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RIVISTA MILITARE 1872 TOMO IV

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:

ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E

STORIA MILITARI

DELL'ESERCITO ITALIANO

Serie II. -

Anno XVII.

Torno IV. i.

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. ROMA, 1872 VOGHERA CARLO, 'l'IPOGRAFO-EDITORE Piazza del Gesù, N° 47.


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L' ARTIGLIERI! DA CUIPAGN! PRUSSIANA dal 1866 al 1870-71

(Continuazione - v. dispensa. del seltembre1

Yeniamo ora alla Tattica dell'avvenire.. 1l libro è divi so in tre parti, di cui ciascuna potrebbe anche stare da sé . La prima tratta dell'ordine di mat·cia e dell'artiglieria e cavalleria di riserva; Ia seconda della riparlizione dell'artiglieria e cavallerin all'esercito; la terza delle idee tal.li.che svolte dall'autore dello Sgua1·do retrospettivo, di cui vien i.atta una vivace confutazione. Io mi limiterò a riassumere la prima parte che è la più importante per noi, accennerò brevemente alla seconda e tacerò affatto della ·terza, sitcome e!5tranea al mio argomento. L'autore incomincia nella prima parte a rintracciare la ragione storica degli attuali rapporti dell'artiglieria colle altre armi. l)ice che nei prirni. tempi dopo l'invenzione delle bocche a fnoco gl i csercili non avevano che artiglieria di grosso calibro. la quale stava tutta riunita in mano del generale in capo che le assegnava il posto sul campo di battaglia, ed era quindi sotto questo aspetto ciò che è attualmeute la nostra artiglieria di riserva. Natmalmente ern pe:;antissima, difficile a muoversi e soggetta a cadere in mano del nemico IHi ogn i battaglia perduta. S'introdussero in


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seguito artiglierie di calibro piccolissimo (la cosi detta artiglieria reggimentale) ma restò sempre una pesante artiglieri~ di grosso calibro, che continuò a rappresentare m certo modo. la nostra riserva. Così era sotto Federico il Grande e restò fino a Napoleone. Le guerre napoleoniche ca.mbiarono essenzialmente anche _l'artiglieria. Fu ristretto il numero dei calibri, c~ie pnma e~'a , enorme, fu soppressa l'artiglieria reggimentale, s1 formarono batlerie di un determinato numero dì pezzi, e siccome l'esercito fu diviso in brigate, divisioni e corpi d'esercito, le batterie sì asseg:i.u:ono anch'esse a tali corpi di truppa. In Prussia s1 diede una batteria ad ogni brigata, ed il resto dell'~rtiglieria di un corpo d'esercito rimase a di.sposiz10ne del suo comandante, col nome di riserva d'art(qliw,ia del corpo. Siccome poi fino allora era sempre ~tat~ l' artigli~ria , pe~ante che aveva ricevuto quest,e>_ impiego, cosi feces1 lo stesso anche in seguito e le batterie leggere si assegnarono alle brigate. ;" L'autore parte dal principio che un esercito in campagna abbia sempre due specie d'artiglieria da campo, l'una legg_era e l'altra molto pesante egualmente destinate a manovrare colle truppe, e questa è la base di tutti i suoi ragionamenti. Egli dice che l'aver conservato l'artiglieria pesante come r iserva non sareb'be stato·un gran male se si fosse contin~ato a marciare come ai tempi di Federico. L'artiglieria di grosso calibro di qt}el gran capitano era pesantissima; essa componevast d} cannoni che più Lardi dovettero assegnarsi all'art.i: gl[cria da muro e di numerosi obici. Se si considerano, prosegue l'autore, i massicci ed imperfetti affusti d' all0.ra, non che le difettose e manchevoli comunicazioni nori ' ' . pa~agonabili a quelle d'adesl'io, se · si tien conto inoltre del colossale bagaglio di quel tempo, che farebbe 'inor~ rì,d ire un gen~r~l~ moderno, s i dev~ giust~r\1ente my...,

7 1866 Al, 4870-7•1 ravigliare come fosse possibile muover<;Ì tanto rapidamente, cd avere tuttavia sempre l'artiglieria a tempo nel combatteré. Non si conosce infatti alcun esempio delle guerre di Federico, in cui tutta la sua pesante artiglieria non sia stata in azione. Un'artigliel'ia che non fa fuoco deve considerarsi assolutarnemè come superllua, ed anzi riguardarsi come un ostacolo. Ques to fenomeno non può attribuirsi ad altro che al suo ordine cli mar cia. E qui mi servo delle parole stesse dell'autore: « se il Re si volgeva ad es. con una parte dell'esercito dagli AHstriaci contro i Francesi, o contro i !:lussi, o viceversa, egli aveva in pripcipio · da percorrere grossi lratti dove, come suol dirsi, nulla aveva da aspettare dal nemico. Li\ l'esercito marciava colla più grande comodità di tutte le trùppe, per lo più ogni arma per conto proprio ; la pesante artiglieria sopra le migliori strade d'allora, le quali non differiscono dalle ordinarie nostre strade di campagna. Precedeva il tutto un'avanguardia di eirca 20 o 30 squadroni, che annunziava a tempo debito la vicinanza del nemico. lmrnediatam.ente allora venivano prese· le disposizioni per l'attacco, . l'ordine di marcia era da quel momenLo quasi come sul campo di battaglia, cioè la fanteria in colonna nei campi, l'artiglieria pesante sopra la strada in mezzo alla fanLeriu. Davanti vi erano solo aleuni battaglion i di avanguardia, vicino alla soprn indicata cavalleria. » In questo modo , cioè facendo marciare quella pesante artiglieria non già dietro tutte le altre truppe ma ad eguale altezia col grosso, vicino affatto all' avanguardia, era possibile di a veri a realmente alla mano per iniziare il combattimento e per proteggere lo spiegamento dell'esercito . « Sopra un simile modo di rnareiare alla battaglia, DAL

T.' ARTJGUEC\IA DA CAMPAGNA PRUSSIANA

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s crive l'autore , ed in ispecie sulla marcia di notte alla battaglia di Hohenfriedberg, il maresciallo Valori, testimonio oculare al seguito del Re, riferisce aver visto 1' esercito prussiano marciare; durante la notte, nel1' ordine più mirabile; sopra uno spazio di tre miglia (1) non aver osservato alcun ritardatario; la grande strada che conduce a Slricgau essere rimasta liberapcr l'artiglieria , mentre la fanteria mar<:iava u. destra e sinistra di essa nell'oedine più perfetto, quantunquP dovesse· fare la massima parte <lei eammi no c:oll'a.cqua fino a Ile g inocchia. » Qual è invece il s istema che fu adotlato di poi? Come era stata cambiala l'organizzazione decrli eserc~Li, così si mutò anche radical mente l'ordiue di ~narcia, e a poco a poco si modificarono anche le idee. L'artiglieria a disposizione del comandante un corpo d'çsercito fu chiamata riserva d'artigli.eria del corpo . « Questo nome, dice l'autore, non è molto felice, · perchè involontariamente a talP . parola si congiunge l'iùca che vi sia qualche cosn <la cercarsi non avanti ma indietro presso Ja vm·a e propria riserve . Si manifestò anche l'opinione che q uesta artiglieria , riunita di fatto colla riserva, dovesse pori.are l'ultimo colpo. Idea falsissima; l'artiglieria inizia la battaglia, prcp.i.ra la decisione e cere.i col suo fuoco ben diretto di procurare alle altre truppe la possibilità di ottenere la vittoria . l\Ia l'artiglieria per se s1essa non può mai deci,dere la battaglia e peniò 0011 può mai essere ndope~·ata come una vera riserrn. Il suo còmpi to é <li far fuoco e non di g irare qua e là pel ,· ampo di ba ltaglia. >> Più sotto parlando cli ciò che s i fece per la. cavalleria .e del! e opin ioni che preval:;c1·0 a suo rig-uardo, l'autore

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(4 Le miglia tcdcsrbe sono 7 ì ,~ chilomet ri circa.

4866 AL i870-7f 9 d ice : la cavalleria fu solo tenuta ancora per adatta ,ad agire verso la fin e della battaglia, e si credette di doverla fino a quel punto risparmiare il pi1'1 possibile. l•:ssa fu, per la massima parte, riunita in una cosidetta riserva di cavalleria, presso il corpo d'esercito, e marciò come la riserva d'èlrtiglieria, dielro il grosso e financo dietro la fanleriu di riserva. Anche qui s'inconlra di nuovo l'appellaLivo malaugurato di rise1·va. Se col far marciare la cavalleria dietro l'intero corpo <l'esercito , si procnra alla medesima un gran sollievo, è poi ancora molto dubbioso. Jn ogni caso essa trova il paese g ià. spog liato in tulla regola, mentre ciò non le arriverebbe certa niente se marciasse davanti . L'autore passa in seguito ad esam inare qual è in Prussia l'abituale formazione di marcia di un corpo d'eserciLo all'epoca in cni egli scrive, cio<~ dopo trascor.:ìi tre anni dalla can ,pagna di Boemia. Avanguardia : -1 brigata di fanteria, 1 battaglione di cacciatori, ,J reggimento di cavalleria, da •1 a 2 batterie . - La cavalleria, egli dice, si trover:ii per lo più solo 1J4· di miglio davami alla testa della fonter ièJ d'a. vanguar<lia, ed è possibile che qucst' ullima venga bersagliata dall'artig lieria pesan Le del nemico, p rima che sia stata informata della sua presenza . Se poi ollre a c iò il generale comandante s i trova, non presso l'aranguardia, ma press0 il grosso, succederà che quella sa eà giù impegnaLn nel eombatlirn ento prima che da parte sua. possano almcuo essere date le più necessarie disposizioni . Dopo l'avanguardia viene il g1·osso composto di una d i visione di fante ria col suo reggime nto di cavalleria e le baLterie di visionali; dopo il g rosso, o la brigata di fanteria di riscna o la riserva d' artiglieria, e finalmente la riserva di cavalleria; il tutto colle dovute distanze. DA L

L' ARTlGLIERtA OA C,UIIPAGNA l'1'USSIANA.

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L'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA PRUSSIANA

L'autore osserva che con queste disposizioni, massime se vi sono stretti da passare, come spesso succede, ingombri di carri, può accadere facilmente che l'artiglieria di riserva giunga sul ·1uogo quando il combattimento è già deciso; in ogni caso essa comparirà solo allora quando il grosso è già impegnato,· eon grave danno della propria arLigtieria leggern, che avrà fino allora comhattuto penosaruente contro un'artiglieria superiore, e della propria fanteria, che avrù dovuto pagar caro ogni assalto. Secondo l'autore, il combattimento dovrebbe in generale svolgersi colla seguente progressione: prima il fuoco dell'artiglieria pesante; poi quello dell'artiglieria leggera, poi quello della fantet'i.a, finalmente la baionetta. Se si vuole avete l'artiglie.ria pesante, ossia la riserva d'artiglieria a tempo debito per iniziare il comballimento bisogna marciare come il gran Federico. Ed ecco quale sarebbe l'ordine di rnal,'cia che egli propone: « Almeno due miglia (tedesche) davanti all'intero corpo la cosidetta riserva di cavalleria con 112 pezzi. Essa deve riconoscere il terreno fino ad almeno 1 m·iglio a destra e sinistra della direzione èn cui si muove il corpo. Tuua questa cavalleria non può quindi trovarsi sopra una sola strada; la cavalleria fpesante· con un po' di leggera e l' artiglieria. sullu. strada principale , la restante cavalleria leggera sopra strade o viottoli laterali. La cavalleria si troverà certamente moJto meglio davanti che di dietro anche quanto ai 'forllggi, e vi sarà più utile all'insieme, mentre dietro l'intiero corpo non fa c,he swi-uitar gli altri di cattivo umore, occupando quarlieri sg~mbrati. Tale cavalleria deve spingersi tanto oltre nelle sue ricognizioni, che il generale comandante v,eno·a possibilment~ avvertito il giorno prima se l'indo:ani, proseguendo la marcia, incontrerà il nemico.

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DAL 4866 AL 1870-71 H in questo modo egli può prendere le disposizioni per l'auaeco con tutta calrnn e con piena riflessione . » L'autore domanda in seguito se non sarebbe conveniente di aggiungere a questa divisione di cavalleria un po' di fanteria, ad esempio un reggim ento dì f\1.cilieri, che mareerebbr~ sulla stl'adu pl'incipale, per maggiore sicurezza di quella. In ogni caso però egli vorrebbe sempre aggiungere una compagnia di pionieri la quale verrebbe trasportata in vetture di requisizione. Sarebbe suo còmpito di l'istabilire le strade e i ponti che per' qualunque motivo ne avessero bisogno, e potrebbe anche utilizzarsi nella costruzione di piccole opere che occotressero nel combattimento per l'artiglieria e la fanteria. Questa avanguar4ìa dovrebbe, appena incontra il nemico, fermarsi per riconoscerlo, la fanteria prendere coll'artiglieria una posizione più iùdietro, i pionieri cercare se è possibile cli rinforzarla . Non si deve però ingaggiare il combattimento che in quanto è assolutamente necessario per riconoscere a fondo o per respingere il nemico qualora allacchi. Intanto si previene il comandante, e il corpo arriva. La marcia del corpo, dietro un'avanguardia come quella descritta, potrebbe aver luogo eon tutta cornodit.\, possibilmente sopra strade parallele, senza bisogno di riunìrsi che quando è anùunziata la pres,enza del nemico. L'ordine di marcia del corpo, sarebbe il seguente: « Sull~ direzione principale del corpo, che sarà sempre una buona strada, un reggirJJento di cavalleria davanti ~- tutto, noi la brigata di fanteria d'avanguardia finora usata, avvertendo però che la fanteria mnreia a destra e ~inislra per vie laterali, e sulla strada principale non marcia che un battaglione e l'artiglieria divisionale. ~ietro quesçu1tima segue la riserva d"artìgJier~a e a


4866 AL ~810-7~ i3 pale deve sempre rimaner libera per fa riserva d' artiglieria. Questa s'avanza coperta, come si è dello, da un reggimento di cavalleria e da un batta glione, accompagnata dalla sco1'la. Tuili i carri appena annunziato il nemico si porto.no in l'uori delle strade cercnndo un sito ada tto per parcare. Non deve tollerarsi assolutamente che le slr.ade o i luoghi abitati restino ingombri. Quando si combaue, le strade sono esclusivamente riservate per le truppe. Tl comandante di un riparto di carri, qualunque essi siano, il quale si fermi in uno stretto (e i villaggi sono sempre da considerarsi come tali) deve essere punito con tulla severità. Per ottenere lo sgo mbro ed evitare la confusione dove mantenersi presso il bagaglio la pii'! ferrea disciplina. Anzi sarebbe utile, dice l'autore, che fosse stabilito uno speciale servizio' di polizia all'esercito per mantenere l'ordine sopra le strade. Solo colla massima severità può ridursi ad un minimo l'imbarazzo che i bagagli ed il treno cosli tuiscono sempre per un esercito. Anche le .truppe in vicinanza del campo di battaglia non devono poter fermarsi sulle strade; quando si fermano di scendano sui terreni di fianco. Le strade devono essere libere per il passaggio delle truppe e sopratul.lo dell'artiglieria e cavalleria. La fanteria deve servirsene solo eccezionalmente e quando i campi laterali non sono protical>ili. . L'autore accenna qui ai grandi lamenti che si udirono nel 66 per l'ingombro delle slrade. Egli ùice che quantunque l'esercito prussiano abbia meno bagogli degli altri esc1·citi, pure essi erano dappertuuo tra i piedi. Di qui un grande ostacolo per l' avanzar~i dcl·l'artiglieria r cavalleria <li riserva che marc1tv<1no indietro. Ritornando quindi sui vantaggi che si otterrebbero facendo marciare più avanti quelle due riserve, egli DAL

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desLrn e sinistru cli esso le due brigate del grosso; più indielro la brigata di riserva in modo anillogo alla brigata d' nva ngnn rdia. » . Si potrebbe anche, srgue l'autore, far senza della brigata d'avanguardia n far marciare una divisione a destra e l'altra n sinistr-a della strada principale, m.inLencnclo sopra cli questa e ad eguale alteiza con quelle la riserva d'artiglieria coperta solo da un reggimento (li cavalleria di una delle divisi oni laterali. e da un bauagl ione cl i l'auteria, i quali 11111 rcerehbcro a rnnti. Simile disposizione converrebbe l'orse quando parecch~ c·orpi marciassero l'uno chetro l'allro mandando avanll le loro risf'ne di cava lleria riuuitc in 11na sola avan!{Uardia comune. Potrebbern an cl1c le due divi.sioni marciare l'una dietro l'altra, con una brig.ila a dC'strn e l'altra a. sinistra, l'artiglie1·ia in mezzo sullo strulla principale, ad eguale altezza colla prima divisione. . In ogni caso l'auto1·e assegnerebbe all!i1. n se1·va d'artiglie1·iu \lna s,·orta pcmrnnente di fanteria in ragione di circa l !'2 co1llpagnia per batteria, la quale marcerebbe di conserva sulla strada principale. Ad ogni hatteria della riserva assegnerebbe pure ~12 plotone cli pionieri. 11 comandante del co rpo appena riceve dall' anzidetta avanguardia di cavalleria l'annunzio che il nemico si trova in questo o quel punto, in questa o quello. forr.tl approssin iati vu , dà gli ordini opportuni per for avanzare le truppe, poi si reca egli stesso _il più presto possibile, insieme c:ol comandante l'arttglieriu, all'estrema avanguardia per riconoscere persono.trnente il VCl'O stato delle cose, scegliere i punti più adatti per collocarvi l'artiglieria, e progettare l'e(:. f'ettivo piano d'auacco. Nella marcia in a vanti del corpo la strada. princi-

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dice che così facendo non si vedrebbe più alcun motivo per cui non dovessero sempre trovarsi alla jrnrno nel momento del bisogno. La cavalleria marcia avanti parecchie mig lia, riconosce il nemico, poi si ferma ' fuori d i tiro acl osservarlo. Essa ha a\rÙto così il tempo di imparare a conoscere il terreno che sta avanti, riposa opportunamente i suoi cavalli e dovendo caricare sa ·dove va. Durante il com batti.m~nto essa si colloca in modo da non esse're troppo esposta al fuoco e nello stesso tempo non troppo indietro perchè possa seguire l'andamerito della battaglia e slanciar:-;i nella mischia al momento opportu no . L' artiglieria marciando, come si è detto, può a tempo debito mettere in battcl'ia, dove rneglio conviene, senza perciò affaticare straordinariamente nè uorni'ni rn~ cavalli. Essa può realmente iniziare il combattimento e proteggere l'avanzarsi del corpo . Dopo che l'artiglieria pesante ha soddisfatto a questo còmpito concentra il suo fuoco contro il punto principale d'atta.eco . L'artiglieria leggera divisionale dirige il suo fuoco sui punt~ dove vengono dirette le singole brigate, ,cosicché il fuoco è apparentemente ripari.ilo su tutta la linea. L' aut.ore finisce la prima parte coli' affermare che adottando l'ordine di marcia da lui proposto si potrebbe comporre la riserva d'artiglieria con calibri assai più grandi di quelli in uso oggidì, con immenso vantaggio dal la to della portata e dell'efficacia e senza incaglio ai movimenti dell'esercito. Egli crede che tale artiglieria si avrebbe sempre disponibile a tempo e lµogo opportuno. In questa opinione lo c:onferma l'esempio di Federico il Graride. L'autore vorrebbe nella riserva dei cannoni da 12 (1)

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r igati invece di quell i da 4- e da 6, e perfino dei mortai. Ecco le sue 'stesse parole : « L'avere con sè ciT'ca 30 cannoni da 12 rig,,ti per corpo d'ésercito p rocut·erebbc all'esercito intic'ro una superiorità o.ffo.uo sign ifìcanlc sull'artiglieria nemica ed insieme una grun forza difensiva. Ripari, trinceramenti , ccc., p'olrehbero resistere · difucilmente alla forza d'urto delle granate da ·12. Anche le distanze a cui si sarebbe in grado di aprire il combattimento sarebbero moli.o più gT'a1Hli ; l'avversario dovrebbe, quando noi abbiamo preso una posizione, marciare anrnti sotto il nostro fuoco mentl'e dal canto suo non potrebbe rispondere efficucemcnte. S'intende che anche prendendo posizione i cannoni <li grosso calibro debbono mettersi da principio affatto in prima linea, se non si vuole privarsi cornpletamenl e del vantaggio d i una maggior gittata. Più tardi , prima che l'avversario ven°-a all'atta.eco colla fanteriu, le pesanti batterie che 1? si trovano avanti possono esserè l'ilevate dalle batterie leggel'C delle brigate. Esse vanno allora più indietro in una posizione g iit preparnta, da cui possono sostenere queste ultime col loro fuoco . » · Quanto a.i mortai l'autor e li introdurrebbe perchè i cannoni rigati non hnnno un tiro in arcuta a grande elevazione. Egli li vorrebbe del calibro di ,1'2 a 15 libbre e ne asscgo~rebbe 8 per corpo d'esercito . « Essi ,colpiscono, continua egl i, l'avversario c:opet'tO da ripari, 1.rinceramenti, ccr.., e possono con tinuare col loro .fuoco a sostenere l'a.uacco, quando le allre batterie hanno già dovuto tacete da lungo tempo . Sarebbe però una foll ia se si vo lessero introdurre tali pesanti cannoni e mortai con.s ervando l'abituale maniera di marciare, pcrchè essi in tal · modo non potrebbero mai venire impiega.ti fuorchè tutt'al più nella difensiva. Ma allora i mortai sono superflui perchè


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essi sono utili solo nelJ'offen~iva e specialmente contro posizioni trincerate . Nella dife nsiva sono da preferirsi cannoni rigati. » Venia.mo ora alla seco nda parte . L' autore comincia a criticare la usuale riparl1z10ne dell'a rtiglieria e cavalleria presso l'esercito. Invece dell' artiglieria divi sionale egli vuole l'artigli eria di brigata, come si aveva in P russia fino nl 18!50, rrccHo che, invece di una sola batteria per briga ta ne vorrebbe due. li cannone per tali bat.terie sarebbe quello da .4- (8 cent.). Qui egli critica con · mo lta , forse con sov.erchia vivacitù, a lcu ni passi dell'opuscolo del principe di Hohenlohe, dove vien sostenuta non solo la conservazione delle batterie divisionali, ma ancora la convenienza di tenerle il più possibile riunite e sollo un solo comando. Ritorna in seguito sulla sua proposta dei mortai, che capisce benissimo debba destare sorpresa , e dice che siccome al giorno d'oggi il tiro a metraglia che prima si usava per sostenere g li attacchi da vicino è affauo caduto , e l'artiglieria deH'attaccante deve restar indietro e tacere nel momento supremo, quando appunto l'artiglieria nemica tira violentemente ed a breve distanza, cosi si deve rimediare a tale inconveniente con i mortai, i quali possono seguitar a tirare a granate s coppianti fin o alla fine. Riprendendo poi l'argomento dell'impiego dell'artiglieria nel combauimento, l'autore si esprime cosi: « Secondo l'ordine di marcia che fu proposto nella prima parte, trattando della riserva d' artiglieria, questa è la prima r,he s'avanza per iniziare il combattimento e per copri re lo spiegamento. Anr,h'essu (1) sarà meglio , 4) Qui l'autore allude all'impiego da lui proposto per le batterio asscgoate allo brigate, le quali eg li vuolo che combattano separate, intendendo ciascuna a sostenere il proprio reggimento, e non riunite come teme suoceda per l'artig lieria divisionale.

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n'on .riunirla in un·a sola batteria perché del resto le perdite sarebbero troppo considerevoli e .la sua ~stensione troppo grande. Certam ente essa non può nè deve essere dispersa su tutta la linea d.i bar.taglia, ma si dovrebbero sempre trovare alcuni punti fra loro vicini , che permettano un adatto collocamento delrartiglieria, e da cui possa venire battuto efficacemente il punto p'rincipale d'l'llt.acco della posizione nemica. Si domanda ora a quale distanza debbono tali batterie portarsi avanti. Nel caso che si abbia in mira un'offensiva energica e si voglia finire presto il combattimenlo, io preferirei, anche con cannoni da 12 rigati, di avvici• n'a rsi il più che si può affinchè durante il combattimento non si abbia bisogno di cainbiarli di posto che il meno possibile, e siasi in grado di lanciare mollo lontano ne)la posizione nemica i proprii proietti. » Pìù innanzi, dopo aver detto che quando la fanteria si avvicina al nemico bisogna che l'artiglieria faccia ben attenzione di non nuocerle, come già é successo, l'autore soggiunge: « Quando le ballerie delle brigate hanno completamente aperto il fuoco su tulli i punti, la riserva d'artiglieria didge il suo sul punto principale d'atlacco e 'specialmente sull'artiglieria nemica : mentre le batterie di quelle brigale ·che sono destinate all'attacco in ql!-el pu:nto, fanno fuoco solam ente sulle truppe nemiche o là d ove si suppone che siano. I mortai tirano egualmente sull' artiglie ria nemica dietro ripari o trinceramenti, ed anche sui· luoghi abitati, qualora questi costituiscano il punto p rincipale d'attacco. Se il neinìco viene respinto, le batterie deile brigate debbono in ogni caso affrettarsi avanti, mentre l'artiglieria di riserva, in grazia dei suoi cannoni di maggior portata, pùb ancora lanciare i suoi proietti al çlisopra delle propr'ìe tr'uppe. Sblo quando le batteriè delle brigate .A.1.'CNO XVII, VOL IY.

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18 i,' ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA . PRUSSIANA hanno preso posizione e incominciato il fuoco , deve avanzarsi l'artiglieria di riseeva. All'inseguimento essa potrà prender parte ~ifiìcilmente. » · Nella difensiva l'autore vorrebbe mettere in posizioni avanzate almeno. una parte dell'artiglieria di riserva, naturalmente non i mortai. · Vorrebbe impiegarle in batteri.e separate poste n.ei punti pi(1 importanti. Vil:ino ad ognuna di queste batterie pesanti ne vorrebbe un'altra leggera 1a quale comincerebbe ·a far fuoco quando quella rimette gli avantreni per portarsi indietro sulla linea principale di difesa, servendosi di passaggi appositamente preparati. Solamente i mortai 1:ésterebbero in riserva perchè il loro collo.camento dipende dalla direzione in cui si . &volge l ' attacco e dalla posizione ancora ignota delle batterie nemiche. L'a.u tore chiude questa seconda parte sostenendo con ragione, contrariamente a quanto 'si trova affermato nello Sguardo tattico r·etrospettivo, che in . ge.:. nerale il fuoco dell'artiglieria nell'attacco deve dirigersi principalmente sull'artiglieria nemica, e nella difesa, sulla · fanteria attaccante. È un vecchio principio che l'autore dello Sg·uardo tattico aveva creduto di dover invertire per la maggior importanza acquistata dai fuoehi de,lla fanteria dopo l'introduzione dei fudli · a retrocarica. L'u!Iiciale d'artiglieria che ha avuto la pazienza di · leg~erc con qualehe aLLenzìone quanto venni esponendo, avrà giri sospettalo che lo scrittore della Ta,ttica dcll' avvenire non appartiene all'artiglieria. In questo caso egli ha indovinato. Lo scrittore, benchè non abbia vo1uto dil'ci per intero il suo nome, si sa essere un distinto ufficiale superiore prussiano il quale è infuori del patronato di S. Barbara. Le sue considerazioni d'ordine tauico e sopratullo quelle sull'impiego dell'artiglieria e cavalleria di riserva e sulla necessità di

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1866 AL ~ 870s71 eambi~re ·il loro posto nell'ordine di marcia per metterlo in relazione con questo impiego, sono certamente .assai commendevoli. L'esperienza dell'ultima campagna ,l e ha brillantemente confermate. Non può negarsi però · che se ègius.to il principio ne è molto esagerata l'applicazione. Ma dove l'aut'ore dimostra una vera mancanza di cognizioni speciali è quando entra in particolari circa la formazione della riserva d'arciglieria. Allora quella mancanza ed il soverchio amore di novità (novità che del resto ricordano troppo l'antico) lo conducono a proposte che non sono in alcun modo acc ettabili. Voler adoperare come artiglieri~ da campagna i mortai, la cui irregolarità di tiro ~ difficolt4' di puntamento è così conosciuta da ogni uffiziale d'artiglieria, ,e ciò pel solo motivo che hanno un tiro in arcata a maggior elevazione che i cannoni rigati, è cosa senza dubbio assai strana. Noriamo che un tiro in arcata a grande elevazione contro truppe che sono appunto il bersaglio ordinario della guerra di campagna, correrebbe· rischio dì essere perciò solo poco efficace, chè la soverchia penetrazione nel terreno neutralizzerebbe gli effetti di scoppio. I mortai che giù in altri tempi figurarono nella guerra di. campagna, vennero aboliti ,da più di cent'anni e sostituiti dagli obici. Circa il calibro da 12 per i cannoni rigati, astrazione fatta per un momento dal soverchio peso del pe'zzo, ci sembra che l'autore non abbia tenuto conto, del numero enorme di cassoni ehe sarebbero necessari'. per trasportarne il pesante munizionamento da gu~rra. Jl consumo di munizioni sarebbe grande certamente in un'artiglieria che comincia a far fuoco fin dai primordi della balla.glia. Ora di quanto incaglio sarebbero tante e così pesanti vetture al :,;eguito di una batteria sul campo di battaglia? Volere o non volere ,c 'è pure una gran differenza fra la mobilità necessaria DAL

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20 L' ARTlGLlBRIA DA CAMPAGNA PRUSSIANK all'arligltieria nelle gderre odierne e qo.e'lla éh'é potev'à bastare· ai tempi' del Gran Federico. E pbi· urr cannoh'è da ~2 rigato da campagna quali grandi vantaggi pre~ sén.'tè'rebbe di fronte al pru'ssianò d11i. 4, sè'nza p'arlà.re di quello da 6, per andare inconlròa i gravissirn'ì. ifl.:.;. convenienti di un cosl enorme aumento di peso? CerLo av.rebbe una maggior eflìeacia per la gran forza d''u rlct dei suo proietto, ma è proprio necessario di averfa coìllro i bèrs'agli della guefra di ca'mpagna? È provdto · che alle distonze non1 troppò grandi a cui per comdl'l'é consenso si deve tirare in campagna, un proiettCY coine quello da1 ,i. è più che sufficiente. Alle g'randi· distanze, per qùanta sia la precisione e la forza d' urto, conservala dal cannone da 42, il tiro è sempre m olto incerto e quindi poco efficace , perchè le di:stanze in. campagna non si conoscono, e più aumentano, più resta difficile giudicarle e correggere il' tiro. Non converrebbe dunque a tali distanze sprecare, un munizionamento che pel suo peso non potrebbe mai essere troppo abbondante. Il generale Du Vignau vuole anch'egli un cannoneeuuale a un dipresso a quello da 12 (1 ), ma lo am;ette come cannone da posizione e non da carnpogna, il che costituisce una differenza essenziale. A:,nchecomc cannone da posizione il generale Du Vignau, se il lettore ben si ricorda, non vuole fa rlo molto. pesante e ritiene questa condi~ione ~i tale impor~anza,. clie Iirt1ita ad 8 il numero dei colpi da portarsi nell'avantreno. Egli lo fa marciare alla testa del parco di riserva del corpo mentre l'autore della Tattica dét.;.

(4) Qui il o rappresenta il peso del proietto sferico; non quello d~I proietto oblungo , comCl nella nomenclatura :idottab dal scncr:tlo D.u Vign:iu.

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~;f1,ppC1J-ire lo meJte ~ddiri~tura !>,ll'a\i~z;a del ;gJì'\~So•, su-

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~Jt<;> dopo una ,del;>0lc•ava9guardi.a.

Non ~a~ti,t .c\w un' ar,tiglieria da caTD:pagna possa ·muoversi sulle strade, bisogna anche che pO$Sa s~gui!are con facilità i movimenti delJc allre truppe sul ç~mp.p di battaglin, che è quaQto dire su ter~;eni col- · Jivati e sovente molto difficili; bisogna che possa sa\~re {l un momento dato vna collina per occupare qq~\19 posizioni domina,nti tanto utili alla ~ua ,efficacia, bisogna insomma, se non vuol essere d'imbanv;zo , che possa mettere in batteria a sito e tempo opportuno senz~ bisogno di tanti pre_parativi. U.p'a,rtiglieria da campagna che ad ogn i passo abbia bisogno dei p ionieri, non è un'artiglieria possibile al g~orno d'oggi. Che dire poi dei mortai che, a confe~sione s~essa dell'autore , non sono utili che nella offensiva? Non basterebbe, questo per condannarli? Dall' esagerazior1e nella grossezza dei calibri per la . s ua riserva, l'autore è caduto naturalmente in un altro eccesso quando volle fissude ii posto nell'ordine di. ·marcia. Egli ha capito ben issimo che un' artiglier ia pesante come la sua non avrebbe mai potuto trov;arsi in p1·ima linea, come egli vuole, senza farla marciare, diremo quasi, al suo posto di battaglia e su una strada · eccellente ~ libera affallo. Di qui una posizione troppo arrischiala per la sua artiglieria, ad ont...1. del buon servizio dì vigilanza fatto dall'avanguardia di ·cavalleria, e sopratutto la necessità di ricorrere all'ipo tesi delle s trade 'parallele, che non sempre esistono, o all'esempio q.el ~ran ,Federico che faceva marciare la fanteria nell'acqua fin o alle ginocchia. A noi pare che anche quando non esistano strade parallele e non si voglia far marciare la fo.I).teria nei campi ~ nei pantani, si possa con una sola buona Afra1a avei:e la ri ser,va d'ar1iglie1~~a a .tempo opp,o,rtqqo;


fi L'ARTIGLIERIA D.A CAMPAGNA PRUSSIANA e ciò senza metterla. cosl avanti da comprometterne la sicurezza. Naturalmente ci vuole un'arLiglieria molto· leggera e che possa trottare senza fatica coi suoi serYenti montati. Chi confronta le idee espresse dal genera1e Du yj:.. gnau con quelle manifestate dal nostro autore, troverài certamente molti punti di conlatto nella pal'Le tattica• e molta differenza nella parte lecnica. Naturalmente Ia differenza è tutta in favore· dell'ufficiale d'artiglieria. La comunanza d'idee dal lato tattico consiste in cio che tutti e due sono d'accordo nel signifi cato da darsi ·alla parola riserva applicata all'artiglieria ' conveno-ono ' o •· benché in diversa misura, st1H'impiego da darsi alla medesima fin dal principio del combattimento, consentono infine sulla necessità di far marciare l'artio-lieria più avanti del consueto. Naturalmente; se pure1ntposso servire di questa espressione, il generale è· conservatore, mentre lo scrittore della 'l'att1~a · dell'avvenire è un progressista molto radicale. Il primo rriette la sua a.rtiglieria un po' troppo· indietro per non comprometterne la sicurezza, il secondo la mette ·un po' troppo avanti, se non con sagriffzio assoluto di quella- con-dizione, con sagrifizi,o certamente della comodità di · maccia delle altre truppe. Senza dubbio, quando esistano parecchie strade parallele, e coll'alluale moltiplicità delle vie di comunicazione può succedere fre.a. quentemente, conviene approfiuarne per arrivare al nemico non con una punta ma, con un fronte esteso che permetta uno spiegamento, più pronto ed un attacco più simultaneo ed improvviso, ma non sempre si possi~de un tale vantaggio, ed allora bisogna sapei· marciare sopra una sola strada. Nel primo caso può convenire l'ardire di marcia proposto dall'autore, purché tuttavia si rinforzi la .fanteria d'avanguardia e la scorta della riserva; ' nel

23 secondo è mestieri modificarlo e lasciare che la fanterìa ;mare! anch'essa su quell'unica strada. Obbligarla a marciare attraverso ai campi, collo stato attuale della . cottivazione, è cosa imposs1bile, quand'anche si provveda al trasporto degli zaini per mezzo di carri. Ad onla di tali mende è però incontestabile il inerito e l'importanza di questo opuscolo. Esso fu letto con molta avidità nell'esercito prussiano e contribuì non poco a far modificare le idee ·sull'artio·lieria e cavalleria di . h o riserva c e a ve vano corso prima del 1866 e che tro·vavàno ancora numerosi propugnatori. A differenza dello Sguardo tattico retrospettivo di cui, senza contestarne il merito, bisogna dire che <'.ritica molto senza troppo preoccuparsi dei rimedi, la l'attica dell'avvenire va alla radice del male e mette in vivissima luce la medi~ina. È for~e vero che questa è un po' troppo energica, ma la via da seguire è nettarnebte tracciata. Anche le osservazioni e le proposte circa l'ordine d~ . mante?ersi sulle strade che danno accesso al campo d1 battaglia meritano speciale considerazione. Chi ha visto l'ingombro delle slrade nella n-iornata di C~stoza e gli inconvenienti che ne derivarono°ne sarà di leggieri persuaso. La proposta dell'autore di assegnare permanente~ ~ent.e 2 batterie ad ogni brigata è congiunta coli' altra d1 s?pprimere le divisioni e di formare il corpo d'esercito con 4 brigate indipendenti. t forse vero che le divisi~ni p~ussiane attuali sono un po'Lroppo forti, e. trovo mfatll questa opinione. divisa da molti di loro·, . ) s1 può anche ammettere forse che la ripartizione di un corpo d'esercito in tre divisioni minori sarebbe da preferirsi all'attuale, ma un frazionamento maggiore sarebbe forse dannoso e potrei anche aMiungere che .à 00 fiu .g1 cond,w nato dall'esperienza. In Prussia fino al (850 le brigate erano costiluite come piccole divisioni, DAL

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J,'ARTIGl,IBRIA DA CAIIP,AGNA PRUSSIANA

' ' e fu solo dopo l'introduzione del fucile Dreyse ·che fo ,introdotta l'attuale organ izzazione. In Austri.ç. durarono .le brigate indipendenli ed i corpi d'esercito formali con esse fin dopo il 1866. L'esperienza di questa guerra ,disa~trosa condusse alla soppressione delle batterie di brigata e alla formazione delle divisioni colle rela Live batterie divisionali. Si venne dunque a conclu· sioni diametralmente opposte a quelle dell'autore. Non tacerò tullavia che tanto in Prussia che in Austria non mancano anche adesso i propugnatori delle batterie di brigata, senza peri) che si vogliano le brigate inc~ipendenti. A me pare che quando l'artig lieria è ben penetrala dallo spirito del suo impiego, può mantenersi in stretto legame colle altre a.rmi e secondarne b.e· .nissimo i movimenti, senza bisogno di frazionarla soverchiamente. La campagna del 1870-71 ne è la prova più luminosa. Mi sono indotto a presentare al lettore, questo rias~unto cl'alcuni degli scritti sortiti in Prussia sull'impiego dell'artiglieria trn il 1866 e il 1870, perchè, 9llre alla loro importanza reale, mi parve c~e ciò valess~ ~ dare un' idea dell'intluenza g randissinfa che ebbero gli sludi di quei quattro anni di pace nel preparar.~ i p rillanti risultati de ll'ulti ma guerra. Sta infoltì che i principii fondamentali che vennero applicati in questJ). c.ampagna si veggono neuamente stt1biliti in q4-eg}i scritti . · Ma non è solo nel campo della teoria che fu CQID· piuta la preparazione, ma ancora e forse più ,nel cq.mpQ della pratica. Data la spinta, segn;.tto il nuovo indirizzo non poteva mancare un lavoro fecondo . · Non fa~evtt d iletto all'artiglieria prussiana nè l'intelligenza, pè nstrt;i.zione, nè tanto meno la buona volontjÌ; l'a~!}le-9 della critica aveva del resto moltiplicate le forze. ~sisteva un buon ma teriale da campagpa, le .c ui boccb.e

,a .fuoco , tl)Cr proprietà balis,t iche , ,Q,ç>,~ ten,1e.r~no jl .ç.o.nfronto ài nessuna altra artiglieria d' :Europa . .Si .c~pl per allro che non bastava avere un buon rç~terja le, ma bisognava , ·per r icav.arqe tu~to il pr9,UU9; i,SaAerlo v.doperare in luogo opportuno e pel modp migliore. .P,e r a dempiere alla prima di queste due condizioni, adope,·are l'artiglieria in luogo opportuno, occorre ~nzilullo saper scegliere le posizioni più adalle ·~ J>OÌ saperle occupare ; si richiede cioè u,na perfettil istruzione tattica e la massim a abilità nel cond'l,!,rr,e,. L'artiglieria, qualunque siano le maraviglie compiute 4,a essa nelle guerre napoleoniche e quelle ancora più ,recenti della guerra franco-pmssiana , è e resterà sempre arma secondaria. Essa prepara la decisione, 1,Ila non la compie salvo , casi eccezional issi mi. La sua azione, quantunque indispensabile per il successo, è dunque limitala a secondare le altre armi. Di qui la 1 necessità per ogni ufficiale d'artiglieria di conoscere a perfozione non solo la propria arma, già così com,pl.~.çata, ma ancora il modo di combattere delle altne _d ue. Egli deve saper seguire con sicuc·ezza tulle le fasi t;l,i MD combattimento, aver l'occhio esercitato nel.giu<,lica re il terreno e saperne approfiHare nel rttiglior

mo.do.

~ a queslo ramo di cognizioni, più che a quelle puramente scientifiche e di meno i mmediata applica~ione in camp4gna, che venne rivoha dopo il 1866 l9·,CQ.!?Lante attenzione dell'artigli eria prussiana dai pii). alti agli infimi gradi della gerarchia. Le quistioni tl!-tt,~çhe erano ·all'ordine del gi.ornò nell~ conterenze e nei lavori invernali degli ufficiali. In lutle le guarnigioqi si r ese obbligatorio il cosl dc.Uo g.iuoco della guerra, Ogni comandante di batteria, finite le istruzioni di d~Jtaglio, doveva sempre, nelle m():nov,r~ .çolla batte.lìj!


!6 L'ARTIGLIERIA- DA CAMJ.>AGNA PRUSSIANA attaccata, proporsi Io scioglimento di qualche tema tattico elementare, come sarebbe sboccare da uno stretto e spiegar~i nei diversi modi, re~arsi rnpidamente da vanti al fronte od alle ali di una posizione, appoggiare col suo fooco una data mossa, ritirarsi od avanzare per scaglioni, e via di seguilo. !.'laturalmente bisoo-nava ricorrere ad ipotesi, ma si facev!J.nO, e quel O che più importa, si prendevano sul · serio. Cosi. si riusciva' ::i dar vita alle mute forme regolamentari e si sostituiva, per quanto possibile, il concreto allo astratto, l'applicazione alla teoria senza scopo diretto. Chi vuol vedere alcuni esempi pratici di temi di questo genere, sviluppabjli anche in piazza d'armi, può consultare il volume 68 del!' Archivio prussiano 1870, là dove tratta dell'istruzione delie bauerie a piedi. . Erano anche frequenti le manovre con batterie sul " piede di guerra, e si riunivano a tal uopo il materiale e i cavalli di più batterie. Nelle grandi manovre d'autunno i comandanti superiori delle truppe Jiedero più ~he mai importanza all'azione comune ed armonica delle tre armi. Mentre prima, a confessione degli ufficiali prussiani, l' artiglieria, come arma poco conosciuta, era lasciata in disparte per<:hè agisse da sè, fu rivolta invece la più costante attenzione sopra di essa. Il rrspctto per l'arma speciale non degenerò più in indifforenza. L'artiglieria. dal canto suo guadagnò sempre più in spirito militare ·cercando di spogliarsi davanti ai profani del manto scientifico per restare un'arma nel vero sen~o della parola. ' . Dissi più sopra che non basta saper scegliere una posizione, ma biso"gna sapervi condurre i proprii pezzi. Prima del 1866 l'artiglieria prussiana aveva in mas~ sima dato maggiore importanza al cavalcare . che al' condurre, pensando naturalmente che chi meglio ca-

4866 Al, 4870-74 valca più presto è in grado di condur bene. Si videperò che con soli tre anni di servizio ( sovente non completi) non si poteva pensare a perfezionare il cannoniere riel primo ramo d'istruzione senza trascurar troppo il secondo . Ora siccome il condur bene per· l'artiglieria è .molto più necessario che il cavalcare con eleganza, e il condur bene richiede molto esercizio, così si consacrò a questa istruzione e tempo ed attenzione molto maggiori. Sopratutto, senza perdersi in soverchie manovre d'insierne utili solo per le riviste (f), si esercita~·ono i cannonieri a condurre in terreni mollo difficili, come succede tante volte in campagna,. Fu tanto l'impegno messo in questa istruiione che gli ufficiali stessi, mentre prima l'avrebbero creduta cosa indegna di loro, si esercitarono a condur la pariglia. L'esempio fu dato dall'artiglieria della Guardia " ed imitato dagli allri. Resta a vedere quello che fu fatto per perfezionarsi nel · servizio delle bocche a fuoco e nel tiro. - Scelta ed occupata una posizione si voleva saper tirare nel miglior modo. - Si lasciò per questo a talì istruzioni una parté maggiore, sadificando qualche cosa ad istruzioni meno importanti, come sarebbe ad esempio quella a piedi. Se non può che questa istruzion e è molto utile· . neO'arsi o per dare al cannoniere un buon contegno militare, e se fino ad un certo punto serve alla disciplina ed abitua il cannoniere ad obbedire brevemente a comandi brevi, . è certo per altra parte che essa ha ben poca relazione col servizio di guerra dì una bat.teria. Può bastare quindi una b.tiona istruzione elementare senza ricorrere che ben poco alle manovre d'insieme. ' DAL

·--c.__-·-----·--·-' (1) Parlo 'naturalmente delle manovre ùi brigata, non di quello di batteria.


.218 L' AnTIGLlBRlA DA CAMP~NA PRUSSIANA Dico questo benchè neanche in Prussia ~çin ~iAsi ancora riusciti da questo lato a togliere tutto il ~µperfluo. Nel servizio del pezzo si studiò meno di ottener~ movimenti vibrati e di bell'effetto, si insistette molto più sui ripieghi e sul puntamento. In questi due rami d'istruzione si cercò sopratutto qi perfezionare i soll'ufnciali, da cui si riusci ad ottenere eh.e manemrJlassero con ,sicurezza le tavole di tiro e sa·pesse~; correggere il puntamento secondo i risultati di osservazione. ))ove poi furono ri\'olte le massimo cute fu all'esecuzione pratica del tiro. Si accrebbe la quanti~à d_ell~ munizioni asseanate alle batterie nelle eserc1tazt0m annuali, che cirrispondono alle nostre scuole _di ti~o, o si utilizzarono quelle munizioni colla massima m. telligenza. Si cercò sopratlullo di mettersi in condizioni analoO'he a quelle in cui si tira in campagna. È massima a~plicata in Prussia con ogni studio ~ tutli i cono-eo-ni dell'oraanismo militare, che quesll, nel o o o . . d' limite del possibile, abbiano a funzionare lll tempo L pace come funziona no in te~po di guerra'. e come in guerra si tira sempre a distanze sconoscmte, cosi si volle adùottare lo stesso sistema in tulle quante le esercitazioni i Nel mentre si acquislava in tal modo una gran pratica nel giudicare le distanze a vist~, ~i acquistava pur aneo molta peri~io nell'osservare 1 risultati dei tiri. e nel correggere 11 puntamento. Né con questo si credette di avvicinarsi abbastanza ali~ real~~· Si volle perfino abituarsi a tirare contro bersagli mob1h, perchè in campagna si fa fuo~o so_ve~te contro truppe in movimento· contro bersagli obhqm, perchè talvolta si tira di schiancio. Nel controbattere artiglieria succede pure ben di frequente c~e n~n si ve1~ della batteria nemica che il fumo dc1 suoi cannom. Tutto

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è n'àscosto allo sguardo ed il cannoniere inesperto punta a caso e con poco profitto. Si s tabilirono batterie dÌF v~c~hi éannoni che si fécero sparare con apparéc'el'ii elettrici e trtovvi:;i contro. Si imparò, se non U'l(Jfo ,. praticarriehte a giudicare delle distanze anche per mezzo del su-orio, Tutt~ qùesto non parvè atiéo'ra sufficiente per ottenere la voluta p t!rfozione n·el tiro . L'artiglieria ha irì qtu esto ma!ggiore difficoltà che la fanteria ; le sue munitzioni costa.no molto e l'a$segno che se lie fa alla ba.l foria é sempre relativamente assai piccolo. Ora è solo tirando molto e vedendo molto tirare che si diventa abili nel tiro. !\la in P russia la fanteria aveva ancora ùn nlLro vanta:ggio, e questo le veniva dalla scuola di Spandau, cl:te cdrrisponde alla nostra di Parma. L'artiglieria non a'lèva nulla di simile perché le sue esercitazioni annuali non equivalevano naturalmente che al solito tiro al· bersaglio dei reggimenti di fanteria, Fu equi parata, da: questo lato: la differen1.a instituendo, dopo il rn66, ubò. scuola cenlfale di tfro anche per l'artiglieria. A questa scuola vengono inviati capitani e luogotenenti ahtiani, non che buon numero di sott'ufficiali. Si fan no dlflé corsi paralleli, in cui si combina in giusta misura la teo1'ia e !a pratica del tiro , quest'ultima sopratutto. Anche là fo introdotto il giuoco della guerra, e sia con questo mezzo·, sia con quello delle conferenze (Discussionstunden) si tenne sveglio l' intei'esse degli ufficiali per gli studi tattici. Ma vi fu ancora un altro vatitaggio. L'artiglieria , col sis(ema. territori aie che vige in Prussia, ha sedi fisse e permanenti assai Iont~~,è dal centrn. Gli ufficiali, che vivono per lunghi anm m quelle guarnigioni lontane, si tròvano, per così d_ire~ in fuori della vita intellettuale del corpo. Le quesuom tecniche più importanti, i progressi, le esperienze, le novità sul maleriafo sòno cose che non esistono per


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L AllTIGL, DA CAMPAGNA PRUSSIANA DA!,

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loro. La scuola di tiro fu come il cuore da cui si irradia il sangue vivificatore di tutte le membra. Anche l'ordinaménto degli studi per gli ' ufficiali di arti()'lieria fu variato di molto dopo il 66. . La corrente o oramai spingeva a far si che l'uomo tecnico non sopraffacesse il militare, l'artigliere il soldato·. · l\footrt? prima il giovane alfiere (Piihnrich) passava un ·anno alla Scuola di guerra in corso segregato dalle altre armi, poi sorti va ufficiale ·e · dopo un anno di servizio presso i reggimenti doveva compie're due anni alla Scuola d'artiglieria, col nuovo ordinamento si stabill invece che l'anno di corso alla Scuola di guerra si facesse in comune colle· altre armi; poi l'alfiere promosso ufficiale passasse due anni presso i corpi prima {l'andare alla Scuola d'artiglieria . Alla Scuola poi invcco di due corsi obbiigatorii, come prima del 1866, l'ufficiale che vuol dedicarsi al servizio pres?o le truppe ne fa ora·uno solo; chi vuol dedicarsi alla parte tecnica ne fa due. Ufficiali tecnici se ne vogliono pochi ma buoni., quelli soli cioè che vi hanno auitùdine ed inclinazione. Dalla esposizione che ho fatto sin q1.1i il lettore avrà visto . quanta mole di lavoro siasi compiuta dall'artiglieria prussiana dopo il 1866. La lettera.tura militare da una parte, ed ii lavorio . interno dall'altra, che senza posa fu proseguito nel seno dell'arma, prepararono gli allori mietuti in Francia. . Resta cosi spiegata l'eriorme differenza fra i modesti -servigi resi dall'artiglieria nel 186G e quelli lùmino~ sissimi di quauro anni dopo. Vediamo ora in che ,consistano questi servigi.

(La fine alla pi-ossima dispensa) A. MAZZA Capitano. a artiglieria.

...

.INTORNO ALL'. ESIGUITÀ DELLA FORZA 1

DELLE ·SINGOLE

UNITÀ DELU ESERCITO

SUL PIEDE DI PACE

Non mai per ..il passato fu sentito siccome adesso · il bisogno che gli ufficiali, in qualsivoglia grado della :' gerarchia militare; possano ùi continuo allendere al.l'istru7,ione e all'educazione degli uo.mini affidati al · loro comando nella rispettiva unità. Tanto poco davasi ·di impÒrtanza all'influenza morale del capo, special. mente nelle piccole unità di comanào, e tanto se ne dava a que!Ja sola di una rigida disciplina aulomatica, che appena ,riconoscevasi l'inconvenicnle del trovarsi gli uomini in occasiQne delle varie istruzioni sotto il comando di capi che non erano il più delle volte i loro diretti . Ora però che tutto q,uanto riguarda gli eserciti ha subito una vera trasformazione, e non ultimo .certo il sistema con cui educando ed istruendo i soldati, studiasi Io sviluppo e la buona direz_i.one delle · loro facoltà , morali e intellettuali, · ora che l'ufficiale sencesi più che superiore maestro dei propri dipen··denti, non : può a meno di maggiormente rilevarsi ·11


32 INTORNO ALL'ESIGUITÀ DELLA FORZA vantaggio che ridonderebbe' all'esercito dal tradurre in atto ciò che finora non fu più o meno che un · desiderio. Prescrive invero il vigente Regolamento di esercizii (V. Norme generali:) che iJl d~pitan'o còmandi ognora la propria compagnia e ne rispo;nda , cominciando dall'arrivi delle reclute <;tl corpo: prescrive pure che il' comandante del battaglione debba prendersi cura , e risponda dell'istruzione delle sue compagnie, compresi i rispetliv:i graduati: ff solo alt §- 385 de1 medesimo Regolamento, prevedendosi la possibile esiguità della forza delle singole unità si prescrive nella scuola di compagnia di formare una sola compagnia colle due che fan divisione, in modo però che ciascuna mezza compagnia e ciascun p lotone compongansi degli uomini appartenenti alla medesima compagnia, e prescrivesi analogamente al § 512 per la scuola di battaglione che' si formi di due battaglioni uno solo', sempre però' per modo che ogni mezzo battaglione compongasi· di uomini di un medesimo battaglione. Nè mancano d1, coniinuo le superiori autorità di insistere percHè ta'If prescrizioni sieno effettivamente poste in pratica, tanto, universale é fa convinzione de!Ia loro importanza. ~fo!' guardiamo che accada in pratica. r.a forza del1e compagnie, sul piede· di pàce vario' siI'lbra (non a forma. degli organici, rtia délla r'ealCàf . tra. i· 60 e gli 80' ·uomini in media : deducèndon1e gfi , ammalati, (juelli in li'cenza, i comandati pei dìvét:-,i · servizii (tenendo pur conto éhe per lo più si pros'e gue . nèMa vecchia abitud'ine di corria1ndare gli uomini di" gùà-rdia in ragione di un'egual quota per compagnia; arrzkhè pel' turno· di compagniaL le compagnie· pdti 1 ta~fo sul terreno 30' a 5à uomini in media: il che tr'ae 1 di" con'segÌUehza effe per fdr'm are1 rin!a. corn'pA'gnia p~f le' ev61ijzioni ri~l fi.iliìtè 'mfoinio 'di:.ròrzlì, 'rl 1èhiedànsè'.ò!ò''

33 almeno tre di effettive . Analogamente, se vuolsi eseguire la scuola di battaglione, un solo battaglione può formarsi col totale di tre battaglioni . Tuttociò rende affatto illusorie le prescrizioni del citato Regolamento. Nè dicasi ch e le apportate modificazioni <:1,l § 385 ri- ' mediano: primieramente, anche per formare 2 plotoni col. limite minimo per ciascuno dì 26 uomini di bassa forza, richiedesi già più di quanto offre sovente una compagnia; ma oltreciò se si intendesse di esercitare realmente e ufficiali e truppa nelle evoluzioni di compagnia e di battaglione colle compagnie eternamente così formate, sarebbe un ridurre all'incirca la scuola di cornpagn.ia a quella di plotone , la scuola di battaglione a quella di compagnia. Che dfr poi quando per i turni di distaccamento eventuali, accade che in un reggimento due o nessuno sieno al completo dei battaglioni presenti alla sede del .corpo? È giocoforza allora adattarsi a far sempre le istruzioni di pin.zza d'armi con unità accozzate colla riunione di uomini di più compagni.e e di più battaglioni souo il comando di ufficiali che variano giornalmente, perchè· una parte degli ufficiali presenti rimanendo esuberante viene necessariamente esentata per turno o resta inoperosa. L'inconveniente poi non riguarda solo la istruzione di ·piazza d'armi, dové anzi trattandosi di cose in cui i Regolamenti arri van.o ai dettagli sta' nel meccanismo per così dire la parte predominante; ma diviene esso maggiore quando trattasi di applicare l'istruzione per l'ammaestramento tatLico, tostochè nelle diverse sue parti procecl,e al di là della pura istruzione elementare. Leggesi pei- esempio (V. pag. 2"4 Esercitazioni di combattimento): « è necessario di darE: il maggiore carattere possibile di verità a siVatte esercitazioni »'. Come però realizzare tal necessità nella condizione di DELLE SINGOLE UNITÀ DELL'ESERCITO

ÀNNO XVII, VO'L. IV.

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34- · lN'l'ORNO ALL'ESHìUITi\. DELLA. FORZA cose accennata senza togliere il soldato dall'azione diretta dei suoi veri capi? L'ufiìci.ale subaltèrno non conosce i suoi . soldati e i suoi graduati e non ne è conosciuto alla sua volta: egli pure trovasi sotto a capitimi di cui non è abituato a interpretare le idee: nessuna ma!'aviglia se molte volte l'azione si svolge non confo rme al concetto di chi la dirige. Se ci portiamo a considerare i rapporti di servizio nell'istruzione interna, vediamo sovente fatta l'istruzione dall'ufficiale di setti.mima per divisione, ed esso è naturalm ente pr:oclive ad occuparsi più della propria che dell'altrui compagnia. La deficienza poi di numero in cui trovansi talora gli utlìciali. nei corpi, quando agli assenti per licenza, per malattia o perchè comandati, aggiungesi ·la vacanza di posti non riempiti da mesi, fa sì che il comandante di corpo è sovente costretto ad ordinare passaggi provvisori di ufficiali da una ad altra compagnia sovente non dello ste~so battaglione, e non è a dirsi quanto soffra il servizio anche per tale stato di cose. L'ufficiale è sbalestrato allora in ~ervizio di .settimana perenne da una ad altra compagnia senza raccogliere il frutto delle sue fatiche, unico legittimo compenso che avrebbe diritto di s_perarne : i soldati, nuovi al linguaggio dell'ufficiale che vien loro dinanzi, perdono gran parte di quel frutto che appunto dovrebbero trarne: il capitano li trova poi sul terreno quali possono risultare Solto l'influenza · di un indirizzo che manca di uniformità e di metodo: Nei servizi stessi di guardia uomini di' più compagnie vengono sovente mescolati sotto il comando di un caporale o di un sergente che non è di nessuna delle loro : ed anche. dove praticasi lodevolmente di dare il servizio di guardia per turno di compagnia, è mestieri ricorrere all'impiego di graduati d'allre compagnie, pochi essendo quei règgimenti che non manchino di

35 15 a 30 dei sott'ufficiali che loro competerebbero a forma de.i qua-dri. Aggiungasi un certo numero di graduati .impiegati nell'istruzione. del plotone allievi-islrt1.ttori, il quale in molte o.perazioni trovasi separato dalle compagnie, un ceri.o numero di comandati, di assenti in licenza ordi11aria o di convalescenza, ecc. e scorgerà in,.tutta ia sua importanza l'inconveniente che ne deriva. Qual è il risultato dannoso di tutto questo'? «: Che, contrariamente appunto a quanto lutti riconoscono, oggigiorno eminentemente necessario, gli uomini non trovansi. quasi mai, né durante le istruzioni nè· in s~r- · vizio, sotto l'azione immediata dei loro superiori diretti». Oltre poi il danno per l'islruzione e per l'educazione degli uomini, ora tanto più grave che per l'addietro, tenuto conto della brevità del servizio sotto le armi, vi è pur qu,ello della risultante mancanza di abitudine al comando dei capi delle singole unità, giacchè mai si trovano a comandare sul terreno ad· una forza numerica che rappresenti oltre un quarto di quanto dovrebbe essere in guerra. Avvi pure un altro effetto di un'indole tutta morale, resullante dalla rilassatezza, dalla svogliatezza onde è invaso quasi inconsciamente l'animo .di chi comanda, nel trovarsi alla testa di unità di forza meschina, le quali sul terreno costringono a fare, malgrado il divieto de:i Regolamenti, continue ipotesi tac.ile o espresse, giacchè tutto nel caso pratico colla forza competente cambierebbe, circa al tempo, allo spazio, e all'essenza stessa delle operazioni che stanno eseguendosi (1). DELLE SlNGOLE UNlT/\ DELL'ESEllClTO

si

(4) .. .. Cettc réduetion (de l'effecti( en temps de paix) ne peut pas dépasse1· certaines limites ; car il en résulterait que l'instruction des .cadres en &outrrirait, et que Ics exercices de guerre n'auraient auèune analogie avec ccux que !'on pourrait fairc en tcmps de paix. ..... Les effectifs de 130 hommes par compagnie et de 520 hommes: par bataillon sont déjà trop petits pour le temps de paix. (Y. LUNDINGHAUS&N).


36

lNTORNO ALL'ESIGUITÀ . OELLA FORZA

Non sono che gli ufficiali i quali hanno effettivamente· comandato nelle istruzioni di piazza d'armi e tattiche, a plotoni, compagnie, squadroni, battaglioni, reggimenti, che valutano nel giusto peso ta differenza ottenuta nell'esecuzione da unità di forza meschina e da unità di forza prossima· alla · realtà. Chi non ha os- · servato la manovra, comandata da uno stesso ufficiale, d( un battaglione colle compagnie a due plotoni di 50 uomini l'una, e quella di un battaglione colle compagnie éli 120 uomini e su quattro plotoni? La precisione, l'insieme, 13 compattezza, la energia dei comandi, la buòna volontà di tulti indistintamente, aumentano a mille doppi. Solo chi non trasse vita al reggimento nè comandò mai compagnia, squadrone, batteria o battaglione potrà asserire che le istruzioni debbono anzi proceder meglio colle unità piccolissime, potendosi meglio consacrare agli individui l'attenzione dei capi : sono idee queste che rimontano all'epoca in cui ogni superiore assumeva le attribuzioni dell'inferiore: nelle esercitazioni militari il confronto dell'ufficiale col maestro di scu~la non regge: regge solo sinchè trattasi appunto di istruzioni scolastiche, non già in operazioni ove è prima condiziorie che sieno fatte con fo1~za competente.

Ai lamentati inconvenienti non è chi non risponda tosto, riconoscendo eziandio l'import:rnza del male . ' ' che è un male di forza maggiore. Come fare diversamente, esclamasi, se è ritenuto necessario d'altronde l'avere nell'esercito attivo sul piede di pace pressochè gli stessi quadri che sul piede di guerra, e se le con-

DELLE SlNGOLE. UNITÀ DELL'ESERClTO

37

;dizioni finan.ziarie e l~ esigenze sociali non, cons~ptono ,;di prendere una più ampia parte del contingente annuale, o quello chiamato ritenere maggior .tempo sotto . !le armi? Yollesi rimediare· a -ciò ed in piccola parte effettivamente si rimediò, ·ed in Prussia ed in Austria e da '.IlOi ed alt.rove, col .chiamare nell'epoca delle grandi mç1novre quelle clas.si o poi'zioni cli contingenti a cui avevasi da impartirèJ'.ma breve istruzione, e destinarle ad ingrossare quei c.orpi che prendono parte alle mano yre stesse; ma ohrechè non è così che una parte relativamente piccol,a dell'esercito in cui le compagme ,e i battaglioni vedono salire la loro forza ad un limite maggiore dell'orcÌinç1rio di pace, sebbene .s em,pre inferiore di grF1,n lunga _a quello di guerra, è pure upa parte ~·elativarqente· piccola del tempo in cui quelle stes.se µqità si trovano nelle condizioni accennate. 01trec{ò l'espediente adottato non rimedia, per quanto parzialmente, che dal punto di vista dell'abituare i ,.comaI).d.anli delle diverse unità alla direzionr. della forza che loro competerebbe; nessun rimedio esso :apporta tqtti gli altri incomenienti antecedentem~nte ·e sposti. . . Un solo . rnezzo offrirebbesi per rimediare a tutto ciò, mantenendo costante come programma la forza so~to ,le armi sul piede <li pace, secondo il contingente· 0 il '.bilancio stabiliti annu11lmenle.; solo µna lieve modifi·cazione occorrerebb:e. apportare alla composizione déi quadri, secondo le idee che andremo esponendo. Ecco in che consisterebbe· l'attuazioDe di un tal sistema: 1° Ridurre tutti i reggimenti di fanteria dell'esercito sul piede di pace. a due battaglioni soltanto,. più :la compagnia di deposito e lo stato maggiore quali -sono attualmente. L?- · forza· delle compagnie ascen<lerebbe .ali.ora in media a ~20..,130 uomini e il batta-

a


38 INTORNO ALl.'ESIGUl'rA DEU,A FORZA glione a circa 500 uomini. Che con tale limite di forza gli inconvei;iienti onde parlammo sparirebbero, non è· chi nol veda; 0 ~ Lasciare in tempo di pace come ad latus del comando del corpo un uffieiale ·superiore col rispeltivo · aiu~ant~ maggiore in 2°, destinandol0 nel pnssaggio sul piede cli guerra a comandare il 3° battaglione, che , al primo cenno riformerebbesi tosto come diremo. I.a presenza di quest'ufficiale superiore a disposizione del comando è cosa che esiste anehe in Prussia, ove trovasi . designato sul quadro organico in tempo di pace col nome di 5° ufficiale superiore, ed è destinato appunto sul piede di pace a parte delle ingerehze che presso · di noi affidansi al maggior relatore e nel passaggio · sul piede di guerra a prendere il comando del 4° battaglione che si forma al seguito dei tre che si mobìli.~zano. I molteplici incarichi dell'istruzione degli ufficiali segnatamente offrirebbero modo di utilizzarlo ( ,1 ); 3° Lasciare in tempo di pace come in sopran:.... numero al corpo i 4: capitani e i 112 ufficiali subalterni. Il numero di ufficiali per vero dire esuberante alla sede del corpo potrebbe fornire . una facile obbie.zione per l'adozione del sistema proposto; ma augurerebbesi che si venissero ad istituire delle scuoie cH guerrn secondarie, per le quali far passare la maggior parte degli ufficiali: si avrebbe così il vantaggio di -possedere una ufficialità non solo teoricamente e praticamente·

(1) In Prussia lo si utilizza altrcsì col fargli assumere provvisoriamente il comando di qualsia, dei battaglioni presenti alla sede del corpo quando per assenza non momentanea ue manca il titolare; solo in difetto di altri ufficiali superiori disponib11i, cd in caso di momentanea assenza del titolare, è iJ capitano · più anziano del battagliono che ne prende .il comando. (V. LUDINGUA 1/SEN).

39 istruita, ma ciò che più monta informata ad una certa uniformità di idee che disgraziatamente manca ancora nell'esercito nostro, vuoi per la troppo recente unificazione del paese onde derivano tanti elementi educati ai principii disparatissimi, vuoi più ancora per la diversità di origine e di indirizzo di . studi da essi seguìto nel dedicarsi alle armi. In Prussia esistono ·s ette scuole di guerra, per le quali passano gli allievi prima di divenire ufficiali: tenuto conto di esse e delle scuole dei cadetti, e dell'accademia di guerra di Berlino (1), ben si comprende come .ufficiali che provengono unicamente da tali fonti debbano possedere oltre a un fondo solido di istruzione teorica e pratica anche un modo di sentire comune, un comune indirizzo di idee. La scuola superiore cli guerra che tieq luogo presso di noi dell'accademia di guerra presso i Prussiani, seguiterebbe a funzionare come g ià da più anni lodevolmente funziona : essa però, esclusivamente destinata a fornire insieme colle armi cli artiglieria e genio il reclutamento pel corpo di stato magg10re, ed il personule allo a percorrere la carriera superiore, non potrebbe senza detrimento subire aumenti nel DELLE SINGOLE UNITÀ. DELI.'ESERC:lTO

' (,1) Oltre alle 7 scuole di guerra e alle 7 scuole dei cadetti, possiede la Prussia 4 scuole di sott'uffìciali, unicamente destinate a formare un vivaio di sott'~1ffìciali istruiti, a Postdam, Julich, .Bibericb e Weissefels: quest'ultima istituzione uon va confusa coll'altra del battaglione di istruzione di Posttlam, composto d'individui di bassa forza scelti in tutti i gradi, e tenuto collo scopo di diffondere l'uniformità nell'adempimento del servizio in tutte le truppe di fanteria dell'Impero. .(V. STOFFRL, V. LUDINGHAUSEN, e l'.opuscolo l'Armée Allemande, son organisation, son annement et sa maniére de combattre, par un général Prussien}. li nostro . battaglione di istruzione di l\faddaloni pare che dovrebbe raggiungere c l'uno e l'altro scopo, quello delle scuole dei sott'uflìciali e quello del battaglione d'istruzione ora detto.


40 INTORNO ALL'. ESIGUITÀ DELLA FORZA personale, altrimenti il!usorii diverrebbero i vantaggi . I promessi a quelli che ne fan parte (mezzo necessario d'altronde per altirare allo studi.o e a porsi in luce le intelligenze pìù elette) e ne scapiterebbe il prestigio che come in Prussia va ogni di più acquistando presso di noi; del resto anche in quel paese per un'armata quasi doppia della nos_tra vediamo corrispondere un numero di allievi della accademia di guerra eguale al no.stro ( 1), cioè con una proporzione quasi metà .di noi; ma per l'avanzamento per anzianità, invece di un semplice esame dato ai luogotenenti prossimi a passar capitani, ed ai capitani prossimi a passar maggiori, non sarebbe egli meglio stabilire un corso biennale per essi -in tre o quattro scuole, tre, pBr esempio, per i subalterni, una pei capitani, da stabilirsi nell'alta, media e bassa Italia? Si avrebbe mezzo colà. di valutar giustamente gli individui più che nol faccia un semplice esame, e il risultato degli studi, le informazioni della scuola e quélle dei corpi dove han prestato servizio, fornirebbero altrettanti dati il cui risultato sarebbe il più conforme a l vero. Rimandati ai cçrpi da . cui provengono, potrebbero poi i migl!ori dei corsi venir chiamati dal Ministero a far parte della scuola . superiore di guerra, ove potrebbero venire ammessi senza esame al 2° anno : ed a quest'intento sarebbe utile che il programma di insegnamento in tali scuole. terminasse alla fine dèl corso, per quanto ·• concerne le materie non puramente militari, là dove finis ce quello della scuola superiore di· guerra al ,1° anno. Rimarrebbe allora a subirsi l'esame per gli avan~

· (1) Secondo recenti notizie sembra che il numero degli ufficia.li ammessi ali' accademia di guerra di Berlino sarà portato da 60 che era a 90: tenuto conto tuttavia anche di ciò, la proporzione degli aù1messi rimarrebbe dal lato nostro maggiore di ~ 1.t

,l 4 zamenti (ed allora con maggior rigore che adesso) per quelli soli che avessero riputato conveniente di astenersi dal frequentare le scuole accennate, le quali naturalmente non potrebbero rendersi. obbligatorie. Così avrebbes~ il vantaggio di rimediare alla esiguità <lel numero degli ufficiali superiori provenienti dalla scuola superiore di guerra (ora che i capitani ces.s arono di potervi essere ammessi) e di quelli ,in ge.:.. nerale cresciuti a un tirocinio di istruzione quale ai ,g10rni nostri richiedesi nei gradi supe1'iori della milizia. Fa d'uopo pensare che se è prevedibile un'epoca in cui tutta quanta la nostra ufficialità avrà attinto .l a sua istruzione ed educazione militare nell'accademia e nelle scu:ole militari dello Stato, troppo essa ne è ancora .lontana, almeno per quanto concerne l'elemento degli ufficiali superiori; e quello dei capitani da cui esso <leve esser tratto, non andando immune dall'inconveniente accennato, reclama specialmente l'attenzione su tal riguardo. Del resto anche l'istruzione ed educazione impartita nelle scuole e· nell'accademia militare, sebbene considerate individualmente commendevolissima:, non presentano pur esse quell'omogeneità e quelrunità. di indirizzo che vorrebbesi: lo studio per esempio, dell'arte militare ( come un insegnarite rispettabiliss.i mo diceva egli stesso) segue, cominciando dalle definizio,nì, vie fra loro disparatissime: non altr-i.menti avviene dello studio della· storia mili tare e generale, della Iegislazi~ne, ecc.: nè vale il dire che l'ingegno dei giovani supplisce e fatti esperti dipoi vanno avanti con idee proprie; per la maggioranza, le idee mantengonsi quali ~i acquistano nei corsi regolari di studi : _e questi occorrer.ebbe che fossero modellati a programmi, dive1:si s'ì, secondo le condizioni specia)i di ciascun corso, ma sotto l'influenza di un'unica direzione, se vuolsi che quell'uniformità di idee e q:uell'unico indirizzo si maDELLE SINGOLE IJNÌTÀ DELL'ESERCITO


i2

INTORNO ALl.'.ESlGUlTÀ. DELLA FORZA

nifesti nel funzionare delle diverse parti dell'esercito sia nelle guarnigioni, sia nella mischia delle battaglie. Abbonda l'eser cito nostro e non è ad altri secondo per copia di istruzione sparsa negli ufficiali : ma troppo son disparate le materie su cui essa versa, troppo son differenti le idee a cui iniziarono la mente in quel periodo di gioventù in cui l'uomo si forma: lo ripeti amò', a costo di riuscire prolissi, ciò che più occorrerebbe se volessimo accelerare la perfetta unificazione ne1le idee, sarebbe l'avere pochi centri di islruzione ed educazione militare, ove appunto essenzialmente si attingesse quello spirito di solidal'ietà, quella conformità <li vedute che più vale, a mio credere, per la solidità di un esercito , che non l'alta dottrina accumulata in poche menti e sovente sotto l'influenza di animi con tendenze divergenti. E ciò se è vero per tutta quanta la scala gerarchica della milizia, lo è tanto più per quelli, che ne occupano i gradi supremi : poichè quindi non può precludersi certo la via ai gradi elevati pei non provenienti dalla scuola superiore di guerra o dalle armi dotte, ancorchè per questi sia acquisita una maggiore probabilità a conseguirli, sarebbe vantaggioso il provvedere a far sì che l'esercito si trovasse in un av,:enire, il più che per· noi si potesse vicino, guidato da ufficiali superiori e generali . che fossero non solo istruiti, ma il meno possibile . discordi nel sentire e nel giudicare su tutto qu anto concern e le cose no:,tre. Avvicinandosi l'epo ca in cui l'uffizialità dell'esercito non presentasse più le condizioni che abbiamo accennate proprie dei momenti a ttuali , andrebbe a mano a mano diminuendo il bisogno di tali scuole; ma esse potrebbero pure mano a mano con una semplice modificazione di indirizzo tra~formarsi successivamente in scuole ad imitazione delle pru ssiane, . per auml3ntarci i mezzi di preparare

43 elementi non più ai gradi intermedi della gerarchia militare, ma a quelli onde essa incomincia . S~ per un esercito che conta oltre un milione di armati e che in proporzione è tra quelli che tengono minor numero di ufficiali e di ,rrnduati , si trovano (senza tener calcolo dei ,i. stabilimenti per gli orfani dei militari che già ne racchiudevano 1200 .interiorn:ie~te a li~ gu~rraJ 7500 in media tra ufficiali, sott'ufficiah, asp1rant1 ufficiali ed allievi che rir.evono l'istruzione militare, e 600 circa che la impartiscono ( 1), possiamo noi chia~ marci paghi se vagheggiando di accozz~re insieme 750,000 uomini non preporiamo complessivamente fra i vori corsi che ~ 250 degli elem enti che occorrono ad inquadrarli (2) ? Ove non fosse la solita spina delle economie consigli eremmo di fare tosto e l'una cosa e l'altra, aumentare le scuole cioè per i già ufficiali 0 per chi può aspirare a <livenirlo; ma cominci~mo al. meno da dove più urge il bisogno, vale a dire, da · coloro che dovranno guidàre i nostri battaglioni, se ··non vogliamo vedersi perpetuare gli inconve~ie~ti che taluno deplora : lo spirito militore stesso s1 rtalzerà nel paese, e la gioven tù accorrerà più volonterosa a DELLE SrNGOLE UNITA DELt}ESEllCITÒ

1

(I) (V. SToFFEL, Rapports militaires). - E Ìc cifre accPnnate subiranno un aumento fra breve, visti gli aumentati bisogni di personale pci quadri dopo la costituzione dell'impero germanico; l'accademia di guerra aumenterà di 90 ufficiali; di ,HO aumenterà il complesso• degli ufficiali allievi di artigliel'ia e genio; l'istituto centrale dei cadetti aumentcri1 di ioo allievi; di circa 150 aumenteranno comples~ivamente gli allievi delle altre 6 scuole preparatorie dei cadetti. Una scuola di sott'ufficiali verrà aumentata (Allgemeine-MiliUir-Zeitun~. (2) Questa cifra risultava nel mese di agosto così ripartita: 224 ufficiali, 2,t 2 o.llicvi aspiranti al r;rndo di ufficiale, e 773 allievi del battagliono di istruzione. Vero è che dal l\Iioistcro sta già prov\'edendosi · per l'impianto di un altro battaglione di istmzioM, ciò che farò elevare la cirra da 4250 :.i circa 2000,


,U ,

· INTORNO Ar,L'ESlGUJTÀ. DELLA FOUZA

dedicarsi alle armi, se il buon esercizio del comando nei gradi elevati saprà rilevare il prestig~o della carriera. 4" Tenere costantemente in ciascuna compagnia sulle 4 classi sotto le armi una quota di ~/3 assegnabile alle compagnie del 3° battaglione tostochè dovesse formarsi; il 1° battaglione potrebbe somministrarle per la 1.. e 2a com pagnia del 3° battaglione, e il 2° 'hattaglione per la 3a .e 4" del medesimo . .E perché non si rinnovasse l'inconveniente verificatosi altre volte all'àtto della formazione di nuovi battaglioni, quello cioè che gli clementi men buoni erano i destinati al passaggio, potrebbesi stabilire che la quota assegnabile in ogni compagnia a ciascuna classe dovesse prendersi dalla destra per numero di matricola; cosi la scelta non potrebbe avere più luogo, e si avrebbe la certez:,,a che in quanto a bassa forza per nulla diflerireb bero i tre battaglioni fra loro . l?ossero, per esempio, le compagnie forti di ~ 32 uomini; nel dì stesso in cui arrivasse l'ordine ministeriale per la fo rmazione d'el 3° battaglione, e mentre le classi richiamale starebbero per arrivare, si avrebbero le 12 compagnie forti in media di. 84 uom ini, cioè all'incirca quali son ora, ed affatto identiche quanto alla qualità ed istruzione degli uomini. 5° Tenere sul piede di pace 6 sergenti anzichè 4 · per compagnia, egualmente che Hl caporali a vece di 8. Tenendo conto dei comandati, di quelli in licenza, degli ammalati, ecc. sarebbevi mezzo cosi di aver quasi sempre i 4 sergenti presenti alla compagnia, di cui invece i capitani lamentano sempre l'assenza, con grave discapito dell'istruzione e e.lei s ervizio. II più anziano ed il meno anziano dei sergenti in ciascuna compagn"ia, come pure i due più anziani ed i due meno anziani dei caporali, sarebbero in precedenza de_signati per far parte delle nuove compagnie da ordinarsi eventualmente: così anche per tal riguardo sarebbe eliminata

DELLE SINGOLE UNITÀ. llEJ.l.'ESERCITO

.i.5

la scelta nella determinazione dei graduati che le com· pagnie cederebbero . Quanto ai 4 furie ri e ai 4 caporali fur ieri (pei quali gradi potrebbesi anche senza danno tenere qualche posto vacante) sarebbero utilizzali nei lavori d'u fficio presso l'amministrazionr. del corpo o presso la maggiorità , e sarebbero destinati a sostituire i furie ri e capor::1Ii furie ri nelle 9 compagnie presenti durante le licenze, malattie, ccc. Del resto l'istituzione dei distretti richiede di continuo che dai corpi vengano provvisoriam ente inviati per l'istruzione de11e leve, . graduati di bassa forza e talora anche ufficiali: tenuto conto perciò di tutte queste circostanze resterebbero le compagnie per la massima parte dell'anno col numero presente di graduati quale dovrebbero avere attualmente, ma quale non hanno mai in realtà. Oltreciò dovendosi annualmente somministrare dai corpi due sou'ufficiali pe1 corcorso alla scuola di Modena, ed altri per quella di contabilità, sa rebbe conveniente· il far praticare nell'interno dei corpi sotto la direzione· di un ufficia.le un corso semestrale preparatorio a quattro o cinque sott'ufficiali dei migliori, e perchè questo fosse seguìto con frutto non potrebbero essi naturalmente attender e a tutte le operazioni quotidiane di quartiere : ciò si fa in realtà per due o tre mesi in molti corpi, ma col solito inconveniente di aumentare la deficienza dei sotL'ufficiali pei vari servizii, e di distoglierli dalle compagnie rispettive. Quanto ai ca-· porali sarebbe poi da adottarsi forse il numero di 12 come normale e sul piede di pace e sul piede di guerra : in Prussia è noto che i 7 sott' ufflciali ( corrispondenti ai noslri caporali, mentre ogni compagnia conta oltre questi, 4 sergenti, un aspirante ufficiale e un feldvebel)· ' vengono radùoppiati in tempo di guerra: sicché mentre io pace le compagnie contano "3 graduati, ne contano 20 sul piede di guerra: ciò del resto sarebhe fac.ile ad


•

ifì INTOHNO Al,L'ESlC-UITÀ DELLA FORZA · ottenersi al riehiamo delle classi coi caporali che ne fan pnrle. Nella tattica di oggigiorno il gruppo ha assunto un'irnporlanza sempre maggiore, e sulla · sua istruzione. elemenLare può dirsi che· fondasi la buona . istruzione tallica delle maggiori unità: già travedesi quindi un pè1SSO che resterebbe a farsi, di tenere, cio.è, permanentemente organizzato il gruppo col suo capo grupp o, non altrimenti che si fa del plotone col suo capo plotone . Del r.esto a chi affermi che per la maggiore forza sul piede di guerr a ri chiedasi un maggior IÌ!tmero di graduati, può anche rispondersi che non esistono in tempo ùi guerra le molteplici occasioni per cui in tempo di pace vengono distratti i graduati dalle funzioni a cui sono essenzialmente destinati. 6° Rendere. regolamentare che le guardie sieno sempre comandate per intere unità: ciò leggemmo ' non è guarì che praticasi eziandio in Prussia. Vari ' sono i vantaggi che otterrebbersi con tale sistema, invece deli'altro praticato in generale sin qui del comandare le guardie miste: i soldati sono sempre sotto la dip,:mdenza costante dt1i rispetlivi caporali e sergenti, li conoscono e ne sono conosciuti: i capftani alla cui compagnia non tocca di sommmistrare la guardia hanno costantemente tutta lo. forza presso di s6: lo stesso avviene riguardo ai comandanti di bactaglione: il servizio stesso di guardia non può che guadagnarci. Ma far ciò é impossibile sinchè si hanno unità tattiche piccolissime, e sinché la deficienza dei graduati in esse obbliga a prender sergenti e caporali da compagnie non comandate di guardia. Vorremmo anzi che questo principio fosse spinto al punto che in tutte q nelle grandi guarnigioni · ove ragioni assolutamente di forza maggiore non vi si opponessero, il servizio d i guardia fosse somministrato per turno cli brigàta, e in ciascuna brigata per turno di reggimento: cosi ciascun colonnello, ciascun

DELL'Esrmcrro .«, 7 comandante di brigata avrebbe per turno tutta intera fa sua forza · presente sotto le armi. I giorni in cui la, forza quasi totale cli un reggimento fosse impiegata .nel servizio di guardia sarebbero i più .propizii per dedicarli all'istruzione esclusiva degli ufficiali, riu:nencloli in conferenze, o esercitandoli in ricognizioni, :in compilazioni di rapporti, cli itinerari, ecc. o utilmente trattenendoli colla soluzione di alcuni temi · nel Gioco di Gu,erra. Uno o due chilometri di più a fare ·da qualche drappello per recarsi dal corpo alla guardia, sarebbe inconveniente largamente compensato dai yantaggi anzidelli: e coWadozione del nuovo modello cli . gavetta sarebbe molto dirnjnuito l'ostacolo c.hc sinora intravedevasi qlianto alla dispensa del rancio a silo, ma si avrebbe anzi un mezzo di abituare a grado a grado i soldati a valersi delle nuove gavette all'occasione. Del resto, essendo dato il servizio per intere unità, sarebbe sempre attuabile il distribuire le guardie :,s opra una data zona per modo che si trovassero il più possibilmente vicine quelle di una medesima compagnia, mezza compagnia o plotone: e in uno di tali ' corpi <li guardia non sarebbe poi cosa difficile nè troppo dispendiosa il far praticare dal genio Poccorrente cuéina per cuocervi. i rapci per gli altri corpi .di guardia, ,ed i · capi-posto, avvertiti del sito alla parata della guàrdia, provvederebbero ali' ora slabilita a comandarvi un uomo o più secondo i casi, per prenderli e recarli alla guardia. I comandanti di compagnia stessi potrebbero dare tutte le disposizioni relative a tal servizio, informnti in preceèlenza dall'ufficio di maggiorità d~l sito e numero delle guardie a somministrarsi (1). DELLE SING·OLE UNITA.

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(~) La 1Jfilitar-Zcìtu11g, N~ 53 ci fece conoscere come una recente proposta fosse !atta per la guarnigione di Vienna da una Società che cassumerebbesi l'impresa di preparare il rancio per lo truppe in una


.i,8

INTORNO ALL' ESIGUITÀ DELLA FORZA

7° I distaccamenti vorremmo che fossero comandati: Per turno di reg-O'imento in ciascuna divisione, e per· vO , turno di battaglione in ciascun reggimento: ·nul1a d'1 . peggio, a parer nostro, che il lasciare tutti i reggi-· menti di µna stessa guarnigione incompleti, quale per2 compagnie, quale per 6, quale per 8. Che dir poi,. quando per conseguenza del prescritto dall'~ncor . vi~gente Regolamento di disciplina riguardo a1 turm d1 diataccamento eventuali e di presidio, si dà il caso, che in uno stesso reggimento tutti quanti i battaglioni sono incompleti'! Come chiamar risponsabili i coman-danti di battaglione delle loro unità, mentre non :rovansi mai riunite individualmente, ma per forza maggiore amalgamate nelle istruzioni le une alle altr~? . . Sembrerebbe anzi conveniente e per la d1sc1plma e per l'istruzione -che ogniqualvolta quatt:o di~taocàmen\i di compagnia dovessero esser somrn.m1strat1: anc~rcbe non si trattasse di distaccamento d1 battaghone, 11 co. mando del battaglione dovesse essere nonostante esso pure distaccato, assegnandoglisi quella sede più centrale tra le sue quattro compagnie, donde potesse invi.o-ilare e diriaere l'andamento del servizio: a fine o o l d. di non incao-liare il servizio speciale de 1staccamento o potrebbero le compagnie corrispondere <l'trett~me.nte· per quanto ciò c_o ncernesse col comando terntoriale· o-rnn cucina centrale : afferrnavasi che il Ministero prendeva tale pro;osta seria considerazione. Se le ulteriori iodagi~i facesse:o ritenere il progetto praticamente attuabile, qual va1~ta_gg10 non nsulterebb~_dal nostro punto di vista, laddove putc da 1101 s1 adottasse nelle grandi o-uarnio-ioni un sistema analogo! Forse per città come Napoli, Roma, Genov; ed altroYe, occorrerebbero due cucine in due siti opportuna-· mente scelti anzicbè una soltanto, ma il vantaggio sarebbe incontestabile. Quanto alle guardie, i capi-posto antr,cedentemente muniti di Buoni dal 1;omando del corpo, potrebbero all'ora desìgnata mandare· la rispettiva corvée al luogo indicato. '

in

J)ELL'Èsencr.ro J-9 da cui dipendessero: ma per tutto, il rimanente d.ovrebbe mantenersi invi9la ro il princtpio di costan temente tenere le varie unità di comando sotlo l'azione immediata dei superiori diretti, co me quelli che ne hanno la ve,ra risponsabilità. ' 8° Poiché. anche adoltaudo, come sembra probabile, il servir.io obbligatorio senza la distinzione in 1 a e 2" categoria, sarebbe però inipossihile Pf'r le solito rç.crionì :finanziarie che 'tntto quanto il contingente o .. venisse incorporato, nè d'.a ltronde è generale op11110ne che si possa a ciò rimediare colla durata del servizio sotto le anni al di sollo di certi limi!i indispensabili, seguiterà ad ogni modo Ja distinzione del contingente annuale in due quote : ora, egli é noto da osservazioni statistiche fatte già per l'esercito sardo che il contingente perdeva a partire dal discari.co finale di leva il '10 0/0 in media prima di giungere n eJI'esercito (parte combatlente) : ·vero è che in tal perdita figuravano i liberati e gli ammogli'~ti _eh~ oi· n_o1: ~gureranno; ma tenendo cont? degli. all1e:t ca~·abm~eri , dei deficienti, degli assegnati alla fanlena d1 marma: degli allievi dei collegi militari, de~ medici, e ?e~h ecclesiastici, che se presterebbero l'opera propria rn caso di cruerra pu r non figurerebbero fra quelli che ano ricevono l'istruzione, ecc., non sara' l ungi. d aI nualmente vero il ritenere che la perdita sarà sernpre superiore al 6 0/0 . Il corttingente incorporato perde,,a poi nel primo anno di servizio . sotto le armi il ·i O O/?, e_ 1~ maggior parte di queste perdite si verificava nei p1·1m~ mesi dell'anno, meni.re nei due anni dopo perdevasi invece rispettivamente il 5 0/0, e i! 4, 0/0 nei suc~es~ivi; dimodochè un contingente di rnoo ridu~evas1 ad 81 O alla fine del 1° anno di servizio. Dimimuscono 'è vero colla: nuova legcre le-rao'ioni di perdita, ma consi0 b . . derando che nell'esercito italiano si ha da11a stat1st1ca · DELLE SJNGOLE UNITA

ANNO XVII, VOL. IV.

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50 INTOllNO ALT,' ESlGUITÀ DELLA FORZA un consumo di uomini maggiore che nel sardo , non sarèmo al di sollo del vero ritenendo che 11000 di contingente saranno diven nL.i 850 dopo prestato 1 anno di sel'vizio; un contingente di 65,000 diverrebbe dunque di 55,000 dopo un anno di servizio. Essendo però dell'interesse del paese che quella pa rLe del contingente che il bilancio aècor<la pel ser vizio sotto le armi sia la massima, e sia quindi per intero q uale venne votatn, non sarebbe egli utile il p'·endere in più sulln q uota del contingente di ciascun nuno quel numero <'he è stato perduto sul contingente dell'anno avanti, computato almeno fra il aiscarico finale della leva e i.l primo trirne~tre di incorporamento'? Si dirà forse che sarebbe contrario alla giustizia il far pesal'e un onere maggiore sopra un altro contingente: ma il OfO di perdila essendo presso a poco costante, l'ingiustizia non è che apparente, e si traduce in una restituzione fatta in precedenza. Nulla del resto impedireb be clie fosse preso il complemento del coutingcnte sul contingente rispettivo, sempre bene inteso · alla fin e d ell' anno per non perpetuare l'impaccio di a vere tlei coscritti da istruire; ma preforirern mo di prenderlo sul contingente dell'anno che segue, perchè la seconda quota del contingente pa ssato avrebbe già ricevuto il suo periodo di istruzione, e quindi sarebbe elemento già utilizzabile nel caso di una m obilizznzione anteriore all'epoca ordinaria della chiamala della seconda quota. In Pruss ia dove non si fissa il contingente annuale ad arbitrio, ma fòl parte come base dall'effettivo di pace fissato per legge in ragione dell' t 0/0 della pop olazione, si tieu conto del numero che occorre per tenere i corpi al completo, cd è il generaliss1mo federale (Bundesfeldher1·) che fissa il numero delle reclute da ripartirsi fra gli Stati Federali . li ùlinistero

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DELLE SINGOLE UNlTÀ DELL ESERClTO

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-della guerra poi d'accordo con quello dell'interno trasmette alle Commissioni dipartimentali la cifra di coscritti a somministrarsi per a limentare i corpi rispettivi: se un circondario non può fornire la quota che gli spetla, vi suppliscono gli altri circondari del dipartimento: se vi è esuberanz-a, la sorte decide quali debbono incorporarsi e quali restare ascritti alla riserva: sembra però che ben pochi si trovino nel secondo caso . Un certo n umero di reclute vien poi stabililo in aumento dalle Commissioni dipartimentali per supplire a lle perdite che i corpi subiscono all'incorporamerito. 9° Il contingente viene chiamalo sotto le armi ordinariamente ai primi di gennaio, ma soltanto nella prima met~1 di febb raio p uò valutarsi che tu tti quanti abbian raggiunto i distreui: venendo quivi distribuite le armi e l'equipaggiamento cd impartita. la prima istruzione elementare, essi arl'ivano ai corpi cui sono definitivamenle assegnati soltanto alla fine di marzo, quando, cioè, stan per riprendersi le istruzioni di plotone nei r eggim enti, e terminata la scuola di puntamento sta pur compiendosi quella delle distanze per procedere po i a quella del tiro; l'am rnaeslramento tattico delle truppe sta pu~·e incominciandosi. I coscritti però, dirozzati appena ai distretti, abbisognano ancora di circa un mese di istruzione ai corpi per poter con frutto prender parte alle istruzion i cogli altri: il comandante di compagnia è quindi costretto a temporeggiare nelle istruzioni dei soldali anziani e a distl'arre per l'istruzione dei coscritti parte di quei pochi graduati che ha. Non sarebbe egli preferibile di fa r gitmgcrc il contingente ai distretti sul finir di novembre, affinchè ai corpi pott~sse arrivare entro il mese di gennaio? In tal caso i coscrilli potrebbero prender poi pa.rte a tutte le istruzioni degli anziani con risparmio di t~mpo e di istruttori e con progressione più rapida: il capitano,


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INTORNO AI,L'ESIGUIT:\ DELLA F0.R2A.

non costretto a smembrare ancora per più tempo la propria compagnia, quando Ja maggior parte delle· istruzioni si compie all'esterno, meglio ne potrebbe personalmente dirigere l'ammaestramento; gli interessi generali sociali ed economici non ne sarebbero dan-· neggiati, essendo la stagione invernale quella in cui occorrono meno braccia all'ag,·icoltura. Siamo d'avviso, cllb un. mese e mezzo di anticipazione nella chiamala sotto le armi ne farebbe guadagnar tre nell'andamento general·e delle istruzioni : i rumori di guerra verificanrlosi d'ordinario col venir della primavera, il divario si tradurrebbe nell'avere o no una classe appena sufficientemente preparata per prender parte alla campagna {1 ).

Non possiamo dissimularci alcune obbiezioni che le proposte ora enunciate non mancheranno di suscitare : enumerando quelle che più facili sorgono alla mente, ci studieremo di indurre il lettore nell'opinione che esse sono più apparenti che sostanziali.

(4) In Prussia l'arrivo dei contìugc11ti al corpo accade iu ottobre, appunto in vista delle istruzioni: ~ Car il est de toutc nécessité d'ut·iliser la bo11ne saison pour les exercices de plus r,ra,ide importance >. (V. LUDl:'iGHAUSBN). In marzo e aprile eseguiscono infatti colà la scuola ùi hattnglione che da noi si compie ordinariamente solo in luglio ed agosto: sì colà che da noi è ordinariamente in agosto o setiembre che si praticano manovre colle tre armi: il che vuol dire che arrivfamo nell'epoca stessa :i.Ila stessa meta avendo però incominciato molto più tardi: ciò non può ottenersi se non affrettando le istruzioni e trascurando la progressione sì ben raccomandata anche nei nostri Regolamenti d'esercizio e tattìco.

DEhLE SINGOLE UNITÀ DELT,' ESERCITO

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Si dirà in prima che l'applicazione di tali proposte · potrebbe avere sembianza di diminuzione di forza, tenuto specialmente conto dell'organizzazione militare delle altre potenze, alcune delle quali tengono i reggimenti persino su 4 ballaglioni, e alcune i battaglioni su 5, 7 e persino 10 compagnie. )la rispondiamo che ciò é a{falto apparente, quando la forza sotto le armi mantiene la medesima cifr-a, quando si conserva intatto il numero dei reggimenti, qnando gli ufficiali e i grad llati sono nel numero co mpetente a formare i quadri pei reggimenti su 3 bauuglioni siccome ora, e quando tutto sia antecedentemente disposto perchè con un sem plice ordine del giorno si possa passai·e dalla formazione su 2 a quella su 3 battaglioni. Vorremmo anzi che ciò non si mancasse di fare ogniqualvo lta il reg·gimento dovesse muovere pei campi di istruzione: le classi desJ.inate a ingrossare i corpi comandati ai campi, dovt'ebbero trovarli già formati su 3 butta.glioni sino dalla parlc11r.a. ·Si dirà che sorgerebbero delle difficoltà quanto al caricamento degli effetti di finanza delle compagnie del 3° battaglione; ma. tntlo il materi?-le relativo dovrebbe sempre trovarsi Llisponibile e in buono slato nel magazzino del co rpo, sotto la risponsabilità del maggiore relatore o di quell'ufficiale superiore in soprannumero, che dovrebbe assumere il comando del battaglione. Si dirà che istituite pure le scuole di guerra, come dicemmo, vi sarebbe tuttavia un certo numero di ufficiali esuberanti nei corpi. Ma qua_nto agli ufficiali subalterni possono sempre destinarsi a prestar servizio anche ad una compagn ia che non è quella ove sono effettivi: ciò non porterebbe seco un grande inconveniente purchè non fosse quel continuo passare da una ad altra compagnia, come si fa abitualmente


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INTORNO AI.T,'ESIGUITÀ DET.LA FORZA

per forza maggioro; del reslo non subirebbero tali trasferimenli di compagnia se non queali ufficiali che si troverebbero in soprannumero duranti Ja formazione s? 2 battaglioni: Quanto ai capitani, se due, per esempio, s1 trovassero rn soprannumero alla sede de! corpo, non mancherebbe mezzo di utilizzarli in speciali istru• zi_oni ~ servi~ii: il servi:'io d'ispezione agli ospodnli che distoglie per .un mese rntero un capitano dal prender parte alle istruzioni del corpo, potrebbe essere loro affidato di preferenza: analogamimte dicasi per la nomina a giudici supplenti presso i tribunali militari e . ' a membn nelle Commissioni d'inchiesta. I comandati poi alle scuole di guerra che sarebbero per quanto più sopra dicemmo i_ più anziani nel proprio grado, dovrebbero essi stessi, durante il biennio, passare in soprannumero alla sede del corpo, dando il comando effettivo delle compagnie .che essi lascierebl>cro ad alcuno dei capitani che già tÌiovavansi in soprannumero: i mesi di intervallo tra i corsi annuali corrispondendo d'ordinario coll'epoca dei campi di istruzione, essi vi troverebb.ero ?el t?rnar provvisoriamente al corpo nuove ~ompagme d1 a~s~mere il comando. Soggiungiamo mfin: a quest obb1c:aone : quale è auualmen te quel reggimento che può riunirsi sollo le armi annoverando 3 ufficiali per compagnia? Si dirà che sorgerebbero difficoltà per la diramazione di distaccamenti a somministrarsi dai corpi nelle diverse guarnigioni; ma rispondiamo che non vediamo . quale sia Ja ragione che impedirebbe di mandare una mezza compagnia dove n:iandavasi una compagnia, u? pl_otone dove mandavas1 mezza compagnia, e così via discorrendo, post_o che la forza in uomini sia presso a poco la stessa: s1 otterrebbe anzi forse talvolta e~onomia di forza, giacchè abbisognando pel servizio d1 una data lo,calità una cinquantina di uomini vi si

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DELLE SINGOLE UNITÀ DE:LL ESERCITO

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manda or:1 una compagnia intera che ne ha 70, mentre . . non si saprebbe come fare altrimenti. . Del resto non vi è sistema che seco non abbi.o. 1 suoi inconvenienti: l'essenziale è distinguere ne_l fare i confronti donde propende il maggior peso e de, vanta(l'gi e eleo-li svanta(l'(ri che sono inerenti; e, a par~r e o nostro se nel caso inee quistione amore d' eli' opera pro pr·w. non tr~vìa, i secondi sarebbero ben piccoli a fro?te dei primi: la rapidità di mobilizzazione ~e~l'escrc,to no~ ne verrebbe per niente allcrata: la solidità nemmeno· la spesa non sarebbe aggravata se, non pe~ l'impia~to delle scuole di guerra proposte; l educazione mo, al': e disciplinare della bassa forza, l'istruzio~e sua 1,e deg'. 1 ufficiali non ne sarebbero che avvantaggmte. E positivo che se vuolsi rendere veramente responsali delle proprie unità i comandanti di ball~gli_one e di com-: pagnia, e se vuolsi che le istruzioni r~golamentar~ funzionino pienamente, bisogna o, fermi restando 1 quadri, aumentare là for~a .sot_LO !e arm!, o qu~::;L.a rimanendo là medesima d1mmu1re 1 quadri, o cerca,_e una via che, senza riccorrere a nessun dei due mezz~, offra modo di raggiungerne lo scopo, riducendo al m 1: • nimo grado gli inconvenienti. Abbiam_o creduto di emettere in questa Rivista tali idee, accumulate ne~l'animo nostro sotto le impressioni di anni trascorsi, condannati alla responsabi lità dell'istruzione e dell'educazione di uomini che nella generalità dei casi rar~mente avevasi la fortuna di trovar riuniti sollo il proprio comando : ci chiamerem paghi, se aneorchè non ripulal~ accettabili, potranno esse alm eno fruttare alquanto d1 attenzione al soggetto, eccitare la discussione, e condurre ad una soluzione qualsiasi. Nota. - Mentre le scorse pagine stavano per essere inserite in questa .Rivista, un interessante opuscolo ci


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INTORNO AU.' I\S1GIJITÀ DF.l.t.A liOllZA

cadde sott'occhio del capitano di stato maggiore signor Aymonino: inspirato da considerazioni d'ordine diverso dalle noslre, mentre l'autore volle più che altro aver riguardo alla questione della mobilizzazione, siccome indica il titolo stesso di quello ;;critto, non potè a mono, accennando all'ordinamento Lallico intimamente collegato all'obielli.vo del suo progetto, come quasi tutte le istituzioni militari lo sono frn loro, di pr'endere in esame pul' la quistione che forma oggeuo di questo scritl o. Non e; còrnpito che ei siamo prefisso, nè ci terremmo da tanto, quello di prendere in discussione le ingegnose idee propugnate <lall'aulorc; d'altroude il punto capitale delle medesime riguarda l'applicazione del sisterna territoriale all'esercito nostro 1 compatibilmente colle circostanze a questo speciali, e le sue proposte al riguardo possono sussistere indipendentemente da quelle elle essen'.lialmente si rilt•riscono al nostro argomento. È qnincli Ji que~te tùlime soltanto elle intendiamo di tener conto in quesla Nota. Proporrebbe l'autore, come è nolo, rli· scindere in due le compagni<:, !'orti in media seco11clo il suo progetto <li 100 uomini sul piede di pace, e col richiamo delle classi formarne due di circa 200 uomini sul piede di guerra; 2 capitani, 2 luogotenenti e z soltotc•neuti per compagnia in pace somministrerebbero ~ t'npitano, 1 luogotenente cd ·1 soUot<'nente n<l ognuna delle due nuove, per le quali resterebbe a provvedere con pl'omozioni o altrimenti a un quarto ufficiale. I hattaglioni forma ti in pace su 5 compagnie avrPl>bero z ul'liciali superiori, un comandante in primo ed uno in secondo, e due di quesli comau<lanti in primo col grado cli tenente colonnello verrebbero destinati a comandare ciascheduno la mezza brigata, cioè, 3 dei 6 ballaglioni risultllnti dalla scissione dei 3 già esistenti, nel passaggio sul piede di guerra. Il reggimento for1

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DELLE SINGOLE CNITÀ Dl!LL :KSERCITO

malo su 3 battaglioni in pace diYerrebbe brigata con 6 battarrlioni in guerra, e il co lonnello ne sarebbe il comandante. Il grado di generale di brigota verrebbe abolito. Sistema analogo verrebbe proposto per l'artiglieria e pel treno ; per la et~ va~leria e pel geni?. sa~ rebbero !'alle proposte diverse, nchieste dalle concl1z10m speciali delle due armi. I generali comandanti _di di~ visione avrebbero sotto il loro comando 2 regg1ment1 di fanteria in pace, e ne avrebbero ~, cioé 2 brigale, in guerra. La fanteria ridotta a 60 reggirr1 P.n(i in pace, .sarebbe così costituita in 30 divisioni, col necessario complemento delle altre armi, e le 30 di\ isioni for·· mcrebbero sia in pace che in g9erra 1 O corpi di armata. Le proposte clell'autore ci. sembrano in pl'ima. Lrnppo radicali rispelto alle istituzioni vigenti o progettate, perchè non nhbiano in sè un primo ostacolo, la cor.rente di idee dominunti .nelle alte sfere militari e diremo forse nel paese, che non mostrasi certo favorevole a tanta diminuzione nel numero dei reggimenti sul piede di pace : sarebbe poi discnlibile se nulla nP verrebbero .a so ffrire l'omogeneità e la compattezza di quell'esercito permanente, che deve formare scuola di guerri>. della nazione in pn.ce e nucleo della mDssa combattente in caso di guerra, scindendo in due all'atto stesso della rnn bilir.zuzionc tulle le unilà che già funzionavano sul piede di pace. Secondo il prog<·tto nostro, le compagni.e e i bauagliom già esistenti non verrebbero sostanziai meni e alterati, ma solo subirebbero parziali modifionzioni. non dissimili da quelle che nccc,;snriamente snbiscoffo tutte le unità pel richiamo stesso dell e classi : il reggimento poi che quivi non variereb?e se non pel fatto dell'Humento di numero dei suoi bat.laglioni, diverrebbe nell'altro caso un'unità totalnien ie trasformata, anzi un'uni1à importantissima improvvisata pel momento. di entrare ·in azione. 1

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INTORNO ALl.'ESICUITJ. DELLA FORZA

Le compagnie e i battaglioni abituali a funzionare sul piede di pace con due comandanti rispellivamente, uno in primo ed uno in secondo, e con numero e-suberante di ufficiali, si troverebbero improvvisamente con numero scarso di ufficiali nel momento più critico, nel momento appunto di podi in azione: tal difetto riscontrasi pure nelle proposte nostre, ma in un grado infinitamente minore, essendosi progcllalo di destinare gli ufficiali in s1Jprannum ero nel reggimento a prestar ' servizio nelle compagnie e nei battaglioni solo in sos~ituzione de·i mancanti, od occupandoli altrim enti sinchè il 3° ballagliooe non fosse formato, nel qual caso il numero degli ufficiali sarebbe completo. Non facemmo menzione di porre due capitani in una stessa compagnia es:-:.endo a ciò l'opinione nostra affallo contraria: o il capitano in ~0 avendo tutta la capacità e fermezza d'animo andrà facilmente incontro ad attriti c,Jl capitano in 2°, o mancando di quei requisiti diverrà talvolta questo il vero comandante: coll'indole no~tra in specie, uno occorre che sia il vero capo, e cl,isLinto per gerarchia di grado: l'inconveniente già temulo in passato, quando discutevasi negli ordi namenti tattici sull'uso delle colonne di divisione e delle colonne centrali, e l'altro della poca deferenza e subordinazione gerarchica deplorala fra luogotenenti e sollotenenli, verrebbero quivi a riprodursi come normali e con maggior danno della disciplina riguardando il titolare stesso del comando della compagnia, ora in specie che tonto maggiore divenne l'importanza di questa unità. . . Ma, ciò che più monta, non sapremmo associarci all'idea di tenere sul piede di pace, quando, cioè, deve formarsi la scuola di tutto quanto deve funzionare p·oi in guerni, privi di iniziativa e di comando diretto coloro che dovranno a vere comandi direlli importan-·

DELLE SINGOLE UNITÀ DELI.'ESERCITO

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tissimi e reclamanti spirito di iniziativa e consumata esperienza. Come sperare che un capitano in 2° posto quasi a livello coi subalterni in pace , potrà improvvisament e risultare idoneo al comando in guerra di forza più che doppia di quella dove trovavasi? Come lo potranno i maggiori rispetto al battaglione, nulli nel comando di esso in pace, come i tenenti colonnelli rispetto al reggimento, come i colonnelli rispetto . alla brigata? Non sarebb'egli, dal punto di vista che ci occupa,!!anzichè un rimedio, un aumento di entità per molti degli inconvenienti già accennati in questo scritto? Qui ci arrestiamo nelle obbiezioni fotte alle proposte· del!' autore dell'opuscolo citato, per quella parte che aveva comune il nostro stesso argomento: ancorchè mosse intorno a ciò da opinioni diverse siccome vedesi, esse lasciano illeso il merito delle altre proposte, rispetto alle quali, pel soggeuo che egli prese a trattare, l'oggetto nostro non assume che un carattere secondario· benché importante. Ci associamo al desiderio dello scrittore medesimo che l'allenzione degli studiosi e la critica si rivolgano su di noi : se idee più accette a giudici competenti scaturiranno, avremo il conforto di aver forse contribuito a suscitarle...... « àu choc. des opinions jaillit la vérité ». Roma, agosto 1872.

G.

SANTARELU

Maggiore nel

~0

granatieri.


64 a dire in p1·oposito. Ravvi invece una questione, secondo me, non tanto secondaria, intorno alla quale si manifeswno serie discrepanze, non so lo fra i pubblicisti militari, ma nel seno stesso delle commissioni istituite presso qualche esercito, allo scopo di proporrequelle modificazioni che l'esperienza avrebbe consigliato d'introdurre nell'ordinamento di quest'arma, ond'essa potesse meg lio corrisponde re al suo nuovo m odo di guerreggiat·e. Tale questione rnollo discussa e tutt'altro che r isolta è quella dell'armamento della cavalleria. È ormai indiscutibile che indipendentemente dalla cavalleria <livisiouaria, incaricala di prestare il suo valido appoggio alle altre armi nelle varie fasi del combattimento, abbiano ad essere costituiti forti nuclei di quest'arma destinati ad agire o per estesi accerchiamenti o per grandi ricognizioni o per ardite scorrerie a considerevoli d istanze dal grosso degli eserciti. In vista di ciò è generalmen te ammesso come principio che ·i corpi a cavallo debbano esser provveduli in maggiori proporziolli che non pcl passato del1'elemento efficacissimo del fuoeo , ond'essi possano ad ogni evenienza bastare alla proprin difesa, opporre più valida resistenza, produrre un serio cfiètLo a maggiori distanze ed ottenere più pl'oficui risultati dalle lol'o mosse offensive . Senonchè l'accordo palese, che si manifesta n ell'ammettere tale principio , svanisce pur troppo allorchè entrano in discussione i particolari dell'applicazione del prirl(jìpio stesso. Non è mia intenzione passare in rivista i numerosi opuscoli ed i vari periodici militari che u·auarono questo interessan1e argomento; coloro che s'occupano cii tali studi li avranno certamente letti e credo che essi pure avranno osservato come dalle m olleplici e svariate proposte contenute in tali scritti si possano quanto meno dedune le seguenti conclusioni: (l)EE SULJ} Alrn'.A!mNTO DELLA CAVA 1.1,ERIA •

IDEE SULL' ~RHUIENTO DELLA CAVALLERIA

Fra i molti preziosi ammaestramenti· somministrati agli studi militari dalla recente guerra franco-rrerrnan ·tc·1 non ulti1110 certa mente va annovetaLo quel.lo di a vcr dimostrato all'evidenza quanto avventala fosse l'opi nione manifestatasi con qualche insistenza , dopo le ~ampagne del 1859 e del 48Gfì, sulla scema la. impor-· tanza della cavalleria nelle guerre moderne . I segnalati ser vizi, che quest'arma ha saputo rendere a.,.li eserciti tedesehi in quell'immortale ca mpagna, bàn;o attiralo sopra il suo ordinameuto l'attenzione e le cure speciali di Lutti i go,·erni; e numerosi e pregevoli scri tti militari discutono ampiamente le molle e delicate queshoni che a siliauo ordinamento si riforiscono . Sarebbe ing·iustificabile presunzione per parte niia il voler aggiungere qualc he pagina alle co1Tclle pubblicazioni che, sull'impiego e sulla tauica di quest'arma, videro non ha gua ri la luce. La parte che sarù serbata nelle future guerre alla cavalleria è ormai così distinlamente tracciata, che ben poco o quasi nulla rimane "

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lDKE

SULL 7AlU1AMEN1'0 DELLA CAVALLERIA

_1° Necessità di un ordinamento tattico capace d1 fornire tre o quattro squadroni presso ogni divisione atti va; e di somministrare inoltre un certo numero di brigale isolale di cavalleria, dipendenti direttamente dal comando supremo dell!.eseÌ'cito, sopprimendo le grosse riserve di quest'arm a presso i corpi d'armata; 2° Due sole specie d'armamento, la lancia per l'urto, la carabina per agire a distanza. La conscrvazi_on_e dei coruzzieri, . degli usseri I!' simili viete spec1al1til, ammessa urncamente come omaggio alle tradizioni e come utilità di reclutamento per impierrare uomini e cavalli alti e piccoli; ma anche tali reggimbenti da armarsi tutti o di lancia o di carabina, da istruirsi tutti egualm ente a guerreg·giare , sia in unione colle altre armi, come cavalleria divisionaria, sia indipendentemente in grandi masse coprenti ed esploranti ; 3° Proporzioni pressochè uguali fra il numero delle lancie e quello delle carabine sul totale della cavalleria· siano poi tali armi do punta o da fuoco tenute distint; o per reggimento o per squadroni oppure per rano-hi; .i0 Aggregazione cli bocche a fuoco alle :randi masse di cavalleria. Sul primo punto non v'ha discussione; ed è a ritenersi che il solo ostacolo •!hc s'opponga per l'Italia all'at~uazion~ di cotesto principi o è la . penuria dE.i nostn mezzi finanziari, in confronto alle ingenti spese reclamate per la difesa dello Stato. La seconda questione, sulla . quale discutono pressochè tutti gli eserciti stranieri, è pienamente ri solta presso il nostro. Infatti non avevamo altra tradizione da conservare (in fatto di vestiario) che quella dell'elmo, e questo non fu abolito. Non abbiamo tama dis_parità nella ~tatur~ dei nostri cavalli da costringe rci a forma.re regg1meoli speciali; basterà asseo-oarc al1' artiglieria i più alti. i::,

Rimarrebbero adunque a trattarsi gli altri due punti ri,,.uurdanti l'armam ento inviduale dei soldati e quello ~ollcttivo delle unità taLLiche di cavalleria. .Circoscritta in questi modesti termini la questione, non parmi privo d'interesse lo studiarne la più efficace soluzione. .Non v'ha uffizio.le che non ramm enti le varie fasi ner le quali dovelle' successivamcntf' passare l'arma·~ ento della fanteria, dall'invenzionn <ielle pt·ime armi da fuoco portatili fiuo all'a<loziorrn del fucile con baionella. Duran~e l'intero secolo xn la fan teria di tutti ,gli eserciti era armata in parte di picca o d'al~b~r~a ~d in parte di schioppo o di ìno:;chetto. Sul prmc1p10 davasi ancora la preferenza alle prime; quindi grado -a grado, acquistando il fuo co un'importanza sempre ·maggiore, si giunse nel principio del se•:olo xvu a formare la fanteria su due righe, di cui la prima. armata di schiopp i e la seconda di picche; finalmente verso .la mclà di detto secolo, essendosi quasi contemporaneamente scoperta la pietra focaia ed inventata la baionetta, si po terono nel xvm secolo armare di fucile tutti indistintamente i soldati di fanteria, relegando nelle armerie le picch e e le alabarde di gloriosa memoria. Le svasiate opinioni che si vanno oggigiorno esternando nella cavalleria, sulla preponderanza. da darsi , alla lancia od allu carubina, sull'impiego della punta. o del fuoco a seconda delle operazioni da compiersi, :Sulla _ripartizione dei lancieri e dei cavalleggeri. nelle unità organiche, e simili , parrni si possano a buon diritto paragonare ai tentativi d'ogni genere fatti dai ca.pitam e condottieri tulli dei secol i decimosesto e -decimosettimo, per stabilire la preferenza da accordarsi ai fanti armati o di picca o di schioppo, le proporzioni in cui le due specie d'armi dovevano essere


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mantenute, la distribuzione che se · ne doveva fare ne1l'ordine di battaglia, ecc. l>armi insorm:na C'he la questione dell'armamento della, cavalleria stia seo-uendo le stesse 'vicende eh~ attraversò per due secoli quella relativa all'armamento qel!a fanteria. Saremmo per ora al periodo corrispondente· al principio del xv11 s~olo, quando cioè s'avevano in prima riga i moscheui ed in seconda le picohe; infatti qualche nostro scrittore eomin cia a propugnare il primo rango della cavalleria armalo di lancia ed il secondo di carabina. Tant<} allora quanto adesso le modificazioni da introdursi nell'armnmento erano e sono eonsiO'liale . o . dalla ricono. scwta necessit.:1 di tenere il massimo conto del fuoco e di adoperarlo sulla più vasta, scala possibile, senz; trascurare l'arma da punta. Ond'è che l'tùialogia fra le due questioni essendo così manifesta, .il pensiero corre involontariamente a domandarsi se la moderna questione, che rimane . tuttora indecisa, non potrebbe per avventura risolversi in modo analogo a quello con cui fu sciolta l'a11tica saltando di piè pari il periÒdo transitorio dei du; ranghi -differentemente armati. Si è perciò che invece di discutere sul maggiore o minor numero che condi lancieri e di cavalleo-l)·eri sulla sepavenga tenere • J 00 > . razione c1egli u~i e degli aHri per reggimenti, oppure s~l loro acc?ppu1.memo negli squadroni, propenderei pmttosto a spostare la questione ed a guardare se non si potrebbe ideare un'arma, la quale arrecasse alla cava'lleria quell'unità d'armamento che il fuciJe con baionetla introdusse nella fanteria. . Fissando la mente in siffatto ordine d'idee non è _difficile concepire la possibilità di avere una buona carabina leggera e maneggevole, sulla quale si possa adattare l'.asta d'una lancia scorciata di tutta la lunghezza della carabina. Lascio intatta la questione se

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SUJ,J.'ARMAMENTO DELLA CAVALLERIA

un'arma consimile possa presentare una sufficiente maneggevolezza per essere utilmente impiegata se non in tulle le parate e le offese cui si presta ia semplice lancia, almeno in quelle strettamente indispensnbili sia per dare la voluta efficacia all'urto di una massa irta di punte, sia per porre in grado il cavaliere di lottare a corpo a corpo. Tale question'e non può venir risolta, che dagli esperti nel maneg·gio della lancia. Mi limito per.ciò ap accennar:e approssimativamente le dimensioni e le forme che, secondo il mio modo di vedere, dovrebbero darsi alle due parti dell'arma, per raggiungere lo scopo desiderato. La carabina dovrebb'essere costrutta in modo che la cassa non giungesse fino alla bocca della canna, ma ne lasciasse scoperta l'estremità superiore per un tratto dai 20 ai 2f.> centimetei, lungo il quale e sul prolungamento della cassa s'adatfereb'be un lubo atto a ricevere l'asta della lancia, nel modo che andrò spiegando. La curvatura dell'impugnatura deUa ,:assa dovrebbe essere pochissfrno pronunziala, tenuto conto dello stretto necessario a puntare ed a scemare l'effetto del rinculo. H lembo estremo del calcio, alquanto concavo per megl io adattarsi alla spalla, terminerebbe, dalla parte opposta alla canna, con un prolungamento d'una ventina di centimetri, · arrotondato e ferrato a guisa del tal.ciolo d'una fo.ncia attuale. La lunghezza della carabina, dalla bocca della C?nna all'e stremità di tale prolungamento del r-alc10, dovrebbe stare nei limiti da 1m, 20 ad ,1 •n, 30. Il peso to'tale della carabina non superare i due chilogrammi e mezzo·; ff cenlro di gra vilù dell'arma corrispondere al centro dell'apparecchio esploditore; calibro uguale a quello del . fucile di fanteria. sistema d'accensione allo ad esplodere la cartuccia di fanteria e presentante inoltre le !flinòri sporgenze _possibili ; grilletto da potersi abANNO XVII,

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IV,

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66 JDEE batLere, epperciò assenza di ponLicello. Come per tut~e le armi da guerra: solidità., maneggevolezza, semplicità di meccanismo, fac ile ripulitura, estrazione assicurata delle cartucce esplose, ecc. Portala utile non inferiore ai 600 metri 1n seguito ai progressi fatli in questi ultimi anni nella fabbricazione delle armi a fuoco non reputo cer-· tamente impossibile la costruzione d'una carabina che soddisfi a tali condizioni. Il fucile Wetterli adottato per la fanteria , scorciato ed alleggerito, non credo tornerebbe acconcio a quest'uso a causa del manubrio troppo sporgente. La carabina Remington mi sembrerebbe più adatta, semprechè se ne modificasse l'apparecchio percussore in modo da renderlo atto ad esplodere la cartuècia del Wetlerli. Per assicurare sopra questa carabina il tronco superiore d'una lancia, il miglior sistema, a mio avviso, sarebbe di adattare, come già accennai , sul prolungamento della ca~sa ed inferiormente a quella parte di canna che fu. detto ·doversi lnsciare denudata di cassa, un tubo metallico di diametro interno uguale a quello esterno dell'asta della lancia; sul genere di quelli in uso per connettere i pezzi dei basloni da tenda, però più lungo e munito di un congegno atto a fissare nel tubo il tratto d'asta destinato a penetrarvi. Tenendo il tronco~di lancia d'una lunghezza fra P•,tO ed ,1,. ,50 e supponendo che se ne. introduca nel tubo una trentina di· centimetri , risulterebbe come lunghezzà totale della carabina con lancia inastata un rnaxirn:urn di metri 2,50 ed un mini?num. di 2,30. La lanci/attuale nostra misura metri 2,59,i, ed è, se non erro, la più Iunga di quelle in uso nelle cavallerie regolari; parmi dunque che farma progcl!ata avrebbe una lunghezza sufficiente. ~Per ridurre le lancie esistenti all,'uso progettalo

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67 -eonverrebbe pertanto troncarne, a partire dal calciolo, un tratto fra 1'1m,05 ed 1m,15; aggiungendovi. il congegno atto a fissarne l'estremità inferiore nel tubetto della carabina.. Questo congegno potrebb'essere qualcosa come una molletta semplice o doppia, analoga a quelle che si osservano nei bastoni da ombrelli. Onde poi la rosetta. esistente sotto là lama della . lancia non impedisse il colpo di fuoco, che per avventura si volesse eseguire quasi a bruciapelo al momento di cozzare, converrebbe ritagliare la parte di tale rosetta corrispondente all'anima della canJ?a, riducendola ad una specie di mezzo.luna · aderente per la curva concava all'asta della lancia, dalla parte opposta alla canna della carabina. La carabina semplice verre.bbe portata ad armacollo, la lancia ·introdotta punta in giù in apposito fodero fissato alla sella lungo la spalla destra del cavallo. I movimenti di inastare e logliere la lancia non mi sembrano impossibili ad eseguirsi anche tenendo le redini ed in movimento. Il centro di gravità della carabina semplice corrispondendo, come si disse, al centro dell'apparecchio esploditore, allorchè s'aggiunga alla carabina la lancia, il centro di gravilà si trovet'ebbe naturalmente spostato in avanti, per cui il punto in cui converrebbe impugnare l'arma per la posizione <li in guardia avanti; corrisponderebbe all'incirca all'altezza della camera della canna, portando il calcio di· piatto sotto il braccio. Vedrei assai difficile la esecuzione dei movimenti in guarclia indietro e dei molinelli, ma nella lotta corpo a corpo sono poi essi d'un uso cosi frequente? Per le posizioni di ripos-lanc e di portat-lanc s'introdurrebbe nell'astuccio reggilancia fissalo alla staffa, que lla punta arrotondata del calcio della carabina, di cui feci parola in principio. La bl'etella della carabina si utilizzerebbe in queste SULL AllMAMENTO DELLA CAVALLE TUA


68 IDEE posizioni a guisa della correggia che va unita alle auuali lancie. Del resto è ben ardua impresa trattare e descrivere un'arma che esiste soltanto nell'immagmazione. Per decidere sulla possibilit,\ o meno di adottare un'arma consimile, sarebbe mestieri averne fra le mani un campione, e sono dolentissimo di non trovarmi in grado di farlo costrurre. Mi limito perciò a far osservare che qualora si riescisse a fabbricare un'arma avente i requisiti ·Che tentai di esporre, parrni che l'ardua questione dell' arn;iamento individuale della cavalleria avrebbe toccato la sua soluzione. Il vantaggio infatti d'avere tutti i soldati cli cavalleria muniti ad un tempo di un'arma ottima da fuoco ·e discreta da punta, sarebbe, cosi importante, che per ottenerlo mi sembra si potrebbe senza rimors{, sacrificare la m<J.ggior maneggevolezza della sempli(;e lancia.

Ma se l'avere tutti indistintamente i soldati di cavalleria armati di carabinà fornirebbe già a quesL' arma un · elemento essenzialissimo per agire isolata, è però evidente che non basterebbe a darle una tal forza di res istenza da svincolarla ,dal soccorso delle · altre armi, allorché, per le speciali operazioni di cui può e deve essere incaricata, essa si trovi riunita in grandi masse a ragguardevoli distanze dal grosso delle truppe. Si è appunto in vista di èiò che i propugnatori delle batterie a cavallo insistono sulla necessità di conservare questa specie d'artiglieria, per assegnarla esclusivamente ai corpi di eavalleria. Anche su questo proposito ferve una discussione molto animata. Alcuni propenderebbero per l'abolì-. zione dell'artiglieria a cavallo, asserendo che quella da campagna, coi secventi sui cassoni, abbia sufficiente celerità e scioltezza per · manovrare colla cavalleria.

SULL' ARl!AMENTO DELLA CAVALLEIUA 69 Molti altri invece tendono a dimostrare l'insussistenza di tale asserzione e non solo parteggiano per la conservazione dell'artiglieria a cavallo, ma ne domandano ,eziandio la separazione da quella di campagna, affine di dare alla prima un'istruzione speciale, fondata piuttosto · sulla celerità delle mosse cbe sopra ana mollo esatta precisione di tiro. Taluno infine proporrebbe d'incorporare permanentemente le batteri.e a cavallo nei reggimenti di cavalleria, onde l'istruzione lanto individuale che collettiva. degli uomini e degli. uffiziali addetti ai due differenti ~ervizi acquistasse quell'omogeneità. e quell'abitudine di ugire insieme, che sono così u tili al buon successo delle operazioni ; ottenere, in una parola, la fusione del!' e lemento eminentemente of'.. tensivo deÌla cava,lleria, con quello puramente difensivo dell'artiglieria. Senza entrare direttamente in simile discussione, .egregiamente sostenuta da di:;tinti pubblicisti, mi limito a dedurre le conclusioni che scaturiscono dall'insieme degli argomenti addottì dai sostenitori delle varie opinioni . Parrebbemi adunque pienamente posta in. sodo la necessità : · 1° Che le bocche a fuoco destinate ad agire di conserva colla cavalleria debbano essere costituite in modo da poterla seguire su tutti i terreni, a tutte le .andature ed in tutte~ le mosse; ~° Che per otlenere tale risultato essenzialissimo si possa fare qualche piccola . concessione alt' efficacia del fuoco; 3° Che la cavalleria abbia ad essere avvezzata a manbvrare in ogni circostanza unitamente a tali bocche a fuoco. . Per quanto io senta in me la mancanza di un buon fondamento di istruzione teorica per discorrere di bocche a fuoco, tuttavia avendo letto con studiosa


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TDER

attenzione quanto se ne va dettando da un certo tempo a questa parte, non esito a dichiarare esser nato in me il più profondo convincimento che meo-lio dei cannoni di qualsivoglia calibro o forma sieno°atte a combattere colla cavalleria le mitragliere. Son note le divergenze ·d' opinioni espresse dalle perso.n.e t~cniche dell'artiglieria, in pressoché tutti gli csercru, riguardo a queste bocche a fuoco. Le sconfille toccate ai Francesi che ne erano armati, rendono altre~ì la questione alquanto pregiudicata; talchè gli stessi Tedeschi, proclivi quant'altri mai ud adottare tutte le buone ed utili invenzioni, emisero a tutla prima un voto di sfiducia contro le mitragliere. Giovami però far notare che appunto· per quel segreto onde i Francesi vollero circondare quelle loro bocche a fuoco, nonchè per essere queste state adoperate in una sola i:,O'uerra, • ' • non sr puo ragionevolmente ritenere che esse non sieno suscettibili di migliorie e di perfezionamenti tali da rendeme il merito maggiormente apprezzalo. Nell'ultimo fascicolo degli ArcMw (ur di·e A1·tillerie und lngcnieur-O(fì:de1·e des deutschen Jleichshee1·es che sono indubbiamente gli · annali più preziosi d'~rmi speci~li che vedano la luce, un capitano d'artiglieria prussiano, von Schmidt, pubblicò un importante ed elaboralo studio sulle mitragliere, cercando cli combattere quella prima sfavorevole impressione che contro di esse erasi manifestata nel proprio esercito. I dati di fatto che da cotesto studio del capitano Schmidt emergono in modo pienamente accertato, parmi di poterli 1~assumere nel modo · seguente: ,1° Che fra ·j quattro esistenti sistemi di mitragliere (francesi, inglesi, .austriache e russe) debbasi per il m,omento accordare la preferenza alle prim e, con qualche modificazione; 2• Che il servizio delle mitragliere si distingue

SULL'AJnIAMENTO DELLA CAVALLEH IA 71 sin d'ora per la sua semplicità, mercè l'assenza di rinculo, e per la fac ilità di puntamento , potendosi esso con maggior sollecitudine fissare e conservare inalterato; 3° Che alle distanze minori di 4,600 metri gli effelli constatati da accurate esperienze di una batteria di mitragliere, paragonati con quelli di una batteria ordinaria tirante a granata ed a shrapnel, sono molto superiori tanto per la maggior celerità con cui. si può regolare ed effettuare il tiro, quanto pel maggior num ero di proiettili (palle o scheggie} che si possono lanciare e che colpisconù il bersaglio. t ° Che il peso delle mitragliere è inferiore ai più leggeri cannoni di campagna, sicché con due parigli e si possono comodamente trasportare ovunque. Fu ·asserilo che sopra un so lo soldato prussiano furono contate fino a 22 palle di mitragliere; ed il signor Schmidt osserva che con un ~pparecchio .se~plicissirno si può imprimere meccanrcamente al fascw delle canne un leggiero movimento ondulatorio, che senza alterare il puntamento, serve a sparpagliare orizzontalmente i proiettili e ad ottenerne una dispersione, se non superiore, certamente uguale allo scoppio degli shrapnel. Afferma inoltre quello scrittore che , modificando convenientemente il sistema d'altacco dell'affusto all'avantreno, si potrebbe far fuoco senza togliere gli avantreni, co lla stessa facilità ,e d_esatt_ezza di puntamento. Vuolsi notare infine che le m1tr~ghe1~e'. sia per l'assenza di rinculo, sia perchè caricant1s1 , dalla culatta, si possono mettere in b atteria rlietro il ciglio delle posizioni, presentando in tal modo assai minor bersaglio ai colpi del nemico che non i cannoni usuali. Se le asserzioni del capitano v. Schmidt sono, come è .lecito credere, pienamente attendibili, panni dimo-


IDER

strato all'evidenza che la bocca a fuoc~ più adatta a · manovrare coJla cavalleria ed a far corpo r,on essa sia incontestabilmente la mitragliera. E difatti,· il bisogno di agire per mezzo del fuoco, la cavalleria lo sente . piuttosto per difen dersi dalla fanter ia che non per conll:obatl.ere batterie nemiche. Ammesso pure che tu tti i cavalieri s'armassero , come si disse, di carabina, l'effkacia di queste non potrà mai sostenere- il confronto con quella dei fucili, sia perchè dovendo esse Lenersi più corte ~ più leggere avr~nno sempre una pcrtato m inore, sia perchè sarà sempre assai difficile istruire i soldati di cavalleria a combauere ugualmente bene a piedi cd a cavallo. Per conlrobilanciD.re adunque la ID!}ggior potenza di fuoco che la fan teria conserverebbe sempre di fronte alla cavalleria, paerni incontestato che tornerebbero più utili le mi tragliere che non i cannonj ; sia perchè alle distanze, cui deve portarsi la fantena per molestare la cavalleria, il tiro delle mitragliere è più efficace di quello dei cannoni; sia perché quelle sono di quest~ più leggere, più mancggev?li , più yront~ a_,melte~s1 in batteria ed a regolare 11 loro tiro, d1 prn factle servi:do e più capaci 'di secondarc tulle le_mosse degli squadroni, senza costringerli a perdere mo_m enti, ta_lvolta preziosissimi, impiegati nel mettere m batteria o nel riattaccare gli ..wantreni. · Tenendo conto dell'utilità i mmensa di semplificare il più che· sia possibile il servizio del munizio~ame~to , parmi converrebbe dare all~ canne d~ll~ mllraghere lo stesso calibro delle carabme con cm s armerebbero

i cavalieri, e costruire inoltre l'apparecchio caricaLore in m odo che le sLessP, carluccie delle carnbine servissero aneli e pe1· le mitragliere, la qual cosa non presentu certamente difticoltù insormontabili. Le propriet~ speciali delle mitragliere non esigendo

stiu:ARMA MF.NTO

'ì3 né una lunga pratica, nè una speciale abilità, nè m,olt~ .serve[).ti per caricarle , puntarle e spararle, non m1 sembrerebbe inattuabile il progetto di formarne una dotàzìone permanente dei corpi di cavalleria, . in ragione, a mo' d'esempio, di una per ogni squadrone , cori un carro di munizioni oltre a quelle contenute n~ll'avantreno , affidandone Lutto il servizio al personale d ell'arma . Siffatta dotazione permanente di mitragliere non escluderebbe però mai la convenienza di assegnare un proporzionato numerc,, se vuolsi più ristretto, di batterie a cavallo presso le divisioni o le brigaf:e di cavalleria, per quelle circostanze in cui le missioni loro affidate fossero di. natura da for ritenere insufficiente l' effettd delle carabine e delle mitragliere. Le scorrerie in ;asle proporzioni sul territorio nemico , delle quali saranno d'or innanzi incaricate bene spesso le masse di cavalleria, avranno talvolta per iscopo o di prendere informazioni sull'esercito avversario, o di distrarne l'attenzione nascondendogli le mosse del grosso delle truppe, oppure sempiiceme_nte . di sgomentare le popolazioni e metterle a contribuzione. Ma in molle circostanze simili scorrerie tenderanno alLresl ad arrivare inaspettatamente sopra qualche importante linea di comunicazione del nemico, rovinarvi ponti, disfare fer rovie , tagliare telegrafi, intercettare od almeno scò.m paginare la ritirata del nemico sconfitto e simili ardite operazioni, che l'arma sola di cavalleria è in grado di compiere con suecesso per la celerità delle ·stie m:osse. Per eseguire queste ultime operazioni riterrei indispensabile che un certo numei·o di soldati in ogni sqliadrone fosse istruito e prov.:veduto di istrumenti siccome è previ.sto dalla recente provvida istituzione degli zappatori di fan teria. È questa, a rnio avviso, DELLA CAVALLERIA


74 lDER SULL'ARMAMENTO DELLA CA\'ALLEIUA una questione che basta accennarla perché ne sia dimostrata all'evidenza tulla l'utilità.

Riassumendo pertanto le mie varie proposte sull'armamento della cavalleria, esse consisterebbero: a) Nel munire ògni soldato di cavalleria di una buona carabina atta a maneggiarsi sia come arma da fuoco efficace a non meno di 600 metri , sia come arma da punta mediante l'inaslamento d'un tronco di lancia; . b} Nel dotare ogni squadrone di ·u na mitragliera servita e trainata da personale e cavalli di cavalleria. ,:) Nel ripristinare un adeguato numero di batterie a cavallo formanti corpo a parte, istruite specialmente nell'agire con celerità ed in terreni difficili ; ed avvezzate nei campi d'istruzione, nelle grandi manovre, e pos~ibilmente anche in guarnigion e a guerreggiare esclusivamente colla cavalleria ; d) Nell'istituire nei reggimenti di cavalleria, analogamente a quelli di fanteria, un gruppo di zappatori. · Parmi indubitato che armate in siffatta guisa, sì le grandi che le piccole masse di cavalleria, potrebbero combattere indipendentemente dalle altre armi, ed operare colla celerità propria di quest'arma le estese ricognizioni a grandi distanze, le mosse d'accerchiamento sulle ali estreme e le scorrerie ari;ischiaLe di qualunque natura. L'arma di cavalleria si troverebbe certamente allora non solo moralmente, che già lo è o lo sta diventando, ma anche materialmente all'altezza della posizione, che le esigenze dell'odierna guerra le hanno creato. CARLO AYMONJl'iO

Capitano di stato maggiore.

LA QUISTIONE DEI SOTTUFFICIALI

I. La guP-rra franco-germanica del 187() ha terminato di aprire gli occhi a coloro che erano ancora restii a riconoscere la bontà dell'ordinamento militare della Prussia. Quantunque la campagna di Boemia del 1866 avesse attirato l'allenzione di tutti i militari sopra un esercito che in poche settimane aveva debellato ·uno dei più agguerriti eserciti di Europa, tullavia nel ri~ercare le cause di così splendidi successi si tendeva pmltosto a volerle trovare nella maggiore scienza dei capi e nelle armi miglior·i della parte vincitrice , anzichè nella fo rte costituzione militare di tuuo un popolo. Era mestieri che anche la nazione, repul.aLa la più guerriera del mondo, provasse con una serie di inauditi rovesci la stessa sorte dell'austri aca , perchè tutte le potenze riconoscessero le ragioni vere delle vittorie della Prussia , e cercassero colla adozione degli slessi principii , sui quali riposa l'ordinamento di quell'esercito, di accrescere le proprie fo rze militari. Quanto dapprima le potenze eranò dubbiose e marciavano a rilento e quasi con sospetto nella via dell'imitazione dell'esercito prussiano, altrettanto sono diventate fiduciose dopo la, campagna del 11870, e camminano quas i


76 l.il QUISTIONE con troppa precipitazione. li modello fortunatamente è oltimo sostanzialmente , e, quand'anche si venisse a ritrarne qualche parte non assimilabile, col tempo si potrà questa correggere, rimanendo sempre il progresso segnato negli or·dìni militari dall'adozione di principii riconosciuti oggimai per razionali cd eccellentissimi sollo ogni riguardo. I principii sui q1Jali è basato l'ordinamento militare prussiano sono, come è noto, il servizio militare obbligatorio per tuUi , •ccl il reclutamento fotto secondo le circoscri:,,;ioni tenitoriali. Questi pl'incipìi , se non furono inlieramente uccellali dagli Stati che han preso a seguire la Prussia nel riordinarsi militarmente (sopratutto per ciò che riguarda la fomrnzione dei corpi territoriali), iu massima però si può dire che furono . accolti cd atluati secondo le condizioni politiche particolari dì ogni Stato. L'Austria, l'Italia ed ulLimamente la Francia hanno stabilito il servizio militare obbligatorio, nello scopo di avere, al bisogno, un esercito il più possibilmente numeroso. Se non che, dovendo combinare la preparazione delle maggiori forze possibili per il caso di guerra col minore aggravio delle popolazioni e cogli scarsi mezzi stabiliti per il mantenimento dell' eser9ito in tempo di pace, si venne necessariamente nella necessità di diminuire il numero <!elle classi di leva in servizio attivo, e quindi di aceorciare il tempo della permanenza dei soldati sotto le armi. Un tale pron•edimcnto, il quale offre il inodo di somministrare alla patria il maggior numero di difensori in tempo di guerra, mentre in tempo di pace rnantiene l'esercito nello stretto linute del necessario e compatibile colle risorse finan7,iaric dello Stato, nella sua attuazione incontra però molte difficoltà, la principale delle quali. si è appunto quella del reclu tarnirnto

DEI SOTTUFFJC(M,T

'i7

dei sottufficiali. Di quale e quanta importanza sia per un esercil o l'aver un buon quadro di sottufficiali, non vi ha persona, per poco versata nelle cose militari, che non lo riconosca . .Basti il dire che, se la classe degli ufficiali deve rappresentare l' intelligenza e lo splendore di un esercito, i sotturficiali ne rappresentano la disciplina e possono consideraesi come il cemento che tiene compatte e fortemei1tc costituite le masse dei soldati. Ora, se l'ufficiale si forma collo studio e coll'applicazione, il sottufficiale é formato generalmente dall'esperienza e dalla pratica del servizio, cosa difficile ad ottenersi con una ferma sotto le armi ridotta a tre anni. Di qui la neeessitù di rimediare ad un tale inconveniente. Adollato da una potenza il servizio militare obbligatorio, era naturale che essa volgesse tosto lo sguardo alla l)russia per conoscere come quivi fosse stata risolta la questione del reclutamento dei sottufficiali ; ma non dovette t<1 rdare a convincersi che la ragione per la quale non è tanto sensibile nell'esercito prussiano la deficienza di sottufficiali, non consisteva in grosse paghe od altri vantaggi speciali che loro si facessero, ma bensì nell'indole soda e positiva di quella popolazione, presso cui il servizio militaee é tenuto i~ grande onore ed il sentimento individuale del dovere m olto sviluppato. Nostra intenzione è pertanto di accennare comQ siano trallali i sottufficiali negli eserciti prussiano, austriaco , francese ed italiano , e di paragonare fra loro i vari trattamenti , per quindi vedere dove la classe dei sottufficiali abbia assicurati . maggiori vantaggi. ·oa ciò apparirà chiaro quanto male si appongano coloro che vanno predicando essere il sottufficiale nell'esercito italiano trattato peggio che negli altri èserciti di Europa.


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J.A QUISTlONE

'i9 una certa autorità al grado di sottufficiale, e di giovare all'interesse generale dèl servizio; mentre invece, se ·agissero diversamente, produrrebbero una soverchia instabilità nei , quadri dei sottufficiali, gran parte dei quàli si verrebbe a perdere allora appunto che il loro servizio comincia ad essere rnaggiormente utile . I sottufficiali in Prussia sono tr{l.tti ·da apposite Scuole, regolale aU' incirca come l'attuale nostro battaglione d'istruzione cli lUaddaloni, e dai soldati delle compagnie che contraggono ùnu nuova ferma rcapitolazione) dopo i tre .anni cl 'o.l.J!J!igo <li serYizio souo le armi. Ogni compagnia (·1) conta 13 soLLufficiali, compreso un aspirante n/ficiale; quindi uno di meno dei graduati di una nostra compagnia, prendendo insiem e i sottuffic-iali ed i caporali. Il numero sopra(_'.cennato di sottufficiali è però variabile ogni anno secondo il piano di mobilizzazion.e ehe viene emanato dal Ministero della guerra. _ Oltre il /eldwebel (nostro furiere) ed i quattro scl'genli (quattro sottufficiali più anziani della compngnia ), il rimanente dei sottufficia li di una cornpugnia si divipe ancora in: Lre classi. In media la loro paga è di L. 3'1.30 mensili, cominciando da quella del sottufficiale di 3" classe, che è di L. 18.75, e salendo gradatamente sino kl quella del feldwebel, che è di L. 56.25. A coloro, che sono addetti ad impieghi speciali, viene conisposto ancora un soprassoldo mensile. Il (eldwebcl può ricever.e da .L. 3. 7t"i a L. ,1 L 25; L. 5.60 il sottufficiale che ha in consegna l'armamento e le robe della compagnia, e L. H. 25 qu~llo che presta servizio come scrivano. DEI SOTTUFFICIALI

II.

Questa Rivista ha già esposto ampiamente il metodo tenuto dai Prussiani nel reclutare i sottufficiali (,1 ). Noi crediamo tuttavia opportuno di accennarlo per sommi capi, onde avere poi agio di confrontarlo con quello dHgli altri eserciti. Sotto il nome· di sottufficiali sono nell'esercito prussiano compresi tuui i graduati di bassa forza, i quali adempiono anche i servizi che presso di noi sono proprii dei caporali. I quattro sotLufficiali più anziani in ogni compagnia prendono il nome di sergenti; tutti però hanno gli stessi obblighi di servizio, ad eccezione di quelli cui il comandante di compagnia assegna impieghi speciali, come sarebbero il felclwebel, il sottu/fici'ale d'armi ed il sottitfficiale d'alloggio. Questo metodo di comprendere in una sola categoria tutti i graduati di bassa forza, colla stessa autorità e cogli stessi doveri, rende meno sensibile all'occorrenza nelle compagnie la mancanza di sottufficiali, potenùosi ammettere a prestare servizio da' sottufficiale i soldati scelti più capaci che si trovano ·nel terzo anno di servizio. Infatti, quantunque da ciualchc anno sia facoltativo di promuovere sottufficiali i soldati che trovansi nel 3° anno di servizio senza che i medesimi si obblighino ad una nuova ferma, i capitani preferiscono di lasciate incompleto il numero dei sottufficiali della propria compagnia piuttosto che approfi(tare della facoltà loro concessa. In tal modo operando, essi sanno di mantenere

1

- - - - - - - - - -- - - - - - - -·- - (1) Dispensa del novembro Hm. Studio del capitano B!RATIIRI ,

On&STE

(1) Le nostre considerazioni prenderanno a base la condizione

dei sot~uffìciali in una compagnia di un reggimento di fanteria.


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I sottufficiali nell'esercito prussiano non hanno diritto ad alcun premio nel rinnoval'e le capitolazioni ma soltanto al tenue miglioramento di paga che ottengono nei loro passuggi di classe per arlzianilà. di servizio. Di regola i sottufficiali nell'esercito prussiano convivono al rancio coi soldati : alcuni però ricevono i viveri in contanti e si accordano con bettolieri o con i vivandieri. L'istituzione nei reggimenti delle mense economiche pei sottufficiali è finora un desiderio. Alloggiano e dormono nelle camerate insieme ai soldati, quantunque siageneralmen te sentita la convenienza che i sottufficiali nei quartieri alloggino separali dal resto della truppa.. Il vestito che indossano e di proprietà del governo e<l essi devono soltanto procurare che faccia la durata prescriua. Seoul.ano la punizione della prigione promiscuamente co1 soldati; e fra le punizioni hanno anche quella di essere comandati a'servizi fuori di turno. I sottufiic:iali sono trattali dagli ufficiali con molto rigunrdo, e (A loro condizione gode di una certa considèrazione presso i cittadini. Non possono ordinare direttamente i s6I<lat1 agli arresti od alla prigione; ma le. mancanze commesse j n presenza dei souufficiali vengono punite come se commesse alla presenza di ufficiali. t lasciata loro libertà d'azione e risponsabili1à in alcune operazioni della compagnia ed hanno la direzione delle istruzioni più minute; il che appaga in certo qual modo il loro amor proprio. Dopo 9 anni di servizio compiuti non possono più essere congedati di autorità , ma hanno diritto a continuare il servizio sino al compimento dei '12 anni, . er aver ragione ad un impiego dal governo. Nell'esercito prussiano il sottufficiale ha diritto alla

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Jl.tl SOTTTl FFICIALI

LA QUIST!O:llF.

pension e dopo '18 anni di servizio attivo sotto le armi ; se reso inabile, dopo 8 anni. Per aver diritto al massimo della pensione bisogna avei' eompi uto 36 anni di serv1z10. La pensione \varia a seconda dell'impiego e della classe dei sollufficiali. Così il fcldwcbet ha L. ~zo per pensione minima e L. 630 per pensione massima ; il semplice souuflicialc ha. L. •ì 35 per pensione minima e .L. 491> annue di pensione massima. Nell'esercito ,orussia110 la carriera del sottufficiale . è affollo distinra da <J\lclla dell'ufficiale. Tra le due carriere havvi in tempo di pacr una barriera insormontabile, la quale può solo in guerra essere rnrcala, ma eccezionalmente e per qualche azione segnalata . Quella del souufficiale è una carriera inliernmenle a sé, la quale però o1fre a chi la intraprende un complesso di vantaggi tali da soddisfare sullkientemente una mente poco ambiziosa. Nonèq11indi meraviglia che in Prussia si in contri meno ùiffieollà che altrove nel reclutamento dei sottufficiali. In una popolazione sel'ia, come è la prussi;wa, posili va e quieta, che non ·s i lascia trascinare <la rallaci apparenze e poco suscettiva di entusiasmo, in u11a nazione in cui il sentimento del dovere e del rispetto alle leggi è profondamente impresso, ed il servizio militare allarnc'nte onorato, è mtturnle che si trovino molti giovani cho abbraccino la carriera del sottufficiale e si limitino u restringere le loro affezioni e le loro speranze dell'avvenire, nelle soddisfazioni e nei nrntaggi mod.:stì sì , ma reali, che u11a talr> carric.rn può offri re. Tnuavia anche in Prussia da qualcl1e anno si cominciano a provare delle dillicollà nP.l reclutarnenlo dei sotlufficiali, diHicoltà che si manifestano maggiori nelle provincie dove le industrie sono più svi luppate, offrendo queste migliori mezzi di rimunerazione alle persone c.:he posseggono le cognizioni e ANNO xv11, VoL. 1v

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tA QUISTIONE

le qualità necessarie per formare un buon sottuflìciale. [nfaJti nelle pròvince renane che sono mollo industriose, riesce difficile e molto slentat o il reclutare i sottuf!iciali che àbbisognano, mentre nelle provincie orientali, povere e poco date all'industria, riesce molto più facile un tale reclntam 1mto, perché quivi la. carriera del sottufficiale non lia di fronte la concorrenza delle industrie private.

Hl.

Nella monarchia austro-ungarica non vi sono, come in Prussia, Scuole apposite pei. sottufficiali, e questi sono pereiò tratti intieeamente dalle file dcll'esereito nttivo. Nella scuola di battaglione o di r·eggimento, secondo il numero dei concorrenti, i soldnti sono educati al grado d1 sottufficiale; in ogni compagnia havvi quindi la scuola dei soaufficiali, e coloro che in flUGsta più si distinguono sono ammessi alla scuola reggimenlale di per.f8zio11arnento dei souufficiali. Tutti i graduaù . di bassaforza nell'escrcilo austro- ungarico, ad eccezione del Ue(reiter (nostro soldnto di i" classe), sono compresi nella categoria elci sottufficiali, senza però avere gli stessi obblighi di se1·vizio e la medesima autorità, come nell'esercito prussiano. Il quadro dei sottuffìciali di una compagn ia di fan teria Clìnsta di: • 1 Cadel (vice-ui'fìciale, senza fucile); 2 /?eldwebel (dei quali uno incaricato della contabilità e senw fucile);· i Fuhier (sergenti); 5 Korpoml (cnporali).

DEl SOTTUFFICIALI 83 Sei mesi di servizio come soldaLo sono sufficienti per essere promosso Koq>oral; dopo sei mesi di grado il Korpo,rril può _essere promossodruMer, ~ questi parimenti dopo sci mesi di grado può ottenere la promozione a Feldwebel. In due anni adu.nque un soldato intelligente e di proposito può percorrere tutta la carrim·a del sottufficiale e giungere · al grado più elevato di essa. I sottufficiali che. dopo i tre anni d'obbligo di serviz io so tto le al'mi contraggono nuova ferma, pren-dono, come in Prussia, il nome di capitolanti. Le capitolazioni, secondo lu legge, dovrebbero farsi di ·tre in tl'e mmi, ma i comandanti di compagnia, cui è lasciata la facoltà di stabilite le ccipitolùZWni coi loro sottufficiali, preferiscono di rinnovarle di anno in anno, trovando un tale metodo più vantaggioso nell'interesse del servizio . Dopo il nono anno di servizio non può pil'1 ai capitolanti essere negato di contrarre nuova capitolazione. La paga giornaliera minima del sottufficiale (quella di k01:poral) è di L. O. 375, e la paga massima (quella di felclwebel\ è di L. O. 825, oltre la razione vi veri che ricevono in natura dal Governo. lliunendo il costo della razione viveri col soldo, che i sottufficiali ricevono, ne . risulta che il korporal viene ad avere una pDga superiore a quella del nostro caporale, ma Ìnforiore a quella del sergente , e che il (elclwebel · percepisce una paga maggiore di quella del sergente, ma minore di quella del no:-tro fùriere. A tutti i capitolanti poi, oltre la paga, è corrisposto un sopras.soldo giornaliero di L. O. 375, cd un premio annuo che aumenta cogli a.nni di servizio. ( premi annui stabiliti per le· capitolazioni sono 1 seguenti :


84-

LA QUIS'rION.U:

Per il 1° e 2° anno L. HiO; Per il 3° e 4° » » 475; Per il 5° e 6° » » 200; Per il 7° e 8° :it » 225; Per il 9° ì> » 250; Per il 10° » » 275; Per 1' 41° » » 300; .Per il 12<' » » 325. Il premio annuo quindi più non aumenta, ed i sottutnciali non sono più ammessi a fruirne dopo i 45 anni dì elà e •18 di servizio. Tra!lo.ndosi però di sottufiicialì cli speeiale capacità e dì ottima condolta, il ministro della guerra può fare eccezione, alla regola, ed a.ccordnre i premi anche a quei sot1.uffìci,1li che si trovano in tale condizione. I sottuliiciali propriamente <letti in tempo. di pace non sono promossi tenenti. Nel solo caso di mohilizza;done, e <lopo richiamati tutti gli ufficiali di congedo e promossi gli allievi delle accademie, i (eldwebel possono essere nominali vice-utficiali'"\e venir promossi ufficiali effettivi dopo la ùicltiarazione di guerra. Coloro però che hanno frequentato con buon successo le scuole di perfozionamento <lei sottnfilciv. li nei reggimenti, possono essere .immessi nelle scuole dei cadetti stabilite nei luoghi determinati dal ministJ.•o della guerra. Quindi possono essere nominati vice-ufficiali e venir promossi tenenti anche in tempo di pace. NeJr esercito austro-ungarico il soltuflicialc, se inabile, ha dil'itto alla pensione vitalizia dopo 1 O anni di servizio sollo le ormi; se abile ancor·a, dopo 18 ann i. Per dicci anni di servizio la pensione annua è di L. 120, eù aumenta <li un ~csto del minimo per ogni tre anni passati in senizio oltre i dieci anni . Dopo •12 anni di servizio effettivo il sottufficiale che

ORI SOTTUFFICIAU

8J

11hbandona le file dell'esercito viene favorito dal Governo negl'impieghi dipendenti dalle ammin.istrazio~i dnllo Stato od nventi in qualch e modo relaz10ne o dipendenza dal medesimo. . I sottufficiali nell'esercito austro-unganco dormono in camere separate dal resto dell;;i truppa, e soltanto il k01·poral di scnizio è obbligato a dormire nelle camerate coi soldati della propria compagnia .. Han no in quartiere delle saic di riunione, le quali non mancano di buon gusto ecl eleganza. Di 1'01,"0la dovrebbero convivere al ran~io d~i sol~ dati. della pl'oprié.l compagnia, perchè uci reggimenti non esistono per essi mense in comune ; ottengono però genen1Imentc di pol<'r prelevare I.a l?ro razi~ne vi veri in contanti , e si .:iggiustuno quwdt a dozzma presso qualche bettola o dal cantiniere. . Xon hanno facoltà cli punire; soltanto, se comandanti di distaccamento o capi cli una frazione di Lruppa, possono infliggere la prigione o gli arresti sino a qua.i:imtott' ore. Nell' <'Sercito austro-unga rico i sottuWciali godono di alcune facilitazioni, le quali non tornano certo tulle 11 vantao·o·10 del serviiio e della disciplina. li'Llori delbo .. l'orario <li servizio possono uscire a loro· piacimento dal quartiere, e solamente i korporal hanno l'~b?ligo di rienlral'e iII quartiere prima delle H porn endiane. Una tale lihrn i\ cli uscire dal quartiere a .tutte le ore e specialmente di star fuori la maggio!'_ parte della. notte disaffeziona i sottufficiali dal servizio militare, intiepidisco in essi. il sentimento ciel dovere, ~ f~ si che non possono più esercitare la necessana influenza per il manten imento della disciplina, inconveniente che abbiamo moti 1·0 di credNe molto lamentato dagli ufficiali stessi dell'esercito austro-ungarico . . Da quanto siamo venuti esponendo appare mani-


86

DEI SOTTUFFICIAU

LA (./l,;JSTJO~E

festo che i sottufficiali nell'esercito austro-uno-arico sono trattati meglio che nell'esercito prussiano. Hanno paga :°aggiore, un p1·emio n11nuo delle capitolazioni, alloggi. separati dal resto ·della truppa in quartiere, s~I~. <~t c.on~egno, libera uscita dal quartiere e la poss1b1hta cl! d1vcntare ufficiali. Jialgrado tali favori, il reclutamento dei so Ltuffìciali nella monarchia austrouugar.ita procede con più dif1ìcoltà che non in Prussia, ond'è forza convenire che i soli VHnl.aggi materiali 'non bastano a ritenere i sollufficiali sotto le armi, quando non sono accompo.gnati da altre circoswnze e condizioni f1:worev0Ii. 1l servizio militare obblio-atorio, da n:01t~ temp? esistente in Prussia, ha ma~tenuto più vtvo 11 sentimento del dovere nelle popolazioni e l'att~cca~1en~o _all? paLl'i~ istituzioni; l'appartenere all' esercito e qutv1 t1tolo d1 onore, e <love il servizio militare è molto onorato è anche facile reclutare i soLLufficia li che abbisognano.

JV. . Nell'esercito francese i graduati di bassaforza si dividono distinLamente, come 11ell'esercilo italinno in so!l11/fìciali e enporali. ' Le compagnie noi reg~imenti di fante1·ia hanno se· . . 1·

SOllU fl IClil I :

l

I sergente maggiore; ·I furiere; 4- . sel'gent.i . . 11. s~rgente inaggiore si occupa del servizio e della d~sc1pl~na. d~lla compagnia , e ne è il primo soltufficiale; 11 lur1ere delJa sola con1abili1à. I sergenti hanno

87

le stesse auribuzioni e doveri che nel nostro esercito i militari dello stesso grado . La paga <lei soLtufficialt nell'esercito francese è : L. 4. 28; Sergente maggiore di 1"' classe Id. di 2• id. » '1. 23; Ful'iere e serg_cn!P di ~.. id . . >> O. 95; Id. di :3~ id. . > O. 8i5. !fauno in oltre nna razione pane, ed in certi luoghi, dove i viveri sono cari, un supplemento çli 8 centesimi per il vitto. . A Parigi i sottufficiali godono del segueme sopras-

soldo: Ser;;·ente maggiore di J classe L. O, 2.f.0 ; Id. di 2" id. » o, 220; Furiere e sergeme di ·I"' id .. » O, ·l 88; Id. di 2 3 id . . >> O, H 8. Nell'esercito francese non vi è stabilito premio in danaro, nè prezzo alcuno per i ringaggi. I sottufficiali che hanno più di cinque anni di servizio sorto le armi, hanno clirillo éld un'alta JJaaa di . 8 ,10 centesimi; di i!ij centesimi se più <li dieci ànni e meno di quindici ; di 20 ecntcsimi se più di quiu diei anni. Per il diritto al minì1110 della pensione devono avere· 2o anni di servizio , e 15 anui per aYere diritlo al massimo . Le pensioni annue dei sounfiic1ali per anzianità <li servizio sono a seconda del grado : Per il sergente niaggiore, di L. &.65 lminimo) e di L. ti65 {massimo); Per il sergente e furiu re, <li L. .t·lu (rninimo } e ùi L 565 (massimo); Ai sottuffi ciali che lasciano il sel'vizio militare dopo un certo numero d'anni si è tentato bensì di pro\',e derc eol deernto imperiale del '.21 ottobre ·l 868, assi 3


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LA QllISTIONE

curando ioro un impiego nelle amministrazioni dello Stato, ma un tale favore è più illusorio che reale, perchè gl'impieghi riservati ngli ex-sottufficiali sono meschinamente retribuiti. Il capitano Béranger in un suo studio sui sottufficiali pubblicato nel fascicolo di febbraio dello Spectateur Jl[ilitafre osserva che sopra sette impieghi conforiti a sette sottufficiali del suo eeggimento (65°) due avevano annesso. lo stipendio di .L. 600, uno quello da L ~uO a 000, uno da 800 a 1000, uno da L WO a ,1200 ; due sottufficiali fm:ono ammessi al tirocinio nel servizio dei telegrafi. Che la prospettiva. degl 'impi.eghi non debha iYlolto alletLare i sottufficiali dell'eseecito francese lo dimostra il fatto ch e alcuni, giù nominati guardie forestali, do-. mandarono ed ottennero di essere riamm~ssi. a con1inuare il servizio come soLtufTiciali nei loro reg·o-imenti. . o Dormono nelle camerate col resto della lrnppa, e non godono di facilitazioni speciali per uscire dal quartiere dopo la r-iti rata. Nei reggimenti non sono stabilite le mense in comune pei sottufficiali, e questi sono costretti a meltersi in pensione presso una o più cantiniere del corpo, alle quali cedono il pane e parte della paga (circa 60 .centesimi i sergenti e 75 i sergenti maggiori). Da quanto siamo venuti dicendo sembra dunque che il modo con cui è tratlato il sottufficiale nell'esercito francese non sia molto largo, e giustifica fino ad un certo punto come il corpo dei sottufficiali. in ta)p, esercito sia in generale poco istruito e eomp9sto perfino di elementi ehe lasciano non poco a desideràre, sia per rispetto alla disciplina, sia per rispetto alla bene intesa educazione militare.

•

nEr SO"rTUFi?ICIAT.I

89

Y.

Ora esaminiamo lo stato dei sottufficiali nell'esercito italiano e ci sarà facile dimostrare che essi sono certamente meglio trattati che negli altri eserciti. La paga, compreso il prezzo della razione pane, è per il furiere di L. ,1. 615 e per il sergente di L. ,1. 35. Paragonandola con quelle dei sottufficiali nei tre eser-' citi sumentovati, non può dirsi inferiore a nessuna. I vantaggi poi che r·eca loro il ricissoldamcnto con premio sono tali e così evidenti che basta solo accennarli per esserne persuasi. Si contrae per cinque anni e dopo cmque anni di servizio sotto le armi, ed apporta un premio mensile di L. 25. ll sottufficiale ehe ha compiuto la fonna del riassoldamento, acquista il dirilto alla rend ita vitalizià di L. 300 annue e può prendere un nuovo riassolclamento," il quale può essere rinnovato sino al 36° anno di età. Di modo che un sottufficiale, che continui il servizio, può rie<were sino a tre riassolclamcnti e ritirarsi ali' età circa di W anni con L. 900 di rendita annua; e mentre egli trovas~ sotto le armi, aggiungendo i . premi mensili del riassoldamento alla paga del grado, risulta che un semplice sergente, ammesso regolarmente a tre successivi riassoldamenti, dopo cinque · anni di servizio viene a ricevere una paga giomuliern di circa L. ,t. 90; dopo 10 ann i, di L. ~- 70 e dopo rn anni, di L. 3, 50. Che se il sottufficiale dopo il terzo riasso!damento prefeeisce di rimanere sotto le armi sino al termine del tempo che gli dà diritto alla pensione, egli potrà lasciare il servizio nell'età ancora vegeta di 4-f> anni, e mentre . potrà ancora darsi con profitto a qualch e occupazione, avrà tuttavia il suo stato as-


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U

QIJISTJO:.-.E

sicurato, perchè, unendo la pensione colla rendila vitalizia dei riassoldamenti, potrà sempre disporre di L. 1315 a ·1400 all'anno. Sollo un tale aspetto adunque la condizione del sottufficiale nell'esercito 'italiano è di gran lunga superiore a quella dei sottttfficiali negli alu·i eserciti che abbiamo preso per confronto: superiore a quella del sottufficiale prussiano il quale solo dop6 J(i anni di servizio può ouenere la pensione massima cli L. 630 che può discendere, in ragione degli anni di servi~io , sino a sole L. 13i>; superiore a quella del sottuffictale nell'esercito austro-ungarico, in .cui il premio delle ricapitola~ioni ollre ad essere inferiore a quello del riassoldamento del nostro sottufficiale, si percepisce soltanto in fine dell'anno e per una volta tanto. Nnlln diciarn o dei sottufficiali dell'esercito francese, dove e per soldo e per vantaggi ,naleriali e per pensione di ritiro sono trattati nel modo evidentemente meno beniO'no di fronte al trattamento dei sottufTici;di negli o ' allri tre esercii i. Abbiamo notalo i ,·anLaggi del riassolda,nen to con premio, quale è ordiuato alLualmente; e forse se si raccorciasse la fctma di servizio che per esso è prescrilla, ben inteso colla adeguata di rninnzionedel pl'emio, si ollerrebbe un risultalo migli.ore ..\J esempio, se si stabilis~e che il riassoldamento portasse solo la ferma di due anni, che il riassoldaLo ricevesse seuip re L . 25 mensi li di prem io e che ·Ogni rinnovazione biennale del riassoldamento gli facesse <liritlo ad una ca1·tella di rendita vitalizia di L 100, crediamo che in vista del vantaggio più prossimo e quindi più sicuro, si avrebbe un mnggior numero cli soli.ufficiali che domandrrebbero di rimanere sotto le armi, anzichè tornare alle case loro al tern1 ine della loro ferma di serviv.io. f~è una tale mod1ficar.ionr dc•! ri,1sso'.dr1mcnto 1

DEI SOr'l'Ul<'f"lClALl

9·1

tornerebbe di aggravio, ma sarebbe anzi vantaggiosa alla Cnssa militare. Kell'csereito italiano i sottufficiali hanno camere ·sepaente dal resto della truppa; godono dell'uscita libera dopo l'appello serale sino al coutrappello; scon~ tano le punizioni in locali appositi, divisi dai capor~h e soldati, ed il possesso ,lel grado è loro garantii.o dall'arbill'io, perchè ' ne pos8ono esscl'e privati soltanto dal ,1·iudicato di una commissione di disciplina. I~.., orrni reg.,.imcnto è stabilita la mensa dct sottufn o . ficiali, la quale è regolata da essi stessi ad econom ia, non rilasciando per essa più di 95 centesimi sulla . paga (compreso il prezzo della razione pa?e). I_l locale della mensa convenientemente arredato, 1llummat0 e riscaldalo all'occorrenza, serve anche loro pel' luogo cl i conveo·no dove posson o riunirsi per conversare o ~ . leggere qualche giornale o libro utile che trattt specialmente di cose militari. Mentre nell'esercito austro-ungarico sono rare e difficilissime in tempo di pace le promozioni di sottulficiali ad ufficiale, e nell'esercito prussiano tali promozioni sono assolutamente impossibili, nell'esercito italiano invece la legge sull'avanzamento lascia larga parlo alla classe dei soltnfficiali ·nelle promo~ioni a sottotenente e colla scuola militare di Uodena si pro\' vede a fornirli della necessaria istruzione per poter conseguire un tale grado. Inoltre colla recen1.e islilu~ zione della scuola speciale di conw bilità in Parma, s1 aprirà anche ai sottufficiali la carriera di uf~ciale contabile carriera riservata esclusivamente a1 sol' . tnfficiali dell'esercito. A tutto ciò se aggiungw.rno la promessa di un impiego ai sottuffi ciali che lasciano ~ il servizio militare dopo trascorsi 4:2 anni sotto le armi, crediamo di non esagerare asserendo che la corriera del sottuffieialc olfre; c.1 chi la intrapremle,


92

93 fu tale l'insistenza dell'opinione pubblica in domandare economie sul bilancio della guerra che bisognò mettere moltissimi ufficiali in aspettativn per riduzione di corpo. Quindi la nessuna prospettiva di promozioni, la unità · nazionale pressochè compiuta, ed aggiungeremo pure i .b assi e partigiani attacehi di una parte della stampa contro l'esercito ed i suoi capi più ern inen!i, fecero sì che nnche la classe dei sottufficiali si dovelle risentire d'un tale stato di cose e fu scossa la sua aftèzione al servizio militare. Bisogna inoltre convenire che non si usù sempre, e special mente nel 1866, di un · giusto criterio nelle proposte clei sotluflìciélli a soltolenentl; per cui mentre ottimi sottufficiali intelligenti ed istruiti erano tenuti indietro, vennero invece promossi certuni che non avevano altro merito, da quello infuoti d1 qualche mese di più di grado; del che molti sottufficiali disgustati lascinrono e lasciano il servizio al termine della loro ferma. Alle quali cause si deve ancora aggiungere la poca esperienza, che loro fa sperare di poter ti'Ornre, appèna usciti da sotto le armi, qualche impiego vantaggioso, speranza però clella quale· non tardano ad essere disingannati di fronte alla reallù dei fatti. .Che se qualcuno domandane quali mezzi, secondo noi, sarebbero atti a ùtenere i nostri sottufficiali souo le armi, noi non esiteremmo un punto a rispondere che essi dovrebbero essere tutti d'ordine morHle. · S'interpreti esattamente e si eseguisca quanto prescrivono i regolamenti e le disposizioni ministeriali a loro riguardo e si lasci loro la dovuta autorità ed una certa iniziativa nell'esercizio delle Joro funzioni; siano trattati pur severamenLe, ma con giustiiia e con riguardo, e sopratutto gli ufficiali dimostrino di occuparsi di essi e di farne la voluta stima, encomiandone DEI SOTTUF'FIZIAU

1:A QUISTIONB

un avvenire assicuralo e vantaggi tali che difficilmente si possono conseguire per altt'e vie. · Ma se i nostri sottunìciali sono taqto bene trattati e se sono oggetto di tanta sollecitudine da parte del!' amministrazione della guerra, come spiegasi che da qualche tempo essi non siano più contenti della loro condir.ione e molti di essi preferiscano di rientrare nèlle loro case allo scadere della loro forma? Le t;ause per cui da qualche tempo i sottufficiali preferiscono tomare nelle case Loro al continuare in una carriera che loro offre tanti vantaggi, sono varie e co;nplesse. ln adchetro riesciva più fa.cii.e reclutare i sottuf:. 'ficiali e tutti i reggimenti n'avevano i quadri abbondanti, p~rchè le judustrie meno sviluppate e più poche le vie aperte dal , paese alla gioventù operosa, facevano sì che molti giovani si appigliassero alla carriera ~lelle armi, entrando nell'esercito come volontari. D'altra pa1:te l'unf là nazi_onale non ancora compiuta,, la aspettazione _di p~oss1me guerre e, diremo anche, Ja speranza dt fac1le promozione a sottotenenLe, contribuivano a ritenere sotto le armi i sottufficiali al termine della loro ferma di servizio. Successo il periodo di ristagno nelle promozioni dal 1862 al 1866 per effetto dell'annessione al!' esercito degli ufficiali garibaldini e di quelli dell'esercito bor-· ~o?i~o, s~ dovette tosto notare la ripugnanza dei sottufflC1ali a rrmaner sotto le armi dopo terminata la loro ferma d i servizio; ed a vincere appunto ·una tale :-ripugnanza furono emanate nel ,1865 dal generale Petitti allora ministro della guerra, alcune disposizioni intes·~ a migliorare la condizione morale dei sottufficiali a guarentir meglio la loro posizione . Sopravvenne la campagna del 1866 e si promosse gran numero di s?llu!Iiciali a sottotenente; ma l'esito po co fortunato dt quella cam pagna impressionò talmente il paese e 1

ed

L


I

94,

LA QUISTIONE DEI SOTfUFFIZIALT

i buoni servizi, e r improverandone le mancanze leggere senza usare termini che offendan o l'amor proprio. Così operando si vedrà ch·e il sottufficiale non potrà a meno d,i essere contento della sua posizione, porterà tutta la migl iore volontà nell'adempimento dei suoi doveri, e senza gravi ragioni non penserà ad abbandonare il servizio milita re.

I

I JMPIEGO DELLA. CAVALL.EHIA ·IN AVANSCO.PERTA

t~TEoANO RAPETTr

Capitano.

-

La guerra fran co-germanica del ,1870-7·1 aprì un vastissimo campo allo studio della talli ca delle tre armi, e segna tamente allo studio del servizio d'esplorazione eseguito dalla cavalleria tedesca ; ed i nfatti tale servizio essendo stato eseguito su grande scala, cd avendo arrecato i più rilevanti vantaggi , ~ssò naturalmente l'attenzione di tutti gli stu diosi di cose militari. Presso di no1 non solo formò oggetto partieolare di studio degli ufficiali di cnvalleria, ma nella recente Istruzione snll' ammaestramento tatti'tr, ·della capallc·i·ia, emanata per eura del 3lin isiero della guerra (·1 j, apposita parte è consacrata a questo servizio, al quu le si d iede il nome nuovo di Avanscoperta, per distinguerlo for'se da queilo generico di. Avan:1uardù,1,. La sua.eeennata Istruzione ci . dice che, « questo che si chiamerà servizio di avanscoperta costituisce una delle importanti incumbenze tattiche della cavalleria», e (rueste poche parole bastano a dimostrare come anche in Ital;a siasi subito

(4) V. Rivista militare, dispensa del settcmbl'e 48·72, pag. 393 e scg.


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IMPTEGO J)F,Lr.A CAVALI.EHIA

riconosciuta l'impol'tanza di cptel nuovo impiego dell'arma a cavallo, d'ondc a logica conscguenzn, la compilazione dell'lstruzione in proposito Lestè pubblicata, la quale renderù fo.migl1arc ai nost.ri reggimenti tale importante servizio. Sarebbe inlcrcssantc l'indagare le cause per le quali questo impiego della cavalleria immaginato e messo in pratica per- la prima voltu da ~apoleone I, ed attuato in modo brillantissimo dai Russi coi loro Cosacchi nelle campagne del '18'12, 13, 14-, andò tot.ilmente dimenticalo; ma questo ne condurrebbe di troppo all'infuori del nostro argomento. La cngione principale però, <:redo debba trovarsi in ciò, che dopo il ,tS 15, in luogo di fai' tesoro dell'esperienza acquistata nel hrngo periodo di guerra che ebbe fine appunto in quell'epoca, si trascurò affallo l'i struzione superiore degli eserciti, dando tulla l'importanza alle operazioni di quartiere cd alle evoluzioni di piazza d'armi, le quali bene ammaestravano le truppe alle parate, che per ·molti anni prevedevasi sarebbero state lo scopo degli eserciti. Comunque sia la cosa, il vero mcl'ito d'aver ricordato alla cavalleria questa sua funzione tatlica, è dovuto all'autore del no.lo opuscolo Sguardo tattico retrospettivo al 1806, il qm}!o, nello, sue bellissinrn osscl'vazioni sulla c,walleria, notb appunto che còmpito di questa ern di coprire e precorrere le proprie colonne per assumere infomrnzioni del nemico; e come a tal uopo bene avrebbero corrisposto divisioni di cavalleria indipendenti, e marcianti in tes ta all'esercito . ll ministero della guerra, o lo stato maggiore prussiano riconobbero il valore di qu.egli appunti, e noi vediamo nella campagna del rn70 la cavalleria prussiana formatn nel modo suggerito, e pcrfettam<:;nte istruita. in qnel nuovo servizio : questo invero si chiama accettare le buone idee e saperle mettere in prauca.

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IX AY.lNSCOPEHTA

Senza essere profeti, è facile il predire che nelle guerre future ogni esercito cercherà di coprire Je proprie ~osse, e conoscere quelle clell'avversario, coll'irradiare m tutte le direzioni la propria cavalleria Che ne n.vv?rrù? Sarà egli così facile l'adempire a codesta miss10ne? Se qualcuno fosse d'avviso che per l'avvenire simili operazioni si possano compiere così facilmente come an-enne nella guerra del 1870, cadrebbe cerlamen_te in grosso abbaglio. ln primo luogo, facendo astrazione <loll'opposizìone che può fare il nemico ai movim:ntÌ di questa caYnlleria, bisogna riconoscere, che è in se stesso un servizio assai difficile e malagernle a compiersi, e che solo potrà essere bene disimpegnalo da reggimenti preparati a ciò in tempo di pace con molta cura, e qu·ando uflìciali e soldati, oltre al possedere la necessaria i'struziooe e pratica saranno animati da grande slancio ed arditezza. E ~na prova d_el ~ov_radett? ce la fornistono gli stessi cavalieri prus• siam, 1 quah r10l principio della campuo·na furono ben lontani da quella perizia nelf esplorazi;ne ed audacia nelle mosse, che acquistarono dappoi. InfaUi la cavalleria che dopo la bauaglia di Worlh mantenne il eontatto colle baltute truppe di "1ac-Mahon, s'accontentò pumme~te di tenersi in comunicazione con quelle truppe, probabilmente in vista della retroguardia; ma non seppe penetrare lo stato di completo disordine, anzi r!i. sfasciamento nel quale quel corpo compì la sua l'ltll'ata per pll't e più giomi ; allrimonti non :-;i saprebbe comprendere corno non abbia mai saputo approfittare di sl propizia occasione per tentare un brillan te colpo di mano e compiere in tal modo la distruzione di quel corpo. I1 arimenti la vigilia dcJla battacrlia di GraveloLte la cavalleria prussiana fu spinta ava~ti in tutte le direzioni per avere sicure notizie dei movimenti dell'escrA:'INO

xvn, Voc.. 1v.

7


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nll'IEGO DELLA CAVALLERIA

cito francese : eppure il mattino dopo non si ' sapei'a dai Prussiani che l'alo destrà francese arrivava sino a Saint-Privat-la-Montagne. E qui notisi che tale ricognizione clovea essere facilissima, perchè la· cavalleria francese era stata ritiràta dietro le truppe di fanteria, invece di essere lasciata a vanti e nel piano, e la fanteria era tutla accampata sulle alture poste i,nnanzi a Metz, e quindi in posizion~ facilmente riconoscibile dalla cavalleria tedesca che manovrava nella pianura; e così J icasi di molti alfri casi . . Nelle prime operazioni della campagna adunque i cavalieri tedeschi erano ben lontani da un perf'etlo servizio d'esplorazione, mentre devesi ricordare clic da parte della cavalleria francese non fu mai fatto un tentativo per opporsi à i movi.menti dell'avversario; il che doveva naturalmente facilitare di molto il·còmpito dei cavalieri tedeschi. Ora poi sarebbe follìa il supporre che si rinnoYeranno simili condizioni; e poiché le due opposte cavulleric saranno .ad ogni momento di fronte l'una all'altra collo stesso obbiettivo, di coprire, cioè, il proprio esercito e_ spiare le mosse dì quello nemico, accadrò. forzatamente che hen sovenle si dovrà ri(:orrcre all'offensiva per ottenere lo scopo di avere le necessarie notizie; onde si può prevedrl'e una serie quasi non inlerrotta di combattimenti fra cavalleria e cavalleria. Questa necessità di dover agire offensivamente per rompere il velo di cui la 0avalleria nemica circonderà le proprie truppe, sarà di gran danno all'unna per le gravi perdite di uomini e cavalli eh.e un tale sistema arrecherà forzatarnentc. Queste perdite però e·s~endo subìte da ambo le parti, se la forza totale dì cavalleria è press'a poco eguale in ambedue gli eserciti,· questi combattimcnli non potranno produrre funeste conseguenze. Considerisi invece il caso, nel quale una •,

IN AVANSCOPEl!TA

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-parte a~bia mol~a cavaHeria, e la par{e opposta ne s~arseggi, e fac ~lme?te sj scorgerà quanto -quesro . ,siste ma debba rmsc1re dannoso : s~ il generale éomandante la cav~lleria più numerosa conoscerà le piccol,e f~rze. che gli può opporre l'avversario, e che non puo n ~piazzare: naturalmente le sue operazioni sarann? nvolle a d1sLru~ge_re questa cavalleria; e quando effettivamente non v1 sia una proporzione numerica adeg_uata, sarà anche per lui un còmpito facile a raggmngere. E _q_llesto pur troppo sarebbe il nostro caso, poichè mob1h~z~to un esercito di 250 a 300 mila uomini, a stento . ~1 . p~tra?no avere pel servizio d'avanscoperta due r d1v1s10m I'lln"u, de1· · , d1 qm1Uro o cinque reo-o·imenti i:)Q qua__1 s1 yuo. dopo breve tempo pl'evedere la sorte, quando si spmgessero innanzi alla cieca. Se pr~ndiamo a considerare la eampagna del 1813 in Germarna, neH_aquale gli eserciti hel!igeranti si servivauo della c~yalleria leggera per coprire le proprie mosse e sc?p~1re quelle dell'avversario, noi vediamo che al1'apr1~si delle os_tilità Napoleone r, avendo poca cavalleria_, m~n tre 1 Russi ed i Prussiani ne aveano in ~trao~dmar1~ q_uantilà, rinuncia allo spingere innanzi 1 su?1 _cavahen n~llc marcie, e li ti.ene dietro i quadrati_- della fan{eria. Due furono Je cause che lo determmarono a prendere questo partito : la prima per non esporre la sua cavalleria J-ld uno scacco cor;tro quella, troppo numerosa dell'avversario, la seconda perch~ ~essa .componcvasi in gran parte di soldati e ~~valli gtovan1. Nel secondo periodo del°Ja campagna 1 1m~erat?re Napoleone era all'incontro sufficientemente ~ormto d1 cavalleria, .e questa fu quindi sempre messa. in testa ; e ~1ell~ intricate operazioni che seguirono dalla_ battag~ra d1 Dresda a quella di Lipsia, <lessa riusci quasi sempre a tenere informato l'Imperatore dei mo-


~ 00

DIPIEGO DELL.l CAVALLEllIA

virncnti de.0 li eserc1t1 alleati, impegnando però serii comhattim;nti, nei quali doveva di soventi ess~re sostenuta dalla fanteria. E ciò pcl semplice motivo che ln cavalleria nemica era più che doppia, ben montatn e ben addestrata, e che quella francese, quan· tunque benissimo comandata da esperti generali, come Pajol, Latour-Maubourg, Seba~t~ani, ecc.,, non pote,~a per questa sola ragione equilibrare la forza doppia avversaria ( 1) Questa campagna adunquc ci p11() i?segnare come, nvendo poca cavalleria, sia moll? p~ricoloso lo spmgel'ln innanzi, e ci pol'ge l'esen:ipw d1 ~ a~oleone, ~he nel dubbio di esporla a subll'e grav1ss1me _µ~rd1te'. preferì di farla marciare dietro la sua font?na; _e c1 provu ancora, come avendo molta caval~erw, _llla ?a non mettere in paragone con quella nemica, srn. utile cosa il far sostenere i proprii cavalieri da quillche diYisione di fanteria. Ora però devesi qua si ammetter_e. che difficilme~te si rorTù rinunciare a :ruesto serv1z10 per l~. perd1~e che ne potrehbero deri vare, ondc> sarebbe d 1~nmensa utilit;'1 il poter trov<1re qualche m;'.novr_a t~tt1ca, che potesse in certo qual modo controh'.lancwre 11 ~umer~. E questo genere di manovra lo s1 p~)lrebbe to:·se ri scontrare in quello che adoperarono 1 Cosacchi nella campagna del 18'12, nella quale conlri~uirono potentemente alla distruzione della cavnll,ma francese collo stancarla, apparendo sempre dap'pertutto e non lasciandosi mai raggiungère. . . . n ne Brack ce li indica come perfetti modelli. « Do1

(•t) Secondo i ragguagli fornitici dal Tmsns, nella sua Storia del Consolato e dell'Impero, le due colonne della g rande armata alleata, che nel ~8H sotto Schwarzenbcrg da Troycs si decisero infine a n'.ar~ ciare su Po.rigi, erano precedute niente meno che da 20,000 cavo.her1.

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JK A VANSCOl' ERTA

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mandate l'opinione, egli seri ve, che conservano dei .Cosacchi le nostre celebrità militari, lutti i veri ufficiali, e vi diranno che cavalieri leggieri, i quali c ome i Cosacchi c:ircondano l'esercito .di un cordone di vigilanza e di difesa impenetrabile, che stanc:ano il nemico, che danno sempre dei colpi e non ne ricevono che di rado, raggiungono completamente e perfettamente lo scopo che deve proporsi ogni cavalleria leggiera». Il generale l\Iorand alla sua YOlla parlando di essi ci dìce: « C)uale magnifico spettacolo offriYa la cavalleria europea splendente d'oro e d'acciaio, . allorchè spiegava le sue linee sulle r ive del :Nieme·n, brillante d'ardore e cli audacia! Quali amari ricordi destano le inutili manovre che l'hanno spossata contro i Cosacchi, sino allora così disprezzati, cd i quali focero più per la salute della Russia, delle arniatc cli quell'impero! Ogni giorno si Yedevano alrorizzonte, stesi su di una linea immensa, mentre i loro agili esploratori si sp ingevano sino alle nostre righe: si marc iuva verso quella li11ea, che a l momento di essere raggiunta spariva, e l'orizzonte non mostrava piu che betule e pini; ma un'ora dopo, quando i nostri cavall,i ninnginvano, l'auacco co~ninc iava di nuovo, e si ripeternno l(~ stesse manovre, che avevan o lo stesso risultato. « In questo modn la più bella e In più coraggiosa eavallc1·ia :--i. stancò o s i consumò in faccia ad uom ini che ·sti11 rn \'G indegu i del suo ralore, e che ciònond imeno bastarono a salrnre l'impero. A rendere il nostro dolore più g rave è d'uopo aggiungere, che la nostra cavalleria era. pit'i numerosa dei Cosacchi, sosten uta da un'artiglieria la più leggi era, la più valorosa, la più terribile dì cui abbia mai disposlo la morLe : bisogna dire ancora ·chè il suo capo (Murat), ammiralo da i hravi, facevas i appoggial'e in og·ni r11anovra dalla più intrepida fanteria,


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. HfPIEGO

DELLA CAVALLERIA

e ad onta di ~utto ciò i Cosacchi ritornarono coperti di spoglie e d1 gloria sulle fertili rive del Danaetz mentre il suolo della Russia rimase coperto dei ca~daveri e delle armi dei nostri guerrieri, ecc >>. · Ponendo fine ad ogni citazione ci sembra che dalle sm:~poste osservazioni s:i possano dedurre le seguenti · • conclusioni: . 1 ° Che si potreb'bmo esercitare i nostri cavalieri al genere di manovra giù · adoperata dai Cosacchi attuundola con molla intelligenza: attirando, per esempio, la forza del nemico su di un fianco, mentre abili ufficiali avrebbero agio cli riconoscerne il fronte, o nel caso contrario manovrando contro il fronte, onde si. possano compiere le necessarie ricognizioni sui fianchi; _ 2° Che si dovrebbe accettare il principio di far sostenere• la cavalleria in esplorazione da qualche corpo di fanteria ; · . · 3° Che finalmente sarebbe inulile lo spedire cavalleria . in avanscoperta, quando quesla non sia stata i~tniila a dovere in tempo di pa~e, e non abbia raggmç.ta la necessaria pratica. E qui cade in acconcio di dire due parple sul mocjo · col quale generalmente s'impiega 111 cavalleria nelle grandi manovre. Tùtti gli anni ; -dopo queste esercitazioni, havvi chi aspramente Cr>lica l'operato della cavalleria, badando s?lo c~e questa non raggiunse Io scopo odierno princ1p_ale dell 1rrna a · cavallo, che male, cioè si disimpegnò nel servivio d'esplorazione. Qualche volta ancora nel riportare qualche periodo di quelle manovre, si lributa1_10 elogi a repa,rti di caeseguite' bensì racro-iurwendo va'lleria, per ~ricognizioni . t>t> t> ] o scopo d i. 1ormre qualche notizia sull'avversario ma e~e?uite puran~o, bisogna . dirlo, contro ~gni ptinc1p10 che· dovrebbe regolare questo genere di servizio. 1

IN Al'ANSCOPERTA

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E con queste parole voglio nolare l'erro~e in cui sp~sso s'incorre di spedire uno squadrone, dove basterebbe una pattuglia di tre o quattro uomini con un ufficiale, ed allre volte di spedire pattuglie, ove a . stento basterebbe uno squadrnne. In generale però si andrebbe molto più a rilento nel cr'itic_are l'op~rato della cavaJleria, se si entrasse a fondo nella quistione. ·Nelle grandi manovre, col sistema necessario per le altre armi cli determinare Fora nella quale devono cominciare cd aver fine le operazioni, la cavalleria non può fare il servizio di esplorazione, nè essere incaricata di coprire le proprie truppe. Per raggiungere questo duplice scopo, essa ha pisogno di tutta la massima Jjbertà di tei;npo e di luogo; non può insomma attendere a simile miss ione, se non ~ patto di non essere soggetta ad alcuna reslrizione, come nella vera guerra. Ne1le manovre di quest'anno era concesso a piccole pattuglie cli muoversi durarite qualsiasi ora : il principio è intaccat_o lo stesso, perchè nel caso reule queste _pattuglie non possono figurare che le teste di grosse frazioni scaglionate più indietro, onde siamo sempre fuo ri del vero; è un buon mezzo di ripiego contro il male maggiore- di non a vere alcun ca:valiere innanzi. Così agendo però si dà luogo a quest'altra osservazione: che fa una picc'ola pattuglia, la quale ne incontra un'altra dell'avversario, quando non può combattere? · Non parlo neppare del sislema invalso di spedire innanzi la cavalleria il mattino istesso della manovra per a vere informazioni delle mosse nemiche : desse sono esplorazioni locali di pochi momenli, le quali possono tornare di grande giovamento a qualunque comandante cli truppa, che troverà il suo utile facendone·


·10.t

IMPLEG-0 DELI.A CAVALLERIA

an?he es_et?iire durante la manovra: ma questo ·non è il servmo vero d'esplorazione; nel 0rriusto senso che tutti ora gli attribuiscono. È d'uopo convenire che sarebbe di D'rande utilità i~ poter far manovrare la cavaller,ia in°avanscoperta hberame_~te: e co7:1~ si fosse in vera guerra. lfa essendo c10 1mposs1b1le nelle grandi manovre, l'unico modo s~rehbe di creare ogni anno un campo di sola cavalleria colle necessarie batteri e, e qualche battaglione di fanteria. Si potrebbero forma1:e due divisioni di .t o 5 recr~ gimenti l'una da far manovrare l'una contro l'altr~ ed ogni divisione coprirebbe i movimenti delle propri; truppe rappresentate da piccole frazioni di fanteria, le quali segnerebbero le posizioni. Trattand osi di un servizio pesantissimo per uomini e ca~alli, ouo giorni sarebbero sufficienti per ottenere un d1scn~Lo nsultato, ponendo cura che nei vari 'temi a svolgersi. risulti. .buon numero delle posizioni in cui si troverà in guerra della cavalleria spedita in avanscopertn . . Q_uesl.i temi dovrebbero condurre ad operazioni log1st1che e tattiche, secondo un divisamento strategico e l~ cavalleria funzionerebbe in avanscoperta, e in refazione .~at~lralin_en te co i movimenti delle proprie colonne · di fanteria. Così, a mo' d'esempio, le due divisioni collocate in prim o l11ogo, a conveniente distanza, e che coprono le proprie truppe, situate su nna linea fissnta dal tema, marceranno innanzi alla ricerr:a del nemico, dappoi , ottenuto il contatto coll'avversario, passeranno alla ricognizione delle sue posizioni. Al!ra volla litcendo ritirare una delle due parti, la cavalleria del ' partito contrario potrà esercitarsi nel servizio d'esplorazione d'una marcia del nemico e così via via .

•

_ IN AVANSCOPE!lTA

403

Sarebbe questo l'unico metodo per far manovrare la cavalleria, come lo farebbe se tosse in guerra, e si avrebbe il vantaggio di fornire un'occasione di utile istruzione a tutti gli ufficiali, dal sottotenente al generale; i quali, ognuno per la sua parte, avÌ'ebbero l'agio di rendersi pratici in questo servizio, ed i ca.pi, almeno qualche volta, l'occasione di far muovere e combattere una discreta forza dì cavalleria. Si fornisca adunque l'occasione di apprendere, e di sicuro si raccoglierà il frutto di ciò che si sarà seminato.

MARZIALE Br..\.NCm n' ADDA

Luogote_nente di cavalle1·ict ...


\

SULL' ORD1NAMENT~ DELLA FANTEHIA

SULL' ORDINAMENTO DELLA FANTERIA

I.

Determinare anzitutto quali siano i modi principali d'impiego in guerra· di un'arma, vedere poi qual congegno di ordinamento mc~glio risponda ad essi, mi sembra pur sempre il criterio unico, al quale conviénsi cimontare la validità e la giustezza delle proprie opiùioni. Su cotesto fondamento metodico, io son venuto adunando alcuni pensieri sull'ordinamento della fanteria; pensieri, che ora mi aiuterò di esporrl~ al cortese lettore colla maggior possibile concisione e chiarezza. Compiuto l'atto di mobilitazione, le grandi unità in cui sco~partesi l'esercito, pcl bisogno di mobilità largamente dislocate, manovrano stratt,gicamente (MAllCri) pe.r avvicinarsi al nemico,. operano successivamente de' parziali concentramenti oppure l'iotiero, s( dispongono infine ·all'azione tattica risolutiva (BA!Tr TAGLIA}.

Perchè questo grandi unità , dall'atto di mobilitazione all'aziono lattica -risolutiva, non abbiano a procedere nè a manovrare alla cieca o a ,tentoni, ù ormai da tutti riconosciuto come cosa ind ispensabile che, chi dirige queste grandi operazioni di guerra. interponga fra il proprio e l'esercito avversario delle truppe incaricate di spaodersi per tutto il paese, di esplorare, di puntare verso il nemico o di sostenerne il primo impeto .

107

T1ltlo ciò, per assicurare dalle sorprese il proprio esercito, per avere le necessarie informazioni sulle mosse o sù lle posizioni occupate dall'avversario, per operare infine, in tempo utile , il conceotnrnHmt;1 di tutte lo proprie forze sul punto dove si svolgerà l'azione Lattica, terminativa di quefla parte del piano generale di campngna, eh~ venne iniziala collè prime mosse in esplorazione. Sopra quei teatri di guerra, dove la cavalleria può spiegare i propri mezzi , questa è l'arma nppropriata a tale ufficio. Ma, sopra quei terreni dove la cavalleria resta paralizzat~ e _riesce più d'impedirneri.Lo cbo di aiuto, quali truppe la sost1tu1ranno in questo dNicato ed importantissimo uftìcio1 - La fan te ria. _ Tr uppe di fanter ia , non v'ha dubbio; ma tutta tutta la fanteria. senza distinzione, 'oppure una fanteria speciale?. Prima di ris pondere a siffatta domanda, gettiamo uno sguardo 80pra UDO qualunqt!e dei nostri probabili ~ealri di . guerra; poichè a voler essere pratici, non si può muovere un passo, in simili induzioni, ~enza la notizia e la scorta di qualche caso • concreto. L'Italia, là dove si congiunge al continente, presenta quella eccelsa cinto naturale, che, adagiata sulle pianure del Po, del Rodano O del Danubio, si sostiene incr"llabile mercè numerosi e robusti contrafforti; per modo, che un esercito, il qualo dal bacino del Po debba passare in uno dei due sunnominati, verlesi costretto a superare prima una zoni alpestre, cli considerevoli dimensiÒni, di aspra e rotta supBrtìcie. · Poniamo (caso improbabile, forse, ma sempre tra i possibili) che !;esercito italiano debba oporarè ofl'ensivaq1ente contro l'Austria. . Ognuno,);on una buona carta sott'occhio, _potrà ,toccar. con ma no che, tanto l'operazione secondaria d' 1mpossessars1 ciel nodo di Toblach, cho dovrebbe preludere a qualsia.s·i piano razionale rJi campagna, come l'opèrazione principale rii pene-

.·


DELLA. L\'\TF.R!A

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SULL' OHDlli.4.MEl'il'O

t.rare cioèi pel Tarwis o il Semmering al cuore dell'anel'sario, ambedue si svolgerebbero sopra territorii intricatissimi e rotti, dovo la cavalt(lria potrebbe servire parzialmente di collegame11to, ma non mai di avanguar dia strategica ali'intero esercito. Poniamo ancora (per nou lasciare in ombra qualunque possibile ipotesi) che l'esercito italiano debba invece penetrare offonsivamente nella valle del Rodano. In questo caso, unitamente a operazioni secondarie che possono venir tentate pei colli del lionginevra e del piccolo S. Bernardo, è chiaro che la le survizio d1 lontana csploraziono (che deve proteggere e insieme facilitare all'inticro esercito il trapasso di questa zona alpino, precisamente come fa il trivellino che prepara il canale alla caviglia), è chiaro, dico, che verrebbe attuato onergicam,ente da l1uon n~rf.Jo di truppe di fanteria, che. dalla conca di nardooecchia, s'irradier ebbero nelle valli della Romnnche, dell'Arc, dell'lsòrc e sui contrafforti, che costituiscono le pareti cli queste ralli, allo séopo di alJbattl're direttamente o prendere di rovescio (con marce a zig-zag) quelle difese che vi avesse accumulate raYVersario . E il còmpito di queste truppe, compito arduo 0 in.;ioroe di suprema importanza, non sarebbe ultimalo, se non dopo occ upate :fortemente le posizioni di Vizillo. 1ic la Grande Chartr·ouse, des Bauges, occupale le quali e aperta in ta l guisa la grande linea di operazione del l'Arc-Isère all'intiero eserdto, il servizio di lontana esplorazione, verso i piani del Rodano, verrebbe assunto da llil- caval leria . Prego il lettore di considerar" i cita li esem pi per quel che sono, cioò di a\·crl i in conto, se lo meritano, di modeste ipotesi razio11ali, non già di pruten sioso rcgolnmt·n to d'inrasione. Ora, .;up pougo che it lelloro, avendo uvu lo occnsioJ1e di visitare per òsempio il traforo del Fréjus, abbia in monto una immagif!e, calca ta sul vero, delle Alpi, e elle abbia percorso olmeco alcuni tratti di quelle anguste, ripide e scoscese mulattiere cho, da Bardonccthill s'irrndiano ai pnssi de la Itou('. di

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Lavai, des Echellcs; e questa s11pposi1.ione mi è necessa ria , perchè alla domanda: ebbene ! crede il lettore cho tutta la fanter ia sia ntta a compiere emcacomento simili operazioni? non può rispondere a tono se non chi. per cognizione esperimentale della natura topografica dolle Alpi, s'è già formato un esatto criterio di quello che sia guerra di montagna, o tra monti come questi dolla caloria alpina. A tal proposito ripotorò una citazione, già stata fatta dal mio colloga Perrucchetti, io quel pregevolissimo studio (1) cb_o tratta della Difesa di alcuni -i;alichi alpini . ·chi apro e scorro il giornale dolle operazioni di guerra eseguilo dalla legione Gtdcciardi in Valtellina, troverà a pag. 33, le seguenti note relativo all'attacco doi bagni di Bormio . e Il capitano Salis si diresse dall'alto verso i Bagni, ma la e via dirupata e la poca pratica a correre le montagne dei < militi che lo scgui1Jano, q1"asi tutti delle pianure lom barde, e nocque alla velocità della sua mossa ei1Salis non potègiunc gere a tempo ad onta dP,11' ilbilità, da . esso di.mostrata nel " condurre In sua colonna .. . .. e Il Pcdrazzini, cbe coi tiratori bormiosi o le guardie doe ganali aveva fin dal mattino g uadagnata la cresta del monto < dolla Reit, informato del ritirarsi degli Austriaci da Bagni< Vecchi. si lasèiò scivolare, a corpo perduto, con 50 dei più « r isoluti, dulia ghiacciaia t he sovrasta al passo lietto do! e Diroccamento. >

Como è nolo l'ardita impresa fu coronata da felice risultato; il piccolo dislaccamonto dei montanari del Pedrazzini rilmtrò a Bormio, menando scco 75 austriaci prigionici·i. Qui il capitano Perrucchetti soggiunge, che chi ha veduto quei luoghi , dura fat ica a credere che gente armata abbia potuto scendero dalla Glandad-ura per le frane del Dfroccamento. Si dirà che un fatto solo non Ia logge, come un fiore non fa primavera ; ma, so i limiti di questo periodico mel consen-

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v. Rivista Militare Italiana, dispensa del maggio 1872.


DELLA FANTERIA

HO

..

SULL'ORDl:iAl!EN'TO

tissero, potrei cilare allri mille esempi simili, lulli appropriali a dimostrare, che, in guerra di montagna, se l'individuo reclutalo io paes i di pianura o di collina val come uno, quello reclutato tra i montanari vale come dieci (1). Del resto, so il lettore non ha pratica di alle montagne. può ben chiedere le necessarie 'informazioni a quolcbc amico suo dilullonte alpinista; quosli gli dirà che, uolle·prime ascensioni, la fatica supera di gran lungà il diletto; fatica che niun dilettanlo affronterebbe una seconda volta, so la Moda e la Noia, questi due polenti pungoli che stan110 ai fianchi della cl asse agiata ed oziosa, non lo sprona:lsero continuamente ad andar.e in traccia di emozioni . L a guerra di montagna esige primamente nel soldato ot:. limi polmoni, largo petto e muscoli di ferro nello gambe. Un individuo che non presentasse iu grado ocninento queste qualità fisiche, di\·eoterebbe presto un non-valoro e andrebbe a popolaru le ambulanze prima o gli ospedali poi. Ma v'ha di più.. Anche inciiviciui dotali di buoni polmoni o di mmicoli resistenli, so furono allevati iu pianura o semplicemente in collina, una volta trasportati d' un tratto a dover correre per siti alpestri , subiscono tale uno sqL1i!+brio repenti no nelle funzioni della r espirazione e della circolazione del sangue, da rimanerne sconnessi per alcun tempo. Nelle primo operazionj, che sono comunemente anche le decisivo, questi neo-alpigiani, sempre ansanti , senliranuo beo presto piegar sollo di sè le ginocchia, como r otti da un malessere ~ da una dobolozza generale, invincibile, per nulla proporzionala alla strada percorsa o al camminar faticoso. Si obbietterà forse da taluno che tali fenomeni fisiologici, portati sopr atutto dalla rapida o grande diminuzione della pres-

(I) Veggasi, a questo proposito, il prezioso volume del generale HBVBL

- Guerre det Alpet e 12uollo del g-enorale KuuN: - Guerra

dt

niont·aona.

•

4If

sione atmosferica, vengono risentiti sol quando si toccano lo più e·ccelse al tiludini. A quosli rispon do: in primo luogo, che a molti di questi distaccamenti di trnppe in esplorazione avanzata, toccherà puro di eseguire ascensioni rispettabili, per esempio, noli_" .seconùa ipotesi, ai passi de-la-llouc, di La'Oal, del Gaiiùier, del La11taret, de la Grande Maison, dc la Vanoise, des Encombre.~, de la i1Iaddl'ine ecc. che stanno tutti tra i 2000 e i 3000 metri ul disopra del livello dol mare: io socondo luogo, che a qnes\e più eccelse altitudini le porturbazi.ooi fisiolog!che :;ooo l>on più gravi ùi qu,111lu iu ata~e1111ai piu sopru. A :3000 metri sul livello dol mare, chi uon ha abi tudinr, soffre addirittura il male di montagna., così denominato per antitesi al mal di mare, a combattere il qual& auche i più intrepidi alpinisti sono costretli a piegarsi a certe cure preventive, a certi precetti igienici: cure e precetti che, poi militari, rimarranno semimi un pio desiderio, perchè inattuabili nelle condizioni. e situazioni in cui essi si trovano, a di[er enza do! dilettante alpinislo che riaggia r:on tutti i suoi co modi e accompagnato da buon numero di guide esperte e addottrinate. A me pari• cii ,n-er detto abbastanza: e coteste ragioni posle innanzi per giuslifì.care la neèessilit di avcrt1 una parte di fa nteria reclutala otl educata in visla specialmentu del rno impiego io tali operazioni di monlagua, a me paiono buone tutte e persunsive. S'ha u chiamare fanteria speciale o fanteria sceUa L .. E~co qni. Star1tlo a l signifìcnto e all·uso pretta-mente italiano dei vocabol i, essa sarebbe propriamente fanteria speciale. Infatti, noi vocabolario del Fanfani, si leg-ge: S PECIALE. Che è determinato da atcuna wsa particolare. SPECIALIT,t: Particolarità., proprietà dete rminante un~ cosa neila sua specie; e il vocabolario della Crusca spiega il significato della parola SPllCU.LI!, col seguente e$emµio di autor classico. Comechè quella 1·eglone a1'esse 1m p?·oprio e special segno dell'altrt.


SuLL' ORDL'iA'.\IENTO

DELLA FANTERIA.

Ora, l'elemento costitutiYo di questa fanteria deve essere nato e cresciuto in parsi di montagna, ecco la particolarità; a me pare r1uindi appropriato l'aggiunto speciale SCELTO-.l invece chiamasi la parte più squisita e più eccellente di checchessia .. .. .. Ebbene! nel recl utare questa fanteria, intendo io di scbiumare. come si dice, anche la parte di contingente di leva, nata o crosciuta in paesi di pianura o di collina1 No; dunque l'aggiunto scelta non è proprio. E basta anche di siffatto quisquiglie grammaticali. Del resto la si chiami pure fanteria speciale o scelta, questo poco importa ; importa invece assai che vi sia, che si recluti. si educhi o s'imrieghi al fino per cui vieno istituita.

La particolarità dunque di quella compagnia consistette essenzialmente in una specialità ginnustica più cho altro; le sµo cialità d'ordfoam('r:ito o di armamento venucro dopo. Ora, il saper cam minare e correro por siti alpestri ò vera e propria abilità ginnastica, ginnastica di polmoni e di gambe, che d'ora innanzi, per la brevi là della duratn del sorvi iio sotto lo armi in tem po di pace, dovrà essere posseduta già dalla recluta, alloraquando viene chiamata a prestar servhio-militar e nell'esercito. L'ordinamento attualo in 10 r eggimenti, quantunque abbia rotto in parlo la tradizione del corpo, io lo reputo buono, o dirò più inna nzi il perchè; ma In dislocazione a ttuale di questi r eggimenti, mi paro che risponda poco alla specialità che esscnzialmento dovrebbero rappresontaro.

L'abbiamo già in Italia questa fanteria speciale~ Sì che l'abbiamo, purchè nel suo r eclutamento, nella sua dislocazione in tempo di paco e sopratutto nella sua educazione militare, vengano introdotte alcuno poche ma necessarie riforme. Non solo i:'è. ma fece altresì n obile· prova in tutte lo guerre combnttule per l'indipendenza nazionale, por cui ha prestigio e tradizioni glor iose. Ognuno intenderà che alludo ai Bersaglieri, n quoi cari o briosi sold.ali che, nella fantasia popolare, simboleggiann l'iotiero esercito italiano. Or di rò l> roveroeoto di questo riforme, che io reputo necessarie ed urgenti. Quanto alla riforma sul !'eclutnmento, essa più che una innornzione è piuttosto un ritorno a quel principio, ottenebrato poi da mollo cause, che pare abbia guidalo !'-illustre fondator e dei bersaglieri, il generale Alessandro La Mormora, nella scol ta degli elementi coi quali compose la prima compagnia di esperimento. Ognuno sa ch'egli ricercò essenzial mente larghi petti, colli. robusti e famosi muscoli; trovata così la materia greggia, ne lavorò e ne perfezionò la fol'za fisica cogti esercizi. e la mo-

Dislocazione attualo Dislocazione cho si propone di sostituirvi dei reggimenti bersaglieri Sede di regg imenti Distaccamenti di _ _ _ _ _ _ __ _ _ _ _ _ battaglione

t Tolmezzo.

Verona .

Belluno .

Milano

Sondrio.

· 1Bo,mJo. Dreno.

Parma

Aosta

.

Torino

Susa.

· } Bardoo ccchia. Fenestrelle.

Capua

Cuneo

Livorno.

Pistoia

Ancona.

Fabriano

Roma

Aquila .

Bari .

Campobasso

Palermo .

Caltanissetta

rale colla coscienza della prima. A~No xvn, VoL. IT.

Pieve di Cadore.

Bard.

. { Vinadio. Tenda. ) Pontremoli. · Castelnuovo. ·

{ Gubbio. Camerino.

. { Avezzano. Solmoua. Isernia. { Corleone. Caltagirone.

·I

8


SULL' OllDlNAMENTO

Guarnigioni poco seducenti, ne convengo, :na lo ~ole adatte a dare un quartiere convenienie e consentaneo al fine, per cui queste truppe vennero create. Tocca poi al ParlamPnto cd al Ministero di abbellire un po' questi veri nidi d'aquila, destinali ari accogliere i nostri brnvi bersaglieri; col fabbricarvi comodi ed elegnnti pad iglioni di convegno per .gli ufficiali, coll'istituire le musiche reggimentali anche pei bersaglieri, e con quelli altri temperam enti che servono a mitigare l'asprezza del sito di guar·uigione o a render lieta lii vita. Questa fanteria speciale dev'essere poi eserci tata sempre per fini d'iniziativa e sopra terreni alpestri, il che non toglierà punto ad essa l'atti tudine a funzionare da validissima e preziosa riserva di grandi unilà tattiche, quando, per la natura topografica del teatro di guerra, dovrà agire in forti masse. A questa fanteria speciale, infine, devo corrispondere nell'ordinamento militare territoriale un adeguato numero di distretti alpini ed appenninici; e qui rima udo il lettore al già citato opuscolo del capitano Perrucchotti, alle ·cui conclusioni e cousèguenti proposte pienamente mi associo. Dissi che il nuovo ordinamento dei bersaglieri in 10 reggimenti, io lo reputava buono ; ora nP- dirò il perchè. Se, por la natura topografica del teatro di guerra, questa fanteria dee concretare un servizio <l i lor.tana esplorazione, io non posso concepire nè unilà di comando, nè unità di direzione, nè armonia di sforzi nell'operare, se tra i battaglioni e la mente unica che dirige l'in tiero movimento non esistono alcuni anelli intermodii, quaìi sono i comandi di reggimento e di brigala. Questo coil.cvtto cenherò poi di mettere in piena luce in un prossimo saggio, in cui tratterò, in lutti i particolari suoi, del servizio di esplorazione strategica, attuata tanto dalla cavalleria quanto dai bersaglieri. Se, per la natura topogra!ìca del terreno sul quale dovraunosi svolgere le operazioni, il servizio di lontana esplorazione r imane affidato alla cavalleria ed i bersaglieri, invece, von-

DELLA FANTERL\ ,f15 gono assegnali, quale riscrva1 :1.lle grandi unità tattiche m cui scamparlesi l'esei·cito , è evidente che, in questo caso dovranno trovars{ almeno riuniti in reggimenti. ' Ora, se nell'uno e ncll'alt~o impiego di guerra, è utile, anzi necessario, che i battaglioni di bersaglieri sieno aggruppali e collegati mercè un nesso reggimentale 11lmeno, io trovo naturale e logico che, · anche in tempo di pace, sieno costituiti effeltivamcntc in. reggimenti.

La novità .di questa mia proposta, malgrado che la quistione dei bersaglieri sia . stata tanto dibattu ta dentro e fuori del Parlamento, mi tenne moltÒ tèmpo in forsè di darle pubblicit.ii. So ora la so.tfopo ngo all'esame de' miei commilitoni gli è proprio porchè più ,la esamino e la considero fra me' e me, vieppiù mi seduce e mi par ohe da essa spicci fuori · quella evidenza, quella luce del vero, che investe da ogni lato la' mento, la piega o forza all'adesione. r

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Da un primo esame generale dell'impiego in guerra di troppo <li fanteria sgorga dunque, peÌ· dedu7.ione logica e naturale, la opportunità di separare dalla fanteria propriamente detta una parte, che, divenuta per reclutamento ed educazione fanteria special<', avrebbe in predità il nome glorioso e le nobili tradizioni dei bersaglieri. Ora passerò a guardare il tema sotto altro rispetto e con analisi più minuta, affine di vedere so, nell'impiego del ballaglione, della compagnin, ecc., facessesi luogo a qualche altra òistinzionc, di tale importanza, da meritare una sanzione nell'ordinamento stesso dell'arma. Primamenle debbo diéhiarare al lettore il valore di certe espressioni, che io userò nel seguito di questo studio. Non mi muovo a ciò alcuna smania di apparire scrittore ori-


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447

SULl,'ORDINAMENTO

DELLA FANTERIA

ginale, col foggiare, se oon altro, vocaboli nuovi e piegarli poi a significare cose vecchie, ma semplicemente uo ,•ivo desiderio di riuscire conciso o insiume chiaro a cbi mi legge.

graduare il trapasso dall'un ordine all'altro, ponendo, cioè, quale anello intermedio, l'ordine apertn (truppe in linea disposte a file aperte), si sarebb~ forso arrivati a c~nciliore l'uo limite all'altro e a trovare con tre quell'armonia, che, con sole duo corde riusci.va impossibile di ottenere. So non che, finchò traltasi di un reparto di truppe elemenchiuso tari, il plotone, questo tre espressioni - ordino apcTto sparso sooo sufficionti, è vero, ad csprimera lutti gli atteggiamenti diversi che possono venire assuoli dalle tt'uppe in esso contenute; ma, salendo a maggiori riparli, cbc in sè racchiudono, cioè, altri subriparLi, sentesi ancora lo. necessità di significare direttamente, e non sollanlo indirettamente (per circonlocuzione), come fa il Regolamento, il contenuto allresl di queste duo altro . 111,nito espressioni · - ordino · . sepa1·ato. Meglio di qualunque spiegozion~ prolissa, vorrà il seguento esempio a spiegare- chiaramente, a chi legge, il mio concetto o it valore di tulle cinque le sunnominate espressioni .

Il Regolamento 1>er le truppe a piedi contompla due soli ordini di combatlimento, l'ordine ohiuso o l'ordino sparso, che sono come i limiti tra i quali possono oscillare gli atteggiamenti .vari di combattimento. cui sanno piegarsi i reparti ùi truppe di faoteriu. Questi due ordini, infatti, corrispondono alla massa ed all'indfoi<luo, che sono, in realtà, i duo poli fra cui In tattica della faotoria devo perennemente equilibrarsi . Ma i duo ordini sunnominati sono lulmento recisi nolle loro rispellive forme, talmente contrari e ripugnanti nei termini, che siffatto equilibrio è difGcilo ad essere mantenuto noi cervelli umani, cli maniera cho, se l'uno fa sentir mono la propria efficacia, la nostra mente piega inconsideratamente verso dell'allro. Così io mi ricordo di avere fluttuato lungamento fra il erodere alla efficacia esclusiva dell'ordine chi1Lso e poi a quella clolJ'ol)dino sparso. Quando, non ò mollo, noi ruminare fra rne o mè le cose letto (1), mi si affacciò questo pensiero, che, col

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$'J)ettivo allo sgv,a,rdo tattico retrospettit,o, del colonoello BRONSART. Analisi tattica sul combattimento di T>·autenau, ùel colonnello VERl)Y von VERNO!S. - Analisi tattica sul com&attimento I.li Naclioa, anonimo. - MetodO a·tstritztonc pel combatti1rnmto in oràtne sparso. \V ALD~RSER - DelCarte àt conau,·re le truppe nel combattimento. V&:RDY von VERNOIS. - L'esercito fra;n,cesc nel 1867. Generale 'J'Rocav. - J~apporto sulle g1•cmclt manovre del :t.869. S. E. il gouerale C!ALDIN1. - Alcuni a-i:verttmenti s. E. il' generale LA l\[ARJUORA. - Rappo,·to state grandi manavre. Luogotenente generalo rET1TT1. - Rieordt tattici per le arand! manovre {:J.871) Luogotenente generale P1ANELL. - Modo d'attacco della ramterta prussiana nella campagna JS70-71. DOCA vr WUR.TEMBERO. - .llfodo di operare sotto il ruoco calle minori perdite passibHi. Maggiore 'l'ELLEMBAcn. Ccmsev uen.re tattiche àedotte dalla guerra 1870-7:t.. Capitano Boousr,AWSKI, - Ricordi per le esercitazioni tattiche e logistiche (1872) .

Scuola Superiore di guerra. - Jstruztone per l 'amimaest,r·amento

tattico delle truppe di fanteria. ~Iinistcro della guerra. - Inoltre diversi articoli della J!Wtar- 'Wochenblatt e .llmttu,·tsche-BT.dtter di Berlino, dello :Stre(fl,eur di Vienna, della Rivista .Militare Jtazta,no, e dell'Italia Militare.

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(I) Storie umctazt e1I u/fì,ciose delle campagne di guerra 1$66 e 1870-11. - Srr.w,nllJ tattico t·etrospettLvo, di autore incognit.o. - Sguàrda retro-

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118 SULL'OnDINAM~NTO compagnia (come anche la 4•) in ordine separato, e di quesÌa. 112 compagnia (la riserva) sia in ordine 1mito, ma aperto, porchè le truppe che la compongono stanno a file aperte: il 1• o 4' plotone hanno 2/3 della loro forza (il sostegno) in ordino 1mito e ap&rto, e 1/3 (i gruppi) in orrline sparso. Vengano o non vengano accettate comunotnente queste espressioni. .. .. poco importa; è necessario bensì cho il lettore, imbattutosi io una di esse noi presento scritto, sllppia il valore precisò che ha nella mente dolio scrittore.

DELLA FANTKRIA H9 battimento di battaglione contro battaglione. Ilo scelto questa unità per essere la prima, noi cui combattimento si può faro astraziono dai precetti e dallo esigenze della tattica combinala (duo o tre armi riunito). Non ho la stolta presunzione di venir qui a dissigillare gli occhi agh ufficio.li di fanteria; ma a tutti coloro che, come mo, non ebbero l'onoro di militare in quest'arma, spero che riuscirà di qualche utilità la lullura di questo scri tto, Chfl contieno il processo cd il risultalo dello miu inve5tigazioni.

Trapassando ora a considerare un combattimento di fanteria, quante volle io mi sono applicato ad iuvcstignre, su recenti esempi, gli ntti dir.orsi nei quali scomponcsi l'azione di una compagnia, di un battaglione, ccc., q.Jlretta,nte ho scorto cer to tal qual riscoolrn di P-ssi cogli ntli che si succedono o che si arvicoodano in un duello a spada. La posizione in guardia, il contatto del ferro, il sorprendere, mercò il tatto del ferro e lo sguardo fisso nelle pupille sue, le intenzioni dell'avversario, il mantenere la spada dentro i Limiti deUe Linee di attacco .. il prel1tde1·e con un attacco deciso o con un invito di attacco, il colpo di prima, di seconda o di terza int,niione, il colpo 'Uolante o sul filo, il parare st1·etto, ta botta di cartoccio, la spaccata, il prer1q,tere dell'attacco s1tlla difesa, ccc., hanno altrettanti riscontri nél comballimento, e n iuno troverà singolare, io spero, ch'io faccia un uso continuato di questa similitudine, dove per poco consideri che, le battaglie od i combatlimonli, sono propri o veri duelli di coloro, cui sono armi gli eserciti o lo di,-isioni, le brigate o i battaglioni. Se i fatli narrati nel lo loro più minuto particolarità da chi ne è stato testimone oculare (vedi nota il pag. ll6J. scru tati coscienziosamente e studiati con sommo scrupolo nello loro atlinenzu. possono alla mente tener luogo di esperienza diretta (e chi ne du bita1), io nutro fiducia di essere arri\'ato a fo rmarmi un criterio esatto del meccanismo che informa un com-

Premesso che lo scopo cui si vuole arrivare col combattimento, è la vittoria, pongo bene io sodo, per prima cosa, che questa vittoria non è l'effetto di una sola causa costante, ma s\ vero un risullnto cli molli fatlori : quali sono: la quantilà di truppe rispettivamente imprgnale nelle due parti, la qualità di esse , il loro armo.monto, la loro abilità di manovra .... eu allro minori . L'abilità di manoHa dunque non ò il solo, nè, forse, il più imporlan lo tra i fattori della vittoria; ma, creteris paribus, ~ assiomatico che chi manovra meglio avrà uno. decisa p~ernleoza soll'av\'orso.rio. Ora, da questa importanzu dolla manovra deriva appun:o quella dell'ordinamento, che non è altro che il congegno artificiale e meccanico, mediante il quAlo si muorono ordinatamente le truppe, raoello che collega i vari elementi tl forma quell'assieme, quel tutto che si chiama plotooo, compagnia, battaglione, ecc., che si muovo o si arres ta, si frazio u:1 o si riunisce, si assolti glia o si condensa, sotto J"irn pulso d'u11a sola monte, so tto il comando di un uomo so lo. Quesla promossa giova intanto a sgomhr ar:e la mente da dm~ equivoci comunissimi ct1e possono· scombuiu1·0 ogni studio. e sono: - L'abito J i o.rgornontaro, da.Ila identità degli effetti, l'idenlilà dello cause; - L'esager are, come il disconoscer e l'importanza della mnnovra o delle quistioni ad ossa altinenl:. qual è questa appuntoùoll 'ordinam ento.


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421

SULL'ORDINAMENTO

DELLA FANTERU

Prima però di appressarmi a considerare più da vicino i falli a\'Venuti nelle ultime guorre, allo scopo ài desumere da essi i cnratteri generali, per essore ripetuti più spesso, di un combattimento di fanttJria, debbo compiero ancora un'operazione preliminare, quella cioè di far tabula 1·asa nella mia mento d: ogni principio, di qualsiasi opinione preconcetta; poichè, come lo specchio, per reo~ero esattamente le forme dello cose, dove es$ere bianco e purissimo, così per lo specchiamento dei fatti nell'animo nostro, la mente dev'essere torsa e pulita Ji O"'Di 0 giudizio anticipato. . Terrò sospeso pertanto qualsiasi parere terminativo insino alla fino di questo studio, e là giunto farò le mio conclusioni e proposte sollo il dettato di una logica rigorosa. I preliminari di ogni comballimento. voglio diro gli alti diversi di esplorazione (a,,anguardia, pattuglie, ecc.), escono dai limiti che mi sono prefisso per quest~ studio , e però non ne farò motto. Ma, non appena il comandante sia informato della presenza del nemico, egli comint'ia, fuori della portata efficace del fuoco, col disporre il proprio battaglione in posizione di guardia, precisamente corno un duellante, che, nell'approssi:narsi all'avversario, si dispone in positura di (!Uardia. Perchò il duellante assume questo atteggiamento? Per coprirsi, mercè una determinata direzione ·che egli dà alla linea del forro, al braccio ed al busto; in secondo luogo per essere pronto, con brevi spostamenti laterali del pugno o colla spaccata, a parare i colpi che gli venissero diretti ed a vibrarne egli pure al pello dell'avvorsario. L'arte della scherma suggerisce poi al duellatore la convenienza di mantenere sempre la spada dentro i limiti delle linee d'attacco, poichò, quando se no allontanasse, non solo lascierebbe scoperto il petto e renderebbe tardo le parate, ma allontanerebbe ancora la punta del proprio ferro dal bersaglio, aumentando così lo difficollà per una giusto direziono del colpo. D'altra parte proscrive insieme di non tenere il braccio troppo stretto al corpo por non irrigidirlo e perdere così la necessaria elasticità o velocità nel colpo.

Ebbene, la stessa ragione d'essere serve di fondamento all a posizione di guardia del battaglione, e analoghe norme vengono suggerito, a chi lo comanda, dall'arte lattica. Se non che, mentre, riferito al duello, il vocabolo coprirsi viono usato. in senso translato, in questo caso, invece del battaglione, esso viene usato in senso proprio e lelleralc. Le truppe devono propriamente coprirsi dalla vista e dalle offese del nemico, sia col postarsi in siti coperli, sia col tropassare dall'un silo ad un altro mediante celeri mosse, eseguito lungo ripari o pieghe del torrcno. lla perchò sia pralicamento attuabile questo savio concetto, occorre anzitutto che il baltagliono -0ssuma un ordine più o meno separato, ordino che d'altronde è voluto ancora e dall'assoluta necossilà di presentare bersagli radi e rotti alla trcm<1nda efficacia delle nuove armi o dal bisogno di tenersi pronti tanto alla offesa quanto alla difesa. Come l'arto della sche!ma suggerisco al duollatoro la convenienza di mantenere sempre il forro dentro i limiti dello lineo d'attacco, e insieme di non tenore il braccio troppo serrato al corpo, così l'arto tattica (quella èhe è come il succo della esperienza, intondiamoci !) prescrirn, a chi comanda il battoglionc, di mantenere questi suoi riparti di truppe dentro certi limiti razionali, per ogni caso determinali dalla natura del terreno, e insieme di non tenerli serrati troppo l'un contro l'altro, tanto nel senso della larghezza, quanto in quello della profondità, perchè, così facondo, egli perderebbe ogni elasti~ità di manovra·, anzi ogni possibilità di manovra, poichè da un momento all'allro e impensatamente si vedrebbe impegnate tutte le proprie forze. Dove il lettore sostituisca, nell'esempio più sopra tracciato, ~Ila linea· dei gruppi in ordine sparso una linea di gruppi-pat.:. tuglia, e all'ordine aperto. in cui si trovano sostegni e riserve, l'ordine chiuso, egli avrà una disposizione di guardia che può essere considerata come tipo, pcrchè suscettibile di piegarsi a tutte quelle modificazioni particolari che fossero suggerite da una particolare situazione di terreno o di guerra.


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SULL' ORilINAMENTO

DELLA . FANTERIA

Co,me il duelli~ta dalJa positura di gi1ardia 'Diene col propr·io a cont~tto del f11rro dell'avversario e fissa fieramente -il proprio sguardo nelle pup'itle sue per sorprendere i pensieri, le intenzioni · che rumina den lro di sè, così il maggiore, sceso da caval lo ·e· arrestato il grosso dietro una buona posizione difonsiva, si porta· sulla_ linea dei sostegni ed in sieme fa av:iozare cautameo te tutti i ·suoi 'reparti (quelli in ordine separato) verso il nemico, fo distendere· i gruppi in ordine sparso, ordina che sostegrii e riserve si m~ovano sempre da un appostamento ad un altro in ordir:ie aperto, É · il disp·9sitivo segna'lo precisamente nell'esempio, od ò con questo che il magg'Lore porta le due compagnie che stanno in ordine separalo a contatto coi cacciatori dell'avversario. Avvenuto questo contatto e principiato il fuoco (fuoco lento e misurato di cacciatori), .mentrc il magglorè, tanto colla vista propria, quanto coll'impiego· di arditi espli>ralori, corea di formarsi un esatto· criterìo della si tuazione per subordinarvi un piano,,razi-Ooale 'di manov.ra, i due capitaòi, nei limiti s'intendo à ciascuffo d'essi as;eg.na ti dall!:l sommarie is truzioni rice;ute dal ca'po-bì:\ttaglione, co'minciano ad agire di propria iniziativa, Seguirò gl_i att'éggiatnenti di una di queste compagnie,

li duellante ha, per battere l'avversario , un solo colpo, Za baita, ossia la puntata al petto, ·· Di quanti e quali colpi può usare il · capitano, colla propria compagnia, contro il nemico?.... Non affrottiamoci troppo a rispondero ; scrutiamo .prima Ja· q'uistione intus et in cute,

Og?i ·pldtone di sostegno -tiene dinanzi a sè in ordine sparso un . gruppo (8 .ò 10 soldati} ·che ha già iniziato il fuoco, e però H capitano colla: propria compagn ia trovasi ora nella situazione· tiol dneflanlè, che, pur mantenendo il contatto col ferro avversario, con u~a· mossa combinata del corpo e dolla spada cerca di .decidere· l'an:tag.onista ad un atto qualunque, il che si chiama, in. li nguaggio di scherma, fa1·0 un invito d'attacco. · A questo punto però della descrizione , ideale, ipotetica, di un combattimento d,i fanteria, che slo svolgendo, sento la necessitù ;jj fare una dichiarazione, senza la quale, forse , seguitando io ad usare la simi litudine del duel lo-, potrebbersi ingenerare nell'animo del. lettore non poche dll'bilazioni, o nel la me:n(c l,llà molti erronei giudizi.

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Avanti la .generille adozioM negli eseroiti europ~1i dell'armo a retrocarica, la fantcriil, tanto per il lento processo di caricamento. del proprio fucile quanto per . quella massima, ·di"' ventata un vero assioma , che diceva essere le armi rigate pdtenli . ed eflìcaci soltar:1to a una certa distanza dal nemico, la fanter ia, dico, ritoneva come principio supremo, inconcusso - essere ii fu.oco L.'elemento principale di u,n'a.zirme difensiva, e l.a baionetta qiiello 'd i itn'azione offensiva. Venuto il -1866 e. penetrala in lutti· gli esen:iti !'arme a retrocar ica, le .basi sulle quali erasi fondato l'oradcitto princi pio venivan0 .insieme siffatta mente modificate, che sarebbe ·stato prudente; mi pare, i_n questa occasione di rivederne il perchè ed il come. Invece, per quel solito mal· vezzo, non mai abbastanza sc'Ì·e:.. ditato, di ripetere, una massima già formnlata senza prendersi mai la li-riga di sottoporla di tanto in tan.to a seria disamina, dalla cresciuta potenza del fuoco sj derivò anzi un nuovo motivo per :r.ibadire nella mente dei _pili_ lo stesso principio; o i Jqllrioari allargarono qnest'ultimo fino a. significare una ·vera assurd_ità, cioè, che dopo l' adozione dell'arme a retrocarica · pote:vasi: bens) eseguire strategicamente una manovra offensiva, ma che t~Uicamente era possibile ·soltanlo la difensiva. Venuto il 1870 e arrivate a noi, dal teatro della guerra , le priipe notizie concise e redatte, in stile di telegramma, si lesso con somma meraviglia il prospero e continuato successo degli attacchi eseguit i dalla fanter ia ,))avarese e prussiana, -I dottri. nari _allibirono. I così detti pratici, ·quelli che. stavano· tuttora .·· feùeli alle massime della tattica antica (quel la del fu cile cari -


124 suu:on.OlNAMENTO cantesi dalla bocca), si rallegrarono maliziosamente e, con aria di burba11zosa baldanza, ripeterono in coro: « che armo a « retrocarica! cho Drcyso, che Chassepot d'Egitto!. .. l'attacco « alla baionetta! ceco l'ultima ratio/; perfezionato pur sin che <t. volelo o pololo il vostro fucilo! ali' atto risolutivo però <r. del combattimento, esso non sarà mai che il manico della « baionetta!! ... > Se non cbo, cessata la guerra o venuti alla luce molli importanti ed autentici documenti (v. Nota n pag. 116), anche i cos) dotti pratici dovettero ammutolire; poichè, quelli attacchi alla baionetta, di cui avean menalo vanto, non orano avvenuti cho nelln 101·0 fantasia; in realtà, i Prussiani non aveano adoperato· comunemente che una offensiva a fuoco, sopratutto nella pl'ima parte della ;campagna [fino a S6d.in}, quando cioè avoano di fronte un osercito o non un'accozzaglia di guardie mobili e di coscritti, contro le quali ultime truppe può riuscire qualuoquo forma di attacco, anche assurda. Gli splendidi attacchi ottenuti dai Prussiani, pro,·arono luminosa mente che l'offensiva col fuoco è una forma d'attacco; questa è puro l'opinione manifos lata, dopo la guerra, dai loro più accreditati sc1·itt~ri; in questa opinione, io, con essi, pionamcnto consento. Si dovrà dire perciò che la· baionetta sia divenuta ormai un arnese inutile, un oggello da atuseoL .. Non pigliamo dirizzoni da nessun lato, per l'amor del ciclo! L'attacco alla baionetta sarà ancora possibile, esegui lo per esempio da piccoli riparti , protetti o accompagnali nel loro alto offensivo da un fuoco ben nudrito cd aggiustalo; ma non è, nè sarà pi~, la sola, nè la più importante fo1·ma ò'allacco. Ecco , a questo r iguardo, il succo dei falli avvenuti nell'ultima guerra.

A questo punto possiamo dunque fondatamente rispondere alla domanda più sopra formulala. Mentre il duellatore non tiene a propria disposizione cho un

DELT,A FANTERIA

colpo solo - la botta, osgia la puntata al petto - il capitano, colla propria compagnia, ne bfl due: l'attacco a fuoco e quello a baionetta. Ma il fuoco ò egli un allo, un colpo sempro identico a so stesso, o è dosso 'suscettibile di graduazione 1 La risposta è

ovvia. Il fuoco di una compagnia, disposta in ordine s!)parato, ò un alto che si può ripet('ro con diversi gradi d'intensità; per esempio: 1• grado-fuoco individuale misuralo t 2• » id. rinforzato ) . di rign l> f UOCO CO Il ell1\'0 di plotone

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di truppe in ordine sparso. di truppe in ordin chiuso o aperto,

che corrispondono alle seguenti situazioni, doi riparti (gruppi e sostegni) che dipendono inticramenle dalla iniziativa del capitano: 1• - Ogni sostegno ha un gruppo in ordine sparso: 2° Jd. id. due gruppi id. 3" - Il grosso dei sostegni corre a postarsi sulla linoa

del ruoco. La riserva non devo, neppur parzialmente, vonire impegnata dal capitano in uo'ozione offonsiva, so non per decisione e dietro ordine del solo comandanle di battaglione. Fatta questa necessaria distinzione, fra i colpi proprii al duellatore e quelli a disposizione del capitano, passerò a esaminaro la q ucstione delle para te. Il duellante rompo l'anello di congiunzione fra I' intenzione doll'avvcrsario e il colpo che no sarebbo derivalo, colla marcia r etrograda (passo semp lice, passo doppio, salto indietro); inoltro para i colpi dell'avversario o coll'opporre il proprio al di lui .ferro o coll'abbassare repentinamente il busto sotto la direziono della botta (parata di cartoccio), la qual ullima par ata ~. forso, poco cavalleresca, ma cminentemenle pratica per chiunque si senta abito schermilor e.


136 suu.'oRDINAMEN'rO Similmen'té·, il .ca.pilano rorripo'l'ancllo di éono·ùmziòm; tra t> il proposito del nemico · e ·Ja: consegoerite· sua opcr,izioh~ offensiva , con una marcia iÙ ritirata de'suoi q~cciatori e sostegni dietro la riserva, che sarà stata preventivamontè d-ispcista for~azicme difonsivù (cioè con. 113 della forza iri ordine sparso alle ali,_. e con :>13 ìn Jiriea p·c1 fuoco collettivo) . . llla, per•parare direttamente i co lpi dell'avv.èrsario, ff~Il ha che·.una parata 'sòla; quella che corrispondfl a·lla parata. di cnr.f?cllio, cioè, .jl nascondere le truppe dietro ripari ò pieghe del terreno. lo scegliere ter.roni rotti o coperti per la ·offensiva-e viceversa ; quo.lii aperll e piani per la difensiva. · ' •

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in

Fattn questo necessa_ric dichiarazioni , è date lo opportune spiegazioni, ritorno alla ~imiÌitudino · favorita.

..Un duellante_, che ha ui fro·ote un àvversario la etti risoÌutezza . forza morale e abi lità técoica, gli S'On·o aJtrella'nte·· X, qual fine si proponi:i coll'i1i:oito iJ,'attaccc,? ·· · Prirnarnònte di tastarlo o poscia, o di prepararsi Ù giorno, per scattare pc! primo la botta . o di decidere ]'avversario .à tirarla, per scattargliolii :di risposta. Analogamente procede la bisogba nel -combattiinertto . de1Ìa . compagnia; sol che, mentrn nel duello - invito d'attacco, botta o -parata e b0Ha - è l'affoc di un minuto, nel com&a·t~ tfoie_nto invece di. una· compagnia (iil media 240 uorniui) ,i èorrispo_n<lenti atli si svo l.golio con successive. fasi e iu un tempo relat,vamenlc molto maggiore. · · · Questa maggiore latilndine cl.le h·a il capito no, in confronto del duellante, gli dà facoltà di · suddividere questo mede;imo periodo in due fasi distinte: l " preparazione deW attacco, Qa es.ecuz.ione dell'attacco.

.i,a preparnzione

dell'aUacco· è cla!.capit~n~ affidala · al fù·oco individ na le, dap·prima misurato ' e ·poi rinforzato dalle _tr~ppe . irr -ordine sj}a1'so.

IlELLA FAN'.FELIIA .

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Queste truppe sono cacciat.ori sparsi qua e tà sul. fronte della compagnia,' sen:iia ordine simmetrico e regolarnentàre, ma costituenti, nel loro insieme-, un,dinea . spezzata· .(la linea del fooco}, per ogni caso chiaramente .tracciata daile condizi@i ' . topografiche del terreno e ·dalla situazione del co~battimento. Il cacciatore non ha ·mai la baionelta innastata al. proifrio fuci le; tiene sempre un occhio sul nemico e. l'a)l.I·o sul èapogrnppo; cerca di utilizzare ogni piega del . terrl'lno, qualsiasi oggello coprente, tanlo da piè fermo qnanto nel muoversi d_a un appo,;tamcnto ad un altro; da piè ferm o sc~u·la bono i siti dovo trovdnsi appiattati i cacciatori cerni,;i', .né ;1pp_t·ezz,f le varie distanze P., a momento opportuno, scatta i. ·suoi colpi, misurali e bene aggiustali. A questi vari atteggiamenti e_ d azioui individuali, d~qìio armonia ed insiome i r ispettivi. capi-gruppo, ch<1, postati presso a poco al CMtro e un po'più indietro dei loro uomini, . o di · propria iniziativa o da ordine ricevu to da r;h i éomàuda il rispettivo sostegno, determinano quando sia . il : mòmento di cominciare il fuoco, quando di accelerarlo, quando di· .allentarlo, e proscrivono ai cacciatori dipenqcnti la m:ir'cia· innanzi o io ritirata. lo stendersi maggiormente, .l'appoggiare a dostra o a sinistra, ii serrarsi al _capo-gruppo . Venuto il momento oppo1'luno, il capitiino decide_.'l'aitìtc·co e ne affida la esecuzione ai fuochi, collettivi .delle truppo · di sostegno, che, sempre inquadrate _m a in orqi,ae :aperto e. alla corsa, si vanno a postare sui siti P.iil. importan:ti della iinca del fuoco. Qui mi viene spontanea e naturale la spiegazi_one del perchè e del come di questo nuovo ordine q.perto (truppe · disposte in linea, ma a fi le aperte} . Tutti i regolamenti europei, le istrn·zioni,' gli scri_tti cH, la!t,ica ecc ... che, dal 1866 à'giorni nostri, lclteralmen'te. inondarono gli eserciti, tutti, non uno eccenuato, · pres~rivon~ o . ra~~o-


IH-LJ.i\ l!'ANT~RIA

428

SULL'ORDINAMENTO

mandano che, dietro una prima linea di truppe in ordine sparso, vengano disposti alcuni drappelli (sostegni e riserve) dj truppe in ordine chiuso, per sostenere re prime o cooperare con ossa all'azione risolutiva del combattimento. Sin che trallasi di prescriverlo in un regolamento e anche di attuarlo nelle manovre dol tempo di pace, tutto procedo a meraviglia: ma, non appena entrali in campagna e giunti al tu per tu con un nemico reale, cosa avviene?.. ... Cho la polento aziono distruggitrico delle nuovo armi, in brevissimo Lernpo logora siffatlamente questo truppe in ordino chiuso (1), che il capitano, o spante o spinte, scioglie quel legamo troppo serrato che lo contenova tra i sostegni e le riserve, e le spargo, come farebbe un ventilabro, sul proprio fronte; di maniera cho, nel fatto, tutta questa simmetrica e pre,idento distribuzione di parli va, dopo pochi minuti <li combattimento, a risolversi, non già in un ordine, ma bansl in un disordine sparso. Chi corre di qua, chi corre di 1/l ..•. chi vocia, chi grida ., ... chi scappa, chi si nascondo, chi si precipita temerariamelo sull'avversario .•... Tra tanta confusiono, chi si orienta più! .... E poi! .... in siffatte condizioni, corno esigere dal capitano e dagli ufficiali suoi i fuochi collettivi o la tanto necessaria disciplina dol fuoco! . !Ifa se venisso stabililo, dissi fra mc e mo, un termine medio lra l'individuo e la massa, tra l'ordino sparso o l'ordine chiuso, non verrebbesi forse, in tal guisa, a oonciliaro la ragione teorica alla ragione pratica di questi sostegni e riservo, che de- · vono sostenere lo lruppo in cacciatori o cooperaro con essei Detto, fallo. Avendo disposto mentalmente un sostegno a

(l) Il capitano Gatti in un paziente, minutissimo e ponderato lavoro sulla tattica dell'avvenire, provò storicamlmte che nessuna truppa fu mai capace di perdurare noi combattimento dopo aver pel·d uto 11a dcll'eft ettivo; e provò inoltre, citando fatti comprovati e non ipotesi , che , a perdite eguali, il logoramont.o della forza morale sta in ragione inversa de ' tempi in cui lo perdite ebbero luogo.

. file aperte, ecco! mi dissi, cho con ciò, mentre scemo di mollo la compntl~zza e la continuit.ì del be:·snglio , conservo pur sempre un solido iu'Ìuaòrarneoto, che mi dà modo di fate avanzare le mie truppe, di fa1·lc relrocedero, apµiilllare, rialzare e di OLtene!'e da esse fuochi di riga o di plotone o fuochi accelerati, colla ferrea volontù del mio comando. Ed orn ritorno a riprcnuc1·0 il fllo del rnio combattimento, ipotetico si, ma fcdeìmoulo calcato sul vero. Le truppa del sostegno hanno le baionollo innastato; chi le comauda ordina i l'nochi di riga o di plolone, il fuoco accelerato o la cessazione del fuoco, a seconda dello varie situazioni del combat!imonlo; duran te i fuocbi collettivi, le truppe in ordine sparso cessano comunemente dal far fuoco, quelli terminali, io ri pigliano. Dove foccssesi Juogo ad un opportuno attacco allo baionetta {tllto che aYrà sempre una cerla importanza morale}, esso viene eseguito dallo truppe ùel sostegno, serrate 'io ordino chiuso; i l loro movimento offensivo è 'protello, accompagna io o depassato nnzi por le ali dai cacciatori, che, succossivamcnto o con rapido mosso, ricalcano le tracco del nemico in rilirata o insieme ristanno, or qua or là, per eseguire il loro fuoco offensivo. Questo paro a me cho sia genericamente il meccan'ismo del combattimento di una compagnia. Ambedue le compagnie poi, col Jora combattimento, senrono di preparazione all'attacco doll'intiero battaglione. Durante questo tempo, il maggiore, io spero, si Mrà formalo un chiaro concotlo della situazione e no avrà dedotto un progotto di manovra razionale; e se non fossa ancora arrivato a questo1!. ... . per l'amor di Dio!. .. focciamolo conserrntore doli e i potecho o consigliare di profellura.. ,. ma non affidiamo alle ANNO XVU, VOL. IV.

0


SULL' ORDlNAitIENl'O

DELl,A F.ANTERIA.

mani sue la vita di mille U•Jmioi, l'onore deH'esercilo, la sicurezza o la indipendenza dello Stato! A queslo pu nto àcl comba ttimento, quali forze gli rimangono tuttora sotto mauo per attuare la manovra idcatat Le due mezze compagnie di riser va (che avranno sì lenta mento seguitato il movimento dei sostegni e distaccato ognuna sul proprio fianco esl('rno un gruppo-patlugliil . ma che non saranno ancora state impegnate nel com!.wttimcn lo), e le due compngnie che co5liluiscono il grosso. Come ie disporrà e come lo impiegherù 1 Per rispondere a questa domanda, richiamerò prima la solita similitu<l.ine del duello. Il duellante, dopo l'invito d'attacco e una prima botta e risposta, avvenu te fra lui o il suo a,,versario, deve aver capito con q ual genero d i schermitore si trova impt'gnato. Se, ,dal lo sguardo suo e dal ,tatto del fcn~, lo ha trova to d'an imo irresolu to, egli cerca, per prima cosa, di vincergli pienamente il morale, con quel l'atteggiamento sicuro, serio, deciso, che dinola superior ità; vi nto così il morale d(1ll'avvcrsaric, egli può presumere ùi avere la partita quasi vinta; poichè egli sa che la flui.a gli sarà creduta facilmento , che le così dette mosse di ùtùito l'avversario le farà quasi inconsapovo!e di so stesso ..... insom ma, dopo ciò, ci si sente come padrone deHa situazione. Se lo ha trovato, invece, d'animo fiero e risoluto e di media abilità tecnica, cg!i si fa più circospetto; usa parn to strette; nei co lpi, non' va mni più in là dell a p·rima o seconda intenzione; sta .semprn con t1n piè levato, per essere p1·onto. quando che sia nlla r itira la, al salto indietro, ecc ... .. . Simi lmente, il maggioro, nella prudente previsione di trovarsi con tro un nemico a lui supcrion,, o per quantità o per qualità di truppe di cui dispotrn, o per prevah,nza di a rm.i.mcnto, avrà , sin da llo pr imo mosse fatte per disporsi in posizion e di guard ia, adocchiato indietro duo o tre posizioni suc cessi.ve, dalle quali poter opporre una valida difesa. Abbiamo v isto cho, sull'ultima, avea già disposto H suo grosso in posiziono di aspeltativa: ora egli sta a vedere.

So vede i capitaui (delle due compagnie avanzate) costretti a r ipiegare gruppi e sosLegni dietro del le r ispettive riserve, ,egli dispone il gros,o in formazione di difesa ·(2/3 della forza io linea pei fuochi colioUivi, e J(3 sulle ali , in ordine sparso, pei fuochi individuali bane aggiustati); ciò falto, ordina alle due compagnie separate di rilirai·si, per lo a li del grosso, sul la seconda posiziona dif,:rnsiva prescelta, allo scopo di , là rioi:dinarsi .o poi tenersi pronti o ad agire con;1e ris.erva òel gr.osso por ~ioa contr'otfensiva contro l'assalitore, già d.e.cimato o sconnesso dai fuochi della prima linea , ovvero ad occupare .difensivam.e ole la posizione stessa per sostenere la .r itirata del g1·osw sopra una successiva posizione difonsiva, ecc.... Se vedo, al con trario, che i capitani seppero mantenersi su Ile posÌzioni cunquislate con un primo nt.tacco dei. sostegni, egli prepara immodialam.Pnté l'attacco risolutivo, avendo però riguardo, nella scelta della formazione di manovra, a questi due casi: 1°

n nemica trovasi,

con esso, 'i n condi:iioni press'a poco

equivalenti: nel qual caso, egli sente la necessità di pronunciare tanto il ,finto attacco (se vi è opportunità di farlo) quan to !'al.tacco risolutivo, dentro ai limiti segnati dei duo estremi dP-lla linea . del fuoco; ;n altre paro lo, di operare por linee i.o.terne. Ecco la vera cagione, perchè, per la simil itudine, ho scelto piut• tosto il duello a ~pada che quello .a sciabola. .Dopo la campagna del .18G6 e, più ancora, dopo la re.conte del 18i0-7l, s'è fatto e si conlioua pur sempro a fare un assurdo abuso di manovre avviluppanti, senza por mente a questo: che i Prussiani, tan to nel la guerra contro l'Austria quanto in quella contro la Francia, ebbero sempre, o snl c3mpo strategico P, sul campo tatlico, una stragrande preponderanza sull'nvversurio; ne-Ila pri ma , per armamento perfoz.ionato., in ambedue, per numero di eombattenli e per loro qualità. Ma, dai più, non si pose mente a quoslo; e, come qa tutta


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433

SULL' 0Jlfl1NAMl!.Nl'O

DF.LLA l!ANTEnIA

la gente igooranto o di corto ingegno scnlcsi sempre op porro, allo più sodo ragioni, un adugio del senso comuno o un mollo proverbiale, così, ora, tra i militari, senlesi spcss0 opporre od ogni conccl!o di manovra razionale, la famoso formo la - avf>iluppare l'anu~rsario, giTarlo - formola assurdo, so viooo oretta a sistema, e sopratutlo so applicata a piccoli riparti di truppe (battaglioni, compaguic, ccc ... ..), poichèi non riesco, nè può riuscil'o, se non si ha una decisa superiorità, maler.ialo o morale, sull'avversario. Se non che, pur operando per Iineo interne, il maggioro dee preoccuparsi seriamente nella scolta di una di osse, del modo di avvicinarsi coperto alla posb:iono occupata dal nemico. Questa linea è normale al fronte? bono! si avrà un nttacco di fronte. Questa liuoa ò ad osso invece inclinala? ebbene ! si avrà un attacco di fianco. Questa dev'essere la preoccupazione del maggiore, non già quella di alluare a qualunque costo uu attacco di fìanco, massima dottrinaria, contenuta in tutti gli alcoran, di tattica i li maggiore attua fìnaltllenlo l'attacco risolutivo, colle due compagnie del grosso, accompagnate e protette dai rispettivi cacciatori, disposti, in ordine spaì'so, tan!o sul fronte quanto sui fianchi dell'unica colonna d'attacco o della linea di colonne d'allacco, in cui si formò il grosso a seconda della natura topografica del terreno. I cacciatori e i sostegni dol le due compagnie distaccate, manovrando per lo ali, accompagnano l'attacco principale e vengono a formare una linea di fuoco concava vorso il nemico; le duo riservo, se non vennero impiegalo in finti attacchi, accompagnano e sostengono la marcia offensiva dei rispettivi sostegni e gruppi. 2· n nemico trovasi, con esso, in condizioni di sguaiata inferiorità: nel qual caso, non metto conto di star lì a perder tempo, nell'ideare un'abile manovra. J3asta andar avanti. L' altacco girante ed avvilupp,mte, in ques!o caso particolare, è il più spiccio e risolutivo, ma non ò il solo. Infatli, in quel prezioso Jibrottino che pubblicò non è moltù,

il Duca di Yi.irlomberg, IPggesi che: « presso Lc-Mnns, duo

ballaglioni di cacciatori al!ravcrsarono di notte, olla corsa, uno spazio senza cn1:icare o sN11.a far fuoco; quieti cd inosc sorvoli, espugnarono, in completo silenzio, una pos;ziono < impvrlanto, facendo un discreto numero di prigionieri. « Un'altra volta, un riparto di truppe francesi venne scacc cinto dallo suo trincee di balt11glia, al solo grido di hurrahl • E ,la storia clelia guc:-ra è piena cli simili esempi. di viltorio;i com!iallimenti, opcra ii Il per lì, con nn attacco _ececutrico e onclrn con· uno scherzo; basta, per ciò, lo avero di fronl9 nemici ta!i cho lo lascino compiere impuoemeoto. So il rrostro maggio1·0 vede cho ha da faro con un simile aYvcrEario, rgli può prender in mano la propria lesto, e con un g:ro di pugno gittarla fra il nemico, come foco il maresciallo di Con<lè a Frfburgo del pr(lprio bastone, o poi dire ai suoi sold:.iti: andiamo a ripi!J,liarcela. e

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E questo mi pare che sia genericamente il meccanismo del cornballimento di un battngliono. Non contenta tuW 1. ... ebbene! se ne iromHgini uno migliore; ma, per l'amor del ciclo ! si aJolli una formazione normale òi con'!bullimcnto, pirghevolo o modificabile sin che occorro, o che questa unica forma venga resa famigliare allo truppo nelle manovre <lt:l tempo di pace! nor;o!amcntarisli, nn Lori, professori, colle loro milio cd una formo talliche di comhatlimeo!o, mettono un tal gazzabuglio nelle teste dei poveri ufficiali rli fanteria, che non ò poi a maravig!iarsi se questi, all'atto prnlico del combnttimcn to reale, vengono a trovarsi impr.ippiuali come tanti pulcini nc:lla stoppa o so, dopo mollo tcmtennaro, si decidono finulmcnle o a spari11 ordine soo1·so inti ure compagni1i e perfino inticri p n"linrc "' . battaglioni , o a tenerle a~massato su pochi palmi di terreno, le qua!i sono, pur troppo! lo òue formo <li manovra più comunomeuto usate nel comballimento vero.


sut.1:ORDINAMÈNTO F'orse il lettore, stanco, rotto da tanto digressioni, avrà desiderato ého il m io discorso corresse un po' p,ù filato o diritto verso fa conclusione; ma la materia è cosi complessa, così piena di quistioni incidenti, che il proccdoro da un·a tesi ad un'allra, senza che nulla rimanga da chiarire, la è cosa che. supera lo mie forzo. Infatti, malgrado le numeroso digressioni, è r imasta pur tuttavia in penombra una quistione che ha bisogno inv.ece di luce piena, tanta è la sua importanza e tanta è l'urgenza di vederla, una volta por sempre, chia ramente .definita. Se il lettore si rammon.ta, noi abbiamo visto tanto nel plotone di sostegno, quanto nr.Jla riserva, corno anche nel grosso, che mentre uria parte di truppe stC'ndesi in ordine sparso, un'altra parto rimano a file aperte o chiuse, inquadrata sempre · in nn ordine lineare. . La differenziale, dunque, di una unilà tattica qualunque di fanteria, cioè la quantità elemen laro fino alla indivisibilità , è l'ind i~iduo nell'ordine sparso, è il ploton~ nel!' ordine. aperto o chiuso. Talo e tanta è la elasticità, sdòltezza e rapidW1 cli manovra. cui deo sapersi piegare il gruppo, che, per valere qualcosa, bisogna proprio c~o valga pur qualcosa ciascuno, uomo per uomo, di coloro che lo compongono; mentre che il plotone, in ordine aperto o chiuso , tan to vale quan to il capo che lo comanda. In quest'ultimo il tipo del soldato automa, di tarda intelligenza o di mediocre abi li tà nel tiro vale ancora qualcosa por la coesione, per la cieca obbedienza alla voce del capo, per · la disciplina del fuoco, or più che mai indispensabile con lenuove armi à tiro accelerato, e può dare anzi òllimi risultati purchè sia guidato da un capo istruito ed autorevole o sorvegliato da un vigoroso sott'uffìciale che, stando in serrafile dBv'essor e autorizzalo, ove occorres~e, a far giustizia sommari~' sul· primo nel cui animo venisse a prevalere l'istinto al dovere. Nell'ordine sparso, al contrario, nel gruppo, quesl' istesso

135 tipo di soldato riesce di serio impaccio, e può essere occasione se ripetuto in molti individ ui, a continue incertezze, a mestricabili garbngli, a dissolventi confusioni E la rogionc è chiara; quanto meno· c'è di compattezza, nPgli ord ini, ttioto piìi è necessario quel seuti mento di sè e della cosa che, con voci moderne, si chiama individualismo e iniziativa, per i quali soltanto è praticamente possib ile di sostituire l'autqnomia all'automatismo. Ma c'è ancora una distinzione di maggio'!.' peso, ed ò: che noi fu ochi colletlivì, con un'arm9 a traieltoria tesa, mi basta che i soldati sappiano tirare orizzontalmente o in direzione normale al froole del plotone, del la compagnia ecc ..... mentre ch•i, nel fuoco iudividuale, ogni cacciatore deve possedere tale · abi lità nel tiro, da essere sicuro del· proprio colpo sino a 600 o 500 metri almeno di distanza, cui si trovi un piccolo bersaglio, ta lvolta determinato dalla mezza figura di un uomo isolato. L'ideale, non v'ha du bbio, e per sernpl i,;ilà di ordinamento e per quella di manovrn, sarehbo di avore una sola qnalità di soldati, atti tanto ., combattere in ordine sparso come in ordine aperto o chiuso, fila il fatto risponde egli a questo idenle1 Prima di rispo ndere, ricordiamoci che lo basi del nostro problema sono: 1° servizio generale o quindi, nessuna scelta r igorosa possibile: corta durala della ferma so tto le armi; 2° un assurdo servizio di guardia e di min uta sicurezzn, non ancora dlscaricato dall'esercito su di altro apposito personale. Pr emesse queste basi fondamentali del nostro rélgionare, se dobbiamo sempre seguitare a pa,cerci d'illusiooi. ... .. sta bene. 110 torto io e il lettore farà bene a saltare a piè pari questo n;iio scritto. lfa se davvero è giun to il tempo di vedere quello che è e di trovare i migliori espedienti per r iparare :igli sconci che presenta ...... a me pare, che, a quost.o incalzar di domanda: Ebbene! una tale perfetta condizione di cose, ò stata 1 è 1 potrà arrivare~ DELLA FANTERIA


136

svu'011 DINA~fENTO

non si possa risponc:ere cho con un incredulo crollar del capo. I folti nostri, non solo, o qu(!lfi de i F:·a occsi, parlano anche troppo chia r o su lnl proposito; ma i Prussiani stessi, in tulli i loro piti rcct'nli scrilli, lamentano essi puro la inettitudine del loro soldalo comuno a svo lgere ordin alamenl.o e con efficacia pron ta, risolutiva, un cornbnitimeo!o in ordine sparso. Da ciò, una gr.inde maggioran1:i, negli ufficiali nostri C'd esteri, derivò la nuccssilà di porr0 un freno 11 ! dissolvente abtiso dt•gli ordini sparsi. genoraliaati a tulta Id f;rntcri.::, e di arero una parlo di lruppa, scelta p:;r aliilitit nel tiro o dc~rrezza nella scherma del terreno, por esscr·o esclu3ivaroenlo impiegala ncll'ordiac sparso. Se non che, da questo io1!istinlo son!imcnto di un biso"'no o • all'accordo del pm1siero . nella scl'lta del modo per soddisfarlo eone un gran trallo ! e il vero pr.sso innanzi ill'1ecn sulla via del progresso non p:iò dirsi compiuto, se non quando apponlo sia staia trovala :lllChe I,1 formola pratica, comunemonlc accollala, che ser vo a mulu·c :I pensiero io fdtto reale. Sentiamo da prima lo proposto state follo a questo riguardo da altri, poscia dirò la mia . Ufficia'.i di grande ingegno, esperienza o dotll'ina , propugnarono fa necessità di arcro uu'inliero corpo, cosliluito da truppa scelta (i hersngli<!ri), ordi1audo!o, chi in rt>ggimonti, chi in battagiioni autonomi. ~la dJma n:J o io,· premesso cho l'aggiunto scelta dev'esscl'O fondato e;scnzi.il :ncnte sopr a una m3ggioro ubilitù nel tiro., che razr.a di foodnmenlo può avere mai qu~sla scelta fissata a priori sulla materia prima, mentre cho non può nè dove essere che la snnzione di un criterio, che nasco a posterim·i, cioò dopo falla fa scuola di tiro? Posto che quesla prima obbiezione, nnlurale, spontanea, possa venire stritolala, come si farù, soggi ungo io, con siffatto Ol'dinamcnto dono truppa scelto a inipiPgarfe ucl loro natur,110 ufficio. che è quello di coprire-proteggere o preparuro l'aziono delle altro truppo di fanloria?

DELLA F.\NTEltlA

437

È forse cosa seria la proposla di coprire, orl osempio, una inliera brigala di font<1ria con uu ballogliono di bersoglieri !

I bersaglieri, co:11e truppa speciale, non solo ò utilissimo, ma ò anzi necessario che vi siano ; cd è quanlo cercai di pro-

varo nel!a Jlriina parto di questo niio studio. I bersaglieri •invece, corno truppa scelta, non hanno ragione alcuna di esislere, e snrebher rlcslin.iti. o primn o poi, a sparire; p er chè la logica dolio cose ò assai più fo rte d i quella degli uomini, incaponili a tener vi,·a e desta una tradizione che ba fallo il suo tempo, Alcuni allri accumularono il frutto ùi lunghi o pazienti i;tudi, per provnrc lo oppoi·tunità di istiluiro in ogni batlagliono una compagnia di lirnlori sce!li. Da quale concello inizialo argomentarono costoro siffatta opporlnuilàL. Da questo: che la vera e sola unità ili combatlimenlo, della fanteria, è il ba tlagliono. t evidente; poiché, se talo non fo sse stato i l loro concetto fondamentale. essi , snb!lO dopo ideato questo ordinamento, avrebbero toccalo con mano che 8ebbe no io minori proporzioni, ciò nullamono presentava pur esso quei medesimi difetti, che, pih sopra, abbiam visti parlando di un hallaglione di bersaglieri che debba coprire una brigata di fanteria. Ammetto volonlieri che in cer ti scrilli prussiani, qcelli propriamente che ebbero maggior fama o che vennero maggior, mento diffusi nelt'esercilo con tradu1.ioni uflìcioso, vi sia un po' di esagerazione nello aver dedotto, da nlcuni pochi falli tuLL'altro che esemplnri, il principio cho d'ora innnnzi i cornballimenli di fan teria non potranno osscro sostenuti e condotti cho da compagnie autonome. Ma dalla esagerazione istessa di un pri11ciµi o spinto alle sne ultime conseguenze, si puu argom eolarn con fondamento chfl qualcosa di vero dovo pur contenere, e che mal si opreri:ibbe cercando di controbilanciarlo con una esugcrazione del Ql'incipio opposto.


rns

SUhL' OUT>INAME'NTO

A non volf>r essere esclusivi, bisogna proprio convenire che, data la nccossità d'impiegare nel comballimento l'ordino se-

parato, tanto il b·allaglione quanto la cc,mpagnia come puro, sebbene io proporzioui molto minori, anche il plotone di sostegno coi dipendenti gruppi. possono, ad ora ad ora e in sfere di attività sempre decrescenti, venire considerali come altrettante unità tattiche di comballimouto. Du oquo il principio tecnico su cui riposa questa proposta, non regge ad una giudizioso critica. So I}On bostussero, poi, qU(,sLi appunti d'ordine tecnico, ora verrò esponendo alcuni argomenti d'ordine moro le, di tal peso che farobbero sentire a tu Lii la necessità di vedere abolito queste compngoie scelte, dal.o il caso che esistessero nell'esercito nostro. Premesso che la separaziono della truppa srelta dalla comune è una sanziono di un cri terio che si forma a pnste1·iori, cioè dopo compiuta la scuola di Liro, cosa devo succedere nell'interno di un battaglione, formalo su quattro compagoio di truppe ordinarie o una di truppa scollo? Cho quattro cnpitaoi devouo, pozioulemenle e con somma cura, istruire i propri soldati per ..... coosegnarno poi i migliori al capitano della compagnia scelta. .Al posto di uno dei quattro capitani cho comandano le compagnie ordinario, io sonto che la mia dignità, il mio amor proprio si ribellerebbero a questa slraoa istituzione, e al posto dol capilo.no che comanda la compagnia sce lta, ~cnto cho avrei tanto pudore e sufficiente tallo da condannarla io pc! primo, quand'anche mi reputa~si una cima. E poi! io ca pisco la possibilità pratica di fare una corna nella bassa forza; l'essere più o meno abile tiratore, è uno cosa di fatto, che ogni soldato può constatare sempre, sul registro dei risultali ollcnuti nella scuola di tiro. Ma come si fa a giu$lificaro o constatare la scella negli ufGcialiL .. Lasciata al criterio individuale dei singoli comandanti, sa il lellore che frullo apporterebbeL .. Oh! non c'è ncssu1} bisogno di essere profeta!

DELLA llANTERIA

. 139

bastano duo dita di cervello o qualcho :inno di esperienza ..... 0 il lettore può t,ovarlo da sè, senza ch'io mi stilli il cervello a cercnro frasi por dorare la pillola amara. Ma v'ha di più. La cerna, nella bassa forza, riposa sopra un dato di fatto, quindi genera emulazinnc; io soldato, vinto qu_esl'anno, posso speraro di riuscire vincitore nel venturo. La ceroa, negli ufficiali , non è giustificata da nessun doto positivo, palpabile, quindi goncra invidia negli uni, pewlanza negli altri, e in tnl gu is:i verrebbe a deturpnro il cnrattoro tanto dell'ufficiale non scelto come dello scelto. Ln radico di tutti questi mali snrcbbo nell'uomo o nell'ordinamento? Qui o là; ma nell'ordinamonto principalmente, che devo essere adallato agli uomini come sono o non come dovrebbero essere. Gli stessi inconvenienti tecnici e morali, ma in scala iofinilameoto minoro 1·ispetto alhi loro intonsità, vorrebbero a farsi sentire nell'in torno di una compagnia, se questa venisse ordinata su tre plotoni, di truppa ordinaria, ed uno di truppa sceltn; com'ò sta lo fatto du un nostro generalo, subito dopo la ballaglia di Cusloza (ordino del giorno 5 luglio 1866 della a• divisione alliva) e come vanno proponendo alcuni auloreYoli scrittori prussiani ed austriaci. Cionondimeno, soggi ungo immediatamente, che, tra i due ordinamenti, l'nllualo in vigore e questo di un plotone di tiratori scclli per ogni compagnia, il mio volo sarebbe senz'altro per quest'ultimo. Compiuta quest'opera preliminare o ne~essaria di demolizione, or verrò esponendo al C(lrtese lettore i criteri secondo cui io intendo di sciogliere il problema che or si dibatte, ai quali farò seguire. le conseguenti dedulioni. Prima di tutto, dichiaro ch'io pc! primo sento potentemente il biso"'OO di scevoraro dulia fanteria comune, che deve iu ogui '

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DELLA l?AJl!TRl'II.\

1.tO Snr.r,' OnOf[i[AMENTO caso agire in Ol'dioo aperto o chiuso, quella parlo cbc, per maggioro abilità nel tiro, deve venire esclusivamente impiegata in or line sparso. E quando puro non lo si vol::ssa r itllnero un bisogno, ma semp!icemento un vantaggio, o che r inunziarci, <!al momento, che il va loro medio delle truppe dP.slinale a rimnnero st)mprn in un ordino linearo, non viene a scapitare di nullo per questa scellat ... So, infalli, il medio cocrGcienlo di tiro ò di 0,50. in una compagnia cho combatte in ordino lincnro. a che le giova lo aver tra lo fil o un lC'rzo della forza sna che uel tiro i11<liviùuale sappia raggiungere, per esempio, un connìcicnte di di0,75'?.. .. A ben poco, por non dire u nulla; ,percht.1, in primo luogo, questa media superiore, por mnntenersi lalo, lrn bisogno di condizioni speciali di comodità, di ,,icurezza, di iniiipenden:r.a nolla sccHu clol momento opportuno por sca!taro l'arma, le uno improbabili o le altre impossibili a trov3rsi in un combattimento in linea; in secondo luogo, perchè nei fuochi collettivi a comando, sia per la maggioro compallczza, estensione e prossimità del bersaglio, sia por la maggior tensione mornle che subiscono i soldati iu quei momenti solenni, se serrali in linea , sin pel filmo che impedisco uno s(!rupoloso puntamento, il fallo è che l'effetto utile di un mediocre tiratore è pari a quello che in simi li condizioni può daro il più abile cacciatore. Ora soggiungerò che questa parlo elc\lln di truppo di fanteria, elelLa pcrchò coslilu ita da tiratori scclli, ò evidente cho non può avere scopo di riservo , m:i. d'iniziativa. l\Ia d'iniziativa n chi? A quella unità di truppe di fanteria che, proporzionatam ente olla propria forza, può essere chiamata a s,·olgere con minora o maggiore outono:nia una fas(~ do! combattimen to. È tanto chiaro cho non merita spiegazioni maggiori . E qui r ipeterò che, a nou voler essere esclusivi, bisogna proprio conveniro che dota la n0cossità di ndo llare nel com-

batlimcnlo di fanteria un ordino più o meno separato, tanto il ballog\ione quon to la compognia, come anche il plotooo, possono, ad ora ad ora, venir considerali come allrellanlo unità talticho di combattimento. Sissignori! anche il plotono; pcrchè cosl stretto ed intimo è il nesso, il legomo che collega) gruppi al rispetUvo sostegno, che io muoverei aspra censura o quel capitano che, per esempio, mi facesse manuvrare la linea dei gruppi dirottamento e non per l'inter.rooùio, gerarchico e luttico, dei capi-sostegno. A questo punto entra opportunamente un'ollra considerazione, ed è, che ogni riparto di truppe, qua o là dislocalo nell'ordino di combattimento (o in sostegno, o in riserva o in grosso), doro avere con sò UDO. parlo proporzionale di questa truppa scelta, po1chè, se à vero che ù'ora inuanzi avremo probabilmente guerre corte e grosse, non è però meno vero cho essa si risoh•eranno ancora mediante combattimenti più o meno Lzmghi. Il 'tieni, ,vidi, ,vici di Cesare ò una bella frase, ma va presa in quel largo senso con cui l'ha usata quel sommo capitano. Ora devesi por monte a ciò, che, dopo due o tre oro di combaltiinento, una truppa è talmente stanca e logoro, maler iolmento e moralmente, che sarebbe follia lo sperare di poterla ancora efucocemento impiegare o neli'azione difensiva o nell'attacco risolutivo dopo di averla utilizzata ncl!a preparazione dei' comballimenlo. Finalmente mi riassumerò. Avore una porle di fanteriJ}. sceJla.1 Sì. Ordinarla in reggimenti, ballaglioni, compagnie, plotoni separali! No. Dunque! La conclusione è presto fa tta, ·poichè non rimane cho di ordinaro tutta la fanteria (anche i bersaglieri) su tre r ighe, dello quali una (la terza) cosliluila da tiratori scolli. Ciò sem brami chiaro, corrente e dedotto con logica rigorosissima 13 schietta.


SULL' ORnINAMENTO

DELJ,A FANTERIA

Certo quest'ordinamento avrà pur esso i suoi inconvenienti; o qua l è quello clrn ne ò scevro?! Ma quan<lo io coosiòero la erroneità manifesta di tutte le altro proposto test('l esaminale e vagliate, piglio lìducia o coraggio, e, se la bilancia ,lei mio giudizio tituba ancora, io vi gi tto il peso degli esempi defla fan teria belga e prussiana, i cui ordinamenti s'accordano, nella forma almeno, con questa mia proposta.

alle singole parli prese ad una ad una, la quale operazione ha nomo di stu,iio sintetico. 4° Esperienza, analisi, sintesi sono i tre rocchPtli della mncr.bina che !ìla il saper e umano; il primo svolge In materia prima, gli allri due la lavorano e la lavorano bene sr1 mossi simmetricamente attorno al primo, in guisa da formare un tutto metodico, omogeneo ed armonico. Nella sover chia .:ina lisi di!eg1tasi, a poco a poco, il senso di intendere beoa e di abbracciare nel loro insieme i larghi problemi di ordinamento. Nella soverchia sintc;,.i il cHr vello si gonfia, gusta io frasi, si ciba di vonto; dih~guasi. a poco a poco, fìnanco il senso comune. Questo. qunnlo al fondam ento metod.ico. Quanto al frutto cbe n'è uscilo, rn un esagerato amor proprio non m i fa velo al giudizio, io presumo di aver provata l'urgento ncee~sità: 1• Di separare dalla fanteria una par i.e (i. bersuglicri), che, r<'sa speciale per spccialilà di r eclotamenl.o e di educazione mililare, dovrebho iervire di prnzioso strumento d'iniziativa strategica noi p:iesi di montagna, di validissima riserva tattica nei paesi di pianu ra e collina. 2' Di adottare qual forma regolamentare intermedia tra l'ord ine sparso e l'orc.Iir:c chiuso la formazione in linea a file aperlr., cioè l'ordine aperta. 3° Di separare, in ogn i nnìtà lattica di combattimento , dalla truppa destinata ad agire corn11oernento in ordine aperto o ch iuso, quella, che dev'essere irnpiegnta generalmente in ordino sparso, ordinando qt1,,st'ultima in terza riga. Necessili1 urgenti, che io afformai adopnrando uno stile forse troppo nervoso e assol uto, ma che mi verrà compntito, io spero, dal cortese lettorù, dove per poco consideri lo stato di uno che pat·la o scrive sotto il del.lato di una. profonda convinzione e di una rig-orosissimn logica; stato che rassomiglia mo lto a quello in cui si trova il geometra nell 'en11ociaro il teorema e che il quadrati) dell'ipotenusa è uguale alla somma

Ill.

naccogliendo da ultimo tutte !e cose sparse in questo studio, ornai lungo , io sento, anzi sono profondamente convinto ~i -potere assf!rir0, senza tema di essere seriamente contradclto, che: J• A voler rifa'bbricaro l'ordi namento di un'arma, come ·<1ueilo dell'in'tiero eserci to, non per autorità, nè per cieca imilazione, ma pBr logico srnlgimeoto della natura intima delle cose, occor re unzitutto ammassare nella memoria una {iisr~reta quant!tà di fatti (aven•Jo cura' di scegliere di preferenza quolli avvenuti ai giorni nostri, o di lasciare agli eruditi il gusto di discutere quelli a noi tramandali da incerto o sommarie trad izion i). 2° Questi fatti vanno scrutati con libero esame e con analisi minutissima o coscienziosa, cioè considerandoli come furono realtà, o non già piegandoli a significare i trovati della ,nostra .fervida irn;nilgin,nionc. Pare, in sulle prime, che qnesta sia la cosa più semplice' di questo mondo, e pure presenta certa diflìcolti1, derivante da ciò, che ogni singolo intelletto frappone fra sè e il fatLo come un vetro che la pas· sione, il pregiuùizio e la negligenza appannano quasi sempre. 3' Il frutto di questo studio minuto, analitico va poi ad ora ad ora assaggiato, solle.v~.ndosi a considerare i falli da un punto di veduta sempre pili elevato, allo scopo di sfrondarlo dal soverchio fogliame e vodere so risponde bene ul tutto come

in .

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~ 4,,i.

SULL'OlllHNAM&.NTO OELLA I1ANTEIUA

di quella dei due cateti », al 41rnlo enun cialo egli non sogna

neppuro di doYer preludere, per ris petti umani, con un mi pare o un mi sem b1·a, corno so quella verità geomolrìca dipendesse in niente dall'atto cogitativo di Tizio e <li Cnio e non istesse tutta da sò, accomunando nnzi lo menti nello splendoro della sua evidenza.

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

Torino, 1• agosto 1872.

tlflLIO LODnJNI

Capitano di stato maggior e.

Sul nwclo ,li eo,nbattere df!i Prussiani. -

Saggio di

nozioni tattiche tpecialmente desunte dalle ultime gu,errc, per ALESSANDRO AnntVADENE , capitano nel 2• regr1imcnto bersaglieri - Roma. 1871, tipografia Voghora. A nostro erodere non si può dire cho il l1woro corrisponda abbnslanza bene al titolo od almeno alla prima parte del iilolo, giaccbè non ci sembra che da esso il lettore po:;sa farsi uun chiara o snffìcientemcnto esatta idea d1JL modo di: combattere dei f>russian i. li la,oro ò diviso in r1ua!lro copitoli.

Nel primo l'nutore tratta in ~cneralc delle tre arn11 (fanteria, cavalleria, nrti;lieria). inrlìc:mdone lè proprielb, !I grado d'importanza uoi combattimenti ctl il più utilo impiego che ne può esser fatto.

Trn cr;so in questo capi[olo ci sembrano parlicolarmeuto appuntabili, e sono: La confusione cho ti sembra over fatto l'autore fra l'iuiziativa strategka cd anche polilica <'Olla tattica; L'asserzione che menlre le /'rmteril! assalgono e si difendono, La caoaUcria non può ,he rU[mrlersi, assnrzione contraria affatto alle generali convinzioni al :riguardo, giacchè ciò che manca precisamente alla cavalleria sono le proprielil difensive; infatti , per àifendersi essa non ha altro mezzo che di attacCllre o fuggire ; j NJtO XVII, VOL. IV.

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lllVISY,\

BIBLIOGUAF'ICA

Finalmente l'invenzione dell'espressione poco felice sr.rvizio di pubblica. sicurezza (per indicare tutte quelle operazioni di ricog·nizioni, esp lorazioni cd al trn della stessa specie cho si sogl iono affidare alla cavalleria). Ci sembrava che l'e~pressiono usuale servizio di sicurezza sarebbe bastata. - Perchò pubblica? Ci piace credere che sia un lapsus calami. L'autore dà termino al primo capitolo facen d9 la dislinziouo di due maniere di combattere: la difesa e l'attacco. Nel 2• capitolo entra ad esaminare quaio pro!ì tto si abbia a trarr,; dal terreno, quale impiego a farsi dél!n dirnrse armi" o qualfi sia la più acconcia · disp~)sizione a darsi alltl truppe pel tct,ìro dell'azione per la difesa. Nel 3° fa un uguale studio per r i~pctl.o alrattucco. . Qui troviamo, a nostro giudizio, un'irnportum:a fo rse ecces5iva data al lorrnoo, il qualo difetto apparisco fin dalle prime puro!e òel 2• capitolo, là dùvc è scritto: premettasi che per la

tore trac argomento per parlare delle operazioni di piccola guerra e dei corpi ai quali, pros~o i vari eserciti europei, tali -0pernzion i sono special mi>n to a ftìda te. Parlando dei nostri horsagliai, egli esprime l'opinione che, se questa specie di fanteria ' duv·l·ssere conservala, quaranta

difesa con1Jiene cercare una pos1,zione.

Il vantaggio di uoa buona posizione è ccrtamcn!e incontestato per la difesa, ma !o sludio del difensora non deve, a parer nostro, essere quello di cerca·re una posizione per difenderla, ma sibbene di difendere nel miglior moòo possibi le quello posizioni che importa, per viste tnltiche e stra tegiche ari . un tcmµo, cool.r.istare al nemico, traendo, ben inteso, tutto H vanlng-gio elle si può dall'aiuto che possono dare le accidentalità del terreno. . Le nozioni talltche, sia rela tive alla difesa, sia all':ittacco, e~ sembro. che .n on siono ahbaslanza generali por cssern posto in modo così assoluto quali regole di massima come lo dà l'trntore; nè possiamo lro·,arc esalto alcuno defìnizio ui come quel!o di punto tnttieo d:ill 'attacco (la. posizione più debole cli, una linea di difesa) il di punto straregi_co {quelfa posizione che ver le co11Lwiicazioni sue vosteriori hct una speciale importrmzaJ.

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In (·.omple.sso, un maggiore sviluppo della materia sarebbe stato dosiJ:c1rabi le tanto i\l 2' quanto nl 3" capitolo, ed avrcb!J<l giovato a rcndù.rc rnag-g iorrnento chiaro lo ideo dell'autore o dato modo di nrrir·ezzaro fì no a qual punto ì procdli tnilici da lui espn~li vogliano es~ere accettati come princiriii. Più lnrgamenl.o si è diffnso l'auto re nel 4° capilo!o, nel qualo tr11 lla del servi1i0 rii sicùrezza in camoagnn, e ci sembra anche che tjuosta sia lc1 pari.o più studiata del suo lavoro. Dall'esame delt0 normo rc lo.ti;'e al servizio di sicurezza l'au-

battaglioni sono troppi e corrnerrebbe 1·idurli meglio a dodici, a sei compagnie ciascuno, comandati da due colonnelli, qucittro tenenti colonneUi e sei maggiori. Ponendo fìue a questo nostro cenno bibliografico, noi pen1,iamo non arer mestieri di spendere parole perchè i nostri appunti non si,mo presi in ma la parte daWantorf', mentre la critica franca ed onesta è debito di lealtà e.dev'essere di sprone , agli _stndiosi a cimentarsi a nuove provo.

C.eoyra/ia fisica t! 11olUi,!a del capitano TANCREDI FOGLIAl'H, pi-u(esso1·e nella s1:uola rnilitare di, {anteria e cavalte1·ia, seconda edizione. - Modena, 1871. · Ln Geografla {ì,!!ica e pol-itica del capitnno Tancredi Foglianl, è uno fra i libri destin:.ili dal Cllinistcro del la guerra all'istru-

ziono degli alunni del!a s1·.uola mi li fare di fanteria è cavalleria. Il Foglianì è da lungo tempo impiegato ue ll' insrgnumenlo, e le sue lezioni , litografllte prima, stampalo poi e ristampate , for mano oggi un pregtlvo!issimo lav uro didascnl.ico. r. 'autoro adotta i principi i che furono ennnciati d,tl ~h1 lte-Brun e cho servirono a dare 1rn nuovo indirizzo. ag! i studi geografici, oru clinando !a descrizione della lerrn per bacini; egli espone questi principii nel la prima pnrtu de! sno libro e !i fo seguire dalte dcGnizioni relative a!la nomenclatura geograGcn; fHmandosi quindi su lla parte· che ciasc1HJ'> de i g r·andi f<!nomeni che descri ve ha nel la economia dl'lla nnlnra, e sull'importanza miJila,·e dei rnollti e delle acque. sui climi, sulla forma e sulla flora delle diverse zono o sulìe razze che compongono il genero umano . Passa quinrli rnpidamentc a rassegna i principii costitutivi ò ella geogratìa politica ed incomincia dall'Europa la descrizione del nostro globo. .Lo diverse parti dd mondo compariscono divise in regioni o descritte sr-~ondo la fisica conformnziono dei V!'rsanLi formati <lallo catone dei monti che le traversano, o lo studio dello


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RlVJSTA

forme del suolo è sempre seguìto da Ile più recenti notizie sulla costituzione degli Stati, sulle lorò forze e suilo loro ricchezze. L'autore si è valso di tulle le più moderne idee ed è perciò che il suo libro ha un carattere originale e si scosta in molte' cose da quello del Lavallée che aveva già resa po- ' polare la teoria do! Malte-l3run col suo trattato di geografia fisica e militare. Citiamo, per esempio, i confini meridionali dell'Europa per una parte dei quali il capitano Fogliani si attiene al corso del Kuban e del Kuma, mentre fino ad oggi si era accettata, per il tratto corrispondente a questi due fiumi, la delimltazione tracciata dal Camuso. · Ma la parte più importante dell'opera è il lavoro sull'Italia la cui perfetta unità naturale è dimostrata indipendentemtinte da qualunque divisione politica . . La catena alpina ,i è seguita monte per monte, contrafforte per contr affor te, e la felicissima chiarezza dello stile rende facile il formarsi un concetto esatto di questo :uostro importante baluardo. Le catene secondarie vi son tutte delineate a tralto a tratto, nè sapr emmo abbastanza lodare la preci~ione colla quale sono descritto quelle principalmente che si staccano dalle Alpi Retiche e dalle Carniche. · Il sistema d'irrigazione della pi ,rnur a lombarda e della venel'a, che è una delle glorie <lei nostr q paese e cho modiD ca tanto sensibilmente il valore di quel terreno dal punto di vista militare, è anch'esso descritto assai diffusamente, e così del pari la catena appenninica e le sue diramazioni, i suoi colli, le strade che li a ttraversano e i corsi d'acqua che da essa scendono ai noslr i mari. E qui r icordiamo come u. uuel tratto Ji Mediterraneo che è r acchiuso fra le nostr o spì~gge ·occi.rleo tali, la Liguria e le fsole di Corsica, Sardegna e Sicilio., egli conserYi il npme di Italico che gli par dato dalla naiura istessa , Solo ci sembra un po' troppo arbitraria ia sua idea di fissare come estremo confine occidentale della no,tra regione, la catenél cho si dis!acca dal monte Clapier; ma mentre egìi accenna· · quasi ad escludere Nizza dal territorio i taiiano parìando del :ramo or ientale di questa catena che scende al mure alle foci della Roja a Vonlimiglia, la mette poi con tutto ii bacin o· del Puglio n'l fra le uosire terre posseduto dalla Francia. Il.iguardato lo stL1dio della geografin principalmente importHnie per noi rispetto all'Ituliu , è naturale eh~ le altre parti

BIBLIOGRAFICA 149 -0ell'Europa e del mondo compariscano più ristrettamente trattate di mano in mano che dall'rtalia ci allontaniamo; la. conformazione del suolo vi è però sempre chiaramente delineata e non vi è fra le diverse .parli altra differenza che quella che si ritrova fra divorso carte disegnate ad una scala il cui rapporto aumenti gradatamente dall'una all'altra. Le considerazioni militari del!' autore .sui grandi tratti di terreno che egli descrive, sulle frontiere, sulle catene di monti sulle acque, seguono anch'esse questa medesima legge, o servono mirabilmente di anello di congiunzione fra lo studio d@lla geografia fisica e quello della sua applicazione alle grirndi operazioni d&J!a guerra. Le modificazioni portate nella divisione politica dell'Europa dalle ultime guerre, vi son tutte segnate e vi si treva la coslitnzione del n.uovo impero tedesco, e i confini assegnati alla Francia dalla pace di Bruxelles, e il nuovo ordinamento dell'impero austro-ungarico, e Roma capitale politica della patrìa nostra. L"opera del capitano Tancredi Fogliani ci inspira un sentimento di compiaceuia per la prova che ci apporla della severità degli studi nei nostri istituti militari, e poichè noi ere. diamo inutiie il raccomandarla ai nostri lettori, essendo essa conosciulis!in:ia, non ci resta che a dolerci dell'assoluta mancanza d'un Atlante ch'e la completi e ne renda più facile lo · studio, ed esprimere il desiderio che venga presto colmato un vuoto che è da tutti oramai sentito.

e

l.11 actiola di orientamento spiegata po11olarmenle al soldat<> di f'tmtci•ia da E. V., uffì,oiale di fanter·ia. Udine, Giuseppe Scitz, tipografo-editore. -- 1872.

Il titolo di quest'opuscolo spiega abbastanza chiaramente ìl suo ·scopo. L'autore espone in osso un metodo pratico da lui seguùo nell'impartire ai soldati della sua compagnia, l'anno scorso quando non sì avevano ancora all'uopo traccie e norme regolamentari, la nuova quanto importante istruzione sull'orien !amento. Il metodo è semp]i(:e e facile, ed ò_esposto con una lingua ed uno stile veran;iente popolari, in una forma adatta <\!l'intelligenza e capacità delle persone a cui è rivolto. L'autore,


mo

RIYlSTA

IJIBUOGRAFICA

difatti·, scrive come si parla, o come si dovrebbe parlare al soldato per fargli ben comprendere le cose cho gli s'insegnano e penetrarne la ragione, per' rlestaro la sua curiosilà ed atLoo.zione senza stancarlo cd annoiarlo. La scuola di orieùtamento di cni parliamo è divisa in tre parti: la prima di esso traUa dell'orientamento propl'iamente detto, ed è ripartita in quattro lezioni, ad ognuna dello quali tengono dietro lo dimnndc rela liYe agli argomenti in es;:a svolti, dì cui ecco i principaii: che cosa significa oricntar~i - come si procede per orientarsi di gio1·no col sole e coi· crepuscoli come la notle colla luna e co lla stella polare - modo òi riconoscere questa in cialo - come si procedo per orientarsi a cielo coperto od in un bosco fitto - imperfezione di tntli queslI orientamenti ...:_ orientamento colla bussola - ,,antaggi che si traggono, nell'orientarsi, dalla conoscenza dei venti - scopo· ed utilità della scuola di orioolamento - mezzo miglioro per orientarsi - proprietà del sole e benefizi cho esso arreca alla umanità . . La seconda parte della scuola di orientamento, divisa come la precedente in quattro lezion i, contieue una succin ta descri• zione topografica delle principali accide ntalità <lei terreno, o tratta brevemente del pulito che il soldato può trarre da esso, nelle vario circostanze in cui . le incontra in guerra. In questa parte l'autore parla specialmento delle acque, delle strade, dei çaseggiali, dei boschi, del lfl colture, oce. e1.:c. Nella terza parla, lìn1ilmcote, si danno ·alcune norme .all'istrulbre per poter appre:zz.1re il grado d'isfruzione dei soldati ed accertarsi del profi tto che essi hanno tratto dalla scuola di orientamento, combinala con qnella delle distanze. L'opuscolo del qualo abbiamo dato un breve cenno, o per la materia che contiene, e più ancora polla forma con cui questa ven ne esposta , ò senza dubbio una interessante pubbli1.::izione. Esso fornisce a coloro che sono in caricati della scuola di orien· fomento, una buona guida, da lla quale un inscgoanlo anche poco istrulto rotrà ricavare non lieve giovamento ad ottenere più completo lo scopo al quale mira questa importantissima· istruzione; o può rileurrsi, riguardo all· orientamento, come un comp lemento alla Istruzione per l'ammaestramento tattico dello truppe di fanteria. · L'autore scrisse questo libro senza ricei·catezza, nè pretension e, mantenendosi sempre, senza cadere ne.I triviale, nella ~erchia limitata dei mozzi intellettuali del soldato, ciò che co~·

slituìsce un prcgitJ rur troppo non comu ne o raro a trovarsi io pnbblicazioni di q·uesto gooere. Egli pert,rnt.o merita lodo, sia per avor <lato un buon esempio, il quale sarebbe desiderabile cho fosse seguìlo in allri 5Critli consimili, sia per avere provalo una volta pit1 con quanta applicazion e gli ufficiali dell'esercito attendono allo studio. onde perfezionaro la propria istruzion e e giovare n el tempo stesso all'incremento di quella dell'esercito.

Étmles strr la tactlque, par la capilaine F'1scn. répéti teur d'art rnit·itràre et de /ortification à t'école militaire de netgique. - Bruxelles, 1872, C. Mucquardt, éditeur.

.Dall'Esercito belga abbiamo veduto escire in questi ultimi tempi parecchie interessanti pubbl icazioni, le qua li rivelano la cura. con cui sono coltivati nel Belgio gli studi di tattica. Di alcnue di ta li pllbbl icazio ni abbiamo già dato conto in questa Rivista, ci è gr;rto oggi segnalarne Ìill'atteozione dei noslri lettori una recentissima la quale si distingue per chiara ed ordinata esposizione ·e per un largo svil uppo dato specialm ento ai precetti tattici cbe debbono essere di norma . nelle operazioni secondarie della guerra. · Questa è l'operetta del cnpitano Fisch della qualo è indicato qui sopra il Lil.olo. Por ben apprezzare il valore di queste, lavoro conviene por mento allo scopo che l'autore ha avu to di mira, (;he ò stato qocl!o di dare svolgime:1to alle materie d'esame stabilite da un programma per i luogotenenti di fanter ia, in alcune cc,nferenzo militilri che egli ha avu to l'incarico di tenere. Noi no n conosci.imo un tale programma, ma ò focilo dednrre qua le esso potesse essere leggendo l'intestazione dei vari ca pitoli 0 paragrafi del lavoro. Essendo duoquo già tracciato dal programma il cammino da seguirsi e le materie da svilupparsi, non si deve . cercare so il lavoro sia più o meno completo come trattalo di t:illica, se non sia stato dato suffìcionto sviluppo a certe parti, men tre sovrabbondano i deltag!i in certe nitre mflno esscnziaii. Ma con viene ,·edern soltrn to se l'autore abbia bene adempi uto il suo còmpilo entro i limiti impostigli dal programma che per noi è rapprescnlnto dall'indice.


HIV l ST.l

Ed a noi sembra che, esaminando il lavoro sotto queslo aspetto, non si possa a meno di esprimere intorno ad esso il P!ù. favorevole giudizio giacchè l'ordine, la chiarezza, le giudmose considerazioni, gli opportuni esempi, la conoscenza dell'arte spiccano in ogni parte. Quasi come introduzione, l'autore premette alcuno pregevoli considerazioni sulla forz a morale, dimostrando innanzi tutto come cs~a sia fattore di vittoria non meno importante della forz~ fis~ca, e quindi si debba porre ogni cura porchè quosla qualltù si acquisti al più nlto grado sia dal soldato indiYidualmonto preso, sia dall'esercito come massa collettiva; ('d iodica i me1.zi a suo giudizio più opportuni per ottenere un tale scopo. Ammessa ia grande influenza dol!a forza morale sull' esito dei comhallimeati, egli accenna alla necessità di adoperarsi per distruggere quPsto fnttore dì vittoria nello fil f\ ciel nemico, e viene così a trattare del {tu,co e della baionetta, considorati appunto come mezzi per conseguire tale risultato. Parla delle varie sp(\cio di fuochi dichiarandosi parti«iano dei fuo chi al comando, sn lvo ben in leso quelle circoslanze°nolle quali non può uliimento usarsi cbo il fuoco a , olontà. cd accenna quale sia lo scopo ùi ciascu na specie di fuoch((fuoch i cli battagl ione, di compagnia, di r iga, ecc.) ed in quale circostanza voglia essere usata di pn;fcreoza piuttosto una specie che l'allra. Circa! 'impiego della baionetta; l'autore comincia dt1 ll'a[crmare come la scherma della baionetta prescrilla dal negolamonto d'esercizio non abbia altro scopo che J'ispirarc al soldato una grande confidenza nella propria arma e di abiluarlo a maneggiarla, e come l'introduzione dello armi a tiro rapido non abbia fatto perdere punto della sua importauza alla baionetta la quale rimarrà sempre, a suo diro, l'arma la più efrìcoce e la più decisiva: ed accenna poscia in quanti modi possocio eseguirsi gli altacchi, dimostrando come siono le circoslaD7.e del terreno che possono determinare il genere d'attaceo da usarsi. e come condizioni indispensabili perchè l'attacco riesca, sono che questo si eseguisca con orù ine o periotlo inskmc e con un progressivo acceleramento dell'anùatura. Entra quindi l'autore a parlare del combattimen to in ort!iu e sparso e del modo d'impiegare in esso lo truppe. Si diffonde poicia con molto dettaglio a trattare del modo di provvedere alla sicurezza dolio truppe in marcia e dol servizio d'avam-

B1BUOGRAFICA

posh; eppoi dall'importanza dei luoghi abitati per la difesa, trattenendosi lungamente sull'attacco e difesa dei villaggi, sul modo di sistemare una casci:ia a difesa; e ricorda lo disposizioni che vogliono essere prese per l'attacco o difesa dei boschi , delle strette, dei convogli. Dà termino finalmoute al suo lavoro con un breve cenno sulla tattica della cavalleria, parlando dello scopo di quest'arma, dei suoi mezzi d'azione, dei principii da osservarsi nei combattimenti di cavalleria, d:ii diversi generi d'attacchi di cavalleria, del combattimento della cavalleria appiedata, e finalmente dei combattimenti di cavalleria contro fanteria.

Ira Francltreich (118,-0-7'1) Htrlebuiue eines nicht et1tlfJ'f!t::JitNJeote11 /Oeut.<1cl1en UWlUurend de:, d citl6cl•• f~anziisiacli~m lJ..rieg ~t1. (In F-rancia (1810-7/). Vicende di un tedesco non espulso durante la guerra franco-tedesca), per AuGUt,TO MAu1um. - Darmstadt-Jonghaus, 1872. A favore

dell'istituzione di un ricovero per gli invalidi tedeschi. Questo libro è una buona oziono. ScriLto ·allo scopo di pia·· caro gli sdogni vecchi e nuovi e gli odi sanguinosi fra il vincitore ed il vinto, di far conoscere iti Todeschi il vero caratter o doi Francesi, spesso calunniato, sempre studio.lo a traverso il coloilloscopio di Parigi, esso meri la il l.rnnvcnuto da ogni amico dell'umanità. Il signor Maurer, capo di una grande fabbriea a Briare (Loiret). ha potuto, por la considerazione che godeva in pne$O. sfug~iro al bando lanciato allo scoppio della guerra contro tutti i Ted.eschi resiòenti in · Francia. Egli quindi si è trovato in una posizione quasi eccezionale. So ne è valso por dipingerci l'opinione pubblica di Briuro e dei dintorni, o poscia gli avveniroonti che vi accaddero durante il secondo periòdo dl'l gigantesco conOilto. La narrazion e getta una viva luce sulle illusioni di vittoria, sempre abbattute o sempre rinasc,rnt.i, sulle temerarie speranze ognora riposte io Metz ed in Parigi; sullo prostrazioni morali dopo la sconfitta , sugli slanci e sui tentativi disperati di r,,sisleozu. E qui l'egregio autoro permetta osservargli che, malgrado la sua ottima i nteozione, il sentimento nazionale e politico gli fa , por aHcntura, giurlicaro alquanto severam ente l'energia di un popolo, il quale mette in non cale la sproporzione di forze. la perdita dei beni materiali, la rovina


RJVTSTA

BIDLTOGllAFICA

di tutto, prima di subire l'umiliante legge dol vincitore. Questa energia non basta di fronte a sehiere disciplimite (e nes~u oo ne pnò convenire megl io d i noi militari di professione), ml} ossa è condizione essenzialo ùi vi ta nazionale, ma indica drn. se la resistenza non vale, pur si osa tentar!a, e che, se sono prostrale tu tte le altre virtù militari, resta pur sempre il coraggio. l i g iorno 8 dicembre venne ad accantonare ,1'Briare la divisiong Sti.ilpnage l de l 3° co rpo. L'autore tedesco descrive col la maggiore c0mpiaceoza l'ordine, la bella tenuta, il contegno dignito,o serbalo dai suoi connazionali, dopo tanti mesi di guerra, tante marcio e tanti strapazzi. Egli, interprete bene accetto, componA I litigi, moderando le pretese degli un i, consigliando gli altr i alla rassegnazione. Grazio sua, la piccola città (800:) abitanti) non paga che in parte un'enorme tassa di guerra imposta a castigo dei franchi-tira!ori eh•> vi si erano annidati. Partita la divisione, seguono il 26 dicembre truppe assiuue, compaesane del signor òlnu rer, il qua le ne profìtl.u per stornare dal suo pat-se di arlozione una terribile tempesta che lo minacciava per l'attentato commesso contro due cav::ilieri dell'avaoguarrlia. L'nudace marcia verso l'est di Bourbaki contio•Jò a tenPre in agitazione il paese , fino a taulo che veune la mille volte benedetta notizia della conclusiono dell'armistizio .

Alle ideò dr! Waldersc>o con·isponde anche il n uovo regolamento prussinno del 1870; pt>rChè Ìll questo, com~ negli scrit ti del primo, raccomandasi la più accurata i,lruzio:ie n e11:ord1n e sparso, sono sempliCTCillC var:ie formazion i, ed è posto 11 principio, che mai sia <lata una soverchia importanza al la form a a scapito della soslaoza della cosa. . Un provcllo nrtìciaie di faotf.1rin prnssiana ha aggiunte parecchie no te in questa ull.irna Pdizionc; le qunli, semprt1scgucndo le idee già emesso dall'autore, ,·algono pPrò a complclaro l'onora anc!Je in r ispetto nlle esperienze recenti. libro del Wuldersee consta di una introduzione è òi duo parti distinte; la pr ima de:le qual i si occupa de~ metodo di istruire il fantaccino per i i comballimcnto rn orJ ma spa r~o; ~ Ja seconda riguarda particolarmen te i! metodo per isln1 1re 1 capi in questa forma · di combattimento. Nel la introduzione biasimato il metodo d'islruziono per l'addietro in uso, perche fin d:ille prime lezioni dav,1si una faba idea dell·_ordino sp;c: ciolato all'individuoi e con prescrizioni troppo precise o pedanti all'ultimo si aveva per risultato di far credere alle truppe cd ai capi inferiori, che la 'forma dell'ordino sparso fosse por se sola il tutto; cio~ che in essa 11ppunto r.onsistt\sse l'essenza del combattere spicciolalo . P11i anche il modo di eserci tarn i capi non è approvato, percllè non svegliava abbnstanzn la lor~ altivilà intellettuale, non li obb ligava a faro apprezzamenti , a prendere decisioni, ed a formarsi così dei criteri , per sapersi regolare in qualsiasi circostanza; q11incii è dimostrat_a la necessità di avere una serie di e::ercitazioni grad uate d1 combattimento, le qnal i servano ad ahililare i capi inferiori alla direziono delle tru ppe. A questo proposito , nelle note ultimamente aggiunte è osservato, che anr:he presentemente in Prussia la istruzione non è per ogni rigun r do comimmduvole; a elle mol li comandanti ·di compagnia dei loro gionni ufficiali e dei loro sott'uf(iciali vogliono formarne subito 'lauti general i, prima ancora che essi siano avvnzi ad agire conven ientemente nPJ:a compagnia col loro plotone, o cot lorp gruppo . in pari tempo è ricordato eome lo straordinario successo dell'ultima campagna non toglie però, eho la perdite smisura te e le gra n1li confusioni manifestatesi nel comballe·r o spiccio lalo non siano u:1.1 prova, che nella istruzione si banno nocora. lacuue e difetti . E però l'acèordo nell'agi re delle trupp(I potersi r aggiungere unicamen te per mezzo di esercitazioni <li comllattimento di unità completo

.. Dle i»let!w,te zur u,~ieasgem(is:::era Jinsbildunu der · ffnfaùtei•ie (tir das zerh·eute Gefecht. - (,11etodo pe·r una istruziune adatta alla guerra della fanteria netl'orcline spa1·so, per il. conte di \VAUHìltSEE, già luogotenente generale neU' esenito p1·ussiano). Noi marzo ullimo decorso è apparsa la 4• edizione di questa opera del Waldersee. M,ilgr,1do il perfezionamento generale· delle armi, e le espçirienze di guerra recenti, questo scritto non ebbo bisogno di modiOcazioni importanti. perchè g li am• maest.r ameoli del defunto generale appunto nell 'ul ti ma guel'ra banno trov1t to la loro snnzione. li suo sistema dei gruppi ha cortamenlo con tribuito a fare s), C'he il solda to ttJdesco, naturalimmte meno in clinato al combattere spiccio la to. nvC'sse tnttavia a trovarsi superiore di fronte alla spigliata fanteria. francese . '

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lllllL!Or.n.HlCA

156 RIVISTA. (compngnio e più tarJi battaglioni) nello quali i capi subor-· dina li debbano abituarsi a muoYersi solo nolla sf, ra loro assegoatn, e ricevano direzione in guisa da coopernre ad uno stabilito fin o, in modo corrisponden te nl terrt1no ed allo scopo ùel comb3llimento. · Dopo !e considerazioni generali esposto nella introduzione, segue la prima parte dello scritto, uella quale si dimoslra che fio dal principio la istruzione del combatlore spicciolalo deve aver luogo in terreno accidun la to, por frazioni piccolissime e contrapposte l'una ali'altra. È indicata ancora la necessità di far progredire contemporauoumente l'esercizio del bersaglio o la ginnastica; e l'uflìciale cllo ha corredato di note il Wal<lersee osscrYa qui pure, che, anche rispetto all'ultima istruziono, ora non si fu abbastanza nel l'eserci to prussinn o; perchè il fur superare con prontozza da intPro fmzioni di truppa gli ostacoli che si incontrano, difficilmonle lo si raggiungo per mezzo dl quel metodo lento e pedante che si usa nei locali destinali alla ginnastica; perchè solo nel 3• anno di servizio l'individuo arriva a.I µunto di peloro in tenuta leggiera , senza rquipaggiamento, coll'aiuto di spnciali apparecchi, volteggiare, saltare qualche ostacolo, arrampicarsi, eec.: ma un gran numero di individui essendo rilasciato giù nel secondo anno di férma, ne risulta cbe di una compagnia solamente una picr,ola parte ba raggiunto lalo grado d'istruzione, e lo riserve dopo pochi mesi hanno dimenticato ogni cosa di ginnastica; mentre se le reclute fìu dai primi giorni della loro venuta sotto lo armi fossero tosto esercitato nello scalare e supera re osta coli per gruppi, e ciò per lutta la durala del servizio, le riservo certamente verrebbero ad acquist11re una istruzione, che non potrebbero poi dimenticare tonto facilmente. L'autore tratta poscia della progressiooo nello esercitazioni di dettaglio , e della ripartizioue del tempo per la istruziooo in ordino sparso. Ivi ò fallo Cl'nno della importanza grandissima che ha la ~c:olla rlol terreno in quesle esercitazioni: perchè come s'lrnnno a schivare i te1·reni piani troppo un iformi, cosl puro nelle prime lozioni non tornerebbero opportune località boschive troppo coperto da foll e piantagioni; perchè qui\;i per il cacciatore il lutto ~i ridurrobbti a collocarsi dietro di un albero a sparare. E. quando si volesse anch~ approftìllare del margino, la parlo avversa sarebbe costretta it ~lar.;i allo scoperto, iu posizione tanto svantaggiosa, che razionalmente non vi ·si potrebbe supporre alcun combattimen to; o quindi non

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so no potrebbe trarre alcun insegnamento di qualche utililit. so poi ambo lo p11rti foss.iro cacciale nell' interno o.e! terreno boschivo esse si troverebbero nel!e stesse condizioni; ed a meno di voler combattere stando forme, si vedrobbero sempre costrette o 3 rinforzare la linea di fuoco, o intraprendoro aggiramenti per soverchiare le ali: ma il combattimento stando ferm i è troppo uniforme, od offre poco cam po alle osserva: zioni, per cui por quanto è possibile convorrà cercare Lerren~ svariati, o ciù che ò poi essenziale, variare continuamonle d1 località nelle esercitazioni. In seguito si tratta tiella forza delle frazioni da istruirsi, lo quali doYrebboro cssoro molle piccolo io P:i ncipio, ed _uffì?ate per l'ordinario ngìi ufficiali delle compagnie sotto fa d1rez1?ne dei capitani rispettivi. Qui sono esposte le reg~lo dc.tlagl1al? per la difesa o l'attacco di un punto; e nella difesa r1cordas1, etio il corcaro osLacoli per coprirsi non deve ruai essere spinto a t3l segno da ù:meotit::uro lo scopo primo del combattimento, cioò la distruzione del nemico . Nell'attacco poi si raccomanc1a iu ispecial modo di riconoscere convonieolcmcnte il punto cho si vuol raggiungere e non perderlo mai ri i visto; di prestaro allenziouo continua al nemico per scorgere tosto se por caso non si fosse esposti al suo fuoco; di apprezzar() convenionlomcnto lo spazio da allraversarsi, por vedere fin dove ques~o accorda coprimento innanzi, e giudicare prontamrnlc so sw. doto giovarsi di qualche via aggiran te, ovvero in qt~nli tratti nppariscauo memo cstosi gli spazii !'gomhri che non s1. possoo~ evitare; snpero ancora in conseguenza di tutti questi rapporti allernaro all'uopo lo andature veloci con lo sciYolare o str~· sciare a terra· o compiere con agilità lulli questi movimenl1. Nei parlare dol modo più opportuno di gioval'si degli ostacoli coprenti l'autore ossena che qui, come in tutto, vale il proverbio ~ ogni cosa a suo tempo>; nè alcuna dolle regole promesse può tornare buona in ogni momouto. Così dietro elo: vnzioni 1:onsiderc,·oli del terreno. in burroni ed avvall;imenl1, il cacciatore cammioori.t in n1odr,. che la testa appena abbia o so,·erchiorc l'o~tacolo; e quando tali ostacoli non sempre accordassero Jihora vi.,la, egli cercherà di gctlarc di trullo in tratto una occhiata' al di 1(1 o al disopra della accidcwtalilà CO· prcnte. Jn fossi pochissimo profondi, lU oleYazioni piccolissime, in sterpai molto bassi tornerà utilo lo strisciarsi a tona; però prima di strisciare sarà a stabilirsi la direzione nella quale vuolsi aranzare. In hosco non troppo coperto, che accorda


459

RIVISTA

Bli)LTOGRAFICA

mosse non impar.ciate, sarìt heno avanzare con passo sciolto, sempro tenendo d'occhio il nom ieo, e rìp.H·arsi dietro un albero appena si scorga 5pianarsi un'a:-ma alla nos!ra volta; in r.aso diverso cercnrn una acc1dentalitìi, che ,accortlundo buona protezione entro la zona cffìl'UCc} del fuoco nPmico , permella di esplic.iro un fuoco vigoroso; nè si dovrà ad ogni sparo uvanznre di nlcuni pac;si, perd1è il poco vantaggio che polrebbo avf~rsi il·ndrt·bbB neutralizzalo di mo ito dail'inconveniente di abbandonare l'ost1ico!o copreuto <~d <.•sporsi alla vista del nemico Avendo fìualm (~ nte a suporare local ità scoperl.e, che non si possano ev itare iH modo alcuno per avvicinarsi. all'nvversario, .e parlicolarnrnn Lc per guada,:::nnre una posi:r,iono dalla qualo sia accordato un fuoco eflìca.;c, !ornPrà inu tile in l.:1li ca si un fuoco lento e lo strisciarsi a terra, il che prolnngherobbe il perico lo; ma il meglio sa rii di supMnro tale~ zon;t alla ·corsa, e sc(,gli cru a tal uopo quel rno rrl<'n!O in cui i tiraglialori nemici elle s'hanno di con tro prt>stano meno ;iltenzio lle; il cho si po treblJB anche ott.enorn la_s~ia9rlo che il nostro fuoco si' faccia debole, quasi spe 11 tn, pormeli.en do così al t!fJmico rli rivo lgne la sua attenzione sopr.:1 altri pnnti . L'autore racco manda poi di stabilirsi il piìi delìe volle nella posizione ,d a cui si è caccia t,1 il nnmico, anzichè correr dietro a qu 1:sto ciecamrnw; e pa rlan do <lt·lla ritirala insiste pornhè prima di r itrarsi da nna pos i iono· l'ul'fi,:i;,l e indicil i al lo reclute precisamente in quale dìr,•zionr, !)no a q ual punto cd in qual modo, rispeL10 ulb co ndiliuni dtil lHreno ed ai rap porti dei l'aziono coovonga ri l irar,i Nota c>g!i p11re come alcuni erodono utile che la ritirata sia fotta conlr,1:;lando continuameute passo per- passo in o!i'ni circo,tnnza; il cilo se t:iivo lla torna opportuno e po,sibile in 1111 bosco ad nna rutro r·uu.rdia· ritirondosi da albero ad albero, iol'ece s,Helibc sv::it~aggioslssimo nella più pnrte dei cnsi; perchll lo !cCo po princi pale di guadagnare tempo e cli tt'alten(·re i l rHiniico il pitt lungumF>nte cho sia possibiie si cunsogui;ce sempr,) più focilme nte colla difesa di punti vantaggiosi. Da ultimo, sul terminare della prima parto clr.l libro, ricordasi anco ra come non si debba perdt'n! che pochissimo tempo nel combattere in ordino chiuso e nei tf'rreni piani; e che ogni anno nel ripetcra lo esercita1.ioni di cui si è parlalo vuots1 nver cura di insistero specialmente sopra qneile parti, nelle qua li gli errori erano :ipp.:mi più gravi e frequenti. La seconda parte, come già si dis:;c, si occupa del metodo

per preparare i capi alla dirr.ziono de! combattere spicciolato, ed indica lo ase1·citazioni progrc3ssivo le più opportune a tale scopo. Nel dare le nornrn por l'andamento di quPsla Ì$lruzione l'autore dice che a i sott'ufflciali od ai giovani ufficiali non ancora esorcitat.i, che npparissc,ro confusi nt l ricevere una data missione. il superiore cho dirige l'istruzione dovrnbbn, prima -ancora che essi avt>ssero a prendt}i'O disposizioni, dare loro brevi schiarimenti r ispntto all'i11carico cui harino a soddisfare; evitando però una troppo lunga esposizione teorica de'pri11cipii corno nucora una indicazione dettagliata di ogoi partico larità. Il superiorll avrebbe a curarfl ancora che dai oov-izi non si prendessero fin dai principio disposizioni lroppo er ronee; perchè g !i individui loro subordinad DOn doves,ero formarsi idee sbagliate, o perdere della isiruzione già acquistata, o (ciò cho snrehbc ii peggio di tutto) credersi autorizzali a criticare i loro giovani conrlnltori. Rispetto alla ioiziatiYa, nell'orrline sparso indispensabile per ogni graduato, l'autore osserva che qui come in tanto altro coso è nel mezzo c lH~ sla il buono; mcnlre da uu lato ii vincolilrC pedantH,camC'n te le truppe agli ordini comun icati toglio ogni rnòipendenza dei. capi inferiori, cd in nlcuni cr,si è fonla di g ravi inconvenienti, cl'allra pnrto poi il lnscinro troppa lib ertà potrebho d istruggnre nel l'azione quel!:. coopera~.ione generale che deve essere conformo ad un dulo piano. E però un com:1 ndaule di t.ruppo in sostegno potrà ngirc di<:tro crilerio proprio, o senza aspcltare ordini, qnaudo no ò entrando in aziono no derivassero martifosti svantaggi, perdilo rilevanti, sa non pure imbarazzi serii, pr.r !a truppa stc$sa in sostegno, o per frazioni laterali, o per una parte d.olla linea dei cacciatori o finalmente per il tnlto: per esempio , se si trattasse di guadagnnro un punto dominante tutta la noslra posizione, del quale l'avversarie> fosso pe1· itnpadrnnirsi; so at! uaa min;iccia di fianco o id un. aggiramerlto per porle d(~l rn•.mico si potesse ,riparare solo per mezzo della occupazione imn1od ia1a di un .segmento favore vole; se non fosse a rerder:;i un islnot.e per ass_iciirili'H un pnnlo. dal possesso del quale dipeudnsse il rendere non pericolosa una r itirata ; fina lmcnt13 se la truppa stessa d'improvviso venisse a $ùlloslare al fuoco erncace dei tiragliatori nemici. E per nbituaro i capi su,bordinati ad avere criteri fl pronlczzn nel prendere un a decisione in simili casi (sia di untura offensiva che difoosiv;:i), in p;Jrte anebbe a presentarsi l'occasione duranto gli eserci'zi di combattimento, in parto do-


1·GO

nIVISTA BTBUOGRAFICA

vrebbe essere cura dei superiori diligen~i di far nascere simili si tuazioui. L'autore indica quindi particolarmente quali sarobbero le osorcitazioni più proprie per islruire i solt'ufficiali, quali per istruire gli ufficiali subalterni ed i capitani, da ultimQ ancora yuali le più atte per l'istruzione degli ufficiali superiori. Por ciascuna di queslo esercitazioni s1.mo indicati g li errori in cui si cade più frequ entemente, e sono prescritte le regole e le norme percbè desso abbiano a l'iescirc proficue il più cbe sia possibile. Le ultime pagine di quosto scritto hanno per iscopc, finalmente d1 impedire che si perda troppo tempo in alcune caicgorie di evoluzioni, le quali soconùo il Walùorsoe non contribuiscono a dare una vera istruzione tattica. Queste sarobbero: a) l movimenti per file, per sezioni. per wczzi plotoni: e le s1·ariatc combinazio ni di schieramenti, incolonnamcn li e sOla~ menti chu ne deri vano. b) I.e formazioni di colonna da uo·ala, lo schieramento che no seguo, i pasrnggi da una formazione in colonna 11d un'ultra pure di colonI11 e simi li. e) La formazione dei plotoni cacciatori da queste di1·er,e formazioni. L'autore osserva che r1uoste formazioni non dcbhono essel'e per nulla il saggiò della istruzione tattica elementare delle truppe. Questo ~critto commendovolo sotto molti rapporti termina infine ossor,ando che i generali non si pO$sono formr1ro in pace. ao('ho se gli indivjdui destinali a tali ;;radi, i1;rrce di pochi giorni por anno, pole~soro essere esercitali nelle grandi manovro per settimane o mosi continui. Che però <JllC~tc eserdlazionj di pace bNl dirette possono s,·iluppare e formare le qualità uocossarie ai buoni conduttori di trnppe; chè l'altitudine o quesla uiissiono sla iu conliu;iia o centinaia cli buoni urficiali d'ogni grado, ma per il piono sviluppo ùùlla medesima sono ncccssarii uoc. buona ciirozione e l'esercizio.

UARTINl CARLO,

ger·ente

L.E

GRA.NDI

MANOVRE

DELL'ANNO

187 2

RELAZIONE DI $ • •, .

n..

IL PRINCIPE UMBERTO DI SAVOIA

S. E. IL MINISTRO DELLA GUERRA

Milano li 30 settembre 1872.

L'E. V. col dispaccio 12 maggio nell'affidarmi l'alto incarico della direzione delle grand i manovre, esponcvami i suoi divisamenti circa la zona di terreno designata, l'epoca, la durata e le forze che sarebbero chiamate a formare i. due parli li, lasciandomi ampia facoltà nel determinare !'-argomento che doveva servire di base alle esercitazioni. L'epoca fissata fu la seconda quindicina d'ngosto; il campo delle operazioni la zona al nord di Novaral1ilano, limitando così un lato dello scacchiere e lascian, domi facoltà di determinare gli altri. Io quanto alla durata, sull'esperienza degli altri anni, "',,_,y V. E. opinava bastassero 1o giorni di manovra; staANJSO XVII, YOL. IV.

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LE. GRAN.DI MANOVRE

biliva poi che la 1a e 3a divisione, costituite in corpo d'esercito, formasseto un partito; la 2"' divisione, già aumentata dal reggimento volontari di un anno, l'altro. Le armi addizionali di cavalleria e genio venivano aum@lntate in modo che ciascun partito avesse una brignta di cavalleria su olto squadroni, ed una brigata del genio , di due compagnie , col relativo materiale di parco e sezione telegrafica . La forza della fant.eria essendo considerevolmente aumentata per l'incorporazione degli uomini della seconda parte del coùtingente, si rei'ldeva necessario l'aumento delle bocche a fuoc0, poiché le batterie ai campi di . istruzivne erano formale su qua.Uro pe:ai. Sulla mia proposta di mettere in equilibrio le dU:e armi suddette, V. E. ordinava la formazi one di tutte le baaerie su otto pezzi , costituì va una brigata di riserva di due batterio presso la 2.. divisione, ed assegnava una batteria da campagna ed una da montagna al corpo d'esercito. Si provvide poi ai servizi amministrativi, al sanitario ed ·a quello del munizionamento, coll'assegnare a ciascuna divisiòrie una comptignia del treno, ed un distaccamen to al comando in capo ed al comando di corpo d'esercito. Si costituì inoltre una brigata pontieri, col materiale per due equipaggi da ponte, però senza mezzi .. di traino. /

•

Quando i problemi·, la cui praliea soluzione é scopo. principale deHe grandi manovre, si presentano successivamente inquadrati in una situazione razionale è ben determinata, allora le operazioni logistiche e tat. tìche acquistnno vita e colorito, svegliando in tutti quello stato di tensione tanto pfoficuo all' istruzion'e, poiché clù luogo .i.lle discussioni , eccita l'atli vità e

1872 quasi trasforma l'arida manovra iu vera operazione di guerra. Questa vitalità si prolunga anche al di là del termine delle operazioni, perchè apre un campo all'esame critico degli studiosi ed è sr,rone al continuo miglioramento dell'istruzione di tutti. Il profitto sal'à poi ancora maggiore quando le esercitazioni d.ìano occasi.one di conoscere ed apprezzare davvicino i caratteri militari di qualche zona importante del nostro territorio. La zona assegnai.ami da V. E. è percorsa dalla strada del Sempione e da quella del Gottardo, che convergono su Milano. Queste linee di operazione , al loro sbocco nel la pianura, sono ancora separate dal Ticino. Mi sembrò quindi che il teina da scegliersi dovesse \. dare occasione allo ~tuclio dell'una o dell'allra di tali linee, o delle relazioni che le collegano. A svolgere un tema con operazioni combinate sulle due linee, si opponevano: la quantità delle fon:e, i! tempo e rag ioni eeonomiche. I due partiti essendo di forza assai disparata, era necessario portare l'azione in terreno dove , per la diffieoltà di spiegamento, il più debole potesse razionalmente, per un certo tempo, star di fronte al più forte . Dovendo scegliere, r itenni più conveniente la linea del Sempione, perchè presentava maggiore profondità di manoyre per essere la Lesta della valle nel nostro territorio, ed essendo attraversata dal Ticino, porgeva occasione allo studio di uno , dei più importanti problemi logistici . Sulla destra del Ticino questa linea corre per un terreno frastag liato e difficile; sulla sponda sinistra tl'Ova un terreno più aperto e favorevole alle manovre DELL'ANNO


•164

LE GRANDI m.NOVRE

di grandi· masse, e così le operazioni venivano a dividersi in due periodi ben distinli, dando luogo dapprima a scontri di masse meno forti, permettendo , poscia fazioni in cui i dve comandanti di parlito potevano operare colle rispettive forze riunite; il che entrava anche nelle viste dell' E. V. · Avutane l'approvazione da V. E., ho formulato il tema nei seguenti termini: « Un corpo d'esercito di due divisioni (Casanova) « scende in Italia dal Sempione allo scopo di diri« gersi per la via più breve su Milano , occupando « l'alta Lombardia. « Una forte divisione (Piola) riceve ordine di por« tarsi a contrastare la marcia del corpo invasore, « coprendo sempre Milano ». Il tema fissava ai due partili una m1ss1one nettamente definita, epperciò permetteva di lasciare la massima libertà d'azione, senza pericolo che le operazioni u scissero dai limiti in cui io intendeva rimanessero. D'altra parte i due part.iti potevano anche considerarsi eorne distaccamenti di due eserciti principali, il che dava mezzo all'alta direzione di influire razionalmente sull'andamento delle operazioni, introducendo nuove ipotesi nella situazione generale. Era poi già stabililo che , per la razionalità delle operazioni sulla sinistra del Ticino, sì sarebbero equilibrate le forze col far concorrere un cer·to numero · · di battaglioni delle guarnigioni vicine a rinforzo del generale ·Piola. Come l'E. V. vedrà dal seguito di questa Relazione, le operazioni si svolsero nel modo previsto, ed io intervenni soltanto o per sancire fatti compiuti o per determinare modalità di movimenti in vista di condizioni speciali, alla cui influenza le semplici esercitazioni di pace non possono mai sottrarsi totalmente .

1872 rn5 La dislocazione primitiva a darsi alle due parti era. subordinata a due condizioni: l'una riferentesi al tempo, l'altra al modo col quale si volevano vedere sviluppate le operazioni , tuttochè libera fosse l'azione dei comandanti. Pella prima il dato di fatto era il seguente: col giorno ,15 agosto si dovevano trovare riunite le forze del generale Casanova su Borgomanero ed Arona; col 29 le manovre dovevano avere termine, chiudendosi ,?.{ con una rivista che S. M. avrebbe passato a tutte le ·1 truppe sulla brughiera di Somma. . Cinque giorni erano necessari a me per ispezionare con qualche dettaglio le truppe di cui assumevo il comando, e ai comandanti gen.erali per dare le loro disposizioni preliminari d'ordine, praticare ricognizioni, tenere conferenze sul tema; intanto le truppe del generale Casanova, da Arona e Borgomanero, si sarebbero recate alle posizioni da cui dovevano poi muovere per iniziare le operazioni, ed avrebbero avuto almeno un giorno di riposo. Le operazioni quindi non potevano iniziarsi prima del giorno 20 agosto. . . Volendo poi tiservarmi il margine per due grossi fatti tattici sulla sinistra del Ticino, e tenuto conto · · dei giorni di riposo , dovevano ridursi a poche le giornale d'operazione sulla destra del fiume. A questo dato bisògna aggiungere che io &vevo prescritto col mio ordine d,el giorno N° 1 che in ogni giornata di operazione non si potessero fare più di 20 chilometri di marcia. · L'apprézzamento del terreno indicava che le posi- · zioni. più favorevoli al difensore per aspettarvi l'avversario si trovavano alla linea dell' Erno o della Tiascal sul lago Maggiore , e alle adiacenze di Ameno sulla ' strada di Omegna. DELL'ANNO

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~66 I.E GRANDI MANOVI\J?. Mettendo d'accordo questi due dati, tempo e terreno , io determinava che il difensore aovesse trovarsi concentrato sulla sinistra del Ticino, fra Sesto e Somma, pronto a sboccare per i due ponti militari tesi a Sesto e Porlo della Torre, quando la testa di colonna dell'invasore fosse giunta alla stretta della Tellia in Val di Toce. Essendosi, in data 23 luglio 1872, emanate da ·cotes10 Min istero tutte le norme e disposizioni relative all'impianto generale dei vari servizi, il concentramento delle forze veniva operato in base a queste e al mio ordine del giorno N° 1, e alla sera del giorno 19. le truppe si trovavano nelle posizioni suindicate

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QUADRO DI FORMAZIONE DELLE TRUPPE AI.LE GRANDI MANOVRK CORPO DI ESERCITO.

Comandante generale - Luogot. gener. CASANOVA conte Alessandro. :aa Dlvlslooo.

C'.Jmanda11te gene·ralc .

Luognt. generale DANZINI ca,·. Alessandro.

( i 3° reggimento fanteria, tre battaglioni. id. tre id. id. tro id. id. tre id. l due battaglioni del 5.. reggimento.

~"' Br-ignta

Magg-ior generale V1v0Ll { u• . 2a Brigata ( 55° Colonn brig.DE-BASStcounr t 156'

Bersaglieri Ca,·alleria uno squadrone del 13" id. Artiglieria tre batterie {ventiquattro pezzi) del 3° reggimento. una compagnia dell'S'' reggimento artiglieria. Treno 3• ll)lvl.!!iOllC,

Comand. gcncr. - Magg. gener. CELESIA

01 V.sGLIASCO

bar. Emanuele.

) rn• reggimento fanteria, tre battaglioni. 4a Briguta id tre id. :Maggicr generaie SCALET1'A ( 73•· ' 29" id. tre ià. 2" Brigata id. tre id. ·Maggior generale DEZZA l. 30 · Bersaglieri Cavalleria . . . Artiglwria Treno

due uno \ una ( due una

battaglioni del 5° reggimento. squadrone del 5° id. batteria (otto pezzi ) del 4° reggimento. batterie (sedici p<izzi) del IP id. compagnia del 5° ra~gimento artiglieria. BrJ;,;uta di c., naUef"iu.

Colonneìlo brigadiere

CRAVET'l:A 01 Vn,LANOVETTA

~av; Corrado .

. 9' reggimento quattro squadroni . rn• id. quattro squadroni una batteria (otto pezzi) dell'8• reggimento. Artiglieria


468

LE GRANDl l\IANOVHE

dì-rettamente dipendenti dal comando del corpo d'etercito.

Una brigata zappatori del genio, due compagnie con una sezione telegrafica. Una batteria da montagna• del 4• rei:-gimento artiglieria (sei pezzi). Colonna del t reno, mezza compagnia del 4.' reggimento artiglieria.

2" DIVISIONE.

Comandantegenerale -

".

Luogot. gener. PIOLA-CASELLI cav. Carlo

·t

3° reggimento fanteria, tre. battaglioni. id. tre id. Afaggior generale B I>,NCHI Reggimento ,;olontari, tre id. 2" Bi·igata i ,17° regginHmtofantcria, tré id. Colonn. brigadiere CAsucc1N1 I_ ~ 8° id. tre id•

~ Brigata

5•

• Bersaglieri 2° reggimento. \. . . . ( due batterie (sedici pezzi) del 6° reggimento. 1 rtiglieria ( tre id. (ventiquattro pezzi) del 7° reggimento. Zappatori del genio, una brigata con sezione telegrafica, due compagnie. J una compagnia del 6° reggimento artiglieria. Treno { mezza id. del 9° id. Brigata di eavall~t·la.

Maggior generale D'HumLLY

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barone Carlo.

4° reggimento, quattro squadroni. 47° id. quattro id.

TRUPPE DIRETTAMENTE DIPENDENTI DAL COMANDO IN CAPO

Due equipaggi da ponte del 1" reggimento d'artiglieria. t olonna del treno del 9° id.


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SPECCHIODELLAFORZA DELLE TRUPPE PRESENTI ALLE GRANDI MANOVRE AL 20 AGOSTO 1872

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DESCRIZIONE DELLE FAZIONI

Giorno 20 agosto. Il giorno 20 alle ore 6 antimeridiane si iniziarono le operazioni dalle truppe dei due partiti, col passaggio del Toce e del Ticino. · Prima di riferirne l'anclameulo, credo opportuno il daré qualche cenno sulle condiàori i del terreno nel qua.le esse dovevano svilupparsi durante questo primo periodo, che sc~mbr(!.rni il più interessante per la più ,, ampia libertà lasciata ai due comandanti per svolgere \ , i loro concetti anche nel campo strategico. Appariranno così più chiaramente i criteri ai quali s'ispi, rarono le loro disposizioni.

Descrizione del terreno. - Questo terreno è quello compreso tra il corso inferiore del Toce a nord, il lago Maggiore eù il Ticino ad est, la Strona, il lago <l'Orta e l'Agogna ad ovest, e la linea che un isce l'Agogna col Ticino , da Borgomanel'o a Borgo Ticino, a sud. La linea d'operazione che doveva seguire il generale Casanova, giunta a Gravellona urta nella regione montuosa che separa il lago Maggìore da quello d'Orta, e si scinde in due correnti, che, lambendone le falde, rie. scono a ricongiungersi, per mezzo del fasc:io di numerose strade che si sviluppano tra l'Agogna ed il Ticino, al limite meridionale dei due laghi.

Una di queste correnti è indicala dalla gran strada del Semp iou e che corre lungo la ri va occidentale del lago '."l!aggiorc. · L'altra, ha per asse la strada di .No vara; la quale rimontu la Strona e conduce su Gozzano e Borgomanero, costeggiando la riva orientale del lago d'Orta . Le ora accennate due diramazioni non presentano coudi'.?ioni uguali per lo sviluppo delle colonne che le dovessero perconere. La strndn del Sempione corre tra la riva del lugo Maggiore ed alrnre, la cui aspra natura non permette nessun sp ieg~rnento fino a Stresa ; da Stresa alle foci dell'Erno, le alture che separano le acque del lago da. qùeHe del torrente facendosi meno difficili, è possibile alla sola fant~}ria la marcia parallela alla strada principale, ma a distanza di' almeno tre chilometri ed in condizioni cli collegamento molto sfavorevoli .. Dalle foci dell'Erno a quelle della 'fiasca le alture, scendendo verso il lago, formano una specie di gradino sul quale corre la strada che da Massino conduce a Ghevio sull'alta Tiasca e di là ad Invorio; questa strada consente un fiancheggiamento più vicino e meglio collegato ; ma per le gravi difficoltà che s' incontrano per salire dal fondo della valle clell'Erno a Massino ( 1 chilornetro circa) la marcia dell'artiglieria è ancora soltanto concessa per la strada principale. Dalla Tiasca alla Vevera le condizioni di spiega-· mento si fanno migliori; difatti la valle della Tiasca da G-hevio alla sua foce è perpendicolare 9Iìa strada del Sempione ed è percorsa sulla sponda sinisLra. da una buona strada rotabile che unisce Meina con Ghevio per Corciago; è quindi dato alla colonna procedente pella strada del Sempione, giunta a Meina, di spiegarsi sul fronte- Ghevio-lleina, dal quale procedere


LE GHANDI MANOVRE

verso la Vevera per le buone strade che conducono ad Invorio, Oleggio Castello, ed Arona. La strada Gravellona-Gozzano giungendo ad Omegna lascja sulla sua destra una strada, che le si ricongiunge a Gozzano, seguendo la riva occidentale del lago d'Orta: questa strada però presenta gravissime difficoltà al carreggio combattente, di cui è dotato il nostro esercito, per le streue di Brolo e di Nonio, per la ripida discesa del Pella e per essere in molti. punti soggetta a franamenti; senza lavori di qualche rilievo n·on si potrebbe far perconere questa strada da artiglieria da campagna. A due chilometri circa, 'a snd di Omegna, la si.rada, rl'Orta lascia sulla sua sinistra una quona·strada rotabile, che 1e si ricongiunge presso Gozzano, dopo avertoccato Agrano, Armeno e Miasino. Unacolonna che discende da Gravellona su Gozzano, giunta ad Omegna può avviare una parte delle sue truppe per la riva occidentale del lago . La parte principale che procede per l'altra sponda ha mezzo di svilupparsi fino ad Armeno-Pettenasco su due colonne. Da questo fronte fino alla stretta formata presso -~ OrtaUo dall'avvicinarsi dell'Agogn~ al lago, coÌTono quattro strade parallele; delle quali l'una sul'la sponda del lago d'Orta, l'altra lungo la destra dell'Agogna, due sulle alture che separano il torrente dal lago. A queste strade se ne aggiunge una quinta mulattiera, che da Ameno passa l'Agogna e segue le alture che sovrastano alla sponda sinistra; il che permettendo · il fiancheggiamento di fanteria e artiglieria . da montagna, rende ,m eno difficile lo sbocco pella strelta ora menzionata ; superata questa stretta, le forze procedenti . per le due sponde del lago possono darsi la mano e

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1872 1'i3 cadere sulla linea Gozzano-Invorio, a cavallo cl~ll'Agogna. La buona strada rotabile che uni~ce Gozzano-InvorioArona riassume su cli un fronte di cirta 11 chilometri / tutte le diramazioni delle due correnti' di cui si è di- \ scorso fin ora. Prendendo Arona e Gozzano come i punti che esprimono Io sbocco delle due (;Orrenti dal terreno mon.tagnoso in quello più praticabile, chi da Gravellona procede pella strada del Sempione dovrà fare ;J9 chilometri per raggiungerla; chi procede per la linea del lago d'Orta ne dovrà fare solo 24. La linea del Sempione è la più lunga e la meno favorevole allo sp iegamento . La linea de! lago d'Orta è più breve e presenta migliori eondizioni per lo sviluppo delle colonne che la percorrono; permette quindi di avviarvi forze più numerose. La regione montuosa, che separa le dae li11ee di operazione, considerata rispeuo alle condizioni di collegamento <lelfe due linee stesse, è divisa in due zone ben distinte dalla iinea convenzionale che unis·ce Stre~a sul lago Maggiore con Pettenasco sul lago d'Orta passando per Coiromonte. A nord di questa linea le comunicaz,oni fra le due correnti sono impossibili a colonne di truppa. · , A sud di questa linea il collegamento è facilitato : · ,1° Dall'avvicinarsi dell'alta vallala dell'Erno a quella dell'Agogna, per cui una prima strada mulattieru, raggiungendo da Stresa o da Lesa Gignese, entra nella valle dell'Agogna e per Coiromonte conduce su Armeno , e Pisogno . 2° La valle del!' Agogna correndo, oHrepassato Pisogne, parallela ai due laghi, restringe .Jo spazio che separa le due linee d'operazione, riducendolo al terreno compreso tra 1' Agogna ed il lago 'Maggiore. 3° Dall'Erno m poi le vallate che discendono nel IlEU,'A:'ì'NO

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,175 4872 La strada già menzionata di Gozzano-Invorio-Arona, gli dava mezzo di collegare le sue operazioni per le . due linee. DELL'ANNO

lago Maggiore, avendo tutle una parte notevole del loro eorso in direzione normale al lago stesso, si avvicinano all'Agogna nprendo linee ùi comnnic:azione in senso trasversale. Premesse queste osservazioni, è facile il vedere come le coi'idizioni di collegamento ·tra le colonne che fossero incanalate nelle duè correnti, di cui si discorse, passerebbero per tre periodi, procedendo da nord a sud . Il primo di assoluta separazione; il secondo di collegam~nto con fanteria e artig lieria da montagna, quando avessero raggiunto Armeno da una parte, Stresa dall'altra. Nel terzo periodo questo collegamento si farebbesempt~ migliore, finchè diventerebbe perfetto, quando fosse dato alla colonna procedente pe]la sponda del lago Maggiore di rimontare la valle della 'fiasca e convergere per Ghevio su Invorio. Dal tema proposto, la missione del generale Piola era di imped1r·e, o almeno ritardare la marcia su Milano all'invasore che discendeva dal Sempione. Dati i due .punti di partenza da cui si iniziarono le operazioni, e supposto che il generale Piola volesse portarsi ad incontrare le forze nemiche in quella regione ove le di(Ilc:oltà di spiegamento erano compenso alla sua inferiorit~ numerica, trovava sulla linea del Sempione posizioni difensive dietro la linea dell'Erno o dietro quella della Tiasca. ii. Sulla spJ;Jnda orientale del lago d'Orta. trovava una serie di posizioni difensive sulle successive ondulazioni e diramazionj che presenta da Miasino a Gozzano il terreno che separa l'Agogna dal lago d'Orta. Sulla sponda occidentale del lago stesso trovava pure buone posizioni difensive tra Gozzano e San Maurizio.

Concztto e disposizioni dei due comandanti generali.

..

Il generale Casanova aveva deciso di procedere col nerbo principale delle sue forze per le due sponde del lago d'Orta e la valle dell'Agogna, avanzando contemporaneamente un forte · dis taccamento sulla strada del lago Maggiore onde tentare di tenere 1a difesa in dubbio su lla direzione dell'attacco principale e distrarre parte delle sue forze dal punto decisivo. Il generale Piola, giustamente apponendosi nelle sue congetture circa alle mire del suo avversario, aveva deciso di occupare le forti posizioni di Dagnente da una parte, di Miasino c1all' altra, eolla riserva ud Invorio; l'occupazione di Miasino gli avrebbe permesso di contrapporre il vantaggio delle posizioni a quello del numero alla colonna principale dell'invasore; l'occupazione di Dagncnte lo avrebbe assicurato sulla sua destra in modo da poterne fare perno di manovra e, nel caso non avesse impedito lo· sbocco della principale delle colonne avversarie, riflutar la sua sinistra e ridursi al Ticino. , Le disposizioni a·a te dal generale Casanova pcl 20 tendevano a portare il suo fronte d'operazione fin sulla lin ea ). rmeno- Coi romonte-S tre sa. Le disposizioni date dal generale Piola, tendevano a portare, pel giorno 20, la sua destra a Dagnente, la sua sinistra a Gozzano, la riserva ad Invorio.


LE GRAl'ilH MANOVIIE

Nel giorno 20 il corpo d' escl'cilo Casanova si arrestò così disposto : Estrema destra. - Un battaglione bersaglieri verso Cesara coprendo la brigata znppatori. Centro. - La colonna centrale e prin<.:ipale divisa in due scaglioni : Il ~0 composto ùell'avanguar<lia,brigata Vi voli e brigata Scaletta, da Armeno ad Agrano ,.colla si Distra stabilita fortemente sul lronte Armeno-Lnvignino e la clestra meno avanzata lungo la costa del lago d'Orta fino a Crabia. 11 2° scaglione ,composto della brigata Dezza e della brigata cavalleria, disposto tra Cireggio, Omegna e Crosinalto sulla strada di Grnvellona, colla brigata Dezza in testa. Sinistra. - La colonna .13assecourt collo squadrone di cavalleria a Lesa e tutto il rimanente a Stresa, meno due ballagltoni avviati a destra pelle alture a Magognino e Vezzo, sulle strade mulattiere che conducono alfa valle s uperiore de:I'Erno.

Operazioni.

Corpo Casanova. - le forze del gene rale Casanova s~occarono sulla destra del Toee in una colonna cosi disposta: Due squadroni ;

' ReggimenLo bersaglieri ; Avanguardia Batteria da montacrna · t> ' Sezione telegrafisti ; .Br·igntn zappatori. . ·. ~ B6~a~a ~assecourt; ' Divisione Danzm1 , Ar!1gheri~ della divisione; I Brigata V1voli . Brigata Scaletta· Oi visione Celesia Artiglieria della 'divisione; Brigata Dezza: Ca~Teggio del quartier generale e delleduedivisioni. Brigata cavalleria colla propria batteria cd il ,suo carreggio.

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Raggiunto il quadrivio di Gravellona la colonna si biparti. ' ' . La brigata .Bassecourt, con uno squadrone, una sez10ne della batteria da montaO'na, una balleria della p divi_sione, svoltò per la stradad~l lago Slaggiore dirigendosi ~u Stl'esa e Lesa seguita dal rispettivo carreggio. Il, runanente ~el corpo d'esercito proseguì per Omegna. L avangua1·d1a passando per Omegna distaccò sulla strada della riva occidentale del lago la brigata 1:lel genio, pei necessari lavori di riattamento, ed un bat~ ~agl_ione di bersaglieri per precederla e proteggerla; 11 rimanente proseguì per Armeno. 11 grosso seguì avviando le sue teste di colonna sulla strada di Ar meno e su quella d'Orta.

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Divisione Piola. -La divisione Piola era stata ripartita nel modo segueute:

~° Colonna .Bianchi : Reggimento volontari; 3° e 5° reggimenti fanteria; Due batterie; Oue squadroni ; Una compagnia zappatori del genio. 2° Colonna Casuccini : Un battaglione del 17° fanteria; Tutto il 4s~ reggimento fanteria; Dodici pezzi; Uno squadrone ; Mezza compagnia zappatori del gemo. ANNO XVII, 'VOI.. IV.


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l,E GRANDI MANOVRE

3° Colonna Caldellory: Reggimento bersaglieri; Due battaglioni del 17° fanteria; Dodici pezzi; Uno squadrone; Uezza compagnia zappatori del genio: 4° 11 4° reggimento cavalleria. Alle ore 6 antimeridiane queste colonne passarono il Ticino e procedettero alle destinazioni loto ai;segnale nel modo che segue : Tullo il 4° CQVaHeriu, precedendo le colonne, passò ~l Ticino a Sesto Calende; irradiò coi suoi squadroni in tutte le direzioni, cercando il contatto coll'avver... sario·, che segnalò poi su Lesa e Miasino. A movimento compiuto, questo reggimento si riunì presso la Rotta là ove la strada del Sempione svolta per Sesto, irradiando su Novara e su Borgomanero: questo punto fu sempre nominato nelle relazioni del generale Piola Quadrivio Glisenta, per la vicinanza ad una. caseina di tal nome. La colonna Casuccini, passato il Ticino a Ses lo Calende, pella strada del Sempione, andò ad occupare le posizioni di Dagnente sulla destra della . Tiasca distruggendone i ponti. La colonna Caldellary, per Sesto Calende, Comignago e Paruzzaro ad· Invorio. Là colonna Bianchi, passando il Ticino a Porto della Torre per Varallo Pombia, Borgo Ticino, Gallico, andò a prendere posizione fra Gozzano e J3olzano. In questo giorno solo gli esploratori delle due parli giunsero a contatto, e ciò diede so ltanto luogo ad un lieve scontro di cavalleria , nel quale lo squadrone del brigadieée Bassecourt occupò Lesa cacciandone un plotone della cavalleria avversaria.

OELL' ANNO 1873

470

Giorno 21 agosto.

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Gli ordini miei vietavano ai,due comandanti di avan- , zarsi Dd una distanza maggiore di 20 chilometri, misu- t, rali rispettivamente dai ponti ciel Toce e del Ticino; vie- 1{ tavano inol~~e di prolungare le operazioni. al di là del~ l'·una pomeridiana; quindi nel giorno 20 le due parti non avevano potuto che abbozzare l'esecuzione del con.. cetto propostosi come primo obbieltivo.

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Nel giorno 21, volendo i due generali rettificare le posizioni delle proprie truppe sui fronti d'operaz(one prescelti , ebbero luogo i primi scontri sulle tre linee di marcia, in cui le colonne dei due partiti si erano incanalate. Disposizioni del generale Casanova.

Il generale Casanova voleva solidamente stabilire la posizione della sua colonna centrale occupando le alture, che, in faccia ad Armeno e Petlenasco, sbarrano . la stretta formata dall'avvicinarsi dell'Agogna al Pes,:one. e che sono accentuate da monte Crana a sinistra, monte Carcegna a destra. Voleva inoltre preparare pel giorno successivo le operazioni di quelle altre colonne, che, procedendo sulle due ali della colonna principale, dovevano agevolare a questa l'arduo còmpito dì superare la. resistenza deHe forti posizioni che le stavano di fronte da Miasino in poi. Ordinò qui.ndi µe! giorno 21 che Ja brigata Vivoli, a sinistra, e la brigata Scaletta, a destra, occupassero le alture di monte Crana e monte Carcegna ; çhe i tre

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180

LE GRANDI MANOVRE

battaglioni bersaglieri retrocedessero su Omegna, ed, unitamente a1la brigata Dezza, si avviassero su Cesara ed oltre, per la strada della riva occidentale del lago d'Orta, che, come già si è detto, la brigata zappatori stava riattando; il battaglione bersaglieri, che fin· dal giorno 211 trovavasi su quella strada, avanzasse fino su S. Maurizio, nell'intento di occupare le alture al di là del rio Pella, dalle quali potesse proteggere lo sbocco delle restanti truppe. Due batterie délla divisione Celesia, la batteria ed i reggimenti della brigata di cavalleria, man mano ~he i progressi nel riattamento della strada lo permeuevano, dovevano seguire la brigata Dezza . . La direzione di questa colonna fu affidala per quel giorno al generale Dezza. Sulla sinistra, la colonna Bassecourt doveva intraprendere dimostrazioni contro la linea delln Tiasca con un reggimento di fanteria, la batteria e lo squadrone : l'altro reggimento, colla sezione della batteria di montagna, doveva, sotto gli ordini del colonnello Caccialupit portarsi in quel giorno su Co iromonte, nella quale lo ca lità sarebbe stato raggiunto dalle altre due sezioni della batter ia ài montagna. · Disposizioni del generale Piola.

Il genel'ale Piola, continuando 'lo svolgimento del suo concetto, dispose perché : la destra (colonna Casuccini) rimanesse ferma nelle sue posizioni di Dagnente; il generale Bianchi muovesse colla sua brigata su Ameno e di là a Miasino ; la sinistra della brigata del generale Bianchi doveva essere assicurata dal reggimento volonta ri con una. sezione in posizione a ca-· vallo della strada della riva occidentale del lago d'Orta davanti ~ Gozzano: il colonnello Caldellary doveva, col

OELL' ANNO

187:2

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reggimento bersaglieri ed una batteria, muovere da Invorio ed appoggiare, per le due sponde dell'Agogna, .le operazioni della brigata Bianchi. Operazioni.

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Tra l'Agogna ed il lago d'Orta. - Alle 6 antimerid iane la cqlonna ,Bianchi mosse dalle sue posizioni di. Gozzano, eJ seguendo la strada di Ameno, giunse verso le 7 1/2 colla ·sua testa a monte S. Carlo, tra Ameno e l\iiasino; qµivi giunta, si spiegò a cavallo delle strade che da Armeno, per Miasino, conducono a Gozzano per Ameno e Vacciaghetto. Coronata la posizione, il generale Bianchi spinse una ricognizione offensiva avanti, la quale, sboccando ,da Miasino, incontrò pattuglie nemiche e le obbligò a retrocedere. In questo momento le truppe dei due partiti si fronteggia vano a lunga portata di cannone da due forti posizioni d~fensive; il terreno che sta fra le due posizioni ·si avvalla innanzi ad esse, aprendosi ad oriente sull'Agogna ad occidente su di un piccolo ruscello che scende nel lago d'Orta, lamnendo le falde del monte Carcegna. 1l villaggi.o di Miasino sta sulla linea che unisce i centri del fronte delle due posizioni, dominato a mille metri di distanza dalla posizione di f.appella S. Carlo, dominato, ma a distanza quasi doppia, dalle alture di Armeno e monte Carcegna; il villaggio di Miasino inoltre sta sul lembo settentrionale di una specie di gradino , pel quale, dall'avvallamento che separava le fronti dei due partiti, si sale alla posizione occupata dalle truppe del generale Piola. Per questa ragione il villaggio di Miasino, col gradino su cui sorge, costituiva come una linea d'ap-


~ 82

LE GRANDI MANOVRE

proccio per le truppe del generale. Casanova che àvessero voluto attaccare di · fronte quelle del . generale Piola, e costituiva una specie di posto avanzalo per la posizione cli queste ultime. Chi aveva maggiore interesse ad impadronirsene e sboccarne in quel mome3to erano le truppe del partito riola, le quali, sapendo le diffico !Là che dovevano incontrare le truppe avversarie per completare il proprio spiegamento, poteva no speraré di coglierle non ancora pronte a combattere; questa speranza, giustificata ancora dal vedere le poche forze che fin ullora mostravansi dall'avversario , cleterminò il generale Piola a prendere risolutamente l'offensiva. L'attacco fu tentato da tre battaglioni di fanteria, che, appoggiati dal fuoco dell'artiglieria in batteria a S. Carlo, sboccarono da Miasino ed attaccarono nella direzione di monte Crana e Pisogno. Il generale Danzini, contro cui venne ad urtare tale attaeco, aveva a sua disposizione sei battaglioni e due batterie, e sul princip io si limitò a resi stere, rinforzando successivamente i proprii avamposti; intanto la brigata Scaletta avanzavasi sulla sua destra, e, mol to lentamente, per le difficoltà del (erreno, riusciva a spiegare sul monte Carcegna due battaglioni. Quando al generale Danzini parve che le truppe della brigata Scaletta avessero sufficien temente prov-. veduto sulla sua destra, prese egli stesso l'offensiva, e ricacciò su Miasino le truppe dell'avversario ; da questo plinto in poi le truppe del generale Piola si rid ussel'o alla difensiva. Erano così otto battaglioni e venti pezzi del generale Piola i quali, appogg iati sulle forti posizioni di Motto di Duno, Cappella S. Carlo e Crocefisso, contrastavano al nemico , che finora non aveva potuto sviluppare che

DELL' ANNO

1872

483

forze uguali in fanteria ed inferiori in artiglieria, il possesso del villaggio di Miasino (I ). Come g ià si é deLLo, non era intenzione del gene-,, raie Casanova di spingere più innnnzi per quel giorno la sua colonna centrale, mentre non potevano avere sufficiente sviluppo le mosse laterali, che dovevano, a suo parere; assieurare l'esito dell'operazione nel giorno successivo. D'31Lra p<).rte non eravi più probahililà che il generale Piola potesse con esito cfficnce tentare un altro movimento , offensivo, onde io verso le 11 1['.2 feci cessare la fazione, ordinando che le truppe ritenessero le posizioni a cui rispettivamente. si appoggiavano, e che il villaggio di Miasino, dominalo dal cannone delle posizioni cli S. Carlo, rimanesse in possesso delle truppe del generale Piola. 1

Sulla sponda occidentale del la,qo cl' Orta. - In questo g10rno, su lla linea occidentale del lago d'Orta, un bat, taglione bersaglieri del eorpo Casanova si avanzò su Briallo e scambiò qualche colpo di fucile col reggimento volontari che trovavasi in posizione al vil- . !aggio di S. Maurizio. Il generale Dezza trovavasi a portata di sostenere quel battaglione bersaglieri col 29° reggimento; ma, volendo per qlfel giorno dissimulare la presenza di forze considerevoli in quella direzione, si li mitb a prendere disposizioni per raeeoglierlo nel caso che fosse stato respinlo ed incalzato dagli avversari. (1) I due battaglioni bersaglieri del gcnernle P:ola che dovevano.operare sulla sponda sinistra dell'Agogna eransi diretti l'uno su Coiromonto o l'altro su Tabarino e Pecorini; quello diretto .su Coiromonte trovò il villaggio occupato dalla colonna Caccialupi e si arrestò a Sovazza; l'altro progredì fino al casale ì'tlilanetti, ove giunsa · al cessare della ·fazione.

1


{ 84,

r;& GRANDI M'ANOVIIB

Sulla sponda del lago Alaggiore. - Sulla strada del lago Maggiore la colonna Casuccini era sistemata nelle sue posizioni difensive di Dagncnte e non fu molestata. Il brigadiere Dassecourt marciò su Lesa con un reggimento, facendosi fiancheggiare sulle alture d'a un battaglione; l'altro reggimento, colla sezione di montagna, si portò a Coiromonte, com'era 'prescritto, lasciando però un battaglione a Drovello per proteggere il suo fianco sinistro e coJ!egarsi colla colonna Bassecourt. Da Lesa spinse qualche ricognizione.verso la Tiasca, di cui trovò rotti i ponti.

Giorno 22 agosto. Al mattino del 22, prima dell'iniziarsi della fazione, le truppe dei due partili erano così dislocate:

Corpo Casanova - Colonna Danzini: _Quartier generale - Armeno ; Destra. - La brigata Vivoli, accampata. a sud . di Armeno; , Sinistra - 'La brigata Scaletta, disposta a cavallo del Pe.scone, dal villaggio di Carcegna a quello di Crabia; Due batterie colla brigata Vivoli ; Una batteria colla brigata Scaletta.; Lo squadrone tra Armeno e Miasino. Colonna Celesia ('I): Quartier generale . - Pella; · (f} Pel giorno 22 il generalo Cclesia dovc,·a prendere il comando delle trup1,1e operanti sulla sponda occidentale do! lago d'Orta,

485 Un battaglione bersaglieri a Madonna del Sasso verso Briallo; Il 29° fanteria: con due battaglioni ad Alzo, uno o. 13ole.tto; Tre battaglioni bersagliesi ed il 30° reggimento ai Molini .della Valle tra Pella e Cesara. Artiglieria e brigata cavalleria tra Cesara e i 11-folini della Valle. Colonna Caccialupì: Due battaglioni e la batteria di montagna a Coi/ romonte, Colonna Bassecourt: n 56° reggimento tra Belgirate e Lesa; Un battaglione del 55° a Brovello ; Una batteria a Lesa ; Lo squadrone cavalleria tra Solcio e lleina. DEil.' ANNO ~ 872

, Divi.~ione Piota -

Colonna Casuccini: A Meina e Dagnente {quattro battaglioni, dodici pezzi). Colonna Bianchi: 3° e 5° fanteria, due battaglioni bersaglieri e ventidue pezzi sulle posizioni tra Ameno e Miasino, eon due pezzi portati dal giorno precedente alla Torre di Duccione; . Reggimento volontari, con due pezzi, a S. Maurizio d'Oppaglio; esso doveva essere rinforzato da due bat· . · taglioni bersaglieri ed altri due pezzi. Riserva: due battaglioni e due pezzi ad Invor10. Cavalleria: un reggimento frazionato fra le varie colonne· per il servizio d'esplorazione e collegamento. concentrato tra Gozzano e BorgoUn· re(l'aimento o.., . manero.

fin


486

LE GRANDI MANOVUK

vevano successivamente rinforzare la colonna di destra'. man mano che riesci vano a superare i difficili passi nei quali erano impegnati.

Disposizioni. del genera'l e Casanova.

Per Ie disposizioni del. generale . Casanova, alla sinistra, la colonna Bassecourt doveva continuare a trattenere l'attenzione e le forze della difesa, attaccando la linea della 'fiasca. . Sul,a. linea eentrale, 14 colonna Danzini doveva attaccare le posizioni di Miasino, puntando su Bolzano • e Gozzano. Il còmpito della colonna Danzini doveva essere agevolato dalla colonna Caeciatupi, la guate, procedendo d~ Coiromonte e seguendo le allu re della sponda. simstra dell'.Agogna, doreva riuscire sopra al fianco destro delle posizioni di Ameno. . Sulla destra, la colonn<1 Celcsia doveva sboccare con tutta la fanteria, spingendosi avanti, il più che le fosse possibile, v,erso S. Maurizio. Ciò facendo: copriva efficacemente la propria artiglieria, impegnata tuttora in passi dinìcilissimi; si metteva in misura di profittare dei suecessi della colonna Danzini per sboccare su Gozzano; faci litava un tale successo trattenendo avanti a sè una parte delle forze dell'avversario . . Riassumendo, le forze del generale Casanova presentavano: · ., · ,1 ° Ventiquattro batt;,glioni, t1·enta pezzi e uno squadrone procedenti da Coiromonte, da Armeno, da Pella e da Boletto, che tendevano a darsi la mano sulle sponde dell'Agogna, su 13olzano e Gozzano; _ 2° Quattro battaglioni, otto pezzi cd uno squadrone, che, operando contro la. destra del. fronte avversario , tentavano supernre la lmea della Tiasca, puntando 's u Invorio e su Arona; · 3° Ventiquallro pezzi ed otto _squadroni, che do-

Disposizioni del generale Piola.

. ... ,

>• ~

In complesso, la difesa aveva tenuto lo stesso riparlo di forze del giorno precedente,_ e ad ogni testa di colonna che rnostravalc l'avversar10 ne contrapponeva una delle sue. /to sviluppo a cui erano giunte le operazioni dell'avversario; la breve distanza che ornai separava le sue colonne dall'obbiettivo verso cui convergevano; la facilità che queste colonne avevano di coordinare la propria marcia e di trovare J:!Osizioni difensive da cui frenare i contrattacchi, rendevano impossibile alla dif'esa il tentativo di una di quelle manovre per linee interne tanto brillanti, ma tanto pericolose. Pensò invece la difesa di ritardare la marcia dell' invasoi·e mantenendo il più a lungo possibile il comballimento nelle strette; sicura alla sua destra pclla posizione di Dagnente , oceupat~ a si~ist.ra buone posizioni di Mias in o, parve alla difesa fosse p1u facile ottenere un tal,~ risultalo dando carallere offensivo alla propria azione; con ciò teneva, almeno da principio, il vantaggio dell'in iziativa tattica, poteva turbare le disposizioni d'attacco dell'avversario, e, senza maggiore rischio, fal'gli perdere maggior tempo. Pertanto il generale Piola ord inò: che il · genera~e Bianchi, tenendo con parte delle sue truppe le posizioni occupate il giorno prima, attaccasse col resto nella direzione di Armeno. Che a rinforzo della sua estrema sinistra muovessero da Invorio due battaglioni bersaglieri ed una sezione. Sulla deslra il brigadiere Casuccini tenesse fermo

!?


488 1,E GRANDI MANOVRE nella posizione di , DagnenLe , coprisse la strada da Ghevio ad Invorio, e spingesse una frazion e delle sue forze all'attacco di Massino; la strada da Sovazza a Colazza, per cui la colonna a ttaccante poteva trovarsi minacciata a tergo da dìstaccamenti nemici, era diligentemente osservata.

ffELL' ANNO ,j 872

189 avanzava contro quest'ultima , sei pezzi prendevano . posizione sull'eminenza che sovrasta alla parrocchia di Miasino, ed il ·11-0 da Pisogno scendeva lungo l' Agogna e seconda va l'attacco a ,sinistra, Questi due reggimenti avanzavano con catene di cacciatori sostenute da forti eiserve sulle . strade e dal fuoco di ventidue pezzi d'artiglieria disposti tra monte Crana, parrocehia di Miasino e monte Carcegna. La brigata Sc,detta, per le strade di Vacciago e per quella del lago, si era già avanwla quasi all'altezza della s inis tra della posizione contrastata.

Operazlonl

Fra l'Agogna e a lago d'Orta. - Alle 6 del maltino il generale Bianchi, lasciati due battaglioni e il grosso dell'artiglieria nelle posizioni occupale il giorno prima, avanzò ed attaccò con due colonne, ciascheduna di due battaglioni di linea, un battaglione di bersaglie;ri ed una sezione d'artiglieria; ma le due colonne, appena cominciato il ·movimento, furono arrestate dalla imponente massa di fuoco dell'artiglieria nemica, aperto in appoggio del movimento offensivo che conterr1poraneamente iniziava il generale Danzini.

Il generale Bianchi la cedette, e andò a prenderne una successiva dietro Ameno a monte Mesma, Cascinetta e Torre di Buccione.

1

Il generale Danzini altaccava le posizioni di Miasino nel modo seguente : la brigata Vi voli col 13° reggimento attaccava direttamente Miasino, per la strada che vi giunge da Armeno-; il 14° procedeva a sinistra contro Pisogno. · Due batterie appoggiavano . il movimento di questa brigata da monte Crana. La brigata Scaletta cooperava procedendo per la s trada mulattiera Carcegna-:tniasino, col 78° fanteria, du~ battaglioni del 10° e tre sezioni d'artiglieria, e con un battaglione e una sezione per la strada del lago d'Orta :

..

Di fr(\nte a quésto attacco , le truppe del generale

..

Bianchi abbandonarono Miasino e si ridussero nella forte posizione di Cappella S. Carlo; mentre il 43° si

Sboccando da Ameno, la brigata Vivoli marciò contro monte Mesma, attaccandolo di fronte col 13° reggim ento e di fianco col 1Li O, per la valle dell'Agogna; qualche pezzo d'artiglieria prendeva posiziorrn presso la chiesa parrocchiale di Ameno . La brigata Scaletta si spingeva su Ortallo. 1n questo frattern po compariva anche l,a colonna Ciwcialupi sull'altra sponda dell' Agogna. Il difensore non aveva artiglieria sul monte Mesma, sulle cuì falde meridionali non corrono strade praticabili per tale arma; era inoltre seriamente minacciato dai movimenti avviluppanti che si disegna vano specialmente sul suo fianco destro. Si ritrasse perciò prendendo ancora posizione sulle alture di Bolzano . Il generale Danzini continuò ad avanzare nel seguente modo: La brigata Scaletta fu diretta col massimo deile sue


190

LE GllAND! MANOVRR

forze per la strada principale Minsino-Gozzano, e con un battaglione e una sezione per la sponda del lngo. . La brigata Vivoli rnarcib contro Bolzano pelle strade più orientali ; sedici pe~ i pclla ~trada Ameno-Ortallo sal irono all'altura di Monte Mesma e vi si stabilirono sotto la protezione del 13° fanteria. Appoggiati da questa batteria e dai progressi della colonna Caccia.lupi sul fianco destro dell'avversario, gli attacchi <lella brigata Vi voti e della brigata Scaletta riuscirnno, ed obbligarono le truppe del generale Bianchi ad iniziare la ritirata sulla sinistra' dell' Agogna verso Invorio; col che la riunione colla colonna Celesia , procedente dalla n va occidentale, rimaneva assicurata. 1

Stilla sponda occidentale del lago d'Orta. - Su questa sponùa il reggimento volontari con una sezione aveva preso posiz ione . avanti il villaggio di S. l\1aurizio. Dalle 6 alle 7 antimeridiane le fanterie del generale 'Celesia serra vano sulla testa (~i colonna; alle 7 incomincia vano l'attacco. Il 29° reggimen to spiegavasi con due battaglioni a cavallo della strada Pella-S. Maurizio e uno in seconda linea. li reggimento bersaglieri, guadagnando le alture di Driallo, si dirigeva contro il fianco sinistro dei difensori. Il 30° rimaneva in riserva.

Il reggi mento volontari, attaccato di fronte da forze c'he dovevano parergli almeno uguali, e minacciato da forze superiori, che cercavano spunta~ne il fianco siuistro, si ritirò lentamente e per scàglion i successivi fino all'ondulazione che attraversa normalmente la strada di Gozzano ad 800 metri circa a sud-est del villaggio di S. Maurizio, ed accentuata da Revellia e

DEr.L' ANNO

18i2 ·

Niverata; su questa forte posizione il reggimento volontari ebbe rinforzo sul centro da una sezione <l'artiglieria e sulla sinistra da due battaglioni bersaglieri che si stabilirono a mnnte Curlcra. .Fino allora le truppe attaccanti non avevano potuto essere raggi unte da artiglieria. · Il 29" fanteria non po~eva razionalmente sboccare da S. Maurizio conlM una posizione dominante, difesa da forze uguali cli fanteria e da quattro pezzi che incrociavano il loro fuoco sugli sbocchi del villaggio: s:i~ rrestò quindi profittando <lei caseggiati, dell'avvallamento del torrente Scarpia e cli quanto poteva costituire riparo per coprirsi tlul fuoco nemico; cont·inuò per altro a.cl alimentare il comballimento sul fronte col fuoco <lei cacciatori e con qualche dimo· strazione d'attacco. ]frattanto il reggimento bersaglieri, continuando per le alture, . con parte delle sue forze fronteggiava i bersaglieri nemici stabiliti a monte Curlera, e col rimanente proseguiva la mossa attorniante avanzandosi . verso Pogno. 11 gnnerale Casanova, che marciava colla colonna Celesia, spingeva allora lungo la spon<la del lago due ba-ttaglioni del 30° fanteria a spuntare la desLra del nemico. Da monte Curlera al lago d'Orta corre lo spazio di almeno due chilometri, che le truppe del generale Piola avrebbero dovuto difendere con so li cinque bat. taglioni e .quattro pezzi; non fu quindi difficile ai due battaglioni del' 30° fanteria il portarsi all'allezza della destra dell'avversario; quando essi giunsero a Piolo, i g.iuclici cli campo decisero che le truppe della difesa,, così minaccia.Le sulle due ali, dovessero ritirarsi alla distanza di tre' chilometri , che le truppe del!' attacco


(92 LE (;.RAND! MANOVRE sospendessero però l'azione per un'ora: il verdetto ebbe sul luogo l'approvazione dell'E. V.

Sulla sponda del lago A!aggiore. -

Sulla sponda del lago ~1aggiore il brigadiere Casuccini erasi spinto con due battao·lioni e una sezioue su Massino e lo aveva o • occupato. Il brio-adiere .Bassecourt ve lo attaccava con tre batta11Iioni b lasciando la batteria e un ballaglione innanzi o ' . a Lesa; il brigadiere Casuccini , avendo rteevuta notizia che tre battaglioni nemici con arliglieria di montan-na rniuacciavano di scendere da Colazza, si ritirò b . in buon ordine sulla posizione d'onde era partito, mandando un battaglione a Ghevio (,1). Il brigadiere Bassecourt prosegui la sua marcia avanti, finché, giunto alla Tiasca, si arrcs~ò di fronte alla forte posizione su cui l'avversario aveva dodici pezzi in batteria, mentre egli non poteva dispone della propria.

Situazione generate a mezzogiorno. - Verso mezzogiorno adunque la situazione pcl generale Piola er a la seguente: A destra la colonna Casuccini stabilita dietro la. Tiasca senza probabilità di esservi sforzata; Al centro le truppe del generale Bianchi sulle alture di Bolzano, in procinto d'esserne sloggiate dalle forze preponderanti che il nemico sviluppava sul loro fronte e sul fianco destro ; Le truppe· della sinistra in ritirata su Gozzano.

(~) A spiega1.ione di ciò ccnvien notare che la colonna Cn.cçialupi seguiva da Coiromontc la strada di Sovazza-Croce del Termine-Cassano e Tabarino, e che da Croce del Termine si dirama la strada che scendo su Colazza .

OELL' A~NO

I 812

193

Giunte le cose a questo punto, il generale Piola decise

la ritirata. Avviò perciò la colonna del generale Bianchi e i due battaglioni bersaglieri, che avevano combattuto coi volontari, verso Invorio pei molini di Grata e ponte di Grata La ritirata <li qaesle truµp,-} fu sostenuta da retroguardie di fanteria e da artiglieria, che presero posizione a Motta Fongera e lungo la sponda sinistra del 1jP- Vina dall'altra parte clell' Agogna . .Della riserva, fino allora rimasta a Invorio, un battaglione fu fatto venire al ponte di Grata, il rimanente battaglione e la · sezi.one furono avviati su Ghevio. Il reggimento volontari s i ritirava polla strada che da Gozzano va a Borgomanero. Le truppe del generale Bianchi si ritirarono seguite passò a passo dalle truppe del generale Oanzini, il quale colla brigata Yivoli occupava tosto Bolzano ,. mentre la brigata 8caletta con una batteria si dirigeva su Gozzano onde cogliere in fianco le truppe nemièhe che avessero ancora vo luto prolungare la resis tenza sulla via di S. Maurizio. I.e trnppc della colonna Celcsia alle 11 4/z si ponevano in mal'cia su (;ozzano colla brigala ))ezza in colonna sulln strada, preceduta da caccialori; il reg· girnento benrnp;licri sulla destra diretto su Bugnate. Queste truppe giunsero su Gozzano senza incontrare resistenza . Le co lonne del generale Casanova, procedenti pelle due rive del lago , erano rieseite a darsi la mano, ~ost1-ingendo il nemico alla ritirala:

A questo punto io ieri ressnrc la tàziont\ onl innndo AN~o xvu, YoL.

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1v.

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94

LE GRANDI MANOVP. J:;

DELI,'ANNO

che le forze dei due partir.i rimanessero separate dalla 'fiasca , dall'Agogna e dalla linea convenzionale che unisce questi due corsi d'acqua da Casc ina Centa a C,hevio.

Posizioni al cessa1·c dellu fazione. - Cessata la fazione, le truppe dei due partiti nel giorno 23 stettero lungo la linea di separazione che io aveva stabilito nel modo seguente: ConJo Ca,sanova . - Dietro la Tiasca. - La colonna Basse~ourt con quattro bélltaglioni tra J>isano e Corciago, lo squadrone e la batteria tra L~sa e jfoirw: . Dietro l'Agogna. - Undici bat.tagl.iom, tre bat.tene e due squad roni scaglionati a cavallo della strnda che da Bolzano conduce al Molino della Grata sull'Agogna; Sei battaglioni <li linea e due di bersaglieri a Goz- · zano; due battaglioni bersaglieri, tre batterie {1) e· due squadroni tra S. i\fourizio e Gozzano; • La brigata cavalleria sulla strada da Gozza no a Borgomanero in faccia a Briga. . . . Tra la 'fiasca e l' Agogna. - Tre battagliom (<i?) e la batteria di montagna, agli ordini del colonnello Caccialupi, sulla sinistra dRl Rio Vina tra le Cascine t:enta e la Colombara. Il generale Danzini a Bolzano. Il generale Celesi a a G.ozzano. Il generale Casanova a G,ozzano. Divisione Piola. - La cçilonna Casuccini concentrata nelle ~ue posizioni di Dagnente. (1) Queste tre batteri~ raggiunsnro taìe dislocazione tra I\ del 22 e il mattino de t 23. (2) D~i quali uno del !,!• reggimento.

sc'ra

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195

Della riserva - Un bauaglione del 17° a Ghevio; il reggimento bersngli~ri, un battaglione del n° e due pezzi ad Invorio. . Tra Invorio e l'Agogna, la brigata Bianchi, con tre batterie. Tra Gozzano e .Borgomanero, sulla sinistra dell' Agogna, il reggimento volontari con due pezzi. Della cavalleria. - Un reggimento ripartito fra le tre colonne, un reggimento al quadrivio Glisenla. Osservazioni. I. L'idea predominante nelle disposizioni del generale Piola, marciando oltre il Ticino, era di dare carattel'e offensivo alla sua difesa; idea senza dubbfo \ commenclevol_issima. Porse il suo movimento avanzando sarebbe riescito più economico ove la colonna destinata a Gozzano avesse passato il Ticino a Sesto-Calende in testa alla colonna destinata a Dagnente, e tenuta la strada ·Comignago-Invorio-Gozzano; e la colonna destinata. a Tnvorio, che costituiva la riserva, av~sse passai.o il ponte di Porto della Tor1:e seguendo poi la strada Boro·o t> Ticino-Com ignago-Invori.o. Con ciò pann i si sarebbe evitato che la colonna Bianchi destinata a Gozzano dovesse eccedere, dal Ticino a destinazione, il numero di chilometri e di ore da me prescritto e che arrivasse ultima adèstinazione. Essa anzi avrebbe po tuto senza uscire da tali limiti e approfittando delle strade secondarie che si diramano da Invorio, raggiu.ngere col grosso Bolzano e spingere l'avanguardia fino alla strella di Ortallo. Ora era questa certamente la linea sulla quale pel generale Piola era più urgente di avanzare fino dal


191)

DEL!,' A'Nl\'O LE GRANDI MA1WVHE

primo giorno, poichè egli intendeva dirigere su di essa, . il suo· vero attacco. 11. Il concetto di dirigere l'attacco sulla linea Miasino-· Armeno mi sembra veramente degno di lode. . Certamente il o·enerale Piola avrebbe potuto, nel riparto delle sue t~uppe, con_s~rvare mag?iori forze disponibili per una tale d~c1siva operazione, qu~lora avesse ricorso alla fortificazione campale per la.difesa della linea della 'fiasca e della strada Gozzano-Pella. ~1a 1~ risorsa della fortificazione gli era quasi del tutto impedita dalle difficoltà che il ~uolo pres~ntava ai lavori di zappa e dalla considerazione che 11 ba~ricare villaggi e fare abbattute era cosa non conc1. liabile col rispetto dovuto alle proprietà private. · Rimarrebbe a discutersi se la forz~ naturale de1la posizione Dagnente (massime dopo distrutti i ponti ' della 'l'iasca) e le conosciute .difficoltà della strad~ della riva occidentale del lago d'Orta, no~ avrebbero permesso di difenderle con minori forze di quelle che . . . . vi f'urono impiegate. , Il giorno 21 (il solo in cu'i fosse possib~le la rrnsc1ta di un attacco) le forze che il generale Prola. porta v_a contro la colonna centrale del generale Casanova cons1::;tevano in otto baHaglioni e venLidue pezzi tra il lago d'Orta e l'Agogna e due battaglioni pelle alture della sponda sinistra di questo torrente . · La preoccupazione per la sicure~z~ della_linea della Tiasca e per quella del suo fianco s1mstro_ distolse nove battaglioni su diciannove e diciotto pezzi suquaranta. HL 11 concetto <lel generale Casanovq. fu:

4° Illudere possibilmente in un!l direzione: · 2° Preponderare nella direzionr. se non più decisi va, tale però cla promettere risultati.

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197

1

3° Sorprendere o in una delle due pi:ime direzioni ,od in un'altra. 4° Riservarsi i mezzi per rimediare ai · casi impreveduti. L'idea di sboccare per tre colonne, portando lo sfogo principale sulle strade del lago d'Orta, mi sembra ,razionalissima e forse l'unica adatt.a alle condizioni di quei terreni. Ct·edo pur degno di menzione l'ardito progetto di ·sormontareJe difficoltà che presenta va la strada OmegnaBrolo-Cesata-Pella onde trovare uno sfogo alle forze esuberanti che non credeva poter utilizzare sulla via centrale. 'Mi sembra però che sarebbe stato più prudente l'avviare per tale strada solo la brigata Dezza con una balleria e qualche squadrone; con ciò, a mio modo di. vedere, si sarebbe otlenuto egualmente l'effetto, si sarebbero diminuifo le difficollà ed il tempo dell'o,perazione , e si sarebbe meglio assicurato il successo della colonna Danzini, la quale con· tre baltaglioni bersaglieri e una o due batterie di più avrebbe avuto 1a certezza cli essere numericamente superiore al rnamirn·urn delle truppe che il generale Pi ola poteva metterle di fronte .

lV. Nel giorno 22 la ritirar.a delle truppe deJ generale Piola sulla linea centrale, sia per la scelta delle linee successive , s ia pel modo di.occuparle, mi parve degna d'encomio. . Solo osserverei che la difesa d.i monte ~:Iesma avrebbe potuto essere più prolungata, anche se fatta da sola fanteria . - Cosi trovo pure lodevole il rnoclo con cui ;i,! generale Danzini regolò la marcia offensiva delle -sue colonne.


198

LE Gl\ANDI !IANOVRE

V. Sull'aHra sponda del lago d'Orta, il modo di manovrare tanto delle truppe della colonna Celesia quanto dei volontari e bersaglieri che stavano loro di fronte, mi sembrò mollo razionale sia nel complesso sia nel dettaglio. L'operazione compiuta dalla colonna Celesia con sola fanteria contro artiglieria e fanteria, deve fare riflettere all'importanza che quest'arma assume nei terreni difficili e coperti ed all'aumento pr odotto nella sua potenza dalla perfezione del fucile moderno.

Passaggio dal 1° al 2• periodo· delle grandi manovre. Il generale Casanova aveva raggiunto il primo obbiettivo propostosi: trova vasi a cavallo <lell' Agogna con una massa di · Ventiquottro battaglioni cinquantaquattro pézz i nove squadroni concentrata su di un fronte di meno Ji 5 chilometri e sulle strade conducenti al Ticino. Sp in~onclo avanti queste forze giit per se stesse superiori. all'intiero corpo· avversario, egli avrebbe aperto la via alla colonna Bassecourt, e si surebbe così assicurato il concorso di tulte ~te proprie truppe nel pr.imo scontro che potesse' aecadere. Er,?. mia intenzione utilizzare i. pochi giorni che ancora mi rimanevano in . fazioni nelle ·quali le truppe potessero agire più raccolte nelle man i de i due comundanti in cupo. Ciò, a mio . modo di vedere, non poteva più aver luogo sulla sponda ùes ll'a del Ticino, poiché, per

DELL' A.NNO

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quanto s1 presentassero forti le posizioni indicate dalle alture di Dormellelto-Guttico-Comignago, non mi pareva razionale che il generale Piola accettasse ancora un combattimento contro tutte le forze riunite dell'avversario e col fiuml~ alle spalle; mentre sull'altra sponda gli si presentavano eceellenti posizioni per contrastargli il passaggio del fiume e quindi rit'ardarne la marcia verso Milano suo obbiettivo . Mi sembrava adunque che lasciando libero il corso alle opemioni, si sarebbero aneora potuti avere sulla <Sponda destra combattimenti di retroguardia e nulla più. · Sull' a!Lra sponda invece mi si pr0sentava come teatro delle ultime esercitazioni la zona di territorio eompresa tra i l Ticino e le alture di Crenna-Gallarate-Cardano, terreno abbastanza accidentato per dar luogo alla soluzione elci più svaeiati problemi di tattica, e nello stesso tempo àdatto alle evoluzioni di masso più ,numerose, all' azione combinata dello varie armi, e . nel quale i danni recati alle proprietà private sarebbero stati meno rilevanti. Intervenni quindi co l seguente ordine :

ORDINE DEL GlORNO GENERALE N. 3.

Arona li 22 agosto ~87'.2.

11 corpo Casanova preponderante in forza è riuscito a sboccare su tre colonne, dette· quali due lungo la riva del lago d'Orla ed una lungo la riva occidentale del lago Maggiore , Jl corpo nella sel'u cl' oggi stesso ha presa posi7,ione sulla destra dell'Agogna e sulla sinistra della

..


, DEr,L' ANNO 1872 201 Con què sL' ordine, prendendo atto dei risultati ottenuti dal generale Casanoya e portando qualche mutazione all'ipotesi che serviva di traccia alle OP,erazioni, mi venne fatto di trasportare il .campo d' azione nei conosciuti ten·eni. dell'altra sponda del Ticino , rendendo nello stesso tempo possibile pel generale Casanova il passaggio .ciel fiume sui ·ponti di Sesto e Porto della Torre; cosa questa che non avrebbe potuto razionalmente avvenire qualora la situazione avesse permesso al-gener ale Piola di arrestarsi e resistere sulle posizioni che dominano cotali passaggi dalla sponda sinistra.

200 LE GRANDI }fANOVRE Tiasca concentrando il massimo dell~ sue forze intorno a Gozzano. . In base ad un tale fatto, la situazione del corpo J>t~Ia,_ sulla riva destra del Ticino, diventa precaria, po1chc se per effetto della preponderanza relativa di forze non è riuscito a battere separatamente le tre co lonne ed impedire ·essenzialmente la riunione delle due più forti, centrale e d i destra, non potrebbe ora accettare nè dare battaglia contro le forze nemiche riunite. Il corpo Piola si ritira quindi sulla s~nistra del Ticino. Incomincia qui un secondo periodo delle operazioni, nel quale al corpo Piola è riservata la nlissione di contrastare all'avversario il passaggio del Ticino; ma a questo punto la situazione generale è modificata come segue : « Il comando supremo dell'esercito italiano telegrafo. « al comandante la divisione Piola di guardarsi da un « attacco anche più a valle dei passi di Porto della Torre, « Caslelnovate e Tornavento, risultando che altra co« l~nna dell'invasore marcia per sosten~re ed -appog« giare la colonna Casanova; gli dà per istruzione di « prendere sulla sinistra deJ Ticino una posizione tale 4< da essere in misura di guardare i passacrgi da Sesto. 5 « Ca Iende ~ Turbigo · e lo avverte di non irupcgnarsi « mo lto po1chè pèl ~6 il cornando supremo spera cli « potergli far giungere dei rinforzi. « Il comandate supremo dcll' esercito in,vasorn te-• « Iegrafa al generale Casanova di proseguire attivamente. « le sue operazioni sull'alto Ticino ; spera dì poter « far concor~~re .sulla sua .destra allri corpt Ad ogni « modo cercm dr passaee Il fiume fra Sesto Calende « e Castelnovat.e ».

li Domandante in capo delle !ruppe alle grandt manovre UMJJERTO DI SAVOlA..

Con ci~ rimaneva ch,i uso il primo periodo delle grandi manovre . Questo periodo aveva, pellanatura accidentata del ter,r cno, dato occasione a molteplici fatti di dettaglio nei q1pli s'era. potuto constatare l'intèlligenza e l'abilità dei capi secondari, e il grado d'istruzione raggiunto dalle truppe nelle minute operazioni della tattica ·e della logistica. Con ordine N. 9 che segue, dando i merita.ti elogi alla buona volontà mostrata da tutti, accennavo le poche mende 'più importanti che m'era accaduto di rilevare, rinnovando .le raccomandazioni che mi parvero le più .opporrnne per evitarle nelle ulteriori esercitazioni.

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DELL'ANNO J8'i2

LE G!lANDI Jl:UNOVHR

veglianza ch,e deve spinge1·si sino al limite est1·emo possibile, Regolare gli attacchi operando con calma. L'atta~cante deve 1"endersi conto e gi-udicare da sè la propria situazione, riportandosi alla 1·ealt1ì, apprezzando e facendo il miglior conto delle posizioni della difesa. Non sempr·e si è tenuto conto dei danni che avrebbe recato il {uoco nemico, massime cl' cirtiglieria, qw:ndi come consegi,enza la trascuranza delle accidentalità coprenti ·negli appostamenti successivi per avanz~re o ·ret1·ocedere; qualche ·volta colonne profonde rr:arcia1·ono scoperte sulle stracle frt vista ed a portcita dell'artiglieria più che non fosse necessario.

ORDINE DEL GIORNO GENERALE N. 9.

Arona li 23 agosto .J 87'.2.

ll primo periodo delle grandi manovre è esaurito-. Da esso noi tutti abbiamo potuto renderci conto delle condizioni in cui si svolgerebbero le operazioni sia della difesa che dell'invasione allo sbocco cli una delle line@ d'operazione che discendono dalle Alp i. Trovo degno d'encomio il modo col quale le op·era.__ zioni furono eondotte dai comandanti superiori ed' in sott' ordine, nonchè l' intellige nte operosità da tutti sviluppata. Questa è la rnigl,ior prova che ognuno conosce la sua missione, s' in teressa della situazione, riileue e studia. Egli è seguendo questa via che gli eserciti si preparano alla vittoria. 11 lodevole contegno, l'ordine,. la disciplina delle truppe e l'abnegazione col.la quale si sopportarono le fatiche, incontrarono la mia piena soddisfazione. Le manovre essendosi sviluppale ·i11 terreno montano accidentato e mollo coperto, le· difficoltà logistiche e tattiche erano serie; ciò nullameno ho osservato che in massima le disposizioni di de uaglio furono semprè razionali. Credo peraltro opportuno di rinnovare alcuue raccomandazioni fotte coll'ordine del giorno N° 2 .

J!lantenere le formazioni tatticlie neUa manovra. Generalmente si suole occupare im gran fl'onte e tenere poche riserve : non sarà m.ai abbastanza raccomandato che l' occupa;zione delle 7Josiz·ioni cleve 1"est·ri11,qe1·si· nei limiti della /c11'za.., ed ~ soltanto la S01'-

203'·

Il secondo periodo che s'inizia domani, 24 cor-· rente, si svolge in una. zona di terren~ in cui le cli_f~ fìcoltò. sono minori e dove le tre arnu possono prn facilmente combinare la propria azione, sicchè gli atti tattici potranno prendere forma razionale, senza · troppo allontanarsi dai modi e dalle forme indicate. dai regolamenti ed isLruzioni. Anche in quest'anno S. ]\f. il Re pre:en~ierù qu~st~ ultirne nostre manovre; .sia questo di stimolo a noi tutti a proseguire col massimo impegn? ond~ ~- M. possa ritrarne l'irnpressio~e del pr?gress1vo,.1mgli?ra~ mento prodotto nell'eserc1lo dal sistema d 1struzt0ne inaugurato in questi ultimi anni ».

Il Comandante in capodelle truppe alle grandi manovre foJBÈRTO DI SAVOL-\.

Intanto mi sembrò opportuno rallentare l'andamento de,lle operazioni, onde le truppe avessero .un P?' di riposo ' ed oo-nuno a vantao·gio della comune 1struz1one t, t, . ~ • • avesse campo a meditare e discutere sm 1all1 avvenuti.

ì

'


:204

LE GI\AND I MANOV!lF. DELJ,' ANNO

1872

Vo_lern inoltre frapporre maggiore distanza fra i due fr_ontt d' opera1.ione ~nde dare agio a ciascun partito adoprare _la propria cavalleria in servizio un po' prn esteso dr. . esplorazione, ora che il terreoO Vl· SI· presenlnva p1u favorevole .

d~.

Ordinai ~ertanto che le truppe del generale Casanova ne~ ?101:·no 23 dovessero riman ere nelle attuali l~ro P?S_JZion1. rischiarandosi solo con un serrizio di r1cogm z1one. Che ~e lrup~e del _generale PiolÙ si avvicinassero in <l_e~to _g,o_rno a_1 ponti del Ticino portandosi sulle posizwm cl I Gattr co-Dormciletto.

L' ARTIGLIÈRI! DA CUIPAGNA PRUSSIANA dal 1866 al 1870-71

(Continuazione e 11ne - V. dispensa dell'ottobre)

Hl.

.(la fine al prossimo numero) l)rirna di tutto poche parole sull'organizzazione dell' artiglieria da campagna prussiana nel 18,0. Issa si divideva in 13 reggimenti assegnati ciascuno a.I suo corpo d'esercito anche in tempo di pace (1) . Ogni reggimento mobilizzò 6 batterie a piedi da cent. 9 e 6 batterie a:piedi e 3 a cavallo da ccnt. 8 (2); in tutto 90 bocche a fuoco, ollrc le colonne di munizioni, che costituivano il parco di riserva del corpo. Ogni corpo d'esercito colllposlo, nella sua normale organizzazione, di 2 div.isioni di fanteria ed I divisior:.e di caralleria, entrò in campagna r:ollc sur 10 bauerie eosì riparlite: 2 batterie da ,

(•I) Questa non è più l'organi1.zazione attuale. Ora ogni corpo d'esercito Ila due reggimenti d'a rtiglieria da campagna che constano ciascuno di 8 batterie. 11 primo non ha che batterie a piedi e fornisco d'artiglieria le due divisioni di fanteria del corpo; il secondo ha due batterie a cavallo destinate alla divisione di cavalleria e s~i a piedi che debbono rormarc l'artiglieria del corpo. {! ) I cannoni da ccot. 9 non sono altro che gli antichi da G libbre; quelli da cent. 8, gli antichi da 4-. Le batterie da ccnt. 9 sono delle pesanti, quelle da c.ont. 8, leggcl'e.


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1: ARTW J.IEHI,\ DA CAMPAGNA PllUSSfANA.

cenL. 9 e 2 da cent. 8 per 03ni divisione di fanteria; 2 batterie da cent. 9, 2 da cent. 8 e 3 a ca vallo n. disposizione del- comandante del corpo. Le divisioni cli cavalleria nel 66 avernno 2 batterie a Cilvallo ciascuna; nel 18'70 non· ne avevàno alcuna in modo pcrmanenLe, ma le prnndevano, quando ne .abbisognarnno, dalla riserva del corpo (1) . A difforenza di quanto si pratica gen eralmente presso gl i altri eserciti, non si forma in Prussia alcuna riserva d'artiglieria allorchè parecchi corpi si riuniscono per formare un esercito; si fo rma iBvecc un parco generale di riserva che serve a completare il muniziona.mento delle colonne di munizioni dei corpi d'esercito. Tale è l'organizzazione con cui l'artiglieria prussiana entrò in campagna nel 1870. L'unica differenza col~ 866 é un numero relativamente minore ùi batterie a cavallo (2) cd un di verso nome dato all'artiglieria a disposizione del comandante il corpo d'esercito; si mutò cioè lo appellativo di riserva in quello di artiglie1'ia del corpo. Se un tale cambiamento sembra cosa minima fo apparenza, è però importantissimo in realtà per il concetto elle lo dellò. Si volle togliere a quella masso d'artiglieria il nome ormai dirnnuto odioso di riserva per tema. che il nome definisse la cosa. Le idee propugnate negli scritti che esaminammo avevano trionfato . Si voleYa che l'artiglieria pesasse in massa sulla bilancia fin dal principio ùel combattimento e non solo nelle ultime e più decisive sue fasi come portava la tradizione napoleonica. Ammesso il principio, si ammisero le consen·uenze: l'artiglieria doveva marciare alla testa. Si eiminciò 1

- - -- ------ - - ------(~) RUSTOW, Guerra del 4870, Appendice. (!) Erano 4 per corpo d'esercito.

~07 -col fornirne le avanguardie molto riccamente. Mentre nel 4866 le vediamo provviste rli una ed eccezionalmente di due batterie, noi troviamo nel il 870 che per corpi isolati esse ne hanno talvolta non meno di cinque. Questa massa imp onente d'artigli.eria si fa marci are dopo il primo battaglione di tesla per averla subito pronta a spiegarsi. L'artiglieria del corpo noi la troviamo dietro il primo reggimento o tutt'al più dopo la 1• brigata del grosso . Essa è quindi in condizioni tali che sen za detrimento della sua sicurezza può sempre arrivare in linea nel primo stadio del combattimento. L'ordine di marcia che si incontra più spesso nel rn70 è il seguente: DAL

1866

1

AL

1870-7 4

1

2 reggim enti di cavalleria; ~

battaglione ;

4- batterie;

5 bauaglioni ; Artiglieria del corpo. Se si confro1va quest'ordine di marcia con quello d.el 1866, quando la riserva d'artiglieria aveya il suo p-0sto abituale alla coda del corpo, seguìta ancora da un unico battaglione, si vedrà faci lmente quanto sia.si guadagnato per la sua prontezza d'azione . E il gua·d agno è tanto più grande in qi.wnto che nel 1866 la distanza dalla coda alla testa del corpo eea maggiore che nel ~ 870. Ciò è dovuto alla circostanza che la riserva di combattim ento, a cui d'ordinario si assegnava allora la riserva d'artiglieria, marciava abitualmente ad una certa distanza dal grosso, mentre nel 1870 si soppresse quella distanza per avere le truppe più riunite. Per lo stesso motivo la fan teria dell'avanguardia. non si spinse, in quest'ullima campagna; cosl avanti come nel 4866. La prima ad incontrare il nemico era sempre la cavalleria e questa doveva immediatamente cercare di ri.éonoscerlo a fo ndo; frattanto arrivava la fanteria


~08 1,' Al\TlGLIEHlA DA CAMPAGNA l>HUSSIANA e l'artiglieria. È da notarsi che nel 1870 si ebbe o'l'an cura di evitare l'errore commosso nel ,1866 di lasciare che l'avanguardia s'impeg nasse iri un scrio conflitto senza essere sostenuta dal grosso. L'unica eccezione è forse quella di Spickeren.• Esaminando i principali combattimenti dell'ultima guerra, troviaino che essi incominciano generalmente collo spiegamento di forti masse d1artiglieria davanti al fronte di battaglia. È sotto la protezione del loro fuoco che si spiegano le altre truppe. Scosso il nemico, ridotta al silenzio o malmenata la sua artiglieria, si procede all'assaJto. Così succede a Weissembourg, a Worth, a Vionville, a Gravelotte, a Sédan. ' Il capitano Boguslawski nel suo eccellente libretto intitolato Tatt1die conseguenze della campagna 1870-71, seri ve: « Lunghe linee d'artiglieria mantenevano un fuoco terribile contro le posiziopi francesi, disorganizzavano le masse che le guernivano e riducevano al silenzio le halter:ie francesi che rispondevano. Noi vediamo l'artig!ieria francese, uffuttoimmcmore delle sue vecchie tra.dizioni napoleoniche {1), presentarsi· il più delle volte 1

(I~ Qui non posso associarmi al pai·ere dell'autore. Secondo me, è precisamente per essere rimasti schiavi della tradizione napoleonica, che i Francesi si trovarono sempre inferiori ai Prussiani in artiglieria. Napoleone usava iniziare il combattimento colla solo. artiglieria divisionale e si riservava l'impiego de!le grandi masse <l'artiglieria nelle ultime e più decisive fasi della battaglia. Tale era la tattica di Napoleone, ed era buona perchè gli avversari non sapevano riunire forze maggiori alle~ sue prima di lui, ma egli l'al'l'ebbe camfoata se avesse dovuto combattere coi Prussiani del giorno d'oggi. Egli aveva in più dei suoi avversari l'inspirazione del genio che gli faceva scegliere prima di loro il tempo ed il Illogo opportuno per la formazione di quelle grandi batterie rimaste celebri nella storia. l'tfa l'inspirazione del i.renio non può mai diventare una tradizione e questa senza di quello diventa routine; fu appunto la tradizione napoleonica degenerata in i·outine ch1J guidò i Francesi del ,1870 nell'impiego della loro artiglieria.

DAL

4860

AL

209

4870-74

in forza insufficiente contro lo spiegamento in .massa dell'artiglieria tedesca. Non si poteva riconoscere nel suo coltocamento e nel suo impiego alcuna idea· d'insieme . Si operava per lo pitì con ballerie separate, quasi mai si riusciva a sviluppare una linea d'arliglicria pari alla nostra . . Precisamente perchè i loro cannoni erano inferiori, il riunire grosse rnusse d'artiglieria in un sol punto sarebbe stato il miglior mezzo per equiparare la superiorità dell'artiglieria tedesca. Ma le sparse batterie francesi che si presentavano erano in pochi minuti ridollc al silenzio dalla superioriti\ di tiro della nostra artiglieria {1.), Presso Wi.irth il fuoc o dell'artiglieria francese restò per due ore straordinnriamente fiacco e ric9minciò solo con violenza quando la fanter.ia tedesca intraprese il movimento in avanti verso la. Saar . La tattica dell'artiglieria francese rassomigliò ben sovente a quella impiegata con nostro danno in molte fazioni del '1866 ». Le battaglie dove si spiegarono ·su più larga scala queste grandi masse di artiglieria sono quelle di Gra- · velotte e di Sédan. Nella prima di queste battaglie quando , dopo il mal riuscito tentativo dèlla guardia prussiana contro Saint-Privat, si volle preparare il secondo attacco, si concentrò su quel punto il fuoco di quasi 300 cannoni. Sédan poi si può dire che fu essenzialmente un combattimento d'artiglieria. Da parte tedesca si avevano più d i 700 bocche a fuoco in batteria. Lu loro terribile efficacia è provata dall'enormità delle perdite francesi, che ammontano a circa 10;000 morti e 20,000 feriti. L'imperatore Napoleone, ancora sotto l'impressione di quella pioggia di fu oco, (,1 ) Questo provcnira appunto da che i Francesi, JSeguendo ciecamente la tradizione napoleonica, cominciavano il combattimento con poca artiglieria. Dico poca, naturalmente in senso relativo. .ANNO XVII,

VoL.

IY.

-1.6


210

L'AllTIGLlEllTA D1\- CAMPAGNA Pl\USSUNA

esclama_va dopo la resa, che l"ariiglieria pruss iunn era la rni 0 !iore del mondo o clic essa sola aveva vinto lJ. batt 11glia. li gene rale Wirnpffen scrive così nr. l suo libro irl(ilolaLo Sédnn: (< I Pruss ian i non si sono serviti, si può dire, che della loro artigli eria per ridurci ; fu solo ..ilto1·quan<lo le nostre batte rie, la nostro fanterin, la nos(1·n caval leria furono sd1iacciale ed in pnrte disorganiz,mte da tale artig li eria che la loro fanter ia si avanzò ». Cib c:he colpisce in tu(ti i folli d'armi clel 18,0 è la prontcaa con cu i si sono formà te e cominc iaro no il fuoco quelle .immense linee d'artiglieria. Si vcclc che è sistematico lo svilup po irn rned iat0 dell'anig li eria Jiv isionn lf! e di Lulla o quas i tutta quel la elci corpo per iniziare il cornb allimenlo. 1la se ciò è ' facile a dirsi, non lo ò altrettanto la sua prnl iea esecuzione ... Saper scegli ere a primo eolpo ,d'occh io la posizione più conveniente per olloncre il m;issimo effeuo, tenendosi al tempo stesse> Len eollegati colle ballerie che stan di fianco e colle truppe ehe resLun dietro; fo r ciò mentre la balleria si avunza DI trotto sollo il fuoco nem ico in terreno non conosciuto, senza dimenl.i.r:are che il sito p1·cscelto deve avere buone comunicazioni sia avanti che indietro, è cosa ehc presenta le più serie di(ficoltù. Si aggiunga che per qua nto semplice possa sem brare in nppnrcnza lo scegli ere, immediatamente dopo aver messo in ba 1tcria, il bel'saglio più opp ortun o, fra tan Li che se ne presentano, ciò è pure in prntica una cosa abbastnnza diffic ile. Far presto e bene in tali circosLan ze es ig<~ istruzione talticn, occhio eserc italo e prontczzn di risolmion e per parte degli uffìciali non che perfetta istr uzi one prallea cla parte dei can non iel'i. 1l eap ilnno Hog1 1slawski conferma nel suo li bro questa. grnnde foc ili:ù nel fornrnre le linee d'artig·licri a. Egli scrive: « Jki. un magnifico ed incorag3ianLe speltaco lo

•

4866 ~L 4870-71 21.f · il vcdel'C le balle!·ie teòcscl1e supernrù i più grandi ostacoli <l i terreno per formare le loro linee e di lit aprire il loro fuoco clevasléllore. Si vide il fruuo del lungo e peuoso studio dell'uffìcinlc cl'ar,iglieria le: desco, ritmiLu all'esperienza. foua 11 el ,18GG. manifos1ars1 ad un !ratto stupendamente. t'abili1à di manoYl'a della bas~.n. fona brillò di vivissima luce ins ieme coll'ab.ilitù dei s::wi con doaieri » . Mi piace di ricorrere. a lle testimonianze cli un uflìciule di fanteria (e!te tale è il c,ipitan o .Boguslawski) perchè nel ·1866 fu ..ippunlo dalla Llnteria ehe sorscn) le maggiori uccusc contro l'ari igl ieria. Ne i!a ·sfora d'azione del f11oco nem ico si evitò possibilmen te di manouare. Le baucric si por:avano in posizione colla fron Le spiegnta l,tlltc le volle che il terreno non lo vietava assolutnmenLe . Ciò, com'è naturale, per lo stesso moti vo c! ,e indusse la fnnlc1: ia ;). fore un uso così esteso e direi quasi esclusivo de1 1·ord ine .spar·3o. · Tulle le reluzioni che si conoscono sulla eampngna del ·18iD sono coneo1·cli nel consta!are una perfc Lla simultaneità nell'azione d i queste baHcrie. li fuoco non era più sparso senza un conccllo direuivo su lulla la · linea, ma cc,nce nlrnlo con intellige nza sui punti impo rtanti. Por oltenere più fac il mente questa unità di az ione sì evitò in massima, di proceclere per bnllerie isolate_, CCi'cnndo possib ilmente cli 1.q ire per 1Jrìgala. r-:on g iù che tulle lo batterie si disponessero sopra un .sol pun!o, pe rd1è in campa6 na eìò è raramente per- . messo da l tei-rcno e non sa rebbe del res to sr. mpre da · consiglia r-si, ma si faceva ogni sforzo per mantenersi in stre tto legarne . Lu prillla di:;lanzu a .cui mettevas i in balleria non superava generDlmenle i 2000 o 2i5D0 passi·. Appena si era ollenuto un certo effdlo, il che non lardava a. manifestarsi, si vedevano quelle lunghe linee aYan:,DAL


212

L'ARTIGLIERIA DA CAMPAG-NA PRUSSIANA

zarsi colla massimn precisione verso il nemico p0r diminuire il più possibile la distanza. I movimenti in avanti ed in ritirata si fecero io massima per isca· glioni. Si avanzava al trotto, ma era proibito alle batterie di ritirarsi a questa andat,.u·a. Ciò per altro non è sempre possibile. lt .~1ilitar- vYochenblalt narra· che l'artiglieria del 4 0° corpo, la quale era collocai.a presso Vionville quando i Francesi se rie impadron irono impi·ovNisamente, dovelte perfino ritirarsi al galoppo per ev.itare perdile enormi. t noto che l'efficacia delle nuove armi a retrocarica si estende oltre .limiti pri n1a sconosciuti. 'rulli conoscono le favolose perdite subile dalla guardia prussiana nel primo attacco cli St. Privat il ~ 8 agosto per un fuoco di fucileria a 1800 passi. L'artiglieria prussiana entrò in canipugna nel 18'"'."0 colla parola d'ordine di tirar da vicino. Si erano fotte intendere dopo il 1866 delle insinuazioni maligne circa il motivo per cui si era in quella campagna tirato di preferenza a grandi distanze. Non era mancato chi, non tenendo conto delle idee esagerate che regnavano allora sui cannoni rigati, aveva attribuito quel con:tegno ad un meno nobile sentimento. Fra quesii è da notarsi r Arkolay. ipe,r questo motivo , e per la convinzione che non è solo la gittata o l'esattezza di tiro di una bocca da fuoco che limitano in campagna l.e distanze a cui si deve tirare, ma che vi ha ancora la condizione che possano osservarsi e correggere i tiri, l'aiiiglieria prussiana, massime nel primo stadio della guerra , tenne per· norma invariabile del.la sua condotta di portarsi vicinissimo al nemico . .Fra i molti esempi che a questo proposito potrei citare, ·scelgo i seguenti. Alla battaglia di Graveloue l' artiglieria del 7° corpo si mise in batteria ' in posizione così incredibilmente arrischiata, che solo •per proteggerla. si dovette lanciare nel com-·

DAL 18{H3 AL

1870-7·1

, batl*irnento la fanteriu. La posizione d1i quelle batterie, poste davanti al bosco delle Cusse, si estendeva sopra le nhure tra Yerneville e Amanvillers. Esse s0ffersero perdite enormi. Una balleria pesante (d.:d} cent. ), coUocaia sopra un piccolo allipiano all'estrema sinistra · della posizione, slava ripiegala ad angolo retto sulla linea principale pet· cop l'irne .il fianco contro Amanvillers e St. Privat uncora occupati dai Francesi. Questa sola batteria in 3t4 d'orn pe1·dette 2 ufficiali e 46 uomini. Una p1Jsizione egualmente esposta fn presa lo stesso giorno da balle rie clelI'8° corpo e della '1 a divisione di cavalleria oltre la strncla in.cassala di Gravelottc. A Sédan le batterie del 5° ed 1 11° corpo si spiegarono conlro l' altipiano di Floing ed Illy davanti ulla stessa iw,1116 uarclia cli fan teria. Si Yecle · insomma nel proeederc dell'artiglieria in questa carnpngna un'uudacia clie qualche volta può sembrare fino eccessiva. Nel secondo periodo ddla guerra si mod ificarono alqiuanlo le idee. a tule riguardo; Si copi che colla , lunga portnta e la. precisione di tiro delle nuove armi a relroeuricu, l'avvicinarsi oHre un certo limite a truppe non aneora disorganizzare cspuneva· la batteria a perdite Li·oppo gravi senza un adeguato comp'enso dal lato dell'effieacia. Si finì lu campagna colla generale eonvinzion e che 10 distanze più conven ien ti sono al dì d'oggi quelle comprese fra 1200 e 2000· passi. Cbntro truppe in ritirata può dimirmirsi assai la dì,stanza e noi troviamo nel la campagna non rari esempi di batterie che in simili circostanze s'avvicinarono sino a 500 pussi. Una quali~ù che venne pure ammirata nell'arLiglieria è la prontezza con cui le balltirie seguivuno i movimenti della fanteria. Non nppcna questa faceva qualche progresso, subito l'artiglieria portavasi avanti J;er ~ppogginrla. Ciò risaltò in particolar modo nella balta'glia.


'2 J4. L' ARTIGLlZR{A DA CAJT.PAGNA. PRUSSIANA . di Spickéren, <love si dovette lottare per lungo Cempo . contro fo rze prepondcrnnli. Tutti poi sono concordi nel constntare la precisione di tiro dell'artiglicriu prussiana. I rapporti francesi sono i primi a renderle questo onore. Generalmente bastavano tr0 colpi per correggere il Liro, che veniva poi continirnto con sorprenilente csallezz.n; mu el'a tanta la pl'alica acquistata nel giud icare le distanze, che b·cn sovenfe il primo colpo colpiva il bersnglio. A Wu rtli una batleria prussiana d'avnnguard ia ne. controbnl.tev,). un'alcra francese, allorchè una seconda baueriu nemiea venne a colloca.rsi su l suo flaneo per infìlarla. l pezzi eslremi si volsero immediatamente cont 1·0 di essa e le mandarono tre colpi di seguilo così tene aggiustati che forzaronla a riti rarsi. Questa precis ione di tiro .non è dovuta solamente alle buone qualill't delle bocche a f'uoco e alla tendenza s0pra enunciula di rne11er::;i in ballnia vicino al nemico; essu: è frutto principalmente dclL1bilità acquistnta dopo il 18GG nel g iudicare le . distanzc e ncll'osseevarc e eorreggere i resultnli del tiro. Med iante questo progresso riuscì possibile <l i agire con efficac ia anche alle abbastanza grandi distànze cui c1uukhe voltu, per le esigenze del tert'eno, si dovelte pur tirare da alcune bnllerie, come a W(irth e a Sédan: Anche la preoccupaz ipne di perdere i pezzi la vediamo affatto sparita. Si considera il cannonè corne un'arma che costa assai, che bisogna difendere fino all'estremo, ma che quando ha fotto il suo dovere non è verirognoso di perdere. L'audacia e l'abnegazione {d ico al~1cgazione perché alt'uffiziale cl'ar1iglieria sanguina sempre il cuore quando deve saerificare i proprii pezzi) .tengono il luogo della soverch ia prudenza del 48uU. Noi vediamo nella campagna della Loira che alcuni cannoni cadono in 'mano al nemico perchè restano in batteria i.ino all'ul!imo.

215 4866 AL 4870-71 Per qunnlo si consideri insommn, non vediamo più tratcia dei difetti del 48GG; anche volendo, non si trova appiglio ulla eritica. Me ntre prima non vi era scritto,·e di cose mi ii lari, e più di tutti quelli estranei all'arma, che a torlo o n rngione non si credesse <,1utorizzato di dar lezioni di lattiea all'arliglieria , noi vediamo ora niente a 1Lro c:he ammirazione. Cito un'alt1·a volta le parole de l eap ilano Doguslawski perchè il lcllore non creda che io inventi per conto mio: « Sarebbe presuntuoso di parlare di miglioramenti ad una artiglieria la quule può mostrur folli come quelli del 7° corpo a Verncville, della guardia a St-Privat, delle · ballcric della divisione di càva lleria Hheinhaben a Vionvillc, ciel 5° ed 11° corpo e dell'arligl ierja sassone a Sédan e cosi via. Non giù ehe ogni cosa non sia suscettibile cli perfezionamento, rna per ora noi non sapremmo immngioarei un impiego migliore». Si noti ehe l'autore dice qnesto mentre non risparmia considernioni sulla fanter ia e cavalleria. Cerea ml o di cogliere i Inti ca ralleristici della condotta clell'nrtiglieria tedesca nel ·1870, possiamo riassumerli come segue: 1° Nessuna risc,,rva d'nrliglicria nel senso fin qui accettato !1ella parola. Si vedono bensì sui campi di baltuglia delle forti ri:;erve, e parrebbe fìno cli scorgere una certa ripngnanza nel lasciarse le sfuggire cli mano, ma l'artigl ieria è considerata come arma sempre disponibile, perchè a diflerenza della fanteria può ritirarsi dal combattimento quando si vuole per darle un'nllra destinazione. · 0 ~ Impiego in mnssa dr.ll'artiglicria prima che cominci l'azione de lla fanteria . 3° Ordine di mnrc ia così regolato da perrneuere questo impiego, e quindi molta art iglieria portata all'avanguar<lia o non mollo lontano da essa. DAL


2i6

1:ARTJGJ,YEJIIA DA' CAll;IPAGNA PRUSSIANA

4- Distanze di tiro non molto grandi, avuto riguardo alla gill:ita utile dei cannoni rigati. 5° Tollo il pregiudizio chr) si debba ad ogni costo evitare la perdita , dei pezzi, e quindi un pl'Ocedere molto più ;mdace. 6° L'azione dell'artiglieria indispensabile per i progressi della fanteria, quindi la massima coopera7.ione per parte di quella. 7° L'ortiglieria si colloca davanti nl centro piuttosto che verso · le ali. Ciò non incaglia i movimenti della fanteria pel'chè questa si avanza in orùine sparso o tutL'al più in. colonne di compagnia e passa negli inlervalli. 8° La sicurezza dei pezzi è cercata più nella di. sposizione complessiva delle truppe e nel mantenersi con loro in strella relazione, che nou nelle scorte. L'aitiglieria divisionale non ne ha atlallo; l'nrtiglieria del corpo ha sco1\e permanenLi solo nelle marc.i e e nei pnrchi. Si può conchiudere senza esitare che questi principii dovranno. seguirsi da ogni arliglieria, che voglia mantenersi nelle guerre avvenire un importante fattore della villoria. La campagna del 1870-7·1 ha ridato all'artiglieria. quell'irnporlanza che pareva quasi avesse perduto nelle ultime guerre. Essa è rimasta orma secondaria, pcrchò così vuole la sua naturo, ma è diventala più ché mai jndispcnsabilc alle ullre due. Colle armi a retrocarica è tale la potenza de i fuochi di una fanteria sulla difensiva, che non è da ?perare riesca un . attacco so un'artiglieria valente e nume rosa non lo prepara. La fanteria prussiana poté, pel' le ragioni che tutti conoscono, ottener-e grandi successi nel 1866 quasi da sola, nia quando volle provarsi a fare .1l!rcUanLo nel 4870, ricevette le lezioni più sanguinose. 0

DA.L

1866· AL 18'70-71

217

·La cresciuta importanza dell'artiglieria è così generalmente riconosciuta, che ormai si sente in tutti gli eserciti il bisogno di aumenta.me la proporzione. Cosi fece la Francia e così fanno o vogliono fa.re gli altri paesi, compresa la Germania. Lo ùovremo fare anche noi, che siamo ancora così. · lontani dal numero jli batterie ché dovremmo avere. Ma non facciamo digressioni e torniamo al nostro argomento. 11 materiale da campagna prussiano ha fotto in massima assai buona prova, principalmente per le eccellenti proprietà balistiche delle bocche da fuoco. Fu però JamenlaLa e. si lamenta ancora da molli la .coesistenza di due calibri poco differenti l'uno dall'altro. Sembra che col' ternpo debba prevalere l'idea, die vedemmo già esposta dal generale Du Vignau, di adottare un unico calibro da campagna che sarebbe con tutta probabilità quello da 8 centimetri. Anche 1'acciaio ha perduto un po' di terreno e sembra invece che ne ucquisti il bronzo. Nell'ultima campagna furono adoperati non pochi cannoni di questo metallo e si fu contenti del risultato. Ciò che venne di molio perfezionalo dopo il 1866 è la spoletto. Mentre fu lamentato in quella campagna che molle grnnate nòn scoppiasse1;0, in questa invece. .gli scoppi succedellero colla massima regolarità. I proieui adopera ti nella campagna del ,1870 sono la granata ordinaria, la granata incendiaria e la scatola a metraglia; la spoletta è quella a percussione. già conosciuta. Mentre il tiro a granala si mostrò efficacissjmo, quello a melraglia fu trovato insufficie~te e di r.adissimo impic()'o·· o ' di fronte all' alluale armamento della fanteria si può d ire che il tiro a mitraglia ha ormai fatto il suo tempo. li terreno perduto dalla scatola a metraglia fu in


.218

L'ARTIGUEitIA DA . CAMPAGNA PHU.SSfANA

Prussia guadagnato dal!o shrnpne11.· Ouesto pro1euil0 diede nel le esperienze così buoni risu llali, che venne · acloll.alo recenteme nte per ambedue i ca li bri ùa campagna, con spoletta a tempo, modello Lane-el le. Ciò condusse all'abolizione dei tiri curvi a granala, ehe non sernbrava dessero risultali soddisf'acenli, sostiluendovi il tiro a shrupnell. Anche la granala incendiaria venne abolita. t naturale che dopo la purlP- brillante sostenuta nell'ultima campagna, l'artiglieriu abbia raggiunto 1.rn allo grado nella estimazione dell'esercito· tedesco. l~ da no. tare che a differenza cli ciò ehe succede~ in altri puesi l'artiglieria godeva in Pruss ia, prima del '1870, una considerazione minore delle altre armi. Per quanto possa sembrar struno un tal fatto, non se ne può dubH!lre p·erchè lo troviamo affermato dal colonnello Stofl<'!l nel suo rapporto del 28 aprile •I 868. Forse in un esercito in cui lo spirito militare (~ così spin to come nel Prussiano, quella mancnnzu relativa di qual ità militari che si credeva trovare nell' arligl ie ria faceva disconoscere anche il valore della sua incontestub1le coltura scien tiilca. L'artiglieria da carnpngna prussiana è ora dominuta da · una corrente che la spinge a militarizzarsi se mpre più. Si agita seriamente la questiono di dividere nffotto l'artiglieria da piazza da quella da canipagrw, togliendo il passaggio -degli ufficiali dall'unu altra, come e rasi sempre usato fin qui. Si vuole spec:ializzure, e si crede con questo mezzo che l'artiglieria da campngna senzu perdere dal lato tecn ico abbia multo da avvantagginrsi dal lat:o prl~tlamenle militare. Sono giù parecchi gli opuscoli che vedo scrilli su questo argomento. Giunto orrnoi alla fine del mio lavoro, mi si per· mellano anc.:ora poche parole di chiusa.

DAL

18GG

Al,

48'i0-71

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L'artiglieria prussiana ha d0vnto i brillanti risu_Jtati dell'ullirna c)·ucrra a tre cose prinr:ipa lmente: alle idee sul suo irn;iego propugnate dalla lelterutm·a militare, alb grande istruzione tatlica uequistuta dopo il 1l8GG e alla molta sua ab ilitù nel tiro. Insisto sull'influenza esercitata dalla let!eru lura mi litare perchè era esscnzia.fe pcl buon sueeesso ehe le nuove idee si diffondessero non solo nel seno del l'art iglieria, ma anche fuori di ess1 e principa lmente .fra gli alti grndi dell'esercito. Questo è il gl'an bene che ha operato la stampa, e che essa sola poteva comp iere. . · . Orn mettiamo una mano snllu cosc:ienza e focc1amoc1 qualche domanda. Si è l'alto abbu~tan_za da_ noi per diffondere le nuove idee'? Le quest10n1 che riguardano hnnno trovalo nel suo seno un sulficienle l'artio·Jicria b sviluppo di disc:ussione? ~l i sia Jeeito di dubitarne. Lu. nostra arma prediletta ha in sè tonta dovizia d'ingegno e di do!lrina che non manc:1wo certo i valenti che possono far suonare aulorevole la loro voce per co nsegLlire quell'accordo nei prin cip ii ehc pure è tanl~ importante. ~fa se una certa ripugnanza a rnclterst innanzi, ·una lodevole modesti.:i. ha sempre distinto la nostra artiglieri a, mi sembra ora di seorgere una tal quale aputia che è ben · 1ungi dal potersi confondere con quelle virtù. Da qualche tempo si è svegliata nell'esercito una vitn. p1ì.1 rigogliosa, una voglia di fare, che contrasta collo scoraggia mento che domin ava una volta. Anche la lelterutura militare s'i risente più o meno di questo progresso. Ma la nostra artiglieria prese essa parie al movimento nella proporzione dovuta a quella col_tura ·che le ha sempre cunci liuto il rispello delle armi sorelle? Ci pare di aver trailo suOìciente profitto dalla esperienza del 1860? Abbiamo lavora lo abbastunza? L'esempio <li operosità che ci haHno dato i Pmssiani,


2'.20

L'AllTIGJ.lERtA DA CAMPAGNA PRUSSIANA

dopo una cumpagna vitloriòsa, potrebbe renderch1ssai dubbiosi nella risposta (1 ). ~fa voglio insistere sull'altro punto, quello dell'istruzione tallica. Da noi ·si ha comune coll'artiglieria prussiana del 1806 il difetto di dar Lropp1 importanza alla parte scientifica e troppo poca a ll a mil itare. Forse è minore la sproporzione, rna non può negursi che esista. Lo diranno con me tutti quelli che hanno compiuto il corso degli studi prescritto. Se ciò è vero per l'indirizzo che è dato all'istruzione preparatoria dell'ufiìciale, non lo è meno quando egli arriva al reggim ento. Anr.he là egli. vive nella stessa atmosfera, pieno di rispelf.o per quelle formole che è pur costretto di dimenticare perchè non gli servono, ma il modo di combnltere della sun. arma e ·peggio ancora delle altre due lo impara certo ben poco. La sua attenz ione non è chiamala su tali argomenti, e tutto quello che vede, se nte ed opera è folto nazi per persuaderlo che quando è riuscito a comundar bene la su1 ripeesa, o tult'ul p;ù la manovra di piazza d'armi, ha raggiunlo l'apogeo dell'istruzione pratica militare. La riv ista è sempre quella che decide se non ussolutamento della sua fo rtun a o della sua disgruzia, per lo mcn,o della s'ua trariquillità; il modo con cui egli si comporta ad una manovru comb i~ala delle trG armi passa troppo sorente inosservato. È necessario. seeondo me, che sia data maggiò·re irnpol'Lanza all'istruzione tal!ica dcll'ul'ficiale. Le ·con(1) Queste lince erano gi11 scritte quando lessi la prcgcvola confarcnza dd mio coilcga di S. Mrnnxo pubblicata sulla llivisla di luglio. Se gli scritti di questo gc,wrc si mvltiplir.asscro e se accanto ad essi ne sorgessa qua kuno che trattass<i altre questioni non meno vitali come\, per citarne una sola, sarebbe quella dell'ordinamento, .çarci fe lice di poter ritirare queste paroic.

DAL

,! 86(3 AL 1870-7 l

221

fcrenze invernali, quando sia loro _dato un migliore indirizzo, dico migliore da questo lato , possono certo reca·re gran giovamento. Ma esse non bastano che a svifoppare le cognizioni teoric:he. 11 colpo d'occhio non s'acquista che sul terreno e l'abilità ne[ secon~are co~ intelligenza le mosse della fanteria e cavulleria non s1 ru<l'criun()'è che manovrando lungamente con quelle 00 o l 1· armi. Si dirà che per questo vi sono e grane 1. manovre. Ed io non nego che esse portino buoni frulli, ma sono limitate di tempo e sopratutto di luogo. Alcuni reggimenti vi intervengono annualmente con.a maggioranza delle loro batterie, altr:i ne s?r~o esclusi, si può <lire, completamente. Nell'Ilaha rne,r1d10nale per esempio il terreno ed il clima si prestano poco per grandi manovre, si fanno su plCcol~ scal~ e son~ sempre brevi. Le batterie di · quei regg1ment~, che ~1 sono di stanza, sono quindi da questo lato 10 condizioni-ben sfavorevoli. Non si potrebbe rimediure a tale · inconveniente con cambi frequenti di guarnigione?, Non parlo delle· sedi di reggimento, perchè. so .bene a quali ostacoli s'andrebbe incontr?., ma -sol~ d1 b'.1g.ate o di batterie. Non è ancor lontano Il tempo 111 cm s1 passava dall'a lta alla bassa Italia e viceversa lasciando fisse le·sedi dei reggimenti. Le grandi manovre del Lombardo· Veneto diventerebbero per tal modo una scuola per tutti . .Ma siccome questo vantaggio sarebbe pur sempre di sua natura riservato a pochi, resta a vedere se non vi sia ancora qualche rimed io di applicazione più generale. Il primo è senza dubbio che venga dall'alto un impulso maggiore per gli ~tudi tattici. Si potreb~e anche stabilire che gli ufficiali della scuola d'applicazione invece di compiere solamente il giro delle piazze forti , dovessero ez1andio visitare i c~mpi battaglia più celebri , fissando la loro att;nz~o~e -~n particolar modo sulla parte cha spetta all art1gher1a .

?i


~'23 1,'ARTIGLI EI\lA DA CAMPAG-:'<A PltrSS lANA Fillora si è tli.llO mo lta importanza o! Ja· guerra di for' tezza e poch issima a quella di eampagnn, sebbene ancbe questn non rnnnchi di diflìcollù. Si potrebbe far qualche cosa di simi le a qunnto si praticu presso la scuola superiore di gucrl'a, salvo che invel:e di chiamare l'attenzione degli uffh:iali sulla parte sLrategiea e logistica, si dovrebbe rivolgere soprntutto atta pnrle tattica. La strategia è il priv ilcg:o di pf.lch i .e la tallica è il patrimonio obbligillo d i LulLi qunnti. Presso i reggimenti poi servirebbero c:ertarnente a sviluppare il criter io tallito e il colpo d'occhio del giovane uffic iale alcune cuvalc:ale falle in campagna in terreno svariato, gu idate eia ufficial i proreui che insegnasse ro sul sito il da forsi per util iua rc in (]uesta o quella circostanza l'azione de!Ln tig!icrin. Se ne ricnverebbc forse maggior van!nggio che da ee1·te passeggiate militari dove si è obbligali a no:1 muoversi clallu s1rada per timore di recare dan no alla co! Liva1.ione. Lo sviluppo di un tema iu quelle condi ..:ioni è per lo meno molto diflìcile. t mia opi11ione che se l'aulorilé't militare prendesse accordi coi sinda1;i o coi prineipali propriernri i, si potrebbe in ogn i guarn igione, in cerio stagioni del l'anno, pel' esarnpio dopo il raccolto del cannpe o del frumento, 11·ovarc , non foss'a lti·o per pochi g iol'l1i, dei ter-rcni svariati, {;Il e si prestino più che la monoto na e ben Jeviga:r1 piaua d'arm i nll0 sviluppo di un terna o se non altrn a far manovrare la ba.ueriu in condizion i meno diver.:;c da quelle <;he trova in campagna. Ciò si potl'ebbe ottenere con lievissime indcnnilù, vista la poca irn por1a11w dei clu nni ehe in tali cond izioni si recherebbero. Non parlo del l'int roduzione de l « giuoco ùella guerra» perchè forse non è molto adatto al temperamento i1nlian o. Vengo ora all'istruzione pratic!t sul tiro . La prima condizione per tirar _bene è quella d'avere una bocca

•

1866 AL 48~0-71 a fuoco di propricU1 balistiche emi nenti. Se non l'ab~ binmo aneora, l'avremo presto, e da questo lato ci resterù poco o nulla cla desiderare. I.a seconda è. di cserc'.itafsi mo lto e _in circostanze che rassomiglino a quelle cli guerra . Non parlo di sopprimere i.I Liro a cl istanze note perclJè lo credo necessario, come prima is.t1·uz1onc, per dare un'idc:l npprossimativa del tanto che si può uspcllare da una boeca da fuoco, rna vòrf'ei che si desse uno svi!llppo molto maggiore al tiro ·tJi bauagliu, triplicando almeno le munizioni che vi sono ora assegnate . 'Cna pane di esse la vorrei destinala ad ogni balleria per la sua istrnzione preparato i·ia d'insieme, un'altra si consu merebbe nel tiro comparativo fra le sezioni della stessa batteria, la terza finalmenlr. si impiegherebbe nel rnodo attuule eccitando l'ernulcuione fra le batterie della stessa brigatn. Anche il tiro fra le sezioni dovrebbe essere a premio. Soprattuuo si lasci a qneste eserciLazio11i il tempo necessario -e non si dirnent:ehi che lroppo soven te il far presto è nemico acNrimo del far b(me. Quanto nll' is titu zione di una scuola cenlralc di tiro per l'artiglieria , analogamc-rnte u quanto giù si fece per In. fan1er ia, lascio a chi dì ragione il cons idernro in quale mis ura ciò possa tornare di vantaggio all'incremcnlo dcll'armn . A me nwncano i dati per g iudicare se sia il caso di segu ire anc:he in questo l'esempio' datoc i dai Prussian i. Forse mo lte delle ragioni che han cons igl ialo di farlo per la. fanleria possono adJursi ezinnclio pc[' l'nr1iglieria. Mi perdoni ch i leg::;e :;e le osservazioni e proposte -che venn i opponendo gl i sernbra che pecchino di presunzìon.f.· Cip isco ch e la posizione ed il grado insignilican 1e che occupo nell'arma e nell'esercito non mi clavano fo rse i) diritr.o di parlare e.on tnntil franchezza. Lo feci an imato dalle migliori intenzioni, e quesLo · DAL


22.i,

L'ART. DA CAMPAGNA PRUSSlANA DAL

·18GG AL 1870-71

mi varrà forse di scusa. Parloi guidato clall'affello per questa nobile arma cui appartengo, mosso dal desiderio che sappia manter1er alto il suo nome come per l'addietro e continui quelle tradizioni gforiose che la fecero segno al rispetto ed alla stima dell'esereito e del paese. È qui il caso di ripelere << noblesse o.blige ». Io nutro la convinzione che il periodo di pace che attraversiamo non sarà lungo. Sarà mestieri del concorso di tutte le forze vive della. nazione per uscire vincitori dalla lotta, ma sopratuLlo è necessario un gran lavoro di preparazione per. parte dell'esercito. Imitiamo i Prussiani, ed il cammino percorso da loro in quattro anni valga a persuaderci che nella via del perfezionamento il detto ormai famoso, che il volere è potere, è una verità.

DEI RISULTATI )llf.L>.

NUOVA LEGGE DI RECLUTAMENTO FRANCESE

·

A. MAZZA' Capitano d'artiglieria.

doppio interesse deve spingerci, a mio crE!dere, fare uno studio critico della nu(!va h~ggc di reclutamento francese. Infa tti : noi stessi ci troviamo all.a vigili a di adottare una legge definitiva di reclutamento, e c'importa quindi di esaminare la nuova leggt francese dal lato teorico, ondr: apprezzare con giu;;to criterio quunto v'abbia di buono fn:1 le disposizioni da essa sancite, e quanto possa essere applicato ancl1e da noi . E da un altro lato , la Francia essendo una delle grandi potenze militari a noi limitrofe, è far atto della più elementare e giustificata prudenza, per quanto possano essere improbabili le ipotesi di una collisione colla nostra vicina, esaminare la nuova legge di reclutamento francese nei suoi effetti, onde formarci un esatto criterio dei mezzi dei quali cp,iella potenza potrà disporre in · un momento dato, e delle qualità e del numero delle Un

a

ANNO XYH,

VoL. 1v.

,!5


DEI H[SllLTATI DELLA NUOVA LRGGI!:

risors~ in ~omini sulJc quali essa potrà coniare in un a nernre piu o rueno prossimo. Qu.esto. doppio scopo dovrà essere di base all'esame che 10 ~n1 propongo cli svolgere, e ad esso dovn\ informar5: tutta l'economia del lavoro; così dividerò questo rn due parti, trauando nella prima del valore· per cosi dire, intrinseco della legge; riccrcand0 nell~ se:'onda ~ uali ne saranno gli effotti ad epoche determinate di sua applicazione. Ciò premesso, entriamo in materia.

PARTE PRIMA

In c_apo a_lla nuova legge si trova l'esposizione chiara e prec1s~ dei tr: principi i fondamentali che dovrebbero essere 11 cardine della riforma morale dell'esercito francese. Essi sono i seguenti: Obbligo ?eneeale e personale al servizio militare· S~pp~ess10ne. di ogni partecipazione politica neÙe elez10n1 per gh uomini sotto le armi· Dip~ndenza dal nrinistero della guer;·a di tutti i corpi armali. Degli ultimi due io non mi occuperò come d. 11· · 1· h . , 1 que 1 1 qua 1 anno uno scopo p1ultosto politico che ·1·t . m11 aie, . . . mentre è m10 inlend1mento di dare a questo studio un carattere puramente militare. A complemento del primo principio è poi proclamato

DI ll.ECLUTAM.ENTO FnANCESE

nella legge anche quello dell'abolizione del rimpiazzo (•1} (remplacenwnt). Ciò può parere soverchio, comecchè la naturnle consegnenza dell'obbligo personale al servizio sia la esclusione d'ogni surrogazione; ma pure in Francia la proclamazione netla e spiccaw. di un tale principio era necessaria per non lasciar cl ubbio alcuno circa questa maniera di esimersi dal mililare servizir>,ldi cui si è fotto in questi ultimi tempi un così g rande abuso. Ammesso il principio dell'obbligo genentle al servizio, si affaccia spontanea una considerazione, ed è che m~a tale espressione non può essere presa in un senso assoluto. La naturn stessa vi si oppone col rifiutare ad un certo nnmero d'individui le qualità fisiche richieste per il servizio militare: cd inollre nel compilare una legge di reclutamento non si vuol consultare soltanto l'interesse militare, ma il legislatore deve tener calcolo eziandìo di altri interessi generali della società, che ,,ogliono essere rispettati. Or perchè questi interessi non rimangano danneggiati, converrà adottare speciali temperamenti pei quali, individui che si trornno in determinate condizioni di famiglia, o certe classi di persone, sieno temporaneamente od assolutamente esentati dal servizio militare. E la necessilà di tali temperamenti sai·à evidentemente tanto più sentita quanto più si estende l'obbligo al servizio militare; il che spiega perchè la nuova legge francese, dalla quale è ·sancito il principio dell'ob bligo generale e personale al servizio, largheggi assai più che le leggi anteriori a tale riguardo. Era poi mestieri alla Francia più che ad altre potenze abbondare in questa maniera di temperamenti

(!) .Mi permettano chiarezza.

purissimi la barbara parola, per amor di


'.z'z8 DEI RISULTATI DRLLA NUOVA LEGGE per poter far accettare e far entrare poco n. poco nella convìnzione dei cittadin i il nu ovo principio, senza destare un troppo grave malcontento e dar luogo forse ad una viva opposizione per par te della popolazione abituata per lunga consuetudine a considerare il servizio militare come -un sacrifi~io riservato ai proletari impotenti ad esimersene col rimpiazzo. Nè si deve credere che una certa larghezzcJ nelle concession i. che si fanno ai bisogni , delle famiglie o della società, possa nuocere alla forza od alla buona c0stituzione deli'esercito, giacchè col principio dell'obbligo generale al servizio si avrà pur sempre u n numero più che sufficiente d'uomini a disposì~ione.

nr RECLUTAMENTO FRANCESE

.Benchè la leO'()'e nùova non parli di cambiam enti .al regolamento ":eia ti vo all~ inferm~tà fisic~e ~l~e son~ <::a usa di esenzione, pure 1 calcoh che servu o~o dt base alla Commissione incaricata dalla Camera d1 pr-esen tare il rapporto sulla legge, accennano ad una mao·O'iore Iar{)' h ezza Ja usarsi nell' accordare le esenoti l:> . . . zioni, in confronto alle leggt anteriori, . . . . Ma io non so davvero come la Comm1ss10ne abb~a potuto pervenire ad una tale eonclusione, m~ntreche, essendo stato ammesso ehe l'assoluta esen_z10ne ~o~ sia accordata che a coloro i quali si:no n~onoscmlt incapaci anche ad ogni servizio ausiliare, si _av~ebbe ragione . di credere che il numero delle esenz10m dovesse dim inuire anzichè crescere. Ad 0 ,.,·ni mÒdo si abbondi quanto si vuole ne! con~ cedere ~senzioni per difetti fisici, ciò non ~uo mat essere che di vantaggio a ll'esercito. - Ed in v~r?, essendo impossibile coll'obbligo generale ~l servmo che il numero faccia. dife tto, è meglio usu~· r1g?re nello scegliere gli uomin i per modo .da essere s1c~~·1 che a~meno fisicamente gl'incorporat1 po Lranno .corr1sponde1 e acrli sforzi straordinari che la guerra esige, .e che non si avranno a sprecare cu re e danari per istrmre e m~n,.tener gente , che al momento del bisognl1 non servira ad altro che ad ingombrar gli ospedah assorbendo altre risorse, senza dare un utile corrisponclent.e .. Anche le dispense sono calcolate dalla Cornm1ss 1on.e accennata con maggiore larghezza che per I.o avano, benchè le cause determinanti sieno poco diverse da quelle stabilite dalle _l~g~i ~nteriori._ ' . ,· La Commissione s1 e 1sp1rata a tale magg10re l~r ghezza non solo per rendere _la legge _Più ,accett_a,b~l~ alla popolazione, ma pur anco m o maggio ~ll esperienza forn ita dalla appl icazione della legge •1868 . . . . È noto infatti che con questa legge essendosi grà m

I temperamen ti , dei quali. ho fin qui fatto cenno , s'ispirano, sia a necessità imposte dalla natura, al che rispondono le esenzion i' : sia ad interessi generali della società, o privati delle fam iglie , al che rispondono nella nuova legge francese : · le dispense.; le p,roroghe di presentazione; il vo fontarfato di· iin anno . Quanto alle esenzioni, la legge stabilisce come sola causa per otLenerle l' incopaeitù fisica non solo ol servizio attivo, ma anche a qualunque senizio ausiliare. Quegli inscritti che non risultassero assolutamente inabili, potranno essere rinviati ad un secondo e poscia anche ad un terzo esame di leva, analogamente a quanto stabilisce la legge tedesca. Il difetLo di statura non è più causa di esenzione, ma solamente di dispensa dal servizio armato . La statura minima per il servizio attivo ridotta dalla legge ·rn68 da 1m,56 n.d 1m,55, fu abbassata ancor di un centimetro e por1ata così ad 1,u,54_

..


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'.2:31

DEI IUSULTAT! m,LLA NUOVA LEGGE

Dl RRCUITA)fENTO FRANC ESE

qualche modo introdotto l'obbligo generale al serv1z10 coll'Hscrivere alla guardia mobile tutli gli uomini disponibili non facenti parte dell'esercito attivo, si giudicò opportuno di stabilire clte in caso di mobilitazione la cifra dei dispensati per motivi di fami glia potesse ascendere fino al H, per O/o del contingente assegnato a detta guardia nazionale mobile: e malgrado ciò nel 1870, a1lorchè si effettuò la mobililazione, le domande di dispense superarono assoi la proporzione ora ac:ccnnata. Dal panto di vista sociale le disp·ensc accordate dall , nuova legge francese mirano : ,1 ° A non togliere alle famiglie il loro capo naturale; 2° A provvedere ai bisogn i dell'istruzione pubblica e della religione ; 3° A non privare le famiglie dei loro sostegni indispensabili. Per quest'ultima considerazione fu introdotto nella legge un articolo che permette ai consigli di rev.isione di dispensare per tal motivo sulla proposta dei sindaci un numero d'iscritti che può ascendere fino al 4 per O/o del contingente disponibile . Esaminando le dispense dal punto di vista militare, si possono dividere i dispensati in tre categorie corrispondenti agli obblighi differenti di servizio a cui essi sono sottomessi. Infatti la legge stabilisce bensì in massima che le dispense non sono accordate a titolo definitivo, ma che concernono soltanto il servizio attivo in tempo di pace, aggiungendo che cessando le cause determinanti i dispensati devono soLtomettersi agli obblighi della classe cui appartengono. Ma poi di fatto non è per tutti cosl, ed i dispensali si possono distinguere in: 1° Dispensati definitivamente, e sonò i maestri , professori, ecclesiastici, ecc. (art. 20 della legge) ;

2° Dispensati clal servizio ordinario perch~ ul~iz~ zati in altra maniera nell'esercito, e sono gh alhev~ della scuola politecnica e forestale (art. 19), e quelli che già occupano un impiego nell'esercito o nella marina {art. 2·1) ; . 3° Dispensali <lal servizio alti.va ~n temp~ ~l pace e sono : i capi cl L fam igli a, rrntell1 d1 sold~tt rn Rer~ vizio o morti in guerra, ecc. (art. ~'7 ), cd I sostegni . .. . di farn iglia (art. 22). Onesl'u ltima cate.~oria , o almeno la parte d1 essa alt; al senizio, può-in tempo di pace e.s~ere chiamat~ a. talune esercitazioni, ed in Lernpo dl guerra puo essere r.hiamata · rolla classe stessa alla quale appart1enc. . . . Avendo così prcwvedulo per via delle chspen_s~ ai bisogni delle famiglie, dell'istruzione, della rehg1onc e della classe indigente, si è pur voluto ten ere cal~olo nella nuova legge l'rancese di alcuni altri ~nteress1 so~ ciali od individuuli i quali riguardano spcc1alment~ %1 1 studenti e la classe media; ed è a tutela di questi interessi che sono state sancite le disposizioni relative alle proroghe ed al volon1arioto ni nn anno . . . .,, Colle proroghe infatti si è voluto tempera.re_gli effe.ll1 della legge per coloro che attendono ad art.1 , mdustrie, mestieri cd anche all'agrieolmra e ehe rimarrebbero seriamente danneggiati nel la propria carriera e nel proprio av,·enire, con discapito lalvolta anche dello sviluppo commerciale od induslrialc del paese, se :cnissero ch iamati sotto le arm i all' atto ch'è fatta venue sotto le armi la propria classe ; col ,·olontariato di un anno si è avuto specialmente di mira di assicurare alle carriere liberali quel concorso in cultori .c.:h'è nec~~sario ai bisogni, del paese, facil itando aglt studenti 11 modo di compiere senza interruzione od. alrne~o colla più breve intel'ruzione possibile i propn sLud1 e ren-


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DEI .Rl,;,ULfATI Dl:.l,LA. NUOVA LEGGE

deodo il l~ro obbligo al servizio riservato specialmente al te.1~po dr gue!'ra, senza peraltro mancare di 1mpartir loro rn pace la voluta istruzione militare. La p1:0J_·og~ ~Ha .presentazione è concessa per un anno a quel_h rnchv1dm , ai quali può nuocere, come si è de~10, it troncare Je loro occupazioni al momento della chrnrnata della classe cui appartengono. Questo temperamento concilia evidentemente un bisoano sociale coll'obbligo generale senza danno dell'esetcilo. Se in capo all'anno l'inscritto si trova ancora in condizione da non poter senza troppo gran danno entrare a~ servizio, gli può essere concesso un secondo anno d1 proroga rimanendo inalterati gli obbli()'hi di ser'ì'izio ehe gli competono in ragione del num:ro estratto. ' Il nur~ero totale delle proroghe non può però oltrepassar-e i_l .f. per O /o del contingente disponibile; e durante 11 tempo del!a pi:oroga. i giovani, c½e ne godono , son~. s~ttopost1. agli obblighi medesimi, ai quali sono tenuf11 dlspensatt della terza categoria, per quanco concerne le esercitazioni di pace e le chiamate in tempo di guerra. Quanto al volontariato di un anno, non è facile fin d'ora portare un giudizio sul valore di quest'istituzione in Francia, e di prevedere il numero d'iscritti che an._ nualmente conco:reranno a questo beneficfo, giacchè fino a che non sia stata proclamata la nuova leao-e di · · 00 ordmamento francese non si può conoscere quali sieno precisamente i vant.aggi, cui darà diritto questo cirocinio del volontariato, e d'allra parte essendo in facoltà del ministro della guerra di detel'minare anno per anno il numero di volontari da ammettersi ed i programmi per gli esami di loro ammissione, non si ha modo di apprezzare quanto possa ritenersi esatta la cifra di volontari <'he la Comrn i::;sione ha 1;ldc:olato potersi 11vet e anmrn J.nente.

or RECLUTAMENTO F.RANCESt

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Questa cifra è di 15,000 e la Commissione si è forse lusingata di poterla raggiungere mercè le facilitazioni nelle eondizioni di ammissione che sono concesse dalla legge e mercè la disposizione per la quale è stabilito che i volontari abbiano l'obbligo in massima di .equipacrgiarsi e mantenersi a proprie spese, ma che dal mi~1istro possouo essere dispensati da un tale obbligo quell i che abbiano felicemente sostenute le prove .di ammissione é che dirnoslrino essere sprovveduti dei mezzi necessari per fai' fronte a silfntte spese. Terminato l'anno di volontariato l'in scritto deve subire un esame . Se l' esito di tale esame gli è favo revole egl i non acquista per ora, in fotza della nuova legge, altr-o diriLLo che di ottenere un brevett o di sou'ufficiale o di alti·o impiego nell'esercito, corrispondente a siffatto grado : alcuni giornali però lasciano eredere che adottata Ja nuova legge di ordinamento possa ai volontari clie superassero fel icemente l'esame essere concesso di aspirare al grado di sottotenente nella riserva. 11 volontario che non supera felicemente l'esame deve rimanere sotto le armi per un altro anno; e se anche dopo questa seconda prova non risulta idoneo, decade dai vantaggi del volontariato e deve correr la sorte della classe cui è ascrillo, ci.oè probabilmente di quella chiamata souo le armi nell'anno in cui si ·è a rrnolato . La legge non è abbastanza ehia i·a su questo punto. La stessa misura è applicab ile ai volontari che com. mettono gravi mancanze contro la disciplina. 11 volontario finalmente può ouenere fino a <z,i, anm compiuti la proroga di presentozione per compiere il pr.opri.o servizio . Ben nnalizzando le rlisposizioni della nuov.a legge rispetto al volontariato e sopratutto i resoconti delle discussioni parlamentari parmi si possa conchiuderc,


234,

DEI nISULTAT[ DELLA NUOVA I,EGGE

senza tema che il giudizio sia riguardato come troppo avventato, che il governo francese· e seO'natarnente il presidente della repubblica non accorclin°o grande im_portanza alla nuova istituzione e J'abbiano introdotta piuttosto come una concessione all'opinione generale che per intima convinzione della sua utilità. Come un temperamento sanzionato dalla nuova legge allo scopo di rendere meno gravoso alla popolazione l' obbligo generale al servizio, vuol essere :finalmente considerata la facoltà di ammogliarsi senza autorizzazione, accordata a tutti gli uomini dell'eserci to attivo che. non si trovano sotto le armi, sia per non essere stati. incorporati, sia per essere stati liberati per anticipazìo.ne, sia per essere stati. di diritto transitati nella riserva insieme alla propria classe . Nè il favor della legge si limita alla facoltà di contr'a r· matrimonio, ma è pur stabilito che questi ammogliati divenendo padri di quattro figl i viventi passino di diritto nell'esercito territori aie .

Veduf.o a questo modo come la legge proceda per scegliere fra gli iscritli di una classe il vero contingente disponibile per l'esercito, passiamo ora ad esporre quali sieno ·g li obblighi che essa impone a questo contingente. La legge determina anzitutto che ogni Francese non dic:hiarato inabile a qualunque servizio militare può essere chiamato dai 20 ai 40 anni a far parte _dell'esercito o delle riserve. I venti anni di servizio sono ripartiti nel modo se-

gueme:

DI llECWTAbfENTO FllANCESl?.

'.235

5 anni di servizio nell'esercito attivo;

· J. nella riserva dell'esercito atlivo (1'' riserva); 5 nel!' ésercito territoriale; 6 nella riserva dell'esercito territoriale (2• riserva). Com'era già stahilito nella legge del 1868, il servizio decorre dal '1° luglio dell'anno in cui lu classe è soggelta al sorteggio, cioè dell' unno in cui g l'iscritti compiono il loro 2 11° di etù . La classe continua però a prendere il nome dell'anno in cui g l'iscrilti co1npiono il 20°. Essendo stato l'iconosciuto impossibile di mantenere per 5 anni sotlo le armi l'intero contingente incorporabile, colla nuovn. icgge francese è slato stabili to che tale contingente si.a diviso in due parti. Una parte potrà essere trattenuta sotto le armi per cirn1ue anni; l'allra dovrà in massima essere rinviata alle proprie case dopo un solo unno di · servizio. Il riparto numerico dell'intero contingente in due diverse cal.egorie vien dalla legge riservuto a l ministro , della guerra ; ed è pure lasciato in sua facoltà di licenziare per anticipazione la prinw parte del contingente (cioè quella che dovrebbe servire effettivamente per 5 anni sotto le armi), come anc-he di rinviare dopo soli 6 mesi di servizio sotto le armi quegli individui della 2" parte del contingente (vincolata in massima ad un anno d i servizio) che soddisfacessero a determinate condizioni, e cli trattenere per contro sotto le armi per un secondo unno gli individui della stessa seconda parte del contingente che non rispondessero alle volute condizioni di pratica de l servizio e di coltura. Queste condizioni debbono venire determinate dal ministro, ma tuttavia la legge impone come obbligatoria <rueBa di saper leggere e scrivere, prorogand0ne però l'applicazione fìno al 1° gennaio 1875. Malgrado le differenze ora accennale nell'obbligo


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DEI JUSULT.A'f[ UELLA NUOVA LEGGE

r,r BECLIJTA~rnNTO FRANCESE

al servizi? veramente effettivo, tutto il contingente sarà c_ons1derato come in servizi o attivo per i prim i 5 anm. . L'esercito attivo si comporrà in conseguenza per fatto eh leva : a) degli uomini efteltivamente soli.o le armi dei cinque contingenti ultimi chiamati; · b) degli uomini a disposizione dell'esercito altivo ~l1e so~o quelli appartenenti ai medesimi cinque con~ tm~e~1t1,. ma che furono rinviati alle case [oro o per ant"1c1paz1one, o per essere stati a seri tti alle seconde parti de~ cont!ngenti stessi, o per diritti acquisiti col volontariato d1 un anno· • ' e) dei quattro interi contingen1i della 1., riservu. O_gn i anno l'intero contingente della classe chiamata al servizio vien ripartito fra tutti i corpi dell'esercito attivo ~ vi è i~matricolato; però soltanto la prima pa~le di t~l cont~ngente sarà effettivamente incorporata net peoprt corpi. La seconda parte riceverà la dovuta istrur.ioge presso i battaglioni e deposi1i locali . Transitando nella prima riserrn, per quaqto si può dedurre dalla discussione dell'assembleu, i militari di ogni classe cesserebbero di far parte dei corpi cui appartenevano mentre erano ascritti all'esercito attivo e sarebbero invece assegnati ai corpi attivi stanziati nella rispettiva regione territoriale, nei quali dovrebbero essere incorporati in caso di mobilitazione. La legge però nulla dice a tale riguardo rimandando al tempo in cui sarà approvato il nuovo ordinamento dell'esercito la soluzione della questione relativa al riparto nei corpi tanto delle riserve quanlo dell'esercito territoriale, limitandosi circa quest'ultimo ad accennare che l'esercito territoriale sarà formato per recrioni 0 territoriali. Perciò io rm asterrò dal discutere l'influenza morale

della misura sovra indicata sullo spirito mili.are dei. corpi, non senza però porre in rilievo una considerazione cho mi sembra di qun lche importnnza, ed è che se tale misura fosse approvala in tutta la sua pienezza, cioè se i riser visti. dovessero essere inco rporati nei corpi stanziati nella rispettiva regione, non solo in caso di mobilitazione, rn a anche per le esercitazìoni del tempo cli pace, queste riuscirebbero vere prove di mobilitazione delle risf'rve.

}lo esposto più sopra quale riuscirebbe la composjzione dell'esercito attivo per fatto di leva; ma al reclutamento dell'esercito dovrebbero pur concorrere altre due categorie d'individui S8Condo la nuova legge francese cioè gli engagés ed i rengagés, i quali contraggono u n volontario arruolamento. I requisiti che si richiedono ai primi per poter essere ammessi all'arruolamento sono: L'età di 18 anni co mpiuti; La statura richiestn per gl'iscritti di leva (cioè almeno 1'1\ 54); Sapere leggere e scri vere (ciò però soltanto a datare dal 1° gennaio 1875) . La dun1ta dell'arruolamento è di cinque anni: ma in tempo di guerra si arnmetlono pme arruolamenti volontari per .k so la durata della guerni , ed ànco in pace v'hanno arruoln menti volontari di minor duratu per gli uomini di leva dcll(scconda parte del eontingente, ed anche della prima (quandù questa sia licenziata prima .del terrnine di cinque anrii), ai quali é concesso di poter essere ammessi a completare i cinque anni di 1


~38 . DEI IUSULTA'rl DELLA NUOVA LEGGE servizio solto le armi, onde metterli cosi in condizione di contrarre un ringaggio. Quanto ai ringaggi, la legge stabilisce che non possano essere contratti per meno di due anni e per più di cinque, e che non possano essere accettati che nell'ultimo anno di servizio sotto le armi. Tali ringaggi possono però essere rinnovati fino a 29 anni compiuti pei caporali e soldati, e fino ai 35 pure compiuti pei sott'ufficiali, Dopo cinque anni di servizio sotto le ar.:mi, i ringaggiati hanno diritLo ad un' alta paga. I

Dalla breve esposizione da me fatta fin qui apparirà facilmente ai lettori come la legge francese nello stabilire l'obbligo reale al servizio eada alquanto nell'indeterminato o almeno non brilli certo per semplicità. Si sarà infal.Li notalo che per essa vengono stabilite cinque o sei specie di ferme diverse, alle quali debbono di necessilà rispondere altrettanti metodi diversi d'istruzione ai quali dovranno essere sottoposti gl'in<lividui delle varie categorie. Se invero la legge fosse applicata lelteralrnente si avrebbe la seguente classificazione rispetto alla diversità di ferma. Innanzi Lutto 111 prima parte del contingente e gli engagés destinati a rimanere per cinque anni sotto le armi. roi la seconda parte del contingente eh~ colla legge alla mano può essere distinta ìn tre categorie, cioè : Quella degli uomini tenuti sotto le armi per un solo .anno, se al termine di questo soddisfano ad esami da stabilirsi dal ministro della guerra ;

239 Quelia degli uomini che non soddisfano a .tale c·ondizione e che perciò sono a5tretti ad un secondo anno di servizio, dopo il quale sono liberati senz'altra. condizione ; Quella infine degl'individui che soddisfano a condizioni speciali, pure da determinarsi dal ministro della guerra, e che possono essere Hberati dal servizio attivo dopo soli 6 mesi. · Si hanno per ultimo i volontari di un anno, i quali alla loro volta possono suddividersi in tre classi, essendovi quelli che al termine delì' anno di volontariato sono in grado di ouenere il brevetto di sott'uffici,1Ie; quelli che non raggiungono una tal condizione e che perciò debbono ripetere l'anno; quelli infine che dopo aver fallito a quesl.a seconda prova sono assimilati alla. prima parte de! contingente. E facendo questo computo della diversità delle ferme e, delle conseg11enti necessità di moltiplicità di metodi d'istruzione, non ho ancora parlato dei diversi tirocinii di esereitazioni cui sono assoggettali: Gli uomini non incorpora.ti e quelli liberali dal servizio attivo; Una certa categoria di dispensati e quelli che hanno ottenuto proroghe di presentazione; Gli uomini delle seconde parti dei contingenti dopo essere S!ati sotto le armi 6 mesi, un anno o due anni; Gli uomini. componenti la prima riserva. Delle esercitazioni alle quali possano essere chiamati gli uomini ascritti all'esercii.o territoriale la legge non fa parola: Dl RECLUTA~fENTO l?llAN<'.ESE


240 DEI RISULTALI n ELLA NUOV,\ LEGGE Di un'ultima questione ci resla ancora a far cenno prima di entrare ad esaminare, per quanto si può, il risultato pratico della legge, sulla costituzione dell'eser-cito francese quanto a quantità ed a q ualitò: ci resta cioè a vedere come la legge abbia cercato di provvedere al bisogno di assicurare il reclutamento di buoni sott'uf'ficiali. La questione del numero non può essere garantita che coll' offrire al sott'ufficiale una certa facilità di promozione ad ufficiale od una posizione proporzionata alla sua condizione ed alla sua istruzione al termine della sua carriera militare. Nella legge francese, seguitando l'esempio di ~uanto si fa neli' esercito germanico, è stabilito che il sottoufficiale il quale conti dodici anni di servizio atti vo, di cui quattro almeno col grado di soLt'ufficiale, ucqùisti il diritto ad un impiego civi.le o rnilitare in rapporto colla sua atlitudine ed istruzione, e riceva perciò all'atto del suo cong~d,) un certificato dal quale sia constatato un tale di ritto. Una legge speciale designer~ precisamente quali ìm~ pieghi saranno ad essi riservati. Questa designazione, a mio credere, faciliterà assai più il reclutamento dei sott'ufficiali che tutti i vantaggi dati a questa classe di militari dalle leggi anteriori; giacchè la carrierà. del sott'uf.ficiale non può dirsi tale se n on offre, dopo un d etermin ato tempo di servizio, la, sfru,tczza. di una posizione relativamente buona. Senza una tale sicurezza· a poco giovario tuue le facilitazioni che si possano fare per invogliare i sottufficiali a rim anere sotto le armi. .Risolta la questione del numero, rimane quella della qualità. Per formare un buon sott'ufficiale fa mestieri di un tir.ocinio di servizio di qualche durata. E questo è stato

I)!

llECLUTA~IENTO FRANCESE

il principale motivo per cui nell'assemblea francese è slato così accanitamente combattuto il servizio trien nale e per cui si è finito per manlenere la forma del servi zio continuato so LLo le armi in tempo di pace a cinque anni. Col servi:,,,io di tre anni, fu detto, non si potrit mai riuscire ad avere buoni sott'ufficiali. Una tale obbiezione, a mio credere, ha ben poco valore, giacchè, ammesso pure che tre anni non bastino a form are un perfetto sott'ufficiale, non mi si vorrà per altro negare che una tale durata di lempo sia s·r.1fficiente per poter apprezzare se i candidati a tal g rado abbiano le qualità e l'intelligenza richieste. Tntto si ridurrì1 quindi a cercare il modo di ritenerli sotto le armi il tempo che occorre non solo per dar loro una completa istruzione, ma per trarre da essi un utile proporzionato. La breve · permanenza sotto Ie armi ha anzi il vantaggio di assoggettare ad un sef'vizio regolarè un maggiore numero di uomini, e qu indi di avere :un piLL largo campo alla scelta, crescendo col numero degli uomini la facilità di trovare individui che abbiano la volont<\ di intraprendere la carriera del so lt' ufficiale e che presentino le qualità a ciò necessarie . Fatto così l'esam e del meccanismo, per cosi dire, della nuova legge, passiamo a ricetcare quali ne saranno i risu ltati. E qui mi occone, fin da principio, pone in evidenza, onde far giustamente apprezzare i giudizi che esporrò in seguit.o, la divergenza che si è manifestala in seno all'assemblea fra le opinioni del · Governo e quelle della Commissione intorno ad un punto capitale della legge, che è quello ch e concerne la durata del servizio attivo ed effelti.vo sotto le armi. La maggioranza, infatti, dell'assemblea, e segnatamente il partito m ilitare, parteggiava per l'abbreviaAN:iO XVII, VOL. IV,

,16


~H,;!

2,i,3

DEr RISULTATI DELLA NUOVA LEGGE

DI RECLUTAMENTO FRANCESE

zione della durata Ji tale servizio, è se da ultimo essa ha finito per lasciare le eose press'a poco quali erano sotto l'impero della legge del 18(i8 rispetto alla durata del servizio attivo e della prima riserva, è troppo evidente che ha soggiacciuto alla pressione esercitata dal capo dello Slato, partigiano assoluto della lunga permanenza sotto le armi tanto da rimpi;mgere l'antica legge del 1832, e penetrato forse anche dalla necessità di avere sempre un forte nucleo di soldati faui sotto le armi per far fronte ai bisogni della situazione interna. E dinanzi ad un t.ale stato di cose, Ia Commissione, che pure conteneva in maggioranza elementi favorevoli ali' ablm~viazione del servizio, è stata costretta a cercare di dare alla legge, onde rende~·e possibile un acèordo fra le divergenze, quel carattere di conciliazione, d'onde viene il vago e l'indeterminato che si nota nella legge, e che si risolve in una estrema latitudine di applicazione lasciata al Governo. Da ciò è avvenuto che le divergenze non si sono arrestale nel cam po della teoria, rna che sì sono ripetute nel calcola r:e gli efteui della legge, giacchè nel fare tali cDlcoli la Commissione è partita da una base, men!.re .il preside:ite della repubb lica si è appoggiato a cr1ter1 mollo d1vers1, e non ha lasciato occasione di affermarlo ·. 01'a è evidente che; mercè la latitudine lasciata al Govel'no per l'applicazione della. legge, gli effetti di questa non si po tranno retrnmente apprer.zare che studiundola nella sua applicazione se,:ondo le intenzioni manifestate dal capo dello Stato, ed è ciò che io farò. lfo., per debito d'irnparzinlità e per rendere qul'lnlo più si possa compiei.o questo studio, stimo tt;l.tavia. opportuno di premettere l'esposizione dei calcoli fatti daHa. Commiss ione, i quali sono i seguenti :

Ammettendo che il numero degl'inscritti di ogn classe ammonti a 300,000 uomini circa, la Commissione <lctermina quello degl'individui realmenle disponibili per l'esercito di terra in tempo di pace, deducendo dalla indicata cifra un totale di dispensati ed esentati stabilito col prender come base le medie delle esenzioni e clcHc dispense accordate dalle leggi ante~ riori, e teri.cndo calcolo delle modificazioni introdotte dalla nuova legge . I risultati ai quali essa perviene con si~'atto cakolo sono indicati nella tabella ,,ehe segue, nella quale, come si vedrò., ho distinto i dispensati nelle tre categorie delle quali più indietro ho parlato. TABELLA della composizione d'una classe d'iscritli.

.I Forza totale media della classe Esentati . . . . . . . . ·I Dispensati dcfì.nitivarncntc : . ,, :Membri dell'istruziomi pubblica Allievi dei seminari . . . . Dispensat-i perchè c!ltrimenti utilizzati: Allievi della scuola politecruca · . . . . Arruolati volontari (engagés) ncll'c~erc.1to ~ nella marina, o clic vi occup~no 1mpiegh1 lscritti marittimi immatricolati • . . . Dispensati in tempo di pace.: . " .. l>er difetto di statura (al di sotto di 4 ,:J4} Per i motivi di fam iglia di cui all'art. 47 Sostegni di famiglia (4 °lo) . . . . .

· -

[302009

65000

rn53) 1678\

3m

941

?44471'

3600( 90!H\ 34001

l

90001

,.

6:.lOO

f

48699 63999,

--1--,[~60285

Si detraggono an~ora:

. . . 1c p!lrdite ordioaric per causa di decessi, r!form~ e refrattari prima che la classtl parta per 1 corpi gli uomini assegnati all'armata di maro . . . .

2700! ~0700 80001

Totale dei disponibili .-.-.

j;49585

i- .Ciò che dà in cifra rotonda

.

.

. .

.

• .

.

.

. jrnOOOO


24i

DE! RISULTATl DELLA NL"OVA LEGGE

Partendo da tale risultato, la Commissione calcola la cifra totale degli uomini appartenenti all'esercito a ttivo ad 1, 33!:i ,.t 00, ripartiti come appresso: 5 classi sollo le armi (di 1150,000 uomini ciascuna, dedotte le perdite no rmali (1 ) 70.i- ,720· 4 classi di riserva (fatte le medesime deduzioni) 5·10,380 Parte permanente dell' ese rcito (cioè non reclutata per mezzo della len,) (2) ·120,000 1

Totale

1,335,tJOO

1la, tenendo conto del follo che, all'occorrenza, l'ultim a classe chiamata non si troverebbe ancora talmente istruita da poter essere incorporata nei corpi mobili, e converrebbe quindi lasciarla ai depositi, la Commissionr. si affi·ella cli osservare come quella cifra di 1,33ti, 100 non possa rappresenlare il numero degli uomini realmente utilizzabili pcrchè già sufficientemente istruiti, il qual numero, dedotto il contingente di una intera classe (150,000 uomini) dalla cifra sovra esposta, si ridurrebbe invece ad 1, 185,100. Nè questa può ancora essere presa co me la cifra deglr uomini realmente incorporabili nei co1pi attwi mobiliz1

( l) Le perdite normali di cui sopra sono da essa calcolate: P er il contingente sotto le armi al 4 010 nel primo anno 3 OtO nel secondo e 2 OtO negli anni se"'uenti · ' Per gli ~10mini a disposizior~c allo ' cnse loro al 2 O10 per anno. (2) Per rl calcolo della parte permanente dell'esercito ossa si basa su queste cifre: Ulìciali .. . . . . 25,000 Gendarmeria 18 706 Engagr~ (per 5 anni) ~w'.ooo

Rengages

. . . . .

Indi~cni de! c?rpi algerini Corpi stran1rn . . . . . . . . . . . . . . . Militari ritenu ti sotto le armi al di là del loro tempo di servizio per condanne . . . . . . . . . . . . Guardie d'artiglieria e del genio, musicanti, operai, ecc.

25 000 4o:432 3 200

' 9,200 3,462 120,000

DI RE CLUTAMENTO FRANCESE 245 :tabili. Per avere questa ultima, la Commissione, quantunque fac cia la più larga parte ali' utiliz1.azione pei servizi ausiliari di un cerlo numero di dispensati che possono essere chiamati in tempo di guei~ra, pure .a~m ette che si. debbano fare ancora. parecchi e sottraz10m. Infutli, una cerla parte di soldati più anziani vuol es sere asserrn:ita ai corpi destinali al mantenimento dell' ordin; interno, alla formazione dei depos ili, ai servizi dei magazzini e degli ospedali cd in genere ai vari servizi territori.:ili. Tutli quesli, che vengono dalla Commissione clas.sificati come non valo1·i organici, sono da essa valutati ad un totale cli V0,4,80 uomi ni, riparti ti così: Gendarm eria rn,403 Depositi di rimonta . 4,404' Operai cl'al'tiglieria e lreno z,660 Jd. d'uinministrazione 6.12.i: Infermieri 7,527 Fuori rango, contabili, operai H>,76:2 l\Iagazzini, ospedali, tribunali 3,rn5 Stato rnnggiorc delle piazze . . ~ , 721 Quadri e vecchi soldati ai depositi 30,0H Totale 90,480 A questo totale essa aggiunge : Lo. forza minima da essa ammessa pel corpo d'occnpazione dell' .Al40,000 geria, c ioè Ed il defiàt permanente nei corpi (amm.,1lati. conva.lcscenli, sotto 3S,947 giudizio, ecc. ) . . . . . . Ed ha così un totale da soUl'arsi di 4 6G,427 uomini. Per tal modo essa viene a slabililirc la cifra degli uom ini dispon ibil i per i corpi ali ivi mobilizzahili a 1,185,100 Meno ~66,427 Cioè . . 1 ,0'18,673 uomini;


.246 DEI RISULTATI· DELLA ·NUOVA LE!;GE mentre rimarrebbe1:o nei d·epositi l'inticro contingente dell'ultima classe (450,000) ed una parle dei dispensati richiamabili in tempo di guena. Questo quanto al numero degli. uomini disponibili per l'esercito attivo. . • Quanto alla qiwl-ità, la Commissione, per arrivare a determinare il riparto d'ella forza dell'eserC'ito secondo il diverso grado d'istruzione dei suoi elementi, prende come base il bilancio militare del ·1872, il quale, come è noto, presenta un aumento notevole su quelli già considerevoli degli ultimi anni dell'impero, e potrà quindi difficilmente essere superato, e fa i calcoli segue11ti:

parte del contingente sotto le armi, il contingente totale annuo potrebbe comporsi così: ì!S,000 uomini; Prima parte . 60,000 » Seconda parte 45,000 » Volontari di un anno Totale ·150,000 uomini

ciocchè darebbe, dopo un periodo completo d'applicazione della legge, il riparto della forza dell'esercito attivo risultante dal seguente specchio, che io tolgo dal rapporto della Commissione: - · -- " "

Il totale delle spese, per la parte ordinaria del bilancio 1872, ammonta a 431 milioni di franchi; l'effettivo bilànciato è di 4:64,300 uomini, compresi gli ufficiali, gendarmi, ecc. Dunque, osserva la Commissione, valutando a 120,000 uomini la parte permanente dell'esercito, è evidente che con tale b ilancio il numero totale degli. uomini somministrati dai contingenti annuali che .si potrà tenere sotto le armi sarà di 344,300. Infatti, sommando a questa cifra '34-4,300 quella della parte permanente clell'esere.;ito 120,000 si ha l'effettivo bilanciato ,f,64,300 La Commissione an1meLte inoltre, per aiuto del suo calcolo, che, sia col ritardare la chiamata annua del contingente di qualche mese, sia col licenziare anticipatamente la quinta classe, la prima parte del contingente non rimarrù effettivamente sotto le armi che soli .t anni. E, valutando a ·1 5000 la e.;ifra annuale dei volontari di un anno · che si manterranno a proprie spese, viene a stabilire. che, ritenendo per un anno intero-la seconda

247

DI RECLUT.HrnNTO FRANC.ESE

____ ____ "

"

TOTALE

generale

· Parte permanente ~' anno di servi zio 2·

id.

3°

id.

4'

id.

l

I

,120000 i ~ 3!ii000 ~ 5000 72000 44700 69840 444 ·1 0 684'10 ~ ,i,130

l

Totale sotto le armi a carico

824720

' del bi l~ncio . • . . . . 465280 5° anno di servizio licenziato per 67080 438i:SO 53530 anticipazione . . . TOTALE

532360 'i'!090l220210!

-

----1

657 40 43570 524 70\ 64530 4 3300 5H 70 J 631/,0j il 3030 ijOHO~ , 010380 ~ -17801 42770'\-~070)

... \' 2° 4' anno ~ id. ~ 3' id. ii! .~· id. TOTALE

_____

--

21554 ()Q 52670 2025201

,

Sottraendo l'ultima classe chiamata

. .

~--·---

H35400 450000

Resta disponibile pH l'esercito atfoo [·H 85100


248

DEl lUSUJ/l'ATf DELLA NUOVA LECCE

Analizzando tali risultati. e basandosi · a tali calcoli la ComrnissiOne viene a concludere che l'eserciLo attivo' . . ' per rispetto a cl, verso grado d'istruzione, rimarrebbe diviso a questo modo : Completamente istrui(i . . . . . Volontari aventi il brevetto di sott'ufficiali Uomini aventi goduto un anno d'istruzione e atti ad essere incorporati . Reclute (ultirna classe) . . . .

24-9 il costo rea.le della guardia. E ciò non basta, giacché di recente la gen·d armeria fu aumentai.a di un altro migliaio d'uomini, il che renderà ancor meno esatto il (;alcolo della Commissione, portando a 30 ,000 il numero degli individui appartenenti alla gendarmeria e guardia re.Pubblicana (1). Si vuol considerare inoltre <.: he la cifra degli uf'fìciali portata dal bilancio ammonLa a 26,744 · e che una tale cifra don:à col tempo indubbiamente essere supern ta se si vuol dare all'esercito quel più largo ordinamento proposto ·dalla Commissione e che importerebbe necessariamente un aumento di oltre '.20 reggimenti di fanteria, di alcuni reggi1:nen.tL ~i cavall.et:'ia, di parecchie batterie, ecc . senza drre de1 quad ri terI'ito1'.iali da formarsi sia per i depositi o battaglioni d'istruzione sia per servire di nucleo all'esercito territoriale. Come dunque potrebbe rugionevolmente ac. cettarsi la cifra di 25,000 ufficiali data dalla Commi.ssione? Per queste cli verse considen1zioni io non credo .di esagerare caleolanclo a HO mila, anzichè a 420 mila la parte permanen te dell'esercito, tanto più che, almeno per i primi anrn, i l numero degl i engagés e_1·e'.igagés supererà assai quello ammesso dalla Comm1ss1one. Ci.ò conduee a stabilire, ricordando che l'effettivo bilanciato pel 1872 è di /f64',300 uomini, che il numero dei soldati di leva che si potranno mantenere sotto le arm i. sarà di : 16/1:,:300 meno 140,000 324,300. Hl REt; I.UTA)IEl\TO FRANCESE

652,5/50 109,760 422 ,790 450,000

1,33t>, 100

Completato così l'esame dei calcoli della Commissione, vediamo quanto si possa ritenerli giusti, e quale assegnamento si possa fare sui risultati el1'essa porge, tenendo conto sopratullo dell'intenzione man ifestata dal capo .dello Sfato circa l'applicazione della legge. lo voglio ammettere anzitutto che il contino·ente annuale disponibile per l'esercito sia di 1 oO mil~ uomini, ed in conseguenza che il risultato numerico otl~nuto nello stabilire la composizione dell'esercito atttvo sia poco lungi dal vero. TuI~ non posso ammettere come ugualmente gi.usta la cifra della prima parte del contingente incorporabile annualmenre, data dalla Commissione. Ed infatti consultiamo quello stesso bilancio del 1872 che è stato base dei calcoli de.lla Com missione. Si .troverà i'~nanzi tutto che esso stab ilisce per gendarm i e guard ia repubblicana una cifra di '.zH, ·I 66 uomini e non di ,18,'i06, quale risulto. dalla tabella deìla Commissione che io ho riprodotta più indietro. Nè si può dire che · la diiierenza dipenda dal fatto che la guardia repubblicana è mantenuta per metà spesa sollanto dal Ministero della guerra, g iacchè di ciò è stato tenuto calcolo nel bilancio che computa soltanto

(~) Senza parlare dei progetti secondo i quali si vorrebbe portare la gendarmeria a 36000 uomini circa.


250

63,900 » quarto » 6:2, 500 » quinto » cioè : J38,900 uomun in totale, Yale a dire, ancora 4·,600 uomrn1 m più del risultato che si. avrebbe sottraendo dal!'effoLtivo bilanciato la piirte permanente dell'esercito (1). Si doman da . con quali mezzi allora si potrà dar.e la istruzione prescritta alla seconda parte del contin gente. Ed io non esi to a credere che il problema sarà risolto tenendo questa parte del contingente sotlo le armi per un tempo limitatissimo. Ad una tale credenza io son condotto vedendo la · poca fiducia riposta dul capo dello Stato nell'utilità

25~ che si può raccogliere da questa parte del contingente, e l'insistenza adoperata dal Governo per riservarsi la facoltà di poter liberare dopo 6 mesi di servizio gli individL1i ad essa appartenenti . Ci ò che dov.rebbe essere un'eccezione finirà io credo per divenire la regola; cioè, la durata del servi~io cominciando a computarsi a tenore di legge dal ·1° luglio, ed i sei mesi. spirando in conseguenza col 31 dicembre , io credo che si comincierà dall'indugiare la r,hiamata del contingente fino ali' ottobre come siè praticato finora, e giunti al 31 dicembre si licenzierà la seconda parte avendo essa compiuto 6 mesi di servizio computato a rigor della legge. A questo modo la seconda parte del contingente verrebbe a ricevere pressò i depositi locali un'istruzione elementare di tre mesi circa. Quanto poi ai volontari di un anno, io credo che la .eifra indicata dalla Commissione potrebbe essere anche superata, qualora la legge avesse per effetto il vero servizio generale e · personale, cioè l'incorporazione dell'intero contingente per una durat.a dì tempo abbastanza lungo ('I). Ma nelle condizioni reali foue dalla legge, l'istituzione del volontariato cli uri anno non darà probabilmente gli effetti preveduti dalla Comm~ssione, giacchè vi sono troppe Yie, per chi possiede una certa coltura, di esimersi dall' intero tirocinio di i- o 5 anni sotto le armi, senza dire, che visto quànto il Governo francese tiene: certo giusta.mente, ad ottenere una buona costituzione, sotto l'aspelto fis ico, della prìma parte del

(.1) ll bi lancio per il 1873 con un aumento di spesa di 9 milioni di frallehi, calcola l'effettivo presente a 454,000 uomini di cui 2.9,000 gendarmi. .

(ll In Germania una tale cirra fu oltrepassata nel solo anno l 868 par le facilitazioni straordinarie accordate alle provincie 11uovc annesse alla Prussia.

DEI RISULTATI DELLA NUOVA LEGGR

E notando come, se la Commissione, per un evidente scopo conciliativo, ha basato i suoi calcoli su di una permanenza reale delle classi sotto le armi di soli 4 anni, il presidente della Repubblica abbia per altra parte recisamente affermato essere sua intenzione che la prima parte del contingente rimanga 5 interi anni sotto le armi, bisogna forzalamente conchiudere che la cifra della prima parte del eont.ingenle non potrà certamente essere quella di 75,000 uomini valutata dalla Commissi one, e non po trà al massimo raggiungere . che i 70,000 mila uomini. Infatti posto un contingente di 70 miia uomini, deducendo le perdite annunli, s1 av.ranno: 70,000 uomini nel primo anno . 67,200 )> secondo» 65,200 » terzo »

:DI RECLUTAMENTO FRANCESE


252

DEI RISULTATI DELLA NUOVA. LEGG,R

TABELLA. di composizione dell'esercito attivo.

~

i=::

~

i°

Parte permanente . ,1 anno di servizio 2· id. 3° id 4° id. . ~ hl.

0

~

~

. . . . . .

TOTALE

-<11

~ Bi

~

}

~·

2' 3,

I

+•

anno di servizio id. id. id. T OTALE

I.

'I

1,0000 70000 .1 iooo 650001· 67200 H700 r 62400 65200 1.u,1o 60550 846440 • J 63900 H•I 30 59350 . 62600 438501 5841>0\ - - - -1- - 1 468900 7~090l30i.i.t;;o/

---i--r

6'!3l'i0 ,j 3i>70 60,fOO ~ 3300 ll8900 ·I 3030 ~ -~

'.253

DI RECLUTAMENTO FRANCESR

eontingenle, si può facilmente prevedere che il numero di coloro che saranno rimandati ad altri esumi di leva per incapacità fisica non assoluta al servizio, salirà a vistose proporzioni segna(amente nelle città, ove effettivamente la gioventù è meno robusta . .Ed a ciò si ·vuole aggiungere che la parle migliore dei volontari di un anno dovrù essere impiegata per fornire i quadri di ufficiali e solt'ufficiali ull'osercito terr.itoriale e non potrà pereiò essere e,-dcola la nel1' esercito auiro. In ogni caso l'esperienza sola potri\ dimostrare la esattezza dei ealcoli della Commissione. Riassumendo jl fin qui dello in eifrc panni ehe 'non si possa esseee in errore sostilllendo ai risultati della Commissione quelli indicati nella seguen(c tabeÌla:

57000 ii5850; 54750 ~3650) lH 2020

707000 424760 526700 14358460

TABELLA del riparto degli individui appartenenti all'esercito attivo secohdo il diverso grado d'istmzione ricevuta.

Completamente istruiti . . . . . . . . • . Uomini che hanno ricev uto tre mesi d'istruzione • Volontari di un anno che hanno ottenuto il brevetto di sottufficiali . . . Reclute (ultima classe) . . . , TOTALE

637000 uomini 46-1700 » 409760 150000

1

> »

4358460 uomini

Da ciò si scorge che in complesso la nuova legge nei suoi effeLti ha perfella analogia con quella del '1868. L'una e l'altra dividono il contingente disponibile in due porzioni. TI servizio dello prima porzione è stabilito da ambedue per 5 anni sollo le urmi, per J. nella riserva. La seconda porzione invece di essere incorporata ùella guardia nazionale mobile, forma secondo la nuova le&ge sotto differenti denominazioni, una riserva che o , a·~ . , sarlt assoggettata ad un'istruzione la quale non 111enra cli molto da quella prescritta dalla legge 1868, che non fu poi neppure mai effettivamente impartita nel mod o voluto. · L'unico vantaggio reale che risentirà l'esercito francese rispelto al reclutamento sarit l' aumen Lo numerico della prima porzione del contingente che da 57,000 uomini circa potrà essere portato a poeo meno· di 70,000 ·. Confrontando i risultati da me esposti con quelh della Commissione, io penso rimanga sufficientemente dimostrala la differenza fra il valore reale ed il valore fittizio della legge. . . Ogni paese, decretando l'obblig~ generale al serv1~10, può darsi l'innocente prnc~re eh creare dall'oggl al


~54,

DEl RlSUI:rAn DELLA NUOVA LEGGg

domani un èsercito cli nn milione e rnnte centinairl di mille uomini snlla carta; ed infatti dopo la campagna del ·1866 a chi di noi non è capitato ùi leo·o·ere sui giornali dei calcoli favolosi sulle forze dispo~~bili d elle varie potenze militari? nla la for'za militare reale di un paese non si apprezza con s ì.mili calcoli. ·Per giuilgere a determinare la vera forza disponibile per la guerra di una potenza, non havvi che un solo mezzo infallibile e che non può esporre ad illusioni, ed è la conoscenza del numero delle divisioni e dei corpi d'armata ch'essa potrà mettere in campo. . Tntto quello che non è prnvvisto di buon i 'q uadri e perciò suscettibile di essere~ organizzato in corpi, servirà ben poco alla gue rra. Perciò affinché una legge di redutamento risponda al suo scopo militare conviene ch'essa fornisca all'esercito tanti uomini quanti possono utilmente essere inquadrati, e che permetta cli tenerli souo le arm i c1uanto è necessario per trasformarli in soldati. La legge dovrebbe considerarsi uguillmente difettosa tanto s'essa non desse modo d i avere quel numero d'uomini cornp Ietamenle istruiti ·che fosse r jchiesto dai quadri mobili e du quel.li di completamento dell'esercito , quanto se essa imponesse d' in corporare e di istruire più o meno perfotlarnentc un numero d 'uomini. maggiore cli quello che potrebbe utilmente trovar posto ne i quadri dell'eserc ito, giacché in questo secondo caso porte rebbe u sprecare delle risorse, delle quali si po ·trebhe fare un ben più p roficuo impiego sia facendo impartire una 11i ù compìeta istruzione ed, una più solida educazione ud un numero più ristretto d'uomini, sia aamentando in u na giusta misurn i quadri per potervi incorporare un numero prnporzionato d'uomini. .E per dare conferma alle m i.e parole con un esempio,

Dl IlEC:LUIAMENTO FRANCESE

mi sia permesso di citare qui quello che ci porge la Germania. La forza del suo esercito è esattamente rappresentata ·dal numero ('18 1(3.) dei suoi corpi d'armata, e se nell'ultima guerra essa ha potuto fare un così utile impiego della sua numerosa landwehr, è soltanto perchè essa possedeva un proporzionato numero di buoni quadri di risena, rnercè i quali ha potuto non solo allestire un numero di battaglioni sufficiente per proteggere le spalle dell'esercito attivo rendendo queslo interamenLe libero per la guerra, ma altresì formare divisioni che hanno pur esse concorso alle operazioni di campagna, e negli ultirni tempi organizzare perfino compagnie straordinarie cli guarnig ione per la custodia dei prigionieri, utilizznndo ufficial i al r itiro . E fo precisamente per mantenere la voluta p ropor.zione fra gli uomini disponibi li ed i quadri, che quella potenza nel ~ 868 rinunzìb all'antica disposizio ne di legge che fissava la durata del servizio nella lunclwehr a ,u, anni mettendo per conseguenza a disposizione un numero d'uom ini troppo grande per poterE in corporare tutti , ed adottò una nuova legge per la quale fu ridotto il servizio totale, fra esercito e landwher, a H>. armi, alleggerendo così alla popolazione il peso del servizio militare, ed avvantaggiando nello sl~sso tempo l'esercito, che viene per tal modo ad a vere a dispos izione per la landwehr soldati dai 27 ai 3z anni, età evidentemente assai più propizia · alla mi lizia, di quella dai 30 ai 4.0 stabilita dalla legge francese pel suo esercito territoriale. Ma con quanta cura di dettagli si a.dopera la Germania per aver a disposizione quel numero d i so ldati fatti ed ùi età robusta che le oceorre proporziona tamente v.i suoi quadri! Nel 1869, per esempio, la sola Germania del Nord


256

DEL !USULTAT1 DELLA NUOVA LEGGE ECC .

a·

con una popolazione cli 30 milioni abitanti ed un bilan~io ~on st.rnbocchevole riuscì coi giudiziosissirni esped1enll della sua legge di reclutamento ad incorP?rare 9,f ,709 uomini senza contare quelli che anticipando sulla chiamala si erano arrnolati volontariamente, ed i volontari cli un anno. Ponendo termine a questa digressione vediam o a q~a_Ie ·~·isultato c i possa condurre l'apprezzare le forze n11I,1ta_n, delJa Francia in ragione dei suoi quadri. Egh e ben vero che non conosciamo ancora con precisione quale sarà il nuovo ordinamento del suo eser~ito: Ma sem_b ra per altro determinato che questo d?~r~ r~m~nerc composto di ,15 corpi d'esercito' a due dms1on~ CM;cuno, non tenendo calcolo del corpo cli occupazione dell'Algeria. Ora 15 corpi d'armata a 30 mila uomini ciascuno d~rebbero .4~0 mila uomini circa, cifra la quale si discosta assai poco da quella che otterrei <~ei·cando il numero dei soldati comple1amente istruiti in base ai calcoli da me fo.lti. In_fatti t<!gliendo dal totale delle prime porzioni dei contrngent, 701,000, l'ulti ma classe chinrnata 70, 000, ~cl amn:clten~~ _che i non valori, il corpo dell'Algeria, 1_ non d1spombI11, eec. non oltrepassino la eifra stabihta dalla Cornm issione ,J67,000, resterebbero realmente disponibili 4,70,000 uomini, il che darebbe 311,000 uomini circa per eorpo d'armata . Questi risul~ali quas~ identici ai c1uali io sono pervenuto pe r· d1verse vie , mi sembra possano essere considerat i rorn e i veri della nuova legge francese: 1

(La 2• parte alla prossima cl'ispensa) LD[GI FIGDOR

Capitano (li stato maggiore.

DELLA

QUESTIONE EQUINA. IN ITALIA CONSIDERATA SOTTO IL PUNTO 01 VISTA IlEtJ,>.

MOBILIZZAZIONE DEL L'ESERCITO

I. Dell'ht!luenza delle risorse equine sulla pronta mobilizzazione dell'esercito.

Dopo lo scoppio repentino della guerra franco-tedesca, dopo la mirabile rnpidi.tà eolla quale la Prussia riuscì a concentrare sulle frontiere dell'Impero francese · parecchi eserciti della forza complessiva ed effettiva di ollre 400,000 combattenti in perfetto assetto di guerra, tutte le potenze d'Europa hanno naturalmente dovuto rivolgere i loro studi a.Ilo scopo di ottenere, quando se ne presenti il bisogno, che la mobilizzazione dei loro eserciti possa aver luogo nel minor tempo faUibile. Per l'Italia la questione è evidentemente assai più intricata che in qualunque altro paese: 1 ° per la configurazione allungata del territorio; 2° per le difficoltà che presentemente si oppongono all'applicazione del sistema regionale ; 3° finalmente e soprattutto per la penuria di cavalli. Fintantoché la questione equina non sari't risoluta in modo soddisfacente, io credo che incontrereìno molte difficoltà per portare, in pochi giorni, il nostro esercito mobilizzabile sul piede completo di guerra. ÀlfflO XVII, 'VOI.. IV.

17


258

IN 1TALU.

DELLA QUESTIONE EQUINA

Sono rari, bisogna convenirne, i casi in cui una guerra può scoppiare così inaspettata come quella del 1870-7·1, cd è a ritenersi come probabile che un tal fo.lto non si ripeterà più in avvenire : mo. esso è sempre possibile e bisogna quindi prevederlo. Dato ora il caso che un pericolo sel'io minacciasse l'Ilalia, crediamo noi di poter mobilizzare e concentrare alla frontiera l'esercito in tre od in quattro settimane? La risposta a tal quesito credo non possa essere altra che la seguente-: La nostra (anteria potrà prepararsi in pochi giorni; le basterà il tempo necessario per riceYere gli uomini che si trovo.no in congedo, per acquistare i pochi 'quadrupedi da tiro che le occorrono, e per ritirare dai magazzini le bardatUl'e cd il carreggio di dotazione per il piede di guerra. I nostri dùtretti~ tanto combattuti ed osteggiati più o meno apertamente, anche da persone assai autorevoli nel lrattare questioni militari, ci renderanno , ne sono certo, segnalati servizi ed aiuteranno poten- . temente l'opera della mobilitazione. La nostra cavalle.ria,, che si può con qualche ragione ritenere che sia in proporzioni alquanlo scarse, è però mo llo opportunamente ordinata, dacchè essa avrà sul . piede di pace un numero cli cavalli da sella eguale a quello stabilito per il piede di guerra. Quando, con un piccolo sforzo, si saranno riempili i vuoti che tuttora esistono, acquistando i 3 mila e più cavalli ancora mancanti, si. potrà .dire che la nostra cavalleria é suscettibile di entrare in campagna come di cambiare cli guarnigione , poichè altro non avrà da fare che provvedersi dei pochi quadeupedi da tiro che le oc~orrono per trainare il carreggio. Rimangono : L'artigli'e1·ia colla numerosa scor.ta dei servizi affidatile.

259

Tl corpo ~ctppatori clel ()enio coi suoi parchi e le sue sezioni telegrufiche. . . . A questo punto incominciano i gravi pensieri e le preoccupazioni che devono esserne conscguenz~ .. Qual vanta<mio infatti sarebbe per noi l'avere mobilizzato oo I · e quindi concentrato alla frontier~(o vi~evers~, se ~a m~1 credono che sia mecrlio), anche Hl soh 20 o 25 giorni, fanteria, <li bersaglieri e. di cai nostri rertcrimenti oo . . valleria, se l'artiglieria non fosse pronta, e se 1 serv1z1 dei ponLi, del gcuio e del treno non fossero organizza_ti_? Ebbene, io credo che, col sisLema di rimonte ca valli 11 quale fu in vigoee sino al ~ ~70, un tem~o assai mag(j·iore occorrerebbe per mobili zzare, sul p1ede completo di o·ucrra le nostre batterie da campagna, i parchi varii di ~rli,,.lie~·ia, gli equipaggi da ponte, i parchi del genio, le sezioni telegrn fiche, i servizi dei quartieri gen~rali, delle ambulanze, delle sussistenze mi litari cd altri ancora che sono necessari. Mi riservo di mostnuc in seguito come due mesi appena basterebbero per condmre a termine una così . . . . intricata operazione. l\li si obbietterà forse che, per l'art1ghena e per 11 o'enio sci no state stabilite tre formazioni successi ve per o ' arrivare al piede completo d1 guerra, appunto per el1e' si prevedeva che non lo si sarebbe potuto rag~iungere immediatamente. La misura è certamente provvida; non potendo arrivare d'un tratto solo alla 3" fo~mazio_ne~ cioè alla formaz ione completa, è molto meglio vemrc1 l)"radatarnente <·\d in modo ordinato anzichè in altra ~aoiera; ma ciò non scioglie punto il problema della rapida· rnobilizzazione, anzi parrebbe che palesi poca speranza di potervisi riuscire. . . . . Se ammetliamo che in 20 o 25 g10rm la fanteria, 1 bersa(Ylieri e la cavalleria possano essere sul piede .completo di g uerra, bisogna assolutamente che l'arti-

di


260

DELLA UUESTIONE EQUINA

glieria, il treno , e gli altri servizi vari siano su quel piede, essi pure, nel medesimo Lempo : l'artiglieria, perché l'esercilo, se non possedesse quest'arma nelle proporzioni già un poc;o ristrette che sono stabilite, si troverebbe singolarmente indebolito e forse compromesso quando dovesse agire in quel periodo di transizione dell'artiglieria dal piede di paée al piede di guerra; i servizi del treno, perchè la lol'o fonnazione essendo proporzionale al numero delle truppe cui devono servire, le varie colo nne dovrebbero essere complete tosto che le truppe di fa nteria e cavalleria Jo fossero pur esse. Ne consegue la necessitù, evi.dente secondo me, di trovar modo di mobilizzare, nel tempo si.esso: non solo la fanteria, i bersaglier·i e la. .cavalleria, ma ben anche l'artiglieria, il genio ed i sci-vizi tutti di trasporlo . Osservando ora elle, per noi, la maggior dirfi.collù per portare l'artigli eria ed il treno sul piede di guerra trovasi appunto nel fornirli dei quadrupedi occorrenti, si potrà a buon drill.o arguirne che la questione dei cavalli J1a , una grande influenza sulla mobilizzazione dell'esercito. Parecchi scrittori di cose militari , in pubblicazioni anche recenti, non esitano a dichiarare che in avvenire il vantaggio apparterrà all'esercito eh.e avrà il più gran numero d' arti·gtte1·i e di 'Uomini a cavallo. Per conto mio, perfettamenle d'accordo con tali idee se le medesime vanno prese nel loro senso relativo, spero però che non abbiano le medesime da essere considerate nel senso assoluto, poichè una potenza sola, la Russia, sarebbe ben tosto padrona dell'Europa! (1) Se non che, anche prendendo un tal principio nel senso relativo, l'Italia nostra non può aver motivo di ralle· (4) Chi infatti propugna con maggior insistenza codesto concetto è appunto un generale russo, il generale Fadeicw, che vorrebbe por-

taro la cavalleria a proporzioni colossali.

2tH grarsi ; le condizioni nelle quali essa versa, come .avremo pur troppo da riconoscere in alcuni confronti che sto per fare, sono tutt'allro che floride. . Non è a dirsi per ciò che vi sia da disperare e che non vi sia mez.zo di preparare un esercito che possa, quando se ne presenti il bisogno, pienamente corrispondere alla giusta aspettazione del pàese, sernprechè; ben inteso , questo non si mostri. restìo ·a concedere .tutti i mezzi necessari. lN ITALIA

n. Pro·duzio~e in bestiame ed in eavali'i di ,,ari paesi d'lturop'a.

Ardua impresa sarebbe qu·ena di voler dare delle cifre precise sulle produzioni in bestiame ed in cavalli dei varii paesi d'Europa. I pochi autori che si sono occupati della materia sono assai discordi fra loro ; direi quasi che talvolla lo son o in un modo tale da esc.ludete persino l'idea dell'approssimazione . Per alcune nazioni non esistono statistiche ufficiali; per allre le medesim e esistono solo in parte; per alcune altre infine, bisogna mettere insieme i pochi daciche si ·hanno per le varie suddivisioni di una nazione stessa, se si vuol ottenere una cifra complessi va. Nè d'altronde è possibile fare un calcolo esatto della ricchezza dei vari paesi pe1· mezzo di semplici ragionamenti, cercando di dedurla da altri dati conosciuti, perchè le conseguenze che se ne rieaverebbero sarebbero tutt'altro che giuste. A prima vista sembrerebbe che la produzione in bestiame d'un.paese qualunque dovrebbe in genere esserè, entro certi limiti, proporzionale all'estensione del ier,ritorio ed alla popolazione çhe il medesimo cohr.iene.


262

DELLA QUESTIONE RQUIJ.liA

Infatti gli autori che hanno seri.Ho in proposito riferiscono volentieri la proporzione tra i capi di bestiame ed il numero degli abitanti, dicendo per esempio che; in una data provincia, si hanno tanti capi per ogni cento o per ogni mille ab i.tanti; di più le statistiche che si compilano su quest' urgomento contengono quasi sempre tale rappoc:to. Il Lefour, nel suo trattato: Su1· les animaux dornestiques , parlando dei cavalli esistenti in Francia, dice «. ehe si hanno circa 8 cavalli p er ogni 400 abi« tanti» e soggiunge ehe « le popola zioni equine pro« grediscbno di pari passo colla popolazione umana». Parimenti i fratelli Réclus nella bella introduzione sulla Francia che precede lo splendido Dizionario geografico, amm.inistraLivo e statistico di quella potenza (1), hanno tentato di compilare una tabella comparati.va dei coefficienti della ricchezza di varii pacs1 · d'Europa in animali domestici: bovini, cavallini, pecorùii, po·rcini e caprini, riportando il numero dei capi per ogni 1000 abitanti e per ogni 100 ettari di superficie. A,ltro grosso fattore dello sviluppo che può prendere in un paese l'industria del bestiame è la superficie di territorio lavorata, combinata coll'abbondanza dei pascoli e dei prati naturali, e colla facilità di metlere a eoltivo dei prati artificiali; ora. questo terzo fattore non si può dire che sia assolutamente in proporzione col1'ampiezza della superficie totale, giacchè dipende da tante e varie altre cause le quali è inutile di qui enumerare;. Ne segue evidentemente che non si può far calcolo sui tre elementi della popolazione, della superficie del paese e della parte del medesimo •che si trova coltiva(a, per dedurne la sua ricchezza in bestiame o .per staJ)ilire dei confronti. (~ 1

Paris, ·1 869. -

Adolphe Joanne, éditeur.

263

!N [TALlA

iuolte altre considerazioni -del resto entrano in linea per favorire o meno lo sviluppo di quell'industria, come a d esempio, il clima, la fertilità del suolo, l' indole e l'attività delle popolazioni, il commercio del paese ed i suoi bisogni, l'iiicoraggiamento che può ricevere l' allevatore, l'utile che può ritrarre, ecc . ' Ciò basti per dimostrare come una statistica del bestiame sia un lavoro che nessuna induzione può aiutare; si comprende quindi che non molti se ne :iano occupati: e che là, dove i governi non la vollero fermamente, :1 siano ottenuti solo duti poco esatti, sempre incompleti, talv~lta inconcludenti affatto. Le potenze che lavorarono di più per arrivare a risultati positivi sono: l'A~stria, la (}errnania e la ):'rancia, mentre tutle le altre rimangono assai indietro delle Jneclesime. ' Nessuno si meraviglierà dunque se 10, presentando qui appresso una tabella statistica che as_sai.d ifficilmente mi è riuscii.o di com pilare per ~ 1 naz10n1 d'Europa, e nella quale h o riunito : la popolazione, la superfic.ie di ciascuna, la parte coltivata, la ricchezza in bestiame (grosso bestiame, cioè: bovino e cavalli_no), la ricchezza speciale cavallina, non intendo però d1 dare un lavoro perfettamente esatto; lo presento solo come uno specchio che valga a dare un'idea abbastanza approssimativa delle difforenze che si riscontrano confrontando · una potenza coll'altra. , , . Affinchè ciascuno possa conoscere_il grado dr ficl~1crn che meritano le cifre che espongo, dirò subito che esse sono dedotte da parecchi aulor-i, come: il Guibert, il ·ì\'Ialte- Brun, il De Castro, il Block, il Joanne, il Nardi, il Tonelli, il Lefour ed altri, soggiungendo chei ho dovuto naturalmente tener conto delle variazioni s ubìte in u~ da.Lo period; di tempo dalla ricchezza dei varii: paesi in bestiame, ed anche delle circosta~ze yo}itiehe · 1e quali ebbero per risulto.ti talvolta grand1ss1m1 cam1


264

DELLA QUESTIONE EQUINA

TAil ELLA COl!PAitATlVA DELLA ntCCilllZZA IN G:ltOSSO BJSTIAMJ, nr VARII PAESI T) llUitOP,L 0

Nazioui

Popolaziooe

a

/)

Russia Germania.: Aust1·ia-Ungh.e:ria: Francia . . . . . Gran Bretagna . Italia . . . . . Tul'Chia . Spagna . : Bel~"io . . Paesi Jlassi Svizze ra

Superficie s·upertl cie coltivata Riccbezza in in chilom. in grosso Specie chilometri quadrati bestiame cavallina (3) quadrati (1) (2/

e

70500000 54J2500 40 l 00000 (6) 544460 36000000 62"2560 3G6ù0000 (6) 5\?8545 31800000 ,113680 26775000 296010 1G300000 (8) . 516000 (8) 16500000 499760 5020000 :!9455 3695000 32840 2670000 41420

d

:365 Le cifre che riguardano la specie bovina e cavall ina -devo~10 per alcuni paesi aver subìto, negli anni 1871 -7~, variazioni non ir1differenti.; non è quindi possibile aJlcora di precisarle, e ci vorrà tempo assai prima di conoscerne l'importanza, la quale non pµò mancare di essere mol to grande . Queste variazioni furono causate: 1 ° Dal.la guerra 1870-7 4, che c:agionò un consumo di cavalli e di bestiame tale da dover necessariamente decider e un movimento attivissimo nel commercio delle · pptenze vicine a quelle belligeranti, per compensare le perdite, e ristabilire alquanto l'equilibrio nelle con.dizioni interne della Francia e della Germania; 2° Dalla peste bovina che scoppiò in Prussia; e paesi limitrofi, durante, la stessa guerra 1870·71 ; 3° Dalla malattia che infierisce tutt.ora in Inghillerra. Passando ora ad esam inare la tabella data più sopra, vedremo che dalla rnedesi.ma risulta : ~ ° Che la produzione del bestiame in un paese non si mantiene proporzionale alla popolazione del medesimo, .nè alla superficie del suo territorio ; · 2° Che tale produzione sembra avvicinarsi mag~ giorrnente ad essere proporzionale alla parte di territorio coltivata, ma. che anche questo fatto non s i può ammettere in principio , le condizioni dell a Spagna e dell'Ìlalia rompendo completamente la proporzione; 3° Che, distingu~ndo l'allevamento cavallino dal l'allevamen to bovino, e mettendo a confronto le due colonne e ed f, la produzione cavallina non· è in proporzione della produzione bovina ; 4° Che, ft·a tutte le potenze, quelle che si trovano nelle condizioni più infelici, quanto ) d allevamento di cavalli, sono· l'Italia e la Spagna; e ciò riescirà tanto più chiaro quando si saprà, per esempio, che, nel n·ùmero di 1,100,000, che rappresenta sino ad un certo punto la ricchezza equina del nostro paese, sono coml N JTAUA

biamenti nell~ circoscrizione geografica e s tat.i.stica di alcune nazioni. Per ciò fare mi sono riferito alla differenza che potevano presè;tare due statistiche, o per meglio dire, due informazioni successiYe relative a.d un medesimo paese, in due epoche abbastanza lontane l'una dall'altra; non sempre però sono stato abbastanza felice per trovare questo lussO' cli schiarimenti; anzi ciò mi è successo raramente, ed il p1ù deVe volte ho incontrato assai difficoltà per trovare o mettere insieme una sola statistica . . ~eco intanto hl tabella alla quale ho accennato, riservandomi di analizzare più innanzi Ja cifra che rappresenta la specie cavallina in Italia:

e

I

r

1~00000 (4) 880000GO I800000Q .(5) :39$000 13900000 2650000 B7l000 9600000 3100000 418990 16700000 (7) 4950000 (7) 189000 12100000 2(ì66'2~0 185000 :isooooo n ooo o 320000 ll6000p0 2100000 (9) •290000 3700000 650000 20300 1260000 2GOOOp 21500 1800000 300000 12'100 l 100000 11000,0

(lJ Pe~ supe~fi?ie colti_vata in tendo la ~uperficie totale del paese, dalla quale siauo stat1 dedotti 1 boschi, paludi, acq11e, strade e fabbri cati. (2) Bonno e cavallino. (S) Comprese le razze rnu lattilie ect asinine. Ml Per quanto puossi dedurre da lle informazioni <>enerali. (5) F1·a i quali un nume ro rilevante d i camelli. b (6) 'f en u~o conto delle vari~zioni portate dalla. pace di Francofor te. (!i N~n e co~presa l'Algeri_a nella qua le vi sono: 100000 ca.melli; 550000 a01mah bo v1111; 1.60000 cavall! e muli; 200000 asini. - Non s i è p<)rò tenuto conto delle perdite cagionate durante la guerra 1870-71. (8) Compres i i tre protettorati, che ho dovut? i~tclu<!ere perchè le ctfl·e delle colonne e_e_d r sono state dedotte _da_ s tat1st1che che li comprende· vano. I possessi _immediati della Turchia ltl Europa non comporterebbero clrn un~ popolazione d i 10510000 a bitanU ed una supe.rfì de di -'H703:.{ chilometr1 quadrati. · (9ì Compresi pochi came lli ia numero lii c irca 2000.


266 DELLA QUESTIONE EQUINA presi quasi 400,000 individui della razza asinina, per cui il numero cli ca.valli e muli esistenti jn Italia oltrepasserebbe di poco i 700,000 ( 11). È da notarsi, a questo proposito, che codesta circostanza sfavorevole non si verifica in proporzioni sensibili che per la Spagna, l'Italia e alcun poco la Francia, rnenti'e negli altri paesi la razza asinina è in nurnero insignificante, e per taluni meno caldi non esiste affatto. . Prima di proseguire, accennerò un fatto che apparentemente non si osserva nella tabella inser ta a pagina 264:, ed è: che da pubblicazioni recenti di Prussia

lK ITALIA 267 sullo sviluppo delle razze di cavalli germaniche, risul-

. (·1J Credo bene di far conoscere ora i dati i quali mi hanno permesso di stabilire le cifre che precedono, ripetendo tutta,..ia che non intendo presentarli se non come una approssimazione. Gli Annali del ll'Jinistero ,d'agrìcoUura hanno pubblicato la statistica del bestiame in Italia al 3,1 dicembre 1868 per 34 delle provincie del Regno, per le quali si ricava una cifra complessiva dì 474,60'7 capi delltl specie cavallina suddivisi come segue : 2.07,861 cavalli, 84,748 mu V e ·18 I,998 asini. Ciò non basta, è vero, per chi voglia formarsi un concetto esatto della statistica di tutto il regno; ma, considerando che le 34 provincie di cui s'lpra appartengono tanto all'Italia settentrionale quanto all'Italia centrale cd alla meridionale, si può, con qualche ragione, argomentare che una proporzione ci darà, con qualche approssimazione, la statistica per le 69 provincie d'Italia. Otterremmo così 9'62,900 capi. suddivisi come segue : 4:24,7"6 cavalli, 474,939 muli e 369,245 asini. (La g_rande proporzione di asini non è cosa che debba sorprenderci, sapendo come i paesi caldi siano molto favorevoli al loro sviluppo·ed ·alla loro riproduzione; così li. troviamo in quantità· rilevantementc maggiori nelle provincie meridionali che non nelle settentrionilli. Abbiamo, per- esempio, la provincia di Caserta che, su un totale di 35,786 capi cavalli11i, ne conta 23,860; quella dì Benevento, su un totale di ,12,rrno, ne conta 8808; quella di Salerno, s~ un ~otale cl.i fi,568, ne Qonta 1~;495 e via dicendo; mentre quella d1 Pana, per prenderne una qualunque nel settentrione d'Italia, ha solo 2,949 asini su un totale di ,J 5,8!>2 capi cava llini). Ammetto che le cifre pubblicate dagli Annali del Ministel'o d'agricoltura non pos~ono prendersi come basi sicure, e mi lusingo che le risorse equine d'Italia sillno alquanto superiori. Però, se d'altra

parte esamino le informazioni attinte dai varii comandi dei nostri depositi di stalloni sulle produzioni nelle provincie cui debbono servire, trovo, per i cavalli (dedotti cioè i muli e gli asini; delle 68 provincie del Regno nel .1869 un totale che non è molto maggiore; sarebbero infatti 1>47,690 cavalli, ai qLrnli aggiungendone anche 25,000 per la provincia di Roma, si arriverebbe ad una cifra complessiva di 572,690 cavalli. Finalmente, per me.ttorc a confronto tutti i numeri che possono condurre ad un ri:;ultato per quanto sì può approssimativo, dirò che, nell'Annuario statistico del ,1872, pubblicato rlul signor Antonielli, havvi un quadro del bestiame esistente in Italia, nel quale la specie cava llina è portata nella cifra cli ~ ,3!)1,628 tra cavalli, muli ed asini. - Questa cifra è però desunta da documenti anteriori al ·1869 relativi alle varie parti d'Italia, alcuni dei quali, spècialmente per il Piemonte, la Lombardia e la SiciJìa sono lungi dall'essere d'accor.do, sia colle statistiche pubblicate nei citati Annali del .Ministero d'agricoltura sia colle informazioni date dai comandi dei depositi di stalloni. . Gli uni e le altre possono tssere abbastanza approssimativi, tenuto cont~ delle epoche in cui furono compilati; ma denoterebbero, ad ogni modo, che le nostre razze, anzichè essere in aumento, sono in diminuzione di prodotti. Tenuto qnindi calcolo delle varie circostanze in favore o c~ntro le . varie cifre cl.te ho allegate, crc)do di non essere molto lontano dal vero prendendo per totale I ,~00,000 capi, elci quali poco meno di 400,000 asini. In quanto ai cavalli propriomcnie detti, non ho trovnto dato alcuno che mi permetta di dire cbe poss::ino raggiungere la cifra di 600,000.

terebbe come, negli 11ltim i anni, queste hanno avuto ~n periodo di decadenza; soggiungo però subito che sono già state prese tutte le disposizioni atte a riparare ad un tale slato di cose , e che è stato ultimamente comperato in Inghilterra, per conto della G·ermania, un numero piuttosto rilevante di bellissimi stalloni . Sarebbe ora al certo interessantissimo il sapere quanti cavalli (e d'or innanzi con questa denominazione ge-

)


269 mente che riesc;e del tul.Lo impossibile stabilire, per le varie nazioni, un calcolo proporzionale del numero u tile di cui posso no disporre per i loro bisogni militari. Yi sono potenze per le Ltuali non è nemmeno necessario far calcoli di sorta , perchè evidentemente si trovano in condizioni migliori delle altr_e; così la Russia in prima linea, e dopo di lei, perù ad una considerev o)e distanza, l'Auslria-Ungheria, l'Inghilterra e la Francia non hanno certo molto da preocn1parsi di una tale questione, mentre per contro la Spagna e l' Halia devono portarvi la massima attenzione. . Per quest'ultima ho detto più sopra che 11 n~n~el'O dei cavalli che possiede, dedolli i capi di razza asm~na, può, fino ad una certa approssimaiionc'. calcolarsi m circa 700,000; ebbene, quando da quesll avremo tolto tutti i cavalli i quali non possono servire p~r l'es_er?ilo, e che ch iamerò non ualori, reslerit una c;1fra lnmtata assai, che non oso precisare, ma che è molto sconfortante, e che si ridu ce, per dirla in 11na parola, ad una me:3chin a frazione di questo uurnero di 700,000, qualora beninteso 0011 von·liamo nllonlanuci troppo dalle ' ' l:) • d condizioni che ordinariamcnle si riclu e ono per t~~ cavallo mili~are. Ognuno potrù faci lmente persuadersi della verità di unn tale asserzione quando saprà ~he, su 600 puledri che nascono in Italia, ap~ena mo Cll'c_a arrivano a tocc;are i 5 anni, mantenend0s1 uellc condizioni volut~ per poter essere atti _al servizio mi litare. Mi riservo di mostrare, nel capitolo seguente, in un modo più parti colareggiato , la situazion.e nostra, e più innanzi la esaminerò anche in confronto con quella delle potenze di Europa che possono inlercssa,·ci maggiormente (1). !l'i lTA LL\

•

.268

DELLA QU.ESTlONE BQU[N.A.

nerica intenderò anche la razza mulaltina, a meno che io la specifichi in modo distinto), per ogni 1000 capi, sieno alli al servizio militare. Quando si. dice che un paese contiene un milion e di cavalli, in questo numero sono compresi: i puledri al di sotto di 5 anni, i quali, da sol i, ammontano a più di 1/4 della cifra totale; sono pure compresi Lutti i cavalli che, per qualche vizio o difetto organico , o per mancanza di statura, o per debolezza di complessione, non potrebbero senire per l'esercito; quelli ehe ollrepassano i limili d'età stabilili generalmente dai regolamenti per le rimonte militari ; sono compresi gli s~alloni, le cavalle pregne o che allattano , e queJle ch e sont:i specialmente destinate alla produzione; sono compresi i cavalli destinati ni servi zi di posta od altri dai quali non potrebbero, in alcun caso, essere distolti; tutti insomma quei quadrupedi che , per un motivo o per un allro, non potrebbero ,·enire utili zzati per l'esercito. Ne segue ch e, in un paese, il numero dei cavalli militari finisce pere:;sere una frazione sempre abbasLanza piccola del numero che segna la sua ricchezza in quella specialità. Se si osserva poi ancora che vi sono paesi i quali producono razze di slaturn troppo picco la, altri che forniscono cavalli più o meno precoci e di più o meno lunga durata utile, secondo il clima ed il regime cui sono assoggettati ; paesi che non usano castrare i puledri; paesi iu cui la riproduzione della razza a Y • viene in nn dalo periodo di anni, ed altr-i in cui essa avviene in un periodo differente; paesi che rovinano i loro cavalli giovani con nutrimento cattivo e lavoro fa ti coso, mentre altri sanno assa i più giudiziosamente co nserval'li - cose tutte q uesle le quali vanno calcola te per farsi una idea del numero di cavalli che possono trovèlrsi nelle condizioni vo lute per il servizio militare se si tien calcolo di tutto ciì1, ~i comprenderà foci!-

(4) Tralascierù di parlare dell'Inghilterra, la quale, per l'organizzazionr: del suo esercito di terra , d'altronde assai limitato, si trova


2'i0

DEr,LA QUESTIO~E EQUINA

III. D ella situazione equina in Italia.

Non occorre essere politici molto prof'o ndi per comprendere che il giorno in cui l'Italia fosse chiamata a mettere il suo esercito sul piede di guerra, essa non dovrebbe, in quanto a cavalli, fare assegnamento su altri mezzi che i proprii. Una guerra del nostro paese non potrebbe, per ora, essere che difensiva e contro una delle due potenze, Fra·ncia od Austria-Ungheria. Sì nell'uno come nell'altro caso, i rnerr-ati esteri ci sarebbero infallant.emente chiusi, perchè una guerra siffatta non potrebbe a meno di avere per conseguenza immediata anche l'armamento di quella delle nostre due vicine che non fosse direltamente ìmpegnata. Non parlo del caso in cui tutte due fossero collegate contro di noi, perchè più grave ancora; ed in quanto alla Svizzera ne:rrtrnle, essa pure , suppongo , farebbe come nel 11870, si armerebbe cioè a tutta poss a, oppure, come nel 1859, proibirebbe l'esportazione di cavalli. · Ora abbiamo giù visto che il nostro paese, in quanto a risorse equine, è tutt'altro che ricco. Con un terri1

provvista ad esuberanza e non può essere paragonata alle altre; della Spagna, di cui non sono ancora ben defin iti i progetti militari; della Turchia, da noi assai lontann, e per la quale le statistiche consiclc· rano come formant i una sola uniti1 paesi che alla prima occasione se ne distaccherebbero ; finalmente delle altre minori nazioni, come i Paesi Bassi, il Belgio , la Svizzera, che diJiicilmente potrebbero in una grande gu.erra esercitare una sensibile influenza col loro contegno politico.

IN ITALIA .27 t torio fertilissimo, con pascoli abbondanti e con tutti i mezzi a nostra disposizione per poter allevare in gran numero buoni e robusti cavalli, ci troviamo nella sfavorevole contingenza di non a vere sufficienti mezzi per provvedere ai bisogni del nostro esercito nel caso di una grossa guerra . . Ho accennato più sopra come in genere le statistiehe straniere che si riferiscono alla produzione di bestiame e di cavalli lasciano non poco a desiderare in fatto cli esattezza; per l'Italia si può dire decisamente che statistiche uflìciali non esistono. Vi sono bensì, come già ebbi occasione dì notare, stralci dello spoglio delle statistiche parziali per alcune provincie del Regno al 31 dicembre 4868 ; ma, sia per negligenza di chi fu incaricato di quel lavoro, sia per qualsiasi altra causa, avvenne, in occasione della compilazione delle medesime, uno di quei fotti che dimostrano come talvolta nel nostro paese poco o nulla si badi ad argomenti che possono avere grandissima importanza. Delle 68 provincie di cui constava in quell'epoca (anni 1868-1869) il Regno d' Italia, sole 34, cioè la metà giusta, trasmisero il quadro del besLiame esistente nelle medesime alla mezzanotte del 3 1 dicembre 1868, come era sta lo richiesto; oltracciò, talune provincie commisero errori talmente gro_ssolani che si può ben dire che non se ne siano affatto curate. Soggiungo che, fra le 34 provincie le quali corrisposero ali' invito avuto, non figurano: Torino, Milano, Napoli, Firenze, Palermo, Alessandria, nè parecchie altre delle più importanti per il numero di capi (cli bestiame o cli cavalli) che possono· ,produrre, o che possono ad ogni modo contenere. Questo fotto, è giusto di dirlo, si può spiegare in parte clul timore che ebbero parecchie provincie che la statistica si domandasse per imporre una tassa sul bestiame. 1


272

OEJ,J,,\ QUEST!Ot(E EQUINA

Ad ogni modo, una conseguenza deplorevole di questa, che dirò poca premura, per non chiamarla altrimenti, è che siamo rimasti senza una statistica, che sarebbe pure stata tanto utile, e ·siamo ridotti a congetture, le quali abbiamo visto quanta fiducia possano meritare. Ho citato il fo.lto, afnnchè nessuno si meravigli se, volendo trattare dellil qu,estione equina, non posso partire da dati uffiziali ed esalti. Noi abbiamo in Ital.ia circa •I ,J!00,000 capi della specie cavallina, che si possono ad un dipresso ripartire nel modo segueute : ifi0,000 cavalli, 160,000 muli e 370,000 asini. Questi numeri sono essi supc~riori od inferiori a ciò che erano venli, trenta, cinquant'anni or sono '1 Ritengo che non sia facile rispondere ad un tal quesito, e; per sciogliere qrn1,;to dubbio, sarebbe necessario confrontare le antiche statistiche del Piemonte , del Lombardo-Veneto, degli ex-Stati Pontifkii, con quelle ultime delle p1·ovin cie che attualmente corrispondono alle antiche suddivisioni dell'Italia, se queste statistiche fossero complete per tutte; ma questa circostanza favorevole è lungi dal verificarsi : d'altronde non sarebbe facile trovare documenti relativi all'ex-llef{no delle· Due Sicilie. Il miglior partito da seguire pertanto sarebbe, senza. dubbio, di impiantarn ora una buona statistica regolare, di curarla. e di partire dalla medesima, senza più oltre eurarsi del passato. Mi rallegrerei di cuore se una tale statistica venisse a provarmi che le cifre che ho sin qui es post.e sono inferiori ul vero. Se l'incertezza regna però sulla quan tità delle nostre produzioni cavalline, non si può dira altrettanto sulla qualità delle medesime. È noto che l'Italia produceva, in antico , cavalli famosi ed altamente pregiati; le razze del Veneto, del Ferrarese, di 1'Iantova, quelle aella

:273

(Ì\ !TALLI.

Toscana e dell'Agro Romano, quelle Napolitane e Siciliane erano tenute in gran conto, e specialmente fra tutti , i cava lii cli Napoli che sempre furono considerati come nobili di sangue e dotati di strordinario vigore . Che cosa ci resta oggi di queste antiche glorie? Mentre, in pressochè tulte le altre nazioni, le razze cavalline 'hanno, sotto una giudiziosa d irezione, fatto nei tempi a noi vicini progressi straordinari, le nostre sono decadute a tal punto da non più riconoscerle, e nessuno più ricordu i tempi in cui i cavalli napoletani erano ricercati dall'Inghilterra per formarne le sue razze incrociate. J)ochi particolari, abbastanza ricchi per permettersi l'allevamento di cavalli di lusso, ottengono pochi prodotti, di un costo tale da non potervisi fare l:l.ssegnamento per i bisogni dell'esercito; cosl almeno per le razze più curai.e e migliori; rnentre gli allevalù ri che ottengono prodotti più com1mi, in maggior numero e che sarebbero più adatti per il servizio rn ili(arc, scoraggiti e sfiducia ti trascurano persino le regole più elementari per nn alle vamento atto a formare prodotti quali ci vorrebbero . E ehi pul> darne lor o eolpa? Il r,ommercio in cavalli dell'Italia è pressoché nullo. e, nei tempi ordina1·i, quelli che vanno fuori d i paese sono in proporzione minima di quelli che ci tocca far venire dall'estero; per conto rnio, nelh penuria in cui siamo, trovo che ciò potrebbe quasi nscr·iversi a forLuna, se non sapessi di commettere , così d icendo, una eresia i n materia commerciale ed industl'iale . È lontano da noi ancora il giorno in cui nrrivercrno ad uno sviluppo tale delle nostre produzioni equ ine da poter ogni auno esitarne in grandi quuntit.ì. J.'esempio della Francia ci dimostra esso solo, senza bisogno di ·ricorrere ad altri, che le difficollù per raggiungere risultati così felic i sono molle: quella potenza, che .si lrnva in condizioni assai migliori delle nostre, prima del 1860 118 ANì'iO xvJI, YoL. iv. 1


274 . DEI.LA QùESTTO NE EQUINA comperava ordinariumen te, dall'estero, dai zO ai 23,000 cavalli all'anno e ne esportava dai 4 agli 8 mila, il che dava un a eccedenza d1 16 a 20 mil a Citvalli importati. Dal 11860 al 1870, questo stato di cose camb iò alquanto, è vero; ma l'importazione superò sempre l'ei;porta;,;ione ( 1), se si eccettua l'anno 1866, in cui questa superò q·uella di circa 40GO. Le vicende politi che di quell'anno spiegano abbastanza un tal follo che deve essere considerato come d~l tul.lo eccezionale. Se vogl iamo avere una idea del movimento ordinari o per l'Italia, basti il dire che comperiamo in media 7500 cavalli dall'estero e ne esportiamo circa 700; nel 1866 ne abbiamo importati 20,000 ! 1

I V. .lllevnmenlo in Italia - lltcpor,;iti s!alloui D<'11osili di puledri o di allc,·amcnl.o.

I~ còsa generalm ente ammessa che il nostro paese avl'ebbe tuui i mezzi che si richiedono per la produzione in rilevante quantità <li carnlli e muli eccellenti, ove le cure degli allevatori fossero dirette con intelligenza, e la loro opera non fosse abbandonata a se stessa. Abbiamo, bisogna confessarlo, delle provincie, le quali pur relativamente abbastanzn ricchf.: in cavalli, mancano completamente di un tipo per costituire una vera (·1) Devesi CjLti intendoro importazione ed esportazione di cavall i propri,1mento detti, pcrchi· J'cisportazi one ordinaria di muli dalla Francia · è r~latiqm•nto considoro,·ole. Kcl •1869 essa ne esportò per un valore di 43,l.i53,000 lire e ne importò per lire -1711,000. (Vedi Am1uafre statistique pour l' année ~ 87 l - 11872, di lii. BLOc1c).

IN ITALTA

275

razza; in Piemonlc, si lamenta la mnncanza d'uniform ità nelle carnlle, ed in Lombardia, quantunqu e le condizioni generali sinno giù migliori, vi è ancora molto da fare . .Per contro, vi sono in Italia molte razze le quali presentano caralleri speciali abbastanza decisi, e tali da meritare clie si applichino loro tutti i mezzi possibili per miglio,·arle. Le razze del Friuli, del Polesine,. del Ferrarese, della Toscana, clell' Agro romano, di ~a poli, di Puglia, di Calabria, della Sicilia e della Sardegna, diligente,m~nte curate, potrebbero dare prodotti non inferiori a quelli di parecchie delle razze più pregiuLe in Europa. Comprendo ehe tempo, pazienza e costonza ci vogl'iono, come pure ci vogli ono denari e non pochi; tre secoli sono stati necessari ali' 1nghiherra per formare le sue razze famose, conosciute ,i n tutto il mondo per l'eleganza. delle loro forme, per la loro robustezza e per i prodigi di velocità e di resistenza ca)i11pi111i dai prodoui di esse. FinLantochè l'I talia era frazio nala in tnnti piccol i Stari, che i11 .fatto d'industria. avevano tulli più o n1e110 idee eterogenee e -c<:rto nòn molto arnnzate, l'opera della rigenera1.ionc delle nostre razze era talniente diffic ile che sarebbe stata cosa vanu il lenta ria ; ora però, fori nnatamenlc, i tem pi sono c.:imbiati e bisogna anche cambiar metro. Tempo, pazienza, costanza e danari ho detto che· ci vogli ono ; occo rre ·inoltre di metlc r~i all'opera ii più presto possibile, perchè se non po1remo noi goder dei l'isultati, goduno almeno le generazioni che ci seguirann o. Gii'1 so hene che, delle quattro condizioni che ho sopra eouneiate come necessarie, havvene una che sari'.L difficile di ottenere; 1inchè si tratt~rà di tempo, di pazi enza ed nnche di costanza, la cosa andrà lisr.ia e sare mo llllli d'accordo , non trattandosi che di pal'ole; mn, ull'nrlicolo dana1·i, temo assn.i che trornrem o subito degli oppo.sitori accan1ti . - Egreg·iamente dice il signor ~l. Man-


DET.J.A QUESTIONE .EQUINA 276 tica in un opuscolo: l'lote ipp?°che, stampato 111 Udine nel 18'H : «. Con:1 i.e ne che il governo, in questa industria, più « dt lutti rnt~ressato, dei cui prodotti è principale con« sumatore, rnten·enga per Yarii anni ancora a sorreo-« gerla, aiutarla, confortarla , sia col mandare ele~i « stalloni nell~ località. in cui l'allevamento equino ha « un certo snluppo, sia. col promettere premi che pos« sano all~t.ta~e moralmente ecl economicamen te gli « allevaton, sia col prnvvedcre in paese ai bisocrni « dell'esercito. » t> Ed il Boselli, grande allevatore e proprietario romano aveva. certamente ragione egli pure quando diceva: ' « Finchè il governo non si decide a stabilire che « le. ri~onte si debbano fare in paese, tutti gli sforzi « r1esc1ranno vani: io solo, qualora si voglia stipulare « un contralto regolare, duraturo per un decennio « °:'i~1pegno a fornire, ogni anno, al solito prezz~ « d1 r1mollla, 2000 puled ri tutti nllev1\li nella campao-na « romana. » · t> Se la cosa sta in questi precisi termini non v'ha dubbio che sia a?bastanza rassicurante; p~ichè, calcolando che le mnonte annual i debbano essere del 42 per ?iO dei carnlli occorrenti sul piede di pace, come s1 ca.lcob per esempio in Austria- Ungheria, i i?OO pule~ln basterebbero pel' i nostri 20 reggimenti d1 caY~llena, ~vanzandone ancora per l'artiglieria (È da n?tar.s t . che s1 tralla qui di rimonte ordinarie, e non g1c~ d1 rimonte per passare sul piede di gt1erra, le rruali ev1denlemenle sono ben'altra cosa) . Il Boselli proseguira che: considerando il cavallo romano fra i primi cavalli militari del mond o non ~?l~va trattenersi dal deplorare dal fondo dell'dnimo 1 m1quo abbandono in cni si lasciano i nosu·i allevatori e le nostr e industrie per clifelto d'intelligente iniziativa.

IJ:\ ITALlA

277

Cl rimprovero è alquanLo duro e forse ... anche esagerato. ~fa si può dire che sia del tutto immeritato? Dal 4860 al '187:2 si è fatto quanto cm possibile? Nessuno, credo , oserebbe asserirlo, e per esaminare la cosa sotto un.:, dei suoi aspetti più appar enti, vediamo a qual punto ci troviamo co'nostri depositi stalloni. Si è discusso per parecchi anni, prima <li saper bene se si voleva mantenerli sotto la dipendenza del governo, o se conveniva abbandonare l'impresa lascinuùo che i pri rati facessero a modo loro o quasi. ~ella seduta 8 aprile 1870 della Camera dei deputai.i, allorchè, nella smania delle economie fino all'osso, si ùisculeva il bilanci o del Ministero· cl' agricoltura e commercio, la t;Ommissione propose che venisse soppresso quulnnque fondo per le 1·az~e equine; anzi in qaell'occa.s ione il relutore ebbe a pronunziare le parole seguenti: (I'. la Francia ha tre milioni di capi (nlmeno se le « statistiche dicono il vern), tre milioni di capi di razza « equina. Ebbene noi, guantwiqne non abbiamo in ciò

« statistiche, possiamo m·gomenta·re, in mgwne di po« poln::.ione, che in Ttalia 'Vi siano due milioni dt ca« valli ) . 11 rclalore proseguiva dimostrando che, in confronto a tal numero, pochi erano i prodolli dei depositi stalloni, e conchiudeva col proporne senz'altro l'abolizione. L'errore commesso nella valulazione del numero dei capi esistenti in Italia era del 200 per 0/0, poichè noi abbiamo un numero di carnllì poco su periore ai settecento mila, se si calcolano i muli, ed inferiore ai seicento mila se si escludono. Fortunatamente la Camera, in seguilo ai di scorsi pronunziali sull'argomento dagli onorevoli La Marmora, Griffini Luigi, Tenani e l'iegrouo, non approvò l'arrischiata proposta . Nel 11863 avevamo in Italia 1O depositi co n circa 600


.278

DE!.J.A (Jl;EST10l\J,; EQUNA

stalloni; nel 1868 i depositi erano l"idolli a 6 e gli slalloni a 3G?; nel 1870 si trattava semp licemente di sopprimcrl1, cd_ o~·a, -~cl ,f 8;2, siamo se~i)re a 6 depositi, n:ia con ~o!t 2v0 stal.001 \'I). Se vogliamo guardare a ciò che fanno lo altre poleuze, prendiarno un esempio qualu~1~1ue, la !•'rancia. Essa, prima del~·18i.i9, aveva 26 clcpos1t1 con .circa ·f.,f.O? stalloni governativi, a i quali erano da aggrnng?rs1 circa 400 privati cd approrati; in tutto 18~0 stallom d'.e: i copri,·ano annualmente ap« pena, .}0,000 clelle 600,000 cavalle che poLl'ehbero es« sc:c presen~a:10 alla 111on1a, dando 40,000 puledri « a~l anno _(cosi ti Lefour: Dcs anùnau.v domcstiques) ». . L annessrone della Savoia e di Nizza fece aumentare 11 numero dei depositi della Fl'ancia, che la cessione de_ll'A~sazia e di parte della Lorena ha di nu 0 ,,0 climunnto. . Pel' f:orm~r~i un crilct·io dello sviluppo della noslra rnd:1stria, d1ro che, nel ·1867, avevamo ancora 53·1 stnl10111 governativi, i quali coprirono 1·I ,B34 cavalle O M fecondarono 50,19 ; nel 1868, gli stalloni ridotti a 367 ne coprirono 75f>4 e ne foconda1·ono 3328 (ci.fc·c queste Lolle dall'opuscolo del sig. i1fantica che le dà come umc!al i); andando avanti in questo modo, si a vrebbc dirilto e)~ suppone, ? ietro _un a semplice propo rziono, ehe nel.,.. l <utno 1872, 1 nostn 250 stallon i coprÌl'ebbero 5G'i0 cavalle ~ n_e f~conderebbcro 2465. Se almeno, in compenso del d1mmu1Lo numero degli staUoni governativi, fosso aumentalo c!ue!Jo cJei privati approYali, meno male; ma ~ruesto. ~allo, c110 può essersi prodotto in alcune pl'ov1~ce prn forl.wta.te; o meglio di l'eLtc in quell'i ndustria, non credo che sia generale, e, dal giorno in cui si avevano 600 stalloni governativi, a que llo in cui

l N lTALIA

1

_n;

(1) Q~ando saranno ultimate le compere che si e8eguiscono attualmente si aYranno 286 stalloni.

/

279

essi sono ridoui al numero che ne abbiamo oggi, non c'è stato, di (;erto, un proporzionale amnooto negli stalloni privali approva Li. In quanto a quelli non approvati , essi non possono a ftieno di essere diffcltosi assai, non alli ad una buona riproduzione e sarob!Je molto meglio che non ve ne fossero . l\on enlrn a parlare dell'elà arnnzata degli stalloni noslri in genera le, dello scarso numero delle cavalle fecondate in confronto di quelle coperte, che si veritica elci l'eSLO anche altrove, del prezzo della monta la quale doffobhe essere gratuita e non a paga.monto; finalmente non entro a parlare di tante altre facilitazioni che si pot rebbero fore agli allevatori : pcl'sone assa i più di me nulorevoli nella materia le hanno da tempo segnalnte, mentre sono q ucste cose le quali darebbero forse un sorerchio sviluppo ul mio lavoro (1 ). I.a parle che spetta all'amministrazione militare nell'incoraggiamento da dnl'si alle produzioni equi!'le, rieseircbbe abbastanza semplice se i {moni pl'odotti fossero abbondanLi, e se una grun parte dei puledri fossero ( I ) Mi si racconta uo fatto che, se ,•ero, dimostrerebbe come, per ora, si abbia ?OCO in mente di dare un maggiore sYiluppo a questa nostra istitu1.ione degli stalloni. Si dice che, dovendosi provvedere di un deposito la provincia di Roma, la qual,\ per l'importanza delle iazze che contiene, ne mie certamente la pena, si sia stabilito e.li sciogliere, tostochè si aHanno in Roma locali disponibili, uno cli quelli attualmente rsistcnti o di costituirne uno nuovo nella capit:ilo del Regno. li deposito da scioglie~si sarebbe quello di Crcrna, ora incaricato della monta per le provincie del Piemonte e della Lombardia, di cui d'or iunanzi snreb bcl'O incaricati i depositi di )leggio d'Emilia e di Ferrara! Questi potranno, ne convengo, supplire al bisogno, ma non mai in misura eguale. Che si proyyeda di un deposito la provincia di Roma sta a meraviglia; ma pcrchè non crearne, addirittura, un settimo, invece e.li prinrne c.lellc proYincic che ne lianuo grane.le bisogno, o n~lle quali l'allevamento è abbastanza rilcYante per meritare di esser curato con tutta la possibile tlilige01.a 1


'.280 DELLA QUESTIONE EQUINA suscettibili di diventare adatti al servizio militare: ma per oru. succede disgraziatamente il contral'io: Tutti suggeriscono al governo di comperare annualmente, pe~· ~ bìs~gni dell'esercito~ quanti puledri gli torna possibile co1 fondi di cui può disporre a quello scopo, e nessuno poi bada alle difficolUt grandissime che s'in~ontrano quando, dalla teoria, si .vuol passare alla pranca, come lo dimostrò la rimonta tentata nella primav~ra passata, e corne lo dimostra quell.a attualmente rn corso. Sino dall'anno 1187.0 l'amministrazione militare stabilì due depositi di puleùri, d'allevamento o di rimonta come si voglia dire, uno a Grosseto e l'altro a I'ersano. ~,o scopo di qm~sta istit~zione era, da una parte, di aYere 11 mezzo di rifornire l'eserci to a misura dei snoi bisogni, senza che vi fosse la necessith di ricorrere ai rne1:cati, su~cettibili di ?scillazioni talvolta enormi, e, dall altra, cl1 agevolare 11 mezzo agli allerntori di di.sforsi dei loro puledri , nell'etù appunto in cui, quando l'allevarnenLo è fotto con giudizio, questi cominciano ad es~ere un imbarazzo ed un peso peC' il proprietario. E giusto dì soggiungel'e subito che i nos(ri allevatori, in genere, hanno da tempo trovato il mezzo di eliminare gli inconvenienti che potrebbero recar loro i puledri , in quel periodo di (empo clie passa da! 3° al 5° anno d'etù ; li fanno lavorare, qualche volta anche di due rmni, facendo loro così la.rgamente guadagnare quel poco e cattivo nutrimento che danno loro in compenso, c.1hsa questa non ultima della decadenza delle razze italiane. Il puledro, che non dovéebbe lavorare, che dovrebbe ricevere abbondante razione di biada e pascolare tranquillamente, si attaeca invece da mattina a sera ad un aratro, ad_ un erp ice od a qualche pesante carico, e non mangia altro che erba talvoJta calliva : ora come

'.281 pretendere che si sviluppi , che prenda giusta pro-· porzione, che riesca un buon cavallo, e come me_ra~ vigliarsi se succede che, su trenla o quaranta soggetti che vengono al caso presentati alle commissioni di rimonta ne sono accettali due o tre ed anche meno? ( 1). La f~rmazione dei depositi di puled ri per parte dell'am ministrazione militare, specialmente quando ricevesse una mao·o-iore estensione, potrebbe, col tempo, a ciò rioo 1· . mediare ed incoraggiare i privati a curar meg 10 1 prodotti che riescono ad avere . Sarebbe desiderabile che almeno un terzo deposito si stabilisse nel Veneto , nella Lombardia od in qualche parte dell'Emili a; i pascoli ' vi. sarebbero rnigliori che quelli di Grosseto e di Persano', e sf avrebbe il vantaggio dì potervi allevare i puledri comperati nell'Alta Italia, mentre questi _deperiscono rapidamente se si trasportano nel mezzogiorno. Forse anohe qui inciampo nella famosa questione d_i danaro; ma mi si permetta di dire che , in fine dei conti, il cavallo è un'arma, e che, se l'esercito deve servire a qualcos,.altro che all.a riscossione de:le im~ poste, se qualche ufficio più brillante e più glor10so ?l1 è riservato, se un giorno infine esso deve essere chiamato alla difesa del paese, bisogna dargli tutti i mezzi. che un tale scopo richiede, e vi sono per ciò delle necessità inelultabili che bisogna accettare come sono. L'allevament,o dei puledri n·ei depositi di rimonta non è una econornia, lo so . Che questo sistema abbia un tempo potuto essere, per la Prussia, oltre ad una risorsa militare, arn~he una speculazione agricola, lo ammett~ perfettamente; ma che ciò sia ancora, come talum sembrano credere, è tutt'altro che dimostrato . Presentemente in Prnssia i puledri acquistati all' ctit di tre I CI lTAL!A

1

(·1) Devesi fare una eccezione per la campagna romana e per una .parte della maremma toscana. ·


282 DELLA. QT.:.ESTIONE EQUlNA anni e mezzo costano un prezzo medio di 450 talleri (562 franchi circa); se a questo si aggiunge il prezzo def HULrimento d1e ricevono nei depositi per il tempo che vi i·eslano prima d i far passaggio ai reggimenti, c ioè circa 50 talleri ('18'1 franchi), si avrà un totule di 200 talleri (750 franchi) senza tener conto della quota da ripartirsi sul totale per le perdite che sono inevitabili. In Italia il prezzo di costo finale è superiore, e se continua lo slraordinario rialzo che abbiamo al giorno d'oggi, arriveremo ad una cifra assai elevata. Ammettendo però che un cavallo proveniente da un deposi Lo di rimonta venga a costare un prezzo anche maggiore, non sarebbe ancora questa una ragione sufficiente per dire che una tale istituzione non sia conveniente; perchè non bisogna perderne. d.i vistu il doppio scopo . Siwramente che, se si trattasse unicamente di provvedere ai bisogni per le rimonte annuali dell' esercito, e se si potesse essere certi di t.rovare in commercio a prezzi più convenienti cavalli già fatti ed nlli ad un immediato servizio, sarebbe inutile una complicazione di più nei nostri ordinamenti militari; ma, oltre che questa certezza non esiste, rimane sempre la necessità di dare alla nostra industria i maggiori possibili incoraggiamenti, po ichè essa ne ha- un supremo b isogno . Se non che le rimonte annuali per l'esercito non sono quelle che costituiscono l'argomento importante del presente lavoro; una questione ben più grave n oi incontriamo nel passaggio dell'esercito dal piede di. pace al .p iede di guerra .

•

JN ITALIA

283

Y. t.:avalli occorrenti alle principali potenze ù'iEurOflll per i loro es~1·citi sul Jlie1le di guel'1N1.

Se dalla prnduzione in cavalli delle varie nazioni passiamo ai bisÒgni che ciascuna può avere per mellere il proprio esercito sul piede di guerra, potremo classificarle secondo la loro forza considerata sotto questo aspetto, che risulterà dal confronto del numero di cn.valli esistenti con quelli occorrenti. A dir vero, un tal confronto riescirebbe assai più chiaro se, invece di prendere il numero totale c!i cavalli es_istenti_ per ciascuM potenza, si prendesse i l nurnero cli quelli che possono essere utilizzati nell' ~s~rcito, c)edotti _ci~è i non 1;alori; in tal modo, la differenza fra l' es1sl,l~nte e l'occorrente ci pennellerebbe di formarci un criterio esatto della rts(;rva di cui ciascun paese potrebb e ancora disporì·e, dopo eseguila la mobilizzazione, per i successivi b isogni che si presenw.sse1·0. La depurazione de i cavall i non ùtilizzabili è però operazione difficil e, quasi impossibile, a meno si abbiano dati estesissimi e positivi per le varie potenze, i quali, come già ho avuto occasione cli di:e ~)oc'an~i, m.i .1:1a:1?an~ completamente; bisognerà qurnd1 che 10 rm I1rn1t1 r.uramente ad esaminare quanti cavall i occorrono a eia:. scuna, ea confrontare questo numero col'totale esistente. ~on enlra ne i limiti d i questo. lavoro di comp ilare un quadro deltagliato del!' ordine di bauaglia degli eserciti che , in caso di guerra, le varie nazioni d'Europa . potrebbero meLLere in piecli, e ù'altroncle non occorre


DELLA QUESTlO'iE EQlJ lNA

il dilungarmi su qu_esL' argomento per lo :,;eopo mio. 11 numero di c,n·alh da sella e di quadrupedi dn tiro clte sono 11ecessnri ad un esercito sul piede di o·uct'ra dovre~hc, se tuui fossero eornposli in modo omio-eneo ~l'a d1_ loro, essere decisumentc proporziona1: alla forza _rn uomir:i. de i med esimi; nia, qua ntunque in massima. non es1s1ano moti,·i di grandi differenzr da un paese ali' a!tro, pure non di meno re ne sono, e r~?n t?nto le,gg1ere come avremo occasio11e di vedere. St pu? l~ens1. 11.mmeLtere elte una po lenza, la quale ha g~·ancl1s~11ne r1s~rse in cavalli, possa permettersi il lusso dt sernrsene più che un'allra la quale ne abb ia. meno; Ja I~~tur:i <~cl _t erreno di un paese, e quella dei proba?1h teatrt dt guerra, sui quali esso potrà essere chia~aL?, sono circostanze che possono ronsio·liare ma~?;10~·1 o minori yroporzioni di arm i a cavallo:propo1_:w.J?1 ~ulle qual i possono anche influire conside~·az10n_1 d1 un ordine diverso; sLa però sempre il fatto rndub1lato ed indiscutibile che, se è buono un esercito eh~ abbia una data proporzione di artiglieria e cavallena, non potrà egualmente esserlo altro esercito in cui questa proporzione sin sensibilmente i11 fcriore. Padrona l~ ,nussia, la quale ha la fol'Luna cli possedere u~a quanllla enorme di caralli generalmente buoni, d ~n~a~mu~e nel st10 ordine di battoglia centinaia cli rn1gha1a d1 fucilieri a cavallo, come li chiama il generale Fade1ew: ciò sta bene per lei, ma non sarebbe questo un motivo sufficienlc per dire che .le altre potenze debbano adotta re egunli proporzioni. Tra la ~ermania, l'Austria-Ungheria, la f.'rancia e l' Italia invece, Je cose cambian? completamente di aspetto; quello c~1e una o due d1 queste fanno, bisogna pur che facciano le allre, o poco meno, qualunque sia lo sforzo e ~ualunque sin il sacrifizio che ciò possa costar loro, potehè ne vanno cli mez:w interessi troppo gravi

H'i ITAl,TA

285

per essere trascurati: dirci che per taluna ne va cli mezzo la slessa sua esistcnz,1. La Revue militaire del' étranger cli Pnrigi del ·1 °settembre scorso, in un articolo sulle mitragliatrici, contiene le parole seguenti : « Del resto, la proporzione del nu« meT'o di cannoni pel' ogni 4000 uomini è regolata « dietro 11na lunga esperienza della guerra, e sarebbe « cosa temcrnria il modificarla sensibilmente ». La stessa massima può, a parer rnio, applicarsi con non miuor giustezza all' arma di cavalleria, ed in quanto alla lunga esperienza della guerra, abbiamo per modello una campagna recente che può tenerne luogo. Mi si seusi qùesta breve digressione, la quale d'altrond e non manca di molti punti di contatto coll'argomento che sto trattando. Ritornando ora ai bisogni delle varie potenze per i loro eserciti, e partendo da quanto mi .è riuscilo di sapere sino al giorno d' oggi circa le nuove progettate formazi on i sul piede di guerra per i paesi che maggiormente c'interessano, o per la loro importanza, o per la loro situazione geog1·afica relativamente all'Italia, si può , con una apprnssim azione suOìciente pci i nostri caleoli, stabilire a ci l'rc tonde il seguente quadro per gli eserciti attivi sul piede di guerra, ammettendo, ben inLe::;o, che, oltre alle truppe a ca va llo le quah devono entrare in c:.ampagna, rimangano nei varii depositi dei

corpi, cavalli in numero sufficiente, sia per p1·ovveclere alle p1·ime manca·nze che si· verificheranno, sta per servire di. primo nucleo all e forrna2.ioni successive cli nuovi quadri che po tr,\ occorrere d'impiantare durante il corso delle operazioni delln guerra.


'.286

DELLA QUESTlO NE EQUINA

CAVALL I occo1urnNT1 P Jlll I L PIEDTl DI GUEHII,~ DEGLI ESJm CITI ATfIVI ))ELLE PH T:"iCIPAL! POTF.NZli )) J EUHOP.l .

Cavalli

Potenze a,

Russia Germ ania : , . . Austria-Unghel'ia.. Fr:tncia. . . . . . Italia.

For za. i per a rtigl. tlel\'eser- Cavall treno 'l'otale perla cito ed altri occorrenle BsisLeutc in uomini cavalleria servizi I)

S60000 670000

GOOOOO (i) 700000 (4} 300000

e l05000 Il)

7,,000 '

55000 50000 15.:,oo

a 125000 135000 95000 135000 42500

287 dio : P1·ojet motivé de réorganisation de l' état militaire · de la France) . Evidentemente questi secondi eserciti non potrebbero, in ·tutte le loro parti., essere co mposti come quelli di prima linea; l'artiglieria e la ~~valleria s?ec.ial1:1ent.e dovrebbero di necessità entrarvi m proporz1orn mrnon: di più la loro forza totale non arriverebbe mai adeguagl iare quella dell'eseeci to altivo . Si può quindi calcolare che i medesimi richiedano una forza in cavalli d'alquanto inferiore alla metà di quella necessaria per la prima linea. Co n questi nuovi dati, si può compilare un altro quadro che ci darà, come in appresso , il numero di cavalli occorrenti alle varie potenze per il massimo piede di guena presumibi le. IN ITALIA

e

230000 2 10000 150000 J85UOO(4; 58000

r )8000000 2G50000 ,q 100000 3750000 (3) 730000 (3)

{!; Per la R.ltssia sono compresi G4. regg iment i o Polks di Cosacch i (quelli de!Donì che sat·ebbero, in caso di guerra, chiama.U a fat• pa rie dell'esercito

ll'lObil izzabile, e, per quanto risulta, destinati al sel'Vi1,io delle di visioni. (2) Non sono compres~ le truppe di riserva. (3) Si sono dedocti dalla. cifra. tota.le che ris ulte re bbe allacolonnarctclla. pagina 264, i capi di razza asinina, nel ntlme1·0 di 500000c irc,t per la Francia e di 37000:J c'irca per l'Ita li a. (4) li piede d i g ue r ra. della Francia noo è pel'ò ancora detet•ro i uato io modo deciso.

Questo quadro non basta però ancora per darci una idea abbastanza esatta del numero tolalo dei cavalli che occotTono a ciascuna potenza in occas ione di una campagna, la colonna e indicando la forza sul piede di guerra. del solo eserclto attivo (e delle truppe di complemen Lo per quelle potenze in cui le medesime importano un aumento nelle armi a cavallo),ossia dell'esercito di prima linea; mentre tutte quante, Hussia, Germania, Aust.ria- Ungheria, Francia ed Italia, hanno già, o slanno per avere, ordinamenti che permetteranno loro, in caso di bisogno, di portare sul teatro della guerra degli altri corpi, da chiam arsi di seconda linea, di Iandwehr o di milizia provinciale. Alcune hanno persino studiato se non sarebbe il caso di preparare i quadri per truppe di terza linea {vcggasi, a questo proposito, la proposta del generale Chareton nel suo stu-

IL ~lASS!llO l'IRDE Dl GUERR .\

CAYALU OCCORltE~'fl PER

DE L PRll'iClPALl ES:ERClTI DI EUROPA ,

P otenza

Massimo piede.d i gue rra 1n uom uu

occorrenti

Caval li

Es istenti

a,

b

e

d

1340000 1250000 1000000

325000 /Il 2i2000 (2) 181000 230000 80000

18000000 26~()000 3100000 3750000

Russ i,1

Ger mania . . .

Aus tl'i a -Ungheria. l?rancia . I talia .

IZOOOOO 750000

730000

(Il Per l a Russi~ s ono compr esi 91. reggimenti d i cosa cchi. circa 290000 cavalli rn campagna.

{~} Nel 1870-7 1 la Germania eòbe

Ho messo per l'Halia la forza totale òi 7:50,000 uon1ini, che è quella fissata dai progetti discussi ed approvati. In cam pagna non si potrebbero però portarne più di 450 a 500 mila, ed, a rigore, la. forz a in cavalli dovrebbe essere calcolata su questo piede ; ma eguale circostanza, sebbene in proporzioni minori, si presenta .anche per le altre potenze. · ·

•


JN ITALIA

288

DELLA QUESTIONt EQUJNA

Due osservazioni abbaslanza essenziali sono da farsi su quest'ultimo specchio : ! ° Che le cifre segna(e alla colonna e indicano i bisogni [otaìi degl i. eserciti, e quindi in caso di guerra non sarebbero da provvedersi tulli questi cavalli, doYendosene dedurre quelli già esistenti sul piede di pace; 2° Che, nel periodo della r:nobilizzazionc, basterù provvedere i cavalli occorrenti per il piede di o-uerra del solo esercito: attivo, dedotti sempre quelli e~stenti sul piede di pace. Alcune potenze, nell'istesso tempo che preparano l'esercito attivo, vorrebbero pure pensare già ai corpi di nuova formazione, alla mobilizzazione insomma d.,egli eserciti di seconda linea; ma evidentemente l'urgenza è minore. . Per quanto mi consta, la forza in cavalli sul piede d1 pace degli esPrciti di Russia, Germania 1 AustriaUngheria , Fran eia ed Italia sarebbe la seguen te :

•

Russia G~rmania Austria-Ungheria Francia Jtalia .

74-,000 93,000 47,500 102,000 21,000 ( 1). 1

Il piede d.i pace della Fòncia non fl ancom defìniLi_varnenle fissato, e taluni lo vorrebbero persino supè• nore a quello sopraindicato. I)e~· l'Hali0, la forza in cavalli sul piede di pace deve effelt1 vamente essere di 2 1,000; ma sinora se ne hanno poco più di 17,000 tra cavalli da sella e da tiro. Facendo ora, per tutte le potenze, la deduzione del 1

(1) Non soilo compresi· i cavalli degli uffiziali, ni., quelli dei Carabinieri, i quali sono proprietà degl'individui.

289

piede di pace dal piede di guerra per l'esercito attivo, onde riconoscere la quantitù che ciascuna deve pen-· sare a provvedere in occasione della mobilizzazione del medesimo, ne viene a risultare che: Alla Russia occorrono 15{i,OOO cavalli per arrivare a 230,000; Alla (;·crmania occorrono H7,000 cavalli pee arri"are a ;.H0,000 ; All'Austria-Ungheria occorrono 402,500 cavalli per arrivare a 150,000 ; Alla .Francia occorrono 83,000 cavalli per arrivare a 185 000 · AÌl' It;liu occorrono 37,000 cavalli per arrivare a 58,000, annnetlendo, come già ho detto, ehe si voglia averne alcuni nei depositi dei vari corpi. Una osscr;az.ione sul numero di cavalli che la Russia ·mantiene sul piede di pace, e su quello che ne tiene la Gerrnania , trova naturalmente qui il suo posto, e . la espongo senza aspettare oltre. La Russia, sul piede di pace, ha 71.,000 cayalli, e ]o Germania ·ne ha 93,000. A prima vista si osserva che tali numeri non sono in aleun modo in proporzione colle riso rse equine dei due paesi , quelle del primo essendo immensameì1te superiori a quelle del second~, La Germania, in caso di guerra, incontrerebbe difficoltà - assai maggiori della Russia per provvedere i cavalli che le occorrono per i primi bisogni ; essa quindi tiene gran conto di questa circosLanza, mantiene un piede di pace forte, e fa benissimo. Avrò campo di ritornare su questo aro-omento quando parlerò pil'.1 specialmente dell'Italia. Fermiamoci ora un momento sulle cifre che ho allegate più sopra, come indicanti i veri bisogni di ciascuna delle potenze di cui ho parlal?, all'a~to della mobilizzazione dell'esercito. La prima 1mpress1one che AN~O

XYII ,

VoL.

IV.

~9


z\)0

DF.Ll,A QUESTIONE EQUINA

IN ITALIA

io provo s1 è che la differenza fra l'Iialia e le altre è stragrande. Eppure ·codeste cifre non dicono ancora tut.to il vero. 11 nostro paese infatti si trova posto m paragone con quattro atlri che hanno tntti ~na proporzione cli arliglieria e di cavalleria complessivamenl: superiore atla nostra; qualora si volesse meuer~ 11 nostro esercito in condizioni perfettamente eguuh a quelle degli altri, non surebbr.ro più solarne.n.tc 3~,000 cavalli che ci occorrerebbero per la mobd1zzaz1one, ma bensì un numero rilcvanlernente maggiore . Ma lasciamo da parte questa s upposizione ; prendiamo le cose come sono 1'ffettivamente, e non già come sarebbe desiderabile che fossero . Senza entrare nel campo della questione quale risulterebbe, se si volesse esaminare il numero di ctrvalli che occor.r.erebbe a ciascuna potenza per il piede mciss/mo di guerra, confrontiamole sernpliceme)"lte per qua~to ri ()"uarda l'esercito attivo, permanente, o regolare, rnso0mma l'esercito mobilizzabile. Stabiliamo i rapporti che per ciascuna esistono, da una parte,_tra il numero di cavalli occori'enti e la forza dell'esercito in uomini, e da.Il' altra, tra lo stesso numero dei ca valli occorrenti e quello che indica le risorse del paese. La Russia, per un esercito di 860,000 uomini., abbisogna di 2i30,000 cavalli ( veggasi la tabella a pag."286), e ne ha 18,000,000 . La proporzione lra i cavalli oc. sarà. d' correnti e la for;,;a del l'esercito ·1

4

3

, ment re 7

Lra

' i èavaili occorrenti e le risorse equine sarà di

~. 7 Con ragionamenti analoghi, avremo, per la Germania,

l' Austria-Urnrherin, . _2.. 3, 2 ed_.!,. 42 >· T)er r V

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1 I,•rancrn,3,8 · ~ e d 20;· final mente per l'Italia v,~ ed ·,;<., A! 6 · r-_.

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.

29·f

TaJi rapporti permettono ora di classificare le cinque potenze: 1° In quanto al numero di ·cavalli dell'esercito paragonato colla su.a forza in uomini, se pur questo può essere consideralo come coefficiente di bontà, nell'ordine di prevalenza seguente: Germania. Russia (1). Francia. Austria-Ungheria. ltalia. 2° tn quanto al numero di ca.valli dell'esercito paragonato colle risorse equine del paese, nell'ordine seguente : Russia. Austria-Ungheria. Francia. Germania. Italia. Come si vede, l'Italia è sempr~ l'ultima! Noi abbiamo, per il caso di mobilizzazione dell'esercito, dei bisogni ai quali. potremo difficilmente sÒp·· perire, e per provvedere ai vuoti ch e si farebbero nel corso di una campagna alquanto prolungata, bisognerebbe transigere di molto sulle condizioni che sono

(t) Quantunque, secondo il rapporto aritmetico, la Russia si trovi dopo la Germania, si può tuttavia considerare come la prima, potendo essa sempre mettere subito in linea quante t ruppe irregolari di cavalleria sarà richiesto della circostanze.

'


292 DELJ.A QUESTIO,NE EQUINA IN ITALJA generalmente considerate necessarie per un cavallo di servizio. Di tutte le potenze, l'Italia è quella che incontrerebbe maggiori difficoltà per arrivare ad un piede di guerra, non dei più gagliardi. Jt dunque il easo di ricercar tosto e di applicare senza ritardo tutti i mezzi che sì ravviseranno più convenienti per uscire da una posizione che abbiamo dovuto subìre, consolandoci col dire che non l'abbiamo creala. È lo studi o di questi mezzi che occuperà i capitoli che seguono.

LETTERE MILITARI

(Continua)

rn ottobre LUIGI PELLOUX

Maggiore d' a1·tiglieria .

.

\

4872,

Nella guena 1870-7 11 la eavalleria tedesca ha sostenuto una parte cosi beillante che risuona ancora l'eco del grido d'amrnirazionc da essa destato. Esplofazioni celeri e ardite spinte a var ie giornate di marcia dal grosso degli eserciti, servizi di. sicurezza e di protezione dei fianchi delle colonne, inseguimento senza posa del nemico, partecipazione diretta a molti combattimenti, sono fatti che hanno mostrato quanto grandi fossero l'intelligenza e la bravura di questa cavalleria. La sua azione ha ormai dimostrato intieramente poggiate sul falso le idee di coloro i quali , con argomenti più ricercati che veri , si erano sforzati negli ultimi , tempi. a provare che l'applicazione delle armi a tiro celere e il· nuovo modo di combattere avevano ridotto quest'arma alì'inazione sul campo di battaglia. Alcuni, più radicali; concedevano appena che le rimanesse il primato nel serv izio di esplorazione. L'indirizzo delle opinioni è ora snbi.taneamente cambiato. Colpiti dall'evidenza dei fatLi, gli studiosi s i sono . rivolti, quasi con esagerato entusiasmo, a commentare.


294 LETTERE le gloriose imprese dei cavalieri tedeschi ed a ricercare i mezzi migliori per condurre la cavalleria dei rispettivi eserciti al livello di bontà che caratlerizza la cavalleria getrmanica. Da qui una serie cli opuscoli sull'istruzione del cavaliere, sulla rimonta, sulla tattica. sull'armamento e anche su particolari di mìuore momento. Ma come avviene quasi sempre quando il cuore umano giud ica avanti che il primo efletto delle impressioni ricevute si calmi, tutti questi giudizii e le conseguenze declolte sì risentono di quel forse esagerato entusiasmo, di cui ho fatto cenno. Forse si è dimenticato che se la questione della tallica e dell'armamento della cavalleria è di importanza precipua, non lo è meno quella del suo organismo. Forse si è trascurato o non abbastanza approfondito il riparto di quest'arma nelle grandi unità tattiche degli eserciti, nè ricercato quale sia la parte che dovrà spettarle nei combattimenti in modo diretto. In conclusione a mc pare che i più, occupandosi troppo del servizio d'esplorazione e dell'opportuuità di armare la cavalleria , almeno in parte, con fucile a tiro celere ed a lunga portata, abbiano non curata la necessità della cavalleria divisionale, la quale insieme alle altre armi deve trovarsi a portata dei comandanti per agevolare e sostenere gli attacchi e poi per completarli. Convinto anch'io quanti altri mai dell'utilità che la cavalleria sia in grado di adempiere in moùo perfetto il servizio di esplorazione e in certe date circostanze di comballere e sostenersi da sola col proprio fuoco, non intendo combattere idee che divido. ~ra non credo che a ciò soltanto debba limitarsi l'azione di una buona cavalleria ed anzi nutro l'opinione che essa può e deve con vantaggio prender parte direlta anche nei combauimenti. A sostegno del mio modo di vedere nessun .argomento credo migliore che una succinta narrazione

Mll,ITARI

dei fatti compihti dalla cavalleria nell'ul~ima guerra, e lo studio del riparto e dell'impieg~ di., q~est'arma nei due eserciti belligeranti, imitando lll r.10 11 n:etodo tenuto dal capitano :;ignor Walter della cav?ller~a austriaca, in un suo recente opuscolo che merita d1 esser letto e studiato. . , . Non d'iri> cose nuol'e; anzi rnlvo!ta rrn occorrer'.l ?L ri;etere quanto espoue il det~o uffi~iale.' per cm m molti punti questo scrillo'. aoz1~hè 1:msc~re ~n lavor~ originale, sarà una traduzione libera <lell opuscolo ora acccnnuto.

li capii.ano Walter premette al suo lavoro il noto rn ollo del grun e.i pita no: . « La forw della cnvallrria consis!e nel suo 1mpul~?; « Lullavia questo non è dato soltanto d,alla. celer1ta, « che assicura il risultalo, ma anche <lall or?me, dallo « insieme e dal ben inteso impiego delle riserve ». , Lo stesso motto chiude l'opuscolo, talc~è l'autore ha inteso indicare che la verità della massima napoleo-

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nica è uscita intana auche dall'ultirn,.t guerra'. e .che oo-gi come nl principio del secolo, 11 bnon 11~1p1030 d;ll; cavalleria è insegnalo dagli stes5i precetti. A provare ciò il WallBl' rie5ce man~ a man? ~o~l'csame dei fotti concernenti la c:a.vallena dal princ1p~o delle ostiliLù all'investimento di Pal'igi e alla marcia sulla Loira, il tutto preceduto cla un rapido cenn_o sulla organizzazione e snl ripu1to delle dne cavallene. Seguirò adunque, lo r·ipeto , le orr.ne. dell'autore e spesso i miei p3ssi si confonderanno mtieramente con i suoi. . La c,walleria tedesca nell'ultima guerra si componeva di 93 reggimenti, di cui 76 ~ppart~nr.nt1 alla Confederazione del nord, I O bavaresi, 4, wurttemberghesi e 3 badesi.


296 l.f.:TTERE La cavalleria della Confederazione del nord con reCTgimenti in pace di cinque squadroni della forza di 672 cavalli, lasciò al momento della mobilizzazione uno squadro ne per reggimento quale deposito. I quattro squadroni di guerra, completando il loro effettivo con cavalli e uomini. dello squadrone deposito, ebbero ciascuno 150 cavalli. · La cavalleria ~avarese era organizzata come la preceden te, colla differenza: ch e il reggimento di guerra contava soltanto 583 cavalli. I reggir~enti ,~ùrttemberghesi, forti in pace di quallro squadrom, partirono in campagna con soli tre aYenti. 507 ca.valli. I 1:eggirnenti badesi partirono sopra quattto squadrom ed ogni reggimento fu portato a 750 cavalli. In tulto si avevano 3fì9 squadroni. con 55,600 ~avalli p_er l'esercito rnobilizzato. Questa forza si di vide va in 10 reggimenti della guardia e 83 cli linea. La guardia :onlava 8 reggimenti prnssiani, 1 sassone ed 4 assiano; m essa i reggimenti prussiani erano il reO'girnento guardie del corpo, il reggimento corazzieri, 2 °dragoni, 3 ulani ù ·1 di ussari; i due reggimenti sassone . e assiano erano cavalleggeri. La_ cavall~ria della lin ea consla va di 6G reggimenti del Nord, . rh cui 8 corazzieri, 19 dragoni, n ussari, 1~ ula~ii più 4,. ~avalleggeri sassoni - di '10 reggmient~ ba.vares1, _cioè 2 corazzieri, 6 cavalleggeri e 2 ;1larn -:- 4- 1~eggm1en:i cavalleggeri wiirHen:berghesi e 3 reg-gim ent1 clragom badesi. I corazzieri ed i lancieri appartengono alla carnlleria pesante. I. dragoni e gli ussari alla leggera. . La cavalleria francese componevasi di 63 reggimenti, cioè 6 della guardia e 57 della linea. Quelli della guardia. erano ,1 reggimento corazzieri, 11 carabinieri, ,J dragoni, .,i I_ ancieri, ! cacc iatori, 1 guide ; quelli del!a linea 1

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MIL1TAlU

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10 reggimenti corazzieri, 12 dragoni, 8 lancieri, ,r2 cac·CÌatori, 8 ussai·i, ,i. cacciatori d'Africa e 3 spahis·. I reggi men li partiro no sopra quattro squadroni .con soli 500 cavalli. La cavalleria tedesca era dunque di 25 rn ila cavalli più fo rte della francese. Rispetto al totale degli ese rciti la tedesca era nel rapporto di ,1 : 8, quella fra ne.es e di 4 : ;J O. L' organizzuzione che nel ,1867. dopo le esperienze dellà campagna contro l1 Austri a, era stata data alla cavalleria in Ge rmania , permette nna pronta rnob11izzaziooe. Pochissimi giorn i bastano a un reggimento per porsi in marcia eon quattro squadroni e (100 cavalli. Per co ntrario la cavalleria francese, sebbene contasse dne squadroni di deposito, non po teva pa_ssare al piede di guerra che mediante aumento di cavalieri e caval li . Qu.eslD circostanza è sempre dannosa e produce perdita di tempo. Il sistema tedesco fornisce uomini pienamente istruiti e cavalli ben montati e avvezzi nlk fatiche; quello fran cese oltre ritardi gravi introduce uomini meno istruiti e cavalli nuovi al mestiere. Tanto in Francia quanto in G·errnania la brigata di cavalleria si fo rma con due reggimen Li e la di visione con due o tre brig,tte; ma la differenza capitale sta in ciò che mentre la Francia non aveva cavalleria divisionale propriamente detta, .in Germania era Hssegnato un reggimento cav1J lleria. a ogni diYisione di fanteria. A tale disposizione si' annette una grande impor'lanza special mente dopo che l' esperienza del 1866 ebbe dimostrato la poca convenienza dei grandi corpi. di cavalleria . E di fatt i con un reggimento di cavalleria il comandante di. divisione può sempre lar. gam ente provvedere llOn solo alla propria sicurezz.i., risparmiando le forze della fanteria, ma avere anche sotto la mano un sufficiente nerbo di cavalli pe1· farlo


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LE..l'TERE

utilmente cooperare al combattimento colle ali.re armi. È talmente riconosciuta in Germania l'utilità della cavalJeria divisionale nella fo!'za di un reggimento, che piultosLochò diminuirla si diminuirebbe, occorrendo, la cavalleria di riserva, e non sarebbe a stupirsi se, come si è fatto per l'artiglieria, si assegnasse anche in pace un reggimento di cavalleria in modo permanente alle divisioni di fanteria. Vedremo maggiormente in seguito la grande utilità di questa disposizione . Anche l' istruzione della cavalleria tedesca era su-· periore. Essa ,~ curala infatti niente meno di quella del soldato di fan1eria e tutti i reggimenti, qualunque sia la !oro specialità, sono particolarmente istruiti nel se.rvizio di avamposti, di ricognizioni, di sicurezza . delle rnarcie, degli accantotiamenti, ecc., ecc. Per contrario in Francia l'istruzione della eavalleria era sempre quella fissata dalle ordinanze del :l dicembre 48'.29 e 6 maggi.o 183z, le quuli 'riehiedevano che l'uomo rimanesse 11 mesi alla scuola individ nale orima di passare alto squadrone. ' Il servizw d'esplorazione, sebbene il maresciallo Niel nell'ultimo anno del suo ministero avesse fatto raccomandazioni spe eiali, era trascuralo . Gli urfieiaJi intelligen ti deplora vano invero tale trascuranza ; ma, fosse difouo dell'indole frauecse caratterizzata da coraggi o · e fiduc ia eccessiva, o fòssero altre le oanse, oslaeoli spesso invincibili si opponevano alla sana applicazione di questo servizio to.uto importante. Tutto calcolato, si può concludere ehe il numero, l'organismo, il riparto e l'is~ruzionc ccistimivano una superiorità flSsenziale per la cavalleria tedesea. L'a vvenul.a pubblieazione degli ordini di battai:rlia dei dne eserciti mi dispensa da riprodurre il deua:Iio del . o riparto che la cavalleria ebbe nelle grandi unità tattiche . 1

299 Solo ricorderò ehe da pur1e tedesca la I.. armata con1ava 16 reggimenti di Cnvalleria, la. II" 3iJ , lo Hl" 30, mentre tre reggimenti restarono colle tmppe fo rmate nell'inierno . Da parte fraHcese si condussero alla frontiera 55 reggi mcm ti formati in 1,1 divisioni di ea valleria. .i l ripurto francese, oltre l'liccennata rnancam:a di cavc1lleria divisionale, aveva l'altro inconveniente, non ,neno e forse più grave , di non lasciare alcuna riserva di cavalleria al comandante dell'unico esereito formato, mentre ciascuno dei tre comandanti delle armate tedesche disponeva di una riserva numerosa . Insisto su qu<~sto punto, perocehè il sistema francese, legando l'azione deila cavalleria a quella dei ~ingoli corpi d'armata, ne diminuiva il mandato e ne limitava l'eflicacia . Vedremo quanto grandi furono gli svantaggi ~he ne derivarono durante i cornbatLimenti; rna fin d'ora si pu6 aceenrnue quello che si ebbe a risentirne appena dichiarata la guerra. In luogo di man tenere indipendenti dai corpi d'armata le loro divis ioni di cavalleria di riserva, e di spingerle innanzi al fronte dell'esercito per l'osservnione, per la raccolta di notizie e per il servizio di sicu1·ezza, i Francesi le trattennero dietro ai rispettivi corpi d'annata. Lo stesso duca di Magenta cadde in questo errore, poiehè , sebbene avesse, oltFe la propria divisione di eavalleria, anche quella di riserva del generale Bonnemain, iu tutto 1·t reggimenti, non spinse verso la frontiera che la ca va]Jeria del generale Nansouty, alla quale erano stati aggiunti alcuni battaglioni fanteria pe r combattere utilmente in terreno accidentato . Con questa · disposi zione si toglieva alla i;avalleria il _suo vero earatte l'e, qnello della celerità, e si r iduceva a un sernpl ice istromento difensi vo. È forse da ccedersi ehe la eavalleria francese non fosse alla <lala del 28 luglio ancora pron La a marciare, peMlLlT.HU

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)fl LlT.\nl

LETTERE 300 rocchè altrimenti non si comprende perchè il maresciallo Mac-~lahon non l'abbia spinta sul territorio nemico. Condotta da capi intelligenti, una parte della cavalleria del ,t corpo avrebbe potuto raccogliere presto notizie sull'assenza di grossi corpi tedeschi tra Ilastalt e Carlsmhe, e sulla debolezza del distaccamento che sorvegliava i passi della Foresta Nera. Il rimanente, accompagnato da qualche pezzo, avrebbe potuto spingersi nella direzione di Landau e Germersheirn, e cosl conoscere che in quei dintorni si adunava una con. siderevolc massa nemica. In luogo di ciò fare, si. toglieva, come abbiamo detto, eoll'uni one della fanteria, il mez:w .di muoversi rapidamente alla poca cavalleria spedita in dire:àone della frontiera, e, ciò che è più grave, la di visione Douay, spinta all'estremo confine, non aveva seco neppure un plotone di cavalli. Nè le cose procedevano meglio alla sinistra dell'esercito franeese. Infatti il comandante del '.3° corpo stanziato .in St. Avold inrece di spingere la sua cavalleria di riserva in massa innanzi per riconoscere e assicurare la sua fronte, si lirni.Lò a spedire in direzione della Saar poche e piccole pattuglie, che restarono sernpre di qua dal fiume e raramenL") si spinsero fino alle sue sponde. Quanto le cose procedessero diversamente dall'altra parte lo provano due ar·clitissime imprese compiute appunto in quei giorni dai cavalieri tedeschi. Il conte Zeppeli.n, ufficiale di stato maggiore, il 26 luglio si spinge con 4 ufficiali badesi .fino a 35 chi lometri sul territorio frances.e, e nella notte dal 23 al 24 pochi ulani prussiani piombano sul viidotto dell~ ferrovia presso Saargemiind e riescono a farlo saltare. Vero è che anche i Tedeschi al principio della guerra non impiegarono la cavalleria di riserva coll'energia che spiegarono più tardi. ~ difficile conoscere per il mo0

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mento con cerLezzù quali cause dettarono_ tale _condotta, la quale, come provano gli avvem~r1ent1. c~e seo·uirono, non fu debolezza, ma frutto d1 esphc1t~ ri;oluzione. Forse le presunzioni sui varii progetti che il nemico poteva preferire, influiro~o ad adoL~are tale eonsiglio; eomunquc sia, la p1:·oss1r:ia p~b?hcazione della Storia ufliciale ne dirà 1 veri rnot1v1. Passiamo ora a vedere quale fu l'azione della cavaÌleria nei combattimenti, che furono il preludio della guerra. . ~ n modo incompleto e insufficiente col qua~e 1 _Fran~ cesi reO'olavano il loro servizio di informa~10m e d1 sicurez~a, aveva avuto per conseguenza l'ignoranza totale della posizione del nemico, la. quale a ;ua ,,olta produsse lo impiego cli forze c~cess1ve per 1 o~c\1pa: zione di Sa.arbriicken, avvenuta 11 ~ agosto, .~peraz10ne sulla quale è ancora dubbioso quale scopo s mtendesse 1·ealmente conseguire. . Se non si avevano notizie del nemico sarebbe stata sufficiente una forte ricogniziol)e operala da due reggimenti di cavalleria, alc~ni p~zzi .~ qu_al:h.e ~alt~= glione di fanteria, ma se si temeva d mcontrar e 11 ne, mico in forza , bisognava allora avanzare con tutta energia e celerità e trarre con vigore profitto da un primo vantaggio. . Al combattimento di Saarbri.ieken prendeva parte 1 50 reggimento caeciatori france~i, di ~ui tre s_quad1:om precedevano la divisione Batmlle spiegata 11: p_r1rna linea,, mentre uno squadrone con ~ue battagllom era stato spinto a sinistra verso Gerswe11!er per mante~er~ il contatto col 3° corpo, che a quanto pur~ dovev~ avanzarsi verso Saa.rlouis. La 3:i. divisione r1s~rva d1 cavalleria stata assegnata al :2° corpo fu obbligata a rimanere indietro perchè non era ancora pronta a marciare, ma questa circostanza non avrebbe dovuto

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LETTJ/,1\E

imp~di~e di utilizzare, per spingere l'offensiva ormai comin~·ia_la e per estendere la ricognizione di là dalla Saar, 1 due reggimenti cavalleria del 2° corpo d'armata _o anche la 4• divisione di cavalleria di riserva che s1 trovava nelle vicinanze. ~ Tedeschi impegnarono il 40° reggimento di fontena e tre squadroni del 7° ulani, i quali a causa del terreno. mol!o 13ccidentato st limilarono a. osservare e sorvegliare 11 nemico. , InLant? le ti:c armate ledesche erano pronle a.cl att~ccare 11 confrne francese. L'offensiva doveva cominciare con un attacco sulla Lauter sull'ala sinistra del 1° corpo francese, di cui la posizione intieramentc es~osta era, a _quanto pare, conosciuta dai Tedeschi. :Sempre per il male eseguito servizio d'informazioni e_per Ja tolale mancanza di cavaìleria presso la divisione Douay, questo generale non solo, ma a 11 chc il co?1andante_ d~l 11° corpo furono sorpresi dall'offonsiva dei Ted?scht, chmodochè nessuna disposizione tu presa per raffo~·zare l_e poche truppe poste a guardia della ~elcbre lm~~ dt Weissemburg, localitù importante per 11 suo_ domrnw sulla spondades!ra della Lauter. Il bosco ~he s~ _stcnc!e davanti Weissemburp; focilitavn, è vero, I a.vv1cmars1 ., del. nemico al coperto, ma il generale Douay, che fino dalla sera deì 3 ag;osto era stalo dai campagnu(l,~i informato della marcia di forti colonne n~mwhe, av~ebbe dovuto dalla posizione del bosco per hursvantao· :ior motivo · per riconoscere · .. o~0 ·10sa · ,_ tc·a1·re magg 11 terreno_ ad occidente del paese e scoprire le intenzioni d_el nemico, e per i1~p~dire con buone disposizion i di sICurezza 1 avanzarsi d1 nascosto aura verso il bos, C ·1 CO. erto 1 generale Douay, privo di cavalleria, non ~vrebbe ottenuto (:he un incompleto servizio di sicu:ezza; . ma,_a tale scopo'. poteva utilmente essere impieoata la brigata septeml (3° ussari e ,11° cacciatori),

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303 che stava a circa 1O chilometri a sud, presso Soullz. Se ciò si fosse fatto, la di visione bavarese 13othmer non sarebbe riuscita a sorprendere le truppe di Douay in modo da obbligarle a prendere precipitosamente le armi ed a correre a<l occupare in disordine la linea di combattimento della Lauter. Altra grave conseguenza della mancanza di cavalleria si fu che il generalo nouay rimase intieramonto nell'ignoranza de He disposizioni dei Tedeschi per attorniare la forlc posizione del Geisberg, e così a mezzogiorno, quando l..t loro posizione era gi~ seriamenlc minacciatQ. sul fronte e sull'ala destra da prcpondeeanti foq;e nemiche, non poterono i Francesi sottrarsi in tempo utile con una ritirata ordinata. La brigata cavalleria Septeuiì hlggiunse tl'oppo tardi la divisione già battnta, e venne così debolmente impiegata che il nemico potè inseguire i fuggenti o fare non pochi prigionieri. La Hl" nrmata tedesca ebbe presenti un reggimento di cavnllcggeri bavnresi e i reggimenti drngoni N° .i e ~ 0 t t.. appartenenti alla divisione cavalleria del 5° corpo. l'uLtavia, a causa' del terreno molto ncc·identato, sottanto i canùleggeri presero parte diretta al combattimento, mentre i dragoni furono impiegati nell'inseguimento del nen1ico . · Dopo questo primo sfortunato com battimento, in luogo di ricercare il contatto eol nemico e di impiegare a tale scopo l'abbondante cavalleria, cli cui disponeva , il maresciallo Mac-Mahon ornmetteva anche in seguito questa prima ed importante régola di guerra, e rimaneva anche più tardi completamente all'oscuro sulla forza e sulle intenzioni del nemico, che il 5 agosto si avaniava sulla Sauer di fronte alla- linea d'avamposti francese. Eppure conoscere i movimenti del nemico era tanto più indispensabile quando il maeesciallo si decise a concentrare tutte le truppe dell'Alsazia presso Worth e ad accettare battaglia davanti ai défilés dei Vosgil MILITAnI


3(H

L.ETn:1rn

La cavalleria fran eese prc::.c sulln linea cli batlaglia fo seguente posizione: La brigata Michel presso Engelsdorf dieLro la divisione Conseil-Dumesnil del 7° corpo, la quale era collocala come ri serva presso Ehe1·bac.h ; le brigate Scrteuil e Nansonty, circa due chilometri a nord-ovest di Reichshofen presso la strada Froschwillcr-Worlh dietro la divisione Raoult; la di visione cavalleria di riserva Bonnemnin sta,;a infìnè dietro alla 2"' divisione Pellé, collocata come riserva del centt·o presso Elsasshauscn. Niuna cavallerio, a causa d~l terreno mollo scabroso, era collocata all'ala sinislra. Da quanto ho esposto, si scorge che il totale della cavalleria era impiegata com e riserva, e nessuna cttvalleria divisionale accompagnava la fanteria, che era sulla linea di combattimento proprimnente detta. . Questo errore era la conseguenza della organizzaztone francese; pur tuttavia spettava ai coma ndanti di rimediarvi quanto era possibile per mezzo di un abile collocamento delle truppe e di un buon riparto delle varie armi. ~fa i comandanti francesi non si resero sufficiente conto dell' importanza dell a cavalleria divisionale. Oggigiorno, che la divisione raggiunge una fo rza considerevole (dai 12 ai H mila uomini ) essa ò bo·ià un piccolo corpo d'esercito, e l'immediata aggiunzione della cavalleria divisionale è una necessità per il suo completo funzionamento. Un tale bisogno si fa sentire non tanto per il servizio di ordinanza, per gli avamposti, quanto per la sicurezza delle marcie e per l'appoggio sui fianch i delle colonne d'attacco. La cooperazione della cavalleria, l'arma del momento, dovendo essere istantanea, non potrà sempre essere determinata in tempo utile dal comandante del corpo d'armata, e si rende però necessario che il comandante di divisione •

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.MJLlTARI 305 possa da solo provvedere alle più urgenti ed inattese eventualità, senza attendere ordini che, arrivando tardi, impediscono l'accordo delle tre armi al momenLo appunto in cui possono agire con vero vantaggio. Alla battaglia di Worth un tale inconveniente, come indi cherò, divenne grave. Altro errore fu quello di collocare la cavalleria di riserva troppo indietro. La cavolleria cli riserva deve essere al coperto dietro la linea di battaglia, ma non tanto lontano da impedire che il suo arrivo sul luogo del combattimento avvenga al momen to preciso del bisogno. La divisione Bonnemain era più di un miglio tedesco, e le altre brigale quasi un miglio lontano dalla linea di combattimento, la quale distanza sarebbe stata eccessiva quand'anche le divisioni di fanteri a avessero avuto cavalleria di visionale. Finolmente non µare che il triplice riparto che fu fatto della cavalleria di riserva avesse uno scopo pratico, ché, anzi, io credo che essa sarebbe stato collocata con 11rnggior vantaggio tutta riunita nella valle dell'Eberbach dietrQ il bosco ~iedcrwald, cioè a dest.rn delladiv/:,;ione Pcllé. La brigata cavalleria l\Iichel sorebbe stata più favorevolmente collocata all'estrema destra, di etro Morsbronn , perché di là poteva, a cansa del terreno più adatto alla sua azione, più facilmente agire, ed in tal caso la divisione Lartigue avrebbe avuLo possibilità di occupare più fortemente il Niederwald, spingendosi un poco a sinistra. È noto come la battaglia si sviluppasse cou tro le primitive intenzioni del Principe Reale .di Prussia, e io non ripeterò le fasi dei preparativi e dello sviluppo del combattimento, che sono note e che non giovano al nostro studio speciale. Da parte dei Tedeschi apparvero insieme alle singole divisioni sul campo di battaglia i rispettivi reggimenti di cavalleria divisionale; nulladimeno, a causa del terAN~O IYII, VOI,.

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30, ultime, solo se la necessità lo esige imperiosamente, possono essere attaccate direttamente, quaudo attac,carle sui fianchi non sia sufficiente. È anche lecito osservare che la difesa del villaggio reclamava molto prima. la cooperazione della di vi~iotie Pell6, almeno quella cli una delle due brigale. li tempo che era necessario per portare queste truppe in azione doveva necessar[amente essere guadagnato con un attacco della cavalleria . Le numerose vittime dei bravi corazzieri non sarebbero state inutili, come pur troppo lo furono piµ tardi, e la ballaglia, se non un altro indirizzo, non aVl'ebbe preso una piega cosl deplorabile come dopo la perdita cli Elsasshausen che porlò seco quella della posizione di Froschwiller. Si aggiupga che l'attacco della çavalleria non era sta.Lo prep.a.rato nè dall'artiglieria, nè dalla fanteria, e fu condotto con molto vnlore, ma colla assenza com,pleta delle forme che la tattica attuale esige per i combattimenti in località come quella in discorso . Che la fermezza e là bravura. della cavalleria francese sia superiore a ogni elogio, ciò è dimosLrato non solo a Worth, ma anche a Sédan e in altri luoghi. Per sua disgrazia non ebbe capi che comprendessero la diffì~oltù del loro maqdato di fronte alla celerità d el fuoco della fanteria e a lla precisione e portata del tiro di urtiglieria, e giudicassero con calma e sicurezza delle condizioni necessarie perchè oggigiorno riesca un . alla.eco di cavalleria. Coli' occupazione del villaggio di Froschwiller ogni resistenza da parte d ei Francesi era vinta ed ormai la battaglia er:a per essi decisamente perduta. Allora il comandante della III" armata tedesca, non avendo sollo la mano le sue divisioni cavalleria di riserva, che pel' motivi tuttora ign oti erano rimaste molto indietro, fec e inseguire il .nemico dalla. ca vaUeria divisionale del 5° e dell' 4·1 ° mLlTAll(

LETTERE

reno accidentato, non poterono partecipare in modo diretto alla battaglia. Solo la brigata cavalleria wùrttemberghese Schèler · fu impiegata pe'I' garantire l'estremo fianco sinistro dell'esercito, e si avanzò colla 2za divisione verso J.Uorsbronn. Se uno. parte della cavalleria francese fosse stata -. ' come abbiamo già detto, collocata dietro Morsbronn, avrebbe potuto con un aLtacco sulla cavalleria wiirttemberghese minacciare la sinistra tedesca, o. almeno l'avrebbe trattenuta tanto tempo quanto era necessario per i'icomporre la divisione Conseil-Dusmenil dopo il suo attacco poco felice. Di più è probabile che non sarebbe avvenuto quello che accadde all'ala . destra francese che, ·separata dal centro, fu respinta in disordine verso il sud. · Quando circa le 2 pomeridiane il villaggio di El. sasshausen preso dai Tedeschi stabilì il collegamento del loro 5° · corpo coll'H °, il maresciallo Ma c-Mahon, ·riconoscendo l'importanza del possesso del villaggio, fece avanzare la divisione Pellè e la cavalleria del generale Bonnemain per riconquistarlo. i\la · era già · tardi I L'attacco inlrapreso per squadroni fu sanguinosamente respinto ed i quattro reggimenti . corazzieri soffrirono in uomini e cavalli perdite molto · considerevoli; Qui il comando francese commetteva due errori. In primo luogo la cavalleria non è s tata chiamata che troppo tardi sul campo di batlaglia; secondariam~nte una volta deciso il suo impiego, essa è adoperata direttamente all'attaccò e in modo contrario alio scopo. Difatti la cavalleria può, soltanto in casi eccezionali . ' ~ooperare ~iretl~rne_nte all'attacco e difesa di caseggiati; rn combatllmenll d1 questo genere la sua azione consiste nel sostenere le altre armi assicurandole sui fianchi e minacciando le colonne ne~iche, le quali 1


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LETTEl\E

corpo · (dragoni N. 4, 5, H e ussari N. 13), . più dalla brigata wiirttemberghese. E poichè il nemico, dopochè la sua ala destra erastata separata dalle rimanenti forze, si ritirava in due · diverse direzioni, sopra Reichshofen coll'ala sinistra e col centro, e sopra Hagenau coll'ala destra, furono spediti quattro reggimenti ad inseguire fa massa principale del nemico sulla strada di Reichshofen e altri due sulla strada di Hagenau, Anche nella ritirata la cavalleria francese fu male impiegata. Sebbene ne rimanessero ancora cinque reggimenti intatti o quasi intatti, essa nulla fece per arrestare il nemico o diminuirgli i vantaggi dell'inseguimento, e quando giunse la divisione Guyot dc Lesport per sostenere la ritirala del 1 ° corpo, i Tedeschi si erano già con non molta pena impadroniti di parecchi pezzi e di materiali del treno ed avevano fatto molti prigionieri. Senza l' intervento della divisione Guyot è da credersi che il 11• corpo sarebbe andato . intieramente ·disperso. Mentre l'ala sinistra delle forze tedesche trionfava a Weissemburg ed a Wé5rth, la 1 • armata (Steinrnetz) si portava sulla Saar e si trovava già sulla linea di Saarlouis e di Saarbriicken. Anche questa armmn aveva lasciato molto indietro le due divisioni di cavalleria che le erano addette, ma la cavalleria dell,t 2" armata (Principe Federico Carlo), mentre questa dal Palatinato Renano si avanzava a scaglioni, era stata spinta mollo innanzi formando una specie di velo ai movimenti del .i,0 e 3° corpo che marciavano in prima linea, seguiti a uno o due. giorni di marcia dal 9°, 40° e ~2° corpo. Pare che il comando supremo dell'esercito tedesco non intendesse precipitare l'offensiva della ,1'' armata e che per contrario avesse intenzione di spingerla sol-

MlLITARl

tanto fino alla Saur per occupare fortemente questa linea e assicurare la marci.a in avanti del principe Federico Carlo fino al momento in cui egli pure fosse giunto alla stessa altezza: In questa. posizion~ conve:riientissima, sia per contmuare arditamente ~l movimento offens ivo , sia per- atteggiarsi a difesa, si d?v~va attendere l'esito dell'offensiva della 3" armata (Prmc1pe Reale). Il combattimento di Saarbrucken e di Spicheren {6 a.crosto) non pare adunque che sia stato il risultato di o~dini del comando supremo, ma piuttosto della iniziativa dei comandanti le avanguardie tedesche. E difatti pervenuta a questi ultimi l'erronea notizia che il crenerale Frossard (2° corpo francese), che aveva nella notte del 5 al 6 agosto fatto ripiegare le poche truppe spinte a Saarbrucken e si era fortemente collocato a Spicheren, aveva sgombrato anche quest~ forte posizione, il generale Kameke comanda~te la U. divisione si decise, d'accordo col gen~rale Rhernhaben, comandante della 5" divisione cavalleria di riserva, ad attaccare le truppe fnmcesi che si credevano null'altro costituire che una retroguardia piuttosto debole. · Nel combattimento di Saarbrucken la cavalleria nulla 0 poco poteva direttamente operar~, chè inf~tti è difcile riscontrare sopra un campo d1 battagha terreno più accidentato e difficile. Solo due squadron~ furono . utilizzati per l'esplorazione del terreno, mentre 11 grosso della cavalleria di riserva rimase al piede del Galgenberg dietro l'ala sinistra senza potere prender parte attiva al combattimento. F9rse piullostochè lasciare la ca valleri~ di riserva spettatrice inattiva sul luogo del combattimento, essa avrebbe potuto essere impiegata utilmente ad esplorare la valle della Saar nella direzione S. Arnuiil-Brèdach e Gudingen e cosi minacciare l'ala destra nemica. È.


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LF.TTERE mLITAJU

da credersi che non ne sia stato riconosciuto il bisogno. Certo è ~he sul campo di battaglia non poteva essere direuamente impiegata, né durante il primo mo~ento della lolla, nè dopo. Ed invero, anche quando 11 generale Frossard sgombrò il ciglio di alture dinanzi a Spicheren e si ritirò sotto la protezione della. sua artiglieria presso il villaggio, la cavalleria non poteva nepp~'.'e allora _ricevere _un impiego utilr. ·in quella. 1oeahta. Il tentativo che s1 fosse fotto non avrebbe dato che risultali scarsi e troppo inferiori ai sacrifizii che questa impresa avrebbe costalo. Qu'esti primi risultati della guerra, particolarmente la battaglia di Worth, dimostrano in modo non dubbio l't~til!tà della cavalleria divisionale, e che l'impiego m1?hore della ~av_alleria di riserva dipende, non giò da1 comandanti d1 corpo d'esercito, ma dal comandan:e dell'esercito, il quale tanto per pr~parare il combatt1mcnto, .quanto per raccoglierne il mao-o-ior frutto ·b·1 00 P61.ssi 1 e~ p~ò dare al_!~ cavalleria tutta quella Jargnezza di az10ne che p1u le conviene. Se mi sarà concesso con tinuare_ lo studio dell'azione di quest'arma durante la marcia sulla ~losella ed i combattimenti di Metz, vedremo che i falli hanno sempre più confermato ~uesta verità_, nella quale oggi più che mai consiste 11 ségre to dell'impiego della . cavalleria.

x'.

RIVISTA TECNOLOGICA

1'1ittl,eilungen iiber Gegen11la11de de11 ,4,-tilterie, u,a,l Geuie-lVe11e1111. (Notizie sopra materie di spettanza alte

anni d'artiglieria e dei genio). Pubblicazione del Comitato militar<' tecnico-amministrativo austriaco. (Annata 1872. -

Dispense 76 ,

sa

e 96).

Degli esperimenti sulle JJol1Jeri in lspagiia. por ADOLFO BBER, capitano nello stato maggi0ro d'artiglieria. Oome la maggio·r parte degli Stati europei, ancho la Spagna ba studialo profondamente la quistione delle polveri da guerra. Il bisogno di una specie di polvere, la quale risponda alle condizioni dell'impiego efflcace e sicuro nelle grosse cariche, ha dato origine ad una serio di estesi od accurati esperimenti. Da questi risulta in modo sorprendente, quale grande influenza eserciti il rapporto fra le dimensioni dei granelli e la loro densità . E ri su lta ancora, quali gravi difficoltà si oppongono ad avere uua polvere buona poi diversi calibri, e quante riceI'che ulteriori convenga ancor foro per avere una conoscenza approssimativamente sicura dell'efficacia .dolle varie qualità nello diverse bocche da fu oco. Per otlonero, secondo la teoria, un maximum di efficacia con un minimun danno delle canne, occorrerebbe pt:r ogni calibro una diversa specie di materia esplodente, ma ciò naturalmente è contrario alla pratica. li capitano Beer, sulle traccie del rapporto pubbl icato nel la Rfoista Militare spagnuolo, descrive gli esperimenti folti sopra 11 sorta di polveri colle varie bocchoda fuoco in uso nella Spagna. Le polveri sottoposte a prova avevano il dos1imento reito-


.

312 llÌVIST,l / ' lamentare di 75 parti di salnitro, 12.5 di zolfo e 12,5 di carbone. Primi risu ltati furono i seguenti : l° Col processo ordinario adottato nella fabbrica di Granata, si ottiene migliore qualità di polvere di quello che col processo Champy;

2° Ammesso eguale il processo nella fabbricazione dei grani ed eguale la loro densità, la vivacità dell'accensione diminuisce coll'aumentare della grossezza dei grani ; 3' A grossezza eguale e diverse densità di grani, la polYerc meno densa dà maggiori velocità iniziali; 4' La polvere ben divisa e ben mescolala non ~ sempre più fn]minante di quella prodotta da un mescolamento meno . accurato, giacchè per accrescere la vivacità di esplosione basta diminuirne la densità. Ci duole che lo spazio non ci permetta di seguire passo passo le interessanti.ricerche, e ci costringa a riassumere, il più brevemente possibile, le pro poste del la Commissione cui erano affid1:1 te. Bel le dense polveri. di Granata (le quali, in generale, daniieggiano meno di tutte le altre le can.o.e), la polvere da cannone della grana da 2,5 a 5 millimetri c!i grossezza, produce maggiore effetto nei pezzi da 28 centimetri di quella che la polvore di .Murcia, la quale, causa la sua poca densitù, bruci,1 troppo rapidamente. Tuttavia l'efficacia della polvere di Granata diminuisce col diminuire del calibro, in modo che nelle canne di ghisa rigate da l6 centimetri , equivalgono 3,500 chilogrammi di detta polvere di Murcia. Tale diminuzione varia alquanto a seconda del metallo òei pezzi. 11 con frooto fra la polvere da cannone di Murcia e la polYere da fuc ile di Granata diede per risultato, che per ottenere pari efficacia, nelle canne corte di bronzo rigate di 14 cen timetri, occorrono eguali cariche, nelle canne di bronzo da l2 centimetri, il 6 por cento, ed io quelle dello stesso calibro corte, il 14 por cento più usando po lvere di fucile di Granala che usando polvere da cannono di ~lurcia.. In seguito col diminuire del calibro, la prima bensì perde ancora qualcosa in

313

TOCNOLOGICA

potenza, ma giammai in proporzione alla densa polvere da cannone della stessa fabbrica di Granata. Considerando che la densa polvere da fucile di Granata arde più lentamente che la polvere da cannone di Murcia, e che sciupa meno i · pezzi in confronto della' densa polvere da cannone di Granata, alla quale nei calibri non grossi è superiore altresì in efficacia, la Commissione è di avviso di proporre la adozione di questa polvere per le artiglierie da campagna, poi pezzi d'assedio di 12 e 14 centimetri , per tutti i mortai, per · ·gli obici corti e pei proietti esplodenti. Di qui due specie di polvere pel servizio dell'artiglieria; la prima con grani grossi òa 2,5 a G millimetri, detta perciò da 5 millimetri, la seconda con_ grani grossi da 1 a 2,50 millimetri. detta perciò da 2,50 millimetri. La densità di ambe le polveri è secondo il misuratore Bianchi di 1,850 ad UJOO. La grandezza delle cariche da impiegare colle due specie di polvere, e la velocità iniziale che se ne ritrae, r isulta dal seguente prospe'tto: - -- - -

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SPECIE D'ARTIGLIERIA

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milhm.Jmillim

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:::

·Cannoni eannoni Cannoni Cannoni Cannoni Cannoni Cannoni

di bronzo rigati . . . U di bronzo rigati corti . ·12 di bronzo rigati lunghi 8 a retrocarica d'acciaio . 8 a retrocarica di bronzo ! 8 2.8 lisci di ghisa rigati . . . . I 46 1d. . . . . 46

Cannoni rigati di ghisa ed obici cerchiati . . . .

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Peso della cadca di

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di gr~uo

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in chilogrammi

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4,25 4,25

77 2.8,2 28,2 79

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330 336 49,25 I 449 34·1 3,5 305 3 5 . 22.0 4 I ·193 3 . •163 l>

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429 89


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lln'ISTJ.

La Commissione avrebbe molto desiderato di poter usare la polvere della grana di 2,5 millimetri anche per le armi portatili ; la esperimentò coi fucili trasformati del sistema Berdan .ed ottenne con 5 grammi di polvere sopra una pal.lottola di 32 grammi di peso e 15 mil limetri di calibro, una velocità iniziale di 315 metri, mentro colla polvere da fucile di lllurcia questa velocità iniziale tocca i 339 metri. Un aumento della carica per le armi portatili è tanto meno effettuabi le, inquantochò nei fucili .a retrocarica la camera è ristretta a certi limiti, e d'allra parte sarebbe pazzia il volersi f accontentare di minore veJocità inizialo quando lutto spinge alla ricerca di traiettorie più tose. PAr ottenere quindi un accrescimento di · velocità iniziale, senza aumen'tare la carica della grana di 2,5 millimetri, se·ne lovarono i grani più grossi col far li passare da uno staccio nel quale per ogni cen li metro quadrato si avevano 10 buchi. Con 5 grammi: della polvere fina così ottenuta, si ebbe nei fucili tr.asformati una velocità iniziale di 332 metri, la quale si accosta abbastanza alla normale. Tut-· tavia negli esperimenti con fucile Remington , con una .carica di 5,15 grammi, la palla del peso di 26 grammi fu lanciata con una veloci.lii iniziale di 390 metri, mentre colla polvere di Mur~ia sorte dalla eanna con una velocità di 420 metri. In conseguenza di ciò la Commissione av.rebbe potuto conservare per Io armi portatili l'attualo polvere da fucile di fllurcia , ma compresa degli inconvenien ti che potrebbero nascere dall'eguaglianza dei grani delle dne specie di polveri per fucili e per cannoni di piccolo calibro, decise l'adozione di una p9lvere a granelli più fini, L'ottenne col far passare la polvere da fuci lo di Murcia per uno staccio a buchi di un millimetro. Uediante 5 grammi di essa riescl ad imprimere ad una pallottola la velocità iniziale di 390 grammi. Ebbe quindi disponibile una sovrabbondanza di forza. da · usufruire, sia per diminuire la carica, sia per accrescere la densità. Scelse il secondo partito in vista della migliore conservazione della polvere, e ne regolò la densità in modo da ottenere (carica 5 grammi, proietto-

345

TECNOLOGICA

32 grammi , fucile trasformato Uerdan, M. 1867) a 15 metri dalla carfn'.i una velbcilà di 340 metri Tultè le' prbpòste della Commissione foro no acceltat0, e quindi d~finitivamente stabilite le seguenti specie di polvere, Specìe ài pòlvere

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Per cannoni rigati e lisci ed ob!ci lunghi 2,5 del calibro di ~ 6 centimetri cd al dt fino sopra, 5 millim,

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~·e . 2,o,. f "' tn millirn, ·~' O ·o

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Per tutti i cannoni rigati e lisci cd obici .1,0 lunghi del calibro al di sotto di f6 fino centimetri. ·1,950 2 .5 miliim. P" lotti gli obici oo,ti di bronzo, per tutti i mortai e per ogni sorta di proietti esplodenti.

1,850

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non 1 o· [ Per tutte le armi portatili, millim. millim ancor I ~ -~ ' stabie -::: ~""' lita ~~! '

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Il problema delle fortificazioni, por

FnANZ OllSTER'RRICH, maggiorB nello s'ttfto maggi0re del genio, · È u·oto che, a sicuretza· d'olle grandi piazze dà' guerra, il siste'ma gen0talmente a:dottote consiste inl una cinta· di forti indipendenti ed in un ridotto centrale, Esso non ésige: grosso presidio a difesa immedi'a la, si adatta facilmente' a qualsiàsi specie. di terreno, copre grandi masse di truppa e permellè di vàlersèno ad ogni sorta di manovre offensive.' 1 forti che 1levono sos tituire la linea continua o servire di pern o di manov'ra' allo r iprese otTeO'sive, co~viene abbian o validissima potenza· difensiva, Sono qu indi generalmente così costrutti: Un muro di scorpa, coperto da spalto e da controscarpa . rivestito e fiancheggiato da ca poni ere o da gallerie,


316 1

lUVISTA Ì'ECNOLOGICA

protegge da assal ti di viva forza. Dietro esso, nelle traverse. nell'interno, ecc., hanno ricovero i due terzi del presidio destinati ad esser pronti e ad attendere al servizio; un ridotto contiene la caserma pel terzo del presidio in riposo, non eho i magazzini, i depositi, ecc. _e servo a contro.stare all'inimico l'occupazione della cinta esterna perduta, o ad appoggiarne la riconquista. Basta perciò cho il r idotto sio ar matd di fucili, mitragliatrici od artiglieria leggera. Bens\, quando esso debba dominare anche il campo esterno, va muni to di una o più cupole cornzzate. li presidio di lutto le opere pu,ò calcolarsi a 20 uomini per pezzo. Tali forti corrispondono ad ogni esigenza della sicurezza , e posti d'ordinario sopra punti culminanti, sono ben anche importantissimi per l'efficacia dei tiri. Ma per la loro grandezza e por lo spessore del loro profilo costano onormemonte. Una tale opera chiusa, in forma di lunetta, con faccio lunghe 140 metri, io grado di concentrare il fuoco di 8 ca:moni da piazza contro qualunque punto del terreno di attacco, non si può costrurre a meno di 3,700,000 lire. Siccome la cinta esterna di una piazza, destinata ad un grande esercito, conviene che misuri circa 35 chilometri, che i forti distino fra loro 1,700 metri e che occorrono parecchie altro opero n complemento, ne viene che la cinta esterna devo contare da 24 a 30 forti, e che la piazza esige una spesa di circa 100 milioni. L'autore cerca ogni espediente per economizzare su questa immensa somma. Ma il costoso rivestimento della scarpa uoo si può togliere, quello della con troscarpa neppure; il ridotto è iollispensabile. Unic,a economia, ritenuta però non indifferente, sarebbe di restringere entro certi limiti la costruzione .complicata e costosa del ridotto. A tal fine il maggior Ooslorreich propone alcune forme di un semplice forte centrale, ai.lallabile allo diverse opere in modo che ri.esce, a suo avviso . ~n\lipendento dalle altre parti della cinta principale; è assicurato dalla breccia e dalla scalala e corrisponde allo scopo di impedire l'annidarsi dell'assa litore nel parpello conquistato.

RIVISTA BIBLIOGRAFICA ....

Die l?eue,•w,iU'en unti ilare ·t vit•lnmy im Ge/ecl•t 11aif n,;c/.sicl•t au/ ,len Feld:=ug 1810-7:11. - (Le armi a {1wco e la lo1·0 enicacia nel combatti.mento , tenendo conto delta campagna det 1870-71 per G1uuo nt OL1v11m capitano <li artiglie1·ia)

Que$L'opern tonsta di due parti, delle quali l'una riguarda la meccanica o l'allra la tattica; e sono amhedtw tratta te, por quan'to è possibi le, in mo·do elementare. Dopo una breYe introJuziouo sugue il primo capitolo di questo scri~lo, noi quale sono chiariti breYementc i principii fondamentali della dinamica, faccndosono molto applico.zioni alle nrmi a fao(;O . In aill'O capitolo ~ono più largamente SYil uppa!c lo leggi riguardanli la parte meccanica delle armi a fuoco o poi sono esaminati il . soldato di fanteria, il pezzo da 6 pfund cd il cannone Galli11g (mitragliatrice, cannoni a ripetizione in genero), rispetto al loro impiego nel curntia ttimenlo a fuoco; sono inoltrA indicate le vie tliver5o por aumentare l'importanza di questi varii elementi. Oltracciò questi elementi diversi sono paragonati Ira loro, e posli di fronte l'uno all'altro nel combattimento a fuo co. Parlando del fucile della fanteria, l'autore osserva come i !Allori più importanti. per i quali un'arma esercita influenza sullo perdite dell'avversario, sono il peso di essa o la rapidilà dol fuoco. li peso d'un'arma docido del numero dei colpi, che l'individuo può sparnro abbattendo l'arma . e portandola alla spalla: ogni oncia di più costa per conseguenza una parte di ri sultato, nò a questa influenza potrebho sottrarsi anche la migliore dello fa nterie; e quando il sistema permette una più rapida chiusura si fa pure più denso il getto dei proiettili, e nello stesso rapporto si moltiplicano le perdite dell'avversario, mentre dalla parte di chi possiedo quell'nrma elevasi in egual misura l'elemento morale.


RIVISTA 318 Rispetto alle arliglierio sono esaminati i varii sislomi di chiusur,!, 1~ condizioni cui deve soc:disfare il materialè da campagna, ed e_ dimostrato con calco li quali sono lo probàbilitil di colpire un f!1ccolo _bersaglio, e quali le perdite che subisce una truppil m II_nea od 111 colonna sotto il fuoco delle artiglierie; sia quando la distanza del bersaglio è conosciuta, come quando non sia nota, .ovvero non abbia luogo il .puntamento; come ancorn :anto nel caso che i pr_oiottili esplodano a percussione, quanto ~nv~ce nel caso che siano muniti di una spoletta a tempo. Si rnd1cano quindi i mezzi per aumentare l'efficacia delle artiglierie, per quanto essa è dipendente dalla costruzione del proiettile o dal sistema di ch iusura. L'autore è uno dei partigiani dichiarati delle mitraaliatrici anche impiegate sul campo di battaglia; o però fa un~ studio a~curato del cannone a ripetizione Galling e della mitragliatrice france5e, paragona gli effetti del fuoco di questo arnii con quello delle fanterie, e cerca cli dimostrare che col fuoco d_i un cannone a ripetizione si ottiene in pari ten;ipo il mecles1mo effetto che col fuoco di 90 fantaccini. Egli osserva puro che nella linea di battaglia è sempre il con~enlramonto degli sforzi su.i punti decisivi il problema piì.t importanle; e che tale concentramento è sempre limitalo dai ra_pporti di spazio; perchè sopra un dato tratto non può esservi portata che una data quantità di truppe. Ora la massima . intonsi là di fuoco delle fanterie è raggiunta stando in d~e rig_he;_ e novanta fantaccini sopra dno ranghi vogliono 4o passi d1 fro nte. mentre un cannone a ripetizione ue abbisogna di 20 al piì.1; da 1 .che verreb besi a con chi ude re , che un dato tratto della linea di battaglia potrebbe essere attaccato e. difeso dalle mitragliatrici COII effello di fuoco più che doppio d1 qupllo che potrebbe aversi dalla .fanteria. . I/autore fa ancora un paragone degli e(fctti qel fu,oco di un pezzo rigato da 6 pfund con quell i del fuoco di una mitra"'liatrice a distanze conosciute ed ignote; e Ja conclnsione.sar~bbe ?he l'e_ffet~_o di nn canno1~e a ripetizione contro li nee di truppe e quasi triplo dt quello eh un cannone da 6 pfund; e che solo in pochi casi, e molti favorevo li, questo potrebbe accettare un combattimento colla mitragliatrice; perchè il bersaglio maggiore, la lentezza del ti ro, o la difficoltà del puntcimeuto (fatta grandissima anche in seguito alle ~perdite dei serventi, certo enormi in poco tempo) porrilbbero in condizione inferiore il pezzo da 6; al quale, secondo l'autore, altro vantaggio non ri-

3 19 marrebbe se uon una più grande portata da utilizzare; superiorità però che l'Olivier ascrive solo allo condizioni delle cartuccie finora usate, poichè egli intende che i cimnoni a ripetizione abbiano a raggiungere una portata non inferiore ai tre mila passi. · Non è taciuto tuttavia che sotto un certo riguardo il 6 pfund possiede certamente una superiorità immensa (che realmente non ammette che si possa parlare di raffronto alcuno), vale a dire contro ogni sorta· di bersaglio non animato; per allro a riscontro è notato pure, come sulla linea di battaglia por lo più l'obbiettivo è rappresentato dallo truppe. Da ultimo l'autore termina dicendo, elle i pezzi da 6 pfund sono ancora nel caso cti prestare servizii straordinari. · Segue poi la conclusione del libro , nella quale si parla del carattere delle guerre europee, della misura della forza di un esercito, della influi:mza dell'armam11nto sopra questa forza e _del giusto rapporto fra lo unità del le varie armi. L'opera termina con un calcolo relativo alla ostensione del fronte che può essere coperta, a seconda della varia proporzione con cui sono impiegate unità <li ormi diverse. cioè cannone rigato da 6 pfund, ,::annone a ripetizione, fanteria e cavalleria. · Questo libro è abbastanza. interessante per parecchio questioni che tratta, por il metodo seguito dall 'autore e per il concetto generale a cui è informato tutto lo scritto, quello cioè di tendere sempre a conclusioni che abbiano un valore pratico. l1IBLI0GRAF1CA

1

Das Sclttvat•mgefecl,t ,lett lii/aitlerieimd CatJallei•ie - · ( Il oombattimento a stormi della (ante1·ia e della ca,valleriçi 1 ,ffanuale_ per colo1•0 che debbono .dirigere le esercitazioni pratiohe, oompiLato secondo i regolamenti attitali, e pubblicato dal maggiore M. E. von ANGgu. -Vienna, 1872).

In questo piccolo opuscolo sono inr!icate le norme rèlativG al combattimento a stormi per la fanteria e per la cavalleria, essendovi presentalo in. caraUere ordinario tutto ciò che può giovare ad ambe le armi, e sottolineato invece quanto non ti applicabile che alla cavalleria. L'autore insiste sulla necessità di curare l'istruzione dei sott'ufficiali; perchè con le attuali ferme tanto brevi, senza buoni graduati sarebbe impossibile giovarsi del modo di combattere in ordine sparso; cd oltre della istruzione ·teorica intende che i sott'ufficiali siano perfettamente ammaestrati nell'orienta-


320

RIVISTA B1BL10G 11A FlCA I...E

mento, nelle ricognizioni del terreno e nel giovarsi di quest<} elemento pel combattimento a stormi. Jn questo scritto dell"Angeli non mancano tego le pratiche che possono tornare utili per l'andamento della istruzione dell'ordine sparso; e sono ancora esaminati i varii casi in cui frazioni di cavalleria o di fa nteria hanno a servirsi del combattimento a, stormi, stando isolate, ovvPro trovandosi collegate a frazioni maggiori.

GR.A.NDI MANOVRE DELL'ANNO

RELAZIONE

Das lieutige Ge/eelit. 8''iit• jungere (>ffiziere dargeslellt. - (Il oombattimcmto odierno - presentato agli ufficiali JJiÙ _giovani da R. vou B).

Nella introduzione di questo opusco lo l'autore esterna la opinione che i combattimenti del 'i0-71 non abbiano portato modificazioni essenziali nella istruz;one e nelle prescrizioni regolamentari, che già non risultassero dalle esperienze del-. l'anno 1866. So lo per ciò che riguar,la l'impiego del la cav:alleria in gr and,~ sul campo di battaglia, sembragli che ora sia per affacciarsi nuovamente la idea di r iunire per lo scontro una massa di quest'arma la piì.i forte possihil e sotto gli ordini di un comandan.te di cavalleria; perchò in ispecia l modo questi, non solo quando il nemico sia scosso nalla sua genera lità ma già prima durante il combattimento principale, sappia impie. g9 rla secondo le circostanze e le necessitù che saranno per presentarsi . L'autore poscia in poche pagine intend e di dnre ai giovani ufOéiali una idea del combattimento odierno. Egli presenta quindi uno schizzo del modo di combattere depe diversB armi, tratla ·ctel_l'ordine di battaglia di una divisione e di un corpo d'esercito, della combinazione delle varie armi, dei principii e delle d,isposizion i che riguardano l'attacco o la difosa, 0 termina con alcune osservazioni rispettù all'in seguimento. Queste varie parti nello scritto non sono che accennate; però con criterio. La lettura di questo opuscolo per altro ai giovani ufficiali può servire solamente come un indice delle varie parti, che sono a conoscer8i ri3petto al combattimento odierno. MART1NI CARLO,

1872

nJ $ .

A.

n.

IL PRINCI PE UMBERTO DI SAVOIA A

S E. fL MINISTRODELLA GUERRA (Continuazi one e fine -

V. ·t1isponsa del novembre 187.:l) ,

" Giorni 23 e 24 agosto.

"

' In conseguenia di questi ordini (,1 ), nel giorno 23 la dislocazione del generale Piola fu la seguente, fra Dorrnelletlo, Gattico .e Revislate: La brigata Casuccini con dodici pezzi e uno squadrone a Dormelletto; La brigata Bianchi con due batterie e mio squadrone a Gattico; Il reggimento volontari con mezza batteria e uno squadrone a Revislate; Il reggimento bersaglieri con una batteria e uno squadrone a Comignago;

ger'e-nte {·l )ìV. Rivista Militare Italiana, dispensa del novembre 4872, pag. 499. ANNO XVII,

VOI,. IV.

:,H

'.


J,& GRANDI MANOVnR 322 0 Il 1. reggimento cavalleria al quadrivio Glisenta;

3z.3

Il quartier generale a Comignago.

· Osservazioni. Alle ore 6 antimeridiane del giorno 2,i. le truppe del generale Piola passavano il Ticino sui due ponti già menzionati: la brigata Casuccini,' la brigata Bia nchi ed il reggimento bersaglieri sul ponte di Sest.o Cç1:1ende, il reggimento volontari e la brigala di cavaUena per quello di Porto della Torre, e andavano ad aceamparsi sulla brughiera della Malpensa, fronte a nord, la sinistra verso i Piloni di Vizzola, la destra nella direzione della. cascina· della Costa; la cavalleria accantonata a Ferno, Samarate, Cardano e -Lonate-Pozzolo ; il quartier generale a Galla.rate. e Il passaggio del Ticino delle brigate CasuC'cìni e Bianchi fu coperto dal reggimento •b ersaglieri che prese posizione scaglionata sulle alture di Comignago da cui · mosse seguendo la brigata Bianchi ad un'ora di distanza..

I. Per quanto il generale Casanova avesse sollecitalo la marcia delle sue colonne, non potendo egli muovere prima. delle 6 antimeridiane, non avrebbe mai potuto giungere abbastanza in tempo per turbare seriamente il passaggio del fiume al suo avversario. Ciò giustifica la disposizione data dal generale C.a-sanova perché, nella marcia ay,rnti di quel giorno, si tenessero bensì tutle le precauzioni . nell'avanguardia, ma si avesse però più riguardo alla corno1ità delle truppe .che alle esigenze talliche nel grosso delle ,eolonne.

n. L' ipotesi dd ,me posta assegnavo. al generale Piola J.a missione di sorveglia re i passi del Ticino daJfurbigo a Sesto, mettendosi in grado di aecorreù sul .nemico· che ,t,~nLasse il passaggio nel tratto di fiume ora detl.o. Una tale m issione includeva. l'obbligo di sorvegliare con ricognizioni di cavalleria. quel tratto assai lungo del fiume, .e quindi pole:va dar luogo ad un serv.izio mollo istmttivo.

Le truppe del generale Casa.nova si ponevano in marcia alle 6 del mauino approfittando delle varie strade che dalle posizioni occupate cOnducono al rricino tra Sesto e Varali.o-Pombia; le·avanguardie d~lle varie colonne 1h0n 'raggiunseì-o che le ·estreme retroguardie del partito in ritirala senza che .avesse luogo combattim ento. Le truppe del generale Casanova giunsero al Jficino verso mezzogiorno ed accamparono·: La divisione Danzini a Castelìetto •e •Comignago; La divisione Celesia a 1 Borgo Ticino ; La brigata cavalleria, il reggìrnenlo bersaglieri e·la batteria di montagna a Varallo-Pombia; Il quartier generale del corpo d' esercito a Borgo Ticino .

Giorno 125 agosto. Io aveva deciso che le due u.llime fazioni -si svol'-gessero nella zona compresa tra il Ticino ·,e le alture che sovrastano a Gallarate. Affinchè ciò potesse razionalmente .a ccadere, senza rieorrere ad ipotesi Roco .verosimili, mi parve di dover disporre in modo,che la prima !azione av.esse per t~atro il. ter-reno eompreso fra il

•

l


3~4

DELL'ANNO

LE <,RAND{ !fANOVRE

Ticino e la Slrona; e la seconda si svo lgesse nel tratto, che sta fra la Strona stessa: e le alture già menzionale di Cren na-(}allarate-Cardano. Ma qui mi si presentava un'altra co nsideruzione: le alture che sorgono sulla sponda sinistra del Ticino da Verg tate a Coarezza, e quelle che sorgono su lla sponda sinistra della Strona da monte Cucco a casa Belvedere, costituiscono due forti pos izi oni le quali si fro ntegg iano pressoché parallele a unu distanza che varia Lea i 0 00 e 2500 metri . 11 terreno che sta fra di esse è, specialmente nelln parte centrale, piano e scoperto. Ciò fa si. che ci uc1ndo due avversari stan no di fronte su tali posizioni, diflìc ìl rnente si deci.douo a scendere per prendere l'offensiva; se ciò avviene, l' uttacèante è trascinato dalle difficoltà tattiche che gli si presentano sul fronte ad intraprendere larghi movim en ti giranti, pei quali il campo dell'azione tauicu finisce per . allargarsi !Tl 0lto più cli quanto foss e inia intenzione di perrnellere, onde non alfaticare soverchiamenl.e le truppe e non cagiona re troppi dD nni ulle proprietà private. Mi sembrò per altro che sarei v1rnuto nel rni o intenLo di trattenere le operazioni nei limiti che rn i ero fissato, col determinare l'ipotesi in modo che unu delle due parti potesse trovarsi i11 misura di attaceare l'avversario prima che questo foss e completamente siste. . malo nella posizione da occuparsi. .Epperciò, tenuto conto della dislocazi.~me delle truppe del generale Piota, e del tempo necessario alle truppe del generalP. Casanova per pa ssare il Ticino e giungere sulle a lture di Vergiilte-Sesona -Golaseccc1, posi il.tema per la fazione del giorno 25 nei termini seguenti: _ « U generale Casanova al mattino del 1&5 continua « la sua marcia offensiva su Milano, ed eseguisce il

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« passaggio del fiume gettando ponti militari u Sesto -<<

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Calende e Porlo della Torre. « Difficoltà e ritardi nrlla costruzione dei ponti non gli permettono di cominciare il passaggio u Sesto Ca lende prima delle ore 7· antimeridiane, ed al ponte di Porto della Torre (u motivo anche delle cattive condizioni della slradu d'accesso) prima delle 8. « Il generale Piola, che dai suoi esploratori è informato com e per purte del co rpo Casunova si voglia tenture il passaggio presso l' uscila del Ticino dal lago Muggiore, mentre invece nella direzione di Oleggio e .Turbigo non si vedono colonne nemiche, risolve gettarsi con 1uue le sue forze contro il corpo Casanovu. « Tenuto conto del tempo che occorre perchè le informazioni in discorso gli pervenguno, egl i non pnò muovere prima delle ore 7 an timeridiane ».

0

Disposl z ioni del g en erale Casanova.

Il generale Casanova dispose: La division e Danzini sfilasse pel ponte di Ses to Calende e procedesse oìl.re col mandato di oceupare le · alttfre di monte Bertone, di Sesona ed il villaggio di Vergiate, va lendosi della slr.ada del Sempione, della .ferrovia a ca valli e della strada di Golasecca. 11 generale Cclesia, valendosi della strada del Sempione e di quella più a nord di essa, porLasse la brigata Scaletta, i quattro battaglioni bersaglieri e le tre balterie della divisione sulle alture di Vergiule . La brigata Dezza rimanesse colla brigata di cavalleria, una balleria da carnpugna e quella da montagna presso Varallo-Pombia; colla batleria da 9 cent., disposta :presso cascina Castiglione a controbattere l'artiglieria


3'26

LR GRANDI MANOVRE

avversaria che si fosse mostrata sull'altra sponda del fiume; le rimanenti truppe al coperto, pronte a muovere· al primo cenno(·1): Disposizioni del generale P i ola.

Il generale Piola dispose : La brigata Bianchi con due battel'ie e due squacironi. . prendesse posizione dietro la Strona a Ponte Vecchio , a cavallo della strada di Golasecca. Il 2° reggimento bersaglieri con otto pezzi e dm~ squadroni, occupato monte Cucco, marciasse offens1vamente su Vergiate pel ponte di La Teggia presso il molino Peschiera. Il reggimento volontari con due squadroni ed una mezza batteria si disponesse a ponte S. Caterina a: · cavallo· della strada del Sempione dietro la Strona, occupando le trincee che esistono a vanti ad essa per collegare la brigata Bianchi coi bersaglieri. Tutla la brigata Casuccini con dodici pezzi e . due squadroni si concentrasse a Somma per costituire ri-serva sotto la. mano del comando della divisione . L'unico attacco serio doveva essere tentato dai bersaglieri alla destra: il centro e la sinistra dovevano limitarsi a stormeggiare con tiratori per appoggiare· FaHacco della destra. Operazioni.

Alle ore 7 antimeridiane le truppe del generale PioJa. muovevano dai rispettiv,i accamp~men11i facendo rischia-

(~) Per ordini p1lstHioti, la brigata Dczza rimase . poi col grosso· .a Casteltefto e un battaglione a Varallo-Pombia.

1sn 327 rare la propria marcia da squadroni dj oavalleria spinti verso monte Bertene, Vergiate e Cimbro. Verso le ~ antimeridian~ l'intiera divisione trovavasi schierata lungo la St.rona coi bersaglieri a destra, i volontari al centro, la brigata Biunchi a sinistra, la brigata ·casuccini in riserva,· come era indicato ·nelle disposizioni già menzionate . l)EJ,l.' ANNO

Le truppe del generale Cusanova alle 7 antimeridiane avevano cominciato il passaggio del Ticino al ponte di Seslo Calende. Verso le 9 antim.eridiane la divisione Danzini aveva terminato di sfilare sul ponte. · La hrigata Bassecourt, che marciava in testa con due batterie, trova\'asi schierata sulle alture di Sesona dando la sinistra alla . ' strada del Sempione e protendendo la destra al monte Valli di Chiesa. Le due batterie· collocate sulla sinistra del fronte sopra Sesona aprivano il fuoco a 2300 metri di distanza contro le truppe nemiche, che apparivano verso ponte S. Caterina; ad esse rispondevano tosto le artiglierie del generale Piola da monte Cuceo e dal Lazzarùlto. Intanto la brigata Vivoli coll'altra batteria prendeva posizione sulla destra della brigata Bassecourt. La colonna Celesia iniziava il passaggio del fiume. Le truppe del generale Dezza si stabilivano nelle posizioni loro assegnate tra Castelletto e Varallo-Pombia, intanto che le artiglierie da quest'ultima località controbattevano la sezione stabilita sopra il confluente della Strona all'estrema sinistra della brigata Bianchi. Nel frallempo inizia vasi per parte del generale Pi ola il movimento offensivo su Vergiate, coadiuvato da serie dimostrazioni contro la destra della divisione Dànzini. Come si è già detto , tale movimento offensivo era


3z8

LE l,RANDI MANOVR E

affidato al reggimento bersaglieri rinforzato da una ba~teria e due squadroni. Questo reggimen to nel portarsi al ponte l.a reggia, lasciò un battugli one al molino del Cop per collegarsi col reggimento volontari; e fece sr.abilire la balleria sulle alture di monte Cucco. Un al tro ballaglione co ll oeò ·in riserva presso il ponte Ln Teggia; eoi rimanenti d.ne battuglioni e i due squadroni passò la ~trema e si spinse u l'èrnti guardandosi la destra coi due squad,,oni che irradiavano le loro ricognizioni verso Cimbro, Cuvironc e Vinago. I due baLtaglioni guadugrrnrono. le faldo orientali delle alture che stanno tra VergiaLe e la Strona e pervennero su Vergiate in eui rius,:il'ono a penetrare senza inconl.rare resistenza. Accortosi il generale Danzini di 4ucsta mossa, che minacciarn il suo fianco sinistro e poteva creare gravi di flìcoltà alla colonna Celesia, vi spedì sollecitamente un battaglione del 56° reggimenw. Questo ballagli one dove1'a lrallencre i due battaglioni nemici e dar lampo alla colonna Celesia (la cui testa mos travasi sulla strada de l Sempione a cil'ca 2 chilometri da Vel'giate) <li giung-ere ed assicur.a re il propri o schieramento sulle posizioni che le erano state assegnate a sinistra ùelln division e Danzini. ln questo rneulre l'attenzione del generale Dan:1.ini ,,en iva pure chièlmat.a verso la su,1 estrema destra, ove la brigala Vivoli sernb,·ava seri amente attaccata. grano le truppe del generul e Bianchi , il qual e aveva proYve<lulo alla difesa del tratto di fronte assegnatogli , disponendovi 1D sua brigata nel modo seguente : 'f.te battagiioui distesi dal conflu ente della Strotia, alla sinisl.ra dei volontai'i.

DEJ,r.'ANNO

·187'.z

::J!9

Tre uauaglioni riuniti presso J>onte Vecchio, con nuclei di cacciatori sull'altra sponda della Strona a costituini co me una testa di ponte. Uno. batterio. sul le alture presso Pou Le Vecchio. L'altra batteria con trn sezioni sulla ferrovia a. cavalli, tra Ponte \"ccchio e il confluente della Strona, sul trn.llo della ferro via eh.e corre parallelamente al ciglion e, con un a sezione a cascirw Belvede re. I due s<1uadroni indiclro in riserva. Da queste posizion i il generale Bianchi vìslosi debolmente attaccato decise di prendern egli stesso l'offens iva parendogli <l i poterlo fare senza grave rischio, atteso la solidilù delle posizioni su cui appoggiava, e con mollo rantaggio, fac ilitando <'OSì la riescita dell'attacco ùei bersaglieri col chiamare s,1 di sè forze ed attenzione del neinico. ~fosse pel'laulo eon tre bau,1glion i, due sp iegati , uno in sostegno, e prncedenclo a destra e sinistra della fe rrovia a cavalli si spinse fino all e fa lde del mon'te Valli di Chiesa ove si arres tò di fr onte . alla brigata Vivoli che vi era schierata. Erano le '10 11/2 e la divisione Danzini trovavasi impegnata nel combatti meni.o con · fuoc o d'artiglieriD su tullo il fronte e attaccala sulle due ali da fanteria.. Fu questo il momento in cui co minciò ad entrare in azione la colonna del generale Celcsia. Essa era partila alle ore 8 3/ 4 dai suoi accampamen ti e verso le 9 1/2 co minciava a sfilare sul pont e del Ti cino ; il suo 01·d ine di marcia era il seguente : Avanguardia un halla!,{li one bersaglieri e mezza batteria.


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LE GRANDI MANOVRE

(.;rossù' -

Tre battaglioni bersaglieri. Tre mezze batterie. 78° reggimenfo. Una batteria. 40° reggimento. ' L'avanguardia, sentendo il cannone davanti a se, a:ffrettò il passo, e seguendo la strada del Sempione fin presso Legnate , svoltò a sinistra e si• portò sulle a~ture ~he sorgono ad ovest di Vergiate presso cascina P1ale; d1 là aperse il fuoco dei suoi quattro pezzi contro i bersaglieri nemici alle prese col batnlglione d:el 56''. Poco dopo sopraggiunse pel la stessa via il r imanente d~l. reggimento, e guadagnando le alture · ad est del villaggio costrinse alla ritirata l'avversario ; e così rimanev·a assicurato lo spiegamento del rimanente della colonna che stava arrivando dalla medesima parte. _I due battaglioni bersaglieri del o·enerale Piola slocrg_iati dal villaggio ed incalzati d; forze superi~ri, ~i ritrassero in buon ordine pella stessa strada che avevano fatta avanzando, e si arrestarono dietro la Strona prot~tti ~ai . ?ue squadroni cavalleria, dal battaglion~ lasciato rn riserva , dalie batterie di monte Cucco e da due battaglioni e. mezza batteria della brigata Casuccini spedi.ti colà a loro sostegno . I~tanto 1~ brigata Scaletta si svil uppava disponendosi a meta costa delle alture est di Vercriate sulla linea tracciata daila strada che da Vercri:te t;nde a Cimbro passando per cascina Torretta; d;ndo la destra ali' osteria di Vergiate, spingendo la sinistra a Cappella 8. Ga:Jlo, dugento metri a sud-ovest .d a cascina Torrettu. Le tre batterie si mettevano iri batteria a destra e sinistra di Cuppella S. Gallo ed aprivano il fuoco contrò monte Cucco. Il reggimento .bersaglieri trovavasi con due batta-

· 331 rn72 glioni spmt1 verso cascina Mirasolo, due battaglioni a sostegno dell'artiglieria. DEÌ,L'ANNÒ

Il generale Casanova; che dalle alture di monte Bertone aveva assistito nllo svolgersi dell'azione, si era confermato nel concetto di agire -energicamente colla· propria ala sinistra. · E mentre l'importante concentramento d'artiglieria . fatto sulle al!ure di Vergiate preparava l'attacco, egli · mandò ordine alla brigata Dezza di rimontare su Sesto Calende, passarvi il Ticino e venir:=;i a disporre posizione di riserva t~·a la divisione Danzini e la brigata Scaletta .

in

ngenerale Dezza, resosi conto della situazione, aveva giù con lodevole iniziativa avvicinate al ponte di. Sesto Calende le truppe che teneva a Castelletto. Intanto il generale Piola visto che ornai lo sbocco d'clle truppe nemiche e iI !oro stabilirsi sulle alture di Vergiate e di Sesona poteva dirsi assicurato, aveva richiamato indietro anche le truppe del generale Bianchi . della sua sinistra, limitandosi così a tenere le belle posizioni difensive della sinistra delln Strona.

Sit1iazione alle ore H ~ /'J. . -- Verso le H 1/2 le posizioni delle truppe dei due partiti erano le seguenti: Divisione Piola. - Raccolte Je truppe spin te avanti dalle due ali e schierate lungo le posizioni della -s inistra della Strona da monte Cucco al suo confluente col Tici no : I bersaglieri a destra rafforzati <la due battaglioni e mezza batteria della brigata Casuccini ; I volontari al cen tro ;


3~l2

LE GRAI'iD[ MANOVRE

La brigala Bianchi a sinistra; L'artiglieria sul fronte ; La briga.la Casuceini in l'iserva.

Corpo Casanova. - La divisione Danzini renna sul fro nte Sesorni-Golasecca . La eolonnà Celesia sch ierala a ·sinistra della divi~ione Danzini sulle alture di Vergiate, preparando, col fuoco delle sue artiglierie, l'imminente attàcco contro la destra ed il centro del generale Piola . I.a brigata Dezza su Sesto Calende per venire a so·stegno delle truppe Danzini e Celesia.· I.a brigata di cavalleria , la lrnueria da inonta ùna e l.a batte1:ia di' campagna appoggiare da un baua:lion e della lmgata Dezza, continuando la guardia e le dimostrazioni al ponte Porlo della Torre. Corrybattimenfo cl'artiglir.ria su lutto il fronte . C_on ciò l'azione aveva toc:cato il termine di un primo penodo nettamente .accentuato; il generale Casanova malgrado i tentali auacc hi del suo avversario era riuscito a sboccare sulla sinis1.ra del Ticino e a stabilirsi soli~a~1ente sulle al ture da Verg.iale a Gola secca, le quali <:ost11.m yano per lui una forte l.e:,l.a cli poni.e a cavallo della strada del Sempione e cli quella cli Golasecca. Stava ora per passare ad un secondo periodo nel quale il generale Casanova, appoggiato alle forti posi7.ioni occupato, avrebbe pronunziato l' auacco contro la linea della Strona. ì\la l'ora era troppo avanzata perchè potesse ancol'a svolgersi la nuova fas e in cui sta vano per entrare le operazioni, ed jo, presi gli ordini da S. lH. che aveva presenziata tutta la manovra, feci ,dare il segnale che la fac eva cessare. . Nello stesso tempo ordinai al generale l'iola di ritirarsi fino alle alture di Crenna-Gallara(e-Cardaoo.

DBL~ANNO

1872

333

Al genero.le Casanova ordinai cl' accampare sulla destra della Strona con facoltà di portare gli avamposti sull'altra sponda <lei t.orrcnte, senza oltrepa~sare però la linea indicata da c,)scirHl Oggiona , alture di Mezzana. e d'Arzago. e S. Cosmo. OsservazLoni .

I. [l generate Casanova nel dare le disposizioni- pel passaggio del Ticino, ritenne di poter solo co_n~ar~ sul ponte di Sesto Calende, li mitandosi a se mplici dimostrazioni a quello di Porto della Torre. Era difa tti razionalissimo il supporre che il passaggio su cotesto ponto gli fosse reso impo ssibile colla occupazione pe r parte dell'avversario delle posizioni presso cascina .Belvedere che sorpio mbano il ponte stesso dall'altezza di qua.si 25 metri. Le truppe disposto nelle adiacenze di Varallo-Pombia e 3 cascina. Castiglione rendevano impossibile qualsiasi tenta1 ivo che il nemico avesse voluto intraprendere da quello sbocco, onde disturbare il passaggio che aveva luogo sul ponte di Sesto Cn lend e. Inoltre : colle ·1oro dimostrazioni lrattenevano davanti a se nna pur!e dello forze avversarie; Erano in grndo <li. profiltare di quel passo e trovarsi subito in linea , qualora per lo sviluppo dell'azione il nernicò avesse dovuto scostars i dalla Strona; · ~: nello stesso tem po erano abbastanza vicine al ponte di Sesto Calende per poterne profittare e prenJ dere in tempo u1 ile p~rte nll'azione in sostegno delle truppe che vi erano passate prima; come sarebbe avvenuto per parte della brigata Deiza se la manovra avesse dovuto raggiungere tutto lo sviluppo di una vera fazione campale. ·

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:334

335 Tenuto conto del mandato d-el .generale ,,Celesia e <delle sue relazioni colla divisione Danzini all'iniziarsi ·della fazione, mi parrebbe che sareblre stato meglio .il tenere più -concentrate le tre batterie ponendole o imm~diatamènte al seguito del primo battaglione o . tutto al più tra il reggimento bersaglieri e la brigata Scaletta. DET.l,' ANNO

LE GRANDI MANOVR K

, U. Nelìe disposi:i:ì_oni dace pello spiegamento sulle .alture che (ronteggiano la. linea della S.trona era chiaramente indicato alia divisione Oanzini di stabilirsi colla sinistra a cavallo ·della strada del Sempione oc:... cupando Vergiate. · · Ne!l'ordine emanato dal geuerale Danzini era chiara~ente . disposto che la brigata Bassecourt dovesse spiegarsi con un reggimento a destra, l' allro a sinistra dello stradale del Sempione· all'.altezza di Sesona e Vergiate. . . . Dj Jatt.o pe,r;ò tµtta la ,divjsione Danzini si schierò sulla_ destra . dello_ stradale suddetto, limitandosi:poi a sreclire un bat~~ghone su Vergiate quando apparve ilm.o·vnn~nto offensivo che il nemico t~nta,va da quella parte. . ,1'1~ ~embra che sarebbe stato più conveniente ch'3 '.l a Srnistra della divisione Danzini si fosse schierata .nel mo_d? _indicato dagli ordini sopracitati. La dmswne Danzini destinata ad essere l'ala destra del c?rpo d'esercito quando lo spiegamento ne fosse :~omp1uto, ~el prim9 iniziarsi dell'azione ne era ,invece ri ~vanguard1~, e a lei spellava il c.òmpito di rendere ~icuro lo spiegamento anche ,a cos.to di da1;e al proprio fronte _u~'.esten~ione maggiore di quello consenti t.a ad una dms1one in circostanze normali. _L~ fo~·za delle posizioni che occupav·a , e là prossirruta de,la colonna Celcsia toglievano ocrni pericolo ad ,una tale operazione; mentre invece il ~on aver nulla s~lle_ altur~ _di Vergiate quando vi giunsero i bersaghe:1 nem1c1 poteva seriamente compromettere tulio, «se l attacco fallo dal generale Piola fosse stato tentato ,c.on for,z.e maggiori . .

rv.

187'.z

L'effetto prodotto dal movimento · offensivo eseguito da .due soli battaglioni bersaglieri su Vergi.ate dimostra la giusta dieezione data a quell'attacco e la .m~ggior. efficacia che esso avrebbe avuto qualora fosse stato intrapreso con maggiori forze. .1] generale ,Piola vi aveva destinato un reggimento ,di quattro battaglioni, non volen.do egli in quel giorno impegnarsi ti:oppo ·a fondo, mentre sapeva che nel giorno .successi v:o gli sarebbero giunti rinforzi che lo avrebbero posto in grado di sostenere le ullime operazioni ·in condizioni di forze quasi pari a quelle del suo avversano. Ma di queslo reggimento due .soli . battaglioni eseguirono l'attacco e si trovarono impegnati nel combattimento a quasi due chilometri di distanza cl.alla rimanente forza. ~'!i sembra ,.che ,quel reggimerarl.o· a'Vrebbe {i)perato meglio se si fosse limitato a lasciare una compagnia o mezzo battaglione· di scorta alla batteria di monte Cucco, ed avesse portato avanti il battaglione lasciato al· molino del ,.Cop e le altre due compagnie, tenendo . più , vicina la risenva. , . Le forti posizioni occupate dal rimanente della divisione, le ricognizioni della cavalleria, la facilità di abbracciare eolio sguardo gran part~ del terreno da c,u i poteva giungere il nemico, permettevano di tra.lasciare certe cautele, il cui primo risultato era quello

,~II. 11 generale Celesia po.~endosi in marcia al .seg~Hto. della divisione Danzini adottò ,un incolonnameat.o <Che non sembrami il più cor1veniente.

1


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LE GnANDl MANOVRE

di ·sconne~Lere. le forze del reggimento scaglionandole a soverchia distanza le une dalle altre. , Tnolt~e. la · n1.ossa . di due battaglioni ·della brigata Casu?c1m prova che 11 comandante la divisione contava su cli un attaceo di r.utto il reggimento al cui sostegno cles l·inava quei h1-11.lagfioni . Y. Sembrnmi .degna di lode la dec.:isionc presa .dal ge;nerale Bianchi di attaccare quando vide che il nemico che gli stava di fronte lo atlaccava debolmente. 'folla m'.1gg~~r ~arte ~ei casi questo rnodo di operare è fecond.o d.t utrh risullatt perchè rende più difficile all'avve1:sar10 11 tenerci a bada con semplici dirnostrazio.ni. . Inolt~·e, nel cas9 speciale iu cui trovavasi il generale B1anch1, la sua mo§sa poteva agevolare considerevolmente l'es~to dell'operazione tentata dai bersaglieri senza permò compromettere la difesa delle posizioni che gli erano affìdate.

Giorni 26 e 27 agosto. 11 g10rno 26 agosto fu giorno di riposo. Il generale Casanov'l. fece dai suoi ufficiali di stato maggiore riconoscere le condizioni di viabilità delle strade a nord di quelle del Sempione, mentre per delh1 sua brigata di. cavalleria si spino-evano parte . . . . . o r1eogn1z10nt verso Lonate-Pozzolo, Ferno, Sammarate, Cardano, Casorate; eon queste ricognizioni il generale Casanova si accertò che il suo avversario P,ra concen trato fra Caiello, Crenna, Gallara1e e Cardano. Dietro concerti presi col comando della divisione di Milano aTTivarono da Milano e da Vercelli per fer-

DELI,' ANNO

4872

337

rovia il 77° reggimento fanteria, due battaglioni del 9° e un battaglione del 65°. Queste truppe riunite in una brigata di sei battaglioni sotto gli ordini del colonnello Caravà furono assegnate al generale Piola, al quale fu inoHre aumentata l'artiglieria con una batteria tolta dà quelle del generale Casanova . ln seguito a ciò il riparto delle forze tra i due generali si trovò essere il seguente : Corpo Casanova - Battaglioni ventotto, squadroni dieci, pczr.i cinquantaquattro (dei quali sei da montagna). Divisione Piota - 13attaglioni venticinque, squadroni otto, pezzi quarantotto . Alla sera del giorno 26 il corpo Casnnova trovava.si adunque accampato sulla destra della Strona, colla divisione Da.mini a sud , la divisione Celesia a nord della strada del Sempione e la brigata di cavalleria nell'nngolo fra la Strona cd il Ticino. Il generale Piola trovavasi a cavallo della strada di Milano sulle alture di Crenna-Cardano, çon centro di gravità a Gallarate. La brigata Casuccini formava la destra, la brigata Bianchi la sinistra. Il reggimento bersaglieri; la brigata Caravà ed il reggimento volontari nl centro. Ln brigata cavalleria all'estrema sinistra. Tl tema per la fazio11e dell'indomani venne da me formulato nei termini seguenti : « Il corpo Casanova, che è riescito a sboccare dal « Ticino, spinge vivamente le sue operazioni su Milano, « ed j\ giorno ~7, rnarciandooffensivamente, urta contro « la di.visione Piofo, la quale si è ripiegata sulle posiANr-o xv11. Yo1,. 1v.

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LE GRANDI MANOVRE

« zioni Cardano-Crenna e rimane sulla difensiva. Ad un « da to momento dell'azione la divisione Piola, che ha « ricevuto rin(\)l·zi da Milano per ferrovia (sei batta« glioni e una batleri[i.) procede ad un contrattacco ». Volendo inoltre che S. !\I., che si compiaceva presenziare anche quesla fazicne, potesse vederne tutt.o il graduale sviluppo, malgrado la poca pl'ofondilà della zona che separava gli avamposti delle due parti, prescrissi che rimanesse ai due generali intiera libertà \ d'azione pelle disposizioni preparatorie dietro la linea ,, dei rispeltivi avamposti, ma che non potessero oltrepassare una tale linea prima del se.gnale, che avrei fatto dare dal campanile di Casorate con alcuni razzi seguìli da una fumata. Disposizioni del generale Piola.

Davanti al fronte del generale Piola trovavasi quella linea tracciata dalle . alture di rnonle Capro, monte Cuore, piano della Costa e Casorate, che forma sulla strada del Sempione un saliente verso Somma, la cui <:api tale è indicata dalla · strada stessa del Sempione. Queste alture tagliano e dominano tutle le strade .che <lai fronte Somma-Besnate, conducono su Gallarate; non sono dominate da altre alture sul fronte; solo sulla loro destra sorgono le allure di Besnate e Premezzo, dalle quali possono essere attaccate con minore svantaggio. Su queste alture il generale Piola trovava la migliore posizione difensiva, anche per la facilità dei movimenti di traslocazione da un'ala all'altra. Vi trovava pure la migliore base da cui partire per conlraU.accare 'l'avversario, pel quale il vantaggio della superiorilà numerica, grazie ai rinforzi ricevuti dal generale Pi?la, era quasi scomparso.

4872 339 Pertanto il generalo Piola, supponendo mollo pro·ba bile che il suo avversario avrebbe cercato di manovrare per la sua sinistra (13esnate-Premezzo), fissò di fare uno sforzo avanti su cascina Masnaga e Casorate, ·e possibilmenle su Somma, donde poi, se il primo attacco fosse riuscito, ribattendosi a destra su Mezzana ·ed Arzago, avrebbe cercato di i·igettare il suo avversario 'Sul terreno boschivo a nord di questi due paesi e forse tanfo-1r fuori quella parte delle sue forze, che spintasi ;:, . troppo avanti verso Caiello e Premezzo non f"osse riescita in tempo a ritirarsi. Perciò gli. era necessario poter far perno con sicurezza sulle alture di Crenna, monte Cuore e monte Capro. DELL' ANl'iO

I>er effettuare questo suo concetto il generale Piola ordinò: La b1:igala Casùccini con due batterie d'arliglieria ·avanzasse su monte Capro e monte Cuore. Essa dovea eslendersi fino alle alture di Piano della Costa e tenere a qualunque modo true!Le posizioni contro ogni attacco proveniente dalla sinistra. nemica. La brio·ala Casuccini dovea essere sostenuta da una riserva s~abilita a Crenna· e composta della brigata Caravà e di una batteria. La brigata Bianchi con venti pezzi d'arliglieria pariendo dalle alture di Cardano doveva impadronirsi d i Casorale. Alla sua destra avrebbe secondato il di lei attacco, il reggimenlo volonlari, che con una sezione d'artiglieria doveva occupare villa Ma::;naga e ~ollegarsi per le alture di Piano della Costa alla brigata Casuecini . Stilla sinistra ' della briaata Bianchi il 2° reggimento bersaglieri le avrebbe fa~i li tata la presa del villaggio auaccandolo a sua volta dal lato sud per il bosco di :Casorate.


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L~ GRANDI. MANOVI\E

1 due reggimenti di cavalleria, meno uno squadrone

frazionato fra le varie colonne, collocati e0n una sezione d'artiglieria a sinistra dei bersaglieri sulla brughiera in faccia alla Malpensa, dovevano servire di appoggio alla sinistra, e parare al pericolo che la cavalleria dell'avversario con un largo movirnent() eccentrir:o potesse tentare qualche sorpl'e::;a contro Gallarate. A premunirsi meglio cor1trn questo pericolo aveva p_ure lasciato in Gal larate e Cardano alcuni piccoli distaccamenti di fanteria. Dìsposizioni del generale Casanov a.

Le disposizioni del generale Casanovl} furono dettntc nella supposizione che il generale Piola, attenendosi più strettamente all'ipotesi posta nel tema , si ri rrrnnesse sulla diiensi va al principiarsi della fazione. La brigata di destra del la divisione nanz.ini doveva. sboccare per Ponte Vecchio e ponte S. Caterina; quel!?. di sinistra per mol ino del C9p; la prima doveva per Somma e lungo la strada del Sempione investire Casorate; la seconda per Mezzana Superiore ed Arzago doveva marciare su cascina ~fasnaga e Piano della Costa. La divisione Celesin doveva procedere divisa in tre colonne: La brigata di destra per cascina Risara e S. Cosmo si doveva dirigere aìla insenatura fra il Piano della Costa e monte Cuore: La 2• brigata per Resica a Besnate. .La colonna d'estrema sinistra, r:omposta di tre battaglioni bersaglieri e della batteria di montagna, dovea tentare da Besnate la direzione di Premezzo. La brigata di ca vallcria con una batteria cedutale

DEL~ANNO 1872

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-dalla divisi.one Danzini e con un battaglione bersaglieri -doveva sboccare da Ponte Vecchio, e, seguendo la ferrovia-eavalli, portarsi sulla brughiera tra la cascina Mal pensa e i boschi di Casorale onde cop_ri re la destra e tentare un colpo di mano su Gallarate per cascina della Costa e Samarate . Con queste disposizioni il generale Casanova portava tre brigate ad attaccare di fronte le posizioni nerni_ch~ dà Casorate a monte Cuore, mentre coi tre battaglwm bersao·lieri e la batteria di montagna le avrebbe at;::, taccate pel fianco destro. . La i• brigata mandata su Besnate sarebbesi trovata in h"Tado di conco1Tere all'attacco frontale col fuoco delle sue artiglierie e di rafforzare colle fanterie l'attacco girante o quello frontale secondo l'opportunità'. Il successo di quesla combinazione poteva poi ancora essere agevolato dall'effetto d8lla diversione tentata alle spalle del nem ico dalla brigata cavalleria rafforzata dai bersaglieri e dalla batteria r:he le si era . aggiunta per rimpiazzare quella ceduta alJa divisione Piola. Operazioni.

Alle ore 6 ·1[i- arrivava S. M. e pochi minuti dopo partiva il segnale convenuto. La brigQ.ta Casuccini giungeva la prima sulle alture . di monte Cuore · e monte Capro, che distavano poco più di un chilometro dal suo campo; e vi si stabiliva difensivamente cercando però il contatto col nemico con due battaglioni spinti in ricognizione verso Besnate. Dietro la brigata Casuccini disponevasi in riserva la bri o-ata Cara và colla rispettiva batteria. c°onternporaneamenle il reggimento volontari, la brigata Bianchi e il reggimento bersaglieri con ventidue


3,i,2

LE GRANDI MANOVl\E

pezzi iniziavano dalle adiacenze cli Gallara!e e Cardano laloro marcia concentrica su Casorate e cuscina &fosnaga. Il combattimento ebbe principio su codeste posizioni, le quali erano ~e più vicine al fronte da cui prendevano le mosse le truppe del generale Casanova. Dato il segnale, la divisione Danzini passava la Strona ìn due colonne. La colonna.- di destra (brigata Vivoli con quattordici pezzi) sboccando da Sorn ma ricevette notizia dall'avanguardia (un battaglione e due pezzi) della presenza del nemico in Casorate, e dispose immediatamente per attaccarlo. L'avanguardia, rinfol'zata da altri due battaglioni, procedette a cavallo della strada del Sempione coritro il villaggio; l'artiglieria prendeva posizione in faccia ad essQ sulla destra dello stradale; l'altro reggimento della brigata fu diretto su S. Ilario girando a sud del villaggio. . In Casorate fino allora non trovavansi che le avanzate del partito Piola; queste retrocedettero e le truppe de . generale Vivoli vi penetràrono, lo oltrepassarono e pervennero coll'avanguardia fino a cascina Mas_n aga; ma in questo punto un violento fuoco di ventidu e pezzi d'artiglieria si apriva dalle allure di monte Bello e villa Glorietta (a ,1 200 metri circa rimpetto a cascina Masnaga e S. Ilario), poi sopraggiungevano il reggimento volontari, la brigata Bianchi e il reggimento bersaglieri, e cogliendo di fronte e . di fianco le truppe del· generale Vivoli, non ancora sistemate nella posizione conquistata, le obbligavano a ritirarsi precipitosamente e non senza un po' di confusione . I tentativi del generale Danzini di sostenersi, prendendo posizioni successive sulle ondulazioni che si trovano tra Casorate e Somma, andarono falliti, poichè il nemico Io incalzava di fronte con forze preponde-

1872 343 ranti e ne minacciava continuamente la destra col reggimento bersaglieri. Laonde la brigata Vivoli dovette retrocedere fino a Sommn, ove potè ancora riordinarsi sotto la protezione dei dodici pezzi ehe .. ve l'avevano preceduta, e . far tesla all'incalzare del nemico. Ciò che avrebbe potuto, se non impedire almeno rendere meno precipitosa la ritirata della brigata Vivoli da cascina n1asnao-a o e Casorate, era l'arrivo della. brigata .Bassecourt, la quale urtando l'attacco nerrnco sulla sua destra, ne avrebb e certamente rallentato l'impeto. I.a brigata Bassecourt, non avendo per un incidente ricevuto l'ordine di sboccare dal molino del Cop, aveva passata la Strona al ponte S. Caterina e per raggiungere su Arzago la via che le era stata traceiata nelle disposizioni già sopra accennale, sfilava per Somma appunto quando la brigata Vivoli già ne ~sciva p_er marciare su Casorale; sboccata da Arzago si era spiegata protendendo la destra verso la fer:·ovia, la ~in!st1:a verso la strada Arzago-Crenna, la seuone d arhgher1a sulla destra. Con questa formazione aveva marciato avanti seguendo una direzione parallela alla strada del Sempione. Nella marcia avanti la brigata oltrepassava Casorate, quando questo era già ricaduto_ in possess? ?el_le ~ruppe avversarie; sicchè, colla dal vivo fooco d1 fuc1lena che partiva dai caseggiati del villaggio, dovette ripiegare indietro la propria destra. . Arrestata ed assicurata alla meglio l' ala destra, 11 brigadiere Bassecourt, obbedendo ad ordini r!cevuti, proseo-uiva la marcia avanti colla sinistra e vemva cosi ad im~egnare il comhattime11to contro le truppe nemiche in posizione sulle alture di Piano della Costa, contro le quali egli metteva in batteria la propria sezione collocandola tra un reggimento e l'altro. DELL'ANNO

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3/4,4 LE GRAN'Dl lIANOVlle In questa mossa la brigata Bassecourt trovossi pel' un momento collegata colla brigata Dezza che, proveniente da S. Cosmo, si era spiegata, come verrà detto, di fronte alle posizi.oni di mon(e Cuore e monte Capro: Ma la brigata Hassecourt sentiva il rnoto sulla destra e, cercando il contatto del'la brigata Vivoli, appoggiò da quella parte seostandosi dalla brigata Dezza, e siccorne la brigata Vivoli erasi già ritirata verso Somma, così la brigata Bassecourt venne a trovarsi col vuoto sulle due ali e rnin;:icciala dall'avanzarsi del nemico su di esse. In tali condizioni il brigadiere BassecourL si ritrasse combattendo e si arrestò su Arzago e Mezzana ove si · pose in linea colla brigata Vi voli. E così r imanevn scoperta l'ala destra della divisione Celesia. Dalle ore 7 alla 9 1/2 adunque, la divisione Danzini ave va combattuto da prima scaglionata colla destra (Vivoli) avanti e la s inistra (Bassecourt) indietro; poscia scaglionata colla. sin istra a vanti, la destra in ritirata; ed aveva finito di rirneaersi in linea retrocedendo sul fronte Arzago-Somma.

Frallanto la divisione Celesia si era, come eralè pres_critto, posta in marcia su tre colonne, dirella rispett1vamente'Sll monte Cuore e .Piano della Costa, su Besnate · e su Premezzo per Besnate . Colla brigata Dezza, colonna di destra, marciava una batteria; colla brigata Scaletta, colonna centrale, marcia,vaffo le altee due. · Alla colonna di s inistra mancava la bat.teria di montagna, la quale, per un 'malinteso, trova.vasi ancora verso Somma ove fu poi trattenuta. La colonna dei tre battaglioni bersaglieri aveva preceduto su Besnate la brigata Scaletta, vi aveva lasciato

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DELL ANNO

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34,5

un battao·lione per aspettarvela e si era avxiata verso Premezzi costringendo alla ritirata uno dei battaglioni . della brigata Casuccini, spedito in ricognizione. La colonna Dezza giunta per S. Cosmo all'incontro della strada che da Arzago tende a Besnate, vi si era spiegata, mettendo in prima linea un battaglione del 29° e due battaglioni del 30°. La sua batteria aveva aperto il fuoco contro monte Capro. Avanzatasi alquanto, trovava., come si è già detto, il collegamento col.la brigata Ba.ssecour l. Lu brigata Scaletta in quel mentre distava ancora di pressochè tre chilometri da Besnate. L'intenzione del generale Celesia era di attaccare la linea avversaria nel trauo tra. monte Cuore e le alture di Caiello, pronunc iando un attacco di fronte colla brigata Dezza, e un auacco di finneo coi tre battaglioni bersaglieri. · La brigata Scaletta. da Besnate doveva concorrere collesue due batterie a codesti allacchi, mentre colle sue fanterie costituiva ri.serva Jd entrambi . ~la quando la brigata Dezza voll e intraprendere l'attacco frontale delie alture di Piano de ila Cos ta e monte Cuore, non ne era abbastanza matura la pr eparazione e ne fo u:atLenuta da verdetto dei giudici di campo . Quando poi, pel completo arrivo in linea della brigata Scaletta, questo attacco poteva tentarsi in con~i-: zioni meno difficili, per la ritirata della divis ione Danzm1 l'ala destra della divisione C:elesia trovavasi scoperta e ,dovette retrocedere. D'altra parle i successi ottenuti contro la divisione Danzini mettevano il generale Piola in grado di disporre, senza · altre preoccupazioni, della brigata Casuccini e della brigata Caravà ; forze più che sufficienti per so.sten ere in quelle forti posizioni l'attacco del generale


346 Ll, G-RANDl MANOV!llt Celesia la cui superiorità. numerica non era che di tre battaglioni. Erano le 9 1/2 ed il generale Celesia riceveva ordine a sè i tre batlaglioni bersaglieri (che mtanto erano giunti per le alture a circa un chilometro da Premezzo) e di inviarli a rinforzo della divisione Danzinì. . Ciò troncava Ja via ad ogni tentativo di a tracco, ed il generale Celesia, ~asciato un reggimento in retroguardia su Besnate, porto le sue truppe sulla sini.stra della divisione Danzini, occupando il rrwro·ine orientale della . b osch'1va sulla linea S. f,osmoo e cascina _Gaggio. regwne

?i.richiamare

La brigata di cavalleria del generale Casanova era al principiar della fazione sfilata per Ponte Vecchio e si dirigeva per la ferrovia a cavalli verso] a cascina Malpensa, ove giunta disponevasi colla batteria luno-o il l~to orientale dell~ cinta della Malpensa, co~ un ~egg1men to a nord, l altC'o à sud della detta c inta · i bersaglieri guarnivano il limite sud del bosco all'e~t della Pilalpensa. La brigata di cavalleria dell'a ltro partito con una sezione d'artiglieria sboccava poco dopo dalla direzione di Cardano, è giunta allo scoperto veniva accolta dal f~10co ~ncroc~ato dell'artiglieria e dei bersagÌieri, e r il1ravas1 , n_o n m_seguit~, ver?oCardano, continuando però a ~orvegltare 1 mov1ment1 dell'avversario. Il brigadiere Cravetta, accortosi intanto dal rumore del cannone che sulla propria sinistra. il nemico aveva guadagnato terreno verso Somma, spinse ricognizioni su Casorate _che trov? oc?upato dal nemico: dopo ciò disponevas1 a m~rciare m quella direzione per cogliere alle spalle e d1 fianco le truppe avversarie procedenLi contro Somma.

DELJ,'ANNO 4872

3,i,7

Tru le 9 1l/l1: e le 10 adunque il generale Casanova, cessala l'olfonsiva stava sostenendosi sulla linea Somma, ·Mezzana, Arzago, S. Cosmo e Besnate, e rinforzava la sua destra col chiamarvi i bersaglieri, col trattenervi la balleria di montagna e col farvi convergere l'azione della brigata cavalleria che, come si è già dello, di-sponevasi a portarsi sul fian co sinistro del nemico . Il generale Piola, veduta l'estensione presa dal fronte dell'avversario, il quale mostrava fanteria e artiglieria da Malpensa a Besnate, si confermò sempre più nel concetto di fare sforzo su Somma. Egli aveva disposto di tentare tale sforzo con un reggimento della brigala l3ianch i, quattordici pezzi e tutto il r eggim ento bersaglieri, procedendo pei terreni a sud della strada del Semp ione. Onde coprire la destra di quesLe truppe durante l'attacco che stavano per intraprendere, l'altro reggimento della brigata Bianchi lasciò un battaglione e due pezzi ad occupare Cusorate pel caso di insuccesso, e cogli a ltri. . due battaglioni e quattro pezzi e rasi disposto a nord della strada del Semp ione fronte ad Arzago collegandosi col reggimento volontari. Nello stesso tempo la brigata Casuccinirinforzata dalla brigata Caravà, non più attaccata, disponevasi a prendere a sua volta l'offensiva su Besnate . Giunte le cose a questo punto (erano circa le -10 1/'z} mi parve che l'azione si fosse abbastanza svilupp~ta conducendo ad una situazione nettamente marcata; quindi , presi gli ordi ni da S. ,~I., feci dare il segnale della fine , ordinando che le truppe facessero ritorno at rispettivi accampamenti.


348

LR ~ RAND! ?IIANOVRS

0Rservazioni .

l. Gli ordini im partiti per questa fazione dal generale Casanova tendevano cerlamente a dare alle varie c?lon?e simulta~eità nell'.att.acco ; di fauo però si mamfestoy_~ca coes10ne fra eh esse, e i loro sforzi successivi e parzwh rcnn ero a rompersi contro fo rze maggiori ùell' avversal'io. L' arri.vo contem poi'aneo delle brigale Yi voli e Basse~~urt contro _il_ saliente_ di_ Casor•1te, avrebbe posto di f,1ont~. a tred1c1_ ~altagho~r ~ ventidue pezzi del geneI ale I 10la, dodl?L bauaghom e sedici pezzi del generale ~~san.ov~; Il che avrebbe permesso alla divisione ?an z1~1 d1 fare mi~·li_o: e resistenza e di dare tempo alle c_ol?nne ~ella dms10ne Celesia di arrivare sulla sua. ~mi stra riducendo la lotta in condizioni meno sqmhbrate. M~ anche_ la divis!trne Celesia man cò alquanto di coeswne, P?Ichè la lmgata Dezza s'impegn ò scaglionata a tro ppa distanza della brigata Scaleua. " Delle. _ca~~.e di co? esta po?a _coesione alcune pote1 an? ev1lm::,1, perche affatto incidentali , come p. e.: il '.rial_mteso che deviò la brigata Bassecourt su Somma· 11 _1·1lardo della brigala Scaletta prodotto dall'aver la~ sciato sfilare parte della truppn su di una pedanea, Jà dove la .Strona. er~ guadabile ; il tard o spiegamento ·~ell~. brigata ~1volt e la poca cautela con cui si coprì spec1a!m~nle 11 fi~ nco destro; lo scarso impiego dei p lotorn. di c~valler_ia delle varie colonne per accertarsi della s1tuaz1one dt quelle fiancheggianti. tifa· altre cause vi erano non imputabili a nessuno che rendevano diffic il~ssima l'azione col!E:gata delle co~ !onne del generale Casanova .

349 1812 ll terreno frastngl iato e coperto, sul quale dovettero manovrare quelle truppe, fu causa di gravi diflicoll.à pello spiegamento, pel collegamento e pe i movimen ti s11cccssivi; diHicollà aumentate ancora. dai riguardi che si ebbero di non danneggiare le frequenti coltivazioni per cui, specialmente le truppe della brigafo Vivo li , si tennero troppo a. lungo in colonna sulle strade . Per l'artiglieria dell'ala· destra e del centrn, alle dil:.. fieoltà precedenti, si aggitrnsB pure quella della scarsitù di utili e sufficientemente ampie posizioni a portnta dt~l nemico all'aprirsi del éombattimento. Altro grave impaccio fu pui:e il tronco ferroviario Sornrni-!-Casoratc, il quale presentando pochi punti di transit.o, contribuiva non poco a rendere difficile il collegamento tra le due brigate della divisione Danzini, e lo senmbio delle posizioni pel' le artiglierie. M.a tali difficoltà ed altre equivalenti sono, si pul> dire, la caratteristica dei nostri terreni, ed il saperle superare sembrami dovrù essere col tempo il carattere distintivo <lellD Lattica italinna; e fin d'ora lo scopo .p iù interflssante di tutte le nostre esercitazjoni. Ln marcia combinata di più colonne che <fa un ,fronte esteso vanno a convergere ad un obbiettivo comune, è sempre U:na manovra dimcile e delica.ta, per cui la probabilità di success_o è· tanto minore quanto maggiore è il numero dellè colonne impiegate, l'intervallo che le separa e le difficoltà del terreno che altra versano. Qua11do poi il difensore si trovi conce~trato lò ove queste colonne hanno bisogno di giungere per coordinarsi e, invece di rirnanerc immobile e passivo, attacchi ardita111ente le prime che caàono a sua portata, allo.ra u na tale rna!JOVl'a di venla estremamente pericolosa e può condurre una truppa a farsi battern in dettar.r[io da forze anche numericamente in(eriori . DF.LI,' ANNO

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LE . Gl\AND! 'MANOVRE

II. Sembrami lodevole il bisogno cli contaHo col nemico provalo dal brigadiere Casuccini, il quale occupata la posizione affidatagli, e vistosi non attaccato, spiccò avanti i due battaglioni in ricoo-nizione fin su Besna te·' . o nH sembra però che il brigadiere Casuccini avrebbe u~ualr:1ente potuto raggiungere il suo scopo con forze minon; due bauaglioni non erano sufficienti ad ottenere alcun serio risultai.o come attacco, erano invece troppi come sempli·ce ricognizione, IIL La cavalleria del genernle Piola adempì all'ufficio affidatole. Cil'ca alla cn valleria del parlito Casanova sembre- · Tebbe che, rinforzata com'era di un batlao·Jione di bersaglieri e di una intiera batteria, avess; dovuto pes~_re. ma?giormente sul campo dell'nzione generale. L att1tudme tenuta da questa brio-ata di fronte alla O cavalleria aYversaria pare troppo passivamente difensiva. Perduta la speranza di tentare inosservato il movi·mento aggirante che le era stato indicato, sembrerebbe che la ea val!eria del generale Casanova avesse dovuto cercare di concorrere al più preslo possibile colle altre ~orze del corpo d'esercito; tanto più quando lo ·spostarsi del rombo del cannone la face va avvertita che ques te avevano bisogno di soecorso. Ma il terre?o '.~h_e la sep~rava dalla via del Sempione era oscuro, 10s1d10so e difficile per l'arma di cavalleria, e ciò spiega le sue esitazioni

Giorni 28 e 29 agosto. Il giorno 28 fu giorno di riposo. Il giorno 29 S. M. si compiacque di passare in rivista le truppe ai miei .ordini sulla brughiera della ntalpensa.

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.Emanate le disposizioni pello scioglimento del campo, in ?onformità delle istruzioni avute in proposito da V. E., presi commiato col seguente ordine del giorno :

ORDINE DEL GIORNO GENERALE N. i4

< Ufficiali, sott'-u/fìciali e soldati, Somma li 29 agosto 4872-

S. M. il Re, che volle presenziare L'ultimo periodo delle nostre esercitazioni, mi espresse la viva sua soddis fo.zione pel lodevole modo col quale avete manovrato e pel marziale vostro contegno. Dopo le parole d'encomio del Capo dello Stato, a me non resta che ringraziarvi della cooperazione vostra; mercè di essa mi fu facile il còmpito della direzione di una delle più importanti istruzioni che annualmente s'impartisca no all'esercito. Le grandi manovre si svolsero in mezzo a non lievi difficoltà causate non solo dalla natura del terreno, ma ancora dall'indirizzo dato alle operazioni dal .terna proposto ai due partiti. Tali difficoltà si facevano sentire nelle marce nelle ' fazioni, nel funzionamento dei servizi; l'abile direzione dei comandanti generali·, assecondata dall' intelligente operosità di quelli in sott'ordine e dei capi servizio le superarono nel modo più soddisfacente. Tutti hanno cooperato a rendere proficue queste nostre esercitazioni; ed io provai una vivissima soddisfazione vedendo le belle prove che anche in ques't a


352

LE GRANDI .IIANOVHK

occasione avete dato di quel sentimento del dovere, dello spirito · d'ordine e di disciplina che caratterizzano l'esercito sul quale una ~azione può contare . Le nostre file comprendevano gran numero di soldati ai quali poche settimane fa il servizio militare era affatto nuovo. Questa condizione, che da principio pareva dover essere unicamente fonte di maggiori difficoltù , val se invece ad affermare l'eccellente spirito che regna in tut.te le classi sociali della gioventù italiana e la potente influenza del paziente ed intelligente lavoro dei graduati ncll' educarla e dirigerla nelle militari dis cipline.

Soldati', Voi tutti a.vele fatto prova di una grande qualilà, l'abnegazione; avete compreso come negli eserciti moderni debbasi accoppiare . a quesla qualità quel retto spirito d'iniziativa che tanto a'gevola il comando. Venni fra voi compreso d'orgoglio pel mandato aflìdatomi; vi lascio col sentimento del più vivo affetto ».

li ComaP.danle incapo delle trnppe alle grandi menovre U1irn:r.lrro

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SAVOIA.

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OSSERVAZIONI GENERAl1I

La bu.ona volontà da tutti spiegata nel procurare di uniformarsi alle lstriizi'oni sull'ammaestramento tattico nonchè ai pochi ricordi e raccomandazioni da me indirizzali o.lle truppe coll'ordine del giorno N. 2, fu feconda cli buoni risultati ; ond' io in complesso non ho che da rallegrarmi del modo col quale procedettero le grandi manovre. , Le osservazioni da m~ fotle nel corso delle. manovre stesse coll'ordine del rriorno N. 9 e con particolari . avvertimenti, non· che ~uelle speciali ad ogni fazione contenÙte in questa Relazione, mi las<..:iano ben poco da .aggiungere corne osservazioni , general~. - ~sse quindi si rivolgono piuttosto ~gli elemen.l1 che 'i~nzionarono quest'anno pella pnma volta od a no~it~ introdotte o da introdursi, che non sopra deuagh d1 manovra. Ciascuno per conto proprio, colla scorta delle suaccennate prescrizioni e delle osservazioni clettagli~taillus tri g~nerali .che ebbero .la diremenle fatte dao·li i:, . • • zione delle n-randi manovre gli anni scorsi, ripensi a quanto ha ~perato e la coscienza ~ua gli .dirà dove ha rac•ione di essere veramente s·odd ,sfatto d1 se stesso e dov~ potrà far meglio per l'avvenire. Incorporazione della 2" part~ del contingente.

Gli effetti vi della fanteria nelle grandi manovre di quest'anno furono molto avvicinati a quelli di guerra ANNO

xvn, VOL. iv.

23


LE GRANDI MANOYIIE

mediante l'incorporazione della 2• parte del contingente. Questo fatto, a cui si aggiungeva quello d'avere le batlerie ad otto pezzi e gli squadroni al completo, ebbe il rilevante vantaggio di dare a tutti i comandanti il mezzo d'esercitarsi a risolvere i problemi logisLici e tattici in condizioni. che maggiorrnente s'avvicinavano a quelle di guerru . Ma d'altra parte la grande proporzione in cui questo giovane elemento entrava nella composizione degli effettivi, impediva di raggiungere nelle otrnrazioni di dettaglio -quel grado di perfezione che doveva essere prodotto dall'eccellente indirizzo che da qualche tempo ha preso l' ammaestrarncnto tattico, e dal lavoro di preparazione avutosi nei campi. L'istruzione individuale di questi giovani soldati fu appena abbozzata pl'esso i distretti e non potè essere di molto perfezionata ai campi, ove, naturalmente, l'attenzione dei · comandanti doveva essere rivolta piuttosto allo sviluppo di quelle esercitazioni su scala più larga a cui meno si presta la vita di guarnigione.Essi. collo scarso nurnero di graduali presenti non avrebbero potuto dare maggiore opera all'istruzione di dettagli o di questi soldati senza nuocere all'istruzione cl egli altri; ed in tutti i campi, dalla preoccupazione della preparazione alle grandi manovre e dalla poca probabilità di potere in così breve periodo di tempo portare queste reclute ad una sufficiente istruzione di dettaglio, ne nacque che s'indirizzò specialmente l'istruzione di tutti nel senso dell'allenamento alle grosse fatiche . Il risultato fu che, dall'allenamento in fuori, il g rado d'istruzione di questa seconda parte del contingente coll'intervento ai campi ed alle grandi manovre non rimase superiore a quello che avrebbe acquistato se

DEI.T,' ANNO

·1872

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essa fosse stata ripartita nei rispetti.vi reg~i?1enti; m~ lo fu certamente il grado di educaz10ne militare, e ritengo che solo nei campi sia possibil_e im~rimere.vero spirito d'ordine e di disciplina a g1?vam che fanno così breve permanenza sotto le armi. In complesso essi fecero assai miglior prova di quanto se ne poteva aspettare, e ciò si deve ~lla bo~tà, ~Ilo zel~ ed. ali.a istruzione perfezionata de1 quadr~ e d~1 soldat~ a.nzmm, non che ali' ottima volontà di cm essi medes1m1 erano animati. Onde se io avessi da emettere parere sulla maggiore o .minore convenienza di porre in mezzo alle file un elemento simile a questo (come p . es. uomini di seconda categoria) in occasione di campi e grandi manovre, io non esiterei a da~·lo favorevo_le. Ma ad evitare che essi siano d'incagho al perfez10- } na;1ento dell'istruzione d<wli o altri, sarebbe a .desi- '.. derarsi che essi v'intervenissero con un grado d'rstru- / zione alquanto più sviluppato , e specialmente che la1 pr?p_orzione nelle file foss.e meno ~orte. . . Nei bersaglieri ad esemp10 , dove s1 trov~~ano 11: assai più scarso numero, l'affiatamento era grn qua~1 completo. ed 1 reggimenti nulla aveva~o per~uto d:l quelle preziose qualità cui debbono meritata nputaz1one. Volontari di un anno.

Un altro elemento giovine fu quello dei volontari di un anno costituiti in reggimento ; questa nuova istituzione diede buoni risultati. · L'ottimo inquadramento fatto al reggimento ne ha certamente la sua parte, ma è giustizia il riconoscere che essi tutti diedero prova d'eccellente spirito e di grande buona volontà. . . . . . n grado d'istruzione a cui er~no gmnti ne1 d1strett1, trovò utilissimo complemento in questo poco tempJ


DEI,!,' ANI'\O

356 LE Gll~DI MANOVRE di vita al campo, ed i risultati ottenuti in un solo anno di servizio provano quale grande assegnamento si possa fare sui giovani italiani in fauo cli rapida istruzione militare, quando a,ll'intelligenza loro naturale va congiunto un certo grado cli coltura e d'educazione primitiva.

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-zioni sull' a1nrnaest,1·arnento tattico .: le armi a cavallo

Marce, servizio di sicurezza, ricognizioni.

Il primo concentramento delle truppe di fanteria dai campi d'istruzione di 1\fontechiari e San Maurizio al sito da me designato·, fu folto per ferrovia per m ezzo di treni facoltativi che nulla incagliaron_o il servizio regolare. Detli trnsporti procedettero regolarmente. Ma sarebbe certamente assai -desiderabile che i movimenti ferroviari potessero effettuarsi su più larga scala e per tutte le armi. L' occasione delle grandi manovre molto si presta per tali esperimen ti. Ad oghi m odo fo voti perché ·~ si profitti d' ogni circostanza per famigliarizzare un b u on numero di uflìciali con sì importante ramo di servizio. Per quanto riguardava le marce da eseguirsi durante le operazioni militari , appunto in considerazione del gran numero di giovani soldati che facevano parte delle truppe ai miei ordini, io aveva prescritto che non si eccedessero i 20 chilometri a l g iorno . Nel giorno 20 agosto quest'ordine fu per alcuna eolonna forse non trnppo strettamente osservato, il c he produsse qualche inconveniente di non grande entità, e che non si verificò più nelle maree successive. In complesso le marce si fecero con ordine e di- · sciplina e constatai che furono condotte con sano criterio ; la fanteria diede prova di m olta resistenza e raggiunse la celerità data come normale dalle lstru-

1872

'

eseo·uirono marce più ·lunghe e p iù faticose, ed il nume~o dei cavalli ammalati e feriti fu veramente insignificante. La cavalleria fece il servizio di esplorazione con intellicrenza e con un certo brio ehe dimostra va come in tt~tti fosse penetrulo il sentimento della somma importanza di questo senizio. . Debbo però 0sservare che non sempre ne venne_1~teso il vero spirito : accadde ad esempio , che paLtughe discretamente numerose, non minacciate, retrocedessero intere a riferire , non lasciando così alcuno a continuare l' oss<wvazione. Furono esen·uite con buon successo sui terreni mon0 t uosi piccole pattuglie di fanteria compo~t.e di ~~ ~f. ficiale o sott'ufficiale intelligente con poclu u omm1. h1 specialmente con esse che ciascun partito potè tenersi con ,una certa _esatlezza al corrente delle m osse del i:iartito opposto . Il servizio di sicurezza fu fotto con sufficiente criterio, sia riguardo all'apprezzamento del terreno sia riguardo all'economia delle forze . . Siccome però le ore d'operazion~ e~a~10 _det~rm~n~te per ciascun giorno ed erano conos.cmt1 1 g1or~l d1 _nposo, avvenne talvolta che il servizio d'avarnpost1 vemva praticato meno attivamente . Si perdeva così l'occasione -di sviluppare presso i soldati questo importante ramo d'istruzione e ciò era tanto più nocivo in quan to eh~ andava perduto un tempo prezioso per l'istruzione dei soldati della :3• parte del contingen te . . Ad ovviare a siffatti inconvenienti, venni nella determinazione di avvertire i due partili ch e avrei fatto d are degli allarmi precisamente nelle ore in cui le operazioni erano sospese.


358

LE Gl\ANDT !lANOVRE

E qui mi occorre esprimere un dubbio nato in me dietro le considerazioni poc'anzi svolte. - Io temo çhe nelle guarnigioni non si presti abbastanza attenzione a questo importante ramo d'istruzione. L'applicazione della manovra al terreno, e specialmente la manovra a nemico ,:ontrapposto, sono cose che allettano assai . più ; ma è di tutta necessità che nessuna istruzione vada a scapito dell'ultrà e che si dia uguàl peso tanto a quella di piazza d'armi, desiinata a mantenere l'ordine nelle file, quan Lo a quelle ùhe insegnano a guardarsi nelle marce e negli accampamenti e a combattere sul terreno vern. Quell'esercito, verso il quale ognuno oggi . volge gli sguardi, pratica tali precetti con c_ostanza invidi.abile. . Il nostro soldato trova nel suo caratter,e molto slancio, nella sua pronta intelligenza facilità ad abilitarsi a com battere in ordine separato: facciamo che non gli manchi nessuna di quelle istruzioni atte a dargli la fermezza f' la riflessione. · Combat timento,

Ho constatato con soddisfa~ione i notevoli progressi fatti nell'apprezzamen to del terreno sia nella scelta delle posizioni, sia nel modo di disporvi le truppe per la d ifesa o per l'atta.eco. La preoccupazione dei moviment~ giranti ha fotto prendere lalvolta fronti troppo estesi, producendo solligliezza nell'ordine di battaglia e scarsità nelle riserve. Lo sp iegamento delle colonne si faceva generalmente a buona distanza, con ordine e con graduazione nello sviluppo. L' ordine sparso venne impiegato in larga rnisura, i cacciatori procedevano con sufficiente ordine ed in_sieme ; però ebbi ad osservare come in g enerale 1

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359 sostegni si tenessero troppo vicini ai gruppi, e ciò in combattimento vero logorerepbe troppo presto le truppe impegnate. . . Debbo dire che ebbi la più favorevole 1rnpress10ne dal modo in cui in o-enerale veniva regolato il fnoco della fanteria, il che t~rna ad elogio specialmente degli ufficiali inferiori e dei capi gruppo . L'artiglieria fu impiegata· con retto criterio; furono ben· scelte le posizioni, ben utilizzati i r~pari, . s_upera:e con energia ed accorgimento le non poche d1ffìcolta che il terreno presentava , specialmente sulla destra. de~ Ticino. Assai raramente ebbi ad osservare erron eh soverchio frazionamento o di troppo frequenti spostamenti successivi ; quulche volta però si aprì il fuoco a troopa distanza . · La' formazione delle batterie su otto pezzi fu generalmente trovata soddisfacente . Si fece forse fir! tropp~ ( largo uso del vantaggio che essa presenta eh potersi , frazionare in mezze batterie; ad ogni modo per conto ~ mio ritengo quella una formazione 'assai <;onvenicnle. La na Lura del terreno sul quale si manovrò non permise l'impiego su grande scala dell'arma di cavalleria; non ebbi quindi occasione di poLcre ben apprezzare il suo grado d'istruzione nella parte combattimento. Mi astengo da qualunque giudizio in proposito . . In complesso ho potuto constatare che le rette i.de~ sulle proprieLà tattiche delle tre armi e ~ulle relaziom che le collegano si sono molto generalizzate. Anche in quest'anno si verificò qualche volta il sol~to inconveniente cli attacchi troppo audaci e prematun e di resistenze troppo ostinate . . Ma d'altra parte l'idea ormai abbastanza estesa de~ vanLaggio dato alla difensiva dalla potenz_a delle arm~ moderne fece sl che in qualche altra c1rcostanza vi fosse m;lta ripugnanza nel tentare attacchi alla baio-


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LE GRANDI lIANOrHE

nelta, anche quando pelJo sviluppo preso dall'azione quesLi aLLacchi potevano sembrare abbastanza preparati ed oppormni . · Sarebbe certamente nocivo lasciar penetrare nell'animo del ~ . .soldalo la convinzione cìie la riescita decrli l attacc u sia sempre impossibile; ed egli è s icuro che il mantenere nei limiti del verosimile l'attacco e la di.fesa nei combattimenti simulati sarà sempre il· problema più di.tficile e più delicato per chi deve dirigere esercìtazioni. L'importanza dei rnovirnenti giranti mi pare debba avere un valore ben diverso seeondo che si tratta di grandi o di piccoli riparti di tmppa . Nel nostro terreno frastagliato, oscuro e così favorevole alla. gu~rra di ~o~ti e all'ordine separato, spesse volte la ostmazwne cle1 rtparti minori nel di.fendere una località, ~nche spinta irrazionalmente, può dar lempo a concepire e tentare manovre decisive per le sorti del combattimento; e all'opposto esse possono anche essere ~omp!·01:nesse in modo fa lale dal troppo prudente rit1rars1. d1 qualche frazione minacciata di attorn iamen to. . !)er tu~te queste ?onsiderazioni io mi sono sempre prn convinto che nelle esercitazioni Lattiche si debba bensì dare il massimo sviluppo alle d isposizioni prepar~tori.e, ma che si debba essere molto parchi nel lascrnr succedere e prolungare combattimenti a fuoco che bene spesso falsano il criterio del nostro soldat~ intelligente ma molto impl'essionabile. Ordini, rapporti e schizzi.

Malgrado le raccomandazioni foue nel mio ordine N. 1, non mi sembrò abbastanza sentila da alcuni ·c?~1andanli l'importanza di formulare le proprie dispoBtzJOni con ordini scritti, chiari e concisi, in cui ap-

..

DELL' ANN:0 1872

361

parisse nettamente il concetto del comandante ed il mandato cli chi doveva eseguire . Credo di dover insistere su questo punto, da cui dipende gran parte del profitto che si può trarre dalle ; esercitazioni, e in. genere il buon andamento delle ope- ' razioni militari. "'I Così sembram i pure che si sia fatto dni comandanti secondari troppo largo uso di ordini verbali e poco di quelli in iscritto; l'ordine in iscritto obbliga chi lo dà a formulare nettamente le proprie intenzioni, copre la responsabilità e guida l'iniziativa di chi deve eseguire, e rende facile il tener conto esatto del modo con ctii si svolse l'azione. (:olle distanze che si tengono nei c.orn battimenti od ierni ,è difficile che manc.:hi ad un comandante d i. brigala e di reggimento il tempo di dett.arc in poche parole le disposizioni che gli paiono opportune: credo che il fa.r penetrare nelle file del nostro esercito una tale abitudine, sia uno fra i risullati importan li a cui si deve cercare di pervenire. Mi const.1 che nella compilazione dei rapporti ed in quella dei di::i.ri, si attese con accuratezza da parte di tutti; ciò nulla.meno non si è raggiunta quella precisione che tanto è necessaria per poter essere sempre in grado di. eompletamente far conoscere un fatto . t giusto di osservare che il tempo disponibile pe~ una compilazione regolare era assai limitato, facendosi operazioni continuate. : l\fa così appunto succede in guerra, e nelle grandi manovre, che so tto tale punto di vista ne offrono una imagine assai rassomigliante, conviene abituarsi a compilar ordini e relazioni brevi, ma precise e fondale su quei poehi dati di fauo che caratterizzano la situazione. Fra le mende che si. possono sempre evitare, noterò


362

LE GRANDI MANOVRE

quella della mancanza o della ·poca precisione nella indicazione delle ore; sul quale punto credo di dovere insistere pcrchè è causa di contestazioni e di difficoltà nell'apprezzare. rettamente i risulLati. delle operazioni. Quest'anno si fece uso di sch izzi autografali per segnare le dislocazioni e determinare la posizione delle truppe nelle varie fasi di una fazione ; ognuno servendosene a dovere, sarà sempre possibile, appena ultimata la i;nanovra, di avere esalta contezza di tutto, raccogliendo tali elementi. Raccomando il loro , uso nelle esercitazioni, pei-chè risparmia tempo e facilita grandemente la chiarezza e precisione delle Relazioni. Conferenze.

L'ottimo sistema di tener conferenze prima e dopo di ciascuna delle operazioni fu anche quest'anno se- · gui to con successo dai due comandanti di partito verso i loro dipendenti. llitengo che la massima parte del profitto delle nostre esercitazioni derivi da queste conferenze, la cui frequenza ed estensione anche ai gr:adi inferiori non sarà mai abbastanza raccomandata. SvilupIJO delle grand i manovre.

Lo sviluppo pratico quale ora viene dato alle grandi manovre mi sembra lasci ben poco a desiderare in ordine allo scopo che cc,n esse si vuole raggi.ungere; e sarebbe perfetto quando le condizioni · econorniche perrnettnssero di dare alle colonne di carreggio proponi,on i che più si avvicinassero a quelle di guerra. · Relativamente a lla durata, 15 giorni èli vere operazioni mi sembrano sufficienti per sviluppare in modo

•

DELJ} ANNO

1872

36'3

razionale un'ipotesi strategica proporzionata alle forz~ che annualmente si possono destinare alle grandi manovre. Circa all't\poca in cui esse debbano aver luogo, io sarei d'avviso che la seconda metà di settembre sia la più favorevole per le migliori condizioni atmosferiche e pella più avanzata istruzio~e. de:le t1:uppe . Per quanto riguarda le cond1z10m agncole, n?n vedo gran differenza dall'agosto al s_e ttembte; _per ~iascun_o dai due mesi vi sono zone d1 terreno m cui lo sviluppo delle esercitazioni non reca troppo forti danni . .. . . . alle proprietà. .Non mi dissimulo però che altre cons1deraz10m d~ ordine economico, che V. E. è più in grado di me cli apprezzare , possano consigliar·e la preferenza_ pella seconda metà d'agosto.

I.a libertà d'azione concessa ·ai comandanti di partito anche in quest'anno, specialmente nel primo periodo, ha fatto buona prova . Ma l'esperienza di quest'anno mi confer~a n~ll~ convinzione dell'opportunità di limitare tale hb_ert:1. azione sia eol fissare la. durata de lle operaz10m in ciascu~ giornq, sia coll'intercalare .giorni di rip?so . . Con ciò le fatiche delle truppe s i possono tenere m quei liniiti in ~cui , pur raggiungendosi un sufiìci:'nte grado d'istruzione, non si va incontro a quelle perdite che solo le esigenze del vero stato di guerra posso~o giustificare. Inoltre, siccome lo scopo delle grandi manovre non è soltanto quello dell' istruzione dei grad~ e ~elle funzioni più elevate, ma è ahresì quello d1 abituare le i truppe a conservare intatto , in mezzo alle n~1merose 1 cause dissolvenLi che accompagnano lo stato cli gu~rr:a:, l quello spirito d'ord ine che è la base della sohd1ta degli eserciti, così ò necessario che la mente del ge""

?r


364 LE CT:lANOI MANOVRE nerale non sia totalmen 1e assorta dalle preoccupazioni cagionate dallo svilupparsi del conceHo strategico, ma possa ancora rivolgersi frequentemente ad assicurare .con riviste ed ispezioni la stretta osservanza delle prescrizioni disciplinari circa la tenuta, le armi ed il munizionamento; e ciò è solo possibile intercalando or e e giorni di riposo . Tuttavia io ritengo che per certe operazion i speciali, come , ad esempio , pel passaggio di un fiume , non · sarebbe inopportuno di lasciare anche uno o due giorni ! d'operazioni non interrotte da nessun limite convenzionale giornaliero . Tali operazioni si potrebbero con ! ciò condurre con maggiore interesse e verosimiglianza, e i quartieri generali ed i vari servizi avrebbero occasione d'esercitarsi a funzionare in quei limiti ristretti di tempo concessi dal vero stato di guerra.

DEL!..' ANNO ,) 872

36 u~'

Basta vivere per qualche tempo fra le file ed_ai ~ampi per sentire quanto si sia fatto vivo ncll'~se:c1to 11 se~timento di voler progredire . .Ed io nutro rntiera fic'.ucia che, sotto l'impulso di un. tale sentimento e col grnsto indirizzo ora dato alle istruzioni, si perverrà alla me~a: e fra non molto l'Esercito italiano, alle belle . quaht~ di carattere di cui non ebbe mai difetto, aggmng~ra il complemento indispensabile di un' estesa e solida istruzione.

!·

CONCLUSIONE

Seguendo passo a pa_sso e col più vivo interessamento lo svolgersi delle operaz.ioni direlle con tanta abilità e zelo dai luogotenenti generali conte Casanova e cav. Piola assecondali dai loro dipendenti, io ebbi Ja p iù favorevole occasione per molto vedere e rnolto imparare; e di ciò piacemi ringraziare altamente l'E. V. Certamente il grado d'istruzione raggiunto, cornparat.o con quel tipo d'ideale perfezione a cui og~i esercito deve tendere, lasc.ia scorgere mende· e lacune che possono far se mbrare un tale risullato ancora lontano, ma volgendo addietro lo sguardo e considerando ii ,c ammino fotto , l'animo si rinfranca .

..

Jl Comandante in capo delle lruppe alle grandi manone· UMBERTO DI SAVOIA.


DEI RISULTATI DELLA NUOVA LEGGE ECC.

DEI RISULTATI Dlf,L.l

NUOVA LEGGE DI RECLUTUIENTO FRANCESE

1

PARTE SECONDA

(r)

Io mi sono studiato fin qui di porre in evidenza quali •saranno gli effetti della nuova legge di r eclu(amento francese dopo un periodo completo di sua applicazione. l\fa importa considerare che il termine di un tale periodo è molto remoto, giacc.:hè gli effetti della legge stessa non apparitanqo in tutta la loro misura che a datare del 30 giugno 1882 per rispet!.o all'esercito attivo, e a datare del 30 giugno 4893 quanto all'esercito ' territoriale. l\1i sembra quindi di evidenle interesse e~aminare altresì in quali condizioni cli forza si troverà l'esercito francese fin dal primo momento d'applicazione della nuova legge e negli anni seguenti fino ad una ce1·la epoca che segnerà, a mio credere, un periodo sorpmamente favorevole per la !?rancia. La nuova legge andrà in vigore a cominciare del 1° gennaio 1873 . Vediamo dunque anzitutto quale sarà Ìo stato delle cose a quella data, tenendo calcolo delle disposizioni transitorie che la legge stabilisce con forza re Lroattiva per le classi reclutate fino a tutto il corrente anno. (~) V. dispensa del novembre l 8'i1.

367'

Afiìnchè un tale esame riesca ordinato e ch iaro reputo opportuno dividerlo in tre parti corrispondenti a tre gruppi di classe, a ciascuno dei quali devono essere applicate disposizioni diverse. I tre gruppi sono distinti nel seguente modo: A) Classe 1871. .B) Classi 1867-68-69-70. ' C) Classi anteriori a quella 1867 reclutate a seconda della legge 24 mano 4832. A) La classe 1871, durante la guerra franco-germanica, fu c hiamata per anticipazione sotto le armi il 5 gennaio, ma cessate le ostili tà, l'ordine fu contro- ' m andato. Ora, non potendosi ammettere gl'inscritti cli questa classe al beneficio del volonta'.riato di .un anno, fu stimato giusto da un altro lato di non escluderli dal diritto al rimpiazzo, che rimane colla nuova legge· abolito . Perci,ò fu per gli inscritti della suddetta classe stabilita una disposizione transitoria mercè la quale viene loro accorda Lo tale diritto a norma della legge 4868, assoggettandoli ad un tempo a tutte le ~res.crizioni d.i quella stessa legge per rispetto alle esenz1om ed alle drspense. JJ tirocinio di servizio degli uomini della classe 1871 vien computato dal 1° luglio 1872. Essi saranno divisi in due contingenti : nno sarà incorporato nell'esercito e dovrà passare nell' esercito attivo, nel territoriale e nella 1• e 2a riserva quel numero d'anni che è stabilito dalla nuova legge ; l'altro sarà senz'altro assegnato alla 11" riserva (quella del!' esercito attivo) e rimarrà ad essa ascritto per 9 anni, onde transitare poi col primo contingente nell'esercito territoriale e quindi nella 2.. riserva a norma della nuova legge . L'incomorazione nell'esercito attivo del primo con" tingente a'vrà luogo entro l'anno corrente (probabilmen te in dicembre), ed è riservala al Ministero della guerra


368

DE I lUSULTATi DELLA NUOVA LEGGE

la fac oltà di determinarne la cifra. Ma non è tutta via impossibile, a mio credere, pori.are un giudizio sulla forza. cli detto contiuge nle, fa cendo la segu ente consi~ derazioue. Attualmente si trovano sotto le armi, come giù a ccennai , le. class i ·1866-67-68-69-70. La pri ma, reel uta la in virtù della legge ,183~, dovrà essere congedata dal sel.'vizio attivo il 31 dicembre 18'73; La dasse 1867 reclu ta ta invece sotto l'i mpero della legge ,J868 dovr à essere liberata dal servizio attivo il 30 giugno del ;J8'73 ; La classe del 11868 cesserù d i appartenere alla par te attiva dell'esercito il 30 giugno ,187/4.. : Le classi 1869 e ·1870 , chiamate sotto le armi a: brevi intervalli durante l'ultima g uerra {la seconda per anticipazione), dovranno ambedue essere cono-eclate dal . . . . o serv1Z10 attlvo nel cors o del !f875. In ll'e anna te dunque l' eserei to attivo perderà tutte cinque Je classi attualmente sotto le armi . Ora, si può egli supporre ch e per riparare a.d un tale inconveniente il governo francese vorr à imporre tutta la gravezza di una più nmnerosa incorporazione d'iscritti nell' esercito a ttivo su quelle classi che saran no chiamate in servizio nel periodo corrispondente aH'accennato licenziamento? Tutto lasci.a credere pìuuos to che in previsione di u n . tale fatto esso comincierà dal portare .la cifra del contin- · gente incorporabile della classe ,18711 ad una cifra più elevata del solito, oltrepassando quella di 70,000 uomini . Ed è pure a credere che il secondo contingente della: classe, di cui discorro, riuscirà alquanto superiore in nu.rnero alle seconde parti normali dei contingef!ti, , quando si consideri che le d ispense e le esenzioni per la classe 487,t verranno regolate secondo la legge dèl 1868 e quindi saranno numericamente più limitate 1

369 (38 mila uomini circa) che se fossero calcolate in base alla nuova legge. B) Le classi del 11867-68-69 e 70 si trovano attualmente tutte sotto le armi e furono levate sotto l'impero della legge del 1868 . Questa legge, come è noto, divideva il contingente in due parti. La prima parte, chiamata contingente dell'esercito e di cui il Parlamento determinava annualmente Ja cifra, era a sua volta suddivisa in due porzioni, delle quali la prima soltanto veniva effettivamente incorporala, mentre la seconda rimaneva a disposizione. Prima e seconda porzione erano ascritte al1' esercito attivo per 5 anni, e per 4 anni alla riserva. · La seconda parte del contingente non era tenuta che ad un servizio di cinque anni nella guardia nazionale mobi le, e comprendeva non solo gli uomini che per il numero estratto nel sorteggio .di leva non erano ascritti alla prima , ma anche i 1·1·mpi"azzati, e gli esè ntati per ragioni di famiglia; ed è ques~a la causa per cui le seconde parti dei contingenti reelutati secondo la legge 1868 risultavano più numerose, come si è accennato, di ciò che possano riuscire quelle dei contingenti che saranno reclutati secondo la nuova legge. Ora, quanto alle prime parti :dei contingenti deile varie classi che abbiamo più sopra indicato, la nuova leo-ge . o non allera gli obblighi di servizio ad esse spettanti nel!' esercito attivo e nelle riserve del medesimo in virtù della legge del i 868, ma impone loro l'obbligo, al termine di tale servizio, di far parte dell'esercito territoriale e della riserva del medesimo fino all'età di 40 anni. In quanto agli inscritti delle medesime classi, che attualmente fanno parte della guardia nazionale mobile, siccome questa cesserà di esistere a datare dal 1° gennaio 1873, essi satanno ascritti a quell'epoca alla riserva dell'esercito attivo, dalla quale faranno passaggio nelANNo xvn, Yot. iv. 2' Dl RECLUTAMENTO FRANCES'R


310

DEI RISULTATI DELf,A NUOVA LEGGE

l'esercito territoriale, insieme al primo contingente della rispettiva classe, per rimanervi ascritti fin ai 40 anni. Il contingente incorporabile delle classi, di cui parlo, era stato fissato a 100,0ùO uomini per le classi ·1867-68 ed a 90,000 per quelle 4869-70. Quest'ultima classe però, in causa della guerra, era stata incorporata interamente, ma dopo la medesima ne fu ridotto il contingente incorporato a 120 mila uomini. . Oi;a il contingente normale di 400 mila uomini con l'applìcazione della legge del 1868, dava in cifre rotonde i seguenti risultati: 1

Incorporati nell'esercilo (P porzione) Id. nell'armata di m.are Dispensati 2" porzione .

55,000 7,000

rn,ooo

22,000

Totale 100,000 Quasi identici risultati si ottenevano col contingente di 90 mila uomini, se non che la seconda porzione del contingente era ridotta a 12 mila uomini. Il contii;igente cli '120 mila uomini a cui fu ridotta, . dopo la guerra, la classe ·1870, non fu diviso. in porzioni. I suoi risultati in citra rotonda si possono stabilire cosi: 420,000 Contingente totale diminuzione per effetto di quelle dispense che per effetto alla legge del 1868 vanno a deduzione del contingente (116 0/0 circa) · 20,000. Assegnati alla marina 8,000 28,000

28\000

Totale degli incorporati

92,000

nr RECLUTAMENTO FRANCESE 374 La· parte finalmente di ciascuna classe che rimaneva disponibile per la guardia nazionale mobile, ri:;;uJ.tava normalmente quale apparisce dal seguente calcolo :

Sottraendo dalla media annualedegl'inscriLti 300,000 il contingente annuo 100,000 e gli esentati e dispensati fra 80,000 gli inscritti ,. ~80,000

resta . ed aggi~ugendo i surrogati

(80,000 ·120,000 20,000

H0,000 si ottiene un totale di dal quale sottraendo. i dispensati della 20,000 guardia nazionale

si Jia come tiltimo risultalo .

· 120,000

cifra che naturalmente variava col .variare del primo contingente. C) Vengo ora a parlare delle classi anteriori a qùella del ,1867, le quali furono reclutate secondo la legge 2,1 marzo 1832. · Detta legge, trascurando tutto quello che rimaneva al di fuori del contingente annuo fissato dal Parlamento, divideva questo contingente in due porzioni, di cui la prima era incorporata nell'~sercito attivo e vi serviva per setl~ anni, mentre la seconda porzione veniva semplicemente ascritta alla riserva dell' esercito per un uguale spazio di tempo. La durata del servizio era' computata dal 1° gennaio dell'anno in cui si compiva la leva. Ora la nuova legge dispone che tutti gli uomini di queste classi, abili al servizio, sieno essi stati compres L .o no nel contingente annuo, debbano far parte ·delf eser-


372 DEI RISULTATI DELLA NUOVA LEGGE cito territori al e fino al 3,1 dicembre gell' anno in cui compiono il loro 31-0 di età, e della riserva dell'esercito territoriale fino al 31 dicembre dell'anno in cui raggiungono il 4.0° anno. . In conseguenza di ciò, il contingente della .più giovane delle classi di quest'ultimo gruppo, quella del 1866, che è attualmente sotto le armi, e dev'(:lssere congedata dal servizio attivo il 3,1 dicembre '1873, dovrà a quell'epoca passare a far parte dell'esercito territoriale, al quale rimarrà ascritto per 7 anni, transitando quindi nella 2a riserva, cui apparterrà per 6 anni. Gl' individui della medesima classe che non fanno parte del contingente dell'esercito entreranno a far parte dell'esercito territoriale fin dal 1° gennaio ·1873. . La più antica invece delle accennate classi, quella: :del ~ 853, a partire dal 1° gennaio 1873 verrà ascritta alla .2.. riserva, f;Ui apparterrà per un solo anno, al terminare del quale sarà scio.lla da ogni obbligo di servizio. Il contingente annuo di queste classi, di 100 mila uomini, veniva calcolato, secondo la legge del 1832, ; nel seguente modo : \ assentati . . Pnma porzione ~ esonerati Seconda porzione . Marina e dispensati

.23,000 20,000 36,000 21,000 Totale H>0,000

Per determinare ora, come mi sono proposto, su questi dati quale sarà lo stato delle cose al principiare

DI RECLUTAMENTO FRANCESE

373 '.

-dell'anno venturo., conver;rà stabilire qualé possa essere la forzi\ numerica delle diverse parti di ogni classe, tenendo conto delle perdite da esse subìte. Un tale calcolo non potrà riuscire di una perfetta esattezza per effetto delle vicende dell'ullima guerra, alla quale hanno preso parte le classi che ora costituiscono l' esetcito francese. ' Tuttavia io credo che si 'possano ottenere cifre non molto lontane dal· vero ammettendo : 1° Che le perdite subite dalle classi dell'esercito attivo per cagione della guerra ammontino a non meno .. di 70 mila uomini, la quale cifra, sommata a quella delle perdite normali, che ascenderebbero a circa 50 mila uomini (vedi parte 1 a, nota ·I, pag. 244), mi condurrebbe, deducendo il totale della somma dei contingenti dell'esercito attivo, ad un risultato che si combinerebbe con la forza dell'esercito attivo portata dal bilancio, come si vedrò. dallo specchio che segue. 2° Che le perdite subìte dai contingenti della ~ a riserva, i quali hanno quasi tutti partecipato alla guerra nella guardia nazionale mobile, non sieno inferiori a 60 mila uomini. Ciò posto, ecco quale potrà essere a mio giudizio la situazione dell'esèrcito attivo della Francia al 1° gen-· naio 1873:


37.i

DI RECLUTAMENTO FRANCES&

DEI nISULTATI DEI.LA NUOVA LEGGE

.

Classi

rn74 4870 4869 ~868 rn67 1866

Prime porzioni clei contingenLi

Seconde porzioni dei contingenti

75000 (a) 92000 55000 . 55000 00000 23000 350000

I

-

~2000

'

97000

.u.7000 Da sottrarre per le perdite 423000

·-----· i'

590000

i '

324000 lggiangende la pule p&rmaneole • • 440000

420000 (a) ~00000 ~ 30000 ~20000 ~20000· -

I

22000 2'7000 36000

--------:---

Risena del!' esercito attivo

50000

1--5-4-00_0_0_ _

3'75

sere chiamati ad esercitazioni e riviste, da determinarsi con apposilo regolamento, insjeme colla riserva della classe 1811. L'esercito lcrritoriale al 1 ° gennaio 1873 sarà costituito:

L'esercito dalle classi 4865-G4-63-6:2-61-60-59., e la :2• parte della classe 1866. · La :2" riserva dalle classi 1858-57-56-55-54-53. Degli individui appartenenti a queste classi quelli sollanto delle prime porzioni dei contingenti ann1Jali ('.23 mila uomini in media per classe al momelllo della leva) ebbero un'istruzione militare regolare. .

· 1

464000 (cifra del bilancio) - · -- - - - . . . . - -_

TOT!LB GENERALE

_

__c._

~004000

(a) 11 contingente della classe 1871 ftt, con 1·ecente decreto, emanato dopo la compilazione di questo lavoro, fissato a J.05 mila uomini, ciò che naturalmente darebbe un ofl'ettivo incorporabile maggiore di 75 mila. uomini. Siccome però da esso dovranno dedursi i morti dm·ante la. guerra fra i volontari di questa classe ed i dtsperst 6 mancanti per cause cognite ed incognite, così la cifra di 75 mila uomini da me ammessa non può essere a mio .credere considerata come troppo lon tana dal vero. La. seconda parte del contingente riuscirà è vero alquanto minore, ma la differenza sa1·à così piccola che io· stimai inutile tenerne calcolo, trattandosi di un lavoro che 110n può pretendere ad una perfetta precisione numerica.

I vari contingenti indicati nello specchio avranno· tutti ricevuto, ad eccezione di quelli della classe 181,1, appena reclutata, una più o meno comple~a istruzione e fatto un certo tirocinio di servizi durante la guerra, giacchè anche gli uomini della riserva delle classi 4867, 1868, 1869, 11870 hanno, nella guardia nazionale mobile, preso parte alla guerra. A completare la loro istruzione, questi ultimi potranno, dmante l'anno, e&•

Dalla situazione dell'esercito francese al 1° gennaio 4813 sarà facile dedurre quale possa essere quella degli anni seguenti, tenendo calcolo dell'incorporazione annuale dell'intero contingente di una nuova classe e del passaggio ·s uccessivo delle varie classi dall'eser. cito attivo alla 4a 1~iserva. Così si potrà avere facilmente la situazione dell'esercito attivo e .p riserva alla prima metà dell'anno 1874, ricordando che a quell'epoca l'esercito attivo si troverà accresciuto, da quel che era o.I 1° gennaio 1873, dell'intero contingente della nuova classe 187:2, e diminuito della clo.sse ·1866, che sarà passata all'esercito territoriale al 31 dicembre 187$, e della classe 1867, che sarà passata nella ·1" riserva. Nella pri rw.1. metà del 4875 l'esercito alti vo sarà costituito dall'intero contingente incorporabile delle classi i 873 -72 e dalle prime parti dei contingenti delle clo.ssi


376 DEI RISULTATI D.El,LA NUOVA LEGGE ~871-70-69; la ,J• riserva delle classi 11868-67 e <lelle seconde parti dei contingenti delle classi 1871-70-69. Nella prima metà dell'anno ,t 876 formeranno l'esercito attivo quattro sole classi, cioè quelle del 1874-,3-72-71 prima parte del comingente), e la 1a riserva :risulterà pure composta del contingente .di quattro classi (187069-68-67), più la seconda porzione del contingente della classe 18 7 I . Io non ìstarò dunque a rifa're, per le varie epoche ora indicate, tutti quei caìcoli e quelle considerazioni che ho creduto indispensabili per arrivare a dedurne lo stato prevedibile delle cose al 1° gennaio 1873, e, astenendomi da un cumulo inutile di cifre, lascio al lettore, se gli piacerà ricercare la situazione dell'esercito nei vari .anni., prendendo come base i dati fornitigli. · Non ~osso tuttavia astenermi dall'entrare in qualche dettaglio sulla forza del1' esercito e della 4" riserva nella prima metà del 1877, giacchè in quell'annata l'esercito attivo francese si t.z·overà in condizione ancora più prospera di quella che potrù raggiungere dopo un intero periodo <li applicazione della nuova legge. Ed il 4877 è appunto quell'epoca, di cui ho fatto cenno sul principio di questa seconda parte, e mi· sembr:a di non esagerarne l'importanza fermando ·s ovra di essa una speciale attenzione, menfre, non solo dal lato del numero e della qualità dei suoi soldati la Francia sì troverà allora in floridissimo stato, ma, secondo le previsioni rnattifestate dal suo Governo, si troverà pure in quello stesso an.no nd avere data piena sistemazione al progettato suo piano di difesa territoriale, ed in perfetto assetto per quanto concerne equipaggiamento di · guerra ed armamento, essendo i crediti chiesti per tali scopi ripartiti fra gli anni dal 1872 al 1876. Comunque sia, fatto è che nel 1877 la parte attiva delesercito francese si troverà in condizioni migliori che

r

377 a rotazione compiuta di applicazione della legge, sia rispetto a forza numerica, sia rispetto a qualità dei contingenti che la compongono: · .Rispetto a nwmero, perché le classi che allora faranno parte della prima riserva saranno quelle reclutate sotto l'impero dalla. legge 1868, epperciò con minore larghezza di esenzione e dispense ; Rispetto a qualità, perchè l'esercito attivo nel·., 877 sarà costituito da classi per le quali, per ragioni che ho più innanzi aqcennato, si sarà·dovuto tenere la cifra ,d ella prima pari.e del contingente alquanto più elevata .che in <.:ondizioni normali, epperciò si avrà nell'esercito un maggior contingente d'nomini che avranno fatlo un ,completo tirocinio di servizio sotto le armi. Al che giova .aggiungere che anche la prima riserva si troverà in ,condizioni d'istruzione eccezionalmente buone, se gli uomini versati in essa dalla guardia nazionale mobile .potranno aggiungere un'istruzione regolare alla esperienza, che la . massima parte di essi ha potuto fare del servizio e delle fatiche di guerra nella campagna del 1870-71, giacchè tale istruzione ed esperienza s~rà più .efficace, perché più recente, di quell'istruzione di un anno al più che, secondo la nuova legge, si troveranno ad aver ricevuto le seeonde parti dei contingenti. Ecco pertanto quale, a mio giudizio, sarà la situazione dell'esercito francese nella prima metà dell'anno 1877: . DI RECLUTAMENTO FRANCESE

1


378

DEI RISULTATI DELLA NUOVA LEGGE

Classi

Parte permanente

rn75 ~874 ~873 t87'.2 rn71 Totale sollo le mii

4870 4869 t868

~867 Totale generale

Prime parti dei

coutiugenti

440000 70000 72000 69850 68450 67,100

l 1--

Se qoncte parti e volontari di un anno

80000 720(10 69850 684'50

rn1aoo

TOTALE

Esercito attivo

777700 (b)

487400 (a)

•

Prima riserva

207000 (e)

384 000 (e)

69440-0 -

778600

379

DI RECLUTAMENTO FRANCESE

- - - - - ----

695300

~473000

_(~} Per la posizione anormale della classe 1870, che' è da licenziarsi anticipatamente nel corso del 1875, ed avendo le prime parti di questa e delle classi ante1•iori subito perclite straordinarie iu conseguenza della gue~ra, .sarà possibile di pot·tare ad un ·. numero più elevato le primo parti dei contingenti delle classi da rec),utarsi sino all'anno 187ti . Ho' cal- · colato perciò a 75 mila uomini lo prime parti dei contingenti delle classi 1871-72-73-74.

Ne risulterà e vero un totale sotto le a\·mi superiore a quello portato ~al bilancio; ma suppungo che si rimedierà a ciò largll~ggiando nelle licenze semestrali agli uomini delle cl;tssi più anzian e. (ò) Dovendosi effettuare la leva della cla.sse 1871 coll'applicazione della legge 1838, la seconda parte del .suo contingente risulterà più numerosa. (e) Ammesso elle questa classe al I O gennaio 1873 elesse un totale di 650000 uomini, deducendo le perd ite annuali, si avrà nel 1807 1a cifra da me data.

Quanto all'esercito territoriale, il suo sviluppo normale avrà principio soltanto nella seconda rnelà del-· l'anno 1877, col passaggio in esso della classe 1867, prima fra. quelle reclutate sotto l'impero della legge·! 868, e prima fra quelie il cui contingente intero avrà ricevuto un'istruzione più o meno completa. Le classi anteriori, reclutale secondo la lego-e o del . 183.2 ' presentano dei contingenti istruiti litnitatissimi, resi 1

ancor più esigui dalle diminuzioni normali di una lunga setie d'anni e, pflr alcuni, c1alle perdite prodotte dalla guerra ·1 870-7 11. Gli uomini delle medesime classi che non facevano Ifarte .dei contingenti, non potranno p~obabilrnente ricevete un'istruzione efficace, perchè le risorse, per quanto ragguardevoli, potranno a mala pena bast~re pe_r dar~un complemento d' istruzione regolare a1 contmgenl1 della soppressa guardia nazionale mobile ed alla seconda parte del contingente della classe 1871. V8diarno infatti che nella prima metà del 1877 l'esercito teerito11iale si comporrà dei seguenti elementi: Esercito - Classi 1866-65-64-63; · 2"'·riserva - Classi 11862-6 11- 60-59-58-57. Trascurando affatto la seconda riserva alla quale non si potrebbe ricorrere utilmente, come quella che ~a-· rebbe un contingente istruito troppo ristretto e cag~onerebbe una spesa rilevante allo Stato , senza o:ffrll'~un utile proporzionato, rimarrebber? 1~ quattro classi dell'esercito territoriale sulle quali s1 potrebbe fare . qualche assegnamento. Di queste classi foro no chiamate sotto le armi, _du~ant~· la guerra del 11870-7 11, anche le seconde porz10rn dei contingenti. . ' All'atto della leva la forza delle pmne e seconde porzioni delle classi stesse può essere calcolala la seguente:1" porzione (incorporati) . 2a porzione (a disposizione) Totale per classe

23,000 36,000 59,000 .

Le quattro classi riunite darebbero dunque 1:-n totale· di 236,000 uomini, ma da ·questo.totale conviene dedurre per avere un resultato verosimile, la somma delle· - perdi;e normali delle ql!lattro classi dall'atto della loro,


380 DEI RISULTATI DELLA NUOVA LEGGE inscrizione fino al 1877, le quali ascenderebbero ad un 29,000 uomini circa, e per di più le perd.ite straordìnarie cagionate dall' ultima guerra, il che condurrebbe ad una cifra assai al disotto dei 200 mila uomini. Se dunque l<J. Francia si troverà in buone condizioni rispetto al suo esercito auivo nel 1877 non allret. ' tanto potrà dire rispetto all'esercito .territoriale. Ma uo tale inconveniente sarà largamente compensato se si sarà preparata una proporr.ionata abbondanza di quadri; giacchè allora potranno essere versati nell'esercito territoriale gli individui delle seconde porzioni dei contingenti dell'esercito attivo che non trovassero posto in questo, i quali certamente non saranno pochi; e di più, e con assai maggior profitto, essi potranno essere incorporati nell'esercito territoriale, se, comi:) già dissi, .s i sarà pensato ad aggiungere un'istruzione normale alla pratica della milizia e del servizio di campagna che dette .seconde porzioni hanno acquistato durante la guerra del 1870-71 nei corpi di guardia nazionale mobile.

CONCLUSIONE Riassumendo in poche parole il fin qui detto, spero non sarà sfuggito come io non attribuisca alla nuovà Jegge francese risultati molto superiori a quelli della . legge 1868. Nonminascondo che l'ordinamento militare che potrà · .adottare la Francia, potrà rendere fallacì in qualche parte i giudizii da me espres_si, sopra tutto se la legge v!rrà applicata coÌ1 convinzioni àiverse da quelle ma_mfestate durante la discussione dal Governo francese; io,

Dl RECLUTAMENTO FRANCES);

38 I

lori peto, ho rì cercato gli effetti della ~uova I~gge f~·an cese sulla sua applicazione secondo gl' mtend1mentt apparenti del capo dello Stato , che tutti sanno non essere troppo disposto a transigere su certi particolari. 1 È per questo che io credo che la Francia non potrà fare grande assegnamento, in caso di mobilizzazione, ~ulle seconde parti dei suoi contingenti, giacchè l'istruz10ne che queste riceveranno sarà affatto inefficace per metterle in grado di prestare un utile servizio in campagna. La forza dunque, di cui potrà disporre l'esercito francese per nna campagna, sarà da~a in s~stanza dal total: delle prime parti dei suoi contrngenti - e. non potr~ essere altrimenti finchè si mantenga a cmque anm completi la durata del servizio sotto le armi. E dirò anzi che questa pertinacia nel voler mant~nere ~ria così lunga durata di servizio sotto le armi, Jo sforzo enorme che fa la Francia per tenere il suo bilancio della guerra ad una cifra così ele:ata,_ alcune parole: sfuggite al Presidente d:lla r~pubbhca, tl q~ale ha chiaramente delto nella d1scuss1one essere gh effettivi di pace quelli che decidono delle p::in~e azioni di _querra, m'indurrebbero a cred.ere che l_mt1mo pensi~i·o del Governo francese sia quello d1 trascurare tuttociò che non può essere assoggettalo ad un regolare tirocinio di servizio e di tenere il proprio esercito sovra un tal piede di pace sia per rispetto ad eff~ttivo, sia rispetto ad ogni ~!tra. cos~, da poter_ all'occorrenz~ concentrare alla frontiera 11 suo esercito tal quale s~ trova ed aprire una éampagna senza aver bisogn~ d~ far precedere la chiamata di classi ed altre oper~z10?1 di mobilizzazione che potrebbero essere esegmte m seguito durante la guerra. Una tale idea non può sembrare punto esagerata quando si pensi che il suo attuale bilanci~ perme~t~ alla Francia di tenere normalmente 46.5 mila uomm1 ·


:382

DEI RISULTATI DELLA N.~OV'A LEGGE

sotto le armi, ma che qu·esta non vu0l essere presa che come una media, la quale potrebbe in certi casi .essere oltrepassata. . Così_ quando quella potenza potesse aver prestabilito . d1 aprire una campagna, potrebbe trattenere sotto le ..armi la seconda parte del contingente dell'ultima ,classe -chia~ata e per tal m0do si tornerebbe a primavera a ,raggmngere un effettivo di cirea 540 rrùla uomini (calcol~ndo almeno a 75 mila uomini la seconda parte del con.tingente aggiuntivi i volontari di un anno}. E se da questa cifra si sottrae quella dei non valori organici, indisponibili, ecc., la quale abbiam.o veduto ammontare a 1126 mila uomini, rimarrà pur sempre ~n t~tale d_i d~sponibUi di 414 mila uomini da ripartirsi ·:m 16 corpi d armata compreso quello cieli' Algeria, il che darebbe una forza di 26 mila uomini circa per .corpo d'armata, forza più che sufficiente per mettere un corpo d'armata in campagna. . Esponendo una tale considerazione io non ho certamente in animo di voler attribuire intenzioni aO'gressive .alla. Francia, nè a nostro riguardo, nè a rig~ardo di altri; ho voluto sol~anto porre in evidenza uno stato di cose che, a mio credere, è deg no di tutta l'attenzione .e che impone alle potenze limitrofe alla Francia l'obbligo di sistemare così saldamente la difesa territoriale ,<lelle proprie frontiere, da poter trattenere un'invasione tan~o da aver te11;po di compi'3re la propria mobilizzaz10ne, oppure d1 non lasciare il vantaggio della sorpresa a quella potenza la quale, grazie al considerevole effettivo di pace del suo eserci to, potrebbe concentrare le sue forze ~~ iniziare le operazioni di campagna prima -C~e le s.ue v1cme avessero avuto il tempo di porsi sul piede d1 guerra. · .Questo è il vero vantaggio che avrà d'ora innanz:i fa Francia rispetto alla sua forza militare , il quale 1

DI RECLUTAMENTO FRANCESI!.

383

vantaggio sarà, come ho detto, portato al suo massimo grado nel 1877. l\fa a così favorevoli condizioni di cose essa giungerà piuttosto per effetto delle ragguardevoli risorse che le è consentito di porre a. disposizione dell'amministrazione della guerra, che per opera della sua nuova legge di reclutamento, la quale nella sua applicazione finirà, a mio giudizio, per rappresentare 11na massima concessione fatta all'opinione pubblica, anziché un vero progresso in fatto di reclutamento dell'esercito . Tale essendo la mia convinzione, io non posso a meno di fermarmi a considerare con una compiacenza i risultati ai quali potremo arrivare noi con la nostra antica legge di reclutamento modificala secondo le disposizioni legislative del 19 luglio ,J 871. t noto infatti che con· un bilancio che supera di poco il terzo di quello francese, noi potremo contare su di un esercito atlivo di 10 corpi d'armata, eh' é quanto dire uguale ai due ·terzi del francese, proporzione che corrisponde appunte a quella della nostra popolazione colla francese. E senza fare altri confronti, la proporzione risulta però considerevolmente più favo revole a noi. quando si ponga a riscontro il numero degli uomini ai quali potremo dare una completa istruzione militare, colla forza normale della prima parte dei contingenti francesi, giacchè, mentre noi avremo modo di assoggettare ad un completo tirocinio di servizio un contingente annuale di 65 mila uumini, le prime parti dei contingen ti francesi non supereranno, a quanto si può prevedere, i 70 ed eccezionalmente i 75 mila uomini. Roma, settembre ( 872. LUIGI FIGDOR

Capitano di stato maggfore.


NOTE RACCOLTE DURANTE UNA RAPIDA ESCURSIONE

!LSAZIÀ E LORENA E A SEDAN .NEL SETTEMBRE lS'rn

W eissenburg. Mentre io percorreva la strada ferrata da Strassburg a Weissenburg, più di una volta ho fatta la seguente domanda a me stesso: perché Ja ~" divisione francese comandata da Douay fu spedila a Weissenburg? E non avendo saputo trovarE\ ragioni convincenti ed appaganti, ne deduceva la conseguenza che ·tutte le mosse in guerra, le quali non hanno una ragione di e~sere, cioè tutte le mosse inutili, fini~cono per arrecare, più o meno tardi, danno sicuro. Ho visto asserilo da qualche scrittore che la divisione Douay fu mandata a Weissenburg per meglio collegare il V corpo (De Failly) che era a Bitsch con il 1° corpo (Mac-Mahon) che era verso Strassburg. I\1a in verità io non comprendo guarì questo collegamento, puramente immaginario, distando Weissenburg da Bits~h me'glio di 36 chilometri, e da Strassburg più di 53; dimodochè se il V0 corpo francese fosse stato. 0

NOTE RACCOLTE DUJlAi\TE U~A llAl'lD'A ESCUHSIO~~E ECC. 385 attaccato a .RiLsch, nissun aiuto poteYa recargli Ja divisione che era a Weissenburg; come pure se veniva attaccata essa stessa, nulla poteva influire il corpo a .Bitsch ; altrettanto dicasi del I° corpo postato a Srrassburg. Dunque il collegamento era effimero e nullo . Ho supposto per un momento che quella divisione potesse essere porzione dell'avanguardia . del . corpo · di l\lacMahon, il quale, secondo il primo disegno di guerra , frances e , doveva dirigersi a Maxau per passarvi il Rerio, e tanto più l'ho creduto, dacchè tale divisione era stata rinforzata da due brigate d ì cavalleria (Septeuil e Nansouty). ~la neppure tale supposto mi soddisfa; sia perchè sarebbe stata quella una avanguardia troppo debole, e distaccata così anticipatamen{e , avrebbe potuto r isvegliare l'attenzione del nemico, sia perché non v'era nessuna ragione, anzi era un errore di allontanarla dal grosso deìl'csercito per una o due g iornate di marcia. In fine, non rimane che una sola suppòsizione, che, cioè, quella divisione , 1·inforzata da due brigate di cavallel'ia fosse s1ata mandata verso la Lau ter per osservare il nemico, che. secondo le notizie pervenute, s'ingrossava da quelle parti. J!'u forse mandata una divisione perchè se ii nemico avesse voluto rovesciarla, rivelasse così le sue forze i suoi intend imenti; le fu assegnata molta cavalleria, afllnchè, facendos i bene rischiararE:, potesse essere avverLita a tempo di ciò che il nemico . stesse per operare contro di essa, ed avesse l'agio di svincolarsi. Se questa fu effettivamente la missione del generale Douay {il che dovre bbe risultare dal carteggio del _ quartier generale) è certo che il disastro subìto dalla 2a divisione vuole esser e attribuito alle non buone disposizioni date dal valoroso comandante di essa, e quindi la responsabilità :dovrebbe ricadere interamente .

e

ANNO XVII , VOL. IV.


386 NOTE RACCOLT.c. DÙI\ANTE UNA RAPIDA ESCURSIONE su di l ui. Ma ·mi affretto a dire [che io dubito forte che tali fossero le istruzioni da lui avute, giacchè trovo nell'opera del colonnello A. Borhslaedt che il generale Douay il quale «_ ~apeva perfettamcnt~ tutto « il pericolo della sua pos1zwne, senza appogg10 nel « caso in cui il nemico facesse un movimento sulla « Lauter, comunicò subilo (il 3 agosto) le inquietanti « notizie ( che forti colonne nemiche si avanzavano} al « generale Ducrot, al quale il maresciallo l\fac-Mahon « avea temporaneamente affidalo il comando della 1 ~ « e 2.. divisione; ciononostante il generale Ducrot gli « mandò l'ordine - che doveva essere cosi fatale alla « divisione Douay - di rimanere a Weissenburg, e di ,< accettare il combattimento ». Se ciò è vero (e non ho fin qui ragione cli dubitarne) la responsabilità della sconfitt_a della_ 2.. divis i?ne de:'~ cadere su chi aveva dato gli ordm1. Con gh und1c1 bauarr]ioni di cui si componeva la divisione, non era possibile coprire e difendere la linea della Lauter da Weissenburg al Reno, epperciò non ~·esta_v a altro. spe. diente che occupare il Geisberg. Ora 11 Geisberg e una: buona posizione per coprire la ritirata. è~ella lm_ea della Lauter , vale a di1:e una buona posIZLone eh ~etro~ guardia, ma, come posizione in se stessa, è med1~cre, perchè se a sinistra è forte e non può esser girata se non con movimenti preparati da lunga mano , non è così per la sua destra, poichè qualunque corpo, il quale passi la Lautcr tr~ Weissenburg e ~aute:b~rg, e punti sulla strada We1ssenburg- Sulz, m111acc1a immediatamenle la ritirata delle truppe che sono sul Geìsberg, per cui ques·te sono obbligale a ritirarsi più che di fretta. 1 Da ciò ne argomento ~.rn 1·1 conce tt o l"lf1 "' ·co , per cui fu spedita la 2a d ivisione a Weissenburg , · era per lo meno mal definito, se· non erroneo - lo che se

JN ALSAZIA E LORE!'i'A E A SEDAN

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387

fosse vero, farebbe ricndere tutta ra colpa sul comandante del corpo d'armata, o su chi spedl colà la detta divisione. Pass iamo ora a vedere quali provvedirnenLi prese il Douay per compiere l'ufficio assegnatogli. Perciò dobbiamo esaminare i due casi: 1° che Douay avesse avuto l'incarico cli osservate il nemico ; 2° che avesse avuto l'incurico di difendere ad oltranza qltella posizione. Qui c'imbattiamo di subito in una incertezza; erano le due brigate di cavalleria Septeuil e Nansouty agli ordini di Douay, ovvero no, o dipendevano diretta1~1enLe dal Duer ol? Se còmpito del Douay era di osservare il nemico, sarebbe stato mestieri che avesse raccolto le due brigate di cavalleria sulla Lauter, spinto innanzi ed in tntte ·le direzioni ricognizioni di cavalleria, avesse tenuto un nucleo di forza della divisione sul Geisberg, altre séaglionate più indietro s ulla strada di Su!z o di Lembach, secondo che l'una o l'altra di queste strade avesse voluto prendere per linea di rilirata. Se poi còmpilo suo era quello di resistere cd accettare in qualunque caso il combattimento, avrebbe dovuto ridurre nel miglior stato di difesa possibile la città di Weissenburg ed assegnarvi una guarnigione e considerarla com.e posto di guerra da dovn resistere s ino agli estremi; avrebbe dovuto concentrare la rimanente divisione sul Geisberg; le brigate di cavalleria avrebbero dovuto battere il piano ad esl della ·s lrada che da Weissenburg t.ende a .Fort-Louis . Non occorte il d ire che in entrambi i casi avrebbe dovuto prendere le dovute precauzioni che si usano in vicinanza del nemico per non essere sorpreso . Oppure, .attesochè la posizione del Geisberg aveva la destra in aria, il Douay avrebbe potuto seegliere per strada di r itirata quella di Lembach a Worth ed occupare le alture tra Oberoff e Weissenburg. Questa posizione sarebbe riu-


388 NOTE HACCOT.'rE DURANTE UNA RAPIDA ESCUilSIONE scita p iù serrata, _t:rer cui più agevole la difesa, ed it movimento di fianco od avviluppante del nemico, se non impossibile, sarebbe stato molto lungo e tardo. Invece troviamo Weisscnburg occupata da due battaglioni d i fanteria di diversi' reggimenti, un nucleo della divisione sul Geisberg - occupato Altenstadt, Guteuthoff-una hrigata d i cavalleria a Selz - un'altra a Soulz - .nessuna cavalleria con la divisione. . Verso le 9 antimeridiane l'avanguardia della divisione Bothmer (ll 0 bavarese, Hartmann) composta di tre battaglioni, una batteria ed un reggimento di cavalleria, giunta in prossimitù di Weissenburg (dal Iato nord), si spiega ed apre il fuoco con la batteria ed i cacciatori; ma evidentemente non si tratta che cli una avvisaglia, non potendo quelle truppe progredire (;ontro le mura della città, in due soli punti della quale si appicca l'incendio al bel principio dell'azione: - poscia altri tre battaglioni del V0 corpo, venendo da Altenstatd, verso mezzodì si avanzano tra la strada ferrata e laLauLer verso il lato orientale di Weìssenbarg, nel mentre che una parte dell'artiglieria del corpo medesimo apre un cannoneggiamento contro la città, ne sfonda le porte, e Bavaresi dal nord, e Prussiani dall'est penetrano in essa. In questo mentre ùn' altra brigata del V0 corpo attacca Guteuthoff e quindici compagnie attaccano il Geisberg . Frattanto una divisione dell'Xl 0 corpo (Bose), che 8ra passata al mulino di Bienvald, si i:-Jirige per Schleithal sul fianco del Geisberg, preceduta dall'urtiglieria di T'iserva , che prende sollecitamente . posizione; quest'ultimo attacco specia !mente obbliga alla ritirata i difensori del Geisberg; di poi viene attacéato e preso il così delto Castello del Geisberg. Dirò ora ciò che mi occorse di osservare intorno all'andamento del combattimento di Weissenburg. · Che la città di Weissenburg, la quale era un appoggio.

IN' ALSAZTA E L(HlENA E A SEDAN

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importa~le per la ~tnislra franeeso, sia caduta dopo meno d1. tre ore d1 fuoco, o prima che fosse conquistata dai Prnssiani la posizione del Geisberg, dico il vero che dopo aver veduto lo stato della città, un tale fatto ha prodotto in me. una grande mera viglia. Quantunque lu piazza fosse stata da mollo tempo tolla dal novero delle pi.azze da guerra, pure chi la visita anche oggi, vede che se, come piazza da guerea, aveva molti inconvenienti, massime quello di essere dominata al nord cd all'ovest dalle· vicinissime alture, nondimeno, considerata come posto di guerra, poteva r endere buoni senigi , essendo ancora molto forte; di fatti la città è cinta da un solido parapetto, ha un fosso ove vi è ;rnche l'acqua, al piede della scarpa del parapetto sorge un buon muro a feritoie, di modo che i difensori non possono osscrr, molestati dal tiro dominante delle alture . - Le porte principali son difese da due lunette con muri e feritoie, quindi a vederla, sembrerebbe al sieuro di un assalto di viva forza . .1 l principio dell'attaceo, Weissenburg non ftf esposta al fuoco che di una batteria di campagna bavarese, e dei cacciatori di tre battaglioni di fanteria; la città non aveva s offerto che pochissimo dal fuoco della balleria; infatti, eome di.anzi accennai, non si accesero che flue soli incendi, nè di grande irnportanza . Poeo pri rna del mezzogiorno· due . battaglioni del 47° reggimento ed un battaglione del 58° si avanzano all'est di Weissenburg, sostenuti da porzionè di artiglieria del V0 corpo, ed ecco che la città cade in potere del nemico. Le relazioni non sono molto pal'Licolareggiate su questo Dltn.eco ; . ma dacchè non si era aperta una breccia (oè ciò era facile, essendo le porte state asserraglia.te), come ma.i poté effettuarsi un tale assalto, e come potè riuscire? Il viaggiatore non sa spiegarsi il perchè-

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NO'l'.E RACCOLTE DURANTE UNA llAPlDA ESCURSIONE .

e il come abbiano potuto penetrare gli attaccanti: E l'impressione che gli rimane nell'animo si è che la difesa fu tutt'altro che ostinata, anzi molto fiacca e disordinata. Dico fiacca, perchè non si sa come siano penetrati gli assalitori; disordinata, perchè leggo in talune relazioni che vi fu lotta o'sti'?iata nelle strade e nell_e case, mentre sarebbe stato molto più agevole ed utile adoperare quelle forze e quell'energia a difendere efficacemente lo accesso delle porle. Non'poco alla non energica difesa della ciltù deve aver contribuito il modo in cui eta composudaguarnigione: due battaglioni di di vetsi corpi (un battaglione Turcos, e un baLtaglione del 74: 0 ) . . ~e?li undici (1) battaglioni, di cui si componeva la d1v1s10ne Douay a Weissenburg, due con una batteria furono mandati tra la cittù ed il Geisberg, uno o due dovevano stare tra AHenstadt e Guteuthoff, per cui.al Geisberg, propriamente eletto, non dovevano rimanei-vi che cinque battaglioni . Questi nove battaglioni furono aHaccali verso il nordest da tre battaglioni dei granatieri, un battaglione del ,Vi0 ed un battaglione cacciatori - verso Guteuthoff da cinque battaglioni (38°,39°) della ,17"' brio·ata ed infine più all'est dalla 40a brigata (80°, 87°), iioè da sedici battaglioni, nonchè dalla artiglieria clèll' XI0 corpo d'armata. La difesa del Geisberg fa onore ai soldati che vi presero pa rte, per la energia spiegata e per i contrattacchi eseguiti in varie direzioni e c0ntro forze · cos1 preponderanti. Dal brano dell'opera del Borbstaedt, che ho citato

(·1) Gli altri due battaglioni della divisione erano colle brigate di cavalleria. Così almeno riferisce il colonuello BoRDSTAED1' •

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391 più innanzi, si è visto che Oouay, scrivendo al Ducro! il 3 - o·li comunicava la notizia ricevuta che forL1 colonne ~1emiche si avanzavano contro di lui; ora come si spiega che il giorno dopo egli si lascia sorprendere senza aver tolti i campi, e senza che la truppa avesse mangiato la zuppa? Come si spiega che Ducrot, sapendo come ~n suo dipendente sta per essere attaccato da g_randi forz~ , nel mentre o·li ha ordinato di accettare 11 combalL1o . l .. '> mento, non si muove neppure per sostenerne a ritirata . Come va che la divi_sione Douay non aveva cavalleria con sè, nel mentre vi era una brigata d i cavalleria a Sulz inutile, cd un'allra a Selz? Che cosa faceva la brigata di cavalleria a Selz? Parrebbe che suo còmpito avr~bbe dovuto essere di perlustrare le rrpe della La1Her e porzione del R \ no spiare ciò che il nemico facesse od intraprendesse , tenerne avvisato ·il generale Douay, e manovrare e scaramuccìare per contrariare possìbilmenle lo avanzare delk colonne! l\'Ia niente di tutto ciò pare che abbia fatto; che cosa doveva fare la brigata di cavalleria a Sulr.? Dicci chilometri al sud del Geisherg I Da chi fu spedita, da chi clipendern? Lo avere avventurata la divisione Douay ad una o-iornata di marcia innanzi ai pii:1 vicini rinforzi, spei:, ciaìmente in sul principio della guerra, quando tutto è oscuro; · quando non si è potuto capire il giu~c<;> dell'avver::;ario·, quando la partita non è ancora commèiata, fu un grande errore pregno dì moltissime tristi conseguenze per l'esercito francese . - Dare al bel principio di unct campagna la prevale:nz~ m~rale al nemico, è un dargli un 0o-ran fattore (.h v1ttor1a dalla sua parte. - Ricordo co me Napoleone allo inizio di una campagna si affrettava (e si vede nella CMrespondance) gioia a<l annunciare il minimo scontro vanJN ALSAZIA E LORENA R A SEDAN

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392 NOTE RAC(;OLTE DURANTE UNA R.ll'lDA ESCURSIONE taggioso riportato , quand'anche fosse stato di una pattuglia, o cli una ricognizione; ccl egli appunto ciò faceva per rialzare la forza morale delle sue truppe . Or come e quanto questa forza morale non deve rimanere depressa! quando all'inizio d i una campagna. si vede una divisione esposta contro un esercito, es- · sere sorpresa e schiacciata,!! Ciò dovette far dubitare sin da principio detla mancanza assoluta di direzione del coman do e della poca pi·eveggenza dei capi subalterni, perchè l'uno (Douuy) non sa ritirarsi a tcrnpo opportuno, e l'altrn (DucroL; non sa farsi innanzi per soccorrere il camerata. L'essere sorpresi fa dubitare del!e conoscenze elementari del rnesliere, e della cattiva direzione. ' Infine la 1·esistenza pr9tratta della divisione Douay a Weissenburg era un sagrifi.cio non solo inutile, ma dannoso. - Si sarebbe capito che si fosse voluto grificare una divisjone per guadagnare tempo, sia per eseguire un·a operazione, sia per proteggere lo spiegamento dell'esercito; ma niente affatto; la divisione Do1wy combatteva a Weisser1barg nel m.entre la divisione Ducrot se ne stava a Worth, e JJac-~Iahon con le aHre due d ivisioni verso Strnssburg. Era un sacrificio inutile, e tutto ciò che è inutile finisec per diventare dannoso, perché il sacrificare una parte per la salute generale dell'esercito, infiamma gli animi per la cosc;ienza di avere cooperato al beoessere generale; ma un sagriùcio, perchè si è pensato ed agito leggermente dai cap t, produce lo scoraggiamento e l'abbattimento . Quindi, non fu solo la perdita di una dìvisiorw, ma, quel che è più, fu il sentimen(o dell'inli~riorità della direzione nella eondoaa della guerra che dovette fare acca.sciare gli animi . - Dì <JUanto perdevano i Frnncesi per quel disgrazia(o combattimento, allrettunto e

sa-

393 più ancora guadagnavano i Prussiani, i quali aveva.no vinlo., vinto con forze preponderanti e so1:preso il nemico . Per allro, ritornando sulla disposizione per cui la divisione Douay .fu distaccata a Weissenburg; se osserviamo la dislocazione del ,1° corpo d 'armata troviamo: una cl ivisione (Douay) a · Weissenburg, una brigata cavalleria él Selz, un'altra a Sulz ; la divisione Ducro.t a. Worth a "9 chilorneLri da Weissenburg; la divisione Raòult {3a) aù Haguenau, cioè a 30 chilometri da Weissenburg; infine a Strassburg la divisione Lartiguc (.f:"') colla divisione di riserva di. cavalleria e la brigata corazzieri, cioè a ~8 chilometri al sud di IIaguenau . La testa del ,t eorpo distava dalìa coda per <p.rn si 60 chilometri!! Ogni divisione era isolata, e distava dalla più prossima una buona giornata di marcia! Quindi lo sparpagliamenlo delle quattro di visioni era un sistema adottato dal comandante il 1 ° corpo o comando in capo, ed il modo, come erano collocate, farebbe credere che si voir,ssero difendere tutti gli sbocchi . In fatti la divisione Douay difendeva lo sbocco di Weissenburg alla Lauter; la brigata di cavalleria a Selz la bassa Lauler e, pare, una por1.ione della riva sinistra del Reno; - la brigata a Sulz, una riserva. di quella di Selz; la divisjone a Worth, lo sbocco di Lembach; quella di Ifaguenau e Strassburg, il Reno . Per contro vediamo dalla parte del Principe Reale di Prnssia (III" armata) concentraLe tra Landau e Germersheim , cio~: in 18 chilometri, dieci forti divisioni di fanteria e due di cavalleria, e così serrato egli marcia innanzi. - E ottimamente operò, perchè l'avere le foeze riunite è già ·una gran regola di g11erra, ma ciò è necessario specialmente all'inizio della guerra, quando si hanno pochissime noLizie del nemico, quando lN ALSAZ!A E I.OlU:N.\ E A SEDAN .

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• 394- NOTE RACCOLTE DURANTE UNA RAPIDA ESCU!\SIONE non si sa come e dove lrovarlo, quando, infine, non . sono succeduti dei falti che possano suggerire un criterio giusto delle cose . I generali francesi avevano po!:>to in oblio le tante lezi on i di Napoleone I, che per la pratica . costante ed intelligente di tale prinoipio aveva riportato tante vitto rie . Può essere eziandio che la strana dislocazione delle forze francesi or ora indicata provenisse dal fatto che si credessero i Prussiani non ancora pronti, e perciò si volessero spaziare gli accampamenti delle divisioni, per vivere più fa cilmente e comodamenle, fors'anco , allo scopo di dissimulare i proprii disegni. ·A questa confidanza contribui per avvenlUra in certa guisa la così detta ricognizione di Saarbri.icken eseguita il 2 agosto, nella quale s'incontrarono poche truppe prussiane. - Al qu,ale proposito noterò che questa ricognizione o combattimento che si voglia chiamare fu anche eseguita senza scopo , poichè non fo susseg~ita im- , mediatamente da alcun altro fatto. Perchè , o era una dimostrazione per agire altrove, e non si agì- in nessun sito; o si voleva tastare se vi eranq forze da quella parte per colà agire, e s iccome non se ne trovarono, b isognava continuare le operazioni in quel senso. Ritornando alle ragioni che potevano indurre i Francesi a tenere una dislocazione così ampia , si potrebbero fors'anche rinvenire nella presunzione e prosunzione che i Prussiani non avrebbero osato d'invadere il territorio francese, altrimenti non si potrebbe, a mio avviso, spiegare un_a dislocazione sì strana (mi si passi il termine un po' ardito) de' differenti corpi e specialmen te del I° ('I).

(1) Vcggasi la ·nota in fine di questo capitolo.

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. Proseguo nei miei appunti . Il Principe Reale di Prussia marciò dalla posizione di Landau-Ger niersheim sullaLauter occupando il fro nLe Weissenburg-Lautcrburg con quattro colonne, formate ciascuna di un corpo d'armata, cioè II0 corpo bavarese cominciando dalla sua destra, V0 e XI 0 corpo prnssiano; e corpo combinato di Werder. Dietro e verso destra era la divisione di cavalleria cli riserva, dietro la sinistra Werder i! 1° corpo bavarese (Tann-Ratsamhalisen) come riserva - quindi ocwpava u na fronte di 18 chilometri. Come marcia innanzi, non era troppo estesa: per altro quella fronte era quasi obbligatoria ·perché così aveva garantito il fianco destro della vallata del Bornbenthal ed il fian co sinistro del Reno. Due buoni appoggi. · Se la linea della Lauter fosse sta.la fortemente Ol:. cupata dai'Francesi, forse le disposizioni prese non ·e rano sufficienti per sfondare que lla linea., e sarebbe stato necessario manov,rare altresì su uno dei fianchi o su entrambi, come fu fatto nèlfo. campagna del 1793; ma certo quando il Pri ncipe si mosse conosceva che quella linea non era nè fortemente munita, nè fo['temente preparata a difesa, epper ciò gli ordini di marcia daLi erano in preveggenza generale, e pel caso che qualche corpo francese avesse potuto sopraggiungere; - quindi le misure prese erano più che sufficienti. Se il Principe avesse avuto conoscenza delle posizioni prese dai Francesi ed avesse fatto marciare con qualche momento d'anticipazione il suo centro e la sua sinistra, è quasi sicuro che assai più facilmente avrebbe potuto scacciare la 2° divisio ne nemica. l\fa non vuolsi perder di vista che ai Prussiani con veni va, nello inizio della guerra, di poter schiacciare un corpo fr:=i.nccsc, anziché solo sloggiarlo da una posizione, e ciò, sia pel gran vantaggio morale che avrebbe acqui- -


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NOTE RACCOLTE DUBAJWE UNA RAPIDA ESCU!ISIONE

sia Lo l'esercito pruss i.ano, sia per lo sconforto che · avrebbe gittato nell'anirno del nemico; per cui, tutto bene pesato, fu utile per i Prussiani l'attacco prima di fronte e poscia l'attacco . di fianco . - La divisione di cava lleria fu un po' dimenticata sull'Otlerhach, ond'è <:he non potè giungere che tardi sul campo di battaglia, nè pl'ender parte allo inséguirnento, al quale prese solo parte la brigata di cavalleria del V corpo. L'attacco del Geisberg fu eseguito eon vigore e con intell igenza , giacchè nel mentre la posizione era assalita direuai~rnnte· da porzione del V0 corpo, l' XI 0 corpo lo assaliva di fianco, minacciando la linea di ritirata del nemico; e cosl si ottenne un gran risultnto, risparmiando molte perdite. ~ìeritano lode poi i d iversi comandanti ehe, allirati dal fuoco del cannone, seppero a propos ito e sollecitamente dirigere le teste delle loro colonne. Uno. manovra combinata non sarebbe riuseita con maggior accordo . Quel che non ho saputo spiegarmi gli è che solo l'avanguardia cl.ella cli vision e Bothrnel', cioè ti:e battaglioni, una batteria ed un reggimento cavalleria abbia preso parte all'aLlacco di We1ssenburg, mentre che il rimanente della divisione non doveva distare troppo <la.Ua sua avanguardia da non poter prender parte al cornbauimen Lo durante le tre ore dell'azione. Eppure lo spiegc1rr1.ento di rnolta artiglieria a vrcbbe giovuto per costringere più facilmente quella città ad arrP-ndersi . · E da ultimo , una volta respinta la divisione Douay , dalla posizione del Geisbel'g, e ridotto a tenere soltanto il così detto Castello del Geisberg, il quale altro non è che un caseggiato solido, circondato da muri, pare che i ])russiani si potevano risparmiare di assalirlo, contentandosi, per farlo cader·e, di cannoneggiarlo dalla numerosa artiglieria d i cui essi disponevano. 0

IN ALSAZIA E LORENA E A S.EDAN

È stato stampato recentemente a· Londra, e pubblicato a Parigi

dalla libreria Amyot, un opuscolo, a cui si attribuisce un'alta ispirazione, e che porta per titolo: Les forces militaires de la France en ,1870. A pag. 84 (cap. V) l'autore, accennando alla prima dislocazione dell'esercito francese da Tbionville a Colmar, menziona le disposizioni di Napoleone I per la campagna del ,t 8'15, indi soggiunge: Ains·i l'armée qui devait se réunir sur la front1ère de Belg·ique, était le 1e1• fuin répartie SU1" une ligne qui s'étendciit depu.is Lille jusq' à Jlfet.z, et .~i l'Empercur eut été attaqué avamt d'avoir pu ressemb lcr ses corps d'armée, on n'au.rait pas manqué de dire que les t1'0upcs étaient desseminées sur la {1'Dntière. JJfais le gi·and art de Napoléon Jer fut de dissi1nule1· scs mouvements à l'enncmi et de réunir toute son année su.i· la Sa?nb1·e, avant que celui-ci n' en fut informé. Veramente le ragioni addotte dall'autore dell'opuscolo sovracitato non servono a giustificare lo sparpagliamento dell'esercito francese all'aprirsi delle ostilità nel ·1870, nè l'esempio ch'egli cita in appoggio delle sue opinioni è bene scelto. Anzitutto, dissimulare le proprie forze per ingannare il nemico SLl progetti che si hanno, è certo buona regola di guerra·, ma bisogna farlo a patto di non compromettere le proprie operazioni, senza di che, anzichè ingannare, si rimane ingannati e si sacrifica l'accessorio al principale; sarebbe lo stesso come sr! un generale in capo, allo scopo di tenere il massimo segreto sn di una operazione di guerra che intendesse di fare, non la partecipasse a ·coloro i quali vi dovessero principal[flentc concorrere; il segreto sarebbe certamente mantenttto, ma il più che probabile che l'operar.ione ideata non ri uscirebbe. Napoleone I arrivato a Parigi, guernì tL1tte le frontiere da Lilla al Varo, nonchè ai Pirenei, per due ragioni; '1 ° pcrchè poteva essere attaccato dappertutto; 2° perchè sperava che, prendendo un' attitudine difensiva, avrebbe plaeato le diffidenzedel lacoali1.ione. l\Ia in quella stessa distribuzione egli dispose 3 forti corpi d'armata che avevano il centro ad Avesne, la sinistra a Valenciennes e la destra a Rocroy, un altro corpo a Laon; e a l\1etz concentrò l'al'mata della ì\Iosel\a. Inoltre egli concentrava le trur.pe a seconda delle circostanze, che non sono mai di un ordine semplice. Infatti, mentre gli sarebbe convenuto miJitar'mente di prendere subito l'offensiva per ottenere de'vants1ggi, d'altra parte gli conveniva guadagnar tempo per potere compiere l'ordinamento e la mobilizzazione dell'esercito; quindi è che, dovendo obbedire a queste due forze , concentrava l'esercito man mano che gli erano segnalati i ;'rcparativi del nemico, onde essere in tempo di prendere l' offensiva. Petaltro, sono da IJotare le istruzioni che egli dava per


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NOTE RACCOLTE DURANTE UNA RAPTnA ESCURSIONE

l~ ALSAZIA E LORENA E A SKDAN

!l caso in cu i il nemico avesse fatto impéto per sorpresa; tre corpi del nord dovevano a tale uopo concentrarsi dietro la Sambra, e il corpo di Laon sarebbesi avanzato in modo. da potere sin dal bel principio presentare in massa quattro corpi dì esercito, non essendovi poco più di 50 chilometri da Avcsne a Valenciennes e Rocroy. ' Ecco le sue parole: Vous donnerez ord1·e au comte d'Erlon (era a Valenciennes) 6t au géneral Rcille (era a Avesnc) e·rl cas

teso asserire e che lo stesso autore dell'opuscolo dianzi citato ripete. Una del\e principali cause, a cui si attribuiscono generalmente i rovesci dcll'cserc:ìto francese è la sua cattiva organizzazione, o meno buona relativamente alla prussiana , per cui questa fn più pronta della prima e potè prcnclc1·e l'ini1.iativa della guerra, dirigerla e dominarla. Non è dubbio che chi ha un sistema cli mobilizzazione, per mezzo del quale può essere più sollecitamente dcli' avversario pronto alla lotta, ha un vantaggio sull'altro. :Ma non vorrei si credesse che ciò fosse ~utto, o quasi tlltto, perocchè potrebbero da un simile ·concetto deriYaro dannose conseguenze. Certo chi comincia, e sa prcv:Ìlersi della sua iniziativa, può imporre al nemico le sue mosse ulteriori e può obbligarlo a modellarsi e a parare a quanto sta per operare ; ma per far questo non basta essere più solleciti dell'altro, bisogna saper profittare dei l'miziativa presa, dominare l'avversario, senza di che anche più tardi questi può imporne con mosse bene intese e profittando di circostanze di tempo e cli luogo. Addurrò a questo proposito due casi che meglio possano rìschi:.rare l'argomento, Di due gìuocatori di scacchi chi ha la pri ma mossa può facilmente avere pnr sè l'otrcnsiYa del giuoco, ma non sempre così succede, perchè quantunque la sorte gli abbia dato di pqter giuocare il primo, pure l'abilità .dell'altro può da attivo farlo diventare passivo. Ecco un esempio storico delle memorande guerre del 1° impero. Nel 4808 l'Austria, profittando della guerra che l'imperatore Napoleone sosfoneva in Ispagna, fece in modo che il SLlO ese·rcito fosse g ìi1 pronto sul Danubio pri ma del francese , per cui l' Arciduca Carlo che lo comandava, conoscendo il pregio clcll'ìni1.ìati va tl clell'ofl'ensiva, invase la Baviora e progrccl\ nelle sue otrese. Gli Austriaci impertanto ebbero non solo la inì:i,ìativa, ma .poterono acquistaro ter reno ; con tutto ciò Napoleone postosi alla testa del suo esercito con bene combinate manovre seppe portare ben presto dalla sua parte l'offensiva strategica, per cui l'avversario, che pur era fa moso capitano, clovè subire le offese del nemico , e prendere quasi un'attitudine difensiva. Ripeto che con ciò non sì vuol dire che la maggiore sollecitudine cli mobi . lizzazione non sia già per sè un gran vantaggio, ma è un vantaggio che si può perdere se l'avversario è avveduto e sa approfittare cli qualche errore che il nemico commette. rn ogni modo, chi ha l'iniziativa applica e sviluppa in tutte le sue conseguenze un concetto, un disegno studiato ed al .quale fa concorrere le forze che crede necessarie, mentre chi subisce l'iniziativa è incerto sul da fare deve indovina re dalle mosse i concetti del nemico e parare a quanto sta .per accadergli. La differenza sta in un pensiero che si sviluppa ed

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d'evénements imprevus de p1·éndre position derrière la Sambrc. Le gé11éral Vcndamme (era a Rocroy e Mézières) · sur le premier a.vis ,qu' il 1·écevra du commencement des hostilites, s'approche-rait de la meme position powr appuyer la droite du coi-ps établi dcrrière la Sambre, et par ce rnouvement i:es trois corps se trouveraicnt 9'<ittnis · - Le général Piré (era a Laon) su.r l'avis d'une attaq·ue, marchara-it sur Guise, ce qui completera·it la réunion des quatres gorps d'armée (4). Si badi che ciò era ordinato sin dal 21 aprile e che le ostilità cominciarono soltanto verso il ,JO giugno. Oltre di che è da avvertire che tutto l'esercito di cui poteva disporre Napoleone I non si · clovea comporre che di 6 corpi d'esercito cli fanteria e 4 di cavalleria, quindi i soli che fo,ssero veramente distant i erano la guardia imperiale, che sì stava formando a Parigi, e il corpo d'esercito cli Gérard ch'era a 11Ietz e fu denominato, per trarre in inganno il nemico, « armata della Mosella. » I quali due corpi non potevano giungere a posto se non (i o 7 giorni dopo che il nemico avesse principiato le sue ostilìfa Come dunque chiaramcntP, appare, le ragioni che consigliarono Napoleone I. a disseminare le sue truppe alla front iera non sussistevano affatto nel 4870: ed i due casi non solamente non sì rassomigliano punto, ma essenzialmente differiscono tra loro per molte e gravi circostanze. La dislocazione del 48Hì era ·conseguei1za dcli' atteggiamento del nemico, mentre invece nell'ultima gLterra i Francesi disposero le cose assolutamente, non relativamente a quel che il nemico faceva, il che è un grandò errore, poichè così racendo sì finisco per agir male ed a casaccio, Essere concentrat i è sempre relativo ad una posizione più estesa del nemico. Napoleone J, quanlunque potesse avere i suoi corpi dì esercito ,molto distanti fra loro, nondimeno se poteva riunire l'esercito su l punto sul .quale voleva manonare in minor tempo del nemico, aveva le forze concentrate ed il nemico invece le aveva dìs.semina te. E qL1i mi sia permessa un'osservazione su cosa che. soventi ho in'(l) Oo,'1·esponda-nce de Napoléon Ur·, Vo l. x:,:vm, pag. \92,


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.NO'J'.b: RACCOLTE DURANTE •UNA HAPIDA ESC!.il\SIOI\E

: coordinato nell'uno, nell'incertezza e in movimenti erronei nell'altro. E come nella scherma del fioretto in cui 1;hi sta sulla parata finisce per essere toccato, ma non quP-glì che principia un attacco avr/1 sempre l'offP.nsiva, se chi ha saputo difendersi passa tosto ad attaccarlo a sua volta nei punti in cui l'abbia visto pilÌ o meno scopcrfo. La cam1,flgna de l ,1870-7·1 ci ha P,erò mostrato che i l>russiani non solo a,·evano una mobilizzazione pilÌ sollecita dei Francesi ma che una Yo!ta presa !'inizi:1tin1 strategica , non se la fasciarono pit; sfugaire' padroneggiandola sino alla fìno. ,. ~ '

Worth. Il maresciallo ~Jac-ì\lahon aveva riunito sulla destra della Sauer verso \Vorth tuUo il suo corpo d'armata n~n~h~. una di.visione del VII0 corpo (Félix Douay). La 2 dms10ne che era stata battuta a Weissenburo· e che erasi ritirata a llaguenau, fu riportata per st;;da ferrata a· Nieder- l3ronn e poscia presso la .posizione all'ovest cli Elssashausen, la divisione Dumesnil del VIJ 0 corpò. era anche venuta per strada ferrata presso .t:berb~~h: - Secondo il Borbstaedt, l'artiglieria di questa d1v1s10ne non avrebbe potuto raggiungerla · a tempo. Secondo lo stesso autore, il maresciallo l\Iac-Mahon non ebbe contezza che nella notte dal 4 al i5 acrosto della rotta subìta. dalla 2" divisione, menlre sino ~la!le 2 pom . del 4- qnesta era in piena ritirata da Weissenburg, il che proverebbe che le comunicazioni col quartiere generale del corpo d'armata non erano molto facil i e che non solo non si era teso il ·telegrafo da campo, rna che forse non si era presa neppme la

IN' ALSAZIA E LORENA E A SEDAN

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p recauzione di stabilire dei pe>sti cli rilievo di cavalleria. Questa ignoranza del quartier generale rispe~to .alla sorte toccata alla. ';2:t divisione viene confermata ,dal fatto ehe questa fu avviata da Sulz a ·llaguenau, mentre avrebbe fatto più breve cammino se fosse stata .avvertita di doversi portare sn Worth. - Ciò mi pare che dimostri altresì come il primo concetto di i\Ia.c-Mahon fosse di coneentrarsi a llaguenau e che nella giornata del 4 agosto cambiasse idea, ma non .ne· avvertisse il comandante la 2• divisione. 11 maresciallo aveva dunque riunito nel mattino del -6 agosto sulla destra della Sauer cinque divisioni. di fanteria e due divisioni e mezzo di cavalleria, col proposito di dare la battaglia in quel terreno accuratamene scelLo. Aveva egli, il maresciallo , certezza di venire potentemente aiutato durante la battaglia, dal V0 corpo (De-Failly)? Fece egli bene ad accettare battaglia? Attenendoci ai dispacci telegrafici pubblicati ·dal generale De-Failly,' ed i quali sin'ora, per quanto si sa, non sono stati contraddetti, è chiaro che il ma'.l'esciallo Mac-Mahon non poteva essere rinforzalo nel giorno 6 agosto che solo da una divisione, la quale non avrebbe p,otuto neppure arrivare di buon'ora, ma a giornata molto inoltrata. Nel pomeriggio del 5 agosto ecco quanto il in'are.sciallo ·Mac-i\fohon telegrafava al generale De-Failly: « Fatemi conoscere in qual giorno, e per dove vi col-<t legherete con me . È indispensabile che noi re·<< goliamo le nostre operazioni >). · (Nolo, di passaggio , che tale telegramma non è molto urgente come sembra avrebbe dovuto essere, attese le condizioni in cui si trovava Mac-Mahon). Il generale De-Failly rispose : (nel telegramma pubblicato non é indicata l'ora) « La divisione Lespart è sola a Bitsch ·« e partirà il 6 al' màttino pe11 raggiungervi; le altre ,. AN!'iO XVII,

VoL. IV.

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t02 NOTE RACCOLTE Dl;JllAN'rE UNA RAPIDA ESCU HSfONE « divisioni seguiranno, appena saranno arrivate sue« oessivatnen te a Bitsch ». Questo telegramma fa dunque chiaramente conoscere che una sola divisione avrebbe raggiunto nella giornala del 6 il l 0 corpo, dacchè da Bitsch a Worlh 00rrono più di 32 chilometri, e non meno di 9 a 1O ore di marcia sarebbero obbisognate. Per verità sorge spontanea la domanda perchè non si sia adoperala la strada ferrata tra_Bitsch e Nieder-Bronn; alla quale climanda non saprebbesi rispondere altro che affacciando l'ipotesi che non vi fosse il materiale necessario per eseguire il trasporto, senza di che é impossibile supporre che né il Failly nè lo stesso ì\J.ac-Mahon, al quale dovreva premere anche a.ssai p,iù, non lo avesse ordinato o fatto eseguire. - Per allro presso Niedel'-Bronn dovevansi trovare i convogli ferroviari che avevano ·orasportato la divisione Dumesnil e quella già comandata dal Douay, convogli che, a quanto pare, si sarebbero potuti utilizzare eziandio per la divisione Lesparl. Dalla stessa relazione di De- Failly si rileva. che Ja, divisione Lespnrt solo poco prima delle 6 ant. del 6 si era posta in marcia. Da ciò si può inferi re che nessuno si era reso persuaso dello stato delle cose, ond'è che si agiva con una certa freddezza, che sembra quasi indifferen~a. I comandanti del I0 e del V0 corpo d'armata non fanno molta premura, ed il generale di divisione a sua volta parte poco prima delle 6 ·an timeridiane. - Per· scusare tale tardiva partenza si dice nella relazione De-Failly che si dovettero riunire i distaccamenti collocali parecchi chilom etri innanzi alla città, si dovettero riunire i posti avanzati, le gran guardie; ma, in verità, non sono queste buone ragieni, perché il gros:,o della divisione si poteva mettere su.. hito in marcia, ed i .posti a1anzaii e i distaccamenti

f'i Al.SAZL\ E LORF.N.\ 1:: à. Sf.UAN

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avrebbero figurato da retroguardia, oppure bisognava farli ritirare più di buon'ora. È noto che il maresciallo 3Jac-1Iahon non credeva che sarebbe stato attaccalo il giorno 6 agosto ; io non - so per allro su che fondasse questa credenza, avvegnachè sino dal 5 il II0 corpo bavarese ed il V~ corpo prussiano erano molto a lui vicini, e la mattma del 6 lo erano tutti; e di fatti, da Weissenburg a Worth non sonovi piu di ;23 !l 24 chilometri . Egli credev~ co"sì poco di essere attaccato, che s~ era pr~posto .d1 assalire egli stesso l'indomani l'esercito pmssi.ano, facendo un· movimento innanzi colle sei divisioni di fanteria che avrebbe avulo in quel giorno, compresa la divisione Lespart, e le due divisioni e mezzo di cavallel'ia, nel mentre il generale De-Failly colle rimanenti foTze del suo corpo (una divis'ione e mezzo) avrebbe operato sul fianco nemico avanzandosi su Lembach. Per poco mancò che tale disegno di guerra ?el :°a~·esciallo Mac-Mahon si effettuasse, giacché anche 1lPnnCipe '.Reale si era proposto di non dare battaglia il ?i~rno 6~ ma bensì il 7 - quando avrebbe avuto tutll 1 corpi d'armata men-lio riuniti e riposati. - Siccome il giorno o . 6 avvenne la disfatta del Il0 corpo (Frossard) a Sp1cheren, così è più che probabile che il 7 Mac-~Iahon, anzichè attaccare, si saeebbe ritirato; ma ammesso che avesse attaccato, egli avrebb<~ presentato sul fronte sei divisioni di fanteria, mentre una di.visione e mezzo avrebbe attaccalo sotto gli ordini di De-Failly il fianco· destro prussiano. - Ora il 7 avrebbe avuto di contro quattro corpi d·armata cioè otto divisioni ed il I1° corpo bavarese contro De-Failly, per cui l'esito non poteva.neppure essere dubbib . . . . 1n o-uerra bisogna tener presente, fra g11 altn, questi due p~incipii : formare sempre i nostri p~ogelli o ?isegni di guerra sulle ipotesi più sfavoreYoh per noi, ed è


40{ NO'l'E RACCOLTE DURANTE UNA RAPIDA ESCURSIONE il solo modo di cornmellere minori . sbagli: non rimandare al di mani ciò che si può fo.re oggi; le occasioni sono fugaci, e ciò che era possi.bile in un momento, non lo è forse più in appresso. Ora, siccome per Afoc-Mahon il caso più sfavorevole si ~ra che il nemico attaccasse nello stesso giorno 6, e SLCCome ciò era possibile, tanto possibile che lo fu egli avrebbe <lovulo regolare i suoi movimenti i~ conseguenza. Il caso, o la logica degli avvènimenli, servì merrlio il Principe Reale che non il suo disegno, che er; di non da!': ]~attaglia il 6, ma bensi il 7, avvegnacM è probab1hss1mo che il giorno di poi Mac-Mahon gli sarebbe sfuggilo clalle mani quasi inr:atto. Era più prudente il disegno del Principe, di riunire, ~io~, più compatto il suo esercito e riposato, e pol'larlo 11 giorno dopo alla battaglia, ma la bella circostanza di poter combaLtere due o tre contro uno poteva anche andare perduta per lui. Era necessario per Mac-1\'Iahon acceltare la battao-Jia? Aveva: egli sufficienti probabili là di vincerla? Po~eva scegliere all'uopo differente posizione? · 'Non è credibile che il maresciallo Mac-Mahon ignorasse le forze che aveva di contro, perchè al combattimento di _Weissenburg_ (doveva saperlo) avevano preso parte .attiva tre corpi d'armata prussiani ed egli doveva . saper_e per _rapporti _falli o che avrebbe dovui o fare , la brigata d1 cavalleria a Selz, che verso Laute{ourg era passato u~ altro corpo d'armata (quello di Werder). Non poteva 1gnorare le forze che aveva di contro anche per _irnl~zi~rn~, perciocchè tulli ·i dispacci por~ tavano che li Prrnc1pe Reale aveva dato .il combattimento di Weissenburg, e _doveva argomentare, se già non sapeva, che una intiera armata era da quella parte. E da ultimo> sé il maresciallo ignorava, od era incerto

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della quantità di forze che aveva contro di sè, era suo debito di accertarsene, e aveva il modo di farlo colla numerosa cavalleria di cui disponevà (dicci a dodici reggimenti), ovvero facendo dellè forti ricognizioni offensive . Per cui non si può ammettere come ragione plausibile ch'egli ignorasse_ la ~uantitù di forze da cui poteva essere altaccato 11 giorno 6. Eo-li è perciò che nella notte del 5 nessuno , poteva o . . impedirgli di ritirarsi; infaui il Y0 corpo prussiano, ch'era il più vicino, era nella sera del 5 a Preussdort. a 4 o 5 chilometri dalla Sauer e stanco per lunga marcia. Nè tampoco si può asserire che da Worth egli difendesse l'Alsazia, perciocchè è bensì vero che da questa posizione difendeva di fianco l'Alsazi~ , ove il nemico non avrebbe potuto penetrare se pnma non gli avesse dato battaglia, ma è anco vero che dall'esito di questa sarebbe dipesa. tutta la difesa dell'Alsazia. Dunque non era necessario che egli desse battaglia. Ma, quanto meno, conveniva al marescial~o acce~tar~ la battao-lia, ·od in allri termini, aveva egh suffic1ent1 probabilità di poterla vincere od almen~, resistée? Il maresciallo Mac-Mahon, nel caso prn favorevole, ma non possibile, secondo che abbiamo dimostrato, avrebbe potuto opporrè ai Prussi':ni sette divisioni e mezzo di fanteria, due divisioni e mezzo di cavalleria, ·e l'artio'lieria di riserva di due corp i d'armata.. I Prussiani aveva;o da opporre a queste, dieei div isioni di fanteria (di cui ognuna un terzo più .forte delle frances_i),.d~e divisioni di cavalleria, e qua.Uro riserve d'arugliena di corpo d'armata. Contando sugli effettivi e non sui presenti in camp~gna, q~:sla è l~ pr,op~rzion_e : ~~ ad 86,000 Francesi con 156 cannom e 3o rn1tragl1atnc1 contro 474 a ·180 mila Prussiani · con 480 cannoni. Ma questo sarebbe avvenuto se tutto il corpo De-Failly,


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i'\:OTE RACCOLTE DUIUNTE UNA RAPIDA ESCURSIONE

meno la brigata che era r imasta a Saarguemines,, avesse, potuto prendere parte alla battaglia; ma siccome non poteva e non pr-ese parte se non una sola divisione., e. ~uando tl~Lto era finito, e solo pet proteggere la. ritirata, troviamo allora quest'altra proporzione: 55 a 56 mila Francesi con lro 1174, a '180 mila Prussiani ! La <lisproporzione era tale da non lasciare la benchè. m inima speranza di probabilità, ed il maresciaUo, ì\fac-Mahon aveva troppo buon senso e troppa conos cenza profonda delle cos.e, di guerra, specialmente della guerra del 1866, da volere e poteré imrnao-inare di essere in gr,J.-do di resistere ad un attacco cs~o-uito · con forze così preponderanti da. un ottimo ese;cito,. h:ne .comandato, che aveva· riportate cotante brillanti v1tlor1e contro gli Austriaci nel 1866 !. Av.endo deciso il maresciallo il lac- Ma.hon di darit battaglia,. pol.e:va egli prendere altra posizione più vantaggiosa cli quella da lui· prescelta'? ' V,)lendo egli dare battaglia, non vi erano che due· posizioDi da poter prendere, o luogo la Sauer nel ramo che dal nord va al sud, ovvero ve.rs 0 Haguenau lungo I~ .Moder con la .fronle al nord. Questa i,;econda po, s1.zrone era m,egho . adaua a difendere wasso passo e d1reltamente l Alsazia, ed era abbastanza forle· ma se e?li l'avesse prese.ella si sarebbe trovato m;lto più dtslaccato dal gross-o dell'esercito,. mentre. che nella posizione su ll a Sauer rimaneva sempre collegatb, col · eorpo De-Fai lly, che avrebb.e potuto chiamare a sè e gli era inoHre più facil~ il rìl.irarsi e. cono-juno·_e ;si ~oll' esercito princigale; per cui credo. che be~e o;eròi 11 Alac-~rahou prendenùo posizione sulla Saue.r. Erru I egli meglio prendere posizione sulla sinistra anzichè s~Ha destra della Sau.er? Ed anche ragioJ;1andoci sopra, ~n. sembra che era p iù vantaggio.so prendere Ja posizione che eg:!i prescelse sulla destra~.perchè, se prendeva

IN ;\LSA.ZCA E LORENA' E

A S'EÌilAN

posizione sulla sinistra, é bensù ver0 che. pote~a appoggiare la sinistra all'~o.c~1-Wald e la destra al N1ederWald-esl, ma iocaso d1 nlirata avrebbe. avuto un co~so d'acqua a ripe difficili alle spalle, ohe ghavrebbe cagtona.to Bon poco imbarazzo,. oHrecchè per ta preveggente ed assennata marcia intrapresa dal Il corpo ba.va.rese pe:u Lembach,. la sua sinistra sarebbe slala . ugualm~nt~ girata , malgrado l'appoggio .dell' Hoch-Wald. Qm~d1 bene egli fece , <lacchè era nsoluto a dare battugha, di portarsi sulla des-trai della -Sa~er. . . . Non essendo necessario nè utile dare battaglia 1!1.nanzi ai Vosgi, sarebbe forse stato assai mi?lior p~rl1t© per i Francesii di difender.ne i passi jn.t~~ni, non i~sse altro t:he per titardareedullungare la mar eia del mem1c~. Se così avesse fatto 11 Mac- Nlah0n, avreb~e avut? la possibilitl~ di ritirarsi quasi intatto, e congwnger:s1 secondo i casi con l' esercito che si anelava concentran~? dattorno a Metz, con una disfatta di metio, eppercw. con un morale m igliore nelle sue truppe, e n~llo ste~s~ tempo RVJJebbe potuto esse~e rioforzat~ dagh . ~om.1.m che sarebbero gitnrtì success1vameote dai depos1t~, e t:he nella baraonda della rolLa di Worth è probah1.le che · ·non raggiunsero più i proprii corpi. Un tale mov1meuto di ritirnla: avrebbe dovuto essere anche follo co n temporaneamente ~ÙJ generà.le De-FaiHy col su,o corpo . . l\fa il maresciallo i\1ac-~1ahon, acl onta ~e.ll~ s.c ossa morale provata per la disfatta della 2" d1.v1s1o~e, ad onta deLla grandissima inferiorità numen~a nspetto .a l nemico dando forse a&G:o·lfio ad un sent11nent0 lodevole di 'soldato che non vuolsi r itirare se~za com·bauere, anzichè ai suggerimenti dell~ rag~on.e del capita.no, avendo deciso di dare battaglia cosi dispose le sue forze : . A sinistra la ,1.. divisione (Duc~ot} ~Ila foresta di .Salzbach , che è al nord-est di N1ehw1ller, al centvo, 0

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NO'fE llACCOL'fE DURANTE UNA RAPIDA ESCURSIONE

la 3" divisione (Raoult) (,J) colla dril.ta a Elssashausen e la sua sinistra a Froschwiller di faccia a Gaesrdorf, ed occupava altresl il paese di Wonh, Alla deslra si trovava la -1" divisione (Lartigue) da Elssashausen sinoverso Lansberg (Albrechshouserhoi), ed occupava fortemente la foresta di Nieder-Wald-.ovest. La ·I" divisione {Dumesnil) del VII 0 corpo era a Eberbach dietro l'ala destra, e la 2" divisione del 1° corpo(ora comandata dal generale Pellé) formava una riserva dietro il centro. Così pure la cavalleria era stata ripartita dietro l'ala destra ed il centro, ove il ·terreno era alquanto più scoperto che a sinistra. Quantunque da ,Niehwiller a Frosehwiller a Lansbergnon si contino che poco più di 6 chilometri in linea retta, pure siccome Ducrot aveva a difendere il limite della foresta di Salzbach che è di ,i. chilometri a 4 ,J /2, siccome la divisione Raoult aveva a difendere la pendice· ad est di . FroschwiUer sino a Elssashausen, lo che comportava uno sviluppo di quasi 3 chilometri, oltre· la guarnigione per la difesa di Worth, ed infine siccome la divisione iart.igue aYeva a difendere il Nieder-Wald,,ovest nonchè Lansberg, ne viene in conseguenza che :.. a posizione si sviluppava su ,12 chilometri, e postochè quelle divisioni non avevano che fra 8 a 9 mila uomni, ogni metro lineare non veniva occupato, per cosi dire, che da meno di tre uomin i, proporzione mij ima. Ne è <la dire che vi erano due di visioni di rise.rra 0 la 1" del VII corpo e la 2a del 1°, perchè la prima fu' adoperata per due attacchi i quali, essendo andati fallili, si dovette poco usufruire di quelle forze per la

(~) Presso Worth sono sepolte le spoglie del generale Raoult, quasi abband!lnate -:- neppure una tomba.. - Eppure la sua fu una delle divisioni che meglio si batterono.

409 'difesa, la 2" poi era sta ta troppo provata perchè potesse essere di un grandissimo aiuto. Per a lLro è da osservare che la 'd estra e la sinistra avevano una grande estensione di terreno da difendere; nondimeno, siccome tale terreno consisteva in buona parte in boschi e foreste, è naturale che molto minor quantità di truppe richiedesse per la difesa, tanto 'più che erano boschi e foreste posti su pendici di monli, quindi chi muoveva ali' attacco aveva a superare, oltre alla difesa, due ostacoli naturali, l'erta salita, e lo scudo dei boschi. Ma se era buona la posizione sulla destra della Sauer contro chi venisse dall'est, non era men buona quella sulla sinistra contro chi Yeniva dall'ovest. Il Principe Reale nel portarsi innanzi aveva marcialo anche questa volta compatto, fiancheggiato a destra dal Il 0 corpo bavarese, che da Weissenburg si portava per Lembach , su Langensulzbach; movimento bene inteso nel caso che il rìemico avesse preso p9sizione sulla sinistra della Lauter, ed in tutli i casi . ulile per opporsi ad attacchi provenienti dal V0 corpo francese a Bitsch, e da ultimo per attaccare di fianco la posizione al di là della Sauer. :Ecco adunque come si trovò l'esercito prussiano -quando cominciò la battagli a,. Il II0 corpo bavarese a Langensulzbach. lf V0 corpo a cavallo alla strada sulle alture ad ovest di Preussdorf. L'XI 0 corpo, che era in marcia su Surburg, si portò immediatamente a Gunstelt. Dietro al V corpo si avanzava ill0 corpo bavarese e dietro e di fianco all'Xl 0 , il corpo di Werderpreceduto ·da due brigale · wurtemberghesi. La 4" divisione di cavalleria rimase a Schonenburg. Impegnatasi la battaglia su tulla la linea, Mac-!Uahon volle prend~re l'oflensiva con la sua destra, ma invece di fa r vi concorrere tutte le forze, non lanciò dapprima che una sola brigata della divisione Dumesnil verso IN ALSAZIA E LORENA E A SEDAN

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\ ·10 NO'rE llACCO'LTE DUI\AN.TE UNA RAPIDA ESCURSIONE GunsLett, la qual.e fu respinta, poscia nlornò all' offesa tutta.la divisione e penetrò ne1le prime case di Gunstett; ma già una p.orzione della 2:' divisione dell' XI0 corpo poteva i!nlervenire, e l'attacco fu intieramenle respinto. Se questa offensiva, d i c;ui. è più sopra parola,. fosse stata presa risolutamente con foi::ze proporzionale 1 pole't:?a riuscire a bene, tanto più che. n,on si trovava allorni che una sola divisione dell'Xl0 corpo. Non cred.o· punto· che avrebbero potuto essere cambiate 1~ s.orti dispera te della giornata, perchè si sarebbero in.contrate subito dopo la 1" d ivisione detl'XI0 eorp.0 e poi tu:llo. il co11po d i '\Yerde1~, ~ale a_ dirn, il più gr&n nerbo de:lle forze. prussiane; ma è un fatto· che uID.' operazione rius~~ta è sempre qualc.he. cosa :i:n g uenra ; quanti} meno, avrebbe fot·se :potuto essere più libera 1a ritini:ta,.. Se non che quello sforzo tentato S'4ccessi.·.-amenle, senza forze adeguate e senza gran . decisione, riusc\ a poca e.osa; anzi las:eiò l'esercito quasi subito se»za vera riserva. Fallito (i]iUello sforzo, giunti rinfol'zt all' XI0 corpo, quest.o·unitamentre,alla b rig ata wurtemberghes,e ed al Y0 .corpo attaccò ~ sua voh.a 16' lim.ee frnncesi,. dislDJccandone l'estrema destra daHa destra, e fece convergere poi gli auacchi s:u Elssashausen e quindi su l<'Eòseb willer. Caduta quest'ultima posizione, non vi fu p,i ù resistemél!, ,e, l'i:nseguìmen!o prussiano si arrestò a Nied-Brunni oye a veva preso posizÈone la divisione che Yeniva da Birtsfo. Non deve far meraviglia che la: ritirata si sia céJinibia.ta .in. una disfatta, poich.è ogni qualvolta si difende una p,0,s izfoue ostinatamente, e. vi s'impiegano tutte le riserve, e le forz.e sono esaurite, è naturale, dirò ooSÌI, che unu _ritirata_ si ca mbi i n fuga ; quelli ste.s si che p,Qeo prima disprezzavano la vita con la più grande. indifferenza , -di poi tentano a mettersi in salvo senza p1·es:Lar e, 01-ecchio a comando. ed esortazioni.

' IN ALSAZIA. E LORENA E A SEDA,N

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Legge del cuor umano - come spieo·arla? Il V0 corpo prussiano, ch' era ad ovest Prenssdorf spieg9 in due Hnee le due divisioni, cioè una divisioJ11; dietro all'altra, e spiegò quasi subit,o tutte le sue batterie. L'XI corpo agl pe1· d ivisioni accollate l'una ai destra e l'altra a sinist1tt1 della strada d1e da GunsteU. porta a Landsberg, le artiglierie sulle alture al nord 4.li Gunstett. La prima linea, passata la Sauer su due ponti~ disp_ose ~ suoi. bauagliioni con due compag,ni.e rn p~1ma_lrnea m colonna di compagnie coperte da cacc1aton; nel mentre le altre due stavano in seconda foiea in colonna serrata. Circa le disposizioni tattiche francesi Dlil!lla si rileva nelle rel~zioni _fìno,ra pubbJicate. Poco prima ehe ca,d~sse Froschwdkr, ~lac-.i)fahoJ11 sencendo l'impoi·tanza <li_ occ:1pare Elssashausen, di dove la 1" linea era n11na~c1ata, teL1fo un contrattacco con fanteria e. cavalleria;, ma, q·uantunque tentato due volte audò falLi~o. Simili ten tativ.i di cavalleria possono ri~seire co.ntr~: Lm ppe se.0sse ed abbattute, ma no,n contro truppe ·che abbiano riportato molti \iantaggi; in terreni cos i poco adatti, fu un vero sacri.ticio·, e null'altro fo,, m:è. po teva essere . . ~nch~ in q~es~a baltaglia fu. il cannone che atcirò 1 d1vers1 c~Fp1. d ·a.rmata prnssiani su1 terreno della b~tlaglia. E, da_ O·~se1:va re . che i comaa<lanti. di corp.6! d armata pnissiaE1<1 s11 avvisavano a vicenda eh cid> che. succedeva, ovv_e:ro di ciò .c he vo.!evano fare; quindi conoscenza rec1proea dello s.tato delle cose, conco,r:so e accordo di tutti l'lelle ope.r,azioni,. e solidarietà. net risultali. Infatti il cornba~Limento di avamposti il o·icwno 6 <:omi~ciò col _g iorno , . p.L·ima davanti. al ,~ corpo. prussiano e: poi da:vaDt1 at Il° corpo bavarese. - . l!na (Livi.sione (2'1m •J dell'XI corpo che. e.ra a -Holsehlosch,.

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TN ALSAZL~ E LORENA E A SEDAN

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NOTE RACCOLTE DURAN'l'E UNA RAl'lDA ESCU RSIONE

sentendo il cannone, prese le armi, e saputo che corpi francesi erano segnalati. dirimpetto a · Gunstett, colà mandò · rinforzi ed indi vi si diresse - e ne fu avvisata l'altra divisione dello stesso corpo d'armata. (la 22m"), la quale era a Surburg e si diresse anche essa su Gunstett, avvertendo nello stesso tempo il corpo d'armala di Werder che era a Remeisnelle; questi immediatamente fece avanzare due brigate, una di cavalleria ed una di fanteria wurtemberghese, su G-unstett, ed il eesto del corpo d'armala si terme pronto a mar- • ciare. - Nel constatare questi fatti, piacemi riferire le parole del Borbstaedt « i corpi d'annata isolati si af« frettano a marciare al cannone, e congiungersi, senza « attendere ordini superiori , gli uni cogli allri sul « campo di baitaglia e ad impegnarsi per proprio conto « con destrezza e prontezza» . _ Ho voluto riportare questo periodo, il quale stabilisce egregiamente ciò che è a farsi, perchè. taluno crede che marciare al cannone sia un semplice fatlo · di decisione, e che basti quasi ciò solo, men!re nella generalità non basta, e quasi potrebbe essere di . nocumento. - Supponiamo per poco che l'XI0 coi·po ed il corpo Werder si fossero portati nella direzione di Worlll direttamente; lascio immaginare la confusione che ne sarebbe nata, e l'inutilità di tante fqrze amma~ ate, perchè non è mestieri dire che le forze sono sol~ utili quando possono venire adeguatamente impiegate, ma non valgono nulla, anzi sono di danno, quando sono serrate le une dietro le allre, derivandone impossibilità di comunicare , ingombro di strade, esuberanza di forze in un sito, difetto in altre, panico, facilmente comunicabile. Non basta impertanto marciare al cannone, ma bisogna formare una · 1in~a di battaglia in rapporto sia colle precedenti disposizioni date dal comando, sia collo stato delle cose, e sapere bene come

e dove dirigersi. - J;; cosa ovvia m.a che ho creduto utile ripetere e confermare. ' Anche nella battaglia di Worth la 4a divisione di cavalleria di riserva non prese quella parte che pure avrebbe potuto, sia nel combattimento di cavalleria che ebbe luogo da parte dei Francesi, sia nello inseguirli.

'(Continua) .

E. C.

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DELLA QUESTIONE EQUINA IN lTAUA

DELLA

QUESTIONE EQUINA IN ITALIA CONSIDERATA SOTTO Il PUNTO DI VISTA DELL... \

MOBILIZZAZIONE DELL'ESERCITO

· ( Continuazione e fine. -

V. Dispensa; àel novembre)

tJome le 1n·incipali potenze di JEm•opa. si p1•ovvedono ,n cavalli in occasione del pnssnggio dal piede di paee . al piede di guerra,

Ora che conosciamo le risorse ed i bisogni delle principali potenze europee comparativamente fra di loro, vediamo in qual guisa. esse hanno già risolto, o si studiano di risolvere il problema di provvedere i cavalli che occoreono per il passaggio dal piede di pace a quello di guerra. · Abbiamo già notato che la Russia possiede risorse equine immense; il general Fadeiew, tenendo probabilmente anche conto di una parte dei possedimenti fuori di Europa, non si perita di calcolarle nella cifra ap~ prossimaliva di venti milioni di capi. La Germania, che ha un esercito, il quale si può considerare come un modellb per l'armonia che esiste fra Je varie parti che concorrono a formarlo_, ha su-

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perato ultimamente le difficoltà di una mobilizzazione generale con un successo unico piuttosto che raro. se; rispetto al numero, le sue risorse cavalline sono alquanto limitate, essa possiede però razze di cavalli perfettamente adatte per lutti i serviti dell'esercito. La Prussia orientale, la Posnania, l'' Annover, il Brandebourg, la Sassonia e la Slesia le forniscono cavalli da sella eccellenti; mentre essa trova nel !Vleddernbourg, nella. ·westfolia, nell'Holstein,nello Schleswìg-e ndl·e Pro·· vincie Remane ·cavalli da tiro, quali non si potrebbero desiclerarB miglio:ri. La Francia e l'Austria-Ungherù1 hanno risorse in eavaHi superiori ,di numero, se non cdi qualità, a qrueHe dell'impero germanico . Eppm-e tutte qu~ste p0teme si sono seriamente occupale _dell.e cliffieoltà , che possono incontrare pe'r proc~ccrnrs1, al. momento del bisogno, ed in un tempo relativamente brevissimo , tutli i quadrupedi che occo1-ron.o per la mobilizzazione dell'esercito. Esse hanno , diligentemente studiato la. quistione, ed alcune sono già arrivate ad una soluzione felice della medesima come la Germania e l'Austria-Ungheria, mentre la' Russia e la Francia, per quanto pare, sono avviate ver.so il medesimo risultato colla certezza di riuscirvi. A dir vero, chi additò a lutti la via da seguire fu la Germania , assai tempo prima di essere quella potenza che da due anni conosciamo sotto il nome di Impero tedesco ( IJ. 1

('I) II gcnera'le Ducro't, in un suo studio sulle varie armi' pubblicato ìn Francia nello !Corso anno, contiene a questo proposito un partic·olare intel'ess11ntc 1cbe ·riferisco tcrstualmcnte: tt Nel 1777, il generale conte Di Grimoard aveva rassegnato al ·re < Luigi XVI una Jl:1emoria la trnale conteneva una sinistra •e j,ter.rib'ile « profczi~ che dovea avverarsi un secolo· più tard-i.

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DELLA QUESTIONE EQUINA

Il sistema colà adottato è quello àell'immatricolazione di tutti i cavalli utilizzabili, appoggiato a rigorose staLisLiche, tenute quanto pi1't possibile a giorno delle variai.ioni che succedono, in modo però da non intraldare le transazioni commerciali. La Russia, che ha soprn tuui gli altri paesi il grnndissimo vantaggio di tro vare sempre disponibile un numero smisurato di eccellenli cavalieri, e che, con un semplice ordine .telegrafico, può formare in pochi giorni 460 reggimenti di Cosacchi (908 sotnias), per i quali non ha da pensare a provvedere un sol cavallo , ha però dato ulLimamente le disposizioni perchè siano compilate le slatistiche equine dell'impero (·1 ) . Si ritiene anzi che essa vuole arrivare al punto di determinare, m~diante estrazione · a sorte, i cavalli che dovrebbero ' essere arruolati per l'esercitò, e che dovrebbero essere chiamati, in caso di bisogno, mediante un equo indennizzo ai proprietarii. L'Austria·Ungheria ha, se non err<1, adottato nel corrente anno (1872) una legge sul reclutamento dei cavalli, la quale si può ben dire che sia fonda la sui principii me1

< Ne rìprod11ciamo il tratto seguente : < Dopo la pace di Utrecht, la Prussia si era eretta in potenza del tutto militare ....... « . .... ..... I cavalli occorrenti al servizio dell'artiglicr?1, dell' equi« paggio dei viYerì, ed al trasporto dei bagagli erano stati assegnati r: e class·ificati come gli uomini, nei villaggi dtJl territorio prussiano..... < ........ La Prussia, in caso, mercè tali disposizioni, d'entrare in "' campagna in pochi giorni, poteva sempre sorprendere i suoi e nemici, ma non poteva essere sorpresa. « Lo provò nel 1740 la regina di Ungheria l\faria-Teresa...........». (1) Volendo citare imparzialmente tutte le circostanze , Ca,·orevoli o me.no alle varie potenze, soggi\ingcrò però che sembra come non sempre i Cosacchi siano prontissimi a rispondere alle chiamate, e come n.i C9sacchi del Don, per arrivare su un teatro di guerra europeo, si calcola che occorrer,1bbero circa sette settimane.

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IN ITALIA

desi~1i_ che reg?ono la legge per il reclutamento degli uom,111, e contiene tutte le norme da seguìrsi quando avesse da essere posta in esecuzione. Seco?do tale legge, tutti i ca vallì dei priva{i sono sogge~t1 a~~a leva milita re, colla sola restrizione che i P:opnel:arn non sono obbligati a· cedere oltre la metà di q ~elh che posseggono, semprechè il numero dei ca~all~ che sono ·riconosciuti idonei al servizio supe?'i il bisogno. li prezzo è stabilito, senza appello, all'atto della consegna, da una upposita commissione. S0n o previst~ lUUi i casi d'esenzione nei seguenti: 1 I cavalh della Casa Imperiale. 2° I cavall i che gl'impie 0 ·ati dello Stato- ·teng·ono per l'eserc izio delle loro funtioni. I cavalli per la posta. Un cav~llo per medi~o di campagna. . o I cavalli delle razze unperiali e dei tenimenti dl allevamento dello Stato. _6° L_e ~"avalle co1; puledri lattanti e quelle che, negli 11IL1mi quattro anni, furono coperte almeno due volte senza restare sterili. 70 Tutte le cavalle' le quali, all'epoca dell'ultima monta,_ .fu:on~ coperte da stalloni governativi, 0 da stalloni pnvat1 approvati, se non rimasero steri!' d _ t u . I. . d rantl3 gIi u llrrn ue anni. · so Finalmenle tutti gli stalloni destinati alla monta · ed approvati dal Governo. ~ome si _vede, s~rebbe difficile d'anùare più oltre nei <lettugh che sm d'ora si stabiliscono per tutto prevedere. , In ~1u_anto alla Francia, non credo che sino al giorno d oggi sia stata voiata dall'Assemblea Naziona1e alcuna legge su!l'a:gomento. Le intenzioni governative non sono qumdi ~ne.ora ben note; ma se vi può essere qualche dubbio m proposito, credo che niuno possa 1

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ANNO XVII, VOL , IV.

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DELU QUESTIONE EQUINA

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~s.isterne sulle tendenze, a tale riguardo, delL'opi~ione pubblica mili tare. D'altronde la dolorosa espenenza del 18'70 é stata tale che qualche provvedimen_lo adatto al caso è certo che si prenderà . . JL g,e nerale Chareton,. nel su? bel. l~v~ro che ~o g,1à avuto occasione di cita.re: P·roJet milltai1·e de reorganisatio.n de l' état militafre cle la .France, propone : « Di avere in ciascuna circoscrizione di rimonta,. « od anche in ciascun dipartimento, uno slato. ~~gp~« letico dei cavalli ~uscetLibili di essere r eqms1t1,, s 1a « per il traino , sia per la caval\erra, e d_''i ncoraggi~re « l'allevarnento ùei cavalli con un prem10 da darsi al ·« proprietario, il cui cavallo imrnatr'icola~o fosse pre•(< sentato ammaestrato e pr0,nto a entrare m uno squa:(( drone. La gendarmeria sai:ebhe incaricata di tenere « al corrente i registri di matricola , segnalando, P_er « qu,ctnto possibile, le variazioni che potrebbero av_v ernre « tra i proprietarii, in modo però da. non recar distu1·bo « alle transazioni cornme,rciali ». • E più i n nanzi pn rlando della formazione dei corpi. -<l'esercito : « I cavalli da tiro saranno reg,istrati a matricola nella « circoscrizione del corpo d'esercito e lascial~ presso « i proprietarii; essi saranno requisiti al momento della guerra ». ,,, Sarà bene che io soggiunga che chi scriveva. linee che precedono, deputato egli stesso all'Assemblea Na~ionale, ru poi nominato_ relat?re di_ Ulila delle ~o~toc omrntSsioni incaricate d1 esamrnare 11 progetto dt r10rd'ìnamento dell'esercito francese . Se Lanto h anno creduto, o credon0, di fure quauro iotenze rnilitari di prim'ordine, le quali hanno r i:orse «quine di gran lunga superiori alle nostre, pll.rm1 che {tà. prudenle. che anche no i esaminian:o. b~n: un~ fale quistione, ponderiamo bene le cond!Zlom m cui

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·c i troviamo, e, dopo di aver cal:colato i vantaggi e gli .inconvenienti dei varii provvedimenti possibili, se-.eg.l iamo add irittura quello che meglio sembredb corri. spondere alle esigenze di una l'ap~da mobilizzazione:~ per applicarlo semz'a1tro . .4 bbiamo g ià, in ve.ro, un regolamento appositamente t?.Ompilato per le noscre rimonte cavalli , sia in temp,o ·~li pace, sia in tempo di guerra ; '1regolamento che p.o,i·ta la data del 30 mano '1,866, e che, te.nuto conto -<leH'epoca in cui venne fatto, contiene molte cose buone ed utili ; ci rimane altresì la risorsa di rico,r:rere al mezzo delle requisizioni, le quali 110n son.o alt.io che espropriazioni forzate , per causa di utilità pubblica;, cionondirneno, io ritengo che tanto il regolamento 3Q marzo 4866, il quale può pur sempre esserli; iinpiegato con vantaggio nelle rimonte ordinarie in tempo di pace, quanto il sistema delle requisizioni, come, si praticano presso di n oi, non corrispondano più ai bisogni di un imm ediato passaggio sul piede di gueda, ,quale le mutate circostanze richiedono al giorno d'oggi (,t). L'istrnzione ministeriale 30 marzo 1866 non polrebbe essere applicata, perchè le lunghe forni.alitù amministrative che necessita farebbero perdere un tempo p reziosissimo; ed infatti, ogni qual volta si presentò l'occasione <li metterla in pratica, si dovette ricorrete a ripieghi ed

(.f ) fl regolamento 30 marzo 4 866 è quello che regofa le rimonte cava!H esegu ite col sistema detto ad economia., e che consiste nel mandaro in giro commissioni incettatrici, composte di uffiziali e di veterinari militari, alle qua U i proprictarii sono invitati, per mezzo di avvisi a stampa, a presentare i i;ispettivi cavalli. 11 governo fissa egli stesso i limiti di prezzo; ma non vi ~a obbligo di sorta per i privati di cedere i foro quadropedi se un tal prezze loro, non conviene.


+20 DELLA QUESTIONE EQUINA a modificazioni, che ve-onero sanciti per mezzo di speciali disposizioni del ~l in istero della guerra . In quanto alle requisizioni, esse fur ono sinora generalmente applicate come un complemento del sistema delle co mpre ad economia. Le requisizioni si ordinavano per decre to reale, provocato dall'autoriu\ militare; ma siccome una tale misura sembrava p')lesse ripugnare a talun i, che vi scorgono una specie cli prepotenza militare (come se si dovesse conside rare qual prepotenza il p1·ovvedere ni più vitali interessi del paese), si voleva sempre, prima di ricorrervi, tentare 1a prova delle incette. Ne avveuiva che, quando queste non riuscivano nel moùo che si sperava, si era costretti, dopo una non indifferen te perdita di tempo, di addivenirne all'espropriazione forzala. Per formars i un concetto esallo del modo con cui funzioni questo regolamento giù più volte citato sulle rimonte cavalli per l'esercito, Lasterebbe· conoscere i ris'ultati che se ne ottennero negli ann i 1866 e 1870. Non posso entrare in troppo lunghi particolari sull'argomento per parecchi motivi; dirò solo che, nel 18,0, dal 28 luglio al 20 settembre, cioè in poco meno di due mesi, non si riuscì ad acquistare nel territorio del regno che 117,000 quadrupedi circa. Se a questi se ne aggiungono 600 comperati negli ex-slali pontifici, 1000 fo rniti da un negoziante di Torino che li im portò dall'es!ero, e 450 circa che si dovette1·0 requisire nelle provin cie meridional i, si· avràun totale di poco più di · '19 ,000 quadrupedi che l'Itali a, in un momento in cui si poleva temere la guerra generale, riusci a procurarsi nello spazio di 5,i, g iorn i. Per amor del vero, sÒggiungerò che le commiss ioni di rimonta incaricate degli acquisti non funzionarono tulle dal prim o all'ultimo giorno; siamo anzi lontani da quell'estremo, poichè avven11e che, men tre si in1

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lN ITALIA

eellava in una località, si sospendevano le compere in altre, poi si riprendevano e si sospendevano ancora. Le disposizion i allora date d_ovettero furzatamenlc risentirsi delle ind ecisioni della politica, causa questa che non poco contribuì all'infelice riuscita di una rimonta, che si dovette esegui re nel momento in cui il nostro paese trovavasi, dal cannone di Saarbruck, svegliato dal sonno beato in cui erasi illuso di dormire per due o tre lustri. Se nonchè, nel 18ì0, oltre al non èssersi trovato che un numero assai limitato di cavalli in confronto di quello che sarebbe stato necess~rio per la mobilizzazione completa del nostro ese rci to, i risultati furono anche poco felici per la qualità degli acquisti fatti. Le varie co mmi ssioni in cellatrici dovettero acceltaI"e cavalli deboli, meschini, mal conformati; cavalli maremmani e romani non avvezzi al tiro; caYalli napoletani intieri ( 1); cavalli piccoli di statura, essendosi alquanto diminuiti i limiti precedentemente stabiliti; fina lmente cavalli vecchi, perchè si giunse al punto di autorizzare l'acquisto di quadrupedi di qualunque età purchè la.sciassero speranza di. prestare ancora sei mesi di servizio utile (2). 1

(4) II.o sentito prop11gnare da molti l'impiego di ca,·alli napoletani intieri, adoperandoli separatamente dagli altri. Ammetto che C'a,·afli siffatti potrebbero benissimo csscro utiliziati, formandone delle batterie o delle r.olonoc, nelle quali non vi fossero femmine; ma bisogucrebbe, a tale scopo, ave re giù in tempo di pace delle batterie o delle compagnie treno montate io quPlla maniera. Soggiungo però che una batteria, In quale, per passare sul piede di guerra, riccYesse ~ 00 cavalli nuovi, si troverebbe in brutti impicci se, apJlena avu ti 400 caYalli intieri, di rimonta, essa dovesse pnrtire immedi,,tamente. (2) l\Ii ricordo, a tal proposito, che incaricato anch'io di presiedere in Fire.nzc una di dotte commissioni, cd incettando un g iorno cayalJi , nel cc.rtile della caserma di S. l\Iarco, un compianto luogoteMntc ge-


l'22 . DELLA QUESl'I0N]IJ: EQUJNA Le provincie deH'Itali a settentrionale, di Napoliie.,di Foggiai diedero allora buoni cavalli da Liro; ma press.ochè tulti queUi provenienti dall'Italia centrale o claHe aitre provincie del mezzogiorno riuscirono scadenti., <> sia per: natura gTacile, ,o sia perchè non avvezzi al tiro, non poterono· rend ere buoni servizi . . I pr:odo ui dell'I1aliia. ,c entrale, s·e si eccettuano quelli (folla provi11cia romana., mancano generalmente di :tar-:chiatura e di statur a; quelli che non sono bradi sono in parte già_ I'ovinati dal lavoro quando cessano di essere puled,ri, inconveniente questo d''alironde e he si :marufesta in vasta scala rnelle provincie mericlioBah. No:n parlo de.li a rimonn.1 del -18.66; ni,1.rno ignora il tempo ehe si dovette impiegare in q-tt-ell•anno perla mobilizzazione dell'ese,rcito ; essa fu ultimata prima del pri.n:cipio delle ,ostiùi.tà, ne conv-engo; ma al giorno, à' oggi , <:hi si powebbe .fidare di ao/ere tanto tempodisponibile? Ql!laudo pori, in .q uell'-anno, nel e,orso della &'ililerra~ si deci:se di formare ad un tratto -20. nuo-vebatter,ie, ,e Of'IJl.anclo si dovettero mandar cavalli a ri-· fènm:ire a,e altre che già trovavansi in camp:agm.:a, non sUJ eome s i sarebbe .riuscito a farlo, se Ron av,essiitr.10avuto la fortuna di poterne importare dall'estero.

nernle che ,oocupa:va allora una carica altissima nell'amministrazione,;_ de'l.la guerra, ebbe ,quasi a méra~·ig.liarsi, n,entre accidentalmente tro-· vansi :pres<-J1tc alle nostre operazioni, pcrchè io mi periitava .di accettare un cavallo bello assai di forme edi appare.ntc pcrfett ostato di salute., ma che, dietro confessione dello stesso proprietario, oltrepassava d'et~ di ~5 ·anni. Se la memoria non ani tradisce, ·il cawallo·:fu ·acqu istato per pochi danari, foce poi passaggio ad una clcl!e batterie che ,io avc"-:a; allora sotto i mie:i :ordiui, ed è giusto 'Cli dire ·che ,p restò servizio come: ~n al.t ro qualu11q,ue. Questo valga ·d'esempio per dimostra,re la penuria di cavalli nelhi quale ci rt!'ova,varno.

. 1N 1TAL1A

VI1. Dei varii mezzi di rimonta che -si -potrebl>ero adottare io llalìa.

11 numero dei cavalli da sella e dei quadrupedi da tÌI'o che occorrerebbero per la mobilizzazione del nostro esercito atlivo, neila forza cli 300,000 u orninì, ed organizzato come lo è presentemente) già vedemmo che ascenderebbe a circa 58,000. I n questo numero si tenne calcolo della necessità di las ciare nei èiepositi dei reggi menti un certo fon do di riserva, sia per riparare alle prime perdite che potessero -avvenire, sia per servire cli nucleo ai quad1_'i dei corpi di nuova formazione che occorr~sse d i creare. Se si vuole anche abbandonare· codesta condit ione e tenersi rigorosnmente nel limite dei quadrupedi occorren ti per l'esercito in eampagna , senzci riserva cli sM·la, questq, . numero da 58,000 si riduce a circa 54, 000. Con questi quadrupedi. si provvede al servizio delfa cavalleria,. d~lr artiglieria, dei pontieri, del genio ed a: quello dei servizi reggimentali. Ora noi dovremmo già avere sul piede di pace 2 11,000 cavalli corrispondenti: a 20 reggimenti di cavalleria sul ·piede di 736 cavalli da sella e rn da tiro; a rn réggim enti d'artigli.eria sul piede di ,J O ballerie a 45 cavalli, di 3 compagnie treno a 30 cavall i, dì un deposito a 20 cavalli e di uno sl~lo maggiore a 6 cavalli; ad un reggimento pontieri; ad un corpo zappatori ~ oltre ai pochi quadrupedi da tir o che si trovano nei recro·imenti di fanteria e di bersn1rlieri . Non ne abbiamo, bo ~ in effetto, presentemente che 1 s,·000, perchè la nostra cavalleria non è al completo, e perché le nostre bat-


42~,

DELLA QUESTIONE EQUINA

IN ITALIA

terie d'artiglieria, anziché 100 di numero, come sono progettale, sono solamente 90; ma ciò essend·o cosa accidentale, alla quale si provvederà senza dubbio tosto che sa!'à possibile, io calcolo che si possa contare il nostro piede di pace a 2,1, 000 cavalli. In tal modo, il numero di quadrupedi da trovarsi all'atlo della mobilizzazione sarà di. 54,000 - 24,000 = 33,000, ripartiti come in appresso: Artiglieria e treno . 25,000 Pontieri e rispeuivo treno 1,400 Genio e rispettivo treno .· 2,500 Trasporti reggi m~~ tali di fanteria e di bersaglieri 3,000 '.frasporti reggimentali di cavalleria . 1,100 Totale 33,000 La maggior parte, anzi quasi tutli, dovranno essere animali da tiro, la cavalleria non abbisognando, o non . dovendo abbisognare, di ca valli da sella per passare sul piede di guerra . Quest'ultima c ircostanza non si verificherà forse in. tieramente cosi favorevole come la si p;esuppone, poichè sarà diffìcile che, al momento della mobilizzazione, tlitti i noslri squadroni di cavalleria possano a vere 120 . cavalli in perfetto stato di servizio e suscettibili di entrare immediatamente in campagna. Bisognerebbe, per ottenere siffatto risultato, che i cavalli ,. che i reg.oO'imenti ct1nservano sul piede di paee, fossero tutti giovani, robusti e scevri di difetti, cosa questa che non si può calcolà.re menomamence. Ma se g.l i squadro::1i non si poti·anno metlere sul piede di guerra di •120 cava!Ji, si ripiegherà mobilizzandoli a HO od anche meno, 1

,i.21)

riservandosi di completarli più ·tardi, seppure le prime perdite in uomini per combattimenti, per malattie o per altre cause, non consiglieranno di lasciarli come saranno. . Ciò premesso, e non calcolando di avere da provvedere per la mobilizzazione che pochi cavalli da sella , . vediamo come si potrebbe, all'atto del bisogno, trovare i 33,000 quadrupedi ·occorrenti. Varii sembrano in massima i sistemi che si potrebbero seguire : 1° Continuare nella via battuta sino ad ora, e ric orrere al!' applicazione del regolamento 30 marzo ·1866 ; .2° Ricorrere subito alle requisizioni; 3° Adottare una misura media fra le due precedenti, cioè comperare sinchè si può per mezzo delle commissioni inceuatrici, e quindi, se queste non avranno dato tutti i frutti che se ne aspeuano, complelare il numero di cavalli di cui si ha bisogno col mezzo delle requisizioni; ,f. 0 Venire addirittura al sistema della coscrizione forzata. Questi mi pa!'e che siano i sistemi sui quali ci conviene più specialmente fermare la nostra attenzione: Osservo, prima di proseguire, che il 3° metodo non è che un derivativo dei .due primi, ed il 2° non 1 è che una applicazione in certo modo più confusa, e . nello stesso tempo probabilmente più lenta del 4°, senza es?ère più mite, come ci occorrerà di vedere . . In quanto agli acquisti per mezzo di fornitori, non è il caso di pensarvi perchè i negozianti non farebbero, in tali circostanze, che una concorrenza alle com-: missioni di cui il governo dovrebbe pur sempre servirsi, concorrenza dannosa tanto dal lato finanziario, quanto dal lato della prontezz~ deJ[e operazioni. Non è neppure il caso di parlare di provviste dàll'e-


4n

DELLA QUE-S'l'lO~I.E EQUINA

fflllALlA

stero, ed ho già precedentemente accennato i n'-ioth•i per i quali non sarebbe lecito farci assegnamento ài sorta. Stabilita in questi termini la questione, esamineròbre-vernente Vuno dopo l'altro i f]Uattro sistemi che llo esposti più sopra, riservandomi, prima di chiudere queste pagine, di proporre queUo che, a parer mio,. / sarebbe più conveniente.

tutti i reggimenti di fanteria e di bersaglieri ·che dor-:vessero èssere conce~tratt alla frontie)!a. I nostri .reggimenti d'arLiglieria dovendo già acquistare 25.,000 quadrupedi. per il servizio proprio, ed i: sei che hanno la loro sede neU' Iwlia superiore {cioè: quelli di Yenaria, Yigevano, Pavia, Pia0enza, Bologna e Verona) dovendo inoltre provvedere i 300-0 circa oecorre11ti per i servizi di trasporto della fanteria e dei bersaglieri, sarebbe , in media, di :.l5.00 per gli uni, e di 30-00 per gli altri, il numero dei cavalli o muli che ognuno dei nostri dieci reggimenti d'artiglieria ' dovrebbe incettare. Enunziata wdesta proposizione, mi sembra cl1e non s,i a ne.cessario occuparsi molto del come dovrebberooperare i reggimenti di cavalleria, i pontieri ed il genio; perché, quaodo avi:ò dettagliato ciò che dovrebbe fare un reggimento d'artiglieria, la soluzione sarà analoga per gli altri, ed anzi più facile per quelli che hanno da comperare un .numer,o dì quadrupedi minore. Come riescirà dunque un reggimenLo d'artiglieria ad · acquista11e, in pochi giorni, 3000 cavalli o muli .per· mez2?0 oli commissioni incettatrici?' Il quesito è gravé,. ne convengo, e la soluzione del medesimo si complica per parecchie ,ciireostanze. . Dirò subito ,;be il numero delle commiss:i0ni non potrà essere tanto grande quanto sarebbe ·desiderabile, sia pe1;· la mancaoia di personale, sia per la ·convenienza d·i distogliere il meno possibile i nostri ufficiali ed i nostri veterinari 1t1ilitari dal loro posto, cosa questa assai rincrescevole in quei giorni d'immediata preparazione alla guerra, in cui la loro presenza ai corpi è tanto, necessa,ria. Ammettiar'no che un reggimento possa for-· mare tre commissioni {se si potesse fot~marne di più, sarebbe cettamente ass~i meglio per la rìmorita; ,ma credo che ciò sia, se non impossibile, almeno diff1ci...

4~'6

1°

Apphcazione del regolamento 80 marzo 1866.

Due cose principaH sono necessarie: comperar ,bene e comperar presto! Per ciò ottenere, parmi anzi tutt~

che sarebbe àssai conveniente di slabi1ire : a) Che i reggimenti di cavalleria, i pontieri ed it genio dovessero pron,.edersì ciascuno dei quadrupedi da tiro che loro oecorrono. b) Che l'artig:Heria dovesse, oltre a iJUelli proprii. ed a quelli del t~·eno, incettare anche quelli necessarii:per i reggìmenti di fa.n1.eria e di bersagheri. Questi ultimi infatti, nel trambusto del concentrament'(}verso la frontiera e deHa uHlbihzzazione, potrebbero dif-· ficihn-ente esserne incaricati; essi cl' altronde corrérebbero certamente pericolo di dover acquistare cavalli: in località poco adatte, o, se in località aàave, d'focontrarvisi con ·commissioni incelta-trici per l'artiglieria, quale, come ora dirò, dovrebbe mandarne in ,giro un numero riievante. Siccome però non tuttè _le parti d'Italia p·ossono somministrare buoni quadrupedi da tiro, e siccome le re~ gioni ehe contengono i m igliori -e quelli più a lti ad un senizio immediato sono nella valle del Po, cosi sarebbe opportuno di stabilire che i s,ei reggimentj d'~1tiglieria, ,che sono stanziati neU'Alta Italia, fossere. incaricati di provvedere i cavalli o muli occorrenti pe:r

la


,i.28 DELLA QUESTIONE EQU INA ]issi mo); ciascuna commissione dovrà così acquistare 1000 quadrupeçli. Voglio ora supporre : Che siano già state prev•enlivamente determinale le località più convenienti pe r le operazioni di rimonta, scegliendole fra que11e che le prove fatte in occasione delle ultime campagne hanno .dimostrate migliori ; Che tali località privileg·iate siano state già per tempo ripartite fra i nostri dieci r·eggimenti d'artiglieria e le . altre truppe che abbisognano di cavalli, in modo che tutti i corpi e tutti i reggimenti abbiano eo·uali . pro0 babilità di riuscita·; Che siano pure state pres tabilite delle località, per così dire succursali, ove, e:io è, le commissioni incettatrici dovrebbero recarsi qu~ndo o-li ~cquis t·i' nei luoO'hi . . . o o prtmlltvamente assegnati, fossero esausti o non dessero i risultati che se ne aspettavano , 'o cos tassero troppo. Voglio ancora ammettere che , appena giunto al reO'gimento l'ordine telegrafico per la mobilizzazione, ci:scuna commissione parta immediatamente per il territorio assegnato alle proprie operazioni ; che siano subito s tampati e ·diramati' in tutti i prin cipali comuni gli avv is_i necessarii per invitar~ i proprietarii a presentare 1 loro cavalli , . avvisi indispensabili per dare la maggior possibile pubbli c ità alle in cette che si vogliono eseguire ; che tuuo insomma possa procedere nel miglior modo e nel minoe tempo possibile. Sern bra che, con tutte queste precauzioni·, si dovrebbe aver riuniti rnlti i probabili elementi dt successo! Eppure credo che sr possa ancora dire : Che, tutto andando per il meglio, non si raggiungerà ]o scopo cli una mobilizzazione rapida; · . E che possono presentarsi circostanze le qu ali, verificandosi, sarebbero tali da rendere vani tutti gli

429 sforzi e da paralizzare anche, per contraccolpo, . la. mobilizzazione. In primo luogo, una commiss ione incettatrice non può acquistare in media più di 40 cavalli in un g iorno, se deve esam inarli com'è necessario, contrattarli uno per uno coi proprietari i, redigere l'alto d'incetta, prenderne i connotati , segnare a fuoco il numero di rimonta, fare insomma tutto ciò che si deve fare. Credo che questa sia opinione generalmente- ammessa; tanto più se una comm issione vuole fare compere buone e non pagar troppo, e se le succede di dovere sca rtare, come avviene generalmente, un numero r ilevante dei quadru-· pedi che ·sono presentali. Sarebbero così. necessari 25 giorni per le opera:-. zioni d'incetta; senza contare il tempo che forzalo.mente dovrà trascorrere , da quello in cui si dà l'ordine ·di mobilizzazione a quello in cui s'incom inciano gli acquisti, ed il tempo necessar io perchè gli ullimi cavalli accettati raggiungano la sede del r~g?;i_me_nto_ Cl~i son~ d,cstina_ti, e di là pervengano alle dIVLs1om od a1 corp1 cl eserc1to ai quali devono appartenere (11). In secondo luogo, per quanto bene siano scelte le sedi delle commissioni di rimonta, come potranno esse essere illuminate sulle risorse esau.e del paese nel quale si trovano? Se non sono provviste di buone e rigorose statistiche, esse non sapranno mai come regolarsi, nè se , .e quando, dovranno. abbandonare una data località per recarsi ad un'altra. Non basterà, fra. le norme da darsi alle medesime,' lli, ITALlA

(1) Nel ~ 870, si era calcolato che fo compc~e no~ avrebbero, pot~to aver principio che dopo '1O giorni, da quello m clu ~ra dato I ùrdrne. ' (Veggasi la Circolare ministeriale in data 30 luglio ~ 870).


130

DEI.LA QUES'l'fOJE EQUINA

i ndica.r loro. che debbono incettare 30, 40 oppur e 50 .cavalh al giorno; poiché, se i prop,·ietarii non si presenteranno, esse non potranno fadi Ycnire per forza, com~ pure non potranno imporre ai medesimi i prezzi che 11 governo ,rvesse creduto di stabilire come massimi. S~ comprende come, in tal caso, sia ben difficile il precisare 11 lempo che occorrerà ad una commissione per inc'.) ltare i 1000 quad rupedi dei quali è incaricata. Quanto ho detto sinora dimostra abbastanza che i1 sistema chiam.ato. delle rimonte ad economia., per quanto bene ricsc1sse, non corrisponderebbe ancora .alle necessità. per u na pr onta mobr!i,zzazion e. A~ ogni modo, per facilitare le operazioni, sarebhe assa~ ~ecessario <li avere una statistica, per quanto P?:s1btle esatta, di tutti i ·cavaUi accettabili e 1·eqiu·sibilt, la quale, oltre al far conoscere le risorse del pa.e~e, contenesse tutti quei dati che possono riescire utili per gli uffiziali incaricati delle incette . Tali statistiche dovrebbero essere tenute dalle pref~tture pe.r le provincie, e dalle sotto-prefetture per i c1rcondan, quando ne fosse incaricata l'autorità. civile· <lai comandi dei Rll. Carabinieri nei capi-luoo·bi dell; provincie e dei circondari, quando ne fosse i;caricata l'autot·ità militare . C?~prendo. che il lavoro per la compilazione di una statrsl1ca equma è lungo, 1lif.ficile, noioso se si vuole e che si s tenterebbe forse ad ottenerlo subito esatt~ ì~ Italia; ~a ~ egli da creders i che tutte le potenze che sono rmsc1te, non abbiano anch'esse da principio mcontrato degli ostacoli? . Prima di, terminare questo esame del pr imo sistema che ho detto potersi adottare, r icorderò éhe nel cap~tolo 1° di questo lavoro ho accennato come avrei <½~astrato che quasi due mesi occorrerebber o per mob rhzzare la nostra ar tiglieria e treno sul piede com-

:1

I~ ITALIA

p leto di guerra,, applicando il regolamento SO inarzo 4866. Dieci giorni di tempo prima che le commissioni 'funzioni no , un mese di operazione , dieci o dodici giorni in medi.a , almeno, perché gli ulfou,ì c,i.vaHi incettati possano arrivare alla loro destinazione definitiva nei corpi che già si troverebbero alla frontiera, cioè in Lutto pilL di cinquanta giorn i; ecco secondo me, il bilancio del tampo che occorre per la rimonta ad economia d'un reggimento d'artiglieria, supponendo che tullo proceda abbaslanza favorevolmente . Ed ora passerò all'esame del seco,mdo metodo.

2° Requisizi:oni immediate. Incontestabilmente sup.e.ri o1'e al precedente, questo sislema darebbe, a parer mio, risultati assai rnigli.01·i, in un tempo, relatiramenle assai più breve . Le requisizioni, come sono sino ad ora stale regolo.le, non fa.sciano tLlltavia di presentarn alcuni degh iiiliconvenienti delle rimonte ad economia. Le operazioni procedono in modo analogo, per mezzo cioè di commissioni, le quali, invece di chiamarsi commissioni incettatrici, sono dcUe commissioni di 1·equz'sizione. La contratlazione aei prezzi esige minor tempo, e vi ha l'obbligo per i proprietari di presentare i loro cavalli, cose queste che r iescono ambedue a vanta.ggio della rapidità delle operazioni; ma questo s istema, più ancora di q11ello ad economia, porta con sè la necessità di avere buone statistiche, senza le quali le requisizioni potrebbero riuscire ingiuste , risolvendosi a danno ùei propricLal'i p iù onesti, e darehbmro forse risultati non corrispondenti a quelli che: una conoscenza esatta del vero stato delle risorse del paese permetterebbe di sperar e.


4.3i

DELLA QUESTIO NE EQUINA

Allr~ i?c~nv:nienl~ è quello della necessità per le comm1ss1om d1 esaminare tuUi i cavalli che loro sono presenlati, buoni o scadenti, con perdila di tempo sempre ragguardevole. · Di più, eseguile per mezzo di commissioni d'uffiziali e di veleri?ar.i miJi u~ri, .le requis izioni richiedono pur esse chP s1 distacchi dai corpi, all'ano della mobil izzazione, un personnle dm sarebbe meglio lnsciarvi. . Siccome poi le requis izi oni sono generalmente considerate come cosa .vessatoria, se sl'.r:i.nno in vigore altre no.~rne pee le r_t,monle cavalli, si vorrà senipre, come gia ho clc.lto p1u sopra, tentarle prim a; per cui io credo che, se st volesse adoltar le requisizioni , bisognerebbe add irillura stabi lirle come il solo mezzo or<l!nari·o. di ri~ontar l'esei·ciLo in caso di guerra. L'or-· dme dr mob,lrzzazione generale dovrebbe intendersi senz'altro, che è anche ordine di requisiz ione o·enerale~ Avvenendo una mobililazione parziale dcll'ese~·c ito un decreto reale fisserebbe le zone ciel territorio nelle ~ua.Ii dov1:e~be farsi l'espropriazione dei quadrupedi. l'lwssumendo, ritengo che le requisizioni potrebbero ~ssere urilrr.iepte a~pli cale, quando . fossero preparate 1.1~ t~1npo clt. pace, m modo da semplificare le operaz10rn che s1 dovranno eseguire all'ntto della mob ilizzazione. !Ua allora, come vedremo'. si ricade quasi com. pletati1ente nel quarto sistema che ho esposto più sopra e che esaminerò fra breve. · '

3° llùnonte ad economia e successive requ,isizioni.

· Io temo che, se non si arriva al punto di slabilire che il sistema delle r imonte ad economia non dovrà mai essere applicato dopo che sia stato dato l'ordine di mobilizzazione, il modo di provvedersi di cavalli, al quale si sarà trascinati dalla forza stessa delle

JN. l'li'A UA 43·3 ·c ircostanze, sarà appunto questo, di una combinazione ,del!e rirnonLe ad economia colle req uisizioni. Come talvolta succede prima di tina c~mpagna, il pericolo di guerra potrà non sembrare immed iato, ma pur si vorrarn!lo prendere alla cheticl1ellia akune misure di precauzione, e certa .mente si farà benissimo. Si dnrà allora l'ordine ai corpi Ghe, a.J;ibisognano di cavulli., di com inciare a compra1me in limì,ta:.Le quantiLài ed un bel giorno, scopp i1ando la gmeI1ra 1 si sa,1iài iHi1pegnati nel sistema delle riinoBte per mez;w di i'n,cette ad economia. Comprend@ che nulla. impedirà dii sospendere subito gli acquisti edi passar tosto alle requisizion i; ma, nella s peranza di, poter farne a men.of si continuerà sino al rn·omento, i.n cu,i, vedendo che i 1isultati non sarnnno quali si aspettavano,. si decider~,. solo clopo im tempo pre~ioso pe1·c//uto , di riconere. a:lle requisizioni. Questo sareb,be, bis::igna ricomoscer!o, il peggioee de,i sistemi con tulli gli inconve11iei1ti del primo e senza. nessuno dei vantaggi del secon do, poiché il te mpo ehe si riacquisterà colJe esprop riaz ioni forzate, compen:=.erà, a mala pena quello perdlllto dal gj orno in cHi gli acquisti delle commissioni avranno cominciato a non dar più buoni frutti. · Ripeto che sembrami che un t.a.l metodo, è per la. forza delle circostaaze, quello che avrebbe, allo stato· attuale delle cose, mnggiore proba1>ilità di essere adottato . Se ciò avvenisse , bisognerebbe acl ogni modo, pe-r ev itare peedite di tempo, stabil ire che }.e commi,s;. siotJi inceuatriei diventassero senz'allro commissior.i~ dì requi,s1z10ne, cambiando u n lor:o membro militare e. so:5tituer.idovi una persona borgl1ese éòmpetelilLe.1 de.Hai l@cal itù.

.ANNO XVII, VOL . IV.

28


DELLA QUESTIONE EQUINA

4° Coscrizione forzata di· cavalli.

Mi resta ad esaminare il sisterna della. coscrizione forza la, la quale non è altro, in fondo, che una requisizione preparata ùi .tempo di pace . Il reclutamen to dei cavalli, già adottalo presso parecchie potenze, è fondato sul principio del servfaio obbligatorio per tulti i ca yalli e muli, che sono riconosciuti idonei al serviziù dell'esercito, toltine quelli speciiicati nei casi d' esenzione fissati per legge. Il territorio deve essere, per ciò, diviso in tante zone così dette di r imonta , corrispondenti a quelle suddivisioni del paese che si riconoscono più convenienti per la facilità delle operazioni in caso di chiamata ai corpi. In ciascuna zona tutti i cavalli alti per l' esercito sono immatricolati e descritti in apposito ruolo tenuto dal1' autorità civile· o militare, che ne è specialmente incaricata, colla · condizione espressa che una tale circostanza non deve menomamente impedire le transaiioni di acquisti e cli vendite fra i privati. . . . In caso di g uerra, tutti i cavalli sono ch1amat1, m uno spazio di tempo ·brevissimo, presso una commis: sione riunita nel capo-luogo della zona e composta dl per sone cornpetenti, rna est1·anee '. all'esercito attù:o, in.caricala cli riceverli e di pugarli. . Oo·ni anno si fissa, per decreto, la quantità di quadru;edi che devono essere a disposizione del govern~ in ciascuna zona per il caso di guerra, non che 1 corpi cui potranno essere destinati. L'autorità local~ incaricata stabilisce, dietro questi dati, quali sono 1 cavalli requisibili, e l'ordine in cui devono essere presentati. Si coµiprende, senza insistervi sopra, che tutte queste

435 operazioni devono essere eseguitG colla scorta di rigorose statistiche. IN lTALlA

Qualunque però sia, di questi' quattro, il sistema che si voglia adottare, rimane sempre il quesito se noi siamo sicuri di trovare in llali a 33,000 cavalli o muli, che ci occorrono streltame11te per portare sul piede d\ guerra il nostro esercito atlivo . Non ho da ti abbastanza precisi per poter rispondere in modo affer mativo a siffatta domanda; sono del parere che, allarg.;i.ndo cli alquanto i limiti di età e di s tatura sinora stabiliti come regolamentari ('I), si potrà raggiungere quella cifra; credo malgrado ciò che sarebbe prudente consiglio il premunirci anche contro l'ipotesi contraria. Soggiungo che le facilitazioni nelle condizioni da richiedersi per i cavalli militari possono dar luogo a deplorevoli conseguenze, lasciando talvolta accet· tare facilmente cavalli deboli e di non buon servizio, cosa questa che andrà tutta a carico dei cavalli niigliori, con pericolo di stnncarli e di rovinarli prima assai che sarebbe avvenuto se fossero stati bene accompagnati. Non pretendo assolutamen te necessario che i quadrupedi da tiro, occorrenti per l' esercito in caso di guerra, siano · tutti giovani, belli , buonissimi e scevri di qualunque difetto come devono essere i cavalli da sella per l'arma di cavalleria. Tolte le batterie di artiglieria, tuLte le altre colonne più o meno non dovranno generalmente seguire altre andature che il passo, e poco importerebbe se nelle medesime si trovasse qualche cavaJ!o privo d'un occhio, che avesse qualche anno in più deg!i olto, che mostrasse nelle estremità.

(1) La statura minima dei muli è stata, con circolare del l87i, già ridotta ad 1, 46 mentre prima era di l, oO.

o aprile


,i.36·

DEI.LA (Jl:ES'i'lONE EQUINA

qualche seO'oo di fuoco, o qualche nltro difello di poca. enti là e ninna influenza per il servizio da prestare. Non si può tuttnvia pal'Lire da un crit~rio simil~ per ese0·uire le noslre r imonte, perchè facilmente s1 andrebbe assai più in.là dei difetti tollemti, come sempre succede; e d'altronde, se in paese è p0ssibile di trovare cavalli buoni, perchè non prenderli a preferenza . di quelli che lo sono meno~ Quando s'incomincia una guerra, non Sl prevede dove, oè quando finirà, e mi sembra quind.L che qu?ndo si provvedono cavall i per fare una carr:p~gna, non si ~uò n.1ellere per condizione: essere su~ftc1e~.te ~he las,c1~? speranza di poter servire per a!ct~ru mesi. B1s?gnera g1~ pur troppo rassegnarsi ad _accettare ca.valli s~adent1 quunclo non s.e ne troveranno piLl dei buom, caso questo che, senza voler esagerare, può perfettamente verificarsi I Intanto, prima di peoseguire, siccome in questi ultimi tempi si è molto parlato dei mezzi di ripirgo eh~ si potrebbero adoperare per rimpiazzare i q_ua.clrupedL da tiro in alcuni seniizi, mi si pennetta d1 occuparmene brevemente uuch'io .

dr

Vlll. l\l!e:r.zi pm• s111•plire alla mancanza. di cavalli da tiro- i.n ea 141~pagna . - il.gg.i.og.an.1,culo di buoi. - ll,oeowolh;e st.-adnli.

Lo sludio del modo di r impiazzare in campagna una parle della grandissima quantità cli ca.valij che oc·~orre ad un esereilo pet il tra.in.o di tuU.i i suoi mate/i0ali ed e4~1ip.aggi varii, non è nuovo.

e

t37 Per non risalire a date troppo an:ti,che, e per ,citare un .esempio in cn; la deficienza di cavatli si fece -disastrosamenle sent ire; ·è n,ot-o che una fra le maggiori preoccupazioni di Napoleone I, a1lorchè nélfa vas it~ deila sua mente, e nella profondità del suo genio, egh medita va i parlico'lar,i di quelta spedizione colossale che fu l'invasione dell'impero rus~o, era qu-eHa di provved·ere il suo esercito della ma..:.sirna quantità possib ile di munizioni da guerra e di provvigioni d'ogn i sorta. In quell'epoca, la guerra di Spagna, avendo già consumato, e co nLinual'ldo ad assorbire una grande quantità di cavalli, le difficoltà che si dovèvano incontrare pe r il traino dei convogli destinali al gran<le esercitò di Russia erano grnm.iissime. L'imperatore Napoleone, polentemente condiuvato daH'intendente generale deH'es·ereiio, corne Darn, ,immaginò di dare al treno, che don·va seguire le truppe, una or;anizzazione abbastanza forte per assie1.u·are sempre il servizio delle medesime sino nl lor,o arri-vn · sul terri torio ,de'llà Pokm.ia. - In quanto alle immense provviste di riser'Va, egli or'Clinò, nell'agosto ·481 ,J, di riunire in Danzica tulle le mur~i,z1oni, i viveri (~ gli ·effetti cli eorredo pr-esumib:ilmerl!e necessarii per un anno ad un eserei't,o di ~0'0 mila uomini. 'fuui questi approvvigi-onamenti do\\·evano, a poco n poco, essere imbarcati sulla Vis toln, per essere cond-0tti alfa lagtrna del Frische-lfo!f, dal Frische Haff alfa l'regel, ·e da lla ·Pregel, per mezzu di càna1i interni, sino a Kowno sul Niemen. A qt1e! punto si <loveva rimontare la Wili-a si no a Wi!na, e giunti là, dove i trasporti per acqu,a non avrebbero più potuto -effe ttnarsi , i carichi d@'V6:vano ripartirsi sopra .un gr,in dissi mo numero. di vett.ure al.tacente, J.a'l'te con ca,•alii e parte coi-. buoi. Fra quelle vetture ve ne erano alcune cli un model110 -speciale costruue appositamente, leggiere, ed a ruote


438

IlELLA QUESTIONE EQUINA

con cerchione piult.osto largo, alte nel miglior modo ad attraversare i terreni talvolta sabbiosi e talvolta pallldosi eh~ si doveano incontrare . - In quanto ai buoi per il traino, Napoleone contava di farseli somministrare dalla Prussia, la quale, in seguito al trattato di alleanza firmalo il '.2i- febbr~io 1812 colla Francia, ne provvide infatti 44,000. Avvenne però che i trasporti per terra inveced'incominciare a Wilna, come si sperava, dovettero eseguirsi fino da Kowno sul Niemen, e fnrono necessarii altri ripieghi per percorrere la distanza fra · queste due ultime città. Fu questa anzi la causa principale della fermala dell'esercito francese in Polonia, fermata la quale influì grandemente sulle sorti di quella memorabile campagna. t vero, d'altra parte, che anche il treno, che trovavasi all'esercito, non corrispose all'aspettativa, per molte cause indipendenti dalla volontà degli uomini, e basta, per farsi un concetto degl'inconvenienti che la grande armata incontrò, il citare testualm0nte le seguenti parole del Thiers, nel libro 44° della sua 1-J.istoi1'e du Consulat et de -l'E·mpi"1·e. « L'organizzazione che si era data al treno non aveva « sortito i risultati che se ne aspettavano. Dall'Elba « al Niernen l'esercito aveva perduto metà dei slloi « carri, un terzo dei ca valli ed un quarto degli uomini. « Come abbiamo detto, erano so!arnenle giunti i carri « leggieri. Ne rimaneva pur sempre un certo numero « indietro . Napoleone decise che si lasciassero a Wilna « i carri di nuovo modello perchè troppo gravi, che « non si conducessero in Russia che i cassoni di antico « modello ed i carri · alla comto(se; ma che il treno « d'artiglieria avendo perduto molli cavalli, e le mu·« nizioni da guerra . sembrandogli più necessarie del « pane, pérchè se nei campi qua e là si potevano

IN ITALIA 439 trovar viveri, in nessuna parte si trovavano cartocci, « cartucce o proietti, si applicasse all'artiglieria una « parte dei cavalli del treno. In quanto alle vetture ·« che rimanessero senza pariglie, egli ordinò di ag« giogarvi dei buoi, ed in mancanza di buoi, dei cavalli « del paese, di razza piccola, ma forti e resistenti alla « fatica, quantunque infetti come gli uomini , della « orribile malattia della plique (1) . Disgraziatamente « sim.ili ordini. erano più facili a darsi che ad essere « eseguiti, poiehè non era facile di provvedere i :gioghi « necessari per attaccare i buoi, nè i ferri per ga« rantirne i piedi, nè di trovare i boari per condurli ». Se veniamo ora a tempi più vicini a noi, troviamo che il Piemonte, il quale mancava di cavalli uel 181-8, dovette ricorrere ai buoi per trainare il parco d'assedio che fu portato sotto J>eschiera. In quell'anno, il Piemonte non avrebbe potuto mettere che con gravi stenti le sue batterie sul piede di guerra, se la Savoia non avesse avuto disponibile un discreto numero di buonissimi cavalli. Nel '1866, l'Italia dovette far trascinare da buoi le pesanti colonne d'artiglieria destinate all'attacco di 80rgoforle. Così non v'ha dubbio che, se dovessimo fra qualehe tempo entrare in campagna, si potrebbe ancora vantaggiosamente r icorrere ad un tal sistema per quei convogli nei quali la rapidità .della marcia non è necessaria.. Senonchè i p·rogressi della scienza nel secolo xix ci offrono, sotto un aspetto invero abbastanza seducente, qualche cosa di meglio che non siano i buoi per supplire in certi servizi ai quadrupedi da tiro. Intendo parlare delle locomotive st1'adali, cioè piccole \t

1

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{·l) Plica polonica malattia endemica in Polonia.


,i.,i.-0

1N Il'!LIA

DELLA QUESTIONE EQUINA

!ln3.0ehine a vapMe, della forza di 6, 8, 40 Opiù cava,]lf vapore, le quali posson0 traseìnarsi dietro dei ca richi abba,stanu, ri'.fe,yanti sulle strade ordinarie, in piano, Ìlil saltta od in discesa, dirìtte, od anche risvolti stretti .. sekiate -0 non, e persìno in ce rti terreni lav~rati. , Belle cose tutte, in verità, ma che non è aneo'ra bea sicuro se -sar-anno, m'ilit,11·.rnente parlando, utilizzabili ir-1 campagna. Lung:i da me l'idea. di voler negare c1be si possa, giung,ere a risolvere completamente e nel modo più sicuro il problema del'le locomitive straèlali t Sono persuaso che nell'istesso moclo che vediamo ora i treni rnuover,si maestosamente sulle loro O'Ui'de di ferro, ' . . o portati nello spaz10, e-on una velocità di un chilometro a'! minuto ptimo da una locomotiva ordinaria, verrà g(?rn(') in cui vedtemo similrnente treni più piccoli e prn mod,est1 pereorrere tranquillamenle le nostre strade· nazionaJ'i, provinciali, e persino comunali. Il secolo che lm tagliato l'istmo di Suez e fhrato il Fréjùs pub ben questione d'ailroncle darci le locomotive stradali; non è più nel campo teorico; essa è già pienamente passata nel dominio dei fatti, e non richiede che perfezionamenti. · · Credo che primo ·in Halia a richiamnre l'attenzione militare su questa importante innovazione e sull'utile che presunt'ibilmen!e si sarebbe poLulo rilrarre per l'e~ sercito nella penuria di cavalli in cui ci troviamo, sia stato un giovane uffiziale cli stato maggiore, il luogotenente Gi letta, che presentò, nell'anno scorso, al co, mando generale del suo corpo una memoria pregiala sull'argomento. Quando, più tardi, si dovette pensare al modo di trasportare al campo di S. Maurizio una nuova artiglieria di gran~potenza {il cannone da ccnt. 32), là quale doveva essere colù sperimentata, taluno suggeri'

a

la

di studi-are se, in codesta ,cir,eostama, le loeom-otive ~tradali non avrebbero p@tuto rendere u.tili senizi. L' allenzione si rivolse allora a certe esperienze che -dovevano aver luogo a ·Bergnmo ed a Padova con due di dette macchine, costrutte secondo i1 sistema chiamato rhompson dal nome del suo jnv-entore. Le esperienze si fecero infatti ed i risultati ottenuti foron.o, in genere, abbastanza soddisfacenti; sebhen,e qualcheleggiero inconveniente st sia pur manifestato. Da notiz;e posteriori giunte dall'Inghilterra, sembra però che, in quel pa.ese, le locomotive del si,s1ema "l'hompsonsiano cadute in qualehe discredito, a confronto di quelle cosLru.tte se.condo il n-n-ovo sisterna A:veiing e Porter (·I) . Queste, seco ndo le notiz ie che si hanno, sarebbere> più po lenti e piu sicure delle Thompson; e cio è' ampiamente confermato dal fotto posìtiv-0 che in Inghi lterra sono oO'iò. presentemente in uso parecchie ccatinaia di . macchine Aveling 'Porler mentre non se ne vedon(!). . alcune T'hompson. Quelle poi presentano Slllie ultime un vuntnggio assai rive'lante, frullo di un Tecente per-· fezionamento ; di poter, cioè, rendere il m0vimento delle ruote di mfa parte, indipendente da ·quello delìe ruote dell'altra: così , mentre le rnote di destra girnno, quelle di sinistra possono muoversi. con minor rapidhà, ed anche fermarsi, o viceversa. Si comprende subito di qual giovamento un tal fatto possa essere, prrmeur.ndo di girare anche in siti molto ristretti con. facilità e con grandissima sicurezza. 1

e

('1) A qn~sto propnsito, S!·ntn che il mini~trn dP,11:t g,wrr~, c-01 t~nto· ;5tannn a cnore IP, innnrnzinni rhe pns~ouo intrrr,i;sar l'f.SP, rcito, ha ,foto l'orrlinP. di acqnistarr. una mnçcbina À'l'Pling e Portrr per far dcli!\ csprrienze dirrlf.e allo scopo di riconosc,•rn qual utilo se nr. pQtrebbe ritrarre, e so sarnbbe vnntag::ioso ndot.tarP. qnel sistema per alcuni <lei traini che devono· seguire l'esercito in campagna.


4,i.2

DELLA QUESTIONE EQUINA

la Thompson ha il vantao·o·io di essere . ,Per l contro, . oo pw egg,era e conseguentemente più adatta a servire sulle strade ordinarie, le quali generalmente non sono state tutte costrutte nella previsione di ricevere simili pes~, segna_tamente quelle di minor in;1portanza; essa ha molLre 11 vantaggio di avere il cerchione delle ruote (già per sè larghissimo) ricoperto di un. altro cerchione di guu~-pe~c~a t~nuto a posto per mezzo di piccole lastre d acc1a10, nsultandonc maggiore elasticità ciel sisten1a, e quindi minor danno al terreno sul quale ag'isce. Quantunque l'impiego delle locomotive stradali abbia già,. co1:1e h~ detto poc'anzi, rkevuto la sua pratica ap~hcaz_wne 1~1 Inghilterra ed anche in altri paesi, si puo egh arguirne con ragioni fondate che sia o-illnto il momento di applicarle pure all'arte della tru:rra e di servirsen~ press? gli eserciti in campagn~? l'o ho sempre sentito a ripetere come princ ipio cli massima c~e t~t~o ciò che contiene meccanismi alquanto comp~1cat1 e poco atto ad essere impiegato nella · guerra d1 terra, perchè faci le ad essere guasto e difficile ad essere riparato; pri.ma pertanto di aJottare le locomotive stradali conviene essere perfettamente sicuri della riescita, in modo che i servizi che se n; attendono siano sempre sicuri. Ammettendo tuttavia che, per il servizio dell'esercito queste locomotive possano essere riconosciute utij/ s~ano esse del sistema Aveling e Porter, oppure deÌ sistema Thompson, vediamo prima cli tutto i vantaggi che se ne po trebbero ritrarre, ed esaminiamo specialmente, se, colla loro adozione, sarebbe fattibile di diminuire considerevolmente il numero dei cavalli che ci occorrono, perchè credo che questa sia la vera, l'unica considerazione, la quale varrebbe a determinarci ad introdurre nelle noscre isLituzioni militari una non lieve complicazione.

IN ITALIA U3 Le macchine a vapore stradali non servirebbero evidentemente per l' artiglieri a, nè per i parchi, nè per tutto il carreggio che trasporla. mun-~zioni_ da guerra; esse non servirebbero per gli eqmpagg1 da ponte, i quali, generalmente, devono in guerra avvicinarsi ai fiumi, non già sulle strade, ma bensì attraverso terreni lavorati; finalmente esse non potrebbero servire per trainare gli equipaggi reggimentali, nè le ambulanze delle divisioni, nè, in una parola, tutti gli altri materiali che sono esposti a trovarsi so,tto il fuoco nemico, o che devono seguire le truppe, in {rualunque terreno queste s1 trovino. Rimangono i servizi delle sussistenze militari e quelli dei parchi viveri di riserva. Se però si considera che le divisioni attive e le truppe a disposizione immediata dei comandanti dei .corpi cli esercito, possono essere chiamate ad agire in terreni ove s'incontrano solo strade cli campagna, assai ristrette e poco sode, che le locomotive stradali, anche più perfezionate di quanto lo sono presentemente, non potrebbero sicuramen.te percorrere,.sembra che non sarebbe conveniente abolire le colonne · del treno incaricate del servizio delle sussistenze mili.lari per le divisioni o per i _corpi d'esercito_. _Così,' pre_sso l'esercito attivo, non rimarrebbe poss1b1le l applicazione delle locomotive stradali che per i parchi viveri di riserva. Quale sarebbe, in tal caso, il minor biso,qno di quadrupedi che si verifi cherebbe? Credo non errare di molto dicendo che l' ecol1'omia di cavalli risultante oJtrepasserebbe di poco il numero di 1000 per tutto l'esercito. Si vede che, anche con una tale innovazione, il numero totale dei quadrupedi occorrente per l'esercito attivo non verrebbe ad essere sensibilmente modificalo . Risparmiando poco più di un migliaio di cavalli


.U,,i.

JN: ITALIA,

DELLA QUBS'I'lON'E EQUI NA

·pct' i parchi viveri, occorre rebbe a11cora trovarne 32000, · e, per contro, sarebbe mestieri avere parecchie locomolive, un carreggio nppos ito ,. un personale pratico, senza contare le necessarie provviste di carbone. I vantaggi che si DLterr~hbero con un tale sistema sono essi tali da consigliare di s-0bbarcarc'i a tuui g.ti incon1 en ien ti che potrebbero derivarne? Ammettendo anc he u na risposta fa\•.orev,ole al tr.ri,o ,quesito, io credo <~he la speranza di ri1wenire,nelle loCQmotive stra,dali, un mezzo per aiutarci ne lle dilfìcoltà che dot:lbiamo superare, ai tesa la nostra penuria di cavalli, non deve però dispensarci dal eercare, per altre vie, ii mezzo il più sicuro e fondato per trovare , all'atto della mobi litazion e, tutti i cavatli necessari all'esercito allivo. Le locomotive stradali potrebbero, ne convengo, essere ct•n molto vantaggfo impiegale per i seni:i.i vari <li seconda e di terza linea, per i magazzini ambu. lanti, per i pinch i d'assed io, e per quegli a ltfi c0nvogli che Yi sono semp re ai seguito degli eserciti in campagna, all' infuori dei corp i e delle dii isioni' attive~ suppongo anz i che sia in questo modo che si spera di util.izznrle presso di noi , se le esperienze che si faranno darnnno bll oni risu ltaLi. Sarà d'altronde semp re cosa prudente il ponderar bene pri11na gli inconvenienti che si potranno presentare, a nc:he in questi servizi di seconda e terzt-1 lfoP-a. ~lol ti pretendono che i cavalli non si spa,,emano, anzi che s i ab ituano faci lmente, all'incontrare treni condotti da codeste macch ine a vapore . Se ciò può essere per/'e1tamente amm iss ibile per i , cavalli dell'Inghilterra, dei qunl·i tutti conoscono ii car auere franco, sineero, privo di dil1ìdenza, non lo sarà forse del pari per i cav;1 lli iuilian i; ed al certo non vorrei trovarmi, di no tte, a lla testa di un.a brigata di 1

1

•

artio·lieria attaccata con cavalli maremrnur.i.i, romani o nap~letani, la quale dovesse affr~nl~re,.su di un~ ~trada in aro-i.ne uno di simili con,vogl1. 1.>10 sa quanti rncono ' . . 1 venienti succederebbero tnella povera rr.11a co orma, ed il tempo che ci vorrèbbe per ri,meuerla in o,rdi11~ l Se a.vremo adollalo il sistema Thompson, e se m "'ampao-na si romperà uno di quei cerchion~ di gt1Lta"'' o . b' ' ? percha che r icoprono le rti,ote, con1e _lo, s-\ c~m he~aSi dirà forse che cLovrem.o nvere provviste dt 1ncambto, e lo comprendo;. ma la t·iparazione. n.on poti:à prob_abilmente ·eseguirsi sul sito coi mezzi che si ha-r1110 or:dinariamenle n, di sposizione, e bisogner-ù mandare, c~me si potrà, quella macchina a riatta_rsi nel laborat_ono o nell'arsenale più vicino. Ora sapp iamo che un rn~onveniente che suct:8da ad una çarretta da bauagl10n~ 0 ud ulLro carro da trasporto qualunque non avrà mai gravi eons.eguenze, pere.hè, a cas<> ~ispei~ato, _il s~~ carico potrà ripartir·si sernpro fra g_h altn coi ~uah forma colonna; mentre, in una macchina _a vapore sLra<lale, il più piccolo acc~den.te avrcb?~ p~r conseguenza <li compromettere tal volta un servizio 1mrorlanle. Se poi avremo adollato il sistem~ Avelrn.g e ~orter non vi sarà, è vero, il peL'icolo d1 rottura d_eL cerchioni di gutta-percha che non ci sono; ~a.''. sICcom_e quesle locomotive sono genc ral~ei~~e ~ssai prn p_esaoLl, e traineranno quindi c.onv0gJ1 prn 1mportann, qu~lunque altro inconvenienLc ,avreibbe, con~eguenze ~1ù gravi ancora. Soggiungo eh.e per l Ave1mg e_ Poi te.r può benissimo darsi . il caso che :u,na strada, eh c~ue11e die può essere ch~amcJto a seguire u~ corpo d eserun punte od un viadotto c.e:da, ed Cl·to , non reo-o·a oo· , ehe. , · altri mi lle inconvenienti di r.ni lle specre. È a dirsi perciò che le .locomotive stradali no:n pos~ ·sano :rendere utili servj.zii? Ripe.Lo ~he questo no~ e' il mio parei·e; potranno forse un g10rno le medes1me


446

DELLA QUESTIONE EQUINA

essere impiegate con vantaggio in guerra; ma, su strade buone e per servizi di seconda e terza linea non presso l'esercito attivo propriamente delta,. 'Questo' non potrà, a parer mio, per molti anni ancora, fare altro assegnamento che sui cavalli e sui muli. Sono dunque sempre, come già ho più volte accennato, 33. 000 quadrupedi che dobbiamo trovare per portare le _nostre I.ruppe attive sul piede di guerra, e le locomotive stradali, pur ammettendo che possano · tornare utilissime, non modificano punto qulsta dolorosa realtà.

447 che la quantità di cavalli che la Russia mantiene in tempo di pace è rela tivamente assai minore di quella che ne mantiene la German ia, nonostante che questa potenza abbia risorse equine molto inferiori a quelle della prima. Codesto fatlo, per se stesso, può indicare la soluzione che, se le nos tre condizioni lo permettessero, si potrebbe dare al quesito da me posto. Quanto più è largo il piede di pace, tanto minori sono le difficoltà per passare sul piede d i guerra; questo è principio riconosciutò da tuni. Per faeilitare la mobilizzazione, vi fu persino in Francia chi propose di stabilire per le batterie di arLigli.eria il piede di pace eguale al piede di guerra (1). Una tale soluzione sarebbe . perfetta se non avesse l'immenso difelto di essere per noi inattuabile, e sono costretto ad ammef.tere che una tale determinazione non potrebbe venire ' in mente ad alcuno in Ical ia . Ma, fra un piede di pace limirn.tissimo ed un piede cli. guerra. costante, vi sono tante gradJ1azi.oni , alcune delle quali potrebbero perfettamente , a parer mio , fare per il caso nostro. Prendiamo, ad esernpio, l'artiglieria e treno , per non occuparci che dell'armala quale ha maggiori bisogni in caso di guerra e la cui mobilizzazione fu s.empre un problema .difficilissimo da risolvere. Noi abbiamo in totale in tempo di pace 5160 cavalli, mentre sul piede di guerra si deve raggiungere la rispettabile cifra di circa 30,000 quadrupedi {2). IN ITALIA

1

IX. ,litri ripieghi. - Proposte .e conclusione.

Premesso quanto ho esposto nei capitoli che precedono, e volendo esaminare sollo tutti i suoi aspetti I~ questione di cui m i sono occupato, non potrei, prima d1 concretare le mie proposte; tacere di un mezzo che vi sarebbe per mod ificare alquamo in me()'lio le con0 dizioni nelle quali ci troviamo. Qual è questo mezzo? Prima di accennarlo, mi occorre cli dichiarare fin da questo mo.mento che esso ha un lato debole tante,. più debole . quanto minore sarà l'importanza 'che si vorrà dare alla questione equina in Italia. L'ostacolo principale che si frappone alla sua attuazione, oo-nuno 0 di leggieri lo comprende, è il lato finanziario. Esaminando il numero di cavalli che occorrono alla Russia, a lla Germania, all' Austria-Un()'heria alla . :s ' Francia ed all'Italia per mettere i loro eserciti sul piede di guerra, ho avuto occasione di osservare

(~) Generale CARETON: Projet motivé de réorganisation de l'état militaire de la France. • (~) Suppongo, in questo calcolo, che si abbia ancora l'attuale materiale da campagna. L'adozione del nuovo cannone a retrocarica, da cent. 7, 50, che avr11 un carreggio trainato a quattro ca.valli, può


fi.i,8,

Dl!: LLi\ QUli&TlON E EQUINA

Se1 con un mezzo qualunque, che non è ,iui il caso <li suggeri i·e. nè di dett.agli aret si potesse stabili ue un .0 ,rchna.mento che comporuas-se 4 o 5 r.nila, cavall i di più suL piede di pa.ce, senza punto mod;i.ficare il pied~ di guerrn che resterel>be sempve lo· stessof non e egli onio,che.1o·sfoezo dac far:e pér passare sul piede dii g,f1-erl'a sarebbe minore, e che le risorse d~l paese rimarrebbero nÙlggiori , po;i chè invece di abbisogna-re di '2g,: o 2.5 mila animali, al momenw della guerra, sarebbero soli 19 o 20 mi la che ci occorrerehbeuo? Senza discorrer~ delle modificazion i che Util' tal aumento nel piede di pace ci permellerebbe d'introdurre nel nosteo ordinamenLo J,li} ilitare,. è però fuor di dubbio che l'aver da provvedere in meno 4- o 5 mila cavalli è già,, di per sè, m1, vantaggio abbastanza rilevante, 'il quale assume poi una importanza singolare per le considerazio-r:ii seg,uenti. · Prima di tutto, _4000 c&va.lli, che si. hnnno già sul piede di pace., valgono- per i,I ser.vizio a~·sai più di 4.000 nuovi di rimontUJ; e · ques,ta ossenazwne h:a un gran peso per noi, in causa dei car·.1tteri stessi Gli alcune delle nost.re razze., i pr0Gl0tti, de1lc quali hanno, i.Iat certo modo, bisogn0 di -uma prcpa1.·azùy111e mi li.tare per essere adopera.Li . SI ha.u11i 1H~l diue che noni è il caso di preoccuparsi del.Jladidesnramento· €lei cayalli destinati. a.H'artiglieria ed al tren0; i;0 e11ed0· pc11ò che non la pensino intierarnente cos-ì quei· nostri. u.ffiziali, a cui accadde di passare colle loro baHerie 1 in 24· ove, dal modiucare questi numeri in un senso favorevole per noi : ma credo che sarà bene non farvi sopra, un :issllgnamento assoluto, pcrcbè il cannone da ccnt. 7,50 non è forse l'ccltima parola sul nostro m~teria,le d,h caimpo: ed è probabile rhe, in- un giorno non lontann·, si riconoscerà la necessitàc di accompagnarlo in grandi pr.oporzion_i coe um cal,1bro rriagg,iore..

lN 11'.\I.IA

piede di pace al piede cli guerra, ricevendo pel' ognuna nientemeno che mo cavalli nuovi di rimonta, e di dover partire irnrned iau!·rneute. E chi non conosce lo stato deplorevole in cui, dopo pochi giorn i di marcie, si trovarono ridorte le colonne di treno che dovettero muovere in simili cond izioni? Ammello che le nostre armi siano specialm ente destinate a difesa del suol'o della patria ; però l'oggetto di. un ordinamento mili tare mi sembra debba, di necessità, essere non solo la guerra difensiva, ma ben anche la guerra oflensi,,a, e bisogna pur sempre prevedere iJ caso in cui i 11ostri eserciti, dopo liberalo il paese da un nemico invàsore, dovessero a/fo loro · volla pass<!re 1a frontiera ed allontanarsi dal nostro territOl'io. Come farsi un concetto di ciò che potrebbe succedere in tali circostanze? fo mi permetto, a questo pi·oposito, di esternare un mio debole parere, cd è che una delle cause principali per le qua li i nostri servizi di traino nanno qualche volla lasciato a desiderare tanto per l'artiglieria quanto per il treno, si. è appunto perr.l1è si mancava di un buon fondo di cavalli giò preparali. ln secondo luogo, se questi 4000 cavall i in più, qunlora. uno si 1ecidesse ad aumentare di tanto il nostro piede di pace, si provvedessero importandoli dnll'estero, facendo anche, all'uopo, qualche sacrifizio pecuniario, s'inlrodurrébbe cosi nel paese una buona riserva e si con:;erverebbcro le nostre risorse intatte per il momento del bisogno. Si dirà forse che questo mezzo è contrario all'incornggio.mento che ho detto, nei primì capitoli di questo lavoro, doversi dare alla nostra industria e che cado in contrnddizione con me s tesso I Al che io rispondlo che se persisto nel ritenere doversi fare in Italia le ANNO xvn; VoL. 1v. 29


450 DELLA QUESTIONE EQulNA nostre rimonte ordinarie, incettando puledri ed allevan- · doli per toglierli ai proprietarii quando diventano per essi un peso, non credo però conveniente acquistare in paese i quadrupedi che occorre1;ebbero in più secondo le idee esposte qui sopra. Sarebbe questo uno sforzo che non recherebbe vantaggio alcuno alla nostra · industria, come ness un vantaggio ne ritrarrebbe l'esercito, poichè sat'ebbero tanti cavalli di meno disponibili in caso di guerra, ed è questo il motivo principale che m'induce a pensare che sarebbe prudente di importarli dall'estero . L'industria nazionale d' altroncle vi troverebbe pur sempre i.I proprio tornaconto, pcrchè questi cavalli in più necessiterebbero, per essere mantenuti al completo, un acquisto annuo di circa 500 puledri, da fars i insieme alle rimonte ordinarie nell'interno, supponendo che la durata media del ca vallo militare in Italia sia di 8 anni. Se non che non m'illudo; chè lo ·sperar che si possa mai arrivare ad una determinazione come quella che ho accenna la è forse una illusione; perchè 4000 cavalli, oltre al prezzo d'acquisto, costano circa. ,J ,600,000 lire annue per il loro mantenimento , e più di 300,000 in rimonle annue. Ad ogni modo, ho creduto di indicar questo mezzo, perchè rni è parso che sarebbe slato una lacuna. il tralasciarlo. Arriviamo piutlosto ad una conclusione, poichè ne è ormai tempo . · Dopo di avere '3tucliaLi i s ingoli sistemi che si potrebbero applicare per eseguire le rimonte in tempo di guerra, e discorso anche degli allri espedienti ai quali noi potrernmo,~all'uopo, ricorrere, vediamo ora quale di questi differenti metodi sarebbe da preferirsi. Le compere ad economia, cioè per mezzo di com-

IN lTALIA

missioni incettatrici secondo il regolamento 30 ma1·zo 1866, r ichiedono un tempo soverchio , presentando pure alt,·i non lievi inconvenienti. Le requisizioni immediate, quantunque preferibili alle r imonte ad economia, non corrispondono, neppur erse, abbastanza ai bisogni di una mobilizzazione rapida ,come la si vuole effettuare. · Le compere ad economia completate colle requisizioni. presentano pressochè tutti gli inconvenienti del primo metodo, senza alcuno dei vantaggi del secondo. Rimane la coscrizione (orza~a . Io confesso che mi dichiaro del numero di coloro ehe vorrebbero vedere applicato ai cavalli e muli idonei il principio del se1·vizio mili'tare obbligatorio. Esso è il solo che risolva ed assicuri corn.pletamente il problema di una mobili zzazione rapida; mentre tutti gli altri mezzi, · -0 non corrispondono allo scopo, o lasciano molti dubbi ed incertezze, e presentano inconvenienti. La coscrizione ' forzala dei cavalli dovrebbe essere ~tabilita per legge, indicando in questa tutte le norme di esecuzione, non che i casi di esenzione. Volata la legge, due cose sarebbero anzi tutto necessarie: 1° Compilare una rigorosa statistica di tutti i ca·valli e muli esistenti in Italia, dividendoli per specie e per età, indicando, per qLrnnto possibile, per ogni .provincia e per ogni circondario i quadrupedi che non sarebbero utilizzabili perchè sono compresi n_ei ,casi di esenzione; 2° Stabilire le zone di reclutamento per tutto il Regno, ed indicare le autorità che sarebbero incaricate


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DELLA QUESTIONE EQUINA

IN ITALl A

sia delle prime operazioni di leva, sia della chiamataio cuso di bisogno. , l i (;overno, una vo1ta all'unno, dopo di aver stabilito il numero di quadrupedi, che g li occorrerebbero per la rnobili 7.Zazione ,dell'esere iLo, li ripartirebbe fra le varie zone di reclutamento in proporzione delle risorse del piiese, nel modo stesso con cui attualmente si ripartisce fra i distretti il <.:onlingente di. leva. Le uutoritù loca li , a cjò destinate, stabilirebbero per mezzo di upposile comm issioni, e colla scorta delle , statistiche esistenti, i registri di ma tric.ola, notando nei medesimi tutti i cava lli e muli che risulterebbero idonei per il se·rviz,i.o ,qiilitare, coi loro connotati, l'indica7.ione del propri etario, l'età degli anirnali, il prezzo di stima, soggiun6 endo anche se quelli sono più adatti al servizio d:1 sella o a quello da tiro. In caso d i chiamata, tutti i proprietarii dei cavalli immatricolati S,ìrebbero tenuti di presentarli enlro 24o A,8 ore ( 1), al capoluogo della zona, per essere acceLWti da apposita comm issione e pagati. Le commissioni incaricale dell'1J ccellazione dovrebbero assentarne un numero egua le a quello stabilito per la zoria, cominciando da quelli che hanno un prezzo di stima minore. La somma da pagarsi ai proprietarii non potrebbe oltrepassare un massimo stabilito ogn i anno dal Governo, all 'epoca della rinnovazione o della conferma dei ruoli matricolari. Il numero elci cavalli da registrarsi a matricola dovrebbe essere, per ogni zona, indeterminato, poichè dovrehbe comprendere tuui i quadrupedi idonei al

·serv1z10; mo , m previsione del caso possibile che il · numero di quelli idon ei non raggiung<"sse, o rng_gi ungcsse appena, od anche di poco oltrepassasse il numero nec:essario, si dovrebbe stab ilire che cinsc:una zona inscrivesse a ruolo un numero cgu'. a le ud nlrn erio una volta e mezzo que llo ùa som min istrnrsi dalla zona stessa, scegliendo, dopo tul.liiquaclr-upecli buoni,' quelli -c he avessero minori clifetLi, se fosse il caso , La. li berti\ delle transazioni commerciali dovreb be -essere lasciata intierçi ; solame nte i propJ·ietnr:i dei cavalli in scrjlli. a matricola dovrebbero, sotto pctrn di multa, det1unziare i movimenti che succedessero nei cavnlli propri i. M'affre tto di soggiungere che, con questo abbozzo ·ai progetto, non. credo punto di avere cornpletnrn enLe sciolta la quisiione, Le norme di esecozione <ldla legge VO !'rebbero naturalmente essere studiale in modo da non dar luogo a<l eq11ivoci, e da contenere disposizioni pre<.:i::;e; alL,·c potenzf~ vi sono riuscite, pernhè non vi riescìremmo anche noi?

,ifi;i),

1

(·I) La cir<'olnrr. del 23 mnggio -~SGG, <'ho dà le norme per l'esecuzione della requ isizione decretata in data 1·1 maggio dello stesso-anno, lissa a 24 orci il termine di tempo per incominciare !Il operazioni..

Poehe parole ancora, ed avrò finito. Nello scrivere le pagine che precedono, nell'enumerare i ntistri bisogni e ne l cnlcolare le nostre risorse, ic, ho considerato il nostro esercilo, come si trova presentemente ordinato e co:ne risulta. ehc dovrebbe, in caso cli guerra, essere composto. !\On sono entrato in dcllaglio alcuno che si ri ferisca a quanto potrà succ:edere dopo incominciala la g11 e rra; alla formn7ione poss ibil e ed anzi probabile di dirisionì e cli corpi d'esercito provinciali; mi sono limit.ito ad acc:enna,·e che, in quel cuso, il nos:ro esercito éompleto sul piede di g uerra , abbisognerebbe di circa ,80,000 quaùmpedi, caleolando anche quelli oceotrenti


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DELLA QUESTIONE EQUINA IN lTALIA

per riempire i vuoti che potrebbero farsi durante la campagna. Considerando ora che ne abbiamo o ne dobbiamo aver e (secondo i quadri progettati) 21 ,000 sul piede di pace, e che 33,000 almeno, occorrerebbe trovarli all'atto della mobilizzazione, resterebbero sempre 25 o 26 mila da provvedere in seguito per le truppe dì nuova formazione, che si volesse fare entrare in' carnpagna. Tralascio di parlare degli equipaggi varii, dei traini · di ogni specie che seguono ordinariamente gli eserciti, non essendo necessario che i quadrupedi siano, in tal caso, provvisti dall'amministrazione militare, potendosi d'altronde ripiegare coi cavalli meno idonei al ·servizio delie truppe a tti ve, con buoi, con asini, ecc., ed anche colle locomotive stradali, che saranno forse utilizza.bili a quest'uopo, e che potranno anche rendere buoni . .. serv1zu. Com·e si provvederebbero i '.25 o 26 mila quadrupedi che ho accennalo essere · necessarii per gli altri bìsogni ? Io non pretendo risolvere l'arduo problema; ma ritengo che la coscrizione forzata sia ancora il solo mezzo che iasci speranze di riuscita. Lo scopo mio d'altronde è stato quello soltanto di richiamare l'attenzione su questa parte essenzialissima del nostro ordinamento militare: sarò lieto, se in mezzo agli apprezzarnenti meno retti che posso avere esposti , sarò riescito a fo.r sì che altri più di me compelenti se ne oct:upino colla diligenza che il gravissimo argoment() richiede. ,,/

Luwr l'1'LLOux 1}faggiore cl'.4.rtigz.ie1·ia.

OSSERVAZIONI SUI

COMBATTIMENTI DI CAVALLERIA APPIEDATA

,~: principio indiscutibile che nelle varie qu1st1oni mi li Lari riguardanti l'ordinamento e l'istruzione degli eserciti debbasi tener calcolo delle esperienze e dei fotti compiutisi nelle ultime campagn.e. Nell' odierno affaccendarsi di tutte le po lenze a m igliorare il proprio stato militare, noi vediamo tutti gli studj rivolti a .ritrarre utili ammaestramenti dagli ordinamenti .dell'esercito prus-siano, e a sottoporre a minuta analisi le gloriose gesta del medesimo nella campagna del 1870-7·1, per dedurne modificazioni ed innovazioni alle proprie istituzioni. La cavalleria va debitrice ai trionfi prussiani, ed al modo col quale venne impiegata nella guerra or ora ricordala, d'aver potuto provare e far riconoscere la propria importanza e necessità, dai più messe ultimamente in dubbio, àa taluno ancora negate assolutamente; ond' è naturale che nello studio di quella campagna si cerchino le norme a seguirsi nelle modificazioni da introdurre nell'arma. Il nuovo modo però col quale la cavalleria . venne adoperata, sollevò buon numero di questioni, che tutte le potenze pongono cura a risolvere. E non ullima apparve quella dell'armamento. Le notizie sparse che il cavaliere te-


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OSSERVAZIONI SUI COMBATTJMENTI

desco volontieri gettava le armi bianche per raccogliere un chassepot, ogni <1ualvolla gli si offriva il desLro, fece dai più gridare all' assoluta necessi!à cli nrmare i reggimenti di cavalleria di buone earnbine. La que~ stione infatti merita d'essere seriamente esaminala, e non è faei le il dare una risposta risolutiva in proposito e, che sia di pratica attuazione. .Ammesso quest'armamento detle carabine, una questione capitale è a risolve re: - La cavalleria per essere armata di cara bine, deve cons iderarsi sempre corne cavalleria, e solo destinata qua lcbe volia a comballere a pied i, oppure deve cons iderarsi come fanteria a cava llo , che solo approfiua del la velocità del medes imo per trasferirsi da un luogo all'allro? Diciamo subito che lutti gli ufficiali cli cavalìeria rigetternnno mai sempre l'idea d i rinunciare alle tradizio_ni inerenti all'arma, ed il cavallo sarà sempre considerato da essi come il primo elemenw della lorn forza: l'ion avvi alcuno che neghi l' irnportnnza del combattimento a pieui, qunnclo trauisi di occupare posilioni avanzale; si ummeue da Lutti ehe è sommamente utile l'avere buon i caval ieri da appiedare muniti di fucile per non arrestnrsi in una marcia innn nzi a una piccola colon ri a di fonteria; ma Je guerre sinora combattule non h:rnno ancora provalo che non .dcbbasi mai più comballere a cava llo. È un follo però che l'idea di l1na fan teria a cavallo trovò sostcn(to,·i, e non sono pochi, i quali vorrebbero che la ca1·alleria lasciasse le vecch ie tradizioni, ed acceUasse quesla nuova taLLica . A generare queste nuove idee non concorse solo la gucna franco - germn nicn; la guerra di Ser·essione d' ,\meriea vi ha spceiu l pane , ed i combattimeuti e le scorrerie della eavn lleria ame ricana, la· quale di sovente cornballè u pi ed i, sono citati da qu.esti innova-

DI CAVALLEHIA. APPlEDATA 4.57 tori come buoni esemp i a sostegno della loro opin ione. Prima di a.ccew:ire queste idee, è d'uopo cntrél're ben a fondo nella. questione, e considerare i co mbattimen ti a piedi soli.o i va1:j aspetti e nelle varie ci rcostanze nel le quali ebbero luogo. È di troppa importanza l'ammettere o rigeuare l'una delle due opinioni per poter giu dicare senza un serio ed attenlo esarne . Gl i uni riconoscono che scemata è l'importanza della cavalleria sul càmpo di ballaglia, ed ainmelLono all'incontro che può rendere util issimi servigi a cavallo nel servizio d'esplorazione, nel collegamenlo dei varj corpi nel rnanteni menLo delle comun icazioni, ecc.; gli altri poi, bnsandosi su l valore del le armi a fuoco , òom.inda110 un cambiamento radicale nella lilLLica della cavalleria. - - Al pos LuLlo non sono idee nuove r;he ·eme1tono. Nel 1554- il maresciallo di Ilrissac organizzava appunto una truppa specia le ·a covhl19 chiamata dragoni, i quuli dovevano combattere a piedi come ln fanteria . E reggimen1i di drugooi vennero inslituili presso tutti gl i eserciti europei, ai quali si insegna va appunto a valersi dell'unna a fuoco essendo appìedali, e che resern anche segnalali servigi, come i dragoni souo Napoleone I nelle guerre di Spagna e di Gerrrwnia. Ultimo fo rse nel nostro se('olo ve11iva ol'ganizznto nel Pt33 in Russia un corpo di '15000 dragoni perordioe dell'impr.ralore ,\icolò . Questo corpo era composto di i:; reggi rnenli ri p:-i rliti in 4 brigale e formanti due divisioni . Ogni reggi memo aveva '10 squadroni; otto squ.H.lroui doveva no cornballern a pied i e portavano il fueile con baione tta, gli altri due e,·uno urmali cli picche. Qunndo, per eccezione. un reggimento combatteva come cava lleria, presentavn in linea 10 sguudroni; quando. combaueva come fonlel'ia, formava un battnglione, di otto plotoni (due sqnadròn i res1avano sem pre a cavallo); tÌ.n Lerzo <lugl i uomini dovea tenere i cavalli -dei ca-

si

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OSSERVAZIONI SUI COMBATTIMENTI

DI CAYALLElllA APPIEDATA

va!ieri appiedati . Iri meno di due minuti si passava da una formazione all'altra. Si vede che l'imperatore di Russia voleva unire in una sola arma i vantao·rri che d 00 . e1eri vano all'azione comune della fanteria e della cavalleria . Jn fa.tto il risultato non corrispose alle speranze che eransi concepite, e questi dragoni vennero soppressi ·15 anni or sono. (-1). ' Napoleone I nella campagna del 1806 contro la Prussia formb un corpo eh dragoni sotto il comando del mareseiallo Baraguay- D'Hilliers, e solo lo fornì di cavalli dopo la ballagl ia di ,Jena, colle cavalcature prese ai Prussiani. In seguito però presso varie potenze fu formata della cavalleria armata con carabine· . ' ma non era punto considerata come fanteria, ed era .chi~mata solo momentaneamente a combatLere a piedi. Diamo ora uno sguardo alle · campagne d'America e di !?rancia ~ vediamo sino a qual punto i risultati oLtenuti possano influire sulla nostra questione. Ho detto poc'anzi che ·c1eves i tener calcolo delle circostanze che accompagnarono il combattimento , ma devonsi pure considerare le circost:rnzè nelle qua.li è sort.n. e si è sviluppata un'istituzione . Di ciò senza dubbio devesi lener conto nel discutere sua-li o ordinamenti militari americani. Allo scoppiar della guerra, che tosto si comprese avrebbe preso colossa li proporzioni, tutto era a creare, incominciando dai quadri dei · corpi sino u tutti li strumenti e servizj di guerra. Mancavano pure gli uomini prop1j del mestiere da pol're alla testa di sl importante organamento, onde non è a meravigliarsi

se chi vi fu preposto sia anelato soggetto ad errare. Tale appunto fu il caso dell'organizzazione della cavalleria; non avendosene, si pensò subito a crearne, e, com'è naturale, si composero dei reggimenti di cavalleria sul sistema europeo. Gli inconvenienti inerenti all'arma, quando non è preparata da lunga mano, apparvero imrnantinenti. Prim i ad essere creati furono gli Sco·rrido1'i della Virginici, che si armarono di l~ncie e sciabole , Ai primi combattimenti cui presero parte, avvenne ciò che ·immancabilmente doveva accadere; gellarono cioè le lancie per servirsi della sciabola di cui erano muniti. . Ho detto che avvenne ciò che doveva accadere; infolti il maneggio della lancia ricliede assolutamente soldati e cavalli bene addestrati, e, questo appunto non era il caso della cavalleria improvvisata dagli Americani. Ciò servì a provare maggiormente che la ca•,,, lleria non si può in·!provvisure, e che volendo servirsi della medesima all'iniziarsi delle ostilità, bisogna. possederne di numerosa in tempo di pace. Ma gli Americani non ne avevano; la guerra era comi 1cìata, e abbisognavano di cavalieri; era dunque rn ,stieri appigliarsi a qualche partito e possibilmente se cgliere il miglìore, che desse, nel tempo il più breve, cl.~lla cavalleria di cui potersi servire . Fu in allora che si pensò ad armare cli carabine la cavalleria, nel pensiero precisamente che per mezzo dei com butti,.. menti a piedi con eccellenti armi a fuoco renderebbe miglior servizio che a cavallo. · Jn seguito, perdurando la guerra, ed essendosi formati buoni cavalieri, si ebbero due generi di cavalleria ilislinta, l'una destinata . a cornbaLtere a cavallo colle armi bianche, e in sussidio della. fanteria e dell'ar.. tiglieria, l'altra destinata più specialmente a servirsi del cavallo come mezzo di trasporto ed a combattere

(1) Questi cenni sull'organizzaiione dei dragoni sono tolti dall'opuscoletto - Étude sur la tactiqtM de la cavalerie, del capitano Da FonMONOm.


4-60

46,f.

OSSEII YAi: IONI SlJI COMDA1'T1l\lENTI

DI CAVALLEUTA APPIED:\TA.

a piedi co lla carabina. Le lonti1ne escursioni particolarm en te sulle linee di comunicazione dell'avrersario, la distrnzione dei suoi magazzin i, de lle sue strade, ecc, furono le missioni alle qua li fo specialmente upplicnta. . E in questo genere di scorrerie appunto si distinse emine rllemente la cavalleria americana, così dei federal i, come dei confodernti; Je lontane spedizioni compiute e che presero il nome di . 1'llids restera nno ~.ernpre un memornb ile esempio ·di quanto possono uHraprendere intelligenti e ardi ti c:walieri; ma non · -dividt) affatto l'opinione di coloro, i quali credono che simf li opemzioni sin no di fucile allt~azion~ anche nei nostri paesi, e rJ1e la cava lleria europea debba prende're a modello le manovre della cavalleria americana. Si dimentica totalmente che le grnncii dirfìcoltù, ch'ebbern a vincere i generali americani, furnno causate specia lmente dalla mancanza <li vie di comunit:azione; nel la maggior parte delle marcie ess i non potevano allontanarsi dalla strada ferrata, ehe era ad un Le rnpo la loro linea e base d'operazione, e per im ml'nsi ~pazj cli terreno non avevano altro appoggio chè la 1stessa strada ferrata seguita , roua la quale, a nessun'altra operazione pote vnsi pensare se non alla r iattazion.e della medes ima . S'i mmagini inver;e , come prccisamenLe è in tutta Europa , al le spa lle dell'esercito operante una vasta rete ,di strade ferrate, che uni:-ce in tutlc le direzioni i princ:ipa li punti strategici e commercial i del pae5e, e di leggieri si comprenderà quante diffi colLà clevonsi superare per operare alle spaHe -del nemico. QuanJo si legge che i Pruss iuni o prima o dopo Sedao avrebbero dovuto eseguire uno di qu esti 1'(uds .all'americana, spingendo arJitamenie la lo ro caval leria -su Parigi , e che probabilmente si sarebbero in tal n10do impadroni Li della capitale della Francio, mi

sembra di sognare; e poiché nello stud io delle cose mi lita ri uno non deve lasciarsi trasporLare da lla poesia, ma deve all' incontro porre la massima cura a rnantenersi nel ca mpo pratir:o, davvero mi sento obbligato · a g ridare all'esagerazione. I raids americ:ani scmo sLupendi esempj d'intelligenza e di ardi-re, rrw. in circostanze normali di guerra simili murcie sono di difficilissi.ma e, quasi direi, di impossibi le esecuzione in Ru,rcpa . Invcc.:e di dettare prescrizioni spinte al!' esngnazione, facciamo un ac:curato stud.io di quelle spedizioni e deduciamone delle· norme per quanto é a . tentarsi nei nostri teréen i e coi nostri mezii. I cavalieri tedeschi nell'ultima campagna l1c1 nno brillantemente dimostratofa parie che spetta alla cavallt>ria pelle future guen·e; e troppa materia havvi già a studiare, senzn ingomb rarsi . ancora la testa di idee pressochè impossibili ad attuarsi. Per quelli che si esaltano al rucconto di quelle lontane escursioni, ricorderò che havvene una trn<lacissim a eseguita dai Russi nella campagna del ,J 3, e che voglio riportare. Nd secondo periodo di quella sanguinosa campagna il gcnernle Czcrniche.IT con grosso stuolo di Cosacchi e poca fanteria leggiera portossi alle spalle della grande armala francese basata sull'Elba, e marciò driuo su Casscl, ove giunse felicemente_, e rovese iò uno dei regni ereati da Napoleone I, quello di Westfalia. Se .si guarda all'arditezza dell'i1i'ea e dell'operazione eseguita, e specialmente se si ha riguardo all'importanza del fotto, clte pel prim o intaccava seriamente la potenza franeese in Germon ia, si converrà che questo colpo di mano va annoverato fra i ralds più importanti chè siensi compiuti. Epperò per dargli il suo giusto valore, devesi tener calcolo che non fu un colpo di manotentato in paese nemi"co , bensl un'escursione diretta


,i.62 OSSERVAZIO.Kl SUI CO\CDA'rTmE\'TIa sottrarre L'tn paese tedesco al dominio e alla prepotenza '· francese; le popolazioni erano favorevoli a questo - movimento , e fu particola rm ente per la disposizione di esse che il re Girolamo dovette riparare a Coblenza. Ho voluto citare ques ta scorreria, perchè dimostra chiaramente che nel giudicare di un fallo , non si può considerare solamente per se stesso. Nel caso succitato, a mo' d'esempio, devesi tener calcolo essenzialm ~nenle delle circostanze politiche, come nei casi cl' America devesi generalmente tener calcolo delle condizioni topografiche del paese. Ritornando al nostro argomento , havvi un fatto nelle guerre d'America che merita d'essere preso in considerazione e che dovrebbe sempr-e essere portato ad esempio dai propugnatori delle armi a fuoco. Nel rapporto del generale Shérid an si legge che a lla prima giornata della battaglia di Five-Forks « il « nemico con tutta la sua cavalleria e due di visioni « di fanteria non potè respingere cinque brigate della « nostra cavalleria (5000 cavalli) appiedate ed all'aperta « pianura in faccia a Dinwiddie Court-House (11) ». Quantunque siènvi numerosi esem pi di cavalleria combattenle a piedi, non avvene per9-, alcuno che possa essere paragonato al s uniferito pel numero dei comti.ttenti e pel risultat~ ottenuto . Ciò è una prova dello zelo e della cura posla ad istruire j cavali eri nel ·cornbattimenLo a piedi, i quali in questo esempio si dimostrano abilissimi fantaccini. Dagli odierni. inno vatori si vorrò. r-icordare questo fa tto come una novella prova di r esistenza della ifante ria

(1) With all liis Cavalry., and two divisions of infantry the ennemy was unable to drive five brigades of our cavalry dismounted !rom the open plain, in front of Dinwiddie Court-Jiouse.

,f.63 contro .cavalleria, ma ciò è affatto super.fluo, poichè da tutti è ammesso, ancora prima dell'uso dei fucili a re trocarica, che inutilmente si attaccherebbe colla cavalleria della fanteria in posizione . Come esempio però delle fam0se scorrerie americane riferirò la. più brillante di tutte , quella cioè eseguita dal generale confederato Stuart dopo la battaglia di .Antietham-Creeck . . Dopo la surrifel'ita battaglia l'armata del nord èra disposta nella più perfetta tranquillil.it sulle rive del Potomac, da Curnberland a ·washington, occupando l'enorme .s pazio di '1150 miglia. Dessa accampava in per~etta s 1cu~·ezza, e Mac-Clellan, generale in capo, era a· F1IadeHìa. 111 seno alla sua famiglia . . Stu~rt alla tesla di 300:) cavalli e seguito da una balterrn d'artiglieria inviò prima dei cavalli freschi sulle rive del Poto rnac ad un g uado che toccava quasi all'estrema sinistra del nemico, Al mn.ttino passa il fiume su questo punto e , dopo a,,cr cambiato . cavalli sbocca sul territorio Pensilvano , e piomba· sulla citt~ di Mercesb urg, i cui abitanti credevano il nemico in r iti rata su Rich mond. Stuart marcia in avanti, e alle .s ei sera arriva a Chambcrlrnrg, punto importante, s olo distante 70 miglia dalla capitale della Pensilvania . Chmnberburg apre le porte : i confedera~i vi passano la notte ed eseguiscono sulle proprietà foderal i una razzìa delle pi ù complete . S'impadro niscono di 1,100 cavalli, vuotano i granui e.li bia de cd i mao·azzini di • • t> veslwno , ove trovano m olti uniformi , e stivali; si equipaggiano a nuovo e caricano il restante sui cavalli reqL:is iLi. Al mattino seguen te pongono il foocQ alla stazwne ed ai magazzini fed ero.li, ed alle ore. 8 abband on ano la cillà dopo che l'incen di o ha compiuto la sua opera cli disLruz ione. lindi descrivono un se- ' micerchio intorno alle linee nemiche, si dirigono su Dl CA VA.LLERIA APPIEDATA

di.


464: OSSERVAZ IONI SUI COMBA1'Tf~IENTI Gettysburg, allraversan'o la strada fe rrata di Daltirnorrt all' Ohio, distruggono la strada, tagliano il telegrafo, aumversnno Liberty-Newmarker, Urbann, e raggiungono il Polo mn c a ll'imboccntu ra del illonocacy, dopo.- aver percorso 92 miglia iri 25 ore; il che è ona marcia straol'din a ri a . I fodera li, dal loro canto, avuto notizia che Stuart era a )Jercer.sburg, d iressern il genera le Pleasanton coa ~00 ~a ;a lli ed una ba tteria d'nrligli eria per insegU!rlo; questi batté invano la carnpao·na b. notte e tutto il g iorn o dopo, e solo lo in contrò nel momento che quegli s tava per r ipassare il Polornac e r ientrare sul territorio confederato . , Stuart sch ivò il combattiment.o e si m ise in cer,:a d'altro gua~o . Pleasanton, che aveva fatto 'i8 migli a senza c.:irnbiur cavalli, non polè seguirlo, e arrivò al fiume quando . i cavalieri del genèrale Stuart l'avevane> già passalo (1 ). Passa n(lo ulla campagna franco -german ica numerosi esempi si posson o citare, nei qua li la cavalleria francese combc1ttè a piedi ; all'incontro difficilmente trovansi esemp'i di combauirnent i à. pied i sostenuti dai cava lieri prussiani. Questi sembra siansi serviti spec ial mente dell' arma a fuoco, allorchè manovravano in piccole pattugli~ avan\i ai propri corpi in servizio di espio. razione. Spesse volte avranno certa mente fo tto uso del fucile in tale servizio; ma trattandosi di pi r:cole fa.zioni non è facile trovarne i dettagli nelle storie sinora pubblicate. Da lla parte francese vediamo che alla batta(Tlia di i:, Forbach il ,12°• drag·oni difese nella. ritirata la strada di Saarlouis ine ttendo piè 'a terra; alla fine però at-

465 taccato di fronte, minacciato di essere avviluppato, il comandante il reggimento (tenente colonnello Dulac) fe ce r imontare a cavallo i suoi dragoni; spinse una carica contro i primi assalitori e ripiegò sulla strada ferrata e sulla stazione, dalla quale .continuava la fuci lata ('I ). Alla battaglia di Noissev ille i dragoni combatlerono a piedi gran parte della giornata e con ano.Re; altro fatto brillante fu compiuto dalla cavalleria del generale De Barrai! nelle operazioni dell'esercito france se contro gli insorti di Parigi . Ques ta cavalleria avea la missione d'osservare i forti del sull, ed il l 0 d ragoni approfittando del disordine cagionalo dall'esplosione di un magazzino a polvere nel forte d'Ivry, mise piede a terra e prese d'assalto il forte. La cavalleria tedesca, che pFese attivis·s ima parte a tutte le operazi oni sulla Loira e nel nord della Francia, era sempre sostenuta da parecchi ba tlaglioni di fanter ia, e forse giovandosi dell a medesima avrà trovato non essere il caso di valersi di tal genere di combattimento. Nd fatti suesposti ci sembra però che non siavi elemento sufficiente a dimostrare la necessità di questa fan teria a cavano; mentre la cavalleria prussiana dal principio della campagna alla fine dell a med'esima seppe rendere segnalati sefvizi combattendo a cavallo. Si capisce poi facilmente che i cavalieri tedeschi in . serv izio di pattuglia raccogliessero di buon grado i fucili francesi. Sia da prima nel servizio cl'esploràzione, come da poi nel mantenere le comunicazioni in piccoli drappelli dovevano frugare e sorvegliare grandi spazi di terreno senza alcun sostegno se . non lontanissimo, e quindi ridotti a far calcolo puramente DI CAVALLERIA APPIEDATA

(~) Rapport sur les opérations du deuxième corps de ,l'arméedÙ (1) Dallo Spectateur militaire.

Rhin, par le général FnossARD, ANNO

xvn,

VoL • .1v.

30


i6,6 0SS8RVAZl0N1 - SUI COi\113ATTil[ENTI sulle . proprie esigue forze. Il contadino francese istesso non di rado faceva il C•}lpo di fuc ifo. contro i rnal-eapitaLi éavalieri, che, in adempimento del loro dovere, · si azzardavano quasi. isolati nelle campagne e nei villaggi; di qui l'utilità per questi cavé.ljeri d'essere provvisti d'un' arma a fuoco . Ciò però dimostra la necessità che parte della. cavalleria abbia buone ·carabine per valersene in tali casi e null'altro . Si può ammettere anche l'opinione di coloC'O che ~ vogliono tutta la ca-valleria armata di carab ine; ma in tal caso vorrei mi si presentasse un modo acconcio di portarle {l. ca vallo e che permettesse l'uso delle altre armi. ·certameo.te sarebbe utile, l'avere un sol genere di cavalleria, o, per meglio esprimermi, che ogni reggimento di ca vallcria potesse indiflerenfemente essere chiamato a · qualunque. servizio di campngna; ma ad ottenere questo scopo basta che tutli i reggimenti sia no istnHti a dovere in ogni ramo di servizio, senza. dover sacrificare parle dell'attuale armamento, p . e., la lancia per supplirvi colla carabina . Un'altra quistione fu pure agilata e con diverse opinioni: chi vuole armata tutta la cavalleria di carabina, chi vuole che s'armi la prima riga degli squadroni di se-ia:bola o lancia, e la seconda col moschetto ; altri finalmente vogliono che sia provvisto d'arma a fuoco uno squadrone per reggimento od un plotone per squadrone. La soluzione del quesito · non è facile., ed a me basta di averla accennata. Dirò finalmente che i maggiori r1emici della cavalleria sono tutti quelli che s 'incaricano di scrivere sulla medesima, e che non banno mai fatto parle dell'arma; spinti da intenzione di far bene sono di vero nocumento all'arma stessa di cui si prnfessano caldi sostenitori e non servono che ad aumentare la confu.sione delle idee che è già troppo grande . Al presente,

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,~67 ·d a taluno in modo diretto , da altri indiretlamente si fa guerra alla lancia , ponendo eosì in non cale gli egrngi servizi .che quest'arma prestò anche nei combattimenti dell'ultima campagna. Riassumendo, non trovo di megli o a fare che di copiare le parole che dettava sull'airgo~.ento Napoleone I nelle sue Memorie. « Oo·ni cavalleria dev'essere munita d'un' arma a o « fuoco e saper combattere a piedi. Tremila .uomini '<{ di cavalleria leggiera o tremila corazzieri non de« vono laseiars i arrestare da mille uomini di fanteria « postati in un bosco od in un terreno impralicabile « alla cavalleria ; tremi la dragoni non devono esitare « ad D..ltaccare due mila uomini di fanteria, clre, favoriti -« dalla loro posizione, volessero arrestarli. I dragoni « sono necessar( per appoggiare la cavalleria leggiera, « all'avanguardia, alla retroguardia e sulle ali dell'e« sercito. Una divisione cli duemila dragoni, la quale <{ si porti rapidamente su un punto con 1500 ca valli « di cavalleria leggiera, può mettere piede a terra per « difendervi un ponte, la testa di uno stretto, un'altura « ed aspettare l'arrivo della fanteria». E finalmente, per qnanto ha riguardo alla nostra cavalleria, mi sia lecito esprimere il desiderio che questa importante quistione abbia uno sc~gliment~, e _che il moschctLo di cavalleria modello 18,0, che g1à s1 unnovera fra le armi dell'esercito, sia messo in distribuzione. S'armino adonque alcuni reggimenti con buone carabine, e si componga una breve istruzione sui com· battimenti a piedi, sempre però secondo il concetto che più sopra ho cercato di dimostrare esser~ il sol? ·veramente razionale, restando sempr~ bu·om reggi~ ment~. di cavalleria. UI CAVALLERIA APl?IlWATA

MARZIA.LE BIANC!'fI D'ADDA

Luogo'tenente cli cavalleria.


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,i.69 che scaturisce dalle dure esperienze del passato, per quanto doloroso potesse qualche._volta parere all'esercit~ stesso il ricordo di fatti esposti con tanto . scrupolo d1 verità. Come è noto, i principali attori di quest'episodio della storia militare dell'Austria non esistono più. Ques~~ circostanza avrà certamente contribuito ·a rendere pm · facite il còrnpito dello stato maggiore austriaco, giacchè molte considerazioni di riguardi personali non avevan~ più ragione di esistere dopo la morte dei generali J,A REUZIONE UFFICIALE AUSTRlACA SULLA GUERRA ECC.

LA

HELAZIONE UFFIC1ALE AUSTRIACA SULLA GUERRA DEL ,t8a9 IN ITUIA Der Krieg in Italien 1859,

von Il:. K. Generalstabs-Ilureau fiil- Kriegsgeschichle. Wien 187.2,

È uscito di questi giorni a Vienna il 1° volume ~ella Relazione dello stato maggiore austriaco sulla guerra . del 1859, relazione la quale era compiuta sin dal 1863, ma la cui pubblicazione, per rag·ioni di alta convenienza, fu sospesa fino a tutt'oggi. È lavoro di un'importanza considerevole, come quello che fornface documenti rilevantissimi per la compilazione di una storia c~mpleta della guerra del 1859. La presente Relazione, atteso il suo carattere ufficiale, si limita naturalmente ad una semplice esposizione di fatti ben accertati, basata sui documeJ.J,ti ufficiali, e si astiene da ogni critica, da qualsiasi appl:ov.azione o biasimo. Ma, come tale, è completa e dettagliat a per tutto quello che riguar da l'esercito austriaco ed inoltre riassume brevemente le operazioni degli eserciti opposti, correggendo le inesattezze di .f~tto in cui sono cadute le principali pubblicazioni scritte finora su quella guerra. L'imparzialità e l'amore del vero prevalgono in detto lavoro anche là ove l'esito è stato contrario ~all'esercito austriaco, ed in complesso appare dalla Relazione il desiderio sincero, che r esercito, per il quale essa fu scritta specialmente, si giovi almeno dell'insegnamento

. . Gyulai e Hess. Finora non abbiamo sott'occh10 che 11 10 volume della Relazione. Esso esordisce col ricordare le fasi di~lomatiche che precedettero l a guerra, ma la P:efazwne toglie a questa parte il carattere ufficiale del rimanente . . <lell' opera. Questa introduzione pol_itica era necessaria per spiegare l' andamento qella mobilitazione_ . pe1: una guerra già presentita da parecc~1i _mesi, mob1_1ita7:10n_e eh~_. non poteva a meno di risentirsi delle osc11laz1~n1 polrtich~, le quali rendevano or più or meno probabile lo scoppio <lelle ostilità. La Relazione espone quindi l'ordinamento c\1e avevano gli eserciti belligeranti prima del_la _gu~rra. ~.a~c?nta poscia dettagliatamente le ·operaz1on: d1 ~0?1l1taz1one e di raccolta,. e passa finalmente all espos1Z1one de1le operazioni dì guerra fin dopo la battaglia d.i Magenta. In qùanto alla mobilitazione, per quanto ~ 1~ co~pleta la descrizione delle operazioni che ad essa s1 nfer1scono, e che riguardano l'esercito austriaco, non crediamo che essa possa ormai essere di molto interesse. L a lu?ghezz~ del periodo di preparazione, e, più che altro, gli esempi recenti della Prussia, hanno tolto a questa parte della Relazione l'attrattiva di attualità. Ci limitiamo perci0 a citarne un solo brano, come


470 LA llELAZ[QNE U·f.FICIALE AUSTRIACA quello che, a nostro parere, può essere tuttora di qualche·utilità. · Dopo aver· accennato che per passare dal piede cli pace a quello di guerra l'esercùo austriaco aveva bisogno di 24,876 cavalli per l'artiglieria e di 16,926 per· la cavalleria; la Relazione prosegue dicend'ò, essere naturale (selbstverstètndlù:h) che solamente dopo aver· ·provveduto della loro completa dotazione in cavalli le due armi citate, si potesse pensare a provvederne .il treno, il quale al 1° genn,aio )859 possedeva 1420 cavalli in tutto. Benchè l a mobilitazione si estendesse a una sola parte ' dell'esercito, e malgradt>la cohside1'evole ricchezza equina del paese, e l'attività ed l'intelligenza delle commissioni di eompra, il reclutamento dei çavalli procedette lentamente. ~l ~n~men.to del passaggio del Ticino (29 aprile) l'art1gl1er1a ne era provvista .i n modo assai incompleto, e molti reparti di essa ricevettero i loro cavalli pochi giorni e per.fino poche ore solamente prima del pas-saggio del fiume. E con accento di melanconia, giustificata dal ripetuto esempio dat9 posteriormente dalla Prussia, la Relazione esclama: che una sollecita mobilitazione d.i tutto l'esercito austriaco, il quale .allora contava .sul p iede di guerra 629,975 combattenti, 1ma r apida raccolta di un esercito di operazione imp?nente e provveduto dei suoi mezzi di azione, per una g uerra presentita già da qualche tempo sopra un teatro preveduto, avrebbero messo l'Austria in condizione da poter guardare l'av:venire con calma in qualsiasi eventu:alità. . Uno dei più utili insegnament i che, a nostro 1~a;ere, gli stati magg'iori possono trarre dalla Relazione austriaca, è il confronto fra le informazioni che i quarti:eri geuei.·ali riescono a procurarsi intorno agli avversari. durante le operazioni stesse e le condizioni reali del nemico che corrispondono a quel mo~ento. La Relazione-

1859 IN ITALIA 47if fornisce il mezzo ad un tale studio, sia direttamente, sia· espon~ndo semplicemente le informazioni raccolte dai quartieri generali austriaci, dando così agio a dedurre questo confronto dalla storia ufficiale francese sulla medesil.)la guerra. Sul periodo dì offensiva dell' esercito austriaco al '})rincipio delle ostilità, la Relazione fornisce abbondanti -schiarimenti, che certamente sono fra i più interessanti,. che si attendevano da essa. Non crediamo perciò snpedìuo di far.marci alquanto su quest'episodio della guerra, esponendo le .spiegazioni dei motivi che impedirono al generale Gyulai di prendere, come ge:neralment e si attendeva, un'offensiva energica, per piombare addoss<> · all'esercito sardo, prima che i rinforzi francesi si fosser<> riuniti ad esso. Il primo documento citato che trattì della condotta delle operazioni porta 1a data del 14 febbraio 1859. , Il generale Gyulai risponde ad una comunicazione del I suo Governo e dice essere sua ferma volontà di eseguire ' / l'ordine ricevuto: attaccare cioè le forze sarde con energia sul loro territorio, ba:lterle e distruggerle prima del- 1 l'arrivo dei rinforzi frances i, e prima che si possano produrre interventi diplomatici. Egli pensa perciò df operare con celerità di mosse e senza sparpagliamento, ma insiste pe.rchè l'esercito sia portato ad ·una forza corrispondente allo scopo a cui si tende. Infat ti, mentre secondo i suoi calcoli il Piemonte, mediante il richiamo delle classi di riserva~ operazione che quello, Stat o poteva compiere con celerità stante la poca estensione del suo territorio, avrebbe· potuto disporre in quel momento di 50,000 baionette almeno per operazioni offensive, egli afferma che la cifra degli uomrni disponibili per uguale scopo -nell'esercito austriaco d'Italia non oltrepasserebbe 25,000, dovendosi provvedere ai numerosi presidii. SU.I:LA GUERllÀ DEL

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47 2 LA l\ELAZIONF. UFFI CIA l,Ti: AUSTllIACA In una Memoria, della stessa data, il generale Gyulai sviluppa maggiormente le sue idee sull'indirizzo a darsi aUe operazioni militari nel caso di· una guerra col Piemonte. Egli parte dalle due ipotesi di una guerra col solo Piemonte, e di una guerra colla Francia alleata al Piemonte. Suppone che nel primo caso il suo esercito sia portato ad una forza tale da costituire una superiorità strabocchevole dirimpetto all'esercito sardo. Sia che il P iemonte prenda l'offensiva, ragiona · egli, per indurre la Francia a sostenerlo, sia che il Piemonte riesca a spinger e l'Austria all'in iziativa delle ostilità, l'oggettivo strategico dev'esserA To,·i'no. La dislocazione dell'esercito sardo ed altre circostanze decidorebbero della scelta della. -linea di operazione per parte degli Austriaci, determinerebbero, cioè, se dovessero passare il Ticino a Pavia come nel 1819, o a Trecate, ovvero in un punto intermedio a questi due. In nessun caso gli Austriaci dovrebbero lasciarsi arrestare dal gruppo di fortezze : Alessandria, Casale, Valenza. Un corpo di osservazione lasciato a cavallo della Sesia basterebbe per tenere a hada le forze nemiche rinchiuse in quel triangolo fortifi cato; il grosso dell'e!-ercito continuerebbe ad avanzare a marcie forzate ' su Torino, e quando vi fos se giunto, è probabile che lo spirito bellicoso del Piemonte si calmerebbe, specialmente se si proponessero condizioni generose. Se l'esercito sardo, in conseguenza della marcia degli . Austriaci oltre Sesia, si concentrasse tutto intiero a Torino, attirandovi le forze lasciate nelle fortezze, anche gli Austriaci in due marcie avrebbero potuto attirare il corpo d'osservazione lasciato alla Sesia. In quanto poi all'eventualità di una guerra contro Francia e Piemonte alleati, il generale Gyulai è del parere di mobilizzare in modo da prevenire ad ogni

185\) lN ITALIA 4.73 costo i F rancesi, cioè battere l'esercito sardo prima che i Francesi si presentino con forze considerevoli, onde potersi rivolgere poi contro queste ed attnccare eventùal mente l'un dopo l'altro i corpi provenienti da Genova e ·dalle Al pi. Se considerazioni di ordine politico dovessero determinare il governo austriaco a respingere l'iniziativa della guerra, converrebbe pur tuttavia passare il Ticino non appena le teste delle colonne france si varcassero il confine dello · Stato sardo, giacchè se anche in seguito le forze alleate dovessero diventare talmente superiori da costringere gli Austriaci all'abbandono dell'offensiva, essi prima di far ciò avrebbero probabilmente avuto occasione a sostenere qualche incontro fortunato e potrebbero perciò ritirarsi nel Quadril atero tranquillamente e colla forza morale intatta, per ivi attendere i rinforzi e l'occasione di riprendere nuovamente l'offensiva con probabilità di succe:;iso. In questo secondo caso però, quello della guerra ~ont.ro Francia e P iemonte alleati, la direzione delle operazioni degli Austriaci sarebbe determinata dall' intervento marittimo o dalla neutralità dell'Inghilterr a, e per conseguenza dal fatto che i Francesi sarebbero padroni del mare ovvero ridotti alle sol e comunicazioni alpi ne. Padroni del mare, i Francesi farebbero passare per Genoya la loro linea principale di operazione, che mett erebbe capo al gruppo delle forlezze sul Po e sul Tanaro-, base delle loro operazioni offensive o difensive. Torino in questo caso avrebbe un valore secondario per gli Austriaci. La situazione si presenterebbe sot.to aspetto differenle nel ipolesi dei Francesi paralizzati sul mar e. In tale ipotesi l a loro linea principale di operazione passerebbe per il Moncenisio, e Torino acquisterebbe importanza per ambedue le parti. SU!.T.A GUERTIA DEL


474 LA RELAZIQNE u1r~·ICIALE AUS'l'H1ACA · Fatte queste considerazioni, il ·general Gyulai, in ·vista altresì della mancanza di buone postzioni difensive sulla sinistra del Ticino, propenderebbe anche per l'offensiv:a in · questo secondo caso. La proporzione relativa delle forze deciderebbe se le sue mosse dovessero partire dalla base Pavia-Piacenza o da un punto più a nord. Nell'eventualità. di Genova, sbocco principale dei Francesi, la direzione degli Austriaci clovrebbe essere Alessandria, .anche nel caso in cui essi fossero ·sboccati dal Ticino e non da Piacenza. Dovrebbero prendere posizione fra Alessandria, Tortona e Novi onde interrompe1·e le comunicazioni dirette degli alleati e costringerli così .a offrire battaglia. Se il nemico fosse battuto e costreito alla ritirata su Genova, anche il destp.o di Alessandria potrebb' essere deciso da questo fatto, giacchè questa f,Ìazza, debole per se stessa, offre più probabilità di -riuscita ad un attacco dalla destra del Tanaro. Se invece i ·vinti fossero gli Austriaci, essi dovrebbero ritirarsi su Piacenza. Stradella offre in tal caso una buona posizione di retroguardia. E se gli alleati, inseguendo lungo il Po, dividessero le loro forze fra l e due, spo?,de del fiume, gli Austriaci, cambiando di riva a Piaéenza, potrebbero riprendere l'offensiva. Nel caso contrario, continuerebbero la ritirat a per l' ~dda su Mantova ed il Quadrilatero. Nell'eventualità dei Francesi impediti sul mare, gli Austriaci potrebbero operare per il Ticino sulla sinistra del Po. Se il nemico li affrontasse e fosse battuto , la d_irezione ulteriore degli Austriaci dipenderà dalla direzione della ritirata del nemico: su Torino, ovvero sul sul gruppo fortificato della riva opposta del Po.· Ritirandosi egli su Torino , gli Austriaci dovrebbero inseguirlo colla massa principale delle loro forze, lasciando _pur sempre incaricato un corpo di osservazione deil asor-

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SULLA GUEl\nA ])EL 1859 lN l'fALlA 47(5, veglianza delle fortezze. Se invece il nemico si ritirasse nelle fortezze o prendesse posizione fra esse dal bel principio delle operazioni, allora gli Austriaci dovrebbero pure prendere una posizione a cavallo della Sesia, occupare t utto il territorio fra Dora Baltea., Ticino e Lago Maggiore, e mandare colonne volanti più o meno forti verso Torino, minaccia.re così le comunicazioni dei Francesi onde costringere i Piemontesi a sort.ire dalle fortezze. Qualora gli Austriaci fossero costretti· a retrocedere,. potrebbero effettuare la ritirata per Pavia e Piacenza, la destra del Po e Borgoforte , ovvero anche direttamente per il medio Ticino e l'Adda.. Riguardo alle diversioni che i Francesi potrebbero tentare, prendendo per punto di partenza l'Italia Centrale · o le sponde settentriGnali dell'Adriatico, il generalè Gyulai osserva che, eseguite 'con poche forze non avrebbero importanza, ed in ogrii caso sarebbero arrestale . quando avessero raggiunto il Po ; eseguite inyece con maggiore nerbo di trupp~ , dividerebbero l e forze del nemico ed offrirebbero così faci le occasi0ne agli Austriaci di batterlo successivamente. Perciò a queste ed alle diversioni in generale, che avessero per oggettivo punti situati al di fuori del teatro delle operazioni decisive, o , che non fossero assolutamente necessari alle comur.Jicazioni del proprio esercit o, il generale Gyulai non accorde~ rebbe soverchia attenzione. Cercherebbe di mantenere il contatto colle forze nemiche impiegate in esse, ma eviterebbe assolutamente ogni tlisseminazfone delle proprie forze, giaccbè quand'anche il nemico riportasse vantaggi parziali su tali punti, non potrebbero avere un'influenza. ragguardevole sulla decisione finale. Anzichè a temersi,. queste diversioni sa1·ebùero clunque a desiderarsi dagli Austriaci. Il generale considera finalmente un terzo càso, quello· çioè in cui l'Austria, per inferioritii numerica momen-


176 LA JIELAZ!ONE UFFICIALE AUSTRIACA tanea, per l'insurrezione delle popolazioni in Lombardia o per altre circostanze fayorevoli al nemico, si dovesse ,concentrare nel Quadrilatero per attendere qui vi il nemico, e che questo, procedendo per il basso Po, minac-ciasse le comunicazioni dell'esercito austriaco che passano per Venezia ed il Friuli. Egli esprime l'opinione di abbandonare in tal caso intieramente quelle comunicazioni, e di ridursi a quelle -che passano per il Tirolo e che sono coperte da Vetona. In questa guisa, dice egli, l'esercito austriaco copre l'Illiria · meglio dal Quadrilatero, che retrocedendo nella forma classica da un fiume all'altro del Veneto , ove , -:finirebbe ·ad essere addossato ai monti della Garin zia. L'esercito austriaco in Italia, soggi~nge egli, non può dominare la penisola, se non operando offensivamente -e giammai colla difensiva, per:chè esso deve combattere l'ultima· battaglia in Verona e cadere con questa piazza. Avendo così sviluppato le sue ideP. sulla condotta della guP-rra, il generale Gyulai espone nella Memoria , che -analizziamo , alcune con~ider\izioni sul modo di far ·vi vere le truppe, sulla dotazione in carreggio e sulla composizione rispetto alle tre armi di un esercito, che deve operare su di U!)- terreno come quello del ·teatro ·deUa guerra sul · Po. Ci pare meritevole di fnteresse il citare la sua opinione sull'importanza che egli attribuisce alle singole armi e sulla proporlione nella quale esse dovrebbero entrare nella composizione di un esercito d'Italia. · _La fanteria sola può essere adoperata su questo terreno, sempre e dappertutto, con vantaggio, mentre che l'artiglieri:;i. ha un campo limitato, la cavalleria in massa nèssun campo di" azione. Egli crede perciò sufficiente la proporzione di 5 cannoni per 2000 uomini di fanteria; 3 per 1000 gli pare già troppo.

SULLA GUERUA DEL

,f 859 IN ITALIA

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Così un solo reggimento di cavalleria l eggera gli pare baste>1ole per. ciascun corpo di esercito. Due o.tre reggimenti di cavalleria come riserva generale dell'esercito gli sembrano pure sufficienti. Ecco dunqtie quali erano le intenzioni del generale · Gyulai nel mese di febbraio. Pare che esse fossero divise dalla Cancelleria Centrale, giacchè, ad una domanda del generale Gyulai sul modo con cui egli si avesse a condurre nel caso in cui le truppe francesi varcassero il confine franco-sardo, il colonnello Kuhn, nomin ato allora capo di stato mag·giore dell'esercito austriaco d'Italia, recò il 24 marzo in risposta l'o.rdine di concentrare immediatamente l'~sercito, quando si fosse ricevuta. notizia accertata dello sbarco dei Francesi sul litorale ligure, o· del passaggio delle loro colonne nel territorio dello Stato sardo. Gli si ingiunge di gittarsi an7,ilutto sul1' esercito sardo, batterlo possibilmente od almeno addossa.rlo alle fortezze, bloccare queste e rivolgersi subito dopo contro le teste delle colonne francesi. A queste _ istruzioni il generale Gyulai r ispose il 26 marzo, e dalla sua risposta noi togliamo le osservazioni essenziali. Egli riconosce che la :forza del suo esercito, quando sia portato al completo piede di guerra, potrà ascendere a 160,000 uomini, ma osserva chtl in quel momento non ne contava che 103,000 circa, e sottrae.ndone 25,000 peri presidii indispensabili delle piazze, le guarnigioni del littorale dell'Adriatico ed un 15 per 100 di ammalati ed indispon ibili, .l'effettivo mobile non potrebbe certamente oltrepassare i 62,000 uomini. Questa forza gli pare appena sufficiente per il caso il più favorevole che si potesse presentare agli Austriaci, quello cioè in cui il P iemonte, cominciando da solo le ostilità e prendendo l'offensiva, muovesse per offrirgli occasione di dare -batta.g lia in campo aperto. In questo caso, visto lo spirito delle truppe., le sue forze potrebbero.

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,i.78 T,A llELAZlONE UFFIC IALE AUSTR[ACA bastare a battere il nemico e,, impedendogli la ritirata sulle sue fortezze, gettarlo verso le Alpi o verso l'Appennino . Però il generale Gyulai crede poco probabile ;ehe una tale eventualità sia per presentarsi. Egli opina invece che il Piemonte farebbe il possibile per indurre gli Austriaci a prendere l'iniziativa della guerra, sia mandando distaccamenti nei Ducati onde sollevarne le popolazioni, sia passando il Ticino ·con piccoli corpi, rimanendo colla massa nel suo campo trincerato fra Tanaro e Po. Con tale modo di procedere il Piemonte troncherebbe le esitazioni della Francia, e la indurrebbe ad accorrere al suo aiuto, o nello stesso tempo Ì'èsercito sardo attenderebbe cosi al coperto l'arrivo dei rinforzi d'oltre alpi. In questo caso, scopo principale degli Austriaci dovrebbe essere di battere i P iemontesi prima dell'arrivo dei Francesi, o almeno di indebolirli talmente da costringerli a rinchiudersi in Alessandria e da potersi impadronire di Casale in brevissimo tempo. Manovrando poscia Vir linee interne rispetto ad Alessandria e agli sbocchi dei Francesi, egli vorrebee così riservarsi la libertà di rivolgersi successivamente contro gli uni e gli altri, pur mantenendoli separati. Ma per eseguire una tale manovra occorre lasciare corpi di osservazione in faccia agli sbocchi dogli eser/ -citi alleati, ed è necessario che questi corpi abbiano forza sufficiente por tenere il nemico in iscacco almeno per breve tempo, mentre cioè una forte riserva unen<losi successivamente .a tali corpi di .osservazione, darebbe ad essi una superiorità di forza tale da poter battere la parte del nemico che avrebbe avanti di sè. Il Gyulai doma.uda in conseguenza che il suo esercito mobile sia portato a 120 o 130,000 combattenti almeno, e soggiunge che questa forza sarebbe appena sufficiente nel primo momento delle operazioni, giacchè

' SULLA G·UERJL\. DEI, 4859 IN ITALTA 419 allo sviluppo su~cessivo dell'esercito francese dovrebbe corrispondere lo sviluppo maggiore a darsi all'esercito austriaco. Come dettaglio di esecuzione di questo piano è interessante aggiungere che il Gyulai aveva intenzione di marciare per Casteggio su Alessandria e ridurre il forte della ferrovia di quella piazza per mezzo di un bombardamento energico, per poscia dare l'assalto alla cinta di terra. In un rapporto del 7 aprile il gener ale Gyulai. insiste nuovamente sull'insufficienza delle sue forze per prendere l'offensiva. Non crede che i Piemontesi si lasceranno sfuggire di mano il vantaggio strategico che loro deriva dall'attendere al coperto i rinforzi francesi, e reputa perciò poco probabile che essi prenderanno l'offensiva. Egli ha cambiato di opinione rispetto alla facilit:\ di impadronirsi ·di Alessandria, e c1·ede che a ciò occorrerebbeeo almeno tre settimane, per conseguenza troppo tempo per riuscire a battere i P iemontesi prima <iell'arrivo dei Francesi. La marcia per Vercelli e Chivasso su Torino gli pare « ·u n buco nell'acqua » perchè Torino non può essere considerata come centro strategico del nemico, e per conseguc.nza il possesso di quel punto non sarebbe di alcun vantaggio all'esercito austriaco, dovendosi poi sempre forzare le piazze, ed in tal caso, in condizioni sempre più sfavorevoli. Al che gli è risposto da Vienna il 9 aprile che ivi si ha per iscopo principale di portare la grande guerra

siil Reno non appena si riesca ad indurvi la Prussi'a

col resto, della Germania già consenziente. In ogni caso però la guerra comincicrebbe in Italia. Fra le due eventualità di questa guerra si ritiene improbabile quella di avere a combattere il solo Piemonte appoggiato dalle insurrezioni, e più verosimile quella della Francia ac-


,5,80

LA RELAZIONE UFFICIALE AUSTRIACA .

' con maggiore o micorrente in aiuto della sua alleata nore rapidità. Nel primo caso , prosegue l'Istruzione, scopo degli Austriaci dev'essere evidentemente di :marciare con ce-: lerità sulla massa delle forze sarde, senza'preoccupar.si del resto. Per conseguire questo scopo non si lascieranno scorrere che 3 giorni di intervallo fra l'ultirnatwn da dirigersi al Piemonte e l'àpertura delle ostilità, e si spingerà la mobili tazione col massimo segreto possibile, onde riuscire così ad impedire almeno ad una parte dell'esercito sardo di ricoverarsi in tempo nelle piazze. Nell'altro caso, che quasi con certezza si può considerare come quello che si verificherà, bisognerà tener d'occhio non solamente il punto od i punti dai quali i Francesi sboccheranno nella pianura, ma anche la possibilità di uno sb::i.rco ·in "roscana e le di versioni sull'Adriatico che avrebbero per iscopo di minacciare le spalle degli Austriaci. Sul riparto dell'esercito austriaco devono dunque influire le seguenti considerazioni: 1°) Dare all'esercito d'ltalia u~a forza tale da poter battere non solamente l'esercito sardo ma anche da potere tener testa ai Francesi, le cui forze non devono essere valutate al dissotto del vero. 2°) Assicurare le spalle dell'esercito d'Italia ed im- · pedire gli sbarchi sulle coste settentrionali dell'Adriatico. 3°) Aver infine a-ne.ora tanta truppa da potersi presentare sul ,Reno con forza almeno uguale a quella che vi porterebbe la Prussia, onde potervi prendere l'offensiva e così rendere più .fac ile la posizione dell'esercito d'Italia. Essersi in conseguenza determinato : Di portare 'l'esercito d'Italia a 4 corpi · d'armata completi; Di destinare 2 corpi per la protezione delle spalle

SULLA trUlWRA. DEL ,j 859 IN lTAL~A

48,t

di quell'esercito, per impedire gli sbarchi ,sulle coste ed anche per servire di riserva all'esercito d'Italia; Di destinare infine 6 corpi di fanteria e 2 corpi di cavalleria al grande esercito del Reno. Uno dei due corpi della ;iserva fu .perciò di~locato fra l'Adige ed il Mincio, onde poter essere eventualmente incorporato all'esercito d'Italia. Il 25 aprile, due giorni dopo la consegna dell' iiltiniatum a Torino, il generale Gyulai scrive nuovamente che le sue forze non sono sufficienti per sostenere l'of-· fensiva contro le forze alleate. Gli pare ormai troppo tardi per battere i Piemontesi isolatamente· prima dell'arrivo dei Francesi. Due o tre settimane fa, soggiung<l egli, ciò sarebbe stato possibile, ora potrebbe incontrare troppe difficoltà. Se s i conferma la marcia in avanti di masse considerevoli di Francesi, farà il possibilè per gettarsi energicamente addoss_o ai Piemontesi onde impedire, al..., meno ' parzialmente, la loro congiunzione coi F rancesi ed approfìttera di ogni errore dell'avversario per eseguire un qualche colpo offensivo con energia. Se invece tale congiunzione si effettuasse, eviterà ogni battaglia decisiva contro :forze superiori e si limiterà alla difesa della Lombftrdia, fino all'arrivo dei rinforzi di cui assolutamente ha bisogno . La Relazione soggiunge che la debole speranza del comandante dell'es~r_cito austriaco nella possibilità dell'offensiva · fu distrutta intieramente pochi giorni dopo dalla rapidità delle mosse dei Francesi.

Siamo ormai arrivati alle operazioni. Di diritto lo ' stato di guerra esisteva dalle ore 5 1/2 pom. dèl 26 aprile. La sera successiva il generale Gy.ulai ricevette l'ordine telegrafico di passare la frontiera. Armo xv11, VoL l"..·


48:a LA. RELAZIONE UFFICIALE AUSTlUACA O Il I maggio tutto l'esercito austriaco aveva varcate,. il Ticino. I 5. corpi d'armata e la divisione di cavalleria di riserva che l0 componevano, contavano 106,000 combattenti , 6068 cavalieri e 364 bocche a fuoco. Pare che l'Austria, in quel momento, avesse perduta l a speranza di trascinare la Prussia nella guerra, giacchè in quella medesima giornata il generale Gyulai ricevette da Vienna la risposta telegrafica al suo rapporto del 25 aprile. La Relazione dello stato maggiore austriaco ci dà due versioni di questo telegramma e noi le riportiamo ambedue perchè possono contribuire a spiegare la condotta del generale austriaco. Da Vienna dunque sarebbe stato telegrafato : « Nello « stato attuale delle cose il teatro di guerra in Italia < è quello che ha importanza maggiore. In 14 giorni « incomincia, da qui l' invio per l' Italia di un altro« corpo d'esercito sul completo piede di guerra. » Nel quartiere generale del generale Gyulai il telegramma sarebbe invece giunto nei seguenti termini: < Nello stato attuale delle cose il teatro di guetra in. « Italia ha l'importanza maggiore in Verona. Giornal« mente comincia da qui, ecc. ». . La Relazione .spiega l'equivoco colla rassomiglianza delle parole Verona e vierzehn (quattordici). Pare che il giorno 3 l'intenzione del generale Gyulai fosse stata di · impossessarsi del ponte di Valenza, e di · costruire un altro ponte a Bassignana, per ;passare il Po coll'intiero €sercito e gettarsi sulle :truppe sarde nella direzione Valenza-Alessandria. Almeno così spiega la Relazione la dimostrazione di quel giorno contro Valenza, Frassinetto, ecc. · Ma nella ste~sa giornata il generale Gyulai ricevette da Vienl).a due telegrammi che lo informarono che già. 50,000 Francesi almeno dovevano essere riuniti all,e. truppe sarde fra Alessandria e Casale e che giornalmente

4859 IN ITALIA 483 ed a gran celerità il loro numero andava aumentando (1). Fu in seguito a queste notizie che il· generale Gyulai modificò il suo piano. Egli contromandò l'ordine per la presa del ponte di Valenza e prescrisse di farlo invece saltare. Nella notte del 4 maggio il generale Gyulai scri,ve al comandante dell'VIII corpo (Benedek). che allora aveva passato il Po ' su . di un. ponté _militare gettato presso Cornale, essere sua intenzione cli allontanarsi per qualche tempo dalla linea d'operazione Pavia-LomeUo per elevarsi più a nord, e portarsi inve_ce su quella Milano-Vercelli. In un suo rapporto del giorno successivo, il generale austriaco caratterizza questa operazione per moiJim.ento offensivo, ma alcuni giorni dopo, in altro rapporto che vedremo, la chiama invece ricognizz·one. Comunque sia, l'VIII corpo ricevette ordine di rimane.re su1la destra del Po per coprire il fianco sinistro dell'esercito austriaco durante quell'operazione, ,e per la testa di ponte ,che si stava costruendo a bo Proteo-aere Cornale. Doveva spingere le sue a'V'ansaoperte sino a Tortona, Voghera, Ponte-Curone, e p0ssibilmell'te portarle nella direzione di Alessandria, per raccogliere notizie. SULLA G-UE RRA DFJI,

(,1) I~ realtà la dislocazione dei Francesi in quel momento era .la seguent.c : I" corpo (Baraguay d'Hilliers) sulla strada della Bocchettà fra Serravalle e Ronco. · Il? c{)rpo (~fac-.l\fahon) suHa strada di Gavi fra Yoltaggio e p Carosio. m corpo (Canrobert) la maggior parte in ·Alessandria, il re;to fra Torino e Susa. (V. Campagne de l'Empereur Napoléon 111 en Italie, t859, rédigée au Dépòt de la guerre. Paris ~ 865). 0


4:8 ~ LA RELAZIONE UFFICIALE AUSTRIACA Come è noto, credettero gli alleati di riconoscere nel movimento dell'.VIII c9rpo anstriaco l'intenzione del generale Gyulai di avanzare per la valle della Scrivia, onde ~-igettare l'ala destra sui monti di Genova. In seguito all'inondazione del g-iorno 5, l'VIJI corpo fu richiamato sulla sponda sinistra e cont inuò di là .a sorvegliare la destra del Po anche dopo la. ricostruzione det ponte. La mattina del 9 maggio gli ordini della sera precedente per la marcia verso l a Dora Baltea avevano già ricevuto un principio di esecuzione, quando il generale Gyulai, cambiando repentinamente di intenzione, diede contrordine e dispose per un movimento retrogra<lo. Il VII corpo aùstriaco (Zobel) doveva in quella g iornata prendere posizione a .San Germano, con avanguardia a Santhià e Tronzano e con scoperte fino alla Dora Baltea. Il V corpo (Stadion) con una divisione doveva spingersi da Tricerro fino a Trino e col resto osservare il ponte di . Casale e gettare bombe nella piazza. Le altre truppe dovevano essere pronte ad appoggiare i due ·corpi citati. Sui motivi di questo cambiamento il generale Gyulai · si spiega in un rapporto del 9 all'Imperatore. Egli ricorda di aver già dal 25 aprile espressa l'opinione che l'òffensiva su Alessandria avrebbe incontràto molte. difficoltà per la sproporzione già allora esistente 'fra ie sue e le forze del nemico. Un insuccesso in tali condizioni lo avrebbe potuto porre in condizioni cattivissime. D'altronde un colpo offensivo non poteva aver per iscopo che l'impedimento della èongiunzione dei Francesi coi P,iemontesi, il che: era possibile soltanto, se dopo aver rinchiuso questi ultimi nel campo trincerato di Alessandria, gli rimanevano ancora forze sufficienti per

•18.59 IN ITALIA 485 battere i Francesi. Il suo esercito non t rovandosi in condizione numerica tale da bastarvi, i Francesi dopo essersi raccolti al coperto a Genova ed a Torino, si sarebbero gettati , con superi,orità di forza sulla parte ancora disponibile del suo esercito,.,.giacchè non gli · sarebbe stato possibile di impedire a:i due eserciti francesi provenienti dal littorale e dalle Alpi, di unirsi per Dego, Cuneo ed Asti. · · Mentre l'esercito austriaco sarebbe sfato impegnq.to sulla destra del Po, i Francesi potevano da Torino marciare su Milano per Vercelli e Novara, e costringerlo ccisi alla ritirata su Piacenza e forse fino a Borg~forte. Se a ciò si aggiunge che quella ritirata avrebbe dovuto effettuarsi su di una sola strada e perciò con lenfozza, mentre che questa unica strada poteva essere minacciata di fianco dall'insurrezione della Toscana, egli poteva supporre di avere a lottare con troppe difficoltà, senza parlare di quella del far vivere le sue truppe in simile condizione. Credette perciò miglior partito abbandonare il piano primitivo, e prendere invece una posizione atta a coprire la Lombardia. · La posizione da lui presa. fra Mortara e Vercelli gli pare unisca a tale condizione altri vantaggi. Essa infatti non solo impedisce al nemico la marcia da Torino su Milano per Vercelli, ma gli vieta inoltre il . passaggio del Po fra il Tanaro e Pavia, e minaccia di fianco la sua marcia · su Piacenza per l a destra del Po. In previsione di quest'ultima eventualità egli ha fatto co-. · struire una testa di ponte presso Vaccarizza, a protezione del ponte e degli altri mezzi di passaggio ivi concentrati. · Il nemico invece avrebbe lo svantaggio di dover passa1'e colla massa delle sue forze per un angusto stretto strategico fra Po ed Appennino, il che renderà difficile SULLA GUERIIA DEL


186 L.\ 1\ELAZlON.E Uii'FlCIALE AUSTRfACA SULLA GUERRA ECC . i suoi movimenti; egli dovrà tosto o tardi passare il Po, ciò che lo arrcstedt ed offrirà invece agli Austriaci l'occasione di coglierlo in flagrante. Le teste di ponte a Piacenza ed a Vaccarizza uno avanti a Stradella, l'altro ·dietro quello stretto, r~nderebbero ancor più difficile la. marcia in avanti del nemico. « Per quanto desideroso io fossi stato, soggiunge .il « generale, di ottenere qualche successo dal ·bel prin.:.. « cipio della g~lerra, fui dai ·:tnotiv_i esposti costretto a « ,1cambiare il ~nio piano, conformato in ciò d'a.ltronde « dall'approvazione data alle mie idee sulla difensiva (1 }. «· Avevo disposto per oggi una ricognizione versQ la « Dora Baltea e versq Casale, ma in seguito a notizie « che ebbi in questo momento., e che affermano aver « ,il nemic0 abbandonata la linea della Dora e dirigersi « i Francesi da 'I'ori.no su Alessandria, controroand.ai « queste disposizioni, parendomi che le mosse dei Francesi « indichino la scelta definitiva fatta dai medesimi della « .linea d'operazione sulla. destra del Po per Piacenza ». .Avendo destinato momentaneamente la divisione Urban alla sorveglianza dello stretto di Stradella fino all'arrivo del IX corpo in marcia dall'interno della Monarchia il generale Gyulai si dispose a prenciere col suo eser;ito ' posizione presso Mortara.

(Continua) F.

('I) Ciò si riferisco al telegramma del .,1° maggio, che abbiamo riprodotto nella sua doppia vcrsionc.,Questo passo del ra pµorto a vrcbbe. provocato una spiegazione da parte della Cancelleria ccntral<J di Vienna.

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fUVISTA BIBLIOGRAFICA .I/ lii•tiylieria e,l i~ p·N>gello di ley!Je sull'ortlina1nento delt'Ese1•cilo. - Timori e sperctnze di un art'igliere. - Roma, 1sn, presso i fratelli Bocca, librai di S. M.

L'anonimo scrittore prende ad esame il progetto di legge presentalo dal .Ministro del la guerra al Parlamento il 15 gennaio 1872, per quanto r iguarda ]·artiglieria Nel primo capitolo egli esamina il decreto del 12 novembre 1870, che introdu5se Yadicali mutamenti nell'arma di artiglieria, col riunire in nno stesso l'eggimenlo batterie, compagnie da piazza o compagnie del treno, è sostiene che tale riunione non elette buoni risn llati. L'autore propo ne la formazione di compagnie specia li del tretio, elle dovrebb'?ro essere incaricate del ser vizio generale dei trasporti in campagna, per evitare la confusion e a cui si andrebbe incontro .incaricando una stessa compagnia del treno della coodotla dei p;'lrclii d'artiglieria divisionali o di corpo di esercito , delle colpnne di munizioni e del servi.zio generale dei trasporti. . L'autore ricorda che nell a nuova formazione dell'arliglieria tedesca, ogni criterio amministrativo e di~ciplinare cede iolicramento il posto al prin cipio lallico, imperocchè, nssognando a ci11scun corpo d'esercito del la Confederazione German ica un reggimento di otto batterie a sci pezzi, che sommin istra quattro · batti>rie per ciascuna divisione, un r rggimrnto di ollo batterie per· l'artiglieria- del corpo d'esercito, un reggimento di otto compagniè da piazza, che si convertono in se,fici all'atto della m_olJiliz.zazione, si vengono a costituire reggimeDti mollo mobili, molto 1<lastici e tali che possono essere onìcacemente comandati -0 direl.ti. dai loro capi. Nel secondo capito lo l"anonimo artigliere ripo.rta gli articoli <lei progetto di legge sul l'ord inamento dell'esercit'.l , che riguardano l'arma d'arliglìeria. Si palesa c~n trario alla fusione dei comitafi dell'artiglieria e


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lllV!.STA

del genio, parendogli che, so dnl !alo tecnico ta le fusione sarebbe conveniente, onde potere stu diare e risolvere i molli ed importantissimi problem i comuni alle due armi, non sarebbe scevra d'inconvenicDti nel l'attuazione, non potendo il comitato d'artiglieria star molto discosto dai prindF-)ali stabi limenti di produzio_ne d'artiglieria, che per adesso troransi riuniti a Torino e non a Roma, dove sembra vorrebbesi operare l;1 fusione dei due comilal'i. E poichè il comitato sarl't pure incarica to di compilare ogni anno le liste di proposte all'avanzamento, e rivedere g li specchi caratteristici_di tutto il persona le, l'A. dubita che un conse.sso, il quale per la nal11ra del suo uflìcio è poslo fuori della corchia del porsonale, possa pronunziare sul medesimo giudizi bastantemente il lum inali. Passa poscia all'articolo 18 del progetto ministeriale, cha suona così: Ogni 1'eggimento d'artiglieria si compone di un() stato maggiore, dieci batterie. sei conipagnie da fortezza, t1'e compagnie del treno ed un deposito . d'arti.(Si . noli che all'articolo 16 è detto che i re""tmeuti 00 g11cria !:'aranno •n numero di dieci) . Anzitutto l'autore, ammcltendù la vulidilà dello r aaioni che consigliarono il· ~linistro nel far passare al genitl il re:"imento . • . • Oo pontJer1, rimpiange una gloria perduta dal l'artiglieria. \:enendo poi ad es,1minare precipuamente la progettata formazione dei reggimouti, fa le domande e le risposte seguenti: 1• La formazione proposta corrisponde essa allo scopo di preparare durante la pace un personale eccellente per la '"Uerra? L'aut_ore vi risponde negntivame1lle, perchè il co~!ndo di tali reggimenli esigerà, per cssrffe bene tenuto, uom ini dotati d'una abilità é d'una vigoria eccezionali, e percl'1è, riunfrndo . insieme l'artiglieria da piazza e da camp,igna, si perturba l'andamento del le r elative istruzion i ; ed a conforto di questa. s,ua 111lima opinione cita a lcuoi brani di un opuscolo intitolato : Difetti dell'organizzazione dell'art-iglieria prussiana e pensieri sulla sua organizzazione, per un m·tigtiere, noi quali lo scrittore anonimo tedesco, lratiao.do della grande differenza che passa fra l'artiglier ia da cuinpagna e quo Ila da piazza. propone la separazione completa del le due sµec ie d'artiglieria. 2' Il numPro dello bocche da fuo co che si potranno tosto mobilizzare al rompersi di nna guerra, cui debba prender parte tutto l'esercito, è egli in una g iusta proporzione con le altr0 armi e con le esigenze della taliica moderna?

BIDLIOGUAf!CA

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Secondo l'anonimo scrittore, il numero delle dette bocche ·da fuoco sarebbo insuftìciente. Noi avremo , eg!i dice, 100 batterie ad otto pezzi, ossia un totale di 800 bocche da fuoco pei 30J mi la soldati che col primo etfol.livo si po tranno tosto portare in linea, ossia avremo la proporzione di 2 .60 cannoni por ogni 1000 combatten ti, m,eulre nulla avremo preparalo (.in personale almeno) pei 450 m ila uomi ni che potranno poscia radunarsi . . Tale proporzione è inferiore a quella d; 3 per 1000, consigliata da ogni buona massima di guerra, come il min{mo di bocche a fuoco compatibile in un esHcito , od inferiore a quella del 3,20 e del 4 e più per 1000, a cui saranno porta te lo .bocc_he da fuoco negli eserciti tedesco e fra!lcese dopo gli esperimenti dell'ultima· guerra. 3° Reggimenti cosl composti sono es;;i suscettibili di essere mobilizzati nel termine di 15 giorni, che è il massimo di tempo per far passar~ un esercito dal piede di paco a quello di guerra e concentrarlo alla frontiera? L'autore risponde che si proveranno difficoltà enormi a provvedere di circa 3000 cavalli lì per lì il reggirnenlo, a creare come di bollo le comp~gnie del treno; addita l'inconvenient~ a cui si andrà incon tro. secondo lui, nel dovere i cannonieri r ichiamati r iun.irsi prim·a ai proprii 'distretti, per poi muovere alla sede del r eggimento, onde po ter fina lmente trasportare il maleriale al luogo di concentramento. Ed avendo parlalo dei cavalli, esprime il desiderio che i deposi ti stalloni possano ripassare al Ministero de.Ila guerra, ed opina che dessi debbano essere anche depositi di rimoota , e funzionare in tempo di guerra pei cavalli, come i distretti funzionano poi provinciali. 4° Nel campo tattico saranno sufficientemente maneggevoli siffalli reggimeoli? . L'autore è d'avviso che i comandanti di rt1ggimento, assorti nel comando delle loro batterie, come non potrà a meno di succedere da quei buoni soldali che essi sono, trasanderanno facilmente li servizio dei trasporti genera li, di cui, per le funzioni al le qu11li sono pure adibite le compagnie del treno, (;Issi riescono responsabi li. 5° Le. compagnie da fortezza sono in numero sufficiente per provvedere al la difesa delle piazze forti esistenti e di quelle da costruire 'f • Col progetto ministeriale; l'Italia avrebbe in pronto 60 compagnie da fortezza subito , e lo provinciali dopo. Ora, dice


190

RIVISTA

!!autore, grann i piazze forti come saranno Genova, Alessandria, Spezia, Piacenza , Bologna, ~lantova, Venezia, Verona , Roma,. Capua e Messina, non po tranno aver meno di 600 o 700 pezzi ciascuna, ciò che forma uo totale di 7000 hocche a fu@co ; assegnando soli tre cannonieri per ciascuna borea da fuoco, risulla il numero di 2 1,000 c-an nonieri come d'assoluta necessità pel servizio di futte le delle artiglieria. Si<:chè, portando a 200 uomini ogni compagnia, ce no vorrà sempre un ce111 in11io per queste sole piazze. E,· ponendovi dentro le 60 compagnie da fo rtezza e lo di strettuali, come si provvederà poi al servizio ·dei pnrchi d'assedio, delle bntterie da montagna. ecc.? 6• All'Italia non è indispensabile· possedere buona artiglieria da costa? le compagnie da fortezza potranno adempiere a tale incar.i co? Avvertendo lo scrittore alla specialità della artig lieria da costa, al cui. servizi o non potrebbero essere destirrnte le compagnie da fortezza , che non banno nessuna pratica di tali bocche da fuoco, nè del tiro sul mare, propone la formazione di 11pposìlo per.son1le, che possa addestrarvisi in tempo di pace. Nel terzo capi tolo, l'autore propo ne una sua organìzzazione specìale. Riportiamo testualmen le le sue parole: " Noi avrèmo 10 Gorpi d'eserci to , i quali s'avvicineranno ai 30,0JO nomini. Occorrono adunquo almeno 100 ca nnoni per ognuno di essi. 'bi p;t1 sarebbe necessario di provvedere anche un po'd'artiglieria per l'esercitò presid ialo. Cal co~ando pei pri mi aisogoi di questo secondo esercito meno di una bocca a fuoco per 1000 uomini, sono a ncora 200, cannoni a tta.ccali che biso.gnerebbe provvedern pel mccicsimo. In complesso è indispensabile, a nostro avviso, che in caso di una mobil-ilazione generale si pos, aoo alleslire 1200 cannoni da campagna: vale quanto dire 200 batterie a 6 pezr,i ciascuna. Delle 200 balll'rie, 100 vorr<lbbero essere assegna te all 'arliglioria divisiona le, 60 all'arligli eria dei corpi d'ese,rcito; le :lHre 40 a lla r iserva generale di arligliE>i'ia o po trebbero essere tenuto per l'esercito -provinciale. , « La proporzione delle bocche da fuoco sarebbe varia bilo fra il 3 ed il 4 per 1000, secondo che si fa rebbero en trare in campagna tu tte o parte delle batterie a nzidetto. « Coteste batter ie vorre~bero essere rit>ar tite io 20 reggimenti ,d'artiglierin da campagna, costituiti in lO brigate d'artigli eria, sotto g li ordini d'un maggior ge rrnrale, e di queste ne verrebbe a ssegnata una per ogni corpo d'esercito.

DIBLI0GUAI11CA «

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Il reggimen to N' l della brigata vorrebbo essere costi tuito

(li: uno stato maggior e , 10 baUerie cli battaglia a 6 pezzi, 2

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I

compagnie traino artiglieria pei parchi divisionali, 1 balleria -deposito. li reggi mento N·· 2 sarebbe costituito di: uno stato maggiore, 9 batterie di ba ttaglia a 6 pezzi , l batter ia a cavallo .a 6 pezzi, 2 compagn ie trai no artiglieria, 2 compagnie treno trasporli (per la sola dipendenza amministrativa e disciplinare) , l batteria deposito. . « ll r eggimento N' L in guerra somministrerebbe 5 batterie ed una compagnia del treno ad ogni (livisione. Il reggimento N' 2 darebbe 5 batterie montàte ed una a cavallo per l'aftiglieria del corpo d'ese~cito; · le altre . 4 sarebbero destinato o alla r iserva generale o all'esercito presidiale. · ~ Sarebbero necessari d_ue calibri , l'uno più piccolo pel reggimento w 1 di ciascunu brigata e per la batteria a cavall_o del reggimento N· 2; l'a ltro più grosso per le altre 9 ballerre .del reggimento N' 2 >>. L'autore re puta opportuno che si ritorni al le batterie a 6 pezzi, come ora usasi presso i principali eserciti, sia perchè con esse ne è meglio riun ito il comando e la direzio ne in un giorno di combattimento, ·sia perchè no rimane agevola ta la mobilizzazione. · Sostiene pu_re la r ipristinazione delle batterie a cavallo, tanto utili unile alia cavalleria, o portate con grande ra pidi là ove ma"'"'ior mente urge il bisogno sul ca mpo di battaglia. p~~pono la .for mazione di 100 compagnie di 200 uom ini caduna per l'arma monto dello piazze forti; riunisce tali compagnie in 5 reggimr nti, e nota che almeno .Ul~a _b r igala per ogni r eggimento attivo vorrebbe essere d'art1gherra da costa . Infine opir.a l'autore che gri stabi limen ti di prod uzione del materiale d'artiglieria dovrebbero essere r idotti a ben poch( e grand i; che la direzioni territoriali dovrebber_o funzionare com~ o-randi dep_O$iti d'artiglieria, come centro d1 reclutamento, d1 ~truzione per lo seconde ca tegorie, di mobilitazione , di appr oVl'igionamen to, di rimonta, ecc .. ecc.; e, .fatti i conti, dimostra che tale proposta d'organizzazione non po rter ebbe che un aumento di 4. o 5 milioni sul bilancio della guerra. Nel quarto ed ultimo capitolo l'autore tratta di alcune fra le importantissima qu istio ai chl:l s'ngitaoo_ fra gli ufficiali d'arligli~ria. Accenna che l'attuale cannone da CHnt. 9 potrebbe ven ir destina to come calibro maggiore da campagna, qua.odo sarà 0

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493

lUVISTA.

B1BLI0GRAF1CA

stato distribu.ilu il ouovo cannone; fa alcune criliche all'attuale sistema d'i,tru zione dei reggimenti d'ar-tiglieria; e, r icercando le r iposto cagioni per cui tanti distinti giovani si r ifiutano o si staccano dalla carriera dt·lle armi, suggerisce i mezzi onde po rre ri paro a tanto mà le, Per ora ci limitiamo a qu esto semplice sunto~ Avremo occasiono più tardi di esaminare quali delle idee dell' a;itore possono essere acco lte, e qua li non possono a meno di essere rifiuta le. L'Ital'ia 111ilitan ha gii1 pnbblicato su qnesto 11rgomenlo µnrecc hi articoli ben ponderati i c.prnli meritano di esser lelli da chiunqu·e desidera farsi un esatto concello della questione.

pola g irante e .rr<\crduto da un fosso. I rilievi di queste opere vanno success1vamoote aumentando f111 0 al fldotto ceoLrale, che ha un comando di 30 metri circa su l l.e,rrno natura le. I fossi esterni han l.l o sc\1rpe in terra, e sono f:ancheggiati dalle bocche tfa fuoco delle caponiere, i fossi interni sono rivestili in mura tura, ma i rivestirn •·nti sono so:·mon tati da scarpe io terra a 45'. e la la rghezza dei fossi è ridotta a 6 o 7 metri, io mo<lo che le mnrature siano defilate dai t.iri, che gi ungono con inclinazione di 30' sull 'orizzonte. Questi fossi sono difesi · con gnl lr~rie di scarpa o con troscarpa. L'a utore però noo presenta uno studio accurato d,,11e piante (\ dei particolari, per i quali rimanda il lettoro agli ,a lianti di Brialmonl. • Quello che v'ha. di noJ.ernle è la soppressione assoluta dei para petti organizzati per la fucileria. e ~ei P,a~s~ggi scoperti. La difesa si fa tutta col c:1nnone, e la difesa v1cma r.on mrne, torpndini, imbosca i.e. Le comunicazioni hanno luogo pl'r mr zzo di ga llerie sotterranee. i\lercè queste disposizioni il signor Piron crede assicurato ·il servizio interno del forte, ed afferma esserimpossibile al nrm ico recar danni sensibili alle masse coprenti· col tiro delìe artiglierie. · · . Per rl)ndero inrlistruttihili le cupolr. ·o le casa malte, l'autore dà una costituzione particolare alle corazze e disposizioni speciali per lo ventir re e per Il'\ cupole. · Le corazze del signor Piron .::oustano d.i tre lastre sovrapposte. una rstc•r na di rame, una secondi rntPrmedrn composta d'una leO'a di zinco, piombo e sta;;no, una terza mternu di ferro. Nulla ci1~a il modo di congiunzione. I vantaggi che ì'autoro crede di ottennre sono: mnggiòr faci lità di costruzione, e . quindi minor costo, e maggìor rP-sisteoza dovuta al fatto che gran parte della forza viva del proietto, prima elle esso giunga a forare fa lastra interna di. fer ro, è consuma ta a deformare lo lastre esterne, composte d1 metallo pii.1 tenace e malleabile . Dai calcoli istitniti dall'autore si desume : che da nei o uguale _spessor<~ a!lc tre l_astre. coJnpon en ti l,1 corazza. e dando a l J'(orro un eoeffìr:1rnte d1 res1stenz,1 a = 40,000.000 , al . r,1m2 uno a' = 20 000,000 ed al la lega un allr0 a" = 3,000,000, uno spessore di' corazza di om,225 basterehbe per resistere ad 1111 proiello del peso cli 8i' del diamer.ro di 0", 15, che gi ungesse con ve locità di 200"'. al secondo . Seno11cilè il signor Piron non dà trop po µeso al fallo che la resisleoza totale della corazza non riso lla ugt.:ale al la somma ,dello resistenze dell e tre lastre sovrapr.,oste., e che le viti e boiilons di congiunzione devo no riuscire di notevole noco mento alla ;resistenza· totale. . . È quindi _probabìl o _dw a paritit_ di J'Psistcnza_ saranno _nccc~sari spessori magg1or1 , ma lgrado 11 consumo <Il fo rza viva dipendente dalla ma lleabi li tà del ram n e dPlla IPga. D'a ltrn pari.o il costo maggiore della materia prima, spl\Cialmente dol_rame, sembra dover compensare la ma;gior facili tà di IU\'Ori\ZIODC.

Le bombai•,Jemenl et lti f01•lifl<!t1lion motlet•;,e, F. P. J. PrnòN, capitaine d1i génie. - J3n1xelles, 1872, .Muquardt.

Dalla cres~iut.a gittala delle artiglierie modernfl d'assedio e dngll esemµ1 dell,.1 ult1mfl gue.rre il capitano Piron ct,,1sumo la. con,egu,, nia che un cnmpo tnncerato, per esser e al sicuro dal bombarciamenlo, deve constare: P Di. una prima li nea ,j i forti indist1·uttibili c )slituiti con · for t1~?1mo1111 per manen to, del la ~pe0ic ch:ogl i chiama balistica. _2 _!~1 una seco1~c!a. linea d1 forlt u d1 un corpo di piazza cos.t 1lL\ll~ con for t( hcnz1_0,no perman en te ordioaria, alla qnale egli da 11 nome d1 fort1(1cazione ta,tticci . Le proposte_ dell'autore si riferiscono specialmente alla fort1ficaz1one balistica. Lo sue idee sono In seguenti : . Pr:er:rH•ssa l'ipotesi che i forti della prima linea possano tro. vars1 1solall_, I autore deduce_ che essi devono essere regolari, d~,vono cio_e prcse1;1tar f('Ont1 d'uguale resistenza da tutti" i lati. C10 vuol ci1re ch_o 11 cnp1tano Piron vuole che i for ti adiacenti a_ quelli attaccall e le fortifi cazion i di seconda li nPa non abbra,~o ~ho _uoa parte sP_cond11ria nella difesa del rov<•scio dei for ti d1 pr1m~ Ime~; pr_inr:ipio_ molto discu lihile, che pfJr lo meno , 11ec~ss1ta nei forti d1 pr ima linea un impianto molto più esteso o d1sp0nrl1oso. . , Comu nqUf} sia. l'~utore. prop?no ~re tipi .di forti balist-ici. S?oo _qu esti cost1tu1t_1 da. u1c~oh tron~J poligona li con caµoo iere a1 s,il_ient1 od a o:icta de_1 lati: costr111t1 sui lali di poligon i regolari. Ognu!10 d1 quosL1 for ti cons ta d.i uno spallo e.on strada C?perta seguito_ da un fosso ,!ssa1 ampio con o senza aequa d1 una pnma cin ta armata d1 pezzi col locati in casamatta co: r?zzate e preceduta o non da un coprifaccia, di una seconda c111.ta pr~ceduta da un fosso ed ar.mata di cupole giranti, o da ul timo d1 un _p dotlo centrale costituito parimP;n ti da una cu-


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· RIVISTA BlDLIO&RAFICA

Per c~onseguenza l'economia, che si ripromette l'au tore, è per lo mrno mo lto problema tica Le disposizioni partic•) lari date .dal capitano Piron allfl cupole ed alle venliero hanno per iscopo di permetlore la pronta riparazione dei guasti prodo tti dal fnoco nem ico L'autore propone Ire ti pi di veotiero corazza le, di cu i una stabili ta su di un C0-rrelto , ·che scorre su di un bina ri o disposto in una galleria praticata sotto i merloni, o due altre ci rcolari girevoli o su rotelle o ::ittorno ad un pcroo. Un semplice movimen to di scorrimento per la prima, di rotazione p1·r le SL•Conde, basta per sostituire alla ,parte guasta una parte intolla, e per mettere quella io posizione tale cho operai appositi possano procedere alle necessario ri pan1zioni. Queste proposte non mancano d'altro che della sanzione della pn li~.

INDICE DEL TOHIO lY

Ottobre . L'artiglieria da camp~gna prussiana dal 4866 al 48'10-74 - A.. 1\IAzZA, capitano d'artiglieria . . . . . . . . Pa,q. Intorno all'cscguità della forza delle singole unità dcli' Esercito sul piede di pace - G. SANl'ARRLLI, maggiore nel 4• granatieri.. . . . . . . . . . . . · · » Idee su!i'armamento della cavalleria - CARLO An10NINO, ca. pitano di stato maggiore. . . . . . . • . . . · ~ La quistione dei sottufficiali - SrnF'.uw _RAPETTJ, capitano di fanteria . . . . . • . . . . . . . · · · · " Impiego della cavalleria in avanscoperia - MARZIALll BIANCUI n'AooA , luogotenente di cavalleria . . . . . . . · ~ Sull'ordinamento della fanteria - En!ILIO LooI\INl, capitano di stato 1uaggiore. . . . . . . . · · · · · » Rivista bibliografica . . • . · · · »

·

Per le cupole, il signor capitano Piron propone un apparecchio di ascensione. Perciò egli le stabilirebbe su una piallaforma scorrevo le lungo quattro viti fis5e verticalmente in uo pozzo; una macchina a vapore ed un congegno di trasmissione a ruolo deotalo dii alle viti il necessario movi.:nento di rotazione percbè la torre possa essere so llevala per far fuoco ed essere abbassata per le opportune riparazioni. Secondo i calcoli de!l'autore, una cupola del peso di 400 tonnellate p·uò essere sostenu ta facilmen te da quattro viti di dimensioni possibi li , ' ed una maGchina a vapore della forza di 36 cavalli basta per sollevare la cupo la di 2m,50 in un quarto d'ora. An che qui l'esperienza sola può dire qualche cosa sulla bontà. dal meccanismo. L'idea noo sarebbe calliva, n-ia ·l'attuazione sarebbe troppo costosa, malgrado cho il capitano Piron con una macchina a vapore sola io posizione centrale possa sollevari:, o l'una o l'altra delle tredici torri del suo forte esagona le. Nei sotterranei di questi forti tipici il capitano Piroo colloca gli ar>parecchi di ventilazione necessari, e pone anche forni fuso ri i ed a riverber o per fondere b, d, f, B corazzr,. ··> 0- ~ Così il forte balistico del signor Piron è reso indistruttibile,. e, poichè il nemico sarà costrelLo a r icorrere a!la guerra sotterranea, perciò sollo gli spalti saranno disposte gallerie di controm ina. 1 •H j In conclusione, la fortificazione balistica dPI signor (Piroii contiene senza dubbio qua lche idea, quantunque non affatto nuova, suscettiva di pratica attuazione, ma nel complesso si presenta sotto un aspetto 1roppo poco pratico, percl1è se ne possa preconizzare un'immediata app licazione .

MAR'l'INI CARLO,

ANNO XVII

5.

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Novembre Le grandi manovre dell'anno 4S7:2 - Rclazio~e di .. ~- A. R. il Principe Unrnnino DI SAVOIA a S. E. 11 Mmistro della guerra . . . . . . . . . . . • . . . . Pag. rn~ L'arti.,.lieria da campagna prussiana dal 4866 al 4870-74 (~ontintiazione e fitieì -A. MAZZA, ca,pitano d'artigl·1eria » 205 Dei risultati della nuo,·a legge di reclutamento francese - LUIGI Fwoon, capitano di stato maggior~ . . . • . . . » 225 Della questione equina in Italia considerata sotto il punto di vista della mobilizzazione dell'Esercito. - Lu1G1 P.HLLOUX ma,qgiore d'artiglieria > 257 Lettere militari - X. » 293 » 3H Rivista tecnologica . > 3~'7\ Rivista biblìografica

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Dicembre. Le grandi manovre dell'anno ~ 87! (continu01.io1Je e fin!'.I). - Relazione di S. A. R. il Principe u,rnERTO 01 S.ùOIA a S. E. il Ministro della guerra . . . . . . . . . . Pag. Dei risultati della nuova legge di reclutamento francese (continuazione e fine). - Lu1G1 Frnnon, capitano di stato maggiore l) Note raccolte durante una ,apida escursione in Alsazia e Lorena e a Sedan. - E. C. . • . . . . . . . . . . > Della questione equina in Italia considerata sotto il punto di ,·ista <!ella mobifi7.zazior.e dell'Esercito (continuazione e fine). - LUIGI PBLLOUX m::ggiore d'artiglieria . . . . . • Osservazioni sui combattimC\nti di cavalleria appiedata. MA1tz1.\tl! BrANC:111 n'AnoA, luogotenente ìfi cava-Ucria . > La Relazione uITicialc nustriaca sulla guerra del 4859 in Italia.-F.> Rivista bibliografica . . . . . . . . . . . . . . >

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RIVISTA MILITARE 1872 TOMO IV by Biblioteca Militare - Issuu