questione dì aritmetica quella di contare quanti elementi validi restino disponibili per un'ulteriore difesa.; a cui s'aggiungerà una questione di appi'ezzamento, quella di 'Vedere il' grado di coesione e di solidità di tali elementi di fronte ad un nemico,che avrà potuto intanto farsi raggiungere dalle sue riserve, e che ad ogni passo.a vanti crescerà di fiducia, di baldanza e di prestigio. Non sarà allora molto. probabilmente il caso di discutere se debbasi fare in un modo o nell'altro; non sar•à quest.ione· sul partito mi.gliòre cui appigliarsi: la scelta non rimarrà libera; la pace s'imporrà da sè stessa. . Come si vede, non si tratta già qui di formulare un precetto, di consigliare una linea di condotta; si Lratta solamente di vedere, se, date .quelle premesse, le conseguenze saran110 tali· E una previsione, la ~emplice presunzione di un fatto che s,i verificherà nelie g uerre avvenire. Qu.elli che si_sollev\l,_no contro qL1esto mode> di vedere mostr·ano di impensierirsi ch'esso possa, diffondendosi nelle file dél'l'esercilo, influire perniciosamente sulla tenacia e sulla perseveranza del difensore . Quasi direbbesi che co' loro argomenti vogl iano susurrare all'orecchio che certe coS'e son vere, ma non son buone a dirsi ad alta voce. Noi. crediamo che la d_iffiooltà dei problemi non si vinca coll'eluderli, ma che bisogni guardarli in faccia; e cr·ediamo inoit1:e che ment1'e il militare non dovrà mai avere, come t_ale, aHra regola che quella di adoperarsi con tutti i mezzi che sono in poLer suo, senza badare alle conseguenze, incomba invece all'uomo df SlaLo un ben altro compito, e questi debba pensare all'avvenire del paese, che, ristora'bile ancora, quando sappiasi a tempo concludere la ,pace, potrebbe invece essere per molto maggior tempo od anche per sempre compromesso, quando si voiesse proseguire la dit'esa sem:a più avere i mezzi di potere en tro la campagna ripassare all'offensiva. Una difesa prolungata senza
BlBLIOGnAFlCA 267 questa fondata speranza può dar prova di generoso sentire, ma considerata razionalmente, secondo i criteri'della scienza è un assurdo1 una~folJia. Ritornando al Marselli, aggiungeremo che· noi pure credi.amo non solo possibili, mù anche molto probabili que' contrattempi, n cui egli allude, pe' quali non tutte le forze vive del paese sa1·ebbe1·0 esaurite dal bel principio della campagna, in una sola ballaglia: bisogna pur ammettere che ciò che non s'è potuto impegnare subito da principio servirà appunto per poLere, dentm un breve intervallo, ritentare la prova, ma -che, esaurita infelicemente anche questa, altro non rimarrà con cui risLor·a1·e le sorti del paese, se non spe1·are nell'impreveduto . 11 capitolo che segue, in cui il Mal'selli applica alla difesa dell'Italia le considerazioni svolte nel primo capitolo, essendo lutto ronclato su questo suo modo di apprezzare le conseguenze della guerra odierna, darebbe luogo ad aare osservazioni di simj] gemere; cosicch6 noi vi passiamo sopra, anche .per non ridestare una questione, che fu già dibattutissima e alla quale questo period ico si fece un dovere di rimanere sempre estraneo. Passiamo così senz'altro al libro V, che contiene la teoria deUa {Jl'ande guerrct. Con '}ucsta denominazione l'autore di. chiara d'intendere la par Le dil'etti va delle operazioni complesse ~ coordinate che gli eserciti eseguiscono per conseguire il l0ro scopo, cosicchè l'idea della grande guerra ~el'rebbe ad e.ssere contrapposta ì}On già a ·quella della piccola, ma alla subalterna esecuzione di sè s lessa. Egli la distingue, come si è vedulo, in quattro earni; la strategia, la geografia militare, la logistica e la gr-ande tattica. Questa è veramente la parte culminante dell'opera del Mar-selli, r1uella in cui hanno più campo di spiegarsi le rare doti (lei suo ingegno. A quelli che han'no già un buon cor-redo di cognizioni militari e stoC'iche la trattazione del J.\.farselli ser'virà come elemento unificatore e fecondatore; per ·quelli che •
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fanno primi pass i nello s tudio servirà come faro direttore. Xon è soltanlo una semplice enunciazione di principii ; non è neppure solLanto un'accurata dimostrazione di que' principii, che pu1' riuscirebbe compassata e arida; ù una continua discussione piena ùi profondità non meno che di brio, in cui l'auLore ass ocia la mente del leLlore al lavorio che s i 6 fatto nella sua, cosicché quesLi Yiene ad aver la chiave del COJl).e que' principii furono dedoUi. E <lopo avere lungamente esposta la leoria, dopo avere spiegata tutta la tela, l'autore in un epilogo raccoglie le sparse fila, e r iass ume tutto il suo ragionarnonto con una evidenza, della quale noi 11011 possiamo dare ai lettori tllh'a idea, se nou dicendo loro: leggete. Nè si ereda che quo' principii siano esposti con quel dogmatismo, cJ,e crea i saccenti, i quali credono, col possesso di poche formule, di cui si pongono a cavallo, cli potere con l'aiulo di <1uesle trinciare a drilta cd a manca sui fatLi slorici, applicando a qucsLi quella s tregua e pretendendo che questi s'abbiano ad acconciare precisamente a quella. Continua invece, insistente, grandissima è la cura con cui il Murselli pone in guardia contro questo mal vezzo, che s i contrappone u quell'altro di non volcl'lle sapere di teoria genera le, e di voler tutto regolare, lutto spiegare ;.:ccondo le circostanze. Egli s i pone in mezzo ft't\ queste due correnti, e mentre mostra agli uni che sac·ebbe una sein1za che s'ar,rpJist1:n'cbbe a IJuon mercato quella che dissociasse i pl'incipii dai faLli , i quali furono il fondamento appunto della teoria, mostro. ugli altri come non s'avl'ebbe nessun 1110?0 di pronuuziare un giudizio sulhfoperazioni militari, quando non s'avesse 1n scorta diretliva dei principii s tessi. I nYero non ritenemmo mai come un buqn meccanico pratico colni jl quale non possedesse che i pochi JWincipii della scienza e non si fosse tlala la briga, analizzando minulamenlé varii tipi di macchine, di rende1·si conto delle modificazioni spesso • grandissii'ne che subisce la teoria nella pratica·, per effetto
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degli alll'iti, della natu1•a fisica dei va1'ii elemenLi onde una macchina si compone; come neppure 1·ilerremmo tale colui pel quale ad ogni nuova macchina che gli si presentasse fosse obbligalo a scomporla lutta ed a ricomporla e ad aci1uistamc la praLica, e non riuscisse a vedere che LuLte obbediscono u certe leggi coslanli . Certo de' due preferiremmo il secondo, poichc3 a lungo anelare l'evidenza s'imporrebbe da sè stessa, e di quell~ leggi egli riuscirebbe pure a inLravederne alcune. Ma certo diremmo che anche il secondo non ha fatto buona skuda, e che, privo di un lìlo direLlore, egli spende molto lempo e fatica per raggiungere un risullRLo, che non sal'à mai in pl'Oporzione collo !:;forzo impiegt\lo. P erchè non avrebl>o ad essere anche così, cd anzi a più forte ragione nella sfera della meccanica mil ilare, in cui. i fenomeni sonÒ più complessi, di una natura più elevata, eppc•1•ciò di più diffici le studio? Noi facciamo voli perchè il metodo tenuto e raccomandalo dal 'ì\1ar·selli sia bcme s Ludiato e cliven Li proprietà comune; giacchè crediRmo che veramente sia degno de' primi onori. Fra la scuola cl'eala dagli scrmi di Jomini <la una parte, e quella che sta 01·a rivelandosi in molti scritti tede!:lchi, noi riteniamo sia un felice tentativo di una scuola intermedia questo che ha intrapreso il Marselli, e <li cui vo<lremo il.complemento nel 3• volume dell'opera. Ma anche in questa tl'aLtazione della teoria c'lella grancle guerra noi avremmo preferii.o ch'egli avesse tralasciato le non poche nozioni cli carattere tecnico e speciale, che non abbastanza sviluppate pér cl1i vogl iA fame uuo slutlio ex-pro.fesso, appariscono qui estranee alla materia, e non $emb1·ano presentare grande utilità. Ciò <licio.mo per le cons iderazioni che egli svolge sul valore militare de' fiumi e <lei monti, e più ancora pur quelle notizie di da Li logistici, con cu i egli ha r iempiuto parecchie pagine. Se quest'opera avrà la fortuna, che noi le auguriamo, di una seconda edizione, noi vo1·remmo suggerire al Marselli di riseca1·e s u ques to inven tar-i.o di co. gnizioni militari po3ilive, che ciascuno o possiede di giù o sa
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dove rintracciare. Egli dovrebbe limitarsi alla parte veramente s ua, quella :in cui egli è, se non addirittura creatore, almeno così intelligen~e coonlinatol'e e formulatore. Il Marselli stesso ha del resto sentito la necessilà di scusarsi di queste digressioni, e ha chiesto venia di avere sconfinato nella sfera in cui il relativo soverchia, allegando l'impossibilità in cui era di far seguil'e immediatamente all'enunciato dei principii generali le deduzioni storiche, t1·alte dail'esam.e critico delle operazioni militari, esposte coll'ordine secondo cui sonosi effeUivamente svolte. A noi pal'e che r1uesta scusa possa valere per chi considera che quest'opera non esce alia luce tutta. insieme; ma non varrà più per quelli i quali - quando sarà pubblicalo il 3· volume -:- l'avranno tulLa sotto gli occhi, e noi vorremmo che d'un'opera così importante l'autore avesse regolato l'economia generale, non in vista del modo di pubblicazione, come se fosse un opuscolo di circostanza, ma in vist.a della sua durabilitù, a cu i essa ha ogni diritto. Ci couferma nella lusinga che queste osservazioni, se giuste, abbiano ad esercitare qualcheinfluenza j} vedere come l'autore, mostrando in ciò del resto come l'uomo s ia s uscettivo di progresso, non siasi creduto per- nulla umilialo cli ricredersi egli stess? in più d'una ci1·costanza. È quello che noi ubbiamo notato in quest'opera specialmente. Jn un Dialogo sullaSi1'ategia, che i lettori di questa Rit>isia s i r icorderanno di avere letto (1), e.gli formulava i principii della strategia in un modo che ora egli riconosce potersi lacciare di tropp·o assolutismo e di troppa ristrettezza. In quesl'opera egli fa la critica. a sè stesso, e indica i] come s ia venu to ragionando a mod iOca1·e l'enunciato di. qitei principii . Parrebbe così naturale il dire che studiatlfdo s'è progredito, eppure il fatto è là per dirci che soltanto le menti superiori sono capaci di fare la confessione de' ·proprii errori. Noi confidiamo quindi che le nostre osservazioni saranno interp.1·etate collo stesso spirito che le deLtò, e che se in (Il Dispensa dcll'aµrile 1869.
. DIBLI0GÙF1CA 271' es,s e l'au~ore riconoscerà un fondamento, non avrà difficol.bà a teneme conto.
Così anche nell'epilogo del libro V egli r iconosce che sasebbe stato meglio se il principio supremo dell'arte della guer ra egli lo avesse trasferilo in principio del libro sull'Esercito. .Ecco in qual modo questo principio viene 'c1a lui espresso: prepa1·et1'e ed aclope,·a1'e le arrni. in guisa da essere piùj'orti sul campo cli baitag lia; il che si ottiene con la quaTJ.idcì e colta qualdcì degli uomini a1·mcdi; con let massa, il moto, e t'u.1'to) animati dall'ingegno, dal~'istruiione e clal carattere. E noi anzi aggiungiamo che, ove s i riconoscesse fondato su buone ragioni il desiderio da noi espresso di vedere il libro della Politica della giie,·1·a posto in capo alla trattazione della teoria generale della guerra, e perciò prima del libro sull'Ese,.cito, vorremmo vedere là trasfel'ito questo principio supremo, giaccliè H problema di renderci più forti dell'avNersnrio ~ul campo di battaglia non è meno di spetlanza della sfera politica di quello che lo sia della sfera più slrettamen te militare. E con ciò diamo fine a questa escurs.i one che abb iam fùtta a·sbalzi nel largo campo. che ci ha aperto dinanzi il ìVfarselli. Verso un autore di una valeut.ìa così giustamente riconosciuta la cri.tica Ila ragione di essere sottile e minuta. Noi del l'esto ci s.i am valsi dell'esempio ch·egli stesso ei dà cli una completa emancipazione da qualunque aulof'i tù, pur men tre egli si most.ra sempre riverente ed arnmiratol'e delle autor iLà legillimamente cosLituite. Egli per esempio inculca agli ufficiali italiani lo studio atten to delle oper-e di C!.:Ìusewitz, cli cui leva a cielo la prof'ondità e l'acume; ma ciò non toglie che, parlandone con m~lta frequenza in questo suo volume, e citandone le opinioni, egli nol faccia se non per combattflrlo o per r eWfical'lo. Gli è questo in veriLà il rnodo migliore di venerare Ja rnemor .ia dei sommi scrittori, i quali, se fossero vivi, non s'adonterehbero, o almeno non si dovrebbero a<lontare, .se taluno, procedendo dietro le loro ormo alla ricerca di quel vero aì cui essi furono intelligenti e zelanti sacerdoti) mostr~ di accoglierli vo-
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lentieri come maestri, ma appunto pe1· potor fare altri pussi in quella ricerca, per cogliere altre facce non vodule ancora o state solo intravis te, per sostenere, a nche contro l'opinione di quegli stessi maestri, gl'interessi di quella scienza a cui essi eransi consacrati.
debha ridursi la vicina, perviene alla seguente formola sintetica "dover e, cioi;:, la fo1 ·tincazione n1odet>nà esser e costituita « da grandi baLte1·ie posleal s icuro da un atlaccodi viva forza». Questa formola, pel' se stessa f<)l'se L1·oppo sinLotica, compendia i due generi di difesa. - L'arte antica non mirava che a lla difesa vicina, l'ostacolo; oggi si cle\'e principalmente mirare allu lontana, le o.frese. Nel 3• capo il capila no Asti esuminarapiduincnle le fosi s toriche del tracciato, semplice nelle sue prime formo, complicato in seguilo. - Oggi deve 1·iLor nar·s i all'anlicu semplicità porchè possa raggiungersi la mobilità delle offese, trasportando le balterie da un sii.o all'allro. Ciò non dispensu rlallo sl.abi lit·c dei nuclei di d ifesa; il traccialo poligonole rappresenta la rivoluzione dell'arte. Quando il Ml'po fìuncheggianle sarù divenuto nucleo di d il'esa cadr an no tutte le opposizioni che ~i ranno a quel sistema. E~co quanto in compendio espone l'uuL01·e nel -.• capo, e da cui deduce doversi oggi, in ragione ùell'altualc portata delle armi, aver e esLose fronti, fiancheggiale d.., forti chiusi, disposti a metà fronti. QuPsti for ti abbiano comando in morto cito possano battere l'esterna corno l'inle1·nn spianala, si pongano in ess i le caserme, i magazzini ccc. Conseg uen;,;a di tali idee, 1\ che gli uomini ed i cannoni stiano a llo scoperto nl rnomen lo dell'azione. - Ciò che oggi deve Paggi ungersi non è giù il coprirsi, ma l'offendere; occorre p~t·ciò nvc1•e la mas~ima mobililù, il massi mo campo cli Liro. Si Jirni1,ino quindi le casAmallc al solo ricovero degli uomini o del materialo f'uol'i d'aiionc. R iassumendo coteste idee nel :\0 capo, il capitano Asti formola i seguenti principÌi generali, riferentisi specialrnenle alla fortUica::Jone pe1·1nanente, e c ioè: J• La difesa lontana sia distinta dAlla vicina; 2• li tracciato sia semplice, a grandi linee, e tale <la permeLle rc (lltr.lln disposizione delle artiglierie che fosse richiesta rlalle cirrosLanze;
Del11a••tilo e dell'avveni1•e d e lla forli/lcaeioHe - Considerazioni di D OMENICO ASTI capitano d i complemento nel 2° reggimento del genio. - Venezia 1875, tip. ~aralovich.
Col titolo sopraindicato il capitano del genio sig-. DO.\JENico ha pubblicato un prcge\·ole volumetto distinto in una broYe pref~zione e tredici capi: in tutto t07 pagine, in cui l'autnre svolge alcune considerazioni sui progressi verso i , 1uali, a suo avviso, deve oggi avviarsi così la forlificazione permanente come la passeggera. Nella prefazione l'autore dichiara che non intende già presenlare un sistema di 101;tificazione che anzi crede essere ciò impossibile nello sta to ftl,tualc' dell'ar to, la quale versa in un periodo di trunsi;:ione o di rinnovo.men lo. - Egli inYcce cerca di stabi lil'e i principii ai quali l'arte del fortificare <le ve oggi inforrnar si, cleducendoli da studi) analisi e discu,;sioni. ASTI
~e! 1• capo l'autore constata che la fortifi cazione è antica quanto l'umana società o, passando i.n r ivista con brc \'e sinlesi storica le alterne fasi per le quali · o l'altacco o la difesa pl'evalsero col pel'fezionossi delle offese e dei mezzi difens ivi) giunge all'opoct, attuate, in cui ritiene la pr ovo.lenza del prlfno s ulla seconda, e si propone pertanlo di ricercare i principii per ristabilire l'eq n i.librio. Nel 2" capo l'autore con opportnne considerazioni stabilisce dovei· essere principio fondamentale della model'l)a forUflcazione la distinzione frn la di1'c sa lontana e ln difesa vicina, ed esaminando le basi sulle quali deve oggirnai fondarsi lo svil uppo della difesa lontana, ed analizzando come e q uanto
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3° Si devono stabilire nuelei di difesa ed affidar ad essi il fiancheggiamento; · 4' Devono uomiJ1i e material i essere allo scoperto durante l'azione e al coperto fLtori della medesima. . ~-ei _rimu-n_enti capi il capitano Asti esamina e discute i princ1pH a1 quali <leve informarsi oggi lafo,,tifìcazionepasseggel'a, quella c1oò cheha per iscopo cli appogg;,1re gli esercit.iin aperta campagnn, creancloposjzioni o conco1·rendo all'esito delle battaglie . Cocl~sto s tudio è più complesso, più vasto, e tfuindi più arduo _e meno deter-minato; esso sarebùe propriamente quello dell'ar-te militare. La fortificazione permanente è cosa dell'ingegnere, la passeggera del generale. Ciò che è comune allo sLudio dell'uno come dell'altro è la siol'ia, cd è il metodo stor ico r1uello che deve seg uirsi. - L'autore perciò fa un breve esame storico dei t'aUi p1·incipali che caratterizzano le varie epoche. « Quante cose si vedono proporre di buona fede ere« dendole utili e nuo v(~ mentre furono altre volte condannate « dall'espeeienza; e quante altre invece snt'ebbo possibile r-i« chiama1·c alla luce se si conoscesse lo stato nel q uale gli avi « le lasciarono ed il pe1·chè furono abbandonate! » Da codes loesa1ìic s torico dej fatt i. il capitano Asti deduce che « se non risorgeranno gli allogg i..ìrnenti trincerati per .,.li in'« teri eserciti, potranno r·isorgct·c i luoghi fortificati, dov: r ac~ cogliere, durante la campagna combattuta in una determi« natu regione, lé mun izioni, i viveri, gli ospedali; s i·potranno « munire i punti d'impoetan%:a s lrategicu, rnigliorare racilmente « le condizion i dife nsive cli una pos izione naturale ben scelta, , « render _ b uone quelle che nou lo l'osset'Q e s opperire u ,1uegli « ostacoli che la natura non offrisse 1>. È un novello avvenire· che s'uprea llu forlificuz i.one campale, ma occot're nbbandonare ogni spirito d i sistema e guardat·si da conce t.Li che la storia ha condannati. - Là dove sembra talvolta essel'e progresso Ja storia ci avverte essere regresso, e viceversa. ' ln p rimo luogo il ca pilano Asti vuole i soldati trasformati
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in operai. È la preparaz~one voluta dal Girard nella recente sua opera della quale abbiamo f...tto cenno altra volla; l'uso degli utensili e degli strum en ti sia ratto f'amigìiar e al soldalo. La questione della fot'tificazione passeggera non è propria mente.questione di muLazioni ai tracciati ed ai profHi, ù, sopratutto questione d'ol'dinan:iento . - Gli utensili bisogna averli seco e saperli adoperare. Nella cerch ia del proprio grado occorre che ogni ufficiale sappia esser<~ ingegnere . Ero. già massima questa di Federico. IL -- La forti!ìcaziorrn campale assumerà forme varie e differenti secondo la natura del teatco d'azione; volerla cit·coscri vere, determinare, limitare prescrivendo se, come, dove, quando deve essere impiegata sarebbe oper,, pedantesca e puerile insieme. Si insegni nello spi-, rito pi ù che nelle forme sen7.a preconcetto sis lema e largamen le; s i appat'ecchino i mezzi d'c:seguimento in ogni corpo ·dalla divis ione alla compagnia, e s i lasci al gener ale il giudicare quando, dove e c6me debba valer-sene. Nel '13° capo il capitano Asti r-ilorna sulla fortificazione permanente pee quanto conceme l'applicùzione dei principii. Egl.i non vorrebbe che s i ergesse a massima il dover cingere di un ct1mpo trin~e1'ato la Capitr1le. - Se riues tu ha reale importanza s trategica nulla è più naturnle del clifenùerla, ma s tabilire che. per d ifcndel'la c i s i debba chiudere in essa lasciando .il nemico padrone della cQm pagna, è grave errore . Se la Capitale ha vera impOl'tunza strategica s i munisca come u n'altra piazza qualunctue; si darà probabilmente una battaglia sotto le s ue mura, e se si sarà battuti ~i anrlrà altrove acr atting,1r-c, potendo, n uove fot'ze pet' condurre la guer ra dove meglio convenga e tentare ia r iscossa. - Se la Capitale non ha importanza strategica, si lasci aperta; il governo si tr-asportu altrove e_la grande cittù non vale l'esercito ed il paese. Voler· detenninare qua le sar à l'ultimo riclolto della difesa non è possibile, esso dipende da uria serie <li circostanze imprevedute ecl impl'evedihili. - Irnpr-ovvjsare sollo le mura di una fortezzQ secondo le circosLanze un campo trincerato non è im-
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possibile. - Improvvisò \Vellington le linee di Torres-Vedi·as, e improvvisarono i Russi le difese cli Sebastopoli (1). _ Lim ilare le di rese permanentì aJle piazze da gu~rra inlcwmandole ai principì riassunti nel capo f>0 , fare il reslo con opere passeggere ecco lu co11clusione dell'opuscolo del capitano Asti, del <ruale noi diamo per sommi capi il p1•esenle cenno, rima ndando gli studiosi alla lettura del breve libretto, che si lascia Jeo-(l'ere l' lì t>b < un 1alo sia per l'ordine logico dell'esposizione dell'idee sia per l'erudizione s torica clte v'6 compendiata. Forse l'allento e s tud ioso lettore non troverà talvoHo. idee -nuove,~ talune di esse potrà ritenere discutibili; ma il pregevole scritto atLesla coscienziosi s tudi, coltura non comune e .all'etto all'esercito ed al paese.
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!lla,male 11er l ' uffic iale ,li fa11t e1•ia e ,li cavalleria pel colonnello PIETR O V ALLe . - F il'enze, lipografìa e caploleria militare di Tilo Giuliani, 1875.
Lo scopo di cruesto manuale, come l'autore dichiara, è quello -rii forni re agli ufficiali di fante1·ia e cavalleria quelle nozioni scientifiche che non s i trovano uei 1·cgolumenti o vi s i trovano poco sviluppate, e che sono richieste dai programmi ministeriali pei' gli esam i di promo1,ione. Jl libro ,,. diviso in quattro parLi. Ln l' pi.u·Le è un lralf.a.tello elementare di topogralìa, s pccia lme nle in leso ad abi litare alla lettura clelle varie specie di carte, alla levala di schizzi -ccl alla compilazione cli itinerari e d i rapporti topogralìcomi liLarj. Nella 2' par te sono espòsle a lcune nozion i in torno' <tll'arle militare, all'ordinamento delle tre armi e<l ai vat'i modi tli combaLtel'e, e sono date le norme t.al.ticho da segufrsi nei (1) Secondo l'a vviso del gener ale 'l'Odieben es presso nella conclusione Jella sua 011cra sulla Difesa di Se/Jafll:,poli, la difesa di questn piazza avrebòe p,·ovato p,·e~tsame·n.te tt contt-ario.
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casi più frequenti in guerra, specialmente dai comandanti di compagnia, sq uadrone e baU<i-glione. La 3' par te, ùopo alcuni cenni sommari di fortificazione permanenle ed intorno all'impiego della fanteria nell'atLacco e della clil'csa delle fortezze, Lratf.a succinlamenl.e deil'impiego della fo1·Lilìca.:ione improvvisala. La 4• parte !ìnalmente contiene nozioni elementari sulle armi da fu oco porluLili e s ul tiro, p1·ocedule da un cenno sui f'uccessivi 1)1'o gressi delle ai·mi stesse. Accennato s ornmaej.amenLe alla mater ia LraLtalu nel libro di cui discol'riamo, rimar1·ebbe a d ire del moùo onde vi è traLtaLa e dell'uti li tà del libro, secondo l'intento clic l'autore si è p1·efisso. Noi c1·ediawo che il raccogliere in uu manuale, s fuggendo ad un tempo gli opposti scogli della soverchia aridità o della di ffus ione, quelle cogni:-:ioni che deb bono rormure oggidì il corredo di qualunr1ue ullicialc auche mediamente isLruilo, s ia oper a che devo presenta re notevoli e molleplici difficollà; lanlo più poi quando non trattasi sernplicemente, com'<'• cl'o1·cliuario il caso in sitfalla specie cli libri, di riunire una scl'ie <li dati aventi fondamento in principi d i scien:i:a o d'arte presupposti noti al leLtore, ma benl'lì di svolgere tali principi con me todo ad u 11 tempo elernenlal'o od esalto di guisa che lo studioso insieme ai dali ed Ai prccclli ne afferri e ne comprenda anche lo ragion i. Tale cliffìcollà ci sembra non ~ia s tata sempre felicemente st1pet'rtln llall!auLoro, specialmente in quei punti della 2• pal"lc oYe sono enunciali alcuni essenziali principi cli stn1Legia e di t.a Ltica, e nella 3' parte ove si legge un'enumer-azione sommaria di sistemi di fortificazione pe1-roanenLo e di opere campali, non suflicient.emenle corredata, a nostro parere, dall'esposizione, anche elementare e s uccinta, della 1·a~ion ,l'essere e delle proprietà ca1•atteri~ ·s ticliP delle ope1·e s tesse e delle lol'O pal'Li. Mal g1'a<lo pero queste mende, chP forse non erano intcrament~ evitabili in un libro avente il caratLere e lo scopo di quello di cu i discor riamo, e che genorahnenle ·sono meno sensibili nelle parli che l.nt\.Lano della Lopogt"Ufia e delle armi, noi crediamo che>
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il lavoro del colonnello V Af,LE possa esse1·e utilmente co11s ultalo dagli ufficiali pei quali fu SCl'iLLo, i <1uali vi troveranno le n ozioni che è indispensabile od utile che ogn i ufficiale possieda, esposto, se non sempre con perfeLla esatLezza e rigore scientifico, perrì con si.ilo pionoJ facile e generalrnenlo chiaro. La yuen•e ,le Fl'lmce (t870- 7l) par M. CH. o;; MAZAOE - Paris, E. P lon et C.", lmprimeurs-é<lileurs; 10, Rue Garanciè1·e 1875. - 2 voi. in 8°. Non è ;;otto il punto cli visla tecnico, specialmente mili.Lare, che noi abbiamo ad occuparci dell'opera cho qui annunziamo. L'autore, in cui i lettol'i non Lal'dGrarJ110 a riconoscere l'elegante cronista della quindicina della nevue des deu.c Mondes, non ò un mililareJ e non poteva certo, nello scrivere le vicende della guerr-a franco- prttssianu, propor-s i come scopo un'illustrazione de' precetti della scienza della guerra; egli parle da un punlo cli visla d iverso, clic• ò insieme piìL generale e più speciale di c1uello sollo cui siamo solili a contemplare i falli militari; più generale, in quanto che l'aulot'e li consirleru sollo la ragione pol itica e sociale , riguoedando l'esercito come uno strurnenl.o di 11uell'orga.11ismo ,più c01!!plesso, du cui esso deriva l'esistenza, che ù l'intiera nazione, e la guerra, non come un allo compiuto dall'esercito s tesso, ma come uno do' momenti più culminanti della vila della nazione: nello stesso tempo il suo punto di vista ò piLt speciale del nostro, perchè invece di lrovat·si 1ml campo de' principi i ustrulli d'una. $Cienza, esso poggiA sul tenono l'islrello del pMr iotlisrno, concretato in ·uua data nazione. L'aulÒl'C è un pubblicista f1•anccse, e scrive por lutto il pubblico, $enza ùislinziono di classi, ma più particolarmente esso si rivolge al pubblico francese, i-icol'danclo ai suoi compa lriolli le vicende ùi quell'armata per essi tanto tenibile, e cercando presentarle Joro s ollo la luce degl'insegname~li d'ordine morale, politico e sociale, ch'egli credette contenersi in quelle vicende.
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Benchè il punto di visla dell'aulol'e nnn s ia precisamenle il nostro, tu tlavia non possiamo passare soUo s ilenzio _un'opera
la quale infìn de' conti si aggiru essenzialmente rnlorno a fatti m ilitari. E i pregi dell'opet·a soao cos·L ins igni, c·he non potl'emmo sbriga!'cene in due parole. Del resto non i> male che usciamo cli tanto in tanto dal nostro mondo speciale, dal nos tr·o ambiente pururnenle militaec, e che ci r·icord iamo con:te i fatti d'ordine mililAre sono dominati in suprema istanza dalla i·agionc politica· e eia quella sociale . Sopratutto ll'allandosi di sloria non dobbiamo mai d imenticare che i fatti mal si prcslauo a quelle astl'azioni, che ptU' sono una neccssit.à nelle discipline leol'cliche; u11 falto slot•ico isolato, o consideralo unicamente soLLo un punto <li visla speciale, ù un. assur•do, e non si dà Yera storia, senza che si Lenga conto. di t utli quei fattori di vario ordine, da cui risultano lo az10l'll· umane. Delle qualitù dello scl'iltorn non crediamo avet· bisogno di dir mollo. Chi non con osce <1uei quadri pieni di l>r-io e nello slesso tempo ùi serielù, ne· quali egli sa cos"i bene comprendor·e fra 1 limiti cli una quindicina i fatti più saglienli della stol'ia contempora11ea.? In f{ltej quRdt·i egli ha l'arle di a<Y<Yruppai·e <Y\i an•enimenti in modo da J)l'csenlurli come un 00 0 . tutto s olo, come un pet'iodo sto1·ico a sò, cosicchè sarebJ)es1 quasi tentati a c.rerlere che la sto1•iu dell'umanità si presti ad una sudùivisione al'iLmelica in lanli periodi ugualt, <lt mezzo mese ciascuno. CerLo quella s ua cronaca della quindicina è una pI"ima e preziosa sintesi ùe' fatti contemporanei, ch'egli forn isce agli s lorici dell'avvenire, i quali potranno ivi trovare un filo per aggirarsi nell'immenso labil·inlo de' ratti pariìali sminuzza Li ne' giornali quotidiani. Essi vi troveranno per di più fo rmulata l'e'?1n·cssione dell'ovinio11e pubblica delle sfere più inlelligenli e moderate, espressionQ che si risente ancora in gran paete della prima impressione del momento, inache contiene pur g ià gli elementi della maturità e della ponderatezza.
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Tutti questi caratteri si rivelano nella tessitura dell'opera che qui annunziamo Essa risulta dall'assieme di parecchi quadri, ciascuno de' quali potrebbe stare da sè, e corrisponde ad uno degli atti di quell'immenso dramma che t'u la guerra del 1870-7'1. L'autore venne componendo questi singoli quaclci un dopo l'altro, senza seguire l'ordine cronologico; e man mano che un quadro or-a fin ito, esso veniva pubblicato nell11 Revue tles cieax Mondes . Così a poco a poco la galleria di questi quadri fu completa, e l'autore ·pensò allora di farne un'opera sola, in cui ciò che dobbiamo anzitutto amrn.irare è appunto q uesto, che mentre ogni s ingolo quadro ci o1fre una unitàbene individualizzata, un'esis tenza a sè, anche la somma di tutti i quadri ci presenta un tutto ben completo 0 unico . A ciò si prestava del r-esto benissirno la natura stessa degli avvenimenti, che l'autore ei'asi proposto di esporre, giacchè· quell'unità che ci presenta la serie delle vicende di quella campagna ftno alle gior-naLe di Metz, ed anche fino alla battaglia di Sedan, si scinde, a pa1:tir-e da questo punto, in varie azioni separate;che hanno bensì un legame intimo coll'azione principale svolgentesi intorno a Parigi, ma che pure hanno la loro cerchia ben distinta in vari teatri secondarii a nord, a sud, a est cli Parigi. E all'autore dovea essere tanto più facile attenersi a q·uest,o metodo, anzichèseguireun ord ine più strettamentecr-onologico, stante la for-ina cli esposizione che gli è propria e che è pur quella ch'egli adopera nella cronaca della c1uindicina. Egli cioè non narra come farebbe uno storico, il quale, supponendo i suoi lettori ig nari dell'ar·gomento, piglia ·tutto a l> ovo; e nemmeno egli non si limita alla paete critica commentati va. Non è pura esposizione, e non è pura critica: è un misto delle due forme. Egli parte dalla supposizione ben natur·ale cbe i suoi lettori siano al corrente de' ratt.i, e perciò li r icorda, e nel 1·icorclarli li raggt'uppa, li riassume, li espone in modo che già ne risu!Li un apprezzamento. Si comprende così com'egli esaurisca tutt<~ le azioni che si svolsero nella seconda parte della
campagna lungi da Pçrigi, e solo allora ei passi alle vicende dell'assedio di Parigi, la cui intelligenza è 1mr necessaria per . poter seguire lo svolgimento successivo delle operazioni della provincia. Tutta la sua opera si divide così in quattro grandi quadri, e ciascuno cli quest,i si suddivide alla s ua volta in alLri quadri m inori, ma tutti aventi, come dicemmo, una vila propria e quasi una distinta personalità. Cr-:}diamobene rilèr-ire la par-ti:,:ione dell'opera, I. I.: lnv)ero e l'invasione. 1 ° Cause della gw,rra. - Preliminari politico-militari. 2° Primi falti d'arme alla frontiera. - \Veissenburg. 'Wor·th. - Spichcrcn . 3° Dal 6 a l 18 agosto. - Battaglie in torno a Metz. 4' Dal 18 agosto al 2 setLembre. - Scdan. 5° Ope1·a:,:ioni d'assedio e di blocco a Strasburgo e , a Metz. II . I} invasione e la difesa nwr ionale. 1° 11 _Jr settembre a Parigi. 2° La J• armata della Loira. 3• La 2" armala della Loira. 4° La guena nell'est e l'armala di Bourbaki. 5° La guerTa riel nord e l'armata di Faidher-be. III. L'assedio èli Parigi. 1• L'investimento.' 2° Il dramrna politico e m ilitare dell'assedio. 3° Villiers. - Champigny. 4° Le Boueget. - BuzfmvaL 5• L'ar·mistizio. IV. L'epilogo delle, guerra. 1° L'assemblea di Bordeaux e la pace. 2" La pace e la Comune. Il lettore vede come con questa semplicRdistribuzione delle varie parti della sua storia il Mazade abbia raggiunto l'Eitfctto AN:-;o
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di' dare tult'insieme· il c&rattere dell'unità, che p'ermetLe 'd i cogliere con un ·solo sguardo tutte le fasi di quella guerra sì lunga e sì complessa. Aggiungeremo qui che questa unità riesce armonica, giacchè a ciascuna delle varie parti egli seppe dare uno sviluppo adeguato al grado di entità dei fatti, con un sentimento delle proporzioni veramente squisito. E se a ciò s i aggiungano le qualità ver·arnente eminenti cli stile e di esposizione, si a vrà il segreto, per cui la lettura di un'opera come c1uesta, abbastanza voluminosa (2 grossi vo lumi di oltre a 500 pagine ciascuno), non può a meno di riuscire amena ed attraente, non meno di ciò ch'essa sia istruttiva e feconda di mature considerazioni. Il racconto de' fatti non procede mai scompagnato dall'apprezzamento. E se per ciò che riguarda i fatti, non possiamo a meno di riconoscere nell'autore una g r'ande fedeltà, unaricerca coscienziosa e intelligente, anche per ciò che riguarda i giudizii da lui espr essi, noi dobbiamo riconoscerH in lui una mente elevata, un senLir nobile e retto, che c<:irca sempre di sollevarsi al disopra delle meschine gar e di partito, che sa perfino sprigionarsi dalle illusioni patriottiche, per élispensare la lode e il biasimo sulle persone e sulle cose, senza lasciarsi tra~ scinam dalla conente dell'opinione pubblica, senza trascendere oltre i confini della dignità storica. 'Non si poteebbe oerto pretendere, e non sarebbe nemmeno giusto, che un Fr:ancese il quale scrive un'opera comè queséa per· un pubblico francese si mostri freddo e impassibile come una Divinità dell'Olimpo; sarebbe un aborto della naLu.ra umana quello scritlore che nan•ando dopo sì breve intervallo di tempo l'iliade delle sciagure che afflissero la sua patria, mostrasse un cuor di macigno e non si commovesse egli stesso nel tracciare que' lugubri quadri. Ma pur mentre l'autore prende viva parte a quelle sventure comuni, e si mostra accoeato descrivendole, egli mantiene serena la sua rnenLe e profferisce i suoi giudizii con fronte mesLa, ma tranquilla. Almeno è questo uno studio continuo ch'egli vi pone.
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Del resto egli non cela le sue simpatie, e il largo posto éhe ·seppe trovare nella sua relativamente succinta esposizione alla parte che presero ne)la guerra i Principi d'Orléans, e specialmente il Principe di Joinville e il Duca cli Chartres, mostra chiaramente quali s iano le tendenze politiche dell'auto·re, agli occhi del quale vi sono in questa storia due g randi colpevoli, sui quali il suo giudizio si pr-onunzia con termini più acri, bene spesso anche coll'accento dell'ironia ecleldisprezzo. Questi due grandi colpevoli sono il bonapartismo e il repubblicanismo, l'Impero e il Gover-no della difesa nazionale, che sono cert-0 i due più ~reUamente responsabili, perchè la direzione della guerra fu unicamente nelle loro mani. - E se, trattandosi cl.egli altri attori secondarii del g1'an dramma, il Mazade ricorse in larga misura alle circostanze attenuanti per · spiegare, scusare ed anche legittirnare la loro condotta, se ad essi egli applicò il detLo della Stael: tout comprendre c'est tout pardonner, non così per gli attori principali, i quali, appunto per essere s tati tali,· sono certo quelli a' quali rimontano le cause di tutto, ma sono pur anche quelli che hanno diritto ad una maggior calma e spassionatezza di giudizio. Nel quadro ch'egli traccia delle cause della guerra ci pone in viva luce le incertezze, le contraddizioni, le oscitanze della politica napoleonica; egli. parla pure della spinta alla guerra prodotta dalle preoccupazioni dell'opinione pubblica, che salutava con un grido di angoscia patriottica la vittoria di Sadowa, e che vedeva sorgere ad un tratto una terribile rivale in una potenza, che fino allora s'eca riguardata con occhio di superiorità. Ma perchè il quadro fosse completo ci sembra che il Mazacle avrebbe altresì dovuto ritcarre quali fossero dal 66 in poi le relazioni fra lo spirito pubblico francese e il Governo napoleonico; giacchò a rendere maggiori le incef'tezze del Governo contribuì non poco il faUo, ch'esso venne a trovarsi, per una serie dÌ fasi successive, sempre più isolato dalla nazione. CerLo .fu una grave inconseguenza quella, dopo avere pel'messo ~he si compissero gli avvenimenti del 66, non sapersi poi de·
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cidere a riconoscerne lealmente le conseguem:e, oppure a reagire francamente, decisamente: rna l'autore, che cerca per tuLti una spiegazione, una scusa, non avrebbe dovuto tralasciare di mostrare come il Governo imperiale, trascinato da una parle alla guerra, fosse dall'altea .impedito da' suoi proprii antecedenti, e come la possibilità per esso di conLrapporsi alla corrente si rendesse ogni giorno minor·c per la diminuzione di prestigio che gliene veniva . Egli per esempio sorvola un po' troppo sulla questione della legge militare: eppure è un f'alto che Napoleone III, presentendo al pari degli allri che quella guerra era divenuta una fatale necessilù, e meglio edifica Lo degli altri sul grado di valore dell'esercito francese, volle dotare la Francia di istituzioni militari che la rneLLessero al pari colla Prussia. Ma le sue proposteincontrarono dappertuLto non solo opposizione, ma la più viva r ipugnanza, e così ne usci quell'aborto che fu la legge del H8. Le discussioni a cui quella legge diede luogo resteranno un monumento iI\disculibile della cecità universale a cui si abbandonarono gli spiriti in Francia:· l'opinione pubblica che spinse alla g uerra fu essa che negò i mezzi per poterla sostenere. Anche il Thiers, che pel Mazade è l'uomo preveggente, il solo che abbia avuto un vero in tuito dt~lla situazione, porta in questo un grave fardello di responsabilità: Lutti ricordano che egli trattava difantasmagoria Lulle quelle cifre che si portavano dell'eserci to prussiano; era Thiers stesso, il quale coll'auloriLà che gli veniva dalla sua esperienza e dalla chiarezza con cui avevatrallalo simili questioni nellesueopere storiche, pochi giorni ancora prima dello scoppio delle ostili là asseriva poLersi dire pronta una mobilitazione che portasse i n,ggimenti dal piede di pace a quello <li guer!'a in sei settimane, o in due mesi. E quest'au Lo!'ità che tutti riconoscevano volent ieri al Thiers non fu certo di poco peso nel r-cndere ir rita, derisoria l'is tituzione della guardia nazionale mobile: era egli che consigliava a non spendere che nell'esercito. "Dietro a
·« questo - egli diceva -
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il paese avr·ù tempo di respirare . •. Non avrete voi sempre due o tre mesi clinanzi a voi, vale " ,, dire assai più che non ve n'occo!'ra per organizzare la guar< dia nazionale mobile e utilizzare così lo zelo delle popola... zioni 1 » Il Mazade ricorda che al momento di votare la guerra ru Thiers che s i lrwò solo per protestare controquesLadecisione, e il Thiers stesso ne diede poi la spiegazione dopo i primi rovesci, assicurando ch'egli sapeva che la Francia non era preparata . Noi rammentiamo a questo proposito le considerazioni contenute nel libro di Gramonl. " To mi son chiesto .soventi come mai, se egl i sapeoa elle la Francia non era preparata, ei non ne abbi1;1 mai parlato a cpialcuno dei membri del Governo. Egli aveva con essi relazioni frequenti, ed io personalmente, senza avei:e l'onore di essere nelle sue intimità, lo vedeva, e noi ernvamo nei migliori termini. Come va che egli non mi comunico le informazioni precise sulle quali egli appoggiava le sue convinzioni? « Profondamc~nte incompetente sopra una questiono che era estranea ai lavori ùi tutta la mia vi ta, io non poteva opporre un partito preso a chi m'avesse dato buone l'agioni. Se io credeva alla rorza e a lla grandezza del mio paese....... questa credenza non era cieca, e io ben sentiva ch'essanonsibasava in r ealtà che sulla memoria del passato e sullafiducianell'opinione di uomini piò competenti di me. Nessuno dunque era più disposto cli me ad inch inarmi dinanzi ad nna dimostrazione leale e concludente. Ciò che io dico cli me credo poterlo dire di molti allri ancora. Perchè dunque non ahbiam noi ricevuto quell'avviso salul:ar e? Perchò non furono messe sotto i nostri occhi quelle prove .dell'insufficienza militare della Fr ancia~ Tutto poteva dirs i in comitato privato lì. Certo il Gramont invoca u·na scusa, che in un uomo cli. Sta to non dovrebbe essere ammessibile, quando egli s i dichiara .incompetente nella questione; ciò non ostante non crediamo che il Thiers possa sfuggire al biasimo che r isulta dagli argomenti
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che sono qui'portati contro di lui. E in definitiva per noi, che non· essendo Francesi, non essendo interessati nelle loro lotte, possiamo dire più spassionaLamente la verità, il Thiers non è meno colpevole di quello che lo sia il Gramont,LeBoouf, Napoleon<~ III, e tutta la Francia. Su tutti ricade una parte di responsabili là e di colpa, e tanto crediamo siano nell'errore coloro che vogliono far. tutto ricadere sopra un solo, come coloro che vocrliono o esimer~ qualcuno dalla parte cli responsabilità che gli spetta. E per ciò che riguarda più specialmente il Thiers, che pel Mazade sarebbe l'uomo senza taccia e senza rimbrotti, apparve a noi, di qua dall'Alpi, nonsoloingiusto, maancheingeneroso e meschino, allorchè ripetute volte, dopo la guerl'a, riparlando delle vicende passate, rovesciava:tuttaed esclusivamente la colpa dei rovesci subìti sovra l'Impero, di cui egli era stato il più temuto nemico. A spingere la Francia contro la Prussia chi aveva dato maggiore spinta dei discorsi di Thiers11 Chi più di lui aveva reso difficile, per non dire impossibile la politica :del vivere e lasciar vivere11 Chi piLl di lui aveva contribuito a render forte, e a mantenere sempre vivo quello spirito di chauvinisme, che contrilml così potentemente a rendere ogni dì più lesa la situazione? Ben meschino profitto si ricaverebbe invero dalla storia se potesse essere dimostrato che tutta una lunga sequela di danni. che ha sofferto una nazione deriva tuLta da un uor~o solo, .e che quella nazion~ non è nemmeno imputabile di essersi data in braccio a quell'uomo e di essersene lasciata dominare per anni ed anni. - Se ciò fosse vero, la Francia col decretare, come_fece a Bordeaux, la decadenza de'Bonaparte, avrebbe esaurito l'espiazione, nè le rimarrebbe più nulla da imparare dalle lezioni cli quella guerra. - No; bisogna ben persuadersi che a quello stesso modo che le nazioni hanno in definitiva il Governo che si meritano, cosi pure sono esse in lutto il loro complesso, con tutto il corredo delle loro qualità, delle loro. passioni, delle loro aspirazioni, che fabbricano la sto'ria che . ' creano gli avvenimenti. Si può ben capire, come appena riu-
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nita l' Asse,mblea di Bordeaux, quando ancora erano sìrecenti i Jµtti, quando ancor!). il _nemico era accampato in Francia~ quando ancora si discuteva sulla pace e sulla gue.1':l'a, in un mom~nto di effervescenza e di esasperazione, pronunziasse quel verdello contro l'Impero, dichiarandolo solo ed unico a1-1tore delle disgrazie subite. Ma sarebbe pure stato desiderabile, per chi spHrava che la Francia traesse profi~to da qµelle disgrazie, che a poco a poco la ragione e la calma sottentrassero alla passione e al furore, e rinunziando alle inutili recriminazioni sul conto altrui, ciascuno scendesse nell'intemo del cuor suo, e tutti confessassero a sè stessi che tutti avevano avuto una parto cli colpa,. E il Mazade infatti lq ammette, ma solo fino ad un certo segno, ed anche per lui l'l,mpero resta pur sempre il gran colpevole, ne~ tien conto abbastanza del fatto che se la corrente che portò alla guerra andò sempre facendosi più rapida dal G6 in poi, ciò coincide colla diminuzione progressiva dell'autorità dell'Imperatore: egli non mctLe in rilievo che quella guerr·a fu appunto la negazione del vangelo politico che Napoleone III aveva inauguralo, e che egli av~va avuto ancora nel 66 t'orza sufficiente per far trionfare, a dispetto di tutta l'opinione pubblica del paese: egli non riconosce cbe tutti furono illusi su1la grandezza della Francia, tutti, meno forse l'Impera tor<\ il quale non era francese nè cli tempei:amcnto, nè di tenclenz~ e che appunlo per questo si trovò in disaccordo con tutta la nazione. - E se)a guerra potè essere di tanto protratta, noi riteniamo che ciò si dovette appunto a lui, cosicchè essa divenne poss.ibil~ qµando di concessione in concessione egli venne a spogliarsi di ogni prerogaLiva del potere personale. ~o: il giudizio che porterà la storia su Napoleone III non sarà quello che ora strappa alla Francia la memoria,delle ultime vicende dell'Impero. Già fllori di Francia si porta ben ai~ta opinione sulle vere origini della guerra del 1870, e crediamo che anche .i n Franèia, quando il bonapartismo non s~rà più, come adesso, uno spettro sgomentatore, qµando si
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potrà rivolgere sul passato uno sguardo più sereno e tranquillo, si porterà ben diverso giudizio, . e si renderà maggior giustizia alla memoria di quell'uomo. Cosi anche a noi pare che i[ J1.'Iazade abbia cedu t~, sen.z a volerlo, alle sue simpatie ed antipatie, qua11do viene a giudicare l'operato degli uomini del 4 settembre, in contrapposto colla condotta dei generali che diressero le operazioni sotto l'impulso centrale del Governo. Con un taglio netto di coltello egli mette da una parte l'imperizia, l'imprevidenza, gli errori, le follie, la spensieratezza; dall'altra parte tutto è degno di scusa, anzi di lode e di ammirazione, Non saremo certo noi militari, che diremo corretta la condotta dell'autorità politica: la quale prescrive ai generali le operazioni, che li inceppa nelle loro risoluzioni, e infligge loro biasimi immeritati. Tal sistema è troppo condannato dall'esperienza di Lutti i tempi, troppo assurdo, perché possiamo in ciò dissentire dall'opinione del Mazade, ed anche noi ci sentiamo dalla nostra stessa professione spinti a portare di preferenza le nostre simpatie verso l'elemento militare, anzichè verso quegli avvocati che si trovarono ad un tratto da tribuni della pleb0 trasformati in consoli e dittatori . Tuttavia non polernmo a meno di notare che una diversa misura è portata nel oo·iudicare ooli u·1i e oo·l i al'· 1,1· . • e ciò si rivela nell'intonazione s tessa dello stile che adopera il Mazade, che nfantenendosi elevato, severo, e improntato di una profonda commozione, quando parla degli uni, diventa bene spesso frizzante, sarcastico, e col tono di una superiorità sdegnosa ed aristocratica, rruando parla degli altri. Eco.me Italiani poi non potremmo non rimanere feriti del rùodo con cui parla di Gaeibalcli, mettendo anche egli in luce , il la.Lo vulnerabile, senza tener conto della parte bella che pur dè, e molta, in questo vecchio eroe, che innamorato d'un'idea, la s:guc con una fis.sazione che a molti può parer pazzia, e cerca tradurla in atto in mezzo a mille ostacoli, molli dei quali provengono da quel suo stesso c~ra1:Lere così primitivo che lo 1·encle facilment•; .-ittima degli agitatori e degli arruffoni. E l,
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289 BIBLIOGRAFICA quanLo a capacità militarè ritenga pure il Mazade, che non molt.i generali dell'Impero nH avevano alti·ettanta, senza parlare di quella fede viva in un principio che a molti di questi .mancò. :È permesso all'ar te cogliere <lella vita umana una sola faccia, e trasmutarsi, secondo l'indole dello scrittore, o secondo lo scopo che egli si propone, ora in commedia, ora in tragedia, ora in epopea, ora in satira. Ma a chi si erige in giudice per dispensare la lode e il biasimo, a chi vuole dagli avvenimenti trarre ammaestramento pel futuro, incombe l'obbligo, crediamo noi, di mantenere per tutti e per tutto la stessa misura, riguardare le azioni umane in tutto il loro complesso, esaminarne Lutli i lati, e reagire contro sè stess) appunto in quei casi in cui la cosciem;a ci avverte che una disposizione . particolat'e dell'animo ci f'a inch)narc piuttosto da una parte che dall'altra. Con tutto ciò amiamo ripetere che generalmente il libro del Mazade s i mostra ispirato ad un sentimento di moderazione e di equitù, che è tanto pìù ammirabile., in quanLochè lo scrittore è frnncese, e tratta un'epoca della storia paLria ancora cosl vicina e così memorabile per la serie di tremende catas trofi che la contraddistinsero. Sono innumerevoli a quest'ora le pubblicazioni che videro la luce in Francia su questo argomento così doloroso, così ingl'alo per un cuore francese, ma che appunto per questo esercitava su tutti in altissimo grado l'a.Urattiva dell'acre voluttà di andar eicercando fra le piaghe non ancora risanate della patda le cagioni di così inattese e cosÌ. tremende sciagure. lvia nessuna ne conosciamo che abbia saputo al pari di r.1ucsta conservare un linguaggio calmo e misurato, nessuna che abbia meglio saputo cogliere i fatti nel loro vero aspetto, .senza esag,~razioni, senza declamazioni, pur sempre mantenendo nell'esposizione quel calore che è ben naturale per chi parla di cose che lo toccano così da vicino, e che lienecostan,temente desto l'interesse dei lettori,
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Per ciò che si riferisce alle operazioni militari, l'autore le espone con uµa chiarezza, con una fedeltà, che in uno scrittore non militare sono veramente sorprendenti. Benchè nella tela generale dell'opera e nell'intendimento per cui essa fu scritta non fosse possibile un grande sviluppo, ciò non pertanto si scorge chiaramente che !'aut.ore non perdonò a fatiche, e raccolse con molta diligenza i fatti, che egli poi presenta ai lett.ori in quadri riassunlivi, la cui esattezza non è infirmata d~ qualche piccolo errore cli dettaglio, che gli è sfuggilo qua e là. I suoi apprezzamenti collegando la parte militare colla parte politica, e limitandosi generalmente alle disposizioni direttive, sono quas i sempregius Li e maturali; naturalmente però quando egli scivola più esclusivamente nel campo militare, non sempre si mantiene riUo, poiché in questi casi egli si appoggia all'autorità di altri scriLt.ori, il cui giudizio non è sempre sicuro. Sotlo molti rispetti l'opera del Mazade può essere messa a paro colle opere st.oriche del Thiers, e da ciò solo i nostri lettori comprendera nno, come non sar>r emmo loro suggerire un libro che meglio di quest.o si presli a fornire un'idea completa, surDcientemente s viluppata ed esatta degli avvenimenti del 1870-71, e la cui lettura riesca più gradevole e facile.
D ie B e lag er mag v on Bel/or i , (L'assedio di Belfort nell'anno 1870-71 ), del capitano di artiglieria A. CASTENHOLZ . - Berlino, 1875. - Libreria Voss. li comitato <lel genio prussiano già sin dal1873 ba iniziato una serie di pubblicazioni ufficiali sugli assedi delle fortezze francesi nella guerra del 1870-71. Queste relazioni riflettono precipuamente le particolarità del servizio del genio. Fino ad oggi furono in tal modo pubblicati gli assedi di S trasburgo, Parigi, SchJetLsLadL e Neu-Breìsach, Belforte il blocco di Metz, e sulle due prime di queste opere la Rivista già riferì in sunLi
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bibliografici inserti nelle dispense di dicembre del 1873 e in quelle di aprile e maggio del 1875. Adesso anche il comitato di arliglieria prussiano ha dato principio coll'assedio di Belfort edi Thionville (1) ad altra serie di pubblicazioni consimili, il cui s copo s i è di esporr e al pubblico militare particolarmente quanto riguarda in questi assedi il servizio dell'artiglieria. Dell'assedio di Belfor t ò or ora uscito il primo volume (in ollavo grande di 124 pagine) e di esso daremo nelle scguenii acrine un breve riassunto a i nos tri lelLori. L'autor-e di <[Uesta P o . pubblicazione è il capitano dell'artiglieria prussiana ~· CA~ STEN HOLZ. F urono messi a sua dispos izione dal com1lalo d1 artiglieria tutti gli alti ufficiali esistenti in archivio e che sono
i seguenti : 11 t,r,iornale del comando del corpo d'assedio; Il ofornale del comandante del genio; Il ; iornale del comandante l'artiglieria dell'assedio; 1 giornali di tutte le compagnie da fortezza che ~resero parte all'assedio e dei relativi s tati maggiori d~lle brigate; l a-iornali delle baLlerie d'assedio; I ;apporti e le relazioni degli ufficiali superiori di servizio nelle trincee; I r apporti sulle munizioni dislribuiLe dai parchi e dalle batterie. Inoltre l'autore si è valso di tutte le pubblicazioni interessanti riflettenti l'assedio di Belfort, che videro la luce dal 1871 in poi in Germania ed in Francia, e delle quali quella dei capitani francesi Thiers e de la Laurencic, riv~duta dallo . stesso comandante della fortezza· di Belfort, colonnello Denfert, è sufficientemente nota al pubblico militare. Comincia il volume trattando della grande importanza della posizione di Belfort. Situala s u quella larga depressione che Questa bibliografia doveva precedere quella su 7'/lionvme inserta pag. 166 della precedente dispensa della Rh;i,ta. (!)
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unisce le due catene dei Vogcsi e del Giura, chiamala comunemenLe « la Lroure de Dclfort ", la fortezza. ha lo s copo di s barrare al nemico l'ingresso nel sud detla Francia. Bencltè q uesta depressione facciA parte della linea di displuvio dei due bacini del Reno e del Rodano, pure essa è qui così poco f'levata (1) da non opporre che rnediocl'Ì ostacoli naLur'ali alla marci,1 di un eser cito invt,sor e. Da ciò deriva la grande impor t?nza strategica della piazza di Belf'or L, importanza di cui dette prova evidente la difesa eseguita nel '1 81:-i dal generale Lecourbe. Perciò il Governo francese nel 18GS (essendo Minis tro della guerra il :marcsciaJlo Nicl) si pt·eoccupò seriamente della 11ueslione ed incaricò una commissione s peciale di studiarla s ul luog o e di r ifel'ire sui mezzi (che valessero a mettere la vecchia forteua in relaziono coll'esigenze odierne della d ifesa . Belfor·t allora si componeva: 1• Del corpo di piazza coll'opera a corno l'Espérance. ~ Della cittadella. 3· Dei for~i l'I. vnnzaLi la lVIioLtc e lu Jus tice, i ([Uali uniti fra di loro e colla città da una cinla forman o un campo trincerato di 1000 metri per 700, capace cli offrire spazio all'accampa men lo di f.> o 6000 uomini. Le oper e tìnorn ci Late costituiscono l'antica piazza coslrutta da Vauban con modificazioni alla cittaùelladel generale Haxo; e recenlemenLe e1·avi stata aggi.unta un'opera per coprire la. stazione della ferrovia, ed innanzi ad essa stavasi costruendo un nuovo forte avanzato chiamalo « cles Barres ». Sarebbe in cruesto breve cenno impossibile di seguire l'autore nella descrizione minuta del ter reno e delle op~re della pia zza. Diremo solo che la cittadella, CRpolavol'o del Vauban, dispone di 5 ordini di fuoco, ma che due alture al sud di essa, cioè < les hautes Perches , e « !es basses P.er-ches »
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(\) I.a depressione di Belfort si eleva cosi poco a.I di5o pra delle due vallate adiacenti, da dare passaggio al Canale Rhin et R.blìne.
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situabe a circa 1 c hilome tro da quella non erano fortifìcate . Questo falLo era tanto più grave che la minore ùi C(Ueste due alture era solo dominala dai <lue ordini di fuoco più elevati, mentre l\dlura " les hautes Perches -. era di 10 metri circa più alla della stessa piaLlal'orma ùel cavaliete della citladella. Cosi pure altre alture che circondano Delfort permettono alle odierne artiglierie, s ia di <lominaee il campo lr-m cerato, sia di battere di rovescio alcune delle principali opere della . piazza . "C" ·to raulore cita ctistcsamenle la relazione che la son _ ,..,111 l pracita~a commission0 speciale tt-asrnise al :Ministero della guerra francese al termine <lei suoi s tudi. In que~t.a r elu~10ne erano stabiliti i principi da osservarsi in caso di assedio, ecl in seguito ad essa il ~1 in istero della guerra stabilì per I~ fortezza di Bclfor L una doluzione normale di :J2ù bocche da tuoco (compreso '/,. cli riservo), cli cui HH r ig~Le . Benchè nella r elazione si facesse rilevare la necessità eh dotare alcune ~!ture cil'costanli alla piazza di oper-e permanenti per ga ranl1rsene il possesso, e precisamente • Jes huuLes P erches • e « basses P erches •, pure nulla fLL faLLo per ottemperare a tale suprema - ·t·u, di· modochè allo scoppiare della iuerra Belfort era nece::;s1 . t uLL'aUro che una forLAzza a lta ad opporre una lun go res1. sisLenza 11d un 1·egolare assedio. Jn un secondo capitolo il capitano Cas lcnhoJz: espone gh avvenimenti nella fortezza dal principio della guc'rr a s ino a l p rcsentai'si davanti allu piazza delle pr.imo lruppe_ tedesche. Al p rincipio del!a guer ra Bclfort servì ùi punto di radunata al 7° cor po francese. l i genel'ale Douuy che com und~va quesl_o corpo si occupò subilo dello stato precario della piazza e fu determina to cli dolare le alLure delle " Perches " cli opere provvisorie e di costrurre allra opera pPovv isoria sull'allu_ra " Bellevue ,, al sud del forte ~ deti Banes »; fu messo s ubito mano a lati lavori, mu a llontanulosi ùa Belfort il 7• cor•po ma ncava il pcr:;onale oc::.or eente per spingerli con ~ncrgi~. Dopo molle fiuL Luazioni nel comando della fortezza, fu norrn-
BlBLlOGRAFICA
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nato comandante nel mese di ottobre 1870 il colonnello del ·genio Denfer t, e con questa fortunata e stabile scelta fu posta la vera base dell'in telligente ed energica difesa che in seguito ebbe a sostenere la piazza. Il colonnello Denfert era già da diversi anni direttore del genio a Belfort e per ciò perfettamente versato nelle vicende della fortezza. Egli spinse con grande alacrità i lavori sulle alture delle « Perches » e « Bellevue », e r iuscì a condurre queste opere a compimento prima che il nemico t,O'iun..,esse . . o mnanz1 alla for·tezza. Egli fece forlificare eziandio diversi villaggi intorno alla piazza clistan ti da essa dai 2 ai 3 chilometri coll'inte'.1to di man tenersi il più lungamente possibile nel possesso cli estesa parte del terreno circostante, onde rit.ardare ' come difatti avvenne, il blocco delìnitivo di Belrort. Non poch<,, erano le cliflicoHà causate all.'artiglieria della di.fesa dallo scadente~ rnater iale. L'autore entra nei più minuti particolari nel descrivere le misure prese ed i lavori eseguiti per assicurare aali a/fosti d'attacco e difesa francesi la possibilità di tirare a ;nao·o·ior1· a·istanze di quel che consentisse il loro ristretto angolo "'di"' elevazione. Furono costrutte bellissime piazzuole e paioli colla coda dell'affusto interrata, valt'mdosi avvece dei cattivi tavoloni esistenti a Belfort, di rotaie della ferrovia. In seguii.o il Castenholz espone estesamente i lavori eseguiti per comple tare e consolidare l'armamento difensivo della fortezza. Furono rafforzate le casamatle e i muri frontali in alcuni posti cli maggiore importanza, si blindarono molle cannoniere, .:i coslrusser·o blinde speciali e di diversi modelli per collocarvi le bocche da fuoco al coperto, e cost pure nu meros e blinde pei serventi dell'artiglieria, locali a prova di bomba per le polveri, mu.nizioni e spedali, ecc. ecc. In tutti questi lavori si fece molto uso delle l'otaie di ferrovia, e non pochi di essi erano di una solidità eccezionale. 11 capitano de la Laurencie diresse la maggior partedirruesti lavori, di cui diversi furono eseguiti secondo le sue proposte;
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la loro minuta descrizione non potrà a meno di interessare vivamente tutti gli ufficiali d i artiglieria. L'ultimo capitolo cli questo volume parla dello stato delle opere della piazza al principio del blocco., nonchè·della guarnigione, delle bocche da fuoco e delle munizioni esis tenti nella for tezza. Le due opere pr ovvisorie sulle « hautes eL basses Perches ,. erano ultimate, ma non completamente la lunetta« Bellevue,, al su.d del forte « des Barres ». Linee telegrafi.che·congiungevano le opere staccate e avanza te e i villaggi fortificati colla piazza; queste linee non essendo sotterranee furono spesso danneggiate e rese inservibili durante l'assedio. Furono pure adoperati telcgra fì ottiei; si cercò anche di usare la luce elettrica, ma non si ottennero risultati soddisfacenti. La guarnigione si componeva di 16,200 uomini, compresi gli ufficiali; di questi 3000 appartenevano alla linea e 13,200 alla guardia mobile. Le bocche da fuoco esistenti nella piazza erano 34;1, delle quali solo 187 rigate. Le munizioni rigate erano scarse, massime gli shrapnels sommavano solo a qualche centinaio di colpi. Le munizioni liscie abbondavano ma erano <li qualità scadente, perchè mollo antiche. Di polvere e$istevano 400,000 chilogrammi, quantità pure scarsa. I viveri potevano bastare per circa 5 mesi d i assedio . A questo primo volume vanno aggiunti 4 allegali che contengono: 1. L'armamento no1'male della piazza fissato dal Ministro della guerra in data 5 giugno 186!). 2. L'ordine di battaglia della guarnigione al principio del blocco. 3. La distribuzione delle truppe per la difesa della piazza e delle posizioni fortificate. 4. Lo specchio parLicolareggiato dei servizi di guardia. Finalmente il volume è corredato di 4 tavole e carte : 1 . Belfort e i suoi dintor ni all'80000.
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JUYISTA BIBLIOGRAFICA
2. Un piano di Belf'ort al 5000. :3. U_na tavola con minuti · disegni dei lavori di arrnamenLo. 4. Un piano conLenente l'armamento di fatto di Belfort al principio del blocco. Quest'opera del Castenbolz non può a meno di destare il più vivo interesse di Lutti gli ufficiali d'artiglieria, perchè offre ad essi il mezzo di addentrar~i nei rninuti.parLicolari del servizio tecnico speciale della loro arma, e perchè a Belfort tanto le dit:ticoltà della di.fesa che quelle dell'attacco ed i mezzi adoperati per superarle hanno reso lo svolgimento dell'assedio oltremodo interessante ed istruttivo.
DEMARCHI CARLO,
gerente.
NOTE SOPRA
ALCU"NI
PARTICOLAR.I
))E L LA
BAf1 AGLIA DI GRAVELOT'fE-ST.-PRlVAT 1
( :1 8
a gost.o '18 '70 )
Osservazioni sulle perdite per morti e feriti su alcuni campi di battaglia a_ella guerra del 70. È un fatto avveralo e confermato da molte esperienze di guerra che nelle perdite pei: morti e feriti sul campo di battaglia la proporzione fra le perdite degli ufficiali non si mantiene nelle proporzioni normali rel.Hivamente ai gregari., cioè sott'ufflciali e soldaLi, ma è di gran lunga mnggiore , anzi si pu ò assicurare non essere quasi mai al disotto dei doppio. E tale sprnporzione si riscontra altresì nelle perdite sofferte dall'esercito tedesco nella guerra del 70-71. Nel' quadro a paginn xxn dell'introdu7.ione dell'opera del dollor Chenu (1), trrivo dalla parte tedesca che per morti sul campo, in seguito a ferite riportate, tale rapporto è per tutta la guerra, di 5,9 ufficiali 1
(,1) Rapport au, conseil dc la Société fra·1waise de secoiirs aux biesses des (irmées cle terre et de me1·, sur le senice médfov-chirurgical det ambulances des h6p·itaux pendant la. g·ucrre de 48·70·187' I. - 2 volumas in-4-•. Paris •1874, Hachette. ANNO XX, YOL !V. :20
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l'.\OTE SOi'!IA ALCliNJ P.\.HTICOLA lll
per '100 g regari, nel mentre C'he il rapporto normale fra ufficiali e truppa è fra 2,.i. e 2,6 per mo gregari; quindi gli ufficiali aYl'ebbero soffe rto ;n proporzi one una perdita molto più grande del doppio di quella dei gregari. - :\I cont rari o, per morti di malatlia , tifo, di$senterie e cau:;e diverse, per ogni I 00 gi·egari prussiani Ja perdila degli uflìeiali e di solo z,3 per 0/0, cioè al quanto nl disott') ùella normale. Da ciò mi parn potersi conchi udere che per cause di malallie, non potendo influire altro elemenlo o ragione m.orale, la prop orzio ne delle perdite è nei lim iti normali, anzi alquanLo minore nrg·li ufficiali, peroechè nessuno si può nd esse sottrarre, ed anzi è giusto che sia minore perchè l' ufficiale gode sempre un cel'lo • benessere mnggiore, è meglio nurlrito, può prendere qual che maggiore precauzione e cautela; mn non così fac ilmente si posso no spiegare le maggiori perdite degli ufficiali nei comha ttim cnli, le tpiali sono tait da alterare sensibilmente la proporziono normale. A mio avviso, ciò non può spi egarsi altrimenti se non coll'ammeuere che mentre tutti gli ufficiali si espongono egualmen te e si portano innanzi alt' attacco, o restano (ermi al fuoco, non pochi, anzi molti gregari trovano il modo di ri111ane1·e indietro t1 l copel'lo, di non Lroppo esporsi e di non sopraggiungere che quando l'attacco è tcrminuto, o quando si è già falla la conquista di . una posizione. Non si saprebbe in vero trovare altra' ragione. - Nè vale il dire clic gli ufficiali sono principalmenLe presi di mira; infatti ciò potrebbe solo accadere alle brevi d:stu11ze avvegnachè alle grandi sarebbe impossibile discernerli, ccl alle piccole, siccome sorente è un momento <l i cri~i e di eccitazione e si tira solle cito, è difficile c:he si individualizzi, e ordinariamente si tira là donde parte il fuoco o donrle si red e il ft1mo delle esplosioni nemiche. ~fa anche volendo ciò
OGI.L.\ fl.\TTAGI.L\
or
GR..\ YEL0TTE-ST . - PlllHT
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.ammettere, potrebb e a vvcnire una perùit;i tncJggiore di ufficiali, ma non tale e così grande da alterarne sens ibilmente la proporzione. - Astrattamente parlando, sembrerebbe che una truppa agguerrita, una truppa-tipo dovrebbe essere quella la quale nel combattimento perdesse fra ufficiali e gregari nelle stesse proporzioni normali, od alm eno che quella truppa, le cui perdile nel corn batti mcnLo più si arviciuano a quella propon:ione llOrmale, più si accosterebbe alla trnppa-tipo ideale. - D'altra parte in generale si ritien e, non so qnanto giustamen te, che un esercito si è battuto tanto meglio quanto maggiori sono slaLe le perdite proporzionate degl i ufficiali°. - Certamente il fouo che in un ese rcito gli ufflcia li affrontano volontieri i peri coli, dimostra che questo ha un corpo cli ufficiali il cui morale é all' altezza dell a suu missione, e certamente ra lodato quel corpo di ufficiali; rna da ci ò devesi anche conchiud erc ch e i gregari, i <] uali perdono prnporzionatamente meno della metà, non sieno anch'essi dominati da quell'ottimo spirito g11erriero dc' loro ufficiali ! Partendo dal tipo di nn eserci to modello, io non dubitava punto che nei primi comballim en ti gli ufficial i dovessero soffrire una perdita maggiore , prefiggendosi quesLi per iscopo ùi incoraggiare coll'esempio i nuovi soldati che la prima volta veggono il nemico, mu suppon eva che dopo i primi combattimenti quella proporzione dovesse diminuirsi man mano, percliè nggucrri1 i i gregari ed anche perché le gravi perd ite <Jcgli uffìcial i aveYano già dovuto alterare le proporzioni nol'mali , co munque si fosse sopperito con qualche avanzamento sul campo per rimpii.lZzare i ruoti . Mo. devo confessare che nulla di Lullo· ciò ho Lrovato nel rivolgere specialmente la mia attenzione sull'esercito prussiano, op;gi esercito- ti po , ed il quale ha fallo
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~OTE SOPIL\ AT.CU~l PARTJCOLARl
una guerra la più forto nat a che si possa mai dire. Ciò m'induce a procedere guardingo e qnasi con tiLubanza, pel'chè non avendo la sanzione del fatto , anzi urtando quasi nella conlraddizione, temo cli fare falsa strada; ciò nondimeno seguo la logica ove mi porta. Ripeto che, quando la proporzione delle perdite degli ufficiali è il dopµio e più della proporzione effettira, io sono indollo a conchiudere che non tulli i gregari de' corpi spinti al combattimento vi prendono tutti sempre parte, od almeno egual parte, molli sono rimasti indietro nei fossi, negli avvallamenti, mentre i più animosi si spingevano innarn:i r::on gli uf'ficia li; da ciò deriva clie la proporzione viene ad essere alterata . Quando l'evento corona l'atLacco, allora mano mano giungono gli altri, ed anzi all'ora dell'ordinario so n tutti presenti, e·bene spesso gli ulti ru i i,rrivati si molano d'aver fallo più degli altri . - A me pare clie :; i. po trebbe approssim aLi.vamente risolvel'e il problema del valore relaLivo dimostralo <la una truppa in un dato combaLtirnent,o od in una data guerra. - Dico vnlore relativo (apro una brevissima parentes i}, perché in ''.erità io non so persuadermi che si possano ammettere le quali tà gt1eniere più in questo che in quel popolo; a me sembro questa una quali tà accidentale, dipendente da incivilimento, da abitudini, da abi lità di capilr,no, ecc. Dico che non ci. credo, perchè con va. ria vicenda sono state repu tate come nazion i oo-ue1·r,ere_in supremo grado (in direrse epoche, s'intende} quas1 tutte le nazioni cli Europa; eppure tn nto la storia nntica quanto la contemporanea ci dimostrane, ch e quelle stesse nazion i gur.rrier·e ih altre epoche son o cadute di mol to da talè riputazion e. E ne abbiamo un esempi o recente nncora: i Bavaresi, gli Ass iani, i Wurtembf'rghesi nella guerra del 66 furono più che mediocri soldati contro i Prussiani, che li ba.Lterono sempre,.
DEl.l,A BATTAGLIA D[ G{l.\YELOTTE- ST.- PlllVAT
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quantunque di molto inferiori di forza; per contro nel 70-7 1 emularono i loro compatriolti già loro nem ici. Ch iudo la parentesi. Una. ragione per cui oggi vi posso. essern un maggiore logoramento di ufficiali che non per lo passato è, secondo me, la seg uente. Per lo passato, siccome si agiva in linea e sempre in piedi, cioè nè coricati, nè a ginocchio, 11 nzi ritenevasi come pusi llanime chi cosi si adagiasse, così non c'era ragione alcuna nella differenza di perdite; oggi invece una catena, un rinforzo, un s0stegno rlevono tenersi accovacciati, coricati, nascosli mentre . è mestie,ri che l'ufficiale emerga per vedere quau to succede, per polersi fare un conceuo e agire secondo i casi, per animo.re e far avanzare i tim idi, per fare occupare 1111 dato punto; eu è naturale che da ciò derivino maggiori perclite negli ufficiali che non nella truppa; ma che queste siano più del doppio, invero sembra un po' t~·oppo, e ripeterò qui ciò che già dissi cire.1 l'attacco della guardia a Sl.-'Prival il 18 agosto, ove lo. proporzione delle pel'dite degli ufficiali è stata grande di contro a quella de' gl'egari; siccome le maggiori perdite sono avvenute ([Uando la guardia mosse al l'attacco, se· tutti i grega1·i si fosse ro avanzati, non ci sarebbe slala così grave perdita negli ufficiali. Se vi furnn o in proporzione perdite molto mago·iori in questi ultimi, ciò dipende da che il loro esempio non fu scguì to da tut.ti i gregari . Non mi pare neppu,·e perfettamenle esatta l'altra proposizi one che da taluno fu messa innanzi, che cioè <prnnto minori sono le perdite degli ufficiali, tanto migliore è un esercito . Sarebbe giusta questa proposizione se si aggiungesse « tenu to conto dell a proporzione normale» - perciocchè in un esercito, in cui la proporz ione fra ufficiali e truppa fosse, per esempio. del 3 per 0/0, ed in un altro fosse del 2 per 0/0, se 1
30.2 NOTE SOPRA ALCUNI l'AllTICOLAR[ i due eserciti perdessero in egual proporzione tanti ufucial i su tanti gregari, pure l'uno avrebbe perduto proporzionala mente più dell'altro i11 ufficiali. - C0sì supponiamo un co rpo di 80,000 uomini che abbia perduto '1600 gregari - 96 uffi ciali essendo la proporzione normale di 3 p(>.r0/0 - ed un altro esercito dell'istessa forza e che abbia subìto le istesse perdite, ma !a cui proporzione normale fosse il 2 pe1: 0/0, egli è certo che il primo avrebbe perduto il ,f. per 0/0 di ufficiali, mentre il secondo avrebbe perduto il 6 per 0/ 0 dei suoi ufficiali, quanl~mque l'uno e l'altro avessero per<_l nto 6 ufficiali per ogni ·l 00 gregari mori i o feriti. E necessario adLinque, ne l fare il paragone, tenere conlù eziandio della proporzione fra. ufficiali e gregari nel momento <lei combattimento. - E partendo da questo principio, che è indiscutibile, farò taluni parao-oni t, . ' ma che, lo dico sin d'ora, non possono considerarsi come assoluli, allesa la mancanza di dati e:;;al.Li, che fanno djfetto specialmente dalla parte dei Frar{ccsi. ~on arendo le situazioni francesi della guerra scorsa, prendel'ò quelle no rmal i di pace riportai.e dal colonnello (or.i generale) Lewal nella sua Co11férence sur les marches ct'une ctrmée (Parigi 1869, Dumaine), e p ..ecisH menle la fo i:-mnzione del reggimento di fanteria francese; dal Ludinghausen pren derò la fo rmazione dd reggimento di fanteria pn1ssiano. - Quantunque le proporzioni che si ricaveranno sieno alquan to inferiori a quelle che si avrebbero, prendendo la media di un corpo d'.irmala - daccl1è la cavalleria, l'artigl ieria, il genio, ccc. sono più ricchi cli quad .. i di ufficiali - nondimeno la differenza si r iduce a poco, e non è sensib ile cl1e nella seconda cifra decimale formando sempre la fanteria la gran marrc:rioranza del: ;:,o . . l l ' esercito, specia mente nelle ballaglie. Un reggimento di fanteria francese avrebbe donllo
GIIAYELOTTE-ST.-PlllYAT 303 essere nel ·1870 di 68 ufficiali, 2353 gregari, cioè 2,88 ufficiali per ogni 100 gregari: in altri termini, per I uffic iale corrispondere 34.,6 gregari . - (n reggimento di t'anleria prussiano era composto di 60 uffiei ali, 31 O~ grega.ri, cioè 2,22 uffici11.li per 1100 gregari, ossia per ·1 ufficiale .i.o gregari. Invece di <rucsti dati farebbero meglio, è vero, al ·nostro caso le situazioni del giorno di combaltimen to, perchè non sempre la mobilitazione si è potnta fare alcompleto, com'è per esempio succeduto él i Francesi nel 70, per cui veramente la proporzione [rancesc vorrebbe essere anche di più dim inuitn; - 1na di quanto?... Ciò posto, e partendo dai dati souaccennali, passerò n fare qualche paragone fra le perdile tedesche e lo frnncesi nella eampagna del ,O, avverlendo che deYo lirnit.armi solo ni combattimenti e alle battagl ie di Spichercn, Borny-Colombe;·, .\lars la Tour, GravelotteSt. Privat, maneando quasi assolutamente i dati francesL per le perdile Hclle allre battaglie e combattimenti. DELLA 8ATTACI.J.\ DI
1
Spicheren.
Pe?·clite tedesche.
1
~lorti o fcrili Dispersi .
2:23 ufficiali
» :r23 ufficiali
.i,'.376 gregari 372 » UH8 gregari.
.Cioè per ogni ufficiale tedesco, compresi i dispersi calcolati come morti o feriti, si l1a ,1 ufficiale per 20,8,i, gregari e, non comprendendo i dispersi, ·1 ufficiale per 19,9 gi'egari .
Pe1·dite francesi. Morti o feriti l)ispersi · .
205 ufficiali. u. »
1'777 gregan .2052 ))
2Hl ufficiali
8829 gregari.
30f
NOTE SOPRA ALCUNI PARTLCOLAl\l
Cioè per ogni ufficiale francese feriLo o morto cornp_resi i dispe~·si, culcolando questi come morti o feriti, s.~ ha •l_ ufficiale_ per 15,8 grega ri, e, non calcolnnclo i mspers1 , ·1 ufficiale per 8,6 gregari. Computando adunque i dispersi come morti o feriti si ha. quasi la st~ssa proporzione fra le perdite te~ a.esche e francesi, tenuto conto delh diversa proporz1_o~e norm~le fra ufficiali e gregari nei due eserciti: c1~e i ufficiale sopra 20,84 gregari nei Tedesehi; '1 uffie1ale su_,1 ~,3 gregn.ri nei Francesi; proporzione alquanto piu m favore dei Tedeschi, perché per essere veramente ~guale, i Frnncesi avrebbero dovuto perdere per ciascun ufficiale 16 gregn.ri invece di H5 ,3. Ma non contando i dispersi nelle perdite, in tal caso la proporzione tedesca è di gran lun(Fa mio·Jiore cioé per ,'I .ufficiale si avrebbe Hl,9 greg~ri, l~ddov~ per ,J utficiale francese non si avt·ebbe che 8 6 greo·ari . a· , o , rnvece L ,16. Se non che per mancanza di dati, non si può nulla conchiudere in l.ei-rnini assoluti, perocchè è dello nella Relazione uffieialc tedesca che nella batt~gl i~ ~o:rac!tata. furono fatti da •1200 a 1500 prig1001ert 1lles1; qumdi dai 2.052, più .u ufficiali, si dovrebbero sottrarre questi prigionieri illesi; ma siccome no~1 è in dicato il numero degii ufficiali prigionier·i illes1, ne consegue . la difficoltà di risolvere anche in modo approssitrnJlivo la questione. Comunque sia, ammessa, come non è da dubitarsi ln cifra di ,J 200 a ,rnoo prigi onieri illesi, in qualsi'asi modo ~i vogliano fare le proporzion i' egli certo che si potra trovare un numero mao·n·iore del rn.p.porto 86 . ot> . d1 1!: , ; i11a 11 risultato sarà sempre molto inferiore al rapporto tedesco. - E da questo risultato bisoo·nerehbe per ora inferire che la disciplina fran cest nel r;o?1batti.rr~e~ t~ , yaragonata alla tedesca , fosse quasi detla rrwta in!el'lore. -:-- Ma chi così facesse potrebbe
DELLA BA'l"!'AGJ.IA DI GRAVELO-rTE- S'.l'.-PRIVAT 305 passare per avven Lato, sia perché i dati non sono esatti, sia perché da un solo fatto. non è giusto il dedurre una legge generale anche approssimativa. - Il solo combattimento che ci potrà un po' meglio aiutare a fare dei paragoni sufficientemente esatti, è quello di Bornv-Colornbev, nel c1uale i dispersi francesi non fu., " rono molti.
Borny-Colombey.
Per clite tedesche. Morti o feriti Dispersi .
222 ufficiali
» 223 ufliciali
4~57 gt·egan
» 4684 gregari. 127
Cioè per ogni ufneiale tedesco morto o ferito, contando i. dispersi come morLi o feriti, si ha 1 ufficiale -per 2,1 gregari, e, se non si conta.no i dispersi, ·1 ufficiale per 20,5 g1:egarL . .
Perdite francesi. ~iorli o feriti
Dispersi .
·199 uflìciali 28·19 grega1·1 1 » 589 »
200 uffì.ciali 3408 .gregari. Cioè per ogni ufficiale francese morto o ferito, contando i dispersi come morti o feriti, si ha •1 uflìciale per 47 grcguri_; non contando punto ~ dispersi, si ha ·1 ufficiale per ·14:,16 gregari. Contando i dispersi come morti o feriti, la proporzione -de' Francesi è alquanto migliore di quella dei Tedeschi,
306
DELLA Il.\ TTA Gl.1.~ DI GRA \'ELOTTE- ST .-l'Rl\"AT
NOTE SOPRA AL CUN[ PAllTI CO LARI
perché questi, per st.are nella stessa proporzione dei Prancesi, sempre Lenuto conto della diversa proporzione fra ufficiali o gregari neì due eserciti, avrebbero dovnto pe!'dere pe r ogni urtì ciale 2];f gregari, mentre non ne perdettero che 2 t. - D'altra pal'te, se non contiamo punto i di~persi come morti o Cerili, la proporzione cambia in favore dei Tedeschi, ed invece di 14, l 6 gregal'i per ogn i ufficial e francese, si avrebbe 1lS, 7 gregari - proporzione che evidentemente va diminu ita, perchè un buon numero di dispersi doveucro certamente morire o essere fotti prigioniol'i fer iLi . Quindi per questa battnglia, che è la sola la fjua le si presti per una comparazione abbastanza esatta, si avrebbe che nel caso più sfavorevole ni Francesi, la differnnza. di discipl ina al combattimento sarebbe rnpprcsentHta, tenuto conto cleJ111 proporzione norrnnl c, -corne 16,7: 14, 16 ; cioé, i Franc~si invece di perdere 28 ·19 gregari, ne avrebbero doruto perdere, per rimanere nella stessa proporzione dei Tedeschi, per 199 ufncia li 31 2.1- gl'egD ri, ovvero 300 di più di crucl che perdettr,ro vera mente. Differenza, ripeto, che certamente dovrebbe aucora di molto diminuire, perchè ,\ più che proba hile che non pochi dei dispersi siano da contars i tra i morii o fcl'iti. - Por cni, stando a tJUOsto esempio , parrebbe che la differenza di disciplina al comba11i1neuto non fosse molto sensibile fra i due eserciti. 1
1
Mars la Tour.
Perdite tedesche . 3.lorti o feriti Dispersi.
706 u!Iiciali ij
.
))
7,f,I ufficiali
IJ I 11 grega ri 96.t>. » 1150-;9 gregari .
1
30';
Cioè per ogni uflici~le tedesco morto o f'P-rito 6 disperso, conLando i cli spersi come morti o feriti , si hu ·I ufficial e per 2·1,2 gregari; non contando punto i dispersi, si ha 1 uffi cin le per •10,09 ~regari. 1
Perdite francesi. ~Io rtì o t'eri ti Dispe rsi.
744- ufliciali
» 83, ufficiai i 93
407~ 5 grega ri
5379 ,J 6 l 2-i-
» gregari.
Cioè per oo-ni uflicia le fran cese rnorlo o ferito o di-. sperso, co nta~1do i dis rersi eorne morii O fe riti , si lrn I ufficiale per 49,213 gregari; 110n coniando punto i dispersi, si ha 11 uflìciale per •I 4-, H gregarj . Nel prim o caso adunque, cioè contando tu_tti i di~ spersi comi} morti o feriti, si la pr~porz1one_ d~, Francesi migliore cli quella do, Tedeschi, perche m propoezione questi ullimi avrebb ero dovu to perd ern per ogni urD.ciale 25 grega ri invece di 2L Ma. cl'al(ra parte, se non si contano punto i disper-;_i, allora trorinmo invece alquanto migliore la proporzione tede.:;CR, giacchè i Francesi por ogn i 1., rfìciale, invcè·e di H ,H gregari, ne a vrehbero dovuto perdere ,10,8, ci~è ancora 6i0 O'rcaari di più. Piccola cliITerenza, che diYerrebbe o t> ·1 f'C rlamenle anche meno sensibile se si co noscesse 1 numero el ci morti o fe riL i compresi nei d ispersi, percl1 é è da ricorrlal'e che i Francesi nel ritirarsi dopo la baltao-lia di Mars la Tour sotto Jietz, a Gravelolle ed in atft·i villaggi, lasciarono molti fer iti, di cui non pocl., i f'Llrono prr:da clell e fomme nel giorno de.Ila_ b~tlfl gl1n di SL Privat. - Anche qui aduoque la d1sc1pl rn a del combattimento non fu gran che difforente, Lenuto conto dei dn ti e de ll e prop orzioni p1·crnesse.
!la
308
1
Gravelotte-St. Privat.
· Pe1·ctile tedesclie. MorLi o feriti Dispersi.
899 u.tlìci al i
18767 gregari
1
493
))
899 ufficiali
»
119260 gregari.
. Cioè per_og~i uflì~iale tedesco morto~ ferito o disperso. co~t!ndo I -~1spe~·~1 per morti o feriti, si ha ,1 ufficiai~ p~r ""l.'42 g, e~an; non contando affatto i dispeesi si ·. ' lia pe, 1 uffictale 20 ' 87 <)oTe<)·ar·i b
Perdite ('mncesi . ~forti o ferì ti Dispersi .
, 48-i- ufficiali 1J,J,I
737 t 4309
)}
i:>95 ufficia· , 1,·
•
OELl.,A 0AT'rAGL!A DL GllAVELOTTE-ST.-PlUVA'l'
NOTE SOl'flA ALCUNI PARTICOLA!U
greg<1 ri )}
116 ' 80 gregari.
1
Cioè per ogni ufficiale . francese mono o ferito o disperso, contando i dispersi per morti o "e ·t· ,· h 1 , ·I fff · . a ' n 1, si per . u c.iale '19,63 g regaC'J; non contando ilffa.lto 1. drspers1, s1 ha per ,t uilìciale HS,22 gregari. · l\el pr-imo . caso 1prao· :1 I c1 · . · . ' ~ u · o 0 nanl o e per 1te dei gregari, "'· h~ un vant.uggto a·,fovore dei Francesi, cioè: in ro p~r~ione i . 1_edeschi avrebbero dovuto perdere pper c1<1scun uff1C1ale 2.5,n g regari invece che ne pedet Lero ~ 1,.42. Ma p~r contro, non contando punto, i~ spersi, I Tedescht hanno un leo·o·8rO vantao·o-io e · . 00 rn ,c1uesto . ~ o l· ~rances1 , . oo dovuto , toe avrebbero , se con d.. o ca:-;_ pe1 dere per ogn i ufficiale ferito o morto ,16 gl'eo..~r; men lre cirn no perdellero solo 15,12. 'o' •, ,·; . •
c1:
309
Da quanto si è dello pare si potrebbe inferire che nelle tre battaglie di Borny, Mars lu Tour e St. Prival la proporzione delle perdite fra ufficiali e gregari è slala quasi eguale, sempre però. con vantaggio, lieve sì, ma costante a. favore dei Tedeschi. - Per cui si potrebbe quasi affermare che la discipli na del com ballimento nei due eserci ti era quasi eguale, e solo d'alquanto inferiore nei Francesi. Ma acciò questa conelusione fosse un po' più fondata, sarebbe mestieri conoscere con una tal quale precisione il modo con cui si sono vB lu tati i dispersi, perchè sovente, per un mali nteso amor proprio, si annoverano nei dispersi non solo i morti o fer iti non accertati, rna anche i prigionieri, disertori, ecc. A primo trntlo s.ernbrn un po' strano veder registrato nelle perdite fr,rncesi. un gran numero di dispersi, spesso a migliaia; ma la meraviglia scompare se si riflette che i Francesi furono sempre obbliga.ti ad abbandonare il campo di battaglia , e per ciò vi lasciarono una buona porzione dei loro fer iti. - Nei .Tedeschi invece il numero dei dispersi è sempre limitalo, quantunque mi sembri un po' più elevato di quello del 66; parlo dei grega ri, perchè il numero degli uCficiali dispersi è limitatissimo., per non dire nullo. Riunisco qui sollo le perdite proporzionali tedesche fra ufficiali e gregari nelle altre. battaglie sino a Sedan; pe r queste battaglie non è possibile 1st1tu1re verun confronto, mancando assolutamente i dati delle perdite dalla parte dei Francesi. Weissenburg.
Compresi i dispersi Non compresi i dispersi Dispersi
1
ufficiale
,1
))
1
»
16
1
H ,9 Hl
gregari » }>
31 1
JH:LU BATTAGLI.\ Dl GRAH:tOTTE-ST.-l'RlYAT
310
NOTE SOPI\.\ ALCU:'\J l'A llTICOI..\ RI
Worth.
Compr.esi i dispersi . ufficiale Non compresi i dispersi ·I » Dispersi »
:20, i gregari Hl, 9 » 1373 >)
Be aumont.
Compresi i dispersi . I uflìciale Non compresi i dispersi i » Dispersi >>
1
'.23,3 greo-ari
u
)}
18.ì
»
Sedan.
Com presi i dispersi . •1 ufficiale Non compresi i dispersi ·1 » Dispersi »
Sedan dopo molte vittorie, dopo aver chiuso l'a rmata di Bar,aì ne dentro ~Iclz, insom mo. do po uno <lei più grandi risultali rnuic: <:lie si c:onoscano; la sorte dell'armata tii Chùlons era beli' e decisa, direi , prima del combattirneuto, il mor{lle tedesco doveva es-;ore altissimo, lil vittoriu. di Renumont a\"C\'a fJalesnto che que lle truppe francesi non erano così solide enme q nelle eh~ si erano ba1tnle a )lctz., e con lull.o ciò trovo per ogni ullieiale fer-ito ·o morto solo lì a 118 gregari! ... Quale -conclusio11e ricavarne? - Evidentemente . pe!' ucldiYenirc ad una conelusioiH' per po c·o fondata, prr determinare qualche leg;ge, per istituire qualche confron to bisognerebbe ave re maggior copia di fa lli rego larmente ed egualmen te regisLrnti, bisognerebbe r.onosce!'e bene le proporzioni normali, a117,i la ,·era situazione degli eserciti; ma lnUi qucsLi dati ci fanno dife tto.
·I 8, ·I gregari
16,7 700
» »
Debbo confessa re che due fa LLi con trus tauo ulla conclusione a cui io vo rrei ncldiven irc; il primo si è un !'apporto quosi eguale e coslante nelle perdite tedesche nei vo.ri combattimenti e b,\ltaglie, il che sembl'ercbbe di11iostra t·c che quella proporzione, anzi chè doversi ..,sl't'irere a una maggiore o minore sensitività di neni nei combattenti, ò naturale . L'altro fo tto ò il risultato delle proporzioni nella l>o.ttaglia di Sedan, che dopo quello cl i Weissenbu rg è il più basso de i risultali delle Dllrc battaglie. - Che per Weissenhurg tale proporzione sia mollo bassa si capisce, essendo quella la pt·ima volta che le truppe erano esposte al fuoco, la nrnggior parte di esse avevano pur allora o.bl>an<lonata la yuieto. vita della ca111pagna ,e clclle cillà peI' la vita milito.re; ma vero.mente a Sedan io a\'rei credulo quasi tro\'al'e la mig·liore proporzione: Si combattern o..
Passiamo o!'a a vedere in quali proporzioni le varie arm i principali , cioè la fanteria, la cavalleria e l'artiglieria (!ell'esercito tedesco hanno subl to delle perd ite nei prin(;ipali comba ttimen li e bnttaglic del 11870. FANTERIA
CAVALl,J!RIA
ARTIOLJl!ll!A
..-- - - - ' ~-------- _...___,___. IUtlìciali I Gr<'ga ri Cnìciali Gregari Officiali Gregari ,vcisscnburg. Worth . Rpichercn . .
H3 't-72 .
Colornhcy-Borny \\!nrs la Tour St -Privat Heaumont
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312
NOTE SONIA ALCUNI PAHTICOLART DELLA. BA1'TAGL1A DI GHA VELOTTE-ST. - PnIVAT
Prendendo come un ità per la fanteria,J 00 oerla cavalleria 2,8, per l'artig lieria 2,2, vediamo qual è il rapporto normale, in un corP,o di armata al completo, e cakolando solo le truppe combattenti : '
I
313
64,24,(1 fanteria - la, l 'j.l cuval!eria -2,i.6 pezzi. 16 batt~rie dùnno 72 uffìeia/i, 2820 gregati, eosi Je
4 11 batterie dànno nel per::;ona le 6 i'.29 uomini . Le perdite furono: 13,6GO fanteria - 1,H)8 cavaller:ia - 718 nrtiglieriil , mentre avrebbero dovuto esse re, se fossero state in proporzione delle perdite della fo.uteria : rn ,G60 fanteria - 2, 802 eavallerin -- ·I ' 302 artir,,]ieri·a ::, ~ .. Dunque, sebbene la batta.!{ìia di Mars la Tour· sia ~uella nella .quale la _cavalleria, come nota i poc'anzi, fece la massima perdita sul campo di baLLagliu, anz i senza ·comparazwne maggiore che in qualunaue altra battaglia ciel 70, nç,ndirneno la cavalleria Ju/ perdu to menò della metà di quello che propoi·zionatamente per~è Ja fante rin ; l' artiglieria alcun che più della meta. A St.- Privat, ove l'artiglieria perdette il massimo le forze erano: · ' •178 ,818 fanteria - :34,58.1: ca valler.ia - 7,1·6 pezzi. Calcolando l'artiglieria come sopra, sì avrà una forza: cli 118,028 u omini. Le perdite sofferte furono: . '19,081 fanteria - H,7 cavalleria. - 9'17 nrtio·!ieria. Se st. f'ossc perd uto rndle proporzioni dellat)fan teria, quelle perdite avrebbero dovuto essere: Hl,08•1 fanteria . . ,19;23. artir.rlieria. · Da questi esempi si vede chiaro che, sia ~eJ totalfl dei eornbattime11 ti, sia nei singoli cornba Uimentì J' artiglieria e .In cuvnJleria hanno costantemente p:rduto rn proporzione J1 gran lu nga inferiore alla fanteria, e t;he questa, malgrado i perfezionamenti dell'artio·lieria è sempre la regina delle armi - pel' cui le al~·e du; armi importantissime non possono ehe coadiuvarla rna Silr'Ù sempre essa che deciderù. con i suoi san~ guinos i sagrifi(:i l'es ito delle pu~ne , Je inizierà, Jp
8 reggimenti di. fanteria più 1 , battaglione cacciatori . . 26,500(compresigli ufficiuli} 6 reggimenti di cavai- , Jeria. k,08H Id. 96 pezzi (n on contando le colonne di munizione) . 2,392 Id.
1
Prendendo la fanter ia come unità rappresentata da 100, troviamo perla cavalleria 15,9 e per l'artiglieria 9; e siccome abbiamo trovato che la cavalleria a véva perduto solo 2,8 e ?artiglieria 2,~, cosi le perd ite della cavalleria sono state la 6• partd di que l che avrebbero dovuto essnre se avesse perduto in proporzione della fanteria, e le perdite dell'artiglieria poeo meno della 4a. parte cli queL che avr,~b.bero dovuto essere. Quindi per fare piLl risaltare all'occh io Ja differenza, darò le perdite di t.ntte le armi, eome se queste avessero tutLc perduto nçlle stesse proporzioni della fanteria. Fanteria 65,812 - Cavalleria 10, 135 -Arliglieria5, 9'.2z Invece pe_rdetter-o: Fan terja 65,8 12 - Cavalleria ·I ,868? - Art.igltcria ·I ,MG, Passiamo ora a fare il conto sulle perdile delle due armi, Cii valleria ed artiglieria, nelle due battaglie di Mars la Tour e Gravelotte , nella prima delle quali è stata fatta la massi ma perdita di cavalleria durame la campagna, e nella seconda !a m1,1ssima perdita di artiglieria . A l\'lars la Tour le forze, quali appa iono dalle situazi oni annesse all'8° quaderno della Helniione ufficiale , erano le seguenti: 1
1
1
ANl'iO XX, VoL. JV.
\
2·1
31iJ.
NOTE SOPIIA ALCUNI PART(COT.AUI
e le deciderà . Conclusione notissima e o Proseo-mra vecchia con la barba, come suol dirsi, ma che è pur bene ricordare, perchè Yeram en te la guerra del 70 ha tratto alcuni ad esagerare le proporzioni dell'artiglieria. Tutte le armi sono necessarie. ma nelli:t debita e giusta pi·opol'zione. nè ma i l'unn a scupito dell'altra. Passiamo a vedere la proporziono deli'aniglierìa tedesca relativamente alle altre armi nel le principali battagli e. Alla battagl ia di Colombey-Rorny presero parte: 58,659 uomini di fanter ia - 8,7::H, di cav,11leric1 ~o~. pezzi. Cioè l'artiglicrtD en1 in proporziono di 3,/4. pez7.i per 1,000 uomini di. fanteria, e ,·olendo contare co1nplessivameoto anch e la cava lleria, 3 pezzi per 1,000 uomj ni di fanterie e cavalleria . Alla battaglia di Vionville-)Iars la Tom presero pnrlc le seguenti forze : M,'2~6 di fanteria - 1R,17 1 di cavnlleri~ - 24-6 pozzi. . Cioè l'artiglieria era in µroporzior,e di B,82 pezzi per ,t,000 uomini di fanteria, e, volendo contnre com plessivamente la c,walleria, :\ 17 per ~ ,000 uomini di fanteria e cavalleria. Alla battaglia cli Gravel ott.e-SL. Privat erano presenti: 178,818 di fanteria - 24,58,\. di caYalleria - 726 pezzi . CioP, l'artiglieria era in proporzione di 4 pezzi per ,1 000 uomini di fanteria, o volendo contare anche !a c~valleria , si hanno 3,7 pezzi per 4,000 uomini di fantrria r, eav;il leria. Non addurrb altri es('rnpi perch<\ marn~ano nella Rclaziow• uOìciale tedesca le situazioni numerich e delln. forzo impiegata nelle altre battaglie e combattimC'nli. 1
1
315 Nella battaglia d(Colom bey-Bo;·ny la cavalleria rappresenta,·a ,15 per 100 della fanteria, mentre nella bq_ttaglia di Mars la Tour rappresentava auasi '.:H ,per 100 della fanleria e nella battaglia di St.-P~ivat ,rappresenwva appena 4J per ,mo della fanter ia. DELLA JlATTAGLIA 1)1 GRA VELOT.'l'E- ST. -PRIVAT
Passiamo ora ad osservare nell'esercito tedesco se all'att.o.ài entn1'.e in campagna vi era differenza fra gli effett1v1 normali cle1 corpi d'annata, e fra quelli veramente presenti . Secondo lu fo r mazione normale, esclusi i non combattenti, il corpo d'arnwta avrebbe dovuto .essere di: 26, 403 uomini trn fanteria e pion ieri. - '1'.253 cavalli. Il 1° eorpo d\.lrmata, secondo la dimostrazione cle!la forza (Alle.gato 26) . ii dì della battagli.a di t:olombev 1' 10 ' fìrno a questo giorno · ,; 4 ao·os non era ancora., 0 - , J stato impegnalo in comlMttimento - era composto d~ 2.? 1~nttaglioni di fanteria e cacciatori, 3 cornrrngnic pwnier,, 8 squadroni, cioè 2J.,830 uorni.n i fanteria e pionieri , ,J 2Hl c.:: valli . ?1forrnherebbcro pet·cib nella fante rin ,1 ,573 uomini, e nella cavnl!oria ·33 cavalli. _ Sottrae ndo le 3 compagnie pionieri coi rispettivi ufficiali, cioè una forza di ()90 uomini, ne rimarrebbero '.21:.,:140 per i 2i> bat.t.:iglioni, cioè 966 uomini per battaglione , inclusi gli uffieiaii , mentre che avrebbero dovu to essere 1,021. nom ini- ep perciò 58uomini di mono. Una ditfore~za. quasi eguale t.ra l'effettivo organico ~ 1 pre.senll. si r1.scontra nel X. corpo (Allegato 27). l\o!la s1tuaz1ono rn data :J6 agosto , prima cioè di Ìllars !a Tour, quel corpo risulta cl i ~3 ,2.38 nomini di fan teria: pio nieri.,e di ,J,'i76 cavall i della b rigata di cava llet'la, epperc10 una ditfernnza in meno d i 3,465 uomini di fanteria e pionieri e di 76 cava ll i di. cnv~,l!cria; i[ · battaglione era adnnque d i 90i- uomini invece di ,1,024, cioè mnncnvnno ,120 uomini per ogni battaglione. 1
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316
NOTE SOI'IIA ALCUNl I'ARTlCOLAIU
Jl H 0 corpo il 18 agosto risulta dalla siLuazione di 2a. ,524 uomini di fanteria e pionieri, ·I ,2·18 cavalli della bri o. o·ata cli cavalleria; gli mancavano percib 11,879 uomini di fanteria e pionieri e 34 c;avalli. - 11 bauaglione era quindi della. forza di 9iH,, vale a dire gli manca vano solo 68 uo mini per baLtaglione. Infin e il lV corpo {11llegato 3 1) alla data del 22 agosto era della forza di 2i.,\H 6 uomini di fanteria e pionieri (non tengo conto della eavalleria perchè temo che vi sia errore di cifre, essendo essa portala a2, ·1 57, nel mentre dalla situazione apparirebbe che si tratta di una brig:'J.ta di 8 squadrnni ). - Questo corpo aveva perduto nel tentativo cli sorpresa di Toul 18 uffieiali , e ,180 gregari nella fanteria e nei pionieri, per coi _la s ua· fo rza era veramente . di 25, H 4 uom ini, con la differenza iu meno dell'effettivo normale di 1,289 uomini. 11 suo battaglione era quindi (sou.rn.endo 690 pionieri) di 91'7 uom ini per balto.glione, cioè solo kì uomini cli meno dell'effeltivo. Bastano questi pochi esempi, presi a caso nella dimostraz ione della forza tedesca, per dimostrare che veramente, al momento della partenza, i reggimenti e coroi • dovevano essere perfettamente a n ume ro nor. . male; le piccole differenze rimarcate conYiene attribuirle alle rnaece, alle malattie sopravvenute nei quindici o venli giorni da che i detti corpi erano in marcia. 0
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:Non mi sembra. senz.a importanza: esaminare , anzi, direi meglio, misurare la intensità, o la profondità che , si voglia chiamare, dell'ordine di bc1 ttaglia a St -Privat sì dall'una parte corne dall'altra . Anche qui taie miS Lll'a, relativamente ai Frnn cesi., non potrà essere che approssimativa, mancandoci i veri dati della dimostrazione dell.a loro forza in quella ed allre ]Jattaglie, ma più precisa potrà essere per i Tedeschi.
DELLA BATTAGLIA DI G·RA..VELOTTE- ST-PRlVAT
3 1I 1
I Francesi occupavano dalle alture di Rozérieulles :o. Roncourt una distesa di 41,500 metri, non contando
la posizione di S.te Ruffine G il villaggio di Rozéri eulles , che essi occupavano colla brigataLepasset con 2 hat~ terie, la qua le considereremo qui come un corpo staccato . La fronte oro.detta era oc;cupata senza interruzione da . . 2 divisioni del '2° col'po ·4,
30 » 20 )) • )) )> 60 )) ~~oé_ da_ 112_divisioni e %- - Il corpo della guardia (~ d1v1s~orn) non prese parte perchè in riserva. - Calcolando i bauaglioni francesi . a 600 uomini ciascuno in 1:1~dia, si ha un totule per la fanteria di 85,~-00 uormm - ~,f. uomini per metro lineare. - Supponendo che fo_ssero a l'anghi chiusi, in cui ogni uom o occupa 0,65 di fronte compresi gli intervalli e uom ini fuo ri righe, si avrebbe una profondità di 4,8 di uomini; questa massa di uomini avrebbe, cioè, potuto occupare quella fronte di battaglia in due linee continue di due righe ciascuna, più una terza linea o riserva co·rnposta di quasi la metà di una linea ; in altri termini, avrebbero potuto stur<é\ in linea continua, e senza contare lo spazio dell'arliglieria, 35,380 uon;ini in 1"- linea, 35,380 uo_mini in 2• linea, 14,6-iO in 3" linea o riserva: o!tre la riserva generale formata dal!a guardia impenale . Se .poi. contiamo la guardia, avremo un totale di 100 ' 000 ., . uomm1, epperc10 ogm metro li neare della fronte pot~va. essere·difeso da 8,9 uomini, cioè una profondità d1 5,?'J uom ini ; quindi. oltre alle due linee poteva formarsi una 3a l1t1ea del la forza di 25.04-0 uomini. Volgiamo ora il .nostro esame dalla pa,rte dei Tedeschi. (An che qui considereremo come distaccam enti la brigata 3 3 I/!
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DELLA. .BA'l"l'AGLfA DI GHAV.Ef.OTTE-ST- PJUVAT
3•18
:NOTE SOPl\A ALCUNI PARTICOLAl\I
v. d. Goltz del Vll° corpo, comè purn i 5 battaglioni ne[ bo;;co di Vaux., che formavano effeLtivamente parti sLaccate) . La fron te di attaceo, misurata da ovest della grandi petriere di Point le .Jom sino ad est di. Ronco urL, si estendeva per 115 chilornet!'Ì. Questa grande .linea era troncata in due parti, avvegnachè tra la destra deH'X! 0 corpo e la sinistra dell'VI1I 0 vi era una laeuna di più di 1 chilometro, dimodochè ci converrè\ esaminare distintamente i due teonctii di questa linea. La prima parte, cioè quella che si estendeva all'ovest delle grandi petrie re di Point le Jour sino a! bosco di Géni vaux - 2,300 metri. circa - fu occupata da porzione del Vll° corpo, da tuLto l'V1Il 0 ed infine dal U0 corpo, escludendo gli ·1 •I ballaglioni e ¼ che combattevano distaccati, rn,ooo del Vll°, 23,378 dell'VIII°, cioè33,378, sino verso le ore '7 pom .; di poi venne rinforzata da 24.,5:24: del n• corpo, cioè nell'assieme àa 57,902 uomini di fanteria e pionieri . Siccome lo sviluppo della fronte er<1, come dissi poc'anzi, di 2,300 metri, così avremo pel prirn o caso - cioè sin verso le ore 7 pomeridiane - 1O uomini per metl'O linenre, 1~ dopo le 'i, quando giunse il II ~orpo, av_re,rn9 una profon~it~ di 25 uomini pel' metro lmeare, eroe una profçmd1ta dt ,16,~i:> uomini, profondifa enorme e che nondimeno non riuscì a rompere la linea nemica, Ja quale non contava presenti da 6,7 uomini per metro lineare senza la riserva generale e con questa 8,9 uomini. . · . 1 quasi •12 cb:lornetri dell'altro spezzato dalla hnea di batLaglia erano occupati dal JX° corpo, dall e guardie reali, dal XI1° eorpo e .in riserva dal Hl corpo e dal X0 • lX corpo S1 ,Sili 28,HiO Guardie 0 Xll corpo 27,188
Ili° corpo '16,H :1 X" » 18,5:51 91,88H Cioè nel primo caso, senza contare ht riserva cornoo::;ta del UI 0 e X.0 corpo, che in vero presero po.ca ~iarte, si ha 5,(:i uomini per metro lineare, cioè un_a profondità di :3 ,6 uomini, abbastanza inferiore al ditensore che contava, come s'è visto, 7,4 uomini per metro lineare, non compresa la riserva della guardia irnoeriale. !1fo se ancora facciamo entrare in liriea di eo;1to i 9 corpi X e IIJ.°, troveremo 7,,i-8 per rnelt·o li r; eure, cioè al disollo anche della parte francese, contando anehe la guardia imperiale; e si badi bene ch e i Tedeschi erano attaccn.nti . - Si vede da eiò che con un comoles'sivo di forze di ,118,8'18 di sola fanteria, (;he avr~bbe dato per metro lineare su una fronte di ,a chilometri ·12,7 uomini, eioè con una profonditii media di 8,7 t1ornin i, pure nei c/7 del campo di baLtaglia i Tedeschi si sono l!'Ovati piuttosto con una inferiorità di forze .cclative, mentre sull'allro tronco della linea erano in grandissima maggioranza. 0
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econlando ilHl eX corposi avrà: 0
Poiché siamo entrati in questo ragionamento della densità dell'ordine di battaglia, portiamo un po' lo sn·uardo oiù indietro sui campi di ba ttaglia di Mars o . la Tour e di Bornv. Nella battaglia di Mars la Tom considereremo i due morn enti, delle ore 12 meridiane e delle ore 5 pome-. rid ia.ne, giusta le tavole della Relazione tedesca. Alte 12 mcrid. si trovavano in combattimento dalla parte francese, del 2" corpo ~ di visioni e 1 12 , e del 6°, 2 divisioni ecl 1 t che dovevano dare una forza eo m~
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320 KOTE SOPRA ALCUN! I>ARTICOU!lf plessiva di f2,000 uomini, non compresa Ja cavalleria. Questi corpi si estendevano colla destra all'antica Via Romana e al bosco di Yill iers, e colla sinistra al bosco des Ognons, cioè sud i una fronte di 6.500 metri quind i con una densitit di 6,4. ~om ini per· metro li ~ oeare, con una profondità di poco più di ,1.. uomini: in altri termini, potevano benissimo fornire due linee continue ~ol ?on tatto di gom ito, ciascuna su due righe, oltre le forlt nserve ch'erano poco indietl'o, ci oè 4 divisione del 6° corpo ed il corpo della guardia, e sulla destra: in rnarci_a, porzione del 3° corpo e del 4-". _Yedwmo ora L Tedeschi. Nel primo momento, vale a dire alle 12 merid., il III 0 eorpo e la 37a brigata del X0 occupavano n destra il bosco des Ognons, e passando ad ovest di Vionville si estendevano c:on la sinistra verso la vecchia Via Ilomana, cioè su di un fronte di 6,600 metri. - La forza in fanteria del Jll° corpo cons isteva in 22,,379 uomini, quella de ll a 37a b1:igata poteva essere di 5,S94; quindi una forza di 2i,9ì3 uon:iini di fanteriu, cioè -4. ,3 uomini_per metro lineare con una profondità di solo 2,8 uomini , epperciò potevasi formare una sola linea rnn tinua con una riserva di 7 ad 8 mila uom ini. Lioea rno lto debole se si considera che quel!n era tr-uppa attaccante, e ehe ind ietro non eravi da ·contat·e per molte ore s11 alcuna altra riserva!! Consideriamo ora il 2° momento, cio0 verso le ore ij pom . (2a Tavola) . ln quell'orn si trovavano in combatti mento , comin ciando da destrn: in 1~ linea le di visio ni Cissev Grenier · "I' ' Aymarcl, Tix:ier, Lafont de Yilliers, Le Vassor- Sorval, il H0 reggimento, 3 reggimenti granatieri guardie ed 1 i battaglione. cacciatori, 11 .brigata della divisione fifon1audon del B0 corpo; in 2a linea la divisione Novral del corpo ora detto, la brigata lapasset 'Clel 2° co;.po,
DEU,11. llATTAGLIA Ul G-HA VELOTTE- ST- PRl VAT
32 11
2 brigate di volteggia lori della guardia e 2 baltaglion i
di zuavi .e l'a.ltra brigata della divisione ~Iontaudon;
in 3" linea era il 2° corpo, cioè 2 divis ioni, ma che si erano già dal mezzodì t itirate dal combattimenLo. Ad un d ipresso 400 bauaglioni che combattevano in 1"' linea, .4.,1 in '.2" linea e 26 in 3° linea, ma questi già molto scossi e logo ri. Calco lando in med ia i battaglioni a 700 uom ini , si avrà una forza di 70,000 uorni1i i in ,1a · linea, di 2S,700 in 4a riserva e di Ha :J5 mila in 2" riserva . - Questa linea appoggia va la destra al vallone che scendendo da ~1ars la Tour si dirige verso il nord per l\J oncel e quindi .Jarny, e si estende a sinistra pei bosco di Villiers ecl ad ovest di Rezon ville ed appoggia la, sinistra al bosco cles Ognons. - Tale front.e si estendeva per ,1·1,500 metri; quindi la ,p linea occupava 6 uom ini per metro lineare - epperciò tale spazio pote va qi tasi essere occupato a righe chiuse e col contaLto dei gom iti co n 35 mila uomini in F linea ed alLretlnnli in 2" linea . Contando la P e 2 .. riserva si aveva per ogni metro lineare 9.8 uomini, cioè una. dens·iti\ di 6,37 di uomini - q_u indi ollt:e alle due linee di 35 mi la uomini vi poteva essere una prima riserni di 28,700 in ·a• li nea o prima riserva, oltre ad una seconda riserva, già molto scossa, diH a ,1iS mila uom ini. I Tedeschi verso le 5 porn. ammontavano a 6i,246 uomin i cd occupavano una fronte di 10,400 metri, -6,2 pe r metro lineare - cioè !i: uomini su 0,615; avrebbero quindi potuto occupare due linee complete e due J"anghi - cioè 32 mila uom ini per ogn i linea - senza nun to riserve . · ' Passiarno ora n.lla baLtagli a di Colombey-Borny. Alfa battaglia di Borny prese ro parte, dei Francesi, 4 di.visioni del 3° co rpo; ·1 di visione del 4reggimento della gu11rdia; erano in riserva le altre 3 brigate e giungevano 1
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DELLA B.\'fTAGI.IA UT Gl\AVf.LO'l"l'E- ST-Pl\
t\OTI:: SOPI\A ALCUNI PARTICOL.\R I
dopo le 5 pomeridiane le 2 di vj sioni Lor-encez e Cisscy ed occuparono una fronte di 8 chilometrj, dal fone Queul eu-Colombey-ney sino all.-i strada St.-.Juliell e s ca Bnrbe . Erano in combattimento i, divisioui del 3° corpo, una del .s. 0 ed una brigala de lla gunrdia i111perialo. Erano co1ue ,1• ris1•rva 3 brigate della guardia imperiale, e più tardi come 2" ri scr·va sull'ala sinistra franeese le 2 altre divisioni del 4° corpo - quindi H),700 1n combattim,.m to - l:?.,600 come P ri serva, e "8,200 comt 2" ri ser va. - Cioè ernno in cornbauimento per ogni metr,, lineare 6,2 uomi11i, compresa tu tta la guardia imperiale por ogni metro lineare 7,8 uo111iui, cd infine cumpres~ le 2 allre divisioni del ,1- 0 c:orpo per ogni me: lro li11care 110 u omini, eppel'ciò In deu:-ità uel 1° c;nso ,,ra <li solo .t uorn iDi, nel ':? cnso di :.; uot11i11i e t1el 3" cnso di ti,5 uomini; in altri termini, nel ·i 0 caso avrebbe1·0 potuto 5larc Lutti in due line0 à due rigl1 e per !inca cou gli uomini a contatto di gomiti- nel 2°<:aso, ullre a que:.-te due linee, avre!Jlie potuto es,;eni una ri,;errn eguale ed u1 1n. rnelù. Ji una liuca, ed infine ne!l '1dtima orn tre liriee, più una pi<.;c:ola riscrv,, - cioè nel 1° c.:aso 24-,GOO in ·l" line1.1 ed altl'etla11Li iu :!" linea, nei 3° ca:;u inoltre una riserva di 12,300, ed iu!ine uel 3° caso, oltre Jc-: tre linee continue cli ;2,i:,600, u11a rise rva di o a '; mila i Tedescb i attnccarouo col l" eorpo, VH0 corpo ed una tlivrsione del 1\ asceodeYauu a n8,tio9 uomini ed 0ccupavu110 anch'essi 1rna l"ronte di 8 c;hilo inetri , ma con varie lacune, specialmente verso la loro sinist1·a, eppen;iù pei· ogni metro lineare si contavano '7,34 uomini - uua deusitb e.li i-,ì uomini - e <1ui.1di su tl,,e linee di 21-,tiOO uo1ui111 i.:iasc:uuu, più una ri ser·va di 9 a ·lO mila uomini. Ri1·pilog,wdo i ealcoli siu qui fatti rispetto alle l rè 0
;
.
.
3,23
battagl ie Colonibey-Ilorny, ,1n t·s la Tour, St. Pnvat, si avril:
-Pe1·
---co1o1ube~ - B0rn~
Tedeschi ' l rn
= -; ,:31 uomini
I met.ro l Frauc~; i l"' = '1 0,0U l ,nea1·e I
St. -Pri \'.\t
:11ar~ !a Tour
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Calcola11clo invece lo spazio l'Ìll· occupa l'11orno t~cll'.'. :c,. 111et1_.1 si avrebbero q11est1 numeri c. ri ga per 0,6,., righe: -
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Dalle eose suesposte ,ui pa re ehe si po~rebbero trar-_rc le se(Yue11ti conseguenze, esaHe alm~uo sino ad un ce; lo 0 · cl· t... ccolti sono csa tu del che non 10 punto, se I tt t I~ :;L1flicicute garanwi. . . - , · •ll e Lu. disciµl inu del combattimcn Lo dei due _e~~1 e,. 11 i st·,ta quasi eo·uale, sebbene, per essere esatu srno a t 0 < • d bb t ·e un Jie\'e vanta«..,.10 costlntt: . '?o . ,. 5erupol0, 10 e a no ai . . L' 1 · 11tensitìt o denslla dell a lrncu l dalla parte tee esca. . , , , di battaglia nelle due battaglie di ~orn}'.-~olomb~y. ~ 'l·11·s h Tour-Vionville fo a va11Laggro dei 1'rar~ces1 ~]t1; ., < e f d" ' St l)r!Yé.ll potc,·uuo oresentare maggior pro on iw ; ma a . .. .[ a ['•-vo~·e dei Tedeschi alla lo ro destni., a tarnre (1c1 LI < "" · • l' la patle L'. . ' ·, ·il centro e alla lo ro snnstra e i era r1an<.;c::- , a· . · . le <.;omli-. ove la battagli a, seco ndo il c:0n~ctto Lr~_t·u.,o e nau1.; . . ct·, luo••·o do,·eva arere efieuo dec.::,1\ o. -Du -i ZlOnt o , · · j'. j" . . I nt1· i10 1) trov·lnsi l'ere ·n1g10111 e !li eper questi L ue pu ' '
32,~
DELLA llATTAGLlA Dl GHAVELOTTE-ST-PJHYAT
NOTE SO PO,\ ALCUl'ì'! l'Al\1'ICOLAlll
riorità .. ., . per cui i Francesi dovessero l)erclere . _ ,\l)l) iamo g,,a vrslo . nel .?01:s? di_ quest~ ~ole che so questi ultimi a~eva1_1~ mfc, 1~nlu . d1 art,glier,a, avevano superiorilè't diI''fuc tl, ; se g-11 um avevano a loro l'avoi·e J'olY'e ·, u1 nsna. c 1 e un _gran fattore di vittoria, gli altri, special111enlP a S.l-Pr,rnt, avevano scelto buona e forle posizione. Dunqu~ qu~lc_ fu la cagione della perdita di questo ba~taglre? 'ed,amo so ~uesta cagione bisogni ricercatln nel modo con cur esse furono direlle.
La battD.~lia di Borny fu iniziata, per pnrte dei Tedeschi. d~ ~rna lmgata c_h'e!·~ agli avamposti del proprio corpo da, mata, fu rpnnd1 tmmcclialamentc secondutc1 Jal 1~ c?rp_o, che ~r~dette di scorgern nelle mosse francesi, anz~che una r1llrata, un rooYimcnto oflensi,·o, quindi dal rimr~nente del Vll 0 corpo cl1e non potè giungere che success1vamen1~ su l campo di hallaglia, e da ultimo da qualche frazione del rx:0 corpo allrallo,·i dal tuonar del comandante della I" armata non si trovò cannone. prcs:nle; 11 1° e YI1° co rpo agirono colleo-ati è vero. ma. 11 1° sotto l'ispirazione del cornandnn~ d~I corpo 0 ed ~'. VII sotto l'ispirazione del comandonte inferiore: e pru_tardi_ del comandante del corpo. - Ripeto che q.ues~1 corpi procedettero con accordo, ma non ci fu una d1re1.1one unic·a, non ci fu nn concello <liretrivo s· .. l . ' I marcw a c~n n?ne, sernprn ottima regola; così fcl:ero · 0 pure In fra..z1on1 del lX corpo che pe1· ciò solo si vennern a Lrova1·e in modo da gravitnre sul fianco <lestr:o del l'attacco. Tu tla quella battaglia mostra da lla riarte_ Lcd~sca come ognuno vi concorresse con il massimo impegno_, e si collcg:\sse coi propri vicini rna mostra del pan che- non fu diretta a scopo un ico una solo ~e~t:'. - Invece dalla parte dei Francesi, poco d?po m1z1a~a la_baltaglia, ,·i si trovò presento il Inal'escrnllo Ba1.arne, d quale potò imprim ere alle sue
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schiere una direzione unica. Pere.ii) nella battaglia Colombey-Borny la direzione generale non fu neppure, od alr:neno non pote,'o essere migliore dalla parte tedesca, pcrciocchè da questa non vi fu direzione. La battaglia di Mars la Tour fu egregiamente iniziata, per parte dei Tedeschi, dal comandante il TH 0 corpo e fonernente e vigorosamente sostenuta; indi, arrivato il x• corpo, fu prolungata alla sua ala sinisLra e tiui pure virilmente sostenuta, ma solo sul turdi potè esser presa la direzione con mono poderosa dal comandante la Il" armata; ma anche dopo ciò, siccome bisognava fare entrare al più presto le truppe al comhauimento, così vennero adoperati man rnnno che giungevano i soceorsi, e questi non furono giit diretti là dove ei·a meglio e più utile, mn dove più presto poteHmo entrare in linea tli combnllimento, Dffìne di protrarre la difesa il più che fos~e possibile. Dn ciò avvenne che quei distaccamenti, giungendo dalla rn!le della Mosclla, venivano successivn111entc a rinforzare ]a destra dell'eserei~o tedesco, locchè p1·oducevu peraltro due vautaggi, l'uno inaspeltato e !'altro necessario; infatti, quel proluugarsi dell'ala destra tedesca facendo Le111ere al maresciallo Uazuinc che lo si volesse tagliar fuo ri da.. Jletz, obbligollo. per parnre a Lale ev(~n,o , a rinforzare la sua sinistra a scapito della destra e lo indusse a desistere da unadivet"sione in valle di )Josclla, eomc un rnomeuto ne aveva av.uto la buona ispirazione. - Oltraeciò i Tedeschi, rinforzando la loro ala destra, provvedevano a coprire app1111Lo la loro linea di ritirata, la quale era stata poc:o attentarnenLc sorvegliala. - ))unque, sebbene nell'ullirna ora vi fosse slata Yigorosa direzioue nella battaglia, pure, attese le circostanze, essa non si polè svolgere che secundo le direzioni (Jirnarcin. dei corpi che sopraggiungevano ma11 mano in soccorso. - Debbesi però osserval'c che gli attacchi, anche
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UELLA BAT1',\GLlA Dl GltAVEI.OTIE-ST-l'RlVAT
NOTE SOPII.\ ALCUNT PART!COLAIH
nottnrni, fotti dal Principe Cado, doveltero, quantunffue r:espìnlì, non j1oco· ìnfluil'c sulla decisione del Il117:;1inc, di ritirarsi sot.to :'!Ictz. Invece nel C'ampo fr,;n cese tro\·i;1mo sin <.!all'inizio della ballagfia presente il comandante in capo fran cese che as:::unse la direzione e diede le disposizioni in comeguenzn. Per contro nella baltaglia Gr,ffelolte-S.t-Privnt la dil'ezionc genera le dell'esercito prnssìano fu rresa dal gran qnnl'lier generale, cd i ,·om:ind:inti <l'armata W e aa· ass1msrro cinscuno il comando delle lo t'o forze. ~la qnanlunque \·i fosse una mentr direttivn, qu:intunquc si avessero sotto rnano for1.e di molto preponderanli, quantunque si avesse per sè il morale molto devato nell'e::.e rcito, pu re solo snl tardi la baLt:.iglin polt'• essere guadagnata ed nndarono falliti tuai gli attacchi fr on lnli tedeschi . Da pa,:tc dei Frances i, in quell:i bauaglia, che fn per essi tlifensira, c;i11sc11 n corpo rl'arrnata agì JWr sè, n.vvegnachè il comandante in capo, dopo schierato l'cserciLo, no.n esercirò alcuna direzi one . Ne i due primi casi, cioè ncllP lrnttaglie di Born:'· e )far~ lé1 Tour lroriamo, se nc,n un 8UCcesso per le armi francl's i, almeno rlnc b.:illagiie iorlecise e Lnlticamente forse più lavorevoli ni Frnncesi eh e ni Tedeschi, qnitntunque stratcgicani c>nte infelici per i prim; _ nel mentre poi nelln hnuagfo1 l~rnvelo1te-S.1 Privat troviRmo una nira Yittoria de' Tedesch i. Raccoglierè) ora nel seguente qnndro i vari risultai.i di coi ho Len1110 pa1:ola fin q11i :
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. co1onne r·l · . d le ":irte , 1e, 1,•· 0 formnte sotto . Esomtna.n o . d 'I re bri.ttaO']ie a.nz1]a denominazione ù1 ognun:.l e 1 e t , 5 ') dette. si trOYi.1 che nella ·1• colo~na (Colo~~ey-Born) nei Francesi e nlqaanto . la .<lisciplina al rom 1)atti men to . . 1 . I· . m:1<miore di mo Lo e a minore della prussiana. ma •-.:m . . ù ,_ den~ilil dell'ordine di bat~.ng!ia 1:~lal_1varnen~e !;Cl'IÌ' c:i trovu nei Francesi una dnez,one un ~c.a, . . 'a' . ia ·nei Tedeschi: in quonto nlle arm'. i va'.~tng1? è opp . sere eqmna ra ~1 da.1 dell'nna part€' possono rn parte es. 1'1 f '...lJJJJrP., vautng:gt. cl e,ll'nl' , •r:.. · - in nu mero pfllr r i )ero ,m ~e J,
n•m::,~e
sentarsi cosi: H.,+rn=':H,,'i: Francesi .15 _,o-:--,,'.14.=~3,0.L i Tedeschi.
rro-iun"enòo ai Fr;incesi lu l'orzu derivante dalOra a00 O a·rr a loro l'unità di comando ne viene unn I terenz.n. fay ore ;nche più g~·,rndc, per cui la battngl1a dovevn essere loro favorevole . . . . . . ., . . do 1a00 colonna (battao·l1a d1 l\Ian, la .lou1 ,. 0 Esam1n:1n "' < · r si trova IJ discipli na de l combn.tti1ncnto alqu_n nlo inlr,. d · · d 11·ord1ne dt baltna:v m . riore nei· Fi"'nce'w ,, - · la ens1l,1 e
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NOTE SOPUA ALCUNI PAHT!COLARI
DELLA RATTAGl,l.\ DI Gl{AVELOTTE-ST- PUIVAT
maggiore; unica direzione nei Francesi· d Tedeschi : ' · oppia nei
3:29
b) Il Kirch ner in una relaz io\1e sull'ospec~ale pri~ss1·ano di Versciilles hn ricavvlo dai rPg1stn cli quel! ospedale che mentre si contavano 1'750 feriti per .armi portatili, non se ne contavano c~e ~ol! •1 59 colptt1 cja granate, cioè 1'8,3 per mo per art1gher1a, e soli 91 per fan teria. cioè 7 per ,!00. e) ll Socin (Esperimenti di ch,irurgia militw·e) ha raccolto negli ospedali di Cadsruhe nel ,18'70-7'1 che su 5!:i3 fe ri ti d'armi da fu oco porta tili, se ne trovarono soli 53 fe;·iLi per granale, bombe, shrapnels, ecc , cioè 8,7-i- per mo . · . ., Queste due proporzioni b) e) sarebber? molto p1~l forti.della pri ma, a); ma, come ossen:a ~S:ustamen.to Riehter, ciò non ha nu lla di straorchnano, O~'e s1 l'l~ flew~ che negli o~pedali di Carlsrnhe vennero n coverati i fer iti neo-li assedi di Parigi e Strasburgo, ove . naturalment: le truppe erano più esposte al fu~c o dt nr tiglieri.a. . d) Il Weygand per i;onLro. ha calc?laLo le fenle prodotte dalle armi Lt~des·che sui Francest durante ~ulta la 0o·uerra del ·1 870-'7'1, e dà la seguente proporz10ne clie differenzia grandemente dalle prece denti:· ~o 1 per 100 per effetto del moschetto, e :25 per 100 per effetto del tiro cli artiglieria. Ho vol uto controlla re in purte quest'ultima proporzione facendo il conto sui fer iti, quali risultano dall'opera del Cbenu, ed ho trovato che nella guerra del 'i810- 7-1 , su 47 ,460 uom ini feriti, il '79 , 3 per ,10~ lo (u pe r armi portatili, ed il 19,2 per ·1 00 dal fuoco ?1arti: O'lieria 0, 9 per 100 fer iti da en trambe le arm i e 0,6 b ' ' comP. per 100 da armi bianche. E veram~~L~ questo, . .' ho detto è il risultato su :17 ,000 tenti cturante tutta 1'1. guerrn, ;ompresi cioè tuUi i fer iti n_elle difese.delle molte piazze da guerra; epperciò, se s1 volesse fare un paragone colle perdite tedesche, com e al parfl,grafo a) . 1
H,,4+8,6= 23,00: i Francesi 1 15,3+6,2=::H,fi : i Tedeschi.
. Anche qui una inferiorità nei Tedeschi; e se si no·grnnge la d!rezione doppia da parte loro, almeno p;r buona. porzwne_ della gwrnata, sarà ancora più evidente il vantagg-to a favore dei Francesi. Inil_ne ne!la _3" _colonna {battaglia di S. t-Pri vat), si trovct magg10r d1sc1plma del cornbuuimento nei Tedeschi maggiore den:;iuì. nell'ordine di battaglia e direzion; unica nei Tedesehi; ci oè tutto inferiore nei Franeesi: rn,2z+ 8,90=::H,'12 : i Francesi 16-1-12, 70=28,70 : i Tedeschi. 1
Si trova una grande s uperiorità llei -Tedeschi da aumentarsi ancor-a per la direzione u nica di contro alla direzione moltiplice francese. 1 risultati ottenuti non sono in contraddizione con gli esiti delle battaglie, anzi li confermano. Si è padato a più riprese in queste Note de!la ma o-giore o minore efiicacia del fuoco di artiglieria rispet~o a q.uello di fucileria. A muggiore .sviluppo del già detto aggmngerò le seguenti notizie e cons iderazioni: a) In_ una tabell a di perdite in guerra, pubblicata dal_ PI0nn1~s e da_ lu_i desunta su ,t5 li st.e delle perdite so.ffc!'te dm Pru ss1am alla battaglia di St. Privat, su di un totale cl i 7270 feriti egli ha ril evato che il 94 di .e_sse perdit.e era cagio nato da proiettili d'arrni ,po;.: tat1li, e solo 11 ;5 per 1100 dal fuoco di artiglieria, ed 1 l per '100 da armi bianche e mitragìi ere.
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1'01'1! SOPI\ ,\ 111.Cli i\'( l'.ll\TJCO l. .11\I
che sooo quelle sofferle in apcrla campagna, bisogr1 erebbe naturalmente diminuire alquanto la proporzi one dello perdite cagionale dall' artigliel'ia, co me di l'alli nei paragrafi b) e e) ho trovato più dell'8 per 1100, nnziehè _ il o. D'altra parte non bi sognerehbe neppure aum entare in quella rnisurn. avyegn acb ò nel totnle 3enerale le perdite c·he si soffrono per le difese di piazze forti sono di gran lungJ minori di quelle che si subisr.ono in comballimenlo in npertt1 <'.nmpa/!'na. per c;n i c:red o d1e si possano tenere per medi e mollo approssimative: e) 80.3per.f00 perdilefranccsipereffetLodel fuoc o cl i fucil e1·ia prussiana: 48,'2 pe!' ,100 perd ite francesi per effetto del l'urlCO Ji artigli eeia tedesca: 0,9 per 100 perdite francesi per efletto·del fn on1 di entrambe le /l l'mi; O, lj per '100 perdite franc esi pe1· effello cli armi bianche. ()ueste e le preceden ti proporzioni, quand'anche :- i suppongano falli con scrupolosn csatler.za i ca lcoli, non possono certamente dnrci una vera proporzi one, ma lui.lo al più una npprossimazione; acr. iò potessero rigna rdal'si co me esa tte sn rcbbe nccessal'iO conoscere .illresì In proporzione de lle morti sul campo di ballaglia cagionnle dall'arligli er ia e di que lle cagionale da ll e .irmi portalili, perehè sembra probabi le che gli effetti, per esempio, dei tiri dell'i1J'liglieria frnnccse, eho non nndnvano a vuoto, cngioll asse ro più foci Iniente la morte per l'urlo del proi etto e delle grosse schegge di granale, qu1rndo queste sco ppiav;i'J10, ehe non i proiel!ili dello shrapnel. Jnfaai dalle tabelle ri cavate òa.l Cli enu , O\'e simo raccolte le perdile per fe rite gravi, tutte seguite da amputazioni, il rapporto tra. i feriti per fnoco cl i fan tel'i .i e per fuo co di arllglieria su di un totale di 274-5 è fi!5,'.3 per 100 per fuo co di fan tceia, 33,R per 100 per fuoc·.o
DELLA BATTAGUA ni: GR AVELO'fTE- ST-l'll l VAI
33,t
di arLiglieri:i, 0,5 per 100 pe r feriti d'nmbe le armi, ed infine 0, 4 per gravi ferite d'arrnn bianca. Ma ammesse le proporzioni sopr11 noLalc, vediamo · come si sudd iYidono le perdite nella. battaglia di r.ravelotle-SL.. Pt·i val. f Tedeschi perdellero 19,666 uomi ni tra ufficiali e gregari . Secondo In proporzion e del paragrafo a) le loro per,-diLe vanno così divise: ,f 8,486 per effetro del Chassepot; 983 per effetto cl ell'artigli er·ia; .rn7 per efleuo di armi hinnche e mitragliere. I Fra nces i nella slessn ba.llaglia perdeuero ·12,27:5 uomini , compresi i dispersi, mn secondo lo Speclateur mili'laire del ·1 87 1 alcune migl iaia si dispersero durante · la ritirata nlla fine della baungl ia, che p-ocl1i giorn i dopo ritornarono alle bandiere; quel periodi co porla pel'ciò la pe rdita per morti e ferii i a. ·I O,oOO . Di videndo questi -secondo la proporr.ione del Weygancl , parrigrafo d}, an.drnbbero scompt1 rli ti così: 7350 colpili dal Dreyse, e 2625 dnl cannone pruss ii,no. - Secondo poi la proporz ione di cui al pari.lgrafo e), 84-3 ·1 per effetto del Dreyse e ifVI I per effetto del cannone prussiano. · L'esercito frnn ccsc alla hattt1glia. di Gravelolte-Sl.Pri vn t, secondo il rnnresciallo 11aza·i ne, contava ,100,000 uomini di fanteria qon ~.50 pezzi, cioè 4,5 pezzi per ,tOQO uomini, ossié.1 1 pezzo per 2i2 fanli. Le pel'dite che cagionavnno i 22~ fo.ntaccini all'esercito tedesco, in proporzione di quelle che proclucern ,f per.zo di artigli erin, érnno nell e p rop orzioni, secondo il rapporto a), co me ~H: 5. Dim odochè l'a.rligli erin , per cngiona.ro le 11guali .perdite che produceva la fanteria, avrebbe <lovnio essere r.irca. rn vo lte più numerosa di quel che -era; sarebbe cioè bi sognnlo il pezzo pet· ogn i '12 uom ini di fanteria; ossi:i rno,ooo l'nr:i li Chn:,;sepot e 8333 can noni!
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NOTE SOPHA ALCUNI PAR'fJCOLAHI
L'esercito tedesco a St.-Privat contava ,J 78,800 fant i co~ _7:26 1~ezzi cl'netiglieria, cioè 4 pezzi per ,JOO uo-· m1m, ossi~ 11 pe?o per 250 fanti. Qui le p1'oporzioni e~se:1cl.o. d1sco.rcl 1, ripeterò, secondo le due proporz,.om, .1 r~s~ltat1. ! ·?50 uomini, relativamenre ad I pezzo d1 nrt1ghena, producevano feriti nella proporzione del p.aragrafo clì , come 70:25, e secondo l'altra proporzione del parllgrnfo e) eorne 80,3:"8,·:2 . Qui ndi è c:ho l'nrtiglicria'. p~r cagionare uguali perdite a, quelle cl 1e eagwnava 1! fuoco de l fucile, avrebbe dovuto essere nel primo caso, iu rngione di 2,8 pezzi per o,iJ;ni. 25Ò uom ini, e nel secondo, di 4,4· pezzi pe1· 2o0 fanti; cioè nel primo cnso, 1 pezzo per ogni 89 uomiqi, e nel secondo, ;J pezzo per ogni /57. Dunque l'esercito frnncese, per prod urre con la sua artigli eria gli stessi efferti micidiali che cagionò il slio Chassepot su ll' escr~!to tedesco, avrebbe dovuto presentare una forza cll rno,ooo fant i con 833:3 pezzi di artiglieria, in vece di ·J,50 ! .. E l'esercito tedesco dal suo canto, per produrre con la sua ar·tiglieria gli stessi effetti rnir.idiali che produsse col ])resse, nv!'ehbe dovuto essere proporzionato così: "78,000 fonti con 2009 cannoni nel 1° caso d) e 3137 cannoni nel 2° caso e) invece dì 726. '' . Ilo voluto c1Uegare questi calcoli unicamente per fr.w risaltare al!' occhi o la differenza degli effe!ti relativi delle due artiglierie. Abbinmo visto più sopra che per ogni e.annone francese, in quanto ad effeLLo, corr ispondeva un danno co ntro uomini dell'equivalenza di ,J 2 fontaecio i, e che per ogni cannone tedesco corrispondeva un equivalente che, secondo Ja proporzione d) , saliva a 89 fantacc ini_, e, seconrlo la proporzione e), era un equi-· va lente di /57. Ammesso ciò, ved iamo quando sarebbe
333 -sL4to il caso di supp li re vantaggiosamente l'artiglierin con altrettanti equiva lenti cli uomini cli fan teria, tenuto conto dello spazio che occupn in balleria l' ar'Li · glieria, pecocchè a 7wiori pare che si potrebbe conchiudere, che, qualora lo spaz io oc·.cupnto da nn pezzo poLesse venire più efficacemente occupato dnl suo equiNalente di fanteria, sarebbe da anleporsi quest'ultima a quella e viceversa. Pass iamo ad esam inare il caso pratico. I pezzi, come è noto , sono ordinariamente in batteria, ed almeno :20 metri distnnli l'uno dall'altro; ora siccome in tale spazio si possono collocare 33 irnmini in una riga, e 66 in due, calcolando 0"\60 per uomo, così con un'artiglieria che dèsse risultnti come quelli francesi relativi, pe r rispetto allo ChassepoL, nlla battaglia. di (-,ravelot.te-St.-Privn.t, cioò di un equivalente di 12 uomini , è cli tutln evidenza che converrebbe assai più fare occupare quel lo spazio, che doveva essere occupato dall'artiglieria, co n quella fanteria che potesse ven ire schierala in quello sviluppo, cioè dal fuocod1 66 fantaccini od almeno di 3:3, i quali produrrebbero un effetto più che quinmplo od almeno poco men che triplo. Se imece 1 pezzo di artiglieria producesse il danno eorne 89f'ami, in Lni caso certamente non converrebbe sostituire ilfooco di fucileria a quello di n.rliglic riu, perchè il fooeo di (ucilcrin sarnbbe rappresentato solo da 66 moschetti, laddove l'effello dell'arli.glieria risponderebbe all'effetto di 80 fueili . Da ulLirno, se l' equivnlenle del fuoco di un pezzo d'artiglieria fosse pari a 5G fantac:cìni, allora sar0hbe quasi lo stesso che l'uno o il suo equivn.lente occupasse il dato spaz io o pos izioue. Quindi, quaior_a LlD esercito avesse un'artiglieria, i cui effe tti del fuoco fossero mollo al diso llo del :18 pel' °lo , mentre il fuoco del. suo fu eil e dèsse nn risultato al disopra OJ;:LLA BA'UAGLlA DL GllAY.ELOTTE-ST- PRl\'AT
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NOTE SOPf\A ALC UNI PAHTJCOLARI
()ell'~? / et~ °/o , come p_er esempio nella proporzion e· uel t>.9r.1:, m tal caso viene di conseo-uenza che una buo na porzion e di can noni sarebbe ~iù uli le sosti-· tu1rlt <.;?n altrettanti G6 uomiui per quan ti cannoni t!i rneno st P?rlas~e1:o in campagna. Bo detto una porzion e cl, cannom, avvegnachè elessi sono necessari anzi indi spensabi l_i contro case, villtigg i, barrica te,' parapetti, pieghe. d1. terreno, fiumi, boschi, ecc.~ in questi casi speciali, s_1c_cor~e ~a reb be impotenLe qualunque maggior n_umero di fonti, bisogna tenete dell'artigl ieria quasi alla nserva e desunata precisamente per 0o·li indicati casi speciali . Ciò però è dello in modo generale, poichè è pure da l~ne1· conL_o c-he un'artiglieria, potendo prendere posi~1one ~ distauza. alm eno fuori la portata effìcace della fuc1J er1a, epperciò in modo da non esserne che .poco 0 punt? danneggiata , ne consegue che se da una parte le perdi Le ehe t:'.otrà. cagionare co l suo fuoco saranno uguali od anche rumon d1 quello d1e se fo-sse eosLituita da _equival:nti di uorn ini di fanteria, d'altra parte siccome· le perdi le cli: soffrirà saranno di gran lunga rnin·ori, essa potrà piu a lungo ed ostinatamente resistere; ed è guesL? un fouore importante, perocchè le grnvi perdite ?l1e. s1 soffrono sono un coef'fìcien te di grande morale importanza da doversene rnoho preoccupa re. Inoltre, se non ~empre, soven ti volte un'artiglier: n çiuò fare uso del suo fuoco con temporan earncnle a que llo della fanteria 0 perchè si trova in posizione più elevala o perché p~ò b_a-Here col suo lungo tiro di fianco. Viceversa, qualora s1 avesse un'artigl ieria che potesse prod urre u11 Hffetto d'assai superiore al 18 p. ¼, ·:ier esemrJio deJ. ,;,i t: o' l . . l ' .. v p. /o, re allvamen te al fuoco della moschetteria converrà in _tal ~ns.o ~tvcre_una più esagerata propo;·tione relatm1 d1 art1ghena, giacché l'eff'etlo suo utile sa rà in Lai caso molto maggio re, specialmen te in un dalo sp azio>.
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Gl\AVE LOTTE-ST- J:>IU YAT
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di quello che potrebbe essere l'effetto della fanLer ia col suo fucile. Si sarebbe quasi tentati di assegnare 1 pezzo per ogni '100 uomini di fanteria, se altre . circostan ze e considerazioni nou distogltessero dal farlo . fn taf caso pare che b isognerebbe aumentare le pro-· porzi oni dell'artigli eria a scapito della_ fonteria :3ino quasi ad assegnare ·I pezzo per 'IOO fo.n t1. Proporz10n e questa straordinaria mai veduta . in alcuna g ue.rra. Ma d'altra parte questo limite mnss1mo va pure d1 rno lL~ diminuito stante l'impotenza·dell'artiglieri a a difend ersi sempre da per sè stessa, senza ri.schio di and<1r perduta,_ da alla echi di fan teria <~cavallerin. lm µn tenza elio d1re1 risolutiva avveonaché, come s,)venle è stato rip etuto in 0 questo s~ritto, per qua nLo dominan te sia l'a rtiglieri'.1 per la bon tà e qual ità del suo tiro , sa rù sem pr~ i_ ne[- ficace a sloggin re un uernico da una buona pos1Z1one se la fante ria ecl anehe q ualche voha la cava!lena non com piano !'allo riso lutivo dell'a ttacco. Si consideri poi a quale risch io si esporrebbe l'arti gl i: ri~, nel caso eh: fosse attacca ta i n marci.a, qualora s1 aesse un cosi ·grande sviluppo alle.sue proporzioni dell'uno per c.e nLo: Si consideri la difffool tà delle marco per convogli cosi enormi , pcrchè pel' ogn i pezzo bisogna eonlare quas i più di 6 o 7 carri , uecessari pel rn.unizio namento, aecessori, ricnrnbi, fornggi . Nè ta ce rò 11 g rande al luno·arnent'o nelle colonne di marc ia , la diffko ltù mago . gioi·o di far vivere L cava lli e sopratutLo 1a gran d' · tsSl~l~ difficoltà di potei' ruonln t'e una cosi eno rme q uanttta cli O r·tig]ieria. Tutte queste cil'l;0S tn~1ze dovrebbero perciò in durre a diminuire la peoporz1one dt I pezw per ,100 faul.i. ~la quale proporzione prescegliereL. Un'altra ragione che deve indurre a mocl iflcnre lé~ proporzione, è pure la qualità de! ~erreno; nei tel'l't)Ol fraswgliat i, tagliati, coperti, montuosi, una trop~o g1:é~nd~ quauùtù di artiglieria il più delle volle sDra p1u Ùi
336 ì'i OTE SOPH A ALCC:Nl P..\ llTlCOL..\!U imbarazzo che cli utile, o sovente rimarrà o sarà rimandata in gran parLe inoperosa in coda di colonna . i cui effetti . Infine, se si possedesse una artiò·lieria e in aperta campagna fossero pl'ossimi al ,J8 p. o/°, nel men tre qu_cll1 d~l la focileria fossero dell'80 p. °;'o , si(:come _abl_m1.mo ,~isto_ che in tali ci r·costanze gli equi ''.alent1 d1 fante,ria SI possono SOSlituire al pezzo, nè luno. avrebb; un gran van1agg10 sull'altro, il meglio che s1 polrehne fare 10 tnl caso mi sembra che sarebbe di rimanern nelle prnporzioni attuali dai 3 ai 4 pezzi per 4000 uomini dì fanter ia. Fin qui ho pal'a§onato il fuoco di fue.ileria col fuoco di artigli eria, relativam ente a ciascuno clei due eserciti avversari, consi dc rato in sè stesso; cioè si è fatto il paragone fra le perdite cagionate dal cannone franecse relati~amen te al le perdite cagionate dal Chassepo t, come r:,u re dal canno11e . 11 rapporto d-elle perdiLe ca(l'ionate b prussiauo rela tivamente Rlle perdile cagionate dal Dreyse nella battaglia di Gravelotte-St.-Privat.. Passerò ora ad esaminare g-li effeui delle dette anni fra i due esere iti, cioè paragone rò gli effelti del cannone frances e con quelli del cannone prnssiano ' e il ,, Ln assepot col Dreyse. Ma dirò sin d'ora che acciò riuscisse abbastanza vie;ino al ,·ero il paragone clH~ sto per fare, sarebbe necessario non solo eonoscere bene gli effetti deile due armi, non che il numern piuttosto preciso degli uomini fuori com batt~mento, ma ben unch e il num01.·o quusi esatlo dei eom battHnti. veri e non solo presenti. Ora aver ciò con qualche esattezza è quasi im.possibile , sia perchè si rnelle in generaìe un falso a.mo1· proprio a diminuire i presenti per poter di:·e che si è sta ti più vaiorosi degli av,•ersa1< dirnenticando che nello stesso tempo si eonvien e di essere stati meno abili, meno preveggenLi e meno prn -
337
DELLA UATTAG LIA Dl G.ll.A \'JsLOT'fE- ST- PlUYAT
{lenti cap itnni; sia per le difficoltà che si incontrano .a raccogliere que i dati p.recisi e sieuri, avvegnachè dopo u na batLaglia si ha fretta di procedere- a ·tum_ulare i rnorLi e mandare incl ieLrò i feriti, si è stanchi e preoceupati dei risultati della battagìi~ e_ di ciò _e~1~ debbasi fare l'indomani. Queste d1ffieolla d1 probab1hta si fanno molto maggiori per i Francesi, i. quali_, _no~ so se per umor proprio o per trnscuraggme_ d1 ~Lati maggiori, no n hanno pnbblicaLo nessuna s1tuaz~one precis.1 , anzi tutte di scordantissime. Così il maresciallo Bazaine dice che a Gravelolte-St.-Privat non aveva che 100 .rrnla uom ini con 41:>0 cannoni , mentre la relazione dello Spectcite·u,r , nilìtaire poe'anzi da me accenn~ta, e che fu compilata da un uffìeiale di '3tato maggiore dell'annata del fieno, porta a 150 mila uon'iìni le forze, non compresa la guarnigione di ~letz, ~Jllindi a piùdi 420 miln gli uomini. di fanteria presenti alla bat1.agl1a. l\fa in ogni modo credo che questo esn.me, qualunque esso sia, potrh almeno in parto esse.re u Lile per corrego·ere ciò che si è stati troppo co I'rivi a conchiudere ~ uando, co nosciute ·1e due proporzio? i del Pli.innie~ e del Weygand , si i~ volùto conchiudere sulla grand '.s-sirna info rio ritù dell'artiglieria franeese come qualità ali:,: pru ssiana, rnenlrn che la grande differenzn. di proporzione va anche attribuita in buorni parte alla superiorità del Chassepot sul Dreyse. Nel fa re i rapporti a cui mi accingo, supporrò ti 00,_00? i Francesi che presero parte alla battaglia, eseludend? 11 corpo della guardia eh.e uou agi che poco e su l U1rd1. e 450 pezzi di artiglieria., e eonterò dalla parte tedesca ,1H-,000 nom ini a vece cl i ,177,800, el iminando il III corpo, che non prese parte, corue pure uria divisione· e mezzn. del X corpo ~duna brigata sassone, che intervennero allo stesso modo del corpo della guardia imperiale, e fnrò i con ti secoado le tre prnporzioni già notate. 0
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DELl,A BATTAGLIA DI Gl\AV ELOTTE- ST-PIHYA'l'
NOTE SOPIIA ALGUì'il PARTJCOt.Afll
TedescM. ·Proporzioni delle perdite. Fuoco di fanteria 04: artiglieria ·5 . . li'orza dell'esercito combattente H. 4,000 fanteri a, Ar.tiglieria 7:z6 cannoni. Perdi te totali 119,66!3 . 18,,i-86 colpiti da Ch assepoL 983 colpiti da artiglieria .
Francesi. Proporzion i delle pe1·dite. Fuoco di fanteria '70: artigl ieria 2o. l<'orza dell'esercito comballente i 00 ,000· fanteri a. Anig!ieria 450 cannoni. • Perdite totali iJ 0,500. 7,3ti0 eo lpi ti da Dreyse. 2 ,625 colpi~i da art iglieria.
•
Francesi.·
])roporzi oni delle perdite. Fuoco di fa nteri a 80,3: anig!ieriu ,J8,2. Forza dell 'esercito combatten te •I 00,000 fanteria. Artig lieria 4o0 cunnoni. Perdite toJal i 40 ,500. 8,431 colpiti da Di'eyse. •l , 0,1•1 colpiti da artiglieria. Da . ciò si ricava che:
a) '100 Chassepot colpirono •1 8,/1-8 uomini, 11 can-
none fran cese colpì 2,tl 8 uomini; •I 00 Dreyse colpirono ;\1 uomini . l c,rnnone prussiano colpì 3,6 uomin i;
I
l
3:3\i'
100 Dreyse ne co lpirono 5,8, I cannone prussiano ne· cçi lpì ·2,6. b} Che ci vo rreb bero ·11 a 1.2 Chassepot per pro-durre lo' stesso effetto de l cann one francese; 'iO Dreyse darebbe ro lo stesso effetto di I eannone pruss iano secondo la proporziou e e) . e) E 55 a 56 seco ndo In proporzione cl). d) E ci vorrebbern 20 o pnre '15 Cb.assépot secondo le due proporz ioni, per prodmre lo stesso effetto del cannone prussiano. In c1 ueste proporzioni mi sembra veramente esngerata la superiorità nei suo i effetti del Cliassepo t sttl Dreyse; ess ..i . risu lte rebb e infatti moggio re del triplo. ~fa se non rp1esta strngraodc superioritù di effetti, u nn ci dovette essere. Che il Cliassc~pot fosse superiore ;:il Dreyse non si pu ò _ nega re, co mprovandolo tutti gl i c:;perirn enti comparati'.i fatti prima de!la g uerrn; la difficoltà sla ap punto nel;11:isurarne il qunnto. - [no l!rn potendò il Chassepot iar· luoco a mo lto mao·~iori distanze del Dreyse , per ciò solo Ov . dava mo<lo di eseguire in un <lato tem po un rnaggwr num ero di tiri e cagiÒn,ue maggiori gravi perd ite, tanto µiù che il Oreyse non pot emlo rispondere a quest_i tiri_. i Feances i potevano gpa rare con grand e calma , fwchc il D1·eyse non fosse eutt'ato nella zoua della sua gitlata. Altri e lll iFcv ,.o-iori effetti micidial-i doveva produrre il Chassepot attesa la maggiore quantità <li colpi che poteva scai,çliare in un dato momento relativamente al Dreyse. Ora se a questi nwggiori E>ffe1Li rniei<liali si aggiung,; il fotto che i Rrarn:esi nel lc1 maggior _parte dell a linea di ba ttaglia· erano coperti da lri u.cee d1 bat tagl ia, e che i Tedeschi molte volte nellu giornata si poetarnuo all'atwcco e si esposero perciò . maggiormente, non è da far tanto le meravigl ie di que lla grande diffe renza di ri sultati. lin . compenso potev:rno trovare i Tedeschi nella quali tà e c1uantitù della loro
31:0
3H
NOTE SO PI\A ALCUN( l'Art'l'ICOLAJ\l
DELl ,A n .\TTACl.lA DI Cl\AVE LOTTE-S1-1'r\lVAT
supel'iol'e artiglieria, e lo ebbero di certo, ma è pure da riflellere che il coefficiente ùi superio rilit dell'arti~ gliel'ia, pet' g t·ande che rosse, non vuole essere moltiplicato che per il numero delle bocehe da fuoco, cioè tnllo al pi11 per 7'.26, me nLrn il coe/fìciente di supe·· rior ittl el ci Chassepot, per piccolo che sia, vuo le essere moltiplicato pel numero cli ChasscpoL, cioè per lo men o · pee ,100 rnila . Un'aitrn cosa mi pa re che sia dimostrala abbastanza dalle propor·zioni di sopra indi cate, ed è che sebbene il ca nnone francese sias i palesa.Lo in della bnttagl i.:i inlel'iore ul.. canno11e prussiano, cionondimeno tale in1criorità non va punto misurata, coH1e ad· alcn ni ì· scrnb rnto, da che le perd ite tedesche furono in oroporzione delle armi da fuoco come 94,:5, mentr~ le perdite francesi lo furono in proporzioni delle arm i fra 70,20, infereuilo da ciò sino a un cerlo sen·no ch e o il cannone francese. stesse al c.;annone prnssian o com i' 5 a 25. To.lc induzione è, secondo me, et'ronea, giacchù, come si è visto, quella proporzione c1 ncrnssi da una parte .solo t1·a il cannone franccsc1 e il Chassepot, e dD ll'altra fra il Dreyse ed il cun nolle prussia11 0, per cui quelle ,liffe renze di propot'zione non provano punto la bontà rclal iva del cannone prussiano sul francese, ma bensì il rnppol'ln de l c.;annone pruss iano co l Oreysc e<l il rapporto del Chassepot col cannone francese. 1n al tri term in i dirò cl1e, fondandoc: i sempre 8u!le suddelle prn po rzioJJi noncl1è sulle perdite sofferte da i due eserc.;iti più \'olle citate, si rica.ret'ebbe che ogni cannone fra ncese cai:çionò la perdi La di 2, 18 uomini ne il'1~.se rniLo ledesco, mculre c.;he ogni cannone prnssiano cagionò la perdita ùi 3,6 uomini nella prima pro porz ione d) o di 2,6 uon1ini seco ndo la propor·zip ne e). In ultimo, e con ciò fìn isco, dirò d1e l'applicazione •lolle pro por1.ioni dinanzi ac<.:cnnn.tc ra fat ta con molto
riserbo, e per ogni singolo combattimento o battaglia, avvegnachè, se si vol esse generalizzare, si cad rebbe iacilmenle in contraddizione e nell'assurdo, essendo be~ diffici le, come dice,·a e ri peto, l'ottenere con esatlc1.za. 1 risultati delle perd ile, lo sccrn ere con qualche precision e i proi elli onde sono slali colpiti i feriti, e spe cialmente i morli, e di più il precisare le forze Yere ~hc hann o preso parte n una ballaglia. Dnllc varie osservazioni e nole co nfustimenle raccolte nel prf'senle scritto sulla balla~lia. GrarclotleSt.P-rivat, riassum o le seguenti conclus1orn: . ,1° r.h e il ck1re Ju batto glià di St.-Pri vat era ullle non solo mR necessario per i Tedeschi, e non un inutile spa rgim ento cl i sa ngue, com.e talun.i scri ttori ha?no prcte:;o. Senza la vit101·i a di quella g1ornala l'ngg1ra.mento di i\Ieti. intrapreso dall'esercito tedesco sarebbe stato una manovra non comp iuta, una manovra cl1e non aHebbe raccolto i frutti dell'ardito aggiram: ~to . ~ due eserciti nemici sarebbero quasi stat! in con~r zr?ni Hlen tichc relativnmente alla loro base di operar.rom . .Que!la battaglia confermò e sanzionò tatticamente 11 riuscito ao-n·iramento strategico. 00 :z° Ch e il maresciallo Bazainc, clacchè. aveva. de ciso di ritirarsi in dfrezione di Melz, dove\'a, cd e,r~ util e per lui, mettersi sotto la proiezione del fuo co cte1 foi;ti staccati , come fece il 19 ma dopo aver perduto la battaglia. . . . 3° Che dal pun to in cm si appogg1avu. ~l campo di i\Ict1., con la sua sinistra anebbe dovulO rinforzare di moho la sua destra, ch'era il solo suo lato vulnerabile, e colà porlare le riserve e quanlo altro avesse disponibile sottoman9. . • .1 . . ,i.° Cli e i aoe comand an ti della 1 e 11' armala tedesca
34,2
l\OTE SOPRA ALC UNI PAf\TlCOURI .
co mmisero io quella giornata campale e quasi all'istessa ora, . quanLunque separati eia parecchi eb ilometri cli spazw, _Jo stesso errore di apprezzamento, cioè vedendo d1rn1nu1re ed a vo!La cessare il foo co delle artio·li<, rie nemiche_ e_ritirarsi ta lu ni drappell i di 1ruppa, crecI'e,i~rn entraml>1 11. ':1omen to propizio rer intraprendere un .attacco dems1vo . Ma entramb i con ta le precipitazione nlocquero dr mo lto ~ll'aodamento della baltagiia cl1e sin uilora. sr ~volgeva favorevole, ed ent rambi gl i 11.llacclii n_on r:usc1rono punto, anz i comp romisero alquanto Ja $1lU azione . . , . 5° Sicc.ome i :redeseh i volevano fare · da princ'.p10 nna drnwst:az rone frontale con un aggiramento d ala destra nern rca , cosl sembra che l'ala mnnovran te nvret)be dovuto essere rinforzata, ma nel fallo accadde tutto l'opposto; fo la pìù debo le della fronte di batrngl ra ed <1nche più de/io le della difesa . · 0° Che fu di danno all 'esercito tedesco il vuoto che si produsse nell'ano del lo spiegamen to fra la Ja e n• a rmata nel bosco de Ja Ctisse , mo!ivo per n1 i non si c:onqu istò quel liosco, rna da ùllimo si dovette anclìe immobilizzare colà il Jfl 0 corpo per g uard arne lo sbocco. .. 7° Che l'altacco <li nol!e del II corpo fu molto micrdiale, ma poco proficuo. 8° t cfa ammirare è dR imitare l1J marcia innan zi e lo, spie~a mento sollecito csegnito in quella giornata tfo! I esere1lo tedesco composto di 7 corp i d'arm ata . 9~ Che i Tedescl, i 8 spec ialmente il corpo della g uar?ra moslra ro~10 in quel la giornata una grande dismp lrna ed energia e grande forza di resistenza malgrndo le graviss im e perdite patite . 10° Cli e se i Tedesclii prevalsero in quella gio rnata pe r qua lità e qun ntità di a1·1.ig!ieria, i Francesi preval-;ero p0r superioritù del Chasse.pot su l Ornyse , la quale 0
1
:343 ultima superiorità dava de' risultali in proporzione u101Lo più grandi, il che permette di spiegare come av: venne che i Tedeschi soffrirono perdite sempre assai maggiori dc1i l?raneesi. . • 11° Che un'artiglieria per qmrnto poten te essu sia per quali là e quanlità, non basta da sola a snidare un nemico da una posizione, per poco che questi l'abbia saputa occupare e trarne buon partito. 12° Che quando , nell a difensiva, si ha da !oli.are conlro artiglieria nemica. sovcrchi anLe per qualità e quantità, sar.\ meglio riparare !;1 propria ar·tiglieria nel tempo della prepara1.ione, e portarln solo al fuoco al momento dello inizio dello attacco nemico, èome operarono i Frane-e.si a St. - Privat. ·13° Che la disciplina del <.;Om ballirnento, se fu al·-quanto migliore nel l'esercii.o tedesco per rispetto al francese, pure si discosta ancora abbastanza dall'i deale . . H,° Che l'ord inamento di rn.arcia delle colonne d. munizioni e di carreggi fu rauo dal la parl_e tedesca con un ordine e precisione ammirevo li , tanto che il giorno •18 tulle le truppe si erano riapprovvigionate, e tut.le le colonne di rnu.nii ione dei 7 corpi d'armata erano al completo poco indietro dalla linea di. ballaglia; eppure in quei giorni per quell e poche strade dal la Mosella a Gr·avelotte-SL. - Privat, cio~ il 17, iJS, erano passati 6 corpi d'armala e 2 divisioni di cavalleria I! H>°Chel'esercito Ledescoera una mac:chin:.i chefun· zionava perfeLtarnentc, ogni pezzo della quale era al suo oosto, e elle perciò quand'anche non fos.:;e SUHo diretto ;la una intelligenza superiore, avrebbe ciononostante t:onseguito il sno fine, sebbene meno brillantemente. 46° Cbe i pr~ncìpii strategici non sono stati dal le ultime guerre punto vu lnerati. ,17° Che se gli eserci ti d'oggi s?no assai più numerosi degli eserciti del passato, · per eiò stesso non DEUA BATTAGUA GR,\ YELOTTE-ST- PRlVAT
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1
NOTE SOPU A ALCUNI P AR1'ICOLAR1 ECC.
si Lrover.anno quasi mai tutti riuniti su di uno stesso· campo d_1 battaglia_, per cui veramente oggi una battaglia non decid e materialmente delle sorti della guerra ma moralmente bene le avvia. Nel 1870-7,f non troviam o nello stesso campo di battaglia eserciti più numerosi del passato. 1
CONFERENZE MILITARI (PUBBLICATE PER ORDINE Dl S. E. IL ,V1lN ! S1'RO DELT..A GIJERHA)
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CONSID ERAZIONI E. C.
SUL LA
N UOVA T A TTICA DELLA APPLICA T A ALL ' ES E RCI T O
F ANT E RIA
ITA LI AN O
.S\'Ol.TL~ OJNAj,.'Zl AGU UFFJCJA l,I DEL PRESIDIO 01 NO\'AUA NET, CENNAfO
1875
I.
L'uso ormai generalizzato dell e armi da fuoco a retrocarica avendo di molto a umentata la celeri tà, precisione e radenza, e quindi l'efficacia del tiro, rese necessaria una quasi completa trasformazione nella tattica . Primi a meuere in opera ques ta Lattica trnsforrnata . furono i Prussiani nella campagna del 1866 in .Boemia, ed in quella del '1870-71 in Francia, nella quale seb bene abbia fatto prova migliore dell'austriaca e della francese, come quella che meglio si adattava alle esigenze della cresciuta. potenza del fu oco, non si dimostrò però senza difetti, che anzi non pocl1i se ne ebbero a lamentare. Di qui le numerose pubbl ica:àoni intorno alla nuova taLtica ed i conLinui sperimenti pratici, che se giovarono a chiarire la questione, non riuscirono a scioglierla completamente. 1
AN:'iO
xx,
VOL. IV .
2.3
346
CONFRllENZE MILITARI
CONSIDERAZIONI SULLA NUOVA TATTl (}A ECC .
È bensi vero che nessuno degli attuali scrittori di
tattica mette in dubb io il principio fondamentale su ·cui questa si basa, cioè tenere a bada il nemico di fronte col fuoco de ll'artiglieria, con un buon uso di ordini radi e minacce d'attacco, e nell'assa.ltarlo poi di fianco con gran fuoco e molte trnppe; ma dove non sempre esiste l'accordo si è nell'applicazione del principio. In tale applicazione non vi de,re essere nulla di asso luto; fisso ed invariabile r imanendo il principio, i mezzi oµde applicarlo possono sino ad un certo limite differire tra loro ed essere egualmente buoni. Ciò dipende in ispecìal modo dalla qualità di truppe che una nazione possiede. Questa considerazione, cui devesi dare gran peso nel ragionare di tattica, è quella che mi servirà di guida nello svolgimento del· mio tema, per cui, invece di perder mi in minuti particolari, mi limiterò ud esaminare i punti più salienti, analizzandoli sotto ogni loro rapporto, ed app licandoli all'esercito nostro. Spero in tal modo il mio lavoro riescirà più pratico e pér conseguenza d'una uti li1à maggi.ore di quello che riescirebbe, ,se io mi limitassi ad una semplice discussione teorica:
lI. I veri tipi cli combattimento sono l'offensivo, il difensivo ed il dimostrativo, secondochè si attacca decisamente il nemieo, oppure se ne aspetta l'attacco stando su ll a difensiva e giovandosi dei vantaggi d'una buona posizione, o finalmente si cerca d'ingannarlo con finti attacchi sia per indurlo in errore sulle
n
34,'1
nostre intenzioni e le nostre forze , sia per costringerlo a spiegarsi, sia per altri moti vi. Esaminerò brevemente questi vari tipi di col)).battimento fermandomi su quanto riguarda la fan Leria, e rion toccando delle altre anni che per quel tanto strettamente neccs.sario, onde farci una chiara idea della tallica di quella. Il combattimento offensivo presenta, o almeno dovrebbe presentare in circostanze ordinarie, quando condotto eia capi intel!igenti e con buone truppe, le seguenti fasi . Riconosciute le posizioni del nemico e presa la deliberazione d'attaccarlo, la cavalleria, ehe forse si trova ancora davanti il fronte, si ritira, e lascia libero il campo alla fanteria ed ·all'artiglieria che s'avanzano sino a~ chilometri o 11 chilometro ,e mezzo dal nemico; l'artiglieria allora prnncle posizione e corn incia il fuoco contro l'artiglieria nemica per proteggere lo spiegamento della propria fanteria, e per agevolarne l'avanzarsi. Quando si presuppone che il fuoco dell'artiglieria abbia prodotto buoni risultati, all ora la fante l'ia, c.: he intanto si è spiegala, avanza in piccole masse, e giunta a poco più di 1 chilometro dal nemico, distende sul s uo fro nte una :fitta linea di cacciatori, susseguita da sostegni e dal gl'osso, eiò che in complesso costituisce la prima linea. Queste truppe, sempre protette dai tiri della loro artiglieria, avanzano colle armi in spalla sino a che il fuoco nemico le costringa ad arrestarsi, il che con buone tmppe non dovrebbe succedere a meno di 700 ad 800 metri dalla posizione nemica, ed a rispondere col fuoco. Intanto i tiri dell'artiglieria nemica che da princiì)io erano diretti contro la nostra artiglieria, si rivolgeranno in tutto o per la maggior parte contro la fan-
3,i9
CONF-ERENZE MILl TAill
CONSIDERAZIONI SULLA NUOVA TATTICA ECC.
tei'ia', per meglio proteggere la quale probabilmente parte dell'artiglieria dell'attacco sarà costretta ad avanzare anch'essa . Dopo breve pausa la fanteria attaccante, che solo nell'ultimo tempo avrà cominciato a rispondere al fuoco nemico , seguita a marciare avan ti, ma siccome si Lrova gi.à nell a zona del tiro efficaçe, così non potrebbe procedere al passo come prima senza andar soggetta a gravi perdile, ccl è costretta ad avanzare di corsa per fermarsi po~ nuovam~nle, approfittando dei ripari che presenta il terreno, od ù1 ma.ncanza di ripari geftandosi a terra e ricominciare il fuoco . Così a sbalzi cli 50 a 101) passi e di corsa si avvicina alla posizione nemica sino a 250 o 200 passi, od anche meno . In questo punto il sostegno , che forse sarà già stato prima impegnato in parte per rinforzare la catena, si porta sulla linea dei cacciatori, e ne segue un fuoco accelerato micidialissimo, che difficilmente può durare al di là di 5 o 6 minuti. Di questo tempo ;1pprofiLta il grosso, che ancora si trova indietro per spingersi avanti, e quando esso sla per giungere sulla linea dei cacciatori, tutte le truppe della prima linea si slanciano all'attacco. Se l'attacco ries<:e, giunta la fanteria ·a coronare la posizione nemica non si perde in un vano inseguime nto; ciò che del resto le riescirebbe quasi impossibile per la spossatezza ed il disordine in cui si trova dopo l'attacco, ma si ferma e procura con un vivo fuoco di rendere al nemico il più sanguinosa possibile la ritirala, mentre le truppe della seconda linea, l'artiglieria e la cavalleria, procurano di portarsi sollecitamente anche esse sulla posizione conquistata, quelle per proteggere la prjma linea da un contrattacco nemico, queste per essere in ·grado, fallito il contrattacco, d'inseguirlo, e rendere completa la vittoria; se l'atta.eco non riesce, DlloTa t 1.1tte le truppe della prima linea sono c:ostrette
ad una ritirata disast1·osa sollo il vivo fuoco d' un nemico fermo in posizione, epperò ancora abbastanza ordinato , e che, baldanzoso per il r iportato successo, probabilmente prenderà a sua volta l'offensiva.
348
lll.
Le disposizioni delle truppe per un comballimento in difensiva sono presso a poco eguali a quelle, che abbiamo accennato nel combattimento in offensiva, . cioè linea di cacçiatori, sostegno e grosso , e più indietro quali truppe destinate alla riscossa una seconda linea. Do vendo tali Lruppe star ferme, si potr~ nella maggior parle deì casi tenere più fitta la linea dei cacciatori e più vicini ad essa sostegno e grosso . "' Quando si è deciso di aspeltare il nemico di piè fermo e di accettare il combattimento, ecco ciò che ordinariamente succede. L'artiglierì~ spiegala quasi tutta in prima linea appena vede il nemico a portata cli tiro, cioè dai ,1500 ai ~000 metri, comincìa ·i·l fuoco, di rigendolo da principio sull'artiglieria nemica, cd in seguilo anche sulla fanteria, ed a llorchè questa è giunla a distanza minore di rnoo metri; illlora lo rivolge quasi. tutto su di essa, e seguita così sino al fine dell'azione, od almeno sino a che ciò gli riesce possibile, prendendo, se occorre, posizione più ritirata. La fanteria ferma nelle sue pos!Zloni aspetta con calma l'avvicinarsi della fanteria nemica, ed allorché questa è giunta ad 1 chilometro circa, allora fa cornin~ ciare il fooco, non da tulla la catena , ma da piccoli drappelli, il cui scopo non è tanto di recare un danno
350 CONFERENZE MILITARI sensibile al nemico, quanto di ritardarne la marcia, e, se possibile, di arrestarlo. Più lontano dalla posizione si arresta l'assalitore, meglio è, e ciò succede nei casi ordinari, come abbiamo detto poc'anzi parlando del combattimento offensivo, alla distanza di 700 ad 800 metri . A questa distanza comincia il fuoco tutta la catena, fuoco che andrà aumentando a misura che l'assalitore s'avvicina, specialmente nei momenti in eui è costretto a scoprirsi per avanzare, e che giungerà al maximum d'intensità, allorché sarà arrivato a ~00 o 300 metri. Questo è il momento decisivo in cui la difesa deve mettere in giuoco non solo il sostegno, di cui la parte non stata ancora prima impegnata , sarà anch'essa portata in li nea, ma eziandio il grnsso, che s'avvicinerà alla propria çatena a distanza uguale o minore di quella, che passa tra essa ed i cacciatori nemici. Un fuoco intenso a così breve distanza riesce troppo micidiale perchè possa durare a lungo, e dopo pochi. minuti il nemico o si ritira o attacca alla baionetta, mentre Ja catena della dÌfesa seguita il fuoco accelerato, ed il grosso si spinge avanti di corsa, e, g iunto presso la lineq dei propri cacciatori, accompagnato da essi si slancia al contrattacco . .,. Se la fanteria della difesa respinge l'attacco, non insegue il nemico altrimenti che col fuoco, facendogli in tal modo subìre perdite gravi, e lascia il còmpito-di prendere l'offensiva, quando ne è il caso, alle trtlppe della seconda linea; se poi è costretta a ritirarsi, allora deve ciò fare prontamente, onde subire minori perdite, essendo · vano il lusi.ogarsi di poter ancora far testa al nemico irrompente, e sarà raccolta dalle truppe della seconcfa linea, che probabilmente cercheranno cli approfittare dei. primi momenti dopo l'attacco, in cui il nemico è disordinato e spossato di forze
351 per contrattaccare. Qualora il contrattacco riesca, ciò che è probabile, se eseguito prima che truppe fresche $iano giuQte in soccorso dell'assalitore, allora riconquistala la l)Osizione si prepareranno a difenderla contro nuovi attacchi, o prend eranno a loro volta l'oflensiva;· in caso divérso unica cosa che loro rimanga a fare si è di procurare d.i rendere il meno disastrosa possibile la ritirata, còmpito questo che in massima parte è affidato. all'artiglieria ed alla cavalleria. CONS1DTIBAZI0NI SULLA NUOVA TATTICA ECC.
IV.
Il combattirnenlo dimostrativo non ha più per scopo, come l'offensivo ed il difensivo, la decisione lattiea, ma invece, giovandosi di false dimostrazioni ora sopra un punto ora sopra un altro, cerca d'indurre il nemico in errore sulle nostre forze, di fargli spiegare ]e proprie, tenerlo a bada, ecc. Caratteristica di questo genere - cli combattimento è di avere larga fronte- e poca profondità, cli non mai impegnarsi al pnnto d'essere trascinali ad una . decisione tattica, e di fasciare molta libertà d'azione ai comandanti i singoli reparli. Supponiamo un corpo di truppe in posizione, il quale rnandi in ricognizione davanti il suo fronte una colonna della forza di un battaglione di fanteria e due sezioni cl':n·tìglieria. Questa colonna incontrando il nemico comincierà un vivo fuoco d'artiglieria a grande distanza, ed intanto spiegherà la sua fanteria sopra un fronte vastissimo, non tenendone alèuna frazione in riserva, ma impiegandola tutLa nel formare una lunga e rada linea di caceiatori spalleggiata da deboli sostegni. Le compagnie cosl disposte agiranno una di fianco al-
3,5(;)-41 CONFERENZE MILITAIU l'altra soventi con sensibili intervalli tra di loro, ed og_nuna per conto proprio, non subordinando la 'ioro az10ne a quella delle compagnie vicine che sino ad un certo limite. Quando il nemico accortosi della nostra debol~zza marciasse risolutamente avanti, queste. compagni~ n on cercherebbero di opporgli una viva resistenza, srn perehè tale non è il loro mandato si,a ·!)e~· non _an?schiare . di c~mpromettersi troppo , ; d_es::.eie sacrdìcate quasi a vista del corpo che sta dietro, ~ che non può abbandonare .la posizione per correre rn loro soccorso, ma procurel'ebhel'o di ritira~·si prima di essere compromesse; quando poi il nem1_co credesse ad un attacco serio da parlo nostra e sp1~gasse le sue truppe, si cercherebbe di conoscerne la forza e le disposizioni, e quincJi, senza attendere ~ltro, si riLirerebbero prontamente, essendo compiuto 11 loro mandato. Quanto ho dello sui combattimenti offensivo difensivo e clirnostrat~vo: va considerato come detto' ip gene1·ale; le eccezrnrn ehe pot,·ebbero clnrsi sono moltissime, come mo ltissime le· situazioni diverse in cui si . può ~rovare una truppa, sia avuto riguardo al nemico,_sia . avuto riguardo al terreno, sia avuto riguardo ai casi van, non preve.dibili sempre, che succ,~douo in un comballimento. -Così , per esempio, mentre la fanteria avanza, incon tra un ostacolo del terreno che l'arresta oppure e. contrallaccata di fianco daJla . cavalleria ne-' I?i?~, oppure presa dal timor panico o per altri rnot1v1 rndJetl'egg,_a,. ed _è necessario, per spingerla nuovamente avanti: 1rnp1cgarn pr·ima del tempo il.sostegno e fo 1·se ~nchc 11 g_r?sso. Così eziandio potrà darsi che la fanter:ci della dJ!esa incominci il fuoco qnando il n_em,co e an~ora troppo lontano, e non lo mantenga ~bhastanza vivo quando si Lroì'a a portala ef11cace di tiro, oppure consumi a poco a poco le sue forze con
CONSIDERAZlONI SULLA NUOVA TATTICA ECC,
353
contrattacchi par;:iali fatti . fuori tempo, oppure sia ?ostretla attaccata dì fianco, a conLrapporre al n_em1co da tale- p~rle e sostegni e grosso, indebo1en_do il fronte er,c. Jt tenere calcolo di mlti i casi che si possono dare in guerra sarebbe opera impossibile, ed è perciò che, lasciatili a pa1:te, non 1~i ~ono curato che delle reo·ole o·eneraìi, a- cm le eccez10m dovranno pr:.ocurare -;emp;e per quanto si può . se non di uniformarsi, almeno cli avv.icinarsi. È qui appunto dove m~ggjormente si scMge l'abilità d'una trupp a e specialmen te la capacità degli ufficiali .
V. Ammessi come tipi i combattimenti sopra descritt_i, di cui l'offensivo ed il difensivo comprendono le varie fasi della lot.La d'una truppa, che combatta a fianco d'altre truppe, come succede il più soventi in guerra, ed il dirnoslrnlivo che comprende le norme secondo c1,1ì ha da comportarsi una truppa incaricata q1~alehe missione. spe,eiaìe, e che deve sr uggire dal verm~ ad una decisione tattica, rimane intavolata l'equazione per sciogliere la quale, facendone l'applicazione all'esercito Iiostro, è neccssal'ÌO conoscere : ,1 ° Le norrne di combatùmen lo prescriw~ dai nostl'i reO'olamenti e se ada LLe allo. nuova tattica; . o . 2° Come tali norme vengono messe m pratica dalle truppe; 3° Lo spirito da cui questa deve essere animata.
ai
VI. Esaminando il nostrorcgolarncnto d'esercizi, una.d-eHe eose che colpisce la mente si è il veder conservato
GONS1DE1li\Zl0Nl SULL,\ NUOVA TAT'J'lCA ECC. GONI?EJIENZE MILlTAlU
al combattimento in ordine eh. . . di quanto abbia attllolmente i~s~ magg~or i_mporLanza forse minor . , . , ata ali ordine sparso · 1 mpo1 tanza d1 quell a merI'itamr-mte· acqui stata in questi ult1·m·1 t empi. Da c·ò a comando, conservato conie .1· , us~ de'. fuochi numeri 336 46Q egola uella <l 1fens1va(vedi ' .. , 617 e 768) lo s..,.0 b. d nel momento in cui . bb' . . o m 10 ella fronte pei· lasciarla 11·be.. lsa1 e e prn necessario il fuoco · lù a geosso cl ' trova in posizione (ved . _ie ~ avanza, o che si 774 e r'9) ·1 . . i numeri 4b I, 4-6'.2, 596 597 • , 1 sernrs1 delle tr O'.: •· ' , 10se ·uire1 il n · 1 uppeo,a puma sparse per o0 ermco uopo 1111 all . . tratlenerlo dopo un alta.eco falliLo(v:~~::~us~~Lo, o y_cr Sono ben lontano da l vol , en J76e7, i). critica, d'altronde iwriustissi~1 e ctn questo fare una t d'eserciz i il quale c.0 . na, ~ noS ro1 regolamento ' ' 0 mpi 1ato prima del 1s-o teva certamente tener calcolo d81. , . ' ' non pomen ti della eampao-na del ,is~rand~1 ammaestradirò credere io for~runentc ·llO-~I _a~z a p1_·oposito nella sua Nota spie ativa '1 e i~ i . Iimstero, JI quale di modifi' , g ., a dichiarato di riservarsi ·,., . il. Regolarne:,to d.'eserci"'i,wa1 e de· a tempo l . .znu pr · opi,.,zo
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,., i evo ii.:;ioni tene d • fatte e di ouelle z l' . n conto ctelte proposte ' ; c,ie espenenza a · I erire fac .. . . vvenire osse per sug' c1a opera savia e r d [f parsim onia nelle inod'fi ' . P. u e~He a procedere con 1 caz1orn poicl ·
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troppo frequenti riescono . , cl ie queste , quando .' . pw e e a altro a confondere . . · P1 ego a volei· trne d· . cl1ch1arazione e se nel!' r conlo 1 questa mia 1 qualchean~ a.mento della. discusstone segutterò a mento, a voler crcdern ·1 ~punLo al nostro regolaspirito di critica m bl m _1 0 lm?vente n_on esser-e già .. , a ens1 t es1deno d . . . dei m · L concorrere anc l110, per qu"nto u 1,eswu1ta mette, a chiarire certe oquesltom . . suezz1 e · me lo · perancora tutti perfeuamenLe d' accordo Ul non siamo . , L ~ pnma questione che mi si · , . seguente: quale u nità di trnppa d0 bpba'.ramocliya~tl è )a 1101 consr-
le menti Yi
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derare come unità tattica, la compagnia ocl il batto.glione? Sebbene non siano pochi coloro che prope11dono per la co mp agnia, io non esito a rispondere il battaglione . La compagn ia ha t'orza truppo viccola, non può presentare che un fronte assai limitato, manca di consisLcnza in caso d'un altar.co scrio, e cloYendosi atta ccare un punto qualunque della posizione nemica dovl'Cbbero concorrervi nel più dei casi varie compagnie, e vi sarebbe quindi mancanza d'unità di direzione . Se le compagnie tanto nella guerra del 186G quanto in quella del 18'70-'71 dimoslra,·onouna tendenza pronllnciata ad emanciparsi dai comandanti di balLaglionc ed agire di propria iniziatiYa, non devesi con ciò credere che abbù1no f"tlo bene; il disordine e la sconnessione che ne provèni vano furono tali che i Prussiani stessi sono i primi attualmente a pL'opugnare come unità tatti ca di combattirnento il battaglione.Questo, che in tempo di guerra sale eia noi alla forza di 800 uomini, ha consistenza sufficiente onde poter da solo addiven ire all'attacco d'uno degli obl1iettivi parziali che pr.escnla il CL'onte di battaglia nemi co, ed il suo fronte della larghezza approssimativa <l'un 300 metri è appunto tale da poter con probabilità abbracciare uno di questi o1>6icttìvi, e se non bo.sta e vi debbano concorrere per es. due bnttaglioni, questi c1ipeode1·anno da due volontù sole e non da otto come sarebbe stato nel primo caso . Stabilito dunque quale unità tattica di combattimcnlo il battaglione e non la compagnia, esaminiamolo.
vn. Da noi il battagl ione che cornballe in cacciatori è diviso in catena, sostegno e grosso, e così disposto:
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...
CONFERENZE ~IlI.l'rAlU
2 compagnie avanti in cacciatori delle r per caduna stesi in catena '. qua 1 2 ploroni '2 compagnie collocale ) . ,' '. cd .2 in sostegno; le a/tr·e 1 caccia cori sono divisi\:~ ~:e/t~~ 1 :,orma?~ il grosso. 6 od 8 anelli formano ~'"'.uomini caduno: . una s<1uad r,gl ,a. 9. . u_na squadra. L'intervalJo tra Jìl , "' :<ru_ac1r1glie sm,a da .2 a 6 passi· Cl li J. a c fila :ar:1a m mas-. · . , ue o tr<1 squadrwha . eIng1ia deve essere di 6 0 6 o e squa· passi almeno · CI II squa d ra e sqnadra eo-uale al f' ' ue o tra stesa, onde potervi inbcnslrar , onte d una scruadra diullorchè si deve rinfio,,,,:lI'e le le squadre del sosteg·no, ,.,, a ca ten ·1 Q , · . g liezza; rn profondilà aub·· . '· .UE.sto ,n lardietro la catena, ed a 2~~mo .' .sos!cgn, _a 150 passi grnsso. l sosLegni de/I . . .r. pai;si dietro I sostegni il . " iorzu come r'à . d. 2 plotoni caduno ouaiid . ' g, s1 · 1sse, di • , 1 o s, trovano nemico, devono essere d. , . . . esposti a1 fuoco 1spo~r, m 1ine c . . . <lt 2 o 3 passi tra fila e fila · il . . ~ <1 , on intervalli lo più in linea d. '. gios::io e formato pel" . . i co 1onne d1 compagnia Anz1tu!(o ,o osserverò che " . . . . dell'unilù d'azione tro,·e1·e·1 . P,~1tendo. dal prrnc1pio .· ' mitr ior P"'l'l 1l 0 I·1 d.1sporre a eI1r1ttura una co cr . . • t> • « jn sostegno; in la~~a;c~101a '.nl1ernb lm caccia~ori e l'altra . s1 avre ie pure 11 . . d i. d'immuire il pericolo clie i so . van1.agg10 ad altra compacrnia si poi:t' , Slegni, .ippartenendo dei cacciai.ori ocorr;c ebl :no L1 op~o p1·csto sulla linea . ' >010 sovcn11ss1n J 1 Prussiani nelle camp,JO'ne . . no a amentare opinione oltre al . t,I sopin. ella te. In questa mia . ' rego amento cl'eserciz·1 I1 d 1. me molli scriltori di rau · . . , 0 contro disposizione dei <'"cci·al . wa., 1 quali preferiscono la · '-' on per a1·1 in l . · sia pel'cl1è coJJa di"'-pos1·2,· J ' vece e ie per lrnea, ' l ne per (l /a SI p · ' , · f' " 1a catena senza a ,·ei·e a f.. . . uo u rho rzare it1mm1sc 1iiare s l l . d. compagnie ditlerenii sia p . ·1 I o e at! t due ne viene a i·isultare 'tra cai°' , egame maggiore che Ullil compagnia rnet;\ in c·a.r°na e soste?n_o, sia perc11è più maneO'o-erole cl't•na c. ena e. meta 111 sostegno ~ 00 ' ompan·n,a st.esn per 1nt1cro. . . ' 0
CONSIDERAZLO~l SULLA NUOYA TA'l'TICA ECC.
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Anch e queste ragioni sono buone e tali da doversene tener calcolo; e che ciò sia Yero, meglio di qualuDqne discussione lo dimostro l'essere ancorn i Latti ci in dubbio a quale delle due forme si debba dare la preferema;. cionondimeno, come già dissi, sono del parere essere migliore la disposizione per linea che non quella. per ala, preoccupandomi so,-ra ogn i altra cosa l'idea della poca unità d'azione nella linea dei caccfalori che ubbidiscono a due capi differenti, le cui viste non sempre Yaono tra loro d'ac:cordo. Ora quale fronte dove avcrn umt cornpngnia in eatena.? Secondo noi la fronte d'una compagnia in cacciatori, calcolandone la forza a 200 uomini, dovrebbe al minimum, cioè co ll'intervallo cli 2 passi lra fila e fila, essere di 400 passi, cd in rircosla11ze normaìi, cioè coll'intervallo di 3 passi tra fila e nia, di 600 passi. Questo fronte io credo :;ia troppo esteso. Cèimpito della ca.tena è quello d'aYanzarsi e preparare l'attacco, scuotendo il nemico col ruoco; il fuoco deve c1u indi essere per quanto si puo efficace, e l'efficacia dipenderà dalla sua potenza, che a pàrità di allre condizioni sarà tanlo maggiore quanto pit't fitta la ca teno, dal clic ne deriva do,ersi impi egare nella catena nrnggior numero possibile di cacciatori. Gli intervulli tra squaclru e squadra, per incastrarvi dentro i sostegni, sebbene non di assoluta necessitù sono però moito utili, quindi, secondo me, non dovrebbero essere ridotti, dovrebbero invece esse1·e portati normnlmente da 3 a 2' pussj gli intervalli trn fila e fila, ciò che non impedirebbe il libero manoggto ecl uso clello pl'Opl'ia arnrn al soldato. In tal modo la fronte della compagnia in cacciatori sarebbe fo via normale portala a 4.00 passi, quindi più potente per fuoco, più maneggevole, meglio adatta a coprire un battaglione il cui fronle è appunto 400 passi cil'ca, e la catena non aYrobbe per ciò a soffrirne in quella
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CONFEilENZE MILITARI
flessibilità tanto necessaria, sia nell'avanzare che nel retrocedere, . poichè l'intervallo tra s(ruadra e squadra . ~um~rrebbe ~nallerato. Tale intetvallo dovrebbe però vrn. eccezwnale poter essere ridotto a metà, ed in ~l caso la fronLe della compagnia distesa sarebbe di c1rca 300 passi con ,10 a ,1.2 passì di distanza tra squadra e squadra, e .quindi ancora sufficientemente elastica · nel caso che avesse a muovere. Anche la distanza tra catena o sostegno in via normale credo ~arebbe utile fosse mod ificata e portata cb ,150 passi almeno a 200, o meglio ancora a .250. Colla molta .radenza cli Liro delle nuove armi e quindi ~rande spazio battuto,. il sostegno a ~ 50 pa~si' dietro la cat.ena sare'.)be colpHo dai tiri diretli contro questa, e dec1mat? prima d'enLrare in azione; inoltre a causa deJJ~ gravi perdite s~rebbe. naturalmente spinto a portarsi sulla linea dei cacciatori prima del momento opportuno ; se invece è collocato più indietro, e per consegue~1za meno esposto al tiro nemico la tendenza a. P?1·ta.rst s~IJa lin~a dei cac?ia tori prir:ia del tempo d1mm.u1sce m ragione delle perdite minori e del magg·iore spazio da percorrere. Sicuramente il sost:gno a 250 passi dietro la catena non è più cosi p.1ont~ a. sostenerli~ c?me nel caso fosse a soli ,150 passi' ma l.1a 1 due mah IO ho scelto il minore, tanto più che 11 com an~a~(e il sostegno·, quando s'avvicina il m~n:ento d~c1s1vo: se non tro vasi coinvolto nelle pe1 dite che 1.l. nermco fa subire alla catena é più . o-rado ct,·1 · ' m o ,· c?ns:rvare quella lucidezza di mente neces. s,~',1~ p~r g~uchcarè del mome~to più propizio per spin~1 a,ant1. Questo vantaggio, a mio parere, è per s_e :so~o tale d~ poter compensare 'il difetto d'el tempo n'.aggr.ore rJChresto onde po.rtarsi sulla linea dei . ·c1ato1·1. cac Passiamo al e-rosso. Ouale e' la sua m1ss10ne . . v prfo-
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359 cipal e? QL1ella di portarsi avanti nel momento decisivo in cui il nemico è già scosso dal fuoco della catena rinforzata dal sostegno e di procedere all'attacco; se quindi esso deve distare il più che può dalla catena per meno soffrire dal fuoco nemico, 11011 deve però oltrepassare un certo limite, cioè quello richiesto per accorrere in tempo all'assalto, quando questo sia stato spfficientemenle preparato dal fuoco della catena . Ora 'io ho detto tanto gravi essere le perdite . che subisce una truppa-'in un vivo combaLLimento a fuoco a breve distanza, che non vi può durare più. di un cinque o sei minuti; in conseguenza la distanza del grosso dalla catena non può essere al di là di un oo.o o 600 passi. Il nosu·o regolamento la mette a 350 passi, cioè 200 passi dietro il sostegno; quesLa distanza è troppo piccola, perchè espone inutilmente jl grosso a perdite, maggiori; secondo me, dovrebbe essere nol'malmente a 500 passi dietro la catena, distanza questa che si può percorrere in .1, o 5 minuti. In quanto alla forma del grosso la disposizione in linea di colonna di compagnie prescritta dal regolamento mi pare la più acconcia, epperò su questo ho nulla a dire . Credo bensì utile il fermare la vostra attenzione sul modo in cui deve succedere l'attacco. 'Il regolamento prescdve che la trnppa marciante all'attacco debba andare di passo sino a 250 metri dalla posizione nemica, poi cli corsa sino a 50 metri, e quindi corsa veloce. Supponiamo la linea dei cacciatori rinforzata dal sostegno a ~00 passi dalla linea nemica che eseguisce contro di essa un fuoco accelerato, ed il grosso che s'uvan:;,a per l'a'uacco. QuesL9 con probabilità dov!'à me1 Ler·si alla corsa sino dal suo primo muoveee per l'aLLacco, tanti sono i proiettili nemici che in quel mom1;nto di fuoco accelerato oltrepassano la prima linea, e sol~ano il lerreno retrostante C0NS1DEllAZI0NI SULLA NUOVA TA'rTICA ECC .
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360 CONl?E llENZE MIL!TAlll in tutte le direzion i; ma, anche ciò non ammesso, potrà avanzarsi al passo tutto al più sino a quando non sarà coinvolto nelle perdite !'alte subire dal fuo co diretto contro i cacciatori, cioè al maximum sino a ~00 passi da questi, e per conseguenza a 400 dalla. posizione nemica , poi prenderà lu corsa se non. vorrà subire fortissime perdile . Qualcuno mi potrebbe obbiettare che in lal modo il grosso gi ungerebbe stanco al momento decisi rn dell'o.Ltacco; a costoro risponderò essere meglio arrivare stanchi che non arrivare; d'altronde con un buon indir:izzo alla scuola di ginnastica si potrà avvezzare il soldato a perconere senza troppo stancarsi anche un chilometro alla corsa in terreno non molto accidentato. Y'ha la scuola d'allenamento per i cavall i; abbiamo una specie di scuola d'allenamento per esercitare i soldati alle marc ie, e credo sarebbe pur utile per questi, dal momento che 11 tanto ne0essario l'allenamento alla corsa, non essendo, secondo me, sufficienle l' insieme ù.egli esercizi cl i corstl 'che si fanno attua lmente nei reggimenti . Altra osservazione che io credo utile di fare riguarda il comando. Il n° Wz7 del regolame nto presc rive clre di massima il comandan te il battaglione deve stare in posizione centrale sulla linea dei sostegni, lasc iand o però in suc1 facoltà cli: recarsi ove crede meglio per dirigere l'azione della sua truppa. Il comandante di batlaglione sulla linea dei sostegni, a meno di condizioni rii terreno più che favorevoli, deve appindarc se non vuole correre troppo rischio d' essere colpito dai proictli nemici sino dctl principio dell'a zione, cd appiedato, malgrado abbia a sua disposizione un a iutante maggiore, un furiere maggiore, un caporale maggiore ell un caporc1.le tromlieLtiere, uon potrà tenersi sotto mano il battuglione cito presenta un fronte di 400 passi almeno, ed una profondità di 3o0.
CONSIDEI\AZIONI 8ULLA NUOVA TATTICA ECC.
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I segnali di tromba dati troppo di sovente ingenen.rno confusione (da noi nelle ese1·ci1azioni, per evitare La.le inconveniente, non si usano quasi mai, eadenùo così nell'eccesso opposto), e nel calore della mischia si corro ii rischio vengano fra intesi; gli ordini mandati a voce soffrono ritardi e rruiudi l'aziono non succede più così pronta come sarebbe dcsid ~rabi le quando s':i.vvicina il momen to della crisi; di piu l'iniziativa dei comandanti di compagn ia resta in certo qual modo inceppata e per volere abbracciare troppo succede poi che s(ugge di ma no al comandante il l>attagli.one non solo la linea dei cacciatori e cp1ella dei sostegn i ma an che il grosso. [o sono di parere l'azione diretti va del comandante il battaglione tloversi limitare ad indicare alla compagnia in cacciatori quale debba essere il suo fronte, e l'obbiettivo pa rziale della li nea nemica che si deve attaccare, ed affidarsi quindi totalmente alla sua iniziativa; simil e iniziativa lasciare alla compagnia in sostegno, il cui compito è abbas tanza chiaro, cd esso durante il combattimento fermarsi col grnsso che rimarrebbe sotto i suoi ordini diretti e ùal quale sarebbe in grado sia di appoggiare più prontamente le truppe che si trovano distese sul fron te, sia di muovere avanti al momento decisivo per attaccare.
VITT
Rimane a parlare della seconda li nea o riserva . Còmpito della seconda linea sia nell'oflensiva che nella dife.nsiva è di sostenere la prima su quei pm,ti dove fosse costretta ad indietreggiare, conlratta ccare od opporsi ad un contrattacco nemico, opporsi alle minaccie ed agli nttacehi di fianco, ed a sua volta attaccare o ANNO
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VOL I V.
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CONFERENZE llll.ITARI
CONSllllì lL\ZlONl SULLA NUO\;A TATT ICA ECC.
minacciare il fianco nemico, accogliere dietro di sè le truppe della , alinea costrette ad indietreggiare dopo un attacco fallito, inseguire il (1e mico dopo un attacco riuscito ecc. Come si vede, il còmpito della 2• linea è molteplice e d' importanza somma, e sen1.a il concorso di essa, difficilmente la 4• linea potrebbe ottenere qualche risultato decisivo. Il nostro regolamento <l'esercizi di questa 2• linea ne parla ben poc;o, come quello che si lim ita a farne un eenno al numero 778. Secondo me, qui sta una lacuna da riempire, e che non dubito sarà riempita quundo verrà compilato un nuovo regolamento d'esercizi. . La fon;a della 2" linea può variare a seconda delle circostanze; essa. però de"e sempre contenel'si tra due estremi; non detrarre cioè dulia ·1 n lin ea che si ha da tenere il più fot'le possibile, soverchi~ numero di trnp pc, ed avere consistenza tale da poter appoggiare quei punti della ~" linea costretti a fermarsi od indietreggiare, muo vere alla riscossa ecc; essa quindi, secondo i moderni tattici, varia tra 1/ 4 ed ¼ della forza Lota le. Cosi p. es. un a brigata terrò. un reggimen to in ,1a linea cd uno in seconda, oppure 4 battagliun i in pri ma e '.2 in seconda linea . La. distanza della 2~ dalla ,1~ Ìinea deve anch'essa oscillare tra due estrem·i, cioè essere tale da non coinvolgere la 2" line~ nelle perdite della 1", e di permetterle di accorrere in tempo alla riscossa . Anche su questo punto gli scrittori od ierni di taLLica sono ·~oncordi .nel fis.sare questa distanza dai aoo ai 500 passi. E qui prncem1 nuova men te accentuare l'importanza somma dell'avere il soldalo bene addestrato alla corsa, mercè cui e si può tenel'e le Lrnppc del la 2" linea più indietro, ed accorrere egualmente in tempo al momento del bisogno.
Non dirò del sito in cui la 2• linea si dcYe specialmente collocare, se dietro il centro o dietro un' ala della 1• linea, come pure se meglio tenerne le truppe in colonna di battaglioni, in linea di colonne di compagnia, o in altra formazione, ciò dipendendo assolutamente dalle circostan ze, e speciulment.e dalle condizioni del terreno. 1
IX.
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Esami?ate le norme principali di combanir.nento per la fanteria secondo la nuova tattica, diamo uno sguardo al mocfo con cui da noi le truppe sono preparate in Lempo di pace, per essere in grado di ben applicarle in tempo di guerra. Un buon l'egolamento per se stesso serve a poco senza una buona applicazione. Un esercito potrebbe avere il migli ore dei rrgolarn enti d'esercizi, ed essere ciò non ostanle in quanlo a tattica di molto al di solto d'un altro che avesse un regolamento meno huono, ma meglio applicato. Per applicare un regolumenlo d'esercizi che cosa si rich iede? Prima di tutto avere o·li elementi adaui. Ora questi elementi in che consiston°o? 1n uomini e cose, cioè materiale e personale. Del materiale non parlo, mi limito al solo personale, che dividerò in due grandi categorie, truppa ed ufficiali. Le esigenze della odierna Lattica richiedono nel soldato maggiore istruzione che non per iI passato . ll problema d'istruire convenientemente il solduto in un tem po relativam en te bl'eYe, come occorre farlo oggidì colla fel'ma di tanto di minuita, non si scioglie tanto fac ilmente, anzi sono di parere che il vo!ere il sol-
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CONFERENZE MILITARI
dato istruito in tutto quanto sarebbe utile fosse di sua conoscemm, più che difficile riescirebbe impossibile, ~ialgrado ufficiali e graduati vi mettessero il maggiore 1mpegno. Non potendo dunque avere il soldato bene le istruito., in tuflo, .conviene limiw.rci ad inseo·naro·li o o co·se pm necessarie, ma per compenso pretendere che queste le conosca proprio bene, e così si guadagnerà in qualità quanto si perJe in quantità, ed il se1;vizio invece che danno da questo metodo d'insegnamento ne trarrà forse vantaggio. Le cose più necessarie per· il soldato coli' odierna tattica sono: · 4° L'istrnzione individuale e quella_del plotone, tanto regolamentari che applicate al terreno, la scherma di baionetta e la ginnastica. 2Q Istruzione sul tiro e sulle armi. 3° La scuola d'orientamento, il modo di approfittare degli ostacoli del terreno, i. doveri delle vedetle, ed il servizio di perlustratore e fiancheggiatore'. 4° Lavori di castrametazione. 5° EseC"cizi di marcia. Oltre di ciò si -richiede in grado maggiore che non per il passato disciplina, inte lligenza, e sopratutto sp iri.to militare. Io n~ discor:rerò brevemente, prescindendo dal parlare eh quelle altre cose pur necessarie n sapersi dal soldato, ma che non hanno una relazione diretta col combattere, e le esaminerò nell'ordine stesso in cui furono enunciate. L'istruzione ind ividuale e quelJa del plotone, tanto regolamentari che applicate al terreno, quali si praticane~ da noi, e come vengono intese generalmente, lasciano ben poco a desiderare. Si trova in esse una progressione negli esercizi ben ragionata, una giusta distinzione tra l'ordine chiuso e l'ordine sparso, grande
COKSIDEMZ!ONI SULLA NUOVA TATTICA ECC,
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p·arsimonia di movimenti, essendo dessi limitati al puro necessario , e se ci fosse qualche co~a a ridire ciò riguarderebbe più che altro gli istruttori di bassa forza, cli cui non pochi, e specialmente i caporali, sono appena mediocri. Speriamo che quando i battaglioni d'istruzione avranno fornito ai reggimenti maggior numero di sott'ufficiali, e colmate in buona parte le mancanze considerevoli che si hanno cli sergenti nei qm1clri, un tale inconveniente avrà a diminuire di molto. l n quanto alla scherma di. baionetta, regolamentarmente parlando, nulla sì trova che non sia giusto e ragionato. Nell'applìcaz.ione però si difetta; essa non si fa in· genere con quell'energia di movimenti che è necessaria, si guarda troppo all'assieme, pretendendo qualche volta dagli individui sforzi cui si ribella la loro costituzione fisica; v'ha di rado una giusta alternativa tra il riposo ed il lavoro, e non si esercitano quasi mai i soldati ad assaltare o difendersi facendo uso di fucili di legno, e così essi non preoclono confidenza nel. fuc ile come arma da put'lta, e nella propria. abilità nel servirsene, contrariamente allo spirito del regolamento. Nella ginnastica cose essenziali da curarsi sono il salto e la corsa, perchè quel le di maggior applicazione in caso ,di guerra . .Dove il soldato trova le più grandi difiicoltà si è nel salto, e, malgrado un lungo e paziente esercizio, i risultati che se ne ol.leiigono non sono il più delle volte molto sodd isfacenti; ciò proviene dalla poca .flessibilità del corpo ed elasticità delle gambe, non essendo il soldato, tanto più se contadino, stato addestrato agli. esercizi ginnastici prima della chi.amata sotto le armi, flessibilità ed elasticità che dopo i 20 anni non si possono più ottenere che in misura assai limitata. • Nella corsa invece il soldato, fatta eccezione per gli
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C01.\SlDEIUZIONI SULLA NUOVA TA'("rICA I<:CC ·
366 CONFERENZE )IILI'l'AIU individui malaticci da relegarsi al deposito, o meglio ancora da riformarsi, si può dire sia perfettibile in sommo grado . Qui si tratta di buoni polmoni e di esercizio più che altro, e con questi due elementi in poche settimane si otLiene che il soldato percorra alla. ,~orsa. il tratto di un chilometro ed anche pi.ù senza troppo stancarsi. Ottenuto tale risultato, non bisogna tralasciare, perchè c:olla stessa facilità con cui si prende l'abitudine della corsa si perde, e per conseguenza tale esercizio, vista la sua impor.tanza capitale al giorno d'oggi, della quale ho già antecedentemente parlato, deve essere continuato Lutto l'anno sia senza zaino, sia in armi e bagagli, sia in terreno piano e sgombro, sia in terreno accidentato. Attualmente la corsa nell'esercito è sufficientemente curata, ma non ancora quanto sarebbe desiderabile. Oltre al veni re i soldati eserc:ilati p iù soventi nella corsa, sarebbe dunque necessario non lo fossero sempre nei còrtili dei quartiel'i o nelle piazze d'armi, ma anche in Lerreni rotti e non sempre piani, e che il limite maxinrnm di essa fissato dalla teoria a 600 metri, fosse portato ad ·I chilometro. L' islrmione sulle armi per il solda.to non si estende al di là della nomenclatura, scomposizione, ricomposizione, pulitura e conservazione dell'arme, e ciò conforme al principio di limitarci al puro necessario, non potendo giungere al li mite del desiderabile. Tale istruzione è fatta bene e con cura, e l'unica cosa. su cui forse non s'insiste abbastanza si è nell'inculcare ,il soldato l'amore della propria a.i·ma, amore che 'in esso per ora fa alquanto difetto. L'istruzione sul tiro comprende la scuola del puntamento, la scuola pratica del tiro, e quella de lle distanze. IÒ credo che null a si potrebbe aggiungere o togliere al nostro regolamento per quanto riguarda taie
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istruzione. In quanlo all' npplicazione si può dire che Ja scuola di puntamento e quella pratica del tit'o sono forse quelle tra I(~ istruzioni mi li tari che si fanno con mao·o·ior cura ed impegno. oo · Non è la stessa cosa, per la scuola del Ie e·1tslanze, la quale ben di rado è completata nel cor:so dell'~nn~, e a cui. non sempre si app licano quelle cure pa.z.ienll, quello spiri lo minuto d'osservazione che s~rebbe desiderabile, vuoi per la natura nostra che stugge dalle minuzie, vuoi perché i risultati che se ne _otteng_ono non sono messi così in vista corne quellt del tiro , vuoi per la difficoltfi che si presenla qualche volLa nelle Yicinanze delle guarnigioni di fa.re una tale scuo i~ alle o-raneli dislanze . Questo è un inconveniente assai o-ra1~ <li eui ne abbiamo una prova eloquente nei tiri di ~ornb~ttimemo, nei quali una compagnia, cbep uò g;uclicare con calma la di.~taoza, sbaglia qualche volta anche di ,I 00 e più metri soprn \ chilometro. Se eosì succede in un'esercitazione, che cosa sarà nella foga del combuttimen to? La scnola d'orientamento è in genere ben intesa e bene applicata . . . .. Diffieilmente si trdvu un soldato, il quale conlt prn d' un anno di servizio, che non sappia orientarsi. Ma an che qui trovo il punto nero. La parte che trat~a della nomeneh1tura del terreno e dell'orientamento tn marcia è importantissima , eppure non sempre bene applicata per mancaoza, come giò. si .d isse per la ~~uola delle distanze, d i cure minnziose e dt pazienza, p1u che per col.ti va inlerpretazLone, ecib malg:ado il reg.ol_ame1?to aecen Lui l' ìnrnorta.nza degli eserclZ! da. farsl rn essa non ~olo com~ l'unico mezzo per insegnar,~ alla truppa a osservare bene e ?'i/(''l'i,re con esattezza quanto ha vcdttto. ma altresì come 1:t migl-ior rnetnrlo per .svegliarne la rnente, eccitarne p?·oficuamente la memoria e nJìJwcz~
zarne il grado d'intelligenza.
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CO~FERENZE MILITARI
Il modo di approfittare degli ostacoli del terreno è diligentemente spiegalo ncll' Istruzione peC' l' ammaestramento tattico, e con pari diligenza applicato, e su questo non c'è altl'o a dire che far voti perché tutte le is1.rnzioni possano col tempo venir così bene intese, e cosi bene applicale. f doveri delle vedette cd il serv1z10 dei fian cheogiatori ed esplorntori sono spiegnti mollo bene dal 1~golamcnto, ma la loro messa in pratica lascia alquanto a_ desiderare, ed anche qui non per cattiva interpretaz10ne, ma sempre per lo stesso motivo più ,•olte citato della nostra avversione alle osservazion i minuziose, osservazioni in questo corne in molti altt'i casi 8$solulamcnte indispensabili. Conosciamo il nostro difetto dobbiamo quindi procmare di correggerlo, facend~ anche, se occorre, violenza all a natul'a nostra , onde acquistare quel paziente spirito d'osservazione che tanto hene (;arallcrizza i popoli della Germania. I.e eseecitazioni di castrametazione sono curate e molto. Non v'ha campo cl' istruzione in cui tulle le truppe non s'accamp ino per turno duran.le un periodo di giorni più o meno lungo. Sono invece assai trascurati, almeno per quanto mi const,a , gli esercizi di trincea. Nella mia carri era ho preso part.c ad 8 campi d'istruzione, e mai né in questo nè in allrf' circostanze ho visto esercitarn le trnppe a costrui re trincee di batt11glin e -b uche da be,·sagliere. Eppure queste furono cli soventi usate nelle ultime guerre, e sono racco manda te specialmente per· una truppa in posir.ionP, e che abbia tempo di:;ponibile per procedere al111 loro costruzione. te esercitazioni di marcia hann0 due scopi, cioè a,·vezzare le truppe a sostenere le fo.ticli e cli mat'ce celeri e lnnghe, ed a prati{;nrc ed osscrval"e le misure di sicurezza delle marce in vicinanza del nemico. Col frequente esercizio di marc:e che si fa da noi, il primo
CO'.'<SlOEHAZIONl
sur,T.A
:'\UOVA TATTICA ECC .
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scopo è raggiunLo com pìetamente, ed in quanto al marciare sono persuaso che il nostro soldato non la ceda a quello di verun a allra potenza; in esse però le misure di sicurezza non sono sempre osservate diligentemenle, ciò che è contrario al secondo scopo. Per raggiungere questo. giudico sarebbe be~e ~i fo~sero due specie distinte di marce, cioè marce m faccia al nemico in cui non si doHebbe trascurare nessuna delle 1nisure di sieurezza, e marce in lontananzlt del nemico ol solo scopo di addeslrare il soldato al lungo marcilire; le prime non dovrebbero mai oltrepassare i 20 chilometri, le seco nde tenersi trn i 20 ed i 30. In tal modo le misme di sicurezza si prendel'ebhero rne110 di frequente ma assai meglio . potendosi riò fare senza troppo affaticare la truppa. , Dell e qualitù morali del soldato ne parlero in un capÌlolo a·parte, oro. passiamo ogli ufficiali.
X.
L'ufficiale deve a vere un corredo tale di cognizioni teorico-pratiche da poter insegnare ai proprii s.~bordinat\ quanto devono conoscere, comandare bene rn caso di O'Uerra quel reparto di truppe che a seconda del o- 1 coprire le funzioni del grado ·ado rrli è asseO'nato, 0 immediatarnen Lc superiore al suo in qualsiasi circostanza, e disimpegnure con criterio quelle missioni speciali che gli fossero af1idate. Oltre ad una discrettl ~ollllra mi litare genP.ra.le è quinòi necessario che l'ufficu~le abbia urw perfetta conoscenza di tutti i regol~m_en~1 ~ sappia questi applical'e a seconda dei casi s,·a rmt1ss1m1 che si presentano in guerra. In quo.n!.o a colwra generr1le e conoscenza dei re-
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CO:NFEllENZE MILITARI
golamenti, se non si può dire siasi da noi raggiunta la perfezione, ci troviamo però sopra una bu ona strada, ed il saggio indfrizzo dato agli studi mili tari in quesli u ltimi anni sono arra sicura che:non passer;1 gran tempo che l'uffic iale italiano non avrà per coltura nulla ad in vidiare a quèlli delle altre potenze. Questa mia convinzione lu manifesto con viva compiacenza, poichè nell'ufficiale istruì to sta riposto l' a vveni rn dell'esercito nostro . Per quanto riguarda l'applicazione, l'indirizzo dato a.lle istruzioni ehe interessano l' u ffieia le, specialmente alle esercitazioni applicate al terreno, non sempre mi pare dei migliori . Le norme contenute nell'Istrm:ione per l' ammaestramento tattico sono tali da farla considerare come una delle m-eglio riuscite non solo a nostro giudizio, ma a giudizio pm anche del.le altre polenzB mi li tari d' Europé'I. Ciò nou pertanto io sono di parere, e non senza esitazione lo dico, che esse siano insufficienti. Non basta conoscere a puntino le nor@~ con le quali si deve regolare per esempio un'esercitazione taltica di 3° grado, onde poterla condurre bene, ma bisogna avere un'idea chiara della talticn elementare della propr.ia arma, conoscere la tattica com binata delle tre anni, ed i criteri su cui basarsi in date circostanze, e di ciò il nostro ammaeslr·amenJ.o tattico nulla dice, o ben poco; esso spiega,benissimo il modo da tenersi perchè un'esercitazione riesca ordinata, ma non suggerisce i criteri che devono servire cli guida nel suo svolgimento . Tali criteri erano con molla assennatezza sviluppati nelle vecchie Istruzioni sulle~ operazioni secondarie della guerra; attualmente non abbiamo verun libro di testo che li fom isca. - Qualcuno potrebbe dirmi . tanti essere i libri pubblicati in questi ultimi anni snl la tattica e sul modo di condurre le truppe nei varii cosi cbe si possono presentare io guerra, che qualunque
CONSIDERAZlONI SUJ,!,A NUOVA TA'l'TICA ECC .
37,1
uffic iale può benissimo att ingere in ~s~i qu~i ctiterii necessari per sc1persi regolare ad ogni eventenza. A costoro risponderò prima cli tu tto no n essere dal~ a molti nel eono delle opinioni in voga sulb nuova tattica il distin.o-uere il buono dal cattivo; in secondo luogo , anche q~rnndo ciò fosse possibile per la muggior purte, risulturne pur sempre 11na diversità più o meno gr_ande ,negli apprezzamenti, ciò che nu~cern?h~ a.ll'umficazione d'idee, e per (·onseguenza ali unita cl azione tanto necessario in cose di guerra. Dal momento che la nostra Is truzione per l'a~im~estramento tattico è oLtima in quanto a norme clirettt:e pel' il buon andamento della mano,:r~,. n'.a pove;'a in quanto a' principii, io credo surebbe utrl1ss11na ~~ alt~·a Istruzione che la completasse, e che. fosse divisa m due parti . Nell a prima parte si .dovrebbe trattar~ abbastanza diffusamente della ta tt1ca elemen lare cli cadun'arma. e della cornbinazio1rn delle varie armi; ~ella seconda ~)rendere. un corpo cli truppa di detennmata oTandezza, per esempio la div isione, e farlo pass~re ~cr rntte le possibÌli situazion i dell~ guerra, sc10gliendo man mano i prob lem i c(1e s1 prese~ta_no a~ comandante di quel corpo, ed a1 comundant1 .' . var~ reparti. Quest'istruzione, oltre al presentare tu tlt J :'/:l:l in cui si può trovure una truppa , e n!etter_e ~otto l occhio dell' 11fiiciale come tipo i I modo rn cm s1 deve regolare i.ti un dato caso, ~ervire~be pur_e con~e no1:ma direltrice per chi è incaricai.o eh c.omp1lare 1 tem1, e di presiedere all~ ese.rci Lazioni ,_i.att_1~h:. . ,_ ilo dello superiormente che l rncln 17,zo dato ~Ile ese1 eitazioni applicate a] terreno non ~emp1:e IDI p~reva dei migliori e ciò con danno dell'istruzione dell _ umciale, eui Lali esercizi specialmente tendon.o. Dimostrerò il mio asseno con fatti. Chi deve pres~eder~ alle esercitazioni tattiche d~ far,;i _in un periodo d'1;tr~11;10ne, che cosa dovrebbe unz1tu1to fissarsi rn men le. Un equa
CONSIDEllAZlONI SULLA NUOVA TATTI CA ECC.
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CONFEllE:'1:ZE lfILlTARI
riparuz10n e cli queste esercitnzion i. Supportiamo pee esempio si debbano eseguire diec i esercitazioni tattiche di battaglione contro battaglione; il primo ragionamento a fars i, seeonclo me, sarebbe: quali so no le situazioni in cui il battaglione si può trovare in guena? Enumernrle ed esaminarne l'importanza , e ùie tro l'apprezzamento fallo procedere alla riparlizione . Non succederebb e cosl di vedere un bauaglione ripetere parecchie volle esercitazioni ~usate sopra una situazion e secondaria, quale sarebbe per esempio la scorta di un convoglio viveri, e trascurare situazioni più impo rtanti , quali sarebbero l'auacco o la difesa d'una posizione, od altro . Nè qui sta tulto il male. Per mancanza di ùn giusto apprezzamento del la tattica della propria arm a e della tattica combinata delle tre armi, per mancanza del criterio g iusto che deve guidare il comandante in una data si tuazione, succedono nell'an damento delle esercitazioni degl i et>rori tali da mettere a repentagl io in molti casi, quando si fosse in guerra vera, non solo la sieurezza della prop ria truppa, ma <1uclla dell'intiero eserei10 . Una truppa pe r esempio (igura di essere all'nvang11ardia d'un a colonna; il più delle volte nè le si danno né essa cerca cl i a,·cre istruzioni precise sul mo do di co mportarsi nel cnso che in contri il nemico; e, quando ciò succede, si getta !:enz'altl"O a cap<• fìtto nell'azione co l rischio o cli rimanere sacrificata, o di fa r prendere· al <:ombauimento un falso indirizzo sino dal principio. Una truppa è in ricogn izi one. Suo scopo dovrebbe essere quello di osservare e non cl ~ combattere, tranne che co~trella dalla necessità, ed in tale caso mai impogrwrsi a fondo, ma tenere larga fronte, fare dell e dimostrnzioni ora soprti. un punto, ora soprn un altro pe r inclmre il nem ir:o a spiega re le proprie forze, e q uan do si è ottenuto l' intento prefisso, o si corre troppo rischio d'essero compromesscì, ritirarsi. Ch<' cosa fa in-
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vece il più delle volte nelle esercii azioni '? impe~na sino dal primo scorgere il nemico un vivo cornbatt1m_ento, compromeltendosi senza recare alcun vantaggio al o-rosso da cui è stala stacca ta . b Un a truppa è. d' ava rnposti. Suo s~opo è c~i vegliare alla sicurezza del campo contro ognr probab11e attacco del nem ico, dovrà quindi mettersi in misura, se attaccata, di opporre una prima re~istenza, e _dare temp~ al grosso di prendere ordme d1 combattrmenl~, per_ cui sarebbe necessario collocare le gran guarche sui siti più importanti e per natura più_ for t.i, ed al collocamento di quesle subotdinare la linea delle vedetLe: Invece O per falsi apprezzamenLi, o per non esser_s1 visitato bene H terreno, essa si coll oca molte volte 1n posi 7.ioni non le più vantaggiose,~ _se a.~taccata dal nemico in fo rze, o sarà costrella a nttrars1 troppo yrest~, ed ecco compromesso il gro.sso, oppure a sacrdlcars1, come in tal cnso sarebbe suo stretto dovere, combattend o contro forzo di mollo superiori senza avere almeno il vantaggio di una buon a posizione. Nè inconven ienti meno gravi succedono nelle operazioni particolareggialo della piccola tattica. Si vedono alle volte catene di cacc.:iatori in terreno scoperto avanzarsi sotto il vivo fuoc o del nemico, avvicinarsi al medesimo a ·100 o HiO passi, poi seguitare il fuo co, senza essere rnenomam en te riparate dal fuoco o almeno dalla vista del nemico, per i;,, d'ora ecl anche più; alt:a volta assallare una posizione senza che l'attacco sia stat? ben preparato , e fallito questo 1:ilirarsi di un 200 p~ss1, e ricominciare a combattere come truppa fresca; altra volta con forze anche dì molto in(eriori a guelìe del nemico pret.e~dere cl'~ van zare e d_i slo~rniar~o da_~ma forte posizione. Ho Y1 sto clue anrn fa m un _ese1c1tazione tattica cli 3° grado di brigata contro J~r1gata du~ compagnie avanzare tranquillamente sotto Il fuoco d1
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CONFERENZE mLI'L'AllI
un battaglione che ne infila va il fianco sinistro a non più di un 150 passi, ed attaccate alla baionetta dallo stesso hatLaglione non ritirarsi che dietro decisione di un giudice di campo, per ricomparire quasi subito dopo e riprendere l'offensiva. La mancanza del fattore principale i.n un cornbaLLimen~o, vale ,l dire l'effetto del fuoco, influisce senza clubhio rnoltissi mo sulle mosse più o meno ragionate delle Lruppe, ma v'influisce pure e molto l'aver~ cognizione più o meno esatta sulla t/Htica della propria arma, e sull a tattica combinata delle tre armi. A dare un buon indirizzo alle esercitazioni .tattiche, oltre alla nuovfJ. istruzione di cui fed cenno superiormente, gioverà e non poco il gio00 di guerra che si pratica nella slagione invernale in tutti i reggi menti. Se in esso si procede con giusto discernimento si avrà una vera preparazione teorica per le esercitazioni tattiche da farsi poi nella bella stagione, col vantaggio ancora che nel gioco di guerra si può tener calcolo delle perdite faLte subire dal fooco, e si ha maggior comodità di vedere chiariti i punti su cui può cadere. qualche dubl)io da una saggia discussione. Riepilogando quanto si è detLO riguardo all'applicazione della nuova taUica, ne risulta che pee quanto riflette la bassa forza, con lievi migliorarnenti e riforme le cose procederanno bene; per quanto riguarda gli ufficiali, le esercitazioni appli cate al terreno che ne sono Ja vera. scuola pratica, lasciare per· ora qualche cosa a desiderare, e giovare a diminuire tale inconveniente oltre al gioco di guerra, la pubblicazione d'una nuovu Istruz;ione che serva a completare queila già esisterne sull'ammaestramento tattico. (Contùwa). 1
..
~OMALE F'HANCESCO
Capitano aiutante di campo della 26a br(qcita.
LA CAVALLERIA ESERCITAZIONI DI COMBATTJMENTO DI 3° GRADO
Il.
Dobbiamo ora occuparci delle esercitazioni di ?on:i battimento nelle quali la . cavalleria è l'arma prmc1facilmente, è questo un argo• pa· le . Come .si scoro·e i:, • mento della massima importanz;a e che rn_teressa m altissimo grado tutti gli uflìciali di cavallen~. Queste esercitazioni infatti posso n?.e.d anzi debbono servire di seria preparaz;ione ai servizi _che la cavalleria dovrà giornalmente disimpegn~re _m c~1:1pagna, come operazioni di a vanscoperLa, d1 r1cogn1Z1one ( le operaz;ioni quindi più i~ip?rtanti ~di quest'arm.a) ecc.. , nelle quali la clwallcrrn e 1arma, ~e non semp1 e sola, .. sempre però la principale. Non intendo però di trattare menorn~mente ne delle varie operazioni che possono servire di tem_a a queste esercitaz;ioni, nè dell'impiego della _c~va~lerrn n~l servizio di esplorazione o nelle ricog~1z10111; per CLO :ar.e bisoO"nerebbe svolgern tutta la tatl1c~a delle tre airrn · 0 Ciò eccederebhe Ie proporzioni di questo lavor? e d'altra pa,rte non ha stretta attinenza co ll a qllesuone che ho preso a Lrattare. llmio còrnp ito invece è molto più modesto: e pre~dendo in esame gli esercizi di combattimento, nei quali la ca.-
376 LA CAVALLERIA valleria è sussidiata da ar:tiglieria e fanteria o da sola artio·lieria' mi restrino-erò ad alcune considerazioni edosser-. o o . vazioni g.enerali, che possano servire dr . norma ne~ medesimi. Non credo sia neppr1re il caso dt occuparmi dei principali principì tattici, che regolano l'impiego delle tre armi, il che mi condurrebbe troppo lontano e non sarebbe che la ripetizione di. ciò che trovasi in qualunque libro di tattica. . So benissimo del resto, e ne sono profondamente persuaso che di principi assoluti ed inva.riabili ve ne sono be~ pochi (per non dire .nessnuo) i quali possano re.o-olare le manovre tattiche ed in ispecie quelle deJla ca;alleria, e che il terreno in primo luogo , quindi le diverse circostanze di tempo, di stagione, la qualità del nemico, ecc., esercitano la massima influenza, e impongono la scelta dei mezzi da usarsi per raggiungere l'obbiettivo che uno s'è prefisso. · Cosi, per esempio, sarebbe assurdo che si volesse proclamare come principio assoluto, che in presenza del nemico dehbabsi sempre tenere concentrate tutte ]e proprie forze. . . Consideriamo il caso, a mo' d'esemp10, dt un rego-imenlo di cavalleria, il quale, essendo in avansco;erta, trovasse un ponte occupato da fanteria nemica. E chiaro che un attacco di fronte non avrebbe alcuna speranza di ri~scita, e che condurreb?e a perdite s~n.sibilissime, ond'è che naturalmente st dovranno dmdere le proprie foTze, incaricando qualche sq_uadrone di tenere a bada l'inimico sul fronte, mentre 11 grosso girerebbe la posizione, per obbligare il nemico stesso a so·ombrarla, o quanto meno per attaccarlo alle spalle; · stesso dicasi per molti altri casi di simil genere. Non vi earà alcuno però che vorrà. negare la massima importanza che debbesi annettere a c~rte n?rme; le quali regolano l'accordo delle varie armi, ed 11 loro
ii
NELLE ESERClTAZlONl DI CO:llBAT'l'IMENTO
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impiego simultaneo e diretto a vicen<levole aiuto; ed è appunto di siffall.e norme che intendo ùi occuparmi.
Queste esercitazioni invero possono essere la vera scuola di guerra della cavalleria (meglio ancora d~ll~ oTandi manovre, ad eccezione però di quelle spec,alt di chvAlleria); ma affinchè divengano tali è d'uopo che teno-asi calcolo di due condizioni assolutamente 6 ind1spensabili , di un'abile direzione, cioè, e d'1 t~na accurata scelta dei temi. Questi eserr:izi, come dice ottimamente il regolamento prussiano, non saranno di alcun vantaggio pei comandanti e per le truppe, s.e « coloro che li dirigono noo sono animati. da uno spirito vivificante e veramente cavalleresco, e non s'isptrano che a quanto veramente succede in guerra, di modochè gli esenizi si avvicinino in ogni cosa il più possibile alla realtà >> . Nei terni poi è assolutamente necessario che si tenga una gradazione, cominciando dai più semplici per salire ai più complicati, e molto opportunamente s1 sr:egheranno quelli nei qua li simultaneamente si possa addestrare la cavalleria nel servizio di avanscoperta e nelle esercitazioni di combattimento colle tre armi riun ite. Scoppiata · la guerra, ed a vendo ambedue i partiti, come si può prevedere sin d'ora, spedita innanzi fa loro cavalleria, giornalmente succederanno scontri di que- . st'arma. Avverranno mischie di piccole e grosse pattuglie, di singoli squadroni , è grossi cornba!tirnenti delle più grandi unità, e la vittoria resterà mfine a quel comandante che avrà maggiori forze, che saprà tenerle alla mano, ed impiegarle più abilmente dell'avversano. È per q11esto motivo che i reggimenti cli _cavalleria debbono esse1·e convenientem ente addestrati nel servizio di esplorazione e nelle esereitazioni di (:ornbatANNo XX, VOL, IV .
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NELT,E ESERC1TAZ I0NI Dl COMBATTnTENTO T.A, CAVAJ,LRl\1A 3ì8 timento. 1:>erò in qualche reggimento di covalleria non si annette ancora a questi eset·cizi la vera importanza che bunn o, cd un discreto numero di ufliciali p~nsa che, an<.;\rn senza queste manovre, per l'avvenire, come nel passato, i nostri reggimenLi a cavallo si fa.l'a nno sempre onore. Ness uno dubita dì questo, ma ciò equivarrebbe a dire che chi è povero può spendere qunnlo il riceo, e che per ciò fare basti la buona volontà; ma in folto d'istruzione tallica le truppe non ne sapranno mai abbastanza, e di due cavallerie, animate da uno slessn spirito e d'eguale v<1lore, avrà in<lubbiaménte il sopravvento, prescindendo dal numero, quella che avr.\ maggiore. ·istruzione (i ). Gli è poi solo con continue esercitazioni e ben diretle , . dirette cioè da superiori che siano in grado di rilevare• gl i errori commessi ) e suo·o·eril'e come meo·lio "1· 0V o v sarebbe potuto agire, che si ott.err:'I il vantaggio di far manovrare bene insieme le varie armi; e nel nostro caso (~enza parlare della fanteria, che sarà sempre in minima parte ed avl'à sempre una missione chiaramen te de~ermioala) 1u. cavalleria e l'artiglieria. E inutile dissimularlo, le manovre combinate d i caval_leria _ed . ~rLiglieria sono -difficili, eò è ~ppunto per abituarsi a vincere queste difflcoltn, e formu rsi un o·iusto c?lpo d'occhio ed un esallo ~·riterio del vicendevole arnto'. cl~e ~m'arma deve prestare all'altra, che queste eserc1Laz1om sono necessarie. ta cavalleria non deve agire come se fosse sola, ed
{:11 l! ~Cn(\ra'.e Dc ~raek nel noto suo libro Ai,ant-post.es de cavaleric leg1irc serivcva già quarant'anni or sono: L'étudc est l 'arscnal clmis l? q~_cl vous. (oflìciers) puiserez 110s armcs au jour dc l'action. B11 {mt d mstructwn, on n'eot rich~ au jou.r de l'applica.lioii que
lorsqu:011 est trop 1·ichc.
accettare la cooperazione dell'artiglieria come un di più; ma nella formazione di marcia, nella posizione scelta per spiegarsi ed iniziare il combattimento, ecc., deve sempre aver presente che queste sieno tali da facili~are_ il còmpito dell'artiglieria che le è addetta. Equest ultima, conoscendo a fondo Jn. sua missione, e quanio da lei devesi richiedere in ta!i circostanze, è d'uopo che alla massima mobil iLà aecoppii una grande intelligenza, e la cogn izione delle manovre di cavalleria_ « In quelle contingenze, seri ve il colonrtello Corsi nel pregevole suo libro sulla 'Tattt:ca, ch i cornanda l'ar'liglieria ha d'uopo, più che in qualunque ultra, di somma attenzione, di gran calma unita a pronta risolutezza, di quel prezioso e rnro senso lattico che vede, iudovina, suggerisce e decide in un momet1 lo ». E da ciò chiaramente emerge che il comando dell'artiglieria in queste manovre è veramente irto di difficoltà, e quindi non deve arrecare alcuna meraviglia se nelle poche manovre combinate, che annualmen te'si fanno, non si ottiene quell'insieme di azione ehesarebbe desi d'.'rabile; ed è precisamen le la mancanza di pral,ica espenenza che aumenta le già grnndi difficoltà. Napoleone T, il più grnode rnaeswo delle cose di gnerra anche pei più piccoli dettagli, come ne fa ampia fede la sua Corrispondenzu, il 1:2 noyembre 1_8·1 1, quando cioè pensava ai p repara Livi della guerra contro la Russia, rivolgeva al ministro della guerra (generale Klarke) la scguenle osservazio n~: « Une observation importante esL de donner le com« mcmclement cle l'artiUerie légè·re des cuirassiers à « des hommes, qui aient fait les campagnes préce(< dcntes avec :es divisions des cuirassiers. ,J'ai vu à « Bonn un chef qni n' a pas encore fail ~e service. « et qui va foire so n apprentis~age. Ces divisions d~ « ctbi-rassiers servent cU(fe1·émment. Il est clone nécessaire 1
L.\ CAVALLERIA 380 « des hommes qui aicnL fo it l'expériencc des campa« gnes cl'Autriche, d'J éna on dc Fried lancl ('1) ».
.lla soltanto ai tempi napoleonici eru possibile di ac-
quisLare una lunga esperienza delle cose di guerra, manovrando contro vero nemico, e ciò a motivo del lungo periodo di ostilità nel quale visso la Francia contro tulle le potenze d'Europa. Soltanto allora cranvi ufficiali, i 4uali a vevauo RSSistito ad U1! numero straordinario di fatti d'armc; ora invece bisogna app rofittare delle ma novre del tempo di pace per compiere ]' istruzione teorica meùiantc i pratici esercizi. Prima di intraprendere l'esercitazi one, è indispensabile che tutti gli ufficiali siano messi al corrente dell'operazione che si deve esegu ire, ma non è neccssarjo di entrare in molli dellagli, ma soltanto di fornire i dati necessari, come si farebbe in vera guerra, affin chè ognuno, nella propria sfera di attribuzione, possa concorrere al risultalo finale. Merita qui d'essere notata l'enorme differenza che co1Te fra le manovre della fanteria e quelle di cavalleria. Nelle manovre della pri ma si ò sempre padroni, per così<lire, della situazione in ogn i momento, ed il Qomandan te può sempre, secondo l'anclurncnto del comb attimento, e durante Io stesso, modificare il proprio piano onde opera,:e in correlazione colle ulteriori inform azioni e rapporti che ri ceve. Invece nell e manovre di cova~leria, nelle quali si abbia un nurn.ero abbast,rnzc1 rilevante di truppe, come sono appunlo quelle di 3° grado, alle quali può prendere parte un intero reggimento di cavalleria, con reparti di fan teria cd artigl ieria, la cosa è ben differente. Impartiti gli ordini e messe in moto
( t) V. Correspondanoc de
Napoleon l"' . Lettre I 8,'!151.
:.'iELLE ESERCITAZIONI DI C0)IDATTD1ENTO
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le varie colonne , chi comanda non ha più una diretla sorveglianza su tulle le stesse, ma la sua azione resta limitata a quella colonna alla quale si è agg regalo, o tutt'al più a qualche altra che muova su una strada parallela e molto vicina. {;n cambiamento quindi di disposizioni è pressod1è impossibi le nella maggior parte dei casi. Un'ordino.nz(J, od anche un ufficiale che pur inonti un hnon cavallo, diffic ilmen te può giungerr. a tempo per nnecare nuovi ordini; più che a vel oce andatura non può andare, ma anche gli squadroni non muovono nl passo, d'o11de la massima difficoltà perché sieno raggiunti in buon tempo. ~: l'inizinliva dei co mandanti le di verse colonne che deve ,rimediare agli inconveni enti che si verificassero; è per iniziativa degli stessi che vogliono essere cambiale le disposizioni prese, quando sieno riconosciute non adatte alln situazione reale che si presenta in quel momento, ecc.; e di qui. appunto l'asso luta necessit.'t che tutti gli uffiziali, e non solo questi, ma anche i comandanti delle palluglìe, conoscano l'operazione che vuolsi eseguire, affiochè tutti possano concorrere, modificando, se è d'uopo, le primitive disposizion i, al risul tato finale dell'operazione sta bi lita. 11 comirndantc, prim a di abbracciare un partito definitivo, non deve J11 sciare intentalo alcun mezzo per avere esalte informazioni sul nemico, sia spingendo mollo innanzi l'avanguardia, sia coll'invio di nùrnerose paL1.nglie. Na tisi qui frattanto che a 1-000 passi circa dal nem ico la cav.illcria trovnsi giù nel raggio di operazione, e, pcl' poco ch e s'arnnzi, sotto il tiro dell'artigli eria nem ica, dond e l'importanza massima di decid eesi prontamente, e quindi di 11 0 manon'are ardito. Segnalalo adunque il nemico, €1 quando si sieno ollenule sufficienti informazioni per formarsi un cancello abbn.stan:r.a esal to dell e sue forze e della sua po-
l'iELLE ES.EIICIT.\ZIO:'\I Ol CO.UBAT'l'DIENTO
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LA CA \ALT.ERÌA
smone, cessa il momento di aspettazione, ed il comandanle avendo impn.rtiLi gli ord ini neccssal'i per l'atLuazione del proprio piuno, subentra il momento dell'azione, la quale deve srnlgersi secoudo lo spirito dell'arma, improntata cioè della massima audacia e condotta con velocità. E qui è oppo1'Luno notare ~he an che nelle esercitazioni del tempo di pace può e deve accadere ciò che si verifica sempre in 0,,uerra nelle operazioni della cavalleria, che clii ngisce arditamente e senza esitazione, <Juand'anche non abbia scello il miglior partito, pure c·onduce a buon fiue 1a manovra. Riguardo però alla velocità co lla quale devesi operare, rni sieno permesse alcune osservuz ioni. In primo luogo credo che sia della massima in1portanza che si proceda con gnrnde prudenza e cautela, allorchè, segnalato il nemico, non si abbiano però ancora 11otizie suflìeicnli del medesimo, alt.e arisch iararela situazione. In questi ca.s i quindi, mentre si aspettano i rapporti delle paLLuglte spedile in ricogn izione, sarù bene arrestarsi e concentrare Je proprie forze, pl'endendo opportune disposizioni per non essere sorpresi e se ' credesi. neccssa!'io, adottando pel' 'la truppa' forme tattiche di combattimento. Un reggirneuto di cava lleria, per es., che in colonna ~vanzi al. lL'OLlo, quund'anche sia prececl uto a 1000 passi, invece d1 400, dallo sr1uadrone di avanguardia, non può, a questa distanza e marciando al trolto, ricevere a Lempo opportuno le neeessarie informazioni. Lo squadrone di avanguardia inoltre, se la colonna principale procede al trono, non può disimpegnare a dovere il servizio di ~ieurezzn de lla rnal'cia che gli incombe, ccl è impos~ihilc, anche usando del galoppo allungato e della carl'lera, che le piccole palluglie prescriue dal rcgoh1mento riconoscano bene le localitù sospeue, le 1
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strade laterali , ecc. Arrogi che le esercitazioni del tempo di pace, pef' rappresentare in certo qual modo ciò che avvenebbe in . vera guerra, non debbono però condurre ad uno sciupìo del maleriale cavalli, che anzi non sarà mai abbastanza raccomandato c:lte questo sia risparmiato . Se nelle marce e nelle nwnovre del tempo di pace noi sottoponiamo i cava lli a quelle fatiche che loro necessariame11te s' impor ranno ·iu una campagna., ci troveremo po i , nel momento di averne bisogno, con cavalli già. stanchi per gli strapazzi sofferti, ed incapaci di sopportare i gravi disagi e le pesanti ratic:he della guerra . l i trotto quindi alternato col passo tlovrebbe essere l'ontlatura prescritta da impiegarsi in queste esercitazioni, e soltanto gli attacchi si potrebbero se~narc con qualche tempo di galoppo, ma per breve spazio; e non sarh affatto un manovrare contrn rio allo spirito dell'arma, se, essendosi ancora nell'incertezza sul da farsi, si a1Teslerù La colonna prendendo una buona posizione 1lt aspelLativa, ovvero se si avanzerà al passo. Questo. almeno è !'i.dea che rni sono formato .~ulle andature da usa~si in questi esercizi, e mi pare che il trotto si presti egregiamen te per agire abbastanza ene1·gicamente, e per dirnostrnre clie non avvi esitazione. <Juest'LLltima non si dimostra coll'andare al passo piulto:;to~hè al trotto o al galoppo, ma bens1 col continuo arrestal'si, col pren<lere una strada e poi un'allra, col comandare nna formazione e poi subilo cambiarln, e così via. E queste parole ho creduto opporlune, perchè vi sono ulliciali i quali credono che gli squadroni debbono sempre manovrare a veloce andatu ,.., ; e che stimano incompatibile eolio spirito dell'armo l':111darc al passo o l'avanzare lentamente; ma rni semhrn i11vece che fra uno s(1uadrone che pro ceda al trullo o galoppo, senza poi sDpere dove finirà. per rfore la
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!,.\ CA VA[,LERIA
testa, ed aliidandosi al puro caso, e fra un altro SlfUH'drone che si muova con cautela, o s'arl'esti per attendere i ropporli delle sue pntluglie e prende l'e adatte ·c~isposjzioni, agisca meglio senza alcun dubbio quest'ultimo. E sol tonto nel muovere all'attacco che devesi ao-il'e riso!utn111ent~ usando le veloci andature, e dt1rant~ 1n manovra per lr11slerirsi ria un punto ad un altro. Osserverò finalmente che, quantunque il nostro re . gola.mento sul l'ammaestramento tattico am metta che 1ulle le esercitazioni tattiche si possono eseguire con nemico supposto, segnato ed infine rappresentato, tuttavia io credo C'he giunti n questo periodo d!istruzionc _non devesi eseguire alcuna esercitazione che ~on due partiti i quali manovt'ino l'uno contro l'altro. Co n nemic:o supposto ò tl'oppo difficile di svegliare e tener viva l'ntlenzionc del so ldato , e d'altra parte il sel'vizio di esplorazione esegniLo dalle pDtlnglie acquistil una .vera i mportanza,e cli vcnta un potente mezzo cl' istruzi one allora soltanto che il nemico è nipprcsenta:to da altre truppe. Le man ovre po i con nemico segn ato sono cerLamenLe più utili di quelle fatte coll'avversario supposto, ma per la grande facilità di manovra ~ di mobilità che si concede ui poc lti c:avalieri che 1·apprP.sentano grosse 1111i1à, i due partiti trovansi in condizioni affatto diUereuti, le quali_faci lmente possono generare de i conL:Clli errone i, e condun·c an che a ù,zi oni che siano precisamente l'immaginr. opposta della vera guerra . E certamen te non havvi cl'uopo di rrrng;giori parole a sostegno dell'argomento (I). (! LL' lstr·u.iionc pct· l'ammnestramento tall ico della catalleria nolla parte settima che tratta delle esercitazioni di combattimento dice: Bisogna pertanto che nelle esercita:-ioni di combattimento vi sieno sempre i due partiti contrapposti; ma poi nella nota preli minare, pag. ~ 7, è dotto: nelle esercitazioni di combattimento con MANOVRA LIB.l!RA il nemico dev'essere rappresentato.
or COMOATTDIEN'l'O 385 Ora poi debbo accennare alle formazion i di mal'cia, le quali indubbiamente hanno una grande importanza. Il nostro eccellente regolamento, sull'ammaestramento LaLtico prescrive la ·formazione di marcia di uno squa drone e di un reggimen to di cavnlleria e quindi dei reparti intermedi, e fissa le vario distanze fra l'avanguardia, il grosso e la retl'oguardia, lasciando nello stesso tempo una certa latitudine per aumentare o diminu ire queste distanze, secondo il terreno, la maggiore o minore vicinanza del nemico, se di giorno o . di noli.e, ecc., ma non ct;1 alcuna norma pei distaccament i composti delle tre armi. << Per una brigata, esso dice, unn divisione od in generale una colonna com posta delle varie armi, la fo rza e la composizione dell'avanguardia, come pure la distanza di questa dal grnsso della colon nu, sono determ inale <lai criterio di chi coman da ». Forse non sarebbero inopportune alcune norme generali, seguite anche da vnrii esempi di formazione di marcia di colonne composte delle varie arm i e cli differente forza. ~on esistendo queste norme, offro qui un esem pio, per qu.el poco che possa valere, ed uno solo, non essendo possibile di prentlere in consirlerazione tntli i differenti casi che in pratica si possono presentare. A\'e11dosi, per esempio, una colonna composta di ~ rerrg-im ento di cav.1Ilcria, ·1 batteria- cd 1 compagnia o~ d i fanteria, si po1rù avere: Ali' nvanguard ia ( ·1 squadr,rne : il restante clel reggimento di ca\ Ya]leria col la balleria collocata Al grosso fra lo squadrone di testa e lf uello che seg,rn cd infin e 3 ploton i di ( fantrria. Alla retroguardia ( 1 plotone cli fanteria. Corne dalla seguente figura: NELI.F. ESEHCITAZION(
386
LA CAYALI.ERlA
NEl.l,B ESEllCITAZIONI D1 CO~JlJATTlMEKTO
Formazione cli marcia cli una colonna coinposta di 1 reggimento .di c avalleria, 1 batteria, 1 compagnia in terreno scoperto, e di giornç>.
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estrema punta dell'avanguardia
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plotone di punta
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squadrone (3 plotoni) d'avanguardia
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plotone di retroguardia estrema punta
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~ Retroguardia I
387
In proposito per·ò reputo opportune alcune ossenazioni. Con quest'ordine di 111arcia ho cercalO di rispelLo. re i due prineipii giustissi mi di tenere unilo. l'artiglieria e di non frammìsd1iare la C'avnlleria colla fanteria. D'altra par-Le la fanteri11, in questo genere di esercitazioni, 11aturnlrnent.c J eye mareia1·e in r.ocla alla caralleria, e quando fosse ùistanzala di troppo dalla colonna che la prece<le, é chiaro ch'essa ste~sa donil prendere le prescrillc disposizioni di sicurezza e mettere arangua rcli o. e retroguard ia propria . Però sarà necessario che la cc1rallerìa non sì scosti di molto dalla fanleriél, io quelle operazioni, nelle quali quest'ultim a deve servire d'im medi ato appogg io all'orma sorella, come, per es., quando siasi giunti ad immediata ,·ici11onza del nemico e debbasi esegnir·c n11'operuz.ione preventivamenie fi ssatn , co1 ne sol'presa cd attacco di aYamposli nemici. occupazione di una data località, r::onie un ponte ori unn strada, disLru1.ione cli un trailo di ferrovia, ecc. Nel so lo cas9 poi che clebbnsì atlrnvcrsare un terl'eno assolutamente sfavoreYole e pericoloso alla c,nnlleria, come un terreno mollo coperto e montagnoso, una lunga strclla, ecc., si pot rà collocare il ll' avangnardìa o luUa o buona parte della fanteria . La fanteria però posta all'avanguardia paralizza co lllpletamcnte la n)ob ilità e la velocità della c:arnlleria, e perciò uon si adollerlt una sim ile formazione cli marcia , eccettochè nel caso in cui sia prima accertata lo prossimilù del nemico, sicchc si possa temel'e in terreno così svD ntaggioso alla cava lleria di essere sorpresi dallo stesso. Alcuni usano poi di distaccare una sezione d'n.L'Liglieria presso lo squadron e di ava11gllinclia ; credo però che ciò sia erroneo, poichè l'avanguard ia, pe1· disim pegnare il suo còmpito, molle mite trornsi ridotta a piccol issimo. forzn. per le numerose pattuglie spedite
l'iELLE ESERCITAZlONl 1H COMJ.!AT'l'Jì\IRNTO
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I.A CAVALLERIA
inna_nzi ~ s pi fian~hi, e dovendo nello stesso tempo servire dt scorta a1 due pezzi, non avrebbe fol'za di~por.libìl~ da destinare a questo servizio. D'altra pRrte tl complto dell'avanguardia cl i una colonna di cavalle rin '. o nella ~1uale la cavalleria è l'arma princ:ipnle, consiste es~enz1al_mente nell'esplorare e vedere a tempo, e soltanto in cast eccezionali di combattere· oncl'è che l'artiglieria non può esserle di alcun vanta~gio e non serve ;:i.cl altro che a frapporre ostacoli alla st;a mobilitù. Circa . al combattim~nto, e per cruanto ha traLto alla cavalleria, ne ho pa1fato suflìci enLem ente nell'articolo relativo all e esercilazioni di combattimento di cavalleria con tro cavalieri.i {;f) ; ep perciò reputo in11tile di spendervi ali.orno altre parole. Osserverò solo che. sebbene la cavalleria trovisi in questi esercizi unit~ alle altre armi , i prin cipì che regolano la sua ozione son o s~mpre gli_ ~tess i, e quin di che, ogni qualvolta èpossibde, purche il_ terreno e tuUe le ali re circostanze lo permettano, vogliono e:;sere puntualmente ossel'vati . ~Ii yermcuo qui di richiamare l'attenzione degli uffi cia!t cl ell'arma sulla grande importanza che in Ger1:1ania si accorda arte cosi dette pattnl{lie cl i cornhatt1111ento (Ge(echts- Patroi~illen), e che forse con tin·g~taggio più_appropt'iato cJovrebbe.ro chiamarsi pattugli e <h osservazione. Queste_ ~rn.nno per oggelto, · fri qual~nque ~1rc~st~nzn, ferm,, 111 marcia, nel co mbattimento, d1 coprH'e il fronte ed i fian chi delle colonne di cavalleria, ~ qnand? s'inizii l'auacco, di segnalare per tempo g_h ost~coh del terreno ch e per anentura potesse('O 1mpecl1re la ca ri ca. Non sfuggirù certamente ari nl cuno la g1:ande imp ortanz:1 di ques ta prescrizione, introdotta ul1.1marnenle rtllche nel rcgolaniento austl'iaco,
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{'I) V. dispensa d: mnggio 1871- d~lla Rii;ista 111ilitare.
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colla quale si circonda sempre la cavalleria di un cordone di vigilanzn ed osservazione, e che serve nello siesso tempo a ri conoscere in ogni momento il terreno circostante. Perché non potremmo anche nella nostra cavalleria adouare l'im piego cl i queste utili pa1Luglie? Veninmo ora all'artiglieria. -Se si pensa al principale ufficio odierno della cavalleria, all'irnpiego cioè della stessa in avanscoperta, risu lta evidente il grande aiuto _ che l'artiglieria pu ò prestare alla cavalleria in tale servizio . Per supplire alla mancanza dell'elemento difensivo e con trapporre nell o stesso tempo un'arma a fuoco a quella della fanteria, si pensò, dopo la campagna francogermanica del 1870-7 1, di clare a tutta la cavaller.ia la carabina o moschetto a retrocarica, armandone tu Lti i cavalieri d'ogni squadrone (nei dragoni, ussari, cnvalleggeri), ovvero una parte, come nei reggimenti ulani . ;\la quantunque si affeLLi di accordai~e una grande importanza a questo armamento, nel fallo si considera sempre (in tutti i regolamenti e da tutti i tattici più ripulati) il combnttimenlo di cavalleria appiedatn come un impiego ~ccezionale e di qualche valore soltanto nella difesa. cli una buona posizione . Miglior assegnamento mi. pare invece che si possa e si debba fare sulla cooperazione dell'artiglieria , ed inf'atti da ogni parte si conviene che l'artiglieria è assolutamente indispensabile alla cavalieri.a, specialm ente.poi quando quest'ulti ma è impiega la nel . se r·vizio cli esplorazione innanzi al fronte della propria armata . l\on si può mettere in dubbio che un cerlo numero di granate può assicurare il possesso di un ponte od aprire una stretta, meglio certamente e con min ori sagrifici di qu ello che possano fare alcuni cavalieri appiedati. « Per mezzo dell'artiglieria, scrive il Yerdy du Vcrnois ne'suoi 11oti Studii, si obbligano le colonne in marcia a sp iegarsi prima ciel tempo, ed io un teneno non adatto alla cavalleria: 1
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L.\ C..\YALLERIA 390 si può soltanto col fuoco dell'artigl ieria ra llentare e rendere difficile la continuazione della ma,·eia ». A complemento di ciò che riflelle l'artiglieria mi piace qui di ri po rtare le nonne sull'impo 1·tunza eri impi ego dell'artiglieria contenute nel capo V del regolamento di evoluzioni della cavalleria prussiana, con quelle poche modificazioni ncccssorie, perch è ivi trattasi in genera le delle ballerie addette olle masse di cavolleria, mentre le esercitazioni di cui ho preso a trattare suppongono un minor numero cli bocche a iuoco, ed nna forza mollo minore di caval leria. ,1• L'artiglieria addetta ad un reparto di cavalleria, deve, come quest'ultima, t'ar predominare nella sua conclolta lo spirito offonsivo e con,prendere la sua mi ssione in questo :;enso. Allorché la cavalleria si prepara per l'attacco è appunto quello il caso io cui l'artiglieria deve sp iegare la · massimR attività. Inoltre, du rante l'atlacco e durante l'inseguimento della ca,·alleria, essa dern sforza1·si di trovare l'occasione d'aiutare a trarre p rofìtto dalla vi Llot·in . Quando trauasi più cl'iingannal'e il nemico che cli combatterlo, come avviene appunto quando trattasi di fa re delle dimostrazioni, delle ricognizion i. cd operazioni di qnesto genere, e quando vuolsi allontanare l'attenzione del nemico dal punto reale di allacco. l'artiglieria Lrover.'1 nn vasto ca mpo di attività. La cavall eria nl contrario deve rinuneiarc all'a into dell'artiglieria, quando trattasi di agire per sorpI'esa. 2° L'artiglieria troverà utile impiego nei casi seguenti: durnnte lo spiegamento della cavn llel'ia e lu preparazione dell'auacco, e dovrà sforzarsi d'attirare sopra di sè il fuoco dell'artigliel'ia nemicu (se ce n'è). Nell'attraversare terreni diffic ili o delle strette, il suo mandato è quello di aprire il .passaggio e di facilitare lo sbocco della cavallel'ia. Dopo un attacco, che
N&r.LE ESRHCl'fAZIONl Dl COMHATTIMENTO
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ebbe un felice ris11 ltato , l'artiglieria deve cercare di aumentare i.I disol'dine nelle file nemiche; essa reude . per tal modo l'inscguimenlo più effi.cace. . Quando poi il combaLliniento abbia un esito. sfavorevole l'artiO'lieria ha pet· ufficio di raccogliere la ' o . cavalleria, e cli fo.ciliuirle, se or.eorre, il po.ssagglO d'un passo cattivo; infine quando la cuvalleria è respinta' spella all'artio·lieria di <:ontrnrinre col sno fuoco t> • l'inseguimenLo del nemico iu modo che la caYalleria possa compiere la raccolla. l suoi sforzi. in questo caso dovranno spinge1·si sino al sagrificio. 3° L'artiglieri a aumenterà la sua efficacia. se saprù scegliere posi zion i aclaU.e in modo da potervisi mantenere in azione per lungo teni po, e prendere, per quant~ è possibile, il nemico sollo un fuoco d'in(il.ata, se tutti i pezzi riuniti in una posizione possono agi.re co?cen-: tl'icamenle, e se, inGne, quest'arma esegu1sce I su01 cambiom enti di posizione colla maggiore ropidità ed a sc;:wlioni in guisa da non interrompere il fuoco, sin ch'ess~ si porti ava nti, sia che si porti indietro. i 0 Allorché la ca\·alleria si spi egherà per l'allacco, i pezzi, riuniti sollo il comando del_loro capo, dorrnnno collocarsi, da pdncipio, avanLi e sul fianco dell'ala interna (ala prolella). In questo caso l'artigliel'ia prenderà per obbiettivo il corpo di truppa che de,,e essel'C auaccalo, senza pl'coccuparsi di snpere se essa stes~a non è divenuta il punLo di mira dell'artiglieria nemi co. . Allorchè la cavalleria deve agire contro fanteria è special111c11te allom che essa dovr.\ collocarsi in modo Lale da pcrmelterealln cavalleria di opprofiLtarepel magg ior tempo possibile del v.intnggio che le . offre la '- ooperazione del l'artiglieria. se pei movimenti della propria cavalleria, l'artigli el'iD deve cessare il fnoc.:o, rimette gli arnntreni, ed aspetl,J snl poslo, per essere prontu a comba ttere le riserve
392
LA CAVALLERIA
nemich_e che comparissero, ma sovratutto per far fronte ad ~~m eventualità che potesse risultare dall'attacco dec1s1vo. Durante l'attacco, l'artiglieria dev'essere costant~miente sotto la rnano per poter concorrere al!' inseguunento: o per raccogliere le frazio ni respinte. Se de~es1 ~ass_ar~ u.no ~tretto in avàmi, in presenza ~-el ne.~11co, 1art1ghe~·ia s1 colloca prima in una posi:'10ne 1_a vorevole al d1 qua della stretta, per allontanare il nemico e appoggiare cosi I.o sbocco della cavalleria. . 5° Se la cavalleria nemica. è respinta·, l'artialieria O s1 po1:ta all'andatura più veloce sulle tracce della P!'~pria ca.vallet'ia, e scegliendo posizioni favorevoli d~~·1ge i s~oi colpi in modo da aumentare i vantaO'gi gia 0Henut1, per quanto è possibile, senza arrecar dan°no al:a p~o~,ria_ cavalleri~ che _insegu~. Così agendo, essa pr oc:u1 e'.cl d1 rn~ttere 11 nermco nell'impossibilità cli raccogher~1 , e di essere essa stessa in condizioni da opporsi a quelle riser~e in _ordine compatto, che per ~vventura. potessero d1. nuovo intervenire nel combattimento. Se ,l'at_la~co_ della c~valleria non è riuscito, e d'uopo c~1e 1art1g(teria ce1:ch1 col ~uo fuoco di offrire un punto dt ~PP?g~10 all~ nser:a che si avanza per raccogliere . le _tr~zwn_t. respmte, d1 trattenere il nemico che incalza e di nstabdzre _11_ combattimento. Per qtiesto scopo deve prendere P?s1z1one presso la riserva, e sebbene questo momento sia un o de' più pericolosi per l'a1·ticrlieria tutta;7ia l'esperienza ha provato che con auda~ia, te~ na?1ta e prudenza, essa può disimpegnare questo difficile mandato. Se si tratta di ritirarsi attraversando una stratta l'artiglieria passa la prima, e prende posizione al di Jà de!Ja. strelta per ralle?~are èol su6 .fuor,o l'inseguimento del nemico e facilitare così il passaggio della cavalleria.
NELLE ESERClTA.ZIONI DI COMBATTnIENTO 393 È sovratutlo in una r itirata di cavalleria che l'artiglièria troverà occasione di far prova di aLtività, e ud
essa spetta la parte principale. Tutto si passa sotto la sua protezione. l'artiglieria in tal caso va sostenuta con corte cariche. Ed ora poche parole sulla fanteria . Quantunque al giorno d'oggi prevalga l'idea che la cavalleria deve fare tutLo il possibile per emanciparsi dalla fanteria, cd anzi ciò reputisi assolutamente indispensabile nel servizio di esplora zione, per il che si riconobbe la necessiLit cli <lare un'arma a fuoco a quasi Lutti i soldati ùi cavalleria, tutlavia non si vorrà negare che la cavalleria non potrà ma.i rimpiazzare la fanteria, e cl1e questa non sia in certi casi veramente ncc essai>ia. . Il còmpiLo prinr.ipale di un distaecamento di fanteria comandato presso una colonna di cavalleria consisle uel prestare a· quest'ultima un saldo appoggio, s11J quale ritral's i in caso d'insuccesso, ovvero nel combattere lo fanteria ed arliglieria nemico. che volesse ro disturbare od impedire l'operazione della cavalleria, come, per esempio, la distruzione di un tralto di fer rovia, e finalmente per occupare una. posizione importante che si voglia difendere, al che la cavalleria non sarebl.Je adatta. In queste esercitazioni, non -essendo concesso <.li incontr.are spese, non si ha mai fant.el'ia trainata da cat·r.i, ripiego inveeo di difficil e atLuazione anche in campagna, so non è preparalo ua. lunga mano, ma al quale cionulla.meno si dovrà ricorrere soven ti vo lte, e che ben combinato darà ottimi risultati . Nei temi a.dunque preparati per t1ueste esercitazioni si dovrà !Scegliere, per l'attuaz ione de ll' opcro.zionc, un terreno tale, che si presti. ad un utile e ragionevole impiego ùelln fanlflria e corrispon dcnlr.. alln r!i lei missione . 2G .\~;~o xx. ror. . iv.
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LA CAYAf,I.EJUA
l\Ie1·itano qui d'essere ri porlaie le parole, relative ai distaccamen ti dello. fant eria presso la cavallerin, clic Napoleone T, il 7 giugno 4809, scri veva al princip e Eugenio, Viceré d'Italia, a G11ns . « Sans doute que cla n~ « les corps d'obse1·vation on pcul mettr·e un <létache<c mcnt cl'infanterie avec beaucoup de cavalerie, mais « c'est qu'alors on suppose q1rn l'ennerni n'est point ,, en position reglée, qu'on va .\ sa découverte., et << qu'<:mfin celle infon tcrie formée ponrra im pose r à la. << cavnle1·i e ennemie, anx pay;;;ans et ù quclques com<1 pagnies de chasscurs en nrmis . En générol, dans _ les <( pays dc plain c, lu cavalerie doi t ètre seule, parcequc <1 se11Je, b. rnoins qu'il ne soit qucstion d'un pont, d'un « défil é où d'une position donnée, elle pourra se rctire1· << avanl que l'inf'an Lerie cnnemie pu isse nrrivei· » (1). Rig·nar·do poi alla fanteria ed n.rtiglieria, il comandante deve soltanto spiegar loro il tema e le prescri~ioni generali, ma !o disposizion i di dettagli o, il modo. per esempio, col quale lo fanteria deve occupi!re uno data posizion e e, per J'urtigl ieria, la scelta delle posizioni e del momento d'apri re il fuoco, ecc., insomma tutto ciò che riflette il comando diretto delle truppe, debbono essere lasciati agli ufficiali dPll' arma , senza che abbia punto a in tervenirvi il cornand:inte della cavnlleria. La libertà d'azione che abbiamo chir.sto per la cava lleria, quando è acldett,a alla fa ntctia, vuol essere acco rdata, secondo il mio parere, alla fante ria ed all'artiglieria, quando sono sussid iarie olla cavalleria ; e cl'altrn parf.e è soltanto agendo in questo modo che chi com anda potrà consacrare tutta la sua attenzione al!o svolgimeu1.o dell'op c,·azioni> cl1e deve compi0rsi, e le
(n
Corrcspondance rie Napoléon 1.' Le!tre -15,510.
Nl!:LL~ ESER.ClTAZlONI Dr COMBATTIMENTO
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esercitazioni di combattimento potranno servire di vera .istruz ione a tutti coloro che prendono parte alle medesime. In Germania parecchi . sceittori militari di grido, come il maggiore 8cherff e il maggiore Hehvig, hanno recentemente alzato la loro voce autorevole in favo re · dell' addestramento tattico de1le truppe sulla piazza d' arme. Sulla medesima vorrebbero che si esercitassero le truppe non solo nelle evoluzioni regolamentari, ma, cominciando dalle piccole unità sino alla brigata di fanteria co i necessari Teparti di artiglieria · e cavalleria, pm anco nelle manovre dirette da un concetto tattico . 8ono troppo poco competente per emettere nn giudizio sul valore di questa proposta, ma a me pare che queste manovre si possano soltanto accettare quando le si considerino come una specie di prnpa.razione a quelle da eseguirsi sul terreno vero di campagna. E qui giova osservare che per ritrat·re un vero profitto dalle esercitazion i cli 3° grado sarebbe necessario che almeno qualche volta la cava lleria potesse muove es i non solo sulle strade, ma anche pei campi. Sulle strade infatti è impossibile di poter manovrare; la più pie.cola frazione di fanteria, od un solo pezzo di artio-licria arrestano l'avanzarsi della cavalleria, ed i I sero f . vizio di esplorazione è reso doppiamente ·at1coso, e talfiata infruttuoso . Sarebbe d'uopo approfittare di quei periodi cli tempo duran te i quali sì può enLrare nei campi senza arrecar danno, ma dovrebbesi ancora qualche volta concedere ai reggimenti di cavall eria di manovrare per la campagna pagando i danni che sì arrecassero, onde addestrare convenientemente le truppe; senza di chE: le manovre del tempo di pace, sieno pur ben combinate, ben dirett,~ e bene eseguite, non ritrarranno mai l' ìm-
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LA CA:V.HLEllIA
magine della .vera g uerra . Per le manovre di cavalleria: poi, nelle quali non. si può rnppreseotnre che molto imperfettamen te il combauimenlo, se si aggiungono altre diffi coltà ed ostacoìi, che ne restrin gano od inceppi no l'azione, si può affermare fran camente che tanto varrebbe non farle. È per questo motivo . che forse mi avvicinerei all'op inione dei. tattici tedeschi, e d1e ricono:3cerei l'uti lità delle mano vre comb inate delle tl'e armi eseguite sulla piazza cl'arme. In questo caso pel'ò, pel' ottenere un proficuo ris ultato, credo necessario che la manovra sia divisa in parecchi periodi, e clic ciò che devesi eseguire in ognuno di essi sia fatto con oscere a tu tti gli ufficiali ed alle truppe. Agendo di versarnenle, gli ufficiali ,ed i soldati che sono nelle r ighe non avvertirann o mai la grande differenza che corre tra queste esercitazioni e le solite evoluzioni del!a piazza d'arme , e non si cupacileranno mai della ìoro imporlanz.~ , e chi comanda corre il rischio d'essere il solo che comprenda la sua manovra. Osserverò finalmente che mentre sulla piazza cl'arme si esige, il che è giustissimo, un'esatta ·e pedantesca esecuzione delle evoluzioni regolamentari, . nelle oper;:i zio ui tatti che cli campagna invece si transige forse troppo sulla medesima. 11 nostro soldato, a dire il vero, è in questi esercizi. altentissimo e dà prova di una più ch è sufficiente intelligenza, rna nell' insimne si manovrn in guisa ben differente da quella della piazza d'arrne. I comandi degli stessi uffìcìali , in generale, non sono pi ù comandi, ma una specie di avv iso; così. usasi dire c:onilclenzinlrrwn t.e avanti a vece di colonn' ava11.ti11tarche, semp licemente alt in luogo cli colonn-aU; e 1·osì via. }iOll sembra giusto che anche ques ti piccoli nèi debbano seornparire? Te rminerò {'On una giustissima avvel'tenza della nos tra lstrn:::ione .rnl/'nmmacsl?'amcnto tattico, elle, eioè « bi-·
NELLE ESERCJTAZ LONI DI COMB.\TTE,IE1"TO
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« sogna imparare a conosce.re ed apprezzare il ter« reno, ma che l.uLta la scienza del terreno, tutLa l'a-
« b ilità a valersene. non basta ad assieurare la vittoria. Per vincere bisogna battere l'inimico e per battere « l'inimico bisogna saper trarre profitto delle sue cli·« sposizioni e delle sue mosse, bisogna saper prepa« rare, e poi cogliere l'istante opportuno, eh'è sempre « brevissimo e raramente si r ipete ». <<
~I ARZI ALJZ BtA:'\Cill
n'A.no.-1.
Tenente nel 3° reggùnento di cavallerùi.
LA MAl\JOVRA. COI QUADRI CONSIDERATA COME COMPLEMENTO DELLA MANOVRA SULLA CARTA
NELL'ISTRUZIONE TATTICA DEGLI UFFICIALI
Prima aneora della istituzione dell a nostra scuola: di guerra, era noto fra noi che in Prussia l' istruzione deO'Ji u~flci~li di stato maggiore veniva proseguita sotto d!l'ez10ne personale del generale ~Ioltke, e che i così de~tti v~aggi di stato-maggiore erano uno dei mezzi più effiectc1 per completare lo studio fatto a tavolino di operazioni Jogistiche e strategicbe aventi tratto alle diverse fasi di una campagna eventuale. Di tempo in tempo i giornali russi ci reca vano notizie analoghe riierentisi agli ufficiali dello stato-maggior_e dell'impero; e l'Austria stessa in questi ultimi annt nor: ha vohlto lasciare in tentato questo feco ndo m~zzo . ?1 addestrare i suoi ufficiali nella parte dispos1_t1va d1 grandi operazioni militari anticipatamente studiate sollo molteplici punti di · vista. lstituitas i poi presso cli noi la scuola di guerra, per opera del colonnello Ricci vennero inlrodotte, a compleme1:to degli sLudi leorici di tattica, di logistica e di strategia, delle escrciLazioni pratiche sul terreno con temi tattici durante il 2° anno di co1·so, e su tcrnt· s trategico-logistici dopo compiuto il 3° anno.
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LA ìl!ANOY!'.A COI QUADRI ECC . 399 Nelle esercitazioni tattiche gli ufficiali , dopo aver assistito a<l una o più con!'erenze, nelle quali veniva svolto il tema cla attuare, e studiato il terreno colla scorta della carta, venivano condotti sul terreno stesso per farsene un'idea completa, apprezznrne li praticabilità alle varie armi, valutarne gli actiden ti e rendersi conto di quanto una carta non può dare. Quindi ripetevasi sulla /'accia dei luogbi quanto si era studiai.o e svolto n tavo lino, e ciascuno era incaricato di concretn1·e le disposizioni rispondenti alle varie fasi della munoHa, cioè formazione e riparto delle truppe in colonne; spiegamento di queste; ripiegamento delle medesime; passaggi di linea -avanzando od in ritirata per occupare; una nuova posizione; or:cupazione dei easeggiati , dei ponti, dei boschi , ecc., lullo ciò insomma che poteva l'ic~ntrate nel le altribuz ioni del grado di ciascuno non solo, ma altresì ii maneggio di frazioni mao·0 giol'i di truppa delle varie armi . Finita nna eserei tazione se ne facea oggetto cli un rnpporto correda ~o dn. carte al 10,000, sulle qua li ve- . nivano rapprcse11ta.ti i vnri momenti de ll n. manovra, ed ognuno dovea dar rag!one delle <lispos iz ioni date e del modo di loro esec1tzione. Si facea ei ;:,;ì uno st udio tattico c1 ·i nsie:ne , in cui ogni ufficiale conosc;eva ì'andnmento generale della manovra , e durante Ja quale, con succes~ive riunioni, il direllore dava conto agli allievi delle nuove condizioni in cui dovevasi ulleriormente svolgere il tema, impartendo a ciascuno delle direllive spec iali, se ne era il caso. In queste esercitazioni il nem ieo era supp(lsto, le forze in azione non oltrepassavano mai quelle di una brigata mista con una o ùuc batterie, cd un.o o due squadroni di candleria; si faceva uno stndio tattico del terreno, supponendo nota la lallica forniaìc e facendo astrazione àalle c,sigenze del cull!~garncnto, dal mec.
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LA M.\N'OYIU COl QUADRI
NELL 1STI\UZJONE TA.TT1CA DEGU UFFICIALI
canismo della trasmis-sionc degli ordini ed avvisi, da Lutto ciò insomma che richiede il concorso delle truppe, o che non è necessario quan do l'andamento generale del la manovra è stato studiato a priori. Queste eserr.itazioni quindi non potevansi considerare che come urÌa prepnrazione ad altre in cui il concetto tattico e lo svolgimenlo del medesimo dovessero decorrere da una data siLuazione strategica, e nelle quali ognuno dovetJ esser posto nella condizione di dover agire di propria iniziativa nel campo tattico e nella sfera di azione assegnatagli in seguito a suecessivi ordini clel dirçttore . E questo necessario complemento d'istruzione venira impartito nella seconda serie di esercitazion i di cui ho fatto menzione poc'anzi, nella così detta campagna logi"stica, nella quale gli ufiìeiali, ripartiti in gruppi di quattro o cinque per rappresentare i quartieri generali di altrettante divisioni, prendevano parLe allo svolgimento di un terna strategico, accuratamente studiato prima della campagna stessa . Nella campagna logistica ven ivano dal direttore dati gl i oTdini e le disposi,:ioni di ordine mi.litare e di ordine amministrativo cli spettanza di un comando di co rpo d'arm uta, ed in seguito a tali ordini.dovevano i ,,ari gruppi, rappresenLanti ledivisioni e le truppe suppleLtive, cfare alla loro volta le disposizioni necessarie per l'esecuzione degl i ordini ricevuti, fare qi.1elle ricognizioni , quei rapporti e studiare tutte que!le quesLioni r.he in guerra vera si sarebbel'o clovtite fa re e risolvere . Calcoli e combinazioni di marce per via ordinaria; movimenti ferroviari; occupazionL di posizione; passaggi cli fiumi; manovre delle grandi. trni tù sul campo di battaglia, emergevano così quali episodi istmLLivi dallo sviluppar·si del concetto strategico studiato. Nell'a.ttuazione dei combattimenti facevasi la pratiea della
trasmessione degli ordini, avvisi e rapporti; e gli ufficia li di ogni gruppo, alternandosi per turno, erano incarieati degli ordini di marcia, degli spiegamenti e ripiegamenti, delle ricognizioni , e dello studio di tulti i. dettagli dell'azione del reparto loro affidato. Tutto ciò era poi oggetto di un rapporto giornaliero col"redato dì carte a grande scala, e argomento di critica e di discussione nell e adunate, che di tempo in tempo venivano fatte dal direttore, collo scopo inoltre di comunicare agli ufficiali le direttive per l'ulteriore svo lgimen to dell'azione tattica o strategica a seconda dei casi. Il complesso di queste esercitazioni I.attiche e logistiche praticate con tanto profitto dalla scuola di guerra, rnercè l'abilità colin ·quale erano dirette, lo sLudio approfond ito che le preparava, ì'attivitù e lo zelo con .cui venivano attuale, fece nascere il pensiero di. applicarle a vantaggio di tuLtì gli uffic ial i dell'esercito; e tal pensiero venne concretato colla pubblicazione mi nisteriale delle << .Norme per la rna.novra coi quad ri » e degli «Esempi» ad esse relativi. Queste Norme, per la prima volta attuate presso i. vari presidii durante questi ultimi mesi, mentre hanno .dato a divedere quanto frutto si possa da lle rnedes.ime ricavare, hanno pure messo in evidenza alcuni lievi jnconvenicnti, dei quali mi propongo di tener parola nel presente scrilto. ì\li sono forse dil ungato più del necessar-io sulla genesi della manovra coi quadri, ma ho creduto doverlo fare perchè è da una. tale genesi che scaturiranno le considerazioni che sto per sottoporre al benevolo lettore . Da tale genesi appare com~ !tJ manovra eoi qua.d ri sia una sintesi cli due ord ini diYersi di esercitazioni pratiche, di esercitazion i talticbe, cioè, e sLrate~i.co-logìstiche; e che colla medesima il Ministero ha inteso fornire agli ufficiali un mezzo allo a sriluppare in essi le
}0.z LA !fAXOVllA CO I QUADRI cogrnziOni militari proprie al loro grado, ed al tresì a prepararli ad esercitare bene le attribuzioni del g rado superiore. 1ìf a se dalle norme per l'attuazione della nuova Istruzione emana ch.iaro l'intento strntegico e logistico, non altrettanto hen definito, a mio parere, ne é risultato l'intento lattico ehe il Ministero si era prefisso, ed il suo modo di applicazione a scopo d'istruzio ne tattica. Gli esempi di manovra coi quadri vertono sopra terni di brigata e di divisione, e lasciano un po' di dubbio circa la composizione dei qmidri, essendochè nelle .N orme- è solo detto che si rapprcsentern nno le compagnie od i plotoni se la natura del tem a lo comporta, e ne segue che non s'intende bene fino a qual limite~ si debba spingere la rappresentanza dei reparti. D'allrc1. parte le norme, parlando dei tern i, cousiderano pur cp1elli per un reggimento e per riparti minori ; dal che si poLrebbe inferire che la rapp resentazione dei reparti debba spingersi anche oltre la compagrua. Ma, considerando bene il genere d'istruzione da ripromettersi dalla manovra coi quadri, si può forse attuarla secondo quest'ultima interpretazione dell'Istruzione,senza cader nel superfluo, sHnza correreuel ris<.:hio di perdere del tempo prezioso o di uscire clal reale'?' Ed in vero ii baltaglione, salvo il caso in cui sia agli avamposti, non sarù esso semprP 11bbastanza sotto la mano del milggiore perchè siano superflui i rapporti, gli-avvbi, gli ordin i scritti, l'esercizio nella comp ilazione dei quali è uno dei vantaggi da ricavarsi dalla manovra coi quudri? Di più, lo studio del terreno solto il punto di vista militare si. riduce, pee un comandante di reparto inferiore al battaglione, alla sempliee appli cazione della tattica forma k al terreno vario, ~ggeuo questo di altre
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NELL'ISTR UZIONE TA'l'TlGA DiìGLI UFFJClALl
istruzioni, le quali per la necessiUt di scendere nei più minuti dettao·li, e di occuparsi dell'ultimo comandante dì squadra ~ di squadriglia, devono di necessità esser fatte colle truppe. . Inoltre questa tattica di dettaglio mi pare rmsc1ra sempre più proficua coll'i1Hervento efle,tLi vo della. trupp_a, per abituare l'occhio a g iudicare dell'estensione in fronte ed in profond ità che, a seconda del terreno, ciascun comandante di compagnia e cli pìotone può e deve occupare. Nè è in questa tallìca della compagnia, se 1111 e permessa l'espressione, che l' ufficia le in una manovra coi quadri rica.verà i vantaggi di cui alle lettere b) e d) Jel N. 2 delle No rme, perchè si è in un campo troppo r ·i·tretto i-n cui le prescrizioni della La lLi ca fornoiale e :, ' . . l :! le esigenze di badare ai più piccoli dettagli es:: uc. ono pre.occnpazi oni di un ordine superiore. Per q ueste co rtsiderazion; m i sembra che nelle mano vre co i quadri non si dovrebbe rappresentare repacto infe riore al IJH!taglione. . . . . Tratlanclosi di man ovre in cn i coneorrono [!'uz1 on1 d1 cavalleria o di artiglieria, la natura del serviz io e i l modo cli azione di queste armi ammette la 1·appresentazione delle pattugl ie per la .p t'Ì ma, e delle sezi?ni per la seconda, senza cader punto nel superfluo ne uscir dalle cond izioni reali in cui si svolgono i combattimwti .
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Che sia s uperfluo il rappresen tare le comrJa~1:1c nella manovra coì quadri è del res to un faLto che s1 e messo in rilievo nelle poche esercitazioni di. questo ~encr~ fotte nei prcsidì inferiori al reggimento , e pres.:;o I qua!t i.l tema maggiore svo!gib ile è quello d t regguncnto, salvo a vo ler introdurre truppe supposte come 1n qualche . luoo·o si praticò. Gli ufficiali comandati a rappresentare le compagrn e
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LA MANOVRA COl QUADRI
NELL'lS'l'J\lJZIONE TATTICA QEGJ.I UFF IClALl
ed i ploloni, passaro no la giornata ricevendo piccoli avvisi, ordini limitali, e non si trovarono mai nella condizione di dover far q uniche cosa ehc non a vessero fatto le mille volte nelle esetcitazioni tatti.che di 1° grado. Ed in vero, uei loro rapporti e d iari i comandanti di battaglione lim itaronsi ad indicare i movimenti ordinati e le disposizioni che dovevano prendere i comandanti di compagn ia, senza che de.i dettagli dell'operato di quesLi ultimi fosse fatto cenno. E ciò a ragione, perché tale opr.rato ri entra nella sfera dei regolamenti ed è l'oggetto (necessario per l'i strnzione della truppa e dei sott'uflìciaii) di esercitazioni ad hoc prescritte dalle Norme nell'ammaestramento ta ltico delle truppe . Questi ultimi inconvenienti so no conseguenza di una interpretazione trorpo letterale delle Norme, e non da uscriversi a difetto cli quesle . Ma se il battagl ione è l'unità mini ma che sia util e r appresen tare nel la manov ra coi quadei, ne. seguc1 che questa non si potrù upplicare che nei presidi ove abbia sede almeno un reggimento , e che i temi più utili a sv,)lgersi saranno quelli di .brigata possib ilmente mista. In questo senso Ja manovra co i quadri è com plemento al gioco di guerra, il quale appunto male si presta per temi pi.ù estes i di quelli di 3° grado. In un altro senso si può dire che la manovra coi quadri è complemento al gioeo di guer ra ncll'islru.zione tatti ca degli ufficiali, nel senso cioè che, svolto un tema , sia pure cl i 11° o 2° grado colla man ovra sulla carta, oppure prima di svolgerlo, il cl irelLo r·e abbia a condune gl i uffic iali a riconoscere il teneno c ,nd impartire loro quel genere stesso d'ist,r1.&zione tattica d'insieme, che si pratica tuUora durante il '2° corso de lla scuola di gue rra e di cui ho ratto appositamente cenno più sopra.
Ciò ricbiede che i presidì posseggano curte al '10,0(}0 dei loro dintorni, e vista l'importanza dello scopo da conseguire non credo vi dovr·ebbe essere difficoltù ad avere di tali carte, riprodotte con uno dei metodi speditivi ed economi ci attualmente in uso, desumendole dalle carte esistenti ingrandendone Ja scala. Per molti presi dì si avrebbero così delle carte prive <l i curve orizzontali ed ingombre di grossolani tratteggi nelle parti accidentale; ma a ciò si può r imediarn incaricando ufliciali provenienti da ll a scuola di guerra od altl'i che abbiano <lispo:;izione per quei lavori, cli tracciare delJe cun'e r?.ppL'eseotative, ~on istrnmenti speditivi del genere delta tavoletta Tri nquier. L'operazione del tracciamen to delle curve è delicata in terreni Jeggeernente ondnlat.i o quasi piani; mu appunto in tali terreni le curve hanno poca i.rnportanza tattica e se ne potrebbe far a meno. Ne i terreni collinosi e marca l-arnenle onduli Li invece, il tracciame1J L0 d i curve upprossima tive richieçle poco tempo, percbè si traua solo di ottenere una carta che dia le penùe nze delle strade e delle fa lde dei colli, in 1nodo da poter· giud icare se esse sieno o no praticabilt alte varie arm1. Se si trattasse cli tracciare nn u fenovia otl un canale ci vorrebbe ben ,1ltro; rna pel' condurre Lruppa non ò necessario quel lt~sso di esattezza che i metodi ordi nari di rilievo del terreno fol'n iscono: bastano a ciò i metod i speditivi ed un poco di colpo d'occhio.· Con tali carte e con una ben studiala progressione di tern i, il gioco di guerra diven terebbe .:i ssai pi ù interessante che non lo è al prnsen te, pereh <~ diverrebbe mcz;::o dirc,tto cli prcpa,razione alle esercitazion i talticbe cli 1° e 2° grado, e percl1è cli più le gite di ricognizione · sul tc rreno varrebbero a d,H·c quegli elementi che la carta non può dare, e la mancanza elci
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cruali lasc iando mo lto :ill'ai·biLrio de.l direttore, sono 1 causa che la purLita perda del suo rnteresse. La manovra coi quadri, 'ricondolta cosl al modo con cui è praticat:i al la seuola di giterra, pei te:ni puramente tattici e nei quali non sono poste in azione frazioni di truppa superiori al battaglione od al reggi-mento, non va incontro agli inconvcnie.nti pii1 innanzi citali e clerivanli da un procedere Lroppo analiLico, e contribuirà in uno colla manovra sulla carla, di cui cli\'i eue il razionale complemento, a preparare durante la cauiva stogione gli ufficiali a praticare poi le esercitazioni cli combattimento della 1.ruppa con maggiore libertà di sp irito. Studiato infatti il terreno sul quale qu este ultime esercitazioni dovranno svolgersi, di sc ussi e risulti terni ben scelti ed in razionale progression e, e maturate quelle idee direttive che sono il substrato di tnlti i prccc lli di tattica npplicata, gli ufficinli llllti potranno, meno p•·eoccupati dal concello clel!n esercitazione s1essa e clal lerreno, cueare mnggiorrn entc i l1ettagli di esecuzione e sorveglinrc e corregf;ere i sottufficiali, sui quali pesa oggicll una responsabilirù maggior? ~he pe~ lo passato, in forza del mo<lcrno modo spigliato d1 combattere. Nei pL'e si tlì di reggimento, e tanto meglio poi in quelli ore maggiore sia la forza della guarn i.gione ~ dove le vari~ armi si er:o riunite, la manovra eo r quadn potrh venir attnata con lulli i rnntn~gi. che s?no ('0Sl cli ifl,ramente esposti nelle norme mm1stenal1, svolrrend ole sì e come la medesirna p1·cscrive, ma spin;endo la rnppresenlazione de!le unità solo fin o al battarrliooe per lu truppa di fant eria. 0 La manovra coi qnad1·i npplicata a preparare gli uffic inli cli un corpo di caval leri a agli esereizi <li avanscoperta, darà otlim i frutti : qt1alche cosa di an alogo
~EU.'IstnCZIONE 'fATTIC.\ DEC.L! GFFICL\U 4.01 si praticava qualche anno fa, sotLo l'abile direzione del colonne)lo Corsi, dagli ul'fìciali di stato maggiore addetti al comando <lei corpo e co11 utili insegnamenti per tnlti. . La tras1nissionè degli nvvisi, rapporti, ordini, ecc.; il collegamento frn le parti cli un sistema di pattuglie in avanscoperta; l'esecuzione di ordini impronisi, con ce lerità, orùine ·C se n'za perdere il collegamento ccc., sono tutte cose cui !a manona coi quadri si presta rnirahilmenle e con eco nomia di uomini e di tempo. E dico di tempo, perchè dopo alcune di tali eser· ci tazi on i vertenti su temi progressivamente più Yasli, riescirà più profir.ua la loro ripetiz ione colla ll'Uppa; molti dubbi essendosi dissipali, molte idee fatte chiare. Su pi ù largu sca la la manovra coi quadri fo rnisce ai comandi generali il mezzo di addestrare gli stati maggiori ed i c:ipi servizio dipen denti nell'esercizio delle difficili loro nll.ribuzioni in guerra, prendendo a svolge re tem i nnaloghi a quelli clic souo 0ggetto della ca rnpagn n logistica alla scuola <li guerra . Spesso tali c,ercitazioni potranno serrire di studio preventivo del tPrreno e delle operazioni, io occasione di gl'andi mano\Te . roco si pnb ragionevo lmente aspettare dai comandi di division e territoriale, in merito all'esecuzione di manovre toi quadri su temi di maggior cntitù che quelli di brigata mista. salvo il caso che alla sede del comando stesso abbiano stanza più reggimenti cli fanLcrin e ragguardevol i uni là dell e altre armi; perchè le esigenze del servizio e delle altre istrnzioni non permettono di dislrarrc in numero sufficiente gli ufficiali superiori dei nJ.ri presidi fra i quali sono ripartite Jr trnppe della divisi one. Ciò non è as.solulam en te impossibile; mn implica spese e trae seco troppi in convenienti, Yisto il numero
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NELL'ISTRUZIONE 'f.\TrICA UEGLT. 'UFFICIALI
LA il.IANOVRA COI QUADRI
piuttosto ragguardevole di tali ufficia~i e. :li. capitani, richiesti dallo sviluppo cli un tema eh dm?10ne. colla manovra coi quadri. Sul totale di più divisioni potranno ciò fare, come (J'ià dissi, i comandanti generali, ed è cosa molto da desiderarsi, poichè da un buon funzionamento della diramazione degli ordini, e dalla. retta loro compilazione, lanto direttamente dipende il buon andamento di una operazione milltare. Ne abbiamo tanti esempi, specjalmente ne!la guerra franco -prussiano, che l'importama dello scopo a ra-g: giungere salta agli occhi anche di chi delle cose eh guerra sia ignaro. . . .. Il fars i un'idea esatta del tempo che r1ch1edes1 alla trasmissione degli ordini; degli incidenti che possono tmbarne l'esecuzione; delle precauzioni a prendersi. per evitare malintesi; degli cleme~ti tut6 che bisogna fornire a chi deve eseguire un ord1.ne, sono tutte cose che la manovra cni quadri può insegnare, e con quanto frutto non è d'uopo io mi sforzi a dimostrare . . Nella dispensa del mese di settembre di questa Jli-. vista, in un bellissimo articolo analitico-cri tic o sulla battaglia di Worth, si legge come quel combattimentO fu impegnato un.giorno prima di quan~o e~a ~tat? cal~ol_ato, per causa di ordini non comumcal.1 e dt ord.m1 ed istruz.ioni mandate quando giù era Lroppo tardi. Poco mancò in quella circostanza che la negligenza della apparentemente piLL elementare delle prescriz ioni compromettesse in suìl' esord ire un prim~ risulll~L~ ·delle belle combinazioni e dei più serì calcoli strateg1c1 <lello stato mnggiore prussiano. Oltre al collegamento materiale sul campo di batlaglia, nelle ricognizioni ed avanscoperte, nelle marce combinate ccc. è necessario per la riuscita delle opernzioni quel collegamento intellettuale fra i vari quar-·
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tier1 generali, e fra questi ed i comandanti delle brigate, che solo può ottenersi prati"cando in tempo di pace su larga scala esercitazioni logistiche e di grande tallica colla manovra coi quadri. Ma lo ripeto, è dai comandanti generali che tali esercitazioni potl'anno con frutLo essere attuate; la maggior parte dei comandanti di divisione nol potendo pel le ragioni suesposte. Qnesti ultimi comandi potranno invece dare delle direttive ai. comandi dei presid1 reggimentali ed ai presidi minori, perchò la manovra snlla carta sia c,ornpktata con manovre coi quadri, intese queste ultime nel senso di scudi tattici sul terreno fatti complessivamente da tutti gli uffic iali guidati da un direttore, per le esercitazioni dell'enlità cli quelle di ,1°, '..2° e 3° grado progressivamente, e nel se11so di vere manovre coi quadri, su temi di brigala misLa là ove le circostanze cd i mezzi lo permettono. La progressione dei temi per le manovre s ul1a carta dovl'ehbe essere quella stessa che per le esercitazionì · Lattiche sul terreno, e l'approvazione dei med esimi dovrebbe essere data solo in seguito ad. un maturo esame. In fatto d'istruzione tattica, come del resto è più o meno vero per tutte le al!re isteuzioni., è meglio lo scegl iere bene pochi temi, lo svisc:ernrli in tutte le loro attinenze coi precetti della teoria. e l'attuarli in seguito ad un accurato stndio topografico-militare del ternrno, che il moltiplicare i I.emi e le esercitazioni, Jogoran<lo le fot·zc degli u/lleiali e stancando la loro buona volontà. Non mi nascondo che alla buona riuscila di un tal sistema d'istruzione tattica sia indispensabile l'opera di un abile cd autorevole direuor(~: anzi, Canto ia mano vra sul!a carta come le eserr.itazioni sul terreno coi ANi'i O
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LA. 1L\.NOYP.A COl QlTADflI
NEU'IS1'lllJZfO~E T.\TTICA DEGLI CFf'CCIALI
quildri, rieseiranno fruttuose solo quando sicno ben clireue le discuss ioni cui dànno origine, e chiaram.enle esposti i principt e le ragioni del loro modo di applieazione. 01'amai cos1 numerose sono le esercitazioni di marcia eseguite dalle Lruppe, che ben presto gli uffi cio.li imparano a conoscere il terreno dei din Lorni dei presid1 entro un raggio di HS e più chilo metri. È questa uno. ragione di più per trar prolì.Lto da una tale conoscenzu dei lu oghi, per far eseguire la manovra sulla car~a con cal'te a grande scala dei dintorni stessi, perchè la lettura di qu este ultime non va fotta alla sola stregua dei segn~ convenzionali, ma. confrontandole continuamente col terreno. Non bisogna dissimularselo, i s,olda ti sono giovani dai 20 ai '.23 ann i cli',~ continuamente si rinnovano nell'esercito; per essi le fatiche delle' marce e delle esercitnzioni tattiche sono un utile esercizio ed allenamen to a fatiche ancora maggiori, ma gli ufficiali, e specialmente i comandanti di compagnia, nori sono piìl così giovani, ed e necessario il non logorarne le forze più dello stretto bisogno. Un tale intento si otlerrit, secondo me, con una ben intesa istruzione tal_tica impartita coi tre seguenti stadi per ogni tema:
novra coi quadri· è venuta in buon punto a eorreggere ciò che v'era per nvvemura di troppo elastico e arbitrario nella manovra sull11 carla, e colla introduzione della medesima come mezzo d'istruzione tattica il ~Iinistero ha acquistato un vero titolo alla riconoscenza dell'eserc ito.
4° Esecuzione sullu carta;
2° Studio complementare del terreno corrispond.enle; 3° Eseeuzionc co lle truppe.
Ci vogli ono terni ben studiati; !'elativamente meno mimerosi di qnanLi se ne svolgono altualrnente; ma in compenso meglio direui e meglio preparati. La ma-
Padova, dicembre 1875. 1
LL'IGl GlJ,E'fTA Capitano di stato maggiorf!.
IL NU OVO fiEGOLA~IENTO DI 1IANOVHA ECC.
IL
NUOVO REGO LAMENTO DI MANOVRA PER LA ~OSTRA FANTERIA
I! Gi"ornale 1Jlilitare d_el rn dicembre u.s. ci ha annunciato la pubbl icuzione di un nuovo Regolainento di rnanovrr, per la fanteTia a sostituzione cli quello del 4- dicernhre '1869, e 'riproducendo una Rofoziono del Alinistro della guel'ra a S. M. il Re, ci fornisco una sommaria ragione di codesta sostituzione. Ivi è accennato come per l'adozione delle ,mni a retrocarica e per la preponderante importanza conseguentemente acquistata dal fuoco nel combattimento, si è dovuto cercare d'introdurre nelle forme e nelle evoluzioni tattiche maggiore semplicità, celerità e scioltezza, e che fin dal 1868 esciva per la nostra fanteria un regolamento di esercizi co.mpilato essenzialmente allo scopo di soddisfare a tali esigenze; d1e quel regolamento dopo l'esperimento di un anno, nel '1869 era fatto cleflnitivo, ma che dopo ln guerra ffnnco-germanica si mostrarono necessarie talune modificazioni, le più urgenti delle quali emanarono nel ·i 8'i3 (-1), ed ebbero principalme nte in mira di meglio fissare le regole per l'ordine spnrso, di fare ad esso 1
1I) Y. .';:vista militare magg:o 11\13, pag '2i3.
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l'l ella lattica elementare quella maggior parte che aveva preso nella tattica di combattimento e di combinarlo poi intimamente coll'ordine chiuso. Che tali modificazioni ed altre derivanti dal recente cambiamento nell'arrne da fuoco non avendo potuto a meno rli sconnettere alquanto le varie parti del primitivo testo, pee questo ed anche perchè ls pratica aveva suggerito qualche utile emendamento, si era stimato opport uno di procedere ad una rifusione del regolarnento in discorso e ad una nuova edizione del medesirn0. È però soggiun to che il nuovo regolamento non tmplicherà radicali cambia menti né nei comandi, nè nei modi di manovra, .e quindi non oagionerb perturbazione nell'istruzione tattica della nostra fanteria, l'intento principale della ricompilazione essendo stato quello esclusivamente di connettere qtianto più possib ile gl i ordini differenti di combattimento e di determinare meglio le trasformazioni, di ridurre il Lesto regolamenlnre alla parte puramente prescrittiva o ee golaliva per fat· risaltare preciso e definito quanto concerne il meccanismo della manovra, rimandando la parLe precettiva e le norme d'applicazione all'Jstru.zione dell'amniaestrcwwnto tattico, che si sta rivedendo nello slesso ordine di idee, di accordare la celerità delle anda~ure co lla. neeessitù di mantener sempre nel!e evoluzioni la calma e l'ordine, di chiarire taluni comandi e cli completare alcu ne f-lrescrizioni e spiegazioni. regolamentari per meglio deLerrninare i modi di esecuzione, e sop1:atutto di accentua1·e colla /'orma del testo ,e colla natiwa delle prescrizioni il concetto, che se la scioltezza delle formazioni e la celerità delle mosse sono esigenze della odierna ta,tticci di comba,ttimento , non per qiuisto deve ritene1·si venu,tq, meno la, necessità della precis ione e della discij.Jlùw cli manovra nelle evoluziom: regolcmientari.
J,J4,
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lL NUOVO REGOLA}lE:.'li'IO DI MANOVRA
PEH. LA !\OSTRA FANTEUlA
II .Regolamento cli esercizi e di evoluzioni pe1· le truppe a piecli', del 1869, compilato sotto l'imperiosa neces-
troppo laconicamente per determinare il modo di esecuztùne, non s'accorciavano inl~ramente con quella uniform!Ut e precisione ch'è indispensabile sempre di esigere nelle evoluzioni d'istruzione che cioè si fanno in piazza d'armi, per riescire nel ottenere poi dalla truppa ordine, calma, coesione e diseiplina nelle evoluzioni cli combattimento su terreno aecidentalo e sotto il fuoco. Oueste mende, di 'ben licv ..~ conto rimoeu.o al ·' ' merito intrinseco dPl regolamento del 18G9, era pur u ti le di correggere; e da questo punto di vista ci sembra gi llstifir.:ata la nnova edizione del medesimo, tanto più dopo la folla dichial'azio ne che le differenze tra il nu0vo e l'nntico regolamento non sono radicali, ma pitì di formalità che di fondo, e pon cagioneranno pertul'bazione nell'i:,Lrnzione :attica della nostra fa nteria. E questa dichiorazi.one è pien11mente confermata dalla lettura del Libro 1°, il solo finora pubblicato. Questa parle del nuovo regolamento intitolala : Istruzione ctel soldato, contiene: l'istruzione indi viduale senr.'arrne e quell a coll'orme, l'ist.ruzionc di squadra in ordine chiuso e quelle della squadriglia e della squadra in caeci.1tori.
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sità di sempl ificare e cli ridurrn al puro necessario la teoria della tattica regolamentare, onde la truppa potesse risparmiare in piazza d'anni il tempo da consacrars_i alle esercitazioni di cornballirnento, e di rendere rapide, quanto più possibi le, le mosse di trasformazione in faccia n.l nemico, 11. motivo degli effetti micidialissimi del fuoco dovuti alì'aumento della giW.l.ta, della giustezza e della celerità del tiro, nel primo getto è andato forse un po' troppo in h\ sulla via della libertà di manovra e dell'idea di affidare r_ll'in iziativa ed al l>uon senso. C'era tlì più: trnUavasi di accomunare ad un unico regolarnento d'esereizio , ad un unico modo di manovrare, le due fanterie, la linea e i .bersaglieri; e si prese quindi molto e forse troppo dal regolamento di manovra dei bersaglieri, il quale se poteva andar. bene per una. truppa originalmente d8stina ta a combattere in ordine sparso, non si poteva ugualmente acconciare alla truppa destinata a combattere tanto in ordine chiuso quanto in Ol'dine sparso. E così ci avvenne che al proposito di nbbreviare i eomandi e di affrettare le mosse si sagrificò forse un po'. troppo la chiarezz,:1 dei primi e la regolaritù delle seconde. Fu certo ottimo divisamento quello di avere un solo regolamen to cli manovra per le due fanter ie, come anche quello òi ridtHTe all'indispensabile i movimenti d'arme, di sernplicizzaee la manovra e di eliminare tulto quello elle non serve pel combauirnento. \la l'andatura ordinaria per la fonLeria di linea fu un· po' troppo accelerata , e se ne risenLì l'insieme dell a truppa e la regolai·iLi1 nella manovra; talun comando di avvertimento che per soverchie abbreviamre non esprime o non ricorda abbastanza alla truppa il movimento da eseguirsi, e taluna J.rn:iscriz.ione dettata
~ell'L~t-ru:::ione individ11,ale senz'cmne troviamo quanto vi era ncll'lstr11..rio11c sen:::;'armc dell'ultro rngolamemo, meno gli esereizi elementari di ginnastien, che insiem e
alla scherma di baionetta formeranno . due allegati del nuovo regol1J 1nont.o, comecchè siano pi;1ttosto isLruzioni complemen tari che p;;rti integrn nti del rr::golam(~qto tatli<;O. Yi lr1 per contro di più i mo vim enti pe;· fila ed in linea, lo sfilare per uno e per sr1uadriglia dil praticarsi ogni volta e in fin e di ngni esercitazione, il rnett1~rsi in due righe e (ornare in una: inovimenti questi che (~ utilissim o cli insegnare elementarmente su di una riga, prima che su due. Qnanto ai comandi , troviamo variati quelli p"r rol-
4-1 (j
417
IL NUOVO RF.GOl..\~fllt'\TO DI M.\NOVRA
l'E11 LA. '.'iOSTl\.\ F.\:XTEHIA
tarsi a deslra, a sinistra e indietro: il Fian.co-Th:snt (o Srnrsrn), venne soslituilo da Fianco llestr (o sinistr) DESTR (o SmrsTR); il Sinistr (o dest-r)- FnoriT, da Front'a Dest?· (o Sinistr)-F1t0NT; l'obbliq·n '-Dtsm (o SINcsTH) da Obbliqu' ci destr (o sini'st1·)-DESTtt {o Srmsn); il Diel?'o-FRoXT da Fronte indietro-FRONT; il Per filaDtsT1t (o S1x1srn) eia Per (i.La ci Destr (o Sinistr)-)hRCIIE. E sicurumente i comandi nuovi (o, per dir meglio, ripres i daì regolamento del 11852) corri spondono meglio al conceuo che il comando d'avvertimento debba dire chiarnmente alla truppa il movimento ch'è chiamata ad eseguire-. È ripristinato il saluto colla mano sinistra: è però dichiarato che non ,·a usato se non quando s'abbia la destra impeditti. Ed a proposito del saluto troYiamo una prescrizione che mancava ed era pur necessari.1, quella cioè che fissa la distanza a cui l'inferiore <leYe prendere la posi:done del saluto e cessarne. Il nuovo Regolamento ammette tre ùiverse andature: i l passo ordi·nario, lungo 0"',7o e <lella cadenza di 116 per minuto; il passo celere, lungo 0'",82 e della cadenza cli '136 per minulo, la corsa, con passi lunghi o•n,90 e della cadenza di •170 per minuto . Tanto ln fan Lerio. di lin ea quanto i hersagli eri possono adoperare le tre andature; però il passo ordinario è più proprio alla prima e quando nei comandi_ non è espressa la specie di passo, s'inlende che ess,~ deve camminare ili passo ordinario; il passo celere è invece più proprio ai bersaglieri, e quando nei comandi non è prescritta la specie del passo, s'intende che essi devono servi rsi elci passo celere. Le differenze coll'antico Regolamento qui cons is tono: nell'aver·e ammesso che anche !a fanteria di linea potesse YAlersi in dati casi del passo celere: nell'1were ridotto la cadenza e la lungh ezza del passo di eoesa dei
bersaglieri a quello della fan teria dì linea; ed inoltre nello avere alquanto diminu ita la lunghezza del passò celere e la cadenza di entrambi i passi. Il passo da bel'sagliere, che ora è chiamalo passo celere, avc,,a la luoghezza di 0111 ,86 e la cadenza di '14,0 per minuto : la tiduzione fu dunque di 6 centimetri nella lunghezza e di 4. passi nel numero di passi da farsi per .minuto. La cadenza del passo della fanteria di linea era di 1'.20 per minuto, e fu <l isccsa a 11I6 per minuto. Non è nostro assu nto il discutere se queste riduzioni di lunghezza e di cadenza siano proprio le più convenienti; se però riscontriamo sollo questo doppio rapporto le andatmc ora da noi addotta.Le con quelle delle fan · terie degli allri pl'incipali eserc iti, a noi pare che siano nel giusto mezzo: I
1
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L,ogho,,aoe,t. Cadenza : passi , 125 a J30
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170
Nell'i.stru.zione inclividnale coll'arme, nulla o qua;:;i nulla di cambiato, senonchè quulche posizione è meglio precisata, e vi è pil'.t determinatamente indicato l'impiego cli ciascun porto d·armi. Per la carica ed in generale per tutto il maneggio dell'arme il testo è ag-
J.,J8 lL NUOVO HEGOLA~rE:NTO D1 )[ANOVRA giustato in modo che è anche applicabile al moschetto rnod . 4870 e a l fucile e alla carabina trasformati a retrocarica. Nelle posiz ioni e movimenti. della sciabola per gli ufficiali notammo che ora innanzi non devono, sotto Je armi, aver la sciabola · sguainata se non gli ufficiali e sott'ufficiali comandanti. di riparti .
AH' i'struzione ùiclivict-uale succede l' i'st1·uzione di squadre in ordine chiuso, nella quale il soldato fa le s ue pririrn esercitazioni in due righe, men1re, c·ou'nn1.ico Regolnmrnto, egli passava cJ ireHnmenle dall'istruzione iodivìd uale agli esercizi di plotone, dacchè quel Hegofomento non ammetteva 1n suddivisione del FJlolonc io squadre. Qui dunque tuuo il carnhin.mento proviene da ciò, che stante l'ingrossamento delle nostre com pagnie di gue!'ra si è riputatr> nccessHrio di ristabilire la suddivisione del plotone in due squadre; che del resto quanto si doveva dapprima insegnnre al sol dato nell'/struzione di: plotone, ora in nanzi ,gli si foscgnerù ne! l' istruzione cli squaclm, meno gl i esercizi di at.taceo e difesa che fut'ono lasciati alla nuova istruzione di plotone. Venendo ni particolari, non riscontriamo mutazioni rilevanti nè nei comand.i nè nei movimenti. Inalterati i movimenti per doppiare e sdoppinre le rig1rn, ma però m,2glio spi egati: più nceenrrn te le prescr_izioni rel.uive agli allineamenti, alln. direzione nelle marce ed Hi curnbiament.i di dirnzio ne sì per eonversione come per fil" ; i~trodouo il eomando : Accelemte i'l /oc per for cseguirP il fuo co rapido , e que llo Allentate il /oc, per LrnsrrmLarlo in fuoco a volontù ordinario. Nei com and i. nessuna variante, ull'infuori di quelle derivanti dal le modificazioni cui già accennammo parlando dell'ùtrnzione individuale, senonchè in vece cli comanrhre: ·1 prite o Serrate-DESIH (() Sii'ilSTH), ora in
PER LA NOSTRA FANTERIA
ft. ! \)
poi si comanderà: ti clestra (o sinistm}·-APR ,rn {o SERl\ATE), ed invece di Plotone fri linea a-STNISTR (o DEsrn), si dirà: In linea a dest1· (o sinistr}-MARCHE. Ove invece troviamo un cambiamento a·ssai noLerole si è nelle istrii -zioni ùi cacciatori e consiste nella diversa disposizione de i soldaLi nella ca tena . .Fin qu i, nellu catena comparivano distintamente gli uomini per fil e: erano bensl t.ulli sulla stessa ìinea, ma gli uomini d'oo'ni fila stavano ad un passo !'un capofila a capofila c'era l'interdall'altro, mcnl.1·e vallo cli 3 passi. D'ora innHnzi invece tuui i caccialori sarann o ugua lmente i.nlervall ati di 0"',6i.\ l'un dall'altro, dello spazio cioè occupato in fronte nella riga da un soldato. e la catena rieseirù eosl a pieni e vu,oti prccisame{1tc eguali , od in al tri termi ni la sq uadeigl!a distesa in cacciotori occu perà in fronte uno spazio quad ruplo cli quello che occupa in ordine çhiuso in due riahe. Col nuovo sistema la catena risulterà più fitta, d;cchè una sqnadriglia di rn so ldati ùv rà '1'2"',30 cli fronte; mentre prima la stessa squa<lt'iglia nveva ,16m,25 di fronte . Vi ha di pi t1 che il Regolamento del :869 non fissan gli. intervalli di catena in modo assoluto, ammetten doli fra '.2 pnssi ('! 111 ,50) e 6 pnssi (4:m ,5ò): l'attu/J le invece h stabilisce i.nvnriabi lmenle cli
da
0"',63" A nostro avviso questa prescrizion~ è ottima nello
inlendi mento di regolamentarizzare l'ordine sparso. J! determinare così gli intervalli cli catena non vuol dire che gli intervalli medesi mi non possano .essere var iali per trar partito dei ripari che offre 11 terreno; ma bensì che una squadrigli n ed una squadra rn cncciatori debbano normalmente ave re una determinata fronle, come la hanno i vari rip1Jrti nell'ordine chiuso. E così nel comballimen Lo Lornerù più facile mantener.e
·1.'20 IL NUOVO REGOLAMENTO Dl )[ANOVRA. l'ordine e l'uni tà d'azione, evilare il frammischiamento di truppa di riparti divers i, e regolare le mosse e le trasformazion i. Questo, lo ripetiamo, ci pare il miglior passo fatto per soggettare ord ine sparso e chiuso ad una leg~e comune: c:iò che oggi mai è il più essenziale degli sforzi della tattica elementare. Tre altre modificazioni, che ci pa iono vantaggiose, consistono: l' una , nell'aver pt·ecisamente un iformato tutti i cornanùì per la manovra in ord ine sparso, a quelli dei corrisponde nti movimenti in ordino ch iuso; la secondcl, nell'avere stabi ìito che il capo squadr,1 non ubbia il comn:ndo diretto di una squadriglia, ma che ciascuna squadriglia abbia il suo capo particofore; l'ultima, nella prescrizione, che i comandi siano sempre dati dal capo squadra e non siano ripetu ti dai r.api squadriglia, per evitare cosl un inutile frastuono, L'uniform i_lù dei comandi agevola l'i struzione; e del resto non c'era rélgìone plausibile a che lo stesso movimento si comandasse con parole diverse nell'ordine chi uso e nell'ordine sparso , L' .Jver dato a ciascuna squadriglia un capo particolare, assicura di più la vigilanza del capo squadra e la condotta per pélrle dell'in tera squadra, facendo di questa il vero elemento tnt1ico dell'ordine sparso , No tiamo un'al ira prescrizione buonissima ed è che il capo squadrig.li a debba. s(arc nonnalrnente dinanzi alla sua squadriglia, meno per far fuoco; in cotes ta mamera ~gli è sempre la guida natura le del suo stormo.
Dopo questo rapido cenno intorno alla parte fin qui pubblicata de l nuovo Regolamento di manovra per la fanteria ci sembra di poLer concl1iudere che, se, come in ci nesta, nelle altre parli le modifìcazioni si rist ri n-
PER LA NOSTRA. FAi'ìTER IA
fiH
geranno a meglio ch iarire e coordinare il testo, a ren~ dere più espliciti e più sLrettarnente logici i comandi, ad accoedare il più intimamente possibile l'ordine sparso col ch iuso, e se in tale concetto i cambiamenti si ristringeranno a quelli di pura necessità - del che punto dubitiamo - la transizione dall'antico al nuovo Recrolamento avrà luogo facilmente e senza scosse, e la ~oslra fanteria avrà più complet0 e preciso quel Re~~ golamenLo che fu, è, e sarà sempre sua lex suprema.
LE OPEllAZlO~I DELLA
LE
-0PEHAZI0Nl DELLA 2" AR![ATA ( PRINCIPE
FEDE R IC O
CARLO)
NELLA GUERRA FRANCO-TEDESCA DEL 1870-7'1
( Feld::ug ·J8'iO-?·J. Die Opeì'alioncn. dei· TI Ai·mce, d<wgestelu nach clen OpM·ations.. ,ll(ten lles Ober - ConPniinclos <lei· TI Al'lllee, Yon l<'RHR. v. D. GOLTi ,
Hauptman n irn Grossen Gencralstabe. - Bei-lin, }.Jilller u. :Sohu).
Ecco una delle pìù belle e grosse gemme di quella Collanaver·de, degno e necessario complemento della Relazione prnssiana sulla guerra franco-tedesca del 1870-71, in cui ciascuna delle singole fasi della guerra ste.ssa t rova la sua rappresentazione individualizzata, ciascuna delle grosse frazioni organiche dell'esercito tedesco iroya esposte le proprie gesta in quella memorabile campagna. Dicemmo che questa collezione è un degno e necessario complemento della Rel azione prussi3;na: per quanto infatLi si riferisce a \ alore storico, uguale è l'autorità di queste opere parziali , che tutte furono redatte da taluno di quegli ufficiali di stato maggiore che meglio si tronirono in grado di conQscere i fatti, e,· quel che più è, i moventi de' fatt( stessi, che poterono utilizzare tutti i documenti autentici, e che, essendosi trovati a contatto co' generali, ne poterono conoscere g'l'intendimènti, le i mpressioni, gli apprezzamenti: di piti coloro che si assunsero, questo còmpito, usciti tut!i dalla stessa scuola, 1
9~
A lìMATA ECC.
423
di quelli che vennero addetti alla compilazione della Relazione, portano tutti ne' loro scritti uno stampo comune, un comune corredo di cognizioni militat'i, un modo uniforme di esporre , di apprez.zare, testificando per tal modo come in quell'esercito il carattere dell'unità, dell'armonia, della fusione si manifesti anzitutto nel campo delle idee, per tt'asfondersi poi, quando l'occasione se ne presenti, nel campo dei fatti. Era di più necessario questo complemento, non solo per soddisfare a.lla necessità del momento di portare a conoscenza del pubblico le fasi posteriori di quella guerra in attesa del lento procedere della pubblicazione della Relazione, ma anche perchè quest'ultima, pel suo carattere complessivo deve sorvolare su taluni particolari, che sarebbe inutile conoscere per l'intelligenza dell'insieme, e che aumenterebbero soverchiamente il volume della Relazione, sebbene abbiano la loro impoi'tanza storica e sieno aneli' essi fecondi di insegnamento. Delle varie armate, in cui venne ripartito l'esercito tedesco durante l a guerra, sono certamente la 2• e l a 3a, comandai€! entrambe dai due Principi prussiani, q11elle che ebbero a contare i maggiori fasti. La 3" armata ebbe da principio una missione autonoma, speciale, e inserisse sulle sue bandiere le vittorie di W eissenburg e di Worth, indi in unione coll' armat a della Mosa vinse a Sedan, e prese parte all'assedio di Parigi. Le sue gesta fino a Sedan si trovano raccolte nella prima parte della relazione del maggiore Hahnke di stato maggiore, che faceva parte del comando di quella armata; ma questa relazione è piuttosto succinta, e ben poco vi possiamo raccogliere, che non sia già contenuto nella Relazione complessiva, la quale pure a questo momento è giunta :fino a Sedan. La 2• armata ebbe bensì da principio le sue sorti comuni con quelle della l3, colla quale divise gli allori delle giornate di Spicheren e di 1VIet;,:, sotto la direzione immediata del Comando supremo; ma a co-
4,l ,i.
LE Ol'EHAZIOl'iI DELL.\. 2 a .-\n)(ATA
minciare dal 19 agosto il cSma.ndo esercitato dal prin. cipe Federico Carlo acquista un'importanza molto mag-· giore , poichè a lui viene affidata in modo autonomo la missione delle operazioni d'investimento e di blocco del campo trincerato di .Metz; il Comando supremo si trasferisce in altre. zone del teatro di guerra, e l'armata di Steinmetz viene messa sotto gli ordini d-iretti del Principe. Compiuta questa missione, colla capitolazione di Metz, il principe Federico Carlo è inviato, con forze certo assai minori di quelle .a cui ha comandato finor.a, mà con missione indipendente, ad operare sulla Loira contro il nucleo più forte d~lle armate frances i, evocate dal Governo della difesa nazionale, aventi tutte per comun0 obbiettivo la liberazione di Parigi. E qui si apre pel Principe un nuovo campo di attività, in unione colle truppe riunite sotto il granduca di iVIeclemburgo, il quale v ien posto agli ordini diretti del Principe stesso; le operazioni sulla Loira, poi quelle vers:o il Loir e finalmente quelle contro Le Mans sono le nuove gesta, - con cui s'illustra la storia della 2" armata. · Queste gesta hanno trovato un degno relatore nel capitano Goltz di stato mag·giore, già addetto durante la guerra al g1·an comando della 2" armata. (1) La sua opera, divisa in due grossi vol umi di oltre a 500 pagine ciascuno, corredata di carte strategiche, si estende fino al 19 dicembre, epoca · nella quale ebbero fine le operazioni sulla Loira. Le operazioni ulteriori della 2° armat a contrn Le Mans furono già dallo stesso autore esposte in un'operetta, pubblicatasi nel 1873 (2), cosiccM . ! (4 ) Impiegheremo la denùrnÌnazione di gran comando, ogni volta si tratti d'un comando d'armata, per mantenerci fedeli alla terminologia adoperata dai Tedeschi, che distinguono quest'autorità col nome di Ober -Commanrio. (:2) me Siebentage von Le lfans - Le sette giornate di Le l\fans, Berlin-Mittlcr u. Sohn.
NEI.LA GUERI\A FH.ANCO-TEDESCA DEL
1870-7,J
425
noi abbiamo sotto gli occhi tutta la tela delle operazioni dirette dal principe Federico Carlo. Ciò che rende imrnensamente preziose queste pubblicazioni della Collana verde, e questa in ispecie, si è cho esse non solo ci dànno l'esposizione .de' fatti, che diremmo esterni, le marce, gli ordini generali, i combattimenti, le battaglie, ma ci forniscono altresì il filo direttore che col.lega quest i fati:i, che li spiega, che ne indica i moventi e le cause. Ivi noi assistiamo alla vita intima de' quartieri generali, giorno per giorno ci possiamo rendere conto del modo con cùi vi si apprezzava .la situazione del momento in base _al risultato delle ricognizioni ed agli indiz1 di vario genere che si avevano sul contegno del n emico, non che delle ragioni pe'r cui si prendevano l,è disposizioni piuttosto in un senso che in un altro. L'opera del Goltz si segnala sopra le altre appunto pel più la1·go posto che vi è fatto a tutti questi particolari e sotto questo punto di vista non esitiamo a dichiararla uno de' lavori più u tili e più ben fatti di questo genere. Si direbbe che per opera del capitano Goltz il principe Federico Carlo e il suo stato magg·iore abbiano voluto dire al pubblico militare: ecco quello che abbiamo fatto, ed ecco perchè così abbiamo fatto; noi vi diamo tutti gli element i·, pronunziate voi il giudi zio. Per chi voglia farsi una giusta idea del come funr.ionasse negli esercizi tedeschi in campagna l'elemento motore, la direzione suprema, questo libro riuscirà più che nessun altro interessante e profittevole . .Motivo per cui crediamo conveniente darne ai lettori della Rz'vista un'idea alquanto estesa, sorvolando su quei periodi in cui l'azione della ;2,"' armata è più strettamente legata alla direzione suprema, e dove già si hanno sufficienti particolari nella Relazione complessiva, e trattenendoci invece di preferenza su quei punti che formano la parte essenziale e caratteristica del libro. ANNO XX, VoL . lY.
28
4-26
LE OPERAZIONI DELLA
'z"
AR)TATA
I . PRIMO PERIODO. Operazioni della 2" armata fino all'investimento di .Metz.
1° Pri:me disposizioni per la (01·1nazz"one e pe1· ta Qui nulla apprendi a mo che già non sia contenuto nella Relazione. 2° Mar·cia dal Reno alla Saar, clal 30 liiglio all'8 agosto. - Col 30 luglio sono avviate le pl'imo operazioni di un'avanzata dal Reno alla Saar o alla stessa data sono definitivamente assegnati i due corpi di riserva ( IX e XII ) ali a 2' ar mata , la q__uale risulta così composta di 6 corpi d'armata e <li 2 divisioni 4i cavalleria. La composizione dèi corpi non è uguale per tutti, come si può del resto rilevare dalle tabelle della Relazione. In tutto l'armata comprendeva 156 battaglioni a 1000 uomini l'uno, 148 squadroni a 150 cavalli l'uno, _e 546 batterie su 6 pezzi. - Era l'armata più numerosa delle tre. Essa fu poi ancora raggi. unta dal II corpo, che arrivò in tem1io sul campo cli battaglia di Gravelotte. In questo periodo delle prim<:1 opet·azioni poeo abbiamo a rilevare per ciò che rig·uarda l'operato del gran co mando d'armata. Non solo questo era all'ora, unitamente col gran comando della l• a mrntrt, sotto gli ordini diretti del Comando supremo, ma ancora devesi ricordare che per ciò che r iguarda i conceL;ti direttivi, il Comando supremo non lasciò ai due grandi comandi d'armata suddetti una gran latitudine, mandando loro bene spesso ordini tassativi e formali, piuttostochè istruzioni generali. Per tal modo i grandi comandi d'armata in questo periodo figurano , anzichè come ·orga:n,i codir'ettori, piuttosto come organi di esecuzione.
racl;unata. -
,1870-71 427 Notiamo solo la spiegazione che si dà nell'opera del perchè nell'attraversare la zona di Kaisersi"autern, dei quattro corpi, i quali costituivano il grosso della 2" armata, uno solo siasi fatto n;1arciare per la strada nord, per Cusel, mentr'è gli altri tre furono :fatti marciare per la strada sud, Kaiserslautern-Landstuhl. Tale spiegazione viene data dal fatto, cl.te dietro l a protezìÒne delle 2 divisioni di cavalleria, 5" e- 6a, spinte innanzi fino alla Saar , e quella dei 2 corpi III e IV, prevalsero le condizioni di maggior · corµ odità per la marcia, che erano offerte dalla strada sud. Pochi cenni .sono dati sul combattimento <li Spicheren, a cui della 2" armata prese parte il- III corpo, ma che si svolge indipendentemente dall' azione del gran comando . , 3° Dalla Saar alla Mosclla, dal 9 àl i5 agosto. An che i_n tutto questo periodo l'azione .della za armata dipende strettamente dagli ordini del Comando supremo, e solo incomincia ad assumere una spiccata importanza propria quando il Comando supremo, coll'ordine del 15 agosto, trattenendo momentaneamente a sua immediata disposizione i tre corpi che costituiva.no l'ala destra della armata (III, IX e XII), assegna al principe Federico Carlo il còmp ito di operare sulla sinistra della Mosella contro le comunicazioni del nemico cogli altri corpi e colle 2 divisioni di cavalleria. NE LLA GUERRA FlìA~CO- 'l'EDESCA DEL
za
4° (1) Le battaglie di vi·onvzUe e di Gr·avelotte, dal 16 al 1.9 ag_osto. - Qui ci si presentR subito come
(-! j Il capitolo 4° del!' opera parla del!(} misure amminist!'at.ive e de!le retrolinec della 2a. armata durante I' avanzata dal Reno alla Mosella. Lo stesso argomento è poi trattato successivamente 11el corso dell'opera inte rpolatamentc nel racconto delle operazioni. Per non interrompere il filo del nostro riassunto, noi ci riserviamo a raccogliere poi in fine ' quRnto è contenuto in questi capitoli.
428
LF. OPEfiAZ!ONr DELLA
2"
AlnIATA
notevole la divergenza nel modo di apprezzare la situazione fra il Comando supremo e il gran comando della 2a armata, in quantochè quello cercava il nemico sulle strade fra Metz e Verdun, e questo, non lusingandosi di poterlo cogliere in questo tratto, credeva megl io spingere sollecitamente :fino alla l\Iosa, per guadagnare in velocità il nemico. Di questa diYergenza fa parola la Relazione complessiva nel riferire gli ordini emanati dal gran comando della zn armata pella giornata del 16, e l'opera preseute ne accenna più diffusamente le ragioni .. Anzitutto è bensì vero, che già nell'ordine generale del Comando supremo della sera del 14 si richiamava specialmente l'attenzione della 2" armata sulla zona immediatamente a ovest di Metz; ma ciò soltanto nello scopo di riconoscere se oltre a quelle forze francesi, di cui :fino a quel momento eras'i accertata la presenza a est di Metz, altre ve ne fossero a ovest; gìacchè à quel momento nulla ancora sapevasi del combattimento del 14 agosto al quartier generale del Re , e t anto meno dell'iniziatosi movimento retrogrado dei Francesi. Essendo intervenuto il combattimento a modificare la situazione, e non potendosi più nel mattino del 15 mettere in dubbio la ritirata generale del nemico, quegli ordini })erdevano gran parte del loro valore, e le notizie che il gran comando della 2a armata ricevette in quel mattino erano tali da fargli perdere la speranza di potere ancora prevenire il nemico nella sua marcia su Verdun. Al quartier generale del Principe si partiva dalla presupposizione , ben naturale d' altronde , che i Francesi avessero utilizzato, per operare la loro ritirata, la notte del 14 al 15, e considerando che da Metz a Verdun fissi ave:ano disponibili 3 strade parallele (1 ° per S. te lVIarie aux Chenes e Briey, 2°per Amanvillers, Jarny e Conflans, 3° per Gravelotte e Mars la Tour) , potevasi r itenere che nel corso del giorno 15 tre corpi francesi avessero
NELLA GUERRA FRAKCO-TEOESCA DEL
1870-7 ~
1
4'29
lasciato il campo trincerato di Metz e che il r esto fosse in cammino per proseguire. Ora la 2° armata aveva appena raggiunto allora con qualche corpo la linea della Mosella, e non era guari verosimile che nel tempo necessario per portare al di là il grosso dell'armata e per eseguire un movimento largo di com•ersione a destra il nemico non avesse già raggiunto Verdun; tanto più che quei corpi della 2• armata, che ne formavano l'ala destra e che sat'ebbersi quindi trovati in misut'a di g uadagnare più celeremente l'altipiano di Gravelotte-Mars la Tour, erano stati nel mattino del 15 trattenuti dal Comando supremo, non ancora orientato sulle conseguenze del combattimento della sera pri ma. Ecco il motivo per cui nell'ordine generale emanato dal principe Fede rico Carlo per la giornata del 16 non sono diretti sulla strada Metz-Verd un che 2 corpi soli, il III e il X, seguiti poi dal IX, mentre gli altri 4 corpi devono proseguire la loro marcia verso ovest direttamente, per pre...-enire poi il nemico ai passi del- l'Argon na. Questo modo di apprezzare li! situazione del mo mento fu conservato al quartier generale del Principe anche quando giunsel'O nella sera le direttive del Comando armata una rigorosa supremo, che ingiungevano alla offensiva contro la strada fra Metz e Verdun: e si mantenne anco;a durante il mattino del 16, ad onta delle notizie che già cominciavano a giungere sull' ìncontro del Il! corpo col nemico, finchè ulteriori noti;r,ie non vennero a constatare l'entità del combattimento, e a dimostrare che tutta l'armata di Bazaine era là presente; ne fa fede l'ordine generale della 2a armata del 16 agosto, datato a me;r,zogiorno, che viene pure riferito dallà Relazione. Certamente i fatti vennero a dar ragione al Comando supremo; ma non è men vero che gli argomenti della
za
430·
LE OPEllAZlONl DELLA
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Ar\MATA
verosimiglianza erano dalla parte del principe Fede1;ico Carlo; ci voleva una vera di\'...inazione per supporre che l'esercito francese si trovasse ancora al mattino del rn sull'altipiano di Gravelotte. Oltremodo interessanti sono i ragguagli eh~ fornisce in seguito il Goltz sulle disposizioni che ebbero per oggetto di portare tutte le forze della 2" armata, meno il IV corpo, sul campo di battaglia, a complemento di ciò che già si trova esposto nella Relazione. Più interessanti ancora sono i ragg·uagli relativi alla battaalia di Gr_:avelotte, dove sono indicati ora per ora i succes~ivi avvisi che riceve il Principe sulle posizioni del nemico, sul g-raduale avanzare de' propri corpi, e dove il lettore è messo in grado di vedere di momento in momento come arlparisca agli occhi del Principe la situazione, in ~ase alla quale egli emana le sue successive disposizioni. E uno studio analitico utilissimo e che ci riporta in quelle condizioni, svezzandoci dalla troppo faciie tendenza di giudicare après-coup. Il Goltz del resto non entra nel minuto àe' fatti ta-ltici, e soltanto li riassume nelle loro linee generali: così pure egli dà un riassunto delle operazioni dell'avversario. Ma fede le al suo còn~oito, che è quello di considerare i fatti dal punto di. ;ista d.e~l'azione c'.el gran comando, egli non dà questa espos1z1one succitata dei fatti, se non dopo avere esaurito ~'esposizione di ciò che riguarda il gran comando; così 1~ lettore. nell'apprezzare le decisioni date da questo non s1 trova influenzato dalla memoria di fatti, i quali, ·al momento in cui ciascuna determ inata dec isione fu presa., non erano a cognizione dell'autorità direttiva .
NELLA GUERRA llRANCO-TEDESCA DEL
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SECONDO PERIODO.
Investimento di r,1etz. ì O P?·ime clisposz"zi'oni. - A comincim·e dal 19 agosto il ·comando del principe Federico Carlo rivr.:;te una person alità affatto spiccata e distinta. , mercè l'incarico di che oo·li vien dato cl i investire e bloccare l'armata . Bazaìne nel campo trincerato <li Nletz , mentre 11 re:,to d el grosso degli eserciti tedeschi prosegue sotl:o gli ordini diretti del Re le oi)erazioni verso .L'ovest, con obbiettivo tinal~ a Parigi. Dalla. 2" armata sono distaccati e destinati per queste operazioni i corpi del i.a guard ta, il XII, il IV, e le 2 divisioni di cavalleria 5a e fia, che d'ora innanzi formeranno una 4" armata, detta della 1'Iosa, sotto gli ordini del Principe reale di Sassonia. In compenso di quest~- diminuz ione il ·comando della armata si estenderà d'ora innanzi anche sulla l" armata, e a queste tl'upp,~ viene ad aggiungersi la divisione Kurnmer (3" divis. di r iserva), giunta il 19 a est di Metz. Sono così in tutto 7 corpi d'armata, 2 divisioni di cavalleria, e l'oradetta divisione cli riserva, le trnppe d'ora innanzi dipendenti dal principe Federico Carlo, in tntto circa 160 -mila uomini, dedotte le perdite subite nelle battaglie precedenti. L'armata di Dazaine era a quel momento calcolata al quartier generale del Principe in 120 mila _uomini, cifra che si ravvisò poi all'atto della capitolazione inferiore non poco alla realtà. La. scoss::t che avea subìto quest' armata nelle giornate del 14, del 16 e del 18 non era certo tale da averne distrutta, l'attitudine al combattimento, ed era anzi da attendersi come a cosa certa che il nemico tentasse, già fin da' prossimi giorni, di
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432 LE OPERAZIO N I DEUA 2n ARMATA rompere la cerchia dell'investimento riguadagnare l'aperto. Perciò il còmpito che si presentava al principe Federico Carlo era gravissimo, anche sotto il semplice riguardo del rapporto numerico della forza e della disposizione reciproca delle due parti: a ciò s'aggiungeva.no le difficoltà provenienti dalle esigenze del vettovagliamento e dell'alloggiamento in una zona già esaurita, povera d'acqua, e dove la tumulazione recente di tanti cadaveri rendeva l'aria malsana. Nell'opera del Goltz sono diffusamente esposti i criteri a cui s'inspirò il g·ran comando della 2" armata per dare le prime disposizioni di massima r elative all'in-_ vestimento da compire e da sistemare, disposizioni che già troviamo ricordate dalla Relazione ufficiale. In questo primo periodo ritenendosi come più probabile e come pi ò. temibile un tentativo del nemico verso ovest, non furono lasciati sulla destra della Mosella che il I corpo, parte del VH, Ja 3" divisione di riserva e la 3• divisione di cavalleria. Intanto fin da' primi giorni si diede opera a trac-ciare in torno alla l inea degli avamposti francesi una linea di circonvallazione fortificata per modo che, ovunque il nemico tentasse forare, dovesse arrestarsi e chtr t empo ai corpi tedeschi di accorrere sul punto . minacciato.
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Colla giorn:::.t a del 2 1 questa prima sistemazione dell'investimento era compiuta; ne' gior-ni successivi bisognava completar'la. 'l'utte le disposizioni che furono date in proposito e che già si leggono nella Relazione complessiva, sono nell'opera del Goltz pi lÌ diffusamente ancora esposte, e di ciascuna di ,queste disposizioni si accennano i motivi e il significato . • 2° Vicende fino alla battagli'a di Noi·sseviUe (2330 agosto). - In questo periodo non v'ha di notevole che l'indizio di un tentativo di sortita del nemico il giorno 26, e l'ordine ricevuto il giorno 27 dal Comando supl'emo
1870-7 11 433 di distaccare 2 corpi ver-so Mangiep.nes e Damvillers per -0pporsi ad una marcia di Mac-JYfahon in quella direzi_one. Dopo la partenza di questi 2 corpi, che furono 11 II e il III, - la forz a dell'armata d'investimento si trovò ridotta a soli 112,573 uomini di fanteria, 13,152 cavalli e 478 pezzi. Ciò non ostante, e sebbene il Comando supremo avesse autorizzato il principe Federico Carlo a too-liere. in 0o-razia di t al dist~ccamento, l'investimento sulla. sponda destra della Mosella, a condizione di te~ersi sempre in misura di opporsi ad ogni tentativo del_ n~mico in direzione ovest, tuttavia fu mantenuta la lmea d'investimento. Ciò del resto .non fu che una misura passeggera, giacchè subito dopo il Comando supremo _rimise i 2. corpi cosi distaccati a disposizione del principe Federico Carlo, e questi rientrarono il 29. Come apprendesi dalla Relazione, questi due corpi furono tenuti sull'Orne a Briey e a. ConJlans-Doncourt. Il motivo cli questa disposizione ci è spiegato dal Goltz· Nel caso, egli dice, che il nemico cercasse di forare in direzione est, non era possibile far concorrere in tempo utile all'azione sul campo di battaglia della riva destra della Mosella tutti i corpi che trovavansi sulla sinistra, e ciò sia , in ragione del l imitato numero dei . punti di passaggio sulla Mosella, sia in ragione delle distanze da percorrere. Di questi corpi della riva sin istra potevan~ essere portati sulla ri va destra il X e il IX a valle_d1 Metz il VII e parte dell' VIII a. monte; rimanevano mdietr; 2 intiel'i corpi, il II e il III, ed er a naturale si pensasse ad utilizzarli in altro modo. A ciò si provv~de determinando che nell'eventualità che riuscisse al nen11co di rompere la cerchia sulla riva destra, e questo si avvi~sse in qu alche direzione, i due corpi sudde tti dovessero cercare di portarsi sulla strada seguita dal nemico per arrestarlo di fronte, supponendo ben in~eso che ?li altri corpi non avr"ebbero lasciato ai Francesi pr:osegutre NE LLA. l-:.UERRA FHANCO-TI.WESCA DEL
:Z8 ARMATA la loro marcia, senza molestarla e rallentarl a. Per momento la direzione più temibile, in cui potesse impegnarsi il nemico, era quella di Thionville , donde piegando a ovest suli'altipiano fra Mosella e Mosa avreùbe potuto disturbare le operazioni delle armate dirette su Parigi, dar l a mano all'armata francese di soccorso, riguadagnare per lo meno le comun icazioni colla Francia. La dislocazione assegna.ta ai dne corpi snddetti sull'Orno rispondeva appunto a questa esigenza, poichè con una sola marcia essi avrebbero potuto portarsi a ovest di Thionville a sbarrare la strada 1'hionville-Longuyon. Nepo stesso tempo questi due corpi si trovavano abbastanza vicini alla li nea d'investimento, perchè, in caso d'un tentativo del nemico sulla riva sinistra della. ì\fo-, sella, essi potessero concorn~re effìcacemente. Al 30 agosto, giorno che precedette la battaglia di Noisseville, non s'ebbero s ul nemico a ltre notizie, se non che alcuni ufficiali superiori erano stati veduti nei dmtorni di Gr.igy a riconoscerè il terreno. La sera s'intese nei campi francesi rnolta musica, il che - dice il Goltz secondo le abitudini del nemico era indizio di imminenti operazioni. Si seppe oltre a ciò che nelle ultime notti la corrispondenza per mezzo di segnali ottici fra Thionville e l\1etz era stata più attiva. Inoltre le ricogni7,ioni di cavalleria che erano state spinte fino a Stenay r iferivano sulla presenza da quella parte di truppe nemiche, le quali proteggevano la ferrovia Sedan-Moritmédv, sulla quale erasi creduto di constatare la percorreu;,a di treni militari. Da tutto ciò s'inferì l a possibilità che un c0rpo nemico fosse trasportato a Longoyon, donde avrebbe potuto operare verso Thionville in concorrenza con un tentativo di sortita da Metz in quella direziQne. Si credette quindi opportuno d'inv iare a Aumetz (a nordovest di Tl1ionville, fra questa piazza e Longwy) un distaccamento com posto delle tre armi, ed un alti:o a Hayange (a sud- ovest di Thionville). 43i,
L E OPRRAZlOi\'.l DELLA
il 870-'i 1 1-35 3° La battaglict cli .1.Voissevz'Ue (31 agosto e l O settembre). - Gli indizi di prossimi avvenimenti non si chiarirono fallaci e nel mattino del 31 agosto gli ossnrvatori tedeschi, collocati sui punti più dominan ti, riferirono concordemente sui movimenti che stava eseguendo il nemico; non <?Stant~ la nebb ia che dominava nelle prime ore, si riuscì a distinguere che a poco a poco le tene.le sulla r iva sinistra sparivano, che si.avano formandosi le colonne di marcia, che sugli avantreni e sui cassoni erano caricati i foraggi e che i bagagli erano preparati per un'operazione di qualche durata. Le masse francesi. furono viste formarsi snlle alture del forte di St. Julien, e andarsi successivamente ingrossando con quelle che sfilavano pei ponti dell'isola Chambière. Distintamente furono q uincli vedute queste masse muoversi all'attacco in due direzioni pr.incipali, l'una v-erso nord contro la linea Malroy-Char ly (divisione Kummer), l'altra verso nord-est contro la linea FaillyServigny (l" divisione del I corpo). }Iercè di q11esto servizio di osservazione fu possibile ai Tedeschi iniziare dalla loro parte le contromisure gia ·prescritte antecedentemente, e il X corpo incominciò a passare la Mosella, prima ancora che g iungesse avviso dal genecale l\fanteuffel dei preparati vi d'attacco che erano contro lui diretti ; e allorchè il principe Federico Carlo fu ben certo che non si trattava più questa volta, co me il 26 agosto, di una semplice mostra di forze, ma che il combattimento s'impegna"rn seriamente, egl i potè dare con perfetta cognizione di causa e con ponderazione le disposizioni ulteriori. Egli stesso portatosi di person-a sull'altura dominante di Horimont presso Féves, poteva di là, a una distanza di circa 10 chilometri , scoprire tntto il terreno, in cui si svolse la battaglia, le posizioni delle truppe d'investimento e in grandi tratti le mosse del nemico: oltre a ciò egli stava per mezzo ?\ELLA Gu.rrnnA FP.ANCO-TEDESCA DEI,
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436 LE OPEHAZI0L'\I DELLA 2a ARMATA della stazione di M:arange in comunicazione telegrafica co' vari corpi. Si può da questo valutare qual prezioso vantaggio fornisse all'esercito d'investimento la conformazione topografica del terreno intorno a Metz, e come anche sotto questo rispetto la scelta di. lVIetz per farne un gran campo trincerato non fosse stata felice, ad onta delle grandi · qualità difensive che questo poteva presentare. Tale inconveniente sussiste tuttora, poichè i Tedeschi non ampliarono il raggio delle antiche fortificazioni, e .sotto questo punto di vista. Strasburgo si presenta in molto migliori condizioni. La battaglia s'impegnò e si svolse nel quadrante nord · est di Metz, compreso fra la Mosella e la strada Saarbrùcken in direzione ovest-est. Sull'arco di questo quadrante erano disposte dalla parte tedesca la divisione Kummer a destra, il I corpo a sinistra; in soccorso di quella sopraggiungevano, passando la Mosella, le truppe del X corpo, in soccorso di questo una brigata del VII corpo, dislocata a Pou illy sulla Seille. Degli altri corpi il IX si concentrava a Pierrevilliers e a Roncourt, l'VIII e il grosso del VII rimanevano ai loeo posti, mentre il III si portava a St. Pri vat e il II si concentrava a Brìey, pronti entrambi a muovere sia in direzione ovest, verso il campo di battaglia, sia in direzione nord, verso Tbionville. Vedendo le dimensioni che prendeva il combattimento, il Principe diede ordine verso il mezzodì alla 25a divisione (IX corpo) di muovere da Pierrevilliers, di passare la MoseUa e di porsi a disposizione del generale Manteuffel. Ma sopravvenne indi a poco una pausa nel combattimento; e il Principe inducendone che per la giornata il nemico non intendesse più fare verun attacco, diede ordini in conseguenza alle proprie truppe, richiamando sulla sinistra della Mosella il X corpo. Ma alle 4 l'a-.
NELLA GUEf\llA l!'RANCO-TKDESCA DEL
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zione si riprende e si pronunzia specialmente verso Noisseville. Era però chiaro che il momento della decisione non era a~cor venuto, poichè ancora si vedevano truppe francesi passare i ponti della Mosella, e le loro masse a sud del forte di St. .Tµlien non si muovevano. Ciò avvalorava la supposizione che il nemico riservasse · pella domane il colpo decisivo, presumibilmente contro l'ala sinistra del generale Manteuffel. In questo senso il Principe avvisò questo generale, autorizzandolo a portare fin dalla sera stes.c;a la 25" divisione dietro l'ala ' sinistra della linea di battaglia, e promettendogìi pel mattino seguente il so~corso del resto del IX corpo. Questo infatti venne avviato durante la notte stessa. Al 1° settembre la battaglia si riprende; ma nelle prime ore del giorno la nebbia impediva la vista; era ben evidente però che la battaglia si riaccendeva sullo stesso campo del giorno prima, e che sulla sinistra della Mosella tutt·o era quiete. Nello stesso tempo però al quartier generale del Principe a Malancourt s'intendeva lontan~, ma distinto, il rombo del cannone verso ovest. Era 11 cannone di Seclan ! (Circa 90 chilometri di distanza in linea retta). Ciò mostrava che il tentativo di sortita, che ora faceva il nemico a iVIetz, era concertato colle operazioni dell'armata di Mac-Mahon, e confermava il Principe nella credenza che il nemico avrebbe nella giornata fatto il massimo de'suoi sforzi. Le forze di cui si poteva dispon e da parte tedesca (corpi I, IX, ~' .p.arte del III, del VII, la divisione Kummer e la 3' dms10ne di cavalleria) sommavano a 88 mila uomini di fanteria, 8960 cavalli e 418 pezzi. A queste forze poteva considerarsi come un aiuto indiretto il corpo del granduca di Meclemburgo, formato della 17" divisione e della 2"' divisione di landwehr, il cui primo scaglione doveva in giornata giungere a Pont-à-Ch.aussy. Poco dopo le 8 il Principe monta a cavallo, per re-
ii-38 LE OPERAZIONI DELLA ~a AR)fA.TA carsi nuovamente , all'altura di Horimont, e intanto dà ordine al III corpo di portare tosto una divisione a Maizières nella valle della Mosella, che rimarrà ivi a di 1ui disposizione. Appena giunto a Horimont, riceve un telegramma di Manteuffel, che l:l.nnunzia un attacco poderoso del nemico; egli dà in conseguenza ordine al X corpo di passar tosto la l\fosella e di entrare in combattirn ento. Dissipatasi l a nebbia, il principe Federico Carlo potè constatare che il combattimento si svolgeva a un dipresso sulla stessa fronte del giorno antecedente e ch'esso era vivissimo nei dintorni di Servigny e di Noisseville. Intanto però il nemico teneva ancora presso il forte di St. Julien una grossa massa, la quale doveva naturalmente essere impegnata al momento decisivo; era quindi necessario provvedere dalla propria parte a un pronto rinforzo. Ordine perciò fo dato a1 VII corpo di portare sulla destra della l\fosella, oltre alla brigata che già v'era distaccata, ancora il grosso, tranne una sola brigata, mentre l'VIII avrebbe alfargato la propria linea d'investimento. La divisione Kummer r icevette ordine, appena le sopra venissero· in rinforzo le teste di colonna del X corpo, di appoggiare a sinistra, per rinforzare il I corpo, fortemente impegnato. Però anche in questa giorn ata, verso il mezzodì, interviene una nuova pausa: m?- l'esperienza del giorno antecedente e il non vedere nelle masse francesi nessun movimento retrogrado fa presumere che il combattimento si rinnoverà nel p_orneriggio; e il Principe emana appunto in questo mentre una serie di ordini, che h anno per oggetto di sollecitare la marcia del VII corpo verso l'ala sinistra della fronte di combattimento delle truppe tedesche e di guarentire colle truppe rimaste sulla sinistra della Mosella la linea d' investimento da tal parte. Intanto giungevano i primi telegrammi dal campo di bat-
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NRLLA Gl'ERRA FRANCO-TEDES CA. DEL :1810-'H 439 taglia, da' quali risultava che i Tedeschi avevano mantenuto le loro posizioni, ed avevano respinto gli attacchi francesi. Dalle 2 i pom. si cominciò a notare nelle masse francesi un movimento retrogrado . Vedendo che questo proseguivll, anche il Principe · mandò ordine al IX corpo di rientrnre nelle sue antiche posizioni, al VII di sostare n el suo movimento, alla di visione del III corpo portata a Maizières di rientrare essa pure. 4° Le vicende della prz·11ia m,età eh settembre. - Le conseguenze che si poterono trarre dalla battaglia di Noisseville fornirono molta luce al gran comando dell'armata d'investimento sulla linea di condotta che s'avea da seguire nell'avvenire. - Era questo il primo serio tentativo che face,·a il nem ico per rompere il cerchio d'investimento; ei s'era presentato sul campo di battaglia con forze superiori; i r inforzi tedeschi non aveano potuto giungere da principio che verso l'ala meno minacciata; eppure i Francesi non erano riusciti a sfondare. S'era così potuto comprovare la possibilità di recare sul campo di battaglia i voluti rinfor,,i, pt'ìrna, che la linea di prima resistenza venisse rotta; s'era constatata la bontà del servizio d'osservazione stabilito tutto all'ingiro e della cui portata il n emico non sembrava avere idea, a giudicarne dalla lentezza con cui egli avea fatto i suoi movimenti. Ciò dava buon presagio pell'avvenire. Oltre a ciò s'era notata nell'energia delle truppe fran cesi una progressione decrescente n elle battaglie del 16, del 18 ago~to e in quest' ultima di Noisseville. Era evidente che il morale di quelle truppe avea subìto in ognuno di quei fatti d'arme una nuova scossa, ed e!·a a pe~sumersi cl1e d'ora innanzi il sentimento dell'impossibilità di. rompere .la cerchia d'investimento avrebbe agito in mòdo deleterio s,ull'armata di Ba½aine. Nello stesso tempo le notizie che nella sera stessa del I O settembre giun-
HO LE OP.ERAZIO'NI DELLA ;aa ARMA'r A. gevano sull'esito della battaglia· di Beaumont, e quelle più decisive ancora che giunsero poscia sulla battaglia di Sedan, escludevano d'ora in poi la possibilità di una cooperazione dell'armata rinchiusa in lVIetz con un'armata francese del di fuori . Questo cambiamento di situazione faceva inoltre prevedere che ne'suoi ulteriori tentativi il maresciallo Bazaine non avrebbe più scelto la direzione nord, ma bensì quella sud, dove le circostanze t opografiche gli si presentavano più ~avorevoli. Queste considerazioni e il soprag·giungere del corpo del granduca di .Meclemburgo e di una brigata di landwehr (Bothmer) , che erano in marcia alla volta di Metz, consigliavano una modiiìcazione nel . riparto delle truppe tedesche attorno a Metz. In base a ciò venne ordinata il 2 settembre questa nuova dislocazione : - Alla l" armata è affidato l'investimento sulla riva destra della JWosella, non che sul tratto da Ars fino a Chitel St. Germain sulla riva sinistra. - Cominciando dalla destra, alla divisione Kummer rimane assegnato il fronte Marloy-Charly, col comando a Ofgy; - il" I corp'o prolunga il fronte fino alla strada Metz-Pont-à-Chaussy; quartier generale a S. Le_Barbe; - il corpo del granduaa di Meclemburgo si estende :fino a coprire la strada Metz-Grigy-Solgne; - sulla sua sinistra si estende fino a Frescaty la 3" divisione di cavalleria, sostenuta da una brigata del VII corpo, che si stabilisce sulla Seille; .:__ il grosso del VII corpo prosegue a mantenersi a cava.Ho della Mosella, pronto a portarsi sulla Seille, in · caso d'attacco nemico verso sud, appena sia rilevato nella valle della lVIosella da una divisione dell'VIII corpo; - ]'VIII corpo estende il suo fronte da J ussy fino a Chatel. - Sul resto della riva sinistra della Mosellà le truppe vengono cosi disposte: - la 1" divisione di cavalleria a .
! 870-7 ,I 44 •1 Jouaville; - il III corpo guarda il fronte da Ohatel St. Germain lungo la ferrovia fino a nord di Saulny; di qui fino alla Mosella il X; - il IX nei dintorni di Montois la Montagne; - il II rimane a Briey. Alle truppe di" prima linea è rinnova.to l'ordine di afforzarsi nelle loro posizioni, di spingere il più innanzi possibile le pattugìie di fanteria, . rendere sempre pi Lt stretta e stcura la linea d'investimento. Ciò che rimaneva disponibile ài truppe doveva impiegarsi nel costrurre baraccamenti e ricoveri per l'auwnno che s'avanzava, e per rendere comode e sicure le comunicazioni . Il dista.ccamento Dothrner, che doveva essere destinato a Nletz, e che al momento trqvavasi ancora in marcia, ricevette ora l'ocdine di portarsi ad investire Thionville, mentre il ùistaccarnento già mandato dal II corpo ad Aurnetz, ed or-a rinforzato con cavalleria, doveva r imanervi, coll'incarico a1tresi di raccogliere gli sbandati franc e;;i che provenissern dalla battaglia di Beaumont; con analogo iucarico fu destinato a Eta.in un reggimento di cavalleria per gual'Ùare dalla parte di Verdun. Ma 110n era ancora ultimata questa sis temazione dell'.annata d'investimento, che le conseguenze della catastrofe J i Seùan intervennero a modificare notevoi mente la si.mazione ed a portare nuovi sconcert.i. La notizia Ji quel gran fatto lasciava intravedere prossima la. fine Jella guena, giacchè si era lontani dai prevedere la lunga durata di Parigi e la creazioné di nuove armate fran-· cesi. Per ciò che si r ifer iva a iVlet:r., la questione si presemava per l'a.vv'?nire molto semplificata, poichè ornai, non era.vi più all'aperta campagna 11essuna fol'za Iran• cese che pow::ise accorrere a l iberal'e il maresciallo Bazaine. Intanto quesia· nuova s ituazione veniva a po;tare sempre più dalla parte sud di Nietz il centro di gravità, g·ùlcchè, con Parigi assediata, qualunque nuovo governo si stabilisse in Francia avrebbe fissato la sua se4e a sud NELLA GUEHHA FHANCO-TEDESCA DEL
ANNO XX 1 \'oL. IV.
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442 LE OPEI\AZI0N1 DELLA :3·" AR'.\H,'l'A di Parigi, il che avrebbe determinato sempre più la direzione dei nuovi tentativi che il maresciallo fosse per intraprendere. Pel momento però le conseguenze della battaglia di Sedan arrecavano all'armata d'investimento un sopracarico di lavoro e dovevano farle attr-aversare un periodo critico, giacchè ad . essa era affidato il trasporto dei · prigionieri. Oltre alle truppe che si dovettero destinare di scorta ai con,,ogli, si dovette pur provvedere ad un regolare investimento della piazza di Verdun, che non convtJniva in tali circostanze lasciare libera, e. così pure ad assicurare in modo stabile la linea di marcia da Sedan a .Metz. Perciò oltre a i distaccamenti, che già si trovavano fra Moselìa e ~Iosa, altri se ne dovettero fare, per modo che durante l'epoca di questi trasporti, che si prolungò fino alla metà di settAmbre, venne detratta dall'armata d'investimento la forza corrispondente ad un intiero corpo d'armata, senza contare le forze già destinate all'invest imento di Thionville . A questo indebolimento si dovette supplire col raddoppiar di vigilanza, tanto più che la pioggia e la nebbia paralizzavano il servizio degli osservatorì, Il nemico però si mantenne tranquillo, e soltanto si ebbe a n otare che esso stava attivamente lavorando a completare le fortificazioni. Si potè inoltre . appurare che l'intercettazione della piazza dall'esterno era completa, giacchè la notizia di Sedan non vi era conosCliuta an·cora al 7 settembre, giorno in cui si operò un(? sca~bio di.prigionieri, per mezzo dei quali essa si diffuse in .Metz. Nel riparto delle trnppe sulla linea d'investimento occorsero parecchie modificazioni, anzitutto pel cambiamento nella situazione prodotto dalla catastrofe di Sedan, poi pet· fa partenza del corpo del grf),nduca di Meclemburgo e della brigata Both1tter. · Un ordine del Comando supremo in data dell'8 destinava il Granduca ad assicu- ·
1870-71 4t3· :rare la zona del paese intercedente fra l'ai~mata cli l\1etz e le armate marcianti su Parigì, e -ad impossessarsi dell'importante piazza di Toul, che sbarrava la sola linea ferr9vi_aria , di cui si potessero pel _momento valere le ar. ma.te suddette . Per effetto di queste successive modificaz ioni, il 1;iparto delle truppe d'investimento venne ad essere il seguente alla data del 12 settembre: Quartiet· generale a Corny (ivi trasferitosi da Malan.court il 7 setternbre). 'NELLA GUE IIHA fll.\''.~CO - l 'EDE~CA DEI,
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T?°'Uppe dz' i a lz'nea.
A) Riva destra. della Mosella. - P armata, quartier generale Jouy aux Arches. . 1° Divisione Kurnmer; fronte Marloy-Charly: co. mando Olgy. 2° I corpo; fronte Failly - Noissev ille-Ars Laquenexy; quartier generale S. te Barbe. 3° VII corpo ; fronte Mercy le Haut-Peltl'e· i\11>-rly sur Seille; quartier generale Verny. , 4<, VIII corpo ; fronte Marly sur Seille-Frescaty fino alla Mo::;ella di fronte a Vaux; quartier generale Jouy aux. Arches. · ·
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B) Rz'va sinist,·a della 1viosella. àrmata;quartier generale Corny. 1° IX cor:po; fronte Vaux-J ussy fino a Chàtel St,. Germain; quartier generale Gdtvelotte, dal 14 in poi Ars sur l\1oselle. 0 ~ III corpo; fi·onte da Chàtel fino all'altura a nord di Saulny; quartier generale Verneville: 3° X corpo ; fronte dall' altura a nord di Saulny, per ViUers les ·P lénois, Sernécourt, Amélange fino al!a :Mosella; quartier generale Marange.
LE 0PERAZI0Nr DELLA
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AlUùATA
1° II corpo; quartier generale Gorze. La 3" divisione nella valle della j\fosella a Gorze, Novéant, Oorny; la4" coll'artiglieria del corpo a Ì{ézonville e a St. I\farcel. 2° la divisione cavalleri,1. a Fey. 30 3~ » » _,, sulla Seille. La l i~ea d'investimento, di cui qui sonosi accennati i ,v&r i tratti, aveva un'estensione di circa 52 chilometri, quella degli avamposti di circ,t 42; la distanza c~i quest~ dalla linea degli avamposti francesi variava fra 1 400 e 1 1500 passi. Nella prima metà di seitembre l'attenz ione ~el gr~n comando dell'armata d'investimento fu pure r1volta rn particolar modo alle condizioni igieniche e morali delle, truppe. Le piogge di questi giorni avev~no reso oltremodo penoso il bivaccare, ed anche le infras~ate _poc~ giovavano; i soldati, nella speranza che la vr~toria d1 Sedan aveva fatto loro ccincepìre di un prossrn10 fine della guerra, non si curavano molto cli preparar~i com~c.l_i ricoveri, al che s'opponeva.no pure le frequentL modtfrcazioni della dislocazione. Per cui 1'8 settembre il Principe reputò opportuno di prescrivere che t.u~te _le trnppe fossero messe al coperto, e diede d1spostz1on1 per una. pronta costruzione di baraccamenti. 01 tre a ciò la pioggi,t liollo s temperare i terreni ven iva a mettere allo scopert<,> i cadaveri ed a viziare l'aria; s:agg iunsero le difficoltà. de l servizio di vettovagliamenio, fattesi maggiori in q ue:;to tempo per l'ingombro delle ferrov ie causato dal trfl.sporto e.le' prigionieri. TuLto ciò influiva sul morale deUe :rupp:, e il peincipe Federico Carlo per preservarle clall apat1~ pensò di attivare su grande scala la piceola. guerra, prescrivendo di mulestare continuamente 11 .nemico su tutto·· 11 fronte e di far prigionieri, per averne notizie.
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H,5 Si fu in queste imprese che si fece sentire l'infario- . rità del Dreyse· di fronte al Chassepot, che permetteva ai F·rancesi di far fuoco a distanze a cui i Tedeschi non potevano giungere col loro fuci le. Perciò alcuni soldatit edesch i incominciarono a provvedersi <li .fucili francesi, ed anche il Principe si determinò a richiederne una certa -quantità, per adoprarli nel servizio di avamposti. Ciò ser'l'ì a tenere in rispetto i Francesi, i quali credettero in sulle prime che all'esercito tedesco fosse stato distribuito un nuovo armamento. 5° Le vicende della seconda metà di settembre. Presentano 1rn grande interes,-e le congettu re che a quel momento si facevano al quartier generale rlel Principe sull:-1. situazione e sull e probabili intHnzioni òel nemico. Nella battag·li a, di Noisseville s'era visto chiaro che il nemico non avea fotto tutti gli sforzi poss ibili; al momento che cessò il com battimento egli aveva ancora le ~~ue r iserve intatte. Non era presumibile che il Maresciallo intendesse allora di fare soltanto una ricognizione; ma si potea credere che, accintosi egli a fare un tentativo a fondo, si fosse poi arrestato a mezza via, quando •dde che le difficoltà erano maggiori di quello che forse si ct'edeva . llfa si attenrleva che di li a non mol to egli sareblJe tornato alla prova e questa volta con maggior decisione. Passando i giorni e le settimane senza che ciò si verin c1sse, se ne venile a dedurre che orna.i il nemico avesse deposto ogni pen~iAro di un'offensiva in grande: ben presto d' n.ltronde gli sarebbero a .ciò venuti meno i mezzi , giacchè dall'osserva1,ione dei siti d i pascolo risultava visibile la pmgress iva diminuzione nel numero dei cavalli. Era ri'altronrle a doman<l arsi che cosa avrebbero potuto ripromettel'si i Francesi da una sortita? R iuscissero pure a rompere la cerchia, ma una volta che si trovassero all'aperto, senza nessun soccorso dalla .Francia che veNELLA GUEHI\A I"llANCO-TEDESCA DEL
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LE OPERAZIOi\1 DELLA
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AR)IAIA
nisse a porger loro là mano, essi sar ebbero andati incontro a più pronta ru ina. Tali apprezzamenti erano espressi in uno scritto c.he il g ran comando dell'armata cl'rn·v estimen to spediva al Comando supremo il 13 settembre e in cui l eggevasi: « Il Comando francese in Metz, penetrato dell'inutilità; « di tentativi offensivi e dell'impossibilità cli ope razioni « ulteriori all'aperta campagna, per manc anza di cavalli., « s'è ap1,1gliato a1 partito di attendere g li avve.nimenti , « di ritenere Metz, come la più forte piazza di Francia, « e di conservare l'armata del Reno per le eventualità « che sorgessero in FI"ancia » . E tanto più il gran comando si riteneva a utorizzato a questa conclusione, in quantochè es.so presumeva a quel momento che l a p iazza foss e ancora fornita per lungo tempo di mezzi cli s ussistenza ; l'indizio della diminuzione de' cavalli poteva esser e interp retato come prodo tto dall'impossibilità qi mantenere i cavalli stessi e non come una misura provocata da incipiente penuria di viveri. In tale ,;;tato di cose nlrn potendosi pensare a p rendere Metz di v ivi.l forza, e urgendo d'altro canto venire ad una soluzione, si coltivò un momento l'idea di. un progetto cl'inondazione, da oLtenersi colla costruzione dj u n argine a valle di Metz. ~fa fatti si in proposito g li studi opportuni, ne vènne a r isultare che, olire alle g·randi difficoltà che un s imile lavoro av rebbe presentato, esso avrebbe richiesto per lo meno 115 giorni; ciò :fece ab bandonare l'idea, g iacchè sper avasi che in tempo molto m inore sarebbe intervenuta una s oluzione. Poco v'ebbe del r esto di nuovo n ella 2a q uindicina cli settembr e . Il giorno 15 giu nse l'ordine sovrano che n om inava il genera le Steinme tz a gove rnatore generale di Posen; le truppe della 1• armata 'passarono con ciò · diret tamente agli ordini del principe Federico Carlo, pur:
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continuando il personale del gran comando dena 1a n.rmata a funzion are . Nulla ci dice il Goltz, come nulla ci aveva detto il Schell {1) sui determinanti che indusSP. r'O il Comando supremn prussiano ad agire in questo rnorio verso il generale Steinmet1,, il quale, bcnchr. vecchio, aveva mostrato d i possedere ancora nel 1870 l'energia e l'intelligenza di cui avea dato prova nel J.866 : Nelh li nea rl'investimento avvennero alcune modificazion i; la l?, divisione di cavallefr1. fu traslocata sulla ri va destra df.llla Seille , a dispos izione del VII corpo, e il VII e l' VIII corpo vennero spostati a l qu,1nto a destrf1. A cominciare dal 22 settembre il nemico, che fìno allora non era più uscito dalla sua inazione, die.de n uovi segni di vifa con imprese sp icci()late, che avnvano spe · c ial mente per iscopo di fa re dei for,iggiarnenti. Ciò ·diè luogo ad alcuni combattimen t i parziali , di cui que llo del '27 settern bre fu il piLt im portante : varie sortite ebbero luogo in questo giorno su vari punti, tanto s·ulla destra quapto sulla sinistra della Mosella . Questi combattimenti aveano tutti lo stesso caralt<>re; i Francesi spingevan o innanzi ard itamente e soll ecitamenk le loro colonne fino alla linea degli avamposti prusr.ian i, valendos i a quest'uopo benanco di treni ù•rrovi:rri, piErni rli fanteria . Gli avam posti nemici si riJiiegavano sulla lineit di prima rèsistenza.
I Francesi non proseg·uiYano più in là , occupava no momentaneamente le località lasciate sgo,mbre dai Tedeschi, e pr·oteggevano così la tolta; questa. ultimata, rientr,,vano nl campo. In queste fazioni si potr nuovamente confermarA l'r:c(4 J Le Operazioni dalla 1a armata sotto il generale Steimnet:. -(V. il sunto di quest'opera nella Cron:ica m·i litaré estere. del ,1• e 46 ge11naio ,t873, vol ume II).
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LE OPERAZTOXI
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ARMATA.
NELLA GUEHR.\ FilANCO-TRDESCA DEL
cellenza del servi7.io d'osservazione stabilito dai Tedeschi, che permetteva. di segnalare i menomi movimenti r1el nemico e di conoscere di preciso la forza delle colonne che eseguivano le sortite; il Goltz riporta uno per uno tutti gli avvisi che giungevano telegraficamente :-i.l quartier generale del Principe e gli ordini che questi emanava sul momento. Questo risvegliarsi del nemico veniva inoltre a fornire ai Tedeschi un primo sintomo sulle condizioni alimentarie della piazza, poichè era evidente che tal i fazioni, non state mai per l'innanzi intraprese, erano provocate da un'incipiente penuria. Laonde per impedire a l nemico di aumentare per tal modo, sebbene di poco, i propri mezzi di sussistenza, eri. anche per tog·lierg·li questo mezio di tenere a,[to il morale delle truppe, Je quali in questo genere di guerra dimostravano · un'abilità veramente straordinaria, il Principe diede. ordine che si portassero ind ietro tutte le risorse ancora esistenti nella zona ·degli avamposti, soggetta a queste incursioni del nemico, e che si distruggesse tutto quanto non si poteva recare al sicuro. In questo frattempo il gran comando cominciò ad avere un altro prezioso mezio, oltre a quello dei prig·ionieri, per avere notizie su cii'> che avveniva nell'interno della piar,ia; e furono le corrispondenze che si spedivano da Meti per mezzo d i paJloni, di cui taluni ca,ddero in potere dei Tedeschi. Le lettere , scritte su carta di seta, erano insieme aggruppate e divise per corpi_ d'armata, cosicchè s'ebbe modo di conoscere di preciso la dislocazione dei singoli corpi e l a loro distribuzione tattica e . locale. Benchè.inoltre quelle lettere fosseroa perte non contenessero che indicar,ioni vaghe e g·eneriche, si potè tuttavia constatare che l'intonazione generale era quella della rassHgnazione a un destino che si prevedeva inevitabile in u11 avvenire più o meno lontano; le lettere
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in cui l'avvenire appariva con colori meno cupi accennavano alla speranza di una liberazione per opera di qualche armata francese del di fuori; nessuno parlava di una liberazione che s'avesse ad ottenere coi propri mezzi, ·con un tentativo c!isperato, di cu i sembra.va da tutti ammessa l'impossibi lit.à. Gli è -anche qui il luogo di accennare, sebbene il Goltz ne parli posteriormente, alle prime comunicazioni che ebbero luog·o fra il maresciallo Bazaine ed il principe Federico Carlo . L'opera di Goltz, così ricca di particolari, è però oltre modo parca in questo genere di ragguagli, che potrebbero spargere nuova luce i:;ul processo Bazaine. Nè della missione BourbRki, nè dell'affare Régnier non vi si dice nulla, e soltanto si accenna allà missione Boyer. Della corrispondenza fra il Maresciallo e il Principe, il Goltz fa cenno al monfonto in cui par-la dei negoziati che s'intavolarono per la capitol azione, vale a dire, a metà cli ottobre; ecco come egli si esprime : · « Il maresciallo Bazaine aveva antecedentemente ri. « ch iesto una sola. volta informazioni sulla. situazione po« litica della Francia, giacchè egl i possedeva per mezzo « dei prig·ionieri di guerra riconsegnati la notizia gene« r ica che erasi formato in Francia un nuovo governo, « di cui egli non conosceva nè la composizione nè le « tendenze . Ciò fu il 16 settembre. Il mattino del 17 fu « mandata risposta a quel foglio con una breve-comuni« cazione di quanto era avvenuto a Parig i e coll'invio di « nn g iornale francese, che conteneva i decreti orga« nici del nuovo governo ». 6° Le vicende della 1.a metà di ottobre. - Col :fine di settembre l asitm1zione dell'armata d'investimento viene nuovamente a modificarsi, per effetto della caduta pressochè contemporanea di 'l'oul e di Strasburgo. Venivano infatti con ciò a mancare i principali determinanti, che
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LE 01.'ERAZlO i'i°l OELLA
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AHMATA
finora avrebbero spinto il maresciallo Bazaine a sce-· gliere la direzione sud per una gran ·sortita·, e il centro di g1wvità, -ireniva nuovamente a spo,,tarsi verso nord, poichè ora da que lla parte il nemico avrebbe trovato un rifup:io llel territorio neutrale del Lussemburgo, dove sottrarsi non solo all'inseguimento del nemico, ma alt r esì alla penuria di mezzi d i stissistenza, di cui ora s i avevano· già i più chiari . indizi . Era inoltre a · presumer~i che il Bazaine, nel do ppio scopo d'i mpedire la ca duta della piar,za di Metz e di . conservare intatta per gli ulteriori av v(.;nimenti ]a propria armata, a vrebbe cer. cato d i separare le sorti di questa dalle sorti di quella. Per far c iò, non essendo ormai più possibile all'annata del Reno, per la mancanza di cavalli, di tenere a lungo la campagna, non restava aHro m~zzo -clw forare verso nord, guadagnare Thionv ilie indi il Lussemburgo. Restava a vedersi qual via avrebbe nreferito il ne~ m ico di seguir e, se per la destra o per la sinistr a della Mosella, esciuclenclo pregiudizialmente il caso, che il nemico cercasse .foral'e in direzione nord -o vest, dove le difficoltà del terreno avrebbero opposto ustaco'!i pres ! sochè insuperabili atì'impresa, senza_ contare che una tal direzione non presentan1 condizioni favorevoli ào, pochè S,edan cmi caduta in mano dei Tedeschi. Avanzando per la sin istra della Mose lia , il · nemicu avrebbù a.vu.to ben.::;ì il vantaggio di p<,ter marciare nel fondv . piano e largo dellét rnlle , ma la. posizione fortificata che i Tedeschi vi a11eano prepar ata sulla lìnea Semécourt-Arnélange trovavasi tanto ritirata da. fornire la possibilità. alle truppe tedesche stabilite sulle alture di molestare con fuochi d'artiglieri a e con attacchi di fanteria b marcia che il nemico, usci lo cla i\fotz, avr ebbe dov uto fare per gi ung·eì·vi . Parve perciò opportuno <lestinare a lìa <l ifesa cli quell a posizione ed allo sbarramento della vallata la divisione·
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Kummer, . portandòla dalla riva d<1stra sulla sinistr·a ' e
portando in vece sulla riva destra il X corpo, per modo che in caso d'attacco del nemico in direzione nord-est si potesser o opporre. al nemico sulla riva: destra della Mose lla 3 corp i intier i, il I, il X e il VII. In conformità d i questi apprezzamenti , fu clato il 30 setten1bre un nuovo ordì-ne di dislocazione, tn forr,a. de l quale s i dove tte eseguire l'clccennata permutazione fra il X corpo e la divisione Kummer, e t.utti gli altri corpi s i spostarono in modo da condensarsi maggiormente verso nord e da allargar si verso sud. . . A proposito di dislocazion e, il Goltz entra in una lunga serie di considèrazioni relativamente ai quartieri d'in verno, la cui possibilità venne fatta oggetto delle previsioni del g1:an comando dell'armata d'investimento, t1uando non si poteva ancor fare nessuna pr evis ione s ull'epoca in cui la fam o avrebbe costretto il nemico a capitolare. · Il servizio degli avamposti era stato portato ;1 un grado di iens ione che non avrebbe permesso un aumento. Le condi,:ioni di alloggiamento delle truppe erano deplorabili . Lo st,ato sanitario si }?l'esentava <.:on caratteri piuttosto gi'avi: nella seconda decade di settembre il numero de' ma lati rag-giunse la cifra del 19 per cento dell'in ti era, forza, e la tendenza ct'a piuttosto all'aumento che ·alla d iminn7.ione. Le misu1'e che s'erano prese per procnrare più comodi e sani alloggii.unen~.i alle tr uppe erano r iuscite in · gran :Parte infruttuose. Tutte queste difficoltà sarebbersi fatte sempre maggiori, quan to più s'avanzava la fredda stagione, e l'unico mezzo efficace per ovviarvi fu t rovato nell'estendere l a cinta, d'inves timento. Certo si lasciava con eiò maggiore spazio al nemico, ma questo inconveniente s i po teva dim inuire col di~ struggere quanto esisteva nella zona che si abbandonava.
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tF. Ol'RRAZIO!\'I OE[,L\
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I corpi avrebbero potuto dislocarsi in- modo da sbarrare le strade principali , cpll'aiuto di opere di difesa, e v'era pur sempre luogo a crerlere ch e il corpo cJ1e si t rovasse attaccato potesse così a lungo durar nella resistenza , da dar tempo ai corpi contigui di accorrere, per quanto q uesti movimenti dovessero ri uscire più lunghi con una p iù l arga cerch ia d'investimento; v'era infatti da tener conto che il nemico si ~arebbe d'ora innanzi trovato sempre meno in misura di agire con sollecitudine, stante la mancanza <li cavalli. Di più si sai·ebùe così avuto il ,:antaggio, che in caso di sortite de l nemico, doven dosi questo allontanare maggiormente dalla piazza, Yi era a ltresì la probabi lità che i com battimenti avessero per esso conseg·uenze molto più grav i e che gli si pot.es$e beo anco tagliar la ritirata. S'aggiungeva la considerazione che coll'accorciarsi delle g iornate si restringeva pel nemico il tempo utile per preparare un attacco in grand<', cosicchè; anche a strazion fatta da tante altre c ircostanze, la probabili tà di· rompere la cerchia s i faceva pel nem ico sempre minore. Cosi anche le considerazioni d'ordine puramente militare parlavano in favore d i questa misura, i cui vantaggi sotto il rappo r to delle condizioni ig ien iche, de1! \1pprovvigionamento e del l'alloggiamento e r ano evirlenti . Veramente il Goltz espon e con tanta evidenza e con tanta diffusion e i vantaggi che si sarebbero conseguiti coll'alla rgare l a linea d'investimento, che ci resta solo a domandare perchè non siasi creduto di mPt.tere in atto questa misura fi n d'allora. Questo bisogno era così vi·vamente sentito, che uno dei corpi, i I III, rivol se domanda p er una più larga distribuzione delle proprie truppe. Ma il gran comando ne ll'assentrre a questa domanda, non credette a ncora venuto i l tempo di addiven ire ad u na misura g·enerale, la quale forse avrebbe richiesto alcuni provved imenti preparator'ì, !lpeeialmente la costruzione d i operè chiu~e sulle strarle prineipal i.
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A ciò appunlo mira, l'or<l ioe gen erale del 4 ottobre, che ci se mbra opportuno di riferire. Esso veniva emanato in un periodo in cui ogni giorno il n e mico dimostrava l a sua attività con piccole sortite; ultimamente ancora, il 2 ottobre, esso erasi spinto nel fondo piano della valle della Mosella, e<l aveva occup·ato il castello di Ladoncharnps, dove ora si afforzavu. Quell'ordine c i dà una chiari. idea de l come apprezzasse in quel momento la situazione il Pl'incipe; esso è il segu en te: « I combattimenti di questi ultimi giorni portavano · « tutti lo stesso carattere, che il nemico, s ostenuto dai « suoi for t i, si sp iegava con g r ande superiol'ità e cvn « attacch i avvolgenti s'impossessava di alcune località ,< della nostra linea d'avamposti. « Anche dopo che le di vision i o le brigate nemiche « s'.erano n uovamente r itirate, in capo ad alcune ore, << le località aitaccate rimasero in parte in possesso degli « avamposti n emici, perchè i generali comandant i dalla; « nostra parte non r itennero vantaggiosa e desider abile « la possessione ulteriore di quei punti. Di tal guis" ,< negli ultimi giorni l a nosfra linea di avamposti ha. ,< pèl'duto terreno a Peltre, alla Maxe, a Lè1donchamps. « Astrazion fatt,1 da ciò che quanto più l a nostra lirn;iè~ 1< llegli avamposti è lontana dalla piazza, tanto maa. o « g iore' è il suo sviluppo, v'è a notare che, se così pro« segt1issero le cose, essa verrebbe a ravvici narsi semprè « più alla nostrn. posizione fortificatoria d i investimento, 11. sempre minorn s i farebbe il tempo che noi avremmo 1< a disposizione per mettece ìu pronto l e trnppe, e sempre ,< meno ci troveremmo in caso di provvedere alle esi« genie igieniche per mezzu d i una più larga e lontana << dislocazi one. Oltre a ciò si aumenta il rao·crio d'azio ...1° . Ob « dei nemico, e, quando pure egli non trovi provviste « nelle località, tuttavia guadagna in frutti della terra (< ed amp i spazi per pascolo ùei cava lli. .1
V
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LE OPERA'ZlONI DEL.LA'
2a. AP.MATA
NEL(A G-U.ElUl.\. FÌ\ANCO-TEDESCA DEL ·187 0-Tf 455 · « Io attenderò i rapporti dei generali comandanti sui
Io perciò s tabilisco, che i general1 cò rnandan li ab-
« biano a: ben ponderare q uale lineà d'avà1!1posti essi « vorranno d'ora innanzi ienere, e m'informino s ulla
« scelta che avranno fatta. « Se dopo ciò si manifesta un attacco nemico pre« ponderante, è ben naturale che gl i avamposti, senza « esporsi ad un rovescio, si r itirino lateralmente, appena « quell'attacco si pronunzia, e smascherino la n,ostra po« si;,;ione. Ma se il n emico non s'avanza di più, s( dovrà « riprendere la primitiva posizione degli avamposti. Non <( deve permettersi che il nem ico vi s'annidi stabilmente. · « Ci sarà in c iò di molto pro' la cooperazione della « nostra numerosa artiglieria di campagna. La cattiva « stagione Che s'avanza CÌ fa Un dovere di pensare ad UD: <( ricov.ero .in qualche modo sopportabile almeno dalla <( maggior parte delle nostre truppe. Se con ciò viene « ad essere diminuita l'attitudine ad occupare pronta« mente l a nostra posi zione di combattimento, Yi si deve << suppli re col creare sulla linea di resistenza alcuni « punti fort ificati, al riparo dagli- attacchi di viva « forza , nei qualì alcuni battaglioni con artiglieria s i « possano sostenere anche contro attacch i superiori t anto « tempo, che le truppe poste ail'iodietro possano ac« correre. « Sarà quindi. n ecessario che presso ogni corpo d'ar« mata si dia mano alla costruzione di alcune opere « chiuse, al r iparo da attacchi di viva forza, o alla r i« duzione in eguale stato di difesa delle località che a « ciò si prestassero. Finora le nostre fortificazioni ri« vestivano un altro carattere.; esse ernno piut tosto de« stinatè a procurarci dei favorevolì campi di _batfaglia. « Io perciò pongo in evidenza un nuovo punto di vista, « secondo i l quale - appena i lavori per ricoverare le « truppe siano in qualche modo finiti - l e truppe de« vono entrare in un periodo di vigorosa attività.
lavori ch'essi dietro ciò saranno per intraprendere; « fo intanto osservare, che fra 6 settimane il terreno « indurito dal gelo non permetterà più i lavori ». Prosegui va infanto il nemico nei primi giorni <li ottobre ~i farsi v ivo con frequenti sorti te e col fuoco dei forti; questo· contrasto della sua condotta con quella ch'egli aveva tenuto dopu No issevi lle, unito con altri sintomi che di giorno in giorno si moltipliqavano sulln penuria dei suoi mezzi di s ussistenza, faceva presagìre prossimo qual che tentattvo in grande, presumibilmente nella direzione nord, dove il nemico attendeva a fortificarsi al castello di Laclonchamps, di cui s'era impadronito nella sortita del 2 ottobre. Dalla _sua. parte l'armata cl'inve.:3tim~nto era bensì astretta da questo contegno ~nemico ad una maggior vigilanza, ma non avevn. mezzo di reagire attivamente . Solo l e si presentava il partito di costringere Thionville alla resa, mediante un bombardamento ed un assedio sped itivo. Questo progetto . · fu infatti accarezzato dal gran comando dell'armata d'investimento, e furono ben anco date in proposito le prime misure; ma si r ichiedeva a ciò l'approvazione del Comando supremo , il quale, interpellato in proposito, ri spose · non essere pel momento conveniente procedere all'assedio di Thionville; premere maggiormen te l a resa di · Verdun, di Soissons e delle fortezze dell'alta Also1,zia; la caduta di Metz avrebbe poi reso disponibili i mezzi di assediare Thionville. Così anche questa v1a rimase preclusa all'attività dell'armata d'investimento. La gran sortita a cui s'attendevano pros3imamente i Prussiani, parve volesse manifestarsi il 7 ottobr e. Nel pomeriggio masse cons_iderevoli francesi s' avanzano pel fondo piano della valle della Mosella e attaccano g li avamposti della div isione Kummer, riescono ad occupare Bellevue, St. Rémy, les Grandes-e les P etites Tape.<, -<<
456 LE OPER.-\ZIO~I DELLA '.z" ARMA'l'A e fanno 500 prigionieri (1). Ma smascheratasi ora la. fronte della posizione fortificata della divisione Kummer, i Francesi si trovarono esposti al fuoco d' ctrtiglieria di questa posizione, mentre dalla destra della Mosella 1e batterie del X corpo, e dalla sini~tra quelle del III aprivano pur esse il fuoco . Il nemico crovandosi così fra tre fuochi fu obbliga_to a sostare e a retrocedere. In pari tempo, e secondo ogni presunzione nello scopo <li cooperare a questo attacco, i Francesi avevano pure diretto truppe contro la fronte del X e del I corpo; ma il contegno di queste si mostrò così fiacco, ·specialmente sul fronte del l corpo, che i generali prussiani compresero tosto che f!Ui trattavasi solo di. dimostrazioni, e ciò non ritenne il comandante del X corpo <lallo spedire una divisione al di là del fiume in sostegno della divisione Kummer, e il comandante del I dallo spostarsi verso destra in sostegno del X . Anche gli avamposti del III corpo vennero attaccati nei dintorni di Norroy. Il contrattacco dei Tedeschi, iniziato col fuoco d'<wtiglieria, di cui sopra s'è detto, venne eseguito con vigore; le località che erano cadute in mano ai Francesi vennero riprese; rimase però pur sempre a questi il castello cli Ladonchamps. Le for1.e impegnate dal nemico in questo combattimento furono valutate a circa 20 mila uoroin i; le perdite oltrepassarono il migliaio. Il Goltz ci fa, sapere che ùurante il combattimento di questa giornata, che si svolse tutto nel pomeriggio, il numero dei telegrammi che il Principe ricevette (lagli osservatori e dai generali comandanti salì a 29. ·Era questo certamente il combattimento più serio che
('I) Erano truppti di taodwehr.
NELLA GUERRA FRANCO-TEDESCA .DEL
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a-vesse dato il nemico dopo la battaglia di Noisseville. Il contegno dei Francesi, non ostante la vivacità. del primo attacco, non aveva però fatto l'impressione che essi cercassero d'impegnarsi a fondo; buona parte delle riserve, che essi terievano a Voippy e a l\faison Rouge, rimase inattiva; le dimostrazioni sulla riva destra della Mosella erano state condotte troppo fiaccamente, e d'altra parte il solo fatto che le truppe francesi durante il com~ battimento non avevano gli zaini, lasciava indurre che essi non avevano intenzione per quel giorno di impegnare un'azione decisiva. .Rimaneva quindi la possibilità che questa avesse luogo il giorno appresso, o prossimamente. In base a tale aspettativa furono anche date le disposizioni per' tenere le truppe pronte. l\'~a quando si vide scorrere il giorno seguente e poi altri ancora, senza che il nemico facesse alcun che di serio, si cambiò nelle sfere tedesche l'apprezzamento sulla giornata del 7 ottobre. « Ora si vide chiaro « dice il Goltz - che quello non era stato l'avviamento « di un tentativo di sortita in grande, ma soltanto un « combattimento, provocato da oscillanti decisioni del « nemico e che non era connesso con veruna ::,crrancle « combinazione. · « Certo per un tentativo di tolta il nem ico avea spie« gato grosse forze, ma per venirne - ad una decisione « tattica di qualche momento, il combattimento non era « stato spinto .sufficfontemente a fondo. Egli non s'era « avanzato sino alla forte posizione preparata a difesa « nella valle della Mosella.. Il suo attacco si era fer« mato al momento in cui entrava in)zione l'artiglieria « dei Tedeschi. « Da ciò credevasi_poter indurre che i generali fran~ « cesi non ritenessero più nemmeno possibile rompere « la linea d'investimento e uscire all'aperto. Si era com-'« battuto più per l'onore delle armi e pel' sollevare il ANNO
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VoL. 1v.
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~08 LE OPER.\ZIOl\l DELLA 2• AR:UATA « morale delle truppe rinchiuse, di quello che si .fosse « avuto in mil'a un determinalo scopo. Questo modo di << apprezzare il co~tegno del nemico corl'ispondeva del « resto pienamente col concetto che erasi formato il gran « comando sul caraUere del maresciallo l3azaine. In. lui « s'era ammirata sempre, più che altro, un'eroica apatia, « ch'egli aveva abbastanza spes:;o dimosLrato di faccia « alle palle nemiche, anzichè la prontezza, la chiarezza « e l'arùiter.za delle decisioni ». A dare mao·o-ior valore a. questo modo di vedere s'agoo giungevano ora i primi passi che il nemico faceva per annodare trattative. Fu il 12 ottobre elle il generale l3oyer partiva per ·versailles,. coll'autorizzazione del lte. Ogni giorno che scorreva veniva maggiormente a dimostrare che s'era al ptincipio della fine . Il 15 ottobre per la prima volta si videro uscire da tutte le parti di Metz frotte numerose di soldati francesi, in cerca di patate e di legumi. Le risposte che s'ebbero dai prigionieri fatti in quel giorno, consuonavano nel rappresentare la scarsità de' mezzi di sussistenza che ancora rimanevano in Metz; s'ebbe inoltre la conferma di quanto già erasi potuto notare dagli osservatori, che cioè molte batterie erano trainate da 2 soli cavalli e che potevano marciar solo al passo; quanto al numero degli uomin i montati d'ogni squadrone, i dati variavano d'assai, risultando però che in media questo numero era disceso al disotto di un terzo. Seppesi inoltt·e di dimostrazioni ostili che la popolazione di :Metz avca fatte al Maresciallo, e ben si vedeva che la fiducia nei capi era oltremodo scossa n elle truppe francesi. Questi dati sulla situazione nell'interno di Metz vennero confermati da un n.umero dell' Indépendant de la Moselle, che fu preso ad un prigioniero il giorno 16 ottobre. Questo foglio conteneva un manifesto del generale Coffinières, comandante la piazza di Metz, che stabiliva
NELLA C C:Efll{A FRANCO-TEDESCA DEI. 4870-71 459 un r azionamento regolare del pane. Nello stesso foglio si trovarono riferiti gli articoli del codice penale, che condannano a morte il comandante che s' arrende senza avere obbligato l'assediante a passare per tutti i lavori lenti e successivi d'assedio, e prima d'avere respinto almeno un assalto al corpo di piazza su brecce praticabili. A quest'ultimo proposito osserva il Goltz: « Il signi« ficato di questa citazione rimaneva però oscuro, in « ·quanto che qui non si trattava di un assedio formale. << Come poi si potesse obblig:u·e l'armata d'investimento « ad intraprendere un regolare assedio, se essa nol vo« leva fare, e come il comandante dovesse respingere un « assalto per brecce praticabili, se queste non eransi << fatte, e se l'avversario non pensava a tentare un as« salto, erano questioni che rimanevano senza risposta. » Questi ed aHri articoli contenuti in quel foglio da-vano chiaro a vedere come in Metz giù si parlasse di ·capitolazione, e come si guardasse l'avvenire senza speranze. Per cui dal quartier generale di Corny s~ credette di potere spedire al Comando supremo a Versailles un telegramma, esprimente che « ùietro moltisintomi « concordanti si riteneva come prossima la catastrofe « di Metz. » 7° Le vicende dal 1.5 al 25 ottol,re - Il Goltz reca qui il minuto dettaglio della dislocazione dell'armata di investimento alla metà di ottobre, indicando per ogni corpo d'armata la forza, il tratto di fronte occupato dagli avamposti, l'indicazione della linea di resistenza e de' punti .fortificat i, o che stavano fortificandosi in conformità dell'ordine del 4 ottobre più innanzi riferito. Risulta da questo quadro che il tratto di fronte sulla linea degli avamposti, spettante a ciasehedun corpo, vari ava fra i 5 e i 10 mila passi; ugualmente il tratto di linea di resistenza; risulta pure la disposizione che in ogni corpo avevano le truppe nel senso della profondità,
460 LE Ol'ERAZIOXI DE LLA. 2" AIUIATA disposizione la quale, come ben si comprende, è varia. pei singoli corpi a seconda delle circostanze particolari del terreno in ciascuna zona. In generale i sostegni della prima linea di resistenza sono collocati a circa 2 chilometri più indietro; e dietro a questi sostegni :figurano le riserve a distanze di 7 a 8 chilometri e anche più Gialla prima linea. Oltre all'artiglieria da campo vi fìgurano altresi 110 pezzi da fortezza di 12 libbre. In tutto il tempo che durò l'investimento, il principe Federico Carlo fu sempre attento a tener desta la vigilanza delle truppe ed a far sì che fossero ad ogni momento preparate a respingere il nemico. Comunque si presentasse la situazione, quali che fossero gli indizi che si raccog·lievano sul contegno del nemico, sempre il gran comando dell'armata d'in,estimento vi trovava una ragione per raccomandare l'attenzione, e per dare disposiiioni che miravano ad ottenere questo effetto: lodevole condotta e che mostra come fosse viva in es~o la p1·eoccupazione non solo dei pericoli, che gli potevano provenire• per parte del n emico, ma altresì dell'influenza deleteria che può esercitare sulle truppe un riposo prolungato e la vita abitudina1·ia. Certo le truppe tedesche intorno a Metz non si trovavano sopra un leLto di rose, ed avrebbero preferito una guerra di marce e di combattimenti; ma appunto per questo, ove fossero state abbandonate all'inazione, questa avrebbe avuto per conseguenza inevitabile un accasciamento morale e generale. Obbligate invece come sempre furono a stare all'erta, occupate in lavori incessanti, ad ogni momento chiamate alle armi, esse conservarono attivi gli spiriti fino all'ultimo momento e poterono superare la prova quei della monotonia, della tristezza che doveva regnare in campi desolati. Così ancora il 1G ottobre, q uando erano chiari i segni dell'impotenza tattica in cui era caduto il nemico, pur
NELLA GUF.llRA Fll.\ NCO - TEDl!SCA DEr, rn70-'1·1 461 nonostante il principe Federico Carlo, nella previsione cJ1e l'inviato Boyer, reduce il 17 da Versailles, avrebbe riportato dal quartier gene rale del Re risposte poco consolanti pei Francesi, e che ciò avrebbe potuto indurli a qualche tentativo disperato, egli emana un ordine, che qui ci piace riferire: « V'è motivo a credere che i giorni decisivi per l'ar« mata di ::\fotz sono pross im i. « Può dar.si che il generale nemico abbia domani a « prendere un partito decisivo, e, c1uand'egli si decida « per una sortita, agirà prontamente. « Io perciò raccomando ai corpi d'armata la più esatta « vigilanza ed osservazione di quanto avviene nel campo « nemico. Quanto più quest'osservazione è resa difficile « dal tempo. n ebbioso, tanto più da domani in poi le « truppe devono tenersi pronte a prendere sollecitamente « la propria posizione di combattimento. « Se su qualche punto si pronunzia un attacco del « nemico con for7.e considerevoli, le truppe avanzate << devono, senza. esporsi a perdite, ritirarsi sulla posi« zione di combattimento, smascherando le batterie; e « s'avrà cura di stabilire fin d'ora le direzioni in cui « quelle truppe dovranno ritirarsi. I corpi dovranno difen\( dere le loro posir.ioni fino all'ultimo uomo. « I corpi non attaccati osserveranno attentamente il « combattimento alle loro ali, per accorrervi, marciando « al cannone, con una divisione e coll'artiglieria del « corpo. Non è inoltre esclusa la possibilità che si ma« nifesti nell' armata nemica mancanr.a d'unit,\ d'azione, « e che singoli capi di corpo cerchino aprirsi un varco « di salvamento in varie direzioni, me.ntre un'altra parte « dell'armata rimarrebbe in Metz; tanto più dunque è « necessario che i corpi tengano presenti le seguenti « prescrizioni:
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LE OPEHAZIONl DELLA
2"
AHUATA
« Ogni corpo respinge ostinatamente gli attacchi sul « proprio fronte. « Ogni corpo mantiene intatta sul proprio tr.atto la << linea d'investimento, fino ad ulteriori ordini. « Il tenente generale Hartmann (l ), quando s'impe« gnasse un combattimento a nord di Metz, si procu- . « rerà noti½ie sul come questo proceda, e si terrà pronto, « pm conservando il facile investimento di Thionville / « con battaglioni di landwehr, ad accorrere colla mag« gior parte delle sue truppe nella direzione éhe rav« viserà più conveniente secondo le circostanze del mo« mento, ma che sarà più probabilmente per la riva « sinistra della iVIosella...... » Oltre a queste prescrizioni l'ordine inibiva di l;sciare avvicinare le frotte d'uomini che si presentavano per uscire da Metz, respingendole all'uopo anche col fuoco, onde non lasciare che si diminuisse in Metz iì numero delle bocche e si protraesse cosi il momento della capitolazione. Cib non escludeva però che si facessero giornalmente · dei prigionieri per raccoglierne notizie. Del resto i Francesi, dopo il 7 ottobre, erano r icaduti nello stato primitivo di torpore, ed ogni giorno che passava veniva ad accumulare gli indizi della prossima catastrofe. I1 numero del 16 ottobre dell'Indépendant de la i!!loselle portava una risposta <lel generale Coffìnières al consiglio municipale relativamente alla riduzione delle razioni, da cui si rilevava che il numero dei consumatori a :Yietz saliva a 230 mila uomini, il che dimostrava che la :f.orr.a numerica dell'armata di Bazaine era assai maggio1~e di quanto erasi creduto dalla parte tedesca. Quella lettera del resto era concepita in modo da far vedere che il nemico non si faceva più illusione sul destino imminente, e ciò confermava sempre (,I) Incaricato ciel comando delle truppe d'investimento di Thionville·
•1870-'7 ! 463 più il comando tedesco nella decisione di non fare veruna concessione. Non si trattava che di pazientare ancora alcuni giorni, e i frutti della perseveranza e delle fatiche sopportate si presentavano come immancabili. Le condizioni de] le tl'uppe tedesche davanti a ìVIetz erano infatti sempre oltremodo critiche; nella seconda metà di ottobre erano ricominciate le piogge, e l'inclemenza della stagione rendeva più acnte le sofferenze, mentre d'altra parte le provvidenze che s'erano da.te per· un più comodo ricovero · delle truppe e per la costruzione di baraccamenti erano state in gran parte nentralizzate da difficolt?i insuperabili . Al lt) ottobre si contavano nei lazzaretti da campo 50,372 malati, di cui 19,387 feriti. Per fortuna nessun genere di malattia aveva ancora accennato a prendere il carattere epidemico. La persuasione che ornai s'aveva dell'impolenza tattica del nemico non v.alse a far rimettere nulla nella rigidezza del servizio di sorveglianza, ora reso più difficile dalla maggior lunghezza delle notti e dal tempo nebbioso, e reso più penoso dall'inclemenza d~lla stagione. Se pure si negava ormai al nemico la possibilità d'un· tentativo di sortita in grande, tutt~ivia si ammetteva ch'esso potesse cercare di separare la sua sorte da quella della piazza, tentando con una sortita di allargare cli tanto la cerchia d'investimento, da poter capitolare in rasa campagna. Anche su q nesta eventualità pertanto il principe Federico Carlo richiamò l'attenzione de' suoi dipendenti, affinchè si tern,ssero sempre in misura di cib impedire, e interdicessero in modo assoluto lo scambio di conversazioni amichevoli che già era cominciato fra i propri avamposti e i soldati france si .. Il 24 ottobre si ricevette dal Comando supremo l'ordine di dirigere per ferrovia a Parigi una divisione del II corpo, e quello stesso g iorno il Principe, nel dare all'ordìn~ le disposizioni occorrenti per avviare questo NELLA GUERRA Fl1ANCO-TEDESCA DEL
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1
'.z'-' ARMATA trasporto, prescriveva nuovamente alle truppe pel giorno successivo una presa d'armi. La sera di quello stesso giorno il Principe riceveva uno scriito del maresc_iallo Bazaine, in .cui l.o si pregava di accordare udienza al generale Changarnier. Con ciò s'iniziava il periork> dei negoziatì. 8° Le trattative e la capitolaz.z'one dell'ar11 ata del 1 Reno. - Basterà qui rilevare alcuni de' tratti più saglienti di quest'ultima fase del dramma svoltosi a Metz. Anche durante il periodo delle trattative le truppe tedesche ricevono nuovi ordini di tenersi pronte a respingere un poco probabile ma sempre possibile attacco del nemico. Per ciò che riguarda Ja questione àell' uscita delle truppe dalla piazza con o senza gli onori della guerra, questione che rappresenta una parte così notevole nel processo Bazaine, ecco che cosa ne dice il Goltz. « Era « stato il giorno prima {26) esternato dalla parte fran« cese il desiderio che l'armata capitolante potesse sfi« lare dalla piaz:za cogli onori delle armi. ,Questo punto « era contemplato nell'articolo 3°, in cui il principe Fe« derico Carlo assentiva alla proposta fatta dall' avver« sario. « Ma ora questa disposizion e fu modificata, e ciò pari<< menti dietro desiderio del plenipotenziario francese. Ora « inl'atti, nello scopo di poter pitt facilmente mantenere << l'ordine, per evitare m anifestazioni turbolente all'atto di « deporre le armi, si propose dalla parte francese che le « truppe fossero disarmate nell'interno della piazza e che « le truppe uscissero senz'armi. Siccome non si trattava « qui in sostanza che di una questione d_i foi::ma, che ri« guardava soltanto la cortesia verso un nemico valoroso « che soccombeva al destino, non si ebbe difficoltà di con« cedere anche questa variazione ». Nessun cenno è fatto della questione delle bandiere. 464,
LE OPERAZIONI DELLA
NELLA GUF.IUlA FRANCO - TEDESCA DEL 1870-7-1 4-6t5 Ecco in qual modo il Goltz si esprime, quando viene a parlare dell'uscita delle truppe francesi dalla piazza: « Se si pensa a tutto c1ò che quest'armata, ora disar<( mata, aveva attraver·sato di fat iche e nei campi di « Metz cli sofferenze di ogni genere, se si pon mente alla « situazione in cui essa ora si trovava, non si può a « meno di tributare pieno omaggio al contegno ch'essa « serbava. « I comandanti superiori non presero parte all'uscita « in massa. Tuttavia le colonne marciavano in buon or« dine. Solo nell'artiglieria e nel t reno s'erano sciolti i « vincoli tattici. Le truppe mostravano un atteggiamento __,.,,.- « serio, quale si conveniva alla circostanza. Fra le truppe « del corpo della guardia che sfilarono si notarono soltanto << due ubbriachi. La disciplina non venne lesa in nessun « punto, l'entrata ne' bivacchi stabiliti si effettuò senz:a « disordini e senz_a costri7,ioni, e nella separa,zione degli « uftì.ciali dai soldati si assistette a scene, le quali at« testavano stretti rapporti, basati sul r eciproco rispetto. « Anche _l'aspetto esterno della truppa era buono: l'ab« bigliamento era in ottimo stato ». L'uscita delle truppe francesi si fece per di verse por te; e le varie colonne furono ,dirette verso i singoli corpi d'armata teàeschi in località che erano state preventi. vamente designate; ciò rendeva poi più difficile la bisogna dei trasporti, ma non sarebbe stato opportuno condensare tutta quella massa in un solo punto. Così pure per la consegna della piazza si dovette eseguire gradualmente. Le cure del gran comando furono in questi giorni assorbite dalla necessità di regolare queste operazioni, di provvedere pel vettovagliamento non solo dell'armata d'investimento, ma altresì dell'armata di Bazaino e della popolazione di i\{etz, di avviare il trasporto dei prigionieri, e di preparare-la dislocazione delle proprie truppe in vista delle loro future destinazioni.
4-66
LE OPEllAZIONI DELU
'z"
ARMATA
Le .perdite che aveva costàto l'investimento di Metz nei 70 giorni, che avea durato, furono le seguenti: Morti in combattimento: 36 ufficiali, 729 soldati; :\forti in seguito a ferite: 21 uffici.ali, 394 soldati; Morti di malattia: 44 ufficiaìi, 1054 soldati. Oltre a ciò erano stati feriti 160 ufficiali, 3410 soldr,ti. 1 9° Partenza da 11fetz e avviamento delle itlteriori ope,razt'oni. - Già fin dal 25 ottobre era giunto a Corny un ordine scritto del Com·anrlo supremo in data del 23, il quale assegnava alle tl'uppe d.' investimento il còmpito loro per le future operazioni, quando fosse intervenuta la capitolazione. . Secondo quell'ordine si assegna.va alla l" armata, composta dei corpi I, VII e VIII, de.lla divisione Kummer e della 3• divisione di cavallèria, il compito di. provvedere anzitutto alla so rveglianza dei prigionie_ri, all'occupazione di Metz, all'assedio di Thionville e Montmédv, e con una parte delle sue forze, almeno d~1e corpi, m~o·,,ere in direzione di St. Quentin-Compiègne. Alla 2a armata, composta dei corpi II, III, IX e X e della l" divisione di cavalleria, s l prescriv·eva, appena conchiusa la capitolazione, di marciare sollecitamente in direzione di Troyes. · Quesi'ordine venne poi completato colì!ì nomina fatta il g iorno 27 del generale l\fanteuffel a comandante la l" armata. Naturalmente però l'avviamento delle truppe nelle accennate direzioni non si poteva eseguir<~ se non a misura che si compieva lo sgombro dei prigionieri. Questo incominciò il 30 ottobre e si proseguì nei giorni seguenti, per due linee,l'una a nord a tappe ordinarie per lesEtangs, Boulay, Saarlouis, l'altra a sud per la ferrovia; per queste due l inee erano spediti giornalmente 20 mi1a prigionieri, e di altrettanti si faceva eseguire il passaggio dai campi
NELLA GUERIIA FltAKCO- TEDESCA DEL
,1870-7·1
467
delht riva sinistra della Mosella a quelli della riva destra. Così i primi a rimanere liberi per la marcia in direzione ovest furono i corpi della 2•: armata. Al 1° novembre si trovarono liberi i corpi IX, III e II, al 3 novembre il X . In previsione di ciò il principe Federico Carlo avea dati fin dal 30 ottobre gli ordini per la marcia. Il IX corpo, che non aveva ricevuto prigionieri in consegna, e che già fin da.I 30 era.si dislocato pii\ verso ovest, doveva il 31 toccare la }Iosa a St. Mihiel, riposare il novembre e pel giorno 3 raggìungere Bar le Due. - Il /~Il corpo, movendo il 31, doveva trovarsi al giorno 2 a Commercy, e quivi soggiornare il 3 novembre . La 1• div isione di cavalleria, movendo il 31, riposando il 1° novembre, aoveva trovarsi il 3 a nord-ovest di Bar le Due. - Il II corpo ebbe pur prescritta la sua linea di marcia, ma un ordine posteriore del Comando suprem<1 chiamò pure quanto restava di questo corpo in direzione verso Parigi. Il X corpo doveva regolarsi in modo, colla consegna dei prigio11ieri, da potere fin dal 2 novembre avviarsi in dirnzione di 'l'oul. Benchè questi ordini presagissero alle truppe nuove fatiche, nuovi combattimenti, tuttavia esse lasciarono con giubilo que' campi, in cui aveano fatto sì lunga dimora. « Per la prima volta dopo 70 giomi - scrive il « Goltz - esse trovavano alloggiamenti nuovi, che non « erario ancora stati devastati da combattimenti e da « durevole c'ondensazione di gente. I corpi poterono « estendersi più comodamente a l largo, tutti poterono « trovare ricovero, l'affaticante servizio degli avamposti << era finito una buona volta .. «· Allo sguardo si offerivano nuove campagne; la vista « dei campi di battaglia co' villaggi rovinati ed incen« diati, senza v~getazione, col suol o calpestato, era « scomparsa.
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4,68
LE OPEllAZCONl DELLA
28
AIUIATA ECC.
« Si respirava, e di lieto. animo si andava incontro
« agli ulteriori avvenimenti.
« « « « «
«
. « DelJ 'entjtà della nuova forza armata della Francia, delle difficoltà che si doveano superare, non si poteva naturalmente a quel momento avere una giusta idea. « A quanto pareva, il centro e il:' sud della Francia si presentavano completamente aperti alle colonne di marcia della vittoriosa 2" armata, e si credeva di potere andare a collocare i quartieri d'inverno nel cuore della Francia. >>
RIVISTA BIBLIOGRAFICA
I
(continua)
X.
Tabelle t•eltrtiue alllt, c<Jstituzio11 e dell' et~e,•cito tiustro-
(Pubbl icazione del corpo di st.ato maggio1·e, sezione sLaListica). - Homa, ·l875. Voghera Carlo, tipografo di s. :.VI.
1m9tirico.
Seconùo la promessa che ci è stata fatta, il nost.ro corpo di stato maggiore, facendo seguito alle Tabelle relcdiveatlacostituziune dell'esercito francese ('I), ha ora pubblicato quelJe che si riferiscono all'esercito austro-unga1'ico. Anche queste sono divis e in tre parti: la prima ritl(~lte il reclntamento, la seconda l'ordinamento, la ter,;Q i quadn . Probabilmente siffi1tta parLizione non s0rebbe stata seguita 11mmdo queste nuove tabeHe fossero s late inclipendonti da quelle che le hanno precedute, poichè, mentre per la Francia essa era suggerita dai limiti ueLLarnente stabiliti colle tre leggi organiche Jìuom votale, in Aus~eia invece esis te un ordinamento militare basato essenzialmente sulla legge del 5 dicembre 1868 e su varie altre successjve che ne formano il cornplcmento per quanto riguarda l'of'ganament~ della landweht~. ::.\fa poichè tali pubblicazioni hanno due scopi hen clistinLi, l'uno di farci conoscere a grandi (I) v . Rivista militcwe, dispe;1sa dell'ottobre u. s . pag. lt.7.
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470
HlYlSTA
tratti la potenza militare dei vari paesi, l'altro di facilitare i c,onrronli, la partizione aclot!.ata per J.e tabelle francesi s i imponeva qnasi come necessaria anche p<~r quelle ausLt'o-ungal'iche. Nè solo nelle grandi purti tale~ sisLema fo possibilmente seguìto, ma anche nelle rn.i.nori, nella for ma cioè e compilazione delle singole tabelle. Ecco inlà.Hi di die trattano le vurie parti. La prima parte, clopo avere indicato i pvincipii fondamentali che reggono il reclutamento e la durata del servizio nell'esercito att.ivo, nella r iserva e nella lanclwehr, pone anch'essa, al pari delle tabelle francesi, come base dei calcoli successivi, il r isultato annuale delle operazioni di leva, dal quale desume poi il complesso degli elemenLLche saranno Corni Li <lal reclutamento a ro tazione compiuta della legge~ G dicembre 1868. ~fa poichè tale rolaz.i one non sarà compiuta che JJcl 1879, cosi all1'e tabelle ci fanno conoscere gli elementi ,djsponibili per ognuno <legli" anni 1875- 76-77-78. Queste tabelle r i.guarclano tanto gli uom ini assegm1ti all'eserciLo e alla mar ina (1) quanto quelli che apparten gono alla riserva di complem.ento, lu r1uale è desLinata ad alimenLare durante la guerra l'esercito attivo. Anche sulla forza a ttuale clell;:i landwefll' (che corrisponde incirca all'eserci to terrilol'iale franccscì sono cspost.i alcuni claLi, ma non hanno che un valore approssimativo, come quelli dell'esercito oradetto. La seconcla pai•le indica dappr ima le basi dt~1l'ordi namen~o, poi con s uccessive tflhelle ci presenta il comando e la direzione superiore dell'ese!'cito, la circoscrizione LerritOl'ialo e il riparto deUe ~ruppe nei vari e,ornandi_, il quadro generale degli uffici, stabilimenti e istituti mili I.ari, ed in.fine l'ordinamento specjaJe della lanchvehr cisl.cilana, tlella difesa del paese nelle contee~ principesche del Tirolo e del Vor arl berg (tiratori nazionali) e della 1andwehr ungherese (esercito degli Honved) . (1) A differenza di quanto avviene in Francia ove Ja mal'ina è reclutata in parte medianie l'isc,:tzione m writttma ed i 11 parte col reclutamento, nelJ 'Austro-Ungheri.a l'armata di m are è composta unicamente d' hom ini p1•ovenienti dal reclutamento.
IllDLlOGllAl!'ICA
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Un'ultima tnhella fornisce per la mari na iuclicazioni analoghe a quelle ora accennate per r esercilo: comando e dicezione super iore, cir coscrjzione per le oper azioni di r-cclutamento, stabilimenti ed is Lituti di marina. La terza parLe, quella che r iguarda i ,11rndri e gli effettivi, è molto più completa della parLe cor·1·isponclente delle tabelle fhtnccsi> poichò noli ::<olo indica la composizione generalH delJ'eserciLo e /per le speciali condizioni cl'agglomerazjone delle provincie aust1·0-unga riche) il , piadro generale delle forze della Monarchia divise per· p1·0Yincia 0 per nr-izionalità, ma ancoPa la composiziorn\ tan to sul piede di pace cl ie <li guerra, della compagnia, scJuadrone o batteria, sia clell'escr·cil.o attivo, 8ia della lanc.lwelir, la formazione d'una divisione Ji fanteria o cli 7'vallcria e quella d'un corpo rl'armata sul pie<le cli guer1'a, lo specchio generale della forza inq_uacll'ata in tempo d i pace e in teu 1po di guerra, e pe1, ultimo la composizione della flo lta o la forza in uomiui della ·m aI'ina austriaca. Poche parole vi sono elette inlorno al landstu1m, ma basi.ano a far cornpr·endere come, ad eccezione c.lj quello cleJ. Tirolo e del VorRrlberg, nelle alLre _provincc dell'impero questa isl.iLuz ione non abbia alcun valo1·e prntico . • Or-a che abbiamo accennato così d i volo il con tenuto delle va!'io par·li é1i r1uesto lavoro per moslrar(~ la quantità di dati utili che vi si possono attingere (quanto alla qualitù creclcremmo far t01'to al nostro stalo maggio1'e ponendone il'l clubhio l'e~attczza), poicli è più sopr a abbiamo eletto che <1ueste tabelle hanno un secondo scopo, di pmrnetlere cioò i confronti, non clispiaecia al lett.ore che f'a cciamo qualche paragone fra lo tabelle francesi e le a uslro-ungal'ichc che ora abhiarno soLL'occhio . Ci si aprirebbe qui invero un campo ttssai vasto nel quale potremmo fac.ilmenLc spaziare; noi per ò non dimentic heremo i modesti limiti che ci sono imposti in questa par-le della Rivista e limiteremo perciò il nostro studio ai dati che pr esen tano magg ior interesse. Nessuno -vorrà supporre cli certo che sia nosLro -in tendimen Lo
1UV1S1'A.
confrontare il merito inlrinseco dei duo lavori; oHreche una stessa monte li ha del.lati, un'ultra sola mente o quella stessa deve averne diretto il 1·iparto e la compilazione. Al più po~ trèmrno dire a questo riguaedo che avr emmo veduto con piacere nelle tabelle francesi, ad imita?.ione cli quanLo è s tato fatto nelle austriache, i dati più imporLauli sulla rnaf'ina che ora occupa il p rimo posto nel Meditc~rraneo . Lu,.sezione s LaLisLica ùello s La Lo maggiorè avrc~bbe poLulo, volendo, senza dubbio procur arcc~li, e (1uancl' anche non fossero riuscili completi corno quelli austriàci , sarebbero s tati ad ogni modo sempre uLili e in teressanti. Potremmo ancora soggiungere che una car ta crualsiasi, o semplicemen te uno schizzo indicante la p.o sitionc e i limili delle vaI'iO province, sarebbe riuscito molto u tile per n 1cglio e più facilmente intendere la circoscrizione militarn dell'impero, e questo appunto già lo abbiarno rutto alle tabelle francesi; ma · tuttociò non uvreh be che un interesse secondar·io poichè ci allontanerehbe dallo scopo essenziale per cui le tabelle sono state fatte. Ciò ehe rnaggiormen te irnpotfa si è di confrontare i daLi. Cominciamo aclunque da c1uelli della prima par te. Quanl.unrtue in Francia, del pari che in Austria, si asi adoUato il princjpio ;lei servizio . obbligatorio, la cosl,iJuzi<?ne dei loro· eserciti 1'.i posa tuLlavia su basi difforen ti, avvegnac11è queste basi consislurw essenzialmente nella d urala della ferma e nel contingente~ annuo cl!iamato·sotlo le armi. Considerundo sol_tan to le truppe di 1• linea, in AusLr ia si compongono di I.O classi, poichè il servizio dun't 3 anni nHll'eser ciLo attivo e 7 nella 1·iserva; in Francia invece cornp1·cnclono soltanto t) classi, 5 dell'esercilo allivo e 4 dc~lla sua riserva. Nfa la Francia chiama ogni anno sotto le armi Hi0,000 uomini (clei 11uali però appena i 8/ 1 passano non 5, rna 4 ann i jn media sotto le arrni, gli altri 2/ , appal'lenend.o alla 2• parte del contingente, e dovendo rare per- conseguenza appena 6 mesi ocl i anno <li servizio), mentre l'Austria ne chiama non più di 95,000 e ne assegna circa 10,000 aìla rise!'Va di complemento che in tempo cli pace
IH BL!OGi\ArICA
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non r iceve alcuna isl.n1zione milita1·e . Sarebbe ovvio il trnvare le caus,~ cli s iffa tte differ enze negli ordinamenti milital'i di due paesi che p ure hanno, sì l'uno che l'ultro, uua popolazione assai prossin1a ai 3G milioni d'abitanti. Bastc!rebbe ricordar-e le condizioni polit,iche dell'uno e dell'altro, e 1<~ circostanze che Lliederu origine alla legge del 1R!i8 pet· l'Austria e a c1ueJlu del !R72 pe1· la Francia, e lo condizioni t·i111m?.iarie, ecl aH1·i s imili lhtLori d'ord ine gùnerale . Lasciarne al lettore l'esame dell'influenza esercitata da Lutti .cruesti fa ttori; noi ci contcmliamo cli constatarne l'evidenza clte si appale:,;a non solo nelle basi dei due edifici rrulitari, ma ben anche nel loro compless o come ris ult1:1 di'! molli aH1·i possibili conrronti. Quanto all'csercilo di 2· 1.i nen, noi vediamo che ili :\.u:-::lr·ia esso ò composto delle in ter·e classi '11·' e ·1t• e di cieca GO,OrìO uomini per ognunatlclle 1n classi dr.ll'esc•rcito aHivo e sua t·ise1'va. In Fra1 1ciu illveee comprende 3 inter-e clussi (cl alla -10" allH H') e può ,dl'occol'!'enza rifornil'si d' uomini nelle classi succ<·ssivc f-ino alla :20", e ciù nou tnnto per comporTe 1·eset·cito ten ·itiwla .le soltanto cli soldati fatli (cì1e, in veritù, si poll'ebbe disculer·c circa la p refel.'enza a darsi piuttosto all'esercito tel'l'itol'iale francese che alla land 1,·cJ 1r a u:=;lriaca , meno istl'ui ta di quello, ma rrnclie J>iù giovaHe) ,ruanto lJCr· dare una più l'igorosa applicazione al p1·incipio del servizio ohbligatot·io. Tale diveesi là cli applica7.iono ;,;i scorge.ancor11 jn 'fLWst'til.h·o fai.lo: in Austria appr.na l 0\000 uomin i vengono ascri~~i annualmente . alJ.' esercilo (compr esa la land,Yelu·); in Fl'ancia invece oltPepuss ano i 2'W, 000.· Evidentemen te per ò , [UBste ciri·e non pos:::0110 seni re cl i base per paragonm·e l'entiLù Llei mezzi ver~unenLe utili che trovunsi a rlispç>sizione dei due paesi. Questi mezzi 1i tr·ovi;) rno esptcssi nella tabf!lla >l'. 2 lanlo ,lell'una che dc~lf'a llr·a pubhlict1zio11c. Per l'o::;cr·cilo di l' lineR es;;i sono di cil'ca800,00uuomini in Ausll'ia e cl·i oltre J ,100,000 in Francifl (eqnipai·an(lo il coeflìc ieutc cli r idu?.ione delle ~ahellc~ franécsi a quelli) delle tabcll~ at1s lt·iache); pc,,1· l\lset'cito cli i" linea snn.o pres!-'o('Jir- eguali nei cli1e paesi 31
RIVISTA
(circa 600,000 uomini). Eeco il Lerm.ine utile di confronlo che s i può stabilire nella parte r eclutarnenlo fra i du·e ord.inatm~nti militar i; esso è, secondo quanto abbiamo de tto fino ra, il r isultalo del paragone fatto coi I.re elemfmti: durata e riual ità della ferma; con i.ingente annuo, apptic.a zione p iù o meno rigorosa del principio del servizio obbligatorio. Non abbiamo bisogno di soggiungere cli e l' Anstria i:, mollo più prossinw. al coronamento del suo edHìcio inililare che non · lo sia la Francia; ce lo dicono le date delle duo leggj d i reclutamento. Nella seconda parte delle tabelle la di ffernnza più importante che si riscontra fra i due eserciti r, quella che s i J'irerisce a l sistema generale di circoscrizione e cl'ordinament.o. L'Austria si avvicina per una (.Jal'lC al sistema tenitor·jale inquan\ochè ognuno dei suo 80 reggimenti. di fanLeFia si corrwleLa annualmente in tempo di pace cogli nomini forniti da un dato ci1:colo di reclutamento; poi· aUra parte tuttavia so ne al lontm1a col tenere i reggim.enti in.sedi lontane dai rispetlivi ci1·coli di rifot'· nimenLo. Di più le trup pe sono molto frrngolarmente ripartite sul territorio, tanto che vi hanno dei generalati (che corl'ispondono incirca a i nostri comandi generali) i riunii eorn1wenclono par ecchie divjsioni, come vene ha di quell i che ne comprendono una sola. Qnesto s t.uto di cose, che dobbiamo ascri vere s pecialmen te alle parlicolari rondizioni geografiche e polilicl,e dell'impero austro-ungarico, ò causa per cui 1JOI1 s i ltanno e.olà i corpi d'armala in ogni tempo costituiti, non essendo possibile altuare e mantenere una fo1·maz ione Lipo qualsiasi. Le stesse hrigatf} di fanle1·ia e di cavalle1'ia variano gr·..=rndmnente nella lom composizione . . In Francia accade l'opposi.o fli quanto succede· in Auslrifl. Quivi, all'inf'uo'l'i <.l i poche truppe rii cavalle1fa o di fan leria 1<-iggier11 che, o non troverebbero posLo nella formazione tipo dc~lle grandi nnitil, o si vogliono pet· uHt'e ragioni lasc.i are indi-_ penden ti, ogni corpo d'a1'mata, ogn i divisione, ogni beigala lia una identica composizione, ed il teu·iL01'io A diviso, come nel
BinLTOG RAPICA
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s islem11 gerrnanico, in regioni col'rispondenli ai vari corpi d'armata. Pm:6 in F rancia ogni rnggirr,e n~o s i recluta in tempo d i pace s u luLLo il territo rio dello Stato. MRlgeado questa d ispos iz ione che p uò essere dettata da neccssiUt po!it.iclie, mn che 1wesenta non lievj inconvenienti, semhra eJie il sistema r1'a nc<-Jse, quando s ia perfeUamentc alt.nato, offra sul sis tema ausLriac;0 qualche vantaggio di cclc1·itù nella mobilitazione, non trattandosi per esso, salve le eceetioni, che di comple tare ~corpi (l'ttomini e cli materiali , g li uni in massima vicini agli · altri, senz11 che occorra addivenire a nuove formaz ioni. Passanclo ora a ll11 l.erza parte noi lruviarno (lasciando a part.e i reggi menti, poichr~ non hanno id(mtica composizione nei duoo r·dinamen ti j el 1e l'Auslcia dispone pel tempo di gucr1·a di 4-f.>0 battaglion i di fauteria, 24·6 SC[ILadroni cli cavallc-wja, non compresi quelli cli deposi to, e of45ti pezzi d'arl.iglier-ia clt1 campagoa del l'esercito pennanente, p iù 192 battagl ioni d i fanteria, (57 sqnarlroni di cavalleria e 80 rnilrFt/:tliere della Jandwelir. Aggiung<~ndo a queste un ità tutti gli altr i corpi e servizi speciali s i trova una cifra di circa Wl0,000 uomini per l'eserciLo pP.rmanenl.e ed una di 220,000 perla lanclwehr; in tutto 850,000 uomini e ·J /i% bocche a ruoco d isponibili per l'eseeci I.o mobilizzato . Quanto alla FPùncia, le labello non ci danno le cif're parlicoJareggiate d<>gli cffet.tivi d i guer1·a poieh è~ non sono s tate fissat(1; ci somministrano però ,.;uf'fìcicut.i indicazioni per desumerle con quAlelie approssi.111 azio11e . Così ci dicono clte le 1,,,uppe cli c:arnpagnD a,.:cenclono a 63'7 battaglioni cli fanteritt, 308 squa,t,--oni di cavalleric1 (non com1Jl'esi quelli che nella mobilitazione l'ornwrebhot'o deposito) e 2,052 bocche a rnoco (19 baLlcwie a (i pezzi, montate od a cavallo, per ognun11 delle 18 br igate cl'ar lig-lic1•ja. - Questa ci1'1•a Yeramenle non 6 ancor l'aggiunl,a, rna lo sm•;i rruanlo pr·ima) . Quesle sono negli inlendimenLi della nunva legis lazione militare le~ tru ppe cli 1' linea, alle quali si dowchbc1·0 up·g-iungel'e come f.t'uppe di 2• linea 4:~) battaglioni ed nn numero di sr1uad1·on i e ba lterie che nnopa non A·not.o . Conviene pern avvertil'e che su •1ueslc ultime la Francia po-
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f\l\'lSTA
trebbe fare un ass0g1rnme11Lo assai pn,blemalico, non soltanlo ora per effetto llella loro incompleLa eustituzione, ma anche per alcuni anni avve11i1·é!, in l'agione della poca coesione dello tmppe elle le comp(m gono. Pet· or.,t quindi il uur,leo dcll(' tru ppe di 2" linea saeehbe costi tuito dai (JUur·ti haUaglioui. Deducendo ancora un certo numero di battaglioni pel' l'Algeria, che in nessun caso potr·<-ihbP- essc1·no spr ov veduta, lo Lruppu I di :t• linea si r iducono atLuahricnLe per· lu 1-'i·uncia ù circa . 450 baUaglioni, :300 sc(uadroui e 2,000 bocc.J,e a fuoco, ossia oltre 800,000 uornini, quanli app unto rw puc, rneU.ere in earnJJu l'Aus tl'ia l'Nl Lr uppe tli ·1" e di 2" linea. Pe1· LlLHrnlo l'ispeltabile sia la potenza mililare austriaca, ,1uesti paragoni ci dicono ablJt1slaoza chiul'amente quaU enor mi ris ulLali a bbia gitt raggi unto e a f[ Uali al tri tenda il. nuovo or·dìnameuto militare f.l'ancese. Lasceremo agli s tudiosi la cura di 1~,re ulLeriori confronti; se J1<j abb iamo ra l.to ,Jlcuni gli ò soltan to pe1' compr~vare l'n til il.ù pratica che ofli:ouo q ueste pubbl.icazioni del. 110slco s tato magg io1·e . Con viene perù esarninal'lc con qualche a ltenzione pe1· afferrar-e le linee più importanti degli ordinamenti m ilitm·i che rapJJresen tauo o i termini più utili di conl'ronlo; una semplice leUura a mcnt.e aslr-atta noi, 1·iuscirebbe d'alc u11 vantaggio. Per parte nostra , s0bbene ci s ia occorso di uo ta1;e •1ua e là 'lllùlche piccolo dil'e lto elle non rnettc conto di 1·ileva1 e (1), l'ùcciamo p lauso a s iffal.te pu bblicaàoni che l'iuniscono i n pocltf: pagine ciò che pot1·emmo ott.enerc:i so.lo dopo a vece sfogl iato cli molli lihl'i, e dcsiLlet·iam0 H)clel'le al pi,:, pl'esto con tinuate \ colle tubolle almeno cleJl'osm·cito germanico.
(I) Noteremo .solt,ui to uu erro1·c, evidentemente di s tampa, che abb iamo nlevato pag. •10 delle tabelle aus triache, ove è detto che i regg imenti ussai-i sono in uumero di 13, ment re eJfottiva rncme sono 16.
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llIBUOG-HA FJCA
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Elementi per un t•et;olamenlo d'i et~ei•cizi ,lella f,in- let•ia, ,io1•1•l1:11on<lenle alle mdyenze tlei nuo11i te1n1Ji; per Tr.u ENBAC11I.on ente c0lonnello al Ministero de li.a g uer ra (a Berli no.) e sopra intendente alla Cancel!Bria segreLa di guerra. - Tr·adotti r,ol consenso del !' auto1'c da HucuEs C r·TIAFFRJ,on. ·- RomR, ~ipog,·afla Voghe ra, 'l87;i. Hendend.o conl:<J Rlcnni mesi or sono i n questa stessa Ri:
vista (1) di quesLo nuovo opuscolo del colonnello TELLE:--IBACH, noi espri mevmno il desider io c lte quùlcuno ne i'acesse una versione italiano, owle ai rnolLi uf-li ciali nos tri cho volenLieri si dedicano agi i sLud i tattici fosse e.lato po terio legp:ere, od apprezzar(1 co11 ct·ite r io propr io le buone ed utili idee e le:~ savie cons iderazioni clie a noi f'e ceto parero queslo nuovo lavoro dell 'egcegio seri Uore terlésco non me no com incnrlevole dei suoi scri tti. precedenti. Gli. ù q ui nçli con vero piacer e r,he HOi. saluLiamo or a la traduzione c he ne lta falta il signor Huc.ucs CmAVFREno e non possiamo non rallegrar,~i che quel voto rL'I noi espr esso po(:hi mesi 01· sono s ia sLaLo osa ud ilo in così breve volger e di t<1m po. Il siguor· Hugues Cll ia ffeeclo i, noto da lungo te mpo nel nos t1·0 esercito come un ùtlivo ed inc!ofesso traclu Lto1•c di scritti. 1nilita ri tedeschi _, e, se la momorià non ci inganna, crediamo cli e r,,a J.' tdtre cose egli ap1:innLo abbia giù LrRdoUe pressoch,• Lutte lo prececle n~i pubblicazioni llel Tellenhach. Di ques ta s ua a ~l,iv il.à e della buonR volontft elifl e viclen temente egli impiega i u ,inesti lavori di versione, ingrati di certo o fal;icosi per chi li com pie , ma al l.reLtanto utili p er la g 1·an massa rlel nos11'0 pnbhlico militar-e, il s ignor Hug11es dev~ essere largamente cucom iato, e ,.ruanto a noi siRmo ben liPti di t1·ibu targli lnUa la .lode ch'egl i si rneeita . E cosi voreemrno pote 1.• lodar·e allehe la honlil d,,lla s ua trF1<l11zione; ma a q uc~;;tu nost1·0 desiclc1·io non sappìai 00, nostro inalgra'.lo, sodLlisf'a re, ali:nenope1' qna nto si r-i!',]!·ic:;ce a qn1cist'ultima _ve1·s ionc da lui mandata per lù s tam po. ( l) Ved i <lispe11 sa del giug no Uìi5.
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t\lV!STA
lllBLIOGRAFICA
Del che siaHlO lanlo più spiacenti inquuntoclrè nulriamo la convinzione che il s ignor Hugues pott·ebbe far meglio. Quei periodi d m•i e sten Lati, que lle rrasi con torte e rimbottit1:l cli particelle e lal volta cli parole ::;pesso superflue e più atte ad oscuru1·e che a chiarire l'idea espressa, r1ucJruso troppo frequen te d i neologismi, qualcuno ciavvel'O di nuo,issimu fattura, dai quali anche Je persone meno Lenèr·e della purezza dello scrive1·e ri i'uggil'ebliero q uasi cù.n orrore, e pat·ecch ie altre mende che p er brevità tealascimno di enurnerarl':, ci sembrano diletti di non piccolo momento. In <.:omplessu :::i vede che l'egregio Lr·acluttol'c più chri lo scriYercin buona .l ingua ita liana, pur conservunLlo il preciso s ignificato dulh~idee dell'autore, s j pl'eoccupa di fm·e una ve1°sione lcLlerale del l.esLo; ma l'indole cldle due lingue è così diversa ùl,c il t1·adiirre letlerulrnenle le fras i dell'una in quelle dell't,lt.t'a l'i nisce per p1·odu1TO quul<.:.he cosa rli assui b1·uLlo e talvolta rol'se anche d i assai poco intelligibile. Anche clii abbia mento pl'onta per- subjto i11d.ovi11are le idee puco felicem,]ute PSpJ'ess,\ clu1·a pel' eer-to non piccoh\ faLicn nel leggere una traduzione di c1uesta fa tta. Al signot· 1-1ugw~s Chiaffreclo 11011 mancherà certamente l'occasiono di rai•e nuove versioni dal tedesco ù i libri buoni eLl utili. Ebbene, s'egli vol't·it eh,; le sue traduzioni incontrino buoun roetuna, ~,ccia suo p1·6 di un consiglio che ci permelLiaino di dar-gii : abbandon i. assolutamen te l'idea di_rare delle trnd.uzionilcttc1·ali, e non tema di potei· r-e11del'e meno fedelmente i concetti Llell·autore ottenendosi in vece « c1ue::;l;'allru metodo; legga e rilegga aLten i.ainent.e la !'rose od il periodo dello sc1'il.Lo originale, e •1uando egli avrà capilo pec bene e Iua le è o quali so110 le idee espresso, metta in dispaetc il. Lé:slo e seri vn in i L;;\li0.i1 o le stesse idee come se uscisser o dal suo ce nello, e come se in vece di traduttore es-li rosso in quel rnomenLo a uto: e. Del l'est.o, malgrado il giml izio abbastanza sevoco cl1e abbiamo dovu to fa t·e cli (p1esl.a tr aduzione cld recente lavoro del colonnello Telll'ubacli, HOi speriamo elle alrncuo iu g1·nzia della
bontà Llel contenuto essa t.roverà non pochi letlori, e dal canto uostro la raccomandiamo agli ufficiali amanti dello studio delle cose t.alliche, p<wchè s iamo per-sm,si che parecchie delle idee e degli apprezzamenti dell'egregio scr·iLlor·e meritano cli essere conosciute, meditale e discusse.
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/ Nltulio sullo sl"lo allutde tiella 1n•(Jlltr~ione e11ui,ui in llaliti, del maggiore cli cavalleria, D. DE1,ù. - Vercelli, tip. Guicle tti F., otlobre 18ì5.
Giammai tant.o si parlò e si scrisse s ulla questione equinu come ili questi ultimi tempi; pcl'iodici di veterinaria, militari e politici, tutti s'occupano di questo irnpo1·tante quesito, e conLe11gono le discui:;sioni degli scienziati, degli ippofili, degli allevatori. Questa quesLione poi, importantissima per LLtlli i paesi , è ancora di maggiore importanza per l'Italia, la quale trovasi in k is t.issime condizioni relat.iv ...unent.e al rnateciale-ca valli. [l maggiore DELù, nell'opuscolo che annunziamo, passa appunto in 1·apiclo esame tulle le opinioni cspr-nsse in proposi Lo, e specialmente quelle che riguardano .i punLi capitali del c~uesi Lo, e corne dice egli s Lesso, il s uo lavoro è l'esposizione e conJataz,;o,ie delte disside11ze f t·a _qli sr;ien.;iaii e gli ippoJìli _ci(·ca i s h-d emi ed i, rne::;:;i per ottenente l' inc;·CJìie,ito cd il migiiorcunenio. E dicialllO ::;ubilo c:ho l'autore non ri-
sparmiò fat ica n~) cure per metter e sotto gli occhi del lettore c1uanlu si :sceisso, ecl iu quesli uìtim i e nei passati tempi, s ull'argomento; ond'è che cliic~nque abbia lettG il suo libro, può dire di conosceec in modo abbas tanza per.fotto e sotlo i vm'i aspetti tutto ciò che ha I.ratto a lla questione ippica. Fra le cause che produssero il deterioramento e la diminuziono della razza cavallina sono pnnovt:1·uto le seguenti, r icavale da un.a leLtera del SilvesLrelli al barone Ricasoli : 1• Ins ufficienza di c,apitali per tutti gli affari cl i agricolt un1 e di ogni indu.,s lria campestre in Italia;
4.80
BiHL!OC H.\ FH.:.\
RIYISTA
<>• Mancanza cli alletlmnm1!i esLeriorì;
:3' Poco sviluppo di movimt~nt.o nel paese a motivo tiella cl jvisione degli antichi Stati; . 4° Jgnornuza o ptegiud izi locali H$Sai potenti, soprnt.utto l à dove lia esisLi to ed esiste l a rastorizia nomade;
:)' Dal complesso di Lulte queste causr, derivo l'apaLia e lo sco1·,1gp·iflmen to negli .~!l evatori; (.i° Pregind i7,io contr-o la ·rnonla A nrnrio e contro il tenere gli stal lon i in s tnlla; \ 7' In una gran parlo dell'Italia si sottopongono i pn lec!l'i · al !two1·0 nppe,rn p:iun l i a ;{ an n i, in taluni li.loghi anche a ~ ann i. T ale assoggettamento precoce Elt[uivale nè p iii nt~ meno alla distruzione on licipala, alla d ispersione assoluta d'ogni prodotto; ec,·. Capi [.oli i nl0ressant) ssimi poi sono l'{Llflll i che LraLttrno della scelta degl i stalloni, dell'i ncroci ament o delle razze, <lellt\ lihe1·a copula e dell'un ione d ireUa a nrnno, dai qu:,li t·ileviamo come• i par·eri p iù dispflr·Rti ;:;ieno soslenul.i dn va lenli aulnri r C'orn e da lernpo ·irnrnemornbilc nou sia mai s l.ato possihilc di adclivenù·e ml un accodo, o stalli l ire (Jualcl1e cosa cl i co,wr·eto. 1·iinanendo oinunoin quella w~ce della p1·0pr-iu o pinione . Ed<': appuntu per coc>l'dinal'e tcit{i qrwsti pareì'i, mette,./i a Jrnnle di Jl(lr:ate e sauyie tli8c11,r,r,ion,: pe1' i)enil'e a derla.oioni re{ le. ,!'or1,Hthif·e J>l'eCi8e isti I 11.~iuni e co:wel'ti rie in· atto, elle i'egr·egio 1-rnLu:c· stima e8sere rl' 1w1,ù della in teNenzione 1/el r1ocer110 1netliru1 iewi conu1·esso, 1wima ,·eqionafe, poi :;e11el'ale i II I tali a. e 1! 1u1 concol'.-:,, t,i(,li o:11·rtfìco .~1,1 mcde1'ie o (!i nen ti rtilrt ~I flIJ8iione ippica . "lon ,, 1 1ui i! h rngn cl i es,·nniuarc iJ va!or-e di •1uPsl.0 pro poste; in ogni morln si dcH' essere grati nl maggiore Delìt d'uw·1· cercal{) di nYvim·e la questione cavA ll ina ,,d una pl'RLicfl soluziow,, ,~ Hc;n s i voel'à n ,,·g nre che il mczi.'.o J.ll'Oposlo non possa e:;sere ne· più ell'icari . ..\hhia mn ! >l' i'Ò ril e"alu 111w piccola lacuna nel Ja\·oro del
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muggioee Delt!; av1·en:uno, cio,\ dr.siclt~l'Uto che ci avcss<• c,t'fcr lo un quadrn dell'attm1!e pt'ocluzion,, ,,,·quin n in I La! i,1, e colla pazienza e cura d i cui egli o ffre larga pr·ova in ogni pagina, non sarebbe certarneute rimasto imbarazzaLo i ,ella r icerca dei dati necessarj. Inoltre, Jascianclo da par'le una moclest.ia forse eccessiva, l'auLol'e 11\Tebbe poLulo 1·iassun1Cl'e almeno i principali quesiti e farc i sen ti l'C il suo pa1•e1•e, il ,piale del resto tt'aspare abbastanza chia t· arn ente clnl morlo c:ol quale essi sono svolti. U n a piccola mcncfo la 1·il,'O\'iarno 1u1cor,·t nelle eccessive ci-
Lazioni di poeti ialini , italia11i, [rancrsi, ,·cc.; cilati.oni dalle quali appare l'estesn isl.ru7,ionc clel cfoari ssimo a utore, mo. che al letto;'() semlwer èinno spe8sc~ volt.e inu tili. Del res ~o non possiamo R mrmo di d ir e: C'!ii vuol l<>g;;ere uu buon l ibro sulla qucsLionfl <>,rui na l ep:f!·R il lilwo del maggiore Delù.
La slsuutltP!Jia e1! U !llli!Jaetis1uo le1•1•e.çh•e :uw,>n,lo lt!. 11 ;ù J•!:11,m.li os,u!t't>tt,,;:;imai falle fai litoliu. - Relazione ,lt•l lenen te LurGCG.,,TTA, presenta ta al Congresso intemazionnlc delle sciente geog1·a11che cl i PRrigi pcp curR della Sociolti ,!2:eOgi'unca italiana. -- C01 1 due cari.e s ismop:r,10c!in H du0 lavale . - Ro1 111-1 187\ lipograna Cenni ninna .
QuesLo P!ab01·nla relm:ioi 1e cl,~l G '°' TT ,\ ,-, di ,,j;:;a in d uf, p111'ti. pl'ima l'cp,·p,c-gfo nutq1•0 rrndc-' c:on ~o dei.tli ;:;turi i <~ (] r.,]l , ossw,•azioni f'a.U.e i11 IL;1l ia, spec.ial menLe in ocr.asio11e deg-l i lllt.ini i tct'rernoti, ,la i prni'<"sso1·i n,,-nos-; 1, pndi·e He,·Lelli, Ser p io1·i e Rago na coi si,:;momC\l.!'.i, in ol'd i nt~ a i mcwirnrnti rn icl'n;;i srnici ,lclb crosl a l,eJ'l'Cslr e , nll Rdirezio11(' .Jr.Ilo lineH di 1'1·altnra rlf:l ,,nolo iLaliano <'d ,1!1e legµ'i sec:o n,lo le~ •inali ;:;eml)l'ano pro1\ Blln
pagni':,-! le~ ondo s is1nicl1{l . ]';ella seconda c•gli ,svok,., l<" t>elazioni messe i n cliìRl'O dag!i
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3!.rnli o d.allc pr~e,;;cy.:•1',:mLi indugin i del padre Secclli , del pro-
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H1V1STA
BlilLIOG IIAFlCA
fe.ssor>e Serpieri e llel Tacchini, rra i fenomeni cosmici e rneteol'ici ùa un laLo <~ il variare e perturbarsi degli elementi del mag ne lisrrro terrestre dall'altro. Tu Lli coloro che s'interessano ai progressi clellu m(7teo1·ologia e della goognosi8, e che hanno u cuore il vedet·e come gli sc.ienziati italiani tengano alta la nosLi'a ri p L~Lazione all'ester-o in c1uesto genern di studi, tro veranno nel Jàvorn del Gi:ilta ricèa m esse e.l i informazioni e di coscienzio:;e 1·icerclw e citF.1zioni . .1\:Ierito pr·eci puo di una r·olazione del genere di r1uesta è se1npre l'o1·dine e la chiarezza con cui le osservazioni et! i 1·isullarnenli otlenuti doi dolli, di cui si ci ta n,) g li s tudi, sono ravvicinati e rag gruppati intorno alle vaeie ques tioni LcaLLate. Questo m erito spicca sper:ia lrnente nella seconda pal'~Ocliqueslo lavor o e ne 1·1.\ccomandiamo la loltuea u coloro che, vPrsati in questo genere di s lucli, hanno a vuto ag io di legger e le opère classi cl i e cli A rago e di Humholdt..
pel' noi nnu splendida promessa e che !'aut.ore avr ebbe sapuln
Duolci solo elle nella seconda parte del suo lavoro il Galla non abbia trovalo luogo per par lar·e degli :,;Ludi cli rneteoroloe'ia cos.m ica tlel CH!oria. For,:;e la ris trettezza del tempo ed aÌ;rc preoc:cupazioni furo no lu causa di '11les La ornmiss ione, che volentieri perdoniamo al GaLLa in considerazione del · molto che seppe fare in-così JJOCO tempo . Due pregevolissime carte, l' nna del profcssot'e De-Rossi e· l'altea dal Gatta stesso, di.inno un'immagine pa l'lao te dei fen ome:~ni s lucliat.i nella P,r·imn pael.e di <[uesto lavoro .
llisloh·e tle la !JtWn•e civile eu AtHé1·it1ue pat· i\l . le CoMTE DE PARrs, ancicn aicle de carnp du génèt·al Mac-Clellan . - T. 111 , IV. - Pari,:; !~75, i\'J'. Lévy f'rè1·es.
Chiudevmno la nostra rassegna dei due primi volum i di quest'opera importantiss ima ('1), affermando che essi erano / i j V. Rh;isla militai-e, nol' em bre l8 7J.
cel'to mantenerla . Sia1110 lieti di non c::;sera s ta t.i s menlili: nell'annunciare il s~i-ilo della Storici clella guerl'a ?ioile in Amel'ica possiamo cou s ic urezza dire a i lettori: eccovi un' oper-a profondamen te medi ta ta, scritta co!l garbo e con vivacitù, e, <p1el che più importa, con piena cog nizione della materia : voi a\ele un libro in cui il retto sens o militare si accoppia a ll'acume politico e allo squisito sen timenlo clell'a1·Lc. Nei d ue vol umi tesLù venuti allo. luce comincia a svolgers i nella sua tc~ rri hile grandezza il dt'arnma, di cu i i ])l'irni non contenevano elle il pi·olud io : vi si uu r·rano le campagne cli Richmond, del Kentucky, ciel Tennessee, tlr.J lo. V irginia o la guel'l·a navale nel !SG:2: vi si riassumoirn i J'aLli c.l'or-dine politico-m ilitare ri:oguat·Llan li i I r ecluL.amen Lo, le finanze, ILI liberLù indi vidua le, i r-a ppot· ti L.ra i bellig01'anli e la g t·ande questione della emancipazione degli scl.Jiav.i . Gli csel'citi irnpt·ov v is ati si muovono ornai s u vas tissimi s pazi, manovrano e com baLtono : sal il,i repcnlinamen le ai gr-acli più elevati appaiono sulla ::;cena della s to1'ia Mac-Clella n, Geanl, Sltermau, R . Lee, .Tackrnn, a ttf'i contlotticl'i d'eserciLo rp1asi _jgrlùli alla vig ilia della g uerra: a 01·ieBte e ad occidente della catena degli Alleg,rn i, s ulle r·j\'e ctel Chickabominy, det Jarnes ·Hivci', del Rappa nnock, llel .::VIississipi, del Tcu.nessee, lungo le c:osLe dcllt, Virgiuiu , dellfl Caeo linc, della Floridu, <lappertutto è lotta, i combattirw!uti s nccetlono a i cornbaLlimenli. Ma l'ullirno sent.enzn non è ancot· prnnunciala; le forze dei perdenti sono scosse ma no1i abbattute; viltor ic e sconfitte sono senza r isultali decisivi, e il vinto eiac,1cùsla ben p l'esto il perdu to vigoee . Non siamo in Europa ove la dis tl'Llzione cl.elle l'o t'ze (\ rapida e decisiva, una o due grandi battaglie pongono fine all;;1 gueera . Gli eser-ci.li americani delle due pnl'li eendono immngine di due for ti alleli che a lungo cornbaLlono r-isolntamenle, lìnc:hè l'uno attecra l'alt.r-o: ma <1uello 11011 ha più fot'za ·per-rende t'e og11i r is co~sa impos~ibil\ , quosLo si r-ileva, s i l'itrae pet·
lU VJS'l'.\
poco e acqnisLata nuova l enll ridiscende nell' 1:1gonc. fou lt.i rl i arm i sanguinosi come quelli cli ftai r-Oaks, <J i Gai ne,:<vfill , di Glen<lalc e \fa l.·P,l'Jl, di ~fanassas, dcli',\ ntietam, di PerryYi.lle, cli Col'into, di :Vfuel'i'eesborouµ;lr, e di Ft'ecleri ckshm·g hon hll.nno· ancoP determinalo l'esiln (inalo ,!ella !oli.a: si comba tte da oll1·e 1111 anno P, l'an imo i'· ancor perpl8SSo tC\ nun sa a ch i spcllerù il trionfo, so ai d ifonsor·i della libeelù on i pt·opugnatori della sch iR · vitù. Codeslo anda111cn t.o della guerra incerto e lenlo oltremodo non deve ascrivePsi a colpa dei ge1,e1·al i: ò pinUoslo il prorlotl.o delle impo1'fr>zion i rl el!a macchina g uePr escn, la ' /Uflle sHadoperab un p ò' lm 1scamenLe si guasta e ri ,,sce per r1ualchc· tempo in etta ad ulter iore lavoro . 11 pcrrezionnmento di essa rieh ierlA tem po, sov1·a tu t.to o it fernpo $,W ù ::1mico di chi avei\ mn.g;git)l' quan lilù d'11 omini e ,l i danari per r-il',~rsi dei. dann i
toccai.i n ei rn oi tnp ìir.i combat.Lin1rnf.i: laonde s i pnò g iù pre,·edere c!ir il ~tenio e l'incloinabi le energia dHi general i conft~del'[t l i dovrai mo al!n fine• cede i·<>. davant i allu mag;ti or e cruan t iLà di m ezzi g uot'i·esd1i 1nes,,i in canipn d;:i i fcdel'ali.
Per clnr r çornpi ul0 giudi;,:io di un' OJlt~l'a s torieu lWt>diaino sia necessiwio i.H17.iJuU:o abbrnccia 1·e il cornplc~sso degli ;w veni-
menl.i in essa rac:con lati; allor fl solo s,wi'.1 vossibile scoJ">!'Ìl'll l'ordine, hwm onia, 111 JH'Oporzinuc rle l lc wn·ie pa1·1.i, l'acl!rnc r.i il 1·et1.o senso spie~ui tn d11ll'an tol'?. nel collegal'e i ratti {.tius ln i tor o rapporti rli r.nusol itù . H inunciamo p el"lrrnlo ud espor re ance. :::omn1a1·iamcnl<' il contenuto dei dt1H volumi n ~1111ti ullimi al!a l nce: ci pMponinmo di rar ci<\ Lo>'l.ochr-· J'inLH1·a 11pe1·a ,;:m•à cli pubbl ica mp:ione. 1,: tl con(rarrn tale obhlig0 sinmo i ndo[.Li non solo dni pr egi non co -
muni c!ie c;i par di l'avvisare nel lo scl'iUo drl CONTE 01 PM~wr, ma ali.r esi da li<'1
4815' quello squisito senso l·lel 1.·eale, che costit uisce il. car<:1lleec più RIJ.ll.lOGT\Al<l CA
48f.
g 1·fl ve
inipol'tan zA cl el!'argon tenf,o da esso Lrat -
t.ntn. lmperncchc'> la gner,·a civile cl'A01e 1·ica t·nppeesen ta nn momento l'il.ovnntissimo nello svolg imen to d(~ll'arte m ililat'•\ e
specialmen r.e della prn:to più elcvaLa d i essa : i p1·oblem i p iù diffìcili ilel![I $CÌCllZfl c),:,l]a g nr-> r1·n f'll l'()llO dap·li All1Hl'·iCH n i. Af-
fron tali !';sol ulrn n en t.< ·, studiali
f'
seiol l.i in
h 11r11m
p ~H·le con
spi v~aLo c.lalla razza anglo-s assone.
. . . (ti sia inLan Lo concesso d i esporre a lcuna delle 11npr·css10n1 suscilatenel uost.ro animo dalla l ettura del :l'' e 1-•vol unw. Pare a noi d ie l'autore abbia voluLo far opera che si possa leggero senza soverchia fatica : perciò ha ommesso l e frequenti ciLazion i delle ron ti , ha b andi Lo q uasi inte1·ame11 Le le discussion i intorno a quei punti che diedcwo origino ad acer be censure, a controversie inlem1inab ili fra gl i attori de l dramma : llù vol uto che il racconto corr esse libero e spedilo, ila detlo in certa gui sa al l ettor e: f-idaLi in m 0; nessuna tlel k~ pubblicazion i i11Lorno all' ul~irna cvuerra d'Ame rica m'è pùssaLa ,linanzi inosservala; ho nig! i;to i ra tti , ho pon<le1·ato tuttH le opiniolii colla rnas~ima cu;·a ma questo fongo lavoro di critica non è pe1· \'OJ: acco11' . l ten t1tovi dei l'is ultati. - E l'autocc h a o prato ::;aggwmente: so 0 u questo p aUo e~ possihi l(-) un'opera, che alla· s<>voeiU1 e aHu so.d0zza della scienza accoppii le all,t·a tt iYe <lell'arle . Rrnl11edesJ, t~ vero, da parte < le! JoUoce molta fiducia nella di ligenza e nella ones tà dello scl'iUoee: ma ch i1m<1ue voglia per poco rnetter·c ,l eonl'ron Lo solo s u alcuni pun t.i lù nart'azione ,lel Conte di Palligi con quella d i allei s torici dellaguen·ù d' A inel'ica non voreà negare al nostro autor ~ il ti tol o cl i scr·i LL01·e di l igente e Hl)parziale . . _ . . .. , . Codesta irnpa rzia litù e'> g uida dei suoi g1ud ,z1 cosi m torno ai · · Il (', 011· te l 1l· p ,-et r in-i non 1·m neu·a le fo ti.i come into1·110 agli· uomrn1. " ' "' . . proprie simpati<i: egli 11011 appai·tiene a ' (lH11 nnvcl'o d i stor1c1. che prima di accing<'H'SÌ a narrare Ulla Serie di avve1urnenti lasciano da banda ogni idea od ogni aspirazione pi·opna, o con1.Pmplano la .trngedia dei casi mnani colla set·eni tà ·lkl chim ico che assis te al le tmsfonnazion i <lei la mnter-ii:1, o <.ld ns iologo elle noi · p ropt·io gabiJ1eLLo s~udia i renomeui ti ella v i LR: egli s i. Lrasferiscc nel m ezzo clegli avvenirnen l.i, vive cogli t\Ltor1, ossei·va, studia, in.d aga le tor-o n1,ion i, i l 101·0 cal'al.ter·('., i loro pl'r.sicri; ma non è imliffer·eute di r!'on te a lla ca usnpcw cui si com-batte, e rr-ammc~zo a l ca1·ro dellP, M mi f1·ntr·icide il suo cuore
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DlflUOG I\AFICA
nTYfSTA
hatLe sempl'e per unagrande iden, l'erna ncipazionedegli schiavi. Antico soldato dell'Unio :1e, egli non esiltl a dichiarara che la giustizia e la legalitàsLt1nno clùlla parte dei foderali: rrn1 la s impatia non lo accieca mai a l punto da adulLerare i ra,Hi: ammiratore degli or,lini polilici del l'America seLtenkionale, non esi ta a pon•2 in risalt? l'influenza pel'niciosa che ({ualclte volta csel'citano sull'andamento della gùcr1·a : amico forse di molli personag·gi che ten nero a que' tempi uffici impor-tuntissim i, ·non d uhi la di ciL,1rli al ti·ihunale dellu storia, sotlopot't·c-1 a scverò s indacato te loro azioni, poncleral'c IP, ragioni del lor·o op 3rato, o prom1.1 1ciare ltnH sentenza spesso grc1 v(\ ma se.mpr,~111 isura la • 1tella fo1·rn<i e i11spi1'ata c:la prof'onclo cnnvin-~imento. Da uguale senlnnento è l'autore anima t,0 verso i confederati : si di rebbe quasi elle il genio, l'eroisrno, la costanza ubhiano a i suoi occh i l'iabilitaLo i ri belli, fau Lori della schiavitù. II g,merale Lee non <'• più l'ulnciale el io, proclumat"l la sécessione, abbandona o·Ji antichi comp;1gni d'arrni per mettersi a capo ùelle ti'up pe co:f'eclera lc : dinanzi allo s Lorico i 1·iheHi sono o:m1.i 1·iconosciuli corna bell igePa nl i: Leo appa1'e in l.t.Lt.to lo splcnrlol'c\ cl•'ll suo genio g uerl'ier'<), in tuLLa la ser·ena fierezza del suo caratter,>.: _ cornl;aLle per- una causa che non è •ruella dello scri llor0 m a . ' questi non dis·~onosr..e n e lace le su e 0m i1rnn ti 11 ualilà comn capilHnò, come citLfld ino, come uomo. })ckson è nelle s lesse <:onù izioni tl i Lee: ancha egli combatLe fra i ribelli e primeggia lt'tì 1 101'0 capi tani; ma dinanzi alla ptilenza tlel genio tacB oo•ni spirito di partigianeria; JostoPico si anima ed esulta nel cl esr:·ive1·e quella se1·i<~ ù i opera7.ioni in cui il fino ac(;Ol'g i1rn,mLo e la rapida intuizione g:nr·(1gg·iano coll'audacia iJUasi sconfinala e Ja indomsbile fermezza dell'animo. Nella battaglia nel CedarMoun lain lR br igata Eal'ly co:r1in cia a vacillare <} unH parte di essa si clù alla fugA: « ma accori'e Jackson e passando aura» ":~·so ~i fuggen ti, che non ascoltano più la voce dei p ropri « uhicialr, conrlnce egli s tesso al fuoco la heig·a ta Slonewal " cornandat'l allora da l g-e11eralc l1onr1lcl. ErH. Jackson un 0 di 1 · " 1uelli no:11 i11i i'or·temenle te•npl'ati che sotto le ap p:=tr,~nzc
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clella impassibilità nascondono anima ardente, Il pe!'icolo ond' è minacciato l'esercito lo trasforma, s'anima il suo « sguaedo, i suoi ordini s ignoreggiano il fragore della hat" 'ao·lia il suo o·eslo imJ)OOe a~li animi più Lm:bali, H suo en" t, ' o « tusiasmo s i comunica 0 tutLi tfHelli che gl i stanno iutomo >), - Che cosa non può ott.e.nere da' suoi soldati un ca1·attel'e di , uesta rattn~ l.eggansi i pal'ti.cola r i della maecia esc~guita iJJ 1 agosto del 1862 per- risalite il r amo p ri ncipale del Ra pidan. " Jackson conduce le p l'opria lruppe per sc~ntieri appena se« gnati, aUraversanclo campi, sonza dursi pensiEwo d.'alcw1 .<i osLae:olo, passando per bosch i, s uperando barriere, vat•cand.o ,, tonenLi : ei le spiuge sempr e innanzi ineorendole coll'e« sempio e colla parola . 1.'nr·tiglieria lenea dieti'o alla meglio, « il carreggio s i studiava, rna ' invano, di raggiungei·c la e:o{< Jonna: non faeeansi fermale e .i soldati mang iavano mar« cianclo un pezzo cli b iscotto e 11ualclie s pi ca di rna·is colto nei « campi. Sornrcse dall 'impt·ovvi,:;a upparizione, le popolazioni « seguivan rnarnviglia te eolio sguardo e salutavano atfeLtuosa« men Le i soldati confeder a ti 0 specia lmente l'illustre e popo• lare capitano, che andava senza clulib io a proeacc.iare alla « loro causa nuovi Lrionti >) . Ciò che deve essec Lol'nato più gl'ave all'aulo1·,o s i 6 il giu dizio che tr ascinato dulia logica inesorabile dei falli deve •1ualcbe volta p ronunciarn intorno al geneeale Mac-Clellan . Chi prende i.I libro ccl osseeva che il Conte di Pa1·igi ha avuto cura cli l'icorclar e la s ua qualiLà cl i a nLico aiul.anLe cli campo dj 11ues to generale valen te; ma non sernpre foeLunato, e, senza volerlo, indotto a pensare che non si I.ratti cl1e d i un'apologia. J.:;bbcne non è vero. Certo lo scrittoec non dimen tica i v.incoli di affettuosa amicizia che lo legano all'.i llus tt'e comanclanLe dell'esercito del Potornac: neUa narrazionedellacampagna clj Virgin ia ep-li s i aclopra con somma cura per dare risalto alla ignoranza, a lle esorbitanti p;etese, allH inconsegucn&e clHgli errori dì rhi clal fondo di u~ gabinetto a \:\Tasliinglon eredea pot.cl' di r ige1·e feHcernenle lontat'1e operazioni cli gner m. Egli è1 mollo, niu «
«
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BlBLlOGRAF.ICA
RI VISTA
giustamenlc, sever·o contro la tendenza soverc.liinmellle as· sorfotr.ice dei .supremi poteri politici a scapito deJJ0 aUi·ibuzion i dei comandanti d'esercito; non risparmia neanco la imperi tura rne0101·ia cli Lincoln, iì cui vigoroso buon §cnso non semµ 1·e seppe vi)1C€we gli os tacoli, chB l'imperizia) o i pei·sonali ranco1·i opponevano buon. an<la1M.ulo delle operazioni. militHri : la s ua censura ;;j l r·asfoema tulvolla iu una fi na ir-ouia come allorcfr,,, occonendo l)arl,we delle dil'ficoltà che s'incontravano nHl trasportar·e l'esercito dal!u pnn isoln di Vjrgiuia a 1 l A<ruia Creek, soggiunge che , ffal leck sp~divaa Mac, « Clella 11 uss,"\i più dispacci per affrcLtni·e ln pMtcnza, cl,e « mwi per trnspoelal'e il materiale ». Nulla gli sfugge cli rruanto può chiarire la influenza elle sull'es ito dellù ct.1tnpagno di V irginia eh!Jeeo Je su preme au torità p0Jiticlie-milita1·i, poteri spes,;o incon seguenti e p t'esuntuosi, niancanli cli senso pr·atico, e ubbedienLi· qualche volta ari inconsulti clamori della stampa. Ma fatla la debita pal'te ull'azionecli ([neste cùuse estrinsecl 1e, r esla ptu· sempt'" g t',rndiss irnA la respon sahilitft di Mac-Clellan, e l'autor·e non t ace n0 altera menornamente i fatti che possano in q ualche modo metl.erla in chiam. Codesto tema della responsabilitli. i n gueiTa noi1 ha perduto ni'.• perderà l'o1·se mai della sua impoT'tanza, specialmeute per quei paesi ove l'indole delle istituzioni e la tradizione politicc1 (:ousjgliuno fl ci1·co,:;cl'ivere oltre i giusti limiti le aLLriJJUzioni. dei comandanti cl'eserc.ito e acl esiger·e da essi la vittoria nell'atto s tesso in cui JOl'C) s i negano i nieui per- consegu-irfo. La storia della guerra civile in America of!-ce norr poch i ammaes tramen ti s u tal proposiLo. Mac- Clellan prnsenLa il suo piano d'oper azioni al govemo; l fUeslo Jo modifica, ed egli acconsente: ma vcnulo il momento cli mettere arl. esecuzione il di• seg-no stabilito di comnne accordo, il governo vien meno ..111<~ peomesse, e non giustamente preoccupalo della sicurezza della capitale, dist.oglie ad altri cifHci il. corpo cli :.Vlac-Dowel, privando cosi ì.Vìac-Clellan cli uno degli elementi necessari alla esecuzio ne del suo piano. V'ha d i più: il comando
al
&,89
supremo dell'esercito' v isto dileguarsi ogni speranza cli soccot·so per via terr·estre, rif'olve rnoll.o opporLunamente di recarsi con una mur·cia d i fia nco dalle r ive <lei Chickahominy a quelle del J mnes River, e il governo lo v ieta Non e1·a troppo grande la parte che egli si risel'Yava nella direzione della guena1' Et·a pet' pal'le del romando sup1·ern o lo lJc rabile la situazione che gli venia faLl.a con ,ruesta appl icazione non reLta del principio della r esponsabilitàr Nessuno negherà a iWac-Cldlan il genio organ izzatore) nessuno gli contestei·à l'altezza della men te, l'uggiustatozza delle• vedute, la seren itù imperLurbata dell'animo d i rronte alle siLua7,ioni più gravi: ma dal!a narrazione s lessa del Conte di Parigi pare. a noi si possa declm·re che ajle accennate qualità non andava in pari grado congiunta l'operositil instancabile, e quella energia cli ca1°attere che s a trionfare di tu tte le resisteJJze. Tant'è, la sto1·ia vuol anch'essa le s ue vjLtirne, ma d inanzi al suo occhio spietatamen te severo Mac- CleHan r esta pur sempre una nobile L\ g1•ande i nd ividuali tà di cui anche un popolo comr l'americano puù anelare orgoglioso . Abbiarn9 già notato come t1·a i pregi di cui vn c1clorna la Sto1·ùt della guerra ci.11i:le in Amel"icr, vuols i annovcrùì'e la facil ili1 e la rapid ità con c ui pcocecle il racconto. Ciò non Ct'a agevole a conseguirsi poichL~ nella g uerra d' Arn()rica gli avvenimenti s'intrecciano, si accavalcano, si succedono con moto spesso rapid issimo. ARìncl1è la mente del leU.ore possa Rftel'rarli compiutarnent,e richiedesi sovr-atutto nna ar.concia ordi Lu ra deUa teln s torica rnecfiante i ! sRvio aggrupparnento rlei fai.ti, e una gi udiziosii parsimon ia nclln esposizione clei particolari. L'autore ha socldisratto alla pt•ima c0nclizione accoppjanclo l'ordine r.ronolo{2:ico C'.(>ll'ordi.ne, che noi ehi amer emo topografico, vale a dil'c raccontando gli avvenimenti second0 la loro successione nei vari teatr i rli operazione. Knn era a ltrettanto fac ile sor.lcli;:Jare aìl.a seconda, spec.ialm•:!lte quancln il r~c.conto cor~cerneva i fè1t:Li d'Armi.Doveasi f'ot'se presentare al lettore t utLi i par ticolari dei c.ombaLLirnen l,i, ovve ro soltan to ANi'>O
xx,
Voi•. iv.
490 lll \' !STA i linea!nenti principali~ L'autore ha seg uìto il secondo pal'tito, nè J>Oteva forse agire diversamente, Lrattundosi cli scriverè una s toria, nrm già una relazione. Per comprendere l'insieme d'un fatLo d'am1i è mestieri conoscere, oltre il numero1e Jadisposi~ione delle forze, anco il terreno in cui devono cornbaUere, quel complesso di circostanze cli e cosLiluiscono la situazione, e i momenti successivi per c ui l'azione t1·ascorre. A tuLti quesLi dati il Conte cl.i Parigi ha assegnato la debita importanza. Forse c1nalche lettore clesiderera tal volLa maggior-i ragguagli intorno al numero e alla disposizione delle forze; ma è d'uopo l'icordat'e le cliffìcoltà che lo sLot'ico ha incontrate nel raccogliere quelle poche notizie c!H1 egli gi uùiziosamen l,e, e gi usLa il desiderio da noi espresso nella r·assegna del novembte dell'anno passalo, ha pos to in nne cli ciascun volume. Ciò che a noi pare meritevole di speciale encom io si è la descrizione del terreno su cui si s volge il combattimc~nto, descrizione sempte chiara, sobria, circoscritta a r1uelle sole particolari Là Lopografiche clie hanno vera importan7.a militare. Alcune pagine possono per tale rispetto essere proposte a modello: soJDigliano a schizzi che fatti in campagna eta proveLto topogufo rendono con poche .linee l' immagine esattR di una porzione di leneno. Vogliamo citare frn queste descrizioni quel le della valle del Chickahominy, della posizione tli Nuova Orleans, dei campi cli battaglia clell' f\. ntie lam, di Perryville, cli ìVlurf'ree~borough o cli Freclerickshurg. Ugualmente lodevole ò la giusta misura costantemente serbata nel ra_ccon to dei s ingoli atti d i cui consta il fatto d'armi; nulla è omrnesso cli quanto è importante a sapersi, ma il }ett.ore non incontra mai 'JLIOJla farragine di minutaglie che finiscono collo stancare anco i cervelli meglio costituiti. Di quando in r1uando un'osservazione dell'autore aiuta a fare dei s ingoli fatti la debita stima: alcune però q i tali osservazioni potrebbeeo, a nostrn avviso, sopprimersi senza alci.ln danno, perché possono ingener"are nell'animo di chi legge il dubbio che lo storico abbia volulo <lae saggio del suo acume anco nei casi in cui basta una mezzana istruzione miljlar e per giuclièar rettamente.
BIDLlOGRAF lCA
E qui ci an'estiamo: il Conte cli Parigi non ha faLto s_olo un buon libro, ha dato un. buon esempio, ed ha accresciuto la glor·ia che la famiglia d'Odeans già seppe acquistare meclian le il cullo delle lettere e delle scienze . Ogni anima onesta applaudirà ad un principe che, invece di trascinare il prop1•io paese in isterili agitazioni, si studia di educarne l'intellelLo ed il c uore .mostr-and ogli colla Storia della guerra civile ri'Ame1·ica come la scienza universalmente difl'nsa, l'operosità e la costanza indomabile e sovr·alulto lo spirito cli sucr.ifìcio siano il rondamen lo della grandezza delle nazi on i.
lltefwetiseh-lt1l,tiscl,e11 ffl'inte,·,u•b,!ilen tler T1•upJJen- Offì~ie'll'tt. (Gli esercì.ii Leo,·ico-tattici inoerna)i degli uj'(iciali clei corpi cli fruppa) del lenente colònnello HoTzE. - 2• edizione aumentata - Vienna, presso
}!Me
Seide.L e fìglio, '187G . >fol breve cenno da noi fatto della primu edizione di r1ueslo laYoM (1) già c.lieernmo esset·e scopo di esso l'espo1•re un metodo razionale e peat,ico, e precisamente tfuello Lenuto dall'autore alla scuola cenlrale di fanteria in Vienna , per propone e r isolvere temi taWci sulla carta. Dicemmo pure come il libco s i possa considerareclislinto in clne parti, l'unaespositivadelle idee Jelrautoresull'argornento, idee che cer cammo cli hrevemt;n.le riass umere, l'altra applicativa delle idee stesse alla proposizione ùi una serie cli .temi. Ci restringeremo pertanto a segnalare ai le Ltor·i questa nuova edizionf:\, la qual<:;, succedula alla prima dopo soli dieci mesi, prov11 la favorevole accoglienza incontrata dal librn presso il pubblico mil itare, oad accenua!'e alle aggiuate cl ie l'autore vi ha faLte, per corrispondere, com'egli a~è~rma, alle molteplici esortazioni a tal uopo r ivoltegli, specialmente
dalla critica.
ri} v.
Rivista militare, dispensa de l febbraio 1875.
492
RI VI STA
Le aggi un te di eui si tratta consistono nell'aver aumentato (Ja 35 a 37 il numero dei terni proposti, e nell'averne corpedaLi alcun i deJla l'elativa soluzion e, esponendo anche, per u no di essi tratto dalla situazione, in, cu i. tr ovavas i il X eorpo austl'iaco (Gablenz) la vigilia del combal:timenLo d i Trau tenau . . ' in modo pa1r ticolareggiato .il metodo che converrebbe · s eg ufre nel proporre e guidare a l'isolv<we tale specie cli temi non più sulla carta 1na effettivamente s ul terr eno. Gli esempi di soluzione 1·ecati ci paiono corrunendevoli sopr a tu LLo per la cur a posta cl.all'a utore nel lasciat·ne ad ognuno una giusta iniziativa e nell'evita re tu tto ciò che ò su1>eriìuo. L e descrizioni del ter reno sono limitate a fa rne spicç.are quei caratteri che possono avere un valore in 'luella data oper azione c ui il tern a si r iferisc<~; nelle considerazioni. m ilitari ~ evlLata ogni divagazione; gli ordini e le d.b posizioni accennano in m odo chiaro e conciso a lJoscopo da conseguir si ed al modo da tener si, senza però entrare in particola ri o ùi utili o die possano inceppa re l'azione di clii ne ha l'esecuzion e. Questa 2' edizione del lavopo del tene;1le colonnello 1-loTzE, opportunam ente arricchi ta dogli esempi di soluzione di cui abbiamo fa Lto cenno, va cerLamente annover ata fra i· libri u til i, e no n poLrrì che con tribuire a m aggiormen te womuovere, spe0ialmente nell'esercito al quale il valente a utore appar tien e, 1rueli' is t1·uzione ta ttica a cui egli declicu con tanto amore l'oper a sua.
Die er.-;te .Hiilf e b ei 17e1•fot~uH!Jen . (Sui primi soccor>.<:i ai.feriti.) - Ein popular er Vo1,trag von D r . F . ESMARCH, P rofessor der Chirurgie in Kiel, - Hannover. Cal'l FUimpler, 1875.
L'illustre ed operosissimo professore cli chiruro'ia in K iel ' o " Dr . FEDER ICO ESMARCB, 11a p ubblicalo u!Limamen le UJJ suo lungo discorso sui primi socco1·si ai.feriti, in un volume di (iJ pagina in illus trato da 2:') belle figure spiegati ve intercalate
s.,
BlBLlOGRAFl CA
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nel testo. 111 esso egli tratta del vario geiie1·e cli ferite, delle conLusioni, delle fratture, delle lus sazioni, delle em orl'agie, altr i diso·rn.ziaLi accidenti che J)Ossono occorr ere all' uomo d eo'li " t> nella vita comune e nella militar e; espone facili ed elementari nozioni cl i a natomia urnana; dà nor me d'igiene e di o::;pedale per· quanto riguarda l'a.ssis ienza al letto ed il go verno cli feriti e maiali. ln ogni pu nto del suo libr etto popolare, l'autore si r iferisce s pecialmente al tempo di guen a ed a 1 quei casi che nel soldato richiedo no pronLo soccor so, sopratutto quel soccorso o <JLtell' assistenza che ognuno pup subiLo prestare' prim a dell'arrivo del m edico od anche senza bisogno di richie.del'lo. Perciò il suo discorso, 11.clla scelta del linguaggio, nei limiti del tr-attato> nella indicazione tlei mezzi da usai:si per prim o SOCCOl'SO, per vera medicatul'i:l e LalvoJLa anche pN· Cura1 è r ivollo s pecialmente alle persone c1Hi non so110 medici. L'autorè si tace appena che il naturale procedere tle.l s uo ,tema lo porle!'ebbe a Loccare l'urficio che la I'esponsahililà m or ale e la scienza vogliono affidato esclusivamente al rnedico. In Gern1ania è oramai en trato n ella consueLudine degli sciel'lziati, s pecialmente dei m edici , ques to studio di espor t e in se~1so volg,we la seienza allo scopo cl i render la ac.cessibile 01 tutti in quelie par ti che più possono tor naee di u tililù pr·a tica universale . Alla cliffus.ione cleJl'isteuzione medica p opolar e sul soggetto che 01•a ci occupa, hanno contrib uii.o grandemente e l'esempio dei buoni fr· utli cli.e s e ne sono rica vati nell'assistenza di rnala ti e feri ti clur an te le carnpagne che ai nostri giorni si sono s uccedute in Germania, e in ispecie la istituzione difflls a dell'associazione pèr il soccorso privato è volonttu•io in o-uerra comp resa in tu.Ua la serietà ed elevatezza del s uo . " ' nobile intencl-ilnento. In seguito di ciò, si [può dire che ora in ogni ci tt.ì e presso ogni universi Là tedesca i medici o ch il'urgl1i più dis ~inti e i professori delle catt.edl'e mediche tengono corsi regolari cli i1lsegnamento alle per so ne addette all'associazione di soccorso. S<~ ne ha una prova in questo discMso del professore Esrnarcl t.
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R!vIS'fA
Lo studioso potrebbe fare una collezione r icchiss ima dei libri che in questa materia la slampa va divuJ ga.Jdo coll'emblema della croce 1•ossa. L'idea clell'atti vità intellettuale, morale ed economica che q uesto segno della carilà cittadina e del più giusto senlimento di umanità lrn deslato e man tiene in Germa nia , ~\d il confro nto cou quella degli alLri paesi si può desurne1·e dal Kl'iegerheit (Salute elci solcla to), organo dei comitati di socco1•::-o tedeschi. Questo piccolo periodico mensile, in cui, e.omo spirito animatore, Jìgul'a il nome di S. M. l'imperatrice Augusta, è redaUodalchia roprofessom cli chirurgia nella u nivcrsitè (li BP.r]ino Dr·. Gurlt, autore del grosso vohu~1e s ulla sto,·ici del soccorso p r ivato e ùde1·nazionale in guer1·a (Berlino, 1873), cd a lla cui intraprendenza il servizio sanitario degli eserciti è r iconoscente pee il g rande e notissimo atlante iconografico (Abbilrlunf7en zw· KNmkennfleue im. Felcle. Berlin, 1868). Avendo dovuto dir luLto ciò per quanto si l'i!'iùtlcrnlla r·agione di opporfonilà e alla imporla nztì sp eciale della pubblicazione c!Je pas$iamo in rass6g11a, dobbiamo pur dire d ie l' Esmarcìi ha so~ldisfatlo al s uo benefico assun to con rruella abiliLà e ma,3slria che l.utti nel s uo paese e all'estero sono abiluati a r·iconoscergli e serua ledere punto la veritù scie ntifica e la sericLù dinica. Uno dei più repn Lati uomini della chirurgia insegnante tedesca) allievo rwecliletfo e affez iona lo del d 1iarissirno professore~ ~ medico geJJeealc Str-omeyerJ con cui, dall'esordire dalla carriera medictt, ha diviso il liworo del gab inetto, l'opera della clinicà e le faticlrn clelle campagne, rla cui ha ereditato, anche per continua dimestichezza, i più retti principi rlella scienza chir urgica, pratico <ruind i delle circostanze della med icina civile e della ni ilitare, l'Esmarch non po Leva a mc;n o di trattar e l'um ile temfl propostosi con maggior competenza e con migliot' ri:;rnltato per riuscire utile e per farsi in tendere. Questo piccolo lavor o e meno ancora le no$tre parole cli elogio non aecresceranno cel'tarnente. la ramn sci<~11tifica del-
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l'ingegnosissimo chirurgo di Kiel; egli si è giù assicurato iÌ suo posto onor·evole nel I.empio glorioso della g.rnnde chirurgi.a per opet'C e scritti di maggior levatura e d i aUissimo mer ito . GliCJ1e clù il clirillo, non fosse aHeo, )I s uo ani ico libro sulle 1·esezioni (Die R esectionen n.ach Scl, usswunrLen. J( iel, 1831), e i suoi recentjssimi e comp iti s tud ì sullù emostasia elastica chil'urgica, divulgando la q uale, wll'nppaeecchio clie porta il ~uo nome, ha eeso a ll'umanità un Sf]gnalato scrvi;:io, r iconosciu togli coll'estesissima applicazione del suo proces,;o pri ncip almente in lngliilLerraed in Americ;1. Il suo p1·cscntc lavoro VfJ notato in ragione del vanta ggio che il libr o e l.' esernpio dell'auto!'e possotlo arrecÈtre al s ervizio s uni LRrio militat·c nei grandi bisogni della g uerM. Inlencliamo di · dire del ser vizio s anitar-io di un e,;er cito, quale consis Lc oggidì nei suoi duo elemenLi, cioè, de l corpo, orgonamcn t.o e malcr-iale sanitario mili Lare e del soccorso volon tar·io pr-i va to dell'intera nazione. Nel pr edispor re l'l~scicuzione del s uo vosto cùmpilo, in tali cir·coslan;:e il servizio sanitario di un esercito, se può fare assegnamento sopea lape1·felta istruzione dell'Università per <fl.tanlo r iguarda i medici, non è così forlunaLo da poter calcolar·0 sopr·a un personale infec iore co1Tispomlen tem enle is tl'Llito, destro e pratico . Ep pul'e 1rn per sonale simile è tan to necessario pee le incombenze seconda t'i" al le Llo del malato, e deve essere inevitabilmente numeroso per cor;·is pondere alle gt'crndi masse di fer·ili clic lasciano ie armi moderne sul campo di battaglia e al grande (rnme1·0 ,l i tn;ilu ti in eser citi così po<leros i. In consid erazione di ciò, c:i pare che l'illustre ùutore può andare sicuro <1 i non avHe speso in utilmen Le il s uo Lempo, togl.i endolo a studì cl i indole sciculirica pi(1 elevata, giacchè simili libri non vanno perùuli e danno qu indi nna grande compiacenza morale ai loro srl'iLlori. Il piccolo compém.-lio chil'ttrgico sul trai.lamento delle l'cl'iLe per arme da fuoco, che il chiùr-o De. Glterini, aspirando a più far · opera paL;'iottica che sc.ien li Aca, pubblica rn all'aprirs i <lell8 guel'ra cl' i tali a del 1860, oli r·e es-;ere s tato bene accolto
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l\lVISTA
Illl3LlOG-HAFlCA
dai J1)edic,i.ital.iani mili tari e civili che pl'eser-o parte diretl,a or.i indiretta alla cmmpagna, non l'imase rinchiuso fra le ff'on tiera deJ nos t.ro paese, ma f'u te1mlo in conto anche oltre l'AtLmtico . 11 vecchio e reputalo cltirnl'{;o di Milano, n ello scorrere i 1·icchissimi la vo1·i che l'Ufficio del ch irurgo generale <:1mei·ir;ano pubblica per is lmzione d<]gli ufficiali medici cli quell'esercito, «Vt;lndo ll'ova.to il suo. J,m wia1'io del m edico militare citalo in un& dcllHfamose Cii'eofari emanate da queli'Untcio stùla chirurgia di g'llcwra, avrè provato unt, grande soddisfazione perla sua n1odesla J'al.ica. Di questo alteslato di app1•ovaziouo i suoi colleghi ilaliani de vono sen til•si assai lusin o'-''ati nel lol'o perdonabile orgoglio chirul'gico 1wzior.ale .
Desidereremmo pc1·ciò che anche quesLi, oper-etfa dell'Es1narcl1jncontrassc fa vorevo!e accoglimento editfosione in l lalia; -Vi sal'ehbe per essa una eagione peculia1'e, che potr·ebbe se1·v il·e di uLilissirno esempio per 11oi. Di:I ,ruanto abbiamo compl'CSO ,!alla lettura delle prime pagine, l'Esmarch ha esposto i suoi prim,i socc01;si aiferdi dinanzi ad 1111 udi torio di donne e cer tamente cl i associate a i1uei comitali. (leHe signore tedesche, i q uali s tabil ili organicamente da tanti anni ( Die deut··
lu verità non è sLala cosa comune fìnoea, e tun to me no prirna del.la nosLra recente ricostitm:ione nazionale, la peopensioqe degli stran ieri a rendere onore alle opere del lo ingegno i taliano; s1)ecialmenle i nostri vicir1i occidenta li emnu soliti a ncg-a t'Ci il loro favore anche quando a vrem I HO meri Lato giustizia. Se il nostro giudizio no n inganna, domina iu Italia un maggiore spi Pito di impar;,;iali ta v(wso autori e scriU.ori str·anierì nei c1.11Lori della scienza e nel pubblico, <.:he accoglie favorevolmente, sen;,;a rice1·came la patria origìtJC\ i lihr i in ispecie di le t.te1'atura utile e popolare. Che anzi ossc-n'vaLori tro ppo seveei o pnPisti ;','OlTebbero vede re in ,iue::;La facile ospitaliLà acco1·dala alle opere straniere, spesse ,·olle anche al prozw della t.edio;:;a fatica di una t1'aduzioric, un trnppo sol lecito amore per l'onore le.lteem'io e il mel'ito scientifico alt,r·ui a daimo di quello cli-li nostri eormazionali. Conviene inver.e, a noi semhrt1, as m·ive1'e· ciò al desiderio degli Italiani di mantenc1·si 1~ll'un.isono colla ultima espl'e,;sione scientifica degli ultri popoli, al loro sfol'zo di proceder·e concor di nel cammino dell'umana civiltà. V edemmo difaUi non ha gua1·i il capitano medico · Dr. Bini trovar moclo di da1·e alle s tam pe la sua lraduàone del manuale di operazioni chit·u1·giche, che il professore Dr . .E. Gurlt di Berlino pubblicava nell'anno 1870, in circosl.an;,;c analoghe a fJ_uelle in cni comparve alla luce in U.alia il manuale el1irul'gico del Dr. Gherini di '.'v!ilano .
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schen F rauen T/erei.ne unter- der l'oillen Kreuze . Dr. llahn. Reuttint1en 1870), e pl'ogredt,ndo nello sviluppo loro cli consenso con quello dei comitati del s vccOi'SO privato naàonale, ·ha nno grandemente age volato l'opera di questi ull:irni nel grave iJwar·ico di soccorrere i malati e i t'e1·i ti nell'ultima guc1'l'<L Nella sua lunga le;,;ione cbin1rgica il professo1·e Esma1:cl 1 1:, sta to col suo remd1inB0 udi torio d i un ur·diment<J ::;cientiiico che riuscirebbe strano presso di noi, anche quando si vcilesse mette rgli a confronto il non lontano ricordo delle belle lezioni mediche ùell'i llus t.re professore Mantegaua, che il vubblico .femminile d i Firenze frecp1en tava con singolare a llluenza. Con ling uaggio ana tomico e fisiologico , mitigato però da immagini e,l esempi adal,lati all' intellett.o fernrninile e a lla -vita domestica e sociale della donna, l'Esmal'Cll è l'iuscito ù. spiegare, con gnmcli o sicuri Lrtitti, quale Siè, la strutlu1·,\ del corpo umano e quaìi lo principali runzioni della vi la; a clar iLLMdell'ideaulica del nos ~ro organismo, in ispecie della circolazione del sangue; a diL·a che cosa siano, nel a ilerio medico, ln conl usione, la commozione, lu fer·ita, l'emo1·ragia, la lussazioné, la fra tLuPa, la reeiLa j)et· arme da fuoco, cert.c gravissime infermità cho impl'ovvisamente mettono a per·icolo la v ita; li'\ morte ap pare:n Le e la reale. Ha esposto il valol'e del pote1'e di r iproduzione e di r icost.ituzior10 dt'ganica, o della cosi eletta forza medicatr ice ,lella naLuea, l'intento della medicina nei vm·ì casi e i primi soccpl'si di una .pei~sona profa1ia nelle vncie circostanze; la 1m1;,niera di arrestal'e un'emorragia eil peezioso partito della fascia elastica Jh-;ll'at'r-esto della cil'colazione sanguigna perif<}rica; i
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RlV1STA
principal i oggetti e modi di medicatura; i più comi.mi anparecch1 chirur·gici da fra ttuea, la maniera di adattar) i e l'indicazione ipotel:ica dei vari ripieghi che uno può ,wer semp re alla mano e utilizza1·e qualora mancasse un apparecchio magistrale. Ha trattato del miglior governo degli ospedali e Jei rnalaLi, e nell'igiene d'ospedale, a proposito <lella malsana atmosfera che circonda generalmente i malati nei pubblici stabilimenti, è giunto a parlare di vibrioni, di batteri, di monadi, di micrococclti. Per ultimo ha ritraLto un campo di battaglia e additalo le norme per il trRsporto del vario ge nere cli malati e di fe r.i ti. Le cose più. clifticili a spiegar::;i con parnl~ al S LlO gentile uditor io, poco fondato nelle cognizioni n1elimentali della medicina, e le cose più racili a cornprBndersi colla vista egli ha messo in e\idenza con fìgur-e. Così egl! ha climosLrato le parvenze esterne, o i sinlom i più palesi di uu a!'to f'rattural.o; la lesione interna per la rotf.ura delle ossa; il processo materiale del callo osseo r·egolarn; l'accavallamento di un osso per callo laterale; un apparecchio semplice da i'raLLura cou stecche e sciar pe; un apparecchio gessato; un apparecchio iacollato; una f'orbice speciale per· tagliare gli. ubiti ; una fe rula improvvisata con due baionette; 1.111 fanone B una fo1·ula di g iunchi o r1rn1oscelli; un facile apparecchio da fratLnm còn ro toli di paglia, tlll telo e due lacci di rune; la normale-posizione delle ossa in un'articolazione; lo spustamenlo dei capi articolari pe1~ il fatto della lussazione; il geande ciccolo sanguigno ven.oso ed arterioso; t111 esempio ai·ti/lciale del meccanis mo della circoìazione; la circolazione snnguig-na arteriosa, Yenosa e capillare cli una mano; la legatura cli un'arteria; l'applicazione cli uno stretf.o in chirurgico (tourn iquet) e quella cli un luho elastico por la compressione deìle arterie; uno streLLoio pet· compri mere le arterie ferite, improvvisato con una seiabola di truppa ed un fazzoJetlo; un polverizzaLore di liquidi medicamentosi; una bar•ella <l.i g r·aticcio di paglia, quale si usava dal personale francese della c7'oce ràssa nell'uHimo assedio di Parigiì uno sch izzo della rac·coìta di feriti ,,uJ cnmpo di baUaglia; fina lmenLe·i} mult.iforme
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impiego 'elle di una pezza triangolare si può fare nelle medicature sul campo. Su quesL'ulLirno punto, importan'tissimo nena cl,irurgia dL gnerra, l'alliore non ha fatto,cl,e ripetere~ quanto ne aveva dett.o in un pi•0cedenlo lihreLto cl ,e andò per le mani cli tutti: « Le premier JJensement ,mr le champ de bataille, traclliit par JÌ!l. verneuil. Kiel, f8ì0 ». Egli ru benemerito di aver allora r1cl,jamalo in onorn pHr J'nso g,,nerc1le degli eserciti il fazzolello triangolare, adoperalo da secoli da i grandi chit·m·ghi eillustr~to a it, ilal Dr. TvI. j\1fajor: « J,'ragm'3 nts de chirurgie poptdau·e. Lauscuine, 1881. " · Al giorno d'oggi il s istema si è divulgalo in più cli un eserc.il0 europeo; nel nostl'o, c1nell'oggetto con aleun i inel Lsponsabili accessori è entrato a ra r patte r .?golamentare dell'ar redo indi vidoalf: dol soldato . Si i> r.osì pl'OVYeduLo in modo che il medico al· ca!'npo possa Lroval'e sullo slesso fof'i lo quanto irli nuò bastare per la sua opera prima . 11 rnassirno Yanlaggio :,0 1~erale pei combattonLi si av1'à ol.t'.muto quanclo, con una o . faci le istcnzione, ogni soldato avrà imparato a pr-at,care con esso quella s empl ice prole:.c:ione della ferii.a eh(: è proprja del caso e sufficiente .i n simili circostanze . ~elio scrivere queste linee abhiamo curato cli me tter e in riliEwo LuLLi i parlicolari svolti dall'autore per non Logl.i ere nessun pe 2 gio ad un comporic!io di cognizioni cornplemenla1·i ~i Lratt~t.1 classici di mBdicinc1 militare che, cl alla ist.ituzio1rn degli esern1L1 perrnanenLi, s i ~ono succeduti o nuovi o r innovali n.cl ogni n uova guerra , e inoltre per <limostrME' il gr·onde pat·L1Lo che s i può rLtrarr·e dalla di ligente e ben,) in Lesa islcuzione del personale seco'nclario degli is tiluti di sanHiL Per il vantaggio che ne può ridondare _al ser·viz io clell'esereito, facciamo voti che c:orn-a o s i diffonda anche in ILalia una simile scuola, spe.. t> ciahnente po!'· ll'i clonnn. L'inteevento di essa è desHeralissimo ove si tratti di provYedere ai tc1nt.i bisogni dei malali e feriLi; e, rJpalora alle singolari dot.i nnlural i accoppì 11uelln. istruzione clie costituisce cli lei un pr;1zioso elemento cli ordine, <lJ ut111 cnre, di continua consolazione, la donna r·iesce una vera pMv-
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RIVISTA
videnza. 11 tempo volge favoeevolissimo ad un g·eande tenlatìvo cli <1uesto genere. Nell'annp decorso si è costituito in Roìna il centro dell\;ssocia:lione di soceol'so a ' malati e fel'il,i in guen·a, la (fl.lale ha già da to ar·gomento pet· poter n uleil'e le più bell13 speranze sulla sua atUviti1 ed espansioue in lulto il no::;tro paese. Non si kalterebbe che di compiere l'oper·a inlt·apt·csa da benemeriti e filan lropi ciUadi11i e di 1·enclerfa estr emamente frµUiferu . Frattanto che, oecu pandoci più cl e lla materia che dell'au 1,ot·e, uoi abbiamo in certa guisa voluto avvicinani il mon,enlo in cui nulla _aveemo da invidiare alla pel'f'ezione di ce rte is tiluzioni strnniel'e, ci r iserviamo di dire cose più degne dell'autore stesso Lfuanclo ci sarà giunto a eonoscenza il ::;uo libro, già annn1Jziato al pubblico, s ulla medicina m.i litare modernci, col quale egli li.a meritato il g rande pr-cmio stabilito a coneoeso du ~ - M. ì'imperatrice A ti g usta d.i Gemiania.
JI.Jie 'I liiiliyl,eil tle.<J Det,wlw11ie11lt, Hantzau ini JFeltlzuy il ~'70- 7 il ( l t
pee A.
distaccamento Ran.t.wa n.etta ccwipa[pui
1° ten1ente CLl aiulanl.e d.ella Jivisione del G1'tmducato cl' Assia (2~>·). - Da1·msLadt e Lipsia, Zel'nin J.S:-,->. (C<m una ca1·ta) Pag . :1!), 187_0 - 71)
DRAUDT,
La Francia, proslt·àla a Sedan, raccva i suoi nlLirni sforzi; :sforzi da g igante se s i v uole, sfol'zi degni del suo glorioso passalo,. ma sempre irnpoLenti a vincere lo skauiero, a liJJeI'èll'e Tassediata capi tale e peri i no a r endere meno duee le coudizio11i di pace. Sorgevano dal suolo armi. ed armùLi, ma questi male comandali, male disciplil1ati, male conclolJi, 110n erano in gt'ado di affl'ontaee con spel.'anza d i sel'io successo le salde e vittor iose scliieec tedesche. T ulLaviase 11011 riesci vano a vincerle, riesci vano a molestal'lo dovunque, a mundat'e tD.ivo!La a monte i piani m<~glio r:o u1binali, a Leucl'le in coulinuo allal'rne, a far pagar cvra l'occupa-
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zione délla patria. Numerosi distacca men Li Leùeschi più o m<~no g ross i qovevano s ping<~rs i in tutte le direzioni per coprir·e le marce, assicm·are le l inee, mantener e il. contatto fea i corpi di ese.rcito e s piare il nemico, pe1· quanto vinto e disordinato, • se_mpre attivi), valoroso ed intelligente . . Uno di codesti·distaccamenli ru inviato il 20 dicembre ·Js~·o dal l X corpo stanziato acl'Orl,',ans veesoo1·ienteaM011targis e poscia a Brial're per csplomre il terreno lungo il canale cli. Briare e porgere la mano al corpo del generale Zastrow. Tl dis taccamento era formato da Lru}J[)C apparLe1Jenti alla divisione assiana, e comprendeva il r ,~ggirnen'Lo di fanteria (jranduca d'Assia (2 J)at.taglion i), i!-t' rnggimento cl i cavalleggeri ed u na batteria a cavallo - 1500 fanti, 4.;35 eavalli, 6 pezzi - solLo il comando ciel magg ior~ generai vo~1 Rantzau . Il 2:3 clicernbl'c giungeva a Mon targis, donde volgendo a sue[ oecupava gif.l il 2o la piccola c ittà cli Rriarre. Qui s i clispoi1eva ad o;;tinaLa resistenza conteo le truppe nemiche e le bande di franch i tiratori, c!Je andavano addensandosi tutto intorno, cd inviava conLinue ricognizion i lungo la Loira e lungo il canale d i Bt'iane. L'opuscolo che ahhiarno sol.t'qccbio narra distesamen te tutti .i parLicolari dell'occupazione, erif'e risce tutti g li orclin:i emanati. Si doveva cornbatte11e con mille d ifficoltà e scongiurare mille pericoli. La linea cli t'itil'ata era sempre esposta, il fred do intenso, i viveri scarsi. l i :31 d icembre l-e compagn ie e le pa (;tuglie inviate in r icognizione sono respinte sopra Briarre che è rni11accialo cla Lutte le parti da circa 10,000 F'l'ancesi comandati clal generale Du Tempie. Il qua le non sapendo pr oJìtlare della grande s upe1·iorilà numerica' e delle circostanze, lascia che a ll'indomani il nemico si l'itiri sopra Gien, vi prenda flato e tor·ni dopo Lre giorni a rioccupare Beia r-ee . L'autore descJì.ive con ricca copia d i paeLicolar.i quell'abile gioco di colpi e parale, p<w m(:lzzo delle quali il distaccamento tedesco potè schermirsi, t.ener i'e rmo, e poscia t'avor ito dalla nebbia aprirsda strada a traverso i F1·ancesi, che giit s'erano
R1V1STA BIBl,lOGRAFICA
posti sulle sue comunicazioni. Questa seconda rilirata sopra Gien, nella qunle le tre armi. si sostenneI·o mirabilmente e manovrarono con s ingolare accordo, attaccan do e disimpegnandosi s uccessivamente, potrebbe ser vire di ottimo.esempio tatlico. « Tultavolta è mestieri ammettere corne circoslanza stra« ordinar iamente favol'cvole la nebbia fol lissima econlinua che « coprì non s olo il ripiegamento della truppa , ma 1·cse eziand io « impossibile il tiro delle a r tigl iePù~ nemiche poslate al cli là « della Loi ro. » Intorno a Gien continuat•ono le a vvisag·lic, lequali imposero s trapazzi e privazioni d'ogni natura. Pure alltt tìne di gennaio si mosse contro Au"Xerre. Ma l'attacco non ebbe luogo perchè il 30 gennaio s i nnnunzib l'armis tizio. l l generale Rantzau ceL'C Ò di guadagnar·e pit1 che potè terreno e senté\ curarsi clelle proteste, occupò Toucy. ll '.i i febbraio il tlistacca1nento, colla cos cienza cii avce fa tto tu tto il debito s uo, Lomò alla propl'ia ctivisione. Il l'acconto ha carntLere semi,u flìcia!e pei·chè faUo colla scor ta d i documenti forn it i dal principe Lodovico, comanclante la clivisione assiana. Non dimentica veruu particolar~, ma procede les to, s tringato, secco, ~enza c urare le relazioni francesi, e conset'Yando sempre l'imp1:on la s peéiale delle narrnzioni mi-· litari tecle,;che. Non una parola cli lode o di bia;;:imo, non un giudi:lio sopra una persona o sopra un'oper azione. U na sola volta si esce da una li11ea e.li condotta così severa ed è ,lesc!'ivendo la notte clel capo cl'an110 ·Un l, passata s ulla p iazza cl'allam1e di Beiarre. " Dopo ungi.orno così pieno <li° avvenimenti s i alten.. cteva a ciò ehc avrebbero pol'lato.le pl'imeore del nuovo anno, « - s inp;olare contr·asto coll'e ntusiasm o e colla gioia elle in Lutti « gli altl'i luoghi face va esultal'e ogni cuore te,lesco, conlrasto "r addolcito s oltanto dal fel'mo proposi to e dalla r.osci.en::::a cli .« compieee. un'arùua m issione necessaria al hone di Lu LI.i .»
INDICE DEL TO~IO IV - ANNO XX
A1•ticoli, rue1no1•ic 01•igiuali c cc.
APPUNT [ SULL A REL AZIONE PRUSSIANA DELL A GUERRA DEL
'1870-7'1 . - If Vorth -
gere'll,te.
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FANTER(A - -
l e ll.l -
(Coni. ejlne)
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;j·J e HJ7
N OTE SOPHA A LCt;NI PARTICOLAR! l)ELL A BATTAGLIA DI GRAVE LOTTE - ST- PHIVAT .
.
.
.
E SULL' J:\1PI8GO
SU LLA COSTITUZ lONE
.
. . »
41, 236 e 297
DEL'L' ART!G Lll;;RlA
G. S:iuttu•elli
NELLE AVANGO,\RJ) !E -
' '1:35
LA CAVA LLER I A NELLE 8$ERèITAZI0N l DI COMBATT IMENTO .D I 3° GRADO - I e li - Tenente ~D. il.Bianchi d'il.dd a ,, 21'7 e375
1.,'ACCASÈHMAMENTO NEHAl.l
E
DE LLE TRUPPE -
CEN NI
CONSJDERAZlONl GE- ..
S T ORICO- CRITICI
SULL E
CASER;'"IE
n'ITALfA - Capitano G . Dones1uu, " '16\l CONFERENZE M!LlTAlU (pubblicate d'ordine di s. E. il Minislro della guerra) - Considerazioni sulla nuova talUca della t'antcria applicata all'esel'cito italiano I - Càpitano i<'. Somale . ,, 31k5 LAMANOVRA COI QUADRl CONSIDERATA COME: COMPLEMENTO O.ELLA MANOVRA SULL A CARTA NELL' !STR.UZ!ONF. TA T T fCA DBG'Dl ~FFJC!AL [ -
IL
NUOVO REGOLAMENTO
FAè'!TERlA DEMARGHT CA R.LO,
Pag.
X.
JL .NUOVO REGOLA)IENTO FRANCESE SULLE ì\'fANOVRE DELLA
Li;; OPERAZIONI
'
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MANOVRA PER LA NOSTRA
. ,.
DELLA.
derico Carlo) 1870-7'1 - X .
Capitano a,. Gilelfa. .DI
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2" ARMATA TEDESCA (principe Fe-
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