Skip to main content

Busto Domani 3/2021: Giugno

Page 1

Bimestrale indipendente d’informazione

Busto Domani - ANNO XL – N° 3 GIUGNO 2021 - Copia Omaggio


PRODUZIONE e VENDITA SERRAMENTI in PVC

LINEA FUTURO snc

via Sapri, 9/11 | 21054 Fagnano Olona VA tel. 0331 618502 | fax 0331 612997 | lineafuturo@libero.it


Editoriale Sergio SergioColombo Colombo- -Direttore Direttore“Busto Busto Domani Domani”

Nuovi scenari politici?

L

’emergenza sanitaria che ha condizionato il nostro viver quotidiano compromettendo anche la socialità, appare sotto controllo nonostante i rischi in agguato. Il timore è che il “liberi tutti” comporti in autunno un ritorno al (preoccupante) passato per aver sottovalutato le regole comportamentali. Inoltre, l’economia ha sofferto, nonostante qualche tranquillizzante messaggio, drammatici ridimensionamenti produttivi soprattutto tra le PMI: ben 7.000 le aziende a rischio in Provincia di Varese. E incombe la scadenza del blocco dei licenziamenti mentre il reddito di cittadinanza - che avrebbe dovuto incentivare nuove opportunità di lavoro e un incremento occupazionale - ha evidenziato una scelta politica più assistenziale che creativa. Anche per queste considerazioni i fondi europei destinati all’Italia rappresentano un sostegno economico irripetibile per rilanciare il sistema-paese ancora aggrovigliato alla burocrazia pubblica. Dal governo Draghi ci si attende dunque quel salto di qualità oltre alla discontinuità da Conte attraverso un nuovo e incisivo modello di sviluppo. Con una gestione efficace e cristallina ha aggiunto il Presidente del Consiglio. Traduzione: stop alle infiltrazioni mafiose e agli appalti pilotati. Non mancano tuttavia le difficoltà anche per il protagonismo dei parti-

Salvini, Meloni e Berlusconi: prove di convivenza propedeutiche al Governo del Paese.

oggettive difficoltà.

ti che sostengono il governo proiettati alla perenne ricerca del consenso elettorale. Il ritorno di Berlusconi, forse il più convinto sostenitore del nuovo raggruppamento, potrebbe accelerare l’azione collegiale nonostante la disinvoltura di Salvini e la diffidenza della Meloni che ha schierato FDI all’opposizione. Con la segreteria Letta un po’ in affanno istituzionale e gli incontrollati flussi immigratori nel nostro paese che denotano la debolezza della Ministra dell’Interno Lamorgese. I Cinque Stelle, alla ricerca di un’identità smarrita dopo lo strappo con Casaleggio oltre al problema del secondo mandato parlamentare che investe molti big ad iniziare da Di Maio, potrebbero agevolare la nascita del nuovo centro-destra nonostante le

• Dalla politica nazionale a quella locale il passo è breve. Nella nostra provincia gli incontri – sino al momento in cui stendiamo queste note – non hanno ancora prodotto risultati certi soprattutto a Varese dopo la rinuncia di Maroni per problemi di salute. Situazione incolore a Gallarate dove il Sindaco ha ottenuto il via libera nonostante qualche problema con la legge. Ed è in arrivo il processo “mensa dei poveri” di Caianello con il carico di corruzioni, nomine pilotate e tangenti che potrebbero incidere sul mondo politico locale. Più tranquilla la situazione a Busto Arsizio dove l’annuncio di liste civiche - un po’ -5-

avulse dalla realtà politica locale - rafforzano la credibilità di Antonelli. La soluzione di problemi antichi (caserma dei carabinieri), innovative realizzazioni (sottopasso S. Anna), il futuro dell’ex Mizar (Beata Giuliana), tanto per ricordare qualche importante intervento, fanno parte di quella concretezza particolarmente cara e apprezzata dai bustocchi e che spesso si traduce in voti. Senza dimenticare che i tre importanti centri confinano con l’area metropolitana milanese, cui spetta il compito di contribuire a risolvere il problema Malpensa. L’esasperato confronto con Linate, con una strana forma collaborativa, rappresenta un obiettivo che richiede una tempestiva soluzione non tanto perché Busto Arsizio ha inventato l’aeroporto della brughiera, ma perchè Malpensa, penalizzata dal lungo lockdown, necessita di un adeguato rilancio condiviso dai parlamentari eletti in Provincia. Anche le statistiche evidenziano il ridimensionamento dell’operatività aeroportuale che ha notevolmente inciso sull’indotto che aveva consolidato un rapporto produttivo ricco di prospettive. Siamo ormai alla vigilia della campagna elettorale e la prossima scadenza amministrativa non può passare sotto traccia: in gioco c’è il futuro e lo sviluppo industriale di un territorio punta di diamante non solo dell’economia lombarda.


Economia Antonio Laurenzano - Tributarista

Il piano di Draghi per salvare l’Italia

S

otto esame a Bruxelles il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) presentato dal Governo Draghi alla Commissione europea. In 300 pagine il “destino del Paese e il ruolo internazionale dell’Italia”: un lungo ventaglio di riforme, investimenti, finanziamenti che, “se prevarrà il gusto del futuro su corruzione, stupidità e interessi costituiti”, spingeranno il Pil nel 2026 al 3,6% rispetto allo scenario base tendenziale. Un progetto ambizioso affidato a “uomini pronti a sacrificarsi per il bene comune”, nel ricordo di De Gasperi e del suo “spirito repubblicano”, espressione dell’unità del Paese nei giorni difficili della ricostruzione postbellica. In gioco un tesoretto. Nel complesso, il Piano d’interventi vale 221,5 miliardi di euro, di cui 191,5 (68,9 in sovvenzioni e 122,6 in prestiti) sono quelli previsti da Next Generation EU, da impegnare entro il 2026. I rimanenti 30 miliardi si riferiscono al Fondo complementare alimentato con lo scostamento di bilancio per i progetti esclusi dai fondi Ue. Un Recovery Plan articolato in sei missioni: digitalizzazioni, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, inclusione sociale, salute e sanità pubblica. Parte integrante del Piano sono le riforme, innanzitutto Pubblica ammi-

ste risorse verranno spese.

Oltre 220 miliardi da impegnare entro il 2026: un recovery plan di straordinario valore, articolato in sei missioni.

un piano di sostenibilità. L’uso ottimale dei fondi europei si misurerà sulla qualità dei progetti di riforma e di investimento pubblico, ma anche, se non soprattutto, sulla capacità di trainare l’intrapresa privata e riportare tra le famiglie la fiducia nel futuro, fiducia che condiziona sia la loro propensione al consumo sia la loro voglia di investire in capitale umano. Pertinenza, efficacia, efficienza e coerenza saranno le specifiche aree di valutazione del Recovery Plan da parte della Commissione Ue e l’attenzione sul Piano italiano sarà altissima. L’Italia è il Paese destinatario della quota maggiore di risorse, tra sovvenzioni e prestiti, e la capacità di restituire i prestiti di cui tutti gli altri Stati membri si sono fatti garanti dipende dal modo in cui que-

nistrazione e Giustizia, senza tralasciare fisco, infrastrutture, concorrenza e appalti. Il progetto Next Generation EU rappresenta per i Paesi dell’Unione un’iniziativa fortemente innovativa rispetto al complesso dei mezzi finanziari a disposizione che si concentrano, in particolare, sul comparto trasversale legato alla transizione digitale ed ecologica. Un volano per stimolare in modo significativo gli investimenti pubblici a sostegno della domanda aggregata, premessa della ripresa economica. Per i Paesi ad alto debito come l’Italia, debito che la pandemia ha innalzato in modo significativo, un efficace programma di investimenti accompagnato da ambiziose riforme strutturali è la sola opzione praticabile per riportare il rapporto debito/pil su -7-

Il Recovery Plan di Mario Draghi dovrà creare le condizioni per la ripresa dalla pandemia liberando debolezze e carenze croniche per ridisegnare l’economia del Sistema Paese. Un esame semestrale dei risultati del Piano ai quali saranno condizionati i fondi europei. Sotto controllo il raggiungimento degli obiettivi, la tempistica e soprattutto la reale capacità del Belpaese di vincere il nemico di sempre fatto di burocrazia, accidia, fatalismo, improvvisazione, corruzione. Un micidiale mix che, se associato alla inerzia istituzionale, potrebbe pregiudicare in maniera definitiva la vita delle future generazioni. Tocca ora al senso di responsabilità di tutte le espressioni politico-parlamentari superare gli interessi elettorali di bottega e ricercare una soluzione strategica unitaria che rimetta l’Italia sulla strada di uno sviluppo socio-economico durevole nel solco della sua storica vocazione di Nazione co-federatrice dell’Europa Unita. Una road map credibile, proiettata verso un futuro comunitario condiviso, perché, ha ammonito il premier Draghi, “il Piano è questione non solo di reddito e benessere, ma di valori civili e sentimenti che nessun numero e nessuna tabella potrà mai rappresentare”. Un salto di qualità per mostrarsi all’altezza della sfida.


L’intervista Comunicazione Associazione

La cultura come fattore di sviluppo nostra città. Non solo il nostro settore tessile pulsa ancora forte in Italia e nel mondo, ma anche tutto l'indotto, declinato sui fronti diversi della ricerca e delle certificazioni (il Centro Tessile Cotoniero è un vanto di questa città), della moda e anche dell'arte, come l'importanza data - e ricevuta - dalla fiber art in città ha dimostrato. Poi, c'è un'ulteriore possibile strada legata a questo.

Assessore Maffioli, Lei ha da subito affermato e tuttora reitera il concetto di “Cultura fattore di sviluppo’”: che cosa significa concretamente? Significa che l’offerta culturale, le attività svolte nei diversi settori ad essa riconducibili, non devono essere intese sole come un intelligente impiego del tempo libero. Il valore della cultura è certamente “immateriale”, e consiste nell’incremento del sapere, nell’arricchimento degli animi, nell'elevazione delle coscienze; ma è anche “materiale”, per l'indotto che è in grado di portare ai territori e alle loro economie. La Cultura è un'industria? Certamente. Chi 'fa' cultura, nella maggior parte dei casi lo fa per mestiere, è una professione su cui si basa il sostentamento dei singoli e delle loro famiglie: pensiamo agli artisti, ma anche alle imprese che ruotano attorno alla loro attività, da chi realizza strumenti musicali a chi li manutiene, a chi produce strumenti per le riprese, per i service luce e suono, a chi produce i tessuti dei costumi, le stoffe dei teatri, le strutture dei palcoscenici, i libri... e si potrebbe continuare a lungo. Non solo: la cultura crea indotto. Gli artisti presenti in una località per proporre la loro arte alloggiano in quella città, consumano nei bar e nei ristoranti, fanno acquisti.

Manuela Maffioli, V. Sindaco e Assessore a Identità, Cultura e Sviluppo del Territorio, delinea le potenzialità culturali che arricchiscono il prestigio della città.

Lo stesso vale per il pubblico che viene a fruire dell'offerta culturale.

lettiva. All'Amministrazione compete di mettere a profitto e a regime queste forze disponibili, stimolando, favorendo, coordinando e supportando. Nell'interesse del territorio e della comunità.

Questo accade anche a Busto? Accade ovunque, quindi anche nella nostra città. La cosa importante è riconoscere il valore anche materiale della cultura e adottare politiche adeguate. Avere in capo allo stesso assessore le deleghe a Cultura e Sviluppo del territorio va proprio in questa direzione. Mettere in sinergia i due comparti ha portato anche a investimenti privati nel settore culturale cittadino, che hanno reso possibile una importante elevazione della qualità dell'offerta, fondamentale per attrarre pubblico e nuovi investimenti. La cultura restituisce al territorio ciò che riceve, in un meccanismo virtuoso di crescita col-

Ci sono margini di sviluppo in questo senso sul nostro territorio e, se sì, dove? Ce ne sono certamente e l'imprevedibile pandemia ha solo rallentato una road map che puntava e punta a questo obiettivo. Personalmente intravedo un possibile significativo sbocco attorno al nostro Museo del Tessile, per me un luogo del cuore. Le nostre radici economiche e identitarie non sono affatto secche, anzi. Ci chiamano a un nuovo investimento, sulle orme dei padri, dei nonni, dei bisnonni, delle generazioni che, nei secoli, hanno reso grande la -9-

Quale? Quella della valorizzazione dei nostri siti di archeologia industriale, che possono essere messi virtuosamente al centro di una svolta in senso turistico del nostro territorio. Mi riferisco ai musei industriali, ricordando che Busto si è fatta promotrice di una rete in provincia di Varese: 'MiVa', di cui il nostro Museo del Tessile è capofila, che prevede azioni di sinergia, finalizzate alla valorizzazione e alla promozione dei siti. Ma il discorso vale anche per i siti non museali, come ha dimostrato il successo ottenuto in termini di pubblico dalle recenti 'Giornate' del FAI, che la sezione locale 'Del Seprio', ha dedicato proprio alla archeologia industriale (5 siti aperti in città con visite guidate, "scoperti" da centinaia di persone in soli due giorni). Una strada possibile, sulla quale ci siamo incamminati con convinzione e per la quale stiamo lavorando.


Attualità

- 10 -


Attualità Laura Vignati Docente Liceo Scientifico Statale A. Tosi

H

Olimpia Bossi, una toga diversa dalle altre

a commosso l’Italia intera quando davanti alle telecamere non è riuscita a trattenere le lacrime mentre descriveva il bimbo che tendeva il braccino fuori dalla cabina. Ha ricevuto un plauso quando nel giro di un paio di giorni è riuscita a venire a capo del primo tassello che ha poi fatto saltare fuori la verità. Protagonista una bustocca, doc: Olimpia Bossi, classe 1966. È stata lei a tenere incollati gli italiani, se non il mondo intero alla tv per sapere che cos’era successo su quello stramaledetto tratto della funivia Stresa-Mottarone. Dalle sue labbra pendevano quelle parole che tutti volevano sapere per capire un po’ di quella tragedia. Da lei si volevano sapere nomi e cognomi di chi ha forse preferito l’avidità alla sicurezza. E lei, non si è mai sottratta alle telecamere. Non per volontà di apparire, ma per far luce su una tragedia che emotivamente ha scosso il mondo. E lei, sempre solare, con una incredibile semplicità, non ha mai negato nulla ai giornalisti. Lei è nata e cresciuta nella nostra città: a Busto Arsizio. Figlia del farmacista Bossi di piazza XXV Aprile, ha frequentato le elementari dalle suore in via Zappellini (ora si chiamano Maria Immacolata), le medie alla Libera cattolica (ora Costamagna), il li-

Tosi di Busto Arsizio, frequenta ingegneria gestionale al Politecnico di Milano.

Un Magistrato d’altri tempi perché la bustocca Olimpia Bossi all’alta professionalità, abbina una straordinaria umanità.

ceo classico Crespi e la facoltà di giurisprudenza, diplomandosi e laureandosi con il massimo dei voti. “Senza lode però”, aggiunge lei molto schietta, raggiunta telefonicamente in auto durante uno dei suoi spostamenti. Una lode che sicuramente le attribuiscono gli italiani, vista la bravura, l’umanità e la rapidità con cui è venuta a capo del bandolo della matassa. Nel 1990 dunque si laurea e dopo tre anni vince il concorso come magistrato. Una carriera fulminea che la vede indossare la toga di magistrato a soli 27 anni. La gavetta non manca: pretore a Termini Imerese in provincia di Palermo, diventa poi giudice penale al tribunale di Busto Arsizio dove lavora per undici anni seguendo anche casi di una certa rilevanza

mediatica. Nel giugno 2008 entra in procura a Novara fino al 2016 quando diventa procuratrice capo di Verbania. Una toga diversa da tutte le altre, dunque, è quella vestita da Olimpia Bossi. Sì, perché quando il Csm la decreta a capo della procura di Verbania, cinque anni fa, lei è il magistrato più giovane d’Italia. Ma nel ricoprire questi importanti incarichi si è sempre dimostrata umile, gentile, disponibile a parlare con tutti. Una donna efficiente e piena di umanità, che ha sempre conciliato un lavoro impegnativo con la famiglia. Ne sanno qualcosa i due figli, uno 25 anni che ha seguito le orme materne laureandosi in giurisprudenza l’anno scorso a Pavia, l’altro 20 anni che, diplomato al liceo scientifico

- 11 -

E non si nega nemmeno alle domande che le fanno rivivere momenti atroci. Quando la notizia della cabina mi ha raggiunto telefonicamente, non ci credevo - racconta - Ma cosa state dicendo?, ho sbottato. Poi quando sono arrivata sul posto, ho assistito a uno scenario di guerra: corpi ammassati, rottami. Sono rimasta senza parole. Come tutti. Nessuno osava proferire parola.

Il Parco del Mottarone dove lo spettacolo naturale è entusiasmante e la cabina che ha suscitato pesanti sospetti organizzativi e gestionali


Attualità

Dominava un silenzio surreale. Ricordo poi quella manina fuori dal finestrino della cabina... è stato terribile. Non la dimenticherò mai. Tanto dolore, dunque, una tragedia di proporzioni immani. Ma Olimpia Bossi non ha perso un minuto, si è rimboccata le maniche e nel giro di due giorni ha fatto saltare fuori quei nomi che tutti attendevano. Questo è solo il primo tassello.

Ora continueremo con ulteriori accertamenti tecnici. Quando, secondo lei, possiamo porre la parola fine a tutto questo? Occorrono mesi per istruire. Ora dobbiamo pensare a recuperare la cabina che è posizionata in una zona difficilissima, impervia. Ma i tempi si fanno lunghi. Olimpia Bossi ha la passione per i viaggi, con un sogno nel cassetto: una lunga crociera intorno al mondo.

Busto Domani 21052 BUSTO ARSIZIO Villa Tovaglieri • Viale Volta, 11 • Tel. 340.5960377

info@enricodellacqua.org • bustodomani81@gmail.com

LA TRAGEDIA DEL MOTTARONE Il dramma è accaduto sulle alture di Stresa, poco dopo la località Alpino, domenica 23 Maggio in una radiosa giornata che ha richiamato sul Lago Maggiore la folla delle grandi occasioni. La funivia Stresa-Mottarone - che ha sostituito la storica cremagliera che molti ricordano con nostalgia perché ha caratterizzato un’epoca – sorvolava Someraro e Levo, paesi con i quali gareggiava per la visione offerta dallo spettacolo naturale. Perché il panorama è tra i più suggestivi e spettacolari quasi sfiorando l’irreale. Purtroppo la funivia non ha mai entusiasmato per le difficoltà Il vecchio trenino con grandi aperture laterali quasi per assaporare il incontrate: periodi di inattività, problemi tecnici, improvvise magico profumo degli abeti e la funivia diventata tristemente famosa sospensioni, cambi gestionali e di proprietà, hanno condizio- per l’incuria degli uomini. nato il funzionamento. Lo conferma anche il balletto delle competenze tra Regione Piemonte e Comune di Stresa che evidenzia ombre sulla burocrazia degli Enti pubblici. Inoltre, il lungo periodo di inattività imposto dal recente lockdown, aggrava i sospetti sulla manutenzione. Chi scrive, ha frequentato per decenni Levo e la funivia l’ha vista transitare sopra le abitazioni centinaia di volte. Ecco perché appare ingiustificabile la tragedia che ha causato terrore e morte: una pagina nerissima non solo per il Piemonte ma per l’Italia già piegata dal Coronavirus. E per il rispetto dovuto alle vittime, le indagini richiedono alta professionalità, tempestività, rigore e la certezza che la giustizia riserverà ai colpevoli esemplari condanne. Una preghiera per le vittime e la commossa partecipazione all’immenso dolore delle famiglie. (S.C.)

APPREZZAMENTI

È raro - soprattutto per un periodico locale con diffusione limitata - ottenere apprezzamenti per l’importanza e l’attualità dei redazionali pubblicati. Ecco perché registriamo, con un pizzico d’orgoglio, le segnalazioni ricevute e che giriamo ai nostri preziosi collaboratori: la Prof.ssa Vignati per la straordinaria eterogeneità e competenza degli argomenti trattati; al dott. Laurenzano per i professionali approfondimenti economici; all’equipe dei medici-relatori (dal 2016) del Progetto di Educazione Sanitaria nelle scuole; al Primario Pediatrico dott.ssa Cherubini; e a tutti i collaboratori che con grande entusiasmo e passione partecipano all’affermazione di Busto Domani: un percorso iniziato nel 1981 e ancora ricco di potenzialità. - 12 -


Attualità Redazionale Dirigente Scolastico

D

Liceo Crespi, un’eccellenza nazionale

ifficile condensare in poche righe quello che il Liceo Daniele Crespi costituisce per la città e per il territorio provinciale e non solo. Polo umanistico che assomma gli ordinamenti classici, Linguistici e delle Scienze umane, ha saputo mantenere nel tempo l’eccellenza che le è riconosciuta sin dalla sua nascita - 1923 - dall’utenza scolastica oltre che dagli enti locali e recentemente anche dalla Fondazione Agnelli che la colloca fra i primi istituti del territorio nazionale per la preparazione dei propri studenti. Polo provinciale di Ambito 35 per l’Ufficio scolastico Regionale, Polo nazionale per la formazione sulle Indicazioni nazionali e le linee guida del Ministero nonché Polo regionale per la formazione sugli Esami di Stato, il Liceo è impegnato su molti fronti, dirigendo reti provinciali e nazionali. Tra queste è bene ricordare il Centro provinciale di Promozione della legalità, che istituito da Regione Lombardia vede gli istituti del territorio operare in sinergia con gli enti pubblici nella lotta alle mafie e alla corruzione nella pubblica amministrazione; così pure il Liceo è capofila della rete provinciale Educazione alle differenze, per il contrasto ad ogni forma di estremismo violento. Una particolare attenzione è riservata alla STEM, discipline scientifiche, non solo

dica dei percorsi classici.

Tradizione ed innovazione caratterizzano l’azione della Preside Prof. Cristina Boracchi. La vision istituzionale è basata su un forte apparato valoriale.

con una implementazione delle ore di laboratorio e di matematica ma anche con la direzione di progetti nazionali come il recente N@T - Nature anche artistic treasures, e MAB, che ha visto l’istituto coordinare le scuole italiane della rete istituita dal Ministero per la salvaguardia delle ‘Terre alte’, con uno studio accurato su panorami e paesaggi alla luce anche della sostenibilità che costituisce uno dei goal di Next Generation UE: il tutto, portando gli studenti a operare nelle logica della ideazione anche di start up sulla scorta delle esperienze di Hackaton nel contesto del Piano nazionale della scuola digitale. Tradizione e innovazione, dunque, si coniugano armonicamente in un contesto di attenzione alla personalizza-

zione delle richieste dei più fragili ma anche alla valorizzazione delle eccellenze. Non a caso, si sono sviluppati anche alla luce delle richieste dell’utenza numerose curvature che differenziano la sua offerta nel territorio: l’introduzione dei docenti madrelingua anche al liceo classico e delle scienze umane, la storia dell’arte nei bienni classici e linguistici, l’introduzione della lingua giapponese nel curricolo linguistico, la seconda lingua straniera nel triennio delle scienze umane e nel Liceo classico (tedesco), la curvatura biologica e giuri-

- 13 -

Non è marginale anche l’aver ideato due certamina di lingue classiche - Nomn omnis moriar per il latino del ginnasio e Agone ellenico per il greco del triennio classico - che ha visto anche quest’anno la partecipazione di istituti sul piano regionale. Ma la vision istituzionale si fonda su un forte apparato valoriale che porta il volontariato e la solidarietà nelle quotidianità della propria mission: ne è un esempio la creazione nel 2008 della Fondazione Liceo Crespi che annualmente eroga borse di studio per studenti meritevoli che presentano anche un bisogno di tipo materiale, ma anche l’adesione al banco alimentare e molti progetti di solidarietà che vedono anche il Comitato studentesco attivo e propositivo.

Il QRcode permette di navigare nel Liceo con informazioni basilari.


Dialogando Laura Vignati Docente Liceo Scientifico Statale A. Tosi

L’arte contemporanea ama il brutto

U

n botta e risposta sulla bellezza, un dialogo in cui ci si domanda “perché l’arte contemporanea è brutta e il mercato ci specula sopra”: questo vuole essere “Nostalgia della bellezza” di Angelo Crespi un pamphlet urticante ed ironico appena pubblicato per i tipi di Giubilei Regnani editore. Bustocco, esperto d’arte, Crespi in passato è stato consigliere del Ministro della cultura, presidente di Palazzo Te di Mantova e del Maga di Gallarate, e oggi siede nel consiglio di amministrazione del Piccolo teatro di Milano e da poco anche del nuovo Adi Design Museo. Ha diretto il settimanale di cultura “Il Domenicale” e ha scritto libri di ogni genere e ben quattro copioni per il teatro. Fresco di stampa, il libro presentato al Salone estense di Varese e che ha conquistato recensioni su testate nazionali e un servizio su Sky Tv - conduce per mano il lettore a riflettere sui vizi e i tic dell’arte contemporanea. “L’arte contemporanea è brutta perché è slegata dalla forma e predilige il concetto e se un’arte nega la forma, si nega anche la possibilità di bellezza. Insomma – chiosa - l’arte contemporanea va vista con le orecchie”. Ma tra le pagine non si scorge solo questa sinestesia, ma anche un’altra figura retorica

Angelo Crespi, bustocco doc, è un’eccellenza nel mondo artistico. “Nostalgia della bellezza” è il suo più recente libro di successo.

IL CASO PALAMARA SALE SUL PALCOSCENICO Il sistema occulto della ma- scena diversi personaggi, con gistratura a teatro. Accanto a caratteri che richiamano le tra“Nostalgia della bellezza”, An- gedie di Shakespeare”. A dare gelo Crespi ha appena conclu- forma al copione, le perforso di scrivere anche un copio- mance di Sylos Labini, a metà ne, tratto dal libro best seller giugno in scena a Piacenza, poi dell’anno “Il sistema” di Luca a settembre al teatro Manzoni Palamara e Alessando Sallusti di Milano. (Rizzoli editore). Il critico bu- Ma la vena artistica di Angestocco dà voce a diversi perso- lo Crespi non si esaurisce qui. naggi che saranno interpretati Sta scrivendo la biografia di Enrico Cernuschi, un patrioda Edoardo Sylos Labini. In una drammaturgia coinvol- ta dell’Ottocento, promotore gente si mettono in scena le delle Cinque giornate di Mistorture del mondo giudiziario lano, esiliato in Francia e dia partire dalla confessione di venuto banchiere ricchissimo, uno dei perni del sistema, ai tanto da compiere nel 1871 il vertici dell’Anm, l’associazio- giro del mondo e acquistare la ne nazionale magistrati e del più grande collezione di arte Csm, il Consiglio superiore orientale del tempo. Il libro, della magistratura, cioè Luca che si concentra proprio sul Palamara, ormai noto alle viaggio in Asia, è stato comcronache. È lui a svelare gli missionato in occasione della intrighi della magistratura, le prossima imminente inaumire politiche delle correnti, gurazione del nuovo museo i tentativi riusciti di abbattere etrusco di Milano dove troverà Berlusconi e Renzi, e quello posto un’opera straordinaria della sua collezione: “Il guersventato contro Salvini. “Abbiamo reso guardabile un’in- riero Cernuschi”, una scultura chiesta giornalistica. Un teatro in bronzo di rara fattura e di civile. Ho cercato di mettere in grande valore archeologico.

- 15 -

si ripete spesso: la nostalgia di una bellezza futura. Un ossimoro, ossia una contrapposizione di termini che viene magistralmente giustificata. “Sì mi piace l’idea di provare nostalgia per il futuro. Una frizione che si genera dall’antinomia dei due termini in contrasto. E per la costituzionale paradossalità l’ossimoro produce uno stupore cognitivo che induce alla riflessione o, almeno, a una seconda attenta lettura della frase che lo contiene. Io non ho nostalgia di una particolare bellezza, ho nostalgia della bellezza futura e desiderio di fare ritorno a casa, perché la bellezza è la nostra casa e dà senso e dignità alla vita. Noi siamo la prima civiltà che preferisce il brutto al bello”. E così non mancano esempi di brutto come la banana appesa con lo scotch, pezzo più acclamato e iconico dell’avanguardismo, “La Pluto and Proserpina” di Jeff Koons, esposta qualche anno fa in piazza della Signoria a Firenze che faceva l’effetto di un cartoccio, oppure la deiezione gigante posizionata dallo svizzero Urs Fischer sempre nello stesso luogo, senza dimenticare il celebre, storico Orinatoio di Duchamp. Insomma “che oggi l’opera più significativa dell’arte contemporanea è un water – afferma Crespi – che la merda d’artista vale più dell’oro, che infine una banana appesa può costare


Dialogando

120mila dollari... Nel 1917 l’orinatoio mi ha fatto pensare, nel 1961 la merda mi ha stupito, nel 2016 il water mi ha fatto sorridere, ma… basta, insomma basta. Dopo cento anni non riesco più a riderne e l’artista che insiste mi imbarazza”. Dunque due sono gli assiomi su cui si fonda il libro: l’arte antica costava perché valeva, l’arte contemporanea vale perché costa. Ancora una volta, è il mercato che genera l’arte: l’opera d’arte si compra come se fosse un’azione su cui investire. Invece non deve essere così: la bellezza non è un canone soggettivo, ma oggettivo. “Io preferisco parlare di “perfezione”, intendendo il termine perfetto nel suo senso etimologico latino, da “perficio”, di “portato a termine”. Quando l’opera d’arte è perfetta, cioè portata a termine nel modo che doveva essere portata a termine, allora risplende la bellezza, perché nulla si può aggiungere o togliere senza che se ne accresca inutilmente o peggio se ne diminuisca l’insieme. Insomma le cose belle ci piacciono perché sono belle, non viceversa”. Così nel testo si snocciolano riflessioni che - con uno stile semplice e dialogico - vanno a toccare la critica, l’ironia, la filosofia, l’etimologia. Un libricino che si legge in un fiato. Da non perdere. - 16 -


Istituzioni Paola Provenzano Ufficio Comunicazione FCV

L’importante ruolo della Fondazione Comunitaria del Varesotto

P

rogetti in campo sociale, socio assistenziale e culturale, microcredito, Teatro Sociale: si può partire da qui per spiegare come Fondazione Comunitaria del Varesotto è presente sul territorio di Busto Arsizio. «Fondazione Comunitaria del Varesotto – spiega il presidente Maurizio Ampollini – è una realtà operativa a livello provinciale dal 2002 e, come tutte le Fondazioni di Comunità sul territorio regionale, è nata per volontà di Fondazione Cariplo». Il nostro obiettivo? «Sostenere progetti in campo sociale, socio assistenziale e culturale attraverso erogazioni di fondi, ma anche stimolare la cultura del dono e della donazione perché la comunità sia consapevole e coinvolta nei bisogni che nascono sul territorio». Il legame con la città di Busto Arsizio è diventato più stretto nel 2014, quando la totalità delle quote societarie del Teatro Sociale sono passate alla Fondazione e, contestualmente la “piccola Scala”, con i suoi 130 anni di vita alle spalle, si è trasformata in impresa sociale rinnovando la sua vocazione di essere un teatro per tutti.

EROGAZIONI, PROGETTI E PROSPETTIVE Il sostegno ai progetti si concretizza attraverso l’emissione

(da sinistra) il Presidente Ampollini che ha dato nuovo slancio alla Fondazione, l’affresco del Castello di Masnago che rappresenta anche il logo e il Segretario Generale Pavanello.

di bandi ai quali partecipano associazioni ed enti del territorio. Lo scorso anno, per la sola città di Busto Arsizio, sono stati finanziati una quindicina di progetti che hanno riguardato i diversi ambiti di intervento. In generale, a livello di territorio provinciale stiamo parlando – per il 2020 - di oltre 200 progetti finanziati, con uno stanziamento complessivo di un milione e 600mila euro: una particolare attenzione è stata dedicata a dare sostegno per la gestione dell’emergenza Covid da parte del Terzo settore. E quest’anno? «Gli stanziamenti previsti sono più o meno dello stesso ordine di grandezza – afferma il Segretario Generale di Fondazione Comunitaria Massimiliano Pavanello – avremo una particolare attenzione rispetto al tema delle nuove povertà

che si sono generate proprio per la pandemia: questo ci pone in linea con quanto farà anche Fondazione Cariplo a livello più alto. Abbiamo costituito un fondo ad hoc, il Fondo Pro.VA solidale, ovvero provincia di Varese solidale che ha una dotazione di risorse che saranno finalizzate proprio a interventi in questo ambito». Perché oggi si parla di povertà al plurale? «Parliamo di povertà – spiega il Presidente - perché ci sono più sfumature differenti: la povertà intesa come mancanza o scarsità di risorse economiche, ma anche la povertà educativa, che riguarda i minori e ne compromette il futuro e poi c’è la povertà culturale che, con l’impoverimento delle proposte, minaccia la tenuta delle relazioni sociali e della coesione delle comunità». Tra le novità di quest’anno,

- 17 -

oltre ai tradizionali bandi appena chiusi e dedicati alla cultura, ai centri estivi e a quello per gli interventi sociali (che deve ancora essere emesso), un bando apposito, intitolato “Tesori nascosti” è stato dedicato alla salvaguardia e valorizzazione di beni artistici del territorio ed è aperto fino al 31 agosto prossimo.

MICRO CREDITO E FONDI Tra le leve utilizzate per contrastare le povertà, dal 2009 Fondazione Comunitaria, utilizza lo strumento del micro credito sociale, ovvero piccoli prestiti fatti a famiglie in difficoltà, attraverso un accordo con un istituto di credito e l’attivazione di fondi di garanzia presso alcuni Comuni tra cui c’è da sempre quello di Busto Arsizio con


Istituzioni

il quale si è creato dialogo e sinergia. Le famiglie che vengono aiutate (si parla di prestiti che vanno dai 1000 ai 3000 euro per superare un momento di difficoltà), devono poi restituirli. «In questo modo – spiega Ampollini – si esce da una logica assistenzialista e si punta sulla responsabilizzazione delle persone che vengono aiutate». Per finire vale la pena anche ricordare che, tra i diversi Fondi costituiti presso Fondazione Comunitaria per

sostenere interventi in ambiti specifici, tre sono legati alla città di Busto: il Fondo Istituto la Provvidenza e il Fondo Famiglia Mazzucchelli dott. Franco - Associazione Mario Ravera (entrambi a sostegno di interventi in campo socio sanitario ed assistenziale) ed il Fondo Educarte che finanzia progetti nel campo dell’arte e della cultura. E in tal caso si tratta di segnali forti della generosità e dalla attenzione alla comunità da parte di realtà di questo territorio.

TermoLuongo Servizi Srl

- 18 -

PILLOLE DI SAGGEZZA • Medico vecchio e barbiere giovane. • Non è l’amo né la canna - ma è l’esca che inganna. • Chi reputa tutto oro colato - di solito resta ingannato. • Alle lacrime di erede - è ben matto chi ci crede. • Consiglio non richiesto - inganno manifesto. • Quando arriva il dottore - scompare il dolore. • Non temere di avanzare lentamente, abbi solo paura di fermarti. • A una fiducia guasta - nessun rattoppo basta. • È meglio tornare indietro che perdersi nel cammino. • Denaro risparmiato - due volte guadagnato. • Un grammo di fortuna - vale più di una libbra d’oro.


Sanità Patrizia Mandelli - Medico di base

E

Riflessioni di un medico di medicina generale

ntro nel mio studio, guardo la sala d’attesa: ampia, luminosa con sole in abbondanza, le finestre sempre aperte, poche sedie distanziate e un odore eccessivo di disinfettante. Dove sono andate tutte le persone che lo affollavano, in trepidante attesa, che il medico trovasse un po' di tempo anche per loro: una diagnosi, una terapia, un sorriso e un conforto…. COVID marzo 2020, maggio 2021: Coronavirus, proteina spike, Wuhan, sembra così lontano, "non arriverà mai da noi"... primi casi in Italia, polmoniti refrattarie a terapia, necessità di numero crescente di rianimatori e posti letto. Lockdown serrato, scomparsa di un grande medico, ottimo collega, comprensione di una lotta professionale impari, necessità e impossibilità di confronto con i colleghi ospedalieri che, chiusi nei loro reparti, cercano di organizzare una lotta cui nessuno è preparato. Comincia così una organizzazione diversa sul territorio. I pazienti hanno bisogno: devono essere aiutati e rassicurati, perchè disorientati da notizie sempre più negative. Così aumenta la voglia di essere loro accanto nonostante la frustrazione di sapere di percorrere un cammino arduo e sconosciuto. La nostra impotenza davanti all'ignoto

Patrizia Mandelli, all’alta professionalità, abbina apprezzate doti comunicative e assistenziali che valorizzano il rapporto medico-paziente.

invece di fermarci ci sprona a lavorare uniti, con coraggio e determinazione. I ricoveri sembrano solo per il COVID, il grande nemico. Ma il medico di medicina generale sa che non deve abbandonare nessuno e segue con professionalità e umanità tutte le varie esigenze del malato. Attiva mail, whatsapp, ma non dimentica chi, anziano, è impossibilitato ad utilizzare mezzi tecnologici. E anche il medico non più giovanissimo si ritrova ad acquisire nuove tecnologie, e la burocrazia va ad aggiungersi al suo lavoro clinico cui era formato da sempre. Fortunatamente con i colleghi del gruppo di lavoro “Medici in rete”, cui afferisce da anni, ci si confronta, aiutandoci quotidianamente a discutere i casi più complicati. Un dubbio, e la richiesta par-

te sul gruppo whatsapp della rete, e senz’altro qualcuno di noi risponde, commenta...così capisci quanto sono importanti collaborazione e confronto. Cominciamo così ad avere delle linee guida, non solo inviate da ATS, ma usate da noi secondo le nostre esperienze, ci sentiamo più uniti e sicuri. Ma arriva la seconda e la terza ondata: famiglie intere da seguire, proteggere e salvare. Collaborazioni con le USCA, attivazione ossigenoterapia domiciliare e ADI, terapie di recupero per i dimessi. Poi finalmente le vaccinazioni: aiutiamo i pazienti nella comprensione delle modalità di iscrizione, compilazione dei moduli, cerchiamo di chiarire i loro dubbi. E il sabato si parte, con spirito di avventura a vaccinare gli anziani a domicilio, i nostri

più vecchi pazienti che ci accolgono con sorrisi colmi di gratitudine. E “solo ora” forse si intravede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel, si comincia a parlare di telemedicina, consultazioni che sembrano portare il medico sempre più distante dal malato. Come sarà il domani? Aperti a tutto ciò che potrà aiutare a non diffondere le epidemie, a snellire la burocrazia, ma senza distruggere il fondamentale rapporto di fiducia e di dialogo medico di medicina generale-paziente. In questo momento più che mai il medico è spronato dalle parole del giuramento di Ippocrate, che ricorda ogni giorno nella sua mente. Giuro "di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona cui con costante impegno scientifico, culturale e sociale ispirerò ogni mio atto professionale". Consapevoli di aver vinto solo una piccola battaglia, continueremo ad affinare le nostre armi con amore e dedizione verso la vita umana.


Vocazioni Laura Vignati Docente Liceo Scientifico Statale A. Tosi

L

Maria Chiara Castiglioni, monaca di clausura

a conoscevano tutti come quella ragazza dolce, affabile, sempre con il sorriso sulle labbra, amava viaggiare, stare con gli amici, lavorava come assistente sociale. Ora ha cambiato vita. Il sorriso sulle labbra le è rimasto, anzi si è accentuato ancora di più, così anche la simpatia e la dolcezza, ma il suo nome è modificato e la sua vita è un’altra. Protagonista, una bustocca doc, Maria Chiara Castiglioni, classe 1988, che ha vestito l’abito monacale nel monastero delle Trappiste di Vitorchiano, assumendo il nome di suor Maria Rita. Una scelta non semplice per la giovane, una scelta che potrebbe sembrare un po’ strana negli anni venti del 2000, quando le coetanee di Maria Chiara, terminata l’università, pensano a crearsi una vita magari all’estero, in Cina, in Inghilterra, in Australia. Invece Maria Chiara ha deciso di dedicarsi agli altri, di consacrare la sua vita, di inseguire i suoi sogni: la vocazione religiosa. Che significa togliere l’effimero per far posto all’Altro, l’unico indispensabile, l’unico che dona davvero senso alla vita. Questa è la sola cosa che rende davvero liberi. Così la giovane di Busto Arsizio ha optato per la clausura di Vitorchiano, in provincia di Viterbo. Dopo sette anni nel convento con una comunità di settanta religiose - di cui fa parte anche

nostro posto è questo”.

33 anni, bustocca, laureata in sociologia, Maria Chiara ha scelto di consacrare per sempre la sua vita entrando nel monastero delle trappiste.

un’altra bustocca suor Cinzia Gallazzi - dopo un periodo di verifica tra preghiera e lavoro, un anno come postulante, due di noviziato e tre di professione temporanea, domenica 23 maggio Maria Chiara ha preso i voti definitivi, optando per la clausura. Una scelta inusuale per una giovane del 2021, ma Maria Rita è sempre stata determinatissima, fin dall’inizio. Quando ho scoperto le monache di Vitorchiano - afferma la religiosa - sono stata colpita dalla loro libertà, serenità, accoglienza, disponibilità, semplicità e non ultimo il loro essere felici. Una felicità che sgorgava dall’essere libere, se stesse. Così Maria Chiara, fresca di esame di stato, assistente sociale alla Fondazione Moscati di Milano, laureata in socio-

logia con indirizzo servizi sociali e diplomata al liceo psico-pedagogico, dunque carica di questo “bagaglio secolare”, ha lasciato tutto, famiglia, amici, lavoro, casa, per trovare un’altra famiglia, un altro lavoro, un’altra casa. A Vitorchiano si lavora sodo: la giornata inizia alle 3 del mattino. Si prega, si medita, si lavora, si studia e ci si corica quando solitamente fuori dalle mura del convento si cena. Ma quale lavoro? Le suore vestono anche i panni delle contadine, dunque se è il caso guidano il trattore e trasportano la carriola, coltivano i campi e producono marmellate, olio e vino che esportano in tutto il mondo. Ma soprattutto pregano, riflettono. E la bellezza della loro vita sta nella serenità. “Che nasce da una pace profonda nel riconoscere che il

- 21 -

Dunque una vocazione profonda, una chiamata cui è impossibile dire di no. Così suor Maria Rita lo scorso maggio ha detto sì, ha deciso di consacrare per sempre la sua vita, tra l’altro abbracciando le sorelle. Quest’abbraccio mi rimarrà sempre nel cuore – afferma la mamma di Maria Chiara – mi ha fatto capire che ora la sua famiglia è un’altra: una famiglia straordinaria, disponibilissima che è riuscita ad accompagnare e accogliere anche noi genitori, che tra l’altro ci siamo sentiti ancora più uniti vivendo l’esperienza di nostra figlia. Devo confessare che all’inizio ero un po’ disorientata, la scelta di Chiara mi sembrava un qualcosa lontano dalla nostra realtà, pur essendo profondamente religiosi. Ma mi spaventava la nuova vita che avrebbe dovuto affrontare mia figlia. Ora sono felice di essermi aperta a questo nuovo mondo, a questo modo meraviglioso di vivere la Chiesa.

Il lavoro di cui la comunità vive è prevalentemente agricolo - vigna, orto, ulivi, frutteti - accompagnato da un piccolo sviluppo artigianale con la produzione di marmellate.


Formazione Rossella Semplici - Psicologa clinica

I rischi del mondo digitale

L

a rete oggi è fruibile da molti e con diverse finalità: passatempo, studio, lavoro, informazione, relazioni. Quindi si vive anche nel mondo digitale. Dopo un anno di pandemia quale bilancio sull’uso della rete? I dati che riporto sono i risultati di diverse ricerche: il 10% dei ragazzi trascorre in rete meno di un’ora al giorno; il 19% resta tra le 5 e le 10; il 70% quattro ore; i ragazzi sbloccano lo smartphone in media 120 volte al giorno e lo usano, oltre che mantenere i contatti con i coetanei attraverso i social, anche per vedere film o ascoltare musica fino a tarda notte; un ragazzo su due se disturbato ammette che qualche volta ha reazioni esagerate: scatta, risponde male o alza la voce. I social e la rete rispondono alle esigenze dei giovani, soprattutto in questo periodo, ma creano uno scarto tra la dimensione digitale che privilegia l’immediatezza, la spettacolarità e tende a impoverire la qualità, l’intensità e la durata delle relazioni e la dimensione reale in cui è implicato lo spessore umano, l’empatia, il senso del rapporto. Un rapporto distorto con i social può condizionare la sessualità dei più giovani; le prime esperienze degli adolescenti sempre più spesso maturano attraverso i social.

Spazio al progresso ma attenzione agli eccessi ha raccomandato Rossella Semplici al seminario dell’Associazione Dell’Acqua.

Da alcune statistiche fornite dalla Procura dei Minorenni di Milano emerge che il 65% dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 16 anni visiona siti porno. Ecco l’esperienza della dott. Marina Ruspa, ginecologa del centro di riferimento per i problemi della violenza alle donne e ai minori della Fondazione Ca’ Granda (Ospedale Maggiore Policlinico di Milano): «Rispetto al passato, ci capita più spesso di ricevere ragazzine che hanno subito violenza da uomini conosciuti in chat, talvolta molto più grandi di loro».

MODE DIGITALI La pandemia con il conseguente distanziamento fisico

e le limitazioni nella frequentazione di presenza hanno spinto un numero sempre maggiore di giovani a postare di tutto nella rete; è ormai evidente che parte dell’elaborazione dell’immagine di sé e dell’autostima dipendano dal numero delle visualizzazioni e dei like. Due “mode” abbastanza diffuse sono: challenge, ossia le sfide e il vamping. Alcune challenge sono innocue, come la Chubby bunny challenge che consiste nel pronunciare il nome della sfida con un marshmallow (grossa caramella morbida ed elastica) in bocca, altre sono diventate “virali” perché proposte e attuate da personaggi famosi, come ad esempio la Water bottle flip challenge; altre sono pericolosissime e alcuni giovanissimi sono

- 22 -

morti; la cronaca ne ha dato conto. Stando ai dati di un sondaggio dell’Associazione Nazionale Dipendenze tecnologiche, GAP (Disturbo gioco d’azzardo) e cyberbullismo, effettuato in collaborazione con il portale Skuola.net e con VRAI (Visions, Robotics and Artificial Intelligence – Dipartimento di Ingegneria Informatica dell’Università Politecnica delle Marche) su un campione di 3.115 studenti di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, circa il 34% ha partecipato a sfide online; i dati sono stati presentati il 28 novembre 2020 durante la IV Giornata nazionale sulle dipendenze tecnologiche, GAP e cyberbullismo, Il termine vamping signiica vampireggiare. Proprio come i vampiri, i giovani vivono di notte e rimangono svegli fino alle prime ore del mattino, per socializzare, chattare, tenere contatti con gli altri utenti della rete e guardare video su Youtube, puntate di Serie tv. Il vamping permette ai ragazzi di sentirsi parte della cybercomunità notturna; si ritrovano e si danno appuntamento attraverso hastag specifici, come ad esempio #Vamping. Tale fenomeno sembra favorire, inoltre, comportamenti (continua a pag. 30)


Formazione Anna Restelli - Docente

Bullismo e Cyberbullismo

I

l nostro incontro con i docenti è partito da una breve analisi del disagio giovanile che senza avere la pretesa di esaurire la complessità del problema desse almeno lo sfondo sociale nel quale si muovono gli atteggiamenti di bullismo e di cyberbullismo. Sono state prese in analisi brevemente gli aspetti di crisi della cultura occidentale, il diffuso consumismo e la carenza di prospettive per il futuro delle giovani generazioni. Sono stati analizzati alcuni atteggiamenti del mondo giovanile come la tendenza a far prevalere la dimensione personale rispetto al punto di vista sociale e un diffuso “analfabetismo” emotivo che impedisce ai ragazzi e alle ragazze di gestire le emozioni causando spesso reazioni con gesti violenti o lo stordimento per sopportare l’ansia che appare incontrollabile. Ci siamo dunque posti la domanda: “A scuola che fare?” La prima indicazione è stata quella di resistere al delirio di onnipotenza, la scuola da sola non può risolvere problemi diffusi a livello sociale quindi è necessario creare una rete di contenimento, che veda la partecipazione delle famiglie, e di tutte le componenti del territorio che possono dare contributi importanti ad alleviare il disagio giovanile. Va anche gestito il divario generazionale che in una società come la nostra è dav-

La gestione collettiva dei progetti scolastici e un percorso di autostima personale sono stati analizzati dalla dott.ssa Restelli nel recente webinar dell’Associazione Dell’Acqua.

vero rilevante e mette spesso in contrapposizione i giovani con gli adulti generando atteggiamenti svalutativi degli uni contri gli altri mentre atteggiamenti di ascolto e di stima creerebbero un clima positivo nel quale esprimere senza rancori le proprie opinioni e convinzioni. Abbiamo poi analizzato le caratteristiche degli alunni in disagio, i così detti “bulli” e li abbiamo definiti “tigri di carta”, ragazzi e ragazze fragili ma con un gran bisogno di riconoscimento che organizzano le bande per sentirsi forti creando un noi che va a sopperire le carenze del loro io e la loro incapacità di gestire l’aggressività. Spesso i loro problemi sono il frutto di un cattivo rapporto con i genitori che non hanno saputo dire no quando i comportamenti erano scorretti e hanno concesso tutto

ai figli anche quando non era opportuno creando persone incapaci di reagire ai divieti necessari per crescere. A scuola allora è essenziale tessere un gioco relazionale che coinvolga tutto il gruppo classe, valorizzi le diversità di ciascuno e potenzi le capacità personali come risorsa per tutti, promuova autodisciplina e non divieti immotivati e punizioni casuali. Sarebbe importante che tutti i docenti insieme mettessero in atto una disciplina preventiva più che correttiva, mostrassero rispetto, tolleranza, coraggio, umiltà come modi di essere più che richieste solo verbali dimostrando con l’esempio i comportamenti utili al vivere insieme. Gli espedienti didattici suggeriti sono stati: la gestione collettiva dei progetti scola-

- 23 -

stici promuovendo il lavoro di gruppo con ruoli diversi delegando però a ciascun alunno la responsabilità del conseguimento degli obiettivi previsti; promuovendo il superamento di prove come percorso per raggiungere una maggiore autonomia di ciascuno e il conseguente innalzamento dell’autostima personale. Nel caso specifico della prevenzione al bullismo si sono indicati alcuni materiali didattici come l’opuscolo:” Stop bullying” di Amnesty International Sezione italiana che fornisce indicazioni pratiche e si trova facilmente in rete. Siamo passati poi ad analizzare il cyberbullismo fornendo i necessari riferimenti normativi: la Legge 29 maggio 2017, n. 71 che fornisce “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” e le Linee di orientamento dell’aprile 2015 con gli aggiornamenti dell’ottobre 2017. Come azioni di prevenzione e contrasto del fenomeno si sono indicati, l’alleanza di scuola, famiglia e territorio per costruire quella rete di contenimento di cui abbiamo parlato all’inizio; utilizzare a scuola la rete per scopi scolastici e diffondere le norme di buon comportamento in rete e infine il ricorso agli strumenti di segnalazione in caso di episodi da stroncare.


- 24 -


Istruzione Ufficio Stampa LIUC

Tra ricerca e sviluppo Comunicazione Digitale L’Associazione Dell’Acqua, proseguendo nella collaborazione avviata nei mesi scorsi, segnala il comunicato-stampa dell’Università Unitelma Sapienza - TIM. L’Università degli Studi di Roma UnitelmaSapienza e TIM hanno siglato un protocollo d’intesa per la creazione della ‘Communication and Digital Media Academy’, il nuovo polo interaziendale che proporrà corsi e master per chi lavora o vuole lavorare nel mondo della comunicazione digitale (social, web ecc.). L’Academy nasce quindi con l’obiettivo di approfondire temi legati allo sviluppo della comunicazione e dell’educazione digitale. L’accordo è stato siglato dal Magnifico Rettore Antonello Folco Biagini e da Luciano Sale, Responsabile Human Resources, Organization & Real Estate di TIM. “Ringrazio TIM per l’opportunità che dà alla nostra università di sviluppare in sinergia nuovi progetti nell’ambito della comunicazione, settore cruciale nella nostra società contemporanea” - ha affermato il Rettore Biagini che ha poi auspicato come “attraverso le Scuole di alta formazione si potranno realizzare le collaborazioni future”. “Grazie a TIM Academy stiamo intensificando lo sviluppo di progetti che riguardano TIM e le Università. Riteniamo strategico avvicinare il mondo accademico a quello aziendale, in particolare sulle tematiche della digitalizzazione su cui stiamo investendo molto, anche attraverso il progetto Operazione Risorgimento Digitale, che vede coinvolti e uniti per il perseguimento dello stesso obiettivo, oltre quaranta partner. Siamo convinti che la diffusione di queste competenze servirà ad accelerare il processo di digitalizzazione del Paese” ha dichiarato Luciano Sale. Alla firma dell'accordo hanno preso parte Mario Morcellini, Direttore dell'Alta Scuola di Comunicazione e Media Digitali di UnitelmaSapienza e Carlo Nardello, Chief Strategy, Business Development and Transformation Officer di TIM, che hanno sottolineato l’importanza della trasformazione digitale, della responsabilità della Media education e della cultura digitale nelle scuole.

Scuola di Economia e Management La Scuola di Economia e Management della LIUC ha un nuovo Direttore, la professoressa Chiara Mauri, subentrata al prof. Rodolfo Helg, di cui è stata vice negli ultimi 2 anni. Di recente è stata nominata Segretario Generale della Società Italiana di Marketing, che ha scelto proprio la LIUC come partner per l’ultima edizione della propria conferenza annuale. Un evento durante il quale la prof. Mauri ha presentato una ricerca sulla reputazione del marketing. Recentemente si è occupata anche di e - commerce nel settore food, con un’analisi dei cambiamenti avvenuti dopo il Covid. La prof. Mauri è anche autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative, tra cui il libro “Account based marketing. Il valore delle relazioni con i clienti” (Guerini Next, collana Università Cattaneo Libri), un viaggio dalla customer experience al CRM fino al customer journey. È membro del Consiglio di Amministrazione di Esprinet SpA (quotata in Borsa) e del Colorificio San Marco SpA.

Debating agenda 2030 Al via un corso e un torneo su temi legati agli obiettivi di sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale. Ci crede la LIUC che ha scelto

- 25 -

di istituzionalizzare una figura ad hoc, il Dott. Manuele De Conti, per sostenere il metodo didattico del Debate. Rivolto a docenti e studenti universitari, il corso (interamente online) ha lo scopo di avvicinare entrambi all’impiego del Debate sia da un punto di vista didattico che agonistico, mentre il torneo ha l’obiettivo di creare un contesto per promuovere l’apprendimento delle nozioni e delle procedure introdotte e volgere l’attenzione degli studenti ai temi specifici dell'Agenda 2030, della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale. Cinque gli appuntamenti in programma, con cadenza quadrimestrale o semestrale. Le attività per il primo evento “Debating Agenda 2030: Il cambiamento climatico” inizieranno il 20 settembre 2021 e si concluderanno il 9 ottobre 2021. Il torneo si svolgerà la settimana seguente dall’11 al 16 ottobre 2021. Il 2020 è stato un anno senza precedenti, anche dal punto di vista del mercato del lavoro. Lo sanno bene i giovani che in questo periodo si sono laureati e si sono messi in cerca di un’occupazione. Un’evidenza emersa anche dal “Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati in Italia” curato come ogni anno da Almalaurea (consorzio che raggruppa 76 università italiane).Non mancano anche i segnali positivi, come quelli che arrivano dalla LIUC: i dati relativi all’occupazione confermano infatti la buona tenuta dei corsi LIUC.


Storia locale Laura Vignati Docente Liceo Scientifico Statale A. Tosi

Busto Arsizio in Lego

P

porzioni, per creare quindi in digitale quello che poi andrò a realizzare con il Lego. Questa elaborazione del progetto digitale mi consente di inventare tante soluzioni e idee. Infine procuro i pezzi attraverso il sito dei collezionisti e venditori Bricklink.” Così in quattro mesi ha preso forma la chiesetta di Santa Maria con un manufatto di 60X50 cm e in due mesi il Museo del Tessile di 80X60 cm.

assione per il Lego, per l’arte e, non ultima, passione per Busto Arsizio. Sono stati questi tre amori - e in primis quello per la sua città che hanno incoraggiato Matteo Tosi, un giovane bustocco di 22 anni, a costruire con il Lego i monumenti di Busto Arsizio. Così si è cimentato nel meraviglioso santuario di Santa Maria e nel Museo del Tessile, il simbolo dell’ex Manchester d’Italia. Tassello su tassello ha preso forma a colori la chiesetta che abbellisce il centro di Busto, poi blocchetto su blocchetto, Matteo Tosi ha dato forma anche all’ex tessitura di via Volta-Galvani. In cantiere, tanti altri monumenti della città, scrigni della cultura di casa nostra: il monumento dedicato a Enrico dell’Acqua, Palazzo Cicogna, Calzaturificio Borri, villa Radetzky, l’Edicola di San Carlo, Villa Comerio,

La splendida chiesa di Santa Maria.

Matteo Tosi, il giovanissimo costruttore della città in miniatura.

Villa Ottolini-Tosi. Insomma di lavoro ce n’è tanto e il giovane bustocco non intende fermarsi di fronte a questo hobby che avvalora ancora di più le sue giornate. Così agli studi di chimica all’Insubria, Matteo Tosi ha in serbo tante altre costruzioni per la sua città. “Vorrei concludere la laurea in chimica – racconta – Poi mi piacerebbe fare qualcosa di innovativo a livello di turismo, cultura. Ad esempio – oltre a proseguire in questo hobby del Lego – vorrei colorare le foto storiche di Busto Arsizio.” E tanto altro. Insomma di carne al fuoco ce n’è davvero tanta e il giovane bustocco non intende arrendersi di fronte alle potenzialità della città. Ma come è nata la passione per il Lego made in Busto

Arsizio? “Ha radici profonde. I miei genitori mi hanno da sempre, da quando ero bambino, portato alla scoperta delle bellezze artistiche e paesaggistiche d’Italia e non solo. Così ho maturato la passione per l’architettura, per l’arte. A questo si aggiunge l’interesse per la mia città, tant’è che nel corso dei miei studi al liceo scientifico Tosi, avevo affrontato approfondimenti e ricerche su Busto nel Medioevo e nel Seicento. Così ho deciso di costruire con il Lego alcuni monumenti cittadini.” Non sono da trascurare i passaggi che danno forma alle bellezze artistiche di casa nostra con il gioco creativo. “In primis faccio un’analisi attenta dell’edificio da realizzare per capire come semplificare i particolari architettonici. Poi cerco di trovare le giuste pro-

- 26 -

E l’amministrazione comunale, è avvisata di tutto questo? “Ho contattato l’assessore alla Cultura Manuela Maffioli. L’idea è quella di realizzare una mostra, una volta costruiti una decina di monumenti.” E poi il tutto non si ferma a Busto Arsizio: perché Matteo Tosi vorrebbe estendere il Lego anche ad altri monumenti dell’Altomilanese e si augura che anche qualche altro aficionado dei mattoncini di plastica possa affiancarlo in questa impresa. Un nuovo e originale mezzo per ulteriormente valorizzare i gioielli di casa nostra?

Il Museo del Tessile, simbolo della tradizione industriale bustocca.


Storia locale

DON CASATI E IL NUOVO CENTRO CARITAS

☞ Continuano gli sbarchi a Lampedusa. È virtuale la Ministra Lamborgese? ☞ La Meloni vola nei sondaggi Aumentano i fratelli (d’Italia).

Come porsi di fronte al lockdown? Come tendere una mano alle famiglie in difficoltà? Come rivolgere attenzione nei confronti dei più fragili? Tutte domande sacrosante che don Francesco Casati, il prete di San Giovanni nonché docente per tanti anni al liceo classico Crespi, non ha voluto lasciare senza risposta e con l’aiuto di volontari ha dato vita a un punto Caritas parrocchiale. L’iniziativa di solidarietà, che ha preso il via lo scorso marzo, conta oggi una trentina di volontari che si rimboccano le maniche per aiutare le persone emarginate. Eloquenti i risultati, eloquenti i numeri: una novantina le famiglie seguite per un totale di trecento persone. A loro vengono consegnati due pacchi di spesa per due volte al mese. A questo va affiancata la distribuzione di vestiario, soprattutto per bambini. Chi ha maggior necessità sono soprattutto famiglie di stranieri. Resta il fatto che da quando è stato attivato, il punto Caritas non si è mai concesso una tregua. Dal 4 aprile 2020 è stato aperto tutti i giorni dalle 17 alle 18.30 per la distribuzione di cibo che viene donato dai parrocchiani e acquistato con le offerte dei fedeli. Ci è sembrato importante sensibilizzare le persone a farsi carico dei più bisognosi - spiega il sacerdote - Così ci siamo autofinanziati. Non solo. Ricordiamo quello che aveva detto il Papa, “Nessuno si salva da solo”. Ci si salva con l’aiuto reciproco. Nel corso dell’attività il punto Caritas ha fatto registrare un aumento dei volontari, in particolare adolescenti e giovani. Ad ogni modo il centro è andato avanti fino a novembre, quando ha subito una svolta. “Ci siamo dati un regolamento e ci siamo appoggiati all’Osservatorio della Caritas diocesana, a Oscar Web, la piattaforma utile per documentare dati e necessità. Tant’è che il presidente del consiglio Mario Draghi ha utilizzato i dati Caritas per monitorare la situazione dei bisognosi. Ora stiamo aprendo nuove convenzioni con il Banco alimentare della Lombardia”. Insomma un esempio che onora la città di Busto Arsizio, sempre pronta a tendere una mano a chi vive nell’indigenza. (Laura Vignati)

☞ Letta e lo Ius soli. Un malinconico ritorno al passato. ☞ Piattaforma Rousseau. Mancando i finanziamenti è sempre più piatta. ☞ Contrasti tra i Cinque Stelle. 5 Stelle cadenti? ☞ Gli elettori di Forza Italia. Quasi invisibili. ☞ Alitalia. Al peggio non c’è mai fine. ☞ Autostrade per l’Italia. Il bancomat dei Benetton. ☞ I virologi televisivi. Ovvero: la pandemia... personalizzata. ☞ Conte lascia l’inter. Più money e meno ideali. ☞ La parola d’ordine dei politici: abbassare le tasse. Ma dai! ☞ Fondi europei. Quasi una corsa ad ostacoli. ☞ Elezioni d’ottobre. Già esondano le promesse. ☞ Voli di stato. E io pago direbbe Totò. ☞ L’ex premier Conte. Chi l’ha visto... su Rai3? ☞ Renzi e Italia Viva. Stai sereno.

- 28 -


Storia locale Redazione Busto Domani

Meccanotessile

Monopattini

Favoriti dagli incentivi elargiti dal Governo Conte, questi originali mezzi di trasporto hanno invaso molte città, Busto compresa, creando qualche problema alla viabilità anche per l’imperizia di molti guidatori come recenti incidenti hanno dimostrato. Forse un maggior rigore nei controlli della Polizia Urbana potrebbe essere utile. Ciò che invece disturba è l’area-parcheggio o, più verosimilmente, l’abbandono. Infatti, in certe piazze (ad esempio contigui ai monumenti dedicati al Caduti della Patria e ad Enrico Dell’Acqua) stazionano decine di monopattini offrendo uno spettacolo non condivisibile. Ma non è possibile individuare appositi luoghi dove parcheggiare senza compromettere l’estetica? Oltretutto, si migliorerebbe un servizio d’interesse anche per gli utilizzatori e a costo zero. Insomma, come si diceva una volta, l’occhio vuole la sua parte.

Terzo settore

Il volontariato, che si estende all’associazionismo, rappresenta una preziosa risorsa per la città. Un tempo erano gli imprenditori più sensibili che finanziavano i progetti d’interesse cittadino: quasi una gara di solidarietà! Oggi, con una situazione economica difficile e aggravata dalla pandemia, emerge l’associazionismo che basa la propria operatività sul volontariato. Persone che si mettono a disposizione per il bene della collettività anche se il sistema appare un po’ blindato dalla burocrazia. Con il… nobile intento di mettere un po’ d’ordine, l’intervento istituzionale complica le procedure e impone molti adempimenti che scoraggiano (spesso) i protagonisti. In attesa di quella semplificazione più volte annunciata dai partiti con la consueta disinvoltura, è necessario ricercare una mediazione per non compromettere il futuro del terzo settore, la cui rilevanza, anche sotto il profilo occupazionale, è di significativa dimensione.

L’Associazione Dell’Acqua ha intermediato con Moretta Srl, eccellenza nel settore, per installare al Museo del Tessile la “Variatex 180 meccanica” che è stata preceduta da due macchine per calze: la Moretta DR e la Moretta Dupla. L’Associazione ha attivato il rapporto finalizzato a consegnare la Variatex 180 Transfer Jacquard elettronica (usava le fibre ottiche per la trasmissione dei dati) che ottenne un enorme successo di vendite nel mondo. Affidabilità, produttività, versatilità (fu la prima circolare per maglieria a tessere una treccia) sono le più importanti caratteristiche di questa macchina ammirata nelle fiere internazionali tra cui l’ITMA, la più importante rassegna del settore. Moretta Srl sta dotando il Museo del Tessile grazie alla collaborazione con l’Associazione Dell’Acqua, di prototipi che hanno consentito una produzione di elevato livello: un macchinario prodotto interamente in provincia di Varese. Un po’ di meritato orgoglio!

Prudenza

Nonostante l'elevato numero dei contagi e dei ricoveri nel nostro ospedale, le misure restrittive raccomandate sono spesso disattese in città. È vero che Via Milano, con via Cavour e Piazza Santa Maria rappresentano un po' il salotto di Busto Arsizio, ma la contemporanea e massiccia presenza di coloro che fanno le vasche - così si diceva una volta - mettono a repentaglio le misure di sicurezza. Protagonisti soprattutto i giovanissimi che stazionano nei pressi della fontana di Piazza Garibaldi o nelle adiacenze del monumento dedicato ai caduti del lavoro e che contribuiscono a generare degrado. Occorrerebbe un po’ di autodisciplina perché il virus non è stato ancora sconfitto e la cautela è d'obbligo. Non è un grido d'allarme ma una raccomandazione per il rispetto di coloro che hanno subito traumi causati dal covid-19. E le cronache raccontano episodi che devono far riflettere tutti.

Sistema bancario

La città, negli anni dello sviluppo economico, si è valsa di un sistema bancario imperniato sul territorio: banca Altomilanese, banca di Legnano, credito Varesino, banca Gallaratese tanto per citare le più rappresentative. Una rete che ha agevolato la crescita di molte PMI quando il piccolo era bello. Oggi sono mutate le condizioni-ad iniziare dal rapporto umano-che rendono liquido il contatto con il cliente creando anche un po' di diffidenza. È cambiata l'assistenza bancaria perché il correntista-medio è considerato un numero al quale va riservata una non condivisibile burocratica attenzione. In attesa di un forse impossibile ritorno al passato quando era piacevole entrare in un istituto di credito perché la semplicità rappresentava la migliore accoglienza e agevolava la soluzione dei problemi. Un sistema relazionale oggi distante dallo spirito bustocco tradizionalmente sensibile ad una collaudata concretezza.

Lotteria

Si è conclusa con una notevole partecipazione, la lotteria indetta dall’Associazione Enrico Dell’Acqua per ricercare risorse finalizzate a promozionare le iniziative programmate. Determinante il contributo del Lions Club Busto Arsizio Lombardia presieduto da Paola Scanelli, oltre a quello di Marzia Granvillano e molti volontari. Una nobile gara di solidarietà in un momento difficile sia per l’emergenza sanitaria sia per le difficoltà economiche. Ma l’attenzione bustocca ancora una volta ha consentito la vendita della quasi totalità dei biglietti: una bella conferma - oltre al contributo economico - di quella generosa disponibilità che ha sempre contraddistinto i bustocchi doc. Un caloroso ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato e condiviso la benemerita iniziativa dell’Associazione. Elenco premi sul sito www.enricodellacqua.org

- 29 -


Storia locale

(da pag. 22)

Il progetto “Casa Quirino” Riportiamo la prefazione al volume (edito dal Centro Studi Erickson Spa) di Rossella Semplici che inquadra la grande personalità di Quirino Quisi: un uomo, un medico, un sogno. “Nella luce dei momenti belli della vita come nel buio della sofferenza e della morte, Quirino ha sempre creduto nell'amore, prendendo come modello quello che sant'Angela da Foligno ha sentito da Gesù: «Non ti ho amata per scherzo». Per Quiri l'amore coniugale, amicale, per le persone che hanno intersecato la sua vita da vicino o da lontano aveva un valore incommensurabile, perché era percorso dalla sacralità dell'amore del Padre. Quiri non ha mai rinunciato all'amore, che ha costantemente impregnato tutta la sua vita.L'amore che ha donato, e che in tanti abbiamo ricevuto, esige che il suo patrimonio umano e professionale continui a vivere e aiuti chi legge questo libro a diventare migliore, a credere che il bene germogli sempre, anche se in alcuni momenti della vita intorno a noi viene seminata molta zizzania, e riesca a far germogliare nuove realtà per chi ha la vita segnata da patologie psichiatriche. L'amore ci impone di trasformare la sua morte prematura in impegno morale, per difendere sempre il principio giuridico «La legge è uguale per tutti» e per garantire costantemente il rispetto della dignità e dei diritti umani, in particolare quando le persone sono in condizione di fragilità.

L'amore ci sostiene nel coraggio di cercare e non tacere la verità, quella non asservita ad alcun padrone: il potere, il denaro, il gruppo, la casta. L'amore trasformerà il grido di dolore di coloro che le attuali società espellono o emarginano in canto di speranza. E cosi questo libro e il progetto Casa Quirino sono i frutti dell'amore, la cui forza permette al dottor Quisi di continuare a vivere nell'oggi e nel domani. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto raccontare il proprio incontro con Quirino aprendo lo scrigno prezioso dei ricordi, svelandoci non solo le sue parti migliori, ma anche le fragilità. Un grazie di cuore lo rivolgo a Luisa Bove che, con tanta delicatezza e attenzione, è entrata nella vita e nei ricordi di ciascun protagonista del libro, ha saputo coglierne anche le sfumature più tenui e le ha trasformate in parole di rara bellezza. Un grazie particolare anche all'Editore, che ha creduto in questo testo e ha permesso a una tessera del mosaico del sogno di Quirino di posizionarsi nella realtà.” Complimentandomi con Rossella Semplici per la splendida e particolarmente interessante realizzazione, La ringrazio per la dedica rivoltami in apertura del volume che conserverò come un prezioso ricordo a testimonianza non solo della nostra amicizia (S.C.).

- 30 -

patologici come il sexting, il cyberbullismo e la diffusione di materiale privato in rete. Un’indagine svolta dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza nel 2017 su tutto il territorio nazionale ha messo in luce che il 62% degli adolescenti rimane sveglio fino a tarda notte e un 15% si sveglia sistematicamente, anche dopo essersi addormentato, per controllare le notifiche sui social network.

RIFLESSIONI CONCLUSIVE Per aiutare i nativi digitali a vivere nella dimensione digitale in modo consapevole e responsabile è indispensabile che gli adulti creino una rete collaborativa ed elaborino linee educative e di intervento. Si possono ipotizzare incontri dove anche i ragazzi sono protagonisti accanto ai genitori, ai docenti, ai volontari di associazioni, ad artisti e a figure professionali quali avvocati, forze dell’ordine, medici e psicologi. Quindi bisognerebbe lavorare per realizzare non solamente “concerti di solisti”, ma cori polifonici.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Busto Domani 3/2021: Giugno by andreariva - Issuu