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Catalogo del Corso di Fumetto 2017 Stefanelli

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fut e m to


medie del mercoledĂŹ


Aljoscia

V ERUC CI Aljoscia è il battutista della classe del martedì. Non a caso l’anno scorso faceva coppia fissa con Bruno, suo compare di scherzi e giochi di parole. Quest’anno il nostro Aljoscia ha sperimentato quanto sia complesso raccontare una storia attraverso il disegno e quanto ciò sia diverso dal puro e semplice disegnare. Il disegno in sé è un’attività ricreativa, che non necessariamente presuppone una condivisione. Il racconto, invece, al di là del fatto che venga fruito o meno, nasce con l’intenzione di rivolgersi ad un qualcuno che ascolti, legga, osservi. La narrazione richiede la comprensione e l’utilizzo di tutti gli strumenti che facilitano la trasmissione di un contenuto, in qualsiasi forma e con la minore distorsione possibile rispetto all’idea di chi parla, disegna, canta o filma. La Guernica di Picasso racconta una storia, evocando la violenza del bombardamento in modo inequivocabile. Anche i quadri più astratti nascondono un’intenzione. Coriaceo nelle sue idee, Aljoscia opponeva a questa visione il suo desiderio di disegnare in libertà e senza condizionamenti. Per un insegnante si tratta di una sfida piuttosto stimolante, poiché bisogna far comprendere all’allievo che un punto di vista terzo, quello che coniuga la libertà espressiva tanto rivendicata con l’aumento delle tecniche apprese, non può che accrescere il piacere che già oggi sperimenta in ciò che fa, e sono convinto che Aljoscia abbia capito.


Marta

RU G GE R I Ironica, sveglia e fantasiosa, Marta non rinuncia mai al suo sole sorridente, ad un pollo come personaggio e a tante altre idee tanto nonsense quanto brillanti e sorprendenti. Lei intende il fumetto esattamente come va inteso, ossia come un divertimento. Tutto può diventare pretesto per una storia che intrattenga col sorriso, anche l’incredibile fame che caratterizza una ragazza dal fisico asciutto e minuto come quello di Marta, per la quale è d’obbligo la tappa al distributore automatico un momento prima di imboccare le scale che conducono al primo piano, dove si svolgono le lezioni di fumetto delle medie. Poco importa che ciò avvenga dopo e non prima di aver terminato un pranzo piuttosto sostanzioso: la fame di Marta è paragonabile solo all’originalità delle sue storie. Chissà, un domani forse scriverò un trattato su come le due cose possano legarsi e su quanto spesso posso dire di averlo osservato nei miei piccoli e famelici allievi. Se dovessi assegnare un progetto assecondando il talento di ognuno, per Marta penserei senz’altro alla progettazione di un videogame, cosa a cui del resto ha già pensato lei stessa per la storia di fine corso.


BRUNO PERGOLIZZI


GABRIELE LIBERTO


ARIANNA PONTIL CESTE


MARIAPIA MARINO


ALJOSCIA VERUCCI


Edoardo GI AMMO N A

In questi quattro anni ho imparato a mie spese che quanto più angelico è l’aspetto di un bambino, tanto più grave e inaspettata sarà la marachella che riporterà alla realtà il suo insegnante. Tesi assolutamente smentita dal buon Edoardo, bimbo che angelico lo è per davvero: educato e gentile con tutti, non di rado divide la merenda con chi non ce l’ha o presta il materiale da disegno. Appassionatissimo e attento, contagia la classe con le sue risate fragorose. Come spesso succede con i più piccoli, anche Edoardo fa i conti con l’insicurezza che può nascere nel confronto, ma penso sia un momento di crescita importante e decisivo. Un disegno più o meno riuscito è facilmente preda delle tendenze competitive dei bambini, che possono diventare anche opprimenti per chi vi si trova al centro (ma questo non è il caso della classe di Edoardo). Si tratta perciò di una buona opportunità per Edoardo, come per ogni bambino, di comprendere che la soddisfazione più grande non gli verrà dal giudizio altrui per la bellezza dei suoi disegni, che pure sono sicuro che Edoardo riceve già e riceverà sempre di più, ma dall’esperienza del miglioramento e di una sempre più piena espressione del gioco della creatività, con sempre meno paure e sempre più risate fragorose.


RICCARDO CARABETTA


LUCA BINI


elementari del mercoledĂŹ


SpringSummer CA MPAIG N

NAME


Chiara

C R O CE Il fumetto, come ogni linguaggio espressivo che mira all’intrattenimento, ci rapisce ogni volta che nei suoi personaggi possiamo proiettare i nostri desideri o identificarci per viverne le avventure. Nel primo caso subiamo il fascino di ciò che la realtà ci nega, come banalmente il volo di Superman o la forza sovrumana di Hulk. Nel secondo, invece, ciò che ci connette con la storia è la sensibilità di chi, tratteggiando personaggi credibili e umani, sembra comprenderci e farci rivedere come in uno specchio. Chiara fa parte della ristretta cerchia di chi ha il talento giusto per adoperare le delicate leve dell’identificazione. In questi quattro anni è migliorata molto, soprattutto nell’ideazione delle storie, nella scrittura e nella progettazione dei personaggi. Spesso, come nella tavola di fine corso di quest’anno, troviamo in didascalia una voce narrante, che traghetta il lettore nel cuore della storia. Che sia attraverso il fumetto o qualsiasi altro mezzo espressivo, la naturale predisposizione al racconto di Chiara sarà una risorsa che sicuramente le tornerà utile in futuro e che sono certo custodirà gelosamente, come farò io con il mug che mi ha regalato.


Arianna

PONTIL CESTE Arianna, così come l’amica Chiara, frequenta il corso da ancor prima del mio arrivo all’Istituto Stefanelli. La sua passione per il fumetto, in particolare per il manga, che di quest’arte è l’espressione giapponese, si traduce in una cura certosina per le tavole e soprattutto in un’esigenza forte di raccontare. Il primo anno insieme, quando frequentava ancora le elementari, mi consegnò ben diciannove pagine complete, che portai a stampare in tipografia suscitando una grande curiosità negli addetti alle stampanti, che stupiti vedevano uscire una dopo l’altra le parti di una storia disegnata già con grande maturità. Ma non si tratta dell’unico aneddoto legato alla creatività di Arianna, poiché la stessa curiosità si manifesta puntualmente nei piccoli “colleghi” di Via Bellingeri, dove alle quattro del pomeriggio si svolgono le lezioni per le classi della scuola primaria, che vedendo spuntare dal mio zaino qualche suo disegno, subito chiedono increduli come si possa diventare così bravi. Spesso aggiungendo anche: “da grande voglio disegnare come Arianna!”. Se il desiderio di comunicare è il carburante a cui attingere per percorrere la strada del miglioramento in campo artistico, Arianna ne è la prova vivente e sono sicuro che la sua sarà una strada ricca di soddisfazioni.


I N T R O D U Z IO NE Questo piccolo volume vuole fotografare cesco Bellingeri. il colorato e giocoso percorso di crescita Ogni bambino e ogni bambina, ogni intrapreso dai trentacinque allievi del ragazzo e ogni ragazza ha il suo modo corso annuale di fumetto organizzato unico e originale di disegnare ed esdall’Associazione Paolo Stefanelli tra ot- primersi, che può essere arricchito e tobre 2017 e giugno 2018.

valorizzato da un confronto armonico

In questi quattro anni qui ho sperimen- con il resto della classe. tato quanto possa essere ricca di stimoli Osservare le tavole presenti in questo e soddisfazioni l’esperienza d’insegna- libretto, prodotto artistico di questi picmento con bambini e ragazzi, presi sia coli fumettisti in erba, è solo una parte come individui che soprattutto come di ciò che significa fare un’attività di classi, le quali assumono vere e proprie gruppo incentrata su una passione copersonalità, molto più complesse del- mune, ed è per questo che ho corredala somma dei loro giovani componenti, to ogni lavoro con una breve testimoche ringrazio di cuore per aver condivi- nianza di ciò che ho avuto il privilegio so con me questo tratto di strada.

di vedere coi miei occhi durante questo

Quest’anno siamo arrivati a ben cinque anno fantastico. gruppi, tra le elementari e le medie di Via Enrico Pestalozzi e Via Carlo Fran-

Riccardo

P. 21


I N T R O D U Z I O N E P. 5

M E D I E

D E L

M A RT E D ì

P. 6-15

E L E M E N TA R I

D E L

M A RT E D ì

P. 17-27

indice M E D I E

D E L

M E R C O L E D ì

P. 28-39

E L E M E N TA R I

D E L

M E R C O L E D ì

P. 40-59

E L E M E N TA R I

D E L

P. 60-75

V E N E R D ì


medie del venerdĂŹ


Sara S ABA

Talento cristallino, come se ne vedono pochi, Sara coltiva il suo dono con cura e dedizione, lasciando a bocca aperta anche gli autori professionisti a cui l’ho fatta conoscere attraverso le sue tavole. Amante (forse inconsapevole) del design e della progettazione grafica applicata alla narrazione, negli anni si è focalizzata sempre più sulla ricerca stilistica di forme armoniose e immediatamente leggibili, arrivando a far sembrare semplici e naturali soluzioni di disegno tutt’altro che scontate per la maggioranza dei suoi coetanei. Sara non si accontenta mai del primo segno prodotto dalla matita, ma accarezza la carta cercando sempre silhouette armoniose, addomesticando il tratto e cercando di comunicare col segno ancor prima che con la storia. Evidente è l’influenza dell’attuale proposta di cartoni animati americana, identificabile in particolare con Cartoon Network, che si traduce sia nella suddetta sintesi grafica che nell’impegno con cui Sara disegna e ridisegna i personaggi, cercando i costumi, le acconciature e i colori giusti per rendere al meglio l’aspetto prettamente visivo del personaggio.


CHIARA CROCE


DARIA JOUKOV


ALESSANDRA COTA


LORENZO BIANCHINI


MARTA RUGGERI


MARIA BELLAVITIS


elementari del venerdĂŹ


2018

Edoardo GI AMMO N A

In questi quattro anni ho imparato a mie spese che quanto più angelico è l’aspetto di un bambino, tanto più grave e inaspettata sarà la marachella che riporterà alla realtà il suo insegnante. Tesi assolutamente smentita dal buon Edoardo, bimbo che angelico lo è per davvero: educato e gentile con tutti, non di rado divide la merenda con chi non ce l’ha o presta il materiale da disegno. Appassionatissimo e attento, contagia la classe con le sue risate fragorose. Come spesso succede con i più piccoli, anche Edoardo fa i conti con l’insicurezza che può nascere nel confronto, ma penso sia un momento di crescita importante e decisivo. Un disegno più o meno riuscito è facilmente preda delle tendenze competitive dei bambini, che possono diventare anche opprimenti per chi vi si trova al centro (ma questo non è il caso della classe di Edoardo). Si tratta perciò di una buona opportunità per Edoardo, come per ogni bambino, di comprendere che la soddisfazione più grande non gli verrà dal giudizio altrui per la bellezza dei suoi disegni, che pure sono sicuro che Edoardo riceve già e riceverà sempre di più, ma dall’esperienza del miglioramento e di una sempre più piena espressione del gioco della creatività, con sempre meno paure e sempre più risate fragorose.

BREVE RACCONTO DI UN ANNO FANTASTICO

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RICCARDO FONDI


MATTIA MANCINI


DENIS ZLATAR


LETIZIA CROCE


Grazie di cuore a tutti voi! Riccardo


Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole. (Pablo Picasso)


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