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€ 0,50 COPIA OMAGGIO

Anno V - Numero 1 - 30 gennaio 2012

ATTuALITà

POLITIcA

crONAcA TurISmO

cuLTurA

EcONOmIA

www.reporternews.it

La sua realizzazione è indispensabile per garantire fin da subito l’applicazione delle contromisure individuate per proteggere il personale, gli approdi e tutte le imbarcazioni all’interno del bacino

Vincenzo Forcina, titolare del Bar del Porto di Anzio, racconta la sua odissea sulla Costa Concordia.

Necessario un piano di sicurezza dei porti del litorale Scirocco e libeccio

canali insabbiati

Bassi fondali

Sono esposti verso il II e III Quadrante, ovvero ai venti di Scirocco e Libeccio, e questo comporta un mare particolarmente mosso sotto costa.

Ad Anzio un’ordinanza consente l’ingresso solo a navi con pescaggio inferiore a 3,60 metri, con rotta prestabilita e pilota in alcune circostanze.

Questo il pericolo maggiore nella zona di Ostia, soprattutto in prossimità del Canale dei Pescatori, una darsena raggiungibile attraverso un piccolo canale.

«La scialuppa si è incastrata più volte, facendoci sbattere contro la nave, ma il marinaio con destrezza ha dato gas pagina 17 prima di toccare l’acqua»

IL PUNTO

Il rischio dell’impopolarità cosiMo Bove

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on si scompone il Premier Mario Monti di fronte all’ondata di proteste e scioperi partiti e annunciati che da circa due settimane stanno mettendo a ferro e fuoco il Paese. «Gli italiani, essendo utenti sono dalla parte del decreto e non contro. E' normale che le categorie

interessate invece protestino, ma noi comunque procederemo» pagina 2

IL PERSONAGGIO

«La tua licenza non vale più niente» Marco ciapetti

C

laudio Pernazzoni è un tassista, vive a Casal Bernocchi e svolge questo mestiere da 21 anni. Lui c’era al Circo Massimo qualche giorno fa, ha scioperato e ha acceso i fumogeni. «Lo farò ancora se servirà a far sentire la nostra voce». pagina 3

All’interno In svendita le spiagge libere a Ostia E in consiglio volano botte da orbi

Pescatori sul piede di guerra Piatti vuoti nei ristoranti del litorale Pompe taroccate e prezzi rialzati Benzinai sorpresi a lucrare sulla crisi

Tutta Fiumicino in strada per protesta contro il vincolo a Isola Sacra Bosca e Lando: attore e regista di un cinema che piace sempre più

Nel 2011 nel Lazio tre imprese al giorno hanno dichiarato fallimento


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Primo Piano

30 gennaio 2012

Infinite novità per i vari settori economici del Paese. E tutti hanno qualcosa da ridire

Il Punto

(segue dalla prima)

A rischio di essere impopolari, a rischio di bloccare i rifornimenti a benzinai, mercati rionali, supermercati e ristoranti. E di mettere in ginocchio l’Italia. E il litorale romano ha dato un segnale forte: i pescatori di Anzio e Fiumicino sono in sciopero, con conseguente blocco dei rifornimenti a pescherie e ristoranti della zona, i tassisti hanno alzato la voce preoccupati dalle possibili conseguenze del decreto (- guadagni, + incertezze), i farmacisti hanno annunciato lo sciopero per far capire al Governo che il decreto va rivisto. E i benzinai, quelli onesti, che non stanno speculando sul blocco dei rifornimenti e sulla paura dei residenti, sono sul piede di guerra. L’ondata di ottimismo che aveva accompagnato il governo tecnico sta già vacillando. Ci si inizia a porre delle domande. Sia dall’Italia che dall’estero. Secondo El Pais, periodico di riferimento spagnolo, alla fine a patire le conseguenze degli scioperi saranno «quelli di sempre», gli italiani che subiscono gli scioperi selvaggi dei tassisti, il blocco delle autostrade da parte dei camionisti e l'esaurimento della benzina e degli altri prodotti. E lo scenario futuro è incerto. «Come faremo senza rifornimenti, senza frutta, senza verdura, senza latte? Sembra di essere tornati ai tempi della guerra». E la guerra, quella tra le categorie e il Governo, sembra essere solo all’inizio. A rimetterci però, sono sempre i semplici cittadini, quelli che lo spread, i bot, i bund e le agenzie di rating, non sanno neanche cosa siano.

Decreto liberalizzazioni dai mille volti

L’obiettivo è aumentare la concorrenza e favorire il risparmio dei consumatori

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danneggiata all’interno delle officine convenzionate con le società di assicurazione. Un modo per scoraggiare il risarcimento in denaro, che se richiesto, sarebbe del 30% in meno. Ma non è tutto: il decreto prevede possibilità di richiedere sconti alle compagnie per chi accetterà di sottoporre il suo veicolo ad una perizia preliminare, oppure di installare una sorta di scatola nera simile a quella presente sugli aerei. Gli agenti poi, dovranno sottoporre ai clienti tre diversi preventivi di compagnie appartenenti a diversi gruppi, per aumentare la concorrenza.

a miccia è stata innescata. Resterà da capire se la bomba del decreto sulle liberalizzazioni varato dal governo tecnico del premier Mario Monti alla fine scoppierà oppure no. Il testo ha già scatenato un’ondata di polemiche e proteste da parte di ogni categoria coinvolta. Tutti hanno qualcosa da ridire. Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede il decreto del Governo. Farmacie Le novità sono molteplici: almeno 5mila farmacie in più (ma gli addetti ai lavori dicono 7mila, ndr), turni ed orari di lavoro liberi, sconti su tutti i farmaci di fascia A e maggiori incentivi alla vendita dei generici. L’intenzione è quella di arrivare ad una media di una farmacia ogni 3mila abitanti, con l’obbligo di assumere nuovo personale in base al fatturato dichiarato.

steranno maggiore potere decisionale, stabilendo di comune accordo col Governo, la percentuale di incremento delle licenze, in base ad un’attenta analisi costi-benefici ed ambientale. Chi ha già una licenza la vedrà perdere di valore, e riceverà una compensazione una tantum pagata col ricavato dell’asta delle nuove licenze o ricevendo altri permessi.

Taxi Nuove licenze, flessibilità dei turni e licenze part-time, oltre ad un limite prefissato nel costo delle tariffe. E’ complessa la situazione dei taxi in materia di liberalizzazione. In realtà, si dice, si non si sa ancora dove si arriverà di preciso. Quel che è certo è che i Sindaci acqui-

Energia Il mercato del gas diventerà libero. Eni dovrà rinunciare alla proprietà di Snam rete gas, con l’obiettivo

Cosa viene contestato a Monti FarmacIe

Una farmacia ogni 3.000 abitanti. Possibilità di effettuare sconti sui prezzi

Inalterate le restrizioni alla vendita di fascia C

DIsTrIbuTorI

Ogni benzinaio possessore del proprio impianto può vendere benzina di altre marche

E’ liberalizzata la vendita di prodotti non-oil ma solo fuori dei centri abitati

energIa

Separazione entro 6 mesi tra Snam rete gas ed Eni per favorire l’accesso ad infrastrutture da parte di nuovi operatori

Sarà necessario un decreto ad hoc

TaxI

Un’autority decide se e quando aumentare il numero delle licenze. Maggiore flessibilità nella scelta degli orari e dei luoghi di lavoro

Un passo indietro sulle licenze plurime

Imprese gIovanI

Srl semplificata per i minori di 35 anni, senza notaio e con capitale sociale minimo simbolico di 1 euro

Il limite ai 35 anni viene criticata assieme al fatto che venga aggiunta una forma societaria invece di concentrarsi su quelle esistenti

primario di aumentare la concorrenza. Le tariffe, secondo i principi del Governo Monti, dovranno essere progressivamente adeguate a quelle europee, ovvero almeno del 30% in meno rispetto a quanto attualmente pagato in Italia. I tempi previsti però sono almeno di due anni e mezzo. Assicurazioni L’obiettivo dichiarato è quello di eliminare, o quantomeno ridurre, le truffe perpetrate alle assicurazioni in materia di Rc auto. Come? Privilegiando la riparazione dell’auto

Banche Poche, così come segnalato dalle varie associazioni di categoria, le novità previste dal decreto sulle liberalizzazioni per quanto riguarda le banche. Tra queste, l’introduzione di un conto corrente di base, con costi di gestione vicini allo zero, per le famiglie con esigenze molto limitate. Previste delle riduzioni sulle commissioni interbancarie per incentivare l’uso delle carte di credito sia da una parte che dall’altra del bancone di un’attività. Un modo come un altro per aumentare la tracciabilità. (C.B.)

Partono le semplificazioni Non solo liberalizzazioni. E’ stato approvato nei giorni scorsi dopo quasi sei ore di riunione il decreto sulle semplificazioni. Quello che secondo Mario Monti dovrebbe migliorare «la qualità della vita dei cittadini e la competitività dell'economia». Tra le novità più importanti varate dal Governo, la possibilità di cambiare residenza per via telematica, così come on line sarà possibile effettuare le procedure anagrafiche e di stato civile. Per semplificare il rinnovo dei documenti di identità poi, questi saranno fatti scadere al compimento del proprio compleanno. Il bollino blu (dell’auto) dovrà essere rinnovato annualmente mentre la revisione dell’auto avverrà dopo quattro anni dall’acquisto e successivamente con cadenza biennale. Per il rinnovo delle patenti di guida ai cittadini con più di 80 anni, i tempi saranno più brevi, ogni due anni direttamente presso un medico monocratico, non più quindi presso una commissione medica locale. Le lavoratrici in gravidanza potranno invece astenersi anticipatamente (molto prima del parto) dal lavoro, se presentano determinate condizioni.


Primo Piano

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Tassisti e farmacisti del litorale romano: due mondi diametralmente opposti, un unico pensiero

«Così ci mettono con le spalle al muro»

Claudio Pernazzoni: «I guadagni si dimezzeranno, e io ora ho un mutuo, un figlio all’università e un altro che si sta sposando» di Marco Ciapetti

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isperato, non proprio. Preoccupato, molto. Arrabbiato, moltissimo. Claudio Pernazzoni è un tassista di Roma, vive a Casal Bernocchi e svolge questo mestiere da ventuno anni. Lui c’era al Circo Massimo qualche giorno fa, anche lui ha scioperato e ha acceso i fumogeni. E non fa nessuna fatica ad ammettere che «lo farò ancora se servirà a far sentire la nostra voce». La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un uomo che non sa quale sarà il futuro suo e quello della sua categoria, ma che ce la metterà tutta, assieme ai suoi colleghi, per arrivare ad una soluzione. Ci accoglie nel pianterreno di una modesta palazzina vicino ad Acilia in una calda mattinata invernale. Ci fa sedere, apre la cartellina e inizia a raccontare tutte le sue verità. Claudio, allora, che succede? «Che come al solito si fanno delle manovre inspiegabili. Aumentare le licenze vuol dire spartire la stessa torta invece che per dieci per venti persone. Non ha senso». Si mangia di meno quindi? «Il rischio è di non mangiare proprio». Perché? Siete davvero così tanti? «Decisamente si. A volte non si riesce a trovare spazio di fermata nelle piazzole, figuriamoci ora con l’aumento delle licenze. Ma perché tutto questo? Si è sempre parlato male della nostra categoria, ma qualcuno è mai salito su un taxi dalla mattina alla sera con noi? Qualcuno ha mai fatto in vita sua una settimana di notti?». Non siete un’elite come si racconta in-

somma… «Ma quale elite. Io in vent’anni di mestiere sono stato rapinato quattro volte, in una anche ferito. Uscivamo e non sapevamo mai chi ci montava in macchina: c’erano i tossici, i rapinatori. Venirti a togliere l’incasso dopo un giorno intero a girare per strada ti fa cadere le braccia per terra. E ora come premio ci dimezzano i guadagni aumentando la concorrenza. E’ questo il loro sistema per combattere la disoccupazione? Complimenti… E poi c’è poco da dire, i numeri parlano chiaro in questo senso». Che numeri? «A Roma le licenze sono 7.735. Il decreto legge del governo ipotizza prolungamenti dei turni attuali di otto ore fino a dodici grazie a licenze part-time (con la stessa auto, lavora un altro tassista per quattro ore). Significa la creazione totale di circa settemila posti part-time! Andiamoci piano, certe cose servirebbero solo nei periodi di grandi affluenze turistiche, il resto dell’anno che ci facciamo? Il Comune di Roma non si è ancora espresso ufficialmente, ma ha fatto sapere ufficiosamente che nuove licenze non servono. Anche perché negli ultimi cinque anni ne sono state rilasciate già millenovecento. Perché tutto questo non lo dice nessuno?». A cosa pensi di andare incontro personalmente? «Non lo so. Ho paura. Io la licenza l’ho pagata con la liquidazione del mio povero papà, ma ho ancora il mutuo sulla casa, un figlio all’università e uno che si sta per sposare. Se mi dimezzano i guadagni che cosa faccio? Che altro mi metto a fare? Come si può pensare di aumentare l’occupazione riducendo quella degli altri? Non ho parole per descrivere quello che sta accadendo».

Andrea Cicconetti: «Ci chiedono di diventare commercianti, ma in questo modo uccidono solo la nostra professionalità» di Cosimo Bove (cosimo.bove@reporternews.it)

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arantire più occupazione e un maggiore risparmio ai cittadini a volte può essere controproducente. O perlomeno può comportare dei danni ad alcuni servizi offerti agli utenti. Il punto di vista dei farmacisti in tal senso è chiaro. Lo esprime senza remore il dottor Andrea Cicconetti, titolare della farmacia Internazionale di piazza Pia, ad Anzio. Lui questo mestiere lo fa da sempre, e da anni assicura un servizio accurato ai residenti di Anzio e Nettuno, coprendo sempre il turno di notte. Dottor Cicconetti, ci spieghi le immediate conseguenze della liberalizzazione sulle farmacie. «Con la liberalizzazione voluta dal Governo ci sarà una destrutturazione del servizio, soprattutto per quanto riguarda gli orari. Vero è che la nuova legge mantiene i turni obbligatori, ma è altrettanto vero che poi ognuno può fare come vuole. Cioè molti potranno aprire di notte a loro piacimento e chiudere quando non ne hanno voglia. Con due conseguenze: si toglierà lavoro a chi il turno lo effettua volentieri, e confondendo i clienti, aprire di notte diventerà poco sostenibile a livello di costi». Era necessario arrivare a questo punto? «Assolutamente no, anche considerando che solo lo scorso anno c’erano state due sentenze della Corte di Giustizia Europea che avevano stabilito che gli orari così come erano garantivano il servizio agli utenti». L’aumento del numero di farmacie invece cosa comporterà? Si consente maggiore scelta no?

«In realtà anche questo comporterà dei disagi, e non solo a chi nel settore lavora. Abbiamo stimato che solo nel Lazio dovrebbero aprire circa 700 nuove farmacie. Il punto ora è questo: aumentando gli esercizi, questi non avranno più alcun interesse a ‘fare magazzino’, e quindi il cittadino non troverà più i medicinali di cui avrà bisogno. Hanno intenzione di aprire una farmacia ogni 3mila abitanti, quando la media europea è di una ogni 3.800 e quella anglosassone di una ogni 4.700. Per noi una ogni 3.700 sarebbe ideale». Lo sconto sui farmaci di fascia A però sembra essere una bella notizia. «Questa è un’altra questione critica per noi. Ci costringono a fare degli sconti innescando così un meccanismo al ribasso. D’altra parte però, ci impongono di comprare sempre alle stesse condizioni. E allora perchè dovremmo applicare uno sconto più grande? In sostanza ci chiedono di non comportarci da commercianti quando acquistiamo, ma di farlo quando vendiamo. Sono in stato confusionale». Le conseguenze quali sono? «Se ci portano sul piano commerciale togliendoci quel minimo di sicurezza economica, la professionalità va a farsi benedire per far posto alla sopravvivenza. E’ questa la verità». Parteciperete allo sciopero? «Certo. Qui ad Anzio sarà aperta solo la farmacia di turno, così come previsto dalla Commissione di garanzia. Al Governo chiediamo di rivedere il quorum che prevede una farmacia ogni 3mila abitanti, e di eliminare la questione degli sconti. E’ essenziale per la sopravvivenza e la professionalità della categoria».


Primo Piano

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Legali e benzinai contrari alla riforma varata da Monti: la protesta continua

Liberi ma senza possibilità di scelta di Mario Scagnetti (mario.scagnetti@reporternews.it)

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enzinai e avvocati. Ci sono anche loro, soprattutto loro, nel pacchetto di liberalizzazioni varato dal Governo Monti. Le due classi professionali sono quelle che maggiormente hanno fatto sentire la propria voce contro la decisione dell’Esecutivo: i primi hanno minacciato uno sciopero di 10 giorni, poi scesi a tre; i secondi hanno boicottato l’apertura dell’anno giudiziario in ogni dove dello Stivale. Per quanto riguarda i benzinai il pacchetto bis delle liberalizzazioni prevede gestori indipendenti e self service fuori città, per abbattere i costi del carburante. La prima versione, invece, portava con sé anche l’obbligo per le compagnie di vendere un terzo dei propri impianti, ora diventato una facoltà e subordinato agli accordi tra compagnia e gestori, e la possibilità per i gestori di approvvigionarsi all’ingrosso con piena autonomia, adesso trasformata in una libertà limitata al 50% del carburante erogato. Ultima novità di rilievo quella della vendita dei prodotto “non oil”, dai giornali ai piccoli ricambi per auto, concessa agli impianti di almeno 1.500 metri quadrati di superficie. Per gli avvocati, invece, le novità principali riguardano l’abolizione delle tariffe, l’obbligo di concordare un preventivo con il cliente per quanto riguarda le prestazioni e la riduzione del tirocinio, che scenderà da 24 a 18 mesi. A decreto firmato, però, i pericoli principali sono due: un servizio più scadente con la corsa al ribasso delle tariffe e l’egemonia dei grandi studi, che potranno contare sulla propria forza per essere maggiormente competitivi sul mercato.

Francesco Bruschini

Fabrizio Bevilacqua

«Gli avvocati non sono una Casta. Qualità a rischio»

«Comprare il distributore è un’impresa da titani»

Gli avvocati sono sul piede di guerra. E hanno messo a punto un pacchetto di 14 iniziative per ribadire tutto il loro dissenso nei confronti delle liberalizzazioni volute da Mario Monti. Ecco le principali: astensione dalle udienze il 23 e 24 febbraio; occupazione simbolica degli uffici giudiziaria con manifestazioni locali e conferenze in 100 uffici giudiziari in contemporanea; manifestazioni davanti a Palazzo Chigi, alla Camera e al S enato; invito ai giudici onorari di aderire a tutte le manifestazioni indette dall’Avvocatura; task force in ogni ufficio giudiziario per sostenere e illustrare le iniziative, convocazione urgente del Congresso Straordinario per marzo, manifestazioni a Strasburgo e Bruxelles in occasione della direttiva sulle professioni; invio di fax e telegrammi di protesta al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, a quelli di Camera e Senato e ai ministri della Giustizia e dello Sviluppo economico. Ma cosa contestano gli avvocati? «Innanzitutto l’avvocatura non è una casta – spiega l’avvocato Francesco Bruschini, dello studio legale Bruschini di Nettuno – perché in Italia ci sono 220mila professionisti e la concorrenza già esiste. Il concetto di casta, invece, presuppone un ristretto numero di persone che si occupino dello stesso settore. Inoltre siamo contrari all’abolizione delle tariffe e all’obbligo di presentare un preventivo. Quando un cliente viene nel nostro studio ci chiede sempre quanto gli verranno a costare i nostri servizi, quindi questa pratica già esiste. Il problema è che durante i lavori possono emergere spese non preventivabili nella prima fase dell’incarico». Sotto accusa, poi, c’è anche la possibilità di avere soci di capitale all’interno di uno studio, e cioè persone che non sono avvocati, perché ciò limiterebbe la libertà dello stesso studio. Gli avvocati, infine, contestano anche alcune norme ancora da approvare in via definitiva: «Eliminare l’esame di stato e l’ordine professionale è un errore – conclude l’avvocato Bruschini – perché questi garantiscono un controllo sulla qualità del lavoro e un controllo sugli iscritti». (M.S.)

«Le liberalizzazione del settore, così come studiata, è positiva per chi ha un impianto di proprietà e non per chi gestisce quello di una compagnia. Peccato che in Italia il 60% di noi lavora all’interno di un distributore che appartiene alle compagnie». Commenta così il provvedimento di Monti Fabrizio Bevilacqua, gestore dell’impianto Shell di Anzio Colonia. «Il sistema è già ingessato – continua il gestore – e le compagnie fanno quello che vogliono. La liberalizzazione era necessaria, ma certamente non in questo modo. Così non ha senso e i privilegi saranno a esclusivo appannaggio di chi già vive una buona situazione. I proprietari di un impianto guadagneranno ancora di più». Allora la scelta migliore è comprare il distributore in cui si lavora? «Sarebbe, perché i costi sono talmente alti che acquistare l’impianto è praticamente impossibile: un erogatore costa circa 20mila euro e per un impianto che va dalle 15 alle 20 pompe è necessario un milione di euro di investimento». Cifre che oggi sono davvero in pochi a potersi permettere, figuriamoci chi ha un margine di guadagno di pochi centesimi: «I problemi principali sono il prezzo imposto dalla compagnia e i margini bassi che abbiamo noi gestori – continua Fabrizio Bevilacqua – e tanto per capirci meglio, se ci sbagliamo anche nel dare un solo resto al cliente che mette benzina chiudiamo la giornata in passivo. Di conseguenza le liberalizzazioni, così come sono state varate, per noi non portano assolutamente nessuna novità. Mentre qualche cambiamento positivo sarebbe stato davvero ben accolto». Per quanto riguarda il capitolo sciopero, infine, è ancora tutto avvolto nel mistero. «Non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni ufficiali – conclude Fabrizio Bevilacqua – comunque la nostra categoria è in crisi: dopo l’ultimo aumento dei prezzi del carburante di gennaio la gente limita gli spostamenti e il nostro fatturato si è già ridotto del 20% - 30%». Nel frattempo la benzina arriva a singhiozzo negli impianti e l’impressione è che il peggio debba ancora arrivare. (M.S.)


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Politica Fiumicino

Vona e Califano: doppio premio Il consigliere comunale del Pd di Fiumicino, Alessandra Vona, è stata nominata nei giorni scorsi membro della direzione provinciale di Roma del partito. Un riconoscimento doppio, considerando che la nomina è arrivata proprio all’indomani delle dimissioni dalla direzione di Michela Califano, a sua volta nominata nel consiglio regionale delle autonomie locali. «Si tratta spiega il capogruppo Pd Michela Califano - di un importante riconoscimento al lavoro svolto da Alessandra Vona in questo periodo, per le sue battaglie condivise con il partito per l’ambiente, per la qualità della vita nel nord del Comune di Fiumicino e contro la speculazione selvaggia del nostro territorio. Sono sicura che sarà per lei un’esperienza interessante, che la accrescerà e tornerà utile non solo al partito ma all’intero comune di Fiumicino». La neo eletta spiega poi quali saranno i suoi primi obiettivi futuri: «Questa nomina - sottolinea Alessandra Vona - è per me motivo di orgoglio e di impegno. Significa rappresentare tutto il nostro territorio, non solo il mio partito. Ringrazio la direzione provinciale per la fiducia dimostrata nei miei confronti, e darò continuità all'attività svolta finora dal consigliere Michela Califano. Lavorerò presentando proposte che incidano nella vita quotidiana dei cittadini, inserite in un progetto generale di sviluppo sostenibile del nostro comune».

30 gennaio 2012

A Ostia Maggioranza e Opposizione litigano per l’assegnazione delle spiagge libere

Botte da orbi, ma senza un perché Pd, Sel e Verdi all’attacco del minisindaco, che si difende da ogni singola accusa

Vizzani non ci sta

di Enzo Bianciardi

S

arà un’estate molto “calda” quella del 2012, almeno a giudicare da quanto accaduto ad Ostia, nel corso del consiglio per la presentazione del bando per l’assegnazione delle spiagge libere, finito in rissa con tanto di conferenza stampa in Campidoglio. «Il bando di affidamento prorogato a 12 anni - spiega Antonio Stampate (consigliere Pd in Campidoglio) - è una svendita del litorale romano. Sono tante le cose che non vanno bene: il prezzo massimo dei lettini passerà infatti da 5 a 7 euro (quanto uno stabilimento tradizionale). Sono previste inoltre, sanzioni ridicole per quanti proveranno ad aumentare ulteriormente i prezzi. Nel bando poi si assiste ad un’esclusione di fatto delle Cooperative sociali (per le quali è stata conservata una sola spiaggia). C’è poi la questione dell’ampliamento dei chioschi-ristorante fino a 250 metri quadri con ulteriori occupazioni della spiaggia fino a 2 mila metri quadri (per la realizzazione di impianti sportivi). In pratica nuovi stabilimenti balneari (con spese interamente a carico del nuovo gestore). Siamo alla liquidazione

delle spiagge libere. Come Pd abbiamo chiesto di far sospendere il bando fino a quando non ci sarà un quadro chiaro e trasparente». In XIII Municipio, occupazione dell’aula consiliare a parte, il bando viene ritenuto illegittimo e quindi deve essere annullato. In pratica, scrivono Pd, Sel e Verdi, il nuovo bando incrementerebbe del 40% i costi per gli utenti, non prevede il controllo della Commissione da parte della Prefettura (necessario per evitare infiltrazioni mafiose nel settore), non contiene alcun obbligo specifico per i gestori circa la sostenibilità ambientale (energie rinnovabili, raccolta differenziata) e circa l’assunzione del personale. La Sinistra poi, chiede al Prefetto di indicare subito il Presidente della Commissione e che il XIII non proceda con le assegnazioni delle spiagge fino a che questo non sia avvenuto. «Il bando sulle spiagge libere reso noto dal XIII Municipio - spiega il Portavoce dei Verdi del XIII Municipio, Andrea Gasparini - è un tentativo per consegnare gli arenili alle grandi società ed alle lobby della balneazione dopo aver di fatto espulso le cooperative sociali. E’ incredibile che mentre le spiagge

libere vengono messe a bando, la stessa cosa non viene effettuata per gli stabilimenti balneari. Abbiamo già pronto un esposto al Tar». Il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani ha risposto, punto per punto, con una nota ufficiale, alle accuse che arrivavano sul testo del bando, cercando di smontare le proteste e spiegare le scelte: «Iniziamo con ordine - spiega Vizzani - per le due spiagge, una di fronte all’Hotel Aran e l’altra adiacente al Canale dei Pescatori, avendo una dinamica tecnico-giuridica diversa dai restanti 8 lotti, è stato giudicato più profittevole renderli oggetto di separato bando, il cui testo è conforme a quello delle restanti spiagge. La convenzione ha effettivamente una durata di 4 anni, in quanto il Municipio, concessionario delle spiagge, è titolare della concessione stessa, in forza del decreto “MilleProroghe”, fino al 31 dicembre 2015. In merito alla decisione di aver riservato alle cooperative sociali di tipo B un solo lotto (la spiaggia antistante l’ex-colonia Vittorio Emanuele), la decisione è stata presa sulla scorta degli impegni che il Sindaco Alemanno aveva assunto con tali cooperative».

Giacomo Vizzani non ci sta, e chiarisce la posizione dell’amministrazione del XIII Municipio circa la figura di garanzia chiesta dalle opposizioni in Commissione. «Volevo ricordare che non sussiste un obbligo di inserire magistrati o figure di garanzia - spiega Vizzani - ma la stessa, è una facoltà. Tale indicazione, peraltro fortemente voluta dall’amministrazione municipale, passa per il consenso di coloro che verranno chiamati a far parte della commissione medesima». Ma il minisindaco ne ha per tutti: «In relazione alla lamentata sproporzionalità delle nuove superfici assegnabili si ricorda che le stesse sono nei limiti delle prescrizioni normative ed assolutamente proporzionali alle superfici delle spiagge poste in gara. Sui prezzi del noleggio dei lettini, è obbligo dell’amministrazione indicare un prezzo massimo di noleggio, sarà poi la “domanda e offerta” a fare l’effettivo prezzo di vendita. Sulla presunta attenuazione del divieto di “preposizionamento” di ombrelloni e lettini, il bando è conforme a quelli precedenti, in quanto è la stessa norma di legge che prevede il divieto. Infine, sull’obbligo di partecipare economicamente al ripascimento, non c’è nessun comportamento discriminatorio nei confronti degli stabilimenti balneari, che attraverso le proprie sigle sindacali, si sono assunti tale obbligo». (E.B.)


Politica

30 gennaio 2012

La stoccata

De Angelis: «Il progetto non cambia» Il Senatore Candido De Angelis, punto di riferimento degli uomini di Futuro e Libertà su tutto il litorale romano, ha un’idea chiara di quanto accaduto a Nettuno con Giuseppe Bellucci, consigliere di Fli recentemente passato all’Udc ed entrato in maggioranza. «Sono questioni che riguardano la sua sfera personale - spiega il Senatore - e non certo quella politica. Non c’è mai stato alcun contrasto politico con Bellucci, mai nessuna divergenza sugli obiettivi, e non avendoci dato nessuna spiegazione circa il suo passaggio all’Udc, credo proprio che le sue scelte siano state personali. E in questo contesto non voglio entrare». Ad ogni modo i progetti del partito di Fini sul litorale romano non cambiano. «Avere o non avere un consigliere comunale – continua De Angelis – non cambia il nostro progetto. Certo è che a livello nazionale con l’Udc stiamo lavorando alla creazione del Terzo Polo, e questo salto in avanti del partito a Nettuno un po’ ci ha spiazzati. Noi comunque come Fli andiamo avanti per la nostra strada. Già prima stavamo avendo dei contatti. Ora li intensificheremo». (C.B.)

A Nettuno Udc tra i banchi del potere. Caos nel terzo polo

Frullatore politico: ci rimette Fli di Mario Scagnetti (mario.scagnetti@reporternews.it)

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iuseppe Bellucci lascia Futuro e Libertà per l’Udc, Raffello Biselli abbandona il partito di Fini per aderire al progetto di Città Nuove, movimento lanciata da Renata Polverini. Il frullatore politico del Mare di Roma è entrato improvvisamente in azione e a rimetterci è stato soprattutto Fli, che ha perso due consiglieri comunali: Bellucci a Nettuno e Biselli a Fiumicino. A tenere banco su tutto il litorale, con risvolti che sembrano riguardare anche Adrea, è soprattutto il caso di Nettuno, dove Bellucci è passato da Fli e dall’opposizione all’Udc e alla Maggioranza nel giro di poche ore. «Sono entrato a far parte di Fli – spiega lo stesso Bellucci – perché il progetto prevedeva la realizzazione di una politica diversa da quella conosciuta fino a oggi e del terzo polo, con Api e Udc, ma evidentemente a Nettuno qualcuno voleva fare di Futuro e Libertà la nuova Alleanza Nazionale. E questa strada per me non è percorribile. L’ideale è avere un’identità centrista e non tornare nel Pdl, dal quale siamo usciti. Personalmente poi non è mai fatto parte del Popolo della Libertà essendo stato eletto con

una lista civica». Da qui la rottura e il passaggio di Bellucci all’Udc. E dopo poche ore l’ingresso in maggioranza al fianco di Pd, Idv e Api. Scelta che fatto letteralmente saltare il banco politico nettunese e regionale, facendo gridare al fallimento del progetto terzo polo e all’anarchia all’interno dell’Unione di Centro, soprattutto da parte di alcuni dirigenti regionali e provinciali della stessa Udc. «Non siamo entrati in Maggioranza a Nettuno decidendo da soli – spiega Bellucci – ma chiedendo il parere a tutti i vertici del partito. Ci sono due correnti nell’Udc, una concorde con questa decisione e una contraria. Alla fine ha prevalso la prima linea, con una maggioranza democratica, e abbiamo stretto l’accordo con il sindaco Alessio Chiavetta. Tra i con-

trari c’è anche Ciocchetti (vicepresidente della Regione Lazio ndr), che stava cercando di raggiungere un altro accordo: un Sindaco dell’Udc ad Ardea e la candidatura di Carlo Eufemi (attuale primo cittadino di Ardea ndr) a Nettuno con l’appoggio del partito. Comunque quella di appoggiare la Maggioranza nettunese – conclude Bellucci – è stata una scelta per la quale si è passati attraverso una votazione e non si è certo trattato di anarchia». Insomma, la situazione politica attuale è complicata e caotica, quello che è certo è che il progetto che riguarda la creazione di un terzo polo all’interno della cittadina del Tridente ha subito un brusco stop, anche perché con gli ultimi avvenimenti Fli è praticamente fuori dai giochi.

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Ardea

Centrodestra alla prova delle Primarie Centrodestra da una parte e Centrosinistra dall’altra. Le elezioni amministrative di Ardea si svolgeranno secondo il più classico dei canovacci. Senza possibilità di intrusioni per terzi, nel senso di poli in maniera particolare. Anche il Centrodestra, infatti, ha scelto le Primarie. Nei giorni scorsi Pdl, Udc, Lista Eufemi, Fli, Forza Cristiana, Città Nuove, Mpa e La Destra hanno siglato un accordo per realizzare un documento programmatico e politico comune. Un documento con il quale stabilire programmi e codici di coalizione. Con in quale scegliere, soprattutto, il nome del candidato a ruolo di Sindaco, senza escludere lo strumento delle Primarie. A stabilire il nome dell’aspirante primo cittadino del Centrodestra, infatti, dovrebbero essere proprio le elezioni prese in prestito dai rivali dell’opposizione. E alla fine a scontrarsi potrebbero essere Abate, vincitore delle Primarie del Centrosinistra, e Porcelli, candidato più quotato di quelle del Centrodestra. (G.C.)


Cronaca

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30 gennaio 2012

Federbalneari vuole che il Demanio marittimo venga regolarizzato e liberalizzato

Futuro incerto per le spiagge Il prossimo 23 febbraio previsto un incontro col ministro al Turismo Piero Gnudi per stilare un documento definitivo con le associazioni di categoria «L’articolo 26 va rivisto»

di Enzo Bianciardi

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nche il Demanio marittimo dovrà essere “regolarizzato e liberalizzato”. Questa la posizione di Federbalneari Italia in reazione alla stesura dell’articolo 26, poi stracciato dal testo finale del Decreto Legge sulle cosiddette “liberalizzazioni” previste dal programma del Governo Monti. Decisivo in tal senso sarà l’incontro organizzato col Ministro al Turismo Piero Gnudi per il prossimo 23 febbraio. La partita, però, è solo rinviata. Il contenuto dell’articolo, infatti, secondo le maggiori associazioni di categoria, finiva per cancellare i passi avanti in materia compiuti negli ultimi anni. Il percorso, infatti, già avviato ed in parte recepito dall’UE, con l’art. 11 della Legge Comunitaria n. 25/2010 e con i principi sanciti dalle leggi n.494/1993, n.296/2006 e n.25/2010 che prevedono l’evi-

denza pubblica delle concessioni demaniali marittime a partire dal 1 gennaio 2016, rappresentava una sorta di scappatoia per il “dopo 2015”. Si tratta di un provvedimento normativo che rende conforme alla normativa dell’Unione Europea quella italiana. «Questa norma - sottolineano Sib, Fiba, Oasi, Assobalneari e Balneatori - assegnando 15 mesi di tempo al Governo per adottare un decreto legislativo avente per oggetto la revisione e il riordino della legislazione relativa alle concessioni demaniali marittime, consentiva di poter valutare con attenzione e serenità tutte le esigenze in campo e di avviare un confronto con le forze politiche e sociali, secondo criteri e principi atti a coniugare positivamente la normativa europea e la salvaguardia delle ragioni legittime di chi, da anni, investe risorse e professionalità nella gestione delle spiagge».

«L’ondata di liberalizzazione promossa dal Governo non è il linea con la realtà. E siamo contro le liberalizzazioni inutili – spiega Renato Papagni, Presidente Federblaneari Italia - per questo abbiamo accolto con grande disponibilità l’invito del Ministro Gnudi per il prossimo 23 Febbraio per concertare un documento che possa essere condiviso con le strategie di liberalizzazione. Nella stesura dell’articolo 26 la gestione del demanio si identificava attraverso forme di assegnazione strettamente connesse con la sola offerta economica, svincolate da criteri di scelta allineati alle capacità imprenditoriali e senza il riscontro della giusta titolarità aziendale dell’attuale concessionario». «Si trattava di un provvedimento troppo affrettato – aggiungono Sib, Fiba, Assobalneari e Balneatori – bisogna coniugare la normativa europea e la salvaguardia di chi da anni investe risorse e professionalità nella gestione delle spiagge, valorizzando l'offerta turistica italiana e favorendo l'occupazione».

«Lavoro inutile» «Sono anni che cerchiamo un dialogo e questa è stata la risposta», spiegano gli attuali gestori dei chioschi che chiedevano almeno un riconoscimento della passata esperienza. «A marzo il Tar dovrebbe esprimersi circa il prolungamento delle attuali concessioni: eravamo d’accordo di attendere l’esito del giudizio e poi di definire un possibile bando, invece non hanno voluto sentire ragioni. Hanno fatto le cose troppo in fretta e non tenendo conto delle passate gestioni. Non abbiamo chiesto trattamenti di favore come dicono, ma che venga riconosciuto il nostro impegno in un’area difficile come quella di Nuova Ostia, dove in 4 anni, due su cinque chioschi sono stati distrutti da incendi dolosi ed uno è stato gravemente danneggiato dalle mareggiate».

«Spese impossibili»

Concessionari a rischio A Fiumicino raggiunta una soluzione condivisibile alla questione del calcolo dei canoni demaniali. I concessionari che non hanno pagato per protesta contro gli aumenti i canoni concessori, rischiano di perdere l’azienda, visto che a causa del mancato versamento all’erario, sono state avviate le procedure per la decadenza della concessione. In questo contesto, è all’esame delle parti la proposta avanzata dalla FederBalneari Italia: partendo dal presupposto che nessun concessionario dovrà astenersi dal pagamento del canone, i titolari degli stabilimenti corrisponderanno per il passato la quota che hanno sempre sostenuto. Riguardo alla somma aggiuntiva, si prevede il congelamento della quota restante attraverso il ricorso alla Fideiussione. «Il dopo 2015 è già alle porte - spiega il Presidente Renato Papagni – e sarebbe opportuno per i balneari di Fiumicino, avvicinarsi a quella scadenza senza macchie e soprattutto senza aver attivato procedure di decadenza della concessione».

I gestori dei chioschi criticano anche il fatto che il bando lasci molto spazio di discrezionalità alla Commissione, non fissando in alcun modo parametri di punteggio. «C’è molto da rivedere – proseguono gli attuali gestori – anche i nuovi chioschi che dovremmo realizzare con una spesa di 200 mila euro. Secondo noi è un’agevolazione concreta a chi i soldi ce li ha già. Veniteci a dire infatti chi oggi ti eroga un mutuo con il rischio che il chiosco venga poi distrutto dalle fiamme dopo pochi mesi? Senza considerare che dobbiamo pagare il canone ed affrontare il restyling degli arenili, compreso un contributo cospicuo per il rinascimento».


Cronaca

30 gennaio 2012

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A Fiumicino corteo su via della Scafa per ottenere maggiore sicurezza nel porto canale

Pronti a concedere il bis

di Marco Ciapetti Caro carburante, regole troppo ferree per il settore e strutture inadeguate: i pescatori di Fiumicino scendono in piazza, con una manifestazione senza precedenti organizzata la scorsa settimana lungo via della Scafa. «In una città come Fiumicino i pescatori vanno tutelati - ha spiegato un manifestante - siamo la storia di questo comune e anche il presente. Come si può pen-

sare che a certe condizioni riusciremo a tirare avanti lo stesso?». Un problema serio, che differenzia la protesta dei pescatori da quella dei colleghi di altri comuni, è la richiesta di messa in sicurezza del porto canale, dove ogni giorno rischiano la vita durante le operazioni di ormeggio: cadute in acqua di marinai, per fortuna salvati dalla prontezza di altri operatori del porto, marittimi che saltano dal peschereccio alla banchina e si frat-

I pescatori di Anzio in rivolta contro il caro carburante del Governo Monti

turano cadendo a causa del forte beccheggio dell’imbarcazione. Una protesta su tre fronti dunque: caro gasolio, regole ferree per la pesca e sicurezza per i lavoratori. Nel movimento di protesta che inonda l’Italia i pescatori di Fiumicino si stanno ritagliando un bello spazio. Verranno ascoltati? «Siamo disposti a ripeterci - annunciano - e al limite aumentare il volume della protesta. Dipende tutto dalle risposte che avremo...».

Gli effetti

«La vostra manovra la fa Schettino»

Ristoranti “a secco”

Le richieste: «L’Iva dovrebbe essere almeno equiparata a quella agricola»

Un blocco senza precedenti quello portato avanti dai pescatori di Anzio, che con lo sciopero portato avanti la scorsa settimana hanno voluto dare un segnale forte alla politica. E i primi risultati sono stati la quasi totale assenza di pesce locale sia nelle pescherie della zona che nei ristoranti che da sempre hanno fatto della cucina di pesce la loro prerogativa. Tre settori “in bianco”, con cucine e banchi vuoti a testimoniare la buona riuscita della protesta dei pescatori. E se un tempo l’assenza di questi prodotti locali sarebbe stata sopperita dall’importazione di pesce proveniente dall’estero, oggi come oggi, causa lo sciopero degli autotrasportatori, il piano b ha fallito. E per la prima volta, nonostante qualche bocca storta o qualche smorfia di disappunto, le tre categorie si sono strette in un abbraccio di solidarietà, senza polemizzare. Nonostante lo sciopero di una ne influenzasse altre due. L’obiettivo è comune: cambiare le leggi.

di Cosimo Bove (cosimo.bove@reporternews.it)

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os per la pesca locale. Come se non bastassero i messaggi lanciati nel corso delle ultime settimane e lo sciopero che per qualche giorno ha agitato il mondo della pesca da Anzio a Fiumicino, il segnale più forte, e forse più chiaro, alla politica, lo hanno dato i manifestanti che la scorsa settimana hanno protestato davanti a Montecitorio, indossando giubbotti arancioni di salvataggio e lanciando in aria un razzo di segnalazione color rosso, di quelli utilizzati in mare per dare l’sos. «Almeno così forse capiranno», hanno detto tra i denti alcuni manifestanti. Una protesta accompagnata da cori e striscioni ironici e non solo. Come alcuni di quelli messi in mostra: «La tua manovra la fa Schettino», «Pescatori senza futuro», oppure «Il gasolio au-

menta le paghe calano». Oppure i classici «La Comunità Europea ci affonda», «Vi state mangiando anche le nostre barche», e «Le regole del Nord Europa non valgono per il Me-

diterraneo». Il senso è chiaro: «Siamo qui per dire no alla licenza punti - ha detto uno di loro - che ci vuole imporre la Comunità Europea così come anche il giornale di bordo. Per

non parlare poi del caro carburante: così non riusciamo ad andare avanti e c'è il rischio di un blocco totale». E il blocco ha raggiunto il suo scopo, prima di tutto vedere compatti gli operatori della categoria. Nel dettaglio entra Claudio Brinati, di Federcoopesca. «Ad Anzio l’adesione – spiega – è stata totale, senza nessuna esclusione. Ed è una regola che è valsa un po’ in tutta Italia. Vogliamo che la politica inizi a fare i primi passi per arrivare ad una soluzione dei problemi, anche se sappiamo che i tempi non saranno brevi. Cosa chiediamo? Che l’Iva venga equiparata a quella agricola e che venga approvato un sistema di regole comunitarie, valide per tutti ma adattabile alle esigenze di chi opera nel bacino del Mediterraneo, che per forza di cose ha esigenze diverse da quelle di chi lavora nel mare del Nord».


Cronaca

30 gennaio 2012

Mille persone in strada a Fiumicino contro il vincolo dell’Autorità di Bacino

«Pronti a sgomberare Isola Sacra»

Gonnelli (Pdl) attacca: «Se non ci ascoltano la prossima volta saremo in 70mila» di Cosimo Bove (cosimo.bove@reporternews.it)

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l messaggio è stato chiaro: «Basta vincoli su Fiumicino». Con questo semplice slogan nei giorni scorsi circa mille persone hanno sfilato lungo le vie cittadine per dare visibilità alla serrata totale, con il blocco di mezzi e personale, di tutti i cantieri edili di Fiumicino. A far scattare la protesta, maturata nel corso del tempo, il vincolo idrogeologico deciso da tempo e non ritirato dall'Autorità di Bacino del Fiume Tevere, «che ha bloccato lo sviluppo urbanistico della città spiegano gli organizzatori - mettendo a rischio l'intera economia comunale, 2mila posti di lavoro, e lasciando con le spalle al muro i tanti proprietari di piccoli lotti che pagano Ici per terreni sulla carta edificabili ma bloccati dai vincoli dell'Autorità di Bacino del Tevere. La manifestazione è stata indetta per chiedere che vengano tolti i vincoli Pr4 3 Ps5 che l'Autorità di Bacino Tevere ancora persiste nel mantenere nonostante la messa in

sicurezza degli argini del Tevere». Una manifestazione pacifica e riuscita, organizzata dal comitato spontaneo B4A e dall'associazione degli imprenditori edili di Fiumicino, che per qualche ora hanno bloccato il ponte Due Giugno e la strada di collegamento con l’aeroporto di Fiumicino, ricevendo anche il sostegno dei pescatori locali, che manifestavano contro il caro benzina. Alcuni dei manifestanti, che sono arrivati fin sotto la sede del palazzo municipale di Fiumicino, sono stati quindi accolti nell’aula consiliare

Novità

Il 22 febbraio la svolta: il rischio potrebbe essere declassificato Qualcosa si sta muovendo. La protesta che ha visto la partecipazione di circa mille persone per le vie di Fiumicino contro il vincolo idrogeologico dell’Autorità di Bacino, ha smosso le acque. Il Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino del Tevere, ha approvato la proposta di declassificazione del rischio “R4” presente su Isola Sacra, ai fini del rilascio dei pareri

relativi alla variante urbanistica adottata dall’Amministrazione Comunale. Inoltre, su richiesta del rappresentante della Regione, il Comitato Tecnico ha manifestato la disponibilità a concedere il proprio parere favorevole anche in relazione al rischio esondazione, di basso livello, derivante da Fiumara Grande. La decisione in una seduta del prossimo 22

dal sindaco Mario Canapini e dal Presidente del consiglio comunale Mauro Gonnelli. «Se l’Autorità di Bacino del fiume Tevere - minaccia lo stesso Gonnelli - continuerà in questa sua ostinata imposizione, ordineremo l’immediato sgombero dell’Isola Sacra. Se davvero esiste il vincolo idrogeologico allora non potremmo fare altrimenti. E questa volta in piazza non saremo più poco meno di mille persone, ma 70mila e tutti sotto la sede dell’ente. Oggi è un giorno di grande orgoglio per la città che si è trovata unità febbraio. «Prendiamo atto con soddisfazione - spiega il sindaco Mario Canapini - della posizione assunta dal Comitato e ci auguriamo che la prossima riunione non ci riservi sorprese negative». Stesso pensiero del presidente del consiglio comunale Mauro Gonnelli, che aggiunge: «Non siamo disposti ad abbassare la presa e se servirà saremo nuovamente in piazza il 23 febbraio insieme a tutti quei comitati spontanei che hanno sfilato per le vie della città dando vita a un movimento civico forte». (C.B.)

per difendere se stessa dall’ingerenza di enti esterni. Abbiamo gettato il seme per costruire una coscienza di appartenenza al nostro territorio». Ad alzare ulteriormente il tiro, Luigi Satta, capogruppo della lista civica Noi Insieme. «Dopo aver tastato di persona la bontà delle rivendicazioni di cittadini e imprenditori edili, appoggiati anche dall’amministrazione comunale che è stata presente e ha fatto sentire la propria vicinanza alla città, è necessario organizzare una nuova manifestazione di protesta, stavolta però sotto la sede dell’Autorità di Bacino del Fiume Tevere. E se occorresse ingaggiare dei tecnici di parte per dimostrare come l’impalcatura vincolistica costruita da questo ente si regga su un castello di sabbia. La protesta deve continuare fino a quando la città non riconquisterà i propri diritti e il mercato immobiliare, già fiaccato dalla grande crisi globale, non ripartirà dando nuovo ossigeno all’economia del nostro Comune». Lo stesso pensiero che anima i manifestanti. La protesta non è ancora finita.

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Assenti a sorpresa

Pd e Idv: «Il Sindaco si dimetta» «Manifesteremo anche noi, a patto che lo si faccia per chiedere le dimissioni del Sindaco e della Maggioranza di Centrodestra». Pd e Idv al comune di Fiumicino non hanno appoggiato la manifestazione di protesta che nei giorni scorsi si è snodata per le vie del centro. La loro rinuncia è stata ufficializzata attraverso una nota stampa piuttosto chiara: «I gruppi consiliari Pd e Idv aderiscono alla manifestazione di protesta indetta dal comitato spontaneo B4A e dall'associazione costruttori edili di Fiumicino a patto che questa avvenga sotto la sede comunale per chiedere le dimissioni di sindaco, assessore all'urbanistica e presidente del consiglio comunale che hanno palesato tutta la loro incapacità politica e gestionale della cosa pubblica. Dopo aver promesso per dieci anni lo sblocco dei terreni, oggi cittadini e imprese edili si trovano con un pugno di mosche. Ora basta con il gioco dello scaricabarile».


Cronaca

30 gennaio 2012

Gli operai dell’aeroporto di Fiumicino continuano la battaglia

Emergenza lavoro: l’Argol resta a casa

di Cinzia Pagliaroli

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i sono arrampicati su una gru e hanno bloccato l’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. Di più non potrebbero davvero fare i dipendenti dell’Argol per difendere il proprio posto di lavoro. L’Argol è una società che opera per conto di Alitalia, prima, e Cai, adesso, della movimentazione dei componenti aeronautici e della logistica dal 1994. Il con-

tratto d’appalto scade proprio in questi giorni (31 gennaio) e la compagnia italiana non ha nessuna intenzione di rinnovarlo. Di conseguenza ben 79 operai, che per quasi 20 anni hanno svolto questo lavoro ogni giorno si ritrovano di colpo senza un impiego e soprattutto senza uno stipendio. L’intenzione di Alitalia-Cai, infatti, è quella di arruolare lavoratori a tempo determinato, ai quali prolungare la fiducia

di volta in volta. Scoperto l’arcano, però, i dipendenti dell’Argolo non ci hanno pensato due volte e hanno messo in scena una lunga serie di proteste: sono saliti su una gru arrivando fino al tetto dell’hangar verniciatura, hanno presidiato il Terminal 1 e hanno anche occupato la casa di Sabelli. E cioè la palazzina di Alitalia dove l’amministratore di Cai ha i propri uffici. Il 27 gennaio Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Ugl Trasporti sono entrate in stato di agitazione, bloccando i voli del Leonardo da Vinci dalle 13,30 alle 17,30, quando si sono uniti allo sciopero nazionale proclamato dai sindacati di base e quando il Leonardo da Vinci è entrato in un profondo stato di empasse. La situazione è grave e il tempo massimo ormai è scaduto. I lavoratori dell’Argol, dal canto loro, chiedono soltanto di poter contare ancora su uno stipendio e di non venire cancellati all’improvviso con un colpo di spugna in nome di un piano industriale che li porta sull’orlo del baratro, e per di più senza una motivazione apparentemente logica. In altre parole il rispetto della clausola sociale e il diritto al lavoro.

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Uomini e donne controcorrente

Michela Califano «Rispetto per le parti in causa» «Quanto fatto dall’Argol e dai suoi lavoratori nell’asset logistico non può essere gettato al secchio e dimenticato per fare posto a un piano industriale che cancella la dignità dei lavoratori e la sopravvivenza delle loro famiglie». A parlare, senza peli sulla lingua, è Michela Califano, capogruppo del Pd a Fiumicino, che sta seguendo la vicenda dei dipendenti dell’Argol. «La Regione è al lavoro – continua Michela Califano – mentre il sindaco di Fiumicino evidentemente è troppo impegnato a discutere del raddoppio del Leonardo da Vinci per occuparsi del futuro di decine e decine di famiglie di suoi concittadini».

Paolo Calicchio «Commissione, zero poteri sul raddoppio» «Nei cassetti della scrivania del presidente del consiglio da oltre un anno c’è la richiesta di un’assise straordinaria, aperta alla città, protocollata da Pd e Idv. Se davvero la commissione tecnica chiamata a vigilare sul raddoppio dell’aeroporto vuole coinvolgere i residenti firmi quel documento». Paolo Calicchio (Pd) si scaglia contro l’amministrazione e porta alla luce un aspetto che ancora non è emerso: «La commissione speciale istituita con la delibera del 21 dicembre 2011 non ha poteri per quanto riguarda il raddoppio del Da Vinci. In parole povere la commissione non può rappresentare l’assise con Adr».

Candido De Angelis «Task force per i cassaintegrati» Il senatore Candido De Angelis (Fli) è pronto a battersi per i 569 dipendenti della Sigma Tau di Pomezia messi in cassaintegrazione. «Rivolgo un appello a tutti i parlamentari del Lazio per attivare una task force che impedisca questa ennesima e ingiustificata ondata di disoccupazione. La Sigma Tau è un’azienda farmaceutica che nel 2011 ha raggiunto tutti gli obiettivi di fatturato e la loro decisione non ha motivi apparenti. Vogliamo delle spiegazioni».


Cronaca

30 gennaio 2012

Ad Ardea investimenti ingenti per la futura classe dirigente

Scuole in abito da sera per la rinascita

Su tutto il territorio pronti 774mila euro per opere di manutenzione straordinaria. Eufemi: «Abbiamo già costruito 50 nuove aule» di Cinzia Pagliaroli

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l futuro di una città inizia tra i banchi di scuola, dove siedono la classe dirigente e i talenti del domani. All’interno del Comune di Ardea hanno compreso alla perfezione questa dinamica, tanto che il sindaco Eufemi nell’arco del suo mandato ha investito parecchio nel settore. Impegno e soprattutto fondi, l’ultimo stanziamento è di 774mila euro per una serie

di interventi di manutenzione straordinaria in numerosi istituti del territorio. La vera svolta nel restyling dei plessi rutuli, comunque, è l’approvazione della variante per la costruzione della scuola elementare di Colle Romito, che nascerà all’interno del complesso residenziale dove fino a pochi mesi fa c’erano soltanto delle sedie di plastica abbandonate in un terreno incolto, come già documentato proprio da Reporter. Tra poco, però, non sarà più cosi, perché

grazie ai lavori approvati dall’amministrazione saranno realizzate cinque aule e una mensa. «La scuola – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Alfredo Cugini – saranno messa a disposizione del secondo circolo didattico già dal prossimo anno scolastico». Per quanto riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria, invece, riguarderanno i plessi di via Campo di Carne, via Tanaro, via Lazio e via Varese. «I lavori – sottolinea l’assessore all’Ambiente e ai Servizi di manutenzione Nicola Petricca – serviranno a completare entro la primavera le opere cominciate nel periodo natalizio». Infine gli investimenti firmati Eufemi nel mondo delle scuole: «Abbiamo investito parecchio nell’edilizia scolastica – conclude il sindaco di Ardea – realizzando 50 nuove aule e operando in maniera sistematica per rendere più fruibili gli edifici esistenti». E in quest’ambito rientra anche la sostituzione di numerose caldaie per ottimizzare gli impianti di riscaldamento in tutti gli edifici pubblici. Scuole comprese.

Cardinal Pizzardo

Iscrizioni no problem La scuola materna Cardinal Pizzardo è salva. Il Comune di Ardea ha pagato le fatture dovute all’istituto convenzionato. «Le iscrizioni dei bambini – spiega l’assessore al Bilancio Fabrizio Velocci – non sono assolutamente a rischio».

De Franceschi

Matematica che passione All’Ennio Visca di Nettuno la matematica è una vera passione. La succursale De Franceschi, via Romana 186, infatti ospiterà la semifinale dei Campionati Internazionali di Giochi Matematici. L’appuntamento è per il prossimo 7 marzo.

Edifici pubblici

Il Radon è al bando Accordo tra il Comune di Ardea e l’Arpa Lazio per combattere il gas Radoin nelle scuole, ga incolore, inodore e prodotto del decadimento radioattivo dell’uranio presente in suoplo e rocce. L’iniziativa prevede il monitoraggio di 24 edifici pubblici per un anno.

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L’Inchiesta

30 gennaio 2012

Fiumicino e l’inchino mancato: «Le navi da crociera passano lontano» Il Mare di Roma non nasconde insidie. A spiegarne i motivi è la Guardia Costiera di Fiumicino, che analizza con noi i perchè della drastica eslcusione sulla zona di un eventuale “rischio Concordia”, così come è accaduto nelle vicinanze dell’isola del Giglio: «Ci sono due ragioni - chiariscono subito dalla Capitaneria di Porto - per cui la tragedia che vede coinvolta la nave da crociera della compagnia Costa avvenuta a largo del Giglio, su queste tratte non potrebbe mai accadere. Prima di tutto per le tratte delle navi da crociera, che passano molto a largo dalla costa. Chiunque vive sul litorale può raccontare di non aver mai visto neanche in lontananza un mezzo simile, eccezion fatta per il traghetto veloce (lo

“scatto”) che collegava Fiumicino alla Sardegna in poche ore». Il rischio limitato poi, dipende anche da un altro fattore, altrettanto significativo. «La seconda ragione, la più importante – proseguono dalla Guardia Costiera – è quella legata alla morfologia delle coste. Al largo di Fiumicino i fondali sono quasi totalmente sabbiosi, al punto che già a pochi metri dalla costa il mare è molto pescoso. Se ci sono tratti in cui sono presenti delle rocce, sono minimi, e si trovano soprattutto in quello specchio di mare che unisce Focene a Fregene. Per il resto non si corrono pericoli di quel genere». L’importante, hanno sempre spiegato dalla Guardia Costiera, è mantenere alta l’attenzione in ogni istante. (M.C.)

Avviso ai naviganti

di Cosimo Bove (cosimo.bove@reporternews.it)

sano verificarsi anche nella zona del litorale romano.

mare particolarmente mosso sotto costa».

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Scirocco e Libeccio A spiegare la maggior criticità per chi vuole navigare lungo il tratto di costa compreso tra Anzio e Nettuno, è Antonio Cilento, comandante della Capitaneria di Porto neroniana, con un raggio d’azione compreso tra Torvajanica e San Felice Circeo. «I nostri spiega - sono fondali sabbiosi che degradano lentamente verso il largo, non dando vita agli strapiombi tipici dei fondali rocciosi. Sono esposti verso il II e III Quadrante, ovvero ai venti di Scirocco e Libeccio, e questo comporta un

Canali insabbiati «Una criticità - spiega Cilento - è rappresentata dai fondali presenti all’imboccatura del porto di Anzio, che creano un permanente stato d’insabbiamento. Per questo abbiamo emanato ordinanza che consente l’ingresso solo a navi con pescaggio inferiore a 3,60 metri, con rotta prestabilita e pilota in alcune circostanze». Stessa identica situazione a Nettuno, dove «le correnti - chiarisce il comandante - creano un tappo all’imboccatura causando problemi alle imbarcazioni».

nutile nascondersi dietro a un dito. Quanto accaduto con la nave da crociera Costa Concordia ha fatto scattare l’allarme in tutta Italia circa la sicurezza nella navigazione. Che si sia trattato di errore umano sarà la magistratura a stabilirlo, valutando le responsabilità del comandante, ma ogni costa ha i suoi pericoli, più o meno evidenti. E il litorale romano compreso tra Nettuno e Fiumicino non fa eccezione. Criticità ed interventi che devono essere realizzati proprio per evitare che tragedie come quella del Giglio pos-

Dragaggio indispensabile L’unica soluzione per evitare disastri, o episodi spiacevoli come quelli degli aliscafi incagliati all’entrata del porto, sembra essere il dragaggio. E ormai l’operazione è in dirittura d’arrivo. «La Regione Lazio - annuncia il comandante Cilento - ha già avviato la verifica dei fondali con residuati bellici. La prossima settimana inizierà la caratterizzazione della sabbia e in una quarantina di giorni dovrebbe partire il dragaggio della sabbia. E stavolta parliamo di circa 200mila metri cubi, ovvero di una soluzione di respiro per il porto. Se tutto va bene ad aprile partiranno i lavori».

Bassi fondali Questo il pericolo maggiore nella zona di Ostia, soprattutto in prossimità del Canale dei Pescatori, una darsena raggiungibile attraverso un piccolo canale con bassi fondali, specialmente all’imboccatura. Lungo il canale poi, avvisano i naviganti, ci sono alcuni ponti che limitano l’ingresso solo a gozzi e gommoni. Quindi la parola d’ordine è: massima attenzione. Occhio ai venti da Ovest Questo, oltre all’interrimento dovuto al fondale sabbioso nella zona di Fiumara Grande, il pericolo maggiore per le imbarcazioni


L’Inchiesta

30 gennaio 2012

Doveri del comandante

Derivano dalla responsabilità di adottare i provvedimenti atti alla sicurezza della navigazione, alla salvezza delle persone a bordo in caso di evento pericoloso, di abbandono della nave e di soccorso ad unità in pericolo. Tra questi ne ricordiamo tre: Direzione della manovra e della navigazione (art. 292 del codice della navigazione).

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Dare l’allarme e coordinare i soccorsi.

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Abbandonare la nave per ultimo, salvando carte e libri di bordo (art. 303 del codice della navigazione).

I superstiti del litorale

in transito lungo la costa di Fiumicino. Nel porto Canale, avvisano, è pericoloso entrare con mare superiore a forza 3 proveniente da Sud ovest-ovest-Nord ovest. La corrente nel canale è normalmente di 2 nodi, ma in situazioni particolari, può essere molto più forte. Ma non basta: occorre porre la massima attenzione alla risacca in prossimità del porto con venti provenienti dal III e IV quadrante superiori a 4 nodi. La sabbia però, così come nel caso di Anzio, sembra essere il pericolo maggiore. Nell’attesa che il nuovo porto della Concordia (un nome che oggi dà i brividi, ndr) sia portato a termine.

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Piloti da 10 e lode: «Le norme sono rigide e tutto avviene in sicurezza» Nei porti di Anzio e Fiumicino il via vai di imbarcazioni è continuo. Ogni giorno dell’anno entrano ed escono diversi tipi di natanti, non solo pescherecci ma anche navi da crociera e petroliere, a Fiumicino, traghetti e aliscafi ad Anzio. Il pericolo è sempre dietro l’angolo, quindi. Certo i fondali del Mare di Roma sono profondamente diversi da quelli dell’isola del Giglio: roccioso quest’ultimo, sabbiosi i primi. Ma è proprio la sabbia a creare i pericoli maggiori, con le imbarcazioni costrette a fare lo slalom tra i banchi per non restare incagliate. «Negli ultimi 18 anni non ci sono stati grossi problemi – spiega Stefano Capitani, pilota del porto di Fiu-

micino – e anche se qualche barca si incagliasse i risultati sarebbero profondamente diversi da quelli accusati dalla Costa Concordia. A Fiumicino, comunque, ogni anno arrivano 130 petroliere e fino a oggi non c’è mai stato nessun problema.

Tutto avviene nel massimo rispetto di regole e norme di navigazione molto rigide. Lo stesso discorso vale anche per le navi da crociera, che passano al di fuori delle piattaforme, quindi a oltre quattro miglia dalla costa. E poi da queste parti non c’è mai stato nessuno inchino». Discorso più complicato ad Anzio, dove il canale d’accesso al porto è da anni alle prese con gravi problemi di insabbiamento, che mettono costantemente in pericolo i natanti che effettuano i collegamenti con le isole pontine. Aliscafi e traghetti si incagliano troppo spesso e negli ultimi anni ci sono state vere e proprie scene di panico, con natanti bloccati a largo del porto. (M.S.)

«Difficile dimenticare»

La paura più grande? «Fosse capitato in un altro momento sarebbe stato complicato ritrovarsi»

Vincenzo Forcina, titolare del Bar del Porto di Anzio, era in crociera con la moglie, i figli ed una nipote sulla Costa Concordia al momento del naufragio

«Per giorni è stato difficile riuscire a dormire. Ho ripensato ogni notte al naufragio della Concordia, ripercorrendo quei momenti. E se non fosse accaduto quando eravano a cena tutti insieme? E se i miei figli e mia moglie, com’è normale in una crociera, si fossero trovati da un’altra parte della nave? Cosa sarebbe accaduto? Quanto avrei aspettato prima di riabbracciarli». Vincenzo Forcina, titolare del Bar del Porto di Anzio, racconta la sua odissea sulla Costa Concordia. Sensazioni, stati d’animo e riflessioni di chi quei momenti, tragici per alcuni e drammatici per altri, li ha vissuti in prima persona. Il racconto di Vincenzo parte dalla cena a bordo della Concordia, poche ore dopo essere saliti a bordo dal porto di Civitavecchia. «Abbiamo sentito la nave frenare - racconta - come se avesse preso un banco di sabbia. E’ volato tutto per aria e noi siamo corsi in cabina a prendere i giubbotti di salvataggio, dirigendoci poi sul ponte, nonostante un voce all’altoparlante dicesse di andare in cabina ed attendere lì perchè c’era un problema tecnico che avrebbero risolto a breve. Una spiegazione che non ha convinto Vincenzo e i suoi familiari, che dopo aver preso i giubbotti si sono precipitati sul ponte non muovendosi più da lì. «Ed è stata la nostra fortuna - ammette - perchè così facendo siamo scesi con la quarta scialuppa. Ed anche quella è stata un’avventura. Scendendo la scialuppa si è incastrata più volte, facendoci sbattere contro la nave, perchè ormai non era più in asse. Il piolta però è stato bravo perchè ha acceso il motore e ha dato gas prima di toccare l’acqua e così siamo riusciti a partire subito, raggiungendo il porto dell’isola del Giglio in pochissimi minuti». Arrivati lì, la sensazione è stata da subito quella di essere in buone mani. «Gli abitanti del Giglio sono stati stupendi - conferma Vincenzo, supportato dalla moglie - ed appena sbarcati addirittura ci hanno chiesto solo di avere un po’ di pazienza, perchè, come hanno detto “ci dovete scusare, ma noi siamo 500 e voi 4mila”. Come dargli torto? Siamo stati in un asilo nell’isola fino alle 3,30 e da lì ci siamo imbarcati per Porto Santo Stefano, da dove con i pulmann ci hanno riportato a casa. Sani e salvi». (C.B.)

L’aliscafo incagliato? Un classico del brivido per Anzio Dev’essere chiaro: niente di neanche lontanamente simile alla tragedia della Costa Concordia è mai avvenuto sul litorale di Anzio e Nettuno, ma i viaggi in mare sono sempre un rischio, e gli occhi vanno tenuti bene aperti. Ad Anzio il pericolo più grande è rappresentato dall’insabbiamento del canale d’accesso al porto, e ne sanno qualcosa i 121 passeggeri dell’aliscafo Vetor che attorno alla metà di giugno del 2010 hanno dovuto fare i conti con l’inca-

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gliamento del mezzo che li stava portando a Ponza per il fine settimana. Doveva essere un weekend di relax alle isole pontine, si è trasformao in un incubo. L’aliscafo è infatti rimasto incagliato su un banco di sabbia all'uscita del porto di Anzio e nonostante il tentativo di traino da parte di un peschereccio, durato ore, senza l’intervento di alcuni sub non sarebbe riuscito a rientrare in porto. Per i passeggeri invece, è stato necessario il tra-

sbordo su gommoni della Capitaneria. E solo un paio di settimane prima, il 27 maggio, un altro aliscafo, di ritorno da Ponza, era rimasto incagliato all'ingresso del porto, nei pressi della bitta verde di entrata, dov’è nota l'esistenza di un banco di sabbia. La dimostrazione che l’attenzione va tenuta sempre alta. La sabbia, in alcuni casi, può essere pericolosa quanto gli scogli. Sta all’esperienza ed alla determinazione del comandante uscirne fuori.

Il destino del Porto della Concordia A pensarci oggi vengono i brividi. A Fiumicino ormai i residenti incrociano le dita, quasi a voler esorcizzare un pensiero che da due settimane balena nella testa di un’intera città. In ansia. Almeno per gioco. Proprio mentre si discute dei vincoli che l’Autorità di Bacino sta per togliere a ridosso del Tevere, il pensiero va al nuovo porto, quello che dai primi istanti, dalla posa della prima pietra, è stato definito il “Porto della Concordia”. Solo che oggi, a pochi giorni di distanza dalla tragedia dell’isola del Giglio, quel nome, lo stesso della nave da crociera Costa affondata, lascia un sapore agrodolce. E riflettendo su ritardi, problemi burocratici e polemiche di vario genere che da circa un anno e mezzo accompagnano la realizzazione dell’opera, un dubbio viene: sarà il caso di ripensarci? Chissà, forse basterà cambiare il nome al bacino per assicurargli un futuro più roseo di quello che è stato il suo recente passato...(C.B.)


Pillole di Nera

30 gennaio 2012

Ostia

Denunciato un falso dentista Avviso ai doloranti: fate attenzione quando andate dal dentista. Eh si, perché potreste trovarvi davanti a un falso medico, come è successo a Ostia. Qui i Carabinieri dei Nas, insieme ai colleghi del Gruppo del Lido, hanno denunciato a piede libero un 46enne romano per esercizio abusivo della professione sanitaria, inosservanza di un provvedimento emesso dall'Autorità e omessa denuncia di detenzione di apparecchio radiografico. L'uomo, seppur odontotecnico e abilitato alla sola fabbricazione dei dispositivi medici prescritti dall'odontoiatra, aveva contatti con i pazienti esercitando illecitamente l'attività di dentista. All'interno dello studio anche un apparecchio radiografico, mai denunciato alla Asl. Sono stati sequestrati l'intero studio medico e le apparecchiature sanitarie, per un valore complessivo di oltre 600mila euro.

La Guardia di Finanza scopre sul litorale 29 irregolarità

I furbetti del distributore Prezzi differenti tra i cartelli e le pompe, apparecchi alterati. Controllati 129 impianti di Gianluca Contiero

L

e pompe di benzina del Mare di Roma sono finite nel mirino della Guardia di Finanza. I prezzi del carburante continuano ad aumentare e i litri che entrano nel serbatoio sono sempre di meno. Qualcosa di strano deve esserci. E così è stato dimostrato dalle Fiamme Gialle, che hanno scoperto 29 casi di irregolarità in tutta la Provincia di Roma. In 17 casi gli inquirenti hanno scoperto l’assenza dei prezzi in carreggiata, cioè la differenza tra i prezzi di vendita esposti al pubblico, sia nella formula servito che nel self service, e quelli effettivamente praticati. In tre casi, invece, i gestori dell’impianto avevano addirittura alterato gli apparecchi di erogazione del carburante. Infine, in nove circostanze è stata riscontrata una differenza tra la giacenza effettiva di benzina e diesel e quella risultante dalla con-

Nettuno

Deruba e pesta un operaio I Carabinieri di Nettuno hanno arrestato un 34enne tunisino per rapina. L’uomo ha preso di mira un operaio napoletano che stava lavorando in via Vittorio Veneto, pieno centro storico, e gli ha rubato il marsupio contenente portafogli, documenti, denaro e due cellulari. L’operaio si è opposto, ma il tunisino ha cercato di fuggire colpendo la vittima con calci e pugni.

tabilità. Insomma, i rincari del Governo sono veri e reali, ma c’è più di qualche benzinaio che prova a fare il furbo. Per questo motivo sono intervenuti gli uomini della Guardia di Finanza, che hanno passato al setaccio ben 124 distributori, da Nettuno a Fiumicino. L’operazione delle Fiamme Gialle, comunque, è

stata portata avanti con un duplice obiettivo: individuare e sanzionare eventuali irregolarità nella distribuzione del carburante; prevenire l’insorgere di condotte fraudolente ai danni degli utenti e degli altri operatori economici coinvolti nel ciclo della benzina. Non si può giocare con la paura della gente.

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Vitinia

Pericoloso latitante in manette I Carabinieri della Compagnia di Ostia hanno arrestato tre vecchie conoscenze. Il primo a finire in manette è stato uno spacciatore 26enne egiziano, fermato mentre vendeva marijuana a un tossicodipendente del luogo. Poi è stata la volta di un 30enne disoccupato del Lido. Il giovane è stato fermato da un addetto alla vigilanza di un supermercato mentre cercava di rubare alcuni generi alimentari, nascondendoli sotto i vestiti. Il ladro però ha reagito con vigore, sferrando calci e pugni al vigilante, prima di essere fermato dai Carabinieri. Infine, è stato il turno di una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: un uomo di 27 anni, rumeno e ricercato dal 2008 perché responsabile di lesioni gravi commesse nel paese d’origine. L’uomo è stato fermato a Vitinia, dove si era rifugiato per evitare cinque anni di carcere.

Tunisino pedante accoltellato dalla sua vecchia fiamma romana Ha impugnato un coltello e ha colpito al collo il suo ex compagno, sfiorando la giugulare. Una lite tra un marocchino di 31 anni e una romana di 40 ha rischiato di trasformarsi in tragedia. Teatro dello scontro i giardini pubblici di piazza Italia, Torvajanica, dove la donna è arrivata portandosi da casa il coltello usato per

l’aggressione. La stessa è stata fermata dai Carabinieri mentre cercava di nascondere l’arma, ancora insanguinata, tra i cespugli dell’area verde. Pochi metri più in là i rappresentanti dell’Arma hanno visto il suo ex compagno disteso a terra, ferito e agonizzante. Subito è partito il piano di soccorso, con il personale del 118 che

prima è intervenuto sul posto e poi ha portato il marocchino all’ospedale Sant’Anna. Qui l’uomo è stato operato d’urgenza per bloccare l’emorragia interna. Alla base della lite, invece, ci sarebbero i continui appostamenti che lo stesso marocchino avrebbe effettuato nei luoghi frequentanti dalla donna.


Turismo

30 gennaio 2012

Acqua &Fuoco

I murales a Falls Road

Il Lagan e i nuovi cantieri

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I pub della ricostruzione

Nella capitale dell’Irlanda del Nord il Titanic tornerà in acqua dopo 100 anni esatti dal naufragio

Belfast, la terra di mezzo tra oceano, fiume e fiordi di Arturo Benetti

B

elfast fa capolino in fondo all’imbuto di sabbia trascinata in mare dal Lagan. E sul mare ha costruito il proprio mito. Beal Feirste, l’attraversamento del banco di sabbia, è il nome gaelico che ha dato origine alla capitale dell’Irlanda del Nord, nata come approdo per le navi vichinghe nel XII secolo e cresciuta tra l’oceano, il fiordo e il fiume fino a raggiungere gli attuali 280mila abitanti. Il gigantesco e modernissimo ponte in ferro che attraversa la foce del Lagan fa da cornice all’ingresso del porto. Sansone e Golia, le gigantesche gru giallo canarino destinate a sollevare container e merci fanno da contraltare ai vecchi cantieri navali in mattoni rossi e con il tetto in piombo. Nel più grande è stato costruito addirittura il Titanic. A 100 anni dal naufragio del transatlantico i cantieri della Harland&Wolff sono stati trasformati in museo. Il Belfast Titanic Center verrà inaugurato il 31 marzo prossimo. Con l’aiuto della moderna tecnologia si potranno ripercorrere le tappe della progettazione, il varo, il viaggio inaugurale, finito in tragedia il 14 aprile

1912, del Titanic. Con tanto di effetti sonori, pavimenti che si muovono e grida al momento del naufragio. Nove le gallerie che raccontano la storia del Titanic e delle gemelle Olympic e Britannic. Le storie, i volti dei protagonisti della vicenda accompagnano i visi-

tatori, dal barbuto comandante della nave, Edward Smith, all’amministratore delegato della Harland&Wolff, Thomas Andrew, che ha scelto di colare a picco con 1.500 passeggeri nell’Atlantico quando si è reso conto degli errori del progetto. Per gli appassionati non manca

il ristorante di prima classe del transatlantico ricostruito in ogni dettaglio, dove si potrà assaggiare il Menù del Titanic. Il museo è costato tre anni di lavori e 97 milioni di sterline. Belfast vuole diventare la capitale del turismo e far dimenticare i Trouble, gli scontri tra

cattolici e protestanti che ne hanno insanguinato le strade dal 1969 fino al 1998. E così ha trasformato in attrazione anche i quartieri un tempo “bollenti”. Falls Road, roccaforte dei cattolici, e Shankill Road, fortino degli orangisti, sono ora visitate dai turisti che ne ammirano i coloratissimi murales, ognuno con i propri eroi: Bobby Sand, morto in carcere 31 anni fa dopo un lunghissimo sciopero della fame, sognando un’Irlanda libera dal dominio britannico, e Oliver Cromwell, simbolo della repressione inglese. La statua in bronzo della Regina Vittoria di fronte al Municipio ricorda chi sia ancora comandare, ma il processo di pace è ormai avviato. Nei pub di Belfast non è più la politica ad animare i dibattiti ma la voglia di ricostruire la città, un tempo leader nella cantieristica navale e nella lavorazione del lino. Le antiche fabbriche sono ora musei, pub, centri commerciali. Il castello medioevale costruito dal normanno John de Courcy, rinato dopo l’incendio del 1708, è tappa obbligata alla scoperta delle radici di Belfast, così come i fortini preistorici lungo le sponde del lago che l’abbraccia e la protegge.


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Redazionale

30 gennaio 2012

Nella struttura di Fiumicino macchinari all’avanguardia e grande professionalità

Addio ai peli superflui con Ondapulsante Pacchetti personalizzati per ogni cliente, con sedute ad hoc e sconti da non perdere

I

n forma, con una pelle da far invidia e senza alcun pelo superfluo. Una cura miracolosa quella che viene proposta dal centro estetico Ondapulsante, in via Tempio della Fortuna, a Fiumicino. Una struttura all’avanguardia, con tutte le caratteristiche per conquistare clienti di ogni genere e età. «L’apparecchiatura presente nel centro spiegano da Ondapulsante - rispetta pienamente le ultime normative di legge per i centri estetici. La particolare flessibilità dell'apparecchiatura permette di impostare i parametri in rapporto alle caratteristiche di cute e peli, rendendo così possibile personalizzare il trattamento secondo le specifiche esigenze e far si che gli effetti collaterali siano pressoché nulli». Non solo, perché il risultato sarà garantito nel tempo. «La fotodepilazione a luce pulsata ad alta intensità continuano - è un sistema sicuro ed efficace per l'eliminazione progressiva e permanente dei peli superflui. Il sistema a luce pulsata, contrariamente all'epilazione laser che ha una sola lunghezza d'onda, sfrutta le emissioni luminose utilizzando uno

Al vostro servizio

spettro più ampio. Questo permette di colpire simultaneamente molti più peli situati a diverse profondità della pelle». Gli amanti della pelle liscia potranno dormire sonni tranquilli, vedendo dei risultati immediati, senza dover fare troppo ricorso alla pazienza. «Sin dalla prima seduta - chiariscono infatti dal centro di Fiumicino - è possibile raggiungere una riduzione significativa dei peli. La luce pulsata

agisce tanto più efficacemente quanto più il pelo è scuro proprio perché "legge" la melanina presente». Ognuno dei clienti però, verrà trattato con la massima cura e con un sistema personalizzato di sedute e di prezzi, perché ogni persona che entrerà nel centro Ondapulsante dovrà sentirsi speciale. «Vi saranno proposte singole sedute - concludono i titolari - oppure pacchetti personalizzati anche su più zone da

trattare con un ulteriore sconto complessivo per il cliente. E’ un’occasione da non perdere! Ondapulsante ha l’idea regalo per voi e per i vostri amici. Venite a trovarci senza impegno e riceverete un simpatico omaggio!». Ondapulsante, via Tempio della Fortuna, 32a, Fiumicino. Per info o prenotazioni è possibile chiamare allo 06. 64000599. Orario: dal lunedì al venerdì 10 – 20, mentre il sabato dalle 10 alle 14.


Cultura

30 gennaio 2012

“Ecologia” è il libro firmato da Grassi e Cavino, ambientalisti del litorale

Natura tra timore e rispetto

N

Come, Gianluca? Sovvertendo forzatamente alcuni suoi elementi, la natura tende a rimetterli in ordine automaticamente. Ed è chiaro che non sta a guardare se un urgano, un alluvione o una frana fanno morti. Gianluca, perché scrivere un libro così? E’ stato come soddisfare l’esigenza di rendere giustizia al percorso fatto. Per realizzarlo ci sono voluti due anni di ricerche in cui abbiamo imparato che l’ecologia è una scien-

za vera e propria. Propositiva e interdisciplinare. Silvia, il rispetto dell’uomo verso la natura è cambiato? Si, nell’antichità c’era timore. Si pensava che offendendo la natura

Come state diffondendo il libro? E’ acquistabile in tutte le librerie d’Italia, su www.ibs.it o contattando direttamente noi all’indirizzo cavinogianluca@email.it.

Children in the World e Oltremente lanciano il progetto. L’Itis di Nettuno è capofila

Le diversità viste dalle nuove generazioni di Lorella Di Carlo

“La diversità. Un valore aggiunto”. Questo il nome del progetto che sarà presentato il prossimo 6 febbraio all’interno dell’istituto tecnico Luigi Trafelli di Nettuno. l’iniziativa è firmata dall’associazione Children in the World

Forte ha la scrittura nel sangue

lei reagisse mandando punizioni. Poi con la rivoluzione industriale l’uomo ha preso man mano coscienza dei propri mezzi fino ad esagerare convincendosi di poter manipolare la natura stessa. E lei ha risposto.

di Marco Ciapetti on è solo questione di mantenere pulito e salubre l’ambiente in cui si vive. E’ questione di cultura, di una scienza che va indietro nel tempo e nello spazio. Il libro di Silvia Grassi e Gianluca Cavino parla proprio di questo: l’ecologia e il rapporto uomo-natura attraverso l’analisi dei quattro elementi, quali acqua, aria, terra e fuoco. “Ecologia. Nuovo viaggio attraverso i quattro elementi” è scritto a quattro mani da due noti ambientalisti del litorale romano, ha ricevuto il sostegno del Centro Unesco di Firenze e sta andando al di là delle più rosee previsioni in fatto di vendite. Il tema evidentemente è di interesse generale.

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ed è realizzata da Oltremente. Il progetto si rivolge agli alunni di tutte le classi di prima e seconda superiore, mentre l’Itis è stato scelto come scuola capofila sul territorio di Anzio e Nettuno. L’idea, inoltre, ha come obiettivi la sensibilizzazione e la promozione dei diritti dell’adolescenza,

del valore dell’amicizia tra persone, come lotta contro il bullismo, e del rispetto delle diversità attraverso i diritti umani. Durante la presentazione del prossimo 6 febbraio, poi, sarà proiettato anche un cortometraggio realizzato dai giovani dei territori comunale di Anzio e Nettuno.

E la visione del filmato fornirà l’occasione per discutere sulle diversità e sui modi di interpretare queste differenze. Infine i ragazzi saranno sottoposti a un questionario che, dopo la valutazione di uno psicologo, costituirà la base della ricerca che sarà presentata a marzo.

di Cinzia Pagliaroli “Milano, anno del Signore 1576. Sono giorni oscuri quelli che sommergono la capitale del Ducato. La peste bubbonica è al suo culmine, il Lazzaretto Maggiore rigurgita di ammalati, i monatti stentano a raccogliere i morti”. Comincia così l’ultimo libro di Franco Forte, nato a Milano nel 1962. Giornalista, traduttore, sceneggiatore, editor delle collane edicola Mondadori e scrittore: “Il segno dell’untore” è solo la sua ultima opera. « Il libro – spiega l’autore – è una sorta di compendio di tutto ciò che ho imparato scrivendo prima thriller (“China Killer” e “La stretta del Pitone”) e poi romanzi storici ( “I Bastioni del coraggio”, “Carthago” e “Roma in fiamme”). E mi pare di aver centrato il bersaglio, perché questo personaggio che ho costruito, il notaio criminale Niccolò Taverna, è davvero affascinante e originale, ve lo posso garantire».


Il Personaggio

30 gennaio 2012

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L’attore sarà sul grande schermo con Ozpetek. Il regista già pensa a “I soliti idioti 2”

Bosca e Lando: il cinema che piace Ti aspettavi questo grande successo? Mi aspettavo che andasse bene, ma sinceramente non immaginavo così tanto, perché oltre ad avere successo in tv è diventato un fenomeno sul web.

In “Gli sfiorati” interpreti un ruolo originale, un grafologo, hai davvero imparato a leggere la scrittura? Mi sono preparato per mesi al ruolo di Mète. Ho studiato tutti i libri di grafologia che mi sono capitati a tiro, è davvero una scienza che studia i comportamenti delle persone, analizzandone il movimento della scrittura. Ho in sospeso un'analisi: l'ho promessa alla mia agente, ma non abbiamo mai il tempo.

di Lorella Di Carlo

G

li occhi più blu del cinema italiano. Versatile interprete che ha compiuto i primi passi nel teatro e dopo il rodaggio televisivo ha cominciato a lavorare anche per il cinema. Ha ottenuto la popolarità con la fortunata serie “Raccontami” in onda su Raiuno nei panni di un benestante saputello. Andrea Bosca ha dato prova delle sue capacità recitative interpretando il toccate ruolo di un ragazzo con disturbi mentali in “Si può fare”, con Claudio Bisio. Presto lo rivedremo nel nuovo film di Ferzan Ozpetek, al cinema da metà marzo, e come protagonista de “Gli sfiorati” dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi. Il 24 febbraio sarà in scena con lo spettacolo “Come vivo acciaio” scritto da lui e tratto da un testo di Beppe Fenoglio. Sebbene tu sia giovanissimo ti muovi tra teatro, tv e cinema, qual è il campo in cui ti trovi meglio e perchè? C'è un ciclo misterioso, nei lavori che mi fanno innamorare. Per quasi sette anni il mio chiodo fisso sono stati la cinepresa e il set. L'impatto con la grande città, con Roma, per me ha significato esprimere tutto ciò in cui mi imbattevo attraverso un'arte che mi era sconosciuta. Ho rincorso un mestiere molto diverso da quello di teatrante, che era ciò per cui mi sono formato. Ad un certo punto, però, tutti gli appunti e i sentimenti che ho accumulato hanno avuto bisogno di essere portati a teatro.

Hai lavorato con molti registi, tra cui Mario Martone nel film dell’anno, “Noi Credevamo”, Luca Lucini… Con Mario, gli studi e il medesimo amore per il teatro ci hanno dato la possibilità di trovare un personaggio forte e disperato. Sono contento che i ragazzi si siano rispecchiati in questi giovani patrioti. Con Lucini mi sono divertito, era il mio primo film al cinema. Luca è un amico e gli devo molto. Non posso dimenticare Giulio Manfredonia. Con "Si Può Fare", ha preso la mia immagine e l'ha trasformata. Mi ha permesso di lavorare senza che mi sentissi giudicato. Presto ti vedremo con Ferzan Ozpetek, ci puoi anticipare qualcosa? Aneddoti? Lavorare con Ferzan è emozionante. Tu pensi di aver capito e lui ricombina la scena. Cambia, trasforma, cucina, rimodella. Un giorno, arrivo sul set e la scena con Elio è completamente cambiata. Mentre mi preparo, mi rendo conto che Ferzan aveva ascoltato, rivisto il mio materiale, trovato la vera corda emotiva di Luca, il mio personaggio. E quindi mi ha servito la possibilità di condividere con Elio un momento speciale. In scena ci siamo emozionati. Reporter, viene distribuito sul litorale romano conosci queste zone? Che rapporto hai con il mare? Sono un uomo di collina. Ma da quando abito a Roma, non appena viene la bella stagione, corro al mare in moto con i miei personaggi. Adoro studiare nei bar sul mare a Capocotta. Trovo un posto tranquillo, apro il copione o un libro e inizio a sognare.

“I

soliti idioti” nasce durante gli anni di gavetta del regista che lo ha portato sul grande schermo. Dietro la fortunata serie, diventata poi un filmn di successo, ci sono quindi i momenti più duri di Enrico Lando, ma anche gli attimi di libera creatività. E poi “I soliti idioti” non rappresenta affatto l’unica di Enrico Lando, che nel Regno Unito è stato già autore di un programma musicale, precursore di "Top of the pops", nel quale lanciava band emergenti. Anche questo in breve tempo è diventato il punto di riferimento per le case discografiche e per il pubblico. Così in attesa di una quarta serie e di un secondo film de "I soliti idioti" Reporter lo ha incontrato per carpirne i segreti. Come nascono i Soliti Idioti? L'idea è nata da una mia intuizione quando sono tornato da Londra dove ho vissuto otto anni. L’idea era quella di fare una satira sociale e non politica, come si fa in Italia. Tra la puntata pilota e la messa in onda della prima serie, nel 2009, sono passati due anni. Bigio e Francesco Mandelli sono stati scritturati fin da subito. Lo spunto è arrivato da "I mostri" di Gassman e Tognazi, con l'idea di far emergere le cattive abitudini degli italiani, creando nuovi personaggi e usando trucco speciale per permettere allo spettatore di ripsecchiarsi e immedesimarsi con loro.

Ti sei formato a Londra, dove sei stato autore di un programma di successo, com'è stata quell'esperienza a News Music Tv? Ho sempre voluto fare questo lavoro ma con grande frustrazione ho studiato Economia e Commercio, consapevole del fatto che per imparare questo mestiere Londra fosse il posto giusto. Così dopo gli studi mi sono trasferito. L'idea mi è venuta realizzando un programma televisivo di video musicali di ogni genere provenienti da tutto il mondo, dalla Cina al Giappone. Itv, terza rete inglese, ci ha dato mezz'ora di messa in onda, che seppur all'una e mezzo di notte registrava 50mila visualizzazioni tanto che, Tower Records storico ritrovo per appassionati che si trovava a Piccadilly Circus, lo trasmetteva in vetrina 24 ore su 24. In New Music Tv è stato aggiunto un presentatore, Marc Almond, ed eravamo diventati l'unico riferimento del mondo della musica. Mi sono divertito tantissimo. Annunciare il passaggio televisivo di un gruppo senza etichetta voleva dire che nel giro di due settimane quel gruppo avrebbe firmato un contratto discografico. Il format è stato venduto in 48 paesi ma non in Italia dove non è stato capito. Su cosa stai lavorando attualmente? In attesa della realizzazione del secondo film de "I soliti idioti" sto scrivendo un lungometraggio. Ancora oggi ricevo complimenti per "It's a goat's life", un cortometraggio di 23 minuti che ha avuto un gradissimo successo di critica, fatto di storie surreali e grottesche, girato vicino ad Oxford e ambientato in Irlanda nel quale racconto la storia d'amore tra un ragazzo e una capra. Reporter il nostro giornale viene distribuito sul litorale romano Conosci queste zone che rapporto hai con il mare? Il mare mi manca tantissimo, a gennaio andrò in vacanza sul litorale. (L.D.C.)


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Economia

30 gennaio 2012

Nel Lazio nel solo 2011 sono state più di 1.200 le attività fallite

La classifica

Chiudono tre imprese al giorno

Saracinesche abbassate

L’analisi, realizzata da Cribis D&B, fa emergere le difficoltà economiche delle aziende regionali. Sta peggio solo la Lombardia. Mosca bianca la Valle d’Aosta

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di Francesco Pastoressa (francesco.pastoressa@reporternews.it)

L

a crisi c’è, inutile nasconderlo. E sarebbe impossibile di fronte ai dati che quotidianamente emergono. L’ultimo in ordine di tempo mette il Lazio sul banco degli imputati. «Con 1.215 casi, il Lazio è la seconda regione per numero di fallimenti nel 2011, con oltre tre chiusure al giorno da gennaio a dicembre». È quanto emerge dall'Analisi dei fallimenti in Italia realizzata da Cribis D&B, società del Gruppo Crif specializzata nella business information, che registra «una vera e propria esplosione negli ultimi due anni». Numeri da far perdere la bussola a chi giorno dopo giorno tenta di portare avanti la carretta in attesa di tempi migliori. Ogni giorno, per tutto

Lombardia 2613 2 Lazio 1.215 3 Veneto 1.122 4 campania 1.008

l’anno, tre imprese della regione sono state costrette ad abbassare le saracinesche e dichiarare fallimento. Da brividi. Secondo l'osservatorio di Cribis D&B, «solo la Lombardia (addirittura 2.613 casi nel solo 2011) supera il Lazio nella classifica delle regioni per numero di fallimenti. Seguono Veneto (1.122 fallimenti), Campania (1.008), Emilia Romagna (899), Toscana (857), Piemonte (843) e Sicilia (601). In coda alla classifica troviamo la Valle d'Aosta con solo 9 fallimenti». Ma a dare nell’occhio, ancor più che il numero delle attività fallite nel corso dell’anno, è l’aumento in percentuale dei fallimenti rispetto agli anni precedenti. Un incremento esponenziale che ha lasciato senza parole. «Il numero di fallimenti nel Lazio ha segnato un vero e proprio boom. Nel-

l'anno appena trascorso si è assistito ad un aumento del +21,2% di serrande abbassate rispetto al 2010 e addirittura del +39% rispetto al 2009. Si è passati infatti dagli 872 casi del 2009 ai 1.002 del 2010, fino ai 1.215 del 2011». I settori maggiormente in difficoltà? sono quelli più bersagliati dalla congiuntura economica: primi tra tutti, l'edi-

lizia e il commercio. Nel dettaglio, costruzione di edifici, commercio all'ingrosso di beni durevoli, installatori, servizi commerciali, commercio all'ingrosso di beni non durevoli. Non resta che stringere i denti e andare avanti, sperando che il futuro riservi qualche sorpresa. E che per una volta sia una piacevole sorpresa.

5 Emilia romagna 899 6 Toscana 857 7 Piemonte 843 8 Sicilia 601 9 Puglia 396 10 Valle d’Aosta 9


Curiosità dal mondo

30 gennaio 2012

California

Australia

Multa al tassista casual

Auto rubata sul tetto

Un tassista di Adelaide, Australia, è stato multato per 1.500 dollari perché indossava i jeans mentre guidava il taxi. A Forozandeh è stato contestato l’abbigliamento informale. La legge impone eleganza.

A Fresno, California, un’auto rubata è finita sul tetto di una casa. Dopo aver toccato un marciapiede, si è alzata in aria e ha colpito un muretto che l’ha catapultata su un albero. All’altezza del tetto di casa.

A Rio la festa più sfarzosa. In Messico maschere in contatto con l’aldilà

A Carnevale ogni scherzo vale E succede in tutto il mondo

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Brevi dall’Europa

Londra I rifiuti eccellenti alla Regina Anche Hitchcock ha detto di no Dire no a sua Maestà la Regina è possibile. A testimoniarlo ci sono le onorificenze rispedite al mittente. Negli ultimi 40 anni sono stati ben 250 gli artisti che hanno rifiutato il titolo di lord, baronetto e cavaliere, lasciando di stucco Buckingham Palace. La Bbc, invocando la legge sulla libertà d’informazione, è entrata in possesso dell’elenco. Tra i rifiuti eccellenti a Elisabetta II ci sono Alfred Hitchcock, l’attore Trevor Howard, lo scrittore C.S. Lewis, autore di “Le cronache di Narnia” e il cantante David Bowie. Caso opposto, invece, quello di sir Fred Goodwin, ex amministratore delegato della Royal Bank of Scotland, che si trova al centro di una campagna per la restituzione del titolo dopo le polemiche sollevate dal suo lavoro.

Strasburgo La Giornata Europea dei Giusti per ricordare gli eroi dagli alti valori

di Cinzia Pagliaroli

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a sempre, fin dalla notte dei tempi in cui affonda le sue radici, il Carnevale è la festa delle feste, traboccante di emozioni e sensazioni vissute a tempo di musica. Questo è il periodo dell’anno in cui, a ogni essere umano è consentito “esagerare”! Ovunque si festeggi, tra usanze e rituali diversi, l’allegria e il divertimento la fanno da padroni. Nei primi del Novecento, un politico brasiliano affermava che nella sua terra solo due cose erano ben organizzate: «Il disordine e il Carnevale», e a oggi bisogna riconoscere a questa terra, soprattutto agli abitanti di Rio de Janeiro, il merito di aver creato uno dei carnevali più tipici e più sfarzosi del mondo, per la bellezza dei suoi festeggiamenti. I diversi quartieri della città, “i blocos” sono rappresentati da oltre 100 gruppi di persone con usi e tradizioni diverse, ognuno con i propri costumi a tema e le proprie ballerine, che a tempo

di samba ballano per tutta la notte. Rimanendo nel tema notturno e senza andare molto lontano da noi, un carnevale sicuramente singolare lo festeggiano in Svizzera gli abitanti di Basilea. Nella notte di Carnevale, la sveglia alle 4 del mattino è data da un urlo che introduce un corteo di maschere grottesche che sfilano per le strade alla luce di lanterne, mentre tutta l’illuminazione pubblica è spenta. Durante il Fasnacht, così si chiama questa strana usanza, tutti i bar e ristoranti della città rimangono aperti fino al mattino per servire la “melhsuppe”, la tradizionale zuppa di farina. E poi tutti normalmente al lavoro, anche se solo per mezza giornata, perché dopo i tantissimi gruppi mascherati partecipano al corteo pomeridiano che si svolge per le vie della città. Altro celebre Carnevale è quello di Nizza. Qui oltre le classiche sfilate di carri e di maschere, sono celebri le battaglie di fiori, con bellissime donne in costume che lanciano dagli 80 ai

100mila fiori sul pubblico. Altra singolare manifestazione è il Carnevale Internazionale di Mazatlèn, in Messico. Anticamente le maschere potevano essere indossate solo da sacerdoti e stregoni, perché rappresentavano creature superiori dai poteri soprannaturali, oggi invece è una manifestazione con cui comunicare sentimenti d’allegria e tristezza, di paura e rispetto. Sono eletti uno o più “cargueros”, che insieme alle proprie mogli penseranno a organizzare la festa. Sarà loro compito raccogliere i soldi, provvedere agli addobbi della chiesa, dai fiori ai ceri, e pensare alle cose da mangiare e da bere per tutti gli invitati. Importantissimi sono gli spettacoli pirotecnici, con i razzi che devono essere rigorosamente lanciati di giorno, per scoprire quanto arrivino in alto e sentire il rumore che fanno poiché, secondo la tradizione messicana, questo risveglia i santi e fa si questi che esaudiscano le preghiere a loro rivolte.

Il 6 marzo potrebbe diventare la Giornata Europea dei Giusti. All’interno del parlamento di Strasburgo, infatti, è stata presentata la proposta per la commemorazione di tutti coloro che, nel corso della storia, si sono opposti, e ancora si oppongono, con coraggio ai crimini contro l’umanità e ai totalitarismi. La data è stata scelta come omaggio a Moshe Bejski, presidente della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, l’ente nazionale israeliano per la memoria della Shoa, scomparso il 6 marzo del 2007.

Edimburgo Scozia pronta a lasciare il Regno Unito. Nel 2014 il referendum Edimburgo vuole l’indipendenza dalla Gran Bretagna. Ad annunciarlo, con tanto di piano referendario già pronto, è stato Alex Salmond, Primo Ministro del Governo autonomo scozzese. L’idea è quella di indire la consultazione popolare per l’autunno del 2014, a dispetto delle pressioni del Premier inglese David Cameron che vorrebbe la tornata elettorale molto prima. Questo il quesito che apparirà sulla scheda: «Siete d’accordo che la Scozia dovrebbe essere un paese indipendente?».

Bucarest All’asta il tesoro di Ceausescu Lo yak di Mao Tse Tung il pezzo forte Il tesoro di Nicolae Ceausescu finisce all’asta. Si tratta di decine e decine di oggetti appartenuti all’ex dittatore rumeno giustiziato il giorno di Natale del 1989 insieme alla moglie Elena. L’asta si è svolta il 26 gennaio, giorno in cui è nato l’ex segretario del Partito Comunista, che se ancora vivo avrebbe compiuto 94 anni. L’asta è stata ribattezzata Golden Age (Età dell’Oro), in riferimento al tentativo del regime di dipingere un paese in pieno sviluppo, quando in realtà era vittima di carestie e persecuzioni da parte della Polizia segreta. A battere lo yak in bronzo donato da Mao Tse Tung, medaglie, manifesti, foto e bandiere è stata la casa d’asta Artmark.


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Cucina

30 gennaio 2012

A Carnevale dilaga la moda delle maschere disegnate dai bambini e cucinate dai genitori

A tavola travestimenti e menù tutti da scoprire

Oltre ai piatti tradizionali del Mare di Roma, da gustare ci sono anche i sapori d’oltreoceano, come i coxinhas e i cururù de camarao di Paola Bernieri

I

l Carnevale è la festa dedicata ai bambini per eccellenza. Maschere, feste, appuntamenti in piazza coriandoli e striscioline attraggono soprattutto i più piccoli. A tavola, però, il discorso cambia e la tradizione chiama in causa anche gli adulti, soprattutto coloro che sono golosi di carne e dolci. La parola Carnevale, infatti, deriva dal latino “carnem levare”, è cioè togliere la carne Ma non dai menù ser-

viti sulle tavole del Mare di Roma, anzi. Secondo la tradizione culinaria dell’appuntamento, infatti, il periodo di Carnevale è quello in cui ogni pietanza vale, i giorni in cui ci si può concedere qualunque trasgressione culinaria, in contrapposizione ai giorni magri della Quaresima. Che arrivano subito dopo e che rappresentano momenti di sacrifici. Durante le feste di Carnevale, quindi, la

tradizione impone di mangiare carne, soprattutto quella di maiale. Al punto anche i tradizionali dolci – frappe, castagnole, cicerchia e ravioli fritti – vanno fritti nella sugna. Andando

oltre la tradizione del Belpaese e del litorale, comunque, ci sono piatti tutti da scoprire e da gustare. Pietanze che arrivano direttamente dal Brasile, dove il Carnevale è un vero appuntamento istituzionale, e che stanno conquistando sempre di più la cucina locale. Tra questi ci sono i coxinhas, crocchette di pollo a base di uova, latte, burro e cipolla; i carurù de camarao, gamberi ai gombo e noccioline americane; la feijoada, uno stufato di fagioli neri con salsicce, costine di maiale e lonza; i papos de anjo, una sorta di plumcake a base di uova, zucchero ed estratto di vaniglia. La vera moda del Carnevale 2012, però, è quella di realizzare delle maschere da mangiare insieme a piccoli protagonisti della festa. E così un esercito di mamme e papà stanno già creando forme carnevalesche su cartoncino per ricavarne degli stampi con i quali realizzare delle vere e proprie prelibatezze. Dolci tutti da gustare mentre si indossa la maschera del proprio eroe preferito.


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Quindicinale di attualità, cronaca, economia, turismo e cultura Autorizzazione del Tribunale di Velletri n° 7/08 del 25 febbraio 2008

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