technical partner
www.redbullcliffdiving.com
“Adoro questo sport perché ti regala sensazioni ineguagliabili. Lo sport più puro sulla terra. Lì sopra sei tu da solo e l’unica cosa su cui puoi fare affidamento sono la tua forza fisica e mentale. Sono stato conquistato da quell’inebriante sensazione che si prova durante il volo”. Steven LoBue, USA, 3^ classificato Red Bull Cliff Diving World Series 2012
“Vincere nuovamente il titolo è stata un’emozione incredibile, soprattutto perchè ti ritrovi a competere con i migliori tuffatori del mondo”.
“La World Series è molto più che una semplice gara di tuffi estremi. Devi essere in grado di scalare scogliere, attraversare foreste, guadare fiumi; devi fare tutte queste cose folli, che è anche ciò che rende questo sport così unico e speciale”. David Colturi, USA, 5^ classificato Red Bull Cliff Diving World Series 2012
Gary Hunt, UK, Vincitore Red Bull Cliff Diving World Series 2010, 2011 e 2012
“Proprio come in ogni altro sport, c’è un evento speciale che ogni atleta desidera vincere. È una questione di prestigio; per i tuffatori da grandi altezze la World Series rappresenta l’apice nel nostro sport”. Orlando Duque, COL, 2^ classificato Red Bull Cliff Diving World Series 2012
L’UOMO SFIDA LA FORZA DI GRAVITÀ
Nessuna protezione e attrezzatura
Velocità in caduta libera di 85 km/h in costume da bagno
Un’altezza tre volte quella dei tuffi olimpici
Tuffi acrobatici eseguiti da
27 incredibili metri di altezza in 3 secondi di volo mozzafiato
Nel 2013 i migliori tuffatori
da grandi altezze
del pianeta si lanceranno da una scogliera non troppo distante da voi.
1
Introduzione I tuffi da grandi altezze sono lo sport estremo più puro della terra. Dieci tra i migliori tuffatori al mondo, più un massimo di quattro wildcard per ciascuna tappa, si lanceranno da una scogliera a 27 metri di altezza, senza alcuna protezione, contando solo sulla concentrazione, sull’abilità e sul controllo fisico. A tutto questo aggiungeranno evoluzioni e avvitamenti adrenalinici prima di scomparire sotto il pelo dell’acqua appena tre secondi dopo. All’apice delle competizioni di tuffi da grandi altezze, l’edizione 2013 della Red Bull Cliff Diving World Series sarà ancora una volta la piattaforma di lancio per tuffi mozzafiato e al limite dell’incredibile, e porterà alla ribalta i migliori atleti e i giovani nuovi talenti di questo sport. Arrivata alla sua quinta stagione, il vincitore assoluto del titolo della World Series verrà decretato al termine di otto esaltanti gare, disputate tra maggio e ottobre in giro per Europa, Asia, Nord e Sud America.
2
UNA STRAORDINARIA CADUTA LIBERA A
KM/H SFIDANDO OGNI LEGGE DI GRAVITÀ
3
Calendario
Red Bull Cliff Diving World Series 2013 intorno al globo 6 UK Sud del Galles
Pembrokeshire | St. David’s
13-14 SETTEMBRE
5 USA Boston
Istituto di Arte Contemporanea
24-25 AGOSTO
8 THAILANDIA Provincia di Krabi varie location
21-26 OTTOBRE 7 BRASILE Nitéroi, Rio Spiaggia di Icaraí
4
27-28 SETTEMBRE
1 FRANCIA La Rochelle Torre di Saint Nicolas
24-25 MAGGIO
2 DANIMARCA Copenhagen Teatro dell’Opera
21-22 GIUGNO
4 ITALIA Malcesine Castello Scaligero
13-14 LUGLIO
3 PORTOGALLO Azzorre, S. Miguel Vila Franca do Campo
28-29 GIUGNO
5
Rassegna
La storia del cliff diving & della Red Bull Cliff Diving World Series
INDIETRO NEL TEMPO Fu da una roccia vulcanica che,
nel tardo 1700, l’ultimo sovrano indipendente dell’isola hawaiana di Maui, il Re Kahekili, eseguì un salto. Il re era solito usare il cliff diving come tecnica d’iniziazione per i suoi guerrieri. Kahekili li obbligava a imitare le sue gesta lanciandosi dalle scogliere come segno della propria lealtà. Da allora, il sito del “Salto di Kahekili” è considerata la terra d’origine del grandioso sport del cliff diving. “Mana” e “pono”, potenza ed equilibrio: sono gli antichi principi hawaiani che costituiscono l’essenza del lele kawa, ovvero “l’arte di tuffarsi da alte scogliere”, da quando questo sport è nato nel lontano XVIII secolo sulle coste dell’isola nel cuore delle acque cristalline del Pacifico – principi che sono stati tramandati nel tempo ed oggi sono requisiti indispensabili per lo sport dei tuffi estremi. Nonostante la sua antica tradizione, la disciplina dei tuffi da altezze di 27 metri, l’equivalente di un palazzo di otto piani, è rimasta per lungo tempo nell’ombra fino al debutto di una serie di competizioni, nel maggio 2009, che ha visto la partecipazione dei migliori tuffatori estremi al mondo. Qualcosa che da allora ha rivoluzionato i confini di questo sport e lasciato a bocca aperta mezzo milione di spettatori in ogni angolo del pianeta. Ogni anno, nelle prime quattro stagioni della World Series, un gruppo selezionato di high diver provenienti da dieci diversi paesi, con un’età compresa tra i 23 e 46 anni di età, si è sfidato in 28 tappe.
2009 Otto gare che hanno fatto tappa in
otto paesi, circa 300 tuffi e 7.488 metri in caduta libera alla velocità di 85 km/h in tre secondi di volo mozzafiato – la Red Bull Cliff Diving World Series 2009 ed una ristretta schiera composta dai migliori tuffatori estremi al mondo hanno dato un nuovo degno riconoscimento al cliff diving e rivoluzionato i confini di questo sport. Prima di allora, nessun atleta aveva mai osato lanciarsi da scogliere alte 26 metri in otto gare di fila. Tra maggio e settembre, la serie si è svolta nelle cornici di La Rochelle (FRA), Rotterdam (NED), Dubrovnik (CRO), Polignano a Mare (ITA), Antalya (TUR), Amburgo (GER), Sisikon (SUI) e Atene (GRE). Potenza fisica, pura estetica sulla piattaforma e tensione vibrante tra il pubblico: la tradizionale disciplina del cliff diving si è tuffata in una nuova era. Dopo il quarto posto conquistato nella finale di Atene del 20 settembre, il nove volte campione del mondo, il colombiano Orlando Duque si è aggiudicato la vittoria della serie in una gara al fotofinish.
66
RISULTATI FINALI 2009 1 Orlando Duque COL 2 Gary Hunt GBR 3 Artem Silchenko RUS
2010 Alla sua seconda stagione, la Red
127 127 111
Bull Cliff Diving World Series ha compiuto uno straordinario passo in avanti ed ha accompagnato i suoi protagonisti in sei gare che hanno toccato le coste dell’Europa – La Rochelle (FRA), Kragerø (NOR), Polignano a Mare (ITA), Sisikon (SUI) – e quelle dell’America Centrale – Yucatán (MEX) – per poi approdare nelle Hawaii (USA), la terra d’origine di questo sport, in occasione della sfida finale. Dopo aver percorso in lungo e largo oltre 32.000 km, essere saliti su quasi 200 voli e aver distribuito 17263.45 punti, l’edizione 2010 della Red Bull Cliff Diving World Series ha messo in scena il suo spettacolo finale il 12 settembre nella splendida cornice delle cascate naturali di Kawainui, sulla “Grande Isola” delle
Hawaii. Una competizione adrenalinica, durante la quale il campione in carica, Orlando Duque, ha conquistato la sua prima vittoria della stagione, ma ha dovuto comunque cedere il titolo a Gary Hunt: il protagonista della stagione, tuffatore da grandi altezze da soli tre anni, è riuscito ad aggiudicarsi quattro vittorie su sei, rubando lo scettro alla Colombia per portarlo in Inghilterra. La seconda stagione ha anche apportato alcune modifiche nel format della competizione e nella stessa disciplina: nuovi tuffi, una dose extra di difficoltà, massima concentrazione e una chiara minaccia al trono con l’arrivo di una nuova e ambiziosa generazione di high diver. RISULTATI FINALI 2010 1 Gary Hunt GBR 2 Orlando Duque COL 3 Artem Silchenko RUS
109 94 80
2011
Tra marzo e settembre, la Red Bull Cliff Diving World Series è salpata dalla remota Isola di Rapa Nui (Cile) facendo rotta verso le cose dell’America centrale (Messico) e settentrionale (USA) e poi di ritorno in Europa (Grecia, Francia, Italia, Ucraina). La terza stagione ha visto tre diversi vincitori avvicendarsi nelle sette impegnative tappe, con la partecipazione di tre rookie e di numerose altre sorprese lungo il tragitto: un’evacuazione per un rischio tsunami sull’Isola di Pasqua, l’infortunio ad aprile del due volte campione del mondo Orlando Duque, forti raffiche di vento fino a 80 km/h che il giorno della gara hanno flagellato le coste francesi, un fulmine caduto a Boston che ha interrotto il primo round, e un grandioso finale di stagione disputato sulle rive del Mar Nero, dove il “brilliant Brit” Gary Hunt è riuscito a difendere il suo titolo di campione. Durante la favolosa fase conclusiva della Red Bull Cliff Diving World Series 2011, che ha avuto luogo nella penisola di Crimea, l’atleta russo Artem Silchenko ha infranto un suo record personale nonché quello della World Series ricevendo tre 10 pieni per un tuffo e più di 500 punti totali. RISULTATI FINALI 2011 1 Gary Hunt GBR 2 Artem Silchenko RUS 3 Michal Navratil CZE
125 91 77
2012 A tre anni dal suo debutto, la World
Series è ufficialmente all’apice delle competizioni di tuffi da grandi altezze. Nel 2012 questo campionato, unico nel suo genere, ha offerto ancora una volta la piattaforma di lancio ai tuffi più mirabolanti e vertiginosi al mondo, in sette tappe, tra giugno e settembre, toccando le coste di Europa, Nord America e Medio Oriente. Undici atleti hanno gareggiato in una sfida testa a testa per la conquista del prestigioso titolo di campione ed hanno portato lo spirito del cliff diving in ogni angolo del pianeta. La resa dei conti, disputata nel Sultanato dell’Oman, è stata una battaglia fino all’ultimissimo tuffo. Gary Hunt aveva appena stabilito il punteggio più alto della giornata con 173.25 punti e tutta la pressione era su Orlando Duque, che ha avuto l’onore di eseguire l’ultimo tuffo della stagione a Wadi Shab. Non appena il colombiano ha toccato la superficie dell’acqua, è stato chiaro che il coefficiente di difficoltà più elevato aveva ripagato gli sforzi del britannico, con i giudici che hanno assegnato ai due rivali lo stesso numero di punti, decretando per la terza volta Gary Hunt re della World Series. Con circa 300 tuffi, sette diversi atleti saliti sul podio e quattro vincitori immersi in paesaggi unici e remoti, tra cornici naturali ed urbane, questa quarta stagione è stata la più spettacolare mai vista fino ad ora.
RISULTATI FINALI 2012 1 Gary Hunt GBR 2 Orlando Duque COL 3 Steven LoBue USA
860 840 740
7
Fascino
INEBRIANTE Cos’è il cliff diving?
Da un lato, si tratta di semplici numeri: 27 metri, tre secondi di caduta libera ad una velocità di almeno 85 km/h. Dall’altro lato, si tratta di pura emozione dal fascino unico che si sta velocemente diffondendo in tutto il globo. Mettete insieme tutti questi elementi e il risultato saranno mirabolanti tuffi estremi, ovvero l’equivalente di una caduta libera da un palazzo di otto piani, sfrecciando nell’aria ad una velocità superiore a quella di una macchina sportiva, con l’aggiunta di avvitamenti e salti mortali, per poi frenare di colpo a meno di cinque metri dall’arrivo, riemergendo dall’acqua con grande nonchalance senza alcuna ferita o lesione. Travolgente e affascinante. L’altezza di una competizione della World Series può oscillare tra i 26,5 m e i 28 m, al semplice scopo di consentire agli atleti di eseguire tuffi con un coefficiente maggiore di difficoltà durante il loro tre secondi di volo. Molti dei tuffi eseguiti dall’élite del cliff diving sarebbero difficili da effettuare da una piattaforma di 25 metri di altezza, mentre al di sopra dei 27 metri l’impatto aumenta in maniera esponenziale. Gary Hunt, tre volte campione della World Series, lo definisce “il compromesso che abbiamo trovato tra un’altezza adeguata da cui poter eseguire molti dei salti mortali e avvitamenti e un punto in cui i nostri corpi possono sopportare l’impatto con l’acqua.” Il paragone di Orlando Duque (COL) chiarisce ancora di più le cose: “Se con la macchina vai a 85 km/h, per fare due metri non ci metti niente, a farne cinque non ci metti niente, persino a farne 10 ci metti un attimo. Quindi se salissimo a 35 metri, guadagneremmo appena 0,3 secondi e non è che sia poi così tanto tempo per eseguire le nostre acrobazie. Inoltre, l’impatto con l’acqua
8
sarebbe più violento. Anche se potessimo andare più in alto, non aggiungerebbe molto al tuffo, se non un rischio maggiore per gli atleti. Credo che abbiamo raggiunto il giusto livello in cui c’è ancora una buona dose di rischio, ma che in qualche modo riusciamo a controllare”. Dopo aver accelerato passando da 0 a 85 km/h in tre secondi, l’impatto con l’acqua arresta il corpo dell’atleta in circa un secondo di tempo. “Per il nove volte campione del mondo Duque si tratta di una “decelerazione estrema. Per fermarti hai a disposizione uno o mezzo secondo. Durante l’ingresso in acqua il corpo è sottoposto ad un’elevata forza di attrito ed ogni volta provi dolore, anche quando esegui un tuffo eccellente, solo che lo avverti soltanto molto più tardi. È un po’ come uno scontro automobilistico da cui riesci a scamparla”. Tuttavia, prima di “scamparla” c’è la parte acrobatica ed estetica della caduta libera e tutto ha inizio con il lancio da una stretta striscia di superficie antiscivolo a 27 metri sopra l’acqua – una mossa sbagliata e il resto del tuffo sarà compromesso. “La velocità deve essere perfetta, il salto deve essere perfetto. Bisogna essere fortissimi di testa, tenere sotto controllo la paura e il corpo,” ammette l’esperto di cliff diving Joey Zuber. Per il russo Artem Silchenko questo è “il momento della tua vita. Sei lì sopra e devi essere pronto”. Pronto a fare un tuffo con avvitamento, una delle acrobazie più complesse del cliff diving. L’esecuzione di più torsioni durante un tuffo ne aumenta il Coefficiente di Difficoltà. E i migliori atleti riescono ad effettuare fino a quattro avvitamenti al secondo. “Ti
lanci con le braccia protese in fuori come un pattinatore sul ghiaccio e poi il corpo diventa completamente teso formando una perfetta linea lunga, retta, con dita dei piedi perfettamente distese. Una volta che il corpo si distacca dalla piattaforma assumendo la posizione tesa, scendi giù molto, molto velocemente,” spiega il 24enne David Colturi, che, a quanto si dice, è uno dei più veloci nei tuffi con avvitamento nella scena del cliff diving. L’obiettivo di ogni tuffo è la perfezione e la pulizia, per questo motivo quando scompaiono nell’acqua, gli atleti devono rompere la superficie cercando di sollevare meno schizzi possibili ed entrare con una verticale perfetta rispetto all’acqua. La tecnica che lo rende possibile si chiama barani; senza dubbio la fase più importante del tuffo oltre al lancio. Questo perfetto meccanismo di controllo consente agli atleti di entrare in acqua in maniera sicura e fondamentalmente si tratta di un salto mortale con rotazione in avanti e mezzo avvitamento. È utilizzato nel cliff diving in contrapposizione ad un tradizionale tuffo da 10 metri in cui l’atleta entra in acqua di testa. Vorticando nell’aria a velocità elevate e ad altezze paragonabili a quelle di un palazzo di otto piani è estremamente facile perdere l’orientamento, ma il barani offre ai diver la possibilità di piegarsi all’altezza dell’addome regalando al
tuffatore la vista migliore dell’acqua. È il momento in cui l’atleta ha la possibilità di controllare il tuffo prima dell’entrata in acqua. Il cliff diving è senza dubbio uno degli sport più puri sulla terra ed esercita un certo fascino su chi lo pratica e sugli stessi spettatori. Per il 38enne Duque gran parte di questo fascino sta nell’impatto: “Quello che accade al di sopra dell’acqua è estremamente veloce, poi senti un forte schianto e improvvisamente sei sotto il pelo dell’acqua dove tutto è così silenzioso. E tutto quello che riesci a sentire sono le bolle d’acqua intorno a te. L’impatto, l’adrenalina, tutto ciò che accade al tuo corpo è come un’intensa scarica elettrica che ti pervade. Questo contrasto tra la paura durante il salto nella fase di volo, la velocità e poi l’ingresso in acqua è ciò che ci riempie di felicità. Ed è anche ciò che appassiona sempre di più noi diver.” Coloro che si sono avvicinati a questo sport solo di recente sono stati contagiati dal virus del cliff diving molto velocemente, come conferma il rookie dell’edizione 2011, Steven LoBue: “Adoro questo sport perché ti regala sensazioni ineguagliabili. Lo sport più puro sulla terra. Lì sopra sei da solo e l’unica cosa su cui puoi fare affidamento sono la tua forza fisica e mentale. Sono stato conquistato da quell’inebriante sensazione che si prova durante il volo”.
9
world series
Dati principali La Red Bull Cliff Diving World Series non è mai stata così giovane come in questa sua quinta stagione. L’età media dei partecipanti, infatti, è di soli 27,9 anni - la più bassa di sempre – e ciò promette un altro anno di rapide evoluzioni e novità per uno degli sport più emozionanti al mondo. Nuove regole, nuovi tuffatori ed eccitanti innovazioni. Scoprite i dettagli della World Series nelle pagine seguenti e tuffatevi nella stagione 2013.
Qualificazioni Otto tuffi in cui coordinare tecnica e virtuosismo acrobatico alla ricerca del tuffo perfetto e del miglior punteggio assegnato dai giudici – 13 atleti provenienti da 9 diverse nazioni hanno avuto la fortuna di essere selezionati per competere nella Red Bull Cliff Diving World Series 2013. La line-up iniziale per le qualifiche 2013 è stata confermata dopo aver esaminato vari video e dopo un’attenta analisi delle performance passate. Oltre ai sei diver che parteciperanno di diritto grazie ai risultati della World Series 2012, altri sette atleti hanno superato le selezioni e ricevuto un biglietto per le qualifiche che si sono disputate in Australia. Dopo un’incredibile ed estenuante gara di qualifica agli inizi di febbraio, il giovane messicano Jonathan Paredes, insieme a Michal Navratil (CZE), Blake Aldridge (UK) e i rookie Anatoliy Shabotenko (UKR) e Matt Cowen (UK), si sono aggiudicati un posto per la nuova stagione. I migliori cinque tuffatori della classifica generale al termine della World Series 2013 più coloro per cui verrà applicato il regolamento in caso di infortunio potranno accedere di diritto alla stagione 2014 della World Series. La prima gara di qualifica si è disputata nel 2011. Fino ad oggi otto rookie si sono guadagnati la possibilità di dimostrare il proprio talento.
10
Standard elevati Da una semplice passione individuale, i tuffi da grandi altezze sono diventati una disciplina universalmente riconosciuta. “Per i nuovi diver riuscire ad entrare nella serie sta diventando un’esperienza sempre più importante, perché è una questione di prestigio, nel nostro sport significa essere arrivati al top. Proprio come in ogni altro sport c’è quell’evento speciale a cui tutti vogliono partecipare e vincere. E questo rappresenta l’evento che ogni tuffatore da grandi altezze vuole vincere. Non perché finirai in TV o sulle riviste, no. Dopo che avrai vinto questa competizione, tutti quanti in questo sport sapranno chi sei”, spiega Orlando Duque. Nelle 28 gare disputate tra il 2009 e 2012, gli atleti hanno portato questa disciplina a livelli così elevati che l’americano Greg Louganis – quattro volte medaglia d’oro alle Olimpiadi e considerato il più grande tuffatore di tutti i tempi – per il cliff diving prevede un futuro ancora più brillante: “La Serie ha standardizzato questa disciplina sportiva. L’altezza è sempre tra i 26,5 m e 28 m; c’è un coefficiente di difficoltà fisso ed un ottimo team di giudici. Credo che ci siano buone possibilità che il cliff diving diventi uno sport olimpico.” La Red Bull Cliff Diving World Series punta a garantire standard qualitativi che siano i più alti possibili per questo sport, con la partecipazione dei più grandi fuoriclasse del pianeta e di giovani astri nascenti, offrendo loro una piattaforma da cui spiccare salti incredibili ed esprimere la loro passione all’infinito.
Atleti All’apice delle competizioni di tuffi da grandi altezze, la World Series 2013 porterà ancora una volta alla ribalta dieci fuoriclasse di questo sport provenienti da sette diverse nazioni e con un’età compresa tra i 23 e 38 anni di età, nonché fino a quattro wildcard in ciascuna tappa del tour. Giunti alla quinta stagione, il campione finale verrà deciso durante otto avvincenti tappe. E per la prima volta nella storia del Red Bull Cliff Diving, durante la tappa di Malcesine ci saranno anche sei tuffatrici, provenienti da quattro paesi, a contendersi il titolo. Location Dopo la partenza alla fine di maggio in Francia, la serie salperà verso nord sulle coste della Danimarca per poi virare ancora una volta verso il suolo portoghese dopo l’elettrizzante gara della scorsa stagione, un mese più tardi. Tra la tappa in Italia, in programma a luglio, e quella del Regno Unito, a settembre, l’élite del cliff diving attraverserà l’Oceano Atlantico per atterrare negli Stati Uniti. Mentre si avvicina la data del gran finale di stagione, il paese più grande del Sud America si preparerà ad ospitare la penultima tappa, garantendo una sfida appassionata da altezze che superano di quasi tre volte quelle delle gare olimpiche. Per la resa dei conti, la Red Bull Cliff Diving World Series cambierà di nuovo emisfero e per la prima volta atterrerà nel sud dell’Asia. I meravigliosi paesaggi della Thailandia faranno da sfondo all’incoronazione del campione della World Series 2013, dopo una competizione fuori dal comune in programma per ottobre.
11
world series Format dell’evento ~ Una competizione consiste in quattro tuffi: due tuffi obbligatori con un CD limitato (3.8) e due tuffi liberi. I tuffi obbligatori e liberi dovranno essere alternati durante ogni competizione. ~ Due giornate di competizione. ~ Il primo round stabilisce la classifica per le sfide testa a testa. ~ Due round di testa a testa: un tuffo obbligatorio e uno libero. ~ Round finale: Nel caso la competizione preveda la partecipazione di 14 tuffatori, sette vincitori e un ripescato eseguono un tuffo libero con ordine di partenza inverso. ~ Il vincitore è l’atleta con il punteggio complessivo più alto sommando i 4 tuffi
Giuria Ogni tuffo verrà valutato da un panel di cinque giudici internazionali che terranno conto di: Salto Posizione in aria Entrata in acqua Ciascun giudice attribuirà a ogni tuffo un punteggio da 0 a 10 con incrementi di mezzo punto.
12
Giudici 1 presidente di giuria e 4 giudici per ciascuna competizione selezionati da un team di 13 membri Claudio de Miro (ITA) Presidente di giuria, ex membro della squadra italiana tuffatori Andrey Ignatenko (UKR) Vincitore della prima competizione della Red Bull Cliff Diving World Series a La Rochelle, FRA, nel 2009, 4^ posto nella classifica finale dello stesso anno Anke Piper (GER) 3 volte campionessa europea da 10 metri Dmitri Sautin (RUS) 2 volte Oro ai Giochi Olimpici, 5 volte Campione del Mondo, 12 volte Campione Europeo, ha vinto più medaglie di qualsiasi altro tuffatore olimpico Greg Louganis (USA) 4 volte Oro ai Giochi Olimpici, 5 volte Campione del Mondo, 6 volte vincitore dei Pan American Games, il tuffatore più famoso di tutti i tempi Jeff Arbon (GBR) Ha partecipato ai Giochi Olimpici di Seoul 1988 Julian Llinas (ESP) Giudice FINA, ha fatto parte del panel di giudici in tre edizioni dei Giochi Olimpici Ken Grove (AU(S)-T) Due volte atleta olimpionico per AUS e AUT, primo istruttore di tuffi da grandi altezze di Orlando Duque Marion Reiff (AUT) Ha partecipato ai Giochi Olimpici di Sydney 2000 e Atene 2004 Renato Rosi (ITA) Ex membro della squadra italiana di tuffatori Sara Massenz (ITA) Ex membro della squadra italiana di tuffatrici Slava Polyeshchuk (UKR) Ex cliff diver, 4^ posto nella classifica finale della Red Bull Cliff Diving World Series 2011 Steve Foley (AUS) Tre volte campione olimpionico (1976, 1980, 1984), primo tuffatore australiano ad arrivare alle finali sia delle gare da trampolino che dalla piattaforma ai Giochi Olimpici (1984). Tonio Martinez (MEX) Giudice FINA, organizzatore dal 2007 di competizioni di tuffi da grandi altezze in Messico (Chiapas e Acapulco), e di eventi di high diving in tutto il mondo dal 1988 (sostituto presidente di giuria)
Punteggi Calcolo del punteggio complessivo di ciascuna competizione: ~ Cinque punteggi assegnati da cinque giudici. ~ Il punteggio più alto e più basso vengono scartati. ~ I tre punteggi rimanenti vengono sommati. ~ Questa somma viene moltiplicata per il coefficiente di difficoltà di ciascun tuffo. ~ I punteggi dei 4 round vengono cumulati per calcolare il risultato finale della competizione. ~ Punti per la classifica della World Series verranno attribuiti dal 1^ al 14^ posto (incluse le wildcard). ~ Il vincitore di ogni singola tappa del tour è il tuffatore che ha conseguito il punteggio complessivo più alto di quella tappa. Calcolo del punteggio complessivo della Serie: I punti ottenuti in ciascuna competizione vengono sommati. I migliori 7 risultati conseguiti da ciascun atleta conteranno ai fini della classifica generale della Red Bull Cliff Diving World Series.
PUNTI PER COMPETIZIONE 1^ 200 8^ 50 2^ 160 9^ 40 3^ 130 10^ 30 4^ 110 11^ 20 5^ 90 12^ 10 6^ 70 13^ 9 7^ 60 14^ 8 SISTEMA DI ESCLUSIONE PUNTI I tuffatori possono escludere il loro peggior risultato nelle otto gare. Il vincitore della Red Bull Cliff Diving World Series 2013 sarà l’atleta con il punteggio complessivo più alto al termine di tutte le gare, potendo cancellare il peggior risultato.
NOVITÀ 2013 ~ I l Coefficiente di Difficoltà (CD) per un tuffo obbligatorio è stato aumentato a 3.8 (da 3.6). I ~ tuffi obbligatori e liberi dovranno alternarsi ad ogni competizione. I ~ l sistema di esclusione punti consente ai tuffatori di eliminare il loro peggior risultato in una singola competizione da un totale di otto gare.
Perché il CD di un tuffo obbligatorio è stato aumentato da 3.6 a 3.8?
“Questo cambiamento pone un po’ più di enfasi sul controllo e sull’estetica rispetto ai tuffi più semplici. Con un CD leggermente più alto, un tuffo obbligatorio eseguito in maniera perfetta per il tuffatore significa anche un punteggio maggiore. Di conseguenza, l’importanza di un tuffo obbligatorio aumenta e rende la competizione ancora più ardua in quanto l’attenzione non è più tutta sui tuffi liberi con un CD più alto.“ Niki Stajkovic, direttore sportivo
“La differenza sta nel fatto che, se il tuffatore commette un errore, questa nuova regola fa sì che diventi più difficile annullare il distacco con coloro che hanno eseguito un buon tuffo.” Claudio de Miro, presidente di giuria
13
Dati Tecnici
Caduta libera
Altezze
1sec.
Altezza massima della Red Bull Cliff Diving World Series:
28m
Altezza minima della Red Bull Cliff Diving World Series:
26.5m
Competizioni generali maschili:
20-28m Competizioni generali femminili:
2 sec.
2-3G
Forze fisiche
18-23m
Tuffi olimpici:
10m
Impatto Profondità minima dell’acqua:
14
5m
3 sec.
nove volte più violento di quello di un tuffo da una piattaforma di 10 metri Velocità in entrata
85-90 km/h
Piattaforma di lancio
Deve essere una tavola dalla struttura stabile – lunghezza minima: 1,5 metri; larghezza minima: 0,75 metri; la montatura di supporto della piattaforma dovrà sporgere almeno di 2 metri rispetto alla linea verticale di lancio; impermeabile
Rischi Il rischio più grande si corre durante l’immersione, quando alcune parti del corpo sono già esposte ad un’assoluta decelerazione e altre invece, sopra la superficie dell’acqua, mantengono ancora velocità impressionanti. A questo punto, è assolutamente necessaria la massima tensione fisica. Subito dopo essere entrati a contatto con l’acqua, l’atleta dovrà immergersi energicamente in profondità per evitare la compressione o la contorsione di alcune parti del corpo a causa della durezza dell’acqua. Tuttavia i rischi maggiori possono essere esclusi grazie alla tecnica ed esperienza degli atleti. Un atterraggio di pancia da simili altezze può essere paragonato ad un violento atterraggio su una lastra di cemento da 13 metri. Questo spiega anche perché questo esclusivo sport estremo è rappresentato solo da circa tre o quattro dozzine di atleti in tutto il mondo. In generale, tuffarsi da altezze superiori ai 28 metri non porta grandi vantaggi in termini di tempo, a causa della rapida accelerazione del corpo; tuttavia, il rischio di infortuni aumenta in maniera spropositata.
Soccorso subacqueo/paramedicI In posizione di stand-by accanto al punto di lancio, tre sommozzatori nel punto di atterraggio. Ambulanza in stand-by.
Corpo, Mente e Paura
NIENTE RISCHIO, NIENTE Preparazione fisica e mentale
La forma fisica è un requisito fondamentale, la prontezza mentale aiuta ad eseguire il lancio, mentre la paura ti salva la vita – oltre ad una tecnica perfetta, il cliff diving richiede che questi tre requisiti essenziali riescano a superare la barriera concreta della piattaforma per godersi in pieno il tuffo. Entrare nell’area riservata agli atleti durante una tappa della World Series per alcuni di noi è come addentrarsi in un mondo esotico e sconosciuto. Corpi tonici e abbronzati, addominali scolpiti in abbondanza, e tutti con indosso null’altro che un costume. Questi uomini sono allenati e forti, ciò è più che ovvio, e alcuni sono veramente rilassati mentre altri appaiono un tantino più tesi. Manca meno di un’ora alla competizione e la maggior parte di loro inizia a muoversi, sgranchirsi le gambe, fare stretching, eseguire salti oscillando al contempo le braccia. Un bello spettacolo, ma è anche un posto in cui generalmente i visitatori non sono ammessi: un microcosmo riservato ai soli atleti. Cuffie nelle orecchie, musica ad altissimo volume e sguardo assorto; è un’atmosfera di massima concentrazione. La loro mente sembra distaccata dal corpo, immersa in qualcosa che li scuote con un brivido lungo la schiena, che afferra loro lo stomaco e che ora batte come un martello nelle loro teste: la paura. Questi atleti hanno alle spalle molti anni di allenamento, intere giornate trascorse in piscina e in palestra, e centinaia di partecipazioni a gare di tuffi. La loro mente è abituata a sopportare situazioni eccezionali, ha una capacità decisamente superiore alla media di rimanere concentrata e focalizzata, e lasciare il resto del mondo fuori dalla loro testa. “Il cliff diving è uno
16
sport così estremo che richiede una massiccia dose di forza mentale e coraggio. Sono convinto che là fuori ci siano migliaia di tuffatori da piattaforma dotati di grande talento e preparazione fisica che potrebbero avere davvero buone possibilità di riuscire in questo sport, ma quando ti lanci da 28 metri di altezza è tutta un’altra storia; devi inoltre essere sicuro di possedere la giusta fiducia in te stesso e che riuscirai ad affrontare le conseguenze di essere un cliff diver,” ha commentato David Colturi, rookie nella stagione 2012. Durante la sua prima stagione, il 24enne americano ha osservato attentamente ed assorbito come una spugna tutto quello che c’era da imparare dai pesi massimi di questo sport. “Non conta quanto il tuo corpo sia allenato, non riuscirai a tuffarti da 27 metri di altezza senza avere una mente concentrata,” il commento di Artem Silchenko è lapidario ma eloquente e quando il nove volte campione del mondo Orlando Duque ribadisce lo stesso concetto, diventa chiaro a tutti: “L’elemento principale che contraddistingue un bravo cliff diver è ovviamente la conoscenza inappuntabile della tecnica; per questo motivo è necessario dedicare moltissimo tempo ai tuffi, imparare la giusta tecnica per poi alla fine lanciarsi da 27 metri di altezza. Ma l’aspetto mentale è fondamentale; per me la forza mentale è l’elemento più importante, perché devi essere in grado di mettere a fuoco quello che devi fare se vuoi eseguire un buon tuffo, e la tecnica non basta. E non basta neanche la follia o l’incoscienza. Devi possedere una grande forza mentale”. Da queste parole impariamo quindi che la preparazione fisica è un requisito fondamentale nel cliff diving, ma anche inutile se la mente non dà il suo contribuito al tuffo. Solo chi possiede menti simili sarà in grado di godersi il volo in caduta libera.
La prova che dimostra con quanta facilità un normale tuffatore riesca ad adattarsi al cliff diving è data da Steven LoBue, un atleta che affronta con successo qualunque ambiente. Dopo aver partecipato alla stagione 2011 in qualità di rookie, l’atleta americano si è ritrovato a partecipare alle qualifiche dopo il suo primo anno per poi concludere la stagione 2012 al 3^ posto nella classifica generale: “Quando si tratta di superare la paura, non sono mai spaventato quando sono sulla piattaforma. Avrò sempre un po’ di paura, ma la cosa fondamentale è riuscire a tenere questa paura sotto controllo; avere troppa paura è pericoloso, e avere troppa poca paura è altrettanto pericoloso. Quindi devi trovare un giusto equilibrio, ed è stato proprio questo il problema durante il mio anno come rookie. Non avevo afferrato bene a che livello fosse la mia paura. La scorsa stagione credo di aver fatto un buon lavoro nell’allenamento mentale, imparando a tenere a bada la paura, mi sono allenato molto di più, ma senza perdermi il divertimento”. È assodato che questi uomini sono in un’ottima forma fisica, hanno fatto bene i “compiti a casa” e approfondito le loro tecniche, ma quando si tratta di saltare da una piattaforma montata ad altezze
vertiginose, puoi veramente farcela solo mostrando un gran fegato e il giusto atteggiamento mentale. Il diver francese Cyrille Oumedjkane, in questo sport da 12 anni, pare abbia trovato la giusta formula: “C’è sicuramente bisogno di una lunga preparazione fisica, ma per diventare un perfetto cliff diver devi essere una persona mentalmente forte. Prima di tuffarti non puoi sentirti sicuro al 99 o al 99,5%, devi esserlo al 100%. Il 70% dipende dalla testa, il resto dal corpo. La testa gioca la parte decisiva”. La paura si affronta e si supera con la testa, spiega il campione in carica della World Series, Gary Hunt: “Il mio segreto per superare la paura è provare ad immaginare la sensazione che ti pervade dopo aver eseguito un tuffo impeccabile. È quella emozione di sentirsi “al settimo cielo” che mi tiene legato al mondo dei tuffi”. La paura è un fattore onnipresente in questo sport estremo di origini antiche. Basato sul rispetto assoluto. Rispetto per l’altezza, il rischio e l’impatto. Ogni atleta sa bene che si tratta di uno sport che richiede piena concentrazione e pieno controllo fisico. E ogni volta devono affrontare e gestire queste emozioni sempre da capo.
17
Atleti
La World Series 2013 vedrà la partecipazione di dieci atleti top che si sfideranno durante le otto tappe previste, con l’aggiunta di fino a quattro wildcard per ciascuna tappa.
Anatoliy Shabotenko UKR Artem Silchenko RUS Blake Aldridge UK David Colturi USA Gary Hunt UK Jonathan ParedeS MEX Matt Cowen UK Michal Navratil CZE Orlando Duque COL Steven LoBue USA 18
SHABOTENKO
ANATOLIY
Aveva cinque possibilità a disposizione e le ha usate tutte. Anatoliy Shabotenko è stata la wildcard dell’anno nella stagione 2012. Invitato a partecipare a cinque tappe su sette, l’ucraino ha terminato tutte e cinque le gare piazzandosi tra i finalisti e le ultime due al quarto posto. Durante la stagione, questo 24enne ha collezionato più punti di altri tuffatori ufficiali della World Series e questo gli ha permesso di finire l’anno in settima posizione nella classifica generale. Ha mantenuto i nervi saldi durante l’estenuante competizione di qualifica disputata in Australia e ha fatto centro, qualificandosi per la sua prima stagione tra i fuoriclasse del cliff diving.
“È una sensazione fantastica! Ero pronto per questo momento. Ora dovrò vedermela con dei super campioni. Cercherò naturalmente di aumentare il mio CD, perché nella Serie i tuffatori hanno CD di 6.0 e se intendi combattere per la conquista del titolo finale devi aumentare la difficoltà dei tuffi”.
Nazione rappresentata Ucraina Data di nascita 10 Maggio 1989 Altezza/Peso 1,73 m / 75 kg Città di residenza Shenzhen, Cina Professione Artista, showman Ha iniziato a praticare il cliff diving nel 2011 Luogo preferito per il cliff diving Azzorre, Portogallo; Marmeeting, Italia Tuffo preferito Salto mortale in avanti Successi Sportivi • 2013 4^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series a Cattai (AUS) • 2012 7^ nella classifica generale Red Bull Cliff Diving World Series (Wildcard) • 2011 2^ nell’European Cliff Diving Championship, Svizzera
19
ARTEM
SILCHENKO
Atleti
“Voglio sempre vincere perché sono uno sportivo professionista e per di più russo”. Artem Silchenko è famoso per la sua formidabile tecnica di tuffatore e la sua motivazione costante. Nel 2012, però, non è riuscito a raggiungere il suo obiettivo e, a parte due vittorie, non è riuscito a salire sul podio. Nei risultati della classifica generale 2012, il 29enne è stato escluso dai top 3, in parte a causa dei suoi due ottavi posti all’inizio della stagione, durante la quale ha imparato e perfezionato il suo nuovo tuffo con entrata “cieca”. Essendo l’unico atleta della serie ad eseguire una verticale e un’entrata cieca, nasce la domanda se è vero che i russi non abbiano paura di nulla. La leggenda racconta che siano capaci di uccidere gli orsi a mani nude e mettere in fuga i lupi famelici, ma chissà... la storia di Artem Silchenko è un po’ più ricostruibile. Nato nel sud-est della Russia, vive in Cina da sei anni dove ha iniziato a praticare il cliff diving. Nel corso degli anni, questo russo dal carattere taciturno, è diventato uno dei fuoriclasse di questa disciplina, vincendo i campionati all’età di soli 22 anni. Quando non è impegnato a viaggiare per il mondo e a spiccare salti estremi dalle scogliere, si prende cura di sua moglie, ex nuotatrice di sincro, e della loro bambina.
“Uno o due secondi prima del tuffo, il mio corpo è ancora sulla piattaforma ma il mio cervello è già in volo”.
20
Nazione rappresentata Russia Data di nascita 3 febbraio 1984 Altezza/Peso 1,81 m / 80 kg Città di residenza Voronezh Professione Istruttore Ha iniziato a praticare il cliff diving nel 2004 Luogo preferito per il cliff diving Yucatan (MEX) Tutto preferito Tuffo in volo in avanti Successi Sportivi • 2012 Vincitore della tappa delle Azzorre (POR) e di Inis Mor (IRL) durante la Red Bull Cliff Diving World Series • 2011 Vincitore Real Diving, Chiapas (MEX) • 2006 Campione del Mondo Classifiche generali Red Bull Cliff Diving World Series • 2012 4^ classificato • 2011 2^ classificato • 2010 e 2009 3^ classificato
ALDRIDGE
BLAKE
Dopo aver superato le qualifiche per la World Series 2012 – è arrivato secondo – il finalista dei Giochi Olimpici 2008 di Pechino, Blake Aldridge, ha messo a punto un nuovo tuffo altrettanto difficile quanto il triple quad di Gary Hunt, con un CD pari a 6.3, e lo ha aggiunto al suo repertorio di tuffi nella tappa di Boston, USA. La decisione di compiere questo passo azzardato forse non gli ha portato i punti necessari a qualificarsi automaticamente alla stagione successiva, ma di certo ha contribuito ad accrescere la sua reputazione di high-diver temerario. Un atleta estremamente competitivo, l’ex campione del mondo di tuffi britannico ha eseguito il suo primo tuffo da 27 metri di altezza nel giugno 2011 durante la tappa della Red Bull Cliff Diving World Series disputata a La Rochelle, Francia, e da allora non ha mai smesso di puntare in alto. Tuttavia, nel suo anno da rookie, l’atleta 30ennne si è procurato, durante la prima tappa, una grave lesione ai muscoli adduttori e il suo miglior risultato è stato un sesto posto conquistato nella gara delle Isole delle Azzorre. Essere riuscito a qualificarsi per la stagione 2013 della World Series per l’inglese significa un’altra enorme chance di realizzare finalmente il suo desiderio di salire almeno su un podio.
“Non sto più nella pelle. Sono così felice. Sono nella serie per un altro anno! Sapevo che avrei dovuto dare il meglio di me altrimenti non avrei mai ottenuto questo posto. Per questo motivo ero molto nervoso, ma ancora una volta mi sono ricomposto e sono riuscito a fare una buona prova“.
Nazione rappresentata Gran Bretagna Soprannome Blakey Boy Data di nascita 4 agosto 1982 Altezza/Peso 1,70 m/ 65 kg Città di residenza Londra Professione Tuffatore Olimpico Ha iniziato a praticare il cliff diving nel 2009 Luogo preferito per il cliff diving Locarno, Svizzera Tutto preferito Verticale all’indietro con 2 salti mortali e ½ e tre avvitamenti Successi Sportivi • 3 volte medaglia d’oro internazionale • Ex campione del mondo • 2012 2^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series di Cattai (AUS) • 2011 6^ nella Red Bull Cliff Diving World Series di La Rochelle (FRA, wildcard) • 2009 e 2010 campione europeo • 2008 finalista olimpico
21
DAVID
COLTURI
Atleti
Ha catturato per la prima volta l’attenzione della scena del cliff diving nella tappa di Boston del 2011, quando ha debuttato nella competizione con pochissimo preavviso; subito dopo è stato selezionato per la gara di qualificazione, è atterrato in Australia e ha ottenuto un 10 pieno da parte dei giudici per il suo tuffo preferito, il doppio salto mortale all’indietro con quattro avvitamenti, che gli ha permesso di vincere la gara. Il diver 24enne, nonché l’atleta più giovane tra la schiera degli atleti partecipanti alla serie di competizioni più rispettata di questo sport, non si è limitato solo a catturare l’attenzione degli spettatori con le sue performance da 27 metri di altezza durante la sua prima stagione nel cliff diving. Dopo un debutto un po’ fiacco nella stagione 2012, l’ex campione statunitense dei tuffi da piattaforma di 10 metri ha trovato velocemente il suo posto tra il gruppo di fuoriclasse, conquistando il suo primo podio nella gara di casa: ”Trovarmi a Boston con la mia famiglia e ottenere il mio primo podio è stata un’esperienza davvero fantastica, non sarebbe potuta andare meglio. Avrò sempre un bellissimo ricordo di Boston, a cui ha fatto poi seguito un altro podio conquistato nella finale di Oman, è andato tutto secondo i mie sogni!” Solo da tre anni in questo sport e già un potenziale campione - David Colturi sa come rimanere al centro dell’attenzione.
“La World Series è molto più che una semplice gara di tuffi estremi. Devi essere in grado di scalare scogliere, attraversare foreste e fiumi; devi fare cose davvero folli che non penseresti mai di fare”. 22
Nazione rappresentata USA Data di nascita 30 aprile 1989 Altezza/Peso 1,73 m / 70 kg Città di residenza Ann Arbor, Michigan Professione Tecnico di Laboratorio, Istruttore di tuffi Ha iniziato a praticare il cliff diving nel 2010 Luogo preferito per il cliff diving Wadi Shab (OMN) Tutto preferito Doppio salto mortale all’indietro con quattro avvitamenti Successi Sportivi • 2012 3^ nella Red Bull Cliff Diving World Series di Boston (USA) & Wadi Shab (OMN) • 2012 Vincitore della gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series di Cattai (AUS) • 2011 Vincitore International High Diving Competition a Liuzhou, Cina Classifiche generali Red Bull Cliff Diving World Series • 2012 5^ classificato
HUNT
GARY
Il tuffo più difficile dell’intera categoria, un punteggio altissimo di 173.25 punti e una piccola dose di fortuna, hanno fatto sì che Gary Hunt venisse incoronato re della World Series per la terza volta consecutiva. Dopo una stagione in cui si è beccato la varicella, per la prima volta dal suo debutto nella Red Bull Cliff Diving World Series nel 2009, ha mancato il podio per due gare e Orlando Duque è stato in testa alla classifica generale per gran parte dell’anno. Da quando il predecessore colombiano gli ha passato lo scettro, dopo una gloriosa stagione 2010, nel 2011 la pressione non si è certo allentata quando Gary ha vinto quattro gare consecutive assicurandosi così la seconda vittoria nella World Series ancor prima della tappa finale in Ucraina – il 28enne ha chiarito ogni dubbio in merito alla sua leadership tra i fuoriclasse di questo sport. Il residente parigino è il tuffatore più innovatore all’interno della Serie. Ha sempre in mente un nuovo tuffo che diventa la sua arma segreta contro i fuoriclasse del tuffo estremo. Nel 2009 ha eseguito per primo il Triple Quad e in 12 mesi ha tentato un tuffo con uno stacco in corsa. Un altro anello nella catena che collega il campione olimpico con i tuffi da grandi altezze. Per il 2013 prepariamoci ad assistere a qualche originale novità da parte del “brilliant Brit”!
”Vincere nuovamente il titolo è stata un’emozione incredibile, soprattutto perchè ti ritrovi a competere con i migliori diver del mondo”.
Nazione rappresentata Gran Bretagna Data di nascita 11 giugno 1984 Altezza/Peso 1,75 m / 68 kg Città di residenza Parigi Professione Cliff diver Ha iniziato a praticare il cliff diving nel 2006 Luogo preferito per il cliff diving Yucatan (MEX) Tutto preferito Salto mortale e mezzo indietro carpiato da 10 metri Successi sportivi • Vincitore Red Bull Cliff Diving World Series 2010, 2011 & 2012 • Vincitore di 13 tappe nella Red Bull Cliff Diving World Series ad oggi • 2009 Vincitore High Diving World Cup • 2006 3^ ai Commonwealth Games tuffo sincro da piattaforma di 10m
23
PAREDES
JONATHAN
Atleti
È stato la grande rivelazione dell’edizione 2011 della Red Bull Cliff Diving World Series: pochi giorni prima del suo 22simo compleanno, la wildcard messicana era quasi riuscito a salire sul podio della gara di Malcesine, Italia. Il giorno prima era atterrato sbattendo sull’osso sacro, ma il giorno della gara ha dato prova di tutta la sua energia e talento. Le sue doti sono state confermate anche durante la sua unica apparizione nella World Series 2012, in occasione della quale ha conquistato il sesto posto nella gara di Boston. Per il tuffatore messicano Jonathan Paredes tornare in Australia, dove nel 2012 aveva perso tutto, non è stata una sfida non di poco conto. Tuttavia avendo accumulato maggiori esperienze e acquisito più sicurezza, il più giovane tra i partecipanti alle qualifiche ha ottenuto il punteggio più alto e non ha neanche dovuto giocarsi la carta del coefficiente di difficoltà del più alto. Giudici, esperti e compagni di gara concordano tutti sul fatto che Jonathan Paredes sia uno dei più grandi talenti apparsi sulla scena dei tuffi da grandi altezze negli ultimi anni.
“Mi sento al settimo cielo! Non avrei mai creduto che accadesse. Ho pensato, ‘okay, riuscirò a passare le qualifiche’ ma non a vincere. Sono pronto per l’intera Serie; e non solo per il quinto o sesto posto, punto a conquistare di più!”
24
Nazione rappresentata Messico Data di nascita 14 agosto 1989 Altezza/Peso 1,66 m / 64 kg Città di residenza Città del Messico Professione Cliff diver professionista Ha iniziato a praticare il cliff diving nel 2011 Luogo preferito per il cliff diving Salitre mágico in Bogotá, Colombia Tutto preferito Doppio avvitamento e mezzo Successi sportivi • 2013 vincitore della gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series di Cattai (AUS) • 2012 6^ nella Red Bull Cliff Diving World Series di Boston (USA, wildcard) • 2011 4^ nella Red Bull Cliff Diving World Series di Malcesine (ITA, wildcard) • 2011 7^ nella Red Bull Cliff Diving World Series di Yucatán (MEX) e a Boston (USA)
COWEN
MATT
Lo scorso settembre è arrivato nella contea gallese di Pembrokeshire per assistere alla sesta tappa della Red Bull Cliff Diving World Series e per rivedere alcuni dei suoi ex compagni di gara. Dopo una breve presentazione con il direttore sportivo e il giudice di gara, Matt Cowen ha avuto la possibilità di dimostrare la sua abilità saltando da un’altezza di 27 metri. Il 25enne è stato immediatamente invitato a partecipare come wildcard nella competizione della giornata successiva ed è stato selezionato per la gara di qualifica 2013. Tutto quello che voleva conquistare nella terra dei canguri era l’esperienza, ed è quello che ha ottenuto! Dal 10^ posto, dopo avere eseguito ben sette tuffi, nell’ultimo round è stato catapultato alla quinta posizione, avendo imparato ogni giorno nuovi tuffi. L’uomo originario di Leeds ha dimostrato di possedere nervi d’acciaio!
“Sono venuto qui per fare esperienza e… detto fatto. È così irreale! Non credevo che sarebbe accaduto davvero. Ma ero vicino al podio, mancavano solo pochi tuffi, e alla fine sono riuscito a fare centro”.
Nazione rappresentata Gran Bretagna Data di nascita 10 giugno 1988 Altezza/Peso 1,80 m /71 kg Città di residenza Leeds Professione Istruttore di tuffi, high diver/stuntman Ha iniziato a praticare il cliff diving nel 2005 Luogo preferito per il cliff diving Palm Mar Tenerife, Spagna Tutto preferito Doppio salto carpiato all’indietro con avvitamento 360° Successi sportivi • 2013 5^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series di Cattai (AUS) • 2012 14^ nella Red Bull Cliff Diving World Series di Pembrokeshire, Galles (Wildcard) • Medaglia ai Junior International e vincitore medaglia nella nazionale senior standard all’età di 16 anni • Primo tuffo estremo da 27 metri eseguito all’età di 17 anni
25
MICHAL
NAVRATIL
Atleti
Passato dall’essere il rivale più accanito di Gary Hunt e Artem Silchenko con quattro podi nella terza stagione, alla conquista di un terzo posto nella gara di apertura del 2010 in Francia, fino a mancare la qualificazione automatica posizionandosi sesto nella classifica generale nel 2012, senza dubbio quella dello scorso anno non è stata la stagione migliore per Michael Navratil. Di conseguenza, il 28enne ha dovuto partecipare di nuovo alle qualifiche, dopo la prima volta del 2011, dando prova di un’esibizione energica e guidando la classifica fino all’ultimo round. Dopo otto tuffi, solo 1.05 punti di distacco hanno aggiudicato il primo posto a favore dell’astro nascente messicano Jonathan Paredes. Tuttavia, l’atleta ceco è apparso più che contento di essere riuscito a qualificarsi per la sua quinta stagione nella World Series. Famoso per il suo carattere estroverso, “Supratil” non sta più nella pelle e aspetta con ansia la tappa di debutto di La Rochelle e di esibirsi davanti ad una folla di 70.000 irriducibili spettatori che lo incoraggeranno a spingere i propri limiti all’estremo. È molto probabile che eseguirà Superman, il suo tuffo leggendario, in cambio delle urla e grida di incoraggiamento da parte della folla!
“Le qualificazioni sono state estenuanti perché un solo errore può costarti il posto tra i top 5. Ho ottenuto dei buoni voti e non ho fatto errori fatali. È stato solo all’ultimo tuffo che sono stato battuto da Jonathan per un solo punto. Non vedo l’ora che la stagione abbia inizio!”. 26
Nazione rappresentata Repubblica Ceca Soprannome Supratil Data di nascita 5 giugno 1985 Altezza/Peso 1,84 m /85 kg Città di residenza Praga, Repubblica Ceca Professione Stuntman, high diver sulla nave da crociera “Royal Caribbean” Ha iniziato a praticare il cliff diving nel 2003 Luogo preferito per il cliff diving Polignano a Mare, Italia Tutto preferito Backflip con tuffo ad angelo e il tuffo “Superman”, 2 salti mortali all’indietro Successi Sportivi • 2012 3^ nella Red Bull Cliff Diving World Series in Corsica (FRA) • 2011 Vincitore Marmeeting • 2011 e 2012 Vincitore High Diving World Cup • 2009 3^ nella Red Bull Cliff Diving World Series di Amburgo (GER)
DUQUE
ORLANDO
“Onestamente, quello che volevo era solo non mettermi troppo in ridicolo e vedere se ero ancora in grado di tuffarmi. Tornare dopo la lunga pausa e vincere alla mia prima competizione è stato incredibile”. Orlando Duque è tornato nella serie dopo un grave infortunio alla caviglia per vincere la gara di apertura della stagione 2012 in Corsica, Francia, rimanendo in testa alla classifica generale per quasi l’intera stagione. È arrivato alla tappa finale nel sultanato di Oman nelle vesti di leader della classifica ed ha avuto l’onore di eseguire l’ultimo tuffo della stagione. Dopo una competizione logorante, solo 1.85 punti di distacco hanno strappato lo scettro dalle mani del colombiano. Ancora una volta il campione 38enne ha mancato il titolo della serie, di cui è stato il primo vincitore nel 2009. Con una carriera costellata da nove titoli mondiali, un titolo nella World Series e due Guinness World Record, questo campione ha dimostrato doti straordinarie guadagnandosi negli ultimi 15 anni una posizione speciale all’interno della scena dei tuffi estremi. L’atleta mancino è un perfezionista con una passione irriducibile, e lo scorso anno ha lasciato la piattaforma con una promessa: aumentare il suo coefficiente di difficoltà.
“La costanza è molto importante e l’unico modo per essere costanti è allenarsi duramente. I diver che riescono a migliorare sono quelli che hanno dedicato molto tempo all’allenamento e che approfittano di ogni momento per allenarsi. Certo, è difficile perché ad ogni tuffo eseguito da 27 metri di altezza il dolore aumenta, ma è qualcosa che non puoi evitare al tuo corpo. Non c’è altro modo. Non esiste una formula magica”.
Nazione rappresentata Colombia Data di nascita 11 settembre 1974 Altezza/Peso 1,75 m / 68 kg Città di residenza Honolulu, Hawaii Professione Cliff diver Ha iniziato a praticare il cliff diving nel 1997 Luogo preferito per il cliff diving Hawaii Tutto preferito Avvitamenti all’indietro Successi sportivi • Nove volte campione del mondo • Vincitore di sette gare nelle Red Bull Cliff Diving World Series • 2008, 2005 Vincitore nella Red Bull Cliff Diving, Lake Wolfgang • 2005 Vincitore Adriatic High Diving Cup Classifiche Red Bull Cliff Diving • 2012 2^ classificato • 2011 8^ classificato (infortunio dopo la 2^ tappa) • 2010 2^ classificato
27
STEVEN
LOBUE
Atleti
Da nuova recluta al 3^ posto nella classifica generale: Steven LoBue ha senza dubbio fatto grandi progressi durante la stagione 2012. Il secondo posto nella gara in Corsica ha dato al 28enne lo slancio e la sicurezza di cui aveva bisogno. Il clou della stagione per l’atleta americano è arrivato verso la fine della World Series: “Ovviamente il tuffo che mi è valso la vittoria in Galles mi ha regalato un’emozione che non dimenticherò mai. Spero che quest’anno avrò di nuovo l’occasione di provare ancora emozioni simili!” Un atleta non di grande stazza, ma con grandi sogni: “Penso di avere il fisico giusto e la capacità di ottenere cose che, credo, non tutti siano in grado di realizzare. So che sto puntando in alto e che ci vorrà del tempo per arrivarci”. Steven ha dedicato moltissimo tempo alla preparazione fisica e mentale, allenandosi a compiere il passo successivo per arrivare al top.
“Il cliff diving è uno sport estremamente individuale. Quando sei lassù, ci sei solo tu con i tuoi pensieri, e puoi contare solo sulla sicurezza di esserti allenato duramente. Dall’altro lato ci sono i compagni di gara, ci consideriamo una famiglia e allo stesso tempo una squadra. Ci supportiamo a vicenda. Non capiterà mai di vedere molto odio nei confronti di un paese o di qualcuno, e credo che ciò contribuisca a fare del cliff diving uno sport straordinario e di noi un gruppo fantastico”. 28
Nazione rappresentata USA Data di nascita 17 giugno 1985 Altezza/Peso 1,61 m / 62 kg Città di residenza Ft. Lauderdale, Florida Professione Insegnate di educazione fisica Ha iniziato a praticare il cliff diving nel 2009 Luogo preferito per il cliff diving Australia Tutto preferito Triplo salto all’indietro, triplo avvitamento Successi sportivi • 2012 Vincitore della Red Bull Cliff Diving World Series in Wales (UK) • 2012 3^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series di Cattai (AUS) • 2011 7^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series di Cattai (AUS) • 2004 finalista Trials Olimpici Classifiche Red Bull Cliff Diving • 2012 3^ classificato • 2011 10^ classificato
Wild
Questi atleti avranno la possibilità di dimostrare il loro talento, di migliorare i propri tuffi e sicuramente di rendere più eccitante le otto tappe in calendario per questa stagione.
Cyrille Oumedjkane (37), Alain Kohl (30), Lussemburgo
11^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series 2013
Classifiche generali Red Bull Cliff Diving World Series • 2012 10^ classificato • 2011 6^ classificato • 2010 7^ classificato • 2009 11^ classificato
Francia 6^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series 2013 Classifiche generali Red Bull Cliff Diving World Series • 2012 11^ classificato • 2011 5^ classificato • 2010, 2009 10^ classificato
Eber Pava (36), Colombia Andy Jones (28),
USA 12^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series 2013
Classifiche generali Red Bull Cliff Diving World Series • 2010 7^ classificato • 2009 12^ classificato (infortunato dopo la 5^ tappa)
29
wildcards
Gennadiy Kutsenko (30),
Ucraina/Italia 2012 12^ nella Red Bull Cliff Diving World Series in Irlanda
Jorge Ferzuli (32),
Messico 7^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series 2013 Classifiche generali Red Bull Cliff Diving World Series • 2012 16^ classificato • 2011 11^ classificato
Wilker Nascimento (24) Brasile
Hassan Mouti (32),
Francia 9^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series 2013 Classifiche generali Red Bull Cliff Diving World Series • 2011 12^ classificato • 2010 5^ classificato • 2009 5^ classificato
Igor Semashko (37), Russia
3030
Jucelino Junior (30)
Brasile 2011 12^ nella Red Bull Cliff Diving World Series in Cile
Kyle Mitrione (25), Kent De Mond (30),
USA 8^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series 2013
USA 2012 14^ nella Red Bull Cliff Diving World Series in Francia
Classifiche generali Red Bull Cliff Diving World Series • 2012, 2011, 2009 8^ classificato • 2010 4^ classificato
Sasha Kutsenko (30),
Ucraina 2012 14^ nella Red Bull Cliff Diving World Series in Irlanda
Kris Kolanus (26),
Polonia 10^ nella gara di qualifica Red Bull Cliff Diving World Series 2013
Todor Spasov (34),
Bulgaria 2012 14^ Red Bull Cliff Diving Bulgaria
31
Duello tra Campioni
Gary Hunt
Orlando Duque
Gary & Orlando Età 29 38 Ha iniziato a praticare il cliff diving nel 2006 1997 “10” assegnati dai giudici nel 2012 3 4 CD più alto nel 2012 6.3 5.6 Piazzamenti sul podio 26 20 (5 competizioni mancate nel 2011 a causa di un infortunio) Vittorie nella World Series tra il 2009 e il 2012 13 7 Peggior risultato 6 5 Titoli finali vinti nella World Series 3 1
Hanno entrambi vinto il titolo della World Series, in quattro stagioni hanno portato a casa 46 piazzamenti sul podio ed hanno letteralmente lanciato il cliff diving verso nuove altezze. Nel 2009 è stato un pareggio nella classifica generale, mentre nell’ultimo tuffo della stagione 2012 è stata una differenza di appena 1.85 punti a decidere chi dovesse essere incoronato campione della World Series. Entrambi possiedono senza dubbio doti straordinarie e utilizzano tecniche e strategie diverse per ottenere più punti possibili da parte dei giudici, pur mostrando sempre grande rispetto per il proprio rivale.
Gary Hunt
Qual è il più grande punto di forza dell’altro? Orlando è senza dubbio il più tenace tra tutti i diver della World Series. Sembra che non sbagli mai un tuffo. Si è tuffato in così tante location che oramai non lo turba più niente. Per un tuffatore da grandi altezze questo è un aspetto importante, in quanto siamo costantemente esposti agli elementi naturali. C’è una sua dote che vorresti rubargli? Oltre ad essere molto tenace è uno specialista della cosiddetta “entrata alla cinese” senza sollevare molta acqua. È l’ultima cosa che i giudici vedono perciò può essere molto importante ai fini del punteggio e l’ingresso di Orlando è uno dei migliori.
32
Orlando Duque
Qual è il più grande punto di forza dell’altro? Deve per forza essere il Coefficiente di Difficoltà; è il diver con il totale più alto e quando si tuffa è davvero difficile uguagliare il suo punteggio. C’è una sua dote che vorresti rubargli? Credo che abbiamo entrambi una buona dose di abilità. Tutti i tuffatori possiedono talento, tecnica eccellente e ciò che rende Gary diverso dagli altri è il Coefficiente di Difficoltà. Posso dire che sono soddisfatto di me, magari devo solo impegnarmi un po’ di più per riuscire a batterlo.
Imparano in fretta questi Rookie of the Year 2012: David Colturi Sin dalla prima tappa di debutto nel maggio 2009, questa è la competizione più rispettata della categoria e che vanta i migliori cliff diver al mondo. Per far parte di questa élite è necessario possedere forza mentale e capacità fisica, nonché una buona dose di tenacia. Una gara di qualificazione offre ai nuovi talenti la possibilità di superare le prove e di entrare a far parte della formazione ufficiale della World Series: uno degli atleti che lo scorso anno ha colto al volo questa opportunità è stato l’americano David Colturi. Il protagonista delle qualifiche ha conquistato due podi e si è piazzato al quinto posto nella classifica generale. Per noi è stato lui il “Rookie of the Year”! Durante gli allenamenti per la sua seconda stagione nella formazione ufficiale, il 24enne fa il bilancio del suo primo anno nella serie, cominciato in suolo francese: “Prima di partire per la Corsica, ero ancora un po’ sotto shock, non credevo che ce l’avrei fatta ad entrare sin da subito nella World Series. Con così poca esperienza nei tuffi da grandi altezze prima delle qualifiche, non sapevo dire se la vittoria ottenuta in Australia fosse solo dovuta alla classica fortuna dei principianti. Continuavo a ripetermi che non era poi così tanto diverso dai normali tuffi, che era una vita che mi allevano per quel giorno, e quindi di rilassarmi e godermi questa incredibile opportunità. Pensavo che l’evento sarebbe stato simile a quello di Boston dello scorso anno – la mia unica esperienza
in una vera tappa nella serie internazionale – ma non avevo idea di cosa aspettarmi dalla Corsica. Sono stato letteralmente rapito dalla bellezza dell’isola e dall’energia dell’evento”. Il Campione Nazionale Statunitense 2009 da 10 m è approdato alla serie con un 11^ posto nella gara di apertura, confermando quello che il nove volte campione del mondo Orlando Duque sottolinea ogni volta che analizza le giovani reclute: “È difficile. Prima di tutto c’è il fattore altezza, le location sono impegnative, i diver sono già i migliori in assoluto e per i nuovi arrivati cercare di batterli è complicato”. Così a David ci sono volute tre gare per trovare il suo posto tra i diver e quando ha battuto almeno una volta entrambi i campioni della serie, Orlando Duque e Gary Hunt, ed è salito due volte con loro sul podio, ha dimostrato chiaramente la sua intenzione a far parte del gruppo dei fuoriclasse. “La cosa più importante che ho imparato la scorsa stagione è stato come rilassarmi e lasciarmi trasportare dalla corrente in ogni gara. Ogni location è unica sotto così tanti aspetti, soprattutto se consideriamo le sfide e i vari fattori ambientali che ci ritroviamo ad affrontare. Devo rilassarmi e divertirmi, altrimenti mi agito troppo e la mia performance sarà veramente scarsa.
33
Le Tappe
e monoliti incontaminati a location ed edifici iconici Alla sua quinta stagione, lo sport estremo piÚ puro della terra è pronto a tuffarsi in nuove acque da cui, al termine di otto esaltanti gare in giro per Europa, Asia, Nord e Sud America, emergerà un unico campione.
34
Tappa 1
Francia, La Rochelle Torre di Saint Nicolas 24-25 maggio 2013 Baguette, beret e fromage: tre cliché inequivocabilmente francesi. Strabiliante altezza a strapiombo, acqua gelida e uomini impavidi in costume da bagno sono collegati alla città di La Rochelle, proprio come quei tre simboli sono indissolubilmente legati alla Francia. Sin dal 2009, le catacombe della Torre di Saint Nicolas si risvegliano ogni anno – ad eccezione di un breve cambio di rotta in Corsica nel 2012 – non appena i migliori tuffatori da grandi altezze del mondo arrivano in città. 120 gradini per arrivare sulla piattaforma più impressionante dell’intera serie, una struttura alta 27 metri che catturerà per tutto il tempo l’attenzione degli oltre 70.000 spettatori accorsi a godersi lo spettacolo: la folla più immensa mai vista ad un evento della World Series. La città, il cui nome tradotto letteralmente significa “piccola scogliera”, ospita per la quarta volta l’evento e, come accaduto nel 2009 e 2010, inaugura la competizione con la prima tappa. L’ucraino Andrey Ignatenko, vincitore della prima gara della Serie Mondiale 2009 dopo essersi lanciato dalla famigerata Torre di Saint Nicolas, ha cambiato corso alla sua carriera e questa volta rimarrà sotto la torre indossando i panni di giudice. Il tre volte campione Gary Hunt è ad oggi il vincitore in carica di questa sensazionale tappa di debutto della serie internazionale. Dal lontano 1345, per entrare via mare nella cittadina di La Rochelle è necessario attraversare la Torre di Saint Nicolas e la Tour de la Chaine, o Torre della Catena. Il prossimo 25 maggio 2013 questo monumento storico dalla base pentagonale, alto 42 metri e sede di un’antica prigione, sarà di nuovo al centro di un evento cruciale. L’élite del cliff diving – tra cui figurano i campioni nazionali Hassan Mouti e Cyrille Oumedjkane, di Strasburgo, che gareggeranno come wildcard – inaugurerà la nuova stagione sfidandosi a suon di avvitamenti e capovolte travolgenti. Con una lunga tradizione di pesca e commercio, il
porto di La Rochelle un tempo era uno dei più attivi della costa atlantica francese. Oggi questa cittadina sulla Baia di Biscay, abitata da 80.000 anime, conserva ancora la sua vocazione marina ed è rimasta la più importante capitale europea della nautica da diporto della costa atlantica. Inoltre, nei secoli ha mantenuto gran parte della sua eredità architettonica, che ne fa una delle città più pittoresche e ricche di storia di tutta la costa atlantica. Location Torre di Saint Nicolas – storico complesso difensivo Data 24/25 maggio 2013 Coordinate 46°09’20’’N, 01°09’55’’V Altezza piattaforma 27 m Profondità acqua da 5,5 m a 7 m Temperatura dell’acqua a maggio 16°C Temperatura dell’aria a maggio 21°C Acque Oceano Atlantico, Baia di Biscay, Acque marine Risultati 2011 1 Gary Hunt 2 Michal Navratil 3 Alain Kohl
UK CZE LUX
401.15 pt 333.45 pt 292.20 pt
35
Le Tappe
Tappa 2
NUO VA 201
TRAPPA
DANIMARCA, Copenhagen
3
Teatro dell’Opera 21-22 giugno 2013
Happold e della consulenza teatrale Theatreplan. Moltissimo tempo e passione sono stati dedicati all’acustica e alla progettazione degli interni, che fanno del teatro uno dei più moderni teatri d’opera del mondo. I lavori di costruzione sono iniziati nel giugno 2001 e sono stati completati il 1 ottobre del 2004. L’edificio è stato inaugurato il 15 gennaio del 2005.
La seconda tappa della World Series sbarcherà in una nuova terra, nella destinazione più a nord dell’intera stagione. La capitale danese ospiterà infatti il gotha internazionale del cliff diving, regalando a tutti coloro che saliranno sulla piattaforma di 27 metri, montata per l’occasione sul tetto del Teatro dell’Opera, una vista panoramica del castello di Amalienborg e dell’adiacente Marmorkirken (Chiesa di Marmo) incoronata dalla gigantesca cupola, Situato nel cuore di Copenhagen proprio di fronte al Palazzo di Amalienborg e affacciato sulla baia di Copenhagen, il teatro dell’Opera si erge in perfetto asse con l’Amalienborg e la Marmorkirken, in modo che dall’entrata principale dell’Opera si possano vedere la Chiesa e il Palazzo Reale. Il Teatro dell’Opera è stato donato allo stato danese nell’agosto del 2000 da A.P. Møller, cofonDatare di Mærsk, prima compagnia al mondo nelle spedizioni di container e nelle supply vessel, e dalla fondazione Chastine Mc-Kinney Møller. Il progetto porta la firma dell’architetto Henning Larsen, degli studi ingegneristici Ramboll e Buro
36
Nell’aprile 2006, il tenore di fama internazionale Plácido Domingo è salito sul palco del teatro per la partecipazione straordinaria ad uno spettacolo di gala alla presenza della Regina Margrethe II; nel giugno 2013 i tuffatori estremi di tutto il mondo spiccheranno il salto dal tetto dell’Opera House. Il teatro ha 1.703 posti a sedere all’interno, tutti singolarmente inclinati allo scopo di regalare al pubblico un’esperienza indimenticabile durante le rappresentazioni: quest’estate moltissimi spettatori del Red Bull Cliff Diving World Series potranno scegliere la loro postazione individuale, sull’acqua o sotto il tetto del teatro, da cui assistere alle perfomance mozzafiato dei diver.
Location Teatro dell’Opera di Copenhagen Data 21/22 giugno 2013 Coordinate 55°40’55”N 12°36’02”Ø Altezza piattaforma 27 m Profondità acqua da 5,5 m a 7 m Temperatura dell’acqua a giugno 18°C Temperatura dell’aria a giugno 19°C Acque Øresund, Acque marine Curiosità Pagato circa 500 milioni di dollari, è uno dei teatri più costosi che siano stati mai costruiti.
Tappa 3
PORTOGALLO, Azzorre
S. Miguel | Vila Franca do Campo 28-29 giugno 2013 Appena 0.1 punti hanno determinato il vincitore della tappa della World Series 2012, che si è tenuta nell’arcipelago di origine vulcanica delle Azzorre, in Portogallo. Dai tempi del debutto della Red Bull Cliff Diving World Series, era il 2009, questa è stata la gara più serrata e avvincente, nonché un “ritorno alle origini” sulle scogliere incontaminate e una prima assoluta sul suolo portoghese. Anche per la stagione 2013 questo impressionante monolite di pietra vulcanica e le pareti esterne del cratere dell’isolotto circolare, a circa 1 km dalla costa di São Miguel, offriranno lo scenario perfetto per cimentarsi in questo sport e tuffarsi direttamente dalle rocce della scogliera. Solo i tuffi opzionali e più difficili saranno, invece, eseguiti dalla piattaforma che sovrasta l’oceano. Situato al centro dell’Atlantico – 1.369 km a ovest della costa Europea – l’arcipelago delle Azzorre comprende nove isole principali, suddivise in tre gruppi. Questo territorio è il simbolo dell’inizio dei grandi viaggi esplorativi del XV secolo, che hanno portato il Portogallo nei quattro angoli del mondo. Di origine vulcanica, le Azzorre sono senza dubbio uno degli ultimi paradisi in Europa, citate spesso nelle leggende dell’isola perduta di Atlantide. L’isolotto di Vila Franca do Campo, che prende il nome dal villaggio proprio di fronte sulla terraferma, si trova a circa un chilometro dalla costa ed è ciò che rimane del cratere di un antico vulcano sprofondato in mare. Servita per diversi scopi nei secoli passati – come fortezza militare o vigneto nel 1983 questa isoletta è stata decretata riserva naturale. Di forma quasi circolare, il suo perimetro è interrotto da un’insenatura creata dal mare. Le pareti del cratere ospitano gran parte della vegetazione del posto. Al suo interno racchiude un tesoro di grande bellezza: una piscina naturale dalle acque cristalline circondata da un’incantevole spiaggia. A sud dell’isolotto si ergono due scogliere
vulcaniche che offrono riparo ai numerosi uccelli marini ospitati dall’isola.
Location Riserva Naturale di origine vulcanica al largo della costa Data 28/29 giugno 2013 Coordinate 37° 41’ N, 25° 26’ V Altezza piattaforma/scogliera 27 m Profondità acqua oltre 8 m Temperatura dell’acqua a giugno 22°C Temperatura dell’aria a giugno 25°C Acque Oceano Atlantico, Acque marine Curiosità I locali chiamano l’isolotto “Anello della Principessa” Risultati 2012 1 Artem Silchenko RUS 2 Orlando Duque COL 3 Gary Hunt UK
465.60 pt 465.50 pt 459.45 pt
37
Le Tappe
Tappa 4
ITALIA, Malcesine Castello Scaligero 13-14 luglio 2013
Series sarà disputata in Italia, con la partecipazione di 6 tuffatrici che si lanceranno da un’altezza di 20 m, sfidandosi in 3 turni di salto. Le atlete sono: Anna Bader (GER), Ginger Huber (USA), Jacqueline Valente (BRA), Lysanne Richard (CAN), Stephanie De Lima (CAN) e Tara Hyer (USA).
Quando nel 2011 la World Series è approdata per la prima volta sulle rive del famoso Lago di Garda, in Italia, l’enorme folla di spettatori accorsa ad assistere alla competizione ha costretto la polizia alla chiusura delle strade intorno all’affascinante cittadina di Malcesine. Questo piccolo borgo, dove varie attività sportive hanno trovato il loro scenario ideale, ha accolto un’altra disciplina mozzafiato, assistendo ai tuffi mirabolanti che i migliori cliff diver al mondo hanno spiccato dal Castello Scaligero. L’incantevole cittadina sorge su di una collina ai piedi del Monte Baldo (1.750 metri), lungo la sponda nord-orientale del maggiore lago italiano. Ad appena 50 km di distanza da Verona, il borgo è raccolto intorno al suo Castello Scaligero, il quale vanta fortificazioni che risalgono al XIII secolo, una torre medievale ancora più antica, e il “Palazzo dei Capitani” costruito tra il XIII e il XIV secolo dalla famiglia degli Scaligeri. Tra aprile ed ottobre, migliaia di turisti giungono sulle rive del Lago di Garda per dedicarsi ai loro sport preferiti, come windsurf, vela, mountain biking, arrampicata e volo in parapendio. La prima competizione femminile inserita nella World
38
Prima dei 10 tuffatori che giungeranno qui durante l’alta stagione, altri nomi importanti hanno trovato in questo posto la loro collocazione ideale. Tra loro figurano lo scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe che, sorpreso mentre disegnava uno schizzo del castello, fu interrogato dai magistrati locali in quanto sospettato di essere una spia austriaca, e il famoso artista Gustav Klimt, il quale nell’estate del 1913, ispirato dalle vedute di Malcesine, realizzò alcune delle sue tele più celebri. Cento anni più tardi, e prima che la World Series si prenda una pausa estiva di sei settimane, l’elite del cliff diving decreterà in Italia il suo leader di metà stagione. Location Castello Scaligero sulla riva del Lago di Garda Data 13/14 luglio 2013 Coordinate 45°46’N, 10°49’Ø Altezza piattaforma 27 m Profondità acqua oltre 5 m Temperatura dell’acqua a luglio 21°C Temperatura dell’aria a luglio 27°C Acque Lago di Garda, Acque fresche Curiosità Un sito iconico per le immersioni, dove nel 1980 si tenevano varie competizioni e da cui i giovani si tuffavano abitualmente dalle scogliere circostanti Risultati 2011 1 Gary Hunt UK 2 Artem Silchenko RUS 3 Michal Navratil CZE
459.90 pt 449.35 pt 413.35 pt
Tappa 5
USA, Boston
Istituto di Arte Contemporanea 24-25 agosto 2013 Prendete due camion ed una gru con un braccio di 85 metri, due puntoni da sette tonnellate e una quantità indescrivibile di acciaio: il processo di montaggio del trampolino di lancio alto 27,5 metri della tappa di Boston è il più complesso dell’intera serie internazionale. Nel secondo scenario urbano del programma 2013, un tale sforzo è necessario al fine di scaricare dall’edificio gran parte del peso della piattaforma, e quindi stabilizzare l’intera struttura, che sembra quasi fluttuare sopra il museo. Dopo le quattro tappe europee, la World Series attraverserà l’Atlantico per la seconda parte della stagione per sbarcare in una delle più antiche città dell’America: Boston, Massachusetts. Famosa per essere una città fanatica per lo sport, Boston lo ha pienamente confermato nel 2012, quando oltre 40.000 spettatori sono accorsi per ammirare i migliori atleti del mondo arrampicarsi fino al tetto dell’edificio dell’Istituto di Arte Contemporanea a Fan Pier, 27 metri sopra il livello dell’acqua, e da lì esibirsi in uno spettacolo unico. Quest’anno, un atleta che ha detto addio alla serie dopo aver conquistato un posto tra i finalisti nel 2012 guarderà la competizione da una piattaforma alta quanto un palazzo di otto piani con una nuova prospettiva: il 47enne ucraino Slava Polyeshchuk è ora un veterano della World Series e, in occasione della tappa americana, vestirà per la prima volta i panni di giudice. Dopo che lo scorso anno il diver statunitense David Colturi ha conquistato il suo primo podio proprio di fronte al pubblico di casa, lui e il resto dei campioni dei tuffi estremi cercheranno ancora una volta di mettere in piedi uno spettacolo che rasenti la perfezione per la loro ultima “esibizione” in un luogo che vibra di ispirazione e immaginazione. Fondato nel 1936, la mission dell’Istituto di
Arte Contemporanea è quella di rappresentare l’eccezionale arte contemporanea. Contate pure sui diver, vi regaleranno immagini artistiche indimenticabili.
Location ICA – museo e galleria d’arte Data 23/24 agosto 2013 Coordinate 42°21’28”N, 71°3’42”V Altezza piattaforma 27,5 m Profondità acqua 7 m Temperatura dell’acqua in agosto 19°C Temperatura dell’aria in agosto 23°C Acque Porto di Boston, Acque marine Curiosità L’ICA è spesso paragonato ad un “affascinante cubetto di ghiaccio” Risultati 2012 1 Gary Hunt UK 2 Orlando Duque COL 3 David Colturi USA
459.00 pt 430.20 pt 420.30 pt
39
Le Tappe
Tappa 6
REGNO UNITO, Sud del Galles Pembrokeshire | St. David’s 13-14 settembre 2013
Il prossimo settembre la Red Bull Cliff Diving World Series farà ritorno nel Regno Unito, nella pittoresca località di Blue Lagoon nel Pembrokeshire, sulla costa sud-occidentale del Galles. La competizione si svolgerà vicino St David’s, una delle più piccole cittadine europee, con una popolazione di appena 1.800 anime, costruita intorno all’antica cattedrale di St David’s. Con tre tuffatori inglesi, il Regno Unito è la nazione più rappresentata all’interno della Serie Mondiale 2013. Matt Cowen, originario di Leeds, nella scorsa stagione, prima di entrare nell’elenco dei diver permanenti attraverso i round di qualifica, si è aggiudicato all’ultimo minuto un posto da wildcard proprio per questa tappa e adesso cercherà, insieme al tre volte campione della serie internazionale, Gary Hunt, e all’ex tuffatore olimpico Blake Aldridge, di salire sul podio di fronte al pubblico di casa in occasione della sesta tappa del calendario 2013 delle Red Bull Cliff Diving World Series.
40
Il Galles è un paese ricco di storia e con una propria lingua, parlata da quasi un quarto della popolazione. Pembrokeshire è un’incantevole contea dalla tradizione marinara, che si estende da nord a sud per poco più di 32 km, e che tuttavia vanta quasi 300 km di coste e scenari mozzafiato. E’ caratterizzata da un paesaggio variegato con spiagge di sabbia intatte, incastonate tra tranquille insenature, laghi, boschi e pittoreschi villaggi, che hanno fatto da sfondo a film di successo, incluso il blockbuster Harry Potter e i Doni della Morte. L’intero litorale che circonda Pembrokeshire forma l’unico Parco Nazionale Costiero della Gran Bretagna e ospita una comunità di delfini dal naso a bottiglia e di focene, che nuotano con i surfisti del posto in molti dei luoghi più appartati in cui fare surf. Location Una vecchia cava di ardesia riempita d’acqua Data 13/14 settembre 2013 Coordinate 51° 52’ 55” N, 5°16’4” V Platform 27,5 m Profondità acqua 25 m nel punto più profondo Temperatura dell’acqua a settembre 15°C Temperatura dell’aria a settembre 18°C Acque Mare Celtico, Acque marine Curiosità St David’s è ufficialmente una “città” solo perché possiede una cattedrale Risultati 2012 1 Steven LoBue USA 2 Orlando Duque COL 3 Gary Hunt UK
481.90 pt 467.80 pt 460.75 pt
NUO VA 201
TRAPPA
Tappa 7
3
BRASILE, Nitéroi, Rio de Janeiro Spiaggia di Icaraí 27-28 settembre 2013 Per la prima volta nella storia della World Series, i migliori tuffatori al mondo di cliff diving sbarcheranno nel continente sudamericano. La località scelta per ospitare l’elite di diver estremi è la spiaggia di Icaraí a Niterói, una città nello stato di Rio de Janeiro, con cui condivide la Baia di Guanabara. Il nome della spiaggia significa “fiume sacro” nell’antica lingua dei nativi, ed un tempo, durante gli anni ’50, le persone venivano qui per tuffarsi da un trampolino. La nuova e più grande piattaforma della penultima tappa della stagione verrà montata a 27 metri di altezza su una delle spiagge più trendy della regione, sul cui sfondo si stagliano da un lato la statua del Cristo Redentore e la Vetta del Pan di Zucchero e dall’altro lato, sulla terraferma, il Museo di Arte Contemporanea progettato da Oscar Niemeyerne. Appassionati di standup paddle surfing, surfisti, conduttori di moto d’acqua, nuotatori e canottieri saranno schierati tra il pubblico accorso a vedere 10 impavidi campioni eseguire salti in caduta libera da altezze mozzafiato, pari a quella di un palazzo di otto piani. Con sei date archiviate e solo un’altra tappa prima del gran finale, la gara brasiliana promette di essere particolarmente accanita. In una città che tra i molti soprannomi vanta quello di “Cidade Sorriso” – Città del Sorriso – è assicurato che durante l’ultimo weekend di settembre i tuffatori estremi faranno rivivere sulla spiaggia di Icaraí vecchi ricordi che non sarebbero mai dovuti essere “insabbiati”.
Location Una famosa spiaggia nel distretto residenziale di Nitéroi Data 27/28 settembre 2013 Coordinate 22°54’26”S, 43°06’36”V Altezza piattaforma 27 m Profondità acqua oltre 5m Temperatura dell’acqua a settembre 22°C Temperatura dell’aria a settembre 25°C Acque Oceano Atlantico, Acque Marine Curiosità La parola Icarahy, nell’antica lingua Tupi, è composta da i (acqua) e carahy (benedetta)
41
Le Tappe
Tappa 8
NUO VA 201
TRAPPA
3
THAILANDIA, Provincia di Krabi 21-26 ottobre 2013
color turchese e profonde 10 metri. Quest’isola disabitata custodisce una piccola striscia di sabbia bianca circondata da montagne sommerse di roccia calcarea. La tappa successiva è a Maya Bay, una delle spiagge più famose sull’isola di Phi Phi Leh, da dove gli atleti si tufferanno da una speciale piattaforma alta 27 metri che consentirà loro di eseguire intrepidi salti mortali e avvitamenti.
Film leggendari, come L’Uomo dalla Pistola d’Oro del 1974 e The Beach del 2000, hanno immortalato le isole al largo della costa della provincia di Krabi, nella regione della Thailandia del Sud. Oggi i turisti affluiscono in gran numero a Krabi per ammirare gli spettacolari e giganteschi monoliti di roccia calcarea che affiorano dalle acque di un turchese scintillante. In occasione del primo evento della World Series in Thailandia, i migliori tuffatori da grandi altezze del mondo si lanceranno da quattro incredibili scogliere nella provincia di Krabi. Senza dubbio le scogliere di Krabi, la mecca preferita degli appassionati di arrampicata su roccia di tutto il mondo, hanno pareti ripide e ricche di appigli ed ognuna di loro rappresenta una sfida unica. Prima di tuffarsi nelle calde acque del Mare delle Andamane, gli atleti dovranno però fare i conti con maree, correnti oceaniche e una salita in verticale su una scogliera a picco, dalle fiancate scoscese e frastagliate. La prima tappa prevede un tuffo da 24 metri dalla Wang Long Bay sull’Isola di Phi Phi Don; due scogliere che si innalzano una di fronte all’altra sorvegliano un sottile istmo tra acque cristalline
42
Grotte costellate di meravigliosi stalattiti e stalagmiti si nascondono tra le numerose scogliere di pietra calcarea. Nella Grotta dei Vichinghi, il terzo punto di lancio, gli atleti si tufferanno dall’alto di un gigantesco stalattite che sporge dalla scogliera di 90 incredibili gradi. In questo punto, accessibile solo con una barca, gli atleti si tufferanno da un’altezza di 24,5 metri in caduta libera nelle acque del Mare delle Andamane e ad una profondità di 8 metri. L’ultimo punto di lancio, Lading Bay, è la quintessenza del paesaggio thailandese: un atollo di scogliere frastagliate circonda polverose spiagge di sabbia bianca con una splendida vista in lontananza di altri spuntoni di roccia calcarea che affiorano dal mare.
Location Scogliere di roccia calcarea al largo della costa Data 21-26 ottobre 2013 Coordinate 7° 44’ 0” N, 98° 46’ 0” E Altezza piattaforma/scogliere 24-28 m Profondità acqua da 6 m a 10 m Temperatura dell’acqua in ottobre 27 - 29°C Temperatura dell’acqua in ottobre 28°C Acque Mare delle Andamane, Acque marine Curiosità La prima volta che la serie di cliff diving approda in questi luoghi
Claudio de Miro, Ex membro della squadra nazionale di tuffi, 25 anni di esperienza come giudice di gara Nazionalità: Italiana Età: 56
potrebbe assegnare un punteggio complessivo di 8 e allo stesso modo togliere un punto, il che porta a 7. Questo spiega anche perché scartiamo il punteggio più alto e più basso e moltiplichiamo il CD per il punteggio complessivo rimanente.
Con alle spalle ben 25 anni di esperienza come giudice di gara e nel mondo dei tuffi da grandi altezze da altrettanto tempo, l’ex campione della piattaforma di origini napoletane è una enciclopedia ambulante quando si tratta di norme e regolamenti, e presiede un panel composto da 13 giudici.
Quali sono le qualità che bisogna avere per essere un bravo giudice? I 14 giudici che compongono il nostro panel sono stati tutti dei tuffatori in passato, ed alcuni di loro hanno lavorato come istruttori prima di iniziare la loro carriera di giudici. Perciò abbiamo dedicato gran parte delle nostre vite al diving. Per essere un giudice di gara devi possedere una certa mentalità e moltissima esperienza. È davvero difficile riuscire a vedere ogni minimo dettaglio di un tuffo in appena tre secondi, ma probabilmente siamo anche quelli che ci riescono meglio perché conosciamo questo settore da molto tempo. Inoltre, è estremamente importante conoscere il regolamento e i tuffi. Per me rappresenta tutta la mia vita. Sono nel mondo dei tuffi da ben 45 anni. Amo questo mondo. Non appena mi verrà a noia, mi ritirerò perché per i tuffi e le competizioni ci vuole una grande passione.
I tuffatori sono cresciuti e migliorati molto – anche i giudici sono migliorati tra il 2009 ed oggi? Il sistema di valutazione non dipende dal Coefficiente di Difficoltà o dall’altezza di un tuffo. Noi dobbiamo giudicare quello che vediamo e non la difficoltà o il nome o la nazione di un atleta, e neanche se è la prima volta che un tuffatore esegue un tuffo, né se è molto giovane. Dobbiamo essere neutrali, indipendentemente da tutto il resto. Come spieghi le discrepanze nell’assegnazione dei punteggi? Generalmente i punteggi assegnati dai giudici devono rimanere entro il mezzo punto ed il punto intero. Tuttavia, a volte capita che un giudice – e questo accade anche nei tuffi olimpici – noti un errore e per questo motivo sottragga un punto. Gli altri giudici potrebbero non averlo notato. Un altro caso potrebbe essere che, durante la rotazione o l’ingresso in acqua, il tuffatore fletta leggermente le gambe, il che comporta una penalità che va dai 0.5 ai 3 punti, e in questo un giudice potrebbe essere più severo di un altro. Di solito vengono valutati tutti i diversi aspetti della partenza, della fase aerea del tuffo e dell’entrata in acqua, e solo dopo un giudice potrà applicare la deduzione dei punti. Se l’esecuzione generale secondo me era da 9, e tolgo un punto perché ho notato che l’atleta aveva le ginocchia leggermente piegate durante l’entrata, il punteggio scenderà a 8. Un altro giudice
43
Intervista Niki Stajkovic, Direttore Sportivo 5 partecipazioni ai Giochi Olimpici Nazionalità: Austriaca Etàr: 54 Il 54enne austriaco è il direttore sportivo della Red Bull Cliff Diving World Series ed è responsabile di tutto ciò che ha a che fare con questo sport. Atleti, giudici, location e sicurezza sono le sue responsabilità principali. Ha selezionato i tuffatori dalla prima stagione della Red Bull Cliff Diving World Series e la selezione degli atleti per la qualificazione è tuttora parte del suo lavoro. Il 5 volte concorrente olimpico è inoltre incaricato di occuparsi delle norme che regolano il cliff diving. Il regolamento tecnico copre tutto ciò che riguarda lo sport, dalla descrizione tecnica dei tuffi alla condotta. Ogni anno queste regole vengono revisionate e migliorate. In quanto membro della commissione sportiva ufficiale, cerca anche di nominare una giuria qualificata scegliendo tra i giudici più esperti in questo sport. Al fine di garantire un perfetto sistema di valutazione e assegnazione dei punti, che deve essere imparziale nei confronti degli atleti, i giudici e i relativi punteggi vengono valutati dopo ogni competizione. Mansioni durante una settimana di gare Di solito arrivo nelle location qualche giorno prima per assicurarmi che la piattaforma sia in accordo con le rispettive norme e specificazioni tecniche precedentemente trasmesse al paese ospitante. La struttura deve essere rigida e stabile, in quanto si tratta di una piattaforma e non di un trampolino. Deve avere la giusta altezza sopra il livello dell’acqua, che può variare, visto che molte volte dobbiamo valutare anche il fattore maree. La profondità dell’acqua è un altro dei principali fattori di sicurezza: deve essere alta almeno cinque metri. Un altro aspetto fondamentale è la procedura di soccorso qualora vi sia un’emergenza. Esaminiamo l’intera procedura insieme al team dei sommozzatori. Il nostro compito è assicurarci che prima di ogni evento l’intero sistema sia perfettamente organizzato. Durante la competizione, ed anche durante gli allenamenti, io rimango accanto alla piattaforma.
44
Sono in contatto con i manager dell’evento per informarli quando i diver sono pronti ad uscire sulla piattaforma; ma anche gli atleti mi avvisano quando c’è qualcosa che non va ed io posso contattare via radio i ragazzi della sicurezza o i giudici. Inoltre osservo i tuffi. Devo guardare il lancio e l’atterraggio. Se un atleta si lancia troppo vicino alla piattaforma, l’atterraggio può essere pericoloso, o nel caso io mi accorga di un atterraggio che potrebbe comportare una lesione, annuncio il cosiddetto “cattivo atterraggio” che a sua volta mette immediatamente in moto la catena di comandi senza la necessità di ulteriori controlli. Fortunatamente non mi capita molto spesso di dover dare questo annuncio, ma qualora fosse necessario funziona un po’ più velocemente. Per quanto riguarda le condizioni meteo, come venti forti o lampi, in cui la sicurezza è a rischio – venti che soffiano oltre i 40 km/h di solito sono troppo pericolosi, soprattutto in caso di raffiche violente – devo incontrare i diver e la decisione finale spetta a loro; tuttavia se secondo il mio parere le circostanze sono troppo rischiose, l’evento non avrà luogo, anche se loro hanno un’opinione contraria. Qual è lo sviluppo più interessante che hai notato nel cliff diving negli ultimi anni? Direi che è incredibile quale livello abbiamo raggiunto nell’esecuzione dei tuffi, nella preparazione fisica e nel coefficiente di difficoltà. Quando abbiamo iniziato cinque anni fa, avevamo così tante tappe che ero davvero spaventato, perché mi preoccupo molto per i ragazzi e voglio assicurarmi della loro sicurezza e incolumità. Ma durante la gara di qualificazione di quest’anno, a cui hanno partecipato alcuni nuovi ragazzi, è stato incredibile vedere il loro talenti. Dovevano affrontare due competizioni e sul loro fisico pesava un sacco di stress, tuttavia allo stesso tempo ciò sembra aver contribuito positivamente alla qualità dei tuffi. E per me è stato positivo nel senso che non ho più così tanta paura che possa accadere qualcosa. Siamo sempre consapevoli che può capitare qualcosa e siamo sempre lì pronti ad intervenire, ma non è più preoccupante come all’inizio. I giovani diver oggi sono più bravi e corrono meno rischi durante i loro tuffi rispetto a quando i tuffatori più esperti hanno iniziato?
Credo che sia un po’ come le leggi universali dell’apprendimento, in altre parole se il livello generale migliora è anche l’unico esempio che hanno davanti agli occhi. Tutto ciò che vedono sono i diver migliori del mondo e continuano a vederli su tutti i vari canali TV e le piattaforme digitali come YouTube; ed è da qui che cominciano, non hanno un esempio diverso. Oggi vedono il livello più alto ed è anche ciò a cui puntano di arrivare. Inoltre, ci sono sempre più atleti che provengono dai tuffi olimpici e la ragione principale potrebbe essere che il Red Bull Cliff Diving ha un modo speciale di attirare l’attenzione dei media e diffondere nel mondo articoli e immagini che lo riguardano. L’unica cosa di cui hanno bisogno è l’esperienza nell’affrontare le grandi altezze e il controllo dei tuffi. Quelli che sentono di avere una certa dose di “nessuna paura”, ce la faranno. Tre esempi sono David Colturi, Blake Aldridge e Gary Hunt. Sono stati dei tuffatori olimpionici eccellenti ed ora sono quelli che eseguono alcuni dei tuffi più difficili e ci riescono piuttosto bene. Le loro performance sono incredibilmente brillanti. Quanto i nuovi diver influenzano questo sport? Più le giovani reclute fanno pressione sui veterani della serie, più quest’ultimi si rendono conto che non è sempre il tuffo più difficile a vincere, ma che molto dipende dalla qualità di esecuzione del tuffo. I nuovi diver hanno un vincolo minore, ed essendo
delle matricole, l’uno fa pressione sull’altro. Tuttavia, a un certo punto dovranno eseguire per la prima volta un nuovo tuffo da 27 metri e, quasi sicuramente, potrebbe accadere che si scontrino con aspetti che non sono ancora pronti ad affrontare. Solo a quel punto faranno un passo indietro. Questo è qualcosa che ricade sotto la tua responsabilità? Quello che il presidente di giuria e io facciamo è valutare alcuni dei tuffi che i ragazzi cercano di eseguire.Se capiamo che il tuffo non è sicuro, non diamo l’autorizzazione ad eseguirlo. Quale sarà secondo te il futuro di questo sport? Lo scorso aprile la FINA, la federazione ufficiale delle competizioni internazionali degli sport acquatici, ha promosso il cliff diving a sport professionistico. Questo potrebbe essere un modo per attirare un pubblico più vasto, per i diver significa trovare impianti migliori in cui allenarsi e, per i giovani talenti, infrastrutture in cui crescere e affinare le loro tecniche. Questa estate ci saranno i Campionati Mondiali FINA e quindi moltissimi tuffatori tradizionali da piattaforma si renderanno conto della grande esposizione e attenzione mediatica creata dal cliff diving. Oltretutto, il riconoscimento da parte della FINA potrebbe voler dire una medaglia Olimpica nel futuro di questo sport. Ed è proprio quello che desidero!
45
Tuffi
acrobatica
Lanciarsi da un’altezza tre volte quella dei tuffi olimpici richiede la perfezione acrobatica. Gli atleti scelgono tra 149 diversi tuffi, 5 posizioni di partenza, 9 gruppi e 4 posizioni.
LE POSIZIONI DI PARTENZA & I GRUPPI DI TUFFI I diver devono scegliere tra queste cinque posizioni di partenza: avanti, indietro, ritornato, rovesciato, verticale. el gruppo avanti (gruppo 1), l’atleta si ~N lancia con il corpo rivolto in avanti e ruota in avanti. el gruppo dei tuffi indietro (gruppo 2), ~N l’atleta si lancia rivolgendo la schiena all’acqua e ruota all’indietro. el gruppo dei tuffi rovesciati (gruppo 3), ~N l’atleta si lancia con il corpo rivolto in avanti e ruota all’indietro. el gruppo dei tuffi ritornati (gruppo 4), ~N l’atleta si lancia di schiena all’acqua e ruota in avanti. iascuno dei quattro gruppi di tuffi ~C descritti sopra può incorporare anche un avvitamento assiale e verrà quindi considerato tra i gruppi 5, 6, 7, e 8. Gli avvitamenti possono essere avvitamento in avanti, avvitamento all’indietro, avvitamento rovesciato, avvitamento ritornato. ualsiasi tuffo che comincia con una ~Q verticale sulle mani rientra nel gruppo dei tuffi in posizione verticale (gruppo 9). Il tuffo in posizione verticale può essere eseguito sia dalla direzione avanti o indietro e può includere avvitamenti.
COEFFICIENTE DI DIFFICOLTÀ Il coefficiente di difficoltà è la valutazione dei tuffi eseguiti durante una competizione e viene moltiplicato per la somma dei punteggi assegnati dai giudici, dove i punteggi più alti e più bassi vengono eliminati. Il CD di un tuffo è valutato sulla base dei seguenti fattori: ~ Tipo di posizione di partenza ~ Numero di salti mortali ~ Numero di avvitamenti ~ Posizione durante i salti mortali ~ Tipo di entrata in acqua Il CD nella World Series va da 3.8 per i tuffi obbligatori fino a 6.3 per i tuffi attualmente considerati più difficili. In base al manuale tecnico ufficiale della Red Bull Cliff Diving World Series 2013, la giuria deve giudicare quello che vede e non quello che vuole vedere. Inoltre, ciascun tuffo deve essere giudicato indipendentemente da qualsiasi pregiudizio nei confronti del tuffatore o del tuffo, al fine di garantire un risultato obiettivo.
COSA PRENDONO IN CONSIDERAZIONE I GIUDIZI QUANDO ASSEGNANO I LORO PUNTEGGI? Il presidente di giuria Claudio De Miro spiega: “Al momento del lancio, osserviamo l’elevazione dalla piattaforma, la traiettoria e la distanza dalla piattaforma. La posizione del corpo – carpiata, raggruppata o tesa – è importante durante l’esecuzione del tuffo; queste devono essere eseguite in maniera impeccabile. All’ingresso in acqua, le cose più importanti sono l’allineamento del corpo, la posizione delle braccia e la pulizia del tuffo”.
46
Carpiato corpo flesso ai fianchi e ginocchia tese.
del tuffo Teso nessuna flessione delle ginocchia o dei fianchi.
Raggruppato corpo in massima raccolta in modo da formare una piccola palla, le mani devono essere sulle tibie e le punte dei piedi tirate. Libero qualsiasi combinazione delle posizioni descritte qui sopra.
47
Tuffi
dei Tuffi BARANI Salto mortale con rotazione in avanti e mezzo avvitamento. Utilizzato come stratagemma tecnico per l’entrata in acqua, regala al tuffatore la vista migliore dell’acqua.
POSIZIONE DI VOLO Il “volo” descrive i tuffi che comprendono almeno un salto mortale completo, eseguiti nella posizione tesa ad almeno 90 gradi. La posizione tesa deve quindi essere seguita dalla posizione raggruppata o carpiata.
48
ENTRATA CIECA L’ultima volta che un tuffatore vede l’acqua è almeno mezzo salto mortale prima dell’entrata in acqua, quando appunto si allinea “alla cieca”.
AVVITAMENTO Un avvitamento è qualsiasi movimento durante un tuffo, ed è eseguito quando il diver ruota intorno ad un asse verticale ideale che va dalla testa ai piedi del tuffatore. Nelle competizioni possono essere eseguite fino a quattro rotazioni e possono essere combinate a tuffi che rientrano nelle categorie avanti, indietro, ritornato, rovesciato e verticale.
COSE DA FARE/NON FARE: COSA I GIUDICI NON VOGLIONO VEDERE E COSA CONSIDERANO UN ERRORE lancio scarso, distanza incorretta dalla piattaforma. ~S ~ E secuzione poco estetica, gambe aperte o incrociate, dita dei piedi non distesi, gambe che non sono tese durante la posizione carpiata o tesa, o nella fase di entrata in acqua. ~ E ntrate in acqua scarse e non verticali, entrate con avvitamento maggiore o minore di 90° o più a quanto annunciato
QUANDO I GIUDICI TOLGONO PUNTI? e le braccia durante l’entrata sono tenute al di ~S sopra del capo. e le braccia durante l’entrata sono staccate dal ~S corpo ma tenute al di sotto del capo. ~ P er verticali incomplete, in quanto il corpo deve rimanere in equilibrio fermo e stabile nella posizione tesa e verticale per non meno di due secondi pieni prima di iniziare l’azione del tuffo. uando in un tuffo “al volo” non è mostrata la ~Q posizione tesa per almeno una rotazione completa di 90 gradi. e la posizione tesa non viene mantenuta dopo che ~S almeno un salto mortale completo è stato eseguito nella posizione raggruppata o carpiata. uando l’atleta non tiene la posizione durante il ~Q volo o appena prima dell’entrata in acqua, se c’è un’interruzione intermedia della posizione e se è stato effettuato un tuffo in una posizione chiaramente diversa da quella annunciata.
49
Produzione media
È puro, è affascinante ed è strabiliante – il cliff diving continua a diffondere il suo spirito unico in tutto il pianeta. La Red Bull Cliff Diving World Series include un servizio editoriale internazionale basato sul lavoro e sulla passione di un team qualificato di fotografi, operatori TV e redattori che redigono contenuti editoriali e distribuiscono notizie, immagini, storie e materiale TV ai media internazionali, aprendo le porte di questo sport ad un pubblico sempre più vasto. Milioni di persone in tutto il mondo leggono ogni giorno notizie sui tuffi da grandi altezze sui loro quotidiani, ne sentono parlare dalla loro radio preferita e seguono le competizioni in TV o sul web.
Prodotti offerti nel 2013 dal servizio comunicazione Video 10 highlight di 52 minuti (HD), 8 travel clip, trailer, servizi speciali, action clip, video degli eventi, aggiornamenti Video extra per il web e la TV
Foto Profili Lifestyle Azione Preparazione Sequenze Trailer Location
Articoli per ciascuna tappa Comunicato stampa pre-gara Comunicato stampa dell’evento Articoli Citazioni, profili degli atleti
1273
1046
articoli cartacei pubblicati
2655 337 > 1682 69.000 media che hanno raccontato l’evento
cronache TV
media sul posto
articoli web su 815 diversi siti web
634.000.000 spettatori sul posto
50
di contatti
51
Enciclopedia
A-Z
Lo sapevate che‌?
52
Abilità
La gran parte degli atleti raggiunge il massimo delle abilità tecniche e mentali intorno ai 30 anni. Oltre ad un perfetto allenamento tecnico, il prerequisito principale per qualunque tuffatore estremo è quello di avere almeno dai 10 ai 15 anni di esperienza nei tuffi estremi o in uno sport acrobatico simile. Un altro requisito necessario riguarda la capacità di prendere decisioni in meno di mezzo secondo sulla base di impulsi quali: vista, spazio, tempo ed esperienza.
Acapulco
Negli anni Trenta ad Acapulco, Messico, i cacciatori di perle cominciarono a tuffarsi in mare dalle scogliere de La Quebrada – alcuni di loro vantano abilità maggiori di altri - alla ricerca delle perle più grandi e di maggior valore. Le leggende raccontano le altezze da cui si lanciavano questi audaci tuffatori: su una scogliera è incisa un’altezza di 36 metri; tuttavia c’è chi racconta addirittura di salti oltre i 40 metri. A dire il vero, il livello più alto è pari a 25,90 metri sopra il livello del mare.
Acqua
L’acqua è l’elemento centrale dei tuffi estremi. Caratteristiche quali temperatura, densità e colore svolgono un ruolo determinante quando un tuffatore sta per entrare in acqua.
Allenamento
Un programma bilanciato di allenamento prevede l’esecuzione di tuffi da trampolino, flessibilità, forza fisica e anche mentale.
Altezza
Le competizioni di tuffi estremi si svolgono su altezze che variano tra i 18 e i 23 metri per le donne, e tra i 20 e 28 metri per gli uomini. 26,5 metri – l’altezza minima della Red Bull Cliff Diving World Series – equivalgono a un palazzo di otto piani.
Altezza massima
L’altezza massima nella Red Bull Cliff Diving World Series è di circa 28 metri. A causa della rapida accelerazione, non vi è alcun vantaggio in termini di tempo nell’eseguire tuffi da altezze maggiori e il rischio di infortunio aumenterebbe in maniera considerevole.
Arena
Arena è il partner tecnico ufficiale della Red Bull Cliff Diving World Series 2013.
Atterraggio di Pancia
Un atterraggio sulla pancia o, atterraggio di fortuna, dagli scogli del cliff diving può essere paragonato a un atterraggio violento su cemento da un’altezza di 13 metri.
Attrezzatura
Non è richiesto alcun tipo di attrezzatura. Nel cliff diving c’è solo l’atleta contro la forza di gravità – e forse questa è una delle ragioni principali del suo successo.
Avvitamento
L’avvitamento è uno dei nove gruppi principali che classificano i tuffi. Qualsiasi tuffo che include una rotazione assiale rientra in questo gruppo. Nelle competizioni posso essere eseguiti fino a quattro rotazioni e possono essere combinate a tuffi che rientrano nelle categorie avanti, indietro, ritornato, rovesciato e verticale.
Caduta Libera
Durante un tuffo da un’altezza di 27 m, gli atleti hanno a disposizione circa tre secondi di caduta libera per eseguire le loro spettacolari acrobazie prima di sparire sotto il pelo dell’acqua.
53
Enciclopedia
Chamois
Lo chamois o “shammy” è un piccolo asciugamano con un numero di funzioni. Viene usato dai diver per asciugare il proprio corpo prima di eseguire un tuffo. Ciò è molto importante perché le mani e le gambe devono essere ben asciutte affinché non scivolino durante l’esecuzione del tuffo. Allo stesso tempo gli atleti cercano di tenere le proprie mani bagnate – proprio come quando chi legge bagna la punta del proprio dito per sfogliare le pagine di un libro. In caso di temperature molto basse, i tuffatori cercano di tenere i propri corpi caldi asciugandosi con lo chamois. Non appena si strizza via l’acqua, l’asciugamano è di nuovo asciutto
Coefficiente di difficoltà (CD)
Il coefficiente di difficoltà di un tuffo è valutato tenendo conto dei seguenti criteri: tipo di posizione di partenza, numero di salti mortali, numero di avvitamenti, posizione durante il salto mortale ed entrata in acqua.
Competizione Femminile
La competizione femminile si terrà per la prima volta nella storia del Red Bull Cliff Diving durante la tappa di Malcesine (ITA, 13/14 luglio).
Distanza di Frenata
La distanza di frenata per un tuffo estremo da 26 m è circa 4 m dopo l’entrata in acqua.
Entrata Cieca
L’ultima volta che un tuffatore vede l’acqua è almeno mezzo salto mortale prima dell’entrata in acqua, quando appunto si allinea “alla cieca”.
54
Entrata in acqua
L’entrata in acqua rappresenta il momento più rischioso del cliff diving. Anche se gli atleti possiedono un buon bilanciamento e infrangono la superficie dell’acqua in modo perfetto, l’ingresso in acqua rimane comunque rischioso. I loro corpi sono sottoposti a una tremenda pressione e l’acqua si trasforma in un muro; le forze sono nove volte più potenti di quelle impresse sui corpi degli atleti olimpici tuffandosi da una torre di 10 metri.
Eroi
Imprese eccezionali, primati mondiali o punteggi e momenti indimenticabili – il cliff diving vanta eroi del calibro di King Kahekili, Enrique Apac Rios, Lucy Wardle, Olivier Favre e Orlando Duque.
Evoluzione
Crescita ed evoluzione sono due aspetti fondamentali della Red Bull Cliff Diving World Series. Oltre ad offrire imprese funamboliche mozzafiato, l’obiettivo della serie internazionale è quello di spingere oltre i limiti di questa disciplina. Riunendo i migliori tuffatori di questo sport e offrendo loro una piattaforma stabile e un numero stabilito di gare, questa serie aveva stabilito nuovi standard già nella sua prima edizione. Il triplo salto mortale con quattro avvitamenti eseguito da Gary Hunt chiamato il Triple Quad o Triplo Quadruplo – è il primo tuffo concepito esclusivamente per il cliff diving ed ha un grado di difficoltà pari a 6.3. L’evoluzione dell’high diving è già iniziata con successo nel 2009 e, dopo il duro allenamento nella stagione di pausa, è continuata negli anni successivi. Per il 2013 i funambolici acrobati sono pronti a tornare con nuove strabilianti imprese, tuffandosi da scogli alti 27 metri, dove la superficie dell’acqua diventa una inesorabile lastra di cemento.
FINA
Nell’aprile 2012 la Fédération Internationale de Natation, FINA, ha riconosciuto i tuffi da grandi altezze quale sport professionistico.
Forza di Gravità
Nel punto più alto, la forza di gravità triplica il proprio valore, il che significa che l’atleta è sotto una forza pari a tre volte il suo peso.
Giuria
Ciascun tuffo verrà valutato da una giuria internazionale composta da cinque membri. I giudici dovranno tener conto del lancio, la posizione in aria e l’entrata in acqua, assegnando un punteggio che va da 0 a 10 punti.
Guinness world record
Il cliff diving vanta due Guinness world record. Orlando Duque, durante il Campionato Mondiale di Cliff Diving WHDF del 2000 a Kaunolu, Hawaii, ha eseguito un tuffo impeccabile, un doppio salto mortale all’indietro con quattro avvitamenti, da un’altezza di 24,40 metri: per questo tuffo si è aggiudicato un bel 10 da tutti e sette i giudici, che gli è valso un punteggio totale di 159.00 punti, un numero che è passato alla storia come il tuffo più premiato di sempre. Oltre a questo, il colombiano ha partecipato a più campionati internazionali di quanto abbia mai fatto qualsiasi tuffatore da grandi altezze.
Impatto
La forza dell’impatto è nove volte più potente di un tuffo eseguito da una piattaforma di 10 metri e può essere paragonata ad un atterraggio violento su una superficie di cemento da un’altezza di 13 metri.
Kahekili
Nel 1770 l’illustre personaggio Kahekili, l’ultimo re indipendente di Maui, amava praticare il cliff diving.
Kamehameha
Nel diciannovesimo secolo, il re hawaiano Kamehameha fu il primo ad organizzare gare di cliff diving con precise regole, finalizzate a determinare l’atleta migliore e più coraggioso.
Kaunolu
Il cliff diving è una disciplina molto antica, che ha origine nel 1700 in quel di Kaunolu, sulla costa sud-ovest dell’Isola Hawaiana di Lanai.
Lancio
Al momento del lancio, l’atleta si stacca dalla piattaforma. Dopodiché il diver ha a disposizione circa 10 - 12 metri per eseguire i suoi trick. Un lancio perfetto garantisce quasi sempre una perfetta entrata in acqua.
Lele Kawa
Lele Kawa è un’espressione hawaiana e significa letteralmente “tuffarsi da alte scogliere senza procurare schizzi d’acqua”, ed era usato da Kahekili, l’ultimo re indipendente di Maui, come tecnica d’iniziazione per i suoi guerrieri.
Location
La Rochelle (FRA), Copenhagen (DEN), Azzorre, S. Miguel (POR), Malcesine (ITA), Boston (USA), Pembrokeshire (UK), Nitéroi, Rio de Janeiro (BRA) e la provincia di Krabi (THA) sono le otto affascinanti location della Red Bull Cliff Diving World Series 2013.
Mente
Un mucchio di cose avvengono nella mente dei diver prima di tuffarsi: ripassano ogni fase del tuffo prima di salire sulla piattaforma. Alcuni di loro mimano il tuffo, lo immaginano nella propria mente e cercano di sentirlo. Nei pochi secondi che lo precedono, gli atleti sono completamente concentrati sul tuffo e la paura scompare.
55
Enciclopedia
Origini
Il cliff diving affonda le sue origini alle Hawaii durante il 1700
Piattaforma di lancio
La piattaforma deve essere una tavola stabile, con una lunghezza e larghezza minime rispettivamente di 1,5 m e 0,75 m, e uno spessore frontale che dovrà sporgere almeno di 2 m oltre la verticale.
Un salto mortale è un esercizio acrobatico durante il quale l’atleta ruota intorno all’asse verticale del corpo, portando i piedi sopra il capo. Può essere eseguito in avanti, dietro o di lato, ed è una parte fondamentale di ciascun tuffo estremo.
Sicurezza
Per ridurre il rischio di infortunio e gli schizzi dell’acqua, l’entrata in acqua dovrebbe essere eseguita mantenendo il corpo in una perfetta posizione verticale.
Le regole per la sicurezza includono l’altezza massima (28 metri), la profondità minima dell’acqua (5 metri), una piattaforma salda e protetta con una lunghezza minima di 1,5 m e una larghezza di 0,75 m, con uno spessore che dovrà sporgere almeno di 1,5 m rispetto alla verticale, soccorritori, paramedici e un’ambulanza.
Pressione
Triple Quad
Posizione Verticale
Il fatto che il semplice pensiero di un tuffo estremo in un ambiente neutro e rilassato faccia accelerare i battiti del nostro cuore, oltre a farci salire la tensione nelle vene proprio come accade poco prima della vera esecuzione – esperimento testato nel Red Bull Diagnostics and Training Center (Austria) – mette in evidenza la pressione mentale e fisica a cui gli atleti sono sottoposti.
Requisiti
I principali requisiti per i funamboli dei tuffi estremi sono un programma di allenamento accurato, molti anni di esperienza alle spalle nei tuffi estremi o in un qualunque sport acrobatico e una buona dose di coraggio, sicurezza, straordinario controllo fisico e abilità nel prendere decisioni in una frazione di secondo sulla base dei seguenti impulsi: vista, spazio, tempo ed esperienza.
Rischio
Il rischio di infortuni aumenta durante l’entrata in acqua, quando alcune parti del corpo sono già esposte ad una assoluta decelerazione e altre invece, sopra la superficie dell’acqua, mantengono ancora velocità impressionanti. Potenziali collassi possono essere evitati grazie alla tecnica e all’esperienza degli atleti.
56
Salto mortale
Il triplo salto mortale con quattro avvitamenti di Gary Hunt (UK) – il Triple Quad – è il primo tuffo nato esclusivamente per il cliff diving ed ha un coefficiente di difficoltà pari a 6.3.
Velocità
Da 27 metri, la velocità di entrata in acqua è di 85-90 km/h; un’accelerazione che può essere paragonata ad una Lamborghini Murciélago.
Web
www.redbullcliffdiving.com è il sito web ufficiale della Red Bull Cliff Diving World Series, sempre aggiornato con tutte le ultime novità, i profili dei diver, foto gallery, video e le ultime informazioni sulle tappe e sui risultati.
Zero protezioni
I cliff diver non sono accompagnati da alcuna protezione se non dalla loro esperienza. La loro tecnica è l’unica protezione contro il rischio di infortunio
Video, foto, comunicati stampa e file audio – durante l’intera stagione della Red Bull Cliff Diving World Series sarà fornita a tutti i media una ricca serie di contenuti e formati.
Qui trovi quello che stavi cercando. È semplice e veloce!! RED BULL CLIFF DIVING
www.redbullcliffdivingnewsroom.com
REGISTRATI! E potrai esplorare i tuoi contenuti preferiti.
TROVA. Ci sono numerose opzioni per trovare il contenuto ricercato. Avvia la ricerca tramite i menù a tendina e le sezioni editoriali o cerca semplicemente l’intero articolo.
UTILIZZA. Scarica il contenuto che desideri nel formato che vuoi. Tutti i prodotti sono disponibili in formato HD. Contatti stampa
mediaservice@redbullcliffdiving.com publication RED BULL CLIFF DIVING MAGAZINE 2013 publisher Red Bull GmbH, Am Brunnen 1, A-5330 Fuschl am See produced by Red Bulletin Corporate Publishing, Heinrich-Collin-Str 1, A-1140 Vienna, redbulletin.com Foto RED BULL CONTENT POOL (Romina Amato, Paulo Calisto, Balazs Gardi, Richie Hopson, Damiano Levati, Frode Sandbech, Dean Treml, Samo Vidic) immagini martin udovicic
www.redbullcliffdiving.com Seguici su Facebook
www.facebook.com/redbullcliffdiving
technical partner