RIVISTA
MILITARE ITALIANA GIOIINALR tmNSILB
• ,I.uno 1·11. -
Volume 11.
TORINO, 1862 1
TIPOGRAFIA EDl'flHCE G. CASSONE E CO~JP. Via S. Francesco da Paola, N. 5 (O rosso)
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CAIIPAGN! D' ITALI! . N~~L i859 REDATTO DALLA DIREZIONE STORICA DELLO
STATO MAGGIORE. DI PRUSSIA (11
(ESAME CRITlCO)
• Non vi fu nelle passate guerre una campagna_1a quale abbia avuto tale abbondanza di narrazioni e di commenti, come la uostra del 1859. Erano ancora palpitanti gli avvenimenti e neppur ben compiti, che in ogni lingua europ~a già si leggevano nei loro menomi particolari notomi:i:zati, pri~a ancora ehe coloro stessi i quaìi vi avevano presa parte attiva avessero avuto tempo di posare la mente sui propri fatti, e di formarsi un sodo criterit, (1) Un volume in 8° con 6 piani, Ilerlino, 1862, E. S. l\littlcr e fìglio. Parigi, .I. Dumaine. - Torino, Il. 1.iicschcr. - L. 6 Lt111lo il l<!'Sl O originale, quanto la vi,"l~iong frau cc~c
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Proprietà letteraria.
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5 •più o meno travis.ati, faccia rilucere nel loro vero splendore le glorie dell'esército nostro, e serva di criterio e di guida ai nostri giovani uffizia.li per le ultime battaglie della grande guerra dell'italiana unificazione, la quale · iniziatasi nel 1848,'speriamo non sia lungi dal suo fine. Certamente è questo un ben serio ·lavoro, il quale, s'è per anco incompiuto, non è già pel difetto - di .dati 6 di uomini incapaci a reggen1e il còmpito.,,,. chè un tal torto nè vogliamo, nè possiamo farGi. Ma vuolsenc accagionare il sopraccarico di altri lavori di ben più immediata urgenza, i quali tuttodì si çi,ccalcan,o su colorb ai quali va quello ~ttribuito; · Havvi però un modo di soddisfare anche a questa esi'genza, in breve tempo ·e con cer tezza di ogui miglior risultato sperabile, ed eccolo. NEL
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rlel loro insieme. Ciò dimostra all'evidenza il progres;:;o ed il fervore con cui è colta la moderna letteratura militare, la quale ingordamente accapiglia ogni novello argomento di studio. Egli è però altresì vero che l'attuale generazione di sèrittori militari aveva avuto strettissimo il campo degli avvenimenti contemporanei, sul quale armeggiarsi e comprovare quelle teorie che dalla meditazione delle napoleoniche guerre erano sorte. Molti perfezionamenti si erano introdotti nelle armi di pressochè tutti gli eserciti, dai quali con ansietà generale aspettavansi. le prime , prove che additassero le più sicure e spicciate vie per giungere a quegli altri ben maggiori che già si _presentivano, ed accennavano a rinnovar la tattica e l'arte tutta del guerreggiare. La guerra di Crimea fu cErto ben più colossale, ma il teatro aella guerra era più lontano e men conosciuto; quel paese non era stato, come il nostro, tea.tro ad innumerevoli guerre d'ogni specie, d'ogni tempo, d'ogni stadio · dell'arte militare, e però non prestasi così bene -a raffronti storici da cui nascono le considerazioni teoriche; e poi, convien confessarlo, le complicazioni di quella lontana spedizi9ne, ove si svilupparono tutti i mezzi di guerra, . tutte Je forze dell'ingegno e dello scibile moderno militare, presenta alla storia un còmpito colossalè come la g uerra stessa. - Ciò spiega perchè la guerra d'Oriente non ha avuto tanti narratori quanti n'ha già quella del 1859 in ogni lingua, tranne una ... , la italiana I
E di questo si è mosso, non è guarì, da alcun giornale severo rimprovero al governo, perché nientre Austria, Francia e perfin la Prussia (parte_.affatto estranea), hanno già pubblicato la storia di tal campagna con carattere quasi uffiziale, noi soli, fra tutti parte interessatissima ' ' manchiamo tuttavia di una narrazione, la quale, attingendo a documenti positivi , rettifichi i fattì da11e altre
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Invece di aspettare che l'uffizio superiore di stato maggiore, il quale, come tutti sanno, ba una bisogna pesan• tissima per prepararsi alle evenienze, ed è costretto di trasandare il passato per occuparsi con tutta diligenza del presente e dello avvenjre: non converrebbe piuttosto affidare tale incarico ad una corr11mi_~sione sto1·ica, com posta di uffiziali d'ogni arma, ri}iutati per pratica e per dottrina, ,i quali abbiano preso parte attiva alle campagne passate, cosicché ciasèuno studiando ed elaborando pa1'ticòlarmente quella parte che più da vicino si riferisc..; all'arma sua ed ai fatti cui egli ba concorso e presenziato, apporti all'opra il tributo delle· proprie · cognizioni speciali? La presidenza di una tal commissione vorrebbe · darsi al generale Della Rocca, come quello che essendo stato capo di stato maggiore dell'esercito, si è trovato in miglior posizione d'ogni altro per c·onoscere ed apprezzare i fatti nel loro principio, nel loro corso, nei foro . particolari, nel loro insieme e nei loro risultati, ed ha perciò da esserne riputato il mig1ior commentatore. A
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membri dovrebbero eleggersi chi fu nella campagna del 1859 sotto-capo di stato maggiore dell'esercito, comandante superiore d'artiglieria, comandante superiore del genio, comandante superiore della cavalleria, intendente generale .d'armata, ed i capi di stato maggiore delle singole divisioni. Questo è, a nostro avviso, il solo modo di ?·ver P:ontameute una nflrrazione c9mp1eta per og·n i verso, istruttiva per gli uffiziali d'ogni arma, degna insomma &ell 'esercito italiano. Ci si perdo11i questa piuttosto lunga digressione ........ e · .verremo all'argomento titolare. L'esercito prussfrino, appo èui le dottrine militari sono, forse_ più che. presso ogni altro esercito, coltissime, appunto perchè dal 1815 in poi non ebbe più la ventura di entr are in campo , adocchiò sempre con cupidigia le altrui g Lierre, facendone frutto a'studi rnoi. Diffatti pubblicaronsi parecchie narrazioni militari analitiche delle campagne nostre deì 1848 e 18411 da distinti ufliziali prussiani, altre della campagna di Crimea; quest'ultima poi del lk59 fu argomento di giornaliere speculazioni e di profonde meditazioni , il cui risultato è venuto fuori or ora col libro d el quale intendiamo dar conto . Questo libro, pubblicato nello scorso gennaio in tedesco e contemporaneamente in francese dall'ufrizio superiore di stato maggiore prussiano, per l'esattezza ed abbondanza dei dati statistici prodotti, per l'ordine del1a esposizione e pei s·e nsati commenti ai fatti narrati ebbe o-ià ' un vero successo, e molto onora chi lo ha redatto. - "'Si potrebbe forse trovare alquanto a ridire alla parte topografica, e per la versione francese alla lingua; ciò che però. non toglie gran fatto al merito intrinseco dell'opera. Il libro è diviso in due parti, le quali corrispondono per lo appunto ai clue d.i stinti periodi della campag~a narrata, ,:;ioè : la parte, dall'a.pertura detta cctmpagna sino
7 1859 alla battaglia di J[agenta inclusivamente-; 2a parte , dal 5 giugno fino alla fine della campagna. NEL
Ne!la prima sono innanzi tutto brevemente accennati i pretesti che ruppero la gl:l.erra, i preparativi ed i mezzi militari dell'una parte e dell'altra, le rispettive forze pr;nte ad entrare in azione, i precedenti dei generali degli eserciti avversari, e le dislocazioni di questi al momento dell'apertura della campagna. Vien quindi la narrazione delle operazioni offensive degli Austriaci, cioè l'ingresso loro nel territorio degli Stati Sardi, il loro sviluppo strategico dietro il Tet'doppio , la marcia lentissima e le · loro titubanti evoluzioni tra Sesia Ticino e Po: quali lentezze ed indeçisioni diedero campo agli · alleati di congiungere le loro forze in fortissima posizione di riprendere l'offensiva e di rincaccia.r il tracotante invasore ·con molta maggior fretta di quella ch'egli non avesse saputo adoperare nello a.vanzarsi. L'autore crit~ca .s everamente la mollezza delle prime operazioni degli Austriaci, il cui primiti..-o éoncetto strategico sembrava accennar e piuttosto ad invade~·e Torino, che non a battere l'esercito sardo. Diffatti l'occupµ.zione di Torino nulla avrebbe influito sul risultato definitivo della. guerra; ammettendo che gli Austriaci avessero potuto riuscire ad entrare in, questa vagheggiatissima città, a saccheggiarla, a devastarla , a farne un mucchio di rovine ..... e che perciò? .I Piemontesi erano preparati a ben maggiori sacrifìzi per la redenzione d'Italia I Ma, come osserva criteriosamente l'autore, la principal forza sarda in Casale, ingrossando giornalmente dei F_rancesi che approdavano a Genova, ben tosto gli Austriaci, che si fossero spinti sulla Dora, avrebbero stentato a sottrarsi con un'affannata r itirata all'imminente periglio della loro imprudente mossa offensiva. oc L'operazione su Torino sarebbe dunque stata erronea fin dal principio delle ope-
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razioni, essa diveniva anche più rrprovevole ad ogni momento posteriore. < L'offensiva ~ustriaca non potea avere che un solo obbiettivo: l'esercito sardo - altro non ne aveva , « Quest;esercito era appostato imniediatame~te •dietro il Po ed il Tanaro. Là poteva essere assalito al più presto con una· grande superiorità numerica. « Gli ,Au~tria_ci possedevano a Pàvia un sicuro passaggio sul terr1tor10 piemontese, ma esso metteva alla riva manca del Po e verso la fronte più forte della posizione nemica; Casale-Valenza. ,· • Per penetrare verso il Tanaro sulla riva destra del Po bisognava sboccare col grosso dell'esercito a Vaccarizza, pochissimo al dissotto del conUuente del Ticino nel Po, dove venne poi gittato un po~te. « Potevasi preparare preventivamente la costruzione di esso ponte e subito proteggerlo con trinceramenti. • Non doveasi temere che cotesto passaggio potesse es.<Je~·e inquiet.a to 1:fal nemico, poichè gli Austriaci aveano preso essi stessi l'iniziativa. « La dislocazione delle truppe doveva decidere, se int~ndeasi contemporaneamente ad0prare anche il ponte di Piacenza, per accelerare la mossa offensiva. In ogni caso questa piazza poteva assicurare una ritirata, la quale avrebbe potuto divenir più _tar~li necessaria. Un corpo di 17 a 20,000 uomini diretto per Tortona am·ebbe cacciati i Piemonlesi clal terr·itorio d·i Novi, osservato Alessandria lunghesso la Bormicla, sarebbe.si stabilito negli stretti della Sc?'ivia ed avrebbe irnped1:ti i Francesi, sbarcati• a Genova, di avanza1·si. . « Rimanevano cosìS0,000 uomini disponibili per forzare 11 passo del Tanaro (cui la contrada di Bassignana sembra la più propizia) e per attaccare la posizione sarda. ~ Certa:rnente era quello un difficile còrnpito, ma non impos~ibile, ed era il solo che poteva condurre allo scòpo.
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Dopo . vinta ùna battaglia a' Sardi soli, l'esercito austriaco. sarebbesi trovato allora in mezzo delle due colonne fran. cesi che per le prime giungevano, ed avrebbe potuto con tutte le sue forze piombare . sull'una o sull'altra. L~ loro giunzione- sarebbe stata così impossibile. E se d_urante questa marcia offensiva si fossero diretti alcuni distaccamenti per Pavia, B'ereguardo e Vigevano per gittar l'allarme nelle linee del Po e della Sesia, per lasciare l'inimico nell'incertezza e sedurlo ad erronee misure difensive, quelli poteansi rannodar poi sulla manca per Mezzanacorte o per Cornale . . .. • . Non contestiamo dal lato teorico questo concetto strategico, come ni uno può disconoscere che l'ala destra nostra fosse l'obbiettivo principale del nemico : ma dubitiamo che le operazioni offensive per la de::tra del Po non avrebbero potuto camminar con quèlla facilità e spicciatezzi'J. che la na.rrazione prussiana vorrebbe. Oltre a che quel terreno non è guari propil',io alle operazioni di gro'ssa guerra., perchè assai frastagliato fra i monti ed il Po, da Stradella a Tortona, ed anche più in là, non avrebbe l'esercito·1rnstriaco trovato ove convenientemente svilupparsi, tranne sui piani di Marengo, d'infausta memoria alle armi austriache. Ma per giungere quivi da Pavia sonovi quattro buone giornate, mentre in una sola giornata tutto l'esercito sardo avrebbe potuto raccogliersi e prevemre gli Austriaci allo sbocco della stretta ora det_ta., a Tortona. Se una brigata dell '8° corpo austriaco potè addì. 5 maggio i11uoltr4rsi sino a Tortona senza incontrar resistenza, da c1ò non può venirsi ragionevolmente a conchiudere che . 17 a 20,000 uomini avrebbero potuto con 1:1gual facilità fin là avanzarsi e spingersi fino a Novi; e neppur può inferirsene, come fa l'autore « che i Piemontesi poco indinass~ro a lasciate la loro posizione trincerata • . Al nostro quartier generale conoscevansi nel loro massimo
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c!ettaglio ed a tutte le ore, le mosse dell'inimico e non vi ha dubbio che, se addì 5 l)].agrfo, a vece di ~na brigata, fossesi avanzato fino a Tortona un corpo di 17 a 20,000 Austriaci, fin dal 4 avrebbe questo trovato seriamente barrato il cammino per Novi. Ma ammettiamo anche che · resercito austriaco fosse r iuscito a spuntarci per l'"ala destra, ben più, a battere l'_esercito nostro ed a rincacciarlo dalla sua forte posizione tra Casale ed Alessandria, e poi .....? _Non è probabile che i noitri 60,000 soldati tutti sarebber o rimasti sul campo di battaglia, ma convien credere che _almen9 un 40,000 di essi avrebbero potuto rannodarsi sotto Casale od Alessandria, ovvero anche su Asti, i"quali ingrossando la colonna francese veniente da G_enova o quella da Susa, avrebbero ben potuta impossibilitare all'esercito austriaco la seconda parte del còmpito che avrebbe dato lor o l'autor e della narrazione prussiana. Alessandria era al sicuro contro ogni colpo di mano, nè Casale sarebbe.caduta in un sol giorno . Or bene come può cr edere l'autore che 90,000 , anche 100,000, 'anche 120,0?0. uo~in~ pos~ati tr~ il T~naro ed il Po, senza appoggi sICuri ne sull una ne s:111 altra ala, con due corsi d'acqua alle spalle, in terreno com'è quello del Monferrato, avrebbero ·potuto impedire contemporaneamente gli sbocchi di Novi e di Susa, fra i quali corrono mealio che 160 chilometri, cioè 7 li:nghissime marcie? Alt;ettanto questa posizione è forte verso il Ticino, altrettanto essa è pericolosa a rovescio , poiché può essere minacciata sulle due ali ad un tempo, e presenta gravi difficoltà alla ritirata. ·' _Se gli Austriaci vinti i Pi~montesi, avessero voluto pigliarsi a' Francesi cbe veniva:rrn da Susa, bisognava andassero ad aspettarli oltre Torino, di guisa a tagliar loro am?o le vie delle due rivf\ del Po; e per una tale operaz1011e 90,0{)0 Austriaci non. erano certo di tr:oppo.
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Bisognava allor a lasciar aperto o press? che ~p~r_to il passo di Novi, e compromettere così la lrnea d1 n t1,~ta dei 90,000, poiché 17,000 uomini , che che ne d1c~ l'autore, non avrebbero bastato ad impedire a'Frances1 di sboccare dall'Appenino, qualunque form idabile posizione vi avessero trovato; basta per convincersene aver un'idea un po' pratica di quella regione, e r icordar le guerre passate di cui essa fu teatr o. _ . . . . _ Se per contro avessero voluto gli Austnac1 1Im1tars~ a guardare il passo dell'AppenbQ, ed a bloccare Ale~sandna, in tal caso rimaneva schillsa la via a'Frances1 per la manca del Po, e per non aver tagliata la ritirata avrebbero quelli dovuto ben presto retr?cedere, ripassare il Po, e consentire così il congiungimento delle due colonne Francesi. È impertant o nostra fern:.a convinzione che il miglior partito per l'esercito austriaco er a quello di non scuoprire mai la sua linea d'operazione, di non troppo allontanarsi dalla sua base d'operazic,ne , onde no11 correre per alcun .modo il periglio di vedersi intercetta la via al quadrilatero, ch'è il suo unico scacchiere di guerra. Dilungandosi di soverchio dalla Lombardia, non sarebbe tardata a scoppiar la rivoluzione, che già fortemente _ rumoreggiava anche quando ,;,i stavano minacciosi gli Austriaci ; l'Emilia e la Tc,scana era.no in fuoco : e ben presto sarebbesi levato a1le spalle dell'esercito imperiale nn nemico non men formidabile ò.i quello che lo minacciava di fronte. L'esempio di Radetz.ki, il quale nell'l 848, non trovandosi forte ~bbastanza per schiacciare ad un tempo la rivoluzione ed il piccolo esercito piemontese che muovevasi risolutamente ad affrontarlo, senza indugio ripiegavasi sulle fortezze del quadrilat ero, ed il quale, riel 1849 invèce, sentendosi in furza per un tal doppio sc0po, portava improvvisamente la guerra nella contrada nemica, non potevano· essere presente alla mente dei
LA CAMl'AG~A D'ITALL\ 12 generali austriaci , ma siccome tuttochè l'esercito austriaco, all'aprirsi della campag.na del 1859 non si sentisse così forte da poter assumer e una offensiYa decisa e come si direbbe a fondo, ripugnava però al cavaller esco imperatore la prudenza del vecchio maresciallo, si ruppe clamorosamente la guerra, si dovette, dopo la tracotante intimazione fatta al Re di Sardegna, invadere lo stato suo, ma poi si stette tit.ubante tra Sesia, Ticino e Po, campeggiandovi ben più difensivamente che offensivamente, finchè piacesse all'avversario di ricacciamelo. Ecco come noi intendiamo il disegno di guerra degli Au$triaci, e le loro prime operazioni, ecco perchè noi crediamo che il ma1:e~ciallo Giulay abbia prudentemente consigliato non avventandosi a.JJe c01'11a del to1·0, come al dir di taluno egli avrebbe dovuto fare, poi~hè egli avrebbe potuto correr serio pericolo di essere sYentrato di primo lancio; ecco perchò noi siam perfin d'avviso che egli avrebbe dovuto fare ogni suo pO$Sibile per evitare la giornata di Magenta, e cert;ar di ritirarsi incolume dietro il Mincio, come certo avrebbe fatto l'ant.ico maresciallo in simile circostanza. Ben sappiamo che queste nostre idee tro,·eranno in maggior numero gli oppositori, che i fautori, ma nullamentc per ciò se ne in[erma il nostro profondo convincimento, e siamo preparati ad ogni qualsiasi redarguizione.
Meritano particolare attenzione le considerazioni eh<· la narrazione prussiana fa seguire all'esposizione della giornata di Moutebello: · , Le ricogni7.ioni ebbero mai sempre una grande importanza nelle guerre dell'Austria. Si potrebbe sostenere che tali intraprese non ponno tornar utili se non quando ponno risolversi immediatamente in battaglia. « Una r-icognizione la quale ci presenti sfavorevoli risultati non può essere mai troppo presto interrotta.; ma
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se ella presenta alcun successo, ,b isogna valersene sull'istante rerchè in poche ore ogni cosa può completamente cambiarsi. • Qualunque avessero pot.1to essere i successi riportati dal conte Stadion sul generale Forey, egli avrebbe però sempre dovuto battere in ritirata, poichè il domani_ il 1°, 20 ed il 3° corpo francese gli si sarebbero trovati d1 riscontro. Noi sappiamo che questi tre corpi si trovavano ad una giornata da Voghera. L'esercito austriaco invece stava dietro il Po, e siccome aveasi la sciagura di non disporre di un mezzo di passaggio sul fiume più vicino, lo si sarebbe dovuto condurr e per Pavia e Vacca.rizza ciò che avrebbe occupato almeno tre giornate. Ma può essa mai essere giustificata quell'impresa la quale dà a prevedere grandi perdite. e che in caso di riuscita non può [Jrodurre verun decisivo vantaggio? La condotta troppo prudente del conte Stadion in quest'occasione avea for-se le sue ragioni in consimili considerazioni . • Ma qual f\ra adunque, astrazion fatta delle perdite, delle fatiche estreme, e del sentimento di un attacco fallito, il risultato cli tutta la spedizionP,? « Non si era riconoscinta la forza reale del nemico, poiché una sola suddivisione erasi costretta a mostrarsi; e ripassando il Po più non poteasi sapere se al domani ritroverebbesi allo stesso luogo quanto vi si era realmente cercato il giorno prima. • Il nsultato finale della ricognizione fatta con tante forzeriducevasidunqueall'aver saputo : che addì20maggio una divisione dell'esercito francese erasi trovata snlla strada da Alessandria a Piacenza ne' d'intorni di Voghera, risultato che sarebbesi potuto altrimenti ottenere ....... • come disse benissimo il signor De la Fruston, con un capo1·ale e qiiattt·o soldati. Ci perdoni il narratore prussiano , questo risultato ch'egli dice ~jasi ottenuto, lo fu poi davvero ? A noi
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sembra di no, leggendo il rapp0rto che . Giulay man• dava al suo imperatore- il 28 maggio, in seguito a quello da lui avuto dal conte Stadion, ove sono valutati a 40,000 uomini i 4,0él0 tra Francesi e cavalieri sardi che . presero parte a quel combattimento; ove il feldzugmeister· Giulay mostra di aver creduto che tutto il corpo del maresciallo Baraguey 'd'Hilliers fo~se in linea à Montebdlo, ove egli afferma che presero parte a quella gi,or~ata dodici reggimenti di fanteria francese, alcuni battaglio~i di cacciatori, uù reggimento 4i cavalleria, oltre ad una brigata di fauteria e 'ad un reggimento d~ cavalleria piemontese!. ...... Bisogna che il. conte Stadion av·esse .pure u!1 potente telescopio!. ... .. (1). Tali sono i risultati ottenuti dalla ricognizione eseguita di viva forza, con tanto apparato per parte degli Austriaci che ' furono battuti dl\' un nemico sei volte ip,feriore per numero; risult,ati coiquali il conte Gral-ay . pretendette di aver giustificato la sua posìzione e ch'egli dichiara aver così ben compen- . sato le gravi perdite toccate! « I Fran~esi (bont~nua la na.r razi_one prussiana _in proposito della g10rnata dr M;on-tebeHo) s1 era.no splendidamente ' . • V> segnalati per 'l'abile direzione del combattimento, per un prudente impiego del terreno, e sovra.tutto per un'ener-
liv-r
(1) « •• ••. Dalla parte del nemico pare sia stato in linea tullo il » corpo d'Esercito <lei Maresciallo Ilaragucy d'llillicrs e una brigata pie-
" montese. ,. Le truppe francesi che combatterono si componevano <li 12 reggi" menti di fanteria, alcnni battaglioni di cacciatori, ed un reggimento <li ., cavalleria: i piemontesi vi avevano una brigata cd il reggimento No,. vara cavallel'ia; le riserve erano numerose ed ingrossavano incessan" temente . .,, Il luogotenente feh! lfaresciallo Stadion val uta ad almeno 1,0000 il » numero dei combattenti m:mici. » Il risultato di questa ricogniz ione che giustifica la mia attuale po" sizione, mi sembra in conseguenza ben ricompensare l'impresa, mal" grado i s randi sagrifìzii cb'cssa costò. ,,
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(Raniorlo del con/e Gi!l/ay all'impcralol'c cl'Aust,-ia) .
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gica offensiva. La cavaller·ia francese . e _piem,,mt~se. n~n aveva però uguagliato gli usseri aus_tnac1, e 1 art1ghena francese avea fatto poco male poichè i suoi tiri erano stati troppo elevati ». Non sappiamo che a :Montebello siasi trovata di caval~ l~ria francese, per stabilire cotesto confronto ... In quanto poi alla cavalleria, piemontese per essersi indotto a dare un t al giudizio conviene che il narratore prussiano, senza tener conto del successo, abbia prestato cieca e passionata credenza al rapporto del generale Giulay, la c•ui fedeltà è oggimai ridicolamente proverbiale. A :Mont~bello la cavalleria nostra si è coperta d'imperitura gloria. Se ·essa non abbia uguagliato gli usseri austriaci, soli ponuo giudicarne i battaglioni austriaci che furono da essa ributtati, ed il generale Forey che le dovette e riconobbe doverle larga parte in quella vittoria.
e: ( Conl!i,wU,a).
C0NSIDEl1AZIONI IJI UTTIC.I IJOUERNA
CONSIDERAZIONI DI TATTICA !IODERNA
Altra volta in yuesta sLessa Rivista iJfi lita1·e si tenne parola-di un'opera non è molto stampata a Ginevra, ed intitolata: l'armée Prussienne et les .Manouvres de Cologne del 1861, scritta da quell'imtancabile ed erudito pubblicista ·militare che è il tencntecolonnello federale Edmondo Favre; ed anzi se ne riportò la prima parte. L'importanza però della prima parte affatto statistica è per ciò stesso fino ad un certo punto minore della seconda-, la quale dando uno specchio esatto delle manovre varie a Cologna eseguito dall'armata prussiana, dà campo aJl'egr egio scrittore di esporre.una serie di considerazioni sull'organizzazione degli eserciti e sul loro modo di combattere, le quali certo meritano di essere menzionate. Noi però non seguiremo passo passo le orme dell'autore, nè entreremo nelle .particolarità delle fazioni di Cologna; faremo pro soltanto di alcuni argomenti che galleggiano, e si meritano perciò l'attenzione dei nostri commilitoni.
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Ond'è che nd preseute articolo, prende ndo argoment(\ dalle osservazioni fatic sull'esercit.o prussiano c'fnt.ralteremo sul modo di sfilare, o iucidonlalmcnte a.11Gl1e sull,t cadenza del passo; in :,;eguito ragioneremo :o;ul sistema a seguirsi ncll' esecuzione delle fazioni calllp:tli, ed infinl) sulle c•Jlon ne sen-ate e spiegate. Nell'esercito prust'ia.no, oltre a.Ho sfilare comnnc a tutti gli a ltri esercit.i per divisione, compagni a, squatlron'J ~ batteria, havven.e uno affatto speciale per r eggimento : pel quale i 3 battaglioni oud esso risulta, ordinati i n colonna se1Tat;a per pelottoni ed avvicinati fra di loro, formano un' imponeutc massa, che maestosa s'avanza con una regolarità ed una perfezione <li allineamento inappuntabile . - Tale sistem a èhe costituisce un eccesso di manovra, a noi sembra non solo inutile ma dannoso. So acile manovre e nello pn,r-ate la pttrte , che cb iamcrcmo estetica, ha qualche importanza., non clebbesi però ad essa, e specialmente nelle seconde, sacrificare e studio e fatica, e per tal modo arrecar noie inut ili al soldato, se un r isultato qualunque d i utiliUt non se ne può ritrarre . Per noi g li esercizi frequenti di piazza d'a1wi stanno non già quasi rappresentaiioui sceniehe, ma in quanto sviluppano nel soldato le forze fisiche di cui dovrà usare nei giorni d'azione; per noi stan110 le manovre compassate, gli allineamenti frequeuti, e se pur volete , matematici , solo in qna.nto con ciò si rende sì famigliare al soldato l'ordine e la prontezza nell'esecuzione delle varie evoluzioni da renderlo anche sul campo di battaglia, se non eccellente, corto buon manovriere; per noi stanno le fazioni solo perchò quivi, abbandonat e le pastoie della pedanteria , e mediante abili piani prestabiliti, si ,dà al _soldato un'immagiue molto verosimile di g uello c.;he sia un campo di baita.glia; poicLè in questo un solo el0m,mto, certo molto illlportaotc, J"ernozionc del 11w111(:'uto d'a.1,ione, r iu::we 11 11ovo a dii vi JJl\' uck p.tl'll'. ÀNNn
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JR CO,SJDEHAZIONT Ma il perder tempo in istrµzioni ed in manovre inel"eguibili, in evoluzioni che n on presentano probabilità di attuazione , è non solo inutile ma dannoso sistema, poichè debbesi accuratamente impedire che il soldato fra se ste:lso possa rimproverare agli uflkiali di farlo inutilmente affaticare. - Ciò diminuendo la stima e la simpatia verso di essi, ne scalza la discir-lina - Il soldato automa non è del secolo nostr o, poichè la tattica moderna è a tal segno condotta da permettere la coesistenza della necessaria assoluta obbedienza nell'esecuzione di un ordine coll'uso delle facoltà intelletti ve di cui può essere fornito quegli a c ui esso viene diretto - perciò dividiamo l'opinione di quelli che vogliono nei regolamenti affatto ~liminato tutto quello che non sia riconosciuto per n ecessario, ed and iam fìduciosi che tale lavoro che si va man mano operando n el le armate che si teogono più al corrente dei progressi delle scienze m ilitari, non tarderà molto a scalzare i pregiudizi che tuttora imperano in quelle che troppo si attaccano alle tradizioni del passato. bnd~ creclianw che infra le altre, lo sfilare per reggimento sia destinato a scoh1 pari re nell'ordinanza dell'esercito prus• siano, e ch e il passo ordinario, troppo pedantesco e di soverchio marcato, di cui esso si serve , cederà fra poco il e;ampo al passo regolare, sicuro e sciolto che si ammira nel soldato fra'ncese ed italiano . Ne spiace di non poter accettare il principio prbfessato dall'egregio Favre circa il sistema da adottarsi nelle esercitazioni citmpali. - Noi siamo dell'avviso al suo op• posto, allorchè egli accetta come ottimo il principio pel quale n elle fazioni campali eseguite dall'esercito franèese non si pone mai un avversario contro );,altro , ma sibbene la parte attaccafa, è sempre si mulata nella sua forza e rappresen tata da· un' esigua frazione di truppa, e ciò allo scopo· di non intaccare la suscettilJilità e l'onore cli q t1el corpo che sar0 1)he pr0.d0,tinnto qual vinto, e di non dimostrarn pure !a possibilità di una ritira.la.
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Ma una fazione è o non è l' immagine d i una battaglia? In tal caso come temere che le ritirate fatte a tempo e su'ggerite da riflessi va prudenza sfa vorevolrnente s' irnptimano nell'animo del solàa;to? La ritirata non è forse unrt di quel le operazioni militari riconosciute le p iù difficili da tutti i maestri del1' .arte? E qual è d';ltra parte quell' ,ivversario si debole che si possa d' un trat to vin.cere, e che p ur non tenti u na res.istenza qualunque? ..... Quindi nelle esercitazioni campali debbono av er la loro parte gli attacchi, le ritirate, le rìprese offensivè, le ae;canite r esistenze ecc., i nsomma tutti quegli deme,nti equegli episodi che s1 riscontrano in tutti i fatti d'armi. È principio falla.ce, r,iprovato da tutti i tattici, lo sprezzar 11 nemico contro cui si debbono usare le anni - Ma se così è, diranno gli avveTSari, se per tal modo forze eguali debbono star di fronte, come dare nel presupposto, la vittoria ad una delle parti, senza con ciò led.e re la suscettibilità dell'altra? Il problema non appare di difficile scioglimento. Si accordi alternativame11te la vittoria or all'uno or all'altro corpo, e si faccia ìn modo che il prestabilito vinlo nella giorn<Lta, abbia forza minore, ma sempre però tale da poter ragionevolmente cornpetere coll' avversario. E ciò ha il voluto marchio cli verosimiglianza, sr.;bbene la storia m ilitare ci fornisca esempi innumere voli di truppe rel ati,vamente esigue che h anno il di sopra su di un esercito più n umeroso, sia per il poco valore da questa dimostrato, sia per inferiori là cli posizione d a esso scelta, o inso mma per intromissione sfavorevole di alcun o dei tanti elementi materia li e morali che concorrono al buono od al cattivo esito di una g iornata. La tattica, di cui stando . alla relaziQne Jel colonnello Favre, fe' uso l' esercito prussiano nell'attacco, n on ci appare la m igliore. Al tem po dei Greci e dei Roma ni le
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CO'S'SIDERAZIONI
legioni EÌ le ,falangi si avanzavano a masse cons1clerevoli e vincevano còWurto , ma in seguito alla scoperta della . polvere, dopo l' uso del car.none , eredi noi degli ardimentosi concepimenti deJla rivoluzione francese, spettatori degli effetti micidiali del cannone rigato , non possiamo impunemente accettar per buona. la tattica di altri tempi . Nel pensar:e con qual freddezza , con qual compassatezza di movimento le colontAe dei prussiani muovono al passo ordinario all' assalto di una località., di un villaggio, di un paese, senza pur farsi precedere da bersaglieri, alla nostra mente si affaccia l'immagine dello spaventevole macello, che avrebbe costretto in sulle prime ad indietreggiare 111 colonna d'attacco, se non sola polvere, ma proiettili, avessero punito un errore tattico sì grave. A noi, per citar un tal fatto, ricorre alla memoria -lò sbaragli.o di quei superbi squadroni inglesi che alla Cernaia foroo.o· -vittirnè di un errore consimile. - Nè si opponga che la tattic.a dcbb'. essere basata sul carattere nazionale dell'esercito a cui ·j suoi precetti si applicano perché sia ra.zjonalmente attuabile; noi pure siamo di tale avviso, anche noi r iconoseiamo che un po'polo di earattere pacato e riflessivo, qual è il prussiano , debba essenzialmente por mente alla perfezione de' suoi fuochi ed alla regolarità de' suoi movimenti, ciò non pertanto tale massima non va accettata a:sol11,lamente, poichè attualmente le compassate manovre di Federico il Gra.nde · fatte su d'un campo di })attaglia; darebbero risultàti micidiali. - Al ct ogiuolo della guerra tale difetto galegge~ rebbe per certo, ma essa è hlle scuola le di cui lezioni n:on s'apprendono che a carissimo prezzo. Nell'esercito prussiano si fa invero abuso delle colonne serrate , e non si tien il debito conto dei bersaglieri ; ci_ò esenziahnente perchè da quasi mézzo secolo essa non ha avL1to campo d: prov,:,·e l'e!T:cacia del loro impiego
DI TATT!C.\ .MODERNA.
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e dei loro fuochi. Acciocché questo ramo della_ tattica prenda n ell'esercito in discorso quel posto che _giustarn..ente gli si assegna negli altri, è mestieri che siam parte modificata la rigida ed automata imrnolJilità del soldato, la quale opponendosi a scioltezza çli movimento, e togliendogli qualunque iniziativa, s'oppone a che egli acquisti quel colpo d'occhio franco e sicuro c~1e forma il bravo bersagliere . .Con ciò mostralildo nel soldato maggior confidenza, lusingando il suo amor proprio, facendo nac;cere ed alimentando in lui l'idea c;l'esser pur qualche cosa, se ne eccita l' e~ulazione, e c.iri essa il desi_derio di tradurre il bene in meglio. · Circa le colonne di battaglione, di cui anche Favre rimprovera l'abuso, attribuendone l'origine alle circostanze peculiari dell'atma.ta prussiana nel 1813 e 1814, e riconoscendo la causa del loro perseverante uso nelle rimembranze favorevoli da quell'ordinanza lasciate nella forza d'abitudine tanto forte in tut.ti gli eserciti, a proposito di esse, diciamo, nacque una breve polemica fra il colonnello Favre, e l'illustre e venerando generale Jomini. - A tal riguardo non crediamo poter far di meglio che offrire ai nostri lettori la versione delle,-due lettere indirizzate al si.o-nor t enente colonnello federale Lecomte,. direttore della o . Re·vue ,lfilitaire Suisse. « Mio
.''
,caro signore,
« Ho letto con vero inter esse il rapporto del signor colonnello Fa,rre sopra le manovre eseguite dall'esercito prussiano nelle vicinanze di Oologna alle qualì egli ha assistito: sopra ogni cosa han attirato la mia attenzione le assennate osservazioni ch'egli ha fatte sui gravi incon venienti che spesso risultano dal soverchio valore c~e si an~ette alla conservazione dei propri regolamenti. - Tale pregiudizio, che era di troppo incarnato nell.'esercito
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n
(;0'.'IS lllll RAZIONI
DI 'rATTICA l.lOOERNA
russo ba cmitato non poco al generale Ranneberg nella sua ritirata di Inkermann nel lSM. - Ad onta ch'io mi senta poco disposto di entrare in polemica, nel ·mio 84° anno di età, per articolo di tattica, non posso resi~. ' stere all'interesse che ancor m'ispira l'arte della guerra, e mi decido a indirizzarvi queste linee onde rettificare ciò che dice il sigIJ or Favre sulle colonne di battaglione, e sull'ordine spiegato. · • Se il mio onorevole compatriota avesse avuto conoscenza del mio Résumé des p1·incipes générwux de l'a.r·t de la gtierre pubblicato separatamente a Glogau nel 1807, egli . avrebbe saputo, che specia.l,m ente a cagione di quest'opuscol?, e no~ già per mancanza. di confidenza nei loro giovam soldati, che i Russi ed i Prw,siani nel 1812 e nel 1813 avevano adottato questa formazione di colonna di baUaglioni (e non già' di colonne per battaglioni ciò che è nìolt o· diverso), • La testimonianza dello stesso arciduca Carlo non lascia verun dubbio sull'utilità dì questa formazione se usata specialmente nell'offensiva. , È fuori di contestazione che i cannoni rigati e le armi di precisione possono arrecar modificazioni, ma certo sarebbe un grave errore il voler perciò esclusivamente adottare l'ordine spiegato. Nè vale addur l'esempio di ciò che avvenne al campo di Cbà.lons, perchè in tutta l'Europa si t:·ovanb pochi campi piani q ua,1 è quello; e per poco che ~1 volessero far marciare in linea una ventina di battaglioni rn un terreno accidentato, il più completo disordine ne nascerebbe, sopratutto sotto i: fuoco nemico. Io domanderei, per esempio, al signor Favre q uale truppa p0trebbe presentm·si in linea spiegata all'attaceo di Zur icbberg 0 de.Ha bella posizione di Al bis? Ed a Solferino stesso, tt~tto ciò che s'era detto ·sulla superiorità del fu oco non ha impedito che si for massero delle colonne di battao-lioni 0 per gli attaccbi.-È specialmente in un paese corno la Sviz-
zera., ove la formazione spiegata dovrebbe essere piuttosto proscritta che esclusivan;iente raccorna.ndata. Io non saprei del resto nulla aggiungere ,su tal materia., a quello ch'io dissi nel ca.pitolo vu del Précis de l'a1·t de la gue1·1·e, e nei due opuscoli di siipplemento pubblicati a Bruxelles dopo la guerra di Crimea. « Se mi son deciso di ritornare su tal a.rgomento, si è unicamente per l'interesse che m'ispira l'ist,ruzione del nostro stato ·maggiore federale, il quale deve basa.r si su q uesto principio : eh.e l'o·rdine spiegato e l'ordine in colonna di battag.Zione possono essere wentualmentç buoni, e che le grosse e profonde colonne, composte di più ualta,ylioni sp-iegati gli 11,ni dietro gli altri sono le sole a pi·oscrivere. o Voi giudicherete se tali rif).essioni sieno utili a pubbl ìcare, nell'interesse del nostro esercì to nazionale.
un
«
Parigi, 11 agosto 1862. «
•
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Generale
J oM1r-;1. »
, PS. Aggiungerò alle considerazioni precedenti la testimonianza di Napoleone, il quale in un ordine del giorno di Duben, nel mese di ottobre 1813, prescrive la formazione di colonne di battaglione per divisione di due pelottoni su duè r ighe, ciò che non è se non il t,istema raccomandato nel m.io Résumé del 180ì. A tali circostanze si aggiunge ancor quella del passaggio del Tagliarnento nel 1796, ove egli prescrive la formazione del r eggimento, disponendo un battaglione spiegato e gli altri due in colonna sulle due ali di quello - sistema misto molto preferibile negli attacchi a t re battaglioni spiegati - i Russi che l'adottarono ad Eylau, ne furono soddisfatti - ed esso converrebbe molto., a mio avv iso , al nostro paese. Se voi non trovate in queste linee 11 brio di altra volta, ne dovete accusare l'età. .e la quasi cecità òa cui sono · afflitto, per le quali cose m'è impossibile di scrivere lungamente . •
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CO!'(SIDERAZIO'NI
DI TATTICA MODERNA
la guet·re, han potuto e5ercitare per far adottare ~rima
Al signor luogotenen te colomiello fedemle Lecomte, 1·edatt01,e della Rcvue m ililaire Suisse u Losatmu.
« Ginevra, 27 ngosto 1862. · (
«
Mio caro colonnello,
Il vostro giornale contiene nel suo numero del IO agosto una lettera in dirizzatale dal generale Jomini relativamente a q ualehe puutb del mio, fascicolo sulle manovre déll'a.rmata prussiana a Cologna. Ìo sono onorato d'aver attirato la -sua attenzione, e sono sinceramente r iconoscente alla benevolenza che il nostro illustre compatriota usa tanto nel suo giudizio che nelle sue critiche osservazioni, e scorgendo l'interesse ch'egli dimostra pel nostro stato maggiore federale, vado sicuro che la mia riconosc~nza sarà d ivisa da tutti i nostri codipagni. « Sottoponendomi con rispetto alla critica d'un generale, la di cui opinione è higgù in materia militar e, d esidero tuttavia di giu_stificarmi, sia di fronte a lui stesso, che verso i miei compagni, dei rimproveri ch 1egli mi fa, e vorrei procurare di meglio spiegare ciò che non fu compreso del mio concetto. · « Il fatto da me citato che i Prussiani fecero, nel 1813 e 1814, un uso troppo frequ0nte delle colonne di bat,tag li~ne, alle quali, indipendentemente dei vantaggi tattici, essi trovavano quello di conservare gli uffiziali più sicuri delle loro giovani reclute e deile Jandwehr, questo fatto rn'è _s tato asserito da distinti uffoiali prussiani, i quali soggmnsero che la confidenza generale in questa ordi nanza aveva portata n el loro esercito la conseguenza dei successi con essa· ottenuti. - Ma io non ebbi mai l'idea di attri~uire ad essa esclusivamente tale origine, e riconosco p1enam)mte tutta l'influenza che le idee emesse dal dotto autore d~l .Résu,mé des prinçipes génémux de l'ar1•t de
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d'allora tale formazione. Io avviso solamente che 1 successi ottenuti dalle colonne di battagli011e nel 1813 e 1814 l'hanno popolarizzato nell'esertilito prussiano e l'han forse spinto a farne un cer to abuso . . _ . . ,Èl'uso troppo frequente e quasi contmuo d1 queste colonne, sopratutto in p rima linea, ch'io ho indfcat~ c_o'.ne esagerato) e che molti uffiziali di diverse ar~u, n u111~1 a Oologna, hanno pur considento come abusivo_e pe,ricoloso. _ È l'abuso, e non già l'uso d'una formazione m se stessa eccellente e applicabile in un gran numero di circostanze , clùo mi son permesso di biasiniare. Se ho espresso il desiderio di veder•é\ l'armata prussiana a c~m: battere più frequentemente n ell'ordine. spiegato, s1 e perchè s'era di fre quente osservato, durante 1~ 1~an~vre, u na persist!:)nza intempestiva nei suoi battaghom d1 restare in colonnà serrata. q Io credo di appormi al vero pensando che là grande portatae la precisione d'un'artglieria che colpisce quasi immancabilmente colonne di b attaglione alla distanza d12000 a 2500 metri, li obbligheranno d'or in avanti a spiegarsi a quelle distanze, alle quali esse avrebbero potuto restare serrate senza pericolo, prima dell'invenzione di quella terribile arma. Io avviso che le armi rigate imprimeranno alla tattica la tendenza di servirsi più di frequente che altra volta dell'ordine sparso, di cui non sono che una, forma speciale le grandi bande di b er saglieri ora tanto in favore, e se ho citato le manovre dell'ordine stesso alla cui esecuzione aveva presenziato a Cbàlons, si è perchè mi sembrava ch'esse confermassero le mie previsioni. « Ma non ho mai avuto in animo, nè espresso una vrefet~nza esclusiva in favore dell'ordine spiegato, nè emesso un dulJbio qualunque sulla incontestabile utilità delle c~·lonne di battaglione, particolarmente in un terreno acc1-
26 CONSI DEE., ZIONl dentat0 qual si è il nostro. Io sono convinto, come dice il general Jomini, che l'uno e l'allrn dei due 01·dini sono eventv,almente buoni, che fa mestieri sa perne usare a ·seconda d8lle circostanze , locchè credo .1ver espresso dicendo : Che io non vc,leva nulla esagerar<1, che era certo che i generali pru,ss-iuni saprebbero all' occasiom, a seconclci delle circostonze, dello scopo dell'az_ione e della nat-u1·a del terreno, combcittere in linea, nello stesso modo che i generati francesi sanno all' occor1·enza servirsi clelie colon.ne se1·rate; che io con ciò non aveva voluto esp1·imere che tt.na tendenza ecc. ecc. « Spero che l'illustre generale vorrà accettare queste spiegazioni con quella. benevolenza di cui dà pro~a nella sua lettera, o çb'egli comprenderà, 0he senza annettere alla mia opinione un'importanza ch'essa norr può avere nè. per lui nè pei miei compagni, ho desiderato di.lucidare ciò che forse eravi di incompleto nell'esposizione fatta. ~ Aggradite, ecc. ' « ED. FAVRE
• Duogotenente colonnello fede1·ale. ~
Dall'esame delle surriferite lettere si riconosce che in massima tanto il generale 'Jornini che l'autore cl1~1l'op~ra che n:ba dato il capitale argc,rncnto al presente articolo riconoscono per evéntualrnente buono tanto l'ordine in in colonna, che l'ordine spiegato; ma resta sempre che l'abuso delle colonne di battaglione debba essere reietto. La storia militare moderna viene in appoggio dell'~pinione da noi enunciata - e per non andar molto lungi, la R us$ia ancora abbagliata dalla maestà e.dall'imponenza delle marcie e delle manovre comandate da Nicolò, nelle quali come un sol uomo masse oltre modo considerevoli si avanzavano imponenti con un assieme ed una regolarità senza p,a ri, nella gnerra di Crimea ebbe a riconoscere coi difetti del suo la bontà del sistema degli alleati, allorchò quei superbi battaglioni di granatieri, la sua bella fanteria,
27 facevano inutili sforzi di valore e di coraggio, di fronte allo slancio sul~lime e regolato dell'avversario. - Àl n0me di Alma si annette un ricordo troppo doloroso per l'umanit à, durante questa battaglia l'ordine spiegato fu sottoposto ad una prova suprema d'onde sortì vittorioso, poichè i fu ochi di battaglioni e gli attacchi alla baionetta non trovando in generale quali avversari che uomini Ìsolati, non arrecavano effetti corrispondenti alle fatiche ed ai sacrifizi di quella giornata, i l cui esito, come ognun sa fu sfavor evole all'esercito russo. Nessun esercito può assistere impunemente ai progressi per quanto esigui fatti dalle altre, giacchè trascurandoli o per un malinteso orgoglio , o per troppo attaccamento a1le antiche t ranizioni, esso si pone volontariamente a tal punto di inferiorità da risentirne quanto prima conseguenze dolorose. Le colonne spiegate attireranno senz'altro l'attenzione e la simpatia della Prussia , nelle file del cui esercito sonvi uffiziaìi troppo aòili , i y w:tli riconoscendone tutta l'importan½a sapranno a tempo introdurre le volute riforme, per evitare di ciò compiere di fronte ad un avversario di lei più pr eveggente, poichè esso sa che, come un movimento, così una innovazione qualunque fatta nelle ordinanze di un esercito sul campo di battaglia, può arrecare irreparabili rovesci. DI TATTICA MODERNA
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o.
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29 ì111toroo al vitto del soldato e specialmente del pane da munizione. Ed invero, se la parte alimentale della trnppa non è sufficiente, od è di qualità tale da essere rigèttafa dalla milizia, privandosi così questa del neeessario sostentamento, deve essere di sommo argomento dell'a.mministrazione della guerra il pensarvi sopra seriamente ed il provvedervi. · Ammettendo il governo . pienamente conscio di tutto quanto gli spetta provvedere pel bene del soldato, non ponendo in dubbio che appunto per provvedervi nessun mezzo efficace· tralasci, non per tanto ci parve utile r1• cordare alcuni insegnamenti che tendono a far conoscere le principali proprietà del cibo militare, a spiegare quali debbono r::ssere le qualità sue, a determinare norme igieniche che contribuiscano al 1:ecessario sufficiente sostentamento della milizia, a chiarire infine le volute condizioni per essere accetto al soldato, infondendogli tutta quella vigorìa e robustezza di cui abbisogna, allontanandogli ogni ger me di malore che potesse procacciargli per difetto di quantità e di bontà. - Il magnanii:no re Carlo Alberto ordinava, dietro proposta del consiglio su_periore di sanità, al medico militare dottor cav. Antonio Carne· vale-Arella di redigere un Trottato d'fgiene ìlfilitare; e bene vi si appigliava questi; dettando savie relative dot• tr ine, da cui noi toglieremo quanto appunto si riferisce al vitto del soldato. L'emerito dottore ci volle :est.è favorire di una grazio• sissima lettera sul proposito, nella quale risplende la sua n0ta modestia, non ammettendo il merito di un lavoro che non è più, dice, ogg·idi in 1·apporto coi progressi della VITTO DIIL SDLDATO
VITTO DEL SOLDATO ..
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ED I N !SPECIAL MODO
DEL PANE DA MUN I Z I ONE
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Da molte parti, con mezzi più o meno ufficiali ed ufficiosi, con maggiore o minore ragione si sollevarono e si solle~ano .1~ menti contro il vitto del soldato sì per la sua msufhcienza che per la sua bontà. Il governo sempre mai vigile ed intento ai bisogni del soldato non tralasciò sinora di provvedere a micr]iorare 0 ques~o ~sse~ziale benessere della truppa: or p ouendo onen e ngon e sorveglianze agli impresari: or istituenndg ed ordirnmdo con maggior vantaggio . le sussistenze mi• litari. Se no_n che, -o per vezzo di gridare o di osteggiare quanto _1 1 governo opera, od anche per ragione d'inganno o malafed_e delle private imprese, od. infine per tr~scuranza od ignoranza di tal uni incaricati dell'amministrazione ~1ilitare· per· le provviste dei generi e per la loro confaz10ue, tuttodì si odono V'.)ci di reclamo e •lami:mti
SCÌ(Jl(),Za .
Tuttavia noi non e.ssendo capaci, -nè volendo addentrarci nelb seienza in questo assunto, riteniamo come sufficientemente buoni principii emessi dal prelodato dottore.
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Vll'l'O
ALIMENTI
rn
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GENERE.
( Defìn·izione). Tn sul princ1p10 della parte 3a dell'opera del dottore Arella così lo scrittore defìnisce gli elementi: « Sos,tanze che contengon ::> gli elementi del sangue, e ~ ch e sotto l'azione del sugo gastrico e pancreatico e • delle forze vitali forniscono i ·materiali necessari alla sanguificazione, alla nutr izione ed alla respirazione.».
(Dùti>hzione degli avirnen_ti). Subito dopo distingue gli alimenti necessari à.i bisogni d ell'organismo e della vita :n azotati o riparatori, ed in ·non azotati e respiratori. Spiega g1i a1irnenti riparatori in • principii immediati formati di ·ossigeno -, carbonio, • idrogeno ed azoto • , i quali • ricevettero il nome di • fibr ina, albumina, cas®ina, gelatina ed osmazoma •; ed e lementi r espiratori dice essere « l'amido, la fecola, .le ~ gomme, lo zuccaro e gli olii , .
(Digestione). Vengono -iù seguito spiegati i modi in cui si digeriscono q uesti alimenti, per modo cbe il corpo abbia sempre q uei p rincipii n ecessarii al costante ed equo suo. mantenimento.
(Sostanze vegetali) . Osservando altri elementi contenuti nelle sostanze specialmente vegetali, l'autore medico dice eh e queste • oltre » ai principii respiratori, contengono tre elementi azotati , ed atti alla riparazion e ed alla nutrizione degli organi ~ e d ei tessuti, qualj sono la fibrina vegetale . ... l'aJlrn» mina vegeta.le~ ... la caseina vegeta'le . ... ed infine le » rnucilaggin'i » . Notasi tra queste ]a pellina, sostanza eh"' si rinviene n elht polpa di alcu!le scm'ze, radici car-
DEL SOLDATO
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che le mucila 0,7 nose .. frutti· mat un· ece -; ed avuer·tasi , gini sono poco nutritive.
( Potere nut1"itivo). Il dottor Arella cita Magendie, Tiedeman n e ,Di Gmelin , come quelli che determinarono con acco~cie · esper ienz~ il potere nutritivo d egli alimen ti, ~ soggiunge che • gl.i » alimenti per una nutrizione comprnta del)bono ra~c:uu, dere tutti gli elementi che entrano nell,Lcomposmone , dei nostri organi, e restituire all'organismo ciò che » perde nel moviment o della vita, e per consegne~za deb» bono variare nella loro composizione, come 11 corpo » stesso nei suoi elementi cos~itut ivi • . Epperò e una de_lle , precipue regole igiotecmicbe n ell'alimentazione d el sol» dato sarà di evitare di essere esclusivo n ella scelta e • n ell'uso dogli alimenti • .
( Dose degli alimenti) . Egli è nat ura.le clte la dose degli alimenti deve essere proporzionata al corpo che li riceve in correlazione a tutte le circostanze in cui questo corpo si trova. Il clima, l'età, ii sesso, le· forze digerenti, le perdite dell'organ ismo, i bisogni d'asgim.ilazione, il genere,di vita, la professione esercitat a, dice il savio medico, à ~vono avere una influenza n el d eterminare là quantità degli ali~enti <.;he r icever deve il coi·po . Cita per la ragion e di cibo necessaria all'uomo; le òp in i.orn di Cheyne, il quale, nei casi generali diceva : otto oncie di carne , dodici di pane, od altro cibo vegetale, e sedici di l iquor e fermentato essere sufficienti all'alimentazione giornaliera cli un uomo. Accenna alle deduzioni di Lavoiser, che valuta la copia di alimento a 45 on cie n elle 24 ore; Balle a 5 e più libbre ; Dumas, che opina doversi intr od urre per g iorno n ella · alimentazione da 16 a 22 gra.mrni di azoto in 100 a 130 grammi materie aiota te secch e.
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VITTO
(Alim1mtazi'.Jne del sangue). Osserva però l'autore, che il sangue, detto anche carne viva circolante, produce immenso calorico, per cui consum~ buo'.1a parte di materie albuminose e grasse, e zuccherme, s1cchè conviene cbe questi materiali, di cui il sangue si compone , e che la vita consuma incessante~ente, v~ngano ridonati dagli alimeuti ; avvegnachè, non rmnovat1,_ sono presi con grave detrimento del t essuto degli organi del corpo ove trovansi .
..
( Proporzione del cibo). La quantità di cibo deve essere quindi proporzionata allo stato d i quiete o d i moto della perssna; per cui i soldati hanno bisogno di essere nudriti in u:o modo tut·t'aflìitto corrispondente a.l consumo delle forze !ore e delle perdite giornaliere che fanno, sia per mezzo delle escr ezioni e secrezioni solide, sia per quelle liquide e gazose. Il dottore Arella for mola la grande r egola igienica sulla dose degli alimenti: l'abitudine ed una regolare sobrietà, seIJZa cadere nella insufficienza.
( Casi d'intemperanza. e di insufficienza. cli ~itto). Ed inv·ero l'inosservanza di questi due principii sono sicura fon_te di _gr avi conseguenze morbose. Molti esempi s1 hanno 1 quah provano la miseranda fine di chi vive in gozzoviglie continue; nè q ni è caso 'citare siffatt( esempi cotanto conosciuti; come all'opposto ancor non p ochi casi si banno di gravi malattie per insufficienza di nutrimento. Noi stessi -abbiamo osservato solda.t~ , specialmente di cavalleria e· d"artiglieria , i quali quando entravano al servizio e venivan9 diretta.mente dal seno delle loro famiglie, erai10 r obusti e sani; rnent.rè sci mesi dopo v~r nivano ricoverati negli spedali, macilenti e fiacchi, perché
Dl!:L SO LDATO
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avvezzi a cibarsi. sosta.nzialn,ente in r agione della. loro complessione e delle loro perdite, più non 'era loro suffic,ientè il Jimit_ato alimento militare in proporzione a fatiche uguali e forse superiori.
lnffoenza clel vitto sul fisico e si1,l morale . Grande è l'influenza del vitto sullo svolgimento delle forze , _sulla natura del t err).perar:nento, delle tendenze e delle passioni ; grande sulla, sanità, sulla q na:ntità e rapidità del lavoro. Chi scrive ha potuto osservare in Sardegna, durante gli anni 1853-54-55, mentre ivi trova,vasi, che gli operai impiegati nella costruzione delle strade in q nell'isola, specialmente nei tronchi di Toralba per Ozieri e Terranuova e di Macomer a Nuoro, a ttra.versando la valle del Tirso, non facevano t utti ugual lavoro e con eguale celerità, benchè tutti fossero sottoposti alla stessa direzione e sorveglianza, lavorassero in pressochè uguale. terreno c~d ui;as:;er u degli sLessi mezzi. Gli impresari stessi faceva.no
ossentare una tale diversità proven iente dagli operai indigeni e dai forestieri ivi racc;olti , i quali ultimi eseguivano il doppio del lavorn dei primi e con maggior celerità. E tale effetto a'veva sua, causa assoluta nella qualità degli alimenti di cui si cibavano; avvegnaçbè i for estieri, in massima parte gente dell'alto Piemonte, si irntrivano sostanzialmente con alimenti più animali che vegeta.li, e q uesti secondi ancora dei generi farinacei; mentre invece gli indigeni, q uantuuque molto Liso si faccià in Sardegna d i carne arrostita, pure, siccome la povera gente si alimenta, si cibavano specialmente di erbaggi e legumi, quali le lattughe, i carciof-lì, le carote, rape, fa,/e fresche, i p iselli, frutta i n genere, ,~cc. I Piemontesi facevano eziandio uso di bevande spiritose f\ fermentate, ed i Sardi, abbenohè ·vino ne avessero in abbondanz<1, us,wano di AN NO
VII, voi. H. -
3.
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V11'TO
preferenza latte ed acqua, la quale specialmente nei luoghi così detti Prato di Nuoro e Campo d'Ozieri è pessima. E che questa fosse la vera cagione della differenza del lavoro prodotto dall'influsso del cibo sul fisico del lavoratore, e che nè all'innata indolenza del Sardo (indolenza che è generale nei paesi meridionali, ove il creato pàr che sorrida alla creatura, ov.e la natura è prodiga delle sue r icchezze e l'uomo, uso a godere s~nza fatica quei beni che gli vengono dal clima dati, sdegna il lavoro), non era da attribuirsi, lo provarono quelli fra gli indigeni che più adottaronif il cibo dei forestieri, e .poterono eseguire egual lavoro. · ~d asseverare il princip:o emesso, l'aqtore del Trattato dell'Igiene militare a cui facciamo capo, cita l'esempio della strada ferrata da Parigi a Rouen, della cui costruzione la Compagnia incaricando, nel 1841, ingegneri inglesi, e molti operai cli quella rntzione essendo passati a travagliare iu Francia, fu osservato che i lavoratori inglesi cogli stessi stromenti adupentLi dai francesi facevano meglio e riù presto. \Tacque pertanto il dubbio che una tal differenza di lavoro avesse origine dal vitto, per cui sottomisero gli operai francesi -allo stesso regime di alimentazione degli inglesi, ed infatti si ottenne daali operai di entrambe le na-zioni un egualA risultato di l~voro. Si stabilisce quindi che il regime del soldato deve essere di natura e quantità tale a renderlo atto alla sua difficile e faticosa missione. (Generi ànimali e genemli vegetah).
Ma per ottenere che tale regime corrisponda realmente al bisogno conviene osservare, se esclusivamente si deb~ bono usare gli alimenti animali o gli alimenti veìSetali. Egli è facile riconoscere ehe, come l'uso assoluto dei primi eccitano il fis ico e lo predispongono a malattie
35 imfiammatorie, così quello dei sécondi lo abbatte, lo estenua, ed è causa non comune di m@rbi consuntivi. DEL SOLDATO
( Uso prnmiscuo dei generi).
Impertanto l'uso promiscuo dei cibi sarà conseguentemente il migliore da adottarsi per la truppa. Il dottore Arella in questa convinzione dice: _ . « L'uso di un alimento non fornisce tutti gli elementt , necessarii ad una nutrizione compiuta. N~gli alimenti • debbono esservi i .diversi principii immediati che en» trano nella composizione del nostro corpo . , Si avrà l'avvertenza di combinare assieme gli ali» menti animali e vegetali in modo che dominino gli » uni o gli altri secondo le coudizioni varie di clima e » di stagione in cui trovansi i soldati. . , I governi pertanto convinti d( queste ed altre g:·andt verità hanno saviamente cercato di concedere a1 sol-. , dati un vitto misto vegetale ed animale pressochè » invariabile ». (Sussistenze mil·.tari).
Se si dà uno sguardo alla sussistenza militare, vedesi come essa forma nella sua più grande semplicità di pan~ da munizione, cli biscotto, di pasta, J i riso, di legumi, di carnli, di condimenti varii e di 1iquori fermentati. Se non che que~ti diversi generi di viveri sono applicati diversamente nelle diverse armate, sia in ragione della specie che più abbonda nel territorio, sia delle abitudini de.i popoli, sia del clima del paese, sia infine da circo stanze speciali, in cui versano le armate in istato cli paoe, ed in quello cli guerra, in marcia o nelle stanze.
si
( Gene1·i ·impiegati nei vivèri dell'Esercito Italiana).
Concretando quanto fin ora si è esposto , proeecle-
3G
v-rno
remo a farne l'applicazione in ciò .che riguarda l'esercito italiano; vedremo quale è ]a natura. degli alimenti.adottati presso le SU8 s11ssistenze militari, q uale la quantità distribuita per cadun individuo (non curando le posizioni eccezionali in cui può tro-Yarsi un militar e), e quali sono le ore in cui deve aver luogo la giorna,iera distribuzione. Esamineremo pertanto se i varii gen eri di cui si com-po1:1e la sussistenza m ilitare sono convenienti al benessere ~el soldato, se così pure corrisp011de la loro quantità, ed 11 modo col quale sono distribuiti. · In quanto all'esame della qualità, osserveremo separatamente e brevemente• ì va.rii generi, riserbandoci di parlare in seguito più particolarmente e RÌù diffu1:iamente del pane da m unizione e del bi-scotto, come quelli che · sono p iù importa11ti nell'alimentazione del soldato. ALT.MENTI ANIMALI.
(Idee di Plutarco e di G. G. Ro'ltsseau).
Parlando degli ali menti animai i G. G. Rousseau, nel libro 2° del suo Emilio, traducendo Plutarco così si esprime : • Les peaux rarnpaient sur la terre écorcheés. • Les chairs a u feu mugissaient embrochées: « L'l10mme ne peut les manger sans frémir. • Et dans son sein les entendit gémir (I). _(1) Questi versi furono titati e tn1d0Hi dal clotlor Arella, cd al s1,1o esemp io, noi nè medico nè poeta pur L!·nL,amo di tradurre. . Già vien la cr11!!ntc scorticata pelle lforbar:1mcnlc trascinatn al suolo; Giù su l'ar<lc11te br:1,;c, abbrustolita Lamentasi la camc 1, spuma e crepila. Si sazia l'uomo al fiero pasto e frem e, Che sotto a' dc11t.i suoi purgli sentire Lu cm·nc palpilar qnas i che in vita, E nelle faue i , upp !icante g,-n,cre.
37
DEL SOLl),ITN
Il prefato dottore cita ancora bu~n~ parte dd '.a_tradu: zione di Rousseau per dire come v1 siano taluni 1 quali non ammettono che si debba far uso di cibi animali Ct me cosa c0 ntro natura. Se non t em essimo di allontanarci dal proposito e dall'assunto di questo scri~to, sa~essimo t entati di tradurre qui alcuni b:-ani del hbro d1 Rousseau, perchè quantunque lontani i:1 q Lrnsto d_al suo p_a rere e da ,rnello di Plutarco; pure s1ocero ammiratore di questo e di quello come uomini illustri e dottis~imi , il loro modo di dire ci invoglia (1). D'avviso col signor Arella e colla maggior parte degli osservator t, dic~n do cbe Plu: tarco e Rousseau sono più eloquenti che v en, avvegnache la struttura Jei denti, la forma del ven tr icolo, la nausea e gl'incomodi provenienti dell'esclusivo vitto v egetale, provano senza contesto ch e l'uomo è destin ato dalla natura a cibarsi promiscuamEnte di sostanze animali e vegetali. (t) ~ Tu rni richiedi, · <lirevn Plu tarco . pc,·,•hè. Pitagora si nsl cncva dal di aninrnli; mn io ti ch iedo pe r eo11t,ro qnril r:o.,. ~ raggio ebbe il primo uomo che portò :;!\a bo_cca carne a bbnltnta' ,, che ruppe coi suoi dc,nli le os,a di llll au1mnlc Sjl\l'~ ntc, che fece ' ,, vire a suo pasto corpi morti, cad, veri , cd inghioUJ membra e.I, a11 1» mali che poco prinia 1Jch1vano , rn uggiv:uu> ~. ,~: mmirw ,·anni V<·1h..:ran° ~ ~ scnti\'ano e pnscevnnsi "me no b;1rbr.r:.irucnte di chi or le con suma. E .<'gli ,, possibile che la n,,n10 de ll'u omo p:>l.l'. cacciare un '.erro 11('1 cuore .d 1 011 " essere sensibile? Con1c lllai pvl.crono li suoi ocl'111 sopportare un ucn" sionc? in qual mo lo può cli,, mai una mano umana cl issa ngua,·c,.sc,,r: ,. t.icarc, smembl'àrc un po vrro an imale sc!lza difr, a ? Con,c s1 Jlll? m,11 » non rabbrividire alla visi.a delle carni palpi tan ti ? In qn,i! lll O<lo s, so p>; porta mai l'odore che dn loro si solleva senza sent irne nausea'! • • · ,, Uoo1ini c1·udcli, chi vi obbl iga a v,~rsarc il s~111g11e d'i1 11H)cent.i vii.lim e~ » forsechè la lena nella sua lnssurcgg iant.e natu1·a non ,·i provvede " bondantcmentc dc' suoi frntti? for.1cchè non vi sono t111i n1ali chci v1 of• frouo il loro latte per nutri rvi . la loro lana per ric"Jll' irv i ? • • • ~ » Ccrcrc , e B~cco vi so1H> avari forse dei !01·0 lwn i ? E voi Male nwst o,, lare la cruenta ~d ardente carne ai dolci e frr·schi frutti ; il naus<·a" b~nc\o san"HC t1ll'csilerante vino! . . . Le pantere cd i leoni, chiamai.e, n ))est_ie fcrici, seguono for zata!llcnte il loro isti11Lt,, ed uccidono gli altri ,, anil!lali per necessità di vita. Ma l'uu ,no, cc~nto voli.e più feroce, com ,, balle il S\10 islint.o senza necessità pl'r proc,icciarsi d,~gli on ·c·ndi piace,·,. 1n inaugiar tlel.ln carne
Slla
ser-
nh-
DEL SOLDATO
:38
VITTO
(Parte essenziale della carne nella 1·az•o"" • ,.e vive1·1 . ') Epperò entr ando direttament · · . . · che per consuetudine b' e m rnaten a s1 osserva ' ISO"UO e natural . t' 0 . genere di vitto essenziale . • e 1s mtu, un nella ' sussistenza m1T t . . quello della carne. 1 aie s1 è Le carni macellate che . d. t . . sussistenze o che pe s1 is r'.bmscono ai soldati dalle r conto propr10 per mc· d li'. viveri' si prov d d . . zzo e mcetta. b . ve ono a1 macellai pubblici consistono m ue, vitello, montone, agnello e maiale. ' ( Pote1·e nutritivo delÌa carne). Il dottore Ar ella dice"' e le c . d.1 . » sotto il Iato del · ar~~ questi animali 1oro pot ere nutritivo pr esentano delle » gra a· a·n' n l lHerenze , e Brandes h· . le quantità delle t . . . a cer cato d1 calcolare ma eric nu';ntive ed . t t sopra I 00 t' d · ' azo a e contenute . par I l carne, e compi lò la seguen t e tabe11a: 100 parti di carne muscolare
I
l
I
Acqua
Albumina o
Fibrin:l
Gelatina
Bur.
?4
20
Vi ld l~ : Moul.one : Maiale Pollo .
75
1 !)
6 6
71
t2
'1
19
5
20
Asello .
82
'7 5
7G 73
13
" . ·. . Oh carnefice contro natura . . . t u fr, . , . . ,, pnl p1tare sollo i t u oi d enti la e·· . . r c011. Tu n on osi senti re . .. a 1ne viva Uomo S 'n-, . » \-a r e ~10 che ti van• ,· d' e ;r,,1 cuore, per p r o1 . • 1 esser e do Ire e scn · li'I » n1male, e poi lo mn n • , .' si e, t u ncei,li primo !'a.• ' gi , qn ,is1 per fori o m orir " Ne t1 basta ancora. rip u« d . I· ~ non mrn ma rl ue volle. . , .,nan ot, a c:Jrne cruda " v,.scc1·e s op por lar lu h· · I • . ' non p otendo le t ue . . ' ai 11sogno ùt lrasforn1 urla I f . " 1 orrost1rla , di condirla d. . . co uoco, d , lessa r la . . • , 1 masc 1, erario msommn . ' d " occ \I , il tu o 1ialalo I , l . • p er mganna r c i tuoi . I .. , e uc viscere stesse Come s1. e dcll0 ' ripetiamo · • · ·-. · con Roussenu sie " brano srn cstrnneo nl n ostro so '•LtO • .sso " qu nntunqnc questo " 1.cnlaz.ionc di l r '¼Scl'ivoi·l gglc ' non ho potuto cli resistere alla . ·' o, e ere, o ehc po e h I Ie,' l or-1. me ue fo r anu o " carico •·
L. A. rir't.
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Conviene per ò notare che il potere nutritivo di dette car ni varia secondo l'età, la sanità., ed il genere di nutrimento dell'animale, e secondo ancora delle parti che si impiegano e del modo di prepar arle. ( Composfaione deli.a razione viveri) . Osserviamo ora la compcsizione della razione viveri del so}dato italiano . A norma dell'articolo 4° del Regio Decreto 19 settembre 1861 il Ministero della Guerra dispose (1) fosse composta di: Carne gr ammi 200 tutti i giorni Pasta 150 ( . . . Riso • \ a g10rm a1ternati 150 Vino centilitri 25 ogr..i giorno fino al 1° novembre, e secondo altre disposizioni date con nota (174) del 20 ottobre stesso anno limitandone la distribuzione soltanto alla domenica ed alternandola con una r azione di caffè e zuccaro. P erò ora questa distribuzione a1ternata viene somministrata tutti i giorui per il trimestre est.ivn P- per quello autunnale lo sarà t.-e volte alla settimana.. Insomrna .q uesta somministranza non ba regole fisse e varia seconrlo le cir costanze e secondo le norme date dal ministero (2). Ai smnmentovati generi si aggiun ge una razione di grammi 735 di pane da m unizione (3), del pane da zuppa di cui è ~aso all'articolo 1° é!,~l Regio Decreto 17 settembre già citato. Infine vanno ant:he compr esi i necessari condi menti in legumi, erbaggi, lardo, sale ecc., il di cui importo totale corrisponde a centeaimi 5 al giorno per cadun individuo convivente all'ordinario. Dall'esposta composizione della ra.1,ione viveri si rileva co1Ùe la carne faccia 1parte prii;icipale nella quantità di
grammi 200. ( 1) Pag. G11 Gio,·,rn!e M ilitare t SGI. (2) Titolo 2° .circolare 1ninistcrit1lc, N. 31, pog. 908, id. (3) Nola ministeriale, i'\. i l del 9 m~ggio tSGL
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'11TTO
UEI. SOLDATO
Sono così circa 6 oncie e mezzo di carne fresca macel• lata che il sold.1to riceve al giorno. Ora dedotto da un tal peso l [4 circa di osso e la perdita di 112 presso a poco nella cottura a lesso per fare il brodo, la raziono d i carne è ridoita a solo 75 gmmrni. Un nomo ben conformato e sano risulta consumare ll<"lle 24 ore 154 grammi di carbonio e 225 d'azoto (l), e per rapprese:ntare, dice Arella, la qua11tità d'alimenti corrispondentì a detto giornaliero consumo vi abbiso gnano almeno 154 parti d i materia azotata secca. E per fermo, i 200 grnmrni di carne fresca, data quella di bue come migliore, no~ vi corrispondono se non fosse fatto calcolo degli altri alimenti che entrano nella razione viveri, e che certo sono di m olto inferiori alla carne nelle loro proprietà azotate.
sia defra.ucfo.to nel peso (la carne macellata di recente, troppo umida ed imbevuta di sangue pesa m ap-giormente), e perchè non sia tigliosa e così di difficile cottura; n on troppo grassa, p crchè indigesta, ammollisce la fihn1 cd impin gua; non assolutamente di animali immagriti, estenuati dagli anni e èlalle fatiche, percbè troppo ten~ce, coriacea, fibrosa, difficile a masti_carsi ed ancor più a digerirsi. . La carne che è consistente senza esser dura, d1 un bel colore rosso oscuro, e di grato odore, è carne eccellente per contro a quèl lo che, sempre da rifiutarsi, è viscosa, liYida, e mucosa alla sua superfice. Convien pertanto che i buoi ~ieno ~ani e vigo_rosi: giovan i e nudriti n ei campi. Così avranno l'occh10 vivo e gaio, facile il camminare, ap?etito nel mang iare, rumineranno, avranno la gola, le orecchie, le nari e la coda non fredde; n essuna mucosità o scolo negli occhi, nellP, nari, n elle orecchie; avrannD il pelo unito e l'epiderme scevro ùa pustolll, piaghe, vrcste, tumori ecc.
Infatti i: 200 grammi di carne fresca ne danno 112 parti, mentre 735 id. pane da munizione ne danno sole 63, e 200 id. sostanze leguminose solo 20, P. 150 id. di riso 10 appena. Conviene p ertanto che la came sia almeno di buona qualità.
(Ca1'?ie di biu,). Fra le varie -specie di carne fu prescelta a buon diritto quella di bue per l"alimentazione del $Oldato, g iovane, robusto, sano e dedicato alla fatica ed alla attività ; comecchè quella che soddisfa maggiormente ai bisogni, e che l'esperienza ba dimostrato fin dall'a.ntid1i.Lil. essur più pregiata e ricercata come più san a, più utilizzabile; la mig liore insomma. La carne di bue deve essere distribuita al soldato riposata, cioè un giorno dopo la macellazione, perchè non ( l) DuY~S.
(Came di vacca).
Succede che p er cupidigia di · guadagno, allorché le carni vengono provvedute per incetta dei corpi ai macelli pubblici, i fornitori macellai distribuiscono ca.me di vacca per quella di bue, cosa da cui bisogna ben guardars•i, iwperocehè il soldato resta defraudato ncll~ sua già limitata p orzione di carne; essendo quell_a ~Ìl v acca meno nutritiva, più dura, di difficile cottura., rnd1~ gc:-ta quindi . 11 brodo risultante dell.n, bollitura, è d· odore disgustoso e nauseante, ed è meno succolento.
(Ca1· ne divitelto). P resso gli spedali militari si distribuisce carne di vitello sino alla concorrenza di 1J3 con quella di bue . Questa car~e è biancastra, tenera e di fadle digestione;
VITTO 42 p:)rò il suo brodo è meno suc.colento e se stessa meno sriporita e nutritiva di quella di bue. Se poi il vitello è al disotto di tre mesi, lessato non è assolutamente buono ed eccita nausea.
( Cottiwq, della carne -
( Ca1·ne rii montone, agnello e castrato).
Supplemento ottimo alla carne di bue e di vitello, si è quello della carne di montone, abbenchè n·on debba essere impiegata nella razione viveri. Quando l'agnello ha raggiunto . un mezzo anno allora la sua carne è eccellente, tenera e leggermente aro1mttizzata di selvaggiume. ·n castrato giunto al quarto od al quinto anno presenta carne più saporita. e nutritiva; ma dopo un tal epoca diventa qual carne di vacca. (Carne di maiale).
La carne di maiale, abbenchè avversata da molte genti, tuttavi?, era usata nelle armate romane, ed i gladiatori si cibavano quasi esclusivamente di tal carne per mantenere ed aumentare le loro forze. (lardo).
Nel lardo, il soldato trova il principale condimento alla sua minestra, e la carne stessa sì cotta che cruda ,i:i@ne oggidì ricercata e consumata sotto varie denominazioni da molte popolazioni. Però <lessa come viscida e grassa allo stato fresco è molto indigesta; in istato secco e condizionata da aromi è oltremodo riscaldante, troppo stimolante ed incentiva alle flogosi. Così non è da usarsi presso le truppe salvo in casi eccezionali e di penuria. di altro bestiame. Tuttavia abbiamo veduto con successo essere distribuita in Crimea, la quale salata, i soldati tutti del corpo di spedizione Sardo, preferivano di gran lunga a quella pure salata di bue O). (I) fors'anche p erchè questa era sl;1fa mal condizionata, e quindi crasi alquanto corroUa per l'eccessivo calore a cu, era stata esposta in grau parte nel pian o di Balaclava, mentre si difelta\'a di magazzcni coperti. L. A. Dl Y.
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DEL SOLDATO
I
Brodo).
Detto così intorno alle principali carni, conviene certamente non passare sotto 8ilenzio che la carne ritiene o perde più o meno delle sue buone qualità digestive e nutritive, secondo il modo con cui viene fatta cuocere. È necessità per le popolazioni abituate alla minestra il provvedervi specialmente col brodo della carne, e tanto più presso le truppe, ottenendo così lo scopo della economia-nel fuoco e della cottura della carne in un modo facilmente gustato da tutti, e del brodo per condizionare, non dirò la. minef:tra., la quale lo è col lardo, ma la così detta z11,ppa distribuita al soldato (1 ). Il brodo consistendo in una decozione della carne, sarà tanto miP·liore in' quanto sa.rà saturato di maggiori parti o nutritive, il che ·si ottiene dal maggiore ò minor grado di concentramento, dalla più o meno grande quantità di carne introdotta nell'acqua, e dal modo e tempo della f:Ua bollitura. · Per conseguenza inversamente la carne perderà delle sue buone qu6,lità e proprietà. i principii sapidi e soTubili si sciolgono; essa diviene coriacea, indigesta e sola composta di fibrina, di legamenti, nervi, ecc. Il brodo è la panacea degli inferm i e dei convalescenti; epperò agli spedali sarà specialmente dat.o di sag.rificare la carne al brodo, ma presso le truppe il soldato getta via la carne, se al suo palato non è gradita, e se i suoi denti si rifiutano di masticarla., e così non si 11.utrisce (2). (1) Fu un tempo che lct.tcralmentc si prt'parava il pane laglit,to in cadnn gamclli1Jo, e vi si versava sopra il brodo ollencnùo così realmente la zuppa; ma in seguito volendo lasciar maggior libertà di gusto al soldato si cessò ,li. condizionare in tn l modo la zuppa, e prevalse il modo di distribuir~ il brodo, ed una razione separata di pane. . L. A. Dl V. (2) Vedasi più add.i clro tlc!lè materie azotate contenute nella · carne.
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Poichè siamo sulla via di parlar e della. carne, non sarà torto il dire che vi sono alcuoe carni, lè quali in cir costanze di guerra, di assedio, di penuria , di carestia possono essere mangiate dal soldato senza essPre nocive alla salute, quantunque tenute in gran de avversione per pregi udi,,io di tradizione popolare.
45 Il dottore Arella appoggiandosi a uom ini autorevoli, assicura esser persinu vantaggiosa in certe circostanze agli ammalati, e dopo aver ac~ennato ad alcune vendite di carne cavallina e citato i signor i Oadet, Pa.rmentier e Pariset che domandavano nel 1811 a nome del Conseil ' cle salubrité venisse concesso dal governo francese il comm ercio di dette carni, soggiunge: , Dunque è da deside~ » rarsi che venga aperto questo nuovo rnmo d'industria, ) che v ale a porgere alle popolaliQni per pochi cente) simi un nutr imento ristoratore e molto vantaggioso , nella carne cavallina, che si spreca e si getta ~_?tterra ». Però noi, ammettiamo pure che siamo ancora imbevuti di pregiudizi popolari, domandiamo venia al dotto medico e ci dichiar iamo non del suo avviso . La carne cavalli~a non sarebbe realmente lJuonà cbe quando l'ah~ battimento succedesse sopra animali scevri da qualunque malattia e non di troppo vecchi e dimagriti od estenuati da dure e lunghe faticb e. Invece si vede che i cavalli sani sono teuuLi più utili come vivi, e solo sar ebbe il caso di q ualche accidente, come rottura di on-amba od alt ro malore non dipendente da mafattia che ammetterebbe fa vendita della loro carne per çousumo uon pr egiudizievole. Ciò succeder ebbe non troppo di · frequenti , e si incorrerebbe certamente, pér cupidigia di guadag no, a tro'l"are esposta in· ven.dita car_ne di cavallo mor to per malattia od ab1)attuto m seguito ad essa, a vece di car ne sana . Nè le visite, le ispezioni, le multe sarebbero capaci .ad allontanar e affatto u:::1 tale pericolo.
(Carne cli cavallo).
( Carni malsane).
Fra la carne d'asi110 , di mulo , di cane, di gatto , di sorcio, ecc., quella di cavallo è la. miglior e, comechè sia. :i..lcun poco spugnosa e dolce di sapore. Cotta però e condita con sa.lP o nitr o, non è di g usto spiacevole .
E qui chiudiamo questo capitolo colle parole del rammeRtato dottore nostro. • Le carni di animali affett i da mn,lat tie, o mor ti per » epidemie o per morbi purolenti e coutagiosi può ella
VITTO
DEL SOLllATO
(Avi1e1·tenze n ella cotlura della cm·ne).
Con,iene pertanto (senza assolutamente tralasciare di curare il brodo, che pur serve alla zuppa), badare n ol far cuocere la carne , cbe essa mantenga in sè almeno tante parti di principii nutritivi e digestivi quanti sono necessari a riempicre lo scopo a cui è chiamata nel vitto del soldato, evitancl,) così o che essa venga gettata via, o, se mangiata, non corrisponda alla necessaria nutrizione o s ia mal digerita. Qmtlcuno dirà che il brodo essendo nutritivo ciò che il soldato perde nella carne lo acquista nel brodo. Sì, qualo~ il soldato si cibasse in quantità proporzionale di brodo e di carne , e se per esper ienza non si vedesse da esso gener almente r ifiutato il brodo, Quali. siano i motivi di questo fatto ignoriamo, quello del brodo cattivo no certo, perchè per qllèmta cura si metta nell'ottenere del brodo eccellente, e tale realmente riesca, pure o p er naturale ripugnanza o per inveterata
avver~ione, si Yede pur sempre da molti g itta.to, come a.ccade anche del brodo della minestra stessa.
I
( Game di animali clive·rsi).
~
.
'
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VITTO l>l!L SOLDATO
• esser mangiata senza danno della salute ? È questo un • ben arduo problema diffic ile a sciogliersi nello stato at, tuale della scienza, essendovi osservazioni in favore e » contro,.
(Carni di cui ta vie_tato l'uso). Dopo aver sviluppato vari casi morbosi, lo stesso dottore conchiude: ( Pertanto le malattie in cui devesi evitare assoluta• mente l'uso delle carni del bestiame infett o . . .. alle • trupre, sono la peste bovinaJ la dissenteria delle pecore, » lo sfacelo della milza, il carbonchio , l'angina cancre, nosa, il fuoco selvatico çlei maiali, il contagio rosso o • l'orinar sangue delle pecore e degli agnelli, la tisi pol» mona re, il vaiuolo degli animali bovini e delle pecore, » la morva dei cavalli, l'idrofobia e la lebbra dei cani ». Ci pare così aver detto sufficientemente intorno ao-li . o a limenti animali , e discorreremo forse prossimamente sugli alimenti vegetali. L. A .
DI
STATISTICA MILITARE
•
f @~ J
ORGANIZZUIOIE E COMPOSIZIONE DELL' ESERCITO RUSSO IN PllINCJPIO DELL'ANNO 1862
•
V.
Il signor R. Brix. luogotenente in 1° nel reggiment o prussiano degli Ulani d1 Sles:a (n° 2), il quale nei numeri dal 15 al 23 della Gazzetta militare di Vienna dell'anno 1859 pubblicava interessantissime notizie int orno all'organizzazione dell'esercito russo nell'autunno 1857, pubblicava or ora una non meno interessante memo:ria sullo st_esso soggetto, dettagliando tutte le mutazioni recentemente introdottovi, le quali. per essere sotto molti rapporti radicali, cagionarono un pressochè completo riordinamento. Le costituzioni militari di quel colossale impero nou sono appo noi così ben conosciute come quelle delle altre potenze europee, forse per la maggior distanza che da quello stato ci divide, fors'ancbe perchè la lingua r ussa
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49 2a Divisione d,i fantei·ia: reggimenti di Moscova, òi graDE L1,'ESERCITO RG:ISO
ha più scarsi i cultori straniert che la tedesca e la francEse, e certamente percbè t::bbimo sempre assai remota probabilità di guerra colla Russia. . Oaai però che la potenza locomotiva del Yapore ha acc;~iato le distanze, e che non è impossibile una generale conflagrazione, cui potrebbero aver da p render parte tutti gli eserciti europei, è necessario siano ben_ con?-. sciute ed appr ezzate uei loro minimi particolari tatt1_c1 le statistiche militari d'ogni paese, oltre che da,Jlo stud10 razionale e comparativo delle m edesime n ascono le migliori idee rJei perfezionamenti da introdursi n_el prop:io esercito. In tale intendimento ci siamo indotti ad offrire ai nostri letturi una. testuale versione della memoria statistica del sign or Brix, la quale attinta a ~nti autorevoli, è tutto ciò che da. noi si con osca di più completo in sul soggetto.
natieri, di Paulov e di Finlandia; battaglione dei cacciatori della famiglia imperia le ed equipaggio da ponte della guardia. 3a Divisione d·i fanteria : r eg~i menii di Lituan ia, di grauaticri Kexholu1, di S. M. l'imperatore d'Austna, di San J)ietroburgo, del re Federico Guglielmo II, e cli Volinia; battagliouc d ei cacciatori Zaskoe. C ORPO DI GAVALLEHlA DI RJsgn.vA DELLA GUAR DIA . la Divisione : ca valieri gDardie, guar<lic del corpo, corazzieri d i S. M. l'imperatrice, Cosacchi; mezzo squadrone di Tartari di Crimea, regg imento d'Attamans di S. A. I. il principe ereditario, e divisione di Cosacchi dell'Ural. 2' Divisione : reggimenti granatieri a cavallo, dragoni, uhmi di S, M., usseri di S. M., usseri di Grodno, e squadrone pionieri a cavallo.
C;\PO I. l'Rt:PPE ll.EGOL-\Rl.
§ 1. -
Com71osizi:me elette trUJJpe attive.
Le truppe attive si comp:mgono : del corpo delht g uardia colla sua cavalleria di riserva, del corpo dei g ranatieri e dei 1°, 2°, 3", 4°, 5° e G corpi d'esercito (dei quali i t re primi formano il primo esercito (1)), del corpo <li cavalleria combinata, dell 'esercito del C,wcaso, delle truµpe stanziate nella Fiulandia, del corpo di Orenburgo , del corpo della Siberia e delle truppe della Sib&ria. orientale. 0
Con.Po D ELLA GUARDIA - l' divisione cli fanteria : r eggimenti Preobraj enki, Ssernenov, Isniailow e Gattscl1ina; battaglione dei cacciaLori di Sua 1.IaesLit e battagliuue dei zappatori de lla guardia. (1) Vc,L•~ rappeuJicc iu !ìne.
A1tT1Gu:c:n LA. a piedi detta gitctrd·i a : tre brigate (di tre bat• terie caduna) una per ogni divisione di fanteria della guardia, cioè : 1• brigala: batteria grave n° 1 di S . A . I. il granduca di Michailo-Paulowitsch, batteria grave n° 2, e batteria rigata leggera n• 1; 2a b1·igata: batter ia grave n° 3 di S. A. I. l'ispettore generale dell'artiglieria, bait,e ria grave 11° 4, e batteria rigata leggera n" 2; 3\, brigata detta guardùi e dei granatieri: batt,erie gravi ni 5 e 6, e batteria leggera rigata 11 ° 3.
Arn1GL1EmA a cavallo della guardia: 5 batterie: una graYc, una _rigata leggera n° 1, le batterie alleggerite 11° ~ e 3, quellu, del Don , e la divis ione d'artiglieria modello dei Cosacchi. Fanno inoltre parte del corpo della guardia: un hathglione di guarnigione della guardi11, il batt11gli<>ue dei caèciatori :lìnlaudesi <lella guardia, il mezzo squadrone dei ANNO
VII, \ 'l,I. li. -
4.
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ORGANIZZAZIONE
gendar m i della g uardia , un parco m0 bile d'artiglieria. Harmovi poi talune fra zioni di cor p o, le q uali, senza far p ar te effettiva della gu ardja, ne di pendono però . Tali,sono: il battagHon,e zappatori del cor p'o de' granatieri, i l mezzo battaglione degli zappatori finlandesi, il b attaglion e modello d i fanteria, lo sq uadrone modello di cavaller ia, le I' b atterie modello . a p iedi ed a cavallo, e finalmente la seaola di cav alleria della g uardia. L'artiglieria della · g uardia e le frazioni d'artiglieria ch e ne dipendon o, sono poste sotto l'autorità del coman dante dell'artiglieria.del co1;po deHa guardia. tempo di guerra e durante l e m anòv~e n ei campi d'istr uzion e, l e brigate d'artiglier ia a piedi ·e l e batterie a cavallo sono ri1,arti,te tra lé divisioni di fanteria e d i cavalleria, e pel servizio tattico di pen dono dai coman danti di queste divisioni. , L o squadr one d i p ionieri a cavallo, i battaglioni d ei zappatori della guardia e del corpo de' granatieri, n on ch e il mezzo bn.t.ta.gl ion 0, di zapp at ori fin lan desi dipend ono per la p arte tecnica del loro servizio e per la loro amministr azione interna, dal capo degli ingegn eri della g uardia . Lo sq uadrone pionieri si trova sott o gli or dini del com andante del cor po di cavalleria comb inata , p er q uanto r igL1arda, il servizio tattico . ' I Il p arco m obile, i l mezzo squadron e gendarmi . il battag lione m odello di fan ter ia, lo squadrone m odello di cavalleria sono sot to la d ipendenza del ·cap o de1lo stato maggior e clel Ìa guardia.. La ·brigata del t reno della guardia è divisa tra i r eggimenti, batterie e b attaglio11i ind ipendenti dd corpo della guardia. Tutti i Cosacchi del corpo di riserva d ella guardia. sono sotto gli ordin i del eornanclante d i q uesta cavaller ia, d urante la stagione dello manovro, d ipon r1endo però dai l oro r ispettiv i corpi pell'arnrninistrazione .
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DELL'i>SERCI TO RUSSO 51 q uesti corpi con sta di 3 divi~ioni dì f'a nte ria, 1 divisi o ne cavalleria , 1 divisione d'a,rtiglierià ed 1 battaglione di zap patori. Le d ivision i di fanteria sono numerate dall'imo al tre nel cor po dei granatieri, e dall'uno al cliciotl0 n ei 6 corpi d'esercito . Ogni divisione si cornpo11c di 4 ·reo·o·imonti di 00 fanteria e di un bat taglion e di cacciatori. I r eggiment i granatieri han no, oltre ad un nome loro speciale, un num er o d 'ordine dall'uno al dc1lici, e sou distinti col n ome tal 1·eggi1nento di granatiP-ri; quelli dei cor pi d'esercito· sono cl\iamati regg'i,menti cli fante-rio,, e vann o numerati dal1',,.i110 al settantadue. - I battaglioni cacciatori hanno lo stesso n umero dAlle divisioni cui appartengono. Le divisi oni cli cavalleria c4e fanno parte degli ora eletti corpi sono numcr~te dal1'1mo al sette, per rnodo che i sei prin)i n umer i corrisp ondono a quelli dei corpi d'armat a, e.d il N°- 7è q uello della divisione d i cavalleria addetta al corpo gran atieri. - Ogni divi~ione cli cavalleria con sta d i 3 brigate : la la b rigata d'ognuna è di 2 reggimenti di dragoni, la 2a cli 2 reggimenti cli ulani, e la 3a di ~ reggi m en ti d i usseri. I reggimen t i d i d ragoni, di u lani e di usseri sonQ r ispettivamente d isti nti frn loro da un n umero d'ord ine dall'-nno a l qitaltordici. Le divisioni cl'art-ig(ie1·ia porta no no me e numero del corp o d'esercito cui a ppartengo no. Ogni divisione d'a.rtiglieriét è formata d i 3 brigate a p ied i, 1 brigata. a cavallo cd l brigata, di par co. - Le brigate ::,on o numerate come le div isìoni di fanteria e di c1valleria cui corr ispon d9,.n o ; così pell' artig lieria a p iedi , le brigate de' granatieri hanno i numeri dalhmo al tre., e quelle dei corpi d'esercito i numeri dall'uno al diciotto; le brigate a cavallo sono num e'rate da.ll'wio al selte. Le brigate di parco hanno i numeri delle divisioni d'artiglieria cui sono addette. Og ni h r1~ata d'artiglieria a piedi si compone p er il corpo gr;1 natiel'i di 3 batterie , e pc t (j corpi d' l'~l't cito di <L b at-
G2 terie. In ogni divisione cl'esercifo le b,att~rie di riserva hanno fra loro un uurnero d'ordine, e così pure le batterie rigate e le l eggiere. Ogni brigata a cavallo e comp osta cli due batterie, e tutte le batterie del1e 7 brio-ate . o sono numerate dall 'uno al q1.atttonlici. Una bricrata di , artigHerirt da parco ha, sul piede di pace, due ~archi rnob1h ed un parco volante; in tempo cli guerra , si aumenta di un parco mobile. I parchi mobili sono numerati. dall'un9 al tre nella divisione cl'artio-lieria dei . . o granatrnn , e dall'imo al diciotto in quella dei corpi d'esercito ; i parchi volanti hanno analoga designazione a quella delle b rigate ùa parco. · I batt~glio~i zappatori portano il numero dei corpi di esercito m cu1 sono compresi; questi battaa[ioni sono riu-. · niti in due brigate di zappatori, la prima delle quali consta dei 1r , 2° _e 3° battaglioni, e la seconda coi battaglioni .4°, 5~ e 6°. I battaglioni zappatori della la brigata dipendono direttamente dal capo negli ingegneri del l O esercito, ed i 6 battaglioni sono posti sotto l'a)ta direzione di un ispettore sp eciale de' battaglioni zappatori, ma dipendono d~ll'ispettor_e generale degl i ingegneri . Ad ogni brigata d1 zappaton sono annessi tre equipaggi di ponti nume, rati si~come i battaglion i di zappator i delle brigate. ' In più delle truppe sovr aindicate, ogni corpo d 'esercito comprende eziandio: un distaccamento di gendarmeria ed una brigata del treno. Quest'ultima truppa è suddivi~a in battaglioni cç>mposti dei nor1 combattenti dei · reggimenti . di fanteria, cl; cayalleria, d e' cacciatori dei zappato~·i e delle batterie. Questi cl istaccamenti rimangon o presso il rispettivo corpo, e non fo rmano èhe n ominalmente un battaglion e per di visione, ovvero una brigata per corpo d'eser ci to. ·
ConPo
DEJ GHANJ..T 1Ear. -
I• Dioi~ione granatieri. Reggi-
l)RÌ.,1,'1,S J! Jl CITO n USSO OS m eriti 1° Ekn.terinoslav di S. M., 2° granatieri Rostow del prinaipe Federico d'Olanda, 3° Pernov del re Federico Guglielmo IV, 4° Nesvisb del maresciallo principe Bar• klay di Tolly, 1° battaglione cacciatori dei g ranatieri. 2a Divisione di granatieri. Reggimenti: 5" granatieri Kiev di S. JYI. il re di Olanda, 6° granatieri di Tauri de di S. A. I. il gran d.::ca M'icha'i.lo->Ìicola'iewitsch, 7° gra.natiei:i di Samogete dell'arciduca Frane.esco Carlo, 8° granatieri di Mosca del gran d 11ca Fraricesco di Meklcmburgo, 2° battaglione cacciatori dei granatieri. 3a Divisione grcinatiei·i. Reggimenti : 9° granat.i0ri di Siberia di S . A. I. il granduca Nicola-'.'l'icolaiewitscb, primogenit~, 10° granatieri di Russi a rossa del matescia llo conte R uuijainov-9adunaisky, 11 ° g ranatieri d i Fanagorro d el genaralissimo' principe Suva row, 12° granatieri di Astrakan di S. A . I. il granduca Alessandro Alessa.ndro witsch, 3° battaglione cacciatori dei granatieri. . 7a DivisinnP; di cai,alleria. Reggimenti: 13° di dragoni dell'ordine militare, 14° dragoni. di R ussia rossa del principe Alberto di Prussia, 130 ulani Vladirnir di S. A. l. il granduca 1itcha"ilo-Nicolaiewitsch, 14° ulani di Iamborgo cli S. A. R . il principe Federico cli Viliirtembergn, 13° usseri delia Narva di S. A. I. il granduca Cost.anti110Nicola:fewitsch, 140 usseri di Mitau cli s: M. il re di \,'urtemberga.
. Df'visione d'artigl-ieria dei granMieri . . la Brigata: batterie '\ di nser va N. l e 2, e batteria alleggerita N. l; 2,1 brigat a: batterie gravi N. 3 e 4, e batteria alleggerita N. 2; 3,, ùrigata: batterie gravi N. 5 e 6, e batterie alleggerita N. 3; } 7a brigata d'artiglieria a cavallo: batteria grave N. 13, e t batteria alleggerita N . 14; brigata d'aÙiglieria da parco I dei granatieri : parchi mobili N. J, 2 e 3; parco volante. . S01:0 a~giunt i _a _questa di,-:isione : il battaglione zap- 1 paton de granatieri, la ?a bnga.ta del treno ed un distaccamento di gendarmeria.
54
oHG,IN IZZJZl01'E
D Ett.' llSE RCJTO Il OSSO
I. CORPO D'ESERCITO. Ja Divisione di ,r.a""t"•·· R ego-i~ · . , " vr ia. 0 menti: 1°_della NeìYa, 2° di Ssofia, 30 della Narva di KaporJc di S. A. R il principe reale di Sassonia; ba.L• tag lione cacciatori.
4\
1°
2~. Divisione di fantei·ia . Rerrgimenti •• •5° di' K··<L l ouga d 1, · S• . . o · U. 11 _re d1 Pruss1a, go di Libau del principe Carlo cli Pr~,ss1~, ;o_d1 Rev el, 80 c1'.Estonia;_2o battag lione cacciatori. 3 Divisione di fantena . Reggimenti : 90 Vecchio Inker1nan del g enerale aiutan~e principe Menschikoff 10o N uovo-Inkerman, . 11 ° d i Pskov del maresciall o pri;1cipo K utusof-Smolensk1, 12° d i Velikoluz ,• 3° batta . . , g 1·1one d.1 ca,~c1a ion.
la Divisione di cavalle1•ù1,. Renrrim enti: lo 4dra()'o · i· .M d • c.. bo , 0 lll Cll oosc_a . l . ;:;, M., ~o dragoni di Pskoy dell'imperatrice; 1 ulctr11 eh Sm1 P 1ctr oboro·o di S . M . 1·1 re a·1 B av1era · o 2° ulani di Curlandia dell'imperatore · 1o u sser· d 11' · , . 1 urn 1 e ai utante generale conte di Pahlen, 2° usseri di Paulog rad d1 S. M.
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Ia lJivis~one d'~rtigli~1•ia. l" Hrigat~: haUerie gravi N. 1 e ? , ~attena leggi era rigata N. 1, bat teria all egaorita N. 2· 2 a brigata: batterie gravi K . 3e4, batteria Je.,.;'iera rirraLa' 0 0 N 4 3 J · ,.,, w • •; a m g~.ia; batte1~ie N. 5 e 6, batteria leggi era rigata N. . ,5, batteria alleg<-rerita N• 6 ,· Ja brio-ata d 'art· · a 0 . . e, , 1g1·iena c.ivu 1lo . batteria g raye N. 1 e a.ll ecrnerita ~ 2. 1,, J , · , t ·l'··t· - ,· . oo ·· , )11g<i .a e ,u 1g 11e1Ja da parco : parclH mobili N. l 2 e 3 , volantcN. l. ' ' pai co
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Fanno. inoltre part,3 del prilllo corpo: il 1° battao·lione zappa ton, la l" brigata del treno' ed un dishicca;ento cli genùa.rrneria .
II. _Coni>o D'ESERCITO. - 4• Divisione di fant&ria. Reo iment1: 13" di Beloscrnki di S . A. R. il gra.n ch1ca. di As~?a ~ 'Olonez di S . A. R. il principe Carlo d i Baviera., il l;:,o Schlussol-bor,ro IGo di Ladon•1. 40 b ita 1· , o , o' '' · a g1one cacciatori.
!40
5a Divisione di (antetia . Reggimenti: 17° ct·Arkangelgorod di S. A. I. il granduca Vladimir Alexandrowitch, il 18° di Vologcla di S . A. R. il p rincipe <l'Orange, 11) di. Kostroma, 20° di Ga.lizki; 5, battaglione cacciatori. 6" Divisione di (ante1·ia. Reggimenti : 21 ° di Murom, 22° di Nishegorod, 23° di Nisow, 24° di Simbir ski; 6° battaglione cacciatori. 2n Divisione di cavalle1•ia. Reggimenti : 3° dragoni cli Russia r ossa di S . A. I. il granduca Vlaclirnir Alcxandrowitsch, 4° dragoni di Ekate:·inoslaw di S. A. I. la gran duchessa Maria Nicolaeyna ; 3·• uluni di Smo1ensko cl i S . A. I. il principe Cza.rewiisch, 4° ulani Cliarkow ~li S . A. I. il principe Federico di Russia; 3° usseri ElisaYctgrad d i S. A. I. la granduche3sa Olga ~ icola.evna, 4° LH,scri Mariupol del prin cipe Federico di Assia-Ca$sel. 2a Dii:isione d'artiglie1·ia. 41 Brig c1ta: batterie gravi N. l e 2, batter ia l egg,-~ra r igata, N. 1, hatteria alleggerita N. 2; 1 5a brigata: batterie gravi~- 3 e 4, batteria leggera rigata Ì N. 3, b a,tteria alleggerita N. il; 6° brigata: batterie gra\·i N . 5 e 6, hattcria leggera rigata N. 5, bat.icria alleggerita N. 6; ;?,a brigata d'artig lieria a cavallo : hatterià grave N. 3, batteria alleggeritn. N. 4 ; 2• brigata ct·artig lieria da , parco : parchi mobili N . 4, 5 e G, parco volante N . 2. Più: "1-0 battaglione zappatori; i, brigata del tren o e un distaccamento di gendarmeria. 0
III. Conpo D'ESERCITO. - 7• Divisione rli fanteria. Reggimenti: 25° Smolenski, 26° Mohil0vv, 27° Vitebsk. '28° P olosk; 7° battaglione cacciatori. 8• Divisione di fanterie,. Reggimenti: 29° Tschermigow del niar esciallo conte Oieb itsch-Sabalka.n ski , 30° di Poltava, 31 ° di Alexopol, 32° di Krementscherg; 8° baita• glione di cacciatori. 9• Divisione cli fcinterici. Reggimenti: 33° rl' Elez . 34" cli Ssew, 35° di B1ja.oski clell"aiutarite geuerale priucipe
56 ORGANIZZAZIONE GorschakofT, 36ò <1'Orc1 del maresciallo conte PaskcwitschErivanski; 9° baltaglione cacciatori. 3• Divisione di cavcilleria. Reggimenti : 5° dragoni Kargepol di S. A. I. il grandt:ca Costantino Nicola'iwiiscb, 6° drngoni Glu<.:kow di S. A. I. la granduchessa Alexandra Iosefovna; b0 ulani di Littuania di S. A. I. l'arciducét Alherto di Prussia, 6° ulan i di Vollinia di S. A. I. il granduca Costantino Nicola'iewitsch ; 5° usseri d'Alessandria di S . A . I. il granduca Nicola Nicohùowit~clt primogenito, 6° usseri Kljastizki dj S. A . granducale il principe Luigi d'Assia. 3• Uiv'isione cl'arliglieria. 7• Brigata : hatteric grnYi N. l e 2, batteria leggera rigata N. 1, batteria alleggerì ta ~ . 2; 8• brigata: batterie gravi N. 3 e 4, batteria lrggera N. 3, batteria alleggerita N. 4; 9~ brigata; batterie gravi~ - ~ e 6, batteria leggera rigata N. 5, baiteria alleggerita N. 6; 3, brigata d'artiglieria a cavallo : batteria grave N. 5, batteria leggera r igata N. 6; 3• brigata d'artigl ieria da parco: parchi mobili N. 7, 8 e 9, parcovolante N. 3. Ed inoltre : 3• brigata del treno e un distaccamento di gendarmeria.
IV. CoRPO n'ESERCITO. - 10• Divisione di fanteria. Regg imçn ti: 87° cl'Ekaierm:borgo di S: A. I. il granduc;,~ Alessio Alessanclrowitsch, 38° di Tobolsk di S. A. I. il granduca Ser gy Alessan dr owitsch, 39° di Tumsk, 40° di Kolyrnn; 10• battaglione cacciato1·i. 11• Divisione difcintei·ia. Reggimenti : 41° di Selioginski, 4'2° d'Iakuts, 43° d'Ocbots, 44° di Kamtschatka, 11 • battaglione cacciatori. 12' Divisione J'a1·t·iglierici. Reggimenti: 45° d' Azoff, 46° di Dreprow, 47° dell'Ukra.nia, 48° di Odessa; 12° battaglione cacciatori. 4.• Divisione rli cavalleria. Reggimenti : 7° dragoni di di Kiuburn di S. A. I. il grandnca hlicluùlo- >!i<.:ola'ic-
57 witsch, 8° dragoni d'Astrakan di S. A. I. il g randuca ~ icola Nicol,licwitsch primogenito; 7° ulani d'Olviopol dell'aiutante generale O»tcn-Sak en, 8° ulani Vossncs-_ scnski di S. A. il principe Alessandro d'Assia; '7° u~ S<T1 della H.L1ssia bianca di S. A. I. il granduca Mica'ilo Nicolaiewitsch, 8° usseri Luhni di S . A. I. l'arciduca Carl o Ltiigi. . _ _ 4. Di11isio11e ,l'artiglieria. 10,Brigata.: battcne gravi~ - l e 2, b,1(.ieria Jeggi cra rigata N. 1, lnltlcria alleggeri ta 11.l·~ j'. 9_,:,• 1 i. brio-ata.: batterie gravi N. 3 e 4, batteria lcf(g1~ra rigata N. 3, batteria alleggerita K. 4; 12-• brigat~1: batterie gravi 5 e 6, batteria leggera rigata N. 5, battt>r~a alleggerita N. 6; brigata d'artiglier ia a cavallo : .batteri~ gniYc N . 7, batteria alleggerita N . 8; 4' bngata d.1 artig lieria d,~ parco N. 1O, 11 e 12, par co volante N. 4 . 4° baLLaglione zappatori; 4• brigata del treno ed un distaccamento d i gen darmeria. l)ELL.ESERCITO nusso
l")
\.
V . CORPO n'ESEUCITO . - 13n Di·visione di fantericb. Reggimenti: 49° di Brest, 50° di BelosLok, 51° di Littuania, 52° di W ilna, 13° battaglione cat:ciatori. 14• Divisione di fante?'ia. Reggimenti: 53° di Voli inia , 54°di :Minsk, 55°diPodolia, 56od iSitomir; 14°battaglione cacciatori . 15, Divisione di (.ntei·ia. Reggimenti: 57° di :Modl in , 58° cli Praga clcll'ai ulanlc generale Luclers. 59° di Lublino, 60° di 7.amof-ca; l 5 6 hattagliollC cacciatori. 5• Di·visiono di cavcillel'ia. Reggimenti : 9° dragoni ùi Kasan cli S. A. I. l'a.rciduq Leopoldo, 10° dragoni di Nowogorod di S . A. I. la granduchessa El~naPaulowna; 9° ulani di Bucr del o-cncrale <li cavallerio Siewers, 10° o b {" ulani ù'Odessa del granduca. ùi i\assau; 9° usseri di J tev di S. A . I. il granduca Nicola Massimilianowitsch, 10° usseri d'Inkcrmann del g randuca di Sassonia Weimar. 5• Divisione ct'artiglieria. 13• Brigata: batterie gravi ~. 1
58
0RG.1KIZZ.IZ101'iE
e 2, hntteria rigata le<nrera N l b·-ttteria 11 ·t 14• b . oo_ • ' ' a eggen ·a Nr · 9. nga.ta : battene oa ravi N · 3 e 4 , batt'CJJa ,· 1ca. ~, . gtera '.'1gata ~ - 3. batteria alleggerita N. 4, 15• brirrat:: batterie gra.v: N . 5 e batteria leggera rigata N. 5,\ati:ena allc•Nertta N· 6 ,· 5· hrio--,ta d'a, r t·1g1·iena · a cavallo: 0 . o J o" batteria. g-ravc N. 9, batteria alleao·ert·t,, N I O· 5, b · ., . " • , l'l"él.tlt O d a par<.:o: parchi mobili N. 13 Ot:> 14 e lfr parco v l t K. 5. ' , o an e
e,
50 Battaglione ,za ppa.tori; 5, brigata del treno, e un
d ista.ccameuto gendarmeria.
VI._
C~RPO .n'_e:SERCITO .
16a Divisione cU fanteria. R0ggi-
ment1 : 610 dr Vlad1mir del 0acnerale di fanter· . . .h . . ' 1a prrncJpe Gortsc akolf, 62° di Susdul. 630 d'U<rl iski 6-1° d' K, d1· S . · o · , 1 ,tzan .' A. ~- 11 g_rauduca Mieailo Niko hùewi tsch; 16° battaglione d1 cacciatori.
, 17a .Divis_ione_ di fanteria. Reggimenti : 650 di . Mosca, 66° d1 Dut1rsk1, 67° di Borodino di S. .x. ':f•, 680 d 1. 1'aran• tmo del g randuca d'Oldenboro-o • 170 batta,..1 · u 1· 0 · t • , o 1 0 e e 1 cacc Ia ·ori.
e
• ·
·
l8a Divisione di fanle1·ia. R em:rimenti • 69° d ' R' '"'Oo d. R' . .., . oo · t Jasan, ' . I Jashsk,, Jl o d1 Belew, 720 di Toula; 180 battaglione cacciatori. 3
d. 6 Divisione cavalleria. Reggimenti : }60 dragoni di Riga 1 S . ~- ~- la granduchessa Catterina Micba'H ovna, 12° dragont d1 Starodub di S. A. I. il principe Pietro d'Old~n borgo; 11 ~ ulani di Tschuguew, l 2o u!ani di BeJgorod d; r-~ - A. I. 11_ g:anduca Carlo Ferdina n do; 11 ° usscri d_I,Jum del 1~rm~1pe reale di Prussia, 12° usscri cl'Achtika dt S. A. R. il prrncipe Carlo di Prus;;ia. 6" Divisione d'a1·tigtie1·ia · lG" 1)1·,· oo-ata • batt · · \r ·l . ·' · eri e gra V l l~ . 0 2 ,b battena leggera N. I, batteria allco-O'erita N' '). • Ob e • ~, l ,..~ r rigata : batte rie boTavi N • 3 e 4 ' l)atte1·1·" l erro·ora . ' e ' .. 0 rigata N. 3, batteria alleggerita N. 4 . 1sa brirr•,ta·"' b· t t .· , . · . ' o<• • cl ' e1 ,e gia, I ~- 5 e 6, batterrn leggera rigata N. 5, batteria
llELL,ESF.llCITO RUSSO
alleggerita N. 6; 6a brigata d'ar t iglieria a cavallo : batt eria grave J _ 10, batteria alleggerita N. l:J ; 6• brigata. d'artiglieria da pa.rco : parchi mobili N. 16, 17 e 18, parco volante N. 6. · Ed inoltre : 6° battaglione zappatori; 63 brigata del treno e un distaccamento di gendarmeria. ConPo m C,\VHLF.RIA co~Ull'HTA. - Questo corpo si compone delle 2a, :~\ 4a, 5a e 6• divisioni che si t r ovano presso i cor pi d'esercito d i numero corrispondente; d ella divisione d'artiglieria a cavallo di riserva; della divisione di pionieri a cavallo; del la 8" bri gata d el treno e llel m ezzo squadrone di gendarmeria K . 2. La divisione cCa,1·tiglie1·ia a cavallo ,li riserva comprende le batterie alleggerite N. 1, 2, 3 e 4. La divisione di pionieri a cmJallo di pende per le manovre di cavalleria d al comandant e del corpo di ca-valleria combinata, wa pel serviz.io speciale, è posta sotto gli ordini del comanrlantP. rklla za brigata dei zappatori (I). Esr;nc1To DEL CAUCASO. L'esercito del Caucaso è formato di tutte le truppe che si trovano n e lla contrada de l Caucaso; esso non è propriamente costituito in corpi d'esercito, ma è f:·azionato secondo i distretti militari che compongono c1uel governo. Quest'esercito comprende : 3 d ivisio11i di fan teria e 1 divisione di granatieri (ogni divisione è di 4 R eggimenti e 1 battag lione caccia tori ) : 4 Heggi rnenti di dragoni i quali senz.a essere riuniti in divisione, vanno u niti alle 4 divisioni di fantcl'ia; 37 battaglion~ di linea e 4 brigat e d'art)glieria a piedi . Le divisioni , r eggi1n cnti è l)attaglioni dell'esercito del Caucaso sono denominati e numerati analogamente a.gli altri corpi di t ru ppe attive; i ( I) T ntlc queste doppie dipendenze delle armi speciali e non fanno a meno ~b~ p1·odu1Tc mnbiguit~ nel iervii io, cri iucr.nvc nicnti ( il T. ).
60
OHGANJZZAZION E
~attagli~11i di linea, detti brittaglioni del Caucaso p 0 rtano J n umeri da 1 a 37; le brigate d'artiglieria i ~- 19, 20 2 1 ; la_ ~a brigata è chiamata : bri"gata d'artiglieria gr_an1itieri del Ca,vcaso di S. A. I. il granduca Mica"ilo · Nicola·iewitsch .
dei
1
. TRUPPE DELLA PROVJNCIA m KounAN. - Cava.Ucria: 150 reo-g/_111en~o dragoni . di Twer di S . A. I. il grandu ca Nicola N1colaiewrtsch primogenito.
. 19a Di,visione di 1ranteria Regg·iment, · 1· •• 73° d 1· C nmea, ' · · 74 d1 Stavropol, 'ì5° di Sebasto1)oli 76" di I7 onb' . 0
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. ne cacciatori. 1oo ;;, b attaglw i
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Arti~l·ieria. 19" Brigata.d'artig lieria: batteria g rave N. 3, · batterie alleggerite N . 3 e 4, batteria lego-era N i:: . , o < • v, un par co volante. . · Battaglioni di linea del Caucaso . N . I.~ 2, 3, 4 , 5 e 6 .
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. TRUPPE DELLA PR~VI.~CIA Dl TEREK. - Ca'IJallei·ia: r egg imento dragoni d1 Nishegorod d el principe r eale di Vlurt emberg. • 20" Div'ision e di fanteria. R eo-o-imenti: 770 di Ten crt11•8 1, · . . oe O " 1' 78 ·ct·r Nava12:1nskt 79° di Ku1·111·0::1,1 · d1· S · A . I • l·1 g ran.u · . ' · . ~.n. d u_ca Paolo Alessandrow1tsch, 80° di Ka ba rde del m~r e sciall~ !)rìncipe Bariatinski; 20° battaglione cacciatori . \ Mtigliena. :.:ioa Brigata d'artiglieria: batteria grave N, 4, f battene allegg erite N. 6 e 7 , batteria Iegc-ern. N. , s.
DELL' J;SERC: T0 RUSSO 61 Mtiglieria. 21 • Brigata d'ar tiglieria: batteria g rave ~. 5,. batterie alleggerite N: 9 e 10, batteria leggera rigata N. J 1; parco volante. Battagliorri d i l in'e a del Caucaso N. 14,. 15, 16, 17, 18 e 19 . ~
TRUPPE NEL TRANSCAUCASO. - Cavalle1·ia: 18° Reggim ento dragoni di P er ej aslaw di S. A. I. il granduca Alessandro Alessandrowit sch. Divisione'g1·anatieri del Cauwso. R eggimenti: 13° granatieri d'Erivan di S. :M., 14'; di Grusia di S. A. I. il grand uca Costantino Ni cola'iewitsch, 15° di Tiflis di S. A. L il granduca Con sta ntino-Costantirnwitsch; battaglione cacciatori dei g rana tieri del Caucaso . Artigheria . Brigata d'ar tiglieria dei g ranatieri del Cau- \ . caso di S. A. I. il granduca Mica'i.lo-:'-licola'iewitsch, batterie gravi N. 1 e 2, batteria alleggerita N. 1, batteria leggera N. 2-; p arco volante. · · Battnglioni di linea del Caucaso N. 20, 21, 22, 23, 24, ·
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25, 26, 27 e 28.
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•· un parco volante.
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Battaglioni di linea del Caucaso N. 5 7 ~ 9 ') e 1·· , , u, , 10, 11, l ,.,, .:J. 1'RUj5'pE DELU l'R0\-'INCJ.'~ 17° reg-_g imento d r ag-0111· di· " Czarwitsch.
DE
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DAGESTAN.
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sseven· eJJ· s. A. I.
Cai,alleria _: il principe
21a Divisione •• 8Io d· 'A . •I1eron, . cli (ante1·ia. Re,rnimenti oo _ psc 82° de_l Dagestan, 83° di Samur, 84° d i Sèhir-ra n di s. A. I. 11 granduca Costan tinowitsch; 2 1° battaglione cacciatori.
\
TRUPPE DEL GOVERNO GENERALE DEL KuT,ùs. Battagli oni di linea del Caucn.so N. 29, 30, 31, 32, 33, 34. 35, 36 e 37. OHr e alle truppe di cui sovrr, l'esercito del Caucaso O
compre ncl~ inoltre : il. l battagl ion,~ de' ~appa~ori. d el{ .Caucaso d1 S. A. I. 11 g randuca N1cola - ;-.;:1colmcw1tsch primogenito, il ~0 battaglione zapp,itori, la 9a brigata del tren o, i parchi m ob:il1 N. 1 e 2, e d in truppe irregolari: il corpo dei Cosacchi del Kouban e d el Ter Pk , la druscbina a piedi di Grusia, i r eggimenti irregolari a cavallo del Terek e del Dagestan, gli squa droni irregol<tri di L aba e del Kouban, le m ilizie d el Dagestan e cli Gouria, tre Sotnie a' cavallo p er la provincia del Dag estan, il comando dei Co,-acchi d'Azow, i r eggim e nti e bat ter io dei Cosacchi dd D011, 30 compag nie mobili d 'invalidi,
62
DELL'Est:RCITO R\iSSO
20 cornpaguie d·a.1tiglieria d'assedio , 8 112 compaanic di operai militari, 20 d istaccamenti d'invalidi del Cau;aso e 7 d istaccamcmti di tapp,,; e finalmente Ja compagnia delle terme del Caucaso.
pagnie mobili d'invalidi, 14 distaccamenti d'invalidi seden• tari i e cli 39 distaccamenti da tappe. Nella Sibe-ria orientale : i baLtaglioni clilinea della Siberia orientale N. 1 a 6; la brigaia <l'artiglieria del Traosbaikal: batteria g rave N . 8 e batteria leggera N. 2; mezzo parco mobile; il corpo dei Cosacchidel Transba'ikal e dell'Amore colla sua artiglieria ed i 2 reggimenti a c~vallo dei Cosacchi d'Irk utsk e di Enisscisk.
Altre tn11•11c t'l gìo11ali. 1
TnuPPESTJz10:uTE~ELLA FtLA~DIA.-22~ Divisionedi(ar,te1•ù1, composta di 10 battaglioni di linea finlandesi dai N. 1 al 10; 9 battaglioni cacc.iatori finlandesi indigeni; 2 batterie d'artiglieria finlandesi N . l e 2; 1 battaglione. w ppatori finlandesi; 3 compag uie d'artiglieria d'assedio N. l, 2 e 3, e rneiz.a compagnia N. 4; e l [-1 compagnia di d iscip lina e guasfatori militari; 12 distaccamenti di invalid i finlandesi . Co1ti.>o or Om:Nnunoo . - 23" fJfoisio nc di {lmlc1·ia formata. di 11 battaglioni d i linea d'Orenhurgo N. 1 ad 11 (cli cui i battaglioni l e 5 souo suddiYisi in mezzi batt,1gl ioni); il corpo dei Cosacchi d'Ore.nburgo e dcll'Ural colla sua artiglieria ed il corpo dei baskir ; 2e :J1-:l: compag nie d'art.i•/ glieria d'a,c:;sedio e 2cornpaguic d'artiglieria di guarnigione, 1 compagnia d i lavoratori militari, l compaguia d i discipli nn, 17 distaccamenti d'iuvalicli o 5 distaccameu t,ì di t appa.
l
63
ORGA!'.IZZAZIOt>E
Con Po n 1 Smen IA. - lVel lii Siberia occiclcnla le . - 21a Divisione d'i fanteria composta. di 12 battaglioni cl i l inea d i Siberia N. l a 12 in 2 b1-j;;ate; l" briga ta : batlaglioni di linea d i Siberia '.'\. I a 6; ~• brio-ata : baitairlioui di linea o o N. 7 a 12; Le batterie a·artiglieria a piedi di Siberia; il corpo rloi Cosacchi cli Si beria c•J' residui dell'antico corpo dei Cosacchi coufinarù; 4 eompagn ie ct·artiglieria d'asse• dio; il comando degli iog<'gneri d'Omsk, l t:! compagnia di laYoratori militari, 1 compagnirt rì i disci plina, 2 com-
~
2. Effettivi dei 1·eggiirwnti e dei battaglioni di {ltntcria, e o,·ganizzazione dalle lo1·0 riserve.
Sul piede di pace 1 reggimenti cli fanteria si c~mpon-. gono di 2 battaglioni quelli dei corpi della g~ardia e _dei o-ranatieri, e di 3 battaglioni quelli dei 6 corpi d'eserc1tt1 ; ~ell 'cscrcito del Caucaso ogni reggimco t.o consta di 5 battag)ioni. Ognuno poi dei r oggim,mti dei 6 corpi d'esercito ha inoltre un 4° battaglione di riserva; ed hanno pure un 6° battaglione cli ri~erva i reggimenti del Caucaso. Questi battaglioni di riserva sono affatto divisi dai lor~ reO' O'i menti e sono annov erati nelle divisioni di riserva, d1 e>o cui si dirà in appr esso. Orrni battaglione è form ato di 5 compagnie, la 53 delle quali è detta compagnia cacciator'i. Arnministra~ivamente queste compagnie dipendono assolutamente dai l~r~ bat• taglion i, ma n elle evoluzioni , parate ed eser c1z11 ove intervengono · truppe d'og ni arma, durante le manovre le compagnie de'cacciatori.d'ogni reggimento si rnccolgono in un particolare battag li one. . . . Un rpm:rimento della rruardia o del corpo dei g ranatien si cornp~~c adunque l ba.ttaglio1:e di cacciatori. a ~ compagnie, e di 2 altri battaglioni di 4- cornpagme dt linea. Q11esta formazione, lo ripetiamo, non è che momen tanea ed a naloga a quanto praticavn::::i altra volta pr:::::so ci unsi tutt i gli eserciti ove ri uni vansi in uu battag11011c
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d i granatieri le compag 1ùe gr·ana.tieri dei sing oli battaglioni d'ogni reggimento. Le compag nie cli un r eggimento della g uardia o del corpo granatieri son o nùmerate da 1 a 8, nei reg gimenti dei 6 corpi d'eserciti da 1 a 12, e n ell'esercito del Caucaso da 1 a 20; le compagnie di cacciatori hanno una nume razione particola-re che cqrrispon de al numero dei battaglioni d i cui fann o parte. In cadun regg imento havvi una c0mpagnia fuori r ango composta di tutti i disarmati. Ha.nuovi inoltre ne'n1ggi-' m enti della guardia distaccamenti d' io validi della guardia , ed in quelli dell'esercito del Caucaso sonovi compagnie d'invalidi. I quadri seguenti presentano l'effettivo de' stati magg iori, reggimenti e b attaglioni .
PIEDE DI PACE
REGGIMENTI, BATTAGLIOM, ECC.
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Reggimento del Corpo di gr:rnat1cn . . . . . .. .
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Rc~gimen~o del . .·f ' e G"' Corpo d cscmto . .. .
I • J"O , 78 303 '1 37 27611 V I la
Reggimento dcll"escrcilo del Caucaso . • . .. . .
• •102 .so 113
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5 95 72
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eserctlo ... . . .. . .
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0:!GA NIZZAZ!ONE
R1sERv~ e DEPOSITI DEI REGG1ME~T1. - Le truppe di nserva per :a fanteria sono organizzate come in appresso: Sul piede di pace) : i 12 quarti battaglioni dei reggimenti dei 6 corpi d'esercito sono intieramente divisi dai rispettivi reggimenti e formano le divisioni di riserva di cotesti corpi, sotto un comando speciale; i 16 sesti battaglioni dei reggimenti dell'esercito del Caucaso formano la dfoisione di riserva del Caucaso, nella quale vanno del pari annoverati i battaglioni cli linea di riserva N. 1 e 2. Tutte queste divisioni di riserva sono poste sotto gli ordm i del comandante la riserva della fanteria di linea. Siil piede di gnerra): i reggimenti delle tre divisioni di fanteria della guardia e del corpo dei granatieri, formano i terzi b(tttaglioni cli riserva, cosicché questi 12 battaglioni costituiscono per caduno di essi corpi una divisione cli riserva. In quanto a' reggimenti dei corpi d'esercito form asi perogrri reggimento attivo un reggimento di riser va di 3 battaglioni (i quarti, quinti e sesti batta-' gliolli di riserva), aventi lo stc·isso numeru, eù i cui quadri sono formati dai quarti battàglioni. I 12 reggimenti di r iserva cli ogni corpo raccolti in 6 brigate e 3 divisioni costituiscono il suo corpo d'esercito di riserva. Sonovi dunque in complesso 36 brigate, 18 divisioni o 6 corpi d'esercito di riserva. Oltre i reggimenti di riserva, si for mano eziandio in tempo di guerra, in ogni corpo d'eser cito, reggimenti di deposito destinati a completare i reggimenti attivi e · queHi di riserva. Questa formazione ha luogo o all'atto stesso che quella dei reggimenti di riserva, o al momento in cui qoosti ultimi entrano in campagna. Nel primo ca.so 3 delle 4 compagnie C:ei quarti battaglioni valgono a formare i 3 battaglioni di riserva, e la 4a compagnia dà i quadri per 2 battaglioni di deposito (7<> e 8°) del propr ioreggirnento. Quando invece tale formazion e non si effettua che allorquando il r eggrmento di riserva eDtra
DELL,ESEUCITO R USSO
67
in campagna, il reggimen~o lascia un quadro di 12 uflìziali, 80 sott'uf:Iìziali e 348 soldati, scelti tra i pi t't anziani ed i meno atti a sostem\r fo fatiche della guerra, e con essi formansi i quadri del 7° ed 8" battaglioni di deposito. I battaglioni di deposito dei reggimenti formano 1 reggimento di 4 battaglioni, ed in ogni corpo d'esercito i 6 reggimenti di deposito formano 3 brigate ; e fra queste vien costituita ht di,visione deposito di questo corpo.
Le riserve ed i depositi dei battaglioni di cacciatori ..~ si organizzano come segue : Sul piè di pace): ogni battaglione di cacc.iatori della guardia forma una compagnia di riserva, e queste tre co~pagnie costituiscono il battaglione di riserva dei cacciatori della guardia. Pel battaglione di cacciatori finlandesi si forma una compagnia di riserva, pei cacciatori del corpo dei granatieri un battaglione di riserva, e 6 battagiioni di riserva pei 18 battaglioni di cacciatori dei 6 corpi cl' esercito. A seconda delle esigenze della ,,, .. guerra si creano poi ancora, 6 battaglioni di cacciatol'i di deposito. Il battaglione di riserva dei cacciatori, il quale in tempo di pace fa parte delle divisioni di riserva del Caucaso, costituisce anche in t~rnpo di guerra la riserva dei 4 battaglioni di cacciatori dell'esercito del Caucaso. Sul piè cli pace): non si mantengono quadri pelle riserve dei battaglioni cli cacciatori della guardia è del corpo dei granatieri, ma bavvi per ciascuno di quelli dei 6 corpi d'esercito una compagnia di riserva destinata a. formare il loro - battao"iioue di riserva; sonovi dunque o iu tutto 18 compagnie colle q uali si formano 6 battaglioni di riserva dei cacciatori. Per compiere questi cenni sull'ordinamento delle riserve
·
68
pm: le truppe di fanteria, rimane a dire quanto si fa a r.ì'g uar do dei battaglioni di zappator i.· Sul piè di giterra): , nel battaglione degli zappatori della g uar dia si forma una compagnia di riserva con una sezion e di treno pel servizio dell'equipaggio da ponte che ~ segue questo corpo. Cr easi pure una compagnia di riser va pel battaglione di zappatori dei granatier i e 6 battaglioni di riserva per i battaglioni zappatori de( 6 corpi d'esercito; all'occorrenza si formano inoltre 6 battaglioni di zappatori di deposito. Col richiamo degli uomini congedati temporariamente si completa l'effettivo del mezzo batta' glione di zappatori finlandesi per formare un battaglione iutiero. I n tempo di pace): di tutte le truppe di riserva degli zappatori altro non si serba che un mezzo, battaglione di riser va assegnato alla 23 brigata di zappatori . ed il quale è destinato a fornir e i quadri ai 6 battnglioni di riserva; tutti gli altri soldati che formano l'effettivo r egolamentare sono intLLern ti in con gedo illimitato. I battaglioni di riserva degli zappatori sono organizzati sotto la direzione del comandante la 2a brigata zappatori, non formano' una speciale brigata di riserva, ma sono posti sotto l'immediata dipendenza del generale Ispettore del genio.
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Un rc~iimcnto di_fanteria 01 risen•:1 d1 3 battaglioni ... . _. : . . . Un balt:1glio11c th riserva dei c"c.ci:tt.i della guardia . . . . . . . . . . . compngnia di riscr~~ dc! battaglio ne cacciaton Finl:rndcsi . . . . . . . Meno l>alt:1~1ione cli riscn•a rlegli zappatori .
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Il q uadro seguente presenta l'effettivo delle truppe di .riserva di fanteria.
69
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ORGANIZZAZIONE
della guarrha . . . .d1: Sezione rld 1,rcno qncst;1 comp:lgnrn . . . . Comp~1gnia di riser\1:1 dc! hattag·liu111! zappaton ~ei gn,natic1·i .. ._. : nariscrv;1 ttnglione zappaton lh . . . . . . .. .
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( Continua.)
STUDI COMPARATl\11 STATISTICI TRA L'ESERCITO NAZIONALE E QUELLO DI FRANCIA
- -..,Com11etrnze degli uffiziali di fantnia in Italia ed in Irrancia. L e tabelle che seguono, nonchè le not.e che ad esse si riferiscono, quantunque sufficientemente chiare onde dispensare dallo estenderci lungamente a fare risultare da qual r,arte sta la, differenza in favore oà in disfavore dell'uffiziale, le faremo però seguite da brevi osservazioni. Quanto nlle note dobbiamo avvertire che ci siamo trnuti ad iudica?.ioni generali sufficienti per stabili re il paragone dl,l 1rattamenlo ddl'uffi.ziale di fanteria presso le . due nazioni amiche.
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.COllP.~R ATJVI ST AT ISTICI
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. delta rn1,011 ,ie..clumff<1aé ,te, clwmbrcs, per le trupne · acC'amp:.ll.e: nel! rntcrno. Quasl.:l razione fi'iur crno n1:ia , per le tl'llllJJC ~,\nartim·at c dai àOO, 700 ctl 800 gram mi l per uomo, seeq_n( o 'che i! dist_ribuita nepa reg·ionc calct:t,
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degli itlfiziali frances,i ed italiani dell'at•nJdi fanteria, per· ogni mese di 30 giorni (deduzione fatta del 2 per 100 per· gli it(fiziabi francese della lassa e sovratassa per· gli ,u!Jìziali italiani, nonchè dellci t'itenzione musica per gl uffiziali superio1·i e capitani ·italiani).
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Le cifre in carattere
nero ind icrino i r,asi nei quali la paga dell' oilìzialc francese è infc-
riore a ((Uclla dell'uOìziale itnliano.
In Italia ,-i è una sola classe <li luogotenenti di fanteria.
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82
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A11notazioui rclati\•e alle competenze francesi.
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(1) La paga di pr,'Sf'nza è !a mc>desima in t8~Fti cl) pa':e cume in tempo di guerra; in quest'ultimo caso gli ufficiali n éevono razi,rni di viveri e cessano di aver diritto alle compeumze {li cui godono in guarnigione. La paga di non-activilé varia secondochè la non-activité è clipeoden10 od indipendente della volontà dell'ufficiale; nel 1° èaso essa è per tutti i gradi dei due quinti della paga senza accessorii di paga; nel 2° caso essa è della metà della paga, senzn accessorii di p:iga, per tutti gli ufficiali, sah:o però i tenenti e sottotenenti che godc,no dei tre q uinti della propria paga. La p:iga di ri{<)rma varia anche secondo il tempo passato sotto le b'andiem. L 'uffiziale r iformato che ha più di 20 anni di ser-vizio effettivo ricen una pensione cl i riforma, la cui quota è detrnninata dal maximum della pensione di r itiro del suo grp.do, in ragione d'un trentesimo per ogni anno di servizio effeui:vo. Se egli ba più di sette anni di servizio, e meno di venti, riceve, durante un tl'mpo uguale alla metì, de' suoi servigi, una paga di riforma uguale ai 213 del minimum della pensione di r itiro del suo grado. Infine, se ba set:e anni di servizio o meno di sette anni, non ha diritto a nulla. La paga di permesso di semestre è eguale alla mefa della paga ò i presenza ; gli n fficial i in pe1·messo di convalescenza godono della mfdesima paga che gli ufficiali in permesso di semestre, ma il ministro può loro accordare la paga intiera per la durata della convalescenza, ma l'ufficiale cbe ott1~ne uria proroga, r iceve solo la mezza p:iga. Gli u~ciali che vanno in. permesso per affari personali, ma di cui il permesso non oltrepassa sei mesi, hanno diritto alla 112 paga, e di più viaggiano sulle ['errovie a prezzo ridotto. L'uflic:iale in permesso non ha diritto a nessun accessorio di p:iga. La paga f ospedale è ·quella di attività, m eno una ritflnzione giornaliera ohe è di 3 fr. per gh ufficiali superiori, 2 fr. pel capitano, 1, 50 pel tenente, ed 1, 25 pel sottotenente.
I
83 Ess,mdo in ditenzìone preventiva -l'ufficiale ha ragione al la metà della paga di a1tività. Se viene assolto gli è fatto il richiamo dell'altra metà. - L'ufficiale prigioniero di guerra riceve la metà paga per la durata della sua prigionia, più una gr:1tifìcazione d i due mesi di paga quando rientra dalle prigioni del nemieo. (2) H supplemento di paga è accordato alle truppe in re~idenza a Parigi, Vi~cennes, Saint-Dénis, Courbevo1e, Rueil, Neully, Saint-Cloud, Sèvres, Meudon , Bicèt.re, Saint Germain-en-La yr•, Varsailles, Lyon , Marseille e Toulon. In Aigeria gli uffizia li dei zuavi, q uelli dei Tirailte·u rs A.!ge1·iens e dei battaglioni leggieri d'Africa hanno diritto ad uu a umento di p:iga per ogni anno passato nel medesimo gradp fioo all'ottavo -anno, che è di 75 fr . all'anno per gli uf~ciali superiori e capitani e 50 pei suba.lt2.rni. (3 e 4) Le indennjtit di alloggio e di mobiglia sono aumentate della metà in piLi ue{le città ind_icate alla nota N° 2. In Algeria la prima di queste Ìt1denni tà è aumentata di 60 fr. all' anno pei capitanj. lu,,gotenenti e sottotenenti; la s~iconda anche di 60 fr. µe i di.ie uit·111i g radi. - L'indennità di alloggio è dovnt~ agli uffizia.li che nou sono all0ggiati in natura e cbe non 8011 0 ~ccampat i. Col<,ro cbe r icevono alloggi non mobig_liat1, ricevono l'indenn ità di mobig lia: La stessa indennità di mo biglia è dovuta agli ufficiali che sono accampati neli'interoo del territorio ddl'impero od in Algeria. (5) L' inrlennità rappresenta1iva di foraggio è di un franro per razione. Ess~ è dovuta agli ufficiali monta ti quando non ricevino tale razione in natura. (6) Le spese d"uffbio sono così ripa rtite : Il maggiore (relatore) d'un reggimento 300 fr. a Il'anno Il capitano rli vestiario id. 400 id. Il capita.no tesoriere id . 2600 i'd. L'ufficiale pagatore in tem po di guerra per tre ba.ttaglioni atti''vi 1850 id. (7) 11 colonnello non riceve Sj»ese d' nffic:iu, e v1 suppliscè colla sua indennità di rappresentanza. (8) Allorquando si fa più di una tappa al giorno, l' indennità di via è aunieritata di 2 fr. por l' ufficiale superiore, di 1,20 pel capitano, e di l fr. pel tenente e sottotenente. C01itP.\IUTIYI ST AT!STJCl
84 STUDI (9 e 10) Gli ufficiali prigionieri di guerra in seguito a capitolazione non banno diritto a tale indennità. (11) Accordata nelle grandi adunanze di truppe. (12) Se, es,endo in campagna, l'ufficiale riceve l'ordine t!i ri• nlrare in Francia, e che dopo un anno passato nell'interno debba ritornare in campagna, egli ha diritto ad una nuova gratificazione di entrata in campagna. Passando meno di un a nno nell'interno, ed essendo montato, ha soltap.to diritto ad una mer,za gratificazione di entrata in campagna. Se l'ullìciale è promosso a nuovo grado riceve la diffel'enza che · corre tra. il suo an1ico ed il nuovo grado. (13) Il c1ipitano aiutante maggiore riceve 100 franchi di più di entrata in campagna che i capitani, ed un cavallo gli è somministrato dallo Stato. F inita la campagna ei deve restituirlo. Un cavallo è pure somministrato ad uguali condizioni agli ufficiali pagatori e medici aggiunti. 11 dil'itto alla giubilazione per gli uffir-iali è acquistato dopo 30 aaoi di serYizio effettivo. Danno pL1re diritto alla gi • bilazione le ferite gravi od incurabili, purche provenienti da fatti . di guerra o di serviiio comandato. Gli ufficiali impiegati nelle scuole militari hanno diritto alla paga di presenza (l'i classe del loro graJo) aumentata del terzo. L'ufficiale impiegato al reclutamento percepisce la paga àell'ultirna classe del suo grado aumentata del quinto. Condueendo reclute, l'ufliciale conserva la paga del proprio grado e r iceve un aumento del quinto di essa per l'anrlata ed il ritorno. L'ufficiale in missione politica gude della paga di vresenza. li sott'uffiriale promosso ufficiale riceve \Hl assegno di primo 'corredo fissato a franchi 500. Se tale promozione ha luogo in campagna, o che dall'interno passi in un corpo in campagna egli percepisce inoltte la gratificazione d'entrata in campagna spett.ante a.I p1oprio grado. La paga degli ufficiali i:, gli accessorii di paga si percPpiscono per duodicesimi; l'anno è di. 360 giomi, i m esi di 30. La ritenzione s ~11la. paga è una sola ed è quel la del 2 1,er Orn. L'indennità di -rappresentanza ed i l supploruento d-i paga sonr> passibili di tale_ l'itenzìone.
COMP AJUTIVI STA'l'ISTIC[
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Aunotazioui relatiYe a!lr. com11etenzc italhme. (I) La colonna N° 1 indica la paga di presc:nza io q u:1lsiasi posizione, senza arcessorii di paga. La paga di aspelta,liva varia secondo il motivo c.he l' ha determinata. Per ridU,zione o sc,iogl-irnenlo di corpo, pe[ soppressione d'impiego, per 1·itorno da p·rigfo,~ia cii gii.e1Ta, o per infermità temporarie, dà diritto: se ufficiale supel'lore o ca pi tao o; alla metà della paga di cui godeva, non tenuto conto degli accessori i di paga e delle inrlenni tà qualunque; se luoo-otent:lnti o sottotenenti, ai tre qninti della stessa paga. Gli nf· fici;li montati hanno di più diritto ad una razione di foraggio. Per sospensione d'·impiego : se capitani o di maggio r grado , ai due quinti d'èlla paga di cui godevano, ed i luogotenenti e sottotenenti, a lla metà della pag& medesima; ~er quelli che vi hanno diritto, una razione di foraggio. Per mol·ivi di famiglia, non· dà diritto a qualsiasi paga o vantaggio. Gli ufficiali riformati: o ·rivocali non hanno ragione ad alcun assegnamento se n on avranno prestalo un servizio al,ueno di otto anni. Sarà però loro accordata. una g ratificazione eguale ad. uu trimestre di paga a ll'epoca. della riforma o rivocazione. Gli 11,ffì.cùili ri(o1·mali che bnrno prestato un servizio mag~ giore di otto ·e mi nore C:i venti anni, avranno ragione per un numero d'anni eguale alla metà. della durata Jel .servi-zio loro ad un ass;gnamento d-i ri forma eguale ai due terzi ciel minimum della penùooe di ritiro assegnata -al loro grado; ove i detti uf. fi ciali abbiano prestato un serv:iio di venti anni e più, riceveranno u.na pensione di r-i(orma uguale ad .a l1 ret1ante quote del 1ninùniim della pensione di rifao assegnata a l lorn grado , quanti saranno gli anni d i servi;1.io da essi prestato. Gli ufficiali r-ivocati avranno ra3ione ad un assegnamento ugu a ie a i tre quarti della pensfone, ed a qudl'assl<g• amento che loro spetterebbe ove fossero riformati . Gli ufficiali in licenza ordinari,a ha nno diritto a li' intiera paga , e co5ì pure quelli in licenza slrao1-cli-r1a1·ia per' fer, te od infermità contratte m servizio. Se la li,·er:za st raordint ria è motivata da infermità non prcrvcniemi dal sen'izio, la
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Sl'UDI
m utà paga soltanto. Le licenze per affari privati non danno diritt? ad a lcuna paga. - Gli ufficiali che ottengono proroghe a ta it licenze per gli stessi motivi, sono similmente trattati in q uanto alle competeo-:e. L ' ufficiale ricoverato iu uno spedale gode, durante il rico• -vero, dell'intiero suo stipendio, sotto deduzione fler oani . , o 0aior• nata: s2 ufficiale superiorè di L. 2; se u fficiale subalterno di L. 1, 50. L'ufficiale ditenu to in altem di giu.dicio, finchè rimaM in tale posi zione ha ragione alla metà della paaa esclusa oo-ni ' o ' o altra competenza; venendo assolto, avrà diritto al richiamo del• l'altra metà della paga. L'ufficiale p·rigioniero di guerra, al ritorno al corpo, ha dirit to aLa bonificazione dèlla metà pga per il tempo che rimase prigioniero di guerra. Gli uffici,ili dei Cacciatori franchi godono di ·u na paga maggiore di quelli della fanteria di linea. (2) I l soprassoldo di marcia è doì'uto : 1° A tutti g li ufficiali sem prechè marcino in corpo, distaccamento o drappello di truppa, quantunque la marcia non sia che di u n g iorno; · , ' 2° Agli ufficiali delegati alla leva fuori del luogo di loro residenza dal giorno della partenza da questa sino a tutto il ritorno al corpo. ,. ·vi è inoltre un soprassoldo giornaliero agli ufficiali comand_a ti mll'intyresse dell'ordine pubblico e per scortare g li agenti preposti alla riscossione dei tributi. Esso è di lire 3 per gli ufficiali superiori e di lire 2 per gli ufficiali iÌ1feriori. Qu~sti ultimi hanno diritto allo stesso soprassoldo q11anrlo comandati p er la repressione del contrabbando. Gli ufficiali distaccati ilei di versi _villaggi della . Sardegna harÌ.oo ragione al soprassoldo giornaliero di lire l qualunque sia il loro grado. · Il soprassoldo assegnato alle cariche sneciali (va SO"'"'etto '] . I:' t:>O a, a ntenuta della tassa e sovratassa) (1) è per , L ' aiutante maggiore in 1° di L. 16, 666 al mese; {I) Gli nit1t,1uti maggiori , i capitani di Brrslglicri, noncl,è gl i altri uflkiali di fanteria d1c hanno cli,_'il.lo aJ essfsrc• monta ti (tempo di guerra), 1·1cevono una razione cli foraggio , ma uevono comperare il cavallo a proprie spese.
COMPARATJVJ STATISTICI
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L. 12, 500 a 1 n1t-si,; \ se capitano • 25, id. Direttore dei conti ) se subalterno ,1 50, , id. Uffiziale di massa e di matricola . • 1'2, 500 id . Uffiziale \ battagli, •n i attivi • 25, • id. .d'amm inistrazìone l deposito . . n 12, 500 id. Il sop·rasspldo di accantona-mento è dovuto agli uffiziali che J_; aiutante magg iore in
2° di
fanno parte delle truppe ro,;bilizzate, purcbè sia no pre~enti. Qualsiasi posizione di assenza legale fa per..lere il dìl'itto al soprassoldo. Il soprassoldo di campagna è corr:sposto dal giorno che verrà dal ministro della g uerra d,~terrninato, o continuerà fino a che altro provvedimento ministeriale lo faccia cessare. Vanno aggiunte a questo ultimo soprassoldo le competenze in natura (Tabella i\'0 2). (3) L'indennilà, di via è d0vnta agli uffiziali cbe, comu nuovi promossi, od essendo in disponibi lità , in a~pettativ a o in riforma hanno riceYuto una nuova de3tinazione, o sono rich in~ mati in at1ìvo servizio, nouchè a tutti gli urfizial; che per servizio d,w ono muovere fuori della residenza loro, quando non sia loro fis5ato un a5seguo speciale . L' indennità di via dit diritto ai mezzi dì trasporto f->U!le fnrovie, ma si riduce in tal caso al soprassoldo di m arcia (Tabella N° l, colonna 2' ). _L'indennità rappresentativa d,i foraggi è di u na lira per razione; quella di mppresenianza va esente dalla tassa e sovratassa. Oltre alle cento lire ann ue dì spt se di rappresen tanza fissate pel coma ndante del deposito, esso riceve 50 li re annue per ogni compagnia, di cui consti il deposito. L'-indennilà pe?' pe1·&ita di- cavalli ecl effetti è dovuta aluffiziale che per ragione del suo servi:i:io, sia provv is10 di ca vallo, e gli veoga ucciso in guerra - E guale diritto competerà pure a quello fatto prigioniero da l nemico (1ueno il caso di capitolaz:one) che ritorni di prigionia. (4) La gratifica zione d'en Lrn:a in campagna è devol uta al• l'nffizia le, il quale l'iceve orJine di far patte d'u n'arrnata in c11mpagna. In seguito a promozione io cam pagna, _riceverà la differenza di g rati ficazione che corre tra il s uo a ntico ed il suo nuovo grado. - Per a ver ragw ne ad una n 11o~a g ra-
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STUDI
tificazione d'entrata in campagna bisogna che l'assenza dall'ar• mata sia s tata maggiore di un anno. Hanno diritto alla pensione di riti ro gli ufficiali superiori ed i capitani che contano 30 anni d i servizio, e gli uffiziali subalterni che ne contano 25, e dopo 20 anni di effottivo servizio dellé k,ro funzioni i cappellani ed uffiziali sanitarii. La pensione può essere data per feri te o gravi infermità contratte in servizio di guerra o comandato. L 'ulfiziale comandato per un ccirso cli studii presso il corpo di stato maggiore, oltre alla paga ha cliritto a l ire 300 an nue. L'uffiziale in rnissiom conserva lo stipendio di attiv;tit. L 'ufficiule comandato presso u na scuola militare al personaJe superiore , come professore, ufficiale di governo, o maestro ha diritto a quei vantaggi speciali stanziati nel bilarimo interno dell'istitllto presso il quale si trova. Il sott'ufficiale promosso sottotenente riceve in tempo di pace uua somma di lire 300 a titolo di anticipazione. In te·m po di guerra, o se dall'interno è promosso in un -corpo sul piede di guerra riceve .una gratificazione di corredo di lire 400 ma non riceve la gratificnzione d'entrata in campagna spettante a l suo g rado. Lo stipendio degli uffìziali e gli accessorii di stipendio sono pagati a termine scaduto, e per duodecimi, l'anno è di 360 giorni, i mesi di 30 indistintamente. La ri tenzione sullo stipendio consta della tassa e sovratassa in ragione dello stipendio medesimo ed in una giornata di P".-<ga al mese -per la m us1ca da pagarsi dagli u ffiziali su periori e capitani.
Osservazioni generali. Dalle tabelle e n ote che precedono osserviamo che la posizirrne dell'ufficiale francese in guarnigione (che è la posizione più IlOl'male) è generalmente migliore di quella dell' ufficiale italiano. Per altra parte l'ufficiale italiano in campagna , che p11ò (dirsi posizione accidentale, gode maggiori y_antaggi che nun l'uflìciale france::;e,
COMPARAT IVI ST ATISTICI 89 In Francia si è tenuto conto delle condizioni economii.;he,
delle divirse città, per accordare, secondo il caso, non solo un supplemento di paga rna anche ·1 n supplemento delle indennità di alloggio e di mobiglia. Da noi nessun conto si tiene di ciò; e l'ufficiale cli presidio a T orino od a Napoli gode della stessa che in a ltre località. mol:o meno cospicue e le di cui o Pacra condizioni economiche sono evidentemente ben di verse da lle prime. Notiamo pure che in Francia quantunque la paga dell'u fficiale propriamente detta sia inferiore alla paga dell'ufficiale italiano, ei gode di pensione di ri tiro maggiore all'attuale nostra. Ma a questo riguardo da noi pi:re si sta provvedendo. A parer nostro, le condizioni aLtuali d'I ta lia necessitano assoluta mente una riforma nelle competenze dell'ufficia le. A qnes 10 r iguardo citeremo un'autorità competente che dimostra va questa necessità. Vogliamo parlare di S. E. il generale LarnRrmora. il quale , allol'chè era ministro della guerra nel 1859, dopo l'annessione della Lombardia, rappresentava a S . M. •chele , _mutate condizioni economiche delle Varie provincie. pongono • spccialrncnto gli uffiGia li in condizione tale da poter d i fficil• mente coi loro stipendìi far fron1~ alle esigenze giornaliere • della vita, e come d'altra parte fosse necessa rio di non aggra• vare eccessivamente il pubblico erario con aumenti di sti• pendii ecc. , e nello stesso tempo sottometteYa alla reale fi l'rna il Decreto 15 ottobre 1859 col quale nniva somministra ta agli u fn~iali u n'indennità di alloggio e di mob iglia sempre quando nrrn pote~sero i mede;simi godere in natura di talè somministl'anza. R-iflettendo, dice l'_illusne gene•ale nella relazione che p recede tale Decreto, che la spesa d'alloggio non è eguale in tulle le località, J'rnden nità veniva regolata su diversa scala per le città di T orino, Milano e Genova e per quelle cli minore popolazione. Con tale indennità la condizione dell'ufficiale era molto m igliore che non quale la ridusse il R egio Decreto 15 marzo 1860 provocat0 da S. E. il generale Fanti, p recisamente pochi giorni p rima che lo S tat) si aumentasse delle città d i Bologna., Parma, Piacenza, Modena, Livorno e Firenzà, e pochi rnesi prima dell'annessione cle_lle Prnvincie Meridionali che re• canno allo Stato Napoli, Palermo e Messina, città tutte ci ueste ~
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91
STUDI
COMl"AR ATIVI ST ATISTIC!
che se i l Decretò 15 ottobre 18f>9 fosse stato a·n cora io vigore, sarebbero state sicuramente pareggiate a Torino, Milano e Genova. Col succitato Decreto 15 marzo 1860 la paga è ber:sì stata aDmeutata, rua tale aumento non p~.re gran che prufitte,ro!e tenuto conto delle condizioni econonnche del le nuove prov10c1e acquistate. Difatti col sistema _del Decret_o- 15 ottobre, J_8:39 _un maggiore di fanteria, per esempio, la d~ cm pa1:,a eia di 3o,00 l1r~~ riscuoteva, se d1 stanza a Tonno, Milano o Genova, un indennità di a lloggio e di i:nobigl_ia di. 700 lire annue, ~a qua! cos~ porta.v~ i l suo stip~r~d10 a lire 43_00 annue;/~ po\ q~li era _d,1 stanza m altre locahta del regno, nceveYa 57"J lire per wdeoo_1ta d'alloggio e mobiglia e perciò _il su? st~pendio so:I1ma".a a h~e 4175 ann1ie. Ora invece lo st1pend1? d1 u~ mae;g1ore d1 fanteria è invariabilmente di 4000 lire, s1 trovi egh a Napoli od a Vercelli r È indubitato che l'alloga:io a Napoli è molto più caro che non a Vercelli, e certo 30U 'lire annue di più nella prima città non sarebbero da disdegnar.si e si av1eb~ero se fosse ancora io vigore il Decreto 15 ottobre 1859_ (1). ~ bensì vero, che )e truppe stanziate nelle provincie mer1d1~nah godono d un soprassoldo di pubblica sicuren_a, ma ~1ò non può riurare, ~ quando, noi speriamo presto, s1 ntornera allo stat_o normale, gli inconvenienti dell'attuai sistema s1 mostreranno ev1deot1, a meno che per a llora l'attuale ministero dell_a Guerra, le di cui cognizioni pratiche sono s'1 bene . conoscmte ed _app r~zzate dal paese e dall'èsercito_, non abbi~ posto _rimed~o ad un tale stato di cose, deterrninando una mdenn1la speciale per quelle località ove g li ufficiali _possono di~cilmente r;ol_ loro attuale stipendio far fronte alle g10rnal!ere es1genz~ della vita.
Continuando ora il nostro paragone, osserveremo ancora che l'ufficiale i taliauo su bisce maggiori ritenzioni che l'ufficia le francese. A questo. riguardo ~rediamo nh,e l'~sonerazio~e per gli 1;tfficiali superio~i e pe1 c~p1tam della n'.enz1_01!-e ~u.s1ca che d1m10u1sce la pagad un maggiore, per esempio, di hre. 133 a nuue, sarebbe una misura molto bene accolta dall'esercito. La musica in Fraucia è pagata sulla massa di economia, e l'ufficiale sottostà alla sola ritenzione del 2 pei: 0t0, mentre da noi eo-li sotiostà alla riten zione tassa e sovrat>1ssa cbe è già maggiore0 della suddetta ritenzione francese, oltre poi all'altra pel la musica di cui abbiamo g ià parlato. . Infioe, il solt'utlkiale francese promosso uffici,1le riceYe Cù ID'l gratifiraziooe di primo rorredo la somma di 500 lire colla quale p 11ò benissimo equipaggiarsi, mentre il nostro riceve a solo litn.l? di anti cipaz'ione la somr:na d1 3_00, l,re col)a quale n on pno nemmeno provvedersi gh oggetti eh vostiano Rd armarneuto. Se poi egli è promosso in campagna ricevP. bensì _1~ua grat1 ficazione di primo corredo d1 ,100 lire, ma non ha d mtto alla gratificazi(lne d'entrata io campagna spettante al sno grado, mentre il sotf nfficiale francese promosso in tale condizione, riceve l'una. e l'altra gratificazion e (1) .
C. L.
Tabella indicativa del\~ spese cli primo corredo
(t)
per un soll'ufficiale vromosso ufficiale (fanteria di linea). l DESIGì'iAZIOì'iE
FfiANCIA ITALI.\
I--------1- - -------------:1 i ANNOTAZIONI
DEGLJ OGGETTI
i
Sdu ko. ! Kepy . . . . , ,
( 1)
~
I
. Per Torino, Per tutte ,le altre, Milano e Genova locaht~ I
Lnogoteucntc Colonnello Maggiore .
I;
500
Cnpitano . Luogo tenente e Solt<ilcncn Le .
--
1000 800 700 4.20
.-
))
2.0
))
6
))
))
llerrcllo . . . . . . 11 )d'oro . . 28 I Cinlurinot:nrgr~to
INDENN(TA' ANNUA
Colonnello.
)I
))
j
Tabella annessa -al R. Decreto -la ottobre 1859.
G R A I) I
31
800 6 1J0 r,75 4'W 360
I
Dragona
» »
"
60 15
))
\d'oro . . )di cnoio
12
Panta!noc . Cappotto.
TOTALI
'2
"
T.,e scgnenli Tarilrc pro,·cngo1)0 per ; 1·11.a lia cb lla Casa llorrè li i Tori no, e per 1 la Francia ,Mia Casa Gnépratte di Pa- 1 dgi n1e B:tmbutean, 4:5. Abbi;m10 preso le: 'Ì'arHfc di 'l'orino come le pjll modi~ral.c fra quelle delle altre Grandi ciLlà d'Italia. . . . Da 11ucstc spese eh pmno assegno risnlta che al sott'ufficia1" francese p,·omoss.o nlllcialc ri mangono anrora 70 fr. · co i <JUali imo JH'0\'\'eders1 gh oggetti
"
25 80
35
»
- 35
strcU.ame111e necessar i_i di c;3b: :.1 turn e <l i bianch1~ ri.1 . Inve:te rumciale i taliano ril~evc un'nu li cipazione di 3ù0 lire e. dcrç 1. spenderne t.07: 'qu indi oltrcjal debilo d1 i l> 500 lire che seonta con un~ L'itc111.ionc i ,, mensile di 25 lire verso \':1n1ministra1,io11e ,, del corpo , deve coi,trarn e un altro di ,
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Spalline. Sciarpa
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22 10
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4 29 50 1,07
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-I07•lire coi fornitori, senza parlare delle '
altre svc.se di calz:itura e bi:1ncheri:1,.e s1 l
puo dire che :·1 cifre roto_mlc ~:::.onhscc nella canicr,1 con un delnto eh almeno : : L'flau.s.se-c~l in rranria c.orrispoJJdc
500 lire.
alla nostra sr1:1rp:1 .
I
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RI}'ISTA TECNOLOGICA
RIVISTA TECNOLOGICA
----Ossenazioni sulle batterie giranti. (Cotnmi,cato).
Il gran princ1p10 di fortificazione di Napoleone il Grande (che si può chiamare di ordine aperto), del quale parla il generale Cavalli ne' suoi cenni sui cannoni rigati e sui perfezionamenti da recarsi all'arte della guerra, pubblicati nella Rivista 1lfilitare Italiana nell'agosto 1862, dispensa 2", fn applic~to e sviluppato dagli Austriaci a'.le fortificazioni della città di Linza già nel 1834, e che in qm-ll'epoca visitai io stesso. Infatti, piccoli f01'ti, casamattati e.on batterie di cannoni di grosso calibro, fissi su piattaforma mobile, girante sul centro, insomma perfettamente simili a quelli che pr.Òpone il genera le Cavalli, meno la corazzatura, e che si chiamano alla 1lfa.ssirn1'.liana dal loro inventore l'arciduca .Massimiliano , circondano la città .a grande distanza dalle sue prime · opere di cinta, e sono tra iorò congiunte col mezzo di robuste palizzate; di più un'opflra francese, che tratta delle diverse,· fortificazionj, ne fa la critica unendovi i disegni della pian la e dei profili, non
differend-0 la pianta di quelli a lla Massimiliana con quella del éelebre nostro generale Cavalli, che nell'essere il centro della circ-onfP.renza dello spalto eccentrico al centro del forte stesso, cioè la parte più grossa verso l'est8rno, mentre in quelli che propone il generale Cavalli tutto il sistema è concentrico. Secondo la critica fattan Adal genio militare francese, banno l'inconveniente che, preso uno dei forti , può esso offendere impuneniente la città, ed essere al tempo stesso il punto di partenza dell'apertur a della trincea verso le sue opere, poichè le batterie a pezzi fissi su piattaforma mobile, se debbono dirigere il loro fuoco contro l'attacco esterno dell'inim ico, non panno al tempo stesso dirigerlo contro il forte già stato preso, il quale allora potrebbe tir.ire a suo bell'agio ove più utile credesse ; e viceversa , se i forti non presi volessero battere quello preso, non potrebbero al tempo stesso tirare contro gli assalitori che con ,gl'incerti tiri ad arcata delle piccole arti g lierie dai piani sottoposti, i di cui cannonieri non possono vedere l'inimico se non quando questi arrivi sulla cresta dello spa.lto. Un tal sistema avrebbe di più il difetto, in conseguenza di qnanto si è detto sopra, che una volta preso uno dei forti, le guarmg10n1 degli altri si demoralizzerebbero. PuKLINS.
Esperienze contro le piastre di corazzatura, eseguite dalla Regia tlarina Italiana. III (1). Il 31 agosto la commissione radunavasi nuovamente, e fatte le necessarie verifiche, decideva di eseguire col cannone da 40 alla d istanza di 12 metri nove spari, cioè: 4 con chilogr. 5 di polvere e palla piena. 5 id. 2,160 id. id. {I) Vedi Rivi$ta militare itaticuia, armo VII, vol. I, pag. 18\ e 266.
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RI VISTA
contro la piastra Gharriòre n° 3, la quale era delle medesime dimensioni di quella n° 2 esperita il 30 agosto, fissata però con 11 perni a vite della lunghezza totale del p!;irno di 350 rnill., della testa 137 m ill., della parte a vìte 213 mili. , del dia• metro della vite 40 millimetri, con 20 spire e col verme alto 5 millimetri. Il pt·imo colpo si diresse verso il centro della piastra, e pro• dusse una calotta sferica non regolare di curvatura del fondo, avente però nna media freccia di 70 millimetri, Il fondo di questa calotta · presentava varie fessure di stracciamento del ferro, tutte dinotanti avere la stoffa molto nervo. Si presentò pure una lèggera fessu ra lougitudiDale alla sinistra della calotta. Nella posizione del colpo la piastra ricevette una infles• sione di 7 milliml1tri di curvatura. Il quarto perr.o di diritta saltò via, e si rinvenne la sua testa ad oltre 12 metri dal bersaglio, cioè sulla piattaforma i o cui trovavasi sistemato il ca:nnone. I terzi perni laterali ed il prim o del centro si rinvennero smossi. Supe1·iormente al primo si diresse il secondo colpo. La pal]a vi restò incassata; i perni r, 0 l. e 2 di sinistra, e n° l di diritta si smossero. Nessun altro danno si notò sulla piastra, non essendosi nemmeno dilatata la fessura cagionata dal primo colpo. Per poter battere la piastra rntto un angolo di 21 gradi, ,si d iresse un colpo verso il s uo lembo superiore. L'urto del colpo fece siaccare la palla incassata nella calotta del colpo prece• dente, la cui freccia si rinvenne di 40 millimetri. La calotta prodotta da questo sparo obbliquo aveva la forma di una conchiglia , cioè profonda verso il basso' , e ridotta a nulla nella parte superiore a motivo della riflessione del proietto . Misurata la freccia media, la si trovò di 32 m illimetri. La fessura longitudinale del primo tiro si dilatò, e se ne fo rmò u n'altra alla m età di questa in senso diagonale verso il lembo sinistro della pi'astra, la cui profondità era di circa 35 milli• . metri. Le/- formazione di questa fessura non era come qndle di rottura che s i presentano nei ferri agri , ma dimostrava meglio uno strncciamento, ppichè i suoi orli erano addentel• lati in modo irregolare.
95 Ad un terzo di ~ltezza dal lembo inferiore della piast1 a si diresse un altro colpo. Il proietto rimase incassato nella pia• stra, qualche perno si smosse maggiormente, e le fessure suo• notate si d1latarorro d'alquanto. TE CN OLOGICA
Onde accertarsi sulle pPnetrazioni dei proietti che alla di• stanza di 500 metri col pissero su lo stesso punto, la commissione risolse di ridurre la carica a chi!. 2,160, onde la ve}ocità residua corrispondesse a quel la di 500 metri, e 5 chi!. di polv&re. La calotta prodotta dal primo di questi colpi avea solo 23 mili. di freccia. Tutti i perni si smossero, non restando la piastra tra lteouta che da soli 6 perni. Direttosi un altro col po sul precedente, la palla mcontrò la piastra poco al dissotto del quinto tiro, e produsse una calotta di 25 mill. di freccia. Si formò una fessura longitudinale al dissopra della testa e del secondo perno di sinistra , ed altra trasver3ale all'orlo superiore della calotta del quinto tiro. S i aumentarono tutte le altre fessu re lo quali però non sorpassaroDo la profondità di 5 a 7 m illimetri. Sui due precedenti. si diresse un a ltro colpo il quale produsse una calotta di 22 mili. di freccia. Le fessure si dila tarono di un millimetro in larghezza e profondità, e di circa 3 mill. in lunghezza. I perni continuarono a smuoversi. La fessura tra• sversale prodotta dal terzo tiro non aumentò nelle sue dimensioni . Alla piastra n°, 2 saltò un perno. S i sparò u n altro colpo che andò a colpire sul sesto e settimo, e che produsse una calotta di 66 m ili. di profondità. Si rimar.caron9 rilevanti figure sui colpi 4, 5 , 6 e 7 , l e quali tutte però dimostrano la buonissima qualità di ferro impiegata nella piastra, la quale quaµ tunque molto tormentata, tiene benissimo. T utte le antiche fessure, e segnatamente quella ver• ticale e l'altra trasvnsale presso il 1° colpo, si dilatarono. Si dire3se ancora un colpo SJl precedente. Il proietto trapa~sò la piastta , e la calotta risul tante aveva 15 centim. di freccia. La palla nell'urto trascinò seco uno strato di · ferro della piastra che incassò nel kgno, per cui a mala pena si scorgevano fibre legnose. L' ossaturo, adunque era lesa ma non spezzata. A questo tiro la commìssione condudeva, che
96 RIVISTA a 500 metr·i una baller-ia corazzata galleggiante ?'esiste completamente al fuoco d,i una fortezza, pO'ich~ è ben ?'M'O i t caso, se non lo si vuol d'ire impossibile, che 5 proietti colpitcano lo stesso piinto. Con quest.o esperimento la commissione constatava sempre più la buona qualità della stoffa delle piastre Charrière, le quali fabbricate semplicemente per resistere agli s forzi prodotti dall'urto dei proietti nei tiri obbl iqui, ciò n ulla• meno diedero anche pei tiri diretti cosi favorevoli risultati. Ponderando ognora sulla costruzione di queste piastre, le q uali si sarebbero dovute $perimentare a sola fortissima ioelinazione , considerando inoltre che un bastimento può venir battuto sotto ad una certa inclinazione, ed anche a 40°, 45°, se lo si batte a ll'arma, o se riceve sopratutto la cacl)ia, e elio perciò sarebbe indispensabile di prova re le piastre Chan ·ièrc sotto l'urto di un proietto lanciato molto obbliquamente , la commissione r isolse di collocare il cannone da 40 in modo che la d irezione del colpo fosse la più obbliqua possibile, compatibil mente alle circostanze di costruzione del bersaglio e del sito della batteria , che cioè tirando a 40° contro la piastra n° 1 si potesse in qualche modo constatare gli effetti anche dei tiri di schiancio. Trasportato il cannone a soli 1,0 metri d i distania dal bersaglio, si ridusse la carica di 100 grammi. Da queste disposizioni la direzione del tiro era inclinata alla piastra di 33 gradi . Il colpo fu diretto verso i l centro della piastra, la calotta, risultante dall' urto del proietto aveva una freccia di 10 mili., u n diametro maggiore di 12 cent. ed uno minore di 10 cent. Non si produsse alcuna fessura , la piastra si curvò insensibilmente . Qualche perno fu trovato smosso ma non rotto. Un a ltro colpo venne diretl.o sul p recedente. L a calotta divenne di 21 mili d i freccia, il diametro maggiore divenne di 15 cent. ed il minore di 12. I perni si smossero ma-"'criormcnte ma 00 ' nessuno fu rotto. La piastra non sofferse alcuna a lterazione. Ritenuta questa µrova sufEciente per non più progredire con i tiri obbliqui del cannone da 40 , si ese{5u\ uno sparo col cannone da 80 a palla piena, e colla carica di kil. 7,250.
97 ·u colpo fu dire.tto al lembo superiore della piastra, sicchè 'la direzione del tiro era inclinata alla piastra di 22 gradi ; il colpo produsse una calotta di 50 millimetri. Il proietto rncassò nel legno un forte strato di ferro della piastra , per cui ne .:icopriva la membratura. Sicc,:m:ie negli altri t ir i ne' quali successe simile caso, così anche in qu!::sto i l ferro dimostrava la sua buona qualità; però non con viene illudersi, le piastre di corazzatura fino ad ora esperite, non resistono a.li' effetto delle palle da 80, nemmeno lancia te obliquamente. L' effetto sulla membratura fu fortissimo, si ru ppero i t raversi longi tu<lioali, e nemmeno resistettero le ordinate, delle quali due fu. cono ricu;rv.e .e fessurate trasversalmen te. I perni .in ¾)arte furoao smossi ed in parte rotti. T ECNOLOGI CA
V. ((J<mtinua)
A.NNO
VU, Voi. Il. -
7. ✓
RIYISTA DIBLIOGR \l'ICA
RIVISTA BIBLIOGR!FICi\
Comincien,Hnu co'libri del paese, ma non avrem lungo adirne poichè appu noi IP. pubblicazioni militari tuttod\ scarseggiano; e ne va colpa non già al difetto di chi sia capace · a scrivere sulle dottrine mili tari, ma al difetto d i chi n'abbia il coraggio ed anche, dobbiam confessa~lo, il poeo favore che incontrano. - Tutto retaggio del nostro passatoi... che il presente e l'avve• nire panno però ampiamente compensare. Annunzieremo anzitutto a'nostri benevoli lettori un nuo,•o lavoro dell'infaticabile Novi, conosciuto per moltissimi altri suoi pregievolissimi scritti, voglia01 parlare di un opuscolo poc' anzi stampatosi in Napoli, intitolato: Confronto del materiale da
ponte di vari sistemi d'Europa con quello proposto da G,i;u. seppe Novi. È questa una memoria testè letta dall'autore al R. Istituto d'incoraggiamento alle scienze naturali in Napoli, ed approvata pel volume X degli atti accademici dell'istituto stesso. Promessa l'importanza de' ponti militari, in ogni tempo sentita1 e più che mai oggidì, che gli eserciti hanno acquistato straordinaria mobilità e tendono ogni giorno a vieppiù accrc$Cerla, l'autore istituisco parecchi q uadl'i sinottici di confronlv
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con i migliori sistemi ruod,m:ii ed il suo , rclati,•amente a lle varie di mensioni, vol ume , peso e portala dei battull1 rh ogni sistema, dà 11110 spec.cbiG dei rapporti fra le siu5 olu pa1ti pP.i sistemi Cavalli, francese 1329 , belga 18,t~ (Th1erry) , Birago 1840, piemontese anti,;o, e quel:o d1 ìvliurn:u dc Scl lon, raaionando sni pragi e Llifetti è.' ognnoo di essi , per cerca1e di°confermare con pratici ris uliamunti lo diuionsioni da lui prescelte pei pon1i d'untiguardo ch'egli propune, i q11~l1 ~pe· cialmeote si racr:om imdl'rebb,•ro per la loro leggc,rezza. uu1ta ali.a richiesta robustezza , pell'agevole carreggio , pella semplice e spicciata manovra, non che per la facilità delle ri_paralioui ; accompagnano il testo bellissime tal'Ole ove .sono d1segu~te le varie parti del proposto sistema. - Q-.;eslo libro del ~ov1 può fornir eccellente materia a' studiusi dell'arte del pontiere. Dai ponti passeremo ad a rgomeuto men sublime, ma non meno irnportaute, al m0dodi attendarsi . - Dalla tipog:afìa ~- Ca~: sone e Comp. pubblicavasiuelsettembre scorso un l1bnce,mo (ct1 24 pagine con tavola. prezzo cent. 25), intit?lato: Breve i~lru:zionc sul modo d·i attendarsi. Quest'istru1/.10ue che sapprnmu adoitata per le truppe stanziate nel primo dipartimento, i~ d~fetto d' istru1/.ione reg<•lamentare in proposito, presenta sm sistemi finora presso noi segniti (sistemi assai diversi l'un dal)'altro) alcuni incontestabili vantaggi, che vogha~o ac?e_nnare. L'islrnzione ins"gna a formare le ten de pef sei uom101 e per tre ricordando la con\enienza. delle prime pei campi ove la trn~Jp1 debbe alc un d) fermar,;i, le altre pei campi di marcia, ovvero d i u oa sola per ootlM,ione. Sì nell'un caso che nell'altro, la truppa essendo in battaglia, forma i fasci s ulla linea scelta a frontl:l di bandiera , quindi vien posta di fronte indietro, e dopo aver marcialo l O. ~assi ogni compagnia converge il s uo pelotton~ di destra a sinistra in colonna, e quello di sinistra a <lestra m colon~a, c~s1cchè l'un l'altro si guardino, ed abbiano fra bro quasi la distanza della fronte della éompagnia stessa. Per tal form,1zione i pelottoni interni appartenenti a compagnie contiguo si trovano spalle a spalle e ad un passo di distanza , per cui la forma~ zione successiYa per tre o per sei debbe succedere sul drnanz1
, DIBLIOGRA FICA
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RJT:STA
d'ogni Sf'zione, e n·on per di dietro, come altre istruzioni in uso nell'esercito prescrivono erroneamente, non tellendo conto d1:dl'impo,;sibilità di un tal movimento , senza in pr1a convenilmtem,,nte distanziar11 le sezioni attigue. Per cotali formazioni si c0minciano per numerare le sezioni per tre, qu indi il comandante del battaglione dà il comando per tt·e, ovvero per sei secondo che vuol la truppa su 3 o su 6 righe. Al comando di formarsi su tre, le file N° 3 in ogni pe1ottone, per mezzo di un per fila a dest_ra e front'a sinistra vanno collocarsi: l'uomo di la riga in fila e d'innanzi la .fila N° 1, l'uomo di 2" riga in fi la e d'innanzi la fila N° 2. Quindi i comandanti dei pelottoni allineano, pDrtandole un po' avanti le lorn seziuni dal[a parte della fronte di bandiera, senza che però. le file serrino i vuoti risultanti dalla suddetta formazioue per tre. Ciò fa1to il maggiore con apposito comando fa distanziare le fi le a 4 passi l'una dall'altra verso la parte opposta alla froµte cli bandiera, si porta dietro il pé!lottooe di destra, e chiamati d1 fron te indietro i pelottoni dispari, procura che tutte le fi!e corrispondenti dei vari pe!ottoni si trovi110 sul prolullgamento' di quelle del 1° pelottone, affinchè l'attendamento_r~esca, per quanto possibile, rngolare e simmetrico. Quindi, rimessi i pelottolli dispari di fronte ai rispettivi pelottooi pari, dà il comando : Formate le tende. :'\, questo comando il N° 2 d' og~i fila deve prendere un picchetto dallo zaino dell'uomo che ha dinnanzi (N° 1) e glielo J.orge; questi lo pianta leggermente in terra all'altezza dei pr prii piedi, e ad eguale distanza fra l'una e l'altra punta per segnare il sito dove dovrà poi appoggiarsi ìl bastone anteriore della tenia ed allineare così l'attendamento del pelottone. Ciò fatto i comandanti di compagnia con:iaodan;; Attendatevi. Gli uomini d'ogni fila . si staccano allora gli zaini l'un eoll'altro, quindi il N'• 1 fatto fronte indietrn depone il proprio zaino contro a' suoi piedi; il N° 3 lo depone ugualmente dinnanzi ·a sè, dopo fatto un piccolo passo indietro ; il N° 2 fa un passo laterale a destra, e fianco a sinistra; frapponendo il suo zaino gli altri due. Ciascuno scioglie quindi il prpprio - sacco da tt:nJ.i , 1 bastoni e picche1ti, questi gittando a breve distanza a
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destra ed a sinistra del sito de-lla tenda (1l bastone del N° 2 rimauè iil serbo sul suo zaino). Si procede allora alla formazione della tenda: il N° 1 ed il No 3 per mezzo dei bottoni uniscono insieme i loro due sacchi, e drizzano i bastoni ai due capi della ten la ; fanno un nodo con la cordicella per ben fermare la tenda sulla testa del rispettivo bastone, e quindi tengono ben ferma questa te~ta colla mano destra. Nel medesimo tempo il N° 2 raccoglien lo i picchetti del N° 1 li fa passare nei cappii posti agli angoli della tenda e li conficca con forza nella terra obbliquaroente in fuori, avvertendrj cbe il din nanzi de!la tenda riesca ben teso, ed i picchetti siano piantati sulla stessa ljne.a del b~stone anteriore; egli fa quindi egual cosa alla par te postenore della tenda coi picchetti del No 3; fìnal ,,nente coi proprii picchetti allaccia e tende l,en bene le cordicelle una davanti e l'altra di'e tro la tenda, e nella direzion~ de'i due bastoni. Sorretta ed assic~rata così la tenda, il N° 1 ed il N° 3, la. sciando il loro posto, vanno, il N° 1 a destra, il N° 3 a sinistra verso la parte postenore 'della tenda; 11 N° 2 allaccia la propria tela sul bastone posteriore (quello del NI) :1), e ponendolo diagonalmente sulla cordicella tP.sa dietrp la tenda , p,)rge gli angoli della tela ai N 1 e 3 che li allacciano a1 picchetti. Le tende per 6 si fanno in modo analogo a qu<'lle pPr 3 uomini, se non che il colonnello comanderà : Al/.éndaievi per se·i , invece di Altendatevi per fre. In vece di formare i suoi pelottoni su tre righe, li fo rmerà su sei col comando: per seima1·che . A questo comando le file No 2 con due passi arnnti ed uno a destra si portano in fila davanti le rispett1ve_fìle N° I , con-
temporaneamente le file No 3, con un movi•mento obbliquo ·a destra si portano anch'esse in fi la dàvariti le r ispettive file No 2 dimodochè la fila di 6 uomini rimarrà così cori1posta : No L Uomo di la riga della fila No 3. No 2. Uomo di 2a riga ddla fila ~o 3, No 3. Uomo di la riga del la fila Nò 2, No 4. Uomo di 2a n3a della fila No 2. No 5. Uomo di 1a riga ddla fila No 1.
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RIVISTA
N° 6. Uomo di 2a riga della fila N° 1. Le tendE: si compongono pure analogamente a quanto si è detto ~u quelle per tre, so non che dovranno riuscir doppie per lunghezza. I sacchi dei Ni 1 e 4 formano il pioYente destro della tenda ; quelli dei Ni 3 e G il piùvente sinistro; quello dd N° 5 chiuJe la t~nda posteL·iormeote ;quella del N° 2 au• 1eri or mente. La tenda va così sostenuta d,~ 4 bastoni, e sono quelli dei Ni l, 3, 4 e 6 (quelli dei Ni 3 e 4 accoppiati), gli altri sono tenuti in serbo. Ecco come deve procedere tale costruzione: Al com·1ndo Attendatevi del comandante di comp11gnia, gli uomini di ogni fila si staccano gli zaini l'un can l'altro, quindi i Ni l o 4 fatto fronte indietro, depnngono i proprii zaini dinnanzi e contr o i loro piedi; i Ni 3 e G li depongono ugua,l~ mente dinanzi a sè, senza muovere i piedi ; i Ni 2 e 5 faono un pa::;so laterale a destra, e fìrnco a sinistra , deponendo il loro zaino, il N° 2 tra quelli d~i Ni 1 e 3, il N° 5 tra quelli dei Ni 4 e 6. Ognuno scioglie allora il proprio saccotenda, ba• stoni e picchetti, questi gittando a breve distanza a destra ed a s inistra del sito della tenda. I Ni 2 e 5 mettono invece i p roprii in serbo a lnto della fi la. Si procede q nindi alla formazione della tenda: i Ni I e 3 abhottocano le loro tl:'le, tenendo fermi i bastoni in mezzo ai loro piedi; i Ni 4 e 6 dopo a·;ere essi pure abbottonato le loro tele, portano avanti i loro bastoni in modo che quello del N° 4 riosea aderente a quello del N. 3, e perciò detti numeri fanoo front' indie1ro per ar:coppiar bene i loro bastoni. Nel medesimo tempo i Ni 1 e 6 fanno un Mdo colla cordicella. su Ila. testa del rispettivo bastoUA, e qui odi li tengono ben ferm i e perpendicolaL·i colla man:i destra; i Ni 3 e 4 colla cordicella avranno annoda.ti assieme i loro bastoni, iogioocc,bian ~losi per poter rimanere sotto la tenda. - Contemporaneamente 1 Ni 2 e 5, raccogl ieoclo i picchetti stati gettati a destra e a .sinistra (compreso quello piantato da principio dal N° 1 per segnare l'allineamento dell'atten-lam,mto del pelottooe), u fac"8ndoli passare nei cappii degli an3olj delle tele li conficcano solidamente in terra, rer moùo che la. tendu. r iesca ben te.sa ,
103 ed i picchetti nella stessa linea dei sostegni. Finalmente con uno dei loro picchetti vanno allacciare la cordicella, il N° 2 dinnanzi la tenda, il N° 5 dietro, nella direzione dei bastoni. Sorretta ed assicurata la tenda, i Ni I e 3 si recano davanti alla tenda; il N° 1 a destra e l'altro a sinistra ed assicurano ai picchetti la tela del N° 2 che questi attacca in senso diagonale .alla testa del bastone anteriore, scavalcandola sulla cordicella tesa obbliquamente sul dinnanzi della tenda, come già si è detto. Analogamente si regolano i Ni 4, 6 e 5 per fer• m·are la tela di que, t'ultimo sul dietro della tenda. Compiuta la tenda i soldati rifo~mano la fila alla destra della propria tenda, per attendere io tal posizione gli ulteriori comandi dtil proprio capitano. Dopo attend~ti i pelottoni, i sotto uffiziali provvc~ono al dirizzamento delle proprie tende, sulla linea che l'aiutante muggiore avrà loro segnata colle guide di quel lato a 10 passi da quelle dei pelottoni e sul loro prolungarncuto, aHertendo di prendere per ba.se il pelottrme più forte, cosicchè tutte le tendo dei sott'uffizia_li riescano su di nua stessa linea paralella al !'route di bandiera. La linea delle cucine è stabilila a 15 passi dietro la lim·a. delle tende dei sott'uffiziali, e quindi a 15 passi più indietro la linea delle tende del piccolo stato maggiore. La linea delle tende degli uffiziali trovasi 15 passi dopo quella del piccolo stato maggiore, e 10 passi più in là; fina'mente quella degli uffiziali suparnri e degli uffiziali dello stato maggiore. I cavalli bivaccano 15 o 20 passi dietro la linea delle tende degli uffiziali superiori ; ed i carri sono parcati sulla stessa linea al centro d·ogni battaglione. Una tavola litografica posta a corredo del testo ra,ppresenta il campo tlei 2 battaglioni del centro di un reggimento, e indica pure con particolari figu re le forma1.ioni per tre e per sei. Dall'applicazione pratica di questa istruzione, che presenziammo iu piazza d'armi, ci siam persnasi essere cosa più d'ogni altra conveniente ptr spicciateua, semplicità e regolarità, cosicchè opiniamo di veder1a quanto prima adottata re.:5olarmenta per l'esercito. BIBLlOG!lAFICA
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RfVISTA
BIBLIOGRAFICA J 05 glais di Mac-dougal, luogotenente colonnello, direttore degli studi
La bibliografia militare straniera ci _offre molti novelli lavori, tra i quali voglionç, essere specia·lmen te menzionati i seguenti : Campagne de l'empe1·eu1· Napoléon !TI en. Italie (1'859 ré• digée au dépòt de la gnene d'après les documents olficiels , Paris, imprimérie impériale, 1862). Questo è un vero capo la• voro di cui daremo conto altra volta , essendo impossibile neppur di accennarne i pregi nello stringato spazio di questa Rivist_a . I..' opera è compo;;ta di tre parti completamente distinte : 1° Narrazione delle operazioni m ilitari, che è contenuta in volume in-4° grande, di circa 400 pagine, con quadri di situazione degli effettivi, dei presenti e dei combattenti ad ogni battaglia. 2° ALlante delle marcie, in.foglio, ov' è data la giornaliera posizione di ciascuno dei tre eserciti. 3° Atlante dei campi di battaglia, contenente 24 tavole cromolitografiche colle mosse delle truppe. Sia la stampa che il di.segno sono all'altezza di una tauta opera. Le pietre sono dovute al valente incisore Erhard Schieble, e sono uno stupendo lavoro del gmrnre. L'opera tutta grandemente onora . l'uffizio di stato maggiore, che n'ebbe la redazione, ed è uu bello ed u tile ornamento per qualunque biblioteca militnre. A breve distanza. della ora iinnunzia1a pu bb\icaziooe l'uffizio di stato maggiore francese produce un altro lavoro storico di · non rmnor pregio: J,a 1·élat,ion de l'expéd1ition de Chine.en 1860, della quale alta volta parlammo. Avremmo poi anche discorso a nostri lettori della Campagna del 1859 i11i Italia,, sul priocip10 dell'anno pubblic,ita per opera dello stato maggiore prussiano, che è pur questo un pregievolissimo lavoro, se un amico nostro non ne avesse fatto ar-, g-omento di una sua speciale analisi, il cui · p rimo articolo sta in questo stesso fascicolo. . Annuo7:ieremo pure ai nostri lettori un pregieYole lavoro tradotto or ora in francese dall'inglese da.I sig. I. A. ,Mackintosh capitano nel 63° regg imento di fanteria francese, intitolato; Considérat-ions nouvetles siir l'art cle_la guen·e chez les An-
al collegio reale di Sandhurst. Quest'operetta fu pubblicata fin dall9 scorcio del 1856, ma il poco grido che ha la lingua ing lese nella letteratura militare, non la fece divulgata come la si merita. Il libro è diviso in una Introduzione, 28 capitoli, ed una . Appendice. Nell'introduzione l'autore espone in bell'ordine le genera lità dell'arte militare, cominciando dalla sublimità dtilla filosofia militare, e discendendo sino a' minori particolari dellii piccola tattica; in questa è saliente quanto sensato il seguente periodo sul!E, doti necessarie ali' uffiziale di stato maggiore. • Molti opinano che un'alta istruzione scientifica sia neces• » saria agli ufficiali di stato maggiore, 'c iò è- forse esagerato . , Che la loro istruzione sia scientifica fino ad un certo punto per ciò che riguarda le cose di loro mestiere, bene sta; ma elevate • cognizioni 'matematiche non debbono esigersi al di là. di , quelle che trovino un'applicazione· prati~a nel servizio mili» tare -Molti uomioi i quali sono uffiz.iali d-i gran vaglia non , hanno quella-s1;ecia le disposizione dello spirito per diventare • · profondi matematici. Una certa quale organizzazione del si• sterna nervoso non è meno esseniiale per costituire un buon » uffiziale, che quella del sistema muscola re, senza la pri ma • condizione, _l'uomo di elevata intelligenza sa rà nP.l suo ga• binetto, quando lo vorrà, il più gran generale del niondo, • ègl i potrà essere un eccellente ministro della guerra; in cam• • pagna, non sarà mai generale; come soldato egli non Yarrà •· neppure la sua paga • . Gli otto capitoli han_n o per titoli : Capo I. P r incipii dell'arte della g ue!,'ra. - li. Basi e comunicazioni. _. III. Massime di guerra. - IV. Attacco e difesa delle posizioni . - V. L inee di difesa, - VI. Agenti morali. - VII. Manovre. - VIII. A' giovani nffiziali. - Snpplemenlo · studio analittico sulle più celebri battaglie di Federico il grande e di Napol1;0Iìe I. 11 libro ha il gran merito di lasciarsi leggere con diletto, appunto pel metodo poco preteusioso e cattedratico col quale r~ scritto. Forse sono un !JO' criticabili le defio-ìzioni le quali non sono nè abbastanza precise , nè abbastanza· concise; come le definizioni debbono esseuzialmente essere.
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'RIVISTA BIBLIOGRAFICA
Diremo finalmente del ·cours élémentaire çle tfr à l'usage de .MJ[. les olfkiers et sous-oflìciers cl'-infantéi'fo, pubblicato ult ima.meute per ordine del ministero della guerra francese, che è un libretto il quale vorremmo presto imitato pel nostro esercito. EsBo è diviso in 4 parti e 5 lezioni; la. prjrna parte si occupa dello studio delle armi, dando le più essenziali nozioni sui metalli che entrano nella costrnzione dei fucili , sulla fabbricazione di questo, sulle dimensioni, funzioni e ' regole di governo delle varie parti del fucile di fauteria, dei varii modelli usitati nell'esercito francese, sulle armi bianche. La 2• parte tratta della fabbricazione delle cartuccie. La 3a parte dà i principii elementari del tiro, le regole per gli alzi, i metodi pratici d1 stimar le distanze, tutto quanto insomma è necessario a sapersi dall'istruttore di fanteria per arnmaesti-are i soldati nelle buone pratiche dell'arma sua, ed a servirsene con tutto vantaggio. La 4a parte fornisce tµtte le regole pratiche del puntamento e del tiro. - 28 Tavole giovano all'intelligenza" del testo. Lo ripetiamo, questo è uu eccellente libretto che vorremmo presto i mitato per le fanterie nostre. · X,
Avvertenza. L'Italia Militai·e avendo app mtato l'articolo inserto nel 1
fascicolo di agosto sullo Armamento dei Zappatori del G(~uio,, abbiamo in pronto la replica che per difetto d i spazio mandiamo al fascicolo di novembre.
BOLLETTINO BIBLIOGHAFICO TRUIESTRALE
i
PrccoLA BIBLIOTECA 0ELL'Es&Rc1To, Sc-uola del soldato, del pelottonc e della compagnia. - L . 1, 45. Scuola del battaglione. - L. 1, 25. Evoluzioni di. l-inea. - L. l, 25. Scuola di cacC'iatori, ed altre istruzioni : sul t-fro, sulle ai·mi, sulle schei·me, ecc. - L. 1, 50. Teoria d' esercizi,o .:pei bersagUeri e scherma di baionetta, con tavole. - L. 1, 50. Regolamento di disciplina 1859. - L. 2, 10. . Regolamen to di piazza, il q1;ale comprende tutte le prescri-
zioni regolamenta.ri attualmente i n v igore, per tale serv1z10.
LA D , REZlONit ,
01,ere Italiane.
L. 1, 50.
Regolamento di campagna 1833, con tutte quelle aggiunte e soppressioni che detto Regolamento ebbe a subire sino ad L. 1, 95. ColUce penale militare 1859 e leggi successive. - L. 1, 20: Codice militare, contenente le varie leggi sullo stato degli
oggi. -
uffiziali, sulle pensioni di ri tiro, sull'avanzamen to, sulla leva.
- -L. 2 .
.Manuale per le ope1•azioni secondarie della guM·ra.-L. 2, 50.
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IlOLLETTINO Di prossima pubblicazione: Inl7'Dduzione allo St·u.dio del'l'A1·te militarn, del cav. R 1cc1, capitano di Stato Ma ,,o- ,, · 00101 i.,.
Bre1n istruzione S11l modo di atlenda1·si, adottato per le trllppe d~el l " Diprtimento. - Torino, G. Cassone e Cornp. _ Cent. 2o. · Doveri de1: soti'uffìziali e soldati - 'Torino, G. Cassone e Cornp. - Cent. 50. , Co~vETTo. - Trattato di forti fìcazione campale, approvato aal m1mstero della guerra, per le s·cuole militari - 3' edizione. - Torino, G. Cassone e Comp. - L. 6. CORVETTO. - La campagna del 1860 nell' Umb•ria e nelle Marcii e, narrazione militare. - Torino, G. Cassone e Cornp. L. 6. ' G. Novr. - Conf1·onto del materiale da pente di var·ii sistemi d'Bu:·?pa con _quello p1·oposto dall'autore. - Napoli , , 1862, Stabilimento t1pogrnfìro nel Real Albergo dei Poveri.
L'ITALIA M1LJT,1RE. - Si pubblica tre volte la settimana in doppi_o foglio. - Abbuonamento annua'le per lo Stato L. 18, per I estero L. 30. - Dirigere le domande alla Direzione del Gio_rnale in Torino, via Lagrange, N° 17. Di p1'ossima pn bblicazione: Dell'Arnminist.r'a zione militare sì nei tempi· 01·dinarì come presso le armate altive in campagna, principii teorici secondo i mig1i0ri aut,Jri moderni combinati colla legislazione Yigenta nell'armata di S. 1'1. il lte dTtalia, del ~1archese F. Crno-OTroNE, Direttore Capo di Div1s1one al mu11stero della guerra, commer1datore rlell'Ord1oe mili tare de'Ss . Maurizio e Lazzaro, ufficiale dl:'lla L.:wiou d'onore di ~ranc~a. - 2' edizione (1859) riveduta ed a~tpli;,it~. Tonno, tip. G. Cassone e Comp. - L. I O.
01)ere francesi. . Considérations nouvelles sur l' a1·t de la guerre chez les Anglwis par MAcoouGAL, lieut. colone!, direeteur dt s études au co1lège royal_ d~ Saudrur-st, traduit de l'anglais par J. A. M,icirrnrosH1 capitarne au 63•. - Poitiers, 1862. _ Henri Oudin.
TR!MESTRALF. 109 Mèditatìons de caserne , par LoNGUET, officier supf...rieur en retraile. - 2• édit., 1 voi en 18 de 300 pages. - 4 fr. Leueveu, Paris, rue des grands Augu:;;tins, 18. Brévia.rie du saldai,, par LoNGIJET . - 1 fr. 50. - Leneveu . Sou.veni1·s du métier, par LoNGUET. - 1 fr. 50. - Leneveu. Loisirs d'un soldat, Q.rmée, discipline, vertus gwwrières, par F. M. LE-FLEM, chef d'escadron de cavalerie en retraite. - 1 vol. en J2. :-- 3 fr. 50. - Leneveu. Mqximes, wnseils et inslructi ons sm· l'art de la guerre, ou aide- mémohe pour la pratìque de la guerre à l'usage des militaires de toutes armes et de · touts pays. - 1 voi. - 3 fr. - Paris, Leneveu.· - Turin, Fréres Bocca. Combats èi la baionette, théorie adoptée en 1859 à l'arrnée d'Italie, commandée péj.f S. IYI. l'Empereur Napoléon III. 2 fr. - Paris, Leneveu. · I Album d~s man~uv1·es de l'infanterie, par M. le génér~l de division comte de SCH_RAMM. - Paris, Leneven. - 10 fr, Méthode d'équitation et de dressage basée sur la mécanjque animale., par D .wDEL. - Paris, Le1:1eveu. - 7 fr: 50. Cons·i dérations sur les causes des succl s de Napoléon lll dans la dernìère gue1·1·e d' ftalie avec quelq ues conséquences à en tirer pour la conduite. des gnerres futures. ( Extrait du Spéctateur Militaire). Paris, Leneveu. - l fr. Avdnir cle la cavalerie. - Tactique des trois armes dans l'ésp1·it de la nouvelle guerre, par le baron D'AzÉMAR. - Paris, Leneveu. - 7 fr. Cours élémen taire de ti1· à l'usage de MM. !es officiers et sous-officiers d'infanterie, publié par ordre de M. le ministre de la guerre. - Paris, J. Dumaine. lnslruction du 17 avri.l 1862 sur l'éxercice et les manceuvi·es de l'-in(anlerie. - Paris, J. Dumaine. - 7 fr. CAYOL. - nlanuel de l'administralion des corps de troupes en campagne. - Paris, Dumaine. - 4 fr. PrnoN F. P. J., capitaine du génie. - Essai SU7' l'emplài d-u fer dans les fortifications, les défenses accessoi res et les mines, avec 30 fig. - Bruxelles, Muquardt. LE Lunm MoRVAN. - La tactique française , cavalerie. In 8"'. - Paris; Tanera. - 2 fr . '.81BLIOGRAt' ICÒ
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Opere tedesche. Dierotati,on der runder at·!·illerie•geschosse.
GEscHICHTLicHE
der rotation seit dern J ahre 1737 und ihr ge• geuwartiger standpunkt. - Von MU\ler II premier-lieutenant in der Brandenburgiscben artillerie-brigade. - (La rolazione dei pro-iet/.i 1·otondi,, sviluppo storico della quistione della ro• ta.zione da poi l'anno 1737 e punto al quale trovasi attualmente). - Berlin, 1862. - Verlag von A. Bath. ENTWICKELUNG
H. (AaoEnG) I. V. - V01•fosungen uber K1·iegsgeschichl~. - (Lezione sulla storia della guerra). - Neue ausgabr,, in 12, Lieferùngen Sechsle Lieferung. - Da rmstadt e Lipsia, Zernin. - 1 tall. · Versuch einC?' elementartaktilc der infante1·ie, voil ei nem deutschen generai. - (Saggio di una tattica' elementare per la fanteria, _per un generale tEd!3sco). - Darmstadt, Zernin .
CENNI SUI -CANNONI lUGATI OHE SI CA RICA N O
PER LA B O CCA E PER L _A CULATTA F. SUI 'P ERFEZ!ONAME Nl'l
DA RECARSI ALL'ARTE DELLA GUERRA
Continuazione ( 1)
Caricmncnlo dalla culatta. 11 ° Sul caricamento dalla culatta il sig. X. Raymond, ufficiale distintissimo dell'artiglieria francese, in un rec~nte art_icolo del Journal des Débats, 11 aprile 1861, dopo d1 averci detto che t utti i sistemi prodotti h anno fall ito contro lo scoglio del gaz, che si apre ben presto un passaggio , e lP cui fughe rodono e distruggono i suoi ap-
'l'AaLIANO G1ETANO
Get'entc. (1) Vedi Rivù ta mitil<L1'e i tlltiww, Aim o VII , vo l. I, pog. 97. AN;:.;o Yf!, Voi. Il. -
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SO! CANN"Nl RIGATI
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parati, pareva farci u n'eccezione dicend6, che in Francia cannoni caricantisi dalla culatta subirono attua1mente pvove quasi incredibili, e che h,mno sostenuto da due a tre mila colp i. Questo felice risultato si aggiunge a quello che ho già riferito nel mio Memoriale sui cannoni rigati che si carican0 dalla culatta e sui cannoni rigati (tradotto a Parigi nel 1849, pag. 38) per dimostrare, che · Ja soluzione di questo gran problema non è impossibile anche senza la fuga del gaz, poichè ve ne sarebbero g ià due. . Un cannone .da 32 piemontese (24 francese) del m10 sistema primitivo, sostenne allora p iù di mille tiri forzati senza carjca allungata col pr-::iietto sulla polvere eclissata in un cerchio di cartone portante quattro cunei di legno d i noce. Il minimo sconcerto non ha avuto luogo e n emmeno la più piccola perdita di gaz, essendo rimasto i ileso l'apparato , tuttochè si tirasse con cariche più forti sino a far iscoppiar0. le bocche da fuoco in seg uito alla fessura longitudinale che si fece ben presto ·v edere al fqcone , e ciò per -non avere messo in tempo il grano dì rame battuto, perchè si osserv© benissimo, n ell'aprire la culatta per ricaricare, che 1a fessura' si a~anza·va molto più rapidamente verso la: volata per causa della diminuzione rapida delle grandi spessezze che il pezzo avea alla culatta; a ta.l punto, che negli ultimi tiri la lunghezza visibile della fessura da questo Jato aveva 147 millimetri, mentrech è verso la culatta non ne aveva che soli 34. _ L'apparecchiq per mu0vere il cuneo che zaffa il fondo dell'anima aveva dapprima due forti viti, una per costa sporgente in fuori dei fian_chi della culatt~, le. quali io ~10 tolte dopo il 1846 in questi ultimi cannon i ngat1. In segmto a queste modificazioni siccome le nuove parti accessor~e pel mio m etodo di otturamento non funzionavano più cosi bene 1 le ho infine soppresse, facendo luogo ad un
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perfezionamento che arrecò al mio sistema la più gra1tifo semplicità, di m anièra che, persino i pit.1 d iflieili a contentare . dovettero riconoscere, che i miei .cannoni c<1 ricantesi dalla culatta avevano acquistato tuUe le ronrJ1zioni desiderabili, in un'arma da guerra. In quanto al ia solidità, essa di.pende dalla maggiore o m inore superfie;ie rimanente della sezione fatta attraverso l'a,pertma trasversale della culatta. Questa rimanente superfi.-ie , pr r causa delle forti grossezze secondo la legge d ' ug uale re;;istenza, che risulta nel mio cannone, essendo in questo lu0go ben più grande che n Gi cannoni di \Varhcndorff ed Armstrong adottati, avviene che il mio è più resistente. Alcuni casi di scoppio eb9ero luogo per causa di difetti indipendenti dal ,sistema; ad uno de' primi cannoni fusi allora in Isvezia si staccò la culatta, e ad un altro a ~herburyness; ma si riconobbe che metà della superficie ~ 1 rottura era di ferraccio mista a scorie cagionate pel bollimento nella forma fatta di · terra non ahha;;ta.nza cotta Circa ai due cannoni ch'ebb0ro eziandio la culatta d i-· ,s~a~ca_ta ~ll'a~sedio di Gaeta, il ferraccio era buono, ma si e _nconoscruto dappoi, che furono sparati proieu.i, i quali entravano benis.;;imo per léL culatta, ove l'allima era Ptata ingrandita per eseguire dapprima il tiro fo rza.tui ma che non p,Lssavano per la bocca (24), poiché fra i
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Ne~l'articplo della Guzzella di To,·ù,o del 1° marzo 1861 intito ln f.o:
I ca-n nom• •Cavalli alt•,,ss · seguente passo. « Es, • w e>d"w d I' Gael", s1· 1cgge il
scndomi Hl seg:lllto occupnt.o di ricercare la causa di qursli sco11p ii, mi son~ ~cn tosto convinto. ch'css i erano d ovu ti ad imp~rfc~ion i d ,·l la ~11 " p~rf1c1e esterna dei proicl.li. Ora sono piucchè mai fisso ~ qucs:a opi". Tli~no, dal momento che gl'incoovcnirnl.i ~uddctti si rinn ovarono p 1•0 • "priamente nel giorno 13, ne l tir-o in IHeccia alla l,;iit,•ria At.ra1t li1H\ «costrut~a ?a me, •:orazzata ~<•condo il vo~lro piano , urma la di qn:i llro « c~nnoni rigali c:1~1cant.isi-dalla cu latta, e di due righe d el medes imo " Sist.en~a car1canles1 da lla bocca, lutti elci calibro da 40; <lei proietti clic "erano pass3t.i pel cilinrlro .ricetto re , ma che non pa;savano nel can-· • n?nc ...• ... ,, »
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ClsN~ f
proietti restanti se ne sono trovati molti i quali passavano bensì nel cilindro ricettore, ma che non entravano nella bocca _del cannone essendosi inavverientement0 questo cilindro troppo ingrandito dal lungb uso . Vi sono tre condizioni essenziali ad osservare per fare un buon eannoue caricantesi dalla culatta, siccome ar,ma da guerra: solidità, semplicità e n iun sfoggi ment o del gaz. Frà i diversi sistemi moderni de' cannoni che si caricano dalla culatta, i quali seguendo p i ù o meno il mio sistema sorsero da poco, annoYero quelli di \~Tarhenùorff e di Armstrong, come i soli che si sappia essere sUtti adottati, .i l primo in Pcussia, il secondo in Inghilterra. In conseguenza bisogna ammettere ch'essi riempiono, se non completamente, almeuo asf:a-Ì pa.ssabiln~enie queste tre condizioni. Non istà a me ii fare qui la crit :ca dei miei competitori; mi basti il constatare che col mio, vi sono già tre sù:temi di cannoni ehe si caricano dalla culatta, stati già. messi in servizio, malgrado i difett i più o meno fondati che loro si attribuiscono (25 ). P5) li c_olonnello bavnr<isc Scn)rorr1zr,, a pag. 26, § 2/J . delle s ue storie d ei cannoni riga ti, d el J 8:i1, dir.e :« Sgrazialamenle C1i·v alli, }Varheu,IÒ,,f[, » Armstrong lw11no ri1•olto t.ulte le loro ricerehc s11l c:1ricamcnl,o per la » c ul :ilta , q unndo il p roblema d'un chindimcuto ermetico e solido dcll u » purle posterior·c del c,n1uonc presù11la laute difficoltà. ,, ·Ed a l § 2:\ egli cc, nchiude: " 13isogna adunque s,,grificnrc il caricarnrnt.o per la culatta ed " ,11J'ot.ta1 re quel lo per l,1 bocca, poichè nc~s nno de i rnr.ccan isr.n i suddcscril li ,, offre SHfficientc sic urezza o dural o, e ciuscuno d 'essi lw l'inconvenicu te "di allunga re 1u park poetel'iore del cannone e di aumen tarne il peso. » Ciò clic rigo rosamc1J lc uon è vero. Il , ig GoBLh'l' uelh sua opposizione al sistema prnssi<>no di \Varhend,,r ll', avauti le Camere del Belg io, sedu ta del 16 aprile i·K61 aggitmge :i nco ,·a n pag. l 000: " Ora, signori, ·» ecco h1 Gfl;:;:Zct/.i, i1'lililm·e cli Vienna . ( M ildii·1·-Zeitung) ,1,,1 1860, la quale, dopo a.vere parlat.o di molte cose, ~q..q1;1ugnc: (( con ,:iò si annunzia, che i ca nnoni ·r iga ti sono caricati dalla » bocL"d, essendosi L11talmcn tc r invc,nuti du ll'idea di caricrn·c i canuoni pe r ,,. la cula Llu, p ~ichè le esperienze hrnno -din,ost.rat.o, che q11cl s istema i'. » pic110 di difclli e d i pericoli, che non possono essere compensai.i <l;, » ukuni l'.Jn!aggi di poco rilievo.~
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SUI CANNONI RIGA TI
Nei m1e1 cann,,ni che si caricano dalla culatta la prima di queste tre condizioni , cioè quella della r esistenza , è adempita : poi eh è la superficie della sezione del cannone fatta attraverso il sito· dell'apertura è in questi maggiore che in quelli che si carieano per la. bocca, i quali sono stati già rinforzàti per la migliore ripartizione del metallo, senza a umentarne il peso risultante dal tracciato inglese. La seconda cli queste condizioni è parimente adempiuta, poichè oggidì il loro a.ppar2cchio è l'idott o semplicemente al cuneo in ferraccio per cannone, che basta spingere a. posto per ben chiudere, o _tra~fo in disparte senza toglierlo A q n.cslo proposito il sig. mi11istm CHAz,,1,, pag. t 077, rl op n di avc1'C cspo~lo i 11ì"tiv i per rni in Aust ri n fn seguito il sist,r11,a f1·a11 c,·sc p <·i cann1111i di b ronzo, caric,rn ti ,i d:ilb hocca, :,ggi1rn~e: « ~la dappoi,.gli Ausl.rb ci, •i cssemlo stai i arnrne,si a!ln esp erienze <li .J11lìcrs, hnnn o sul r"ppol'lo del " gcncr:\le Ja/Jisch'. cl~e prcs1cdevu h, Cu mru iss ionc inviata a queste espe" nenzc, adolla l.o ,l s1slcma pruss ia no per l'artiglier ia da piazza " (V1,di lit nolt.l 7) . · Alln PDS'- 1. t3i e~l i ng~iug ne , n<d confrontare il
(', !11 1nono
Armstrong co n
.Ju ello pross1ano eh \V~rhen do r ff: ~ In qm,nlo al la cnsl r11z iouc, in q11m1ln " ,,J mezzo ri i r.h,11,lcrc cd ollu rare ln cu hit ta, i <luc can,,on i sono l'SSe11" zi;, lmcnle d ifferculi. li can111,11c Armstro ni: ha un s islcrn:1 d i c,h iudimento "più com plicalo <lrl cannone che noi abbi:nJJo adottato, egli è inoltre <l i n p II prezzo più clc\'a l.o ,1 li sig. _colo nn_cllo f>0NNY, di ,·cl.lorc ,l'artiglieria nl in in istero d ella p;ucrra <l<·I Belgio, nggrn nge a qncst v pf•opos'lo nella sua lel l.e ra riportai.a dai n, i. 11i,tro: « 111 Francia. è vero, si c,~rca a rinforza re i 11<•zzi di fe rra ccio pc,· » 11 ,cl:zo di c1·rchiarne11li ; ma qul'st.• rnrzz u, s i>1 rlrlto di pas~:.qi;gio, che il "~talo messo in p rova d a n oi tlal l~HG, è discrdarnen tc co$l o~~: e~ se a:1" rn c nlri la rcsistenzil dl'I tu lio, non è d'ostacolo ClPlll.l'O lo sln1ppamc11!0 " del la cnhilt.a. " Il t.rnpussamenlo, il levi ga men lo, h ,·igntnra d'unn boc1:a. a fuoco, t nifo" rala da pa rte a parte, sono opera;;ioni più facili che in un pezzo cari,, l\flu lcsi dalla bocca. ca nnone è talmente fa cile :11l r.sscr,: visitato' ad ogni momrnt.o, eh<' s i "puo conos<:rrc sempre csalt<1rnr ntc lo slalo in c ui si trova la sua s uperficie 1
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n interna.
" Egli è s uscd li bile d i ripnr~zion e, ciò dw si l.enlcrrbhc invano di fare "ai caunoni ordimuii I can11011i di ferraccio prèscu1à110 bè1\ minori even" tual ità di scopp io. "
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per poter caricare; la qual cosa si eseguise facilmente, dopo di a".er ridotto della metà la pendenza del cuneo ottur ator e mediante l'aiut0, s'è necessario. di una sempli~e leva a gomito, che s'introduce dai lati della culatta per entro i manichi dello stesso cuneo. In quanto alla t erza cond izione, la più difficile, come l'ha ben o rilevn,to il si onor X. Raymond, basta solo couoscere questo modo d i ;hiudimento ed osservare come esso funzioni colla fo1-za del gaz stesso e si perfezioni coU-uso, per essere convinti della s ua p erfe1ta r i uscita . Questo modo di arrestare la fuga dei gaz semplicissimo ed efficacissimo può esser e applicato a Lut~ le specie di canne, da fucili e d'artiglieria caricantesi _dalla culatta. Il chiudi mento a cuneo non può essere applicat o alle bocche a fuoco esistenti, se il lor0 tracciato no~ è faLto colle g rossezze che seguono la legge di uguale resistenza ; di manier a che la culatta si trovi abbastanza r inforza.ta da non lasciar e più alcun timore che si distacchi nel per for ar la trasversal mente con u na grande apertura, quale trovasi pro.ticata nei tre sistemi suddetti uial<•raùo . ' o che in P r ussia siasi r iconosciuto potersi applicare ai cann_0ni esistenti il caricamento per la culatta seguendo il Slstema Warheudorff. Per applicare ai cannoni esisten ti il caricamento dalla c ulatta , fo rse si dovrebbe dare la preferenza al sist ema, che semb r a essere meg lio riuscito in Francia col forare solamente !"anima attraverso la culatta, e di otturare semplicemente il fondo con una vite cornea i n acciaio rinforza ndo il_ pezzo alla culatta con cerchi in acciaio per correggere m ta l modo la debolezza della culatta delle a ntiche bocche a fuoco . In ogni cac;o 1e cariche all ungate rimesse in vigor e dal generale P!obert offrono il mezzo più semplice e più effica1:;e per rmforzare le Lacche a fu oco e renderle atte a sostenere le più grandi cari0Le. Questo mezw dev'essere pitt ampiamente applicato, come abbiamo d<:! tto, ai cannoni
SU I CANNONI RIG ATI
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rigati che lanciano proietti più pesanti relativamente alle cariche, senza timore di scapitare nella velocità i niziale . Queste cariche comprese tra un dodicesimo ad un sesto del proietto generalmente in uso, sono queUe di maggiur effetto dinamico; ma senza spingere oltre la resistenza normale tielle bocche da fu JCO . si può aumentare 1e cariche ed ottenere le maggiori velocità inizial i e traiettorie più t ese, p rocuraudo a quesLe cariche uno spazio libero maggiore, proporzionato alle cai'Ìche stesse, d ietro al proietto; poicbè allora le tensioni dei gaz, corne la loro densità r estando ognora le med esime, il lavoro delle bocche da fuoco resta parimenti lo stesso nel senso trasyersale, e non aumenta che nel senso dell'asse. P er questo motivo non bisogna rid,u rre sensibilmente le spessezze del feI'!'accio d ei cannoni affine di cerchiarli, est.ante la difficoltà di effettuare l'applicazione di questi cerc;hi ben condizionati, e che l'energia della tensione s'est ing ue col t empo e si altera pei cangiamenti di t emperatura, ne consegue adunq ue, che n on bisog na abusare d'un t~.l mezzo; e ch'è sempre pr eferibile di rinforzare le bocche da fuoco nuove coll'ingrossare le. culatte seguendo la legge delle spessezze di ugilale r esist enza. . Pertan to noi siamo d'accor do col signor X. Raymond, in ciò che i cannoni caricantisi da lla culat.ta, qualunque sia la loro costruzione, sono ognora meno $emplici di q uelli che si caricano dalla bocca, qualora si consideri solamente la bocca da fuoco col suo affusto, lasciando a parie il conzzamento che o~gidì è d ivenuto indispensabile (26) . (~61 I cannoni ~en za ri nculo, cd ir. conseguenza che si cari cano da!la c u lntta, considerati in batteria, presentano nel loro complesso un si,tcrna, t·alc quale è il mio. ben più semplice di qnalt111que, altro sis tema con affusto, in cui la b occa du fuoco rinc11ln; in q11r,s1i cnsi i vantaggi più essrnziali del caricamento dalla culatta sono pcrd ul i, e tutt i gl'inco1\\'cnicnli del rincul o restano. Sul mio sistema follo in questo scnpo dopo clw fu mo,li fì cn\11. b l/i,,i.,1n
]20 Così è sempr e indispensabile pel ser vizio di questi pezzi lo rwere nelle batterie alcuni artefici pratici , cd inservienti attenti a non sparare prima di avere bene otturato la culatta . Egli è al solo difct.to di q ueste precauziolli che vanno attribuiti gl'incon venienti accaduti, inconvenienti d'altronde facili a prevenirsi nel mio sistema, anche in guerra, qualora si saranno praticati per questo gli opportuni insegnamenti, e si saranno messi in uso le stesse precauzioni usate per assicurare il b uon servizio di quahmque altro sistema d'artigli eri.i . Noi abbiamo detto or ora, che non conviene abusare del cerchiamento per fare de'cmnoni abbastanza resisten ti sotto un peso minor e, non bisogna dimenticare, che la stabilità richiede b!D peso di 200 volte il proietto sferi<;o, o di 100 volte quello c iliudr 0-ogivalc cavo, pesante il doppio de!la palla; e che pe:- tal modo non v'ha alcl,ln vantaggio il cercare d 'alleggerire la bocca da fuoco; im perciocchè bisogna allora aumentare il pe~o degli affusti, siccome il peso totale. Si è già guadlignat.o assai in leggerezza coi cannoni rigati, pei qui.tli si è potuto raddoppiare il peso de' proietti, senza raddoppiare il peso delle bocche da fuoco riga.te. Queste principio dev'essere sopratutto strettamente osservato per l'artiglieria delle fortez1,o e della marina; ove la loro mobilità non è una condizione escnz'a le, ed ove si può, senza inconveniente, pd cannoni che · si caricano dalla culatta, rinunziare agli affusti carr<.'ggievoli . Si puonno in realtà sostituire facil-
illililare, sulln quale il sig. Schmoclzl hn credulo di trova re gli appcp;l(i dcllu sna crit.ic« (11edi la nulct 6), si leg~e in un articolo :issai in teressant e di .}Jtwiano d'A!J11la sulla~ Orga11izza zione del nuovo l'Cgno Sub.ti pino • a p~p;. ;'? del lo111 11 11, 1859-60: "Il colonnello CAVALI. I perfezionò postcl'iOl',,.111c11le il suo cannone, ottenendo scmn complicazioni melnll1che il va11,, laggio d'impedire scn1p1·c. ma lgl'[ldo ii l1111go uso, ogrli sfuggi111 cnlo ,li "ga1., e sciogliendo il difficile problc11Ja con soddisfaziouc dei più pettinaci " opposilori. "
SU! C.l~XONI RIGATI
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monte in caso di bisogno, piccoli carri fatti espressamente per q uest'uso, sia a bordo de' bastimenti, sia nelle n uove fortificazioni, che converrit costruire nelle ste!:se condizioni che pel servizio di batterie di bordo.
lìffotti dei cannoni riguti 12. L'esperienza dimostra, che i proietti cavi cil indroogivali penetrano più facilmen te che le palle nelle rnur(L• ture; e che scoppiando in fondo al sito ove pcnetra1 i, accelerano la broccia (27); contro questi muri d i legno (27) In Piemon te si è trovato fin dal 185~. che le pcnr.lrnioni nel te1-rc•110 dul'issimo ccl u1·gilloso, s1>ccic di tnfo, cl i qu esti nuo vi proiett i dd cnli h1·0 da 40, del peso di 30 chilogrammi 'luando sono caricali, lanciali con carica di 3 chilogrammi furono da mii. 1,50 l mii.·!, alfa distanza di 5100 mr.tri; giUntn questa che si ottenne sotto l'ang,110 di 25 gm,li, con un a deviazione merlin di me tri l1,77 (vedi lei mia !Wemor in dvl 1856, § lV). lo Francia, nelle esperienze intraprese ,lopo il 1857, si troYarono pcnctrn1.inni 3 p iù d i 3 mclri n el suolo, second o 1u f,rnicllorin dei p1·oictli oblunghi di l2 chilogn1111mi lanci ati da!l' ohicc ria 12 r-iisa t.o, snlto angoli dn 12 a 17 grad i, corrispondente ulle gittale da 2500 a 3000 metri con una carica di t , 2. Nel b muratu ra rii mLtltoni, allu distanza cli 65 mct.ri, quest'obice rigato ùù una pencl1·.izione di metri 1,'.!0, mentre che il proiello dcll'obir,c liscio non penetra che a metri O,i'i alla distrnza di 50 metri. Nella murntnra di mocllons <l<'llc forlilìcnzioni di Parigi, alla distanza iii 70 mcl,ri la suu pe netrazione è di met1·i 0 ,80. l11 un tiro iu bri:ccia eseguitosi a Vi ocenncs e.on due cannoni lisci da 21•, e con due cannoni obici rigat.i da 12, e con due obici rigati da 4, la breccia di 10 metri di lunghezza, 7 di altczz.i, av endo la n1111·lllura in mat.toui 3 metri cli spessezza, fu .iperta col cannone da 24 liscio e quel lo <la 12 rig:ilo con ci:ualc numero di colpi (304), il ri~alo in metà tempo (5 orr). con rlnc t,;rzi ,li meno di polvere,, e p,·,,ssochè a prso uguale di mcl allo. Coll'obir.c da 1, l' igu to, la lm~ccia fu t'ziaurlin aperta i11 8 ore dopo i29 colpi, con un poco pi ù di pnlvcr e che con qudlo da 12, e un por.o meno di metallo. J\l cnlre c.hc i clue tcr1,i almeno rii palle sfr richc si spezzano, nessuna gran.ilo oli'lunga si spezza e prod1Jce sc1nprc lullo 11 suo dTctlo di pcncLrazio11c pri ma di scoppial'e. Nella seduta dcll' l 1 aprile 1861 <le' H:,pp1·,·sc11tan1i h,ilgi, il ~ig. Da\'i,I rcblo rc dcll'upuscolo del capiluno \VEJGF.1.1', stampn lo a Bcrli110, fr;i le
122 CENNf l'effetto distruttore di quest: proietti esplosi vi, tirati dai cannoni rigati, non è meno sorprenden te, an che lanciati contro queste muraglie di legno corazzate in ferro , q ualora veng ano colpite perpendicolarmente. Alle esperienze eseguitesi al poligono di Tegel presso Berlino « gli ufficiali d 'artiglieria presenti hanno t utti » constatato, che se la fregata non fosse stata corazzata, • essa a vrebbe forse sofferto di meno, e ciò •si c_o mprende: , il proietto percotendo il corazzament0 iv ferro, affonda , le lastre n el fianco della fregata , che (28)' ne viene , rovinato • . allrc cose, espose le conclusioni seguenti sul tiro in breccia esegui lo a Jùlicrs: « 5°· II pezzo da n riga lo basta per fare in poco tempo nna brrccia par" tkohwe con proictli esplosivi in un buon muro di medi a spessezza. • 6" li p ezzo da 12 rigato basta per demoli1·e cornplctamcnte in poco » tempo massicci di muratu ra anche i più solidi e fori.i . n 7° Il pezzo da 24 rigato, con poca munizione, è capace di for ~ breccia nel p iù forte muro costrutto cui mi;,liuri ma Lcri~li e colle massime 11
t
CUl'C.
» I cannoni rigati soddisfa no a llo scopo n elle operazioni ordinarie d'una _ " g uern1 d'assedio più prontm, enle e p iù comp lct~mcnle d i qu,•llo che 11011 • lo p ossano i cann,oni e gl i obici a gross o cal ibro i mpiegati sin o al presen~r, » e l'u so dei c:mn on i rigali, di una pr,.cisione ~ g iustqiza di tiro simil~ a " quella che possiedono i eannon i introdotti in Prussia; visto l'P.ffclto ph·,, ponrlerante di questi prniet.ti esplosivi contro le muratu re . daranno nn " coni maggiore s nperiori là a ll' attacco, di 411 cllo eh~ non a,•evano d app1·irna » su lla d ifcsn, scn end os i d'urliglil'ricseco udo l'antico si,ll'ma. " La presa di Gae La (vedi le~ notn 7) con assai minore arliglir.ria ,d'asscdio di que llo che ne avesse la piazza in balleria sul lato di 1200 metri rivolto all'istmo di soli 600 met.ri di larghezza, e d'una lunghezza consimile, che s i attacca al continente, è dovuta alla grande potenza dei cannoni rigati, sopratu tto di quelli da 40. È il fuoco concentralo di qu este balLcrie contro la Tramilvania che ne fece sallan, iu aria i m,igazzini a polvere, e distrus~c. questa parte della fortezza di Gaeta. (28) Questo risultamento, e parecchi a ltri s ulle esperienze p1·ussiane , sono stati r iferiti da l sig ministro CHAZAL nella ~e.dula del 12 aprile !SGI clc ' Rappresenta nti belgi (p ;,g. 107'9) : • ~ Si son o costruiti due fianchi di frega te in ·travi di q11ercia massicci » di 42 centimetri di s·pessezza nr.l senso del tiro, i ncavigliati su tre spes- 1
SU ! CI\NNON ! !\1GA1'1 123 Questo stesso effetto si r iprod usse nelle esperienze fatte a Genova dalla n ostra m arina reale, tirando col cannone rigato da 80, alla distanza solta:nto di 15 metri, con un
sezze e sosten u ti da montanti da 30 c,•ntimetri di q uad ratura; la totaJil.à della parete era dunque d i metri l,:!6 di spessore di q ue rd :1 ni:issiccin, » .senza coni.are i monl:•nti. Si è ti ralo al h ùislanza di 5 migli a, 3759 "•)}etri , vale a dire quasi ad una lega di Francia. e la granala ( ci lin,lro,1 ogi~,ale) cllrica, da 24, ba attraversa to al p ri mo colpo il bordt1ggio dclia » fregala <'d h a lanci3to dell e schegg'e di trav i da 75 a 85 chil ogram rni " a n ove passi di distanza. Si è vo lu to vedere ciò che prod u rrd1be il ~ cannone da 12, e, cosa sorp rcnclc11lc, ulla medesima di;taoza qu est.o " pezzo ha manda to il suo p roie tto nel fianco della frega ta. La granata " pene trò a 2 piedi (6'2 centime tri), laociò le travi interiori: e u na •l'esse » è stata slanciata con tale violeuza, che i pezzi penetr arono a più ce11" timctri d i profonditi! nel second o fianco . ..•. "Si è lirato col pcz;zo da 6 a 5000 p assi contro la fregata; il proietto • penetrò n ella parete ad uo piede e sc i.te poll:ci (49 cent imetri) , c "scoppiando ha sp ezzato tra vi i nteriori. Ecco i fatti : n on si p u onno ci• tare altrove cannon i i .quali ~bb illno p rodo l.lo cJJèLl.i sim ili. » In fiuc si è voluto vedere l'effollo che si otter rebbe soprij una frc.,, gata c o razzata , 'il g:ovt•.ruu pl'u.-ssiuuo lia f:1Uo costrt11Tc. t.l ellc la~trc di » armatura. della maggiore forza, impiegate in I nghilter ra per le grandi " 11avi da guerra Qu este laslre di ferro balluto, di qu attro pollici e mezzo » di spessore, nou avendo che u n pfode di larghezza, formano, sign ori, "un corazzamento com'è quello del Wa1Tioi·, uno dei più grandi vascelli » da gu erra ingles i co razzat i. " I vascelli da guerra fran cesi non avevano ch e losl.rc da 3 a 4 polli e i " di spessezza . Oggidì vengono corazzai.i con la stre piti spesse, ma ch e " non olt.rcpassa110 la spessezza di q11ell,! di cui si fece or ora l'esperienza "a Tcgel. » 11 trro ebbe l uogo czi,1nd io coi due cannoni di ferracc io , di cui h o "parlato più sop ra. Si sono ti rali q uattro colpi a 625 passi, quasi &00 » metri. L'effetto è stato buono. L e lastre sono s i.ate spezzate e distaccat e, " il b@ r<h1gg10 della nave venne sfonda to e in fra nto in to t.I.a la sua spes" sezza. Questo ris ultamcnto è stato non men fe lice e strnurdinario di » quello ottcnulosi in Inghilterra col cannone Withwoorth da n8, tirauùo » s olamente a 36$ metri •.. . "Cosicçhè a 500 metri si è ot.tcnn\.o r.ol cannone da 24 di ferraccio lo » sksso risultnto che si era ottenu to col cal ib ro da 68 , tiraudo a 36.~ " metri. Si è continuato, questo tiro a 2500, e si sono ott.enuti pressoehè "· gli stessi risultati. A q u esta distanza gli effetti sono stati formidabi li, » enormi fram menti d i travi, sono st-ati lanciali dietro il bordaggio. » »
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proietto pieno cilindro-ogivale di ferraccio durissimo, contro lastre provenienti dalle officine di Francia del sign or M. Marel., molto più resistenti di quelle ingl.esi . Questo proietto massiccio aveva la punta semisgnadrata senza d1 che scivolando si sarebb e abbattuto . Ma queste lc1stre sopportarono molti colpi di cannone da 40 e da 80 a palla. I p roietti cilindro-ogivali cavi fan n o minore effetto che le f\alle sferiche, stando ai risultati delle nostre esperienze, per chè si abbattono all' istan te dell'urto, poichò il loro centro di gra~ità si trova più lontano dal punto colpito, e ciò forse a cagione della maggiore resisteuz,t delle buon e lastre francesi. Queste sostennero in veritit pochi colpi, ma a brucia pelo, del canno ue da 50 a palla tirata colla carica d i 8 chilogrammi. Esse si son o finalmente forate e lacerate dopo parecchi colpi senza saltare fo frantumi. Se non che il cor azzameuto fatto colle migliori lastre d i 12 centi metri di spessezza viti1fo sfondato col tiro del cannone rigato da 80, ed anche con q uello del calibro da 40 (30 francese); quando però lan c i • u na palla d'acciaio oblunga di 50 ch ilogrammi, e ciò stando alle esperienz·e accennate nella Gazzetta militar e cl i Da.rmstadt N . 22 e 23 d el l8GO. Il cannone di quest'ultim o calibro avrebbe il peso di 6000 chilogrammi e la forza, dì percussione del suo proittto 'è tale da poter trnforarn le navi comaate (:-29).
(29) Nella seduta del 16 aprile 1862 delb Cnmcra dei Rapprcscntant i belgi, pog. 1103, il sig. Gour,ET 1·iferiscc : oc I n quan to a lla polcuza clc-1 " c.i nnonc r igato fran cese da 30 di rnari11a , è constntnto ,lai le csper irnz,· "fotte a Gitvrc nel 1860-Gl, come _a ltrcst dalle esperienze faUe a éab i,, "<:he un prnie tto d'acci,lio ,fucinato , del peso ùi li-5 ch il ogr:irnmi p ieno n ha pcrfol'ato, hislre di 1,.:2 ccn l in,ctr i di spessore : applicale conll'o on " bo rdnggio d i que rcia m;1ss iccìo di 2 metri, e che pc1-forò ngualrncntr; " -a 1000 metri lo stesso proietto pnssa ancora la !.)stra e s1 perde nel " bonh1ggio; a ~000 metri di d istanza qu<"s to stesso proie tto s'affonda i;cr
SU! GA~Nù'll J(IG ATI
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Questi differ enti risulta,ti dimostrano, che il cora1.w mento fatto col miglior fono, co lpito perpendicolan rnmte nel tiro diretto, è del p ari insufficiente, e che non v'ha altro m ezzo semplice e praticabile per au mentare considerevolrnente la resistenza dei corazzamenti, fuorché disporre q uesti corazzamenti sDtto la pi ù forte inclinaziorn~ possibile ai tir i, ciò che permetterà di coprire eziandio il ponte della nave mediante un corazzamento in allora p1 IÌ resistente . . - La velocità d 'impulsione òe i m igliori metalli possono sostenere (:30) è ben lungi da quella che hanno ancora i proietti lauciati dalla polvere da cannone al momento dell' urto. Per coose.gLtenza la, rottura segue per necessiUt al punto colp ito , spezzandosi se il corpo è d uro, e deformandosi s' egli 6 'd utrito, sfondando i primi strati toccati e qnelli successivi fio.o a che la velocità di sfondamento sia r idotto n ei limiti sopportabili dal corpo urtato, semprechè non sia rovesciato o trasforato. Le rotture possono prodursi ancora l ungi dal puuto colpito , ogni q ualvolta che l'impulsion e comunicata alla massa totale del corpo u rtato vi t rasmetta ~alla velocità d'impulsione eccedepte CJUclla che la natura di questo corpo può sostenere. Non si può impedire questo secondo effetto dell'urto d'un proietto pesante contro una lastra lem,.era e troppo estesa, foor chè dando a queste 00 lastre sotto un'estensione assai limitata una massa sufficiente, jn maniera che la velocità d 'impulsione ricevuta r esti nei limiti sopporta.bili. Così le lastre di fabbrica" 5 metri nel suolo; a 2000 metri il pro ietto da 24 rigalo t occa ad ogni " colpo un be!'sngliò di 1 mct,·o quadr·ato; a 3000 metri non rrrnn ca mai ,, di colpire un be rsaglio d i 2 rndri" qmulrati; u GOOO metri , 50 per OtO di qnes li c.ol µi cadou o cnlrn u n:i su perficie cl i 1t 1O d'cUarc ( I 000 rn . q .) " (30) Vcù i ~Ila nola 3·l una dc-flniiione ,!ella vel ocit,, ,l'in qrnls ion c rlci soÌi,li: yc ne sono due, qnclla ·d'csle-nsione e qu e lla a com pressione che ha Ju;,go nr l silo dcli'urto , uwntre che altro v(' s'eser cita soprnln tto l'altra .
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zione francese di 11 centimetri di spessezza , 80 di larghezza, e 2 metri di lunghezza, le quali pesano circa cento volte la palla, essendo avvitate sopra un tavolato di quercia solidamente appoggiato, sopportano assai ben€ l'urto normale di alcuni proietti, di 15 chilogrammi, tirati da un cannone da 40 colla carica di 5 chilogrammi, al1a distanza di 15 metri, il ~roietto s'affondò della metà almeno nella loro spessezza, d'lln terzo a 300 metri di distanza, d'un quarto a 500 metri, senza che mss un pezz? dì corazza.mento si distaccasse, anche dopo parecchi colpi, sebbene allora le lastre potessero essere· lacerate e sfondate. Queste medesime lastre resisterebbero anche all'urto del proietto da 80, del peso di 30 chilogrammi, hnciato con una carica di sette chilogrammi e mezzo, se il tavolato quantunque puntellato allo ~coglio non si fosse 8connesso , e dopo pochi colpi distrutto; così., lasciando a parte _ l'effetto della penetraz10ne, per resistere all'impulsione di questi ultimi tiri, bisognereqbe aumeutare il peso de~le lastre in proporzione del proietto più pesante, di cm ' devono. SL1pportare l'urto. Quest'aumento della massa del corazzamento ha un limite in pratica, al quale si è già vici1,1i, e llel r esto la più grande massa non impedirebbe la penetrazione e la distruzione, anche dopo un certo numero di colpi, laddove coll'inclinazione data al corazzamento si guadagnerà assai nella resistenza, senza aumentare la massa già troppo_considerevole. Più grande sar~ l'inclinazione, maggiori saranno e.ziandio Io strisciamento e l'estensione colpita, sulla qual~ si eserciterà l'azione dell'urto, e meno grande diverrà la componente normale della massa: urtante e la penetr azione, Per la sola inclinazione, ripetiamolo, si potrà dare ai corazzamenti abbastanza resistenza, senza eccedere-ancora in siffatte costruzioni di g ià colossali. Ammessa l'inclinazione del corazzamento, non è più
S UI CAr>NOli l R iGATI
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ugualmente, · nè sempre necessario di rinforzarlo applicandolo ad un muro di legno. Conviene inoltre soppn- • mere il legname a cagione dell'infracidamento che ne li~nita la durat a, mentre, che L!uello in ferro, bene con servato, è indefinito. Allora non essendo più necessario di crivellare di un gran numero di fori queste stesse lastre ·di ferro per introdurvi le viti da legno, esse étcquisteranno una maggiore resistenza e non si fenderanno più così facilmente, poichè è propriamente per questi fori che ordinariamente incominciauo le fessure , _Il ferro duttilissimo è staw dapprima prescelto, poi chè non si fendeva sotto a pochi colpi, .sebbene colpito perpendicolarmente, ma <lacchè le lastre della spessezza di 12 centimetri applicate cont ro pareti di quercia cli due metri di spessezza furono sfondate, e ferro e legno, dai cìmn,oni rigati da 30 francesi, tirando proietti d'acciaio di 45 chilogrammi (vedi la nota 18), bisogna asso1utamente rinunciare a questi corazzamenti verticali , e farli inclinatissimi, ed allora le lastre di un ferr o più duro, più elastico, più acciaioso e sempre un poco duttile, sono preferibili. In tale guisa sono state fatte nel 1860 le prime lastre pel corazza.mento delle batterie su terra, le quali in seguito alla mia proposizione furono commissionate alle fucine di Allevard. Esse erano d'una miscela di ferro acciaioso e cli acciaio duttile. Lastre cl: tre metri di lunghezza, 46 centimetri di larghezza e l O di spessezza conficcate nella t erra per metà con inclinaz:one di 45 gradi, sostennero il t iro del cannone da 40 a palla colla carica di 2 chilogrammi, a)5 metri di distanza, colpite con violenza alla sommità esse nop. si piegarono che leggermente, e la penetrazione delle palle non arrivò che a circa 13 millimetri, Fra le lastre che si sono fabbric&te in seguito , quasi intieramente di ferro acciaioso, non essenrl0vi che uno strato sottile di acciaio nel mezzo, parecchie si ruppero
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SUI C -IN:--ONI RIG ATI
CENNI
:;:;ebbene appoggiate. La maggior penetrazione de' proietti in dica pertanto che queste lastre erano più duttili. Noi intendiamo dire, che il ferro e il ferraccio sono acciaiosi, quando escono dalla tempra indurita come l'acciaio, poichò il ferro puro non si tempra. L'operazione della tempra e del ricotto delle lastre introdotta nelle fucino d'Atleva1·d, che si eseguisce ,dopo il loro compimento, dà loro la più grande resistenza; tutta.volt~ cho questa operazione sia fatta cori intelligenza, siccome fanno gli operai nell'apparecchiare gli utensili taglienti per renderli resistenti ai colpi di maùello, affinch è non si rompano attaccando i corpi durissimi. · Malgrado tutti i perfezionamenti possibili relativi al corazzamento , è cosa n aturale, eh' è meno difficile di costrurre de' cannoni pìù potenti, che fare 'd e' corazzamen ti proporzionatamente più. r esistenti, e che bisognerebbe necessariamente ricorrere , oltre all' inclinazione , all'aumento della massa resi~tente nella stessa propor,;ione che si aumenterà. la massa percuotente.
~fodo di corazzameuto. 13. Ciò ch e diviene pertanto indispensahìle ; si è di ben corazzà.re le batterie , sopprimendo ogni specie di cannonier a ad imbuto, di re5\ringerle per otturare ogni passaggio attorno alla bocca da fuoco ai proietti n emici., che oggidì si tirano con grande precisione dai cannoni e dai fucili r igati alle più grandi distanze . Bisogna eziandio collocare 1a bocca da fuoco in batteria nell'apertura stessa del corazzamento, in maniera ch 'essa possa girarsi ed ottura.re intieran:iente e sempre la cannoniera od il sabordo, anche nell'atto dello sparo • irnpe• diendo il rìnculo; la qual cosa si ottiene più facilmente col mez,;o del corazzamento inclinatissimo. Per meglio restringere le cannoniere od i sabordi, contro le bocc1ie
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da fuoco, ho proposto di sopprimere persino gli OT\ )c; chioni, e di mont;are tutte le bocche da fuu co coHh:1 l,3 carnnade .(Ved i tav. III). Nessun principio teorico vi si oppone , ed il cornpk~s~) del mio sistema senza riu culo acquisterà allora la p1u grande semplicità, maggior campo di tiro, _il tutto .trnva.ndosi meglio al coperto, in uuo spa;:10 r1sr.retL1:s~r1110, ridoLto quasi a quello che occupa la sola bocca da fu oeo. Le navi potranno allora farsi molto mono larglrn, ed intieramente blindate con un corazzamento di ferro cornplèto, inclinatissi mo a dorso di balena che Gopra t.LtLto il ponte (31). __ , In terraferma le batterie stabili, soprat utto quelle deilè coste poco elevate, e quelle per la difesa delle. fo rtezze , siano esse blindate, casamattate, o no, debbono essere coperte sul davanti da un corazzamento del pari assai inclinato , affinchè _possa opporre una resistenz,l sufficiente e durevole. Questo cora,;zamento inclinatissimo potrà, essere faUu allre,ù i 11 gliiStt,; ma allora con un pe~o doppio o triplice d i q ue llo delle furti lastre _di ferro .fucinato, ed ovunque ·questo peso non arreclu a1cun 111conveniente. Irnper ciocd1é , se ai colpi d irett i la ghisa s'infran"e o e resiste meno delle lastre in ferro , e~so resiste me,,lio· ai eolpi molto obliqui_ Se ne ha un a prova n u ei cannoni di· ferraccio, i quali ordiuariam,;nte non sono (31 ) Vedi la mia l\IcrrJoria sui div,·,·si pcrfcziona menU mì.li_lar'. 1k l •~5G § 9, ove si tratta di batt_cric ga llr.rnian Li e della poss1bil11a_ d1 co,1rn11·c vascelli in v11l nc1·abili di ferro . Srcmdo queste id ee, per orchn e dd g ra n m inistro Cavou r, il p1·ogetlo d'una nave simile fn .studiala di conc~•·lo coll'ingegnere della compag11ia D1•ll ii Scync , che s'inca ri cava di costn11da, colla garanzia di tulle ic condizioni nau tiche, ta le, quale pi,r a ltra 1w,•c d'uguale tonnellaggio , e con un 111i1!i111: 1m di cclcril it di 10 nodi per la rninor "randt:zza possibile di 1500 t)nnellatc ; qu elle da 2 a 3000 t_on1,ellnte "sembrando più convenkuti ancora, qua ndo si può farl i nwgg,o rmenlc pescare per rcuderle p iit aite a reggere al mare grosso, e lottare con vani.aggio cont ro qnaluuque altra nave C\>l't1zza la,111 uso .
-+ al
c:;;NNt 130 messi fuori di servizio come quelli di bronzo, di ferro, e persino d'acciaio malleabile, allorcbè sono colpiti da' colpi nemici. La teoria porge eziandio secondo i coefficienti meccanici forniti dalle prove meccaniche, una resistenza Yiva nel ferraccio un poco duttile all'estensione, la metà di quella del buon ferro, ma alla compressione il ferraccio sorpassa di molto quella del ferro e del bronzo, e raggiunge quella dell'acciaio un poco duttile (31). Là dove le batterie debbono essere armate d'artiglieria assai mobil8, come nell'attacco delle piazze forti, se si avranno a controbattere batterie corazzate, ed ove per conseguenza può tornar necessario di corazzarle ugualmente, questo curazzarnento potrà essere fatto semplicemente con lastre di ferro, lunghe da tre metri e mezzo a quattro tutto al p iù, disposte sotto l'i nclinazioue di 45 gradi almeno indietro della scarpa interna dello spalleggiamento ridotto all'altezza del ginocchiello, conficcato per metà nella stessa scarpa, e sostenendole ancora, ove si creda ucccssario, con semplici appoggi di le~uo, da collocarsi secondo i bisogni , come si dispongono le piatteforme. Nelle circostanze ecceziorali di un assedio, ove l'artigl ieria della piazza assediata fosse troppo numerosa, ed ove l'assediante non potesse avanzare che sopra un terreno ristretto e difficile, siccome all'assedio di Gaeta, e nel caso ove i fuochi curvi, che sono i più efftcaci anche cJntro
J31 t'a~sediato dt1. vicino, r enrl es~ero impossihilc lo stare nl'lle batterie avanzate dell'assediante, s11rebbe allora necessario di blindare queste batterie, e potrebbe convenire di armarle con cannoni che si caricane dalla culaita; q11al1,rn il fuoco della piazza divenisse pe ricoloso al punto d' itll pedire la carica dei cannoni per la bocca. Queste blinde non potrebbero avere alcuna parte in legn0 esposte al tiro, senz'essere prontamente distrntte; ed affinchè esse offrano la minirua presa ai colp i <ld nemico, couverrà fa,rle interra:e o:'l innalzarle il meno po~sibile sul suolo ove situate, di coprirle superiormente, come pure sul davanti , di lastre in ferro, e di non prolungarle che il meno po.;sibile nell'interno, per non accrescere l'imbarazzo di dover trasportare una troppo gran quantità di questo pesante materiale. Per tal rnoclo ques.te blinde si comporranno semplicemente di due finnchi ad armatura di legno e dt lastre sovrapposte (33). Quando non si avesse molto a temere dei fuochi curvi, e sarebbe pertanto neccss 1rio di corazzarsi contro i tiri diretti, q 11esto corazzamenLo potrebbe farsi sempl icemente con lastre incurvale, appog~ia.te a sostegni , od attondate senza l'il1cliuazione di 45 gradi dentro alla scarpa dello spalleggiamento, innalzato sino all'altezza del g inocchiello : le lastre potranno anche essere appoggi11te a sostegni in legno collocati in maniera da non circondare la manovrn dei pezzi.
(32) Cono~ccndo lo forza media e lo spazio percorso nell'esperienza ~latica longi tudin ale tlci prismi, il loro prodotto rnpprescnla il lavoro in unilà dinamica uguale alla metà della forza viva del prisma stesso. Da q11c~l.3 ('qunzione si deduce la velocilìt d'impuisinnc della m,1leriu del p r·i~rrw, il cui q11ad1·at.o diventa uguale al quoziente del prodollo della forza esercitata dallo spazio pcrcors(, di viso per la massa del prisma. Vedi le mie )lemoric, una sulla. tcol'Ìa della resiswnza dinamica e sialica ·elci solidi, letta all a I.ornata dell'Accat!crnia delle Scienze di Torino dl'I 22 i:cnnnio !SGO;· e l'altra letta ,wlla sedulu del 9 dicembre ikllo stesso unno, sulle cause ckgli sroppii delle boe, he tlo fuoco, sul calcolo ddla loro rnsi ~tc11za vivu, ccc.
(33) Queste blinde coperte da lus tre ,li 3 metri ùi lung-hci,zu, 461,<'nlimelri ùi larghezza e IO di spessezza, qnanlunqne :wr,..;sero rn rnt, di 3 na•tri <li larghezza in tern a, cssi,n<lo npprnpr iatc ai mci cannoni senza ri11cnl11 c:1rica11tisi 1\nlla culutla, ricevettero anche due cu11no11i rignLi, <:hc tiravan o il mrùcsin,o pruicllo, caricantisi dalla bocca, non av1•11do a haltnc che in hreccia in una sola dirPziouc. l'erla11lo il rincnlo e.I il carica1111·11lo per cla\'anli olibligarnuo na tnrulme11 le <li htscìarc un':1pcrlurn "can11u11iua moli.o più grande che pci c:,unoni senta ri11cul o: co~icchè uu solo proicllu nemico, che colpì sullo ~1>igolo della lastra <li corazzamcntJ, franlnrnandu,i uccise 11 sergente e ferì selle inserv ienti, mcntrccliè nessun colpo penetrò ·p er le oannoui cl'c serrate co ntro l~ bnfca ,la fuoco degli alt ri pc1.zi.
SUI CA:V~O~I
n:c ITI
13'2
CENNI
Calibro dei
ca11111i11i
rigali e loro Jlroielli.
14. Noi abbiamo d1111846 :ntrod~ittosulle prime i grossi c,muooi ri gati <lei calibro da 40 e da 80 (30 e oO frances i), i qual i lanciano de' proietti cavi cilindro-ogivali del peso r ispettivamente da 30 a GO chilogramm i, il doppio de i proietti rispettivi sferici. In quanto ai piccoli c11libri nella mm memoria del 1856 ho discusso sulla convenienza di tirare i proietti eia 4 e da 6 chi logrammi. e da l:l chilogrammi in cannoni rigati dc]o stesso calibro di 9 cent. 112 del peso rispettivo da 400, H'.)0 e 800 chilogrammi Io diceva che si s~rebbe potuto ridurre ancora il calibro da 9 centirn . l1i a 8i2 pel più piccolo di questi proietti, riducendo al tempo stesso il !mo peso da4 a 3chilogr. L'artiglieria francese ha ,idottato per la sua artiglieria da enmpagoa e da montagna quest'ultimo calibro. Questo stesso calihro fu altrcsì ad1)ttato per la nostra artiglieria da montagna coi proietti da 3 chilogrammi. Cosicché semhra preforibile il sistema d' artiglieria rigata, composto dei cinque calibri da centim. 8 112, da ~ l 12, da 1:2, da 16 l 12 e da. 21, lanciando proiett,i cilindroogi vali cavi, completamente carichi, del peso allora di 3,, 4 l t'i e 6 chilogr. , di 12, 30, 60 chilogrammi. Uno dei grandi vantaggi de' cannoni rigati si è quello, che il tiro de' loro proietti cavi rimpiazzano vantaggiosamente i proietti pieni, anche per battere in breccia ogni · sorta d'ostacoli sino alle muraglie, all'eccezione de' corazzam,;nti in ferro, contro i quali bisogna tirare de' proietti massicci spuntati, di metallo duro e tenace, dei due più forti calibri da ao e da 60 chi logrammi. . Dappoi la campagna del 1848 si è rinunciato da noi al tiro a shrapnls per causa delìa difficoltà, massimamente in campagna, di farli scoppiare all'altezza. ed alla di,,tanza voluta. Bisogna trovare la maniera di eseguire il tiro a
SVI CAISKOXI RIG,ITI
mitraglia a d ogni distanza, quand'anche di rimbalzo, ciò ch'io cr edo possibile coi cannoni r igati, ed io tengo iu pronto già da lungo tempo un nuovo proietto per questo effetto , aspettando di farne la prova allorché ne potrò ottenere la facoltà. Il mezzo di assicurare lo scoppio ò.i q L1esti proietti cavi, richiede per conseguenza sempre l'attenzione degli artiglieri. Le spolette ad un sol tempo generalmente in uso, sebbene meno difficili a farsi che quelli a più tempi, presentano il difetto di non acceuùersi sempre, o di speguer si penetrando nella terra o nelr acqua. In questi · ultimi tempi si s011O immoginate spolette a percussione, vale a dire di quelle che fonuo scoppiare il proietto allorchè urta contro un oggetto resistente e non quando rimbalzano sul mare. In alcune arti glierie sl erano introdotte di queste spolette che scoppiano al minimo urto (34). Questa facilità di scoppiare, oltre all'esser e pericolosa, impedisce i rimbalzi, poichè al primo salto ha luogo l'l'splosione, e coloro che tengon o in serbo di queste spolette, 11On posscno impiegarle che rare volte. Egli 6 d'altronde eYidentemenie preferihile , che le spoleile a percu~sione non possano fare alcuna esplosione , a. meno che ciò succeda quando il proieLto colpisca un corpo al..>bastanza resistente per arrestarlo, oppure di farlo dc\'ia re dal suo corso. Quindi è facile di regol11rc la spoletta a percussione iu modo ch'esso non possa far :scoppiare il p:--oiet,t.o con un piccolo urto dato por inavvertenza, per distoglierne così. ogni peric0lo. In secondo luogo bisogna riunire· nella medesima spoletta questi due mezzi di. far iscoppia.re il proietto o per urto od a tempo , almeno alla più lunga {341 :'{cll'arl'gl iC'ria di campagna riga la fra ncese esistc,·a in 1·isrr,•a uua spoletta pcrcuolcnlè che da,,a senip.-e lo scoppio al mini1110 urlo .!cl proicllo, anche solo balzando sul s uolo.
134
CENNI SUI CA~NONI RIGATI
gittata, poichè mediante questo doppio mezzo di accendimento si diminuisce di metà l'alternativa che l'esp1o~ sione non abhia luogo. Dal 1858 al 1859 io ho propcsto una nuova spoletta a doppio effetto, nello scopo o:-a indicato, d'n na costruzione sempl icissima; se ne sono costrutte di due grandezze pei proietti grossi e piccoli de' nostri cannoni rigati . Lè esperienze fatte colle prime cli queste spolette, fabbricate con d iligenza, ne di'mostrarono la buona riuscita, _ ed ognora cercando di perfezionarle, occorre c;li co·n servare que.s to doppio oggetto (35). Del resto la riuscita della spoletta di pende molto più dalle cure degli artifici~ri, i quali debbono essere bene istrutti ed esercitati con lunga pratica; imperciocchè senza di ciò tutti gli artifizi da guerra uon riesciranno mai abbastanza b0ne, qualunq uc sm il loro sistema di costruzione. (Continiia).
• G. CAYA[,Ll l.uogotenenle Generale <i' Artiglieria.
(3()) Il notevolissimo proicllo Arlll$lrong il quale sembra tlsserc l'unico che d<'bba rimpi,zz,\!'c lult i gl i .iltri nel l'nr1ig lir ria inglese eia campago:,, è for11 ilo <li cloppio inesco, uon s polrt.t.a a l<'mpo v:1.-iabil1\ producente lo' scoppio a tulle lr d,stnnzc volulc, l'alt ro inesco al solo urto; cosicchè, se ogn i parte funzi"11a a dovere come si deve crede rl o, posto il fotto di sua adozi1Jne, qo,·slo proietto deve allirarc hl seria allc11z io11c di l uUe le altre ;11·1.iglicrie Se l',·splos ionc è nssicurata l.an lo ;illc E'icrolc quanto alle gran,l i distanze; se è •constatato, come lc•ggcsi nel Cnnsln,ct-ion o( 111'/-il/e,.y. Lon. clon 1860, pa/!. i2 t, che non è slrnoi'dinario, c he uuo· di questi proietti seoppii a 3000 y:ll'(Js, perfor.,ndo it1 cento luoghi una fila di· bersagli, si p11ò ben Cl'l'ci<'rc· . che questo proi1: tlo si scomparte in 217 sclwggin, sircomr, si è falla l'cspni<·nza in una cnm,,ra ch i11sa: 100 schq(gic di ferro, 99 di piombo e 12 appnrl.cncoti nlle spolelt.c, dr! prso medio <li 2:> grammi ciascuna, ·ciò che C(!.Stitnisce un peso maggiore rii 60 p~lle contenute nello shrnpnls fr"nc,·sc, che aggiunte alle. _20 schcggie d i ferraccio, non fanno in lutto eh(: 80 co11tro 21'7, u non 49 come l'ha riferito il sig11or X. HnMOND 11cl Jouma'l di:s Dli/ml.i. Quc·s ta disposizioue a tempo vnria bile a volonti1, è q uella d'inv,:11zio1HJ del g,:uc1'ale rnag1'i,,rc BoMIANN aint a nl.c di caflJpo del l\cdcl Belgio (Vedi il suo opuscolo stump:ot.o a Berl ino JS6!).
• 1
DELI/ AR}lA~lENTO DEI ZAPPATORI DE[.
GENIO
l/fILIT ARE
RISPOSTA AD UN ARTICOLO
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D E L L' I T A L I A M I L l T A R E
Nella dispensa III di questa Rivista, abbiamo pubblicato uno scritto col quale ci studiavamo di d imostrare, guanto l'armamen.to da Bers~.gliere ci paresse poco adat tato pei Zappatori del Genio , ed a ma vece noi propugnavamo quello da Carabiniere Reale , come beu ricorderanno i nostri lettori. Un articolc, d ~l N° 49 del giornale L'Italia Jfilitare , muove ora a quel nostro scritto alcuni appuntì, e da essi trae per conseguenza non meritare la decisione ministeriale quelle considerazioni , colle qlw.li l' abbiamo combattuta.
13G
DELL' ARMAhlEt,;TO IJE! ZAPrATORl
Ecco l'articolo dell'Italia Militare ne11a sua integrità..
Sull'armamenlo ùei Zappatori del Genio. • La dispensa. III della Riv-ista Militare italiana, testé pu hbl ica.ta, contiene un pregievole ed elaborato articolo in cui si m tHwono appunti all& deeisione emanata da.I Mi nistero della Guerra sulle proposte del Comitato d el Genio di •armare i Zappatori della carabina da bersagliere, rnodello 1856, 1·igata, con sciabola •ba.ionetta, e si cerca: di dimostrare come il miglior armameuto per quell1 Arrna sia il moschetto da Carabinier·i reali a cavallo ed a piedi, modello 1860, 1·iyato con baionetta, coll'aggiunta inoltre cli un buon mannarcse sospeso alla cint:.;.ra quale arma da taglio, « Non è nostro intendimento di seguire l'autore in tutte le considerrnioni •da l ui svelte in appoggio del suo argon1ento, alcune delle quali ci paiono pregevoli, ma uni ca.mente di avvertire quelle altro di cui egli non ha tenuto conto, non che le inesattezze in cui è incorso nei dat i da lui pubblicati, cose tutte le quali non possono a meno d i modificare certamentè le sue conclusioni .. « L'autore infatti nel proporre l'armamento sopraciiat~ d·ei Zappatori non ha avvertito, che col med,~simo il soldato del geuiò non porter ebbe in tempo di pace alcun distintivo di truppa scelta (che per tale non vorrassi per formo intendi>re il ma,nna.rese), mentre non vi ba arma la quale distingLw.s i (Ìàlla fanteria semplice che non abbia, o sciabola o sciabola.-baionetta , anzi gli stessi soldati scelti nella fanteria propria.niente detta ne sono muniti. • Se l'a.ut,ore è milita.re, come ci sembra non poterne dubitare, e se d i più appartiene a.cl un'arma scelta, come fatto ci f3: supporre, comprenderà senza dubbio la grande importanza· di questa sua inavvertenza.. • E di fatti, aggin ngPndo alyeso d ell'armamento propo;to _quello di una sciabola. sen:pjce, o sciabola-baionetta, che .
DEI, GENIO MILITAR8
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è, di Kil. o; 80 almeno, sc;ompc'!,risce già la grande diminu-zione di peso che lo scrittore della R·ivisla vi ha riconosciuto, e che è certo la più forte ragione su cui egli ha appoggiato la sua proposta , poichè la d iminuzione che nello specchio N° 3 sarebbe valutata in Kir. 1, 75, s1 riduce allora a Kil. O, 95. · « Ma vi hanr,.o iooltre delle inesattezze n ei dati da lui · pubblicati che diminuiscono ancora questa differenza di pe::;0. « Infatti · nello specchio ~ 1 egli assegna al moschetto da Carabiniere e sua baionetta le seguenti dimensioni e peso. Mri 1, 15. Lunghezza dell' a.nna senza b..iionetta id. con baionetta » 1, 68. Kmi 3, 10, Peso dell'arma senza baionetta Id . della baionetta . » O, 30. )) 3, 40. Id. dell'arma con baion,~tta . Invece queste dimensioni reali sono: Lunghez7,a dell'arma senza bafonetta Mri 1, 186. Id.. con baionetta » · 1, 67. Peso dell'arma senza baionetta Kmi 3, 31. Id. della baionetta , .. » O, 37~ Id . dell'arma con baionetta . ~ 3, 68. « Da ciò si deduce che l'autore ha assegnato al moschetto da Carabiniere un peso di Kmi O, 28 minore di quello che ha realmente, e quindi la differenza suddetta. per rispetto alla carabina da Bersagliere, si riduce ancora da Kmi O, 95 a Kmi O, 75, ossia alla m età di qnella dall'autore indicata in Kmi 1, 47 nello specchio- N° . 3. « Questa differenza cli peso è sicuramente ancora di q ualche entità, ma restano in vantaggio dell'armamento quale venne recentemente approvato : (a) La. prevalen:.::a come arma da tiro , la quale presa in modo assoluto non è certo un d ifetto anche per U Zappatore. 0
138 DELL'ARMAMENTO DEI 7.APPATURI (b) La prevalenza come arma. da punta per èssere più lunga, la quale è un vantaggio reale anche per il Zap-
patore; (e) La minor complicazione dell'armamento, imperocchè a tutte considerazioni eguali , e ammessa la necessità che il Zappatore debba portar un'arma di distinzione, è meglio che ne abbia una sola , la quale serva da sciabob e baionetta , che non due separate , cioè sciabola e baionetta. ( Questi vantaggi, a nostro avviso, valgono a compensare la differenza di peso nell'armamento, epperò crediamo di ritenere che le recenti disposizioni non meritino i serii appunti dell'autore. » Gli appunti che dal premesso articolo ci sono mossi sono dunque; 1~ Essere cosa di massimo m0mento , che le truppe scelte abbiano uria distinzione dalla semplice fanteria : venir ·considerate per tali le sciabole e le sciabole-baionette: ammessa questa necessità di una sciabola per distinzione, risultare una complicazione nell'armamento da noi proposto. 2° Non p·otersi ritenere per arma di distinzione il mannarese , del quale vantammo la convenienza come' utensile da taglio, ma che mai abbiamo designato come dover far parte integrale dell'armamento di ogni Zappa• tore. 3° Aver noi finalmente attribuiti all'armamento da Carabiniere dati inesatti. Pochi anni or . sono tutti i soldati, e di qualsiasi truppa avevano la sciabola, ora solo la conservc,lno quanti hanno moschetto o carabina, éd i graduati e scelti della fanteria dì linea. · In un reggimento di linea la sciabola è così un vero distintivo, ma non venne conservata solo per procurare distiiizionc al soldato scelto, lo scopo al quale essa mira è ben più importante. ·
nEL GEl\10 mLITARR
13"9
Riconosciuta l' iputilità di dare ad ogni soldato una sciabola, ed il bisogno· di conservarne un certo numero in ogni compagnia, perchè queste non d_ifettassero di ùtensili ind·ispensabil-i al bivctcco (l ), era ben naturale che ' di preferenza venissero assegnate ai scelti, onde a compenso dell'aggravio considerarle quali distinzioni. Se queste sciabole dei scelti non ave;ssero lo scopo speciale che ora abbiamo definito, non ci arretriamo dall'asserire che per essi sarebbe reputato ben sufficiente distintivo il gallo~e che ne contorna la goletta. L'impetuoso guerreggiare d'oggidì rendendo indispensabile l'alleggerire quanto mai è possibile l'equipaggiamento e l'armamento dei soldati, sarebbe ben grave errore, per mera qistinzione, l'accrescere questo o _quello . di più d'un chilogramma (2). È il bisogno che fa armar e i scelti di sciabola, e fu ben savio e giudizioso consiglio l'utilizzare questa imperiosa necessità, per stimolare l'amor proprio della truppa. Ed è pur sempre la causa accennata, che diede origine alle sciabole·baionette ,dei Bersaglieri e dell' Artigl~eria. (1) Ce sabre (dit Briquct), quc portcnt Ics hommes d'infonteric ct· ceux d'artillerie 11 picd, est plotòt u n out.il qn'une arme, 11 ne scrt le plus souvcnt que dans !es t.rnvaux de siège ~t dc campcmcnt pour couper du bois. G1LLION. - Armes porta.tiv.:s - Liège, 1856, pag. '79. SABRE DES TROUPES A PIED, cc sllbre, dcstinée a conper- du bois .... Tnmo ox. - lnsl1'U1:lion d' Arlillcrie, Parìs, 1 S60, pag. 1'72 Le sabre n'cst donné (au fantassin) qne comme signe de ,listinction (~) et sourtout r.omme outil ponr servir, en gu ise de serpe, a coupcr du bois dans Ics travaux de campcment ou de siège. Idern. - pag, 31. (') 111 Frantia tutta 1n fanteria di linea e della guardia ha la sr,ia))ola, non puo cosi qucst~ essere ronsidcrata che di distiniione fra il militare ed il borghese, nè_cosi chi ci ;ippunta può contro noi invorarn 11ncsto autore, (2) S~iabola di fanteria, chilogr: 1,045. Da;a:3 da gran(ltierc, " 1, 100.
il'lrmunle pe1· il servizio dell'At'ligli_erir.i iu campr1gna-. - 'forino , 1861.
140 ,
141
'DELL'AR~!AME!IITO IJEI Z-APPATOflT
DEI. Gt•:~10 MIL ITAflE
Come per la fanteria, così per l'artiglieria e pei bersaglieri i mporta provvedere le var ie \mità di un certo numero d i sciabole., di utensili da bivacco, e forse in proporzione più grande pei Bersaglieri, avendo riguardo al contin uo loro addentrarsi in macchie e bbseagjje , ed alle piccole masse in cui ordinariamente stanno raggruppati. Questo bisogno e la necessità di ovviare, che un;i, i::ciahola ed una baionetta simultaneamente appP.se al fian co, impacciassero il Bersagliere ndla corsa e nel salto, l'art igliere nel saltare su e giù dai car ri, fecero sorgere la, idea delle f>Ciabole-baionette. L'adozione di queste, implicando delle d isposizioni speciali nell'arma a fuoco, moschetto o carabina, ed essendo affatto essenziale, che una sia l' arma a fuoco impiegata da tutti i soldati di una stessa truppa, convenne assegnare indistintamente ad ogni bersagliere ed artigliere una sciabola-baionetta. Nè qui ricorderemo a fror-te di quali essenziali sacrifizi questa semplicità sia stata raggiunta, nè quanto queste sciabole-baionette male corrispondano al dopp10 serv iziu pel quale sono destmate, avendo già. di questo, nel 1;0stro scritto, fatto l unga pàrola. La necessità adunque d i _dare qualche sciabola per compagnia, salvb un-a parte dei _ soldati di fanteria cln, una sovracarica di certa entità, obbligò invece, e per lo specia1e modo di com1)attere, ad assegnarla a tutti g ìi artiglieri e bersaglieri. Tale è per noi l'origine e lo scopo di un'arma che orn si vuole di grande erl essenziale distinzione per le truppe scelte. · Questa deno1ùinazione poi di truppe scelte, che ci si fa. colpa di aver obbliato, è molto impropria. Noi crediamo che, attenendosi al vero significato militare della parola, la flon si possa applicare a veruna truppa del nostro esrrcito.
Abbiamo truppe speciali, ma non fruppe scelte. 1ruppa scelta ammette l'idea di u na superiorità, d'una maggior bontà, ma relativa, e non !)Uò esser e ta.le, che fra trDpp8 di una stessa specie (1). Sono scelti i ~eggimenti di fanteria della guardia imper iale francese , ma in paragone dei reggimenti di linea , perchè è solo doro un esemplare tirocinio in questi che si guadagna l'accesso in quelli. Noi non sappiamo perc:hè un artigliere od u n bersa~ gliere debba essere considerato qualche cosa cli più del soldato di fanteria. Nè giungiamo a capire , che il gregar io della brigata Savoia, ora del Re, il quale nel 1859 ha sempre fatto div isione con quelli della brigata Grana,tieri e che con essi ha diviso pericoli e gloria a S . Martino, abbia a consid erarsi qualche cosa di meno del compagno, perchè al fianco di questo sta appesa una daga; e sì. che a pochi centimetri di statur~ ed a niente altro si riduce tutta la differenza ammessi bile fra la reduta ed il soldato semplice dei reggimenti granatieri , e questi e quelli dei reggirnen ti di iinea. Quel che sappiamo si è, che ad ogni passo certi pregiudizi si vanno scalzando. Quando il sacco di cuoio era in uso in tutto l'esercito, la fanteria d i linea avea corcggie e b retelle nere, bianche i soli granatieri; ora invece, col nuovo sacco a pelo sono i ndistintamente bianche per tutti . Nè questo è stato fatto a caso. Verrà. un giorno, e noi lo speria~o, che stanchi .di far trasportare tante daghe inutili, saranno q ueste n ei reggimenti granatieri distribuite colle stesse e ben giustificate norme dei reggimenti di linea. <1) SC};LT0, aggi unto di soldati, di coinpagn ic, di sol<lakschc chi n;·e e distinte fra !'altre per prove di valore. G11ASSL -Dizionario 1tlililtt1·0.
143
DUL' ARMAl!ENTO DE! ZAPPATORI
DEL GE:s; ro ?!IIL ITARE
Per di.stiòguere le varie truppe avvi l'uniforme, questo per sè caratterizza ogni soldato , ne ricorda le particolari attribuzioni, e con queste se si vuole la r elativa premine11za, per chi la ammette però , _e che noi assolutamente neghiamo. Per noi lo Zappatore alla trincea, il soldato di Caval-leria alla ca.rica, l'Artigliere attorno al pezzo, il Bersagliere in esplorazione, il Fante immobile in una posizione od arrampicantesi per un'erta solcata dalla m itraglia meritano uguale. distinz-i one, nè ci lasciano travedere indivièluali preminenze (1). È bene stimolare la ga.ra e l'amor proprio fra le truppe, ma nessuna deve essere alle altre ingiustamente posposta . Non abbiamo truppe scelte, è ingiusta, inesplicabile ed infondata qual unque preminenza che per una sulle altre si voglia stabilire, che necessità a,dunque a furia di ehilo grammi di regalare ai Zappatori una _distinzione, che non può aver altro fo ndamento che il pregiudizio od una fallace e presuntuosa interpretazione'/ Non è certo nostra intezione, e non troviamo , rileg-, gendo il nostro scr itto, parola che valga a giustificare il secondo appunto che ci vien fatto, di volere cioè arma.re ogni zappatore di un manna1·ese. Avvertita la. necessità di fornire di un 'arma, di un utensile da taglio i Zappatori, lamentatane la mancanza nell'armamento da Carabiniere, dimostrato che,non sono tali
tutte le sciabole-baionette e da Artigl ie1:e e da Bersaglier e, e di più che non possono esserlo (1), abbiamo detto che i niannaresi, le ronc'ole, le ascie da campo (piccozzini) , le seghe a mano (segacc1:) ecc,, pel loro piccolo peso, possono stare benissimo al cinturino dello Zappatore, e provvederlo di efficacissimi ed utilissimi utensili. Ma è in vece ben ovvio, né le nostre parole si appongono, che questi utensili sfono ripartiti in una certa proporzione fra i soldati, onde trarre vantaggioso profitto della leggerezza di quell'armamento che loro auguriamo tuttora. , E questo argomento degli utensili portatili pei Zappa.t ori, che certo non si limita agli ora accennati, e che for,3e a sua volta specialmente tratteremo, dimostrammo ed è affatto essenziale. Nè ci si r ipeta/ di no. Perchè ben ci r icordiamo, come prima del 1859, a noi giovani alle cose guerresche, gli utensili portatili ci venissero proclamati inutili, perchè ogni compagnia di Zappatori ha in campagna un parco con sé. Successa poi la guerra, ben soventi imparammo come il parco non sempre può tener dietro alle truppe, e l'u tensile essendo inseparabile dallo Zappatore, per lunghe rnarcie li vedemmo andar gravati da zaino, fucile, da.ga, badile e gravina, Egli è perciò, che noi sempre insistiamo essere la leggerezza il pr.imo requisito di un ar mamento da zappatore. Né certo è nostro intendimento, che in guarnigione i Zappatori portino utensili. appesi al cinturino : e se mai CO!-:Ì fosse, crediamo che ben fongi dallo scapitare, avrebber o con sè un distintivo eminentf~mente caratteristico; perché non dubitiamo che il, mannarese, il quale , fra
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(1) La fonleria è il nerbo degli cscrcili. De(inizionr datu dct tutti gli cwto·,·i militari. La fanterie csl la base des arrnées,. .. Elle cornbut d<1ns Ics plaincs. dans baule~ rnonlagnrs, dans Ics terrains eoupé, , boisés et mal'écDgcux. Elle agil sur terre cl sur mer, dans les placcs et cn rase carnpDgnc. De jnur et dc nu it. d'hivcr et d'éle; elle brave tou r à tou r )es ardeurs d'un ciel africain, Ics glaces du Saint-Bernurd et le verglas dc !a Bérézina, etc. etc. )C'S
G1UST I NJ,\NI -
Tnctique des lrois ,wmes. -
Paris, 1848. pag IO.
È dunque logico c()fl gravi sacrifizii cercare distinzione da questo elcnicilto esscnzialissi mo e fondamentale dell'esercito.?
(1) Le sciabole-baionette dei Zuavi essendo foggiate njataga.ri ·sono armi da· tagl io di certa efficacia, non così qùcllc dei nostri moschetti e carabine
perchè -cliritlc,
} 4-!
OELL' ARYUH~:-'1•1 DEI ZAPPATORI
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qu:inii utensili citammo, s: ebbe speciale rimarco , non possa, e così gli altrI, ricevere forma tarito elegante cd aao-raziata da accontentare l'occhio il più delicato . 0 Se infatti le armi da taglio vogliono essere equilibrate in modo che la mano possa sempre arrestare , deviare, distrurre in ogni occasione col pi prepcL~'ti con velocità anche violentissima, ed alternare rapidamenle e senza ùifficoltà difesa ed offesa, i mannaresi invece , pii1 che stretta, e continua obbedienza alla mano, vogliono avere grosso colpo . E riusciranno per questo deformi ? farann_o sfi(furare chi li avesse alla cintura? è forse vergogna 1l o far mostra dcli ferri del proprio mestiere ? La vera d-ist·i11.zione , quella ch e rende questo o· quel corpo più stima.to e più invidiato , non è, per tiilli, quanto si può vedere nell'uniforme, ed in qualche distinti~o . a 1l esso unito, ma è il sapere che chi veste una certa d1v1sa, quand'anche modesta, è fotto :,1egno d'ogn i provvedimento e d'ogni agio che possa valere a facilitarne e ad estenderne 1'istruziooe. Sarebbe perciò tempo, che le tanto sospirate, inYocnte e promesse biblioteche fossero istituito nelle sedi dei reggi menti Zappatori (1). È straziar.;te il confessar€', che mentre le stam.e dei Zappatori di tutti g li eserciti europei sono grandiosamentn fornite di queste indi8pensab1li istituzioni, è invece negato ai nostri un libro od un giornale scientifico.
( 1) TI Decreto ~3 marzo 1862, rdati,·o nllc biblioteche militai i n e tlichiara l'istituzione nei Capi luoghi cli Divisione e sollo Dil'isinne militnrc, non che nei Presidii pitÌ. importw1ti dello S tato . :'ipcral'amo che lo. sede, di ·u11 r<'ggimento del Genio, per q11nnlo piccola, ,!ovessc essere compresa in qucsLl, ultime locali tà. Ma fin orn nrssuna dispo sizione valse a confrrmarr le i,ostrc speranze. E sì che lo studio di certi libri donehbe essere, non solo offerto agli uffiziali del Genio, ma loro imposto così il Nrnt, Sièye de S ebaslopol., pcrcl,è ~e .si cnln1 in calllp;igna ci vic11 minaccrnla un.i nu ova Crirn_eu
DEL GE'.'IIO ml.ITARE
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Nè l'a,ver i soldati continuamente scialacquati (in uno dei reggimenti al meno) in un gravoso e continuo servizio di p iazza, uè il vedersi rubare 300 vecchi Zappatori per destinarli all"Artiglieria, sono occupazioni ed eventualità da truppe speciali. Se al magnifico programma d'istruzione reggimentale or ora eniauato , corrisponderanno mezzi adeguati per esaurirlo, scoppiando una guerra, un ponte presto ristabilito o gettato, un assedio vigorosamente condotto confermerà sempre piit quella estimazione colla quale le truppe tutte hanno sempre con-siderati i Zappatori di Peschi~ra, Ancona e Gaeta; e senza cercare se abbiano o no una sciabola appesa al fianco, loro verrà e da ognuno tributata quella considerazione che è dovuta ad una truppa speciole. Davanti all'ultimo appunte, d'aver noi assegnati dati erronei all'armamento da Carabiniere, ci è forza p iegare la fronte. Non essendoci stato fatto di ricavarli da fonte ufficiale, ricorremmo ad iJ1formaz.ione privata, e questa ci trasse in inganno. Noi calcolammo in chilogrammi 1, 75 la differeuza di peso fra l'armamento da Carabiniere e quello da Bersag liere, ma in rea\ti.l. essa non è che di chil. 1, 47 (1). Questa riduzione non scema punto 'Je nostre convinzioni. A fronte del superfluo. lim ta.ndoci al necessario, e sacrificanùo ogni apparenza allP, realtà, sempre più ci persuadia1110 dell'eccellenza d1~l moschetto da Car:ib inierc, come ,muamento da Zappa.lorE. (1) l)i(forcnzn ,ti lu11ghczza e peso fra l'armamento dei fkr~aglir•ri e quello ila Cnrabini .. rc pl',:sn p1:r basi•. Difforcnza di lunghczz,1 fra le al'mi senza hnionclt:t metri + O, 078. là. id. colla baiotwlla " O, 1(;7. 011Tcr('nza ;li peso fra le ~mii senr.a bainn ..1la chilogr. + 1. 0·!2 . Id. i,I. colI., l,aìonclla ,, t, ,17 J.
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À~\'o \'Il. \',,I. Il. -
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.DELL' ARYAMENTO lJEl ZAl'l'ATORi
Già nel nostro scritto abbiamo dimostrato come un'arma r igata pei zappatori sia resa plausibile dalla sola necessità di avere nell'esercito un' unica cartuccia , perché un'arma cosifatta (e più di precisione) non può essere ben usufruita, che dietro ; ungo eserçizio, e questo, senza pregiudizio delle sue speciali isfruzioni, non si può pret endere dallo zappatore (1) . Certi di aver piena conferma che qualunque prevalenza cli tfro, che trae con sè maggior peso nell'armamento, è cosa dannosa pei zappatori; noi ci appelliamo agli Hffiziali del genio di Peschiera , Crimea , Ancona, Capua , Gaeta e Messina , ed a quelli che furono al Macerone , loro domandando quante cartuccie hanno consumate i nostri zappatori nel lungo periodo di tante campagne? 11 moschetto da carabiniere, armato di baionetta, avendo metri 1, 67 di lunghezza, noi non àbbiarno timore, che un giorno i zappatori abbiano a rimproverarci d'aver loro consigliato di rinunciare metri O, 107 di maggior lunlunghezza. onde avere un'arma da punta meglio equilibrata ed un'arma da fuoco corta e leggera,. che dà poco impaccio nel trasportarla, e quel che è più, poco affatica lo braccia, e qlleste vogliono essere riposate per chi ha per tattica speciale il lavoro {2). Appunto poi perché truppa speciale, noi non ci arroghiamo nE:anche il dubbio di attribuire al vero zappatore la velleità di vedersi pendere dal fianco ui1a sciabola che (1) Nei regginwnti del Geflio francese in e ui l'istruzione pratica dell'arma
raggi ugne il 1Hassill•0 sviluppo. su un minimum di circa '100 ore di sola ist1·uzio11c pratica {cornpnlandu una durata di 165 giorni per questa) se ne lk,t inano solo 1 Ò al tiro al Jwrsaglio ! II EYDT , 1''1l'ÌS,
Rechm·chcs st1r l'organisntion du co·r ps du Géliie en F,·ance. -
1860.
(2) La differenza di peso fra le dne armi senza ba ionetta è di chi!. 1, '122. on; che senza frutto, accrescono il peso della parte dell'armamento ch e dà maggior impaccio allo zappatore nelle marcie in i.1 rcsc·11z,1 del nemico e qnt1ndo va in trincea con badile, i;ravina e gahb ione.
f'.on" cosi ch ilog. l,
]47 offende la mano che la impugna , e che se permette di far legna per la zuppa, non promette poi larga e rapida messe di ramaglia da fascine e gabbioni. · 'Nè ci t!i appunti che l'armamento, che tanto propugniamo, lasc:ia i sott'uffiziali, e se si vuole anche i caporali senza una sciabola di distinzione; non essendo ragionevole cli procurare a questi una semplicità nell'armamento col sovraccaricare i semplici zappatori. Pei sergenti, destinati unica.mente a sorvegliare i lavori e· non gravati così da utensili portatili, si può assegnare una sciabola e sempre con qualche vantaggio sul peso dell'armamento_ da bersagliere. · Pei caporali, e senza dipartirsi dall'utilità, una distinzione può essere procurata nèl riparto degli utensili port atili di una compagnia., come SfJeriamo di aver l'onore fii sottoporre, fra breve, all'imparziale giudizio dei nostri dotti lettori. Dl,L GENIO MILITARE
C. G.
ORGANIZZAZIONE DE.LL'ECERCITO RUSSO
STATISTICA MILITARE
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ORGANIZZAZIONE E COMPOSIZIONE
DEL L'ESERCITO R U S SO IN PRINCIPIO DELL'ANNO 1862
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CONTIN UAZIONE (1)
~-:, ~ 3. - Composizione dei reggimenti di cavalleria e dei pionieri a cavallo, e formazione delle truppe di riserva per la cavalleria.
I reggimenti di cavalleria di riserva della guardia sono composti di 4 squadroni attivi ed uno di riserv·a; _i reggimenti delle 1a, 2", 3a e 5a 'd ivisioni del corpo di cavalleria combinate comprendon·o 4 squadroni attivi e due (1) Vedi Rivista militare il<,liana, anno VII, voi. II,, pag. ti."!.
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di riserva, infine quelli della 4a, 6e. e 7' di visione del medesimo corpo sono formate di 4 sq uadrom atti vi ed l di riserva. Nell'esercito del Caucaso i reggimenti dei Dragoni sono di sei squ~droni attivi ed uno di riserva. Ordinariamente i squadroni di riserva si trovano in tempo di pacé coi rispettivi reggimenti ; alcuni però ne sono di visi, ed in tal caso si aumenta di molto la loro forza aggiungendovi gli uomini e i cavalli meno addatti ·al servizio attivo. , Due squadToni riuniti formano la divisiobe sul piede di pace; l'effettivo di uno squadrone attivo è di 48 file per · i reggimenti delle guardie, di 60 file per quelli della l ', 2', 3' e 5' divisioni di cavalleria e dei dragoni dell'esercito del Caucaso; di 40 file per i reggi mefiti delle 4', 6' e 7' divisioni di cavalleria. - Lo squadrone e la divisione de' pionieri hanno 80 file . . Il quinto squadrone d'ogni reggimento della guardia. .il quinto e sesto di quelli delle l ', 2', 3" e 5' divisioni sono composti di 48 file, ; di 5; squadroni delle 4', 6' e 7' divisioni sono di 40 file. Sul piede di guerra i squadroni sono resi completi con soldati richiamati sotto le armi. Si aggiungono poi ad ogni reggiment0 di 4 squadroni 7 uomini destinati al senizio dei carri. I reggimenti della guardia arrivano allora ad un effettivo di 60 file' per squadrone; la loro divisione di riserva ad 80 file; i reggimenti di lillea raggiungono la cifra di 72 file per pelòttone, ed il loro reggimento di riserva ad 80. In tempo di guerra gli squadroni di riserva sono se parati dai loro reggimenti. Il quinto squadrone d'ogni reggim~nto della guardia viene aumentato colla chiamata degli ifomini _in congedo e forma allora una divisione di riserva di due squadroni. Il CJ_Llinto e il sesto squadrone dei dragoni , de; li ubni o
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DELL' r.S&RCITO R USSO
ORGANIZZAZIONE
degli usseri formano delle divisioni di riserva, e nel caso c~'essi sieno posti sul piede di guerra, servono ad orgamzzare r eggimenti -di riserva di 4 squadroni che corrispondono ai reggimenti attivi. . Iu tempo di gue~ra nulla vien cambiato nell'organizzaz10ne e nell'effettivo dei reggimenti dei dragoni dGl Caucaso_. Il 7° squadrone non conserva che 46 cavalli per l'istr uzione delle reclute. - In quanto alle truppe d: deposito di cavalleria non si provvede alla loro formazione se uon che per le sette divisioni ~i. ~avalle_ria. Si organizza per cadun reggimento una d1v1s10ne d1 deposito di due squadroni, e questi squadroni riuniti formano in ogni divisione una brigata di deposito. Le sette brigate di deposito così composte sono collocate sotto gli ordini del · comandante la cava.lleria di ris~rva.. In te1:1po di pace non esistono quadri per l'orgarnzzaz10ne d1 queste truppe di deposito. Lo squadrone dei pionieri della g uardia viene aumentato in tempo di guerra è.(7 uomini non combattenti e si forma inoltre un mezzo squadrone di riserva di sÒ file ; si aumenta ugualmente la 1' divisione dei pionieri · di 13 uomini non combattenti, e si compone uno squadrone di riserva di 80, file - (Vedi tab. 4').
§ 4. -
Composizione delle batle1·ie e formazione delle riserve
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, d' A.rtiglie1·ia.
. L_e ~att_erie d'artiglieria a piedi , come quelle dell'Ar~ _tigliena a: cavallo sono distinte in batterie di grosso calibro o gravi, alleggei·ite, leggere, a seconda della loro composizione· si classifiçano pure in batterie attive, di rise1·va e di deposito. _Le batterie attive hanno in tempo di guerra 8 pezzi
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oon 5 coppie di ricambio. Nelle batterìe di_ grosso calihro vi sono 4 pezzi da 12 e 4 licorni (specie di obice allungato) da 8 chilogr. Le batterie leggere dell'esercito del Caucaso si compongono di 4 pezzi da 6 e di 4 licorni da 4 chilogr. - Tutte le altre batterie leggere a piedi hanno 6 pezzi da 4 e 2 licorni da 4 chilogr. Le batterie gravi a cavallo hanno 8 licorni da 8 chilogr.; le leggere 4 pezzi da 6 e 4 licorni da 4 chi logr.; le batterie gravi rigate 8 pezzi da 8; le batterie leggere rigate 8 pezzi da 4, e le batterie alleggerite a piedi ed a cavallo 8 pezzi da 12. Le batterie gravi, come pure le alleggerite e le gravi rigate hanno per il trasporto delle munizioni 3 vetture a munizione per cadun pezzo; le batterie leggere' poi, siano liscie che ,r igate, hanno 2 vetture soltanto per pezzo ; inoltre ogni batteria ha due affusti di ricambio con avantreno. · Le batterie gravi a cavallo sono trainate da 8 cavalli, le batterie a piedi leggere, e le leggere rigate da 4 non che tutte le altre batterie hanno 6 cavalli per carro . Le v:etture da munizione poi sono trainate da tre cavalli. La composizione delle batterie attive in tempo di pace è la se6 uente·: Le batterie a p:edi sono di 8 pezzi , dei quali quattro soltanto sono trainati , ad el:cezione però ......--delle batterie del Caucaso che si compongono di _8 pezzi tutti tr~tinati, di ci1?que mute di ricambio, e 2 _ licorni da montagna da 10 libbre. Le batterie a cavallo della guardia, come pure quelle a cavallo della linea sono di 8 pezzi, ma le seconde non sono completamente trainate che nelle 1', 2\ 3' e 5' brigate d'artiglieria a cavallo. Nel mentre che quelle delle 4', 6' e 7' brigate non banno che 4 pezzi trainati. Nelle medesime eondizioni sono le batterie pesanti a piedi che hanno 2 cannoni e 2 lieorni; le batterie alleggerite e le rigate che si tro~:ano pure nell'istesso caso
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OUGANIZZA,Z!O.N fl
hanno 4 cannoni. Pel trasporto delle munmoni, le hatterie della guu.rdia possédono un carro per pezzo, le altre batterie due vttture per ogni sezione. Le batterie finlandesi N' 1 e 2., le batterie a piedi del corpo di Siberia, e quelle delle brigate d'artiglieria del. Transbaikal, sono composte d'otto pezzi, in tempo di pace però ne banno solo 4 attaccati - (Vedi tab. 6 e 7).
Hisene e DPpositi d'Artiglieria. Accariendo di mobilizza; e l'esercito , tutte le batterie attive raggiungono l'effettivo completo di guerra, e si organizzano le riserve ed i depo,;iti . N·e ll'artiglieria a· piedi della guar<l.ia si aggiungono in ogni ,betterfa 5 coppie di ricambio. Si forma la brigata d' artiglieria di riserva che si com pone di tre batterie (2 pesanti écl una alleggerita con 8 pezzi e 5 coppie di r icambio ca.duna), e la brigata d'artiglieria della guardia ùi depusiLu fun11aLc1, di tre batterie con un effettivo (in uomini) corrispondente a quello delle batt~rie pesapti con 12 pezzj ; ma non vi sono ohe 2 pezzi pesanti attaccati, una vettura. a munizioni per pezzo ed un assuito di ricambio. Per· l'artiglieria a cava.11o della guardia si organizzan9 ih tutte le batterie attive le 5 coppie di ricambio. Si crea una batteria di riserva a cavallo con un effettivo di inservienti uguale a quello d' una batteria pesante di ·1:2 pezzi con 4 pezzi leggeri trainati ed un carro da mum:u0ne per pezzo. L' organizza7,ione della riserva d'artiglieria . del corpo dei granatieri è analoga a quella della guardia , con la s·ola differenui ohe la batteria di riserva della T ):>rigata a ca:;:_allo riceve un effettivo di inservienti uguale a quello di , ima bal,teria all'eggerita di 12 pezzi con 4 pezzi leggeri at taccati, e · un carro da munizioni per pezzo.
DELJ:.'ESERCIT'1 RUS-iO
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I sei corpi d'armata formano la loro riserva d'ar tilieria come seao ue: si compl~tano tutte le batterie attive g ' con cinque coppie di ricam::iio; in cadun corpo si formano 3 brigate d'artiglieria a piedi di riserva, con un effettivo uguale a quello delle brigate attive, ed avendù ognuna 5 coppie di r icambio per batteria ; si organizza la brigata d'artiglieria di deposito di 6 batterie, ognuna delle quali ha un effettivo in uomini uguale a quello di ; rna b~tt;S~ p_esan~e di. 12 pezzi, ma non le ri~_ann~ che 4 1 pezzi leggen tramati ed un carro da mun1Z1om perA'JJ..v'f h, pezzo. ""..,_,Jr.i, _ ;, L'artiglieria dell'esercito del Caucaso riceve batterie":"•'·i.;,,.; 1 cli riserva di cui l'effettivo varia secondo le occorrenze .1-~\1 .'"'' /' . cle11' art1g . 1·iena . a pie . d.1 sono,..,..., O, .."'"vW>i" Tutte le' batterie c1·1 rn'ìerva ; ... 1.,..., destinate · a concorrere alle operazioni di guerra ; esse • i ,.... . ,A. hanno all'uopo lo stesso effettivo che quèlle attive. Le bri- 1 ~°"b'.'-'' gate di riserva forma.t e colle b atterie di riserva i:ono ri- l~ s" ~:,. di riserva, e ne assu- 0 ""'<t •·~ p artite tra le divisioni cli fanteria . . /",,'ti .,. y~ finono il numero e la denominaz10ne. · ,., . ...,. (..S...W'J~l'..U 1 In tempo di pace le riserve hanno i segLienti quadri : .. .,,.,~1«;,.. Per l'artiglieria di riserva della guardia e per quella dei . h..,fj v'i' granatieri hannov,i due batterie di riser va combinate (una per ogni cor po) . Ad ogni brigata d'artiglieria di riserva dei 6 corpi d'esercito , corrisponde in tempo di pace, una batteria di r isèrn grave con un effèttivo d'uomini · per. 8 pe·zzi, dei quali 4 soltanto hanno cavalli, con un carro da munizioni per ogni pezzo. Le 3 batterie di_riserva di ogni corpo costituiscono una brigata combinata cì'art,i glieria di riserva, cosicchè non ve ne sono che G numerate. come il corpo cui appartengono. Per form ar e le batterie rli riserva a cavallo del corpo dei granatieri e dei 6 COJ~Pi d:armata si mantengono in tempo di pace i quadri de+l-e 4 batterie a cavallo alleggerite ; queste 4 batterie formano, anehe in tempo di pace, la. dìvisione d'artig]i,~ria a cavallo di riserva dei corJJÌ di eavalleria.
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ORGANir.ZA7.IONE
combinate. Non vi sono quadri per le batterie dì riserva · a cavallo della guardia - (Vedi tab. 8). In tempo di guerra le batterie a piedi di riserva della guardia, dei granatieri e dei 6 corpi d'esercito, non cbe gli stati maggiori delle divisioni e brigate d'artiglieria di riserva, ricevono lo stesso affettivo che le batterie attive.
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5. -
Armamento ed equipaggiamento delle truppe.
F .ANTERIA . La fanteria della guardia, una parte di quella dei corpi d'esercito, i battaglioni de' cacciatori e le compagnie di tiragliatori di tutti i reggimenti e battaglion i della rimanente fanteria, sono armati di fo c;ile rigato ; le altre compagnie usano il fucile ad anima liscia, ma è stabilito che per la fine di quest'auno tutta la fanteria dell'esercito russo sia armata di fucile rigato. NP.i reggimenti della guo.rditi e del corpo dei granatieri i fanti hanno la daga , siccome pure i musicanti ed i sott'ufficiali dei corpi d'esen:ito . I furieri invece di fucile cingono la sciabola da ufficiale. La ten uta della fanteria consiste nell'uniforme d'ordi nanza, co' pantaloni di panno per l'inverno, e cli tela per l'estate; i soldati hanno tutti il cappotto ed una cravatta di tela. L'intero eser cito porta ora il keppy di forma francese, di panno e colla visiera ; sul di.:manzi del keppy sono fissati la placca ed i particolari distiritivi del r eggimento. Le truppe della guardia, del corpo dei granatieri e dèi co·rpi d'esercito che hanno per titolari l' imperatore od alcun sovr ano straniero, hanno il k eppy sormontato da una criniera, le altre la nappina. Oltre al k eppy i soldati hanno pure un ca.puccio di pelo di came1lo tenni-
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Dl':LL'ESE!\r!TO RUSSO
·n ante in due punte , colle quali lo si fissano at~orno al collo quando piove , od in occasione di freddo rntenso. Il k eppy sostituisce tutte le coperture del c~.po d'.altravolta ; ciononpertanto per le riviste general1, e~ 11 r eggimento Preobrajenski hanno con~crvato_ 1 antico elmo di cuoi ornato •di ottoni e cimiero; 11 reggimento ~aulow ha pure conservato i suoi ben:etli . cli ottone, ed 1_1 battaglione cacciatori della guardia cli S . M. conserv,\ tuttavia la sua berretta orlata di pelle di montone. I soldati di fanteria calzano i mezzi stivali , e per le manovre grandi stivali e peduli di tela. Ogni s?ldato ha un berretto , una cintola, e quelli della guardia hanno anche una giubba per la ginnastica. _ . Quando la truppa marcia durante la stagione ~nvernale, si distribuiscon:o a' soldati pe1l1ccie di montom. . . I battaglioni zappatori hanno pel lavoro un cam1cc1otto 0
di tela. . _ . . , . I reggimenti si distinguo~o _gli u_m dagli altri c_~ segm seguenti: le prime divisioni di ogm corpo. e_ 1~ 1~ ~ano~ martingalle rosse sulle spalle;_ le seconde drv1s1om ?1 o_g~1 corpo e la 20' le hanno celesti; per le _terze _e la 21. ~1v1 sioni sono bianche, e gialle pei r eggimenti granatieri. In ogni di visione i primi r eggimenti_ porta.o? una mostra r ossa alla galletta ed al berretto; 1 secondi mos~re ce1e~ sti, i terzi gollette rosse con martinga11e nere, 1 quarti gollette nere con pistagne ross~ e_ mostre nere al berr etto. I battaglioni della guardia mterna hanno ~a gol\ letta c0leste , e si distinguono fra loro da\le mart~ngalle\ sulle spalle. Sulle gollette dei cappott~ sono m~rtmgalle ) dello stesso colore che le mostre de1 berretti. I_ reggimenti della guardia hanno su~ bottoni ~'aquila 1mp~riale· il battaglione di caccia.ton finlandes1 della _guardi~ port~no lo stemma del granduc~to_ di Finlandia; . e~ ~ reggimenti dei corpi d@.i granatieri hanno bott~m 1m pronta.ti di una granata e del numero del reggimento.
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ORGJNIZZAZIO~'E
I' reggimenti di linea ed i battao-Jioni della'"' guardia o ' mterna hanno i bottoni col numero d'ordine del reggi• rnento, N~i tre pri_mi_reggimenti d'ogni divisione della guardia e_ der_ gra~at1en , ad eccezione delle loro . compagnie di hraghaton e de! ~)attagli?ne di guarnigione. della guardia, le buffettene sono bianche; il rimanente della fanteria le ha amaranti, I ~ol?ati della,_guardia ed i granatieri portano le ca·r• tuccie m una g1 bema ; gli altri in una cartucciera di cuoio, capace di 40 cartuccie per gli armati di fucile ri. gato, e di 60 per quelli armati di fucile ad anima liscia. I ~ol_dati russi hanno lo zaino per t rasportare il loro vestian<? e le munizioni, e sul coperchio dello zaino è. fissato un bidone di latta per l'acqua. Nell'esercito del Caucaso ~Ii uom!ni di seconda riga portano una piccola pentola d1 ferro mvece del bidone. Ogni com~agnia ha un corredo di strumenti da guastatore , cousJStente in 20 scuri, 10 badili , 5 gravine e 5 zappe : nelle marcie questi utensili sono portati per turno ~a so_ldati ~empl_ici, Oltre questo corredo, ogni battaglione e mumto d1 12 falci caricate su carri del treno._ In ogni battaglione di zappatori sono portate dai soldat~ 284 scuri, 400 badili, 120 zappe, 16 pali di ferro per mma, 16 succhi e 32 scalpelli da falegname; ed inolt~~ le vetture del battaglione carreggiano altri 750 uten• sili da ca';l}po di diverse specie.
DELL'ESERCITO RUSSO
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gli ufficiali ed i sott' ufficiali . Sedici uomm1 per og111 squadrone hanno invece della pistola, il moschetto rigato (1). I dragoni sono armati di fucile rigato con baionetta e di sciabola; in ogni pebttoue baunovi quattro cavalieri di 2' riga detti ·fiancheggiatori, armati inoltre di pistola. I pionieri a cavalb sono armati come i dragoni, ma a vece di fucili portano pistole. I colori delle uniformi pei corazzieri, dragoui, pionieri ed ulani sono; il bianco, il verde-scuro E.d il bleu ; tutti hanno i pantaloni bigi . Gli usseri della guardia portano il do1man e la pell iccia; quelli della linea liliu hanno i1 dolman. I corazzieri portano l'elmo e 1a corazza, gli ulani il scbapska e~ i! keppy recentemente introdotto nell'esercito. I granat~er~ a cavallo e gh usseri della guar dia serbarono tuttavia. 1 berretti a pelo per le parate, I dragoni, gli ulani ed i pìonieri a cavallo hanno controspalline di metallo. I draaoni hanno 40 eartuccie,. gli altri corpi di cavalo leria 20 pe' moschetti e 10 per la pistola. La sella della cavalleria leggera è adoprata da tutta la cavalleria. Ogni reggimento ha un approvvigionamento di utensili da campo, consistenti in 56 badili e 8 scuri per caduno squadrone. Lo squadrone pionieri JJOrta 240 scuri, 160 badili', 16 pali da mina, 72 zappe, 8 succhi ed 8 scalpelli da falegname; le vetture dello squadrone traspor- / tana 407 utensiL e 16 falci.
CA VALLERJA . La prima riga dei reggimenti di corazzieri è armata _di lancia , di sciabola diritta e di pistola : la
seconda riga ~on ha di lancia.. I sott'ufficiali ed i trombettieri porta.no la s~i~bola diritta ed una pistola; gli ufficiali la sciabola dmtta e due pistole. Nei r e,yo·imenti 0 usseri ed ulani, la l' rìga è armata di lancia. di s:iabola. e pistol.a : la 2' no11 l1a ch e sc1a , l)O1a e pistola · , siccome
(t) Quest'armamento misto è sconvcnientissimo, imperocchè costringe 11li uomini a starsene sempre nella stnssa riga, senza del che l'ordinanza foodam.e ntale ries~c affatto scompaginata , Questo Ìnodo d'armamento è un avanzo de l medio evo, che p{'(}siam di veder presto sparire dalla ca·valleria russa, siccome è .scomparso in pressv che tutti gli u)tri eserciti. · { Il T,)
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ORGA :> IZZAZIOll:E
A1tTIGLJERa. L'artiglieria a piedi è armata di moschetto, ma tutto il personale montato ha la sciabola e la pistola. Il vestiario e l'equipaggiamento dell'artiglieria è simile a quello della fanteria. , ma. ha buffetterie nere, e porta il -kcppy con capuccio. L'artiglieria a cavallo ha la stessa uniforme che i dragoni. Ogni batteria a cavallo trae seco 8 pali di ferro : le batterie a piedi hanno per caduna 15 scuri e 15 badili.
I soldati del t1·eno addetti ai corpi di fanteria e d'artiglieria a piedi sono armati di scia boia di fanteria, gli altri hanno la sciabola di cavalleria L'uniforme del treno è in generale quella stessa dei corpi cu_i sono addetti; quelli presso gli stati maggiori portano l'uniforme bigia-scura con rivolto bleu, e il keppy. 'l'abe lla N° 4.
PIEDE DI CUF.RRA ~
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Cavalleria di riseri·a della guardia. Per ciascuna Divisione di cavalleria della guardia . Per ciascuna Divisione di cavalleria della linea .
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PIEDE DI PACE
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EFFETTIVO DELLO STATO DIA GGIORE DI CA\ ALLEIUA.
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DELL,E!Sl(ll.CITO RUSSO
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160
ORGA~IZZAZIO.!l'B
Tabella N° 8
Tabe lla N° '2'.
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Del Comandante Ilei parchi mobili d'Arti~lieria
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EFFETTIVO DEtLE BATTERIE.
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l'IRIJE DI GUEllfiA
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DELt,'F.SERCITO RUSSO
Balteri:1 grnve con 5 coppie di ricambio . . . . . • • • • • llall.éria alleggerita con 5 coppie di ricambio . . . . . • . . • Bat!eria rit~ta leggera con 5 coppie d1 ricam 10 • • • • • • • • Parco mobile della gllardia Parco voi.mie
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Batteria grave con 5 coppie di ri• cambio . . . . . . . . . . Bam ria ~ll~ggerita con 5 t0pf>ic di ricamb io . . • • • • • . . Batterla leggera con 5 coppie di ricambio . . . • • · • • • •
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Sul movimento del proietto nell'anima di un cannone rigalo.
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Nella 13a d ispensa di quest'anno del Cosmos, troviamo la seguente nota del signor Gorloff, sul difficilissimo problema baJis tico, intorno al moto del prnietto nell'anima di un cannone rigato. La semplicità e l'eleganza ad un tempo di sì importan te soluzione, ci in'f,: tar ono a ri procfo rla per esteso: • 11 proietto, durante tutto il suo movimento, preme colle sue alette la superficie del fianco direttore delle righe; epperò egli prova ad ogni istante per part.e di questa s11pedìcié, una resistenza la quale, siccome la resi;,tenza di una superficie qualsiasi, si compone in primo luogo· di una reazione normale, e quindi di una forza tangenziale, cioè dello sfregameµto diretto in un, verso. oppOSl(! al moto. Si trascura lo sfregamento ao~u.io alla gravità 13d alla resistenza dell'aria, durante il percorso del proietto nel la canna; p,erchè la loro azione non è che una frazione piccolis:-;ima dell'azione della polvere. , lo considero innanzi tutto il caso delle righe a curvaluxa uniforme.
....
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164
RIV I STA.
• La superficie del fianco direttore di queste righe è unaifoperficie regolata sbieca, di cui l'equazione è:
y cos. az+x senaz=R a = 271"
h'
h designando il passo dell'elica; R il raggio del ci-
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To5
TECNOl'..O.IHCA
sfregamento diretto secondo la tangente, applicate a ciascuno dei puuti m e m'; questi punti rappresentano i luoghi di cc,n.tatto delle alette col fianco direttore delle righe . Quindi applicando le formole generali , si trova pel· moto del centro di gravità del proietto :
lindro cui le generatrici di questa superficie sono sempre tangenti. Questi due parametri sono conosciuti per un cannone dato. I coseni degli angoli che la normale a questa superficie fa cogli assi, saranno e · per la rotazione del proietto intorno all'asse delle Z :
cos (P. y) cosa =-:-:===== J.11 + p2cos.20 cos y -
.= 2Nr
p cos. 0 27r' r
w
r essendo la lunghezza del raggio condotto nel piano di una sezione trasvarsale qualunqne, dal ceutro di questa sezione al punto di mezzo m del fianco çhrettore; 0 ==angolo (P, r ), ove p è la. generatrice di questa snperficie presa nella sezione considerata; 0 e p sono costanti cognite. « La _direz1one dAlla tangente all'elica, ohe descrive il punto m ne! suo movimento lunghesso la riga, è data dalle espressioni:
2
fp ) J/l+p2 . .
cos20
1 / l + p2, 1 / l +p2cos20 dV 'J. mp 2 N=-. - -. dt hr · cose y1+p2 _ fp Jl l +p2cos'.10
r
. E
ove qJ è ·1'arigolo costante dei due raggi r e R, preso in una :;\tessa sezione qualunque. ~ Pel p4nto m' relativo alla riga opposta, bisogna cambi are
dx e dy
'-:;,-, r~s
-d s-
'Le forze èhe sollecitano i l mobile sono : F forza della polvere applicata al centro di gravit~ del proietto e diretta secondo l'asse delle Z, cioè l'asse del cannone; N pressione normale, e f N
r
e finalmente:
hr
13
Jll +p
= hV s1. trova:
+ 'J.mp
a,, 608
(
. E liminando N fra queste due equaz10n1, ed osservando che
p=ar= -h-
i segni dinnanzi le espressioni di cos
cos 0
(p cos0 JI l+p-i +{Jll+p' cos 2
2
0j
dV - =F(A).
cos5J(I+p2 - (pJ/I+p2cos'20
. dt .
Si ottiene così Ì'equazione che regga il moto di translazione del proietto nell'anima di un cannone rigato, le d i cui righe
. dV
hanno una curvatura uniforme. Il coefficiente d1
de
l
essem o
un numero astratto, se si rappresenta questo numero con M', l'equazione preude la· forma
dV
, .M'- lit =F
e s1 vede che 9._uc~t'eq11azione lrn la stessa forma di quella che
RIVlSTh 166 si troverebbe fra un proietto di massa M' che si movesse in un
cannone a, pareti lisrie, uon nriaodo tutte le altre condizioni, cioè: calibro, lunghezza d'anima e carica. • In cotal guisa rimnue risolta la quisticoe proposta. Il moto del proietto nell'anima di un cannone a righe uniformemen te incurvate, è iclentico al moto di u n proietto sferico, e rimanendo costanti tutte le altre condiziom del tiro, la massa solo di questo proietto debb'est'ere aumentàta di uoa qnantita invariabile data dall'equazione (A) . « Appare eziandio come tntti i risultati d~lla balistica interna, trovati pei cannoni ad anima liscia, rimangono rigorosamente applicabili ai èannoni rigati nel caso delle righe ad uniforme curvatura; rli più, SB il momento d'inerzia 1: m p2 è cognito , pot.rassi, per determinare le velocità iniziali relative ai cannoni rigati, far uso delle tavole impiegate attualmente pei caunoni a pareti Iisr.ie. • Non ci or.cuperemo in quest'estratto del modo in cui lU' varia quando si fanno variar le quantità 0 eh, dalle qun.li di pC'nde; quali variazioni immediatamente risultano dalle formale precedentAmente trovate. • Quando la curvatura delle righe non è uniforme, si troverà nel caso più semplice, quello io cui
h=!!!_, ove
cioè il passo z dell'elica varia in ragione inversa della distanza del punto còu siderato alla base:
qz cos0
dro e }; mp'Z -
dt
ove q
=
I
cos O
= 2 N r l.t'\:-;_I + q2z2 cos20
4 r.1'
k?. .
Eliminando M, ed osservando che
dV . . - dro- = _z2 - - , s1 ricava
dt
k
dt
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'l'ECNOLOGlc-A
moto di translazione del centro di gra,·ità del processo :
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2 mp + /2ir
qz2cos01/ 1+ q~z?.+ (y l+ q2z2 co.\'l.0jd V
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F... (B)
cos&yl+q?.z2-fqzJll+q2z2cosS2_ dt
equazione rimarchevole, la quale iadica come il moto del pro~ ietto potrà in q 13esio caso essere anche_ assi~11~ato al moto dt un proietto sferico in un cannoae ad amma hscrn., ma la massa di questo proietto ideale debb'esserc considerata co~1e _crescente ad ooni istanie ; qm,st'aumento de.la massa non e c1ononper~ 0 . · · ceIer•e . Queste conrli-t10m tanto proporzwnale a z, ma ben p1u . . mostrano che in qnesto caso il moto del proietto_è essrnwdmente modi ficato, e che i rist1llati dell'attua] teoria sul_la blahstica inieroa, più non sono direttamente apphcab1h . L 1 • flirnnza di 0 e di K è analoga a quella del caso precedente . •
!\uovo congegno per \e mine. Un giovanr, ingegnete francese, il signo Leschot , inven_tò nn
congegno, col quale si riesce colla maggiore facilità a praticare, anche nel più duro sassoil foro per la mina. Un ~ol uomo basta.per porre in movimento cotale struruento. In essa 1I punte~uolo d ac~ ciaio è sul'rogato da una corona di diamanti, di quei d1a~anLi troppo duri per essere lavorati ed i quali hanno pen..1ò un prez1.o relativamente piccolo. Questa corona dentala è a cnpo rii nu tuho, ti qualP. mediante un meccanismo 11rtatamente combinato git·a e s'addentra mano mano che la corona nel sasso. C:osi lo strumento non agisce che sulla sn1 erficie cilindrira del foro cht si vuol praticare; quando si è raggiunta la l'Olula pro· fondità si cava il tubo ed altro non rimane che ad estrarre il picc~lo cilindro di p\~tra, il quale r.on avendo allra adt>reuza che quella della sua base, fac-,lmeote vieo tolto. . Le sperienze fatte corrisposero perfettamente all'aspettazioPe dell'inventore, mentre in un'ora r ii:sci qnesti a scavare nel più duro granito un foro di 1 metm l O cent. di profondità su 4~ milhm,::tri di dia,net10. D po uua tale operazione i diamann nulla a rev'uno soil',;rto.
I.68
RIV ISTA
Quest'io venzione merita s,,ria considerazione, potend0 trovare la IJÌù larga applicazione non solo per lavori di mina dell'in• dnstria, ma ben arico in quelli a ilitari. D i quanta utilità non sarebbe riuscito un tale congegno nello scavo • delle trincee dinnanzi a Sebastopoli l
Navi corazzale in America. Dopo le prove del Monitor e dell' Ar/cansaz nei cantieri americani lavorassi con una febbri .e attività a corazzar navi d::t guerra, ed a d;ir loro la maggior resistenza possibile. Tra i 56 bastimenti corazzati, di cui pel 1863 do vrà comporsi la flotta ferrata degli Stati Uniti, havvene uno nei cantieri di New-York di cui si predicaoo ed aspettaoo meraviglie, il Roano/ce. Quesr~ · fregata, una delle più belle degli Stati Uniti e dello stesso modello del famoso Jferrimac prima della sua trasformazione, fu rasa e sta r ivestendosi di lastre di ferro di 14 piedi di lunghezza (più d i .4 metri) su 4 a 5 pollici dI spessezza, incu nate a. freddo'. per aYere maggior resistenza sotto gli sforzi di una presswoe 1rlraal1ca . Due torri sul far dì quelle del 111onitor, ma piiì g:osse e coranate tra_ legno e ·ferro alla spes~ezza di tre_ piedi c,m;a, sormonkranno 11 ponte del Ro~noke, l'noo ·verso poppa e 1 ~Jti:o verso pr'.Jra, armate ciascuna d1 due cannoni a perno del pm potente calibro. Se tali voci che corrçmo soòo esatte, n<1n sappiamo _qual n ave potrà affrontarsi a sì prepotente avversario. Ma a quest'ora abbiamo imparato ad usar coefficienti frazionari colle notizie d1 tal fatto che di così lontan_o ci pervengono t
X.
Cenno sulle esperienze della Trottata a frullo, comparnlivamenl.e ai proietti allungali ed a resistenza dietro il centro di gravità. Gli estremi si toccano; la moderna. civiltà si trova a fronte la· ven ~rabil~ antichità, il ~oldato di Europa domanda al selvaggio crei! Amen ca e delle Indie le freccia ed il g iavellotto per studiarne la forma e la teorica, e l'uomo adulto ricerca al bambino i
II I
TEC.~OL0GICA
suoi ninnoli per faru!.l argomento ed applirn1/,ione a seri studi; ciò è naturale, perocchè dalle piccole cose le grandi ne derivano, come lo provano le più u tili ed ard ite invenzioni tanto antiche che moderne. Sono le nuove armi a fuoco che producono taoti e sì strani fenomeni! Difatto, se si cons1àera che le imperfette armi a fuoco dei trascorsi tempi a vevano frapposto un certo spazio che separava le armate comba ttenti, è cl1e le nuove armi di precisione lo hanno distrutto questo spazio, poioh è ora bisogna varcarlo audacemente e battersi ccrpo a corpo come li antichi padri n ostri, i R omani : ciò prova cc,m é di,;si , che 11 presente si tro,1a in faccia del passato; e se l;i, teo rica della freccia e del giavellotto può, anzi debbe esserci scorta · nello studio dei proietti allungati, · a resistenza dietro il centro di loro gravità, non furono forse i soldati antichi, e non sono ora li Indiani che ancora ne fanno uso? Non vi ha dubbio, li estremi si toccano. Relativamente a quanto leggesi nel N. 35 <lell' Italia illililare, all'articolo Nuove esperienze sul movimento della trottola
(a frullo) animata da fortissimo moto di rntazione ecc. ecc., mi si permetta di osservare che per farne uno studio analogico e comparativo col proietto allungato, a resistenza dietro il centro di grantà, non sembra che la trottofa possa condurre a risultati (relativamente alla forma ed alla teoria del ti ro) migliori di quelli che otter.ere si potre bbero facendo analoghi studi con la freccia ed il giavellotto; e preferendo la trottola, che ne direbbe Guglielmo Tel1 se vivesse? Secondo le leggi generali dBll'equilibrio e del movimento,, le trottole a frullo si raddrizzano, perchè la resistenza elastica che l'aria oppone alla trottola in movimento è la stessa su tutti i punti ed in tutta l'estensione dello strato orizzonta-le parallelo alla superficie sferoidale terrestre, in cui essa t rot tola si muove, ed essenrlo l'uguag lianza di. pressione il principio fondamentale che regola le condizioni dell'equilibrio ; ed il c entro di questa pressione, il punto di applicazione della risultante di tutte le press10ni esercitate ugualm ente su di ogni parte del la sup..irfic.ie della trottola, ed iliceotro di detta prtssione essendo aoche il ceotro di gravità della trottola stessa, nonchè del fluido da essa spostato, ne segue naturalmente che questi centri deb-
170
RlV lSTA
bono trovarsi su di una medesima linea perpendicolare alJ'o. rizzonte, cioè nella direzione del raggio e del centro terrestre, di rezione che punto corrisponde a quella che aver dovrebbero 1 proietti allun)l:atì in movimentri; e l'analogia della trottola coL• durrebbe a . fame l'applicazione ai tiri verticali, locchè non è Il caso .nostro. Se si considera la freccia e si tien conto della sua p unta accuminata, del suo centro di gravità, e delle penne che ,a l dis~ s::ipra della sua incoccatura incontrano nel tiro la voluta resi~ stenza dell'aria, resistenza che serve a mantenere ·la freccia nel p iano verticale del tiro stesse', si scorge di leggeri, che la coda di questo strum\mto · da guerra primitivo, opera nel l'aria come un braccio dì leva del quale il centro di gravità sarebbe il punto di appoggio, o nrnglio, come il timone di una barca sull'acqua. Ora, se questa resistenza, posta a coda dì rondine sopra la cocca della freccia, anzichè ,essere di penne fosse invece di lamiera e pieg'lla un poco a spira, si vedrebbe la freccia prendere nella traiettoria un moto di rotazione proporzionato alla· velocità. con cui sarebbe stata scoccata dall'arco, o dal braccio se giavellotto. Nel tiro, la direzione del proietto allungato è assolutamente dipendente da)la resistenza che il meccanismo posto in fondo a l suo centro di gravità, riceve dallo spostamento dell'aria, e si ritiene per pos1t,vo, d1e se il centro di figura latitudinale del proietto coincidesse perfettaruen1e coll'asse del suo contro di gravità, allora il moto di rotazione, anzichè giovare sarebbe a c~ri00 della velocità del ·proietto senza infltJire pN m;lla snlla di rezi0ne del tiro , della qual cusa è facile accc>rtarsi ; dev,1 quindi naturalmente dl:'dursi dall'anzidetto che il moto di rotazione imposto ai proietti in movimento è utile in q ;iesto, chn
da esso moto vengono assorbite le deviazioni che, il difetto di perfetta conçentrilà di /'orma e del centro di gra1Jità dei proietti stessi, dov1·ebbero necessariamente risulta1·e diirante la traiettoria, ed essendo pressochè impossibile ottene1·e l'assoluta perfez·ione di essi ne conseg·ue la nec%s'Ìtit del rnoto di 1·ota.zione, e da questo la.necessità dei proietti aUungati aventi la resistenza dietro il centro 'di gravità. Conchiudo, esprimendo l'opinioue cfie la forma da darsì ,d
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proietto allungato con la r.esistenzri ·dentro il centro di sua gra• vità, deve in sè riunire gli elementi che co.s tituiscooo il tiro coo la frecc{a, e che il moto di ,r,::itazione da fargli imprimere deve dipendere dalla ·forma del proietto stesso, anzichè dalle righe dell'anima del cannone, nelle quali è esso assoggettato, e così ottenere insieme al moto di rotazione coi mioori att1iti e resistenze possibili, la massima velocità, senza la quale le corazze non si forano, senonchè .;ol mezzo di enormi calibri ed enormi cariche, come anticamente si usava, citando perciò, a modo d'esempio, il famoso griffone d'Ehrenbreinste•n del 1528, e come ora nuuvamente tornano ad usare gl'Ioglesi e gli Amencam. P uKL lNS.
'Le leghe mclallie~e. Il signor M. Al{. Riche, ha prèSO di bel nuovo a trattare una quéstione non abbastanza studiata, le leghe metalliche. I signori Cooke, Matthiesttm, Bu~e, ave::vauu già provato: che la forma cristallina di certe leghe non varia, al sostituire il 16 per 010 d'uno d·ei due metalli all'altro nelle leghe binarie. Il Rudberg aveva dimostrato l'esistenza di vere combinazioni chimiche fra le numerose leghe di due metalli, le quali per altro non si possono porre a profitto che un certo numero assai ristretto di casi, quando cioè si tratta di leghe che fondono ad una temperatura poco elevata. Il Riche, ha preso ora a studiare fra l'altre il massimo di contrazione delle diverse leghe. È risaputo che certe· leghe sono nel fatto più dense di quello che si desume dalla teoria, e pel contrario ve n e ha di tali altre che hanno una densità. minore della meJia dei due metalli costituenti. Tra 10 leghe di stagno e piombo, il Riche h a preso la den~ sità teorica, la d<tm,ità sperimentale e la differenza delle due densità anzidette, ed ha: trovato ch;i il massimo di contrazione corrisponde alla lega rappresentata da S1.'i Pb, che sembra un composto chimico definito. Facendo lo stesso sulle leghe di piombo e bismuto, h a tro-
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TEGNOLOGICA
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Vllto che la contrazione massima corrisponde alla lr~g~ rappre• sentata da Bi Pb 3 Qur.lle d'antimonio e piombo sono ·Tapptesentate da Sb Pb,10 l'altro di stagno e bism uto da Bi Sn, 3 ecc. Questi st11di, sono di grandissima utilità nell-e art.i, ed ora che varie nazioni tenfano surrogare le leghe metalliche all't.,ttooe, al bosso, al noce, nella fabbricazione delle spolette 'e ch e in taluni cannoni, che si caricano per la culatta'., gl'in'~,olucri delle caricbesono di metallo duttile, e talvolta volatilizzabile alla temperatura della combust.ione della polvere, questi dati non man• cheranno d'essere posti a profitto nelle stesse • industrie di g uerra.
Nuovo modo d'ana)izz~re il ferro e l'ac(jiaio. È ben noto, che quando delle tracce di zolfo o di fosfuro bruttano il ferro, lo rendono <:osi agre e spe1,zante, che d1ven\a inutile a molti usi. L'an alisi .di q 11est1 ferri è difficile, a uusa delle tendenze che .hanno lo zo! fo ed il fosforo a combin arsi con l'idrogene, e sperdersi in com posti gassosi. Il signor lit. J. Nicklès, preoccupa,o da queste difficoltà, ha fatto uso del bromo puro associato al l'acqua distillata, 1;>sso lo p,,ne a poco a poco sul ferro, a n on far riscaldare di troppo la i,oluzione, che si opr.ra e che si fa senza aiuto di calorico estraneo, ma tuttavolta giova sca:darlo leggerm,:nte per condurla a compimento. Al sesquibrom nro irì dissuluzi,,n e, si aggiunge dell'acido tartrico o del tartrato d'arrnnoniaca, insino a che una piccola quantità di questo liquido, possa comRort.arc impunemente un ecc,sso di ammoniaca. Allorchè le cose sono a tal ,punto, ·si satura la soluzione con l'ammoniaca o col carbonato d'ammoniaca , si aggiugne del solfato di magne,;ia , quindi dell'alcoul, e si la.scia r iposare. Il fo,;fato doppio a.rnmonico-magnesico si depone in cristalli microscopici, . si raccoglie sopra un filtro, e poi si trat ta col processo ordinario . In quanto allo zolfo si dosa allo stato di solfato di bar ite.
Leghe metalliche per s11ol_ette. Il prezzo dell'ottone e del bronzo e l'azione di contatto che essi patiscono per opera dei composti artificiati, han' fatto ricercare delle leghe più economiche, e che· fossero meno soggette ad ossidarsi. Il signor Mac-Ivon di Néw-York, ha cimentato con successo le. ~egnen ti corubinazioni:
I. Stagno Ferro martellato Questa lega è duttile e tenace.
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Dell'ahbruuitnra e del coloramento delle armi.
ù. Piombo . Zinco . Antimonio
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2 I III.
Stagno. 90 Antimonio 9 Rame. l Questa lega è bellissima e durevole.
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Il sig. Guglielmo de Ploennies, b a pubblicato n el rl ucato di Hessù, un'opera sulle armi rigate portatili , nella quale facendo,;i a co111battere il mal vezzo di r, ndere lucide le canne dei fucili e d~ile carabine, scri,,e: , Il luciào brillante nelle canne dev'essern pr<•scritto in modo assoluto; imperciocchè quando si costumava produrlo, si stropicciavano con sì fanatica energia le canne, e s1 ponevano io uso mezzi di pulimento così distru ttivi, cbe astrazione facendo dei frequenti incurva menti a cui esse andavano soggette, perdevano insensibilmente della loro spes, sezza. Ques10 splendore metallico delle armi, tradisce sovente m pieno giorno le posizion i e le manovre delle soldatesche, e reèa offesa all'occhio dei tiratori nel porre a segno. P er la qual
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Rl\'l$T ~ TECNOLOGICA
cosa -è da preferire l'abbl'unamanto delle canne, in i~pecialità quello che -si attua mercè una preparazione di acetato <li ferro, che si passa e prosciuga mercè una spazzola con fi li d'ottone. E questo mezzo va innanzi all'altro, del colorament.o, perchè con quest'ultimo è necessario la nociva opera del calore, senza dire delle maggiori diligenze e spese che si richiedono per attuar lo.•
Uarina. Dopo la recente disgrazia dell'incendio della nave la GoldenGate, che ha costato la ,,ita a .2 20 individui, il signor M. P. d11 Jardin' di Lilla, ripropone un'idea sperimentata lungamente dal padre suo, nonchè dal Fourneyron, cioè l'uso del vapore aq ueo per estinguere il fuoco, potendo bene ogni nave. a ,,apore, Ìnstituire apparecchi di salvamento -di simil fatta -con la mm1ma spesa. Il signor Chevreul, ponendo in disamina i mezzi e gli apparecchi sinora proposti per distillare l'acqua del mare a bordo e renderla. potabile, afferma d'aver trovato sovente in questa ,1cqua distillata, tracce d'un composto di rame nocivo all'economia animale . Dopo ciò, in un ·suo rapporto, si rivolge a l ministro della marina perchè • su qualsiasi nave da guerra, ove trovasi un apparecchio di distillazione, il dottore del bordo si atisicuri, per mezzo dell'acqua idro solforata, o di una soluzione di solfuro alcalino neutro, della mancanza del rame nell'acqua distilla_ta assegnata all'alimentazione . •
RIVISTA STATISTI CA
Rilancio della guerra per l'anno l 8G 3. Riservandoci di ragionare in to:no' ai principii fondamentali cui s'informa il presente bilancio ed internarci analitticamente nelle principali categorie del medesimo, ci limitiamo per ora a riprodurre la NOTA PRELl}liNARE, ove sono ampiamente svolti e chiariti tali principii, e fran camente esposte le viste del mmistero per dare un assetto definitivo all'ordinamento militare. È certo che il tenore della nota stessa prepara un'aspra batta3lìa parlamentare al ministro Jelìtt guerra, ma se non per tutto la ragion tattica potrà essergli di valido appoggio, la ragione di opportunità g li assicura fin d'ora la vittoria, poichè il suo sistema è il solo d'immediata attuazione nelle condizioni in cui versa il paese, come che già vantaggiosamente comprovato in base n,el le ultime guerre nostre.
Ordinamento dell'esercito. • Costituire un esercito forte per numero, per ben intesi ordinamenti , provvederlo de'.rnateriali da guerra modellati sul
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moderi;ii trovati fu principale cura dei vari ministri' che in questi ultimi anni, man mano andavasi formando il reeno italiano, si succedettero nella suprema direzione delle cose della guerra. • Quest'opera, la cui necessità era apprezzata nou meno dal governo, che dalla nazione tutta, incontrava non pochi ostacoli. , Provincie tenuti' da secoli divise, alcune provvedute di forze appena sufficienti alla tutela dell'ordi ne interno, altre prive d i , ogni militare istituzione, doveva:10 n ecessariamente venir grado a gra.1o sottopo~te a quegli ordinamenti militari che, sebbene avessero dato ottimi risultati nell'antico regno di Sardef!na, non potevano a meno di riusci re gravosi a popoli non assuefatti a l mestiere delle armi. • Chiamato il riferente a reggere il ministero della glierra, egli trovava estese, già per op1;,ra de' suoi predecessc1ri , le stesse leggi militari nelle provincie tutt0 del regno; cosicchè, tGlta ogni anomalia, si poteva omai procedere nell'organamento dell'esercito con mezzi uniformi, con principii sanciti da diuturna spr.riPnza. • E di quest.o organamento vuole il soltoscritto fare qui ampia esposizione, affinchè a tutti paia manifesto come egli inte~da far concorrere la nazione alla costituzione del\' esel'Cito , con quali nornw questo ordinare. , .La forza di un esercito, o come suol dirsi, l'effettivo viene d'ordinario distinto in due, minimo cioè e massimo; il primo, necessario pel tP.mpo di pace ' è base dall'ordinamento dell' esercito, è punto di partenza per risalire al secondo, il quale comprende le forz0 di cui i l paese può disporre in tempo di guerra. , Tl rap 1,orto poi fra i due effetti vi è fissato da questo che il passaggio dall' uuo ali' a ltro debbe effettuarsi facilmente , ci.oè senza che ali' ordinamento complessivo venga arrecata alterazione. • La proporzione che si è tenuta nel divisare l' effettivo dell'esercito ckl· regno d'lta.lia , è la stessa che , dalla legge del reclutamenlo in data 24 marzo 1854, veniva fissata pel rPgno Sardo, cioè di due uomini per ogni mille ani.me di popola-
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zìone. Ascendendo quindi la popolazione del regno oltre ai 22 milio11Ì, si avrà co~ì ogni anno un contingente di 45,000 r0cl ute di prima categoria, il che equivale a chiamare sottu le bandier8 il 20 circa per cento de' giovan i cadenti ogni :.inno nella leva . , Ogni classe poi è per undici anni soggetta al militare sr.rvizio, e ài questi i primi cmque sta sotto le armi , g li 111timi sei in congedo illimitato, 1:1roota ad ogni chiamata del governo. , Da ciò chiaramente emerge che l'esercito in tempo di pace è costituito· dalle ci nque classi ohe ultime furono assoggettate alla leva, la forza di ognuna delle quali fu snperiormente stabilita, m e~1re poi a queste , in tempo di guerra, si riuniscono le _altre sei. Alle quali classi con,·iene però, ad avere l'e:ffetti.vo reale dell'esercito nei due casi sovramenzionati, da un lato sottrar;e le diminuzio1ti che esse soffrono, e per la mortalità annua, e:l a cagione di quegli uomini di leva. che anirnalniente vengono ascritti ai earabinieri reali, od alla fan t~ria di marina; dall'altro canto aggiungere in compenso g li arruolati volontari, i riassenlati, e gli uomini di leva chP. passano di ordinanza. · • Calcolali quindi quc-sti aumenti e queste di niinnzi(,ni con quei dati che la esperienza addimostrò nell'eserci to S ardo, ne ri$ulta ch e l' dfettivo della ba~sa forza dell' f!sereit0 1tn:liano ascenderà a circa 200,000 uurnioi in lernpo di pace, a 388,000 in te:-:1 po di guena. • L 'effetti,io prop()sto pel tP.mpo di guerra st:i fra l' effettivo del]' e~ercilo francese e quello cieli' (·)Sercito mobile auslriaco, eh~ il primo ascende a 600,000 u-:nnini con una popolazione d i 3_ 8 milioni, il secondo a 701,000 con 35 milioni di abitan ti. • L'effettivo poi di 212,000 nomini propo~to pel tempo di pace, tenuto conto degli ufficiali , è cli gran lunga infer iore alla forza che l'Austria ha permanentemente sotto le a;·rn i; uguale ~ un dipresso a quella di 400,000 uomiui man1en uli dalla Francia. • Pot··ebbe ad alcnno p0r avventura sembrare che sia troppo gravoso p Eir lo stato i l mantenere 212,000 nomini sul piede di pace, poichè se a queste truppe attive si aggiungm10 i c11rabi uieri ANNO VII. Voi. IL -
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178 . rea li , veterani , gl' invalidi, ecc. , il pubblico era;·io donà permanentemente sopperire al manteni mento di 242,000 uo~ mini circa. Ma pr,,vvedere alla salute del paese è s1.1prE:ma legge, che ad ogni al lra. con si 1erazione va anteposta, per cui lieve debbe sembrare ogni sacr:ficio, fìnchè il regno non abbia ac-quistato i suoi naturali coufio i, l'It11 lia \ii, sua totale iudipendénza, 1a cosa pul>blica un saldo e duratu ro ordinamento. • Al postutto ragioni puramente mi litari vogliono sia tenuta una ce~ta proporzione fra l'eifotti vo del tempo di pace e quello del tempo di guerra ; arrogi essere fuori d i ogni controversia che i quadri dell'esercito debbono n el l'un caso e nell'altro essere sempre mantenuti gli slessi , e pr::r conseguenza ·quelli del ten 1po di ' pace s ufficienti a1I' aumento che l'e~erC'.ito riceve in ternpo di guerra; che la fo rza pres<·ntemente st)tto le a rmi rJ,,ve offrire mezzo di istruirli ; che, ove i quadri non sieno bPn istrutti, ben d isciplinati, forniti di spirito m ilitare, venuta l'ora de lle forti prove, sarà sempre dubbia la saldezza dell'e~<.> t·cito, ed apparirà sempre più addimostrata la necessità del• l'effettivo del pie<le di pace sovra stabililo. • P aragonando poi l'effettivo di '242, 000 uomini con quello d, 51, 1200 che nei bilanci detl'nn1ico rPgno rli Sardegna ver,iva sta bil 1to po.r · J'aono 1852, e fatta ragione del rappo rto fra la popolazione di quello e quella dei regno d'Italia, si troverebbe il pt·irno superiore dì alq uanto al secondo, e potrebbe quindi da questo çonfron to apparire soverchio. • Ma le condizioni peculiari del reg1,o non a!forzato da natu rali confini, la con6gurazione speciale di esso, per cui molte provincie distano grandemente dalla frontiera minacciata, le incertezze del presente , i pericoli del\' aYveuire rendono di per sè manifesto come sia necessario. avere sempte pronta una fo rza at tiva sufficiente a contenere l'impeto di un'irruzione irnprovvisa, nn nucleo de' 'depositi per facil itare la chiamata delle classi sutto le armi, e fanno così ·anche da q nesto lato ragione dell'effettivo p iù sopra proposto. , A mantenere l'effettivo d8l piede di guerra al completo è necessario nù sistema di riserve; di uomini cioè chP., chiamati sotto le armi nei momenti supremi, sopperiscano alle perdite suffè rte dall'cserc·i10 attivo. Solo un paese dotato di questo
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risrrve può sperare d.i condurre a buon ,term ine una guerra ; col mezzo loro soltanto è, dato prolu ngare la difensiva, r istorare la offemiva, trar re in una parola partito di tutti i mezzi militari, i qnali tanto sono maggiori quanto più grande è la estensione del regno. · » La legge sarJa sul reclu tamento · provvedeva alla riserva d8ll'esercito r.ogli uomioi · ,:li 2a categ )fÌa , ed il riferente inte nde che colla 2a ,a tegnria appunto debba formarsi la riserva dell'esercito italiano. • Consta la 2a categoria di tutti quegli uomini che, caduti nella leva, non fan no parte della l a categoria, e non hanno diritto ali' e;enz;one dal s,~nizio m ilitare. Questi uomini n ei tempi . ordinari, dopo avere pe1· 40 giorni ricevuta, l' istruzione pelia fanteria vengono rimandeti a'.le loro case, ove rimangono per cinque anni a disposizione del governo. La 2a categoria è per conseguenza composta di cinq1Je classi , e, calcolando ogni classe della stPS$a fo rza che la 1a categoria, si a vrà, ragion fatta delle diminuzioni che le classi stesse soffrono, un nucleo di 210 ,000 uomini circa in riserva, , Con questo sistema i b?rsagli eri, la cavallel'i< l'artigl ieria, il ger1io, non hànoo riserva uella 2a categorin, poichè solo uu lungo e non interro tto servizio può da re soldati buoni a queste arrni. Il perchè il contingente di Ja categoria dei corpi sovra descritti viene tenu to in tale ['l'Oporzione, che le riserve loro sono date dalle . due cla;;si più :rnziane cli 2a ca tegoria, d1e in tempo di pa 'e s0no io congedo illìrn;tato. • Il treno d'armata poi non ha riserva 1Jella 2a categoria e l a lla g rande ampliazione che r icever de bbe in km po di guerra, si p rovvede e col!e proprie classi in congedo e colle due classi più anziaue della cavalleria. • Addirnoslrato fin q ui di quali forze si possa ragiooevolmenle disporre per forniare l'esercito ital iano, nasce ora la questione a q uali norme conwnga attenersi nello stabilire laproporzione fra le ari;ni i n cui l'esercito è scon1partito, l' Ol'dinamento di esse·, la-loro ri partizione nelle grnnd t unità tattiche. • La sol uzione di tale ard uo problema era add itata rlagli esempi nostr:ini~ ed il riferente non e,;itava a m odellare l'esercito italiano sull'esercito sardo, il qnalc , frullo . di lungh i e
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severi studi coronati da luminose prove e felici successi nella Crimea e nelle campagne del 1859-60, avea pur servito di nucleo alla costituzi6ne del novello. . • L'applicazione in ogni sua parte d i questo- sistema condurrebbe a comporre l' eserci10 di '22 divisioni , ahrettaote cioè quanti sono i milioni di abitanti. che costituis,~ono il regno d' Italia; però la convenienza superiormente add imostrata di avHre nel tempo di pa~e le compagnie alquirnto più numerose di quello che non si fos,ero n-~ll'esercito sardo, la necessità di mante4ere i depositi anche in tempo di pace consig liano a limitare a 21 il numero. Il quale d'altra parte non potrebbe e5Ser maggiormente ristretto, chè ne rist1ltt-rebbero compagnie di fantei-ia troppo numerose nel tempo di guerra. , Compiuti per som mi capi !'es-posizione dei princip1i che informarono la ripartizione dell'esercito, il riferente, a dare una i.lea adeguata della composizione di esso, crede sia ora necessario discor rere brevemente dell'orgauamento delle varie armi e \lelia forza di ognuna. • Consta ogni divisione di 4 reggimenti di fontMia di linea, e l'esercito per conseguenza di 84 reggimenti di fanteria, fra i quali ,,anno annoverati 8 reggimenLi di granatieri . · ,> Ogni reggimento di fanteria si compone di uno stato mag· a-iore e di 16 compagnie attive, e di u n deposito costituito da o ' uno stato maggiore e da una compagnia. • Sul . piede di pace l'effettivo di una compagnia attiva è di 90 uomini nou compresi gli ufficiali, la cornpagnia di deposito ha 84 uomini di bassa forza ; per · il che, tenendo conto degli stati maggiori e degli ufficiali delle compagnie, il reggimento di fanteria ha una forza di 1,691 nomini, dei quali r,596 d1 bassa forza. • Sul piede di guerra poi le compagnie atti ve sarebbero di 180 uomini circa, ed in conseguenza il reggimento di 3,269 uomini, di çui 3,174 òi bassa forza. , L'effetti vo di 3,174 uomini di bassa forza , cui sale il reggimento in tempo di guerra, superiore di 207 uomini a quello stabilito col R. decreto 23 marzo 1862 , addimostra chiara'Jnon:e che nou sarebbe stato possi bile inquadrare la fant~ria
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in un numero di reggimenti minore di quello proposto, av vegnacbè le compa~nie avrebbero avuto una forza maggiore di 180 uomini e quindi eccessiva. , Che se per incontro poi i reggimenti fossero stati accresciuti oltre gli 84 1 le compagnie non avrebbero potuto sul piede di pace a%re la forza di 90 uomini dimostrata la più conveuiente. • Con questi elementi si ricava che la fanteria di linea sul pie9e di pace raggiungerà i 142,044 uomini, dei quali 134,064 di bassa forza , e che sul piede di guer ra essa ascenderà ai 274,596 uomini, di cui 266,616 di bassa forza. , Le considerazioni, che più specialmente indussero i l riferente a ricomporre i reggimenti di fanter ia di quattro battaglioni att ivi di guattro compagnie caduno e di un deposito di una sola compagnia aLtiva, vennero ampiamente svolte nella relazione che prece~ette il R.' deéreto 23 marzo 1862, e nella successiva 29 giugno dello stesso anno; ma gioverà qui lo accennare come con questo ordi oameoio si avesse principalmente per scopo di manlen(;)re quell'organamento istesso, col quale era stato cresciuto ed educato il nuc:eo dell'esercito italiano. Una sola innovazione era creduta necessaria, quella cioè de' depositi permanenti quali centri amminist~ativi , che furono però molto più ristretti di quelli stabiliti dall'ordinamento 24 gen· naio 1861. ; Con questa limitazione nelle attribuzioni dei depositi si ottenrwa il duplice vantaggio di non scemare di troppo i quadri :-ittivi dei reggimenti, e nel medesimo ,tempo, lasciando l'istru zione delle reclute ai reggimenti, di dare alla istruzione stessa u n impulso più vigorosò ed uniforme . Egli è però naturale ,. che q uesti depositi dt una sola compagnia sufficien te io tempo di pace, noi sarebbero i:,el tempo di guerra, quando le cla.-;si vengano richiamate sotto le armi, il perchè essi dovranno llP.· cessariamente :venire accresciuti quando la mobilizzazione ddl'esercito lo richieda.
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Venendo ora alla fanteria leggie ra, questa fu accresciuta in modo che ad ogni divisicne ·potessero esserne addetti due bat• taglioni , come già era praticato nell'esercito sardo , q nin ·li
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l'arma dei bersaglieri vr3uirn, ordinata iù, 42 battagiion:1 attivi, suddivisi per ragione a111rnin·istrativa in 7 reggimenti. ' • Ogni reggimentodi bc•rsaglieri consta quindi di 6 battaglioni attivi a. 4 compagnie ciascuno, più d'uno stato maggiore e di una comp1gnia di deposito. Sul piede di pace l'effettivo di una compagnia attiva di ber~a61ieri è di 102 uomini_ di bassa forza, per cui tenendo conto dello stato maggiore dei battaglioni at.tivi, dello stato rnagg'iore del reggi:neuto, ·degli uffiziali delle compagnie attive e di quella di deposito , un reggimento <li bersaglieri ' viene ad essere composto di 2,733 uomini, fra cui 2,603 di bassa fo rza; e l'arma tutta ìn conseguenza di 19,131 UO· mini, fi;a cui 18,221 di bassa. forza. • Le compagnie di bersaglieri sul viede di pace furono fissate di una forza alquanto maggiore di quelle della fanteria, es-. sendo necesf;ario, che a questo pìirticolare , ser:vizio gli uomiui sieno addestrati con lunghi e frequenti eserc1tazion·1, per cui nel p assare dal piede di pace a qnello di guerra le compagrne debbon6 abbisognare del minor numero d' nomini possibile.
• Si corbpone la cavalleria di 4 reggimenti di linea a sei squadroni atti.vi mduno, ed uno sqadrone di deposito; di 20 reggimenti di rnvalleria leggi8ra e due reggimenti di guiòe, parimenti ognuno di 4 squadrùni attivi ed uno di deposito . • li numero dei regginieoti di cavalleria leggiera fu fiss'.lto da q aesto, che ad ogni di visione dovesse esserne addetto uno, però alle dur~ di visioni granatieri , le quali vogliono essere considerate c1uali costituerùi un corpo di riserva , non sarà presso ciascuna itddeuo che un mezzo reggi mento di cavalleria. lgggiera pel servizio di al'amposti e di esplorat-Jri . , » Per lo speciale servizio poi della cavall0ria di linea ; che sempre trovasi riunita in un sol corpo, ed il cui ordinamento non debbe quindi attagliarsi ad ,un frazionamento prèsso · le altre truppe, si credettt'J savio consiglio mantenerla per ora organata come fu préscritto dal R . decreto 24 gennaio 1861. . , Non sembrava per incontro .ciò fosse consigliato pella cavalleria leggiera, imperocchè, nella ipotesi che l' esercito debba venire scompartito in corpi di 3 divisioni caduno, si avrebbe, coi reggimenti a 6 squad roni presso ogni divisione, una o due frazion i di reggimento; e quosto frazionamento nocivo certo al miglior andamento , del servizio, era a.ppanto quello che m1ggiormente induceva il riferente a ritornare anche pella cavallerià leggiera a!l'autico ordit1amento iu quattro squadroni. • Del resto l'ordinamento della cavalleria,"di linea non va considerato come stabile e delìnitivJ, ma piutto-;to come transito rio. Urgeva anzi tutto apparecchiare l'esercito ad una guerra in Italia, i cui terreni solcati da innumerevoli fossi , piantati . di fitte alberature , accideotati e frasta gliati, poco si prestano alle manovre di grosse masse cli cavalleria di linea, e rirrnindavasi quindi a tempi più tranqui'.li l'aumento di essa n.,l!e proporzioni stesse che sono in uso presso la maggior parte degli e5erciti europei e che possono essere giovevoli in q 11al unq ue teatro di guerra, non che la formazione dei varii reg· gimenti in modo uniforme a quelli della cavalleria leggiera. • I due reggimenti guide poi f.irono ordinati nell'intento che r1o,,essero forni re un pelottone per ogni comando di divisione o di corpo d'eserc.:ito, ed uno sq·1adwne al quartif'rc generale principale.
• Si otteneva viPppi(1 q uesto intento fisf;unrlo a 170 la forza
de1le compagnie bersaglieri sul p:ede di guerra, ed in tal guisa il battaglione riusciva anche assai più maneggevole di quello di fanteria. • Sul piede di guerra in conseguenza l'arma dei bersaglieri ascende a 30,555 ù'omini, dei quali 29, 645 di bassa forza; e così la propol'zione fra di essa e la fanteria di lmea risulta nell'esercito di 1 ad 8 ci rea. • La cavalleria dell'esercito ha una forza che è il 1110 (1) circa di quella della fanteria. (1) Qui vi hu un errore: non è ·:irnmessibile che si prenda per base all'ordinamento il piè di pace, il quale ,•uol cssenzialrncotc etiscre su• bordioato a quello di guerra, dnn-1ue qucst.o 1110 dcesi loaicamcntc rifeJ'irc al piè di guerra; per la qnal cosa la cavalleria n on "'.-icsce il 1110 della fanteria, senza computnrvi i brrsnglicri, mà più di 1111 - che se si yen conto dei b<,rsaglicri, come permette d'intendere il testo la cavalleria sarà prcssoèhè il lit~ della fanteria. '
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STATISTIC.l
• Lo squadnne di cavalleria, sia di lin, a d1e leggiera ha 141 uomini d i ba_ssa forza; e 112 cavalli sul piede di pace, 180 uomìni e 130 cavalli circa in guerr~,. • Quindi è che, tenendo conto 1le00-li uffiziali dee-li stati mac,. . . ç o giori e del deposiio, non però del comitato, la cavalleria sommerà su 1 piede di pace a 19,122 uomini , fra cui 17,930 di bassa forza con 13,316 cavalli , e sul piede di guerra a 24,721 uomini, di cui 23,551 di bassa forza con 15,332 cavalli. » L'artigli_ e ria si compone di undici reggimenti, dei quali 1 di operai, 3 da piazza, 6 da campagna, 1 di pontieri. • Il reggimento operai ha uno stato maggiore, 4 compagnie di maestranza, 4 compagnie d'artificier i, 1 compagnia armaiuoli, 2 compagnie deposito , 3 compagnie veterani, in totale 2,157 uomini di bassa forza, e 62 uf6ziali sul piede di pace, 2,734 uomini e 62 uffiziali su quello di guerra. • Un reggimento, da piazza è co~tituito di uno stato maggiore, 16 compagnie atti ve ed una di deposito, ed i 3 reggirnerni banno 255 ufficiali e 4,563 uomini sul piede di pace, 255 Mficiali ed 8,502 uomini su quello di guerra. • De' 6 reggimen ti di campagna uno è composto di uno stato maggiore, tre batterie a . cavallo, 12 batterie di battaglia ed una di deposito con 81_ ufficiali e 1,697 soldati sul piede di pac<'\ _81 ufficiali e 2,814 uomini sul piede di guerra ; gli a ltri 5 .poi hanno ciascuno uno stato maggiore, 15 batterie di bat• taglia, 1 batkria di deposito , ed i1J complesso comprendono 405 ufficiali ed 8,155 soldati snl piede di pace, 405 ufficiali e 13,695 uomini sul pie9è di guerra. • Il reggimento pontieri è formato di uno stato maggiore , 9 rompagn ie attive, l compagnia di deposito, in totale 55 ufficiali e 1,470 nomini sul piede di pace, 55 ufficiali e 2,100 uom ini sul :piede di guerra. • Riassumendo questi varii el!:'menti e uoo tenendo conto nè del comitato nè dello :;;tato maggiore d_' artiglieria, risulta cbe quest'arma co1n prende una forza di 858 ufficiali e 17 442 uomini sul piede di pace, 858 ufficiali e 29,845 uomini ~ul piede il i guorra.
, Nè sarà fuori di luogo aggiungere qu i che le batterie d'ci rti-
gheria essendo caduna di sei pezzi , le 90 batterie , onde in complesso s mo formati i sei reggimenti d'artiglieria danno un totale di 540 bocche a fuoco da campagna, qnàsi cioè due bocche a fuoco per ogni migliaio d'nomini s11l piede di guerra, regola questa la più comunemente seguita. Quest'artiglieria vien poi ripartita nell'esercito in modo che ad ogni divisione ne siano addette tre batterie: a lla divisio:ie di c11valleria di linea sono asserrnate le t,re batterie a cavallo, e la restante viene scomparo tit.a quale riserva nei diversi corpi dell'eserc ito.
l r
• Gli zappatori del geoio si compongo1w di due reggimenti . • Ogni reggimento è formato di uno stato maggiore, tre battaglioni a sei. compagnie cadono e due compagnie di deposito; • Le compagnie attive di zappatori hanno 96 uomini di bassa for..za sul piede di pace, 154 uomini s ul piede di guerra, 4 uf ficiali nell'un caso o nell'altro; per cui, tenendo conto degli stati maggiori e delle compagnie di deposito, i due reggimenti zappatori hanno 3,996 uomini sul piede di pace, 6,224 sul piede cli g uerra, fra i quali nell'un caso e nell'altro sono inch1s1 204 ufficiali. • Le compagnie del gen!o sono assegnate una pe1· divisione, escluse le divi$ioni di riserva, e le r imanenti forniscon9 le truppe necessarie pegli assedii e per mettere in istato di difesa le piazze forti, • Il treno d'armata comprende tre reggimenti di 8 compagnie attive e di una di deposito cadur:o, ed in totale ha sul piede di pace 2,659 uomini fra ufficiali e soldati, snl piede di guerra poi questo corpo ticeve u11 grande sviluppo, al quale concor• rono e le classi del corpo stesso in congedo illimitato e le due classi più anziane di tutti i reggimenti di cavalleria, di guisa che egli raggiunge i 10,656, uomini. . » Ad ogni divisione poi viene destinata una delle compagme del treno, e le altre rrovvedono ai servizi del genio, dell' ar- , tiglier1a e dell'amministrazione militarè. • Il corpo d'amministrazione si compone di uno stato mag-
186
RIVISTA
g iore e 13 corn p~gnie s1il piede di pace, unò ~tato maggiore e 17 compagnie s u l -piede di guerra. • Nel primo' dei due casi la 5ua forza è di 84 ufficiali e 2,671 uom ini, nel secondo di 104 ufficiali e 4_159 uomini, forza questa die può però, ove sia necessario, essere facilwente a umentata cou uomini tratLi dalle varie armi. » L'esercito, di cui il sottoscritto è venuto svolgendo sin qui J'tJrdinamento , n0n potrà raggiungere l'effettivo stabilito pel tempo di gunra, colle occorrmti riserve, se non s e q .iando le varie provincie del r egno con ·orrano a fo rmarlo con tu tte le lo•o c lassi sia di prima che di seconda categoria. P erò, col sistema fin qui •seguito d"rncorpora re la seconda c;t~goria nel la primR, esso raggi11ngerà nel 1863 l'effe ttivo di guerra, as tl'azione fo ttn. dalle riserve.
• La forza poi fin d'ora presente ai corpi è già molto ' magg iore di quella stabili ta pel piede di pace, e sa'r ebbe . tale da permettere di costituire senza più il nuovo or,~inamento con 110 effettivo sup9riore alla media fra qnelln di paçe e qu_ e llo cli g uerra. Ma i usino a quando I' effettivo di guerra n on sia raggi'u nto pella chia.ma ta di nuove reclute, i usi no a quando i quadri no n offrano ufficiali ~ sott' uffic;iali idon~i a cuoprire g radi più elevati, il sottoscritto non çrede convenie nte si debba procedere alle ampliazioni che l'ordinamento sin qui descritto richiede, a ffin chè esse non ridondino a danno del la salaezza del gio vine esercito italiano , tan to più che g iustizia vuole drn, istrutte che sieno le nuove n,cbte , si licn1zino alcnm: delle classi più ar: tiche e sì ripartisca così più equamcllte su t utte le varie provincie dello stato il gravame del wilitare servizio.
Ragguagli amministrativi. ~ Secondo i dati che emergono dalla premessa esposizione fu -
187
STATIST ICA
• Comprenrle il 1° _titolo le spes~ <.>rdinnri~, cioè le competenze
sì in denaro come m natura a ll (èSerc1to l1rn 1tatamente per la indicata forza sul piede di pace, !1~ allocazio ni per . i pe rson c1:li ed i servi zi am 1uinistrativi, p;'. r i cor pi dei serv1z 1 sede ntarn, µer gl'mst, tu ti d' istruzione e d"ed ucazio ne li 1a rti, pe r gli ~tab ili menti di pena, gli asse~nl per I set'VIZl .:ldle armi spec_iah , C~ .l oe· cJell'a alie ria ) del oo-en10 rn il1 1a re e delhl s tato m. aggiore, c. rti o ed infine q uelli pel miglìoran1ento della raz-za cavallina e per le eventna1ità. ,, Il 2° titolo è r iserYato per le spese non aventi caratte re rigorosamente conti1rnat1vo, m .parte gi1t a pp1'<ivate o da app_rovars i con leggi speci_a l1, ed m pa ~te anche pt! r una ~ag$ w~ forza cli tr uppe che, 10 senso alle svilo ppa te c~ns~der a z1001, e mestie ri di prevedere che anche pel 186:J dovra m na nere sotto le armi. , Ulteriori note daran no rag ione ad ogni capitolo sì delle al~ locazioni inscritte co01e delle più notevoli ditfer~nz_e emergen ~1 a fronte del bilancio. 1862 , ed iufrattanto IO d1st1 nt1. quad ~1 pongonsi fi n d'ora sott'occhio i risultame nti co1~pks~1v1, _ s ~a in ordine alla spc>sa che rispetto alla fo r~a , c1oe a\l eff~ttno di truppa previsto comparativamente crn da ti com spondent1 del bilancio 1862 e della relativa a ppendice.
rn
Parallrlo della spesa pl'evista nel bilancio 18 63 e quella del bilancio '1862 I
----- - SO)IMA
PE R CIAS CU:'1: -TJTOl.0
RIEPILOGO DEI DUE TlTOJ.I
che si Pl'0]lone ne l Bilancio 18GZ
st:rnziata ne l Ilil,111, io
I
:mmenti
62,431,926 • H9,525,H9 •
'
. .
27,1,38,900 •
.
- --
rono in massima stabiliti i compu ti del bilancio preventi v~. della guerra per l'anno 1863 ch e, ripar tito in due ti toli, secondo la legge sul l'amministrar,ione e contabilità, della pn bblica finanza, ii riferente sotto pone alle deliberazioni del Parlamento.
.u•;NOT ..\.Zl ONI
diminuzioni
1862
LO 1• Spese II TITO ordinarie .... ...... 197,0i 6,IG1 • 169,637,~64 ,
TITOLO 2° S\>CSe st.r~ordmanc....
DIFFEnENZA NEL ·I 803
259,508,090 • 289, i62,;;8,'5 • 27,438,000 •
5i,093, \03 • "
57,095,193 •
27,s138,000,
. I
20,654,293 " Diminni iouc
I! l~I
1"8"8
RIVISTA iTA'l'IS'l'ICA
l'arallelo tra la forza d!'ll'esercito portala nel bilancio- 1863 e quella d!!l bilancio 1862. FORZA
1'1'f0Lf
PORTATA (i'\ OGNt TITOLO
-
DP.I BIL,\,'\CI
in cui
è
lo
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ranziamcuto delle competenze
\
del
Bil;rncio 1803
rtel Oil,rncio 1862
-DIFFERENZA NEL 1803
--------in più
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in meno
I TITOLO 1° S11csc
ortlinari.c..........
242,7d4 •
202,980 •
TITOLO 2° Spese
straord1nar1c....
54,601 •
121,612 •
30,SITT •
..
- -29i,478 ,
321,592. ,,
30,804,
..
RIVISTA BIBLIOGRAFICA
I
(.oniprcsi N 22 battaff\ioni di 66 918 , Guan 1a N,1zionalc mob. 1
66,918 • 59,804 • 27,1'14
11
Diminuzione
I
Le Spcctatcur mililaire - 15 octobre e 1 ~ novembre 1862 Uvraison ·l 36 e 137. La gu<W?'e de Mexique. - Il luogotenente colonnello Charles Martin con quest.) quarto articolo narra dettagliatamente tutte le operazioni militari del primo corpo di spedizione francese capitanato dal generale Di Lore• cez, riportando testualmente tutti i documenti e rapporti u fficiali relati vi a questu primo periodo della gu!:rra del Messico, e chiude il capitolo col quadro di comp Jsizione del novello e:5ercito d1 spedizione affidato a l c~mando del generale cli divisione Forey. La g1.wrre d'Arnérique. - Sot io queslo titolo lo Speclateur contin.ua a pubblicare nel fascic:olo di ottobre ed in quello di novembre, alcune lettere del signor Ulrico dì ll'onvielle che milita nell'esercito dell'Unione, lettere d'interesse piuttosto p.olit1co ché militare. Le camp de · Chàlons et la cavalerie. - li signor Dt:;rigny, uffiziale istruttore di cavalleria alla scuol<\ di Saint-Cyr, di cui
\,
I
I
Rl'flST A 190 al:ra volta cbbimo a com1111::utare gli scritti pubblicati sullo Speclateiw intorno alla cavalleria, prendendo le mos3e dall'ultimo campo di Chalons, ove la tattica della cavalleria fu sottopo~ta a numerose prol'e, sostiene contro i detrattori di qnesta arma, con sensatissime ragioni dedotte dal ie grandi manovre ivi eseguite, com.e che per nulla abbia essa scapitato d'importanza . Egli propone, inYece delle cariche succe.,,;sive per isquadrone, di usare la seguente d1sposiziona : far carica re in foraggieri il primo squadrone, facendolo seguire a 60 metri circa dal secondo e terzo squadrone in colonna , con soli dodici passi di distanza; il quarto squadrone si fermerebbe o seguirebbe il moviÌneoto al passo o al trotto, secondo la ' distanza cui si trovi l'ini mico, e sarebbe considerato come squadrone di riserva per comp:ere la rotta del nemico mentre il raccoglimento dei tre primi squadron i, o per caricare la cavalleria. nemica che si avanzasse ad assalirli. Sembraci che questo modo di caricare meriti di essere pr..,so in considerazione per tahine circostanze eccezionali, ma non abbia però da sosti tuirsi in via 11efinitiva alle cariche per isquadroni io colonne serrnte successive, im perocchè non crediamo che l'azione della carica proposta da l signor Derigny, possa a vere la potenza, per così di re d'insistenza , di que~t'ul ti mo · metodo. Il s uo metodo sarà buono ognora quando debba la cavalleria tasteggiare alcuni punti di una linea di battagl~a od un quadrato, ma non così quando si t•atli di decisamente rovesciarli, al che a nostro avviso, sono indispensabili i repl icati _ urti · d~lle cariche succe~sive per isq uadroni.
Travaux sur le rem·utcment et l'hygiìme morale clo t'arméc. - Quesfarticolo del\'egregiodott. D'Artigues,intende con vivaci e sensatissime argomeutaziooi a dimostrare quanto importi di sradicare dalle truppe il ùzio dell'nbbriachezza; egli lalllenta cbe il Codice militare non si mostri a,bbastanza severo contro colai vizio, il quale oltre all'abbrutimento fisico e morale dell'individuo, è cagione di numerosi reati e di insanabili malattie. Dalle argomentazioni corroborate da esempi , egli propone nude estìrpare un tal :vizio dai corpi :
191 1° -Di richiamani meglio la S':)llecitud ine dei comanda11ti di corpo, e sussidiariainente qnelfo dei comandanti di compagu1a; 2° Segnal11re al rapporto gi ornaliero i soldati che si diedero a gotZovigl1a il giorno precedente ; 3° lovece di usar la i::ala di disciplina, adoprar il rimprovero del comandautc del corpo contrn al primo trascorso; 4° La prigione pd recidivo; 5• L'invio ad un corpo di disciplina pPr g l'incorreggibili ; 6° Di far chiudere le cantine ove avvengono gli ubbriacamen ti ; 7° Di is1ituire ul_la statistica generale annua, ove figurino tutti gl'indi\loidui dell'esf!rcito, rei, ammalati, o morti per cagione di rotesto vizio; 8° Di affigger'l qu(•Sta statistica nelle camerate e nelle cantine dei corpi. Andiamo superbi di poterci dire che cotesta piaga non fu. nesta le file del nostro esere1to, come l'autore pretende del fran.-:ese. Nel fascicolo di novero bre, i l doLtorc D' Artigucs ricerca le c.aginni che rendono fr1?quente il suicidio pell'esercito, premettendo brevemente, cc,rn'era considera to tal delitto nell'antichifa, e come lo giudichino alcuni scettici del ruoderno razionalismo. « In fuori df-llle cause ordinarie del suicidio, dice il signor D'Art!gues, cui l'esercito non sapl'ebbesi sottrarre, hannovene che gli sono speciali e che derivano: l O Dallo stato morale particola1e che creano ai militari le conrtizioni pròpl'ie della loJ'o esis1enza. Gli nomini ·sono come le piante, subiscono l'influenza dei mezzi io cui vivono; 2° Dalle circostanze più o meno violenti che i casi della guerra fanno nascere di freq1Jenti. « ~e cagioni di suicidio nell'esercito sono nell'ordine di freIJIJJLl3GRAFrCA
quPnza:
L'incondotta, I rei sentimenti giusti od ingiusti, L'ambizione fallita, I debiti, L'iuflncnza dnlle tempMat:1re estreme,
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ltITIST A
La nostalgia, . L'influenza ·dell'immaginazione o il con tagio dell'esem1)io, · La suscettività estrema o apprezzamento del punto d'onore, Finalmente l'opinione stessa che l'indrviduo si fa d-i questo atto. • Ragiona quindi l'autore su ciascuna di queste 'cagioni con profonda analisi psicologica, e con sì franca logica P. preciso c riter io, d'oode appare come egli ne abbia fatto uno studio tutto speciale di questo argomento. Duolci che la ~revità dello spazio t:Ì vieti di riportare per esteso i suoi ragionamenti; speriamo però che di tutti questi suoi interessantissimi lavori· d'igiene morale, egli farà un libro, ed allora consiglieremo i n ostri lettori .di proéacciarselo. •
Su1· la cavalerie. - C0me aveYarno preveduto, il signor Hngonnet, col suo articolo di settembre .,;ulla caval let'ia si trasse addosso una . tempesta da tutte le parti . Tenrle appun(o a confutarlo quest'articolo sensatissimo del s ignor P. Le Luyer]Vlorvau in .forma di lettera a l direttore dello Spictateur. Le maréchaì comte de lastelktne. - · Breve, ma. bella necrolo~ia dell'illustre maresciallo fatta dal signor De Cqlonjon, d1 cm vogliam togliere i seguenti cenni biografici : Il maresciallo di Castellane è tlato il 21 marzo 1788. Entrato a l servizio il 2 dicembre 1804; fu nominato sottotenente i l 10 febbraio del 1806 all'età èi 18 anni, passando in tal qualità a l 24° reggimento di dragoni, che faceva parte dell'esercito d'Italia. . · Nèl 1807 fu chiamato ad aiutante di campo del aenerale Mouton (più tardi conte di Lobeau) che comandava un ~orpo di o:;servazione nei Pirenei. · . Nel 1808 lo seguì nelle Spagne, e si seignalò alla giornata d1 R10-Seco ed a l combattimento di Buraos. Nuovamente ec,]i si distinse in Gel'mania nel 1809 .>1elle gio;nate di Aben:;berO" del Eckmiih l, Ratisbona, Essling e Wagram. Promosso capi;ano n el 1810 e comandante di battaglione riel 1812, si trovò alla battaglia deUa Moskowa , ai corn battimenti di W itespsk, di Smolen"k, di Krasnoe e della Beresina. Incaricato dall'impe-
B IBL!OGR.\FJCA
]93
f ratore N,1pole"ne I durante la sciagurata ritirata, di portan·~. orf d: ni da Croeskoe a~ castel~u di Galitzin, egli. traversò intrepida-
l mente la contrarla mfestat1ss1ma da Cosacchi, e compiè felice' r. mente sì perigliosa rois,ione. - Cr,~a to colonnello del 1° reg-
gimento del le girnrdie d'onore , egli fece in 1ale qualità le campagne dl~l 1813 e 1814. - Il 25 settembre 1815, egli venne 1ncaricat1.> della formazione degli usseri del Basso-Reno, e ricevette nello stes,o arino la croce di San Luigi ed il grado di uffiziale della Legion d"onore . \lei 1822 egli fu trasferto al comando degli usseri della guard ia, ed il 14 gennaio 1824 venne innalzato al grado di maresciallo di campo, col comando di una brigata di cavalleria a Barcellona. - Nel 1827, lo trov iamo al comando dell'avanguardia della di,·isione di Cadice. - Rientrato in Francia sullo scorcio del 1827, il generale Di Castellane è successivamente incaricato di diverse ispezioni e di vari .comandi. - All'assedio di Anversa egli si guadagna il grado d1 generale d~ div isione. - Nel 1835 è nominato pari di Francia. - Nel 1847 egli comandò la 14a divisione militare di ,Rouen. - Nel l'aprile del 1848 egli fu annoverato. tra i 38 generali di divisirme, ed i 27 generali di brigata posti arbitrariamente al ritiro. - .Ma nell'agosto dello stesso au 11 o fu .riposto in attività. - Il 13 febbr!J.io 1850 riassnnse il cornando della 14' di visione militare, ma due niesi dopo gli fu dato in L ione il cr5maodo superiore del la 5a e 6' divisione. • Nomiriato senatore nel g,e nnaio 1852 e maresr,iallo di Frnnria nel dicembre stesso pnno, s'ebb<:J il gran comando del dipartimento del Sud con sede in Lione, e nel 1859 il coma.udo in c:apo del 4° corpo cl'e,ercito; i n cotesta supreOJa posizione il maresciallo mori il 16 scorso settembre in Lione, lasciando di sè gloriosa e simpatica •memoria non solo nell'esercito frarwese ma presso tutti quelli d'Europa. - Gli uffiziali dell'antico eser~ cito piemontese specialmente, ricorda.oo con venerazione ed affezione il .n ome d~I .c onte Di Castellane, il quale, ad ognuno di loro che sia.si recato in Lione o nel territorio di soo comando, fn sempre I prodigo delle più cortesi accoglienze, e condividono coi loro compaO'ni d'armi di Crimea e del 1859 1·1 . I " ' do 1ore d1 ima tan\a perdita. ! ANNO Yll. Yol.
Il. I
_\
13.
104
R[V!SfA
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BIBLIOGRAFICA.
pochi me~i; e finiscono la dispensa : una rivista della stàmpa militare straniera del signor Deluzy, ed una cronaca· militare del signor Emi lio Cardon, oltre a::! alcune retti.fiche che l'autore tedes~o dell'Esame cletl' 07mscoto : perchè fu -q-inta l' Ausl1·fo, infligge alla traduzione francese che testè pnbblicavane lo
Compiono il · fascicolo di ottobre not1z1e bibliografiche, sta tistichtc e tecnologiche interessanti dei signori Deluzy ed Hu0
gonnet. A quest'ultimo poi diremo che la sua risposta al signor Cavi è così condita di sali buffooPschi e antiruili.tar1, cui perderebbesi il fiato a replicare; ed è per q ue;,to che la Direzione d~lla Rivista pregò il s 1_g nor Ca vi di a~tenerseue. Il fascicol~ di no~1 embre, oltre agli ·articoli di::i signori Fon,,ielle D' Artigues, di cui già parlammo, ne ha uno sulla no'vella M'ganizzazione degli spa.his in sm:1las, di cui molti giornali, 'anche italiani , hanno lungamente parlato, perchè crediamo dispensarcene . Vi ha q 1iindi una l~ttera indirizzata al direttore dello Specta-. teur, intesa ad ogpugnare gli elogi che il s1ignor Hugonnet nella sua ri'vista bibliografica di settembre, prodigava al libro delringlese Mac-Douga!l, di èui parlammo noi pure nella nostra rivista di ottobre, e poc:anzi tradotto in lingua francese. L'autore della lettera rimprovera _sovratutto al_ colpnnello _inglese _d i ~s-~ sersi voluto dare 11_ merito della detimz{ooe dei tre prmc1pn su lle l inee d'operaz1001, 1 q • ali, come tu \t1 sanno, furono per la prima volta enun~iati da Jomioi. Dailll lettura del testo inglese non sembraci veramente sussistente una tale accusa, imperocch_~ il signor _Mac-Dougall, non dà les_plicitarnente _questi princ1p11 come suoi, ma h espone ed aJ ahzza senza mtar le fonti da cui li desu~se. Qu_an_ti scrittori rlo_n (anno 0_os) ~ ..... senza che loro s1ans1 scagllat1 sì veemeJ t1 rimbrotti! ....•
L~1·
Abbiamo anch e un a ltro Dernier mot Alesia del signor Leon Falla e diretto in risposta all'altro Defniet· rnot del signor Prevost.
Il
Q11indi la necrologia del generale di brigata nello stato maggiore Perrin-Solliers, il qu_a le dopo J 10\·iosa carriera poe:o anzi mori va. --:-. U o a.rt1colo del sigo~r fe Lahitolle s~l r~manzo militare m Francia, nel quale s1 e\a reso sì gradito 11 s,goo, D, Molènes che una ,c,.gum toglie di vita o<a sonv'
1•
t.
Speclateur.
·
·
Jourual des sciences mililaires - Dispense 2 2 e 23 ottobre e novembre 18 ti 2. I
Nel fascicolp di ottobre dopo la conlimiazione e fine della traduzione dello scritto del signor Brix , sulla novella organizzazione dell'esercito russo, leggiamo sul combattimento di Melegnano de11'8 giugno 1859, una bella descrizione datane dalla rEsterreichische ilJ.ilitarische Zetischr·ift, tradotta in francese dal signor De La Fruston; quindi per lo stesso, la continuazione della Cohi:t?n·ione e organizzazione dell'esercì to I , degli S tati Uniti dell'America Settentrionale che prosecrue I b anche nel fascicolo lai novembre. · i\'Ierita poi partic4lare menzione un altro articolo del medesimo, intitolato : (co·up d'ceil sur lei guen·e de l'Arnérique sept~n_trionale: lvi si_gnm De La_Frnston scorre con rapida analisi strategica la sene d1 qperaz10• 1 d1 quella guerra, ponendo in rilievo gli errori commessi da' federali , e l'intelligenza colla quale i generali dei confederati hanno saputo valersi di tali errori. I Ben giustamente • egli chiama un capo d'opera la ritirata di Beauregard da Cormth verso il Sud poco dopo al disastro de\ orte di fiooelsoo ; difatti per q'uella ritirata sì abilmente c0ndotta, Beauregard salvò l'esercito del Sud da 1 certa rovina, e permise di rifarsi e di acquiswr maggior coes10ne.. Il signor De La ; Frustoo l~da, e pur con ragione, i l sagace campeggiare del genera le Jakcson nella valle della Shenandoah, ove per luogo telljpo tenne in iscacco con finte mosse i generali federali, e ji tratteneva da.I concentrar tutte le luro forze ~n R1chemond, c~e avre bbero dovuto far:e. - Dopo accennati i motivi su{ ,gioi P" oui i fedemli fo,ono oaccioti ,I di
il
gli
196 llVISTA là del P ntomac con s\ slrA!JÌLosi disastri, e che condussero i confederati di n nanzi W ashington , il signor De La Frust<,n cerca di prevedere la strnt<,gia dei geoe1ali del Sud , i quali hanno saputo trapiantare la guerra dal territorio confeder;,to s ul fe ·l erale, ed in proposito, ec1.:o le sue idee : , Dopo l a bat1aglia del 30 ag-osto, i generali confederati si • trovano in vista di Washington, cambiata in un vasto campo , trince rato, ove son Yenuti accumularsi gli a,·anzi ancora im' ponenti e giganteschi degli e~erciti del N•>rd . Sessanta opere • di fensive coprono quP.sta pi,1zza d'armi che racchiude inoltre , uu nnmero considerevole di ft'clute, prodotto dell'ultima , cbiama:a ai 300,000 uomini . Di più il governo del Nord, a che ba cent ralizzati gli apr,rovvigìonamenti di ogni specie , n ella propria capitale , consen-ava co~\ souo mano mezzi im• mensi per armare ed organizzare que. ta fo lla militare di • volontari, se il tempo nc.,n glie ne fosse mancato. I reggi• menti battnt.i e dimezzati, ma composti d'uomini assuefatti , alle fatich e della g uerra, gli fr,rnivanc quadri preparati a « r icevere le reclute . Un esercito rianimato d i un nuovo sangue, • capitanato da un generale auivo ed abile poteva, Ìll breve , tempo, sboccare da dietro qne:ste m ura guernite di numerose • artigl ierie, se lascia.vasi al Nord il tempo di raccozzar queste 1 furze .e di metterle ,in campo. • Dopo la graocle battaglia del 30 agofo, il corso delle vit<• torie dei confederati, si trO\'Ò dnnque nceppato da 11n serio ostacolo. Onde proseguir la guerra pe la linea di V,l ashington, importava o assalire di v, ·a forza 11n campo trincerato, in tali condizioni -~he potevasi per inespugnabile • ri putare, ovvero bisogn ava incamm ina si ad un luogo as• sed ìo, durante il quale, il n~mico stal:lilito nel proprio territorio, in prossimità delle sue ris,·rve, sarebbesi ri formato per , ven:r quanto prima imporre ai suoi vincitc>ri disuguale battaglia. I/ , Niuno di questi d ue di$egni offriva p tobabiJità di ri uscita: , e, a mestieri rinvenirne un terzo, il q uald costringesse I ge• nerali del Nol'd ad nsc11e d:ille fortif'ìr•nz\oni int>spugnabi:i, dietro cui erano trincierati, ed a disce11de1f in campo aperto " prima di av8r tempo a cenienta re le lo[° tru ppe soqqua-.
l
:IIBLIOGR H'ICA
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• drate e scompigliate da una serie J i iolle toccale. Egli si • fu in tale proposito che i confedmati s'i nd uss,.•ro ad invadere, • se nza perdere tempo, il Maryland. • l>er questa mossa nel Maryland, lo stato maggiore del Sud, • ò sicuro di fa r uscire numerose forze federali da Wa• shington . Ma che vi guadapnerà Agli? Per Ull'l parte, egli • non µotrà impadronirsi di Washingt..n indebolita, poichè ha • ri nunziato di attaccarlo , e d'altra parte potrà benissimo il • generale Mac-Cle lan (1) r ifiuta re la battaglia, o costringerlo • ad accettare il coni battimento in circostanze sfavorevoliss1n,e. • Difatti, se l'esercito confederato, penPtrando nel Ma ry land, non • aveva a ltro scopo che quello di venirne alle mani coll'eset• cito federale mobilizzato, per quindi ripiegare su vV11• shiog ton, dopo avE:rlo sfondato, basterebbe in tal caso che il , generale federa le lasciasse l'inimico impegnarsi sempre megl o 11 innanzi , allontanarsi dalla sua base d'operazioni, dai suoi • magazzini e dalle sue riserve, e pe rder piede, pe r così dire, « m entre l'esercito federale s1 riformerebbe a suo bell'agio • dietro le mura di Vlashiogton . Allora, venutone il destro. il o generale del Nord, verrebbe costringere a battaglia uo a,,_ • versario, il q ual~ vinto, sar8bbe ad UH tem po annientato, • mcntrn , anche caso di rovescio , i fednali potrebbero • anche un'altra , lta ritrovare un rifugio n el campo trm' cierato che copre la capitale del Nord. • Il solo sagrifo>.Ì che il Nord farebbe in cotal occorrenza, consisterebbrJ nall abbandonare alle ,fovastazion1 del- nemico • una parte del te i torio nazionale; ma questo disastro, per • quan~ dannoso_ riuscir poss~, potrebbe esrnre compensato da tali vao tagg1, che non bisognerebbe esitare neppur un 1 • ist~ute a rass0a;narvisi. , Tale sarebbe, a ln()s tro avviso, la situazione r ispetti va delle « due parti belligeranti, se la camp11gna nel Maryland non , fosse · che un movimento offensivo, p1.wamente strategico. • . Ma, come dice lil[sign or D~ La Frustoo, tale n on è l'obbiett ivo strategico dei cunfederau : essi de"ono cercare di propagare il sentimeor separatista negli Stati intermed,i , di al-
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(1 ) Poc'anzi sun'°faLo dal gcncrule Durnsidc.
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B l llLIOGRAF ICA
R!VIST!
learsi coloro i quali negli Stati neutri, ponno ingrossa-re il loro esercito ed il numero dei loro partigiani. Epperò l'invasione del Maryland non tende soltanto a pren• dere di rovescio Washington e di isolarla, · ma a stringere la capitale del Nord e Baltimore fra due fuochi, di tagliare tutte le comunicazioni tra il grosso dell'esercito federale e gli Stati unionisti, ed infine di conquistare tutta; l'America settentrionale . J In tale intendimento due corpi d'esercito confe~erati, q uelli di Hell e di J ackson, attraversat•> l'alto Po[omac, campeggiano ora con successo, il p rimo nel Maryland e 1l'altro nella Pensilvania, m·~ntre l'esercito priocipa:e capi tana}o da Lee, ha salde le sue basi s11! Potomac, come lo provò la 1remenda giorna1a del 13 dicemb re . Così il Nord è m inaccliato da trn \lSerciti vittoriosi operanti per tre diverse linee. (e Insomma, coochiude il signor De La Frustoo, i con fede<• rati, la di cui strategia ha primeggiato skmpre quella dei fe• derali, e merita la più seria _a:tenzione dei militari, per non « perdere un tempo prez10so m un l ungt assed10, 11 quale • consentirebbe ai loro _avversari di riordinfrsi e di com.pletare il loro esercito, li costriogon? alla gueva in aperta cam• pagna. • · 1 Non possiamo a meno che riconoscere ed apprezzare le prev)sion i st~ategiche del s~gnor De La Frustoni imperocchè alcune d 1 es~e Sl trad nssew. giù !ll fatti, tale la rotta Harper's-Feny da lui, esattamente come avvenne, predettt, ma non possiamo essere seco lui d'acco rdo nello a?plandire disegno dsi eoùfedcrati, di operare in tre corpi d'eser ci to· u linee d'operazioni concentriche è vero, ma a mo:te marci .disgiunte, epperò esposti ·al rischio di essere battuti alla spi ciolata; ciò che sarebbesi avverato per il cor po di Lee a Anti tam, se Mac-Clelan in quella terri bile giornata avesse potùto H\sporre di qualche migliaio d'uom~ni di_ pi~. , . C1 ~e_mb1:a poi che_ 1l signor De La Frust7~ sia un po' troppo severo m riguardo d1 Mac-Clellan. Se nel no1ne di Mac-Clcllau egli v uol accùsarè la su prema direzione de:11 ~ forze dei federali, egli ha tutta ragione: poichè sono imperJ011a 'ili gli errori corn messi. Ma ormai si sa. che tali enor i , ep erò i rovesci da
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q nesti errori provenienti, non vanno acca"ionati aila persona del generale Mac-Clellan, ma bensì al go:erno unionista che d_a _v Vashington ha la smania di voler dii igere le opera21001 della guerra, cusicchè scimiottnndo il consi<>lio au lico di Vienna ne ha ricavati e ricaverà 0<>li 1,tessi frntti. bella nar.. ! razione della campagna del Potomac pubblicata nella Revue :les deùx mondes d11 15 . scorso ottobre, g iustifica ampiamente il ge~erale ~lac-Clella.n rn questo senso : e se un torto gli si può fare, s1 è quello di . no n essersi spontaneamente dimesso ~la m1 comando sui:remo, del quale non gliene si Jascia~·a che il n omo e la respofsabilità cl:e gli toccò, or ora ben amaramente scontare. siamo troppo lungi dal teatro della guerra p~r: p~terne per~ntl1a,11:ente g iudicare. ~o_b~iamo fida'.·ci a relaz1001 SCfltte,_ l,t 1agg1or parte da uom1m rnespert1 d1 cose di gnerra, od ammat1 da spirito cii parte che le raccolcrono dalla voce pubblica, epp~·ò ben soventi alterate, contradclic~nti ed ingiDste: con~,i~n du gu~ a,stenerci da precipitati e troppo severi grndJz1. Puo 11 nom , d1 Mac-Clellan esser tratto alle gemonie, là ove le passioni privati interessi vivamente feriti da toc. cat1 rovesci accer.A _o; ciò malgrado per noi è tuttora MacClellan, ~ebbe~e in disgrazia , il più distin to generale che la gnerra ~1 abb1'l o rto. , ll tempo g[,i renderà giu.stizia , ser i ve l egregro col nnello federale Lecomte in una sua bella lettera del 28 nove . bre diretta al redattore della Gazzetta di ~aiisanne, per riba tere parecchie accuse da questo fogl io lanciate al generale a ericano in proposito della sua rivocazione; tale ' è pure l'avviso n ostro, m.entre auguriamo m aggior fortuna 1 . Ma per q nesto è necessar io che e<rli a l generale Burnsiye si_.sciolga al più p esto dalla tu tela del generale Halleck, 1~ i1 mstro della guerra je dai duttrinari di West-Poin te, la quale, se prestiam fede alte u lt ·me corrispondenze di colà, si fa sentire or ~iù che mai pr~otente, e intende ad usar del nuovo geueral 1ssnr10· ccme d'un fcioco strum~nto. Questa tutela fu fatale al Nord ed a Mac-Clep~10, e_quando qnesti ·volle emanciparse. ne, cadde e pagò per altri 11 :fio .. . . t Questa tutela costò or ora a Burnside e~ tal Nord lo smacco del 13 dicem bre a Fre1 deriksbnrg .. . .. t I
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RIVI3TA BlllLWGRAFIC.l
Nel fascicolo di novembre leggiamo un lungo articolo del signor De Bour~oo sulle armi portatiti r·igate usale nell'esercitu di Bavi era . Ivi egli si esten de smisurataml·nte sul principiu teorico sul quale s1 fonda il sistema Podewils, e for;;e dalla so verchia diffusione ne soffre alquanto la chiarezzadella discussione. la q uale do bbiamo francamente con fessare trovammo in alcuni punti alquanto oscura. - Il principio capitale del sistema Podbwi ls è semplicissimo quanto im portante, è consiste nel disporre il focone per modo che la vampa ful minante vada accendere la carica iu direzione dell'as~e dell'anima; cosicc.:hè la corrente prin cipale dei gaz sviluppati mano m ano all'acceosione della polV!•.re; agisca nel senso r!ell'asse del proietto, onde più regolarmente succeda l'espansione del p roietto ed i l suu m ovimento iniziale. A tale oggetto il focone è aperto nel vttllne, e girando ad a ngolo retto nel maschio del vitone, v ien così aprirsi in direzione dPll'asse dell'anima. I L'argomento è troppo importante per trattarlo or qui leggffmente in una spicciata rivista, epperò lasciamo ad altro nojlro collaboratore d i discuterlo a fondo rn apposito articolo .
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Segu ono: la traduzione dei Commenta i di Cesare · per il 1 signor Vittorio Develay (continuazione); una notizia statistica ns;;ni dettagliata sulla Ala1·ina mMt1·iaca hel 1862 pel signor De Pervenger, e per lo ste,s0 un'altra noti?.ia sul Personale delta 1·iserva navale nelt'lnghi.tl~r1·a, e quiudi una de~cl'lzione d~I signor Dusable intoruo ad alcune wacchine per cucire.
Jour11al de l'armée beige - N. 135 e 13G. Questo doppio ,fasuicolo è unicamente occupato dalla riproùui10 ne dell'articolo della Re1;ue des deu mondes, g ià da uui m i>ozionato, e la Campagne de t'a,·mée d Potamac, attribuita arl un'illustre penna francese. Il giornal militare belga vi aggiunge due schizzi topografici con una n_ota spicgativa dei medesimi. - In fine del fascicolo è ripo ala una corrispondenza del Nord da T orino sul bilancio del a guerra nostro per l'anno 1863.
TAGLIANO
G,un.rno
ERR.I.TA-COIUUGE Pag, 8<1 - linM :;o - invrce di 500 rr3nr.hi - legy~.,i: 550 franchi. • , il • 10 uellc annotazioni della laklla - i11ve1c di lr. 70 - leg~asi: ir. 121.
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CENNI SUI CANNONI RIGATI CHE SI CARICANO
PER LA BOCCA E PER LA CU,LATTA E SUI PERFEZIONAMENTI
DA RECARSI ALL'ARTE DELLA GUERRA
Continuozionc e fine ( I) .
Riassunto. Riassumendo le questioni relative ai cannoni rigati e le conseguenze della loro introduzione generale, mi pare poterne dedurre quanto segue : l O · L'artiglieria piemontese ha fatto nel 1846 i prim ed i più grossi cannoni rigati mo~erni, e quindi a più. (1) V cdi Rivista militare italiana, Anno VII, voi. I, jlag. 9 'I e voi. li
pag. 113. ANNO
,<11, Voi. li. -
14.
CENNI 202 forte ragione è stata dimostrata la possibilità di farne di quelli di minor calibro. 2° L'imperatore dei Franèesi, Napoleone III, fra tutti i governanti, ha compreso pel primo la grande importan'za dei cannoni rigati, ed introduéendoli nell'armata francese allo aprirsi della memorabile campagna del 1859, assicurò la vittoria alle armi franco-italiane. 3° I diver.si sistemi più o meno modificati de' cannoni rigati che si succedettero, essendo fatti in ll,uone proporzioni, e tirati" in condizioni indentiche, danno gittate e penetrazioni uguali; mentre che la giustezza cle_l tiro varia in ragione della man~era più o meno efficace di mantenere più che sia possibile centreggiato il proietto nel suo corso entro l'anima del cannone. 4 6 n' tiro forzato non è necessario per raggiungere la maggior giustezza praticabile in guerra; a questo scopo basta nei cannoni a tiro non forzato, di ridurre il vento in tre o quattro punti d'ambe le estremità del proietto~ per averlo centreggiato durante il suo corso nel cannone t anto quanto nei cannoni a tiro forzato con proietti avviluppati di metallo molle, i . quali distendendosi, danno origine ad un vento simile. Così in quei punti ove il vento è ridotto, il metallo deve essere sopratutto liscio ed abbastanza duro per non essere schiacciato; tuttavia il metallo dei proietti dev'essere meno duro di quelli delle migliori bocche ,àa fuoco; quelli di ferraccio più duri che duttili. 5° Le sei righe colle faccie laterali inclinate sulle pareti dell'anima del cannone, e le dodici alette o denti riportati di metallo più molle che il bronzo delle bocche d,b fuoco del sistema Tl'euille di Beaulien, permiseTO di -rigare con successo anche i cannoni di questo metallo stessq (36), .
(36) A seguito delle esperienze comparative fatte su cannoni da 16 di ferraccio, rigati ·secondo i due sistemi, fu sollevato il dubbio, che anche
203 ma· le alette , malgrado le sei righe , si schiacciano , e si perde la metà della giustezza che dà il ·tiro -forzato nella maniera ordinaria, e ciè stando alle esperienze comparative fatte in Germania. Questo fatto e l'imbrattatura di zinco, provano che l'inclinazione delle faccie laterali delle righe non impedisce al proietto di balzare nell'a.nima del cannone, mentrechè, per la decomposizione SCTI . CANNONI RIGATI
quelli stessi da 40 non possano sostc11ere un m iglia,o cli colpi. almeno, senza che le righe non siano deteriorate al punto da perdere ogni giustezza di tiro, e cagion,1rc la rottura delle alette e dei proietti, siccome è arrivato coi cannoni da 16; laddove i pezzi rigati secondo il sistema TREUILI,E si sono conservati molto l1cne. Questo fatto assai in contraddizione coi buoni risultati antecedenti de' cannoni da 40, p rovcrebLc tutto ,, prima, che i proietti impiegali non s3rebbcro stnt.i tutti ben fatti, èhe non bisogna impi1•gare dei pro,elti d'una fondila qualunqne, ma omogenea e meno dura di quella del cannone, e non già dei c~nnoni in ghisa dolce quasi come. il b ronzo.; che bisogna ancora provare a lisciare le estremità delle alette con una macchina per potervi toglic1·c la cr·ostn nelle o lto estremità ove il vento è ristretto, che bisogna iufinc, s'è necessario, aumentare il irnmcro deìle righe, onde avere per tal modo esauriti tutti i mezzi che restano a prova re, innanzi di condannare un sistema che ha dato prove cotanto vantaggiose anche in guerra, scbbcue ciascun caunoue non abb ia ancora tirato mille colpi. Ma quando si conosce un sistema g ià espi:rimentato, surebbc inutile di prosegui!'e esperienze sopra un altro, massime se non si ha nulla a 1cmcre dall'uno, e nulla a sperare di meglio da un altro. Or~ con questo sistema di 'l'llEUILLR sembra che non si possa conseguire la più grande · giustezza di tiro poss ibile, e lascia ogno1·a a temere l'inceppar~i dei proiettili e lo scoppio delle bocche da fuoco, per causa del fo!'zamcuto del proietto che fa cuneo, massime quando le pareti dell'anima sono usate; invece che nel tiroforz:,to dei cannoni <li Wa1·hendorlf e <li Annslrong il proietto si assot.tiglia, e di.traute quest'operazione la sua resistenza per passare allo stato di moviment o diviene decrescente e non crescente, come plir i projetti che fanno cuneo contro le pareti inclinate delle righe, quando non possono facilmente sdrucciolare, massime quando queste pareti sono corrose dallo sfuggim colo dei gnz aUraverso il vento, che ha luogo con altr·ellan,t a maggiore celerità quanto più ingrandito è il ve nto stesso. · Lo scoppio frequente in servizio èe' cannoni di bronzo rigati in tal modo, tuttochè quelli che furono dapprima esperimentati abbiauo dato
buone prove di rrsist.e're, rlimostra, che non è soltanto la mnggiore o mi,iore spessezza delle pareti dei cannoni d i bronzo, nè J'acccrchiamcnlo dei cannoni di ghisa, che potrà .impedire gli effetti dell'in chiodarnento del proietto, siccome a ccadde nel cannone LANUSTER; ma che• bisogna togliere la causa e la stessa possibilità di questo inceppa.r si del proietto, come nel miq si~tema. il qnale, che c~e se ne dica, non ha dato luogo ad alct!no scoppio nel sito della carica; e n~llllfl\'no i suddetti cannoni da 16 scoppiarono, quantunque si fossero guastate le righe, e che i proieU.i si rompessero, hanno tuttaYia sostenuto mille ,•.olpi, la qual cosa dimostra sempre più, ch'è l'inccppnrsi dd pro ietto al luogo stesso della carica che. fa scoppiare i eannoni. pcrsinll quel'.i di bronzo rigali nei sistemi ove il proietto fa conco. Sembra dubb ioso , che in Francia si possa con questo sistcrna, arriva re a grandi curi che; i difetti :illora di vcrl·ebbero ben più dauuns i, sebbe ne si aumenti il passo delle righe ·e che si nnrniscaùo di cerchi i can non i, come il saggio si11golare anzidetto N° 8 ·l'abbia provato; siccome lu dimostrano del ''I/sto il laceramento delle pallottole di piombo dei focili rigati, quaudo vengono tirati con grosse cariche. Se pertanto, nell'urgenza delle a\l.ual i circostanze, è bene d i rigare a11chc i cannoni secondo questo sistema TnB UI LL E, chll momento che si hanno du])bii sulla durata dei nostri , e che si credono questi altri più rassicurnnt.i, pcrchè forono, maggiormente spcrjmentati, è bene altresì di proseguire sen za ritardo le esperien ze ed i ·perfezionamenii cziandio .-11I no~lro s istema, e su qualunque altro che non abbi.i, i du~ inconvenienti, che il proietto faccia cuneo entro la bocca d-a fuoco, e possa incepparsi, e che le sue alette di metallo molle possano schiacciarsi nel ca!\uonc o prima nel trasporlo, ~iò che r ende più difficile la loro conservazione e ri chiede delle cure imbar:11,zonti sop ra lutto _pci grandi app1'o<'vigionamcnti. Questo è l'unico mezzo di vedere se la miglior conservazione delle riglie proprie di questo sistema si bilancia meglio con qui,sti suoi inco,nveni1:nti che negli altri _sistcini di righe a tiro, non forzato, va le a dire a carica non obbligata dalla culatta, che l'esperienza ha di111ostrato poter conseguir~ la mcdcsimù giustezza di tiro dei cannoni a tiro obbligulo dalla culat.ta.
205 ric1 m uso, sono evidentemente il sistema più semplice che non bisogna complicare senza necessità. Quando sarà dimostrato, che la durata delle bocche da fuoco non è soddisfacente, si potranno portare a quattro le righe e le alette, aggiungendone due altre al posto delle quattro zeppe, senza dare per quanto è possibile l'inclinazione alle faccie laterali delle righe, per non cimentare maggiormente la resistenza già limitata delle bocche da fuoco. Sembra sufficiente lo avere dal getto proietti cilindroogivali altrettanto lisci , quanto ben fatti come le palle sferiche, cui al bisogno si p0trà togliere la crosta dura del getto alle otto estreme punte suddette con una niacchina facile a farsi, per assicurare la buona conservazione dell'anima del cannone ed un vento ridotto allora nei limiti ancora. più ristretti ai detti punti d'appoggio. 7° Mentre che la rigatura ha peggiorate le condizioni 1 di durata e di resistenza dei cannoni dì bronzo al punto che oggidì scoppiano ancora pi'ù facilmente che quelli di ferraccio riga.ti, i cannoni in buon ferraccio duro ed un poco duttile hanno guadrtgnato, e sono divenuti per soprappiù capaci di migliore servizio, ben inteso sempre che si tiri con cariche ben regolate. Le condizioni di resistenza sono eziandio migliorate per la riduzione delle cariche di polvere e pel loro maggiore allungamento che il peso più lordo de' loro proietti permette di praticare senza perdita sensibile della velocità iniziale . Così aspettando la riuscita dei cannoni in acciaio fuso e fucinato, quelli in ghisa acciaiosa, che si sanno già fare più resistenti al limite di stabilità cli quelli' di bronw, ed altrettanto resi's teuti al limite elastico di rottura, dei qùali si saprà d'ora innanzi misurare la singola resi,stenza , senza guastarli con prove di tiro forzato, sono ancora i più convenienti pel loro basso prezzo, per la conservazione pressochè uguale a quella de' cannoni in acciaio, e SUI CANMO~l RIGATI
CENNI 204 dell'effetto del tiro, può incepparsi il proietto, e cagionare la spaccatura ed _anche lo scoppio dei cannoni. 60 Le sole due righe da principio lungamente e~perimentate col forte calibro da 16 cent. e mezzo, avendo i lati perpendicolari alle pareti del cannone, con proietto da 30 chilogrammi a due alette e quattro zeppe, fose intieramente in un solo getto, come i -proietti sfe-
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per avere una resistenza sufI-i.ciente e più uniforme di quella che . si possa sperare di ottenere al presente dal fucina.mento dei cannoni di ferro e d'acciaio. Si eviterà altres'! di ricorrere a1l'accerchiamento, essendo sufficiente di dare alle bocche da fuoco, sotto il medesimo peso, spessori seguenti la legge q'eguale resistenza, sopratutto per quelli che si caricano dalla culatta, senza bisogno di accrescerne il peso . 8° I grandi effetti distruttori, e la grande giustezza dei tiri de' ~annoni 'riga.ti, tanto da vicino quanto da molt@ lontano, contro le truppe in campagi1a aper ta, o contro ripari di terra, o muri solidissimi, ed anche contro tayolati corazzati, qualora. non siano abbastanza inclinati al tiro, falliranno tutte le previdenze e le eventualità di guerra, qualora non vi si pensi e non si provvéda -a tempo. . Ogni nave, batteria o fortezza che non av1·à questi cannoni corazzati, non potrà d'ora innanzi resistère ai tii'i de' cannoni r igati: il corazzamento non t;a,rà mai abbastanza resistente ai tiri diretti, che disponendolo sotto la più forte inclinazione possibile, e le batterie non potr anno resistere fuorchè sopprimen::!.'o gl'imbuti delle cannoniere, e rjnserrando le aperture del eorazza.mento contro le bocche d:i fuoco, coll'impedire lor o il rinculo e car.icandole necessariamente dalla culat ta. Si possono fare in tale guisa batteriè quasi invulnerabili; quelle composte d'un piccolo numer0 di pezzi sopra una piatta forma girante sovra le torri (Tav, I e III) , e quelle più numerose (Tav. I e II), soprapposte a caserme forti tutte cinte da fossi e da spalti, e per tal modo assai resistenti per sostenersi da loro stesse contro gli attacchi di sorpresa, per· oblJligare il nemico alle lunghe operazioni d'un assedio. Allora con tali elementi, il nuovo sistema di fortificazione tratteggiato a Sant'Elena da Napoleone I, diviene più che giammai preferibile a qualunque altro; peiichè
207 è possibile · solamente per mezzo di questo sistema il sottrarsi ai pronti effetti distruggitori del bombardamento, e di rendere la difesa attiva e lunga, e la fortificazione niolto meno dispendiosa, malgrado le esigenze degli ar~ ma.menti corazzati. 9° I corazzamenti verticali fatti con buone lastre, del peso di 1500 chilogrammi, aventi 12 centimetri cir ca di spessezza, fermati e vitati su robusti tavolati di quercia, possono bene sopportare l'urto di parecchie palle sferiche tirate da cannoni da 40 (30 francesi); ma questi corazza.menti verranno perforati col tiro de' proietti cilindri massicci d'acciaio fucinato, con questo stesso cannone rigato, ed essi saranno più prontani.ente distrutti dal tiro della medesima specie di proietti col cannon'e da 80, quand'anche fatti in ferr:accio durissimo e tenace. Per dare ai corazzamenti una resistenza. sufficiente ai tiri diretti, non v'ha altro n:ezzo che d'inclinarli a scarpa il più che è possibile, e si potrebbero allora _faré con lastre d'un ferro meno tenero, più elasti11:o e resistente alla penetrazione. I corazzame~ti su terra, molto inclinati, potranno eziandio essere fatti in buon ferraccio tenace ·ed un poco duttile ; ma di un peso e d'una spessezza due o tre volte maggiore di quelle in ferro, sui quali avranno ancora il vantaggio del prezzo e della più facile conservazione contro i guasti della ruggine. 10° Si possono costrurre ormai na,,i da 1500 a 3000 tonnellate di spostamento al meno, intieramente corazzate a dorso di balena e dotate della maggior celerità e resistenza, armate di · rostri fendenti e di pochi cannoni r igati, senza rincu lo, ma del più forte calibro, caricantisi dalla culatta e chiudenti èosì intieramente le cannoniere. Navi costrutte :n tale guisa potranno impunen~ente forzare l'entrata di un porto, gettarsi nel mezzo d'una squadra nemica e distruggere ogni cosa, non avendo SUI CANNONI RlGATI
CENNI
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208 CENNI neppure a temere l'abbordaggi0. Due di queste navi sono conseguentemente da preferirsi ad una sola _d i doppio spostamento, poichè questa si troverebbe esposta a uguale sort e contro una sola delle prime, perchè se porta un null/;ero .doppio di cannoni, presenta al suo avversario un doppio bersaglio, ed i suoi movimenti saranno meno pronti per virar bordo . .11° Il problema difficile di caricare i cannoni dalla culatta è oggidì risolto, poichè ve ne hanno di più sistemi in uso; tuttavia ·il loro vantaggio non si manifesta essenzialmente che per le batterie corazzate di terra su mare, ove conviene sopprimere il rinculo, ed ove gli stessi cannoni servono ad otturare tutte le aperture delle cannoniere o dei bordi, in .maniera che pochi inservienti bastano per caricare: puntare. e tirare le più grosse bocche da fuoco colla più grande celerità, ed anche lentamente con un solo cannouiere, il tutto nel modo ch'io cercai di conseguire nel mio sistema perfezionato. 12" I çannoui rigati attuali possono tirare proietti d'un peso doppio cilindro-ogivali esplm:ivi, riunendo vantaggiosamente gli effett i del tiro a palla e del tiro a granata, sebbene con riduzione della carica, di quelle che danno le più grandi velocità a quelle che sono di più- grande effetto da l 112 a 116 del loro peso : in conseguenza si è ottenuto ad un tempo la facoltà di aumentare la potenza . e di alleggerire di metà il peso dell'artiglieria. Cosicchè coi cannoni dei calibri in uso in centimetri da 8 ½; 9 ½; 12; 16 ½; 21 si possono tirare proietti cilindro- · ogivali da4, 6, 12, 30, 60 esplosivi del peso di chilogrammi a 3, 4, 6, 9; questi ultimi per alleggerire maggiormente ed aumentare il numero dei colpi al seguito delle batterio da campagna. 13° I proietti cilindro-ogivali esplosivi rimpiazzano vantaggiosamente le palle e le granate sferiche tn qualunque luogo, fuorchè contrn le batterie corazzate, contro le
SUI CANNONI RIGATI
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quali i proietti pieni durissimi cilmdrici o con_poca parte ogivale, non s'abbattono più nell'urto e penetrano allora più facilmente che le palle. Il tiro a mitraglia nelle scatole dappresso, oppure quello con gli Shrapnels da lontano, può essere sostituito assai pmbabilmente da una scatola unica esplosiva, producente il suo effetto a tutte \e distanze, anche di rimbalzo. Così i proietti dei cannoni rigati potranno ridursi a tre specie: quelli a granata, quelli a mitraglia esplosiva o no, e quelli massicci di metallo durissimo, per tirare contro le batterie corazzate. 14° Le spolétte ossia.no artifizi per fare iscoppiare i proietti debbono essere a doppio effetto, vale a direi, in primo luogo esse debbono avere un artifizio proprio a far iscoppiare i proietti in un urto violento che lo arresti o lo faccia deviare, non dovendo sc;oppiare per un urto leggero, neppure di rimbalzo. Ìn secondo luogo l'altro artificio dev'essere a composizione oq a miccia tale, da pro. durre l'esplosione del proietto alla maggior distanza per lo meno, ed a parecchie distanze, s'è possibile. in una maniera sicura e conseguentemente ·che offra più sfiatatoi per ogni distanza per meglio assicurare l'infiammazione della spoletta per mezzo del gas della carica accesa del cannone. Ma piuttosto di complicare la spoletta col rischio di renderla di un effetto incerto, o non troppo facile in c~:mpagna, vale meglio restare nella condizione del tiro delle granate ordinarie ad un solo tempo il più l ungo possibile. Pel tiro a shrapnels o d'un nuovo proietto a mitraglia esplosivo alla distanza voluta, sino alle · maggiori, è necessaria una f:poletta a più tempi ed a tempi variabili, ovvero più spolette con diverse esc_he dì riserva per le varie distanze. 15° Pe1 princ.ipaJe armamento delle coste e delle fortezze, e per l'armamento de]e navi da combattimento.
CENNI
sono necessari oramai de' cannoni rigati di più forte ca• libro, da 16 ½ e da 21 centimetri, senza rinculo, per conseguenza da caricarsi per la culatta. 16° Per l'artiglieria d'assedio e per quelle delle c·oste elevate, dappertutto ove le batterie sono meno esposte, ed ove esse debbono essere mobilizzate, i cannoni che si caricano dalla bocca sono da preferirsi: quelli del calibro da 16 1/? ceutim. al massimo, e gli altri d_a 12 da adoperarsi, ove la mobilità ed il gran numero dei colpi, siano più importanti della po_tenza di ciascuno. I più forti calibri surrogano assai vantaggiosamente per le grandi distanze il tiro dei grossi mortai., come anche da vicino, ove non è necessario d'arrivare alle maggiori elevazioni dei mortai. 17° Per l'artiglieria: di campagna e per quell.a di montagna, ove la mobilità e la semplicità sono le condizioni più importanti da osservarsi, i cannoni che si caricano dalla bocca sono da preferirsi, massime qnelli in acciaio, siccome hanno introdotto i Prussiani, e persino di quelli in ferraccio come presso le potenze scandinave. Queste bocche da fuoco possono allora tirare proietti semplicemente di ferraccio, col vento ordinario, ma per:.ò convrnientemente accentrati, e con eguale giustezza di tiro in guerra cbe i cannoni a tiro forzato . 18° Non solo pei cacciatori d'artiglieria, quali io aveva proposto~ ma più ancora per qualunque artiglieria, è sovente necessario di tirare prestissimo e il caricamento dalla culatta non è conveniente, quantunqu~ si possano allora ridurre gl'inservienti, i pezzi da tre o due almeno ,id uno solo, poicl1è allora egli non potrebbe contempor~neamente caricare e puntare il pezzo. Ht Per l'artiglieria r igata da campagna è il calibro di 9 centim. e mezzo che ha genera.lmente prevalso, malgrado l'accrescimento del peso dei proietti e del corredo totale di munizioni, che bisognerebbe piuttosto aumentare
SUI CANNONI Rl GATl
211
anzichè ridurre (37). Ma la nuova artiglieria francese da campagn'a e da montagna dello stesso calibro da centimetri 8 ½, s'è inferiore in potenza specialmente pel tiro a mitraglia, è d'assai superiore in mobilità ane altre, · quali furono sulle prime adottate. In China essa ha potuto districarsi dai terreni paludosi colta mut a di soli quattro piccoli ca valli giapponesi, mentre chs l'artiglieria rigata inglese del calibro di 9 1/2 non · potò cavarsi da siffatti terreni che a stento, ad onta delle mute di otto irrandi cavalli. Così è evidente che il vano . taggi~ della mobilità è r imasto all'artiglieria frencese, siccome la leggerezza del carreggio lo facevano presagire. La n10bilità e la semplicità. sopratutto nella riduzione del numero dei cavalli componente il traino delle vet,ture, sono tali vantaggi, che bisogna cercare di conseguire al più alto grado in campagna (38). L'artiglieria ch'era già così maltr~ttata dai tiri dei cacciatori nemici, è oggidì esposta ad essere pròntamente distrutta per essersi neutral-
• (37) " L'imperatore si lamentava che in generale l'artiglieria non tiras,e ,, abbastnnza in una battaglia. li principio cli gnerra era, che non si dovesse ,, manca re di munizioni; q1rnndo queste erano scars,), dovev;J essere una ,, eccez ione, fuori di ciò bisognava tirare. ,, irlémoriai de Sui11.te Helène, t orn. IV, pag. 393. Così per Lirtigl iel'ia cacciatori, la più mobile che si possa fare,. tutto l'~pprovvigionamento ,li 512 colpi pel' b occa a fuoco può restare presso Jn batteria, senza imbamzzarla, p oichè la lunghezza della sua colonna sarebbe, malgrado ciò, m inore di qu ella delle batterie in uso, le qu ali non hanno scco che 200 colpi per ogni pc:.,;zn. (38) Il generale i\foll''fJTOLON r iferisce ne lle sue illemorie di Napoleone I, tomo 1, pag 270, che l'impr ratore parlando dell'artigli eri a d i cumpagna dell'anno x1, diceva: « I cangiamenti modificano il sistema del signor » Gi\lBJJ,UJvn, essi erano fatti n·cl suo spirito, esso non gl i avrebbe d i" sconosciuti: csrn ha riformato molle cose; tante altre 'ha semplificate» ma poi ai;giunse « l'art.iglieria è ancora troppo pesante, troppo compii" cala; bisogna ancora semplificare , uniformare, ridurre finc!Tè si sia
· ~·~ giuut.i alla p iù semplice. "
212
CENI{!
lizate le armi r1gate, per la loro più lunga portata e maggiore giustezza di tiro; cosicché noi non possiamo ricusarci dall'accordare a.11' artiglieria francese del calibro da 8 '/z la preferenza su quella d?> 9 1/2 adottata dalle altre potenze, fintantochè con. questo maggior caljbro non si conseguirà la medesima leggerezza a poco meno di quella dell'artiglieria attuale francese (di 1300 chilogrammi· per c·arro carico), collo stesso numero di_ munizioni, di carri, di cavalli e d'uomini. 20° Questo scopo non mi sembrava difficile_ a conseguire, poichè il mio affusto del 1844 pel tiro dei nostri cannoni leggeri da 16, da 8, e dell'obice da 32 (12, 6 e 24 francese) che sostiene eziandio benissimo il tiro del cannone rigato da 12 centimetri, ma che era evidentemente troppo forte e troppo pesante per ie batterie del solo calibro da centimetri 9 i/z si poteva semplificare ed alleggerire con tutte le parti del materiale; e quantunque sr do·vesse perdere in durata, sino al punto di doversi rinnovare ogni anno (ciò ch'io però non credo), si guadagnerebbe ancora dal lato della spesa, l'economia nei cavalli risparmiati essendo di gran lunga superiore. In questo scopo ho potuto còstrufre nel 1860 nell'Emilia quattro batterie di nuovo modello (Tav. IV, fig. I), pei nostri cannoni da 8 del calibro di 9 centimetri e mezzo ri.. gati, che ad egual numero di proietti nei cofanetti, si·trova esserè dello stesso peso totale presso a poco come l'artiglieria francese da 4. Queste batterie: mediante qualche miglioramento di dettaglio, conseguiranno intiera~nentc questo scopo, secoÌ1do' il mio avviso, cioè, d'avere un'ar.tiglieria di campagna più semplice e più mobile, col terzo di meno d''uomini e di cavalli. Non bisogna dimenticare, che l'affusto del 1844, riconosciuto oggidì come f;Oddisfa~entissimo, era stato dapprima rifiutato, non meno che questo nuovo materiale, l'adozione del quale ci arrecherebbe dei vantaggi econo-
SUI CANNONI RIGATI
213
miei e _strategici di molto superiori ai difetti che gli si attribuiscono. L'organizzazione dei cacciatori d'artiglieria che io ho proposto nella mia memoria del 1860, richiedeva un numero totale di cannonieri servienti, conduttori e cacciatori, che non erano in maggior numero di quelli àttualmente necessarii per le batterie ed i parchi, col grande vantaggio che un piccolo numero di questi uomini basta pel servizio delle bocche da fuoco, laddove il maggior numero ne forma la scorta, la quale avrebbe il suo posto sui cassoni intieramente a foro disposizione per riporvi i loro zaini, e montarvi sopra in caso di bisogno. Si ottiene tutto ciò riducendo ancora il traino a, due soli cavalli per carretto, cosicchè con la riunione d_i tutti i cassoni alla batteria si ottiene la soppressione del grande _ imbarazzo dei parchi e delle colonne da munizioni, formando un insieme ancora meno imbarazzante e più mobile cl ell'artiglieria attual0 trainata da sei cavalli. Per la sua facoltà, di poter superare gli ostacoli e portarsi sopra terreni difficili, impraticabili all'artiglieria a quattro ruote, trainando seco la sua scorta si rende indipendente dalle altre arn'ti, potrà opera.re in 'grandi masse, e costituire così una nuova arma indipendente (39), riunendo la potenza del cannone e del fucile rigato non che la mobilità stessa della cavalleria, se si vuole. Il piccolo saggio fatto nella carÌ1pagna degli Abbruzzi, di una sezione di due pezzi di quest'artiglieria con un personale improvvisato, sembra in effetto aver dato un'altra prova pratica della sua riuscita per coloro che amano il progresso. Da un nonn1;lla di più, da un nonniilla di meno dipende il successo delle nostre cure (tale è l'epigrafe che 0
(39) Vedi la mia Memoria elci 1856.
214
CEN'KI
Gassendi, generale sotto Napoleone I, mi:'>\3 in capo al suo Aide-ilfémoire d'Ar·tillerie). Queste cure degli ultimi perfezionamenti, quando si vorrà eseguirle di buona volontà, renderanno a questo nuovo sistema tutto il perfezionamento desiderabile, senza che la nuov-a artiglieria italic!,na lasci ancora alle altre, e questa volta forse ai nostri nemici, il merito ed il vantaggio della priorità, siccome è accaduto dei cannoni rigati. . Napoleon" I nelle sue Massime di guerra, a pag. 6, diceva, che le forze di un esercito come la quantità dei movimenti nella meccanica, si valutano dalla ma:ssa moltiplicata per la velocità. Ora sicc~me nella meccanica il lavoro .d 'una forza è proporzionale~ quadrato di questa vek,cità, così il lavoro che può prodttrre un esercito bene comandato sarà doppiamente proporzionale alla sua celerità. · Il principale scopo nell'organizzazione d'un esercito deve dunque mirare a procurargli la massima mobilità possibile, la quale cosa cercarono di con~eguire in ogni tempo ti;ttti i più. grandi capitaili perfezionando sopratutto l'artiglieria e riducendo tutti gli altri impedimenti. Io ho dimostrato (40) che si possono ridurre gl'impedimenti ancor:a della metà, e persino alla terza parte siccome per i carri ed i cavalli dell' artiglieria, aumentandone a_ncora la sua potenza ed il nuinero dei pezzi - e delle munizioni, ciò che ha ottenuto in parte l'artiglieria francese coi cannoni rigati, e che si otterrebbe intierame:ete coll'organizzazione deg1i ~artiglieri-cacciatori, ch'io ho proposto, mediante un materiale fatto espressamente (Tav. IV. fig. 2). . Bisognava cercare di mobilizzare maggiormente ancora (~O) Vedi il § Vlll della mia l\lcmoria e sui diversi perfezionamenti militari. - l'arigi, 1856.
215 quest'arma scelta, dei cacciatori, la loro forza stando nella giustezza del tiro e nella lunga portata dei loro fucili rii::ìati; invece di ritornare all'infanteria a cavallo delle altr e volte , la quale se alla celerità essa univa il vantaggio della giustezza del tiro, quando metteva piede a terra per tirar~, traeva seco grandi inconveniei;iti: oltre all'imbarazzo, ella sarebbe in gran parte neutralizzata per dover tenere gli uni i cavalli degli altri, ed essa richiede- · rebbe un grau numero di cavalli che oggidì. bisogna necessariamente cercare piuttosto di r idurre anche per la cavalleria e per l'artiglieria. Bisognava dunque semplificare · questa ultima in maniera a lasciare i cassoni liberi pei cacciatori, e riunire queste due armi, formandoneuna nuova, allora più potente e più mobile. Con questi nuovi elementi, di cui posso oggidì sostenere il conseguimento (sicc0me ho sostenuto dal 1846 in poi quello dei cannoni rigati, e che essi sostituirebbero tutti i cannoni lisci) a fronte delle nuove condizioni nascenti col grande progresso della civilizzazione, l'organizzazione delle forze armate delle nazioni deve trovar campo a perfezionars-i immensamente nel senso di renderle meno onerose e molto più potenti al mantenimento dell'ordine sociale e dell'indipendenza nazionale. SUI CANNO!iI RIGATI
216 ·
CENNI ·
Note relative alle tm·ole dei disegni. Tav. I e II. Batterie corazzate su caserma fortificata circondata da un gran fosso, controscarpa io muro, con s"('alto. La batteria è corazzata e casamatiata, ma si potrebbero sopprimer e le piccole casema_te, e farla semplicemente corazzata con lastre lunghe soltanto tre metri, convenientemente incurvati all'infuori, appoggiate inferiormente alla cresta del ginocchiello dello spalleggiamento, il tutto in muratura; ed appoggiandole superiormente su di un architrave sostenuto da colonne. La caserma coperta da una volta. a tutta prova si potrebbe. fare a più di un piano, oltre il piano terreno. Le gallerie circolari all'interno, sono fatte per facilitare la circolazione e le riunioni per la difesa e le sortite. La batteria sovrapposta a questa casertna rotonda del diametro di ;:i6 metri soltanto, può ricevere sino a 36 grosse bocche da fuoco, ed altrettante piccole, montate sopra colonnQ di legno alla cresta superiore, dalla banchetta a,bakone, oppure montate presso a poco in egual modo nella medesima batteri'.1 corazzata del secondo progetto. Inoltre 72 piccoli obici sono posti alle 72 cannoniere delle camerate per la difesa del fosso, e per lanciare granate sino al di là dello spalto, 7 grosse bocche da fuoco ed un maggior numero di piccole, possono essere , dirette dalla stessa parte. Le fogate e le mine a galleria che servono eziandio per magazzini, potranno, volendolo, aggiugnersi convenientemente. È necessario che le artiglierie siano caricate dalla culatta, affine di sopprimere il rinculo, e per far sì che il corazzamento copra interamente: allora pel servizio dei 18 pezzi rigati del calibro da 16C, 5 e 72 altri piccoli pezzi del calibro da 8C, 5, basteranno 150 cannonieri per la sua minima guarnigione con 150 uomini di fanteria, che formano in tutto 300; ma questa caserma ne può contenere 1000 con
SUI CANNONI RIGA.TI
217
mezza batteria di campagna, e un mezzo squadrone di cavalleria, i quali potranno ricoverarvisi e uscirne montati. . Tav. III, fig. (1) Batteria, girante corazzata su caserma fortificata. Dappertutto ove .bastano quattro grossi pezzi per l'armamento d'una posizione isolata, essi possono essere montati sopra una sola piatta-forma girante facil.mente coll'aiuto di alcuni uomini, allo scopo eziaudio di dirigere successivamente i loro fuochi sopra un medesimo punto qualunque. Questa pictta-forma porta eziandio la corazza in forma di cupola, e può essere collocata all'alto d'una torre o d'una piccolissima caserma fortificata si• mile alla precedente. Fig. (2). La medesima batteria a bordo d'una nave ordinaria corazzata. Tav. IV. Niwvo materiale da campagna, fig. (1). Progetto _ d'. artiglieria di linea attaccata a quattro cavalli, di cannoni obici rigati del calibro di gc, 6, del peso circa di 1.200 chilogrammi, compresovi i 32 colpi sull'avantreno, così disposto nella stessa condizion P. clP.ll 'artiglieria francese del calibro da se, 6 solamente. Fig. (2) Progetto di artiglieria-cacciatori trainata da due cavalli di cannoni-obici rigati del calibro di 8", 6, del peso circa di 800 chilogrammi, compresovi 32 colpi portati sul pezzo. Fig. (3). Progetto di. cassoni a due ruote attaccati da due cavalli, col posto per quattro cacciatori d'artiglieria; cassoni assai vantaggiosamente applicabili al trasporto delle munizioni stesse delle altre artiglierie a quattro ruote, indifferentemente costruite, col timone, e colle stanghe, equi librati orizzontalmente e verticalmente (V. s§ VI e VII delmio Jlfémoiresu1' lesperf'ectionneinents militctfres) Paris, 1856. L'unione dei due treni del progetto (fig. 1) è stato modificata in maniera a togliere ogni rigidezza, ed a permettere tanto l'alzare quanto l'abbassare del timone, il quale resta sostenuto senza caricarne i cavali( La troppa grande libertti dei timone può facilm ente venire limitata ANNO
VII. Voi. li. - 15.
•
..
CENNI 218 coll'impedire che l'estremità della molla che lo sostiene possa abbandonare il tondo, e possono eziandio venire tolti con facilità gli altri difetti di dettaglio. L'artiglieria (fig. 2) può aEresì. venir migliorata nei dettagli. I cacciatori a·artiglicria costituendo una nuova arma; abbisognava lasciare tutti i cassoni pel loro trasporto, quattro su ciascuno : ridurre a due od a tre i cannonieri serventi, e costrurre il pezzo in maniera a poter portare i suoi cannonieri e le munizioni, che nelle altre artiglierie sono portatè dall'avantreno che questa non ha, e che non ha da togliere per mettersi in batteria, nè da rimettere per mettersi in marcia. potendo far fuoco sempre immediatamente se07,a distaccare i cavalli. Ella è costrutta in maniera che il cannoniere che punta può fare .ciò e sparare da lui solo stando a.l suo posto, sedute dietro il pezzo, come il cacciatore spra il suo fucile al volo, se ciò è necessario; in luogo che ci vogliono due inservienti per punfa.rP. f! sparare le alh·c artiglierie : di maniern. che coi cannonieri eser..:itati, la pjù grande probabilità di colpire giusto, quando bisogna tirare in fretta nel calore di un'azione, gli resta, e può rimaner compensata per lo meno nelle altre circostanze. Essa potrebbe essere attaccata da più di due cavalli, ma per non esporne inutilmente al fuoco, è meglio d'aver una forte scorta di conduttori-cavalieri bardati , - per raddoppiare o scambiare le mute s'è necessario. L'artiglieria cacciatori a-vendo a trasportare con essa i cannonieri cacciatori, avrà. tutti i suoi cassoni e le vetture colla batteria, sopprimendo così l'imbarazzo delle colonne di munizioni o dei parchi; e ciò malgrado cJ1c le sue colonne risultino meno lunghe di quelle delle altre batterie, sebbene senza , il loro parco : ed esse sono perciò meno imbarazzanti a cagione della minor quantità di cavalli, e della facilità di passare e voltarsi dappertutto ove le vetture a quattro ruote 1~on possono nè passare, nè rivolgersi.
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(Modello 1844)
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{Modello 1860 di linea)
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Sc,6 a 2 ruote attaccale a 2 cavalli. . . . . . . . . , . . . .
(Modello 1860 dei cncciatori)
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512
300
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G
•
220 CE!iNI Il carro a due ruote, come ho detto, sostituirà vantaggiosamente quello a quattro ruote . di tutti gli eq~ipaggi e delle stesse batterie di maggior calibro, ad eccezione soltanto delle vetture dei pezzi. Difatti: siano i calibri di cannoni rigati . da 12c da 9c,6 da 8°,6 sia il peso dei· proietti. . . . . } 9k . • siano le cariche » 0k,65 » della polvere . , Si avrebbero: per il peso di ogni colpo circa . . . . . , 10\60 » 5k,30 » 3k.60 Numero <;lei colpì per ogni » 100 » 120 . cassone . . . . . . . . . » 72 ) 530 » 432 Peso delle munizioni . ) 763 )) 160 » 160 » delle due ruote . ) 160 » del corpo del cassone carretta . . . . . . . . . . i 160 » 160 » 160 Totale circa kilogr. 1083 » 850 » 752 Invero è d'uso per il carreggio a due ruote, attaccando tre cavalli per ogni carro, d'assegnare un peso da 100 a 1500 chilogrammi per cavallo, non compreso il peso stesso del carro,- col quale il carico totale per cavallo a trainare sarebbe almeno di 15000. a 200 chilogrammi. Così attaccando questi cassoni da due ruote à due cavalli, questi non avrebb~ro a tirare che il quarto della carica del traino ordinario. Le esperienze di già fatte del carro d'artiglieria a due ruote eonfermano la sua grande superiorità, lasciando a parte alcune questioni di dettaglio e di r esistenza di qualche ferramenta, le quali si potranno fare di maggior resistenza, ed anche più leggera in acciaio, senza diminuire il vantaggio della spesa, la quale per la riduzione di cavalli è comparativamente così forte, che vi si guadagner eblJe ancora m olto quand'anche si dovesse rinnova.r e il materiale, ogni anno, ciò che non accadrà.
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NUMERO
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delle degli · dei <lei colpi vetture uomini cavalli per ogni pezzo
eccettuate quelle dei pezzi da 12c e da t)c,6 --
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Batteria da 12c di riserva e d':mcdio, coi pezzi a 6 cavalli . . , , . . .
colla batteria.
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CEi>~l 222 Si vede che i cassoni a due ruote, come anche tutti gli altri veicoli, all'eccezione di quelli dei pezzi da 12° e da 9c, 6, per necessità a quattro ruote, ci faranno rispanniare più d'un terzo dei cayalli e dei conducenti: ciò che permetterà abbondantemente di portare, con questo nuovo materiale, il numero dei pezzi delle batterie da 6 a 8, col medesimo personale in uomini ed in cavalli; guadagnando inoltre in mobilità ed in numero di colpi, riducendo d'un teno la lunghezza delle stesse colonne e per 111obilizzare le batterie da 12c a riguardo delle quali basterebbe che il loro traino al pari a due cavalli per pezzo, fosse portato a sci. Sulle batterie del calibro da 9c, 6, tirate ancora da sei cavalli, si risparmierebbero 380-1G6=214 cavalli: su 100 b,1tterie formerebbero 21400 ca·rnlli; a 15 franchi per coppia al giorno in istato di guerra, seguendo la valutazione del generale Alix secondo le campagne del primo impero, formano per una campagna, 58,500,000 lire, cd oggidl ancora una somma maggiore, essendo diven,uti i cavalli molto più cari, e difficili a trovarsi, ciò che dovrebbe dare luogo a molte serie riflessioni. Ora 100 batterie per un esercito val Lltat o per lo mèno nella proporzione di 2 soldati per 100 abitanti, sopra una popolazione per esempio di 20 milioni, formanti un esercito di ·400,000 uomini, fanno solamente 800 pezzi, 2 per 100 uomini, mentrechè bisognerebbe calcolare almeno su 3; , ed anche su 4 secondo Napoleone I (Memorie cl·i Nap oleone, pag, 170): • Bisogna avere tanta artiglieria, quanto ne ha il nemico, calcolare su 4 pezzi per mille uomini di I fanteria e di cavalleria. Più l'infanteria è buona, altrettanto bisogna risparmiarla ed appoggiarla con buone batt erie » . Ed a pag. 342 del .il!émorial de Sa-inte Hélène, Toru. 7, aggiugne: « che dall'artiglieria dipendeva oggidì il vero destino degli eserciti e dei popoli, che si battevano a colpi di cannoni, come a colpi di pugni, e che in bat•
SUI CIIW..ONI RIGATI
223
taglia come in un assedio, l'arte consisteva oggidì a far convergere un gran numero di fuochi sopra un medesimo punto ; che una volta succeduta la mischia, quegli che aveva la destrezza di far cadere subitamente ed all'insaputa dél nemico sopra uno di questi punti una, massa inopinata d'artiglieria, era sicuro di riportare vittoria » . E al t orr.o I, pag. 277. « Una buona fanteria è sem:a dubbio il nerbo dell'armata, ma s'essa dovesse combattere lunJJ'amente o contro un'artiglieria molto 'numerosa, essa si demoralizzerebbe, e sarebbe <listruita. Può darsi, che un generale manovratore, più abile del suo avversario, avendo nelle mani una fanteria migliore, ottenga dei successi durante una part.e della campagna, quantunque il suo parco d'artiglieria sia iuferioré; ma nella giornata decisiva d'una azione generale, egli proverà. crudelmente la sua inferiorità in artiglieria , . E alla pagina 278. « Sono convenuti (i grandi generali) che bisognavano : ì.• quattro pezzi per per mille uomini, ciò che dà in uomini l'ottava parte dell'armata pel personale d'arLiglieri a ... . » 2° Alla verità tanta artiglieria, colle vetture a quattro ruote tirate a sei cavalli, sarebbe assai imbarazzante, in un paese frastagliato come l'Italia; ma è appunto per questo , che l'illustre prigioniem di S. Elena diceva a pag, l'ì0 del tòmo 1 del suo lllémorial; , L'artiglieria è ancora troppo pesante, ti·oppo complicata; bisogna ancora semplificare, uniformare, ridurre, fino a che si sia arrivati al modo più semplice » . Eccoci adunque giunti a tale punto ; è ormai il tempo di effettuare le dottrine del grande maestro della tattica moderna, soprattutto coll'introduzione dei cannoni e delle armi rigate , Se noi vogliamo fare tutti gli sforzi possibili per acquistare ed assicurare la nostra indipendenza, seguitiamo l'esempio della Prussia dei tempi di Fedet'ico il G1'ande, il quale dopo d'aver perfezionato la sua artiglieria soprattutto, con cinque milioni d'abitanti, sostenne la guerra dei sette anni, non solamente contro
224 CENNI SUI CANNONI RIGA tI l'Austria, ma contro quasi tutta l'Europa. Alla pag. 32, tomo I della storia di questa guerra memorabile,' Federico diceya di lui stesso : « Egli non doveva ignorare che ogni Stato s'inganna, che in luogo di riposare sulle sue proprie forze, si aftiJ.aa quelle degli alleati >1. E nelle sue opere posteriori, tomo II, pag. 251, egli diceva: (( Sebbene dopo la riduzione, l'esercito fosse stato fissato durante 1a pace a 150,000 uomini, era imbarazzato a fornire _il danaro necessario per pagarlo » • Ciò che può ben far supporre che durante la guerra se ne avesse il doppio, ciò che farebbe' 6 soldati per 100 abitanti. Certamente questi eserciti non dovevano essere composti intieram.ente di soldati d'ordinanza e ciò suppone altresì una organizza.zione consimile ai nostri antichi reggimenti provinciali, come è la Lanclweh1· d'oggidì, colla quale solamente la Prussia, la Baviera, la Svezia, la Svizzera, possono avere da 3 sino a 4 112 soldati ogni dieci abitanti, e possono per tal modo opporre delle armate nazionali altrettanto numerose quttuLo quelle <,lei più grandi Stati, come l'Austria . Se il legarne della disciplina abitL1ale delle truppe per manenti sotto le armi è più forte, può divenire altrettanto forte in poco tempo per le altro truppe coll'introduzione della disciplina militare nell'educaziouc nazionale; nella stessa guisa che furono introdotte le divise s'introducano gli esercizi militari, il tiro a bersaglio; od infine vi supplirà l'emulazione fra queste truppe proviuc-iali, uua volta bene organizzate, e quelle permanenti sotto le an ni, ;uorquaudo sopratutto all'emulazione verrà aggiunto il potentissimo entusiasmo, che susciterà sempre una guerrà fatta per una causa giusta, la più giusta di tutte, quella per .1' acquisto dell'unità e dell'indipendenza nazionale.
DELLE CARICHE CO)IPRESSE PER
ARMI DA FUOCO
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0
G.
CAVALLI
Liiogotenente Generale d' A1·tigli1Y1·ia.
Fra i molti perfezionamenti introdotti nel corso di questi ultimi anni nelle munizioni da guerra havven0 uno di cui gli artiglieri si occupano da qualche t empo con particolare interessamento; intendiamo parlare delle cariche compresse. Crediamo che possa essere di qualche utilità, l'esporre alcune nozioni su questo trovato poco conosciuto e tut• tora oggetto cli studio, ma che sembra dover fra breve essere tradotto in pratica e produrre vant~ggi impor~ tanti nell'uso delle armi da fuoco. L'invenzione delle cariche compresse ebbe origine negli Stati Uniti d'America e ciò avvenne , a quanto pare, or sono circa due anni, poco prima che scoppiasse la guerra civile che desola quelle belle e ricche contrade.
DELLE CARICHE COMPRESSE 226 A quell'epoca il Governo di Washington prevedendo
inevita9ile la lotta cogli Stati del sud, si adoperava colla massima attività nell'organizzare l'armata e nel provvedere le munizioni necessarie per una lunga guerra. Ma quella nazione sino allora tutta dedita all'industria ed al commercio, non possedeva abbondanti depositi di polvere da fooco simili a quelli esistenti presso le grandi potenze d'Europa e per esempio in Franciét ove si ten• gono costantemente in riserva 25,000,000 di chilogrammi di polvere come provvista ,èi difesa dello Stato: In America non avevano pronte che le munizioni, proporzionate al piccolissimo esercito stanziale che vi si manteneva in tempo di pace. Urgeva dunque il fabbricare grandi quantità di polvere da fuoco nel minor tempo possibile. In sl pressanti circostanze gli artiglieri americani tenta• rono, per risparmiar tempo, di rendere più sollecita la fabbricazione dell~ polvere e rlelle cariche col sopprimere la granitura e le altre operazioni dm ue conseguono. A tal fine dopo la triturazione e la mescolanza dei componenti, invece di procedere alla formazione della stiacciata, che nel sistema ordinario si sottomette poi ai gl'anitoi, essi ponevano il polveraccio sotto str~ttoi mediante i quali lo comprimevano in istampi cilindrici, e formavano in tal guisa cariche compresse di diametri, lunghezze e pesi corrispondenti ai varii calibri delle bocche a fuoco colà in uso. Gl'inventori di questo metodo ritenevano probabilmente che nello sparo quelle cariche di polveraccio, ridotte colla compréssione a piccoli volumi e r inchiuse fra il fondo dell'anima ed il proietto, sarebbero state quasi istantaneamente spezzate dalla forza dei gas prodotti nei primi istanti della loro infiamma.zione, e che in tal modo · 1a granitura si sarebbe, per cosl dire; effettuata nella bocca da fuoco stessa.
PER ARMI DA Fl[OCO
227
Ma nelle esperienze che si fecero colle suddette cariche queste previsioni non si avverarono ; chò una parte sola dellà carica esplodeva, l'altra brnciava incompletamente, e non si riesciva ad imprimere ai proietti velocità iniziali sufficienti. · Per ovviare a questi inconvenienti gli artiglieri americani immagina~ono di praticare nelle cariche di polveraccio compresse un foro longitudinale nel centro e molti altri trasversali, i quali dovevano offrire una super• ficie molto maggiore all'infiammazione e facilitare lo spezza.mento della carica in minuti frammenti. Sembra che questa modificazione migliorasse notevolmente gli effetti dei tiri, e che, stante forse anche l'in• calzante bisogno di munizio:i.i, fosse deciso di adottare 1e cariche di polveraccio co::n présse e forate pel servizio_ di una parte dell'artiglieria americana. Si deve però ritener@ che siffatte cariche possono pro• durre sufficienti effetti soltanto nei cannoni di grossissimi calibri, di cui si fa uso in America per l'armamento dello coste e dei bastimenti, perchè in quei cannoni la grande massa del proietto, e la sua considerevole forza d'inerzia lasciano nello sparo un tempo relativamente più lungo per l'infiammazione e la combustione della carica, ma egli è certo che le cariche suddette non potrebbero servire convenientemente per le art iglierie di -medio o di piccolo calibro e meno ancora pei· le armi portatili. Gli artiglieri americani non erano dunque riusciti che a sciogl iere imperfettamente una µarte sola del problema che si erano proposto. Gli esperimenti però e le discussioni a cui d.i edero occasione quest~ primi tentativi, fecero sorgere il pen• siero che sarebbe cosa assai utile il potere comprimere D,:Jn il polveraccio ma bensì la polvere granita, per éom• porne cariche compatte, resistenti ed impermeabili. Si affacciava alla mente, come da sè, che siffatte cariche
228 DBLLE CARICHE COYPRBSSE presenterebbero vantaggi assai importanti in confronto di quelle formate di polvere granita contenuta in sacchetti od in cartocci. È ben noto difatti che i granelli di polvere, per quanto siano densi e ben lisciati, non resistono a lungo andare alle scosse a cui vanno soggetti nei carri da munizione e nelle giberne dei soldati, per cui vi si forma una quantità notevole di polveraccio il quale riempie gl'interstizi, ritarda l'i_nfiammazione e diminuisce gli etretti balistici della polvere. E noto pure che i granelli di polvere assorbono facilmente l'umidità, la quale ne separa il salnitro, e perciò ne altera l'omogeneità e li rende meno infiammabili. Quantità considerevoli di polvere sono rese inservibili per queste due cause, specialmente in tempo cli guerra. Colle cariche compresse si eviterebbero evidentemente questi gravissimi inconvenienti. Lo scopo dunque che si proposero quelli che seguèndo la via aperta dalle esperienze americane continuarono a st udiare questa questione, fu di dare alle cariche co1~poste di polvere granita una forma ed una consistenza tale da facilitarne la conservazione, vale a dire, da renderle resistenti ai trasporti ed impermeabili alla umidifa. Per giungere a tal fine e conservare nel tempo stesso a.Ua polvere le sue qualità balistiche, conveniva trovare il modo di comprimerla e di far sì che i granelli aderissero fra loro e si agglo1terassero in un corpo solo, ma senza essere tritura.ti, nè ridotti in polveraccio. Il ~ezzo pratico di esegu:re questa operazione, che a primo aspetto sembrerebbe assai ardua stante la d~1rezza e liscezza dei granelli, è dovuto esso pure ad un americano di cui ci duole non potere indicare il nome. Egli si valse perciò dell'azione simultanea della compressione e del calore, basandosi sulle seguenti osservazioni.
PER AR'.l!I DA FUOCO 229 La polvere da fuoco s'infiamma ad una temperatura che varia dai 316 ai 360 gradi centigradi; dunque. si può senza alcun pericolo di scoppio riscaldarla sino ad 80 o 100 gradi. Allora lo zolfo, il quale fonde a 111 gradi, disponendosi alla fusi~me, si rammollisce, per cui i granelli di polvere acquistano la facoltà di potere essere compressi senza rompersi e di aderire fortemente fra loro. Contribuisce probabilmente a questo effetto anche la -circostanza che evaporandosi l'acqua igrometrica con, tenuta sempre nella polvere, è rèsa questa meno densa ed alquanto porosa. Mediante la compressione la carica diminuisce cli volume e per conseguenza acquista una maggiore deri-sità gravimet1·ica (1). Queste proprietà della polvere furono osservate e messe in evidenza appo noi fin nel 1852 dal signor conte Paolo di San Roberto nel suo bel lavoro pubblicato in qu~ll'epoca sulla fabbricazione della polvere da fuoco, in cui egli proponeva di servirsi dell'impiego simultaneo della comp1·essione e del cal01·e per formare la stiacciata di polveraccio senza acqua, perchè, come egli osserva giustamente, l'acqua è il maggior nemico della polvere e si può dire che la 'f:>ontà della polvere è in ragione inversa della quantità d'acqua adoperata nella sua fabbricazione. Non sappiamo se l'inventore americano avesse cognizione di questa proposta e dei fatti su cui era basata, ma comunque sia si deye riconoscergli il merito di averla _ applicata alla polvere granita, di aver presentito l'utilità e l'importanza delle cariche compresse e di avere suggerito i mezzi pratici di effettuarle. Non abbiamo potuto avere informazioni particolareggiate sui meccanismi ed attrezzi che egli adoperava per
(1) Chiamasi densitù yravimetriw i. peso della polvere gr;mita co11lc11uta ucll'unit/1 di vo lume.
230
D E LLE CARICWl COMPRESSE
la fabbricazione, ma ci sembra che non sarà diffi.dile cosa l'immaginarli. Per la compressione si potrà adoperare negli stabilimenti pirotecnici torchi idraulici simili a quelli che servono nei polverifici per la formazione della stiacciata. Nelle piazze ed in qualunque altro luogo basteranno probabilmente semplici strettoi dj bronzo o forse anche di legno. Gli stampi dovranno essere di rame o di br onzo. In quanto al modo di r iscal!,Jare la polvere si deve avere l'avvertenza di .non innalzare mai la temperatura sino a 111 gradi, perchè in tal caso lo zolfo fonderel)be e la polvere sarebbe decomposta. Per ciò si fa riscaldare la polvere ponendola in un recipiente a doppia parete nel quale si è antièipatamente .riempito lo spazio compreso fra le due pareti con acqua bollente. In tal guisa si è. sicuri che il riscaldamento della polvere non supererà mai i 100 gradi , tempera-. tura costante dell'acqua in ebullizione aH'aria libera. L'acqua calda conservandc lungo tempo il suo calore, si potrà farla bollir e in luogo discosto da quello ,ove deve seryire a riscaldare la polvere e con ciò evitare _ qualsiasi pericolo. Tali sono, a quanto crediamo, i mezzi semplicissimi di fabbricazione delle (\ariche compresse pei quali ]'inventore pres,e -brevetti presso i Governi dei principali Stati di Europa. Questo nuovo ritrovato, tosto conosciuto, richiamò l'attenzione degli uomini esperti in simili materie, e s'intrapresero, senza indugio, esperimenti in Inghilterra, nel Belgio e più che altrove in Francia. . Si ricercò in primo luogo quali qualità fisiche acquistano le cariche compresse. Si verificò che mediante la :-.,.ione combinata del calore e della compressione si dimin uisce notevolmente il volume delle cariche e per conseguenza si aumenta la loro densità gravimetrica; che
PE'R ARM J, DA FUOCO
231
in tal modo si può dare alla polvere granita un.a durezza per così dire arbitraria; che i granelli si deprimono ne:i . punti di contatto, riempiono in parte gl'interstizii e prendono una forma che si avvicina alla lamellare; che infine acqnistano una fortissima aderenza tr a loro, ma per@ senza compenetrarsi, nè confondersi gli uni cogli altri, per cui tutti i granelli rimangono per fettamente distinti . Si fecero delle cariche compresse per le armi portatili e per le bocche da fuoc'o . Queste cariche riescirono talmente dure e resistenti che si poteva gettarle a terra senza romperle; provate allo sparo, prendevano immancabilmente fooco nelle armi portatili colla cassula ordinaria, e nelle booche da: fnoco col solito cannello fulminante e senz11, far uso dello sfondatoio. Dopo ciò si fecero esperienze compa!'ative sugli effetti balistici delle cariche compresse e delle cariehe ordinarie col pendolo fucile e col pendolo cannone. Si constatò che l'intensità della compressione, facendo variare più o meno la densità gravimetrjca della carica, ha un'influenza sensibilissima sugli effetti p:-odotti; che per ogni spetie di polvere, o per dir meglio per ogni differente grossezza di granitura, havvi un grado differente di compressione il quale corrisponde al massimo effetto; infine che le cariche compresse aJ grado conveniente, impr imono ai proietti a pari condizioni velocità infaiali rnaggio1·i e più costanti . Colle polveri fra.ncesi la compressione corrispondente al. massimo effètto è, a quanto sembra, quella che riduce il volume della carica di circa un terzo . Con questa compressione _l'aumento di ~ielocità iniziale è approssimativamente del 20 per cento. Questi importanti ed inattesi risultati indussero a provare le nuove cariche coi til'i cc,ntinuati onde constatare le . gittate, la precisione e celerità del tiro e l'azione che esse producono nelle armi.
232 DELLE CARICHE COMPRESSE Da numerosi esperimenti fu dimostrato : 1° Che le cariche compresse danno gitta.te maggiori e più costanti e per conseguenza un tiro più preciso, lacchè era una contro-prova del fatto avveratosi coi pendoli balistici. 2° Ohe esse imbrattano assai meno le armi per c11i si potè colla carabina rigata sparare sino a 200 colpi, senza interruzione, e coi cannoni non vi fu più bisogno di adoperare lo scovolo dopo ogni tiro. 3° Fu co~statato pure che le cariche compresse perdono in gran parte le proprietà dilaniatrici della polvere granita, ed offendono meno le bocche da fuoco che le cariche ordinarie. I risultati suesposti sembrerebbero a tutta prima essere in opposizione colJa teoria della combustione della polvere generalmente ammessa. Ma esaminandoli con maggior attenzione, si riconosce facilmente che il contrasto non è che apparente e che si può spiegarli tutti con ragionamenti basati sui principii di quella stessa teoria. L'aumento delle velocità iniziali e la loro maggior costanza derivano da ciò, che queste cariche occupano un volume più ristrett o, ed essendq di una forma più regolare, e scevre affatto di umidità e di polveraccio, bruciano più regolarmente, più completamente e con minor dispersione di calore. · Alle stesse cause deve attribuirsi la proprietà di non imbrattare le armi. Se poi si cerca di rendersi conto dei fenomeni che succedono nell'esplosione delle cariche compresse, si capisce che l'infiammazione totale della carica sarà ritardata in causa delia sua durezza e compattezza, e della dù:ficoltit che la fiamma incontra a penetrarvi; ma tosto che la fiamma avrà avviluppata totalmente la carica, che l'avrà spezzata e sciolti i granelli, la combustione si effettuerà con una rapidità maggiore che nello cariche ordinarie,
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PER ARMI D~ FUOCO
238
perchè i granelli sono pèrfettam@te asciutti ed esenti di ' polvernccio ed hanno una forma quasi lamellare, vale a dire, presentano una maggior superficie ed una minor grossezza. Da t utto ciò risulta che nel principio dello scoppio la tensione <lei gas agirà più gradatamente sul proletto per metterlo in m.oto per cui si eviterà l'urto subitaneo che succede colle cariche ordina,rie e la dannosa reazione sulle bocche da .fuoco, causa principale delle loro degradazioni. D'altra parte la carica compressa, se la pressione e la · forma ne furono regolate convenientemente, hrucierà éon sufficiente rapidità per cousumarsi tutta e produrre il suo massimo effetto prima che il proietto abbia percorsa tutta l'anima. Le cariche compresse, pel loro modo di agire sul proietto e sulla bocca da fuoco, hanno dunque molta analogia colle cariche albungate proposte dal generale Piobert ed ora comunemente in uso allo scopo di diminuire i guasti delle artiglierie. Pér la carica allungata si dà maggior lunghezza al èattoccio che deve contenerla e se ne diminuiste il diametro, affinchè rimanga fra la carica e le pareti dell'anima un vano nel qualé si spandano~i primi gas prodotti, per ~ui la loro temperatura e tensione innalzandosi più lentamente, viene impedito in parte l'urto suaccennato. Colle cariche compresse si ottiene più compiutamente lo stesso intento mediante la loro durezza e compattezza, le q uali oppongono ostacolo alla troppo ra.pida propagazione della fiamma. Le cariche allungate presE)ntano hnconv'eniente di occupare uno spazio troppo g rande e ciò specialmente pei · tiri a forti cariche di cui si sente ogni giorno maggiormente il bisogno per riescire a forare le corazzature di accìaio. ANNO
VII. Voi. II. -
16.
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FER ARMI DA FUOCO
DELLE CARICHE COMPRESSE
Cosi, a mo' d'esempio, pel nostro cannone da 40 rigato la carica massima di 7 chilogrammi ha una lunghezza di 50 centi~etri, ~i m~niera c~e la punta de~ proietto cilindro-ogivale arnva smo quasi ali altezza degli zoccoli. Ne consegue che la sezione del cannone esposta al massimo sforzo dell'esplcsione è portata troppo avanti in una posizione in cui il cannone non può opporre la sua massima resistenza. La carica compressa di 7 chilogrammi p€1 cannone da 40 avrebbe una lunghezza di circa 30 centim·etri, si utilizzerebbero dunque 20 cen-:-imetri di più della lunghezza dell'anima, ed inoltre il proietto verrebbe posto in una posizione assai più conveniente. Così mano a mano che si prosegue nello studio delle cariche compresse, e nelle analisi degli effetti che se ne può attendere, si scuoprono nuovi ed importanti vantaggi. Se la. precedente esposizione d0i risultamenti ottenuti, e le considerazioni teoriche con cui abbiamo procurato di darne la spiegazione, non bastassero per dimostrare l'utilità ed importanza di questo .nuovo trovato, se ne avrebbe un'altra prova nel vivo interessamento con cui l'artiglieria francese se ne sta occupando. Difatti in Francia le esperienze sono state condotte con tale attività, che in pochi mesi hanno potuto non solo raccogliere tutti i dati teorici necessari, ma pure anche superare tutte le difficoltà che ~reseu~,~a la _pratica applicazione al servizio delle armi portatili , d1 modo che questa prima parte della qnestione ò, a quanto sembra, intieramente risoluta. Le cartucce compresse per fucili e carabine rigate cbe si fabbricano colà fin d'ora in modo rego1are, sono di forma cilindrica e di diametro eguale alla palla. L'estremità posteriore è leggermente convessa , mentre l'anteriore termina con un tronco di cono che si adatta e penetra per una larghezza di 5 a 6 millimetri nell'incavo 1
235 della palla. Una striscia di carta larga 14 millimetri è
avvolta a doppio giro ed incollata nella giuntura della carica e della palla e ne assicura l'unione. La carica e la striscia di carta sono ricoperte esternamente da un sottile strato di colladion, composto di cotone fulminante sciolto in due parti di etere ed una di alcool. Quest.1. specie di vernice si asciuga quasi istantaneamente e forma una pellicola la quale preserva la superficie esterna della carica dall'umidità,, senza impedire menomamente cbe prenda fuoco colla cassula ordinaria.
Per ci0 che concerne l'applicazione al serv1z10 delle bocche da fuo co si è molto meno avanzati. Non si sono ancora determinate le forme e le densità gravimetriche più convenienti pei vari calibri, e poi, a quanto crediamo , tutti gli e~perimenti furono fatti con cannoni rigati e rimarrebbe a verificarsi se le cariche compresse converranno egualmente pel t{ro delle bocche da fuoco a canna liscia. Si può forse dubitarne quando si considera che nei cannoni lisci il proietto mette assai minor tempo a percorrere l'anima che nei cannoni rii:, •,ti. Questo fatto è dimostrato dal confronto delle velocità iniziali determinate col pendolo cannone ed inoltre dalla riflessione che mll' cannone rigato il primo spostamento del proietto deve essere sensibilmente ritardato, perchè il proietto medesimo, avendo un peso quasi doppio per un eguale diametro ed essendo contrastato dalla resistenza delle righe, esige una tensione molto maggiol'e dei gas della polvere prima che cominci il suo movimento. V'è dunque a temere che r.elle bocche da fuo co liscie le cariche compresse non abl::iano tempo sufficiente per abbruciare completamente, cd almeno è probabile che converrà dare a siffatte cariche dimensiom ed una densità gravi metrica differenti di quelle pei cannoni rigati.
236 DELLE CARICHE CO!,lPRESSE Un altro quesito importante e che si sta tutto~a stu-_ diando, è quello r elativo ai tiri in arcata con cariche d1 peso -variabile. In Francia furono fatte al~uno ~rov_e con dischi formati da polvere compressa e d1 vane d1men- , sioni e pesi, di cui si farebbe uso come si pratica colle cariche di peso variabile nel servizio dell'obice da centimetri 15 da campagna. Ma non fu trovato un metodo pratico scevro d'inçonvenienti per caricare que' dischi , e non si potè ancora determinare positivamente quali vari~zio_ui n~l~'eff~tto dell'esplosione possono produrre_ i ya~1 es1ste~t1 mev1ta~ bilmente fra un disco e l'altro, 1 quali complicano assai
il problema. . .. Vedesi dunque che si dovranno faro non pocln st_udu ancora prima di potere adottare regolarmente le canch~ compresse pel servizio delle bocche da fuoco. ~la no~ ~1 può dubitare che si riescirit a vincere le ultime d1fficoltà che s'incontrano in questa seconda pa1·tc della loro applicazione, e che fra breve le carich~ co_mpresse prenderanno o-vunque il posto di quelle ordrnane. . Non si deve credere però che converrà trasformare in cariche compresse tutta la polvere granita, poichè evidentemente si dovrà sempre tenern(;) una quantità notevole pel caricamento dei proietti cavi, e? inoltre pe~chè è impossibile prevedere anticipatamente 11 nn~ero di_cariche che potrà abbisognare in guerra per ogm speCle e ca.libro di bocca da fuoco. _ Non si potrà dunque mai evitare completamente d1 trasportare coi parchi d'assedio poher~ d~ fuoco contenuta in casse od in barili come praticasi attualmente. Ma si otterrà che sia nella minore quantiUb possibile, e si potrà eziandio farne delle cariche compresse nel luogo stesso, qualunque esso sia, oY? si dov1:tb a~ope:·arla; poichè gli attrezzi a ciò necessari sono m s1 _piccolo numero e tanto semplici, che si arriveri. certamente a
237 dar loro forme facilmente maneggiabili e tali, in somma, da poterne far uso nelle piazze e · nei parchi .d'assedio colla stessa facilità che si ha ora nel preparare le cariche contenute in cartocci. L'uso delle cariche compresse frutterà considerevole economia di polvere, più facile consel'vazione nei trasporti, maggior potenza, precisione e celerità di tiro, per cui si può predire senza tema di errare che la nazione che risolverà prontamente tutti i problemi relativi alla loro fabbricazìoue e sarà la prima a farne uso in guerra, i avrà in quanto all'armamento una superiorità decisiva su nemico. Per ciò facciamo voti affinehè il nostro Governo comprendendo l'importanza della questione, non tardi a prendere le disposizioni opportune onde la nostra artiglieria dia mano ad esperimenti in grandi proporzioni e spieghi la massima attività e premura onde raggiungere e superare,· se possibile, anchP. in ciò le artiglierie estere. A parere nostro si dovrebbe in questi esperimenti evitare tutte le ricerche speculative di pura scienza, come sar ebbe per esempio il tentare se per le cariche compresse vi sarebbe qualche maggior vantaggio a cambiare il dosamento della polvere e la granitura. Ciò strascinerebbe in discussioni e studi complicatissimi, i quali fa. rebbero perdere uo tempo prezioso . Si deve prendere la nostra polvere da fuoco qual' è, e determinare i dati pratici necessari per trasformada in cariche compresse, vale a dire stabilire la densità gravimetrica più conveniente per ogni genere di carica, constatarne l'effetto col pendolo balistico e col tiro continuato, n el tempo stesso fissare le correzioni da introdursi nelle tavole di tiro, definire i metodi di fabbricai.ione da adoperarsi negli stabilimenti pirotecnici ed in campagna, infine ~tudiar e le modificazioni che si dovranno introdurre nei carica• menti dei cassoni da munizioni. PER ARMI DA FUOCO
238
DELLE CARICHE COMPRESSE PER AR,H DA FUOCO
Attenendosi alla sola ricerca dei dati pratici basteranno pochi mesi per compiere gli esperimenti e giungere ad una 'fabhricazione regolare delle cariche compresse. In tal modo saremmo sicuri di arrivare in tempo a dotare il nostro esercito di questo nuovo elemento di forza, prima che abbia a combattere l'ultima guerra pel compimento della nostra unità ed indipendenza.
c.
ZANOLlNI
Capitano d' Artig,lie1"ia.
STATISTICA MILITARE ORGANIZZAZIONE E COMPOSIZIONE
DEL L'ESERCITO RUSSO IN PRINCIPIO DELL'ANNO 1862
CONTINUAZIONE (1)
§ 6. - Organi%zazione del Treno, e quantùativo dei cavatll da ti1·o assegnati a;i vaff'i co1pi di fanteria, cavalleria e a.rtiglùJi·ia.
l . Il T1·eno d'intendenza militai·~ comprende per la fanteria: un certo numero di cassoni da munizioni che contengono 40 cartuccè per ogni fucile, e 20 marmitte pe1 rancio; alcuni carri pel trasporto delle casse e degli ef(1) Vedi Rfoi,ta miWar, ìtciliana, aut10 Vll, voi. U, pag. 41 e HS,
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ORGANIZZAZIONE
fetti cli contabilità; altri carri .pel servizio farmaceutico; due teleges per · compagnia pel trasporto dei viveri cli 10 giorni; i carri pel trasporto del materiale degli operai sarti, calzolai, ecc.; le vetture d'ambulanza, le fuci're da campagna ed alcuni teleges pel carreggio delle tende di accampamento. Oltre il numero delle vetture ora detto, la cavalleria conduce seco anche .alcuni veicoli pei cassoni di medicinali veterinarii. Nei cassoni .da munizioni della cavalleria havvi _un approvvigionamento di 30 cartucce ·per mostetto e p_er fucile, e di 20 cartucce per carabine e per pistola. Il treno dello stato maggiore dei corpi e dcll~ divisioni componesi di vettuTe per i cassoni di contabilità, -per gli approvvigionamenti, per gli stromenti di t opografia ed altri ecc. La Tabella N. 9 indica il numero dei carri del treno d'intendenza. . 2 .. Treno d'a1°tiglieria. Oltre ai carri del treno d'~nt_endenza, l'artiglieria possiede anche un treno· speciale, il quale comprende: per batteria attiva una fucina ed un_ carro di utensili; per batteria di riserva, 4 carri da batteria; per batteria leggiera, 3 carri da batteria. 3. T1·eno del genio. Gli zappatori, ed i pionièri hanno essi pure un treno particolare oltre ai carri d'intendenza ed è destinato al trasporto · degli :1tensili da campo, stromenti, ed apparecchi galvanici, com9 segue:- Per ogni battaglione zappatori: 6 carri d'utensili, 2 carri di materiali da ponte, 2 carri con apparecchi galvanici., 1 fucina - Squadrone pionieri: 1 carro d'utensili, J · di strnment i, 1 d'apparecchi gaìvanici, 1 fucina - Ili,visiori_e pionie1·i: 1 ca_rro d'utensili, 1 di strumenti , 1 d'apparecchi galvanici , 2 fucine.
DELL'ESERCITO RUSSO
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Cavalli di servizio. I cavalli dell'esercito si classificano in tre categorie: cavalli da sella, cavalli da tiro pei carri d'artiglieria, pel suo t r eno, e per q Llello deg_i ingegneri, e finalmente ca. valli del treno pel ser vizio d'intende'nza. In tempo di guerra, gli stati maggiori dei corpi hanno: Stato maggiore del Corpo della guardia . 39 cavalli Id. Corpo dei granatieri, e caduno dei 6 corpi d'esercito 39 id. Id. Divisione di fanteria 14 id. 1d. id. d'artiglieria . 6 id. Id . . ~rigata d'artiglier~a a piedi 6 id. Id. id. a cavallo 8 id. La .·Tabella N. 10 indica ii numero di cavalli assegnato normalmente ad ogni corpo dell'esercito russo.
Composizione dei parchi, a1:senali, ospedali e mag·azzini mobili. 1. Per approvvigionare '.e truppe in campagna di proietti , cartucce ed altri oggetti indispensabili , sono organizzati nel corpo dei gra:1atieri e in quelli d'esercito, parchi d'artiglieria mobili e parchi volanti . Sul piede di guerra ciascuna divisione d'artiglieria ha tre parchi mobili, ed uno volante.CC.~In tempo dì pace, soli si conj• ..,· "' <- • :.,, I ~servano due parchi mofJili": Qtwsti parchi formano in ciascuna divisione d'artiglieria la sua brigata da parco , ma la medesima può al bisogno far parte d'altri corpi Ciascun parco mobile si compone di 12~ vettli:re da parco e di due fucin~ da campagna; 1parchi volan~i non differiscono dai parchi mobili che per il numero delle vetture che è dì lll carri da m unizioni, tre carri da parco, tre ros:rms~R,\'. e tre fucine da campagna. Il numero 1
{t-t.
242
ORGAN'IZZAZ ION·E
d'uomini e di cavalli è il medesimo per le due specie di par chi di cui l'organizzazione è tale, che si può con tutta facilità suddividere ciascun parco mo1)ile in due sezioni, e ciascun parco volante in tre, avendo una medesima composizione. I parchi mobili sono solamente in casi ec• cezionali provvisti di muuizio::ù già preparate, mentre i volanti sono sempre carichi di munizioni confezionate e mandano anche in certi casi vetture per le v ettovaglie dei corpi distaccati. · Nel c&po della guardia ha,vvi il pa.r co mobile della medesima in numero d'uomini, di cavalli, di vetture come abbiamo detto p i ù sopra. -L'organizzazione di questo parco, serve in tempo di pace a formare abili artificieri ed opera.i per li parchi mobili e volanti d' esercito e serve anche di quadro per mettere sul piede di _guerra i tre parchi mobili ed il ·parco volante della gu:wdiu . L'esercito del Caucaso tieue tre pa-rchi volanti e due mobili; i primi hanno ciascheduno 40 carri da munizioni, 4 rnspi.skes e 2 fucine. In Alessandropoli si conservano 180 vetture per i parchi mobili. In tempo di pace si mantengono sei cavalli per parco volante, e nessuno per i par chi mobili. ' Le truppe che stanziano in Siberia hanno mezzo par:;o mobile di 60 vetturo. 2. I parchi locali sono desti.nati allo approvvigionamento dei parchi mobili, e dei volanti. Questi sono posti sotto le direzioni d'artiglieria e. negli opifizii pirotecuici. In tempo di guerra si formano altresì dietro l'esercito d'operaziòne, parchi locali -provYisorii. Ciascun parco locale possiede la medesima provvigione di guerra di un parco mobile, ma non h a nè. cavalli, nè vetture. Per fl servizio di questi parchi si prendono gli uomini da compagnie d'a.rtiglieria di guarnigione e dagli artìficieri. Si :fissano . ufficiali d'artiglieria per la direzione. ed amministrazione dei parchi locali che si formano in tempo di guerra, ma
243 in tempo dì pace, questi parchi sono sotto le direzioni d'artiglieria da piazza. 3. I parchi d'artiglieria d'assedio hanno per iscopo, di provvedere ad un esercito incaricato d'intraprendere un assedio; i pezzi e l'altro materiale di guerra necessario. Attualmente sonvi dt1e parchi d'assedio, di cui ciascuno è suddiviso in quattro sezioni depositate per due a Riga, a New-Geoi·giewski, a Tiraspol ed a Kiew. Inoltre v'ha una sez_ione 'l'i/flis ed una di deposito a San PietrobU•'/'go ed a Iltcn,,;. . In_ ciascheduna sezione di parco d'assedio, hanvi quattro pezzi da 24 e quattro da diciotto, quattro licorni da l pov,d, due mortai da 5 , q1.:.attro da 2, ed otto da l 12 poiul; totale: 26 pezzi, 34 affasti di cannoni e da mortai 10 carri porta corpo, 3 carri a ridoli, 126 vetture deÌ treno d'artiglieria e 7 vettt:re del treno d'intendenza. Per il traino di queste vetture si adoperano cavalli oppure 3.24 buoi che si comperano quando il parco dev; muovere. In ciascunà sezione del parco d'assedio il personale si compone: In tempo di guerra: di 11 ufficiali, 6 impiegati, di 504 soldati. ~In tempo di pace: di 20 ufficiali, 2 impiegati e 37 soldati. La sezione di par~o d'assedio dell'artiglieria del Caucaso ha un'.orgar..iz~azione speciale; le sezioni di deposito hanno pezzi, affust1 e carri senza treno. . 4. Gli _anenali mobili sono destinati per riparare, in temp~ d1 guerra, i pezzi ed il materiale d'artiglieria, Sonv1 tre arsenali mobili a San Pietroburgo, a Varsavia ed a !Ciew; si r ipartiscono in tempo di guerra fra i varii eserciti. Il personale di questi arsena1i comprende: In tempo di guerra: l ufficiale, 1 impiegato, 155 uomini. In tempo di pace: l uffrciale, 1 impiegato, 71 uomini. • Il materiale da carreggio di questi arsenali si compone DELL'ESERCITO RUSSO
a
"31
244
ORGANIZZAZIONE
di 36 vetture d'artiglieria e 4 d'intendenza, l fucina ed 1 vettura di coutabilità. Quando si mobilizza l 'esercito si provvedono 131 cavalli. 5. Gli equipaggi da ponte destinati a stabilire le comunicazioni sui fiumi sono: 1° l'equipaggio della guardia composto di 60 pontoni-Birago. Una sezione di questo parco (15 pontoni) sta appo il· battaglione dei zappatori della guardia, le tre altre sezioni sono depositate a Dv~nabò.nrg. In tempo di guerra, come abbiamo detto di sopra, si forma per il servizio di' qu_est'equipaggio una compagnia di riserva con sezione di treno ne] hafta&Tlione ~, dei zappatori della guardia, e si provvcd;)oo 17 {\ayalli da sella e 140 cavalli da tiro. - 2° Se-i equipaggi da ponti (dal N . 1 al N. 6) che si trovano in Lernpo di rmce appresso la prima e la seconda brigata dei zappatori, in tempo di guerra, SODO ripartiti colle compagnie di pont ieri nei sei corpi dell'esercito. Ciascuno di questi equipaggi da ponti si compone di 32 pontoni in tela da vele e di una sezione di pontoni in legno con cavalletti. Questo materiale è caricato sopra 49 carrette, 4 1·ospuskes da materiale, 1 vettura per gli utensili e strumenti ed 1 fucina. Passando sul piede. di guerra si ricettano 17 cavalli da sella e 339 da ti1·n 6. I parchi da campagna del genio servono per il trasporto degli approvvigionamenti degli utensili, strumenti di qualungue natura (utensili da minatore, da zappatore, materiale da ponte, utensili d'artefici), ed altri oggetti necessarii che non fauno parte del materiale che seguita il battaglione dei zappatori. Le vetture sono tirate Ga tre cavalli che si comperano solo in tempo di guerra. Ciascun parco suddiviso in due sezioni, è servito da una mezza compagnia di parco e comprende: Sul piede di guerra : - al parco : 2 ufficiali, 2 impiegati, 6 combattenti, - nella mezza cornpàgnia: 3 ufficiali, 111 soldati, 22 non combattenti. ~
DELL'ESERCITO RUSSO
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Sul piede di pace: - al parco: 2 ufficiali, 1 impiegato, 5 non combr,ite:nti, - nella me1,za compagnia: 2 ufficiali, 1 impiegato., 21 non combattGnti. 7. I parchi d'assedio del genio sono destinati a .fornire le truppe degli utensili necessari per i lavori d'assedio. Vi sono due parchi d'assedio dei quali ciascuno è diviso in 4 sezioni e ciascuna di queste possiede un corredo di strumenti sufficienti per assediare una piazza. In tempo di pace non si mantengono per ciaschedun parco, che 24 vetture e 4 fucine. Il soprappiù viene conservato nei m~gazzini dello Stato. Una compagnia del parco è destinata a fare il servizi0 di. ciascun parco d'assedio . Ecco i'\ p P.rs01.1ale impiegato per ciasctm parco: Sul riede di guerra: - al parco: 20 t,fficiali, 4 impiegati, 7 non combattenti, - nella mezza compagnia del parco: 5 ufficiali, 220 soldati.; 48 non combattenti. Sul piede di pace : - al rw.rco: 2 ufficiali, 1 impiegato, 5 soldati non comba,ttenti, - nella compagnia del parco: 2 ufficia.li . 65 soldati, 13 non combat.ten.ti. 8. Le mnbiilanz1 mobili sono organizzate per porgere ai feriti ed agli ammalati un primo soccorso ed in seguito spedirli agli ospedali permanenti o a guelli che provvisoriamente si formano alle spalle dell'esercito. Ciascun corpo d'esercito deve avere la sua ambulama mobile ed un'altra di riserva stabilita al qu,a rtiere generale; r1uest'ultima 1:,erve per gli uffici a.li e Ticeve l'eccedente dell'altra ambulanza. Queste ambulanze sono fornite di,strumenti di chirurgia, di medicinali e cli viveri necessarii per il s_ervizio degli ammalati. Il ministro della guerra designa i medici, far macisti ed i mpiegati destinati a queste ambulanze, e per il servizio s'impiegano gli uomini della seconda categoria rjcbiamati dal congedo illimitato e che non sono adat1 i ad un buo:Q; servizio attivo.
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'l>ELL'ESERCITO RUSSO
ORGA:NIZZAZ!ONP.:
Ciascun'ambulanza comprende 18 vetture per le provvigioni e 50 cl1roski per ii trasporto degli ammalati o feriti. · Vi s'impiegano 244 cavalli da tiro. 9. Nel corpo della guardia havvi una compagnia d'infermie1·i della guardia destinata a dare ai feriti ]e primiore cure sul ,~ampo di battaglia. L'effettivo di questa compagnia co]Dpr~nde: . . ,, . Personale ambulante: 3 ufficiali, 131 solElatì.l. rer son~le medicale: 1 medico, 36 aiutanti e 120 servienti. Il treno che seguita questa compagnia si compone di 23 vetture , 43 cavalli, 3 tende, 60 barelle e 3 tavole per operare. Questa compagnia non si forma che in tempo di guerra.. 10. Per fornire a tutte le frazioni dell'esercito i medicinali necessarii si organizzò nell'esercito russo una farmacia generale mobile _ç,he contiene una provvista di medicinali per quattro mesi in 1:roporzione dell'effettivo dell'esercito e delta natura del teatro della guerra. Nel 1849 la farmacia mobile dell'esercito attivo aveva una provvista di medicinali per 4 mesi, su di un effettivo di 6,000 arrrinalati; per il trasporto di questa farmacia s'1mpiegavano 128 cavalli. 11. I magazzini mobili sono destinati a provvedere le truppt in campagna di tutti gli oggetti necessarii.al loro equipaggiamento, quando ·i corpi sono talmente lontani dai loro depositi, che i mèzzi di cui dispongono sono•in sufficienti a provvederli direttamente. lì rnagazzeno è trasport/1,t o su vetture tiTate da due cavalli o da buoi; è suddiviso in mezze brigate di · 1,000 vetture che a loro volta si suddividono in 4 compagnie. · . Nel 1854 l'esercito del Sud che operava nelle provincie danubiane aveva un magazzeno mobile composto d'una mezza brigata trainata da cavalli, e di dieci mezze brigate trainate da buoi, formando un effettivo di 11000 vetture.
s 8. -
247
T1·uppe modello.
Le truppe modello si compongono di un battaglione mocléllo clÌ fante1·ia, urÌo squadrone moclello di cavalleria, che comprende 4 sezioni a 18 :file per sezione, una batteria modello a pfrcl;i ed una batteria, modello a cavallo, ciascuna cli 4 pezzi, una divisione modello d'artiglieria dei cosacchi . L'organizzazione delle truppe modello ha per iscopo di mantenere l'uniformità tanto nel servizio che nella tenuta. Queste frazioni di corpo sono composte ,d a un quadro permanente e da un quadro temporaneo : quest'ultimo è fornito di ufficiali e soldati mandati da tutte le divisioni di fanteria e di cavalleria, e dai battaglioni dei zappatori e cacciatori. · I ~uadri tem:r,oranei sono rinnovati ogni due anni per la fanteria e pei soldati di cavalleria, ogni anno per gli ufficiali ai cavalleria e per l'artiglieria. Le truppe modello ritornano ai corpi ogni anno la metà degli uomini, dei qua.li si vogliono fare istruttori per le differenti parti del servigio; ed un numero eguale di nuovi ammessi li surrogano. Cotali contingenti · presso le truppe modello non si danno così regolarmente dai battaglioni della linea d'Oremburgo e di Siberia.,
s 9. -
Corpo speciale della guardia interna.
Questo corpo si compone di 49~ battaglioni e di due mezzi battaglioni della guardia i1iterna ripartiti nelle città e nelle piazze principali dell'impero; cli 509 dista,ccamenti d'invalidi posti nei capi luoghi .di distretto od in qualche altra località, ed infine di 180 distaccamenti di tappa a di 5 · d-istaccamen,t-i per le saline, stazionali nelle località che si trovano l~ngo le strade di tappa, SottQ gli ordini dal · capo della guaÌ'dia interna sono posti altresì i due battaglioni di linea di Cronstacll N . 1 e 2.
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DEC!.'BSER<:ITO RUSSO
ORGANIZ?;AZIONE
Per la conveniente amministrazione di questo corpo venne ripartito in 10 circoli indicati nella _Tabella N. 11. L'effettivo d'un battaglione della guardia interna è di 22 ufficiali, 80 sotto-ufficiali, 17 musicanti, , 800 soldati, (1,000 nel battaglione di Hasan, 920 per battaglione del 10° circolo), 1 impiegato, 28 non combattenti. Nei distaccamenti degli invalidi e delle tappe, il numero degli uomini varia. Nei battaglioni di linea di Cronstadt N. 1 e N. 2 sonovi m. ufficiali, _130 sotto-ufficiali, 26 musicanti, 1,160 soldati, 2 impiegati , 42 non combattenti. Oltre i battaglioni che formano il corpo della guardia interna ha.nuovi ancora battaglioni e distaccamenti d'invalidi e di _tappa., posti sotto gli ordini d'Ùn capo speciale, e composti di: Di.1taccamenti, l nvalidi
All'esercito del Caucaso Al corpo d 'Oremburgo Al corpo di Si berù; Nella Finlandia
1
Disl.a,cat11 euli di tappa
21
17
4
14
~9
0
0
§ 10. -:- Corpo clei gendarmi.
0
Il corpo dei gendarmi si compone di mezzo squadrone dei gendarmi della guardia; dello squadrone dei gendarmi N. 1 addetto al quartier genera.le d ell'esercito;. di mebzo squadrone di gendarmi :2, addetto al, quartier generale del corpo di cavalleria cvmbiuatò; di 'J -distaccamenti di gendam1i ripartiti nel ·c orpo dei granatieri e nei sei corpi d'esercito; di 3 divisioni di gendarmi in guarnig ione a San Pietroburgo, a Mosca ed a Varsavia; finalmente di 118 distaccamenti di gendarmi sparsi nei capi l~wghi di governo., Ecco l'effettivo cli q ueste tntppe: Mezzo squadrone di gendarmi della g uardia: 4 · uffi~:;iali, 102 soldati, 1 impiegato, 8 non combattenti.
N:
249
Sqt1adrouc di gèndarmi, N. 1: 7 ufl-ìziali , 144 soldati l impiegato, 23 non combattenti, 121 cavalli. ' Mezzo squadrone di gendarmi, N. 2: 4 ufficiali, 72 sold ati, 1 impiegato, l3 non combattenti, 61 cavalli . . D~staeca~ento di gendarmi: 1 ufficiale, 29 soldati, 1 1rnpiegato, '.27 cavalli. Divisione di gendarmi: 26 ufficiali, 404 soldati, 2 impiAgati, 27 non combattenti. · . . Il corpo dei gendarmi è ripartito in otto circoli: l. 0 circolo. I governi di San Pietroburgo, di Arkangel/ Volog.da, Ol_ones P_skov; Novgorod, Lituania, ~ rlandia, Est_oma e ~rnlandrn: in questo circolo è compresa la div1s.10ne dei gendarmiAe 16 distaccamenti 0 ~C'ircol9 . I governi di Mosco~a, Jarosl:w, Twer, SmoIensko, Vladimir, J-{ostroma, Riasan, To ula, Orel e Kaloug-a; divisione di Moscowa, e 9 distaccamenti. 3. 0 c1.rcolò. Governi d'Augusto,v, Plosk, Varsavia, Ra . dom, e Ljublin; colla d ivisione a Varsavia e 43 dista<> cament i. 4. circolo. I g0verni di Kiew, Viteb~k, M:ohilev Vollinia, Podolia, Minsk, Yilna, Grodno, Kowno; con '19 dis taccamenti. 5. c-ircolo. I governi. di Pultava, Tchernigov, Kherson, Kharlkov, Koursk, Ghaterinoslav, Tauride, e di Bessarabia; c.:on 12 distaccamenti. 0 6. circolo. I governi di Tiflis, Kutais, Bakou, Derbent, Eri van, Stavropol; con due d istaccamenti. 7.0 ci?'colo. I governi di Nishnij,,Nowgorod, Voronege, Tambow, Viatka, Kasan, Oremborgo, s ·amara, Simbirsk, Ssaratow, Astrakan, Perrn, e Penza; con 12 distacçamenti . . 8 . circolo . I governi di Tobolsk, Omsk, I;kutsk, Enisseisk e Tonisk; con -5 distaccamenti . ' 0
ANNO
\' li. Voi. II. •-
13· ·
250
ORG!NIUAZIONJ!:
§ .11. -
1'ruppe dell'art-i,glieria ed organizzazione di qiiest'arma.
1. h·tiglieria d'assedio. - L'artiglieria d'assedio destinata· al servizio dei pezzi d'assedio. è composta di 53 compagnie, 10 mezze compagnie e 6 quarti di compagnia; a que.c;t'~ffcttivo bisogna aggiungere 43 stati maggiori di piazza, due laboratorii pirotecnici locali, ed un laboratorio mobile, due mezzi laboratorii locali e due mezzi mobili, con compagnie e mezze compagnie d'artificieri, 22 parchi locali, 7 112 arsenali di distretto, 6 arsenali d'artiglieria e 20 depositi per i pezzi, proietti, munizioni ed armi. L'artiglieria d'assedio è organizzata in nove circoli, più le frazioni dell'arma che dipendono,dall'esercito del Caucaso e dellaSiberiaorientale. Questi circoli comprendono: il ci-rcolo rli San Piet1·òborgo : gli stati maggiori di San Pietroborgo, Crum,iadt, ~arva e Neudwinsk, le compagnie d'assedio N. 1 sino a 7,'2 quarti di compagnia N. R, i{ laboratorii- pirotecnici locati in San Pietroborgo colla compagnia d'artificieri N. 1, i parchi locali ed il deposito. It cfrcolo di Jllosca: lo stato maggiore di Mosc~; 1• ·compagnia d'assedio, l'arsenale <li Mosca, i parchi locali, un mezzo laboratorio pfrotecnico 1 coUa compàgnia d'artificieri N . 4, i depositi speciali di Kalonga·e di foshnij -1'.fovogorod, i parchi locali di Kalonga e Ssaratow. Il circolo di Finlandia : gli stat i maggiori di Vihorgo , Sveaborgo e Federichsbam, le coropagn~e d'assedio N. 1 al 3, I-a.. mezza compagnia d'assedio N. 4, l'arsenale del distretto di Finlandia, ed i parchi lÒcaJi di Kelsingfors. It circoto di Livonia: i cinque stati maggiori di Riga, Reel, Dllaa-m1111da , Dunaborgo e Vilna, le 3 compagnie d'assedio H. 1, 2 e 4, le 4 mezze compagnie d'as-
DELL'r,:s,mcITO RUSSO
251
sedio N. 3 e 5. il mezzo laboratorio pirotecnico mobile N. 2 colla mezza compagn ia d'artificieri N. 5, l'arsenale del distretto di L_ivonia e i parchi locali ed i deposu,i di Riga e Dunaborgo. lt circolo di l(icw: i due stati maggiori di Kiew e dt B?hruisk, le 3 compagnie d'assedio N. 1 e 2, il quart-0 d1 .compagnia N. 4, ed i parchi locali ed i depositi di Bobruisk, e di Kiew. · . Il ci1·colo dell'Ovest: i 5 stati maggiori di Varsavia, dì New-Gcorgievsk, di Brest-Litovski, d'Ivangorod e di Zamosc, le 9 compagnie d'assedio dal N . 1 al 9, la mezzà compagnia N. 10, l'arsenale del distretto dell'Ovest, il lab_on~to1_·io pirotecnico mobile N 1 colla compagnia di art1fic10n N. 3, ed i parchi locali ~d i depositi del circolo. Il cÌ!l'colo del Sud: i 4 stat.i maggiori d( Kherson, cli Sebastopoli, cli_Bender e del promontorio Pawlow presso Kertsch, lo 3 compagnie d'assedio N. l sino a 3, la mezza compagnia N. 4, l'arsenale del distretto del Sud, la metà del laboratorio mobile pirotP.cmir.o N. 2 colla mezza compagnia d'artificieri N. 5, i parchi locali ed i depositi di Tiraspol e di Kherson. lt cù-colo d'01•embm·go : i tre stati maggiori · d'Oremborgo, d'Orsk ,e del forte di Perowski., le compagnie di assedw N. 1 e 2, una· mezza ed un quarto di compagniEl, . N . 3, l'arsenale del distretto d'Oremborgo ed il deposito. Il circolo di Siberia: gli stati maggiori <l'Omsk, cJ·Ust- · K,tuuogorsk, 2 compagnie d'assedio N. 1 e 2, I.a mezza compagnia N. 3, l'arsenale del distretto di Siberia · i parchi locali e mobili d'Omsk. ' L'ar tiglieria d'assedio è organizzata come segue nell'esercito de! Caucaso : 1° nella provincia di Koubau son vi tre stati ma;;giol'i cli Temrj uk, d'Ust-Labinsk e Protsr.huo'Qkop, quattro compagnie d'assedio dal N'. l al 4, un parco locale p rincipale, un arsenale d'artiglieria; 2° Nella provincia di Terok : tre stati maggiori Ji Vladikavkas,
252 ·
ORGANIZZAZIONE
d i Kr osnaja e -di Chassaw-Jurst , cinque compagnie d'assedio N. 5 al 9,- un parco locale prinçi pale, un arsenale d'artio·lieria: Dagcstan: tre stati, o , 3° nella provincia di ' maggiori di Petrovsk, -di Derbept è di Sakatala , 4 compagnie d'assed io dal N. 10 al 13, 1 par co l 0cale princip ale, un arsenale d'a.r tiglieria ; 4° governo centrale di Kutais : lo stato maggiore di S uk uutKalè , la compagnia d'assedio N. 14, un arsenale d'artiglieria e·li. parchi locali'; 5° nè1la Transcaucasia: li stati maggiori di 'l'ifiis, Backou. Frr,i-van, Akalzichè e AJe::3sandropoli , sei compagme ·d'a'.ssedio ·dal N. 15 al 20, un ar3enal~ d'artiglieria a Tiflis, una stazione locale colla compagnia d'artificieri N. 2 ed uu parcò loca.I~ principale,)noltre sono posti sotto l'arn min-istrazione del comandante dell'artiglieria dell'esercito del Caucaso,, i depositi di .Dubow , di Astrakan e di Rostrow sul Don. Nella Siberia 6rientale, havvi uno stato maggiore a Nikolaìew, v na compagnia d'assedio, un arsenale del .disLrd,to ed .il par co locale di Tschita, di Selingisk e Vur~
kutsk. Vedi per l'effettivo del personale dell'artiglieria d'assediò la tavola N. 12. ~ 2• L'artiglieria di guarnig ione si compone di 1-5 compagnie dal N. l al 15 e di due mezze comp~gni~ N_. 1~ 111car icat~ alla guarç1ia del mat eriale nelle varie d1rez10~~ d'artiglieria,. e ripartite in qt1esta guisa : una compagnia all'arsena1e d i Br:yansk, 4 a quello di Tnla ,. 3 alht fab brica d',1-rrni d'Ishew" 'due a q:µella d i Sestrorezki, una a q uella d'Ocht;i,, d ue al.la polveriera di Scnstenski, una 1 a quella di Ì<:àsau; -~ma appresso i depositi ed i _ parchi locali di Kalohga; u11a mezza compagnia sta all'arsenale di Mosca ·l'altra mezza è divisa fra 1 depositi di Dubo,v, <l'Astrakan e di Rostrcw; d ue compagnie N. 17 e 18 sono inoltre poste nel circolo d'Oremborgo.x L'effettivo di queste compagnie è il seguente: , ;(
DEL L•E~EHCIT O RUSSO 253 Compagnia di guarnigione . Ni 1 a 15 : 4 .u tliziali, 16 artificieri, 172 soldati, 2 non combatten ti. Compagnia · di g uafoigione N i 17 e 18 : 2 uffiziali 1G · artifieieri, 171 soldati, 11 noù combattenii. ' -1' l r2 compagnia di guarnigione N° 16: 3 uffiziali , 94 soldati, 2 non combattenti. 2" 112 cornpa.gnia di guarnigione N° 16: 3 uffitiali, 143 1 soldati, 9 non combattenti. I 3°.r v 1· sono t re arsena 1·1 d'art1g . 1·iena . permanenti il. San P1etroborgo, a Kiew e Briansk, e tre ar.s 8nali mobili a' q_an Pietroborgo, a Varsavia ecl a IGew. _Le polveriere dello Stato sono poste a. Ochtn, a Schestensk (nel governo .di Tchernigo) ed a Kasan-. 5• Le fabb riche d'armi . sono quelle di Sastroresk , appresso San. Pietro borgo quella di Tula e infine que1la d'Is9hew (nel governo d i \Vj;i,tka). ,, 6° Vi sono a Ochta ed a Schost81rnk ìè capsulerù,~, 1 le fabbriche de i razzi sono · a.Ile scuole di piròtecuia, alle scuole scient ifiéhe· ed alle s,)uo-le dei maniscalchi, tutti questi stabilimenti sono concentrati a ,sah P i~troborgo.
S 12.
-
T1·uppe ed 01·ganizzazione del servizio ·degli ingegne·1·i . .
Il servizio degl'iiigegnerì in Russia è ripartito in sci comandi e e.inque direzioni. Esso comprende : J O il per- Sfnale dei comandi del genio; 2° i parchi da campagna, e'"d'assedio del genio ; 3° la compagni a 'dell':rsena1e e 4° le cornpa.gni_e degli operai militari, e lo compagnie di disdplina. - Vedi la tabella N. 13. 11 capo degl'ingegneri dell'esercito del Caucasb ha sotto i suoi or dini: 1° i comandi del genio n~i q uattro c~rcoli m ilitari del Caucaso, coll'amministrazione -delle · piazze forti, posti for tificati e stabilimenti rniiita:ri che ne dipen·, donQ; 2° · la direzior;ie del servizio del genio nell e for-
254
2~5 . La ~abhrica d'apparecchi galvanici e la compagnia di 1struz1one detta galvanica (di cui faremo poi parola) sono egualmente sotto là dipendenza del servizio del genio. r>EtL'ESERC,TO ll.US~O
ORClAK !7.ZA 7. 1O~!?
tezze di TranscauoasiR, ,e al di fuori di q ueste fortezze ; 3° le 21 sezio11i del genio organizzate per la sorveglianza ed esecuzione delle costruzioni m ilitari nelle regioni del CmJcaso; queste sezioni sono ripartite come segue ; 5 per il I{ouban, 6 per il Terek, 5 per il Dag_e s!an '. 2 in Transcaucasia e 3 per il governo generale di Rutais; 4° infine, le compagnie d'operai rnilitari N. l ad S, e la m t;zz<1, c0mpagnia N. 9. J1 direttore delle costruzioni della fortez7,a di Oronstadt ha sotto r suoi ordini il comando del genio di Cronstaélt, }e conìp"griie d'operai militari N. ~ e 10 e le coo:ipagnie di disciplina 1, 2 e 3. · Sotto i li ordini del dirett ore delle costruzioni di Sweabora si trovano posti il coma,ndo del genio _cìi Swea,borg. il q~arto eh c;)mp,tgnia degli operai militari_ N. 11 e la ·compagnia, di disciplina N. 9. Oltre alle compagnie di cui parlammo v'è una mezza ..eempagn-i-a d'operai m ilitari N . 25 posta sotto gli ordini del dipartimento dello stato maggiore generale . . L'effettivo delle compagnie m ilitare e di disciplina è il seguente : ' · ·compagnie d'operai ; l a 4 uff-iziali; 8 a 10 sott'uf:fiziali ; 100 a 200 soldati; 3 a 4 non com battenti. Compagnie d'operai cli disciplina; 4 tiffiliali ; 17 sotto uffi:.iaJi; 100 a 225 soldati, 2 non combattenti. La compagnia dell'arsenale del genio _è in guarnigione a Donabourg. Il personale del , geniQ applicato a quest'arsenale si compone di 1 colonnell(:), 4 uffiziali inferiori, 2 conduttori, e 22 impiegati inferiori. La co mpa.gnia deli'arsenale comprende: 2 uffiziali, 15 sott'uffiziali , 282 soldati, 3 non combattent i e 2 ordlname. Ai due parchi d 'assedio ed ai c}u(• parchi d i campagna vi sono le compagnie d'o1)erai e le mezz"! compagnie.
§ 13. -
Posizione delle truppe post~ sotto diverse atbtorità:
La compagnia dei granatìe1·i dei castelli imperiali di pende dal ministero della casa dell'imperatore, ed è computata ,
,;
n ell'effettivo generale dell6 truppe di fanteria della guardia. · " Il battaglione di guarnigione della gua1·dia fa parte del corpo della guardia ed ha ùn effettivo di 20 uffiziali 40 sott'uffiziali, 72 musicanti, 400 soldati, 3 impiegati ~ 25 non combatt~nti. ' Gl''invalid·i della g1,1,a_rclin hanno ui1 personale di 33 uffì.•zi>a.li, 82 sott'uffiziaJi, 978 soldati; sono essi ripartiti per distaccamenti negli · stati maggie,ri, r eggimenti cd ùltr~ frazioni di truppa della gqardia, e negli ospitali di questo • corpo. N ello stabilimento d ei cadetti di Nicola è posto un distaccamento d'invalidi della guardia, che comprende : .Jl uffiziali e 170 solclatj. n corpo dei topografi si compone : di-uffiziali e di topografi; esso è posto sotto g li ordini del q uartier-mastro generale dello stato maggiore di S. M. I top0grafi sono riuniti in 9 compagnie, più una comìJagnia speciale addetta al deposito topografico. Il corpo dei cacciatori è sotto g li ordin i-del genern1e del servizio giornaliero dello stato maggiore di S. M. Egh comprende : 34 uffiziali, 56 cacciatori ed U:110 scrivano . Le compagnie rnobih degl'invalid'i sono applicate ai varii stabilimenti dell'amministrazione militar e, ospedali ecc.
ORGANIZZ ,1Jo;r< l!'fll:
D1':LL'EsEncrr.o RUSSO
'l'abella N° D.
Tabella N° 10.
VETTURE DEL TREJXO D'INTENDENZi\.
CAVALLI DI SERVI-ZIO.
256
SPECIE E NUMEl10 DELl,E VETTURE
257
PJGDF. ()I GUERRA
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l Sta:o Maggiore ,1e1 ~ra.natien
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s 1aço !i!rigplo_re t1·una J)ivi~ione d ar 11glter1~1 . . . . . -
l tl'arllglier~:1 a p~11ctl .. - .. : Sullo ~faggior~ d 1111 ::i Bngnta I 1l'artiglieria a cnval!o . . . .
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13
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squadrone di ri.se_rva
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lb1tcria 11csa11te a c.~vano Dauer.i~t r,ggcrn :i_ \Heth . Parco rid ia guarclta . · . Pareti mollilc volrrnt.e. .
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Rc~gnncn!Q dell'ese rcito del Caucaso. . . 'l'1·e110 della J,uarclia . . . . . . . . . O::ift:1gli1:)llè c1 cacci:nori F inl~nclcsi ,lell::i
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BaLLaglionc dei cacciatori elci Caucaso . . l rl. id. . id. dei Corpi ,l'eserrito . . . . . . . . . . D:1 Uag Iione dei cacriatori del C;:im•aso, dei ; Corri d't~sercil o, della riscrY.1. . . -:·- . I nauaglionc di zappa tori de lla :;uardia e del Corpo dei granniieri . . . . . . . . j Ba rraglione rH :t.:lppatori c1ci Corn i d'esercitò 1°0 Oattagliorn, dei ZlpJrntori del Caucaso 1 :l lei. id . id. . Compag11ia di pontoniCri con cqnipaggìo
i
2
I
1
!t,• r.orpo d,•1 granatier i . . . . . . . . ll~tt agJ jouc ili riserva dei r.orpi d'escrc,ito
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. Reggimento del t,' e 6° Corpo ,l'esercito '' .
, 3" Battaglione di riserv., della suardia e elci
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ciel Co 1·po tld 13r aoati1! ri.. . . ifol ·fu, 2°, 3° e 5° Corpo d'eser~
g11ard1a . .
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. Un:'>"' e 6~ squ::alrone di n :-crva j Divisioll c di risena in tempo , d, guerra : . . : . . .· . , i Reggimcn.10 rh ca,•alleria di r1st;rva d.1 4. squ~drorn . . . ,. neggio!Cnto dei dragon i del ' t CauC3$0 . . . . . . . . · 3 . 'Sqn adrone di pionieri dellrr guarclla . .· : •. •. • Di,•isione ,11 n1omcn ~ caf
Reggimento dell a gua~dia. - . . . . . .
2
•
1
I
l\ fl.t lta; Hone 111 c,wcrn.t.on
· Datia~lio11c ùi uq>p~1ari Campilgn ia .cli ponton ièr1 con parco . . . . . . , n cggimenlo di cal'allcria di 4 squadroni . . . . .
Rr.{J9imcnti e /Ja11aglioni cli fanteria .
2
. ld.
1Stat o Maggiore ,runa Brigata
' Per 1 Reggimento della gu::irdia I e dei gran•li~ri . . . . . i Per. 1 R~ggimc11to dei Corpi 1 d escrcit.o . . . . . . : 5° Uau.aglioTie .di riserva della : guard1il e etc.i graoat1en . . r 4u Baa n«lio'n e ,n riserva tlei Corpi ~·cse1cilo ... :
1
2
l ,, dei 6 Corpi d'esewto . . ' Stato ~fagg'iorc d'una Dil'istone I, di fanteria . . . . . . .
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"
CaMllcria. Reggimento dello guardia di !o squarlroni . Id. rii 4 squadroni del la J• , 2', ~• e 511 Oi\' isionc di c:w nllcrin . . . . . Rcg_l;i.m_cn1 0 d_i t, squi1<l~crn1 della 4'1, 6"' e 7tt D1v1s10ne 111 r,t1 \'flll er1:1
. .
. •...
5° sqn~dronc rii r i~cna della guàrdia
Dirisionc di riserva . . . . . . .
5° e 6°sguacl ron e di riscn•;i rlella 1a, 2lt; 3~ e 511 D1; 1 isione di Cfl\'alleri:t . • . • .
561
657 657
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258
ORG ANIZZ.lZI01'&
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DEL I,' ES E RCIT O RUSSO
Segue 'J'abella ~ 0 10,
Tabella
PIEDE DI CUi>nRA
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I Il .
PIEDE 01 i'ACE
DISLOCAZIONE DELLA GUA llDU INTERtXA, NU)IERO DE I DI STACCi\>IENTt
---.__,____.......
• Una Di •·s"one di riserva di) senia passare sul . ! 1 1 .. d piede d1 guerra quçsll Reg0 _1mc1111 e a pos<ando sul essi scparat., · · · · prnde di cuerra 5° squ:ulrone tli ri serva del la 4", GK e 7 Jlivislonc di cavalleria . . . . . . . Reggim,•1110 di riscn ·a della linea con li squadroni _;ie'.· d:ra~o1'.i ~el _c.~uc_o~ ~i 6 Il i~ S\Jll:l(lrone di riserrn d'uno di questi
261
11
nclg~~~~:~
Rc,g~11ncnL1. . . .
.
.
. .
. .
. .
Squadrone di pionieri a cavallo della guardia . . . . . . . . . . . 112 SAJU:idronc di rlscn·a dei"pionieri. Oi\·is,one di pionieri a c3'allo . . . Squadrone di riserva dei pionieri
BATTAGLIO~! DELLA GlJ.-\B.DIA INTEnN A
2.;.;
08 721
106
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liG 183 91
31;.; 196
8"..3
46 15
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183
1° Cfrcolo.
19
Sao Pietroburgo N° 1
19
2G 1
HC\'CI N° '>
PsJ..ow N'0 -S . . . )litau 1'0 4
Balleria a pjedi pr.sante _della guardia Id. ul. :1lk:;111ema Id. . . M. ,li riserra combinala a piedi della guardia . . . . . . . . . . . . . 1 Datttn·i~ a pi_c<_li del Deposito dclln ~uardia J' hl. a ca\'allo ~rave della ~ua,·cl ia . . 6 Id. id. alleggerii~ della guardia V lii. id. ri~a1a leggera . . 8 ltl. di risfrva della "Uardia . . J lrL . a piedi pesante r ei (',or[)0 dei {;ranatll)l'l e dei G COl'JlJ. d eserci to .
. . .
Ba ll eda a 1>ie,li alleggerita del Corpo dei ~r.rna1ic1•i (, dei O Corpi ,reserci to . . Ball eria a 11i~di kggcra del Còq•o d,•i g11I/ na1icri e dei G Cùrpi d'escrci10 . . . . Batteria pesante a cavallo dcli" 7 IJrigate d':1rt i~hen a a c.w allo. . . . . . . . DaUcri:1 :1lleggc d 1,a a r.avallu dello 7 llri~,•c d'artiglieria a r.avallo. . . . . . . . Balleria alle~geri la :i cavallo della Oil"isionc d"arllglicria a r.avallo di risnva . . . Balleria pesan te d'arti~lieria del C3uraso 1f Id. allogger ita id. id. ,7 Jrl. leg~cra id . id. '\ Id . a piedi clella Siberia. . •~ l_d. p CS3)ll C della Brigata ct•a;·liglieri:i d1 Tra11sb«1ka l . . . . . . . . . . 'I.O 8:lt\erla l~;g:r ra della Brigala d'miglicria d1 Transoaikal . . . . . . • . .,_, .1 Batt eria da parco mobile della guardia Id. 1d. volante .d"artiglioria t'l
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•
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181
2° Cfrcolo.
Nowogorod !'i0 6 Twer ~ u 7 . , fo roslaw N• 8 Vlaclimir N° O l{ostroma N° 10
33
2°
1,1.
10 7
N" 14. .
7
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2
4° Circolo. Nishegorod !'1"0 15 . K :..s;111 N° ·tO . . Sirnwrskj N° 18 .
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• .
11
Perni :'i0 20
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16
5° Cir colo.
Penza N° 21 .
6
181
;;
20
7
3o Circolo. Yoloirla !'1" 0 11 . . • l'etrozawo,lski i'(• 12 .• ·1° Arkan.,cl N° 13. 1. .
Vrat a .
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lliga N° 5 .
ArliQlictia.
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G
Sarat<iw l'\'' \!2 Tàinbow N" 23 ."
I
Y!lfO!H:y -~: ,,2 i . R1asan N ~,. . Aslr~kan N° 26 .
10 10 12 12
12 5
8 5
1·
261
UELL'ESKRCITO ,'.fi.lJSS0
260
ORGANIZlAZI ONE
Tabella 1'1° I~.
Segue Tabella N° I I. • NUMEI\O IJKT DlST.~CCA:\1.1;:i''ffl .______,,____
EFlìlffTl VO DEIJ PEllSO.VAU D'A fiTIGLIEfllA O' ASSEDIO
BATTAGLIONI DELLA GUARDIA INTERNA
-
I
NON COM.BATTENTI ~
.
I·
G° Circolo.
~
·;:;
E
;::,
Orel N" 27 . . Tltula N° 28. . Smo Iensk N° 29 Mohi lcw N" :,o . Ka li'rnga N° 31 Mosca lì' 52.
12 12 12 1'I
11 14
Ji.témtr N: 0 33
.
Kicw Ne, :H . . . 'f::;che1·iogow N" O;> Poi tava N° 30 . . lçj1:1r\1k.ow N° ;;7 •
15 15 15 i1
h."Q.nrsk N" 38 ..• .
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Compagnia d'assedio . 12
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7° Circolo.
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del Caucaso
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I
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G
I
8G Circolo.
114 di compagnia d'assedio lt katerinoslaw N° 39 . . . . .
9
T:ig:tnrog, 1I2 battaglione N° 17. Kherson N° 40 . . . . . . . Tauride N° t,1 . . . . . Kcrlsr.h, 112 ba ttaglione N" 17 J<isd"iinew N° 1,:2 . . · . . . Kamencz-Podolsk, N° 43.
8
6
12
..8
7 12
I
3
I
•
id.
id
id.
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9• Cii-colo .
L:iboraforio mobile cofi una comp.' di operai
Vill,bsk N° /44 Grodno N° /i5
VHna N<> 46 . Minsk N° 47 . Kp vuo l\ 0 t,8 .
12 8 7
2
9
7
7
5 112
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id.
id.
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!0° Ci>'colo. New-Gcor~ìcwli.i N° 4.5 .
Zamosc N° 49._ ,
24 19
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"
262
ORGAN IZZAZ!ONK , DELL'ESERCIT'O RUSSO
'l'abella N° 13.
RIPARTIZIONE DEL SEHVIZIO DEL GENIO ~IILIT,lfiE.
COMANDI DlllEZIONI
I
COMPAGNIE
COMPAGNlE
D'OPERAI >flLJl'AnT
Dl DISCIPL I NA
SEZIONI
DB r. GEN(O
I
~
San Pietroborgo
San Pietroborgo San Pietroborgo N:nva Zars1lòc,-Sc\o Vtborgo Pclerllof Ark:rngcl • No,,sdvinski Vccchio-Russ Nowgorod Mosca
Mose-a
Ni 1, 2, Il, 4,
5, 6, 7 e 8
1( 0
RIVISTA TECNOLOGICA
1\2 N° li e N° 9
12
Iaroslav ' Sn10Ien;k Rip
Livonia
Kowno
Ni 15, 14
e 15
l\cvcl BnnabOrgo Vih,a Kiev Bobruisk
Kiev
Cump. N" ·) ~
Gomel
Ilendcr Kerson!
Del Sud
De l Capo rlcgli Ingeg:neri dei Corpi della Sibcria ·
Omsk
Del Capo de li 'Ingegnc~i del 1° esercito
Newgeorgi evs·k Bresr-Li101•ski Varsavia
0
Ni 20 e 21
Impiego delle torri giranti di ferro, sistema Ericson, come batterie galleggfa11ti e nella fortificazione.
Ni IO, 20, 24, 27, 30, lii, 46
(Estratto dal Giornale Militare austriaco).
- - -
Oremborgo
Oremborgo
Ni 11,12,H, 15, -IG,li, 18 el 12
Simeropol Slavian
N° 27
N° 5t
Ni '22, 25, 21, 25 e 2G
112
l:Ompagnia
N" :;9
.
N°2S el J2Com- N° 55 plgllfa N° 29
Ni '16, 17, 18 e 19
Ni 52. :55, ::H. 35~ 56, 01 e 38
Zamosc
lvan-Gorod
S. G. ( Co:1-tin1ta)
La costruzione particolare ::lelle batterie galleggianti di Ericson e specialmente la disposizione e l'intendimento d!llla ' loro torre mobile, produrranno non soltanto una rivoluzione nella costruzione delle navi da guerra, ma cosiffatte torri po• tranno pur anche, a nostro avviso, applicarsi alle fortificazioni permnnen ti. Gli straordinari risul1ati che oggidì si ottengono da cannoni rigati che si caricano per la culatta, sia per rapporto alla giustezza, sia per rapporto alla potenza del tiro a grandi d istanze, hanno prodotto la genl:lrale convinzione : 1° Che l'arte dell'ingegnere debbe studiarsi di introdurre una quakl:ie irbpor tante modificazione nella forma delle sue costrnzioni e nella scelta dei materiali per qupste;
R;VISTA
264
Ii'.CNOLOGICA
20 Che le baHerie coperte sino ad oggi illlpiegate ora mai più n on soJJo s ufficienti. . L' ino-egnere m ilitare sarà. d'ora innanzi costretto a riparare tutte sue opere murali agli effetti delle artiglierie nem ~che, ed a sopprimere così i ri,lotti isolati di mur;itura collorall dietro a parapetti, a n on più rivestire di muratura scarpe estem~, ed a nascondere sotto ai rampari le caserme ed 1 m agazzeo1 tutn.
1:
!e
In ·quanto alla secon da quistione non sappiamo se siasi sin o ad oggi soddisfacentemente r isolta. _ _ . . . Trattasi invero di proteggere le artig lierie meglio d1 quanto noi siano state sin o ad oggi entro le batterie coper te di terra 0 di mura tura. Queste ultime, che non si panno convenienh·mente proteg_-_ gere ai lati e sovra le ca nnoniere, prese~tano troppo a01p11 bersagli al tiro n emico. Le combmaz1oni sino ad oggi tenta te del legno col ferro, colla terra e la muratura, non hanno dato per anco soddis[acenti ri~ultati, rhe s_i~ n_o a nostra cognizion e, e si ba ragion e di d ulntare che v1 s1 possa m ai _riuscire._ Cotali ri.flP-ssi ci hanno in dotti all'idea d i guareot1re 1 cannoni il ella difesa entro a torri gil'a nti del sistema Erir.soo, dr) tate di u na grande resisteola, poste sui rampa1·i. Ed ecco secondo la Gazzett,;, Universale d 1 Asburgo e secondo a lcune nostre particolari notizie, la descrizion e gen e1:ica di ~osi ffa tte to l'ri._ Sul ponte delle batterie galleggiann trova.,;i una_ torre c-.1liodrica di ferro alta 9 piedi e di 20 piedi di raggio este rno. L a torre gira s u di un albero verticale solidamente impi~ntato n el corpo della nave, P.d è m ano, 1 rata da una ?1acchwa ~ v apore a doppio cilindr o. La torre è formata d1 otto s1 ra11 sovrapposti di lastre di ferro di un pollice d1 spessezza,_larghe 2 piedi e lunghe 9, connesse longitudinal mente le uoe a lle al tre . Da una parte della torre sono a perte due finest re p_e~ cannon i alla D ahlg reeo del p iù for te cali bro (A), e sono ob1i;1 da 11 pollici, i quali ponno all'ocwrreM,a sla riciar p roietti ~ieui ._ Da questa parte il corazzamento della torre è affor1,a~ d1 a_hn 2 pollici d 1 ferro. Il _congegn o per trarre i:idietro 1 pPzz1 e risospingerli in!1an zi è tale c~e queste manc,pere 1wscun u agevolìs5ime.
_
265
All'atto in cui il pezzo vien ritirato per essere caricato, la finestra si ch iude d i per se stessa m ediante uno s portello scorrevole della s tessa s pessezza che la torre. La torre è crivellata tutta all'mtoroo e nel tetto, di fori di un p0llice di d iametro per dar luce ed aria all'interno, e sfogo a l fumo. Un solo cannoniere per mezzo d i u na leva, come per. muovere u na locomotiva, fa girare la torre io ogni direzione per imberciare i peizi ov unque convenga, seuza che la n ave abbia p erciò da muoversi m enoruam eote. S i apprezzano facilruent~ i van!aggi d i cosiffatte torri d isposte sui ram pari di un a piazza, o coronanti casarn atte, uelle q uali si nasconderebbero le macchine motrici e l'ing, esso delle torri stesse, che sarebbero accuratamente p rotette da robusti parapetti di terra . Tali sarieno i priucipali di cotesti vantaggi : 1° l\faggior resistenza e maggior sicurezza contro i proietti nem1n1. 2° Libero cam po di tiro su tutta la zona difensiva della p iazza. In quanto al primo punto, debbPsi a ttribuire la potenza di r 1!sis t.e11za d,-lle torri Ericson, a lla loro formo. ciliodricu che fa q uasi sempre r imbalza i· via i p roietti, ed a lla gra nde robustezza del loro cora:1.zamento. Nove proietti da 2 00 libbre, slanciati u brevissima dis tauza dal Jlle1-rimac n iun a traccia lasciurouo sulla tor re del Monitor. Son osi or ora fatte alcune esperienze in Iughilterra con cannoni Armstrong lunghi 14 p iedi e del peso di 240 q uintali, caricati con un proietto di 150 libbre con 50 libbre di polvere . Questi proietti a ttraversarono una lasLra di ferro spessa 4 pollici e I 12. Quindi u na solida armatura di legno quercia, di 17 pollici, poscia una se~onda lastra di ferro di µ o pollice, e pene1rnrooo inoltre p 1ofon dameote nel m uro di granito contro cui poggiava un tale bersaglio; sembra impossibile di conchiuderne clrn cotali proietti non atll'a,,ersf!rebbero le pareti di una torre Ericson, nou perciò ~e nH può inferi 1·e che prontamente la distruggerebbero . Noi s:arno bens) pers11asi che l'artiglieria gi 11ng,~l'~t ben tosto a po;,sedete ta li pezzi i . cui pro1ett1 ira foreranno le torri Erics,rn, ma non ci tratterremo p.-r 11uestu dal co11~igli,1ruc limpiego n;j_lla d ife;,a dellH1-•iuzze furt1( B). Ai.No \' Il. \ ' ul. Il. -
1S
266
nrvrsTA
Accennossi non è guari nel parlamento britannico intorno ad una specie di riparo per le artiglierie, il quale avrebbe la forma di una serni,;fera cava, ed offriiebbe grandi vantaggi . . La. parta sn peri ore sarebbe anzi meglio conformata che non il Letto delle torri Ericson, per resistere ai tiri molto incurvati. Il perehè proponiamo di coprire di cotali tetti semis\eric:i le io, r1 suddette. La pane inferiore dov rebbe mantenere la forma c.i lindrica, l a quale concede maggior spazio agli artiglieri che non la forma del s i,;tt,ma Oowper Coles. Potrebbesi d'altrnnde usar i ndi:fferenternenie o l'uno o l'a ltro s :stema (C). Le cannoniere delle torri offrono un ristretto bersaglio a l tiro nemico, ed i noltre non s'aprono che all'istante dello sparo. La loro larghezza può esser m inore di q uella delle cannoniere di niuratun1, poiché, mEentre la torre gira su lla sua base, basta cbe la larghezza delle cannoniere permetla d'introdurvi la volata del peno perpenÙÌt olarmen1e alla tangen te . In qnanLO I oi ai vantaggi della rotazion e di coteste torn iutoruo ,,1 Imo asse verticale, _è capitale quéllo d i poter cosi. diminuire assai il numero dei rezzi senza che I ertiò ne sia }l egiudicata l'nwne offensiva della dilesa, mentre uelle an'tiche c,,struz1oui,. a vendo le cannoniere pr~determimilt! le loro direttrici, ricbiedevasi per ciascuna un pezzo. Per ciò colle an tid1e rnnnoniere aventi un campo di tiro d 1 3S0 , quell'opern di muratura la qua!e si voglia provvede1e di fuochi tutto all' intorno, richiederebbe alm1mo l~ batterie casamattate, m en Lre avrebbonsi gli s Lessi ris ul tati da una torre giran1e armata di soli due pezzi. Quand'anche una torre non possa bastare per tutte le opere e sia soveo 1i necRssario di di rigere un fooco più eflìcace che 110n il suo s u lalun punto, ciò non toglie però che cota}1 torrt consen tano di diminuite vistosamente il n ume!'• dei grnssi r1ez,,:i d:i muro sinu ad oggi impiegato nell'arrnarneuto dt lle p1twz0, e di ridu rre così 11 circuito di queste, la q11al cosa è importantissima. Chi11se da ogni parte e~se permettono di abo· l ire i bone1.t1 , le traverse e gli· al tri dettagli del defìlament0, d1e com1,lic,rno a~~ai il lracci~1o. Epperò l'impicg,) delle wrri
T!i.€K0L0GTCA
267
presenterebbe questi pri ncipali vantaggi sulle autiòe batterie: 1° R ipara mollO meglio l'artiglieria; 2° Semplifica considerevolmente il tracciato delle fortezze, e ne riduce sensibilmente il circui to. Quest'ultimo vanta.ggio ba una grande influenza sulla qnistio• e economica (D), la _·q uale d'altronde è second,iria quando trattasi cosa di tal genere. Esaminiamone ora alcuni particolari . L'albern od asse verticale sul q11ale gira la torre, dovrebbe cominciar di!,l tetto, traversare la torre ed il suolo, per dare a l sistem<1 la necessaria forza, e mantenerne unite le varie parù. I cannoni no n debbono muoversi secçmdo il diametrn della torre, rna secondo una corda, di guisa a lasciare sempre libero l'~sse di rotazi9oe. Ne consegue cheogoi torre avl'1J srmpre i1lmeno due cannoni. Dietro tali dati si può facilmente calcolare il diametro m i nimo della torre: Più , p iccole sono le torri, più forti elleno s<,no e fac ili a 111anovrarsi; converrà cl unq ue costrurle quanto più piccole è possibile. Se si classe al la tone la forma di un cilindro il cui miì,iore diametro fosse diretto lateralmente, ris ult,:rebbe meno ,solida sui lati, scemereb_besi lo spazio per la manovra ed i forti c rolli dati dai proietti che .percuotono la torre diverrebb0ro assai più pericolosi pei cannonieri . Nella torre del illon·i tor tutti i cannonieri veniano atterrati ad ogni urto di proietto nemico, scbb,rne si tenessero g inocchioni per non essere sbalzati con tro alle pareti e contro i _pezzi, come loro a vea ben raccomandato Eri, son. Vorre bbrsi pure studiare se le torri difensive di ferro 11pplicate alle piazze forti debbano sempre esser chi use da ogni parte. Nel caso negativo, sarebbe a~s::ii vantaggioso tanto per la manovra ~1uan to per l'econom ia, il sopprimere il corazzarnento da quella ,p arie ove uoo fuss~ nece~sario, nè per pr oteggere dal tuoco nemico, • è pBt' rilegare il suolo col <ie!o della torre. La q11ako>'a inoltre agevok rebùe assai l'iugress,J nella torre, e dirni nu1eebbe per gli u()rnmì ~li effetti dell'urto dei proièlli contro le sne par,;ti . T utto 1.iò d'ai tro ud.,. ve rrt:bbe meglio deciso e sislcmato da.ila ~pe-
2GR
RmSTA
rienza; vuolsi però · ri ten ere in princip io che la torre ermeticamente chiusa per ogni parte è la più solida. Basterebbero parti di torri s 1J quei punti che l'inimico non potesse battere se non con pezzi dì debole calibro, e dove il campo _ di iiro non ha bisogno d' Ps tende~si p8r tutto il giro dell'orizzonte. Le sezioni oriuootal1 èelle casamatte pelle torri, ove dovrebbe ricettarsi l'apparncchio motore, sarebbero circolari; i lati della sezioue verticale cadrebbero a perpendicolo sul fondo, di guisa che la casa1uatta verrebbe ad avere la fo rma di un pozzo. Il suo dia111e1ro s uperio re debb'es~e re piccolo, men tre deve sorreggere una pesante piatta forma circolare di ferro, avente la forma di un,1 cororitl s ulla quale devo poggiare la torre e g irare. Nell'attacco di una di cos1fatte torri, dovrebilesi tentare di roYinare il s uo motore, battendo quella parte del ramparo che la ;;o~tiPne; epperò la casamatta vorreb be essere di solidissima costruziothi, "P'' lleggiata da2O a 24 piedi di terra inclinata alla scarpa di 1 114 a l 112 al pi 1ì su tutta hL spessezza. L a ca:samatta della torre dovrebbe essere stabilita in modo che i I suo orlo s uperiore si trovasse Ìlt uno stesso piano colla cresta esterna del parape tto priocipak, a fin e d'es~eme coperta. Qlliv i, cotlle si usa nelle batterie galleggianti, per manovrare la 1orre con verrebbe adopi,rare una p1ccoh macchina ad alta pressi,,ne. La torre ed il s uo a r;nameuto pesereb bero -circa4OOO quintali, una m11cchina della fo:;;a- d1 15 a 18 cavalli vapore l,asterebbe adun,1ue per metterla in moto con una wlocità ài 2 a 3 piedi a l secondo. L 'ingn-sso nella torre, il servizio delle munizioni si farebbe per cinque o sei fori praticati nel fondo della torrP, in tal modo che uno d i essi si trovi sempre al disovra della grad mala clellll. casa rnatta, qnal nuque sia la posizione del sistema intorno il suo -a,,,se verticale. . La torre è rn0nt.a ta su roti~lle moventesi s u rotaie disposte circo!annente su lla piattaforma. Per rendere queste r otdle più gr,,ndi ::;enza tr,,ppo a lr,nre la torre, si collocano in appo::;iti intag li ap1!r1i nel s uolo della torre. _ . i.\'ella costi uzione delle Jor tBzze, non si clov rebbero rn1p11.Jgare to rri a vece di batterie in 1m~ratura, se non su quei pu nti i più espo:;ti a i fuochi doll'ass-xliante. Qlwi pezzi cbe nun deb-
Tt::C ~ OLOGTCA
2G9
bono S•Jrvire se non s-e eccezionalmente d unwte !a notte pP..r ' respingere attacchi parziali, battere gli spali i, i fossi, le gole, i punti isolati o stacca ti, e che si trO VflSSero s nfficientf'm(•nle j)l''ltetti per la loro posizione stessa, dov rebbero stabilirsi secondo l'antico rn~,tÒdo. Le considerazioo i che og~idì di rigouo gli ingegneri essendo d in· met.ral mente opposte a quelle del passato, ne conseglle che il numero delle 10rri più non dipenderà che dal numero dei pezzi coperti che co:n.venà simultaneamen te impiegare per impedire i l traspoi·io delle gros~e ar tiglierie dinna nzi la piazza e lo stabi limento delh batterie· di breccia . Cionuilarrn•no,' t~:nendo conto delle proprietà del10 torri, ben si ved rà crnne il nu mero dei pezzi della difesà p•,trà esseredimoltodìrnin uito. Intendesi oggidì a llv i ,ola.m nn to delle opere, potrà du nqne trovarsene per le qna!i basterà una sola torre armat:i di 2 canncni, e che al1.ra -vol1a avrebbero rnerila toi4 cannoni, se non p iù. Ciò bastando come 1lr rnamento principa!e, potrassi aggiung!é re nna torre ad ogni ramparo esistente, purché vi siano praticabili la c:arnmatta e la piattaforma necessarie. Q1rnndo s'impieghino d 11e o parecchie torr,, dovrannosi irnpia ntar-e di guisa a non i m 9a1·azzars1 mutuamente , ed a. lasci!H piirfettamente srnascherati i punti che sono destinate a battere. L'an"olo mor to delle to rr i sarà d'altrond~ ristrettissimo,. irn pero ciocchr~ il fuoco della piazza potrà rasentarle molto da v1cmo. Allorquando i ram[Jilr i ave,;;ero un gran rilievc>, converrà per la maggicr rar te delle volle stabil ire bfltterie casamattale'. d'ordi nario· acca nto alle ton·i, per form ~re un secondo piano d1 fuochi in feriormen te alla eresia del parapetto principale e sono i fu ochi cklla turre . In una li nea d'opPre stacca1e due o tre torri sarebbE'ro utilmente collocate a' punti d'attacco o ad altri pnnti princi pali. .Altrove una basterebbe per ogni opera . In lai modo ve1:re b'besi a realizzare una sensibilissima economia di materiale e di _ denaro . Cav. Mu1L1NAH1 ~ 1 MoNTil-PAsTi;LL O.
Note. - A quest'articolo il Sheffleu1· dire ttore del g ior_1iah: fa seguire h seguente nota: • Sarebbe poss1 bile appli-
270
11'1STA .-·a,e un altro sistema motore alla. torre in questione-. D1,esii ·p1'!'ò osset·1•are che ne l!'n1ta(·co di una pinzza, l'assalitore può anche c·oprirsi pet· lllf'ZZO di corazz,nnrntn, ed appressarsi cos'1 1wr esegui re tutti i lavori d'ai.lnl:rn. , L'irn~•iego del ferro per prote!2g1,rè· la cresta dello spalto e quella esterna del pé1 rap1·tto, se..ondo i l si~tema dell'arciduca l\.fassimilii1110 d'E,ae fu l'ISsoggett,1to a 01 ov(-. che r:uscirono favorevol issi,ne. Aggiungeremo fin qlni~nte clrn ],1 cli(esa ottù,a sarà ~ernpre, che che oc dica il prececlt-nte a rticolo, la q uestionH capi1ale , _ R
A Vedasi per maggi,Hi d,•ttagli su}!~ costrnzione clel Monitor, l'anno VÌ, voL IV, deib R•tvisla, pagine 102 e seguenti . B Nou s1ppiam0 ca.pire come l'autore pos~a mettere insieme q neste rl ue convinzic,ni : che cioè fra breve l'artiglie ria pn,sederà pezzi tali i c11 i proietti attraverseranno le torri cora:1,z:!fe, e che tL1ttavia con vengono cotal i torri nel la difesa delle pì,1iw forti ..... t C È pr,Jbabile eh@ il sig nor Mollinari nr,n avesse CC\gnizione, q 11ando scrisse q nest'articolo, dei ruaggioii perfeziona· menti apporta ti dal ·ca pitano Coles al le sue cupole girnnti, e dell_e folìci p rove cui fnrono sottoposte, alt.rirm·nti egli non a vrebbe esitato a rinum,iare alle torri Eriçson 0d a consiglia re invece quelle di Coles. · Questi rivestendo in terna.mente il corazzaruen to con una ·t.rn• vata di 6 l 12 pollici di spessezza, riuscì a dare nna. maggior resistenza al le torri, ed a dimioui re considerevolmpnte la sonorità metallica ch'è, in quelle d'Ericson, insoffribile per gli artiglieri. Quanto alla robus•ezza de\ cornzzamento Coles, in seguito a ripetute espericnrn fatte ulti mamente a Portsmouth si è ri~onosc:i uto, che oude forarlo è necessario che 6 proietti del ranuone Arrllstroug da 100 libbre, tirali a 200 yards, per• cuot.a110 nello stesso pun to, cusa e:he beo si può r itenere pe r impossibile in gue rra. l ln li!Ssenziale perfeziooame111.u receulemente introdotto 5i è q,1ieìlo del motorn di esse cupulc. A vece di 11na m r1cchina a 1
TlìCNflLOGICA 271 vapore, d11e uornrn1, dal di d, ntro, mediante un ingPgno~o sistema di ingranaggi muovono la torre ·a , volontà sen.i a gra11 fa.tiC'a. Corre voce che nel campo trinc,.>rato di Anversa siasi deciso d1 applicare su larga scala coteste cupole a maggior di fesa de' ridotti dei forti stacca ti. 0
D Ammett.iamo che l'impiego delle torri giranti possa di ~olto semplificare il tl'accialo d_elle fortificazioni,' ma non possiamo ammetie re che possa ridurne considerevolmente l'estensione, im perocd1è questa è essenzia lmente subordinata od all'.e~tensio1rn d~lla località da h-tificar.,i, od alla f01za del pres1d10 che v1 si debbe contenere. Quello che si è certo però si è che l'impiego delle torri nella di [esa delle piazze escluderà il sistema bastionato, e la darà ?ienamente vinta al poligonale.
X. Forni a 1iYerl1ero. · Ali' accademi-a delle scienze di Parigi attl'asse vivamente l'attenzione d1°i suoi membri una comunicazione del sig nor Soud re circa un nuovo procedimento pella fusione dell'aGc:iaio
nei forni a •riverbero. E,:;so venne esperimentato su gran3e scala nelle fucine di Montata.ire per ordine e.i a spese dell'impera tore Napoleone, nei mesi di novembre e dicembre 1860 e gennaio 186 1. . I l ntJovo m etodo ronsjstc nelL1 fusione t~,egli acciaì, qualunque sia la loro natma e la loro c,rigine, s1il fondo d'un forno con cavo a riverbero, riscaldato da una fiamma di ca rbon ro~sile o di gaz combustibile, sotto la. protezione d'nn bagno di loppa o scor ia, il quale im pedisce l'ossidazione dei metallo. Questa loppa deve soddisfare al!e due seguenti condizioni: non eset'Citare veruna azione scarbuTante o alterativa sull'acciaio, non corrodere il fondo o le pareti del fo rno. Queste cuudizioni son soddisfa! te per mezzo di selicate a basi terrose, fra cui si possono citare le scorie di altri fornelli iu legoo 1~·ovenienti da minerali pn ei e di buoua nat11,a ed i
272
RlVISTA T.F.GNOLOGICA
rottami di vetri di bottiglie Le quali materie si ottengono quasi ovunque a pocl1issi1110 p:ezzo, e d'altra parte è facile di comporle di tutte le materie su l piano stesso del forno di fusione. I! nuovo modo offre import~nti risultati - rende i nutile l'impiego di croginoli - realizza nna grande econorni~l di mano d'opera e ri:;parm·a ai lavor,itori mauipolaz.ioni ripugnanti e :pericolose - diminuisce il cons umo di combustibile - fornisce il n'luzzo di fondere in una sol volta e nel lo stesso apparecchio due o tre mila chilograwmi di accia io - con esso si ottengono a volontà e con certezza acciai fusi della q ualità e durata con-veniente all'uso cui sono de~tina ti , condizione fondamentale nell'industria degli acciai. Si può in conseguenza valutare la rid 1nione dei prezzi della fu sione a 2[3 di quello che costi usando i vecchi procedimenti - le !è'pese di fu;;ione ,i'] ~crog iuolo variar,o in Francia da 150,000 a 200,000 franchi per tonnellata, mentre la fus ione col forno a riverbero non costerà più di 60,000 franchi, il quale poi non .è il prezzo m inimo a cui esso può discendere. Le spese d'impianto del nuovo sist.ema d,i fusione sono molto m inori di quelle per gli antichi forni a crogiuolo per ugual produzione.
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RIVISTA STATISTICA
Nell'anno 1862 a lcune modificazioni vennero introdotte negli esP.rciti delle principali potenze militari d'Europa, quali nel- , l'armamento, quali nell'ordinamento tattico, epperò crediamo possano tornar graditi ai lettori della Rivista i quadri organici degli eserciti di Francia, Austria, Prussia, Russia e Italia, desunti da fonti statistiche ufficia.li e recentissime, che ci proponiamo di pubblicare, mentre ci r iserviamo pcll'anno veniente di offrir loro in dettaglio le costituzioni militari dei diversi Stati.
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RIVISTA
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Esercito militare francese. ANNOTAZIONI
EFFETT I VI DESIGNAZIONE DEI co111>1
~
-
Uffiziali
51'ATO MAGGfOR!l GENERALE
Marescialli di Francia (1) Generali di l)jvisione. id. di Brigai.a Ullìc. d'ogni grado di Stato M,,gg. id. ' applicati. TOTALE
Casa dell' ·impe1·0.to1'e. - Squad1·onc delle 100 guardie
GUARDIA TMPEI\JALE Fanteria, 3 Reggimenti di Granatieri (2). 4 !d. d ( oILi~eu rs (2) 1 1d. d1 Zuavi (3) . . . 1 Battagl. di Cacc.• a piedi (4)
Ccwalleria 2 Reggimenti Corazzieri (5) I id. di Ort1go11 i (5) . cli Lt1ncieri (5) . 1 id . 1 id. di Cacciatori (5). 1 id. di Guide (5) . (6) TOTALI?
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17184
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977 977
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1461 135
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1596
141 l !
6
- - - - -. TOTALE
fi7
l '., ?9
(3) Ui 2 battaglioni di 1 compagnie caduno. (4) Di 10 compng1Jic. (5) Il reggimento composto di 6 squadroni, ogni squadrone ,li 8 ufficiali (2 capitani, 2 tenenti, 4 sottotcnent.i), 10 sott'uffiziali, 21 brigadieri, 4 t.rombcl.l.icri, 111 caval ieri, ci,iè in tL1Llo 154 uomini e 120 cavalli (dei quali 110 di truppa).
- - - - --
420
(6) Alla cavalleria della guardia è addetto un veterinario principale.
Genda.,·meria 1 Regi;.a piedi di 2Ilatt di 8Comp. l Sq,1ndrone a cav.0 (Forestali)
(2) Ogni reggimento di tre battaglioni attivi eò uno di deposito è d1;1la forza di 93 ufficiali e 2101 sol rl ali, ogni battaglione di 6 compagnie, o6ni compagnia di 3 ufficiali, 6 soU'uffìeiali , 8 capo ral i , 2 tamlrn rini , 66 soldati. Totale: 85 uomini.
))
1)
I HO
( I) V.i illant. (ministero della Casa Imperiale). - Magnan - Conte llaragnay d'Hi llicrs -· Duca di MalakofI - Coni.e l\:mrlon. (ministero della guerra) - Canrobcrt - Regnaud de Saì11t. Jean d'A ngcly - Duca di Magenta - - Niel - Coni.e D'Orna t1 0, Governato re dd l'J-lòlel Imperia! des inva lidcs _! :~5 Colonnelli - 35 Tenenti colonnelli - 110 :Uag~iori - 300 Capi l.at1i - 100 Luogotcucnt.i (Qucst.i ultimi sono cornpot.ati in forza nei corpi p,·esso cui fanno servizio).
---
i I
276
RIVISTA
STATISTICA
EFFETTIVI
DESIG NAZIONE DEI CORPI
~
Ufficiai i
Cmlii
- Truppa
TOTALE
I
2-77
A NNO TAZIONI
I
.frligtie1'ÙL
Divisione a piedi di 1 Batterfa e una Compagnia . . . . 1 Regg. montato di 8 Batterie (7) 1 i,!. n cnvallo di 6 irl. (8) l Squad. del Treno di 2 Comp.
1
Tc1TAl,E
Genio
9
21,0
45
1358 1069
10 .
200
5,,
--118
-
249 210
14 9'20 101,5 162
2985
2U1
1U2 1114
(7) Ogni Batteria: 4 ufficiali, 156 tl'uppa, 102 cavalli, 6 pezzi.
(8) Ogni Batteria: 4 u ffìziali, 15~ truppa, 158 cavalli, 6 pezzi.
- - - - --
2867
(9) Forma 2 divisioni di fanteria cd l di ca1•allcria. I
1 Di visione di 2 Compagnie.
7
302
309
--- --- - - -
(10) Ogni r eggimento di 3 battagli,Jni aUivi ed 1 di deposito ; 90 uffìci,ili, e 1762 soldati, ogni battaglione di 6 com pagn ie, ogni compagnia d) 70 uomini, cioè: 3 ufficiali, 6 solt' ufficiali, 8 ca porali, 2 tambu rini o t.rombett.ieri, 5 I soldati. Gli 8 Reggimenti di 1wc,idio in Alger ia hanno 2 5()7 uomin i ai 3 b<1l l.agliu11i ali.ivi e 591 ai depositi rimas ti in Fniucia.
2J
- --
Equipaggi m.ilitad
1 Squadrone di 4 compagnie
TOTAI.EDÉLLAGUARDrA h!P,E(9)
TRUPPA Dl
1;4
889
- ---H02 2 ~487
93:{
- -
LINEA
29889
I
%00
186169
H);,169
6110
H t,67
15107
291
8067
8358
63
1596
21
861
1659
90
2487
20 Reg-gimenti di Caccial.01·i a
TOTALE
FANTE.RIA
(11} Ogni compagnia di 81 uomini, cioè 3 ufficiali, 1 sotl.'uffìcial i, S cr,porali, 4 trombettieri e 59 soldati - Ogrn battaglione 32 uflic,al i e t.ìiO truppa. Le tre Batterie di stanza iu Alfrica sono di 1035 uomini ciascuna. (12) Di 2000 uomini cad uno.
Fcmt,wia
piedi , di 8 Compagnie {11 ) 3 Hegr;imenti di Zuavi a 3 Battaglioni di \) Con1pagnic . . . 36 Battaglioni di fantr ria l<-ggiera d'AIJrica a 5 Compag. 7 Compagnie di Disciplina . . . 1 LPgione slrani çra a 3 Battaglioni di 8 Compagnie . . . 3 Reggimenti Tiragli:,tori Alger in i di 3 Batt di 1 Comp. (12)
7937
'·
. 100 Rrg!!inwnt.i di Linra (IO)
822
- --
363
10~68
5637
- --
21928/i
882
2577 6000
- ---229752
2'78
RIVISI A STATISTICA
DESIGNAZIO~E DEI CORPI
Cavallerict 2 Reggimenti rli Carabinieri a 6 Squadroni (tJ) . . . . 10 Regg.i di Corazzieri (13) 12 id. rlì Dragoni (13) . 8 irl di Lancieri (13) . 12 irl. di Cacci<>tori (13d4) 8 icl. di Usscl'Ì ( I 3 e 15) . . 3 id. dì Cacc.i cl'Aff." ( 16) . 3 id. di Spahis (17) . . . . 10 Compagnie di rimonta (18) .
' TOTALE Cn' AJ.LERH
Arl-igliel'ùi · 5 Reggimenti d'Al'ligl.' a piedi dì 16 Jlatt,. cr1du110 (19) •. 1 Rcgg. d'A'rtigl." pontieri di 12 Cornpugn 1c ( 20) . . . . . IO l\cgg. d'Artigl.' monl;lli di
EFFETTIVI ~ Uftìciali Tl'l1ppa 'l'oTALE
12,6
630 75fì 504 756
504 2 16 198
1638 8190 9828 G;,52
100:3 701,2 3165
95
3291 2858
3i85
52631
10 hnU. (:2 1) .
4 Regg. d'Al'tigl.' a cavallo dì 8 bai Icric (22) . . . . .• . . 12 Cornp:1gnie Operai (?3) . . . 2 Compagnie Armaiuoli d'Artiglieria (24) . . . , . . . . 6 s ,_,u,H\roni del Treno d'Art.' di 5 Comp. cad 11110 (25) . ·. To·rALE ARTJGLIEI\IA
Genio 3 Rcggirnrnti di 2 Balt. attivi (ogn i lkgg. ,lì 11 Comp.) (26) 2 Comp O!)crai del Gen io (27)
Cavalli
ANNOTAZIONI
Ji64 8820 10584 '7056 10829
1320 6600 '7920 5280
8235 5910
338 1 3489
292:, I 3'720 .
(l/4) Ve ne ha un r eggimento in Algeria ed ha in più 245 uomini e 315 cavalli.
980
(15) Ve ne ha due reggimenti in .\lgcria ed hanno ciascuno 245 uo mini e 315 cavalli. (16) Nell'A lgeria.
"'" I. 09· •) -• J ,> I
. ,i 14 14
, "'10
1
"• I
8G45
68
1346
1,20
14350
14970
H890
212
4fì56
ti-868
3:\56
48
896
944
8
200 ,
'208
H9 1545
3350
(l3) Ogni reggimento 63 ufficial i, 819 uom ini, e 660 cavalli; ogni squadrone 1 ufficiali (2 capitani; 2 luogotenenti, 3 sottotenenti) 8 sott'uffiziali, 16 brig"dicri e rnauiscalchi, 4 trombettieri, 95 soldati. Totale : 130 uomini e 100 cavalli per squadrone.
7546
HO
0
894 5
(21 } Ogni Oatteria, 1, ufficiali, t:35 truppa e 63 ctm11li. (22} Ogni Batteria, 4 ufficiai., 135 truppa e 104 cavalli.
:ì499
2623
(23) Due nell'Algeria. (24) Nell' Algeria. (25) Quello i11 Alfrica è di 111 Compagnie, 29 ufficiali, 1415 soldnti, 1463 cavalli. L'effettivo <l'ogni squadrone è 24 ufficiali, 3i5 uomini e HJH ca valli. (26) La forza di 1 rcggirnento è di 1911 uomini, cioè: 8-4 ufficiali e 18'27 so ldati . Le H co111pag11ic ddl'A lgeria hanno 672 c3valli. (27) Quella 11cll'Algcria per 23!) uomiui e 4 ufficiali.
573:3
s
341
2G0
E'lu.ipa,ygi mil·itrl1'f Pnrchi di costruzione (:!8) . 5 Sq11adl'Oni del Trt·no (29) 4 Cornpaguie Operai (30) .
GG
20
116
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44·2'.!
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TOTALE 'l'llUPl'J, DI LINEA
16%8
~~
(1'7) Nell'Algeria cd hanno per reggimento 66 ufficia li, 1097 civalicri e l:l4-0 cavalli, ogni squadl'one 17'7 uomini e 191 cavalli. (l 8) Di cui 3 in Aiirica. · (Hl) Ogni bat.t.cria 4 ufficiali, 100 l 1'l1ppa. li r eggimento del l' Algeria ha 10 uf/ìci,ili e 90 u om ini di pitÌ. (20) L'cff.-ttivo organico è di GO ufficiali «·- 1292 u omini, ma ha 2 compagnie in Affrica che sono più numel'Ose .
"
33343 ~ ,,:._1_30..5... ·2_
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279
/4369 I
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"I 43GH
7
1-;i;-;;-r;
(28) 4 pn rchi (3 parchi: due ·d1 ·costrnzìone in f'runcia cd uno di riparazione in Algeri. 129) I d ue sqnadroni in Francia hanno cadun o 5 compagnie att ive cd 1 ùi deposito, in t utto : uffìci,lli '124, nomini 1874, cnvalli 19\18. I tre srpiadroni in Algeria lwnno caduno 4 compagnie, in l.11LL0 : 2 163 uomini e '2481 cavall i, cioè 43 uflìciali, 677 uomini e 827 caYalli per ogni squadn>11e. (;\U) La compagnia dell'Algeria ha 6 uflicialì e 183 ,olùali
2RQ_
RIVI~TA
STATISTIC1
28 1
Non Combattent·i.
-
A NNOT A ZIONI
EFFETTIVI
DESIGNAZIONE DEI CORPI
~
Uffìciali ·Truppa Della \ Gcricrali di Divisione Ris<'rva) i<I. cli Brigata l ntcn<knza militare (31). Stato Maggiore delle Piazze (32) id dcli' Arqgl.' . . id. del Genio .
80 180 304 352 509 526
n »
, 367' 968 576
- --
- - -
1951
19J I
'fOT.1 1.E
TOTALE ~
80 180 304
Cavalli
-
(31) 9 intllndcnti generali, 65 inlcndcnti, 150 sollo-intendenti, 80 nggi unl-i.
·1 19
1477 1 102
(32) 27 .c olonnelli, 19 luogotenenti colonnelli, 60 maggiori, I 76 capil::.ui, 6 1 tenenti, 44 sottotencnli, 5 cappclla11i.
- -3862
(33) Gli invalidi ricoverali all'llòtcl des rn:valides hanno 41 ufficiali e s ono 249'.I.
Servizio Anwiinisimtivo
Ospedali . Sussistenze Militari . VPstia rio e uccampamcnlo Jntendcnzt> mil it ar e . Gi ustizia l\liliturc .
3:iO
" n
G7t, 4
8737
16
1 13 516
1I6 53:2
19
629
648 ·
636 97
18522 '708 2797
6
84
Vetm·ani dell'Esercito 1 Compagnia rii Sott'ufficiali Vr.t.crani (33)
Compagnie di Can nonieri. TOTALE
-
4573 :}365
3'15 340 84
75 340
- -- - --
'l'oTALE
~
31,29 3015 300
11 44
1993
{34) Compresi (
(!ti valli_per
w
• 3
Ge11 darmm·ia 2r, Legioni e 9'l C,,mp. Dipart. 1 Le1iionc per l'A lgeria . . . _
Gu:,rdia di Parigi . .. . . 1 Compagnia di Vctcr1111i
• 21
'J'O'f.H E
,·so
Scuoio di Ca,·allcria {34) .
31
19 158
f 34/t'l
523
1:>2
7:J!) 2894 158
2217!)
22()39
_146~8
:l I 1
212
- --
663 ))
1096 1 A11No VII, vol. li. -
19,
gli allic\·i di Sainl-Cyr.
282
sr ,\TlSTICA
RffiSTA
QlJesta somma vuol dimin ui rsi di 17,615, 117 quali sono i ['l'O· venti risultanti all'erario sulle pemioni e reiribuzioui pagai.e <lag,li allievi delle scuole militari, dalla veudiia dei lavo· i dei rechisi m ilitari, dall'aftìtlanienlo c{i t1~rreni militari, dalia riti:'• nula sugli sti p·'ndi d1:~gli ufficiali c<l impiegati rnili 1ari, <hl!a Yendita di cavalli rifo rmati, di effetti ad armi fuori di servizio. Eppo1·ò in realtà le spese rn ilit al'Ì p reve ntive c\,,l la Fr:11,r.i,1 pel· l'anno 1863 ascenderebbr•ro a ;35Z,a 0fl,250, ciò ò p1r.o men del doppi,1 cklla spese 01•.lin:nie proposte du I no:;r.ro bi lane io rlella
Qiwdro riqiilogativo di tu((o l'esercito.
__,,,__ -----------Pl~: DI PACfs
,.
A [\.\II
Uu,nini 1-~ ~
-1'T!,• :;y~frVDt'C,
! Sta!o )I~gg. Generale
794 247:)SG
.F~111tcria.
Ca"n llcl'ia.
(;:3 167
Ari i~l icria.
3787:J
Genio . E(JUipaggi l\filital'i . Sc rvizi i Ammin istr. S tati nrnggiuri parlicolal' i, l11t.c11d. ccc C 1·~11dm~mcria V ch:rani dell'Escrc(to 'fo·rALl {I)
I
6.183
plf.; Ol
Cavalli
Uomini
7fh
48002" 1:1203 "'158
51'2000 100000 6iì000 1:, 400
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l'iB. N cll 'Algcl'ia le tru ppc asccnrlono a 65690.
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Cav8lli
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o, l:1792
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0,09468 : 0,01595 l 0,0(3:\9;; 1 I
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Spesa - Per mantenere il suo esereitu la Fr,trH~ia, ha sul suo biiauc;o p reventivo dell'anno 1863 L. 369,920,367, ripartite r1ulle 5 8ezioni seguenti: 1. Amministrazione centrale - D0po~ito gf:nerale della g11ena L. 2,434,6G8 2. Stati maggiori - Geudarneria • 48,946,863 3 . Paghe e mante1!imento delle troppe • 285,700,063 4 . Ma1e1iale dell'a11iglieria e del genio, e se.rvizi0 delle poll'e1i e saluitro i, 25,L..l,022 5. Slauo]e militari - Invalidi - Paghe temporarie e SL1ssidi - Spese sr,grete 7;72'7,'751 Totale L. 369,920,367 ( I) Effettivo min isteriale ria 400000 uomini e 8516 cavalli, ma computa i due reggimenti 101 e !01 licenziati in principio del 18G2 e i c;1v;illi
àcgli uffiiiali delle truppe t'Ug!;i,
:i.
piedi in ragione della loro competenza fu.
gue1·ra che sono 197,076,164, tenuto conto dei pt',>\'éuti ,.,v, ntuali ordina.rii, iu ragione degli e!fo1tivi numurìc:i la Fr,wc.itt spende L. 880 p~r baioneua, l"Itrilia. men di L. 800. · Part-icolanli: - Nella terza SP,zinne · vi ba un asseÌjno di L . 387,800 alla Sc,aola, dei servizio san:ilu;rio rnililare c.r0ato ,con d1,crP.to imperi8 le del ~8 luglio scor·so p1esso la fa<'oità di merli,iua in Strasborgo. Fu quest::1 un'u tilìssi111a i,;tituiione onde prnvvodPre nl r , i · c.J utarnen t.o annuo df'\ corpo s·111itario, cl'a'-sieunire nll'c:;.crcito buoni uffìt.iali sanitari1. r;Ausnia da pal'ecch i ann i tiene una cotnJ scuola, l'accade u1ia Gi.L1stF'pina d1 1.ned,c,nfl. e cL1 ru rgi(l. in 'i'ienoa, e ne ricava eccell::-nti frutti . _ S iccc,mc le stesse cl ìfficoltà che indussero il g•Jwrno fr:rncese a im pia ntare una scuola militar-e di medicioa, · s ns,;i,nuno ezìaodio per noi, e furse anche più s,•nsibilmvnte, cus\ ~::rclJIJe da desider,Hsi che anche presso di uoi si pe11s~., se nd u rnl ta le istituzione, sulle basi della francese, dalla quak il nostro Corpo sanita rio pos~a regolarmente alimentarsi di buoni soggetti, uè più sia costretto cli meudicarne con ::ippeHi, clrn so,·enti rie,cono a vuoto, ed appun to cpmndo v'è ma6giore il Lisogr10. Fu un a ltro eccellente pensiero del ,narnsciallo Randon q uello di forma re nna c1m1p,ignia d'operai [)d ia. conf0zione Ll.,,,gi i og• getti cl i ve~tiario e da carn po. Essendosi riconosr::into cbe l'antico assegno in,]iYidu:i 'e di bene arm·1to di L. 1,44 è insuln(;Ìente da poi l'~dozione delle ar,ni rigate, lo si aumentò a L. l ,GO, rua neppnr 1.1uest'au • menio bast<>rà, impee,Jcch1') le armi r igate so no di man11tc1:2:ione beii più difficile e delicat1 che non quelle a par<:t1 liscitl per es,;e abbar1d0Rate.
284
285
ST ATIS'fTCA RIYTS'l'A
- I l contingente poi 1863 da i ncorp0ra rsi nell'tsercito francese è di 40000 uom ioi, da ripar1irsi come segue: Fant-·ria . 2-2, 180 0 ,5545 Carnll1!ri:t 9 ,:200 O,2300 0,1,130 1\. rtlglieria 5,720 Gejj io 1,4 00 0 ,0350 Equìpa6gi mil i!ari ' : ,500 G,0375
26 direttori e;api di divisione - 60 capi sezioni - 108 segretariì - 268 applicati. Totale 469 . L. 1, 252,000 50,000 N°- 60 sc_ri vani strao rdi nari 33, l 00 N° 34 uscieri . Spese d'uffizio (di cui 100,000 di rimbor$O a l ministero lavori pu bblici per la corrispondenza >) 320,000 telegra frca) . L. 1,655,1 00 - ~t -
T otitlo 40,000
RUSSI A.
10,oçoo
SAN PmrnonuRGO, novemb re ( Novella ?'Ìd·u -
zione dell'escrC'ilo). - Un ordi1B del g iorno del m inistro dell a guéna , annuncia una nuova pwzi::de rid uzione dell 't·sercito russo. In seguito ad esso le La :terie alleggeri1e 2 e 3 della. 2' e 3' brigata d'artiglieria dei granatieri interamente in ordine e munite dei trainati cannoni, t:onservan:lo il loro numero, si ri 1rniranno souo il nome di baaerie legg,iere I.minate. Nello stesso tempo verrà diminuito l'eifoUirn delle 6 ba1tl,r ie trainate della gmrnfo1. e dell'artiglieria a piedi dei g ra na tie ri di 39 uorni • i sul piede cli p:rnP. , e di 9 il m nnet·o delle parig lie dei cavalli. Un'egua le diminuzione di p·1riglie s·introd usse anehe nelle battt-rie-mndel!o. Le batterie t.rai11ate della guardia, hanno
perciò in tempo di pa(:e 31 pariglie, quelle dei g ranatieri 24, ed in tempo cli gue1 1:a tutte e d1,e pa1·i rneuti debbono comp1enderne 126 (in luogo di 176), men tre le batterie-modello • a. piedi han no 41 pariglie, e qudle a caral!o 31. Verrà in oltre sc:iolt,t la moai, compagnia N° 4 dell'artigiit-:,r;a da piazza a Fri8dricsbau ni, ma pe(ciò l'effettivo del le com1•agnie d'artiglieria da piazza è porta to in Cro~stadt sul riede di guena .
ITALIA. - Bi:lan cio 1863. - .Seguendo il metodo degli an ni scorsi daremo un sunto del dettagli o del bilancio r.ategoria per categori.a, ma soltanto per quelle che ebbero a subire variazioni dal prospetto presentato nel vol. III dell'anno VI della B..ivisla,, pa.g. 209 e seguenti, cui perciò rimandiarrio.
H.linist.ei·o. 1 minisll::o -
l segreta.rio generale -
17 intcndenli militari - 90 comm1ssa 1i 18 sot10 coliim issari - 90 sotto-commissari agg iunti - 6 sotto-commissari lo~al i 200 scrivani - 30 scrivar.i provvisori L. 1,285,900 137,520 AssPg• arnenti , 1 ar11
L. 1,423,420
Qm.H•ate1• i:na!iih'i . quartier mastro - 4 ~onta.bili contabili - 4 scrivani. Totale 14 Assegnamenti varii
5 a iutan ti
Personale N° 330, come lo scorso anno. A:;segna.menti vam
L.
14,000
- - -L.
41,500
L.
479,800
42,000
L.
521 ,S00
L. Per;;ooale 218, come lo sr o1·so a nno . 23 colonnelli , prcsidL,nti dùi t.ri burrnl i 23 maggiori pr<,sic1enli ddle comrnis~ion i d'iur hiesta • 1 impiegato al mini~te ru Spese varie.
54\\6 00
-
,,.
T
5 direttori gencI"ali -
27,bOO
. 243,800 3,000 100., 555
1llì1S1'.t
287
STAT ISTICA
Spese di leva .
L.
226,000
~org,o «U §eato ìi!~lflt;h:,i·c. . . 1 luog,otenente grn.eralo ca.po dell'uffizio sii pe30 colonnelli o tenenti-.-.olonnelli _ 28 maggiori - 92 capi tRni - 60 lnogr,ten(•nli _ -5 ulfiriali comandati . Totale 21.3 u 1 professore di gcv,desia - 13 in,;e,yi;eri. ,.,.e.o- L. fì . o. r:, gr-0 t. 32 cl1seguatori - 25 incisori - 1·arcli1v1sta -: 1 Applicato - 1 CJlcografo _ l a1lltnnte-c/llcografo - 1 fotografo - l ninra.nte- _ forografo - l li•ografo - 1 seri.van i - 4 uscieri. Tota le 89 . . . . . . Spese ed assegni vari:i . 11ore · -
8 maggio!'i generali - 23 colonnelli - 59 teuP-1Ìti-col0nnelli - 150 rnnggiori - 266 capitani - 218 tenEmti - 218 sottotenenti - - 157 guarda rmi - 10 cappellani . Totale 11 09 L. J\ssegnaa.:enti, indennità e si-:ese varie .
2,560,400 285,000
L.
2 ,845, 400
773 ,150 Fande1t•iia.
f)
210,800 271:l, [i58
L. 1,271,608
6 gflO\srali comandanti rli dipartimen to (1) _ 27 Iuogotenen t1- g,rnerali comandanti di di vi:;;ione "" .. --:- . ,) magg1on generali comandanti èli sotto-d i, ..1s10ne -. 6 ca.pi cli stato m~cmi::ire (colunnelii· DO . ~- ten.e~11-colonnclli) - 27 capi di sta to maggiore o r d1 v;s1one - fi capi di stato mac,o•iore delle sotto-divi<;iooi - 6 sotto-capi d i sta~~ maggiore a1 grv,n . comandi - 101 capi wni appliet~J __ 68 ufhcrnii subalterni applicati . Totale 449 (pei ò 33 c.'1p1 d1 s_tato rnaggior t:, 60 capitani e 27 teJ.1eot1 sooo gtà nu ~1ericamente compr,èsi nel per~ sonale del corpo eh stato maggiore cui appartengono) . . . . . . . . . . . . . L. A,segnamenti, indcnu1tà, foraggi e spese di verse•
uomaudi n11nuari dei cs1•cond.as•fii «~ fcH•tezzc.
684,200 48:"i, 260
L. 1,159,460 . (1). L'isli tnzione del i" Dipnrlimcnto ia Skilia, è post,iriorc allu cnmpilnziouc tic! hilanci0. ·
UFF1 crAL1. Comitato. 1 luogotPnente gener11le presidente - 5 maggiori geuera.li o luogoteneuti gl'neral i membri -- 1 se6retario ( capitaoo o 7 1, 4'25 maggiore) . Totale 6 L. Prw gli 84 reggimenti. 46 maggiori gene rali comandanti di briga ta ..:... 84 colonnell i ......., 84 tenenti-colon nelli - 252 maggiori - 84 mag· giori relatori - 84, aiutanti HJaggiori in 1° 420 aiutanti maggiori in 2° - 84 direttori dr i conti - 84 porta- bandiera - 420 ufDcial1 d i amrninistr11zione - 84 u!'fìciali di massa - 84 ufficiali di matricola - 84 medici di rt'gg imento - 33G medici di battagli"ne - 84 cApp,-•l lan i - 1428 capitani - 1428 tenr·nti - 2856 sottenenti. Totale 8026. Hallaglìoni deposi,lo in Sardegna: 2 tenenticolonnelli - 2 ai uta nti mn.~gicri in 2° - 2 uffic iali d'a111n1iuistra.zi<,ne - 2 ufficiali d i rnatricola - 2 medici di batta~lione - 12 capiLa11i - 12 tenen ti - 24 sottotenenti . To;a le 58 . 17.,45:3.,700
TnuPP.-1. 84 reggimenl.i. 420 fm iNi ma0 gio ri - 504 furieri d'arnmrnist rt1z.io11e - 504 sr rgenti d'amrninistrazion e - 84 sc•rgenti port1-letlere 84 sergenti di maga,z.ino - 84 ,;a1_,i b,rnda -3,1 1amburiui. rnag:1,iori - 84 serg,inli. conducenti
,·
A riportarsi: L. 17 ,525,125
!88
R IVIS'fA
289
ST ATISTI C.\
Riporto l,,
17., 525,125
-
84 sergem.li tambu1ini - 84 capi armaiuolt 84 capi sarti - 84 capi calzolai - 420 caporali maggiori - 504 c11porali furier i d'am ministrazione - 336 capornli tamburini - 168 c11porali trombettieri - 84 caporali faleg nami - 84 capo,ali co::iducenti - 252 v ivandieri - J,512 m usicanti - 840 trom bettieri - 336 soldati trombettieri - 672 falegnami - 1,344 conducenti - 672 sold11 1i 1an1buri oi - 1,428 furiei·i - - 7,140 sergenti - 1,428 caporaìi furieri - 14,280 caporal i - 2,856 ta mburini - 15,120 soldati d i I' classe - 82,404 soldati di 2"- classe. Totale 134 ,064.
('payCL mecl-ia) -
2 battaglioni ·in Sa1·degrw. 2 iurieri maggiori - 4 furit'ri d'amministrazione - 2 capi arnrniuoli - 2 caporali màggiori - 4 caporali fnrieri d 'arn01inistra:-:ion e - 2 caporali tamburini -:- l ca poral e trom bdtiere _:_ 12 furieri - 72 sergenti - 12 capornli furieri - 144 Gaporali - 24 tamburini - 1,680 soUa ti dì 2" classe i ,,ivandiere. Totale 1,962. Assegnamenti vai ii
L.
1,911,875
3,234,837 1,096 ,072
L. C'iH/tdUCU"!.l.~. UFFICIA LI. Comiluto . 1 luogotenen te generale pres1denle - 3 mem bri ufficiali geuerali - 1 segreta1;0 (capitano o maggiore) • . . . L. Reggimenti. 13 maggior-i generali comandanti di bricra ta - 26 colonnelli - 26 tenenti-colonnelli ~ 5fi maggiori - 26 a iutanti ma~giori_ 1~ 30 aiu tanti maggio ri iu 2° - 52 ulhcrnlt d 'amrninis1raz.ione - 26 d irettc,~i dei conti - 26 u ffìcia!i di massa - 26 sottotenent i pl>rta-stendardo - 26 cappellani - 26 mecli0i di ri>ggin1ento 52 medici di battaglione - 26 veterinari in 1° - 26 veterinari in 2° - 138 capitani - · 302 tenenti - 302 sottote neuti. Totnle 1,205. ;
51,025
!n.
21 ,557,374
7,1 51, 600 46,234,099
ncrs&:a~lieri (7 rnggiment1: ) . UFFICIALI. 7 colonnelli •- 7 luogotenenti-colonnelli - 42 maggiori - 7 ca pitaui aiutunti m aggiori - 42 aiutanti maggiori contabili - 7 direttori dei conti - 35 ufficiali d'amministrazinne - 7 ufficiali cli massa - 7 ufficiali ri i rnatricola - 7 medici cli reggi rnent:> - 4~ mwlici di bnttaglione - 175 capitani - 175 tenen ti 350 sottoteuent1. Tot.ale 910 · L. TRUPPA. 49 furi ("ri m~ggiuri 56 fu rieri rl '11mministrazione - 98 sergen ti d'amniinistr,1zione
A r·iportar:si L.
Ili pO?'lO L - 4~) trombettieri (ser genti) - 7 oapi arm11i:.;oli (poga media) - 7 capi sarti - 7 capi c~ lzola'. - 49 caporali maggiori - 56 caporali lur1er1 d'amrniu i$\ra;;ione - 175 trornbttticri (caporali) - 42 caporali conducenti. - 49 vivandier·'. I 358 trombettieri - 28 solda ti tr-ombett.en 168 soldati condueenti - 175 fu ri1Jri - 875 sergenti - 175 capor,dì fu rieri - Vi50 caporali - 13,048 bersaglieri . Totale 18,221. . . ' Assegnamenti vani.
1,911 ,875
3,170, 184
TnuPPA . 26 furie1i maggiori - 52 forieri d'an:1m :nistrazione - 1:~8 sergenti i'ammi nistrazione - 26 sergenti commessi ai bagagli_ - 26 :api morsari - 26 ca pi sa1t ì - . 26 ca1.i1 calzolai 26 irombettieri rnargiori - 26 caporali maggiori _ 164 c,iporali d'au1mi11istrazione - 26 caporali t,orn bet1ie1i - ;224 trornbettie1'i di l ' cla~se _ 276 tro111bttlie1i di 2' classe - 138 maniscalchi -- 138 a llievi rnanisca lcbi - lti4 sellai - -- - - 3,230,209 A. ripo.rlarsi L,,
, 290
RIV ISTA
STA TJs'l1C.~
Ripo1·to L.
3,230,209
- 2 6 mmsari - 138 furieri - 612 sel'g eot, 138 ca porn l, furieri - 26 caporali ai bagagli _ 1.440 capora li 1,344 11ppuntati 12,652 soldati - 52 vi1aod ieri. Totale 1 7, 930 uomini e 13,316 cava lii. . » J l ):3,680, 733 Fora/!gi e assPgnamcnti vari i 2,780,608
L.
9, 6!>1.550
.~1•U&: Utwia.
Comita to. l l uogoiencnte genera] 8 p residente - 8 membri uffìciali genernli . T91ale 9 L . 6 l))agg;o1·i g r,nrmili CO 11andanti d'artig lieria di d1part1men10 - 26 co!ol!nelli - 26 Juogotenpni i_ U _FF ICIALI
co!onnelli - 82 maggiori - 299 capitani - 212 tenenti di 1' i::lasse - 422 tenenti di 2 ' classe o sottote nenti. Totale 1,073 .
parali _sr:u,liPrÌ - 80 tromb•,ttieri suonatori · I1e:1· - 173 funen · · - ·.,l'78 ser«enti 26 ,,1vanc o· 171 caporali fu1·ien - 1,558 ca poral i ~ _33~ tro=-:·,b<:ttieri di l ' cla$Se - 168 tr,,mbr·ll 1er1 eh 2 ' classe - 96 rnaniscakh i - 96 s1-ìlai - 320 pontieri eh l' classe - 860 p ontier i cli 2" classe -· 3 :,75 cmioonier-i di l ' clas,se - 8,088 cunu oni~ri di 2' classe - 600 vcteraoi ed nggiun ti Yeternn i. Totule uomini 18,042 e cavalli 4,984 • AssPgnamenti varii .
L.
96,000
W1 3,780,300
4,2'7G,317 1, 884,608 9,!)41,225
GN!ifiO . U FFIC r,1 1.r.
2,759, 0ob
Impiegati cl' Arl'iglierici. ll medici di rPggi24 medici di battag lione - 10 cappel larn - 6 veteri nari i11 l" - 12 , ·eterinari m 2° - 6 istru ttori d'equitazione - 59 cnpi officrna - 57 control lori - 8 c1,n tabili anziani - 58 contabili - 164 aiut1rnti contabili - 100 scrivani - 50 volontari . Totale 565 . nJ()[t to -
Comitato. 1 lnogo·r npntri ~Pnera1e
prnsidente - 8 11fG ciali gener11li men1br_i . L. 2 reggiment,,: e cli rezioni . 13 colon nelli -:- 13_ tenenti-colonnelli - 37 m aggi0ri - 156 ta['1 ta111 - 250 su baltern i. Totale 4G9. )) 2 m edici di reggimento G rnrd ic1 di battngl:one - 2 cappel lani . Tota!e 10 . . • ' J-'e?'sonale contabile. 220 commissari e sottocom 1:1issari - 330 aiut-inti ed as piran ti.
09,600
1 ,28 1,040
21,500 923,800
T rrnPl'A. 8 furiel'i 1m1ggiori - 12 furieri d'am rni nis1,:az1one -- 12 sorgen li d'a n,m;nistrazione _ 2 tamlrnriui maggiori - 8 cnporali matJgÌori _ 6 cn porali \a lll burini - . 2 capi sarti - . 2 ca.tJi calzo!ai - 2 capi arnrni uoli - 2 capi m usica _' 24 mu~ì'c anti - - 40 fu rier i · - 200 Sl'rgenti
T 1tuPPA. 25 fu rieri ma1zg iori 10 tl'ombettieri maggiori - 22 l'uri{"ri d'amrni11ist r.1zione - - 6 furie ri scud ieri - 83 ser6cnli d'a.rnrni oistrazione - 1 sergente trornbetiit:rc - Il capì arrnaiuoli - 11 capi sarti - 11 capi calzolai - 25 c11 porali m11ggiori - 88 c;ipc,rali for ieri d'am n, io istrazione - 18 caporali trombettier i - 6 ca-
A riportarsj L.
.R•~)orto T.,.
~l,'780,300
(f) _In q esy,1rtico]() sc rnbrnci occorso uno sbaglio rli 2><!47,168 L. invece d i port:n e in di1niro 11zinn c la 11 ' sornm: par11
po1che allu png. 02
ziale L. 147,168 prodotto giorn,1tc ~pedale, si portò in nunwnto.
1
_ 400 capornli - 40 c,1l,orali fu rieri -:-. 12 caporali c1·amrn in isirn ione - 80 _tan_1bu,n 111 24 S('ldati ta111b11 r ni - 200 a:-t.1st1 di 1 classe _ 560 artisti di 2 · classe - 2.152 2;1 ppatori 4 vi Yan.-\ ieri - 100 veterani (pag1i- rnecliu}. T o1a1e 3,892 » A:-se 5 n«rnen ti val'll. T J.,,
88:),684 7 19,802 3 ,495,426
292
~11· 1s'J'A
UrFrct.-lL1. 3 colonnelli - 3 tenen1i col Il" - 6 mao·o-ior i _ 3 · • . onue i i. o,"" _. _ tenenti . arntanti uwggjori Il l 0 - ::i d1relt.on du1 con ti - 3 uf/' . r f ma tricola - 3 f6 . 1· , . . . lc1a l l i ..· . . . u eia i d arnmrn1straz10ne - 3 ulficia!t di rna,sa - 3 ufficiali per il e . . 3 medie· d -,o- · • ·, . ~~i oggio . l. ~ "' og1men to 3 Vtkr man In 1o - ti ' 'ete1·mar1 in 27 capitani - 27 teoeo ti 5 l s,1 ttotel!enti. Totale 147
Ctn•a.l)iUhWi. §."leali.
(Il personale come lo scorso acno, ufficiali 512 - truppa 18,004 - cavnlli 4,297) . ...,- Spesa complessiva in bila ncio . L.
nan cap1.
~ ~ vete1~ -
(Il per;;nnale come lo scorso a nno). complessi1·a in bilancio . 34:3,848
20,800
T .RUPP,1.. 3 1·ur1·eri mao-n1 3 funerr · · d' a moc, ' or·i· m1111strnzwne. - 19 s•-·r•rteo . . ~ ·" o t·I ct'amm1t11strazione -- .3 .sn•cren , bet t1eri · · o .ti t iom 3 capi- sa rti -- 3 capi calzolai - 3. capi n1or•ar1· . , ,..,. 3 c11p1. se I'1a1 - 3 ca.pi carradori - 3 caporali rnan-oiori - 3 capora li t rombettieri - 3 caporali c;~radol'i 12 caporali d'amminis trazione r.;4 t rom bettien - . • a ; .., d1 1· classe 54 t romb~1ttieri di 2' ·l . . ca~e 27,., man1scalch.1 - 27 sel lai· - 2"'1 ca.rrad on. . . • 2 , f11r1er1 d1 com pa.gilla - 120 sergenti delle com:agrne -:- 27 ca1•orali fu rieri - 284 caporali ò compagnia . - 1 , 61 3 . . , - 192 soldati di l' ..oJasse saldali d1 2 classe 3 vivandie11 · 1'(1ta' .. ,- 12 · · ,e UO!li lill 2,,) - ecaval1 1 2375 ' . . . . Foraggi ed assegnamenti v:Hii .
co11.'Jl>O d•.u~uiRsnis@.&·azuone . ( l l personale è uguale anno) . - Spesci tota le .
.
L.
2,4"23,210
--=---~-~-582,660
(Come lo scor,o anno, rnlla riduzione però di
L.
9.81,606
3,83G,5G0
L.
9,057, 140
L.
805,450
----
565,060 558, 5!12 l ,4-88, 300
f§ ~fll!ufi e:1•eahwmdone e d' i§G\l.'li!lf.ftonc 1uihl1n11•e. 1 luogotenente generale prrnidente ,fol consiglio
super iore per gli i~Litut.i . '777,879
EJacchuoyi-f11.•;u11 chi . · 8 corn pagme . , . (Il 11ee., ornle è ·conir · 1iu 1a.10 m mentre con Decreto Reale succes_si Yo YEH111; IJOl'· lato a 12) • bilancio. . . . - ,.~I)PS"l , ' co rn p1es~Lva rn L.
(Dal persona le portato sul bilancio 1862 vi ha in piC1 in qn~.s:o dt=l 1863, 1 aiutante di campo del Re - 1 primo u Uicialc d'onlinama - l ufficiale d'ordinanza e 14 guardie del corpo. La casa di S. A. R. il Principe ereditario n on ~, ancora porlabt i n bilancio) . - Spesa complessiva L.
2 m 1cmbr i a l c. ns,g lio supe,ion ·)
a q nello ddlo scorso .
Spesa L.
Ca.llia 1maiH.Ca1·e dei H.e e Ri.1: . P1•iuci1ii .
~on•~~o sanifl."u•no.
~----..-
L.
18,583, 0 15
Ca~m. l!.tea!ie Ji;n·alndg .
zo -
Agg1·egati. l ispettore ,e;eri~a,~o
293
STATISTI C A
'i.'1•eno .J•·~ • (3 reggùnenti). _ ""' 3•rnu·n.,,a
L.
a) A i::c AnR~II A ~11Ltr., n 1". PM·sonalc svperion-di gove1·no. 1 CLlm,rndante (maggiore genr~rale o luo· gotcnente generale) - 4 capi1ani - 4 luogoten en1i - 4 sottot011enti -1 ten1::nle ai utante maggw re. Totale 14-.
30,.>, 248
Personale d'insegnamento. 1 di rettore degli studi (col<;noello o tencntc-colonneilo) - 11 r-•ro·
15,600
· 294
HIV IST,\
STST ISl'ICA
f~s;d ri -:-- 10 professori aggi unti - 2 pl'eparatori d1 ch1m1ca - 1 n1aestro d'equitazione - 1 1rn1esl!'o di giouastica - l ,ma e3tro di sGherma _ 3 as,is tenti maestri. Totale 30.
e) Scuou DI FANn: n r A IN Moo1rn.1. Personale sup,·rio1·e di governo. l comandante (maggiore genernle) - 1 ufficia 1e sn periore (direttore) - 8 rnpitani - 8 ltwgotenen ti - 8 sottotenenti - l èc1p1t11 no aÌLl 'tWte maggiore ù 1 1° - 1 uffici.aie
. Personale c~i culto e d'·istruzione rclig-iosa. 1 d irettore d1 spHito.
sn balterno (ai ut,rnte magiròre in 2°). To!a!e 28.
Pe·rsonale d 'amrnù 1,i str azione. l relatore del consiglio ( rnaggiore o tenente-colonnrl io) _ l dir:ttore dei con ti (capiiano o tenente) - 1 aiutante d1 contabilità ( bo rgh ese). 'l'c,tnle 3 .
Personale cli cullo e Ll',ist·,·iizione religiosa. 1 di1et1ore di spirito. Pe1•sonale d'amminù traz·ione. 1 u fficiale s1Jpe- · riore re!atore de! consiglio - 1 dil'ettore dei conti (cnp; tano o su ba lte rno) - I eeooomu bort1he,;e 4 a iutanti contal.Ji,i borghesi . Totale 7.
Pe1·sonale ù1fe?·iore mi litare. l fu riere rnao-giore - . 3 fu rieci scrivani - 2 S8rgenti scr iva~i ~ 1 fu nere porti uaio - 16 sergenti pel servizio d1 srJrvegh anza - l caporale 1amlmrìno _ 3 8 soldati d i confidenza. Totale 35 L ,
tamburini -
295
143,726
=<.,~;:o,._~
b) Cr'. Lt.1,Gr MIL1:ARJ (N° 6). · Quad1·0 del pe rsonal~ di un collegio. Personale sii7ier·io·re di qo-
Perw,mle d'i nsegnamento. 1 ufficiale sureriore diretlo e ck•gli. studi - 2 m:1ggiori e capitani (sotto d irettori) - 7 prof,-ssori - 14 professori aggiunti - l ]·l',"f>aratore di chimica - 1 maestro di schc-rrna - 7 a iutanti di schrrma - 1 maestro di ginn~s1ir,a e nuoto - 4 11,;sistenti. Totnle 38 .
0
1 com nnd~ nte (colon nello ,:i lenm1t.e-col 011 • nel!o) -:- 1 coma ndante in 2° (c1aggiore) _ 1 capitano 1strnttore - 1 'lÌu trnv, n -1r:,rr · , 1· ·· t e c. ,, 1• <•o b 10 1e: .eneo e o sc,ttolenente - 8 ufficiali snbalt,:roi. Tutale .12.
P,-i·,onalc in(riricw1i milil.,1.rn. l fu rie re m agg iore - 6 furieri - 20 sergeuti - 1 capo ar1f1a iuulo - 1 s(-irgente tamburino - 1 capora le tambu rino - 1 c,1porale trombettiere - 8 tat11 b mi nì - S trom bettieri -- 16 soklati di confidenza. Totale 72 L.
V<J1·1w .
. Pe·rsonalè d:i culto e d'istruzione •1·cligiosa.. l d ire ttore d1 sp1r1to in 10 - l direttore di spi rito m 2°. T otale 2. Personale d'arnm·inùt1·azione. l capitano relatore g hese -
l d;rnttore dei conti - l eco11omo borl a iutante contabile l.iorgbesn. 'l'c,ta le 4.
Pe1·sonafo d·insegnarnen to. 25 professori - 1 p rofessore aggiunto - 4 mae~tri - 4 assi,;tenti Totale 3•! .
·
Pe1·sonale mi:tita1·e i n(erioni. l foriere ma,., giorR 3f . · .., " . unen - ~3 sergenti - 1 CR porale tarnbur ino - 3 tamburi ni Totale 39
8 solda ti di confideorn.
L.
7GG,794
d) ScJjOLA 1)1 CAVA r.L n:rn,1. Ufffoiah. l comandante (colon nello o maggior gene..ale) - 1 coma ndan te in 2.0 (tenente -colon nello o colon nello) - 1 mag-g ore - 1 istrnttore d'equi tazione (capitano o nrnggiore) - 3 capitrni - - l aiuta nte m:1ggiore (eap11aoo o luogoteneu te) - 1 urficia le di 11Jassa - 12 uflìc iali snbalwrni - 1 direttore ,foi Cl•nti (cap11a1Lo o luogoterwo lc) - l direttore di scherma (luog·otenen te o ;;oLtutenen te) - 1 m edico di r eggi meu10 o di battaglione - l vt::teri uario in 1° -- 1 veterioa rio ìn 2" - l cap p•Jl\ano - :i cavallerizzo borghese. Tota l-e 28.
204,501
296
R IVISTA
m1mstrazione - 1 caporale tàmburino - 1 armaiuolo - 2 trombettieri - 4 tamburini 25 soldati pei servizi di·versi - 500 allievi (soldati. Totale 580 .
ginnastica e nuoto. Totale 12.
g)
Truppa. l furiere maggiore -
3 forieri di squadrone - 1 furiere d'amrninist.razione - l furiere istruttore di cavallerizza - 1 furiere maestro di, scherma - 8 sergenti pel servizio - I sergente cl't11rnninistrazione - 6 sergenti istruttori cli cavallerizza - 1 capo sellaio - 1 capo mor-saro - 1 caporale maggiore - 3 caporali furieri di squadrone - l caporale trombettiere - 1 ca.parale d'amministrazione - 16 caporali pel servizio - 8 capora1i istruttori di cavallerizza - 4 trorn bettieri - 30 allievi istru ttori di cavalleria - 4 allievi trombettieri - 2 maniscalchi - 2 allievi maniscalchi - l vivandiere - 16 soldati d i l" d a.~se - 200 ~oldati di 2" classe. Totale 313 uomiui, 200 cavalli . L. e) ScuoLA ~r FAKT1rn1A IN I VRg,\. (È portata. in bilancio come lo scorso anno; ·ora però è altrimenti ordinata, àappoichè eretta m scuola normale di fanteria) . L. {) BATTAGL IOKE DI FIGLI DI W LI TAIII IN RACCO ·
Ufficiali. 1 comandante (maggiore o tenente colonnello) - T comandante in 2° (capitano) N161.
1 aiutante maggiore (subalterno) l ufficiale di amministrazione 12 ufficiali di governo l cappellano- locale - 9. maestri - 1 ufficiale di ' massa. Totale 27.
T1··uppa. l furiere maggiore -
4 furi0ri di compagnia - 1 furiere d'amministrazione - 3 sergenti - '.-15 sergenti pel governo ed ù;truzione - I capo armaiuolo - 2 caporali d'am-
297
STATISTICI.
Pe,·sonale cl' insegnanwnto addetto alla scuola quale isti l1.;,to supe·rio-re di educazione ed i st1·•u zione mil-ilare.. l direttore di spirito - 7 professori - l professore aggiunto - 1 preparatore di chimica - 1 maestro di scherma - 1 maestro di
245,519
B,n'TAGLl()NE DI, F IGLI DI MILIT.ll\[ !N M.rnDA·
U(lìciali. I comandante (tenen te colonnello o colonnello) - 1 comandante in 2° (maggiore) - 2 capitani - I aiutante maggiore - 1 uffiziale d'amministrazione - 1 uffiziale di massa. - 20 ufficiali subalterni pel governo e per la istruzione (tenenti o sottotenentì) - . 1 cappellano locale - 12 maestri. Totale 40. LOt<I.
25\409
Tt''ll,ppa . 2 forieri maggiori - 8 furieri 2 furieri d'amministrazione - 4 sergenti d'arnm inistrazione - 60 sergenti pel governo ed istruzione - 1 ca po arrnaiuolo - 4 caporali di 1 amministrazione - 2 caporali tamburini - 1 armàiuolo - 4 trornbettièri - 8 lamLuri11i 40 soldati pei ~ari se rvizi - 800 allievi (soldati). Totale 936. .
· 393,665
neclmliione 1nUUa1•e. , 97,685
-----
(Come lo scorso anno). Spese in bilancio L.
1749,463
Somminist,r anze alla tru1>pa in L . 52, 162,736 natura. Servizio d'artiglieria.
L.
9,413;600 ·
Ser, izio lici genio .
L.
5,749 ,750
lliltlioteche 1nUUari
L.
95,000
Souo~e .
L.
30,000
servlizio di scato l'ilat;;t,;;"iore
L. .
1
AN~O
VII. voi. Il.· -
10.
137,000
299
S'I!ATlSTlCA
21)8
Ripo,·to L.
UFF1c1ur. J)i;rezione genemte. 1 maggior geuerale - l uffizi.aie superiore - l capitano 3 ufficiali suba!terni. Totale 6 . 12 Deposit-i. 12 uffiziali supel'iori o capitani 24 uffiziali subalterni - 12 veterinari. Totale 48. Truppa. 1:2 furieri - , 14 ser~enti contabili - 24 _sergenti pel servizi-o - 432 caponili p:1lafrenier1 - 12 maniscalchi - 120 guarda stalloni. Totale uol.llini 614, stalloni 720 L.
954,960
c.~~ua:u .
580,000
T oTAu:
GENERALE
Spese ordinarie
L . 197,076,164
Maggi,,ri assegnamenti sotLo qualsiasi dt·norninozione . L. Paghe di ii.,;pettativa e di dispon1bilit.\ ))
Inrlennitil. mense ufficiali .
.
Provvista letti per le truppe e spese relative , C(,struzione di un nuovo braccio nella caserma Real Castello in Sassari . Fort.1ficazioni e fabbriche milit.ari a difesa della nuovi frontiera dello Stato . Mi!gazzino a polveri a prova nella piazza di Alessandria . Sistemazione di una nuova piazza d'armi-, e tiro a I bersaglio in Caglia1·i Ampliazio_ne cieli' ospedale Santa Croce in T ori rio Magazzini ed orfi.ciue al borgo Dura in 'forino , l\1a1eriale di dotazione delle piazze forufica.1e, Nuova :.iStl,mazione della regia tabe;a di PauJilatinu 1l 1·iporlr1·1·si [,.
2,100 1, 286,790 48,000 2, 500,000 100,000 6,000,000 190,000 5,"000 105,000 ~00,000 200,000 ·60,000
10,796,SU0
Sistemnzionc della caserma S. Gerolamo in Bres..:ia Compimento di rilievi per la formazionl:l della carta topografica del Regno d'Italia Provviste di materiali di carreggio e di attendamenti, e spese relative Spese diverse per servizio dell'artiglieria . Spese diverse per servizio del genio militare e dello sia 10 maggiore Armamento della guardia nazionale mobile (legge 4 agosto 1861) • Co~truzione di un nuovo arsenale di a.rtiglieria in Capua Costruzione di una reclusione militare nel lazzaretto di S. Leopoldo in Livorno ; Ampliaz1one del castello di Milano Adattamento ad ospedale militare del convento dì S. Francesco da Paola jn Palermo Acquisto e adattamento di fabbricati •per gli uffìcii e magazzìni dipenJent.i dall' intendenza militare di Torino . Medaglia commemorati va delle guerre com battute per l'indipendenza d'Italia » Competenze in danaro alle truppe . ~
10,79G,890 400,000 300,000 (-;78,000 3,000,000 500, 000 10, 000,000 3:10, 000 600, 000 400,000 150,000
:300, 000 1, 000,000 18,48:3,842
8-1:3,644
Servizio sanitario .
!frasporti e spese relative Pane e vi vel'Ì l~oraggi Spese di casermaggio R imborso ai Comuni per prestazioni Spe, e straordinarie casuali
900,000 8,946,750 2,528,557 1,57.J,24::3 600,000 100, 000
Totale spe.~e .,trn.01•d1:nan:e [,. 62,43 1,926
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INDICE DEL VOLUME II. - ANNO VII.
I'"9 • La campagna d'Italia r:iel 1859 (Esame crilito) • Considerazioni di tattica moderna . . • Vitto del soldato ed in ispccial modo del pane da munizione ,. Organizzazione e composizione dell'esercito russo in principio dell'anno 1862. . ' ~ Sludi comparativi statistici tra l'esercito nazionale e quello cli Francia . . ,. " Rivista tecnologica » ni vista bibliografico. • ' Bollettino bibliografico trimestral e.
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Cenni sui cannoni rigati che si caricano per la bocca e per la culatta e sui perfezionamen ti da recarsi all'arte della guerra n td (Continuazione) Dell'armamento dei zappatori del genio militare, r isposta ad un articolo dell'Italia Militare . Organizzazione e .composizione dell'esercito 1·usso in principio del• • 148 l'anno 186'! (Continuazione) • 163 Rivista tecnologica . 1> 17·5 Rivista statistica . . 'I' 18!} Rivista bibliografica
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Dicemb1·c Ccnui sui cannoni rigali che si caricano per In boc~a e per la culalla e ~ui perfezionamenti do recarsi all'arte della gu.:rr:1 (Continuazione e fine) • . • . Pag. Delle cariclie compresse per :irrni da fuoco . • Organizzazione e composizione del l'esercito russo in principio dell'anno ISG2 (Continuazione) ,. Rivista t.e.cuologica . P l\ivisla statistica. ,.
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