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RIVISTA MILITARE 1875 TOMO III

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j RJVIS'"f A

MILITARE ITA_LIANA_ RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E

STORIA MILITARI

OEL'L'ESERCITO ITALlllNO

Serie

n. - Anno Tomo !II .

XX:

.)

' ROMA, 1875 VOG HERA CARLO, TIPOGRAFO-EDITORE ·Piazza del Gesù, N° 47.

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ALCUNE RIFLESSIONI SULL'ESERCITO CONSIDERATO

IN ORDINE ALL'INCIVILIMENTO NAZIONALE

Pr·opri"età lettem1·ia~

Se un llaliano ,di quella generazione che visse e maturò nei meravigliosi avvenimenti della nostra rivoluzione si raccoglie per un momento nel suo pensiero e in sè rifà quella storia, e dalla successione dei . fatti penelra nella vicenda dei sentimenti, la sua mente res terà colpita nel vedere come l'opinione chegl'Italiani ebbero volta a volta sull'esercito sia un segno certo del loro sentimento politico: talchè come si cambiava questo sentimento cosi l'opinione sull'esercito. E, per la sincera pratica del nostro governo costituzi~ nale, ved rà come l'oscillazione nella sfera: dei sentimenti fosse .s ubitamente verificata nel fatto dell'esercito. Dal bilancio agli organamenti variati, dalle leggi di carattere te,mporaneo a quelle di carattere definitivo, tut.to segnava il variare di quel sentimento polilico. Certo, a questa causa determinante se ne aggiungevano altre che potrebbero dirsi di principii, principii dico sulla cereduta- o non credula necessità di esercito stanziale, sui concetti vari dell'ente Stato: e poi altri sulla fede più nel dir1tto o.nella forza, ed altri ancora riposti nelJ'animo di ognuno; e tutti codesti princi.pii, codesti


ALCUNE RIFLESSIONI SULL'ESERCITO 6 sentimenti spesso cozzavano, e il prevalere di alcuni giungeva fino a mettere in forse la nostra istituzione: ma dal cozzo appunto ne use.i va fuori un modo di essere qualunque dell'esercito nostro. In mezzo a questa fluttuazione nacque e grandeggiò un'. idea conciliatrice. Alla fine, si disse, l'esercito è gran fattore di unità morale e di educazione nazionale, ed è pure, l'avete visto nelle calamità cittadine, un vero benefattore: l'esercito, insomma, é grande strumento di civiltà. Quest'idea fu veramente assaporata: scritti appas- _ sionati, graziosi bozzetti e perfino libri vollero illustrarla: e intorno ad essa si fecero premura, strana cosa a primo aspetto, gli stessi reggitori di cose mili tari, e insieme ad essi tutti coloro cui stava a cuore che l'esercito si reggesse in piedi: si fecero premura, dico, perchè per essa illuminando di luce nuova l'esercito nostro, nessuno che amasse il bene delli Italiani poteva osare manometterlo. Cosi in tale idea ebbero come tacita conciliazione gli animi diversi. Tutto questo accadeva prima del 4870. Allora il ·fragore lungo dei tanti cannoni fece correre come un fremito per le nostre ossa: per un vago desiderio di armi e di armati, per un timore indistinto, per difendere almeno colla forza quello che la fortuna ci dava, il nostro sentimento politico di venne ad un tratto favorevole all'esercito. Questo sentimento poteva essere passeggero e la passata oscillazione con tinuare: ma la causa sembrò vinta nei principii stessi, perchè la nazione che ci dava l'esempio di tanta forza tenace, persistente, preparata di lunga mano, comparlita in tutti i ciltadini, ci si mostrava altresì come la nazione maggiore in civiltà: talchè per uno di quei ragionamenti che la coscienza compie in sè stessa col lume naturale diceva: quella nazione

CONSIDERATO IN ORDINE ALL'INCIVlLil\lENTO NAZIONALE

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ha vinto perché eL'a p\ù forte, e più forte era perchè lai forza è compartita in tutti, ed è compartita perchè nazione più civile: ha vinto insomma perchè nazione maggiormente civile. Quindi la civiltà cresce e si mantiene con la forza.

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Se vi era sentimento atto più di ogni altro a restituire all'esercito lo schietto carattere suo proprio certamente era questo; perchè tale istituzione dello Stato .ritrovando tutta la ragione di essere nella necessità della forza, non era costretta d'accattare al di fuori altre ragioni come sostegni cli un edifizio vacillante: ma per sè stessa, sicura nella propria coscienza, poteva piantarsi nello Stato, e nell'ambito delle sue cause e dei suoi effetl.i, trovare tutto il modo dell'essere suo proprio . Quindi quell'idea destinata a contenere l'esercito come fattore di civiltà, e che era stata messa innanzi come giustificazione dell'esistenza cli quello, sembrava dovesse perdere di suo valore: e scosse le fibre della nazione, questa non dovesse considerare neìl'esercito che la · forza pronta alla comune difesa. E fòrse cotale sentimento si concepì nella parte civile; ma nell'esercito, vuoi perchè il dirizzone era già preso, vuoi p6r il ragionamento della coscienza naLUrale che dianzi aGcennai, vuoi per un nuov<r ideale di soldato che ci si fissava davanti, vuoi infine per carità patria, che i tanti analfabeti s'ebbero subito a schifo, quella idea si attuò maggiormente e n.ell'uomo sotto le bandiere considerammo assai più il c ittadino da educare · che il soldato qa formare. E allo straordinario daffare che la riorgani zzazfone e, diciamolo pure, il rinnovellamento dell'esercito metteva in tutti, si aggiunse la educazione morale del soldato o, come dissero, la morale


8 ALCUNE RIFLESSIONI SULL'ESERCITO guerresca: e questo avveniva quando una necessità e un imiero e nuovo ordine di idee ci porta va ad accorciare la fe1ma. Certo, nell'antico esercito piemontese e· nel nostro fino all'ultima grande trasformazione, v'era un'apposita Istruzione che çhiamavasi del Buon contegno: la quale poteva dirsi un seguito ed un perfezionamento di quella cura che i sergenti hanno alle reclute insegnando loro il saluto marciando, il modo di me ttersi il cappello, di vestirsi bene, di camminare disinvolto per le vie : le quali cose tutte si rinchiudevano nell'idea di soldato, tendevano a rendere, se posso così dire, elegante la forza e decorosa: e il superiore conchiudeva la sua istruzione dicendo: il soldato insomma deve fare buona e bella figura dappertutto. Ma ora nell'educazione morale del soldato si parla di religione, di patria, di famiglia, di statuto nazionale, di camera dei deputati, di senato (vedi i molti opuscoli e libri venuti fuori sull'educazione morale del soldato), e chi sa di quante altre cqse, il limite delle quali non essendo più contenuto in un'idea fondamentale, si allarga tanto maggiormente quanto colui che parla sente le a ttinenze e le relazioni: avvenendo cosi spesso che il discorso si ·proporzioni assai più alla mente di chi parla che a quella di coloro che ascoltano.

Questo dilagamento che supera i confini della schietta idea militare, non conferisce io credo a!Ia creazione di un tipo militare presso di noi. E se l'attuale applicacazione della legge d'eguaglianza, dico l'obbligo personale al servizio, da una parte si concilia mirabilmente con una nuova esigenza dell'arte di guerrn, quella cioè della q.uantitù grande di soldati (combat-

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CONSIDERATO IN ORDINE ALL 1NCIVILIMENTO NAZIONALE

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tenti) , dall'altra però scorcia il tempo della ferma; e per questo verso non aiuta alla fattura del soldato. Senza punto ricordare qui la vecchia quistione dei pochi e buoni, o molti e mediocri, parmi solo sarebbe logico che alla necessaria brevità della ferma dovesse corl'ispondere una educazione militare più pura e condensata , e più dovremmo stare fermi e racchiusi nell'idea fondamentale: che se molta gente dà poco tempo all'educazione militare, questa debba essere solamente militar{ che insomma, la maggior schiettezza e forza di questa educazione debba andare appunto in ragione inversa del tempo che il cittadino concede al servizio militare. Davvero it1 non torno ad ammirare i tempi nei quali si credeva che il maneggiare la penna rendesse fiacco il p ugho alla spada: ma ognuno sente che negli animi adulti , nei quali la forza è ormai tutta in una tal quale rozzezza, il sopravvenire ·tardo di una voce che tenta educare, che si dirige agli affotli per via delle menti, demolisce quella forza genuina senza sostituirne altra che provenga dalla ragione . Vero è che noi abbiamo vinto il dissidio fra la forza militare e la civilth, e ambedue le abbiamo conciliate nell'idea di patria e di diritto: ma l'aver cambiato il fine della forza, non dice. di cambiarne la natura: chè anzi quanto più è sacro quel fine, tanto pi,ù pronta e schietla essa deve tenersi; ed io non so , se mentre tan to ferro si te"mpra ai molteplici usi della g_uerra, si t,emprino pure alla vigoria gli animi nostri. E questo, se io non erro, il lamento delle alte intP!ligenze nostrane, il lamento dico che si duole piuttosto sulla mancanza di severità e vigoria del carattere degli Italiani, anz ichè di scarsa educazione delle men ti. Se questo avvenisse, se questa miscela alla p retta · educazione militare ne attenuasse non poco l'efficacia


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ALCUNE RIFLESSIONI SULL' ESERCITO

esclusiva, e se di questa efficacia avesse appunto bi·sogno il carattere italiano, ne consegue che tutto quello che esne dall'idea mili tare fondamentale, non solo non conferisce alla formazione di un tipo mi liLare, come già dissi, ma fallisce altresì lo scopo che si prefigge, cioè di un bene diretto ai nosLri cittad ini : e se JDrenclendo il tempo nostro corne è, e considerando poi che dappertutto .si può educare la mente, ma solo nella cerchia militare si ottiene una special tempra al carattere, ne consegue pure che alla gioventù sfugge la sola opportunità per acquistare cotal tempra.

Egli è a parer mio, che quel tanto di bene che la vila militare produce nell'uomo è un resttltato accidentale e contingente, non deve essere l'effetto di un disegno: io non prendo già l'operaio col proposito di fa rne un buon cittadi no, ma se è possibile un buon soldato: io so per esperienza che quelle particolari abitudini della vita militare potranno essere come. principio alle virtù civili, potranno anche ammegli orare l'uomo, ma non me ne preoccupo: e supponendo che taluno, e. chi vi dice cli no? più buono uomo riuscirebbe senza la vita mili tare, non sarebbe una ragion.e questa per escluderlo, o ammettendolo, modificare perciò le regole militari. Che il servizio militare non inceppi nè mortifichi Jo svolgimento della vita civile, è quello che dobbiamo tenere fermo, e di ciò ognuno ricorda quanto se ne sia preocc.upata la legge e fin dove sia giunta: rna da questo fatto all'altro che-consisLe nell'aiutare in modo diretto e positivo quello svolgimento, corre, parmi, gran differenza. Io lo capisco, il tempo di s.ervizio essendo così breve,

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CONSlDERATO IN ORDINE ALL'JNCIVILIMEN'l'O NAZIONALE 1f si è persa come la speranza così l'ambizione e la passione di far:e, come soleva dirsi, dei buoni soldati: ed ora si pone mente perchè quel poco che imparano riesca almeno loro utile poi .come cittadini. i\ia se a questo ci sentiamo porLati, parlo per noi educatori,. egli è perciò che io credo .ne abbisogni di uno sforzo per raddrizzarci e mantenerci fermi nel costume antico: e tanto più sforzo, quanto più ne mancano tutti quelli eccitamenti all'azione nostra che sono al di fuori dell'esecuzione fredda e letterale delle regole: come sarebbe il' piacere di chi produce e si compiacè poi nell'opera propria: ma l'esercito è una necessità dello Stato: e l'azione nostra deve assomigliare a quelle forze della natura fisica Je quali, pur non potendo cambiar la direzione al moto iniziale dei corpi , non si stancano però dal tenclervi, avvenendo così un complesso di resultanti che sono veramente l'ordine dell'Universo. Davvero non si può dire che a questo ci aiutino le regole nè lo spirito loro, e tutto dì si vedono soldati pei quartieri con libri in mano ad imparare a leggere e di questo premuròsissimi: perché uscendo dall'esercito attivo, dalla scuola di guerra della nazione, come disse il signor Ministro, non dovranno dare, putacaso, esame di quello che hanno imparato come uomini da guerra, cose che noi educatori abbiamo loro insegnato, ma del leggere e scrivere. Così l'azione nostra, tuttochè si eserciti energica ed appassionata, non potendo oramai fare assegnamento per la riuscita sopra una ripetizione continuata molti anni, nè trovando il suo· correspettivo ne ll'interesse degli educandi, rimane isolata, scivolaesidispercle sopra questaquantità di uomini chea frotte afrotteviene, sta e se ne va. Certo il cittadino dovrebbe aver premura cl' imparare il mestiere che deve insegnargli a difendere il sùo paese: ma questa


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ALCUNE RIFLESSIONI SULL'ESEIICITO -

,è una osservazione che nessuno, ai tempi che cor-

· Tono, vorrebbe obiettarmi. E non già clie io compianga quella particolare cura c?e i supe~·iori di una compagnia, di un battaglione, d~ un regg,men·to, q.uasi tante famiglie potevano avere smgolarmente di ciascun soldato, conoscendone poco :a poco l'indole, il caratlere, le abitudini e quasi ad ognuno adattando tuono e criterio diverso : questo modo, nonostante che ad esso si debba sempre tendere, sfugge ora di mano per la brevità della ferma e più si confaceva quando il militare era non solo famiglia ma classe; mentre a noi resla un modo di educare collettivo, il quale prende la sua efficacia più che c!alle ~arole e dai metodi, dal· contegno e dall'esempio del! uomo nel grado: talchè il superiore invece di ripiegarsi sopra ciascuno sottoposto, come fanciulli da imboccare, si tien dritt.o su di sè, lasciando che ognuno di essi prenda dall'azione sua, sempre bella, buona e vigo rosa, norma a se stesso. l\'.Ia ora da noi avviene, se cosi posso esprimere il mio pensiero, che 1~ luce la quale dal superiore emana tranquilla e ind1fferenle , a vece di rifleuersi sui corpi circostanti i quali dalla parte che assorbono se ne fanno color proprio, trapassa come a corpi diafani lasciandoli incolori. Jo non rimpiango, 1·ipeto, l'anzidetto modo . E veramente osservo che mentre nell'educazione in genere, va scemando la fiducia nell'azione diretta dell'educatore sull'educando, il pedagogo e i sermoni non si usano più , e va aumentando la fede nell' educe.zione delle impressioni variate~ forti, molteplici, nel militare si prescrive il giorno e l' ora in cui si farà ùn' ora di morale, per l'istruzione interna. E se educare vuol dire trar /uori, le impressioni a guisa di rago'i fecondano in mille modi i germi che in noi abbiami: e in quel-

CONSIDERATO IN ORDINE ALL'1NCIVILDIENTO NAZIONALE

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l'ambiente di luce si muovono liberi i giovani assorbendo quella tanta quantità di potenza fecondatrice che l'indole, le attitudini , il genio loro bramano : sì che noi potremmo avere come un vero carattere ita•liano, così la varietà dell' energie. l\fa l'artificio dell'uomo sull'uomo, con un metodo reputato buono nei libri ed usato non importa sollo qual cielo, tenta sovrapporre all'educando un'impronta che rimane posticcia e si dilegua tosto che l'uomo è restituito a se stesso. Figuriamoci, per esempio, che alle impressioni che dà la vista continuata della divisa militare, si associ sempre nella nostra mente l'idea di forza e di coramrio 00 , a cui nel sentimento mobile dell'Italiano, rispondano poi fugaci lanle immagini di guerra, di pericoli , di entusiasmi, e via via di memorie e glorie nazionali I Or ditemi; credete voi che una tale i rnpressione sempre davanti ai nostri occhi, educherebbe? E l'efficacia delle impressioni in genere è tanto più grande, per quanto ha valore l'educazione incliretta (·I). E qui mi piace notare quanto tale educazione meglio prepari gli animi all'ambiente morale e civile della vita moderna, nella quale, perchè la responsabilità individuale è accresciuta colla libertà e la mi sura del merito è tutta nello spirito di eguagl ianza, il giovine ha bisogno di diventare presto uomo. Così quel rrrod o di educazione collettivo e indiretto, quanto più se~b ra si scosti dagli effetti presunti nell'educazione per individuo, ne ottiene invece il vero fine.

Fra. le ragioni le quali concorrono non poco a dare quella speciale piega all'istituzione militare, certo vi è . (1; LAMBRUSCIIINI,

S1ill'educa.zione.


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15 dando l'opera propria alla potenza dinamica delle idee cli progresso soddisfaceva ad un bisogno dell'epoca, ed incarnando in quell'unità tale soddisfacimento ne fondava un pegno splendido e generale: e perciò questa un ità amata, stimata e desiderata nel mondo come gran fatto po litico: ma allora vieppiù apparente e sentito da noi, in casa nostra, il grossolano d isequilibrio tra l'aspetto e la realtà politica e l'aspetto e la realtà morale: quindi un vivissimo desiderio in tutti gli ardenti patriotti ('.he la realtà morale si elevasse all'altezza politica: e in quella parte che lo Stato aiuta il progresso della civil Là nazionale, l'esercito figurare come grande cooperatore: e qui noi ritroviamo il disegno che fa dell'esercito un fattore di civiltà. CONSIDERATO IN 01\DI NE ALL INC1VILIMEN'f0 NAZIONALE

ALCUNE RIFLESSIONI suu'ESEllCITO

quella che possiamo credere derivi dallo spirito di questo tempo, che irrequielo pe r raggiungere un fine prossimo vuole ULilizzare per esso e in modo diretto tulle le istituzioni, spostando.le forse dalla via a cui fu rono create: e più iri particolare presso di noi, da un effetto morale della nostra rivoluzione.* Io credo che lo . storico il quale dal la lontananza dél secolo futuro speculerà attentamente tutti gli avvenimenti di questo, troverà modo di spiegare nell'intelaiatllra dei falli generali la costituzione politica così subitanea, cosi meravigliosa dell'Itali.a nostra: e giù giù indicherà le ragioni complesse che ci mantennero poi uniti e ci portarono avanti in mezzo alle difficoltà di ogni sorta . Noi che si1~mo attori in questi avvenimenti non sapendo ben discernere nel presente, nè potendo Dosì cogliere tutte insieme le ragioni del fatLo storico, mettiamo un simbolo in loro vece e diciamo che una stella ci guida, mentre forse siamo portati. l\Ia quello che anche noi distintamente vediamo, si è che la nostra costituzione politi ca non fu l'effetlo di una lunga preparazione morale, sulla quale quasi sustrato dovesse poi ed ificarsi la presente nostra storia: l'Italia non si formò per svolgimento di un lavorìo iqLerno tanto scienLifico, sociale, filosofico quanto popolare, la vorìo che poi ad un punto scoprisse l' opera propria consacrandola con un gran successo, quasi somma e pTova di tutta la virtù sua; ma quella cosLituzione tu l'affrettato aggregamento di parti fra loro non bene affatto omogenee, nè ben conscienti dell'azione propria: talché poi si potè dire autorevolmente e con tanta verità, esser folla l'Italia e doversi poi fare l'Italiani, dando così evidentemente il merito cli quell'opera a tull'altra causa che aUa virtù nostra.. La quale causa, se ben si guardi, si può r invenire nel concetto politico del grande artefice di nostra unità: che affi-

Quel princ1 p10 coevo alla formazione degli eserc1t1 stanziali il quale sottopone il militare a legge diversa da quella civi le, ha le sue radici in un'idea molto antica. Se ne trovano i germi nell'epoca greca, nella quale un gran filosofo arch itettando uno Stnto ed uh governo, voleva dare differente educazione fisica e morale ai guerrieri, eh' ei chioma guardiani del lo SLato. Nell'epoca romana e nel medio evo quell' idea trova sa nzione piuttosto in leggi staccate e nel costume: e quando quei tempi e i mostrano eserciti che in g uerra compiono grandi fatL i, l'uomo nel comando era la legge per sè stesso.: mentre non rico rdiamo eserciti che abbiano resistito intatti a molti anni di pace: ed il famoso detto, se vuoi pace preparati alla guerra, era inteso dai Romani in modo generico e piuttosto nella poliLica, che in un lungo e paziente ordinamento delle forze militari in tempo di pace, come ora no1 lo intendinmo. l /,


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17 quale modo può da taluno esser giudicato poco pratico: ma io per me in tali materie lo credo conveniente: perchè è un are verecondo che accenna la cosa senza scoprirla, e un desiderio di chi dicendo poco vuol esser tutto compreso, e un rispetto inalterabile a quei sottilissimi confini tra libertà e autorità al di fuori dei quali il nome di disciplina è nome vano. Eppoi se il lettore alla· bontà di seguirmi fino a qui avesse aggiunta la pazienza di rifletter meco, tutlochè ei possa ave re pensiero differente dal mio, pure io non dispero che egli da se stesso possa ve rificare il mio ragionamento.

ALCUNE RÌFLESSlONI SULL'ESERCITO

Nei tempi moderni io non conosco nessun pensatore il quale meglio del Macaulay nella sua _storia abbia dichiarato quel principio: perchè egli dice che laddove uno Stato vuole essere maggiormente libero, più interamente speciale deve esser la legge militare. Lo spirito di questa sentenza parmi racchiuJasi nell'antitesi che vi è dentro: infatti la maggior libertà dalla parte civile esige la minor libertà della parte militare. Ma la mente non si fermà qui nell'analisi: essa vede che a tantD libertà corrisponde altrettanta nec(;)ssità di ordine, e ordine e libertà non sono che mezzi al fine che è la civiltà: la quale si muove ed agita in mezzo a quei due cardini quasi poli sempre equidistanti. Così l'esercito che è creato per guarentire l'ordine e la libertà, guarentisce altresì la civiltà. Ora io vedo che il carattere proprio di questa. azione è il negativo: guarentire vuol dire difendere: e penso che alteranrlo quel carattere se ne affievolisca altresì la particolare energia; a questo effetto condurrebbe appunto il considerare l'esercito come fattore di civiltà: e se ne potrebbe conchiudere che

CONSIDERATO IN ORDINE ALL'INCIVI:1,IMEN'!'O NAZIONALE

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RAF'fA ELLO BIANC1All0I

Tenente nel

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regg . bersaglieri.

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un esercito tanto meno si prepara a custodfre la civiltà quanto pih dù-ettamente l' ai'uta.

Questi pensieri che sono andato man mano accennando hanno divagato forse dal titolo di questo scritto. Ma perchè il sentimento che l'ha originato potesse spicc:al'e e farsi avanti agli occhi del lettore, bisogna va che io ne facessì co11oscere le genesi e ne dimostrassi l'esistenza per via delle"cause che lo produssero e Cafforzarono. E se talora :)embro lroppo sottile o vago nel mio ragionamento, egli è che la mia posizione mili.tare non concedendomi di verificarlo nella varietà dei fatti, devo contentarmi di una induzione e deduzione tutta ideale. Il ANNO

xx,

VoL. lii.

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IL nIORDTNAMENTO DE[,L'ESEHClTO F RANCESE

1i lllOllDINAllENTOi DELL'ESERCITO FUANCESE

(l)

ne. Q1.1adr~ e.cl, effettivi.

Una delle principali condiz,ioni cu·i le istituzion i militari d'ogni paese devono soddi-sfa re è quella d'i uri sufficiente grado di stabilità, egualmente lontario e dai cambiamenti che non sono richiesti da imperiosi bisogni e dal sist,~ma di immob il ità che è la negazione d'ogni progresso. L'inosservanza di questo principio in Francia da parte del potere esecutivo, al quale era affidato tutto ciò che riferivasi all'or·dinamento dell'esercito,. creò dopo l'ultima guerrn la necessità cli cercare maggiori guarentigie nell'intervento del potere legislativo. Ed invero erano stati mollo numerosi, specialmente negli ullimi anni, e talvo lta non abbastanza gi ustificat.i, i decreti arrecanti modificazioni a !l'organismo dell' esercito; l'instabilità dei ministri rendeva instabili quelle istituzioni alle quali erano pur .collegati i più gravi interes·si, come quelli del tesoro, dell'eserci to e del paese istesso. Sebbene questo intervento sia forse stato causa di un procedere più lento nell'opera di riordinamento, per .effetto del disaccordo spesse. volte esistente fra la Commission de l'armée e il Ministro della guerra, e talvolta abb ia dato risuhatì poco felici come quelli che abbiamo segnalati riguardo alla legge sul reclutamento, pure non si può disconoscerne la grande utilità, sia per l'intelligente ed efficace concorso prestato da uomini (l) Cont. e fine. V. dispense del maggio e giugno •1875.

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animati da sincero patriottismo ed estranei ad ogni imfiluenza personal_e o di sistema, sia per la maggiore importanza attribuita agli interessi 6Jell'esercito che divennero assa i meglio che per lo innan:1.i i veri interessi della nazione. l\ia· il difetto di insta bilità non P-ra il solo che si pdtP-s·se attribuire agli orgarrici preesistenti; ad essi rimprovera.vasi inoltre l'esìguità degli effe.ttivi di pace che 090 permetteva di imp•artire un conveniente grado d'istruzione ai quadri, e l'esuberanza nel numero delle uni'tà Lattiche, d'onde una proporzione esagerata dei quadri a fronte degli effeftivi ed un bilancio non pienamente giustificato. Vedremo ora fino a qual punto la legge, col fissare la costit.uzione interna dei corpi, abbia rimediato a tali inconvenienti. · Affichè questo lavoro non assuma proporzioni esagerate, noi non ci occuperemo che dei corpi di truppa e dell' esercito territoriale, rimandando il lettore, pe,: ciò che,, riflette gli stati maggiori e i vari servizi, al testo della legge che VQnne riprodotto dalla Cronaca militare este1·a nelle sne dispense del 16 aprila u. s. e •1° maggio success ivo. A eiò ne indnce anche il riflettere che, tanto per lo stato maggiore, quanto pe i servizi amministrativi e snnitari, nuove leggi sono ora in istudio e verranno fra non mo lto sotL0poste all'approYazione delil' AssemblP,a nazionale. 1

Fa.ntei·fa.

Prim~ del ,13 marzo ultimo la composizione della fanteria era la seguenle: 1H, reggimenti cli fanteria di linea a 3 battnglìoni cli 6 comp>agnie, più Jnrern0 . 3 comr>agnie di dèposito. 30 battagli0nì di caccia tori a piedi di 8 compagnie, delle qual i 2 di deposi to:


zO 1

Algeria

.

4 reggimenti di zuavi a 4 battaglioni di 6 compagnie, più 2 çompagnie di deposito. · 3 reggimenti di tiragliatori algerini a 4 battaglioni di 6 compagnie, più 2 compagnie di deposito. 1 reggimento straniero a 4 battaglioni cli 6 compagnie. 3 bauaglioni di fantet·ia leggera d'Africa ·a 6 compagnie. 5 compagnie di disciplina {3 di fucilieri e 2 di pionieri). 1

144 reggimenti di fa nteria di · linea a

1

Interno .

1

Truppe assegnate al.19° corpo

1

I cambiamenti stabiliti dalla nuova legge, e a que·s t'ora g ià effettuati, non riflet.tono quindi il numero -dei reggimenti e corpi, sibbene i battagl ioni e le compagnie. Ciò che vi ha cl i più notevole nella nuova formazione della fanteria è la composizione del reggi. mento a 4 battaglioni e del battaglione a 4 compagnie. Ciò che vi ha poi di più singolare si è che, mentre -nella discussione in seconda lettura (1), la com posizione del reggimento era stata votata a 3 battaglioni di 4 compagn ie, in omaggio ai principii dell'aumentò degli e[etti\i.i e della riduzione ed istruzione dei quadri ,!lltarnente e giustamente proclamati dalla Com,mission de l' année; alla terza lettura invece, quando il relatore annunziò che la Commissione, d'accordo col Governo, proponeva la creazione dei quarti battaglioni, nessuno più rammentò le animate discussioni fatte precedentemente, e l'Assemblea ar:lerl alla proposta eon tale cedevolezza come se si fosse trattato di questione affauo secondar.ia. Si volle attribuire questa subitanea determinazione alla convenienza di provvedere alla posizione di circa 1200 capitani che, per effetto della soppressione poco prima deci,sa. del capitano in 2° (la cui creazione era stata adottata nella seconda deliberazione), avrebbero dovuto essere collocati in soprannumero (à la suite); ma evidentemente siffatta rag ione non ha valore. D'altra parte, se si considerano gli effetti della legge quale è stata votata, si scorge che la soppressione di circa 600 compagnie dovelle produrre il co llocamento à. la suite di 1000 ufficiali a.Imeno, tenuto conto della crea1

Oggidi invece è stabilita come segue: .

4 battaglioni di 4 compagn ie, più 2 compagnie di deposito. 30 battaglioni di cacciatori a piedi di 4 compagnie, più '1 compagnia di deposito. 4 reggimenti di zuavi a 4 battagli'oni di 4 compagnie, ·più ,J compagnia di deposito. 3 reggimenti di tiragliatori algerini a ,i: battaglioni di 4 compagnie, più 1 compagnia di deposito. 11 legione straniera a 4 battaglioni di 4 compagnie (il numero dei battaglioni e delle compagnie può essere modificato per decreto del Presidente della repubblica). 3 battaglioni di fanteria leggera d'Africa (iì numero delle compagnie è determinato dal Ministro della guerra) . 5 compagnie di disciplina (4 di fucilieri e 11 di pionieri).

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DELL'ESERCJTO F RA NCESE

IL RIORDINAMENTO

)

1

(,f) In Francia. non esistendo finora che una sola Camera, i p,rogetti di 1e·gge sono sottoposti a t re letture o· deliberazioni prima d'essere approvati, salvo quando è dichiarata l'urgenza, nel qual caso basta una sola lettura.


22 li, RIORDINAMENTO zione dei maggiori ed aiutanti maggiori dei quarir battaglioni e dei posti dichiarati fuori quadro in var( servizi. In:fatti il bilancio del 1876 recentemente pubblicato liene calcolo ancora pel prossimo anno di 1502 ufficiali di fanter ia in soprannumero ('1 ). Altrove si devono cercare le ragioni dell'abbandono del primitivo progetto della Commiss ione, che pure lrova-va numerosi e caldi fautori nell'esercito, e dellu nuova formazione della fanteria . Sebbene colla creazione dei quarti battaglioni · il numero degli ufficia li d'ogn i compagnia sul pieJe di pace sia stato ridolto da 4 a 3, il che lascia supporre-degli effeuivi di guerra inferiori a quelli delle compagnie prussiane, sernbi;a tuttavia che il suo scopo, prossimo o iontano, sia quello di rendere inquadrabile un numero d'uomini mo] to maggiore di quell0 c<rnsentito dalla formazione a 3 battaglioni. Le ragioni che ne inducono a dare silfalla spiegazione a questo fatto sono le seguenti: ,1° I quadri di ba:,;sa forza della nuova co·mpagnia , tanto sol p iede di pace che sul piede di guena, sono quelli stessi che erano slati proposti e vo lati i·n seconda deliberazione per- la fo rmuzione a 3 bauaglioni . per reggimento, cioè pet· !a compagnia di 260 uominisul piede di guerru; 2° Le riserve d'uomini a venti un maggiore o minor grado d'istruzione, creale dalla legge del rnn, se non son-o giù fin d'oggi abbastanza numerose per consentire l'aumento d'un quarto negli effeuivi di guerra della fanteria , lo saranno ce rtamentefra qualche anno (2),. 1

(I) Secondo il bilancio del -1876 il numero degli uffìciali collocati: à la suite per effetto della leggo del 43 marzo è esattamente di ~ 670; s i vede però che vi sono compresi quelli che furono tosto ricollocat~ nei quadri per le cause sopra accennate e un certo numero d'ufficiali di cava ll~ria. (2) V. llivista militare del mese di maggio, pag. 274.

),

23 quando appunto anche le altre armi avronno acquistato il pieno sviluppo loro assegnato dalla nuova legge; , 3° Inlìne da qunlche tempo è voce abbastanza fondata del'. a preparazione dei quarti battaglioni anche da parte del la Germania, e poiché gli ordinamenti militari di queslo paese coslituiscono, si può dire, il termometro di quelli francesi, non è improbabile che ad essi risalga l'origine vera della creazione dei quarti battaglioni in Francia. Lasciamo giudice il lettore dell 'importanza di queste ra,gioni, ;iJle quali vuol essere contrapposto il falto della diminuzione d'un ufficiale per compagnia. Noteremo peirò cl1e quesLo fatto potrebbe avere un carattere provvisorio, com'è provvisoria l'insuffi cienza, se tale può dirsi, delle riserve, e come lo è del pari il non completo sviluppo delle armi di cavalleria e d'artiglieria. Oggidì per u'na compagnia <;he in tempo di guerra con ta appena 4 ufficio.li (compreso un ufficiale ausili ario, o di complemento) non si può ammettere, quali che siano i quadri di bassa forza, un effettivo maggiore di '.200 uom ini, ma basterà la creazione di un quinto u[fìciale perchè la compagnia e il battaglione possano rnggiungere gli efletl.ivi di guerra della Germania . Vediamo ora. più davvicino in qual modo siasi rimediato agli inconvenienti del vecchio organismo, ed in qual èonto siano stati tenuti i principii proclamati cl,al-la Comrnission de l' arm<fe. Prima dell'oppli cazione della nuova legge esistevano h·97 battaglioni _e 3488 compagnie (escluse quelle di discipli na); la forza bilanciata della compagnia ·era di circa 7'.2 uomi·ni, ·compresi 3 ufficial i. Oggidì a quelle cifre rispondono 61-•t battaglioni ('144 in più) e 2895 compagnie (593 in meno). La forza minima stabilita per la comµagn ia dalla legge sui quaari è di 8t, uomini, ufficiali co mpres i. Adunque, sebbene il numero dei bat-


24

IL RIORDlNAMEl'ITO

25 guerra di far variare secondo le stagioni dell'anno gli effettivi stabili ti dalla legge, si comp renderà ·come du~·ante quei 111esi che sono pi ù proficui all'istruzione pratica possa la compagnia con fac ilità avere un effeuivo superiore a ,100 uorn in i, ed .oltre passare i 150 dmante il periodo delle grandi manovre. Si può quindi ritenere che, se non dal lato della ri duzione delle unilà tattiche, da quello almeno dell'istruzione dei quadri la soluz ione adottata sia abbastanza efrìcace, sempre qu1Jndo però il potere legislativo non si opponga alla ~oncessione dei mezzi che occorrono per la chiamata delle rise/ve. Senza dubbio la soluz ione che era stata proposta dalla Commissione sarebbe stata migliòre tani.o dal lato finanziario che da quello degli effettivi e dell'istruzione dei _quadri, poichè riducendo a 3 il numero dei Lattaglioni in ogni reggimento, avrebbe àssegnato HO uomini alla coippagnia sul piede di pace; ma se è vero, come ci pare aver dimostrato, che la compagnia attuale si presti in un avvenire non lontano ad un efiettivo di guerra di '.250 uomini, conviene riconoscere in ciò un vantaggio considerevole, l'aumento cioè di i degli effettivi proposti dalla Commissione. Meglio d'ogn i considerazione giovano i confronti-nello stud io di siffatte ques tioni; perciò, a compimento di quanto abb iamo detto, ne offriamo gli elemen ti nello specchio seguente che indica la composizione della compagnia, presso le principali potenze, tanto sul piede di pace che sul piede di guerra. DE LL'ESERCITO FRANCESE

taglioni sia stato accresciuto quasi di 1/~, quello delle compagnie venne ridotto di circa 1/ 6, ed in proporzione pressoché eguale fu rono aumentati gli effettivi. Non d_iremo che non si potesse adottare una miglior soluz,one, ma certamente questa costituisce un reale progresso sugli ordinamenti precedenti, tanto più che l'aumento negli effettivi è in realtà maggiore di quello risultante dalle cifÌ'e suesposte, dappoichè colla nuova legge furono abolite quelle licenze semestraìi che ogni anno per ragioni finanz iarie erano accordate in numero tanto considerevole,. da rendere illusorii quegli effettivi che erano già troppo insufficienti. lUa v'ha di. più: la legge prescrive che gli uomini della riserva e i dispensati pel ternpo di pace, che a termine ddla legge sul reclutamento saranno chiamai.i s·otto le armi per esercizi o manovre, abbiano ad essere computati all'infuori degli effettivi min imi da essa stabiliti. Trascuriamo i dispensati i quali, seppure verra nno chiamati, potranno ricevere un primissimo grado d'istruzione mili tare, non mai essere amalgamati cogli al tri per manovre d'insieme; consideriamo sollanto quegli uomini della riserva che appartennero alla ia od alla 2a parte del contingente, o furono volontari d' un anno. 11 loro numero oltrepassa i 1500, 000 (1); essi devono prender parte a due manovre della durala massima di quattro seHimane ciascuna. Ammettendo· che ogni anno ne venga chiamata una metà, è facile vedere che i reggimen ti di fante ria potranno, per un termine che probabi lmente coinciderà colle grandi. manovre, essere aumentati d'un migliaio d' uomini, onde Je compagnie accresceranno i loro effettivi di 60 uomini almeno . Se a ciò si aggiunga la facoltà concessa al Ministro della 1

1

('I J V. Rivista militare dHI mese di m:iggio, png. 258.


1

DRI.L ESERCl'rO 11 1\A:'>:CESE

J I, IUORD1NA:IIENTO

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(I) Fra i- ciuali I cadetto Jr d'ufficiale e 5 caporali che in Austria banno rango ùi sotL'ufficiale. (~) Tn Germania non esis tono caporali. . . . (3) Tan to di l" classe ch11 di 2" classe - Jn Russia non esistono caporali. (4) Sono vice-caporali, ma hanno grado. (a) Compres i 3 operai e I infermiertl che sono fuori grado. {fl) Compresi L tiionieri e 3 port~-feriti. (7) Compreso I mfermie1·e e J soldato del treno.

L'esuberanza in tempo di pace dei quadri fran cesi~ che questo specchio rende evi<lente, non esiste sol-· tanto nella compagnia. Se diamo uno sguardo al numero degli ufiìciali superiori troviamo che in ogni reggimento vi ha 1 colonnello, 1 tenente colonnello, 4 capi di battaglione e 1 relatore. Se tenessimo conto soltanto dei nostri quadri diremmo che 2 di questi ufficiali sono di troppo, ma di noi non dobbiamo qui far caso stante le condizioni delle nostre finanze; limitiamo il confronto all'Austria e alla Germani a, e trove remo che vi ha sempre 1 ufficiale superi ore in più del bisogno. Il relatore ad esempio avrebbe potuto essere soppresso senza nessun inconveniente pel servizio e con un vantaggio sensibile per l'erario . .Le semplificazioni che verranno introdotte nel sistema amministrativo dell'esercito fran cese avrebbero potuto consigl iare siffatta rid uzione, ma si volle· giustificarne la· conservazione basandosi su ragioni d'avanzamento. 1

27'

Per vedere qunnto queste ragioni siano fondate basterà riflettere che prima del 18'i0 ogni reggimento di fanteria aveva 4 maggiori compreso il relatore, e 27 capitani (2i- comandan ti di compagnia e 3 aiutanti maggiori, senza tener con to di quelliamrninistralivi). Oggidì invece il numero dei capitani è ridollo a 22, mentre quello dei maggiori è accresciuto di 1. Non avrebbero quindi certam ente peggi01·ato le condizion i d'avanzamento dei capitani se i maggiori fossero rimasti in numero di 4 com'erano prima del •1810. E i dep~siti sono essi in tempo di pace tanto ne cessari dopo l'adozione del sistema qllasi territoria le da giustificare la spesa per essi richiesta? Basterebbe rispondere che la Grrmania li forma al momento della mobilitazione. È vero che in Germania i corpi sono stabili alle loro sed i, mentre in Fran cia possono es se re distaccali fuori delle loro regioni; è vero altresl. che il sistema attuale francese permette di affidare ai depositi l'istruzione delle ~eco nde parti de i contingenti con economia. di spesa e di tempo qllanclo il reggimento è distaccato, ma la soppreE!sione dei depositi non im pedirebbe di destinare ogni anno un battaglione all'istruzione delle seconde parti, il qual bauaglione p@trebbe rimanere stabile quand'anche il reggim ento dovesse cambiare momentaneamen te di stanza. In tem po di pace, col sistema francese, il deposito non è quindi necessario come centro d'istruzione; come centro ammi nistrativo non lo è per alcun sistema. La sua consenazione adunque si deve attribuire soltanto alla intenzione, manifestata del resto dalla Commissione parlam entare nella su a relazione, di rendere possibile· con truppe di complemento, e mediante Io sdoppiamento (dédoublement} delle 2 compagnie esistenti, la ·formazione di nuovi battaglioni, ad imitazione dei numerosi battaglioni e reggimenti di marcia che furono


28

DELL'ESERCITO FRANCESE

IL RIORDINAMENTO

creati durante l'ultima guerra. Si noti poi ancora che, quantunque tali intenzioni fossero manifestate prima che si pensasse a creare i quarti battaglioni , pure dopo questa creazione non si · fece affatto questione, per quanto almeno risulta, della soppressione dei depositi. Vedasi da ciò quali basi larghissime la Francia ha voluto dare nl suo nuovo ordinamento militare . t vero che oggidì non le sarebbe certamente possibile di effettuare in caso di guer·ra così- vasti disegni, ma fra qualche anno nè gli uomini, nè le armi, nè i cavalli le faranno difetto. Il riordinamento della fanteria secondo la legge del 13 marzo è ormai compiuto, ma gli effettivi non saranno così tosto raggiunti . Se ci facciamo ad osservare il bilancio del ,J 876 vi troviamo che nel pròssimo · anno solo i corpi speciali saranno comp leti ( 1) mentre nei reggimenti di linea la compagnia avrà 12 soldati in meno del numero stabil ito (54 invece di 66}, cosicchè il suo effeLlivo, o piuttosto la sua forza bilanciata, sarà appena di 73 uomini in luogo di 85. Questa differenza produrrà sul complesso del la fanteria una dim inuzione di circa 30,000 uom ini rispetto alla forza .stabilita dalla legge. Cosi la sproporzione sinora esistente tra quadri ed effettivi sarà nel ,J 876 poco differente da quella che era indicata per la fanteria dal bilancio del ,J875 . A parità di quadri, l'aumento pel 1876 a fronte del 1875 sarà appena di 6 soldati per compngrna. 1

1

1

( ~) La forza delle compagnie, sul piede di pace, per questi corpi: .è così stabilita:

Cacciatori a piedi: . . Zuavi e legione straniera Tiragliatori ~lgerini . . Fanteria leggera d'Africa

. H'i' uomini Ì . ,152 id. j compresi 3 ufficiali. . •!68 id, id. 5 id, . 226 id. id. 3 id.

~9

Questo fallo, che in apparenza non sembra giustificabile, non si può spiegare in altro modo che riflettendo alla necessitc'.t di operare gradatamente lo sviluppo assegnato dalla legge alle altre armi, Poiché i bisogni di ogni arma richiedono certe proporzioni nel riparlo annuo del contingente, non s·i po Lrebb8 far variare sensibilmente l'effettivo di un'arma senza alterare q_nel_lo d~lle alt'.·e, a meno di modificare le proporz10m anz idette, 1l che avrebbe e1Ietto non solo momentane~, ma per molli anni consecutivi. Daremo più lungi una tabe!Ja dalla quale si vedrà che l'effettivomedio di paée sarà quind'innanzi di circa 4,60 000 uomini (eccezione fatta pei prossimi due anni) .' Pel ,J876 non essendo che di 4 13, 773, l'a differenza è di: ci1:ca 46,000 . I 30,000 clie mancano alla fanteria rappresentano quindi a un dipresso i duP- terzi di questa cifra, proporzione che non è iontana da quella secondo la quale circa i 1/ 10 del contingente sono annualmente assegnati alla fanteria. In ciò vi ha una conferma della spiegazione testè data alla momentanea riduzione deO'li 0 effettivi di quest'arma. · 1

Ca·valle1;ia.

Secondo la legge de113 marzo quest'arma com prencle attualmente: ,Jo) 77 regggimenti, cioè: 11'.i~ id. di co razzieri; 26 id. di dragoni ; 3.2 id. di cavalleria leggera (20 di cacciatori e '12 di ussari); 4 id. di cacciatori d'Africa; .., id. di spah is. ()

I 70 reggimenti dell'interno so,no costituiti a o squa-

/


30

DELL'ESERCITO ' FRANCESE 3·1 è immutabile, ma che varia soltanto entro certi limiti.

11, RIORDINAMENTO

droni e riumt, m brigate e divisioni secondo quanto abbiamo detto trattando dell'ordinamento. I reggimenti di caceia.tori d'Africa e di spahi·s sono formati a 6 squadroni e specialmente assegn/l'li al 19° -corpo. 2°) 19 squadroni di esploratori (éclaireurs) volontari. Questi squadroni devono, essere permanentemente costituiti, ma non sono chiamati in attività .che in caso di mobi'litazione o di grandi manovre. 3°) 8 compagnie di cavalieri di rimonta, cioè 1 per ognuna delle 4 grandi circoscrizioni di rimonta, 1 per le scuole e 3 in Algeria. A fronte della formazione precedente con questa legge' è stato creato, ed ora già esi-ste, il quinto squadrone nei ·14, reggimenti dell'in~emo che in via provvisoria -erano stati formati. nell'ottobre ·18'73. Fu soppressa altresì una compagnia di rimonta. Gli squadroni di esploratori sono creazione della nuova legge. Probabilmente non saranno costituiti che fra qua1Jehe tempo, quando dai volontari d'un anno ~he avranno prestalo servizio nella cavalleria si potranno ottenere i necessari elementi. . Le modificazioni introdotte in qtiest'arma sono quindi assa i meno irnportanti di quelle subìle dalla fanteria. Intorno a çiuesL'arma ci limiteremo a considerare il nurnero e la forza dei reggimenti. Si potrebbe anzitutto domandare se il numero di 74 reggimenti (escludiamo quelli degli spahis poiché sono quasi esclusivamente composti di indigeni d'Algeria e non sembrano adatti aUa guerra continentale) sia sufficiente senza essere esagerato. Le condìzioni e Io scopo cui deve soddisfare l'odierna caval leria sembrano rispondere affermativamente. In ogni paese le condizioni topografiche del suolo e le risorse 1:a vali in e stabiliscono un rapporto fra la· cavalleria: e le ahre- armi che non 1 1

;·

Per la Francia questo rapporto si è·tenuto quasi sempre fra 1/ 4 ed 1/ 8 della forza totale cfel_l'esercito. Secondo la legge alluale la cavalleria avrà in tempo di pace circa 68,000 uomini; e poichè la forza totale dell'esercito sarò di 460', 000, si scorge che il rapporto fra queste .due cifre è prossimo ad un 1/ 1 , ond'é compreso fra i limiti oradetti . Non è a dire però che questa proporzione .debba sussistere anche in tem po di guerra; per ciò ottenere, poiché la fanteria raddoppia, quando non va -più oltre, i suoi effeuivi al m@mento delila mobilitazione, converrebbe che anche la ca-Valleria si duplicasse, ovvero fosse tenuta costantemente in cosifaua proporzione. E·videntemente nè l'una, nè l'altra soluzi@1ne è possibile per nessun paese, se s( eccettua la Russia <:he per ciircos~anze aflatto ·eccezionali presenta un etl'euivo di quasi ~00,000 uomini cli cavalleria . La .prirna di tali soluzioni rich1ed~rebbe una spesa enorme cne le ricchezze della Francia non basterebbero a s0pp0;riare, la seconda sarebbe eonl.raria a quella cel·erità di mobilitazione ohB è neeessaria in maggior grado per . la cavalieri~ che per le altre armi, specialmente per i paesi non protetti da grandi acc identi na turali; t'una -e l'allra esigerebbero un tal mnnero di cavalli da sella che le attuali risorse della Fra:ncia non potrebbero certamente fornire . Dei:' resto l'aumento, avvenuto dopo il 48'i0, di H -reggimenti , se non,è ragguagliato allo sviluppo dato alle .altre armi, è pero Late cl'a corrispondere alla necessaria ·sicurezza dell'esercito, allo seopo cioè di esp lorare, co.p11ire,, proteggere e tenere costnntemente il eontatto col nemi-eo. Con '74 reggimenti, oltre all'assegnazione di 1- brigata per corp;o d!ese-rcito, si possono costituire ·9 di-v-isi0n.i ind,i-pendenti se a ,,. reggimen-ti, 6 soltanto :se a 6. La prima formazioue è quella aauale per- le 1


IL IUORDINAMENTO

6 divisioni ora esistenti, la seconda è quella che verrà in breve probabilmente adottata secondo le idee che ora prevalgono. Alla sicurezza da vicino provvederanno le brigate di corpo d'esercito, alla esplorazione lontana sarunno destinate le divisioni indipendenti. Si potrebbe osservare che la Germania ha 93 reggimenti di cavalleria, ma le sue condizioni sono ben differenti da quelle della Francia; il suolo vi é meno accidentato, le risorse equine sono maggiori e migliori, ed inoltre (e ciò vuol essere specialmente considerato) essa confina colla Russia che ha p"iù di '160 reggimenti, fra regolari ed irregolari. Conviene poi anche notare che, poichè i reggimenti verranno mobilitati a 4 squadroni, rimarranno ancora disponibili 78 squadroni di_deposito (70 pei reggimenti dell'interno e 8 pei cacciatori d'Africa), i quali hanno la stessa composizione e forza degli altri, e potranno quindi , secondo le _idee che furono manifestate, mediante lo sdoppiamento che abbiamo veduto possibile anche pei depos iù di fanteria, forn ire altri 39 reggimenti a 4 squadroni. Questo fatto non sarebbe forse possibile al principio delle ostili tà, ma potrebbe avverarsi in seguito . .Per mostrare la sua attuabilità basterà dire che per montare questi nuovi reggimenti, computandoli a 600 cavalli cir1scuno, occorreranno H ,700 cavalli (la metà del totale, poiché l'altra metù sarebbe fornita dagli squadroni di deposito ). Ora se diamo uno sguardo al bilancio del 1876 troviamo che la gendarmeria e la guardia repubblicana poss iedono 12,35.i· cavalli, non compresi quelli degli ufficiali . Non tutti qu~sti cava.lii, specialmente quelli dei depositi, saranno probabilmente molto atti alla guerra, ma in ogni modo la prima condizione, quella del numero d' uomini e di cavalli, non sari1 çlifficile ad · ottenersi. Saranno reggimenti difettosi, corrie tutto ciò che è im1

3-3 p rovvisat0 al roome.n.to del hisogn0., ma avranno q,uanto meno iI valore del numero. Adunqae una cifra permanente (i}Ji, 77 regg,i men ti di c~vallerira a 5 o 6 squadroni costituisce per la F:vancia una fo.r za conveniente sotto 0.g ni rap,porto. Esaminiam0 ora la composizione e forza dei reggimenti e degli squa(ì.l,voni. Lo sviluppo dato alla cav,alleria non consiste soltanto nella recente creazione di nuovi reggimenti, ma · ancora in un aumento degli effettivi, lieve negli ·uomi'll1i, ma notevole nei cavalli. Prima del 4870 la forza d' un 1·eggimento a 5 s.quadroni sul.piede di pace era di 803 uomini (compresi gLi ufficiali), e 550 cavalli (non eompues.i quelli degli ufficiali); quella d'uno_squadro.ae, H7 uomini e HO cavalli. Oggidì, secondo la legge del 13 marzo, a queste cifre rispondono le seguenti: pel r.e ggimento, ·830 uomini e 677 cavalli; per Io squadrone,, 156 uomini ' e 133 cavalli. L' aumento avvenuto per ogni squadrone è di 9 uomini e 23 cavalli. La forza totale della ca valle ria sul pi.ede di pace è ora stabilita in G8,594 uomini e 59,000 cavalli, compresi 5000 cavalli d'ufficiali, mentre ·prima del ,1870 era appena di 59,995 i;i.omini e 46,36,i. cavalli. Però, quantunque i 44 nuovi reggimenti che poco fa avevano un'esistenza provvisoria abbiano avuto una definitiva costituzione , e i H squadroni mancanti sia.no già stati àeati, gli effettivi attuali sono ancora al disott~ di quelli stabiliti, nè questi sa.ranno raggiunti nel prossimo an no come appare dal bilancio testè pubblicato. Leggiamo infatti in questo do cumento che, all'infuor i dei cacciatori d'Africa e degli spahis, i quali avranno la forza stab il ita (,1), pei reggimenti dell' in DE.LL''ESBRCl'llO -mRANCESE

1

1

(4 ) Gli etl~ttivi dei reggimenti di cacciatori e di spahis sono i seguenti: Cacciatori - 4 reggiment o: ,10~7 uomini e 9.30 cavalli. id. - 4 squadrone: ,1863 id. H8 id. Spaliis - ~ reggimento: ~ ~ 59 id. HH id. id. - 4 squadrone: ·185 id. 181 id. ANNO

xx,

VoL . 111.

3


3&.

IL R10RD1NA'ftr&NT0 ·

terno la diminuzione sarà ancora (nei soldati soltanto, non nei quadri) di 50 uomini e 105 cavalli per reggimento, ossia di 10 uomini e 2~ cavallo per squadrone; onde sul totale della cavalleria si avrà una diffei·enza in meno di circa 3600 uomini e ollre 7000 cavalli. · Quanto al piede di guerra, se le condizioni della mobilitazione sembrano opporsi ad un effettivo notevolmenle su peri ore a quello di pace, soprattutto quando. questo è ragguardevole com'è oggidl in Francia, l'aumento stabilito per ogni squadrone di ~ tenente o sotto tenente ausiliario, 2 sott'ufficiali e 4- caporali, permette di credere che si raggiungerà una fo rza di circa 470 uomini (cifra che era stata proposta dalla Commissione parlamentare quando trauavasi di stabilire anche gli effettivi di guerra), e . ·150 cavalli di truppa. Sarà a un dipresso- la forZa--déll o squadrone tedesco. >' i :[:&fKf~J Nella cava lleria la sproporzione fra i quadri e gli effettivi è più sensibile che nella fanteria. Cominciando dagli ufficiali superiori noi vediamo che ogni reggimento ha sul piede dì pace ~ colonnello, i ten ente colonnello, 2 maggiori (3 nei cacciatori d'Africa), e •I relalore; totale 5. Non è necessario riferirsi al riparto delle loro uurib uzioni per capire che questo numero è esageratCt; basta rifieuere che il reggimento prussiano, che é a 5 squadroni, e i reggimenti austriaco e italiano, che sono a 6 squadroni, hanno appena 3 ufficiali superiori. La Commissione aveva. bensì proposto la soppressione d'uno dei maggiori, ma le considerazioni d'avanzamento prevalsero a quelle d'una sana economia e d'un utile impiego di questi ufficiali. Anche nello squadrone riesce evidente l'esuberanza dei quadri; malgrado vi sia sta to soppresso un sottotenente, rimangono ancora 6 ufficiali fra i quali 1 cà-

DELf,'ESERCITO FRAl'iCESR 35 pitano in 2°, che esiste soltanto nella cavalleria russa. E come se 2 capitani non fossero sufficienti ad impartire l'istruzione allo squadrone, vi ha ancora sul totale del reggimento un capitano istruttore, la cui esistenza è facile comprendere quanto sia contraria tl principio da tutti ammesso di affidarP l' istruzione degli uomini ai loro capi dire~ti. Senza estend erci più oltre in questi particolari, presentiamo nella seguente tabella, per quanto i dati che possediamo ce lo permettono, la composizione e forza dello squadrone presso le prin cipali potenze_. tanto SlJ,l piede di pace che sul piede di guerra. E~sa permetterà di stabilir quei confronti r,he noi per brevità omettiamo. --I-Austria Franci.;:- Germani~

Italia

Russia

Piede ài vacr (I).

Ufllr.iali . . Solt'ulliciali . . Caporali . . . ·Soldati . . . . Totale

Pteae ài guerra. (1). Ufficiali . . V~L~r inari . Sott'ufflciali . Caporali . . Soldati. . . 'l'otalo (l) '.l)

'l

Non sono compresi i cavalli degli ufficiali, ne quelli da tir•o. <'ompresi 5 attendenti, I maniscalco e I sellaio (non combattenti).

:1 Possono essere anche 4. {

f•ossuuo essc.,re anche 15. Non si può i11dicare cs:ittamecHo il numoru dei cavalli, ma certamente 1·aggiun;,ti quello d•gli uomini. (7) Comµrt>s i 6 soldati del tr.!no e I infermiere. (8) Compresi r>3 non co.r:nbatteuti che non l!ono montati. 5 Compresi •I ope rai e I infermiere.

In


IL RIORDINAMENTO

36

Artiglieria.

Lo sviluppo dato a quest'arma dopo l' ultima guerra supera quello di tutte le altre. Nello spazio di tre arMl·i (dal 1870 al 1873) il numero dei reggimenti è salito da 22 a 39 (compreso ,t reggimeiato pontieri). Però, se con questo aumento si potè effettuare il riparto dell'artigliel'ia: in conformità della costituzione dei corpi d'esel'cito stabilita dalla legge del 21 luglio ·1873, il difetto di quadri, e specialmente d'uffici.ali, non consentì finorn di creare quel numero di batterie che si vuole avere. Per rimediare a questo inconveniente fu aumentato il oumel'o delle ammissioni alla scuola politecnica, ma gli effetli di tale disposizione non potranno manifestarsi che fra qualche anno. Secondo la legge del 113 marzo, la composizione dell'artiglieria è fissala nel seguente modo: 1°) 19 brigate di 2 reggimenti ciascuna. li ·1° reggimento d'0gni brigata é costituito di 13 batterie, delle quali 3 a piedi (compagnie da piazza), 8 montate (da campagna) e 2 di deposito e di sezioni nmnizi oni. l l 2° reggim cn to ha la stessa formazione, senonchè in luogo delle 3 batterie a piedi ne possiede 3 a cavallo; 2°) i reggimenti di pontieri a '14 compagnie ciascuno; 3°} I O compagnie d'operai d'artiglieria (muestranza) incaricale dell a costl'Uzione di quella parte del materiale d'artiglieria, del genio e del treno degli equipaggi che non è affidata all'industri a privata; ! ,0 ) 3 compagnie d'nrtificieri; 5°) 1.>7 compagnie del treno d'artiglieria in ragione di 3 per ogni brigala d'artiglieria, delle quali 1 è assegnata al 1° reggimento e 2 al 2°. 1

DELL'ESERClTO FRAri'CESE

37

Al servizio in Algeria sono destinate: 1° Batterie a piedi (12 in massima), alcune delle quali vengono trasformale in batterie montate, ed altre in batterie da montagna; 2° Compagnie di pontieri e del treno d'artiglieria , fornite esse pure dai corpi dell'interno. Fermiamoci un istante a considerare questa composizione prima di tener conto dello stato auuale. Secondo le idee man'ifestate dalla Commissione, il 1° reggimento d'ogni brigata sarà destinato a fornire l'artiglieria divisionale (4, batterie per divisione), il 2° costituirà l'artiglieria di corpo d'esercito e rimarr.) a disposizione del comandante. Sarebbero cosl in tutto 49 batterie per corpo d'esercito (16 montate e 3 a cavallo); ma poichè oltre ai corpi d'esercito vi saranno probabilmente 6 divisioni di cavalleria indipendenti, se, come pare, verranno costituite a 6 reggimenti, si pub supporre che ad ognuna di esse sarà assegnato un riparto di 5 batlerie a cavallo, onde le 49 batterio di corpo d'esercito si troveranno effettivamente ridono a ~8. Se riteniamo che l'effettivo d'un corpo d'esercito possa raggiungere una cifra di 40,000 uomini che rappresenterebbero un maximum di 34.,000 combattenti, si scorge come le rn batterie diano una media di più che 3 pezzi per 1000 uomini . Questa media, potendo essere considerata come un minùnum, sia perchè è ragguagliala al maximum dei combatten ti, sia ancora perchè può essere aumentata mediante le balleric montate di deposito, ed anche con una parte delle batterie a piedi, le quali in Francia si trasformano con molla faciliti! in batterie da campagna, è senza dubbio sufficiente. Uiman e a vedere se essa non sia esagerata. Non si pub dir tale se si considera dal lato delle impedi menta, poichè oggidl, stante la breve. durata del servizio e gli effetti micidiali della fucileria che, in un


38

:OEl,J,' ESERCITO FRANCESE

lL RIORDINAMENTO

cogli attuali modi di combattere, necessitano un'azione più energica e decisiva da parte dell'artiglieria, siammette che il numero dei pezzi possa salire tìno a 4, per 1000 combattenti; ma eviden temente le considera2.ioni finanziarie, che acquistano maggiore peso quando trattasi di artiglieria, la quale com prende uomin i, cavalli e ma~eriale, furono trascurate . ·19 brigate a 23 ballerie ciascuna (facciamo astrazione da quelle a piedi) danno un totale di ,f.37 batterie , delle quali 304 montate, 57 a èu vallo e 76 di deposito. La Germania, che pure conta ,t 8 1/ 2 corp i d'esercito, non ha che 2M batterie montate, 46 a cavallo e · b4 di rise1·va; in tutto 354. . La differenza è di83 batterie {'1). Per valutare fino ad un certo punto il costo dell' artiglieria basterà ricordare che la Co mmissione la quale aveva proposto , con Hn numero pressochè eguale di batterie, la dimi nuzione di t brigata d'artiglieria , aveva altresi calcolato che questa semplice soppressione di 1 stato maggiore di brigata e 2 stati maggiori di rco-gimento avrebbero prodotto una economia di 3,200,000 lire. Ma do,,e riesce più evidente la trascuranza ora<leLta si è nelle. batterie a ca vallo, in quelle appunto che r:o stano maggiormente (2). Sebbene il numero dei reg1

1

(t) È voce però abbastanza fondata che anche in Germania si pe11si attualmente ad accrescere il numero delle batterie. · (~) I quadri f, gl i effettivi sul piede di pace per le varie specie di .batterie sono così stabiliti: UU\<:irdi

Truppa

Batteria a piedi . 3 ~ o1 id. montata. .t I 06 id. a cavallo 4 408 id. di deposito. . . . . . . . 4 rns Dal confronto di queste cifre si rileva il maggior costo delle tHie a cavallo.

39

gimenti di cavalleria non sia ti solo crilerio per sta bilire quello di tali batterie, poichè lo scopo di queste è la maggior mobilità cb<3 è sem pre utile tanto nelle combinazioni di artiglieria con cavalleria, com e in·quelle d'artiglieria con fanteria, è però il principale. In Germania, a 93 reggimenti di cavalleria corrispondono appena (come abbiamo detto or ora) i-6 batterie a cavallo; in Francia invece queste battPr·ie sono 5i, mentre quei reggimenti sono appena 77, o piuttosto 74, poiché sugli spahis poco si può fare assegnamento per una guerra sul nostro continente. Tn complesso, se uno dei caratteri generali del riordinam en10 dell'esercito francese è la poea influenza P,Serci ta ta dalle eo nsiderazioni finanz iarie, per l'arLi glieria in particola re queslo carattere è più spiccato. Non diremo che ciò costituisca un grave ineon v':lniente, ma rimane a vedere se la Francia potrò. attingere in ~é i mezzi pecùniari e saprà sopportare i sacrifici imposti da questa legge fino a che lo scopo della sua ricostituzione militare sia raggiunto. Consideriamo ora lo stato presente. La composizione attuale dell'al'tiglieria francese è l:i. seguente: •I0) 19 brigate di 2 reggimen ti a IO batterie ciascuno (1 ). In massima il 1 ° reggim ento d'ogni brigata si compone di 2 batterie a piedi e 8 montate; il 2° di 1 a piedi, 6 montate e 3 a cavallo. In totale sono 380 batterie, cioè 57 a pied i (comprese 6 da montagna distaccate in Algeria) ('.2}, i66 montate e 57 a cavallo;

C11.v,11H

,i

59 85 59 bat-

(,1) Fanno eccezione 3 reggimenti che ne hanno l l e 3 che oe hanno 9. (2) Nel decorso anno le battr.rie a piedi erano appena 37. L'esistenza delle altre 20 risulta da ll'Anrmaire de l'armée française pour l'annéB lSìo, quant unque il decreto relativo alla loro creazione no n sia stato pubblicafo


40

··IL R<IORDlKAM,ENTò ·

'.2".) 1 reggimento di pontieri a 15 compagnie, f · delle q-uali -di deposit0; 3°J '10 compagnie d'operai d' artigliéria; 4°) 5 icl. d'artificieri; 5°) 2 reggimenti del treno d'artiglieria, l'uno dei quali aomposto di 23 compagnie, l'altr0 cli 21, c@mpresa ·1 compagnia di deposito per ciascun0. Dal confronto di questa composizione ·cC:ln quella stnbilita dalla legge risulta quanto segue: 1° Il numero deJ.le baHerie a piedi e delle batterie a cavallo è già completo; mancano ·ancora 38 batterie montate (2 per ognuno dei secondi reggimenti delle brigate) e tu,lle le 76 batterie di deposito; 2° Si dovrà creare il 2° 1·eggimento di pontieri; 3° Verranno soppresse, se già non lo furono, 2 compagnie di artificieri; 4° Infine, rimangono a crearsi 7 compagnie del treno_ e _a so~prirnersi gli stati maggio,r i dei 2 reggimenti -es1stenli1. Ci sarebbe difficile indicare in quanto tempo il riordinamento di quest'arma sarà compiuto. Nè si conoscono esattamente le idee del governo francese il quale agisce nbitualmente con molta segretezza nelle ques.tioni più importanti del riordinamento dell'esercito, nè poLremmo basarci su,l ,bilancio del ,J 876 il quale presenta pel prossimo anno due co-tnposizio ni diverse roel reggimento <'l'artiglieria: l'una di ,12 batterie (Sa piedi od a cavallo secondo che trattasi del 1° o 2° regg im ento della brigata, 7 montate e 2 di deposito e di sezioni munizion i) , l'altra di 1 1 batterie soltanto 1 monto.I.a in meno) . a'ultavia, siccome lo sviluppo di quest'arma dovrà essere necessariamente re.o·olato . b o in ase ai quadri d'ufficiali esistentj, e poichè, d'altra parte il ~umero d'utrìciali riehiesti dalla legge del ,j 3 :narzo, sen za tener conto degli assimila,ti: è di circa 1

1

1

(

4i ~800 mentre quello attuale, .secondo -l'Annuario pel 187i, è appana di 2AOO {non compYta.ndo 187 sott0:tenenti allievi de;lla scuola d' a:pplicazione di Fontainebleat1), la differenza fra queste ,due cifi.'e, c,he è cli circa 7/J0 ufficiai-i, ci permette di credere che il ri0rdinamento cl-ell'artiglieria non sar-à compiuto che fra un periodo di tre o quattro .annj, malgrado l'ampliamento dato alla scuola po:litecni,ca e a quella cli Fontainebleau . .Delle· due fotmazioni r~ggimentali testè accennate pel ,J 8,6, queHa che comporta H '.batterie ci pa,re quindi la più probabile, tanto pi-ù che per eo·mpletare i q.uadri ·delle b~ttterie attualmente esisten ~i mancano ai:ico.11a circa 200 ufficiali. Tale formazione sai·à •otlenuta mediante la creazione delle 38 batterie monta.te che manca.no ai secondi Teggimenti del,le brigate. R.i-marranno così a r;rearsi nel 1877 o nel 1878 le 7,6 batterie cli deposito, ma probabihnente si preferirà dii(il-tta:re per ora di batterie montate designandone 76 di esse a formare il deposito per non ritardare più -0'ltre la costituzione delk eolonne di munizioni le qua'li, ad imitazione di quanto si pratica in Germania, Bon d·evono più far parte delle batterie come per il passato, ma essere consiclera.1.e, secondo le idee manifestate dalla Commissione parlamentare nella sua relazione, -come ri,serva di munizionamento comune a tutte le batterie e a tutti i corpi facenti parte del corpo d'esercito. La riduzione di 2 compagnie di arl'ificieri e l'aumento di 7 compagnie del treno colla. conseguente sop_pressione dei due stati maggiori reggimentali non possono offrire difficoltà, quind i saranno presto effettuati. Delle tre compagnie del treno assegnate a.d ogni brigata , due saranno destinate al traino delle colonne <li munizioni e la 'terza agli equ.ipaggi da. ponte. Nulla crediamo sia finora .deciso intorno alla costiDE~l'·ESE~lCITO FRANCESE

1


!2 JL Rl01lD1NAMENTO tuzione e al numero degli equipaggi da ponte; se saranno ,12, come fu detto all'Assemblea nazionale, sdoppiando la 3a compagnia del treno si potranno assegnare 3 compagni~ al traino dì ciascuno di essi. Quanto alla formazione del 2° reggimento di pontieri è probabile si proceda aumentando successivamente le compagnie nel reggiment() che ora esiste. Crediarno superfluo adòentrarci nella costituzione dei quadri per mostrare in essi quella esuberanza che già abbiamo rilevato parlando della fanteria e della cavalleria, e che guasta e corrode tulio l'ordinamento militare francese. Basta dare uno sguardo all' Annuario del 1875 per vedere·molti reggimenti nei quali si contano 8 ufficiali superiori (1 eolonne!lo, ,J tenente colonnello, 5 mnggiori e 1 relatore), e ciò mentre i reggimenti hanno appena ,f O batterie, e mentre queste difettano d'ufficiali inferiori. Le proporzioni di questo fatto sono tali che il numero degli ufficiali superiori è oggidì completo per il totale sviluppo dell'arma stabilito dalla legge del ;13 marzo, cosicchè i ìOO ufficiali che abbiamo deuo essere necessari per effettuare tale sviluppo appartengono quasi esclusivamenL0 ai gradi inferiori . . Affrettiamoci però a soggiungere che la legge del ·13 marzo ha rimedinlo in parle a cosi grave inconveniente col fissare a 7 il numero degli ufficiali superiori per ogni reggimeulo e col sopprimere i 2 capitani aiutanti maggiori. Ha però confermato l'esistenza del eapj tan o i·struttore d'equitazione e di· condotta detli vetture in omaggio al principio d'accentramento che fu pure consacrato pei reggimenti di cavalleria in vece di essere sradicato e condannato per sempre. Riguardo ngli effettivi diremo soltanto che il bilau~io del 1876 assegna al 1° reggimento d'ogni brigata, supposto di H batterie, 123-i- uomini e 517 cavalli , ulfi .. 1

1

1

1

1

DELL'ESERCITO FRANCESE 13 ciali e loro cavalli compresi, e. al 2° reggimento 1255 uomini e 760 cavalli. Si vede che le H batterie d'ogni reggimento che esisteranno nel ·I876 so?o consid~rate nel loro completo piede cli pace, poiché se s1 aggiunge la forza delle 2 batterie montate che rimarranno a crearsi si ottiene a un dipresso la forza assegnata ai reggimenti dalla nuova legge, la quale è di UA6 uomini e 635 cavalli pel 1 ° reggimento della brigata, e H,37 uomini e 8'78 cavalli pel 2° reggimento. Pel 2° reggimento di pontieri pare non si farà nulla durante il •1876 poicl}è il bilancio Lii quell'anno non còmputa che un solo reggimento. In complesso l'artiglieria secondo il bilancio oradelto comprende 55,629 uomini e 28,102 cavalli . Questa forza, paragonala a quella slabiiita dalla legge sui quadri, dà una differenza in meno di circa ·10,000 uomini e 4500 cavalli. Avvertiamo però che sui bilanci non conviene fare soverchio assegnamento, perd1è se essi presentano la ,~ornposizione e fo rza dei vari corpi gli è per giustificare i mezzi che l'ichiedono, non gi,'.l per indicare rispetto a questi corpi dei!_e cifre invariabilmente stabilite.

Genio. La legge sui quadri stabilisce che le truppe del

genio constino di ,i. reggimenti addetti ad altrettante scuole dell'arma, e che ogni reggimento sia composto di 5 battaglioni a ,i. compagnie, ~ compagnia di de posito, I d'operai ferrovieri ed ,J di zappatori-conducenti . A ciascuno dei H) corpi d·er.ercito deve corrispondere 11 bauaglione, portarne il numero e rag~iun gerlo iu caso di mobili Lazio ne o di grandi manovre. Non ci fermeremo a considerare questa formazione, poichè per quest'arma le r.ruppe non sono che un a.e-


u

DEL!.'ESEROil'O FI\ANCESE

IL monDINAMENTO

cessorio, mentre la parte principale ne è lo stato maggiore. Diremo tuttavia che, se a fronte della composizione ahe era stata prop,osta dalla Commissione, la quale avrebbe voluto consaork1re l'autonomia dei battaglioni, essa offre notevoli vantnggi sia dal lato dell'istruzione cheriguardo all'economia, presenta pure l'inconveniente di non armonizzare col principio adottato di avere un ordinamento di pace corrispondente a quello di guerra , daJ che risulta che, riguardo alla mobilitazione, accadrà per quest'arma ciò che abbiamo segnalato pei reggimenti di fan,teria distaccati fuori delle loro regioni. Quanto alla compagnia di deposito la sua insufficienza sarebbe evidente ove i battaglioni dovessero r,ompletarsi sul sito prima di raggiungere i rispettivi corpi d'esercito, ma poichè probabilmente si terrà il sistema opposto, in tal caso l'utilità di quella compagnia riesce molto contestabile. Attualmente i reggimenti del genio sono appena in numero di 3. La loro composizione prima del 13 marzo era la seguente: 18 compagnie di zappatori-minatori, 2 di ferrovieri e 11 di zappatori conducenti. Si avevano quindi in totale 63 compagn ie, 29 in meno del numero richiesto dalla nuova leQ;ge. Secondo notizie attendibili, quantunque non ufficiali, gli attuali reggimenti sal'ebbero ora in via di riordinamento e dovrebbero avere in breve la seguente composiz,ione: 1° reggimento - '18 compagnie di zappatoriminatori, e di ferrovieri e 11 di conducenti; 2° e 3° reggirnEmto -..: 18 compagnie di zappatori, 1 di deposito, 1 di ferrovieri e l di conducenti. Così, senza modificare per ora il numero delle compagn ie che rimarrebbe ancora di 63, ma variando soltan to l'assegna.,.. 2ione di alcune di esse alle varie specialità dell'arma, si avrebbero nelle 48 cornpagrne di minatori d'ogni

45

reggimento gli elementi per formare 6 battaglioni a 3 compagnie; in tutto 18 battaglioni corrispondenti ai 48 corpi çl'esercito dell'interno. È probabile che siffatta ricomposizione sia già a quest'ora effettuata. Rimarranno tuttavia a crearsi 29 compan-nie insieme col 4. 0 reggimento; ma anche qui la scarsi;à d'ufficiali è molto sensibile. Secondo la legge il numero d'ufficiali che si richiede per quest'arma, a riordinamento compiuto, è di circa 900, non compresi gli ,assimilati· . s~condo l'Annuario del 1875 invece, quel numer; gmn~e ~pp~na al 700 (non compqtando 68 sottote?enl! alhev1 della scuola di Fontarnehleau). Differenza m men_o 200. ufficiai!, ~ochissimi dei quali appartengon~ ai gradi superwn (come per l'artiglieria). Non credrnmo che questa insufficienza possa essere molto presto . colmata sebbene il bilancio del 1876 assegni a! gemo pe_I pr~ssimo anno il suo pieno sviluppo, c10è 4 regg1menu, a 23 compagnie, forti ciascuno tli uo~!ni _e 138 cava~!~, _che rappresentano appunto oli effett1v1 d1 p:J.ce stab1Iit1 dalla legge sui quadri. 1

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1

1

:!'1J no ctegN equipaggi· mihtari. Qu~sto corpo, come lo indica il nome, è destinato ·al tra~no degli eq~ipagg'i dei corpi, dei viveri e del materiale dei servizi amministrativi e sanitari. Esso constava, prima del 13 marzo, di 4 reO'gimenti o?nuno _dei ~uali era suddiviso in 3 squadro~i, l'un~ dr 6,_ gli altn due di 5 compagnie; in tutto 64 compagnie .. Di più esistevano 4 compagnie di operai co~~r~t~o1:1 ~he furono assorbite dalle compagnie operai artiglieria. La ~~a ?uova composizione, che dalla 1~gg~ venne stab1hta rn 20 squadroni di 3 compagnie ci~scuno (1 per corpo d'esercito; il 20° sarebbe destmato a formare il nucleo dei par~hi generali de!! c


46 II. RIORDINAMENTO" armate}, prn un numero indeterminato di compagnie miste (così denorhinale perchè aventi cavalli da tiro e muli òa basto ) pel servizio in Algeria, ebbe già la sua piena attuazione. Dei 20 squadroni che furono costituiti, 12 sono a 4 compagnie avendone 1 distaceata in Algeria, gli altri 8 sono a 3 compagnie: Complessivamente furono create 8 nuove compagnie. Intorno a questo corpo sono a notarsi specialmente i quadri che gli sono assegnati sul piede di guerra, quadri che aumenlano in proporzione tale di fronte a quelli di pace da permettere di sdoppiare tutte le compagnie.. Tale è infatti l'intenzione manifestala dalla Commissione parlamentare, la quale ha dichiarato nella sua relazione essere necessario che il servizio dei trasporti nella zona delle operazioni militari sia eseguito <:on mezzi esclusivamente militari per evitare ·i pericoli che l'uso d'altri mezzi potrebbe ereare. Dietro la zona delle operazion i tale servizio verrà ·eseguito con mezzi di requisizione, i qual i perb saranno ordinati e d iretti da ufficiali del treno. Il passaggio di questo corpo dal piede di pace al piede di guerra, sebbene richieda un fortissimo aumento di uomini e di caval li, non può presentare gravi difficoltà, poichè i primi potranno essere completati· con quelli provenienti dalla caval leria la quale, come si sa, aumenta i suoi effettivi in debolissime proporzioni, e quanto ai secondi si può ritenere che la legge sulla requisizione dei quadrupedi avrò bastante efficacia ed offrirà sufficienti mezzi.

Come complemento di quanto abbiamo fin qui esposto ci pare utile riassumere nel seguente specchio i quadri e gli effetti vi di pace desumendoli dal Journal militai1·e officiel quando sono determinati, o calcolandoli secondo le maggiori probabilità quando non lo sono.

DELL'ESKRClTO FRANCESE

Tabella ri assuntiva dei quadri ed effettivi di pace. UOMINI

CAVALLI

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l

~

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28041 ,

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32

96

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660 1956

26,JO 3102 8070 1oa20

24 8

285 50

1416 462

Gì80 2000

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Algeria

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Interno

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5

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Algeria

~

terno

. . . . . .

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21 12

212

98! 97~

2928 28'10 5~J9

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1G8

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I

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301 2187 165601 330 )

ll')eno 2 compagnie distaccate in Algeria 9 compagnie operni . il 1d. artificie1·i 54 id. del treno d'artiglieria.. . . . 4 t'iporta,·st

3477

- - - -- - » - -18 :J86 82l4 14870 50124 68591 5003 53907 59000 - - - - - - -- -- - - - -- -

38 reggimenti meno 12 2

Interno

,,

I

Artiglferia.

I

3-10 2720 11900 41480 564401428·[ 4.6036 sm20 496 1557 2C87 > 34 39 ·• S9

.

.

52992 3784 24909 28093

.

114 36 12

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288 84

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1674 315

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48

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Genio. Interno - •1 reggimenti meno 6 compagnie distaccate in Algeria Algeria - 6 compagnie e r distacçamento zappator i-conducenti . . .

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395

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sez,ooei . . . . . . . . . Ser vizio di stato m aggio1·e. . . Int!)ndenza militare ({:>. e 2" se-

iione) . . . . . . . . . Sl.ato m;l.gitiore d'nrtiglieria . Id. del genio

000

27$8

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-11,-·vo-rt-o-.-.

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Pers~na!e fu,ori 'l'\ladro presso gli 1sutut1 m1l11ar1 . . . . . .

Servizio del reclutamento. . .

_Deposili ( 11 all'rnk1·110. . . d, 1·,monta 1 a III Algeria. . . Penitonz,ari • pri1.po11i . . . . Alfa1:1 _iud•"!'l\i d'Algeria . . . Sor\'11.10 reY1g1oso ( 11011 comp1·c•si car,·a 270 cappellani au.~iliari) Personale di sanìt'a m~dici., f.tr. mt1CiSlÌ. !l~l! !'(I01pÌ·esi.QU<',lli, 11! numero <11 c1rrn h(JO, 11np1cgau net .corpi <11 u·uppa) . . . . Vçt1•1·an11 ri (nou compresi i 371 1m1liegati nei rorpi d i 1.ru11pa1 Uffl<:i d'iute nde11z:, Perscnale Su~,i~renie !fiilit. amm iuistr. o~p('dal.: milunr, . v.,swu·ao ed ac-

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50 JL RIORDINAMENTO Adunque la forza dell'esercito francese sul piede di pace dovrà essere, secondo la nuova legge, di circa !~60,000 uomini (compresi 26,800 ufficiali) e ~08,000 cavalli. Per non essere tacciati di inesauezza dobbiamo avvertire che la differenza fra questo totale d'uomini e quello di .4155,000 da noi più innanzi indicato, vuol essere attribuita ulle cifre superiori ui niinirnum presumibili che il Ministro della guerra, vulendosi delle facoltà concessogli dalla legge, ha assegnato a taluni corpi e servizi . Ciò appare dal bilancio del 1876 che allora non avevamo ancora sott'occhio. Questo bilancio va anzi più oltre, ed nffcrma che l'effettivo generale di puce sarà, a riordinarn ento compiuto, di 463,H~3 uomini. Non sappiamo in qual modo questa cifra sia stata ottenuta, ma in ogni modo non dev'essere· considerata come affauò invarinbile potendo, nei limiti stabiliti dalla legge, discendere secondo i nostri calcoli fino a 4-51:i,OOO, e salire senza altro limite che y_uello del bilancio. Cred iamo quindi che la ci fra di 460,000 uomini, moli.o pross ima al totnle indicalo dalla tabella che precede, possa essere ritenuta come la media più probabile degli effettivi di pace dell'eserciLOfrancesequando avrà raggiunto il massimo sviluppo assegnatogli dalla nuova. legge. Dopo aver parlalo degli cffctlivi di pace, converrebbe dire ora. degli effettivi di guerra, ma poichè la legge non ne fa cenno non possiamo indicare per essi delle cifre esatte; tuttavia, ricordando la composizione del corpo d'esercito, e ritenendo che, per ora nlmcno, la forza della compagnia debba asccmùere a c irca 200 uomini, la sola fanteria darebbe per ngni corpo un totale di circn 28,000 uomini; se aggiungiamo 1 brigata d'artiglieria (·18 balteric e 3 compagnie del treno che possiamo valutare in media a 200 uomini ca-

51 dauna), 1 brigata di cavalleria (1400 uomini), 1 bat~ taglione del genio (800), 11 squadrone ciel ~reno deg~1 equipaggi (1500), ~ squadrone di esploraton volontari, gli stati maggiori e i vari senizi, si vede come I~ forza totale del corpo d'esercito debba approssimars1 mollo ai ,i.0,000 uomini. E poiché l'esercito conta 19 corpi (il 19° in guerra potrà essere costituito in parte con truppe d'Africa e in parte con truppe della marina), più i grandi parchi, le riserve e i quartieri generali crediamo che la cifra di 800,000 uomini da ' . noi precedentemente indicata per la forza dell'eserc1to attivo sul piede di guerra. si possa ritenere come abbastanza probabile. Quando le compagnie potranno avere un effettivo di -2150 a 260 uomini, allora la forza totale dell'csercHo supererà i !)00,000, ma per alcuni anni ancora quella di 800,000 non crediamo possa essere ollrepa.ssata. Essa d'altronde è già abbastanza considerevole, sebbene non sia tale, come abbiamo dimostrato trattando del reclutamenlo, da permettere di utilizzare tutti gli uomini che secondo la legge del 1872 saranno disponibili. Colla scorta della tabella che precede possiamo ora valutare con qualche approssimazione gli effetti finan.zìari della legge del 113 marzo. Prenderem o per base il bilancio del ·1 876 che, quantunque non ancora approvato, non verrà certo· sensibilmente modificato. Secondo le sue pt'evisioni la spesa totale sarebbe nel prossimo unno dì lire 500,037,1'15, dalla qual somma conviene però detrarre 35,46t,7 I 3 lirl3 che rappresen-tano gli introiti previsti pel Ministero della guerra (pensioni degli allievi delle scuole militari, versamenti etletluali dai volontari d'un anno, riLenuta del 2 p. °lo sugli stipendi degli ufficiali, vendita di carte ecc., ecc .) -e sono compresi nel bilancio delle entrate. DELL'ESERCITO FRANCESB

1


[);2

IL RIOROINA)fENTO

DELf ES ERCITO FRANCESE

Lo spesa effct.tiva si riduce quindi a circa 46.i milioni. Ma se confrontiamo le cifre della Labella che precede con quelle corrispondenli del bilancio, troviam o "in favo re delle prime una differenza di 29,921; uomini di fante ria, 3559 di cavalleri a, 99'i(2 d'artigliet'ia, 2000 del treno degli equipaggi e ti0'2 degli e[etLivi non compresi nei corpi di trnppa . Anche nel numero dei cavalli quello stabi li to tlal bilancio è inferiore di B,960 a quello indicato dalla ta bella . Cominciando dagli uomini,. ed osservando che qnelli mancanti sono in gcnemle semplici soldati, poi cl1è i quadri sono pressochè completi fuorchè in artiglieria, possiamo in qualche modo valntare l'economia che ne ri su lta al b il onr. io ùel 1876 valendoei del costo medio annuo del soldato d'ogni al'ma che nel bil ancio del ·1875 è così espresso ( 1) : Soldato Id. Id. Id. Id.

di fanteria di cava lleria d'artiglieria . ciel genio . degli etruipag~i militari

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~fodiante que3ti dati coi necessari ca lr.oli si giunge aù una cifra complessiva di circa 20 mil ioni che rappresenta pel bilancio del 1816 l'economia procloua dagli uornini mancan ti al compimento degli cffellivi. Quanto ai cavalli non abbiamo dati precisi sul loro costo annuo; ma se si os:-.t-rva che il prezzo della razione di foraggio supel'a le lire ·1, 50 e che il loro deprez.zamento annuo non può essere inferiore a 1:20 lire, qneste indir.azioni. Cred iamo superfluo avv1:rtirc che questr, cifro variano, o talvolta anche seusibilmcnto, da un anno all'altro. Qur, llo del 1874 ad esempio, erano superiori di 30 a 40 lire a quelle corrispondenti de l ~ 875. (·t ) Il bilancio del 4 876 non fornisci\

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ci pare di approssimarci al vero compulando per ognuno di essi una spesa med ia di ~00 lire, che moltiplicate per i ·12,!J60 mancan ti danno un totale di circa 10. milioni. Ad unq ue per raggiungere gl i effellivi stabiliti dalla legge il bi lancio della guerra douà. essere aumentato di 30 mil ioni. Ma sarebbe errore il credere che un bilancio effettivo di 494- milion i (non compresi i 3o che sono introitati per altra parte) possa hastare alle spese ri chieste dal nuovo ordina mento militare della Fnincia. A'dottando approssimativamenle le cifre stes.se che furono calcolale dalla Commissione del bilancio, possiamo aggiungere le seguenti somm e che nel bilancio del 1876 non sono comprese: mili oni pel rich iamo biennale della risel'va, 3 id. per aumento uel consumo e nel prezzo delle munizioni, 7¼ id . per aumento prnvedibile nel prezzo dei vivct"i e forn ggi, 3 1/! id. che sarnn no presumibilmente richiesti <lalla prossima legge sull'amministrazion e milil al'e, 6 id. per conservazione Llel nuorn materiale di ri ser·va (viveri, vesliario, armamento, lo ca li). 7

In lutto 27 milioni, che aggiun ti ai 4-94 sopra indicali, costituiscono un bilaneio ordinario ni :52 ,1 mil ione. Senza fe rmarci a considerare qu es ta cifra che potrò .incora essere awn entaln , sia pel richiamo ed istruzione delle seconde parti elci conti ngenti e dei volontari d'un anno in <li sponibilità che non abbiamo computato; sia per lo sviluppo dalo in questi g iorni alla gendarmeria di parli mentale che po<;o fa contava appena


54

IL RIORDINAMENTO

DELL'ESERCITO FRANCESE

26 legioni ed ora ascende a 3·1, a vverLiremo solo che essa non è di molto inferiore alla metà di tutti i mezzi ordinari pei quali dispone attualmente Ja Francia che, secondo il bilancio del ,1876 si riducono a L. 1, ,121,000,000 deducendo le spese intangibili (debito pubblico e dotazioni) e queHe per la riscossione delle imposLe, restituzioni, ecc . Senza Lema di andare errali possiamo affermare che in nessun paese nè una cifra siffatta, nè siffatta pro- · porzione sono raggiunte.

testabili vantaggi di semplicilà ed econ?mia, inq~antochè uno sLesso magazzino potrà serv1re success1v~mente alla mobilitazione dell'uno e dell'altro. ~egg1menio. Tuttn.via la conseguenza che da esso r isulta dell'u'.niformitlt di costituzione per la fante~'ia di tutt_e le reo-ioni, sebbene partecipi dei vantaggi ora dett.1, prese~ta però l'inconveniente _di imporre . alle var!~ reO'ioni eo·uali carichi mentre 1 loro mezzi sono ddfe;enti . vero che, secondo quanto abbiamo detto trattando dell'ordinamento, la cireoscrizione regionale venne stabilita in modo da sodd isfare quanto era possibile all'equità del riparto, assegnando ad ogni r~gione una popolazione che poco si discosta daHa medi~ genet·ale; ma se si osservano i risu ltati del . nparto della classe 187'.2 che appunto venne fatto 111 base alla nu·ova circoscrizione, si scorgono differenze ':bbastanza notevoli, sulle quali non sappiamo se abbi.ano mao·o,iormente influito le cause accidenta li o la diversità attitudine della popolazione. Vi hanno infatti delle reo·ioni, come la i13a e la '15", che diedero a quella cla~se un contingente superiore ai H~,000 uomini, mentre ve ne hanno altre che ne forrnrono poco più di 7000, come la 9a, la 12", la '16~; ed ur~a , la ,1 Oa, che non raggiunse neppure que.s ta cifra. N~1 n?~ poniamo in dubbio per nes.s uua .ra~1o~e la poss1b1hta di costituire i suoi 8 reggimenti d1 fanteria; osserviamo però che,· mentre per alcune ciò potrà_ ~ichiedere l'impiego di tutti o quasi tutti gli uomrn1 de_lle classi upparLenenti all'esercito territoriale, pet: altre 1~vece il numero d' uomini disponibili eccederà considerevolmente quello inq~adrabile. A queste si potranno forse assegnare alcune batterie in più delle altr~, ma probabilmente il rimedio non sarh abbastanza e~Iica~e. La Commissione avrebbe altresì voluto che 11 prmcipio d'uniformità di riparto fosse esteso a tutte le armi,

1

Passiamo ora all'esercito territoriale.

La composmone di quest'esercito è stabilita dalla legge del 13 marzo sulle seguenti basi: ,JO Ogni suddivisione di regione fornisce 1 reggimento di fanteria a 3 battaglioni di 4 compagnie ciascuno, più i quadri per 1 compagnia di deposito. La suddivisione d'Aix (15a regione), in ragione della sua maggi.or estensione, somministra 2 reggimenti. 2° Ogni regione fornisce inoltre: Un nurnero di squadroni di cavalleria ragguagliato alle risorse equine del territorio; 1 reggimento d'artiglieria con un numero indeterminato di compagnie del treno d'artiglieria; 1 battaglione del genio; 1 squadrone del treno degli equipaggi militari . In massima i quadri di tutte queste uni Là sono eguali a quelli delle corrispondenli unità dell'esercito attivo . Il pensiero che ha guidato la Commissione nel proporre, e l'Assemblea nello adottare il principio di far corrispondere ad ogni reggimento dell'esercito altivo un reggimento dell'esercito territoriale presenta incon ..

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56

11 RIOI\OINAMENTO

DELL'ESERCITO FRANCESE

e così che tut.te tutte le regioni avessero un egua l numero di bauerie, squadroni, compagnie del genio, ecc., mn evidentemente nel le attuali condizioni de[ recluta.mento s1!fallo sistema non sarebbe atLuapile . G·iacchè non bisogna dimemicare che le classi auualmente disponibili per l'esercito territoriale sono quelle dal ,J 860 al ,J 866 , le quali furono tutte ch iamate al servizio sotto l'impero delle leg·gi del ·I 832 e iJ 855, quando cioè il numero degli uomini ~be veniva realmente incorporato per ogni contingente di rno,ooo uomini si riduceva alla cifra i llusoria di 23,000. La leva in massa· fatta nel 1870 può aver agguerriw in parte anche coloro che non erano mai stati sotto le armi; difficilmente però può aver loro impuriito quella particolare istruzione che si richiede nelle armi speciali~ La prirnq. classe che venne chiamata in virtù della legge del ,J 868, qU'ella cioè del 1367 non forù passaggio all'esercito territoriale che al 1° luglio ,J877; quella del 1872 poi, la prima che fu chiamata secondo la leO'o·e del 27 Juo·l io ' t,t, o entrerà nell'esercito territoriale al ,1° luglio del 1882. Riguardo all'artiglieria dobbiamo avvertire che essa si comporrà in massima pnrte di batlerie a piedi, le quali verranno destinllte in modo specinle ulla difesa delle piazze. È ne,:essario inflitti rimediare con esse alla scarsità delle corrispondenti batterie dell'esercito nttivo che sono appena. in numero di 57. Ci sembra però siasi fatto troppo largo assegnamento sull'esere ito territoriale che per alcuni anni ancora non potrà probabilm ente corrispondere a questo còmpito .. Quanto alla c,walleria, la questione degli. uomini è secondaria per la pochezza del ìoro numero; più importante è quella dei cavalli. Noi non conosciamo i risultati del censimento che è stato fatto nel gennaio 1874 e 1875, ma sappiamo che vi ha una grand issima disparità di risorse fra una regione e l'a ltra. Abbiamo 1

1

1

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.anzi ragione di credere che alcune regioni montagnose, come la 14\ 15n, '16" e 17"', difficilmente potranno somministrare, malgrado le requisizioni, i cavalli neeessari all'esercito attivo. Se ora vogl iamo in qualche modo valutare la forza numerica di quest'esercito, osservando che la compagnia di fanteria non polrà avere certamente, con tali trnppe, un effettivo maggiore di 200 uomini, e ritenendo come probabi le, per ogni regione, una media di 10 batterie, 1 compugnia del treno d'artiglieria (sarà sufficiente non dovendo trasportare in rnassi1na che mun izioni di fanteria), 4- squadroni di cavnlleria, •l battaglione del genio a 3 compagnie, ed 1 squadrone del treno degli equipaggi. a 4 compagnie, ouerremo · i seguenti risu ltati : 1

145 reggimenti di fant. (2WO uomini éìascuno) 3,i-8,000 18 reggimenti d' artiglier. a 10 batterie (iOOO id.) 36,000 48 compagnie del treno d'urtiglieria (200 id .) 3,600 18 reggimenti di cavali. a 4 squadroni (600 id.) 10,800 18 battaglioni del genio a 3 compagn ie (600 id.) 110,800 18 squadroni. del treno degli equipnggi

a 4 compagnie

. (800 id.) H,,/kOO

Totale 4:23,GOO Questa cifra non ha nulla di assoluto non essendo fissati gli effettivi di guerra; basta però a far supporre che la forza inquadrata de ll'esercito territoriale (non compresi i depos iti) sarà abbastanza prossima ai 400,000 uomini come abb iamo precedenlernente indicato. Avvertasi però che a ritardare la formazione di quest'eser,:ito e a dim inuirne per qualche tempo il valore concorrono oggidì le seguenti cause: 1. 0 Insuflic ienza m~I numero degl.i ufficiali, giacchè ne occorrono oltre 10,000, cifra che non potrà essere immed iatamente raggiunta; 1


58

59

IL RlOflDINAMEN'ro

om.L'l!.SERCITO J!'RANCESE

.2° Ineguale riparto fra le regioni degli uomini di, sponibili per le varie armi; · 3° Problematico valore di molti uomini chiamati oggidì a far parte di quest'esercito, non avendo essi prestato alcun servizio. .

esuberanza dei quadri che dalla legge fu ri·mediata solo in parte, ed un bilancio ordinario di 520 milioni. Noi accettiamo la massima che dalla buona costituzione dei quadri dipenda quella dell'esercito, ma perciò appunto ravvisiamo maggiori inconvenienti nella co~ stituzione dei quadri francesi ove esistono molte cariche, non soltanto inutili, ma dannose, create e mantenute, non già per necessità di servizio e utile riparto del lavoro, ma al solo scopo di accelera re l'avanzamento. Quando questa considerazione prevale su tuLte le altre, ,il valore intrinseco dei quadri necessariamente deperisce. Se dal numero soltanto dipendesse la loro forza, l'esercito prussiano, nel quale i gradi e le cariche sono distribuiti con assai maggiore parsimonia, non avrebbe potuto dare molte prove di saldezza e di coesione. Se la legge avesse coraggiosamente portato la falce ove maggiore è la piaga, il bilancio non raggiungerebbe ora una cifra che, malgrado la nostra incompetenza in questioni finanziarie, crediamo sproporzionata alle ricchezze stesse della Fra.ncia, e permette di dubitare della sua durabilità.

Conchiuderemo intorno a questa legge riassumendone i principali vantaggi ed inconvenienti. A due si riducono essenzialmente i suoi vantaggi: •1° Diminuzione di 593 compagnie di fanteria; 2° Costituzione dei quadri di paco in armonia con quelli di guerra. II primo, che avrebbe potuto ricevere una più larO'a applicazione quando fosse stata adottata la propos~a della Commissione di ridurre a 3 il numero dei battaglioni in ogni reggimento, ha concesso tuttavia di realizzare un'economia considerevole, offrendo inoltre, quando si tenga conto dell'abolizione delle li cenze semestrali e del richiamo periodico delle riserve, il mezzo di abituare. i quadri ad un comando più efficace e me<rJio o appropriai.o a quello che dovranno assumel'e in guerra. Col secondo venne consacralo il principio della permanenza dei quadri non solo pei corpi di truppa, ma anche pei varì servizi. Per tal modo si potranno evitare all'atto della mobilitazione quelle formazioni improvvisale che sconvolgono gli ordinamenti e rieseono tanto più imperfette quanto più le <:ircoswnzc richiedono ordine e celerità. Jl passaggio dal piede di pace al piede dì guerra richiede, è vero, un aumento sensibile di quadri, ma questi saranno in ogni tempo preparati in quelle numerose riserve che dalla legge sul reclutamento sono state create; d'altra parLe siffatta necessità non pnò essere evitata se si vogliono conciliare le esigenze finanziarie collo sviluppo dogli eserciti odierni. Ai vantaggi ora detti si deve però contrapporre la

Prima di porre termine a questo lavoro ci pare opportuno, affincliè riesca rrieno incompleto, fornire al lettore alcune indicazioni intorno all'armamento francese che attualmente è in via di trasformazione. Secondo la relazione fatta nel 1873 dalla Com missione d'inchiesta sul ma teriale da guerra, la Francia ha perduto nell'ultima guerra, 723l cannoni , 665,327 Chassepot e circa 500,000 fucili d'antichi modelli. Nell'agosto 1872 le rimanevano tuttavia, fra armi buone e riducibili : t,880 cannoni da campagna, 480 mitragliere, 8,880 altre bocche dà fuoco, 1,670,350 fucili ed altre armi a fuoco portatili.


·tìO

IL RlOHDINAMENTO

Ri~uardo ai ~annoni da campagna cd alle mitr1wliere conviene però avvertire che il numero dell e ba~terie complete :ull~ totalit~ dei _vari c~Jibri asc~~deva appena a 382, il che d1n11 nmsce eh molto l'importanza delle cifre suesposte. . L~ guerra del1870-ì1, avendo reso evidente l'infer~or1tà 9ell'artiglie1:ia fràncese a fronte di quella prussiana, fu deciso d1 operarne la trasformazione. Non potendosi ancora adottare il cannone d'acciaio che l'rndustria nazionale · non è per anco riuscita a costruire, . furono successivamente e in via provvisoria prescelti r. can.?oni da 7 e da 5 proposti dal colonnell? R~ffye, d1 bronzo, rigati ed a re trocarica, in sost1tuz10ne degli antichi pezz i da 1,2 e da 4 . cannon.e da 7 (ca libro 8 centimetei e mezzo) era gia a1 esper1~ne~to_ prima del ,J 870; durante la guerra ne furono fobbncatr circa 1200 pezzi, e fo questa 11 0n ultima fra le considerazioni che ne consigliarono l'adozione. Occorreva poichè queìlo .., . però un cannone più Jeo·o·ero :Ot, . da ~ e troppo ~rave. Si ricorse perciò a quello da 5 . (cahbro 7 centunet1·i e mezzo) che fu costruito collo stesso sistema. I l carallere del prese nte lavoro è così generale ehe non ci perme~te di a .ddentrarci nei particolari di questo nuovo rnaterw le. Dire.mo solo che ambedue i pezzi sono o saranno montati su .affusti in- lamiera di ferro e che le loro qualità balistiche hanno dato soddisfacenti risultati. In~orno allo stato presente della loro fabbricazione possiamo desumere Je seguenti indicazioni dall a relaijone, in data 1° maggio 187i>, del generale BertolèYrnlc, relativa ai cinque proo·etti di Jeo-ge sulle nostre spese mili tari che furono re~entemen~e discussi. « Al r.,rincipìo di maggio del ·1874., dice ]a relaziQne, g.ià 1300 cannoni da 7, fabbricati in massima 1

.!1.

1

DELL'ESERClTO l?RANCESE

parte prima della guerra o durante la medesima , erano stati comp letamente riparati e spediti al[e varie direzi oni d'artiglieria; BOO cannoni da o erano stati fusi a Bourges e spediti allo stab ilimento di Tarbes per essere ultimati . « A quest'ora, del resto, deve già essere in pronto il nuovo materiale occorrente all e 3~3 batterie a 6 pezzi, che esistono attualmente; già da qualche tempo è incorni ncìr la la sostituzione del vecchio materiale, ma non risulta che sia ultimai.a . « Si può quind i ritenere che oggidì la Francia abb ia circa 2000 pezzi del nuo·vo materiale completamente allestì ti >>. La relazione aggiunge che clnl 1872 in poi, l'attività degli stnbilimentt francesi è stata sp iegalt1, non solo nel produrre nuovi cannoni o modificare quelli da 7 già esistenti, mn altresì nel riparare ogni sortn di. materiale ancora utilizznbile, comprese le -mitragliere. Avverte per ultimo, intorno alle H4 batterie che mancano per completnre le 437 montate (comprese quelle di deposito) od a cavallo richieste d[d nuovo ordinamento, che la produtt ività degli stahil in1enti è tale da rendere possibile la çompleta lorn preparaz ione entro il corrente anno. <.:iò è più di q1rnnto possa occorrere al successivo sviluppo dell'artiglieria che, secondo qunnto abbiamo detto più inn,rnzi, non polrii essere completo se non fra alcuni anni per defic ienza di quadri. Si può quindi r itenere che un dal pro:;simo anno, pee ciò che riflette il ma1eriale d'artiglieria da campagna, la Frnncia sarà in istcttO di conven iente preparaz ione, ed avrà disponibile per l'esercito terrilorial<~ tmto il vecchio materiale che può ancora essere utilizzato. Quanto ai fuc ili lo stesso .Tournat o/fiàel ha dato pubb licità alla decisione del 7 luglio 1814 relativa al-


6~ :tL R.lOllDlNAM,EN:i'O l'adozione cle.l fucile Gras, il quale non è altro cJ1e il Chassepot trasformato in modo da potervi adattare la cartuccia metallica. La relazione dianzi citata dice che la sua fabbricazione è stata incomin ciata appena sullo scorcio del 1874, onde il numero dev'esserne ancora molto scarso. Soggiunge però che (< malgrado fossero già in istudio le modificazioni da introdurre nel Chassepot, le fabbriche d'armi di Tulle, Chàtellerault e SaintEtienne continuarono a produrre dì questi fucili. Sapendo che la produttività massima di quegli stabilimenti è di circa 460,000 fucili all'anno, il numero attuale dei Chassepot modello 1866 si può calcolare a 2 milioni. L'approvvigionamento totale ritenuto necessario è di 3 milioni ». Da questo semplice brano della relazione del generale Bertolè-Viale risulta che, se la Francia intende valersi della sola industria nazionale, trascorreranno parecchi anni ancora prima ch'essa raggiunga un armamento proporzionato allo sviluppo del suo esercito. l\fa non è improbabile che ricorra all'industria estera. Tale almeno è la supposizione che possiamo fondare, anzitutto sulla necessità di dare un maggiore impulso a quelle parti della sua preparazione che con mezzi uniformi riescirebbero arretrate, in secondo luogo sulla notizia pubblicata, non è molto, da giornali di vari paesi, di trattati.ve che avrebbero avulo luogo fra il governo francese e la ~ocietà che possiede le fabbriche d'armi di Steyer e Pesl circa la fabbricazione da parte di quest'ultima d'un milione di fucili Gras. Non co· nosciamo l'esito di tali trallative, ma nulla ha di improbabile la loro riuscita. Alle spese occorrenti per la ricostituzione del materiale da guerra è destinato il così detto conto di liquidazione. - Senza allargare i limiti del nostro as·s unto, diremo che questo conto, specie di bilancio

63 s,tr{l_orgii;l,ario dotato con vari introiti particoJari, v.enQe istituito dopo l'ultima guerra nello scopo cli separare le spese et:eezionali derivanti dalla guerra istessa da quelle ordinarie. Secondo che risulta dalla Cronaca 11i1:tita1·e estera (dispense del 4° novembre 187 4 e 1 ° aprile 4875) i crediti che fino ad oggi con successive ~eggi furono assegnati su quel conto al Ministero della guerra per fortificazioni, armamento, ecc .., si riassumono così: DELL'ESEJ\CITO FRANCESE

Anni 1872-73. Anno 1874. Anno ,J875 ('1) 1

1

L. 11112,135,000 » 1162,800,00.0 » ·t 4.5, !~65,000

L. 420,400,000 Pel corrente anno però si dovranno in breve aggiungere altri 5·1 milioni che già dal Ministro della guerra sono stati chiesli con apposito progetto di legge, e che certamente sarc;1.nno concessi. Così, facendo un solo lutto dei bilanci ordinario e st.raordinario del Ministero della guerra, si ottiene pel 1875 la cifra enorme di lire 689, 721>, 772, che potrà ridursi effettivamente a 662,()72,21>6 se verranno effettuati gli introiti previsti. La qual somma potrà ancora essere oltrepassata se, come non è affatto improbabile, nuovi crediti verranno chiesti prima del finire dell'a.nno. Se si avverte che fino ad oggi il lavoro di ricos1it.uzione del materiale, degli approvvigionamenti e delle fortificazioni non ha per anco raggiunto il suo massimo sviluppo, e che d'altra parte esso richiedevà una spesa che dalla relazione sull'inchiesta fatta pel matefiale da guerra è valulala in lire 1,370,3'.20,028, cifra (~) Senza tener conto di -11:i milioni, complemento delle spese per ! 'occupazione tedesca.


6.i,

IL 1110!\DTNAMENTO

che presumibilmente verrà supel'ata, si può pr(wedere che, pel' parecchi anni ancora, alle spese ordinarie pel Ministero della guerra si aggiungeranno '.200 milioni almeno di bilancio strnord inario, oltrepassando così in totale la somma di 700 milioni all'anno . Tali saranno per la Francia le conseguenze finanziarie della ricostituzione del suo stato militare. Uopo avère essem~ialm ente consideralo l'esercì to francese nelle sue condizioni materiali, sarebbe forse opportuno il consacrare alcune pagine alle sue condizioni intellettua li e morali. Ma poichè siffatto còrnpito, inteso in tutto il suo si15"nificato, non è indispensabilmente viucolaLo al tema da noi assunto , ci limiteremo ad esporre qualche apprezzamento e qualche fotto, evitando in tal modo il pericolo di esprimere giudizi · troppo arrischiai.i. Quale che sia però il nostro riserbo, non possiamo esimerci dal constatare la maggior debolezza dell'esercito francese dal lai.o intellettuale e morale che da quello materiale. T~ ciò riesce evidente ove si consi- · deri lo stato d'inferiorità per esso l'ivelato dall'ultima guerra a fronte degli esereitì tedeschi, gli effetti della guerra istessa che crearono un nqovo esercito costituito con elementi di capacità ed elevat~zza talvl1 lta contestabili rispetto ai gradi da essi ou.enuti, ed infine l'opera sempre efficace, ma sempre lenta, d'ogni rigenerazione morale. Si fece mollo anche da. questo lato, spécialmente riguardo all'istruzione, siccome altestano e i numerosi .circoli militari istituiti per procurare agli uffie iali coi vautaggi d'una vita rnateriale in armonia co lla loro posizione maggiori mezzi per istruirsi, · e Je ancor più nurneeose biblioteche dei sotL'u('(iciali e soldati distribuite nei quartieri, n,egli ospedali, nelle prigioni e

DELL'ESERCITO FRANCESB

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perfino nei corpi di guardia, opera di società patriottiche più ancora che del governo, e l'istituzione d'una scuola pei sott'ufficiali proposti al grado d'ufficiale(1 ), e la creazione prescritta dalla legge sui quadri d'una scuola di guerra (école milita1'.re supérieure), quantunque non ancora effettuata, e le norme dettate per l'insegnamento della topografia agli ufficiali e sott'ufficialì, e per ultimo il sorgere di un nuovo giornalismo militare come la Revue miHtaire de l'étranger, periodico serio e autorevole redatto dal 2° ufficio dello stato maggiore generale del ~linistro allo scopo di divulgare utili cogn izioni intorno agli ordinamenti militari degli altri paesi, il Bulletin de la réunion des of!iciers e l'Avenir militaire. l\1a se tutti questi provvedimenti si possono considerare come sufficienti rispetto all'isLruzione generale, per la quale d'altronde il tempo e una migl ior legge sull'avanzamento saranno più efficç1.ci col diminuire il numero eccessivo degli ufficiali provenienti dai sott'ulnciali e dotati talvolta di insufficiente cultura, non lo sono del pari per quanto rigo.arda l'istruzione esclusivamente miliLare. Per la fanteria, ad esempio, è ancora in vigore il Regolamento d'esercizi. del '1869, che non è certo più all'altezza dei tempi, dappoichè in esso l'ordine sparso non ha una parte maggiore di quella che avesse presso di noi l'antica scuola di cacciatori. Si comprende la ragione principale di questo fotto quando si rifletta che prima del 13 marzo u. s. non ·esisteva ancora la legge sui quadri, e che d'altra parte non si poteva presumere quale formazione taltica. sarebbe adottata per la fanteria, inquantochè il governo e la Commissione parlaµ1entare non trovavansi d'accordo su tale. argomento, ma intanto ancora oggidì i corpi hanno sistemi d'istru(~) Nel prossimo anno 4876 ne verr/1 creata una seconda: ANNO x.x, Vo1,. llf. 5


66

IL RIORDINAMENTO

zione molto disparati e, com'è facile a comprendersi, non sempre inspirati ai principii della tattica attuale. Ne sono prova Je grandi manovre eseguite nello scorso autunno, le qual i diedero bensì come primo esper~ment.o risultali abbastanza soddisfacenti, ma posero tn evidenza la neeessità di norme comuni e criteri u?ifor~i.In esse infatti si vide ogni comandante di corpo d eseec1to adouare, si può dire, forme tattiche sue proprie, limitate sol9 dalle brevi istruzioni O'enerali emanale da l Ministero della guerra col titolo cli .Ét·u,cle 1·elative à l'_exécution des manl'.euvres dans les corps d' arrnée . Sappiamo che apposite commissioni lavorano ora attivamente alla compilazione di nuovi regolamenti d'eserc;izi per la fanteria e per la cavalleria, ma quando questi regolamenti saranno pubbl icati('!) converrà inculcarne le mass ime, fra le altre quella della responsabilità dell'istruzione ai comandanti di compagnia e cl i squadrone, dovrà cessare totalmente l'uso di studiarli materialme nte a memoria e si dovrà sottoporre l' intelligenza a maggior trib uto . Da ciò si vede che le mao·giori difficoltà in simili riforme non consistono già nella compilazion.e d~i rngolamenti, fatta sempre da ingegni non comun i, s1bbene nella loro applicazione la quale deve. es~er fotta dagli ingegn i disti nti come da quelli med10cr1 che sono sempre in grande maggioranza, da coloro che sono favorevoli alle nuove idee come da quelli che le osteggiano. Si può quindi prevedere che passeranno ancora alcuni anni prima che in Francia siffatte idee siano abbastanza genera li zzate e attuate . Noi stessi ne abbiamo fatto l'esperienza. Fra tutte le armi l'arLiglieria, che già ebbe a distinguersi nell' ultima guerra, è quella che meglio sod• (1) Per la fanteria sta per essere pubblicata la prima parte (Scuola del soldato). ·

DELL'EsrmclTO F'.RANCESE 67 disfa al còmpito assegnatole dalla tattica moderna; la cavalleria, che non isfuggì a qua lche giudizio poco favorevole in occasione della recente rivista di Lono-o cha mps, ne è forse la più lontana. Quanto al lato morale, ove si consideri che l'eserr:ito francese è sorto or sono appena quattro anni dalle rovine di una g_ue1:ra doppiamente fatale, sarebbe ingiusto il non attnbmre alla saldezza alluale della sua disciplina ed allo spirito di abnegazione di cui diede prova nella vita faticosa e poco dilettevole dei numerosi campi e · delle grandi manovre uno stato ormai soddisfacente nel livell o delle sue qual ità militari. A questo risultato contribuirono non poco il ristabilimento della r igidità in servizio, la severi tà delle pene inflitte pèr mancanze d'ubriachezza, un tempo troppo frequenti ed 00'0-idì pres00 , soche scomparse, e la maggior cma consacrata alle prime istruzion i, alla scuola del soldato in ispecie che, secondo le parole dello stesso :i\-linistrn dell a guerra, dev'essere considerata come« una scuola di educazione e di disc iplina, e deve insegnare al soldato quell'obbedienza assoluta e metodica che lo prepara a subire in ogni tempo l'impulso e l'influenza dei suoi capi ». Se queste massime verranno costantemen te osservate non si può dubitnre che in una nuova o·uerra l'esercito francese non sia per dare roa(TO'iori pi;ve di sal~iezza ~ di coesion~ di quelle date n~lla campagna ultima . Rimane t uttavia a correo·O'ersi quella soverchia . dunestichezza che ancora oggidì si osserva fuo ri di s?rvizio tra superiore e inferiore e che, per quanto s,a consentanea al carattere francese aperto e disinvolto, non è certamente in armon ia colla obbedienza asso luta e metodica che si vuole ottene re, ed è orio-ine di tali idee d'eguagl ianza che sono in co ntraddizione coi principi i della dis·ciplina e della gerarchia mili tare. Rimane forse altresi a rialzarsi maggiormente l'in-

=


IL RIORDINAMENTO 68 dividuo nel seutimento della propria considerazione col modificare ad esempio il Regolamento sul servizio interno, il quale fra le altre disposizioni stabilisce una punizione pecuniaria per l'ufficiale che trovasi agli arresti di rigore, e 4 o 6 ore d' esercizi . di punizione pel soldato secondo che è consegnato o alla prigione. Cosiffatte punizioni irritano coloro che hanno un'idea elevata della propria dignità, mentre avviliscono quelli ehe sono dotati di un sentire meno forte; in ogni caso il livello morale decade. Ma un difetto grave per quell'esercito, e tanto più difficile a correggersi inquantochè non gli può essere esclusivamente addebitato, vuol essere ravvisato nella instabilità delle istituzioni politiche della Francia. Cambiando di tratto in tratto le forme del governo e il suo capo che è pure il capo naturale de.Il' esercito~ non si possono evitare nell'esereil.o stesso quelle diversità d'opinioni ehe affievoliscono il sentimento del dovere e possono talvolta manifestarsi con atti che in qualunque esercito lasciano sempre profonde tracce. . E che tale diversità d'opinioni realmente esista nell'esercito francese lo constata il llinistro stesso in quella circolare confidenziale che fu rivelata dal!' indiscrezione della stampa, là dove dice: « Décidé à respecter les convictions et les souvenirs que chacun d' entre vous a p u conserver au fond de son coeur, le gouvernement espère, dans l'intérct de la paix publique, qu'ils ne se manifesteront pas extérieurement sous une forme répréhensible, et entend que chacun de ses délégués ne contribue par ses paroles, par ses écrits ou ses actes, à des manifestations hostiles à la Constitution qui vient d'ètre adoptée par l' Assemblée nationale >>.

E qui. poniamo termine al nostro lavoro. Se esso è

DELI,'ESERCITO FRANOESE 69 lungi dall'esser completo, non ci si vorrà appuntare, speriamo, né di parzialità, nè di leggerezza nei suoi giudizi. Nostro scopo era quello di passare in rapida rassegna le nuove istituzioni militari della Francia in un colla loro applicazione, e di accennarne i principali vantaggi ed inconvenienti. Se il lettore vorrà dare una sguardo generale a quanto abbiamo detto, ·ricorderà: 1° Quanto al reclutamento, i vantaggi del servizio personale obbligatorio introdotto colla legge del 1872, non meno che la incompatibilità di siffatto principio colla ferma di o ;1nni per l'esercito attivo; 2° Quanto all'ordinamento, l'adozione del s{stema regionale che promette. bensì una celerità di mobilitazione teoricamente eguale a quella ottenuta dalla Germania, .ma che rimane in parte paralizzato dalle condizioni interne della Francia e da quelle attuali del riordinamento dell'esercito; 3° Riguardo alla legge del 13 marzo 1875 infine, una parziale riduzione delle unità tattiche ed una migliore costituzione dei quadri, attenuate tuttavia nei loro effetti da una esubernnza ancoranotevole dei quadri stessi e da un bilancio eccessivo. Ma se il nuovo ordinamento dell'esercito non è scevro di inconvenienti quando è considerato astrattamente, non presenta invece che vantaggi, tranne per ciò che riguarda il bilancio, se si pone a confronto con quello esisten.te prima del 1870. A ciò sopratutto si deve riflettere per giudicare della vitalità e potenza della Francia ; sono passati appena quattro anni da quei disastri che sembravano averla annichilita, eppure in oggi essa può presentare un esercito più che doppio, per numero, di quello del ,1870, e superiore per armamento e per ordinamento. Per coloro che qualche anno addietro negli eccessi


70

IL RIORDINAMENTO

DRLL'ESEI\CITO FUANCESE

d'una patriottica esaltazione sognavano la guerra della revanche a brevissima scadenza, i fatti hanno opposto una realtà poco lusinghiera, ma per gli uomini più positivi questi fatti significano un grandissimo progresso, quale forse non era lecito sperare in un'opera così colossale di ricostituzione. La Francia è anr.ora molto lontana dal pieno svolgimento della fase di trasformazione del suo esercito iniziata dopo la guerra, ma ciò che ha fatto ormai è un'arra sicura cli quanto le rimane a fare; consolidare cioè le nuove istituzioni e completarle con altre leggi come quelle sull'avanzamento, sul corpo cli stato maggiore, sull'amministrazione, ecc. Come e quando potrà raggiungere lo scopo pel qual e pone in opera tanta attività e tanti mezzi non sappiamo, nè vogliamo indagare; noi in base a quanto abbiamo espostc1 crediamo poter affermare che l'esercito francese già potente oggidì, va acquistando ow1i giorno mag~~or vigore e saL"à fra qualche anno d1 gran lunga prn forte e meglio preparato che nel 1870. Giugno, 1875. FRANCESCO LODI

Capitano aggregato di stato maggiore.

STUDIO TEORICO·PRA TICO SULLA

GAVETTA - MARMITTA MOD. 1872 R s u r, LJ:: SU E ATTINENZA:

COL RIFORNUIENfO DELl,E MUNIZIONI DELLA FANTERIA DURANTE IL COMBATTIMENTO

.l.

L'Atto N. ·12,t del Giornale mi'litare 1872 nel prescrivere l'adozione per tutli indistintamente i corpi di truppa dell'esercito di una gavetta di lamiera. resistente al fuoco, si proponeva il duplice scopo di sostituire le antiche gavette ed i bidoni di latta, e di provvedere alla cottura del rancio ogni qualvolta circostanze eccezionali togl iessero la possibilità di adoperare le marmiu.e di campagna. In via. normale questa nuova gavetta. avrebbe offerto il mezzo di preparare il rancio per tre uomini, ed eccezionalmente per due; il caffè poi vi si sarebbe preparato per sei. Il suo tipo presenta le migliori cond izioni di soli'dità, ed anche dal lato estetico può soddisfare a quel concetto flrtistico che deve presiedere all'equipaggiamento militare. In confronto della vecchia g:1.vetta reca un aumento di peso, leggE·r·o se vuolsi , nel carico del soldato di


72 STUDIO TEOHICO-PflATlCO grammi 198 (1 ), e questo fatto, tenendo conto della mobilità e della spigliatezza che le esigenze dell'odierna maniera di combattere impongono agli eserciti, dovrebbe ascriversi a difetto, il quale acquista tanto mao·. , . b g1?re 1m.po~t~n~a, qu.anto più insistenti si fanno ovunque gli stud1. d1rett1 a risolvere l'importante problema dell'equipaggiamento nel senso della leggerezza. S;non?l~è il dif.ett~ tr~va. un primo largo compenso nell abohzrone dei b1dom d1 latta, che ao-gravavanc, di 920 grammi il carico di 10 individui oo·ni com. o pagrna; 920 grammi di più non sono certo J)'ran cosa, e ,J O individui nel!P, attuali grosse compagnie°di guerra , ra~presentano una frazione minima di appena un ventesimo , ma nessun~ vorrà negare che nelle lunghe marce e nelle gra v1 fatiche i 920 grammi esercì tano una sensibile influenza nell'accrescere il numero dei tardivi, e colla sottrazione di una maggior quantità di forza diminuisce il va lore materiale di dieci uomini, i quali sia in una sola compagnia, sia moltiplicati per cento, per mille compagnie han no il diritto dì richiamare le più serie attenzioni. Dato poi il caso, come dicevo, non infrequente, e chi ha fatto marce Io sa, che i portatori dei bidoni fossero rimasti ad inoT~ssare il con. b tingente dei tardi vi, la compagnia al grand' alt, o alla tappa era obbligata per dissetarsi ad un'operazione più lunga e più penosa, siccome quella che non poteva compiersi che per mezzo di piccoli recipienti {antiche gavette e borraccie), i quali naturalmente importavano un maggior consumo di Lempo, ed .un più sensibile impiego di uomini . · L'attuale gavetta pertanto, a tutto risparmio delle forze del soldato, avrà eliminato l'inconveniente di una

i~

(·1) Il peso dell'antica g~vetta con coperch io è di grammi 462 e del la nuova, parimenti con coperchio, di grammi 660.

1872 ECC. 73 delle disuguaglianze del carico rendendo il medesimo più uniforme e costan te e risolvendo nel tempo stesso il quesito di rendere sempre sicuro e spedito il trasporto dell'acqua ('I). · Un altro importantissimo e di gran lunga più notevole compenso è offerto dalla nuova gavetta nel so.stituire le così dette cueine della truppa (2). Analizziamo minutamente la natura di questo vantaggio, che ne vale la spesa. Le cucine della truppa eonstano di marmitte di campagna con coperchio, di padellotti, di schiurnarole, di mestole, di coltelli, di forchettoni e di portamarmitte, e si caricano nella carretta in dotazione per questo uso ad ogni singolo battagli one. Il numero dei menzionati oggetti di cui è provvisto un battaglione di 800 uomini (200 per compagnia) ed i.l peso che ne risulta al carreggio sono indicati dalla seguente tabella: SULLA GAVETTA-MARMITTA MOD.

~JI

.§'~'

~:::I ol o~ A~ ., ~

Peso di ciascuno oggetto

Peso complessivo

'O

·Coltelli . . . Fol'chettoni . Marcniue con cÒpe;·clliÒ Mestoli . . . . . . . Padellott1 . . . . . . Scl1iumarole. . . . . Porta marmitte . . .

))

10

Chil. 0,2fl8

72

116 11; 16 S

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:3,800

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1, 100 0,210 1 ,000

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Non vengono soppressi coll' a.dozio ne della.nuova !J,720 gavetta,

!J ,728

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17,600 8 360

..

5r;;ooo

»

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ANNOTAZIONI

(~) Colla soppressione. dei bidoni è sparita una delle cause della disuguaglianza de l carico del soldato; esistono però ancora le reti di corda, le laoterne, i piccozzioi ecc., ma in ogni morlo è un primo passo che si fa verso l'ideale di u11 equipaggiamento uniforme, costante per tutti, e, più che sia possibile, leggciro. (2) Avvertenza 2" all o specchio N. ·12 del tomo 2° delle Istro.zioni per la mobilitazionP dell'esercito.


STUDIO TEORieO-PRAl'lCO

Lo s~~cc~io N. _7 del tomo 2° delle Istruzioni per la mobd1taz1one c1 apprende che il peso totale di una carretta da cuci~a col suo carico certo, il peso del carro con attrezzi co~preso , è di chilog. 1067 e quello totale eventuale massimo di chilog. 1307. Queste ciffe sottraendo il considerevole peso, che costituisce ottre la metà del c~rico certo, degli oggeui sostituiti dalla gave~la marmitta modello ,1872, discenderebbero rispettivamente a 7iH,992 ed a 994,993. C~r:ne ognuno vede, cosiffatta diminuzione di carico mern,a ·, i_a più seria a~tenzion.e.' special men te oggidì che l 01g~namento degli eserciti a grandi masse è ven:1-to a ,circondare i problemi log istici delle più irte d~fficolla, tra le quah la vecchia questione delle impedm1enta non occupa l'ultimo posto. Prendiamo adunque nota di questo insio-ne vantao-o·1·"' • d li' d • b t)t) e1~rtvante a a ozrone della gavetta-marmitta ed esar.nrneremo tra poco di quanta utilità potrebbe essere feco ndo. NelI.o ~t~di~ del nuovo tipo di gavetta mi si affacciò · dappr1~c1p10 li. dubbio che non si prestasse all a cottur~ dr tre. r~azwni. Da un primo esperìmento che ne feci ottenni 1 seguenti risultati. , L~ capa?it.ù del recipiente misurata sino alla bocca ~ di ~re l1tr1. ~·acqua; toltone poco meno di mezzo htro, 10tro~ot~1v1 660 grammi di carne di bue(tre razioni da bersagl'.en) e .messi in un forne llo in luogo chiuso ~l fuoco. d1 grammi di carbone vegetale (di faggio) m H mmuo s1 ebbe l'ebollizione, e in un'ora e mezzo 1~ c~rn~ er~ c?tta. Naturalmente secondo che il brodo d1m.murva v.1 SI aggiungeva acqua; estratta la carne ed rntroc!ott1 450 gra.mmi d.i r~so colla quantità di patate corrispondente a 3 razwrn, dopo 12 minuti la mi~es~rf- P?tev~ essere servita abbondantemente ai tre rndiv1dm cui era destinata. Egli è indubitabile che i 1

V

?O~

SULLA GAVETTA-MARMITTA MOD. rn7':J ECC. 75 dati di fatto conseguiti in qllesto esperimento sono variabili e non possono offrire che un elemento di calcolo molto relativo, sia rispetto alla quantità del combustibi le occorrente, sia rispetto al tempo necessario per la cottura. La differenza di calorie del combustibile, la località assegnata alla confezione (se al chiuso o all'aria aperta), le condizioni atmosferiche, la qualità del fornello, o altro mezzo equi valente adoperato, sono altrettante questioni gravissime, che imprimono appunta ai miei dati un carattere di variabi lità, il quale non permelte d'instituire su di essi se non calcoli approssimativi. In ogni modo però, sebbene la prova non fosse aua a fornire criteri di applicabilità pratica, poichè da essa è mestieri escludere in via normale le condizioni del fornello in luogo chiuso e del ca rbone, tuttavia mi vuleva a constatare: 11° Che la gavetta era capace comodamente della confezione del rancio per 3 individui; 2° Che per suo mezzo era poss ibile otlenere nella confezione stessa un acceleramento di lavoro superiore a quello fornito dai metodi praticati sinora. Il concetto di applicabililà pratic::i non potevo però ricercarlo che nella soluzione dell'essenziale quesito: con qua li mezzi si renderà possibile ed agevole in campagna la cottura del rancio per intere unità di truppa colle nuove gavette? Il plotone degli zappatori, o le stesse compagnie prepareranno le cucine scavate nel terreno sul tipo di que lle adottale per le marmitte? Ma la forma di queste tronco-conica, il loro maggiore diametro, la loro maggiore altezza modificano sostanzialmente i dati di confronto. Un tracciato sul terreno sia di forma ·rettilinea, sia di fo rma circolare non può presentare che le più gravi difficoltà, vuoi per il considerevole sviluppo che deve assumere, essendosi per ogni compagnia o battaglione


76

STUDIO TEORlCO- PRATICO

mol~iplicat~ eccessivame?te il ~umero dei recipienti, vuoi per 1adattamento d1 questi, tanto diminuiti di dimension~, ~e! tracciato stesso. Oltredichè il lavoro degli zappatori si ac~rescerebbe a tal segno da non più permettere loro d1 attendere a tu Lle le altre incumbenze non meno importanti della sisLemazione del campo. Un.o dei principali requisiti d'ogni lavoro di campagna è quello della facilità e speditezza di costruzione· qui invece troviamo i caratteri assolutamente opposti a cos,tfatto requisito. Non e~sendo sufficiente la produttività del plotone zappatori, la mancanza di utensili ci vieta dì ricorrere alla divisione del lavoro, 'affidando il còmoito della costruzione alle stesse compagnie o batta(J'li~ni. Senonchè si obbietta: un solco è pre:to sc~vato, presto v1 s1 adattano lunghe file di gavette appaiate, che, messe a contrasto tra di loro., si sostengono al di sopra del fondo del solco, in cui facilmente si fa bruciare 'la legna. ~fottetevi alla prova e vi persuaderete che senza ~ostegni di terra (specie di gradini) le gav~tle .non s1. ~ostengono, e quanto sia dif1icile, per non dire 1mposs1b.lle, c~e gli uomini di servizio possano. attendere al fuoco m solchi cosi lunghi e così sfretli. Ma non si potrebbe aceedcre all'idea di un rancio chiamiamolo così, individuale~ Per ogni tre soldati un~ riceve lo raz~oni, si sceglie un posticino qualunque (e poco spaz10, qualtro sassi, un po' di terra bastano), n~ette al fuoco 1~ sua gavetta e euoce l' 0eclinario per se e per g li altn due. · Qllesta è forse l'idea meno pratica di tutte ove si consideri la n~oltipl.ic_ità. dei piccoli fuochi, lo spazio, non sempre d1spo01bile, che occupano, la confosione ~he. gene!·aoo, :'d ove si tenga conto del gravissimo rnconvemente d1 togliere al riposo un così cons iderevole numero di cucinieri (il terzo · di ogni compagnia).

SULLA GAVETTA-MAUMlTTA MOT>.

4872

ECC.

'j'j

La necessità dell'economia dello spazio nei piccoli accampamenti cli un reggimento, e. tutto al più sino · ali~ brig,nta, si farà sentire in minime proporzioni, n;i.entre quando si tratti di una divisione, e più ancora di un corpo d'esercito, diventa stringente e penosa; su di essa non si può assolutamente sorvolare. L'altra necessiLà poi della economia delle forze del .soldato, di privarlo, cioè, il meno possibile del riposo che si richiede per ristorarle, ha così alt.a importanza, che può decidere addirittura della sorte di un combattimento. Ponderata tutta la gravità delle considerazioni che venni svolgendo, sempre piLl mi convinsi che, allontanandosi dai metodi seguìti sinora, la soluzione pratica della gavetla-marmiua, modello 4872, non potes$e ricercarsi che in un espediente,· il quale riunisse i seguenti requisiti: 1° Semplicità di congegno; 2° Facilità e speditezza di applicazione in ogni luogo e per parte di ogni individuo; 3° Che non fosse troppo pesanle per agevolarne il' trasporto; ,i.° Che offrisse condizioni tali di solidità da resistere agli effetti della propria destinazione in campagna; 5° Che non obbligasse ad alcun movimento di terreno; 6° Che fosse da ultimo di una spesa relativamente minima. Cosiffatti criteri mi suggerirono l'idea . di picchetti in ferro conficcati nel suolo a cui nel senso · trasversale si raccomandasse una catena parimenti di ferro che sostenesse una fi la di gavette infilale per il manico sotto delle quali si facesse bruciare il combustibile. Non tardai però ad aécorgermi che la catena cedendo


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SULLA GAVETTA- MARMITTA MOD.

S'l'UDIO TEORICO-PRATÌCO

SOilo il peso avrebbe portate le gavette a toccare ii terreno e quindi a togliere il modo di alimentare conven ienlementc il fuoco . L'esclusi pertanto sosti tu;ndola con ~na sbarra rigida, e proponendomi di tentare un e~pe!·rmento pe~ un plotone di guerra (50 uomini), ordrn_a1 la costruz1on_e del sempliciss imo appare,;ehio clie ~u1 appress~ descrr vo e di cui in fine di questo fasc icolo s1 vede il disegno ('I ) cosi per pezzi, come messo in opera : Tre piccheui della larghezza di . » » lunghezza di . » » dello spessore di

cent. 3 )) 70 » 1

. Ve_rso la _testa_ e ne_l senso Jello spessore sono praticati tre inc~m, nei quali si adatta una specie di sta(/a a gancio scorrevole: la penetrazione de~l"incavi per non indebolire il ferro vuol essere nè più né · meno d_, quanto occorre per comenere la staffa, ossia corrrspo_ndente allo spessore del ferro della medesima, che m questo caso è di mili. 7. . Lo scopo degl'incavi si è quello di procurare il modo d1 abbassare, od alzare la sbarra che sostiene le ga- · vette onde tener queste sempre ad una conveniente al t.ez:a:a dal fuoco. Si comprende che avendo un terreno . to sodo, che offra poca penetrazione ni picchetn, si presenterà la necessità di abbassare il ferro e vicever5a poi di alzarlo qunndo trattisi di terren o ~olle. _Per impedire che la staffa esca dal picehetto, unrned1~ tamente sotto_gl'incavi da lla pa rte della larghezza e_fis~ato un pmo lo di ferro che le impedisce 1a corsa, ed a tal uopo dalla parte opposta è stata ingrossata la testa, la quale per tal modo offre eziandio

mo!

(1) V. la tavola annessa, figure N. ~· e 2•.

1872

ECC.

79

maggiore resistenza ai colpi di piccozzino (1) che vi -si batteranno su per conficcare 11 picchetto nel suolo. Due sbarre cilindriche di ferro del diamelro di mili. ,t 2, della lunghezza una di melri ·1,20 che porta 9 gavette, .e l'altra di metri 1, 1 O che ne porta altre 8 (50 razioni in tutto). Le estremità del ferro sono ripiegate ad occhio che entra nel gancio della staffa. I due ferri formano una linea non interrotta, ed a tal fine al gancio del picchetto di mezzo si adattano gli occhi di due ferri contigui. Siccome poi confozionato il rancio ed i ferri riscaldati non sì saprebbe come toglierlo dal fuoco, così fo rmano parte accessoria e mobile del congegno due semplici maniglie a gancio, che entrando negli occhi estremi di ciascun feno, facilitano il modo a due soldati, che /accia no forza contempuraneamente, di sollevarlo e deporlo con tutte le gavette alquanto discosto dal fuoco ond'eseguire la distribuzione. Il peso di Lutto il meecaoismo è dì chilog. 6, ed il prezzo del ferro e mano d'opera di lire 6. Veniamo ora all'esperimento. Ottenutane l'au Lorizzazione dal mio col9nnello, il giorno 2'2 maggio , ad un'ora e mezza pom., tempo sereno, asciutto, temperatura 23° Reaumur alì'ornbea (2) , nella corte della caserma misi alla prova la mia cucina. Ricevute le competenze di carne, verdura, riso, sale, legna, ecc. (ùi cui io stesso verificai. esattamente 1

(·1) Questo utensile che il sol.fato porta seco è il più acconcio per l'operazione (\ toglie l'imba1'azzo di procurarsi pietre od altri oggetti che facciano l'uffìr.io di martello. (2) Cosiffatti particolari non mi sembrano troppo minuziosi io q•ianto eh!\ sono d'al'Viso che le condizioni atmosferiche esercitano molta i11lluenza su ll'impiego del tempo e sul consumo del combustibile per la -cottura de! rancio.


80 . STUDIO TEORICO-PRATICO il peso) per 50 individui; comandati due uom1m per questo servizio, lasciati loro i soli utensili permessi, cioè, il tagliere, il coltello, il picozzino e consentito l'uso del cucchiaio per l'ufficio di schiumarola, si mise mano all'esperimento. 11 terreno essen do molto sodo i picchetti penetrarono soltanto 8 centim. e quindi la staffa fu collocata all'estremo incavo inferiore per tenere le gaveue a 1 O cent. da terra, altezza a cui si fa pienamente sentire lutla l'efficacia del fuoco. Nelle gavette si versarono due litri e mezzo di acqua; un poco infuori della loro linea, da una parte e dall'altra e per ·l'intera lunghezza, si collocarono due striscie di legna grossa perchè servissero di sostegno e facilitassero l'accensione di quella più minnla messa fra le due striscie e sotto le gavette. La legna era di rovere, tagliata da sci mesi e non ancora perfellamente secca. Coperte le gavette con i coperchi rovesciati, poiché applicati nel senso naturale c!vrebbero, per la loro speciale costmzione, cagionato diflicoltà nel togliedi, venne acceso il fuoco io tutta la lunghezza della linea: l'operazione riuscì più agevole che in quulsiasi altro fornello di campagna e non ri~hies~ che pochi minuli di tempo. Introdouc le 3 razioni di carne in oani o oll'avetla quando la legna ardeva uniformemente dappertuUo ('1 ), dopo 7 minuli si ottenne l'ebollizione e dopo un'ora e 28 minuti la carne era cotta: in altri 15 minuli si conseguì la collura del riso e, tolti i ~erri col sistema accennato, il rancio fu distribuito dopo un'ora e 43 minuti <lacchè era stato messo al fuoco (2). (~) Una delle principali avvertenze che dovranno avere i raneieri si è di mantenere la legna in uno stato di combustione uniforme e costante per ottenere, per qllanto è possibile,· la simultaneità della cottura su tutta a linea. {!) Tutte queste operazioni furon eseguite coll'orologio alla mano.

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SULLA GAVETTA-MARMITTA MOD..

1872

8·1

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Il consumo della legna fu di soli chilog. 2 1, meno, cioè, di 4-00 gra mmi per ogni individuo all'ordinario. - Il rancio a giud izio generale riuscì assai più gustoso di quello che si ottic11e nelle marmitte da campagna, sorratullo maggiore è la sostanza del brodo e meglio regolnto il gl'aclo di cottura della rni"nestra. Ognun sa com e facilmente questa, togliendola anche in tempo dal fuoco, si spappol i nelle marmitte, le quali continuano u bollite per qualcl1e minuto sebbene allontan~te dal fuoco, e come il tempo che s'impiega per minestrare basti per alterare sensibilmente la cottura. Lo spazio di terreno occupato fu di metri ~ ,40 in lunghezza e di cent. :.15 in larghezza, per l'intera compagnia quindi, volendola tenere tutta sulla stessa lin ea, basterebbe conservar la larghezzu e quadruplicar la lunghezza; le alLl'e compagnie del battaglione pot~·ebbero incolonn arsi ad un metro e mezzo di distanzu ( I) e così l'intero baunglione a tutto agio confezio nerebbe il suo rancio in un rettangolo il cui lato più lunrro misurerebbe metri 1>,60, ed il più corto 4,50. Io opi~o però che all'atlo pratico abbia meglio a corrispondere la colonna di mezze compagni.e per la moggiore facilità che offre agli uomini di accndire all'alimentazione del fuoco, il che riuscirà malagevole per la soverchia estensione quando lulla la compagnia è in linea. In ogni modo però resta sempre suflicientemente provveduto all'econom ia dello spazio. Che se taluno obbiellasse perchè io non abbia addirittura costruito il mio congegno per· mezza compagnia, risponderò che la necessità. di alluno-are le sbarre mi avrebbe poi creata somma difficoltà nel 1

(~) Credo eh~ con tale distanirn, la quale senza inconvr.nienti potrebbe ridursi da ,f'',30, sia largamente assicurato il libero muoversi dei cucinieri luogo la linea ùei fuochi. ANNO XX, VOL. Ili.

6


82 STONO TEOIUCO-PRATlCO trasporto, e pe1·chè nell'interesse del servizio :rico·nosco grande utìlità. di svincolare fra di lo ro, per quanto è possibile, le un ità elHmentari anche nella stessa compagnia, special men le quando presentano una certa cons istenza di forza c~m'è appunto quella di un ploton'e di ,guerra. Giacchè siamo in sulla via delle obb iezioni è bene prevenire quella relativa all'aumento del personale di servizio che può semb rare a prima vista si esiga col mio sistema di cucine. Avendo riconosciuto la necessi tà di due cuc inieri. per il plotone non deesi già inferire che per la compagnia ne debbano occorrere 8 e 32 per il battaglione con i relativi caporali . I due del plotone bastano anche per la mezza compagnia, e quattro sono sufficienti per l'intera compagnia quando vi sia il caporale che tagli la carne, sali le gavette ed abbia sempre l'occhio a dirigere ed aiutare . Standu le cose in questi termini noi siamo nell'identichc propol'Zioni degli altri sistemi co' quali per una forza di 200 individui non si richiedeva mai meno di quattro rancieri e un caporale. Prima di riassumere i vantaggi derivan ti dalla gavetta modello 1872 e dal congegno da me ideato in confronto delle marmitte da campagna, è prezzo dell'o pera di non lasciare inosservata la questione d~lla spesa. Il parallelo fra i due sistemi è semplicissimo e la seguente tabella offre tale dimostrazione che non ha d'uopo del co mmento di parole:


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.tnerten~c. - Si calcola cbo in cnmpagna le marmitte abbiano d'uopo di stagnatura ogni 3 mesi, ed i padellotti ogni G;

che ~utli gli altri oggetti menzionati in questo stato vogliano essere riparati una sola volta in tutta la campagna di 6 mes1. La st:.ignatura di una marmitta è calcolata ad una lira, e quella di un p,tdcllotto a centesimi 50: le ripa1·azioni invece clegli altri og~etLì si calcola complessivamente 1)er battaglione a.d una lira per ognl gruppo dì oggetti, cioè: forchettoni, mestole, ecc . . TI deprezzamento che subiscono gli oggetti è pure un calcolo approssimativo come quello dell~ colonna delle riparazwni e quindi la cifra del costo complessivo diventa ~.nc11'cssa approssimati va.


84,

STUDIO TEORICO-PRATICO

Ed ora conclusiuni brevi e ricise. Surroga ndo col mio congegno le anLiche cucine della truppa si ottiene: 0 ~ La diminuzione di 212 chilogrammi {308, peso delle cucine nbolile, 9G, peso del congegno sostituito) al carico della cnrretl.a de lle cucine da batlagli ooe; 2° La diminuzione della spesa di L. 84-0 a cifre rotonde; 3° La maggior facililà di caricamento e di trasporto; &..O Il risparmio di qualsiasi lavoro di terra per mettersi in opera e quindi economia di tempo e di uomini; 5• Una celerità senza paragone superiore nella confezione e nella disLribuzione del rancio; 6° Una sensib ile economia di co mbustibile; 7° Jfoc,o·iorc fac ilità cli col locam enLo tn qual 1rnque 00 terreno . TuUo ciò senza punto alterare l'economia del personale di servizio, né dello spazio da occuparsi.

SULLA GAVR'l"l'A-MARMI'l'TA MOD .

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·stioni del co mbattimento morlerno, stuù iata e discussa dalle menti le più competenti, risoluta presso altre nazioni in grazia di taluna peculiare cond izione loro propria, ma non se nza urt.:ire nello scoglio dell'aum ento delle impeclimenta e di una notevole $pesa, le quali considera1.ioni imped iscon o sinora che il problema riceva appresso di noi quella · Sùluzione che le esigenze dell'arte imperiosamente rec lamano. Trallando d' impedimenta la menle corre subito al loro scopo ed alla loro necessità principale, del traspurlo, cioè, degli approvvigionamen li , i quali sono cresciuti io .ragione d1relta delle strnbocchevoli masse degli eserciti odierni. Corre cie l pari all'altro pensiero delle immense difficollà che circondnno I' acquislo di questo enorm e materiale, o, segnatamente per alcun i p1esi come il n0stro poveri di risorse eq uine, degli elemenli di trazione , al qnale pensiero poi si associano le gravi preoccupazioni della con<loua in guerra di questo stermino.Lo codazzo di veicoli e di quo.drupedi. li problema s' impone con tutta l'evidenza di una necessiLà inesorabile, nè le ferrovie, né le locomobili stradali valgono ad eluderla: non v'ha altro scampo -che subirla e soddisfarla. Tra g li approvvigionamenti, essenzialissimo é quello delle munizioni e LanLo più essenziale, quanto più rapido è divenuto il consumo delle armi a tiro celet·e. 11 ques"ito del muniz iona mento, e sop·;1tutto del rifornimento delle munizioni nel comualtirnenlo, è all'ordine <lei giorno di tulli gli esercili, di tutli gli scrittori. Io suppongo ne' miei lettori la conoscenza de llo stato attnale dell'importante que.sLion o, né mi farò a traLlarla ex prnfesso. Per il còmpito che mi sono assegnalo basta che sia evidenLe la necessità di riparare al cnnsumo delle munizioni Llel le armi da fuoco in general e e di quelle della fanteria in particolare.

11.

In principio del presente scritto si prese notn, collo scopo di ritorn;irvi più tardi, del cospicuo_ vant;igg_io, deriv11nte dall'allozioiie della gavetta-marm1lta, relativo alla diininuzione del carico nl la carretta da cuc ina da battng!i one. Accennai altrcsì allora che avrei esaminato di quanta utilitù potrebbe es::;cr fecondo cosifotto vantaggio. Ora cl1e è giunto il mom ento d' inlrnprcndere tale disamino, confesso elle mi vi accingo con trepidazione, impereiocchè so di affrnnlare una delle più gravi que-

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86

STUDIO TEORICO-PI\ATICO

Il soldato tedesco, oltre la dotazione personale di 8Cf cartucce, può fare assegnamento su altre 20 portate dal carro-cartucce da baLtagl ione, su altre ,J,t (o 40 se cacciatore) del carro-bagaglio di çompagnia e su altre 62 delle colonne di munizioni; 173, o 182 se cacciatore, senza tener conto del parco di munizioni di riserva d'ogni armata. · In Austria-Ungheria la dotazione personale è di 72 cartucce, ma una vettura da battaglione ne trasporta altre 36, 20 anco.ra la colonna completa di combattimento del parco divisionale, ed 8 il parco di arti- . glieria di corpo di esercito. Ve ne sono poi 208 per ogni fantaccino e 1 '16 per ogni cavaliere munito di arma da fuoco presso il tren:o di seconda linea. La Francia nella campagna ultima aveva il soldato provvisto di 90 cartucce: faceva seguito un carro per ogni due compagnie che ne portava 24 per uomo e le colcnne ne possedevano un rifornimento di 40 (1). In Russia, oltre la dotazione personale v'ha un carro per compagnia con 72 cartucce p.e r soldato, e nei distaccamenti i carri seguono i rispettivi riparti. In Inghilterra vige il sistema di una colonna divisionale con 36 carri per munizioni di arr:ni portatili. Il soldato italiano ha una dotazione personale di 88 cartucce., un rifornimento di 50 presso il parco di arLiglieria divisiona le, ecl un secondo rifornimento di altrettante presso il parco di artiglieria di corpo di armata non tenendo conto della colonna di '.26,000 car( ~) Nell'attualo riordinamento dell'P.sercito francese non è riso.Iuta ancora la questione se debbano adottarsi riserve di munizioni r~ggimentali e divisionali, o queste ultime soltanto, le quali però, con una scorta di 30 cartucce per fucile, a quanto pare tendono nella discussione ad aquistar la provalenza.

87 tucce che fa parte di ogni batteria da montagna da cent 8~ Da questo rapido esame chiaramente si rende m,a.nJfesta la superiociLà numerica del nostro munizionamento su quello de' principali eserciti europei, ma il nodo della questione, oltreehè nel numero, co,iilsiste nella facilità del rifornimento durante il combattimento.. Il quesito sollevato dalle condizioni della guerra odierna e che deesi risolvere ad ogni costo è così formulato: trovare a mezzo di riparare at consumo delle 1nunizioni con una cele1·ità proporzionale al modo come il medesimo avviene colle anni moderne. - In altri termini: avere i rifornùnenti alla minima di'stanza possibile della linea di fuoco. Ognuno comprende che postc1 così la questione, lo stato attuale delle cose guerresche non indica altra soluzione che quella delle riserve di compagnia e di bnuaglione. La Germania quindi, l'Austria, la Francia nella camp,:igna ultima e la Russia hanno sciolto il P·lìoblema secondo le esigenze del l'arte, poichè i carri di compagnia e di battaglione saranno sotto mano delle rispettive unità tattiche, laddove noi, malgrado la nostra superiorità numerica di munizionamento, non potendo trovare un primo rifornimento che ai parchi divisionali distanti ,i. o 6 chilometri da l luogo .del eombattimento, siamo tardigradi nella via del progresso e Ci troviamo rispetto alle altre nazioni in uno sta.te d'inferiorità sommamente peri coloso. Vero è che tale condizione ci vien fatta non già da difetto di studi, o da falso indirizzo militare intorno a cui ci troviamo all'unisono coll'ultima espressione dell'ar;te, sibbene da due ostacoli principali, vale a dire la povertà delle nostre risorse cavalline e le ristrettf~z!,e del nostro bilancio. Del resto la questione in Italia da lungo tempo si studia con ardo re e sono convinto SULLA GAVE'fTA-MARMIT'l'A MOD.

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STUDIO_ TEORICO-PRATICO

non andrà molto che sarà r isoluta, ma intanto presentandosi un quali:he esperlienle allo non fosse altro che ad attenuarne la gravità, non devesi trascurare. Un esped iente sia pure di caratter-0 temporaneo, che offrisse il mezzo cli provvedere, anche soltanto in parte, aci un primo rifornimento di munizioni alla linea di fuoco, parmi non sarebbe privo di utilità e potrebbe meritare qualche cons iderazione. Ognuno comprende conie io accennando a queste idee rientri nel campo pratico del mio tema esaminando più da vicino la natura ciel vantaggio della diminuzione del ca rico alla carretta di cucine da baunglione proveniente dall'adozione della gavella-marmitta modello 1872, ed iI pa rLito che se ne potrebbe trarre per un primo rifornimento di munizioni. Sappiamo già che sopprimendo le cncine della truppa la d,rninuzionc di peso che ne ri~ulla alla carre tta da batt3glione corrispondente é, a cifre rotonde, di 312 ch ilogrammi, de' quali però, calcolan do i 96 di aumento che importa il congegno da me proposto per la cottura del rancio, non si polrebbe più mettere in conto alli vo che 2 t 6. Ora tre c·assette di cartucce rappresenlAno un peso di chi log. 201,90 ed un va lore di 4SOO colpi. - Non si potrebbe, mi son dornllndalo, sostituire utilmente e facilmente questo carico :i quello che si sopprime, tenendosi a rigore · nei limiti di peso dello specchio n° 7 de l 2° torno dell'Istru1.ione per la mobi litazione? - Prima di rispondere affermativamente a questa domanda si richiedeva la solu1.ione preliminare di va ri altri quesiti, r,he io formulai nei termini sr.guenti: 1° Le quattromila otlo r:en to cartucce per un battaglione di 800 uomini costituiscono poi un primo ri· fornimento da pr11vvedere momen taneamente alle urgenze de l combattimento?

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SULLA GAVETTA-MAHMITTA MOD.

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2° Come si collocheranno queste cassette sulla carretta? 3° Quali inconvenienti saranno per derivare dalla miscela di due servizi cosi disparati, cd uno di ess i così delicato e pericoloso, qua li sono quello delle cucine e quello delle munizioni? /i. 0 Sarà egli facile di soddisfare alla condizione di un regolare caricamento, di ripartire, cioè, il peso egua lmen te su tulla la superficie del piano del veicolo? 5° Dato che occorressero riparazioni al carro, si altererà l'economia del medesimo? 6° Saranno desse costose, complicate, permanenti da modificare la stt·uttura ed il peso del carro, o viceversa! Quattromila ottocento cartucce per 800 uomini (6 per ciascuno) sono invero un meschino rifornimento, ma ove si consideri che il battaglione ha normnlrnente sulla linea di fuoco due sole compagnie e che la fusione delle altre due non avviene che nei momenti risolutivi, quando appunto sono presso ad esaurirsi le risorse delle prime, si comprender.\ come nella pluralità dei casi il rifornimento delle quattromila OLLocento cat'lucce vadano a beneficio delle due compagnie prime impegnale, per le quali 12 cartu cce per individuo acquistano un vnlore che può essere espr:P.sso celle parole: perdurar·e sulla linea di fuoco con morale elevato, o retrocedere con tutto il disordine dello sco ragginmento. - Quattro111ila otLocenlo cal'lucee col rincalzo delle lrnppe fresche dei sostegni rappresentano una resistenza ancora di un'ora, che dà tempo ai rifornimenti indietro di arrivare, - Oltred ichè nulla impedisee che le cur·1·Nte di altri ball<1gl ioni. specialmente d'nno ~Lesso reggimento che sono più a eontaLLo fra di loro, non impegnati nel combattimento, possano far concorreee la loro s~orta di munizioni al rifornimento di quelle frazioni che trovansi in azione. 1


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SULLA GAVET TA-MAR)J'lT'fA }!OD.

STUDIO TEOIUCO- PJlATlCO

Anche in Germania i carri-cartucce si prestano questo l'eciproco appoggio espresso nella prescrizi one: « Chi « sopraintende alfa distribuzione delle munizioni presso « i carri-cartu cce immediatamen te al seguito della « Lrnppa nel combattim ento, è obbligato a somm1m« strarne, dietro richies ta, anche a reparti dai quali « direttamente non dipenda (1) ». Nel caso non infrequente che un reggim ento abbia . la forza di due mezzi ballaglioni su lla linea di fuoco (due compagnie di ogn i battagli one in ordine sparso e due in riserva, ,t n lin ea) cd nn battaglione io 2"- 1ioea, in un momento di crisi si avranno disponi bili per qu altro · com pagnie 117,200 cartucce. Allorn le compagnie non numereran no più certo i 200 fucil i presenti, ma anche prendend o per base qllesta cifra impossibile a verificarsi, gli 800 uomini riceveranno metà 2·1 e l'altra metà 22 cartucce, ciò che costiwisce un primo riforni mento abbastanza ragguardevole per meritare attenzione. Per rispondere al 2° quesito, stud iando praticamente sulla nostra carretta da cu cine rni soriu persuaso ·c he si può olleoere un sodd isfacen te collocamento delle. cassette nella parte posterrnre del carro disponendole· di traverso imm ediatamen te fuori dei fianchi un a accanto all'altra e<l una sopra qu ella auigua al fianco del veicolo. Le tre casseLLe sa rebbero custodite entro una specie di astuccio, o cofanetto di solida lami era ('2) (1 mi li. di spessore), il quale assumendo l'identica figura de1

( 1) Cronaca militare est~ra, N .io, ,1871S, p,1g. 368. (~) Ho preferito la lamiera perchè meglio ripara dalla pioggia e dall'umidità e perchò l'astuccio non avrebbo avuto bisogno per ~ssere formato di tanti pezzi, quanti ne sarebbero occorsi se la materia adoperata fosso stata legno od altro. ·

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scritta dalle cassette stesse e combaci~ndo perf~tla~ men te con esse riceverebbe maggior consistenza, po1ch~ le cassette non si toglierebbero mai tranne per quei pochi istanti che occorrono per isvila~le . ed cs_trnrn~ Je munizioni , cd impedirebbe del pan gh sbatL1 rnent1 interni. Per tener fermo l'astuccio v'avrà dalla parte opposta all'apertura del medesimo un ferro piuLLo 1:ipiegato ad angolo, il q uale con uno de' suoi lati è mfis_so, per mezzo di viti, al carro e nell' alleo port~ un foro pel passaggio del maschio vite: che ~ntr~1 m _u~ dado ~ chiocciola co rrispondente ali astucc io di lamie~a~ 1). Alt, 1 due ferri consimili e destinati allo stesso uffic10, sono infissi sul piano del carro dal lato opposto alla fo raggiera (2). . Lo stesso astuccio dalla. parte che combacia contro il fianco della vettura, giacchè la casseLta è meno lunga di quello che non sia largo il ~arro, p_orta. uno .sportell o che si mu ove su due cerni ere e s1 chwde a lucchello dalla parte opposta. Aprendosi questo sportello si presentano subito le manigl ie di corda delle cassette, le quali con tutta facilitò. si posso no estrarre \3). Dissi che la lunghezza delle casse u~ non _co msponde alla larghezza del carro: avanza~o infatti ancora '16 centimetri di libero spazio nel piano. . 't questo il posi.O acconcio per co~locare l~og1 tudinalrnente il mio congegno da eucioa . . E si ccome nei movimenti del cano potrebbe sfuggire qualche pezzo. così avrei ideato di applicare nel senso .della lunghezza un asse alto circa 20 ccn t. , tenuto fermo

(·1) V. Tavola figura 7a. (t ) ld. id. 5•. (3) Id. id. 4".


SULLA GAVETTA- MAUMITTA 11100.

STUDIO TEORICO-PnATICO _

da tr~ lam_ine cli fe rro, che s'invitnno da una parte sup,eri.ore_P~attn_nell'asse an_zidetto e con una pnrte post.e, 10 1e c1hndr1ca entrano m appositi fori praticati nel prnno de l carro. Ne l fianco poi di questo , e verso le te state dell'asse menzionato, è fatta una scanalntura ove sc?r:rono due piccoli spor;tcllini che chi udono l; es tr_emu~ della cassetta ed impediscono agli ogge ui di cucina d1 s1 uggire (·1) . La ta:ol~ annessa offre il disegno di questo mio j)l'Ogetto dt riparazione alla carretta. In ordi~e. al. 3° quesito, è ve ro chè i due servizi, delle m~niz 1om e delle cucine sono tra di loro molto d:sp~rat i, rr:ia una_volLa che il primo sia, per mezzo di quel! astu<;c10, c~11 uso perfettamente, isolato dal sec?_~d~, :10n si sapre.bbero v:de.re ostar.oli, ~ quali impeci 1:,~et o ,I loro funz 1on are I nd tpe nde nte. E vero a ltresì che quello .delle mu?izioni è in certo modo delicato , ~na d.el pericolo oggidì ne presenta più poco. Daterni 1~fau1 una cnrLuccia me tal li ca che per esplodere abb ia d uopo della percussione di un ferro com'è il nostro percussore spinto da uoa mo lla spirale della fo rza d' que ll.a de l Ve tterl!, ch_e sia custodita in un pacchett; cons1s~en le r_acc.hmso 1n un pacco più grnnde e messo senza . '.nterstlZ! 1~ un~ cassetta di legno di uno spessore eh due. ~ennmetn e mezzo col coperchio avvitato da grosse vtt'., la quale casse tta sia per g iunta ricoperta da ogni parte da una lamiera di 1 mi llim etro di g~·oss:zza e poi ditemi se vi possano essere inconvern entr e pericoli. ~~nha molti giorni c:he in un a po lve riera di ques to ~re~,td10 ca~lde un fu lmine e tutti i disastri che cagionò fu l abbrnc1amen to di sole ,1 1 cartucce con b osso Jo J· 01 cnrta . 1

(·I) V. Ja Tav. annessa, lìgura 6".

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ECC .

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Del resto non sarebbe nuova, nè ardi ta la miscela in uno stesso carro del servizio ddle munizioni con altro servi zio differente. In Germnnia, come già si è detto, vi · hn nno i carri-cartucce da baltagl ione ed i car1·i-bagaglio da compagnia, i quali, oltre il bagaglio degli uffic iali della co mpagnia, il vestiario di riserva e le coperte per gli ammalati, portano per la fa nteria 3 cassette con 2,880, e per i cacciato ri i:> con 4,800 colpì, nè si sa che tali casse Lte abbiano un ri postiglio separato nei carri, o se piuttosto, come sembra probabile, siano caricate insieme agli altri oggetti come cassette di bagaglio qualunque . Nessuno , io reputo, lroverà g ran differenza fra il servizio di bngaglio .e quello di cucina dando luogo· entramb i . egualmente ad un frequente caricamento e scaricamento prati~ato da uom ini, che presso a poco si eq uivalgono, qunli sono gl i atten denti, o che di simi le, cd i cucinieri. Alla 4" domanda rispondo che il caricamento del carro non può soffrire, ne dal lato della faci lità, nè da quello dell'equilibrio~ L'uomo che stn sopra il veicolo per caricare riceve gli oggeui iod ifferenlemente dai fianchi e dalle le.state, quindi difficoltà non vi può essere. Rispetto all 'equilibrio, io intenderei elle fosse co nserva to il tipo di caricamen to prescl'itlo dallo specchio n° 19 del 2° to rn o dell'Islruzione per la mob ili- . tazione. li mio cari co risulterebbe egualmente a si.ra ti dispos ti tutti trasversalmente e succedentisi ne ll' ord ine seguente: due strati delle ceste pec..la carne, uno deUe ·qu 9 ttro cucine degli ufficiaii sovrapposte~, uno dei macinelli da caffè ferma lo dall'ullimo strato delle tencl'e e · coperte da ufficiali arrotolate e dallo zain o dei conducente: nel senso long itudinal e, co me si disse, il congegno di cuci na ed i collelli, i qua li non trovando più posto nel porta-marmitte soppresso rischierebbero al-


9!

,3TUD10 TEOMCO-PllATICO

trimenti di sfuggire dal carro. - Nulla sarebbe variato per le due razioni di foraggio. - A me pare che il carico potrebbe dirsi così abbastanza ripartito e l' equilibrio del veicolo sufficientemente assicurato. Per quanto concerne il 5° quesito, abbiamo visto che una piccola riparazione al carro è indispensabile, ma a che cosa essa si riduce? Non occorre che ne ripeta la descrizione: non v'è spostamento, non soppressione, nè sostituzione, nè aggiunte o cambiamento d'uso delle parti; l'economia della carretta rimane inalterata. Eccomi all'ultimo quesito, al quale per ciò che concerne il pericolo che la riparazione abbia a modificare . la struttura del carro è stato risposto nel precedente. Ora non si tratta più che di esam inare: a) il costo della riparazione; b) se <lessa riuseirà complicata; e) se sarà permanente o temporanea; d) se aumenterà il peso del carro e di quanto. Per il prezzo noi sappiamo già che ci occorre un foglio, o quel che sarà, di lamiera, il ferro per l' applicazione delle viti e cerniere, un lucchetto con chiave, un asse e la mano d'opera, la quale si riduce al pie.gamento della lamiera e alla confezione, in ultima analisi, delle viti e cerniere: quando per tutto ciò si pagheranno una cinquantina di lire, sarà il massimo . Rispetto alla compli.cazione, s'è vista già : quattro fori, quattro viti, una lamiera ripiegata, due cerniere e un lucchetto che si acquista in commercio; eceo tutto. Dal momento che ~l cofanetto è fissato al veicolo per mezzo di viti, rimane esclusa ogni idea di permanenza. Al momento della mobilitazione lo si applica e vi si ripongono le cassette; del resto, in tempo di pacè e cofanetti, e ferramenta, e viti, e assi e lucchetti sarebbero conservati nei magazzini, e le carrette farebbero servizio nelle condizioni identiche a quelle in cui si trovano ora.

SULLA GAVETTA-MAllMITTA MOD.

1872

ECC,

95

La riparazione di cui ci occupià!mo importerà certo ùn leggero aumento nel peso lordo del carro, ma ca~colandolo giù per su a '.zO chilogramtrlì credo non abbia a creare apprensioni. Dopo ciò noi siamo in grado di calcolare definiLivamen(e nel seguente modo il peso del carico certo de1la cartella da cucine: Peso del carico certo, detratte le cucine per la truppa . chil. Concreo-no per cucine » o o » 3 cassetle di munizioni Peso della carretta con allrezzi compresa ,i.78 chil. la riparazione Peso totale certo chil. ,J 072 Ci nquc chilogra'mmi in più di quanto è fissa lo dallo specchio n° 7 del tomo ·2° dell' J.struzione pe~· la mo~ bilitazio-ne già più volte ricordato! - Certo se 10 avessi ad esprimere un mio apprezzamen!o ~i rei n_on aver .troppa fede in questi carichi di ve1coh, tra:inatt da u~. soJ0 quadrupede, che superano la tonnellata, Laon~e 11 carico certo regolan1entare della carretta da cucma, ed a più forte ragione il suo curicò eventuale massimo (chilogr. 1 307), non mi soddisfano gran fatto, ma, ripeto, questo non è che un mi_o apprezzamento, · il quale il novanta per cento potrebbe essere erroneo: io ho fatto il debito mio, di corrispondere, cioè, aJle esiO'cnze di uno stlldio pl'aLico, tenendomi rigoros·ame~te nei limiti delle cifre imposte dalle istruzioni mìnisteriali. Comprendo che mi si potreb'b e muovere ancora una interpellanza, nè io intendo di eluderla. - Come funzionerà praticamente, taluno dirà, questo vostro servizio di munizioni, specialmente dura·nte il combattimento?

?i


96

STUDIO TEORICO-I'l\ATICO

Anzilutto il cofanetto, o astur:cio della cassetta da cucina_si _lerrà sempre chiuso; l'aiutante maggiore del battaglione ne cus todirà normalmente la chiave. Prevedendo un cornbauimento la si aflìden\ ad un sergen te cap~ce , gi~ _rreventivarnente designa to, il quale assurnera 11 serv1z10 delle munizioni quondo é imminente l'azione, durante la quale il maggiore giudicherà s~ la caneLLa dovrà uvvicinarsi alla linea di fuoco, o r1r?anere alla riserva, ov'è il suo posto normale. Nel ~nmo. ca~o, al 1~ornento del bisogno, il sergente fa tm1r fuon dal cofanetto le cassette, le svit a e conse(l'na agli uomini, comandati lì sul momento tanti per cimpagnia, le cartucce che questi dislribuìscono senz'altro ai rispettivi riparti. Nel secondo caso, gli uomini pe! traspurto delle munizioni vengono comandati dalla riserva nel numero di •12 se debbo oo esser vuotate tutte tre le cassette, altrimenti in ragione di 4 per cassetta. Dico ora che nelhnterno de l cofanetto, legati di sopra della cassetta. sovrapposta si eustocl iscono •12 sacchetti di traliccio, i qua li vengono a cornbuciare colla lamiera. Ognuno di essi è capace di 50 pacchelti, è portalo da un uomo e serve, stante la. sua relativa 1ecrgerezza, pel .rnp ido trasporto sulla lin ea cli fuoco. entrambi i casi il sergen te appena. fatta la distri buzione, si avvia più celeremente che può a rifornirsi al parco divis ionale per ritornare ìmmecliatameme al suo posto, ove trove1:à chi avrà preso in consegna i saccheu_i riportali dalla linea dei cacciatori e chi gli comunicherà ordini di spostarnento se il battaglione nel tempo della sua assenza si sarà trasferito alLrove. Se il carro dovrà esser munito di un segnale speciale durante il combattimento ond.'csser presto riconosciuto dagli altri carri , se sarà tcnufo a soddisfare r ich ie,;;te ?i cal'tucce anche a reparti d,1i quali non dipende, se 11 se1·gente sarà anticipatamente munito di buoni pel

In

j

SJ)LLA GAVETTA-MARMITTA MOD.

1 872

97

ECC .

prelevamento delle munizioni al parco di artiglieria , ecc., ecc., sono tutti particolari di servizio da regolarsi con apposita istruzione. Se nou mi fa velo alla rngione l'interesse che m'inspira la paternità dell a mia proposta, parmi di aver dimostralO : ,t° Che la quistione de! rifornimento delle munizioni della fanter ia durante il combattimento è ardente presso tutti gli eserciti europei; 2° Ch'essa reclama ad ognr costo una soluzione soddisfacflnte, essendochè è questione essenzialmente di morale e di successo; 3° Che nella via di tale soluzione noi, per cause indipendenti dalla noslra. volontà, fummo preceduti da tutti i principali eserciti di Europa, e questo fatto coslitui sce per noi, .rispetto a.cl essi, uno stato d'inferiorità pericoloso; 4° Che .finché non siamo in grado di risolvere radicalmente il problema, un qualche espediente, anche temporaneo, il quale valesse ud attenuare la gravitò , dovrebbe meritare attenzione; , 5° Che traendo partito dalla sensibi le diminuzione del carico, che importa la soppressione de!le cucine della truppa, il progetto di sostituirlo col eofanetto da me proposto si presenta sotto gli auspicì di un'utile, fa cile ed economica attuazìone, il che mi sono studiato di dimostrare rispondendo ai va ri quesiti che mi sono proposti. Questa iitilità, acilitù ecl economici di attua,zione era .precisamente la tesi che avevo · assunto di svolgere in questa seconda ed ul tima parte del mio lavoro.

r

'fEMlSTOCLE . ~I.rnIOTTT

Tenente di f anteri'a. ANNO XX, \ OL Ili.

7


STUDIO lNTOllNO AL ,llECLUTAMENTO ECC.

STUDIO l.'ttOJ\NO

AL RECLUTA~lENTO ED ORDINMIEN'rO DEGLl ESERCITI 01

GERMANIA, AUSTR [A , FRANCIA E ITALIA

n. OUDIN1UUEN'l.'O DELl,E l!'OUZE A.RIIIA'l'E JI N GEU,rtlAN'U., ,l.l/S'l'IU.&., lìR.ANCIA, l'f 0 ,U. (1).

Grandi unità tattiche.

/Jngata.

La riunione di due reggimenti cli fanteria o di cavalleria prende ordinariamente il nome di brigata. Col modo di guerra odierno essendo ben difficile che possano darsi cornbaLLirn enLi nei quali le brigare s'adoprino isolatamente, cosl ne viene che esse non siano unità tatr.iche di per sè medesime, e so lo debbano considerarsi qnali suddiv.isio ni· d'unità di superior ordine, la quale abbia io sè i mezzi di. preparare e condurre a termine il combattimento e provvedere alla sostanza di proprie truppe. Quando però alla brigata di fanteria o cavalleria si aggiungano frazioni di altre armi e d istaccamenti di corpi addetti (~ ) Contin·. e fine.. Voggaosi dispoosc del maggio e giu1:;no ~875.

99

a particolari servizi che debbano completarne ~· azione sul campo di battaglia ed assicurarne la sussistenza, allora la brigata acquista pel' sè valore Lattico ed è la minima fra le grandi unttà tattiche o grandi corpi di truppa ·che· dir si vogliano. Vengono snccessivarnente l e divisioni costitu ite da due o più brigate, i corpi d'armata formati da due o più d ivis ioni. Due o più corpi d'armata riuniti formano un'armata; due o più armate costituiscono l'esercito. Diconsi brigate miste quelle che sono formate dalla riunione di corpi delle varie armi; ma tale nome allora soltanto meritano propriamente, quando debbano serbare l'autonomia lor propria sul campo di battaglia, non quando siano formate precariamente perchè il comandante la divisione possa più ugevolmenLe diramare i suoi ordini. Le brigate miste autonome dipendono djret.tamente dai corpi d'armata. Simile organizzazione ebbero lungo te1npo gli Austriaci. Nella campagna del -1866 l'esercito del sud'- ven ne costituito su 3 corpi di 3 brigate, l'esercito del nor1 su 7 co rpi di ,i- brigate: Secondo l'organico le brigate di fanteria dovevano contare ,1 battaglione di caccia tori, :2 reggimenti di fanteria di 3 battnglioni ciaseuno; le hrigate di cavalleria leggera avevano 10 squadroni ed 1 batteria a cavallo. L'esercito prussiano invece era spartilo in corp i d'arma.la di 2 divisioni, aventi c iascuna 2 brigate d.i fanteria ed ·1 di cavalleria. Dopo la guerra del 11866 gli Austria.ci aclollarc,no, imitando i Prussiani, la spartizione dei corpi d'armata in divisioni; il sistema delle brigate miste presentava assai difetti; i corpi d'armala venivano di soverchio sminuzzati; il comando troppo ripartito; eri1 difficile trovare un num0ro sufficiente di generali idonei a rnaneggiare bene le tre armi, poichè troppo sensibile


1

100 .

STUDIO JNTORNO AL lìECLUTAMENTO

ED ORDINAMENTO DEG-Ll ESERCITI ECC.

era il salto dal comando spettante ad un colonnello a quel~o ?evoluto al . generale di brigata; per quelle operaz1om nelle quali una .brigata lrovavasi isolata, hl sua forza non bastava eontro un'intiera divisione che le si trovasse di fronte. L'Italia co.s tituì talora temporaneamente alcune brigate m iste nelle operazioni contro il brigantaggio e per i piccoli campi d'istruzione . Ottimo è tale sistema ancor oggi vigente, il quale porge il mezzo ai comandanti di brigata di esercitarsi a maneggiare le tr~ armi riunite, preparandoli anche così allo importante comando di una divisione. Nei tempi normali però, presso di noi, come presso le altre tre nazioni intorno alle quali volge questo studio, non si hanno brigate miste, ma solo brigate di .2 reggimenti. ·

2° Il numero dei cavalli è circa tre volte magO'iore che nelle nostre brigate . ° Ciò deriva da che i capitani sono a cavallo, e ad ogni battaglione· corrisponde ,1 cassone di rnunizioni, 1 vettura di equipaggiamento, 1 ambulanza, oltre alla vettura pei bagagli degli ufficiali. La brigata austriaca si può considerare di circa 6000 uomini, la francese pressochè uguale alla prussiana (11).

T) Tabella indicante la fòrza clelle brir1ate di fanteria germaniche e italiane in guerra. N A7.TON1

ANNOTAZIONI

- - -- -- - -- -1-·- -- -- - - - - - - - - Germania l Combattenti . . t Non combattenti

14'.l G048 114 » Dat_i calcolati su (!Uelli delLu» 176 138 32 ctmghauson. Ciascun capi-__ _ tano ha 2 cavalli - Ogni battag lione ha 20 cavalli per Totale . . . 142 G>:21 252 32 i bai;agli - No n sono compresi I cav,11Ji de l coman_ _ _ d ante genera le di brig~ta.

Italia

Combattenti . . { Non combattenti

15,t -1051 3(; 2 Il ca lcolo cle i dat i ò basato I 27 11G .2-3 snll'e!fott ivodcllo Istruzioni ___ __ _ _ suHa mobilitazione, tomo I.

·rotale . . . · 1$5 1981

s2

25

Confrontando la forza delle brigate in Germania ed in Italia risulta: 1° La brigata tedesca (con egual numero d'ufficiali} ha forse un sesto d'uomini più che l'italiana. •

,,

1

1 Ù1

Divùione.

È la divisione generalmente da tutti. considerata come la prima delle grandi unità tattiche propriamente dette poichè ha in sè i mezzi necessari per combattere. La legge militare tedesca 2 maggio 187,i. al § 3° statuisce che due o I.re brigate di fanteria o di cavalleria formino una cfoisione. Alle brigate di fanteria viene però sempre unita l'artio-lieria e la cavalleria; un certo numero di hatn terie a quella di cavalleria. In Germania una divisione di fanteria comprende 2 brigate di 2 reggi menti ciascuna, 1 reggime?to di cavalleria ed ,1 sezione d'artiglieria montata, c10è 1:2 battaglioni, 4 squadroni e t- bul.terie. 1

(4) ·La legge militare dell'impero tedesco 2 maggio 1874 al § 3• ammette in generale le brigate formate di 2 o 3 reggimenti. La brigata della guardia comprende 3 reggimenti; delle brigate di cavalleria, una ha 4 reggime1Jti, rn ne hanno tre; 22 ne hanno due.


IO~

11

STUDIO INTORNO AL RECLUTAMl.:N'l'O

rli

,tos

ED ORDINAMENTO DEGU ESF.RCl'l'J ECC.

U) ~~~Ila indicante la composi.,ione una diois,one di .fanteria netl'esercito tedesco.

V) Tabella indicante la propor;ione delle carie armi con l'c,{J'ettivo totale com battente.

- - ~- - - - - -- -·.,---,", ----I.~

COR. P l

l U

1- i -- -----I J-!-----,JI Stato n:111ggiore. . . . . . · •

4 12 \ Due brigate fanteria. . . . 281 Pa rte l<>OOG 2 1~, 8 combattente / ~r 1ir,1 ta cavalieri·,.. . . . . ·• l 3801 228 » , ~ " 48 l\!0,1 1%~ 1300 ,. • Sezio11e a rtiglieria (montata) ~ ~ u02, 51 G ~ _ •

A lt ~JE

St,tto maggiore . Fa nteria.

.

C,t valleri a . Total e combawinti

. • .

- - - - -- - - - - Parte non

combattente

!

1.125°' 2112

_ _ 1_

Stato m aggiore . . .

Du_e briga te . • . .

Bngata ca va!le,:ia.

H54. 138!J1;

7

.I

•

2s

,i

,...

2

'I-:-:-.

Sezione a rtiglieria .

2s

•

,.

'1l

1

To~I~ = "'"""":"'' .:. __:.:. . > "', .,;~s,e

• a,

361 11390114.751 2-154

24 119

,

.

.

I

N.rf·1 e

Totale

: mlrt~.~ir : 1!

.

T OTALI, GENERALE

,ntigli~ria .

Il calcolo è fatto sui dati des uuti dal LmlinNhau sen ca ni degli stati mag-giori ·di di visione

c1f h1~i;ota~ompresi ·, cava lli e

Tra gli ufficial i_ non. comb~Uenii sono compresi i funzionar i bo besi lub1;1ancanza di d ati _pre.c1s1 ho_ messo tutti i CIU'l'i uc lla part? 0011 com a ttente tanto pei- rndtc,n•ne 11 nume1·0.

. Se ci fac ciamo a cercare in quale proporzione si trovino la parte com ba tten te e non com battente della divisione:rispello al lo tale di essa, che è di H 71:.H uomini compr~si gli ufficiali, troveremo ch e quella ne rappre ~ senta ti 96, 60 e questa il 3, 40 per cento. I vari elemenLi della parte combattente si trovano sul campo di battaglia nella propol'zione data dalla seguen te tabella V)relativamenleai totale dei com ba ttenti:

Nel ·1870 l'effeui vo della divisione germanica variava di alquanto, poich è non era addetto alla divisi one che 1 reggimento di cavalleri a, inve ce di 1 brigata. Il totale della divisione ascendeva a 14068 uomini , dei quali 4 362.i combattenti, e 501 non comballentì. V'era perciò un piccolo divario nella proporzione fra le varie armi che era quella data dalla seguente tabella: X) Tabella 1:ndicante la p,·oporzione delle ,,arie arm i con l'e,ffettioo totale combattente della rlioi$ione r;e,·manica nel 1870.

ELEM E N'fl

Stato maggiore . Fanteria.

I

Ca valleria . Artiglie ria.

lG

0,11

12,)80

90,$7

62G

4,59

602

4,42

1362'

99 ,99

--- - Totale

1,76


104

!ì'fUDIO ll'i'l'ORNO Al, RECLUTAMENTO

ED ORDlNAMKNTO DEGLI ESEIIClTl ECC .

Una divisione di cavalleria comprende 2 brigate a reggimenti ciascuna, più 11 batteria nei casi ordinari. I n totale 16 squadroni ed ·I batteria. Ha la forza approssimaliva di 2800 uomini, e 3,t 00 cavalli. Nell' esercito italiano, giusta la Jst1·uzione 7Jer l a mobilitazione delt esercito (Tom o [), la divisione è composta da: 1 q uaetier generale di divisione, 2 brigate di ft.uHeria (4 reggim enti, 12 battaglioni), 1 brigata d'artiglieria (3 batterie), 2 squadroni di cavalleria. - lparco d' artiglieria di divisione, 1 sezione sanità, 1 sezione sussistenze ne formano i servizi accessori. La predella istruzione non prevede la formazione di divi sioni di cavalleri a.

La parlc combattente rappresenta il 97 , 12 per °/. e la parte nou corn battenLe il 2, B8 per 0/o dello effettivo totale della di visione che e di H, 739 uomini . I combattenti ripartiti per arme sono nella proporzione d~ta dalla seguente tabella Ali1s) rispetto al loro totale:

1

~

1

1

1

~ l>is)

1

Z J Composi::ione rli una div isione nell'esercito daliano. UOMINI

Il

-:-~ 1 ·- ·2 ~i8 ~.. I o ~Il~ ~ d'E <l2 ~~

C0 R. PI

-------:..' :. . -~1_:'._1 ~ Pm·ta combattente

Qual'Lier genera le. . . 2 Brigate di fa n Le ria Brigata d' at·Liglier ia :.! Squadroni cavall eria Parco cl' a ni"·lierit\ e

511

12

39 58 sos O\lOSIJ02l61 7~ 10 485 501 :WG

sezione sanità. . . .

ANN0TAZI0XI

b:

com preso nelle tl'Uppe del quurtic,· generale un

plotone guide. "I " { JJ Carl'e Lte d'ambulan1.a. ,. (I) ,J Sono compresi fra i cavalli

14

240J

9,i1lj 2;9

24 ,.

48 ,,

li

366

:n111227

,.

48

, valleria . E co01/1reso 1 borghese "~ 100 fra gl uo.mini di t ruppa della seziono san11lt.

-------l-1-- __- ~,- 1 _

11

Parte non combatte11te

91

82

»

51 ll7

07! 25

5

67

72.II 29

~~

;rn~\250

Qttartier gen erale. . . 2 Bl'ig!l.tt! t'nntel'i,\ . . B1·igata arti glieri a . . ~ S1juadr6u1cavallc 1·ia

2 ,,

.Pa rc9 d 'artig!ier ia e sezione samtà. . . . Totali non comba t tt>nti

5-l

0111

55

5GI o~

r,1 1 58

,.1 101 ,.

I

-,.1~ 9

------ - -,-' - --11- - TOTALg 01•:S i,KALt,:

I

380:Jl 3~91 Il739lll:?ll

Fr11 gli u~mini di trupp~

40 del qunrtiere gcoc1·atc e • 12 c ompreso l bo1·ghcse. ,. 1 s Si son o computati i ca,·alti degli ufnciali.

..

241 17DJ

Propo1·.-.:ione delle oa1·ie a,•1ni coml,attent,: coll'eJJefiioo totale combattente (divi sione '.ita l iana).

ARMI

- - --------51

O,•l5

Fanted a . .

10tl6

8J,GO

Arliglieria.

;,04.

4.42

Cavalleria.

'!;', J

2,'.l:l

Servizi a ccessori

377

3,30

ll 102

100,00

Qua r tier geoeralt:

·rotale

~

10

I~

quellide~li ufllcialì (190),

ed , cavalli da tiro (~62). l ca ,·alli da sella risu lwno 330 dei quali 24-0 di ca-

-364111038 -· I-uoJ1- 9S~

Totali combattenti

4 Q:_i

Se noi ci facciamo oca a paragonare la divisione italiana colla divisione di fanteria germanica rileviamo: 1° La divisione italiana è notevolmente meno forte di quella germanica che conta oltre 3000 uomini di più; 2° la propoei ione dei pezzi d'artiglieria rispetto a()'li uomini è di alquanto maggiore nella divisione o . italiana; 3° questa allo in contro è molto più debole m cavalleria rispetto alle altre armi V'ha nella divi sione italiana il p;:i rco d'artiglieria che non e~iste nella geT'rnanica . Ol tre a ci ò si notan o nella divisione italiana i servizi accessorii delle sussistenr.e e di san ità. Tali servizi sono in Germania organizzati


,I 06

·107

STUDlO _INTORNO AL llECLUTAM RNTO

.ED 0 1\DlNAMJ.::NTO OEGLT ESEl\Cl'fJ IWC.

presso il corpo d'armata, a me1.zo di ospedali detti division ari perchè destinati al servizio delle divisioni. Ordinariamente, massime al principi o d_ella campagna~ sono pure addelli alle division i. i batLagli oni di cacciatori e di pionieri e gli equipaggi da ponte. La divisione presso l'esercito austro-ungarico debb e essere norm almente composti come è indicato nella seguente tabell a :

sc1•ittore che è molto proble malico che l'Austria possa per ora costi tuire le divisioni di tale forza. Egli sarebbe indotto a credere dovere la division<: austriaca venir composta cogli elementi segnati nella seguente tabella : f;b-is)

Divisione ciust,•iaca.

CO R.PJ

Il lits) Composi:;;ione cli wici, cl,ioisione

nell'eserciio aus_{ro-unr;cu·ico. 1o Battagli on i . . . ,\ NNOTAZION l

CO RPI

12 Battaglioni 2

.BattagliC1ni cacciato ri

2Squadroni(da2M squadroni) 3 Batterie • . . . . .

Non sono compresi gli stati maggiori di b1•iga1a o d i di viIDGSI 18/.ll sione. I {>archi di visionali di m11ni330 2,22 z1oni, il parco divisionale del gen_i_o, e gli altri servizi acces564 3,78 so1·11. 2 18

l Compagnia del genio. Totale .

I Battaglione cacciatori .

11Hosl 11),a1

.

.!

9810

2

Squadroni

3

Batt.erie . . . .

l Comprignhi

. . .

8'2,44

081

8,'24

330

2,7G

5Gl

geni"

I I

2 18

4,72

l ,'.i~

- --Tot.a.le

1,,1,

11936

I

99,91

ln tal caso la forza ne sarebbe alquanto superiore a quella italiana, e le bocche -a fu oco sarebbero in ragione di 2, 09 ogni 1000 uomini. Rig uardo alla Francia il progetto della commissione pa rlamentare per la legge sui qu adri proponeva che la divisione fosse composta di 2 brigate a 2 reggimenti fant eria, di ,i. batterie montate, di 11 compagni a zappatori minatori, di 1 distaccamento del corpo dei tra sporti mili~ari, di ,1 s tato maggiore, dei servizii amministrativi, di sanità, di forza pubblica, ecc. Ne sarebbe risultata la forza data dalla seguente tabella Dòi&, tenendo conto però delle sole armi principali:

14888 99,99 1, 61 Pezzi per 1000 nomini.

l dati della suindicata tabella sono calcolati sui dati dello scritto del maggiore Figdor più volte citato. Se s i tieu conto che non sono compresi nel totale della divisione i servizi accessorii e gli stati maggiori, é che la cavalleria pu ò comprendere 4 squadroni s i deve ritenere che la divisione austriaca superi in fo rza la cor rispondente unità dell'esercito ger manico . Facendo la proporzione con ,i. squadl'oni di cavalleria, risulterebbe questa del ~.• 33 p. ¼ dello effe ttivo. Le bocche a fuoco· sono in numero di ·I, 64 per ogni 1000 uomini. Qui però giova osservare col prelodato I

t


108

ED OIIDINAMEN'J'O DEGLI ESE RClTl ECC.

STUDIO INTORNO AL RECLUTAMENTO

D

òù)

Divisione francese .

Corpi· d,' armata. Forza Cannoni

CORPI

2 Brigate di fanteria .

È da tutti riconosc·iuto essere il corpo d'armata la grande unil.à. tattica ed àmminisl.rativa per eccellenza, avendo sempre forza tale da polere, anche isolato, compiere op~razioni guerresehe di importanza. È il corpo d'armata costituito di 2 o 3 divisioni; giova però a questo riguardo osservare che eccezionalmente, e in generale soltanto quando debba operare come grande distacc~menLo dello esercito, gli vengono assegnate più di 2 , divisioni. Occorre che il corpo .d'armata sia maneggevole sul campo di battaglia, epperò non bisogna che la forza d'esso oltrepassi un certo limite. In ogni caso il corpo d'armata è pure unità logistica. In Germania le parti princ ipali che compongono normalmen te un corpo d'armata mobilizzato sono: 4° Due divisioni di fanteria . 2° Una divisione di cavalleria . ·3° L'artiglieria di corpo d'armata. 4° IJ treno. L'al'tigli~ria di corpo d'armala consta di: 2 brigate a 3 batterie montate, e di 1 brigata di 3 bauerie a cavallo. Nel ,J8'70 l'artiglieria· di corpo d'armata prendeva il nome di riserva d'artiglieria . Si è già osservato com e detta artiglieria dehba essere adoperata non solo come riserv~ all'atto decisivo, ma anèhe nella fase di preparaz10ne e nella continuazione del combattimento. • A buona ragione venne quindi cambia~o il nome a tale parte del corpo d'armala.

128{8

-4 Batterie d'artiglieria .

(i92

I Compugoia genio

24

229

Totale

13709

24

Ma la legge 13 marzo, nel modo stesso che non provvide alla forza delle unità tattiche sul piede di guerra per ciò che riflette i. gregari, non stabilì come avesse nd essere composta la divisione. Se ci facciamo oi:a ad esaminare in complesso la divisione presso le quattro naz ioni ne giova fare le seguenti osservazioni: 4° La divisione ted esca non ha sempre il caratterè spiccalo di grande unità tattica ed amministrativa dovendo dipendere dal corpo d'armala per parecchi servi zi accessor i.i, quando sia riunita al corpo stesso; ciò non togli e che acquisti tale carattere quando è indi· pendente, poichè allora le vengono addetti i v<wi servizi. 2° Le di visioni austriaca ed italiana (l'austriaca sopratutto) sono quelle ehe appariscono maggiormente autonome poiché sono più svin·co Jato, per ciò che ha ~ratto ai servizi accessorii, dalle unità. d:ordine superiore. 3° Nulla può dirsi ancora riguardo alla divisione ftancese .

t

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·1·I Ll

STUDlO 1NTORNO AL R~CLUTiWENTO

EO O!\Ofl'iA~TENTO DEC: L[ è;SERC.CT I ECC .

Fbls) Pro110,.:::ione delle oal'ie a,·mi

coll'e,Q'etlioo totale combattenti nel corpo cra,.,,wtr,. ·<>e CORPI

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3 <)

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Stato maggiore , . .. ·1 Bfr•ate di fànte r ia 2B t·iiiat~di c::w al)eria

:! Sezion , d'arughena (<la 1 ~atteri e) •.••

I Ba•taghone cacc1a-

t~;t,gi

iÒ~e· p·ionièri '.!Sezioni da 3 batterie 1 sezione.~ cavallo (:1 1

3

baueric) . , . , . .

Totale parte comballenle . . . . . •i

2 Sezionì artig li eria I Ba~taglione cacciatori . . . . . . . . · 1 Battaglione pioni!)rl Par co s tn1ment1 p,oni<~ri . . . . . .. . . . li:quipt1ggio pont.i .. .

Battaglione treno ..

Oivis1onc cli parco..

Totale parte noli combattente. . .

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8G l\G8 1204

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22 1002 1021 Il 18 602 6~0 > 28 92,j 0~2 1~6G

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683

141 -1G2

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ANNOTAZ ION I

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2 151 l&l.! 2G7 23 11sn 11g211 1n1 1 ~o 1579 1~9! J5G2 1

53 4465 ,JSIS 3851

,

»

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e~a.lt, ho mess9_1 ser~ 82 v11.1. acccssol'n tut~i fl'a I non com bau.en t1. IO La. presente. tabella è I J stata comp1la1,i a seconda della forma-

.~

St.ato mn.ggiot·e .

559

Fanteri:t.

Cavalleria

~.:iOl

Artiglieria .

2-032

Gacciatori

102,J

MO

I

I II

~

Q)

g -

1,1 1

ii,14

7,80

I·

8,20

I

3,Jn 1,93

I

3, 17

------ -- I

Tota le

~2000 1 100,00 ;

~,17

14

G mazione ~el _co rpo 41 d'a rmala 1nd1ca~;t ~ 280 dall' A lmanac_co at » 2:12 Gotha del 187~.

,

·~

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» 128 In mancan?. a di . dati »

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~~°Od ~~Oo

r;i

Pionieri .

- '1- ---- --

C)

o ~ -a:><i) u =t:o~

.

40 Si sono indica.te le brig:1te di cavalleria di '2 S'?l i reggimcti_ti. " Notisi che su BS brigale di cavalleria in Ger• mania, J ba 4 reggi• menti; 15 ne hauno ,. 3; 22 011 hanno :i. 62 r dati relati vi alla forza sono tolt i dal LudinSl gha usen .

~

l~~g.:; ~e·c5

810 31280 :l~09~ 6690 10-2 138

- -- -- --- -- -- TOTALK OK1'ERALE. • •

~:,.

3; 522 6°>1) 569 :'>68 24192 15G .ori 2408 ~:;o ~720

Bl'igMe fant er ia . .. - . -:;1

Brigata ca"a llerrn ..

l

~

'

»

,- 747

-- -- --

Si\3.">715 :!(;617 10"4-i 102 i;s5

La forza di 36,617 uomini si può considerare come la minimo del corpo d'armnta in Germania poichè, co me si è nota to nella tabella ( [l>tsì, 1 brigata di cavalleria può con stare di /4. anzichè di 2 reggim en ti; si avrebbero allora 2/504- uomini in più, ossia nn total e di 39,121 uomini. Non varia di mo lt o tale forza da quella. indicata dal Ludingh auscn pei corpi della confederazione del nord durante la campagna del 1870, fa quale era di circ·a 37,000 uomini . Oi ollro a 5500 uomini minore in forza del gern1a11ico è il corpo d'armata italiano; si compone esso di '3 di~·isioni e di truppe suppleti ve del corpo, a fo rma rn le quali concorrono , brigala di cavalleria, 1 rcggi·rncn to bersuglieri , 1 lJrigatA cl' urtiglieria di 3 batterie. ed 1 bri gnta del genio. Facend o il con fronto fra il co'rpo d'armala itali ano ed il germanico refativame111e al numero di unitù tattiche si trova il seguente risultato: 1

Ne l corpo d'armata germanico la parte com?alten te rappresenta 1'87,G9, la parte non combu tlente 1l 12,s,1 per 0 1•0 dell'effettivo totale.


·f 12 Gbis)

--~

1

mero di bocche a fuoco presso le divisioni, evitand'osi così anche l'inconveniente di paralizzare l'azione della prima col farla considerare come una riserva nel senso vero .della parola.

Unita tattiche componenti il corpo d'armala germanico ed italiano. CORPO O'ARMH A OERMA~ICO

4 13

ED ORDJN.rnENTO DEGLI ESERClTl ECC.

STUDIO INTOllNO AT, li ECLUTAMENTO

CORPO D'ARMATA ITALIANO

....

H lits) Ar·tiglieria del corpo d'armata ùt Germania ed Italia.

C OR PI

NAZIONI

Artiglie1·ia Artiglie1•ia di div is io n al e cor po d'armata

------

Cannoni Cannoni Batterie ---- ------ -- --- -Battorie - - --- - - - - -

Fanteria.

.F anteria leggera

>

..

>

>

ca,·alleria . . .

Ge1·mania.

8

Halia. . .

8

18

54 8

24

Ariiglleria. . . Pionieri (genio) . Treno

. N~l corpo d'armala italiano le truppe suppletive si d1strnguonu come segue fra combaLLenti e non combattenti :

Totale

Si cercò nella composizione del nostro corpo d'ar-

ll>ts) Truppe suppletive del co1·po d'cmnata italiano.

matn. di rimediare alla notevole deiicenza di caval leria' collo assegnare un reggimento bersaglieri alle truppe suppletive. Vi è fra i due corpi d'am1ata una notevole differenza nel numero delle bocche a fuoco, contnndone l'uno '102, e so le 72 l'alLro. A questo proposito pr rò occorre noLare co me il numel'O assoluto dei cannoni assegna ti all'artiglieria divisionale essendo eguale, cioè di 48 pezzi tanto nell'uno quanto nell'altro co rpo d'armata, ne pare che il riparto deil'arLiglieria fra le · div isioni ed il corpo d'armata sìa presso di noi più consentaneo ai principii che regolano attualmente la tattica clell'artiglitri.a. Si è difatti giit osservalo com e l'arti-· glieria del corpo d'armata debba non solo servire com e riserva, ma venire adoperata nei vari stadi del combattimento; tanto vale quindi loscin re maggior nu-

li

Parte CORP I

I -1::, ~8 ::._~ ,l: , "8l~ ::._ .:...~ n t :I(~

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- - -- - - - ·- - - -- --

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1067 ll7G

2/

Regg imento bersaglieri

3319

35

lii

55,;

3(;0

48

-1281 38

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"390 1609

57!1

~~

s11/

B1•igat.a artiglieria .•

Totale combattenti

Totale non combattenti TOTALE TRCPPB SUPPLBTÌVE

A~No xx, VoL. 111.

L

~

BrigaLa cavalleria. . .

Brigata. g enio

Parte non

"

2771102 21

37

28

11

121 57

12

94

97

18

484 !?Si

81

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---,- -4/'N

5833 1S9S

l~l

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l!D OllD!NAMENTO DEGLI ESERCITI ECC.

i.bis) Co rpo d'armata italiano.

l1Jbi$) Proporzione delle varie armi rispetto al totale dei combattenti n.el corpo d'a1·ma l a italiano . A :-ìNOTAZ IONI

Pa,·te combattente Q!a~ti.e~ generalo .. . I d1v1s1ouo . . . . . . .

2"'

id.

415

STUDIO INTORNO Al. RECLUTA MENTO

. . . .. . .

Tr1111pe supple th'e .. .

SPzione saniLil . . . . . Tot.aie combattenti

I

tR ,1.a 61 n 364 11038 '. 140~ 98! 8M ll038 l U.O·) 9~~ rns 0201 5~!19 1sou 8

20?

210 1 43

I %2 <2;522 t&lU if,Q:3

-- ---------1·-- _· -

,.

.

'2J 100 24 100 \!-1 57 » 1~ 7'ì 269

_I _ _

P(irtc wm combattente

Quartier ;enerale .. . Due di visioni . . . . . . Truppe suppletive .. .

Parco. . . . . . .. . . Equi poggio da ponte. Sez,ooe s u s,istenze . .

Traino {lane.- ...... . Parco v1 veri riserva .

13

Hll l

171 113

•

:H

639

670 514

6

4?8

10

47'!

• •

4

219

4

55

4~11 284 188 602 1

?281 145 5D 1:1

2~ 2~i, m -7~ 2282 2R5G 20G~ ~

ARM[

,- - - - - - - Vari quartieri generali

Dei?7cava!li del quartier generalo 51 sono deg!i'ufllciali ,2G della truppa; è nel totale 11omiui, compreso 1 borgheso. Dei ~ ca,·alli delle divisioni 190 sono degli ufficiali; 330 d i tl'uppadasolla,462 da tiro.

'l'oTAL& 1:01\PO D'ARMATA '

• 102 > 30 •

4

..,

Gl

•

5G

,- --

1026 2080 I 30810 575'1 1

0,59

23781

8U,!>3

Cavalleria .

1575

5,54

Artiglieria.

1563

6,d!)

72

Genio . . .

428

1,52

,.

Parco artiglieria .e seziono sanità

9G4

3,32

\!O Ila distinzione fra i 170 81

2,53

.

Totale .

combaLtenti e noo comùauenti in questa ed in altre tabelle, riguardo allo esei·cilo nosko, è desunto dai Ricorat tatttct e log!sttci ,Jella Scuola di g uerra ( 1874'.

I corpi d'armata dell'esercito austriaco al · pari di quelli dell'eserc:ito tedesco dovrebbero comprendere, oltre a 2 divisioni di fanteria, anche 1 divisione di cavalleria. Riguardo alla Francia, l'arl. 6° della legge 7 agosto 1873 pel rior·dinamento dell'csercilo stabilisce che ciascuno dei corpi d'armata debba comprendere 2 divisioni dì fanteria, 1 brigata di cavalleria, ·J brigata di artiglieria , 1 battaglione del geuìo, 1 squadrone del treno degl i equipaggi militari, gli sLali maggiori e diversi servizi acc,:!ssorii.

___ _,__- -lr::- -

Totale non coml>altcnti

163

.i''anteria .

• 581

72 853

La parte combattente ciel corpo d'armata rappresenta il 92, ,i.~ per 0 / 0 <lello effettivo totale, mentre la parlc non combattente corrisponde al 7, 58 per di esso. Le varie arm i componenti la parte combattente si trovano sul ca mpo <li battaglia nella proporzione indicata dalla seguente tabella:

1

0

/ 0

Armate.

L'Istruzione sulla mobilitazione dell'eserci to italiano, stabilisce che la riunione di due o più corpi d'armata cosLituisca un'armata, e ritiene come normale la formazione su tre corpi d'armala.

L


1,J6 ~bis)

STUDIO INTORNO AL RECLUTA~IENTO

Tabella indicante la forza delle armate di 3 o 4 corpi.

________________,__ DISTINZIONE DELLE AR.MA'l'E

Uomini Ca valli Carr i

- - - -

Armata cti 3 corpi.

Quartier generale ed intendenza d'arm"'ta . 3 corpi d'armata . ' . . . . . Totale

4,139

1644

605

9.2430

17265

2550

9G869

18909

3164

413:J

lGU

605

I

147 Si è già veduto come nella campagna del ·1866 resercilo austriaco venisse diviso in esercilo del nord (7 corpi e 5 divisioni di cavalleria) ed esercito del sud (3 corpi) . Ora è stabilito in massinia che i corpi dell'esercito austro-ungarico debbono essere raggruppati due a due in armate. ED ORDINAMENTO DEGLI .ÈSERGI1'1 ECC .

Numero delle armate e dei corpi componenti gli eserciti.

,\1''ìOOta cli 4 corpi.

Q11artier geuerale ed intendenza d' a nnatn . J COl'pi d ':trmata

. . . .

Totale

In Germania, ov'è in ·vigore il sistema territoriale, ciascun corpo d'armata si recluta in determinate provincie dello Stato ed è sempre costituito sì in pace che in guerra. 17 sono i corpi d' armala oltre a quello della guard ia. La nuova leggé: francese intorno all'ordinamento ùell'esercito ha adottato lo stesso sistema dividendo pure il territorio in 48 regioni a ciascuna delle quali corrisponde un corpo di armata (vi ha inoltre un corp~ d'armata speciale destinalo all'Algeria). Ciascuna regione possiede inagazzini generali di provvigione, nei quali si trovano le armi e le munizioni, gli oggetti di vestiario e di armamento, di bardatura, di equipaggiamento da campo -alle diverse armi. Come in Germania così in Francia ciascun corpo è organizzato in mod o permanente in divisioni ed in brigate. Il corpo d'armata, come tutte le truppe che lo compongono, sono forniti in ogni tempo del comando, degli stati maggiori, e di tutti i servizi amministrativi ed ausiliari che loro sono necessari per entrare in campagna; il materiale d'ogni specie., di cui le truppe ed i diversi servizi debbono essere forn iti in tempo di guerla è costantemente organizzato e conservato ne i magazzeni a loro portata. 1

La legge militare tedesca 2 maggio 1874 stabilisce che ogni 3 o 4 corpi d'armata, vi sia un'ispezione cli armata, la quale funziona in tempo di pace, ma non parla della formazione delte armate. Nella campagna del ·1870, l'esercito della confederazione germanica del nord fu da principio formalo su tre armale: ' La 1a comprendeva 2 corpi e 2 divisioni di cavalleria ; La 2e. comprendeva la guardia, 3 corpi e 2 divisioni di cavalleria; La 38, 4 corpi e 1 divisione di cavalleria. Due corpi componevano la riserva. L'esercito francese entrò in campagna costituito in corpi d'armata, i quali però non contavano un numero eguale di divisioni, poichè taluni ne comprendevano 4, taluni 3. ì\Ia poscia anche i corpi dell'esercito francese (al principio di agosto) furono coslituiti i-n 2 armate di 3 corpi, oltt'e alla riserva.


1f R

Affiochè sia possibile curarne conven ientemente l'i-· struzione, il geni o ed altri corpi addetti ad uno speciale servizio sono in tempo di pace tenuti riun iti. rn Austria i corpì d'armata non esistono in tempo di pace; le truppe di.fanteria e di cavalleria sono bensì ripartite pe rmao ente:-r.ente in brigate e divisioni; questo reparto però che ha un carattere puramente tattico , non è stabilito in modo ·fisso, ma è mutabile. Per il tempo di guerra e stabilito che i corpi d'armata debbano essere almeno 5. r vari servizi so no organizzat i in mod o da poter bastare a -40 brigate. In Italia le brigate erano prima del 187 1 permanentemente costituite in tempo di pace; il R. O. -11.> ottobre 187 1 diede loro Lm carattere territoriale , svincolnndo i reggim enti di fa nteria, dall'essere legati indissolubil mente l'uno all'altro . La nota ministeriale 20 dicem bre 1874 reslitul loro il carattere di 1·iparto tattico. In Italia né esistono permanen te i corpi d'a rm ata e le divisi oni in tempo di pace, né è fissato per legge di quant.e di visi oni abbia ad esse re costituit o l'esercito all'atto della mobilitazione. I vari corpi e servizi sono però organizzati in modo (come risulta esplicicitam ente da parecchie relazi on i di S. E. il Ministro della guerra a S. l\l ) da poter costituire 20 division i. Secondo la formazione normale stab ili ta dàlla Istruzio ne s ulla mobilitazion e l'esercito potrebbe venir com posto di 1O corpi d'armata, e questi raggruppali in 3 armate, delle quo li 1 costituita da 4-, d11e da 3 corpi. Ci è quindi permesso, basandoci sopra dati attendibili , di calcolare la fo rza totale del nostro eserc ito attivo , 111 caso di mobilitazione, come segue: 1

1

1 Hl

ED OR D!NAJIENTO DEGl,l ESERCITI 1::c1\ .

STlJOJO JN'TORNO AL RECLIJTAMENTO

O l>ic) Armate rlell'e.~ercito italiano.

- - - -- ------- - --- -~---,--Cnvalli compresi

1

l)JSTI NZJONE DELJ.F. AR~ATE'.

Uomin i q uelli

Carr i

Mgli

ufficialì

-- --

- - - - ---- . l"-

armata /4 corpi).

127679

246&1

4017

corpi) .

ù68G!l

18909

3164

9U8G1J

18~0~

321117

6218'2

u a al'ma ta.

(S

ll l" armata i3 co l'p i\

- - -•roiale

I

-

'.)1 61..

10345

Surà qui u11le far vederH ~ome i corpi dell'esercito permanente corrispondano alla forma?ione nell'eserci to in zO divisi oni e 10 corpi ,l'armala : Fanteria - 80 rPgginienti cos1it11 isco110 .i.O bl'igate, 20 di visioni, i10 corpi d'a!'lli ata: . . lJersaglieri - 10 reggimenti r,orr1spondent1 a1 10 corpi d'arma ta. Cavalleria - 20 reggimenti n 6 squudroni, ·120 squad1·oni cosl riparLiti: 4..0 squa dl'oni alle 20 division~ (·2 per divisio;i e), 80 squadroni (ossi a 10 brigate di 8 squadroni ) ai iO corpi d'armato. · Artiglien·a - ·1O reggimenti da cam po a I O batterie, l 00 batterie così ripartite: 60 ba tterie all e 20 divisioni (3 ogni divi sione); 30 batterie ai corpi d'armata (3 ogn i corpo). Rim angono disponibili 1 O batterie. Genio - 2 reggimenti con 1,\. compagnie zappa tori -- 38 compagnie così ripartite: ai corpi d'esercito 20 compagn ie l2 per cr,rpo). Rimangono 8 compagnie disponibili . Riepilogo.

Da quanto siamo fio qui venuti esponendo risulta come J'Italia p,rn meno chP- la Francia e l'Austria ab-


,J20

S'1'UDI0 IN'!'ORNO AL RECLUTAMENTO

ED OllDINAMEN'l'O DEGLI ESE!1CI'l'l ECC.

bian o, in questi ultimi anni, modificato le proprie leggi, i propri ordinamenti militari a seconda delle ~si?en~e delle g uerre moderne, ciò non per servile 1i:n1Laz_1one i~è. per vaghezza di noviLà, rna per porre nmed10 aglt inconvenienti de.,.li antichi sistemi che 0 fecero poco felice prova nelle ultime g·uerre. Riepiloganù o in brevi parole i pI'incipali mutamenti, daciascuna delle tre nazioni adottali risulta: 1 • 1° Tutte tre le nazioni hanno riformate le leggi sul reclutamento ammettendo il principio deH'obbligo personale al servizi o mi litare reso meno gravoso mercè convenienti provvidenze in vantag.ofo deali individui ' o o delle famiglie, delle sociali istituzioni. La ferm a sotto le arm i venn e ovunque resa più breve, o per legge, o per anticipazione di congedo (1). La Francia è stata fra le varie nazioni la più radicale chiamando annualmeDLe sollo le ormi un maggiore numero di uomini. Mentre l'Austria e l'Italia si limitano fissare un lasso di tempo assai breve per l'istruzione degli uomini che per cagion e del num ero estratto non debbono entrare tosto a far parte dello esercito permanen te, la Francia stabilì che gli uomini eccedenti il contingente ann uo prefisso ubbiano a rimanere sotto le armi almeno un anno; . 2° Tutte .e tre le nazioni organizzarono gli eserciti cl~ s~conda Imea e pensarono o. rimarginare, a mezzo d1 nserve complementari, i vuoti prodotti nello esercito di prima linea. Né si trascurò di dare un mili tare

12 1 1

.asseLLo alle estreme riserve da chiamarsi sollo le armi soltanto nei bisogni supremi della patria; 3° La legge sul reclutamen to estesa alle varie pro vinci~ dell'i mpero austro-ungarico, fece sì che si togliessero i privilegi presso quella nazione a talune province prima accordati. Ne seguì l'abolizione dei reggirnenLi di fromiera o dei confini militari; 4- 0 L'Austria tenne il sistema territoriale di reclutam ento, ma tale sistema non si estende oltre al reggimento; mentre i tre battaglioni mobi li di esso possono P.ssere dislocali in qualsiasi provincia, quelli complementari e di riserva rimangono in generale nel distrello cli reclutamento. La Francia e l'Italia di poco modificarono l' antico loro sistema per lo esercito attivo, e adottarono il territoriale per gli esercili di seconda linea. L'Italia fa eccezione ·per le com pagnie alpine reclutate nei territori ove debbono rimanere di stanza; 5" La creazione dei distretLi militari in Italia e di analoghi centri arnministrativi in Francia, i depositi resi permanenti, rendono ora, presso tal i nazioni, come già. prima in Germania ed Austria, possibile la pronta niobil itazione dell'esercito, e liberano i corpi di non poche cure alle quali soio potevano attendere con gran delrimento di loro mobilit;1; 6° L' llalia ha rese più fort i le un ità tatti che d'ordine inferiore; essa ha, e cosi pure fece la Francia, dim inuito il numero di compagni e nei battagli oni , e dei battaglioni nel reggimento; 70 L'Austria ha tralascialo di considerare la brigata come grande un ità tattica, ed adottato il sistema della divisione al pari dell e altre potenze. 8° La Francia ha adotla to il sistema già in vigore in Germania, di tenere le grandi unità tattiche od i grandi corpi di truppa costituiti permanentemente in

(~) Per ciò che concerne l'Italia, ne 'piace ricordare come l'obbfioo del servizio personale, salve alcune limitato esenzioni, venisse proscrit;o fin dallo scorso secolo con ordine delli 2ti agosto 4746 per le milizie del Ro di _SRrdegna (V. relazione della commissione della Camera intorno al progetto di legge che fissa le basi organiche della milizia territoria.le e della milizia comuoaloJ.

1


~ 2i

STUDIO INTORNO AL HECLUTAMEi'ffO

tempo di pace. L'IlaJia e J'Aus~ria non hanno adottato tale sistema per ragioni di economia. Presso di noi colla istituzion e del comita to dello stato maggiore generale e dei comandi cli corpo d'armata si adnttò un temperamento che re11de meno diCiìcile il costituirli al l'atto della mobilitazione. La Francia mostrò in questi ultimi anni di quante e quali forze vive sia doviziosa, e mentre si die a risanare le piaghe profonde del paese, con energia mirabile atlcse a ricostituire dalle fondamenta il ·prop rio ed ifi cio militare. Qunnto all'Italia, le militari istituzioni, in seguito agli studi i più accurati e per quanto il consentissero le finnnze, vennero migliorale di molto. Si andò a rilento anzi chè no.n el portare le volute modificazion i-alle preesistenti leggi. Le principali fra le disposizioni adollate, lo furono, prima del 1873, per mezzo di regii decreti, · il che permise di poterle esperimentare prati camente prima che la legge promulgala in tale anno venisse a definitivamente sancide od n sosti1.11irle con altre migliori. L'esercito nostro no11 altrimen ti che il germanico vuole essere considera to come la scuola dell'intera nazione per la guerra. Ed oltre a ciò debbe esso venir consid eralo come uno dei m"igliori fauori di civiltà, d'istruzione e di progresso della nnzione stessa; i giovani :rnnualmente ch iama ti alle cfrm i, non solo alle militari discipl ine vengono informati, ma ricevo no ezinndio. quegli elémenli indispensabili di istruzione lettera ria, che lu na1.ione ancor-n non forn isce; e ciò che più monta , i giovnni stessi vengono educati al sentimento del dovere e clell'ordine; terminato il tempo di servizio, dopo aver vissuto con cittad ini di al tre provincie, possono fa!' ritorno all e case loro italian i veramente e scevri di quello esdusivo amore pel luogo natìo che è sempre a detrimento dello amore verso la comune

EO Ol\O INAMF.NTO DEGLI ESEHCl1'1 ECC.

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patri a. - ~fa per istmrre in breve te~?~ i citta~ini chiamati alle armi nelle cose della m1hzia, per impartir loro i primi rudimenti di istruzione_ letterari a, per educarli, si l'ichieggono oui mi quadri, a vvegnacl~è non bastino le buone istituzioni per se slesse, ma sia necessario che quelli ch iam ali a. porle in ntto attendano con zelo indefesso al nob ile còrnpi to che loro incombe. E se ciò è vero sollo il punto di vista dell'istruzione, non, è meno vero sotto quello delle rnolteplici altre doti militari onde i quadri vogliono 4~ssere forni ti. Non tulle que;;te doti, in modo brillante, si possono esplicare , ma colla abnegazione, col sacrificio e colla costanza.

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CARI.O BuPFA OI PEnREHO

Maggiore nel 10° regg. fanteria.

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lll VISTA BIBLIOGRAFICA

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

L,i ~anov,•a coi quadri. .- Roma 1875) tip. C. Voghe1·a, edilor e del Giornale Militare . . . ~a maggiore p~eoccupazione di chi ha la grave responsabil!ta :h ~?parecchia.r e i quadri per l'eser cito, dopo averli bene cosf.Itmt1, deve essere quella di renderli esperti nell'arte loro. Le istruzioni teoriche servono egregiamente ad inse o·nare i principi i scientifici e le regole dell'arte; ma senza l'ese~cizio pratico l'arte non s'impara, e l'esercizio pratico è per lo meno la miglior e stregua alla quale si possa ofodicare l'abilità che ciascuno ha nell'arte propr ia. QuesLa è Jeo·o·e comune d'o o-ni l">O l:> . d' ar te e q um I anche cli quella della g uerra. Nella s tessa guisa che non basta insegnare teoricamente al soldato come si carica, s i spara il fucile) ed in qual modo bisogna tenerlo per colpire nel bersaglio, ma occorre dargli in mano l'arme e f~ rgliela maneggiare, caricare) sparare e punta~e nel bersaglio molte volle per rnette1·lo in grado cli servirsi abilmente del suo fucile, così non bask~ che l'ufficiale conosca i principii della scienza e i pr ecetti dell'arte della o·uerra m? bisogna _che sappia come andrebbero applicati in°cruest; o m quella circostanza in cui egli potrebbe trovarsi in n·uerra e che si~ abituato aa una tale applicazione. E questo i::on può ottenersi che per via d'esercizi pratici. - Se non che la difficolt.à di esercitare i qlladri ad applicare corrispondentemente al proprio ufficio i principii ed i precetti della scienza e dell'arte deJ!a gueera, perquantos'appartiene alla condotta delle truppe) si fa tanto maggiore, quanto più si sale ne' ,,.radi della gerarchia e s'esce dal ca mpo della tattica per entra;e in quelli -della strategia e della logistica.

II mezzo più acconcio infatti per addestrare ciascuno nell'esercizio di quelle attribuzioni che gli competerebbero in guerra sono le manovre. - E quesLo mezzo non si può applicare sempre è dappertutto, se appena oltrepassiamo i limili della compagnia o del batLaglione. . .Se quindi il comandante del plotone o della compagnia o anchedel battaglione hanno, col frequente maneggio de'r is pe ttivi reparti nelle manovre, tutta l'opportunità di acquistare quella perizia nell'arte, per quan to concerne il grado loro, che è loro necéssaria per ben comandare e condurre i loro reparti in guerra, lo s tesso non accade pel comandante del r eggimento) della brigata, della divisione, e ciò tanto meno q uanto più si sale, E come l'opportunità manca agli ufficiali destinati ai comandi di grossi r eparti, così manca per la parte loro agli ufficiali degli stati maggiori e a tutli quelli che non hanno comandi di truppe e debbono in guerra provvedere ed attendere a servizi) i quali non s i organizzano che al mobilitarsi dell'esercito o almeno non sono costituiti e non procedono in pace come in guerra. Le riunioni eventuali di truppe per campi d'istruzione e grandi manovre, le quali banno prùso così grande sviluppo in questi ullimi anni presso tutti gli eserciti, hanno per iscopo di J'imediare a tale inconveniente. - Ma ragioni molteplici, che sarebbe sov1~r chio citare e fra le quali primeggiano le economiche, non consentono di applicare il rimedio su scala così vasta da renderlo bastevole allo scopo, sopratutto per quanto concerne i servizi di stalo maggiore e di seguito, insomma tutto ciò che forma più specialmente oggetto degli s tudi logistici. Diciamo sopratutto per quanto concerne i servizi ora indicati, perchè anco lo studio applicativo della tattica non trova nelle esercitazioni dei campi d'istruzione, e nelle grandi manovre, campo sufficiente e proporzionato all'importanza di tale studio) sia. perché l'atten,,ione dei capi o dirotlori, allora rivolta essenzialmente al buon andamento generale delle fazioni, non può fermars i quanto cc;mverrebbe a sorvegliare i particolari, sia perché tali esercitazioni e grandi manovre non possono farsi su scola così vasta da poter servire abbastanza largamente anche per l'is truzione degli ufficiali de' gr adi più elevati e degli s tati maggiori, sia perchè tutta l'uffi.cialità non può concorrervi con quella frequenza e quella continuità che sarebbero desidera bili.


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Rl-VIS1'A

Da ciò la ricerca di espedienti che completando l'opera effl cace dell_e esercitazioni colle lruppe, dalle più semplici ed elementari fino alle grandi manovre, offrano grande sviluppo allo studio applicativo di quella parte dell'arte militare che concerne l'azione degli eseniti in guerra. In questo intento sono state ideate le manovre sulla carta e le ~anovre c~i q uadri; le prime esclusivamente per°lo studio ~r_:1t1co del!a tattica, le seconde come mezzo di pr a tica is truzione m tutto c10 che~ concerne la condotta delle truppe s ul teatrn delle operazioni, ma più particolarmente nella par. te logistica. La manovra sulla carta, da due o tre anni con sì felice successo introdotta nel nostro esercito, è trovato tedesco. - Ma c?si faci le n_on_è st~bilire J'01•igine della manovra coi quadri, g1acchè se i : 'aggi d1 stato maggioce dell'esercito prussiano han no posto m onore questi ese1·cizi additando il vasto campo nel q uale possono essere applicati, non ò da dimen ticare che n:-1 nostro stesso e in allei eserciti si hanno antichi esempi ~ 1 n:ianov:e s tudiate s ul terr eno con soli quadri quantunque m r1s trett,ss1me proporzioni e con scopo alquanto diverso da quello che loro è dato presentemente e che ne costituisce la ' vera utilità. Comunque sia noi non ci perderemo in siffatta indagine. Fatto è che esercitazioni coi quadri sul terreno con quello s copo e quel metodo presso a poco con cui sono p cescritte dalla r ece~te istruzione ministeriale « N orme per la manovra cor, quadri» hanno già avuto da qualche anno la loro applica210ne nel nostro eserci to con resultali soddisfacentissimi. Ed a lali prove fati.e con nome d iverso per primo presso Ja scuola d , guerra sotto la direzione dùl colonnello Ricci e pres·sò il comando della divisione di Torino sotto quella del genera!f•. Avogadro di Casanova, e p iù recen teme nte nella d!visione di Pecugia sotto la di rezione del generale Car.int, ~1 deve senza dubbio se il Ministro della guérra con fe11cepen~amcnlo_è venuto nella determinazione di faredi.crueste .rnezzo d1p r?t1ca istruzione un esercizio regolamentare per l'ufficialità del! ~sercito, assoggettandolo a norme fi sse, le quali ~~rv?~o ad 1mpr1~e!'gli il ~uo vero carattere, a dargli q uel! mdi. rizzo che. è prn a ccone10 trJer ra no o·criun ,-,aere il suo scopo, a . t bI1ire tutti quei pa r ticolari di<la ltici, disciplinari amrninisa ~trativi_ clrn ~ono indispensabili a de tè!'minare il m'e todo ed i lmuti cli upphcazione del nuovo esercizio. · La comparsa delle Norme per la manovra coi quadri va sa-

n!BL!OGRAFICA

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lutata con compiactnza dall'esercito, in primo lu?go pel'cM l'introduzione della manovra coi quadri comeeserc1zw re_golamenlare presso cli noi segna un nuovo passonel_la via ?1 p~ogresso in cui ci siamo messi anco infatto d'1struz1one m1htare, ed in secondo luogo perchè qu esto passo non è fatto s ulle orme altrui almeno per quanto ne sappiamo noi, non ~ssendoci note al'tre istruzioni r egolamentari di questa speC1e. Il volumetto ministec.iale è di poche pagine, ma in poche pa,,ine ci sembra contener·e concisamente tutto__ qu_a~ito p~te:a essere necessario per pcecis are lo scopo, h ndir1zzo, 11 metodo i limiti clel nuovo eserciz io. Esso 'è diviso in sette capitoli. - È detto nel 1° d~llo scopo e dell'utilità delle manovre coi quadri; nel 2° da clu debbano essere ordinate, diretle, ed eseguite; nel 3° da chi debbono es- sere dati ed in che rnoclo i temi; n el4' eome abbiano da essere ~omposti i qua<lri; nel 5' si esprime in sostanza il metodo secondo .il quale le manovre coi quadr·i debbono essere con~otle sul terreno; come abbiano ad es~ere compilali, trasmess!, ricevuti gli ordini e i r apporti, ecc.; nel (3° s i danno. pr~cett1 sul modo di rappresentare sul terreno quelle operaz1on1 che. variamente combinale possono essere oggetto dei problemi da risolversi colla n:umovra coi q uadri; il 7° ed ultimo capitolo contiene J.e norme d isciplinari ccl amministt'ative da osservarsi per l'esecuzione delle osercitazion.i cli cui parliamo. . . Lo seopo e iI1s.ieme la definizione delle mano_vre ~?1 q uacù.•, sono dall'istruzione min isteriale cles ignatL col chr.e siffatte manovre: esercitazioni « intese a dare S1Jolgimento a temi di ope1•azioni guerresche in quelle stesse condizioni cli spazio e di tempo clic si a 1webl;;e,-o in guerra». · Tale definizione assai larga La.sta a far comprendere-come !'intenzione del Ministero della guerra s ia che r1 uesla maniera di eseccizi s i adoperi non p er lo studio pratico delle sole grand i op(~razioni della guerra prose nel loro insieme, ma anche per operazioni parziali e speciali. Infatti al capo 2" troviamo che le manovre coi quadri poss ono essere appllcate tan to nei pr·esidii reggimentali o composti di truppe d'armi diverse per la soluzio?e di te~i ~atti~i ed anche di loaistica elementare, quanto dai comandi <11 brigata e di divi;ione per la sol uzione cl.i problemi logis_tic~ od a nche tattici o m is ti, dai coma ndi di truppe <lell'arlJglteria e del genio per operazioni di guerra speciali di quelle armi, dal comando del corpo di s tato maggiore per esercizio dei suoi


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RIV1S'rA

BIBLIOGRAFICA

ufficiali nelle grandi operazioni di guèrdt, e così via via fino ad operazioni le più vaste, le quali il Ministero stesso si riserva di far eseguire. Il concetlo fondamentale al quale s'informano tutti i precetti che si danno coll'Istruzione ministel'iale circa il modo di condurre le esercitazioni è quello che tutto il disposilivo si faccia come in guerra, cioè che ciascuno corrispondentemente al comando o all'ufficio che r appresenLanella manovra emani tulti quegli ordini, quelle disposizioni e quegli avvisi, trasmetta tutti quei rapporti che sarebbe tenuto ad emanare e trasmettere in guerra in quelle circostanze nelle quali via via è supposto trovarsi nello svolgimento del tema, e che questo s ia studi~, Lo e condolto, tenendo rigorosamente conto cli tutte quelle condizioni di spazio e di tempo date le quo li si svolgerebbero, in g uerra le operazioni che si suppone di eseguire; ma al tempo stesso che non si vada più in là dol dispositivo. Epperò è vietato dall'IsLruzione che si ce1'chi cli rappresentare materialmente sul terreno i particolari dei combattimenti. E ciò s'intende, giacchè una tale rappresen tazionenon potrebbe ceri.ameni.e condurre ad alcun che di profittevole e di s erio . Ciò non esclude per altro che i combaLLimen li possano in qualche modo essere rappresentati, ma a momenti staccati, nelle loro f'asi pf'incipali, lasciando t\ chi dirigo la manovf'a d'indicare in apposit.a conferenza fati.a antecedentemente o meglio a ncora sul terreno stesso lo s volgimento che dovrebbero avere e di fissarne le conseguenze, o anche alternando alla manovr a coi quadri, 11uelltl sulla carta e r icorrendo a questa per la soluzione del problema per quanto conceme il combattimento. La composizione dei quadri è in massi ma lascia ta all'arbitrio di coloro che ordinano la manovt'a e ne danno i temi, limitandosi l'Istruzione ministeriale a por gere dei semplici tipi normali da po.tersi varia l'e a scconllf\ tlellf\ divel'sa natura od estens ione dei temi s tessi. - E questo ci seml11'a sa viamenle dis posto inquantochù il voler tissa1·0 notme pt•ecise circa il modo di rappresentare i vari r epetrti lnttic.i condurrebbe talvolta ad 11110 spreco d'ufficiali dannoso forse allo stesso buon resultoto della oser cilazione, e lal allra a d ifet to cli quadri sufficienti per lo studio accura to di particolari che non si dovrebbero lrascul'are. Per lo sviluppo infatti tli lumi Lattici (ci serviremo delle :;lesso parole dell'lslruzionc mi11islel'iale) relativi ad opcra.:doni ristrette, come quelli che potranno essere proposti ad un

presidio reggimentale, gioverà che anche' i minoi-i r ~p~rt! tattici d'ogni arma e corpo sieno rappresent.ati da u.ffi~1ah. d~ arado conispondente al comando dei singoli reparti eh cm st tratta o almeno del grado immediat.amente inferiore e da uomini di tr·uppa impiegati come indicanti; rne1~tre pe1~ 1~ .solu ziono cli lomi lon'istici o strategici o nnche tatt1co-log1sl1c1, ma il cui supposto ~nplichi l'impiego di una grossa, uni~à .tatlicu basterà che sia rappresentato da un gruppo cl ufficiali ogni servizio ed ogni corpo destinato ad un'azione ~peciale .. L'epocach'èindicatadall'lstruziono come la ~1ù accon~ia ali~ manovre coi quadri è quella che corre fra la ch1usurn de1camp1 d'istruzione e delle grandi manovre, o la chiamata sot_to le o.rm1 dello. nuova classe di leva, come quella che può lasciare ma~gior· tempo e maggior numero d'ufficiali disponibili per siffatte esercitazioni. Noi aspettiamo dunque di vedere nel pros!ilimo at~l~nno applicalo su larga scala il nuovo esercizio e non dub1L1a:°o che~ i r esultati r'isponderanno alle speranze cui d~nno rag'. onegli esperimenti già falli e non fa1•anno che po~re il1 .mu~g10r ~uce l'utilità e l'importanza diquesL'aHro mozzo <li pratica 1slruz1onc che si è introdotto nel nos tro esercito.

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L'arnaée dea 6iosges et la eo11amis1Jion d'enquéte sur les acies du go11verueme11t de la ,téfeuse raatiouale. - Réponse au rapport de M. U. Perrot~ par_BoROO~E,, e_xgénéral, chef d'élal-major généralcleGari~aldi. - Par1s 18;5, Armand le Chevalier , editeur, rue R1cheheu, 61.

Tutti rammentano conquale sentimenlo di indegnazione sio. stato accolto fra noi qualche lempo t'u il volume del rapp~rt.o Perrol suo-li atti del Governo della difesa nazionale, che s1 riferiva spe~ialrnente allo operazioni dell'est, lìnite così miseramente per le armi francesi a Pontat'lier. Quel. rapp?rlo, corredato da una gran quantità di documenti, consistenti sopratutto in lettere o telegrammi, lasciava troppo facilm~nte ti-asparirc il partito preso di sollevare il ?ene~'ale Bourbak1 da ogni censura di crearne un eroe, un martire, ngeUando su tutto e su tutti, tra~ne che su di lui, le cause cli quel secondo Scdan. Quelli su cui s i riversarono cli pr eferenza le accuse del r ela tore furono il Governo della difesa nazionale e l'armata de' Vosg1 comandai.a da Ga1'ibaldi. Il 5• capitolo del rapporto era speAN!IO

xx, VoL. m.

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RIVISTA

cialmente dedicato a quest'ultima, e il generale Garibaldi vi era rappresentato non sollanLo come inetLo, ma come un vero traditore, e ciò non solo nel senso che ordinarjarnente si dà in Francia alla parola tanto abusata di trahison, ma nel senso che le si dà dagli scrittori serìi, in quanto che Garibaldi viene accusa to cli non aver voluto scientemente e deliberatamente conCOi'rere al buon esilo delle operazioni dell'armata di Bourbaki, e si insinua perfino, benchè non in termini espliciti, che i Tedeschi avrebbero per mezzo di lui avuto contezza delle· mosse de' Francesi operanti verso BelforL In Italia, dove la personalità di Garibaldi, idoleggiai.a da molt.i, è du tutti amata e rispettata, anche da quelli che gli mossero le più acerbe censur e, era ben naturale che un consirn ile apprezzamento, uscilo da penna avente carattere ufficiale, ve- , nisse stimmatizzato come ingiusto, pal'ligiano, ieriverente e peggio. Ma anche.in Francia, dove il nome di Garibaldi non desta in tutti un'eguale s impatia, pure non mancò, neppure nelle alte sfere, di manifestarsi un sentimento di disapprovazione, e in generale, tranne per alcuni fra i più a1·rabbiati odia tori di Garibaldi e di tutto ciò che è italicrno, quella pubblicazione apparve un fatto deplorabile. Questo generale sentimento di'riprovazione basterebbe g ià di per sè solo a far giustizia delle asserzioni e degli ap·prezzamenti contenuti in detto rapporto. Ma se questo apparisce spoglio di valore per la conoscenza della verità storica, non cosl deve dirsi de' documenti annessi, i quali s ono i Wtri elementi del giudizio. Chi legge que' documenti non può a meno di rimanere sorpreso, come da essi il Perrot abbia potuto ricavarne siffatte conclusioni, ed è proprio necessario dire che lo spirito cli parte è cosl forte eia far non solo travedere, ma scambiare addirittura il bianco col nero. Il libro cli cui qui abbiamo annunziato i].Litolo, scritto dall'ex-capo di stato maggiore cli Garibaldi, è appunto inteso a confutare-le asserzioni del rapporto Perrol,, contrapponendovi que' documenti stessi clte s ono allegati a l rapporto. Il BoR'.OONE s i lamenta che tali documenti non siano completi, in <[Uanto che furono lasciati da parte molli fra quelli che furono nelle mani cl ella Commissione d'inchiesta; egli si lamenta inoltre cbe non siano stati classificali eon meLodo, me ttendo le risposte accanto alle domande; e ;:,i lamenta infine che, o per erro.r i di stampa od a ltro, non pochi l'ra i documenti l'iportati riescano os.curi ed i)1inLelligibili. A questi difetti egli rimedia

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nJBLIOGRAF!CA 131 ;sia col riferiene parecchi tratti dall'archivio dell'armata dei Vos~i, cli cui egli ha conservato copia, sia col ristabilire la vera -vers10ne, ?ove egl i rintracciò delle inesattezze. Tutti questi do~umentJ s_ono dal Bordone intercalati nel testo, a sosteg11 o e cllmostraz10ne dello. sua argomentazione. .~I libro del Bordone non riesce perciò di facile lettura, e r.ich1ede un pazien te esame cli controllo. Fu scritto in ireUu ,,.sotto l'imp:essione ptovata dalla pubblicazione del rapporl1.; Perrot; e d1 questa fretta esso si risente in due modi· anzi.tutto per la mancanza di ordine nell'esposizione, e in s~condo .luogo p~l 1:e_nore del linguaggio adoperato, al r1uale noi sarem_mo mclmal1 u pe1•donare la concitazione e la vivacità ma -? cui nessuno potrebbe perdonare i modi triviali che sp~s~o mconlra nota~·e nelle sue pagine. Il lettore spassionato, cl,e c~rca la ver1ta, non pu6 a meno di sentir s i urlato da quest.~. ,diremmo quasi, mancanza di decoro, e di Lrovar cleplorevok -che una ~i.fesa d'ali.ronde legittima, ·e in molte parti fondala .sulla ragione, venga assunta e sostenuta con tali armi. . . Lasci~~1cl~ <~a parLe ciò che nel rapporto Perrol v'è di ingiuri~so ali rndmzzo del gerierale Garibaldi, il punto principale di !J.t1g10,_e che presenta un reale interesse storico, è la questione se Gar1buld1 posso. esse1•e chiamato in colpa pel disastro toccalo al generale Bourbaki. Le . truppe dell'armata dell'est dono avere p~r tre giorni consecutivi, 15, 1G e 17 gennaio (:1871), ~tt~ccato rnul!lmente la lrnea della Lisaine, dietro la quale erano d!sposle le t:·uppe del gener·ale Werder proteg genti l'assed io cl1 _Belfort, s r pongono in 1·itirata lungo il Doubs, eil <>'iorno 24 esse giungono ne' dintorni di Besançon; ma in questo stesso g10:no le truppe del 2° e del 7' Mrpo prussiano, solto gli orelmi del generale lvfanteuffel, sono giunte sulla linea del Doubs fra Besançon e Lons le Saul nier, e intercettano ~osì al o·enerale Bourbalo le comunieazioni con Lione, mentre le tr~ppe del generale_\.Verder gli hanno Lenuto dietro e lo incalzano nel suo_r:no~1menlo di ritirata . Ora le. truppe di Manteutfol, provenienti d~_J nord-ovest, avevano dovuto nelre loro marcia passare fra .DiJon e Langres, regione la cui sorveglianza semhi·u d~vesse c?mpetere alle truppe di Ga:·ibaldi, stabilite a Dijon: -~sse avevano attraversato quella regwne, senza che nulla fosse mtervenuto a ritardarne la marcia, e soltanto una parte di. esse, che e:~ stata mandata direttarnenle contro Dijon, trovò -q~esta pos1z1one ben difesa dalle truppe garibaldine, le. quali v, sostennero con onore un combattimento che si prolungò per


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Dl BLIOG nAFICA

R IVISTA

ben lrc ~iorni, 21_, 22 e 23 gennaio. Il risulLato totale di questo c?~batbmen!o s1 fu che i garibaldini mantennero le loro pos1z1om; ma intanto il movimento del grosso dell'armata di Manteulfol, c~e _in quei giorni aveva già oltrepassato Dijon , potè prosegmrs1senza vernna molestia verso il suo obbiettivo . . In presenza di tali fa_tti la critica militare si domanda quali furono le cause per cm le forze cli Garibaldi, stabilite a Dijon, n~n rallen~rono il movimento di Manteuffel; quale fosse la m1ss10ne eh queste truppe, di quali mezzi fosse fornito il aenerale Garibaldi per adempierla, so nei limiti del suomand:to e delle forze disponibili egli possa essere chiamato in colpa di quel faLto . Si sa la ris~osta che diede a queste domande il rapporto P errot; una risposta assolutamente conlrariu dà loro il Bordone. _Noi no~ i_nterverremo nel liti gio, e non ci vogliamo posare m ar bitri. Per farlo con autorità e coscienza1 sarebbe d'uopo non solo istituire un minutissimo esame di t utti i documenti portati innanzi dal Perrot e dal Bordone, ma sarebbe necessario altresi consultarne altri molti, intavolare un vero processo. Ma se si tratta soltanto di esporre quale impressione ne provummo, diremo che - fatta astrazione dalla forma che n_on ci _sembr~ n~l B?rdone mollo corretto. - in molta ~arte c~ sentimmo 1~cl1_naL1 a dargli ragione. - V'è molto scrupolo di esatlezza, v1 si scorge un'intelligenza non comune delle coso militari, e il tutto è improntalo ad un accento di seria convinzione. Quello che sembra risultare abbastanza s i è che l'armata cle' Vosgiricevctte per suo mandato principale di fortifico.re e di difendere Dijon, e in pari tempo di guardare la zona di terreno compre~a fr~ Dijon e Langres. Per adempiere u questo mandalo Gar1balcl1 non avea da principio che 13 mila uomini male armati e male provvisti, ma che poi s'accrobbero coll'ar~ riyo di guardie mobili. - Che da queste forze in uno stato così r:ldiment?le cd incompleto d'organizzazione s i poLesse sperare di adempiere efficacemente al doppio còmpilo nelle condizioni d~ ~attoche ~ois'avverarono sarebbcinvero soverchia pretesa. C10 che rag10nevolmente si poteva pretendere s i era la difesa di Dij~n,_ se quest~ citlà veni,•a atLaccata da l'orze non troppo super1or1, e che s1 esplorasse ciò che avveniva neJla zona fra Dijon e Langres. Ciò fu fatto . Le forze garibaldine difesero per tre giorni?on~

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secutivi - 21, 22 e 2:3 gennaio - le pos izioni di Dijon contro gli attacchi rinnovali della brigata Ketller del 2• corpo prussiano. E quanto all'avvertire il movimento dell'armata di Man·te uffel, esso venne segnalato a Bordeaux con unu serie di informazioni, le quali, se sono ben lungi dal toccare l'ideale di quanto si può immaginare in siffatto servizio, c;ouo però un prodigio, paragonate o. quanto notiamo nella parto francese .pel pdmo periodo della campagna, quando s i trattava di truppe r egolari . - Se queste notizie non furono segnalate al generale Bourbaki dal comando dell'armata de' Vosgi, esse furono segnalate a Dorcleaux, dove risiedeva ladirezione suprema delle cose delta guerra. E nelle relazioni che correvano fra Boul'baki e Garibaldi non sombrache ciò fosse strettamente necessario, attesa appunto la residenza a Bordeaux della direzione suprema, a cui incombevamellere l'accordo fra le varie armate operanti sul Leatro cli guerra. D'aHrondo noi vediamo che non solo Bourbaki non comunica mai col Garibaldi, ma vediamo altrcsì che egli aspetta sempre da Bordeaux le informazioni non solo su quanto avviene lungi da lui, ma allresi s u quello che cadrebbe nel raggio diretto delle sue operazion i. Tutte queste deduzioni sembrano abbastanza legittimate daU'e$ame dei documenti citati dal Bordone. Un punto sul quale noi lo troviamo in errore si è cruello che riguarda le proporzioni JJumericlte delle forze impegnate nel combattimentodi Dijon;_egli valuta le forze prussiane che atlaccarono Dijon a 35 mila uomini per lo meno, mentre è ben noto che a quel momento l'armata cli Manteuffel si componeva soltanto dei corpi 2• e 7°, sommanti insieme a cil'ca 45 mila combattenti di fanteria; ùi quest'aemata il grosso si trovava in quei gio1·ni sul Doubs, mcnll'e contro Dijon non marciarono che le truppe della bl"igata Kotller. - Non abbiamo suflìcienti do.ti per giudicare se, nollosLesso modo che il Bordone hadi molto esagerato il numero delle forze prussiane, portandole ad una cifra per lo meno quintupla, non abbia poi usato un sistema in verso nell'assegnare ai difenso1'i di Dijon una ror:1.a di soli 16 mila uomini. Il fatto è che la superiorità numerico. era dalla parte dei garibaldini, e assai sensibile; il fatto è pure ch'essi avevano per sè altresì 111 posizioni già forti per natura, e state poi in quei giorni acconciamenle preparale a difesa; circostanze tutte le quali ci spiegano la non riuscita dell'aUacco per parte dei Prussiani. Del resto la questione in sò stessa è abbastanza secon-


134, RIVISTA daria; ìl risulloto del combattimento di Dijon, so non se"'na pe' Prussiani un trionfo nel campo tattico, ebbe ciò non osl;nte pec essi un qualche valore stcatcgico, quasi ugualme11lc come se a vesseco occupato Dìjon. Ma se noi abbiamo accennato a questo follo, si è per dedurne un argomento di dubbio contro · l'esa ttezza e la sin cerità deile asserzioni del Bordone, il quale· del resto è troppo personalmente in causo. nella questiono perchè si possa acce ttare q uanLo egli dice conperfcLtasicurezza'. Per clii ha in vista unicamenle la verità sloricu, pe1· dcdurn~ poi utili ammaestramenti nel campo dell'arte, per chi interroga i ratti senza partito preso, senza passioni p iù per l'una parte che pell"altra, i libri com.e questo del Bordone e come il rapporto Pcrrot non hanno aHrn valore a ll'infùori ùi quello della maggior luce ch'essi riescono a gettare sul campo de' falli; quanto ai loro approziamenti, questi s ono g ià pregiudicati da.I· vizio d'origine, il quale deve-renuerc g uardingo il lettore non solo contro lali apprezzamenti, ma anche per quantn si riferisce ullo parte documento.le.

BIBL10GllAF1CA

Lattica della cavalleria) von ERNST Bt::CI{ K. K. Ritlmeistcr · undEscadrons-Commandantim Ulilane11-Regimen t Erzher• zog Cari N° :.J . - Wien 'l875, Seidel uud Sohn. Questn scrillo dividesi in due parti; la prima sollo il titolo di tattiche» contienè un t'apido sguardo sulla tattica della cavalleria in questi ultimi 25 anni, e varie osserva:lioni sui principii Lattici che r egolano l'azione più importante della cavalleria, l'aUacco, e che s peciolrnenLe dimos traronsi J i prnlica ut.iliLù nelle manovre dell'unno scorso eseguile dalla cavalleria austriaca 110' dintorni di Totis ; lu seconda s ollo il titolo di "osservazioni rcgolam<mtari, » s'occupa di alcuni cambiamenti, i <1uali 1 secondo l'autore, dovrebbero introdursi nel r egolam01 1lo di e\'oli 1,doni, speci,,lmell le rcla f.ive alle disposizioni pe1· l'aLLacco. Come cliiaramenle si vede, Ì'argomento preso a tratLare da.I capi luno D.i::cK 6 in lieramenlc pralico, e di notevole importanza; e la seconda parte merita speciale attenzione da noi, i quali abbiarno l'iden lico 1·egolamento di evoluzioni derrli A u0 s lriaci.

Riassumiamo quindi il più brevemente possibile i principali cambiome1Jti proposti. Attacco cli uno squadrone. - Contt'O cavalleria l'attocco avviene in linea spiegala come prescrive il reg_olamenlo; un attacco che presenterebbe il più gran vantaggt0 sarebba quello direLlo rontro il Le1'go del nemico il che per·ò può solo acc~dere di rado· nella pluralità dei casi si dovrà invece cercare d1 av. vol o-ere' un'ala dello squadrone nemico. tal uopo, nel muovere allo carica, un plotone sarà mantenuto indietro come scaglione o desLra o sinistl'U, oppure spedilo innanzi (a destra o sinistra) come fianco offensivo. La fanteria vuol essere aLlaccata possibilmente dura nte il movimento e cli fianco; lo. cavalleria deve formarsi nel senso della profond.ilà. La prima linea prende una forma zione aperta , i plotoni cioè su di una stessa li113a, ed a 50 passi d'intervallo; a 150 passi dalla fanteria i plotoni s i serrano maggiormente sul plotone di direzione, e nella maggior compattezza possibile si gettano s ul nemico. Per un attacco di fronle abbisc,gnano ::l plotoni, negli attacchi d i fianco 2 soli; il reslo segue a 150 passi alla stessa andatura della prima linea, in colonna se composto di 2 plotoni, e clifigesi contro la fanteria che ha risparmia lo la prima linea. Attacco cli un reggimento. - Dal rcggi1oento in su, i corpi di cavalleria debbono muovere oll'atlacco, disposti su tre schiere (Tr e.ffen) di rorza disuguale: ciel res to sono mantenuti i principii suesposti per l'attacco di uno squadrone. La formazione normale di attacco di un r eggimento (a 4 squadroni) contro cavalleria è la seguente : 3 squadroni ll 3 plotoni spiegati in linea, seguì ti dal quarto plotone a50-80 pas si e dispos to sul fianco esterno a guardia dello stesso; il quurto squadrone in riserva con 2 plotoni in colonna ed a 200 passi su di un'ala, ed a 400 sull'altro. Contro fanLeria un reggimento di cavalleria s i forma parimenti su tre schiere nel senso della profondità: secondo il fronte tla attaccarsi si spiegano in prima linea 2 o 3 squadroni colle i stesse norme già dal.e pel' l'attacco di uno squadrone; gli altri squadroni, od in tutti i cusi almeno 1 squadrone, seguono in riserva a 150 passi di di$Lunza e collocati su di un'ala. Il comandante del reµgimen lo sta colla riservo, e colla stessa deve respingere l'attacco d'altri reparti di cavnlleria nemica che per avventura comparissero, ed assicuro.re il possesso dello spazio guadagnalo.

A

Ei11e Studie i'ibe,• T,d.Uk ,ter C"valteit"ie (S tud 1:o sulla

« osservazioni

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,135

RIVISTA

BIBLIOG IIAFICA

Per: !'attacco c?ntro artigl.ieria il reggimento si divide parimenti m tre parti; una parte,a stormi, at4'tcca i pezzi, un'aUra la scorta, una terza finalmente segue come riserva. Condotta e impiego dei g1·ossi corpi di cavalleria. - La di\lÌsìone di cavalleria, la quale rappresenta l'unità nelle masse di· cavalleria, dovrebbe comporsi di 3 brio-ate oo·nuna d'elle . o ' o qua1I a 2 reggimenti, e dì 3 batterie a cavallo a 6 pezzi. Nel caso però si dovessero impiegare brigate indipendenti, le si dovrebbero formare cli 3 reggimenti ed 1 batteria. Formazioni della b1·igata. - Negli atta:cchi contro ca valleria seevono le norme fissate pel reggimento; la brigata deve formarsi su tre scliie,..e (1); 8/ , della forza son destinati per l'urto, '/, per la riserva. Contro fanleria, allorché la prima schiera si compone di più cli 3 squadroni si farà uso delle seguenti modificazioni: a) La prima linea ( Linie) è formata dagli squadroni ognuno con 8 plotoni ed in ordine aperto; b) In.seconda_ schiera, oltre i plotoni lasciati indieLro·dagli squadrom della prima, stanno 2squadronidisposti sulle due ali; e) In terza schiera 2 squadroni . Formazione della divisione . - Le norme per le formazion i di combattimento di una divisione di cavalleria sono in gene rale stabilite secondo le prescrizioni del nuovo regolamento di evoluzioni prussiano. La divisione si forma su tl'e schi~}re. uguali - una hrio·ata per ogni schiera -la seconda schiera a300, la Lerzaa 500 p:ssi dalla prima. La prima schiera si geUa sul nemico cercando di avvol(J'erne · il fianco e le spalle, al quale uopo deve trovarsi dappri1;a in ,tale formazione che nell'avanzare possa ingannare il rienùco, e prontamente spiegarsi. Sono quindi speciàlmenteraccomandate )e formazioni della colonna semplice e doppia coi reggimenti ad uguale altezza e ad intervallo di spiegamento e la linea di colonne. La seconda schiera ha per mandato di decidere il combattimento, e scoprire i fianchi e le spalle della prima. A quest'ultimo scopo invia uno s ino a due squadroni dietro la prima schiera (come prescrive il regolamento prussiano) a200 passi in di lei appoggio e per riempire i vuoti che s i verificasser~ ( i) L'. aut.ore adopera iodiiferentemente la parola schi.era (Treffen) (Linie); questa dicitura pero non è molto corre'tta.

e linea

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nella stessa. La seconda schiera deve prendere una formazione, dalla quale possa facilmente slanciarsi all'attacco: quindi ·sar à ottima formazione la linea cli colonna per divisione (d i 2 squadroni). La terza schiera finalmente viene a collocarsi al posLo della seconda, e ne assume tutti gli uffi.ci, quando questa è tutta impiegala. Dapprima adoprerè. utilmente la formazione della colonna doppia, e più tardi, ·allorchè rimpiazzerà la seconda schiera, la linea di colonne per divisione. L'artiglieria addetta a lla divisione troverà poi vant~ggioso impiego: 1• Per coprire il proprio spiegamento; 2' Per preparare l'aLlacco con tro fanteria, o cavalleria, a llorché non si può agire per sorpresa; 3° Per inseguire il nemico che fugge; 4° Nel caso d'insuccesso del nostro -attacco. Ed ecco il più brevemente che ci fu possibile riassunte le principali varianti propo::;te; sunto invero troppo ristretto, ma dal quale ne pare che s i possa dedurre il vero pregio dell'opuscolo in questione. Osserveremo Lultavia che non dividiamo completamente tuUe le idee del capitano Beck; e pel' citarne una, non crediamo opportuno, che nell'attacco di un reggimento il comandante s i limiti a indicare ai propr i capi~ tani la direzione, e quindi r imanga presso lo squadr-one dì riserva. li posto del colonnello, secondo noi, è là dove è riunito il maggior numero de' suoi sguad1~onì; e allorchè 3 squadroni su 4 muovono all'attacco, naturalmente debbono essere guidali dal proprio colonnello. Ben differente é la cosa presso i grossi corpi di cavalleria; il comando, per così dire, materiale è tenuto dai comandanti le brigate, e questi debbono comandarle direttamente ançhe ·nel comhatt.imento, e si capisce benissimo che il comandante la divisione resti indietro o sul fianco per dirigere l'insieme .c\el combatt.irnento. T)autore no.11 parla mai del posto del comandan te, ed a proposito del generale di divisione dice benissimo, ch'egli deoe o,·ientarsi sult'andam,enio generale della battaglia, riconoscere il ierreno ed il nemico, e durante il co1nbattimento colloca1'si in tale posto clal quale possa con vantaggio clirigel'e le sue truppe. l n complesso lo studio Lattico, di cui ci occupiamo, merita l'attenzione cli tutti gli ufficiali di cavalleria, e cli coloro i quali


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HlV!STA

s ·occupano di studi Lattici, e va raccomandt1to pel senso etninenternente pratico dal quale sono inspirate tutte le sue idee· e proposte: infine potrà anche essere consultato con vantaggio da q~elle co.mmissioni, che per avventura potesseroessere mcar1cate d1 studiare · qualche modificazione od a 0o·giunta da portare al nostro regolamento.

Jal,resbericl,te icber die Fet•ii11deru11geta u11d Fortscl•ritteim 1Jfililairwesen. - ( Re.soconti annuali dei mutamenti e progT'essi nellH cose militari - 1"annata: 1874 pubblicatj, colla collaborazione di molti ufficiali tedeschi e stra~liHri, da I-~. v. L6BELL colonnello a disposizione). - Berlmo ·187=>. M1ttler und Sohn .

I continui ingrandimenti ed i progressi che van facendo le scienze tutte, rendono pressochè impossibile allo studioso di s~~uirne, anche nel r istcelto campo di quelle discipline che· prn dappresso lo toccano, tutte le svaria te manifestazioni. Ond'è· che per quasi tutte le sci<mze s·i pubblicano annualmente dei 1'esoconti che tratteggiano il cammino fa tto nella precedente anna~a, ne precis~,no lo s tato del momento, e indicano le que- · st10111 alle quali prn urge di trovare una soluzione. Queste reazioni, o resoconti annuali, c1uali ne riosse,rnono la chimica , , bO la fi_s1ca, l'astronomia, le matematiche, la medicina la filologia, e vai dicendo, hanno un gra ndissimo valoré non 'soltanto per il piccolo ~umero degli specialisti, ma benanche per tutti i cu_ltor~ delle scienze affini, od ancor meglio per tutto il mondo sc1en~1fico, e n~n di rado esse hanno servilo a dare impulso a nuovi progress1. Alle scienze m ilitari sollanto sono fin qui mancati consimili l~vori; eppure parrebbe ch'esse dovessero averne imperioso bisogno. E bt:sti, invero, considera re da una parte il grande sv1Juppo che m quest'ullirno decennio di avvenimenti <•uerresc11i è anelato. ac~uistando ogn i r·amo dello scibile militare, e le molte quest10111 non per- anco compiutamente risolte; eriflettere dall'altra cruanto è difficil cosa clrn gli ufficiali si tengano continuamente a giorno di tutte le svariatissime discipline guerresche, mentre, è ora più che mai necessario ch'essi ~bbiano l~rgo corredo di sttldi e di sapere perché possano, em pace e m guerra, occupare degnamente il loro posto compiere utilmente la missione loro. ' 1_

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lJHl L!OGRAFlCA 13!}' Se queste ragioni sono tali da giustificare l'idea di una regolare pubblicazione di resoconti annuali intorno a quanto di più notevole ed important~ avviene den tro il vasto campo delle· scienze m ili Lari, certo è che il momento altuale non può non-· sembrare il più ada tto per dar mano ad una siffa tta impresa~. Così, o poco presso, esordisce il colonnello U:iRELL nel programma r11datto ad indicare lo scopo cli questa pubblicazione . Alla quale, come egli s tesso ei fa sapere, ripr oducendo n ella prefazione un suo articolo s lampa to in un numero ciel MilitarWochenblatt del '185'1, egli aveva g ià pos to la men te venticinque anni or sono, senza che però gli venisse fallo, ahbando_nato alle sole sue forze, di potel'la prima d'ora portar-e ad effeuo. .!\fa i grandi avvenimenti militari del 186(; e del :1870-71, clte davano ·a lla Germania incontrasta to il primato delle armi e producevano dovunque, e più che altrove nei circoli militari tedeschi, un risveglio quasi feb brile di a ttività letteraria miliLar·e, mentre preparavuno da una parte una eletta. schiera di' · scritlori militari da esser e ottimi collaboratori all'opera id~ala dal colonnello Lobell, sEignavano dall'altra tale un passo nelle:.' storia dell'arte militare da far sentire a molti il bisogno che quel giustissimo concetto avesse finalmcntE\ ad essere r ealizzato. Nell'estate dello scorso anno, avulone da aHei incoraggiamento e promesse di aiuto, il colonnello L/jbell, risuscitando la sua idea g iovanile, preparava un accur·aLo pr-ogramrna, nel qu~le, dette le ragioni e lo scopo cli quesLa pubblicazione per iodica cli « Resoconti, annuali dei mutamenii e progressi nelle 1:ose militari" divisa va un piano generale direttivo del lavoro e parLi Larnente indica va i soggetti da esservi trattali, e il modo di disposizionr~ loro nello insieme dell'opera. Comechè l'idea potesse d irsi matura e rispondente ad un ver o bisog-no, Lrovava il Uihell ben presto una numerosa schiera di collaboratori, i quali, r ipartitosi il lavoro, si ponevano così alacremen Le· all'opera che già sui .primi dello scorso mese cli g iugno vedeva la luce in Sedino il volume che costituisce la prima an n ata (1.87/i), ricco cli quasi 800 pagine e di pregievolissimi ed l1tili s Lud i. E invero, della serieLù ed im portanza di questa nuova pubblicazione erano già oLlima caparra i nomi, p er la maggior parte noLi nella palestra delle letter e militari, degli ufficiali tedeschi e stranieri che vi hanno collaborato. Sarebbe lungo lo ··


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RIVISTA

enumerarli tutti; però ci basti citare il generale Troschke, il colonnello Meerheimb, i maggiori Blume,Kaehler, vVeygand, \.Vitte, i capitani Hilder, Hlhns, Meckel, Rogalla von Bieberstein ed altri parecchi, ed il medico militare Rabl-Rilckhardt, .tutti dell'esercito germanico; il tenente colonnello dello stato maggiore sviz:tero von El'lach; il capitano danese v. Sarauw· gli austriaci Danzer e Ratzenhofer. ' Se noi volessimo fare un cenno, per quanto breve, di tutti i lavori, od anche solo dei più importanti, contenu ti in quesLo grosso volume della prima arinata, saremmo costretti ad oltrepassare edi molto lo spazio che qui ci può essere concesso. Tornerà quindi più caro ai lettori di avere una più precisa idea di cosa vuol essere, e già fin d'ora s i può dire che è, questa nuova pubblicazione, la quale per ogn i rispelto noi crediamo di dover caldamente raccomandare agli studiosi delle cose militari. Raccogliere ed espoue in una serie di rapporti o resoconti annuttli, ordinati secondo un concetto generale ben divist1to, tutto quanto ha tratto alle istituzioni mili tari dei diversi paesi, e notarne ogni anno le successive mutazioni ed i peogressi ; narrare tutto quanto di più importante si fa per lo sviluppo e l'mcremento delle scienze milita1·i e cli quelle affini presso i vari eserciti, facendone soggetto di relazioni intitolate dai diversi rami dello scibile militare; seguire passo passo il movi1n!)nto letterario militare, richiamando l'attenzione degli stu.ft(osi sopra tutte quelle manifestazioni del pensiero destinate a lasciar traccia cli sè ed a contribuire allo sviluppo della viLa militare dei dive1·si paesi e della scienza della guerra, in generale; in breve, presentare un quadro completo e generale delle cose tuUe dei nostri giorni che alla milizia si r iferiscono, per guisa da formare un vero repertorio delle scienze militari,,tale è lo scopo, tale il concetto che ha inspirato questa nuova pubblicazione. Preceduta da una specie d'introduzione, nella quale koveranno posto : una cronaca militare dell'anno, la necrologia dei più distinti militari, e le questioni di diritto internazionale (come, ad esempio, la convenzione di Ginevra, il congresso di Bruxelles), ogni a nnata sarà divisa in due parti. Nella prima parte saranno contenuti i resoconti riflettenti le istituzioni militari proprie dei diversi paesi, notando i cambiamenti avvenuti nell'anno e tutto quanto vi ha di interessante fra ciò che ha tratto al reclutamento, alle rimonte, al vestiario, arma-

DJBLIOGRAFICA

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mento amministrazione, servizio sanitario, istruzione, regolamenti, manovre, disciplina, legislazione militare, onorificenw e via dicendo. Nella seconda parte invece troverà posto tutto quanto, prescindendo da ciò che è speciale ~lle diverse nazioni ed alle loro forze militari, pr<~senla un 111leresse generale, come ad esempio: le questioni rifle ttenti le armi e tutto quanto · vi ha tratto, le qLtestioni di tattica, di fortificazione, di top?o-rafia di O'eoarafia militare, di ferrovie e Lelegrafi, d1 storia b ' o o militare, di storia dell'arte militare, ecc. Il volume che abbiamo sott'occhio, costituente la prima annata, è assai più voluminoso che non lo saranno quelli de~li anr!i _seguenti; e di leggeri si comprende ·che tale dovea rmscire poichè dovendosi in esso gettare quasi le basi dell'o' pera ' era mestieri che per molle quesbioni gli autori non s1. limitassero a considerare le istituzioni militari ed il loro sviluppo durante l'anno 1874, rna volgessero lo sguardo indietro prendendo spesso come punto cli partenza lo stato delle cose al momento dell'ultima g uerra. Abbiamo più sopra avve1•tito come il poco spazio che qui ci è lasciato non ci consente in alcun modo di farci ad esaminare dappresso i singoli lavori onde questo volume si compone, tanto più che per alcuni di essi non dovremmo, tanto ci sem_brano importanti, accontentarci ùi un piccolo cenno . Ci hm1teremo pertanto ad una breve enumerazione di quelli che a noi parvero 11erogni r ispetto degni d i nota e quanto mai commendevoJj, .Tali sono, ad esempio, il « Resoconto intorno allo sviluppo della costituzione militare tedesca dai tempi della confederazione germanica s ino ad oggi »; quello riflettente « lo sviluppo ed i progressi delle istituzioni sanitarie m ilitari in Prussia > dovuto alla penna del D' Rabl-Ruckhard, e che non sapremmo abbastanza raccomandare all'attenzione dei nostri m edici militari; quelli che parlano dello stato militaee dell~ Francia, dell'Austria-Ungheria e della Russia, tutti contenuti nella prima parte e redatti Lutti con cognizione di causa, a_curn~ di mente e diligenza somma. Nella seconda parte sono fra gh altri deo-nissimi di nota uno studio riflettente la tattica della fanteri~'"' presso i diversi eserciti, un resoconto dello sviluppo della cavalleria dopo la guerra del 1870-71 e del suo stato presente,dueo tre relazioni che tratlano delle artiglierie da campo'. da difesa e assedio e da. costa, ed in fine, per non enumerarli tutti, un resoconto circa la lelegra.fìa impiegala a scopi militari.


ornr.lOGRAF!CA RIVISTA

Non è questo un genere di opere di cui si possa nè convenga fare uno. traduzione, ma oggidì che la conoscenza della lingua Ledesca è giù abbastanza diffusa, o sernpt'e più si va diffondendo ancl1e fra gli ufficiali del nosh-o esercito, noi possiamo ùirecon vera compio.cenza anche ai nostri compagni: ecco una pubblicazione veramente seria ed utilP che altamente ~i raccomanda A tutLi coloro che desiderano s tape a g iol'l1o di Lutto quan to avviene nelle svariatissime e mo!Lcplici manifestazioni della vila militare <l i tutLi g-li eserciti; ecco un libro che molti anche t't'11 di noi potranno utilmente leggere e consullare. P er quanto è a nostra conoscenza .nessun'allra pubblicuzione di simile nalurt\ ha fin qui veduto la luce presso alcun escrciLo d'Europa. Lu pubblicazione annua le che l'a in F rancia lo R eunion cles ojfl.ciers col lilolo di « A nnuaire cle la Réunion cl,e.~ ojJiciers » (titolo che quest'anno fu cumbiuto ncll'allro " I.e.~ Armees européen,nes en 1874) " vi Ila una lontona russomiglianzo, mo è ben lungi dall'essere così comple ta, così cg-1·eg ia mcnte condotta, cos i ben coordinata ad un piano genet'ale che inquadra tutti i singoli lavori in un tulio. armonico in1.eso t1cl UHO scopo ben scelto e cb iara rnenLc defin ito. Nè può Pegger·ne il paragone la puhblicazione, del resLo pregevoliss ima, che da tluc a nni, col titolo di « Amiuaire d'art, dt: sciences et dc iechnologie miliiaires », va facendo il maggiore Henrard dell'arli g lierit\ belga, cop<lit.lvuto egli pur·e da egregi collaboratori. Noi diamo quindi di gran cuore il ben venuto al nuovo laYùl'O diretto dal colonnello v. Lèibell, e crediamo poter fa r e il p1·ofelu a buon mercato pred icendo che i s uoi« Ja!iresberichte » twranno nel mondo militare le più fesLose e simpatiche accog lienze, e segneranno un gran passo nello s vi luppo della lotlct·atura mili lare. Fummo larghi di ben merituli elop;i, ma dobbiamo anche aggiunge1·c che non mancano le mende. E intanto, siu dello cli volo, abbiamo notalo uno. cer to scorrettezza di s tampa qua le l'nramentc s i trova nei libri tedeschi. :.\ifa dove mancano nelle opere dell'uomo le mencle1 Però, non a vendo detto dei pregi specia li dei s ingoli lavori, non possiamo neppur parlare dei loro difelli, i quali sono del resto minimi di fronl.e a quelli . Prirna cli l'ini1·0 tlobbiarno esprimere il dispiacere che in yucsto primo volume dei '. « Jahre.sberichte ,. mentre vi sono degli eccellenti resoconti circa lo stt\LO mi litaro attuale non soltanlodei principalissimi esercitid'R11ropa, ma anche di q uasi

ttttLi n·Ji eserciti minol'i nulia aRsolutamente vi è de llo dell'e,., ' d . t sercito nostro, che pure, per numero i ordinamento_ e 1s ruzionc, ha oi•amai preso posto fra quelli d~lle grandi yotenze: Le nostro istituzioni militari 1"0no conoscmte a Berlmo quasi quanto le conosciamo noi, e vi han_no la ggi~ ulTi.ciali p~rrettarnenle a giorno di tulLo quanto Avv1e1~~ ogni a~no, ogm ~ese, ogni seUimana nel nostro mondo militare. D onde e pe1~hè, adunque, una simile dimenticanza? Una plausibi~e spiega~10n: la si può trovare nel fallo che forse nessuno de~collah01 o ton del colonnello Li.>bcll è frtt c1uclli che dello s tud10 delle nostre istituzioni si occupano. l\fo se veramente così è, noi <lobbia mo allora fare un voto, e ciòè, clH1 qualche ufficia le del nostro eser cito diventi collaborato1·0 dei « Jah1·esberichle ~, come lo sono taluni umciali au:è'triaci, s vizzeri, clanes'i, ecc. Di tali che potrebbero fare 11011 flOllanlo buona ma ottima figura anche m rnezzo a quella elett,, compagnia ve n·~ pure a,n che tra _I~ no~Lre file e, diciamolo senza falsa modeslla, ve n è a dovizia . ?\on ci·e~liamo sia necessario collabora1·v i in lingua tedesca, percl1A anche a Berlino si traduce egregiamente il francese e l'italiano. L'a nno venturo, quando vedrà la luce il volume della seconda annat.a, sapremo se questo nostro voto. sarà ~lato esaudito, e nel caso affel'malivo avrem? for~e ragione cli rallegrarci d'aver scriUo anche queste ultime n ghe. Be,• russiscl,e li'etd~Hfl un~I• Chiv,r - I Tl, ·i e! - 81istorisclie unti 1nililii1•-slati.'lliscl1e l,'ebe~·~w/11 tlPII t•usRisclu!n Opt>t•11tion111/eltlt'R i11 1lli1telm111en - . ( ! ,a

r,ampaqna rf!,S_sa di Chioa - ,1" part~ ~ Sr,_uard?. sto1;1co_e statist,co -mtldare del cam,po cl oper~tzwne ~lei .Flu.s~1 nelt A sia

<·entrale) - Studio o-eoo-raflco-m1htaro di Uoo S T~JM M, tenente nel t • reag. u~sari di Vleslfalia N. ~ - Berltno, '187!'i - Ernest S iegfri ed Milllel' o figlio. .

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li tenente STOMM l'aulOl'e d(li rappor Li cla Chioa_ che furono -accolli con tanlo i~leresse, s'è accinto ~ converl1re quel suo pt·imo lavoro in un'opera d i ben maginor mole, dalla ~1uale pr,~senlu al puhhl ico Jt\ 1a parte nel voìurne che a~nunzwmo Redatti esclusivamente sulle note raccolte dati a_uLore du-:rante la spedizione, alla quale egli pre:""e parte, quei !'.~ppo1·t1. dovettero neces sariam<:'nle e!'<sere l1m1t11lt ~Ila ~es~r1z1one d! qu unlo cadde sotto l'<?cchio ~i lui, e <1uindi r1usc1r~ mcor:i;iplell no11 solamente pcrche non v1 potev_a,trov~r luogo l espos1z1~n~ delle condizioni geografiche n polt t1chu _in m ezzo a\le qu~h 1~ fallo preso a narr are ~i svolse.e ~elle v1c~nd.~ slor1ch~ .d• c~1 qu c,sto non fu che l'ultimo e pnnc1pale op,so<ho, ma 0zltmd10 come relazione del fatto s tesso.


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IIIV ISTA lllDT,IOGHA FlCA.

Il presenle lavoro invece, pw'e intitolandosi da quel fatto,. è nello stesso tempo un completo e diligente studio storico, statistico, geografico e militare inlo!'no alle imprese della Russia verso le regioni dell'Asia centrale, successivamente tentale e più o meno riuscite, cominciando dalle scorrerie eseguito due secoli fa dai Cosacchi del Jaik con esito infelice fino alla spedizione del 1873 che con<iusse all'occupazione di Chiva, obbietLivo deJJ'irnpresa . Quosla ·P parte conlione appunto, nei primi cupitoli, la descrizione delle spedizioni che precedettero quella testé accennata, delle quali sono narrate le vicende con maggiore o minore diffusione secondo la loro importanza mili Lare e secondo le conseguenze che ebbero sul successivo eslcndersi del dominio russo verso l'Asia centrale. È uno studio interessantissimo, ricco di notizie e cli dati generalmente poco noli o che servono ad illustrare le tendenze e la politica costanLemenLe segu·1ta dalla Russia in quelle regioni. Relalivamente alla q!,lul~ poliLi~a, e (fui!)d~ alle.cal!,S6 in genere delle varie spedizioni compiuto ed m 1spec1ed1 quella del 1873, l'autore s1 aJ;>-' palesa schiettamente approvatore dello imprese della Russia m Oriente, riconoscendo come opera civilizzatrice e legittima gli sforzi di essa per ottenere la sicurezza delle relazioni commerciali e delle comunicazioni colla propria provincia del Turkeslan e la tranquillità delle regioni l imitrofe alle propeie fronliero sud-orienta] ì. Gli u!Liroi tre capitoli del volume comprendono la descrizione generule del teatro delle opernzioni sotto il punto di vista delle linee di comunicazione e parlicolareggiata dello tre province russe che servirono come basi d'operazione per le diverse colonne della spedizione del 1873, cioè l'Orenburgo, il Caucaso ed il Turkestan. Questa parte della trattazione, la quale abbraccia la maggior porzione del volume, versa sulle condizioni geografiche, s tatistiche, amministrative e militari delle tre provincie J?rose a descl'ivere, in guisa da fornire al lettore, insieme ad mleressanti particolari poco noti circa quelle provincie, anche un'esatta e compiuta nozione dei mezzi e delle risorse di cui la Russia poteva disporre per l'attuazione della · impresa conlro Chi va, la cui descrizione formerà oggetto della 2• parte del libro. ' In attesa di questa noi ci restringiamo per ora al presente brevissimo cenno intorno alla I.' parte, alla quale vanno unite tre carte illusLt'ative. cioè : uno schizzo generale rappresentante graficamente il successivo estendersi della dominazione russa m Asia dal decimosesto secolo fino al 1873; una carla·a colori alla scala di 1/ 1,000,000 della vasta regione u cavallo del fiume Amu-Darja ad esl del Caspio ed a s ud del lago d'Arai; una carta parimente a colori allo. scala di '1/ 31poo,ooo del teatro delle operazioni e delle linee di marcia neua campagna del 1.873. DEMARCHI CARLO,

gerente

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Li\ CAVALLERIA DI FE])ERICO 1I

I.

Kel 1815 ebbe termi11e colla battaglia di WaLerloo la sanguinosa èra napoleonica, e l'Europa, dopo un lungo periodo di guerra, polè finalmente godere la pn.c;e di cui aveva il più urgente bisogno. Fu alla stessa epoca che il lr.,lltato di Vienna inaugurò il sistema dispotico, e che gli eserciti vennero specialmente considerati più cornc strumento di forza a ttHcla dei cli ri ui sovrani di quello che a difesa del propri o paese. A l)rima vista sembrerebbe no turale clte gli eserciti europei a.-vessero cercalo di trnr profillo della lunga esperienza di g uerra a.cquista.ta. in tante campagne, e che gli. studi militari fossero avviati a considerevole progresso. Pregiatissime opere vidern iufatti la luce; ma le principali fmono opere storiche nelle quali, in particolare da parte fran cese, si raccontaeono le celebri imprese comandate da quel graù genio che fu Napoleone I; ma negli eserciti invece si fece consistere il rna roùnum dell'istruzione in tUJ pedante cd automatico manovrare di piazzu d'armi; le truppe dimentiche della loro !TJÌssione, di essere cioè destinale a difon1

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,146 LA CAVALLEIUA dere colle armi il proprio paese, furono addestrate in movimenti di parata, ed i sani principi della guerra furono col volgere degli anni in gran parte dimenticati. Il maresciallo Saint-Cyr ben a proposito scrisse nelle sue 1llemo1·ie « In tutti gli eserci ti d'Europa la smania della parala predomina come presso di noi, e si è pii) occupati del colpo d'occhio che di ciò che è utile alla guerra ». Le prime guerre che sarebbero scoppiate dovevano necessariamente sublre l'influenza di questo stato anormale, nel tpiale si trovavano gli eserciti; e la cavalleria che è l'arma, la quale offre maggiori difficoltà ad essere bene condotta, fu quella che maggiormente ne soffrl. L'addestram ento dell a co.vallcria consisteva presso quasi tulli gli eserciti nelle manovre di piazza d'armi, e riguarùo alla se uola di campagua limitavasì all'istruzione degli avamposti, ed a qualche altra piccola operazione di guerra ; inoltre maggior peso e maggior importanza si accordava al servizio interno di tiuartiere di tiuello che all'isl!'uzione. Quale meraviglia ad unc1ue, se nelle ultime guerre, ad eccezione di quella franco-germanica ,del ·1870-71, la cavalleria fu male impiegata e rese poco servizio? Di qui nacque l'opinione che la cavalleria aYesse fatto il suo tempo e pel'ÙUlo della primitiva importanza. In tale modo si confo11deva la causa coll'effeLlo; e chiamavasi in colpa la cavalleria di 1{ulla so.per fare, mentre non si comprendeva ch'erano le cattive nozioni sull'impiego dell'arma, la mo.ncanza di abili capi, la mancanza di un pratico addestramento, che generavano questo stato deplorevole di cose. Cosi nella campagna di Crimea ed in quella d'Italia del 1859 - fatta eccezione pel brillante combattimento della cavalleria piemontese a Montebe1lo - la cavalleria

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nulla compié di notevole; non servizio di esplorazione, non efficace azione sul campo di battaglia. Le f'icognizioni di cavalleria non abbracciavano sufficiente spazio di. terreno e non sapevano allonto.narsi dalle proprie truppe oltre cinque o sei chilometri ; il principio di cercare il contatto col nemico e di mantenerlo ad ogni costo era totalmente dimenti.cato, o non si sapeva attuarlo; e nella pluralità delle mnl'ce, la cavalleria anziché trovarsi in testa, precedere di qualche giornata di marcia le propri.e colonne, cercare il contatto col nemico, e non più abbandonarlo dopo arnrlo trovato, marciava invece in coda <lolla fanteria. Sul campo di battaglia o troppo frazionala presso le divisioni di fanteria, oppure se anco tenuta l'iunil.a in glossi corpi (come le divisioni di cavalleria francese nel rni:>9) incassata nel!' ordine di battaglia ad appoggio troppo diretLo della fanteria, ovvero tenuta come riserva a troppa distanza dalle truppe e senza lasciare la necessaria iniziativa al comandante della stessa, la cavalleria rese troppo scarsi servizi. La cavalleria austriaca nelle due campagne d'Italia e cli Boemia del 4866 si distinse per un impiego più ra.zionale e più indipendente del solito e piuttosto ben comandata, disimpegnò onorevolmente il suo mandato. È nota la parLe abbastanza g loriosa che prese la carnlleria austriaca alla battaglio cli Custoza; e quantuoqne debbasi ritenere alquanto esagerata Ja parte ad essa attribuita dalla narrazione ufficiale della campagna dello stato maggiore a11st1·ia.co, tuttavia non si può sconoscere che la cavalleria a noi avversaria fu molto bene impiegata in quella giornata. Nella campagna di Boemia e nell'infausta giornata di 1'.oniggriitz, gli Austriaci dovettero all'eroico sacrificio della loro cavalleria ed artiglieria se poterono sottrarsi ad una totale


1,i,8 LA CAVALLEIUA disfatta; e le divis ioni di cavalleria mollo più avrebbero potuto fare, ed avrebbero fotto certamente se invece d' essere sparpagl ia te per divisione su lulto quell'esteso campo di b11tlaglia, si fossero tenute- riunite in adatta posizione. Spetta va ai Prussiani, i quali nella guerra del 66 nessun vantaggio avean saputo ritrarre dalla loro numerosa cavalleria, spettava ai Prussiani, ripetiamo, di mostrars i nell'ultima campagna maestri in un sapiente · impiego di quest'arma, ricordando e ponendo in pratica le norme sull'impiego della cavalleria insegnate ed attuate da Napoleone I. Ndla guerra del 18'i0-'H il servizio d'esplorazione fu esegu?t.o sulla più vasta scala immaginabile, e per tal modo lu ca vallcria diventò di bel nuovo l'occhio del generale i·n capo; inolLre le gesta compiute dai reggimemi p russiani nella memorabile battaglia di Vionville ('16 agosto) generarono la convinzione ch'essa possa nell'avvenire contribuire di bel nuovo all'esito finale delle battagli e . Stabili to questo principio che l'impiego avvenire della cavalleria debba abhraccial'e in parte egt1ale, per così dire, e il servizio d'avanscoperta e l'azione a massa sul campo di battaglia, l'attenzione dei Lattici smdiosi fu rivolta alla ricerca delle norme e. de' p rincipii che debbono regolare i grnndi auacchi di cavalleria. Jn Prussia si è convinti che debbas i tornare a i principì dettali dal gl'ande Federico alla sua cavaller ia, e g iammai come ora tanto si studiò e si scrisse sulle gloriose impres~ compiute da quel la cavalleria. Uno s tudio àd unque che consideri dal lato storico e specialmente dal lato tattico quel glorioso periodo, e tenuto calcolo delle modificazioni che subì la tattica di quei ternpi, accenni a quei prat1c1 msegnamenti che possono esse1·e utili anche a l g iorno

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d'oggi, ·non può riescire privo d'interesse; ed è questo il còmpito cui ci accingiam o, nella misura che ci è concessa dai nostri tenui mezzi.

n.A dare un'idea abbastanza, esatta di ciò che fu la ,cavalleriu prussiana sollo Federico JI, e delle gesta mirabili dalla stessa compiute nelle campagne di Slesia e quindi nella lunga guerra dei Sette Ann i, stimiamo opportuno di riferire in prima le idee che regolavano in quell'epoca l'impiego della cavalleria. Per non dilungarci di molto, d iremo, riassumendo a grandi tratti ed in poche pa role, che alla cava lleria in generale spettuva l'arduo ma nobile eòmpito di decidere l'esito della battaglia . Nell'ordin e normale di battaglia (Ord1'e cle batràlle) collocata sulle al i, era suo ufficio di battere dapprima la cavall eria nemica oppostale e respinger.l a dal campo e quindi volgersi contro .la fanteria ed annienturla. Come si rileva dal pochissimo che abbi.imo detto, si può con r:~gione asseri re che non solo era riservata alla cavalleria la parte più hrillunte, ma anche quell a capitale. Ad onta però d'un perfetto addestramento e d'esser eondotta da abili capi, non sempre riuscì alla cu valleria cli disimpegnare la propria missione col ri chiesto risultato; a tut1e la battaglie però prese lurghissima purte, e non poche furono infatti decise dalla stessa. La cavalieri.a adunque era principalmente destinata pel com battimento a massa ; epperò colse altri allori anche nel servizio d',rnrnguardia, e nelle operazioni della piccola guerra. ·


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Qui è a notarsi che il servizio d'esplorazione era inteso, ai tempi di Federico II, ben diflerentemente da quello che s'intende in oggi, e praticato in guisa affatto diversa da quella con cui fu attuato dalla cavalleria di Napoleone I , e da quella tedesca nella campagna del 1870. La necessità di essere edotti dei movimenti del nemico era, com'è naturale, sentita in pari grado allora come oggi e come lo sarà sempre in ogni campagna; ma non avevasi idea alcuna di un cordone di sicmezza ed avanscoperta formato da arditi cavalieri, il quale a guisa di velo coprisse tutto il fronte d'operazione alla distunza di piLt marce, che cercasse di scoprire i movimenti dell'avversario, e nello stesso tempo impedi:;se alla cavalleria nemica di conoscere quelli delle proprie truppe . Nelle marce l'avanguarclià era co mpos ta specialmen te di cavalleria (eia 20 a 30 squad ron ì), precedeva l'armata a qualche distanza ed esplorava il terreno circostante, ma limi tavasi a questa sempli ce azione. Negli o.vamposti pari niente mancava un sistema regolare di pattuglie che innanzi ai medesimi perlustrassero il terreno a grande distanza. Feclorieo II stesso lamenta parecchie volte nella Storia delle sue campagne quest'imperfetto servizio di esplorazione, e d'altra parte ciò si comprende facilmente se si prendono in altenlo esame le operaz ioni preliminari delle sue battaglie. Queste infatti furono per la maggior parte iniziate da marce <.li fianco, coperte al nemico da c1ualche ondulazione del terreno o da boschi,ma eseguite sempre in vicinanza delle colt,nne avYersarie. Come sarebbe stato possibile un tal modo di g uerreggiare eretto a sistema, se non fosse stato basato sulla certezza che l'avversario non sapera osse1·vare il terreno vit:ino 1 Federico II, minacciato a Rossbach della stessa ma-

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novra. ch'errli era solito di intraprendere, avvertito per tempo, tee~ pagar ben caro il fio d~ tanta temerità. Più tardi però, sorpreso a llochlurch,. d~ve.Lle soltanto al suo sangue freddo, alla ferrea d1sCiplma delle sue truppe, alla condotta della sua cavalleria ~ specialmente alla po1ia al'ditezza del capo avversano, se, subendo tuttavia gravi perdite, potè ancora i~1trapre_nclere un'onorevole ritirata. Il capolavoro stesso cli Federico II, la balla.glia di Le.uthcn, riposa sulla _marcia di fianc~ eseguita innanzi tutta l'armata aust~'iaca ?e_r portar~~ da sinis tra a destra. ed attaccare 1ala sm1stra degi1 Austriaci: è chiaro che una sola piccola pattuglia, la quale per tempo avesse segnalato qu esto movimento , avrebbe fatto mancare la sua manovra. . Nella piccola guerra, nelle scorreri e di partig~a~.1, ed in colpi di mano la cavalleria di qnc i twipi s1 ~1stinse di molto: tuttavia le imprese tentate ccl esegmLe non poterono mai elevarsi a fotti di tale imp.o~tanz~ da cambiare la situazione della g uerra come 1 famosi mùls nella guerra di secessione d'America. . Posti bene in sodo questi principi i passeremo a ~1. scorrere brevemente delle imprese più salienti eseguite da quei bravi ed ardi.Li cavalicrL Come operazione straordinaria di piccola guerra m_erita speciale menzione il colpo di mnno tentato claSeydhtz su Gotha. Seydlitz, che il 1 iS seltembre del 1757 aveva occupato Gotha con 15 squadroni, aveva dovuto sgombrarla all'arrivo delle truppe nemiche guidate dai principi di Hildbourghausen e Soubise. Ritiratosi a Sebenleben ed ivi fattosi raggiung:ere dai dragoni di Zetteritz, tentò quindi l'audace impresa . . . Ecco come ne rende conto il generale Jom1m (,1): (·1) Y. Jiistoirc critiquc et rnilitafrn rlcs guerres de p,,·édéric II.


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LA CA VALLF.RTA

« ~gli feee spiegare i posti nemici dagli nssari e

marciò sul!a città rli Gothu coi dragoni disposti su nna sola riga . .I generali in capo dell'11rma ta combinata stavano mettenclosi a pranzo, allor,·li è fu loro annunziala questa notizia. Lontani dal pensare che alcuni squa droni avessero l'audacia di t.entaro una sim ile impresa. Soubise credette di aver innanzi a SP tutto l'eser<'ilo prns:i~n~ , e po ichè nveva tra~curato cli pnmdere le dispos1z1?~11 pel caso cli una sorpresa, diede il segna le della r~t1rata_ partendo con lutto il suo seguito. Il suo ese mpio fu_-'fl~ ital.o dngli alt1·i generali, l'armnta prese la strada rl1 E1senach nel più grande disordine, ecl i ~rana_tieri ntlacc~ti nel castello lo sgomb rarono. Così Seyclhlz con soh rnoo cavall i riuscì a c:1ccinre da una città chiusa 8000 uomini di tult e le armi e prese un gran nume1·0 di segretari, di va!ctli cl i camera, ufficiali di cucina, commediHnti, parrucchieri, mercanti di novità, ecc. Ques to avvr,nirnento iJ qw1 le pro\'a ciò che nuò fare un bnon partigi11no, dié pl'inc:ipio nlla carrier~ di Seydlitz ». Ed invero è fatto di mM;sima audacia, e Pedcrico II ne tesse il miglior elogio dicenclo: « Un altro ufficiale al posto di Scydlilz sarebbesi applau di to cli trarsi da quel cattivo passo sr.nza perdita; Seydlitz non sarebbe stato soddi5fatlo di sè stesso, se non ne fosse uscito con vantaggio . « Qnes to esempio prova che la capacità e la risolntezza d'un gener1il e decidono più in guerra del numero delle truppe. Un uomo mediocre che si fosse trovato in simi li circostanze, sarehbesi ritirato all'avvi<:inarsi ciel nemico, e avrebbe perduto la metà delle sne truppe in un combattimento di retroguardia, che quella cavall eria superiore cl i numero avrebbe tosto im pegnato . Il. buon impiego di questo rego-imento di dra. o gom, sp regatù e mos trato da lungi Rl nemico, procurò

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a Seydhtz il mezzo d'acquistare molta gloria in un alfare così spinoso (1 } ». A d11re un'idea anche sommaria di quanto oprò la cavalleria sul campo di ba ttaglio s11rebbc d'uopo di prendere in esame l'intera sloria di tulle le compagne di Federico TI, ed nbbenchè ciò possa es::;ere istruttivo ed interei-sante, eccederebbe però il li mite fissalo al presente lavoro . Noi quindi da remo u n r,1piLlo sgu<1rdo sol!.flnlo ad alcune battaglie, a quelle cioè nelle quali la Cilvalleria ebbe in.-1ggiol' m0ntc a distingnersi . Nella r.ampa~na del 17H nella g iornata di )follwilz la cavnlleria prussiana, qtwntunque si battesse con1ggiosamcn te, fu resp inta dai ci:impo di battaglia. Federico Il la dichi<1rò inabile :il serrizio di guerra e ue la censurò a!<r ram en tc. Un anno dopo Aoltr1n10 a Czaslau decise la giornata, e il re Federico s<;risse al principe Leopo ldo : « La nostra cavalleria si è condol.la eroicamente ». Tre anni più t.irdi, nel 174.!) <1lla battaglia di Koltenfriedherg, cornin c:ia la rcra era dei cavalieri prnss i,ini. Ecco le disposizioni ùate dal Re ai suoi uflìciali generali la vigili a di questa batl<1glia e riportate nC'lla sua THstoÙ'e de mon temps: « L'a rmata si porrà subito in marcia su due linee e dalla destra, essa passerà il ruscello di $triegau: la cavalleria si porrà in batlaglia in foccia alla sinistra del nemi co dalla parte di Pillgrimsheiro : il corpo di Du ,roulin coprirù la sua des1ra; la destra della fanteri a si form erà alla sinistra della cavalleria di fronte a Roustok; la covalleria della sinistra s'appoggerà al r uscell o cli Strieg11u, 10 squadroni di dragoni e ~O di ussari, che <·ompongono la ri:-erva, 4) V. Oeuvrl's pos 1hume.s de Fréderic li. Histoire de la guerre de

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si collocheranno dietro il centro della seconda linea . . . ' per e~sere 1mp1_egaL1 ove sorgerà il bisogno; dietro ogni ala cl 1 _cavalleria un reggimento ussari si formerà in terza lmea, per guarentire le spalle ed il .fianco della cav~_I'.eria,, _se il ~erreno _va allargandosi oppure per sen II e all 1~~egm~ento. La cavalleria caricherà impetu?s~m~n~e Il nemico colla sciabola alla mano, non farà pr1~10mer1 nel calore ~ell'azione, dirigerà j suoi colpi al viso; dopo aver resprnio e disperso la cavalleria avver:aria si volgerà contro la fanterin nemica e la pren<l_era nel fianco o al le spalle, secondo l'occasione che s1 presenLerà, ecc. ». Di qui si rileva qual còmpito difficile era riservato alla cavallerin, ed ecco secondo le parole di Federico stesso, come essa disimpegnò il proprio mandato:<<La cavalleria _dell'ala sin ist~a a:'eva s~bìto un contrattempo: appena Kiau colla sua hr1gatadt ,10,1 squadron"i aveva passalo .',l ruscell? di Striegau iJ ponte si ruppe. Kiau ~bbrncc10 tl_ paI'llto d i attaccare la .cavalleria nemica, '.l gene_r·ale Ztelhen )? raggiunse colla riserva, e disperse rnnanz,, a. sé tutto c10 che volle resistergli, e in tal modo procuro il tempo al signor De Nassau, che comandava quell'ala sinistra, di farla passare a guado . Nassau format~ la sua ala resp"inse e fugò la restante cavalleria nemL.Ca che a~cor gl i stava di. fronte: il generale Polentz contr1b~1 m?lto R questo successo, poiché penetrato eolla . i~nt.errn nel villaggio di Fegeheutel egli prendeva cl! rnf1l~ta la cavalleria austriaca, e così dopo alcune scariche ricevute nel fianco, la mise in confusione e preparò la sua rotta . Il generale Gessler che comandava la 2" linea vedendo che non eravi alcun ali.uro a cogliere s'avvicinò alla fanteria prussiana e scorge?do gli _A ustr~aci in confusione, passò negl' inLervall, della fanteria e for matosi su tre colon ne si preci pilò su di loro con una vivaci tà incredibiìe: i

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dragoni ne massacrarono un gran numero e fecero prigionieri 21 battaglioni. ~lolti furono gli uccisi, però furono falli tOOO prigionieri, e 66 bandiere (drapeaux) caddero nelle no·strè mani. « Un fatto così raro e così glorioso merita d'essere scritto in lettere d'oro nei fosti prussiani » e noi soggiungeremo, ed in quelli della cavalleria. . La battaglia di Rossbach (5 novembre 17157) fu quasi interamente combattuta, e decisa dalla cavalleria. È noto che l'armata francese sfilò di .fianco per auaccare l'armnta prussiana nel fianco e alle spalle; però invece di sorprendere i Prussiani, i Prancesì stessi furono i sorpresi . Seycllitz, il quale appena segnalato il movimento nemico , era stato spedito innanzi con 4:3 squadroni, attaccò i Francesi nel momento che vollero spiega_re le loro colonne sulla testa; solLanto 6 baLtaglioni prussiani aiutarono la cavalleria, e le cariche cl i quesla successi ve ed impetuose porlarono il massimo d isordinA nelle file nemiche rigettando la cavalleria e la fanteria l'una sull'altra, senza lasciare il tempo di polersi formare in linea. Per Lai modo i J?rancosi rotti e respinti in ogni parte abbandonarono precipitosamente il campo di battaglia. I Prussiani (~bbero solo 300 uomini posti fuori di combattimento, i Francesi perdettero invece 7000 uomini, 27 bandiere, e gran numero di cannoni. Napoleone I nelle sue osservazioni sopra questo fatto d'armi dice: « Jl risultato di questa batlaglia non è straordinario; 22 a 26,000 Prussiani di Lruppa scelta e ben comandati doveano battere k5 a 50,000 uomini di truppe dell'impero e francesi di quel tempo così miseramente capitan ati ; ma ciò che fu un soggetto cli stupore -e di vergogna è cl'esw·e stati battuti da 6 battaglioni e da 30 squadroni ». Altra impresa straordinaria è quella compiuta dal

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generale Seydlitz nella giornata dì Zondorf, la quale al pari di quella di Rossbach fu vin~a dalla cavalleria (1). .Tomini, nel render conto dell'operato- della cavall eria in questa memorabile giornata, esclama a giusto diritto: « Si sarebbe detto ch'era riservato alla cavalleria di dimostrare in questa battaglia tutto eiò ch'essa può fare quando è brava e beo comanda ta». A Hochkirch sorprese le truppe prussiane di notte, era ancorn dato all a cuvalleria di distinguersi, coprendo lo. rilitata ed imponendo all'avversario col suo fermo e risoluto conteguo. Dopo pareceli ie ore di combattimento sostenuto nella piena oscurità della notte, alle 8 del mauino il Re ordinò la ritirata . Seydl i! z ebbe ordine di riunire sotto il suo corrnindo tutta la cavalleria (:1 3,000 cavo. Ili, 1108 squadroni), e coprire la ritirata. L'unicn linea libera era quella dello stretto di Ornhsa; Seytdlitz lo po.ssò e quindi si spiegò in linea nella pio.nura di Bifrschwitz co ll'ala sinistra nppoggia1a ad un trinceramento occupalo dalla fanteria, focendQ fronte al nemico. La truppa fu disposta su due schiere in modo cbe gli squadroni del la 2a schiera a 500 passi di distanza coprissero gl'intervalli della ,ia scbienJ; ed il terreno col linoso venne così bene utilizzato che gli Austriaci non osarono attt,1cc<1rli. Ritiratasi Ja fanteria , Seydli1z, cambiando le schiere, si ritrasse sino alla picco la Sprea nllraverso Burscbwitz e Klein-Bautzen. Ciò che è strano e vuo le essere notato, è che gli Austriaci disponevano di una forza sup eriore di cavalleria , circa Hi,000 caval li, per il che devesi credere che la rinomanza acquist~ta dal la cavalleria prus/4} Per la narrazione delle gesta operate dalla cavalleria a Zondorf vedasi il nostro articolo, S1,/.la condo/.ta dei _qrossì coi-pi di ccwaller·ia, inserto nella puntata dP.J dicembre ,1 874 della Rivista militare, nrl qu~ le sono dettagliatamente descritte.

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siana nelle battaglie combattute prima, ne abbia loro seriamente imposto, al punto di paralizzare completamente l'azione della loro cavallel'ia . . In ogni modo merita censura il comandante in c~p~ degli Austriaci per non aver saputo approfiLtare eh s1 bella oceasione che gli si prnsen1ava on<le tent~re a~meno di distruu·o·er l'armata prnssiana. l\Ia egli, abLoo . ' tuato ad esser battuto da Federico II, reputo somma ventura d'aver riportata. la viuori~, e perd~ un tempo prezioso nel cantare degli osanna, invece d1 completare . la villoria stesso . Il timore adunque incus:;o dalla cavallt:n-1a del g~nerale Seydlitz sull'avversario dim ostra appunl~) m quale onore fosse la stessa tenula. dalle truppe nern1eh~, le quali non osarono attaccarla rn un_ momento a loro così propizio, e nel quale tuLte le circostanze ernno sfavorevoli ai Prussiani. Que:;te invero sono le gesta più straordinarie compiute dalla cayall eria cli Fedel'ico ma .?norevole e laro'lli ss irna. parte prese a tulle le battaglie e segnata~ente n. Kunersdorf (·1 '2 agosto 1759), nella quale Seydlitz fu te.rito, e a Freyberg, l'ultima battngiia della gµerradei Sette Anni, com baLtuta il 29 ottobre '1'762, n_ell~ quale SeydliLz con 30 squadrorn ruppe -19 batlagl10111 di fanteria. Straordinarie adunque e da quell'epoca in poi mai più avvenute sono invero tutte ~uesLe imprl:\Sf; di ~ne lla brava cavalleria, e per quanto 1mpo~tctrH, ttl ooor1fichf\ sieno le gesta della cavalleria franceslj ::iùllo Napoleone I, pure non son vi fotti egualì da poter c:ontrapporre. che sieno avvenuti sul uunpo di battagl ia. Con ragione aduuque si gridò al decadimento dell~ cavalieri~, .ma non si voile o non si seppe trovare 11 modo d1 rialzarla all'antico posto. Salito al trono nel 1740, Federico II, trovò la sua

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LA CAVALLERIA

cavalleria in cattivo sLato . Egli lasciò scritto: « La cavalleria (9uella cioè sotto Federico Guglielmo I), come la fanteria componesi di uomini molto alti, i quali montano rnostru~si cavalli. Questi colossi su elefanti n.o~ potevano nè manovrare nè combattere; ed in ogni nv1sta o questo o quel cavaliere cadeva da cavallo ed i loro ufficiali non avevano alcuna idea del servi;io di cavalleria, ecc. ». Furono le saggie riforme ed il genio di Federico che port~rono la cavalleria a quel punto mai più dappoi raggrnnto, e lo sludio dei mezzi, dei quali si servì il gran _He ~er educare la sua cavalleria, è quindi della massima importanza ( 11). · Federico trovò nel 1740, 20 reggimenti di cavalleria della. forza totale di 114 squadroni e cosl divisi: ,t 2 reggimenti corazzieri (60 squadroni), 6 reO'o'imenti dra. (l .. d . oo g on.1 :!·G squ~ rom) 2 reggimenLi ussari (9 squadroni). Egl~ s. oc?upo con zelo ad aumentare il numero de'cavaher~, sICchè. nel 1786, eJ,oca della sua morte, la cavallerrn. p1'ussiana, invece di 20, consisteva di 35 reO'gimenti con 293 squadroni e cioè: ,J 2 reggimenti c~)ra.zz1~.r1 con 60 _squa~roni, g~ardie del corpo 3 squad1 on.1, '12 _regg1ment1. dragom con ~'.20 squadroni; 10 regg'.ment1 ussari con 90 squadroni; d'onde emern'e che 11 numero degli sq uadroni fu quasi triplicato. J:irma~1ento d_ella cavalleria consisteva nella sciabola, carab1~a e pistola, i pochi bosniaci avevano la lanci a: i regg1memi poi ricevevano apposito denaro, e doveva~o 1 1

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(~) In questo studio ci serviamo in particolar modo del preg _ . . I D' C . . evo I1ss1mo. avoro: _,e wvalle,-ie Friedrich's dcs Groszen del maggiore v. CnousAz, e d1 quello egualmente pregevole: Seydlitz in seiner ~ed~~tunq (ii-r ~i~ Reitere•. von damal5 und jetzt, del maggiore '. KALLEn, rnsert~ m parecchie puntate dei Jahrbiicher f«·r die deitt,çche Armee und Manne dell'anno scorso.

pensare a procurarsi le rimonte. La cavalleria era dapprima su tre righe, Seydlitz a Rossbach la formò su due righe, e d'allora in poi mantenne que1la formazione; i reggimenti erano composti ognuno di rn o di 5 squa<lroni, lo squadrone era di 4 ploLoni; presso i corazzieri il mezzo squadrone era chiamato compagnia. Ln prima cura di Federico lI fu rivolta al cavalcare, e nel •17,i,3 emanò una nuova IsLruzione sul servizio, nella quale era raccomandata in ispecial modo l'equitazione, « affinchè i cavalieri potessero muoversi sicuri ed indipendenti del terreno,>. Ogni evoluzione poi doveva essere eseguita al trotto e al galoppo, ed uno squadrone doveva considerarsi atto alla guerrn, « se sapesse eseguire un attacco di 2.000 passi alla prescritta andaturn e senza rompere l'ordine». Sotto la d irezione di Zie.then furono chiamati a Berlino reparti d'ognuno dei nuovi reggimenti di ussari onde apprendere gli esercizi, e ciò a guisa di un jstituto centrale, servi di scuola per !'.istruzione della cavalleria leggera.. Il periodo di pace che segui dalle guerre di Slesia a quella dei Selte Anni, e cioè gli undici anni dal 174-5 al 17o6, fu impiegato col massimo zelo nel perfezio·namento del cavalcare, degli esercizi e della condollil delle masse di cavalleria sec<lJldO i savi principt emanali dal gran Re . Seydlitz, divenuto in allora colonnello degli ussari, contribui di molto a quel!' opera. Nell'inverno facevasi istru~ione individuale, nella primavera esercizi di riga e di plotone poi di squadrone . Federico sorvegliava personalmente ogni istruzione, ed appro 0 fitlò di Seydlitz, facendolo possare al comando del 119& dragoni e quindi dell'8° cornzzieri, per diffondere quell'isLrnzione ed estendere la di lui influenza. Ziethen fu specialmente incaricato dell'istruzione degli ussari, e divenne il loro capo; Seydlitz divenne quello dell'in1

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LA CA VALLEHIA

te1~a .~avalleria. S~ydlitz, dandone pel p1·illlo l'esem pio, abituo la ca~allen~ a cavalijare su qualunque terreno sen~n cur~rs1 degli ostacoli ed a sparare da ca vallo ed )O carriera la carabina e la piswla. Le norme ed i precetti inseguaLi dal o-rau R.c alla sua cavall~ria sono ~ontenuti nelle scgue1~ti Is truzioni: Istruzi one per la cavalleria cd i dragoni, del 26 marzo 174,f nella quale i11 cinque parngr·afl è contcuuto lutl~ ciò che è rela livo al servizio di marcia e di avamposti ; fstruzione peHa cavn lle1·ia pel caso di u11a baLtéwl ia (Ji~,çt1·uction fu1· die Ca,valle1·ie fui· den Fall eine1·Bataille) del 2_7 marzo 171i,2, che é il primo regolamento 1;_el quale s1 fa rn enzwne dell'atLacco di fianco. f<'eder1co raccomanùa in questa Istruzione di restar uniti n~ll'attacc~ e dì procedere ad una proma raccolta dopo gl, 11 _llacch1 ch'ehbero es ito folice. Battuta la cavalleria n_em,ca, prescrive di at1acc11re la fanteria nel fiélnco e ncorJa che i capi ed i comandanti rispondono sul Jo~·o onort! e sulla loro r iputazione, che i reggimenti fillchè sono a cavallo, sieno dragoni o ca\'alleggeri, facciano uso dell_a sola unna, la sciobola. Nel 1743 ve_nnc co rretto, migliol'uto e completato il r~golameo to d1 e,,oluzioni del "7"7, e nel 23 luglio ,1744 vicler~ la luce gli ordi-gi pei g·eneruli di fante ria e cavallena, pegli ussari, pegli uliiziali superiori e coniau danti di bauaglione (Onlres fùr den séimmtlichen Gene,rats 1;on der Jn(ante1·ie und Ca.,va lte1·ie, ioie auch llssaren, desgleiclwn (ì~r die Staboffi:::siers und Comrr:,andears de1·er Batailtons), i quali abbracciano tutta 1atte d.ella guena; e nel 25 dello stesso mese ed anno l'Istruzione sulla forruazionc tauica per l'attacco dei grossi corpi c!i cavalleria, e le norme pei generali ed i coman<lanll d1 squadl'one (Disposition ioie sic/i di'e O(/izie1·s und zwar die Generals sowohl als die Commandeurs derer Escadrons ùi eùw11t fre(!en gegen den /1'eincl .zii vei·-

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OD FEDERICO Il

halten haben). Quest'ultima è da annoverarsi fra le più importanti, come quella che immediatamente posta in pratica rese i maggiori servigi, e che ora, con qualche leggera modificazione, venne nuovamente messa in esperimento e quindi adottata nell'esercito prussiano. Ed infine nel u. agosto ·174-8, l'Istruzione pei maggiori genernli di cavalleria (Jnst1-uction fur die Generals Jtojors von der Cavallerie}, la quale. servì di complemento a quella sovra enunciata. Le proporzioni del nostro lavoro non permettendoci di esaminare tutlo ciò che è contenuto in quelle Istruzioni , possiamo soltanto riepi logare brevemente le norme e i precetti <follati dal gran Federi co, com e segue: Che la cava lleria prussiana non deve mai aspettare l'attacco, ma per la prima caricare il nemico; Che nella carica, sotto pena d'essere disonorati, non devono usarsi che le armi da taglio; Che le masse di cavalleria debbono formarsi per l'attacco su tre schi ere, e che ogni schiera deve aver13 dall'altra una distanza di 300 passi; Che un reggimento u5snri (10 squadroni) segua l'ala estema della 1" schi era, un altro la 2• a 300 passi; · Che nell'allacco l'ordì ne di battaglia sia con.servato senza cambiamento, in modo che le tee schiere rimangano sempec a , 300 passi l'una <lall'altra e gli us· sari sui ffanchi; Infine che i comandanti di squadrone nello stesso tempo debbnno prcndère il trollo, nello stesso tempo il galoppo, e che nello stc5so tempo l'intera linea si geLLi sul nemico. Gli attacchi a scaglioni quindi non erano ammessi; epperò era raccomandato che nella mischia gli squadroni, come i reggimenti e le brigate, dovessero scambievol mente appoggiarsi, sino a che il nemico non fosse respinto. AN~o xx, Vot. m.

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LA CAVALLERIA

Il proficuo risultato ricavato da queste Istruzioni lo si deve però ed in particolar modo alla sorveglianza esercitata dal Re stesso affinchè i reggimenti osservassero le prescrizioni dellate, ed al campo di l\1aleschau, ove si raccolse l'armata prussiana dopo la battaglia di Czaslau (17 maggio '1742), e nel quai e rimase sino alla fine di giugno, il Re stesso si servi d'uno squadrone del reggimento Genscl'arrnes per mostrare come intendeva fossero interpretati i di lui precetti. Tutti i generali, gli n!Iiciali di . stato maggiore ed i comandanti di squadrone degli altri reggimenti di cavalleria radunali al campo dovevano presenziare questi esercizi; ed il Re stesso soventi volte colla scinbola estra,tta comandava quello squadrone gendarm i per mostrare come dovevansi esercitare gli squadroni nelle conversioni, nelle marce al gal9ppo, e dop0 rotte le righe nell'importante esercizio del raccogliers i. È facile comprendere quale progresso dovesse fare l'addestramento così direlto,e quale emulaz ione dovesse germogliare ne' suoi capi; ed a prova del brillante risultato ottenuto, rAsteranno perennemente notate nella storia le gloriose imprese e:-;egu ite da.ppoi da quella cavalleria nella guerra dei Sette Anni . Per quanto pei·ò la ca.valleria fosse bene istruita e praticamente addestrata per la guerra, ciò a nulla avrebbe· servito se non fosse stata gui<:lata da capi intelligenti ed audaci; ed anche ad o.Ltenere questo scopo furono rivolle le cure di Federico II. Generali distinti furono il Gessler, il quale maggior generale nel 1739, fu nominato teneute generale nel 1742 per essersi distinto a Cr.aslau, nel 045 nominato conte per la condotta tenuta ad Hohenfriedberg, nel 1747 generale di cavalleria in seguito alla hauagli a di Kesseldorf; v. Nassnu, il quale molto si distinse nella 1• e 2" guerra di Slesia, Kiau, Schwerin, Katzler, Schor-

DI ~'EDERICO Il

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Iemmer, Driesen, ed alcuni altri; ma gli eroi ~ella cavalleria prussiana di quell'epoca furono Seydhtz e Ziethen. . 1~ curiosa e merita d'essere ricordata la camera di questi d rinomati ca pi della cavalleria: z·iethen servì 73 anni Sevdlitz 39 anni: Ziethen nel 1744 era maggior ge~erale e Seydlitz capitan~, nel •1757 Ziethen te. nente generale e Seyd litz rnaggwr g~nerale; ma ad Hochkirch Seydlitz ebbe il comando dt tutta la cavalleria, una parte della quale era comandata d~ Ziethen, perchè l'a.nzianità pei general i non era coos1?erala da Federico II, e l'abilità ed il talento avevnno il sop ravvento . In un manoscritto del Ouca di Bevern, trovato nella biblioteca di Wo lffcnbi.ittel e stampato nel numero 99 del Jfilitair-WochenblaU di Berlino (9 dicembre 1874), Jego·onsi le setruenti caratteristiche parole: « Nell'anno fi5°8 divenne ~eO'ola anche nell'esercito prussiano, che le promozioni d~ colonnell i a generali non avvenis: sero più secondo l'anzianità del grado, .c~me usavas1 prima, e parimenti che i generali stes~~ fo_ssero promossi nell'islessa maniera . .ln tal modo s1 videro straordinari phcnomena in quest'armala; poichè u~cia~i entrati in cnmpagna nell'anno •175G come ca?1t.an_i, furono maggio ri generali già nel '1759, mentre altrt già colonnelli prima della campagna sono tuttora colon-. nelli. Altri poi maggiori genernli prima della campagna, e conservati in questa posizione, comandarono come tenenti generali; ond'è che già da tempo .n,ell'armata non devesi più pensare ad alcuna anzian1tu »: . Dopo la guerra dei Selle Ann i, appena stabiltta la pace,cominciò snbito il Ja.voro .int~rno._ G,i~ nel ·1_7G3 1~ cavalleria fu divisa in 6 1spez10m, e eme 1 regg1ment1 nel Kur e Neurn:uk sollo il' colonnello v. Loell hoffel, quelli nella Pomerania e nel Magdeburg sollo il mag-

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tA CAV,A_LL:ERIA

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gi,or generale v. Krusemark, quelli nella Slesia inferiore e supenore sollo il tenente generale v. Seydlitz, quelli in Prussia sotto il maggior generale v. BiHow. Lia doppia ispezione di Seydlitz era la più importante e componevasi di 2 reggimenti corazzieri, di 4 reggimenti dragoni e di 4 reggimenti ussari, in tutlo 70 squadroni. Sotto Seydlitz l'equitazione venne considel'ata come l'elem ento capitale per la cavalleria; ed erano principali esercizi: il pronto spiegarsi di una colonna, l'avanzare in una data direzione, gli spiegamenti ed incolonnamenti al galoppo allungato, l'avanzare al trotto di una lunga linea unita di parcccJ1i reggimenti, quindi l'attacco in piena carriera, anche su terreno rollo ed intersecato da piccoli fossi, e l'arrestarsi immediato. Ogni anno uflkiali delle altre ispezioni erano spediti nell'ispezione di Seyd li tz per apprendere dallo stesso, e quindi insegnare l'appreso· nelle proprie ispezioni. Per tal modo la scuola di Seydti Lz di venne effotlivamentc la vera scuola dcll'intern cavalleria. Già nel mezzo della guerra dei Sette Anni, oltce gli esercizi di reggimento, avevano pur luogo esercizi di brigata, nei quali erano riunili i reggimenti più vicini sotto il comando del capo più anziano ed eserciLali l'un contro l'altro nel servizio di campo. Alle riviste po i (le così dette rcvues) erano sempre riuniti molli squad roni. Questo sistema fu continuato anche dopo la pace, cd il Re era solilo presenziare ogni due anni le 1·evucs d'ispezione, nella quale occasione dovevano essergli presentati, secondo gli ordini da lui stesso emanali: « gli ullh:iali più zelanti, distinti ed istrniti, la cui applicozione é buona e che possedono la vera ambizione di divenire generali ». Federico 11 pretese sempre che il sottotenente ed il generale ay,essero la piena conoscenza del proprio

FEDERICO I'I

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mestiere, e che puntualmente eseguisser~ i loro d~veri. Dopo l'esperienza della campagn_a dei Sette ~nm,. in un'Istruzion~ pubblicata nel 1763 pe1 comandantt de~ reggimenti di cavall~ria raccoma~dò_ l'istruzione agh uffi ciali ed ordinò a1 comandanti d1 corpo che sorvegliassero con cuta affinché gli stessi « si occupassero di cognizioni intorno alla ?uerra,. alla _g~og_rafi~ e alle lin(Tue straniere; e mediante ricogmz1om dei dintorni della loro guarnigione si eseccitasse_ro ad _u~ pronto decidersi, il che è tanto necessario agh ufficiah di cavalleria ». Nell'istcssa Istruzione ordinavasi pure, che« per offrire occasione ai corazzieri ed ai drag~ ni d'i_m~ra~ichirsi nella piccola guerra, quelli fra glt uffi~ta!t p1_ù distinti ed intelligenti, che hanno l'a~bizion~ dt d1vemr genet'al i, fossero spediti pl'esso gli ussari onde ap. . . prendere q11elle manovre ». Questi sono i mezzi che furon~ 1mp1e~att dal ?ra~ Re per istruire la propria cavallena; abbiamo_ già dimostrato com e questa abbia largamente corrisposto alle sue cure· e Federico certamente dovette andar sup_erbo a:1 r.isultato ottenuto, ed a lui in gran parte dovuto.

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Se si prende ora in attento esame ci ò che a~btamo detto sin qui, riesce evidente, che la ~av~llcr1~, alla quale furon9 consacra te le cur~ più intell1~ent1, che venne dotata di ottimi e pratici regolamenll, e per la quale non si badò ad alcuna fatica o spesa pe_r ad: ·destrarla comp°letamente ai servizi di guerra, fu tnfattt

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LA CAVALLERIA

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quella che riportò in campagna i più straordinari risultati e mai più raggiunti da quell'epoca in poi. I cambiamenti e modificazioni che subì l'impieo-o della cavalleria sino ai nostri giorni non richiedo~o che sia cambiata la di lei istruzione, ma esigono soltanto che le truppe sieno perfeltamente istruite per manovrare .e combattere a massa sul campo di battaglia e sieno ancora addestrate con diligenza nelÌe esercitazioni di campagna. Oggidì non avvi alcuno il quale sostenga che sieno possibili le cariche a massa di grandi corpi di cavalleria di 70, 80, o '100 squadroni, quali furono .intraprese varie volte da Seydlitz, e dai generali di quell'epoca, ma constatatt>si anche nell'ultima campagna che soltanto grandi corpi di cavalleria possono compiere il servizio di esplorazione ed essere efficaci sul campo di ballaglia, venne unanimemente . accettata per unità tallica la divisione di 2 o 3 brigate composta di 24 squadroni. La necessità quindi di avere le truppe a ca vallo bene addestrate pel combattimento a massa era evidente ai lempi di Federico II come lo è al giorno d'oggi; allora per disimpegnare il nobile còmpito che loro spettava sul campo di battaglia, adesso invece per poter disimpegnare a dovere il servizio d'avanscoperta, che è divenuto il loro ufficio princ ipale, e per prendere parte attiva anche nelle ba llaglie. · :E qui siamo tratti a parlare di una questione di attualità, quella elle riguarda appunto la formazione di combattimento dei grossi corpi di cavalle.ria. . Se infatti seriamente si pensa a Ila rapidità colla quale si svolge un'azione di cavalleria, e da quali difficoltà è circondato il comando della stessa in quel supremo momenlo pei pochissimi minuti che si hanno a disposizione per prendere una decisione, pella trasmis-

sione degli ordini, ecc. si converrò. faci lmente che se vi fosse un a tale formazione tattica, la quale togli esse interam en te o diminuisse queste difficoltà, conver. rebbe adottarla immediàtamenle. I Prussiani in fatti dopo la campagna del rn7o, nella quale riconobbero la necessità che la cavalleria sia addestrata ai grandi comba ttimenti, non lardarono ad adollare, colle poche modificazioni necessarie, i precetti della ti in proposi lo dal loro gran Re . La formaz ione prescritta è ap punto quella su tre sch iere di cui sovra ci occupammo, e le manovre ;innuali di cavalleria offrono il mezzo di prepararvi convenientemente i generali e le loro truppe. In Austria si fecero manovre di cavalleria soltanto nell'anno scorso, ed ivi pure eminenti scritt.ori militari, in vista appunto delle difficol Là che manifestaronsi nel maneggio delle truppe in quelle esercitazioni, appoggiano caldamente !'.adozione d'una formazione normale di combattimento. Cosi mano m·ano che si cerca di allargare l'istruzione pratica della cavalleria relativamente al servizio ~he deve presture in guerra, si viene senz'altro ad adotta.re j mezzi, le pratiche esercitazioni e persino i regolamenti usati dalla cava ll eria di Federico II. L'equitazion,e . infatti è riconosciuta dovunque come la base principale del la cavalleria, la massima cura è r ivolta affinché i ca,:ali èri possano muoversi e manovrare indipendentemente dal terreno, le evoluzioni sono . eseguite a velocissima andatura, e gli attacchi sono di una lunghezza da 11000 a 1500 passi, l'ammaestra.mento tatti co è spinto alacremente presso tull'i gli eserci ti, le esercitazioni pratiche sono eseguite con partiti contrapposti, l'istrm~ione degli ufficiali infine è O'g:. getto delle cure le più assidue . Ma noi abbiamo veduto più sopra che questi appunto sono i principi di Fe-


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LA CA:V,AflìL"ERll\

derico II, questi i pratici esercizi rnei quali era ammaestrata Ja sua ca•valleria. È bensì ver0 che alcuni pretend0no che press'a poco analogamente si procedeva anche nei te1 11 pi passati; ma se si esaminano attentamente i priocipì e le norme che regolavano , ancora pochi anni fa, l'istruzione ,della · cavalleria, é facile convincer:,Ì del contrario. Del resto la cavalleria prussiana, morto Seydlitz, morto Federico~ morti insomma i principali condottiel'i della cavalleria di quell'epoca, continuò pres.{a poco nello si.esso s istema d'istruzione de'Lernpi passati; e tale era la riputazione in cui e.ra ancora tenuta quella cavalleria, che Napoleone stesso, all'iniziarsi della campagna del 1806 raccomandava al le proprie truppe di stare in guardia contro quei bravi reggimenti. l\fa a Jena, e specialmente acl Auerstii.dt ov'era il nerbo della cavalleria prussiana,essa comballè bensì valorosamente, ma già impe rfettamente ammaestrata a grosse faiioni, procedelte ad. azioni slegate, e nulla poté conipiere di rilevante. Furono appunto quelle piccole differenze introdotte poco a poco nell'istruzione e che nel volger di pochi anni apportarono un sensibile cambiamento nella sLessa, e la mancanza di capi abituati a comandare numerosi reggimenti a cavallo che condussero ad un risultat8 ben differente da quello che i Prussiani ripromettevansi. È adunque con ragione che si richiama l'attenzione dagli odierni sludiosi sulla cavalleria di Federico II, o per meglio dire su quelle numerose Istruzioni emanate dal Re di Prussia, le quali allora come nella maggior parte adesso, rispondono perfettamente allo spirito del1' arma, e al di lei impiego sul campo di bauaglia . ., Con particolare menzione però vanno ricordate tutte le cure accordate dal Re all'istruzione -e l'immediata sorveglianza da lui stesso esercitata sulla. medesima. E ottimo sistema fu quello adottato nel tempo di

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DI FEDERICO II

pace di dividere i reggimenl1 m varie ispezioni sotto l'alto comando e la direzione dei capi più esperti, ed era con questo mezzo che ottenevasi la tanto necessaria uniformità di istru~ione. Volgendo finalmente uno sguardo sul sistema d'istruzione introdotto nella nostra cavalleria abbiamo invero di che rallegrarci, poichè certamente non ci fanno difetto gli ollimi regolamenti e le cure più intelligenti accordate all'ammaestramento sì teorico che pratico. Il cammino già percorso in questi pochi anni è abbastanza rilevante, ma è d'uopo ricordarsi che la minima formata sullo stesso ne potrebbe far tornare in dietro sino al punto dal quale siamo partiti. L'esempio della cavalleria prussiana ne sin ognora presente; ricordiamo sempre le gesta gloriose compiULe dal grande Seydlitz e dal bravo Ziethen, ma_non ,d imentichiamo sovra.tutto, che soltanto colla contmua applicazione e con uno studio 1ndefesso sotto la direzione stessa di Federico II, quella cavall.eria potè :portarsi a quel livello di perfezione, mantenervisi per tanti anni, ed eseguire sul campo di battaglia le uzioni più memorabili, che registri la storia della nostr'arma.

MARZh\L'E BIANC'HI

n' Ann:A.

Tenente nel. 3° regg. caval,leria.


IL SlSTEllfA DI GUARNIGIONE PI Ù ADATTO ECC.

IL SISTEl'IA DI GUARNIGIONE PIÙ ADAT'l''O

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ALLE CONDIZIONI POLITICHE E MILITAill D'ITALIA {Il

La genesi primitiva del sistema di guarn1g1one a cambi periodici e frequenti devesi ricercare, a parer mio , nel concetto politico della separazione degli ordini militari dai civili . La ragione di stato .esigeva che esistesse una casta militare con abitudini ed idee differenti, spesso contrarie a quelle della cittadinanza; una barriera quindi s'innalzava fra i due ceti, e la tendenza a fam igliarizzare coi cittadini era guardata di mal occhio ed ascrivevasi a demerito. Molte di queste opinioni furono completamente rovesciate ; i camb i periodi.ci · di guarnigione però sopravvissero in gran parte per la forza de lla tradizione, e un poco perchè accanto agli inconvenienti è innegabile che quel sistema qualche vantaggio pur lo presenta.

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Sebbene un accurato esame di questo importante problema mi abbia persuaso che i danni siano incoparabilmente superiori agli utili ('I ), nondimeno debbo riconoscere che mediante i cambi si tien desta la· speranza di migliori destinazioni, ciò che nel!' ordine morale ha un :peso significante, e si possono altresi ripartire con maggiore, facilità e con una parvenza di maggior giustizia distributiva i vantaggi delle buone guarnigioni. Dico parvenza come opposto di rea ltà, e chi desideri persuadersene confronti il numero delle buone guarnigioni con quello dei bauaglioni che abbiamo. Ogni quanti anni può toccare una guarn igione desiderata? Quanti ufficiali (perché ormai, coll'allual e ri~ .duzione della ferrnn , a loro soli bisogna pensare) saranno rimasti qua ndo a questo ente battaglione arriverà il beneficio dell'aspettata gua rnigio ne? Chi è che può calcolare quamo tempo debba trascorrere prima che si realizzi questo voto1' Dati di fat to generalmente conosciuti cl1e autorizzino un còmputo esatto non esi_stqno. NOn è nemrnen da supporre che i. reggimenti non vengano mossi in vietù di certi criterii di rotazione rispondenti al concello di equità, ma è incon~es·tabile che la pluralità degli uflìciali quei criteri li ignora. S'indovinerà presso a poço l'epoca in cui spetti 1a guarnigione di Sicilia, ma là non vi resta più che affidarvi alla vostra buona stella pei·chè la nuova de,,.· · 1?ti·nazione vi aggradi. · Senza diffondermi in . considerazioni, chiarisco le mie id ee col caso pratico di un reggimento a cui ho appartenuto per 10 anni . 1

(~) Per sentimento di delicatezza e di riconoscenza mi corre l'obbligo di dichiarare qui che se mi venne fatto di sviluppare il presente tema un po' ampiamente e di esaminarne le molteplici attinenze, ne vado debitore al colonnello PozzoLINI, il quale mi fu largo de' suoi lumi e della sua esperienza in varie luughe conferenze tenute insieme intorno a questo importante argomento.

(~) Il P ilUKEll nel suo lllanuale di tattica applicata attribuisce una parte dei µisastri toccati alla Francia nella guerra degli anni ~870~7·1 al difetto dei frequenti cambi di guarnigione. (V. pag. 3M, trad. ital., ediz. Speirani e figli. Torino rn75).


173 p~r diritti e per doveri, i reggimenti che compongono l'esercito, non si può esser madre con questi e con quelli madrigna; · 0 ~ I)i non immobilizzare e render pesanti i reggimenti colle lunghe permanenze, per conservare, in una parola, in essi l'altitudine ad essere mossi rapidamente, ed ognuno comprende quanto Giò conferisca ad una soda preparazione . di guerra; 3° Di metLer freno alla tendenza del matrim,onio degli ufficiali, i quali p.ei soggiorni permanenti, o nelle dimore molto prolungate terminerebbero tutti per costituirsi in famiglia con grave scapito dello spirito militare; 4° Di concorrere a quella fusione morale della nazion e, non ancora completamente conseo·uita o ,. coll'ioviare periodicamenle nelle diverse parli della Penisola co1:renti di militari nati in differenti regioni. . E incontestabile che alcune delle considerazioni enumerate non abbiano il lorn lato di reale utilità: quello che ~ lecito discutere può essere il grado di valore · che ad essa vuolsi attribuire. ~a qnestione dell'equa ripartizione dei vantaggi delle buone residenze in teoria ha una seria importanza, ma esaminata all"atto pratico, per Ja natura stessa delle molteplici circostanze che influiscono sui trasferimenti dei corpi, diventa, come già si è deuo, u·na parvenza a cui rimane assai poco della ideata realtà, tanto più che non è a tutti applicabile. Si escluda il personale dei distretti, quello del Minislero, dei c-ornandi generali, delle divisioni territoriali, df-gli istituti cli educazione, delle direzioni . e stabilimenti di artiglieria e del genio, delle direzioni di sanità e di commissariato, i battaglioni alpini, e si vedrà qna.ntn parte dell'.esercito' rimane da rneLtere in conto aLLivo per il cambio periodico di stanze. · ULE CONDIZIQ;NI POLlTlCtIE E ?4IL1TARI D1 1TALIA

172 IL SISTEMA DI \;UAnN'fGlONE PIÙ ADATÌÒ Il l.>5° reggime~to verso il marzo del 1861 si fo1·mò

a. Pesaro: rimase colà pochi mesi e prima della -fine dell'anno passò in Ancona ove ébbe .stania sin~ · a tutto il 11862; l'anno appresso e sino al prin cipio del 6,i. stette a Forlì . e a Ravenna, q~in,di si trasferì a Foggia donde parti alla fine di aprile ·186.6 per prender p1t,rle alla guerra: dopo la campagna, dall'ottobre 66 al marzo 68 · ('17 mesi) a Verona; da quest'epoca all'agosto 69 (altri 17 mesi) a Venezia; dall'ottobre 69 al luglio 72 (32 mesi ancora) a Treviso; dal settembre di quell'anno e forse sino al settembre di questo corrente a Catania e poi . · a Capua (1). Noi percorremmo un periodo di ,14 anoi e mezzo in cui si compi il giro di otto guarnigioni in quattro differenti regioni della penisola, ma le guarnigioni che poteron dirsi realn_1ente buone quante furono e quanto d~u~rono? Non intendo asserire che il 55° reggimento s1as1 trovato nel complesso di tutti questi anni in condizioni peggiori degli altri; egli è certo però che se avesse desiderata la destinazione di i\filano, Torino, Firenze, Na poli, Roma, Genova, Bologna, ecc., ecc., esso dovrebbe aspettarla ancora almeno per un triennio . e cosi avvicinarsi ai 20 anni della sua vita in cui il personale dei suoi ufficiali si sarà rinnovato due :volle. itla entriamo addirittura nel vivo della questione. Quali sono gli utili che vi proponete di conseù'uire · ,., colla mobilità delle guarnigioni'? ,1• Un'equa ripa rtizione, come si è già accennato fra tutti i corpi dei vantaggi inerenti alle buone re~ sidenze, poichè dovendo considerare tutti eguali,' e (4) Le lacune nelle date che notansi negli anni ~ 8.69 e 4872 derivano dall'avere il reggimento partecipato a grandi manovre e campi · d'istruzione prima di avere effettuato il cambio di guarnigionè.

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ALLE CONDIZIONI POLITICHE E MILITARI. D1 ITAUA

IL . SISTEMA Dl . GUARNIGIONE PIÙ ADATTO

D'altra parte. i distaccamenti numerosissimi rendono imposs ibile l'.ipplicabililà del princip io dell'equa i'ipartizion e. · Quanto alla mobilità è egli poi vero che le sedi fisse immobi lizzano i reggimenti e che i cambi di guarnigione li abituano a mobili tarsi? Chiunque abbia vis-"' sùto in un reggimento sa bene qual differenz:i corre in realtà fra uri traslocamento per cambio di guarnigione ed una mobilitazione per la guerra. Direi di più, le stesse mobilitazioni p.er i campi d'istruzione, · o per le grandi manovre sono non poco differenti, da.l punto di vista organico ed amministrativo, da quelle vere di guerra. Le idee c'he si acquistano dai giovani a tale riguardo n-011 sono delle più esatte. - Se si analizzano eon attenzione gli elementi ai quali è utile fare acquistare l'abitudine di mobi litarsi rapidamente, si vedrà che da questi bisogna escludere il soldato. Esso è sempre mobile: pig lia lo za ino e va. Coloro ch'è mestieri abituare sono gli organi amministrativi del reggime'nto . e gli ufficiali . Per q11esti ultimi bvsta: ~° Che abbiano quanto è loro necessario, ciò che è qnestione economica; 2° Che sappiano che cosa debbono fare. ciò che imparano facilmente con una vera e propria mobili~ fazione anche di '10 giorni per le grandi manovre. · Gli organi amministrativi ·presentano maggiori diffico ltà, vuoi per le frequenti variazioni nel personale, vuoi per i mod i molto differenti, troppo differen ti, onde noi ci mobilitiamo per i campi e pér le graridi manovre. A parer mio è assolutamente insostenibile l'opinione che nelle guarnigioni fisse potendo l'ufficiale circondarsi di comod i mag:-;iori' si rende meno atto ad una rapida mobilitazione.

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E per acquistare, o non perdere l'abitudine alle · fatic he , non vi sono i campi e le grandi manovre? La

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guerra è un'eccezione, la vita quotid iana e normale è quella di pace: la seconda dev'essere una continua preparazione alla prima. ' Eccoci al matrimon io degli ufficiali, ed ognun sa quanto la questione sia delicata e complessa. Dichiaro alla prima che le mie convinzioni mi condurrebbero a ridurrn la cifra dei matrimoni al numero possibilmente il più ristretto e vincolato per Jegge entro certe g~r~nzie .di materi~le bene.s~ere da allontanare qualsiasi pericolo che il prestrg10 dell'ufficiale e· la sua attitudine al servizio non abbiano mai a venir meno. Riconoseo però che chiudendo la porta ai matrimoni legittimi con condizioni troppo gravi, il male vi entrerà dalla finestra soLt'altra forma a mille doppi più pericoloso e ad impedir ciò le guarnigioni.. mobili saranno impotenti . . Riconosco del pari che la vita di famicrlia, il ma• . . .. • b trrmorno fotto bene, sviluppa ed accresce nell'uffì.cia!e qualilà preziose di cuore, di ordine, di buone abitudin i, di tendenze all'occupazione ed allo studio. Gli ufffciali tedeschi sono quasi tutti ammogliati e questo ~allo, .per quanto vogliasi spiegare colla razza, colla 1struz1one, colle tradizioni, prcverà sempre che il matrimonio in fondo non è un male per g li eserciti. Prendiamo gli uomini come sono: passata quell'età nella quale sì corre dietro alle uvventnre senza fermarsi in alcuna, al bisogno d'una donnetta in casa si termina col cedere. Non solleviamo questo velo di mistero dietro cui sta l'intera storia del concubinao·gìo o ' . d1 quella piaga sociale che negli ot·dini mi li cari assume tanto P.iù vas te proporzioni, quanto maggiori sono gli ost?col1 che. si frappongono al matrimonio, e tanto più facilmente s1 nasconde quanto più mobili sono le


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lL SISTEMA

m GUAHNIGIQNE

PLÙ ADA'l'-TO

g?arnigioni. Nelle sedi fisse ai capi abbondano i mezzi d1 conoscere le abiLudini più intime degli ufficiali, di arrestare certe tendenze e di curare radicalmenLe certi mali, ciò che non si_può ottenere nella vita nomade o si o~ti~ne lentamente e fors'anco solo in apparenza'. ~a fus10n~ n~orale della nazione chP- si cerca nQn p~~ essere ti. n_su~tato <lei cambi periodici di guar01g1one: se mi s1 dice che lo sarà del servizio militare obbligatorio per tutti, dell'istruzione obbli(ratoria del . o ' reel utamento eseguito per ora sull 'intero territorio dello Stato, io sono pienamente d'accordo. Il Uarselli anch'esso ritiene che sia un grande coefficiente di nazionalità _qnesl? invio .di correnti mili tari che percorrono la penisola m tutte le direzioni ( 1), ma i benefici effetti sociali cui ac::nna li ~ttende dalla legge sul reclutamento, non grn. dal sis tema di guarni(rione al qual~, s_e tutto al. ~iù in_ qualche caso può a~ribuirsi un s1gm~cato politico, muno al certo vorrà applicare quello d1 un concetto ·nazionale rio·eneratore. Discussi gli utili delle guarnigio~i mobili, · è prezzo dell' op~r_a es~m inarne gli i·nconvem·enti, i quali possono dmders1 nelle due categorie di matc1·iali' e mo1,ali. Fra i primi vanno annove rali i seguenti: ,J Il dispendio diretto e indiretto di che son càusa alle finanze del!o Stato; 2° Le maggiori spese onde aggravano 0o-li ufficiali e le IDètSSe dei corpi; 3° Le difiìco ltà che creano per la rnobililazione; 4° Il sopraccarico delle attribuz ioni dei distretti che non permettono si possa diminuire; ' 5° Il lavorio burocratico cui dùnno luoo-o al Mi0 nistero e fra autorilà locali e corpi.·

ALLE GO~DlZlONI POLITICHE E MILITAllI D'ITALIA

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Fra i secondi è d'uopo mettere in conto: 1° Tutti gli effetti della vita nomade; 2°. Quanto grandemente ne scapiti l'istruzione degli ufficiali e della truppa; · ?° La tendenza che va generalizzandosi negli ufficiali di essere trasferti ai distretti; 4-° Come si allontani ·1a soluzione dell'importante quesito morale delle caserme e degli stabilimenti affini. St~dieremo tra poco il valore di cosiffatti inconvenienti; intanto è opportuno che preceda l'esame del meccanismo dell'attuale sistema di guar~1igione e si chiariscano i criteri sui quali oggi è basata la dislocazione.

1

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(4) La guerra e la sua storia, voi. 4°.

Ogni tre anni in massima le guarnigioni ricevono il cambio e nel triennio 11873-74- 71.> i novanta reggi menti di fanteria, linea e bersaglieri, ed i venti di · cavalleria subirono tuLti variazioni di stanza, ad eccezione di sette corpi che in questo periodo di tempo furono spostati due volte . Colla scorta. del Giornale mili'tare (1) può così compilarsi il prospeuo numerico dei movimenti di truppe occorsi in quest'epoca nelli,i diverse regioni della pe· nisola:.

(4) ·2° parte 4873, pag. 83.

Id. Id.

1874, » 4875, •

ANNO XX, Vo1,. Ili,

46 e !H. 5 e 445.


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IL SISTEMA DI GUARNIGIONE l'IÙ ADATTO

ALLE CONDIZIONI i'OLlTlCflE E MIL!TAlll D'ITALIA

RRGGIMENTl

cbo cambiarono noi

1873 . 1874. :1875.

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~ c:iteri che regolano la dislocazione possono ridursi princ1pnlmcnte a quauro: a) L~ esigenze dell'accasermamento ~ la penuria dei fabbr1ca1i militari· b) Le ~ngioui di ~rdine pubblico; e) Le mfluenze delle autorità locali, dei deputati, ecc.; d) Le conside_razioni di eventuale mobilitazione. Esclud_o le ragioni economiche, quali sarebbero q1J~l~e _di as~e~nare ai reggimenti preferibilmente Jocaltta 1_n rui s!:ino meno gravi le condizioni del costo della vita degli uomini I . . e de' caval ' li, poiclie'·. e' t rC>ppo ~- oquen_te_ 11 fatto de; tre _reggimenti di cavalleria aggruppali 10tomo ._a Napoli ove non es istono foraggi . . La preoccupa~1o~e delle caserme è seria, nè vo,.l'lio nas~onderla: noi <11 quelle cu'i possa propriamente c°onvemre un numero d e1· pm ·· . . ·atu! nome . ne possedìamo . 10s1gni 1c:rnt1. La maggior parte dei locali alt . J · . . , . ua mente dest1nat1 della truppa (1·0 geQera le . a 11 a1loggmmento . . vece hi conventi) non r1spondono agli uffici della loro

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,destinazione: è naturale quindi che si debba. far molto assegnamento di que' por.hi fabbricati esistenti che -sono costruìti per uso militare. Essi però non soddisfano che in una misura rnioimissima ai bisogni, e se vi fosse il modo, utilizzandoli pure in lutto quanto possan dare, di risolver~ più complelamente la questione, vorremmo oslinarci nel nostro sistema di guar~ nigiooi mobili , le quali ll SSoluta mente ci impediscono, perdurando le attuali condizioni finanziarie dello Stato, q ì:1esta completa soluzione? Vedremo tra poco se un altro sistema possa offrirci più solide probabilità di risolvere il problema. Le ragioni di ordine ptibblico hànno un valore limitalo e temporaneo. Se possono oggi vnlere per qualche provincia un po' scomposta, saranno inutili domani in cui la legge abbia colà riacquistato il suo irnperio, come non hanno senso per tulle le altre nelle cui abitudini l'osservanza ed il rispeLLo di essa sono largameòte penetrati. 42 su 117 cambi di guarnigione avvenuli in questo triennio nell' interno dell'Italia med ia e superiore, putrebbero mni spiegarsi colle ragioni di ord ine pubblico? Queste non sono da considerarsi chs ·assa~ parz iali e da meritare provvedimenti e sp.ostllrnenti parziali di truppe, come più chiaramente discorrerò più innanzi. Che i prefetti per disimpegnare con maggior sicurezza e comodità il governo ùell_e province, chè i municipi ed i rnppresen tanti poi ilici, inspira ti al serHimento di egoismo di campanile abbiano sin ora assedialo il Min istero per ottenere nelle loro città la sede di un reggimento, o di un battaglione, è fatto notorio. Per lo passato in cui questa bcnedetla fusione nazionule non era ancor conseguita e che uno dei modi pe·r~onsPguirla più presto poteva esser quello di renòer tuui contenti, si comprende che J'ade~ire a: cosifo:tte


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JL SISTEMA DI GUARNlGIO.NE PIÙ ADATTO

ALLE CONDIZlONl POLITICHE R MlLlTAR! o'nALIA

insistenze , era consigliato dalle regole di una sana politica, le quali per altro hanno perduto la loro op portunità dal momento che le funzioni della nazione assunsero il loro normale andamento. La sede delle guarnigioni ormai dev'essere fissata colla scorta di criteri d'ordine generale e assai più importanti che non siano quelli degli interessi più o meno meschini dei singoli campanili. Che l'attuale sistema di guarnigi one abbia completamente trascurate le considerazioni di un'eventuale mobilitazione non si potrebbe sostenere senza tema di peccar d'ingiustizia, ma in lernandosi nella questione non si p uò nemmeno asserire che esse occupino il primo posto. Sono convinto che ·classificandole nell'ultimo, se .non ho còlto precisamente nel segno, non me ne discostai certo gran fo llo. Ventilato il pro e il contro delle idee che presiedono oggi alla dislocazione, mi rifaccio agl'inconvenienti delle guarnigioni mobili nell'ordine istesso onde li ho e nume1·ati.

s tam enti annui quella complessiva dulle 975,000 al ,1 '200 000 lire circa. Ora se io proYerò in seguito che m;ggi or parte di quesa spesa può rispa.r~ia~si, avrò anche provato ch e la mobilitò. delle guarmg10m è fonte di dispendio diretto per il pubblico erorìo.J . Lo è poi. indirettamente ove si consideri , per esempio: che cosa costino con questo sistema le caserme. Ogni corpo che si succede dopo tre anni nell' ?ccupa~io~e dei fab bricati, può calcolarsi che spenda m me~1a m ciascuno di essi 2,500 lire per restauri, adauament1, ecc. Ma cosi!atte spese eséguite, come ben si c?mp_re.nde,. senza uniLà di concetto, varie essendo le ab1tud1m det diversi corpi e le vedute dei d iversi comandanti, non offrono in pratica quella produttività duratura che sa-

Inconvenienti d 'ordine materiale. ,1 • Che cosa spende Io Stato per muover·e un r eggimento·? Tenendo conto delle varie distanze, delle varie armi, a piedi e a cavallo, si può s tabilire la media dalle 25, 000 alle 30,000 lire ('I), e quindi per i 39 spo-

(4) Questa media approssimativa è desunta dal seguente calcolo esatto: Vn battaglione che parta da Treviso per Palermo colla forza di ~ ufficiale superiore ~ 4 ufficiali inferiori 360 individui di truppa costa al Governo:

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1;

Per trasporto in ferrovia (ufficiali e truppa) da Treviso · a Napoli . . . . . . . . . . . . . . . . L. 4852,85 Per trasporto bagagli degli ufficiali della truppa da Treviso a Napoli . . . . . . . . . . , · . » 788,48 Per maggiori assegnamenti degli u(ffieiali e della truppa . da Treviso a Napoli. . . .. . , . . . , . . » 306,00 Per spese d'imbarco per tutti da Napoli a Palermo " 493~,36 v Per trasporto sul mare del cavallo e carro del batta33,00 glione. , . . . . . . . . , . . . . . . >' Totale delle spese . . . L. 79,15,69 Deducesi l'importo tlelle razioni viveri in ccnt. 33 per la giornata in cui furono ricevuti i viveri di bordo. . » ~ 48,80 Rimane In spesa in . . . L. 7796,89 Per un reggimento naturalmente occorre triplicare questa cifra ed aggiungere quella abbastanza rilevante per lo stato maggiore ed il doposito. Altro calcolo. - Un battaglione della stessa forza che parte da Parma per Foggia, costerà invece: L. 3286,05 Per trasporto in ferrovia . 339,50 Per maggiori assegnamenti . . . ~ IS0,08 ·Per trasporto bagaglio • . . . L. 4HS7,63 Totale della spesa


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IL SJSTEMA 01 GUARNIGIONE PIÙ ADATTO

AI.LE CONDIZIONI POLITICIIB E JULITABJ D'I1Al.IA

rebbe desiderabile. Il corpo pensa a star meno peggio che può secondo il suo modo di vedere e di vivere in quel dato locale per i suoi tre anni e spende in questo senso; il 1:orpo che succede non si acconcia pienamente al modo di vedere e di vivere dell'antecessore e non utilizza in ginsta misura, se p~r non distrugge, l'eredità da questo lasciatagli, ed eccoei a nuove spese, le qua li alla loro volta non a,·ranno valore che per tre anni . Le caserme cosi non migli\)rano mai e, cor\ quella eterna vicenda del fare e disfare, · il danaro si getta a cli rillura in qn pozzo . 2. Chi nella vita abbia attraversalo periodi di dimorll incerta, e ai nostri giorni di ferrovie e di larghi commerci (saranno pochi coloro che non ne abbiano falla la prova), potrà dire come nel lempo pìù o meno lungo che precede, dum e segue i vi.Jggi, .uscendo necessariamente dall e abitudini del vivere misurato, 1e spese si aumentino con una proporzione imponente. L'ufficia le ogni tre anni avrà di contro le conseguenze di questo nomadismo, se pure nel frattempo non l'incolga qualche lon Lano disLaccamento. Possiede egli., specialmente nella grande maggioranza degli st:-ati inferiori, le risorse per forvi fronte, o non piuttosto ognuna di tali evenwalitù rappresenterà per esso uno squilibrio, il quale si fraduce poi in una somma di privazioni più o meno penose? Risponda la tabella delle paghe confrontata coll'odierne con-dizioni della vita e colle esigenze di deco1•0 cui deve soclr:lisfo.re la classe degli ufficiali. Le maggiori competenze (indennità, soprassoldi), misurate con somma parsimonia e limitate alla durata del viaggio, non contemplano le maggiori spese che precedono la partenza dall'amica residenza e si fanno sentire per qualche tempo nellH nuova finché non siasi incamminati nella via del ~ispa rmio, che clapp_rincipio

non si trova se non dopo ripetuti esperimenti. L'ufficiale se non mancherà dello stretto necessario quando abbia il modo di crearsi e seguire abitudini di vita preveduta e compassata, possiederà poi il superfluo per far fronte al l'ignoto della jnstabiliLà delle dimore e del lusso dei viaggi? E se ciò non fosse, éome certamente non è, non potrebb e per avventura il fatto, combinato colle molteplici pretensioni che si hanno oao-i ufficiali, esercitare una 00 , intorno alle qu&lità deCYJi O in flnenza poco favorevole sul loro reclutamento e sulla professione del le armi in generale? « La situazione « politica dell e nazioni europee, dice il l\iarsellt (,1),_ ren~e « ancora sedur-ente tale profèssione; il sacerdozio nu« litare resiste alle strelte del genio speculatore. Ma « ne conveniamo non potrà resistere a lungo ..... Un « ,uomo d'ingcgo~ può rassegnarsi a mancare del su« perfluo, ma non del necessario. Pur troppo! le co~1~ « dizioni della vita od ierna renderanno sempre pm « difficile il reclutare ufficiali i quali soddisfacciano « ad immense pretensioni . e si contentino d'insuffi« ciente compenso ». Come la mobilità delie guarnigioni influisce sulle ·condizioni economiche dell'ufficiale, così è un aggravio per re masse dei corpi. In marcia, per esempio? i ge~ neri per il rancio si acquistano senza contratto 01 prezzi correnti di piazza, seppure i venditori non profitteranno del passaggio di truppe per rialzarli. Git~nti alla nuo,:a dimora, finché il consiglio d'amministraz10ne non abbrn stipulato il contratto coi provve'ditori, si seguirà lo stesso sistema. Chi non vede quanto da ciò venga da.nno aUe masse d'ordinario ormai già pressochè tulle indebitat~'. Arroge, nelle permanenze· molto prolungate, o sLab1h

(t) ln gim·ra e la .,ua storia Vol.

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IL SISTEMA DI GUARNIGIONE PlÙ ADATTO

si può conseguire uria notevole economia o acquistand0 i mobili, o anche'nell'affitto stesso, il quale senza dubbiò si pat~uis?e a prezzi di gran lunga più modici di quelli _ che s1 esigono per le brevi durate. E il calcolo del deperimento che subiscono nel trasp?rto gli oggetti di proprietà del corpo chi può istiLun~lo? Ognun sa come siano trattati i bagagli sulle ferrovi e ed a bordo. Ho indicato così le maggiori spese che prime mi occorsero a!Ja mente nel pensare al trasferimento cli un corpo, e _vi sarebbe da augurarsi che queste da me enumera te sian tntte. 3. I cambi di guarnigioni come oggi funzionano ognun sa che ci obbligano in caso di mobilitazione a richiamare presso i distretti i riservisti dell'esercito p_ermane?te: Quanto lavoro accumuli cosìfaLta operazione nei d1s1retti in quei critici momenti , e come ritardi l'arrivo dei contingenti ai corpi e per conseg·uenza come trattenga questi dal partire pèr il luogo del· concentramento, ognuno lo conosce del pari. Chi non v_e~e come le gua.rnigioni a sedi fisse rendendo poss1l_Hl~ ~d agevole tale chìamàta direttamente ai corpi el1mmmo una delle principali diflicoltà della mobilitazione, sollevino i distretti da una delle ·più serie preoccupazioni ed i corpi stessi dal distrarre·, quando appunto sentono maggiore il bisogno di averlo presso d1 · loro, un numero abbastanza considerevole di persona_le di ~uadrì per ricevere ed accompagnare questi contmgent1? Senz_a dìffondersì in particolari, , chi non si. accorge quanto colle guarnigioni mobili riescano più lente e più penose I~ · rela2;ioni fra· ·i corpi ed i rispettivi distretti di reclutamento1 Ris petto poi all'adunata dell'esercito nell'attuale sistema dislocazione, senza contare i battaglioni distaccati, sono 19 i reggimenti di fanteria che teniam o

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ALLE CONDIZJONl PO L!TIC IIE E MIL1TA11f D'ITALIA

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in qtÌesto momento nel napolitano e 9 quelli della Sicilia, vale a dire, sommandoli, poco meno di un terzo di tutto l'esercito; quanto tempo nel caso di guer.ra colla potenzialità ferroviaria colà esistente dovremo aspettare prima di avere questo terzo del nostro . esercito sul teatro delle operazioni '? 4. 1 magazzini dei distretti possiedono la dotazione del carreggio ed equipaggiamento da campo per i reggimenti di fanteria e di bersagli eri nel caso di mobi li tazione . Sono responsabili della conservazione di questi O<>'getti o ' e nel momento in cui enormemente si. accumulano i lavori - e basta scorrere il capo 3° del tomo 3° dell'Istruzione per la mobilitazione per persuadersene - hanno il sopraccapo di distribuirli ai co t·pi. La mobilità delle guarnigioni non permette di sollevare i distretti da quest'attribuzione, che affidata ai reo-o·irnenti rendernbbe più spiccia la loro mobilitazione, oo . d. nel tempo stesso che ai disLJ·etti resterebbe agio 1 attendere con maggior probabilità di successo alle mo.Ite altre· operazioni cui tanto affannosamente so no chiamali. Quando si tratta di materiale non può lasci arsi <la banda !'importante questione morale che vi si. conn ette. Il carréggio ed equipaggiamento da campo affidato pe1·manenternente ai corpi che se ne· debbono servire) questi dalla loro sol id itù e perfetta rispondenza . allo ·scopo cui sono destinali trarranno t.rn valido elemento di fiducia nei propri rnezzi d'azione, laddove la sc iati ai distretti, o a qualunque altrò deposito di materiale, il èòmpito si limita nel soddisfare alle esigenze spesso àpparenti della semplice manmenzione. T11 lvolta, a mo' .d'esempio, un po' di stucco e n n po' di vernice nascondono una rupta rotta di un carro che poi, entrati in campagna, fa ~entire tutta la gravità dell'inconve_niente. Senza cercare esempi troppo da lontano, sono


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IL SISTEMA DI GUARNIGIONE PJlJ, AD&TTO

ALLm CONDIZIONI POUTICilR K MILIT,,.\,J\l D'lTl\LIA

notr a questo riguardo i lamenti di qua lche ge'nerale di divisio~e che prese parte alla nostra breve e fac ile spedizione del 1870. 5. Per formarsi u.i criterio del lavorio burocratico cui dà luogo questo movimento annuale di n·uarnigiòne i:, ' bas ta pensare al piano gene rale dì dislo cazione col suo enorme corredo di tabelle , che, per non essere colto alta sprovvista, il Min istero è obbligato di tenere costantemente al corrente. Siffatto piano e siffatte tabelle soggette ad esser variate e rimaneggiate lutti gli anni, anzi due volte all'anno, poi.chè i cambi avvengono con notevole inte rvallo in due periodi distinti, debbono necessariamente esser eagione di fatiche non indifferenti ed assorbire un tempo ed un personale preziosi e meglio uLilizzabili in più proficui serv izi . Oltre di ciò chi può ignorare quanti avvisi, corrispondenze, interpellanze si rendnno necessari fra au torità ll!ilitari e corpi e Ministero~ E lo strascico di pratiche che i reggimenti lasciano dietro di loro ne lle guarnigioni colle autori là. locali? ~: le lungaggini ed i rimbalzi di corrispondenze che generano le incertezze d'indirizzo? I sindaci, le autorit.à civili in genere, con oscono dove va un corpo appena lascia il loro paese, ma in seguito non sanno più in là (ed è un male che la 1;azzetta Ufficiale non pubblichi la tabella della stanza dei corpi) cosicchè seguitano a dirigergli le corrispondenze in quella prima località, ed accade talvolta che il corpo ne abbia già cambiate diverse . Al 6° reggimento bersagl ieri, per citare un esempio, s' ind irizzano ancora lettere in Ancona dopo più di un anno che n'è partito, dopo aver fatta la guarnigione di Spoleto ed esser ora in quella di Treviso.

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Inconvenienti d'ordine morale.

4. Quando un corpo è soggetto al duro fato dello zingaro, non si sentirù mai cittndi no di un determinato paese, non si interesserà mai come di cosa propria in alcuna località, non richiamerà mai su di sè le CQrdiali simpatie, \'affetto sincero di una popolazione, simpatie ed affello .capaci soltanto di creare quell'accordo e quella solidarietà fra gli ordini civili e mi litari onde emana la vera forza del le nazioni. L'instabi lità della dimora rende meno agiata e meno utile la vita dell'intero corpo. Niuno può crearsi le abitudini più confacenti alle condizioni del paese in cui sa di viver la vita, come suol dirsi , di un giorno, trovar modo di risparmiare, di procurarsi le maggiori comodità coi limitati mezzi che possiede; agli ufficiali mancherà l'attrattiva della vita ritirata, l'agio di formarsi un piccolo corredo di libri, di carte, di studiare, e così· per tutti verrà a mancare una. sorgente ricchissin1a di buon umore e d'impegno nell'ademp imento dei pròpri do,'eri, ciò che grande men te contribuisce alla saldezza ed alla prosperità dell' intero corpo. Quel lo che poi costituisce un inconveniente morale il quale merita la sua parte di peso nella bilancia del modo di funz ion~re di un corpo, e dello spiri lo · dei suoi ufficiali, sì è la varietà d'interpretazione dei regolamen ti; la novità d'infinrle disposizioni, grandi e piccine, che s~incontra passando da una in un'altra -guarnigione. Da un reggimento che arriva nuo.vo io una divisione si esige subi lo perfetta uniformità con gli altri che vi si trovano già da l ungo tempo senza pensare che per esso, relativamente alla divisione da

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ALLE. CONDIZlONl POLITlCHE E MILITAfil D ITALIA

IL SfSTEnfA DI GUARNIGIONE PlU ADATTO

cui proviene, può essere cambiata addirittura maniera di vivere. Mi spiego con qualche esempio: in quella divisione era permesso l'uso degli stivali in piazza d'armi, l'uso del la caLenella d'orologio coperta dal lembo della bottoniera della giubba, 1n questa sono invece tutte cose severamente proibite. Colà anche nelle eser·Citazioni di piazza d'a1·mi si doveva seguire un concetto tattico ne lle manovi·e, qua non vi si bada. Qui vige un sistema di corrispondenza opposto a quello cui i! corpo era alLrove abituato; qui v'hanno norme particolari di condotl.a , delle quali non si aveva conoscenza in altri luoghi. Tutto ciò, senza moltiplicar citazioni, costituisce uno stato di incertezze di con' traccolpi che rende penosa la vita di un reggimento nel primo periodo della nuova guarnigione. V'har è vero, per esso l'obbligo di trascrivere gli ordini esistent~, ma le_disposizioni che formarono oggetto di circolanvolantl non Le apprnnde che in processo di tempo colla pratica e fors' anco con qualche rimprovero. 2. I.a permanenza a lle armi ridotta nom inalmente a Lre anni, ma effettivamente a 33 mesi, ha creato le più serie preoccupazioni per l'istruzione della ttuppa. Togliete i. giorni cli servizio di quartiere e terriLoriale, quelli festivi, qualeuno di malàttia, qualcuno di prigione, che cosa resta di veramente utile per l'istruzione del soldato? Sarà molto, anzi il massimo, se si arriverà a mettere in conto due anni. Sono eccessivamente pochi di contro a quant'oggi r ichieggono l'arte militare e la civiltà degli eserciti, di contro alle condizioni generali dell'istruzione del p~ese che ci fornisce l'elemenlo primo, l'uomo, colla legge di le.va. Quella cifra dj due anni non si potrebbe diminuire ancora senza esporsi al pericolo · di possedere ordini militari, che al primo urto si sfascino . Eppure i cambi di guarnigione con un periodo che

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precede la partenza in cui non si pensa più che all'imballaggio di casse, a far fagotti, a disfar casa, e con un altro che segue immediatamente l'arrivo in cui n.on si , attende che all'operazione in versa, tendono a fare discendere quella cifra. Voglio esser parco, ma questo periodo di fare e disfare non rappresenterà mai meno di un mese di spreco, o come dicono oggi, di sciopero nel lavoro dell'istruzione. Lo sciopero in generale è una piaga sociale,. ma applicato in una forma qual siasi all'istruzione dell'esert:ito, è una vera calamità. Noi nelle attuali nostre condizioni non possiamo -gettar via un mese senza esporci ai più gravi _pericoli: ognun sa quanto le interruzioni facciano. perdere di efficacia all'istruzione. li nostro studio dev'essere di lesinare il m inuto, l'atomo se fosse possibile, onde diminuire le sfavorevoli conseguenze della necessità e della ferma ridotta. 3. Il 1\I inistero ebbe già a lamentare la tendenza manifestatasi piuuosto su vasta scala negli ufficiali ad esser destinati ai distrelti, il che significa che questi ufficiali non si trovano più contenti nei reggimenti , ed una delle cause del fatto bisogna certo andarla a cercare nella mobilità delle guarnigioni. 4. Ho detto che nelle caserme e negli stabilimenti affini vedo un importante quesito morale da risolvere, ~ mi spiego. IL morale di un esercito è il risultato complesso di fatti numerosi che sfuggono talvolta alle ricerche dell'osservatore. Quando un corpo abbia la la sua storia scolpita in una caserma, in esso parlerà una forte coscenza della propria personalità. Quando ogni soldato legga nella corte, nei corridoi della caserrna. le gesta del proprio i:eggimento, i fatti d'armi cu,i ha preso parte, ove si è distinto, i nomi dei morti, dei feriti, dei colonnelli. che l'hanno comandato, chi è che può prevedere gli effetti dell'emulazione e come

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IL SISTRllA D1 GUARNTGlON E PIY kDA.TTO

· poten!emehle si assodi lo spirito di corpo? Abbiamo .tanto ammirata In solidità dell'esercito germanico quasichè quella so.lid_ità non avesse la sua grande ragione di essere. Sono appunto questi fatti, è la forza della tradizione messa materialmente di continuo dinanzi agli occhi del soldato che ha contribuito a generarla, l'alimenta e l'assoda. È antico assioma conformato dall'esperienza non meno che dalla ragione che il so ldato si fa nelle caserme, che solo nella loro quiele si abilita alla guerra; non occorre quindi nggiungere altro per chiarire come col sistema delle gunrnigioni mobili non riesca possibile una soluzione in questo senso del quesito delle caserme. Ove la dislocazione dell'esercito potesse assumere un carattere normale e permanente, io penso che tutti gli inconvenienti fin qui esaminati si convertirebbero in altreuanti vuntaggi. Prima d'inoltrarmi a sviluppo.re questa mia proposta, è bene che in via preliminare ne riassuma subito i concetti fondamentali. ,1• . Sebbene l'ideale di un sistema di guarnigione sia provato che oggidì non posso. esse-r che quello il qrrnle coincida col reciutamento ed ordinamento territoriale, tuttavia · dei due termini che costituiscono il problema faccio due questioni distinte da non confondersi punto, almeno per ora, fra di loro. Rispetto le rugioni politiche che rendono ancora prematura per il nostro stato militare la soluzione dell'essenziale problema del sistema territoriale, né di -ciò intendo occuparmi in questo scritto, convinto che tale questione non àbbia men0mamente a pregiudicare -quella delle -gaarnigi.oni mobili che forraa l'oggetto -dc·! mio asstm1f.{).

ALLE GONorzrom P(:}LlT!l:BE E MIL1T4'.,Rl n'JT,ALlA 494 2. Onde recare le minori possibili perturbazioni nell'attuale meccanisrno delle guarnigioni ed evi1are quelle scosse radicali che 1·endono quasi sempre il rimedio peggiore del male, la nuova dislocazione potrebbe introdursi gradatamente contemperandola anche colla vecchia finchè perdurano certe condizioni di civilizznzione e cli ordine pubblico, che fanno clu.ssificare -alcune residenze nel numero delle cauive. Conservando, q uanto più si può, le atta ali sedi, una tabella-tipo cli dislocazione permanente vorrebbe essere -costruita in base ai critel'i ch'esporrò in seguito, ed intanto nulla osterebbe che si potesse dire ai tali e tali altri reggimenti, che han compiuta una cerla rotazione di guarnigioni, che si trovano accoppiati secondo il concelto della progressione numerica - se a questo concetto sì crede utile di ritorno.re nella formazione delle brigate e via dicendo - sappiate che le stanze che ora occupate diventeranno stabili. 3, Le guarnigioni, prendendo per base la densità della popolazione, ,,iccome quella che in ragione dirella esprime meglio che in ogni altro criterio l'umano benessere (1 ), possono class ificarsi in ottirne, medioc1·i, cattive corrispondenti a 100 o più mila, a 50 o più mila, a meno di i.SO mila abitanti. Per le ottime e mediocri non farei distinzioni, giacchè la stnbilità della dimora può rendere .queste ultime, per i conforti che presentano, des iderate al pari delle prime. Si comprende che siffatta distinzione riguarderebbe quasi esclu'sivamente gl i uflìciali, mentre per la truppa, vincoluta ad' un servizio sollo le armi cosi breve, non sarebbe il caso di tenerne eonto.

(~) Non mi fermo a spiegare questo criterio dclh popolazione, poichò si comprende facilmente chr. quanto pì_ù una loca lità è popolata, tanto m~ggiori sono le risorse morali e materiali e quindi gli elementi di .benessere che essa presenta.


192

ALI.E CONDIZIONI POLITICHE E MILITARI D'ITALIA ~ 93 stituiscono la prima arme eseguirebbero un turno di guarnigioni cattive ogni 2:2 anni, quando cioè il corpo degli ufficiali si è già rinnovato due volte, ai 20 reggimenti della seconda toccherebbe quel turno ogni 60 .anni ed in questa cifra entra già come elemento di calcolo il tramonto completo di quasi due generazioni militari. Rispetto ai distaccamenti, per ragione di equità pou·ebbe.ro essere sòmministrati dalle guarnigioni classificate ottime, o col criterio di non allontanarli soverchiamente dalle stanze dei rispettivi corpi, o meglio ancora, come io ho preferito, nello schema di tabellati po che propongo, di alimentare con. le mio·l o iori O"uaro nigioni, considerate anche dal lato della sicurezza pubblica, i peggiori distaccamenti. 01:a che conosciamo il movimento annuale dei corpi si può instituire il computo della spesa che riesce semplicissimo. · li trasporto di 4 reggimenti, valutato in media a 25,000 lire l'uno, costerà '100 mila lire, quello di 60 battaglioni, facendo i conti molto grassi e ritenendo in media 6 mila lire per ognuno, farà ascendere la spesa a 360,000 lire: il costo totale annuo pertanto sarà di lire 460 mila, vale a dire un risparmio sull'antico sistema dal mezzo milione alle 700 mila lire. 4. Veniamo alle caserme . Conforme il nostro conto precedentement,e esposto sono 2500 lire che il Governo, o Je masse dei corpi, cl1e sono in fine la stessa cosa, spendono quasi inutilmente ogni tre anni per la manutenzione delle caserme di ciascun eo.rpo. Prendendo per norma la sola fanter ia e bersaglieri (90 reggimenti), ogni triPtmio occorrono 225,000 lire, ossia 75 mila all' anno. Ora colle sedi fisse assegnando a' reggimenti una sovve!lzione annua di 500 lire al massimo, da dimin~irsi anche dopo un determinato

IL SJSTE~IA Dl GUARNIGIONE PIÙ AOA'fTO

Una massima che stabilisce il cambio di corpo in ogni circostanza di promozione, specialmente dal grado di éapitano in avanti (1 ), farebbe sparire, od almeno renderebbe sensibile ad un grado minimo, questa d i.: stinzione anche per gli ufficiali. Per le guarnigioni cattive continuerei nell'attuale sistema dei reggimenti mobili e dei battaglioni distaccati. Tutti i reggimenti avr-ebbero bensì le loro sedi fisse, ma per turno di tre anni ciascuno andrebbe a fare la sua guarnigione cattiva: sarebbe un piccolo carico che tutti sopporterebbero ad intervalli liinghissirni. Dalla classificazione delle guarnigioni fatta sopra l'ultima tabella delle stanze dei corpi è manifesto che per la fanteria e bersaglieri 105 battaglioni occupano ottime, 77 mediocri, e 98 cattive guarnigioni, alle quali cifre corrispondono rispettivamente 38, 47, 30 squadroni di cavalleria. Secondo il mio concetto si tratterebbe pertanto di provvedere ai 98 battaglioni ed ai 30 _squadroni oggi in cattive condizioni, parte, come si disse, con i di- • s taccamenti, parte con i reggimenti. I battagli.ooi distaccati attualmente sono 60 e g li squadroni 2A: questi andrebbero conservati e elassificati nelle guarnigioni cauive per il fatto stesso de1 distaccamento. (Hi altri 38 battaglioni e 6 squadroni che mancano verrebbero fornit i da reggimenti interi, vale a dire da "12 reggimenti di fan ter ia e . bersaglieri e da 1 di cavalleria ogni tre ano i, il che significa che della fanteria e bersaglieri si cambierebbero i reggimenti ali' anno e della cavalleria 11 solo ogni triennio. l n altri termi ni, i 90 reggimenti che co(~) Al tenente promosso capitano ed a questo promosso maggiore, col cambio di corpo, che li allontana dal contatto di servir.io degli antichi colleghi, si facilita l'esercizio del comando.

ANl';o xx, VoL. m.

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194-

ALLE CONDIZIONI POU'i'ICHE E Mil,I1'Aln D 1l'fALIA

JL SISTEMA Dl GUARNJGIONE PIÙ' ADATTO

num·ero di anni, si conseguirebbero i seguenti Yantaggi: a) Di disimpegnare il genio militare dal volgare ufficio, che ruba sgraziatamente un tesoro di tempo all'istruzione scientifica che è -la vera di quell'arma e cretinizza un numero considerevole di elette intelligenze, dalla manutenzione e consegna delle caserme. .Di non distogliere per commissioni di consegne e per periodi di tempo, i quali sommali insieme rappresentano un valore che merita grandissimo conto, un numero ragguardevole di ufficiali d'altri corpi dai loro naturali servizii; b) Di mett~re in grado i corpi con quella piccola sovvenzione e colle risorse di cui potrebbero disporre (plotone zappatori, economia sull'acquisto della materia prima e sulla mano d'opera), di ridurre le caserme al loro vero ufficio e risolvere così insensibilmente, anzi facendo un'.economia di 30 mila lire all'anno su quello che attualmente si spende senza ottener mai, come già si disse, alcun risultato pratico ('1), quel grave problema morale e materiale che sono per noi oggi le caserme; e) Compiuto l'adattamento di tutti gli stabilimenti ad uso della truppa, la sovvenzione diminuisce, ed allora si vedrà quanti più serii vantaggi risultino in confronto dell'attuale sistema con cui l'adattamento non sarà .mai compiuto e le spese non finiranno mai. Sono ,1ueste per sommi capi le idee che mi guiduno a propugnare l'utilità di ·una dislocazione normale permanente, la quale• vorrei basata sui seguenti criterii: ~ 0 Dei più probabili teutri di operazioni militari

(~) 90 reggimenti a 500 lire ciascuno ne spenderebbero ossia 30 mila meno delle 7li mila che si spendono ora.

-'o mila,

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dedotti dalla configurazione e d/.llla storia del nostro paese; 2° Della potenzialità ferroviaria; 3° Dell'accasermamento ; 4° Delle maggiori o minori facilità che si hanno per l'istruzione; 5° Delle esigenze dei servizio di ol'dine pubblico; 6° Dell'igiene . Pel' noi la direzione degli auacchi più sel'ii e seO'nata da lla frontiera nord-ovest e nord-est: colà avverra~no i nostri _concentramenti, colà, speeialmente nella prima, possedwmo la maggiore produltivitù di ferrovie .. colà trovano Jarga applicazione tutti gli altri criterii accennati: quelle regioni adunque sono indicate come il centro di gravità della nostra potenza militare. La regione Iomhanìa, intermedia fra le due Ù·ontiere (Piemonte e Veneto), dielro la cortina della Svizzera c?n. somma celerità può gittare le sue truppe di guarrng10oc nell'uno, o nell'altro teatro di adunata. · L'Emilia dnll'Apennino esercita lo stesso ufficio; la Toscana rappresenta la riserva strategica a cui verso nord e verso sud di ri nculzo tengono dietro l'Umbria e le Marche. . Roma e provincia, trattandosi della capitale del Regno, e quel che è peggio sguernita di fortificazioni e colla vicina minaccia di una sbarco, ha un'impol'tanza che merita considerazione. I pericoli della lunga distesa delle nostre coste adriatiche non sono molto seri come in generale non pos~ono essere che parziali e molto incerti i risultati di una guerra da sbarchi. li Napoletano e la Sicilia hanno un valore politico di cui è d'uopo tenere gran conto. · Per la Sardegna dovrebbe completarsi a diriHura il sislerna territoriale già sbozzato e sopprimere quella piccola guarnigione mobile ancora esistente e che in


196

IL SISTEMA DI GUARNIGIONE PIÙ ADATTO

fondo, per la sua tenuissima forza all'alto pratico non potrebbe essere di alcun utile effetto. Del resto il presidiare normalmenle le località di frontiera è consigliato anr.he da un'altra validissima ragione. In uno di quei periodi di tensioni diplomatiche in cui la probabilità di scongiurare una guerr:a non sia ancora scomparsa, fate dìmandare un reggimento a Susa, o in Aosta, o a 13elluoo, o a Cividale, ecc., sarà subito interpretato per una provocazione, una minaccia; e questa semplice misura di precauzione può dare il tracollo alla bilancia. Se invece questo reggimenLO vi starà di guarnigione sin dal tempo di pace, non sarà più uno stecco negli occhi d'a lcuno. li nuovo aggruppamento dell'esercito, eseguito a seconda dell'importanza delle diverse regioni e senza punto alterare l'economia dP.ll'attuale circoscrizione territoriale ed il modo ùi funzionare dei comandi generali, di divisione, ecc., rappresenterà col numero dei reggimenti, col materiale e coi servizi accessorii l'intelaiatura delle grandi unità nella loro formazione di gue rra, le quali al momento del bisogno si avrebbero subilo alla mano, e con quanta utilità ognun lo comprende. Cosl, regione per l'egione, io vorrei: In Piemonte il6 reggimenti fanteria, 2 di bersagliéri e 5 di cavalleria; · Nel Veneto 16 reggimenti fonleria, 2 di bersaglieri e · 5 di cavalleria; Irr Lombardia 8 reggimenti fanteria, 2 di bersaglieri e 5 di cavaller·ia; Nell'Emilia, 8 reggimenti fanteria, 2 di bersaglieri e 2 di cavalleria; In Tos~a na, Umbria, ~forche, '12 reggimenti fanteria, 2 <li bersaglieri e 1 di cavalleria; A Roma e provincia, 8 reggi menti di fanteria e 4 di cavalleria;

H)7 Nel Napoletano, 8 reggimenti di fanteria. e ·1 di ·cavalleria; In Sicilia, ,~ reggimenti di fanteria. L'addensamento della cavalleria nell'Italia continentale si spiega dall'estrema esiguità numerica di quest'arme nel nostro esercito e da lla necessiLà di averla subito tutta proni.a per iniziare le operazioni di campagna. Oltre di che si è tenuto conto delle maggiori risorse che questa parte d'Ital ia offre rispetto ai (oraggi, alle caserme ed ai mezzi d'istruzione. I reggimenti bersaglieri, che sono destinati a neutralizzare in certo modo il pericolo della deficienza di cavalleria, han trovato Lutti posto per ragioni analoghe in questa parte della penisola. Il mio esame non si occupa che di fanteria, bersaglieri e cava lleria, sia perchè sono le armi più soggette a cambi di guarnigione, sia perchè all'artiglieria, al genio, ecc., più facilmente può imprimersi carattere di stabilità. In ogni modo è miturale che la mia tabellatipo meriterebbe di esser completata anche con queste armi, come è del pari naturale che io non intendo .offrire Cl)n essa una soluzione assoluta, sibbene una delle molte possibili a cui si presta l'argomento. Ai criteri ed alle consideràzioni che venni svilup-_ pando metto ora di contro lo specchio della ALLE CONDJZTONI POLITICHE E Ml~ITARl n'ITAUA


198

IL SISTEMA DI GUARNIGIONE PIÙ ADATTO ECC.

lJislocazione cd tttale.

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Sarebbe superfluo il dimostrare come cosifatto aggruppamento, consiglialo d'altronde da esigenze di varia nalllra, non risponda a quei criterii ed a quelle considerazioni; quindi senz'altro, compilato sulla base di questo specchi o, presento il mio schema cli tabella della dislocazione normale e permanente, la quale, a mio avviso, r app resenta il sistema cli guarnigione più adcitto alle condizioni polt'ticlie e militari d'ltali'a, ciò che per l'appunto m'ero proposto di chiarire col presen Le seri tto. Non mi dissimulo di aver sollevalo una questione quanLo altra mai spin osa ed in cui considerevole sarà il numero dei dissenzienti. Mi sarò ingannato, ma a me questo studio si è offerto sotto tale aspetto di serietà o di utilità che mi vi sono messo con coscenza, con convinzione e con tuu e le risol'Se di cui posso disporre.

DI

DISLOCAZIONE NORMALE E PERMANENTE


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1101•n1au, e per1nanente (1 ).

FANTERIA E BERSAGLIERI

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CAVALLERIA

-

Località Località t.ocalità e numero e numero e numero Sedi Sedi delle sedi delle sedi -dei reggimenti dei bauagliooi pe1·manenti permanenti degli squadroni distaccati d1 reggimento d i reggimeuto

REGIONI

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Vicenza "Padova 1 Verona 1 Udine 'Pu lmanova 1 Pordenone 1 Conegliano •rreviso 1

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Piemonte

Veneto

Alessandria 6 Tcrino 1B Toriuo 9 Voreelli 6 1 Genova Cuueo 4 Saluzzo Ivrea 3 Vercelli 3 Sa vigliano l'ìovara 3 Savona 2 Voghera ·onelia 1 ·Aosta 3 Novi :i "Lecce l Susa 3 "Fossano 1 da Milano ·Nocera 1 Padova 4 Vicenza "Palmanova 1 · Chioggia l Verona *Capua 1D Verona 9 Udine Peschiera 3 Mantova 3 Pordenono ·Gaeta 1 Venezia 3 Conegliano Udine 3 Treviso 3 • Aquila l Cividale 3 Belluno 3 Vicenza 3 Legnago 3 _c... u1rgent1 1 ~ 9 Milano •pjzzigbctt. 1 Brescia 3 Lodi 3 Cremona Bergamo 3 Brescia Pavia 3 Crema 3 Sondrio Ferrara

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Le località. controdisl.inte con asterisco, indicano i distaccamenti tanto di reggimenti, quanto di battaglione.

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Se,gue

TABELLA. di dislocazione 11orn1ale e pc1•1nanente.

FANTERIA E BERSAGLIERI Località e numero delle sedi pe1·manen ti di reggimento

REGIONI

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reggi_me_nti e batta.gllom. d1sfaccat1 ora provv1 so1•1;,u~ente !11 iueste provrnce e1n ici lia per ra;ioni di ordine pubblico, nel caso di una a dunata generale del!' esercito verrebbero ritirati im mediatamente prima ancora che comincJi il i rande movimento tenovial'io; lasciando agli altri con sedi p ermanenti tttUo il carico del se1•vizio. Anche<1uesti ultimi raggiuoger~bberopoi quanto plll celeremente fosse ~ossi bile, il teatro del e operazioni non appena compiuta la mobilitazione dei battn.<>!ioni di mi lizia mogilc de ll'Alta e Media ItalJa destinati asur-

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' Fano 1 'Macerata 1 Ascoli P 3 ' Teramo 'l Napoli 9 Caserta Caserta 3 Salerno 3 Chieti 3 Bari 3 Foggia 2 • Lucera 1 ~Lecce '1 ·J3rindisi i ' Trani 1 · No<,era 1 •campo basso 'l "Potenza 1 ' Capua 1 'l ~.a itondo *Pozzuo li ·l ' Avellino '1 ' Ganta 1 "Portici l " Benevento 1 • Aqu ila 1 ~solmona 1 · Pescara ·l • R eglti.Q._C.. 1 "'ll[J:i~~~ - rcastrov d arfl •Catanzaro 1 "Nicastro 1 ' Boronis·si 1 da. Brnscia Roma 11 Rvrna "Civita Cast. 1 •Frosinone 1 -,.Terracina 1 ·Tivo li 'l Viterbo 3 Velletri 3 Citilmeebia :3 Palermo 6 -

-

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-

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Località e numero Sedi de lle sedi J.lermanenti degli squadroni d1 1·eggimeuto

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LA QUESTIONE IPPICA lHSPETTO ALL'ESERCITO

'LA QUESTIONE IPPICA RISPETTO ALL'ESERCITO

La forza militare dipende in non piccola pa,te .Jall(t qualitit dei suoi cavalli per l'esercito.

Penetrato dell'idea che la quistione ippica voglia essere in gran parte risoli.a per opera del Ministero della guerra, ed inco raggiato eia altri consimili scritti testè pubblicati in proposito in Iwlin e fuori, mi accingo ora a qui esporre alcune mie idee, le quali mi sembrano atte a risolvere nel miglior modo e colla maggior sollecitudine siffatta importantissima questione. E senza ulteriori preamboli entro tosto in materia. Il ~Iinistero della guerra, compera ogni anno 2500 cavalli di pronto servizio e circa -1500 puledri pei depositi d'allevamento (·1) . ·

(,i) Può essere che queste cifre siano di alcune centinaia maggiori del vero; ma debbo partire da .questa base: ·1' percbè in essn devono figurare, almeno finanziariamente, anche i cavalli delle 1, 2 legioni di carabinieri, i quali, sebbene non provvisti per rimonta ordinaria, sono pur sempre a carico del bi!ancio della guerra; 2° perchè non è illogica la previsione, in un tempo più o meno rimoto, di un aumento di cavalleria proporzionatamente al grosso dell'esercito cd alla rimonta di altre potenze, come della Francia e della Germania, che è di circa 7000 cavalli; 3° perchè ho anche voluto farmi le maggiori diflì.coltà, ben sapendo che quanto minore sarà il bisogno di cavalli per rifornire l'esercito, tanto più facile di verrà l'attuazione del mio progetto.

205

I 2500 cavalli di rimonta, unitamente ad un altro mi-· gliaio che esce annualmente dai detti depositi, servono a mantenere la cavalleriH, la fanteria, il genio, e la categoria ·così detla dei cavalli d'agevolezza per gli ufficiali di ogni arma. Dei ',1500 puledri un migliaio sono destinati aJ deposito di Grosseto e circa 350 a quello ·di Persano. Tutti questi cavalli importerebbero una spesa complessiva di 3 milioni, calcolati in media .a 900 fr. i .ca-: valli fatti e a 500 i puledri non minon di 3 anni d1 età. Di questi 3 milioni, 2 ¼ sono portati nel bilanci0 della guerra per la rimonta ordinaria, e gli altri 500 mila fr. saranno, credo, destinati al fondo rirnonte pcl corpo dei carabinieri. · E malgrado un tanto dispendio siamo noi pur troppo ben lontani dal poterci dir·e ben montati; e malgrado altra spesa di quasi un milione, assegnata dal ~lini• stero di agricoltura, industria e commercio pel servizio ippico dello Stato, non si può tampoco sperare un miO'lioramento per la nostra condizione cavallina; av-. b vegnachè, se non si cangia ordinamento e se non s1 fa subito qualche cosa di più per l'incoraggiamento della produzione indigena, ra nostra rimonta, che viene già fatta in gran parte all'eslero, finirà per divenire quasi in1.ieramenle estera con sempre maggior danno della slessa produzione interna, la quale va ognora srmttendosi per difetto di tornaconto. R se così. è in tempo di pace si può ben pensare che cosa avverrebbe allo scoppiare di una gue1Ta, quando improvvisamente ci ven1ssero chiuse le porte degli altri Sta ti all'esportazione equina l Sta bene che si asi per ciò preparata una legge di reclutamento e di requisizione, con cui si dovrebbero trovare, in caso di mobilitazione dell'esercito 59,850 quadrupedi; ma quando questi non ~i siano effettivamente non si potranno certo improv-


206

LA QUESTIONE IPPICA

visure, sebbene la legge abbia avuto il diritto di supporne l'esistenza. Ed io credo, mio malgrado, che ad un subitaneo bisogno si stenterà a metterne insieme un 25 mila, quantunque nel 1866 siensi potuti raccozzare 83 mila equini, fra cavalli e muli, essendo da quell'epoca assai peggiorata la nostra condizione ippica e per qualità e per numero. Il problema attuale sarebbe dunque di incoraggiare la produzione indigena in modo da renderla al più presto sufficiente al bisogno, almeno per quanto riguarda la difesa nazionale. Credo io pure che col tempo e con vistosi capitali molti si sentirebbero di. sciogliere il grave quesito; ma la maggiore difficoltà sta appunto nel far più presto e con minori sacrifiei; la qual cosa io penso si possa raggiungere mediante un mezzo di incoraggiamento, che nel caso nostro potrebbe anche riguardarsi q'ual misura radicale. • luno-he Io ci ho pensato sopra alcun tempo e dopo considerazioni appoggiate ad indagini e dati pra~ir:i abbastanza attendibili, ho acquistato il convincimento che se noi avessimo quattro depositi d'allevamento capaci di .2/SOO puledri ciascuno, avremmo già fatto molto e compatibilmente abbastanza affine di poterne in pochissimi anni sperare l'emancipazione dall'esLero e per la rimonta ordinaria e, starei per dire, anche per la guerra, almeno molto meglio. che al presente. Bisogna partir dal principio che, in fatto di cavalli, ai privati conviene più la produzione che l'al levamento, ed al Governo conviene meglio questo che quella. Si dia adunque a ciascuno la propria parte nel difficile còmpito della moltiplicazione e 1niglioria cavallina; faccia ognuno quanto glì è possibile nella sua sfera d'azione e non si dubiti menomamente del miglior risultato.

207 Or bene ecco quanto si dovrebbe fare dal lato dell'amministrazione militare senza entrare nel campo ' della parte civile, cui riescirà anzi q~~lla, ind~retta: mente, di t,o-rande aiuto col renderle. prn. efficaci tutti • . .. gli altri mezzi di produzione basati sui prmc1p11 zootenici di incrociamento e di selezione. Premetto però fin d'ot·a che le spese che verrò additando pel maggior numero dei depositi e dei pule~ri sono qui portate al mawimiirn nel disegno d'un magg10r incoraggiamento all'ippocoll~ra nazionale. M~ tene_ndosi strettamente al puro b1sogno annuo dell esercito le stesse spese sono suscettibili d'una grande riduzione, .come si vedrà in progresso e all'ultimo della presente Memoria. Dato dunque che occorrano annualmente ~500 r.a~ valli di rimonta il Ministero della guerra aggmnga a1 ,d ue o-ià esislenti altri due depositi d'allevamento da stabilirsi uno in Sardegna per raccogliervi i puledri delle razze siculo -s:Jrde, cd uno nell'alto Veneto per quelli dell'Italia superiore. Per ciò fare è _d'uopo che il Governo ecciti le provincie interessate dt quelle regioni ad accordarsi fra loro per forn!re una _G?nv~~iente località con adatto fabbricato, obbhgandos1 11 ~lrn1stero della guerra· a provvedere,· come di rag~one, al pe~-: sonalc ed alle spese tutte dell'esercizio de1 due depositi nuovi ed assumendone egli stesso I.a responsabilità .amministrativa, come fa ora pei due già in vigore. E siccome per lo scopo di codesti istituti n?n occorrono terreni rnolto feraci e di siffatte terre non è difficile trovarne in Sardegna come nel Friuli, così io penso non sia tampoco difficile. _d'ottenere ~vi l'intento in vista del marro·ior vantagino che ne ndonde>:>o . ..., rebbe a quelle provincie col farvi prosperare l'industria ed il commercio cavallino, giacché ivi si difetta .alquanto d'altre risorse industriali e commerciali. RISPETTO ALL'ESERCITO


208 LA QUES'1'10NE 11'1.'TCA Riguardo all'istituzione de'nuovi depositi la maggior difficoltà si presenterebb0. forse per quello del Veneto; ma io crederei di far torto al patriottismo non che alla nobile passione equina insita in quelle buone popolazioni se dubitassi menomarneote · che esse non fossero capaci di superarla pel' non lasciarsi sfuggire la propizia occasione di veder sorgere colà ciò che fu sempre reclamato dai loro più eminenti concittadini e riconosciuto necessario dall'università delle ippiche intelligenze del giorno. So anzi che una Commissione governativa fece nell'agosto del ·I 874.. degli studi sul luogo, e raccomandò caldamente nel suo rapporto l'istituzione d'un deposito nella regione Latisana, fra il Tagliamento e le dune del mare, dell'estensione di circa 2000 ettari. Quanto alla Sardegna non è il caso di dubitarne, poichè, ~ peggio andare, la R. Tanca potrebbe convertirsi in un deposito abbastanza vasto per soddisfare allo scopo. Se non che venni informato da gente dell'isola e da ufficiali superiori pratici dei luoghi e della materia che sarebbe ancora più conveniente per un deposito d'allevam ento la tenuta. così detta la C1·ucca presso Sassari, la quale, essendo ora d'una società agricola. in via di sc ioglimento, a quanto si diee, riescirebbe di facilissimo acquisto all'amministrazione pubblica del luogo. E qui pure una. Commission e ministeriale colà spedita nel 1868 trovò assai conveniente l'impianto di un deposito, consigliando persino od alienare la R. (l'anca pèr far fronle alla spesa d'acquisto della Crucca, il cui proprietario, non sarebbe stato alieno dal farne anche la permuta con quella. Nel rapporto di questa Commissione si fa osservare che la Crucca dà i prodotti sardi di moggior statura: e vi si dimostra con dettagliato còmputo che i cavalli ivi allevati verrebbero a

RJSPET'tO ALL'ESERCITO

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'209

costare da 450 a 500 fr. compresa la compra, e dati in terraferma: e dallo stesso rapporto, 24 marzo dello anno, risulta pure che quella tenuta è di 1500 ettari, cinta e suddivisa da serrate della lunghezza. di GO chilometri. D'altra parte é ora più che mai opportuno di dover contare anche sulle dette razze siculo-sarde atteso il nuovo sistema <li guerra, pel quale occorre più essenzialmente cavalleria leggi era e velo.ce che pesanti masse e com pn tte. Senza dubbio si troverà esser troppo distante la Sicilia dalla Sardegna per farne in questa un sol deposito d'allevamento. Ma nulla osta in ogni caso che i Siciliani si diano un deposito proprio per le loro razze; ed in allora si farebbe per 5 il riparto che io per orn ho creduto fare per 4-, senza che cangi per nullo. l'entità della mia prorosta. La tenuta di Persano, è rnstissima. Nel 4869 ·altra commissione governativa fo mandata sul luogo e riferì fra le molte altre cose che l'estensione di quella grande proprietà è di 3500 euari (35 chilom. quad.). Ma rnalgr.:ido una così ampia superficie essa non ha finora potuto conteuere che 700 puledri, constando pel' 7/ 1~ di bosco d'alto f'usto o fitta maccliia; però ridotta a pascol i e colturn, come non è difficile e si sta appunto facendo, ella è suscettibile cli dare ricetto in poehi anni a ben più di 2500 puledri. E ~entrce scrivo vengo a sapere che in quest'anno stesso si porterà probabilmente la forza a •1200 circa. Jl deposito di Grosseto poi, se è vero quanto mi vien ri fe rito, rnan~iene giù 1800 puledri e ne riceve ogni anno poco meno di un migliaio, onde non sarà difficile far sl che in breve tempo anche questo deposito si possa rendere capace del voluto numero di puledri, molto più che la della forza di 2500 non si completerebbe che al 3° anno, come ora vedremo. ANNO

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210

Insomma è di assolula necessiLà che,. se la Prussia possiede già '13 consim ili deposi ti militari (4), 4. almeno ne abbia l'llalia che trovasi in così trisLi condizioni cava lline ed ha una ben maggiore varietà di climi per la sua oblunga configurazione e giacitura sopra una linea quasi meridiana di 1345 chilometri per una larghezza di 200. Ciò stante, cioè stabiliti tali deposi'Li, il Ministero della guerra a mezzo di commi ssio ni permanenti od incetta continua ' (2) c:ompri ogni anno 5000 puledri da 2 a 4 anni d'eLà (3500 in più di quelli che acquista di presente) e li mandi ai deposiLi d'allevarnento. ln ogni deposito i pu ledri sarnnno distinti per età in. 3 br~inchi o g ruppi dei cinali uno di ~. uno di 3 ed uno di 4 anni. · Da calcoli approssimativi risulterebbe che, ded·ouo il pres~ntivo N. di morti e mal ries,citi in proporzione del 30 0/0 per tutto il tempo che resteranno in deposito; un 3° dei puledri rimasti, cioè il gruppo più avanzato d'età, deve uscire nel 4° anno; il successivo nel 2°, e l'ultimo, vale a dire il gruppo dei puledri che al ·1 ° anno aveva 2-i- mesi, usci rà nel 3° anno, avendo allora raggiunto l'età di 5 anni. Le seguenti ta beli e di progressione ci darnnno un'idea più pratica Jella cosa. (1) Tali depositi servono colà per la rimonta e l'educazione militare dei cavalli. (2) Vedi la mia P·roposta di, modifica;;ioni net servizio foraggi e· rimo1rta. Bologna {873 .

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UISPETTO ALL'.11.smtC tTO

LA QUESTIONE IPPICA

1° anno 1876

2° anno 1S77

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,1° anno 1870

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I numeri 2, .3, 1 spat·si nelle colonne rappresentano gli a nni d'età doi

pulcdr1 d'ogru gruppo.

Supposto dunque che nell'autunno 1876 siasi com pletato il N. di 1250 puledri, che è la quota anoua d'ognuno dei 4 deposi ti (tabella A), nella primavera del 2° unno '1877, usciranno quelli del 3° gruppo; quelli del 2° diventeranno dd 3° e quelli del ~0 passeranno al 2° (tabella .8) ('1). · Nella primavera del 3° anno, 1878, per lo stesso ordine dì successiope, il 3° e 2° gruppo suranno usc1t1 e non resterà. più che un sol gruppo di questa 1" serie (tabella C). E nella primavera del ·1 8,9 uscirà quest'ultimo che nel 1876 era il ,1° gruppo. E così in 3 anni, non contando quello dell'impianto , uscirebbero tutti i ,1'.250 pulédri divenuti cavall i. Ma siccome se ne saran comperati altri 5 mila ogni anno, così avr:emo nel ·1 876· (tabP,lla A) semplicemente 1

1

1

(~} Siccome .le nascite cavalline av vengono generalmente in prim:i.vcra, così si suppone che i puledri stati comperati a 4 anni d'età ne abbiano in autunno 4 '/i e possano quindi uscire nella. susseguente primavera come cavalli fatti.


• 1

:212 LA QUES'I'IONE IPPICA rappresentati 1 3 gruppi della 1" serie: nel 1878 (tabella B), vedremo uscito un gruppo di questa ed entrati i 3 gruppi nuovi rle lla 2• serie: nel 1878 (tabella C) resterà un sol gruppo della la serie, due della 2" e saranno succeduti i tre gruppi della 3" serie : e nel 4879 (tabella D) non rimarranno più cavnlli delia ,1a serie, resterà un gruppo della 2a e due della 3a e compariranno i tre nuo vi gruppi della 4" serie od incelta: e così si continuerà la rotazione dei depositi per tutti i successivi anni. Chè se, semplifieando la stessa figura, sostituiremo alie .cifre dell'età <1uelle del N. d'ogni gruppo di puledri, che deve essere di ,U7 o quasi, noi avremo il seguente risultato, sempre considerato sopra un solo deposito. DATA

1876 1877

1°

2°

anno

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417 4,:17 4,171 417 4.17 I 417 417 117 ))

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mediatamente successivo all'anno in cui si sarà 1mziato il nuovo ordinamento (V. Specchio pag. 222). Per tal modo in poco più d'un triennio avremmo assicurata la nost ra ind ipepdenza militare per la rimonta annua; ed in progresso cli tempo potremmo risparm iare qualche centinaio -di cavalli per ogni anno; avvegnachè, migliorandosi sempre più la nostra situazi9ne equina in numero non solo ma anche io qualità, grazie allO' smercio dei puledri ed al crescente interesse della produzione, è probabile, per non dire assolutamente certo, che fra qualche anno oltre il 1° trienn io, sia per la diminuzione delle perdite mercè il continuo bon ificarsi della produzione (1), sia per un graduato sviluppo della popolazio ne equina dei depositi, i medesimi, se ben rego lati e diretti, potrebb~ro somministrare, non solo i cavalli di rimonta, ma parecchie centinaia per ogni deposito dn vendersi annualmente. Ed in questo caso si avrà l'avvertenza di vendere preferibilmente delle femmine per la produzione; poichè queste essendo state meglio allevate (2) diverranno man mano i migliori elementi della selezione. E come da·cosa nasce cosa, così dalla prosperità dei depositi dipenderà in gran parte la fortuna del nostro commercio equino siccome questo aiuterà il successivo ingrand imento e l'economica. condizione di quell i: insino a che gli stessi depositi diverranno altrettanti distretti equini che, a guisa degli attuali distretti militari per la som ministranza d'uomini e di materiali a 1

anno

4.17 4'17

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417 417

1 4·17 417 417

Dal che appare che, se veramente ne fosse uscito un terzo per anno, nel 1869 sarebbero usciti tutti i 1250 cavalli della ,1• compra o serie: mo, comè già dissi, havvi ancora a dedurre il 30 0/0 delle perdite cioè N. 375 cavalli in meno, i quali riducono il ricavo netto di un depos ito da ·1250 a 875 cavalli effettivi; Quale cifra moltipli cata pel N. stesso dei deposi ti ci darà un ammontare di N. 3500 cavalli disponibil i, che avranno somministrato e somministreranno ann1Jalmente i_ 4 depositi a cominciare dal 1° triennio im-

iH 3

RISPETTO ALL ESEBCITO

1

1

I

(·1 ) Ho portato al 30 °lo le perdite come maximum appena suppo- · nibile, mentre una Commissione inviata in Sardegna nel ~ 868 per esaminarvi l'impianto di un deposito puledrt ha dato nel suoi còmputi solo il 5 ¼ delle perdite stesse. (2) l depositi dovono essere i modelli dell'allevamento..


RISPETTO ALL'ESERCITO

21,i.

LA QUESTIONE IPPICA

le ar~i, forniranuo essi pure i caval li necessarii 10 tempo dt pa_ce; e quelli che ne usciranno venduti sa ..anno. ~ome inviati in congedo illimitato ed a profillo per rnt~nlo ?ella produz1one·nnzionale essendo in g:an parte fcrnmme, come dissi poc'anzi. Ed in caso d, guerra, so;;pese. le vendite ai depos iti e riattivale le: c?mpre per ogni dove a mezzo del reclutamento si_ g1ung~rà a realizzare prestamente un certo n umer~ d1 cavalli che col solo ordine di cose ora vigente sarebbe vano sperare. .. 1'1~ ora mi ~i ~hiedcrà: << come potrete voi troval'e o rr_i1la pul edn discreti da comprarsi annualmente in I'.alra se essa non pub ora quasi fornire la metà della rimonta ordinaria cli 2500'1· Come ,51· può co n,p rnre se . . prima non si produce?» . Anzitutto farò osservare che qui non si trallerebbe d1 provvedere cavalli /atti ma puledri da,· 9 . . d' à · · ' ... anni et srno ~1 ,i,; . infelici puledri che vanno ora miseramen te ~crn~aLI e per il pessimo allevamento, e per le.. precoci. f.:t1che cui si s_ottopongono anzi temp o sacnfìcandol1. ud u~a f~lsa .id ea di tornaconto. E per sapere qu~nt1 ve n abbia d1 questi in Italia non abbiamo c!1e. ad rnterrogare le Comruissioni di rimonta le guaii e,_ diranno che nell'ultima incella avvenne qual~he volta d, _non poter ~ccettare che 5 o 6 cavalli sopra centina'.a present~t1, _causa il Jor:o_degradamento congiunto alla poca atlltudine al servlZIO. Ed io non duro fatica a crederlo, essend_o pur ~lato alla. prova di qualche rimonta sebbene 10 tempi alquanto migliori ('I) . ~ulte

(I)_ Nel_Veneto Jl. e. erano una volta molto accreditati i cosi detti ratt avi· pe~ la ~,monta de~ ~ 869, della cui Commissione io faceva pur parte, noi tro\a~mo c~la uo gran numero di cavalli così degenerati dio non se no pote acquistare nemmeno uno. Afannot.ti · . delle basse dcll'~gro adriano · Ma i11 l1n'cs", urs1onc

·

215

Anzi egli è qui appunto che poggia uno dei più gran vantaggi che dovranno derivare dal proposto sistema alla selezione ed all'esercito, quello cioè di salvare un gran numero di puledri e.be sarebbero destinali ad esser giù Yecc:hi e logori prima d'esser cavalli /atti. Ed ecco la ragione per cui molti sono i puledri di uno in tre anni, ma assai pochi in proporzione i cavulli di servizio. Sarebbe poi an cora meno difficile di giungere al voluto N. di 5 mila puledri do acquistarsi in paese se le compre potessero aver luogo durante lutto l'anno pel' via delle Commissioni permonenti, come da mia proposta avanti citata. Ne abb iamo la prova nella seguente induzione che si può trarre dal palrimonio ippico di lnllo il regno . In una statistica pubblicata del mnistero d'agricoltura nel 1872 sono dati i cnvalli esistenti in ltalia in numero di 4.;H ,UM; e gli ibridi (mul i ed asini) di 6'2\J,74-9, totale 1,050,81-5. Ma, mancando ancora le schede cl i alcune provincie, e perciò non essendo quella statistica abbastanza esatta, venne poi nel successivo anno rettificala; ed oggi si porta definitivamente in numero dei soli cav alli a 5,0,000. Togliamo _ i 70,000 che costimiranno presso a poco la cifra dei cavalli importali , cioè di quelli che esistono nello $Lato ma non vi so no nuti, resta un effettivo netto di 500,001) cavn lli indigeni. Ora da culcoli approssimativi e py·atici, fornitimi da uno delli stessi compilatori della statistica, risulta che sopra l'ora detto numero di cava lli esistono circa 53,000 puledri dell'età di 2, 3 e· 4, anni, come abbisognano al mio piano. Supponiamo pur dunque che di questi 53,000 una buona metà non sia acceuabile nel cuso nostro, il che si può appena pensare, essendo i motivi di sca1'lo sempre minori nei· puledri che nei cavalli


216

LA QUESTIONE IPPICA

fatti, egli è positivo che rimarranno ancora più di 26,000 puled ri sparsi, su cui potrà comodamente cadere la scfllta pe1· la nostra incella. nia nmm clliamo pure la possibilità di una maggior riduziune nel predelto numero slatislico dei e;api r,avallini dai 2 ai ,i ann i d' età inclusivamente, non sarà però mai nemmeno a dubitarsi di poter trovare i 5000 di cui è caso, se pur tulli ci potranno abbisogn~re , come accennerò più innanzi . Ad ogni modo però sarà utile misma di renderne ogni aono anisati gli alle,·alori, pubblicando in primavera per tulli i comun i rurali un vistoso manifesto i nd icante il numero dei pu ledri da incettarsi , la lot·o età minima e massima, il prezzo, cui verrebbero pagati ed il luogo ri spettivamente fissato per la loro presentazione. In pari tempo si dorrà fai· conoscere e raccomandare la norma pi ù fon damentale dell'ullevamento equino, 4uello cioè di nutrir bene e possibilmente a grani i pul ed ri 11rl 1° anno d'elt.l in cu i ha luogo il loro maggior sviluppo osseo; cond izione questa non poco importanlc, che stabilirà il criterio delle Commissioni pcl maggiore o minor apprezzamento dei medesimi. Si avrnrtirà infine di far caslrare i puledri avanti i due anni d'età; e ciò 11° perché essi prenderanno cosi maggior sviluppo nelle parli posleriori, i D partirolar morlo di anca e di groppa; 2° perchè la castrazione eseguita sul luogo stesso in cui nacquero i puledri e vissero la loro pl'ima età riesce mollo pi1'1 felic e ·a ando luogo a perdite insign ifican ti, laddorc presentemente è forse causa del maggior aanno. llisulla dunque dal fin qui detto non essP-r punto difficile trovare nello Stato i 5000 puled ri che ci occorrono. lfa, dato e non concesso che non si potesse nel 1° anno fo.cilmen le raggiungerne il completo numero allo

RISPETTO ALJ.'ESERClTO

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ìnlerno, si potrà all' epoca voluta comprare all'estero non solo cavalli, come si è fatto sinora, ma ben'anche puledri conveni enti per fare un buon fo~do n~i distre;li equini, il quale ridonderà poi a mngg1or utile dellesercito e della stessa produzione nazionale, che potrà così a suo tempo fru ire di qualche miglior elemento di riproduzione, come ho dello poc'anzi e toccherò ancora fra poco. A tale effetto si può ricorrere nll'Ungheria dove già s'incetta una considerevole parle dcll.~ rimonta; essendo quei cavalli riconosciuti più acclimatabil( ~tle~o !a lo~o natura più conforme a quel la dei cavalli 1Lal1anr e più consona colle nostre conùizioni cosmo- lclluri che. Quando poi si vecll'it che l'anim inistrazione . mi~itare compra davvero su larga scala, anehe puledn d1 due ann i d'età e li paga, un o sull'al tro, 600 franchi, oh! non si dubiti punto che il paese non abbia a scuo:tersi bentosto dal presente indifferentismo e trovare 11 suo tornaconto a produrre czian dio dei cavalli per la. stessa rngione che dal 18'i0 in poi seppe produ.rre e quasi duplicare il n umero dei b~vini s~n~a che ti G.ovcrno sia.si da.to tanto pensiero de1 lol'O up1 prod ullor'. e di tanti mezzi d'incoraggiamen to direlli ed i_ndireltt. Non debbo qui nascondere ch e allra volta 10 proponeva un maggior prezzo rimuneratore pei puled ri da acquistarsi dall'Amministrazione del_Ia guerra. ~la, oltrecché è pur forza modifìcarr. le esigenze se si vuole che il Governo nelle presenti strettezze possa fare qualch~ cosa di più, devesi anche considerare che allora si trattava di puledri di 3 anni e non di 2: e c~1e, se ~resentemente si pagano in media 500 franch i da 3 m ~ ann i, é O'ÌÒ. un bel vanlaggi o pei produllori il vederseh pagare 600 dai soli due anni ai /1: d'età. An~i io c~'e?? sia più conveniente ai proprietar·i di puledrt stallrn1 1~ potersene liberare al 2° anno che farne 200 fr. dt


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LA QU ESTIONE IPPICA

più~ tenerseli fino al compimenlo del 3° anno che è il più cri Lico e dispend ioso della 4a età del cava llo . Ciò ridonderà pure a vantaggi1) della moltipli cazione, poichè gl1 al levatori equin i più presLo venderan1io i loro puledri, più presto ne foranno riproùurre e in maggior numero. E qui è naturale mi si obbietti ancora: ma se il Governo compra soli puledri, che cosa faremo poi dei cav.illi delle razze brade? Se ngli allevatori di cavalìi stallini può meglio conven ire vendere i puledri che i cavalli fatti non è così certamente pei proprietari delle grnnd i razze libere, cui costa pochissimo l'allevamento .. ... ! L'osservazione è giusta sino ad un certo punto; anzi io sarei ben lieto che ques1e buone razze, le quali for rnn no ora la mig lior riso rsa eq uina per l'esercito, potessero continuare a somministrarci i loro eccelJenti prodot ti. nla egli è purtroppo a temere (:be esse sieno destinate a scomparire in un period o di tempo più o meno vidno a causa dell'incalzan te progresso d'agricoltura generale e dell'imminente bonificazione de ll'agro romano, cui terrà d ietro quella d'ogni nitro terreno a pastura cav<.1 llioa. Chè, se non sarà Garibaldi, sarà poi il Governo, od unn poderosa so cietà od :una gran loLLeria nazionale che giungeranno al compimento di quell'nrdua ma util issima impresa. Noi viviamo in un'epoca di grandi proposi ti, in cui si vedono non di rado fotti compiuti nelle cose stesse che prima ci se mbra vano impossib ili: e quel che oggi è credulo inattuabile, ritentato domani, riesce a meraviglia. Ed è appunto un siffaHo pensiero che mi deter minò in parte a formulare la presente proposta. Conciossiachè, cessate qu elle razze - e sono giù mollo in diminuzione - è evidente che sarebbe ognora più seri o il nos tro imbarazzo solo per provved ere alla rimonta ordinaria .

RISPETTO ALL'ESEHCl'l'O

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Io non negherò che <.1gli allevatori d_e lle r~zze b~ade convenga ora di più vende~c 'i cavalli fatti ~he_ 1 puledri: ma potrebbe nnche darsi, n~zi è qua si sicuro, che in segui to alla disposizione che 10 ~lo prop:ugnando essi aumentino tosto il N. delle madn! e qu1n? 1, duplicando P· c. quello dei puled~·i, abb 1~no a ncavar~ maggior lucro dalla vendila dt quesLI . Jnt~nto ~er~ nul la osta all'enti tà del mio progetto che s1 ~ontmu~ a tirarn da quelle razze quanto più :,;i può di ~avalh di servizio. Vuol clil'e che, invece di 5000 puledri'. non ne provvederemo per ora che la meti1; inv_ec~ ~1 _due · depo s·t· d'allevamento non se ne 1sl1lun·a. al nUOVl l I ( . presente che uno, e preferibilmente quello del F,:mh: vuol dire insom111a che incontreremo sempre ~11 nori diffìcoltà sott'ogni rapporto all'nttuazione d?l rn10 proposito; rua con esso avremo sempre l~ .nmo~t.~ ga~ rantita in casa nostra, qualunque abbia ad essete poi la sorte delle rnzze brade. . . . . Un'altra obbiez ione che misi para drnanz1 s1 e_quel~a delia spesa, non sarà ella troppo gravosu a~ btlanc10 della guerra la compra a?~u~ cli 5000 pu;edn e la loro manutenzione nei depositi d allevamento. Risponderò ripetendo ch e il Mi nistero ~ell a guerra può, e deve, se non integral_mente, al_m eno m_ gran parte sciogliere la nostra questione ~q~toa: e_ ~,ò _ap.p unto sul riflesso che per le nostre speciali condl7.lom d'. pubblica e privata finanza , e pér la . ge~erale ~fìduc~a . r ~ciproca che non lascia auecr.h1re 10 _Jtalta lo sp'.nl_o d',Jssociazio ne noi non siamo per ora m ~rado_~1 1m1~ tare le altre grandi nazioni nei loro vasti _stabil1ment1 ippici e nei loro po tenti mezzi ~'!ncora.g~rame~to: Ma siccome la questione equ ina ~ml1tare e.. 1ne~o1~b1le e non ammette indugi e non s1 pasce d _,llu:s10n'., cosi · non so vederne la soluzion e fuorchè m una riso luta 10 . te iniziativa militare ed in un fermo proposito per par


220

LA. QUEST[ONE IPPICA

del Ministero del la guerra che è il più grande e il più obbligalo consumatore di cavalli. Del resto vedremo più olLre co me il mio progeuo ci porler.\ ad una pronta diminuzione nella compra dei cavalli di servizio fin o a cessare affatto la rimonta entro il 1<> triennio, traendola intieramentc dai depositi militori per ogni anno snccessivo: mentre col vigente ordine di c:osc ci troveremo sempre alla medesima stregua, se pur non and1·emo sensibilmente peggiorando. Io non en trerò nel gin eprai o delle spese d'allevamenl0 perchè occorrono dati che sempre non si possono avere esattissimi . Credo però di snpere in modo quasi positi vo che i cavalli dei depositi , al mom enlo d'essere consegnati ai corpi, hanno costalo al Governo da 800 a 81>0 franch i in tutto , quant,u1HJ ue stiano a ca ri co di questa cifra non solo le compre e le spese di rimonta, le perdite dei cavalli e le spese del personale, ma anche l'interesse del cnpitale rappresen talo dal lerreno d'u llevamenlo, nonchè tulle le opere di migli oria e d'abbcllìm ento dei depositi stessi. Ded ucendo quindi <lai suddetto costo di 850 frnnchi La quota di riparto delle perdite, già da me portata nel pa ssivo in ragione del 30 °/0 , e cessate le spese d'ingrandimento e mi glioria come sovra, è supponibile che venga ridotto a molto meno la spesa <l'un allevamento in g rande. D'altronde non credo sia qui il caso di for questione sopra tali spese, ri tenendo in massima che, se negli attuali deposiLi si trova già conveniente l' ailevamento per quasi 2000 pulerlri, non e supponibi le possa disconven ire per un maggior numero. Sono anzi d'avviso doversi qui applicare il prin cipio della legge economico-industriale, cl1e cioè sia più conveniente una gran de che una piccola speculazione dello stesso genere. lo mi terrò dunquo allH soln spesn annua di rirnonla cavalli e puledri , fac endo il confronto tra la presenle e

RISPETTO ALl;ESEIICITO 22 .f quella da me proposta, per provare di qu anto sia questa a quella superiore in utili ri sultati diecui ed indiretti. Quanlo alla com pra dei 5000 puleclri la spesa sembrerà a primo tratto molto più rilevante di quel che sia in se stessa e rispetto ai va11u1ggi che ne debbono derivare. Tullo consiste infalli nell' aumen tare di circa 35'1 0 il numero òei puledri da comprarsi annualmente . Il che ci porLcrà, è ben vel'o, ad una somma di 3 milioni, ma con qu esta sola spesa faremo fronte a tu~ta quella dell'intiera rimonta, ~he impor:terebbe del _pa~1 3 mi lioni all'anno compreso 11 costo cli compra cle1 i!DOO puledri, come dimostrel'Ò fra poco. In altri ter~in_i, la somma spesa in puledri non si spenderà p1u m cavalli di rimonta . D'altra parte noi ne vedremm o almeno immed iatame11te il benefico risultato e nell'aumento della produzione equina generale e nella pronta dim inuzione dei cava lli da incellarsi per l'esercito sì all'in terno che all'estero. Imperciocchè al 2° anno del nuovo organ ico si avrebbero già 1168 cavalli di servizio dai depositi, che ne fa ranno sparagnarc allrellant.i di rimonta; 23_36 al 3° nnno . ed al 4° l'inliera rimonta verrebbe fo rnita dai depositi stessi nel voluto numero cl i 3500, oltre gli scarti stati compresi nelle perdite, ma che potranno pur essere utilll'\ente venduti per un servizio qua. . lunque. In conclusione si compt·erebbero 5000 pu ledn a 600 franchi per un vnlore tota le di 3 milioni, e se ne caverebbero 3500 cava lli buoni che, potendo valere in media 900 lire, rappresenteranno un effettivo valore di 3, '150,000 franchi come appare dal seguente specchio.


J,A QUESTIONE lPPICA IIJSl'ET'fO AI.L'ESERCITO

ANNO

CAVALLI DI SE RVJZTO

-~--

~

torniti valore avuti dai depositi rapp1·eseo tato di rimonta

1•

--

annua spesa dect·escenLB

,.

:3500 ('I)

3,150,000

1877

" 11()8

1,051,200

2:3:32

2,098,800

1878

23:JG

2,102,400

1164

1,047,600

4·

1879

3500

3,150,000

1880

3500

"

>)

5•

3,150,000

"

•>

2• 3•

187G

. (I) Si po~tarono qui 1000 co.valli di servi1.io coma equivalente appl'oss ,mati vo di 1500 puledl'i 11rovveduti ai depositi.

Così avvialo il sistema, si avrebbe poi la rimonta annua nello Staio oltre parecchie ce ntinaia di scarti p~r un ammon tnre di circa 175 rnila fr. che coi 150 n:,ila rap presen tati in più su l valore dei cavalli allevati, r ~JJCLI? nl . lor? costo da puledri, ci daranno più di 3 ,O mila fr. d avvantao-cr10 :-)t, • E per ultimo riassumendo e confrontando la vecchia ~olla nuov~ spesa e calcolando esauamenle nP.lla prima 11 ~alore c!i. 250? cava lli di rimonta e di ·1 500 pu ledri pP.1 d.e~os1t1, noi ve rremo a riconoscerne la perfetta 1~en_t11a, c?me segue, ma colla rilevantissima differenza dr r1sultat1., come ho g·ià dimostralo. 1

Spesa vigente. Per compra di 2500 cavalli di rim on ta a 900 fr. cad. L. 2,250,000 Per compra di 1500 puledri a 500 fr. » 750,000 Totale

L. 3,000,000

Spesa proposta. Per compra di MOO puledri a 600 fr. cad. L. 3, 000,000

223

Si dirà che colla vigeute spesa di rimonta si hanno 2500 cavalli di pronto servizio e soli 1500 puledri <la

allevare; mentre c;o lla prop osta spesa si av rebbero 5000 pule_dri, tutti più o meno da allevare. Ma d:ip-

poichè risulta che i cavalli dei depositi, al momento d'essere consegnati ui corpi , non hanno costato al Governo che 800 fr. in tutlo e prr tutto (1), laddove rnppresentcrebbero i medesimi in tal momento il valore di 900, la suddeita differenza non sarà certamPnte quella che dovrù trnltenere il Ministero dall'appigliarsi al suggerito espediente, essendovi anzi buone ragioni per essere spinto Il foroe più presto la prova. Nè tampoco io mi nascondo il sncrifìcio che toccherà nel 1° anno al Governo, dovendo sostenere doppia spesa per compr:i. puledri e cava lli di se rvizio, e di questi ultimi una pa rte anche nrl 2° e nel :3° anno. lUn, essendo questa, dei cavalli di servizio, una spesa all'alto slraord inaria e tra nsitoria, l'icltiesta da -ragioni d'impia nto, non deve essere eonsidcrata ne l proge tto d'un sistema stabi le e radicnle. come il presente, des tinato a far quasi imrncdialamente cessare ogn i nllru spesa di l'imonla sì all'estero che all 'in terno, col far risol'gere ad un tempo la nostra industria cavallina. Sarà una media di 2 milioni in più per soli 3 anni; e di questa spesa eccezionale il Mini stero della guena dovrà chiederne un asstgno particolare alla Camera, la quale non gli negherà certam ente quest'ullimo mezzo per completare la nostra. indipendenza nazionnle. E siccome il proposto sis tema gioverebb e in gran parte anche alla pr0duzione geoerale equina, così non sarebbe fuor i del caso che concorresse in riuesta pre-

------ - -- · (•I) Giova ripetere che già lìn d'ora non costeranno forse tanto e molto meno ancora in uvveniro per le già addotte ragioni.


224' l,A QUESTIONE Jl.'PICA caria spesa di primo impianto anche il Ministero dell'agricoltura che vi è ora direttamente interessalo. L'unico sicuro aggravio che dovrà sopportare il bilancio della guerra sarà quello di un anno dì pilt di allevamento dei puledri, dovendo comprarli all'età minima di 2 anni invece di 3, come di pt"esente; ma ne verrà largamente ricompensato dal ricevere i puledri già castrati, e quindi dal non doverne subire, come ora, una ri levante perdita, per !e e;ircostanzc più innanzi notale ('l) . Oltracciò si deve pur lener conto della miglior qualità di cavalli che usciranno dai depositi governativi ben diretti, e dell'inest imnbile vantaggio di render la rimonta indipendente dall'estero, spendendone i capitali nello Stato, e d,,} merito veramente invidiabile al Ministero della guerra di aver dato la più grande spinta alla produzione generale del paese, il quale andr;i guadugnnndo ognora più, grazie al trovato tornaconto nello smercio dei puledri anche di '.2 anni. Ho detto fin da prin cipio esser per mera .ipotesi che portai a 3ii00 il nnmero dei cavnlli di servizio occorre!lti annualmente all'esercito; quindi ho pllr dovuto supporre l'annua spesa dì rimonta in circa 3 milioni di franchi. Ma egli è ben sicurn che per ora non arriva a tanto nè il numero dei <:avalli nè l'ammon1are di essi. Può essere anzi che la differenza sia ben grande. T~ Lnnto meglio pel mio progetto, it quale incontrerà sempre minori ostaco li ad essere effclluato, stante il minor numero di puledri da comprarsi e il (4 ) Veramente di puledri castrati se ne troverà ora pili a 3 che a 2 anni; ma med i.irite il diffldamcnto del Governo, notato a pag 2 t 6, i propietari, per poterli vende.re un anno prima e e 400 franchi di pi1ì, saranno premurosi di far castrare i loro puledri a due più che non siano ora curanti di farlo fare a tre anni.

225

RISPETTO ALL'ESERCITO

minor numero di depositi da mantenersi o la minor spesa di ampliamento da farsi ai due già esistenti. Poniamo, ad esempio, non sia d'uopo che della metà di· quèlla rimonta, cioè di 1750 cavalli per provvedere ai bisogni annui di ogni arrpa; ciò vuol dire che non si avrà a comprare che la metà dei 5000 puledri e non si avrà a spendere che la metà dei 3 milioni di franchi e non si avrà ad istituire che un sol deposito nuovo, ovvero ad ampliare sollanto gli attuali depositi d'allevamento. 1'Ia non cesserebbe per questo dal verificarsi lo stesso proporzionale risultato circa i singoli vantaggi, come sovra più volle considerai.i, qualunque abbia ad essere la riduzione o l'aumento dei puledri a norma dei cavalli che potranno occorrere annualm ente al militare servizio. Rammenterò infine che già in una precedente mia proposta (1) io accennava alla grandissima parte riserbata. al Dicastero della guerra nella soluzione dell'ardua questione ippica che ha già visto inuulmente tanti progelli, tanti ordinamenti, tante discussioni e polemiche. Ora, senza più toccare questi oni di principt ippoLecni ci, che lascio al tempo dì giudicare, io ho cercato unicnmente di scruplificare e facilitare il còmµito che spella all'amministrazione militare nel movimento ippico dallo Stato, ravvisando nella grande consumazione cavallina àclla milizia un mezzo, forse il più efficace, d'incoraggiamento alla prodllzione gener:ile indigena, e nel mentre stesso additando il modo di farla meglio servire ai Lisogni ed all'indipendenza dell'esercito e del paese. Può darsi che qualche inesallezza cli cifre mi sia sfuggita in questo lavoro. )la, anche ciò ammesso, è

(~) Ippocoltura nazionale. AN~O

xx,

VoL. 111.

'forino ·1 87j, tipografia Speirani. ,15


:226

LA QUESTIONE IPP.lCA RISB,l!;TTJ) ALL'ESERCITO

certo che la differenza non potrà mai esser tale da far prefe,rire la çontinuazione ,delle. p_reseo.ti sp~se. di rimonta ca.valli e puled6 e d'amm1mstraz10ne 1ppw~ governativa, lasciando sempre 1~ ~uestione come . si ,trova, con pochissima speranza d1. giungere, rn_algrado tanti sacrifici, a rilevare menomamente la stremata nostra ·condizione cavallina. Siavi pure una differenza, da me inosservata, di qualche migliaio di lire; essa però non sarà mai tale da contrapporsi al vantaggio el' provveduto in avvenire ad una parte così esse:nzi.alc della nazionale nostra difesa e di vedere fra qualche tempo la nostra cavalleria un po' meglio mon-; tata senza esportazione di capitali e d'aver iJ.d un te~po potentemente coadiuvato al ris:eglio. dell~ n~stra mdustria cavallina, la quale, vuoi per 11 valido rn?oraggiarnento dei depositi puledri, vuoi p.er ~'ef~ca.~e co0p~razione dei depositi stallcni e della emv1gont8: mdustna stalloniera privata, potrà animarsi di nuova vita e forse fra pochi anni bastare a sè stessa. Torino, giugno '1875. DANIELE BEHT.ACCf,{[

• Maggiore veterinario.

NOTE RACG~LfE SULLA OAVALLERIA 1

F.

SUL ·SUO IMPIEGO UNIT AMENU'E ALL!A:RU'IGLIERIA

Gli ammaestramenti delle grandi guerre combattutesi in quesli ultimi anni ebbero per risultato naturale di portare profonde modificazioni negli ordinamenti tattici della fanteria e di cambiare in modo co mpleLo l'armamento di questa. . La potenza <li fuoco dei fucili moderni fece sl che gli ordini di ballaglia si assottigliarono, e noi vediamo alle antiche colonne d'attaeco essere sostituite,6tLe linee di cacciatori, le quali, utilizzando le accidentalità del terreno, si. avnnzano contro al nemico, procedendo a sbalzi, si fermano pee far fuoco, per poi di nuovo avanzarsi, fintanloohè il combaltimento g iunga al punto da rendere propi.zio il momento dell'alto rjsolutivo, il momento cioè dell'attacco. Tal modo di com battere, oltre al corag'gio individuale ed alla solidità della truppll, esige pure il polente concorso dell'intelligenza di clii comanda, senza la quale i soldati sarebbero condotti ad un inuti le spargimento di sangue. Gli è perc iò che il saper manovrare, a seconda del terreno e delle circostanze, Gostituisce una delle con-


'.t28

NOTE HACCOLTE SULLA CAVALLERIA

dizioni principalissime del successo e richiede un corredo di cognizioni salde e profonde nell'ufficiale. Gli studi dei tattici moderni sono ora rivolti a dedurre le norme che debbono regolare la condotta delle truppe sul campo di battaglia. 11 Verdy du Vernois che presenta diversi casi pratici facendone la disamina, e lo Scherff, il quale cerca di ridurre a formale teoriche gli esempi pratici, hanno lo stesso scopo principale: Ja condotta cioè delle truppe fino al campo e sul campo di battaglia. Dinanzi alle mutate condizioni tattiche della fanteria le due armi ausiliari dovettero necessariamente cambiare i loro ordinamenti tattici in parte.• ed il. loro armamento. _ Siccome il fuoco ha oggidì una marcata prevalenza sull'urtò, così l'importanza dell'arma, la cui proprietà touica per eccellenza, anzi l'unica, é il fuoco, si accrebbe ~_otevolmente; e noi vediamo l'artiglieria essere au1E-entata e spinta maggiormente avanti, allo sco po di ~ostenere lo spiegamento delle altre truppe, di prolungare il periodo del preludio fino al momento opportuno pel' l'azione decisiva e di affrettare colla sua po.lente cooperazione il momento àell'attacco o sostenere la ritirata . I proietti lanciati dalle batterie, se erano in passato micidinli e di grande e(Ietto contro gli ordini profondi, noi sarebbero più oggidì contro le souili e lunghe linee di cacciatori ed i loro sostegni. Ond'è che l'nrtiglieria doveLte cambiare il suo armamento, sostituend o al can none ad avancarica quello a retrocarica, per ottenere maggior giustezza di tiro, e medinnte l'introduzione dello shr 1pnel, applicare al più allo grado il noto principio <.;he: lt bersaglio sparpa9liato vuolsi un p1·oiettlle diviso. In vista della diminuita importanza dell'urto e della ce-

E SUL SUO IMPIEGO UNITAMENTE ALL'ARTIGLIRRIA

229

lerità di fuoco della fanteria, il còmpito della cavalleria, se non scemò, si rese assai più difiicile. Se adesso più non le sarà dato di eseguire frequentemente brillanti cariche pari a quella degli squadroni di Federico e di Napoleone, sarà pur tuttavia necessaria la sua presenza per essere lanciata al momento opportuno sul nemico in disordine e per eseguire tulli quei movimenti.che richiedono arditezza e celerit~t. Ma se venne ad essa in certo qual modo · ristretto il raggio d'azione sul campo di battaglia, un altro e ben più importante le si aperse all'infoori di esso, dove potrà, come per lo passato, mietere allori e coprirsi di gloria. Abbiamo accennato che il modo di condurre le truppe sarà, in avvenire, uno dei fattori essenziali per ottenere un favorevole risultato. La ma1·cia quindi sarà uno degli atti tattici più importanti per l'azione di un eorpo di truppe, e, perchè quest'azione sia coronata dal successo, vuolsi che la truppa durante la marcia sia coperta e sicura e che, durante il combattimento, sappia il più esatta mente che sia possibile contro quale e quanta forza nemica debba lo1tare. A- compiere codesti due importantissimi uffici Juno·i dnl campo, é chiamata la cavalferia; e chiaro si vede quali grandi servigi essa possa rendere all'esercito. Gli è sopra codesti uffici che vogliamo specialmente fare alcune riflessioni, cercando poi di vedere in qual modo e fino a qual punto le possa tornare utile la cooperazione dell'arLiglieri.a. · Prima di entrare in materia, è nostro debito il dichiarare che la massima parte delle consider~zioni che andremo svolgendo od accennando sulla cavalleria non sono nostre opinioni personali, ma bensì rac.colte dagli scritti dei più accreditati tallici antichi e


E SUL SUO Iìl[·l'JEGO ON11'AMENTE ALL' ARTIGLlERlA

230

NOTE RACCOLTE SULLA CA V,\tUDERIA

moderni. Il De-Brack, il Deker, il Jomini, il Marrnont fra gli antichi, ed il Formanoir, lo Seheke e lo Scherff fra i moderni, sono gli autori dai quali principalmente spigolammo le idee che verremo esponendo.

I.

Se i principii della odierna tattica di fanteria so110 in gran parte fondati sugli esempi fornitici dalla guerra, franco -germanica, ci pare che . altrettanto non possa dirsi della tattica della cavalleria. La cavalleria tedesca ebbe in quella campag;na larghissimo campo alla sua azione esplorativa; lanciata a grandi distanze e su di un esteso fronte , gittava lo spavento nelle popolazioni, imponeva imgenLi tributi, arrestava qualunque tentativo di r iprese offensive, teneva infine il contatto col nemico, mantenendo i·n pari tempo quest'ultimo incerto sulle mosse ed intenzioni della sua armata . Senza la 4• divisione di cavalleria, ad esempio, si sarebbe forse operata la congiunzione dell'armata di illac-Mahon con Bazaine. L'armata di Chùl0ns avrebbe p0tuto nascondere la sua marcia su l\'Ietz per alcuni giorni, e, guadagnand0 il passo sul principe reale (che era appunto diretto a CM!ons) essa sarebbe giunta in tempo a J.Uetz. E ciò non avvenne perchè i Francesi, ognora incerli sulle · mosse del nemico,· credetter0 che la 3" armata si dirigesse su Metz e che la 4" divisione di cavalleria, la quale era: jn avanscoperta ali' armata del principe, fosse un distaccamento di fiancheggiatori lanciati verso l'ovest. Il còmpito della cavalleria tedesca però venne gran-

231

demente agevolalo dai suoi stessi avversari, a c;ausa dell'assoluta mancanza di cavalleria dinanzi alle teste di colonna dei Francesi. Quindi è che li vediamo ognora sorpresi nelle foro marci.e e bivacchi, e ne fanno fede i combatti menti di Weissenbonrg e cli WMth, la sorpresa cui dovette soccombere De Failly nella :;ua marcia su Sedan, e tanti altri esempi che potremmo citare e che tralasciamo per brevità. Ma nelle guerre avvenire, allorchè due eserciti staranno di fronte, è chiaro che non cadranno più nell'errore dei Francesi, e che si faranno amenclue precedere dalla cavalleria, il cui ufficio sarà di esplorare non solo, ma pmanco cli combauere, allo sc?po di squarciare il velo che copre il nemico e. penetrare così fino alle sue teste di colonna, se si voglia effettuare. l'auo esplorativo . Dovrà quindi succedere una serie di s,c ontri tra ca~ valleria e cavalleria, i quali assumeranno, a seconda delle circostanze della forza e del terreno , il carattere cfecisi,vo o semplicemente dimostrativo . Se poi si ·ponga mente che Je operazioni cl.ella cavalleria, sono eseguite, nella massima parte dei casi, all?infuori del campo di battaglia, ci sembra che po liremmo classificarle fra quelle della cosicletla piccola guerra, e che il suo armamenlo quindi, ed il suo ordinamento, dovrebbero. per eccellenza soddisfare a tal sorla di guerra, tenendo però il dovuto conto dei casi in cui gli squadroni saranno impiegati sul campo di battaglia. Prima di, passare in rassegna le discussioni che si fece ro e si fanno tullodì sul miglior modo d'armamento della cavalleria, formiamoci un momento a considerare un assioma d1e è la base, della tatti'ca della cavalleria, assioma che, per_ essete stato lungo tempo


232 NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLERIA disconosciuto, aveva gellato in basso la cavalleria, di dove il -solo genio di Federico e di Seydlilz potè rialzarla: « Il cavallo è l'elemento da cui dipende tutta la forza della cavalte1·ia; la ve1·a arma del cavolie1·e è il cav~allo ». La velocità e l'urto sono le due quali tà essenziali d i una buona cava lleria ed è esclusivamente su di essa che deve esser fondata la sua ta tti ca. Pel servizio d'esplorazione si richi edono nei cavalli forme vigorose e robustezza, pel combauimento voglionsi cavalli snelli, per oLLenere al massimo arado la velocità, condizi one princ.ipalissima di succes~o. Tutti gli scrittori più accreditati sono unanimi nel richiedere alla cavalleria codesta velocità, poiché non è l'effetto materiale dell'urto cbe ha un gran valore, 1~a be_nsì l'effetto morale prodotto sull a rapidità con cui s1 arn va sul nemico. « La cavalleri a. non è, dice il Trochu, come si po« trebbe credere, l'istrumento produ1tore dei grandi (( urti, ma dei grandi effetti. morali che paralizzano e « disorgan izzano » . « Montata su rapidi cavalli, soggiunge il Forma« noir, la cavalleria appare repentinamente su tutti i « punti del campo di battaglia, profÌlla degli sbagli « commessi dal nem ico; lo auacc:\ quando meno se ·« ~o aspetta, lo batte, lo sbaraglia, oppure scompare « m un batter d'occhio se dessa è costretta alla ri« ti r:i ta ». Ed oggidì che deve vegliare alla sicurezr.a delle allre truppe , che deve percorrere g randi tratti di terreno a veloci andature, che deve ri unirsi prontamenle per combattere e penetrare fra le fi le nemiche a riconoscerne la forza, è certo che nol potrà ma.i fare se non è montata su vigorosi e rapidi cavalli.

E SUL SUO {MPIEGO UN ITAMENTE ALL'ARTIGLIERIA

233

E perchè codesta · rapidità venga aumentala, è pur anche necessario che il peso che i cavalli devono portare sia il minimo possibile; vuolsi per conseguenza ehe gli uomini di cavalleria siano leggeri, svelti e robusti, ed è anche indispensabile che l'affardellamento sia ridotto al puro necessario e razionalmente disposto sulla sella. Ciò premesso, tocchiam o brevemente le quistioni -che si riferiseono all'armamento. Quattro sono le armi di cui può venir armata la cavalleria e sono: la sciabola, la lancia, la carabina e la pistola a rotazione. Sia l'arma bianca sia quella a fuoco le sono nec.essarie. Fino dai tempi di Napoleone si voleva ehe tutta la ca va lleria fosse armata con un'arma da fuoco; Marmont nelle sue ilfemorie, scriveva essere per essa necessaria una carabina a retrocarica, e fino ad oggi tutte le caval lerie degli eserciti furono e sono armate con armi da fuoco di lunga. o corta gittata, e di qualità più o meno buone a seconda delle loro specia lità di servizio. Nelle odierne guerre poi, più che mai è necessaria una carabina, perchè non poche volte si andrà incontro alla probabilità di dover lottare contro una cavalleria armata di una buona arma da fuoco. Ed a prova della nostra asserzione potremmo citare alcun i fatti della trascorsa guerra, in cui non poche volte in Brettagna e sulla Loira, la cavalleria tedesca era imped ita nello avanzarsi, percbè pochi cavalieri francesi appiedati od alcuni franchi-tiratori facevano fuoco contro di essa coi loro chassepots, i quali erano superiori pé)r gittata e giustezza di tiro alle carabine dei dragoni tedeschi (1).

- - -- - - ··---------(~) BocusuwsKI. -

Deduzioni tattiche.


~34

NOTE IIACCOL1'E SULLA CAVAl,LElllA

Ne_lla stessa car~pa?na, noi vediamo talune volte gli ulam essere obbhgat1. a retrocedere dinanzi al contegno risoluto di alcune popolazioni, male armale, è vero, _m~ armate con armi da fuoco; e questi fatti non. si. r~peter~no più allorchè gli ulani, gittata fo lancia'. si sc1~v1ro~o dei fucili raccolti sul ca mpo di battaglia, etl in virtù dcli' ordine naturale <lolle cose si videro gli ulani trasformarsi p1lco a poco in, altret~ tanti dragoni. Negl'Jnseguimenti, la cavalleria incontrerà pure assai probabilmente degli uomini rimasti addietro, i quali P?Lran.no molte volte lanciarle contro qualche scarica d1 fucile,. ed avendo in codesti ultimi tempi le guerre assu~to Il c~rattere n~zionale, si troveranno gli sguadroni soventi volte d1 fronte a guardie nazionali che, anche male armate, potranno esser loro cli danno. Pe1, I~ riuscita ~elle suesposte operazioni, per dare al cavaliere maggior fiducia in se stesso, occorre una buona arm a da fuoco. Le rag ioni sopra espresse furono quelle che deci~ero la Germonia nello scorso anno ad armare tutta la c~valleria l~ggera e 40 uomini per squadrone di uJ~m. e ~orazzieri_con carabine Mauser a lunga gittata. E m~tile fare discussione sulla maggiore o minore convenienza della sciabola; tulli vedono che dessa è una necessità pel cavalier:e, è l'arma che verrù più frequentemente adoperata nel combattimento a cavallo ~ per .questo motivo vien generalmente approvata la 1dea_d1. appenderla alla sella. Tn tal modo, o!Lre al non affaticare afl_au_o il fianco del cavaliere, vantaggio co?esto ~rand1ssm10, ha pure quello cli renderlo meno impacciato qualora dovesse balzare a terra per combattere appiedato (1).

E SUL SUO I!\IPTEGO UNITAMENTE AilL' ARTIGLIE111A

Passiamo ora alla lancia. Dessa ebbe le sue epoche gloriose e quelle di decadimento. Ai tempi medio-evali era l'arma per ecoellenza della cava lle11ia, anzi la sovrana delle battaglie d'allora; dal regno di Enrico TI all'epoca di Napoleone la lancia cadde in discredito. Fu sotto questo grande genio della guerra che si videro i lancieri risorgere e rendere segoalatissi mi servizii agli eserciti del 1° impero. Le opinioni dei tallici sono mollo divise circa la conservazione od il rigeLLo dell'arma in discorso. Pei servizi di esplorazione dìce il Deker (4) « i fan«. cie1·i nati sono cavalleria leggera, gli altri lancieri (< sono cavalleria di linea. Il lanciere si l!'adisce per « la sua lancia, anche colla banderuola avvi'lippata al-· ,< l' asla, più facilmenle che un altro cavaliere colla « sua sciabo la . Ecco il motivo che fa nascere il dubbio « se convenga o non usarlì . . . . ; noi non li con« siglieremmo, che per quelle truppe presso le quali « la lancia è l'arma nazionale. « Come posti di sosLegno, i lancieri possono tornar « utili, per le vedette è rniglior consiglio lo avere idra« gonio gli usseri ». La lancia è un'arma che si ' fa temere perchè ferisce più da lontano che la sciobola, è un'arma r,he arreca profonle ferite, e mediante un mulinello, si può con essa rovesciare un uomo ; ma la sua potenza sarà grande solo allorquando verrà maneggiata da uomini robusti, perfettamente ammaestrati, e per di pil'.1 montati sopra cavalli vigorosi ed elastici; in una parola: a buoni lancieri occorrono eccellenti cavalli. Per quanto quindi si possa d0:re un'eccellente educazione al cavaliere, questi non sarà mai un perfetto

(~) In questo caso però l'arma da fuoco deve essere portata ad ar-

mnc()llo dal cavaliere.

230

(4) DEKER, -

De la petite guerre.


236

NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLERIA

.e vero lanciere se non avrà sotto di sè un cavallo perfel tam ente istruito. Nè è a dirsi che una cavallel'ia armata di lancia debba ne~ess~riamente avere il sopravvento sopra 4uella armata d1 sciabola. . Per la cavalleria Ja questione dell'armamento è cosa 1~portante bensì, ma secondaria, poiché la sua tattica, la sua forza risiedono, come già si disse ,, nel .cavallo e nella rapidilà della carica; e la storia c'insegna come non poche volte la cavalleria armata dì scia~ola lottò vantaggiosamente con quella armata di l~nc1a. Sebbene questa sia più potente, non puossi dire ~he q~ella ?e~ba essere tenuta in dispregio, ed i nostri regg1_ment1 d1 cavalleria, per la massima p(l.rte, p_ossono registrare delle pagine gloriose nella loro storia siano dessi lancieri o cavalleggeri. _Le ragioni che consigliano l'abolizione della lancia gli .esempi f?rni_ti dalla trascorsa campagna, ebber~ per, effetto d1 sviluppare presso le potenze militari una tenaenza verso la diminuzione o l'abolizione di essa sostituendola colla carabina. . . N?i v~diamo difatti la Germania tendere verso la d1mmuz1o~e di ~ale arma negli squadroni, mentre la tras~ormaz1one rn Francia fu assai più radicale . ]a lancia ve?ne abolita ed i lancic.1ri vennero converlit/ in altrettanti cavalleggeri (chasseim ). . Sarebbe ardua cosa il giudìeare se tali determina. zioni siano buone o cattive; l' esperienza sola di una nuova guerra potrà in modo definitivo scioo-Jiere il 0 problema. . Se pe~ò ci facciamo a considerare quanto sì fece m P_russ1a, dove, malgrado gli eminenti servi o-i resi dagli squadroni degli ulani, non si esita pur t~ttavia ad _armarne 40 per squadrone di carabina, ci pa re si possa concludere che l'odierna tatlica esiga, assai più che per lo passato, un numero minore di lancieri.

E SUL SUO IMPIEGO UNITAMENTE ALL' ARTIGLIEllIA

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Nè è a dirsi che la Germania non possieda elementi tali da avere una buona cavalleria. Anzi, la produzione equina è grandissima, e si può affermare che la massima parte dei cavaliel'i tedeschi sono cavalieri nati . Se l'eccellente educazione militare, il vigore e l'intelligenza dei so ldat~, nonché la bontà dei cavalli, corres~ero il più delle yolte gl'inconvenienti propri della · lancia, si fece pure sentire assai frequentemente il bisogno di una buona carabina rigata, ed è appunto per. questo motivo che noi vedemmo la cavalleria tedesca poco a poco usare i chassepots raccolti sul campo di baltaglia, i quali le furono di grande utilità specialmente nel 2° periodo della campagna. Esaminiamo ora brevemente quanto si riferisce al·l'armamento della nostra cavalleria. Noi abbiamo 120 squadroni, dei quali 60 di lancieri ed il resto di cavalleggeri. È cosa evidente che, in vista delle piccole proporzioni di eavalleria rispetto al resto dell'esercito, essa sarà quasi tutta impiegata nei servizi d'esploraziooe, se si tolgono gli squadroni specialmente destinati alle di-· visioni. Ne del'iva quindi la conseguenza che dessa potrò. essere al'mata ed organizzata in modo da addattarsi di più ai primi dei summentovati servizi. E, schierandoci nettamente dnlln parte del Deker, ci permettiamo di domandare se noi siamo lancieri nati? li nostro paese, povero dì cavalli [come pur troppo , tunto eloquentemente lo <l ìmostruno le cifre pubblicale dal muggiore Pelloux. ('1) ], cminP.ntemcn te agricolo non fornisce alle fil e degli squad roni uomini già pratici del cuvallo che in minime proporzioni. L'istruzione del so ldaLo di cavalleria deve inc0min-· (~)V.Rivista militare, dispcns.i del novembre e dicembre 18ì'2.


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NOTE RACCOLTE SULLA. CAVALLERIA

ciare dall'a- e se9u-italìe pazientemente ed in ,modo progressivo sino alla z perchè noi non ci troviamo nelle C'ondizioni dei popoli del nord , ricchi di cava Ili e pei quali il cavalcare è una seconda natura. Ciò posLo, in cinque anni di permanenza sotto le armi, si riesce a fa r più presto di un rozzo contadino dalle membra irrigidite, un buon lanciere od un buon cavalleggero? Ci pare che la risposta affermaliva pel secondo caso non possa in vertm modo melLer5i in dubbio. Il nost1·0 probabile teatro di guerra ci presenta vari terreni cli operazione cornplica liss irni, coperti dalla coltivazione di piante innumerevoli ed a bassa frondatura, sui quali assai più facilmrnte dei lancieri potranno agire i cavalleggeri. A. ciò si aggiunga che , qualunque sia il nemico che avremo da combattere , la nostra cavalleria incontrerà generalmente la nemica armala di carabina la quale potrà fare frequente sorprese co l suo fuoco, in vista appunto della natura del terreno, e che quindi a sorpresa bisogna con trapporre sorpresa, ed al fuoco il fuoco. Ci pare quindi che, mantenendo armati di lancia i 40 squadroni addetti alle divisioni, si possano armare gli altri 80 di carabina. Certo che alale question e d'ordine militare va umta un'altra _d'ordine morale, poichè sarà cosa b1m dolorosa il vedere abolito un certo numero- di squadro·ni di lancieri, ma le necessità della guerra devono essere legge suprema e ad esse dobbiamo far sacrificio financo delle nostre t1:adizioni. Se le condizioni econom iche del paese ci pern1 ettessero di aumentare la cavalleria, allora. si potrebbero tenere gli squadroni di lancieri che abb iamo, aumentando il numero dei reggimenti di cavalleggeri; eosl ,

E ,SUL SUO IMPIEGO UNITA MEN 'rE ALI.' ARTIGLIERlA

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mantenendo la proporzione attuale di squad1~oni all~ divisioni di fanteria, si potrebbe avere un~ _ns_erva di lancieri, la quale potrebbe soventi tor~a~ utihs~1ma sul campo di battaglia, e necessaria negh rnsegmment1 o nelle ritirate. La pistola a rotazione . è la quarta arma che accennammo acldatta per la cavalleria. . . . Codesta arma, di corta gittata, può tornar utile ai. lancieri in un combattimento isolato e serve per dar loro maggior confidenza. . . . . Alcuni autori , americanì in ispecie, a capo dei qunh possiamo porre il Denison, proc~amano ai,lamente ,la superiorità del 1·ewolver sulla . sc1~bola. e_ , orr,ebber o, nel combattimento di cavaller1a, I abol17.1one assoluti\ di quesla sostituendola con 1uell~. . . Nella o-uerra di secessione mfatt1, la cava~Lena . americana r:cc grande uso della pistola, f\ nc~l~ a~n,_ ,18f\6 e '70 vi ricorsero talora le cavallene hell1gerantt. Ma questi esempi non basterebbero a provare la convenienza di tale sostituz ione. . . . . Nelle misch ie, e nel d isordine indes~r1v1b 1le_ed i_nc~ vitabile che segue sempre l'incontro ?1 due r iparti di cavalleria, è poco probabile che la pistola possa ren_· · pote , l·1e, «, ·•cc·' "'dt·:..,, no1l poche volte, . 11 dere ut1·r·1 servtu, . . . caso di. · tirare indifferentemente su arn1c1 e n~n11c1 ~ senza contare poi l'altro inconv_enie~1te probabile ~1 vedere cioè la cavalleria incominciare il fuo.co da ~unge piuttosto che venire all'urto . L' arma_ d~ fuoco e necessaria alla cavalleria per le ésploraz10rn, per. co,mbattimenti isolati , da appiedati, ecc., ma allorche essa . viene a li' u rt l,> de,,e 1·1·correre alle armi dell'urto che sono: la lanci a e la sciabola . {Contin'Ua) E.'1l'IUCO CAIRE

Capitano d"artiglieria.


t'INGHILTERRA E LE BOCCIIC DA FUOCO A RE'l'llOCAI\ICA

L'INGHILTERRA BOCCHE DA FUOCO A RETROCARICA.

I.

Se si gella uno sguardo sui pl'ogressi effellua ti dalle varie potenze europee nelle costruzioni d'artigli eria, e si porta l'attenzione specialmente su i differenti tipi di bocche da fuoco da esse adoltati durante l'ultimo de~ cennio, si osserva che le q uatrro principali potenze mil itari, la Germania, la Russia, la Francia e l'Austria, hanno prescelto il sistema di bocche da fuoco a retrocarica per tulli i ca li bri, e tanto pel servizio di terra quanto per quello di mare; che l'llalia, la Spagna, la Darrimarca, la Svezia ed altee hanno adott<lto il sistema a retrocarica per l'artiglieria di terra, e quello ad. avancarica per l'armamento delle navi, ma il maggior numero di esse ten de ad abbandonnre totalm en te quest'ultimo siwima; cd infine l'lnghilterra, c:imm inando a ritroso delle altre potenze, dopo avere avuto per la prim a, durante alcuni anni, un completo armamento con bocche da fuoco a rctroq:irica, lo ha abbandonato, per riprP.ndcre e riattiv,He l'antico sistema ad a van carica. per tutti i servizi del!' art1gl ieria.

2,i.1

La preferenza data dall'Inghilterra ad un sistema d'artigl ieria ormai condannato se non dall'u11animi1à, certo dalla grande maggioranza degli artiglieri degli altri paesi, è un fotto singolare e sembra quasi una anomalia quando si riflette che l'Inghilterra è alla testa delle altre nazioni per potenza produttiva ed abi lità nelle arti metallurgiche e meccaniche, che trovasi in condizioni finanziarie floridissime, per cui non può essere stata inLralciata o vincolata nella scelta da considerazioni di diflì.coltà di lavoro o di econom ia, che anzi nessuna altrèl naiione ha speso quanto l'Inghilterra somme considerevoli in istudi ed esperimenti comparativi con tuLti gli svaria.ti tipi di bocche da fuoco conosciuti. E siccome mi sembra che queste considerazioni, ur,itc alla proverbiale riputazione di senno e di riflession.e del popol0 britanni co, possono destare seri dubbi nell'animo di molti circa alla reale miliià pratica di alc uni dei più recenti ed importanti perfezionamenLi introdotli nelle artiglierie, così stimo che non sarà cosa inuLile l'esaminare in quali circos Lanze e per quali motivi l'Inghilterra è stata indotta a riprendere l'antico modo di caricamento delle bocche da fuo co, e se in un breve avvenire essa non sarà costrella dalla ev idenza dei fatti e dni suoi propri interessi a cambiare nuovarnentè sistema ed a -rimettersi nella via dagli altri percorsa.

11. Onde poter esaminare la questio ne suddetta in modo profittevole e chiaro, credo necessario ricordare brevemente le varie · fasi di trasformazione per le quali ANNO xx, VoL.

111.

'

46


24-3

I.'INGHI LTERllA

E LE DOCCHE DA FUOCO A RETROCAl\JCA

è passata, l'artiglieria inglese da quando furono adottate le bocche da fuoco r igate sino ad oggi. Nel tempo in cui l'artiglieria francese mise in uso i cannon i rigati da campagna e da fortezza del sistema La Ritte, gl'Inglesi studiurono un sistema proprio di artigl ieria rigata ; e conoscendo i vantaggi teorici incontestabil i del forzamento del proietto nell'anima del cannone, face ndo ard itamente un passo più avanti dei Francesi, vollero che i loro nuovi cannoni fossero a retrocarica. Inoltre, cousiderando che a cagione dell'attrito del proietto ne lle righe e del maggior peso del proietto stesso i cannoni rigati dovevnno resistere ad un tormento più forte di quet'lo cui erano soggetti i cannoni lisci sino allora in uso , gli nrtiglieri inglesi pensarono che il ·bronzo e la ghisa non fossero metalli adatti per la coslruzione delle bocche da fuoco rigate e cercarono di sostitu irvi il ferro malleabi le e l'acciaio. Dopo ·molti stlldi ed esperimenti sembrò soddisfare convenien temente alle vo lute cond izioni il tipo di bocche da fuoco a retrocarica idealo e costruito da sir W. Armstrong. Le due particolari tà caratteristiche di questa bocca da fuoco erano il còngegoo di chiusura ed il metorlo .di costruzione del corpo del cannone. 11 congegno _di chiusura e di otturazione si compo·neva di una spec ie di cuneo di ferro mun ito di uo cerchio di rame, che si poneva vertica lmen te in un appos ito foro della culatta, e ven iva stretto fortemente contro l' imboccatura del la camera del cannone mediante un vitone di ferrn che si avvitava alla culatta, ed uveva nel centro un vuoto cilindrico che serviva .come tubo di caricamento per introJ nrre il proietto e la cari ca nella came ra quando il cuneo era tolto. Il metodo di costruzione di Armslrong è chiamato

dagl i Inglesi built up (composto), e consiste O'el formare il cannone con tubi di ferro fucinato p·el'fe'Uamente torn iti dentro e fuori, di varie lunghezze e forzati a caldo gli uni sugli altri in modo da dare alle pa-reti del cannone grossezze crescenti dalla volata aHa cuIatta (.Jf ) . Il tipo di bocca da fuoco proposto da sir W. A'1·mstrong fo ado1tato definitivamente nel 1859 ·e fu messo tosto in pratica per formarne un completo armamento per tutti i servizi d'artiglieria di terra e di mare. Detlo armamento comprendeva i seguenti calibri·: Cannone da 6 libbre peso del proietto (2ch.,83') calibro ccnt. 6,3. Cannoti.e da 9 libbre da: campagna (3ch.,·70J calibro cent. 7,6. Cannone da 12 libbre da campagna ·(5ch.,4'0) ,c alibro cent. 7,6. Oannone' da ~2 libbre da marina (5ch.,f0) calibro cent. 7,6. Cannone da 2.0 libbre da marina (9ah.,07) cali'h'ro cent. 9,5. Cannone da 20 libbre da fortezza (9ch.,07) cal ibro cent. 9,5. 'Cannone da 4,0 libbre da marina (18ch, H-) calibro cent. 1~,0. Cannone da 11 O libbre da marina (t9ch.,88) calibro cent. 17,8. I cannoni rigati da 6 libbre, da 9 e da ,rn furono adottali io sos ti tuzione degli an tichi cannoni di bronzo lisci da 3 libbre, da 6 e da 9; quelli da 20 della ma(4) Qualche anno più tn rdi, come Yedremo in appresso, fu aggiunto un tubo di a.cciaio nell'interno per r inforzare le pareti dell'anima.


2H L'JNGHILTERRA rin a furono sostituiti ai cannoni lisci di bronzo da 1~ ed all'ob ice da 24- libbre; il cannone rigato da 40 tenn e il posto degli. nntichi cannoni lisci da 18 e da 32; ed. infine il cannone da 11 O fu destinnto nl servizio delle navi é delle coste in luogo di quello liscio da 68. I cannoni ri,; ati suddetti lnnciavano tre specie di . proietti oblunghi rivestiti di piombo; il proietto pieno1 la granata ordinaria, e la granata a segmenti (specie di shrapnel). Questo nuovo sis~ema d'artiglieria mercè la rigatura , il caricamento dalla culatta e la diminuzione del numero dei calibri, segnava un passo notevole nella via del progresso, e fu accollo da principio con molto favore. L'arsenale reale di Woolwick, e le officine di Elswick {presso New-Cnstle) appartenenti ai signori W. Arm strong e t., ne intrapresero la fobbricnzione con attivitù, e tale era la potenza dei mezzi di cui disponevano sino d'allora q11esti stabilimenti che alla metà del 1863, essi avevnno costruiti quasi 2500 bocche da fuoco rigate ~ retrocarica, ripartite per calibri come segue: Cannoni da 6 libbre da montagna. Connoni da 9 libbre da campagna. Cannoni da 1'.3 libbre da campagna Connoni da 1~ libbre da marina Cannoni da 20 libbre da marina Cannoni da ,i.O libbre da marina Cannoni da 11 O libbre da marina Tota.le

63 157

307

178 257 (H.1

'i99 2q,9.3

~fa però messe in serv1z10 queste bocche da fuoco, non tardarono .a mani!estarvisi inconvenienti, i quali. diedero motivo a vivi reclami. Si l_amentava la com-

2i5 · p licazione del modo di caricamento dalla culatta; l'imper·foua otturazione, e le frequenti sfuggite di gas che ne seguivnno, la poca solidità del cuneo di ferro e la calli va -costruzieme dei proietti rives1.iti dì piombo, ecc., ecc . La stampa ne menò grande rumore, e le accuse andal'ono tanto oltre che il Parlamento inglese stimò dover ordinnre un'inchiesta. · IL rapporto della Commissione nominata a tale uopo fu pubblicato nel ·I 863. Esso concluse dimostrando con fatti, che semhrpno incontestabili, che in quanto ai cannoni da campo ed a quelli da 20 e da 4.0, gl'inconvenicnti che si erano incontrati in atto pratico erano· dì poco momento , .ed aveano avuto per causa sbagli di costruzione, piuttostochè difelli di sistema. D'alLrondc i più decisi oppositori non negavano che in quanto a precisione nd tiro le bocche da fooco suddette ernno assili soddisfacenti, e che la loro resistenza, dovuta al sisLema di costruzione Armstrong era. perfetta. Relativamente ni cannoni da 1·10, le conclusioni del rapporto d'inchiesta furono meno favorevol i. l~u verificato die realmente il cuneo di culalta era troppo pesante, incomodo ed alle volte diHìcilissimo a muneggiare speciolmente in ma.re; e non avea sufficiente solid ità. · J,a cariea di fazione che era preseriUa di 1i, libbre in principio, fu ridotta a 12 libbre, e ciò nondimeno succedevano frequenti rotture dei cunei, abbenchè si fobbr;cassero di acciaio temprato invece che di ferro. I cnnnoni da HO erano dest inati. specialmente a servire com e armi a lunga gittata per la rnnri na. All'epo,~a dellil loro introduzione in servizio.si parlava poco ancora di navi corazzate; e perciò negli esperimenti che si fecero prima di adottal'li, si prese per bersaglio unu vecchia fregata d i legno (The Trusty), contro la E LE BOCCHE DA FUOCO A nErnOCAnICA


L'J.N,GlULTERRA 246 q.ualé le granate da ,110, contenemti 8 libbre di pol'\te,re, (eh.il. 3,10) produssero grandissimi effetti. Ma più tardi quando s1 espel'Ìmeotarc,tio i capnoni stessi contro piastre di fer:ro di 4 1/ 2 pollici (cen l. H ,t>), si trov.ò che la granata di HO di ghisa nnn aveva forza vi\.(a, nè tenacità sufficiente per forarle. Si sostituirono nelle prove alle .granate di ghisa alLre di accii:lio foue sulla foggia dì quelle di Whitwortb, e si riescl con esse a trapas:;are ai brevi distanze il bersaglio rappresentante la corazzatura del Wa rrior, formato con piastre di 4 1J2 pollici (cent. H ,5) appoggiate ad un cuseino di legno grosso 38 pollici (0"',9:2). ì\Ta i guasti erano· poco considerevoli e per nulla comparabili a quelli che cagiona lo scoppio di una granata sferica da 27 cen t. o da 22 cent. contro una nave di legno. I cannoni da HO avevano dunque due difetti capitali: insutncien1e solidità del congegno di chiusura della culat.ta ed insufficiente efficac ia per l'armamento delle navi e delle coste. Gli artiglieri inglçsi riconobbero quindi. la necessità di abbandonarli e d'intraprendere la fabbricazione di bocche da fuoco assai più potenti per la marina, e stabilirono di costruire le nuove. bocche da fuoco di grosso calibro col metodo Armstrong, ma, stante la calli va riuscita del caricamento dalla culatta nei cannoni da ·11 O, determinarono di farle ad avai:1carica. Fra. le considerazioni che indussero a questa determinazi,one trovasi anche la seguente: che il sistema a retrocarica esige un aumento di peso dello bocca da fuoco, e che nella costrnzione di grossi cannoni si devono fare combinare le due condizioni di maggiore p,ossibile effetto e di minor peso possib ile. · La reazione contro il sistema a retrocarica, fatto questo primo passo, doveva poi, come è proprio di tutte le reazioni, ohl'epassare il segno e giungere sino

E LE BOCCHE DA FlJOeO A nETROCA!llCA

247

all'abbandono di tutte le bocche da fuoco a retrocarica che avevano costato tanti studi, esperimenti e danari. Considerando attentamente le circostanze in cui gli artiglieri inglesi presero la suddetta determinazio·ne relativamente alle bocche da fuoco di grosso calibro, si comprende ch'essa era pienamente giustificata, che anzi s'imponeva loro qunsi corne una assoluta neeessilà. Difatti all'epoca in cui furon o conosciuti i risultamenti dell'inchiesta, cominciavano a fonciarsi in mare navi corazza te che avrehbero potuto affrontare impunemente le artiglierie inglesi. Era quindi urgente il provvedere nuove bocche da fuoco da sostitu irsi agli 800 cannoni da ,t,1 O libbre che si dichiar,wano inservibili. Dovevasi forse adouare un altro sistema a retrocarica? Ma quale potevasi seegl iere fra i tanti modelli che erano allora in istudio in Inghilterra ed altrove? . Sir W. Armstrong aveva immaginato e fatto costr~1ire un nuovo congt>gno di chiusura a doppio cuneo orizzontale applieato ad un ca!mo ne da 64. libbre; ma in pratica fece eaLliva prova ('I). Whitwonh costrusse e prnvò un modo di otturnzione a vite, ma esso pure con esito sfilvor.evole. I sistemi Wharendorff e Kreiner ad oprati in Germ11nìa, comP. pure l'ouuratore a vite della marina francese, non avevano ancora avut.o la sanzione dell'cspP.rienza. Coll'adouarn uno di q nei congegni gli artiglieri iuglf.si si Si:lrebbero esposti a rinnovare l'infelice prova che avevano fatta coìl'app licazi one del congegno a cuneo vertioale ai cannoni da 11 O, poichè. non vi era tempo per

(~) Il congegno di chiusura a doppio cuneo orizzontale di Armstrong fu perfezionato io seguito ed introdotto io servizio per cannoni da .iO. e da 64; ma di questi si costrusse solo un piccolo numero.


2.f.8

ÙNGHll,TERRA

studi ed esperimenti ed occorreva costruire cannoni senza indugio. D'altra parte col rinunziare ul sistema a retrocarica per ritornare all'antico modo di caricamento per le bocche da fuoco di grosso calibro, essi ritenevano di a~~icurarsi ~u_e co,~dizi,rni imp?rtantissime: la sempli~ ella del serv1Z10, e I assoluta resistenza e si,:urezza delle bocche da fuoco dovuta al sistema di costruzione Armstrong, che sino d'allora proclamarono superiore a tutti gli altri metodi di costruzione conosciuti. Al tempo di cui discorro, pssia alla fine del 1863 . ' su· W. Armslrong aveva completato il suo sistema col formare le pareti dell'anima della bocca da fuoco con ~n tu?o di acciaio temprato nell'oliu, grosso% di calibro, rl quale oltre ad accrescere la solidità dell'arma, ne aumentava anche la resistenza alle corrosioni eialle dilatazioni dell'anima, e percon seguenza la durala in servizio. ~redo necessario pel Sl'guito del mio n1gionamento, sprPgare le ragioni della superiorità che viene attribuita a questo sistema di costrnzione di bocche da fuoco sopra tutti gli altri; ed a 1al fine stimo opporumo trascrivere il seguente brano di una bella Memoria del capiU1no d'artiglieria F. S. S1oney su tale ar"'o. n mento, riportata nel ~. 58 del Journal o( the United Scrvice Institution, e che venne tradoua in parte nel Gio1·1wle d'artiglzàia del "870 (parte 2a). « li merito di avere per primo impiegato dei cerchi a spirale (coils) di ferro fucinato forzati gli uni su,,.li altri, é indubbiamente dovuto a sir W. Armsiron/ I suoi prinr.ipii fondamentali consistono essenzialmeite: « 1°, nel disporre le fibre del ferro nelle varie parti del cannone, nel modo migliore per resistere agli sforzi· ai q~ali, esse sono rispellivamente solloposte: cosi le pareli sono composte di cerchi a spirale colle. fibre

E LE BOCCHE DA FUOCO A RETROCARICA

249

che giran o intorno nl cannone, in modo da permettergli di sopportare lo sfol'zo trasversale della scarica senr.a scoppiare; mentre la culatta é rinforzala contro lo sforzo longitudinale, o tendenza aila separvzione della culp.lla stessa, mediante un pezzo solido fucinato colle fibre nel senso dell'asse del pezzo. I « 2°, nel forza1·e le parti successive le une sulle <1llre, in modo che non solo sia assicurata la coesione di tutta la massa, ma che inoltre Ia· tensione o forzamento sia regolata affinché i cerchi esterni contribuiscan'J ad aumentare la res istenza dei cerchi (o cilindri) ·I interni <lel cannone ». Aggiungerò che i pregi più salienti, che in pratica presen la questo sistema basato sopra principii tanto razionali, sono: · 1° Che si riesce ad utilizzare convenientemente la. tenacità del metallo, perchè tulle le pnrti componenti le parei.i del cannone resistono presso a poco egualmente al la sforzo interno prodotto dallo spuro; 2° Cadun cerchio o ci lindro avendo una piccola grossezza è di facile fabbricazione e può essere partitamente esaminato prima di essere messo in opera; 3° Coi cannoni così composti non vi è pe9·icoto di scoppio, poichè quando anche sono sparati ad oltranza, essi prirnu di giungere all'ultimo limite di resistenza danno sempre segni preventivi con qualehe alterazione parziale. li sistema di costruzione Armstrong venne modificato nel 1866 dall'ingegnere Fraser aùdetLo alle officine Woolwich, ma unicamente allo scopo di semplificarlo e renderlo più economico. Sopra il tubo di acciaio non venne più collocato il pezzo di ferro , fucinato colle fibre parallele all'asse; ed al gran numero di cilindri soprapposti, furono sostituiti due sol i cilindri forza ti l'uno sull'altro, ciascuno 1


g LE BOCCHE DA FUOCO A RETROCATIICA

·dei quali è co.str.utto con due, o tre s.pi11ali concentrichB' rawv.olte le une sulle altre in senso opposto e assieme sa\çl!\te,. Qe't'lesi osservare che. il sistema Eraser, usato a Wool',;V,ic~, serv.e esclusivamente pei cannoni ad a,.vancarica, mentre quello Armstrong, tullora praticato (l~Ue olTicine di Elsvick è ada1to anche ai cannoni a retrocarica, essendovisi conserv.ato. il pezzo di ferro fuç.inato colle fibre disposte longitudinalmente, al qu~\e ~.i p1,1ò fissare l'otturatore. L,o scopo ed i limiti fissati a questo scritto non ,r mi permettono di fare un confronto particolareggiato del s.istema di costruzione Armstrong cogli altri s-istemi ç.he furono proposti o che sono in uso. Mi limiterò quindi ad accennare che prima di adollare definitivamen te il sistema di Arrnstrong, gli artiglieri inglesi ~seguirono numerosi esperimenti con cannoni costruiti secondo altri metodi; ossia coi cannoni Blackeley, Whitworth, Krupp e con bocche da fuoco di ghisa ~.e rdiiate. I cannoni JJlackeJey composti con cilindri di feno, di acci;lio e di ghisa, avevano un peso eccessivo, erano <!SSai çomplicati e fecero cattiva prova nelle esperienze. Quelli di Whitworth fabbricati, con tubi di acciaio , ~iascuno dei quali composto di cilindri di piccola lung..hezza avvitali l'uno all'altro, erano costosiss1m1 e dimostrarono essi pure poca ed incerta 1·esistenza p )·. (~} Sir Joseph Whitworth è l'inventore di un metodo per togliere i difetti delJ'aeciaio fuso sottomettendolo ad una fortissima pressione mentre è liquido. . Da un suo opuscolo pubblicato nel ~873 togliamo i segu,enti brani, i quali danno una idea delle serie dillicoltà che presenta la lavorazione dell'acciaio fuso in grandi masse: e Se l'accia io è dolce, il pez·z.i fuso contiene nell'interno delle bt,lle, o soffiature che l'irupediscr,no di essere sano; se invece l'acciaio è duro,,

251

I cannoni di ghisa cerchiati ebbero un esito affatto sfavorevole in parag_one di quelli di forre. Finalmente in quanto ai cannoni Krupp che si fabbrica vano allora di acciaio fuso di un sol pezzo e martellati, s~ ne sperimentarono due, uno da '70, l'altro da 100 libbre. Il primo scoppiò dopo un piccolo numero di spari, l'altro resistette mira,bilmente a _Lut~e ~~ prove cui fu sottomesso. Questo fa.tto ed ~ltn s1md1 avvenuti in quel tempo all'estero (in. Russia). confermarono l'opinione che l'acciaio fuso rn grandi. m~ss~ ha una resistenza sempre incerta, in causa de1 d1fetl1 che si formano nelle parti interne del. metallo duranle la fusion e· e che non si riesce sempre a correggere col martellamento; perchè occorre per saldare insieme·

~

hani pericolo di scoppio. . . . . La difficoltà di ottenere un getto di .acciaio dolce senza difetti interni è vinta col sottometter~ ad una forte pressione il metallo ancora liquido . . . . .. . · ~ gctt'. adoperati per cannoni sono fatti in forme di cilindri cav'., nei qu~h l'acciaio ancora liquido è sottoposto ad una forte pressione c~e .rn certi casi può giungere a 20 tonnellate per pollice quadrato. ossia 31 chilogrammi per millimetro quadrato (più di 3000 atmosfere). a . . • . • • ! . Cioque minuti dopo appl icata la pressione, la co_lonna liquida si raccorcia di '/ 8 della sua lunghezza. Questo fa~to da una idea tlella quantità d'aria che è espulsa e che avrebbe cagionato delle bolle se fosse rimasta nel metallo . . . . .. · · « Nella fabbricaz.ione dei cannoni in acciaio fuso compresso sottopongo alla fuc inatura ed al martellamento i cilindri e.avi dopo fusi sotto pressione ». · Sir J. Whitworth ha f'l.bbricato un rerto numero di grosso bocche da fuoco ad avancarica per il Brasile, ma il suo metodo non si è g~n~ralizzato a causa forse del suo altissimo costo, e del sistema di rigatura esagonale ch'egli applica ioesoràbilmente a tutti i cannoni che fabbrica. . Sir J. Wbitworth ha inventato pure un congegno di chiusura della culatta a cuneo orizzontale per bocche da fuoco da campagna di cui si è parlato molto in questi ultimi tempi, ma di cui non si conoscono ancora i pregi pratici.


E LE BOCCHE DA FUOCO A RETROC.\RlCA

25:2

L'INClTILTERRA

due pezzi _di acciaio una temperatura ·elevatissima, che non si pub fare penetrnre nèll'inlerno della massa senza correre rischio di da nneggiare le parti esterne. D'allora in poi i cannoni di ghisa eerchiati e i cannoni di acciaio fuso sono stati perfezionati di molto n_ell~ fobbrica1.i0,ne col prop rzionarne meglio le dimens10nr, e ct:rare la scelta _dei metall i che vi si adoprano. Jnoltre mercè lunghi e snpienti studi che condussero alla confezione di polveri da guerra speciali a grossi grani di g rande densità e di lenta combustione, le quali imprimono al proiello forze vive potentissime senza produrre eccessive tensi'oni, si migliorarono assai le concl izio11i di resistenza dei cannoni in discorso. Un fono ri:narehevo le si è d io il signor Krupp, màn mano che ha perfezionato la fabbric:i.z ione dei suo i cannoni, ha dovuto nvvicinursì. passo passo nl sistema di costruzione Armstrong. Così egli rinunziò a formarli di un sol pezzo e l'i nfortò il corpo cen trale del cannone con uno srrato di ce,·chi, ed in seguito· con due slra ti soprapposti. E recentemente nella fabbricnione dei cannoni da cent. 8,o a retrocarica pel Governo prussiano, egli ha sostitui Lo ai cerchi un nrnnicollo di acciaio che porta gli orecchioni e stringe il tµbo centra le dall"irnboccatura della camera sino alquanto al di lù degli orecchioni stessi; e ciò ad im itazione, a quanto pare, del canno ne da O libb re di Woolwich ad avanc:iri.:::a, (di cui parlerò nuovamenre qui ·appresso), 11 quìllc è composto di un tubo inti;rno di acciu io e di un manicotto di ferro fucinalo simile al suind icato. I cannoni a retrncarica cli aeciDio fuso, e quelli di ,ghi,sa cercliinti, dopo i considerevoli perfezionarnemi in trodotti vi, furono adollali ed ammessi in numero considerevole nell'nrma111ento delle navi, e delle coste presso varie potente continentali.

'il5:l

Però egli è indub itabile che queste bocche da fuoco non presentano concHzioni di sicurezza assoluta al pari dei cannoni Armslrong. E se a d,ìmostrarlo non · bastasse l'esame dei principii teoriei, su cui è regolata la costruzione delle une e degli allri, serviranno a provarlo i seguenti fatti: 1° Che l"artigl iel'ia inglese adopera senza timore pei suoi cannoni di gran po lenzu polveri comparativamente assai vive (ne rlirò fra .breve l(~ ragioni), le quali producono tensioni di 3500 a .rnoo atmosfere, mentre le altre artiglierie usano somma c.ura nello scegliere polveri tali che le tensioni non oltrepassino 2000 a 25QO awnos&re; . 2° Durnnte dodid anni di esperienza in servizio i cannoni Ar.mstrong non di~dero un caso ùi scoppio,.. e non ca_gionai·ono la morte cli nessun uomo, mentre lo stesso non può dirsi delle altre bocche da fuoco suindicate (1). (I} Da un opuscolo del signor Stuart Rendei, pubblicato a Londra nel giugno scorso, rilevo i seguenti dati che credo interessante tra~ scri\'cro: « Risu lta da ufficiali rapporti presentati al Parlamento (sulla domanda del signo; Hanbury-Tracy nella prcseute srssioncì che non meno di 368 dei nostri cannoni da 7 pollici, i quali cannoni possono perforare a ,t 100 ya rds (circa ·1000 metri) di distanza il maggior numero delle na\'i corazzate che trngono il mare, hanno sparato oltre ~ 00 colpi caduno; uno sparò 2342 colpi. La rned:a per ~8 di qursU cannoni fu di 888 spari ciascuno. Uno dei cannoni stessi fu pronisoriamente tolto dal scr\'izio; un altro, quello stesso che sparò 2342 colpi, ebbe mutato il tubo interno dopo n70 spari. e I cannoni da 8 pollici (di 9 ton nella te) trovansi in ser\·izio in minor numen,; ma pure 89 di essi banno sparato oltre 400 colpi ciascuno, uno giunse a 7ii3 spari, ed un altro a 1918 e nessuno fu dichiarato inservibile. • li cannone da 9 pollici (di ~2 '/, 1onnellate) può essere chiamato il cannone-t ipo della nostra artiglieria di grosso calibro; di questi importanti cannoni, H t hanno sparatò più di ~ 1)0 colpi, 23 pi_ù di


L'INGHII.TERRA

. E

Col ritornare al sistema di bocche da fuoco ad avancarica l'Inghil lerra si mise in grado , mercè l'attività delle officine Woolwich e di Elswick, di provvedere in brevissimo tempo all'armamento delle navi, ed alla difesa. del le coste con bocche da fuoco per numero po tenza e qua.lità superiori a quelle <:he avesse allora qualsinsi allra potenza; di modo che in mezzo alle gravi complicazioni po!iliche dell'ul1 irno ciecennio, si · trovò sempre in conLtizione d'incontrare le evrntualità di guerra con pie.na fiducia nelle proprie armi. Essa ne ritrasse eziandio una utililà di genere affatto diverso, ma che· nd un popo lo essenzialmenle negc1zinnte quale è l'inglese, non poteva a meno di tornare gradita; ed è che i cannoni ad avancarica costruiti col sistema Armslrong sono in sommo grado commerciabi li, stnntechè chi li costruisce e li smercia può <:on tutta r.erLezza garamirne gli effetti e la sicurezza. 400, 5 più di 4000. La media per ~ 2 fu di 8~ 8 spari, o nessuno di questi 14 1 cannoni fu messo fuori servizio. < Dei cannoni da rn pollici (·18 tonnCJIJate}, i quali possono rorare tutte le corazzate esistenti, con due o tre sole eccezioni, H h~nno fa tto 400 colpi; due 693 e 889 rispettivament~; quesfuUirno ricevette un nuoYo tubo dopo 534 spari, il resto è in buono stato di servizio. « I cannoni da 25 tonnellate i quali sono capaci di perforare qualunque corazzata ~Ila linea d' ac.qua, tro,·ansi in piccolo numP,ro in servizio. Otto di essi lianno fatto da ·100 a 485 colpi; uno solo richiede un nuovo tubo. 11 n'lstro. cannone di 35 tonnellate, di cui 6 soli sono in uso, ha sparato 207 colpi. « Infine il cannone di 38 tonnellate in esperimento, il più grosso cannone conosciuto da nni e di cui due soli trovansi in servizio ha sparato 247 colpi, dei. 'quali molti con carica di H-0 libbre (63 chilogrammi} e un proietto di 800 libbre (chilogrammi 362) ii . Devo osservare che il cannone italiano a retrocarica ;n ghisa cerchiato da centimetri 32 del peso di 38 tonaellatc, ora in esperimento al campo di S. ~laurizio, è sparato con una carica di 65 a 68 chilogrammi ed una granata di 350 chilogrammi ·ed uguaglia1in potenza il più grosso dei cannoni inglesi suindicati.

u:

255

BOCCHE OA FUOIW °A: RETROCARICA

Tali qualità dovevano naturalmente aurarre lor,b. il favore generale. E difotti quasi tutte le poternze marittime di second'ordine, le quali si trovarono nella ne·Cessità di mulare tuUo l'armamento dei loro navigli , si rivolsero all 'Inghilterra. E cosi l'Auslria ('1), l'Italia, . la Spagnn, l'Olandn, la Danimarca, la ~0rve?ia-, il Portogallo, la Turchia, l'Egitto, il Perù, il . Chdì e l~ ·Confederazione Argentina si provvidero d1 canno~1 Armstrong pel' le loro navi·, coi relntivi affusti, muri1.zionamenti ed a·ccessorii. Si può facilmente immaginane qual~ consid~revo'1i somme furo no importate in Inghilterra da que'stà nuova soi'gen te · cl i traffico. Le bocche- da fuoco ad avnnoar1ca adottate dall'J:nghiltenra per l'armamento della marina e clelle c0ste hanno. i seguenti ca libri:: ....

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7 pollici centimetri cenlime1.ri 1> 8 centimetri » 9 ,10 » <:enti metri 11 » cenlimetri 1

17,78 tonnellate 7 » 9 20,·. 2 ~2 1/2 ·:& 22,86 1

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,I cnn noni do. 12 polliei e 35 tonnellate armano le tor,ri girevo li delle navi corazznte del tipo ~ella Devastation e del Th'uncler·cr; quelli da 12 pollici e· 38 tonn~llate sono del tipo dei precedenti ma coll'anima più lunga e servono per la difesa delle coste. Vi è atlual-

f·I) Negli ultimi anni scorsi l' Austr_ia lia abbandonato ..Armstrong per quelli di Krupp .

.

cannoni


256

1

L JNGHILTERHA

mente una tendenza verso l'uso dei grossi éalibri e l'abbandono di calibri minori di 8 P e· 7 P, la cui costruzione è quasi cessata. Di questa tendenza spinta ormai all'estremo, si ha la prova nei lavori attualmenle in corso a Woolwieh ~er la costruzione del cann~ne di 8 1 tonnellate per l nr~amento della corazzata rnglese l' Tn(!,exible, ed a Ehw1ck per la costruzione dei cannoni da 100 tonnellate destinate aile due ·fi·egate italiane il Dui'lio e 1

il Dandolo.

nocc1-rn DA FUOCO A l.lETllO CAHICA 257 I cannoni da 9 e da ,f 6 sono costruiti con un Lubo di acciaio chiuso nel fondo e rinforzato nella sua metà posteriore mediante un manicotto di ferro fucinato che· porla gli orecchioni. È difficile rerider-si conto delle ragioni che fecero abbandonare il caricamento dalla culatta anche per le boeehe da fuoco da campugna e d'assedio. L'opposizione a questo modo di caricamento si manifestò, come giù dissi, sino dal 1862 non ostante che i cannoni da campagna a retrocarica avessero, a quanto sembra, prestato buoni servizi nei fatti di guerra della China e della Nuova Zelanda negli anni ,1860 e ·t 86;J; si mantenne viva dopo il rapporto della Commissione d'inchiesta del 1863; ed infine diventò prevalente quando nel ,J f,l65 il colonnello Maxwell, allora direttore della reale fo nderia di cannoni nelle colonie orientali, foce rapporto vl Governo centrale intorno ai frequenti guasti che succedevano nei cannoni da campagna a retrocarica, ed alla impossibilità in cui si trovava di ripararli cogl'imperfetti mezzi cli cui disponeva; e concluse col proporre che si adottasse per le ballerie dell'esercito delle Indie un cannone di bronzo ad avancarica sul tipù del cannone francese da 4 del sistema La Hitte. In seguito a tale proposta fo esperimentato e messo per qualche tempo in servizio il eannone da 9 <li bronzo ad a vancariea conosciuto colla denominazione di eannone delle Indie (Indi'a Gun). E poi dietr·o il rapporto di apposita Commissione, presieduta dal generale Eardley Wilmot, fu dc~isa l'adozione delle bocche da fuoco ad avancarica di ferro e d'acciaio che ho indicato qui sopra. Si comprende del resto che a tale determinazione abbia influito il desiderio di avere uniformità cli tipo nelle bocche da fuoco di tutCi i servizi d'artiglieria; e che dal momento ch'era stato adottata l'avancarica E

LE

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li cannone da 81 tonnellate avrà il calibro da 38 a U centimetri e lancerà un proietto di 750 ch ilogrammi colla carica di 130 a 140 chilogrammi; il cannone da :JOO tonnellate avrà il cal ibro di 43 a 46 centimetri; il proietto peserà 900 chiloo-rammi circa e sarà lanciato con una carica di 135 a ·I 4t/'chilooTammi. O L'artiglieria inglese possiede uncora molle bocche da fuoco a retrocarica del sistema Armstrnng dei cali_bri indicati in prineipio di questo scrillo pel seriiizio d, campagna e d'assedio; ma va sostituendoli man mano con all.ri éannoni di ferro focinuto e aceiaio caricantisi dalla bocca, costruiti secondo il sistema Fraser. I ca libri di questi nuovi cannooi sono i seo-uenti: Da 7 libbre calibro 3 pollici centimetri del peso di 68 chilogrammi. Da !l libbre ca.libro caotimetri 7,62, peso 450 chilogrammi . Da 16 libbre calibro centimelri 9,H peso 614 chilogrammi. " Da 25 libbre calibro centimetri rn, 16 peso 1100· chilogrammi; Da 4.0 libbre calibro centimetri 12,06 peso 1'i50 chilogrammi; , Da 6,i. libbre calibro centimetri rn,o peso 3200, chilogrammi. 1

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ANNO

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VoL. 111,

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ÙNGHILTERRA

E i.E UOCCHE flA FUOCO A RETROCARICA

per quelle bocche da fuoco, che in Inghillerra rappresentano la parte di gran lunga. più considerevole .dell'armamento, le altre di minore importanza dovevano quasi inevit.abilmente seguire la sorte delle prime.

·feHo di essere troppo molle e d'impiombare le righe, furono sostituiti due o più anelli di rame, che funzionano perfettamente nei cannoni aventi le pareti del,J'anima in acciaio o ghisa. Mercè i perfezionamenti eseguitisi negli ultimi 3 o 4 anni si è giunti ad una esattezza di tiro veramente mirabile. Per dame una idea basterà citare, . come -esempio , che il cannone da cent.. 8,7 esperimentato in Austria mette il 50 °lo dei proietti lanciati ad una -distanza di 2000 i.n una striscia verticale alta 1m,65. Il cannone da cent. 8,5 prussiano ha una esattezza eguale a questa, ed hanno una esattezza anche mag.giore i cunnoni a retrocarica di grosso calibrn. Gli artiglieri inglesi per raggiungere il massimo grado di precisione nel tiro, che possano dare i cannoni ad .avancarica, hanno diminuito il più possibile il vento e le tolleranze di fabbricazione dei proietti e dei cannoni. Nel cannone da 16 libbre il vento fra le alette del proietto e le righe è stato ridotto a ,t mill., ed a¼ mili. soltanto nel cannone da 9 libbre. Per tal modo, e mercè una grande acèuratezza di fabbricazione, i cannoni inglesi superano in precisione di tiro tulti gli altri cannoni ad avancarica esistenti, ed uguagliano i primi cannoni a retrocarica che si co. struirono alcuni anni oe sono, ma rimangono inferiori ai cannoni a retrocarica perfezionati, che le altre potenze introducono ora in servizio. Così pcl cannone da 16 lìbbre alla distanza di 2000 metri la striscia vert.icale che contiene la metà dei c.plpi ha 3m ,38 di al· tez.za, ossia un'altezza doppia di quella ind icata qui sopra. La diminuzione del vento in così ristretti limiti rendP, alle volte difficile il caricamento; e quando l'anima del cannone è imbrattata di feccìe, può cagio-

UI.

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Ho esposto sm qui, nel miglior modo che mt e stato possibile , le cireostanze e le ragioni che indussero gli artiglieri inglesi ad abbandonare il sistema a retrocarica pel s'istema opposto. Mi rimane a trattare la sèconda parte della questione che ho posta in principio; e cioè se l'Inghilterra, in un breve avvenire, non sarà costretta dall'evidenza dei fatt i e dai suoi proprii interessi a ritornare nuova.mente al sistema a retrocarica. Teoricamente parlando, il caricamento dalla culatta è senza alcun dubbio il migliore, attesochè soddisfa alle condizioni teoriche necessarie per raggiungere più facilmente questi tre P.ssenziali intenti : esattezza nel tiro, migliore conservazione della bocca da fuoco, e facilità di servizio. Esaminerò succintamente questi tre punti. Il forzamento del proietto nell'anima toglie il vento, centra il p roietlo e ne impedisce gli sbattimenti; soppresso ìl vento, la carica di polvere accesa in una carnera chiusa esercita una azione più regolare, più uni-· forme sul proietto, per cui sono ridotte al minimo le deviazioni laterali e le variazioni in gittata. Tn pratica, coi cannoni a retrocarica si ottengono questi effetti mediante il rivestimento di piombo dei proietti. Recentemente al piombo, il quale ha il di-

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L'INGHILTERRA

nare l'inceppamento del proietto durante la carica, e la interruzione del fuoco. Questo inconveniente ha tanto maggiore gravità, quanto più grande è il calibro della bocca da fuoco nella quale succede; ma cionondimeno sembra che anche nei cannoni inglesi da 35 e più tonnellate il vento fra il proietto e l'anima sia piccolissimo. Per ovviare agli inconvenienti in di5corso e poter ingrandire il vento senza perdere nulla della precisione del tiro, si sta cereando ora in Inghillerra di applicare ai proietti un anello espansivo che si forzi nelle righe ali' atto dello sparo. È sino dal primo apparire dei cannoni rigati che, non solo in Inghilterra, ma presso tulle le arliglierie d'Europa e d'America, si è cercato di risolvel'e questo prob lema e non vi si è riuscito . Ma quando anché si trov<Jsse una soluzione pratica, egli è assai dubbio che l'anello espansivo applicato al fondello del proietto possa avere per effetto di impedi re totalmente gli sbattimenti della parte anteriore del proietto stesso, i quali recano • tanto pregiudizio ali' anima della bocca da fuoco, ed alla precisione del liro. l\li sembra dunque innegabile che per quanto riguarda Ia esattezza nel tiro, alla quale nei nostri giorni si attribuisce gìustamente tanta importanza, le bocche da fuoco inglesi ad avanearica sono rimaste indietro di quelle a retrocarica in uso presso le altre nazioni europee; ed è mia ferma convinzione che non potrnnno raggiungerle che in un modo solo; cioè cambiando nuovamente il sistema di caricamento. La sicurezza è una qualità preziosa specialmente nelle colossali bocche da fuoco da marina e da costa, che vanno collocate in ambienti ristrnttissimi, come le casemntte, le torri o batterie delle navi , ed il cui scoppio potrebbe produrre danni incalcolabili.

E LE BOCCHE DA FUOCO A RETROCARICA

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. A?biamo veduto che le bocche da fuoco inglesi pos- . siedono questa qualità in modo assoluto . Ma essa sola non basta; occorre altresì che le bocche da fuoco pos_ sano. resistere I_ungamente al logoramento prodotto dagh spari, e conservino inalterate le qualità balistiche. Nei cannoni ad avancarica il vento, per quanto piccolo sia, è causa che i gas prodotti dalla combustione della polvere facendosi strada fra il proietto e le pareti dell'anim:i, vi cagionano delle corrosioni e degli a!Jargamenti, i quali, senza compromettere menomamen te la solidi là del cannone, diminuiscono rapidamente la sua esattezza nel tiro. Per ciò col dire soltanto che una bocca da fuoco ha resistito a 1000 e più spari non si dà una infor- , rnaz ione completa intorno alla suscettività di resistenza della bocca da fuoco stessa, ma bisogna anche faI'e conoscere quale esattezza di tiro ha conservato dopo quei 1000 spari . Non ho potulo procurarmi intorno alle bocche da fuoco inglesi dati ufficiali e sicuri a questo riguardo; ma si può ritenere per certo che il suddetto dannoso effetto vi si deve produrre, e che dopo un certo n urnero di tiri la precisione deve essere scemata nolevolmente . 11 fondello espansivo, se si riescirù ad applicarlo ai proietti in modo pratico, cosa assai problematica, non toglierà totalmente il difetto su<Jccennato per le ragioni che ho indicate più innanzi. Devo considerare orD le bocche da fuoco a retrocarica e ad avancarica relativamente alla facili.Là del sel'Vizio. Il servizio delle. bocche da . fuoco, per ciò che riguarda l'oggetto che trattiamò, comprende tre parti distinte: la manutenzione della bocca da fuoco in buone 1

1


L' JNGHH:'l'ER RA. 262 condizioni; la conservazione ed il movimento dP.lle munizioni; e in.fine l'esecuzione della carica. 'l'utte le altre operaziohi e manovre sono evidentemente identiche pei due sistemi di cui facciamo il confronto. E innegabile che le bocelrn da fuoeo a retroc;,iriea richieggono maggiore attenzione delle altre per essere ten ute in buon ordine. Però, qualunque sia la disposizione del congegno di otturazione, sia esso a cuneo od a vite, la sua manutenzione è grandemente facili tata coll'impiego di materie lubrificanti che lo preservano dalla ruggine come l'olio di Belmontil ed altre, e non esige alcuna operazione difficile o complicata che non si possa eseguire convenientemente in guerra. Se ne ebbe una prova pratica evidente nella guerra franco-germanica, nella quale l'artiglieria tedesca armata tulta di cannoni a retrocarica sostenne una parte tanto efficace e gloriosa. Il miglior modo di assicurare la buona manutenzione dell e bocche da fuoco, sì è di bene is truire i cannonieri, d'insegnare loro tulle le qualitù, tutti ·i vantaggi dell'arrna che adoperano. Poiché il soldato si affeziona alla propria arma quando ne sa apprezzare la bontà e l' efficacia; nel modo stesso che il soldato di cavalleria porta t.:inlo più vivo affetto e· sollecita cura al proprio cavallo, quanto meglio ne conosce l'indole buona e generosa. Le cure spese per tenere in buon ordine le bocche da fuoco n retrocarica sono largamente compensate dai preziosi servizi che se ne possono avere. Ho fatto cenno qui sopra della. conservazione delle munizioni, perchè ho letto in alcune pub,blieazioni che fra le considerazioni che determinarono gl' Inglesi a preferire le bo,;che da fuoco ad avancarica vi fu quella

E LE BOCCHE DA FUOCO A RETROCARICA

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della ·maggiore facilità di conservare le munizioni nei magazzini e durante i trasporti. Ma, a dir vero , non so capire quale grande differenza di prècauzioni possa richiedere l'accatastamento ed il maneggio di proietti rivestiti di piombo o muniti di anelli di rame, in confronto di quelle necessarie per proietti forniti di alette di zinco o di bronzo; specialmente poi se questi ultimi devono essere adoperati in boéche da fuoco nelle quali il vento e le tolleranze di fabbricazione sono stati ridotti al minimo. Io credo che non vi può essere alcuna sensibile differenza, e che anzi se i proietti dei cannoni ad avancarica venissero rnuniti dell'anello espansivo, di cui tanto si parla, le precauzioni e le difficoltà diventerebbero maggiori forse per questi ultimi che per gli altri. l'assando ora a parlare dei due differenti modi di caricamen to, ricorderò in primo luogo d1c l'esecuzione della carica nei eannoni a caricamento dalla bocca presenta sempre qualche pericolo pei serventi, in causa della possibilità che avvenga uno scoppio prematuro mentre si introduce nell'an ima la carica e il proiettò. Colle bocche da fuoco a ret.ro_carica, questo pericolo è evitato quasi totalmente. Ne segue che i cannonieri acquistano fiduc ia in lJ ucste ultime armi e ne fanno il servizio con maggior ca lma e premura. Coi cannoni a retrocarica può accadere , egli è vero, di far fuoco senza che sia chiusa perfetwrneme la culatta; la qual cosa rovinerebbe l'anna, e potrebbe porla fuori se rvizio. Tanto per taluni canno ni di gran potenza quanto per 1:dtri di niinor calibro si è ovviato a <::iò mediame una disposizione semplicissirna la qua le impedisce di comunicare il fuoco all a carica sino a che l'olluratore non sia giunto alla posizione di chiusura completa. , Il caricamento dalla culatta è indubbiamente più


26.i,

265 -atmosfere, cagionano corrosioni nell'anima e conteibuiscono a diminuire la dmata della bocca a fuoco in servizio. Per armare con cannoni di 35 tonnellate e più la torre delle navi del tipo M ila Devastation e dell'In/lexible gl'lnglesi hanno dovulo ricorrere ad un modo ·di caricamento speciale onde ridurre il più possibile il diametro delle torri medesime. Prima di descri veri o, ritengo necessario dare un cenno degli ordegni meccanici sostituiti ali' azione dell'uomo per la manovra delle grosse artiglierie, d1e sono stati costruiti per primi dai signori Arrnstrong e comp. Il sig. Giorgio Rende!, insegnere delle officine di .Elswick, in una sua memoria letta nel ,187.i alla soeietà degli ingegneri di Londra e che trovasi tradotta per intiero nella Bivista ma1·ittima italiana dell'anno stesso, dh una descrizione particolareggiata dei meccanismi in discorso; ne trascrivo il seguente brano, il quale mi sembra spiegare con molta chinrezza il bisogno _che havvi cli quei. rnec:canismi ed i principii genernli della loro costruzione: « Riesce in verità difficile lo stabilire un limite alle dimensioni dei cannoni fabbricai.i secondo un sistema simile a quello di sir W. Armstrong, nel quale i cannoni medesimi sono cornposli di cili ndri .concentrici o di strati, il cui numero può essere aumentato in modo da forma re una immensa grossezza totale, senza che alcuno dei pezzi sia tanto grosso da non potersi maneggiare. « L'enorme pressione delle potentissime cariche sembrerebbe dover porre un limite alla grandezza dei eannoni, ma esperienze ed indagini recenti inducono a credere che la pI'essione, anche per delle cariche di grnn lunga maggiori di quelle ora in uso, possa essere regolata e mantenuta entro determinati confini. E LE BOCCHE DA FUOCO A RETROCARICA

L'INGHILTERRA

facile e più sollecito di quello dalla bocca, poichè non occorre col primo fare percorrere al proietto nell'interno del cannone che un tratto brevissimo, il quale non supera generalmente il 1/. o il 1/ 6 della lunghezza totale dell'anima, senza rischio d'inceppamento, stante che il foro di caricamento e la camera hanno Ùn diametro notevolmente maggiore di quello del proiello. L'utilità del caricamento dalla culatta è considerevole principalmente per i cannoni di grossi calibri che armano le casematte e le batterie dei bastimenti attesochè si può limitare il rinculo del pezio a 'quel limite che si vuole, per quanto consenta la resistenza del J' affusto, e lasciare che il pezzo ritorni in batteria automaticamente per effetto del proprio peso sulle liscie a tal uopo convenientemente inclinate. Pei cannoni ad avancarica invece è necessario farli rinculare sino a che non si abbia fra il ta>'.)0 ·1io della bocca ed il parapetto lo spazio necessal'io per introdurre il proietto nell'anima; e poi, eseguita la carica, rimandarli in batteria. Ognun vede quanto questa manovra sia più lunga e faticosa. l\'.Ia ne deriva un altro inconveniente, che imporla notèJre. Le batterie cli fianco delle navi da guerra non of'... frendo che uno spazio ristretto pel rinculo e le manovre, non si può dare alle loro bocche da fuoco ad a van carica la lunghezza d'anima occorrenle per melterle in buone condizi oni balistiche. I cannoni da marina inglesi hanno una J.unghezza d'anima eguale a '14 o ,t 6 calibri, menlre nei cnnnoni tedeschi, frances i ed italiani essa è cli 49 a 22 calibri. Ne segue che gl'Jnglesi per imprimere ai proietti una forza viva convenienle sono costl'etti di. adoperare polveri a combustione rapida, le quali producono, come ho accennato anteriormente, tensioni di 3500 a .rnoo I

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L'INGHILTERRA

E LE BOCCHE DA FUOCO A RETflOCARICA

« Se pertanto il surrogare l'azione di una macchina· a quella dell'uomo nel caricamento e nel maneggio delle pesanti artiglierie è già da desiderarsi per i can.noni esistenti, diventa indispensabile per quelli di un avvenire non lontano ... .. « Volendo adoperare la macchina a vapore come più pronta e più idonea sorgente di forza, crediamo che la sua azione possa essere trasmessa pìu convenientemente mediante la pressione idraulica. « La semplicità e la solidità dei congegni idraulici., la loro azione diretta, la quale toglie la necessità di usare ruote dentate, e la perfetta padronanza che con essa si acquista sul movimento di grandi pesi li rende specialmente idonei allo scopo. « Per mezzo dell'acqua, si può trasmettere con un tubo piccolissimo, per lunghe distanze e per vie intricate, una forza grandissima; si può pertanto stabilire in posizione riparata, a bordo o demro di una fortezza una tromba a vapore idonea a sviluppare la forza necessaria per maneggiare ad un tempo molti cannoni ». I congegni idraulici applicati al caricamento dei grossi cannoni ad avancarica collocati nelle torri corazzate consistono in due stantufll unili per un'estremità acrlè orecchioni del cannone, che si muovono entro d~e cilindri orizzontali e servono a frenare il rinculo ed a rimettere il pezzo in batteria. Quando il cannone é rinculato uno stantuffo idraulico verticale preme sotto la culatta del cannone, la rialza e fa abbassare la volata in modo eia mettere il cannone· in una posizione inclinata cli circa ,15 ~ 20 gradi sotto l'orizzontale e coll'anima in co1Tispondenza del foro di caricamento praticato nella parete della torre, o nella tolda della nave. Gli uomini che eseguiscono la carica stando al coperto sollo la tolda, pongono la earica e il pro ietto sopra la testa di un secondo stan-

tuffo idrFtulico verticale, il quale li solleva coll'inclinazione conveniente, all'altezza della bocca del cannone. Con un calcatoio mosso meccanicamente, si spinge prima la carica e poi il proietto su nell'anima sino a sito. . Quando il cannone fa fuoco in una direzione differente da quella di caricam en to, locchè succederà spesse volte, bisognn, dopo ogni sparo, fare girare la torre per metterlo nella posizione della carica. Tutta questa manovra mollo ingegnosa, sembra dover essere assai lunga , e non è scevi:a cli pericolo. Succede alle volte, lo abbiamo già notato, che nelle bocche da fuoco ad avancarica il colpo parte mentre si sta caricando. Nel caso che consideriamo è certo che si ·prenderanno accuratamente tulle le precauzioni necèssarie, nello scovolare e bagnare l'anima del cannone, ma pur tuttavia uno scoppio prematuro durante la carica sarà J:iossihile; ed è spaventevole il pensare al danno che produnehbe quando la volata è inclinata contro la tolda. La nave potrebbe essere rovinata dai suoi propri cannoni ('I ). . Per i cannoni a retrocaricn, collocati in torri girevoli , i congegni idrauiici potrebbero essere disposti in modo analogo al suddeuo, ma in guisa da fore abbassare la culatta; e la carica verrebbe eseguita dai serventi

1·

( 1} Il signor George Rendei nella memoria succitata rispondendo a qùesta obbiezione si esprime nei seguenti termini: « Facciamo osservare che non occorre, per eseguire; la carica, di mettere il cannone a tale depressione, che il suo proietto, i11 caso di sparo, traversi lo scafo al disotto del bagnasciuga, e che inveccJ dato che tale sparoprema turo avvenisse, un foro praticato a bella posta nella corazza laterale sulla linea dell'asse del cannone lascierebbe il projetto libero di uscirne senza mettere in pericolo la nave. l'Ila è certo che sebbene· avvengano tali spari prematuri nei fuochi di saluto, 0011 si lia quasi memoria che ne sia avvenuto alcuno tirando con proietto.


268 1,'1 NGHILTEflHA sotto coperta con mollo maggiore facilità e sicurezza. Anche per le batterie in casamatta od in barbetta con affusti ad abbassamento (sistema Moncrieff) l'applicazione dei congegni in discorso è indubbiamente più facile quando le boeche da fuoco che le armano sono a retrocarica. Speriamo che fra non mollo se ne fa rà l'esperimento pratico da noi, se, co01e sembra probabile, si porrà man o nell'anno c.orrente alla costru~ione del cannone da 90 tonnellate proa:ettato dal man-O'iorc ~ • Ot' generale Rosset, e pel quale si possiedono a Torino i mezzi di fabbricazi one occo rrenti. Questa colossale costruzione, la cui buona riuscita non è dubbia, perché è fondata sopra gli stess i princif)ii che guidarono nel costruire i nostri cannoni da 18 e da 38 tonnellate che hanno fallo ottima riuscita, farà manifes to che la nostra nrtiglicria lavora indefessamente e non vuole cedere il passo a nessuno nella via del progresso e nel migliornrnento dcll'arrnumento nazionale. Debbo menzionare un ultimo vantaggio che presentano le bocche a fuoco a reLrocnr-ica e si è che i serventi rimanendo dietro od accanto alla culatta sono meno esposti al. fuoc o nemico; mentre per· cari care i cannoni ad avancarica essi stanno accanto all'imboce Una inchiesta fatta di recente dall'ammiragliato inglese fece vedere cbo sopra 250,000 tiri fatti nello spazio di sette anni, avvenne un solo sparo prematuro e questo per di phì dubbioso. e Un rischio tanto minimo, al quale del resto abbiamo ovviato mediante un congegno speciale per inaffiare l'anima del cannone nello scovolare, non può meritare il nome di obbiezione i>. Io non sono di questo parere, poichè mi sembra che la precauzione di fare un foro nella corazza per lasciare uscire il proietto, e l'asserzione circa la poca probabilità di uno sparo prematuro non siano punto rassicuranti.

'.269 catura delle cannoniere, od in posizione più alta ~el ciglio del paraµ ello e possono s~bire ~mvi ~erd1~~ principalmente dal fuoco della fanteria ~rmata coi fucrh di peecisione ed u lunga portata ora m °:so. . Dal breve esame comparativo che ho sm qui fatto, mi sembra risultare evidente l'inferiorità delle bocche da fuoco ad a van corica in rapporto ali' esattezza nel tiro, alla resistenza a<l un tiro prolungato, ed .ali~ faci lità del servi:t.io; e che l'inferiorità deriva da d1fettt inerenti alla natura stessa di quelle bocche da fuoco, di modo che quando si cerca di togliere alc~ni. dei gravi inconvenienti prodotti dai. difetti me~es1m1, se ne creano altri egualmente graVI e dannosi. L'inferiorità è consi<lerevole, e andrà ognora crescendo, principalmente per le bocche ~a fuoco di gro,sso calibro da marina e da costa, le quah hanno per l Inerbiiterra tanta importanza. 0 E per ciò non posso credere che gli artiglieri i_nglesi vogliano conservare per lungo tempo ancora il loro attuale armamento. Lo credo tanto meno quando considero che il sistema di costruzione Armstrong, non è esclusivamente adatto alle bocche da fuoco ad avancarica, ma si pu.ò adoperarlo egua lmen te bene per quelle a retro~an~a. Dei due principali tipi in uso pel cong~gn~ ,d1 ch_msura (lella culatta, quello a vite mi sembra.i~ prn_raz~onale, attesochè esso richiede un solo foro c1hn<lr1co m prolungamento dell'anima del canno?e, non accresce che insensibilmente la lunghezza e li peso del cannone stesso, e non lo indebolisce; n1entre nel c?ngegno ~ cuneo oltre il toro in prolungamento dell'anima, havv1 una grande_apertura trasversale per l'alloggiamento del cuneo, la quale obbl iga ad aumentare notevolmente la lunghezza ed il peso della bocca da fuoco, e può recare danno alla sna solidità. E LE BOCCHE J)A FUOCO A RE'l'ROC,\IUCA


270 L'INGHILTEI\RA Il congegno a vite è forse il più adatto al sistema di costruzione Arrnst1:ong. Esso non indebolirebbe menomamente la bocca da fuoco, poiché terrebbe il posto del grosso viLone chiamato cascable screw, il quale nei cannoni ad avancarica inglese preme contro il fondo del tubo di acciaio che forma le pareti dell'anima. . Se adottasse il caricamento dalla culatta, l'artiglieria inglese non solo raggiungerebbe, per la perfezione dell'armamento, le artiglierie delle altre nazi.oni europee, ma ben presto le ·oltrepasse rebbe, poichè utilizzando la mira.bile solidità della costruzione Armstrorw, locchè ora non può fa.re, essa potrebbe adoperare grandi cariche di polvere a lenta combustione, ed ottenere dai suoi cannoni a retrocarica potenze vive tali che assai dìllici !mente i '.:annon( di acciaio fuso o di ghisa potrebbero darne d1 uguali. Del resto, gli stessi sigg. sir W. Armstrong e C.; non sembrano avere mai creduto che le attuali bocchè da fuoco ad avancaricn possano costituire l'armamento definitivo dell'artiglieria inglP-se; po ichè essi non hanno mai, cess~llo ~i studiare pers~verantemente il problema del! apphcazwne a1 loro pezzi del sistema a retrncarica. Primierarnente info.ui fecero cosLruire i eannoni con oUurntore a doppio cuneo, di cui ho già parlato; poi nel ,1868 allestirono un cannone da 7 pollici (7 tonn .) con congegno a vite; più tardi un altro di ,14 tonn. pure a vi te, ed ora ne hanno in costruzione uno di ,~o LOnnellate. In q~1~sli ultimi tempi .l'opinione pubblica in Ingllilterr~ si e ~reoccupata vivamente di questa quistione; ed m seguito alle ardenti polemiche che sono sorte, lord Somerset nella seduta della Camera dei lords del .30 aprile del con·ente anno, domandò al Govern~ un rapporto sulle bocche da fuoco e le munizioni della

E LE BOCCHE DA PUOCO A RETnOCARICA

271

marina, e ne prese occasione per porre francamente la questione intorno al modo di caricamento_. Lord Malrnesbury gli.rispose che il Governo non- considerava tale questione come definitivamente risoluta; e che avrebbe fatto riprendere gli studi allo scopo di dotare la marina e l'esercito delle migliori armi possibili. Questa risposta del M.inistro, la quale mette in dubbio la bontà e per conseguenza la conservazione in servizio di un immenso materiale d'artiglieria il cui costo si valuta a 4,000,000 di lire sterline, deve avere avuto motivi assai gravi, e perciò conferma l'opinione che abbiamo espressa: In conclusione l'Inghilterra dopo l'inchiesta del ·1863 trovandosi nell'urgente bisogno di rinnovare una gran parte del suo armamento formato di bocche da fuoco a retrncarica, che si erano verificate difettose ed inefficaci, e non vedendo allora alcun congegno a retrocarica sanzionato dall'esperienza da pote r sostituire con certezza di buona. riuscita a quello che doveva abbandorn.J.re, non aveva altro parLito a prendere che di ritornarn ali' antico modo di caricamento e costruire ad avancarica le boeche da fuoc o di grosso calibro che le occorrevano. Mere è l'eccellenza del metodo di costruzione di sir W. Armstrong, ed una mirabile perfezione di fabbricazione, essa ha potuto formarsi, con bocche da fuoco ad avancarica, un formidabile armamento il quale, sino a poc hi nnnì fa, uguagliava per le qualità ba.listiche i migliori cannoni che costrnivansi sul continente. ~la mentre d'allora in poi le altre potenze hanno continuato, e continuano tuttora a progre'dire rapidamente, l'Inghilterra non può rimanere al punto in cui trovasi ; e per raggiungerle dovrà necessariamente, a quanto mi pare, riprendere il sistema a retrocarica


272 ÒNGHILTERnA E LE BOCCHE DA FUOCO A RET!lOCAfllCA il quale è il solo razionale, ed è arrivato ora praticamente a tale grado di perfezione da seanare nella balistica pratica un progresso uguale qua~ a quello che fu fatto nel passare dai cannoni lisci ai cannoni rigati.

RIVISTA Il1BLIOGBAF1CA

Roma, ~ ~ agosto 1875.

CESARE ZANOLINI

1}foggiore d'artiglieria.

Le t•ie ,li eom1111ieazioue uell' A!penniuo /ra lti rivfrrti ,li lemu,1,~ .f Nl il p., - Considerazioni e proposLe

di L UCIIJNO DAL VERME, maggiore di stato maggiore. - Milano 1875. - Libreria editcice G. Brigola.

-·= ====

Rendendosi ragione dell'imrjortanza che hanno lecondizioni della viabilità rispetto al valore <Ufensivo ed offensivo delle posizioni strategiche, e volgendo la sua attenzione ad una regione la quale, per concOI'de avviso di Lutti coloro che hanno preso in esame il problema della difesa terri toriale del regno, è destinata ad assumere una primaria impor tanza nell'assetto di tale difesa, il maggioce DAL Vt:RME si è fatto a riceccare il modo più acconcio dal punto di vista delle esigenze militari e finaniiaric e de~li stessi interessi economici delle popolazioni, di provvedere al collegamento di quella regione colla retrostante pr.uisofa e colla capitale. mercé buone comunicazioni attraverso quélla pacte d'Apennino cui essa si appoggia, comunicazioni che ora fanno difeno e senza le quali quella rE?gione non potrà mai raggiungere tutfo il suo valore strategico. La regione di cui intendiamo parlare è quella ch'è determinata dall.-) stretta di Sti·adella è dalla f'o1·tezza d i Piacenza; ai quali punli è data da chi maggiore, e cla chi minore importanza, ma che nessuno l1a creduto di poter togEe.r e dal novero di quelli che devono formare i capisaldi del nostro sistema dìfensivo. Il magg-iole ùal Vecme si occupa essenzialmente delle vie ordirnwie, consi<le1'ar1ùo come le difficoltà sieno assai minori per oÙener qu~ste preslo e in nuiùeco sufficiente che non per aver;e ·delle ferrovie, e com·e una voltnel!tcate nel periodo delANNO

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111.

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lHVISTA

l'~zione s ieno essenzialmente !e vie ordinarie quelle sulle quali si può con lare per le opornzioni militari: tuUavia egli non Lt'O.scura all'a tLo anche il problema cli una comunicazione f'ort·nviaria att1·averso questa zona apenninica. I criteri militari che l'autore ha preso per base nello sue 1·1• cerche sono racchiusi in queste s ue parole che noi r iporteremo testualmente: « A ti cer car e q ua li comunicazioni doveeb« bero esis tere in ques to tratto d'Apennino perchè un esercito « posta to fra Piacenza e Stmdella pos sa di1·si s icurame11te 0 " conve nientemenle s tabilito contro una s traniera invasione « da q~alunq~e p~nlo_ d_ell~ cerchia alpina dessa prornnga, « crecl1.a1:i,o .uti_le ~li_ <1~1 r1chmma1't' il duplice scopo ul quale le " cond1z1on'. vrn~ili tl1 .quel la distesa di catcmn debbono risponc dere, al d1fe?s1v~, cioè, cd all'offe nsivo. Pcrchè ris pondano « allo scopo difens ivo dovrà la posizione esser e fo1·11ita di vie « di comun icazione a tte a permettere il movimento cli r iti1·ata o nel caso di rovescio; per l'offensivo , che di silfuLle stl'tldc < tale un rascio ve n'abbia eia permettere l'arrivo di rinforzi e a l_'~pprovvigionamenLo della penisola e de lla capilule del mcc dio Po, e che le deLLe comunicazioni sieno in amendue le • ipotesi cosilfallamonte ubicate da poter essere percorse s enza "- venir minacciale dall'avversario che, pussnto sulla destra ciel « Po,. alla p~siziono fra questo e I.' Apennino accennasse, pro< voruente sia da monte sia da valle della medesima· oltredi « chè vi sarà mestieri che do.queste vie coper·te addu~enti a llo " penisola ultre se ne distacchino s ulla direzione nemica dea stinale quali sbocchi offensivi a funzionare» . Fissate cosl le iùee dal punto di vistu militare l'autore hu voluto ved(?re .in 'l ua l maniera tali s ue idee potessero essere applicate valendos i, per c1uunto possibile, dei tronchi strad11li già esist~nli nella zona Aponninica di cui s i occupa, ed adottando, pe1 nuo,v1 tronchi, tr·ucciati i quali potessero anche l'ispondero o g li interessi loculi, mirando in La l g uisa a formulat'e un progetto la cui .esecuzione richiedesse non solo la minoro sposa e il minor tempo possibi le~ rna potesse inconLra're il favore eotto11ere quanto alla spesa il concorso dei comuni e dol!r pl'ovincic. In queslo intento l'autore, non pago di un diligentissimo sludio del terreno fùLlo 'sopra luogo, come chiaramentosi scorgi) dalh.J sue consider azioni, lia l'alto allresì un accurato ·esame di tutti i progelli stradali che s i riferiscono ali' Apennino ch'e"li 0 chiama Bobbiese; e mercé tutti i doti raccolti in tul guisa ò

OIDLIOGI\AFICA 275 giun to o. formulal'e un pa.rticola1·èggiato progelLo di rete ::;l1·adale, il quale ci sembra rispondere assai bene allo scopo che l'autore ha pres o cli miro., per c.1utrnLo non intend ia mo con ciò pronunciarci in merito ulle sue proposte, a giudicar e le quali farebbe mesliori uno studio dei luoghi f' del problema, che noi ,non abbiamo fuLlo. In sos tanza il progetto del maggiore Dal Verme ha per base l'ape!'tura di due g randi linee slt-adali opportunamente allacciale fra loro, wa però affatto indipendenti una dall'altra: unu delle <1uali (la pl'incipale) rnetlerc~bbe in comunicazione Pia• cenza colla Spezia e quindi con Sarzana per ia bassa valle e.lolla Trebbia, e per le valli d'Avctoedi Vara;l'altracongiungerebbe Stradella e Cas Lel San Giovanni a Genova, percort·endo valle di Tidone, l'alta valle della Trel)bia e ,yuindi la valle di Bisagno. Ma non poteva bastare all'autore di nvel' assicut·ato il collegamen Lo con buone linee s tradali fra i pun ti che ablJiamo ora indicati; una obbiezione rlovcva naturalmente allacciarglisi. Da Ge nova e da Sot'zana come comunicheranno poi le lir1ee che voi progetlate colle provincie peninsola r-i e colla capitale'.' Mercé lu linea li toranea esposta ullemolestiedi un nemico padrone del Medi terraneo? A ques ta obbiezione o considet uzione il Dal Ve1·me risponcle: in pr·imo luogo, opponendo come il pericolo di valersi di linee litoranee abbia un'imporlanza assai discutibile quando si tratti <li vie ordinarie o non d i fo1Tovie, sopratulLo poi allorchè tuli vie corrano a quattl'O cltilomcLri di dis tanza da una spiaggia sottile che 1ton po1·mette a navi nemiche di troppo avvicinarsi, come appunto so.rebbe il cuso nostro, g iacchè esistendo una buona r otabile eia Pielrusunla a Lucca, ltl via ordina ria litoranea non sar·ebbe ut.ilizzul.a che pel lra llo Sarzana-Piotl'asanla; in secondo luogo, dimostrando come facilmente anche 11uel tr a tto potrebbe essot'e evitalo valendos i della vitt ord ina roia che a Busana si distacco. da quella che da Reggio d'Emilia poi varco di Cerreto motte a Sarzana, e conduco per val di Sor chio u Lucca. Tenendo quest'ultima vin le comunicazioni fra Piacenza. e lu penisola sarebbero stabilite per Lucca. senza toccar punto lu spiaggia. · Quanto alla linea di val di Ti<lone, alta Trebbia e Bisagno, il Dal Verme dimostra poi come senza gravi difficoltà e s enza g runcle s pesa possa essa pure essere condotta a s boccare in


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lllVISTA

valle di Vora mercè una Lravorsale che partendo da valle di BiMgno segua le valli di Fon~nabuona e della Grove~lia. Lu spesa che farP-bbe di meslierj per do lare !'A penn ino Uobbiesc della rete stradale da lui propos la compresi tulti gli ideati allacciamenli, non supererebbe, secondo i calr.oli del maggiore Dul Verme, i due milioni o mezzp; i chilome tri di stl'ada 01·dina.ria da costruirsi sarel.>bero poco più <li 140, consider-,,rn<lo come costrutti quelli già in corso di esecuzione per l'attuazione di altri progelli, o alla cui esecuzione si sta por mettere mano. Ma abbiamo delto come l'autore si occupi anche del pl"O-. bioma ferroviario: fallo l'osarne della zona di paese da ullraversarsi, e delle condizioni economiche della rneclesilna, egli propugna infatti l"t"U le lince f 11'I'OViorie proposte in questi ultimi tempi por della zona. quella da Genova a Voghera per lo valli di Bisogno e di SLaffora, sembi·andogli questa I(\ più attfl a conciliare gl'intercssi militari cogli economici, rnenlee dal punto di vista esclusivamonle militare quellt) Sal'zana-Piacenza per valle di Trebbia gli parrehhe preferibile. Esposti Lulli i parlicolari del progeLlo, l'autore, per chiarir meglio il suo concetlo, mollo opportunamente riassume le proprie ideo e pone innanzi al lcllore il quarlro dPJla rdc s lradule da lui p rogettata in r appm·to a l s uo im piego nelle duo diverso ipotesi di un' invas ione p1·ovenienlc da ovest P, di una vcgnenle dal nord-est Nel primo caso, la grande rotabile da Sorzana a Piacenza Mrebbe la principale linea di upprovvigionarnenLo e d i ritirata; l'altra per Bisagno e valle di T iclonn le servirebbe di sussidiaria, e finalmente In ferrovia GenovaVoghera, flnchè il nemico i"O!-lse lonLano, s ervir-ebbe pur essa mollo efficàcemente di lineu di approvvig ionarnen Lo, ed una volLu slrellasi l'invasione intorno alla mussa dell'Apennino Bobbiese, diverrebbe un utilissimo shocco offensivo. Nel secondo caso invece, avreb be l,1 primaria importanza la ferrovia ora indica.Lu e ad essa servirebbero di arte1·ie sussidiarie le due rotabili, sia come linee di approv"igionomenlo, sia como lince di rilirata . Allo stud io minuzioso della rete stradale da. lui ideata, fu, per ult;mo, complemento il maggiore Da l Verme col Loccure due questioni che lto.nuo collo svolµ-imenLo della suu Lesi un intimo nesso, come quelle elle si r iJ'e1·iscono a l problema d()ll'organamento della difesa del tratto d'Apennino ch'è stato oggetto dei suoi sludi. Tali questioni sono: 1• quella delle forti-

DJDL! OGI\AFICA

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ficazioni - 2- quella dell'opporlunilà da estendere a questa parle di Apennino l'istituzione di milizie locali permanenti come le compagnie alpine. . . . Quanto olle forLifìcazioni e~li si limita acl indicare quei passi · che a suo credere and,·ebbero sbar·ruti per impedire che la posizi~nedi S tr-udcll~- P iacenza possu essere !-{ira La, i qual! passi si riducono in sos lunza a quelli che meLLono alla valle di Staffora e di Coppa, sbocchi offensivi della sua gran linea Genova Castel San (ìiovanni e Sl.raclclla. . . Quanto all'istituzione cli compagn ie alpestri perrnunent1per · la difesa di Monte Penna, egli se no dichiar~ ape1·to prop':1"~ gnuLore invocando tull.i gli orgome11ll che glt sei:1brano p1u acconci a di111ost1·u1·0 l'opportunitù del la cosa e che tn sostanza. sai·ebbero quelli, ci p,~rmetla l'egre_gio aul?ro l'~.ss~t·~~zione! c11e poleebbcro più o meno essere 1nvocal1 per l 1sl1tuz1one di cor·pi perinunenLi te;rritoriu li in quolunquc Ulll'a pt'.r~e del re~ gno. Mentre perciò ci asleni1:1mo dal porlu1·0 g1ucl1,w., circa 1 porlicolari del progello stradale, giar..chè, come abb10~0 ~elto, un ta le nos tr·o gi11dizi0 non poLrebhc che rnuncar: d1 ~i.curo fondamento, quunlo a quc!òL"u llima proposlu non c, per1tiam~ di dichiarai·ci conlnll'i, serobl'ancloc-i che si debba an.daee asso1 a rilcuto nell'istituire corpi speciuli e che quesl1 clcbban.o esser·e sempre st1·ott.:1mente limiLuti a provvedere tille esJ"'enze di servizi verumonle speciali come sarebbe appunto ~uello cui son destinate lo.comp~gnie ~lpi~e, .se no.n }1 v~ole che il van tt:1ggio, elle per J' 1s l.1Luz1one <.h stlfollt. corpi s '. n Le11d~ ollenere, vudu u cJetrimenlo dell'ese1·cilo di linea e qumd1 dei veri interessi milill:1ri del paese. Fu ll.a questa dic:hia,·aziono ci affreLLiamo_di sog giun?ere cl:~ il lavoro del maggiore Dal Verme <'! uno di quelli cui non _,i puù a meno di far liela acc,)gìicnzu. L'auloi·o infaLLi non 1iolev11 sceglict'e tema il quale possedesse macrn·ior interesse dul punto di vislu rnililare, nè poteva tra.tta.i·k/"con mAggior,~ accuratezza di studio. Che se \o stile alquanto l'icerculo senza essere. elegante, ed il modo alquanto prolisso di espol'rù la materia ~osson? dur luogo a qualche appunto_ dal lato d~lla for~a, è !or~a <l a:~r:~ pai·Le di forc sincero elogio alle su~1e cons1deraz1_on1.' al cih . gente esumo del problema, a lle rug1ona Le conclu~1on1 le quuh rivelano una menLe apel'lu e l'icca di buont sluù~ o ~n _autore che seri ve ispirato <la profonda con vinzio?e e nell _umco rnlen.~o di giovare all'al'te che coltiva e agli 1nLeress1 del prop110 poese.


Il!BLIOGRAI<'ICA

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RfVISTA

11 Il eomandarale . .d:• eor,,o . secon d o .e esigenze d"e{ ten1pi niode,·,u e co11SefJUe nte azione ,lei C(Hnantlanti in sou' m •di11e. - (Estratto dal giornale l'Esercito). - Romà '187\ Voghera Carlo, tipos·rafo di S. M.

L'a:1tore del pi;e.sente opuscolo, ispit'andosi all'articolo _ Pens1en cl'an :'olonnello Sllll'im,porianza e diJfleottà clel CO· mando - ?he vide ~a lucc-rn_ella dispensa di lugl io 1874-di quesla Rwista, d1cluara (li es.sers1 deciso a concretare inLorno a tale argomento alcune sue impressioni che non trovò, o non furono a~ba:3tanza svJluppatenella pubblica11ione del generale Linati. D1cl~1ar,, a1t1:es1 eh r ecare nella questione l'esperienza di dieci an111 J11<~u1 d1s1mpegnò la carica di aiu tante )nt\ a..,.iore in 1° in un reggimento di fanteria e durante i quali, sem~);e a contatto ~ol comandante del corpo, potè essere in g rodo di apprezzarne J az10ne e gli effetLJ. Egliesord is?e _acce1_rnando ai caratteri della guerra modema ed aJ pr_~ble~i di ·~ar10 ~rdine,_ mili Lare,. sociale, finanziario, che ad e::,SJs1 collegano, ,ale a dire necessità delle grand i masse ~ co~~eguente ne_ c ess\~à dt~l servizio obbligatorio combinato coi 11guar_d1 do_v u~1 agl 1nteress1 della società e alle finanze ùegh Sta~1, qt~ind1 breve durata della ferma ed aumento morale e fisico d1 _valore nei quadri ùestinati all'istruzione, Aumento_ morale_rnquantochè l'attuale modo di eombattere esige Jl1 tutti 1 gr~d1 un livello clt coltllr>a più elevato che in passato aumento fisico per le aecresciul.e fa tiche d'is truire ed educar~ oggi 11 soldato. · ' . Il pr~blerq.~ ~he s i propone di r isolvere lo scrittore è formufato ne1 tenrnm seguenti : « Tr-ovare il moclo più aclatt.o acciocché l'azione del coman" d~nt~ eh corpo, d1 battaglione, di conrpagnia abbia la mao·~ « gw~ '.nflue.:na vanta~giosa possibile sui suoi subordinati, (( tuttl 1 r~:rn del serv1z10'. col la maggiore economia di ternpo ». Della p~ 1ma parte, ossia del modo cli esercitare l'infl tlenza: voluta s~1 subordinati in tutti i rami del serv izio, l' A. ne r icerca la ,soluz1o~e esam_inando l'istruzione mili tare r egolamentare e l educazwne m ilitare morale considerata dal punto di vis ta della d1seJplma, dello spitito cli corpo, della rermezza di carat" tete, della cond?Lta in servizio e fuori, del cameratismo del tratto fra super10r1,eguali ed inferiori, dell'amministrazi~ne e pr?p~ne1~do_n~rr~e e semplificazioni per entrambi.questi ra~i. prmc1pahss1m1 di servizio.

in

2'i9

Nella seconda part.e, che si r iferisce al modo di ottenere la maggiore econorpia di tempo, l' A. fa risaltare l'importanza dell'orario e come dovrebbe esser compila to; il soverchio accentrament~ di responsabili tà nel eomandante del corpo ed in qual modo potrebbe r imediarvisi aumentando ai comandanti di battaglione e capitani, come praticasi in distaccamento, la facoltà punitiva, di concedete attendenti, e piccole licenze a lla Lruppu, da ultimo cruale sarebbe la migliore semplificazione nella diramazione degli ordini e nei rapporti giorna !ieri. L'autore svolge il suo ragionamento e le sue proposte basandosi essenzialmente su i principii di non invader mai le attr•ibuzioni dei dipendenti, cl i una larga divisione del lavoro e della più stretta 9eonon.1ia del tempo. A proposito cli quest'ultima offre la statistica dei gior-ni d'istr·uzione a cui partecipò la classe del 1850 nella guarnigione di Lecce ove le condizioni del servizio territo1'iale furono piuttosto favorevoli. L'opuscolo clrn abbiamo brevemente riassun to, in sostanza non è che un commento delle massime sancite dai nostri regolamen li e spBcialmento di disciplina, colla differenza che in ques·to il prccell.o vi colpisce per· maggiore brevitù, chial'ezza ed eleganza. Sebbene non contestiamo allo scrittore il meJ:it0 di uu sano criterio m ilitar·e e di una giusta inte1•prcta2ione, tuttavia osserviamo come I.e s ue proposte si possano comba t.te1'e con validi argomenti. Infatti l'istruzione dc' gl'adua ti affidata agli aiutanti rnaggiori è giustifì.catH dal bisogno d'uniformitù nell'indirizzo degli jstrut.tori a cui non si pervei·r·P..bbe ove l'ossero '12, quanti sono i capitoni del reggimen to, co10·1·0 incaricati di. addestrarli, quindi nel reggimento sLesso il pericolo della dissonanza nel metodo. li principio dell'economia <lc'qnadr-i merita, non v'ha dubbio, seria con8iclerazione, ma nella f'o!'mazione di poche grosse unità tli guena con parecchie pjccole di pace è d'uopo ·tener conto del danno che 1'ech<webbe l'incouven iente di allontana re il soldato nelle prjncipal i istruzioni dai suoi capi naturali. Nell' infliggere una pun izioue devesi a vere riguardo a lleconvenienze gerarchiche f! va benissimo; anche il regolamento di disciplina l'impone; ma quando la mancanza esige pronta 'rep1'essione, questa esercil.a_ta alla presenza degl'inferiori di chi l'ha commessa riuscirà salutare per gli effetti dell'esempio e ciò pare venga escluso dall'opuscolo.


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RIVISTA

_ ~ei reggimenti ov'è penetrato il vero spirito dei regolamenti com~ndanti di pattaglione, contrariamente all'avviso cl~ll~ scr iUore, T;_o.ssjedono reale responsabilità così per la discii)lina, co.me per l 1struz1011e, ed 11 comandante del corpo corn unica direttamente con essi per tutto quanto riO' uaeda le compac,,nie 0 0 dfpende nli. . RispeLLo a lla condotta de' sottutiìciali, l'aulore non ci fa conoscere quale sia la proporzione dei puniti d'ora che l'occasione dell'uscita serale, com'egli dice, 1'81lde l'uomo lad;,0 in confronto di quella del tempo in cui la privazione generava l'.:ippe tito. In ogni modo prima di decidersi per la sospensione d~ll'usc1ta a,_ ~ergenti è ~l'uopo esamina re sino a q'ual punto ci siamo rness1 m grado d1 affrontare la crisi dei sottufficiali. li _e,conos~ere il principio di au!oritù c_o n !"inviare per l'approvaz1?ne l or?rw a1 comandan ti di briga la e di d ivisione e . ~erchè 1 medesll'ni possano aser citarvi il loro contr ollo non limita la responsabili tc'1 del capo del corpo, al quale ~iene se~pre approvato un orario ch e s ia la vera esoeessione de!Ja • es1geuze tlel srrvizio. Il ragionamento intorno la sospensione del sottufficiale dovrebbe va_lere per a'.1alogia anche per l'ufficiale; cotal puni~1one lascia ape~·l.o l adito al ravvedimen to, rende ancora utile ~elemento cui s 1 applica e, se nel corpo v'ha solida disciolina 1 11 suo prestigio non sa,·à rnc>nomato. ' . L'economia del tempo nel!'istruzione ha una gravissima importanza e certo non si s:{ spiegare come iJ l'fl"'c.rimento dall'aut~ce accennalo non s ia. riuscito ad uti lizziu•e ~~e:· la classe d.el ~800, la quale s i tt·ovò m concfo::ion i favorevoli di servizio terr1tor1 · , . .a le, cI1e soli . 363 oo'iorni s ,i. 9,17 , , di JJr"ser o 1za a li e arm1. .Meno eh un anno invero è troppo poco, e assolutamente non basi.a! 1

S enonchè resi proficui con tre o cruattro ore pe~ volta 1· 1-"0 · · ee~ t·1v1;· e 1irn_inate · ' g1or111 quelle cause diverse, chel fecero sciup~re ~1Lr16~ g 1or·n1; ~ppl_1~ati i cei teri delle mala ttie, della prig:one,, del!~ l1_c enze m d1v1dual men te e non all'intera classe, siamo con vmt1 che quella cifra di 363 giorni si sare bbe di O'ran lun ga elevata. t:, Del r esto l'opuscolo non è privo di qualche utilità considerato quale c~mmento del regolamento di disciplina e delle massnne rn Vlgore.

BlllLJO(;RtU'ICA

·Campognede j S(tG en /llalie: La itataille <le_ t·~,sfo~11., par J .- v LEMOYNE, chef d'escadron d'état-maJor, a tlaché m ilitaire à la Légation de France en llalie. - Un voi. de VI -42~ pagl's avec une carte . - Paris 1871'>, Berger-LevraulL et ç_i, Libraires-0-diteur·s. Quasi contempor aneamen te alla pubblicazione in Italia de~ 1• volume redatto dalla s ezione storica del nostro corpo d1 stato maigior o, sulla campagna del 1866, usciva a Par~g~ per cura del 2' ufficio dello s ta to maigiore generalo del Mm1stro della g uerra il libro del maggior e LEMOYN B di cui abbiamo da to più sopra il titolo. n ma o-"ior·eLemoyneaveva incominciato questo suo lavoro, quancl'e~li trova vasi ancora adde tto al 2' ufficio sovr~ci ~at~, . specialmente incarjcato dello studio delle nostre 1stituz1om militari, e lo condusse a termine in Ttalia ove da_due anni copr_e l'ufficio di adde tto militare presso la Legaz10ne francese a Boma, . Jn difetto di altre opere i taliane, le quali avessero tra ttalo parlicolar eggiaLamen Le del 1° periodo della campagna ~el 1866, il maggio1•e Lemoyne prese pec guida, com'.cgli 1:1e~les1~0 accenna nella prefazione, i Cenni storici sui pre/,1,muiar-i della guerra del 1866 e sulla battaylia di Custoz a, cl:e in quatLro f~ ~cicoli vennero successivamente pubblicandosi dal 1870ul 18,3 (Roma tip. Vogl1 era). . . Ecco in qual [rnodo si esprime il Lomoyne nella ci ta ta prefazione: ., ~ La leLleraLul'a mili Lare cl'oltrc-Reno e s egnatamente 1 rappor Li, ufficiali o no, sulle campaw1e del_ 1866 e del 1870, ei fo~niscono un· largo campo di sLud1 e di d1scuss10m s ulle_ condizioni aULtali della o-uena e sui nuovi rnetodi di combaLL1mento , Forse si lroverebbe anche da spigolare nelle pubb licazioni d'oltre Al pi: ed e ciò clrn ci invita a far conoscer·e ai. no_s tr ~ commilitoni un lavoro che le nostre ·ricerche sulle ist.1tuz1om militari dell'ILalia, i nLrap1·cse presso il 2' ufficio dello stato mao-aiore o-erierale del Ministro, ci hanno fatto legger e e consulla~e co;: proti Llo, e che tratta della parte piò islru Ltiv~ d' un~ · campagna poco conosciuta presso di noi _n ei s ~oi part1colar1. « L 'autore dei Cenni storici di cui parliamo e staLo addetto durante la campagna a l gea n q uar tier generale , ec~ ha avuLo ~ sua disposizione, per i suoi studi, la più parte dei documenti


nIVISTA

ufficiali, e si è Wovato cli poi in rapporlo coi principali attori della baLtaglia di Custoza, ciò che gli permise di far tesoro dei loro ricordi e cli consultare i loro archivi pat'ticolari. La sua opera ci è dunque sembrato che offrisse un carattere serio di autorità, e potesse, tino a nuovo ordine, tenere posto del rapporto uflìciale che, al momento in cui scriviamo (1) non è ancora stato fatto di pubblica ragione. « L'autore dei Cenni sto1'ici ha scritto anzi tutto per i suoi compatrioti, col desiderio di mostrarechei rovesci subìti sulìe rive ·del 'Mincio non possono macchiare la bandiera italiana, nè fare arrossire i suoi prodi difensori. Certi particolari, alcuni intieri capitoli dettati nell'intendimento di ill.urninare l'O·· pinione a questo riguardo, non hanno, pel lettore francese, quell'interesse che essi prr-;sentano a coloro al cui indirizzo sono stati stampali. Noi abbiamo dunq ue largamente approfitta to della latitudine che ci lasciava l'autore, per non astringer.ci a una traduzione completa della sua opera. Ino!Lre non abbiamo seguito la nostra guida quando riproduce informazioni e talvolta pagine intiere dalla relazione ufficiale dello stato maggiore austriaco (tradotta in francese nel 'l860 dal capitano Crousse dell'esercito be.lga), sia per confutarle o discuterle, sia per completare la sua propria narrazione. ~oi abbiamo così potuto ridurre le dimensioni del nostro proprio lavoro, colla speranza che il lettore lo leggerà più facilrncnte per intiero. « Nella sua esposizione della battaglia di Custoza, che è la parte capitale dell'opera, l'autore dei Cenni sto1·ici, ha seguìto il' metodo dei rapporti tedeschi, così poco compreso per lungo tempo presso di noi, che li rimproveravamo di entrare il.i troppi dettagli, ma che è il solo vero m&todo quando s i vuole tener dietr·o seriamente al cornhatlimento spicciolato dei nostri giorni. In questa esposizio·n e episodica, i nostri commilitoni potranno rinvenire numerosi temi di esercizi cli talticaupplicata, o di partite di. Kriegspiel, precisamente su di un terr eno che moHi di essi conoscono; altri, più coraggiosi, poi.ranno anche allingervi gli elementi di studi analoghi a quelli di cui il colonnello Ver·dy <lu Vemois ci ha offerto così splend idi modelli. Non sono queste le ulLime ragion i che ci hanno •indotto a proseguir-e sino alla fine e a pubblicare un lavoro cominciato nel :l8i3, da un punto cli vista purament.e s torico, e che esce ora un po' tardi "· (lì Aprile 1875.

DJDLfOGRAFICA

li maggiore Lernòyne, indirizzandosi speci~l_men Le ai, lettori_ francesi, ha fatto opporLunamente precedere i_l su_o l~,oro da . ·,..ato srruardo retrospettivo sull'esercito i~ahano_ dal un accu, o t · deo-11 avJ859 al 1866; ad esso tien dietro un sun o somma~1 0 . o . venimenli pol itici e diplomatici che segnalarono i primi m:~1 del 1866 per cui il leUoro può rendersi esatto cont? _delle _1verse f;si che presentò il periodo degli armamenti m Italia. (Capitolo 1°°1. . ·i · no gli a,·mam,enti, il 3•, il quadrilatero e i pia li ca P· 1·tolo '>• - , M. · r ·assunto d. camparrna il 4' il passaggio del mcc.o, sono un 1 . . d:gu ana'iogl~i caJ;itolipiù diffusamente redatti dà.ll'autore dei Cenni storici. . . t· l' d · e ·•olo 5• il cam1io di battaglia, il 6•, la ba tag ia i . tl 11 Capl e • '· ' · i· , A.' J·1 -,. , l'indomani della ba.ttag ia, sono una traduzione Sw:.:a.,.

quasi letterale. . . , ur dichiarando di Nella prefazione, il maggiore Lemo-ync P . 1 ·v l'~ la massima fede nella esattezza dell'opera da .1~1 ,presa a e 'da soo-ofono-e cbeeo·li approfitterà della pubblic1tadell~ per gu1 ·z ·t ':,~ de"l!étran;e,· per fare, occorrendo; quelle rett1~evue 11:i li ai_ , ·to alÌa pubblicazione della storia redatta ficaz1om c ie m segui . ., · r o di stalo maggiore fossero riconoscmte _necessarie. rlab:1\fscontro che abbiamo fatto tra questa _sto_ria e il hbro ' e ci è risultato che le due narraz10111 concordano del Lcmo;i n t' 1e nei più rninuti particolari: la sola'd1fferenza J~erfe~~~:~~o ~~;;o~tr;ta, sebbene JieYissima, r1gua1~da la ci:n, , a rd1Le dell'esercito italiano nella baLt~glia di Custo}a. ' e e ~~e erdite iusta la tabella del quartier generale p1 m-_Que"'. p . ' igt ~ llcr\io ·I866 eranostalecompututenellu c1pale 1t?l1ano 111 e a a .) t O • ' t · ella cli 8164 uo·r r 8156 uomini e successrramen e in qu . . . c1 _r~ e~l •oÌonnello éorsi nel suo Sonim.ario di sto!'la m~l~ta1'e, mi~~J'c~o nel 1870 aveva allegato la cit'ra di 815~ uo1~m1. . . i cdO' il mag~iore Lernoyne, che attinse J s~OJ da~1 ai ec?ni . . le peordite sò.rebbero state le seguenti: Cenni s or cci,

<tfi

P\

0

, Ufficiali ('l) . · · · Truppa.

Mor ti sul cam_po_ in seguito a Jer1 te

92 1061-

Feriti

201; 2343

Prigionieri.

39 8630

2Mi · 3p69 11f>ll Totale ~ Totale o, o-enerale · · · · i3i 2 uomnu. (l)

nè o-Ji uf!lciali san i tari. :Kon sono compNSl. ne. 1. capJJellani , "


284

RlYISTA

DlflL!OGllAFICA

. Secondo lu relaziono dello s tato maggio re Haliano, le perdite devono essere così computale: llfoni sul campo o in seguito a ferite

Feriti

Ufficiali {I) . . . Truppa .

98 1080

21G

39

2360

3608

Totale

1178

2:')76

Prigioniert

3647 Totale ge nerolc ---~·-. - - 7- 4 ~ 0 ~

·i

. QuesdLo11'i;,~oro, di cui apparve il 1• cupilolo nella prima ediZJOne e nt l, e ra fin d'allor·a destinato ad ofl'rii·e '\<rl· l'" · 1· j )l' 'L • < n I ll HCla I < e eserc, o nuslr,aco un prospetto cl i quan to ern loro irnpin'tante conosce1·0 delle. islil uzioni mi litari dctl'impero au,Moungarwo . A rnetteee m g1·udo gli ufficiali stessi di riflettere sulle cause, eh~ produssel'O le innovuzioni inlt-odolle a quel tempo .nell ord1numenlo clell'eserciLo, e d'apprezza r ofosta~ente 11 valoeo dc_lle innovru:ion i stesse, a ,1uclf u prii;a ediz ,onn andavo Hggrnnta una breve s to1·1·,., del.le 1·~t·t · · ·1· L81 1' • ' • ' " " J UZ!ODJ lhJ I· ' .auslrrncbe d~.1 tempi dell' itnperHlore Massimiliano I, fondatore delln pm pa1·le di esse, fino ulle ullime riforme co11scguenzu nze , poi· que I lavo1·0' • . delle. esp<•rie , · del , 186''v. p ere110 P?L~~se ve1111·u ul1_lme11 te cons ultato anche da ch i uvea <l'uo , o d1 pm minute nol1z1e per lavori specit\li in tesla u· . cr 1· p ra"rafi e. ··tori ~e,, numeroedalai relutivi<lccretiedelcl'' . i srnoo, po.:o . i_an <1. mmaz1on1pubhl1cal1nel Bollettino ufiicinle t Veror drwnrrsbf,,ft Ma urn r ol , · · '1 '" ,. . •· ' . i~ uzwne come quel la ~eom in ciala nel '1868 nell'ese~c1to aust1 ,neo non polpa compiersi nello spazio di Lr·e unni· pet lo che a l'encler note le ulleriod mutaziorii e novità an_d_uvano_ a ma,_10 a. mano introducendosi nell'o1·dinamento mrl1~are, i corr.1p!la lor1 pe nsarono di t·icorrereallospediente d' fo.g l1 supplet1v1; s pedwnle die a rnotivo de lla gf'u nde cslension; PI esa clalie innovazwnc sudcl e Lle pat·vo be n p·reslo non · · r1cs b'Ji e. D'i qui· la necessilù di queslu seconda edizione.pm pru-

eh;

- --

---

(l) Sono compresi i cappel ll,n i e gli uffi ciali s a ni c:1 J·i.

Nella quole i compilatori hanno cercato dì Le nersi possib ilmente al clise~no cd alla dicitura della prima edizione; s icchè tulle le parli del libro cho non trullano d i modificazioni poste1'iori al J871 sono lettcralmenle desunte da quel primo lavoro. Dalla p L·efazione clw sta in capo a questa pl'ima dispensu l'ilc'viamo, chr. l'opera inleea sarà pul' l.ila i n G sezioni. Crediamo opportuno orfrire qui LeadoUa quella puete della prefazione stessa chP dù notizia e ragione del 1·iparto della rnate1·ia: " l'\ ello l" t udio delle istituzioni militari di un paese v'hanno d ue cose disli ntn a considerare ; cioè la rorzu militare p 1·0priam e nte eletta, la quale viene affidala in gucna al gene,·ale supremo, ed esiste pet·ciò in più 1·is tretle p1•oporzioni anche in tempo di pace (organumento dell'esercito); e quella operosità incessante che ceea, mantiene e prepara od essere adopera ta in guerra la forzo. s uddetta (ammi nistru:t.ione). Corne 1lclla parte più impo,-tanlo abbiamo d unque preso a trattar prima men le: Dell'organamento dell'ese,-cito austriaco. Ma condizione fondamentale della csislenzu di un esercito éssendo il s uo s islemo. di rcclularncnlo, In prirna dis pensa contP.rrà perciò : Sezione 1•. H.eclulamenLo <lell'esc1·cilo; Capilolo 1•. Legge militare e sua esecuzione; Capitolo 2°. Provvis~a e m a ntenimento a numero dei cavalli. Or divide ndosi le forze m ili lari in forze di te rra e di mare, e quelle prime essenùo in Austria costituite dall'esl.lrcilo permanente e dalle landwclH', seguirà: Sezione 2'. Delle parli coslituenti l'I. R. esercilo in guerra ed in pace; Capito lo 3°. Truppe e parti puramen te mililal'i; · Capitolo 4•. Servizi umminislralivi e stabil imenti militari; Capitolo 5'. AuLorilò. militari dircllive e comundi. L a Sezione 3· Lr-allel'à: Delle parli coslitucnli le due landwehr in g ue rra ed in puce. La Sezio ne 1:': Della I. H.. marina . La Sezione 5•: Dei Corpi ordinali militarmente, ma che non appart.engono se non clre in parte all'l. R. escrcil?· . La S e:t.ione 6· LraLle r·à specialme nte dell'esercito m campagna ». . Etl or·a due parole di questa pr·irna d ispen sa Essa coni.iene le due prime sezioni. L'ordinamento delle mo.lc!'ie, come appare dalle considernzioni stesse ùulle quali è uscilo, non potrebb'esser più logico. Un gran pregio di questa prima paele 0

Die li.••iegsuurcl,t. f!e,~ter,•ei~I,. - 1'heit. Der Organ_1s~~s de,: Oeste~retcluschen Jfrieusmach t. -( Le fo rze miltta, i . dett A uslria. Porte ;•. 01·ganame,ito r.fcll'esercito ~-~~irwc~)..-S'.iconda ed!zione comple tata colln ultime dispos izioni 01 gan1che. - Vie nna, presso SPidct und Sol in 18ì3.

285'


i86

ll!YISTA

(e che sperit,mo sarà serbato anche alle successive dispense) quello si è di aver fatto precedere alla esposizione del sistema di reclutamento,. dell'ordino.mento delle armi, servizi e stabilimenti vari, urw. breve storia delle loro vicende . Lo che oltre al porre il lettore in grado di formarsi un chiaro e retto giu.diào delle ultime innovazioni, rende altresi amena la lettura del lil)ro. Come notammo poc'anzi, toccando della prima edizione cli questo lavoro, scopo a cui esso mira è fae conosce1•e .agli ut:fìciali le cose più essenziali a sapersi intor no all'ordinamento ed ali' amministrazione delJ' esercito; ed a questo scopo la presente dispensa tende con una ben intesa clistribu.zione delfe mu.terie, con una esposiziqne chiara, c:oncisa, ed una lodevole sobrietà nei particolari, pei quali, a vantaggio di chi n'avesse bisogno, fu conservato in questa seconda edizione il sistema delle citazioni d i cui po.rlammo a l principio di questo .breve cenne..

Lel•r•t.u ut lla;ulbucli fii,• deu, fll.nte,•riclit im Recot11,oscil•en (Compendio e manuale pe,• l'ammaest,.amento nelt:arte del 1.·iconoscere) von FRANz Scr·IONAICH k. le Hauptmann im ·l'J JageC'bataillon, Generalslabs-Of'ficier. \Vie.n '1875, Seidel uncl Sohn,

Dacchè ru generalrnente ammessa la necessità che gli uffì,ciali delle varie armi posseggano le.cognizioni e l'abilità alte a porli i_n gr·ado di riconoscere oggetti topograt:ìci sollo it punto di vista lattico e di conc1'etare i risultati d<3lle loro osservazioni sul terreno in un rappor to correda to di un abbozzo, var•i scriLLi e pregevoli furono pubblieati allo scopo di servir <li guida nei lavori di ricognizione, ll capitano ScHDNAICH nella prefazione alla sua opera osserva pel'ò giuslamente, che quegli scri tti, qual più qual meno, pr-esenLano lacune nella materia p1•esa a trattare, sì che nella letteratura militare ·non è opera alcuna, che svolga it soggetto in modo completo. E per ricmpiere questa lacuna egli, attingendo a rnoltepliei fonti ed autorevoli, compilò il suo scritto, nel quale intese abbracciare il campo intero delle ricognizioni topografiche. Questa promessa f'atLa in cupo ad un libro di relativamente piccola mole doveva attitare la noslra attenzione e predisporci a riconoscere un doppio merito .n_ell'autore, qua ndo egli non

28'i

llIBLlOGRAF!CA

f se venuto meno al difficile còmpito . E dobbiamo dil'lo sin :.~ra, il capitano Schonaich ha corrisposto in,gran parte alla nostra aspetlazione, . . . L'opera e divisa in tre capitoli, di cui il 1° lratLa rlegh og,,. tLi topoo-rafici in generale e della descrizione del teneno, >:,CV' abbi~mo notato la cura grandissima che pose l'autore nell~ \ce:1iere le locuzioni più adatte per designare le varie forme del terl'eno, e commendevoli molto ci semb~·aeono . le nonne cletla le sotto forma br eve e succosa pe!' esser-e cli guida tanto nella descf'izioue degli oggetti· topog rafici ~ruanto nel r iassumerne le condizioni in un giudizio complessivo ~~rea la.l~r~ influenza sull'azione tattica delle tr·uppe. La mateua ,a s, ?l ersi è.distribuita abilmente, sì che in un tutto ar~omco ~gni parte mantiene indipendenza. su~ pr_o,prrn; . merito no~ . , lo di un libro che ricco d1 dat1 puo essere utllmenl~ con p!(;CO d 'f'ficiali I)rovelti oo·niqualvolta s1 tratti ddla , . • sultato anc110 a u . ' 0 l tivo soluzione di uno dei molteplici problenn cui puo e ar mo la r icoo-nizione topografica militare, , . Fra r~aterie traÙate in questo primo c;ap1t~lo, alla .r1~><•·nizione delle strade ferrate è data quella maggiore a,mp1~z~~ s~ol o·irnento chel'ar"'omen to richiede, anche per la magg1~1 \:l O (cl 1ifftc:oltà o , che inconlra cln, meno~a, dd en tro 11.eUa par'te, tecrnca , 1 ,arelativa debba tener giusto conto dei mol~1.element1 c~e. 1•iamente concorrono u stabilire il valo!'e m1hlare delle strade

le

l'

ferrate, Il' . t egli è che Se qualche appunto si può muovere a au ore ' ' , nel 1• capitolo del suo lavoro, e precisamente nella par te d1f'. ·1·1> tr··oviamo accennate molte costruz1on1 tratta d e1. pon t··1 slal)1 · . . . , 1 ,1n Je.r • , , .,0 , <'l'ie u noi IJer J'i ndole del llbl'O paiono soverdne e c H'l , .,. 1 vi stanno O: disagio . , ,. · , t cl 111 2• capitolo dell'opera del capitano Schona:c'.h t,rat a ,.,.e . l'apprezzamento tattico del terreno e degli oggetl1 topo.or~ f~ i che 1:anno importanza militare speciale- delle pos1z~on1, punti di passaggio de i fiumi, delle opere d1 foet1fica&10ne cam pale passe c,rricra e permanente, . . . Quest~ second~ capitolo p iù del primo ~ffre appig~w ali~ critica: non 0"'Ìà che nelle singole ma.tene. m ~sso svolte si ' raccolti non r invenga alcun che di non esa,'lo, O· cl1e I dati · , , , . .. · · e·1 c:cmbra che 1 auto1 e s iano per sè stessi uL1ll:ò~1n:u, ma . --. , . , . , el caabbia s volto troppo in succmto la pal'te 1r.npor tante..d d >l pitolo, quella cioè che, chiarendo le relazwm Ira, 1: .forme e terreno e gli oggetti topog rafìc1 da un lato e l azwne delle

d;i

pm


RIVISTA BIBLIOG HAF ICA

tr uppe nel com ùa ltimento cla ll'al Ll'O, si mani festa come il vero legame tra i trallati di topografia e le discipline lattiche, e che illl'oppos to si s ia di lungato di kop1)o parlando delle f'or-Lificazioni permanen ti, r a mo della scienza mil itare d'indole speciale <} che per ciò assume minor impot'tanza in un libro della natu ra di quello che esaminiamo . Il 3° capi tolo dcll' opera espone. i metodi r ipulali più acconci per il disegno topografico speditivo, ed è s vollo abbas ta nza d iffusamen te, perchè chi conosce i principii su cui si basa la leva ta topografica r-egolal'e e sia baslan te me n te destro nella parte meccanica del disegno, possa trovare in quest'ultimo capitolo ·una buona guida per impa1·are l'a!'lè delle levale a visla . Malgrado il lieve app unto che per avventura si può muove1•e all'au tor e nell'esaminar-e il 2·· capitolo della s ua opera, noi ril<miarno aver egli in g ran pa r te raggi unto lo SCO!J O prefissosi <1 auguriamo ùl suo lavo!'o il buon accogli mento che merita per l'utile ~he può deri varne a chi lo consuHi.

SGUARDO STORICO INT ORNO ALLA

CARTOG R.AFIA_ I1'ALIANA

L'Italia non può certamente presentare al mondo scientifico una stori a unica della Cartografia. Scissa per un lungo corso di secoli e soggetta a svariate dominazioni, or barbare or civili, disunita sempre, essa non acquistò indipendenza ed unità che nel 186 1. llicca in ogni epoca di uomini ili ustri in ogni ramo di scienza, di arte, di industria, essa li vide sorgere, operare e passare senza essere in grado di trar partito dei loro talenti, del loro.ingegno, del loro gen io. Men tre le altre nazioni d'Europa ebbero dai figli d'Itali a il lume della scienza e dell'arte, che loro rischiarò la via del progresso, essa invece non potè mai avvantaggiarsene per acquistare grandezza e potenza atte a raggiungere l'elevato scopo; e i suoi uomini grandi, che, sostenuti dall'intero paese, avrebbero potuto creare cose ancora più grand i, si videro di sovente abbandonati, o costretti a tarpare, rnalgrado loro, le ali del genio, o porlo a dispos izione di straniere potenze. Gli llaliani, svegliatissimi, quando gli altri popoli si cullavano ancora in una prediletta barbarie; gli Ital iani 1

DEMARCHI CARLO,

gerente

ANNO xx, VoL. m.

1


~90

SGUARDO STORICO

che vantavano nel medio evo le repubbliche di Pisa, di Genova e di Venezia, le quali. correvano colle loro navi i mari più lontani dell'Oriente, dovevano certamente per i primi sentire quel prepotente bisogno dì estendere le poche cognizioni geografiche, retaggio della sapienza .antica, greca, romana ed araba. Qual è infatti quella nazione che nel medio evo può vantare quei celebri viaggiatori e scopritori di lontane terre che vanta l'Italia? Nessuna I Qual è quella nazione che può vantare opere descriLLive geografiche, topogràfiche, idrografiche di quei remoti tempi se non l'Italia? Eppure il nostro paese, felice per natura, infelice per politica costituzioni~, non ha appoggiato quegli uomini· valenti, che debbono l'acquistata celebrità puramente alla loro iniziativa, a l loro coraggio, alla loro persevef'anza, impiegate spesso al sel'vizio di estere potenze . . Marco Polo percorse le Indie e la China in tempi nei quali nessuno pensava in Europa a visi tare qaeJJe lontane regioni, descrisse i suoi viaggi, delineò importanti contrade, e che cosa non avrebbe fatto per l'Italia se essa lo avesse incoraggiato a d!3dicare il suo sapere a vanLaggio del suo paese? Cristoforo Colombo, geografo e navigatore ardito, vede in patria sprezzate le. sue idee e le sue ispirazioni. Va a Lisbona nel '1470, progetta il giro del mondo e la scopei·ta di nuove terre, è creduto visionario; persevera imperterrito, e intanto per sostentare la famiglia, co·s truisce e disegna mappe e carte geografiche che vende . al pubblico. Passa in Ispagna, soffre umiliazioni continue; finalmente trova ascolto, salpa dall'Europa e scopre l'America. Vespucci Amerigo, amico del grande genovese, astronomo e navigato re, descrive le terre scoperte da Colombo. Solo nel mondo a compiere un luvoro geo-

29'1! grafico, imprime il suo nome a quelle regioni e diventa immoetale. Sulle pareti di una sala del palazzo ducale in Venezia ammirasi ancor oggi un mappamondo, magnifico per l'epoca in cui fu fatto . Lo si attl'ibuisce a un Fra 1'Iauro che fiorì nel xv secolo I E nell'archivio mediceo in Firenze, il visitatore resta compreso di sLupore nel vedere un atlante portolano delineato e miniato nel 135·1, ove si osservano coste e paesi la cui forma tanto si avvicina al la vera! E quanti tesori di scienza geografica e di abilità artistica, frutto del genio italiano, non arricchiscono biblioteche ed archivi stranieri? Quei viaggiatori, quegli scienziati, quegli artisti sparirono dalla scena del mondo senza a.ver lasciato tracciato di opern alcuna che direttamente recasse frutto all'Italia. Eppure fin d'allora si doveva sapere, e si sapeva'. male o bene, determinare la posizione geografica dei luorrhi sulla superficie del globo; l'astronomia, se .era o . rimasta stazionaria, poteva da loro ricevere una spmta sulla via del progresso, e si sarebbe così aperto il varco a Galileo a scoperte ancor più vaste, universali! · Cartografia, propriamente detta, in Italia . non ".i è mai stata fino al secolo xvm, quantunque s1 sentisse il bisorrno di costruir carte, non foss'altro per offrire ai sov1~ani dei diversi Stati un'idea dell'estensione e della forma dei loro possedimenti. Come Galileo ar. gomentava la forma della terra e le ]oggi a cui q~est~ solloslava nel la vita celeste, così si doveva sentire 11 bisoo·oo di adattare alla forma della terra tutti quegli 0 elementi topografiei che la necessità individuale . o l'economia di Stato insegnava a raccogliere; e questo bisogno appunto dovette far nascere quelle scienze .sorelle che forse prima o non avevano nome, o se lo I NTORNO ALLA CARTOGRAFIA ITALIANA


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SGUARDO STORICO

avevano, dovette da lungo tempo esser sepolto, cioè: la geodesia e la topografia, dall'unione e dall'armonia delle quali nacque la cartografia, che ne è la risultante. , Lo scopo di questo scritto è di svolgere rapidamente l'intricalo cammino per il qunle passò la cartografia in Italia, prima di giungere a quell'unificazione di concetti e di esecuzione a cui è arrivai.a in questi ullimi temp~, <lacchè il nostro paese ha acquistato l'indipendenza e l'unità. E per porgerne un'idea esatta, divideremo il lavoro in trn parti principali ben distinte. La p1'ùna tratterà della cartografia nel secolo xvm e nei primi anni del presente. La. seconda svolgerà l'epoca in cui la cartografia, perfezionandosi vieppiù a Milano, a Torino e a Napoli, fu, coll'opern di illustri scienziati ed artisti italiani, di potente aiuto alla costituzione ed alla fama di quel celebre istituto g'eografico di Vienna (figlio di quello di Milano), da cui uscirono le più belle e precise carte che si sieno conosciute ed in cui mente e mano italiane ebbero tanta parte. La te1·za svolge fino al giorno d'oggi la vita e i progressi di una cartografia nascente e italiana davvero per indipendenza cl i concetti e per esecuzione cli lavori . Ciascuna parle sarà divisa in dne capitoli, comprendenti: l'uno i lavori geodetici dell'epoca, l'altro i lavori topografici e la conseguente produzione di carte.

TNTOUNO ALLA CAR'l'OGllAFIA ITALIANA

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PA.ll'l'E PRHU.

La cartografia nel secolo XVIII e nei primi anni del XIX fino alla caduta del pJ.'imo regno italico.

CAPO I.

Lavori geodetici. Geodesia propriamente detta non esistette in Italia prima dello scorcio del seco lo passato. Le carte che i singoli Slati d'Italia possedevano nei secoli trascorsi fino alla metit del xvm erano appoggiate alle sole distanze itinerarie fra l'uno e l'altro pnese, delle quali si giudicava generalmente dalle ore di viaggio impiegale a percorrerle ( 1) . E si asserisce anzi dal Cnrlini che la latitudine stessa di Milano era imperfettamente conosciuta, poichè fino all'anno '1769 si continuò a supporla, sulla fede delle tavole del de' La Hire e dello ZanotLi, di 45°, 20' invece di 4,5°, 28'. Questa asserzione del Carlini però è erronea, e noi crediamo sulla fede di un documento autentico che la determinazione delle latitudini si facesse, quando si voleva, anche prima del ~769 con ammirabile esattezza per quei tempi. Abbiamo infatti sou'occh io una vecch;a. carta generale degli Stati di S. ~I. Sarda eseguila da un tale Francesco De Caroli nel ,J750 in Torino in cui trovns i anno lata la latitudine di alcune principali città, e per -Milano v'è indi1

(~) Appendice alle Effe11ie1·idi deU'anno 186'5. Memoria di FnAltCESCO CAllLINJ .


29! SGU.umo STORICO cata la latitudine di 45°, 28', O". Le cogmzt0ni astronomiche non dovevano dunque in quell'epoca trovarsi in sì basso stato; ed è bene qui rettificare l'errore in cui cadde il Carlini e caddero altri scienziati del suo tempo, e rivendicare questo merito all'Italia. Quelle carte, basate su pochissimi punti astronomicamente determinati, non presentavano di certo l'aspetto preciso della reale configurazione della superficie terrestre, ed era sentitissimo il bisogno di affidare ai cullori delle scienze esatle la cura di squarciare le tenebre in cui vegetava la scienza di costruire le carte. Sembra per<> che questa scienza fosse scaduta soltanto dopo il xv1 secolo, o dopo le sventure e la morle di Galileo, dappoichè noi riscontriamo in vecchie ed attendib ili memorie che fino dall'anno 11468 era stata in Italia coltivata con amore l'astronomia, cosiccbè nelle carte generali dell'epoca le città principali erano rappresentate con discreta esattezza geografica. Comunque sia, salvo la determinazione delle latitudini, opera essenzialmente astronomica, nulla di impor~ tante e di positivo venne intrapreso jn Italia nel ramo geodetico fino ai tempi in cui Cassini de Thury, originario di Nizza (Perinaldo fra Ventimiglia e S.Remo), e per conseguenza italiano, dedicò, come suo padre già professore all'università di Bologna, l'alto suo sa-· pere alla Francia, e fiorì nella seconda metà del secolo x1:m. Allo scopo di ben precisare Jo sviluppo dato alle operazioni geodetiche, a datare dall'epoca in cui cominciò Cesare Francesco Cassini de Thury a rendersi · celebre colla triangolazione della Francia, le registreremo per ordine cronologico, indicando il paese in cui vennero eseguite. Le prime operazioni geodetiche ebbero per motivo,

IN'l'ORNO ALI.A CARTOGRAFIA lTAJ,TANA

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la misura dei gradi meridian i onde giungere alla conclusione circa la precisa forma della terra e le sue dimensioni; perchè appunto giungendo ad ottenere le dimensioni del globo, le più approssimative al vero, si veniva ad ottenere una base sicura per le ulteriori operazioni geodetiche indispensabili alla determinazione precisa di numerosi- punti, entro i quali allora si sarebbero adattuti gli. elementi topografici, che in parte esistevano ed in · parte si andavano raccogliendo. a) Fino dal xrn secolo i padri Riccioli e Grimaldi misurarono una base, che .non abbiamo potuto ricavar dove, ma con istrumenti così imperfetti da doverla in seguito completamente rigettare. b) Nel 1175 11 il padre Boscovich allo stesso scopo misurò sull'antica via Appia presso Roma una base di circa 12 chilometri in lunghezza, e nel ;J 752 il padre Maire ne misurava una seconda presso Rimini . Queste basi, quantunque non molto precise, ebbero di mira purtuttavia la determinazione dei gradi, e servirono a stendere sullo Stato pontificio una rete di triangoli per la costruzione della carta dei dorninii di Sua Santità. e) Dal ,1762 al 1764- il celebre padre Beccaria stabilisce le dimensioni del meridiano di Torino, compreso tra Mondovì e Andrate, mediante la misura di una base sulla strada reale di Rivoli, alla quale si appoggiarono 7 triangoli da lui determirtati. d) L'illus~re Rizzi-Zannoni di Padova, chiamQ.tO nel 080 a Napoli da Ferdinando IV, fonda il 1° i·stituto \ topografico, e dà subito mano ai lavori geodetici per ~ la costruzione di una gran carta del regno di Napoli. Misura una base di 7 miglia geografiche, da Caserta a f Caivano, nel 4786 e un'altra nel Leccese, determina ' varie latitudini e longitudini, e trova coi suoi calcoli e ,: colle sue osservazioni che l'arco di 1 grado meridiano ! corrisponde ad una lunghezza di H 4,100 metri circa. i 1


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SGUARDO STOlUCO

Le operazioni geodetiche dello Zannoni si risentono però di non scrupolosa esattezza; ma deve essere compatito se si pensa che egli in un' impre~a che abbracciava più di 1/3 dell a penisola, non ebbe nelle sue osservazioni che due soli col laboratori ('I) . e} Pochi anni dopo l'andata di Rizzi -Zannoni a Na~oli, _gli astron~mi di Brera (Milano) Orjani, Reggio e Cesaris ebbero rncar1co dal governo austriaco, che dominava a Milano, di misurare con o(J'ni cura una base trigonometrica che potesse servire" anche al fine di dPterminare l'ampiezza di un grado di meridiano e di stendere quindi su tu Lla la Lomba r·dia una ret~ trigonometrica, che legasse alla meridiana di Milano ed alla perpendicolare i punti più distinti del territorio. Nel ,f788 la base fu misurata nelle vicinanze di Somma per una lungh ezza di circa H);ooo metri col mezzo di verghe di ferro ragguagliati~ alla tesa dì Peron; e nel 11791 venne ultimata una rete trio·o nometrica, dopo di che fu posto mano alla formazi;ne delle carle di cui si parlerà a suo luogo. ~.. f) Nel 1'i98 il barone Zach mismò una base· presso Padova, che venne in seguito collegata alla precedente e a quella di Rimini, allo· scopo dì esLenderc la triangolazione nelle province venete, passate sollo il dominio austriaco. _g) N~l '1800, dopo la battaglia di Marengo, venne -stab1l1t_o m Milano un « Deposito clella querm » nome improprio allo scopo, cui meglio si addiceva la de nom inazione cli « ]stituto » oppure « Officio topog1·afico », e fu posto sotto la direzione dell'aiutante o-eneraie Tibeli. Pe<' o,·dine ct'Onologico tu questo ii~~ sto.hilùnento topografico creato in Italia. Esso si assunse

(~) V. Origine e vicende dell'ufficio topograffoo di Napoli.

lNTOI\NO ALLA. CARTOG RAl!'IA ITALIANA

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l'incarico del la costruzione di una carta del regno d'Italia nella stessa scala di quella che stavano costruendo gli astronomi di Brera, cui nel ·1802 era stato concesso dal vice-presidente della repubblica italiana di riprendere i lavori di pubblicazione stati interrotti nel .179\l in forza degli avvenimenti politici dell'e~oca, e di . estendere la loro triangolazione, cbe raggiunse così l'Adriatico. I lavori geodetici del Deposito di g·uerra di ìlfilano, in concorrenza con quelli degli astronomi , summenzionati, furono eseguiti a partire daUa base di Oriani e si estesero fino a Rimini . .li comandante in- \ gegnere ì\toynot li diresse; Beraud, Coraboeuf e La~- \, saret {mono ali oper·aLori. Essi si servirono per la mt- lsura degli an~oli del cerchio moltiplicatore di itO sino a 13 pollici di diametro di Leooir e Bellet. E nel ,1809, quan<lo le Marche di Ancona, l\lacerata · e Fermo furono al regno italico incorporate, venne incaricato ~Iarieni, allora 1° tenente ingegnere geografo, di conlinuare la rete trigonometrica in quelle province. ECJ' l i cominciò col triango lo Rimini-Jlonte. Lur·o-S.Jlfarino o e finì nelle vicinanze di Macerala e Ripatransone. h) Nel ·1801 i .Borboni riparati in Sicilia ricornposel'O un piccolo esercito nazionale, e vi fu organizzato uno stato maggiore con a capo il generale Fardella. f Parte integrante di esso fo l'Officio topog·ra(i.co, il quale ~ · curò la ricognizione di tull.a l'isola cùlla mira di rettificare l'antica carta di Schmettaii. Questo, quantunque piccolo, fu il 3° istituto topog1'a(i.co stabilito su terra italiana. Esso ebbe vita breve ma opero:-a, perchè oltre al racco()'licre i materiali per l'incominciamento .di u na b carta· militare, misurò nelle vicinanze di Trapar11, sotto la direzione dflll'astronomo Cacciatore, una base geodetica col dop~io scopo dell'istruzione dei giova~i uf~ ). fici'ali, e della levala di una carta di cabotaggio d1 / quelle costè. E nel 18H fu misurata un'altra base nella L 1

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SGUAUOO STORICO

·Real Villa della l?avorila affine di giovarsene per la levata di quella contrnda. La calena adoperala ed i corrispondenti cavallet~i furono simili a quanto fu usato da Roy nella misura della base di Hunslow-.Reath. i) Andando innanzi cronologicamente diremo come procedettero i lavori geodetici in Napoli durante la dominazione di Giuseppe Bonaparte e cli ~1urat fino alla restaurazione dei Borboni. Dmante quell'epoca l'Officio topografi.ca passò sotto la dipendenza e la direzione del genio. Nel 1808 il tenenle colonnello Tllacdonald misurò una base ai Bagnoli, che servì alla costruzione della carta dei golfi di Napoli e Pozzuoli; ed altrettanto fu fatto per la determinazione della carta del golfo di Castellammare. Si progellò quindi opera più grandiosa, la costruzione di una nuova carta del regno di Napoli , più precisa di quella del Zannoni . A tale scopo s'indusse l'illustre colonnello Visconti a passare al servizio di Napoli, e nel 18114 ei pl'ese la direzione·di quell'officio topografico. Le levate per la nuova carta da costruirsi alla scala di 4 a 80,000 dovevano farsi al 20,000. Il colonnello Visconti con uno scarsissimo personale di geografi iniziò la nuova triangolazione, prolungando sin dentro il confine del regno di Napoli la rete geodetica dell'alta Italia, la quale partendo dalla base misurata sul Ticino e da quella di Rimini giungeva insino ad un ultimo triangolo nella Marca di Anc·ona. A questi lavori partecipò come operatore il tenente Fergola di cui avremo occasione di dire in seguito. 1

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CAPO II.

Lavori topografici e carte pitbblicate. In principio di questo lavoro abbiamo detto le cagioni alle quali noi ascriviamo l'abbandono nel quale

lNTOiy'ìO ALLA CAllTOGRAFlA ITALIANA

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O'iacque per tanti anni, anzi per secoli, la topografia in Italia. Questa è nostra opinione e la troviamo perfettamente confermata in uno scritto molto attendibile, venuto alla luce nel 11803 in Parigi, e che porta per tiLOlo « M'émorial topographique et m,ilitai1:e, 1·edigé audepot general de lei guerre. N° 3: Topog1·aphie ». Crediamo di rendere servizio alla storia della nosLra carte.o-rafia vollando in italiano alcuni brani che trattano pr~cisamente dello stato della cartografia italiana all'epoca del la pubblicazione di quel1'01~era, .ed enu~~rano i principali lavori topografici itaha01 venuti m luce sullo ::;corcio del xm secolo ed in tutto il xvrn. Ecco come si esprime lo anzidetto il!émorial topographique: L'Italia, patria delle scienze e delle arti, avrebbe dovuto anche esserlo della topografìa, in nessun paese essendovi un maggior numero di accademie, d'astronomi, di geometri, di fisici e di disegnatori. Malg:ado cio la to: pografia non ebbe cultori che molto tard_1; quest? d~ves~ alla piccolezza degli Stati, alle frequenti mutaz10m del Governi ed anche al poco zelo di qualche principe. Piemonte. - Prima del 18° secolo non era stata pubblicata ·che la carta della Repubblica di Genova, in 4 fogli, di Cafrz·one, e quella degli Stati di Casa Savoia della quale una principessa francese fece le spese. La prima costrutta ed incisa dall'autore è una di que~le opere mediocri che non si distinguono per alcun merito particolare. La seconda compar ve sotto il nome di Madama Reale e fu pubblicata da Borgon-z'o. È questo il primo lavoro topografico militare che tal e veramente possa chiamarsi. I'.,e strade ed i sentieri vi sono disegnati nei loro dettagli; Le montagne, si dif~cili a figurarsi quando sono fastaglìate da roccie e da precipizi, non sono ben appariscenti; ma avuto riguardo alla


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SGUAHDO STO RICO

rappresentaz~on e c~vaUera con la quale son disegnate le catene dei monti, queste si rannodano e formano in modo ab~astanz_a distinto, e secondo le rispettive altezze, le grandt e le piccole valli; dimodochè l'occhio abbraccia ~on ~acilità questa massa enorme di monti riuniti con 1 suoi contrafforti e diramazioni, e segue anche facilme~te le acq~e che -vi hanno sorgente e che più o meno rap1d~ ed abbondanti si precip itano e scendono al piano; esso mfìne vede chiaramente dove si possano valicare quelle grandi barricate che la natura sembra aver voluto rendere inso~m~ntabili. Questa carta è stata per la seconda volta mc1sa a Londra da Dury nel 1763 e nel 1772 i rami originali furono ritoccati e gli errori esistenti nell~ parti basse del Piemonte corretti, ma si lasciarono suss1St~r~ gli error_i che ritrova vansi sulle Alpi e sugli Apenn1~1 al fine dt rendere meno utile questa carta ai Franc~s'. ed ai Liguri. Questi rami dopo l'anno 1798 sono a Par1g1 nell'archivio di guerra. I1 gusto per la topografia era particolare alla Casa di Savoia. Esistono piani dell'epoca del reo-no di Vittorio Amed~o che_sono ri1~archevoli per la gra;ia del disegno, la veri tà dei dettagli e l'esecuzione dell'insieme. Sotto questo principe si pubblicò il Teatro di Savoia e Piemonte opera magnifica eseguita col metodo del Piranesi, metod~ c~e pel contrasto dei tratti è atto sopratutto a caratter~zzare. le valli scoscese e le aspre roccie delle Alpi; d1sgrnz1atamente non ha molta esattezza topografica. Carlo Emanuele seguì a questo rigu,a rdo l'esempio di s~o padre; le sue campagne con o contro i Francesi sono disegnate ~ tinteg~i~te con tale finitezza e grazia da parer quasi una mrnrntura. . Non vi è in Europa altro Governo che abbia fatto nel suo territorio altrettanti lavori topografici come il Piemonte· confini, strade, dettagli di economia domestica carte mi~ litari, fort ificazioni, furono oggetto di rilievi' fatti con

. INTORNO ALLA CARTOGRAFIA ITALIANA 301 cura e si può anche dire con un lusso tale, 1;ui i principi più munificenti non s'avvicinarono mai. Molti di questi materiali sono a grande scala e porgono per conseguenza dettagli più interessanti; peccato che questi lavori per la massima partE: non sieno stati collegati a reti trigonometriche, e ciò è appunto quanto si dovrà iniziare allorchè si vorrà trar partito dei detti materiali per stabilire la topografia del Piemonte e della Savoia. La misura del grado di meridiano fatta dal P . Beccaria servirà utilmente a questa operazione. Il Governo piemontese non perdeva neppur di vista i paesi vicini, ma sebbene agognasse avidamente lo Stato di Genova, pure la gelosia di questa repubblica, la sua sorveglianza severa non hanno permesso ai re di Sardegna di ri unire molti materiali di quel territorio. Stato Pontificio. - Benedetto XIV fece misurare nello Stato romano un grado di meridiano dai P. P. Boscovich e Maire. L'operazione di questi due scienziati fece dubitare che il globo fosse uno sferoide regolare. Risultato del loro lavoro fu una éarta dello Stato della Chiesa in 3 fogli . Un Governo essenzialmente pacifico non aveva bisogno di carte militari, un Governo sotto il quale l'imposta è poco variabile non aveva bisogno di catasto per farla produrre maggiormente; impertanto l'operazione di Boscovich e Maire non ebbe altra mira che il progresso degli studi geografici. Ciò non di meno la carta dello Stato della Chiesa, poco carica di dettagli, può servire utilmente per diversi usi. I sovrani Pontefici ebbero in diverse epoche ingegneri topografi ai loro serv igi. Così Tomasini, tenente colonnello proveniente dalla scuola piemontese, r ilevò verso il 1730 tutto il Bolognese. Questo lavoro che consta di 4 fogl i, nel quale impiegò


30,2 SGUARDO STORICO 6 anni, è alla scala di 3/. di linea per 100 tese. È questo un bel prodotto topografico di cui la copia che esisté nell'archivio di guerra giustifica l'elogio. . Ducato di Parma. - L'archivio degli Stati del duca d1 Parma non possiede che la parte del Piacentino che dal limite del Monferrato va al Nure. Questa carta è come tutte le mappe del Piemonte ad una scala alquanto maggiore di. 6 linee per 100 tese. Essa è disegnata con cura, e ciascun luogo porta l'indicazione del numero dei fuochi di cui è composto. Questa carta, come l'oltre-Po ed il corso dell'Adda è 1a bella. copia d'un calco fatto sopra carta Joseph. 'Il tra~to d1 questo c.alco è grossolano e fatto con precipitaz10ne, la sua antichità, la sua esecu½ione e vari dettagli fanno supporre che sia un lavoro fatto clandestinamente e rimesso al re di Sardegna, quando pel trattato di Worms queste province passarono sotto la sua dominazione e che la Casa d'Austria fece asportare gli archivi del paese. Ditcato di Lucca. - Nel 1723-24-25 Palerino, geometra e'd ingegnere della repubblica di Lucca, costrusse la c~rta topografica del suo paese e del vicino principato d1 Massa-Carrara. Il lucido che ne possiede l'archivio e che proviene dalla collezione mono.scritta di Jaillot, di~os~ra .che ~uesta carta fu fatta con cura per ciò che s1 riferisce a1 dettagli della coltivazione, del terreno e ~elle comunicaziòni. La scala è un poco minore di una lmea per 100 tese. Si vede che questa carta non mai stata incisa. · · Lombard~·a. -~ Gli astronomi di Milano, fra i quali sopratutto s1 d1stmgue il celebre Orfani, hanno rilevato e fatto incidere una carta del ducato di Milano alla scala di una linea per 100 tese, la /quale dovev~ formare una trentina di fogli circa. Questi erano pressochè tutti incisi, ma gli Austriaci

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303 nella ritirata all'avvicinarsi dei Francesi nelle prime carop3gne d'Italia hanno portato seco i rami e le minute. Vi è ancora una carta del censo del ducato di Milano in 132 fogli; vi si trova in essa tutto ciò che è inerente ad un catasto, ma non di più. Esiste pure una simile carta del Mantovano in 86 fogli. La prima è all'archivio, la seconda fu consegnata agli ufficiali del genio alla resa della piazza di Mantova. Rizzi-Zannoni ha pubblicato in questi ultimi tempi una carta del corso del Po, comprendente tutta la valle fra le Alpi e gli .'\.pennini. L'esecuzione è molto curata, ma il tratto è un poco carico; i corsi d'acqua ed i movimenti del terreno vi hanno un'apparente verità; ma, di sua stessa confessione, questa carta contiene molti errori, risultati inevitabili della precipitazione colla quale fu fatta. Se ne sono tirate poche copie. I rami erano a Roma nelle nostre mani al par di tutti gli altri di .questo geografo; essi furono tutti da lui ripresi e portati a Napoli . Venezia. - La repubblica di Venezia vedeva freddamente la bella operazione di Boscovich ec~ i continui lavori degli ingegneri piemontesi e milanesi; essa era troppo riservata e sospettosa per lasciar pubblicare carte militari del suo i erritorio; noi perciò non abbiamo di questo paese che çlei piani della capitale , e qualche carta relativa ai progetti fatti ed eseguiti per regolare il corso dei fiumi e dei torrenti che desolano questo paese e tendono a colmare le lagune. Santini' ha pubblicato una carta delle province venete con molti dettagli, ma essa è puramente geografica. I Veneziani però avevano una bella carta topografica del .paese nei loro archivi, essa fu data all' archivio di guerra della repubblica Cisalpina alla conquista di questo Stato. È sopra questa .che Dalbe costrusse la parte veneta delle sue carte delle -campagne di Bonaparte, ma nei rovesci di guerra delINTO RNO ALLA CARTOGRAFIA ITALIANA


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304 SG UARDO STORI CO l 'anno 1798, quesli mater iali caddero in potere degli Austriaci quando rientrarono nel Milan ese. Toscana. - Leopol do, al quale la 'l'oscana è debitrice di tanti miglior amenti, nulla fece per l a topografia di questo paese; noi non abbiamo che alcune carte geogr afich e sparse in un'opera del Targioni. Napol i. - Ferdinando IV re di Napoli incaricò RizziZaunoni di costrurre e far incidere una carta delle Due Sicilie; essa è proi ettata secondo i principii di Cassini, e dei 45 fogl i di cui si deve comporre, ne fu rono g ià pubblicati ll. Zannon i aveva fatto precedere questo l avoro da una carta del regno di Napoli in G fogl i."Questo geografo fece sempre scelta di abili incisori, epperciò tutti i suoi l avori sono da rimarcarsi pel genere pittoresco, nuovo e studialo col quale egli fa rnndere le sue idee, sebbene esse sieno espresse confusamente nei suoi orig inali. L a carta del regno di Napoli è veramente di una esecuzione superiore, l'occhio vede t utti gli oggetti od almeno l i indovina facilmente, e questo effetto non era f.acile ad ottenersi. I piani, le valli, le ondulazioni del terreno sono rappresentate con somma verità, ed i parchi e i boschi sono dettagliati con lusso. Questa carta infine, di segnata ed incisa con molta abilità, è e sarà sempre uno dei più bei lavori di questo genée se riunisse il merito essenziale del!' esattezza geodetica. I materiali per la terra ferma sono quasi al completo, quelli per la Sicilia non sono che al te rzo. Non si può dire se questa carta farà dimenticare l a bella cart a di SchmetLnu. . Quest'ultima che venne pubblicata nel 1748 colla scorta dei materiali r accolti dagli Austriaci quando abbandonarono l a Sicilia nel 1719, offre i dettagli più interessenti sopra que~t'isola.

305 In fatto di carte generali sopra l'Italia, noi non abbiamo ché il teatro delle campagne di Napoleone Bonaparte di Bacler Dalbe. Questo ingegnere vi pose la massima cura e non senza successo; egli seppe approfittare dei lavori degli astronomi milanesi ed ebbe a sua disposizione. i ricchi materiali degli archivi di Torino e Milano, e, ciò che non era prevedibile, anche quelli di Venezia. Sotto questo rapporto tale carta è preziosa , e se essa contiene errori, essi devono essere di poco conto. Quando si doveva seguitare la vittoria al passo di corsa non si aveva il tempo di verificare tante cose, e bisognava aver fiducia nei materiali e nelle autorità. da cui l 'esattezza e l'autenticità erano da ripromettersi. INTORNO ALLA CARTOGRAFIA ITALIANA

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Poco abbiamo da aggiungere a questi brevi e sue~ cosi cenni del JJférnorial topographique francese. Essi provano a ll'evidenza che .la to~ografia -~on era morta in ltalia, e che, se la costiLUz1on e politica del nostro pa ese lo avesse permesso, se ~na mente sola a~~ss~ presieduto alle cose nostre, no1 avre1:1mo f~tto ~rn d1 0 o-ni altro paese , ed avre mmo a cquistalo 11 [primato a~che in questa scienza cd arte . L'Italia patria di Gali leo, del ,1° Cassini, di Or iani, Zannoni, Marieni, Cacciatore, Visconti, d i Inghirami , Brioschi , dei .fratelli Bordiga, di Pi ochetti, e di tanti altri illustri astronomi, . cartografi , artist i, non surcbbe sta La infe riore certam ente alle nazioni pi ù avamate nella carlografia. Ora andremo eompletan do questi cenni coll'esporre quant'altro si fe ce in lLalia in fa tto di topog rafi a e ~i riproduzione òi carte nell'anzidella epo ca , e success1va mente fin,) al ·18115. La cos truzi one dei catas ti, opera necessarissima per la pubblica economia allo scopo di distribuire le impos te fondiarie con tutta la poss ibile equità, non fu A.l'fflO xx, VoL. 111. 20


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INTORNO ALLA CARTOGHAE1A ITALIANA

trascura ta in Italia, e non solo vennero costrutte le carte cens~arie di l\Iilano e Mantova citate dal 1}I6morial top~g~ap~iique, ma furono eseguite levate catastali in ~Itri StaL1, e_ segnatamente in epoche anteriori non solo m Lombardia ma anche in allri Stati. La catastazione infatti ebbe effetto: a) Nel ducato di i!tilano dal 1721 al 1728· b) Nel 1}fantovano dal 1775 al 1788 alla s~ala del .2,000. c) Nel Veneto dal 1807 al 18-16· d) ln Piemonte dal 17·18 al 1739 'al 2,000; nel ,1775 al 2,36:2; dal 4808 al 18,f3 alla scala di 4/2500. Dell'ultima e più recente catastazi;ne diremo a suo luogo. e) Nello. Stato Pamiense fu principiata nel 4809 alla scala di 1/2500 in base ad una triantrolazione 0 geodetica; 11 Nello Stato Pontificio, iniziata pure nel ,1809 alla scala del 2,000.

blicata nel •I811 e riprodotta nel 1815 in 8 fogli alla scala di 1/500,000. È una magnifica carta per l'epoca in cui fu eseguita. Le montagne vi spiccano benissimo, le valli appariscono a primo colpo d'occhio; la delineazione è nitida, la scrittura chiara, bella e ben distribuita. 2° La ca,r-ta delle stazioni militari in Italia e in Dalmazi·a, pubblicata nel 1803, reuificata ed accresciuta nel 1806 - 1 foglio alla scala di ·1/2, 307,692. 3° La carta dette stazioni militari e delle poste dell'Italia e della Dalmazia. - 4808, corretta poscia e ri pubblicata neJ.18,t O-in i fogli alla scala di 1/500,000 con importantissime annotazioni. Da ultimo non dobbiamo passare sotto silenzio una pubblicazione di molto pregio per l'epoca in cui venne alla luce, e di cui il più volte citalo 1llémorial topographique non ha fatto parola. È dessa la carta generale del granducato di Tosc;1na, opera del nob. Ferdinando Marezzi che la pubblicò nel 1760. Alla costruzione di questa carta egli fece precedere alcuni lavori geodetici dei quali non si é serbato memoria precisa. E nel 1783 vennero eseguiti in penna e all'acquerello i fogli di correzione per la ristampa della carta del Borgonio. L'archivio dell'Istituto topografico militare ne possiede ancor oggi uno che è ammirabile per l'esecuzione della montagna . E così completate le citazioni del llfémorial topographique, passeremo ora alla II• parte di questo lavoro.

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SGUAllDO STORICO

fiorente is~ituto geografico di Milano, sotto il 1° regno 1tahco,_ conoscrn to soli.o la denominazione ufficiale francese di « Deposito della guerra » diretto da Francesi e a data_re _d~I ,1_813 dal colonne!Io Campana, era popolato d1 dtst1nt1 ufficiali, scenziati ed artisti italiani· fra questi ultimi erano seo-natamente nomi nati o-Ji in~ ci.so ri fratelli Bordiga; dei ,~rimi basti nominare J>canipana, il Marieni e il Carlini. In tutte le carte pubblicate sotto quest'amministrazione vi ebbero mano Francesi cd Italiani. Non è questo il luogo nè il momenlo di 'bilanciare ·l'opera_ dell_e due nazioni, non possiamo però pa_ssa1:e ~olto silenzio alcune fra quelle ripulale pubbhcaz1om. Meritano adunque speciale menzione le seo-uenti: 1° La carta amministrativa del regno d'Italia, pub-

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SG UAllDO STORICO

309 ,J) Regno di Sardegna. - Nel 1821-22-23 si pro·cedeue alla misura dell'arco del parallelo medio. Questa ,grande operazione si distese dalla Torre di Cordouan presso l'imboccatura della Gironda fino a Fiume ìn Illiria. I Francesi misurarono la parte compresa fra la Torre anzidetta e il confine della Savoia; una commissione di ufficiali e scienziali piemontesi e austri·aci il tratto interposto tra la Savoia e il Ticino, gli Austriaci la parte tra questo corso d'acqua e la ciuà di Fiume, sprolungan'do successivamente la rete dei triangoli fino ad Orsowa sul Danubio. Nelle diverse commissioni che presero parte ai lavori nel regno di Sardegna vi troviamo registrati fra gli altri i nomi illustri ,di Campana, Plana e Carlini. Il tratto assegnato alla commissione austro-sarda. si raltaccava da una parte al lato Colombier-Gmnier (frontiera franco-savoiarda ), la lunghezza del quale fu somministrata dai Francesi, dall'altra al lato VigevanoB·usto. Questa rete geodetica si componeva di 20 triangoli, e le operazioni di campagna e i calcoli relativi vennero eseguiti e compiuti da ufficiali del corpo di stato maggiore piemontese ed austriaco. Furono fatte quattro stazioni astronomiche sul Monte Colom..: bier, sul Cenisio, a Torino .e a Milano dagli a;:;tronomi Plana e Carlini. I risultati e le particolarità delle operazioni sul terreno e i calcoli sono descritti nell'opera pubblicata in ~Iilano in du~ grandi volumi~ che porta per titolo « Operations geodesiques et ast1·onomiqiies pou1· la mesure d'un m·c du paral<We moyen, à1ilan 1825 ». L'arco dedotto da queste misurazioni appartiene al .circolo parallelo di 4-5°, di latitudine boreale. Questa classica impresa diede la spinta al progetto di costruire una carta topogl'afica degli Stati di terraferma, quella del Borgonio essendo la più recente. e l'unica attendibile di cui si servissero in Piemonte. INTORNO ALLA GARTOGRAFlA ITALIANA

PA.R'I'E SECONDA.

La cartog:afia dalla caduta del to regno italico e dalle s~ssegwte restaurazioni (1815) fino alla proclamazione del regno d'Italia sotto Re Vittorio Emanuele II ~~~-

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CAPO L

Lavori geodetici. In que~ta II" ~poca della cartografia in Italia noi vedremo 1 lavo:1 geodetici eseguiti nei singoli Stati assumere u~a 1m~ortanza ed _una precisione sempre cresc~nte. L Austria ebbe parte atLivissima e interestutte queste_ operaz~oni; ma gli operatori prin-s~ta c1pah, non lo clobb1amo dimenticare, erano italiani· Campana, Carlini, Marieni, Brioschi, · illustri nei fasti d~l_Ja geod~sia e dell'astronomia, quantunque al serv~z10 austnac_o, er~no figli d'It.alia. Plana e il corpo d1. stato magg10re piemontese si resero benemeriti della scienza n~l regno di Sardegna. Inghiramì, Visconti ~ Fergola Illustrarono colle loro opere la Toscana e 11 regno delle Due Sicilie. 11 celebre Istituto geografico di Milano fu conservato dall'_Aust~·ia, e _per molli anni ancora (fino al 1839) fu lasciato m Italia a decoro delle scienze geografiche e della cartografia che coltivò mai sempre con amore e con successo. Accenneremo ora ai principali lavori compiutisi nell'epoca. '

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SGUARDO STORICO

~a qu~to pro~etto ne_ venne la necessità di proceit~:o-~o ~na triangola°7:1one generale del paese. Tutto o u _ad1:1nque coperto da una rete di triangoli anaolari . . ripeti. · Le . osservaziom d. R . o s1· ~1ecero con circoli t ori 1 e1chenbach e d 1· G b .1 le fo rmole d. p . am ey, calcoli secondo 1 uissant. Questa f u d.1v1sa · m . reti di 1o e di 2o d. · ( triaw,olazione .., . or me quella d1 20 ordine non fu nè continua , golare); ed alla triangolazione di detta r . ne redeva a mano a m h g 10 s1 proceelementì per le I ano c e occor.reva somministrare gli . evate topografiche e per la . . dei m t · 1·1 f' · · rmmone · a eria ormll dal catasto L · permettendo allora d. . . e c1rco~tanze non . . 1 misurare una base lo stato maag10re cm era affid ·1 I ' odella, rete del p I lal Lol I a v?ro, trasse partito dei lati . ara e o med10 e se n , . basi per la rete di 1o ordine . e servi come di

In. q:1~1 ~urno, il generale La l\'Iarmora Alberto di s~a rn1zia,ttva e a_ sue spese, intraprese una triang~la\ z10ne tdell Isola . I ed Il' di .Sardegna , che f u por,. accrescmta, . es esa ne occas10ne della formazione del catast ~1 _questa Iso_la. Egli partì da una base misurata press~ ristano, e s1 rattaccò al lato corso di Tran ch Ot Malgrado l'ottimo accordo verificato la •. golazione, ottima come fondamento u sua tr1anha l' tt na carta, non . es;i. ezza necessaria per le ricerche dì alt / des1a. a geo

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Ne~ 18.U. s,i operò. dal corpo dello stato maggiore il r~ttacco del! Isola d1 Capraia al continente d u t d. · permezzo i na re e I triangoli che partendosi dal lato C stellana-,~fonte Gottero (golfo della Spezia) lun ·1 torale tosca0.o giun()'eva a Piombino ct· 1fo I icoste dell'Elba, della°Capraia e della 'G~r.D'~ p~r ~e a rannodarsi alla Corsica. Tali operaz1·oon _na, a~ ava ' d" · I SerVIl'OnO cos1 I controllo a1 lavori di Tranchot e del padre In-

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INTORNO ALLA CARTOGRAFIA ITALIANA 311 gbìrami, che presentavano qualche disaccordo fra loro. Furono questi i lavori geodetici che servirono di base alla costruzione della gran carta dello Stato Sardo in terraferma, di cui si parlerÈt a suo luogo. B) Regno Lombarclo Veneto. - L'Istituto geografico di Milano, uf!ìcialmenle rìeostituilo nel 18 16 sotto la domjr1azione austriaca, progettò la costruzione della carta ben nota alla scala di 1/86,,i-OO. Il colonnello · 1\farieni nella sua opera « Tn·gon01netrt"sche Vermessnngen » ( 1843) descrive i lavori geodetici che precedettero e accompagnar ono l'esecuzione di tal carta. Egli ebbe l' ipcarico di questi lavori e misurò una rete di triangoli di diversi ordini rattaccandosi all'antica base del Ticino per coordinare i diversi elementi topografici, e inglobando la triangolazione del 1

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P. Inghirami. e) Diicato di Parma, Piacenza e (Juastalla. - Le operazioni trigonometriche iniziate sotto il Governo francese furono r.ootinuate. Il colonnello ~larieni coordinò . questi lavori per collegare i materiali topografici necessarii alla costruzione della carta alla scala

dell'86,400. ») Ducato d1: Moclena . - D'intelligenza col Governo austriaco il colonnello marchese Carand ini ebbe l'incarico di stendere su tutta Ja· superficie del ducato una piccola rete dì triangoli allo stesso scopo accennato pel ducato di Parma . Presel'O parte a questi lavori anche ufficiali austria ci . E) Gra11ducato d,i Toscana. - La Toscana, ricca in ogni epoca di tanti uomini di alto sapere, aveva completamente tr.Jscurato la topografia . Di questo Stato non esisteva che la. carta del Marozzi. Il padre Inghirami delle $CUole pie , celebre astronomo, volle di sua iniziativa riempirP. questo vuoto . Egli ideò la costruzione di una carta topografica al '200,000, ba.san-

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SGUARDO STOillCO

dola sopra_ Ià.vori geodetici ch'egli eseguì quasi solo, con assentimento del granduca. Nel territorio compreso fra Pisa e Livorno misurò una base che si estendeva per tese 4481:l,41 da San Pietro in Grado a Stagno. Partendo da questa, stese su tutta la. superficie del granducato una rete trio-on?metrica che ·si collegò poi a quella condotta d~ll'1llustre Brioschi altra verso al ducato di Lucca allora non facente parte del granducato, ed alle beU; triangol~zioni che in seguito eseguì il Ma.rieni. È ammirab'.le l'ac~ordo di questi lavori, e tanto più ammirabile se SL pensa che il sapiente astronomo toscano non aveva a sua disposizione nè persowi"le numeroso nè copia di eccellenti istrurnenti. ' Il piccolo ducato di Lucca, incorporato dopo il 1850 ~Ila Toscana, _e~b_e pure una triangolazione. ma di poca importanza, 101z1ata nel 4829 dal P. Bertini, astronomo dell'os~ervatorio del convento di Santa ì\laria Corte Orland1m. Egli si partì dai lati delBrioschi. Il padre Inghirami estese la. sua triangolazione fino al ratta.eco colla Corsica; ma li apparvero i difetti tanto d_elle sue_ reti come di quelle di Tranchot, a cui non s1 _PUÒ p1 ù ormai riconoscere l' .esattezza voluta dalla scienza moderna. E') Stato Ponti"fìcio. - Il barone Zach, tanto benemerito della geodesia, a ,·eva ripreso i lavori di Boscovich e d! Maire, interrotti poscia in seguito ai politici avvemment1. Dopo la restaurazione del 18'15 l'Austria estese il suo progetto àella costruzione della carta all'86 400 anc~rn alle province di Sua Santità, e il colon~ello ~ar1eni ebbe l'incarico di continuarvi la rete geodetica c~e doveva precedere i lavori topografici , partendosi <lalla base del Ticino e da quella dello Zach misurata a Padova.

INTORNO ALLA CARTOGRAFIA ITALIANA

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Nel 18154 il padre Secchi, direttore dell'osservatorio ,del Collegio Romano, propose al Pontefice Pio IX la nuova misura della base di Boscovich sulla via Appia, di c~i un termine era stato perduto. L'operazione venne eseguita con un nuovo apparecchio del sig. Porro appositamente costrutto e che dette risultati apprezzatissimi. Il solo torto di questa base è di non essere stata misuratache in un senso solo. Tali risultati sono · .stati pubblicati dal padre Secchi in un'opera che porta per titolo << lYlisura della base trigonometrica, er.c. ». Questa base doveva servire per lo sviluppo di una nuova e più accurata triangolazione dello Stato Pontificio, progetto che non potè effettuarsi a motivo delle ·vic·ende politiche e militari del •1859. . Non dobbiamo passare sotto silenzio anche la misura della piccola base fuori porta Angelica presso Roma eseguita dagli ingegneri Conti e Calandrelli po_co prima del 1830, sopra la quale svilu~parono una p1c~ .cola rete geodetica che servì a costrlllre una carta d1 Roma e dintorni. e) Due Sicili'e. - Per mandare ad effetto il progetto di Visconti di costruire una nuova carta topografica militare da levarsi al 20,000 e da ridursi poi all'80,000, era necessario rifare la triangolazione geodetica e misurare sopra tutto una buona base da cui partirsi. Questa base di circa 6 miglia fu misurata lungo la spiaggia del Tirreno fra Castelvolturno ~ Patria. L'.ap~ parato di misura fu costrutto da Berge. S1 estese q~rn~1 la triangolazione di 1°, 2° e 3° ordine nella prov111c1a di Napoli, e poi attraverso l' Apennino _disten~en~ola lungo l'Adriatico a fine di dar mano a~lr Austnac1 che vi presero anche parte per la costruzione della carta di cabotaggio. Visconti aveva già condotto .a buon ;punto la triangolazione della parte settentriona)~ _e orientale del regno; - il tenente Brupacher dell 1st1-

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SGUARDO STORICO

lNTORNO ALLA CAllTOGRAFIA lTALlANA

tuto di Milano misurò i triangoli dal Tronto al Gargano; Fergola li con tinuò dal Gargano a Otranto Leuca e Fanò. Le note vicende del 1S20 interruppero ogni sorta di lavoro e solo nel 1830 si ri prese la triangolazione di 1° e 2° ordine nella Terra dì Lavoro. La co mparsa del vulcano sub- marino nelle acque di Sciacca fece sospendere per qualche anno il suddetto lavoro e diede occasione d'intraprenderne uno nuovo in Si cilia appoggiandolo provvisoriamente alla piccola base misurala nelle vicinanze di Palermo dall'astronomo Cacciatore. Fergola riattaccò poscia la rete di Sicilia al continente, riprese nel 1834 la triangolazione in Terra di Lavoro continuandola verso gli Abbruzzi per servire al rilievo della fro ntiera del regno, dette mano, in unione &i professori di geodesia dell' officio topografico , alla misura del meridiano fra Termoli e Capopassaro e d'un parallelo da Ostuni a Ponza, e morl, in seguito, colpito dal fulmine alla stazione di Antennamare al sud dì 1'Iessina, vittim a della scienza e del lavoro ('I 8¼-5). La catena d'ac ciaio di Berge ch e servl a misurare la base di Castelvolturno avendo lasciato .dei dubbi sulla sua precisione, si progettò il con trollo della rete col misurare una nuova base. Questa operazione ebbe effetto nel 1858 presso Foggia e fu diretta dal professore Schiavoni. Egli si servi dell'apparato di Besse! costru·uo da Erte! di Monaco. Schiavoni consegnò alle stampe gli elemen ti di questa misura (1 ). Sopraggiun ti nel ·1859 gli avvenime nti politico-mi-

litariche terminarono coll a fo ndazionedell'atluale. regno d'Italia, i lavori geodetici, che dovevano far ~egmto alla misura della base di Foggia, vennero sospegi.

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(~l V. l'opuscolo < Su.ll'o/ficio topografico di Napoli, 01~igine e vicende. Napoli 4868.

CAPO Il.

Lavori topografici e carte pubblicate. Lavori topografici originali e pretta.~ente italiani_.non ne abbiamo gran copia da vantare rn questo p_enodo· di tempo abbastanza lungo. Le principali car~e d1 ~uolo italiano appartengono all'iniziativa dell'Austria, c~1 certamente interessava possedere una ben . dettaglia~~ _e precisa topografia d'llalia. ~la se l'Austria. ~bbe 1 ~mziativa nei più importanti lav?ri. topografi~t 1~ I~aha e nel maggior numero di buomss1me pubb.1Jcaz10~1, non è men vero che una gran parte _de: merito lo s1 debb~ a quei valenti scienziati ed a:nst~ che popolar.ono il fiorente Deposito di guerra di ~ltlano ' trasfot mato' quando gli Austriaci entrarono nel possesso d_el Lombardo-Veneto, in Tstituto geografico e eh~ man tenne la sede nella metropoli lombarda fino ali_ anno .4839, dopo di che, trasferito a Vienna, ed a~phato , diventò quel celebre Istituto geografico che tut_u sanno, ed ove li artisti italiani non mancaron~ rr;ia1. . . . . g Non per questo negli altri Stati d llalta s1 r~ma_se tn ozio, cd alcune ope re somm amente _pre?evoh videro la luce, e più assai av re?~e_ro .fatto., il P~emonte e Napoli sopratutto, se i poht1c1 rivolgnnentl .non avesse~o di frequente distol to le menti e le braccia dal lavo1 o pacific o della scienza e dell'arte.


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SG-UAilDO STORICO

Comunque sia enumereremo qui sotto quanto fu fatto sul suolo iLaliano sia per nostra che per iniziativa austriaca. a) Regno di Sardegna. - Il Piemonte non era privo -di elementi topografici, ma questi erano inediti . Erano stati raccolti prima della rivoluzione frances e dal corpo ,dei topografi esistente fin d'allora. Probabilmente sono quelli che dovevano servire per una nuova edizione \ .della carta del Borgonio. Durante il periodo della do{.. minazione frances e e delle guerre di quell'epoca l'operosità topografica cessò completamente, la Corte e il Governo essendosi ritirati nell'isola di Sardegna. In quel periodo vennero eseguite parecchie levate da uf:ficiali francesi ed austriaci, ma queste rim asero naturalmente r,elle loro mani. Subilo dopo il ritorno della Casa di Savoia a Torino , nel -18-15 veniva ordinata la costruzione di una carta generale del regno. E quantunque non si fosse ancora dato mano alla grande triangolazione , pure si dette principio alle levate topografiche. Le due Riviere, il Canavese, il Monferrato, la con Lea di Nizza si rile\ varono parte colla tavoletta, parte colla bussola. In :seguito mancando i mezzi si pensò servirsi delle mappe "catastali per tutte le altre province ove il catasto esisteva. Queste mappe catastali, ridotte alla stessa scala .-ed accuratamente inserte nella rete trigonometrica che ·Si andava intanto facendo, furono riconosciute sul ter.reno e completate. lUa nelle regioni di alla montagna anche questi documenti facevano difetto, e per quelle non vi è ancora materiale topografico regolare, ma · solo i risultati di riconoscenze a vista. Si era lavorato dal corpo di stato maggiore con tale .assiduità e prontezza che al termine del 1830 tutte le province di terraferma erano state percorse, e le reti l .trigonometriche si estendevano su tutto il suolo delle

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INTORNO ALLA CARTOGRAFIA ITALIANA

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m$:ldesime (4 ). Allora si potè dar mano alla formazione 1 della progettata carta alla scala di 1/GO, 000 . Essa doveva comporsi di 9.i- fogli. I modelli vennero, disegnati all'acquarello negli uffici del corpo di stato maggiore, e il numero dei fogli ridono a 9i . La pubblicazione di un atlante così numernso doveva naturalmente coi soli mezzi di riprod1,1zione d'allora durare ~ molti anni; e intanto l'esercito e le pubbliche amministrazioni erano prive di una carta topografica ufficiale ) e al corrente, non potendosi considerar tale quella del ì regio ingegnere Giuseppe l\1orno, costruua e pubblicata ) su elementi vecchi nel 1819 alla scala di 4/ 284, 750 f circa. Questa carta aveva troppo poco dettaglio, quan- } tunque ben delineata e bene incisa. Nacque perciò il (f pénsiero di formare, mediante riduzione degli elementi raccolti, un11 carta corografica al 250,000. Il progetto· passò nella regione deì fatti, e dal l8t,1 al 185'1 la bella carta al '.250,000 in 6 fogli, incisa su rame, vide la luce· ed è sempre anche attualmente un 'documento pregev0lissimo, malgrado per le regioni di alla montagna non sia fondato sopra elementi regolari. La carta topografica al 50,000 venne intanto sue- ~! cessiva mente pubblicata, però per semplice disegno ;1 litografico, stante l'urgenza di possederla e la deficienza di artisti. La sua pubblicazione ebbe principio nel 1851 l e si protrasse fino al 1870. I fogli man mano che do- \ vevano pubblicarsi erano stati nuovamente riconosciuti \ sul terreno. In questo lungo corso d'anni altri lavori topografici ed altrè pubblicazioni si eseguirono e si succedettero;· fra i lavori topografici annovereremo i seguenti:

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(4) V. Cenni i-ritorno alla formazione della ca1·ta topog1·afica degt'i, stati di S. M. 'il Re di Sardegna in ter·rafer ma. Torino •1845.


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SGUARDO STORICO

lNTOllNO ALLA CARTOGRA,F lA ITALlANA

Nel ,J835 s'intrapresero delle levate .al 1·0,000 sulle Alpi mariuime; impiegando la tavoletta pretoriana e la diottr~-stadia, si rappresentò l'altimetria con curve ,orizzontali. Questo lavoro fu continuato per molti anni fino al compimento dei rilievi di tutta la contea di · Nizza . Ma le scarse risorse di personale ed un altro ordine di idee essendo subentrato, si sospese nel 18151 la continuazione di quel lavoro, che era Jel resto troppo di lusso. Negli anni 1854, 55 e 56 si fecero delle levate al 10,000 nei dintorni di Fenestrelle, allo scopo di esercitare gli allievi della scuola di stato maggiore. E nel 1857 e 58 allo stesso scopo ed alla stessa scala si eseguì il rilievo di una parte dell' alta valle della Stura. Nel ,1857 s'incominciarono pure i rilievi al ,J 0,000 del terreno interposto fra Casale, Alessandria e Stradella. - Tutti questi rilievi non vennero pubblicati. Fra le pubblicazioni merita invece una segnalata menzione quella della carta corografica dell'isola di Sardegna in 2 fogli, incisa su rame, alla scala di ·1/250,000. Questa bella carta formata su di una rete cli triangoli partentisi da due basi misurate l'una a Cagliari, l'altra a Oristano, è tutta opera di un privato, del generale Alberto La Marmora, di cui si fece parola più sopra. La carta venne resa di pubblica ragione nel 118t5 ed è anche attualmente l'unica carta di valòre esistente 'di quell'isola. Fra le pubblicazioni di minor conto menzioneremo: la bella carta dei dinLorni di. Raccon igi, incisa su rame in un sol foglio ,alla scala di 1/ 50,000, e la carta del campo di S. 3faurizio, incisa pure su rame in un foglio alla scala di 11/15, 000 e pubblicata nel :1864. • b) Lombardo-Veneto. - Una delle prime carte pubblicate dall'Istituto geografico di Jlilano fu quella di

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Milano e suoi dintorni, alla scala di 1/50,000, incisa su rame in 4 fogli (1 ). . Quindi, mutata scala e sistema di r~ppresentaz1one del Lerreno, fu· dato mano alla formazione della carta militare all'86,4:00 (non più col ragguaglio metrico, ma con quello ciel klafter viennese), che fu ed è a~cora un modello di precisione e di accurata esecuzione. La carta doveva comprendere il Lombardo-Veneto, ma fu estesa anche ai ducati di Parma e Modena, e da ultimo alla Toscana, Lucca ed allo Stato Pontificio {ltalia centrale), che formarono altrettante carte separate ma da potersi unire insieme, stante la stessa scala e . l'omogeneità dei lavori geo~etici ese~uitisi (2). . Le levate sul terreno consistevano d1 mappe catastali ridotte alla scala di 1 /28,800, lo quali, armonizzate colla triangolazione, formarono dei piani militari eh~ venivano poscia rettificati e completati sul terr~no. B.1: disegnati quindi mediante riduzione al multiplo d1 86,400, e passati ilgl'incisori su rame, pr?dusser? quel!~ magnifiche carte ehe tuttora sono ammirate dai cultor~ del la topografia . Queste carte portarono le seguenti date di pubblicazione: 18:28 - Càrta del ducato di Parma, Pìacenza e Gua. . stalla, in 9 fogli su rame; '1833 ' - Carta del Lombardo-Veneto, rn 4-2 fogli su rame; 4839 - Carta del ducato dì Modena, in 9 fogli su rame; Carta dell'Italia centrale, ìn fogli 52 incisa 185 11 su pietra.

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(~) Questa carta fu giudicata dagli oltramontani ~ome un ve~o modello ... V. Bil>lioqrafia italiana. Volume 7·1, pagina 34 e 3a . (2) Dobbiamo però osservare che il primo saggio di pu_bblicazione comparso nel ~ 8~8 comprendeva il ducato d! Parm~ e Piacenza. La carta del Lom~ardo-Veneto venne alla luce 1n seguito, nel ~ 833.

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SGUARDO STORICO

Vi;;nf.rime tre si eseguirono in Milano, l'ultima a

Un altro lavoro di grande importanza vide in Milano 1~ luce per opera di que1Jo stesso Istituto. Fu questo 1 At~ant.e del mare Ad1·iatico, dùegnato ed inciso su rame nel! Istituto g~ogra(i,co militare dì JJ:fìlano (incominciato ~el 18'17 e ultimalo nel 1830). Esso consta di una carta 1dro_gr~fica ge~erale in 2 fogli al 500,000 e di \ 30 fogli d1 d~ttagho al ,175,000 e di una raccolta di 100 vedut~ dei principali porti di mare. Al suddetto Atlante va unita la parte descrittiva col seguente titolo: «Portola,no ~el mare Adriatico, compilato, sotto la dù·ezione d~ll .lstituio geografico ~iilìtare_ e dell'J . .R. stato maggiore generale, dal capi tano Giacomo ~farieni ». Alle levate marittime per la formazione di questa grande ope-:a cooperarono ufficiali napoletani per la parte _che riguardava le coste adriatiche del regno di Napoli. Quest~ ~ubblicazione venne accolta dal pubblico come un prodigw della scienza e dell'arte ( 1). e) Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. - Di originale non v'è da citare che il catast9 ultimato nel 1830 dal Governo di Maria Luisa. d) Ducato di Jlodena. - Gli ufficiali modenesi ebbero parte cogli austriaci, non solo nella trian()'olazione o ' ma anche nelle levate topografiche sul terreno. e) Omnd,ucato di· Toscana. - La catastazione della Toscana ebbe prin cipio nel 18',J9 e fu ultimata nel 1827 basata sulla bella triangolazione del professore padre Inghirami. Queste map_pe catastali servi_rono al padre Inghirami come elernenl1 per la costruzione della bella carta corografica del. granducato alla scala di 1/200,000. Le 1

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3'.:H mappe furono ridotte e la rid uzione completata sul terreno. La carta fondata sulla rete geo deti ca dell'autore e corredata di svariate indicazioni fu incisa su rame in 4 fogli e vide la luce nel· 4830. L'esecuzione è ammirabile e può competere coi lavori del l'Istituto g-eografico di Milano. Fu la sola opera originale di entità che il granducato di Toscana pubblicò nel presente secolo. I) Stato Pontificio. - Unico lavoro originale di importanza fu il catasto alla scala del 2000 ultimato nel 1821. Possiamo ancbe aggiungel'Vi la carta di Roma e di ntorn i, coslrutla e pubblicata su dati geodetici dagli ing. Conti e Calandrelli e di cui più sopra si è parlato. g) negno delle Due Sicilie. - Dai lavori geodetici più innanzi enumerali abbiamo potuto apprendere che la scienza, ad onta delle molte interruzioni subite per politici sconvolgimenti, non venne in Napoli mai trascurata. Qui·' noteremo che anche la topografia e l'arte dell'incisione vennero con particolar cura coltivate dall'Officio topografico napoletano. I lavori topografici e le pubblicazioni di carte furono numerose, ma per lo più parziali. Forse i mezzi e le circostanze impedivano l' effelluazione cli opere grandiose, fors'anche mnncava l'impulso dall'a!Lo. Il progetto di una gran carta del regno all'80, 000 basala sulle levate al '.20,000 era magnifico, ma ti bbe appena cominciamento . E si dovette contentarsi di una carta generale al 640,000 dél regno al di qua de l Fa ro, e d'una carta della Sicil ia al 260,000 in 4. fogli. L'esecuzione dei primi fogli all'80,000 fu accurata , scientifica e splend ida per arte di disegnato ri e di incisori consuma ti ; peccato che simile opera non sia stata po rtata a comp im ento. A lode dell'Officio topografico, che fu il primo e più antico istituto di questo genere stabilito in Italia, voINTORNO ALLA CARTOGRAFIA ITALIANA

(~) V. Bibliografia italiana. Volume 74, pagina 34 e 35.

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322 SGUA UDO STOHICO gliamo qui sotlo enumerare alcune delle migliori pro· duzioni che videro la luce in questo secondo periodo della topografia ilaliana. 4°La carta della provincia di Napoli e porzione delle province di Caserla ed Ave llino in 15 fogli, incisa sù rame alla scala di ·1/25,000. Cominciata nel 1819. Questa bellissima pubblicazione doveva esleudersi a tutlo il regno di Napoli; ma, mutato il proposito, se ne foce una carta parziale delle suddette regioni, sospendendo l'ulteriore lavoro. 2° La pianta della città. di Napoli e suoi dintorni in un foglio , incisa su rame, alla scala di 1/16715, pubblicata nel 1828. 3° La pianta della cillà e porto di Trapan i in 4 foglio, incisa su rame, alla scala di 1/7500, pubblicata Bel 1839. 4° La pianta della città di Palermo e suoi dintorni in 4- fogli, incisa su rame, alla scala di 1/1500(1, e quella in un foglio al 9110 (pubblicata nel 18·18). 5° La pianta della ciltà e faro di Messina in 1 foglio, su ri}me al 30,000, pubblicata nel 1832. 6° Carta di cabotaggio dal fiume Tronto al Capo S. Maria di Leuca, atlante in ,f3 fogli, incisione su rame. Scala. 1/ 100,000, pubb licata nel 183.i,. · Oltre molte carte di città maritlime e porti esteri. 1

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1.NTORNO ALI.A CARTOGI\AFIA ITALIANA

3.23

P.I.RTE TERZA..

La cartografia italiana dal i860 al 1875.

CAPO I.

Lavori geodetici. Al coslituirsi del nuovo regno d'Italia si prnvò il bisogno di avere una carta topografica generale di tutto Jo Stato ad una scala s ufficientemente grande da poter servire con vantaggio all'esercito ed agli usi delle diverse amministrazioni del regno ed ai privati. La pro· , porzione di 1 a 50,000 parve la più adatta, meno per recrioni interessanti p.cr un mo Livo o per un allro, che t, • dovevano · levarsi a scala maggiore. Noi abbiamo già veduto nel corso di questo scritto quali carte topografiche generali esistevano dei singoli Stati di cui prima si componeva l'Italia, per non doverle deltaglinre an co ra; pur tulta via le riepilogheremo: 1° La carta delle province di terraferma del regno cli Sardegna alla scala di 1/50,000, in corso di pubblicazione, e quella ridotta al 2:,0,000 . .2° Lo carta dell'isola di Sardegna al 250,000. 3° Le carte austriache all'86,400 del LombardoVeneto, dei ducati di Parma e Modena e dell'Italia centrale . •i, 0 La carta della Toscana dell'Inghirami al 200,000. 5° La carta del regno di Napoli, di Rizzi-Zannoni, • al 1U..,942. 6° La carta dell'Isola di Sicilia, al 260,000. 1

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324

SGUAl\DO STORICO

Tutte queste carte, meno la prima, erano più o meno · antiche, scale diverse e tali da non soddisfare a tutti i l bisogni. Tutte poi erano disegnate con sistem i e segni convenzionali non omogenei: alcune in tutto, o in parte, non assise su fondamenti regolari. Mentre però le car(e 1ndicate ai Nri 1°, 2°, 3° e 4° rappresentavano con bastante ch iarezza e deltaglio il te.rreno, specialmente le piemontesi e le austriache, quelle invece notate ai W 1 5° e 6° erano assai incomplete e non più suscettibi li di miglioramento, quantunque fossero carte verarrnmte preziose per l'epoca in cui vennet:o all a luce; ma il sistema. di rappresentazione e le inesaltezze geodetiche non permettevano più di correggerle. In questo stato di cose il Governo ital iano dovette decidersi a costruire prima. d'ogni altra cosa una carta delle province nupolitane e dell'isola cli Sicilia, e un prof gettoaclhocfupresentato al Parlamento nel ·186'1 ('I) . I lavori geodetici si eom inc iarono nell'anno stesso in Sicilia, basando la triangolazione su quella preesistente nella provincia di Pa lermo. Non si aveva il tempo di misurare una base perchè si voleva al più presto fornire dei punti Lrigonomctrici ai topografi incari.::at'i delle levate sul terreno , riserbandosi di correggere in seguito la rete di •1° orJine dietro la misura di una o due basi che si sarebbe fatta prima di dar fine alle operazioni geodetiche. Gli istrumenti impiegati furono dei teodoliti ripelitpri di Gambey e d' Ertel. I calcoli secondo le formo le "(ii Puissant; l'errore di tolleranza + 5" per i triangoli, e 1/15,000 per le distanze. Mentee si procedeva a tutt'uorno all'esecuzione di

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(''Ì Tutto questo cap_itolo che riguarda i lavori geodetièi compiutisi in Ita lia dal ,1861 in poi. è estratto da una elaborata :Memoria del maggiore di stato maggiore Ai'.'il'HllALE FE!lREno .

INTORNO Al,LA CARTOG·IlAFJA ll'ALlANA

325

questi lavori, accadde un avvenimento che modificò il progeHo adottato, sostitu endovi. metodi più precisi di osservazione e di calcolo. generale .Baeyer, il decano dei geodeti , propose nel 486,1, al Governo prussiano, di invitare i governi d'Europa a formare un'associazione allo scopo di intraprendere di comune accordo la misura di porzioni d'archi di me ridiani e di paralleli sopra una zona centrale del continerfle europeo. Il Governo italiano e la maggior parte degli altri Stati accolsero l'invito della Pruss ia . L'Tl.alia inviò i suoi delegati alla riunione ch'ebbe luogo a Berlino dal 415 al !2 ouobre 4864. ~ Non istaremo qui a rammentare le prescrizioni della Conferenza relative alle condizioni eui avrebbero dovuto soddisfare le operazion i destinate a raggiungere lo scopo scientifico ch'essa'si proponeva . Queste prescrizioni e i motivi che le dettarono sono minutamente descritte nei processi ve rbali pubblicati ,3.J termine di ciascuna riunione della Conferenza: ci limite remo qui a segnalare il novello ind irizzo che questo avvenimento impresse ai lavori geodetici ita liaQi. La Commissione italiana (4) si riunì a Torino nel·

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(1) La Commissìone italiana era compo&ta del generale Ricci (presidcntr) i professori Donati, De Gasparis e Schiaparelli astronomi, del professore Schiai'Oni e del colonnello de' Vecchi dello stato maggiore, La Commissione subì un aumento e delle modificazioni nel 1873, al seguito della morte e del cambiamento di posizione di alcuni dei suoi membri. Oggi essa si compone come appresso: generale dc' Vecthi (presidente), i professore Dc Gasparis, Sch iaparelli, Respighi, Santini, astronomi; professori Schiavon i, generalo Ricei,. professore. Betocchi e Obcrboltzer per la parte geodetica; i professori Fergola, Nobili, Celoria e Lorenz0n i, aggiunti agli osservatorii di Napoli, Milano e Padon fann o anche parte della Commissione. Il maggiore Forrero .dello stato maggiore, segretario.

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SGUARDO STORICO

mese .di giugno del 4865, e adottò le seguenti risoluzioni: Le reli geodetiche per la misqra del grado europep saranno lre e si distenderanno lungo la linea di tre meridiani e di tr(;) paralleli. Le direzioni scelte furono le seguenti: a) La prima rete si stender~ da Cagliari per l'isola di Corsica e lungo il litorale toscano a Genova e Milano, prolungandosi attraverso la Svizzera, la Germania occidentale fio o a Cristiania. b) La seconda, partendo dall'isola di Ponza, si dirigerà pee Roma, Firenze e Padova a Monaco, Lipsia e Berlino. e) La terza, da Capo Passare, estremo sud-est della Sicilia, per Messina, Potenza, Foggia, e le isole Tremiti, traverserà il mare Adriatico e giungerà in Dalmazia per riattaccarsi alle reti. austriache prolungandosi per Vienna e Praga fino al mar Baltico. Le tre. reti lungo i ci reo li paralleli sono le seguenti: cl) La prima dalle frontiere della Savoia si dirige a Padova seguendo il parallelo medio già misurato d~ Bordeaux a Fiume. · e) La seconda cor'1incerà in Corsica per dirigersi al Gargano e passùe al litor:ale dalmato . l) La terza dall'isola di. Ponza a Brindisi. Si riconobbe anche la convenienza di rannodare la Sicilia all'Africa med iante un'operazione geodetica; di tornare a misurare la rete meridionale del P . Beccari'.\ tra Mondcwt e Andrate, e finalmente di s tabilire una rete di triàngoli nell a direzione longitudinale della penisola ital iana tanto per raltaccare le reti suindicati quanto per la misura eventuale d'archi obliqui. Si detenbinò che le reti sarebbero doppie, VJlle a dire formate mediante poligoni adiacenti allo- scopo di · somministrare dellè equazioni di condizione per i calcoli di compensazione. ·

327 Si segnalò la convenienza cher per ogni serie di 20 a , 25 triangoli si dovesse misurare una base con ogni cura per servire di controllo, e si accennò ai punti seguenti come i più acconci: Trapani, Catania, Tai:anto, Foggia, Rorna, Rimini, Livorno, Somma, 'forino ·e Cagliari. · Si propose dì impiegare dei circoli reileratori per le osservazioni angolari, muniti di microscopi di forza tale da poter giudicare alla lettura 1" o 2" (secondi), senza però escludere l'uso dei teodo liti ripetitori. Per la determinazio9e- delle altitudini si convenne di impiegare le osseD~aziooi zenitali reciproche. Riguardo ai calc6li delle reti geodetiche si fissò cli impiegare le formole cli Besse! e di servirsi delle tavole logaritmi che a dieci de ci mali, di tener conto per gli angoli dei centesimi di secondo, per le distanze dei centimetri; e nei calcoli di, compensazione di anelare fino ai millesimi . iLa compensazione doveva farsi per poligoni composti cli un numero tale di triangoli, in modo che nel processo dei calcoli non s i fosse obbligati di risolvere più di trenta equazioni. Gli elementi perimetrici, co. mun ì a due pofigoni contigui, dovevano inoltre soddisfare alle conclizi-0ni cli esistenza geometrica prendendo come valori assoluti : a) per gli angoli, la mei:lia dei risultati parziali dati dalla compensazione _d i due po ligoni; b} per il rapporto dei Iati, istessamente i valori . medi; e} per le lunghezze assolute, i valori dedotti di due o tre basi più prossime, assegnando ciononpertanto ad ogni base un' importanza in rapporto della sua pros· simità e dell'errore probabile di misurazione. Abbiamo creduto conveniente di indicare sommariamente le prescrizioni sopra menzionate per dare un'idea abbastanza chiara dei lavori geodetici di prim'ordine che l'Italia è avviata ad eseguire, e della precisione che si ~erca di raggiungere. lNTORNO ALLA CXRTOGl\AFIA ITALIANA


328 SGUARDO STORICO Non diremo che poche parole dei lavori astronomici tanto per indicare il loro legame colle operazioni geo: detiche . Venne stab ilito che i luoghi da determinarsi astronomicamente s~rn.b.beT-ò: ,1° Gli osservatnrii asLronomici esistenti. (Vene sono tra picco li e grandi 20}; . 2~ Un certo· numero di stazioni ai punti di cong1~ng1ment~ delle reti geodetiche meridiane con quelle dei paralleli; 3° Le stazioni o i luoghi dove si saranno scoperte o si rite rrà che esistano .delle anomalie nella direzione e nell'intensità delia gravità. Per tal modo a riguardo della latitudine si è accennato: a) di fare sul meridiano di Cngliaei delle osser:aziuni in un_o o due Juoghi dell'isola di. Sardegna; rn uno o due m Corsica; in uno all'isola d'Elba a Pisa a Genova , a Tortona, a Pavia, a Milano e in un' punLo' della frontiera svizzera; b} sulla meridi ana di Ponza, osservazioni di lati- tu dine a Ponza, Roma, Napoli, Montefiascone, Pemuia 0 ' Firenze, Rimini, Bo logna; · e) su ll a meridi ana di Capo Passaro, osservazioni di latitudine a Capo Passaro, Catania, Messina, Cosenza, · Potenz_a e Foggia; . d) sull a pi1:cola meridiana di Torino, considerata l'intensità delle attrazioni locali, si determ inerà le latitudini di San Remo, d' un punto a scegliersi sugli Apennini, - di Ofondovì, Sanfrè, Saluzzo, Torino, !\lassi, Andrate. Le longitudini d11 determinarsi sono: e) sul para llelo medio, nella considerazione che nella val le del Po esistono mo lle attraz ioni · locali, si dovrà determinare con degli apparecchi , eleurici la dif- ·

INTORNO ALl,A CARTOGRAFIA l'rAUANA

329

ferenza di longitudine tra Ginevra e il Moncenisio, tra il 1'loncenisio e Torino, tra. Torino e l\'Iilano, tra l\lilano e Padova. Nacque anche il pensiero che sia utile lo intercalare altre determinazioni per mezzo di segnali a fuoco o col mezzo di escursioni cronometriche; f) sul parallelo Ajaccio-Gargano; le differenze di longitudine tra Ajaccio e l'isola dell'Elba, tra questa e Roma, e tra Roma e il Gargano; g) sul parallelo di Ponza-Brindisi: le differenze di longitudine tra Ponza e Napoli, trn Napoli e Potenza, e tra Polenza e Brindisi. Si decre tò quindi che,la determinazione degli azimut dovesse farsi: ~ ,1° A tutti gli osservatorii astronomici; :2° A tutte le stazioni astronomiche situ ate alle in· tersezioni delle reti geodetiche meridiane con quelle dei paralleli; 3° In tutti quei luoghi ove si · opinasse che una tale determ inazion~ potesse offrire luce sulla natura delle osservazioni locali; 4° In parecchi punti della Calabria e del litorale nord della Sic ilia nel l'i potesi che si abbia ad effettuare H raltacco della Sicilia all'Africa; 5° Ai punti estremi degli archi di meridiano e di parallelo sopraindicati, cioè: Cagliari, Ponza, Brindisi, Capo Passaro, ecc. Riassumendo, si riconobbe che il numero dei punti da .determinarsi astronomicamente sarebbe di circa 60. Sì prescrisse di annodare con la più grande accuratezza gli osservatorii esistenti e le stazioni astronomiche di campagna alle reti geodetiche. I lavori geocleLici si sono continuati in Italia dal 1865 in poi sulle basi indicate dalla Commissione inLernazionale. Quantunque le circostanze non abbiano per. messo di impiegare nEllle osservaz ioni sul terreno e


330

SGUARDO STORICO

nei c_alcoli che u? n~mero piuttosto 1>.istretto di operatori, pur_tuttavia s1 è dato già compimento ad una parte considerevole del programma. L'arco di meridiano tra Capo Passaro e la Dalmazia dell'ampiezza di 6° è stato osservato, calcolato e compensato, e la traversata delì'Adriatico si è fatta in comune ~ogli Auf triaci tra il Gargano e la Dalma.r.ia e· tra, _la Terra ~·qtranto e l' ~lbania. ,. S1 sono m,sur.ate le basi di Napoli, di Catania, del1lmhoccatura ~el Crati, e di Lecce, e nella primavera d~l .'1_87~ f~ misurata una base presso Udine da ufficiali 1tahanr e austriaci, servendosi ognuno del proprio apparato, allo scopo di far la comparazione dei risultati ottenuti e del valore di ciaseun apparato. Il prospetto pubblicatosi alla scala di ·1 a 3 000 000 dh un'idea esatta della triangolazione di ·1° ordine ~seguita nelle province meridionali d'Italia. Dal!' esame di questo grafico si vede che tutta Ia rete meridiana dal Capo Passaro alla Dalmazia fu osservata e sottoposta al calcolo di compensazione. La differenza de' tratti da cu i sono eopet'ti i trian,O'oli indica le difleren.t1 porzioni nelle quali è stata suddivisa Ja rete totale p_er souoporla ai calcoli di compensazione senza che. s1 ah?,a un ·eùcessivo numero di equazioni notmali da risolversi. ,1° Partendo da sud e procedendo verso nord si vede primieramente Ja retedi Sicil ia stendersi dal lato R~nna-'.lfezzog:·egoriofino ai lati SantaCroce-Sant' Ang.elo di Patti, Sant Angelo di Patti-Tre-Fontane. Questa rete comprende 29. triangoli di 30 a 40 chilometri di lato più una catena di 1.2 triangoli appoggiantisi alla base di Catania e che si svilupp:rno per termina.re sul lato di 1° ordine 1llonte-Rossz'-Pe1·1·ière. . In que~to. pri_rno. lavoro ci siamo serviti in parte di 1strumenu r1pet1tor1, Jocchè è stato causa che l'errore •

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33·1 medio abbia .oltrepassato il minuto secondo di due o tte decimi. Li istrumenti dei quali ci siamo serviti per tali operazioni sono: Un teodolite di Gambey, di .'I O pollici, Jd. id. di Reichenbach di 12 id. Id., id. di Gamhey di 8 id. Un istrumento universale di Pistor e l\Iartins, di 1O pollici. Un altro dello stesso, di 8 pollici. I tre primi ripetitori, gli ultimi due reitemt~r_i. Si osserverà che la parte occidentale della S1c1.lia ha ima rei.e di triangoli non sottoposta al cal~olo di c_o111pensazione. È Ja porzione della n~stra tnangolaz1_one çhe venne eseguita tra il ·1862 e 11 ,t 864 appoggiandosi ai lati dell'antica triangolazione napoletana, lo scopo della quale era soltanlo quello di somm inistrare dei da ti per le levate topografiche. Le alte mire scientifiche non entravano ancora per · niente nei lavori eseguiti prima della formazione della Commissione per la misura degli archi terrestri. Codesto lavoro però sarà ripreso assa i presto per assicurargli tutta l'esattezza conveniente, e nel tempo stesso si rattaccherà la Sic ilia all'Africa pel Capo Bon, la quale operazione ha un'importanza che non sfugge a nessuno . 2° Si trova in seguito laJ·ete tra la Sicilia e la Calabria. dai lati Santa C1·oce-Sant' Angelo di Patti, Slint' Angelo cli Patti-1're Pontane, fino ai lati !l~ontea-Serra Ca~ INTORNO ALLA CA!\TOGRAFIA ITALIANA

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stellara, Serra Castellar,i~Cozzo Sordillo, Cozzo Sordillo-Capo Trionto. . . Questa rete presenta 27 triangoli com~res1 nella compensazione generale, e tre ind iper:ident1. L'errore med io di ogni direzione clecloLta dalla compensazione è di OU,815 + 0//045.


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SGUARDO S1'0RICO

Li. istrumenti di cui ci siamo serviti sono: . Teodolite di Gambey di ,1 O poHici istromento ripetitore. . Teodoliti reiteratori di Repsold 10 pollici; Starke ,10 id. Pistor 1 O id. 8 id. Pistor La rete in quistione presenta '·dei lati la cui Jun?hez_za è ~cc~zional_e nelle nostre op~\ azioni: questi sono, 1 lati dei tr1angol1 che annodano l'a Sicilia al contin~,nte attraverso il mare toccando le isole ,Jonie. Jl lato piu lungo è Stromboli-Montea, esso è di '120 chilometri. Ma(grado_ le_ condizioni eccezionali di questa triang?l~~10ne, 1 r1sulta_ti del suo confi·onto con quella di S1c1ha furono assai soddisfacenti. . La triangolazione tra la Calabria e la Sicilia appoO'giata alla. ba~e _de'. Crati è interessan te per vedere l'a~co'.·do ?et. lal! hmllrofi delle due triangolazioni, cioè d,ai latt eh San!a C1·oce-Sant' Angelo, Sant' tingelo-J',re J, on tane. La d_,Jterenz:i tra i logaritmi di questi lati dllti per_ le due . triangolazioni non oltrepassa 72 unità di set~irno ordrne, locchè equivale ad una diflerenza infer10re a 1/60,000 della lunghezza dei lati. ~· La triangolazione tra la Calabria e la Basilicata presenta i dati s~guenti: '.25 lrinngoli compensati; 8 t.riango_li all'infllori della rete compensat_a; 7 Iormat.1 con delle direzioni già compensale e c~e sono fuori del conlorno della rete che qui si con.s1dera. Errore medio. dì ogni direzione 1

0°,376

+ 0,019.

lNTOI\NO ALLA CARTOGI\AFIA ITALIANA 333 !strumenti di cui ci siamo serviti: Pistor, Repsold, Starke di '10 pollici. 4° Rete di Basilicata. Comprende '.25 triangoli compresi nella co mpensazione generale , e 3 triangoli indipendenti. Questa rete parte dai lali della triangolazione tra la Calabria e la Dasilical.a, Giagola-Alp1:, Alpi-Noca1·a, e va a cadere sui !ali della Puglia Biccari-A.scoli, Cerign.ola-'.L'orre Piet1·e. Errore med io di ciascuna direzione

0",485

+

0,025.

!strumenti: Repsolù e Slarke di ·1 O pollici. 5° Rete tra la Puglia e la Da lmazia. Questa si raltacca a quella della J3asilicata mediante i lati summenzionati, e traverso l'Adriatico toccnndo le isole di Tremiti e Lissa va a riannodarsi in Dalmàzia con la rete cwstriaca . Numero dei triangoli formunti sistema nella compensazione 30, più 8 indipendenti: 'Errore medio di ciascuna direz ione 0",683

+ 0",035.

!strumenti: Reichem bach di '12 pollici (ri petitore), Pistor, Starke e Rcpsold di 1O pollici (reiteralori). Le triangolazioni della Puglia e della Basilicata si appoggiano sulla base dì Foggia; esse confinano_colla triangolazione del Grati su i lati Alpi-Bulgaria, AlpìNocara. Ln differenza è di H, unità decirn ali di 7° ordine nei loO'aritrni dei lati limotrnfì, vale a dire che l'errore a o temersi sui lati non oltrepassa il 2.50, OD0 deJla loro lunghezza: risultato molto soddisfacente. 1

010

Ora pensiamo sia di rnollo interesse dir qualche cosa sulla misura delle basi.


334

INTORNO ALLA CARTOG-RAFIA ITALIANA

SGUARDO STORICO

L'apparato di cui ci siamo serviti è stato costmtto da Ertel di Monaco sui princip ii di quello di Bessel. N·on ci fermeremo a far delle considerazioni sul ~etodo di misura di questo illustre scienziato, ma le cifre eh~ seg~1~no faranno certamente apprezzare l'alto grado d1 precisione da noi raggiunto. 1° Base di Catania: lunghezza ,t894 tese con un errore medio di ,t linea 22. I . 2° Base del Crati: lunghezza '1497 tese, erro~e medio 1 lu1ea 984 . I 3° Base di Lecce: lunghezza H\60 tese \, errore medio 1 linea 00. · ' '', 4° Base di Udine. Quesla base di cui il valore defi_nitivo non è stato ancor c:alcolato, è stata, come ab~1a.mo d~tl~ J~iù sopra, misurata nella primavera del ,1813 da umc,ah nostri e austriaci eoi loro rispettivi appar_ati ._, L'accorrlo tra l'andata e il ritorno della mis~ra 1ta_l!ana _ha oltrepassato tutto ciò che si era in d1ritlo d1 desiderare, ed un accordo quasi assoluto è sta.t?. constatato tra i risultati austriaci e gli italiani. _E fac ile comprendere l'utilità di questo confronto di ~1su~·a e le conseg~enze c~e si possono dedurre per 11 parag~ne_ della. trrangolazwn:e dei due Stati e pei ragguagli nspeltivi di misura. Qui .cadrebbe in acconcio di parlare dei risultati o_tte·nut1 nelle op_erazioni dì li vellazione geodetica di cui si__tenne proposito nella Conferenza del 1864 e citati piu sopra. Ma questa categoria di operazioni ha ricevuto_ u~a n~o.va _direzione, dopo che per ini'ziativa d_egl1 sc1enz1at1 sv17;zeri, signori Hirsch e Plantamour· si r1co~o?be l'importanza delle livellazioni geometrich~ di prec1s1 one. L'Italia conta di imprendere all'uopo dei lavori che la meuano, pe;: q_u~n~o è possibi le, al corrente coi paesi che presero I tnlZlatlva di tali operazioni. 1

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Earemo ancora osservare che la rete uigonometrica ·sul parallelo Brindisi-Ponza è quasi interamente osservata e presto sarà anche calcolata; che cinque stazioni .astronomiche sono state compiute, per la determinazione d1;lle latitudini e degli azimut, cioè quelle di Napoli, Monte Mario, Termoli, Lecce e Potenza, ohe si sono determina te telegraficél mente le differenze di longitudine tra Palermo, Napoli e Roma, tra Milano, il 8ernpione e Neuchàtel, tra Milano, Padova, Vienna e Monaco, e si stanno compiendo tra ~Iilano, Padova, Genova e Napoli. Tutti i lavori geodetici ed astronomici fatti allo scopo ,di misurare archi terrestri formeranno l'oggetto di pubblicazioni , scie ntifiche. E sono in corso di pubblicazione parecchie relazioni concernenti la nostra misura di basi e le determinazioni delle differenze di longitudine di Milano, del Sempione e di Neuchàtel. Quella delle osservazioni di latitudini di azimut a Lecce lo è di già. Già per cura dell'osservatorio di Napoli sono stati resi di pubblica ragione i risultati circa le operazioni analoghe fatte tra gli osservalorii dì Roma, Napoli e Palermo. Nel tempo stesso che si operava ad eseguire la gran rete per la misura del grado europeù, si attivarono i lavori per determinare delle reti trigonometriche, allo scopo di fornire le basi necessarie ai mappatori . Si prescrisse di determinare un punto trigonometrico per ogni 25 chilometri quadrati. I lavori geodetici continuano tuttora e continueranno ancora per alcuni anni, di concerto colle operazioni astronomiche per la misura dei gradi in Europa, e i risultati non potranno esser che splendidi. vista la precisione ,con cui sono proceduti sino a questo momento. Nella corrente campagna geodetica ( 1875} si fanno 1


336

SGUARDO STORICO

INTORNO ALLA CARTOGRAFIA ITALIANA

operazioni sull'Apennino toscano e ligure, e si stanno, eseguendo varie stazioni astronomiche inerenli alla misura dei gradi nella med ia e bassa Italia.

gonol'ltalia». Per il 5° foglio si trasse partito dalla carta dell'isola di Sardegna del generale Alberto La 1\farmora, e per il 6° si foce una riduzione della corrispondente parte della carta austriaca all'86,400. Fnrono preventivamente introdotte sui rami e sulle riduzioni le principali varianÌi riscontrate nella topografia e nel sistema stradale e idraulico dei paesi rappresentati.

CAPO IL

Lavori topogmfici e carte pt1,bbli'cate. /

I Fu gran ventura per la topografia e la caho()'rafia nazionale che l'Italia si un ificasse. 11 corpo dello°stalo mag·giore italiano r itirò a sè tutti gli elementi topogr~fici sparsi negli uffici dei diversi St<1ti d'Italia, soppnmendoli tutti, salvo quello di Napoli che venne conservato come una sezione dell'uflìcio superiore e quindi dell'ullicio Lecnieo del corpo di stato maO'o-iore· perché, in possesso di una specola, di buonT\slr~menti geodetic i, di valenti opernto1·i e di artis ti; souo uri cielo tanto prop izio alle osservazioni, poteva recare come difatti ha recato, utile e decoro alla scienza ed all'arte . Questo è il periodo della cartografia veramente italiana, nazionale. Subito dopo le prime annession i nel ,1859 il Governo seml il bisogno di avere una carta generale di tuUe· le province dell'alta. e media Italia recentemente annesse . .E siccome il tempo stringeva si pensò di approfittare dei materiali già esistenti per comporla al più presto. Ke scaturì per·eiò la conosciuta carta cororrrafica alla scala di ·1/600,000 dell'Italia superior'e e :entrale in 6 fogli incisi su rame, ultimata nel ,t864. Per i primi quattro fogli servirono i rami de lla carta corografica delle Alpi annessa all'opera « Le Alpi clìe cin-

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Più sopra abbiamo riferito come, dopo avvenuta l'annessione di Napoli e Sicilia, fosse di suprema necessità il dotare al più presto possibile l'esercito, le amministrazioni, e il pubblico di una carta delle province meridionali d'Italia e della Sicilia. Non si poteva in verun.modo attendere la ultimazione della bellissima carta napoletana alla scala di 1/80,000 che si stava incidendo su rame nell'Officio topografico di Napoli; - e quelle esistenti del Rizzi-Zannoni e dell'isola di Sicilia (compilata quest'ultima sui lavori del capitano Smyth della regia marina britannica) erano troppo antiquate e posavano su elementi geodetici piuttosto inesatti, quantunque per esecuzione artistica potessero dirsi ammirabili per i tempi in cui vennero pubblicate. Poco dopo il principio aclunque dei lavori geodetici di cui abbiamo fatto parola nel capo antecedente, i mappatori si misero all"opera in Sicilia per levare di pianta ìl terreno. La scala prescelta fu q~ell~ di 11/?o,.ooo_, ardita innovazione che però nel fatto riusci bemss1mo. Le levate vennero eseguite con tavolette e diottre perfez ionate che nulla lasciavano a desiderare. Tutti i punti grafici dei nostri lavori di camyagna furono determinati da intersezioni o dalla stadia e vennero quotizzati, la quale operazione ha reso molto facile il tracciare con tutta precisione e naturalezza le curve di li vello all'equidistanza prestabilita di 40 metri. Arrn? xx, VoL. m.

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.. 338 SGUARDO STORICO Le levate dell'isola di Sicilia cominciate nel 186~ ebbero termine nel 1868 Si poteva senz'altro procedere alla riproduzione delle minute di campagna copiate in netto in ufficio. Queste infatti furono riprodotte mediante la fo tografia e l'eliotipia, e divennero preziose per chi se ne fosse dovuto servire. Esse realmente presentavano il ritratto esatto del terreno, e gl'ingegneri e gli uomini tecniçi vi trovarono i necessari elementi per un primo prbgelto. Il bisogno di Stato e il progresso incessante rapido, d'ogni umano scibile sono gli ispiratori del genio scientifico, artistico e meccanico. E veramente alle esigenze del!' epoca e del paese, colle quali e per le quali viveva, s'ispirò il colonnello di stato maggiore Avet, scuoprendo dietro profonde e con li nue e] urubrazioni uno stupendo p!'ocesso di riproduzione - la /otoincisi"one. Si volle immediatamente presentare al mondo scientifico un saggio in grande di un tale processo di riproduzione, e la carta della Sicilia fu riprodolla nel breve periodo ùi due anni riducendola alla scala di 1 /'I 00,000 in 48 fogli e desumendola dagli originali al 50,000 copiati in nello. Il commercio ne è già in possesso fino dal 1871 . Non élppena si ebbero ultimati i lavori topografici dell'Isola che si passò alla levata delle province napoletane alla stessa scala del 50,000 con istruzioni ancor più accural:e ai mappatori, e perciò con perfezionamento sempre crescente e Lale da non aver più bisogno della copiatura in netto delle minute di campagna per la successiva riproduzione con mezzi spe ditivi, risultato eminentemente pratico, e che mette a disposizioue del pubblico i lavori topografici poche settimane dopo ultimati i rilievi in campagna.

339 dapp_rima le. spese Ma 1~ .seguito un sens1b1lmente. processo perfeziotenente colonnello

INTORNO ALLA CARTOGRAFIA ITALIANA

La fotografia e l'eliotipia fecero di questa immediata riprodu_zi~ne: nuovo e bel ri trovato la m1ghoro Vogliamo dire della fotolitografia, nato , insegnalo e introdotto dal Castelli del genio militare. La fotografia ~ripercossa sul rame e incisa in esso mediante un procedimento chimico-meccanico, che è un secrreLo dell'inventore, ci fornisce delle magnifiche o

incisioni. La fotografia invece riportala sulla pietra o sul zinco ci somministra il modo di riprodurre in brevissimo tempo qualunque disegno. Oggi si consegna un lavoro originale per essere fotoinciso e dopo un mese il foglio può essere dato al commercio e gareggia colle più belle in cisioni su rame. La fotolitocrrafia è ancor più rapida e somministra al pari della° zincografia al pubblico i disegni riprodotti, dopo due o tre giorni, e sono buom abbastanza per gli usi di guerra e per gli uomini tecnici. I lavori topografici sul terreno nelle province meridionali d'llalia saranno ultimati nel corrente anno. La carta composta da tali levate consta di 174 fogli (34-8 mezzi fogli). l<ino ad oggi sone stati ri~rodoll~ colla fo tolitocrrafia e colla fo tozincografia tutti quelli o . eseguiti in campagna a tutto l'ann? 1874. Le minute di campagna, che verranno terrmnale nel corrente anno, saranno riprodotte e poste in commercio nella primavera del veniente anno 4876. Intanto il Governo pensa già di estendere le levate di campagna alle altre province del regno per ollenere una carta, a grande , scala, completa, uniforme, det~


3,i.0

341

SGUARDO STORICO

ll;\TORNO ALLA CARTOGRAFIA ITALJAI'iA

tagliata e recente di tutta Italia. Ma per ora onde utilizzare la carta del Piemonte in 9•1 fogli, che è costruita sulla stessa scala di 1/50,000 - essendo essa per qualche lato pregevole, e sopratutto la sola esistente a grande scala - si è dato mano alla correzione delle pietre, ·eseguendola dietro accw·ate riconoscenze locali COl}:l_piLe da ufficiali addetti all'Istituto topografico militare. Fino a questo giorno i fogli corretti sono 27. Anche la carta corografica dell'Italia superiore e centrale al 600,000 è in corso di correzione, e due a quest'ora sono i fogli rett.ificati.

scala di 1/103,680 costituenti una carta delle provincie napolelane messa insieme tra il 1821 e il 182i- durante l'occupazione austriaca, furono copiati al 125,000 in·trodùcendovi tutte le . correzioni al sistema stradale e idrpgrafico, e rappresentandovi la montagna col tratteggio a luce zenitale. Questi disegni in netto al 125,000 furono successivamente fotoincisi al 250,000 (gli ultimi 7 fogli nella primavera ciel corrente anno) e produssero una buona e bella carta sotto varii aspetti. Cosl le province meridionali d'Italia, le più povere in carte moderne, divennero a un tratto le più ricche ed avanzate mercé la solerzia dello stato maggiore e l'operosità dell'Istituto topografico. L'istituto eseguì inollre parecchie carte in grande scala (al o,000,)110,000) per uso del gioco di guerra e procedette ad una 3" edizione, intieramente rifusa, dell'Itinerario del regno, corredandolo di una carta d'Italia cromolitografata in 6 fogli alla scala di 1i1,000,000.

Qui cade in acconcio di accennare al notevole cambiamento avvenuto nell'organismo dell'ufficio tecnico che funzionò come parte integrante del corpo di stato maggiore fino al termine dell'anno 1872. Il considerevole svil uppo dei lavori geodetici e topografici persuase il Governo a distaccare !'ufficio tecnico dal corpo di stato maggiore e trasformarlo radicalmente sotto la denominazione di Istituto topografico mUitare con indipendenza d'azione e con bilancio proprio. L'istituto principiò a funzionare il 1° gennaio 4873. Tutti i lavori in corso già suenunciati progrediscono alacremente sotto 1a. direzione novellélmente costituita con attribuzioni più late e meno impacciate. Oltre i suddetti lavori, l'Istituto procedette alla levata dei dintorni di Firenze e Roma e di altre locali tà speciali, alle scale del 2fi,OOO e del ·10,000 ripl'od.otti successivamente colla fotolitografia e colla cromolitografia, e sopratutto al disegno e alla riproduzione, col procedim ento di fotoincisione Avct, di una carta corografica in 25 fogli delle province napoletane alla scala di 1/250,000, desumendola da elementi austriaéi trovati nell'Officio topografico di Napoli. Questi elementi alla

Tutti codesti lavori interessanti e di lunga lena furono tramezzati nel loro corso dalla riproduzione di un numero grande di carte per uso delle esercitazioni campali nel 1873, 7,i. e 75, e da molti àltri lavori che troppo lungo sarebbe lo enumerare. Ua la mente e gli studi della direzione e del suo personale scientifico ed artistico si volsero ad [opera ben più grandiosa, duratura e definitiva. Vogliamo accennare ad una carta generale di tutLa Italia alla scala di 1/rn0,000, che fosse l'ultimo portato della scienza della costruzione delle carte e dell'arte topografica . La proposta fu presentata alla Camera per ottenerne i fondi e fu votata. La nuova carta consterà di 287 fogli della ·dimensione di om,u pér om,37, e sarà costrutta in


342_ S~UARDO STORICO INTORNO ALLA CA_RTOGRAFJA ITALI ANA p~oiezl()n~ naturale e _basata sopra la nuova ed accurata :~,a~g0Iaz1one geodetica, risultato delle grandi opera001 del grado europeo. La topografia sarà . desunta dalle t~vole~te. di _campagna messe al corrente delle più recenti variaJ:IOOI planimetriche. Questa carta, i cui primi fogli sono già in lavoro farà certa~ente onore all'arte cartografica in Italia, si; per es~cu?one che per accuratezza di dettagli e bel-lezza d1 riproduzione. Firenze, luglio ~ 875.

NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLERIA E

1

SUL SUO IMPIEGO UNITAMENTE ALL'ARTIGLIERIA < >

....

-..

Il.

_

Lasciando da parte le questioni che si riferiscono alla tattica parti colare del la cavalleria sul campo_ di battaglia, questioni circa le quali dichiariamo la nostra incompetenza, esamineremo il riparto di quest'arma negli eserciti e ne -vedremo brevemente gli uffici. I reggimenti di cavalleria devono fornire gli squadroni alle divisioni, ed il resto viene riunito in grandi corpi sotto la dipendenza dei comandanti d'armata e servono pei servizi d'esplorazione, pei grandi movimenti aggiranti e per gl'i nseguimenti . Alcuni tattici sono contrarii alla cavalleria divisio- · nale; dessi vo rre bbero che tutta fosse riunita in grandi corpi e che le divisioni fossero composte di sola fanteria ed artiglieria. Le divisioni composte delle tre armi fecero ognora buona prova dai tempi di Napoleone, dai primordi cioè della loro creazione fino ai nostri giorni, e noi crediamo che uno degli errori commessi dai Francesi' uell'ultìma guerra sia appunto quellò di avere avuto le divisioni senza cavalleria. La cavalleria divisionale prc,tegge, sebbene entro una ~erchia limitata , la divisione cui è addetta, l'asseconda (~) Continui zio ne e fine v. dispensa precedente.


34.i. NOTE RACCOLTE SUI,LA CAVALLERIA ne' suoi mo:imenti e, se è brava ed attenta, pu ò ott~nere molti successi parziali, poichè se d'or innanzi s1 ~resente1~an~o più :lifficilmente i mo menti oppor- ' t~m per ~gire m grandi masse di cavalleria su.I campo d1 ba~ta~ha, s~r.anno assai più frequenti per contro le occas1~m prop1i1e all'azione di pochi squadl'Oni. « Ma, « ~l dire del Brandt, essa deve essere dappertutto ed « m nessun luogo, deve scaturire dalla terra ». La cavalleria divisionale deve cercare di ottenere dei vantaggi dovunque essa veda di poter caricare con buon esito ed a qualunque momento dell' azione; al s,uo ~omandante, .Pi.ù che a. qualunqu e capo in sott ordme, spetta d1 far eseguire, sotto la sua assoluta responsabilità, agli squadroni quei movimenti che crederà più opportuni. Sonvi al?uni tallici, tra cui il Lewal, i quali credono che le cariche di. cavalleria sul campo di battao-Jia non . ., o s1 possano ormai pm eseguire in vista del formidabile effetto dei fucili rigati, e vorrebbero che desse fossero abolite, restringendo il servizio della cavalleria a quello di esplorazione. . Fortunatamente però, coloro· che professano simili idee non le vedranno trionfare perchè anche nelle guerre d'??gidì: .come prima e forse più di prima , potrà ver1ficars1 11 caso di vedere la fanteria demoralizzata ed i? disordine dal fuoco nemico, e per completarne la disfatta, l'unica arma adatta per eccellenza è senza dubbio la cavalleria. La tattica della cavalleria divisionale è nei suoi principii, q~ell~ di prima; tranne che sarà ~iù· difficile la, su~ apphcaz,?ne, ~oichè, ad ottenere il completo effetto della canea, bisogna prima saper manovrare al coperto dal nemico per poscia caricarlo colla massima velocità. . . Come pure più difficile sarà il còrnpito del suo co-

3{5 mandante poichè dovrà con attenzione seguire lo svol·gimento della battaglia, scrutare i movimenti del ne:mico e cercare perfino d'indovinarli. ,Dovrà postarsi in modo da poter abbracciare. co~l~ so-uardo il terreno circostante per vedere dove 1 suoi s~u_adroni potranno essere impegnati e .riportare dei vantaggi. Dovrà essere l'uomo della dec1s1one e delle risoluzioni energiche. « Affaticarsi per cercare delle « combinazioni ino-egnose, star perplesso fra due mo0 « dalità d'attacco, non as,surnersi la responsabilità di « lanciar le sue truppe avanti, domandare ad ogni « tratto informazioni, inviare uno squadrone per ta« stare il nemico, poi mandarne un altro in sostegno, « portarsi ora a destra, ora a sinist.ra per poi rest~re << semplice spettatore del combattimento, vuo! du:e ~< non esser degno di comandare la cavalleria d1« v·isionale (4) ». E quanti esempi, pur troppo, registra la storia in cui le sconfitte furono dovute all'indecisione dei comandanti di cavalleria I Come per contro, quante volte gli .squadropi, lanciati a proposito, convertirono le probabili sconfitte in altrettante vittorie! Se Kellermann non avesse lanciato a tempo i suoi 400 cavalieri sul fianco sinistro degli Austriaci a Marengo, si sarebbe forse compromesso l'esito della battaglia, malgrado l'arrivo di Desaix. . . ., « ~e la carica avesse avuto luogo tre 'minuti pm « tardi, dice il Marmont (2), i pezzi francesi (la famosa « batteria di ,18 cannoni che avea stabilita Marmont .« stesso) sarebbero stati presi od almeno ritirati. « Kellermann era posto agli ordini di Desaix coll'.istru-<< zione di seguire i movimenti delle truppe e di caE ,3UL SUO IMPIEGO UNITAMENTE ALL' ARTIGLIERlA

( ~) FoaMANOm. -

(2) MAnMONT. -

Étude sur la tactique de la cavalerie. .111émoires.


346, NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLERIA « ricare, quando avrebbe visto il nemico in disordine e « propizia l'occasione. <~ Da abile uomo di guerra riconobbe l'urgenza delJe « circostanze, perché eseguì la sua risoluzione con un « vigore incomparabile quando vide che il disordine « comi_nciava da no.i e non dalla parte del nemico». Fra 1 ~olti esempi che ci fornisce la storia abbiamo voluto d1 pr~ferenz_a citare codesto di Kellermann, perchè da esso chiaro s1 vede come sia necessario talvolta alla_cavalleria divisionale lo slanciarsi su truppe, anche or~mate, per sostenere ed incoraggiare la propria fan!eria, purchè però si scelga il momento opportuno, 11 quale nelle guerre d'oggidì non può essere che quello · della sorpresa . ll capitano francese, colla sua brillante carica rinv!gorì_ l'azione dei suoi e contribuì potentement; alla v1ttor1a. Da quanto . sopra si disse puossi arguire che, nelle guerre avvemre, la cavaller.ia divisionale avrà ancora largo campo alla sua azione, Ja quale però, se deve. sortire un esito fortunato, deve essere preparata con .a cconce manovre ed al coperto dalla visra del nemico·. _Essa _non dovrà mai caricare una fanteria intatta altr1men~1 che per sorpresa, ed i fatti di Rézonville, Sedan ed altri ne fanno fede. Ogni qualvolta le cavallerie, sia franc~se. che ted~sca, tentarono un attacco contro la· fan t~r1_a 1ntttt1.a, s1 tro_varono sempre a mal partito; si ando mcontro a1 un rnu_tde sagrifìcio di sangue senza tampoco poter nalz~re Il coraggio delle altre truppe! ~JSog~a che le circostanze siano favorevoli e che la c~r1c_a sia preventivamente preparata dal fuoco di fu-cilena ed artiglieria. Cre?iamo che sarebbe impossibile il dare alla ca-vall~ria norme precise _circa al suo modo di comportarsi contro la fanteria o l'artiglieria. Tutto dipende dal

E SUL SUO IMPIEGO UNITAMENTE ALL'ARTIGLIERIA

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colpo d'occhio e dall'audacia del suo comandante. « Non « mancano mai occasioni di agire, dice il maresciallo « Saint-Cyr; si tratta solo di prevederle e cogliere il « momento; e quel che è più, carica.re a fondo» e talora senza aver riguardo alla formazione in cui si trova lo squadrone. E poichè siamo sul discorso della carica, diciamo una parola intorno ad una proposta d-i~ lcuni ufficiali, proposi.a che ci venne fatto di leggere sù qualche periodico militare. Si vorrebbe, ora che la cavalleria è armata con armi da fuoco, che prima della carica si facesse una s_alva colla carabina contro al nemico. Altri poi vorrebbero che, 100 passi prima di giungere all'urto, si facesse una scarica colla pistola a rotazione, ed un'altra successiva a 50 passi. Sebbene tal modo d'azione sia riuscito alcune rarissime volte in alcuni fatti di guerra del primo Impero ed ultimamente io Arperica, pure deve ritenersi come eccezione.. _ Adottandolo si verrebbe ad im mobi lizzare la cavalleria,' a ridurla fanteria a cavallo; essa sul campo non deve conoscere che un solo modo d'azione, l'offensiva; agire coll'urto dovuto più alla velocità. che alla massa,

III. I grandi corpi di cavalleria possono venire impiegati: · 1° Lungi dal campo di battaglia; 2° Sul campo di battaglia. Colla tattica moderna, dei due su espressi impieghi il primo è certamente il più importante ed è quello di cui maggiormente si occupano gli scrittori militari .


'348 NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLERIA L' _ufficio principale dei gr{lndi corpi di cavalleria lungi dal campo è quello di vedere e non lasciar vedere, giusta l'espressione dello Scherff (1) . Codesto còmpito venne nella guerra del 4870-71 eseguilo dalla cavalleria tedesca con un' audacia ed un'intelligenza senza pari, ma sarebbe errore il credere che i Tedeschi abbiano introdotto nella guerra un nuovo elemento. Durante le guerre del primo Impero abbiam sempre veduto alla testa degli eserciti, forti divisioni di cavalleria percorrere grandi tratti di terreno, sia per ri.conoscere il nemico, sia per nascondergli le proprie mosse. Ognuno ricorda ad esempio che ~iurat e Bessières -erano i condottieri delle divisioni di cavalleria napo~ · leoniche; ognuno ricorda i grandi servizi resi dai Cosacchi nella campagna ùi Russia, come pure tutti sanno .che Napoleone, convinto della necessità dei (rrandi c_o rpi di cavalleria , era andato fino alla es;,g~raz10ne, creandone dei corpi d'armata, i quali gli furono poi più di danno che di vantaggio in causa. delle enormi difficoltà di vetlovagliamento incontrate . Prima aneora dell'ultima campagna del 11870-7,1, molti autori, dopo il cattivo impiego della cavalleria nel 4866, avevano fatto sentire il bisogno di spingere avanti molla cavalleria, per sorvegliare, contenere l'inimico ed alcune volte obbl igarlo ad agire a seconda dei propri disegni. Senza una buona, numerosa e ben diretta cavalleria l'armata sarebbe ognora indecisa nelle sue mar ce, lenta nello avanzarsi perchè deve, entro un raggio relativamente ristretto, circondarsi di precauzioni per guardarsi dalle sorprese. (~) SceERFF. -

Studi szilla tattica della fanteria, vpl. 3°.

349 NeH866 la cavalleria prussiana, in un coll'artiglieria, era ognora confinata in fondo delle colonne . Questo errore deve ascriversi più al convincimento che era entrato nei capi della grandissima efficacia del fucile a retrocarica, che a difetto d' organamento o d'istruzione delle divisioni di cavalleria. I Tedeschi per i primi riconobbero questo loro sbagl!o; malgrado le pubblicazioni di c~loro che, magnificando il fucile Dreyse ed i slioi miracoli, cercavano di gettare in basso la ca,.valleria, vediamo quella nazione mutar completame.nte sistema, ritornare al principio delle guerre antiche, cambiandone però ~a mo?alità d' a:zione. E qui sta appunto il vero mento dei Tedescln . Essi facevano coprire ad una grande distanza, per mezzo di una brigala di cavalleria, la marcia dei loro corpi d'esercito. Il loro modo d'irradiamento riuscì perfettamente e, grazie ad esso, non furono mai sorpresi e raramente· ingannati . Si riconobbe però che il sistema d'azione usato noµ andava seevro d'incon:venienti, i quali erano principalmente dovuti all'imperfetto armamento dei cavalieri ed alla poca unità di direzione delle diverse brigate; se desso riuscì, lo si deve in gran parte all'assoluta mancanza di cavalleria nemica in perlustrazione. Se poniamo mente difatti alla trasformazione che subisce in questo momento· Ja cavalleria germanica, sia dal lato dell'armamento, che da quello dell'ordinamento, noi possiamo dedurne che, in una campagna avvenire, non saranno più le brigate che coprirann~ le teste delle armate, .ma bensì le divisioni; non v1 saranno più impiegati i lancieri, ma bensì i cavalleggieri, armati di una potente carabina. Le batterie a cavallo saranno fisse alle divisioni, e la loro proporzione sarà aumentata, se stiamo almeno ~ quanto colà. si scrive e se si prendano per base delleE SUL SUO IMPIEGO UNITAYENTE ALL'ARTIGLIERIA


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NOTE . RACCOLTE SULLA CAVALLERIA

nostre induzioni le grandi manovre di cavalleria ultimamente eseguitesi. I criteri di tale trasformazione ed i metodi di esplorazione, quali ci vengono delineati dallo Scherff ere• diamo valga la spesa di brevemente riassumerli, 'tanto . più ~he ci torneranno utili nel seguito di questo scritto. Glt scopi principali dell'esplorazione tattica sono, come si disse più sopra, quelli di riconoscere il nemico cercandone il contatto, e di nascondergli le mosse delle proprie truppe. È evidente che quanto maggiore sarà l'esplorazione frontale, tanto maggiori saranno le informazioni che si potranno assumere, e che, quanto mao-o-iore sarà la profondità del corpo esplorante, tanto ma~~iormente sarà ?onservato i_l segreto delle mosse del proprio esercito. È pure cosa che non può mettersi in dubbio, essere conveniente che il corpo d'esplorllzione abbia una direzione unica ·e di tale estensione, che i movimenti da eseguirsi possano in breve tempo esser messi in esecuzione specialmente alle ali, tanto più poi che colla odierna tattica è sempre preferibile, trattandosi di combattere, il combauimento per ala. Viene generalmente ammesso che J'e's tensione di tale fronte debba oscillare tra i 40 ed i 50 chilometri. Ciò posto, dato questo fronte, la cavalleria dovrà irradiarlo con piccole frazioni di truppa ed avanzarsi raP!damente fino all'incontro del nemico, il quale sarà s1curnmente rappresentato da frazioni di cavalleria. Se gli squadroni si ari·estassero a quel punto, l'atto esplorativo andrebbe fallito; sarà quindi necessario venire ad una serie di combattimenti per avanzarsi al di là di questa prima linea per poi riconoscere. Se supponiamo i due partiti opposti di pari abilità, avrà la preponderanza quello che potrà mettere in azione

E SUL SUO lMPIEGO UNITAMENTE ALL'ARTIGLIERIA

35,1

una forza numerica maggiore o di maggiore efficacia sopra i punti pili convenienti; sarà perciò indispensabile che le truppe del fronte siano seguite a breve distanza da un forte sostegno che si porti in linea all'incontro col nemico . Ma se tra questo sostegno e le avanguardie non vi fossero altre truppe di cavalleria, allora l'altro scopo, queUo cioè di coprire, non sarebbe raggiunto, poichè, nel caso di disfatta, l'avversario avrebbe libero completamente il passo fino alle nostre tes te di colonna. Al doppio fine di riempire codesto vuoto, i·endendo così completa la sicurezz/ dell'annata, e di appoggiare fortemente le due linee più avanzale, converrà scaglionare altre truppe di cavalleria poste a distanze tali da poter accorrere prontarriente in aiuto delle linee impegnate co l nemico, e di fo rza tale cla poter avere qualche probabilità di vittoria, od almeno da resistere per qualche tempo, anche con semplici .combattimenti dimostrativi allo spiegamento delle forze avversarie, finché l'esercito in marcia abbia tempo di ·riunirsi e spiegarsi. Rvidentemente codeste operazioni richiedono un'unità tattica assai superiore alla brigata, e pare che per ottenere i suaccennati scopi, la forza più adatta sia quella di una divisione a tre brigate composte di due reggimenti ciascuna e così disposte: In prima linea, un reggimento con un altro in sostegno; . In seconda linea., un'altra brigata; ed in terza linea la terza brigata, e queste allo scopo « non solo di. ese« guire delle dimostrazioni, ma anche per la decisione << d'un combattimento necessario là dove si urtasse « col nemico ». Abbiamo veduto pi ù sopra che ad ogni divisione di cavalleria si vogliono assegnare alcune batterie allo scopo di rendere più efficace l'azione esplorante.


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352 NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLERIA I~ concorso offensivo dell'artiglieria accelera l'esplo- · raz10ne e ~eri:nett~ alla cavalleria di avanzarsi superando tanti p1ccoh ostacoJi che forse non sarebbero cosi prest~ rim?ssi s~ ~i dovesse venire ad ogni tratto a combattimenti parziali di pattuglia . P~esentan~o in linea a.l cuni cannoni, si obbliga il nem1r;o ~ sp!egare_ più sollecitamente le proprie forze, e cosi s1 ottiene pm presto lo scopo. Inollre il tuonare del cannone serve per affrettare la marcia della seconda e ter7:a ~ine~ e per fissare con prestezza e precisione ~a~g10r1, d1 quanto lo possano fare i messi spediti. 11 slto dell'attacco. ' E son questi i motivi per cui viene ad ogni sinO'ola 0 bripata :fissata una batteria a cavallo. E necessario che tali batterie siano organizzate diversamente dalle altre di battaglia, perchè nel loro modo d'aziomi devono essenzialmente diversificare. Nelle batterie di battaglia l' eflìcacia del fuoco deve preponderare sulla mobilità; in quelle a cavallo per contro,_ questa deve superare quella; le ,batterie di battaglia devono pesare, quelle a cavallo osare. O~vono . a vere !a stessa mobilità della cavalleria per non mcaglrnrne l'mdipendenza d'azione e trovarsi OO'nora pronte ~l comb~ttim~nto; d~vono più osare_che p~sare perchè m massima 11 loro fuoco non deve essere decisivo, ma bensì semplicemente dimostrativo. , Vedremo in seguito come si possa col nostro materia!e ottenere la mobilità voluta per tali batterie; passiamo ora a gittare uno sguardo sull'azione della cavalleria fo grandi corpi sul campo di battaglia. . Allo_rchè la. ma~sa esplorante ha consegnato, per così d.11:e, il. nemico m mano alle divisioni di fanteria, deve nt1rars1, a seconda delle circostanze, in direzione di una o due ali nemiche per tentare degli attacchi di fianco colla cooperazione delle batlerie divisionali le-

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353 quali alla lor volta, se il possono, devono proteggere la ritirata od il movlmento di fianco . Sarebbe un errore il credere che, dopo l'introduzione nei moderni eserciti dell'elemento fuoco spinto al massimo grado, la c,a vallcria in massa oon possa più agire, e che il còn;1piLo della cavalleria sul campo si restrirwa a quello del\i:J. divisionale; nello sLesso modo che è er~ore il suppo~re che la fanteria non possa più veni.re all'attacco alla /baionetta. La taLtica odierna allunga di più che per lo passato il tempo dell'azione del fuoco, ma non esclude l'attacco all'a rma bianca, e la stessa tattica accorcia più di prima il moniento opportuno a ll'azione della massa di cavalleria. Coll'azione dissolvente del fuoco di fanteria ed artiglieria avverranno frequenti i casi di dis?rdi~e nelle file. nemiche ed è in Lalr casi che deve esercllars1 la potenza oflensiva della cavalleria sia divisionale od in massa. I contrattacchi alle ali, i grandi movimenti aggiranti saranno missioni che alla cavalleria sola generalmente sarà dato di poter eseguire . Le recenti guerre hanno messo in chiara luce due assiomi che sono: ,i° Che la cavalleria non piiò avere prohabilità di successo contro una fanteria solida ed intatta e che quindi non deve pensare nemmeno di attaccarla; '2° Che i combattimenti di cavalleria sono ancora possibili, purchè si riuniscano sotLo una direzione 'unica gli squadroni e non si vada all'a~ta~co alla spicciolata: Chissà quanti ammaestramenll s1 sarebbero potuti ricavare nelle gigantesche lotte di cavalleria del 16 aO'osto ,t 870, se quei valorosi squadroni che si precipit:rontì gli uni contro gli altri fossero stati guidati da un capo che avesse avuto una sola scintilla del . genio di Seydlitz I ANNO xx, Vor.. m. E SUL SUO HIPIEGO UNITA'llENTE ALL AllTIGLIEnIA


354

NOTE RACCOLTE SULLA CAVAf, LERIA

Che avvenne invece? esclama. ìl Formanoir; cnriche brillanti, in cui il sacrificio del sangue versato da quei prodi non compensò nbbnr-tanza il successo ouenuto! Se una cavall eria in massa adunque si presrnterà in avvenire all'allacco di una fo.nteria od artiglierin, ancora non sufficientemente disorclinatn dal fuoco, l'attacco andrù fallico . Ma se il comandante gli squadroni ha il colpo d'occhio di sapere cogli ere il momento opportuno e gittarsi colla sua imponente massa sul nemico in disol'dine , allora è certo di poter mietere allori e coprirsi. di glol'ia. L'azione per conseguenza della cavalleria in massa dovrà dipendere dal suo comandante; il sapr.rla maIJovrare e lo slanciarla a tempo alla carica, esigono nel suo condottiero delle qualità eminenti. Per quanto buona sia una cavalleria, ben istruita cd audace, se venga cond otta da un capo debole, irresoluto e senzo. colpo d'ocehio, non po trù mni riuscire vincitrice; sarebbe, dice benissimo il Formanoir com e affidare la clava d'Ercole alle m;;ini d'un bambino.' IV .

Le staccate riflessioni che siamo venuti fino ad ora scrivend o sulla cavalleria, furono falle partendo dal punto di vi.sta genera le. Si. accennarono per sommi capi le quisLioni pendenti relative al suo armamento e riparto negli eserciti; ma della nostra cavalleria non trattassi che incidentalmente allorché parlammo dell'armamento. In questa parte del noslt'O scritto tenteremo di ar..cennare brevemente in qual modo possa svolgers i la

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sua azione avuto riguardo alle sue speciali condizioni ed al nostro probabile teatro cli guerra; e vedremo come per essa, al pari di qualunque altra, e forse più, sia necessario il concorso dell'elemen~o del fuoeo. Sebbene le nostre condizioni spe_ciali di terreno ci permettano di avere una cavalleria meno numerosa, proporzionatamente a quelle delle altre potenze, tuttavia la sua attuale proporzione colle altre armi è troppo piccola e sollanto a forza di ripieghi sarà forse al caso di potere adempiere meno male ai mollrplici suoi mandati. .Koi però la coosidererem9 qu1:1le c~essa è, e non quale dovrebbe essere, e supporremo che gli squadroni siano, all' entrar?, in campagna, completi i~1 uomini e cavalli. Ognuno dei corpi d'esereiLo che compongono la nostra forza di prima linea ha ,J brigata cli cavalleria di 2 reggimenti a 6 squadroni eiascuno. Di questi •12 squaçlroni, 4. sono destinati al servizio di cavalleria divisionale, 2 per divisionc,.e gli allri A vengono riunili in una brigata a 2 reggirnenti a 4 squadroni e fanno parte delle truppe supplettive di corpo d'esercito unitamente ad ·1 reggimento bersaglieri, ,i. batterie di battaglia ed 1 distaccament.o del genio. Due soli qu ìnòi. sarebbero gli squadroni costituenti la cavalleria divisionale; tale proporzione, visle le poco flor ide nostre condizioni finanziarie e la scarsità in cui versiamo di risorse equine, è generalmente ritenuta suflìciente, tanto più clic molti tattici, anche stranieri ed apparten enti a potenze mili.tari ricehe in cavalli, ritengono che alla divisione di fanteria debbasi in massima assegnare come macoùnwn .i e come ;m-inimum 2 squadroni (•I). (1) Nel caso che si accetti come minimu.,m il numero di 2 sqna-droni, da essi non devonsi comandare gli uomini necessari al servizio di guide.


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sur, !:iUO IMPIEGO UNlTAllE:NTE ALL' AR1'IGLIET\IA 357 Avrernmo così il vantaggi.o di a vere una cavalleria ·perfettamente ammaestrata nei servizi che dovrà eseguire . L'inconven iente d'altronde sovra notato, d'avere cioè dei reggimenti misti, sembra che non debba essere gru ve, dal momento che vediamo alcune potenze formare non solo i reggimenti, ma financo gli squadroni misti di lande con carabine. Nelle manovre autunnali poi, alle divisioni di fanteria dovrebbero sempre essere mandati i 2 squadrnni lancieri·' o,r]i altri ' riun iti in bri!rnte di 8 squadroni, dovrebbAro esercitarsi, per un periodo di tempo più lungo dell'ordinario, nei servizi di avanscoperta. Abbiamo accennato che la cavalleria divisionale concorre eol!e altre truppe all a sicurezza della divisione nelle marcie . Rssa qu indi dovrà far parte delle avanguardie, degli avamposti, e, siccome si suppone che vi siano davanti le Lruppe cli avanscoperta, suo ufficio p rincipale sarà quello di mantenere il collegamento tra la coda dell'avanscoperta e l'estrema avanguardia, o la linea degli avamposti, nonchè di mantenere il contaLto colle divisioni vicine . Codesto è un servizio assai faticoso, e noi dobbiamo cereare di limi.tarlo più che sia possibile a quelle strade ed a quei punti di comunicazione principale che non possano , per ]a lorr, distanza dal grosso, essere oecupati dalla fanteria, lasciando a questa quasi per int1~ro il servizio di sicurezza. E ciò NIio scopo cli risparmiare i cavu lli, e perchè d'altronde il. servizio di sicurezza immediata entra completa mente nelle attribuz ioni df!lla fa nteria. Dura nte il cornballirnent.o, la cavalleria divisionale potrà frequen temente operar,~ purché sia ammaestrata a manovrare 'ir1 terreni frastagl iati. Il nostro terreno della valle 1el Po, sebbene assai E

NOTE llAGCOLTE SULLA CAVALLERIA

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, . qm ci ve~ga permesso di formulare una domanda. 1ah squadrom saranno dessi di lancieri O di cavalleggeri ? . s.~ando a~ rip.arto dei ~os~ri 20 reggimenti (,J o di lancie11 e 1 O cl, c~va1legger1) s1 dovrebbe inferire che oo·ni corpo d'esereuo _avrà in guerra 1J reggimento Janci~ri ed ·1 cava~legge1:i e che, per legge di simmetria, dov?~d? ogm reggimento distaccare 2 squadroni, ad una dms10n? sara~no assegnati i lancieri e ad un'altra la cavaJlena legg1era. . Si_cadrebbe allora nell'inconveniente di avere le divis,_om colla cavalle1:ia disugualmen te armata ed in quello d1 ave~e pel. se.rvmo d'esplorazione. un num ero troppo forte di lancien, mentre crediam o che tutta la nost Il . d' . ra cava _er1 a ~sploraz1one debba essere composta di cavalleria leggiera. . L'in_cor'.venien~e è, in se stesso, non grave e facilmente ru:ne_d1ab1le se s1 formassero i reggimenti a squadroni rr~1~t1.' composti cioè di 2 di lancieri per la cavalleria d1V1s10nale e 4 di cavalleggeri per la cavalleria di scoperta. Ci si. ~otrebb_~ opporre che !n t~l ~odo il reggimento non poiiebbe p1u avere un umco indirizzo d'istruzione. A questa osservazione noi rispondiamo che l'anda~nento dell'istruzione d'un reggimento cli cavalleria si fa per Ja massirria parte dell'anno agli. squadroni isolat~mem~ e _che quindi nulla osta a che una parte di essi abbia !'istruzione pei lancieri, e l'altra quella pei cavalleggeri. Che quando si debbDno fare le manovre d'insieme e sul terreno, è assai meglio che i lancieri siano amJ~aestroti sr erinlmente nel servizio di cavalleria divis1on,;1le e ehc g\i altri lo sinno in quello di avanscoperta e di rnanovra in massa, tanto più poi che alla ape:·tura delle osiil tlà si dovrà necessariamente addi~. vemre alla succitata divisione del reggimento.

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NOTE RACCOLTE SULI.A CA YALLERlA

rot_t~ _e ?ien.~ di_ ostacoli, presenta molti punti acla.ttat1ss1m1 all impiego della candleria. Siccome è molto coperto ctalla vegetazione, permette il comballimcnto per sorpresa , che è ~ià un elemento il quale compensa rn pa:te lo svantaggio della differenza numerica. Ma p~rche le sorprese possano avere efficace i-isulta to, b~s~gna che la cava lleria possegga due qualità essenz,alt che sono: l'abilità nel manovrare e la perfetta conoscenza del ter reno su cui dovrà caricare. Che J~ spa7.i~ della carica debba essere preventivamenttl nconusc, uto è cosa che tutti vogliono sia fotta e che _pur tt'oppo fu soventi dimenticata; ma tale ric?gmJ;1~ne è per_ noi doppiamente importante, se non si v~gila che gh squadroni debbano retrocedere ùinanz1 nel ostacoli insuper.:ibili quali s'in contrano nel nostro paese, e che le probabiliLà. di villoria si convertano poi in disfatta comp leta. . Ogni corpo d'esercito ha, come si disse, ,1 bri«Tala 0 d1 8 squadroni a disposizione. Sempr~ nell'ipot~si che si enlri in campagna cogli' squadroni comp le(1, saranno circa ,tOOO uomini cui ~pelleranno tulli i servizi della cavalleria in massa. ed m esplorazione. .In vista del!' esiguità della nostra cavalleria, l' Jsfruzio1-u: sulla (orm,cizione di guerra dell'ese,rcito ne risolve assa1 bene 1! problem a di ripartizione e crediamo che p~·ende~1do per ?rande ~nit.\ !altica di base il corp; d esercito, meglio non si snrebbe potuto fare. Restando però fermo in principio tale riparto, ci sembra cl_1e, . ~ll_orq uando due o tre corpi d'esercito saranno rwmtt m un':.u·rnala, si potranno riunire in un ,com.anelo le ~re briga te a di sposizione e profiuare cosi dei vantnggt grandissimi che possono ridondare· dalla formazione della cavalleria in divisioni . · Esamineremo perciò i due casi : d'un corpo d'esercito,

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isolato e di un'armata l:Ostituita di tre corpi, siccome quelli che si presenteranno più probabilmente in campagna . Nel primo caso, la forza della cava lleria non sarà evidentemente s uflìciente, e per coprire e p'e r fare nello stesso tempo il servizio di esp lorazione. In poche parole, quegli 8 squadroni non baslera,.u no per vedere e non lascia,· vedere. ' · Bisognerà adunque ricorrere ad un espediente,_separando il doppio mandato collo affidare alla cavalleria, un itamente alla necessaria. artiglieria, l' incarico · di vedere, ed alla fanteria quello di non lasciar veclere. Cotesta fanter ia, che chiameremo corpo cli sostegno, a similitudine di quanto faeeva Napoleone deve e.:;sere posta a distanza ,tale da poter accorrere in tempo per rafforzare l'azione della cavalleria impegnata, e composta di una forza capace cli resistere lungamente in posizione agli attacchi nemici . Se la cavalleria si avanz:isse da sola ed appoggiaia. solamente a distanza dal corpo di sostegno, si cadrebbe nell'inco nveniente di incagliarne l'azione, limitandole il raggio esplorativo; dessa non potrebbe che avanzarsi lentamenLe per non rendere infruttuosa o nulla l' azione del sostegno. Coll'artiglieria· per con tro, gli squadron i acquistano un potente elemento di forza, con esso vengono resi assui più indi pendenti dal sostegno poiché possono avanzarsi di più, sapendo che hanno dietro di loro ed a brevissima distanza un forle punto d'appoggio su cui potersi ritirare . Per la nostra cavalleria poi, più che mai è necessaria la cooperazione delle batterie, perchè potrebbe accaderle non poehe volte, ottenuto il contatto, di venire sopraffalla dal nume ro , e, non potendo in conseguenza avanzarsi, dovrebbe con su ccessivi com batti menti in ri-


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NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLERIA

tirata attirare _il nemico sul sostegno al fine di sbaragliarlo, per poi di nuovo avanzarsi. E tutti sanno che, pei combattimenti in ~i tirata, l'arma generalmente preferita è l'artiglieria. Ma perchè dessa possa tornare veramente utile alla ~a;al!eria,_ deve essere_ dotnta di qualiL~1 speciali, qualita che d1ffic1/mente s, potranno riscontrare nelle batterie di battaglia quali sono attualmente f(\rm ate. Per quanto il materiale da cent. 7 sia leggiero e mobile, non potrà mai essere al caso di seguire lungamente e dovunque la cavalleria; per cui, unendo agli squadr9n~delle batterie di battaglia, potrebbero essi trovarsi non di nido nella circostanza di ri~nanere senza cannoni, pel momento appunto in cui la loro presenza è più che mai necessaria. Le bauerie per la ca vali eri a ·devono essere tali da non riuscirle rnenomamente d' imbara.zzo, e da non ritardarne l'azione. Devono essere impiegate né con leggerezza nè con troppa prudenza. Alcune volte dovranno avanzarsi ardile e perfin temerarie, per dare mao-ofor vi.()'oria Il' t'f • 00 O a o.ue_n :1va, a_lt'.e volte invece dovranno restare perseverantt ~n pos!Zlone per d~tre maggiore solidità e fer~e~za alla ~ifensiva. Talvolta il loro scopo sarà quello d1 far semplicemente rumore, tal altri!. per contro dovranno colpire e profondamente colpire. Vedemmo nella prima parte di questo scritto che la tattica delle batterie a cavallo deve differire da quella delle ballerie <li battaglia; ora soggiungiamo che debbono essere anche organizzate diversamente e fra breve vedremo come, secondo noi, potrebbero venir formate. Sarebbe ardua cosa il dare alle batleric a cavallo norme precise sul loro modo di comportarsi nell'azione; l~ circostanze sole del nioi:nento, le condizioni rispettlve dei d,ue partiti sono quell e che gu idernnno il com1rrn,dante di batteria nelle su·e risoluzioni.

E SU L SUO IMPIEGO UNITAMENTE ALL'AllTIGLlEI\IA

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Ne consegue che l'azione dell'artiglieria nell'esplo·razione non è coso. tanto faci le e che si richiedano negli ufficiali molte condizioni. Per le batterie a cavallo, come per la cavalleria, le qualità personali dei capi sono impol'tantissime ed il risu ltato di un atto tattico qualunque clipençlerà nella maggior parte dei casi dn Il a loro abilità e. dalle loro determinazioni. ~fa torniamo alla cavalleria e, riassumendo in poche parole q uanto fin qui si disse, potremo concludere che: allorquando un corpo d'esercito marcia isolato, la cavalleria colle ba tterie a cavallo dovrà semplicemente condurre a fine l'auo esplorativo, lasciando al sostegno di fanteria l'ufficio di coprire e sostenere il cornbattimento qualora le circostanze fossero tali da obbligare a tale ,atto tattico . Simile ripiego non permetterà al certo alla cava lleria di spingersi a due o lre giornate di marcia daYanti le teste di colonna, ma con esso si ottiene un irradiamento sufficiente e tale da poter avanzare con sicurezz:a contro il nemico. La confo rmazione d'altra parte del nostro terreno no:n permette le scorrerie a grande distanza, ci obbliga a limitare il raggìo d'osservazione e ad aumentare invece l'esplorazione frontale, le qnali cose, nppu nto perchè imposte dal teneno, saranno pure costretti di fare i nostri avversari. Yi sono alcuni i quali. vorrebbero far concorrere anche la fanteria nei servizi esplorativi, adducendo per ragione che negli inevitabili combattimenti di moschetteria che dovranno aver luogo, la superiorità sarà certamente dalla parte della truppa la cui arma principale è il fuci le. , Non spenderemo mo lte parole a confutare simile idea; prima perché l'esperienza ha prova.Lo n~n essere 1~ fanter ia la truppa adatta per l'esplorazione, e poi perchè l'argomento dell'effieacia del fuoco cade da sè,


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NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLE.RlA

quando si pensi che tu lta la cavalleria esplorante deve· essere armata di caro.bina e che per di più dovrà aver seco l'artiglieria. È bensì vero che il fuoco della cavalleria non avrà. mai l'_effetto_ di _quello della fanteria, ma con squadroni bene 1strutl1, s1 potranno dal loro fuoco ricavai'e sufficienti risultati, tanto più che si avranno sempre di fronte cavalieri nemici, i quali suppergiù si troveranno nelle condizioni dei nostri. Sappiamo che l'idea dell':1mmaestramento al tiro pella cavalleria è avversata da molti, poichè dicono che abitua~e gl'. squadroni al combattimento a piedi colla carabina, e un vo ledi immobilizzare . S_e la cavallel'i.a combattesse in tal guisa e per abi~ tudrne sul campo, sa rebbe vera la sopra esposta obie zione, ma nei servizi d'avanscoperta e nel · nostro terreno, che si presta tanto bene alla sorpresa, potrà <lessa rnolt.e vo lle e con vanraggio usare il fuoco . Eppoi non crediamo che l'istruzione sul tiro immobilizzi la cavalleria; ci basti cita~·e l'esempio dei corazzieri di Seydlitr., i quali erano ammaestrati alla mano:ra ed al combattimento a piedi al pari dell a fontena e che non poche volte si batterono valorosarnentè .da appiedati, facendo pm aoco degli attacchi alla ba10oella, e malgrado ciò, nessuno ci vorrà contestare essere stata l'epoca di Seydlitr. Ia più brillante per la cavalleria, come nessuno ci contesterà che i cora?i~ri prussiani fossero divenuti a quei tempi proverbi alt come lo sono divenuti oggidì gli ulani dopo la campagna del 1870-7,1. Pass ia mo ora al secondo caso, quello cioè di un'armata composta di tre co rpi d'esercito. Abbiamo detto che si potrebbero allora riunire sotto un comando unico le tre brigatè di cavalleria formandone del le divis ioni per profittare dei vanlé.iggi che ci può arrecare la marcia in avanscoperta d'un~ divisione di cavalleria.

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Se pon iamo mente all'aspetto del nostro probabile teatro cli guerra, in tersecato da frequenti ostacoli naturali (corsi d'acqua, ecc.), e traversato da una fitla fete stradale, potremo sempre supporre che l'armala in marcia eseguisca i suoi movimenti su tre strade direttive distan ti fra cli loro 20 chilometri, che è lo spaz io massimo appunto occo rrente allo sp iegamento di un corpo d'esercito; come pure si potrà supporre che l'armata abbia i suoi fianch i appoggiati ad ostacoli nuturali, o ehe sia difesa alle ali da colonne .fiancheggianti. Ciò posto, saran no adunque dai 50 ai 60 chilometri di fronte massiino che dovranno essere coperti dalla cavalleria; ed allora chiaro si vede che si rientrerà. nel caso ge nerale e che si potrnnno quindi stabilire le solite linee cl'~sploraziono e di coprimento con alcune modificaz ioni però, dovute alla natura del terreno su cui clovrassi agire (l ). Codes to terreno, per essere in generale t1·oppo ·c operto e ricco cli strade, esigerù che si faccia più filla l'esplorazione frontnle e che si diminuisca la prol'ondiUl della colonna coprente, e noi dovremo star con-

(·I) li lettore si accorgerà fac ilmente che esagerammo alquant,o nella s~pposiziono fatta di un'armata in marcia di fronte, poichè, se l'armata è isolata, un corpo d'esercito, almeno, dovrà marciare in riserva; allora il fronte d'esplorazione sarà ridotto di '/ 0 • i'tla in questo caso bisognerà tener conto della truppa necessaria a coprire le ali, qualora queste non fossero solidamente appoggiate. Abbiamo fatto la supposizione d' un'armata di fronte, ta nto per far vedere che, anche a quell'estremo limite, potremo approfittare della formazione della cavalleria in divisioni. ln q Ltesto scritto la quistione è sempl icemcnte accennata nè tampoco ·svolta. Speriamo che\ altre penne più competenti della nostra vorranno studiarla e vedere se sia il caso di farne un'utile applicazione.


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NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLERIA

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tenti se il raggio esplorativo sarà tale da poter permettere in tempo lo spiegamento dell' armsi-ta. Ed anche qui, n rendere valida ed efficace l'azione della cavalleria, potrà tornar utilissima la presenza. delle batterie a cavallo . Già più volte esponemmo le ragioni che militano per codesta utilità e torna allatto inutile il ripeterle; solo ci limiteremo a dire come le vorremmo noi riparLite ed organizzale; ed inlìne quali modificazioni potrebbero apportarsi al ma:eriale per renderle atte a sì importante servizio, senza che esse possano menomamente incngliare l'ind ipendenza d'azione della cavalleria . Avvertiamo fin d'ora. che le batterie, come verran no dn noi prnposte, non sono quali dovrebbero . essere, ma un semplice ripiego per colmare il vuoto esistente nel meccanisrn o dei servizi del nostro esercito . Allorché una brigata cli cavall eria fa parte della massa esplorante, dovrebbe avere con sé una batteria a cavallo incaricatn di seguirla sia che faccia parte della prima linea, sia che lo facc ia della seconda o della terza . Qi..:.ando lil. brigata fa parte della prima linea, la ri spettiva balleria marcia col grosso del sostegno al doppio scopo di renderne si cura la marcia, senza ricorrere ad una scorln, e di poterla fare· avanzare in tempo su quei punti dove si ritenga necessaria !a sua prese nza . Se per contro la brignta farà pnrte della seconda o terza linea, le rispett.ive batterie devono stare col grosso degli squadroni e piuttosto avanti per poter accorrere prontamente in b&.tteria, rinv igorire l'azione del la prima linea e preparare quella della seconda. E ciò per quanto riguarda il riparlo dell'artiglieria negl i ordini di rnarcia in generale. Abbiamo già esnminnta per sommi capi la proprietà

che devono avere le batteri e per la cavalleria e più volte ripetemmo dover essere sua qualità essenziale la mobihtà. Abbiamo detto che alla mobilità deves1 fare sacrificio fino ad un certo limi te dell'efficacia, perché il fuoco di tali batterie non deve, per norma, essere decisivo, mu semplicemente dimostrativo . Ora in una batteria conviene considerare due specie di mobi lità che chiameremo rispettivamente 1·elativa ed assoluta. Relativa, quella che è determinata dalla sua formazione in uomi11 i e cavalli; assolt1,ta quella dipendente dal peso intrinseco del materiale. t evidente, che quanto minore è il numero dei carri di c::ui è com posta una batteria , tanto maggiormente sarà maneggevole e quindi sarà tanto maggiormente mobile. Ne consegue che il numero dei suoi pezzi dovrà essere ridotto al punto che , senza indeb olirne troppo l'efficacia, sia il minimo possibile. Le nostre batterie di battaglia sono ad 8 pezzi, le francesi e le tedesche a 6. Se cotesti numeri son ritenuti sufficienLi al bisogno per tali specie di batterie, per quelle a cavallo saran fo rse troppo forti. Taluni scrittori opinano che il num ero di 4 cannoni per ogni batteria a cavallo sia più che sufficiente, e si appoggiano alle seguenti ragion i: ,1° Perchè nell'esplorazione non si esige l'azione dell'artiglieria in massa, ma bensì semplicemente la sua preseuza e quindi nella massima parte dei casi quattro pezzi otterranno probnbilm ente gli stessi effetti di otto o di sei. 2° Perchè per ballcrie a cavallo su 6 od 8 pezzi, ci vuole un numero troppo grande di cavalli, i quali poi nel combattimento poss0no portare molti inconvenienti.

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NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLEIUA

3° Con balterie forti, ogn i brigata di cava lleria avrebbe ,u~a proporzione troppo grande per ,1000, ~enlreche 11 rnpporto di 4- : 1000 è già più che sufficiente . J- Se consideriamo che le operazioni preliminaei del fuoco, come la scelta della pos izione, Ja valutazione della distanza, ecc. devono essere fatte sul rnon~ en~o e che il nostro terreno non si presta tanto facilmente a meuere in balleria 8 cannoni, mentre il posto per 4 lo si trova sempre, ci pare si possa concludere che, per noi specì!J.lmente, la formazione su .i, pezzi possa ven ire van taggiosamente adottata. Alle suesposte ragioni si aggi nnga che 4 pezzi rirnang~no sempre sotto la mano del comanda nte la balleria, cosa questa essenzialiss im a; con 6 od 8 all'incontro , questi ~oLr·à avere non poche vo lte la sp iacevole sorpresn di vederseli frazionare o per sezioni o per mezze bntterie. Fra i proietti, vorremmo che la proporzione maO'. f . I o g1orc os~e m s 1rnpnels che in grnnate. Lo shrapnel ha maggiore efficac ia della granata sopra un hersao-Jio sparpagliato ed è d_i grand e effetto mo rale sulla trupbpa. Il Deke~· non consigl ia l'uso di tal proiet.lo, ma quando c~deslo illustre generale seri veva il suo libro sulla Picc~la guerra,, lo shrapnel era. ben lungi dall'aver r~gg1unto quel grado di perfezione d'oggidì che lo rende d1 un effetto quas i sicuro . . Sarebbe pur ?neo .desiderabile che la proporzione di scatole a m~Lragl1a. fosse m.iggiore di quella che hanno le bat_ter1e dms1onali, poichè, se la mitraglia P:r queste si rese affatto inutile o quasi, non si può dire altrettanto per le ballerie a cavallo in avanscoperta, le quali dovranno non poche volle difendersi a breve distan za dagli attacch i nemici e dalle sorprese. Se su l campo di battaglia, nelle guerre d'oggidì non 0

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·sarà più dato al le batterie divisionali di avanzarsi a tiro di mitraglia sollo il nemico a causa del formidabi le effetto del fuoco, non si può dire che non lo possano fare le batterie a cavallo ·nell'esplorazione e finchè avranno cli fron te della cavalleria. La loro tattica sarà all'incirca quella di una volta, solo che avranno po t.enza maggiore perchè hanno acquistato in giustezza ed efficacia di tiro. Le batterie ~ cavallo, al paro di quelle di battaglia, devono aver seco il loro munizionamento. completo. Sarebbe però vantaggioso fare in modo (mc1.ssime per le batterie alla prima linea) che i cassoni potessero essere Lenuli più indietro, e che contem poraneam ente i pezzi avessero un numero tale di munizioni con sè, da poter far fuoc? per un cerLo lasso di tempo senza r icorrere subito ai cassoni, ed ora vedremo come ciò ·si possa facilmen le ottenere. · Abbiamo definita la mobilità assoluta quella dipendenle dal peso del materiale. Dessa sarà qui ndi determinata dallo sforzo che debbono sopportare i cavalli al traino. t ammesso in massima che questo sforzo debba essere di 300 ch ilogramni all'incirca. L'ultima guerra però ha dimostrato che si possono solloporre i cavalli a sforz i maggiori, senza che questi siano soverchiamente affaticati e che si può per conseguenza aumentare fino ad un certo li mite il peso del materiale da campagna. Per le batterie a cavallo però ci sembra che il suespresso limite non debba essere oltrepassa to, anzi diminuito se si voglia acquistare la mobi lità voltlfa. Ora, il pezzo ed il cassone da 7,5 pesano ciascheduno 1'.i.>.30 chilogrammi all'incirca, ed essendo attaccati a i cavalli , il lo ro sforzo al traino sarà rappresentato da:107 chilogrammi . Il numero di quatlC'O cavalli è, nei 1


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casi Ol'dinari, sufficiente pel traino cli tal materiale, ma forse non si potrebbe pretendere eia esso di seguiLare per molto tempo ed ovunque la cavalleria, a meno di a vere ca valli eccezionali, cosa questa che ci si vorrà ammettere assai difficile di ottenere nel noslro paese: A tutte le suespresse ragioni aggiu ngasi che, se le batterie cli battaglia dovessero essere addette alla cavalleria, nell a massima parte dei casi si sarà obbli.gati di far montare i serventi sui cofani e seggiòli, ed alloro lo sfo rzo al traino non sarà più di 307 chilogrammi' ma bensl di 380 . Finchè si marcierà su baone strade ·e piane, l'artiglieria potrà forse seguitare gli squadroni, ma in terreni rotti e frastagliali, per strade di campagna, dove ad ogni momento bisognerà arreslarsi, far scendere gli uomini per supe rare qualche lieve ostacolo, per po i di nuovo farli rimontace con grave perdita di tempo (ed è in tal i terreni dove pur molto fre quentemente converrà rnanovrl;lre), du.'biLiamo fortemenLe che le batterie di battaglia possano trovarsi iu linea nel mornenLo in cui sarà necessaria la loro azione. Per assicurare qu indi alle batterie per la cavalleria la voluta mobilità, vorremmo ehe il traino dei loro pezzi fosse a 6 ca valli ·e quello de i cassoni a 4. Ma siccome il pezzo verrebbe ad avere un eecesso di forza ed il cassone rimarrebbe q uale desso é, per equilibrare in certo qual modo i due traini, si potrebbe apportare una leggier:a modifieazione él Jla disposir,ione dei cofani di mu nizioni delle due vetture. Ad accrescere il peso della vetmra-pezzo si potrebbe acL1ttare sull'avantreno il cofano ciel retrotreno del eassone ed a questo il cofano di quello. In tal guisa il pezzo verrebbe a pesare UOO chilogrammi circa, il cassone H 00 , ed allora gli sforzi al

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traino sarebbero rappresentati rispettivamente da 233 e 275 chì logram mi. Tale proposta ha il vantaggio di poter portare coi pezzi un numero maggiore di colpi, -il che fa sì che questi siano resi assai più indipendenti dalla linea dei cassoni, ed allora le baLterìe a cavallo potranno avventurarsi maggiormente senza essere guari preoccupate dalla subita mancanza di munizioni, e saranno molto meno impacciate nei loro movimenti in faccia al nemico, non dovendo pensare alla sicurezza dei cassoni. I cavalli dei cassoni sono sottoposti, è vero, ad uno sforzo di traino maggiore di quelli dei pezzi, ma se si ponga mente che, possono i cassoni stare molto indietro e sulle strade, e che lo sforzo non è intrinsecamente molto grande, ci pare che il numero di 4cavalli sia più che sufficiente al bisogno . Alla proposta che abbozzammo potrebbero muoversi alcune obiezioni di natura affatto tecnici;\, e la principale sarebbe quella che più non esisterebbe la proporzione di peso fra l'avanlreno e il retrotreno, proporzione voluta per la focil iLà del traino e per la sua stabilità. Osserviamo che se tal condizione è necessaria allorchè si Lralti .di vellure di grande peso, non lo è poi tanto quando si deggia trainare un peso di '1400 chi logrammi e per di più a 6 cavalli. Potremmo inol!re rispondcrr. che tal propo1·zione non veniva e seguita a non ven ire mai osservala nelle nostre ba:tterie da 9 e da H.>., quando si fanno montal'e i serventi sui cofani degli avantreni, e con tutto ci<'> nessuno ebbe a rimarcare gravi inconvenienti per tale Lrasgressionc. Siccome d'altronde nella vetLurn-pezzo abbiamo un margine assai forte per aumentare il peso, si potrebbe A NNO

xx,

VoL. 111.

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370 NOTE !\ACCOLTE SULLA CAVALLERIA applicare alla vettura- pezzo la dotazione intiera di scatole a mitraglia . I serventi dovrebbero essere tutti a cavallo e formati in plotone dietro i pezzi. Per economia di cavalli però, si potrebbe farne montare quattro soli su cavalli da sella ed il quinto potrebbe montare uno dei cavalli sottomano. Così, ad un pezzo col rispettivo cassone, occorrerebbero ,17 cavalli, cioè: 1 O da tiro e 7 da sella, dei quali: 11 pel capo-pezzo, 4 pei serventi e 2 pei cannon ieri incaricati di tenere i cavalli scossi dei serventi mentre si fa fuoco. Ed una batteria di 4, cannoni, sul piede di guerra, avrebbe bisogno un numero totale di cavalli oscillante fra i 100 ed i HO (!). Le batterie cosl organizzate dovranno servire principalmente nei sérvizi esplorati vi, potranno anche esser usate con vantaggio durante la battaglia. Allorquando la ·divisione di ca.vàlleria si ritira, esse pure dovranno ritirarsi, e star pronte per accorrere come ballerie di riserva nei punti dove eonvenga rinvigorire il combattimento. Sul principio della battaglia non si far.'t quasi mai sentire il bisogno delle batterie a cavallo; quelle di battaglia, purchè ben ripartite negli ordini di spiegamento, saranno sufficienti per aprire con vantaggio il fuoco e rafforzare l'azione. Ma la storia dimostra che è sovemi di estrema importanza far giungere rapidamente sul campo delle colonne d'artiglieria sia per rinforzare una linea o portare un colpo decisivo, ed in e;odesti casi ci vuole 1

ma

(~) In tale numero sono compresi anche i cavalli di riserva sia da tiro ohe da sella.

E SUL SUO IMPIEGO UNITAMENTE ALL'ARTIGLIERIA

371

un'artiglieria dotata di velocità tale che difficilmente si può ottenere dalle batterie di b~ttaglia. , . , Tanto nelle guerre antiche che rn quelle d oggid1, tanto nei fatti generali che in quelli parziali le riserve ci vogliono, e queste devono essere mobilissime. Siccome però non vorremmo essere fraintesi, intendiamoci che come artiglieria di risel'Va vogliamo solamente ammettere le batterie a cavallo e non quelle a disposizione del comandante il corpo d'esercito, per le quali anzi crediamo sia miglior partito lo avere in proporzioni maggiori i pezzi pesanti. Rimane ora a toccare un'ultima quistione ed è quella della spesa. · · Le batterie a cavall o costano caro, ed è vero. Civogliono molti e buoni ca valli ed a parità _di ~umero s~ può condurre al fuoeo un numero doppio ~1 canr!~rn · armati come batterie di battagli.:1. Ua le brevi considerazioni che più sopra esponemmo, ci paiono sufficienti per provarne la loro utilità pratica, e crediamo che, malgrado le nostre infelici condizioni finanziarie, si potrebbero, mediante alcuni temperamenti nella loro costituzione, senza grave spesa adottare. Ed anche ultimamente la Commissione francese incaricata dell'esame del progetto d'organizzazione dell'èsercito ne ammise la necessità, flntantochè non si sia trovato un mezzo di poter lenere seduti gli uomini sui pezr.i anche quando si debba manovrare su terreni difficili. TutLe le potenze militari, grandi e piccole, hanno in forti proporzioni le batterie per la loro cavalleria, e noi siamo i soli a non averne. Ciò che altra volta dicemmo, qui lo ripetiamo: Il nostro esercito è organizzato per difendere il nostro suolo, ma deve contenere in sè elementi tali ché gli permettano l'offensiva sia tattica che strategica, e questi sono: la cavalleria e l'artiglieria a cavallo.


3'"',C) ~

NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLEI\IA, ECC.

Sempre nei limiti concessi dalle nostre finanze, noi ci affatichiamo a tener dietro ai perfezionamenti dei mezzi sì d'offesa che di difesa che si vanno tuttodì facendo presso le altre potenze. E perchè non aggiungeremmo a tanti altri, anche le batterie a cavallo che sooo un potente elamento di Òffesa? Ricordiamoci che molti punti i quali non cedono ai colpi di facile, si aprono a quell i del cannone, più presto e con minor sacrìfizio di snngue; molte posizioni che dovrebbero essere abbandonate al più presto, possono difendersi per molte ore se vi abbia dell'artiglieria sotto la mano, e che un'artiglieria a cavallo mobile, intelligente ed audace assicura più che mai l'indipendenza d'azione della cavalleria. Siam lontani, ma assai, dal credere che, qualora le nostre proposte prendessero forme reali, avremmo raggiunta con esse la perfezione; tutt'altro, ciò che proponemmo è, come si disse., un semplice ripiego. L'ottimo si rinviene assai difficilmente in generale e negli ordini militari in ispecie, perchè vediamo ogni giorno ad un perfezionamento succederne un altro maggiore. Accontentiamoci del buono, ed anche del meno male, che sarà sempre un passo avanti che avremo fatto sulla via del progresso. Emuco e.un&

Capitano nel 12° artiglieria.

IL

l\TUOVO REGOLAMENTO FRANCESE . SULLE

MANOVRE DELLA FANTERIA

L'esercito francese fu l'ultimo a modificare il regolamento di manovra della propria fanteria, ma a giudicarne dalla parte già pubblicata e particolarmente da una Relazione premessa al regolamento medesimo e fatta al Ministro della guerra dalla Commissione incaricata della revisione dell'ordinanza del 16 marzo 1869 s.:ugli esercizi e le manovre della fanteria ('1 ), bisogna dire che la fanteria francese si metterà subito in prima linea sulla via de' progressi tattici. Ci proponiamo di esaminare questo nuovo regolamento per metterne in evidenza i pregi e i dif1~tti e confrontarlo al nostro; e speriamo che ai -lettori della J~ivista militare Lornerà g radito questo studio, comecchè la conoscenza dei regolamenti tattici degli altri eserciti sia evidentemente cosa della massima importanza. Cominceremo pertanto col dare coni.o della Relazione: lavoro rimarchevolissimo, che può considerarsi come un riassunto de' più essenziali principii e delle

(4) V. Cronaca militare estera del 4° luglio 4875, pag. 3 e seg.


37 4

IL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE

migliori regole della nuova tattica della fanteria. La Commissione non ha certo dedotto essa per la prima codesti nuovi prìncipii e dettato proprio di suo questi nuovi precetti: ma ha saputo raceoglierli dai molti scritti sulla materia che in questi ultimi anni vennero pubblicati in tutti i paesi, e coord inarli e chiaramente e concisamente for mularli e dare ad essi un'autorità che prima non avevano; e questo ci giustifichi se ci estenderemo alquanto nell'esame della Relazione. I.

Per potere dedurre e decidere con sicurezza e precisione le modificazioni da apportarsi ai regolamenti in vigore, la Commissione si è accinta saviamen te al lavoro preliminare di ricercare le forme tatti che più convenienti per soddisfare alle esigenze attuali, e di stabilire un metodo d'istruzione per il quale la pratica di simili forme fosse resa familiare alla truppa e ai capi. Dai perfezionamenti ch'ebb ero luogo nell'armamento della fanteria e dell'artiglieria e dai conseguen ti effetti nel combattimento la Commissione ha indotto come veri assiomi questi principii generali: Importanza preponderante del fuoco, come modo di azion e; - impossibilità per una truppa, un po' considerevole, di moversi e di combatlere in ordine chiuso sia in linea, sia in colonna , nella zona efficace del fuoco nemico; - conseguente necessi tù di frazionare le truppe di prima linea è di adottare per esse l'ordine sparso; - traslazione forz ata del combattimento sulla linea de' cacciatori, cui testè non incombeva che la preparazione.

SULLE MANOVRE DELLA FANTERlA

375

La preponderante azione del fuoco rende necessari dei processi latlici più coerenti alle esige1_1ze del combattere odierno. Gli effetti materiali prodotll da un fuoco superiore daranno ora innan,:i_ la sup~d~rità morale che procura il successn; dobbiamo_ qurnd_i aumentare l'effetto utile del nostro fuoco, ed m pari temp_o sottrarci quanto possibile a· danni de! fu?co ne_mico .. , Truppe addensate in colonna o 10 linea piena pm non possono, sotto il fuoco, manovrare, co~batte~e e neppure mantenersi in posizione, a. m_eno dt particolarissime cond izioni cli tencno : tali forme offL'o?o bersagli troppo estesi e sicuri a~ ti_ro deli' avversano; non consentono alle armi attuali di prod u~?·e tutta_ la loro efficacia; non hanno sufficiente mobilità, sc10ltezza ed elasticità per utilizzare tutti i ripari del terreno· ed in siffatte cond izioni, neppure più presentano ' a motivo deJTli effetti clistruggitori del fu oco, le gara~zie di solidità e i _meu.i eh~ ?ffrivano in passa~o per mantenere la co esione e f~cil'.tarc ~l ~apo la d~rczione della sua. tl'oppa. « Questi prez1os1 vanta_gg1 , più che mai indispensabili , dovran~o d_unque ricerOO'O'idì a portata del fuoco nemico, m altre forme carsi .. ob ' . , do. quelle dell'ordine chiuso: questo dovendosi pe_ro ~onservare dovunque ima necessità, reale non obbliqhi ad abbandonarlo ».

L'ordine spv:rso è il solo possibile per le tru.ppe in prima linea; e quest'espresc;io~e di o~d'ine_ sparso n~n si applica soltanto alla fo rma m cacw1tori, ~a al fia: zionamento delle truppe in contatto col nemico._ Cosi la fan teria può o.um cnto.re]le distanze fr_a le_sue _l_mee e aprire i suoi intervalli per non _esporsi a mutili perdite; può eziandio stendere maggiormen te _la sua fronte onde produrre maggiori effelti col suo oro , ~nche da grandi distanze; ogni riparlo è ch ian:iato ad agir~~ s_o~to la direzione del comandanlP. superiore, con un rnma-


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IL NUOVO REGOUMENTO FRANCESE

tiva proporzionata alla sua forza ed alla sua destinazione tattica. Il combattimento, impegnato ora a, tnli distanze, ove nel passato si manovrava, sa rà sostenuto mercè sforzi progressivi aventi per iscopo di risparmiare le forze fisiche e morali del soldato, di condurre successivamen te alla linea di combattimento ri ncalzi parziali che recheranno volta a volta un nuovo imp ulso di fiducia e di energia, e di conservare così fino all'ultimo momento i legami tattici, che diversamente potrebbero così facilmente allentarsi e cosi presto perdersi nell'azione. Così potrà realizzare nella pratica il principio della traslazione del combattimento sulla linea dei cacciatori. . Ordinariamente l'attacco di fronte consisterà nello avanzarsi progressivamente a un!')- distanza tale che la superiorità del fuoco e la superiorità morale già acquistale divengano irresistibili. Più sovente che nel passato , l'attacco di fronte sarà combinato con attacchi di fianco. La difesa ricercherà posizioni favorevoli, le occuperà convenientemente afforzandole anche con alcuni lavori di pronta esecuzione; essa si varrà dei vantaggi di queste posizioni per dare al suo fuoco la massima giustezza ed efficacia: ma dovrà pure con maggior frequenza rinunciare alla resistenza passiva e prendere risolutam.ente l' ofTensiva nel momenlo opportuno. « In ogni caso, una sufficiente p!'eparazione ottenuta coll a concentrazione dei fuochi sarà una condizione indispensabile per gi ungere ad una soluzione decis iva ». Posto che il battaglione in prima linea dev'essere frazionato, ne consegue che non può più essere comandato direttamente e colla voce del suo capo, com'è necessario per qualunque truppa in contatto immediato col nemico: ciò è soltanto fa ttibile per la co m-

377 pagnia; indi la compagnia dev'essere. oramai considerata come la vera unità di combatti'mento. « Ma, si affretla a soggiungere la Relazione, la compagnia è troppo debole per condurre da sola un'impresa; essa non ha la forza necessaria per co mpiere una missione indipendente; il battaglione invece riunisce le condizioni necessarie per la riuscita di un'impresa ordinata sopra un punto determinato; d'altro canto al battaglione e tion alla compagnia si dirigerà in ogni circostanza l'autorità superiore. Spelta dunque al comandante di ballaglione di eserciwre la direzione d'insieme sulle sue quattro unità di cornhattimento, e di farne convergere gli sforzi allo sco po com une. Il battaglione è sempre il centro d'azione; è un corpo di cui le compagn ie, unità cH combattimento, sono le braccia. Ne consegue ch'egli rimane l'unità tattica». Queste due definizioni non potrebbero essere più acconce; ed importa siano bene comprese ed affermate, perocchè sono i due capisaldi della dis~ipl_ina del con:ibauimP-nto. Bi9ogna che i comandanti di compagma sentano di avere nel combattimento un'azione propria, un' inìziat.iva ed una responsabilità propria, ma non dimentichino mai che la direzione generale appartiene al comandante dell'uniU1 tattica, del battaglion e, e ch'essi devono conformarsi ai suoi ordini, alle -sue intenzioni. Fondando il suo lavoro sui caratteri essenziali del combattimento moderno, la Commissione ha conchiuso che il regolamento chiamato a consacrare la nuova tattica deve « imporsi come scopo l'adoltamento dell'ordine sparso per tutte le truppe in prima linea, e che tutte le sue pre_scrizioni devono intendere a introdurre nella pratica: il frazionamento dell'attuale unità tattica ìn unità di combattimento; lo scaglionamento di queste unità e delle loro frazioni in gruppi SULLE MANOVRE DELLA FAN'rERlA


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IL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE

d! .meno in . meno compatti a misura che s'avvicinano prn al nemico; lo svolgimento in ciascuna di esse di un'ini~iativa e di un'attività che loro siano .proprie, la s?olt~zza e l'elasticità ' delle forme; la sempliciti\ ~eg!L atti~ delle manovre; infine, nel complesso, un'intun~ o?.e::;1one, che dovrà esistern sempre, ma che non sara prn come un tempo soggetta al comando vocale al tatto de' gomiti, alla rigidità della linea ed alla cor~ rettezza clflll'uttitudine· - Questo modo d' azi·one s'impone: bisogna dunque aècettarlu e regolamentarlo utili~za~do 1: suo1: vantaggi e atten:uandone gli inc~nvenienti ». Pe~· fissar bene le ide~ e per avere una base ben d~fimta, la Commissione ravvisò anzi tutto necessario ~1 determinare una formazione normale di combattimento per il battagli_one Jn prima linea, la quale potesse. ugualm ente apphcarst al servizio di sicurezza in mar~ia ed a fe_rmo, eyrestarsi a tutti i casi particolari, ~ e~1~nte a~cum. cambiamenti nella disposizione e nel1 uJlic10 det suoi elem enti, nelle loro distanze e nei loro intervalli. Il battag_lion~ è disposto in quv.ttro scaglioni. I tre pr1m1, ordmanamente forniti da due compagnie, l'una a lato dell'altro, formano la linea di combattimento e sono in ciascuna compagnia, comandati dal capitano'. 1• la catena dei ca cciatori (tiraillew·s)

2° I rinforzi (1·enforts) 3° I sostegni (sou.tiens). ln ogni unità di combattimento la catena e i rinforzi destinati a doppiarsi l'una .~oll'altro abbastanza presto, sono intimamente legati e quindi devono avere un comune comandante, un ufficiale subalterno della compagnia. li terzo scaglione, il sostegno ,

SULLE MANOVRE DELLA FANTERIA

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è sotto il comando di un altro ufficiale. Sebbene appartenga alle stesse unità che i due primi scaglioni, bisogna evitare quanto maggior tempo possibile di lasciare il sostegno fondersi con essi: epperò, prima del momento d~cisivo bisogna distaccarne sol quel tanto d'uomini che può essere necessario affinchè il fuoco accelerato acquisti tutta la sua utile efficacia. Non appena l'andamento del combattimento più non consente di tenere intatto questo terzo scaglione, il suo primitivo ufficio incombe ad una delle compagnie della riserva. Questa riserva, formatn delle due allre compagnie del battaglione, radunate in principio ovvero scaglionate secondo le circostanze, ma separate in ogni caso tostochè se ne manifesti il bisogno, costituisce il quarto scaglione, le cui mosse sono regolate a seconda di quelle degli scaglioni in avanti. . Questi vari scaglioni si succedono, gli ultimi avvicinandosi ai primi e sostituendoli volta a volta, sino al momento in cui tutti vengono a partecipare al combattimento. I capi delle differenti frazioni hanno, entro limiti prefissati dal regolamento, la scelta delle disposizioni più convenie,nti per riparare le loro trnppe e per cooperare all'azione comune . « I comandanti delle compagnie che formano la linea di combattimento stann o di loro persona là dove possono meglio vedere e dirigere l'azione, ord inar iamente sul centrn del terreno occupato dalla compagnia; al bisogno si portano talvoltn sulla catena; essi hanno tanto d'iniziativa per cui possono tener conto delle circostanze imprev ist~, senza per altro cessare dal conformarsi. alle intenzioni del comandante del battaglione . Questi regola le mosse d'insieme, oltre a ciò egli possiede nell'impiego delle compagnie della riserva i mezzi


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IL NUOVO J\EGOLAMENTO FRANCESE

per intervenire ad ogni momento ne l combattimento dei cacciatori; egli tiene sotto la mano, in tutti i casi e il maggior tempo possibile, un reparto a righe chiuse» . Il numero d'uomini della ìi nea di combattimento, cioè dei tre primi scaglioni, dev'esser tale che al momento decisivo la lin ea di fooco abbia la sua massimo. densità, cioè un tiratore per metro lineare. La compagnia di guerra francese essendo organicamente di 250 uomini, se si deducono q-0 uomini per le perd ite in principio delle ostilità, '16 pe r i graduali che non entrano in riga, e 30 per le perd ite nelle prime fasi del combattimento (cioè in complesso circa i 2/~ della forza organica), le res!eranno 11.H, tiratori da mettere in linea al momento decisivo coi quali occuperà in quel momento una front.e dì 1154, 111 • lodi la fronte normale del battaglione in ordine sparso è fissata in 300 111 ed in Hi0"' quello della compagnia; estensioni queste che perfettamente rispondono alle condizioni di comando per partP- dei comandanti delle compagnie e di direzione per parte del comandante del bo.tlaglione, oltrecchè ne risulta una linea di fuoco abbastanza fitta per gli effeui sul nemico, e non troppo densa per offrir troppa presa al fuoco. S'in tende che questa fronte è considerala come minima, e che al caso può essere ampliata in conformità delle esigenze del combattimento e del terreno . Nella profondità i rinforzi sono posti normalmente a ,t 50m, dietro la catena, i sostegni a 500"' e la riserva a 1000'" dietro la medesima. La Commissione divisò la distanza di 1000 tra la catena e la riserva sulla considerazione che quest'ultima de\''essere in p1·incipio dell'azione al coper'lo çlal fuoco della moschetteria ed an<:he dull'artiglieria del nemico. A 1 ooom il fuoco dei caccialori farà soffrire 01

SULLE MANOVRE DELLA FANTERIA

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all'artiglieria avversaria sensibili perd ite, e si può ammettere che, salvo circostanze eccezionali, essa non se ne avvicinerà di più; ed a 1 ooom più indietro la riserva sarà abbastanza coperta. Però questa distanza di rnoom, dice la Relazione, dev'essere considerata come un massimo assoluto da non mai sorpassarsi e che può conveni re particolarmente in principio dell'azione. La dis tanza dei sostegni è determinata in base a quella che possono 1pec-correre in meno di 4 minuti, ed alla considerazione che una truppa non può allo scoperto sostenere di piè fermo più di 3 o ,i, minuti un fuoco accelerato. La distanza dei rinforzi è culcolata in modo che essi siano in fuori della zona pericolosa del fuoco, anche nel momento in çui la catena si I.rovi a 400m da quella del nemico. La Relazione avverte che queste distanze sono da a.versi come massimi e per il principio del combattimento, che durante l'azione si ristringeranno naturalmente, che in teneno coperto o frastagliato potranno essere minori; ma che in ogni caso però non le .pare che la profondità del battaglione possa essere mmore di 500m. Al disotto cli questo limite, gli scaglioni, sotto l'jmprnssione del eombattimento che succede vicino ad essi, sarebbero tentati di prendervi parte troppo presto; però non potrebbero fornir~, per. esaur!re le forze dell'avversario, quella success1orte d1 sforzi progressivi che è uno dei caratteri del combattere in ordine sparso. . Quanto alla forza degli elementi dell'ordrne sparso, · essa è così fissata: Della metà del battaglione impiegata sulla linea di combattimento, 1/. i~ cacciato~·i, 1 / pei rinforzi > 1/ 2 pei sosteo·ni; cioè in ogm compagrna: & O . • 1 sezione in catena, ,1 sezione in rinforzo e ~ sez10m (cioè un plotone) in sostegno.


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IL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE

Gli intervalli norma,li tra fila e fila di cacciatori è di 6 passi (4'",50 ). A. dimostrare la convenienza del tipo di formazione proposto, la Rela:àonP, espone come dovrebbe comportarsi ciascun scaglione nelle varie fasi del combattimento, sia nell'ofiensiva, sia nella difensiva. Rd in questa parte, importantissima perché chiarisce tutto il ·meccanismo della formazione e l'essenza del concetto tatlico cui 9uesta fu inspirata, ci si consenta di riprodurre quasi letternlmente le parole della Commiss10ne.

Preparazione dell'attacco. - L'attacco _dev'es~ere_ s~m_pre pr~ce?1.Ho da suflicente p1·eparazione. L art1gl1ena com mcm questa preparazione ch'essa prosegue simultaneamente colla fanteria , finchè q_u~st'ulti~ia J~assi all' esecitzione. Si suppone che la pos1z10~e sia già stata riconosciuta e quanto possibile studrntai che l'artiglieria nemica sia al suo posto di combattunento, coperta da cacciatori a 600m d'innanzi a, ad esso. Il battaglione, sotto la protezione dell' artiO'lieri 0 s'è a:vicinato all'inimico facendosi precedere da esploratori; anche quando plotoni di cavalleria fossero incaricati dell'esplorazione, la linea di combaltimento dev'essere coperta da esploratori propri. A 2000m dal n~mico il b~ttaglione, sebbene già disposto in linea d1 colonna di compagnia, è costretto dal fuoco d'artiglieria a prendere la formazione normale. Il comandante del battaglione manda ordinariamente avanti due compagnie destinate a formare la linea di cornbatt.imento. Queste due compagnie si dirigono verso l'obbiettivo indicato loro, si suddividono alla loro volta in t~e scaglioni, cacciatori, rinforzi e sostegno, che si fraz10nano di più in più a misura che s'appressano al OFFENSIVA.. -

SULLE MANOVRE DELLA FANTERIA

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nemico; le t squadre (1) della catena restano aggruppate quanto è possibi le e sono sempr~-p~eced~te dai loro esploratori. Le 4.- squadre cost1tuentt 1 rrnforzi prendono le forme più acconce per sottrarsi al fuoco e per utilizzar~ tutti i ripari che offre il terreno; giova tenerle separate, sia per agevolare la marcia, sia per dirigerle in tempo opportuno sui differenti punti della catena. Si mnove in avanti in quest'ordine, fino a che la moschetteria divenga pericolosa, sino a soom dai cacciatori nemici : allora si distendono i gruppi della catenu, e si prosegue la marcia. In questo momento, generalmente, gli esploratori iniziano un fuoco lento: Così si giunge a 600"' circa, distanza dall a quale s1 impiega con vantaggio il fuoco avanzando su tutta la fronte . I capitani della linea di combattimento hanno già potuto apprezzare la sirnazione: fanno ~llora ~ff?rzare la catena con frazioni costituite, fo rmte dai rmforzi, che non devono esaurire se non man mano a misura dei bisogni, ritardando il più possibile il frammisc:hiamento dei reparti (sous -unités) . I sostegni banno seo-uìto, uniformando la loro marcia a quella degli sc;glioni che li precedono; essi si sono sudd ivisi all'occorrenza e riparati il meglio possibile . .Da questo momento essi sono chiamati a sostituire i rinforzi irnpieO'ati nella catena; una compagnia della riserva si av:nza, unita o separata a seconda del bisogno, per prenderne il posto; indi in poi, i cornand~nt~ della compagnia in prima linea non dovranno serv1rs1 (~) Organicamente di 45 uoruini, che dopo le prime ostilit11 si riduranno a ~ 2 : la squadra della compagnia francese corrisponde alla • della nostra. squadriglia ( 4 plotoni . ( 2 plotoni C~mp_agnia , 8 squadre Compagnia ( 4 sezioni 1taliana I d. . francese d \ 46 squa r1g11e ~6 squa re


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lL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE

SULLE MANOVRE DELLA FANTERIA

che poco a poco dei sostegni per afforzare la linea di f~o.co; ma dov:anno co~servare il più lungamente poss~bde ,la magg10r parte ammassata indietro, altrimenti si avra prema.turamente in prima linea troppa gente e~~osta a. perdite senza compenso, attesochè gli uomini si incaglierebbero gli uni coo·Ji altri nel marciare e nel fuoc?. quando .l'andare avanti dh)ene difficile, 1~ ma1:c1~ s1. ,esegu1sce per riparti: il fuoco dc' riparti nmas.t1 di. pie fe.rmo proteggono quelli che si portano a.vanti. Gh sbalzi successivi così eseguiti da ciascun r1p~rto s'aecorciano vie più man mano che ci avvicrn1amo .~ll nemico e che il suo fuoco diviene più intenso. Gw. da questo momento bisogna cercare di far conve~gere i fuochi della catena sul punto d'attacco. ~os~, s1 pro~:e.de, ,utilizzando tutli i ripari per accostare 11 piu poss1b!le l avversario. Quando non si può più g.uadagn~r t~rreno senza incorrere in perdite troppo cons1derevo!J, Il comandante del battao-lionc ordina o fa ordinare il tiro accelerato di tuLta la linea che i sostegni rinforzano allora del numero d'uorr;ini necessario. per avere un fucile per metro. Si può ammettere :he,,, rn quest~ momento l'attacco sia giunto a circa 300 dal nemico. A tale distanza il fuoco accelerato tempesta di proietti la posizione nemica cornmove il morale del difensore e esalta quello dell,'attaccante. D?po poch! is.tanti di fuoco accelerato, si portano rapidamente m hnea, dapprima ciò che resta dei sostco-ni poi la compagnia di riserva che li ha sostituiti nel lor~ primitivo posto. Queste truppe fresche si avanzano in ordine serrato e si. portano sulla fronte d'auacco 0 cercano con un loro ripart.o di prolungare le ali; danno un unpulso energico alla linea di combaaimel'lto e la traggono innanzi coll'esempio. In questa l'ultima compagni.a ~ella riserva ha seguìto il movimento dei primi scagliom , ·sempre pronta a sostenerli ed a guarantirli

dalle sorprese, a eseguire una mossa girante ed a tener testa ad un attacco di fianco; ne lla sua marcia avrà sempre cercato di coprirsi; meno esposta alla moschetteria avrà potuto mantenel'si in colonna di compagnia; segue attentamente le peripìzie della pugna, ma si tiene in distanza per non impegnarsi anzi tempo; non è venuto per essa il momento di prendervi parte ind irettamente, essa avrà sempre tempo di avvicinarsi durante la preparazione, che sarà soventi assai lunga, come lo provarono gli esempi dell'ultima gueera. La marcia dei sostegni e delle riserve in questo primo periodo è uno dei più difficili problemi da risolversi; se non si farà tutto il possibile per mascherarne la marcia alla vista ed al fuoco del nemico, queste truppe proveranno perdite considerevoli, e saranno trascinate sia a frazionarsi eccessivamente, sia a gettarsi innanzi tempo nella mischia, mancando così al loro ufficio.

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far

in

Esegitùnento dell'attacco. -

Al momento del fuoco accelerato e dell'arrivo in linea dellé Lruppe fresche, può succedere, o che il nemico abbandoni la posizione, o che afforzi la sua linea di fuoco e resista. Nel primo cnso la linea di combatti mento, seguìta dalla riserva, giunge con un solo slancio sulla posizione e vi prrnde piede: nel secondo caso sarà necessario di condurre l'attacco a fondo. Non sarà poss ibile con un solo sbal:w raggiungere in forza sufficien!e la posizione attaccata: bisognerà riprendere la mareia a scuglioni per isbalzi successivi, utilizzando le fermate per eseguire fuochi rapidi di brevissima durala. Per questo momento però non possono darsi regole, indicare proeessi: una parte qualunque della linea, favorita dnlla vicinanza di un oswcolo, vi si porta rapidamente ed aiuta la marcia delle altre parti con un fuoco ben nudrito cd aggiustato; più non sono unità che agiscono, Al'iNO

xx,

VoL. 111.

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fL NUOVO REGOLAMEl'i'l'O FRANCESE

ma frazioni indeterminate, il numero e l'effettivo delle quali non può essere regolalo che a norma delle circostanze. - Questa marcia a sbalzi successivi e per frazioni avrà per iscopo di condurre tutta la linea di comùattirnento a oom circa dal nemico. A questa distunza si può oI"dinariamcnte considerare l'attacco come riescito; in ogni caso, il momento é decisiYo, il combatlimento corpo a·corpo essendo rarissimo; un ultimo sforzo e si è paclrnni della posizione. L'intern linea si slancia aYanti ulla baionetta colla massima energia per dar l'assalto estremo. - ln questo tempo il quarto scaglione (l'ultima eompag11ia della riserva) s'è progressivamente appressato; nel momento decisivo deve essel'e vicinissimo alla linea di combatlimento per poteda appoggiare vigorosamen(e, rcstnndopcrò sempre compatto nella mono del suo comandante; pen etra 11ella posizione quasi contemporaneamente alle altI"e truppe e procura di ussicurarne il possedimento, ch'è ancora precario, avvegnacchè il difensore, che sino allora avrà cercuto di non esporre la totalità delle sue fotze al fuoco micidiale <lella preparazione, si vale <lel momento in cui l'efficacia di questo fuoco diriene quasi nulla per far entrare in linea le sue riserve. Tullo favorisce allom la loro azione; l'artiglieria opposta, per non colpire le proprie truppe, è obbligata ad allungare il suo tiro; l'assalitore è iu disordine, e un fuoco accelerato seguìto da un movim.ento offensivo può ricacciarl o dalla posizione. - Il quurlo scaglione è particolarmente destinato a respingere i contrattacchi ed a conservare i vantaggi ottenuti . - La prima cura del comandante del battaglione, una volta ent.rato nella posizione, dev'essere quella di premunirsi conteo un ritorno offensivo. La linea di comballimento insegue l'inimi co co'suoi fuochi e cerca di guadagnare il limitare opposto senza oltrepassarlo, mentre la riserva oega-

SULLE MANOVRE DELLA FANTERIA

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nizza la posizione e vi si stabil isce difensivamente; sotto la prntezione di questu le truppe degli altri tre scaglioni, il più soventi frammischiate e confuse, devono riordinarsi prontamente al prirno momento che ciò sia loro fattibile. L'intervento della cavalleria sarebbe allora efficacissimo; la sua azione, ocl anche il solo suo mostrnrsi potrebbe contenere il ritorno offensivo, o quanto meno dar tempo ull'assalitorè di riformarsi e cli occupare solidamente la posizione. - Se l'ullacco fallisce, il quarto scaglione raccoglie la linea di combattimento e si distende per offrire al nemico una prima resistenza; esso dà così ai combattenti che ripiegano il tempo di raccogliersi e di prendere un'altra posizione. - Se durante il primo pcl'iodo dell"aLtacco, o durante l'assalto, il comandanle del battaglione è eoslretto ad impegnare la sua ultima compagnia di riserva, deve informarne immediatamente la seconda linea, per averne una nuova riserrn. Di massima l'ipotesi di una difesa passiva è assolutamente respinta . La difesa attiva non deve cereare nelJa scelta del terreno e nella situazione di aspeLtativa che un accrescim ento di forza, e il mezzo di attirare il combtlltimenlo su di un terreno che essa conosce , e dove ha preventivamente disposto le sue truppP, per battere l'avversario con maggiore sicurezza cd in rnigliori condizioni. - Nella difensiva, alri1eno durante il primo periodo del combattimento, le. marce e le manovre son quasi nulle; la direzione si esercii.a sul luogo; assai più faci le ehe nell'offensiva è mantenere la coesione c l'unità cli azione; la maggior parte delle forze possono essere mascherate ed essere chiamate poi in linea al momento opportuno e improvvisamente. Pet' ciò le distanze fra gli scaglioni DUF:NSIVA. -


388

IL NUOVO HEGOLAMENTO FllANCESE

vanno notevolmente diminuite, e cosi la profondità totale della formazione vien ridotta fin dal principio in modo da soddisfare alle condizioni di rapid ità e subitaneitù pei contrattacchi. - La linea cli combattirn ento si compone di tre scaglioni, come nell'offensiva, per risparmio di forze e per non esporre al fuoco se non il numero d'uomini strettamente necessario per trattenere l'avversario nel periodo della ·preparazione. Non è indispensabile occupare in modo uniforme tutti i punti di una linea di difesa; si potrà cosi talvolla prendere una fronte più estesa che nell'offensiva, purchè però il terreno inoccupato sia completamente battuto da fuochi incrocicchiati. - I <;acciatori essendo a pie' fermo possono essere disposti più fiui ed a piani sovrapposti se il terreno lo consente: qui la densità di 11 fucile per metro, fissata come massima per la linea di fuoco dell'offensiva, può invece essere considerata come · minimD. - C?':1~ nell'offensiva, i rinforzi devono essere abbastanza v1crn1 alla catenri per poterla raddoppiare prontamente ed i~ tempo uti le. - .Nel primo periodo i sostegni vanno tenu~1 riparati dietf'O a rinforzi poco presso ad egunl d1~ stanza da questi, che questi da lla catena . Qunndo 1 rinforzi enttano nella catena, i sostegni li sostituiscono nei loro ripari; gli uni e gli altri prendono, per eseguire tali mosse, il momento in cu i il fuoco dell'assalitore è meno intenso o meno pericoloso. Quando la linea di fuoco non può più trattenere l'avanzare dell'avversario e che questo s'acc:inge all'atto decisivo, i sosteo·ni entrano in linea, dirigono fuochi di massa acceler;ti e convergenti sui punti più compatti della linea d'attacco ed imprimono così una novella energia alla difesa. Quello è il momento mo lto propizio per dare al fuoco tulla la sua intensità: un vivo fuoco di rnoscheueria che colga in fronte ed anche possibilmente in fianco le masse assalitrici e sia aiutato dall'artiglieria,

SULLE MANOY.RE DELLA FANTERIA

' 389

può mandare a vuoto l'~ttacc~; s~ si h~ allor~. sufficente nerbo di cavalleria, un ardita canea puo dar fine al cornbaltimen(o. - Se malgrado tutto, l'inimico esegu isce l'allacco e si appressa, il comandante del battaglione ric:orre a contrattacchi eseguiti dalla sua riserva . La riserva clev'essern allora abbastanza presso alla linea di dife:;a per poter piombare sull'vssali tore prima che esso penetri nella posizior'.e _e vi. pigli pied~; a quest'uopo essa si sarà portata rnnanz1 durante _,l combattimento prendendo successivamente delle pos1zion-i riparate, e poichè dovrà il più soventi agi.re sui fianchi dell'attacco, essa dovrà cercare sulle ali della linea di difesa un sito dal quale possa entrare in azione a tempo opportuno, senza esporsi a perd(te trop~o conside,revoli. Una parte però della riserva, a nghe chmse, dovra sempre tenersi indietro per sostenere la line_a di combattimento o raccoglierla in caso di rovescio. Come (J'ià è stato' accennato parlando dell'offensiva, un con7z,attacco eseguito con energia ed improvvisamente, nel momento in cui l'assalitore giunge ansante e disordinato sulla posizione, ha molta probabilità di riese!l/l, epperò il comandante del battaglione deve sem pre risparmiare le sue forze in vista di tale eventualità. - Anche nel periodo della preparazione può'. o per conùizio1;i particolari del terreno o per erron commessi dall attaccante, presentarsi il destro per qualche contrattacco, nè bisogna lasciarlo sfuggire; ed anche per questi contrattacchi. si adoperano reparti della riserva : la loro azione andrà sempre secondata da un ravvivamento del fuoco della difesa. Data così rucrione dell'applicazione tanto nell'offeno difensiva della forma normale e1·1 com· .siva quan to nella J)attimento proposta per il battaglione in .prima line~, la Helazione fa norare come essa adempia alle varie


+

390

IL NUOVO l\EGOLAnIENTO FRANCESE

condizioni cui deve soddisfore oggidì una buona formazione da combattimento, eioè: essere una, semplice e faciìe a prendersi; piegarsi ad° ogni spécie di terreno o caso di guerra; favorire la mobilità d'ogni suddivisione e del tutto; mantenere la coesione e focilitnrc il comando, senza pregiudizio dell'iniziativa individuale; consentire al fuoco di svolgere la sua maggior potenza, ma eziandio di variarla secondo le occorrenze del combattimento; diminuire le per·dite; evitare qunnto possibile il fra,;nmischiarsi delle unità; ed offrire il mezzo cli tener alto il morale del soldato fino al 1nomento deeisivo, col far entrare successivamente in linea dei rinforzi saviamente riservati . Però a lato di tulti codesti vantaggi, può temersi che una siffatta form;:izionenon guarantisca abbastanza quella coesione che il tallo de' gomiti e la costante riunione di tulli i riparti nella mano del capo assicuravano all'ordine serrato. Questi mezzi testè possenti difetteranno nel eombauimento moderno; e, dice la Retciz,ione, sal'à urgente di supplirvi con un metoclo d'ùtriizione rcizionale, atto et dcire al soldato unci tale abitudine di raccogliersi intorno ai suoi cap1', che esso giunga a farlo instùitivamente in tutte le cù·costanze ecl anche malg,raclo l' orgasm,o prodotto clal combattimento. Questo sarà in vero il mezzo più efficace per mantenere la coesione e per riparare ad uno dei più grandi inconvenienti dell'ordine sparso; e meglio ancora se si ponga per principio di lasciare ogni unità sotto il comando del suo capo dirètto e, per quanto possib ile, di non impegnare i sostegni e le riserve,che aggruppati od al bisogno per ripar'li •compatti, sotto l'immediato comando dei loro ufficiali. Ora. che abbiam riferito, il più chiaramente che ci fu possibile, l'ordine normale di combattimento su cui si fonda il nuovo regolamento francese, e che ne ab-

SULLE MANOVRE l)ELLA FANTERIA

biamo esposto il modo di procedere nell'azione, ci sia concesso di confrontDrlo breveìnente col nostro, con queilo eioè sanzionato colle ilfodificazioni del il maggio 18'73, delle quali a suo tempo demmo conto in questa Rivista ('1). E faremo questo riscontro rispetto alla l'orm a in sè, e rispetto al modo d'azione. Quanto alla forma vi ha quasi eguaglianza relativamente alla disposizione ed alla forza degli scaglioni, ma vi ha diversità riguardo alle distanze ed alla composizione dei medesimi. li nostro battnglione in ordine normale di combattimento, ha come il francese 2 compagnie in ordine sparso, l'uoa a lato dell'alfra, cioè: 4 plotoni di cacciatori, tra catena e rinforzi; il francese ha 4 sezioni (e la sezione francese corrisponde precisamente al nostro plotone); da noi il sostegno è formato da 4 plotoni, dai Francesi da 4 sezioni. La nostra riserva come la francese si eompone delle altre 2 compngnie del battaglione. Dall'una e dall'altra parte ci sono dunque quattro scaglioni (2) e nel la stessa proporzione di forza . Ma il primo cd il secondo scaglione sono diversamente formati: nel tipo francese la catena è formata da due sezioni intere, e così pure di due sezioni intere consta.no i rinforzi; da noi invece, ciascuno dei quattro plotoni in cacciatori ha una squadra in catena e l'altra in rinforzo; e erediamo valga. meglio il nostro siste.ma, perocchè ne risulta maggior in tiO

(~) llfoista del maggio 4873 e dell'aprile 4874, (2ì Veramente dopo la Nota rninfateriale del 4 marzo 48,4 (Vedi Rivista militm·e dell'aprile stesso anno) noi non avremmo più che~ scaglioni , poicbè fu prescritto che i rinforz i si debbano tenere riuniti

ai sostegni. l\Ia speriamo s.i ritorn~r1t da questo passo retrogrado, e che il 2° e 3• scaglioni\ verranno di nuovo separati di posizione, come lo sono essenzialmente d' ufficio.


392 Jr., NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE mità fra gli spezzati della catena e i corrispondenti rinforzi, comecchè del_Io ·stesso plotone e contemporaneamente comandati dal loro ufficiale capo plotone; oltracciò nel nostro sistema, essendo di regola che tra le squadre in catena debbasi lasciare l'i;tervallo di una squadra di.stesa , al momento di entrare in catena ciascuna squadra di rinforzo trova il suo po:;to a destra o a sinistra dell'altra sua squadra, e così il raddoppiamento della catena ha IuoO'o senza l'immischiamento delle file delle due squadl'e~ ciò che non torna cosi facile nel sistema francese. Questa nostra opinione può essere contro versata, lo intendiamo bene: ma qui ci manca lo spazio per discuterla e ci limitiamo per ora ad enunciarla. Laddove la diflerenza fra la forma normale francese e la nostra è più spiccata, si è ne lle distanze da scaglione a scaglione. Ed ecco sinotticamente queste distanze:

Ij

For ma

fr,rncese

(massimi)

F orma italia na.

--------------)fedie

reg.oh1me1lt:'lri

Massimi dedott.i

Dalla catena ai rinforzi .

.Ì

150"

·lfjQm

150'"

Dalla catena ai sostegni .

I

500"

'150"

200"

Dai sostegni alla riserva . . . .

,

500"'

200"

300"'

Profondità intera del battaglione in ordine sparso . . . . . . .

1

1000"'

350"'

500'"

I

I I

La differenza è en'Orme, quasi da 3 ad 11. Avvertiamo però snbito che le distanze della forma francese sono massi·me, come notammo pre.cedenLemente, e slabilite per il preludio del combaltimento e per l'offensiva,. mentre quelle date dal nostro regolamento d' esercizi sono mectie e dich iarate variabili secondo la specie e re fasi dell'azione. /

393 Questa considerazione però non toglie la differenza assoluta; e cli vero noi crediamo che non ci sarebbe tra noi un comandante di battaglione il quale avviserebbe di potere, anche in principio del combattimento, tener i suoi sostegni a oOO passi da lla catena, e 500m più indietro ancora la riserva; egli si scoslerà.100rn in più o ·100"' in meno dalla cl istanza regolnmentare, ma più in là è difficile che s'arrischi senza vi sia proprio costretto da forza maggiore. Epperò non temiamo di avere errato desumendo dall e medie regolamenlari le massime .corrispondenti, quali le abbiamo inscritte nella ultima <.;Olonna dello specchio qui sopra, onde poter fare un omogeneo confronto colla forma tipica francese . Or quale dei due sistemi di distanze convien meglio? La questione è di difficile soluzione, e quanto meno comporterebbe una lunga trattazione per.essere definita. SLi miamo per altro di poter emettere l'opinione, che le distanze date dal nostro regolamento siano troppo ristrette, particolarmente quelle pei sostegni e per la riserva, e che nel regolamento medesimo dovrebb'esserechiarito che le distanze medesime possono almeno raddoppiarsi in principio elci combattimento ed in terreno piano e scoperto; e questa opinione è pur quella della maggior parte degli scrittori di ta tti ca del giorno (4) desunta dall'esperienza dell'ultima guerra , dalla quale la Commissione francese ha naturalmente ricavato le sue idee, ·e vi ha fondato le sue proposte. SULLE MANOVflE DELLA FANTERIA

(~) Il capitano BoGUSLA WSKI nel suo opuscolo intitolato: La fì,.çionomia del combattimento cli {'anteria nella guerra del ~870-71, scrive: ~ Il nostro regolamento ci prescrive di tenere i sostegni quanto più possibile vicini alle linee di cacciatori, per poterle soccorrere immediatamente. L'applicazione pratiea fu soventi conl'Y'arùi·a questo


394. IL NUOVO REGOLAME NTO FHANCESE Certamente è nell' essenza stessa degli scao-lioni di rincalzo il trovarsi sempre in misura di sos~nere la linea di co1:1battimento, e bisogna che a qualunque momento v1 possano giungere prontissimamente sia per decidere l'attaeco, sia per impedire che i primi s~aglioni ~iano sopraffatti dal nemico: ma è pur indispensabile, come benissimo lo accenna la llelazi'one di cui discorriamo, eh~, segnaLamente nel periodo della preparazione dell'allacco, non siano soverchiamente ravvicinati ed esposti, per non essere trascinati anzi tempo nella mischia o disordinati e fallire così alla loro destinazione Lattica. Pertanto a noi sembrano più· razionalmente fissate nel criLerio del moderno combattere le distanze m assime_ del nuovo regolamento francese, che non quelle medie del nostro; di· corsa: in un minuto il rinforzo arriverà sulla l inea; in tre minuti, e poco più, il sostegno; la riserva non potrà sicuramente far di corsa i ,1000. me~ri che la separano dalla catena ecÌ a raggiungerla impiegherà 9 o '10 minuti, ma sul principio del periodo della preparazione sarà difficile che ìa riserva debba improvvisamente accorrere sulla l inea di combattimento, mentre sul finire di questo periodo ed in quello dell'esecuzione la riserva dovrà essersi uvvicinata assai pel concorso che deve prestare nell'atto decisivo . Quanto al modo d'azio ne, sia nell'attacco, sia nella difesa, vi ha quasi perfetta uguaglianza di metodo tra le prescrizioni del nostro regolamento e quello inprecetto, e noi preferiremmo personalmente che fosse raccomandato di tenere i sostegni quanto più lontani possibile, ovverossia abbastanza lungi perchè non soffrano t roppo grandi perdite, ma pur restando in grado di soccorrere le lince dei cacciatori ». E potremmo fare uguali citazioni dello ScHEllFF c d'altri distinti scrittori compctentissimi nella materia.

395 dicalo dalla Relazione ch e esaminiamo. Nello avanzare, sotto ·1a moschetteria nem ica, a meno di 600m, la catena deve movere a sbalzi successivi d'l'lppostarnento in appostamento: la Relazione francese prescrive gli. sbalzi a frazione per frazione e, per così dire, a scaglioni; il nostro regolamento invece prescrive gli sbalzi simultanei di tutta la _linea, ma li ammette anche a scaglioni. E veramente gli spostamenti simu!Lanei sono da preferirsi a quelli successivi a spezzatì, per un'infinità di ragioni. La Relazione francese trova che « il fuoco delle frazioni rimaste di piè feemo protegge quelle che si portano avanti ». !\Ia i reparti che si spiccheranno innanzi di corsa non arrischieranno di essere colpiti dai fuochi dei riparli laterali rimasti di piè fermo? Il soldato sente sempre mal volentieri il fischiar luterale delle palle dei suoi cornpagni. Il movimento simultaneo, oltrechè cli eseguirnento più breve, - ed in tali momenti la rapidità di rnanovta è evidentemente di tutta importanza, - sorprenderà l'inimico, che non potl'Ì.t subito, nè concentrare, nè regolare il suo fuoco, mentre invece avvedendosi dello sposLamento per riparti successivi, poLrà far subire perd ite gravissime agli ultimi che muoveranno; la truppa avanzerà certamente con maggiore franchezza tutta insieme; e ad ogni modo è indiscutibile che la mossa sarà così esegni la più facilmente, ad un simultaneo comando per tutta la linea, ad una spinta comune che verrà data con un avanl'i generale e coll'esempio di tutti gli ufficiali. Il procedere a scaglioni può, in certe cond izioni di terreno, adoperarsi a considerevoli distanze, tra i 600 e i 300m: più vicino sarebbe sempre pericolosissimo. Nel sistema francese i riforzi dovrebbero nell'attacco entrare in catena a 600m di distanza dal nemico; tra i 600 e i soom dovrebbero pure portarsi sulla SULLE MANOVRE DELLA FANTERIA


S96

lL NUOVO I\EGOLAMEN1'0 FIIANCESE

lin~a prima. una parte dei sostegni, :poi il restante d~1 so~tegm e metà della riserva, e quivi cominciare il fuoco generale acceleralo . Il nostro regolarr_iento non indica distanze per il distendirnento del rinforzo, perchè lo considera come elemento integrante dell_a catena, che deve pertanto completarla non a~pena il fuoco _della catena deve produrre qualche effic_acia; ac_cenna mvece che i sostegni devono porta~·s1 sulla lmea . . quando questa oo·iu no-e o a 200m dal nem1co e ap1:1rs1 soltanto allora il fu..oco accelerato. Ci sembra per~ che _anche per noi, col nuovo fucilc,si possa ammettere 11 pmno fuoco accelerato a 300 01 : è vero che g l~è solo quistione di 100"1, ma nel caso concreto tale distanza è rilevantissima. Un'altra c~ifferenza tra il modo d'attacco suggerito .dalla Relaz~one e quello del nostro regolamentQ si è che per 1101 l'assalto deve partire da ,100:n (n. 59'.i:l del _regolamento) mentre la Relazione richiede, come abbiamo accennato, che la marcia a sbalzi successivi e per frazioni conduca tutta la linea di combattimento a 50"' circa dal nemico, e cli là si slanci avanti colla massima energia tambou1·s battants et bat:onnette basse. Certo, se il terrt·no presenla un ultimo apposlament? a, 150m dal~a posizione nemica, conviene pigliarlo: fa~, di la un_ ull_u:10 fuoco accelerato e poi, se il nemico non · s1 nt1ra, slanciarsi alla baionetta. Ma di t?assirna a noi pare che l'ultimo appostamento e l'ull1mo fuoco accelerato basti a 1oom: gli efletti del fuoco saranno uguali, e la distanza di ,ioom può percorrersi alla. corsa in mezzo minuto, tulto d'un fiato e con uguale impulso, come partendo da soli 50m, con quesl.a difforenza che in generale s'incorre rà in minori perdite partendo alla carica da un ultimo apP?s~amento a 1100 111, che non ristando a 50m per ri·p1gl1ar poi la marcia. 1

1

SULLE MANOVRE DELLA l!'AN'l'E l\lA

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Ma nella pratica questa differenza teorica svanisce: onde possiam conchiudere esserci mollissima rassomiglianza nella forma e nel modo d'azione tra l'ordine nos Lro normale di · combattimento e quello ora prescritto dal puovo regolamento di manovra de lla fanteria francese; non sarà il caso di modificare il nosLro, tranne forse relativamente alle distanze degli scaglioni, come notammo . Dove invece crediamo ci sarà conveniente di segu ire in parte il metodo tattico francese, sarà nella formazione di' combattimento offensivo della brigata : da noi è detto (o. 77 1 e seg. d8l regolamento) che un reggimento sia in prima linea e l'altro in seconda: i Francesi invece mettono i due reggim entì l'uno a lato dell'altro, ed avente ciRscuno un battaglione in prima linea, uno in seconda ed uno in riserva, lasciato al comandante delJa brigata l'impiP.go esclusivo dei due battaglioni di riserva. Questa formazione p0r ala è più acconcia a mantenere la coesione e ad impedire il frammischiamenlo di corpi diversi, però come è troppo profon,da e mancano i comandanti di linea, questi sono due gravi inconvenienti.. .. . ma ne ripvrleremo in altro articolo rendendo conto dell'opuscolo ufficiale or ora pubblicato Étude relative à l'execution dernianoeuV?·es dans les corps d'armée, ove sono date notizie su lla tattica delle tre armi da seguirsi nella manovra. 1

Nella s ua terza parte la Relazione deduce dai principii fondamentali della nuova tallica le basi su cui poggiare un metodo d'istruzione che valga a far acquistare ai soldati ed ai loro capi le qualitù necess11.rie per servirsi utilmente della nuova forma cl i combattimento proposta, col mettere in pratica fin dal tempo di pace codesti princ ipii. Tale metodo deve soddisfare essenzialmente alle seguenti condizioni: 1° Assicurare la coesione .in ,guisa. da poter far convergere utilmente e


398 IL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE in tempo opportuno gli· sforz i di l11t1.i ad uno scopo comune; 2° Svolgere, ed in pari lempo regolarla, l'iniziati va individuale, di maniera che ogni riparto, sino alla minima forza, possa produrre il suo rnnssimo effetto al momento voluto; 3° Essere approprialo a coloro che devono seguirlo, svolgere e utilizzare le loro attitudini fisiche e rnornli il più prontamente e pienamente possibi le; 4° Far sì che la truppa possa rica, are il maggior vantaggio possibile dalle sue formazion i e dal suo fuoc:o, ed abiLUare i capi e i soldati a valersi abilmente del terreno. Ecl in vero non saprebbesi formular meglio il concetto di un buon metodo d'istruzione. Le due prime condizioni sono legate intimamente l'una all'altra. Nel combaLLimento in ordine sparso, come dice otLimamcnle la Relazione, il primo e il più importante doYere d'ogni individualiU1, sia di persona, sia di un riparlo cli truppa, è l'azione comww; ciascuna dc:ve innanzi tutto restar continuamente soggella alla direzione che il capo imprime a tutti gli sforzi verso uno scopo comune. L'azione indivìd11,ale viene poi. La prima è preponderante: accentra le forze; la seconda le accresce. ma le disperde; sono due elementi (:he si avversano: la subordinazione che assicura l'azione co mune e conseguentemente la coesione; l'iniziativa senza cui l'azione individuale è nulla; l'unico modo di bilanciare c1ues ti principii sta in una forte disciplina e nell'abitudine di una giudiziosa appli~azione; richiedesi un metodo d'istruzione che determini bene la parte della subordinazione e quella dell'iniziativa nelta loro azione simultanea e non lasci sussistere dubbi o equivoci, e questa limitazione esatta sarà la regola generale che dovrà servire di guida a tutti i gradi della gerarchia militare, tracciando a ciascuno il suo ufficio e i suoi aUriJmti. Bisogna che mercè una progressione saviv-mente re1

399 golata ed un'intelligente ripartizione del lavoro, anche i soldati di più corta ferma sotto le armi (sei mesi) possano imparar quanto basti prima di andar in congedo illimitato. Bisogna infine che il soldato impari tutto il valore della sua arma, perchè gli si incarni la massima dell'economia del fuoco, ed impari eziandio a utilizzare tutti gli accidenti del terreno senza. pregiudizio però dell'efficacia del tiro del suo fucile. Per manLene,·e la coesione sì richiede che, dapprima nell'istruzione elementare e poi nelle forme e negli ani a righe se!'rate, sia costantemente osservata una regolarità ed una precisione tanto maggiore quanto più essenzialmente quest'istruz.ione e queste formazioni hanno per iscopo cli abituare il soldato ad una strelta disciplina, ad un'attenzione costante e sostenuta. Per avvezzare il soldato novello a rimettersi prontamente nell'ordine primitivo, si faranno generalmente segufre gli esercizi in ordine sparso d,l alcuni movimenti in ordine serrato, destinali a ristabilire la coesione, se mai fo allentata o scossa: quest'alternazione agevolerà poscia il pussaggio dall'ordine sparso all'oriline serrato e vic:eversa. Non è possibile, certamente, di dare regole che fiss ino l'azione cli ciè:lscuno per tutti i casi che si possono presentare in guerra; ma il regolamento può fissare dei limiti per l'istruzione di pace; e saranno un'ottima guida per la guerra . A questo punto di vista bisogna considerare le cause le quali determinano la condotta che uno deve tenere, i mezzi che ha disponibili, e i limiti del campo su cui può esercitare la sua azione. E così « il comandante di battaglione deve anzitutto tener conto degli ordini avuti e dello scopo prefissatogli; egli rivolgerA pertanto spec:ialmente la sua attenzione sul battaglione nemico che gli sta di fronte; ma, SULLE ì\[Al'\OVRE DELLA FANTERIA


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JL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE

SULLE ll[AN'OVRE DELJ,A FANTERL.\

dovendo in pari tempo mantenersi sempre in comunicazione co' suoi vicini di destra e di sinistra, di tanto in tanto egli getterà un colpo d'occhio sui battaglioni collaterali ed anche sui bat!aglioni nemici opposti ai medesimi . Se si aggiunge che egli deve tener conto dell' artiglieria e della cavalle ria amiche A avversarie, delle truppe di seconda linea che lo sp;:illeggiano e di quelle che può scorgere dietro la prima linea del nemico, come pure delle forme del terreno, si .sarà indicato, quanto nettamente è fattibile, le cause che devono dirigere la condotta del comandante del battaglione in prima linea. Quanto ai mezzi d'azione, egli li troverà naturalmente nella propria truppa, truppa che il regolamento gli permette di maneggiare, di far mo vere, d'utilizzare insomma a norma delle esigenze del combattimento.Finalmente i limitideJ!a sua zona d'azione risultano dalle cause che determinano la sua condotta: il terreno in larghezza e profondità occupato dal suo battaglione, queJ!o che gli sta dinanzi sino al nemico, poi lo spazio a destra ed a sinistra sino ai battaglioni vicini ·ed anche obliquamente sino ai baltaglioni che li fronteggiano : questo è evidentemente il campo ove deve agire e combattere. Se i capi in prima linea, in tu tti i gradi delle gerarchie, si mantengono entro limi~i analogamente tracciati, la coesione sarà assi curata su tutta la fronte ed in pari tempo sarà tutelata la parte d'iniziativa spettan te a ciascuno ». Ed a noi pure sembrn che in codesta maniera si possa risolvere alla megli o il complesso problema di conciliare nel cnrnpo tattico la subord inazione coll'iniziativa individuale; ma bisogna che il regolamento sia ben preciso e soprntuLto che ne ll e esercitazioni se ne esiga sempre la più scrupo losa e pedantesca osservanza. Questa pregevole Relazione termina con emettere il voto che sia data un'unità di direzione, in corre-

lazione ai principii generali da essa esposti, a tutte le altre prescrizioni regolamentari concernenti l'organizzazione, l'educazione della truppa e ai diversi servizi dei corpi, di g uisa che s'accordino, cospirando ad un fine comune; che nulla debba ado ttarsi pel piede di pace che non sia applicabi le al piede di guerra, e ciò per facilitare la mobilitazione; che non bisogna distrarre in cose estranee ver uno dei momenti che si debbono impiegare nell'istruzione, restringendo quanto possibile il servizio di piazza e somministrandolo per riparti costituiti; e nel tiro occuparsi particolarmente a far dei buoni tiratori alle brevi distanze, « il tiro a breve distanza essendo il solo che possa avere un'efficacia sempre sufficiente » ed essendo d'altro canto la preparazione indispensabile per far poi dei tiratori a grandi distanze. In a!Lro articolo daremo conto della parte propriamente regolamentare.

Amrn xx, VoL. 1n.


STUDlO RELATIVO ALl;ESEGUIMENTO ECC.

STUDIO

RELATIVO ALL' ESEGUl~IENTO DELLE llANOVUE NEI

CO RPI

D'ARMATA

4,03

delle esercitazioni; ed in tutto cib le definizioni e le norme date corrispondono quasi in lerarnente a quelle delle nostre fatruzfoni per l'ammaestramento tattico, onde non ei sembra il caso di fermarvi ci. Il capo 3° frìvece contiene i precetli tattici di cui sopra, e questi sono dati come « notizie tendenti a familiarizzare gli u[ficiali di ciascun'arma colla tattica delle altre armi, affinchè possano meglio apprezzarne . l'azione e il concorso nell e manovre»; ne faremo impe rwnto un rapido cenno.

Fanteria . - I battaglion·i di ~"' linea adotteranno la forma di comba uimenlo ind icata nel regolamento Il Ministero della guerra francese ha recentissimamente emanalo, sollo il litolo premesso (1), una specie di Istruzione conte nen te le norme da osservarsi nelle grandi manovre dei corpi d'annata, compilata dal suo 3° nnìcio (Operazioni militari e istntzionc d'insieme dell'esercito). Non è che un libl'etto di meno di 50 pc1gìne; nondimeno merita la maggìot·c attenzione, in quanto che riassume i più essenzi al i prece tti della tal.tica cli combatlimento cui si debbono uniformare le tre armi in quell'esercito . I due primi capitoli hanno specialmente per iscopo di defin ire le manovre, in manovra semplice, ovverossia con nem ico supposto o segnato, e manovra a dopvia adone, cioè con nemico rap presentato, e di dare norme cìrea la scelta del terreno, la forza dei partiti, la direzione delle rnan ovr{~ , i doveri e le attribuzioni dei comandanti di partito, l'andam ento e la critica (4 i Étude relative à l'exéciltion des manrouvres dans les corps d'armée. - Paris ~ 875, iruprimerie nationatc.

12 giugno :18715. (Vedi pag. 378 di questa dispensa della Rivista.} Come forme più acconce a mantenere la coesione e a impedire il frammischia.mento delle truppe di corpi diversi, è suggerilo: a,) Per una brigata che prende l'offensiva (la disposizione per reggimenti l'uno a lato dell'altro, la disposizione pe,1° ala), un battaglione in 4a linea, uno in 2" cd uno in riserva, il generale riservandosi l'impiego dei éh1c battaglioni di riserva; v) ~ella difensiva, la 2a linea avendo meno occasioni di frummisc hiarsi all a prima, ed il comando esercit.alo sul posto po tendo farsi sentire più fo.c ilrnente, si può preferire la fo rmazione per linea, un reggimento in ,J a Iinea e l'altro in 2.. linea. A noi pare che nel caso a) per evitare il /'rammischi'amento delle truppe ·di corpi diversi, si vada troppo in là nello spezzamento in profondità del reggimento che oggidì è consideralo, non più come ne l passalo per una semplice unità amministrati.va, ma come corpo tattico. L' Tstruzione di cui discorriamo, non indica la distanza da linea a linea; sappiamo però che secondo


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NEI CORPI D AI\MATA

404 STUDIO .RELA'l'lVO ALL'ESEGUIMENTO DELLE MANOVRE la forma normale- del battaglione tra la catena e la ri--serva del battaglione di 11a linea possono esserci 11000 metri: or per quanto si vogliano tener vicine la 2." e la 3a linea, il campo d'azione del comandante di reggimento sarà sempre estesissimo nel senso della profondità e sol di 300 metri in fronte. E questo certo è un inconveniente non insignificante. - Intendiamo benissimo che coi reggi.menti a 3 battaglioni, volendosi l'ordine per ala ed avere due linee ed una riserva, non è possibile venm'altra formazione: ma ad una brigata di fanteria inquadrata nell a linea generale .di che sia proprio i ndispensabile batta()'lia o tra altre bri~ate, ~ . una riserva particolare? A forza d1 voler a vere delle riserve, non si finirà per avventura di rimpicciolil· troppo le truppe cli primo combattimento"? E non è un principio predicato da tutti oggigiorno che b isogna subito ao-ire vigorosamente col fuoco della ·P linea e non o . , d' menar trnppo le cose per le lunghe? In quest or me d'idee a noi pare che la formazione cli una brigata non isolala potrebb'essere in sole due linee : ciascun . reggi.mento con uno o due balLaglioni in ,J i. linea e due o uno in :za linea, secondo che le circostanze del combattimento richieggono di· sviluppare sub ito un'azione meno o più vigorosa; e se il tratto della linea di battaglia assegnato alla brigata richiedesse ch_e l'un~ dell~ ali fosse p iù dell'altra afforzata, uno dei regg1ment1 potrebbe mettersi con un battaglione in 1• linea e due in 2° e l'altro nell'altra formazione i ndicata sopra. La·' forma proposta dall' Istt'uzione francese puo' convenire al caso di una brigata i solata: e forse forse in detto caso sarebbe miglior consiglio melLere un reggi1nento in ,in e 2• linea e tener tutto l'altro cli riserva, - Il voler prefiggere forma:,, ioni normali per le unit~ superiori al battaglione, ci sembra spinger un po· troppo le cose.

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Quanto alla formazione b) per la difensiva, essa non ,ci pare abbastanza giustificata. Se la 1 a linea sarà respinta, non ci sarà il frammischiamento delle truppe dei due reggimenti? E in tale frangente tale frammischinmcnlo non sarà esso anche più dannoso che nell'offensiva'? Anche qui dunque sembra più conveniente la formazione per ala. - Ma il nostro còmpito non è per ora di d iscutere, ma di render conto ..... L'Istruzione accenna così il rnelodo da seguirsi nell'offensiva e nella difensiva: Nell'offensiva l'avanguardia rincaccia gli avamposti nemici; si stabilisce sui punti dai quali può proteggere lo spiegamento del corpo principale e su quelli che importa di occupare in vista dell'azione ulteriore, L'inimico attaccato dall'avanguardia è costretto a spiegarsi, ed il generale comandante la colonna può allora rendersi conto della specie e dell'importanza delle forze opposte . Coperto dalla sua avanguardia, il corpo principale passa dall'ordine di marcia a quello di combattimento, prendendo una forma concentrata, affinchè il comandante possa più facilmente disporre de' mezzi propri; e una siffatta.concentrazione giova sempre qu ando di possibile esecu~ione prima del combatti~1ento, piut1:osto che slanciare successivamente avanti ogni riparto della colonna, man mano che esso entra in linea; ottimo precetto questo e la cui inosservanza fu molte volte fatale. - Una truppa non può attaccare una posizione senza -che la sua artigl ieria abbia preso un sopravvento deciso su quella della difesa. Tiratori destri e ben comandati possono trovar fre'luenti occasioni di coadiuvare l'artiglieria tirando sui pezzi del nemico. - Gli attacchi di ·.fianco ai utano quelli di fronte e soventi divengono decisivi: bisogna però guardarsi ·dalle mosse avviluppanti troppo estese. - Ogg·idì è difficilissimo di cambiare sotto


406 ~l'UDIO 1\ELAl'lVO ALL'EsEGUmENTO DELLE MANOVRE il fuoco una truppa impegnata; il cambio non può farsf che per piccoli riparti, nei momenti in cui il combattimento sì rallenta. - In generale l'entrare in linea di un sostegno deve decidere una mossa in avanti della truppa attaccante. La difensiva trae la sua forza dal fuoco e dal savio impiego del terreno. Le ali, come punti deboli in ge-nerale, vanno appoggiate ad ostacoli dEil suolo ed anche afforzate con truppe disposte indietro. - Una difesa interamente passiva conduce infallibilmente alla perdita della truppa; bisogna adunque affrettarsi di prendere l'offensiva appena ciò è fattibile. Se non si può pigliare interamente l'offensiva, s'eseguiscano almeno contrat-tacchi; pei quali il momento pit1 propizio si presenta allorchè l'assalitore, sfinito per le perdi te già sofferte, giunge a breve distanza. Se si è stati respinti dalla posizione, i ritorni offensivi sono opportuni nel momento in cui l'inimico penetra nella pos izione, essendo allora inevitabilmente disordinata per la lotta sostenuta.

Cavalle~·ia. - Nel loro insieme le disposizioni di combattimento della cavalleria sono sempre soggette al principio della formazione in scaglioni. Una truppa di cavalleria deve avere almeno uno scaglione per ispalleggiare la prima linea, coprirne i fianchi e minacciar quelli dell'avversario. Possibilmente ha eziandio una riserva. Essa manovra in colonna, e spiega i suoi sc1uaclroni· per venire alle prese col nemico. Per poter passare pron-tamente dall'una all'altra di queste formazioni, impiega la linea di colonne. Trattat).dosi di combattere contro altra cavalleria, si· forma sopra due o tre l inee, secondo la sua forza, appena il nemico s'avvicina. Gli squadroni della prima linea sono disposti in linea di colonne, oppure sp iegati; . per proteggere i loro :fianchi distaccano a 50 passi dietro

NEI CORPI D'ARMATA

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ciascun'ala uno scaglione di un plotone o d'una divisione. Il còmpito della 1a linea è di far breccia; essa avvolge, se può, una delle ali dell' avversario. Per dare la maggior forza possibile al primo urto giova impiegare in la linea i reggimenti di corazzieri nelle divL sioni di cavalleria, e quelli dei dragoni nelle brigate di corpo d'armata. - La 2" linea si colloca l 50 a 300 metri dietro la P, e forma uno scaglione offensivo infuori dell'ala che si crede minacciata. Gli squadroni sono in l inea di colonna. - Se si può formare una riserva, questa prende posto 450 metri dietro l'ala della l °' linea che non è protetta dallo scaglione della 2a. L'artiglieria si colloca in colonna di sezioni per batteria dal lato meno minacciato, all' altezza della riserva. Se non v'è riserva si mette dietro la 2" linea accompagnata da una scorta. ~ Ogni linea ha il suo proprio comandante. Per tener informato il comandante della cavalleria dei movimenti del nemico, si mandano più lontano che sia possibile sulla fronte e sui fianchi pattuglie, dette di: corrLbattirnento. Esse sono composte d'un ufficiale e di due cavalieri bén montati, e continuano il loro servizio di sorveglianza per tutto il tempo dell'azione. Indipendentemente da queste pattuglie, ogni squadr0ne si fa precedere di circa 200 metri da- un cavaliere chiamato esplorato.re del terr·eno. L'uffic io di questi. cavalieri è di avvisare se vi sono ostacoli che i mpediscano la marcia e di ricercare i passaggi. Con questa formazione la cavalleria può combattere e far fronte ad ogni eventualità tanto di piè fermo che in marcia.· I principii. che devono guidare una cavalleria nel combattimento sono i seguenti: Conservare l'rnizia.tiva dell'attacco, e prevenire il n emico nella carica; - Attaccare per sorpresa e prendHre il nemico di fianco od anche di


408 STUDIO R&LATIVO ALL'ESEGUIMENTO DELLE MANOVRE rovescio; - Sostenere ogni attacco di fronte con un simultaneo attacco di fianco. -- Tosto che le colonne nemiche sono vicine, l'avanguardia si riunisce ~lla l" linea, l'artiglieria cerca una posizione che possa tenere a lungo, ~ dalla quale possa preparare l'attacco. La la linea si avanza ad incontrare il nemico minacciandone 1,1n' ala, ed al momento opportuno, spiegati i suoi squadroni, se erano in linea di colonne si slancia alla carica. Bisogna evitare di ·spiegarsi tro~po presto. - La 2a linea seg11e la I" a breve distanza, procurando di gettarsi sui fianchi del nemico e di respingere i rinforzi che gli sopraggiungono. - La riserva si regola sulle mosse generali delle due prime linee, e rimane a disposizione del comandante generale, che la impiega sia a compiere la disfatta del nemico, sia ad insPguirlo, sia in fine a proteggere il riordinamento se l'attacco non è riuscito. Detto comandante procura di serbarsi intatta una parte della riserv~i pel momento decisivo. Combinata colla fanteria, la cavalleria esplora il terreno, r icerca notizie del nemico, e ne copre la marcia. Al momento di cominciare il combattimento, essa si ritira dietro una delle ali, e sceglie una posizione dalla quale possa accorrere in tempo contro la cavalleria nemica. Non cessa mai di far osservare da pattuctlie i fianchi delle truppe impegnate, ed informa il co~andante in capo dei tentati~1 i del nemico. - Può essere impiegata. a fare dimostrazioni sulle ali e sulla linea di ritirata del neruico. · La presenza della. cavalleria sopra un punto qualsiasi del campo di battaglia è una continua minaccia pel nemico. Ma il momento favorevole alla sua azione è breve, fugace e difficile a cogliersi. - Stante l'efficacia del tiro, non devesi caricare la fanteria se prima non è stata disordinata od almeno scossa. - La cavalleria approfitta

409 <l'ogni accidentalità del terreno per sorprendere il nemico, e lo attacca sempre risolutamente attraversando collanÌaggior rapidità possibile la zona micidiale. Le cariche si fanno per scaglioni successivi e molto ravvicinati, in modo da non lasciare alla fanteria il tempo .di riordinarsi. Contro l'artiglieria la cavalleria dirige due attacchi; l'uno è fatto da una linea <li foraggeri che cercano di spuntare le due ali dell'artiglieria, l'altro da un distaccamento che procura di giungere sul fianco della posizione, per girarla e gettarsi sulla scorta. La cavalleria non combatte a piedi che eccezionalmente. L'occasione di ciò fare si presenta specialmente nelle operazioni secondarie della guerra, come per trattenere una cavalleria superiore all'entrata d'una stretta, per guardare un guado od un ponte, per impossessarsi di posizioni inaccessibili ai cavalli e debolmente difese. In questi casi i cavalieri combattono in ordine sparso. Nelle manovre non si deve dare troppa estensione ed importanza a.i combattimenti di cavalieri appiedati per non falsarne le idee e paraliZJ.arne 1o slancio. Quando l a cavalleria aspetta di prandee parte all'azione, mette piede a terra per risparmiare le forze dei cavalli; ma se ha già preso le disposizioni per combattere, i riparti di 1a linea resteranno a cavallo pronti ad agire. NEI CORPl n'AllMA'rA.

Artigliéria. - L'artiglieria incomincia l'azione, la prepara, la sostiene e qualche volta la termina. - La sua missione all'avanguardia è di costringere il nemico a spiegare le sue colonne ed a far vedere le sue forze; inoltre essa protegge lo spiegamento delle truppe che accompagna. Le batterie aprono il fuoco a distanze che variano fra 1500 e 3000 metri.-·- Esse conservano più a lungo


,i,10 STUD{O RELATIVO ALT}ESE(WIMENTO DELLE MANOVRE

I

che sia possibile le loro primitive posizioni, lasciandosi: oltrepassare a poco a poco dai cacciatori, dalla.prima linea e qualche volta anche dalla seconda. Al principio dell'azione controbattono l'artiglieria nemica, poi tirano contro le altre armi e specialmente contro le grandi masse, senza però trascurare l'artiglieria nemica quando si tratta di prolungare il combattimento o di far tacere batterie che arrecano gravi danni. È bene avere fin dal principio dell'azione la superiorité\ in artiglieria. A tal fine nelle marce le batterie non devono essere troppo discosté dalle teste di colonna. I frequenti cambiamenti di posizione essendo dannosi alla giustezza di t iro, a meno di circostanze particolari, non si traslocheranno le batterie per distanze minori di 500 a 600 metri. Soventi le batterie devono tirare al di sopra della fanteria di 1a linea; è bene che le truppe siano abituate a questo, ma si eviterà di l asciare i pezzi troppo indietro dai battaglioni. Nell'offensiva l'artiglieria sostiene l'attacco della fanteria con un fuoco ben nutrit0, e senza preoccuparsi delle sue perdite, procura d'attirare sopra di sè il fuoco dell'artigl ieria nemica per facilitare l'attacco. - Quando le fanterie avranno progredito e si troveranno ben vicine al n emico, l'artiglieria si porterà avanti al trotto per successivi scaglioni, senza oltrepassare la linea dei cacciatori, e tirerà sulle riserve nemiche per respingerne i ritorni offensivi. In caso d'insuccesso proteg·ge la raccolta delle proprie truppe e ne arresta l'inseguimento. Quando il n emico cor,re la sua ritirata colle sue batterie, l'artig·lieria s'avanza contro di queste per cannoneggiarle a breve distanza, e troncare ogni resistenza. Le batterie devono avere unità di direzione e non essere troppo disseminate sulla linea di battaglia perchè

NEI CO!IPL D'AHMATA

sia possibile farne dei concentramenti in grandi masse. Perciò si procurerà di dividere il meno che sia possibile le due unità tattiche dell'artiglieria, cioè la batteria, ed il gruppo di qur.Lttro b~tterie. Il comandante dell'artiglieria. d'un corpo di -truppa deve conoscere il concetto generale dell'azione, per far concorrere ·tutte le sue batterie allo svolgimento del concetto stesso. Nella difensiva è bene aver sempre un certo numero di batterie in riserva per- provvedere ai casi imprevisti. Le batterie che partecipano alla difesa di una località, devono prendere posizione in modo da dominare il terreno per il quale il nemico deve venire all' attacco. Nelle circostanze eccezionali, come la difesa d'una posizione importante, l'artiglieria deve esporre sè stessa fino all'ultimo per proteggere le altre truppe. La ritirata dell'artiglieria potendo scoraggiare le altre truppe, non deve essere eseguita che per ordine espresso del comando, ed al passo. L'artiglieria a cavallo che opera unitamente alla cavalleria, starà di preferenza sui fianchi degli sq uadeoni per non impedirne i movimenti, e sarà sempre accom-· pagnata da t~na scorta. Per preparare l'attacco essa_ti.rerà per massima sulle troppe e non sui pezzi nem1c1. Al momento della carica invece essa tirerà sulle baiterie nemiche.

L'ulLimo capitolo dà le norme pei giudici di campo, le quali molto s'avvicinano nella. sostanza a quelle appo noi seguite.


AI'PUN'l'l SULLA RELAZIONE PRUSSIANA ECC.

APPUNTI SULLA

RELAZIONE PRUSSIANA DELLA GUERRA DEL 1870-71

. Due. id~e h~nno dalo origine a questi appunli: l'una 11 de~1der10 d1 venfre, collo studio di fatti concreti, a un gmst? con~el.to dell'in iziativa in guerra; l'altra fu quella di reng1rc contro la corrente che tt=mde a fare ac~~uare come. assolu ti e ind isc utibili i giudizi · profenl1 dalla Rclaz10ne prussiana sulla guerra del ,1870-71 . Le due idee si .trovano fuse in questo lavoro, che prende a disamina alcuni dc' varii alti di iniziativa che si presentano così frequenti in quella campagna, - e, colla scort~ d~l.le relazio_ni ufficinli, cerca cli giungere ad un g1Ud1Z10 spassionat0, intieramente ohbiett i:o,. dell'op;rato dc' sing0J i generali, sotto il punto eh ''.'sla del! arte della guerra, e nello s tesso tempo add ita, rnan m~no che l'occas io ne se rie offre, quelle lacune, quelle m~satte.zze. di esposizione, e così pure quelle sen lenze d1scut1b1li, da cui i lettori siano messi sull'avviso di non accogliere senza una qualche riserva tu lli i. falti e giudizi che si contengono nella llelazione pr ussiana. Alla, .quale sia .detto . subito sin dal prin cipio non s inlende da no i Loghere nulla di qu'?l rispetto e

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di quell'ammirazione ad un'opera che resterà mont1mentale, e che può dirsi un capolavoro nel suo genere, ma che pure, come tulti i capolavori, non è esente da imperfezioni: :Oell'iniziàtiva si è tanto detto e tanto parlato teoricamente, sopratutto in quesli ultimi anni, che ornai sembra non vi sia in proposito più nulla ·a dire. Purtuttavia le discussioni ardenti che sorgono, ogni qualvolta in un crocchio di ufficiali si presenta questo tema, · farebbero fede che ancora non se n'abb ia un'idea ben 'chiara. Ci è sembrato che a voler proseguire nella via teorica non si abbia fondata speran za di poter fare molta strada, e che potesse forse condurre a migliori ri sultati il tentativo di esaminare la queslione nel campo concreto do' fatti, e di fatti non immaginati, ma realmente avvenuti , in rui perciò non dovrebbe mancare alla formultlzione di un fondato giudizio nessuno de' dati necessarii. Ma anche ques to è u n ideale; per quanto esatta e scrupolosa una Relazione, per quanto minuta essa sia, non potrà mai porre a nostrll. disposizione tutta quella quantità di fatti, i quali, anche quell i in apparenza insign ific.anti, tuttavia hanno avulo un'influenza sulle decisioni. Ed ecco perchè g ilt per la natura stessa dell'esame che ci proponiamo , noi siamo inclinati a trovare ins uffic iente ed inesatla la Relazione prussiana sulla guerra del ,1870-'71. E quando pure un ideale cosiffatto di .Relazione potesse divenire una realtà, mancherebbe sempre il modo di Lrasporlarci noi stessi in quell' (lmbiente di fumo e polvere, cli penetrare nella mente e nel cuore di quegli uomini, le cui azioni formano oggeLto del nostro studio, di sentire le stesse emozioni, gli slessi moventi che essi hanno provalo. Ed ecco perché - lo dichiariamo fin d'ora - i giudizi che noi ci pefrne lteremo di pronunziare dovranno


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APPUNTI SULLA RELAZlONE PRUSSfANA

essere presi a solo titolo di un esercizio e di un'istruz~one, senza che noi possiamo lusingarci che essi corrispondano veramente alla realtà delle cose senza che tali giudizi possano mai rivestire un carat;ere di assoluto, il quale è assoltaamente escluso dall'esame dei fatti storici.

La guerra franco-tedesca del ,J 870-7 1 si apre con una seri.e cli combauirnen ti, i quali tutti, meno quello di We1ssenburg, sono impegnati indipendentemente dall'azione del Comando, e ben anche contrariamente alle intenzioni del Comando stesso. - Si volle in ciò ravvisare un vero sistema, e si propose la condolla dei. generali prussiani, che impegnarono ·quei cornbatlirnenti, come degna d'imitazione. - A dir vero, il sistema sarebbe molto semplice: appena veduto il nemico, e ch iunque sia il primo a vederlo, elargii addosso senza riguardi, e t.ntti gli altri correr dietro a qnel :primo, ne nasca quel che sa nascere: in tutta ques ta cafc ia sbrigliata chi rappresenta la direzio ne ci farebbe a nn di presso la figura di quelle divinità immote, che non influiscono in altro modo che coll a loro presenza. Un qualche cosa ci avverte subito di metterci in guardia contro nn soverch io entus iasmo per tal modo di procedei·e, che ri,~ondurrebbe la guerr-a all'infanzia dell'arte. Se le condizioni in , cui si fo la guerra presentemente richiedono che tutti concorrano attivamente al conseguimen to dello scopo comune, non solo co.lle braccia e colle gambe , ma altresì col cervello, che sia. lasciata ai Comandi di pendenti una laro-a sfera di . 0 altmtà conscieille, e tanto più larga quanto più essi sono elevati, noi sentiamo d'altra parte, che appunto 1

DELLA GUERllA DEL ,t.810-71

perchè ora gli eserciti sono moli sterminate e nello stesso tempo del icatiss ime, appunto · perchè ora una scossa che vi.si. produca conduce tosto a conseguenze gravissime, è necessario che siano mantenuti intatti i diritti del Comando, il quale, se può delegare ai Comandi dipendenti molte delle sue allribuzioni, deve però mantenere assoluta ed intiera l'autorità ne.Il~ c~s.e che tiserva a sè stesso, e deve sempre tenersi 111 rmsura di padroneggiare esso gli avvenimenti, non lasciarsi. trascinare da essi. Nello studiare i folli di q uella guerra, una cosa non bisogna mai perdere di vista, ed è che quella fu una ..guerra sempre fortunata, che la vittoria era già assicurata fin dal principio, grazie alla grande superiorità numerica , alla buona preparazione, all'organizzazione mirab ile ed armonica cli tulta quella immensa compagine; ma che la vitto ria ricopre col suo velo tutte le imperfezioni , per cui si vuole andar cauti nell'accettare le deduzioni che da quella campagna si vogliono· trarre. Questa cautela noi cred iamo sia da raceomanclarsi appunto per questi esempi che vediamo di un'iniziativa, che si spinge talora sino al punto che un generale di brigata si fa arb itro cli trascinare in combattimento un' intiera armata, spogfo-mdo cosi il Comando della libertà di disporre a modo suo. Può darsi che ciascuno di quei fa Lti particolari possa essere legittimato dalle circostanze, ma ciò non basterebbe ancora per trarne una regola generale, la quale si troverebbe in contradd izione coi più elementari dettami del la di sciplina, della gerarchia e dell'arte della guerra . Quindi per noi questo ripetersi eosì frequente di un simile fenomeno, mentre ci guida ad ammirare in col'O cogli .altri lo spirito offensivo da cui erano dominati i Tedeschi e quel sentimento di solidarietà e di camera-


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APP UNTI SULLA llELAZIONE PnUSSIANA

tismo che li faceva accorrere al cannone, non appena: uno di loro fosse impegnn to in com balli mento, d'altra parte non esercita su noi nessuna seduzione, e saremmo quasi ten tati a ritenerlo come sintomo di uno stato morboso, degno della più allenta cura , e subito, ci diciamo che vi dovea essere qualche cosa che non funz ionava a dovere, o il Comando supremo, o i Comandi dipendenti. Forse l'esame dei singoli fatti metterà questo meglio in luce, e ci permetterà di venire a conseguenze un po' diverse di quelle di colorn, che inneggiano a questo Drauflosgehen strategico, che fa in certo modo simmetria col Draii(losgehen tattico degli Austriaci nella campagna: del ,1 866, che fu dapprima punito con tanto piombo e poi censurato con tanto inchiostro.

(.

La battaglia di $picheren.

La battaglia cli Spichei:;en offre sotto questo punto · di vista un particolare interesse. l.:ssa è il primo affrontamento fra il grosso dell'esercito tedesco e il grosso dell'esercito francese. Furono sì da una parte come dall'altea soltanto le teste che si urtarono, e sì da una parte come dall'altra fo un combattimento d'occasione, non predisposto. Non cerchiamo qui le ragioni d'ngire della parte francese, la quale ricevette il combattimento; ricerchiamo quelle della parte tedesca che lo provocò; vediamo in quali condizioni esso fu dato; se v'era ragione sufficiente di darlo, o se non conveniva evitarlo, e qual purte v'ebbero il Comando supremo tedesco e i Comandi dipendenti di vnrio ordine.

1870-71 417 Basta pensare ai risultati della ballaglia. Tatticamente noi vediamo bensi i Tedeschi rimanere padroni del campo di battaglia, ma il 2° corpo francese, che fu il sole impegnato, si potè ritirare in buon ordine, senza iasciare un solo pezzo d'arLigli.eria in mano del nem ico: e questo corpo .stesso potè ancora prendere parte, e molta, ai combattimenti del 16 e del ,18 sotto Metz. Strategicamente noi non possiamo attribuire soltanto alla battaglia di Spi cberen il fatto della ritirala dell'e::;e'rcito francese, che s' iniziò il giorno dopo la battaglia; questo movimento retrogrado noi lo dobbiamo anehe, e. forse per una parte maggiore, riconosce re prodotto dall'esito della battaglia di Worth, che ebbe luogo nello stes~;o giorno di quella di Spicheren. Ino ltre bisogna pur dire che nelle condizioni d'animo in cui si trovava l'Imperatore Napoleone, non si richiedeva mollo perchè la ritirata fosse decisa. Nè egli, nè quelli ehe lo auorniavano, non si facevano illusione sulle condizioni presenti dell' esercito francese, il quale non era ancora al comp leto del suo effettivo, che non aveva nncora i suoi servizi ol'ganizzuti, e che non era perci.ò ancora in grado di operare offensivamente, menlr'e d'altra parte ogni giorno più si facevano chiari i segni che il nemico non avrebbe tardato a presentarsi alla frontiera piLl forte assai di numero e~ perfettamente 01:ganizzato. Se non si ebbe il coraggio di ordinare la ritirata dell'esercito francese prima che fosse seguito l'urlo, la ragione è abbastanza facile · a trovare per chi tenga conto del carattere dell'Imperatore , ben noto per la sua irresolutezza, delle condizioni dello spirito pubblico in Francia e delle dichiarazioni folte antecedentemente dal maresciallo Leboeuf, allora Ministro deìl a guerra, ed ora. capo cli stato maggiore dell'esercito, Nel libretto attribuito all'IrnperaLore, DELLA GUERRA DEL

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ANNO xx, VoL. m.

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4,18

APPUNTC SULLA RELAZIONE P.llUSSIANA

.Des causes qui ont amené la capitulati·on de Sedan, si dice che, conoscendo l'inferiorità numerica dell'esercito francese di fronte a quello prussiano, ~i era immaginato un piano, la cui eseguibilità dipendeva tutta dalla possibilità di prevenire il nemico; man mano che questa speranza si anelava chiarendo fallace, quel piano diventava sempre più chimerico, e dovea farsi nello stesso tempo sentire la necessità di restringersi alla difensiva, di porre fra sè e il nemico spazio e tempo, tanto da poter còmplet.are l'organizzazione delle forze di prima linc~a e preparar quella deJie forze di seconda. Ma come osare dare alla !?rancia ed all'Europa lo ·s pettacolo di una ritirata iniziata prima ancora che gli eserciti fossero venuti al cozzo? Sarebbe stata necessaria nell'Imperatore una fiducia in sè stesso, nel suo prestigio militare, nella calma ùeUa nazione, che certo egli non poteva possedere. E così aspettando da un giorno all'altro, vacillando fra vari mezzi concetti di ricognizioni offensive così dette, le quali non avevano altro scopo che quello solo di fare movimenti per fare movimr.nti, si venne al momen'to in cui la forza delle cose s'impose sovrana, nè rimase più possibile la scelta. J.\'la, lo ripetiamo, è presumibile che anche una scossa di minore entità sarebbe stata suffi.cienl.e per determinare 1a ritirata dell'esercito francese. Se non che nelle condizioni in cui si trova va allora il grosso dell'esercito tedesco la ritirala dell'esercito francese era da considerarsi piutloslo come un contrattempo ·che un avvenimento desiderabile. Infatti a quel momento l'esercito tedesco non ci'a ancora in graào di peoseguire il successo; la 9" armata trovavasi allora tuttavia impegnata nel suo movimento attraverso alla zona boschiva di Kaiserslautern; la coda di detta armata, costituita dal XII corpo, giungeva soltanto il gi.orno 6 a Kaiserslautern, a tre marce dalla Saar.

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Erano dunque ancora necessari altri 3 giorni prima che la 2"' armala potesse dirsi in misura di intraprendere il movimento innanzi sul territorio francese; al movimento della 2"' armata era naturalmente subordinato quello della 1 a armnta, la quale pur essa doveva attenderé l'arrivo del 1° corpo (1) . Oltre a ciò si rendeva pure necessario, o almeno assai conveniente, che le armate 1a e 2" non iniziassero tal movimento innanzi prima che la 3a armata avesse potuto pur essa ginngere sulla linea della Saar, per poter così da questa linea marciare colle tre armate riunite sulla linea della Mosella, con una fronte strategica rivolta verso l'obbiettivo delle operazioni, cioè verso Parigi. Ora ciò richiedeva per parte della 3" armata un gran movimento di conversione a destra e il passaggio del massiccio dei Vosgi, nè poteva giungere a compimento che fra l'H e il 12 di agosto. Era dunque giuocoforza raccogliere le due arma Le ~" . e 2" sulla Saar nei dintorni di Saarbri.icken, seppur non si voleva, ·portando innanzi soltanto i corpi che s i avevano alla mano, introdurre dello scucito nelle operazioni, ,esporsi a trovarsi con poche forze di fronte ad un ritorno offensivo del nemico, intrapreso con tutte le forze, rinunziando cosl volontariamente al vantaggio della superiorità numerica, a conseguire il quale appunto avevano mirato sinora, e in pace e nelle prime operazioni, tutli gli sforzi del Comando supremo prussiano. Ora durante questo tempo di sosta forzata dei Tedeschi l'esercito francese avrebbe avute tutte le comodità. di ritirarsi, e di attrarre cosi l'esercito nemico nell'interno del paese, aura verso alle tante fortezze, 1

(1J Nel fatto nou fu se non al ~ O agosto che s'iniziò il movimento innanzi dalla Saar . alla Mosclla.


420 APPUN'fl SULLA l\ELAZIONE PRUSSIANA di cui questo era seminato, conservando ancora intatto il nucleo maggiore, e attivando intanto la formazione di nuovi corpi, l' organ.izzazione della guardia nazi o~ nale mobile e la difesa di Parigi. Si rammenti che la prima idea dell'Imperatore fu quella di ricondurre l'armata del Reno a Ch,llons, dove, oltre il 6° corpo avrebbe potuto raccogliere a sè gli avanzi dell'armata di Mac llfohon e tutte quelle truppe che poi formarono la nuova armata di 1\iac Mahon. Si rammenti che questa marcia retrograda dell'armata dél Reno, benchè sia stata sospesa fin dal g iorn o 9, in seguito alle rimostranze del ministro Ollivier, che presagiva deplorabili conseguenze nell'opinione pubblica dall'abbandono della Lorena e della Sciampagna, tuttavia ripigliata poi fra il 42 e il ·13, aveva ancora à quell'epoca, e malgrado la sostD intervenma, tutte le probabilità di poter essere condotta a termine; si rammenti che ci volle tutta una serie di inconcepibili errori per la parte francese e di strani atti d'audacia per la parte tedesca, perchè questa.rnarcia potesse venire arrestata, e si verrà alla conseguenza che, secondo l'ordine naturale delle cose , dopo Spicheren l'esercito francese avrebbe potuto ritirarsi tranquillamente nell'interno del paese, mentre l'esercito tedesco non avrebbe potuto tenergli. dietro se non dopo tre o quattro giorni, i quali sarebbersi potuti utilizzare dai .Francesi per organizzare una difesa temporanea sulla linea della Mosella, ed obbligare così i Tedeschi ad una nuova sosta. A Chàlons i Tedeschi non avrebbero potuto giungere prima del tempo in cui vi giunsero infatti, cioè verso il 26 agosto. A quest'epoca i 180 mila uomini della nuova armala di Mac ~fohon (comprendendovi anche il ,J 3° corpo} avrebbero potuto trovarsi riuniti con altrettanti che Bazaine comanda va. Il disquilibrio di forze sarebbe pur sempre rimasto, ma diminuito d'assai, ed

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era sempre in facoltà de' Fi·ancesi sia di affrontare le sorti di. una battaglia, sia di manovrare in modo da coprire direttamente o i ndireHamen te Parigi, e così guadagnare altro tempo, fino al momento i~ cui la lotta si presentasse in condizioni di sufficiente equilibri o. Se inoltre si pon mente al concetto fondamentale a cui s'ispira,1a il Comando supremo pru,ssiano, quello cioè di tagliare l'esercito nemico dalle sue comunicazioni con Parigi, gettandolo possibilmente verso nord, risulta tanto più evidente la prematurità del combattimento di Spicheren, che tendeva a spingere i Francesi secondo la loro linea naturale di ritirata, prima che la 3a armata fosse in caso di esercitare la sua pressione sul fianco destro dell'esercito francese, in modo da tendere a spostl).rlo da quella linea. Risnlendo poi dalle conseguenze della battaglia alle vicende della battaglia stessa, ricordiamo le condizioni di numero dalle due parti, e ci npparirà sorprendente il.fatto che mentre il Comando supremo prussiano avea messo dalla sua la superiorità numeJtica, ed avea proceduto finora con una cautela, con una .riguardosità che potrebbesi dire quasi meticolosa, per potere nppunto in un primo scontro giovarsi di tale vantaggio, ora noi vediamo impegnarsi quest'azione, che appunto per essere la prima poteva avere un'influenza decisiva su tutto il seguito delle operazioni, con inferiorità di forze contro un nemico stabilito in posizioni fortissime per natura e rese ancor più forti mercè i sussidi dell'arte. Ricordiamo inoltre come, mentre per la parte tedesca si può dire che presero parte al combattimento tutte le truppe che erano a portata utile; per la parte francese invece mancò assolutamente - e non ne indaghiamo il perchè - l'azione del 3° corpo e quella del 4, 0 , i quali si trova-vano. meno una parte del 4°, a por-


422 API'UNTl SULLA RELAZIONE l'RUSSIANA tala più vici?a del campo d'azione, che non quelle truppe prussiane che furono impegna te. , . Tutl~ .queste c?nsiderazi~ni ci condurrebbero dunque a stab11t:e che. 11 _combattimento di Spicheren fu per parte ~e Prussiam un passo falso, sia tatticamente, sia strate?wa~ente. ~Ia a!lorchè si legge nella Relazione prt~ss_ian~ ~I ~acco~1lo della battaglia, e si vedono de-. scr1tt1 gli mc1denll che ad essa condussero la mente ~ facilmente ,indotta a trovare che le cose pr~cedettero rn modo_ cosi naturale e necessario che sente il biso?no cli -~ospendere un giudizio così. reciso, e di esarnmare prn · attentamente i fatti. È noto com·e l'iniziatore della battaglia fu il generale l~ameke, comandante della u . a divisione; ma dalla Relaz10ne stessa. apparisce come l~ circosLanze che lo determinar?no ~d impegnar:si abbiano agiLo in simil ~odo .sug_h altri generali prussiani, che si trovavano 1~ caso d1 potere agire, di modo che parrebbe potersi dire, che, se non fosse stato dell'atto d'iniziativa del Kamek:, lo scontro avrebbe avuto luogo ugualmente. Quah furono questi determinanti? Le notizie concordem~rnte avute sul nemico, il quale pareva iniziare un movimento retrogrado dal fronte della Saar e della Blies. Tali flOtizie erano fornite dalla 5a e dalla 611 divisione di cavalleria che coprivano il fronte delle due armate . Q_ueste avevano riforìto gi.à fin dal giorno 5 sul movimento retrogrndo del nemico e il Comando della 211 armal~ _aveva in risposta comunicato a quelle divisioni la notma della vittoria di Weissen burrr e raccomandato . loro di .tener dietro a quel movirn:nto retrogrado, specialmente _n~lla direzione di Rohrbach, siccome quella che trovavas1 mtermedia fra i due scacchieri in cui si svolgevano in quel momento Je operazioni. Quest'ordine. apparisce perfeltamente razionale, perfettamente corrispondente alla situazione ed al còmpito

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delle due divisioni di cavalle1:ia. ì\ia oltre a questo ;vi ha un ordine del Comando supremo, che merita speciale considerazione. È un ordine telf\grafico al Comando della ·1" armata, datato da 1'lagonza alla sera del 5, e provocato appunto dalle notizie trasmesse sulle mosse del nemico; ivi si diceva che, siccome sembrava che il nemico si ritirasse. dalla Saar, si lasciava da questo momento la 1" armata in facoltà di passare la Saar. Il teleO'ramma non giunse al quartier generale della 4"' armat~ se non nella notte del 6 al 7. L'ordine perciò non potè più avere influen.za sulle operazioni del 6 agosto, e quando giunse, esso si trovò già oltrepas~ sato dagli avvenimenti . 1'Ia esso non serve meno a darci indizio delle intenzioni del Cqmando supremo prussiano conO'iuntamente ad altro ordine spedito · dallo ~ . ' stesso al Comando della 2a armata nella stessa sera del 5, che ra·ccomandava una punLa energica di cavalleria contro la ferrovia Saargermund-Bitsch. Il Comando supremo, che aveva fino allora regolato con un'estrema prudenza la marcia della .2" armata dal Reno alla Saar, che avea per questo , tenuto indietro la 1• armata, non poteva certo avere intendimento di passare di un tratlo all'offensiva ,· mentre la 2• armata trovavasi tut.t'ora incolonnata sopra una ' gran profondità, e ci.ò dietro le prime notizie ri~evute il 5 ugosto, che non gli parvero nemmeno sicure. E infatti nell'ordine sopracitato, diretto alla 2a armata, si limita a raccomandare una punta di cavalleria contrn la ferrovia · Saargemiind-Bitsch. Pur tuLtavia, se si considera che fino a questo momento i movimenti della 1a armata erano stati regolati dal Comando supremo con ordini tassativi, senza che .si partecipassero al generale Steinmetz nè i moventi di tali ordini, nè le intenzioni del Comando supremo per la linea di condotta da tenersi ulteriormen te,


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Al'PUNTl SULLA RELAZIONE l'RUSSfANA

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sembra possa farsi luogo alla domnnda, se quell'ordin e telegrafico spedito la sera del 5 non avrebbe potuto dar luogo ad uno scontr0, che nngJi inlendimP.nli del Comando supremo sarebbe stato prematuro. Poichè il generale Steinmetz aveva già fin <lai 4, come apprendiomo dalla Relazione, esternato l'idea di procedere col.la ~roprìa. cavalleria e éon un corpo di armata in d1rez1one d1 J3ouzonville, di Boulay e di St. Avold, e dall'effettuare questo disegno era poi stato trattenuto dagli ord ini prescriltivi del Comando supremo, che gli indicavano un'altra dislocazione sulla destra d~lla S~ar, non eru. naturale il supporre che, o~·n, lasc1.ato libero di passare la Saa,·· senza che gli s1 presc~·1v~sse ~essun limite, e senza che gli si desser? schrnnmenu sul contegno <la ossen·are, il generale Stemmetz avrebbe ripreso i.I primitivo progello, e si sa rebbe spmto innanz i, senza ancora. poter contare - sull':ippoggio Jella 2a armata? E se il movimento retrogrado, che erasi creduto di osservare nell'esercito frnncese non fosse stato che una finta, per attrarre a. sè q ual~I1e corpo isolato, non sarebbe vi ragione di d1re clie 1 Tedeschi avrebbero secondato le intenzioni dei Francesi? Veramente sarebbe tanto assurcla una tale supposizion e? Se si esamina la condo tta dei Tedescl1i in questo primo periodo della campagna, e sopralullo a Spiclieren, si è condo lli a dire che il mezzo più sicuro che avrebbero avuto i Francesi di r~porta.re qualche successo, sarebbe stato quello di simulare delle ritirate, per potere con superiorità di forze sopraffare quelle avanguardie nemiche, le quali si muovevano ad insegui1·e. - Che se in prosieguo, dopo i fatti del () agosto, si può ammettere che nel cam po tedesco si avesse il presentiwento del co ntegno che avrebbero serbato i Francesi, come potrebbesi ammellere tal presentimento ali' .inizio delle operazioni, 1,

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quando appunto i due eserciti ven ivan o allora soltanto a trovarsi a corta misura l'uno dall'altro? Con ciò vogliam dire che la condoua tenuta d:il Comando supremo prussiano non apparisce perfettameme corretta, o almeno abbnstan7.a chiara. La 3a armata aveva ricevuto un còrnpito a parte, essa e.ra stata lasciata a sè, e il Comando supremo si preoccupa\•a ora specialmente delle opera7.ioni delle altre due a_r~ate, che secruivano la dircLtrice principnle. Con ordtnr tas-. o sativi esso regolava giorno per giorno queste oper.azioni, tenendosi a ~fagonza, donde poteva bensl tenersi coi Comandi de ll e due armate in comunicazione telecrrafìca, e qu esta non sempre sicurn, ma da cui non avr;bbe potuto far loro giungere con sul'Licente sollecitudine quelle istruzioni e quelle spiegazioni, che si rendevano tanto più necessurie quanto più. vincolata era l'azione loro. Dal mom ento ehe il Comando su- premo s'aspettava da un giorno all'altro ~'eventualità d'una battaglia, come ci assicura la Helazwne, e dal momento che non si credelle appunlo per qu cil to, sempre secondo la H.elazione stessa, di dare norme generali, di1·ettive, ai Comandi d'armata, chi avreb?e potuto a~sumere lu. direzione di quesln gran battnglia~ Non parrebb'egli più coovenientf(che i\ Comando supremo si trovasse, a Imeno dal giorno 5~ a portal~ più vicina degli avvenimenti, di cui erasi nservato d1 regolare il corso? Certo non intendiamo che tutto 11 quartier generale principale si fosse moss~ d~ .Magonza intralciando forse così i movirnemi l'errov1an ID corso; ma la parte Comando poteva facilmente trasportarsi a Homburg, dove si sarebbe trovala in ~ ez~o alle truppe a portata di corrispondere per 1scri110 ed anche a voce coi comandanti d'armala, a portata altresì di ricevere i risullati delle ri cognizioni della cavalleria, e in grado di dare prontamente disposi-


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APPUN'l'I SULLA HELAZIONE PnUSSIANA

zioni, nel caso che avvenisse qualche cosa di importante sulla Saar. Riassumendo tutto ciò che si è' detto, per rio-nardo al la responsabilità che possa avere il Comando sipremo nella battaglia di Spicheren, sembra potersi affermare: Era còmpito del Comando supremo, nell'avviare il movimento della 2" armata dal Reno alla Saar evitare ogni combattimento parziale in cui non ;i poLesse far valere dalla parte tedesca il vantaggio della superiorità numerica. A soddisfare a_ questo ·còm_pito sono diretti gli ordini che esso dirama alle due armate / ·1" e 2a fino al 5 agosto. Ma in data di questo giorno e sulla f'ede delle prime notizie giunte dalla propria cavallena sopra un movimento retroo-rado che sembra 0 iniziarsi dal nemico, mentre alla 2• armata nulla si prescrive •che possa condurre ad una prematura of~ fensiva, alla 1• armata invece si lasciò libero di passare la Saar, senza fissarle nessun limite e senza il/ luminaria sul contegno da osservare di frqnteal nemico. Con ciò si apriva l'adito alla possibilità di un combattimento parziale, contrariamente alle intenzioni finora avute dal Comando supremo, · intenzioni perfettamente legittime, e che, secondo ogni verosimiglianza, dove.,,,, vano perdurare ancora adesso. Checché ne dica nelle sue considerazioni fin a li la Relazione prussiana, abbiamo dunque ragione di asserire che la battao-lia di 5 Spicheren fu un contrattempo pel Comando sup remo, che di questo contrattempo esso può essere chiamato risponsabile pù aver las~iato il generale Steinrnetz. senza istruzioni e per essersi ·tenuto troppo lontano dal centro di gravità delle operazioni, e più ancora per l'ordine dato il 5 agosto alla 1• arma La, in quantochè, se quest'ordine non esercitò nessuna influenza sugli avvenimenti, non per questo rimane salva la parte di responsabilità che spetta cl inanzi alla critica storica al Comando supremo stesso.

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·Veniamo ora ai vari comandanti prussiani che in qualche modo cooperarono al, fatto d'a~mi . _Chi legge_la Relazione prussiana non puo non nmanere colpito del mirabile accordo con cui tutti questi generali nel mattino del 6 agosto, ricevendo succ~ssivamen~e n~tizie sul ritirarsi del nemico, si mostrano tutti ammati da una sola idea; tenergli dietro, e senza attendere o-li ordini dei comandi d'armata o del Comando supre~o, che non giungerebbero pi~1 a tempo, dispono-ono · essi stessi fr1 questo senso. Con ugual accordo ~ediamo poi, quando incomincia a tùon~re _il cannone, studiarsi tutti di accorrere i.n quella d1rez1one. Ma qui vi è una distinzione .da fare; e p!r rendercene ragione conviene renderci ben cont~ èlel rnodG con cui i vari generali interpretano le esigenze della situazione. . Il comandante della H" divisione, generale Kameke, stava eseguendo la sua marcia verso la Saar; la sua avanguardia. doveva spingersi fin presso al fiume, m~ non oltrepassarlo, giacchè fino a q1:1el momento . 1 Francesi occupavano le alture immediatamente a ridosso di Saarb6icken s ulla sinistra della Saar. Apprende per via che queste al~ure sono state sgo,mbrat~ <lai nemico, e manda a chiedere al comandante 11 proprio corpo (VII) se egli possa in seguito~ ciò pas~ sare la Saar ed occupare quelle alture a ridosso dt Saarbri.icken, per impedire c,he il nemico torni arioc~ cuparle. E avutone per risp.osta di agire come credes~e meglio, il generale Kameke porta_ la sua avangu~rdia al di là della Saar, con ordrne d1 occupare la città e di sp1ngere avamposti sulle alture. . . . . È noto. r,ome poi il generale Kameke non sias1 limitat~ a ciò, ma abbia voluto altresl occupare le .alture d1 Spicheren,. che si trovano c~irimpetto ~ quelle_~radett~, ciò che diede luogo all'azione . Ma d1 ciò pm avanu.

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APPUNTI SULLA RELAZIONE l>RUSSIANA

La stessa idea di portare le sue truppe a Saarbrucken l'aveva pure avuta - ci ùice la Relnzione - il generale Gi:iben, comandante I'VJTI corpo, che aveva nel mattino fallo una cavalcata di ricognizion f\ verso la Saar, e che aveva pur esso ricevuto gli stessi rapporti sul contegno del nemico. Egli si astenne solo da tal misura quando vide ehe già la H,• divisione era colà diretta, ma le offrì per ogni evento il suo concorso. GI~ stessi rapporti pervenuti al Comando della 2"' aqr1a1a in Kaiserslautern provocano eguali disposizioni. Alle 8 del mattino si telegrafa al generale Alvensleben li, comandante il III corpo, di portare fino a Saarbrùcken la 5a divisione, che il 5 era giunta fino a Neunkirchen ('1 ). Prim a ancora però che il generale Alvensleben ricevesse quest'ordine telegrafico (2), egli aveva dato già ordine alla 5" divisione di portarsi fino a Saarbriicken e di occupare la cillù . Ciò sempre dietro i rapporti della cavalleria. Ma- il genera le Alvensleben si trovò alla sua volta prevenuto dal general e Ooring, comandante l' avan-

(~ ) La Relazione prussi~na riferisce che il Principe Federico Carlo telegrafò alle 8 del mattino nel senso che le due divisioni di cavalleria seguissero a stref.to contatto il nemico, che la 5' d_ivi, ione s'avanzasse fìoo a Saarl>riickPn e cbe il IV corpo spingesse fìn da oggi una avanguardia fìno a Neu Hornhach Per solo amore ùi esattezza notiamo che l'ordine in questione, riportato tcstual.mcnte dall'opera del Goltz (Le operazioni della ~a armata), non fu diretto cbc al Comando del III corpo e non riguarda che la 5• divisione. L'ordine alle due divisioni di cavalleria era già stato spedito la sera innanzi, e quello che riguarda il IV corpo si tro va già contenuto nell'ordiqe generale del .4 agosto, con cui vengono regolate le mosse della 26 armata. (2) Dall'opera ora citata del Golfa apprendiamo che l'ordine spedito alle 8,5 fu ricevuto verso le H.

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guardia della 5"' divisione; ma ciò che determ inò quest'ultimo a portare innanzi le s~e, ~ruppe _fu gi~ un mo vente di alli'a natura, fu c1oe 11 pensiero dt sostenere la 14,a divisione, che egli vide muovere a · quella volta, mentre a lui il contegno del nemico .. era apparso piuttosto rni naccioso. E qui ci rimarrebbe a 1:ico:dare :tutta_u~'altra_serie di ordini dei vari generali, 1 quali, o rnformall del marciare innanzi della H:,a divisione, o avvisati dal cannone, dirigono le loro truppe verso il luogo_ dell'azione. - Ma quunto a questi ultimi non vi può essere questione. La massima di marciare al cannone è tanto vecchia, tanto generale, che v'è solo luogo a stupirsi che non sia stata sempre seguitn. È piuttosto il caso di chiederci se fosse una sana premura quella dei general i prussiani, che s'affretta~ rono a portar le truppe fino alla Saar e anche al d1 là, appena i e tesero che ii nemico aveva sgombrato le alture immediatamente a sud di Spicheren. Anche per questo n_on sembra esservi luogo a dubbio. Ora che s'avvicina va il momento che la :z• armata sarebbcsi trovata sulla Saar, non era cosa di poco momento avere i punti di passaggio assicurati, e fra questi spe~ cialment.e quelli di Saarbriicken, sia per l'afiluen~a d1 varie strade· su questo punto, sia per la protezione naturale che davano a questi punti di passaggio le altme di Saarbriicken . .Era perciò bnon. consiglio di occupare questi punti e queste alture, a modo di testa di ponte che permettesse l'ulterio re sbocco della ~a armata, mentre sul dinanzi le due divisioni. di cavalleria avrebbero, secondo gli ordini ricevuti, mantenuto strello contallo col nemico . Dal momento che la situazione del nemico pareva mutarsi, e che una mutazione certa era già avvenuta,


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APPUNTI SULLA RELAZIONE PI\USSIANA

quella de1lo sgombro delle alture di Saarbriicken per parte del corpo Frossard, era logico si mutasse altresl 11 contegno delle truppe tedesche. Quest'iniziativa, la quale, d'altronde, finchè si restringeva ne' limiti oradetti, cioè l'occupazione dei ponti sulla Saar e delle alture. a sud di Saarbriicken, no_n impegnava p'e r nulla, n_on vmcol~va l_'azione del Comando supremo, sembra s~ possa d1re d1 buona lega, rispondente alla situazione. Il generale Kameke si mostra <1ui perfettamente ('Ompreso de' suoi doveri e de' suoi limiti di autorità in quantochè prima di avanzare ne chiede l'amoriz~ zazione al proprio comandante. Me!10 conseguente ci sembra la condotta del generale Zastrow, c,omandante i1 VII corpo, il quale dopo ~ver dal~ fa~olta al generale Kameke di agire secondo 11 suo cnteno, manda poi a chiede re al Comando della 1a armata la facoltà di spingere la 14" divisione fino a Saarbrucken, e così pure la 113• fino a Vòlkliogen sulla Saar. E allorchè egli ne ricevette l'autorizzazione diede le s•.1e disposizioni a entrambe le divisioni di cui la 14" doveva con una grossa avanguardia o~cup.are 1~ _all~ue ùi Saarbriicken, ed entrambe spingere ncogn1z1om verso Forbach, dove s'era detto che stessero imbarcandosi truppe francesi su lla ferrovia. 'Ma sebbene siavi luogo ad appuntare· <l'incoerenza e di mancanza di sicurezza il modo di proèedere del generale Zastrow, tnttavia vediamo che anch'eo·li colo lima cogli altri generali nel ravvisare la convenienza di occupare le alture di San.rbriicken e ciò ne' limiti ' sopradeui. Nello stesso tenore infine, . ma con una Lendenza all'offensiva, noi vediamo essere concepito l'ordine di Steinmetz, provocato dall'interpellanza del generale Zastrow: « Doversi punir~ il nemico per la sua negli« genza. Per impedirgli di rioccupare .la posizione tcstè 1

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« sgombrata della riva sinistra della Saar, egli nllene

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·

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« conveniente, nell'interesse della 2• armata, occupar « quelle alture. Doversi anche fare un Lenta~ivo p~r « disturbare l'imbarco a Forbach delle Lrnppe francesi, « coperte: a quanto si dice, da debole .protezione »: E anche c1uest'ultima disposiz.ione sembra natura.le. Dal momento ehe si pretende che il nemico sia in piena ritirata, che appunto a Forbach sti.a?o i~barcandosi truppe, e che a coprire questa nt1rata il.nemico non dispone che di un debole velo protelttvo, è il caso di rompere questo Yelo, di !-pingersi fino a Forbach, di spargervi la confusione e di impedire così l'irnbal'eo. Dipenderò. poi dall'oculatezzu cli ehi debbe eseguire questi ordini di fare tutto il possib(le per · adempierli, senza con ciò provocare un combatllml"nto rton voluto, non previsto, . nòn prnparato. La questione si riduce dunque Lutta. nl geoer~ l~ Kameke, il quale - notiamo - nel ch tedere Ol'd1m al rrenerale Zastrow parlava egli pure soltan to dell'occu;azione delle almre dì Spicheren allo scopo di assicurare alla 2" ,Jrmata il passaggio sulla Saar, procurando così a questa un'ouima tesla di ponte. Come si spierra che poi nel fatto egli non si limitò all'occL1pazi;ne difensiva di quelle alture, ma proce~end~ ad un'0ffensiva che potrebbesi chiamar temernna, s1 propose come scopo l'occupazione delle alt~re di Spicheren, che costò tanto sangue e con quel pl'Ofitlo che già abbiamo veduto? . Alle 1,1 ,J /2 cadono i primi colpi di cannone. Esst pa.r: tono da una balleria francese posta su quello sprone prn nordico delle alture cli Spicheren che ha nome di Rothe Berg, e sono cl i retti a una distanza di oltre a 2 chilometri contro le prime truppe pru ssiane che sboccando da Saarbrticken si mostrano sull'altura della piazza d'armi a ovest della strada. L'artiglieria francese,


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APPUNTI SULLA , RELAZIONE PRUSSJANA

che apri c?sì il. fuoco, fu giud icala ed era veramente una, batlena, ~1sposta metà sull'alto del Rothe Berg, · meta sol pend10. Il suo effetto - dice la Relazione _ era poco. Non passa mezz'ora _:_ e in questo intervallo anche u,na b.alteria prussiana si mette in azione sulla piazza d a.rm1, e_le truppe d_~Ha '14_" divisione seguono a pas~aJG la Sc1ar sui VD.m P?ntl che vi esislono - e già Il generale Kameke dà ord ine al generale I< 'rançois Co.mandante la 27a brigata, di scacciare l'artiglieria ne: mica da l ~lothe Berg. La natura dell'ordine e la pers?n~ a cu1 esso fu dato ci lasciano supporre che con ciò_ 11 generale Kameke intendeva ù'irnpegnare la font~1:ia: come risnlta a.li.resi dall'espressione che adopera. prn rnnanz1 la Relaz10ne, allorchè dice che verso le 3 11 g:ne:ale Kameke ripetè gli ordùii già prima da lui dati dt cittaccare e ~i respingere il nemico posto sul Rothe Berg. E certo 11 generale Karneke non si dissimulava che, una volta impegnato il combattimento co lla fanterin, egli sarebbesi tr.ovato obbligato a soslen.erlo, non essendo possibi le rompere un combattimento ?ff~1uo colla stessa facilità con cui si farebbe cessare ~I fuoco <lell'artigl_ieria. La solleciLudinc con cui egli 11np~gna la fanteria sembra a noi, che conosciamo il seguito dei fatti e ìa situazione dalle due parli, veramente_ grande,_e strana perfino. - Quali dunque furono 1 moventi che lo sp insero a ciò? Udiamo la Relazione prussiana: « La poca distanza delle poco rilevate alture sulla « sinistra sponda delJa Saa r dai punti di passaggio « sul fiume rendeva desiderabile occupare spazio in « avanti, per assicurare i detti punti, e respingere « dalle loro dnminanti posizioni le forze nemi che, le « quali apparentemente non erano molte, giacchè da « quelle posizioni si aveva vista su tulli i movimenti

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« prussiani che· si eseguivano nella zona finora oc« eupnla E tan to meno paevc un tal procedere peri« coloso al generale Kameke , in quantochè egli , come (< già fu now to, poteva in caso di bisogno fare asse« gnarnenLo sull'.:ippoggio dei corpi con tigui ». s~cu ndo questo brano della Re lazione vi sarebbero dunque tre ragioni che legittimerebbero , o almeno spiE>ghere bbero l'a LLo d' iniziativa del generale Kameke: ·1• La necessitò. o almeno la convenienza. di occupare le nlture di fronte, per sostenersi sulle alture finora or.cu.pate; 2° La credenza nelle poche fone del nemico; 3° La sicurezza dell'appoggio even tuale de' corpi Yic1 n1. D1eiamo subito che la seconda ragione, quella cioè della creù~nza nelle poche forze del nemico , dovette essere là decisiva, quella veramente determ inante. E in veritù e'era un com plesso tale di dati, tutti ten dcn1i a far credere a questa pochezza della forza del nernic:o, chi~ si comprende come il generale Kameke vi abbia prestat•.1 int.iera fede. Gih nella giornata del 5 le ri cogr. izioni di cavalleria segnalano concordemente un rnov imenlo retrogrado del nemico; come conferma di c1uesl e notizie s'a 0t>O ·o·iorw:e nel mattino del 6 il follo, e cp1es Lo ceruss imo, che le alture di Saa rbr ucken son? staL, · sgomb rnte dal nemico. Era certo strauo che il ne 111ien nvr·sse laseiati intatti tulli i ponti sulla Saar, ma infine bisogn ava pur couvenire che qw lle alture, eb'egl i nn•·o r,, ieri occupnvn, oru erano sgombre, ed era ::;crci u•IO J'or.Jiuc natura le delle cose che lo sgombro di una posi zione eo,;i favorevole per esso doveva co llcp:c1r,.; i C:OQ un rn ornnento gcnern le di ri tiral~- S'er~ pnrla10 d1 irllbnrch i in ferro via che le truppe f~·ances~ fo.cc•vano u Fo rb ach; la cava lleria s'era spmtu innanzi per ri r:0 110.;c:crn, ma era stata feri11ata da fuoco di mo · V

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ANNO

xx,

VuL. 111.

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APl'UNU SULLA l1ELAZ!ONE PRUSSIANA

scheHeria e di artiglieria: . quelle truppe francesi, dinanzi a cui la cavalleria tedesca aveva dovuto arrestarsi, non eraosi mostrate a questa in gran forza, e fu naturale il dedorne che fossero appunto una retroguardia lasciata per coprire quegli imbarchi, come lo si poteva dedurre altresì dalla pos izione che q nelle trnppe occupavano, a cavallo dello stradale fra la ferrovia e il Rothe Berg all'altezza della FolsLer Hohe. Le ultime ricor;niz.ion i della cuvalleria, allorc1rè la 14a divisione incominciò a comparire sulla piazr,a d'arrne, portavano, è vero, fino a 3 reggi menti la forza dei Franeesi che si avevano di fronte; ma si poteva credere che avvenisse come ordinariamente necade, che in tali rapporti si esageri sempre la forza del nernico il "q uale intanto non aveva mostrato finora cho una batteria . Dal suo canto il gcnernle l{ameke poteva disporre fra poco di tutta la sua divisione, e· qunndo ciò non bastasse per ottenere un successo pronto, si potea i'icorrere alle truppe vicine.. Ma noi non troviamo me ntovato che il generale Kamèke abbia rivollo ad alcuno cl·,rn,rnda di soccorsi, nè che abbia Larnpoen avvertito le truppe vicine dell'attacco a cui s'accingeva. Se questa non è una dimenticanza dell a Relazione, ne dobbiamo dedurre che vernmente egli contava di venirne presto n capo colle sole sue forze, come lo farebbe pur presumere il fotto già da · noi avvertito della precip itazione con cui egli diede l'ordine di prendere le alLme · del Rolhe Berg. Si può d unque ritenere che la sicurezza dell'appoggio eventunle delle truppe Yicine, se pure influì• sulla determinazione presa dal Kameke, vi in.fluì ben poco . Noi siam certi che questa sicurezza ,egli I.a nu~ triva, perchè era autorizzato a nutrirla, come 1 fatti Jo provarono abbondantemente. Ma, certo, s'egli av~sse contalo sul loro aiuto nell'azione che stava per 1m-

DELLA GUERRA DEL 1870-7•1 435 pegnare, ne li avrebbe avvertiti, avrebbe atteso. che la voce del cannone mettesse in moto le truppe anuche, ma forse ancora molto più probabilmente egli sarebbesi astenutO dall'impegnare il eombattimenLo. Se qualcuno avesse potuto far vedere in quel mQmento intiera la situazione al generale Kameke, se qualcuno gli avesse detto.: - Oi fronte a voi sta tutto il 2° corpo francese; dieLro ad esso, fra St. Avold e Saargemi.ind, si trovano le quattro divi.sioni d~l 3° c.~rpo, quale a 10, quale a 12, quale~ ilfj ch1.lometr_1 ~l. p1~ dal 2· corpo; poco più loptano vL sono due d1v~s1.om del 4° corpo. Tutte queste truppe possono trovarsi fra tre o quattr'ore sul campo di battaglia. Voi logorerete. probabilmente le vostre forze prima che vi possano giungere soccorsi, e questi possono consistere nella 13• divisione: che marcerà probabilmente su l1'orbach, dove trovera truppe che le si opporl'anno, nel la o• e nella ·i Ga divi sione, che solo fra tre o quattro ore incon1incoranno c~~ l~ loro teste a sfilare sui ponti della Saar, quando gia 1 soccorsi francesi avranno potuto giungere sul campo del combattimento: certo noi riteniamo ehe se qualcuno avesse potuto tenere al Kameke questo l!nguaggio, e(J'li avrebbe dovuto preved ere per le arrrn tedesche n~olto probabile una· d isfatla, e in ogni modo av'rebbe sentilo quale immensa responsahilità egli inco~Teva nell'impegnae~ un'azione generale, della quale egli non sapeva se fosse nelle viste del Comando supremo. E a chi o·lL avesse allora obiettato elle quelle allure di Saarbriicli:.e:n si trovavano troppo vicine ai ponli sulla Saar che erano troppo dominate dalla vista e dal fuoco del 1;emico, egli avrebbe potuto \ rispondere, che, ad onta di questi difoui, esse si potevano abhas~anza ben~ prestare per la difensiva tempo.ranca; ch.e in dei conti il nemico non poteva sviluppare 11 suo tuoco d'artiglieria che dal solo saliente assai risLrelto .del 1

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APPUNTl SULLA 1\ELAZ[ON:E PRUSSIANA

Rothe Berg, stantecbè tutto il resto delle allure che si avevano di fronte era coperto cli boschi fitti impenP-Lrabili all'artiglieria, che a 2 ch ilomètri di distanza il 1uoco francese era poco efficace mentre la pr:op'.·ia divisione avrebbe potuto disporre' le sue arLighene •sopra uno sviluppo di quasi 3 ch ilometri, controbattere quel~'artiglieria c?n tiri conc:entrici e spazzare tutta la prnnura che s1 stendeva fra le alture occupale dai Tedeschi e q11elle oceupate dai Francesi· eh~ v'era ben issimo pùsto per ·tericre le proprie fan~ tene al coperto dietro alle alture, per lanciarle al contrattacco, quando il nemico si facesse ardito di tentare ?i rioccupare quelle alture da esso sgombrate. Insomma · 11 generale Karnekc avrebbe potuto rispo1Jclere che colle truppe della sua divisione e colle altre, il cui soccorso egli avrebbe chiesto prontamente, egli poteva calcolare eo_rne cosa_ certa la conservazione di quelle alture, e che rntnnto _1 Cornan:li superiori avrebbero provveduto per la grornata d1 domani. E a conCerrnf.l di quanto ora si disse si· legga quanto seguE: della RelazionP- pru5siana: « Verso le ·12 <.riun« sero le :1 ballerie del gros.so sul pendio sud detRep« pertslJerg, mentre la batteria dell'avano·uardia si . ·, . . ;::, « avanzo di circa 500 passi dalla posizione che e::;sa « aveva avuto finora a ovesL dello stradale. Piegando « un po' a sinistra sull'altura a nord-est del Drathzug, « essa si portò in una posizione, da cui prese a bat« !ere di fianco i rwzz i nem ici stabi liti sul Rothe Berg << con efficacia visibilmente bnona . Le altreballerie del « Rcppensberg non, potendo in quella vece riportare « dei risultati contro il fronte nemico, che era ben « coperto, furono port.ate Ja l cornunclante la brigata « sul pendio sud-ovest del Win t.erberg, e qui, a di<< stanza di circ:a ,prno·. passi dal llothe Berg, riusci« rooo ad avere un'efficacia di fi;rnco sì vantaggiosa,

DELLA GUEfiHA DEL

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« che· ben presto i pezzi francesi dovettero ritirarsi ·« più a,ddìetro sul culmine dell'altura ». Gli è adunque so!tanLo nella credenza ingeneratasi nella mente del Kameke riguardo all'entità delle forze nemiche che noi possiamo trovare, non giù la legittimazione, ma una sp iegazione ed una scusa del suo oper:ito. Certamente nè Ja pretesa insufficienza ta ttica delle alture cli Saarhriicken, nè la sua fiducia nell'appoggio di altre truppe, appoggio da lui non chiesto, varrebbero a scusarlo dell'avere di proprio molo impegnato un combattimento che prese proporzioni sì vaste, che ne poteva prend·ere çlelle più vaste ancora, che era fuori delle inlenz.ioni del Comando supremo, e che poteva - secondo le maggiori probabilità - terminare in una sconGtta delle armi tedesche. Certo si può dire clic quella eredenz.a era fondata sopra i concordi rapporti della cavalleria, che tutte le apparenze collimavano a farla nascei·e, e si comprende come, for mo in tale crcdeuza, il generale Karneke non abbia nemmeno alleso di avei:e sotto la ~nano tutte le sue truppe, r, dopo mezz'ora solwnto di fuoco abbia dato l'ordine di romper~ quel velo che gli sbarrava l'avanzare, e che a lui pa!'eYa sì sottile. Certo è. pure d'altra parte che quando il co01bat1imcn1.o è im pegnato, giunge un certo punto in cui il rom. perlo può esporTo a conseguenze più funeste ancora che il proseguirlo: ma in ciò appunto sta l'abilità del generale, ch'egli non si . lasci trarre mai suo grado in cornbattirneoti non pI'eparati e non voluti; in ciò sta la difficoltà dei combattimenti di ricognizi.one. A.Jlorchè il generale .ii:ameke si accorse che la res istenia era dura e forte, egli non avrebbe dovuto insistere negli attacchi, ma aspetLal'e l'esito delle ricognizioni dirette su Forhaclt per la strada di Wehl'den, mandare indietro .avviso dello stato delle cose, così diverso da quel lo


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APPUNTI SULLA TIELAZIONE PRUSSIANA

che prima Lutti credevano, e chiedere nuovamente islruzioni sul da farsi . E solo che il generale Karneke avesse proceduto in sul principio con oculatezza, le condizioni tattiche dei terreno non avrebbero reso mollo diffici le il ritirare le sue truppe dal combattimento, una volta riconosciuta la presenza di grosse forz e del nemico . La natura bosch iva delle zone in cui s'a'Ccese l'azione .avrebbe resa malagevole la tra· smissione degli Ot'dini, ma nvrebbe d'altro canto agevolato un a mossa retrograda , che avrebbe trovato un buon appoggio ne lle artigli erie disposte sul fronte. Laddove noi vediamo che u!le 3 il generale Karneke, lasciandosi forse lusingare d:i un momentaneo successo, non solo non ne approfitta per ri ch iamare le sue trnppe, ma rep!iea anzi l'ordine pel' i'attacco del Roth e Berg. 1t noto qua l carattere abbia assunto questo combaUimento per effetto di q uesto modo di procedere. Non avendo volu to ritirare le trup pe impegnate, e queste essendosi ven ute a trovare in critica posizione, fu ne-: cessa ri o sostenerle senza ritardo col le prime truppe " mano; e di mano in mano che che si avcvuno olla giungevano truppe, fu giuocoforza dirigerle sui punti dove si ravvisava r.el rnornénto rnaggiote il pericolo, sbocconcelh1111~0 all'occorrenza i bauagl ioni e le comp:ignie, per modo che si trovarono mischiati in com- . bauimento so!dati nppartenenti a due o trn co rpi d'armata. Da ci ò rima se naturnlrnente esclu~a non solo l'nnità di direzione, ma anche la poss ibilità di un coocelto tattico, e, annullat i i vi ncol i organici di forma zione, tutto rimase affidato al valore dei soldati, al criterio dei comandanti cli compagnia eçl all'esempio degli uffìr: iali. Si vinse : ma si ricordi che ai Francesi restava ancora u na bellissima e· fortissima posizione, e che a

DELLA GUÈHRA DEL

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determinare la loro ritirata valsero assai prn 1 pochi colpi che fur ono tirati a tarda sera a Foebach dall'avanguardia della ,13a divisione, che non tutto i.11.ungo .battugliare che s'era fat to nella giornatn : e s1 ricordt ancora che le truppe pru ssiane doveuero la dimane e per più gio rn i ancora far sosta su quei luoghi e rinunziare ad ogni inseguimento . Nelle consideraz ion i fina li della Relazione prussiana, dopo l' esposizione dell a ballaglia, si tende a far vedere come tutto sia proceduto appuntino nel modo che clovea procedere: - « Si supponeva il nemi c.o in r:itira.la. Se ,< si volea trattenerlo o almeno non perderne il eo ntatto, « era necessario agire. lstirnivnmente, potrebbesi dire, « ciascuno si rese conto di cif> : e sicco me non era più « il caso cli giornate, ma fo rse soltanto di ore, perciò « quei che trova vnnsi in prima linea agi rn? o senr,a esi« tazione. Questo procedere del resto con·1.s pondeva al<< tresì 'alle inte nzioui dei Comand i super~ori, sebbene « al momento delia decisio ne non foss·ero ancora giunti « o·l i ·ordini da c1uest.i emanati. v " « Perciò l'alto del generale Kameke non contrario « le superori disposizioni, po ichè era dirc~to contro un « nemico che stava titir1rndosi (1). Nell a 1dent1ca pre« supp,)sizione 'il Comando supremo avea già sin dalla « sera del 5, fatto faco ltà alla ,1, armata d1 passare la (< frontiera. a va lle di Saarbrii cken . Perciò l'offens iva « phsa dalla ,14.a div isione di propria inizi ativa e~rri« spond<::wa perfellamentc allo spirito della d1r~z1one « suprema, la quale S/:!mpre mi rava -a ma ntenere il con« ta ttO col nemico >). · Oui noi vediamo non tenersi con to di qnella distinzio~e, abbustanza irnport3.nte; fra l'occupare di fensi1

('l J Sarnbbe meglio detto : che era presunto in ritirata.


4.40

APPUNTI · SULLA llk:LAZIO~E l'II USSIA~A

vament.e i passnggi del la Saar e l'allaccare il n1•mic0. Che si leoesse il ronlalto col nemico, nulla di più "·iuslo; • ma ciò non implicava di impegnare un'azione a fondo, come fu quella di Spicheren. Se la ritirala del nemico dovevo indurre i Prussi an i a ceN·are di trat11•ncrla perché il Comando supremo, informalo fin dal /5 di tale riliraLa, non darn alla 2• armala l'ordine di portc1rsi r isolutamente innanzi ? Perchè questo in veee si limita va a preserivere un'azione di cav1llle rin, e nncora al di qnn della SHar'? ~ perrhé poi lnsci,n·a libern In .Ja armata di pnssarc Ja. Saar, ma al disollo di Saar!J,·i.iken, se non appunlo perchè s'immagin avo che ria quella parle sarebbesi in contrato il vuoto, come le notizie facevano credere? - Si supponeva il nemico in ritirala, epperc iò bisognava agire Sta bene; ma come agire1 Cact:ia rsi a Lesta bassa innanzi, c:orne si fece? I~ .se que lla de l nemico 110n foss e slata che una finta? Era necessario riconoscere; rna, lo ripeLiarno, imppo-nnre ' • I' o un azione a 1ondo que~ta non po teva essere razionnl- . mente l'intenzion e del Com and o supremo . « Certo quell' anacco - pro:-:egue la Ile!azione - sa« reb!Je, secondo ogni probabilità, riuscilo a vuolo, se « la ·14" divisione fosse rimasi.a senzp appoggio . Ma « anch e in questo caso si l) lleneva di f'e rmnre il ne« mico, e l'insuccesso isolnlo cli una pi<:cola parie del« l'esercito, sopra{foua dalla superiornà numerica del « nemico, sarebbe rima sto se nza influenza notev'ole « sul l'andnrnento dr,lle operazioni. <. Se invece il generale Frossard non fosse stato auac· « catoil 6 agosto, cltn·esi por mente che gii1 prima di detto « giorno, cioè in un rnomenLo in cui ucl quartier· gene« raie imperia le potevasi a11cora sperare di rinCorzù rsi « colla riunione dell'armala di )lac Mahon, era stata presa « la decisione di ritirare il '2 ° co rpo su Sl. Avold. Devesi « perciò presumere che l'armala del Reno, quand' ebbe

DELLA GUERRA DEL

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1

44-1

« la nouz,a dell'esito dell a bnLLaglia di ·Wòrlh, cioè al « malt ino del 7 agosto, avrebbe inlrapreso la ritirata,

anche senz'essPrc attaccata. In tal caso essa avrebbe « veros imilmente rnggiunlo la Mosella, sen za prima aver <~ patito la sconfitta di uno de'suoi corpi ». Sia pm vero lullo questo; ma é pur vero che poteva darsi niolto più verosimilmente il caso che la divisione Karneke, sorreu.n s ucressivamenle dq. altre truppe, si fosse trovata a fronte del co rpo Frossarcl. sorrello alla sua volta da altre Lruppe; un'azione impegnata in queste condizioni dovera, secondo ogni rngionerole supposizione terminure co lln disfatta dei Ted esc hi, e Spicheren avrebiJe lauo buou eontrap µos to. e compenso a Wort.lÌ; ed è permesso credere cl,e in tal caso un'influenza pi ullosto notevole sarebbesi fatta senti re sul seguito delle operazioni. Ricordiam o se mpre che mo lte cose allora s'ignoravano nel ca111po prussiano, che adesso si sauno; ma sarebb'essn stata per parte dei Francesi una cosa tanto assurda, se l'a rmata di 3lac ì\labon, lasc iando cpièllclle forza a dif'e ncle1:e i passi dei Vosgi, ovesse raggiunto in questi giorni l'armala del Reno, mentre questa anebbe simulato una mossa retrograda , per attr11rre alc.:uni corpi prussiani e per quindi sop raffarli? Al 5 e al 6 ugosto sapevasi forse di certo al quarti er gP-nerale del Re dove si trovosse l'arn iala di ì\lac Mahon? Fra le cose possibili, e perciò da preredersi per disporre in conseguenza, v'era cel'tO anche quesla; allora la bnt.Laglia di Worth non avl'e li be avuto luogo, la baltaglia di Spicheren avrebhe· segnato una sconfitta per le armi tedesche, la r1uale non avrebb e potuLo essere ri parata, se non dopo un lasso di alcuni gio rni, quando i Pruss iani avessero potulo cioè utilizzare tullo il vnntaggio che loro proveniva dalla superiorità del numero uel teatro delle operazioni , -vantaggio del quale, corrend o così, senza riguardi, diet1·0 <<


44'2

APPUNTI SU LLA IIRl,AZIONE l'l\USS[ANA

al nemico o . cr~duto in ritira ta, i Prussian i s'erano spo()'liati vo Iontanamente. _ Sp id~eren insomma fu un dado ge Llato , con cui si potevano seriamente compromeLLere i risultati della campagna , ris ultati che doveva no esse re assicurati dalla su~eri orità del num ero . Se il gran segreto della strategia é quello di prncurar·si questa superiorità nel luogo e nel momento oppOl'Luno, ben si può dire che, cosi op~rando, i Prussiani risolsero al rovescio il problema, rn quanto che avendo nel campo strateO'ico una gl'andissirna su periorità nu merica, si trovar~no sul campo t.ittico nell'inferiorità . Di fronte ai l'isutto.ti che poteva .ivere, secondo le ~aggiori probabilità, un siffatto proc·edere, appare ben piccolo lo svantaggio cui accenna la Relazione, che l'arm ata del Heno po tesse ripararsi dietro la Mosella, seoz'essere intaccata.

II. La battaglia di Worth.

Se a Spicher·en l'atlo d'iniziativa del gene,.al e Kameke poteva condul're a conseguenze disastrose per l'esercito prussiano, se con ciò egli incorse una gravissima re,sponsabi lilù, no n all.retl.a nto pu ossi dire per ciò che riguarda la battaglia ùi Worth, sebbene ' dovuta pur essa ad un nito d'iniziativa di un generl:ll e suba lterno. A Worth non ern question e clie di un gio rno; snpevasi che la batt.igha, la quale ebbe luogo il 6, avrebbe dovuto aver luogo il 7. Le truppe che vi doveano pr<-'11<ler parte erano giù avviale fin da l giorn o 6 nelle direzio ni che poi avrebbero seguilo il giorno appresso; esse erano abbas tanza vicine al campo di halleglia, e sopralnllo

DRLLA GUETI RA DBL

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esse avevano notoriamente sul nemico una tale superiorità numerièa, che il risultalo dell'azione non poteva esser dubbio. V'era solo la questi one che quesle truppe s'impegnassero più o meno simultaneamente, più o meno ordinatamente, e che quindi la battaglia potesse durare più o meno tempo, e la vill oria riusci re più o meno completa. Tuttavia è pur già anche questo un fallo ben grave, che per una causa qualsia si possano essere prevenute ed altera te le .disposizioni della superiore direzione, e gioverù vedere qual parte di r·csponsahilitù possa in ciò ricadere sul Comando e quale su coloro clte provocarono la battaglia prematuramente. Sarebbe fuor di luogo pe1· lo scopo dell e noslrc ricerche il discutere la convenienza di protrarre fi no al giorn o 7 la battaglia, e se il Comando della 3· armala non avrebbe rneglio fallo a dare fìn dalla sera del o le disposizioni perchè la bauaglia avesse luogo il 6. Ceeto la possibil itc'.t di attaccare fin dal 6 in buone condizioni di nulllcro esisteva, e troppo naturalmente quel problema dovette presentarsi al Comando della 3• arrnata, cosicchè possia mo sAnz'altro ritenere che, se ciò non ostnnte questo si dete1-h1i11ò a protrarre fino al 7 l' attacco , vi fu indotto assai probabilmente da motivi che non sono a noi ahb.i stanza noti. Ad ogni mo do ' folli e dalla Relazione risulta che tale fu la dee dai termin az ione presa dal Comando della 3a armala. )fa qui subito s'aifoccia una dom anda. Di tale d~terminazione furono resi edotti i Comandi dipendenu? L'ordine del G agosto, che prescriveva le operazion i pel giorno 6, così comin cia: « L'armata rimarrà do« mani concentrata intorno a Sulz, ma in pari tempo « esegui rà un camb iamento di fronte» . Segue poi il deLtaO'lio per ciascheùun corpo. Certo in questa espressiont è implicata r intenzione che pel 6 non si debba


4~-/i.

APPUNTf SULLA .RELAZIONE Pl\USSIANA

venire a battaglia, ma non quella che l'attacco debba aver luogo il 7 Ora sembra a noi che sarebbe slalo, se non. assolutamente necessario, però somrnameme utile che i comand~n li di co rpo d'arma ta sapessero ' di preciso le inlenzioni del Comando d'arr11ata, per tral'ne norma pel loro conlegno. Questi avrebbero così avuto ben presente che il giorno 6 doveva essere dedicato alla preparazione per la batLaglia da darsi il giorno 7, e che per quel giorno avrebbero dovuto astenersi da ogni allo di provocazi one, o che po tesse in qual ch e modo im pegnare uncombat1inwnto generale. Lu Relazi one ci fa noto che il Com ando della 3a armata si preocc upò della dopµia eventual ità, che cioè l'armata di Mac Mahon o intraprendesse fin dal 6 la ritirala in direzion e ovest, oppure attaccasse il Y corpo, che era <-ruello più immediatam ente a rortata, non essendovi di sepurazi one fra questo corpo e le posizioni occupale dai Francesi che la \·al!ata della Sauer. Per far fron te a questa doppia evemualitù, fu mandato nel pomeriggio deJ 5 al 1L corpo bavarese a Lembach un ordi1ie, secondo cui questo corpo dovea rivolgere la sua allenziooe non so lo verso Bitsch, ma anche verso Langensulzba ch, e nc1 caso che dalla parte di Worlh s'udisse nel mauino segue nte il cannone, il 1I corpo bavarese doveva mandare in quella direzione una divisione, che minacciasse il nem ico in fianco, menLre il res to sarebbe rimasto col fronte rivolto verso Bitsch. È noto, come in ubbidienza a tale ordine il mattino del 6 agosto sia stata direua all'alba la 4«. divisione su Langensulzbach, e come questa, avendo appunto inteso il can none a Worth, abbia impegna to il combattimento. Quello che può apparire abbastanza singolare si è di non trovare nella Relazione nessun cenno che ci dica, se al V corpo, che pme era il piLt direttamente

DELLA GUE RRA DEL

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interessato a saperlo , fu manrlala qualche istruzion e sul contecrno da tenersi in quella doppia eventualità, 0 se alrn; no· gli fu fatta partecipazione dell'ordine r.he si spediva al II co rpo bava rese·, il 4unle era separato dol V dal massiccio dell'Hochwald, e col quale non era po ssibile comunicare che per una strnda che cadeva sollo il raggio del fuoco nemico. Qu ~sta la~una che noi ritroviam o nella Relazione prussiana viene colmata dalla Relazio.ne del rnaggiore Ila hnke sulle Opernz ioni della 3~ armnLa, clallu quale apprcnd iam ~ che di quell'o rdine spedito al Il corpo ba~'~ rese gli altri corpi d'armr1.ta non ebbero reruna no t1zta. E noi non esiliamo a dire che fu questa una grave dirnentic.inza, e che a questa specialmen Le si deve ascrivere tutta quella serie di circo:-lanze _e di cont_ratternpi, che con trassegna rono i primi fatl1 della giornata ciel 6. Gli è dunque su l Cnm11ndo della 3n arm nla che ricade anzitutto la responsabilitil della bau11glia <li ·wo rth , avvenutn il giorno e contro ie sue intenzioni, e cìò ,1° perchè di ques1e intenzioni non rese s11fftci en terne11te edolli i C,rnwndi dipendenti; 2° perché non partecipò loro l'ordine :;ped iLo olla sera del 5 al Il corpo bavarese. . . . Vediamo infalli come si svolsero gh avven1men l1. (Continua)

x ..


TECNOLOGIA

TECNOLOGIA

Alcune foninde pe,• 1ni11e ,, polvere ed a ,linamite. (Dalla Memoria cc Entwurf einer 1Winentheorie genieinsam, fiir Pulver wicl Dunarnit. (Sagg io d i una Leoria delle mine comune nlln polvere e alla dinamite) » del tenenle HAGF.N von H,\G),NDURG ciel gen io a ustriaco. - (Vienna '1875 Seiclel). Prendendo la parola mina nel significa to generale che oggi lo si Rttribu isce possiam dire.che alcune volte si LraLta con le mine di spostare il meuo in c ui sì opera, aHre volle invece si vuole RclcliriUura s pezzare o scl1ianlare un ostacolo od un oggeLto di c1ual u1v1 ue forma o natura. Se vuol si ndunque, possiamo distinguet'e le m ine di sposl:arnen Lo da quelle cli schian lamento. Le pi& impoeLan li fra lo primo sono qu(~lle che s i pr aticano in pozzi od i n gallerie - chiamate appunto galler ie di m ina - ed il terreno circoRtan te, r ispetto al punLo dovo la mina lrn b!'illaLo, vienH in parte spostato median te pl'Oiezione ed in parte compresso. Per tali mine non è sEnnp1·e necessario r icor.r er-e ad agenti speciali d i scoppio - come ad esempio Ja dinamite mn la polvere <Wdinaria è sufficienLe anch'Hssa. Per Je mine} di schiantamento invece la carica cli scoppio viene generalmente collocala a semplice contatto dell'ostacolo o dell'oggetto s ul q uale si opera; ad esempio un muro, l'arcata cli un ponte, le armal nro in genere, in legno ocl .in ie1·ro. Per mine cli rruesta natura si ricorre - oramai da tuUì - alla dinamite.

4 47

Avendo avnlo alLre voHe occasione di trattare in ques ta Rivista degli studi e degli esper imenti fa t.ti non ha g uari in Austria, appunto in relazione alle m ino, non possiamo a meno di acceHrnH·e oggi nllabella Memoria che con il ti tolo più sopra riportalo pubblicava ultimamente a Vienna il Lcnen[.e .E-lAGr.:1' . Se non che l'indole di qu(~sta Rivista non consen lendo un .riassunto dettagliato di essa Memoria, c i limitiamo a rip1·odurre sollanlo le formule c j1e l'Hagen propone per il calcolo delle cariche di scoppio, sia che si tralli di m ine s ul terreno, sia che si ·voglia s pezzare ma tet·iali in legno od in fìm·o col mezzo della dinamile.

,vline sui. Le,·reno. - La teoria che p recEid<~ le forrnole clell'Hagen, si ronda sulle leggi 11sichedel. mo to ondLùaLorio ( Wetlenbewegung); l(~ggi esposte n ella n$ica sperimentale clel Wi'1lln(~r e r iepilogate dnll'Hagen a migliol'e iutenclimento di quanto espone i11 segl1ilo. - · Le fol'Inole poi che propone per la pralica s 01·vo1 10 1.>er q ualunque specie <.li mina e Lenendo conto della forza (!Jitensitat) e della potenza distr uttiva (Brisanz) dell'agente di scoppio valgono ad un tempo e per la polvere ordin al'ia e pe1· la di11am il.e. - l dati, che nbhisogntwono all'autol'e per il calcolo del valol'e numerico dei coeffìcienti algebrici, fuJ'ono desunti dallo esperienze ciie si lècero appunto in Aus tria dal 187:l al 1873. Ciò premess o ecco lo formule generali alle quali perviene l'Hagen.

I)

II)

~l n---- 2B,n'

y-.V

Ile

- - -t k h"

dovo le lettere signifbrno: e grandezza della cal'ica di scoppio; k coeltìciente dipendente dalla nalura del terreno;


4-i-8

U-9

TECNOLOGIA

TECNOLOGL\

h l unghezza della linea di min01· resis tenza; I e Bm coefficien ti cli identica natura d ipendenti l'uno dalla forza , l'altro dalla potenza distt'u ttiva del l'agente rl i scoppio; n rapporto <lel raggio s uperiore r dell'imbuto prodo tto dalla esplosione dell a carica, alla linea /i di minor 1·esistenza. Prendendo per uniLà di m isur·a della lo rza e della polenza distr utti va dell'agente di scoppio la forza e la potenza d is LJ.'ul.tiva della polvere 01·dinaria, sarà per quest'ultima I. = .l e B,. = ·1; per cui, se traLLasi di mi1)e a polvcwe, ordina1'ie, o come Altri dicono, normali, nelle quali r = h e pe1·riò n ·1, la forrnol a genel'ale I) diviene:

slesse esperienze l' H agen deduce che - riferendosi sempre alla polvere ovdimu•ia - r isulta prossimamente per la dinam ite:

e per cui le formule gcnerFJ li I) e l l) di vengono per la dinamite:

=

che è appu nLo la formula comunemente usata dtti minaLori, e r icor-data all;re volte in questa H.ioista (1). · E per m ine .<;i1'acariche dover > h, o compresse cl ove ,.< /i- per le riuuli m ine s'indicarono alLrove le formule del LHbrun (1) - le l'ormulc I)

Nelle rorrnule scri tte nnora i pesi sono espressi in JibJJre aus triaclie e le l unghezze in piedi; trasformando i pesi in chiIograr:nrni e le lungllezze in meLri, risulta: per la poi vel'e

e II) divengono:

pc~r le dinarnile

:J6

e da l.on p0Lri1 subilo calcolarsi il e e vicever sa . In cruanto al v1;1lom di k non puònntm·Lllmenl.e determinarsi che moclianle l'espcrienzfl cli1·etla; l'Hngen s i limii,a a r ipo!'Lare in appo~ii,a Labella solo alc.:u 11 i valori <li k desunti dalle esperienze austl'iache poc'un:,,:i mrnrncn L1;1 le. - Dai da Li poi di '1 uestc

(I) v . Dispensa IV, april e le.7,J - Rhissunto dell a Memori;1 del capitano circa lii demoli zione delle m u 1·arnre pe r m e Z%O della di namite e della pol vera~ ilfwuerw erks-Spreniru.nge·n mit ])yn.Mnit uncl Pitl ver v.

LAURR

e= 7 !ch" (~'}

·

(

\.

1 +n'J

; -- - 2y -- i V 3<ltch 3

n= -\ 3,

/

7c3

- 1.i..1 •

Spezzamento di traoi o verghe. - A n c.he per la 2·' parte della .Memoria dell' Hagen, nella c1uale si tra tta dei mate1·iali in legno ed in ferro spez?.aLi p c1· rnC1/.ZO della dinam ite, ci limiteremo a trascrivere le fopmule praLiche fìnal.i, clie sono: A Nl'iO

xx,

VoL. 111.

29


4 /j,l

'l'ECNO LOG-IA

TECNOLOGIA

450

per Lravi di legno dolce (come ud esempio pino .od abnto);

e = O,OtX~;>h(b+ h) \lii; .. .(:i p<-l1' Li·a vi <li legno t'ol'te:

e = 0,007 h(b+h)\/7i; ... O'> per vei·ghe di fer ro nrnss iccic o combinato (unito cioè con cl 1iocli alle sole cs lr<3rniLà) :

dal Comitato militare di Vienna di es eguir e espel'ienze sulla rottu r a con dinamiLe di maLeriali in legno ed in f'ereo . -- Ed è appunto s ui da ti d i queste s tess e esperienze che l'Hairen si basa pee il calcolo numerico dei coefficien ti. ,, . Questa R,:l)istct riportò aHru volta, ed anche distesamente, i doti j n discorso non che le form ule della Commis sion<~ cli esperie.nze (1). Rimandiamo pertanto chi lo cl<~sicleri alla le tt ura di <[Han to a llora scrivommo, ancho pce le avvortenze che in pratica si debbono a ver e nel collocamento dello scatole di scoppio sulle travi o s ulle verg he clie s i vogliono spezzare . C.

C:ORVE'l'Tl

Tenente d'artiglie1·ia.

pe1· ver·g lle

a chiorli t·iball iti (lamine connesse .ins ieme

per

t uLLa la lor·o I unghe7,za):

e=O, l h(b+ h)

(I) V. dis pensa X, ottobre 187,1 - "- Mate riali tli legno e d i ferro distrutti con chn amite "·

3v'-h'; ... (ò

In rp1e,;te forn1ule b ò la larghezza della sezione della trave o della verga, cd h l'nllezza, ambedue es presse in piedi, pe1· cui l a cm·ica e ris ulla espressa in libbre. Valendo e in ch ilogramm i ed li e b in c<-lntimell'i,. le formu le divengono:

e = o,00021i (u +

h)\lh .... (i

e =0,0004 h (u + 1ii

v'h .... (13' e= 0,008h(b -1-h)3v'I!! .... (-r' e = 0,00ih(IH- h/ Vh!, .. . (ò'

-Questo formule semplicissime sono vero solo per b ~ h;

quando fosse /J < h bustet·à supporre - il clie sarà sempre lecito - cl1e sia b = h, pOl' cui in defin rli va tali fo rmule sono susce tt,i b ili sempre <li applicazione pr atica. - Esse differiscono poco <la q uelle proposto nel '1874 dalla Commissione incaricata

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HlV1STA JllDLlOGHAPlCA

RIVISTA BIBLIOGRAFIC A

l/f11t·Hzione pe,• le ,nauot•re ,li <'nv alleria. -

,, Nondimeno l e g randi ma11ovPe clell'arma fo ttesi u lLimo.m<>nte in Auslri11 e sopralullo in P1·ussia, i rcgol am<>nli delle quali potenze mol lissimo al nostro si l'Ossomiglifmo, lianuo posto in evidenza la nec<>.s:,;i l,ù di clar e olle nm·mB 1:egol aLrici dello cw oluzion i delle geos,;o nwsso di ca val ler ia un maggior -;Yiluppo_,\ nzi in Prus-sia gi;'1 si provviclu all'uopo coll'Aggiun, ~Prc al r ~golumcn lo il Titolo ,)•, il qunlf' i• il p01'lato delle di" l igic•nLi esperienze cd osscr,·azioni fall<> 11elle manovr e degl i ., an11 i 1H7;1 e 1H74 o costi t11if::!CO una delle m igl ior i iRl.r11zioni " 11ul gc•11<1re . • Pm· que~ le r.onsi<lera1.ioni parve111i, se non 11cccssa1'io, • mollo Yanta11gioM, il rar p1·cccdcre alle prossime gn1ndi ma· ,. nfJvt·<> quale!i(' c·omrnenLo al nostr o 1·<•golamento, inteso a « m eglio c:ltiarir e la naLura (\ l'impir go tnLLico delle evolu zioni " di J)iì1 1·eggime11li. Ed è ciò elle faccio colla prosenLe Islru" zionc, nella quolc pt·<!Si u sviluppare ron 11ual<:lte ampiezza , la p,u·lc ultima del regolamento sle:;so, giovandomi in ciò, .. sia dell'anzideLLo Ti l.olo :')•, :,,1in cl i cl'w n lo di più riputulo si è .. !Sc1·itLn in rrunsti nl l.i mi Le111pi stille 1n::,110 ,•1·c di C;(\l'mnnia ed .. Au$lria e sull'in1picµ-o delln cnvallcrin in guPr ra " · Da •1uesle slessc pa1·ole si J'ilent pm·<· facilmente quale sia l o scopo cd i l cm·aLlerr..del Ja,·01·0. T.'aut.oi·c non ha voluto far e una i 1.1 ul.il<-\ rar:colla rii clispu:,;i1.ioni e d i u,·,·u1·timcmLi 1~on~enuli g iù nei regolm11<>nli, o di pr eeolti d'ude m iliL~r e c li c si deve amm<'llerr siPno noli a chi nd l<' grandi mimovr e lta da f'al'IJC l'appl irazionc e ,lnr1• appunto 1won, di ronoscer li come 1·csulluto degli insegrn1mcnti ri cevuti nelle scuol e e 11c llc iSll'llzioni mmu oli OP< l ina1·ie, 111a r en1le11closi csuUo C'on lo dellR spec ial i tà dellu 1m1novre da osr..guir si sotto la sua di t·ezion<>, tl<il valor e dei più 1·cccnli i11scgnamc11li che si hanno in fallo d'impiego cli corpi di c1walle1·ia in guerro, lta YOluLo complctmc i p1·er,etti r c"ol n, nr..n lar i por gendo unn guirla poi' la 101·0 p iù r f1 zionale ect""i11 1if'o 1·111e appl ieflzione i n quelle par-ti nelle q uA li essi lasciano 111 ,pu nto una certa lm·gl1ezza d'appl icazion e, cei·cando di rendei· ben chitll'i nella meni.e di lulli 1p1egli a111111ae::;tr um enli lal~ici ai qul'll i deve al p1·cscnle i11 1'ot·111t1 t·si l 'impiego di corpi <l i cavullcl'ill n solHJ combinata con fa nteria cd ui·Lig l icl'ia come tirrni s ussidiarie, ed i qunli dr,hbono natur é,lmc1 1lc essere lo scopo principale delle mrrnovre d'insieme di grossi c01·pi di ca Yalle1·ia. La 1>0.r l.e dell'lsLru1.ionc elle presenta maggiore importanza e m11ggio1·e inter esse e~ ,ruellu eosLituilu dui paragl'ali 2° P- 3°, " • " ., ,,

:'vfil ano

1875, Lipogr ana Dernardoni. 1n occasi one delle grandi manovre d i ca v allcria che si stanno eseguendo nel comando ~eneral<> cli Milano, il comaudanle genel'ale (gcncmle Pr:T1TTt) J,a 111;indalo nlle stn11 1pe, pet· uso degli ufficial i destinati a prendere pArl.o l'l s irfaue rn tirwvre, urw Istruzione la ff uale anni sembra assai degna d'ul,lcnzio11 c. L'opportunità di sillalla pubblicazione•" dAll'egregio gener al e dimostrala in una sua prenwssn nella quale, dopo avei· chiaram enLe e conc isa11 1r 11l e defi ni~o il c:oneel.L<, (',ho gl i lrn s1w vi l,o di guicl fl nel del.errn innre l'incl i1·i,:1.o ,!elle g1·nnili n 1anov1·e da lui dir elle perclu'i esse d ieno il mag-gioi· frullo, uccc111HuHlo come in ba!"C' a !"iffatlo c·oucetlo cssn sicno state• ripartite• in due periodi, uno di escl'citazioni di J..n·igata e di d ivisione in pia1.za d'al'll1i, l'alL1·0 de!;Li naLo al lo svolgimenl() di un lmnn taUi <X>logisLico a parLiti conll'ùpposli, si cspl'imc 11ei sc-i guenti L<•t·111ini: « Le esercitazioni del primn pc1·iodo saranno ve1·amonte una ., utile preparazionfl all'appropriaLD impiego della cRw1llcl'ia « n el peri odo succes:::i vo, s<>. la loro esen11.ione si in,;pi1·ei·à alle " oLl.i mc prescrizio11i <.lei nosLt'O regolr11n o11 Lo e<l i11 ispecie a « q uelle contenuLe nei N ; H:l8-'.:i-H-'s,7-W-:i0 nei quali è , in • certo modo, con densato lo spi1·ilo in fonnulol'e d<>llo 111anon c « dei grossi cor pi di cavalleria. . « Tali prescr izioni in ver o, pe1· cruunLo nppunl,o si r i rer isce al « m liiicggio dei gr ossi co1·pi di cnvalle1·in, si l imitano, co1He 1:: « ben nolo, o. 1101·mc generi che rondnmc•nLal i, che 1·cLta rnen to • intese cd applicai.e, bastano senza duubio pe1· tutte le ncces• si l~ del campo <li ballaglia.


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BIBLlOG ILH'ICA

Rn'ISTA

nei quali l'autore Lt· atta precisamente della formaz ione aenc7ah.nente adoUata prr l'azione talli ca della caYalle>ria, cio \ <Jnella m lmee o s~luere: l•:i:rli espone come sia stato risolto il prohlema m Gormauiu ed 111 AusLr iu o COJl(;ludo colJo st.ahilire come JJormale p r I~ grandi manovre la fo1·mazione su Lre schirrp e per hneu, lasciunclo per allt·o iu facoltù dei singoli co1111rndanli di a~ottare ctlt1'afo,·maz:ione qllando lo c1·edessero JiilÌ, 1;an.tar1!JWSO pe.r wi d(_tto caso speciale. L ·espe1·fo11:;a:c1ie sifadt cl i ta'le fo1.·ma~t0ne dt 1:iassinvt, egli àice, seroirll (t meglio delel'lnina1·ne t V((n/a[J[Jl e 1. d(l'etti. E s lAhiUla qt1es~a f'Ol'ma ·110rmalr indi.ca con lllirabile chiarezza r concisione il còmpito d'ogni scluera nelle d1,•01·se e pt·incipali Yicc11do dell'azione della caval lcl'ia. )l_~I paragr~ro ~· sono bre,·emcute riassunti i più es,-f•nziali e pm acconci. pr cce tli su l modo cli conLenel'si e clisporpe Jr t~'uppe, prr crnscuna d0Jlc tre fasi per le qual i passa ordinariamente la caYallcl'ia sul campo di baltt1glia e che il noslJ'O r egola men lo dcuomina : ,taspellaLioa, céavvieinamento e etc: 0

uzione.

determinando i segnnl i e le espressioni concise e chiarr da usarsi per la loro comun icazione. « La necessità di un tale ripiego (fa osservare mollo oppor" lunamentH il generale PetiLLi) scema evidentemente collo " scemtH'e ciel In forza; così per unu bPigt\La, alla quale il co« mandante può coi segnali cli tI·omba regolamentnre dare di« ret.Lamc nl.e i comand i più semplici e1l importanti,non si sente « forse J'ussoluLo bisogno dalJ'aclozioneù i allri segnali specjali i.. ~ondimeno come semplice esperimento egli ha lascialo in facoltà ,li comnndanti delle bt'igaLe alle gNmcl i manovre, di stabilire quei pochi seguuli di t1·olllba, 0H1·e i rcgolame11Lari, che du essi fossero repufoti decisamente gioveYoli a rendel'e più p1·o nt11 l'esecuzione delle rno,;se e 1lcgli a LLi pi·ogettati. )Joi non clubiliamo che l'I struzione del gen<cll'ale Petitti, oll1·e ai buoni frutti che awù claLo po] suo scopo !=<pecialc, sarà letta con grande interesse dai nostl'i unicialj segnuLamonto cli cuYaUeriA e sarà grandemenLe apprezzo.Lu ùa coloro che a questa purle d(•llu lallica odierna hanno rivolto uno studio specinle.

·

Xe_i pai·agi·afi seguenti l'autore parla clcll'impicgo dcll'artig lioria e '.'ella fant0l'ia come fll'mi sussidiarie di corpi di cavallerJa, md1can<lo come e r1uanclo dehl,ano esse1·0 uliliaate e ii110 a che punto la cavalleria clehba 1weoccuparsi del loro ~011.co1·so ~ del !oro appoggio; poi rlel servizio rl'csplONtziu11e, l!m1 lundos1 u. dm~c quel tanto da lui stimalo nece$Sa1·io pPr oll.. nerela piu razionale npplicazio11e '1C'lle disposizioni 1·e!!olamont.a1·~ noJ caso !-opcciale rle.lle m a no ,·1·0 (lacscguie;:;i; ,1uind i, o quo~la e ~u1·e par!~ mtere;;sanlissirnadel lavoro, po1·g-e ull cenno sull md1r1zzo pratico da darsi alle e::;er citazioni di b1·i"ula in piazza cl'armi race ndo nolare conte la lrnppa, p01· rei1ilc~si a tta a'.1 e$se1·e impiegala nelle forlllazioni pe1· schiere, abh;a bisogno d1 Ltrt addestrameulo molto accurnlo sull<' piazze d"armi. Finalme nte dà tcnniJJc alla s un Istruzione col po1•rc in eviclc11za l'in1porlanzacli un p1·oblemn alla cui :,;oluzio11e i P1'ussiani hanuo rivolto un ullcutis,,.imo studio, cioù <ruollo di facilitare per modo lu trasmissione degli Ol'd ini s ili campo di hutlaglia per la cavalleria, che uon porli ostacolo a quella prontezza di esecuzione cho si domanda u cruesl' arma per ottenerne tutta q tlella effìcacia di Pe.sulléili che se ne pnò attende re. Il problema è stato 1•ic:0Jlo JPr orn dai Prussiani studiando le principali necessità dell'azione della cavctl[eria in campo, ccl m base ad esse scep·lienclo un nurn(;'.ro risl1·cllissimo d'ore lini e

Ji'<.•1·Uflcation g,,unuryiwe. - Trtr.iléclesapplicalions tcu.:tiques <le lafoT'tificution, paL' H Gnu,Ro, cnpitaine du gònie, proresseuc cl'art i11iliLui1'e et de fortitìcalion passagèr·e à l'École mililai r·c tle Bruxelles (:3'"' et 4"" parliesl. t..:n fort

volume i11-~· avec HLl us. Durnaiue.

Pat'is '1875, Librail'ie m ilitoi1·e

ll capitano GmARD ciel genio nell'ese1·cito belga h a compiuto la riset·va anlecedeulemente falla (1) e ha publicato il 2° volume del suo Trattato cli rorlificazio11e passcgge1•u, cioè In a• o 1~· pnrle drll'oper,), riguul'dan ti 1·is peU.h·:une11Lc : la costruzione dei trinceramenti e la ,forlUica~ionc pas!,e!Jvera crmtempo1·anea. I.a 3• parLe si svolge in o tto capito li, e la 4" in Lre, seguiti Ja una breve appendice, costi Luila da due annessi, nel primo dei quali ~ono indieùlo le dimcusioni cln assegnarsi nlle spcanghe di ferro a doppio T secondo i d iversi loro inte1·val li, e le cli\'crse po!'lale, o uel sec.on<lo so1Jo forni ti inLm·essunLi dati sull,\ recente asseg,nazio1H' cli ute nsili alle truppe te,Jesche. 11 I capitolo acuu :.l' pnr h~ ù il !:3' cloll'opern, e trnUu deJl'ese-

(I) V. JUi;tsta, milita,,·e italia,nci, dispensa

a•, ma l'Zo 1$75,

pag. 480.


4ti6

RIVJSTA

guimento dei lavori di terra. I l lcllore vi r-iscontra anzitutto le circostanze in cui la truppa è impiegata alla costruzione dei trinceramenti, secondo già era usanza nell'epoca della rinascenza dell'arte della guerra. L'a11lo1·e ri('ot·dn che Cado V aveva aggregato a ciascun rt"ggimcnto d i lari:dc hener.chi una compagnia tli pion ieri J'ol'le d i 'tOO uomini e 8Cguita da un parco di utem,ili; egli lamenta che pi1'1 turdi la buona disposizione di far muovere la terrfl dalle truppe l'u nbbandonnta, specialmente a' tem pi di Luigi X IV, e rileva che nc~l Hl17 Hognia LconsLntuva s ussistere Ancora nell'eserci to f't·,rncese il p1·1•gi uclizio cli una certa r i pugnanza nel !:iOldato al mestiere del l':lt·razzierH. Oggi in tutti gli eserciti m oderni sono cosliluiti roi·pi cli truppe speciali dal uome d i pionie1·i o di trnppedel r;enio, il rui uflìcio principale è l'eseguimcnLo dei lrtvot·i d i fo1·tif1 cn7ione passeggera n,}cossAri a lle OJ)l'l'azioni deg-li esereili in campug11A,·e al quale eseguimento concorrono all'occo1·ren7.a le t1·uppe <li fanteria. - L'auto!'o noia, che ii fatto piit volte avvet·atosi della poca te ndenza tielle l t·uppe di l'untel'ia ul liwot'O di.:l. lcrrazziere l1a la s ua ;;ol'gcn le nel dUiitto tli p repara'.ione i n lèm,po cli pace. In Francia 1•d in Ger111a11 ia P assegnato un battaglione di pioniol'i ad ogni corpo d'esercito; ma rruesla forza, serondo l'autore, sarebbe insuflìc-icnt~ per l'escguime11to dei la\'ol'i di campagua che i moderni 111 elodi di gut~l'l'èl t·i l'ldcggono e che sembrano sempre pi1'1l'i<:.lliedt'!'C. C11nseg,Lcnzu di rrues lo ovviamento è rlte il fantacci110 (!ew~ di\·,•1:ir pior,ier·e L'ome 1liviene all'occorrenza serven t<' di ballet·ia: ,, q 11e;:;La a 11/'hl' lllH\ qnrslione di preponclel'anza pr.•1· la fanl<>riH, n,ll1 uv,~ndo 1•s;::a la co"\eri Là della cavtdleria pe1· sottrarsi ul l'ur,c·o nem ico, nù la l'olenzu e la portala dcll'arLigl irJ1·in ·pe1· di~t1·uggc['c l'n vvcrsario n g'L'Llltcli distanze. - li capituno Git·m·d non ct·ùue di:: pos><a110 e~~• ·rvi difficol Là materiali per 1·0testa p1·e11arazione, ma ;;i nsliem · Jallo svolgerfl le sue idee sn l 1neto<ln dn seguire 1wr 11LLua1fo, non credendo oppor tnno d i farlo in 1u1 tr·a Lta.Lo diclALlico. Lu questione cho solleva il capitano Girnrd ù cel'larncntc mel'ilevole della più seria co11sidcrazio11e cd è in parte giù aniala verso una prnlica soluzione presso quasi Lult.i gli <•sel'citi eu1·opei. Presso cl i noi p . e. t'• is tituito in ciascun roµ;g imen l.o il plotone 7.appalo ri, e sono in tem po di pace PS(>rci late le lt·uppc di fanteria in lavori d i roelificuziono rapida come sarebbe1·0 le trincee di hallaglia. ~elio stesso capitolo XI II l'a11Lo1·esvolge cùn 11101la cliio1·czza considerazioni opportune e porg9 Cucili m elod i per la pra lica

BIBLIOGRAFICA

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esecuzione dei lavori cl i terra della fortifìcozione passeggera, i quali opina doversi limitare principalmenl<' a quelli del palaiuolo.- La disposizione dei 1·icumbi, l'ntluazionc dell'equilibrio app1·ossimali vo dello scavo e del 1·ipol'LO, .l e operazio11i prelimina t·i s rd terrn11 0, l'orga nizzazione del luvo1·0, la distrib uzione dt•g li uten::;ili, la delenuinazionc d<'I nume1·0 e della specie dei luvoraloi·i, il calcolo del tempo rn1l·t•ssario al corupimento dr·l lavoro, J'orgo.uizzaziono tlei l,wornlori in ht·igate, .J'cseguinwnto dello ;;('avo e quP.l lo dei ripo1·ti. sono a ll1·dtunti argome11l i cl1e il Jollo1'e tt·ova succcssivamrn le svo!Li in un ordine d'idee mollo Jll'&Lico e cltilll'ù. L'argomento dt::llu direzione dei laYorim<'1·ilud'essE:rcùtlénlan1e11Lo r ilevato nell'accennalo copil.olo drll'opcra cloJ cupi la no Gi1'a1·d, inquantoeliò <',gli r ileugn el1c gl i u l'(if'ia li tlel ln ,:on1pugnie cli f'lìn Leeia, le quali sian cl 1iomate a conco1Tere ,,ll'oseguime11lo dei lavo1·i, dcbb&110 pa1·tecipare ulla dit·ezione ,Li essi, comanua11tlo forti brigate di lu\'o!'ulori e dipendendo dull'ufiiciale i11gegner-e, co 111uw1ue ,1uesl.i possaess1:1·e u11clle n1(HHJ anziano o pu1·e meno elc•valo i u g 1•1,,lo degl i ul'/ i<;ittli ,li r·u11teria chiamali ud appoeltu·gli il conl'Ot·so dellu 101·0 p1·atira r della loro in l.,lligenza," pri11cipal111P11le destinali alla sorwglinnza discipliuure ,lei sing-oli 1·ipal'l.i dellè Lr·uppt.: che comnndnno. L'ingeg1int'e uov re i> h,•, secoud•J J'aul.01·c, cn11sitler a1·s i come inw•!:: Lilo d'una dt• l,.gnziuna lemp<Jl';1nundell'autoriià del generale coin·rndunLe, ml unoscol'o sp"('i,1lc <' tlrl1•1·mi11alo, Regolate perfPlhl m<'ntc e nPLlnrnenle dcsignaL,~ le w1rie attribuzioni di ciascuno, llOn potL'ehbero, a pai·el'e del cl'lpitano Gir-urd, sorgere a U.ri Li poi· s usceLtiJJ1Ji ti'1 d'amor proprio, le qua Ii d'altroud,, 1wn posso110 :;11lleva1·::;i 'I llttnclo il lll'11e genentlc vuole clrt~ la<"cinno. li cò111pilo dell'uf',iciule i11gegne!',' r!O\TÙ c::;st~1·c tfuPllo di <lare agli 11fliciali cli f'a11Lp1·it'l. i11Jicazi11ni il più pos~ibilrucntP. precise s ull'andumen l.o gc1 1ern lc del Javo1·0, cornpldo ndolc con 11otc e bozzi; egli dovrù sr.rnpre rivnlgo1·s i ai comnndanti le brigale e mai ai lavo!'atori; 11011 s'imn1iscltierà uei purlicolari di condolll'I dei lavori che solo in casi di evidente necessi tà; il suo còmpilo insornnw ,;n1·it quello di una ùirezin11c inLellig<'nl.n, che si sviluppi nell'orgu11 izzarc convn11evolmcn le il lavOl'O co n istr·uzioni ch iare e Jil'l'('.ise, senz,1 <'ssere minuziose, e non già col corret'c di laborolorio in Jabomtorio per sorn~gliurc i lavorato1·i, nllontanurli •1t1ando sinno troppo 1·avvicinali, o 1·av vicinadi clippi.ù <1un11do siano l.1·oppo spaziolì f1·a 101·0. No n dovr e.bbel'o csser cimpi'3g-uti più iugf'gnerj nc:lla dieczionc clel lo


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lllVISTA

stesso lavoro; e qunndo l'esten sione dei tri ncer am enti irius tifl chi la presenza di p iù ingegne1'i sarà necessario, pe1'evit ar e orclin i contradditlorii, cli cli\'idero il lavoro in tante sezioni dipendenti ciascu na da un ufncialc del geuio, e concentrare lo direzione genera le i11 un u f'i-i ciale s uperio1•e, il quale rar à conoscer e i s uoi o rdini pel trnmitc dei capi-sezione . I l capitolo X I V t.i-utla co11 ordine e chiarezztt dei vru•ii f"ascìnaggi e dei mater·iali che vi s 'impiegano e coHtiene alcnnc p1•oposle mot'i t0voli d i considerazione. I l capitolo X V considera i lavor·i d i rivestimento, che l'autore dis ting ue in due specie, cioè lavori di 1·ivostimento cli .sostevno dei tl'inceramen ti , e Javo1·i <li rivestimeulo dicousoliduinenio; egli compr endo nellu prima specie i l' ivestin11:n l.i cos tr uiti allo scopo di rnan !enor e le terre sotto un'incli11a 7.iono più forte di quella consP,nt.ilu d11l la loro na tu1·a, ed assep:na alla seconda specie Lu tti r1uei rivestimen ti cos trutti nell'intento di formare uno strato preser\•alivo delle s carpe conlr o lo coe1·osioni delle aC:•Jue o J"imp01·vH1·sure dei venti. Lu costit11i io11e e la r esistrmza dei blindaggi sono l'oggello del X VI capitolo dcll'opet'l1. ll Cl'lpitano Gil·a rcl in comincia dallo svolgP,l'e oppor tun H conside razioni sui fuochi verticali, dov uti a i mortai, dei ((unii l'im piego è freq uente negli assedi. 11 solo m ezzo ùi gnrn Htirs i da tuli ruochi consis te nell'er-iger e cos truzioni assa i solide da cesistet'e alla bomba cd a lln gcanaln. Codes le coslrm::ioni, cJi è hanno nome g enerico di casamatLe e chf, si <'Os tl'niscono d i mu t'a tura e ancl1B di r.wro in forlificazione 1)ermane Hle, in for tif-icazionP. pas~eggera s i designano col nome di hlincl~iggi e s i cos t1·uiscono r.on Jeg rrnme, fas cinag~i e fer ro . I blindagg·i posso1Jo d isli11g ue1·si in due classi, s econdo clie siano destina ti a r esisleee a ll'aHiglieriu di campag na , ovvero s iano s tubiliti in ope1'e sus c,~tlihiJi d'osserc a ttaccatB con mater iale d'assedio. L'au lot'e si Jimil::ì a trattare d i <1uesla ;;econda classe di blincluggi ,m i qua li s i han no sjnor .:t da ti alq ua nto precis i p,w esperienze eseg ui te . Lo singole parti cos tituti ve dei blinclil~gi e l'esame teo rico degli ~forzi che deh))ouo soppo1·l1:u·0 sono al'g0rY1en Li svolli con rnolt.i pa r ticolari e coll pa1·i d 1ia1·ezzn, e sono degni di s pecit1le a ttenz ione i diversi tipi d i r·icoveri proposti dai m igliori ingegneri e ri por tali dalJ'au tot'e, ins ieme ad ulc un i risultati oUen uti nei poligon i od in g uer-rù, per trarne utili e pratici inst•gnomc nti . Il blindaggio clic sj poLro·bbc cliionu.'.lre classico è que llo proposto da Col'montaigne; seguono le esper ienze di Doaai nel '1820-29, per le

ll lB i.lOG l\AFJ CA

quali s embrò poter si s emplifì ca r-c il tipo di t·icoveri di Corrno11laigne; m a alcune es p9rienze fa tte u BrasschaeL semb ra abbiano dimostrato irr.:ializzahile codesta speran za. T.e esperienze '1852-56 di Brassclwet m is ero in ovidenza l'impiego delle guide dulle t w rnvie n ella costi tuzione dei ricoY<~r i; le esperienze di Cosel pr on.1rono <'lte le g uide-m odello . Vigno1e cra HO tìllù prova nel limite cli :~",·17 cli port<1ta . Le espe1,;ienze d'!Crfurt provarono In super ior ità delle spranghe a dop pio T sulle guide fer ro viarie. Lo esper ienze dell'Isola cl'A i:x: 18fH 1wovurono che i blindagg i debbono es sJwe ricoperti con uno s tt' t\ lo di ter ra a lto J",:50 per 1·esis l·3 re nJlo bombe di 32 centirnelei tirale a dis ta nza di i220 metri, e che per formare dei buoni hJinclngg i di legna me occonnno L1'0 cor pi d'alberj sovrapposti, di 0" ,fi.() di cliamc tl'o, della porla ta cliJi,m, e r iempiti cli ter ra negli inter s ti:r.i . Il hornhflrclarnen to cli Par ig i 1870-7·1 ha i'omito a l capit':lno Petit ed al soLtotenentc V inclair e mat"3r ia a ri rnarellevoli notizie s ulla r esis tenza e sugli effe tti di dis tr uzione r ilcvùti nei b lind,1ggi elevati tan to nei l'or Li quanto i nd ietr-o clelln cinta . DA ci ueste notizie s i cles u me : cho i ricoYeri in legnarne res isterono alle b nti."3rie n emiche solo <[uando si trova rono copert i da uno s tra to di L0rra alto 3"'; ch e i r icoveri il cui cielo er a cos tituito cli g uide cli ferro e di uno o due coepi di troncl1i d'albel'i, 1·icoper·ti cli uno s tcato di circa 2", resistettero hene, cj che con uno o due s tL'a Li di fas cine può dim in uirsi l'all~zza dello s tra to di t~rra; che i blindagg i inclinati, tc1n to ù.i gu ide di i°e l'!'l) che cl i legnam i, furono spezzati, e che rur.o no messi fuori s er vizio anche s e l'ico-per ti da uno sll'a lo di t•)r ra di 1"' nel 'l",tiO di grossezza; infine l'i mpiego doi sacchi a t0rra per te ri par azioni dei guasli fu dimostra to di incon[.raslahile utilità . L'autore non clissirnula che i ris ultali delle esperienze sono a ncora così dispa ra ti da 1·endere difdcile il Lr-a m e conclusiimi determ ina le. Non pert an to, essendo necessario fissa r le idee, egli prese nLa alcu ni ti pi allo s copo cl i facilitare .i l comp iLo degli ingègneri uellu compilazionr dei pro g,~lti, senza gar a ntire c:;he i de tti tipiJ, ia no assofo.tamente alla p roYa, ma 1·it~ncncloli come conclusioni provvisor·ie su di un a rgom ento rispet.t·:i al quale l'esper ienza è lon t&na dall'aver peonunciato la s ua uHima paÌ.' ola oggi segna ta me nte che sono di contro nuovi matqriùli procloLti dall'j nel us Lria e nuov i proiettili (le g r-anats e le bom be cilindro-ogivnli), i cui effe tti n on s ono ancora ab bas Lanza conosciuti. 11 XVll capitolocle ll'opeca è come il seguiLodcl precedenLe,


Il I BLtOG.LIAF ICA

fil VISTA. 460 r iguardando parLicolarm.enLe i hlockaus , i m a gazzini, i ricoveri e le comunicazioni. I blockaus fian cheggianti, c~ioè le caponier c e le mezze caponier e, vi sono a mpiam en te tr-aUali n ei ra pporti del Lraccia to, del profilo, delle comunicazioni e dell"al'rnam enLo, pel quale l'a utore espr·imc il desiderio dell'im piego giudiz-ioso delle m ilcagliern, indicando un affus to · speciale che permelLer ebbe di utilizzare coteste rnaccliine da guerra nel rislre tlo s pazio del rruale egli vor re bbe spiegas:. sero la loro azione dislcuggitrice. Seguono i tipi hlockaus propos ti dal P ir on e dai Tschierschky . Il tem po cons idere vole r ichiesto dalla costruzione dei blockaus e le s pese non m eno r ilevanti che 110 conseguono ne !imita no l'impiego a circos ta nze r elativamente rare; l'autor e crede che possano ulilm ente sosLiLuiesi allo caponiere e m ezze ca pon ier e delle pala ncate, il cu i in terno sia pro tetto da un· clen le contorna lo dal fosso, e i cui difGnsori s ia no cleiilali per m ez7.o di traverse cos lilui le a ncor esse da pala nca le. I bloclrnus ad u s o cli ridolli h anno vedu Lo 1loci·escere la loro im porta nza ta LLica, ma sono tuUavia tl'i ncon tes La bilo u Lil ità in taluni casi speciali; Je mitraglier e non vi sa re bbero così effica cem ente in:1p iega to come nei blockaus fiancheg gia nti, e i tipi Piron e Tschier schk y possono essere co nvenim1ternen le a pplicati a la.le uso. l m agazzini s i disUng:uono in magazz ini d i ba tteria e in magazzini <l'app,.oooigio11amento. Dei pri mi, destinali al r icovero momentan eo deJle ctwiche pr eparale, l'auL6re Lra l!.ò già n ella 2' parte della su a opera; q uanl.o ai sf\concli, la prim acruestione è quella del s ito in cui convenga m eglio collocarli . li capi lan o Gi1·ar d vo1•rebbe siLwi li i m agazzini a polvere 'il più 1011 1.ano l)ossib ile cfai rarnpat·i, e q uelli <lei proie ttili e d'alteo m ateriale n ell'interno cli essi. L'au lor-e r ieorda elle i maggiori P iron e Sch umann hanno irnaginalo cli eos!.r nire di fer ro i mflgnzzi ni, lo che consente un a P.conomia di L,~rn po r ispelLo flllc cos Lruzioni cli legnam e. Di q uesti mag uz-:tin i l'autore l'jpo1·ta il tipo Schuma un desumendone Ja descr izionodall'opertì ciel genera le Br ia lnw nL <! LafortUìcation à. j'ossés secs • . I r icovei·i sono dis liiJli dtlll'aulor-c secondo che debbano ser vire t1l sem plice r i rug:io della gua rnigione, o de bbano soddis fare a talune condizion i ta Lliche, sopr at utto po1' quanto riguar-cla il permetlern a gli uomini od a l m a leriale di esser e da un mo mento all'altro a l loro posi.o di comballimento. Una Ler za dis tinzione è fatla pei r icovL1r·i difensivi da elevarsi sui

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parapoUi nello scopo di soLLra1·ro ai fnocl1i rict11·vi lo arliglierie della difesa. Infine lP, comunicazioni sono dìslinle in gallerie, passaggi, trincee di comunicaz ione, ra m pe, e pon ti, e ~ono particolurmcnte discusse ed esaminale. La cosleuzione e l' irn picgo Jello difese accessorie formano oggetto del XV III capitolo, ed il lell.orc vi r iseont.ro r icca m esse d i no tizie an C'hc per qua nto ri fl elLG le precauzioni a pr ender s i con tro la tlisLruzio1w delle palancat,J pe1· m P-zzo deJla d inamite, e l'impiego del reno nella coslru?:ione delle palanca le m etlesime. È cregno di specialcallenzione il XIX capitolo l'isguardante le m ine ed i pelal.'d i, sia por qt1an to vi ò csposlo cir ca l'ar-Le del minnlorc, circa l'applica?:ionc delle mine alll'I dircsa dei trj ncerr,i nien ti, e Cil'ca i petar di; e sia per qua nto 1·ig uarda l'impiego della cliuamile e delle mine auLomatichc o Lot'pedini. li capitolo X X l ra lta dcll'organinazione dil'ensi v~, degli ostacoli ùcl terre110. \'i è r ilevata opporlunumenle l'importanza aLlualc di tali oslacoli , e lo s tud io della 11ucsliono è svollo tan Lo nella sua par te tecnicll che n ella sua par i.o ta tLira dis tinta.monte, con ordine, chiarezza cd ampiezza . 1.a 4" pa1·lo dell'opc1·a, 1'i~guardt1 n tu Ja Jort~/ìca.iione passe{!· {} era contempor anea, si tqll·e col c<1pitolo XX J in cui i) trattalo <lellafor iiJìca::tione.ùnp,·ovrisala. L'autore comincia col volgArP un ra pido colpo d'occhio storico alle s uccessive evoluzioni dell'arte della guerra ed ai periodi di essa in ru i la ror lilicnzione dei campi di hatLf1gtia fu maggior-mente in onore o magg:iormenlo messa tla banda dal secolo xv11 acl oggi. Egli no lrao la conclusione che « come la di l'eso dogl i « Slali per meuo dello for tezze <~ ogg-i portata dalla rronLiora « alle posjzioni strì'!leg iclte più incliolr·o, così lo. 101·0 dil'e sa pCH' « opera degli eserciti deve concentrarsi per divenir poten Le; « eù è pc1· tal mezzo sollanlo clie sarù realizzalo l'assioma, che " ilmiglior rooclo d i dil'ender·c è <1uello 1l"allacca1·e » . Il ca piLa uo Gjrnrcl d istinguo le baltflglic che hanno luogo su tt11Tcno giù r iconosciu Lo cd occ11po.to, da q uel le 1•isul lnnLi dn un m ovi mento om,nsivo rapido <~d im1we\'islo del nemico su di un punto del teaLro dellR opero.zioni, ucl quale p un lo non si ò in foeza di rice verlo. Le posizioni in cui av\'engono lo halltìgliedella prima doJlc s uùdeUo categor-ie deb bono essere di loronatllra non girabili, e sarebbe slollo l'attendere il g iorno della battaglio per


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RIYlS'rA

.affcwzarle di trinc0rnrrHrn Li; s icchè è cla riLenel'si che ciò snrù t'ùlto al momento in cui la g uena venga dichiarata, quando s iasi omesso d i fèl rlo in Lernpo di pace . Le posi,.:ioni, in cui oventualrnentu succedono le battaglie, tlcvouo invece essere l'oi-tificale nd tempo che pasica tra l'arri\'O dell'esc1'ciLo avversar·io cd il combullimento, cioè ùi1·e nella ser,, e nella n<Jllc che pr-cceclono la baLLo.glia; irnpcroccbù duo ar·mole, che dopo una 1mu·cio. vengano a conlal.to, s'impe~nino ordina t·iamento nel giorno s uss ·gucn te . Sono c-iucsli gli uppresta m<'11li d i difes a che s'intendono compt·osi soLtoJa tie1Jomina2iou0 difo1·i~/ìcazio11e imp1·ovvi.sata , e che debbono essere ose~uili dalle. truppe. P er la pt·alica soluzio11e de l problema · sol'ge a nzi Lutto Jn '.IHèstionc dell·assognazione degli ulens.ili, che in diversi paesi e in epoclie diven;e h a ricevuto soluzioni divùrse. L'nulo t·e a questo p1·oposito rilot·1rn a co11sta lare che oggi presso quasi tu Ui g li eserciti la cosL1•uzionn dei Ll'i11cet·arnc nt.i, tH.l irniluziouo dell'epoca di Carlo V, è r,,llu dn coq ii s peciali co1w enicntemen le dola Li di uteHs ili In c,, 1·mania non pc>rtunto i soldùLi dei baLtaglioni cucciutori ru1·ono i pt·imi nel essere p1·ovvis ti di un uleus ilc a manico col'lo, ciò cho 11011 pe1'metleva pota llr·o di dare a i Lr·i11cct't1menti improvvisali tu tta l'es lcnsiouc cl.J.e si 1·ichiede; s i pensò ,1uindidi provYellel'e tli utensi li o.ncltc la fa n teria, limitandoli alla mc tù o al Lc•rzo dclln fol'za , e facendoli pot·lar e altc1'nulivamenle dagli uomini di ciasc11na Jìln 1 o dulie diverso compagnie, od a nche lt·aspot·lal'e su apposi lo cal'ro al seguito di ciascun hRllagli01 1e. [Il v r·irno di L{U1~sti metodi ù queilo che r el'me Lte1·cbbe la maggiore es tensione dei t1·incen,m c11Li, ma grava il fuuLo del peso t!i circa0"',850, uol mcnlL·o l'ulcnsik) a manico COl'lo no n consente che il lavorar·c in g inoccltio. Il s econdo meLo<lo ù applict1lo in Oanirnaecu, neg li S ta ti Unili, e a nche in parte in Russi u, rn~ r·itai•da la 1narciu e lascia adilo a <lis per-s iobc degl i utensi li . li LOt'ZO metul!O i11 fino a ume 11La gli impedimenti e non si presta ui tr·i nceramen li vol t111li a causa del lernpo clic si pm·clù peL' l'anirn dei can i s ul tcr-re no tlcl comballime11Lo e per la di slrilrnzione degl i ulons ili. L'autore propo1•1·cbbe tli costi l; uir-e delle colonne di utens ili come per- le munizioni, asscgnandonn ad ogni reggi1 11ento o ad ogni brigata una sezione . Da lla soluzione dd peoble ma tli provvedere gii utensili dipcn,lono i m etodi di fo:·lilicazio no du seguil·s i sul terreno tlel combaLLimento. In Germ ania ln questione l'u risolta con un ordine di

UIBLIOG-RU!CA

g abinetto in daLa 2G novembre 1.8H. Gl i ul\3nsili sono distinti .in utensili portali dagli uom ini od in u lensili di riserva trasportati s u carri. - Ogni ba ttaglione trasporta200 pale a manico corto e 40 piccozze; ogni squadrono:27 piccozze . Gli utens ili cli l'iser·va sono calcola ti in ragione di M palo grandi, '18 p icconi, 12 mannar osi e 27 p iccozze per battaglione, e di 8 pale grandi e G piccozz~ per squadrone, olt.rP, gli utensili che tras pol'tano le batterie, le compagnie pionieri e gli equi paggi eia ponto. Le tr-incee di battaglia, sor te durante la guerra di secessione d'Amer·ica, non cosLit.uiscono uiia soluzione completa pratica del problema dei tri ncerarne1Jti impr·ovvisati ; è ne i metodi anlichi che bisognà cer·carla codesta soluzione, lenendo conto delle necessità pratiche a ttuali e delle modificazion i dipendenti dall'inf11.11~nza tatlica degli eserciti moderni, e ciò sarà fatto non solo col costruire i tr-incer·amenti di terra, ma anche coll'occu pare e rorlif-icare un certo numero di villagg i qua.li punli cl'gppoggio della difesfi cli un campo di battag lia . L'au tore pas sa ad esaminar-o le condizioni tecniche dei t.J'-incera menl.i da et'igersi s ul campo cli battaglia, e a discutere se la difesa elci pun ti d'ap poggio deb ba basars i o no sull'artiglieria. - La q uestione, se le rido tte da costeuirsi in cotes ti pnn Li debbano essere chiuse o no alla gola, quella clellu loro gr andezza, del loro intervallo, del lor-o promo, o quella delle batterie trincera te; l'irnpiego delle agglomernzi.oni cli fabbriche quali punli d'appoggio; l'insc~diamento a da rs i ai punti d'appoggio ed alle batterie; i l pa1·tiLo a trarsi dagli allri ostacoli ,del terreno, sono altrettanti argomenti svo!Li maestrevolrneute e sempre nel concetto tattico a cui s'impronta l'inter o capitolo XX I , il quale s i chiude con un u tile esempio cli un campo di battaglia fortificai.o. Nel capitolo X X II ù tratta Lo clellajortijlcazione provviso1·ia. Il capit.ano Girard passa in r ivista l'argomento cominciando dall' uffieio della fortifica2ione provvisoria nelle guerre future, le quali in vista di talune co nsiderazioni r ilieno che saranno più lunghe cli quelle, in cui poche ba i.La-glie hanno solo deciso della sorte degli imper i. !n q uesto concetto la fortificazione provvisoria, se, pel matHriale eseguirncnto viene ad ur·tarsi nell8 stes,:;e clitneoHà pr-atiche dHlla fortificazione improvvisata, è chiamata perultr·o ad a vere un ufli.cio importante e -dove r ivestire il caratte re della rnaggiot'e semplici tà perché possa essere eseguita il più l'apidarnente possibile. Occorr e


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ntVl STA

più che mai dnunziore alla antica rormola della linea continua, e conveniente mente estendersi nell'occupazione di punti d'appoggio solidi, nei qual i possa concr~nleArs i ta r esis tenza, evitando in massima la cos Ll'llzion e delle cort.ine, e solo limitandone l'impiego nei casi in cui circostan:1.e speciali possano essenzialrncJJle con::;iglial'lo. La diresn delle posizion i fortif icate provvisorie deve esser·r basata s ulla superior·iLà dell'artii:rlieria, impiegandola anclrn tatticamente im;icme alla fortificazione con tro un a ttacco pnsso a passo. Le dimens ioni dei punti d'appoggio e gli inLe1·vull i che li separano f'o1·mano oggetto di spPciale menzione dell'autoni. l i cumpo Lt'incct·tìlo cli IJ1·e~cla e quel lo di Vienna 1866, le opere pl'ogcLLale e em;tr utlù clai Feanccsi intorno a Parigi nel 1870-71, un tipo di forle con cortine in termediarie applicabile ai siti acq11alici, e la fortt>zzu proYvisoria pl'Og-t>ttatu dai Pruss iani per coprit· Houea dll!'unte la guena '1870-7 1, sono oggello di discussione e di apprezzamen ti cl1e l'autol'e svolge nel medesimo capitolo, al qua.le pon fine con opportunf' considet·nzioni s ul modo c_l'impit1gnre le 1·isorse locnli nelle li11ee di dif'csu, e s ul Lem po e i mezzi necessari ud elev::u-e una J'o t'Lezza prov,·isoria. Luforti!ìcazione cli camp((gna, e specialmc ,1te le linee d'investimen.to sono l'at·gomc 11Ln col qua le il capi luno Gin1rrl termina il t• volume della s ua opera di fol'tilìcazione pu~seggeru tt'alla ndo succcssirnrnenle nel reluLi\'O capitolo XXIII delle applicazioni p1·incipali del lfl J'o rlilìcuzione d i campogna, delle linc'e di cit'ronvallazionc e cli conLrovUllaziorw, dei cusi in cui esse sono inutili P di quelli nei c1uali sono indispensabili. Sono inolLt·e ptu·Licola!'r11c•n tc s,·11lti e discw;si: il cuso dcll'inveslimeulo d'una. for Lc•zzR, opei·nlo da un esercilo mobilfl :;;enza ci1•con,·allazione, e <(lte!lo di una fort,•zza di r,,sa da uuu g-uurnigione or<linuria con circonYallazione, il cni problema non ru completmnP.ntc r isolto n ella gucr·ra ·1870-71. La ristrel Lezza dello spazio non ci con~e nle di parti i.amen te l'ipot·lare e disc ulel'~ il prcg,;vole volume del capitano belga, e solo al>b iflrno acct· nuato pct' ~ommi cci pi a i pl'incipnll ut'gomcn ti che vi sono svolti ed ui principali pr.-gi cl,c ne 1·acc/'1manclano il più allento e co,:cicn:1.ioso !;ludio sp<~cialmPnle agli uomin i elci mfls lic'l'C . Aggi ung iamo c~he, per· quanto grnve p er' s ua na tura sia codesto s tudio, fll tret.lan Lo ovvio e piacevole è l'esposizione delle cose trattate dal capitano Gir·ard nella sua opera, la quale me!'itamenle può dirsi dis tinta pel'

BIBLIOGRAFICA

uno spiccato carattere di attualità improntato ad una certa novità ed a storico interesse . Nè il 2• volume, del quale diamo questo cenno, costiluiscc l'ultima pu1·ola dell'aut01'e sulla fortificazione passeggera. In apposita nota egli a vverte il lettore c!1e, pel grande sviluppo dato a più capitoli di questo volume, s~ è trovato obbligato a dffferire la pubblicazione di quanto r1s~uarda le ricognizioni speciali e I'eseuuimento dei progetti. Egli promette cli costituire con questo soo-getto l'intl'oduzione 0 di un volume supplementare destina Lo a completar l'opera coll'applicazione diretta dei principi i esposti ad ipotesi lattiche e topografiche diverse. L'autoee si propone cli trattare coteste importanLi questioni delle ricogni:tiooi e dei progetti non solo noi rapporti teorici ma anche in una maniera precisa e pratica, pre:;entando rapporti e progetti nel loro insieme e nei loro particolari. Attendiamo pertanto codes ta nuova pubblicazion0 s upplementare che deve chiudere il pregevole lavoro del capitano belga. 'l'/,e State of tl,e Frencl• 4nny. - (Le condizioni attuali dell'esercito france8e). - Edinburgh 1875, vVilliam Blackwood and Sons. L'impressione pr odotta da questo articolo pubblicato nella disp~1rsa d'agosto u. s . dal Bletckwoocl 's Edinbur!Jh Ma{Jazine, su di una parte del la s tampo politica cli Francia e d'Inghilterra { stata così profonda, e d'allra parte l'argomento è così vivamente interessante per il nos tro pubblico militaee, che ci pare opp~rtuno tenerne IJ?rola, LanLo più che sono tl'ascorsi poch i mesi dalla pubbhcazrone falla in questa Rivista d'un altro la_ voro sull'esercito francese ( I), e che un esame di confronto fra di essi. porrebbe in rilievo nolevoli differenze. ScritLo da persona evidentemente estranea all'ese1·cito, ma avente con esso senza dubbio molte attinenze l'articolo inglese si può considerare, più che tutto, come ~n attacco diretto conll'o l'al.Luale Ministro della guerra, generale De Cissey, che esso giudica, Lutlochè uomo di franco e leale carattere, e valoroso soldato, ed abile generale, come incapace di soddi-

(1) V. nelle dispense del maggio, giugno e luglio 1875 lo scritto del ca· pi tano FRANOBsoo LOnt sul .Riordinamento dell'esercito francese.

ANNO

xx,

VoL. ur.

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BIBLIOGnA"FICA RIVISTA .&.66 sfare al gravissimo còmpito del l'iordinamento dell' esercito che gli è stato affidato Di fronte al silenzio tenuto dalla stampa miJit,are francese più auLorevole, non assumeremo noi cer tamente il còmpilo di difendere gli atli e l'amministrazione cli quel Min is tro della guerra da accuse le quali, se lai volta appaiono giuste, o quanto meno fondale, ben più sovente rivelano colle frequenli inesattezze e coi giudizi arrischiati uno spirito di parte più dominato dallo scopo cui mira che scrupoloso del la verità. Ma poichè per noi e verità e scopo si confondono in uno, e quella ussai più che le opinioni di tale o tal altro partito ci importa ritenere e far conoscere, ci si permetta di corroborare il nostro apprezzamento con alcune brevi citazioni e ossei•vazioni sui punli più saglienti trattali dal pubblicis ta ciel Blaclcwood 's Magaz(ne. La prima parte, che è consacrala alla direzione dell'esercito, contiene accuse generiche contro l'attuale sistema d'amministrazione e quello spirito 1·oulinie1· del Ministero della guerra che, secondo l'autore, sarebbe sopravvissuto intatto ai disas tri della Francia, malgrado ne sia s lalo una delle principali cause. Che questi difetti non siano ancora totalmente scomparsi è nolo a tutti, e riesce evidente considerando che il riordinamento dell'esercito è s tato iniziato appena tre anni or sono, e che altra cosa è riformare le leggi, allro le abitudini inveterate; ma che nulla siasi faUo per s radicarli n correggerli non si può affermare senza dar p1·ova di spirito di parte o di esagerazione. Certo il generale De Cissey non è quell'ardito innovatore che, insieme coll'autore, molti ufficiali francesi avrebbero desiderato; ne ha dato prova in parecchie circostanze mqstrandosi alieno ed opponendosi alle riform~ troppo radicali quando queste erano in discussione ali' Assemblea naziona.Je; ma se dal lato militare le s ue opinioni potevano sembrare mollo contestabili, dal lato politico invece (e questo ha p11re le. s ua importanza) manifestavano quell'accorgimenlo e quella prudenza che dalle incertezze dei tempi erano richieste e che consigliavano di restaurare l'antico edificio mililare, anzichB distrugge1•Jo dalle fondamenta per riedificarlo. Del 1·esto non gli si può negare di essersi mostrato fedele interprete ed esecutore della volontà dell'Assemblea nazionale anche quando questa era i!! opposizione co' suoi principii, e che nei }imiti de' suoi pot;lri uon siasi applicato coscienziosamente a semplificare l'amminis trazione è sviluppare l'istruzione nell'eser-

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cito. Ciò risulta dagli atli uf'ficiali che ognuno può consultare. ~la po!chè questi alti ci ricorrono alla mente, non possiamo esimerci dal notare che il carallere più spiccato delle accuse mosse dall'autore consiste appunto nella totale assenza d'oo-ni esame,cl'ognicommento degli alti ael Ministero mentre qu:sti avrebbero dovuto esserne il principale fondam'enlo . Qua e Jà qua_lch_c aneddoto di poca importanza serve a tener desta la cur1os:tò. del lettore e a dare mag~ior brio allo scrillo, che riv~la -~-allronde una penna abile e faco nda, ma in generale i g1ud1z1 sono al_tre~Lan~o assoluti quanlo mancanti di prove. ~er queste ragioni noi non possiamo prestare intera fede ali autore. quando afferma che l'esercito è in balì a degli uffici del Mm~stero, nè tampoco là dove parla dei.pregiudizi che i genera_h nutrono_ contro "i Cosacchi, come sono chiamali gli ~fflciah che st~d1ano ", nè infine allorchè egli afferma che dopo il ,1870__ nulla ~ sl_ato cambialo, sebbene tuUi s'aspettassero gr aneli mnovaz1om per correggere le antiche assurdità e adottare_nuove m~ssime. Quest'ullima accusa poi è a/Tallo contraria alla venlà, .poichè tutti sanno che la nuova legislazione non h~ appunto altro scopo che di adottare nuove massime e sopprimere gli antichi errori. È_ b;nsl .~ero che l'autore non è ignaro di queste leggi, chè an~i '1 dedica la ~ecouda parte del s uo lavoro, ma anclrn qui egli_ l~ova m?do d1 combattere il Ministero, accusandolo di oppos1z1onc ecl1 mala v~gha 1:1~lla !ore, applicazione. conseguente a questa premessa ~ mfatll li giudizio intorno alla legge sul reclutamento che tro~1amo pressochè riassunlo in queste parole: '' Sono trascor~1 lre _anni dopo l'adozione rli questa legge, "ma fino ad oggi la riserva dell'esercito attivo non è stata : realmenl-e cosli~~ita, ~ l'ese~ci_to territoriale non esiste neppure sulla carta, 1 suoi uffic1ah non sono ancora nominali e " neppur uno degli uomini che ne fanno parte conosce il nume'r o « del suo reggimento. In r ealtà la nuova lego-e che doveva q l~tto cambiare, e trasformare la nazione int:r~ in un eser« c1t~, non ha prodotto fin qui che due nuovi fatti: l'incorpo· " razione, per sei m:si, della 2' parte del contingente, la " quale altra volla era interamente libera, e il volontariato d'un «anno•. I _lettori ~ella Rivista non saranno certament-e di questo avviso. Anzitutto essi sanno che la riserva dell'esercito attivo non deve avere alcuna costituzione sua propria, ma soltanto


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BIBLIOGRAFICA

n1v1sn

essere assegnata (e' lo è g ià da tempo) ai vari corpi dell'esercito attivo nei quali viene inquadrata in caso Lli mobilitazione o di, grandi manovre. In secondo luogo l'eser cito territoriale non è già stato creato dalla legge del 2ì luglio '1872, bensì da quella del 13 marzo '1875; non è quindi a sLupire se finoea esso non esiste neppure sulla carta. Per ultimo, alle due conseguenze della legge del '1872 accennate dall'autore devesi aggiungerne una terz-a non meno importante di quelle, l'aumento cioè della 1 • parte del con tingente, che secondo la legge 1• febbraio 1868· era appena, in media, cli 55,000 uomini, mentre oggidì ascende a 85 o 90,000. A parte queste contestazioni; riconosciamo fondate le critiche mosse dall'autore al volontariato d'un anno, o piuttosto alla sua applicazione (poichè entro cer ti limiti questa istituzione è resa indispensabile dall'obbligo generale al ser vizio militare) e accettian10, benchè per ragioni differenti da quelle che egli adduce, le sue conclusioni intorno a questa legge, riconoscendo che essa r aggiunge finora in moùo assai imperfetto il preteso suo scopo, queUo cio2 di fare d'ogni Francese un s oldato effettivo. Nul la di nuovo nè d'importante ci diee l'articolo r iguardo alla leggedel 24 luglio 1873 sull'ordinamento dell'esercito, che critica blandamente senza mostrare di conoscere a f'onçlo. Vi si parla vagamente di probabili lentezze e disordini in caso di mobilitazione, ma non è indicato il grado d'impor tanza che assumerebbe questo fatto, nè si scorgono le ragioni vere che lo .rendono possibile (t.ranne quella della grandissima dirferenza fra gli effetlivi cli pace e quelli d1 guerra), n{-i infine s i tiene conto del progresso notevolissimo operatosi nell'esercito francese per effetto dell'adozione e applicuzione, non ancora per verità co.rnpiuta, di questa legge. ' Più gravi, e talvolta anche più singolari, sono le accuse che l'autore muo,,e alla legge sui quadri in data 13 marzo 1875, ed alla sua applicazione. Eccone un saggio: < Dopo lunga e animata discussione, si è fi nito, come sempre, " per adottare un piano ibrido; la composizione del battaglione e è stata fissata a 4 compagnie in luogo di 6, ma per compensare ~ questa riduzione ciascun reggimento deve aveee 4 battaglioni _ ~ invece di 3. Si è iJreteso che ciò darebbe 160 battaglioni in e più e che, siccome in tempo di guerr a la t'orza ciel batlaglionè « dev'essere di 1000 uomini, si avranno così 160,000 uQmini in , più. Gli avversari di questo sistema non hanno difficoltà a de-

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mplire questo calcolo singolare; essi dicono con ragione che, « poichè l'unità tattica è la compagnia e non il battaglione, è • una vera puerilità il pretendere che un r eggimento di 4 bat" taglioni a 4 compagnie, più 2 compagnie di deposito, possa « contenere lo stesso numero d' uomini che un reggimen to a " 3 battaglioni di 6 compagnie, più 3 compagnie di deposito. Col ~ nuovo ordinamento si hanno '18 compagnie,rnentre col vecchio «sene avevano 21. Ne risulta che l'aumento tanto vantato di « 1.6.0 battaglioni si traduce in realtà in una soppressione di « 480 compagnie, per modo che, se si ammette per la compagnia « sul piede di guerra una forza di 250 uomini, si trova una per" dita di 120,000 uomini anziché un g uadagno di '160,000. Col « nuovo organico ogni reggimen to ha perduto 3 compagnie, « vale a dire750 uomini; per conseguenza 9 ufiiciali per reggi" mento sono s tati ridoW a mezza paga; l'esercito è r idotto, gli " ufficiali sono malcontenti. In v.crit.à non si capisce come in « Germania siasi fatto tanto rumore a proposito di una legge « così medj.ocre; al contrario i Tedeschi avrebbero dovuto ral« legrarsi <li quesLo errore madornale dei loro vicini ». Non sappiam.o se questo giudizio pecchi di maggior leggerezza o di minor competenza. Trattas.i di parecchie importantissime questioni militari sulle quali ancora oggidì discutono gli uomini più competenti, e l'autore le r iunisce in un fa~cio per ridurle alle meschinissime proporzioni d'un calcolo elementar e. Non vogliamo combattere siffatta argomentazione per non essere tacciati d'ingenuità; rna non possiamo astenerci dal notare che, mentre l'autore condan.na con tanta facilità e chiama ibrido il sistema adottato, dimentica d i farci conoscere le sue pref~renze fra i due sistemi- tipi che s tavano di fronte quando la legge era in dis cussione ali' Assemblea nazionale. Gli è che probabilrnentù si troverebbe imbarazzato nella scelta, poichè preferendo il reggimenLo di 3 battaglioni a 4 compagnie che er~ stato proposto dalla Com,nission de l'a7'1née ed era caldeggiato dall'elemento che chiameremo progressista, troverebbe · una riduzione <l'uomini doppia di q uella da esso segnalata, mentre pronunciandosi pel reggimento a 3 battaglioni di 6 compag nie sarebbe costretto a riconoscere che il più caldo fauLore di questo sistema era appunto il generale De Cissey. Di fronte alla leggerezza del giudizio espresso nel brano testè riprodotto non mette conto di porre in rilievo l'inesattezza dei dati che vi sono esposti. I lettor i della Rivista potrannoaccertar~ene confrontandoli con quelli pubblicati nella dispensa del luglio SCOJ'SO.


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RIVISTA BIDLI0Gl\AFICA

Gli appunti 'che l'autore muove all'esercito francese nella terza parte del s uo lavoro, che riflette il materiale, sono meno gravi, ma in generale non sono meglio fondati di quelli finora segnalati. La prevenzione vi predomina 1n1cora, e l'esattezza dei dati esposti lascia sempre qualche cosa a desiderare. Così per provare che j l riordinamento dell'artig lieria p1·ocede con lenLezza, egli afferma che i reggirnenti,in luogo deTle '18 batterie loro assegnate dalla legge sui quadri, ne hanno appena 6 o 7, mentre è noto a tutti che al principio di quest'anno erano già costituite 380 batterie (comprese 57 da•fortezza) mancandone appena 114 a completare il numero stabilito, e che dopo d'allora è stata creai.a, o si sta creando, una nuova batteria in tutti i reggimenti. Per noi se vi ha un ratto che spie 'hi maggiormer1te la febbrile attività della Francia pel r iordinamento del suo stato m ilitare, gli è appunto l'incremenfo grandissimo dato all'a1·tiglieria dopo Ìa' guerra, malgrado la deficienza sensibilissima <;l'uffi.ciah, e il lavoro enorme che si va facendo per la trasformazione del suo materiale. Non andremo più oltl'e in questo cenno bibliografico, nostro scopo non essendo di !'are un completo esame, e tanto meuo una confutaziorn\ del lavoro pubblicato dal Blackwood 's 1',1agazine. Quanto ne abbiamo de tto basterà, speriamo, a far conoscere ai nostri lettori il suo vero carattere e !'au tori.là e fede che ~li pucì essere prestata, e ciò è quanto ci siarno proposti. Vuoisi che esso esprima le idee e il malcontento di quegli ufficiali che avrebbero voluto più radicali innovazioni, di coloro. sopratutto che vorrebbero vedere il riordinamento dell'esercito · corrispondere alle loro patriottiche impazienze. In tal caso il fine, per quanto possa essere illusorio, non sa1:eb~e1cer t_a(nent~ a biasimarsi; ma non altrettanto potrebbe d11's1 dei mezzi, 1quali non riescono veramente utili se non quando esprimono la verità. E la verità, elevandosi al disopra delle meschine gare cli partito e dei piccoli m~lco_ntenti, ammette b~nsì dei dif~Ui, tc3:lvolta gravi, nell'esercito francese, ma perc10 appunto h studia con maggior cura, senza attenuarli, ma senza es~~erarli del pari. Allora le cause assumono un aspetto molto prn generale ai quello considerato dal Blackwood 's Magazine, e vens-on!) perciò ripartite con maggiore e'.}Uità. Gli è. l?er queste. rag10n1, crediamo, che l'Assemblea nazionale ba riformato g1a in gran parte, con molta sAviezza, la legislazione militare, dalla cui coscienziosa applicazione, e pi1'.l ancora dal tempo eh~ ne intro-:durrà l'abitudine, la Francia potrà attendere assai magg1or1 beneficii che non dagli uomini i quali sono al potere.

INDICE DEL T03IO lii - ANNO XX

..lrtleoU, Memorie originali ece.

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DEMARCHI CARLO,

gerente.

ALCUNE RIFLESSIONI SULL'ESERCITO CONSIDERATO IN ORI?INE ALL'INCIVILIMENTO NAZIONALE - Tenente n. Bianclardi · . Pag. 5 IL RIORDINAMENTO DELL'ESERCITO FRANCESE-lll-(Cont. ejì.ne) - Capitano F. Lodi . » 18 STUDIO TEORICO-PRAT[CO SULLA GAVETTA-MARMITTA MODELLO 1872 E SULLE S_UE ATTJNENZE COL RIFORNIMENTO DELLE l'IIUNIZION! DELLA FANTERIA DURANTE IL COMBATTIMENTO (con annessa tavola litografica) - Tenente 'I'. HnrioUl. . n 71 STUDIO INTORNO AL RECLUTAMENTO ED ORDINAMENTO DEGLI ESERCITI DI GERMANIA, AUSTRIA, FRANCIA E ITALIA III - (Cont. eflne)- Maggiore C. Uufl'a di Pcrrero » 98 LA CAVALLERIA (DI FEDERICO II - Tenente !I, Bianchi d',~dda .

• 4f5

IL SISTEMA DI GUARNIGIONE PIÙ ADATTO ALLE CONDIZIONI POLITICHE E MILITARI DELL'ITALIA - Tenente T. lllarioUI.

" 170

LA QUESTIONE IPPICA RISPETTO ALL'ESERCITO - Maggiore » veterinario D. Uertacchi . NOTE RACCOLTE SULLA CAVALLERIA E SUL SUO IMPIEGO UNITAMENTE ALL'ARTIGLIERIA - I e II - Capitano E. Cairc . . . " 227 e L'INGHILTERRA E LE BOCCHE DA FUOCO A RETROCARICA l\'1aggiore C. Zmioliol . » SGUARDO STORICO INTORNO ALLA CARTOGRAFIA ITALIANA • IL NUOVO REGOLAMENTO FRANCESE SULLE MANOVRE DELLA FANTERIA -- 1 - ••• . . » STUDIO RELATIVO ALL'ESEGUnrnNTO DELLE MANOVRE NEI CORPI D'ARMATA - •••. • APPUNTI SULLA RELAZIONE PRUSSIAN.A DELLA GUERRA DEL 1870-71 - I Spicheren. - Il Vorth - .e. . •

204 343 240 289 373 402 '12


Tec11ologla. Alcune formule per mine. a polvere ed a dinamite . Pag . 446 Tenente C . CORVETTI. Rhi•te l!lbllograftche. ·Libri italiani. La i:na-hovra. coi qu!i-dri . . . Le vie di corriunicazione nell'Apennino fra la levante ·ed il Po - L. DAL VERME. . . Il comarl.dante di corpo -secondo le esigenze moderni. . Istruzione per le manovre di cavalleria

. . Pag. 124 riviera di . . . » 273 dei tempi »

278

" 452

Libri francesi.

L'armée des Vosges et la commission d'enquéte sur les actes du gouvernement de la 'défènse nationale BORDONE . . . . . . . . . . Pag. 129 Campagne de 1866 : La Bataille de Custoza - J.-V. LEMOYNE . . . . . . > 281 11'ortificaLion passagèi·e - 3me et 4rn• partie - H. GiRARD )) 455

Libri tedeschi.

Eine Studie Uber Taktik der Cavallerie - BECK . Pf!,U. Jahresberichte iiber die Veranderungen und Fortschitte im Militairvvesen - L6BELL . . . . , . . » Der russische feldzug nach Chiva - STUM~·r . . . · » Die Kri.egsmacht Oestèrreich . . . . . . . » I.:ehr-und.;Handbuch far q.en Unterricht im Recògnosciren -

F.

SoH6NAICH

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143 284 286

Libri ùy,glesi.

The State of the French Army . .

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. . Pag. 465


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