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L’Ora di Giurisprudenza Roma Tre ’’

Numero 4 Anno II Dicembre 2011

loragiur.blogspot.com

Università, quale futuro? La manovra Monti conferma le critiche degli studenti al nuovo governo: non si parla di saperi, in allarme il mondo della conoscenza.

Cosa aspettarsi?

Sessione straordinara Le proposte di RDS Giurisprudenza per più equità nell’accesso pag. 3

Europa Ognuno per sé e nessuno per tutti: l’Unione divisa pag. 7

Eventi “La macchina dello Stato”, pezzi di storia italiana in mostra pag. 17


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L’Ora di Giurisprudenza

L’editoriale

Tecnocrazia

A

morte questi tecnici brutti e cattivi, o

il degrado della politica sbaglia. Non è certo

forse no. Ho letto qui e là discordanti

colpa della politica la crisi economica globale,

opinioni riguardo la forma di governo

ma è sicuramente sua la responsabilità se l’Ita-

tecnocratica, tuttavia quelle che mi hanno col- lia si è trovata a doverla contrastare così fragile pito di più - chissà perché - sono quelle che

e indebolita. La politica fallimentare e priva di

attribuiscono al termine un’accezione negativa. contenuti che è seguita alla prima repubblica La tecnocrazia, per chi la critica, è insoppor- ha solamente saputo vendere sogni, lo ha fatto tabile perché contraria alla democrazia. E’ raschiando il fondo del barile vuotato ormai da indubbio che il governo vada fatto scegliere al

tempo da chi l’ha preceduta. Dall’esperienza

popolo, ma è assai stuzzichevole ragionare suoi

tecnocratica bisogna solo imparare la lezione,

motivi che hanno fatto si che così non fosse. Mi

altrimenti ci si comporta come il bambino che

spiego, se si è sentito il bisogno di sostituire i

ieri usciva senza la giacca e oggi si lamenta di

vecchi ministri con dei nuovi perché quest’ul- quanto sia amara la medicina.

Giuseppe Falla

timi sono degli esperti in materia, mi viene da pensare che i primi tanto esperti in materia (per non dire competenti) non lo fossero. L’antidemocratica delega alle pari opportunità della Ministra Fornero è la causa del problema o la conseguenza del fatto che chi la precedeva aveva tanti bei attributi meno che quelli utili a svolgere la suddetta funzione ministeriale? Pare di capire dunque che, è odioso un governo di non eletti, ma è sicuramente peggio un governo di non competenti (qui lo dico Ndr). La tecnocrazia è la conseguenza, non il problema. La politica va fatta da Politici che si servono di tecnici e non da tecnici che commissariano politici, ma per poter essere così serve che i partiti (tutti) tornino ad essere tali. Chi critica il governo tecnocratico senza prima condannare

numero 4 anno II Dicembre 2011

In questo numero: Copertina....................................... p. 05 Sessione straordinaria................p. 03 La campagna Unhate..................p. 07 Democrazia in Siria.....................p. 09 La destra e la crisi........................p. 10 Europa, l’Unione divisa..............p. 11 La satira...........................................p. 13 Libro - “Dubliners”......................p. 14 Mostra - Realismi socialisti.......p. 15 Cinema - Midnight in Paris.......p. 16 La macchina dello Stato............p. 17 Sport................................................p. 19


Dicembre 2011

FACOLTA’

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Sessione straordinaria: le nostre proposte RDS lancia una piattaforma alternativa per una sessione primaverile equa e vantaggiosa

A

ncora una volta ci troviamo a parlare

possibilità anche ad aprile, in modo che

di sessione straordinaria, tema che

possano laurearsi in tempo per la sessione

continua ad altimentare il dibattito

estiva. Oltre all’evidente vantaggio per chi

nella nostra facoltà. Sfortunatamente esso

deve laurearsi c’è anche un vantaggio per l’u-

non sempre si rivela costruttivo: nonostante

niversità: sfruttando uno dei decreti attuativi

l’intento di fare una proposta comune insieme

della riforma Gelmini l’ateneo può ottenere

ai rappresentanti di altre liste, Ricomincio

più fondi se c’è un maggiore numero di laure-

dagli Studenti ha dovuto rifiutare il docu- ati nei tempi previsti dall’ordinamento: in un mento finale che ci è stato proposto, non

momento di crisi in cui i fondi all’università

condividendone i contenuti. Per questo come

sono sempre più esigui, questa è un’ottima

sindacato studentesco abbiamo formulato

opportunità di fare cassa senza far pagare

una proposta alternativa, per colmare quelle

sempre gli studenti. RDS chiede inoltre un

lacune che rendevano per noi la proposta

cambiamento dei requisiti per l’accesso alla

della destra ingiusta ed errata. Ma parliamo

sessione straordinaria: mentre adesso è gene-

dei fatti: la proposta che ci richiedevano di

ricamente previsto dall’ordine degli studi

condividere proponeva una sessione straordi- che ”la sessione straordinaria è riservata a naria ad aprile, per gli studenti del terzo e del

tutti gli studenti ai quali manchino due esami

quarto anno che avessero una media pari o

per la laurea e abbiano già avuta assegnata

superiore ai 25/30 e che non fossero indietro

la tesi”, noi chiediamo che nel conteggio

di più di tre esami rispetto a quanto previsto

degli esami mancanti non debbano essere

dall’ordine degli studi. Questa richiesta è per contate le idoneità. Speriamo che su questa noi iniqua, in quanto il presunto criterio meri- proposta, decisamente più adeguata alle esitocratico da adottare non ci appare adeguato

genze della fcoltà, possano crearsi un ampio

alla situazione: noi riteniamo che a tutti gli

dibattito e condivisione , o che perlomeno

studenti deve essere garantita la possibilità

possa essere un punto di partenza per un

di accedere al medesimo numero di appelli

dialogo e una mediazione seria e costruttiva.

con l’unica eccezione per gli studenti che si

Il tutto sempre negli interessi degli stu-

stanno per laureare. Vista la già esistente

denti, che RDS ha sempre anteposto a ogni

sessione straordinaria autunnale, riteniamo

opportunità politica di sorta.

opportuno che venga data agli studenti una

Flavio De Santis


Dicembre 2011

UNIVERSITA’

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Università, quale futuro?

La manovra del governo tace sull’università. Cosa aspettarsi da Monti e Profumo?

U

n mese fa, all’atto di insediamento del

di colossi come Telecom Italia e Unicredit,

nuovo governo, parte degli studenti

sotto la sua gestione il Politecnico ha

scesi in piazza il 17 novembre con- avviato una forte aziendalizzazione.

testava già l’esecutivo. Noi, invece, abbiamo

Malgrado tali premesse tutt’altro che rosee,

preferito attendere l’operato di Monti per

noi abbiamo voluto attendere paziente-

giudicarlo, manifestando però un cauto scet- mente prima di pronunciarci. La recente ticismo dovuto alla composizione governativa, manovra Monti, tuttavia, sembra aver fin troppo legata ad ambienti della finanza e - confermato tutti i nostri dubbi, lasciandoci prosoprattutto - dei baroni e delle università private. fondamente delusi e allarmati dalle scelte fatte. La scelta dello stesso Monti, preside della

Da sempre sosteniamo l’impossibilità di

Bocconi e sostenitore della riforma Gelmini, superare la crisi con una politica di due aveva sollevato dei dubbi, avallati poi dalla

pesi e due misure: austerità e sacrifici per

rosa dei ministri, di cui ben sei (Passera, i più deboli, lasciando intatti i privilegi. Severino, Moavero Milanesi, Ornaghi, Giarda)

E’ proprio questa tuttavia la linea emersa dal

fanno riferimento a università private. “decreto salva Italia”: nella manovra da 30 Lo stesso ministro dell’università, Francesco

miliardi, mancano il rigore e l’equità auspicati.

Profumo, non ci aveva entusiasmati per sto- Come giovani e studenti, avremmo voluto un’alria e provenienza: rettore del Politecnico

tra manovra, che tagliasse gli sprechi per tornare

di Torino, è stato di recente presidente

a puntare su occupazione giovanile, scuola, uni-

del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche)

versità e ricerca, veri motori del Paese.

per volontà della Gelmini. Membro di cda

continua a pag. 6


UNIVERSITA’

6 segue da pag. 5

L’Ora di Giurisprudenza

nuovo governo tecnico? Profumo si è già dichia-

Con nostra grande delusione, sono proprio i saperi a essere dimenticati dal governo, malgrado i proclami di Profumo (“Investiremo nel sapere e nella conoscenza”, “ascolteremo studenti e ricercatori”). La manovra tace su università e istruzione, mentre studenti e atenei sono alle prese con sempre meno fondi. Eppure i 20 miliardi di euro che l’Italia sta spendendo per 131 cacciabombardieri F35 colmerebbero più di 2 anni di tagli della Gelmini. Mentre l’accesso all’istruzione si restringe, un solo aereo militare equivale a 50’000 borse di studio. Da un governo che intendesse puntare real-

rato intenzionato a continuare l’emanazione dei decreti attuativi della riforma, schierandosi così per una continuità con l’operato della Gelmini. Se queste sono le premesse di un confronto sui presupposti alla base di università e ricerca, difficilmente troveremo in questo governo un valido interlocutore, al di là delle parole. Dal canto nostro, continueremo a chiedere un cambio di rotta radicale per risollevare il Paese, ma non siamo disposti a fare sconti a nessuno, tecnico o politico che sia: se l’università pubblica continuerà ad essere minacciata, saremo in piazza per difenderla e per difendere il nostro futuro.

mente sulla conoscenza, ci saremmo aspettati la

David De Concilio

cancellazione della legge Gelmini, il blocco dei

Coordinatore RDS Giurisprudenza

decreti attuativi, il rifinanziamento del Fondo di Finanziamento Ordinario e del Fondo per il diritto allo studio universitario. Non si arriva a tanto, anzi: per ora non si arriva a nulla, con il nuovo governo sordo come il vecchio a queste istanze.

Per info: SCHEDA TECNICA SU MANOVRA E SAPERI tinyurl.com/ca9tbds

Cosa abbiamo dunque da aspettarci da questo

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L’Ora di Giurisprudenza Roma Tre ’’

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Dicembre 2011

SOCIETA’

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Unhate: la campagna di Benetton che fa scandalo

“L

a maggior parte della pubblicità non

mezza Italia o su Internet ci si è imbattuti nelle

fa tanto appello alla ragione quanto

foto dei ben noti Merkel e Sarkozy ritratti in un

all’emozione”. Così Erich Fromm, insolito bouche à bouche o in quello del premier

uno dei massimi sociologi tedeschi del secolo

Obama e il leader cinese Hu Jintao. Lo slogan

scorso, definiva l’arte pubblicitaria. Devono

di Unhate studiato dai pubblicitari Benetton

averlo capito piuttosto bene in casa Benetton

recitava: “Gli odi non cessano mai grazie all’o-

quando, qualche mese fa, il noto brand italiano

dio, cessano grazie al non-odio” e l’emozione,

dell’abbigliamento ha lanciato una campa- più precisamente quella di cui parlava Fromm, gna pubblicitaria che ha spiazzato e diviso

c’è stata, non senza qualche polemica. Il caso

l’opinione pubblica in maniera inaspettata. mediatico è stato sollevato quando è apparsa L’azienda ha infatti avviato un progetto dal

l’immagine che ritraeva Benedetto XVI nell’atto

titolo simbolico “Unhate – Contro l’odio”, pro- di baciare l’Imam del Cairo Ahmed Mohamed ponendo una serie di immagini che ritraevano

el-Tayeb. Immediata la reazione della Santa

le maggiori figure politiche e religiose dello

Sede e dei Papaboys italiani che, in un appello,

scacchiere internazionale nell’atto di scam- avevano invitato a boicottare i prodotti del biarsi un bacio, simbolo per eccellenza del “non

marchio veneto. Il portavoce vaticano, padre

odio” e della tolleranza. Non ci si deve mera- Lombardi, aveva poi parlato di “violazione delle vigliare quindi se sui cartelloni pubblicitari di

regole elementari del rispetto delle persone


SOCIETA’

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per attirare attenzione” e, successivamente, il

L’Ora di Giurisprudenza

quanto universale del bacio, che parla un unico

gruppo Benetton aveva deciso di ritirare l’im- codice e non ha alcun bisogno di traduzione. magine incriminata da ogni pubblicazione. In tempo di villaggio globale e revisione dei Condivisibile o meno, la campagna, con il suo

trattati europei, i “basia” ritratti da Benetton

forte impatto mediatico, ha dimostrato che la

ricordano a tutti che, prima ancora di qualsi-

pubblicità oltre a emozionare deve sapere stu- asi manovra economica, a salvarci non sarà la pire, far parlare di sé. Fondamentale anche la

tracotanza del più forte, perché persino l’arro-

scelta del filo conduttore delle immagini, esal- ganza franco-tedesca, quella di Frau Merkel tazione della riconciliazione, della tolleranza

e Monsieur Sarkozy, alla fine si arrende ad

tra culture e religioni fortemente eterogenee

un impacciato quanto umanissimo bacio.

tra di loro che si incontrano nel gesto simbolico

Chiara De Salvo

Il presidente della Cina Hu Jintao con quello americano Barack Obama

La canelliera tedesca Angela Merkel con il presidente francese Nicolas Sarkozy


Dicembre 2011

GIOVANI

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La rivolta in Siria corre sugli iPhone

I

rivoltosi made in U.K. quest’estate ci hanno

a circolare sul web con la stessa facilità di prima. E poi,

mostrato come social network e altri mezzi di

in circostanze di tale tensione e di tale pericolosità, la

comunicazione in tempo diretto fossero utili al fine

censura appare, oltre che inutile, assolutamente anti-

di mantenere la notizia (momentaneamente) privata

costruttiva nei confronti della libera informazione,

e soprattutto di farla circolare su una rete di persone

ultima grande speranza in un paese logorato dalla

anche particolarmente estesa. Questa volta si passa

guerra civile. L’atto più eclatante di questa vicenda,

però dal più tradizionale BlackBerry alla tecnologia

però, sembra l’arresto della blogger Razan Ghazzawi:

più versatile dell’iPhone. Lo smartphone marchiato

mentre tentava di spostarsi verso la Giordania per

Apple, infatti, è stato bandito, e la sua importazione è

prendere parte a un incontro sulla libertà di stampa

stata interrotta. Con un bilancio che registra migliaia

araba, è stata infatti intercettata, per poi essere incar-

di morti negli ultimi mesi non si può certo scherzare

cerata. Per il momento si trova nel carcere di Adra,

o far finta di niente, ma per l’ennesima volta la strada

centro di detenzione non durissimo, a quanto ci tra-

della censura di un mezzo di comunicazione di massa

manda chi vi si è trattenuto per un po’. La speranza,

si rivelerà un’arma a doppio taglio. Infatti in un’era

ovviamente oltre alla scarcerazione di Razan, e allo

aperta alla tecnologia come la nostra, nonostante la

stesso modo di tutti gli attivisti ingiustamente arre-

supremazia dell’azienda di Cupertino, vi sono altre

stati, è quella che il mondo impari che non c’è nulla di

promettenti smartphone in ascesa, e pertanto si tratta

più sbagliato che togliere la penna ai rivoltosi, perché

semplicemente di tempistica: ben presto le immagini

sappiamo bene che dove regna il disagio sociale, un

delle violenze e delle repressioni selvagge contro i

modo per comunicare e farsi forza gli uni con gli altri,

manifestanti e gli oppositori in generale torneranno

lo si troverà sempre.

AntonioPerrelli


GIOVANI

10

L’Ora di Giurisprudenza

La giovane destra cavalca la crisi

S

econdo il reportage di Demos, noto think- stampo nazionalista sono ormai diffuse, basti tank britannico, la crisi Europea non crea

pensare alla Lega Nord, in Italia o al Front

soltanto problemi all’economia, ma crea

National, in Francia. In Ungheria il partito Fidesz,

anche un problema di fiducia da parte dei giovani

conservatore, fortemente populista e catto-

nei grandi Partiti e nelle istituzioni, che sentono

lico, è al potere. Il presidente Ungherese, Viktor

sempre più distanti, orientandosi sempre più

Orbán, leader del partito, ha dichiarato come

spesso, verso partiti di estrema destra, xenofoba

presidente di turno dell’UE di non credere

e nazionalista, fortemente radicati al territorio. nell’Unione Europea ma solo nell’Ungheria, e di Giovani disillusi da una politica sociale dei

partecipare alla comunità solo per trarre bene-

paesi Europei che non li vede protagonisti. fici per il suo paese. Proprio questi gruppi sono Una politica colpevole di essere troppo con- noti per la loro opposizione all’immigrazione, i centrata sui problemi economici della zona

loro punti di vista estremi sulle questioni sociali

Euro. Lo studio è stato effettuato su circa 11 e la loro forte identità nazionale. Inoltre il loro mila iscritti a gruppi di Estrema destra, tramite

aumento di popolarità è andato mano nella

Facebook. Per l’Italia, Casa Pound e Lega Nord. mano con l’avvento dei social media, sfrutQuello che lega questi giovani è la forte identità

tando così una diffusione molto più rapida

nazionalista, si dicono preoccupati dall’isla- delle loro ideologie nella generazione Under 30. mismo ,come minaccia sempre più concreta, e

Questo quadro così delineato è inquietante ed

dalla globalizzazione che “distrugge i diritti

è estremamente importante che i grandi Partiti

dei lavoratori” e vedono l’UE come un falli- e le istituzioni rivolgano nuovamente l’occhio ai mento, ed una distruzione dei valori nazionali. giovani coinvolgendoli attivamente nelle poliIn molti paesi europei forme partitiche di

tica e nelle questioni sociali. Giulio Morucci


Dicembre 2011

APPROFONDIMENTI

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Europa: l’Unione divisa

Ognuno per sé e nessuno per tutti

J

ean Monnet, uno dei suoi padri, ne rias- lacune storiche, che rendevano impreparate sunse così lo scopo: “L’Europa non è mai

le coscienze ad un così radicale cambiamento,

esistita, ora si tratta di crearla davvero”. puntarono sull’unione economica. Speravano

Dopo oltre mezzo secolo l’utopia è rimasta

che la progressiva integrazione economica,

tale. Di fronte al proliferare nel mondo di sem- unita alla condivisione di un’area di libero pre più competitori, purtroppo manca ancora

scambio, si sarebbero dimostrate terreno

un global player europeo. La Cina offusca il

fertile per il costituirsi di un’Europa politica.

prospettarsi di un nuovo secolo americano, E’ vero che Aristotele diceva che “si decide mentre crescono potenze come India, Brasile

in fretta di essere amici, ma l’amicizia è un

e Sudafrica. Un mondo multipolare, dove

frutto che matura lentamente”, ma è anche

forse mancherà un polo europeo. Esiste l’U- vero che Qualcun altro aggiunse che i rapporti nione Europea, ma un soggetto competitivo

nati sulla base di un interesse, terminano con

dovrebbe parlare con una sola voce, e per farlo

la fine dell’interesse stesso. L’Europa politica

avrebbe anche bisogno di un solo corpo. Per

è quindi concetto “volutamente” vago, dove

darci un’identità abbiamo bisogno di delimi- conta più il viaggio che la destinazione. Il risultarci rispetto all’esterno.All’allargamento della

tato è che l’obiettivo non è stato raggiunto,

nostra pletorica comunità, che in quindici anni

poiché indefinito ed improbabile. La storia

ha raddoppiato gli Stati membri, non è seguito

non si annulla, e per paradosso molte volte il

un approfondimento ed una consolidazione di

suo richiamo funziona perfino al contrario. E’

quello che sarebbe dovuto essere un nuovo

il caso di rappresentazioni geopolitiche ormai

soggetto mondiale. Perché l’Europa non esi- considerate defunte, come il centro di gravità ste? Non è sicuramente esistita con Carlo

Francia-Germania. La crisi di identità francese

Magno, Napoleone, Hitler o Stalin. Quando si

ed il ritorno di Berlino. Così mentre da una

trattava di integrare un continente attorno ad

parte a Parigi con Sarkozy si immaginava un’

un popolo, una nazione o peggio ancora una

Europa a sei (Francia, Germania, Gran Bretagna,

razza superiore. Altri come Adenauer, Schuman, Spagna, Italia e Polonia), dall’altra la Merkel a De Gasperi o lo stesso Monnet, insieme ai loro

Berlino respinge la possibilità di euronuclei,

epigoni, pertanto non si erano per niente illusi

cercando gradualmente di estendere la pro-

ed erano fin troppo consapevoli che si trat- pria influenza sui nuovi paesi membri e sugli tasse di un progetto ex novo. Consci di queste

ex satelliti di Mosca.

continua a pag. 12


12

APPROFONDIMENTI segue da pag. 11 Alla luce di questi interessi poco convergenti, sarebbe fantasioso guardare al futuro con in prima linea una stanca coppia franco-tedesca. I particolarismi nazionali e regionali (a volte addirittura indipendentisti) prevalgono alla solidarietà comunitaria. Occorre ridurre la complessità geopolitica. Aggregare Stati e territori intorno a interessi, culture e progetti comuni, perché i confini intercomunitari siano ponti, non barriere. Da alcuni di questi processi di integrazione potranno scaturire magari strutture istituzionali di tipo confederale. Dunque riconnetterci, uscire dall’autoisolamento, percorrere antiche e nuove vie di scambio, aprirsi alle persone e alle culture che ci circondano. In questo, possiamo dirlo, l’Italia ha

L’Ora di Giurisprudenza

una responsabilità mediterranea ed anche verso lo stesso continente. Non possiamo ridurci a “stare in Europa” solo come binario di traffici est-ovest, lasciandoci sempre scavalcare allegramente al di là delle Alpi. “L’ epoca passata, epoca che è finita con la rivoluzione francese, era destinata ad emancipare l’uomo, l’individuo, conquistandogli i doni della libertà, dell’eguaglianza, della fraternità. L’epoca nuova è destinata a costituire l’umanità; è destinata ad organizzare un’ Europa di popoli, indipendenti quanto la loro missione interna, associati tra loro a un comune intento”, scriveva Giuseppe Mazzini.

Giordano Bozzanca


Dicembre 2011

SATIRA

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Autocontraddittorio all’italiana

S

i sa, noi italiani abbiamo la memoria

celebre binomio ‘’è la nipote di Mubarak’’/’’la

corta, soprattutto quando si tratta di

pagava perché non si prostituisse’’?).

politica. Recentemente però la sme- Ultimamente però Ghedini non è stato

moratezza italica è stata messa alla prova

l’unico a dilettarsi nella pratica dell’auto-

da un noto membro del Parlamento: l’av- contraddittorio. Negli stessi giorni infatti uno vocato-onorevole Ghedini. In effetti anche

dei componenti del nostro Esecutivo nuovo

i più sbadati, vedendo Ghedini negli inediti

di zecca, il ministro dell’ambiente Corrado

panni di difensore della libertà stampa, si

Clini, è riuscito a contraddirsi in meno di

saranno grattati la testa. Basta infatti una

una settimana. Prima del 3 dicembre Clini,

rapida ricerca per verificare che fino a un

parlando del problema rifiuti a Napoli, imma-

paio di mesi fa (quando il passo indietro

ginava di affrontare l’emergenza marciando

del suo cliente Berlusconi era ancora lon- sul capoluogo campano con l’esercito; dopo tano all’orizzonte), l’onorevole promuoveva, qualche giorno invece, dopo aver visitato la assieme ad altri fedeli compari pidiellini, un

città, ha dichiarato: ‘’a Napoli non ho trovato

disegno di legge che avrebbe fatto finire

alcuna condizione di emergenza’’. Ma va? E

dietro le sbarre qualunque giornalista si

dire che De Magistris c’aveva provato a dir-

fosse permesso di pubblicare intercetta- glielo, ma Clini è come San Tommaso, non ci zioni non gradite. Ora invece, meraviglia

crede finché non ci ficca il naso. Oppure, per

delle meraviglie, lo vediamo ergersi a pala- ambientarsi meglio, sta solo cercando di imidino della libertà di espressione: l’avvocato è arrivato addirittura a citare una sentenza della Corte europea che ‘’dispone la non punibilità del cronista che pubblica un atto coperto da segreto’’. Folgorato sulla via di Damasco? No, piuttosto su quella che porta al Tribunale di Milano, dove il suo cliente è indagato per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio (dobbiamo ammettere che l’avvocato padovano non è un novellino nell’arte del sostenere una tesi e il suo contrario: come si può dimenticare infatti il

tare i colleghi della casta.

Gabriella Coppola


CULTURA

14

L’Ora di Giurisprudenza

Il libro: “Dubliners” di James Joyce

“E

sordio letterario di Joyce, forse il più alto

campagna irlandese fingendo sia il selvaggio West e una

esponente della prosa introspettiva d’inizio

madre decisamente bigotta finisce per pregiudicare una

secolo, Dubliners può essere considerato

brillante carriera d’artista a sua figlia a causa di un litigio

uno spaccato della vita irlandese del primo novecento

con il suo datore di lavoro. Anche l’amore gioca un suo

che ci immerge tra persone, luoghi e contesti tipici di

ruolo nell’opera, ma è destinato anch’esso ad essere

un’epoca quasi del tutto perduta. Quindici vite, quindici

sopraffatto da una radicale impossibilità di cambiamento

storie, quindici situazioni diverse l’una dall’altra: unico filo

che spinge Mrs.Sinico al suicidio ed impedisce una vita

conduttore una tetra e indifferente Dublino dove l’esi- felice oltreoceano ad Eveline, costretta dai rimorsi e dai stenza delle persone sembra essersi ridotta ad un freddo

sensi di colpa a restare in patria. Ogni episodio, dunque, si

ripetersi ciclico di eventi, fatti e luoghi comuni, senza la

configura come una fase della vita dell’uomo, accompa-

minima possibilità di miglioramento. Politica, tradizioni e

gnandolo dall’infanzia e l’adolescenza fino alla vecchiaia.

religione diventano le inferriate di una gabbia che impri- In questo modo il lettore, che in un primo momento giona Dublino stessa e i suoi abitanti, vittime di una gretta

può sentirsi confuso o disorientato da una molteplicità

realtà cittadina che non ammette vie di scampo. Eppure

di storie prive di una trama comune, giunge alla fine del

un timido barlume di fuga si profila per ognuno dei pro- libro con una chiara visione d’insieme, quasi ogni sintagonisti, ma viene irrimediabilmente accantonato a

golo racconto rappresentasse un tassello di un mosaico

causa di un blocco o forse un’incapacità di reagire dovuta

che raffiguri la città e i suoi abitanti in tutte le proprie

a quella che lo stesso Joyce definisce “paralisi”, un mor- forme, le proprie sfaccettature. Senza dubbio un capoboso attaccamento alla città più che un vero e proprio

lavoro che resta ancora oggi di un’attualità spaventosa.

legame affettivo. E così due bambini si contentano della

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Dicembre 2011

CULTURA

15

Cinema: Midnight in Paris, di Woody Allen

D

opo Londra,con” Sogni e delitti”, clima parigino,quando,rapito dalla notte,si trova Barcelona con “Vicky Cristina Barcelona” immerso nella Parigi degli anni Venti a stretto e New York con l’apprezzatissimo

contatto con i suoi amati artisti dell’epoca: da

“Basta che funzioni”,Woody Allen non poteva

Hemingway a Dalì, da Picasso a Matisse ;in

far altro che tuffarsi nell’atmosfera romantica e

questo contesto da favola,in tutti i sensi, Gil s’in-

affascinante di Parigi.Quella vera,ormai dimen- namora di Adriana,vecchia fiamma di modigliani ticata, che il regista settantasettenne ha saputo

e picasso, ma i due si trovano a vagheggiare

cogliere nella dimensione più reale e magica. un passato utopico violentemente sostituito Gil e Inez,una giovane coppia di americani,si

dalla banalità del presente che Gil accetterà

trovano nella capitale francese al seguito dei

a malincuore una notte, ai bordi della Senna.

genitori della ragazza,impegnati in un viaggio

Il film,anche se un po’ statico,offre delle foto-

di affari. Gil, sceneggiatore annoiato e stanco

grafie spettacolari che colgono erfettamente

dell’opprimente monotonia di Hollywood,cerca, la malinconia dell’autore,consapevole di poter nel clima parigino l’ispirazione per un nuovo

solo ricordare i gloriosi tempi della vecchia

romanzo,nonostante Inez continuamente tenti

capitale culturale d’Europa,e, rassegnato ma rin-

di scoraggiarlo,ritenendo che la sceneggiatura

cuorato accetta la realtà dimenticandosi della

sia più proficua della scrittura; ma Gil è un gio- belle epoque ma consolandosi con la varietà vane sognatore ed è inevitabilmente attratto dal

delle notti parigine.

Federico de Blasi


EVENTI

16

L’Ora di Giurisprudenza

Mostre: Realismi socialisti Al Palazzo delle Esposizioni fino all’8 gennaio 2012

F

a effetto vedere il realismo sovietico

Questa mostra è un ottimo spaccato della

celebrato a Roma, al Palazzo delle espo- società sovietica, che facendoci carpire sizioni; per lungo tempo l’occidente ha

l’essenza delle opere, ovvero l’indottri-

snobbato questa corrente d’arte alternativa ed

namento e la subordinazione degli artisti

è motivo di orgoglio ospitare delle opere che

rispetto al regime, rispecchia perfettamente

prima d’ora non erano mai uscite dalla Russia. il quadro politico-culturale dell’epoca. La diffusione della pittura realista in Russia coincide con la progressiva ascesa dell’impero sovietico che sostenne la pittura realista promuovendone lo sviluppo attraverso un vero e proprio arruolamento di migliaia di artisti sparsi su tutto il territorio russo; questa corrente artistica esaltò il ruolo sociale dell’arte,finalmente impegnata, e la maggior importanza del contenuto rispetto alla forma. Realismo,in questa circostanza,va inteso come crudezza,come esasperata ricerca del dettaglio;ed è tra questi capolavori che si può ricostruire il recente passato della Russia dalla grande guerra,per passare dalla rivoluzione fino al secondo conflitto mondiale. La mostra è articolata perfettamente e seguendo l’itinerario prestabilito, dalla sala 4 si può accedere alla collezione di fotografie eseguite da Rodcenko, che ha avuto il merito di cambiare la concezione della fotografia che da strumento di mera registrazione della realtà è diventato mezzo di sottile critica alle autorità.

Federico de Blasi


Dicembre 2011

EVENTI

17

Mostre: La macchina dello Stato

All’Archivio Centrale dello Stato fino al 16 marzo

M

i domandavo da tempo dove

Costituzione italiana e lo Statuto Albertino.

fosse custodita la nostra mitica

La prima sezione è dedicata al nascente Stato

Costituzione, studiata articolo

unitario del 1861, alle prese con l’organizza-

per articolo per passare quelle maledette

zione dell’assetto legislativo e amministrativo,

crocette di diritto pubblico; la cercavo

la difesa dell’ordine pubblico e la lotta al

disperatamente e un giorno per caso ho

brigantaggio. Nella prima sala vi è un’ospite

scoperto di averla proprio vicino casa:

d’onore, il primo codice civile del 1865, con-

all’Archivio centrale dello Stato, all’E.U.R.. siderato da molti una mera filiazione del Code Insieme ad alcuni amici sono andata presso il

Napoléon. Tanti i documenti dell’epoca, ma

Piazzale degli Archivi dove ci accoglieva una

sicuramente suggestiona da una parte la vista

grossa insegna a forma di ingranaggio. La nostra

del libro più commuovente di tutti i tempi,

storia, ripercorsa in una mostra ben fatta, con “Cuore” di Edmondo De Amicis, in cui viene ben documenti, foto d’epoca, oggetti del nostro pas- descritta la fase di “socializzazione” dell’Italia sato che fanno provare nostalgia ai nonni, viene

post unitaria; dall’altra si ha una presenza più

didatticamente suddivisa in quattro sezioni: “Il

cupa, ossia la pistola che provocò la morte del

primo quarantennio”, “Da Giolitti al primo dopo- Re Umberto I. Il passaggio al nuovo secolo è guerra”, “Il fascismo” e “Verso la Repubblica”. poi segnato dallo sviluppo economico (ne Nell’atrio è presente una grafica a

avremmo bisogno di questi tempi!), dal ruolo

p a v i m e n t o r a f f i g u r a n t e l o S t i v a l e , rilevante dello Stato e degli enti pubblici nell’efiancheggiata dai due padroni di casa, la

conomia e nella società.

continua a pag. 18


EVENTI

18 segue da pag. 17

L’Ora di Giurisprudenza

L’arte e l’architettura infatti trovarono la loro

La mancata crescita nel Mezzogiorno diede vita alla triste questione meridionale. Grandi furono i progetti nel campo ferroviario, mostrati attraverso gli antichi arredi della stazione Trastevere . Proseguendo vengono esposti oggetti di ufficio, come le intramontabili macchine da scrivere, tra cui la prima “Olivetti” datata 1911; furono proprio queste a sviluppare la tecnica della burocrazia, facendo registrare un significativo aumento dei dipendenti. Eccoci al fascismo: la dittatura che trasformò l’Italia da uno Stato di diritto in uno totalitario, con l’abolizione di qualsiasi forma di libertà e di garanzia dei diritti politici e civili. In ricordo di coloro che si batterono per le idee democratiche, si è dedicato un’esposizione riguardante le svariate forme di opposizione al regime: bandiere, documenti d’identità dei combattenti antifascisti e non

rinascita nel segno della maestosità per rievocare i fasti dell’antica Roma nel quartiere E.U.R., di cui vengono mostrati i progetti, tra cui quello del Palazzo della Civiltà e del Lavoro, c.d. “Colosseo quadrato”, e il vecchio Palazzetto dello Sport, alias Palalottomatica, teatro odierno di fantastici concerti. Ma senza dubbio la sezione che mi ha maggiormente emozianato è stata l’ultima, con la ricostruzione minuziosa del periodo in cui si volevano rinnegare gli orrori ed errori della Seconda Guerra mondiale e delle leggi razziali. La nostra Repubblica: bandiere al vento, cartelloni elettorali, folle straripanti, assetate di diritti fino ad allora ingiustamente negati. Regina indiscussa è la Costituzione, con la saggia scelta dei padri costituenti di sancire in primis idiritti fondamentali. Una mostra sicuramente da vedere!

Alessandra Scafuri ultimo, la tessera del deputato Matteotti. Notizie utili “La macchina dello Stato” L’era fascista segnò anche la storia norma- Archivio Centrale dello Stato tiva del nostro paese, con l’emanazione del fino al 16 marzo 2012 Piazzale degli Archivi, 27 – 00144 - Roma codice penale nel 1930 e del nuovo codice Tel. 0654548538 www.acs.beniculturali.it civile del 1945, ivi esposti, ma non solo. Ingresso libero

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SPORT

Dicembre 2011

19

Tennis: Roger, ma quale calo?

È

davvero tramontato Roger Federer?! Gli ultimi successi hanno convinto anche i più scettici che il fenomeno svizzero sia pronto per una rapida

risalita, dopo che con un tennis in grande rispolvero e

con la determinazione dei tempi migliori ha messo in cassaforte 3 trofei in questo finale di stagione: Basilea, Parigi -Bercy ma soprattutto il Masters di Londra. I suoi fans sperano ancora nel raggiungimento della vetta della classifica, seppur sia oggettivamente difficile pensare al “grande ritorno” di un atleta che a 30 anni non può garantire una tenuta fisica ottimale. Che torni o no, è stato comunque un piacere per tutti gli appassionati di questo sport vedere il suo “re” degli ultimi anni trionfare nel torneo forse più difficile, quello che vedeva di fronte i migliori 8 giocatori dell’anno; meno raggiante sarà stato Rafael Nadal, l’avversario di sempre che a Londra, nella fase a gironi, è riuscito a strappare soli 3 game al pluricampione svizzero.

Calcio: un occhiolino di troppo!

A

pochi giorni dai sorteggi degli ottavi di finale di Champions League, è ancora infuocata la questione riguardo la regolarità dello svolgimento di alcune partite dell’ultimo

turno; in particolare a destare scalpore è stata la “goleada” rimediata dalla Dinamo Zagabria da parte del Lione (1-7). A farne le

spese purtroppo è stato l’Ajax la quale, al di là di un 7-1 che ha poco di limpido, si è vista annullare 2 gol REGOLARI nella sfida contro il Real Madrid, che l’avrebbero comunque portata alla qualificazione. Durissime le reazioni del post-partita; in Francia sono in corso delle verifiche sull’incredibile 1-7 maturato a Zagabria, in Spagna dubitano fortemente sulla regolarità di questi risultati. Come se non bastasse, ad alimentare incertezze e accuse, ha contribuito un gesto che sembrerebbe confermare tutte le ipotesi su un eventuale accordo tra le due squadre: in occasione del 5-1 Vida, estremo difensore dei Croati, è stato ripreso mentre faceva un occhiolino e “ok” con la mano a Gomis, GUARDA CASO autore del gol che, dopo pochi minuti, ha chiuso il discorso qualificazione!

A cura di Andrea Nizza


Il Sudoku (Difficoltà: Difficile) Istruzioni: Riempire la griglia in modo che ogni riga, ogni colonna e ogni riquadro contengano una sola volta i numeri dall’1 al 9.

I tuoi contatti in facoltà Coordinatore RDS Giurisprudenza David De Concilio 333.9455049 I tuoi Consiglieri di Facoltà Marco Salfi 339.3280753 Francesco Rebuffat 339.5822106 I tuoi Consiglieri degli studenti Pierdanilo Melandro 380.6444890 Andrea Vannini 360907668 Federica Assanti 3282643287 (ADISU)

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L’Ora di Giurisprudenza Roma Tre ’’

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L'Ora di Giurisprudenza numero 4 anno II  

Il periodico di facoltà di RDS Giurisprudenza