LA VIA DEL MUSONE in viaggio alla scoperta delle sorgenti del Fiume Musone
Contratto di fiume Vie del Musone
GAL Colli Esini San Vicino
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CONTRATTO DI FIUME DEL MUSONE GAL COLLI ESINI - SAN VICINO ASSOCIAZIONE RIVIERA DEL CONERO E COLLI DELL’INFINITO COMUNE DI APIRO COMUNE DI CINGOLI COMUNE DI FILOTTRANO COMUNE DI SANTA MARIA NUOVA COMUNE DI STAFFOLO COMUNE DI APPIGNANO COMUNE DI CASTELFIDARDO COMUNE DI GAGLIOLE COMUNE DI JESI COMUNE DI LORETO COMUNE DI MONTEFANO COMUNE DI NUMANA COMUNE DI OSIMO COMUNE DI POLVERIGI COMUNE DI PORTO RECANATI COMUNE DI RECANATI COMUNE DI SAN SEVERINO MARCHE COMUNE DI TREIA Con il contributo di: CONSORZIO BONIFICA MARCHE FONDAZIONE DUCA ROBERTO FERRETTI DI CASTELFERRETTO CEA - SELVA DI CASTELFIDARDO CEA - LA CONFLUENZA, OSIMO ACQUAMBIENTE MARCHE SRL ASTEA SPA FONDAZIONE OPERE LAICHE LAURETANE E CASA HERMES ARCA BENEFIT SANTA PAOLINA FARM ASS. LE TRE FRAZIONI “CERVIDONE - SAN VITTORE - MARCIANELLO” AZIENDA AGRARIA MASSIMILIANO SAVORETTI 1565 MULINO BRAVI IMMOBILIARETAUNUS.IT DI CARLO NEUMANN CAMPING LA MEDUSA VACANZE MARE srl - PORTO RECANATI
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LA VIA DEL MUSONE in viaggio alla scoperta delle sorgenti del Fiume Musone
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Tutto ebbe inizio mentre passeggiavamo lungo la spiaggia, con lo sfondo boscoso del Monte Conero e la linea netta dell’orizzonte del mare Adriatico. Ad un tratto una via d’acqua ci impedisce il passo: un fiume! “È il Musone” ci informa cortesemente una signora indicando verso occidente: “viene da lassù”. Restammo ad osservare quei lontani monti azzurri e il profilo di quello più alto, come piegato di lato. La sera chiedemmo informazioni all’ufficio turistico. L’addetto sembrò capire subito il nostro interesse e ci diede uno scritto: “parla proprio della nascita del fiume Musone” disse. Leggemmo d’un fiato quello strano racconto quasi mitologico e ne fummo affascinati (vedi al termine del viaggio). La mattina dopo eravamo già in cammino lungo il sentiero che costeggia il fiume, separati solo da radi canneti e qualche quercia. A sud la piana di Scossicci era il vasto piano di appoggio della collina di Loreto e dell’imponente Santuario della Santa Casa. Incontrammo un pescatore e ci fermammo a parlare della bellezza di quel luogo e della nostra intenzione di percorrere la valle fino alle sorgenti del Musone. “Se volete andare risalendo il fiume” - ci disse - “vi consiglio di fare una piccola deviazione. Salite a Loreto. Dal Belvedere avrete una visione più completa di questa parte della valle”. Seguimmo il suo consiglio che si rivelò davvero prezioso.
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GIORNO
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Dal MARE ALLA CONFLUENZA COL FIUMICELLO GIORNO 1 IL CEA LA CONFLUENZA
Dalla foce del fiume al Santuario LAGHETTO DI di Loreto, salendo la Scala Santa, CAMPOCAVALLO per poi scendere nella valle del Musone costeggiando il fiume fino a Campocavallo ed al Centro Educazione Ambientale “la Confluenza” nei pressi di Padiglione di Osimo.
me e Fiu uson M
Osimo Campocavallo
Azienda agraria Savoretti
Recanati
ACQUEDOTTO PONTIFICIO
SANTUARIO DELLA SANTA CASA DI LORETO
scalinata santa
Castelfidardo SELVA DI CASTELFIDARDO FONDAZIONE FERRETTI CEA Selva di Castelfidardo
LA BANDIERUOLA MARE ADRIATICO
VIA DELLA BATTAGLIA, 52 CASTELFIDARDO (AN) telefono: 071 780156
•La Selva di Castelfidardo è il primo bosco marchigiano qualificato per Forest Bathing Center (Immersione Forestale o Shinrin Yoku) per alleviare i disturbi da Deficit di Natura. Vi opera la Selva soc. coop. sociale che pratica agricoltura biologica e paesaggistica, producendo pregiati prodotti bio come oli monovarietali, conserve di frutti selvatici e miele.
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Raggiunta la piccola chiesa della Banderuola, dove la leggenda narra che sostò la Santa Casa prima di posarsi a Loreto, giungiamo in breve alla stazione ferroviaria ed alla Scala Santa, che conduce al Santuario della Santa Casa di Loreto.
CHIESETTA DELLA BANDERUOLA
LA SELVA
Saliamo la scalinata lentamente per godere del panorama che dal Belvedere, ai piedi del Santuario, ci svela l’andamento del fiume nella valle.
GUERRA E PACE Strano che in un luogo che diffonde una cultura di pace si siano combattute grandi battaglie. Nel 1944 le truppe polacche combatterono i nazisti (il cimitero polacco lo testimonia). Nel 1860 i soldati piemontesi sconfissero i pontifici per l’Unità d’Italia risorgimentale (grandi monumenti lo testimoniano), e la preistorica selva fu un luogo strategico iper laghi la di vittoria. campocOggi avallodell’antico bosco, che era attraversato dal Musone e si estendeva fino all’Adriatico, ne restano 39 ettari e per la ricca biodiversità è un’Area Floristica Protetta Regionale e Sito Natura 2000 dell’Europa. Viene custodita dalla fondazione Ferretti, con il proprio “C.E.A. Selva di Castelfidardo” in collaborazione con università, enti pubblici e privati. Si svolgono attività scientifiche, naturalistiche e storiche, manifestazioni culturali e vengono forniti servizi di visite guidate nel bosco, nell’area della battaglia di Castelfidardo e dei musei locali.
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MONUMENTO A CIALDINI CASTELFIDARDO
CIMITERO POLACCO
Scendiamo da Loreto lungo l’antica strada per Recanati e ci fermiamo sotto le arcate dell’acquedotto fatto costruire da papa Paolo V agli inizi del XVII sec. Da qui puntiamo diretti verso il fiume percorrendo strade bianche. ALBERO TABERNACOLO Incontriamo un agricoltore che ci invita a vedere il suo intervento di sistemazione delle sponde. Il Musone appare più bello e accessibile di quello lasciato nella piana di Scossicci.
L'OASI AGRICOLA SUL FIUME e , l’azienA soli 10 km dalla foc no Savoilia da agricola Massim agro-ecoretti ci accoglie in un la sponda sistema ben curato sul luogo inUn . del fiume Musone aggi, ser cantato tra campi di ort corte, la re, animali da bassa chetto, lo piccola vigna, il bos la bianca storico “Roccolo” e sul fiume. spiaggiola ripristinata oli mo Potete godere di piacev nomitro gas menti ricreativi, eno sempliceci, di divertimento o di questa mente gustarvi la pace ientale. mb o-a originale oasi agr per contatti: cell. 348 8917943
mail.com e.mail: massisavoretti@g
sta llo c’è una pi A Campocava il eg ll che co NA a rittaMARC ile di HIGIAntuario AGNA ciclabCAMP ponente Sa fiume all’im olorata. Vergine Add della Beata
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Riprendiamo il cammino lungo i percorsi vicinali, circondati, quasi osservati dall’alto, dai paesi di Recanati, Castelfidardo e Osimo. Arriviamo ai laghetti di Campocavallo, dove ritroviamo il fiume. C’è tanta gente qui che frequenta i bei percorsi ombrosi lungo il fiume e fin dentro l’alveo. Alcuni pannelli didattici spiegano l’habitat fluviale e la storia dei luoghi.
il cea la confluenza L’associazione “La Confluenza”
gestisce
dal
2012
il
Centro
educazione Ambientale di pro-
prietà della Provincia di An-
cona. La struttura si compone
di un edificio rurale ristrut-
turato e di uno spazio verde adiacente
di
1500
mq
che
comprende un bel tratto del fiume Musone. L’associazione
organizza eventi di didattica
ambientale e gestisce un per-
corso naturalistico che si sno-
da
dentro
l’alveo
fluviale,
creato per favorire la conos-
cenza della morfologia, della
VIA CAPANNE, 11 OSIMO (AN) telefono: 3407720361 email:
INFO@LACONFLUENZA.IT
biodiversità,
della
storia
delle particolarità del luogo.
e
In breve incontriamo la confluenza del torrente Fiumicello e, poco dopo, la bella sede del C.E.A. “La confluenza”, dove i ragazzi dell’associazione ci offrono ospitalità nella comoda foresteria.
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LA CHIESA DI S.DOMENICO, A PADIGLIONE, È LA PIÙ ANTICA DEL TERRITORIO OSIMANO, EDIFICATA NELLA METÀ DEL XIII SECOLO. IL 4 AGOSTO, FINO A METÀ ‘800, SI TENEVA NELLA ZONA UN’IMPORTANTE FIERA DEL BESTIAME
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DAL CEA DI OSIMO A SAN ViTTORE DI CINGOLI Jesi
S. VITTORE IL FIUME INCANTATO
ABAZIA DI SAN VITTORE
me e Fiu uson M
Le colline boscose di Santa Paolina, nella terra che fu avamposto dei Galli senoni, tra ville, molini fortificati e presidi templari fino a San Vittore, dove si ha ancora memoria di un’antica città scomparsa e di una fonte di acqua miracolosa…
Castelrosino CASA CON TORRI
CANTALUPO
Jesi S. Maria Nuova MONTE TORTO VILLA ROMANA
Filottrano
Casenuove di Osimo VILLA SPADA FATTORIA DIDATTICA S. PAOLINA NECROPOLI GALLICA
Montefano
MOLINO S. POLO
Fiu Mus me one
GIORNO
S. DOMENICO IL CEA LA CONFLUENZA
FIUME INCANTATO A SAN VITTORE
Padiglione di Osimo
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Risaliamo in riva destra del fiume, lungo la strada che porta ai rilievi boscosi di S.Paolina. A queste strane colline in successione corrisponde, sull’altro versante della valle, il rilievo di Monte Cerno e quello, poco distante, di Monte Torto, entrambi con la sommità piana. Questo è il territorio dei Galli senoni, tribù celtica che qui raggiunse il suo limite sud nell’espansione lungo la penisola italiana. Qui sono state trovate ricche tombe e corredi funebri.
Poi vennero i Romani, come testimonia il sito di Monte Torto, dove da oltre duemila anni si produce l’olio di oliva e si lavora l’uva per ottenere un ottimo vino. A Santa Paolina, nel luogo dove riposano i celti, oggi pascolano cammelli, lama e altri strani animali…
SITO ARCHEOLOGICO
SANTA PAOLINA FARM
LE VISITE SONO GUIDATE E SOLO SU PRENOTAZIONE
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telefono e WhatsApp:
3349667382 email: INFO@SANTAPAOLINAFARM.IT
Tra dolci colline boscate, nel luogo dove riposano da 2000 anni i Galli Senoni, passeggiano oggi cammelli, lama e altri animali esotici, accanto ad altri più “nostrani”. Un luogo di meraviglia e i conosc lagh i di enza cam poc ava llo per piccoli e grandi visitatori. Una fattoria didattica tra le più belle della Regione.
Poseguendo, ci imbattiamo in una tozza torre che domina la piana ai piedi di un versante boscoso, a guardia di un ponte sul fiume. In realtà è un mulino e la sua forma ci fa capire quanto importante era un tempo il luogo dove si produceva la farina.
IL MOLINO DI S. POLO
sizione lino, in po Sopra il Mo sco c’è sul fitto bo dominante o delle , bell’esempi Villa Spada li che ore signori antiche dim gio no il paesag caratterizza ttrano. simo e Filo rurale di O
Ma prima di salire a visitare la villa siamo distratti da un clamore di voci che sembrano provenire dal fiume.
VALLE DEL MUSONE
BAGNO NEL FIUME
Ci affacciamo sul ponte e sotto di noi una trentina di bambini fanno il bagno nel fiume, come un tempo, sotto la piccola cascata formata da una briglia.
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Passando sul bel crinale a sud della media valle del Musone la vista spazia sulle montagne e sulla antica città di Cingoli.
L'ACQUA DELLA DEA CROCIFISSO DI CANTALUPO
A san Vittore nell’area dove si suppone fosse l’antica città
romana di Planina, c’è il sito di una sorgente, forse ancora attiva, famosa per le sue virtù
salutari,
san
chiamata
Giovanni”.
“fonte
Ancora
di
oggi
no, c’è l’usanza di fare “l’acqua di san Giovanni” ponendo in una ciotola acqua d sorgente
con immersi fiori di campo e alla luce della luna perchè le infonda virtù lasciandola
magiche. La mattina del 24 l’acqua viene usata per lavare il viso e il corpo ed avrebbe il
potere di scacciare le malattie soprattutto favorire la
e
fecondità nelle giovani fanciulle. Un rito che sembra derivi da ancestrali culti della Dea
della fertilità
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IL FIUME INCANTATO
alla vigilia della ricorrenza del santo, la sera del 23 giug-
Arriviamo a Cantalupo, dove un originale crocefisso ci indica la via del fondovalle risalendo la quale in breve arriviamo al luogo dove sorge un’antica abbazia, ma anche, ancora sepolta, una città romana, costruita accanto ad una fonte sacra da tempo immemorabile e luogo di incontro di popolazioni italiche, etrusche e celtiche. Lungo il fiume i cittadini hanno realizzato il loro “fiume incantato”, un angolo di paradiso lungo la riva del fiume. Lì decidiamo di passare la notte.
GIORNO
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da san vittore di cingoli al lago di Castreccioni
Apiro LAGO CASTRECCIONI
CASTRECCIONI
Farine di grano tenero, farro e granoturco da agricoltura biologica locale, macinate a pietra utilizzando l’energia dell’acqua da 5 secoli.
VIA VALCARECCE 2 62011 CINGOLI (MC) telefono: 3357665466 email:
PONTE ROMANICO
VISITE@1565MULINOBRAVI.IT
LE CASCATELLE MOLINO BRAVI II
MOLINO BRAVI I SAN BIAGIO
Cingoli ABBAZIA DEI SANTI QUATTRO CORONATI
Staffolo S. FRANCESCO
Jesi
me Fiuusone M Le vigne del verdicchio Doc, la piccola chiesa che ricorda un miracolo di San Francesco, e poi un antico mulino ad acqua che ancora macina a pietra una farina speciale, cascate d’acqua cristallina e un maestoso ponte romanico. Un parco avventura e il più grande lago delle Marche dove si specchiano i monti dell’Appennino.
FONTE S. GIOVANNI
S. VITTORE
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LA MATTINA ATTRAVERSIAMO UN PAESAGGIO FATTO DI BOSCHI E AREE SEMIABBANDONATE ATTRATTI DALLA SAGOMA INCONFONDIBILE DEL SAN VICINO CHE CI GUIDA COME UNA STELLA POLARE.
Incrociamo la strada che collega Jesi a Cingoli e un pastore ci invita a raggiungere la vicina Chiesa di San Francesco, immersa tra i vigneti del verdicchio, dove la leggenda vuole che il santo fece sgorgare una fonte - ancora attiva – per ringraziare i coloni per l’ospitalità ricevuta.
O CHIESA S. FRANCESC
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Ritornati verso la via dell’interno raggiungiamo una piccola area artigianale e poi, dopo una chiesa abbandonata (S. Biagio) ci troviamo al molino dei fratelli Bravi, dove dal ‘500 si macina il grano e il granoturco alla stessa maniera, con l’energia dell’acqua.
molino bravi Dal 1565 la famiglia Bravi ges-
tisce il molino situato lungo il
corso del Musone alimentato,
oggi come allora, dall’energia
dell’acqua che muove le pesan-
ti macine di pietra. L’accurata
selezione dei grani locali, del
mais e del farro - tutti deriva-
ti da coltivazioni biologiche -
determina
la
produzione
di
farine integrali di eccezionale
qualità
prietà
MOLINO BRAVI
per ricchezza di pro-
organolettiche
tanze nutritive
e
sos-
Risaliamo il canale che porta l’acqua al molino al fresco del bosco fino a raggiungere la zona nota come “le cascatelle” dove il Musone prende le sembianze di un piccolo paradiso di acque, dove non possiamo non immergerci per poi prendere il sole sui prati che si allungano lungo le sponde.
IL CANALE DEL MOLINO
CASCATELLE DI CINGOLI
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Chiediamo come si può proseguire fino al “ponte romano” di cui abbiamo sentito parlare. C’è un lungo giro da fare, oppure si può risalire il fiume “da dentro”.
A PIEDI NEL FIUME!
il lago di castreccioni Anche detto il lago di Cingoli, è il più grande in vaso artificiale delle Marche. Fu costruito lungo il musone negli anni ‘80. Si estende per oltre 2 Kmq e raggiunge una profondità di 55 mt nei pressi della diga. Il ilago richiam lagh i ha ato di cam poc ava llo un gran numero di specie selvatiche e costituisce oggi un’area naturale di particolare pregio.
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Il coraggio non ci manca e scegliamo subito la seconda opzione. Un’esperienza indimenticabile… Ma non ci sentiamo di consigliarla: l’acqua è gelida, in certi punti piuttosto alta e ci sono diversi salti rocciosi da superare. Gli imponenti resti del ponte ci appaiono in uno spettacolo naturale straordinario che è soltanto un preludio di quello che ci attende poco più avanti: Il Lago di Castreccioni, dove si specchiano i monti dell’Appennino
M. M
dal lago di castreccioni
GIORNO
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alle sorgenti del Musone
Gagliole M. LAVACELLI (986 M) ai
M. MARZOLARE (974 M)
Pr
at
id
M. ARGENTARO (1024M) iG
ag
l io
le
CASE BIONDO VALDIOLA ALTA
S. MARIA LUOGO DI ECCIDIO DELLA X IN VALDIOLA FAMIGLIA FALISTOCCO
CHIGIANO MONUMENTO AI PARTIGIANI X
Lì dove, la valle si fa piccola e accogliente, una piccola chiesa con affreschi del ‘400, perduta nel bosco sopra un’altra fonte miracolosa… siamo a Valdiola, dimora della Dea, dove il fiume è generato.
Castel S. Pietro - Elcito Apiro
S. Severino Marche CASTELLO DI ALIFORNI
Tra splendide colline e antichi castelli ai piedi delle montagne si incontra un’azienda che produce straordinari salumi apprezzati persino dai reali d’inghilterra. Al limite del bosco entriamo nei luoghi dove i partigiani combatterono contro i nazifascisti per riconquistare la libertà.
Fiu Musomne e
MOSCOSI
CASTRECCIONI LAGO CASTRECCIONI
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ELCITO
Ci incamminiamo la mattina verso Moscosi affacciandoci sul ramo più meridionale del Lago, lungo le cui sponde è stato rinvenuto un importante sito archeologico dell’età del bronzo. Incontriamo di nuovo il fiume, qui piccolo come un ruscello, e risaliamo tra uno splendido paesaggio agrario. Sullo sfondo il piccolo borgo di Elcito arrampicato all’ombra del Monte San Vicino e della faggeta di Canfaito. Ai piedi delle montagne si trovano Aziende Agricole che producono straordinari salumi e formaggi di pecora.
PRODOTTI LOCALI
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SALUMI TIPICI
FORMAGGIO PECORINO
Da Agello il panorama si estende sul territorio agrario compreso tra le dorsali boscose di Cingoli e del San Vicino, punteggiato da piccoli paesi arroccati sui versanti montani come Chigiano e torri di avvistamento come quelle di Isola e di Aliforni.
CHIGIANO
TORRE DI ALIFORNI
Superata la strada provinciale prendiamo una scorciatoia nel bosco lungo l’antico sentiero che collega Castel S.Pietro a Chigiano, dove la memoria rimanda all’eroica resistenza al nazifascismo. c’è del paese Ai piedi e h mento c un monu i n partigia ricorda i to n un viole uccisi in fuoco. scontro a
MONUMENTO AI CADUTI È in prossimità del ponte sul Musone che qui sembra nascondersi come a voler corpi quei dimenticare gettati nelle sue acque. Erano ragazzi marchigiani, ma anche provenienti dalla Sicilia, da Napoli. i C’era laghi dil’etiope campocavallo Carlo Abbamagal, un russo, un capitano slavo. Giunti qui a morire per rendere libera la nostra terra.
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Da Chigiano si prende una comoda strada sterrata che si insinua nella stretta valle circondata da versanti boscosi. La bellezza e la serenità del luogo si abbina alle umane tragedie che qui si consumarono creando un’atmosfera solenne di sacralità.
STRADA DELL’ANTICO SENTIERO
Lungo il cammino una lapide sul timpano di una vecchia casa ricorda l’eccidio di un’intera famiglia di contadini compiuto dalla furia cieca dei nazisti. Difficile pensare alla guerra ed alla morte in questo angolo di paradiso.
LAPIDE
VISITARE LA CHIESA
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VALDIOLA SAN SEVERINO MARCHE
E come a relativizzare il peso di quegli eventi rispetto alla grandezza della vita, poco più avanti si rivela a noi ancora, inaspettata, la presenza di una fonte benedetta e di una piccola chiesa dedicata alla Madre feconda, oggi chiamata Maria, un tempo Dea Cupra.
Per visitare la chiesa occorre rivolgersi a Cesare, che con la sua famiglie è l’unic o abitante della valle. E’ lui a darci le chiavi della piccola chiesa per ammirare gli affreschi egli ex voto che contiene.
È una strana storia, davvero. Me la raccontarono le colline di Storaco e Cantalupo quand’ero bambino e ogni estate andavo con babbo e mamma,sul biroccio,al Musone per farci il bagno e il bucato grosso, “curare le tele” e bere quell’acqua così viva e fresca. - Ma che fai,bevi quell’acqua? Non sai da dove viene? - Ma è buona,mille volte più buona,fresca,viva di quella che devo bere il resto dell’anno dal pozzo d’acqua piovana vicino casa mia....! Le colline ridevano,ridevano....e si misero a raccontare. “C e’ ra un tempo,molto prima della storia, in cui la terra era tutta una brodaglia, anzi un immenso minestrone, un zuppa bollente bollente. Poi, pia piano, cominciò a raffreddarsi (si fa per dire) e condensarsi qua e là; venivano a galla, sprofondavano di nuovo, riemergevano, si frantumavano, andavano alla deriva grandi e piccole masse informi, in un traffico caotico senza vigili ne segnali. Gli anni si contavano a sacchi (miliardo più miliardo meno), la zuppa continuava a scendere di temperatura e il “traffico” diventava più ragionevole, anche se nessuno ci capiva ancora niente di come sarebbe andata a finire. E dal brodo cominciarono a venire su le montagne, a caso, spinte da altre masse ancora sommerse. “Non spingete! ” Qualcuna scivolava di nuovo sotto, qualche altra si metteva di traverso (come la dorsale di Cingoli), altre si sbriciolavano in mille pezzi, altre ancora si tenevano in equilibrio a fatica; come il S.Vicino, lassù, e gli altri monti lì attorno; o il Conero, laggiù in fondo...e più tardi noi...e tutte le altre colline. E qui comincia il bello. Gli anni passavano a sacchi (milione più milione meno) e i monti, ancora caldissimi ma sempre meno incerti sulle proprie gambe, decisero che era ora di darsi un nome. Detto fatto: chi si fece chiamare Canfaìto, chi Monte Acuto, chi Marzolare, chi Lavacelli...(potevano trovare di meglio ma tant’è....) .Solo uno, il monte lì vicino più alto di tutti (1450 metri sul mare) se ne stava zitto e pensieroso,teso e diritto come un fuso, o come la statua di un santo in preghiera; e così ci pensarono gli altri a dare il nome adatto al loro vicini serio ed impettito: San Vicino. In realtà il “santo” era tutto intento a lisciarsi, a non perdere l’equilibrio ancora assai incerto e controllare che nessun altro lì attorno, magari un vulcanello improvviso e dispettoso, diventasse più alto di lui....o magari quei due laggiù, che da quando erano emersi dal brodo stretti stretti come un monte solo, anche se con due punte, non smettevano di parlottare tra loro, complottando e architettando chissà quale diavoleria a suo danno. E non aveva tutti i torti; anzi, nessuno. Marzolare (9 75 metri) e Lavacelli (986 metri) non si erano affatto rassegnati a rimanere più bassi di quell’antipatico di Sanvicino. - Novecentosettantacinque più novecentottantasei fa millenovecentosessantuno... dai ...anche se perdiamo qualche pezzo arriviamo più su di quel “capisciò”...lui sta solo a millequattroecinquanta! -
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- Vado su io, che sono più alto....tu reggimi forte - Diceva Lavacelli. - No no...ci vado io, che ho il nome più bello - Ribatteva Marzolare. I monti lì attorno, Sanvicino escluso (che ancora non aveva capito), cominciarono a fare la “OLA ” e un tifo da curva sud. Ma nessuno dei due si rassegnava a rimanere sotto e i sacchi di anni passarono spietati, finchè capirono che l’operazione sorpasso era destinata a fallire. E ne pensarono subito un’altra. La notizia era arrivata in volo, portata da qualche pterosauro. “ La sapete l’ultima ? Qualche monte, ha fatto un fiume! Monviso, Fumaiolo, Falterona e tanti altri: chi ha fatto il Po, chi l’Arno, chi il Tevere.....” - Dai Lavacè, facciamolo anche noi - disse Marzolare al suo patner. - E come si fa, un fiume ? - Bòh ! Domandiamo a quei monti alti laggiù, da Bove a Vettore che già l’ hanno fatto ! Ma le risposte che venivano dai “montilaggiù” (che non avevano alcuna intenzione di cedere il brevetto) erano così vaghe, evasive e incomprensibili che Marzolare e Lavacelli li chiamarono sbrigativamente “Sibillini” e decisero di provarci comunque, in un modo o in un altro. I monti vicini - il solito Sanvicino escluso - ripresero la “OLA ” (e la valle lì sotto si chiamò subito Val-di-ola) e il tifo. “Sarà femmina, lo sento-disse Marzolare- come la Dora Baltea e quella Riparia, la Senna, la Loira... e la chiameremo OLA ”. Cominciarono tentativi ed esperimenti di ogni genere, sforzi, smorfie e solletico... e dopo non molto un effetto incontrollato e incontrollabile. Non si sa chi fu a cominciare, ma dopo i primi vani tentativi di trattenerla, una risata ,prima sbuffata e soffocata, poi sempre più aperta, grassa e scrosciante scosse dalle radici Marzolare e Lavacelli. Una risata sempre più forte e incontenibile da far venire il mal di pancia...e se la fecero sotto!. Il rivoletto cominciò a saltellare allegramente giù per la Valdiola, sotto gli occhi sorpresi, ma soddisfatti e orgogliosi dei “genitori” ed esterefatti degli altri monti, che smessa la “OLA ” diventarono tutti rossi, cominciarono a guardarsi e a ghignare con complicità e frasette impertinenti e irriverenti (“...e quello sarebbe un fiume? ”...e si chiamò subito “fosso di Valdiola “) e la gran risata li coinvolse, irresistibile... e relativi effetti. Canfaito fu il primo a “versare” e il rivoletto cominciò a crescere. Tutto quel frastuono tirò giù dalle nuvole anche Sanvicino, che si voltò a vedere che diavolo stesse succedendo, con una epistrofìa troppo brusca che gli fece cadere un bel pezzo di quella cresta a cui teneva tanto. Ci rimase sbieco e si lasciò scappare una mezza imprecazione ad alta voce:”Oh ca....streccioni !! “ che l’eco ripeté dieci,
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cento volte, e che per un momento lasciò di stucco (mai se lo sarebbero aspettato, dalla bocca del “santo” vicino!) i monti (che smisero di ridere) e perfino il giovanissimo rivoletto,che rimase come paralizzato in una sosta forzata da una specie di barriera improvvisa (e vedrai che in quel luogo, prima o poi ci costruiranno un monumento-ricordo e lo chiameranno “diga di Castreccioni“). Fu solo un attimo. Poi la grande risata, più contagiosa di qualsiasi sbadiglio, più fragorosa che mai, ancor più “motivata” (e dove lo trovi un “santo” che si esprime una volta sola in vita sua con un’imprecazione sonora e originale come quella ?) riesplose e coinvolse anche Sanvicino, che aggiunse “acqua” ad “acqua”, e rotolò giù come una valanga crescente, travolgendo monti e colline, tutti i monti, tutte le colline (anche noi di Storaco e Cantalupo : il Troscione è opera nostra) vicine e lontane ,fino al mare. Scesero al fiume pisciarelle e sorgenti ,fossi e torrenti. Anche il monte di Cingoli ,che si era messo di spalle (lo chiamarono la “dorsale di Cingoli”) per non rimanere coinvolto in risata e conseguenze, non riuscì più a trattenersi... e nacque il Fiumicello. Come pure le colline di Polverigi, Agugliano, Offagna....che produssero l’Aspio, cui il Conero aggiunse il Bètelico. Ola poteva essere soddisfatta. Nessuno poteva più dire che era un volgare fosso. Ma tutto quel gran ridere alla sue spalle proprio non lo digerì. Già uscendo dalla Valdiola aveva una faccia così scura, scocciata e imbronciata che non vi dico. Più scendeva e s’ingrossava, più cresceva l’irritazione. E il muso. Un muso lungo lungo, da lì fino al mare. Doveva essere femmina, allegra, vispa, saltellante e chiamarsi OLA. Fu invece maschio.....e MUSONE. “ Voi non me la date a bere...” replicai perplesso alle colline che ridevano, ridevano, ridevano.....ma capii subito che quantomeno non avevo usato le parole giuste. Strana storia ,davvero. Strana e incredibile. E....fa acqua da tutte le parti.
Novembre 199 7 Ezio Saraceni
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CHI ESA DEL LA BAN DER UOL A SAN TUA RIO DEL LA SAN TA CAS A DI LOR ETO ACQ UED OTTO PON TIFICIO (sec VIII) LAG HET TO DI CAM POC AVA LLO CEN TRO ED. AMBIEN TAL E “La Confluenza” SAN TA PAO LINA FAR M - Fattoria dida ttic a VILL A SPA DA LAV INI di Montepo lesc o EX MOLINO - TOR RE DI SAN POL O (sec V) EX ABB AZIA DI SAN VIT TOR E perc orso il Fium e Inca ntato DI CIN GOLI 10 MOLINO AD ACQ UA - Fam iglia Bra vi 11 LE CAS CAT ELLE 12 PON TE BIZ ANT INO detto “ponte rom ano” 13 PARCO AVV ENT URA - Cing olia vventura 14 BAIA DI POPEYE - Lago di Cas trec cioni 15 SALUMI FICIO FUCILI 16 BORGO DI CHIGIAN O 17 CAS A FALISTO CCO - Eccidio nazifas cist a 18 CHI ESA DI S. MARIA IN VAL DIO LA (sec XIII) 1 2 3 4 5 6 7 8 9
a - sito batt aglia di Cast elfid ardo
e sacrario dei cadu ti CEA selva di Cast elfid ardo e Vill a Ferretti b - azienda Savorett i: il fium e c - Sant uario di Cam poca vall o d - Chiesa di S. Dom enic o e - area arch eologica M. Torto f - Chiesa di S. Filip po g - loca lità Cantalu po h - casa colonica con torri i - sito antica font e S. Giovanni k - abbazia dei SS. Qua ttro Coro nati l - Chiesa e font e di S. Francesc o m - Parc o Acq uatico “Eld orad o” n- borgo di Elcito
f h i l m
Lago di Castreccioni
n Riserva Naturale Regionale del Monte S. Vicino e del Monte Canfaito 18
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15 16
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g
Ancona
Parco Naturale Regionale del Monte Conero
Offagna Camerano
f
Sirolo
e 8 7
6
d 5
c
Selva di Castelfidardo
a 4
b
1 2
3
Potenza Picena
n
ITINERARIO - La via del Musone luoghi d’interesse lungo l’itinerario luoghi d’interesse nelle vicinanze AREE URBANE PARCHI NATURALI REGIONALI ZONE NATURALI PROTETTE
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Appunti di viaggio: .............................................................................................................................................................................................................
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redazione: Ass. Riviera del Conero e Colli dell’Infinito ideazione e testi: Carlo Brunelli impaginazione grafica: Elena Mancinelli 28