Bimestrale indipendente d’informazione
Busto Domani - ANNO XL – N° 2 APRILE 2021 - Copia Omaggio
F ISCELL I FLORICOLTURA
L'azienda, fondata nel 1955 da Carlo Fiscelli fu da subito improntata nel settore giardini e coltivazione di piante verdi e fiorite.
Col passare del tempo ci siamo sempre più specializzati nell'ambito della coltivazione che impiega buona parte dell'azienda ed è rivolta ad imprenditori del settore, svolgendo attività all'ingrosso.
La progettazione del verde si è sviluppata seguendo l'evoluzione del mercato, specializzandosi nella realizzazione di giardini e terrazzi con servizi annessi, quali manutenzioni, potature, impianti di irrigazione, diagnosi e cure per malattie delle piante e dei tappeti erbosi.
Via della Repubblica, 2 – 21057 Olgiate Olona (VA) Tel./Fax: 0331 63.54.09 – E-mail: floricolturafiscelli@libero.it
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Editoriale Sergio SergioColombo Colombo- -Direttore Direttore“Busto Busto Domani Domani”
Informazione, pandemia, economia
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a devastante pandemia ha modificato e complicato il viver quotidiano. Ed è cambiato anche il modo di fare giornalismo. Un tempo si inseguiva la notizia che, per quanto possibile, veniva adeguatamente approfondita mentre oggi le segnalazioni imperversano nelle redazioni creando non solo conflittualità interpretative. Si difendono i giornali e i periodici locali, autentici baluardi dell’informazione, che trovano nell’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) l’autorevole rappresentanza a livello istituzionale. Perché nonostante l’incremento - quasi esponenziale - dei giornali online spesso frettolosamente confezionati, la carta stampata ha comunque un suo fascino che significa maggior credibilità. Il dilagare dei social - tra blog e inserzioni a pagamento - diffondono infatti notizie incontrollate alimentando la confusione in una fase dove la chiarezza è essenziale. Valutazioni emerse tra i redattori di Busto Domani nell’analizzare il lungo percorso (19812021) tra passato e futuro. A questa apparentemente condivisa impostazione ha contribuito la politica e l’emergenza sanitaria. Troppi parlamentari si credono “Catone il censore” e, costretti ad acrobazie dialettiche, tentano di riempire di vuoto il nulla. Salvini si candida spesso ad interprete di un trasformismo politco inusuale, Speranza, dopo il clamoroso flop,
Grazie ai fondi europei è atteso il rilancio del sistema-paese ancora ostaggio di speculative manovre politiche?
pandemia, i mercati sono diventati terra di conquista per altri Stati che hanno saputo creare una rete di rapporti internazionali. Auguriamoci che riparta il sistema fieristico milanese, autentico crocevia promozionale con le sue prestigiose rassegne. Ma lo stop – ad esempio - del Salone del Mobile con le dimissioni del Presidente Luti, non depongono a favore di un comparto fieristico che esige compattezza e razionale programmazione. Tra l’altro, la più volte annunciata riorganizzazione degli Enti territoriali pubblici non favorisce il necessario coordinamento. Agenzie ICE, Ambasciate, Consolati, Camere di Commercio Italiane all’Estero, Consorzi Export, Simest che utilizzano risorse pubbliche, si intrecciano a vario titolo con l’internazionalizzazione, ma esprimono
è stato costretto a ritirare il suo libro, per non parlare del plotone dei consulenti che hanno prodotto delibere al limite dell’assurdo. Inoltre, come dimenticare il milione di banchi scolastici acquistati dall’On. Azzolina e pressochè inutilizzati? O il metodo riservato ai ristoratori che evidenzia una superficialità che il “politico” non può (e non deve) tollerare? Ovviamente non possiamo pretendere che Draghi risolva tutti i problemi anche perché la sua “formazione economista” non può infrangersi contro gli scogli della politica-partitica frequentemente a caccia di consensi elettorali. Un metodo che non entusiasma l’Unione Europea in quanto i suoi (cospicui) finanziamenti sono finalizzati ad un innovativo e strutturale rilancio dell’economia. Con un export condizionato dalla -5-
una burocrazia dove predomina l’improduttiva rendita di posizione. E la globalizzazione, con le sue spietate leggi di mercato, non consente tempi lunghi per ridare slancio ad un’economia che ancora risente delle varie forme di “assistenzialismo contributivo”. Senza una vera innovazione che passa attraverso la digitalizzazione, il sistema-paese non decolla e aggrava il rapporto deficit/pil. Con un Consiglio dei Ministri (forse) ancora da registrare per superare l’obsoleto sistema di lotta e di governo. Sono tramontati i tempi delle aspre critiche a Bruxelles compreso il Governo Conte con le sue approssimative proposte economiche. I prestiti e i contributi concessi all’Italia devono consentire un vero rilancio economico per ridare fiducia e speranza (soprattutto) alle micro imprese che, più di altre, hanno sofferto delle imposizioni pandemiche. E siamo alla vigilia di due importanti appuntamenti: la scadenza elettorale di Ottobre e la successiva elezione del Capo dello Stato. Una verifica per il Governo Draghi per l’autentica consacrazione politica intesa come servizio al Paese e con il dramma delle nuove povertà dopo la grottesca “proclamazione” dal balcone di Palazzo Chigi del Ministro Di Maio. Senza dimenticare il martoriato pianeta-terra alla disperata ricerca di un’etica produttiva per evitare una catastrofe di illimitate dimensioni.
L’intervista Laura Vignati Docente Liceo Scientifico Statale A. Tosi
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Entro metà luglio tutti i lombardi saranno vaccinati
accinazioni a tutti i lombardi entro metà luglio con il ritmo di 170mila al giorno, orecchie tese verso le unità di crisi per battezzare nuovi hub vaccinali, una giornata full tra confronti, strategie e alla sera, quando possibile, finalmente relax a casa con l’affetto di figli, nipoti e in compagnia di “Economia a ciambella” di Rawort. E poi anche i rapporti con il ministro Speranza - migliorati con l’ingresso al governo della Gelmini - commenti su Conte, Draghi… È solo un assaggio dell’intervista a Letizia Moratti, l’assessore regionale all’Welfare chiamata da Attilio Fontana a gestire un assessorato delicato in un periodo cruciale, che in un “a tu per tu” svela la sua agenda. Come intende proseguire nell’organizzazione della campagna vaccini in Lombardia, in accordo con le strategie del governo? Il nostro piano vaccinale è ormai entrato nella sua fase decisiva. Dopo le somministrazioni che hanno interessato gli ospiti delle Rsa, il personale sanitario, scolastico e le Forze dell’ordine, abbiamo completato la somministrazione della prima dose per gli over 80 autonomi e per chi necessita di essere assistito domiciliarmente. A questo punto, confidando nel rispetto delle consegne dei vaccini, si apre davvero la fase cruciale per la nostra campagna vaccinale: le somministrazioni a vulnerabili e ai loro caregiver
Letizia Moratti è stata la prima donna a essere nominata presidente della RAI e l’unica ad avere ricoperto la carica di Sindaco di Milano. È stata Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (2001-2006) e dall'8 gennaio 2021 è assessore al Welfare e vicepresidente di Regione Lombardia.
concrete ed efficienti.
e poi più in generale a tutta la fascia di popolazione over 60. Siamo allineati con le direttive del Governo. Il nostro obiettivo rimane la vaccinazione di tutti i cittadini lombardi entro metà luglio.
Sono in cantiere nuove aperture di centri vaccinali in Lombardia? Nella prima stesura del piano abbiamo previsto la messa in opera di 76 centri vaccinali massivi che nel corso delle settimane, ascoltando le esigenze del territorio, degli Enti locali, delle Ats, abbiamo aumentato a 85. Come abbiamo fatto nelle scorse settimane, saremo pronti a cogliere eventuali altre necessità che ci verranno segnalate all’Unità di crisi da parte di chi vive sul posto la quotidianità della nostra Regione.
Quanti vaccini al giorno in Lombardia in previsione a fine aprile? Se il piano consegne verrà rispettato noi abbiamo preventivato di essere in grado di provvedere a somministrare tra le 140 e le 170mila vaccinazioni al giorno. Abbiamo comunicato questa nostra capacità organizzativa anche al commissario straordinario Figliuolo. Al momento, noi dobbiamo puntare con fiducia sulle consegne dei vaccini, anche se è evidente che lavoriamo ogni giorno per dare risposte sempre più
Assessore Moratti, la sua giornata? Ho accettato la proposta del presidente Fontana di occu-7-
parmi del Welfare di Regione Lombardia in una fase così delicata per spirito di servizio verso la mia terra. Dunque, tutta la mia giornata, assieme ai miei collaboratori e a tutta la struttura dell’assessorato, è organizzata avendo ben chiaro l’obiettivo di vincere questa battaglia contro il Covid. Credo molto nel lavoro di squadra, è una delle prerogative che ho sempre avuto in tutte le mie esperienze professionali e amministrative. Per questo, durante la giornata mi piace confrontarmi e cercare la condivisione di decisioni e strategie. E questo anche nella collaborazione con altri assessorati. Una volta a casa, invece, quando è possibile mi piace godere dell’affetto dei miei figli e dei miei nipoti. Spesso mi rilasso accarezzando il mio cane e i miei gatti mentre leggo saggi o romanzi. L’ultimo libro letto è “Economia a ciambella” di Kate Rawort. Secondo le sue previsioni, quando la Lombardia potrebbe diventare bianca? Non guardo tanto ai colori, ma mi piace pensare che per
L’intervista
l’estate i nostri cittadini dai più giovani agli anziani possano tornare a vivere all’aria aperta, riappropriandosi di quella quotidianità e serenità di cui da ormai troppo tempo siamo privati. I suoi rapporti con il ministro Speranza? Sono rapporti istituzionali, basati sulla correttezza e sulla lealtà, nel rispetto del nostro Paese e dei nostri cittadini. Un rapporto in ogni caso buono, collaborativo e lo è diventato ancor di più con l’ingresso nella squadra di Governo del ministro Gelmini. Meglio Conte o Draghi? Non facciamone una questione di nomi, persone o colori. Di certo il presidente Draghi ha dato fin da subito risposte agli italiani e una autorevolezza internazionale, in Europa in particolare, di cui il nostro Paese aveva bisogno. In un’intervista ad Avvenire qualche mese fa ha parlato dell’importanza di un’alleanza uomo-ambiente e di un cambio di paradigma per evitare nuove epidemie in futuro. Quali strategie e attenzioni il nostro pianeta dovrà adottare in futuro?
l’ambiente, cosa respiriamo, cosa mangiamo, dove e come viviamo sia nell’attività lavorativa, nell’attività di studio, nel tempo libero. In questo senso il Covid ha rivoluzionato e rivoluzionerà la nostra vita quotidiana. Andranno stimolate soluzioni che già conosciamo, ma necessitano di ulteriore promozione come risparmio energetico, lotta all’inquinamento atmosferico. In questa grande sfida, come Welfare di Regione Lombardia nelle linee di indirizzi al Piano sanitario regionale abbiamo previsto grande attenzione anche alla veterinaria: qui vogliamo arrivare ad avere la disponibilità di una banca dati aggiornata degli allevamenti, della loro consistenza e movimentazione, per programmare e verificare controlli e garantire la tracciabilità di animali e prodotti. Infine, la riduzione progressiva dell’utilizzo di antibiotici negli allevamenti zootecnici. Credo che il Pianeta dovrà muoversi in questa direzione, mi piacerebbe che non solo i giovani ne fossero consapevoli, ma siano tutti protagonisti di questa “rivoluzione”.
☞ Banchi di scuola. L’ennesimo spreco di soldi pubblici.
7G Gabry CENTRO GOMME CRESPI S.A.S.
☞ La politica di Salvini. Triplo salto mortale carpiato. ☞ Vaccini, caos infinito. Anche se comanda il Generale. ☞ Casaleggio e la piattaforma. È il finanziamento camuffato da ideali. ☞ Crozza impietoso con Berlusconi. Troppe le imitazioni televisive. ☞ Conte e i Cinque Stelle. Si salvi chi può! ☞ Crescono i partitini. Parallelamente diminuisce la fiducia degli elettori.
lun-ven 8.00-12.00 / 14.00-19.00 sabato 8.00 - 12.00
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È un tema attualissimo, particolarmente sentito, affrontato recentemente anche con Assolombarda e stimolato da numerose associazioni. Sono temi fondamentali:
centrogommecrespi@gmail.com
☞ On. Speranza scrittore di successo. Precipitosamente al macero il suo volume. ☞ Aumentano le nuove povertà. Nonostante le abbia abolite il Ministro Di Maio. ☞ Sindaco di Roma. Raggi di sole o Calenda il sol? ☞ On. Sileri. V. Ministro o opinionista televisivo? ☞ Partiti ed elezioni amministrative. Parole in libertà.
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Politica Erica d’Adda Senatrice XVII Legislatura
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Aspettative e speranze del Governo Draghi
l governo Draghi è in carica da circa due mesi. È ancora presto per un giudizio complessivamente equilibrato, però alcune riflessioni sono possibili e anche utili. È la quarta volta nella storia della Repubblica in cui il Capo dello Stato ricorre alla formazione di governi “istituzionali” o “tecnici”, tutti collocati negli ultimi venticinque anni. Il governo presieduto da Carlo Azeglio Ciampi, da Lamberto Dini, da Mario Monti e ora da Draghi. Figure di altissimo profilo, con caratteristiche personali diverse, i cui esecutivi hanno però in comune un’analogia: nascono in periodi di crisi della storia italiana correlata a momenti di involuzione dei partiti, in difficoltà nel fronteggiare le emergenze esterne e interne. L’intervento presidenziale si è reso necessario dopo l’implosione del governo Conte II. Afflitto tanto da un ristagno nell’azione di governo, quanto dall’esplicitarsi dell’insofferenza a lungo trattenuta di un partito minore ma numericamente importante della sua maggioranza – anch’essa non compatta nel sostegno segnato da una delle pagine di trasformismo meno edificanti per ottenere in parlamento i numeri necessari ad un Conte III, alla fine si è accasciato su sé stesso. A coloro che invocavano le
tecnologia, nella formazione, pongono limiti oggettivi ad un governo che al massimo ha due anni di tempo, ma potrebbe fermarsi a uno solo.
Forse ci si attendeva una maggior discontinuità, ma l’invadenza dei partiti ha condizionato il rinnovamento.
urne, Mattarella spiegava che la crisi sanitaria ed economica, il piano vaccinale al palo, il rischio di contagio nella campagna elettorale erano fattori che non consentivano il ricorso al voto anticipato. Ecco che la sola via d’uscita è stata una maggioranza larga, costituita dalla gran parte delle forze parlamentari già posizionate su fronti opposti, al fine di portare il paese fuori dall’emergenza e farlo ripartire. Affrontando in primo luogo la diffusione del Covid-19 e insieme la preparazione di Next Generation EU e del Recovery Plan, da cui dipende la gestione del più ampio flusso di risorse economiche mai arrivato dal Piano Marshall in poi. Le attese generate dal nuovo governo sono state fin da subito enormi, quasi si trat-
tasse di un deus ex machina in grado di affrontare non solo l’emergenza in cui siamo immersi, ma insieme tutte le situazioni critiche ereditate che affliggono l’Italia, rese macroscopiche dalla pandemia. Come tutti sanno, ogni eccesso di speranza incorre però nel rischio di repentina delusione. Per ora, tuttavia, assistiamo ancora ad un rapporto ragionevolmente buono fra il paese e il Presidente del Consiglio, sostenuto e aiutato dal mainstream media nella quasi totalità. Tuttavia, una situazione sanitaria lungi dall’essere sotto controllo, la tensione sociale che comincia ad esplodere, gli inciampi col piano vaccinale e il rapporto stato/regioni che soffre di squilibri istituzionali, il Recovery da riscrivere, le tare ereditarie nella burocrazie, nella giustizia, nella
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A questo si aggiunga che i partiti che lo sostengono necessitano di rivendicarne la difesa e, al contempo, di smarcarsi fra loro. Devono smarcarsi dagli avversari di sempre, certo, ma anche da eventuali alleati con cui si è aperta la competizione. Lega,FI, PD, M5S, IV, Art.1, +Eu, NcL, CD - senza contare le sigle di appoggio esterno - vivono una debolezza valoriale e programmatica, a cui il governo del Presidente consente certo un po’ di tempo per lavorare su sé stessi, valorizzare le proprie istanze, parlare agli elettorati, ma non di destabilizzare la guida del paese. Se accadesse, il rischio a cui ci troveremmo di fronte è la trasformazione del governo dei migliori: non una risposta allo stato di crisi contingente, ma la soluzione duratura alla debolezza dei sistemi democratici con una inevitabile torsione degli stessi. Draghi, già allievo di Federico Caffè e fautore di un convinto liberalismo sociale, potrebbe essere la figura di raccordo per evitare il passaggio da una democrazia costituzionale a una democrazia a bassa intensità. Fonda egli la competenza con lo sguardo politico e lungimirante dello statista. “Whatever it takes”.
Economia Antonio Laurenzano - Tributarista
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Evasione, condoni o premio per i furbetti?
on il decreto “Sostegni” è partita l’operazione di pulizia del “magazzino fiscale”: cancellazione automatica dei debiti fino a 5mila euro (comprensivi di capitale, interessi e sanzioni) risultanti dalle cartelle di pagamento emesse tra il 2000 e il 2010. La rottamazione riguarderà soltanto i contribuenti con reddito imponibile 2019 non superiore a 30mila euro. Fuori dal raggio d’azione dello stralcio restano le multe stradali, i pagamenti di danni erariali e i debiti per il recupero di aiuti di Stato. Dagli archivi della ex Equitalia scompariranno 16 milioni di ruoli esattoriali e con essi una montagna di atti impositivi rimasti per oltre dieci anni coperti dalla polvere, fra inefficienza e negligenza. Una sanatoria che per i conti pubblici avrà un costo: oltre 666 milioni di euro. Ci risiamo. Un mini condono fiscale che per il sottosegretario dell’Economia, il leghista Claudio Durigon, “è solo il primo passo”, dicendosi certo che alle Camere “si possa trovare la maggioranza per migliorare il provvedimento”. Si mira cioè a far passare l’ipotesi originaria presente nelle bozze del decreto: stralcio generalizzato fino al 2015, senza limite di reddito. Con un colpo di spugna mandare in fumo 61 milioni di cartelle con un impatto fortemente negativo sul bilancio pubblico.
La sanatoria costa quasi 700 milioni di euro.
L’addio ai vecchi debiti ha innestato forti polemiche nel dibattito politico. Lapidario il giudizio del premier Draghi: “E’ chiaro che sulle cartelle lo Stato non ha funzionato, uno Stato che ha permesso l’accumulo di milioni e milioni di cartelle per lunghi anni senza successo nella riscossione”. La via d’uscita? La pax fiscale. Un nuovo condono per ripartire e far funzionare meglio la struttura. L’inefficienza dello Stato al servizio dei furbetti. Vecchia storia in un Paese che ha praticato una lunga serie di condoni, concordati, scudi, rottamazioni, voluntary disclosure. Nulla di nuovo sotto il cielo del Belpaese, un copione più volte recitato. Una creatività normativa altrove sconosciuta. Se le discriminazioni sociali sono sempre detestabili, an-
cora di più lo è quella che divide i cittadini fra chi paga le tasse e chi le tasse le evade, o non le paga. Non è solo un problema di giustizia sociale e di rispetto delle regole democratiche. Al di là delle bandierine di partito sventolate al vento per catturare facili consensi elettorali con il supporto di prediche pelose, il deficit pubblico non sparisce se si prendono comode scorciatoie per sottrarsi a un preciso dovere civico richiesto per contribuire a finanziare l’istruzione, la sicurezza, la sanità, il welfare e tanto altro. L’invocata crisi economica causata dalla pandemia non sia un pretesto per un indistinto regalo. Non si capisce perché dei ristori e dei sostegni debbano beneficiare anche gli evasori e non soltanto chi, realmente, è stato danneggiato dal virus, chi
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rischia il fallimento della propria attività e con essa il proprio futuro. E sono i cittadini onesti ad essere costretti a farsi carico del mancato introito da parte dell’Erario. Secondo i dati sull’evasione forniti di recente dall’Agenzia delle Entrare ci sarebbero 987 miliardi di euro da riscuotere, una cifra che supera del 25% il complesso delle entrate per il 2020. I contribuenti con debiti residui da riscuotere sono circa 17,9 milioni, di cui 3 milioni di persone giuridiche mentre i restanti 14,9 milioni rappresentati da persone fisiche. Un numero impressionante: contribuenti tutti deceduti o, se ancora in vita, falliti, nullatenenti o colpiti dal Covid-19? Un problema di queste dimensioni evidenzia lo stato di crisi profonda in cui versa il sistema fiscale italiano. Non solo il più esoso in Europa (43,05% nel 2020), rapportato alla scarsa qualità dei servizi pubblici, ma anche il più sperequato a causa di un’evasione fiscale pari al doppio della media dell’Eurozona.
IN ATTESA DELLA RIFORMA Un sistema fiscale per il quale s’impone una riforma sul versante della tassazione, dell’accertamento e dei meccanismi di riscossione per non
Economia
parlare più di crediti erariali che esistono solo sulla carta. L’evasione da riscossione, in particolare, cresce vertiginosamente, lo rileva la Corte dei Conti. Ogni anno il fisco ritiene certa la riscossione di crediti erariali per circa 170 miliardi di euro, ma riesce a incassarne soltanto tra i 6 e i 10, a seconda degli anni (una media di circa 8,5 miliardi negli ultimi quattro anni). Di fatto, secondo i calcoli dei magistrati contabili, annualmente finisce nelle casse dello Stato fra il 4 e il 6% di quello che si era giudicato sicuramente riscuotibile. Alla base di questa incapacità dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione di incassare i propri crediti, osserva la Corte di Conti, “c’è un caos contabile che nei fatti impedisce le verifiche sui dati reali dei debiti che si perdono e delle ragioni che ne vanificano i tentativi di incasso”. Una situazione di profonda inefficienza divenuta insostenibile per la stessa credibilità dell’Amministrazione finanziaria, più volte oggetto di rilievi da parte del Fondo monetario e dell’Ocse. Il fisco italiano è una giungla inestricabile in cui è difficile avventurarsi, irta di norme e provvedimenti a volte contraddittori, di difficile applicazione, nell’ambito di una frantumazione della legislazione tributaria e di una iper-
trofia legislativa. Il nostro Paese ha il non invidiabile record della onerosità degli adempimenti fiscali con un basso rapporto costo-beneficio in termini di lotta all’evasione. L’assenza di una pur minima visione strategica e della reale capacità di governare la complessa macchina fiscale genera grande confusione sul piano operativo. Il contrasto all’evasione, che in Italia ha raggiunto livelli patologici con ricadute sull’economia del Paese, va condotto con una normativa chiara, estremamente semplice. Più complicato è un sistema fiscale, più facile sarà nascondere reddito nelle sue pieghe oscure e sottrarsi a ogni pagamento. Da tempo si parla di riforma fiscale, di semplificazione, di
taglio netto di balzelli e inutili adempimenti per puntare su un’equa distribuzione del carico impositivo attraverso adempimenti semplici, con meno burocrazia e più qualità. Va riformata soprattutto la riscossione, perché condonare debiti, cancellandoli, rende ancor più precario il quadro della finanza pubblica. Azzerare cioè antiche distorsioni nel segno di un moderno ordinamento tributario per dare finalmente una risposta concreta al problema di fondo: l’accumulo del debito sovrano e la sua sostenibilità prospettica. Un salto di qualità, accantonando populismi e strategie elettoralistiche e privilegiando nell’azione di governo l’autentico senso dello Stato.
Come aiutare Busto Domani Alcuni lettori, apprezzando la nostra publicazione, hanno chiesto come contribuire a sostenere “Busto Domani” distribuito in omaggio attraverso le farmacie cittadine. Ecco le modalità: • Inserzioni pubblicitarie: telefonando al numero 340.5960377 o inviando un’e-mail a bustodomani81@gmail.com • Libero versamento (anche una tantum) su IBAN IT77 G050 3422 8000 0000 0011 825 A questi “sostenitori benemeriti” saranno sempre inviate le comunicazioni e inviti a tutte le iniziative programmate dall’Associazione Dell’Acqua. “Busto Domani” - che non riceve alcun contributo pubblico - anticipatamente ringrazia per la collaborazione.
Urge semplificare il sistema fiscale anche per evitare oscure manovre.
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Attualità Emilia Carnaghi Ufficio Stampa BAFF
Made in Italy Scuole
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a nuova collocazione del BA Film Festival, che la situazione attuale non ha permesso di calendarizzare come di consueto in primavera, diventa un'occasione per gli organizzatori per valutare i punti di forza della manifestazione e riflettere su nuove possibili modalità di svolgimento. «Seppure con dispiacere spiega Alessandro Munari, presidente della BA Film Factory, associazione che organizza il BAFF - per il secondo anno consecutivo siamo costretti a rimandare l'appuntamento all'autunno, sperando di poter proporre un'edizione il più possibile “completa” nella formula, con proiezioni, incontri ed eventi. Oltre al pubblico serale, vorremmo riuscire a riportare in sala anche gli studenti: la rassegna “Made in Italy Scuole”, che presenta i professionisti del cinema ai giovani, è sempre stata motivo di orgoglio per noi». Lo staff, guidato da Steve Della Casa e Paola Poli, in questi mesi non ha mai smesso di lavorare, avanzando proposte e vagliando ipotesi, e ha avuto modo di confrontarsi con altre manifestazioni attraverso l'AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema). «Molti festival si sono spostati online, una modalità poco adatta alla peculiarità del Baff, che ha il suo punto di forza negli incontri con gli ospiti - prosegue Munari
L’Avv. Alessandro Munari è l’autorevole Presidente dell’Associazione che organizza il BAFF e della Fondazione Michelangelo Antonioni che ha lanciato con successo il format “Summer School”.
- ma non escludiamo per il futuro una formula ibrida, mantenendo alcuni appuntamenti in presenza e altri su piattaforme in streaming, per ampliare il bacino di potenziali spettatori, includendo quelli che per la distanza non potrebbero partecipare fisicamente». Per quanto riguarda il palinsesto della manifestazione, giunta alla diciannovesima edizione, è probabile che già prima dell'estate venga lanciato il concorso “Baff in corto”. Restando nell'ambito del cinema, ma passando al campo della formazione, a Busto Arsizio il punto di riferimento è sicuramente l'Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni; per l'anno accademico 2020/2021 si può anticipare un primo consun-
tivo. «Nonostante le difficoltà oggettive, il monte ore previsto dal piano di studi è stato rispettato, anzi aumentato - precisa l'Avvocato Munari che presiede la Fondazione Istituto Michelangelo Antonioni - Alcune lezioni sono state fatte da remoto, altre in presenza, e per alcuni incontri, per i quali era impossibile mantenere il distanziamento nelle aule tradizionali, sono stati utilizzati spazi alternativi, come le sale gemelle del Museo del Tessile e il Teatro Sociale Delia Cajelli». Parallelamente all'attività “interna”, l'Istituto ha poi portato avanti una serie di iniziative collaterali: il progetto Cinema per la Scuola (corso di formazione presso Istituti del territorio), Academy Young, una serie di laboratori sull'audiovisivo
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aperti a studenti post diploma, in collaborazione con altre realtà culturali (Maga, Afi, Premio Chiara, Mondo Internazionale), e ha ideato e lanciato il format “Summer School”, allo scopo di coinvolgere i giovani in un'esperienza di confronto educativo e crescita professionale. A partire dalla fine di aprile gli studenti dell'ultimo anno inizieranno a girare i loro cortometraggi di diploma, seguendo il disciplinare delle associazioni di categoria in merito al Covid (troupe ridotte, tamponi sul set, etc.), ma all'Istituto si pensa già anche alle future matricole: le preiscrizioni sono aperte ed è possibile prenotare un colloquio telefonico per avere tutte le informazioni su corsi e indirizzi. Il giardino di Villa Calcaterra, sede dell'Accademia di cinema, ospiterà infine anche la rassegna di cinema all'aperto, organizzata in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, in programma nei mesi di luglio e agosto.
Villa Calcaterra, nel quartiere di Sacconago, è la sede ideale delle manifestazioni programmate.
Ecco il nuovo logo dell’Associazione Enrico Dell’Acqua ideato da Lara Lualdi. Il mondo evidenzia la straordinaria intuizione del pioniere dell’esportazione italiana mentre il monumento raffigura il simbolo della Casa Dell’Acqua. Le figure rappresentano: il commercio, la produzione, l'industria tessile e la nuova alba.
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Attualità Laura Vignati Docente Liceo Scientifico Statale A. Tosi
Con la forza del respiro
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hi conosce Umberto Pelizzari ritrova lui, la sua simpatia, l’essere spiritoso, la battuta sempre pronta, l’ironia con se stesso e con gli altri, ma anche la semplicità, il non darsi mai per vincitore o per vinto, la resilienza e non ultimo il suo essere riflessivo e guardare dentro sé per scoprire i segreti di anima e corpo. Chi conosce il pluricampione mondiale di apnea ritrova quelle caratteristiche nel libro “Con la forza del respiro” che, in tempo di Covid, ha scritto di suo pugno e dato alle stampe. Ritrova sia quel bimbo biondino, semplice e umile cresciuto in via Strapera a Sacconago carico di tutti quei valori che piacciono tanto ai bustocchi e che si divertiva a trattenere il fiato davanti alla maestra (che poi gli ha sganciato un solenne scapaccione) sia quel ragazzo che ha rifiutato il servizio militare sotto casa per espletare i suoi doveri militari all’isola d’Elba sia quell’uomo diventato tale dopo “processi di iniziazione” che lo hanno portato a sondare gli abissi, a toccare il fondo per rinascere e diventare un campione con tanto da insegnare. Così il bustocco Umberto Pelizzari - meglio noto con il nomignolo “Pelo” - dopo dieci anni a tu per tu con abissi, mari, oceani, esercizi mentali e fisici, telecamere puntate,
Umberto Pellizzari racconta il fascino dell’apnea e le sfide della vita
angeli custodi (sono i sommozzatori che lo hanno scortato durante le immersioni), è riemerso con un bagaglio carico di esperienze che ha voluto mettere nero su bianco “Con la forza del respiro”. Ed è stata proprio la forza del respiro che ha fatto crescere quel ragazzo di via Strapera, a Sacconago. Ma lui, le sue radici, non le ha mai negate. Piuttosto nel libro si chiede come un ragazzo proveniente da una città che sciolta nella sua etimologia si ritrova nel fuoco (Combustum, bruciato e arso) e non con l’acqua (il rivale Pipin era cubano) abbia potuto sfidare il “grande circo blu”: fino a quegli anni l’apnea italiana era stata una questione tra siciliani e toscani. Così nel testo si snocciolano le fasi della vita. Sempre con quell’ironia che
non guasta mai: Quella scelta di fare il militare lontano da casa sembrava una follia. Speravano che la mia passione per l’apnea rimanesse al massimo un hobby da coltivare nel tempo libero, non che andasse a interferire con la mia strada professionale di informatico. Forse in quelle settimane mia mamma cominciò davvero a maledire il lontano giorno in cui aveva deciso di portarmi per la prima volta in piscina per farmi superare la paura della doccia. E si prosegue con l’incontro nell’agosto 1990 con l’allenatore che avrebbe cambiato la sua vita, Massimo Giudicelli e poi Alfredo Guglielmi, in arte il Corsaro. A quel punto cambia il registro: dalla vita si passa alla scienza. Ma anche le pagine dove “Pelo” descrive
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come un corpo umano possa sopportare e sfidare i limiti imposti dalla scienza, il linguaggio resta lo stesso: semplice, chiaro con esempi tratti dalla vita di tutti i giorni. Così per spiegare la decompressione l’apneista fa ricorso alla bollicine di uno spumante, per spiegare la saturazione prende in ballo lo zucchero nel caffè e tanto altro. Da apprezzare la capacità di divulgatore scientifico – confermata tra l’altro dall’essere stato conduttore di trasmissioni scientifiche come “Sai perché”, Pianeta mare”, “Linea blu” – di rendere comprensibile a tutti un concetto che solo i guru della scienza avrebbero potuto comprendere. Non solo. Nel libro non mancano approfondimenti letterari dove “Pelo” si cimenta con pagine della Divina Commedia - come il canto di Ulisse per spiegare l’infrazione dei limiti, ma anche la curiositas della conoscenza - dell’Odissea, spaziando dal cinema al mito delle Colonne d’Ercole. Insomma un testo che coniuga scienza, vita, letteratura, etimologia, ma anche tanta filosofia. Sì la filosofia della vita. Perché Pelo da quel “tu per tu” con gli abissi, ha imparato davvero tanto. Glielo ha insegnato il suo mito di sempre, Mayol, lo ha sperimentato lui stesso anche a costo di rischiare la vita. Come quell’immersione nella grotta
Attualità
di Martinica alla ricerca di aragoste per la grigliata serale in spiaggia dove non riusciva più a trovare l’imboccatura della cavità per uscire. Attimi di suspance che il recordman racconta lasciando in ansia il lettore.
Sono altrettante le pagine dove Umberto Pelizzari sa far rimanere il lettore con il fiato sospeso, specialmente quando racconta le immersioni, i record, tentati e vinti anche con un timpano perforato. Insomma “Con la forza del respiro” Pelo ha imparato tanto e in tutto il libro sa trasmettere la passione al lettore. E ci riesce. Anche alla fine quando “l’omino dello stress sportivo” (lui non lo è) vuole congedare i lettori con pillole di saggezza: Non è solo di tecnica e record che possiamo nutrire la nostra anima. Questo libro è un lungo tuffo nell’anima, perché non si scende in apnea per vedere, ma per guardarsi dentro. Ho immaginato queste pagine come un percorso. Ho cercato di farvi capire qual è stata la fonte della mia
determinazione per aiutarvi a riflettere sul potenziale che avete a disposizione, sui vostri sogni, sulle soddisfazioni e sulle felicità che potrete trarre dalla vita. Mi auguro che la mia storia contribuisca a farvi individuare la forza che avete e come potete impiegarla. La vita è come una spirale: siete voi a scegliere in quale direzione farla avanzare. Per capire quale direzione prendere, dovete imparare a conoscere voi stessi, da dove venite e che cosa siete in grado di fare. Nulla ci appartiene dalla nascita. Tutti abbiamo un dovere, verso noi stessi, ed è quello di non fermarci alla prima difficoltà, di individuare le nostre passioni e continuare ad alimentarle con la voglia di migliorare. Insomma Pelo ha insegnato cosa significa la resilienza. E ci è riuscito.
All'Isola d'Elba Pellizzari ha svolto il servizio militare. Un'opportunità per sondare gli abissi marini che gli hanno consentito di raggiungere record prestigiosi a livello mondiale.
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COVID E LA METAFORA DEL LIMITE La storia che ci racconta Umberto Pelizzari è la storia di chi si è sempre confrontato con i limiti: limiti che devono essere individuati, capiti, studiati e poi superati. In ogni caso sempre rispettati, avendo riguardo prima di tutto di se stessi, degli altri e del mondo che ci sta intorno. Da qui in “Con la forza del respiro” non potevano mancare intelligenti riferimenti al Coronavirus e a tutto quello che la pandemia ha comportato. Questo libro va in stampa nei giorni in cui la tremenda pandemia sta scuotendo le nostre esistenze. Giorni attraversati dalla paura, individuale e collettiva, e da un senso di indefinita impotenza di fronte a un fenomeno estremo che la maggior parte di noi può affermare di non aver mai vissuto prima, che solo ad alcuni fra i più anziani può richiamare alla memoria la drammatica esperienza degli anni, ormai lontani, della guerra.
Giorni in cui ci troviamo improvvisamente a confrontarci con limiti - così straordinari da sembrare inconcepibili - che vengono imposti alle nostre vite quotidiane, al lavoro, agli affetti, alle consuetudini. Anche questi sono limiti che per prima cosa bisogna sforzarsi di conoscere, capire e misurare, per poterli rispettare, come dicevamo, rispettando se stessi, gli altri e ciò che ci circonda. Paradossalmente, in questa condizione, accettare un limite, rispettarlo, può significare migliorare la propria esistenza e quella degli altri. Proprio intorno al concetto di limite, come metafora di un senso relativo del nostro essere uomini, ho voluto allora immaginare la struttura del libro che avete tra le mani.
Sanità Laura Vignati Docente Liceo Scientifico Statale A. Tosi
L’Ozonoterapia contro il Covid
L
o scorso aprile 48 pazienti Covid su 50 sono guariti, quest’anno 200 hanno bissato gli esiti della primavera 2020, in più c’è stato il nullaosta dall’istituto superiore di sanità. I risultati sono eloquenti: l’ozonoterapia funziona per la cura del Covid. La tecnica all’avanguardia che consiste nella trasformazione della molecola di ossigeno 02 in ozono 03 sta dando i risultati sperati. Applicata negli ospedali di Milano, Brescia, Vimercate, Parma, Bergamo, Palermo, Napoli, Teramo, Foggia, Lecco, Torino, Pavia e Roma, l’ozonoterapia si sta rivelando sempre più un alleato per distruggere la pandemia. La somministrazione di 03 avviene con la grande auto-emoinfusione (Gaei per gli esperti), che consiste nel prelievo del sangue arricchito poi di ossigeno-ozono e reinfuso per via endovenosa nella stessa seduta, oppure con la piccola “auto emoinfusione” per cui si prelevano circa 10 cc di sangue che vengono miscelati con ozono e reimmessi nel sangue e nei tessuti con un’iniezione intramuscolare. A confermarlo è la dottoressa Gloria Tiffany Culuvaris, medico chirurgo ortopedico, certificato e affiliato alla Sioot, (la società internazionale di Ossigeno Ozono Terapia), che lavora alla Multimedica di Castellanza e al Centro medico San Magno di Legnano. Dati alla mano spiega come guariscono i malati Covid. “Accanto al classico protocol-
La dott.ssa Gloria Tiffany Culuvaris applica da anni e con crescente successo, l’ozonoterapia. Accanto, la macchina per l’auto-emoinfusione.
lo Covid che prevede l’uso di antibiotici, antivirali, cortisonici, eparina, antitromboembolici, si applica l’ozonoterapia, la Gaei – spiega - Nel giro di una decina di giorni nei pazienti si nota una netta riduzione dei fattori tromboembolici, infiammatori e un aumento della saturazione di ossigeno. Ricordiamo che l’ozono migliora il microcircolo e l’ossigenazione. Così sui 50 pazienti trattati solo due, di cui uno con un quadro clinico molto compromesso, non hanno reagito alla cura”. Per i risultati di grande significato alcuni specialisti lo scorso giugno sono stati convocati alla Camera dei deputati per presentare gli esiti, l’istituto superiore della sanità ha concesso il benestare. E ben 15 nosocomi italiani non si sono lasciati sfuggire l’ottima chance che va ad affiancarsi alla classica terapia dando la pos-
sibilità a questa di funzionare al meglio. Del resto il trattamento è già stato utilizzato a livello mondiale, nei paesi del Nord Europa, ma anche in Asia, Cina e con risultati sempre incoraggianti. Ma l’ozonoterapia è anche efficace per prevenire il Coronavirus e anche dopo la malattia. “Come prevenzione consigliamo dieci sedute di grande auto emoinfusione, mono o bisettimanale – prosegue la dottoressa – Idem per i pazienti già colpiti dalla malattia. È efficace per far riprendere al polmone la normale attività”. LA SCARSA INFORMAZIONE Ma parecchi ospedali non conoscono l’ozonoterapia. Perché questo disinteresse? “Molti medici della vecchia guardia sono restii a queste
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novità, abituati alle solite terapie. Molti non conoscono, perché non s’informano – afferma con rammarico – E poi ci sono interessi economici: l’ospedale dovrebbe attrezzarsi con apparecchiature adeguate e istruire il personale. Vige troppo scetticismo per una terapia che peraltro non mette di certo a repentaglio la vita di un paziente. Non dimentichiamo poi le dinamiche burocratiche o terapie legate a un determinato farmaco, con linee guida belle serrate e pratiche”. Solite terapie, dunque: oltre alle già citate, vanno riferite le trasfusioni con plasma iperimmune ossia con siero del sangue di persone colpite da Covid e la terapia con l’uso di cellule monoclonali. “Ricordiamo che ci troviamo di fronte a un virus molto astuto – precisa Gloria Culuvaris - Sa che stiamo usando delle armi contro di lui e lui sta creando varianti. Quindi dobbiamo essere pronti con le terapie che stanno emergendo”. Senza dimenticare i vaccini, naturalmente, che si spera possano sconfiggere le nuove varianti (di sicuro efficaci contro quella inglese). “Purtroppo – sottolinea - evidenze certe e scientifiche non ne abbiamo. Comunque è fondamentale vaccinarsi. Biasimo assolutamente quegli operatori sanitari novax. Auspico un’apertura mentale dei medici”. Tuttavia l’ozonoterapia è utile anche per curare altre patologie. La grande auto emoinfusione è particolarmente adatta
Sanità
per gli immuno-depressi, per la sclerosi multipla, artrite reumatoide e per il recupero dello sportivo, ossia l’ossigenazione in caso di over-training. Una tecnica molto usata per le patologie legate al rachide e trattamenti estetici è l’iniezione sottocutanea o intramuscolare. Per il trattamento delle emorroidi invece si effettuano delle insufflazioni rettali e per le patologie vascolari e infezioni cutanee si applicano in loco dei sacchetti o contenitori ad immissione a ciclo continuo di ozono. Inoltre cura anche allergie, discopatie (ernia
del disco), artrosi, tendiniti, acne-foruncolosi, cellulite e patologie degenerative (demenze senili), Herpes, Fuoco di Sant’Antonio, sindrome da affaticamento cronico. Inoltre viene anche utilizzata in campo dentistico e veterinario. E come trattamento estetico si va a intervenire su cellulite, rottura di micro-capillari, ringiovanimento della cute, acne e foruncolosi. Insomma, una speranza in più per combattere il nemico invisibile che nella nostra provincia ha purtroppo registrato preoccupanti incrementi di contagi e numerosi decessi.
SEGNALAZIONI Il Sindaco Antonelli ha, in più occasioni, caldeggiato la segnalazione di candidature per l'attribuzione della “Benemerenza Civica”. Un appello condiviso perchè non mancano personaggi che - anche professionalmente - si sono spesi per il bene di Busto realizzando eccellenti iniziative. È storia di ieri ma che merita attenta considerazione perchè ha contribuito a rilanciare quella "bustocchità" che ha fatto grande la città. Il nuovo corso, che abbandona le riservate stanze comunali per aprirsi alla città, va molto apprezzato.
CINQUANT’ANNI DI GIORNALISMO
Un caloroso e cordialissimo ringraziamento per i numerosi messaggi augurali ricevuti e particolarmente graditi - 18 -
Sanità Ufficio Stampa Associazione
Sviluppare l’informazione
L
’emergenza sanitaria ha, purtroppo, condizionato l’articolato programma 2021 dell’Associazione Enrico Dell’Acqua. Infatti, il secondo corso “Formare per Informare” riservato ai Docenti aderenti al Progetto di Educazione Sanitaria, è stato frazionato in 4 incontri avvalendosi della piattaforma Skype che ha consentito il regolare svolgimento delle lezioni. Lo conferma anche l’elevato numero dei partecipanti che, grazie alla disponibilità e all’alta professionalità di Medici e Dirigenti che, da anni, collaborano alle iniziative dell’Associazione, hanno seguito con interesse l’impegnativo programma. Il primo meeting (18 Marzo) è stato presieduto dal Dott. Davide Uccellini (Responsabile S.S. Neurologia Neuro-fisiologia P.O. “La Galmarini” di Tradate) che ha trattato il tema “Alcool, droghe, cervello e giovani”. Un argomento di straordinaria attualità e importanza perché l’uso di qualsiasi droga danneggia i sistemi di neuro-trasmissione dei neuroni anche in modo irreparabile. Ciò risulta ancor più dannoso se l’uso di droghe ed alcool avviene in giovane età, quando il cervello è ancora in fase di maturazione, processo che si sviluppa compiutamente nei primi 20 anni di vita. A seguire (25 Marzo) l’in-
Da sinistra: i medici Davide Uccellini e Severino Caprioli. I professionisti Anna Restelli e Rossella Semplici.
tervento del dott. Severino Caprioli, noto infettivologo, che ha presentato il tema “Per una sessualità consapevole”: le conoscenze possono guidare i giovani a sviluppare le capacità di cui hanno bisogno per prendere decisioni sulla loro salute, conoscere cosa è sano e cosa non lo è nei rapporti relazionali e favorire un migliore approccio ad una sessualità emergente e consapevole. Il 15 Aprile, la dott.ssa Anna Restelli, docente in corsi di formazione, ha relazionato su “Il bullismo è dietro l’angolo”: la sofferenza psicologica e l’esclusione sociale sono sperimentate di sovente da bambini che, senza sceglierlo, si ritrovano a vestire il ruolo della vittima subendo umi-
liazioni da coloro che invece ricoprono il ruolo di bullo. Ha concluso il programma (22 Aprile) la dott.ssa Rossella Semplici, psicologa clinica, sul tema: “Mondo digitale: spazio al progresso ma attenti agli eccessi”. Dobbiamo pensare il web come un mondo virtuale simile al mondo reale. Non basta essere educatori digitali, dobbiamo creare rete, affinché ai ragazzi arrivino messaggi chiari e soprattutto coerenti anche per arginare pericolose invasioni di campo. Il corso si propone di tessere sul territorio una rete di saperi collegati al benessere psicofisico fornendo ai Docenti significativi elementi informativi utili al quotidia-
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no lavoro scolastico affinché lo traducano in operazioni didattiche con gli allievi. L’Associazione Dell’Acqua con i suoi esperti valorizza così un utile supporto nell’affrontare le sfide socio-sanitarie oltre ad approfondire i problemi più importanti per gli adolescenti. Recenti episodi hanno infatti evidenziato un disagio generalizzato che sollecita mirati interventi in una fase di generale depressione che coinvolge soprattutto giovani costretti dalla DAD anche a riscoprire motivazioni di vera socialità relazionale. La categoria, che ha maggiormente sofferto, è quella dei bambini e degli adolescenti privati delle attività educative, sportive, culturali e aggregative di comunità. In assenza di adeguata assistenza, la prolungata chiusura delle scuole, il distanziamento fisico e l’isolamento in ambiente domestico con tutti i problemi di convivenza, potrebbero provocare un impatto negativo sulla salute dei minori. Il corso “Formare per Informare”, patrocinato da importanti Enti Istituzionali pubblici e privati, rappresenta infatti uno strumento di collaudata collaborazione oltre a consentire ai Docenti di disporre di un valido sostegno per i giovanissimi spesso travolti in situazioni da attentamente ricostruire per rilanciare i veri valori della vita.
Istruzione Laura Vignati Docente Liceo Scientifico Statale A. Tosi
Ma quale esame di Stato?
U
n esame di maturità fotocopia dello scorso anno. Un esamino senza scritti, con un colloquio di un’oretta dove la commissione segue i voli pindarici dello studente senza intervenire, dove il maturando si costruisce un suo percorso che parte da un argomento e approda a dove vuole lui. Ma questo si può definire esame di Stato? Ma questo surrogato della maturità può veramente andare a dimostrare le competenze di uno studente? I dubbi sono alle porte. Primo, perché abolire in toto la prima prova scritta, quella che almeno andava a verificare le capacità di analizzare un testo letterario, di argomentare, di sintetizzare, di esprimersi in modo chiaro e corretto? Era proprio il caso di farla sparire? Con un adeguato distanziamento, con i ragazzi ormai catechizzati a dovere con tanto di mascherina e disinfettante, con un setting adeguato, perché non riproporre almeno la prima prova? È stranota la logistica durante gli esami di stato: lunghi corridoi con banchi ben distanziati, palestre, aule magne convertite a sede di esami con sei o sette professori sguinzagliati che non si lasciano scappare nemmeno uno sguardo furtivo tra gli studenti. Dunque non venite a dirmi che è questione di distanziamento o di assembra-
Esami di maturità: si replica la prova light del 2020.
mento. Qualcuno potrebbe dire: in questi due anni la Dad ha funzionato poco e gli studenti non sono in grado di affrontare le prove. Sicuramente sarebbe gravissimo, comunque ammettiamo pure che la didattica a distanza abbia fatto la sua parte, non fatemi credere che gli studenti non sono in grado di scrivere un tema? Dunque, almeno la prima prova era da proporre, tanto più che un docente è da tre anni che fa esercitare gli studenti ad affrontare l’analisi di un testo poetico o narrativo, è da cinque anni che insiste sull’argomentazione o sulla strutturazione di un discorso. Invece no. Anche quest’anno insegnanti e maturandi si troveranno esattamente nella situazione del 2020: una commissione formata da docenti del consiglio di classe, tutti volti noti.
L’unico viso sconosciuto è quello del presidente. Lui è l’esterno. L’unico. Si parte il 19 giugno: un’ora di colloquio. Sembra tanta, ma in realtà la discussione va ripartita in quattro spezzoni: si comincia con la discussione di un testo della letteratura proposta dal docente d’italiano dove il ragazzo deve dimostrare di conoscere la trama, deve essere in grado di riassumere la poesia o il brano, analizzarlo, commentarlo e fare confronti. Si passa poi all’esposizione dell’elaborato di indirizzo, rigorosamente preparato un mese prima e poi si giunge alla parte più significativa, quella del colloquio interdisciplinare partendo da un materiale assegnato dalla commissione. Significa che allo studente si sottopongono documenti, frasi,
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citazioni d’autore, quadri, immagini, grafici, disegni e tanto altro e lui dovrà ingegnarsi a cercare collegamenti interdisciplinari, costruendo un discorso che possa toccare tutte le discipline in modo da accontentare un po’ tutti i prof. Arriva poi il momento del fatidico Pcto: sempre le solite abbreviazioni per indicare quello che una volta si chiamava “alternanza scuola-lavoro”, che nei licei serve davvero a poco. Comunque per evitare scollamento tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro, sorbiamoci pure il Pcto, il percorso per competenze traversali e per l’orientamento: una decina di minuti anche per quello. E poi quest’anno non va dimenticata la nuova materia: cittadinanza e costituzione, un pot-pourri dove confluiscono tutte le discipline. Perché da quest’anno c’è una novità (non è bastata la Dad): no. Tutte le materie devono riservare parte del programma all’educazione civica e alla fine a registro comparirà un unico voto, frutto della sintesi dell’educazione civica di tutte le materie. Il colloquio "rinforzato" sarà valutato fino a 40 punti, i restanti 60 derivano invece dai crediti del triennio, quindi dai punti che il ragazzo ha maturato negli ultimi tre anni con la media dei voti e le attività integrative svolte dal-
Istruzione
lo studente. Per quanto riguarda l'ammissione, le prove Invalsi e il completamento delle ore del Pcto non sono tra i requisiti. Ecco dunque il fatidico esame di stato, quello che una volta terrorizzava gli studenti, quello che ha dato il la a tanti registi, quello che faceva pensare alla “Notte prima degli esami”. Questo è l’esame di stato firmato 2021. Ma chi ci andrà di mezzo in tutto questo? Gli studenti meritevoli, quelli che hanno sgobbato per cinque anni e più, che si vedono costretti a mortificare le loro capacità, che non potranno essere adeguatamente valorizzate. Dunque spazio ai furbetti, che in un esame del genere possono cavarsela, come hanno sempre fatto. Ancora una volta.
PRECISAZIONE
Busto Domani
Ci scrive il sig. Paolo Ferrario, che ringraziamo per la puntualizzazione: “Leggo che nel sito dell'Associazione Enrico dell'Acqua è riportata come data di morte Milano 11 giugno 1910. In realtà la morte è avvenuta a Milano il giorno 13 luglio 1910 come risulta dall'atto di morte che allego rintracciabile nei registri dello Stato Civile di Milano: Morti Anno 1910 Parte 1a - Registro 2° n. 836 - Microfilm n. 007848631 Immagine 208”
21052 BUSTO ARSIZIO Villa Tovaglieri Viale Volta, 11 Tel. 340.5960377
info@enricodellacqua.org bustodomani81@gmail.com
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Istruzione Ufficio Stampa LIUC
Tra ricerca e sviluppo Scienza e valore sociale
Università e imprese
In tempo di pandemia, in cui ci si affanna a cercare di comprendere l’evoluzione di un fenomeno sanitario e sociale senza precedenti, studiosi di diverse aree disciplinari stanno cercando di applicare le proprie conoscenze per sviluppare modelli di interpretazione delle dinamiche del contagio, anche con finalità predittive. Un esempio è dato da una recente ricerca che sfrutta l’analogia tra l’infezione pandemica da COVID-19 e il comportamento tipicamente riscontrato in un reattore chimico, ponendo le basi per lo sviluppo di tecniche innovative per l’analisi della diffusione e monitoraggio del virus sul territorio nazionale. Alla ricerca ha lavorato un gruppo di professori e ricercatori della LIUC – Università Cattaneo e delle Università di Padova, di Genova e Politecnico di Milano. In particolare, il contributo dell’unità operativa LIUC, guidata da Fernanda Strozzi, Professore Associato della Scuola di Ingegneria Industriale, consiste nell’applicazione dell’approccio “Strozzi– Zaldivar” (il riferimento è ad un precedente studio pubblicato nel 1999), per il rilevamento on-line di reazioni fuggitive o runaway, che si è dimostrato essere in grado di prevederle con grande anticipo in modo da poter agire con misure preventive e limitarne i danni. Il metodo è basato sull’approssimazione della divergenza matematica del sistema utilizzando dati reali, in particolare quelli relativi ad alcune regioni italiane selezionate in base alle loro caratteristiche peculiari (territoriali, sociali, economiche, ambientali e culturali). “La forza del metodo – spiega la professoressa Strozzi - sta nella possibilità di ottenere un’adeguata prevedibilità dell’andamento dell’epidemia partendo da un numero limitato di parametri di riferimento. Ad esempio la necessità di un lockdown ad inizio novembre in Lombardia era prevedibile già dal 1 ottobre, momento in cui il valore della divergenza si era già posizionato sopra lo zero. Un altro vantaggio di questo indicatore è che si può calcolare a partire da diverse serie temporali, ad esempio con i dati degli infetti o con quelli dei morti, e quindi scegliendo i dati più attendibili e più facili da recuperare. Questo indicatore inoltre, si rivela uno strumento utile per valutare con anticipo l’efficacia delle misure di contenimento e distanziamento sociale osservando la sua decrescita. Questo lavoro non vuole quindi limitarsi ad uno studio di carattere scientifico ma assumere sempre di più una possibile valenza sociale, a supporto delle analisi dei dati sul contagio realizzate quotidianamente a livello istituzionale”. Il lavoro è stato pubblicato su autorevoli riviste e presentato all’Accademia dei lincei in un importante convegno.
Laboratorio per l’orientamento e la creazione d’impresa, nato in partnership LIUC e ComoNExT, attivo da settembre 2020, trova il pieno appoggio e sostegno da parte dell’associazione LIUC Alumni e del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Il servizio, luogo di incontro fra Università e imprese, dove gli studenti possono trasformare le loro idee in start up innovative, è una buona occasione per valorizzare la collaborazione e l’impegno di LIUC Alumni e Gruppo Giovani di Univa e mettere a disposizione dei servizi C.LAB le connessioni con il mondo imprenditoriale e con la propria esperienza di imprenditori, restituendo così agli studenti di oggi il valore aggiunto a cui sono approdati al termine degli studi. Il C.LAB di Ateneo è un’occasione per le imprese del territorio per diventare testimonial attivi, ma anche per fare scouting di idee innovative, per cercare nuovi talenti o sostenere i percorsi di tutoraggio con la formula cosiddetta dell’impresa sospesa che presuppone cioè la messa a disposizione delle risorse finanziarie necessarie a completare i percorsi di tutoraggio/affiancamento.
Tour virtuali In tempi di pandemia, la LIUC apre le porte del suo laboratorio i-FAB, la fabbrica modello Lean e Industry 4.0, per una serie di tour virtuali dedicati a studenti delle Scuo-
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le Superiori, nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento. Attraverso questa esperienza, accedendo semplicemente dal proprio computer, gli studenti potranno scoprire il mondo della produzione industriale e il ruolo della scienza nella gestione delle fabbriche moderne. Verranno presentate alcune basi teoriche, partendo dalla storia di tali paradigmi, per poi andare insieme a discutere esempi pratici e vivere dentro la fabbrica simulata i-FAB, virtualmente, alcuni degli aspetti discussi. Guideranno il tour Violetta Giada Cannas, assegnista di ricerca e coordinatrice i-FAB LIUC e Alessandro Oltrabella, collaboratore. L’evento consisterà in un incontro formativo con gli studenti della durata di 2 ore e l'iniziativa potrà rientrare nelle attività PCTO, grazie all’attestato di presenza che sarà rilasciato dall’Università.
Dottorato La LIUC bandisce un nuovo ciclo del dottorato di ricerca, dedicato a Management, Finance e Accounting, con 9 posti disponibili, di cui 7 con borsa di studio di circa 15.000 euro annui ciascuna e 1 riservato al percorso Executive. Una formazione di eccellenza che apre non solo alla carriera accademica, ma anche al mondo del lavoro. Un’opportunità che permette di fare la differenza in molti e diversi ambiti, anche nel nostro Paese. Candidature entro il 31 maggio 2021.
Storia Locale Dal volume “Busto Arsizio Architetture Pubbliche”
Villa Ottolini Tovaglieri
L
'edificio sorge nel settore settentrionale del nucleo storico di Busto Arsizio, in quello che fu il vecchio quartiere Pessina', su di un'area contenuta nella fascia di terreno resa disponibile dallo sbancamento dell'antica cinta difensiva (composta da un terrapieno e da un fossato), originariamente predisposta a protezione dell'abitato di Busto. Già il catasto settecentesco registrava una 'casa da massaro' presente su quell'area e in particolare sui mappali 2686 e 2687, annessi all'orto con numero di mappa 1392 e, come questo, intestati a un cavaliere Francesco Tosi. Si nota qui, incidentalmente, che ad un altro Tosi - Marco Antonio, con ogni probabilità fratello di Francesco - erano intestati i prospicienti mappali 2688 e 1393 (rispettivamente 'casa d'affitto' e 'orto') posti appena oltre l'attuale via Parona e destinati - con gli adiacenti mappali 2689 e 1394, di analoga qualità' catastale e intestati alla Scuola dei Poveri di Busto ad ospitare la terza delle residenze Ottolini, quella della famiglia di Antonio. Quest'ultimo edificio si caratterizzava rispetto agli altri
L’interessante facciata su Via San Michele.
due - nel suo rifacimento d'inizio secolo e prima dell'abbattimento compiuto alla fine degli anni '50 per liberare l'area su cui oggi sorge l'attuale condominio - per un margine di più contenuto neoclassicismo, in cui il gusto storicista si andava già in parte evolvendo verso forme quasi novecento. È comunque solo durante i primi tre anni di questo secolo - in un periodo cioè in cui permaneva ancora nella gran parte degli architetti la convinzione, ereditata dal secolo precedente, secondo cui l'imperativo primo doveva essere una consapevole ripresa della tradizione romanica e, al più,
La costruzione è sede dell’Assessorato alla Cultura, di selezionate associazioni ed è proiettata alla creazione della “Casa del ‘900”. Candidata a conservare il grande patrimonio storico-culturale della città, villa Tovaglieri, con l’adiacente Museo del Tessile, valorizza un quartiere che ha non solo contribuito allo sviluppo
rinascimentale italiana - che viene costruita la villa di Enrico; il progetto è dell'architetto Camillo Crespi Balbi, come documentato - anche in questo caso - dall'immancabile autografo dell'autore, visibile sull'architrave dell'ingresso principale a sud. Collocato in posizione pressoché centrale rispetto al lotto che lo ospita, l'edificio è dotato di aree verdi di minore estensione rispetto all'altra villa Ottolini (il rapporto tra area occupata dall'immobile e lotto in questo caso è di circa 1/3). Quest'aspetto, unito alla posizione meno isolata e al carattere nell'insieme maggiormente compatto, fa risultare la villa di Enrico Ottolini
più simile ad un palazzo cittadino che ad una residenza rurale, distinguendosi in ciò dalla vicina villa dell'altro Ottolini, Ernesto. L'edificio si articola su tre piani fuori terra ed uno, seminterrato, destinato alle cantine. Il piano rialzato che poggia su uno zoccolo di grossi blocchi di pietra squadrati, coincidente con la parte fuori terra delle cantine - fungendo da basamento al primo piano, è rivestito con un paramento rustico in pietra a blocchi sommariamente squadrati e disposti a corsi di spessore via via minore. Sopra un'alta cornice marcapiano, il secondo ed il terzo piano presentano un rivestimento di minuti conci di pietra a spacco, quasi a rendere l'effetto di una muratura a secco. Gli spigoli dell'edificio sono rinforzati da conci d'angolo in pietra bianca, in grado di dare vita ad un forte contrasto con il restante apparato murario. Singolare è l'abbinamento, presente solo sugli spigoli del corpo centrale sporgente a sud, di questo motivo a conci con un secondo, ugualmente in pietra bianca, di carattere orientaleggiante.
industriale della città e la riproduzione del testo intende anche evidenziare uno stile imprenditoriale che ha fatto grande la città. L’Associazione Enrico Dell’Acqua, che da Ottobre dello scorso anno ha la sua sede operativa, ringrazia l’Amministrazione Comunale per la cordiale collaborazione.
Storia Locale
Il ricorso insistito alla pietra bianca anche per tutti gli altri elementi che compongono i vari prospetti dell'immobile (cornici alle finestre, balconi e balaustrate, colonnato all'ingresso) fa del contrasto bianco - grigio antracite il carattere cromatico prevalente di questa villa. Risaltano particolarmente interessanti gli splendidi ferri battuti opera di Alessandro Mazzucotelli: i lampioni a muro - sorretti da sostegni a forma di grossi girasoli - e ancor più quelli ai lati dell'ingresso sostenuti da montanti dal disegno incredibilmente sinuoso, il parapetto prospiciente l'ingresso e, soprattutto, i cancelli e le inferriate in cui, fra plastiche volute ed inserti floreali di chiara matrice liberty, gli elementi decorati ricorrenti sono costi foglie e frutti dell'ippocastano. Sorprendente è la somiglianza tra molti elementi di questa villa e i corrispondenti della villa di Ernesto Ottolini: di fatto identici, infatti, sono - oltre all'orientamento complessivo - sia l'impostazione di intere porzioni dei due edifici (come nel caso dei due accessi agli ingressi principali, preceduti entrambi da un'importante scalinata), sia di singoli particolari (come, per esempio, le massicce colonne, collocate su alti dadi e sormontate da capitelli pseudo-corinzi, gli infissi dal disegno elaborato e dalla realizza-
L’artistica cancellata realizzata da Alessandro Mazzucotelli
zione particolarmente curata e le colorate vetrate che impreziosiscono i due ingressi, oppure le balaustrate poste a parapetto dei balconi), rivelando in maniera esplicita la comune paternità delle due residenze, entrambe progettate dall'architetto Camillo Crespi Balbi. Molto ricercati appaiono, al piano terra, sia il salone ad est, sia l'ampio e luminoso atrio d'ingresso a sud, sia il vasto corridoio posto centralmente a servizio degli ambienti della villa. In tutti e tre i casi - e, almeno in parte, anche in alcuni ambienti del primo piano - I'insistito ricorso agli apporti di pressoché tutte le forme possibili di arti decorative (dalla scultura, chiamata a produrre i preziosi caminetti, all'arte della vetrata, all'ebanisteria, alla carpenteria di pregio, all'affresco - pregevoli le immagini di A. Galloni, datate 1945, alle pareti del corridoio centrale, al mosaico - esempi interessanti sono gli inserti a soggetti flo-
reali stilizzati nei pavimenti alla veneziana -) rivela un forte gusto per la decorazione che è anche, al tempo stesso, timore dello spazio 'vuoto'. Due ambienti rivelano, fra gli altri, un particolare valore: da un lato l'ampio e luminoso spazio d'ingresso a sud, che combina, alla policromia dei pavimenti, degli affreschi alle pareti e del lavorato soffitto a travi a vista, un sorprendente gioco di luci filtrate dai colori delle vetrate; dall’altro il salone all'angolo nord-ovest della villa, vero e proprio campionario di preziosismi decorativi d'inizio secolo: spiccano le elaborate mensole in pietra a sostegno di travi policrome e del soprastante ricco soffitto ligneo, un camino in marmi di varia provenienza e tonalità, gli eleganti sopraluce in legno con inserti dipinti, posti a coronamento delle porte. A dare unità alle pareti dell'ambiente e ad accentuare il carattere dominante delle tinte autunnali, al sommo delle pareti stesse corre un'al-
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ta fascia dipinta in cui sono ritratti i busti di molti artisti italiani (da Michelangelo a Pergolesi, a Tiziano), intervallati da motivi floreali di ispirazione trecentesca. Domina il camino, collocato in posizione centrale nella parete ad est del salone, la figura femminile, in abiti bianchi ed azzurri, della personificazione della Storia, quasi che si trattasse di un laico nume a tutela dell'inarrestabile fluire delle vicende umane. Frutto di una altrettanto curata scelta di soluzioni formali e di materiali si mostra l'imponente scalone che collega il piano rialzato al primo piano (al secondo piano - dove gli ambienti sono pressoché privi di ogni ostentazione di lusso - si accede mediante una scala di proporzioni ben più contenute), vero fulcro dello sviluppo in altezza dell'immobile. All’ostentata preziosità dei diversi marmi fa eco - nel ribadire il valore dell'edificio - il ricorso ad elementi stilistici ispirati alla tradizione dell'arte medievale italiana (quali le balaustre in marmo verde) e la presenza al soffitto di una pittura (due aquile in volo nel cielo aperto) che è già un po' un trompe-l'æil. Acquisita dal Comune di Busto nel 1954, la villa è stata in un primo momento destinata a scuola pubblica. Oggi ospita gli uffici comunali dell'assessorato alle Relazioni.
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POLITICI ALLO SPECCHIO Quando l’informazione diventa esibizione attraverso gli schermi televisivi RAI. Ci riferiamo (in particolare) ai telegiornali dove le notizie si collegano al parlamentare di turno – il manuale Cencelli ha fatto scuola – che recita il copione con grande impegno, anche se scarsamente incisivo nell’opinione pubblica già frastornata da messaggi. Il melodramma dei vaccini è un esempio eclatante con Arcuri che ha sottovalutato l’intelligenza degli italiani mentre il Generale Figliuolo, esperto di logistica, deve fare i conti con la differenza esistente tra l’apparato militare e le esigenze privatistiche. Dosi di vaccino promesse ma non consegnate, improvvisi stop and go, piano per fasce di età più volte modificato. In mezzo, il cittadino e la sua sopravvivenza, come nel caso della ristorazione. Ecco perché le esibizioni nei telegiornali, più che invadenze di campo, esprimono la solita litania: “abbasseremo le tasse, forniremo aiuti concreti alle partite iva, sosterremo le famiglie in difficoltà” ed altre amenità.
Insomma, parole in libertà che restano buone intenzioni, in attesa di un salto di qualità dei parlamentari ancorati ai seggi dorati di Camera e Senato. Forse sarebbe utile donare uno specchio a questi professionisti della politica così si renderanno conto dell’inutilità di una informazione artefatta. Se esiste ancora un po’ di pudore, abbandoniamo la farsa e valorizziamo la realtà, spesso drammatica!
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Notizie in evidenza Redazione Busto Domani
Malpensafiere
Una struttura creata per promozionare l’economia – soprattutto dell’area – ha dovuto abdicare al Coronavirus. Abbiamo visitato il centro creato per le vaccinazioni nel pomeriggio di Sabato 17 Aprile ricevendo un’ottima impressione sotto il profilo organizzativo e assistenziale. La composta sfilata di capelli grigi amorevolmente seguiti da un esercito di volontari – il valore dell’altruismo ricordava spesso Zamberletti – rendeva meno drammatico l’impatto con il nemico invisibile. Qualche ritardo – ma è normale – nella somministrazione del vaccino, ma nessuna incrinatura nell’organizzazione generale compresa “l’area riposo” spaziosa e attrezzata che consentiva un comodo relax. Forse era l’occasione giusta, considerata l’età dei partecipanti, ricordare con brevi filmati la Busto che scompare. Ad iniziare dalla storica “Mostra del Tessile” che ha contribuito all’affermazione nel mondo, dell’industria tessile locale elevando la città a Manchester d’Italia. Un ricordo sicuramente condiviso da quelle generazioni che hanno contribuito – con non comuni sacrifici – a creare il miracolo economico italiano.
Piccioni
Sono volatili fastidiosi e ingombranti, che trovi ovunque. Nelle grandi città – specie quelle a vocazione artistica – deturpano i monumenti creando inconvenienti e costi non marginali per la straordinaria manutenzione. Da un po’ di tempo i picioni hanno fatto la loro trionfale comparsa non solo nel centro cittadino. Qualche indicazione: l’area ex Borri lungo via Biancardi, la zona di via Marsala dove volteggiano tra i balconi delle costruzioni al quinto piano, nei pressi della nuova rotonda del Tribunale. Una presenza sgradevole (anche se non condivisa dagli animalisti) che genera il sospetto anche di malattie per gli escrementi depositati un po’ ovunque. Un problema insomma reso ancor più evidente dal Covid e che richiede un’adeguata sanificazione. Il privato è in difficoltà ad intervenire, ma il problema sanitario si pone considerata l’attuale emergenza. Insomma, la segnalazione merita un professionale approfondimento per trovare (tempestivamente) l’attesa soluzione.
Busto Domani
Sacro cuore
Presenti in città dal 30 Aprile 1921 con il Santuario dedicato al Sacro Cuore, l’Ordine dei Frati Minori rappresenta una forte presenza religiosa sul territorio. Dalla leggenda – sarebbero stati chiamati per sconfiggere il demonio che si aggirava nelle campagne di Via Cellini – i Frati sono un importante punto di riferimento per la città. Un’affezione non di facciata perché i parrocchiani hanno sempre trovato nell’Ordine, ascolto, attenzione e partecipazione. Intenso il programma celebrativo che coinvolgerà i Parroci delle chiese cittadine, un concerto con gli studenti del Liceo Musicale “Candiani Bausch” mentre autorevoli relatori tracceranno la storia del Santuario voluto dal Prevosto di allora Mons. Tettamanti, ancora oggi venerato da bustocchi e bustesi. Una ricorrenza importante e altamente significativa per la comunità cittadina e un momento di religiosa spiritualità di elevato valore, in particolare per le speranze delle giovani generazioni.
Il tempo passa e nel 2021 ricorre il quarantesimo di fondazione di “Busto Domani”, il bimestrale creato in città con l’obiettivo di evidenziare – e possibilmente valorizzare – le più interessanti iniziative bustocche. Nessun finanziamento pubblico o privato alle spalle, nessun aggancio politico, nessuna compartecipazione alle spese (nonostante le promesse): quasi un salto nel buio, ma – con un po’ di incoscienza – abbiamo proseguito tra realismo e ottimismo a sostenere l’oneroso impianto. Ha contribuito, nel tempo, la raccolta di pubblicità di molte aziende che hanno scelto di promozionare i loro prodotti più per bustocchità che per reali esigenze. Interventi che ci hanno consentito di continuare nonostante gli onerosi sacrifici. Ma la città di Busto Arsizio era e rimarrà al centro del nostro cuore. E così ci impegniamo a continuare questa “mission impossibile” confidando nel sostegno dei lettori ai quali sarà rilasciata regolare ricevuta per le detrazioni fiscali consentite dalla legge. I “liberi” versamenti da accreditare - IBAN: IT84 S050 3422 8000 0000 0012 078.
Lotteria
In una fase di crescente difficoltà economiche soprattutto per il Terzo Settore, il reperimento di risorse rappresenta quasi una chimera. Non solo per queste motivazioni, l’Associazione Dell’Acqua ha indetto una lotteria con in palio oltre cinquanta premi gentilmente offerti. Con la preziosa collaborazione del Lions Club Busto Arsizio Lombardia presieduto da Paola Scanelli, si pensa di sensibilizzare molte persone ad acquistare qualche biglietto (1€ cad.). Un gesto di solidarietà per contribuire a sostenere un’associazione bustocca che svolge – da molti anni – un’intensa attività promozionale sul territorio. In evidenza il Progetto di Educazione Sanitaria che, grazie ad una qualificata equipe medica, ha già coinvolto quasi 30.000 studenti di Busto Arsizio, Gallarate, Castellanza e Valle Olona su problematiche di estrema attualità ed importanza per il corretto sviluppo psico-fisico degli adolescenti. Per l’acquisto di biglietti inviare un’e-mail a info@enricodellacqua.org o contattare la Presidente del Club Paola Scanelli (paola.scanelli@gmail.com - 348/6964773).
Show
Senza scomodare le statistiche, la città ha subito pesanti conseguenze per i molti decessi e contagi causati dal Coronavirus. Ecco perché non si può attendere il “liberi tutti” come la fine di un incubo ma occorre (forse) aumentare le precauzioni per sconfiggere il nemico invisibile. Nonostante le provocazioni di Beppe Grillo, il cui recente show televisivo è risultato un insulto al buon senso. E, soprattutto, un maldestro e implicito invito alle giovani generazioni a comportarsi in modo abnorme. L’augurio è che i genitori intervengano sui figli per non abdicare all’educazione, vero obiettivo per l’affermazione dei giovani nella società civile. Lo show di Grillo è doppiamente grave in quanto garante del Movimento 5 Stelle che detiene la maggioranza in Parlamento: è questo il rinnovamento della classe politica e delle promesse riforme a favore degli italiani e dell’etica in politica? Se questo è lo stile politico dei grillini...
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