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Sweet Spot Strategy

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Sweet Spot Strategy è un progetto di ReputationLab SRL finanziato dalla Regione Sicilia attraverso il bando “Sicilia che piace”. TEAM DI PROGETTO Progettazione e strategia Santina Giannone e Giovanni Cataldi Consulenza sui temi di sostenibilità

PI.RO.CA. Srl Testi Santina Giannone Mariapina Potenza Valentina Ragaglia Giuseppe Macca Grafica Francesco Chilardi Sito web Marco Mirabito Fotografia Giuseppe Santoro e Linda Lauretta www.sweetspotstrategy.it


CHE COS’É SWEET SPOT STRATEGY? Il progetto “Sweet Spot Strategy – Comunicare le risorse immateriali” nasce dal desiderio di dare valore nella comunicazione agli aspetti intangibili che ogni giorno incontriamo nelle aziende con cui lavoriamo e che rappresentano un valore importante, spesso trascurato.

Negli ultimi 50 anni il concetto di “valore aziendale” è completamente mutato. Secondo l’indice S&P 500, l’indice azionario statunitense che segue l’andamento delle 500 aziende con maggiore capitalizzazione, le risorse immateriali sono fondamentali per determinare il valore di un’azienda.

VALORE DI MERCATO

1975

OGGI

83%

ASSET TANGIBILI

17%

ASSET INTANGIBILI

(proprietà, il numero di dipendenti, la produzione, le macchine per la produzione, ecc.)

(reputazione, comunicazione, cultura aziendale, employer branding, compliance ai valori ESG, ecc.)

80%

ASSET INTANGIBILI

20%

ASSET TANGIBILI

(reputazione, comunicazione, cultura aziendale, employer branding, compliance ai valori ESG, ecc.)

(proprietà, il numero di dipendenti, la produzione, le macchine per la produzione, ecc.)

Il capitale umano, quello intellettuale, sociale e reputazionale sono dei componenti fondamentali nella valutazione delle aziende, del loro posizionamento e della loro percezione da parte degli stakeholder; eppure sono ancora oggi trascurati, poco presenti nella comunicazione, o affrontati in maniera generica e poco efficace.

sweet spot

Lo sweet spot è la parte della racchetta in cui la palla trova le condizioni migliori per restituire il colpo migliore.

È definito sweet spot il giusto mix tra temperatura, tostatura e miscela del caffè che ne valorizza il flavour.

lo spazio, il momento, l’occasione in cui si manifestano le condizioni migliori per avviare un cambiamento o un’attività.

Sweet spot nel suono è il punto in cui le fasi di woofer e di tweeter corrispondono a una frequenza più stabile.

Cogliere lo sweet spot di un’onda significa riuscire a cavalcarne la potenza per sfruttarne l’energia e allo stesso tempo dominarla.


LO SWEET SPOT NELLE AZIENDE

Lo sweet spot è un concetto rilevante anche per il business. Nell’innovazione lo sweet spot è il momento giusto per introdurre le novità: né troppo presto, perché si rischia di non essere pronti, né troppo tardi, quando la novità è così diffusa da non generare più un vantaggio competitivo. FONTE: digital360hub.it

Nel business lo sweet spot è il momento giusto che nasce dall’intersezione tra passione, competenza e opportunità. Uno spazio e un tempo in cui la possibilità prende forma, si fa visione, incontra la strategia e indica una nuova strada.

Per noi la strategia sweet spot è lo spazio in cui l’esperienza incontra il cambiamento: così l’azienda, da luogo di produzione, diventa attore culturale e sociale del suo tempo, raccontandosi non solo attraverso processi, prodotti e servizi, ma attraverso i suoi valori intangibili:

innovazione, comunicazione, reputazione, impatto ambientale, sociale e di governance (valori ESG), employer branding, diversity&inclusion, passaggio generazionale, custodia e valorizzazione della tradizione immateriale.

Dove l’esperienza incontra il cambiamento nasce l’opportunità.

È LO SWEET SPOT


LO SWEET SPOT NELLE AZIENDE Fare azienda, un tempo, voleva dire “solo” trovare le risorse. Definire il modello di business. Gestire i clienti. Oggi porta con sé anche altre domande, che indagano aspetti immateriali altrettanto importanti della performance economica. L’azienda attraverso la sua attività genera impatto sull’ambiente, la società e la cultura. Approfondire questi legami attraverso un’analisi guidata, misurarli con una reportistica adeguata e comunicarli con l’aiuto di strumenti come il data storytelling

e il brand journalism sono dei traguardi importanti per il business. Abbiamo accompagnato le aziende ad avviare una riflessione interna su questi temi attraverso un percorso di domande guidato, dando valore alle risorse immateriali, per raccontarne le best practices. Il progetto ha dunque una doppia valenza: di formazione per la crescita strategica delle aziende e di promozione per quelle che hanno già iniziato questo percorso.

La visione che esprimiamo fornisce indizi su chi siamo, ma è solo con quanta determinazione la perseguiamo che dirà chi possiamo diventare. LE TAPPE PER COSTRUIRE UNA STRATEGIA SWEET SPOT Quali sono le componenti che costruiscono il vostro valore sul mercato?

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Come declinate la sostenibilità in azioni chiare e tangibili?

Quali sono le risorse immateriali che potete comunicare meglio?

8

Avete delle politiche di employer branding?

Come misurate l’impatto che generate?

9

Cos’è innovazione per la vostra azienda e che impatto genera?

Come raccogliete, analizzate e raccontate i dati dell’azienda?

dei piani di CSR e quali sono le 10 Avete attività che prevedono?

Avete mai fatto una mappatura degli stakeholder per definire meglio chi sono?

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Come gestite la relazione con gli stakeholder?

immaginate la vostra azienda tra 12 Come quindici anni?

Cosa avete fatto per la comunità territoriale negli ultimi due anni?


I PROGETTI Il nostro lavoro ci porta ogni giorno a contatto con tante aziende. L’approccio che usiamo unisce la comunicazione digitale al giornalismo e alle Relazioni Pubbliche. Per noi comunicare un’azienda vuol dire comprenderne il contesto, conoscerne la storia e immaginarne il futuro. Abbiamo così scelto alcuni progetti imprenditoriali tra quelli che abbiamo incontrato in questi anni, perché si distinguono per una o più risorse immateriali: salvaguardia dell’identità territoriale, passaggio generazionale, economia circolare, employer branding, compliance ESG.

L’impatto positivo generato per le aziende è il risultato di un percorso fatto di visione innovativa, determinazione, capacità di cogliere le opportunità e di renderle parte integrante dell’azienda a lungo termine.

La comunicazione, in questo percorso, non ha solo la funzione di trasmettere i messaggi nella forma migliore, ma agisce come facilitatrice nella fase di costruzione dell’identità e di organizzazione dei processi. La comunicazione aiuta le imprese a fare accadere le cose e, dopo, a raccontarle nel modo migliore perché diventino significative per chi si riconosce in quei valori e vuole prendervi parte.


I PROGETTI


MANGROVIA

C.da Bruffalori SCICLI (RG) mangroviaproject.com Agricoltura

Rinnovare il mindset dell’agricoltura partendo dal territorio. Immaginarla non solo come un settore economico, ma come un hub e una fucina di idee, storie e, soprattutto, valori: quelli di una coltura sostenibile, di una comunicazione etica fatta di informazioni e trasparenza; quelli dell’impegno sociale e didattico per diffondere sapere e trasmettere cultura. Mangrovia è un ecosistema agricolo e un centro di aggregazione in cui costruire il senso di comunità attraverso un nuovo modello di agricoltura.

PARLIAMO DI...

Riciclo Territorio Ecosistema Ecologia


MANGROVIA

Ripensare l’agricoltura. Parole chiave: ESGD

E

S

ENVIRONMENT

SOCIAL

• Utilizzo delle risorse naturali: acqua, suolo, energia • Emissioni • Gestione del rischio idrogeologico • Qualità alimentare e salute • Innovazione per la sostenibilità ambientale

• Salute e assistenza • Previdenza e protezione • Sicurezza nel lavoro • Valorizzazione del capitale umano • Diritti e conciliazione • Integrazione sociale e inclusione lavorativa

G

D

GOVERNANCE

DEVELOPMENT

• Gestione dei rischi • Rapporti con le reti e la filiera • Rapporti con la comunità locali

• Qualità dell’occupazione • Competitività • Innovazione

Quali sono le priorità della sostenibilità in agricoltura?

86%

79%

Dare priorità alla qualità del prodotto anche a garanzia della salute dei cittadini e dei consumatori.

Occuparsi con ancora più impegno della protezione dell’ambiente.

72%

70%

Occuparsi maggiormente della filiera per consolidare le relazioni e fare rete.

Investire ulteriormente nell’innovazione: prodotto, processo, filiera.

67%

64%

Contribuire alla promozione delle aree interne e alla valorizzazione della comunità locale.

Rafforzare il proprio ruolo sociale verso i lavoratori e la comunità.

*FONTE: AGRIcoltura100 report di Confagricoltura e Reale Mutua


MANGROVIA RACCONTA...

Mangrovia è nata con l’idea di portare in provincia di Ragusa un’idea differente di agricoltura. Non solo come concetto tecnico, legato al sistema acquaponico, ma anche ponendo l’interrogativo: cosa può fare un’azienda agricola per il territorio? Lorenzo Cannella, CEO e Co-founder di Mangrovia


MANGROVIA RACCONTA...

Per noi la comunicazione è un valore da condividere con i nostri consumatori per renderli consapevoli. Oggi viviamo nell’epoca della grande comunicazione che significa nessuna comunicazione. Ecco perché per noi è importante spiegare, raccontare, coinvolgere. Spendere parole, vuol dire spendere energie: ci crediamo perché senza comunicazione non c’è cultura.

Noi non vogliamo identificarci solo come un’azienda che produce e che interagisce con la comunità per lavoro. Vogliamo farlo in modo differente: nel corso degli anni abbiamo proposto delle iniziative didattiche, sociali con scuole e associazioni. L’idea è quella di arricchirsi a vicenda: agricoltura e territorio.


ONDA PIÙ

Via Savoia, 38 SIRACUSA ondapiu.it Energia

Onda Più è un’azienda nata per fornire energia all’isola attraverso un servizio destinato a privati e aziende. Oggi la società punta a diventare prosumer company, ovvero ad accompagnare i suoi clienti verso una nuova quotidianità energetica da vivere sia come produttori che da consumatori di energia.

PARLIAMO DI...

Accompagnamento Prosumer Energia Futuro


ONDA PIÙ

Il cerchio dell’energia rinnovabile: WELCOME TO THE PROSUMER ERA

45%

dell’elettricità rinnovabile è la quota che sarà prodotta da impianti domestici e comunità energetiche rinnovabili

Secondo l’ENEA nell’Unione Europea entro il 2050 ci saranno:

250 milioni di prosumer

Il cambiamento climatico e la crisi energetica degli ultimi anni hanno messo di fronte la necessità di investire sulle fonti rinnovabili coinvolgendo in maniera sempre più diretta anche gli utenti nella scelta di una fornitura energetica sostenibile per l’ambiente. Un cambio di paradigma che con il tempo si è tradotto nella figura del prosumer, contemporaneamente produttore e consumatore di un bene.

Onda Più ha visto nella crisi, l’opportunità di accompagnare i suoi utenti verso una nuova direzione: quella del prosumer. L’ha fatto innanzitutto rendendo l’utente partecipe della propria fornitura energetica. Come? A partire dalla bolletta, intesa non più come consuntivo spese, ma anche e soprattutto, come strumento di dialogo. Attraverso un design semplice, chiaro e un tono umano.


ONDA PIÙ RACCONTA...

Il cliente è oggi prosumer e non si accontenta più della sola fornitura energetica, vuole produrre l’energia per la sua casa. Noi vogliamo accompagnarlo verso questo obiettivo. Luigi Martines, CEO di Onda Più


ONDA PIÙ RACCONTA...

Crediamo al cambiamento da realizzare passo dopo passo: oggi ci confrontiamo con una Onda Più diversa dagli inizi, migliore. Ed è stato possibile grazie al desiderio del team di crescere insieme, di generare il cambiamento.

La crisi energetica internazionale ci ha messo di fronte alla necessità di informare i cittadini: abbiamo lavorato per il territorio con la nostra comunicazione trasparente. È stata una sfida importante, ma sentiamo di aver fatto la nostra parte, stando accanto alle persone.

La formazione dei dipendenti è per noi uno strumento di crescita personale, ma anche di miglioramento nella comunicazione costante con i nostri stakeholder e con la nostra customer base che è coinvolta nei nostri processi di sviluppo.


PIAZZA SCAMMACCA

Piazza Scammacca, 9 CATANIA piazzascammacca.com Food e Cultura

Piazza Scammacca è il primo mercato urbano della città di Catania, un progetto in perpetuo movimento nato dal desiderio di riscoprire l’anima multiforme di una zona storica catanese, in passato abbandonata all’incuria. Oggi Piazza Scammacca è uno spazio che ospita e organizza eventi relativi all’enogastronomia, alla cultura e allo sviluppo territoriale. Una visione ampia come la sua missione: mercato, persone, cultura.

PARLIAMO DI...

Riqualificazione urbana Inclusione Persone Comunità


PIAZZA SCAMMACCA

Impresa sociale: quando un’azienda diventa comunità Nelle imprese sociali il legame tra i soci è percepito come forte e intenso, così come quello con l’ambiente esterno e la cittadinanza. Nascono nel territorio, per la comunità. A dirlo una recente analisi*, che attraverso lo strumento della content analysis ha evidenziato come le parole più utilizzate da chi gestisce un’impresa sociale per parlare della propria azienda sono “paese” e “territorio”, usate con maggiore frequenza rispetto alla parola “soci”.

*FONTE: rivistaimpresasociale.it

Parlare di imprese sociali significa evidenziare i tratti salienti di questo tipo di organizzazione, ovvero essere uno strumento a servizio del territorio e della cittadinanza, promuovendo attività culturali e favorendo la creazione di posti di lavoro.

Piazza Scammacca nasce grazie al recupero di una vecchia chiesa nel centro di Catania nel 2022. Quando l’hanno fondata, i soci hanno immaginato di restituire al loro territorio uno spazio di comunità in cui lavoro, cultura e food si incontrano grazie alle persone, per progettare attività comuni.


PIAZZA SCAMMACCA RACCONTA...

Piazza Scammacca è quello che una piazza dovrebbe essere. Un luogo di scambio: da chiesa con una storia dimenticata e sepolta, abbiamo provato a trasformarlo in un mercato culturale con una storia tutta da scrivere. Le pagine sono state avvincenti fin dall’inizio e noi non potevamo tirarci indietro. Nicola Vitale, Socio Fondatore di Piazza Scammacca


LOREM IPSUM

Piazza Scammacca per noi è un contenitore per le storie delle persone, da mettere in comune.

La cosa più bella di Piazza Scammacca è che nasce dalla condivisione: il vero valore è la diversità delle persone, che contribuiscono, con ruoli e tempi diversi, alla realizzazione di un progetto di comunità.


RISTORANTE PORTA MARINA

Via dei Candelai, 35 SIRACUSA ristoranteportamarina.it Ristorazione

Cucinare è prendersi cura della materia prima per esaltarla nel gusto e negli accostamenti: questa la visione da cui nasce Porta Marina. Il desiderio di continuare a tramandare l’identità di un territorio, senza arrendersi a copiarne la tradizione, ma rendendola ispirazione per un cambiamento che va verso la leggerezza. Qui l’energia della continuità familiare è diventata forza aziendale e motivazione.

PARLIAMO DI...

Famiglia Passione Tradizione Territorio


RISTORANTE PORTA MARINA

Non solo passione: la cucina è un “affare di famiglia” Nel mondo:

⅔

Generano tra il

70% - 90%

delle imprese sono

FAMILIARI

del PIL globale

In Italia il:

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE delle imprese sono

è una delle priorità delle aziende Italiane

FAMILIARI In Europa il:

PMI su NON hanno ancora pianificiato il passaggio generazionale

32% supera la prima generazione

15% supera la seconda

FONTE: The European House of Ambrosetti

Creatività, tenacia e dedizione, laboriosità, attenzione al lungo termine e alla qualità: questi sono i punti di forza delle imprese familiari che, se comunicati in maniera efficace, rappresentano un valore.

Porta Marina rappresenta in pieno l’esempio di un passaggio gerazionale virtuoso in cui la vision e la mission del ristorante è stata rafforzata dal legame familiare e rappresenta un valore aggiunto, riconosciuto e riconoscibile nei tratti caratteristici della sua cucina.


RISTORANTE PORTA MARINA RACCONTA...

Siamo padre e figlio: tutto si supera. Quando la fiducia ai fornelli è diventata reciproca siamo entrati in simbiosi. Prima le nostre erano due cucine… adesso lavoriamo come complici. Salvo Di Mauro, Chef

Per me il ristorante non è uno spazio chiuso, ma è un luogo di incontro e di dialogo, grazie alla passione che circola dalla sala alla cucina e che cerchiamo di trasmettere anche a chi viene a trovarci. Martina Di Mauro, Sommelier


Il passaggio generazionale è l’evoluzione della nostra cucina. Non è un cambiamento radicale, è, piuttosto, un progetto di famiglia. Io e mia sorella vogliamo portare avanti le nostre idee con la stessa dedizione dei nostri genitori, seguendo la strada maestra del fondatore, nostro padre. Giancarlo Di Mauro, Chef


PLASTICONTENITOR

Contrada Arizza SCICLI (RG) plasticontenitor.it Imballaggi

Rigenerarsi, ricostruirsi, reinventarsi. Plasticontenitor è tutto questo: materia prima che torna all’origine per prendere nuova forma. Forza lavoro che ne valorizza le potenzialità, perché è cresciuta in azienda, prima di arrivare a dirigerla. Un ecosistema in cui anche la plastica fa parte di un processo virtuoso, che genera valore.

PARLIAMO DI...

Ecosistema Territorio Riciclo Risorse


PLASTICONTENITOR

Da problema a opportunità: la plastica come risorsa circolare

Possiamo considerare la plastica anziché come un problema,

UNA RISORSA?

Sì

se consideriamo l’impatto che il riciclo ha sulla sostenibilità della produzione della stessa.

Nel 2023 arriveremo al riciclo totale:

77% imballaggi

L’Italia è al

tra i paesi UE che ricicla di più

59% plastica

Il Green Deal prevede che entro il 2030 il riciclo della plastica dovrà toccare il

55%

Assorimap ha constatato che nel 2021 sono state prodotte 1,3 tonnellate di plastica riciclata, per un valore di mercato pari a 1 miliardo di euro. In Italia le aziende che fanno riciclo sono oltre 350. Anche Plasticontenitor si inserisce in questo contesto di dati positivi sul riciclo della plastica.


PLASTICONTENITOR RACCONTA...

La nostra è una storia in controtendenza:

il passaggio nella gestione è avvenuto tra la vecchia proprietà e un gruppo di sei dipendenti storici di Plasticontenitor, che ha rilevato l’azienda garantendo lavoro e futuro alla fabbrica e a tutti i dipendenti. Francesco Raniolo, Presidente del CdA di Plasticontenitor

La plastica diventa un’opportunità, se entra in un circolo virtuoso. Noi le diamo nuova vita: il 95% delle materie prime che utilizziamo sono materie plastiche riciclate e riciclabili. Ecco perché per la nostra produzione possiamo parlare di economia circolare.


PLASTICONTENITOR RACCONTA...

Siamo impegnati anche in attività sociali: abbiamo un accordo con le scuole per la raccolta dei tappi, con i proventi di questa raccolta, finanziamo dei lavori di utilità sociale.

Nel futuro di Plasticontenitor c’è un processo di innovazione continua. Abbiamo intenzione di diversificare i prodotti e utilizzare nuovi materiali, come le bioplastiche. Crediamo nella sostenibilità dei processi e dei materiali e vogliamo dare il nostro contributo per un mondo più rispettoso dell’ambiente.


MAT

MUSEO ANTROPOLOGICO TESTA DELL’ACQUA

Testa dell’Acqua NOTO (SR) matmuseo.it Cultura

MAT nasce dalla storia di ritorno di due siciliani che, dopo aver trascorso oltre dieci anni in Australia, decidono di fondare in una contrada del Val di Noto un museo che sia anche uno spazio d’incontro e di formazione per famiglie, bambini e adulti sui temi della sostenibilità e della custodia del patrimonio immateriale.

PARLIAMO DI...

Identità immateriale Multiculturalità Appartenenza Scoperta


MAT

Uno sguardo sui musei oggi: luoghi di interesse per la comunità 1 comune italiano su 4

52%

delle aree archeologiche si trova nel

ospita una struttura museale

La cultura è ancora in gran parte gestita dalle

32%

degli istituti museali si trova in piccoli comuni con meno di 5 mila abitanti

ISTITUZIONI PUBBLICHE

8%

Quasi due terzi dei musei e delle strutture espositive similari sono istituzioni pubbliche (68%). Ben 2 mila istituti (69% del sottoinsieme a titolarità pubblica) dipendono da enti locali, mentre 444 sono istituzioni statali (15%) e il 5% istituzioni regionali.

Tra gli istituti privati il 33% fa capo ad associazioni, il 21% a fondazioni, il 19% a enti ecclesiastici e religiosi mentre nell’8% dei casi si tratta di privati cittadini. Il 38% dei musei si trova nei territori periferici, le cosiddette “aree interne”.

I musei sono centri importanti di

CRESCITA E INTERAZIONE per le comunità che li visitano e li vivono

FONTE: Istat

delle strutture è aperta da privati cittadini

Molti musei si sono dotati di

SERVIZI DIGITALI

per la relazione e la visita degli ospiti


MAT RACCONTA...

Il MAT è un’officina culturale dove costruiamo senso di appartenenza per il territorio attraverso diverse formule: l’utilizzo del corpo e dei sensi nell’esplorazione dei manufatti; la tecnologia, che racconta con la realtà virtuale la majara, una figura che ha caratterizzato la storia e la cultura della nostra terra; l’immersione nella natura e nella storia con attività pratiche e attraverso laboratori. Anna Raudino, Co-founder di MAT Museo

Il nostro progetto nasce dall’ascolto di questo territorio, a cui vogliamo contribuire per costruire un cambiamento, dare nuove prospettive, accogliere nuove persone.

Aldo Turco, Co-founder di MAT Museo


MAT RACCONTA...

La nostra serra acquaponica è stata progettata per essere un’aula didattica, perché racconta come può essere sostenibile l’agricoltura anche in spazi ristretti. Raccontiamo alle scolaresche e ai visitatori come funziona un sistema integrato e perché oggi il recupero di tutte le risorse è importante per la comunità e per il pianeta. Aldo Turco

Il futuro? Lo abbiamo rappresentato con una installazione viva, la nostra radice blu, incastonata tra le mura del museo, che crescerà insieme a questo progetto. Simboleggia l’energia che serve a integrarsi e comunicare con il territorio come luogo vitale, di innovazione e di ricerca. Anna Raudino


BUBALUS

Via degli Aceri, 22 RAGUSA bubalus.it Agroalimentare

Innovare la filiera agroalimentare per dare al territorio prodotti di qualità, sostenibili che rispettano l’identità locale, arricchendola. Rendere l’allevamento una risorsa per il territorio, consolidandone le buone pratiche e rinnovando il patrimonio gastronomico tipico. Questa è la missione di Bubalus, impresa ragusana che segue l’intero percorso di produzione dei prodotti della bufala degli Iblei: dall’allevamento alla tavola.

PARLIAMO DI...

Visione sistemica Allevamento Produzione Tradizione


BUBALUS

IL DOPPIO BINARIO DELLA FILIERA SOSTENIBILE

SCELTA

COINVOLGIMENTO

Raccontare la filiera. Da dove partire? SCELTA Da chi è formata la filiera? Quali sono i criteri per la scelta dei fornitori e quali sono i rapporti interni? Un tema importante su cui fare luce nella comunicazione. COLLABORAZIONE Le iniziative con i fornitori sono uno dei temi fondamentali per raccontare la solidità della filiera e l’attivazione di energie comuni. METRICHE DI SOSTENIBILITÀ Mettere in evidenza delle metriche specifiche per valutare l’impatto della filiera di approvvigionamento sulla sostenibilità aziendale è importante. COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER Il coinvolgimento degli stakeholder nella gestione sostenibile della filiera di approvvigionamento attraverso sondaggi, incontri di consultazione, programmi di formazione e collaborazioni sono delle buone prassi da implementare in azienda.

Bubalus è l’impresa ragusana che ha fatto della filiera territoriale e della scelta dei suoi fornitori il vero valore aggiunto della sua produzione. L’eccellenza di un prodotto si misura anche da tutto quello che c’è dietro: sostenibilità, cura e attenzione.


CONCEZIONE RESTAURANT

Via Giuseppe Verdi, 143 CATANIA concezionerestaurant.com

Ristorazione

Concezione Restaurant nasce a Catania per raccontare l’evoluzione della cucina del territorio in un percorso sensoriale che passa da piatti “estremi” e saldamente ancorati alle radici. La missione di Manuel Tropea, chef patron, è scartavetrare le tradizioni, dare loro nuova vita in un menù concepito per essere sostenibile in tutto il suo percorso attraverso la cucina degli scarti.

PARLIAMO DI...

Riduzione degli scarti Motivazione Identità Territorio


CONCEZIONE RESTAURANT

Lunga vita agli scarti in cucina: buone pratiche sostenibili Un ristorante in Italia getta in media tra i

2 e 5 sacchi da 220 litri di scarti alimentari ogni settimana

1

3

ristorante su agisce contro lo spreco alimentare

COME I RISTORANTI COMBATTONO LO SPRECO ALIMENTARE Allungando i tempi di conservazione per poter utilizzare prima gli alimenti più vecchi; Incoraggiando i clienti con le doggy-bag a portare a casa gli avanzi del pranzo/cena; Usando gli scarti e le eccedenze come ingredienti per ripensare il proprio menù. FONTE: Ricerca “Metronomo” di METRO con Bocconi Green Economy Observatory

Concezione Restaurant, è il fine dining catanese in cui lo chef patron Manuel Tropea ha adottato una pratica di riuso degli scarti nelle sue preparazioni e li ha resi l’ingrediente principe dei piatti del suo menù, dall’entrée al dolce.

Gesti semplici che stanno cambiando la ristorazione, in una direzione più sostenibile; perchè anche andare a pranzo o a cena fuori è una scelta di consapevolezza verso l’ambiente.


CONCEZIONE RESTAURANT RACCONTA...

Per me la cucina degli scarti rappresenta l’evoluzione naturale della cultura culinaria catanese, quella in cui - non si buttava via niente - come diceva mia nonna. Manuel Tropea, Chef Patron di Concezione Restaurant


CONCEZIONE RESTAURANT RACCONTA...

Mi piace pensare che Concezione sia in qualche modo figlia delle tipiche putie catanesi, dove ho scoperto cosa significa sapore. Lì ho trasformato la curiosità innata per la cucina e la passione, in un mestiere.

Come un bagaglio ho portato con me il progetto di un locale a Catania, ho cercato durante il viaggio di riempirlo di nuovi stimoli con l’idea di restituire bellezza alla mia città. Ho aperto finalmente quel bagaglio un anno fa con Concezione e, da allora, lavoro per mettere a frutto tutto ciò che il territorio mi ha donato in questi anni.


GRUPPO ALTEA

Via Volta Nespola, 42 ACI S. ANTONIO (CT) gruppoaltea.it Energia

Gruppo Altea accompagna il territorio e le aziende verso la transizione sostenibile proponendo servizi legati all’energia attraverso l’idea di “equilibrio rinnovabile”. La governance interna promuove l’idea di persone consapevoli di questo ruolo attraverso la condivisione di un patto di responsabilità delle policy aziendali.

PARLIAMO DI...

Transizione energetica Responsabilità Crescita Work-life


GRUPPO ALTEA

Il lavoro: il sottile equilibrio tra benessere e produttività In Italia il work life balance sembra difficile da raggiungere. Gli ultimi dati* classificano il nostro Paese al 27esimo posto in Europa, un dato davvero poco incoraggiante. Come invertire la rotta?

L’Italia è al

su 30 paesi per work-life balance

Una risposta possibile viene dalle persone: sono loro che vivono l’azienda, che determinano il clima che si respira. Le risorse umane fanno la differenza, che siano manager o dipendenti.

Uno dei concetti chiave da cui partire è quello di “patto”, inteso come accordo responsabile tra le parti: manager e dipendenti che condividono obiettivi e visioni, mettendo sul tavolo necessità ed esigenze.

FONTE: European Work-Life Balance 2023

In Italia c’è chi già ha intrapreso un percorso che ha come obiettivo il benessere aziendale partendo da piccole scelte quotidiane. Gruppo Altea, società ESCO siciliana, è tra queste. Assenza di badge e supporto alla genitorialità sono solo due delle soluzioni a cui ha lavorato nel suo percorso di crescita.


GRUPPO ALTEA RACCONTA...

Oggi aiutiamo le aziende a cogliere le oppurtunità della transizione ecologica. Domani so che con Gruppo Altea le aiuteremo nella gestione dell’innovazione come asset strategico.

Non c’è sostenibilità senza rispetto della vita delle persone.

Gruppo Altea cresce ed evolve grazie al lavoro di chi ogni giorno entra nei nostri uffici e sceglie di dare il suo contributo. Vogliamo che tutti si sentano liberi, con loro costruiamo un vero e proprio patto di responsabilità.


GRUPPO ALTEA RACCONTA...

Immaginiamo un futuro sostenibile, costruito grazie all’energia rinnovabile come nuovo asset per le aziende. Vediamo all’orizzonte nuovi connubi virtuosi, come quello tra agricoltura ed energia pulita. Noi saremo al fianco delle aziende per dare valore a questa visione.

La transizione energetica passa dalle famiglie e dalle aziende: è a loro che ci rivolgiamo, con loro vogliamo immaginare strategie nuove di crescita verde e sostenibile. Stefano Finocchiaro, CEO di Gruppo Altea srl


CONZA

Via Dalmazia, 143 LEONFORTE (EN) conzafoodlab.it Agroalimentare

Conza nasce dall’ispirazione dei food lab nordici e punta a diventare un luogo di ricerca, sperimentazione e confronto sull’enogastronomia. L’obiettivo dei sette soci che l’hanno fondata è superare gli steccati territoriali e della tradizione, ripensare le risorse, anche quelle che oggi sono considerati scarti, per essere trasformate in sali aromatizzati, salse barbecue, aceti di frutta e kombucha. Alcuni prodotti nascono grazie alla fermentazioni di scarti di frutta maturi, che vengono reimmessi nel processo produttivo e valorizzati.

PARLIAMO DI...

Opportunità Food Lab Recupero Ricerca


CONZA

Lo spreco alimentare: il recupero inizia dal carrello della spesa

22,8 miliardi è il valore della produzione alimentare che finisce nelle pattumiere degli italiani

L’Italia è al

in Europa nello spreco del cibo

385€ è il valore medio dello spreco alimentare pro capite

IN ITALIA GLI SPRECHI ALIMENTARI SONO MAGGIORMENTE COMPIUTI DA

73% 21% 6% famiglie

produzione, trasformazione e commercializzazione

distribuzione e ristorazione

Il 79% delle perdite economiche, pari a 17,92 miliardi di euro, si genera tra le mura domestiche, mentre l'altro 21% si divide tra produzione primaria (11%, 2,4 miliardi), industria alimentare (4%, 960 milioni), distribuzione (4%, 970 milioni) e servizi di ristorazione (2%, 550 milioni). Secondo la FAO lo spreco di cibo comporta il

il trend però è in

DIMINUZIONE

a causa dell’aumento del caro-prezzi

*FONTE: “Spreco e fame” - Centro Studi Divulga

10%

delle emissioni globali di gas


CONZA RACCONTA...

Il nostro territorio è molto vocato alla produzione di frutta; una parte di quella non consumata è destinata al macero, con perdita di valore e spreco alimentare. L’idea di recuperare queste risorse e trasformarle in prodotti è stata tra le prime e far nascere il progetto Conza. Giovanni Puglisi, amministratore di Conza


CONZA RACCONTA...

Nel futuro vedo Conza come un brand strutturato che è riuscito ad aggregare attorno a sè valore, non solo in termini economici, ma soprattutto di impatto per il territorio. La nostra area è fortemente a rischio spopolamento: progettare idee nuove significa anche dare un’opportunità a chi vuole tornare o restare per avere una lettura diversa. Angelo Manna, co-fondatore


SWEET SPOT STRATEGY

INNOVA - MISURA - COMUNICA Innovare, il naturale movimento dell’azienda che guarda al futuro Le aziende sono sistemi dinamici, che si evolvono continuamente. Molte lo fanno inseguendo il cambiamento, qualcuna lo anticipa o lo accompagna con nuove idee di prodotti e servizi. Dare valore all’innovazione implica il saperne cogliere gli elementi che generano impatto in una visione di compliance ESG. L’innovazione di business comprende infatti aspetti ambientali, sociali e di governance che ne potenziano il valore.

ASSESSMENT

ANALISI DI IDENTITÀ E POSIZIONAMENTO

MAPPATURA STAKEHOLDER

Misurare, la forza di chi agisce e condivide Il valore dell’innovazione nasce dall’analisi del vantaggio competitivo per l’azienda, ma anche dalla misurazione dei benefici per gli stakeholder: gli azionisti, i dipendenti, i consumatori, la collettività, l’ambiente. Il confronto con le norme attuali passa dalla scelta dei goal ESG più rilevanti per l’azienda e la selezione dei KPI da monitorare. Il reporting finale è uno strumento non solo di rendicontazione, e di crescita aziendale attraverso il miglioramento dei processi.

DEFINIZIONE GOAL ESG

INDIVIDUAZIONE KPI

IMPLEMENTAZIONE PROCESSI MISURAZIONE

REPORTING

Comunicare, aprire un dialogo per generare impatto La comunicazione per le aziende che intraprendono questo percorso di valore è il processo che facilita e organizza il cambiamento e non solo uno strumento per trasferire le informazioni. Il dialogo con gli stakeholder sui media è lo spazio per confrontarsi, generare il cambiamento e dare spazio alle potenzialità inespresse dell’azienda.

ANALISI MATERIALITÀ E PIANO DI COMUNICAZIONE

DEFINIZIONE OBIETTIVI, TIMING E CANALI

AVVIO PROGETTO DI COMUNICAZIONE

BRAND JOURNALISM, DATA STORYTELLING, DIGITAL PR, PERSONAL BRANDING


ALLA RICERCA DELLA STRATEGIA VINCENTE: UNA NUOVA VISIONE PER LE AZIENDE Tra le risorse immateriali che abbiamo raccontato nel progetto Sweet Spot Strategy, tutte si ispirano alla visione di un’impresa sostenibile. In queste pagine finali vogliamo approfondire questa idea, per dare stimolo e coraggio a chi vorrà cominciare questo percorso.

Dalla CSR a una gestione strategica La sostenibilità d’impresa è una forma di gestione strategica basata sui criteri ESG che riguardano l’impatto che le aziende generano sull’ambiente, la società, l’organizzazione. Il concetto è l’evoluzione della responsabilità sociale d’impresa, che abbinava politiche ambientali e sociali a quelle di sostenibilità economica, portando le aziende verso una nuova dimensione dove il profitto non era più il solo ed unico obiettivo.

Oltre il profitto c’è di più Il profitto rimane fondamentale affinché il concetto stesso di azienda esista e le politiche di sostenibilità – se pianificate ed implementate correttamente – influiscono in maniera positiva anche sui dati economici, oltre a generare impatto positivo. La sostenibilità d’impresa è un modo nuovo di creare un vantaggio competitivo sul mercato.

Modelli e visioni future Un’impresa sostenibile, oltre all’impegno nei confronti dell’ambiente e della comunità, sceglie dei modelli organizzativi che premiano la trasparenza e la condivisione delle decisioni aziendali, sia internamente che esternamente. Questa visione apre l’azienda al territorio e la mette al centro della comunità in una visione nuova, quella della stakeholder economy.

L’azienda non è più solo un attore economico, ma contribuisce ad uno sviluppo integrato, sociale, ambientale e culturale del proprio ecosistema, sviluppandone le potenzialità insieme agli stakeholder.


Una strategia di sostenibilità vincente, oltre a basarsi su azioni chiave ispirate ai criteri ESG, punta a far evolvere radicalmente la cultura aziendale: in questo processo i valori aziendali diventano patrimonio comune, che vanno a rafforzare la cultura aziendale , marcandone l’identità.


Ciò che vi abbiamo raccontato in questa pubblicazione rappresenta una narrazione fatta dall’interno di aziende che affrontano con consapevolezza questa trasformazione, misurandosi con la sfida di definire e raccontare il capitale intangibile che le contraddistingue.

Un capitale, che sia un know-how legato al territorio ed alla tradizione, ai processi produttivi innovativi, ad un rapporto particolare con i propri dipendenti o la propria comunità, che rappresenta le fondamenta necessarie per costruire e affrontare l’economia dei prossimi anni.

Nel futuro , affinché ciascuna impresa prosperi, avremo bisogno che il mondo che conosciamo, seppur evoluto , esista ancora. Un mondo fatto di ecosistemi naturali e relazionali attorno a cui la produzione ruota. Solo contribuendo ad uno sviluppo sostenibile di questi ecosistemi, ciò sarà possibile.

Per le imprese vuol dire avere successo nel mercato oggi, senza prosciugarne interamente le risorse, ma alimentandole piuttosto, per garantire uno sviluppo e, dunque, un futuro, anche a sé stesse.


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