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Busto Domani 5/2019: Novembre-Dicembre

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Bimestrale indipendente d’informazione

Busto Domani - ANNO XXXVIII – N° 5 NOVEMBRE/DICEMBRE 2019 - Copia Omaggio


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Uno splendido e prezioso ricordo del grande evento italiano in un elegante cofanetto: ₏ 25,00 Per ordini: Associazione Enrico Dell'Acqua V.le Cadorna 12 (Molini Marzoli) - Busto Arsizio tel: 340/5960377 - email: info@enricodellacqua.org


EDITORIALE 5

Busto Arsizio tra passato e futuro

POLITICA 7

Trent’anni dalla caduta del muro di Berlino

EVENTI 9

I cambiamenti climatici e le tensioni nella Chiesa

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XVIII edizione del B.A. Film Festival

15

Celebrati i 30 anni del CAV

EDUCAZIONE SANITARIA 17

Le giuste scelte nello sport

19

Coinvolti 25.000 studenti

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Lotta allo spreco alimentare

CULTURA 21

L’arte di Renato Guttuso

23

Franca Carra, cinquant’anni di pittura

TURISMO 25

Yunnan: patrimonio e tradizione cinese

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I flussi turistici in Lombardia

RUBRICHE 30

La Voce della Città


Editoriale Sergio SergioColombo Colombo- -Direttore Direttore“Busto Busto Domani Domani”

Busto Arsizio tra passato e futuro

A

nche se non mancano i quotidiani contrasti a livello governativo, con un Parlamento in crisi d’identità e refrattario alle sue alte prerogative costituzionali, limitiamoci a qualche considerazione delle realtà locali. È il clima natalizio che suggerisce il contrario di quanto scritto da Demostene nei confronti degli ateniesi inermi di fronte ai soprusi di Filippo II di Macedonia: “Le cose vanno male perché voi, o cittadini, non fate niente di quanto è necessario. Quando, o cittadini, farete il vostro dovere? Se sarete negligenti, le vostre aspettative non verranno corrisposte. Se avrà il sopravvento l’inerzia e l’indifferenza, voi non sarete sconfitti perché non vi siete neanche mossi”. Il tentativo è quindi di suscitare una maggior attenzione nei confronti della città per migliorare il viver comunitario. Siamo frastornati da episodi che spaziano dalla violenza – in particolare sulle donne – ai quotidiani arresti per attentati alla finanza pubblica, all’industria dove gli esuberi preannunciati squilibrano il sistema economico compromettendo il futuro delle giovani generazioni, alla lotta agli stupefacenti con il giro miliardario di provenienza illecita. Un micro-esempio territoriale è rappresentato dalla sensibilizzazione di oltre 25.000

niere dell’esportazione italiana. Infatti, partecipare alla vita cittadina, alla “polis” tradizionalmente intesa, significa condividere un’esperienza che contrasta, nella nostra provincia, con la cosiddetta mensa dei poveri che dopo aver seminato panico in Forza Italia ha prodotto ripercussioni nelle Giunte locali minando la credibilità del cittadino verso le Istituzioni. Amare la città significa condividere non solo l’appartenenza.

studenti dell’area attraverso il “Progetto di Educazione Sanitaria”, sulle drammatiche conseguenze ad iniziare da droga e alcool il cui abuso emargina gli adolescenti. Fortunatamente Busto Arsizio dispone di collaudate strutture gestite dal volontariato: un’intuizione che ha generato un valore aggiunto non solo per la città. Grazie in particolare ai Lions, (ASDA, Ravera, Anffas tanto per citare le principali Associazioni), unitamente alla Bianca Garavaglia per la cura dei tumori dell’infanzia, si riaccende la speranza per molte famiglie. Una generosità tipicamente bustocca e ricca di idealità. Un grande impegno considerata l’assenza dell’Ente pubblico nazionale, prigioniero di una burocrazia improdut-

tiva e impegnata a difendere le rendite di posizione. Ecco allora la straordinaria importanza della cultura del dono che ha anticipato quel Terzo Settore che oggi rischia di essere sommerso da leggi e leggine di dubbia utilità. Perché donare rappresenta una prerogativa al servizio del prossimo. Forse in città si avverte - soprattutto nell’area imprenditoriale - un vuoto generazionale determinato dalle oggettive difficoltà economiche che condizionano il settore manifatturiero, asse portante del sistema produttivo dell’alto milanese. Ne consegue un rallentamento dell’export che ridimensiona quelle vie al commercio internazionale lanciate, nel secolo scorso, da Enrico Dell’Acqua, il bustocco pio-5-

Che dire poi dell’onerosa richiesta di risarcimento danni formulata della Coop nei confronti dell’Amministrazione bustocca dopo il complesso iter per la realizzazione di un supermercato utile ma non necessario? Episodi che alimentano una conflittualità non in linea con lo spirito bustocco che anteponeva il bene della città pur in presenza di interessi personali. Un esempio è rappresentato dalla storica fusione associativa-imprenditoriale: Busto Arsizio non ha rinunciato all’identità bustocca che va sempre difesa se si ha a cuore il suo sviluppo. Raccontava spesso il Geom. Maestroni, tra i più intelligenti componenti della Giunta Camerale ai tempi dei tesissimi rapporti con l’Ente Mostra Tessile negli anni ottanta: anche lei appartiene a quei bustocchi che prima del sorgere del sole vedono Busto Arsizio. Ebbene sì, orgogliosamente al servizio della città!


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Politica Antonio Laurenzano - Tributarista

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Trent’anni dalla caduta del muro di Berlino

novembre 1989: una data storica che rivive nelle coscienze. Quel giovedi di trent’anni fa, dopo oltre 28 anni, cade il muro di Berlino che dal 13 agosto 1961 aveva di fatto tagliato in due non solo una città, ma un Paese, un Continente. Cadeva uno dei simboli della guerra fredda, la “cortina di ferro”, il simbolo della divisione del mondo in due blocchi politici, economici e militari contrapposti: quello americano sotto l’egida della Nato e quello sovietico con la protezione del Patto di Varsavia, l’alleanza tra gli Stati comunisti segnata dal terrore del regime. Per l’opinione pubblica mondiale la costruzione del “muro della vergogna” fu uno shock, accettato colpevolmente dalle cancellerie occidentali per “salvaguardare la stabilità dei due blocchi in Europa”. Solo dopo, quando le conseguenze della brutale divisione della Germania diventarono sempre più evidenti nella loro drammaticità, si registrarono le prime reazioni. Famosa è rimasta la visita a Berlino del Presidente americano J.F.Kennedy che pronunciò in lingua tedesca, davanti a migliaia di berlinesi, la storica frase: “Ich bin ein Berlinen”, “Anche io sono un abitante di Berlino”. Parole suggestive che non servirono però a rimuovere una delle più grandi vergogne

I berlinesi accorsero armati di piccone per demolire l’odiato muro il cui crollo fu universalmente interpretato come la fine della divisione in due blocchi dell’Europa.

della storia del XX secolo: 43 Km di muro che separavano Berlino Est da Berlino Ovest. Lo sbarramento che chiudeva ermeticamente il resto della RDT, la micidiale “striscia della morte”, aveva una lunghezza di circa 112 Km e un’altezza di oltre tre metri e mezzo. Drammatico è stato il contributo di sangue a questa follia: 130 i cittadini dell’Est in fuga verso la libertà uccisi dal fuoco dei soldati di frontiera della Germania comunista, gli spietati VoPos. Altri annegarono tragicamente nelle fredde acque del fiume Sprea che tagliava gli sbarramenti. La svolta la sera del 9 novembre 1989: il muro si sgretolava sotto le pacifiche picconate di migliaia di persone, a seguito della “revoca delle restrizioni per i viaggi all’estero” annunciata in

diretta tv, nel corso di una conferenza stampa, da Gunter Schabowski, alto funzionario di partito nella RDT. Le lacrime e gli abbracci dei berlinesi ricongiunti sotto lo stesso cielo suggellarono l’atto finale della implosione comunista, la dissoluzione dell’Unione sovietica propiziata dalla perestrojka di Michail Gorbaciov. Con la caduta del muro venne restituita la libertà e la dignità a milioni di persone. I Paesi del blocco comunista tormarono nella comunità dell’Europa dell’umanesimo. Dal totalitarismo alla democrazia: fu il riscatto di intere popolazioni da una lunga oppressione. Dopo anni di violenta divisione, per la Germania l’anno zero, la “wende”. La “rivoluzione di velluto” fu il preludio -7-

della riunificazione tedesca. Un’operazione politica fortemente osteggiata dall’allora primo ministro britannico Margaret Thatcher e, inizialmente, dal presidente francese Mitterand per i quali le ombre del passato non erano ancora fugate. Lo stesso nostro ministro degli esteri del Governo Craxi, Giulio Andreotti, con la consueta sottile ironia affermava: “Amo così tanto la Germania che ne voglio due.” Una Germania unita, un gigante egemone al centro dell’Europa faceva nuovamente paura. Per tutti prevalse la realpolitik: diffidenze, dubbi e timori si dissolsero dinanzi al disegno della moneta unica che in quegli anni andava prendendo forma. In cambio della rinuncia al marco e del sostegno all’euro da parte del Cancelliere Helmut Kohl, instancabile artefice dell’operazione, cadde ogni riserva sul processo di riunificazione tedesca che si concluse formalmente il 3 ottobre 1990, con generale soddisfazione di tutti i partner europei nella prospettiva di un’Europa più forte sullo scacchiere internazionale. In un rinnovato clima di forte tensione morale, la Germania, ai piedi della storica Porta di Brandeburgo, celebra il Trentennale della caduta del muro. Il tutto per raccontare i cambiamenti sociali e architettonici che


Politica

hanno interessato la grande metropoli tedesca (3,8 milioni di abitanti) negli ultimi trent’anni, tornata ad essere dal 20 giugno 1991, capitale di un Paese testimone di uno degli eventi più importanti del XX secolo che ha cambiato profondamente l’Europa e gli equilibri mondiali. Ma la “storia del Muro” ha insegnato qualcosa a quei Paesi dell’Est impegnati a ricostruire muri e recinzioni nel segno di anacronistiche divisioni? Il timore è che la miopia storico-politica di qualche novello “padre della patria” possa alimentare pericolosi rigurgiti nazionalistici e riesumare i tristi fantasmi del passato. Una brutta pagina di storia del Vecchio Continente. La libertà dei popoli non può essere barattata in nome di illusori sovranismi!

INFORMAZIONE E DISINFORMAZIONE Come si riconosce una fake news ma soprattutto come ci si può difendere dalla disinformazione intenzionale? È uno degli interrogativi che si è posto il convegno “Fake News - Libertà e responsabilità di informazione nell'era digitale” organizzato in Senato da USPI. “La disinformazione è sempre esistita. Oggi è amplificata dall'utilizzo di Internet, ha affermato il segretario dell’Uspi, Francesco Vetere. Ma per affrontare il problema stiamo sbagliando a interpretare i fatti e a voler regolamentare internet con strumenti concepiti prima dell’avvento della rete. Il processo di produzione delle leggi è lento, le multinazionali dominano la distribuzione di notizie. A queste condizioni - secondo Vetere - la tecnologia vince. La cosa migliore che possiamo fare è prepararci a pensare che tutto cambierà e impegnarci a portare in questa tecnologia i nostri valori fondamentali”.

7G Gabry CENTRO GOMME CRESPI S.A.S.

L’Osservatorio AGCOM sulle comunicazioni III/2019 conferma il trend negativo già evidenziato nei precedenti Osservatori: nel mese di giugno 2019, la vendita di quotidiani (copie cartacee e copie digitali) è pari a circa 2,6 milioni di copie, in flessione del 9% su base annua. Nell’intero periodo considerato (giugno 2015 – giugno 2019) le copie giornaliere cartacee complessivamente vendute dai principali editori si sono ridotte di un terzo, passando da 2,34 a 1,58 milioni di unità. Contestualmente, risultano in netta flessione anche le copie digitali (-26% nell’intero periodo, -7% da giugno 2018). In generale, il tempo di navigazione giornaliera per persona sul web, in riferimento ai principali cinque Paesi europei (Italia, Germania, Regno Unito, Francia e Spagna), nel mese di giugno 2019 supera le due ore e mezzo, con una crescita di circa il 3% rispetto a marzo 2018. Tra i social network Google e Facebook occupano i primi posti per visitatori unici, con quote rispettivamente pari al 98% ed 85% circa. Instagram ottiene buone performance in Italia e Spagna.

lun-ven 8.00-12.00 / 14.00-19.00 sabato 8.00 - 12.00

GRAZIE! Alle farmacie cittadine che collaborano alla distribuzione di "Busto Domani", agli inserzionisti, ai lettori e ai collaboratori, un caloroso ringraziamento e fervidi auguri di gioiose festività!

Corso Italia, 25 21052 Busto Arsizio (VA) tel. 0331.633.589 fax 0331.653.182 centrogommecrespi@gmail.com

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Eventi Sintesi dell’intervento

I cambiamenti climatici e le tensioni nella chiesa S.E. Grampa è partito dalla constatazione che la figura di Papa Francesco può non piacere a tutti, ma non lascia indifferente nessuno. Ha ricordato, sulla scorta di una pubblicazione anonima, le letture superficiali, polemiche, negative di coloro che contestano a Francesco: il saluto che ha fatto il giorno della sua elezione, l’abbigliamento e il suo trasandato modo di vestire, l’appartamento pontificio vuoto, i rapporti con l’Islam e le altre religioni, il presunto silenzio sul martirio dei cristiani, l’ecumenismo improvvido con le altre confessioni cristiane, i problemi dell’immigrazione, i criteri di nomina dei cardinali. Ha ricordato poi una lettera aperta ai vescovi della Chiesa cattolica che accusa il Papa di eresia, e oggi anche di idolatria. “Per mezzo di questa lettera ci rivolgiamo a voi con due obiettivi: il primo è quello di accusare papa Francesco del delitto canonico di eresia; il secondo quello di sollecitarvi ad assumere le misure necessarie per affrontare la grave situazione che implica la presenza di un papa eretico. Prendiamo questa iniziativa come ultima risorsa per contrastare i danni causati ormai da diversi anni dalle parole, dalle azioni di papa Francesco, che hanno generato una delle peggiori

L’importante tema esposto da S.E. Grampa è stato seguito con grande attenzione dal numeroso e qualificato uditorio.

dopo l’elezione quando si è presentato come il vescovo di Roma, la Chiesa che presiede alla carità e prima di impartire la benedizione apostolica al popolo, ha chiesto che il popolo invocasse per lui la benedizione di Dio. Ha elogiato la sua volontà di semplicità: la veste sobria, la croce pettorale non d’oro e non gemmata, la scomparsa del trono e di orpelli che ricordavano i diritti della corona, il suo sedere in autobus con gli altri cardinali per far ritorno a casa Santa Marta, a tavola con i confratelli per i pasti, il suo linguaggio umanissimo dimostrando di essere un uomo prima che il vescovo di Roma. Per la lavanda dei piedi del Giovedì Santo non ha scelto chierici, canonici, cardinali, ma ha lavato i piedi a dodici detenuti tra cui anche

crisi nella storia della Chiesa cattolica... Accusiamo papa Francesco di avere dimostrato pubblicamente con le sue parole e con le sue azioni, di credere nelle seguenti proposizioni”. Segue elenco.

LA SEMPLICITÀ

Il relatore non ha mancato di ricordare anche chi offre una lettura positiva dei gesti e delle parole di Francesco: un altro giudizio sul saluto -9-

due ragazze e alcuni non battezzati. Il primo viaggio apostolico l’ha compiuto a Lampedusa, al Santuario degli ultimi, dell’umanità sofferente, a quel mare diventato per molti un luogo di morte. E poi gli altri viaggi nelle periferie del mondo, dove anche sceglie i nuovi cardinali, superando privilegi storici non più sostenibili. E le sue attenzioni ai poveri, agli ultimi, ai migranti, ai dimenticati, ai diversi, sono manifestazioni di autentica fedeltà al Vangelo. Interessante e da sottolineare, l’attenzione a certe parole significative di Papa Francesco: gioia, misericordia e perdono, umiltà, povertà, Chiesa in uscita, Chiesa in esodo, Chiesa ospedale da campo, la necessità di riformare la Chiesa, il Papato e la Curia per una conduzione più sinodale. Da subito ha promosso una commissione di otto cardinali perché l’assistesse nel suo programma di riforma e in sei anni ha celebrato quattro Sinodi. Significativo il richiamo fatto al termine di un incontro con i rappresentanti dei movimenti ecclesiali che gridavano: “Francesco, Francesco!” ha risposto: “Io avrei voluto che voi gridaste ‘Gesù, Gesù è il Signore, ed è proprio in mezzo a noi!’. Da qui in avanti niente ‘Francesco’, ma ‘Gesù!’”.


Eventi

I SINODI

Passando in veloce rassegna i quattro Sinodi, il relatore ha sottolineato i due Sinodi sulla famiglia con l’esortazione “Amoris laetitia” che nessuno può onestamente sostenere che il Papa abbia in qualche modo inficiato la dottrina cattolica tradizionale su matrimonio e famiglia. Il Papa conferma la volontà decisa di restare fedele alla dottrina della Chiesa ma si sofferma sull’atteggiamento pastorale della Chiesa verso quelle persone che si trovano in situazioni non regolari, particolarmente per matrimoni solo civili o unioni di fatto. Invita a soffermarsi sulle condizioni soggettive o di coscienza delle diverse persone, nelle situazioni non regolari e il connesso problema dell’ammissione ai Sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia. A questo proposito sostiene che non si può semplicisticamente identificare la situazione irregolare con uno stato di peccato e avanza tre motivazioni a sostegno di questo giudizio:

a) un’eventuale ignoranza della norma b) la grande difficoltà nel comprendere i valori insi ti nella norma morale c) condizioni concrete che non permettano di agire diversamente e di pren dere altre decisioni senza una nuova colpa, “fat tori che limitano la capa cità di decisione”. Anche qui non può entrare nei dettagli e suggerisce un prezioso libretto del cardinal Francesco Coccopalmerio a commento del capitolo ottavo dell’esortazione apostolica post sinodale “Amoris laetitia”.

I GIOVANI

Grampa ha sottolineato l’importanza che Papa Francesco dà alla legge della gradualità che presuppone nella persona una incapacità o una grave difficoltà a metterla in pratica, almeno nella sua totalità, in tutte le sue esigenze, a motivo di una condizione di fragilità della volontà. La legge della gradualità suggerisce non l’esclusione ma la

valorizzazione del bene possibile. La non immediata imputabilità di quelle persone che non adempiono la legge o l’adempiono solo in parte e la conseguente necessità di astenersi dal giudicarle come colpevoli e quindi in condizione di peccato grave, ma piuttosto impegnarsi per la loro integrazione, cioè la partecipazione alla vita della Chiesa e anche alla ministerialità, evitando lo scandalo. Papa Francesco non mette in discussione la dottrina ma pone il problema della relazione tra dottrina e norma nella loro generalità e le persone singole nella loro concretezza; ciò che lo preoccupa è l’ermeneutica della persona. Ha poi accennato al sinodo sui giovani seguito dall’esortazione apostolica “Christus vivit” secondo la quale il modello di pastorale giovanile viene indicato da Francesco nell’icona dei due discepoli di Emmaus, capace di dar forma a un camminare insieme dove nessuno dev’essere messo o mettersi in disparte. Cinque verbi sono importanti in questa proposta: - camminare insieme - ascoltare lungo la strada - ospitare nella casa: “resta con noi Signore perché si fa sera” - condividere il pane spezzato - riconoscere con gli occhi e con il cuore.

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L’ECOLOGIA INTEGRALE

Poi è stato introdotto il Sinodo dell’Amazzonia preceduto dall’Enciclica “Laudato sii”, con la sua proposta di ecologia integrale per cui non basta essere attenti ai fenomeni di degrado della natura e di cambiamento del clima. Per raggiungere questo traguardo importante è l’“Instrumentum Laboris” dove si indicano i nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale che deve tener conto del contesto socioculturale, storico, economico-finanziario, politico e religioso, pastorale. Un quadro di preoccupazione per l’equilibrio ecologico che riguarda anche noi: pensiamo agli incendi, alle inondazioni, all’erosione del territorio, a tutti i cambiamenti climatici con l’annunciata scomparsa dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mari e si inseriscono problemi di pastorale per far fronte all’evangelizzazione di quei popoli. Sono questi i problemi che fanno giudicare il Sinodo amazzonico come un “cavallo


Eventi

di Troia” per attuare riforme radicali che sconvolgerebbero la Chiesa cattolica. Un accenno: • Il rispetto della cosmogonia india e il problema di una liturgia che si incarni nelle tradizioni, nella cultura locale, nella strutturazione comunitaria per una liturgia partecipata. • Il problema dei preti sposati che non è certo la questione più importante dibattuta dal Sinodo ma la più appariscente per il grande pubblico. Scrive l’Instrumentum Laboris: “Affermando che il celibato è un dono per la Chiesa, si chiede che per le zone più remote di quella regione, si studi la possibilità di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità, sebbene possano avere già una famiglia costituita e stabile, al fine di assicurare i sacramenti che accompagnano e sostengono la vita cristiana”. L’ipotesi è presentata come una eccezione per sostenere comunità indie della foresta, dove il missionario celibe, causa la mancanza di collegamenti, può arrivare magari una volta l’anno. Ma venisse accettata - dicono i cardinali avversi a Papa Francesco (il tedesco Walter Brandmüller, lo statunitense Raymond Leo Burke, il guineano Robert Sarah…) e i loro seguaci

quest’innovazione potrebbe venire richiesta nell’Africa equatoriale e perfino nella Mitteleuropa; sarebbe l’inizio della fine del celibato sacerdotale obbligatorio per la Chiesa latina. È la politica della paura che condiziona tante scelte dei nostri governi. • Ancora sono in discussione l’istituzione di nuovi ministeri, soprattutto femminili, così si è aperto il discorso sul ruolo delle donne. È possibile ipotizzare la donna diacono, riparlare della donna-prete rifiutata da papa Wojtyla o è scandaloso? È scandaloso non riconoscere quello che le donne già fanno nella sopravvivenza e nella vita della Chiesa? È giusto fare evangelizzazione per imposizione o la via non dev’essere quella del dialogo, della comprensione, del rispetto, della pazienza, della testimonianza? Papa Francesco non ha dubbi sulla scelta, ma non tutti lo capiscono. Non lo capiscono soprattutto quelli che non hanno ancora capito il Concilio Ecumenico Vaticano II. Concludendo, il conferenziere ha annunciato la pubblicazione di un suo libretto dal titolo “Il Concilio, una grande luce, per non perdere la bussola”. Un importante contributo a quanto brillantemente esposto al meeting. - 11 -

UN’APPROFONDITA ANALISI

È stato un incontro d’elevato valore, non solo culturale, quello organizzato dal Lions Club Gorla Valle Olona in collaborazione con l’Associazione Enrico Dell’Acqua. La partecipazione dei Sindaci di Busto Arsizio Antonelli, di Castellanza Cerini, di Gorla Minore Landoni e di altre autorità istituzionali dell’area, di rappresentanti dei Lions Club di Lonate Pozzolo e Castellanza Malpensa, di UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) hanno conferito all’atteso evento ulteriori e condivise motivazioni. Il Vescovo Emerito di Lugano, il bustocco Piergiacomo Grampa ha approfondito un tema di straordinaria attualità e importanza: “il Sinodo sull’Amazzonia con i temi infuocati dei cambiamenti climatici e il difficile momento delle tensioni nella Chiesa”. Ed il Vescovo Grampa - proclamato “Socio d’Onore” dell’Associazione Enrico Dell’Acqua - ha trattato, con rara competenza, gli aspetti di un fenomeno al quale la chiesa riserva particolare attenzione con i Sinodi che rappresentano un riferimento storico e metodologico di eccezionale significato. I Soci d’Onore Questa la dedica che S.E. Grampa ha scritto sul “Libro d’Onore” dell’Associazione dopo la sua proclamazione: “Non so quanto sia meritato questo onore, ma proprio per questo mi fa sentire profondamente onorato. Busto comunque l’ho sempre portata nel cuore e di cuore auguro un futuro degno del suo glorioso passato”. 2019: S.E. Piergiacomo Grampa Vescovo Emerito di Lugano 2017: Gigi Farioli Sindaco di Busto Arsizio 2006-2016 Lino Faccincani Imprenditore e mecenate Antonella Gisti Presidente Estate Spa


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Eventi Emilia Carnaghi - Ufficio Stampa BAFF

XVIII edizione B.A. Film Festival

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orna il BAFF – B. A. Film Festival con la direzione artistica di Steve Della Casa e Paola Poli. I primi annunci sulla XVIII edizione sono stati recentemente presentati alla Festa del Cinema di Roma e all’incontro sono state svelate le date della nuova edizione del festival che si svolgerà dal 28 marzo al 4 aprile 2020 a Busto Arsizio e le prime anticipazioni che arricchiranno la kermesse. L’edizione 2020 vedrà un omaggio al grande Ugo Tognazzi. A ricordarlo i figli: Maria Sole, Gianmarco e Ricky Tognazzi. Tra i momenti salienti della XVIII edizione un omaggio a Alfred Hitchcock e Mario Bava dal titolo"I registi che sapevano troppo" in occasione del 40° anniversario della loro morte. Una serata dedicata al talento incontrastato di due geni del brivido: l’uno, Hitchcock, il maestro della suspense e tra i registi più iconici di tutti i tempi, l’altro, Bava, uno dei più grandi esponenti del cinema di genere italiano. Tra le anticipazioni del B.A. Film Festival un Focus sul cinema spagnolo a conferma della vocazione internazionale del festival. Confermati i Concorsi BAFF in Corto e il Concorso VR: iscrizioni sino al 28 febbraio 2020 tramite la piattaforma Film Freeway (https://filmfreeway.com/).

La locandina è stata realizzata da Francesco Bongiorni, illustratore nato nel 1984 e che vive e lavora tra Madrid e Milano.

Presentata anche la locandina della XVIII edizione realizzata dall'illustratore Francesco Bongiorni che ha voluto rappresentare le diverse anime e finestre del Festival: dal ragazzo per il Made in Italy Scuole, al personaggio con visori in VR, al pubblico degli incontri culturali pomeridiani e ancora le proiezioni serali e gli incontri al termine delle proiezioni. Allo stesso tempo l’artista ha voluto mettere in evidenza gli elementi della

città di Busto Arsizio creandone una peculiare riconoscibilità anche cinematografica. I direttori artistici Steve Della Casa e Paola Poli si dicono entusiasti della nuova edizione: “Ci appassiona sempre di più lavorare a un festival unico fortemente collegato al territorio e sostenuto con grande intelligenza dal Comune. In particolare il rapporto con i Cineforum e con l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni ren-

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de quest’esperienza assolutamente originale nel panorama italiano”. Forte il sostegno di Manuela Maffioli Vicesindaco e Assessore a Identità e Cultura del Comune di Busto Arsizio che dichiara: “È doveroso, ma contemporaneamente un onore, essere presente, in rappresentanza dell'Amministrazione, a un momento così importante per il nostro B.A. Film Festival che, dopo essere stato a Venezia lo scorso anno, si presenta alla Festa del Cinema di Roma. Un palcoscenico che il BAFF si è guadagnato nel tempo e a cui, ci auguriamo, si aggiungeranno altri e altrettanto prestigiosi “carpet”. In questa direzione stiamo lavorando con convinzione con la B.A. Film Factory e con tutto il “Sistema Cinema”, illuminato testimonial di Busto Arsizio in Italia e nel mondo e cardine dell'intero “Sistema Città”. Le fa eco Alessandro Munari, presidente di B.A. Film Factory: “Sono particolarmente lieto di avviarci alla prossima edizione in cui il Festival diventerà maggiorenne e che sarà dello stesso livello di tutte quelle che l’hanno preceduta. Grazie al lavoro di squadra non solo con le strutture di supporto ma anche con gli studenti dell’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni che collaborano attivamente alla realizzazione del BAFF.”


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Eventi Mario Sansalone - Responsabile Stampa

Celebrati i 30 anni del CAV

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rande successo (il 10 novembre a Borsano di Busto Arsizio) per la festa dei 30 anni del “Centro di Aiuto alla Vita di Busto Arsizio Anna e Giovanni Rimoldi”. Teatro Aurora quasi al completo (300 presenti), caratterizzato dalla toccante testimonianza di Beatrice Fazi, la domestica della serie televisiva “un Medico in Famiglia” con Lino Banfi, e dalla presentazione del volume “Anna e Giovanni” fatta dagli autori Laura Vignati, insegnante e giornalista, e Mario Colombo, affermato imprenditore, simpaticamente stimolati e “interrogati” dalla bustocca Donatella Negri, volto noto della RAI milanese. Alla festa non hanno voluto mancare Mons. Severino Pagani, che ha ricordato i numerosi campi di impegno, tra cui Famiglie in Cammino (presente con Don Giancarlo Greco) e la profonda fede dei coniugi Rimoldi. Introdotta da Antonio Pellegatta, Presidente del CAV bustocco, Elisabetta Pittino, Presidente di FederVitaLombardia, ha detto che ha sperimentato lo spirito di accoglienza che ha caratterizzato la vita di Anna e Giovanni e che ben emerge dall’omonimo volume voluto e fortemente sostenuto fin dalla nascita da Bruna Puricelli Scazzosi, sorella di Anna. Un torrente in piena la testimonianza dell’attrice Beatri-

Foto-ricordo della manifestazione particolarmente partecipata

ce Fazi, reduce dagli incontri di Novara e Verbania. Ha raccontato le sue vicissitudini giovanili, della sua vita in università, del suo aborto in piena, toccante solitudine. In questo deserto affettivo l’incontro con un sacerdote che le ricorda la misericordia divina, l’incontro con il futuro marito, il cammino verso una vita “normale” con il matrimonio in chiesa e la nascita di 4 figli: una vicenda raccontata in un pregevole libro. Il filmato dei 30 anni CAV, ben preparato da Ferruccio Mainini, ha introdotto la presentazione del volume. Entrambi sono stati la risposta in positivo della grande domanda (chi ti rende la vita veramente felice?) di Beatrice. “Anna e Giovanni” (236 pagine, Freeman editrice, 18 €) il cui ricavato andrà ad incrementare le attività del CAV

sostenuto fin dalla nascita da Mons. Claudio Livetti, è stato raccontato in mille sfaccettature: storia di Anna Puricelli, di Giovanni Rimoldi (aspirante salesiano in gioventù), i loro impegni nel Gruppo Missionario, nel Comitato per l’inceneritore, in Famiglie in Cammino, la nascita e la vita (100 giorni) di Maria Gabriella, l’impegno nel Cav. Una chicca letteraria, infine, per concludere. Colombo nelle sue ricerche ha scoperto che il soldato morto, con la sua bocca digrignata al plenilunio, citato da Ungaretti nella sua poesia “Veglia” era un trovatello adottato da un bisnonno di Anna. Una ricca radice di accoglienza di cui anche Anna ha potuto attingere. Per il 30° anniversario il Centro bustocco ha ricevuto la visita di Elisabetta Pittino,

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Presidente di FedervitaLombardia APS (Associazione per il Sociale che raggruppa oltre 60 tra Cav, Movimenti per la Vita e Case di Accoglienze). La visita di Pittino, dopo quelle in provincia di Brescia e del nord della provincia di Varese, si inserisce in un programma di conoscenze delle varie realtà locali. L'incontro, amichevole e costruttivo, ha passato in rassegna i problemi che ogni CAV incontra e deve risolvere ogni giorno, primo fra tutti il necessario ricambio generazionale. Non solo difficoltà però, ma tante storie e ricchezze che difficilmente vengono messe sotto le luci dei riflettori. Non solo festeggiamenti, in conclusione, per i volontari del Centro di Aiuto alla Vita bustocco ma anche la partecipazione al 39° Convegno Nazionale del Movimento per la Vita a Montesilvano con il Presidente Pellegatta e l'addetto stampa impegnato nella gestione della comunicazione dei lavori del convegno sintetizzati nella pagina seguente.

La copertina della pubblicazione dedicata ai coniugi Rimoldi.


Eventi

Un convegno operativo Il meeting abruzzese si è aperto con la prolusione del Presidente MpV Marina Casini Bandini (...la più grande difesa del bambino è nella mente e nel cuore del madre) e nei tre giorni di lavoro si è articolato in numerose commissioni operative che hanno trattato temi in cui si imbattono quotidianamente i volontari delle ODS - Organizzazioni di Volontariato (le vecchie ONLUS). Promozione della Cultura per la Vita con il MpV, Ascolto delle donne attraverso SOS Vita, Assistenza alla nascita con i CAV-Centri di Aiuto alla Vita, Aiuto alle maternità problematiche con le Case di Accoglienza: questo il fil rouge che ha attraversato e guidato i lavori del Convegno e i principali dati del dossier relativi all'attività dei 243 cav dei 353 che hanno mandato il report delle loro attività nel 2018. Promozione della Cultura per la Vita: meno 127.000 è la differenza tra i nati nel 2018. 250.000 le confezioni di “pillole del giorno dopo” vendute ogni anno. Meno 400.000 la diminuzione della popolazione italiana dal 2015 al 2018. Per l’ascolto, nel 2018: 2.065 telefonate a SOS Vita (800.813.000 www.sosvita.it), 10.497 le ore di conversazione dei volontari, 370 chiamate per rischio aborto e 508 per rischio concepimento (pillole giorno dopo). Per il sostegno alla maternità: 7.171 bambini nati nel 2018 grazie ai 243 Centri che hanno comunicato i dati e più di 236.000 sono quelli nati grazie all’aiuto dei CAV dal 1975. 513 le mamme aiutate con i Progetti Gemma nel 2018 e l’80% è la percentuale di mamme che scelgono la vita per i loro nascituri dopo un colloquio con un volontario. Per le Case di accoglienza, nel 2018: disponibili 64 case di prima e seconda accoglienza; 15.101 i metri quadrati; 394 posti letto; 202 donne accolte; 116 ingressi nel 2018; 271 figli presenti con le mamme. 110 è il numero medio di donne assistite per ogni CAV e oltre 770.000 dal 1975 a oggi. (M.S.)

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Educazione Sanitaria Simonetta Cherubini

Direttore S.C. di Pediatria e Neonatologia Ospedale di Busto Arsizio Direttore di Dipartimento Materno Infantile ASST-Valle Olona

Le giuste scelte nello sport ...e che piaccia al bambino, è opportuno considerarlo. “Una volta...” è un inizio riservato alle fiabe, ma può diventare un ricordo nostalgico a quando i bambini praticavano sport tutti i giorni, correndo nei prati, arrampicandosi sugli alberi, giocando al tiro alla fune, rincorrendo il cerchio, sfrecciando sugli schettini. Ancora: “una volta” si cantava che “laddove c’era l’erba, ora c’è una città” e da allora i giochi infantili all’aria aperta iniziarono a essere soppiantati da una sorta di sedentarietà costretta e destinata a crescere nel tempo. Il movimento è benefico per la salute psico-fisica, ad ogni età, e il messaggio “lo sport fa bene” lo rammenta quotidianamente mentre subiamo tutti i giorni la difficoltà a praticare attività motoria regolare: i bambini ancora più degli adulti. I dati statistici non sono confortanti; il Sistema di Sorveglianza del Ministero della Salute, attraverso l’indagine “Okkio alla Salute”, ha confermato un’incidenza molto alta di bambini sedentari: il 33,8% in età scolare tra i 6 e i 10 anni pratica attività sportiva solo 1 giorno/settimana e il 23,5% non è abituato neppure ad attività ludica di movimento. Ne consegue un’alta incidenza di obesità infantile, primato europeo con il 21% dei bambini in sovrappeso e il 9%

Lo sport impegna, sul piano dell’agonismo o dell’esercizio individuale o collettivo, le capacità psico-fisiche in connessione o meno con intenti ricreativi.

affetto da obesità, complici le abitudini di vita scorretta. A fronte di queste situazioni, si pongono i casi di bambini abituati alla pratica sportiva, appartenenti a contesti familiari attenti o, addirittura, esasperati per l’obiettivo della performance.

IL MESSAGGIO Vorrei condividere con il lettore la necessità di trasmettere informazioni scientifiche come messaggi culturali divulgativi, con frasi semplici e incisive come questa: “un bambino sano sarà un adulto sano”, obiettivo perseguibile attraverso una buona prevenzione. Il messaggio mostra i difetti e l’impotenza di quanto può in-

tervenire in modo imprevisto e allora possiamo modificare il messaggio come “un bambino obeso o in sovrappeso, sarà un adulto poco sano” per i rischi di patologia multiorgano connessi. Lo sport è tutore della salute del corpo, insieme a quella psichica: “soma” e “psiche” non separati, ma interdipendenti nella visione olistica dell’individuo che è in stato di buona salute quando fisico e mente “lavorano bene e stanno bene insieme”. Comprendiamo il ruolo dello sport nell’educazione a comportamenti socialmente virtuosi, quali la capacità di socializzazione, l’apertura al confronto, il rispetto delle regole, il controllo delle emozioni, la capacità di adattamento, l’acquisizione progressiva di autostima. L’introduzione, caratteristica-

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mente breve, è stata volutamente dilatata per ricordare alcune considerazioni utili, pur consapevoli che la confusione nasce nel momento della scelta, compatibile con le esigenze del bambino e della sua famiglia. Nella scelta è importante individuare le inclinazioni e assecondare quelle del bambino; è improprio parlare dello “sport migliore” che sarà quello che “piace al bambino” e che deve divertire, soprattutto all’inizio, pena la disincentivazione immediata e l’abbandono precoce. La decisione spetta ai famigliari, ma è anche vero che un supporto può essere offerto da criteri utili nell’orientamento: il pediatra di famiglia, come depositario della salute del bambino, insieme ad un tecnico sportivo, rappresentano le figure principali alle quali affidarsi evitando il “fai da te”. Lo sviluppo fisico e neuromotorio in continua evoluzione rappresentano i criteri-guida, nella scelta che deve essere adatta all’età del bambino, alla sua costituzione e carattere, allo stato di salute globale per evitare stress eccessivo per il fisico e richiesta di concentrazione sproporzionata e la Società Italiana di Pediatria (SIP) ha prodotto una guida pratica e semplice contenente consigli utili. Arriva un momento in cui il bambino mostra la “stoffa del campione” e viene coinvolto nel mondo dell’agonistica,


Educazione Sanitaria

anche questa graduale, ma talvolta esigente nei ritmi e nell’intensità, evitando un boomerang per il campione nascente che arriva a soffrire per il suo sport preferito e che gli aveva regalato divertimento e gioia. Perché accade?

CAMBIANO LE REGOLE Dagli anni ’90 è cresciuta l’attenzione alla pratica quotidiana dello sport, l’inserimento di “discipline anche per i bambini”, il coinvolgimento degli adulti , la crescita culturale dei genitori, la nascita di figure tecniche specializzate nell’educazione allo sport, ha realizzato la nascita di una “vera cultura dello sport, fin da piccoli”. Si è sempre detto che è agonismo, vero, quando esso raggiunge livelli di professionalità che richiede risultato e anche spettacolo che ci regala i grandi miti, talvolta solo momentanei. È stato introdotto un meccanismo che ha visto crescere l’agonismo di massa, coinvolgendo bambini e adolescenti. Obiettivamente, il fenomeno potrebbe essere considerato uno strumento ulteriore di stimolo motivazionale se strutturato e controllato nel rispetto della fisiologia del bambino e dell’adolescente.

È sempre da ricordare una frase diventata celebre, ovvero che “il bambino non è un piccolo adulto”, un dogma sul quale la disciplina pediatrica si è evoluta affinando le conoscenze e le competenze tecniche specifiche per le cure della fascia di età pediatrica e adolescenziale, peculiare per gli aspetti fisici e psicologici, nell’ambito sia della fisiologia sia della patologia. In ogni progetto educativo le azioni sono proporzionate all’età e alla tipologia di bambino, in famiglia, alla scuola materna e elementare... Così è importante programmare l’insegnamento alla pratica sportiva, che deve “far divertire” il bambino. Il piccolo atleta cresce, diventa un campioncino, aumentano le aspettative famigliari, la società e il coach investono su di lui: sappiamo, però, che non tutti diventeranno campioni, con la delusione che ne consegue e il fallimento del risultato costringe all’abbandono: ne deriva perdita di autostima che può sfociare in disturbi depressivi. Un altro aspetto dello sport agonistico è la richiesta di “rinuncia” ad altre attività ludiche o al tempo libero, l’adesione alle regole è irrinunciabile, la costanza è fondamentale anche se l’allenamento è stressante, ma necessario per la crescita dell’atleta. È questo il motivo per cui si seleziona il campione che è uno, non possono esserlo tutti; non è

lo sport agonistico da demonizzare in quanto pochi posseggono le caratteristiche per arrivare ad alti livelli. È come a scuola, non tutti possono essere il primo della classe! Prima di tutto i genitori devono ridurre le aspettative, evitare i paragoni, non seguire le mode, insegnare al figlio l’amore per lo sport come divertimento, occasione per stare insieme, per misurarsi con gli altri sapendo che si può perdere e che lo sport per “pochi” diventerà la professione, mentre per la maggior parte può rimanere per tutta la vita una passione irrinunciabile che fa bene alla salute. Come dichiarato nella “Carta dei Diritti del Bambino nello Sport”, il bambino ha il diritto di divertirsi di giocare e ha il diritto di non essere un campione.

☞ Conte tra gli operai dell’ILVA. Uno show televisivo ☞ Promesse non mantenute. Zingaretti docet. ☞ Chi è Di Maio? Un uomo onirico. ☞ Frana l’Italia e il Governo. Si salvi chi può. ☞ Case in donazione. Da l’ex Ministro Scaiola all’ex Ministra Trenta: che bella sorpresa! ☞ Mensa dei poveri a Gallarate e Busto Arsizio. Piatto tipico: antipasto con tangenti. ☞ Acqua alta a Venezia. Montanelli lo scriveva trent’anni fa. ☞ Ex ILVA Taranto e salvataggio governativo. Con oneri a carico del contribuente. Ovviamente. ☞ Banca Popolare di Bari. Un fallimento preannunciato. ☞ Il ritorno di Grillo a Roma. Chi si è accorto? ☞ Forza Italia ai minimi storici. È iniziato il post-Berlusconi.

Pierre de Coubertin: «L'importante nella vita non è solo vincere, ma aver dato il massimo. Vincere senza combattere non è vincere»

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☞ Verifica governativa a Gennaio. Ennesima promessa del Premier.


Progetto di Educazione Sanitaria Giulio Signori - Associazione E. Dell’Acqua

Coinvolti 25.000 studenti

C

ambiamento nella continuità: è l’ossimoro che ha caratterizzato il Progetto di Educazione Sanitaria riservato agli studenti degli Istituti Comprensivi di Busto Arsizio – Gallarate – Castellanza e Valle Olona e patrocinato da qualificati Enti Istituzionali pubblici e privati. L’articolato percorso in-formativo coordinato da un’équipe medica con l’obiettivo di sensibilizzare i giovanissimi su problematiche che possono incidere sul loro sviluppo psico-fisico, sta ottenendo anche l’adesione di docenti e genitori valorizzando così l’iniziativa varata nel 2015. Infatti, le tabelle riportate evidenziano il notevole impianto promozionale perché le cronache quotidianamente riportano episodi che alterano gli equilibri determinanti per la formazione del cittadi-

La Carta per la Promozione della salute adottata ad Ottawa nel 1986, afferma che “la salute è vista come una risorsa per la vita quotidiana e non l’obiettivo del vivere”.

no di domani. Il Progetto di Educazione sanitaria, il più recente fiore all’occhiello dell’Associazione Enrico Dell’Acqua, attraverso il collaudato modello operativo, registra i primi

risultati positivi che interagiscono verso una maggior responsabilità individuale, propedeutica anche al contenimento delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, la notevole partecipazione di Docenti al recente corso “Formare per informare” ospitato dalla LIUC a Castellanza, ha rappresentato un innovativo e condiviso completamento didattico. Se alcool e droga sono stati gli argomenti più gettonati, l’introduzione del bullismo e del digitale sottolineano motivazioni particolarmente efficaci per verificare i rapporti intrapersonali. Al pari dell’ambiente che senza una programmata prevenzione, subisce ingenti danni che sconfinano, spesso, nella perdita di vite umane. Un dramma, quanto verifi-

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catosi nel Novembre 2019, che per il "sistema Italia" è risultato il più devastante evento climatico degli ultimi decenni. E il pianeta-terra, ad iniziare dall’Amazzonia - dove la deforestazione ha raggiunto il 40% scatenando un disastro ecologico perché l’umanità utilizza il 20% delle sue risorse idriche - richiede interventi straordinari che il mondo della scuola può interpretare con la consueta passione. E il Progetto di Educazione Sanitaria, che si concluderà a Maggio 2020, rappresenta il classico modello di come il volontariato può contribuire a migliorare lo stile di vita e suscitare ampie condivisioni. Per le generazioni future si aprono quindi nuovi orizzonti e interessanti prospettive.

Con una pubblica cerimonia e la partecipazione del Sindaco Cassani, l’Istituto Gerolamo Cardano di Gallarate ha assegnato all’Associazione la targa sopra riportata per la collaborazione offerta durante la “settimana della sicurezza”.


Progetto di Educazione Sanitaria Lara Lualdi - Redazione Busto Domani

Lotta allo spreco alimentare

I

gnato alle famiglie bisognose individuate attraverso il Centro di Ascolto.

Per le strade di Busto si incontra spesso il furgone con la scritta “Siticibo”. Il furgone è del Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” onlus, ed è presente in città con diverse attività: - Aiuta 15 enti caritativi con

Ci fornisce qualche numero sulla vostra attività? L’attività di gestione delle mense è sempre attenta ad evitare gli sprechi, tuttavia, per diversi motivi, le eccedenze a volte sono inevitabili. Lo scorso anno Siticibo ha ritirato da 4 mense aziendali 21.710 porzioni di cibo cotto consegnate agli enti residenziali. Da 6 scuole cittadine kg 3.218 di pane, kg 5.540 di frutta e kg 734 di dessert. Inoltre dal 2016, con la fattiva collaborazione dell’Amministrazione Comunale, è attivo il programma di ritiro del cibo cotto anche dalle mense scolastiche. Grazie all’associazione Lions Bruno Tosi e Mario Ravera Onlus che ha sponsorizzato l’acquisto di un abbattitore, Siticibo ha potuto far decollare il progetto a Busto Arsizio. Da 4 mense scolastiche sono state ritirate teglie di cibo cotto: un aiuto per circa 250 persone la settimana. Il programma ha interessato l’Università degli Studi di Milano (Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari) che ha proposto una tesi su: “Controllo delle procedure ed indagine sulla qualità microbiologica di alimenti recuperati dalle mense scolastiche.”

n un periodo storico in cui si rende necessario un incremento della produzione alimentare del 60-70% per nutrire una popolazione crescente, il paradosso è rappresentato dallo spreco. Infatti, i dati relativi al 2019 forniti dal progetto “Reduce” (Ministero dell'Ambiente/Università di Bologna Distal) indicano che, in Italia, lo spreco alimentare ammonta a 700 grammi pro capite a settimana, per un valore di 3,76 euro settimanali e di 196 euro annuali. Anche per questo motivo appare fondamentale l’operato di associazioni come Siticibo (il progetto di Banco Alimentare della Lombardia) che, quotidianamente, si impegna per ridurre gli sprechi aiutando le persone in difficoltà: a Busto Arsizio, dal 2009 è attiva la rete di volontari che raccolgono le eccedenze di cibo per ridistribuirle tra i bisognosi e dal 2015 l’associazione ha messo in campo le proprie energie per la raccolta del “cibo cotto”. Abbiamo chiesto a Dario Mazzucchelli Coordinatore Regionale Siticibo:

Si stima che, ogni anno, un terzo di tutto il cibo prodotto per il consumo dell’uomo vada sprecato, mentre 820 milioni di persone vivono in situazioni di indigenza.

2149 assistiti. Nel 2018 ha consegnato kg 185.182 di alimenti. - Organizza la Colletta Alimentare. Lo scorso 30 novembre in 18 Punti Vendita ha raccolto kg 13.380 grazie a 250 volontari. - Con Banco Scuola persegue un’opera educativa. Lo scorso anno è stato presente in 33 classi incontrando 796 alunni. Può approfondire l’operato? Siticibo Ristorazione nasce come risposta ai bisogni delle persone in difficoltà e individua i luoghi di probabili sprechi, come le grandi mense; chiede la disponibilità a collaborare per fini di solidarietà e si impegna a ritirare giornalmente le eventuali eccedenze che poi devolve in proporzione a chi ne ha fatto

richiesta. In tal modo, contrastando la povertà, favorisce gli obiettivi di sviluppo sostenibile, evitando i rifiuti alimentari ancora edibili, e attiva un’educazione ad un moderato consumo. Ogni giorno lavorativo il nostro furgone, isotermico con gruppo frigorifero, con due volontari dotati di certificato HACCP, parte per ritirare le eccedenze dalle mense della zona. Le porzioni di cibo cotto raccolte vengono consegnate agli enti cittadini per essere scodellate in tavola a mezzogiorno. Nel pomeriggio altri due volontari fanno il giro delle scuole cittadine che partecipano al programma, per ritirare il cibo eccedente dalle mense. Quanto raccolto viene distribuito alle Caritas che collaborano all’iniziativa e conse-

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Cultura Serena Contini curatrice mostra Renato Guttuso a Varese

L’arte di Renato Guttuso

A

volte gli incontri che segnano una vita avvengono per caso. Nella seconda metà di giugno del 1974 Francesco Pellin, in vacanza sull’isola d’Ischia con la moglie Adriana, ospiti dell'hotel Regina Isabella in occasione del premio cinematografico Angelo Rizzoli, conobbe a bordo piscina il pittore Renato Guttuso che soggiornava nello stesso albergo con la moglie Mimise. Quella sera, dopo cena, nella sala ove vi era il pianoforte, iniziarono a colloquiare scoprendo di essere accumunati dal Varesotto per aver l’uno dimora a Busto Arsizio e l'altro casa di villeggiatura a Varese. La simpatia reciproca fece sì che Guttuso invitasse, nel successivo mese di luglio, Francesco Pellin a visitare il suo studio in Villa Dotti a Velate, uno dei “luoghi di vita e di lavoro” insieme a Roma e a Palermo. Giunto nell’atelier, Pellin scoprì un mondo affascinante che lo segnò profondamente, composto da disegni preparatori e bozzetti per uno dei più celebri dipinti di Guttuso, La Vucciria, raffigurante il vivace mercato di Palermo, atto d'amore pittorico dell'artista siciliano alla sua terra. Come è noto lo studio si era colmato, nel susseguirsi dei giorni, di casse di frutta e verdura, di pesce, formaggio, uova e, persino, di una mezzena di bue recapitata dal macellaio del borgo. Si possono solo im-

Renato Guttuso con la moglie Mimise a cena nella casa di Francesco e Adriana Pellin a Busto Arsizio nell’ottobre 1974.

maginare le sensazioni visive ed olfattive di Francesco Pellin ammesso ad assistere alla nascita e all'evoluzione di un capolavoro.

L’IMPRENDITORE Nato a Busto Arsizio il 9 aprile del 1936, Pellin proveniva da una famiglia originaria di Feltre, che nel 1922 si era trasferita a Borsano. Suo padre Beniamino, sposato con Genoveffa Gresiot, aveva comprato un cascinale con terreno per allevare il bestiame per poi dedicarsi al commercio, riuscendo a trasmettergli l’interesse per gli affari. Francesco Pellin, adolescente, iniziò la sua attività commerciale, vendendo dolci e bevande negli oratori e allo stadio. Ancora minorenne, ottenuta l'indipendenza giuridica dal padre, si occupò

dell’importazione di specialità alimentari dall’estero. Fondò alla fine degli anni Cinquanta la Import - Export Pellin specializzata proprio nell’immettere nel mercato italiano prelibatezze alimentari di lusso come la zuppa di tartaruga, le escargot, il caviale russo, il foie gras alsaziano e il salmone affumicato. Col passare del tempo e con un solido bagaglio d'esperienze, Pellin decise di abbandonare il commercio per dedicarsi alla produzione del salmone affumicato divenendo imprenditore. Diede vita nel 1969 alla sua prima azienda, la Norvegia Salmon Company, a Borsano, costruendo un secondo stabilimento più grande a Busto Arsizio nel 1975 con il nome di International Salmon Company, denominata poi Fjord. Fino alla morte, avvenuta a Milano alla clini-

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ca Madonnina il 24 giugno 2009, continuò la sua brillante attività di imprenditore che gli permise l’acquisizione di numerose opere d’arte, tutte di Renato Guttuso. Si può dire che la sua arguta visione imprenditoriale trovi un parallelo nella sua altrettanto ampia visione culturale che gli permise di creare una collezione ricca e articolata composta da ben 77 dipinti e 44 disegni, dal 1931 al 1986, divenendo il più importante collezionista privato. Francesco Pellin, che abitualmente visitava le raccolte d’arte dei musei nelle città in cui si trovava per lavoro, rimase affascinato dall’artista per la sua personalità, cultura e creatività. Dopo quel primo incontro varesino, infatti, seguirono varie visite a Velate finché verso la fine di ottobre del 1974, Renato e Mimise vennero invitati a cena a casa Pellin a Busto Arsizio. Una cena con sorpresa. Una fotografia di quella serata mostra le due coppie intorno al tavolo della sala da pranzo con le signore sorridenti: Guttuso con l'immancabile sigaretta in bocca e Pellin, unico in piedi, con un gilet rosso indossato in onore del pittore. Era una serata speciale per Francesco Pellin: non solo l'onore di avere a cena il grande pittore ma anche la consapevolezza di avere dato inizio alla collezione dei quadri di Guttuso.


Cultura

Renato Guttuso mentre esegue il ritratto di Francesco Pellin, Velate 1975.

Il legame che si era creato fra i due amici e la predilezione di Pellin per la produzione artistica del pittore siciliano si erano estrinsecati infatti nell'acquisto, fatto all'insaputa dell’artista, di tre opere in mostra a Ginevra presso la Galleria Jan Krugier. In effetti Pellin, prima che le stesse venissero spedite, le aveva viste nello studio del pittore ed aveva espresso il desiderio di ottenerne almeno una, desiderio non realizzabile dato che Guttuso non poteva rinunciare all’opportunità di esporle a Ginevra.

LA COLLEZIONE Sulla strada di ritorno dalla Norvegia, Pellin si fermò a Ginevra per comprare in galleria i tre dipinti, pretendendo che gli fossero subito consegnati. Pellin inaugurò in tal modo la sua collezione: Natura morta con caffettiera (1974), Peperoni (1974) e

Muraglia cinese giallo – grigia (1972) furono appese alle pareti della sua casa per essere mostrate con orgoglio a Guttuso in quella serata di fine ottobre. L’anno successivo Pellin chiese al maestro di poter realizzare un sogno: avere un suo ritratto, un riconoscimento tangibile e visibile del loro rapporto. Un privilegio destinato a pochi perché il pittore amava ritrarre solo amici, non committenti. Due scatti fotografici del 1975, conservati nell'Archivio Pellin a Varese, permettono di cogliere alcuni momenti di Guttuso al lavoro: nel primo scatto l’artista inizia a fare uno schizzo del suo modello - con un completo chiaro, seduto con le gambe accavallate su una sedia mentre nel secondo Guttuso ha quasi completato il viso tratteggiandolo con la matita. Nel ritratto ad olio in cui spicca la cravatta rossa, colore distintivo del pittore, il collezionista è rappresentato con

lo sguardo sereno rivolto verso l’atelier, forse intento ad ammirare i lavori da cui era circondato. Pochi anni dopo Francesco Pellin espresse il desiderio di poter avere anche un ritratto della moglie Adriana. Costei si ricorda di essersi recata nello studio di Velate con il marito per essere fotografata in posa, con indosso una camicetta bianca e una gonna nera, seduta su una poltrona di pelle utilizzata normalmente da Guttuso. Le fotografie, che avrebbero dovuto essere usate per eseguire il ritratto, furono considerate insoddisfacenti. L'elaborazione che ne seguì fu talmente tortuosa da far abbandonare al pittore l’idea di questa prima posa per realizzare un ritratto di dimensioni più ridotte, basato su un'immagine della signora Adriana, immortalata, con accanto il marito, a Forte dei Marmi, in costume da bagno nero. Che nel dipinto si trasforma in rosso.

LA RICONOSCENZA La loro amicizia, il comune sentire, la reciproca intesa, vengono elogiati da Renato Guttuso in una lettera inedita, databile al 1981, scritta a Francesco Pellin, in cui ricorda quella cena del 1974, e in cui spicca tutta la riconoscenza del pittore verso il suo principale collezionista, dedito esclusivamente alla

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sua produzione artistica, per la costante fedeltà dimostrata anno dopo anno, quadro dopo quadro. Va inoltre sottolineato che Pellin non fu solo un collezionista appassionato dell’arte del maestro di Bagheria ma fu un vero e proprio mecenate sensibile alla comprensione piena dell’opera di Guttuso. Infatti fu grazie alla sua munificenza e al suo interessamento che si poté dare alle stampe nel 1983 il primo volume del “Catalogo ragionato generale dei dipinti di Renato Guttuso”, opera editoriale prevista da tempo, affidata alla competenza del critico Enrico Crispolti, come espressamente richiesto da Guttuso. L’opera si compone di quattro volumi: il primo, con una prefazione di Natalino Sapegno e note di Antonio Del Guercio contiene le schede delle opere dal 1924 al 1953; il secondo dal 1954 al 1956; il terzo dal 1966 al 1983. Il quarto catalogo, uscito nel 1989 dopo la scomparsa del pittore, si compone di diversi scritti tra cui una lettera di Fabio Carapezza Guttuso, un' introduzione e una biografia degli ultimi due anni del pittore a cura di Crispolti, con le schede delle opere dal 1984 al 1986 e gli addenda. • ...continua sul prossimo numero di Busto Domani (con possibile iniziativa artistica a Busto Arsizio)


Cultura Giuseppe Magini - Critico d’Arte

Franca Carra, cinquant’anni di pittura

S

i è conclusa il 1 dicembre scorso alla sala “Fratello Sole”, la mostra dei 50 anni di pittura (1969-2019) di Franca Carra. Grande afflusso di un pubblico variegato, con notevole presenza di addetti ai lavori e di personaggi competenti. Personalmente conosco da tempo Franca Carra e le strade del suo inquieto temperamento pittorico, che l’ha indotta più volte sia a riprendere lo spirito di diversi movimenti dell’arte contemporanea adattandoli alla sua vena narrativa, sia, più semplicemente, a riprendere la sua esperienza di studio. Sì, perché Franca dopo il diploma al Liceo Artistico si è laureata in architettura e ha esercitato per un certo tempo la professione: certi spunti della sua operatività fanno capolino anche nel corpo della mostra di Fratello Sole, non solo nelle ricerche geometriche, ma nelle ardite prospettive oniriche di monumenti rilevati con perizia e nitidezza. In particolare il ritratto delle due principali chiese bustocche, rivissute in una emozionante cornice di verde (peccato che questa visione di sogno sia così poco simile alla realtà, da noi gli alberi vengono più che altro abbattuti…) e con uno sfondo nero dove le facciate si stagliano con una precisione metafisica. Non viene abbandonato che sporadicamente l’amato fi-

2019 – Piazza San Giovanni, visione onirica (olio su tavola, cm 56x88)

gurativismo, di grande accuratezza, in cui consiste il sapore più vivo della pittura di Franca. Ho ritrovato nella mostra i quadri che riproducono pizzi e nastri, in una paziente ricerca delle ombre che creano la terza dimensione, con un risultato che va oltre il trompe l’oeil, per la definizione addirittura superiore a quella della realtà. Questa linea era apparsa riccamente in un tempo ormai piuttosto lontano, e ciò mi fa apprezzare la capacità di Franca di non fermarsi, di non cedere alla facilità del ripetersi, di utilizzare ogni esperienza per andar oltre: sempre nuovi temi, dai mangiatori di arance alla vetrina delle bambole giganti, fino alla visione delle piccole streghe, e ai gruppi come “Convivio”, “Come spettri”, “Niente da dire”, dalla figura-

tività quasi cinematografica. Così con sapienza e personalità Franca riprende moduli dell’arte antica e contemporanea. Si intravede nei ritratti la ripresa di andamenti rinascimentali - a volte suggeriti anche dall’abbigliamento attribuito ai personaggi - non solo nella ricerca dello sfumato ma nella presenza di oggetti che precisano le caratteristiche dei personaggi stessi.

L’EVOLUZIONE Per mostrare la capacità di andar oltre, di rinnovarsi rimanendo se stessa che si scorge nel percorso dei cinquant’anni della pittura di Franca Carra, basterebbe confrontare i due ritratti di Padre Umberto Valtorta, che mi è rimasto impresso, e di

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Fra Pasquale Ghezzi, recente: non sono presenti nella mostra, anche se il ritratto di Fra Pasquale è riprodotto nel catalogo, che è un prezioso opuscolo in qualche modo autonomo con un saggio complessivo di Gilberto Facchinetti che descrive bene l’evolversi della pittura di Franca. Che “rimanda innanzitutto a se stessa rimanendo sempre riconoscibile per stilemi personali pur con riferimenti e assonanze” continui alla pittura di oggi e del passato. Infatti Franca, “compiuti i primi passi guardando al Cubismo, subito si volge al Surrealismo (Dali, Tanguy, Magritte) negli anni 70. Poi al Citazionismo, e sente un’attrazione per il Manierismo. Successivamente - lo afferma la pittrice stessa - orienta lo sguardo sul Realismo espressionista tedesco della Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività) e sul Realismo Magico, nella cornice del Novecento Italiano. Ma se è chiara la convergenza sul Surrealismo, nella versione personale di un neosurrealismo lirico, e sul movimento citazionista, detto anche Anacronismo Magico, molto più sfumato è il riferimento alla Nuova Oggettività mentre più vicino alla sensibilità di Carra pare essere il Realismo Magico (Oppi, Donghi, Levi, Casorati…) che si caratterizza per il preciso verismo iconico in atmosfere stupite e


Cultura

1993 - Autoritratto di Franca Carra (olio su tela trattata cm. 50x40)

rarefatte (in cui a volte respira Carra) per il tono enigmatico e la vita silente degli oggetti inanimati.”

UNA NUOVA ESPRESSIVITA’ Ma torniamo al confronto tra i ritratti dei due frati francescani, che risalgono a momenti diversi della pittura di Franca: sono somiglianti tutti e due, capaci tutti e due di cogliere un’espressione di spiritualità. Ma l’uso del colore a olio, di una pennellata minuta, di uno studio molto attento dello sfumato, rivelano nell’opera più recente una nuova maturazione che attraverso una tecnica evoluta dà luogo a una differente espressività: nella grande cura dedicata alla riproduzione del messa-

le che Fra Pasquale sfoglia, mi è sembrato di scorgere la citazione dei ritratti che si scambiavano gli artisti del rinascimento fiammingo, che accostavano alla “fotografia” dei personaggi la riproduzione di oggetti che di essi indicavano attività e caratteristiche. Quanto al contemporaneo, nello stesso autoritratto, pur somigliantissimo, che fa da copertina all’opuscolo che raccoglie le opere del cinquantennio, ho sentito presente qualche elemento del ritratto di Carolrama fotografata da Man Ray. Altre suggestioni dell’arte contemporanea, sempre rivissute in modo originale, nelle sperimentazioni puntiniste di certe nature morte o di certi paesaggi. Tema, questo del paesaggio, che merita una sottolineatura particolare: pochi in confronto ai ritratti, questi quadri creano però una grande suggestione nell’immobilità estatica in cui risuona qualcosa di vicino al canto religioso. E questo giustifica le parole introduttive che hanno evocato il valore religioso della ricerca della bellezza, e rendono particolarmente indovinata la collocazione della mostra, per la “spiritualità francescana” riconosciuta dai presentatori e rivendicata da Franca, che ha donato alle opere dei frati venti dei quadri presenti in mostra. - 24 -

Ecco le farmacie che omaggiano una copia di

Busto Domani il bimestrale della Tua città!

Beata Giuliana – Via Q. Sella 126 Carmellino – C.so XX Settembre 1 Consolaro – Via Magenta 58 Di Borsano – V.le Ricordanze 22 Del Corso – C.so Italia 72 Bossi – P.za XXV Aprile 7 Paroni – Via per Lonate Pozzolo 33 Borellini – Via Mameli 27 Mazzucchelli – Via Cavallotti 4 Perina – Via Dante 2 S. Giovanni – P.za S. Giovanni 5 S. Anna – Via Comerio 1 Serventi – P.za Manzoni 2 S.S. Apostoli – Via Genova 20 Tre Ponti – V.le Cadorna 31 Pizzoli – V.le Alfieri 5 Agesp – V.le Rimembranze 27 Agesp – Via P.R. Giuliani 10 Agesp – L.go Giardino 7 Agesp – V.le Boccaccio 83


Turismo Vanna Garavaglia Esperta di turismo internazionale

Yunnan: patrimonio e tradizione cinese

E

cco nuovi spunti di viaggio nel "continente" Cina. L'interesse per il Paese è molto alto in questo periodo, e fra le dinamiche di approccio, il viaggio è ancora considerato da molti il più immediato e illuminante. L'Europa scoprì la Cina con Marco Polo, dando inizio così a scambi economici e culturali. Le carovaniere lasciavano il Mediterraneo per Xi’an e Pechino percorrendo la Via della Seta; altre spedizioni partivano dall'India e, cariche di spezie, approdavano in Indocina e da lì raggiungevano il Catai, l'odierna Cina. Come tour operator ripercorriamo con i nostri itinerari alcune di queste strade maestre perché i nostri Viaggiatori possano entrare in contatto con la Cina moderna e con le multiformi espressioni della sua cultura: le città imperiali, le metropoli di oggi, la tradizione buddista e taoista. Percorriamo anche i vasti panorami naturali del Gansu, del Sechuan e gli scenari di alta quota del Tibet e dello Yunnan. Lo Yunnan, il mitico Shangri là, è una regione di confine tra la Cina e gli stati del sudest asiatico, Myanmar, Laos e Vietnam. È situato nell'estremo sud-ovest della Cina e la parte meridionale della provincia è toccata dal Tropico del Cancro. Ha una superfi-

La gola del Salto della Tigre misura circa 15 km di lunghezza. Secondo una leggenda locale, una tigre sarebbe stata in grado di attraversarla nel punto più stretto con due soli balzi.

cie di 394.000 km2, il 4,1% del totale nazionale. La sua capitale è Kunming, una città moderna e affollata di grattacieli, che svela ad uno sguardo attento i segni di modalità di vivere non ancora allineate alla modernità del vivere urbano. È il primo segnale delle diversità che permeano l'immenso territorio cinese. Numerose sono le etnie che vivono in Cina e lo Yunnan ne conta ufficialmente 56 con dialetti tutti differenti. Un’antica Via del Tè, chiamata anche Via del Tè e dei Cavalli era una rete di percorsi per carovane di cavalli che percorrevano le montagne dello Yunnan, nella Cina sud-occidentale e viene chiamata anche Via della Seta meridionale. Circa mille anni fa era una rotta commerciale che univa lo Yunnan, uno

dei maggiori produttori di tè, all'India passando per la Birmania (l'odierno Myanmar) e il Tibet, e alla Cina centrale passando per la provincia del Sichuan. Oltre al tè, le carovane trasportavano sale e si crede che fu grazie a questa rotta che il tè si diffuse in Cina ed Asia.

CATENE MONTUOSE La morfologia del territorio ha favorito questi passaggi: si sviluppa infatti su di un altopiano attraversato e circondato da diverse catene montuose elevate che nella contea del Deqen raggiungono i 6000 metri. Importanti sistemi fluviali percorrono da nord a sud lo Yunnan, fiumi quali il Fiume Azzurro, il Licang ed il Mekong che con il nome

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di "area protetta dei tre fiumi paralleli" appartengono ai patrimoni dell'Unesco. Partendo da Kunming e diretti a sud, si lascia in buona parte la modernità per scoprire aree naturali come la famosa foresta pietrificata di Shilin, un vero fenomeno geologico composto da rocce calcaree formatesi in millenni di erosione e le risaie a terrazza di Yuanyang, costruite dalle locali popolazioni Yi e Hani che abitano i villaggi rurali che punteggiano le risaie. Si trovano antichi villaggi tradizionali, esempi di abitazioni costruite in pietra durante la dinastia Qing, come a Jianshui e Tuanshan. In direzione nord da Kunming si visitano invece antiche stazioni di posta come Dali, con il centro cittadino fortifcato e le tipiche pagode che si specchiano nel lago Erhai. Mercati tradizionali, antiche grotte buddiste scavate nella roccia, remoti monasteri, come Baoxiang sono tappe di un cammino che raggiunge la spettacolare cittadina di Lijiang, altro patrimonio Unesco. La cittadina è caratterizzata da luoghi dai nomi poetici, come il giardino del Drago Nero, o il monastero delle 10.000 Camelie. Le sue strade di acciottolato sono bordate da basse costruzioni tradizionali in pietra. Le popolazioni Naxi che vi abitano vestono i costumi della tradizione, parlano un dialetto


Turismo

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La foresta di pietra: le alte rocce sembrano uscire dalla terra come delle stalagmiti e molte sembrano alberi pietrificati.

speciale e suonano una musica antica. Risalendo ancora l'altipiano si raggiunge il Salto della Tigre e si vedono le profonde gole del Fiume Azzurro. Il percorso attraversa paesaggi di spettacolare bellezza e arriva infine a Zhongdian, o Shangri-là. L'area, tutta intorno ai 4000 metri di quota, è ricca di atmosfere rarefatte: cime innevate in lontananza e grandi distese boschive fiorite di rododendri selvatici che portano al vicino lago Bitai. Poco fuori città è da visitare il monastero di Sumtseling, che ricorda in piccolo il famoso palazzo del Potala in Tibet. La popolazione è infatti di etnia Kham, tibetana. Il vecchio centro cittadino di Zhongdian è stato ricostruito in questi ultimi anni

per ricreare l'antica atmosfera di vita che non esiste più nelle grandi città. La lontananza dalla capitale Pechino contribuisce sicuramente a mantenere intatto il patrimonio della tradizione nello Yunnan.

Il mercato asiatico sta divenendo un grosso affare per il mondo del vino, soprattutto targato Francia. Secondo l’osservatorio di Vinitaly - Nomisma Wine Monitor, nel Far-East il 50,2%, a valore, di import di vini proviene dalla Francia. L’Italia si ferma solo al 6,5% con 419 milioni di euro, addirittura meno di Australia e Cile.

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Turismo Ufficio Stampa

I flussi turistici in Lombardia

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isurazione in tempo reale delle presenze turistiche, market intelligence e profilazione del viaggiatore “tipo” in Lombardia, sono questi i dati a disposizione di Explora, la DMO di Regione Lombardia e Unioncamere derivanti dall’utilizzo in via sperimentale dei Big Data forniti da TIM, sulla base degli accessi alla propria rete mobile rilevati sul territorio regionale. “Quello che presentiamo è il risultato di un progetto molto innovativo che ha lo scopo di rendere disponibili agli operatori dati statistici in “real time”, ed addirittura dati previsionali, nel settore turistico, comparto che vede la Lombardia ai primi posti a livello Italiano” - dichiara il Presidente di Explora, Giorgio Rapari. Oggi condividiamo i primi risultati di una sperimentazione innovativa, che contiamo di approfondire nei prossimi anni per poter mettere a disposizione degli operatori e delle istituzioni analisi corrette, tempestive e dettagliate basate su dati reali. In questo comparto le decisioni dei turisti si fanno in pochi secondi e nell'arco di poco tempo possono verificarsi cambiamenti enormi nelle scelte e nei comportamenti dei clienti, che le aziende devono poter affrontare e gestire adeguatamente. L’analisi, condotta con il sup-

Lago di Garda. Explora supporta lo sviluppo delle strategie di promozione turistica in armonia e sinergia con le realtà locali.

porto scientifico del Centro sullo Sviluppo dei Territori e dei Settori della LIUC Business School di Castellanza, consente di descrivere nel dettaglio i fenomeni turistici in Regione, e di poter modulare i servizi e l’offerta turistica lombarda in base alle effettive esigenze dei visitatori. Attraverso il sistema di TIM - basato su dati anonimi e aggregati, raccolti nel rispetto della normativa della privacy - è possibile ottenere un dato in tempo reale grazie al continuo aggiornamento. Questo consente anche di testare l'effettiva attrattività di un evento mentre è ancora in corso o nel periodo immediatamente successivo alla sua conclusione. La misurazione delle presenze offre anche la possibilità di disporre dei consuntivi di

flusso stagionali, trimestrali o annuali, in corrispondenza con la scadenza del periodo o addirittura di produrre proiezioni, seppur di breve termine. Grazie a questo approccio, per quanto si tratti di elaborazioni ancora provvisorie, è possibile oggi stimare, come consuntivo 2019, una crescita degli arrivi turistici in Lombardia compresa tra il 5,0% e il 5,5% e un incremento delle presenze turistiche racchiuso nella forbice 4,5%-5,0%.

MARKET INTELLIGENCE Questo innovativo sistema consente di estrapolare numerose informazioni preziose per gli operatori del settore,

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diventando fattore abilitante per la progettazione di azioni di comunicazione mirate e di campagne di pricing. I dati analizzati mostrano ad esempio che la proposta turistica lombarda attrae flussi di visitatori più sostenuti nella prima metà di ogni mese, e che la finestra temporale compresa tra il 13 e il 15 del mese è in assoluto quella più “popolata” di turisti. Attraverso l’analisi dei dati TIM è possibile classificare i visitatori di Regione Lombardia in base alla macro-provenienza, distinguendo tra visitatori infraregionali, extraregionali italiani e stranieri, oltre che a fornire dettagli sulla singola regione o provincia italiana o il Paese estero di provenienza. In aggiunta, analizzando i dati scopriamo che la distribuzione per fasce d’età premia le categorie più mature (over 50 anni) e che il fenomeno è particolarmente marcato durante i periodi di fruizione di tipo leisure (la decade centrale di agosto, il periodo delle festività natalizie). Infine, ulteriori sviluppi consentiranno di dettagliare le analisi su scala provinciale e micro territoriale e successivamente anche di poterne valutare le dinamiche temporali con un orizzonte di riferimento che superi gli ultimi 365 giorni precedenti all’ultimo dato disponibile.


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La Voce della città

LA POLITICA DEGLI ANNUNCI Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova (Agosto 2018) il Ministro Di Maio ha solennemente annunciato - urbi et orbi - la revoca delle concessioni autostradali alla famiglia Benetton. Poi sono continuati i proclami, mentre altri ponti crollano con l’Italia franata per le avverse condizioni climatiche. Ancora nei giorni scorsi l’ennesimo annuncio di Di Maio ma nel frattempo sono trascorsi oltre 16 mesi! Delirio di onnipotenza o scarsa considerazione degli italiani?

L’On. Flavio Di Muro, sconosciuto parlamentare ligure, regolarmente stipendiato dagli italiani (€ 15.000 netti mensili oltre ad una montagna di benefit) alla Camera dei Deputati durante l’esame del D.L. 123 per la ricostruzione post terremoti - esponendo platealmente un anello - ha fatto ad Elisa (presente tra il pubblico) la sua proposta di matrimonio. Una inutile goliardata: “se la poteva risparmiar!” hanno sottolineato i romani con amara ironia.

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Alitalia, come sempre, nel mirino: ora si parla di “razionalizzare i costi” dopo le sette proroghe per presentare le offerte andate a vuoto. Nel frattempo, si è perso il conto dei prestiti milionari (cioè del denaro degli italiani) immessi nel capitale sociale di Alitalia. La partita si gioca sugli esuberi come richiesto da Lufthansa per entrare nell’azionariato. Ma i politici sono onirici! Nel frattempo, la farsa continua e il deficit aumenta. Purtroppo.


La Voce della città

Dal mondo universitario INAUGURATO L’ANNO ACCADEMICO 2019-2020 Riportiamo un flash del condiviso intervento del Presidente Riccardo Comerio che ha suscitato ampie condivisioni e significativi apprezzamenti. “I dati ci dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta e ci confermano la qualità della nostra offerta, compresa da un numero sempre maggiore di studenti e famiglie: ad oggi, rispetto allo scorso anno, registriamo un incremento importante degli iscritti pari a circa il 15%. Particolarmente positivi i risultati delle lauree magistrali, a conferma della forte attrattività della nostra Università non solo per gli studenti LIUC ma anche per coloro che provengono da altri atenei. Anche i numeri del placement parlano chiaro: i nostri laureati lavorano presto e bene, spesso possono cogliere opportunità internazionali e scegliere tra diverse opzioni per intraprendere il proprio percorso professionale. In particolare, come riportato nel Rapporto Almalaurea 2019, ad un anno dalla laurea l’85,3% dei laureati in Economia e il 93,4% di Ingegneria è occupato, mentre a tre anni il placement per Economia sale al 93,5% e per Ingegneria al 98%. Oggi avremo occasione di riflettere sui cambiamenti a cui va incontro la nostra società, dai tempi ai valori, dai mezzi alle idee: da parte nostra, vogliamo essere fino in fondo presenti nel cambiamento, non subirlo passivamente. Vogliamo, grazie alle tante relazioni di qualità e a quello spirito imprenditoriale che ci caratterizza fin dalla nascita, essere attori di un cambiamento sostanziale, pronti ad accompagnare i nostri studenti verso scelte importanti per il loro futuro e per quello del Paese. Affinché siano stimolati da nuove tecnologie e nuovi processi, ma attenti alla sfera relazionale e umana, che conta sempre di più in ogni ambito lavorativo. Anche per questo, abbiamo potenziato fin dal primo anno le attività di formazione sulle “soft skills”, quelle competenze trasversali, slegate da uno specifico know-how tecnico, che descrivono l’abilità nell’interagire e nel rapportarsi con gli altri”.

JELIUC E L’INTERNAZIONALIZZAZIONE La notizia è la stipula di un accordo di collaborazione dell’associazione di consulenza manageriale Junior Enterprise LIUC con Salto Consultoria, associazione speculare con sede presso l’Universidade Veiga de Almeida a Rio de Janeiro. L’asse di collaborazione è nata grazie a Niccolò Broggini e Lorenzo Mascheroni, rispettivamente International Manager e Tesoriere dell’associazione di JELIUC, i quali hanno stretto i rapporti con Salto Consultoria durante un’esperienza di studio all’estero. “Ancora una volta l’Internazionalizzazione, si è dimostrata una grande opportunità di crescita e formazione per i suoi studenti.” ha commentato Matteo Sirtori, Neopresidente JELIUC, nata nel 1992 da un gruppo di studenti, è da sempre una delle migliori Junior Enterprise Italiane. La collaborazione tra JELIUC e Salto Consultoria ha lo scopo di offrire reciproco supporto nello sviluppo di un portafoglio cliente e di un network internazionale. In particolare, le materie di cooperazioni saranno: comunicazione, marketing e consulenza legale, campi in cui la Junior Enterprise castellanzese eccelle. Da questa partnership gli studenti associati si aspettano grandi opportunità di crescita professionale da condividere con l’università e aziende del territorio. COME GESTIRE LA COMPLESSITÀ AZIENDALE Lavorare per progetti è una strada sempre più battuta per gestire la complessità. Per questo le aziende hanno “fame” di project manager, capaci di individuare soluzioni innovative ai problemi e di integrare il contributo di diverse competenze e professionalità. La LIUC Business School risponde a questa esigenza, sempre più forte anche tra le PMI del territorio, con il corso Strategic Project Management. “Le nostre aziende - spiega il Direttore del corso prof. Andrea Martone - hanno bisogno di persone che sappiano definire obiettivi chiari e concreti, ma anche tempi e costi. Un modello di lavoro ben preciso, che oggi può e deve essere adottato da figure anche molto diverse fra di loro e a tutti livelli”. In altre parole, se l’azienda sceglie questa strada, tutti devono allinearsi. Destinatari del corso sono manager e tecnici che nella loro attività lavorativa operano all’interno di gruppi di progetto. Il percorso prevede una prima parte tecnica su definizione del budget, analisi dei rischi e sviluppo del piano delle comunicazioni, seguita da due moduli dedicati agli elementi più strategici e gestionali. Nel dettaglio, uno sull’organizzazione e gestione del team di progetto e uno sulle dinamiche economico - finanziarie. Le lezioni si svolgono in formula weekend (venerdì e sabato), per un totale di 18 giornate, da aprile a novembre 2020. - 31 -


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Busto Domani rappresenta un’interessante informativa per migliaia di lettori Agevolazioni fiscali per le aziende

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La Voce della città

Grazie, Emilio!

L’impietosa legge del tempo, il meritatissimo traguardo pensionistico, è arrivato dopo 38 anni di servizio – inteso nel senso più nobile del termine – presso il nostro Ospedale. Ma in trincea. Perché esercitare la professione dl Primario del Pronto Soccorso ha significato, quotidianamente, confrontarsi con una realtà spesso incontrollata e incontrollabile. Ma tu hai saputo gestire il complesso reparto con grande attenzione e sensibilità, con spirito e dedizione che tutti ampiamente ti riconoscono e apprezzano. Perché non è facile trascorrere giorni e notti tra le barelle del Pronto Soccorso quando l’emergenza si assomma all’emergenza e si moltiplicano le richieste di intervento. Ma la tua direzione, affabile, generosa, altamente professionale e quasi leggiadra, ha risolto situazioni difficili e imbarazzanti. Sei stato un punto di riferimento importante e autorevole interprete di quell’autentico spirito bustocco che pone al centro dell’attenzione l’aiuto ai bisognosi. Grazie, Emilio. Grazie di tutto! (S.C.)

Luminarie

Per le festività natalizie, la città è stata adeguatamente illuminata. Amministrazione Comunale, Commercianti, Enti e privati cittadini non si sono risparmiati per rendere Busto Arsizio attraente e festosa. Anche se non sono mancate le lamentele per l’improvviso guasto all’impianto elettrico delle luminarie del centro, o l’esclusione di particolari aree. Insomma, è impossibile assecondare tutte le proposte che invece richiederebbero una maggiore partecipazione e collaborazione. D’altra parte è sufficiente guardarsi attorno, compresa la grande Milano, per verificare che il salotto meneghino, in galleria, oltre al solito albero tempestato da frammenti swarowsky e qualche luce nei negozi, non si notano particolari decorazioni che, qualche anno fa, trasformavano il centro in un percorso da sogno. Insomma, l’austerità impone le sue regole. Buon Natale 2019 a tutti e con l’augurio di uno splendido 2020.

Strisce Bianche

L’introduzione delle “strisce bianche” avrebbe dovuto rappresentare, se non la panacea di tutti i mali, almeno un contributo alla soluzione del traffico all’interno delle città. Purtroppo la cronaca, quotidianamente, evidenzia i pericoli in prossimità dei semafori perché il transito pedonale-automobilistico pressoché in contemporanea genera – frequentemente – non marginali incidenti. In tempi di tecnologia avanzata, è quindi necessario porre rimedio sperimentando – almeno sulle principali direttive viarie – l’utilità del “semaforo intelligente” che, in altri termini, significa alternare il transito in prossimità delle strisce bianche. Per completare l’operazione, occorrerebbe anche una maggiore illuminazione, magari con una colorazione diversa. Un’iniziativa a basso costo ma che garantirebbe maggiore sicurezza alle persone. Anche perché, in certe ore della giornata, l’attraversamento pedonale sulle strisce rappresenta un rischio!

Concorso

Ha preso il via l’11 novembre la quarta edizione del concorso “BAFF in CORTO” promosso dal BA Film Festival. È riservato a cortometraggi di finzione o di animazione, di qualunque genere cinematografico, realizzati nel 2019, della durata massima di quindici minuti (inclusi i titoli di coda) e vanno inviati tramite la piattaforma FilmFreeway accedendo al link https://filmfreeway.com/BAFilmFestival-BAFF (iscrizione gratuita, termine 28 febbraio 2020). La direzione artistica del BA Film Festival selezionerà le migliori dieci e una giuria composta dagli studenti dell'Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, coordinati dai docenti e presieduta da un personaggio del mondo dello spettacolo, assegnerà il premio BAFF 2020 - Miglior cortometraggio. Un’iniziativa di successo che premia la passione e la dedizione che il Presidente Alessandro Munari riserva, ormai da molti anni, al BAFF Bustocco: un festival che onora la città.

Tolleranza zero

Dicevano i saggi: a mali estremi, estremi rimedi. Apprezzati dalla cittadinanza i recenti interventi delle Forze dell’Ordine nell’area di Piazza Garibaldi e dintorni, feudo di giovanissimi sempre in contrasto con le regole del buon vicinato. A questi pseudo protagonisti, vanno applicate non solo le rituali sanzioni perché rendono difficoltoso anche il transito delle persone e in particolare degli anziani. Ma occorrerebbe un’illuminazione più forte, pulizie più continue, un miglioramento generale compresa l’insidiosa pavimentazione (nei mesi invernali) di via Milano per rendere più vivibile un centro dove emerge il degrado nonostante la collaborazione di molti commercianti. Un’area da tenere sotto controllo, specie nelle giornate festive onde evitare episodi che hanno provocato danno costosi e da non sottovalutare. Stiamo parlando del cuore della città, l’unico vero salotto - o presunto tale - di Busto Arsizio.

Un primato?

Busto cresce. Ha sfiorato gli 84.000 abitanti diventando la quarta città della Lombardia per numero di abitanti. Un primato invidiabile? Forse. Perché in tempi di recessione, aumentano le richieste dei servizi con i relativi costi non sempre a carico dei nuovi insediamenti. È sufficiente girare per la città per leggere centinaia di cartelli “affittasi/vendesi” a conferma di una situazione non facile. Ma allora i nuovi abitanti come si sistemano? È un quesito interessante e che meriterebbe un approfondimento in quanto sottointende il concentramento di più persone in spazi ridotti. Sarà un caso, ma il recente incendio nel condominio di Via Castelfidardo, potrebbe rappresentare la concausa di una situazione che sfugge ai controlli. Insomma, se il fenomeno immigratorio degli anni 80 rappresentava una normale “accettazione” sostenuta dall’industria, oggi la situazione è inversamente proporzionale con ovvie conseguenze. E Busto non sfugge alla regola.


La Voce della città

E IO PAGO!

NOTIZIE FLASH

La rubrica “e io pago”; continua a suscitare interesse perché pervengono in redazione molte segnalazioni. Riportiamo qualche esempio di straordinaria attualità. Tari, che passione! Normalmente, quando un creditore incassa il dovuto con qualche mese di anticipo, volentieri concede uno sconto, instaurando così un simpatico rapporto. Nel privato, è normale. Nell’universo della pubblica amministrazione, incredibilmente, si verifica il contrario. Se un contribuente paga la Tari annuale in anticipo e in un’unica soluzione - esempio € 334,00 - non solo non ottiene il sacrosanto sconto, ma è costretto a pagare € 2,85 di commissione bancaria. Una follia che denota un’incuria burocratica che altera il rapporto tra la politica e il cittadino. Ha ragione il nostro lettore che ha segnalato l’assurda vicenda? Sciupata una bella occasione per aumentare la liquidità senza forzature. Ma, soprattutto, emerge la mancanza di lungimiranza della P.A. ancora una volta imbrigliata dalla burocrazia.

Il destino degli automobilisti. Nessuna polemica, ma la precisazione è dovuta. La sanzione (€ 29,40) è dovuta in quanto la Renault è stata parcheggiata il lunedì in orario non consentito per permettere i lavori di pulizia di Via Cullin. Nulla da eccepire anche se si tratta – nella seconda parte dell’arteria – di un tratto lungo una ventina di metri. Sorprende invece la seconda vettura parcheggiata (Peugeot) e non sanzionata (foto a disposizione). E allora i conti non tornano: per la stessa infrazione si è utilizzata la teoria dei due pesi e due misure. Immaginiamo la risposta: la vettura è stata parcheggiata successivamente ed altro ancora. Ma il dubbio rimane. Giusto sanzionare gli automobilisti, ma c’è infrazione e infrazione. E, purtroppo, l’utilizzo del concetto esclusivamente punitivo nei confronti di automobilisti già abbondantemente vessati non è condivisibile. Diceva il poeta “e il modo ancor m’offende”.

253 milioni di persone sono non-vedenti o ipovedenti Due terzi dei giovani dichiarano di essere stati vittime di bullismo Ogni giorno 245 persone muoiono a causa del morbillo Entro il 2040 si prevede che 650 milioni di persone avranno il diabete Ogni 2 minuti a un bambino viene diagnosticato il cancro Ogni sera più di 800 milioni di persone vanno a letto soffrendo la fame Entro il 2025 metà della popolazione mondiale vivrà in aree con scarse riserve idriche

Come aiutare Busto Domani Alcuni lettori, apprezzando la nostra publicazione, hanno chiesto come contribuire a sostenere “Busto Domani” distribuito in omaggio attraverso le farmacie cittadine. Ecco le modalità: • Inserzioni pubblicitarie: telefonando al numero 340.5960377 o inviando un’e-mail a bustodomani81@gmail.com • Libero versamento (anche una tantum) su IBAN: IT77 G050 3422 8000 0000 0011 825 A questi “sostenitori benemeriti” saranno sempre inviate le comunicazioni e inviti a tutte le iniziative programmate dall’Associazione Dell’Acqua. “Busto Domani” - che non riceve alcun contributo pubblico - anticipatamente ringrazia per la collaborazione.

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F ISCELL I FLORICOLTURA

L'azienda, fondata nel 1955 da Carlo Fiscelli fu da subito improntata nel settore giardini e coltivazione di piante verdi e fiorite.

Col passare del tempo ci siamo sempre più specializzati nell'ambito della coltivazione che impiega buona parte dell'azienda ed è rivolta ad imprenditori del settore, svolgendo attività all'ingrosso.

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Busto Domani 5/2019: Novembre-Dicembre by andreariva - Issuu