Il Paese
Notiziario di Tavernerio
Il bosco ferito Dal 27 Ottobre al 1 Novembre un incendio ha interessato i nostri boschi. La zona colpita dall’incendio è stata di circa 250 ettari. Sono stati giorni drammatici con un nemico che quando sembrava domato si rialzava e ci segnalava la sua presenza alle prime luci dell’alba con il fumo che inondava le nostre valli. Il senso di scoramento che abbiamo provato percorrendo i nostri sentieri veniva mitigato solo dallo spirito dei tanti volontari che dalla provincia di Como e dalle provincie vicine sono venuti ad aiutarci. Con il loro lavoro incessante e instancabile hanno fatto in modo che la ferita non fosse troppo profonda. Ma ora il bosco è ferito e come da ogni evento negativo la nostra comunità deve trarre degli insegnamenti da quanto accaduto. Deve ritrovare quello spirito che hanno avuto i volontari che hanno lavorato per giorni nei nostri boschi. Adesso è necessario riflettere su cosa è migliorabile nella cura del nostro territorio in modo che nella prossima emergenza i danni siano limitati per quanto possibile. (Continua a pag. 3) Periodico distribuito gratuitamente - Anno VI - n. 12 - Dicembre 2017
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È nelle arterie del nostro Paese che da settembre 2017 è attivo il canale “Comune di Tavernerio” su Telegram, il servizio di messaggistica creato nel 2013. Il fratello gemello di Whatsapp, attraverso l’installazione dell’app su qualsiasi dispositivo, consente agli utenti iscritti di ricevere notizie, informazioni e aggiornamenti dal nostro Comune in tempo reale. Molteplici sono negli ultimi anni le città italiane che hanno iniziato gradualmente ad abbattere le barriere tra cittadino e comune, attraverso la creazione di reti comunicative flessibili, durature e bidirezionali. Oggi è il turno del nostro Paese. Per fruire del servizio il cittadino può scaricare Telegram Messenger su Play Store (per Android) o App Store (per Iphone), aprire l’app e inserire prima il proprio numero di cellulare, poi il codice di attivazione ricevuto via SMS da parte di Telegram e il proprio nome, ed infine cercare il canale “Comune di Tavernerio”. Non è semplicemente l’introduzione nell’assetto comunale di un innovativo mezzo di comunicazione a disposizione per i cittadini; è una vera e propria esemplificazione di come la comunicazione pubblica si stia gradualmente definendo entro nuovi confini operativi, più labili e fluidi. Non basta più l’iscrizione ad un evento su carta e penna, oggi necessarie sono le iscrizioni online; non basta più un apparato tecnico proattivo nella gestione del materiale dei dati; oggi nelle istituzioni si dà sempre più agio all’intelligenza artificiale. E per rispondere alle esigenze dei cittadini, tra cui tempestività, efficacia, continuo aggiornamento ed affidabilità, l’assottigliamento delle barriere comunicative sembra essere il primo passo per creare relazioni cittadino – istituzione basate sulla fiducia e sulla credibilità. Quindi cari lettori, ai figli dell’età 2.0 consiglio di dare un’occhiata al nuovo servizio online (tutti i dettagli sono presenti sul sito ufficiale del Comune di Tavernerio); ai più nostalgici tradizionalisti, invece, continuare a seguire le notizie e comunicazioni sulle differenti piattaforme offerte dal sistema comunale del nostro Paese. Una buona lettura, un buon Natale e un felice anno nuovo. A Voi tutti. Il Direttore Responsabile Francesca Selvini
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Il bosco ferito La nostra scuola e Don Milani Don Milani... l’uomo, il prete, il maestro Un saluto ed un augurio per Don Alessandro La comunità di Ponzate a San Pietro al Monte e a Villa Carlotta Il ventennale della Chiesa di Tavernerio Lettura e cultura rendono in-dipendenza Un modo nuovo di vivere la scuola In cammino A scuola si può anche giocare Defribrillatori donati per il cuore e con il cuore Te lo dico io con Telegramm Per la scuola connettiamoci Gruppo Volontari Antincendio Tavernerio Associazione Raggi di luce Sci Club Boletto - Ass. Mago Libero Rosa dei Venti: Prima festa dell’Acqua Plinia Ami-ki - Ricchissimo 2017
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25 Villa Santa Maria consolida il proprio ruolo di Centro di referimento per l’autismo 26 I pensieri dei nostri ragazzi il primo giorno di scuola 28 L’Istituto comprensivo è sede di esami per la certificazione linguistica 29 Personaggi indimenticabili: Franco Belluschi e la moglie Ornella 30 Louis Charles Casartelli da Tavernerio vescovo 32 Ciao maestra Emi 33 Nati per leggere 34 La Madonna: donna, mamma, strumento di Dio. I quadri della cappella feriale nella chiesa dell’Eucaristia 36 Elogio della trippa 37 Ponzate non è Pozzuoli 38 Poesie 39 Parkinson: un percorso per promuovere il benessere psicologico attraverso le arti espressive visive
Il bosco ferito (Continua da pag. 1) Dovremo lavorare per ripristinare il nostro sistema di strade agro-silvo-pastorali in modo che sia possibile raggiungere i luoghi dell’emergenza con meno difficoltà (quante gomme tagliate per i mezzi di soccorso nei giorni dell’incendio!). Bisogna pianificare la pulizia delle strade e dei sentieri tagliafuoco per limitare la propagazione degli incendi. E’ necessario integrare il gruppo dei volontari antincendio boschivo locale per avere un intervento tempestivo in caso di emergenza. Oltre ai volontari “attivi” andrebbero creati dei gruppi di persone che possono fungere da guide per i volontari che arrivano da altre zone e da sentinelle durante il periodo di bonifica dell’incendio. Ora dovremo gestire la fase successiva all’incendio, il bosco è ferito e va monitorato. Le piante che moriranno per i danni del fuoco possono creare rischi idro-geologici in un territorio complicato come il nostro. Tutti questi aspetti e molti altri saranno affrontati dall’amministrazione comunale e dai tanti concittadini che in questi giorni hanno dato disponibilità per aiutarci in questo gravoso compito. Sarà aperto un confronto con tutti gli enti preposti, Regione Lombardia, Provincia di Como e Comunità Montana Triangolo Lariano, per creare un’azione sinergica di controllo e ripristino del nostro territorio. Chiudo riportando le comunicazioni che sono state date tramite i canali social del Comune durante l’emergenza. Nella loro forma originale danno l’idea di come è evoluta la situazione e quanto sia stato sfiancante il lavoro dei volontari impegnati nei nostri boschi.
fica. Ringraziamo questi ragazzi che insieme ai vigili del fuoco, al gruppo di volontari del Triangolo Lariano e a quello di Cantù oggi hanno lavorato per ore per mettere in sicurezza il paese e domare l’incendio. Si coglie l’occasione per ricordare che e’ vietato accendere fuochi in prossimità dei boschi con le attuali condizioni meteorologiche.
28 Ottobre Per tutto il giorno i volontari del gruppo antincendio boschivo della protezione civile provinciale, i vigili del fuoco e i mezzi della protezione civile regionale (elicotteri e canadair) hanno tenuto sotto controllo l’incendio che è divampato nei nostri boschi. La situazione è costantemente monitorata ma l’emergenza non è finita. Ci vorranno giorni per ritornare alla normalità perché l’incendio dello strato di sottobosco può innescare delle riprese in qualsiasi momento. Queste riprese sono favorite dal vento e dallo stato del 27 Ottobre sottobosco che in mancanza di precipitazioni è molto L’incendio che ha interessato la zona boschiva di Ta- secco. Per tutto il giorno la zona è stata bagnata dagli vernerio (circa 5 ettari) è stato chiuso da pochi minuti elicotteri e dai canadair (utilizzando anche liquidi ritarma a causa del secco e del vento sono probabili del- danti) e dai mezzi della protezione civile e dei vigili del le ripartenze nella notte. Le squadre dei volontari anti fuoco dotati di modulo antincendio. incendio boschivo AIB di Tavernerio sono comunque A ciò si è aggiunto il lavoro instancabile dei volontari pronte a risalire alle 6 di domani mattina per la boni- antincendio boschivo che hanno bloccato l’espansione Il Paese Notiziario di Tavernerio Anno VI - Numero 12 Dicembre 2017 Direttore responsabile Francesca Selvini Segretaria di redazione: Sabrina Mantegazza
Comitato di Redazione: Giusi Giuliani Romano Meroni Giovanni Moiana Ermanno Trombetta Collaboratori esterni Sara Di Stefano Francesca Bianchi Stefania Riso Laura Tiburzi
Sede: Comune di Tavernerio Registrato al Tribunale di Como col n.6/2012 Stampa: GRAFFIETTI STAMPATI S.n.c. S.S. Umbro Casentinese Km 4,500 - S.S. 71 01027 Momtefiascone (Viterbo) - Italy Distribuito gratuitamente in n. 3.200 copie. In caso di mancato recapito segnalare al seguente indirizzo di posta elettronica: redazione.il paese@comune.tavernerio.co.it.
Sul sito internet del Comune è disponibile la versione del notiziario in formato digitale. www.comune.tavernerio.co.it. Chiuso in redazione il 20/11/2017 Il Paese 3
dell’incendio ripulendo il perimetro e formando delle trincee. A loro e a tutte le persone impegnate nelle operazioni di messa in sicurezza del nostro territorio va il nostro più sentito ringraziamento. Si raccomanda di non accedere alle zone boschive colpite dall’incendio fino a quando non sarà comunicata la fine dell’emergenza. 29 Ottobre Anche oggi, dall’alba al tramonto, più di 50 volontari antincendio provenienti da tutta la provincia, aiutati da elicotteri e canadair della protezione civile, hanno cercato di arginare il fuoco che, nella notte, ha ripreso a bruciare il nostro territorio. Purtroppo il vento caldo che si e’ alzato verso sera sta favorendo la ripresa della fiamma attiva. Domani si continuerà il lavoro di contrasto all’incendio con le squadre a terra e i mezzi aerei antincendio. 30 Ottobre Domani sarà il quinto giorno in cui i nostri “angeli” antincendio combatteranno una lotta impari contro l’incendio che sta distruggendo i nostri boschi. Oggi il fuoco si e’ riattivato in alcune zone dove era stato domato nei giorni scorsi: sopra il Burdiga, nella valle di Tavernerio e sopra la Fonte Plinia solo per fare qualche esempio. Questo pomeriggio il fuoco ha colpito anche alcune baite. I volontari ci stanno aiutando da tutta la provincia ma anche dalle province di Lecco e Monza, non ci stancheremo mai di ringraziarli. Siamo ancora in piena emergenza e si invita la cittadinanza alla massima attenzione nelle zone colpite dall’incendio. Confidiamo che domani ci sia un maggior supporto dei mezzi aerei in modo da migliorare la situazione che al momento permane critica. 31 Ottobre Fino a notte fonda i nostri “angeli” hanno controllato il fuoco che saliva al Boletto. Dopo poche ore erano già
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pronti per contrastare il fuoco che minacciava la valle di Ponzate e la valle di Albese. Il supporto di canadair e elicotteri ha permesso di rallentare l’avanzata del fuoco e di stabilizzare le zone più critiche. La notizia positiva è che da oggi il bosco è più umido e nelle prime ore del mattino il fuoco fa fatica ad attivarsi. Domani è un’altro giorno di allerta. L’incendio, in questi giorni, ci ha insegnato a non sottovalutarlo. 1 Novembre Sesto giorno di emergenza incendi e nonostante il giorno festivo sono presenti una trentina di volontari antincendio boschivo sul nostro territorio per tenere sotto controllo alcune ripartenze nella zona delle cascine, della Fonte Plinia e delle panchine rosse e iniziare la bonifica delle altre zone. Purtroppo l’incendio sotterraneo non consente di abbassare la guardia fino alle prime piogge. Oggi il lavoro dei volontari e’ stato supportato da un elicottero. Da ieri e’ aperta la base aerea di Erba e questa e’ un’ottima notizia in quanto il mezzo aereo in caso di necessità riesce ad arrivare in poco tempo. Responsabile del servizio elitrasportato antincendio boschivo della protezione civile regionale per la base di Erba e’ il nostro Stefano Casartelli che insieme a Piero Proserpio ha diretto le operazioni di spegnimento dell’incendio dall’inizio dell’emergenza. Ricordiamo alla cittadinanza che e’ necessaria la massima attenzione nelle zone colpite dall’incendio in quanto vi e’ pericolo di caduta delle piante danneggiate dal fuoco. Il 18 novembre è stato organizzato il ringraziamento ufficiale dell’amministrazione comunale a tutti i volontari impegnati nell’emergenza incendio (i nostri “angeli”). A loro e ai coordinatori delle operazioni di spegnimento, Stefano Casartelli, Piero Proserpio e Marco Longhi, va il più sentito ringraziamento della popolazione di Tavernerio. Il sindaco Mirko Paulon
La nostra scuola e don Milani
Non è facile decidere che nome dare a una scuola; l’intitolazione rimane per sempre e perciò deve avere delle motivazioni talmente valide da riuscire a sfidare il passare del tempo. 50 anni fa, il 26 giugno 1967 muore, all’età di 44 anni, don Lorenzo Milani. A questo grande uomo, sacerdote, educatore è dedicata la nostra scuola. Una ricerca fatta negli archivi del nostro Comune ci ha permesso di riaprire una importante pagina della nostra storia locale e di rivivere i momenti in cui si è fatta questa scelta. Il 23 settembre 1977, il provveditorato agli studi inoltra alla prefettura di Como e al sindaco di allora del nostro paese, professor Aldo Rossini, un fascicolo denominato “Intitolazione scuola media statale di Tavernerio”. Nell’introduzione si legge:” Il collegio dei docenti della scuola media statale di Tavernerio ha deliberato di intitolare la suddetta scuola al nome di don Lorenzo Milani. Si allega copia della nota biografica della persona scelta, con preghiera di voler esprimere il proprio parere in merito”. La relazione porta la firma del vice preside Padre Antonio Saiu. Dopo aver delineato biograficamente la figura di don Milani, Padre Antonio giunge alla conclusione che l’insegnamento fondamentale del priore di Barbiana è porre “… l’alfabetizzazione come soluzione base del problema religioso, culturale, politico e sociale”. Fare scuola significa partecipazione concreta alla vita di tutti i giorni … la contemplazione passiva non potrà mai essere un buon metodo scolastico. Non può esistere una scuola astratta dalla vita, una scuola fine a sé stessa, non ha senso”. Il Sindaco Aldo Rossini si interroga a sua volta sulla figura di questo prete così scomodo ma così illuminato e scrive con la collaborazione del figlio Fabio diversi fogli di appunti dei quali sono stati ritrovati proprio gli originali allegati alla convocazione del consiglio comunale del 6 ottobre 1977. Questo consiglio è stato decisivo per la nostra scuola. Nell’ordine del giorno ecco i punti che riguardavano la futura scuola: punto 2 – assunzione mutuo di lire 100.000.000 Cassa DD. & PP. per costruzione scuola media. punto 3 – lavori di costruzione 1° lotto scuola media – incarico direzione lavori all’architetto Silvano Cavalleri.
punto 15 – intitolazione nuova scuola media al nome di don Lorenzo Milani. Nella sua relazione il professor Rossini riferisce che “… sono stati appaltati i lavori di costruzione della nuova scuola media alla quale si rende opportuno dare un’intitolazione. Si è pensato al nome di don Lorenzo Milani educatore e pedagogista. “...I suoi concetti esprimono l’ideale di una scuola democratica nel senso integrale della parola, libera, attiva, liberatrice”. Il Sindaco illustra il pensiero pedagogico di don Milani riassumendolo in tre punti: fine dell’educazione: “..la necessità di fare scuola allo scopo di fornire gli strumenti intellettuali a chi non li ha “ aspetto politico e sociale: “… la scuola è l’unico strumento possibile per ridare ai poveri la coscienza della propria dignità “ mezzi e metodi: “... fare scuola sempre, ininterrottamente, insegnare un po’ di tutto, abituare i ragazzi alla critica e alla discussione, aprirli all’esperienza anche verso il mondo esterno, tutto ciò portato avanti con grande amore e passione dall’insegnante che deve saper motivare e gestire le situazioni (… se necessario disciplina assoluta ma per amore)”: Terminata l’esposizione del professor Rossini , “.. dopo breve discussione sul titolo esatto da dare alla scuola e cioè se “don Lorenzo Milani” o “Lorenzo Milani” e dopo la proposta dell’assessore cavalier Domenico Meroni di installare una pergamena all’atto di posare la prima pietra …”, all’unanimità di voti espressi per alzata di mano si delibera di intitolare a “don Lorenzo Milani” la scuola media di imminente costruzione“. I tempi, la società e i luoghi non sono più quelli di Barbiana, ma il nome della nostra scuola ci interpella ancora in modo vivo e attuale sul suo significato e sui suoi compiti a Tavernerio. Sabrina Mantegazza Il Paese 5
Don Milani: l’uomo, il prete, il maestro.
Davvero pochi possono dire di non aver mai incrociato nella propria vita la figura di don Lorenzo Milani. Chi per sentito dire, chi approfondendo qualche nozione su di lui, chi imbattendosi in citazioni, usate più o meno strumentalmente, in ambito scolastico o religioso. E, volendo conoscere la sua figura in modo più dettagliato, si scopre una notevole e corposa bibliografia, spesso orientata più a sostenere delle tesi, che a far conoscere la persona. Incontrandolo nei suoi scritti, invece, lo si scopre in tutta la sua complessa umanità, abitata da mille stati d’animo: la speranza, il timore, la delusione, l’entusiasmo, la rabbia, la gioia, lo sconforto. L’orizzonte però rimane sempre lo stesso: costruire giustizia e cercare verità. Lorenzo nasce a Firenze nel 1923 in una famiglia dell’alta e colta borghesia. Gli anni dell’infanzia e della formazione si svolgono tra Firenze e Milano, dove, nel 1942 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera per assecondare la sua passione per la pittura. Ma proprio approfondendo le Sacre Scritture scopre la fede, entra in seminario e nel 1947 viene ordinato sacerdote. Nello stesso anno viene mandato a S. Donato di Calenzano, in aiuto di don Pugi. Fonda la scuola popolare serale per giovani operai e contadini, che gli provoca da subito l’opposizione di parroci benpensanti e non solo. Per il suo spirito innovatore, per il suo senso di giustizia, misurato con il Vangelo, per la sua critica al potere, viene definito prete classista e scomodo. E infatti alla morte di don Pugi, don Lorenzo viene nominato priore di Barbiana, località sperduta sui monti, neanche riportata sulle carte geografiche. A trentuno anni, viene esiliato dalla sua stessa Chiesa. Ma la fede e l’amore come unica misura di ogni azione e pensiero lo sostengono e, ben presto, organizza una scuola in canonica per i
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Nelle foto don Lorenzo Milani con alcuni dei suoi ragazzi a Barbiana, dove era stato confinato. ragazzi che hanno concluso le elementari, insistendo sull’educazione linguistica. Fonda così la Scuola di Barbiana. Nel 1958 pubblica il libro “Esperienze Pastorali”, un diario parrocchiale iniziato a S. Donato, scritto per i giovani preti che intraprendono l’opera sacerdotale. Inizialmente la pubblicazione riceve l’imprimatur, ma suscita molte polemiche, tanto da determinare il ritiro dal commercio da parte del Santo Uffizio, perché considerato “inopportuno”. Il fatto suscita clamore su stampa nazionale ed estera e porta il Priore alla ribalta delle cronache. Nel 1965 un gruppo di cappellani militari emette un comunicato contro l’obiezione alle armi in cui vengono definiti vili gli obiettori di coscienza. Don Lorenzo e i suoi ragazzi rispondono con una “Replica ai cappellani militari”: il testo viene incriminato per apologia di reato e don Lorenzo viene processato. L’aggravarsi del linfoma che già dal ’60 era stato diagnosticato, gli impedisce di presentarsi in tribunale; a sua difesa invia la “Lettera ai giudici”, che verrà pubblicata in un libro dal titolo “L’obbedienza non è più una virtù”, a firma dei ragazzi della scuola di Barbiana.In primo grado don Lorenzo viene assolto, ma il ricorso degli oppositori determina una condanna post-mortem. Nel 1967, sempre scritta dai ragazzi di Barbiana con il loro maestro, viene pubblicata “Lettera a una professoressa”: anch’essa raggiunge fama internazionale e viene tradotta in decine di lingue. Don Milani fa appena in tempo a vederne la pubblicazione. Muore il 26 giugno 1967, a 44 anni, nella casa della madre che lo ha sempre accolto nelle sue non facili scelte e che lo assiste negli ultimi giorni. E’ sepolto nel cimitero di Barbiana, che non ha perso in questi cinquant’anni la sua povertà ed essenzialità, dove si reca un numero sempre crescente di visitatori silenziosi e rispettosi del luogo
Barbiana oggi è simbolo di esilio e di rinascita, delle luci e delle ombre della chiesa fiorentina della prima metà del ‘900; solo nel 1987 (ventennale della morte) la Chiesa riconosce in forma ufficiale don Milani come grande uomo di fede ed esempio da seguire. Ma, per far cadere la condanna su “Esperienze Pastorali”, devono trascorrere altri decenni e deve arrivare papa Francesco, che nel 2013 considera decaduta quella condanna. Quest’anno, nel mese di giugno, il Papa ha visitato Barbiana e si è raccolto in preghiera sulla tomba di don Lorenzo, lontano dallo sguardo dei media. In realtà don Lorenzo Milani è una delle figure del Novecento che hanno lasciato un profondo segno e da cui si raccolgono ancora oggi importanti provocazioni, che possono orientare la società, la scuola, la chiesa. Don Milani è contemporaneo quando si constata che la povertà e le ingiustizie non sono certo scomparse e “le Barbiana di oggi” sono innumerevoli (in Asia, in Africa, in America Latina) e interpellano con il loro bisogno di giustizia; sembra che parli alla società odierna quando dice: ”Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri”.Don Milani è attuale per il messaggio sulla scuola e sugli scopi della formazione, che non è mai disgiunta dall’educazione. Il Priore combatte in modo assolutamente laico il vuoto culturale, con l’uso delle parole, che oggi sono sempre più strumento di potere anziché strumento per la ricerca di verità. I suoi ragazzi, come i ragazzi di sempre, devono imparare l’uso della lingua e dei linguaggi, per essere sempre consapevoli del momento storico che si sta vivendo. E questo significa essere liberi, ma per don Milani, la libertà genera responsabilità verso sé stessi e verso tutti. L’esperienza di Barbiana è inclusiva: non si “scarta” nessuno, ma tutti possono essere protagonisti, capire e
Papa Francesco in preghiera sulla tomba di don Lorenzo Milani a Barbiana. aiutare a capire. In questa scuola se uno rimane indietro, viene preso per mano e portato a livello degli altri e solo allora si riprende il cammino; è una scuola che apre i ragazzi verso il mondo, sempre indicando obiettivi alti, perché c’è stima e rispetto di tutti. E’ davvero toccante il passo sulla scuola e sul ruolo del maestro. ”La scuola siede tra passato e futuro e deve averli presenti entrambi, il maestro deve essere, per quanto può, un profeta: scrutare i segni dei tempi, indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare, domani, e che noi vediamo solo in confuso” Nella scuola di Barbiana è ancora appeso ad una parete il piccolo cartello, scritto a mano, che dichiara il fondamento di ogni processo formativo, di ogni posizione nella nostra vita, dentro la storia che ci è dato da vivere: I CARE, ossia mi interessa, mi sta a cuore, mi coinvolge; l’esatto contrario dell’indifferenza, del qualunquismo, del fatalismo. “Ciascuno è responsabile di tutto”, insegna don Lorenzo, uscendo da un ambito puramente formativo-educativo, e chiamando in causa qualsiasi realtà una persona matura si trovi a vivere, sia essa di carattere civile, di fede, sia essa in ambito privato o pubblico. Don Lorenzo è attuale e provocatorio come prete. La sua è una fede talmente profonda, che la conversione coincide con la scelta di essere sacerdote. La sua vita è coerenza al messaggio del Vangelo; e il centro del Vangelo è l’amore disinteressato, non teorico e astratto, ma incarnato nella storia, in gesti e parole, proprio come nel cristianesimo avviene nella figura di Gesù. ”Della verità non si deve aver paura; un sacerdote non ha nulla da perdere; ovunque vada troverà sempre qualcuno da amare, non a parole, che sarebbe un mostruoso misfatto e una ignobile falsità, ma con i fatti. Amare non significa dare qualcosa, significa dare noi stessi, significa essere… e i poveri, di fronte a loro bisogna scegliere. Non ci sono vie di mezzo né compromessi”. A cura della redazione Il Paese 7
UN SALUTO ED UN AUGURIO
Ci sono stagioni in cui il normale succedersi degli anni si colora di accenti inediti, facendo riscoprire la novità che può abitare persino il più consueto dei giorni. Enzo Bianchi – Monastero di Bose Era il 25 settembre 2010 giorno di festa, per le comunità di Tavernerio e Solzago per l’arrivo di Don Alessandro, riunite nella celebrazione eucaristica per accogliere il nuovo pastore. “Carissimi parrocchiani di Tavernerio e Solzago, … vengo tra voi con non pochi timori e pensieri ma con quella serenità che solo il Signore ci dona… entrambi, pastore e gregge, cercheremo di camminare insieme e insieme di supplire alla mancanze e povertà gli uni degli altri…” questi alcuni tra i pensieri che il giovane parroco ci ha rivolto nell’iniziare la sua missione sacerdotale in mezzo a tutti noi. Era stato inviato dall’allora vescovo Diego, e a lui sarebbe spettato il non facile compito di unire due realtà parrocchiali vicinissime tra loro ma con caratteristiche e peculiarità differenti, così come tradizioni religiose e vissuti storici. Abbiamo cercato sin dai primi incontri, di accoglierlo con quel calore e quella vicinanza, tipica di una famiglia che è chiamata ad accogliere i suoi membri. E lui si è dimostrato paziente nell’ascolto, nel ricevere consigli, nel condividere i diversi aspetti, nello sperimentare nuove proposte. Soprattutto in questi ultimi anni, ci ha sempre spronato ad essere comunità cristiana di Tavernerio-Solzago che si mettesse in gioco con una pastorale che riuscisse ad abbandonare il comodo criterio del “si è sempre fatto così” e invitandoci a “muoversi” sulle due realtà parrocchiali con libertà e senza campanilismi. Non possiamo
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negare che in questi setti anni, trascorsi troppo velocemente, abbiamo vissuto momenti anche faticosi di cammino comunitario, ma don Alessandro ci ha sempre ricordato e richiamato a soffermarci sul fatto che la vita comunitaria è come quella di una famiglia dove si impara a vivere nelle differenze, nel dialogo, nella pluralità ma con il fine ultimo dell’unità. Ognuno di noi ha avuto l’opportunità di conoscerlo, di instaurare rapporti personali diversi, di confrontarsi e ciascuno lo porterà nel proprio cuore così come lo vorrà. In lui semplicità, schiettezza, non si sono mai celate dietro false sembianze. Chi ha suonato alla porta della sua casa ha sempre trovato un sacerdote, ma soprattutto un uomo disponibile e pronto ad accogliere e a dedicargli del tempo. Ci lascia un percorso tracciato ma ancora tutto da scoprire, da integrare, da migliorare e soprattutto da condividere tutti insieme! Ci lascia nuove sfide da affrontare, ci chiede il coraggio di un gesto missionario, di annunciare il Vangelo con limpidezza nella quotidianità tra le fatiche e le gioie. Ci chiede di affidarci e affidarlo a Maria, nella preghiera per questa nuova missione in terra valtellinese, oggi 24 settembre 2017. Auguri don Alessandro dalla comunità cristiana di Tavernerio-Solzago.
La comunità di Ponzate a San Pietro al Monte e a Villa Carlotta Mano a mano che si avvicina il Natale, con il calore che questa festa sa sprigionare, ogni occasione è buona per ricordare i bei momenti dell’estate. A Ponzate i mesi delle vacanze sono contrassegnati dall’esperienza del Campo Estivo parrocchiale a luglio (una settantina di persone anche quest’anno l’hanno vissuto sulle Dolomiti a Bellamonte) e del Grest a cavallo tra agosto e settembre (una cinquantina tra ragazzi e animatori). La gita di quest’anno ci ha permesso di raggiungere un posto bellissimo situato a pochi chilometri di distanza, precisamente a Civate (Lecco). Tante volte si va lontano e ci si dimentica di vedere ciò che sta vicino. Uno di questi luoghi splendidi e a portata di mano è la basilica di San Pietro al Monte, di cui è stato chiesto all’Unesco anche il riconoscimento come “patrimonio dell’umanità”. Dal centro di Civate bisogna affrontare una bella salita, tutta lastricata in pietra, che risale la ripida Val dell’Oro, per raggiungere il complesso romanico incastrato in un verde prato tra le montagne. È stata celebrata la Messa e i ragazzi hanno avuto la possibilità di una visita guidata, che ha illustrato loro storia e leggenda, e soprattutto le peculiarità artistiche della chiesa e della cripta oltre che del piccolo oratorio di San Benedetto, situati a 662 metri di quota. Una giornata davvero indimenticabile, terminata a fine discesa con un buon gelato al Crotto del Capraio. Di lì a pochi giorni, la comunità di Ponzate è stata coinvolta in una domenica a Villa Carlotta, sul lago di Como. Due i motivi della gita. Dapprima la visita della mostra “I colori del bosco” organizzata dalla Fondazione Rusca di Como (di cui è direttore don Agostino, parroco a Ponzate): nelle teche era possibile vedere una cinquantina di tavole del prestigioso Erbario Fabani, una collezione di erbe e fiori raccolti nei nostri territori cento anni fà dal medico e botanico di Cernobbio. Una occasione unica per contemplare il tesoro dell’Er-
bario conservato nei depositi del Centro Rusca, caratterizzato da uno spiccato senso estetico. La visita alla mostra è stata preceduta dalla Messa celebrata nell’Oratorio Sommariva, un tesoro d’arte ottocentesca conosciuto come la chiesa di Villa Carlotta, recentemente restaurato e quasi mai visitabile. Ma un altro motivo della bellissima gita sul lago è stata l’esibizione di due corpi bandistici nel cortile della Villa in un pomeriggio dai colori ancora pienamente estivi: uno di essi – quello di Mariano Comense – è diretto da Angelo Sormani, ponzatese, direttore e compositore molto apprezzato. I suoi parrocchiani hanno potuto così vederlo all’opera e gustare due ore di ottima musica nella splendida cornice del parco di Villa Carlotta. Tutti contenti al rientro a Ponzate. Ci vuole davvero poco per vivere insieme sani momenti di vita comunitaria! Non possiamo non darvi una bella notizia. Dal mese di settembre, dopo un anno propedeutico, un giovane di Ponzate, Alessio Cifani, ha iniziato presso il Seminario Vescovile di Como il cammino per diventare sacerdote. È un dono per lui, per la sua famiglia e per tutti noi. Ed è una responsabilità grande. Comunità pastorale di Ponzate
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IL VENTENNALE DELLA CHIESA DI TAVERNERIO
Sono trascorsi 20 anni dalla domenica 26 ottobre 1997. Mons. Alessandro Maggiolini, Vescovo di Como, consacrò la nuova Chiesa di Tavernerio e la dedicò al Sacramento dell’Eucaristia. Quell’evento segnò un profondo cambiamento per la Comunità Cristiana. Da anni la ‘vecchia’ Chiesa di San Martino e il complesso parrocchiale adiacente apparivano insufficienti per accogliere i numerosi fedeli e per svolgere adeguatamente le attività pastorali. Occorrevano spazi più ampi e più funzionali. Prima di pensare alla realizzazione di una nuova struttura, nei primi anni novanta, furono valutate alcune ipotesi di ampliamento della Chiesa di San Martino e degli edifici circostanti. Evidenti problematiche legate alla futura accessibilità delle strutture riadattate, costrinsero ad abbandonare l’idea e ad accelerare la progettazione di un
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nuovo complesso. Furono incaricati due architetti del paese: Giuseppe Reynaud e Alberto Ostinelli. Nel frattempo, il parroco don Silvio Bernasconi, coadiuvato dalla Commissione Affari Economici, iniziò a studiare come reperire le necessarie risorse finanziarie. La nuova Chiesa sarebbe sorta sul terreno, tornato, dopo varie vicissitudini, di proprietà parrocchiale, situato in una zona centrale del paese, denominato ‘pra di Boss’. Rispetto alla ‘vecchia’ situata nella parte alta, sulle pendici delle colline
ai margini del centro abitato, la nuova collocazione seguì lo sviluppo del paese verso la ‘Zona Bassa’, iniziato dopo il tragico evento dell’alluvione del 1951. La determinazione di don Silvio, sotto la spinta del Vescovo, e la volontà di molti parrocchiani consentirono di giungere, la sera del 24 settembre 1993, alla benedizione della ‘prima pietra’, che, durante i lavori, fu poi collocata in prossimità dell’attuale ingresso. La cerimonia si svolse alla presenza di Mons. Maggiolini e di altre autorità, presso la Chiesa di San Martino. Qualche settimana dopo, il 14 novembre, in occasione della Festa Patronale, don Silvio consegnò alla Comunità le poche righe che riportiamo integralmente. “Questa Prima Pietra, in modo simbolico, raccoglie in sé una lunga storia; diversi sacerdoti, che mi piace ricordare, l’hanno in qualche misura preparata: don Angelo Benzoni, don Pierangelo Livio, don Luigi Artali e altri che con loro sono passati nella Comunità. Alla Comunità di oggi tocca il compito gravoso di chiudere il periodo di preparazione e di aprire, sia pure in modo semplice, una parte di futuro. Un futuro che non concede ulteriori rinvii.” Iniziarono i lavori e in meno di tre
anni, ‘il tempio moderno e capace’, auspicato da don Angelo Benzoni negli anni ’50, fu pronto. E con esso, una cappella laterale per le celebrazioni feriali, nuovi locali per l’abitazione del parroco e per il nuovo oratorio. Gli edifici del vecchio complesso vennero ceduti e destinati ad altri scopi, ad eccezione del corpo della Chiesa di San Martino e di una parte della canonica, rimaste di proprietà della parrocchia. Ancora oggi, l’antico campanile continua a svettare dall’alto e a chiamare, con i suoi rintocchi, i fedeli alle celebrazioni presso la Chiesa dell’Eucaristia. I lavori furono finanziati con l’acquisizione di contributi della Conferenza Episcopale Italiana, con la vendita di parte del terreno antistante i nuovi edifici e con il sostegno determinante delle donazioni da parte dei parrocchiani. Negli anni successivi, si è continuato a lavorare per abbellire l’interno della Chiesa con un ciclo di dipinti raffiguranti temi delle Sacre Scritture, ancora oggi da completare. Altri interventi necessari per rendere sempre più funzionali ed efficienti le strutture, adeguandole a successive esigenze, sono stati compiuti da don Silvio e dal suo successore, don Alessandro. Intorno al complesso parrocchiale sono stati costruiti edifici privati e uffici pubblici, che contribuiscono a completare l’ambiente. Ci piace ricordare che la piazza antistante la ‘nuova’ Chiesa è intitolata a don Angelo Benzoni, primo parroco ad averne avvertito la necessità. A distanza di tempo, qualcosa del progetto rimane ancora da completare: un pezzo di storia deve ancora essere scritto. Elio Maltagliati Nelle foto nella pagina a sinistra, in alto la nuova chiesa sovrastata dal vecchio campanile della chiesa di S. Martino, in basso, il complesso della vecchia Chiesa di S. Martino; in questa pagina. in alto il nuovo complesso dell’oratorio, una fase della costruzione della chiesa e la dedica della piazza al parroco don Angelo Benzoni. Il Paese 11
AMMINISTRAZIONE
Lettura e cultura rendono in-dipendenza (work in progress) Cosa vuol dire oggi, per un territorio come il nostro, promuovere azioni finalizzate a mantenere e promuovere la cultura, e che tali azioni producano ricadute concrete e siano sostenibili e perdurino nel tempo? Questa esortazione ci è stata rivolta già in campagna elettorale ed è stata da subito una sfida che abbiamo raccolto con particolare interesse. Sin dalle prime settimane la commissione biblioteca e l’assessorato alla cultura si sono attivati per programmare e proporre alla cittadinanza un percorso che avesse attinenza con la specificità del nostro territorio, con il preciso scopo di stimolare l’interesse e la partecipazione di un numero sempre crescente di persone. Dal mese di gennaio abbiamo iniziato ad organizzare eventi e serate che celebrassero i momenti salienti della storia nazionale e mondiale: 27 gennaio, in occasione del “Giorno della memoria”, in collaborazione con l’associazione ’Il Baule dei suoni’ si è tenuto uno spettacolo musicale e teatrale di grande impatto emotivo. 10 febbraio, “Giorno del ricordo” in collaborazione con la Commissione biblioteca di Albese, presso il loro auditorium comunale, è stata organizzata una serata commemorativa con la professoressa Adria Bartolich e il sig. Luigi Perini, presidente del Comitato di Como dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 8 marzo “Festa della Donna”, letture a cura dell’autrice Ilaria Bodero Maccabeo. Per quanto riguarda i temi ed i contenuti più vicini al
nostro territorio provinciale è stato predisposto nel corso dell’anno un ciclo di Incontri con l’autore, a cura della casa editrice Dominioni, abbiamo avuto il piacere di conoscere e di approfondire le pubblicazioni di Giuseppe Guin, Elsa Albonico, Emilio Magni e della coppia Cristian Pala/ Nicola Butera. In collaborazione con il Gruppo lettura “Libriamoci” nel mese di giugno Ivano Gobbato ha presentato “Cattedrali di parole” mettendo a disposizione del pubblico la profondità del pensiero e la raffinatezza della scrittura di Raymond Carver, Alice Munro e Cormac McCarthy. Sempre nell’ottica della promozione degli aspetti caratteristici e culturali più specifici, Assessorato e Commissione biblioteca hanno partecipato attivamente anche alla tradizionale Sagra di San Fereolo, animando un divertente laboratorio per bambini, cosi come, in occasione della festività del Santo patrono l’11 novembre è stato organizzato un vivace concerto di voci gospel nella Chiesa di S. Martino, a cura del coro LineArmonica dal titolo “ Sing, Pray Shout”. Altri eventi, seminari, presentazioni e convegni in ambiti di sicurezza, sanità, scuola o spettacolo sono stati organizzati, sostenuti o patrocinati con interesse e gratitudine, accogliendo le numerose richieste che sono giunte all’attenzione degli uffici o dei diversi assessorati. Riproponiamo ora la domanda posta all’inizio: cosa vuol dire, oggi, per un territorio come il nostro, promuovere azioni finalizzate a mantenere e promuovere la cultura e che tali azioni producano ricadute concrete e siano sostenibili e perdurino nel tempo? Alla luce di questa sommaria sintesi vorremmo fosse evidente che la nostra risposta parte dalla volontà di investire sempre maggiori energie in questo percorso. È necessario attuare proposte che derivino dalla collaborazione di tutte le realtà associative presenti sul territorio e che, nel rispetto delle diverse missions, custodiscono e generano cultura. Questi sono stati i primi passi: ma la volontà di pochi non è sufficiente. Grazie a tutte le persone che hanno partecipato. L’assessore alle politiche sociali e alla cultura Federica Trombetta
Un momento dell’avvincente concerto tenuto in occasione della festività di San Martino nella vecchia parrocchiale di Tavernerio 12 Il Paese
Un modo nuovo di vivere la scuola
Un anno e mezzo fa, precisamente il due giugno 2016, la lista civica “Progetto Comune per Tavernerio” presentava, presso l’auditorium comunale, il proprio progetto amministrativo relativo al “Polo Scolastico Don Lorenzo Milani” annunciando l’idea di un modo nuovo di vivere la scuola. Tale progetto fu ideato con il contributo di molti ed affidato ad un gruppo più ristretto per la sua realizzazione. E’ passato solo un anno e mezzo e parte di questo progetto trova già la sua realizzazione sempre grazie al contributo di tantissime persone che per investitura, professione, vocazione o semplice affetto hanno lavorato fin da quel giugno senza mai dubitare della bontà di tale proposta. Non mi stancherò mai di affermare che “Il nostro impegno verso il mondo della scuola nasce dalla convinzione che il centro sociale e geografico intorno al quale ruota l’intera comunità è proprio la scuola. E’ in questa realtà che si muovono tutte le componenti del tessuto civile (bambini, ragazzi, adulti, anziani) ed è da qui che nasce l’identità stessa del paese” Da neofiti del mondo amministrativo, il nostro gruppo consigliare si è mosso con la necessaria cautela, ma con determinazione, analizzando lo stato dei fatti, definendo alcune priorità e ponendosi immediatamente tre obbiettivi: Reperire le risorse Definire un progetto attuativo Condividere con tutte le componenti coinvolte (bambini e ragazzi, dirigente, insegnanti, genitori ed ATA ) e con le loro rappresentanze (Consiglio Comunale dei Ragazzi, Collegio docenti, Consiglio di Istituto, Associazioni Genitori) tale progetto definendo le priorità attuative. Abbiamo presentato un progetto al BIM Bacino Imbrifero Montano che ci ha concesso uno specifico finanziamento per l’efficientamento energetico dell’istituto comprensivo e alla palestra comunale. Inoltre la legge di bilancio 2017 (Legge 11 dicembre 2016, n. 232) ha previsto la possibilità di richiesta di spazi finanziari nell’ambito del patto di solidarietà nazionale, con finalità specifiche di finanziamento per gli interventi di messa in sicurezza delle scuole e di manutenzione straordinaria. Il Governo con #italiasicura ha scelto la strada della prevenzione superando la logica delle emergenze in settori chiave per l’attività sociale, culturale e economica: dissesto idrogeologico, infra-
strutture idriche e la messa in sicurezza dell’edilizia scolastica con il progetto “scuole sicure”. E’ stato predisposto tra gennaio e febbraio il progetto di “messa a norma dell’edificio scolastico con la finalità della certificazione anti incendio”. Il progetto, totalmente elaborato dall’ufficio tecnico comunale, ha potuto essere realizzato solo grazie all’apporto di tutti i tecnici dell’ufficio e alla collaborazione indispensabile dello staff dell’assessore. Dimostrando come sempre grande efficienza, l’ufficio di ragioneria ha portato a termine, in un lasso di tempo realmente ristretto, l’iter amministrativo necessario ad inoltrare la richiesta di variazioni connesse ai patti di solidarietà nazionali verticale, pareggio 2017. Il 14 marzo è stata comunicata la disponibilità di spazi finanziari per 190.000 €, corrispondenti all’intero costo dell’opera. Ad onore di cronaca il finanziamento è stato ottenuto senza la necessità di ricorrere ad alcun appoggio politico esterno, ma semplicemente sfruttando un’importante opportunità offerta dallo Stato. Da quel momento in poi si sono susseguite tutte le attività tecnico amministrative che, incastrate abilmente dall’ufficio di segreteria, hanno portato alla realizzazione di questo primo ed importante intervento di riqualificazione degli spazi scolastici. I lavori di riqualificazione hanno avuto inizio il 3 luglio e si sono conclusi l’8 settembre. Il 9 settembre è stata proposta una mattinata di apertura dell’edificio scolastico per condividere con tutti i cittadini interessati e con la presenza del Consiglio Comunale dei Ragazzi, il Collegio docenti, il Consiglio di Istituto, le Associazioni Genitori e la Commissione mensa, gli interventi attuati. La partecipazione è stata numerosa e questo conferma l’interesse che il paese ha nei confronti del nostro plesso scolastico. In breve quello che abbiamo realizzato: - creazione di due nuove classi della scuola d’infanzia all’interno della nuova ala con fornitura di arredamento per 60 piccoli alunni, adeguamento dei servizi igienici, creazione di spazio “spogliatoio” per il personale ATA; - adeguamento dei servizi igienici della prima ala con Il Paese 13
la finalità di accogliere una possibile terza sezione di infanzia, - creazione di uno spazio bidelleria con punto di accoglienza per i fruitori dei servizi scolastici, realizzazione di uno spazio infermeria; - adeguamento alle normative anti incendio dell’intero comparto scolastico con coloritura ignifuga di tutti i solai, compresa l’autorimessa della nuova ala e la palestra. Sostituzione di tutti i controsoffitti metallici delle aule, laboratori, uffici e nuovo refettorio con controsoffitti ignifughi, fono e termo assorbenti; - sostituzione di tutte le luci nei medesimi ambienti con luci a led a ridotto consumo energetico ed installazione di plafoniere omologate per strutture scolastiche e rispondenti ai requisiti antincendio; - sostituzione delle lampade a vapori di sodio della palestra; - sostituzione di tutte le tapparelle rotte e manutenzione di quelle funzionanti; - ripristino strutturale dei punti di giunzione tra nuovo e vecchio edificio scolastico, ripristino di porzioni ammalorate della nuova ala. Manutenzione e coloritura delle pareti di tutte le classi ancora non interessate da tale attività, iniziata nel luglio 2016. Sostituzione completa di due infissi in legno presso l’asilo Bagliacca con infissi termoisolanti e vetri di sicurezza; - posa in opera su tutti i termosifoni e sui termoconvettori dei corridoi di termo valvole dotate di protezione anti manomissione. Come da capitolato previsto nel bando di gara la ditta
che si occupa della ristorazione scolastica ha sostituito la controsoffittatura del refettorio principale. Tale intervento, oltre ad aver notevolmente ridotto la rumorosità ambientale, ha consentito l’adeguamento alle normative anti incendio. Alla fine dei lavori è stata attuata una pulizia straordinaria dell’intero edificio scolastico con deceratura e nuova ceratura del pavimento in linoleum. Mi permetto ancora due brevi considerazioni, in questi mesi l’attività di riqualificazione si è inevitabilmente sovrapposta all’attività degli uffici scolastici, del personale amministrativo, dei docenti e dei collaboratori, che hanno saputo comunque convivere con i disagi derivanti, spesso contribuendo personalmente a risolverli: di questo non posso che ringraziarli. Un particolare ringraziamento va ai ragazzi della “Consulta Giovani” che hanno sempre risposto con entusiasmo e voglia di fare alle nostre richieste di “facchinaggio”. Non nego di essermi commosso nel vedere la loro gioia nell’operare in una struttura di cui sono stati fruitori fino a pochi anni fa e che evidentemente ha lasciato in loro un forte segno di affetto. Le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto sono state moltissime ed ognuna ha fornito il proprio contributo con grande disponibilità e molto spesso gratuità, non ho volutamente inserito alcun nome in questo mio contributo perché sono certo che ognuna di loro, come d’altra parte il sottoscritto, ha voluto prima di tutto contribuire alla realizzazione di un “progetto comune”. L’assessore al Bilancio e all’Istruzione Alessandro Bianchi
In cammino
Il centro paese e le frazioni dovranno esse interconnesse a questa rete di sentieri da percorsi il più protetti possibile, il più segnalati possibile. In quest’ottica alcuni piccoli interventi come la riqualificazione del ponte pedonale di Via Verdi per connettere Ponzate con la valle del Cosia, o la futura riapertura del percorso piazza di Solzago – Linea del Tram sono pensati nell’ottica di lasciare a casa sempre più spesso l’automobile per muoversi nel tempo libero. Non basta. La mobilità pedonale va portata all’interno dei centri urbani, creando “Zone 30” dove gli automobilisti “sentano” di non avere la proprietà della strada. Il progetto di realizzazione dei percorsi pedonali nell’intera frazione di Urago, dove sono previsti 350 metri di percorsi pedonali est-ovest e 550 metri nord-sud, la sistemazione del piano dei marciapiedi esistenti, la riqualificazione della via Risorgimento sono interventi che vanno in questa direzione. Restano ancora degli ostacoli rappresentati dalle grandi arterie di traffico. Già si sono realizzati due attraversamenti protetti lungo la ex-statale Briantea e la riqualificazione del semaforo di Via Urago è prossima. Tuttavia la vera sfida, una volta creata questa rete, sarà personale, di ciascun cittadino con se stesso: lasciare a casa l’automobile e godersi le bellezze del nostro paese a piedi. L’Assessore all’edilizia ed ai Lavori Pubblici Paolo Lazzaroni
Oggi sempre di più si assiste al fenomeno della conquista delle strade da parte delle automobili. Auto dappertutto, spostamenti anche minimi avvengono in automobile, poco spazio per i pedoni. Migliorare la pedonalità urbana, oltre a generare un effetto diretto e positivo sull’organizzazione dei trasporti, si configura anche come un’opportunità di riqualificazione dei paesi. Il comune denominatore di quella che viene definita “Walkability” è la rivalutazione della figura del pedone all’interno della città, non solo realizzando percorsi dedicati ed aree ricreative ma anche attraverso altri strumenti che consentano di rendere più agevoli gli spostamenti “non motorizzati” nei centri urbani quali, ad esempio, la realizzazione di una segnaletica adeguata, la redazione e diffusione di cultura pedonale, la realizzazione di mappe dei sentieri. Il territorio di Tavernerio è privilegiato dal punto di vista della sentieristica: a pochi passi dal parco del Cosia, a pochi passi dalle Prealpi del Triangolo Lariano. 14 Il Paese
A scuola si può anche giocare
Lo sport è un mezzo educativo importante, agevola infatti lo sviluppo globale del bambino. L’esperienza sportiva può portare un valido contributo nella formazione personale e culturale dei ragazzi, rispondendo effettivamente al loro bisogno di muoversi che è particolarmente vivo e intenso a partire dall’età scolastica primaria. A scuola, tempo ed energia, sono per la maggior parte dedicate allo sviluppo della sfera cognitiva e didattica, diventa quindi di vitale importanza che l’attività motoria e sportiva possano integrarsi in un progetto che contribuisca a sostenere e sviluppare un “ambiente scuola formativo”, in grado di promuovere il benessere della persona e di prevenire o contrastare eventuali piccole forme di disagio. Alla luce di queste riflessioni, durante il mese di maggio 2017, in collaborazione con alcune realtà sportive già operanti sul nostro territorio, è stato proposto alle maestre della primaria dell’Istituto Comprensivo di
Defribrillatori ai centri civici donati con il cuore e per il cuore
Tavernerio un mini progetto di conoscenza di alcune discipline sportive. Il progetto aveva la finalità di sviluppare un percorso di educazione motoria e sportiva usando la modalità del gioco. Le classi dei bambini più piccoli hanno potuto approcciarsi allo Yoga che è stato particolarmente gradito anche dalle maestre. Piccoli gesti, piccoli esercizi eseguiti con calma che hanno permesso ai bambini di cimentarsi in questa disciplina per loro completamente nuova. Le classi dei bambini un po’ più grandi hanno scelto il basket e le arti marziali. In questo caso l’attività motoria più sostenuta e dinamica ha contributo a scaricare energie e a divertire molto i bambini. L’obiettivo di questo primo “esperimento” è stato quello di proporre alla scuola delle attività sportive diverse, con la finalità di incrementare nei bambini il desiderio di sentirsi bene, sperimentare, scoprire e apprendere, cercando di esprimere le proprie potenzialità all’interno di un gruppo/squadra. Il mio personale intento sarà quello di riproporre anche per l’anno scolastico in corso altre iniziative simili. Ringrazio i professionisti che hanno collaborato al progetto, il Dirigente scolastico e il corpo insegnanti della scuola primaria di Tavernerio . L’assessore alle Associazioni, all’Ambiente e allo Sport Oriana Molinaro po Sonoco, produttore a livello mondiale di imballaggi e packaging per il trasporto), consegnare uno dei preziosi congegni nelle mani di Claudio Gatti, capogruppo della maggioranza.
Il centro civico della frazione di Rovascio in data 26 luglio 2017 e quello della frazione di Ponzate in data 7 settembre 2017, sono stati dotati di un defibrillatore. Il defibrillatore è un dispositivo elettronico che serve all'esecuzione della defibrillazione elettrica, una procedura medica per il ripristino del normale ritmo cardiaco nei soggetti con un'aritmia. Alla cerimonie di installazione erano presenti il Sindaco, alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale e un portavoce della Croce Rossa di Lipomo che si è inoltre fatta carico di gestire il supporto formativo. L’acquisto di questi strumenti salvavita è stato reso possibile grazie alla generosità di: A.S.D. Rovascio, Drd Costruzioni, Keramo, Lico Print, Stamperia di Lipomo, Sonoco Alcore Demolli. Ricordiamo che anche il centro civico di Tavernerio è dotato di un defibrillatore installato nel corso dell’anno 2016 e interamente donato dall’associazione “Raggi di luce”. Nella foto potete vedere il dottor Giovanni Naldi, regional operation manager di Sonoco Alcore Demolli (appartenente al grupIl Paese 15
LA MINORANZA
Te lo dico io con Telegram Continuiamo ad essere convinti che siano quelle istituzionali le sedi in cui una minoranza che si rispetti debba esercitare il ruolo ufficiale di controllore, vigile e, perché no, propositore di progettualità: Consiglio Comunale, Commissioni, le sedi più opportune. Sul giornalino ci piace di più usare un linguaggio semplice, più mirato e diretto al lettore che in questo periodico locale vuole léggere considerazioni più leggère, ma forse più che leggère, intellegibili a tutti. Bando alle ciance. Siamo in una Tavernerio che ci piace dire giovane. Siamo governati da un gruppo di giovani amministratori che per noi valutano le maggiori priorità, le esigenze più imminenti, le migliori opportunità da proporci e fanno per noi le migliori scelte. Diremmo per così dire perfetto. Come la scelta di cambiare il sistema di preallerta alla popolazione, quando si rende necessaria una comunicazione a tutti in tempi brevissimi. Nell’eventualità di un disastro ecologico, di una calamità naturale come un nubifragio, una frana, un terremoto. Trovare cioè un metodo per raggiungere tutta la popolazione in tempo zero. Certamente il System alert esistente aveva delle carenze: un costo a carico dell’amministrazione non indifferente, oltre al limite delle utenze che era in grado di raggiungere, dal momento che il sistema era basato su telefonate ai numeri fissi registrati e ben si sa che negli utimi tempi sono sempre meno le persone che hanno un fisso a casa (limite che poteva anche essere superato invitando la popolazione a registrarsi al sistema con un cellulare). Comunque, tutte buonissime motivazioni che hanno addotto l’attuale amministrazione a rivolgersi altrove. La scelta è ricaduta su un sistema certamente vantaggioso vista la totale gratuità. Al via il Telegram per Tavernello.
16 Il Paese
Ma sel’è ul Telegram? Ul Sindic al ma scriiv un Telegram?? Cerchiamo di spiegare. Telegram è un‘applicazione per smartphone simile a whatsapp, dichiaratamente più sicura, criptata in modo inattaccabile. Tramite questa applicazione l’amministrazione ha creato un servizio, cioè un canale (non molto distante dal gruppo di whatsapp ma certamente anonimo) a cui occorre registrarsi. In questo modo si potrà essere raggiunti 24 su 24 da un messaggio pubblico tutti contemporaneamente. Fantastico!! Ma questi tutti?? Chi sono?? Qui sorge qualche perplessità. Ci lascia dubbiosi il fatto di poter raggiungere le persone più anziane o le persone meno “tecnologiche”. Quelle che a noi piace definire genericamente e senza fare riferimento alcuno, la sciura Maria. La sciura Maria magari che vive sola se siamo fortunati ha un comodissimo cellulare, di quelli con i tastoni belli grandi e i numeroni ben leggibili. Tipologia di cellulare su cui non è possibile installare il nostro tecnologicissimo Telegram. Se ci va ancora meglio la sciura Maria ha uno smartphone, quasi certamente di prima generazione non idoneo probabilmente ad installare applicazioni comunque di un certo peso. Una volta che c’è WhatsApp, Telegram “fatica a girare”, con il risultato che il cellulare si impalla. Se siamo infine fortunatissimi la sciura Maria ha un cellulare di ultimissima generazione, una scheggia ultrasonica che ahimè non è capace di configurare, con il risultato che l’unico numero registrato è quello del figlio. Quindi? Abbiamo ironicamente scherzato su una questione delicata e ci perdoni l’anonima sciura Maria. Volevamo esprimere un dubbio e motivare perché, di fatto, questa scelta amministrativa ci convince poco. C’è il rischio che il sistema di preallerta della popolazione sia ancor meno efficace del precedente sistema telefonico, con l’unico vantaggio di aver tagliato una spesa. Voi che ne pensate? Io, Tavernerio
realtà del territorio PER LA SCUOLA CONNETTIAMOCI
Questo Natale l’Istituto Comprensivo di Tavernerio ha un sogno. L’innovazione dei laboratori e degli strumenti d’informatica delle scuole di Albese con Cassano, Tavernerio e Villa Santa Maria. L’obiettivo è grande e si inserisce all’interno di un progetto di adeguamento degli spazi scolastici iniziato già da qualche anno. Dopo la dotazione di tutte le classi di lavagne multimediali e di una rete internet potenziata, la meta è quella di fornire ai nostri ragazzi degli ambienti laboratoriali più fruibili, sicuri anche per i più piccoli, ricchi di stimoli educativi e duraturi. Nuovi strumenti tecnologici, al passo con i tempi, ci permetteranno di offrire ai ragazzi insegnamenti di qualità e rappresenteranno un aiuto importante a quella che è la nostra missione: aiutare tutti i Luca, Marco, Lucia, Camilla, Martina...a costruire la propria strada, mattone dopo mattone. Per raccogliere la cifra necessaria al raggiungimento del nostro ambizioso obiettivo, l’Istituto ha avviato una campagna di raccolta fondi: “connettiamoci”. Il titolo parla chiaro: vogliamo entrare in contatto. Non solo con la rete, ma tra plessi, con i docenti, con i genitori, con le associazioni e il territorio. Per realizzare il nostro proposito, tutti assieme stiamo organizzando per le famiglie una festa ed una pesca di beneficenza Sabato 13 Gennaio ad Albese con Cassano, insieme a
molte altre iniziative che ci aiuteranno a raggiungere il traguardo. Potrete contribuire alla campagna tramite bonifico bancario sul conto corrente dell’Istituto: IT78I0558450840000000001662, causale “PROGETTO CONNETTIAMOCI”. E’ possibile concorrere: - con 10 o 20 euro all’acquisto di piccoli strumenti – mouse e tastiere - con 50 euro all’acquisto di nuove strumentazioni per i laboratori - con 100 euro all’acquisto di nuovi software per la messa in rete di tutti i pc. L’Istituto Comprensivo di Tavernerio questo Natale ha un sogno. Il sogno è bellissimo e per realizzarlo abbiamo bisogno di voi. Connettiamoci! Il Dirigente scolastico Prof. Flavio Pavoni
Il Paese 17
associazioni
Organizzazione di volontariato nata a Tavernerio oltre vent’anni fa, attiva nell’Antincendio boschivo, specializzazione di Protezione Civile. Le attività operative vengono svolte insieme a tutte le altre squadre antincendio della Comunità Montana del Triangolo Lariano, di cui alcuni componenti del gruppo di Tavernerio ne gestiscono il coordinamento. L’attività formativa è fondamentale per affrontare le emergenze in sicurezza e viene svolta costantemente. Esercitazione Antincendio Boschivo e Protezione Civile Alpe del Vicerè 2017 Sabato 21 e Domenica 22 Ottobre 2017 il Gruppo Volontari Antincendio di Tavernerio è stato impegnato con le squadre Antincendio Boschivo della Comunità Montana Triangolo Lariano in una esercitazione che ha simulato l’emergenza in diversi scenari, dallo spegnimento di un incendio boschivo all’Alpe del Vicerè, all’emergenza per rischio idrogeologico nella valle del Rio Boccogna, all’interno della Riserva Naturale Valle Bova per finire con interventi di ricerca dispersi con innovativi sistemi tecnologici in dotazione proprio al Gruppo Volontari Antincendio di Tavernerio. Le attività formative sono iniziate sabato mattina con il corso teorico di cartografia tenuto dall’ex ispettore del Corpo Forestale dello Stato Sergio Boscacci che preparava i volontari alle attività pratiche di orientamento e ricerca dispersi che si sarebbero poi tenute nelle ore seguenti. Terminata la parte teorica i volontari sono stati inquadrati in squadre 18 Il Paese
ed hanno iniziato l’attività formativa pratica dopo un briefing generale per illustrare i compiti e le operazioni da svolgere. La prima fase dell’esercitazione prevedeva la simulazione di un incendio boschivo. Le squadre hanno steso le manichette per portare l’acqua in apposite vasche tramite motopompe ad alta pressione. Dalle vasche l’acqua viene pompata sul fronte dell’incendio per attaccare direttamente le fiamme e per caricare d’acqua i moduli antincendio, dotati di serbatoio d’acqua, motopompa e due lance, montati su fuoristrada che possono raggiungere più rapidamente i diversi fronti dell’incendio. Per rendere più realistica l’esercitazione si è provveduto a simulare un vero incendio, in un’area sicura e con tutte le precauzioni necessarie. I volontari hanno così potuto esercitarsi nell’attacco diretto sulla fiamma consentendo anche ai nuovi volontari di provare in sicurezza l’effetto della forza del fuoco durante un attacco con i soffiatori. Sistema Radio Digitale con geolocalizzazione in tempo reale Nel pomeriggio di sabato i volontari hanno messo in pratica le nozioni di cartografia del mattino impegnandosi in una attività di monitoraggio
idrogeologico nella valle del Rio Boccogna e nella Riserva naturale Regionale della Valle Bova. Orientamento, identificazione e localizzazione delle criticità ambientali, erano i compiti svolti dai volontari di protezione civile impegnati per tutto il pomeriggio. Nella serata di sabato si è simulata la richiesta di soccorso per un cercatore di fungi disperso nei boschi. Le squadre hanno utilizzato un particolare sistema radio digitale in dotazione al Gruppo Volontari Antincendio di Tavernerio costituito da una centrale collegata ad un computer dotato di cartografia che consentiva di vedere in tempo reale la posizione delle squadre che erano state dotate di radio digitali con GPS incorporato. Il sistema, gestito da Stefano Casartelli tecnico informatico e coordinatore delle squadre antincendio della Comunità Montana Triangolo Lariano, consente di verificare immediatamente se i volontari battitori stanno coprendo regolarmente tutte le celle a loro assegnate, in questo modo si ha la certezza che non venga dimenticata alcuna zona durante la battuta. Inoltre è garantita la sicurezza dei volontari in quanto si conosce in qualsiasi momento la loro dislocazione e si può immediatamente
avvisarli di eventuali criticità nelle loro prossimità. L’esercitazione si è svolta nell’oscurità della notte pur riuscendo a muoversi in completa sicurezza battendo completamente tutta l’area fino al ritrovamento del disperso. Dopo la notte in tenda al campo base, i volontari nella mattinata di domenica sono stati di nuovo impegnati in attività di orientamento e monitoraggio idrogeologico, questa volta nella profonda valle del torrente Cosia partendo dalle sorgenti sotto il Bolettone per arrivare alla piana della Sorgente Massera. Nel frattempo al campo base controllavano i movimenti della squadra di monitoraggio mediante il sistema di geolocalizzazione, gestendo inoltre l’avvicinamento dei mezzi fuoristrada per il recupero delle squadre a valle, sempre geolocalizzate da remoto mediante le nuove radio dotate di ricevitore GPS. Al termine di due giorni di esercitazione i volontari lasciano i meravigliosi boschi alle falde del Monte Bolettone, stanchi ma sicuramente arricchiti dalle attività svolte. Formazione necessaria per svolgere efficacemente ed in sicurezza ciò che più sta a cuore, la salvaguardia nelle nostre montagne. Marco Longhi Presidente del Gruppo Volontari Antincendio di Tavernerio
Il Paese 19
associazioni
ASSOCIAZIONE RAGGI DI LUCE Rieccoci al nostro appuntamento di fine autunno per ricordare le passate iniziative che la nostra Associazione ha proposto ed “evaso” nei mesi scorsi e proporne di nuove per la stagione fredda. L’autunno è il tempo per la programmazione delle iniziative dei prossimi mesi ed il compito e lo spirito dell’Associazione sono quelli di essere un centro di aggregazione, socializzazione e svago per tutte le persone che intendono farne parte. Le proposte consentono un’ampia possibilità di scelta, comprendono momenti dedicati alle attività motorie, (il corso “Bambine in movimento” vede al “lavoro” anche le piccolissime dell’asilo), corsi di informatica, di lingue (inglese e spagnolo con insegnanti madrelingua), gioco delle carte, serate danzanti con musica dal vivo e tanto altro ancora, oltre le consuete escursioni teatrali. …“che soddisfazione: 112 abbonamenti al Piccolo Teatro di Milano!!!!”. Nei mesi di settembre e ottobre i Soci hanno apprezzato particolarmente la vacanza ad Orosei, nello splendido mare della Sardegna. La Gara di bocce ha avuto un buon successo e i primi tre classificati hanno ricevuto un premio. La Festa dei Nonni. Svoltasi convivialmente nella “Cascina di Mattia” a Fecchio. Altre attività sono state recentemente organizzate La Festa della Zucca di Venzone con la visita a Udine e Spilimbergo. I mercatini di Lindau e Bregenz, per 20 Il Paese
assaporare l’atmosfera del Natale. L’energia e la carica del musical “Flashdance” al Teatro Nazione di Milano. A gennaio i soci partecipanti godranno lo splendore della straordinaria mostra interamente dedicata al “Caravaggio” un arricchimento culturale ed emotivo, a Palazzo Reale di Milano. A febbraio si riderà con “I Legnanesi” al Teatro della Luna di Milano Come gli anni scorsi per la Santa Pasqua è in preparazione un soggiorno al mare.
Per chi amasse la piscina, la Cooperativa Colisseum riserva uno sconto del 10% ai Soci iscritti alla associazione. Le iniziative vengono programmate frequentemente e tutte le informazioni si possono avere presso l’associazione negli orari di apertura che sono: Lunedi e giovedì - 10-11,30 14,3015,30 Mercoledì 9,30 -11,3 Buone feste! E per tutti un meraviglioso 2018 Il Direttivo
Un grande grazie al Responsabile dei lavori Donato di Trani e al gruppo di volontari, Gianfranco Casartelli, Carlo Molteni, Alfredo Ronchetti ed Ettore Rossini, per la realizzazione del Campo di bocce presso il Centro Civico di Tavernerio.
SCI CLUB BOLETTO ASSOCIAZIONE Programma stagione MAGO LIBERO Il programma invernale dello SCI CLUB BOLETTO è pronto e qui lo pubblichiamo, confidando che il tempo ci dia una mano. ATTIVITA’ Nei giorni 7 e 8 ottobre 2017 si è svolta la vendita delle mele per la raccolta di fondi a favore dell’AISM (Ass. Italiana Sclerosi Multipla). A dicembre, come da tradizione, è stato allestito l’albero natalizio in piazza. Lo Sci Club collabora con altre associazioni del territorio per lo svolgimento di eventi di volontariato e beneficenza. GITE: 10-11-12-13-14- gennaio 2018 Andalo – Trentino 28 gennaio 2018 Pila (V. D’Aosta) 25 febbraio 2018 La Thuile 25 marzo 2018 Cervinia 17 giugno 2018 Riviera Ligure 17/22 giugno 2018 con Franco Gionco in Norvegia GARE: 18 febbraio 2018 Valgerola- Trofeo Cadore In ricordo di Fausta Fumei 11 marzo 2018 Valgerola- Gara Sociale Sci Club Boletto Trofeo Damiano Oreggia a.m. Corso Scuola Sci – è in allestimento in località Piani di Bobbio. Date e orari saranno disponibili in sede. Valgerola-Preagonistica Juniores Under 15 – Livello richiesto, dallo spazzaneve alternato a qualche sci unito. Lezioni impartite da maestri federali. SCI CLUB BOLETTO – Tavernerio via Risorgimento 21 (Centro Civico) www.sciclubboletto.
Continua con sempre maggior successo la nostra attività
Ciao a tutti, sono Elisabetta ed insieme a Emanuela, Alessandra, Marina, Danilo, Daria, Arianna e Cristina, gruppo direttivo dell’associazione genitori “Magolibero” di Tavernerio, siamo pronti a ripartire dopo la pausa estiva con nuove idee, laboratori, escursioni, ecc.. Prima di illustrarvi i progetti futuri voglio rendervi partecipi delle ultime uscite fatte nei mesi di settembre/ottobre. Domenica 3 settembre: (in sostituzione della ormai consolidata tendata nei boschi, annullata perchè le condizioni climatiche non ce lo hanno permesso) abbiamo organizzato un’escursione nei dintorni di Ponzate seguita da pranzo, giochi in compagnia (caccia al tesoro, tiro alla fune, corsa con i sacchi) merenda e premiazione delle squadre vincitrici. I partecipanti sono stati ben 50! Con noi il sindaco Mirko Paulon, l’assessore Oriana Molinaro, la pro loco che si è occupata del ristoro e Roberto Brambilla che ci ha fatto da cicerone lungo il cammino con interessanti cenni storici e geografici del nostro territorio. Domenica 15 ottobre: i bambini e le loro famiglie, in una bellissima
domenica d’autunno, hanno trascorso un’emozionante escursione alla scoperta del parco minerario Pian dei Resinelli. Il “parco minerario del Pian dei Resinelli” è composto da antiche miniere risalenti al 1600. Accompagnati da guide esperte, muniti di caschetto da minatore e percorrendo circa un’ora e mezzo di cammino, i partecipanti sono entrati nel magico mondo delle miniere per scoprirne le meraviglie del sottosuolo. Eventi in programma A grande richiesta continua il corso di inglese per bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni organizzato in collaborazione con il British Institutes di Como. Venerdi 22 settembre i responsabili del British Institutes e il presidente della nostra associazione Emanuela Oreggia, hanno tenuto una serata di presentazione del corso a cui è seguito nella mattinata di sabato 23 settembre un test per l’accertamento linguistico. Le lezioni, che sono iniziate nel mese di ottobre si svolgeranno sia per i bambini del plesso scolastico di Tavernerio che per quello di Albese. Martedi 31 ottobre: per la magica notte di Halloween è stato proiettato il film “Coraline e la porta magica” per bambini e ragazzi presso l’auditorium di Tavernerio alle ore 21. Saremo inoltre presenti ad alcune manifestazioni ed eventi che si sono svolti sul territorio come: la festa delle associazioni domenica 26 novembre e “accendiamo il Natale” l’8 dicembre! Vi aspettiamo numerosi ricordandovi che in qualsiasi momento è possibile sostenerci tesserandovi con una spesa annua di € 5. Prima di salutarvi ricordo inoltre che se qualcuno avesse voglia di entrare a fare parte del nostro gruppo come supporter non esiti a contattarci al nostro indirizzo mail info@ magolibero.it Per info visitate il nostro sito wwwmagolibero.it o la nostra pagina Facebook www.facebook.com/magoliberotavernerio. A presto! Elisabetta Mauri consigliere associazione Magolibero Il Paese 21
associazioni
PRIMA FESTA DELL’ACQUA PLINIA La Fondazione Rosa dei Venti Onlus il 23 settembre scorso ha organizzato la Prima Festa dell’Acqua presso Villa Plinia, luogo che ospita una delle due strutture riabilitative per adolescenti con psicopatologie complesse, immersa in un rigoglioso parco, ricco nella sua biodiversità. Una giornata di festa con tanti invitati, musica, giochi e interventi delle autorità. Di grande entusiasmo le parole delle autorità presenti, tra cui Daniela Maroni che, da tempo vicina alla causa della Fondazione, ha messo in evidenza uno degli aspetti sul quale lavoriamo tutti i giorni: “Quando si viene qui, in Villa Plinia, si respira Famiglia”. Amelia Locatelli ha proseguito dandoci una visione di stabilità nel ricordarci che “Il legame tra le persone che ci mettono il cuore e le istituzioni è possibile”.
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Sottolineando l’importanza della valorizzazione del locale il Sindaco di Tavernerio, Mirko Paulon ha introdotto il tema della cura del territorio: “Grazie per quello che fate sul nostro territorio, non dimentichiamo che il preservare una zona come questa con la vostra presenza è anche un valore aggiunto per Tavernerio”, punto cardine anche per la nostra Fondazione, che tra le attività, prevede laboratori in natura sia per la riabilitazione degli ospiti che a disposizione della cittadinanza. “L’unica sottolineatura che ci tengo a fare è rilanciare l’apertura di questo luogo a tutti. Avvicinatevi il più possibile per scoprire le opportunità di questo posto” con queste parole d’invito ha concluso Federica Trombetta, mettendo il luce un obiettivo comune, la volontà di condivisione e apertura verso e con l’intera cittadinanza. Come ogni festa, ha comportato qualche fatica organizzativa sia per
la dirigenza, sia per gli operatori e i ragazzi ospiti delle due strutture residenziali della Fondazione. Abbiamo pulito sedie, arredato spazi, distribuito volantini, contattato persone e accolto nel miglior modo possibile gli invitati. Non è la prima volta che il Parco di Villa Plinia apre le porte alla cittadinanza, ma ogni volta ci sorprendiamo nel vederlo pieno di bambini che giocano tra gli alberi, ragazzi curiosi e adulti che camminano per il viale e il parco dove di solito svolgiamo le nostre attività. È come se in queste occasioni di festa il parco prendesse vita, ancora più bello e più ricco di quanto già non sia. “Per noi ragazzi che viviamo quel luogo per svolgere i laboratori o per vivere la nostra quotidianità, queste feste rappresentano un’occasione per svagarci, per uscire dalla routine e soprattutto sono un modo di stare in mezzo alle persone, cosa per noi non sempre facile. Ci è piaciuto molto vedere che cittadini, operatori dei servizi sociali, insegnanti, amici e familiari partecipavano alle attività in programma. È stato bello far giocare i bambini, farli esercitare nel tiro con l’arco, farli esprimere in tutta la loro creatività e vederli soddisfatti dei loro manufatti. Inoltre, è stato un piacere per tutti noi assistere allo spettacolo teatrale dell’associazione “Il Teatro delle Ore” sul tema dell’acqua e al concerto dei Sulutumana: arte e bella musica allargano il cuore! Abbiamo fatto scoprire a chi non
ci conosceva chi siamo, dove stiamo, dove si trova la sorgente Plinia; tante persone hanno potuto riappropriarsi di pezzi di storia del territorio; alcuni residenti di Tavernerio ci hanno trasmesso i loro ricordi legati al parco e alla struttura, ora completamente rinnovata, dove in passato si sono frequentemente festeggiati matrimoni.Come ogni festa la parte più faticosa è il ‘dopo’, i saluti, la sistemazione di tutto ciò che si era preparato, il ritorno alla quotidianità. Ma le foto della festa continuano a raccontarci il bel momento che abbiamo vissuto insieme a tante persone. Il parco di Villa Plinia diviene sempre più lu ogo di stimoli e opportunità; di lettura dei libri che ci vengono donati, che a nostra volta doniamo; libri che continuiamo a raccogliere, arricchendo la nostra libreria. Non solo, il parco è anche luogo di valorizzazione di tante risorse naturali e attività a scopo terapeutico: il Percorso Vitae, con le sue attrezzature sportive lungo il percorso, di libero accesso a chi desidera utilizzarle, che compongono il Laboratorio all’aperto di Umanità e Salute; il Progetto Biodiversità da Preservare, con la coltura dei frutti di bosco e dello zafferano; l’apicoltura e ora anche l’acqua che sgorga pura dalla sorgente rinnovata. Oltre a rappresentare per noi un’occasione per sperimentarci in nuove attività lavorative e di laboratorio, il parco rappresenta uno spazio aperto a tutti coloro che vogliano goderne, aperto alla cittadinanza, in particolare bambini con i loro genitori, agli adulti, alle scuole, ai circoli sportivi, agli anziani alla ricerca di un luogo sicuro dove passeggiare tranquillamente e rilassarsi, lontani dal traffico e dallo stress cittadino. Orari apertura parco: Lunedì: 11.00 –13.00 Martedì: 10.30 – 12.30 Mercoledì: 15.30 – 19.30 Venerdì:15.30 – 19.30 Sabato: 10.30 – 13.00 Invitiamo l’intera cittadinanza a vedere il video della Festa dell’Acqua, di seguito il link:http://bit. ly/2znsv0L Gli ospiti e lo staff della Rosa dei Venti
RICCHISSIMO 2017 Si chiude un bellissimo e ricchissimo 2017, il sesto anno dalla costituzione di Ami-Ki: nella prima parte dell’anno, oltre ad andare in “gita virtuale” al St. Patrick’s Day in Irlanda e passeggiare lungo l’ “Antica Via della Valle del Cosia” (ne abbiamo raccontato nella precedente edizione de “Il Paese”) abbiamo proseguito il nostro supporto al progetto di promozione sociale e del territorio “Villa Dho”una villa del ‘700 di proprietà del Comune di Seveso, parzialmente ridestinata ad aggregazione sociale e residenza temporanea di ragazze in difficoltà e per iniziative di valorizzazione del territorio (il progetto è partecipato da 19 Associazioni -Natur&Onlus e Musicamorfosi in prima linea: info su facebook: @natureseveso). Alla sagra di San Fereolo abbiamo portato il nostro contributo alla riorganizzazione delle attività fieristiche e supporto alla partecipazione della Scuola (che esponeva i propri
progetti) e del Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR). E’ stata una gran festa, dopo diversi anni di iniziative “singole” (dalle escursioni coi bambini nella Valle del Cosia al progetto “Orto grande come il Mondo” portato in piazza) trovarsi nel mezzo di molte associazioni e soprattutto dei giovani. L’estate 2017 ci ha visto impegnati nel nostro Campus Estivo. Anche quest’anno abbiamo avuto tutor internazionali (USA, UK, Spagnaalcuni nuovi, altri -ormai fedelissimi “AmiKi”-ritornati anche solo per qualche giorno) e un bellissimo gruppo di ragazzi tutor di Tavernerio e della provincia. Accanto ai temi portanti (natura, arte e musica, agricoltura e nutrizione) quest’anno si sono affiancati dei contributi di particolare arricchimento del progetto “Campus”: Il contributo sul tema “Ecologia”, con la presenza di Maddalena e Marco dell’associazione “Il Faggio Sul Lago” (info su facebook: @ilfaggiosullago); L’avvicinamento allo sport, grazie alla Disponibilità di Samuele del Basket Tavernerio (info su facebook: @taverneriobasket); La presentazione, da parte di Don Agostino Clerici, per conto della Fondazione Rusca (info http:// www.centrorusca.it/), dell’Erbario “Fabani” (che raccoglie una bellissima collezione di erbe del nostro territorio e di quello montano a noi prossimo); La sperimentazione di un progetto internazionale “The Qrious Project”, partito da Cambridge e di cui Ami-Ki è partner sostenitore- e coinvolge l’I.C.Tavernerio nell’anno accademico ’17-’18.
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Ad inizio autunno abbiamo partecipato alla passeggiata da Lambrugo a Bulciago in prosecuzione del “L’antica Via Longa” (info su facebook: @AnticaViaLonga).
Halloween è come sempre stata occasione di fare festa e provare a portare un saluto festoso nelle case. Differenti percorsi -di cui Ami-ki ha seguito quello da Urago- per poi ritrovarsi al Centro Civico per una cioccolata e un momento di gioco: grande è stata la risposta, la partecipazione, e la generosità delle persone e dei molti esercenti che hanno atteso ed accolto bimbi e ragazzi mascherati!
Negli ultimi mesi dell’anno abbiamo ovviamente collaborato all’organizzazione dei momenti di aggregazione delle associazioni e della comunità: in particolare la giornata delle Associazioni e soprattutto della Fiaccolata di Natale. Ci teniamo a segnalare il progetto internazionale “THE QRIOUS PROJECT”, accennato in precedenza, e che ci vedrà collaborare con differenti scuole: il nostro Istituto Comprensivo di Tavernerio, il Grup Escoles Mataró (Spagna), e la Carre’s Grammar School (Regno Unito). C’è da una nostra amica ed associata Laia Codina Portet che, dopo essere stata volontaria nel Campus estivo del 2014 ed avere contribuito a diversi ulteriori progetti (in particolare per il progetto “Orto Grande Come Il Mondo”presentazione ad Agrinatura 2015) da un paio di anni è ricercatrice a Cambridge. Laia (dottoranda a Cambridge-UK) 24 Il Paese
è ideatrice di questo progetto e ha messo in rete diversi ricercatori delle Università di Cambridge e Harvard e differenti musei (Institut Botànic de Barcelona - Spagna, British Museum -Regno unito, Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, Museo e Giardino Botanico Villa Carlotta- Lago di Como). Attraverso il coinvolgimento dei docenti di Tavernerio, le seconde medie inferiori (2’A e 2’B) svilupperanno nel corso dell’anno accademico attività di ricerca e laboratori con il contributo diretto dei ricercatori e dei musei coinvolti. La comunicazione sarà tutta in lingua inglese: sia con i singoli interlocutori sia tra le diverse scuole partecipanti con cui si prevedono video-conferenze (si farà quindi tesoro anche del meno strutturato esperimento fatto per i St. Patrick’s Day!). Cruciale per il progetto è la disponibilità dei docenti a declinare i correnti programmi scolastici (comunque già sostanzialmente coerenti con il progetto pensato appunto per il target scolastici coinvolti) garantendo il necessario coordina-
mento tematico e di calendarizzazione delle attività con differenti realtà scolastiche internazionali. Ami-Ki sostiene il progetto sia in termini di promozione e divulgazione sia in termini di sopporto “logistico”: ci teniamo davvero che certe persone (Laia: grazie!), certi saperi, certi valori possano arrivare ai nostri ragazzi e sul nostro territorio. (per info: https://qrious2017.wordpress.com/) Tanti sono i ringraziamenti che vorremmo esprimere per questo ricchissimo 2017: alle associazioni, agli enti, alle amministrazioni che ci hanno dato spazio, supportato; alle molte persone e volontari interessate e coinvolte nelle varie iniziative… Uno speciale, “perché ci avete fatto emozionare!” lo dobbiamo ai nostri super-tutor: Cecilia, Lara, Anna, Maggie, Filippo, Vittorio, Hollis, Gianluca, Laia, Sara, Emily, Alessandro, Giulia: un’esplosione di empatia e allegria per tutti! Grazie! Info: Ami-Ki APS email ki@cucinadelleidee.it. Dario Montemini
realtà del territorio Villa Santa Maria consolida il proprio ruolo di Centro di riferimento per l’autismo Profilo sempre più internazionale per Villa Santa Maria. Il Centro di Tavernerio, specializzato nella cura e riabilitazione di bambini e ragazzi affetti da autismo e patologie neuropsichiatriche, ha infatti portato il proprio contributo al X Congresso mondiale della DOHaD (Developmental Origins of Health and Disease), la società internazionale impegnata nella ricerca sulle origini fetali di salute e malattie, che si è svolto a Rotterdam (Paesi Bassi) dal 16 al 18 ottobre. Il lavoro, accettato sotto forma di poster dal comitato scientifico del congresso, è frutto dello studio sui “Fattori di rischio gravidici per l’autismo”, condotto da Villa Santa Maria in collaborazione con l’IRCCS Fondazione Stella Maris di Pisa e con il Dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia dell’Università di Pisa. L’indagine si è focalizzata in particolare su 12 fattori di rischio ambientale a cui le madri che nel corso della loro vita hanno avuto un figlio affetto da Disturbi dello spettro autistico e un altro figlio con sviluppo normale sono state esposte durante le due gravidanze e i rispettivi periodi peri- e post-natali. Ciò che è emerso è che nel caso dei bambini affetti da Disturbi dello spettro autistico le mamme erano state esposte con una frequenza molto più alta a molti dei fattori considerati. Questo fa pensare che in soggetti con predisposizione i fenomeni ambientali e quelli incidentali possano influenzare l’esito della gravidanza. Non solo. Il Centro ha infatti preso parte anche al XVII Congresso mondiale di Psichiatria, organizzato dalla World Psychiatric Association e andato in scena a Ber-
Il Prof. Enzo Grossi Direttore Scientifico al congresso DOHaD e sotto il Dr. Giulio Valagussa e il Dr. Alessandro Grassi- al congresso AIFI lino (Germania) dall’8 al 12 ottobre. Un appuntamento che ha consentito ai rappresentanti di Villa Santa Maria di approfondire una serie di temi di grande interesse per le attività del Centro e di consolidare relazioni con specialisti di altre nazioni con i quali potrebbero presto nascere nuove importanti collaborazioni internazionali. Nel frattempo le attività di ricerca scientifica sviluppate a Villa Santa Maria continuano a dare risultati preziosi. Tra i casi più recenti quelli al centro dei tre lavori che sono stati presentati, sempre sotto forma di poster, al Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI), che si è svolto a Roma dal 13 al 15 ottobre.Un appuntamento al quale il Centro ha partecipato offrendo il proprio contributo alla ricerca sul Tip-Toe Behavior (comportamento in punta) nei soggetti affetti da Disturbi dello spettro autistico, all’esplorazione del rischio di caduta nei bambini e ragazzi con Disturbi dello spettro autistico e proponendo un adattamento e traduzione in italiano della scala Short Sensory Profile (SSP), uno degli strumenti più utilizzati per valutare i profili sensoriali dei soggetti affetti da Disturbi dello spettro autistico. “Siamo molto soddisfatti del riscontro che il nostro lavoro sta ottenendo sia a livello nazionale sia a livello internazionale”, ha commentato il professor Enzo Grossi, Direttore scientifico di Villa Santa Maria e Vicepresidente della Fondazione VSM di Villa Santa Maria, che sostiene le attività di ricerca del Centro. “Il fatto di aver attivato una rete di collaborazione con Centri specialistici di primaria importanza in Italia e all’estero ci sta consentendo non solo di raggiungere risultati di enorme interesse dal punto di vista scientifico, ma anche di indagare aspetti che possono aprire nuove prospettive di diagnosi e cura per le patologie delle quali ci occupiamo, a partire proprio dai Disturbi dello spettro autistico”. Dr.ssa Emanuela Aiani Il Paese 25
realtà del territorio I pensieri dei nostri ragazzi sui primi giorni di scuola USCITA SCOLASTICA A VILLA PLINIA Il 10 ottobre noi delle classi prime della Secondaria di primo grado di Tavernerio siamo andati a fare una gita a Villa Plinia facendo tutto il percorso a piedi, affrontando salite e discese molto stancanti. Alla fine del percorso siamo arrivati al cancello di Villa Plinia. Appena entrati abbiamo assaggiato l’acqua della sorgente e ci siamo incamminati verso il bosco trovando abbondanti castagne, mele e funghi. Lungo il percorso oltre ai numerosi alberi, c’erano anche campi di zafferano, un piccolo torrente a cui si collegava una fontana e dei giochi divertenti. Dopo le lunghe camminate attraverso i boschi ci siamo fermati per fare merenda. I professori successivamente ci hanno fatto girare il bosco da soli; sembrava infinito! Alla fine della lunga giornata abbiamo fatto una partitella a calcio, finita bene (win 4-0). Alla fine della lunga mattinata siamo tornati facendo tutte le strade tortuose dell’andata. Infine la giornata è stata bella e curiosa e appetitosa per la scorpacciata di funghi e castagne che abbiamo fatto. Riccardo Bonetti, Matteo Morelli, Matteo Triscari Martedì 10 ottobre siamo partiti dalla scuola secondaria di Tavernerio e, passando per Solzago, abbiamo raggiunto Villa Plinia dove una gentile signora ci ha accolti e ci ha fatto assaggiare la “gloriosa acqua Plinia”. Abbiamo appreso che la villa è circondata da un parco dove c’è un percorso vita. Abbiamo provato i vari giochi e attività, quindi gli insegnanti ci hanno detto che avremmo potuto dividerci nel bosco. Dopo un po’ alcuni di noi sono rimasti nel bosco, altri sono andati a giocare a calcio e altri ancora a raccogliere le castagne. Mentre scendevamo eravamo molto stanchi, avendo gli zaini pesanti, pieni di castagne, però eravamo soddisfatti per la bella esperienza. Edoardo Pandico, Samuele Jonca, Filippo Angelucci
come comportarci il giorno dopo e con chi saremmo stati in classe. Provavamo un senso di agitazione, preoccupazione e paura. Alla fine non c'è niente di cui aver paura riguardo alle medie. Alcuni consigli che possiamo darvi noi che abbiamo già vissuto questa esperienza: - non metterti troppo in evidenza facendo confusione o dicendo battute inappropriate altrimenti ai professori farai una cattiva impressione; - meglio vestirsi in modo adeguato, quindi senza canotte, magliette troppo scollate o jeans strappati - porta tutto il materiale necessario, senza dimenticare niente; - un altro consiglio è quello di ripassare durante le vacanze estive. Anche se le vostre maestre non vi hanno dato compiti, vi consigliamo di riutilizzare dei vecchi libri e quaderni, in modo da arrivare alle medie preparati. Questi erano i nostri consigli e come ci siamo preparati per andare alle medie. Vi assicuriamo che non c'è niente di cui aver timore, e se siete all'ultimo anno di elementari… beh godetevelo! Sofia Gatti, Chiara Tusha, Martina Gatti Cari lettori di questo giornale chiamato “Il Paese” volevamo spiegarvi come noi ragazzi ci siamo sentiti il primo giorno di scuola. Il passaggio dalle elementari alle medie è stato molto difficile sia emotivamente sia perché sono cambiate molte cose dall’ anno scorso. Si sono aggiunte nuove materie come francese, epica e tecnica. Appena entrati in classe abbiamo provato un’emozione indescrivibile; ansia, paura, tensione e dispiacere per aver lasciato le maestre delle elementari e i vecchi compagni. Però ci sono anche degli aspetti positivi in questo cambiamento: infatti cambiare compagni significa stringere nuove amicizie, cambiare gli insegnanti e le materie è un nuovo modo per imparare. Il primo giorno ci siamo conosciuti è un po’ di paura è svanita. Siamo sicuri che quando usciremo da qui saremo persone più grandi e mature. Speriamo che questo articolo ai più grandi abbia fatto ricordare qualcosa del passato e ai più piccoli abbia tolto un po’ di paura delle medie. Lucia Seveso, Caterina Paulon, Aleyna Karakutuk, Luca Luini.
LA NUOVA SCUOLA La sera prima dell’inizio della scuola eravamo molto agitati, però allo stesso tempo contenti, perché saremmo passati dalle elementari alle medie. Il giorno ormai era arrivato, l’agitazione era aumentata; entrati in auditorium, la professoressa aveva iniziato a presentare le classi e ad assegnare le sezioni. Mentre ci recavamo verso la nostra IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA Sì, lo sapete anche voi, la scuola è iniziata! Per molti aula, passando per i corridoi abbiamo notato molti quadri ragazzi è arrivato il momento di fare il grande passo: il e disegni appesi ai muri; entrati in classe, invece, abbiamo passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria. visto che le pareti erano prive di decorazioni: non vediamo Il primo giorno di scuola, per noi ragazzi che ora siamo l’ora di riuscire ad addobbare la nostra aula e farla divenla 1B delle scuole medie di Tavernerio, non è stato così tare colorata. Nel complesso la scuola è molto grande e terrificante come credevamo. Se cambi scuola non devi bella.Adesso che è già passato un mese dall’ inizio della avere paura di non trovare nuove amicizie o di non riu- scuola e ci siamo conosciuti meglio ci troviamo bene e non scire ad adattarti. La sera prima delle così tanto temute vediamo l’ora di stringere nuove amicizie. Valentina Fumagalli, Gaia Rossi e Fabio Colombo medie, eravamo davvero molto in ansia. Non sapevamo 26 Il Paese
Le medie: una nuova scuola dove impareremo a studiare e a conoscerci meglio. Il Comune ha fatto molti lavori per farla diventare più accogliente per i nuovi arrivati; Noi, di prima media, abbiamo conosciuto tanti nuovi ragazzi e nuovi insegnanti, ci siamo trovati molto bene. Rolenco Fikay, Luca Cacciola Carolina Molteni, Susanna Tettamanti
Se io fossi fuoco riscaldarsi il mondo Se io fossi vento lo profumerei Se io fossi acqua lo riempirei di bona acqua Se fossi Dio farei sparire le guerre Se io fossi papa sarei felice A tutti i cristiani darei pace Se io fossi imperatore farei il mio giusto lavoro A tutto il popolo darei oro
Se io fossi morte non ammazzerei nessuno Se io fossi vita starei sempre con tutti LA 2a A E LA LETTERATURA Se io fossi me stessa come sono e fui All’inizio dell’anno scolastico 2017/18, noi, la classe Comprerei tutti gli smalti che vorrei 2°A dell’istituto comprensivo Don Lorenzo Milani di Tavernerio, durante le ore di letteratura, abbiamo la- Dopo alcune settimane di scuola ci siamo cimentati nelvorato sulla nascita della lingua volgare italiana e sul la letteratura italiana, in seguito allo studio del latino sonetto di Cecco Angiolieri. e della sua evoluzione. La nostra avventura è iniziata Cecco Angiolieri nacque a Siena intorno al 1260 e morì con la lettura di un sonetto, scritto da Cecco Angiolieri: a Roma tra il 1311 e il 1313. Il suo canzoniere è compo- “S’i’ fosse foco”. sto da 100 sonetti scritti con un linguaggio quotidiano Questa è la nostra rivisitazione: e burlesco. Ecco il suo sonetto: Se fossi fuoco brucerà bugie Se fossi vento le spazzerei S’i’ fosse foco Se fossi acqua le spegnerei S’i’ fosse foco ardereï ’l mondo; Se fossi Dio ne farei magie s’i’ fosse vento, lo tempestarei; Se fossi albero sarei legnoso s’i’ fosse acqua,i’ l’annegherei; Se fossi fiore li colorerei s’i’ fosse Dio, mandereil’ en profondo; Se fossi insetto in alto volerei s’i’ fosse papa, allor sarei giocondo, Se fossi libro sarei noioso ché tutti cristiani imbrigarei, Se fossi morte scapperei da te s’i’ fosse ‘mperator, ben lo farei: Se fossi vita sarei gioia a tutti taglierei lo capo a tondo. E da mia madre felice andrei Se io fossi alunno come sono S’i’ fosse morte, andarei a mi’ padre; Sarei sorridente felice s’i’ fosse vita, non starei con lui: E porterei a tutti un dono similmente faria da mi’ madre.
S’i’ fosse Cecco, com’ i’ sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre: le zoppe e vecchie lasserei altrui.
Tra pochi giorni continueremo l’avventura con altri testi di importanti autori, tra questi Dante Alighieri. Ques’anno stiamo studiando la letteratura italiana dal Ognuno di noi ha fatto una propria versione, ve ne pro- latino al volgare, più precisamente il sonetto di Cecco Angiolieri “S’ I’ FOSSE FOCO“ e l’abbiamo interponiamo una: pretato a nostro piacimento sempre seguendo le regole del sonetto. Se fossi fuoco brucerei bugie; Questo è il risultato: se io fossi vento, le spazzerei se io fossi acqua, le spegnerei; se fossi Dio, ne farei magie; se fossi papa, sarei famoso, ché tutto il mondo dominerei; se fossi imperatore avrei il cittadino sempre più gioioso.
Se io fossi la morte scapperei; se fossi la vita sarei gioia: e da mia madre felice andrei; se fossi alunno, come sono e fui, io farei brillare come stelle anche i giorni più bui. Francesca Garofalo, Chiara Favoni, Tommaso Casartelli, Tommaso Frangi.
Se fossi fuoco, dagli infreddoliti andrei Se fossi acqua, dagli assetati andrei Se fossi neve, ogni inverno cadrei Se fossi il tempo sempre mite starei Se fossi fantasma, i cattivi spaventerei E essi li ucciderei Se fossi Dio fulmini scaglierei E le case dei bugiardi infiammerei Se fossi ricco dai poveri andrei E tanti soldi gli darei Se fossi un politico per la giustizia mi adopererei Se fossi Montella Calhanoglu schiererei Se fossi Jack la formazione non schiererei Cosi il fantacalcio io vincerei. Il Paese 27
realtà del territorio
L’ISTITUTO COMPRENSIVO E’ SEDE D’ESAME PER LA CERTIFICAZIONE LINGUISTICA
Al fine di arricchire l’offerta formativa ed in linea con l’Atto di Indirizzo del Dirigente Scolastico per il triennio 2017-2020, che prevede iniziative per lo sviluppo delle competenze linguistiche, in data 10 Ottobre 2017 è stata sottoscritta una convenzione, per effetto della quale l’Istituto Comprensivo di Tavernerio è diventato sede d’esame per la Certificazione linguistica internazionale Trinity College London. L’iter è stato seguito dalla insegnante Cinzia Spreafico, referente della scuola per le certificazioni linguistiche e coordinatrice del Dipartimento di Lingue. L’opportunità di svolgere una preparazione mirata al superamento degli esami (Grade 1 – 12) è rivolta a tutti gli studenti interni ed esterni all’Istituto, ma anche a tutte le persone interessate o che per necessità varie desiderano certificare le proprie competenze linguistiche. A che cosa serve una certificazione? In ambito accademico e professionale, presentare una certificazione può dare punteggio all’interno di un concorso oppure permettere il riconoscimento di crediti all’esame di stato, di crediti universitari o consentire l’iscrizione a corsi di laurea che richiedano un determinato livello di competenze. Il possesso di una certificazione può inoltre rappresentare un valore aggiunto inserito all’interno di un curriculum vitae. Sono questi soltanto alcuni esempi del
Il Trinity College London 28 Il Paese
possibile utilizzo di una certificazione. In ambito didattico inoltre la certificazione stimola la motivazione dello studente, consentendogli di comprendere il proprio livello di competenze ed abilità e stimolandolo a raggiungere obiettivi sempre più elevati. Che cos’è una certificazione linguistica? Si tratta di un documento ufficiale, normalmente rilasciato da un Ente Certificatore, attestante il livello raggiunto in determinate abilità in base al Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER), che descrive cosa una persona “sa fare” con la competenza acquisita nella lingua straniera. Può essere usata: — Come credito formativo all’esame di Stato; — In ambito universitario: in Italia sono sempre più numerosi i corsi di laurea che riconoscono le certificazioni linguistiche rilasciate dagli enti certificatori come crediti universitari e per l’accesso alle lauree di secondo livello. All’estero diverse università richiedono certificazioni linguistiche a un determinato livello come requisito d’accesso. — In ambito professionale: valorizza il curriculum vitae, essendo un documento sempre più conosciuto e apprezzato dal mondo del lavoro come prova di ciò che una persona “è in grado di fare” in una lingua straniera. La certificazione non ha una scadenza formale a meno che questa non sia chiaramente specificata dall’ente certificatore. Va tenuto presente che, poiché la competenza linguistica che attesta la certificazione può variare nel tempo, molte istituzioni tendono a non riconoscere la validità di una qualsiasi certificazione che non sia stata conseguita di recente. Le certificazioni rilasciate da Trinity College London non hanno una scadenza formale. Il Dirigente Scolastico Dott. Flavio Pavoni
radici PERSONAGGI INDIMENTICABILI: Franco Belluschi e la moglie Ornella Raccontare di una persona mai incontrata non è semplice, ma quando si è cresciuti in mezzo ai ricordi che ha lasciato sembra quasi di conoscerla da sempre. Franco Belluschi “pittore poetico”, così definito in un articolo pubblicato su “La Provincia” l’8 giugno 1968, nacque a Gravedona il 13 agosto 1921 e si trasferì successivamente a Como, città che amò profondamente e che ispirò con i suoi splendidi paesaggi la maggior parte dei suoi quadri. Il suo talento artistico si manifestò già nell’infanzia, quando all’età di otto anni ricopiò da un quadro appeso in classe il volto della Madonna lasciando meravigliati la maestra e i compagni. Da quel momento l’arte lo accompagnò per tutto il resto della sua, purtroppo breve, vita; Franco scomparve, infatti, il 18 dicembre 1969 all’età di 48 anni lasciando la moglie e cinque figli. Negli articoli dell’epoca Franco veniva descritto come un uomo
piuttosto riservato, non amante della fama e della pubblicità, ma devoto alla sua arte: in un’intervista condotta da un’amica di famiglia dichiarò addirittura che disegnare e dipingere erano come respirare. Il pittore - poeta Franco Belluschi era specializzato nel realizzare quadri in sanguigna, una speciale matita rossastra composta da ossido di ferro e cera grassa, che utilizzava con saggia maestria per ritrarre incantevoli scorci di paesaggi del lago di Como e di Lugano. Nei tre anni precedenti la sua scomparsa, Franco era solito andare a “caccia” di luoghi caratteristici, angoli nascosti, chiese e monumenti di tutto il territorio comasco e svizzero finché riuscì preparare una cinquantina di disegni che vennero poi raccolti in due libri “Il Lario” e “Il Ceresio”, pubblicati rispettivamente nel 1968 e nel 1969 dalla casa editrice Pietro Cairoli. I libri suscitarono un discreto interesse negli appassionati
d’arte dell’epoca, tant’è che le sue opere vennero esposte in numerose mostre e quasi tutte trovarono un acquirente. Nella sua semplicità e riservatezza, l’artista raccontava il suo successo ai giornalisti con disarmante meraviglia. Nel paese di Tavernerio in pochissimi avranno memoria di Franco Belluschi, se non addirittura nessuno: in effetti Franco si trasferì a Solzago soltanto un anno prima della sua morte e non ebbe l’occasione di farsi conoscere. In molti invece ricorderanno la moglie, la signora Belluschi, scomparsa nell’agosto 2015 all’età di 91 anni: donna di carattere e molto colta, portò avanti la famiglia da sola con grande coraggio e determinazione. Ornella era una persona abitudinaria, tutte le mattine era solita recarsi da Piffaretti a fare la spesa accompagnata dalla sua nipotina e nonostante il tragitto fosse molto breve, tornava a casa soltanto all’ora di pranzo perché si intratteneva a parlare con chiunque incontrasse sul suo cammino; persino un fiore o un uccellino potevano essere l’oggetto di un interessante discorso sulla vita. Trascorreva le sue giornate placidamente tra giardinaggio e letture impegnative ma trovava sempre il tempo di trasmettere le sue passioni, il suo sapere e il suo entusiasmo ai bambini e ai ragazzi di Solzago, ai quali insegnava le lingue straniere e l’italiano. Entrare in casa Belluschi era un po’ come visitare una galleria d’arte: a tutte le pareti erano appesi quadri in sanguigna e acquerelli, altra specialità dell’artista, che sicuramente ora fanno parte dei ricordi d’infanzia degli abitanti del paese e anche dei miei. Elisa Belluschi (nipote) Il Paese 29
radici Louis Charles Casartelli da Tavernerio vescovo a Salford dal 1903 al 1925 Sulla controfacciata della chiesa di S. Martino di Tavernerio, a sinistra dell’ingresso, è collocata una lapide marmorea che evoca due personaggi legati alla storia del paese. L’iscrizione è in latino e possiamo tradurla così: LOUIS CHARLES CASARTELLI, vescovo di Salford in Inghilterra, pose [questa lapide] a pia memoria del suo amatissimo padre GIUSEPPE LUIGI CASARTELLI, figlio di Francesco e di Florinda, che, nato a Tavernerio il 9 settembre 1822 e battezzato in questa chiesa, morì piissimamente a Manchester il 10 marzo 1900 Il vescovo Casartelli, che esercitò il mandato a Salford dal 1903 alla
Il vescovo di Salford Louis Charles Casartelli
morte (1925), era dunque figlio di un emigrato di Tavernerio, Giuseppe Luigi. Le “piccole storie” si collocano - si sa - nell’ambito degli ampi processi che caratterizzano le epoche della “grande storia”. Le vicende di Giuseppe Luigi Casartelli si inserirono in quelle dell’ondata emigratoria che contrassegnò le terre lariane tra Sette- e Ottocento, spingendo singoli e famiglie a dirigersi in vari Paesi nordeuropei per esercitare le più diverse attività commerciali. In
Incipit della lettera del 27 giugno 1905, scritta dal vescovo Casartelli al parroco di Tavernerio Giovanni Baserga e conservata nell’archivio parrocchiale di Tavernerio 30 Il Paese
particolare furono in molti a dedicarsi alla costruzione e vendita di strumenti scientifici e di precisione, tanto che il letterato comasco G. B. Giovio definì costoro «più utili al sapere, che non molte accademie». Dai registri parrocchiali di Tavernerio è possibile ricostruire la complessa e ramificata genealogia della famiglia di Giuseppe Luigi, primo dei dodici figli di Francesco Casartelli e di Florinda Gerosa. Sbarcato in Gran Bretagna intorno agli undici anni d’età per raggiungere i parenti a Liverpool, come di regola avveniva in queste circostanze, egli anglicizzò il proprio nome in Joseph Louis e si stabilì dal prozio Lewis Casartelli, nato a Tavernerio nel 1784 e operante a Liverpool dal 1820 come costruttore di barometri e termometri. In Inghilterra erano attive nel campo dell’ottica altre famiglie originarie di Tavernerio, quali i Gatti e i Ronchetti. Nel 1851 Joseph L., che nel frattempo aveva rilevato la ditta del prozio, si trasferì a Manchester per sposare la cugina Harriet Ronchetti, nipote di un Battista Ronchetti giunto in Inghilterra nel 1785 e produttore di strumenti di alta qualità. Intestatosi la ditta Ronchetti, Joseph L. diede impulso all’attività, non solo come costruttore di microscopi, telescopi e macchine fotografiche, ma anche aprendo uno studio specializzato nella tecnica della microfotografia. Pare infatti fosse dotato di una intelligenza tecnico-scientifica piuttosto vivace, come testimonia anche la sua amicizia con J. P. Joule, il celebre fisico del quale si studia a scuola il cosiddetto “effetto Joule”, che correla la quantità di calore dissipata da un conduttore con la corrente elettrica che lo attraversa. Nel 1852 Harriet diede alla luce Louis Charles. Personalità poliedrica, egli studiò in particolare a Lovanio, in Belgio, specializzandosi, oltre che in teologia, nello studio delle lingue, soprattutto di quelle semitiche. Giunse così a un’ottima conoscenza di tedesco, spagnolo, francese,
fiammingo, siriaco, ebraico, arabo e sanscrito, nonché naturalmente inglese e italiano. Ordinato nel 1876, si distinse per il suo aperto contrasto verso la stampa anticattolica e professò sempre una profonda ammirazione per il grande cardinale Henry Newman. Nel 1903 fu nominato vescovo di Salford. Non sappiamo quando Louis Charles abbia commissionato la lapide per la chiesa di Tavernerio. Da una lettera scritta il 27 giugno 1905 al parroco del paese, Giovanni Baserga, deduciamo che ne aveva richiesta una fotografia e che il Baserga lo aveva invitato a partecipare all’inaugurazione del nuovo organo della chiesa di S. Martino, installato proprio in quell’anno dalla ditta Mascioni di Cuvio. Il vescovo non escluse di potersi fermare a Tavernerio in occasione di un prossimo viaggio e in effetti La lapide commemorativa fatta collocare dal vescovo Casartelli nella chiesa di S. Mardal suo diario si desume che fu in tino di Tavernerio paese il 28 novembre successivo. Quel giorno pioveva a dirotto: visitare la casa paterna. Avrà avuto parrocchiale, ove molti parenti si il vescovo venne ospitato in casa tempo di dare un’occhiata al nuovo recarono per conoscerlo, e poté organo? Senza dubbio lo strumento sarebbe stato di suo gradimento, essendo stato costruito secondo i canoni previsti dalla riforma liturgica, di cui il vescovo era stato in Inghilterra un fautore della prima ora, pubblicando subito dopo la sua elezione la lettera pastorale “The sign of the Times”, in cui tale riforma era indicata come priorità assoluta. Tanto che, coerentemente con il «temperamento organizzativo» che gli ha attribuito il suo biografo M. J. Broadley, comunicò alla diocesi che la sua partecipazione alle cerimonie sarebbe stata subordinata alla previa accettazione della musica da eseguirsi, impose alcuni rigidi principi da rispettare nel canto, ordinò l’istituzione di commissioni liturgiche. In relazione a ciò, lo storico N. Paxton ha messo in luce come il vescovo Casartelli abbia in qualche modo anticipato alcuni provvedimenti che vennero applicati nella Chiesa in seguito alla promulgazione del motu proprio “Inter Sollicitudines” di Pio X. Antica mappa di Tavernerio di qualche secolo fa. Rita Pellegrini Il Paese 31
radici Ciao maestra Emi
Sabato 17 giugno nel pomeriggio, Emiliana Pontiggia sale sull’auto della nipote pensando di andare con lei a fare compere e invece … si ritrova al centro civico di Tavernerio dove le è stata organizzata una festa a sorpresa!!! La mitica Emi, insegnante della scuola dell’infanzia “Bagliacca” di Tavernerio, va in pensione dopo oltre 40 anni passati in mezzo ai suoi bimbi. L’iniziativa della festa è proprio partita da alcuni suoi “ex bimbi” ormai cresciuti che, tramite un passa parola a voce e sui social, sono riusciti a radunare un bel gruppo di persone: alunni dell’ultima generazione e di quelle passate, genitori, amici, colleghi e collaboratori della scuola. Durante la festa sono stati organizzati laboratori creativi, sono state lette storie e cantate canzoni con l’accompagnamento di strumenti dal vivo, in un clima di serenità e gioia, se pur con qualche lacrima di commozione. Emi ha avuto un rapporto speciale con i suoi bambini, perché per lei ogni bambino è stato speciale e per loro ha trovato sempre i tempi giusti per ogni cosa: il gioco, il racconto, l’ascolto, lo scambio di opinioni, la coccola, la
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confidenza, il progetto, l’apprendimento, la gestione delle diverse emozioni. Grazie alla sua voce rassicurante e al suo sguardo fiducioso, i bambini hanno imparato presto a vivere nuove esperienze, ad apprezzare la bellezza della condivisione, con uno spirito aperto alle novità e amante di tutto ciò che nascosto deve essere scoperto. Ogni giorno ci sono stati argomenti da conoscere, curiosità da soddisfare, mondi da esplorare, il tutto “condito” dall’entusiasmo e dall’esperienza di Emi. Durante la sua carriera lavorativa, Emi è stata rappresentante della scuola dell’infanzia in Consiglio d’Istituto per diversi anni ed è stata
una grande sostenitrice del dialogo tra scuola e famiglia, aperta al confronto e alla collaborazione. Anche durante la festa, invitata a gran voce a fare un discorso, Emi, se pur colta di sorpresa, dopo aver ringraziato tutti, ha richiamato l’attenzione degli adulti presenti sull’importanza dell’ascolto reciproco. L’amministrazione comunale, nella figura dell’assessore Oriana Molinaro, ha voluto consegnare ad Emi una copia dell’editto in cui, tanti anni fa, si invitava la popolazione di Tavernerio all’inaugurazione dell’asilo “Bagliacca”. Un gesto simbolico per riconoscere, a livello istituzionale, che l’impegno di Emi in tutti questi anni di vita scolastica non è passato certo inosservato. Alla fine del pomeriggio Emi ci ha salutato portando con sé una pianta, regali, disegni, una cassetta rossa della posta creata per l’occasione e ricolma di bigliettini con i pensieri di grandi e piccoli per lei, ma soprattutto portando con sé l’affetto e il rispetto di tante apprezzata come insegnante, educatrice, collega e donna. Si ringraziano Lara Baserga per la collaborazione alla stesura dell’articolo e Chiara Chinazzi per le fotografie Sabrina Mantegazza
radici Nati per leggere
Siamo “Nati per leggere”! Nei mesi scorsi la nostra Amministrazione Comunale, all’interno della Conferenza dei Comuni che fanno parte del Sistema Bibliotecario della Brianza Comasca, ha accolto con favore l’idea di aderire al programma nazionale ‘Nati per leggere’ e successivamente la nostra biblioteca, insieme ad altre biblioteche tra cui la vicina biblioteca di Albese con Cassano, è stata inserita nel programma, che prevede anche momenti di formazione sia per le bibliotecarie sia per volontari che desiderino collaborare alla realizzazione dello stesso. Già, ma che cosa è ‘Nati per leggere’? Secondo la definizione ufficiale ‘Nati per leggere’ è un programma di promozione alla lettura in famiglia dalla nascita ai sei anni. Le ricerche scientifiche dimostrano che leggere insieme contribuisce positivamente allo sviluppo cognitivo, relazionale ed emozionale del bambino. Leggere fa bene e prima si inizia, meglio è: maggiori e durevoli saranno i benefici nel corso della vita. Leggere quotidianamente ad alta voce a bimbi piccolissimi, e prima
ancora nel periodo prenatale, costituisce un fattore di protezione e una grande opportunità per la costruzione del loro futuro; stabilisce una dimensione di familiarità e di intimità tra chi legge e chi ascolta; l’attività infatti è decisamente piacevole non solo per il bambino, ma anche per la mamma, il papà, il nonno, la nonna, il fratello maggiore che leggono insieme a lui e condividono momenti intensi, emozionanti e divertenti. ‘Nati per leggere’ è promosso dall’alleanza tra l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e il Centro per la Salute del Bambino Onlus (CSB) ed è diffuso sul territorio nazionale grazie alla collaborazione di figure professionali diverse: pediatri, ostetriche, bibliotecari, educatori, insegnanti, librai e volontari. La biblioteca di Tavernerio che ha lanciato l’iniziativa nel mese di novembre ha programmato per il 2018 vari momenti. Da gennaio, dopo le vacanze nata-
lizie, in biblioteca ogni mercoledì pomeriggio dalle ore 16 alle ore 18, uno spazio dedicato, una sala ‘morbida’, sarà aperto per accogliere i bimbi con i loro genitori per momenti di lettura. Saranno sempre presenti alcuni volontari ‘Nati per leggere’ che accoglieranno bimbi e genitori, predisponendo l’ambiente per facilitare la lettura e restando a disposizione per qualsiasi esigenza, così che il momento possa essere vissuto serenamente. Inoltre un sabato al mese letture animate destinate a bimbi e genitori saranno svolte in diversi luoghi del nostro territorio con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di famiglie per diffondere questo programma di così grande impatto educativo e sociale. Fondamentale sarà la collaborazione in rete con gli altri operatori e, soprattutto, la risposta gioiosa dei nostri bambini che convincerà, se ce ne fosse bisogno, mamme e papà che leggere è bello e prezioso. La Commissione Biblioteca
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radici La Madonna: donna,mamma, strumento di Dio I quadri della cappella feriale nella Chiesa dell’Eucarestia La storia che vi vado a raccontare è quella dell’incontro tra le idee di un sacerdote poeta e la creatività di un artista che hanno dato vita ad un’opera straordinaria: i quadri della cappella feriale nella chiesa dell’Eucarestia. Siamo verso la fine di agosto 2003. E’ sera. Giampiero Carcano e la moglie Marina sono a casa e ricevono la telefonata di don Silvio Bernasconi, l’allora parroco di Tavernerio. Una proposta per Giampiero, direi quasi una sfida. Una parete di 12,45 metri alta 3,40 metri, divisa in tre spazi da due colonne, da “riempire” per celebrare la figura della Madonna con tre importanti episodi della sua vita l’annunciazione, la visita alla cugina Elisabetta e le nozze di Cana.
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Mi immagino Giampiero combattuto tra l’esaltazione per il progetto e i mille dubbi su come realizzarlo. Ma da grande perfezionista qual’è, ovviamente nulla è lasciato al caso: si documenta, ricerca spunti e idee tra libri, riviste, immagini di quadri e ambienti naturali, foto di famiglia e alla fine eccolo presentare i suoi bozzetti a don Silvio nel dicembre 2003. Don Silvio approva con un sorriso sornione, in fondo ha sempre saputo di aver scelto la persona giusta. Giampiero adesso sa esattamente come passerà la sua estate 2004:
dipingendo i quadri all’ombra del portico della sua casa di Orsenigo. Questa opera si concretizza grazie ad una veste compositiva originale ispirandosi alla tradizione pittorica antica, ripropone in chiave moderna la metodologia del dittico (quadro suddiviso in due scomparti su cui sono dipinte immagini distinte). Ognuno dei tre temi è composto da una coppia di pannelli dalla forma inusuale. La tecnica utilizzata è quella dell’affresco, detta anche pittura a fresco. Viene chiamata così perché si esegue su un intonaco fresco, cioè appena steso e quindi saturo d’acqua. Il colore viene completamente inglobato nell’intonaco che asciugando si combina con l’anidride carbonica dell’aria e forma il carbonato di calcio, acquistando particolare resistenza all’acqua e al tempo. I colori sono costituiti da pigmenti che non contengono fissativi, ma vengono mescolati al latte di calce e, una volta stesi sulla malta, si compenetrano con il supporto. Una delle sue migliori caratteristiche è la durata nel tempo. Nella pittura a fresco, poiché l’intonaco assorbe immediatamente il colore, la lavorazione deve essere veloce ed eseguita senza errori, perché non è possibile apportare correzioni o ritocchi. Per ovviare a questo problema,
Giampiero realizza l’opera in piccole porzioni, provvedendo di volta in volta ad applicare l’intonaco sulla parte che si deve dipingere. Tra il caldo e la fatica, l’opera pian piano prende forma. 1° episodio: l’Annunciazione La Madonna riceve la visita dell’Angelo. E’ l’annuncio di una richiesta: a Lei viene chiesto di dare alla luce il figlio di Dio, a Noi, il pubblico che guarda la scena da dietro (Maria è rappresentata di spalle), viene chiesto di partecipare al progetto d’amore di Dio, come “coloro che accolgono”. Non a caso l’angelo è rappresentato con la pelle scura, simbolo degli ultimi, dei migranti che chiedono aiuto, integrazione. contro tra Maria e la cugina Elisabetta) 2° episodio : la Visitazione (l’in- Qui sono rappresentate due donne e la loro maternità. Esprimono la gioia di aver accettato il figlio, dono d’amore per eccellenza, ma anche la preoccupazione per quello che verrà: sarò in grado di affrontare questo impegno? (“sia fatta la Sua volontà …”) Per i due quadri Giampiero si è ispirato a quelle che affettivamente considera le mamme a lui più care : la moglie Marina allora incinta del figlio Riccardo e un primo piano della sua mamma Enrica 3° episodio : le nozze di Cana E’ il primo miracolo di Gesù, l’acqua viene trasformata in vino per i commensali. Il quadro di sfondo è un gioco azzurro di veli leggeri che il vento muove, agita, vento di novità e cambiamento. Nella parte in alto del quadro principale le due mani dei coniugi intrecciate tra loro sono simbolo dell’unione e dell’amore coniugale. Nella parte sotto del quadro tutti sono seduti per terra, gli uni accanto agli altri, tutti con lo sguardo rivolto dalla stessa parte, dove è ipoteticamente la Madonna: “Fate come Lui vi dirà, riempite quelle giare, riempitele fino all’orlo, anche voi siete come otri vuoti, lasciatevi colmare dalla conoscenza, dalla sua Parola …”. E’ a questo banchetto che Maria dapprima intuisce e poi
accetta consapevolmente la missione del Figlio. Ecco, il lavoro è compiuto. Il portico è pieno di tele affrescate. Maria donna, mamma, strumento di Dio è lì rappresentata in tutta la sua essenza e aspetta di essere trasportata alla sua destinazione finale. E infatti da queste pagine vogliamo anche ringraziare il gruppo di artigiani e pensionati della comunità che hanno lavorato alla preparazione, al montaggio e al trasporto della struttura (telaio in ferro e tele) e senza la cui mano d’opera non sarebbe stato possibile ammirare i quadri dove sono tuttora. Un grazie di vero cuore a Giampiero e Marina per i ricordi e le fotografie Sabrina Mantegazza Biografia : Giampiero Carcano, classe 1964, ha vissuto a Tavernerio fino al 2002, anno in cui si è sposato con Marina e si è trasferito ad Orsenigo. Ha un figlio di nome Riccardo e tre gatti. Lavora nel campo del disegno tessile. E’ pittore per hobby, creativo per vocazione. Ha organizzato mostre di lavori personali riscuotendo un bel successo di pubblico e critica. Ha partecipato a concorsi e manifestazioni di pittura conquistando diversi premi e riconoscimenti molto significativi. Il Paese 35
radici Elogio della trippa
Chiamata “buseca” in Lombardia, “centupezzi” in Calabria, “fojet” in Piemonte, la pietanza in questione è sempre la stessa: la trippa. Portata agli onori della cronaca da programmi di cucina e da chef stellati, è in realtà un piatto della tradizione popolare italiana, ben conosciuto fin dai tempi più antichi. E’ nata persino “l’Accademia della Trippa” con lo scopo di preservarne l’autenticità e di diffonderla tra chi non la conosce. Sul suo sito internet si legge infatti: “L’Accademia della Trippa vuole essere uno dei principali punti di riferimento per la valorizzazione, la salvaguardia e la promozione della trippa, della sua storia e delle sue ricette “. Qui infatti si trovano i titoli di libri e trattati che la celebrano, notizie sui ristoranti che la cucinano, luoghi e tempi in cui si svolgono le sagre a lei dedicate e naturalmente tante ricette sia italiane che estere. La trippa è composta da tre cavità, poste tra l’esofago e lo stomaco del bovino. Il rumine, la parte più voluminosa e grassa, ha la forma di un sacco rigonfio e occupa circa il 75% dello stomaco. Il reticolo, il più piccolo dei tre, ha una forma che ricorda una rete, da qui il nome. L’omaso prende anche il nome di libro, perché la mucosa che lo tappezza internamente forma una gran numero di lamine che gli conferiscono l’aspetto di un libro. Spesso viene usata anche la prima parte dell’intestino tenue, l‘abomaso, il vero e proprio stomaco del bovino, obbligatoria per fare il famoso “Lampredotto” toscano. Il “come si prepara la trippa” ha diverse scuole di pensiero, legate proprio al luogo di origine. Alla carne si aggiungono, a seconda 36 Il Paese
Preparate il battuto di cipolla, carota e sedano. Tagliate la pancetta tesa a listerelle prestando attenzione ad eliminare la cotenna. A questo punto mettete in una casseruola il burro e la pancetta e fate soffriggere per un po’. Unite ora il battuto di cipolla, carota e sedano, le foglie di salvia e i chiodi di garofano. Mentre il tutto soffrigge a fuoco basso lavate, tagliate a listarelle la trippa e mettetela nella casseruola. Aggiungete ora la passata di pomodoro, un po’ di brodo vegetale, chiudete il coperchio e fate cuocere a fuoco basso per circa due ore teEcco la ricetta della trippa come si nendo sempre controllato che non si asciughi troppo. fa a casa mia: Nel caso aggiungete ancora un po’ Ingredienti: di brodo vegetale. Verso lo scadere 1 Kg di trippa delle due ore aggiungete i fagioli 1 cipolla bianchi di Spagna, aggiustate di sale 1 costola di sedano e pepe e lasciate cuocere per altri 30 1 carota 350 gr di fagioli bianchi di Spagna minuti circa. Spegnete il fuoco, mantecate leggerin scatola mente con un po’ di grana padano 150 gr di passata di pomodoro e la vostra trippa è pronta per essere 200 gr di pancetta tesa gustata ben calda! 50 gr di burro Servite in accompagnamento alla 4 foglie di salvia trippa qualche fetta di pane case4 chiodi di garofano reccio. brodo vegetale q.b. Buon appetito e … buona vigilia di grana padano q.b. Natale a tutti! pepe nero Sabrina Mantegazza sale della ricetta, verdure (carote, sedano, porri, cipolle, pomodori pelati) fagioli, brodo, spezie, formaggio grana, pancetta. In molte famiglie lombarde è tradizione preparare e consumare la trippa la sera della vigilia di Natale. E’ infatti un piatto che invita alla convivialità: fuori fa freddo, è buio, tutti insieme si sta intorno alla tavola davanti alle fondine fumanti, si mangia, si chiacchiera e si aspetta l’arrivo della mezzanotte, chi per recarsi alla Santa Messa, chi per aprire i regali, comunque tutti in attesa della notte più magica dell’anno.
cultura Ponzate non è Pozzuoli Ponzate, si sa, non è Pozzuoli. E per un cane di Napoli come me questo fa la differenza. Tuttavia, io, Gennarino Buccia, nato a Fuorigrotta, nel prestigioso canile che sta proprio accanto al fortino inespugnabile del San Paolo, mi trovo a dover fare i conti con la realtà, pure quando non mi piace. E ciò, signori miei, accade spesso, purtroppo, spesso assai. Basti pensare a quanto è accaduto l’estate scorsa, quando colui che allora veneravamo come un santo, con tanto di cappelle votive e altarini disseminati per la città, da Scampia a piazza Plebiscito, colui dicevo, di cui non pronuncio il nome (e che ora indossa la maglia del nemico) ha fatto un voltafaccia che manco Giuda Iscariota fu più scostumato. Ma che ci volete fa’, chista è la vita, la quale è come il Campionato: mica si vince sempre. La mia storia comunque è questa. Nato a Napoli, eccomi catapultato a vivere qua al Nord, nel ridente paesino di Ponzate. Che uno, legittimamente si chiede: ma che ci azzecca un cane di Napoli a Ponzate? E appunto. Appena arrivato a Ponzate pensavo di scrivere sulla facciata della casa dove abito: SI NASCE E SI MUORE CON IL NAPOLI NEL CUORE. Però mi sono trattenuto poiché mi sarei attirato la diffidenza dei vicini, in particolare di Potter, un meticcetto nu poco malandato che vive proprio accanto a me e che, scusate la franchezza, mi puzza di juventino. Ma andiamo avanti. A Ponzate sono arrivato con lei, l’innamorata mia, una femmina del Nord, nu poco particolare, che tiene un sacco di fissazioni, tra cui la religione e le camminate sull’asfalto. Con lei, dopo un lungo esilio in un luogo ombroso e ancora più a Nord di Ponzate, siamo approdati qui. E allora io ho dovuto mettermi l’anima in pace: qui siamo arrivati e qui si sta.
Ed elenchiamo subito i difetti del luogo. Tanto per incominciare il mare a Ponzate non ci sta. E manco il porto, è logico. Di qui l’assenza di natanti e di pescatori. E pure di quel buon profumino di pesce che esce dalle taverne malfamate. Di taverne a Ponzate ce ne sta una sola. Sulla porta ci sta scritto: No cucina. E alle volte pure: No caffè. E allora uno si domanda che cosa ci si va a fare. A proposito di questa taverna però mi è venuta un’idea. Per Natale chiederò a un amico mio di Portici, in affari con il miglior pasticcere di Napoli, di portarmi con il camion un’allegra quantità di sfogliatelle e rococò da mettere sul bancone a disposizione di tutta la clientela, in modo che i compaesani, che qui mi paiono nu poco abbacchiati, si tirino su il morale. Ma andiamo avanti. La chiesa a Ponzate c’è, e figuriamoci. Non sul mare come quella di Pozzuoli, ma pittoresca e pure antica. Tiene un bel sagrato affacciato su un panorama spazioso. La cosa migliore di questa chiesa sono le messe del sabato sera. Io naturalmente ci vado appresso a lei che, come ho detto, con le funzioni religiose è fissata proprio. Ci vado pure io, nonostante in materia religiosa la mia posizione sia chiara (riassumibile nel motto: una sola fede c’è, quella nel Napoli è). Ci vado comunque poiché io e lei siamo una cosa sola, inseparabili proprio, come il Vesuvio e Napoli, e non s’è visto mai che il Vesuvio se ne va a fare una passeggiata lasciando a casa Napoli. Così durante le funzioni io me ne sto in fondo, angolo sinistro, sdraiato e buono. Fingo di sonnecchiare ma
ovviamente ascolto. Il momento più interessante è quello dell’omelia del parroco, chiamato don Agostino, il quale tiene tutta un’oratoria nu poco teatrale e parla come un libro stampato. Pare che questo don Agostino sia pure nu poco filosofo e questo me lo rende simpatico poiché io, modestia parte, con la filosofia, da buon partenopeo tengo un rapporto stretto. Le prediche di don Agostino sono brevi, mica come quelle di Don Peppino, parroco di Pozzuoli, che appena iniziano ci sta sempre uno seduto in fondo che dice ad alta voce: maro’ tagli’a curt ja! No, le prediche di questo parroco del Nord sono calibrate, studiate a tavolino come la formazione del Napoli quando gioca in Champions League. Tengono sempre un capo e una coda, espressione che, attenti a me, ci azzecca proprio. La caratteristica di queste prediche è che quando meno te l’aspetti finiscono. Trac. Si interrompono sul più bello, lasciando nell’aria una sospensione tesa, gonfia di silenzio. La gente rimane lì a bocca aperta, come davanti a un goal di Insigne. In una di queste prediche il parroco don Agostino si è infervorato proprio, esattamente come don Merola, uno di quei preti nostri impegnati nel sociale, che stanno in trincea contro la camorra. In questa predica don Agostino parlava della mala voglia, difetto che spesso viene imputato a noi gente del sud. Ebbene, signori miei, pare che la mala voglia sia un difetto diffuso pure qui al Nord. Secondo quanto ha detto don Agostino infatti, pure i parrocchiani di Ponzate sono nu poco sfaticati. Sfaticati o no, io non ci metto il muso. Sta di fatto che qualche giorno fa qualcuno di questi parrocchiani si è dato la briga di imbandierare le strade del paese con gagliardetti e festoni biancoazzurri. Signori miei, credete a me, quando li ho visti, io, da buon ultrà figlio del Vesuvio, ho avuto un tuffo al cuore! Ho alzato gli occhi al cielo e ho ringraziato san Gennaro. Deve aver fatto un altro dei miracoli suoi: la fede nel Napoli ha conquistato pure Ponzate. Magari, mi sono detto, accanto alla fontana della piazza un giorno o l’altro ci troveremo pure una bella statuetta di Maradona. A grandezza naturale, jamme ja! Gennarino Buccia Il Paese 37
la poesia
LONTANO
Provai a fermarlo, ma tacitamente decise di prendere il volo. E, andandosene, portò con sé l’illusoria speranza di riaverlo tra le mie braccia. Lontano. Francesca Selvini
NOSTALGIA D’ORIENTE Oggi il mio cuore si fa blando poichè la notte è tiepida e la luna offuscata dal bianco profumo dei mandorli. Le maniche ormai pregne di questo dolce e dell’amaro del mio pianto. Solo la luce che gocciola dalle fronde può rigare il mio viso. Laura Tiburzi
PONZATE Ponzate per me è un porto lasciata la mia nave Ponzate è un terrazzino dove stendo i panni al sole Ponzate è il primo posto dove imparo a riposare Ponzate è un universo dove cerco il punto fermo dove trovo l’infinito dove inizio a camminare. Ilaria Bodero Maccabeo 38 Il Paese
salute IL PARKINSON: un percorso per promuovere il benessere psicologico attraverso le arti espressive visive “La malattia di Parkinson è un viaggio che, una volta iniziato, dura per tutta la vita. Molte persone che l’hanno intrapreso ne hanno descritto le insidie e il percorso. Non è un viaggio che potete fare da soli: saranno con voi anche i famigliari, gli amici e i vicini. Incontrerete tanti altri compagni lungo il cammino e vari medici vi guideranno attraverso luoghi accidentati, vi segnaleranno i pericoli e vi forniranno sicurezza e comprensione. I viaggiatori che ci sono già passati lo sanno bene e saranno in grado di aiutarvi. Non sottovalutate i loro consigli: la consapevolezza di non essere soli vi sarà di conforto” (Lieberman e M. McCall, 2011). Oggi vorrei parlarvi del progetto di tesi che ho portato avanti nel corso della mia Laurea Magistrale in Psicologia per il Benessere sulla Malattia di Parkinson (una patologia cronica che al giorno d’oggi si sta diffondendo sempre di più a causa del progressivo invecchiamento della popolazione generale) e sull’efficacia delle Arti Espressive Visive nella promozione del benessere psicologico in questa tipologia di pazienti. È oramai sempre più riconosciuta l’importanza di individuare la presenza in questa tipologia di pazienti di sintomi non motori legati all’aspetto psicologico quali ansia, depressione, apatia, sentimenti di tristezza e di perdita di autostima.
Sono le terapie non farmacologiche (come appunto le attività artistiche) ad agire su questa sintomatologia non motoria, riducendone la portata e migliorando la qualità della vita del paziente, permettendogli così di vivere momenti di serenità e tranquillità. Dall’analisi delle evidenze emerse dal mio studio si può affermare che attraverso la pratica delle tecniche grafico-pittoriche è possibile accompagnare il paziente nel percorso di elaborazione e di accettazione del proprio vissuto emotivo, aiutarlo a trasmetterlo in modo creativo e personale e a condividerlo con altre persone. Il processo artistico può facilitare, infatti, la manifestazione dei sentimenti negativi inespressi, difficili da convertire in parole. Può, inoltre, permettergli di scaricare ansia, frustrazione e tensioni, rafforzare il senso di autostima e la propria identità personale, migliorare e rafforzare le relazioni interpersonali. Allo stesso tempo, la pratica costante delle attività artistiche può apportare benefici anche sul piano motorio, dal momento che va a migliorare la motilità fine della mano e riduce il tremore essenziale, manifestazione sintomatica tipica della malattia. Ho avuto inoltre la grandissima opportunità di poter partecipare come osservatrice, nell’arco di tre mesi, alle sedute che la Dottoressa Arteterapeuta Emanuela Galbiati tiene con i pazienti Parkinson dell’Istitu-
to Geriatrico Piero Redaelli. È stata un’esperienza molto forte per la mia crescita professionale e personale, dal momento in cui mi ha permesso di avvicinarmi e di toccare con mano la difficile realtà che queste persone si trovano ad affrontare ogni giorno. Sono infatti venuta a conoscenza del forte impatto emotivo che la malattia di Parkinson ha sui pazienti, impatto che va ben oltre le note limitazioni motorie conseguenti ad essa. Spesso i disturbi e le alterazioni psicologiche legate all’umore in questa tipologia di pazienti vengono ignorati o messi in secondo piano; l’esperienza vissuta in prima persona mi ha dato la possibilità di constatare invece quanto il benessere mentale e fisico dei pazienti dipenda in maniera elevata dalla condizione psicologica nella quale si trovano. Attraverso il processo creativo questi pazienti riescono a tradurre in prodotti artistici i vissuti emotivi, i desideri, le speranze, i pensieri, le ansie, le paure e le frustrazioni inespressi, letteralmente “buttando fuori” dal proprio corpo tutte le emozioni che hanno dentro e che non riescono a tradurre in parole. In questo modo i pazienti riescono a “liberarsi” di tutti quei pensieri negativi che li angosciano e li opprimono, sperimentando esperienze piacevoli e intrattenendo anche rapporti positivi e costruttivi con i compagni di corso. Sara Nargis Liguori Il Paese 39
NUMERI UTILI Uffici comunali
La Direzione e la Redazione de “Il Paese” augurano a tutti un Felice Natale ed un sereno Anno Nuovo
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Ufficio Anagrafe 031.42.12.23 int. 1 Area Affari Generali 031.42.12.23 int. 3 Area Finanziaria Tributaria 031.42.12.23 int. 4 Area Sociale 031.42.12.23 int. 5 Area Tecnica Manutentiva Lavori pubblici 031.42.12.23 int. 2 Area Tecnica Urbanistica Edilizia Privata Biblioteca 031.42.81.68 Polizia Locale 031.33.54.340 / 338.70.16.154 Protezione Civile 031.42.12.23 int. 2 Segretario Comunale 031.42.12.23 int. 3 Le Sante Messe Tavernerio Sabato 17.30, Domenica 8.30/10.30/17.30 Solzago Sabato 18.00, Domenica 10.30 Ponzate Domenica 10.00 sabato e giorni feriali 18.00 Padri Saveriani Domenica 7.30/9.00 Polo Sanitario Punto Prilievi Lunedì, mercoledì e venerdì 7.30-9.00 (ritiro ref 9.30-10.00) Segreteria ambultatori Lunedì 8.30-11.30, martedì 8.30-9.45, mercoledì 17.0018.30, giovedì 8.30-9.45 e 16.00-18-00, venerdì 8.30-9.45 Dott. Gatti Lunedì 8.30-12.30, martedì 14.30-18.45, mercoledì 8.3012.00, giovedì 14.30-18.45, venerdì 8.30-12.00. (su app.) Dott. Micieli Lunedì pomeriggio fino alle 19.00, martedì dalle 08.00, mercoledì pomeriggio fino alle 19.00, giovedì mattino dalle 08.00, venerdì mattino dalle 08.00. (su app.). Dott. Benzi Lunedì e mercoledì 14.00-17.00 martedì, giovedì e venerdì 10.00-13.00. Dott. Spagnoli Martedì 17,00-19,00 Venerdì 10,00-13,00