Busto Domani - ANNO XXXIX – N° 2 GIUGNO 2020 - SPECIALE SANITÀ - Copia Omaggio
LIONS CLUB GORLA VALLE OLONA Nell'interno: il Report su come affrontare il "Primo Soccorso", una preziosa guida non solo per i giovani, a cura del dott. Adelio Colombo - Presidente del Lions Club Gorla Valle Olona - e il commosso ricordo di Roberto Stella, Presidente dell'Ordine dei Medici della Provincia di Varese
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Editoriale Sergio SergioColombo Colombo- -Direttore Direttore“Busto Busto Domani Domani”
Grazie, mille volte grazie!
N
on finiremo mai di ringraziare medici e infermieri di ogni ordine e grado che, mettendo a repentaglio la propria vita, hanno affrontato, armati della propria vocazione professionale, il più vigliacco dei nemici: il coronavirus! Un nemico invisibile che si è abbattuto sulla collettività con inaudita violenza disseminando terrore e morte, ad iniziare dai medici protagonisti di eccezionali atti di altruismo, coraggio e abnegazione. Medici che non hanno esitato, pur consapevoli dell’alto rischio e privi di adeguata strumentazione protettiva, ad intervenire per salvare vite umane. Una lotta contro il tempo, perché il coronavirus ha aggredito con impressionante velocità, mettendo in crisi le inadeguate strutture ospedaliere. Va quindi sottolineato, ancora una volta, il loro sacrificio perché hanno dimostrato il grande valore della sussidiarietà. Un caloroso ringraziamento va tributato all’esercito dei volontari che, con generosità, hanno sostenuto un’operazione complessa e ricca di incognite. Dai militanti della Croce Rossa il cui servizio è non solo prezioso, all’apprezzata collaborazione di associazioni cittadine con i Lions Club dell’area che, unitamente alla Ravera, alla Lilt, alla Pro Pa-
dell’efficienza lombarda mal sopportata dalla burocrazia romana. Un esempio sono i Decreti presidenziali – diffusi nelle ore notturne come gli annunci al Grande Fratello di Casalini memoria - e modificati qualche ora dopo con incredibile disinvoltura generando non solo confusione.
Medici, infermieri e operatori sanitari si sono immolati per salvare gli altri in un momento drammatico per la Nazione. Non dimentichiamo l’esempio di questi eroi senza tempo.
tria, agli Alpini e molti altri (compresi i privati che hanno preferito l’anonimato) hanno raccolto copiosi fondi per acquistare le indispensabili attrezzature mediche.
termini pecuniari - non con una semplice ammenda – ma applicando il vecchio proverbio: a mali estremi, estremi rimedi.
In evidenza il non facile compito delle forze dell’ordine: polizia, carabinieri, finanzieri, oltre ai vigili urbani chiamati a presidiare un territorio dove non sono mancati episodi di intolleranza con gli “utili idioti” che circolavano in città contravvenendo più al buon senso che alle limitazioni governative e mettendo a rischio le normative di sicurezza. Un problema tra i problemi, causato da incoscienti il cui delirio merita di essere pesantemente sanzionato in
In Lombardia - con Codogno - è subito emersa la gravità della situazione. L’elevatissimo numero dei contagiati e dei decessi nelle martoriate province di Bergamo e Brescia rappresentano il simbolo di una battaglia impari. Il Presidente Fontana, che con l’Assessore Gallera ha gestito con determinazione la drammatica organizzazione sanitaria, ha riscosso condivisione nonostante qualche inevitabile smagliatura. L’ospedale realizzato in Fiera Milano a tempo di record, è l’esempio
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Il Sindaco Antonelli ha vegliato sulla città con attenzione e discrezione ma non ha mancato di sottolineare il pericolo degli assembramenti rilanciando, urbi et orbi, il “io resto a casa”. Essere stati - per settimane - capofila in Provincia per numero di contagiati, ha rappresentato un triste primato anche per il panico che si è diffuso in città. Fortunatamente, a Busto Arsizio la solidarietà è sempre stata all’altezza della situazione agevolando anche gli interventi pubblici. Una città dedita al bene comune e che fa della generosità - da sempre - una bandiera. Abbiamo tentato l’approfondimento di una sanità che il coronavirus ha tentato di travolgere in quanto: 1) non eravamo pronti ad affrontare l’evento nonostante i segnali premonitori e le assi-
Editoriale
curazioni governative; 2) la sanità – per anni – è stata oggetto di incursioni politiche che hanno condizionato funzionalità e competenze 3) la conflittualità Stato-regioni ha generato squilibri sull’intero sistema assistenziale. Insomma, una sanità candidata al collasso, è stata risvegliata dalla professionalità e dalla vocazione di medici ed infermieri che hanno gareggiato per salvare vite umane affrontando, disarmati, il nemico. E sul campo sono rimaste molte vittime. Troppe. Un bilancio che lascia sgomenti pensando alla disperazione delle famiglie: siamo debitori e il loro sacrificio deve tracciare quel nuovo cammino di fede e speranza che Papa Francesco ha recentemente implorato in una spettrale Piazza San Pietro. Sintetizziamo una proposta. (Ai miei tempi) in Consiglio Comunale si approvavano ordini del giorno tipo “giù le mani dal Vietnam”: un misto di fanta-politica inefficace e inutile. Oggi dobbiamo ricordare medici ed infermieri caduti per combattere una battaglia con commovente e straordinario impegno: ecco perché ci permettiamo proporre la “giornata della riconoscenza”. Un giorno durante il quale l’Italia, tutta l’Italia, si ferma per un minuto per onorare gli eroi scomparsi, con ban-
diere a mezz’asta negli edifici pubblici e l’accompagnamento del silenzio “fuori ordinanza”. Un doveroso tributo di perenne gratitudine siglato Busto Arsizio. È il nostro auspicio.
NON VI LASCEREMO SOLI È la solita frase-slogan della politica solo apparentemente tranquillizzante, perché a Roma, nelle austere aule dove è rappresentato il popolo, il rapporto è sempre filtrato aumentando così la distanza tra le parti. Per quel che conta, ci permettiamo lanciare un appello ai Presidenti di Senato e Camera Casellati e Fico, considerando che, da tempo, il Parlamento è pressoché non operativo. A Senatori e Deputati lo stipendio, o meglio l’indennità, è regolarmente e mensilmente accreditata. È legittimo? Sotto il profilo amministrativo decisamente no perché ad esempio, nel privato, il fallimento dell’azienda sarebbe immediato. Il Paese sta attraversando forse il periodo più buio della sua storia repubblicana a causa della pandemia, ma il letargo politico continua. Il mondo imprenditoriale ha risposto con generosità al dramma che stiamo attraversando – l’esempio della Ernesto Pellegrini (catering) è illuminante – come le donazioni di Luxottica, Della Valle, Berlusconi, tanto per citare i più noti. Anche l’associazionismo e il volontariato non hanno esitato a farsi carico di concreti sostegni, alleviando il compito dell’Ente pubblico. Unica voce fuori dal coro quella di Santori, il “giovane sardina” che ha teorizzato l’applicazione di una patrimoniale all’1%: l’urgenza del ripristino degli ospedali psichiatrici è dunque ampiamente motivata. Tuttavia, all’appello manca il sussulto d’orgoglio di Senato e Camera. Come è possibile giustificare al paese che i parlamentari continuano ad avere lo stipendio completo, oltre gli abbondanti benefit, nonostante l’attività più che ridotta? Ci si attendeva almeno uno slancio di generosità, svincolato da qualsiasi obbligo, ma in grado di dimostrare agli italiani che anche i Parlamentari hanno combattuto il coronavirus versando il loro contributo “personale” più volte annunciato: un gesto che sarebbe particolarmente apprezzato. Invece, nelle dorate stanze della politica romana, regna il più assordante silenzio. Non vi lasceremo soli: slogan non più credibile!
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Economia Antonio Laurenzano - Tributarista
Coronavirus, crisi sanitaria ed economica
L
’Unione europea sta attraversando la più profonda crisi da quando è partito negli Anni Cinquanta il processo di integrazione. Un futuro incerto, in bilico fra integrazione e disintegrazione. Lo shock economico provocato dal coronavirus ha messo impietosamente a nudo la fragilità del progetto politico vittima degli egoismi nazionali. Ventisette Paesi alla ricerca di una risposta unitaria a una crisi senza precedenti, una corsa contro il tempo per evitare un salto nel buio. Per evitare cioè di consegnare alle future generazioni un’Europa divisa e riportare indietro nel tempo le lancette della storia. Un passaggio delicato nel faticoso processo di costruzione della comune casa europea che, per la latitanza di una illuminata leadership europea, rischia di arrestarsi dinanzi alle tensioni finanziarie del Covid-19 e ai conseguenti effetti sui sistemi economici e sociali. In particolare, i governi del Nord Europa, arroccati attorno a precisi interessi nazionali, non hanno ancora percepito il senso della catastrofe che incombe sui comuni destini europei, e in primis sulle loro stesse economie. E’ in gioco l’esistenza stessa dell’Unione europea e con essa, sotto le crescenti ingerenze extraeuropee, l’indipendenza economica dei Paesi. Se il … Titanic affonda, si affonda tutti insieme! Chiaro
In attesa del “recovery found” – una dotazione da 1500 miliardi di euro – il dibattito politico si è aggrovigliato: sussidi o prestiti?
l’appello del Presidente Mattarella: “L’Europa capisca la gravità della minaccia, o sarà tardi.”
del Covid-19, mirato ai settori e alle aree geografiche dell’Europa maggiormente colpite. Uno strumento “urgente e necessario” per proteggere il tessuto socio-economico dei Paesi più deboli, preservando il mercato unico e quindi la tenuta dell’euro. La dotazione del Recovery Fund dovrebbe essere di 1500 miliardi di euro con trasferimenti a fondo perduto ai Paesi membri, secondo gli auspici dei Paesi del Mediterraneo, essenziali per tutelare i mercati nazionali, parità e condizioni, e per assicurare una risposta simmetrica a uno shock simmetrico.
In un contesto economico reso ancor più drammatico dal FMI con le stime di crescita dell’eurozona (-7,5%) e in particolare dell’economia italiana con la contrazione del Pil per il 2020 di oltre il 10%, il Consiglio europeo di fine aprile, accantonata ogni controversa ipotesi legata agli eurobond per il timore della mutualizzazione del debito, ha dato mandato alla Commissione di Ursula von der Leyen di mettere a punto un piano per la ripresa, il “Recovery Fund”, agganciato al bilancio comunitario 20212027, con cui affrontare la crisi economica. Il fondo dovrà essere di entità adeguato ai disastrosi effetti
Una road map comune per il rilancio dell’Ue in nome dei suoi principi fondanti: solidarietà, coesione e convergenza. Ma saranno davvero sussidi o invece prestiti?
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Questo il nodo da sciogliere. Una partita tutta da giocare tra i Paesi del Nord e quelli del Sud Europa. Una partita dal cui esito dipendono le sorti del nostro debito pubblico (con relativo spread) che salirà verso i 2.600 miliardi di euro, il 156% del Pil. Il Fondo, finanziato in parte dagli Stati membri e in parte da titoli di debito emessi dalla stessa Commissione, andrà a integrare le altre misure adottate dall’Eurogruppo a sostegno dell’economia europea: una linea di credito senza condizionalità del Mes, il contestato Fondo salva Stati, croce e delizia della politica italiana, il finanziamento della cassa integrazione nei Paesi membri (Sure), il rafforzamento della Bei (Banca europea d’investimenti) per le imprese. Un pacchetto di aiuti di circa 540 miliardi di euro. Per l’Italia, inoltre, la sospensione da parte della Commissione europea dei vincoli di bilancio del Patto di stabilità e crescita, nonché l’utilizzo dei fondi non spesi del bilancio pluriennale 2014-2021 e destinati alle politiche strutturali. Una lotta contro il tempo per definire lo spartiacque tra speranze di rilancio e collasso economico e, più in generale, per recuperare un rapporto di fiducia con le istituzioni comunitarie. Ogni mese di blocco delle
Economia
attività produttive del Paese costa circa 160 miliardi di euro. In attesa del via libero al Recovery Fund da parte del Consiglio europeo (entro la pausa estiva), servirebbe una soluzione-ponte per raccogliere in tempi brevi finanziamenti sul mercato compatibilmente con la sostenibilità del debito. La stabilità macroeconomica è legata dunque a un quadro di maggiore condivisione a livello europeo degli oneri della crisi sanitaria e dei suoi effetti economici. Una sfida epocale, espressione di lungimiranza d’azione e spirito solidaristico, per avviare l’opera di ricostruzione del tessuto economico-sociale. Dalla recessione alla depressione il passo è breve. Per difendere posti di lavoro e capacità produttiva, secondo Mario Draghi, ex Presidente della Bce, “è necessaria una linea finanziaria espansiva, con immediati sostegni di liquidità perchè il costo dell’esitazione potrebbe essere irreversibile”, l’inerzia consegnerebbe al futuro un’economia devastata e una fragile Unione europea fuori dalla storia.
Busto Domani è al servizio della città!
La cerimonia è stata rinviata a causa del Coronavirus -6-
Educazione Sanitaria Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Varese
La scomparsa di Roberto Stella
M
ercoledì 11 Marzo 2020 alle prime luci dell’alba ci lasciava il Presidente del nostro Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri dott Roberto Stella, dopo pochi giorni di ricovero in Rianimazione all’Ospedale S. Anna di Como dove era stato trasferito dall’Ospedale di Busto Arsizio per una polmonite da coronavirus. Roberto aveva 67 anni: si era laureato nel 1978 ed aveva conseguito la specialità in ematologia nel 1984, ma già nel 1982 aveva incominciato ad esercitare come Medico di Medicina generale a Busto Arsizio, attività svolta fino alla sua scomparsa. Nel 2007 si era inoltre laureato nel Corso in Esperto di processi formativi presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Genova. É stato consigliere dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Varese dal 1991, Tesoriere nel triennio 1994/96, Vice Presidente dal 2000 al 2008, Presidente dal 2009 fino ad oggi. Lavoratore appassionato, acuto, instancabile, guida attenta ed amico sicuro ha ricoperto nel tempo incarichi regionali e nazionali di prestigio come componente del Comitato Centrale della FNOMCEO dal 2009 e per 2 trienni e successivamente come responsabile della Scuola di alta formazione della FNOMCEO, impegnato in prima persona nella Commissione FNOMCEO per l’Educazione Continua in
Il ricordo dell’Ordine dei Medici di Roberto Stella. Anche il Sindaco Antonelli ha sottolineato con commosse parole di gratitudine l’alta professionalità del medico bustocco e il suo eccezionale altruismo.
Medicina. Dal 1994 si è occupato della Scuola di formazione in Medicina generale della Regione Lombardia: dal 1994 al 2019 come Coordinatore delle Attività Seminariali del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale della Regione Lombardia presso il Polo Didattico di Busto Arsizio e come Coordinatore Regionale dello stesso corso dal 2004 diventandone Direttore. Fu inoltre Vice Presidente Nazionale della SNAMID (Società Nazionale di Aggiornamento per il Medico di Medicina Generale) dal 2000 a marzo 2011 e successivamente, fino ad oggi, come Presidente Nazionale. Una delle sue più recenti illuminazioni è stata quella di promuovere la partecipazione dell’Ordine di Varese, tra i primi, al progetto nazionale MIUR-FNOMCeO chiamato “Biologia con curvatura biomedica” che, in corso da
oltre 2 anni, prevede una informazione extra curriculare di orientamento bio-medico, per gli studenti di liceo scientifico che intendano poi fare il medico. Quindi un impegno personale a tutto campo in ambito formativo, dove non si è risparmiato per sostenere la grande vocazione dei medici, impegno finalizzato non solo alla crescita individuale ma anche alla promozione del miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale. La reale misura del suo grande impegno, prestato con sensibilità, intensità, attenzione e rigore, è stata testimoniata nelle recenti dichiarazioni pubbliche da coloro che, nei diversi ruoli, hanno potuto godere della sua condivisione di numerosi progetti e realizzazioni: dal Ministro della Salute Roberto Speranza, dal Presidente Nazionale della FNOMCeO dr Filippo Anelli, dal dott -7-
Antonio Colombo, Direttore dell’Accademia di formazione per il servizio socio-sanitaro lombardo – Polis Lombardia, ai numerosi Presidenti di Ordini di varie Province italiane. E non è stato da meno l’impegno ordinistico con l’obiettivo, perseguito con attenzione e tenacia, di compattare le diverse anime e componenti professionali rappresentate nel Consiglio dell’Ordine, con uno sguardo particolare ai problemi dei giovani medici di cui ha favorito gli strumenti di crescita e di aggregazione, conquistando nel mondo laico la considerazione della nostra professione mediante lo sviluppo di importanti relazioni con le Autorità locali, dall’Università, agli Ospedali, all’ASST, ai Responsabili degli organi giudiziari e di sicurezza, alle altre categorie professionali. Alcuni dei consiglieri hanno lavorato con Roberto per più di 20 anni: aveva raggiunto posizioni di elevata responsabilità e potere ma con evidente capacità di riconoscere i meriti dei suoi collaboratori, con rigore e stile, anche formale, che non escludevano la condivisione, con una visione sempre proiettata in avanti nell’ottica deontologica, scientifica e professionale tout-court. Ne sentiremo molto la mancanza: per conservare giustamente la memoria non ci resta altro che lavorare intensamente nel proseguire la strada tracciata, cercando di fare del nostro meglio.
Sanità
IL RICORDO DI UN AMICO-COLLEGA di Marino Corio
Ieri sono stato a casa di Roberto. Prima di venir via ho chiesto ai figli che mi mostrassero la Fender Stratocaster firmata da Eric Clapton. Era un regalo di Natale di cui andava molto fiero perché lui era così, puntava sempre al meglio nelle cose che faceva, che si trattasse di fare il medico o il chitarrista dilettante. Ci siamo conosciuti nel 1979, lui neolaureato ed io tirocinante alle prime armi. Da allora abbiamo percorso tutta la nostra strada professionale insieme, la specializzazione in Ematologia, gli studi come medici di famiglia sempre condivisi, tanto che spesso il nostro binomio veniva pronunciato come se si trattasse di una sola persona, come succede a quelle coppie del varietà. In realtà per molti aspetti siamo stati diversi, consapevoli di esserlo ma sempre uniti da un’amicizia fondata sul rispetto e la stima, sicuri di poter sempre fare affidamento reciprocamente nei momenti di difficoltà. Roberto da tempo aveva preso a cuore gli aspetti di politica sanitaria orientati alla formazione del medico con particolare attenzione all’area della medicina generale e, come sempre, lo ha fatto con tenacia facendo apprezzare il suo lavoro fino ai massimi livelli ministeriali, senza mai farsi contaminare dalle fazioni politiche dominanti del momento. Anche in questo settore, pur essendo riconosciuto come un autorevole esperto, ha avuto l’umiltà di rimettersi in gioco ed è tornato studente fino a conseguire nel 2007 una seconda laurea in Scienze della comunicazione. Le sue innate capacità di mediazione e manageriali lo hanno portato a ricoprire per numerosi anni il ruolo di Presidente dell’Ordine dei Medici a livello provinciale con deleghe nazionali, incarichi ricoperti con rigore ed equilibrio. Nonostante i numerosi impegni, non ha mai perso di vista il lavoro sul territorio, vicino ai suoi pazienti che ne hanno sempre apprezzato le qualità umane oltre che professionali. Ho ancora negli occhi il suo sguardo stanco, quando mi ha salutato quel martedì andandosene prima del solito dallo studio perché “non si sentiva bene”. Ho pensato che fosse provato dal ritmo frenetico che stavamo vivendo in quei giorni. Lui in particolare era già impegnato anche in riunioni istituzionali per cercare una difesa per la medicina territoriale di fronte a quanto ci avrebbe poi travolto. In questo senso lo si può considerare un eroe ma forse è stato più la vittima dei tanti errori commessi all’inizio di questa pandemia. Mi ha poi chiamato due giorni dopo, non per sé. Mi chiedeva la cortesia di visitare una sua anziana paziente a domicilio. Lui non era proprio in grado di farlo. Poi il destino ci ha divisi, nel modo più crudo e definitivo pur ancora una volta uniti in questa tragica vicenda. Adesso mi mancano soprattutto quei momenti quando, finito il lavoro, ci si fermava in studio e si poteva chiacchierare delle nostre cose più intime, anche delle debolezze, di quelle cose di cui parli solo con un amico.
L’INVOCAZIONE DI PAPA FRANCESCO Una Piazza S. Pietro deserta e surreale, la pioggia incessante e un assordante silenzio, hanno accompagnato Papa Francesco, sofferente e malfermo, nell’attraversamento per raggiungere l’altare posizionato all’ingresso della basilica. Un’immagine quasi spettrale quella di venerdì 27 Marzo che rimarrà impressa nella mente e nei cuori dei credenti che hanno intensamente partecipato alla drammaticità del momento. Un Papa triste e preoccupato che, con grande umanità, è sceso in piazza per implorare Dio: “svegliati, signore!” richiamando il passo del Vangelo “non lasciarci in balia della tempesta”. Un’invocazione quasi disperata oltre al ricordo di tutte le persone che in trincea combattono questo terribile virus. Poi, la benedizione urbi et orbi in una piazza vuota, dove le luci blu delle auto della polizia in via della Conciliazione e i gabbiani che svolazzavano sotto il colonnato, rendevano la visione ancora più drammatica. Raccogliendo l’appello papale e sorretti dalla fede, continuiamo a combattere la pandemia che sta seminando, nel mondo, terrore e morte.
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Progetto di Educazione Sanitaria
Il dott. Adelio Colombo, medico di base e relatore negli Istituti Comprensivi di Busto Arsizio e zona nell'ambito del "Progetto di Educazione Sanitaria", ha descritto le principali motivazioni per affrontare con efficacia e razionalità il "Primo Soccorso". La pubblicazione, promossa dal Lions Club Gorla Valle Olona e stampata in migliaia di copie, è diffusa (prevalentemente) attraverso le 24 farmacie di Busto Arsizio, gli Istituti Scolastici dell'area e rappresenta un prezioso strumento di consultazione.
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Premessa
Una dedica speciale Aiutare chi è nel bisogno, chi è in pericolo di vita e chi soffre, è un imperativo morale, un impulso insito nell’essere umano, vorrei dire di più, in ogni vivente come la natura ci insegna. A ben riflettere però il primo soccorso, a dispetto del nome, è spesso qualcosa che viene “dopo”, è l’aiuto urgente che interviene là dove non c’è stato (o ha fallito) qualcosa che ci doveva essere “prima”. Mi spiego: tanto impegno, tanti interventi di salvataggio sono in molti casi necessari per porre rimedio a mancata prevenzione, imprudenza, leggerezza, inadeguata attuazione o applicazione di norme di sicurezza. E questo in tutti gli ambiti di vita, individuale e sociale: la strada, il lavoro, la casa, la scuola, l’attività sportiva e ricreativa, i luoghi pubblici... E ancora: la tutela della salute deve saper prevenire emergenze che hanno come causa scorretti stili di vita. Malori gravi e improvvisi sono spesso conseguenza di errate abitudini igienico/alimentari, di disturbi cardiovascolari, metabolici, di obesità... Questo Report vuole essere una guida per i giovani, perché siano preparati ad affrontare gli episodi urgenti, ricordando però che in molti casi questi si possono evitare con comportamenti attenti e responsabili. Dopo quattro anni di interventi nelle scuole medie, con l’equipe di medici che partecipano al “Progetto di Educazione Sanitaria” promosso dall’Associazione Dell’Acqua di Busto Arsizio, l’esperienza mi ha convinto dell’utilità di mettere a disposizione dei ragazzi alcuni punti di riferimento, per focalizzare e rendere più disponibili alcune conoscenze di base. L’interesse dei ragazzi si è dimostrato e si dimostra grande, ma rischia di essere dispersivo e poco utile senza uno scritto: una “guida”, appunto. Un proverbio latino insegna: “verba volant, scripta manent”, le parole volano, gli scritti rimangono. È comunque evidente quanto sia fondamentale il rapporto diretto tra chi spiega e chi ascolta, tra chi insegna e chi apprende. Penso che in un campo come questo sia essenziale più che mai l’aspetto dimostrativo. E questa guida vuole essere solo un supporto all’insegnamento pratico. Ecco perché nelle scuole ci dobbiamo andare, il contatto coi ragazzi è indispensabile! Ho scritto queste pagine nella consapevolezza che esse sono ben poca cosa se lasciate a se stesse: senza la pratica poco vale la grammatica... ma serve anche questa! Mentre scrivo, siamo in piena emergenza epidemiologica da coronavirus, una pandemia che lascerà il segno nella storia dell’umanità, come altri eventi nefasti del passato. Ci chiediamo: si poteva fare di più per contenere tanta diffusione del
male? Con una metafora nostrana: si è chiuso il recinto quando era già scappato il maiale? Ma tant’è, la Storia dell’umanità è piena di errori. E il “senno di poi” è un rimedio tardivo ... ma consoliamoci: è pur sempre, in qualche modo, un rimedio ... In questo momento ho vivo nelle mente il sacrificio di colleghi ed amici che lavorano con spirito di servizio, che lottano e a volte lasciano la vita sul campo. A loro voglio dedicare questo mio piccolo ma spero utile lavoro. Queste pagine non sono “farina del mio sacco”, ma attingono all’esperienza di chi ha dedicato gran parte della propria vita alla conoscenza e alla pratica medica, a quella medicina che da sempre è al servizio dell’uomo, dei suoi problemi, delle sue fragilità. Voglio infine ringraziare il collega Dott. Emilio Lualdi, che per decenni ha guidato come Primario il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Busto Arsizio, e Francesco Francica, infermiere di Pronto Soccorso, per l’apporto sostanziale che hanno dato alla realizzazione di questa “guida”. Ringrazio l’amico Orazio Borroni per l’importante supervisione tecnico-informatica e per i suoi utili consigli nella stesura di queste pagine. A Sergio Colombo, Presidente dell’Associazione Dell’Acqua che ha promosso l’importante progetto “Educazione Sanitaria” nelle Scuole Medie del territorio, e Direttore del periodico “Busto Domani” che ospita queste pagine e dà spazio a numerosi report sui temi della salute, vanno i miei sentiti ringraziamenti: grazie a chi ha tanto a cuore i valori del bene pubblico e l’impegno sociale dell’informazione e della conoscenza.
Il dott. Adelio Colombo
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Progetto di Educazione Sanitaria
Il Primo Soccorso è l’aiuto che chiunque può dare a chi è vittima di incidente o di malore, in attesa dell’intervento degli operatori sanitari specializzati. Il “primo soccorritore” gestisce l’intervallo di tempo tra l’evento e l’arrivo dei soccorsi sanitari, compiendo azioni precise ed evitando interventi dannosi.
Soccorso psicologico e tutela della persona Molto importante è il sostegno umano e psicologico che si può fornire alla vittima, rimanendole vicini e confortandola: * non abbandonare mai la vittima, se non per grave necessità * verificare costantemente l’evoluzione della situazione * rassicurare senza minimizzare.
Obiettivi • mantenere in vita l’infortunato: in realtà questo è lo scopo di ogni tipo di soccorso • prevenire ulteriori danni a carico dell’infortunato, cioè: - proteggerlo da rischi esterni - allontanarlo con le dovute precauzioni da fonti di pericolo - applicare corrette tecniche di soccorso (ad esempio premere su una ferita per ridurre il sanguinamento) • alleviare la sofferenza, prevenire danni invalidanti, favorire il recupero.
Emergenza e urgenza EMERGENZA: situazione di immediato pericolo di vita (arresto respiratorio, arresto cardiocircolatorio, traumi gravi o multipli, emorragie imponenti) URGENZA: situazione di possibile pericolo di vita
Compiti del primo soccorritore: • riconoscere la gravità di un infortunio e di un malore • valutare le funzioni vitali, cioè: stato di coscienza, respirazione, circolazione • chiamare il Soccorso Sanitario 118 quando è necessario • assistere da subito le vittime, per cui occorre conoscere le prime manovre salvavita, praticabili da qualunque persona addestrata. Cosa conoscere: * manovre per liberare le vie aeree in caso di ostruzione * rianimazione Cardio-Polmonare (RCP), che prevede la capacità di eseguire: 1. massaggio cardiaco, per dare possibilità di circolazione del sangue nelle persone in cui il cuore ha cessato di battere 2. respirazione artificiale, per assicurare un minimo di ossigenazione * utilizzo Defibrillatore Automatico * come arrestare una emorragia esterna * interventi immediati su traumi, ferite, ustioni.
Regole: • mantenere la calma, non farsi dominare dall’ansia • valutare l’ambiente e gli eventuali rischi • tutelare la propria incolumità: evitare rischi personali • controllare funzioni vitali dell’infortunato: è cosciente? respira? ha battito cardiaco? • chiamare soccorso: 118: Numero unico in tutta Italia per l’emergenza sanitaria Dite con chiarezza: • chiamo da... (Comune – frazione - indirizzo - numero civico - scala/piano) • vicino a … (bar - supermercato - scuola, ecc.) • cosa succede. Rimani sempre a disposizione di chi risponde. Se le tue informazioni saranno corrette, i soccorsi arriveranno rapidamente nel posto esatto. Avvisa della presenza di eventuali rischi ambientali (ad esempio: incendi, sospette fughe di gas, crolli, risse ecc…) NON IMPROVVISARE: LASCIATI GUIDARE!
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Progetto di Educazione Sanitaria
COSA NON FARE NON fare diagnosi
NON togliere il casco
NON compiere atti di competenza esclusivamente medica
NON togliere oggetti conficcati
NON dare da bere, non somministrare cibo o alcoolici
NON abbandonare un infortunato che non respira
NON muovere l’infortunato se non per allontanarlo da pericoli
NON trasportare l’infortunato con mezzi propri
RICORDA che… è meglio non agire piuttosto che fare danni
QUANDO CHIAMARE IL 118 In caso di imminente o possibile pericolo di vita e quando c’è una situazione di urgenza: • la vittima non respira, non ha battito cardiaco, è priva di coscienza • incidente stradale con feriti • in caso di trauma da caduta • emorragie (perdite di sangue) importanti, da trauma o spontanee • malore improvviso con perdita di coscienza • infortunio di varia natura con traumi - fratture - ferite importanti • forti dolori all’addome o al torace • difficoltà respiratorie - ostruzioni delle vie aeree • intossicazione - avvelenamento da gas - cibo - sostanze tossiche (naturali o artificiali)
QUANDO NON CHIAMARE IL 118 Quando non vi è una situazione di urgenza e in situazioni o problemi senza segni di allarme per la salute: • stati di malattia (talvolta cronica) che non mettono a rischio la vita del soggetto e che non necessitano di trattamento immediato • prenotazione di visite o esami • malattia o smarrimento di animale domestico • problemi di ordine pubblico (furti e rapine, disturbo della quiete pubblica, danni ambientali, ecc.)
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Progetto di Educazione Sanitaria
Manovre di Primo Soccorso Una persona può trovarsi in una situazione di emergenza, e quindi immediato pericolo di vita, per improvvisa perdita di coscienza, arresto respiratorio, arresto cardiaco. Le cause: incidenti, traumi, malori improvvisi ... Ciò può accadere in qualsiasi momento e luogo (casa, strada, scuola, lavoro) … occorre essere preparati! BLS (Basic Life Support) Significa sostegno di base alle funzioni vitali della persona. È una tecnica di primo soccorso che, se correttamente imparata ed eseguita, può essere determinante per salvare la vita di una persona.
Scuoto con cautela per le spalle la vittima, chiamo ad alta voce: ehi signore, mi sente? Se la persona è risvegliabile, si valuta la normalità del respiro e del battito cardiaco, la si interroga sui suoi disturbi: - se ha senso di capogiro, se è pallida e sudata, la si mette in posizione anti-shock (sdraiata su un piano orizzontale rigido, sollevando i piedi di circa 40/50 cm) - se la persona non è risvegliabile, si attiva il soccorso (118), si controlla il respiro e, se assente, si procede alla rianimazione cardiopolmonare (RCP): massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca, nel più breve tempo possibile.
SEMPRE: prima valutare, poi agire L’ambiente: Intervengo solo se la scena è sicura. A volte il rischio ambientale può essere tale da richiedere l’intervento di soccorsi specializzati e in grado di agire in modo adeguato: • Vigili del Fuoco (tel: 115) • Polizia (tel: 113) • Carabinieri e Numero Unico Telefonico di Emergenza 112 In circostanze sicure è possibile avvicinarsi alla vittima o allontanarla rapidamente e con prudenza da un luogo pericoloso. Lo stato di coscienza: Per coscienza si intende lo stato di vigilanza, di percezione di se stessi e dell’ambiente circostante, e quindi la capacità di reagire agli stimoli esterni. Questo stato di normalità può essere modificato da una alterata attività cerebrale, conseguenza di un incidente (trauma cranico), di una malattia (epilessia, ictus) o di una riduzione della circolazione di sangue (e quindi di ossigeno e sostanze nutritive) che arrivano al cervello (per calo di pressione arteriosa, svenimento, shock), o per un arresto cardio-respiratorio. Lo stato di coscienza è di grande importanza: è condizione vitale. Quando è assente, l’individuo non è più in grado di provvedere a sé stesso e ai suoi bisogni né di difendersi dai pericoli dell’ambiente esterno. Una persona che appare priva di coscienza va stimolata per confermare o meno questa incoscienza.
La respirazione: Normalmente una persona adulta, a riposo, respira 16/18 volte al minuto; nei bambini la frequenza è 25 respiri al minuto, nei lattanti 40 respiri al minuto. Il soccorritore può controllare il respiro di una persona Guardando le espansioni del torace, Ascoltando gli eventuali rumori respiratori e Sentendo sulla propria pelle (di una guancia o di una mano, poste davanti al naso e alla bocca del paziente) il movimento dell’aria respirata: manovra del GAS (Guardo, Ascolto, Sento). In questo modo può misurare la frequenza respiratoria, cioè quanti atti respiratori avvengono in un minuto, e verificarne la regolarità o l’irregolarità. In molti casi di emergenza il respiro risulta alterato: accelerato, rallentato, irregolare, rumoroso (per la presenza di corpi estranei o di liquidi nelle vie respiratorie).
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In casi gravi si può arrivare all’assenza del respiro, cioè all’arresto respiratorio. Se assente e le vie respiratorie sono libere da corpi estranei, si procede subito alla rianimazione cardiopolmonare, perché è importante prevenire l’arresto cardiaco, che in presenza di arresto respiratorio non trattato o trattato tardivamente, si manifesta sempre.
molto difficile, se non impossibile, il recupero del danno cerebrale provocato dalla mancanza di arrivo di sangue al cervello.
La circolazione:
A B C della RIANIMAZIONE
Il cuore pulsa (batte) contraendosi regolarmente, in modo automatico, senza il controllo della volontà. Tali contrazioni vengono chiamate battiti cardiaci e normalmente si ripetono, uno dopo l’altro, ritmici, con una frequenza che nell’adulto a riposo è compresa fra i 60 e i 90 battiti al minuto. Nel bambino e nel neonato questa frequenza è normale fino a 100/110.
Se una persona è priva di coscienza e se non reagisce agli stimoli e ai richiami, valuto e agisco in modo opportuno
Questi battiti del cuore si diffondono lungo tutte le arterie dell’organismo e si possono sentire in forma di pulsazioni in alcuni punti in cui le arterie sono più superficiali sotto la pelle. Normalmente le pulsazioni sono ben apprezzabili con i polpastrelli di 2 dita della mano (indice e medio). I polsi più facilmente palpabili sono: • il polso radiale: lungo l’arteria radiale, dalla parte del pollice (come in figura) • il polso carotideo: al collo, lungo l’arteria carotide, con 2 dita, sotto l’angolo della mandibola In alcuni casi il battito cardiaco può risultare alterato: polso rallentato, accelerato, irregolare (aritmico), o addirittura assente. In questo caso si ha l’arresto cardiaco che, se non trattato immediatamente con la rianimazione cardiopolmonare, può portare alla morte improvvisa (che colpisce ogni anno una persona su mille). Le manovre salvavita (BLS) vanno praticate nel più breve tempo possibile dall’arresto cardio-circolatorio, perché le probabilità di sopravvivenza del paziente diminuiscono di circa il 10% per ogni minuto e già dopo 9/10 minuti dall’arresto cardiaco è
Il massaggio cardiaco va associato alla respirazione artificiale (bocca a bocca): infatti l’arresto cardiaco provoca un contemporaneo arresto respiratorio.
A come AIRWAY = APERTURA DELLE VIE AEREE: triplice manovra di pervietà (= apertura) delle vie aeree: tenere il capo della vittima tra le mani ed estenderlo delicatamente all’indietro, con cautela in caso di trauma, aprire la bocca, ispezionare e rimuovere eventuale materiale ostruente, con le dita delle mani (possibilmente protette da guanti) B come BREATH = RESPIRO valutare il respiro e i movimenti della gabbia toracica attraverso la manovra del GAS (Guardo – Ascolto– Sento): Guardo il torace se si espande Ascolto se ci sono rumori respiratori Sento l’alito della vittima sulla mia guancia o sulla mia mano Questa operazione deve durare non più di 10 secondi. Se la vittima respira, porla in PLS (Posizione Laterale di Sicurezza), adagiata su un fianco, per evitare ingestione di materiale rigurgitato, manovra però da evitare in caso di trauma (figura). Nel caso il respiro sia assente, si passa al punto C C come CIRCULATION = CIRCOLAZIONE Quindi, se la vittima è PRIVA DI COSCIENZA e NON RESPIRA: massaggio cardiaco + ventilazione forzata (respirazione bocca a bocca).
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PLS (Posizione Laterale di Sicurezza) La posizione laterale di sicurezza è una tecnica di primo soccorso che permette a un infortunato in stato di incoscienza di respirare liberamente. • L’infortunato va posto su di un fianco (figura PLS). • Nonostante l’utilità di questa manovra, chiunque si trovi di fronte a un infortunato non può operarla immediatamente, ma deve osservare un preciso comportamento per garantire la sicurezza del soggetto. • Mettendolo in posizione laterale di sicurezza, si muove la sua colonna vertebrale: è quindi una manovra da evitare se si sospetta un trauma vertebrale, in base alla dinamica dell’incidente o ai dati evidenti. • Per poterla eseguire bisogna accertarsi che il soggetto respiri e abbia un battito cardiaco presente. • In caso contrario bisogna allertare il 118 e praticare RCP (rianimazione cardiopolmonare). • Salvo casi di grave necessità, i pazienti traumatizzati devono essere trattati esclusivamente da personale addestrato.
Massaggio Cardiaco • la vittima deve essere sdraiata supina (pancia in su) su di una superficie rigida (se cedevole renderebbe inutile l’effetto delle compressioni) • il soccorritore è inginocchiato a fianco del torace della vittima • slacciare i vestiti della vittima e scoprire il torace • appoggiare il palmo di una mano al centro del torace e il palmo dell’altra sopra la prima, intrecciando le dita • la compressione deve essere fatta con il palmo della mano, tenendo le dita un po’ sollevate (per evitare lesioni alle costole), e va applicata con forza nella regione dello sterno (al centro del petto) • le braccia vanno tenute dritte, senza piegare i gomiti, perpendicolari al torace • eseguire compressioni toraciche con frequenza di circa 2 ogni secondo e ogni compressione toracica deve avere 4 o 5 centimetri di profondità • le mani non vanno mai staccate dal torace per evitare rimbalzi e per mantenere la giusta posizione • ogni 30 compressioni toraciche eseguire 2 ventilazioni artificiali bocca a bocca
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Respirazione Artificiale Il metodo più semplice e utilizzato è quello “bocca a bocca”: distendere il paziente supino (a pancia in su), ruotare la testa all’indietro, estendere la mandibola e aprire la bocca: in questo modo si ottiene l’apertura delle vie aeree. Togliere dalla bocca eventuali corpi estranei Se con la manovra del G-A-S (guardo – ascolto – sento) si verifica che il respiro è assente, tenere aperta con una mano la bocca del paziente e con l’altra chiudergli le narici, appoggiare la propria bocca su quella del paziente e immettere il respiro nei suoi polmoni, staccando poi la bocca per permettere lo svuotamento spontaneo dei polmoni della vittima. La respirazione bocca a bocca comporta l’insufflazione forzata di aria nel sistema respiratorio dell’infortunato, con l’ausilio di una mascherina o di un boccaglio. In caso di mancanza, un fazzoletto di cotone può essere impiegato per proteggere il soccorritore. Le insufflazioni non devono essere troppo energiche, ma emettere la quantità d’aria di un valido atto espiratorio (circa mezzo litro) nel tempo di un secondo. L’aria inspirata prima di insufflarla nella vittima deve essere il più possibile “pura”, cioè contenere la più alta percentuale di ossigeno: per questo tra un’insufflazione e l’altra il soccorritore dovrà alzare la testa e non inspirare l’aria emessa dalla vittima, che ha un contenuto di ossigeno minore. La respirazione artificiale è facilitata dall’uso di appositi apparecchi (cannule, mascherine, boccagli) ma fondamentale rimane la necessità di mantenere aperte le vie respiratorie con la corretta posizione del capo e della mandibola e immettere una sufficiente quantità di aria nei polmoni della vittima. Fino a quando proseguire con la rianimazione? Ripeti il ciclo 30 compressioni/2 ventilazioni finché: compaiono segni di MO.TO.RE: movimenti - tosse – respiro; arrivano i soccorsi qualificati; hai esaurito le forze; hai a disposizione un defibrillatore.
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L’importanza della strumentazione Il defibrillatore semiautomatico esterno La rianimazione cardiopolmonare (RCP) è una tecnica di primo soccorso indispensabile in situazioni di emergenza, quando siamo di fronte a un arresto cardiaco. L’obiettivo è prevenire danni al cervello per mancato apporto di ossigeno, in attesa di poter disporre di un defibrillatore e dei soccorsi sanitari. Abbiamo visto come si esegue la rianimazione cardiopolmonare: 30 compressioni toraciche (massaggio cardiaco) alternate e 2 ventilazioni (respirazione “bocca a bocca” o meglio “bocca-maschera”). Questa va eseguita solo se si è stati istruiti, altrimenti si rischia di perdere tempo prezioso: è dimostrato infatti che il solo massaggio cardiaco è altrettanto efficace a mantenere una sufficiente minima ossigenazione, ma non basta a tenere in vita a lungo una persona. È di fondamentale utilità, nell’attesa dei soccorsi qualificati, avere a disposizione nel più breve tempo possibile un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE): • è un dispositivo in grado di riconoscere e interrompere, tramite l’erogazione di una scarica elettrica, aritmie gravi responsabili dell’arresto cardiaco, quali la fibrillazione e la tachicardia ventricolare • è costruito con una tecnologia in grado di analizzare il ritmo cardiaco di un soggetto e di stabilire quale scarica elettrica erogare • è utilizzabile anche da personale non medico, perfino da qualsiasi cittadino. • all’operatore infatti non è affidata alcuna diagnosi: è la macchina stessa ad analizzare il ritmo cardiaco del paziente e a indicare se è necessario o no effettuare una scarica per interrompere la fibrillazione e l’arresto cardiaco • l'analisi del ritmo cardiaco richiede dai 10 ai 20 secondi e avviene per mezzo delle stesse piastre metalliche che servono alla trasmissione della scarica elettrica • non è possibile l’erogazione se la macchina non ha stabilito che è necessario, perché il pulsante (di solito contrassegnato da un lampo) viene automaticamente bloccato • quando invece ce n’è bisogno, all’operatore è richiesto solo di premere il pulsante di scarica, accertandosi che nessuno stia toccando il paziente • in caso di emergenza chiunque può usare un defibrillatore semiautomatico in quanto questi strumenti sono dotati di un sistema vocale che impartisce le istruzioni e li rendono utilizzabili in sicurezza • attualmente, con un corso di 6-8 ore totali, comprensivo di
una parte teorica e di una pratica, chiunque può imparare a utilizzare correttamente un defibrillatore semiautomatico • di solito, chi partecipa a questi corsi riceve istruzioni anche su come provvedere alla rianimazione cardiopolmonare • recentemente, in seguito ad alcuni tragici episodi di morte per arresto cardiaco, locali pubblici - tra cui aeroporti, ristoranti, centri sportivi, hotel, scuole, università, negozi, uffici governativi, ecc - hanno cominciato a dotarsi di defibrillatori semiautomatici e ad istruire alcuni membri del personale. Manca però un censimento e soprattutto una “geolocalizzazione” di questi strumenti, cioè una mappa che indichi la loro distribuzione: essa permetterebbe al soccorritore di avere subito l’informazione per trovare il defibrillatore più vicino. Per usare un defibrillatore ricordare alcuni semplici passaggi: 1. Aprire il coperchio, accendere il tasto on/off 2. Ascoltare le istruzioni vocali 3. Applicare gli elettrodi adesivi sul torace della vittima come indicato nella figura e continuare ad ascoltare 4. A questo punto premere il tasto arancione per erogare la scarica quando il defibrillatore decide che è necessario (solo ed esclusivamente in questo caso il tasto arancione diventa attivo e si può erogare la scarica).
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Ostruzione delle vie aeree Una persona che sta soffocando a causa di un corpo estraneo nelle vie aeree: • non può respirare – parlare - tossire • spesso si stringe la gola con le mani e perde conoscenza in pochi minuti Cosa fare: Se la persona che presenta un respiro alterato è irrequieta, in evidente difficoltà, spossata, aiutala ad assumere e a mantenere una posizione semi-seduta: che le permette di ridurre un po’ la difficoltà respiratoria, in attesa dei soccorsi. Se la vittima che ha inalato un corpo estraneo respira e tossisce chiama il 118.
COMPLICE L’INQUINAMENTO AMBIENTALE REAZIONI ALLERGICHE Il nostro organismo è dotato di un sistema immunitario che ha il compito di difenderci da sostanze esterne nocive (virus, batteri, ecc.). Esso entra in funzione anche nelle reazioni di “rigetto” nel caso di trapianto di organi. L’allergia è un disturbo del sistema immunitario, che si verifica quando esso reagisce in maniera eccessiva al contatto con sostanze esterne chiamate allergeni. Questi allergeni sono di diversi tipi: pollini, forfore di animali, polveri domestiche (acari), alimenti, farmaci, veleno di insetti. Anche l’inquinamento ambientale può contribuire ad aggravare la situazione. In alcuni soggetti “allergici” queste sostanze possono dare disturbi fastidiosi e scatenare reazioni anche gravi. Nella maggior parte dei casi le allergie provocano • disturbi alle vie respiratorie (per lo più da pollini, polveri domestiche, acari, forfore da animali, inquinamento ambientale): riniti (“raffreddore da fieno”), anche associate a congiuntiviti, asma • reazioni cutanee, per lo più da alimenti, farmaci: arrossamenti, orticaria. Cosa fare: • interrompere attività fisiche • lavarsi bene mani e viso con acqua e sapone • allontanarsi da possibili fonti ambientali (prati e campi in fioritura, zone inquinate, ecc.) • interrompere l’assunzione di cibo e bevande • assumere farmaci anti-allergici se prescritti • vigilare la vittima per prevenire eventuale anafilassi
Nel frattempo incoraggiala a continuare a tossire ma non fare alcuna manovra. Se la vittima smette di respirare o tossire: posizionati dietro il suo fianco, fai piegare busto e testa in giù, sorreggi il torace con l’altra mano davanti alla vittima, imprimi 5 energici colpi tra le scapole con il palmo della mano, imprimendo una spinta vigorosa dal basso verso l’alto, per provocare colpi di tosse che stimolino l’espulsione del corpo estraneo. Se insufficiente: in attesa dell’arrivo dei soccorsi, praticare la manovra di compressione addominale ponendosi dietro la vittima. La si cinge alla vita con le mani unite davanti sul suo addome, tra la parte inferiore dello sterno e l’ombelico, poi, con un movimento deciso, si comprime l’addome, tirando il paziente all’indietro e verso l’alto per produrre un improvviso aumento di pressione nelle sue vie respiratorie in modo da provocare l’espulsione del corpo estraneo.
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L’anafilassi è una reazione generalizzata con possibile esito fatale, che si può verificare in soggetti predisposti (sensibili) in seguito a cause scatenanti, come assunzione di alcuni farmaci o alimenti, punture di alcuni tipi di insetti, ecc. Si manifesta con: • grave difficoltà respiratoria • improvviso abbassamento della pressione arteriosa • sudorazione abbondante • edema della glottide (gonfiore soffocante della gola) • alterazioni dello stato di coscienza In questo caso (shock anafilattico): • chiamare subito il 118 • se difficoltà di respiro, paziente cosciente: posizione semiseduta • respirazione artificiale se necessario • se perdita di coscienza: posizione antishock (paziente supino con gambe alzate) • controllo delle funzioni vitali (respirazione e circolazione) • eventuale BLS con rianimazione cardiopolmonare
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I problemi ricorrenti Insufficienza respiratoria È l’incapacità dell’apparato respiratorio a soddisfare le richieste di ossigeno del nostro corpo. Le cause possono essere: • bronchiali, polmonari, di origine infiammatoria o allergica • meccaniche (ostruzione da corpi estranei, inalazione di gas tossici) • infettive (bronchiti, polmoniti di origine virale o batterica) • cardiache, con alterazioni del circolo polmonare L’insufficienza respiratoria si manifesta con la dispnea che è la sensazione soggettiva di respiro faticoso e difficile, fino al quadro della fame d’aria. Segni: • aumento degli atti respiratori (FR: frequenza respiratoria) • impegno dei muscoli dell’attività respiratoria • cute sudata, di colorito acceso • mucose cianotiche (bluastre) • agitazione (nelle fasi iniziali) Cosa fare: • la persona va messa in posizione seduta o semiseduta, in attesa del 118 • in caso di ostruzione delle vie aeree, incoraggiare la persona a tossire
Asma…e dintorni Difficoltà al passaggio dell’aria attraverso i bronchi, in particolare nella fase di espirazione, di solito per cause infiammatorie e allergiche. L’attacco asmatico è l’insorgenza di una difficoltà respiratoria improvvisa che si manifesta nei soggetti con asma. Può essere scatenato da: • reazioni allergiche, infezioni • inalazioni di sostanze irritanti (vapori, solventi, fumi) • stress, esercizio fisico, emotività
• tosse, difficoltà a espettorare il muco e il catarro che si forma nei bronchi Cosa fare: • attivare i soccorsi e rassicurare la persona • porla in posizione seduta • allentare abiti troppo stretti sul torace • coprirla per mantenere il calore corporeo, sorvegliarla e assisterla
Disturbo della coscienza Lipotimia = Svenimento Malessere passeggero con appannamento della vista, sudorazione, senso di freddo, sensazione di imminente perdita di sensi. Se il paziente non si pone o non viene adagiato rapidamente in posizione orizzontale, può seguire la sincope, che è una perdita di coscienza improvvisa, di breve durata, spesso a risoluzione spontanea. Immediatamente prima il soggetto ha un senso di debolezza generalizzata ed è incapace di mantenere la posizione eretta, presenta malessere con capogiro, percezione confusa, nausea e/o vomito, pallore, sudorazione fredda, ronzii o fischi alle orecchie.
Cause: • affaticamento • sudorazione eccessiva • perdita di liquidi (disidratazione) • perdita di sangue (emorragia) • ipotensione arteriosa (calo di pressione) • ipertermia (colpo di calore) • scarsa ossigenazione ambiente • reazione a traumi • ustioni o dolore intenso • stress emotivo.
Come si manifesta: • mancanza di respiro • respiro sibilante e fischiante
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Cosa fare: 1) posizionare il paziente sdraiato e con le gambe alzate per favorire l’arrivo di sangue al cervello (posizione anti-shock) 2) liberare il paziente dagli indumenti stretti 3) mantenere l’osservazione e chiamare 118 Shock (collasso cardiocircolatorio) È una riduzione improvvisa del sangue circolante, con incapacità del sistema circolatorio di fornire una sufficiente quantità di ossigeno e nutrimento alle cellule dell’intero organismo. La causa più frequente è un brusco calo della pressione arteriosa, da emorragie, disidratazione, ustioni, gravi reazioni allergiche, infarto. Lo shock deve essere sempre sospettato in tutti i soggetti che sono vittime di un trauma o presentano una emorragia (sanguinamento) importante.
Crisi convulsiva Si verifica nell’epilessia, nella forma detta “grande male epilettico”. L’epilessia è una malattia di origine cerebrale che si manifesta con improvvisa perdita della coscienza e violenti movimenti convulsivi dei muscoli (crisi epilettiche). Durante l’attacco epilettico si può verificare morsicatura della lingua e perdita del controllo urinario Cosa fare: • adagiare con calma la vittima sul pavimento • proteggere la testa da traumi • lasciar sfogare liberamente la crisi • slacciare cinture, cravatte e abiti troppo stretti • non cercare di mettere oggetti o dita nella bocca ella vittima • terminate le convulsioni, mettere la vittima in PLS (posizione laterale di sicurezza), se non ha traumi Vi è anche una forma di epilessia detta “piccolo male”, che si manifesta con le cosiddette crisi di assenza.
Si manifesta con: • diminuzione improvvisa della pressione arteriosa • polso debole e frequente • respirazione superficiale e frequente • cute pallida e fredda • sudorazione fredda e abbondante • sete intensa • cianosi (colorazione bluastra) alle estremità (mani e piedi) e alle labbra • agitazione o abbattimento Cosa fare: 1) eliminare le cause visibili (tamponare eventuali emorragie) 2) valutare i parametri vitali (stato di coscienza, respiro, polso) 3) mantenere l’apertura delle vie aeree 4) slacciare indumenti stretti 5) porre la vittima in posizione anti-shock: supina, gambe rialzate (attenzione ai traumi) 6) coprire l’infortunato 7) non somministrare bevande alcoliche o eccitanti 8) chiamare il 118
La persona • perde improvvisamente il contatto con l’ambiente circostante • lo sguardo è come perso nel vuoto • i sensi sono azzerati • dura da pochi secondi a pochi minuti e spesso non ci sono segni premonitori Cosa fare: • osservare la persona, evitarle infortuni • calcolare la durata dell’assenza • evitare stress emotivi per alcune ore dopo l’episodio. Importante: nelle crisi di “assenza”, come negli “svenimenti”, manca per qualche tempo lo stato di coscienza, ma respirazione e circolazione sono presenti, quindi non va applicata la rianimazione cardiopolmonare! La risoluzione di questi eventi è normalmente spontanea. È comunque necessario un successivo controllo delle possibili cause del malore.
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Pericoli da non sottovalutare FERITE Lesioni della cute (pelle) con interruzione della sua superficie, causata da un trauma. Possono essere: • superficiali, se sono solo a carico della cute • profonde, se interessano anche gli strati sottostanti: sottocute, muscoli, tendini, nervi, vasi. A seconda della causa che le ha prodotte, possono essere: • abrasioni, escoriazioni (perdite di pelle superficiali, da strisciamento) • ferita da taglio, a margini netti (da lame, coltelli, oggetti taglienti), possono essere superficiali o profonde • ferita da punta, con lesione limitata della superficie della pelle, ma penetrante, a volte profonda • ferita lacera, con margini irregolari della lesione della cute • ferita lacero-contusa, quando la cute e i tessuti sottostanti (sottocute), per trauma da strappo, urto, sfregamento, si rompono dando luogo a lesioni irregolari. I pericoli sono: • infezione - emorragia In caso di ferite profonde si possono avere lesioni di organi interni, gravi emorragie, shock. In questi casi chiamare subito il 118.
• se il soggetto non è protetto da copertura antitetanica, provvedere alla profilassi (prevenzione) in ambiente medico • nel caso di ferite estese o profonde, con abbondante sanguinamento, o “a rischio” (testa, torace, addome), chiamare subito il 118.
CORPI ESTRANEI 1. corpi estranei nelle ferite: devono essere rimossi dal medico; coprire la ferita disponendo opportuni materiali (cotone o rotoli di garza) attorno al corpo estraneo per evitare che la fasciatura lo possa spingere più profondamente nei tessuti; 2. corpi estranei nell’occhio: provocano dolore e bruciore, lacrimazione e rossore; l’irritazione dell’occhio può essere molto peggiorata dallo sfregamento sull’occhio da parte del paziente; esaminando l’occhio si cerca di individuare il corpo estraneo abbassando la palpebra inferiore; una volta individuato il corpo estraneo si cerca di estrarlo con il bordo di un fazzoletto o di un telo pulito; le manovre devono essere molto delicate, non insistere nell’operazione; in caso di insuccessi l’occhio va bendato e si deve ricorrere a un medico; 3. corpi estranei nel naso o nell’orecchio: devono essere estratti da un medico. I tentativi da parte di inesperti possono provocare lesioni più gravi;
Cosa fare: lavare, disinfettare, tamponare • lavare con acqua pulita corrente fredda • pulire eventuale sporcizia penetrata con acqua ossigenata • disinfettare con soluzioni adatte: Bialcol, Clorexane, Betadine) • tamponare con garze sterili, se disponibili, o con fazzoletto pulito (evitare cotone idrofilo a contatto con la lesione) • se c’è sanguinamento abbondante, fare una compressione sul punto di sanguinamento • se vi sono corpi estranei conficcati, non fare manovre di compressione e non rimuovere il corpo estraneo (pericolo di aumentare il sanguinamento) • nelle ferite causate da oggetti sporchi o arrugginiti, o in ogni caso di ferita sospetta, ad elevato rischio di infezione, provocare per qualche secondo uscita di sangue prima di tamponare • in caso però di grave emorragia, prima di tutto tamponare e comprimere
4. corpi estranei nelle vie respiratorie: senso di soffocamento, manovre di disostruzione: colpi tra le scapole, tentativo di rimozione con le dita, eventuale manovra di compressione addominale 5. corpi estranei in esofago: provocano dolore e difficoltà nella deglutizione; se è possibile, dare da bere a piccoli sorsi; se il disturbo persiste è necessario un intervento medico.
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EPISTASSI (sangue dal naso) Cosa fare: • far sedere la persona con la testa in avanti • comprimere il naso tra pollice e indice • applicare impacchi freddi alla radice del naso e alla fronte • se il problema persiste o si ripete più volte in poco tempo, andare al Pronto Soccorso
È la perdita di sangue dai vasi sanguigni: vene, arterie, capillari. Possono quindi essere emorragie venose, arteriose o capillari a seconda del vaso da cui esce il sangue. 1) emorragia esterna: il sangue esce direttamente all’esterno del corpo; sono quasi sempre causate da traumi: ferite, tagli, perforazioni
emorragia arteriosa: - sangue rosso più chiaro - fuoriuscita a getto pulsante - richiede una forte pressione per essere tamponata
La gravità dipende dalla quantità di sangue perduto Cosa fare: emorragia esterna: 1) tamponare l’emorragia con una pressione diretta sul punto di sanguinamento 2) utilizzare pezze pulite – garze (tante quante ne servono) 3) non rimuovere le garze applicate (anche se intrise di sangue) 4) bendaggio aderente (eventualmente aggiungere garze e bende) 5) sdraiare l’infortunato senza rialzare la testa 6) ghiaccio (se disponibile) – arto in alto (se non fratturato) 7) chiamare tempestivamente il 118 8) solo in situazioni di rischio per la vita, applicare un laccio (striscia di tessuto, cintura …) 9) non rimuovere i corpi conficcati 10) coprire l’infortunato per evitare dispersione di calore
EMORRAGIA
emorragia venosa: - sangue rosso, più scuro - fuoriuscita continua - facile da tamponare
2) emorragia interna: il sangue che esce dai vasi si raccoglie all’interno dell’organismo e nelle cavità corporee (cranio, torace, addome)
L’utilizzo del laccio emostatico richiede molta attenzione: • se l’emorragia è venosa (il sangue esce con flusso continuo) il laccio va posto “a valle” del punto di sanguinamento (tra fuoriuscita e periferia) • se l’emorragia è arteriosa (il sangue esce a getto pulsante) il laccio va posto “a monte” del sanguinamento (tra fuoriuscita e cuore). Una volta messo il laccio non va rimosso! Nella ferita penetrante con ritenzione di oggetto, non rimuovere il corpo estraneo, per evitare ulteriore sanguinamento, ma tamponare e medicare intorno all’oggetto. Emorragia interna: è di per sé motivo di richiesta immediata di soccorso (118) perché la quantità di sangue fuoriuscito dai vasi non è evidente e può essere tale da provocare un grave stato di shock.
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Traumi e conseguenze È una lesione prodotta nell’organismo da qualsiasi causa capace di azione improvvisa, rapida e violenta. Le cause possono essere: • energia cinetica: urto improvviso da caduta, scontro, incidente... • energia termica: calore, ustione... • energia elettrica: scossa La prima funzione vitale da controllare è la coscienza, quindi il respiro, poi il circolo. Valutare poi l’eventuale presenza di un trauma della colonna vertebrale, di emorragie esterne e di fratture (i traumi sono la più frequente causa di morte al di sotto dei trent’anni e la terza in tutti i gruppi di età).
Il trauma può interessare una o più parti del corpo (politrauma) e si possono avere: trauma cranico - trauma della colonna vertebrale - trauma toracico - trauma addominale - trauma degli arti inferiori e superiori. Funzioni vitali minacciate dai vari traumi Cranici: • lo stato di coscienza, per sofferenza cerebrale • l’attività respiratoria, compromessa in caso di grave sofferenza del cervello che è responsabile dell’attività e della funzione dei muscoli respiratori Colonna vertebrale: • lesioni del midollo spinale, con paralisi agli arti
Ecco perché è importante la prevenzione: prudenza, moderazione, rispettare i limiti di velocità, mettere le cinture di sicurezza, mettere il casco quando si è in moto e in motorino... Tipi di trauma: • trauma chiuso: non esposto, in cui le lesioni sono interne all’organismo, senza danni evidenti sulla superficie cutanea • trauma aperto: lesione superficiale o profonda con rottura della pelle (ferita) • trauma penetrante: lesione in cui un oggetto estraneo attraversa le pelle e penetra negli strati più profondi dei tessuti
Toracici: • l’attività respiratoria, per possibili lesioni dell’apparato respiratorio che ha sede nella gabbia toracica • l’attività cardiocircolatoria, per possibili lesioni del cuore e dei grossi vasi sanguigni contenuti nel torace Addominali: • l’attività cardiocircolatoria, per possibili lesioni di vasi sanguigni o per rottura di organi come fegato, milza, reni, con conseguente emorragia interna
Alla persona traumatizzata: Arti: • MAI rimuovere il casco nel caso di un incidente stradale • MAI somministrare cibi o bevande … nemmeno l’acqua • MAI muovere la persona traumatizzata … si rischia di peggiorare il danno (salvo il caso in cui ci sia un grave rischio a lasciarla dove è)
• attività cardiocircolatoria, per l’emorragia conseguente alla rottura di grandi ossa e la lesione dei vasi sanguigni che scorrono vicino all’osso fratturato.
• ALLERTA I SOCCORSI … chiamando il 118
TRAUMA CRANICO È un trauma da urto improvviso, che può provocare lesioni alla scatola cranica e al cervello, temporanee o permanenti. Non tutte le “botte” alla testa sono un trauma cranico
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TRAUMA DELLA COLONNA VERTEBRALE Una lesione della colonna vertebrale può danneggiare solo la struttura ossea (vertebre) oppure può interessare il midollo spinale contenuto all’interno del canale vertebrale. Sospettare questa lesione se: • l’infortunato lamenta dolore alla schiena • se lamenta formicolio, senso di scosse elettriche, di caldo o freddo alle estremità • se è caduto in piedi da un’altezza superiore ai 4 metri • se ha riportato trauma cranico e/o facciale al di sopra della clavicola
Se lieve: • NON perdita di coscienza, • spesso senza disturbi immediati, • possibile cefalea (= mal di testa), vertigine, • ferite al cuoio capelluto Cosa fare: • detergere e disinfettare eventuali ferite al cuoio capelluto • ghiaccio secco in sede di trauma • osservazione del comportamento per 24 ore Se di media gravità: • possibile perdita di coscienza per pochi secondi o minuti • possibili lesioni cutanee (al cuoio capelluto) • possibili fratture delle ossa craniche • segni di gravità: vomito, confusione, sonnolenza/torpore, agitazione, disturbi visivi Cosa fare in attesa dei soccorsi (anche in assenza di segni di gravità): • mantenere il capo in posizione neutra (evitando posizioni costrette) • evitare alla vittima movimenti della testa • pulire e tamponare delicatamente le ferite • ghiaccio secco • se c’è vomito, mettere la persona in posizione laterale con testa in asse (senza piegarla) • non lasciare sola la vittima fino all’arrivo dei soccorsi
L’assenza di dolore non esclude che vi possa essere una lesione della colonna. Se un evento traumatico provoca il sospetto di un danno alla colonna vertebrale, chiamare subito il 118, evitando il più possibile di muovere il ferito, per evitare di peggiorare il danno. Se il ferito va messo in sicurezza, mantenere il più possibile in asse il capo, il collo e la colonna dorsale e lombare, in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Una lesione grave della colonna vertebrale e del midollo spinale, che si trova all’interno del canale vertebrale, può provocare un danno permanente agli arti.
TRAUMA TORACICO È una lesione al torace in seguito a • colpi (contusioni) con lesioni e possibili fratture delle parti ossee della gabbia toracica (coste e sterno) • ferite penetranti (da oggetti appuntiti o proiettili d’arma da fuoco) con possibili lesioni di organi interni, come i polmoni e il cuore.
Se severo: • alterazione persistente della coscienza, spesso associata a ferite e fratture delle ossa craniche • segni di gravità: stato confusionale, agitazione o sonnolenza/ torpore, perdita di coscienza, vomito. Cosa fare: • chiamare subito il 118 • in attesa dei soccorsi: comportarsi come nel caso precedente • PLS (posizione laterale di sicurezza) con cautela, se c’è vomito • controllare la respirazione e la libertà delle vie aeree superiori.
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Se attraverso una ferita al torace fuoriesce aria durante i movimenti respiratori, sarà necessario ricoprirla con materiale impermeabile, come più strati di un ampio cerotto o un foglio di plastica o di stagnola. TRAUMA ADDOMINALE È conseguenza di urti, colpi o collisioni contro ostacoli fissi o mobili. Può essere aperto o chiuso: • aperto, in presenza di ferite penetranti e lacerazione della parete addominale • chiuso, in caso di lesione interna, senza lacerazione della parete addominale Il trauma addominale può provocare la rottura di organi come fegato, milza, reni, intestino, con conseguente emorragia interna e sangue nella cavità addominale. In questi casi la prima funzione vitale compromessa è quella circolatoria: il ferito si trova in stato di shock, con cute pallida e fredda. Cosa fare: • il traumatizzato va disteso in posizione supina • tamponare eventuali emorragie esterne, chiamare il 118 e non abbandonare la vittima fino all’arrivo dei soccorsi • è utile l’applicazione di una borsa di ghiaccio sull’addome. TRAUMA AGLI ARTI Conseguenza di urti, colpi, cadute, incidenti con impatto con corpi duri, fissi o mobili. • le lesioni superficiali vanno disinfettate e medicate • le eventuali emorragie vanno tamponate e compresse • in caso di sospetta frattura ossea occorre immobilizzare la vittima
MORSI DI VIPERA Il morso di vipera inocula numerose tossine e si riconosce dalla presenza sulla pelle di 2 forellini distanti circa 1 cm. Effetti locali (compaiono entro pochi minuti): • dolore in sede di morso • edema (gonfiore) esteso a tutto l’arto • necrosi (morte dei tessuti) • chiazze emorragiche Effetti generali: • vomito, nausea • dolori muscolari e articolari • aumento della temperatura • collasso cardiocircolatorio Cosa fare: l’obiettivo principale è quello di ritardare il più possibile la diffusione del veleno nell’organismo della vittima, in attesa del trasferimento in ospedale • cercare di restare calmi • non incidere la zona del morso • non succhiare il veleno • non applicare lacci morso arti inferiori: • mantenere immobile l’arto colpito • applicare benda aderente dall’inguine fino al di sotto della sede del morso • applicare steccaggio rigido morso arti superiori: • è importante rimuovere orologi ed anelli • bendare dalla punta delle dita sino al gomito o se è il caso sino alla spalla, quindi immobilizzare con una stecca, bloccando il braccio al gomito morso a tronco, collo, testa: anche qui cercare di ritardare la diffusione del veleno: • applicare un tampone rigido sulla sede del morso e fissare con cerotto adesivo • mantenere il paziente supino • dare un supporto psicologico in attesa del trasporto in ospedale
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Lesioni da non sottovalutare CONTUSIONI E DISTORSIONI • Contusione: è una lesione delle parti cutanee e muscolari, dovuta alla pressione o all’urto di un corpo estraneo, senza rottura o lacerazione della pelle e con la formazione di ematomi (raccolte di sangue sottopelle e nei muscoli) • Distorsione: è lo scostamento articolare temporaneo delle estremità delle ossa di un’articolazione.
Cosa fare: • chiamare i soccorsi (118) • non muovere il soggetto se non è strettamente necessario e in questo caso tenere il più possibile fermo l’arto fratturato • tagliare delicatamente i vestiti sopra la frattura • tamponare eventuali emorragie associate • evitare di muovere i monconi in caso di fratture esposte • non forzare la parte colpita (es: non togliere stivali) • non tentare di riallineare i monconi.
Contusioni e distorsioni provocano: * dolore vivo e costante, *gonfiore immediato, *ecchimosi (chiazzette di sangue) o ematomi (raccolte di sangue) sottopelle. Cosa fare: immobilizzare e mettere a riposo applicare ghiaccio sulla zona interessata.
LUSSAZIONI Sono spostamenti permanenti delle estremità ossee di un’articolazione per lesione dei legamenti e le sedi più frequenti sono: spalla, pollice, gomito, mandibola. Non tentare mai di “riportare al suo posto” un’articolazione lussata, ma andare subito in Pronto Soccorso.
FRATTURE Sono rotture parziali o complete di un osso, causate da una forza tale che supera la resistenza dell’osso stesso. Ci sono diversi tipi di fratture: • composta, senza spostamento dei monconi ossei • scomposta, con spostamento dei monconi ossei • chiusa: l’osso non comunica con l’esterno • aperta (o esposta): i muscoli e la pelle sono lacerati e le ossa fratturate comunicano con l’esterno
PUNTURE D’INSETTO
Le punture di zanzare (ditteri) sono di norma solo fastidiose ma innocue. Le punture da imenotteri (vespe, api, calabroni) sono abbastanza frequenti e provocano disturbi di diversa gravità: • locali: gonfiore, arrossamento, prurito, dolore, malessere, orticaria • generalizzati: reazione allergica diffusa, shock anafilattico fino all’anafilassi (vedi sopra).
Come riconoscerle: • gonfiore, dolore intenso nella zona di frattura • aumento del dolore con il movimento • deformazione della parte colpita • esposizione dei monconi ossei, se frattura aperta • gli arti colpiti si presentano di solito accorciati e deformati Una lesione scheletrica è a rischio per la vita se è associata a una forte emorragia
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Attenzione: per prevenire infezioni è importante rimuovere subito il pungiglione (d’ape o vespa) o il parassita (zecca), disinfettare, medicare, utile appllicare ghiaccio.
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Un po' di attenzione USTIONI Le ustioni sono lesioni acute da calore provocate dalla fiamma o da contatto con solidi, liquidi e vapori ad alta temperatura. Sono ustioni anche le lesioni da “causticazione” chimica, cioè da contatto con sostanze altamente irritanti e lesive (acidi e alcali forti) e le lesioni da corrente elettrica. Sono classificate in tre gradi, in base alla profondità: • 1° grado: ustione superficiale, si presenta come un arrossamento cutaneo (eritema) … può accadere anche in caso di sconsiderata esposizione al sole • 2° grado: compaiono bolle, vescicole e dolore • 3° grado: distruzione di tutti gli strati della cute ed anche dei tessuti circostanti (cute carbonizzata). Nelle ustioni esiste il pericolo di: • infezioni • disidratazione (perdita di liquidi corporei) • shock (calo rapido di pressione per disidratazione, reazione emotiva, dolore). Cosa fare: se di 1° grado: • bagnare con acqua fredda, asciugare senza strofinare, impolverare con talco se di 2° grado: • medicare asetticamente: usare garze, mai cotone • non bucare le vescicole • recarsi al Pronto Soccorso se di 3° grado: • medicare asetticamente: usare garze, mai cotone • verificare se il paziente è cosciente • posizione anti-shock • attivare il 118 • non rimuovere abiti che aderiscono alle ustioni • non applicare pomate, sostanze grasse, ghiaccio ustioni da corrente elettrica: cercare sia l’ustione d’entrata sia d’uscita della corrente e trattarle entrambe come ustioni di 3° grado. ustioni chimiche: lavare con acqua corrente in abbondanza, ricordando che l’acido solforico e la calce viva reagiscono con l’acqua producendo calore: in questi casi il lavaggio va proseguito per almeno 10 minuti.
FOLGORAZIONE Comunemente detta “scossa”, è il passaggio di forte corrente elettrica attraverso il corpo: • può essere una scossa lieve, senza conseguenze o con danni temporanei • può essere causa di: ustioni; disturbi del ritmo cardiaco (fibrillazione); lesioni degenerative dei muscoli e del sistema nervoso • può avere effetto mortale. Nel prestare soccorso ad una vittima di folgorazione è fondamentale: • chiamare immediatamente soccorso sanitario • assicurarsi di avere interrotto l’erogazione di energia elettrica staccando la spina o l’interruttore generale • valutare lo stato di coscienza della vittima
COLPO DI CALORE COLPO DI SOLE La permanenza prolungata in ambienti molto caldi può provocare disturbi diversi, definiti “patologie da calore”. Sono: • la sincope (perdita di coscienza) • i crampi muscolari • l’esaurimento da calore • il colpo da calore Segni: • colorito del volto rosso acceso • elevata temperatura corporea (oltre 39°C) • volto quasi inespressivo • soggetto irritabile • pelle secca e molto calda • alterazioni della respirazione • andatura incerta • possibile perdita di coscienza Cosa fare: • togliere gli indumenti • trasportare la vittima in luogo fresco e ventilato • porre il soggetto sdraiato con le spalle leggermente sollevate • spugnature con acqua fredda, applicare borsa del ghiaccio, se possibile.
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Attualità Laura Vignati Docente Liceo Scientifico Statale A. Tosi
L’Ozonoterapia contro il Coronavirus ’ozonoterapia per la prevenzione Covid È consolidata da più di trent’anni, ma mai come in questo periodo è di estrema importanza e attualità. Non solo perché può essere applicata a pazienti Covid e con risultati considerevoli, ma perché può contribuire alla prevenzione del morbo che sta falcidiando migliaia di persone, insomma per la sua azione antibatterica e antivirale. Stiamo parlando dell’ozonoterapia: con un semplice prelievo di sangue che viene addizionato all’ozono e un’iniezione intramuscolare, si risolvono molte patologie. Ma questa non è l’unica tecnica che permette di dare più linfa al nostro sangue, ce ne sono altre. Di questo e di tanto altro ne parla la dottoressa Gloria Tiffany Culuvaris, medico chirurgo ortopedico, certificato e affiliato alla Sioot, la società internazionale di Ossigeno Ozono Terapia, che lavora alla Multimedica di Castellanza e al Centro me-
L
Ecco la macchina che miscela il sangue e l’ozono per poi immettere nei tessuti il sangue ossidato con un unico accesso venoso
La Dottoressa Gloria Tiffany Culuvaris è il medico che pratica l’ozonoterapia. Una speranza in più per sconfiggere il Coronavirus.
dico San Magno di Legnano. Dottoressa, in che modo è venuta in contatto con l’ozonoterapia? “Tramite la letteratura, Pubmed, l’enciclopedia on line di grande rilevanza scientifica e scambiando quattro chiacchiere con colleghi anestesisti che praticavano la tecnica”. In che cosa consiste l’ozonoterapia? “Si tratta di una tecnica che sfrutta la proprietà della molecola di ossigeno. Attraverso un apposito macchinario avviene un’ossidazione: da O2 si passa a O3, ossia si verifica uno spostamento di un elettrone per creare una molecola instabile, questo nuovo atomo ossidato viene utilizzato nel sangue”. Prima
accennavamo
alla
tecnica del prelievo con l’intramuscolare, esistono altre tecniche? “Se vogliamo essere più precisi quella tecnica di cui parlavamo è chiamata “la piccola auto emoinfusione”: si prelevano circa 10 cc di sangue che vengono miscelati con ozono e reimmessi nel sangue e nei tessuti con un’iniezione intramuscolare. Durata 5-10 minuti. Questa è molto usata nella profilassi antivirale e antibatterica, nella prevenzione al Covid. Poi c’è la grande auto emoinfusione particolarmente adatta per gli immuno-depressi, sclerosi multipla, artrite reumatoide e per il recupero dello sportivo, ossia l’ossigenazione in caso di over-training: consiste in un prelievo in sacca certificata di 150-200 cc di sangue in cui viene immesso l’ozono, al termine della preparazio-
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ne la sacca viene reinfusa al paziente senza cambiare accesso venoso. Durata 30-40 minuti. Una tecnica molto usata per le patologie legate al rachide e trattamenti estetici è l’iniezione sottocutanea o intramuscolare. Infine per il trattamento delle emorroidi si effettuano delle insufflazioni rettali e per le patologie vascolari e infezioni cutanee si applicano in loco dei sacchetti o contenitori ad immissione a ciclo continuo di ozono”. Oltre alle già citate patologie immunologiche, artrite reumatoide, legate al rachide e all’estetica, quali altri malattie cura? “Allergie, discopatie (ernia del disco), artrosi, tendiniti, acne-foruncolosi, cellulite, sclerosi multipla e patologie degenerative (demenze senili), Herpes, Fuoco di Sant’Antonio, recupero dell’atleta, sindrome da affaticamento cronico. So che viene utilizzata anche in campo dentistico e veterinario”.
Bilancia dosatrice utilizzata nella Grande Auto euroinfusione. I costi sono moderati e rimborsabili dal S.S.N.
Attualità
E come trattamento estetico? “S’interviene su cellulite, rottura di micro-capillari, ringiovanimento della cute, acne e foruncolosi”. Controindicazioni ed effetti collaterali? “No alle donne gravide e in allattamento, ai bambini under 12 e sotto i 45 kg. Non ci sono limiti temporali per gli anziani. Irrilevanti gli effetti collaterali. Si consiglia di effettuare il trattamento non a digiuno”. Funziona sui pazienti Covid? “E’ in atto un protocollo sperimentale condotto dal responsabile Sioot, il prof Marianno Franzini all’Umberto I di Roma e all’ospedale di Udine. Su 36 pazienti solo uno non ha risposto al trattamento. Migliora il micro-circolo che ha ricadute positive a livello polmonare”. Quante sedute occorrono? “Dipende dalla patologia. I pazienti Covid, 2/3 alla settimana. Per la prevenzione al coronavirus su un paziente sano, minimo una da ripetere ai cambi di stagione. Il ciclo standard è una al mese per tre mesi. Ci tengo a sottolineare che non deve essere somministrata per via endovenosa: s’inietta un gas”.
a un massimo di 200-250 euro (Grande Auto Emoinfusione). Previsti pacchetti per pazienti in base alla patologia. All’ospedale di Busto Arsizio alcuni trattamenti sono rimborsabili dal Sistema sanitario nazionale”. A proposito, Centri in zona che la praticano? “Il Centro San Magno e Aristea di Legnano e l’Istituto San Carlo di Busto Arsizio”.
7G Gabry
BILL GATES MECENATE? Vero o falso? La notizia è circolata con insistenza e ha suscitato perplessità tra la gente che si sta riprendendo dopo tormentati mesi trascorsi in casa. Ci riferiamo a Bill Gates, il plurimiliardario signore del digitale, “interessato” alla scoperta del vaccino per sconfiggere il Coronavirus. Anche il quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” ha commentato la proposta che prevede un finanziamento iniziale di 130 milioni di Dollari a favore dell’Italia. Ma allora l’accordo Oxford-Pomezia con la multinazionale Astra Zeneca candidata alla produzione di 100 milioni di dosi di vaccino in tempi brevissimi, è archiviata? E l’utilizzo del plasma per curare il Coronavirus documentato da De Donno a Mantova, confermato e rilanciato, senza se e senza ma, dal Presidente del Veneto Zaia e pare attuato con successo anche al S. Matteo a Pavia – a costi contenutissimi – perché è contestato dal virologo Burioni? Ma non è ora di limitare le sue apparizioni televisive e rispettare il ruolo istituzionale al servizio della medicina e della collettività? O ci sono vincoli farmaceutici e/o cinesi?
CENTRO GOMME CRESPI
Piccolo particolare: nel 2021 scatta la presidenza italiana del G20 e la telefonata con il Presidente Conte non è casuale, sottolineano autorevoli politologi. Perché il rapporto profitto-filantropia offre complicate interpretazioni. Insomma, la telefonata Gates-Conte non ha entusiasmato. Anzi, ha destato più perplessità che interesse.
S.A.S.
lun-ven 8.00-12.00 / 14.00-19.00 sabato 8.00 - 12.00
Senza sottovalutare i rapporti internazionali USA-Cina dove la conflittualità è sempre pericolosamente in agguato. Insomma, la confusione regna sovrana nonostante i numerosi decreti del Presidente del Consiglio la cui interpretazione - ci auguriamo – non richieda la nomina dell’ennesima task-force con relativi oneri a carico della collettività. Sarebbe la sconfitta del buon senso e il trionfo, ancora una volta, della burocrazia: un triste retaggio italico.
Corso Italia, 25 21052 Busto Arsizio (VA) tel. 0331.633.589 fax 0331.653.182 centrogommecrespi@gmail.com
Prezzi? “Da un minimo di 50-80 euro - 29 -
Attualità Laura Vignati Docente Liceo Scientifico Statale A. Tosi
Don Alberto Ravagnani: LO SUHWH LQÁXHQFHU
I
n quarantena doveva escogitare un modo per raggiungere i suoi ragazzi, per comunicare con adolescenti e giovani che avevano sempre affollato l’oratorio, ma che – complice il Covid – si sono trovati isolati nelle mura domestiche. Dunque, lui che a fine febbraio si è ritrovato affacciato su un campo di calcio tristemente deserto, su un salone silenziosissimo, aule desolate, bar vuoto, quinte del teatro Manzoni chiuse, chiesetta disabitata, lui, stanco del clima spettrale che regnava nel suo oratorio, si è ingegnato per arrivare dritto al cuore dei ragazzi. È don Alberto Ravagnani, il coadiutore della parrocchia di San Michele a Busto Arsizio, meglio conosciuto in tutt’Italia come il prete youtuber. Sì, perché il giovane sacerdote, 26 anni - nativo di Brugherio, alle spalle il liceo classico di Vimercate, un anno in seminario a Seveso, poi cinque a Venegono Inferiore e il servizio di coadiutore a San Michele e prof di religione al liceo scientifico Tosi di Busto Arsizio – è salito alla ribalta dell’attenzione nazionale per i suoi video. Lui invita i giovani a pregare, a vivere la quotidianità, a seguire il messaggio del Vangelo, ma lo fa secondo una modalità moderna: pensa al tema da realizzare, progetta, scrive, parla, sceneggia, monta il video, lo carica su Youtube e lo lancia sui social.
vicina al don, qualche adulto che prende spunto dai video accattivanti per parlare di religione ai figli adolescenti, per comunicare con la loro stessa lingua.
INNOVARE PER COMUNICARE
Stampa e televisione hanno sottolineato l’estro creativo di Don Alberto Ravagnani che ha registrato sui social oltre un milione e mezzo di visualizzazioni.
Così ecco fatto. Ma il risultato è sconcertante: un milione e mezzo di visualizzazioni, cinquantamila follower. Inevitabile il passaggio successivo: il 25 aprile, nel primo pomeriggio, la conduttrice Lorena Bianchetti su Rai 1 nella trasmissione “A sua immagine” gli riserva ben un quarto d’ora, poi va in onda su Tv 2000 in “Bel tempo si spera”, Tgcom 24 in “Stampe vaticane”, Telepace. Non contento, ruba spazio al Corriere della sera, La Repubblica, Avvenire, Famiglia Cristiana. Anche Il Giorno e Il Foglio s’interessano di lui. Per non parlare della stampa locale, on line e non. Insomma don Alberto Ravagnani, il prete di Busto Arsizio, è conosciuto in tutt’Italia. Ormai sulla cresta dell’onda non si arresta e continua a sfornare video su video che parlano di Vangelo, fede, preghiera, cro-
ce, creatività, lettura, lavoro manuale, arte di arrangiarsi, amore, ordine, cellulare, silenzio. E il linguaggio è quello dei giovani: spontaneo, immediato, con intercalari da ragazzi, espressioni degli anni verdi. Ma tutto rigorosamente serio e ben mirato, mai una parolaccia o parola di troppo. C’è profondità nelle riflessioni di don Alberto Ravagnani, c’è un penetrare fino in fondo nell’argomento, sviscerarlo, ma con parole semplici. Si fa catechesi anche così. Anche titolando un video “Perché avere fede non è da sfigati” oppure “Alzati, è Pasqua: se Gesù è risorto, puoi farlo anche tu” o “Fatti un favore: spegni il cellulare un’ora al giorno” oppure “Dieci minuti di silenzio ti cambiano la giornata”. I risultati ci sono. Tra i ragazzi, ma non solo, anche i più maturi o persino qualche capello bianco si av-
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Il tutto, con un semplice click. Critiche? “Da più parti, mai faccia a faccia. Non so dietro a un nickname chi si nasconda – replica don Alberto – comunque se arrivano, ben vengano. Mi spronano a migliorare”. Nessuno strale comunque dal suo capo, don Giorgio, il parroco di san Michele che ben ha assecondato l’ingegnosità del suo coadiutore. Che prosegue, rivelando l’origine del suo genio comunicativo: “Mi è sempre piaciuto recitare, presentare, ora ho scoperto una forma per mettere a frutto queste potenzialità. Ho voluto cercare un modo proficuo per raggiungere i ragazzi e l’ho trovato con i social. Il mio – ci tengo a precisare – è un servizio che si affianca alla pastorale. Rientra nel mio essere prete, nel mio modo di fare il prete. Voglio creare un rapporto più dinamico e schietto con i ragazzi. Che sia ben chiaro: la mia vita non è cambiata dopo tutto questo. Continuerò ad essere me stesso: sarò sempre uguale, sono sempre in oratorio, faccio catechesi, messe…. E anche video. Circa due alla settimana: ci vuole tempo. Colgo qualche suggerimento partendo
Attualità
da qualche provocazione, creo l’obiettivo, elaboro una sceneggiatura, registro, monto il video con un programma e lo carico su Youtube”. Così ecco i titoli delle “fatiche” del don influencer: Perché bestemmiare è problematico; Confronto tra ragazzi credenti e non; A cosa serve pregare; Come amare al tempo del Coronavirus; Dieci minuti di silenzio ti cambiano la giornata, In diretta col prof don Alberto Ravagnani, Se vuoi fare ordine nella tua vita, inizia da camera tua, Sei felice? Ascolta il tuo cuore; Se non vedo non credo; Perchè avere fede non è da sfigati, Alzati, è Pasqua. Se Gesù è risorto, puoi farlo anche tu, Il meglio deve ancora venire, La Croce di Gesù: morire o donare la vita? La lavanda dei piedi nell’Ultima Cena, Come pregare a casa, Prendi in mano il Vangelo”. E comunque don Alberto non è nuovo a questa creatività. Anche tre anni fa era salito alla ribalta della cronaca per aver organizzato nel suo oratorio una raccolta fondi con il lavaggio delle auto. E lui stesso si era rimboccato le maniche e con canna e spugna aveva lucidato auto di tanti bustocchi.
LUALDI: VENT’ANNI DA PRIMARIO AL PRONTO SOCCORSO gorante con turni di notte e week end quasi mai liberi. Quando poi tutti sparano a zero sul Pronto Soccorso è perché non hanno ben chiare le situazioni in cui a volte si è costretti a lavorare, l’umana paura che anche il clinico deve affrontare, la costante scarica adrenalinica e le mille risposte da dare, tutte nello stesso momento. Ringrazio tutti i miei Collaboratori con i quali ho avuto l’onore di lavorare e il dovere di redarguire quando era veramente necessario e sono consapevole della fortuna che abbiamo avuto crescendo insieme nel corso di questo lungo percorso. Gli ultimi anni sono stati i più critici e rivoluzionari, con un susseguirsi continuo di nuovo personale sempre di elevata competenza. Auguro ai miei successori la stessa soddisfazione e la stessa gioia che ho vissuto in questi anni permettendomi di dar loro un piccolo consiglio: imparate a comunicare, a parlare con i pazienti e con i parenti, assicurandovi sempre di lavorare in Team.
La mia esperienza lavorativa come Responsabile del Pronto Soccorso di Busto Arsizio è iniziata nel 2000 e si è protratta fino al 2019. Dal 1981 ho lavorato nell’Unità Operativa di Medica II svolgendo periodicamente anche turni in Pronto Soccorso. Sono stati anni intensi, passando da ASL, USL, ASST che ha trasformato l’Ospedale in Azienda Ospedaliera…impensabile anni fa! Eppure, io sono rimasto il medico laureato con la missione nel cuore, con la convinzione di curare le persone nella loro totalità e non solo la malattia stessa. Fin dalla mia esperienza iniziale come medico di base e poi come medico ospedaliero ho cercato di comprendere il dolore e la preoccupazione dei parenti che, ignari ed a volte ansiosi, attendevano un responso fuori dalla porta della sala-visita del Pronto Soccorso. È stata un’esperienza a volte complessa nei contenuti ma umanamente appagante, che mi è costata sacrifici personali e familiari in quanto fare l’urgenza è soddisfacente ma lo-
• Avevo chiesto al dott. Emilio Lualdi – una vita trascorsa in Ospedale ma, soprattutto, in trincea al Pronto Soccorso – un redazionale “personalizzato” per Busto Domani. Con la sua innata modestia e nobiltà d’animo, ha sintetizzato il suo lungo percorso professionale, cosparso di sacrifici, di umanità, di impegno, esaltando così la straordinaria missione del medico. Un esempio di socialità, di dedizione e di passione che solo i veri bustocchi sanno interpretare. Grazie, Emilio, ancora grazie per la meravigliosa opera e un fortissimo abbraccio da Sergio Colombo.
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Attualità Sergio Colombo Presidente Associazione E. Dell’Acqua
Inseguendo un sogno
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ulla sarà come prima: il coronavirus l’ha, purtroppo, sentenziato e il mondo dell’associazionismo è tra i primi a subirne le conseguenze. L’Associazione Enrico Dell’Acqua lo sta sperimentando perché costretta a rivedere i propri programmi. Il convegno “Dell’Acqua Day” era programmato per Lunedì 13 Luglio (festività di S. Enrico) con un particolare ricordo riservato alle aziende che nel 2000 contribuirono al restauro del monumento in Piazza Volontari della Libertà. In calendario anche la premiazione delle dieci aziende di Busto Arsizio che hanno raggiunto il prestigioso traguardo di cent’anni di operatività, così contribuendo allo sviluppo socio-economico del territorio. La mancata promozione nelle scuole elementari del pioniere dell’esportazione italiana, lo stop al secondo corso “formare per informare” riservato ai Docenti ed altre iniziative complementari in una rampa di lancio hanno - ci auguriamo - solo condizionato l’intenso programma promozionale-formativo 2020 dell’Associazione. Tuttavia, considerato il successo ottenuto grazie all’equipe medica del Progetto di Educazione Sanitaria che ha coinvolto oltre 25.000 studenti di Istituti Comprensivi dell’area su problematiche di rilevante interesse per lo sviluppo psico-fisico dei gio-
nell’immediato futuro in un contenimento di oneri per il Sistema Sanitario Nazionale.
Ambrosetti ha creato il Forum di Cernobbio che annualmente ospita prestigiose personalità della finanza e della politica a livello internazionale.
vani, si stanno approfondendo le valutazioni pervenute anche alla luce delle incerte disposizioni ministeriali. Nel frattempo inseguiamo un sogno. Su questo numero di “Busto Domani” abbiamo iniziato a sviluppare l’importante tema del “pronto soccorso” grazie alla disponibilità del medico Adelio Colombo e al sostegno economico del Lions Club Gorla Valle Olona. Il sogno è di proseguire con le tematiche che hanno rappresentato l’asse portante del “Progetto di Educazione Sanitaria” patrocinato da importanti Enti istituzionali pubblici e privati. E precisamente: Le conseguenze devastanti di alcool e droga; Perché educare a non fumare; Mondo digitale: spazio al progresso ma attenti agli eccessi; Una corretta alimentazione gio-
va alla salute psicofisica; Bullismo: il terrore dietro l’angolo; Per una sessualità consapevole. Il pianeta e l’ambiente Report ai quali fare riferimento ma anche preziosi strumenti di consultazione in ambito famigliare. Scelte innovative dunque per rilanciare il valore dell’educazione sanitaria dopo le drammatiche conseguenze del coronavirus. Uno sforzo organizzativo e, soprattutto, finanziario notevolissimo e decisamente superiore alle nostre possibilità. Ma, animati da passione ed entusiasmo e confidando nel sostegno e nella generosità bustocca, iniziamo questa interessante e condivisa avventura che pone al centro la tutela della salute dei giovani. Ci proponiamo insomma di ridisegnare nuove responsabilità che poi si traducono
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Uno stimolo ulteriore è la lettura dell’articolato intervento di Alfredo Ambrosetti su La Prealpina del 17 Aprile scorso. Il creatore del Forum di Cernobbio dove Capi di Stato e di Governo, economisti ed imprenditori, si incontrano per una visione planetaria non solo del sistema produttivo, organizza annualmente un appuntamento di straordinario valore economico-politico. Il varesino Ambrosetti, che ammiriamo non solo per le sue eccezionali realizzazioni e intuizioni, invita a credere nel futuro con giovanile entusiasmo nonostante l’età avanzata e dopo un percorso di vita ricco di grandi risultati. Un esempio per guardare al futuro con rinnovata fede e speranza perché, anche se nulla sarà come prima, i valori della vita restano determinanti: un patrimonio da custodire e valorizzare.
Alfredo Ambrosetti, un simbolo per la Provincia di Varese
La Voce della città
Franco Caputo
Dell’Acqua Day
Orgogliosamente meridionale (è nato ad Alberobello) a Busto Arsizio dal 1950, ha interpretato con grande signorilità lo spirito bustocco. Si è subito inserito nella vita cittadina e in quella pubblica dove ha ricoperto importanti incarichi istituzionali con unanimi apprezzamenti. Contitolare della Grafica Tosi, ha profuso nell’attività tipografica intelligenza, passione e competenza realizzando anche volumi di elevato prestigio letterario. È stato un valido amico di “Busto Domani”, un aiuto prezioso nell’impostazione grafica che curava con scrupolosi interventi. Considerava la pubblicazione una bandiera che doveva sventolare su Busto Arsizio, una città che ha profondamente amato. Perché l’informazione – specie quella periodica – per Caputo era importante ed essenziale in quanto rappresentava per il lettore un autorevole punto di riferimento. Se ne è andato dopo una lunga malattia che ha sopportato con quella dignità che ha sempre caratterizzato il suo non breve percorso terreno. Abbiamo perso un amico che ricorderemo con affettuosa riconoscenza. Ciao, Franco!
Nello scorso Novembre abbiamo inviato al Ministero dello Sviluppo Economico una copiosa e selezionata documentazione per illustrare la leggendaria figura di Enrico Dell’Acqua e proponendo l’emissione di un francobollo celebrativo. A nulla sono valse le sollecitazioni: la burocrazia romana non ha risposto essendo… “in tutt’altra faccenda affaccendata” Purtroppo, ci ha pensato il Coronavirus a far slittare il Dell’Acqua Day programmato per Lunedì 13 Luglio (S. Enrico). Un Dell’Acqua Day per ricordare il 110° anniversario del pioniere dell’esportazione italiana che ha aperto le vie del commercio internazionale. E in un momento storico difficile e complicato come l’attuale, parlare in un apposito convegno di Export, di piccole e medie imprese, di realtà e prospettive, rappresenta un valore aggiunto e una speranza in più. Auguriamoci che si possa recuperare e rilanciare l’importante iniziativa Made in Busto Arsizio – che prevedeva anche un riconoscimento a dieci aziende bustocche che hanno raggiunto il prestigioso traguardo centenario - ma, in attesa dei prossimi Decreti che disciplinano le riunioni pubbliche, rimaniamo, purtroppo, in stand-by.
La reazione Il Coronavirus in città ha avuto una presa di coscienza differenziata: all’inizio, un po’ sottovalutato con vie e piazze, se non congestionate, comunque affollate specie nelle aree occupate da giovani vocianti e incoscienti nonostante i segnali premonitori, ad esempio, dalla zona di S. Edoardo. Si è poi elevata la voce autorevole del Sindaco Antonelli che ha giustamente preannunciato - se del caso - restrizioni per evitare il contagio. Quindi, il caso del dott. Stella, ha evidenziato il pericolo aggravato dal numero dei colpiti dal Coronavirus che, al 31 Marzo, aveva superato quota 100 con numerosi decessi. Nel frattempo è scattata la gara di generosità, un inconfondibile stile bustocco che riemerge nel momento del bisogno continuando una tradizione dettata dal cuore. Donazioni indirizzate soprattutto al nostro ospedale per il potenziamento delle strutture per medici e infermieri affettuosamente applauditi – davanti al nosocomio – dallo schieramento delle forze militari e civili che operano in città. Una brevissima ma particolarmente commovente cerimonia.
Vento e vele Nulla sarà come prima. È lo slogan ricorrente sui social e sulla stampa da quando la gente è costretta da un nemico invisibile – e quindi particolarmente pericoloso – a rimanere in casa. Un nemico che anche in città ha diffuso non solo paura e ansia, moltiplicando le difficoltà. Perché industria, commercio e artigianato – il cuore economico di Busto Arsizio – dovranno fare i conti con la mutata realtà economica e la diminuita circolazione monetaria che condiziona l’attività imprenditoriale. Ma la città ha attraversato i periodi oscuri e tristi dagli anni quaranta, soffrendo ma senza piegarsi. È nel nostro DNA. Anche se la crisi si preannuncia eccezionalmente impegnativa, il ricorso al passato per progettare il futuro rappresenta per i bustocchi la carica interiore per superare gli ostacoli. Diceva Aristotele: non possiamo cambiare il vento, ma possiamo dispiegare le vele nella giusta maniera”. Un augurio e un impegno per bustocchi e bustesi per assieme ridisegnare il futuro. Nonostante tutto, comprese le disposizioni governative spesso stravaganti.
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