Skip to main content

RBR MAGAZINE - Nr1 Ottobre

Page 1

OTTOBRE 2021 - N. 1

ne i z a g a M IL MENSILE CHE PARLA DEL MONDO DI RINASCITA

TOMMASO RINALDI IBR MOAB MAX SIRENA

UN PRESIDENTE PAOLO MAGGIOLI L’UOMO DELLA RINASCITA E DELLA CONNESSIONE FRA IMPRESA E SPORT ALL’INTERNO IL POSTER DELLA CURVA RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

1


26 37 | Ottobre 2021 2 ||Geronimo RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


Società Italiana Gas Liquidi Spa - Via Famignano, 6/8 - Poggio Torriana (Rn) Tel. 0541.675252 - Fax 0541.675474 37 | Ottobre 2021 | 27 RBR Magazine Geronimo 1 | Ottobre 2021 | 3


4 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

5


10

editoriale A Rimini il basket si mastica come in America fanno con i chewing gum. È una passione che ha saputo resistere anche ai momenti di declino e che oggi torna in tutto il suo vigore, grazie ad una società e ad una squadra che vogliono restituire entusiasmo e vittorie al mondo degli appassionati. Partiamo da qui anche noi e guardiamo al futuro con ottimismo. Perché i principi sani nascono dalle persone giuste, da un gruppo solido e da un ambiente sereno. Proveremo a raccontarvi il basket colorato di biancorosso, non soltanto di oggi ma anche di ieri. Andremo a caccia di vecchie bandiere e di personaggi che nel corso del tempo hanno fatto la storia, allargheremo il raggio d’azione dei nostri taccuini ai protagonisti di questa grande Rinascita, ai personaggi che ne permettono l’esistenza, ma anche alle altre discipline che la città mostra con orgoglio, come le nostre società affiliate e quelle che in altri mondi danno valore allo sport riminese. Il mensile che vi presentiamo trae forza e spinta non solo dall’entusiasmo dei più giovani, ma anche dall’esperienza di chi ha in testa capelli tanti capelli bianchi. Cercheremo di costruire un ponte tra voi sportivi e una RBR in cerca di gloria e vittorie. Ci riusciremo tutti insieme. Perché le vittorie sul parquet le centrano i protagonisti, ma l’affermazione nel senso più generale del termine ha bisogno di un ambiente solido e competitivo come i ragazzotti in canotta e i loro coach che ogni volta provano a regalarci emozioni. Insieme. O come dicono gli americani e visto che questo è il loro sport per antonomasia, “all together”. Il direttore

IL PERSONAGGIO PAOLO MAGGIOLI

28

LA GENTE DEL FLAMINIO MASSIMO TENTONI

GRAZIE A...

ROC: I.P. 1100.744 - Testata registrata presso il Tribunale di Rimini, numero 2/2021 RBR MAGAZINE RINASCITA BASKET RIMINI SSDRL Via Flaminia, 28 - Rimini

REDAZIONE: Corso D’Augusto, 81 47921 Rimini

Direttore Responsabile Vittorio Pietracci redazione@geronimo.news

Progetto grafico: Ennio Zangheri zangheriennio@gmail.com

Redattore magazine: Eugenio Petrillo

Direzione Commerciale geronimo.redazione@gmail.com comunicazione@rinascitabasketrimini.it

Simone Campanati simone@rinascitabasketrimini.it

tel. 333 99 68 310

Stampa: MAGGIOLI MODULGRAFICA SANTARCANGELO DI ROMAGNA

Concessionaria per la pubblicità RBR MAGAZINE - comunicazione@rinascitabasketrimini.it GERONIMO NETWORK COMMUNICATION - geronimo.redazione@gmail.com RBR MAGAZINE pubblicazione mensile in distribuzione presso le attività commerciali della Provincia ed oltre. Vietata la riproduzione anche parziale di testi e foto copyright 2021

6 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021

Geronimo Network I giornali del territorio

Eugenio Petrillo Gianni Filippi Jacopo Maggioli Marco Rinaldi Matteo Briolini Alberto Crescentini Alberto Foschi Simone Campanati Basket Club Pantera BLU Nicola De Luigi PH Simone Fiorani PH Giorgio Salvatori PH


20

14 18

STORIES IL TRICOLORE

IL TEAM TOMMASO RINALDI

30

22

PERSONAGGI NELLA STORIA GIANMARIA CARASSO

#HOGUARDATODENTROUNEMOZIONE IL FLAMINIO

32

40 34

LE SOCIETÀ INSEGNARE BASKET RIMINI

RIMINESI DI SUCCESSO MAX SIRENA

OLTRE AL BASKET NEW BASEBALL RIMINI CONOSCIAMOCI ANDREA CICCHETTI - MOAB

RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

7


PARLIAMO DI NOI È l’inizio di un nuovo capitolo della nostra storia, la nostra meravigliosa storia che sempre ci accompagna e che sempre ci piace raccontare. Rinascita Basket Rimini, nel corso di questi anni, ha avuto come obiettivo quello di non fermarsi mai, di diventare più grande e di fare qualcosa di nuovo e innovativo. E sarà così ancora. Da questa stagione, abbiamo deciso di lanciare un progetto ambizioso ed esclusivo che possa accompagnare appassionati e tifosi durante tutto il campionato: benvenuto RBR Magazine! Dopo due stagioni complicate, terminate anzitempo per causa di forza maggiore, si riparte più forti di prima, come è sempre stato nel nostro perfetto stile. Ci sarà un nuovo allenatore, ci saranno nuovi giocatori e tante novità. Perché noi strizziamo sempre l’occhio al futuro, senza però mai dimenticare il nostro glorioso passato. Abbiamo un sogno, un altro, che si sta realizzando e che vogliamo condividere con tutto il nostro mondo. Perciò cari tifosi… amici, siete pronti ad entrare in una nuova era? di Eugenio Petrillo

8 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

9


IL PERSONAGGIO

di Jacopo Maggioli

PAOLO MAGGIOLI Il presidente dei nostri sogni

“L’ambito lavorativo e la gestione di una società sportiva hanno molti aspetti in comune e in particolare entrambi i settori si basano sulla condivisione e sulla partecipazione.” Con questa affermazione si apre la nostra chiacchierata con Paolo Maggioli, presidente di Rinascita Basket Rimini. Mi è necessaria una piccola premessa prima di riportare l’intervista che insieme a Simone ho proposto a mio padre circa il suo rapporto con il mondo sportivo e, massimamente, con il mondo del basket; è arduo porsi come intervistatore del proprio padre, quasi a voler ridefinire il primato paterno e porsi di qua dalla cattedra, è come sentirsi, in parte, inquisitore. D’altra parte la leggerezza con cui ha risposto alle nostre domande ha fugato ogni tensione e l’intervista ha subito assunto la veste e il tono di un cordiale dialogo fra amici. Dopo averci brevemente dischiuso un lavoro durato anni, si concede e ci accompagna nella sua dimensione privata, di uomo: “ho una famiglia composta da due figli e una moglie che mi hanno sempre accompagnato e sostenuto nel mio percorso lavorativo e che ancora oggi continuano a farlo.” Le domande che decidiamo di porgli si concentrano, in un primo momento, sul tema del lavoro e del suo rapporto con questo; i momenti più alti e luminosi della sua attività lavorativa e, d’altra parte, quelli più bui.

10 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021

Un altro momento cruciale nella storia dell’azienda, come ricorda, è rappresentato dalle recenti acquisizioni di realtà industriali estere, iberiche e greche. È breve nelle risposte ma coglie subito i temi proposti. Sul momento più luminoso della sua attività lavorativa non ha dubbi: “penso che il momento più importante della nostra azienda sia stato prendere coscienza della necessità che l’oggi ci imponeva di cambiare pelle; il passaggio da un’impresa legata preminentemente al mondo dell’editoria fino ad occupare una posizione centrale in ambito informatico.”


RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

11


Paolo Maggioli è un imprenditore che all’indomani di una giovinezza passata fra università e spensieratezza ha coraggiosamente deciso di affacciarsi all’impresa famigliare dove ha appreso i fondamenti del mestiere, le abilità tecniche ed umane che questo implica e comporta, un costante lavoro di apprendimento lo ha portato ad occupare una posizione centrale nell’industria familiare. Dopo averlo interrogato sul tema del lavoro, le nostre domande si sono rivolte al mondo dello sport, al suo rapporto con il mondo sportivo. Paolo Maggioli ha sempre praticato sport a livello amatoriale, dal nuoto al calcio “in cui ero negato” ammette ironico. Ricorda gli anni in cui il padre era presidente del Santarcangelo calcio ma è certo che un ruolo fondamentale è incarnato dalla

12 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021

scommessa di RBR (Rinascita basket Rimini). “Il progetto che mi è stato presentato mi ha coinvolto per la sua statura prima che sportiva, civile; legata alla realtà riminese e ad una riqualificazione della città attraverso l’attività sportiva. I mediatori del mio ingresso in RBR sono stati Paolo Carasso e Moreno Maresi e, quindi, la certezza della serietà del progetto in virtù della loro conoscenza del mondo del basket. Tutto nasce come per un destino, una necessità; un giorno Paolo si presenta in ufficio e abbiamo inaugurato, quasi per gioco, il tema del basket. L’idea aveva iniziato a prendere forma in me e dopo pochi giorni gli incontri con Paolo si sono fatti più frequenti e in entrambi era ormai maturata la convinzione del mio ingresso in RBR. Ripeto che la convinzione della bontà del progetto era svincolata dalla sua statura sportiva,


avrei aderito a qualsiasi iniziativa propostami da Carasso purché avessi la certezza della serietà e della sostenibilità della proposta.” Ricorda le partite a cui abbiamo assistito insieme dalle trasferte ad Imola fino alle rive dell’Arno, a Firenze e sempre ne ribadisce il valore in relazione al rapporto padre e figlio, come un momento di condivisione e di dialogo. Nel fluire dei ricordi ci parla del duplice appuntamento cesenate, in casa prima ed in trasferta poi: “Ricordo nitidamente due momenti ed entrambi legati agli avversari cesenati; il primo è stata la vittoria contro di loro, in casa, davanti ad un Flaminio traboccante di tifosi esultanti per il trionfo riminese” con riferimento alla partita disputatasi nel campionato dell’anno 2019-2020 e, quindi, alla vigilia del fenomeno epidemico che avrebbe minato e stra-

volto il mondo sportivo e il rapporto fra questo e gli spettatori, lontano quindi da quei silenzi in cui gli stadi di tutta Europa sarebbero stati costretti. “Il secondo è invece legato alla trasferta in territorio cesenate dove, dopo i primi tre tempi che avevano visto un dominio della squadra avversaria, RBR ha alzato la testa e nell’ultimo quarto ha ribaltato gli esiti della partita guadagnando l’insperata vittoria. Era la prima partita a cui mio figlio aveva assistito e, iniziato il quarto tempo, visti gli esiti non troppo felici della partita, aveva deciso di tornare a casa… non sapeva ancora che una delle cifre che caratterizzano il basket e che lo separano da ogni altro sport è la ritrattabilità, c’è sempre spazio per una rimonta.” Paolo Maggioli, oggi, rappresenta il presidente dei nostri sogni.

RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

13


IL TEAM

di Marco Rinaldi

TOMMASO RINALDI Un capitano che parla romagnolo

Giocare nella squadra della mia città è un sogno che si è realizzato, è qualcosa che non si può spiegare IL CAPITANO

Se dovessimo provare ad individuare una persona che meglio racchiude le caratteristiche del progetto RBR, ovvero territorio, passione e identità, la scelta non potrebbe che cadere su colui che non solo permette a Rimini di sognare in grande a livello sportivo, ma allo stesso tempo ha nel cuore questa città fin dalla nascita, su cui ha anche deciso di investire economicamente: stiamo parlando del capitano Tommaso Rinaldi. Riminese doc, classe 1985, Tommaso ha origini cestistiche proprio nella sua città: qui ha svolto tutta la trafila nelle giovanili per poi esordire nell’ex Legadue a 16 anni. “Ho iniziato ad allenarmi con la Prima Squadra nel 2000-2001, sono stati otto anni molto spensierati. - si racconta così il capitano - Ero giovane, giocavo per la mia città ed avevo tante prospettive. Sono tornato qui dieci anni dopo perché avevo voglia di vivere in campo quello che vivevo sugli spalti da tifoso. Ho visto il declino del Basket Rimini sia in termini di risulta-

14 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021

ti che di attaccamento del pubblico e ritrovare un progetto così passionale è stato motivante nella mia scelta.” Quanto ha inciso, invece, la città di Rimini sul Tommaso Rinaldi uomo nelle sue varie esperienze in giro per l’Italia? “Dovunque io andassi cercavo di tornare a casa almeno una volta al mese per salutare amici e parenti, il legame con la mia città è sempre stato molto forte e sentivo un vero e proprio richiamo anche quando ho giocato in città molto lontane come Ostuni e Veroli.” Rimini, Jesi, Ostuni: in queste tre città Tommaso ha indossato la fascia di capitano. Quali sono le giuste qualità da leader imparate in questi anni? Non sono uno di tante parole, la mia famiglia mi ha insegnato che il vero esempio si dà coi fatti: tuffarsi su ogni pallone può valere più di un discorso di mezz’ora, in più non essendo molto loquace quando parlo sono ancora più incisivo. Capisci quando è ora di intervenire attraverso l’esperienza perché ci sono dinamiche che si ve-


Foto Nicola De Luigi RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

15


dono solo sul momento, ne ho viste tantissime in questi anni e sicuramente mi hanno aiutato: la cosa più difficile è capire chi hai davanti, sia compagno o avversario, e trovare la chiave giusta per rapportarsi.” Qual è una tua caratteristica personale che è difficile capire non conoscendoti in maniera approfondita? “Mi reputo una persona molto divertente e simpatica, questo lato lo tengo per le persone più intime: in campo appaio più serio, ma nella vita privata sfogo la mia parte più goliardica, è una cosa che mi viene molto naturale.” A 36 anni compiuti Tommaso è padre, marito, capitano nonché albergatore. Qual è la ricetta giusta per conciliare tutti questi impegni? “Per quanto riguarda l’albergo è mia moglie Caterina che di fatto lo manda avanti, io sono più un ‘tappabuchi’: riusciamo a completarci bene perché d’inverno è lei a badare i figli mentre l’estate lo faccio io, abbiamo la fortuna di avere due lavori stagionali e grazie a questo cerchiamo di dare ai nostri figli ogni possibilità di svago compatibilmente alle nostre esigenze. La formula magica non c’è: bisogna semplicemente impegnarsi tanto ed a testa bassa senza togliere tempo ed energie ai bambini.”

16 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

17


PERSONAGGI nella STORIA di Matteo Briolini

GIANMARIA CARASSO Assordante anche nel silenzio

Noi non vogliamo fare debiti. La cifra che abbiamo ci posiziona e spendiamo quello che abbiamo. GIANMARIA

Nella vita capita, di tanto in tanto, di incontrare persone che ci risulta naturale identificare con il contesto in cui agiscono, capaci di essere in simbiosi con esso a tal punto da divenire inscindibili. Questa è la risposta che darei se qualcuno mi chiedesse di definire il rapporto della famiglia Carasso con il basket riminese. Se oggi Paolo è uno degli artefici delle fortune di RBR, in veste di amministratore delegato lo deve anche alla figura di suo padre Gian Maria, storico dirigente, che ha lasciato impresso il suo marchio nella storia della pallacanestro a tinte biancorosse e ha creato i presupposti per l’ascesa della stessa nei più grandi palcoscenici cestistici azzurri. Paolo quando fu l’ingresso in società di tuo padre? “Non è facile stabilire la data esatta ma credo si attesti attorno al 1962 e vi rimase fino al 2000.” Quali sono stati i principi fondanti del suo lavoro? “Cercava sempre di fare tutto con particolare attenzione alle risorse, senza prendersi troppi rischi. Riteneva fosse importante non legarsi troppo ai giocatori, gli interessi della società andavano tutelati sempre per primi e questo alle volte lo portava a fare scelte impopolari. Era convinto che anche con poco

18 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021

dal punto di vista finanziario, si potesse essere in grado di costruire un buon progetto sportivo. Sapeva cogliere le occasioni, anche in uscita, impossibile non citare la cessione di Myers e Ruggeri alla Fortitudo Bologna, con il primo che fu a lungo corteggiato persino dalla Virtus, l’operazione fruttò alle casse di Rimini diciotto miliardi di lire. Ricordo bene anche la cessione di Terenzi a Brescia che valse seicentocinquanta milioni. Un sabato mattina rientrò a casa con i 325 milioni che ricevette come anticipo dalla compagine lombarda, era soddisfatto di quello che aveva fatto. Proprio in situazioni come queste infatti tendeva a tradurre in fatti ciò che esprimeva sempre anche a parole, il concetto sopracitato secondo cui i giocatori passano, la società resta.” Quali furono i suoi principali successi da dirigente? “Sicuramente la grande opera di coinvolgimento che, insieme alla importante figura di Giove Boldrini, portò avanti nei confronti della “Marr” e più specificatamente di Sberlati. Quest’ultimo entrò prima come sponsor e successivamente in società, lì si gettarono le basi del sesto posto dell’86’ della Marr di Pasini e Reggie Jonhson che centrò i quarti di finale playoff persi contro la Simac Milano di


Dan Peterson. Con la Marr come sponsor si puntò molto sui giovani con la celebre annata del 72’ che vinse il tricolore giovanile. Antecedentemente, ai tempi della “Sarila” ingaggiò come capo allenatore Alberto Bucci, con il quale nacque sin da subito un rapporto di vera amicizia, ben aldilà della semplice stima professionale. Hai citato Bucci, quindi mi risulta inevitabile chiederti che tipo di rapporto aveva con gli allenatori che sceglieva? “Per lui l’allenatore era il suo braccio destro e lo difendeva a spada tratta ma non veniva mai meno alle sue idee ed era irremovibile se riteneva che un tecnico avesse concluso il suo ciclo. Non si faceva mai scavalcare, l’allenatore doveva sempre far riferimento a lui. I rapporti più sinceri oltre a quello con Bucci li ebbe senza dubbio con Piero Bucchi,credette nelle sue qualità sin da subito e con Piero Pasini, uomo dal carattere forte proprio come lui. Era molto attento alla zona di Bologna e dintorni, dalla quale proveniva lo stesso Bucchi. Era fermamente convinto che quella zona dell’Emilia, fosse una vera e propria fucina di menti cestisticamente raffinate. Da quella stessa area geografica pescò Luca Dalmonte, assistente di Pasini dal 83’ all’ 86’, poi vice di Lombardi nell’1986-87. A quest’ultimo lo lega un aneddoto particolare avvenuto in occasione di un incontro in sede. Si diedero appuntamento al secondo piano, quando l’ex coach della Fortitudo Bologna suonò il citofono, mio padre gli intimò a più riprese di andare via, avendolo scambiato per un tifoso. Oltre ai tecnici sopracitati, che si sono rivelati scommesse vinte, sbagliò anche qualche scelta come Taurisano o il sopraenunciato Lombardi che gli costarono molte critiche. Nei confronti delle critiche che arrivavano alla società come si poneva? “Si può dire che fosse il parafulmine di ogni

presidente, manteneva sempre il controllo della situazione quando veniva attaccato dalla gente di Rimini. A volte, se la squadra non andava come doveva, lui veniva additato come principale colpevole anche quando le responsabilità non erano solo sue. Ebbe dei confronti molto accesi con i tifosi riguardo alle contestazioni agli arbitri, ripeteva spesso che i soldidelle multe conseguenti a tali gestili avrebbe dovuti pagare la società. Io gli consigliavo le dimissioni quando le rimostranze erano reiterate e pesanti ma lui si è sempre rifiutato continuando con il suo lavoro.” Come viveva il momento partita? “Era molto coinvolto, la gara era sempre un momento particolarmente intenso anche per lui. Ricordo che una volta, quando ero capo allenatore durante una partita in casa, contro Cantù, non stavamo giocando bene e l’arbitro aveva fatto qualche fischio discutibile. Rientrando negli spogliatoi con la squadra vedevo mio padre andare, piuttosto alterato, verso lo spogliatoio arbitrale, ho sentito molte urla in quei quindici minuti. Vincemmo la partita, ribaltandola nella seconda frazione e li vidi abbracciarsi e scherzare nel tunnel.” Nel momento in cui si profilava all’orizzonte l’ipotesi della fusione con Forlì quale fu la sua posizione? “Non ne prese mai una ufficiale ma non si oppose alla contestazione dei tifosi che alla fine fu decisiva e la cosa si concluse in un nulla di fatto.”Questo è stato Gian Maria Carasso, un dirigente competente e appassionato capace di fare le scelte giuste. Proprio grazie a quelle scelte la Rimini dei canestri ha potuto lasciare una traccia importante e incancellabile nella storia del basket italiano, consentendo a Carasso di legare inscindibilmente il suo nome ai colori biancorossi. Il suo era solo l’inizio di una storia che lega la sua famiglia e il club con ancora tante pagine da scrivere.

PROGETTO PREVENZIONE SPORT VIA UGO BRASCHI, 12 SANTARCANGELO DI ROMAGNA 0541 623281

- Valutazione dello stato fisico dei tuoi tesserati. - Risultati condivisi con genitori e allenatori. - Incontri su argomenti come nutrizione e psicologia. - Convenzione con il nostro centro per tesserati e loro familiari.

WWW.FISIOKINETICA.IT

RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

19


LA STORIA DEL BASKET RIMINI di Alberto Crescentini

IL TRICOLORE I ragazzi che fecero l’impresa

Sono passati più di trent’anni, da quella domenica di inizio giugno del 1991. Eppure il ricordo è più vivo che mai, impresso nella memoria. Perché le emozioni, quelle forti, non si dimenticano mai. Ma cosa successe in quella serata di quasi estate?Niente di che, il Basket Rimini – allora targato Marr – vinse “soltanto” il titolo italiano juniores, completando così in un arco temporale di 6

20 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021

anni un “Grande Slam” più unico che raro. I biancorossi catturarono il quinto scudetto della loro storia, una favola cominciata nel ‘85 (il campionato è quello dei Propaganda, oggi sarebbero gli under 13) e proseguita poi nell’86 (Ragazzi), ‘87 (Allievi) e ‘89 (Cadetti). Una “manita” straordinaria, ottenuta contro un’avversaria eccellente, quella Stefanel Trieste che aveva peraltro


il triangolino di stoffa tricolore cucito sulle casacche, frutto del successo centrato nel ‘90 – indovinate un po’... – proprio contro Rimini. Un motivo in più per riprendersi il maltolto, un ulteriore stimolo per cercare l’ultimo sigillo prima di entrare nel mondo degli adulti. L’atto conclusivo di quelle Finali Nazionali Juniores si gioca al Palafiera di Forlì, l’imponente impianto che sorge a due passi dal casello autostradale. Comodo da raggiungersi, verrebbe da dire. Peccato che in quel tardo pomeriggio di giugno tanti “pendolari” della spiaggia fanno ritorno alla base, tutti insieme appassionatamente, e solo entrarci, in A14, è un problema. Ma alla palla a due siamo lì, d’altronde sarebbe imperdonabile perdersi anche una sola azione di quei baby terribili. Di fronte c’è una corazzata, Sartori, De Pol e Fucka, tanto per citarne tre. In panca c’è Massimo Bernardi, che due anni prima aveva già conquistato il titolo Cadetti, mentre sull’altro fronte Trieste ha il vulcanico Matteo Boniciolli. Lo zoccolo duro è il gruppo dei ‘72, ma in quella strana stagione la fascia junior si allar-

ga addirittura ai ‘70. I biancorossi non ne hanno, però c’è un ‘71 che ha appena contribuito a riportare Rimini in A2 dopo un breve purgatorio in B: Carlton Myers. La guardia è una forza della natura (34 punti per lui in quel galoppo vittorioso), ma il resto della banda non è da meno: al di là del rinomato trio formato da Ferroni, Ruggeri e Semprini, che ne mettono assieme 47 equamente distribuiti, c’è un “Bibo” Fontana che fa letteralmente impazzire Gregor Fucka tra recuperi e assist, così come non manca il suo bottino (12 pt). E ancora Palazzi, Amati, Vasari, Giovanardi, il ‘73 Panzeri. E’ una sinfonia biancorossa, ragazzi del territorio che danno spettacolo, che regalano emozioni, brividi lungo la schiena. A metà gara la dote è già consistente (49-34 il parziale), alla sirena quel gap si è addirittura dilatato, nel tabellone è scolpito un nitido, inequivocabile 102-85. In campo sono abbracci e lacrime, in tribuna pure. E’ una di quelle sere dove è impossibile non sentirsi orgogliosi di essere riminesi.

Via Dario Campana, 14 - Rimini - Tel. 331 1932310

RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

21


#HOGUARDATODENTROUNEMOZIONE

IL FLAMINIO

di Simone Campanati

La casa che conta, la casa che canta IL FlaminIo è la casa dei riminesi che amano il basket. Non c’è nulla da aggiungere.

C’è una domanda che, da tanti anni, giunge costante. Perché non giocate all’RDS Stadium? La questione non è di poco conto e può sembrare anche logica. Lo Stadium è più grande e di recente costruzione. Ma la risposta, avviene sempre in maniera spontanea e diretta: Perché il Flaminio è casa! Chi ama il Basket Rimini sa. Chi ama il Basket Rimini, ha negli occhi ogni angolo di questo catino, e ogni sentimento che genera nei suoi appassionati frequentatori. La sua forma è qualcosa di unico, nel suo essere estremamente semplice.

22 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021

E come già scritto è un catino. Scende dal ricordo di chi lo ha reso famoso, come i grandi giocatori del basket e quelli della pallamano storica, passando dai pugili pluricampioni in giro per il mondo e arriva fino a bordo campo, senza barriere. Il Flaminio fa sentire tutti bene e tutti uguali e ti fa godere dello spettacolo in maniera diretta, quasi a farti sentire protagonista. Fin da quando entri ti senti a Rimini, perché sei a due passi dal centro, nel cuore della città. Per i quarantenni come me, che fin da piccolo lo hanno frequentato in tutti i suoi lati, partendo dalla piscina, è ormai inconfondibile l’odore del


cloro e del parquet che lo contraddistingue e lo rende estremamente romantico. Quando il Flaminio si riempie di persone, diventa caldo da far paura e riesci a vedere in faccia tutti, a riconoscere i volti amici che sono li con lo stesso scopo che hai tu, urlare: Forza Rimini. Questo lo possono raccontare tutti i giocatori che sono scesi in campo sul parquet. Negli occhi, ognuno di noi ha il pubblico festante del finale di derby con Cesena. Quattro lati che sovrastano il campo che saltano e cantano. Ecco, sì, il Flaminio, canta e solo lui può, anche, ballare così. Ricordo quando negli anni 90’ eravamo più di 3000, seduti in ogni dove, ricordo le coreografie della curva lato Centro Storico. Pensate davvero che le stesse, avrebbero potuto avere lo stesso effetto, in un altro palazzo? Anche io ho giocato a basket tanti anni e ho avuto la possibilità di calcare il parquet con la scritta Rimini al centro del campo e vi assicuro che anche li dentro, ti senti a casa, a tuo agio. E la domenica iniziava sempre con la fila in biglietteria con gli amici, la ricerca del posto in curva, l’attesa che iniziassero i cori, gli occhi che cercano Appia per una bibita e delle brustoline, mentre in primavera era forte la voglia di ghiacciolo al cioccolato. Ma quello che più di tutti mi faceva venire voglia di essere al Flaminio era scoprire la scenografia del giorno della curva. E qui apriremo un capitolo in futuro. Oggi abbiamo sigillato tutto questo con la nostra

nuova insegna fuori dal palazzetto, si perché i riminesi così lo chiamano, possiamo dire PalaFlaminio, Palasport, ma il vero riminese dirà sempre Palazzetto. Il Flaminio è una grande emozione per tutti noi, scorre nel sangue e sulla pelle, e noi vogliamo guardarle queste emozioni. Il Flaminio ti apre le porte come a casa, ti fa sedere nel tuo posto e godere di un grande spettacolo che in fondo puoi vivere ogni giorno. E tu? Che ricordo hai del Flaminio? Cosa ti lega a questo palazzetto? Puoi dircelo scrivendoci su Messanger sulla nostra pagina Facebook, oppure scrivendo sulla tua pagina utilizzando l’hashtag #hoguardatodentrounemozione e il tag @rinascita basket rimini.

RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

23


Visit Rimini è la DMC - Destination Marketing Company - ufficiale della città di Rimini, una società specializzata che si occupa di ricerca e innovazione, marketing e promozione, informazione e accoglienza turistica. La sua mission è raccontare Rimini, la valorizzazione e lo sviluppo turistico della destinazione e del suo territorio, dei suoi prodotti e servizi, degli eventi e delle esperienze che offre in ogni momento dell’anno.

www.visitrimini.com

HEY, SIAMO RADIO BAKERY

Diamo voce alla tua storia. Radio Bakery è un’agenzia di comunicazione specializzata nello storytelling. Raccontiamo la tua storia attraverso attività di comunicazione e social media marketing. Abbiamo le professionalità giuste per curare ogni aspetto della tua presenza sui media digitali e per dare valore reale al tuo brand. Partiamo sempre dalle persone senza mettere limiti alla creatività. Il nostro motto è "Creiamo, raccontiamo, emozioniamo."

www.radiobakery.it

24 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

25


26 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

27


LA GENTE DEL FLAMINIO di Matteo Briolini

MASSIMO TENTONI dalla curva con passione

Ogni appassionato di pallacanestro riminese, almeno una volta nella vita, ha visto una partita da quel settore e conosce perfettamente le emozioni e il senso di unione che si vivono lì dentro e speriamo possa ritrovarsi nelle parole che leggerà. Quella che leggerete oggi è la storia di chi, tutta la settimana, organizza lo spettacolo sugli spalti che vediamo la domenica e rende ogni partita indimenticabile grazie all’incessante incitamento. Che cos’è per voi il Flaminio? Cosa rappresenta la curva per la nostra arena? “La curva per il nostro palazzetto è il vero e proprio sesto uomo in campo. Il Flaminio, per chi come noi, vive e ha vissuto la curva, è un punto di ritrovo. E’ la nostra casa, le gradinate che ci accolgono ogni domenica sono sempre

28 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021

stati la nostra “cameretta”. In passato era il primo settore a riempirsi appena aprivano le porte dell’impianto bisognava essere veloci a prendere il proprio posto. Una volta era un punto di riferimento per tutti gli altri tifosi presenti alle partite. Ogni volte che lanciavamo un coro tutti ci seguivano. Pian piano questo fenomeno, soprattutto ultimamente, sta tornando, grazie al nuovo entusiasmo che il progetto della società attuale è riuscito a riportare. Ci auspichiamo che il resto del pubblico si faccia coinvolgere sempre di più, per il bene dello spettacolo e della squadra. Vedete delle analogie tra l’entusiasmo di oggi e quello degli anni d’oro del Basket Rimini? “Siamo sulla buona strada per tornare a


quella passione travolgente di qualche hanno fa. Il seme è stato piantato, ora dovrà germogliare con il tempo. I giovani si sono allontanati dal basket riminese negli ultimi 10 anni e sono meno partecipi alla curva di quanto lo eravamo noi alla loro età. Quando queste situazioni si evolveranno allora si compirà un vero e proprio ritorno al futuro. Ai tempi d’oro c’erano diversi gruppi satelliti di uno portante, ora no. I giovani adesso sono distratti da tante cose, il mondo è cambiato velocemente. Cerchiamo di far capire quanto siano belle l’aggregazione e l’amicizia che animano la curva. Le trasferte ci stanno aiutando molto, creano un forte senso di appartenenza, e voglia di partecipare attivamente al nostro tifo, vorremmo che questa cosa si rivedesse anche nelle gare interne.” Cosa serve per portare le persone in curva? “La curva è uno stile di vita, è una vocazione che ti viene da dentro, difficilmente si può trasmettere, anche se noi continueremo ostinatamente a farlo ogni giorno. Ci piacerebbe si ricreasse un altro gruppo che possa, dopo tanti anni, raccogliere da noi il testimone.” Avete aneddoti e ricordi che custodite, più di altri, nella memoria? “Sicuramente la trasferta a Treviso, nonostante la pesante sconfitta, eravamo 33 pullman, una cosa mai vista. Ricordiamo con particolare affetto anche l’elaboratissima coreografia realizzata poco dopo che Rimini divenne provincia. Un’altra coreografia più recente è quella del derby con Forlì, nella quale campeggiavano gli elementi della tradizione culinaria e culturale della nostra città. Così come quelle tradizioni anche il tifo biancorosso va portato avanti. Ci teniamo a ringraziare la società che ha fatto togliere le barriere, siamo più vicini al

campo, e questo sottolinea quanto la nostra immagine seppur “agitata” sia sana.” Quali sono i vostri valori? “Noi vogliamo difendere la città, a prescindere dal risultato. Bisogna tornare a CASA stanchi e contenti, anche nella sconfitta, orgogliosi di aver cantato per i propri colori.” La società Rinascita Basket Rimini ringrazia i ragazzi della Curva, senza far nomi, ringrazia tutti i ragazzi che ogni domenica muovono la nostra casa. Una curva piena come con Cesena è ciò che noi del Flaminio della Gente vorremmo vedere sempre. Intervista realizzata prima della pandemia 2020

RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

29


LE SOCIETÀ

di Marco Rinaldi

INSEGNARE BASKET RIMINI Nel nome del Papo

‘L’unione fa la forza’ è un motto che ben si sposa con gli sport di squadra, dunque anche la pallacanestro, dove lo sforzo collettivo di più persone spesso e volentieri porta al raggiungimento di un risultato. Questo concetto è valido sia per le squadre che scendono in campo sia per le società che permettono loro di esercitare l’attività. RBR ha compreso fin da subito la necessità e l’opportunità di coinvolgere direttamente le numerose società che operano sul territorio provinciale riminese, e non solo: tra queste realtà quella di Insegnare Basket Rimini rappresenta sicuramente il legame più forte con la storia della città dal punto di vista cestistico. “IBR nasce sui concetti di Claudio Papini che diceva sempre di essere istruttori prima che allenatori. – spiega il responsabile tecni-

30 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021

co, nonché figura storica di IBR, Massimiliano Intorcia – L’obiettivo principale è insegnare pallacanestro ai ragazzi che provano ad essere la migliore versione di sé stessi: tutti i ragazzi, nella loro formazione, vengono considerati delle potenzialità e devono essere soddisfatti quando esprimono il massimo delle loro capacità.” A distanza di quasi 20 anni d’attività, qual è il valore portato alla città di Rimini da IBR in termini sociali? “Il nostro obiettivo era essere un punto di riferimento per le famiglie dal punto di vista tecnico e sociale, che si basa su principi importanti: lealtà sportiva, rispetto degli avversari e delle regole. IBR è nata con 50/60 bambini e col tempo è arrivata a quasi 300 iscritti: abbiamo corsi sempre pieni, a volte addirittura due


gruppi della stessa età. Questo è quello che abbiamo dato alla città: un’opportunità sicura di far crescere i ragazzi non solo come giocatori, ma anche istruttori, allenatori o dirigenti.” Cos’ha significato per IBR la nascita del progetto RBR e la conseguente partnership? “La partnership che già era presente tra IBR e Santarcangelo si è così amplificata con l’obiettivo di far giocare tutti i ragazzi riminesi ad un livello più alto possibile. La nostra attività è concentrata sul settore giovanile, la presenza di una Prima Squadra della città di Rimini che i ragazzi possano sognare è stata una cosa molto importante per noi, inoltre i principi base di RBR sono gli stessi di IBR e questo ha agevolato ulteriormente la collaborazione.” Che evoluzione ha attraversato IBR, e di conseguenza anche il lavoro di Massimiliano

Intorcia, nel corso della sua attività? “IBR è nata con l’appoggio fondamentale di due personaggi storici della pallacanestro riminese: Giampiero Arcangeli e Gianmaria Carasso. All’inizio eravamo molto concentrati sull’aspetto tecnico e sociale con l’obiettivo di creare gruppi, il mio lavoro era quindi prettamente sul campo. Con il passare degli anni IBR è cresciuta esponenzialmente anche attraverso l’organizzazione di eventi paralleli, come camp estivi, corsi di alta specializzazione ed il memorial ‘Claudio Papini’ che è stato interrotto dal Covid dopo 14 anni di ininterrotta disputa. Il mio lavoro si è di conseguenza trasformato: ora alla parte tecnica si è affiancata quella manageriale che riflette la moderna gestione di una società sportiva come una piccola azienda.”

RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

31


RIMINESI DI SUCCESSO di Simone Campanati

MAX SIRENA Rimini, il mare e la Luna... Rossa

Grazie a Sara (ndr Paesani, communication manager di Luna Rossa), ufficio stampa di Luna Rossa, ho avuto la possibilità di fare due chiacchiere con lui e per questo gliene sarò sempre grato. Max ha portato Luna Rossa alla vittoria della Prada Cup e alla finale della America’s Cup, all’inizio dell’anno, gestendo in maniera magistrale il team. Penso che il mondo della vela, rappresenti per-

32 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021

fettamente, l’importanza del concetto “fare squadra”, di cui spesso si abusa nel mondo dello sport e avere un leader che permetta alla squadra stessa di rendere ai massimi livelli è tutto ciò che serve per arrivare lontani e imparare a vincere. E Max è uno di questi. Chi è Max Sirena? Max, è un ormai non più ragazzo, che ha avuto la fortuna di realizzare un sogno, rendere una


passione nel proprio lavoro, lavorando tanto, cercando di essere sempre curioso, e anche un pò ladro! Ladro di quello che sente o vede, cercando di adattarlo al meglio in base alle esigenze. Quanta importanza ha avuto Rimini nella sua carriera? Sono nato e cresciuto a Rimini, la più grande fortuna di essere riminese, è ovviamente il fatto che è una cittadina di mare, e questo ha sicuramente facilitato il mio amore per il mare, e forse il fatto di essere romagnolo, l’essere concreto e forse anche un pò creativo Come si diventa skipper? Non credo ci sia una ricetta ben precisa, credo che alla base si debba avere una grande passione per quello che si fa, e cercare di emozionarsi sempre, perchè attraverso le emozioni si raggiungono gli obiettivi più importanti. Cosa porta con sé di Rimini quando fa gare importanti come l’America’s Cup? Rimini è dove sono cresciuto dove ho alcuni dei ricordi più belli della mia vita, i miei inizi la mia gioventù, quindi ovunque vada c’è un pezzo di rimini nel cuore. C’è un aneddoto che ci vuole raccontare

legato alla finale di quest’anno? Non si possono raccontare più di 3 anni di lavoro in poche righe, diciamo che è stata un’esperienza unica e indimenticabile a livello professionale ma soprattutto a livello personale, ho avuto la fortuna di conoscere e lavorare assieme a persone fantastiche che hanno dato tutto per un obiettivo comune! Il fattore umano per me è fondamentale. Qual è il suo rapporto con gli altri sport? Lo sport regala emozioni, positive e negative, è una sfida continua, ed è il motivo per cui uno alla fine ci prova sempre. Per me rappresenta tutta la mia vita professionale, l’adrenalina la sfida l’ossessione nel voler migliorare ogni giorno, questo è lo sport per me. E nel caso con la pallacanestro? Ho avuto la fortuna di seguire spesso la pallacanestro, da appassionato sportivo, ho amici che hanno giocato o giocano ad alto livello. Quando vivevo a San Diego o San Francisco spesso andavo a vedere le partite, è uno degli sport più completi belli e spettacolari da vedere in assoluto, c’è fisico, dinamica e molta preparazione mentale ed è uno sport di squadra!

RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

33


CONOSCIAMOCI

di Alberto Foschi

ANDREA CICCHETTI L'artista del marketing sportivo

Oggi siamo qui per presentare un fedele socio e sponsor del mondo RBR, Andrea Cicchetti, titolare di Moab, agenzia attiva a 360 gradi nel settore della comunicazione e in particolare nel mondo sportivo, affiancando le grandi realtà pubbliche e private che fanno dello sport un principio fondamentale per raccontare il territorio.

tra questi la Formula 1 e la MotoGP. Proprio in questi giorni (ndr fine Agosto 2021) abbiamo affiancato i promotori del Gran Premio per chiudere l’accordo con Dorna, la società che organizza la MotoGP, volto ad ospitare il secondo Gran Premio a Misano, che diventa un significativo strumento di comunicazione per il territorio, essendo l’ultima gara italiana di Valentino Rossi. Quali sono i principali focus del mondo Lavoriamo con contatti significativi come la Moab? Federcalcio italiana e la Federazione automobiCi occupiamo di sport e territorio, attribuen- listica internazionale. do grande rilievo ad eventi sportivi di fama Questo è il momento di ridare ciò che ho rimondiale che possano implementare il setto- cevuto dal mondo dello sport, per esempio nel re turistico-conoscitivo della riviera romagnola: rapporto che ho creato con RBR.

34 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


MOAB SRL Via G. Leonardelli, 3 - 47891 Dogana (RSM) Tel. +378.0549.941123 - www.moab.sm - info@moab.sm RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

35


Che rapporto sussiste tra Moab e il mondo RBR? Si è trattato di offrire a RBR l’esperienza acquisita nella gestione della comunicazione dei grandi eventi sportivi, facendo da tramite tra il territorio e le aziende che lavorano nell’ambito dello sport. In questo caso sicuramente è importante l’amore che nutro per lo sport in generale e per la mia città. Ho sempre vissuto il Basket Rimini in prima persona come tifoso.

zi motivati. Vorrei vedere in generale tutti giocatori senza paura, pronti a mettersi sempre in gioco e a sbucciarsi le ginocchia per la squadra. Speriamo che sempre più pubblico possa venire al Flaminio perché il supporto della gente sarà fondamentale.

Quale sogno deve porsi RBR in questa stagione sportiva e nel corso dei prossimi anni? Dal punto di vista sportivo senza dubbio la promozione. Dal punto di vista del progetto, Come è nata l’idea di diventare socio e che vorrei che RBR diventasse un hub: Rimini ricosa rende speciale questo progetto? spetto ad altre realtà soffre di campanilismo. Il progetto RBR è diverso perché guarda al Il sogno è che RBR possa rappresentare semfuturo e decisiva è la partecipazione attiva da pre di più un progetto in grado di coinvolgere parte di tutti che si è creata fin da subito. l’intera città, da un punto di vista sportivo e di Paolo Carasso è stato bravissimo a inne- identificazione col territorio. scare una solida rete di persone, partendo dal principale interlocutore, Paolo Maggioli. Sulla base delle solide fondamenta create, Fondamentale per diventare socio è stata si può pensare ancora più in grande? anche la passione verso il mondo della palIn una recente riunione abbiamo fatto un’alacanestro: si tratta quindi di ridare qualcosa nalisi delle società di serie A1, notando che in alla società, alla squadra e alla città di Rimini. pochi hanno una struttura e un progetto come Si passa poi ai ricordi più belli degli ultimi RBR: se continuiamo per questa strada possiaanni RBR: “il derby con Cesena è stato incre- mo toglierci tante soddisfazioni. L’A1 l’abbiamo dibile, quanto pubblico! E ricordo con enorme vissuta, sappiamo di cosa si tratta e potrebbe piacere l’invasione di campo per la promozione sicuramente tornare il senso di riminesità anin serie B nella stagione 2018/2019.” che nel settore giovanile, che in passato ha prodotto giocatori importanti. C’è qualche giocatore del roster di quest’anSono convinto che il progetto connesso al no che ti intriga particolarmente e che sensa- settore giovanile che sta andando avanti grazie zioni hai in vista della nuova stagione? alla supervisione di Massimo Bernardi nel meNon ho ancora avuto modo di vedere dal vivo dio periodo possa produrre ottimi frutti. i ragazzi nuovi, ma già al primo raduno ho noIl segreto è che nel progetto resti sempre tato forti motivazioni. Sicuramente il capitano credibile il rapporto tra ambito sportivo e amRinaldi sarà decisivo per creare il passaggio bito territoriale: la strada è quella giusta, contra vecchio e nuovo. Ho comunque visto ragaz- tinuiamo così.

36 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

37


CURIOSITÀ DAL MONDO

IL BASKET IN GIRO PER IL MONDO

Quando il regalo di un sogno vale più di una medaglia olimpica di Eugenio Petrillo C’è mancato veramente poco. La Slovenia agli ultimi Giochi Olimpici è arrivata ad un appoggio al tabellone dalla medaglia. Se Klemen Prepelic - nell’ultimo possesso della semifinale contro la Francia - non si fosse trovato davanti (o meglio dietro) un colosso difensivo come Nicolas Batum, allora forse ora staremmo parlando di un’altra storia. La Slovenia a Tokyo ha perso in semifinale contro la Francia e - troppo provata dalle fatiche contro i transalpini - è capitolata anche nella finale terzo/quarto posto contro l’Australia. Nonostante questo però, per una piccola nazione come la Slovenia, è stato un risultato clamoroso. Luka Doncic ha fatto sognare un popolo intero. Contro la Francia ha realizzato una tripla doppia (terzo di sempre a riuscirsi alle olimpiadi), ma non è stato sufficiente, così come la forza, le energie e il talento. Ma il sogno che i 12 uomini sloveni hanno fatto vivere in patria è bastato per meritarsi un bagno di folla al rientro all’aeroporto di Lubiana. Il basket regalato anche queste emozioni.

Dove non arriva il fisico, è il cuore a prevalere di Eugenio Petrillo Questa è una storia a dir poco incredibile. È la storia della piccola Rui Machida che “dall’alto” dei suoi 162cm ha portato la nazionale femminile giapponese ad un passo dalla medaglia d’oro olimpica ai Giochi di Tokyo. La playmaker del 1993, nonostante la piccola statura, alle Olimpiadi è stata una vera e propria gigante. Machida ha incanto il mondo con giocate spettacolari, assist e visioni di gioco pazzesche. La play nipponica si è superata in semifinale contro la Francia dove ha messo a referto 18 assist, un vero record assoluto nella storia olimpica. Ma durante tutta la competizione Machida ha fatto parlare di sé: in 5 partite ha regalo 69 assistenze alle compagne (quasi 14 di media) e ha trascinato il Giappone alla prima finale olimpica. Gli Stati Uniti nell’ultimo atto sono stati decisamente più forti, ma il sogno che Machida ha fatto vivere a tutto il mondo del basket resterà per sempre nella storia.

38 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


Il commosso saluto di un grande: grazie El general di Alberto Foschi Argentina-Australia. Quarti di finale del torneo olimpico di Tokyo 2020. 51 secondi al termine del match. Il tabellone recita un impietoso +36 Australia. Alla Saitama Super Arena il gioco si ferma. Qualche istante di silenzio e parte un lungo e caloroso applauso dei pochissimi presenti. Così arriva il momento del tributo a una leggenda cestistica che ha deciso di dire basta: Luis Scola. El general esce lentamente dal campo, commosso. “Non avevo intenzione di annunciare il mio ritiro internazionale oggi… mi sono divertito ed è ora di fare spazio a volti nuovi. È ora di andare” chiosa il ragazzone 41enne. È ora di andare dopo 22 anni trascorsi indossando fieramente la camiseta bianco-azzurra dell’Argentina, è ora di andare dopo avere fatto sognare tanti tifosi e avere vinto tanto, tanto. Con quel sorriso e quella bontà che sempre l’hanno accompagnato. E allora grazie Luis. E in bocca al lupo!

Il ruggito di team Usa di Alberto Foschi Campioni olimpici. Sì, nonostante tutto, ancora loro. Nelle amichevoli pre-Olimpiadi giochicchiano, nella gara inaugurale si inceppano, ma nel corso del torneo emerge la forza di un grande collettivo, guidato magistralmente da Kevin Durant con la sua classe cristallina. KD guida i compagni verso l’ennesimo trionfo e analizza così, con realismo e autoconsapevolezza, la vittoria: “Siamo i migliori, nessuna squadra ha le nostre capacità.” Come dargli torto. Quale altra nazionale può permettersi di lasciare a casa James, Paul, Davis, Harden, Curry portando con sé Tatum, Booker, Holiday, Middleton, Durant. Sì, Durant. Dove trovi un altro giocatore di 208 centimetri che palleggia come un playmaker e subito dopo va in post basso come un centro, che idea gioco e poi colpisce dal perimetro come una guardia. KD è un giocatore fuori dal comune, che durante i Giochi ha “morso” quando serviva, ricordandoci il killer instinct di un altro giocatore che amava “mordere” al momento decisivo. Durant l’aveva promesso: “A Tokyo vinceremo l’oro per dedicarlo a Kobe”. E così è stato.

RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

39


RIMINI oltre al BASKET di Simone Campanati

NEW RIMINI BASEBALL & SOFTBALL

Un’altra Rinascita

Lo sport riminese “pianse” quando qualche anno fa venne annunciato che i Pirati non sarebbero più esistiti. Erano gli anni 50 quando si iniziò a giocare a Baseball in Riviera grazie ad un professore del Giulio Cesare chiamato Eugenio Pagnini ed erano invece gli anni 60 quando, targati Glen Grant (si proprio il famoso Whisky), iniziarono a vedersi nei diamanti riminesi giocatori americani del calibro di Brantley e Fagan, perché residenti alla base NATO che aveva sede all’aeroporto di Rimini. Se, però, si vuole parlare di baseball, quello a tinte arancio-nere, l’essenza dello sport riminese che a casa portò la bellezza di 13 scudetti e 3 Coppe dei Campioni, un solo nome merita di essere citato dalle bocche di noi riminesi: Cesare “Rino” Zangheri. Con Rino si iniziò una grande scalata verso il successo, partendo da una casa vera e propria per i cosidetti Pirati, la Casa dei Pirati appunto (in precedenza si giocava al Romeo Neri o al DopoLavoro Ferroviario). Grandi nomi sono passati dal diamante riminese, da Gambuti a Evangelisti a Ceccaroli e Carelli e soprattutto il grande idolo MIKE ROMANO. Ed è proprio da Mike che rinasce il baseball a Rimini, che nel 2019 vede la fine della sua attività dopo che nel 2017 l’amato Zangheri decide di abbandonare l’attività. Due lunghi anni che oggi vogliono essere

40 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021

dimenticati, grazie al sogno di una donna molto ambiziosa come Alessia Valducci patron di ValPharma, che ha riunito insieme al Segretario Pellegrini, 5 società del territorio in un nuovo progetto chiamato New Baseball Rimini. E’ tornato il pirata sulle maglie e poco importa se i colori sono biancorossi (identificativi della città) e non arancio nero, è importante che qualcuno abbia fatto questo passo di ricominciare ed è importante che siano personaggi del territorio locale. Nel momento in cui scrivo i ragazzi al loro primo campionato di Serie A, guidati in panchina appunto dal Generale Mike Romano, hanno appena raggiunto la salvezza con una vittoria sul campo di Bologna. Siamo orgogliosi di questo progetto, in fondo c’è qualcosa che si accomuna a Rinascita Basket Rimini come detto in fase di presentazione dalla Presidente: “La formula di allargare New Rimini Baseball & Softball al maggior numero di soci è un imperativo per noi. Le porte sono aperte, la formula è analoga a quella adottata da RBR nel basket e vuole rendere ciò che stiamo costruendo un patrimonio condiviso, oltre che un network a disposizione per essere utilizzato con forme innovative di comunicazione”.


WWW.PHOTOSI.COM RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

41


42 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

43


Pills

Il 2021 è stato l’anno in cui il nostro staff ha dato il via al RBR Sporteam Academy, il corso di Management sporitvo in collaborazione con RivieraBanca, e con il patrocinio di UniRimini e del QuVi e DiSe della UniBo. Grande successo con decine di società iscritte al primo corso tenutosi alla sala Auditorium, di RivieraBanca.

L’essenza di questi tre anni di RBR sta in questa foto. L’ambiente che abbiamo creato ha da sempre il vanto di essere un luogo accogliente a misura di famiglia, dove la passione non conosce ostacoli dove puoi trovare una mamma che allatta il proprio figlio sugli spalti, è qualcosa di cui siamo fieri. Ringraziamo Simone Fiorani per questo meraviglioso scatto. Abbiamo sempre messo Rimini davanti a tutta la nostra comunicazione, l’abbiamo raccontata e continuiamo a farlo ogni anno, perché è la nostra città. Simone ama raccontare storie, e lo fa per noi da tre anni. Simone un libro sul Basket Rimini e la Palata in una foto di Nicola De Luigi, il riassunto del nostro amore per la città.

44 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


Games

RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

45


Games

46 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

47


HERO

CIAO SONO HERO

di Simone Campanati

E MI SONO MERITATO QUESTO SPAZIO Amici biancorossi, in chiusura di questo Magazine ho deciso di scrivere ai più piccoli. Da qualche settimana è iniziato il progetto che porta il mio nome, ovvero RBR Hero School, un’iniziativa targata RBR di cui vado molto fiero. Con i miei ragazzi, istruttori, siamo entrati nelle scuole per far conoscere questo sport meraviglioso ai bambini delle scuole elementari. Per troppo tempo li abbiamo costretti, noi grandi a stare chiusi in casa, rischiando di perdere tutto quello che è innato in loro, la creatività, la voglia di cambiare il mondo col sorriso, col divertimento, con il gioco. Ed ora è il momento di portarli fuori, di aprire quella scatola paralizzante che è delimitata dalla porta della cameretta. Vedere i ragazzi correre dietro il pallone, vederli vogliosi di affetto, di abbracciare le persone mi ha fatto capire una cosa importante. I bambini vanno capiti, vanno istruiti, ma come vi dimostro in questa foto, dobbiamo lasciargli spiegare le ali. Devono volare, con la fantasia, senza essere sempre costantemente ripresi, e lasciati liberi di giocare nel rispetto delle regole. In fondo è quello che vogliamo insegnare a tutti e che io stesso vorrei vedere. Sapete in questi 3 anni di vita, sì sono ancora piccolino, anche se spesso misuro 185cm, quanti abbracci ho ricevuto dai bambini? Centinaia. Questo sta a significare solo una cosa. I bambini amano fantasticare e mettere in pratica i loro sogni cosa che noi adulti, troppo spesso dimentichiamo. Ecco perché la domenica al Flaminio è meraviglioso vedere grandi e piccoli tutti insieme perché insieme possano sognare, grazie al basket. BENE IO VI ASPETTERÒ OGNI DOMENICA DI PARTITA FRA GLI SPALTI PER ABBRACCIARCI ANCORA. AH UN ULTIMA COSA. Seguitemi su FB Hero - The Mascotte e scrivetemi

48 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

49


Music

50 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


RBR Magazine 1 | Ottobre 2021 |

51


52 | RBR Magazine 1 | Ottobre 2021


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook