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CHIAMATA ALLE URNE

Cervia sceglie il sindaco: i profili dei 4 candidati e i temi del dibattito

SCOPRI DI PIÙ

Discutere di Costituzione mentre il tribunale è senza luci

di Andrea Alberizia

Prima di andare ai seggi elettorali il 22-23 marzo per il referendum sulla riforma della giustizia proposta dal governo Meloni, siamo andati avanti per settimane a discettare amabilmente su Consiglio superiore della magistratura e sullo 0,5 percento di magistrati che ogni anno cambia funzione da giudicante a requirente. Roba da nissimi costituzionalisti, tutti pronti per una colazione con Sabino Cassese. Abbiamo assistito a scene turpi, non nei bar ma nei salotti della tv abitati da gente che governa o ha governato o ambisce a governare. Chi tifava per il Sì è arrivato a dire che era l’unica via per evitare stupratori a piede libero per le strade. Chi tifava per il No è arrivato a dire che era l’unica via per evitare il ritorno dei rastrellamenti. E poi a un mese da quel referendum prendono la parola il presidente del tribunale e il procuratore capo di Ravenna per dire che la pianta organica del personale prevista per il palazzo di giustizia di via Falcone ha una carenza che s ora il 50 percento, che il personale aggiuntivo arrivato grazie ai fondi Pnrr è stato utile ma non sa ancora se sarà assunto stabilmente, che altri settori della pubblica amministrazione hanno fatto assunzioni in massa e hanno scippato personale alla giustizia perché la gente si stanca di aspettare anche se ambisce a lavorare nella giustizia.

Allora forse aveva un po’ di ragione chi diceva che la separazione delle carriere può anche essere un tema da affrontare, ma non proprio l’urgenza primaria del sistema. Chi remava pro riforma ha spesso usato un argomento per la propria legittima propaganda: la giustizia riguarda tutti e avere giudici e magistrati capaci ed ef cienti è nell’interesse di tutti. Che è verissimo. Ma mentre misuravamo con il bilancino il peso di membri laici e membri togati nel Csm, ci siamo dimenticati che non ci sono lavoratori nelle cancellerie e nelle segreterie dei tribunali.

E non è solo questione di personale. La conferenza stampa di procuratore e presidente si è svolta nell’aula di corte d’assise a luci soffuse. Ma mica per fare della anella da romantici: c’è un guasto all’impianto e mancano i soldi per la riparazione. I lavori di manutenzione in corso adesso al palazzo sono stati nanziati nel 2016.

Non si capisce bene perché queste informazioni siano state date solo ora e non durante la campagna elettorale. Se si può ipotizzare che i magistrati avessero preferito tenersi fuori dalla contesa (forse gli unici due in Italia su questa posizione), dov’erano i politici sostenitori del No quando avrebbero potuto snocciolare questi numeri?

4 POLITICA

IL 25 APRILE, TRA ARGINI

DEL SENIO E BICICLETTA

15 TEMPO LIBERO

TORNA IL FESTIVAL DEGLI AQUILONI

16 SPORT

IL BILANCIO DI FINE ANNO

DEL RAVENNA DEL CALCIO

18 CULTURA

LA “CARMEN” CHIUDE LA STAGIONE DELLA LIRICA

22 GUSTO

VINI D’ITALIA: ALLA SCOPERTA DEL LAZIO

Direttore responsabile: Luca Manservisi luca@ravennaedintorni.it

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Collaborano alla redazione: Andrea Alberizia, Federica Angelini, Alessandro Fogli, Serena Garzanti (segreteria), Gabriele Rosatini (grafica).

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La strategia dei piccoli passi, senza fretta
di Moldenke

Alcune notizie che a noi ravennati sembrano ormai normale amministrazione, ma che se le leggesse qualcuno dalla luna - o forse anche solo da Forlì - forse non ci crederebbe.

Per esempio.

Si è potuto realizzare la casa della Salute della Darsena (che in realtà è al parco Cesarea) solo perché è stato deciso, ancor prima di nire i lavori, di lasciarne una parte a grezzo, senza pavimenti e niture.

Un’idea, questa, che mi pare ci catapulti nel Terzo Mondo, ma che da altri molto più importanti di me è stata invece considerata talmente geniale, che ora si sta pensando di replicare con la nuova palazzina maternoinfantile dell’ospedale che doveva costare 30 milioni di euro e invece come per magia pare che a causa dell’inazione ne arriverà a costare 45, di milioni di euro. La soluzione a cui si sta lavorando, appunto, è facile: iniziare i lavori e lasciarla incompleta. Che siamo pur sempre in Italia.

«Lavoreremo per farcela un po’ alla volta» è anche quello che aveva dichiarato il sindaco - un po’ sempre sulla stessa linea - alcuni mesi fa intervenendo all’assemblea pubblica con Anas sui lavori lungo la cosiddetta tangenziale di Ravenna, partiti ormai oltre tre anni fa e che non è neppure facile stabilire di quanto siano in ritardo. Quelli ancora in corso «arriveranno a conclusione entro l’estate», si diceva lo scorso novembre. Staremo a vedere (in attesa di trovare i fondi per completare davvero i 7 chilometri coinvolti).

Nel frattempo, al cantiere del palazzetto dello sport continuano alacremente i lavori per stabilire esattamente “chi cazzo è che ha sbagliato” e, in maniera altrettanto dettagliata, “come cazzo se ne può venire fuori”. E ancora, sul Carlino, l’altro giorno, il responsabile della direzione lavori dell’ex Villa Callegari ha detto che se la Soprintendenza darà il via libera al progetto potrà essere completato entro l’anno. Nel novembre del 2023 lo stesso responsabile a noi diceva che il cantiere sarebbe terminato nel 2024. La società è operativa dal 2018. A proposito, siamo sempre in attesa che la stessa Soprintendenza ci dica dove verrà posizionato il tappeto in mosaico di Nicola Montalbini che tanto era piaciuto ma non poteva restare sotto Porta Adriana perché “modicava il paesaggio”. Con calma eh, non c’è fretta.

RAVENNA&DINTORNI 23-29 aprile 2026

LIBERAZIONE

l 2 aprile ancora un percorso nel enio della memoria

con musica teatro e installa ioni

A Ravenna torna la tradizionale pedalata, a Cervia un pomeriggio di spettacolo, a Ca’ Malanca monologhi e incontri per tutto il giorno

La grande camminata di comunità sugli argini del Senio torna sabato 25 aprile, per dire «no a tutte le guerre». Quest’anno, in occasione dell’81esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, l’evento sarà un modo accorato per ribadire la contrarietà della popolazione romagnola ai con itti in corso sullo scenario internazionale. “Nel Senio della memoria”, quest’anno, prevede un’anteprima, nella serata di venerdì 24 aprile. Al parco di Masiera, infatti, dalle 17 l’evento “Aspettando la camminata”, in collaborazione con la Comunità di Sasso Montegianni, prevede l’attivazione di un stand gastronomico e un dj set. Alle 18 è in programma il concerto della cantante Casadilego, vincitrice di X Factor nel 2020. Quanto alla giornata del 25 aprile, saranno due le partenze a scelta. Da Cotignola il ritrovo è alle 9 nella piazzetta Gino Zoli, allestita con le foto della camminata del 2024. Alla partenza, gli attori Consuelo Battiston e Gianni Farina della compagnia Menoventi daranno una lettura scenica delle parole di disobbedienza civile del compianto Goffredo Fo : «Vendiamo cara la pelle». Ad Alfonsine invece si parte, sempre alle 9, dal museo della Battaglia del Senio, dov’è allestita la mostra documentaria “Italia 1946. L’alba della Repubblica” e dove si terrà la performance teatrale “Se siam qui oggi” con Eugenio Sideri ed Enrico Caravita. Lungo il percorso sugli argini, da entrambe le direzioni, i partecipanti incontreranno i papaveri “di Resistenza” piantati dalle donne del Filo Rosso e le installazioni di Lino Benini (nella foto). A Lugo, al cippo Martiri del Senio sul ponte della San Vitale, alle 10 è in programma il concerto dell’Orchestrona di Forlimpopoli, che omaggerà i fratelli Cervi. A mezzogiorno, i gruppi si ricongiungeranno al cippo della Strage di Borgo Pignatta, all’interno di un “teatro di ume” dove la giovane attrice Agata Marchi, reciterà un monologo su tutte le “Terre di nessuno” delle guerre, accompagnata dalle musiche di Louis Maurizio, a ricordo delle 28 vittime della strage nazifascista del 23 dicembre del 1944. Alle 13 al parco di Masiera ci sarà il pranzo, con menù completo a 20 euro, ridotto a 12, opzione vegetariana e possibilità di asporto (prenotazione entro il 23 aprile su Eventbrite, via Whastapp al numero 389 0003321 o mail a bagnacavalloanpi@gmail.com). Alle 13, partirà la musica con i gruppi della scuola Corelli di Fusignano. Il parco sarà allestito con l’esposizione dei manifesti realizzati dai ragazzi e dalle ragazze delle Consulte giovanili dell’Unione e di Bagnacavallo e saranno presenti le bancarelle solidali di Anpi, Aido, Emergency, Demetra, associazione Italia Cuba, Libera, Ruota libera e Un Mosaico di idee. Dopo pranzo il gruppo si rimetterà in cammino per raggiungere alle 15.15 il punto in cui le truppe alleate attraversarono il Senio, a Fusignano, per “Un concerto viaggio nel tempo” con la sarmonica di Enrico Pelliconi e il violino di Nicoletta Bassetti. Alle 17 è previsto l’arrivo a Rossetta, nel parco della Polisportiva, dove si terrà il concerto del cantautore Bobo Rondelli. Alle 18 merenda al parco offerta dai cittadini di Rossetta e dall’associazione Amici di San Potito. Al termine, i partecipanti saranno riportati in corriera nel luogo di partenza; fermate ad Alfonsine, Bagnacavallo, Cotignola, Fusignano, Lugo. Il servizio navetta è gratuito ma su prenotazione, su Whatsapp al numero 366 3734214. È inoltre organizzata una festa nel parco di Masiera, anteprima della camminata, che si terrà da giovedì 30 aprile a domenica 3 maggio, con appuntamenti e gastronomia tutte le sere. Gli altri appuntamenti in provincia

In tutte le località della provincia sono in programma appuntamenti di ricordo. Qui riportiamo i principali. A Faenza, il 25 aprile durante la mattinata, oltre alle celebrazioni istituzionali ci sarà un corteo dal Monumento alla Resistenza in viale Baccarini no a Piazza del Popolo, accompagnato dalla Brass Band Faentina e dalla performance “Azione per una Terra libera” a cura del Teatro Due Mondi – Laboratorio Senza Con ni. Parallelamente, al Museo della Resistenza di Ca’ di Malanca, si terranno incontri con autori e monologhi teatrali a partire dalle ore 11. Il calendario del ne settimana si chiuderà il 26 aprile alle 17.30 al Parco del Volontariato di Granarolo Faentino con lo spettacolo teatrale “Una scelta chiamata Libertà”, dedicato alla vita del partigiano Ciro Dalmonte. A Cervia, il 25 aprile si apre alle 10 in piazzale Maffei con l’estemporanea di pittura dedicata alla Liberazione ( no alle 18). Dalle 15 no alle 23 in piazza Piazza Garibaldi si terrà uno spettacolo di musica e teatro che vedrà sul palco The Urgonauts, Noran Adly e la sua band, i Malahead, il dj set Ras Coma e non mancherà il ontributo dei giovani allievi della Scuola comunale di musica G.Rossini. Sabato 25 aprile da Ravenna prenderà il via la pedalata della Liberazione diretta alla Pineta di Classe, mentre alle 11 in piazza del Popolo saranno deposte le corone alla lapide dei partigiani caduti per la liberazione dal nazifascismo. Quasi in concomitanza, dalle 10.30, Potere al Popolo annuncia un presidio, sempre in piazza contro guerre e fascismo e per «mandare a casa il Governo Meloni». Nel pomeriggio del 25 aprile si terrà anche il “Bike Kids” al nuovo Bike Park nell’ex ippodromo, una festa della bicicletta aperta a bambini e famiglie (vedi pagina 15). Domenica 26 aprile ritrovo alle 10 al Sacrario dei caduti in via Baccarini 7 per il concerto della Fanfara dell’associazione nazionale bersaglieri sezione “G. Galli”. Saluti dell’assessora Barbara Monti e a seguire corteo per le vie del centro: via Baccarini, piazza Caduti, via Corrado Ricci, piazza Garibaldi e concerto all’arrivo in piazza del Popolo.

BASTA VIOLENZA SULLE DONNE

LA FOTO DELLA SETTIMANA

A cura di Federica Angelini

Che spettacolo di protesta

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Gli artisti-attivisti della Red Rebel Brigade a Ravenna per protestare contro gli interessi della città legati ad armi e fossili. Nel pomeriggio di domenica 19 aprile il gruppo internazionale di performer ha preso parte alla manifestazione sulla spiaggia di Punta Marina “Ravenna Libera da armi e combustibili fossili” organizzata dal movimento Extinction Rebellion al anco del “Coordinamento ravennate della campagna Per il Clima Fuori dal Fossile” e del “Coordinamento popolare contro il traf co di armi nel porto di Ravenna”. A condividere le immagini della manifestazione sui social, la pagina di Ravenna in Comune, che collabora con il gruppo di opposizione al transito delle armi in città. Immagini davvero potenti e suggestive tra arte, attivismo e politica.

L’INCONTRO/1

Un anno da sindaco di Alessandro Barattoni

Venerdì 24 aprile, alle 18, il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni risponderà dalle 18 alle 19 alle domande di Danilo Montanari a quasi un anno dalla sua elezione. L’appuntamento è al Cortile di via Paolo Costa 31.

L’INCONTRO/2

Giornalisti a confronto sulla libertà di stampa per i “sabati al cortile”

Sabato 25 aprile alle 17, nell corte de “Il cortile” di via Paolo Costa 31, in centro a Ravenna, si terrà il quinto incontro della rassegna “I sabati al cortile” curata da Ivano Mazzani, dedicato al tema della libertà di stampa. Gli ospiti saranno Carlo Raggi, già vice capo redattore e collaboratore de Il Resto del Carlino, Carmelo Domini, vicedirettore del Corriere Romagna, Claudia Folli, corresponsabile redazione di Ravennanotizie, e Luca Manservisi, direttore del nostro Ravenna&Dintorni. L’incontro sarà coordinato da Fausto Piazza, già direttore di Ravenna&Dintorni e di diverse testate giornalistiche. Tra casi concreti e deontologia professionale, si cercherà di stimolare una riflessione autentica sullo stato di salute e gli aspetti critici, cioè i rischi, della libertà di stampa.

L’INCONTRO/3

Il Pd organizza un dibattito sugli 80 anni di voto alle donne

Domenica 26 aprile, nell’ambito della festa del Pd di Lugo, appuntamento alle 10 del mattino alla Casa del Popolo di Giovecca (via Bastia 189) per un dibattito sugli 80 anni di voto alle donne. Parteciperanno la deputata ravennate del Partito democratico Ouidad Bakkali, la consigliera regionale del Pd Eleonora Proni e la sindaca di Lugo Elena Zannoni.

SONDAGGIO

Crisi energetica secondo Confindustria il 60 percento delle imprese teme un calo delle attivit per il perdurare della guerra

Simulazione sulle bollette in Romagna: con i prezzi di oggi per il consumo di luce e gas del 2024 la spesa sarebbe stata più alta di 92 milioni di euro

Quasi due industrie romagnole su tre si attendono un rallentamento dell’attività per il prossimo trimestre, a causa delle incertezze internazionali e del loro impatto su logistica, costi delle materie prime e internazionalizzazione, anche se tale rallentamento è previsto in modo rilevantemente diverso in funzione alla durata dei con itti in corso. È quanto emerge da un’indagine condotta a metà aprile dal Centro Studi di Con ndustria Romagna su un campione di imprese associate, allo scopo di valutare l’impatto del con itto in Medio Oriente sui costi energetici e sulle attività di import/export delle industrie del territorio.

Nel secondo semestre 2025 l’apertura internazionale ha rappresentato il vero motore della congiuntura romagnola. Con una quota export media del 38,3% del fatturato, il sistema produttivo mostrava una struttura fortemente integrata nei mercati globali.

Non sono segnalate al momento dif coltà nell’approvvigionamento di materie prime energetiche dal 59 percento dei rispondenti, percentuale che scende al 39 in riferimento alle altre materie prime. Se il con itto si protrarrà, sono attese dif coltà nell’approvvigionamento energetico per il 34 percento dei rispondenti.

Le aspettative per il prossimo trimestre mostrano una diffusa preoccupazione: il 60 percento dei rispondenti prevede un rallentamento dell’attività, seppure di un’inten-

LEGACOOP

sità differenziata in funzione alla durata dei con itti, mentre il 38% ritiene che l’impatto sarà nullo o trascurabile. I mercati azionari e nanziari, evidenziando un andamento positivo, sembrano in ogni caso scommettere su una rapida conclusione dei con itti.

Per dare un’idea del possibile impatto dell’aumento dei costi energetici sulle bollette delle industrie, Con ndustria EmiliaRomagna ha applicato ai consumi di gas ed elettricità registrati nell’anno 2024 i prezzi

«PARLIAMO DI NUCLEARE»

Di fronte alla crisi energetica per il mondo cosiddetto occidentale, dovuta alla guerra nel Golfo Persico e al blocco dello Stretto di Hormuz, Legacoop Romagna chiede di riaprire il dibattito sul nucleare. Il presidente Paolo Lucchi: «Deve essere un impegno per tutto il mondo economico, sociale e istituzionale romagnolo, così come quando con atteggiamento di responsabilità e lungimiranza è stato affrontato il tema del nuovo rigassificatore di Ravenna».

medi rilevati al 15 aprile 2026. Nel dettaglio, nel 2024 per l’elettricità a Forlì-Cesena sono stati consumati 752 GWh, a Ravenna 1.787,4 GWh, Rimini 345,6 GWh. Per quanto riguarda il gas, in provincia di Forlì-Cesena si sono consumati 52,4 milioni di standard metri cubo (554 GWh), Ravenna 306,3 M Sm3 (3.238 GWh), Rimini 17,9 M Sm3 (189 GWh). Nelle tre province romagnole, questo signi cherebbe un maggior costo totale di 92 milioni di euro.

GIUSTIZIA

«IN TRIBUNALE E PROCURA MANCA IL PERSONALE»

Carenze fino al 50 percento rispetto alle piante organiche

La mancanza di fondi pubblici per la riparazione di un guasto all’impianto di illuminazione potrebbe rendere inutilizzabile l’aula di corte d’assise del tribunale di Ravenna, lo spazio più ampio dove si celebrano i processi per i reati più gravi. La segnalazione arriva da Giovanni Trerè, presidente del tribunale. Il magistrato ne ha parlato il 17 aprile in una conferenza stampa svolta proprio nell’aula al piano terra del palazzo di giustizia, per mostrare l’effettivo problema di luci.

La situazione della corte d’assise, a rischio inutilizzo, è solo l’esempio plastico dei problemi dovuti alla carenza di fondi e risorse. Oltre ai problemi alle strutture c’è un consistente problema per la mancanza di personale. Trerè mette sul tavolo i numeri: nel 2022 la pianta organica del personale amministrativo del tribunale era scoperta per il 25 percento, oggi per il 38 percento e fra due mesi arriverà al 40. Se il tribunale è in dif coltà, la procura della Repubblica è messa addirittura peggio. Il procuratore capo, Daniele Barberini, era seduto accanto a Trerè e ha fornito i suoi numeri che de nisce «condizioni disperate»: sono previste 35 unità nella pianta organica, ma solo 18 sono in servizio e altre due se ne andranno fra pochi giorni. Le conseguenze immediate sono la riduzione delle aperture al pubblico: «Abbiamo ridotto gli orari d’uf cio: un’ora e mezza ogni mattina dal lunedì al venerdì». Per difendere i diritti dei lavoratori e denunciare le carenze di organico, la Cgil organizza un presidio il 23 aprile (dalle 11) in tribunale.

RAVENNA&DINTORNI 23-29 aprile 2026

Cervia deve scegliere di

nuovo il suo sindaco

Quattro uomini dopo la sfiducia a Missiroli

Il Pd propone il 31enne assessore uscente Boschetti, il più giovane. L’ex leghista Puntiroli ci prova ma il suo partito appoggia l’avvocato Savelli che già perse nel 2014 e aveva annunciato il ritiro. Fdi e Fi con Delorenzi, funzionario comunale

Il 24 e 25 maggio i cittadini di Cervia (29mila residenti di cui 23mila elettori) torneranno alle urne per scegliere il loro nuovo sindaco, a due anni di distanza dalle elezioni che avevano portato alla vittoria di Mattia Missiroli (Pd). Quest’ultimo si è dimesso lo scorso dicembre dopo la notizia delle indagini nei suoi confronti per presunti maltrattamenti ai dnni della moglie da cui si stava separando. A gennaio Missiroli ha deciso di ritirare le dimissioni, ma dopo poche ore gli assessori e i consiglieri di maggioranza lo hanno sfiduciato, facendo decadere la giunta. Negli ultimi tre mesi il Comune è stato amministrato dal commissario prefettizio Michele Formiglio.

I candidati alla poltrona del primo cittadino sono quattro, tutti uomini.

Il fronte del centrosinistra è unito sul nome del 31enne Mirko Boschetti , il più giovane in lizza, sostenuto da sei liste: Partito democratico, Alleanza verdi e sinistra, Movimento 5 stelle, Partito repubblicano e le civiche “Per Cervia” dell’ex vicesindaco Gianni Grandu e “Cervia fare comune” dell’ex sindaco Massimo Medri. Boschetti è stato segretario del Pd di Cervia e assessore nella giunta Missiroli; il suo nome è stato annunciato il 5 marzo dopo una lunga fase di consultazioni tra gli alleati. Alcuni di questi chiedevano di candidare una figura

civica, ma alla fine ha prevalso la linea dei dem. Il partito era uscito con le ossa rotte dalla vicenda di Missiroli, ma pare sia riuscito a ricompattarsi.

Il centrodestra è diviso fra tre uomini. La prima candidatura a essere ufficializzata è stata quella dell’imprenditore 58enne Enea Puntiroli con la lista civica “Cervia Più”. Puntiroli, titolare del centro velico Al Canalino, era il segretario della Lega a Cervia, perciò inizialmente si credeva che la sua candidatura fosse a nome del Carroccio. In realtà si è autocandidato senza l’appoggio del partito, che in seguito ha deciso di sostenere l’avvocato 48enne Paolo Savelli . Questo è stato l’ultimo in ordine cronologico ad annunciare la sua candidatura, lo scorso 1 aprile. La lista civica di Savelli si chiama “Cervia cambia con noi” ed è supportata dalla stessa squadra che nel 2024 aveva lavorato per la lista di centrodestra “Mazzolani sindaco – Cambia con me”. Savelli aveva già partecipato alla corsa per diventare sindaco nel 2014 in rappresentanza di tutte le forze di centrodestra, senza vincerla, e dopo cinque anni in consiglio comunale aveva più volte scritto sui social di essersi ritirato dalla politica attiva.

Il precedente: nel 2024 la scomparsa di Lega e M5s dal consiglio comunale, poker per Mazzolani

A giugno del 2024 gli aspiranti alla poltrona di sindaco di Cervia furono due. Il 56,1 percento dei votanti scelse Mattia Missiroli del centrosinistra che superò Massimo Mazzolani del centrodestra. Pur essendo un comune sopra i 15mila abitanti, la presenza di soli due candidati escluse la possibilità di ballottaggio a priori. Nella coalizione vincente, il pieno di voti e seggi fu, come previsto, per il Pd: 33,2 pecento e sette consiglieri eletti. Un seggio a testa per la lista di Gianni Grandu, per la civica con il nome di Missiroli e per il Pri di Armuzzi. Nessun eletto per i grillini che nel 2019 invece avevano presentato un loro candidato sindaco. Nel centrodestra quattro seggi andarono alla lista di Mazzolani (compreso il candidato sindaco sconfitto) e due a Fratelli d’Italia. Il dato più rilevante nell’opposizione fu la scomparsa della Lega dal consiglio comunale: al voto del 2019 era riuscita a portare 5 eletti in municipio (incluso il candidato sindaco Dino Cellini).

Infine il candidato di Fratelli d’Italia e Forza Italia è il 60enne Marco Delorenzi , funzionario comunale nel municipio cervese da oltre trent’anni. Si tratta dell’unica figura senza una carriera politica alle spalle, ma con una lunga esperienza amministrativa. Delorenzi non ha l’appoggio della Lega perché, ha precisato il segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone, «non siamo mai stati contattati né ci è stato chiesto il nostro appoggio, neanche ci è stata comunicata la sua scelta».

Inizialmente c’era un quinto candidato sindaco, Stefano Bandini per la Democrazia cristiana, che però nei giorni scorsi ha deciso di fare un passo indietro quando il suo partito ha annunciato l’appoggio a Puntiroli. Il quadro dunque sembra definito, col centrosinistra compatto e il centrodestra frammentato; il che potrà influire sulle percentuali di voto in una partita che, se avesse avuto due soli candidati, forse sarebbe stata più competitiva.

Alex Giuzio

INFO UTILI

Come si vota, cosa serve per votare e cos’è il voto disgiunto

Quando si vota

Seggi aperti domenica 24 e lunedì 25 maggio (eventuale ballottaggio il 7-8 giugno). Nei comuni superiori ai 15mila, come è il caso di Cervia, si evita il ballottaggio solo se al primo turno un candidato prende il 50 percento più uno dei voti.

Cosa serve per votare Può votare chi ha compiuto 18 anni. Serve la tessera elettorale e un documento di riconoscimento. Se la tessera è stata smarrita o non è più utilizzabile per esaurimento degli spazi o deteriorata, va richiesto un duplicato all’ufficio elettorale comunale.

Modalità di voto

Si può mettere una croce solo sul sindaco, senza segnare il simbolo di una delle liste a lui collegate: in tal modo è come se si rinunciasse a esprimere la propria preferenza per il rinnovo del consiglio comunale. Se si votano sia il sindaco che una lista si va invece a influire anche su quelli che diventeranno i consiglieri. Se invece si vota soltanto una lista, è come se in automatico si votasse anche il candidato sindaco appoggiato dalla stessa. Nei comuni con più di 15mila abitanti è possibile il cosiddetto voto disgiunto: la legge permette di indicare un candidato sindaco e al tempo stesso una lista a lui non collegata. L’elettore può esprimere il proprio voto separando la scelta del sindaco da quella del consiglio comunale. In linea teorica sarebbe possibile un sindaco con una maggioranza diversa dalla sua coalizione.

Doppia preferenza per il consiglio Ciascun elettore può esprimere una o due preferenze per i candidati consiglieri scrivendo i cognomi accanto al simbolo della lista. Se vengono espresse due preferenze bisogna indicare un nome di genere maschile e uno femminile, della stessa lista, altrimenti la seconda preferenza viene annullata.

Mirko Boschetti, 31 anni
Marco Delorenzi, 60 anni
Enea Puntiroli, 58 anni Paolo Savelli, 48 anni

8 / PRIMO PIANO

RAVENNA&DINTORNI 23-29 aprile 2026

ELEZIONI COMUNALI/2

entro la campagna elettorale i pre i delle case il turismo oltre l estate e la discarica di Montaletto

Le posizioni dei candidati a sindaco sui temi più sensibili per i cittadini

Quello che mette tutti d’accordo è la contrarietà sull’impianto per materiali inerti nella frazione del forese

La corsa a quattro per la carica a sindaco di Cervia è contraddistinta da alcuni temi principali nel dibattito pubblico locale: la sicurezza e gli squilibri dell’economia turistica, lo stop alla cementi cazione e la carenza di case accessibili per i residenti, la tutela del verde pubblico e la gestione dei ri uti. A scatenare le polemiche più infuocate ci sono in particolare due argomenti, la “mala-movida” a Milano Marittima e la discarica di Montaletto.

Sulla prima si rimanda all’articolo nella pagina accanto: dopo i tanti episodi di risse e microcriminalità avvenuti la scorsa estate e arrivati all’attenzione dei media nazionali, la discussione è riesplosa con la ripartenza delle feste in spiaggia a Pasqua, quando un uomo è stato picchiato mentre tentava di soccorrere una coppia di ragazzi dall’aggressione di una baby gang. Il timore, all’attenzione di tutti i candidati sindaco, è che la presenza costante di giovani vandali nei ne settimana possa allontanare il turismo più tranquillo e familiare. Sugli altri temi, vediamo quali solo le posizioni dei candidati espresse nei loro interventi pubblici e sui social.

Tutti contrari alla discarica di Montaletto La cosiddetta discarica di Montaletto è un impianto per il trattamento di materiali inerti edili. L’attività è regolare e autorizzata; tuttavia si trova al con ne della zona industriale (ampliata dal Piano urbanistico approvato nel 2018 dalla giunta Coffari), davanti ad alcune abitazioni private e vicino alle saline di Cervia. Dopo la denuncia dei residenti preoccupati per l’inquinamento atmosferico e acustico, che hanno presentato ricorso al Tar, la questione è stata oggetto di alcune recenti manifestazioni di protesta in centro città.

Tutti i candidati sindaco hanno espresso contrarietà all’impianto, ma su questo l’esponente del centrosinistra Mirko Boschetti sembra più in dif coltà, in quanto sono state le precedenti giunte della sua maggioranza a renderne possibile l’esistenza – forse commettendo una leggerezza. Boschetti ha detto di essere «contrario alla concentrazione di siti di trattamento inerti in quella zona artigianale a Montaletto» e che le preoccupazioni dei residenti «sono fondate e meritano rispetto», promettendo che «se sarò sindaco, farò tutto ciò che è nelle mie possibilità per fermare questo percorso».

Enea Puntiroli (Cervia Più-Dc) non perde occasione per ricordare di essere stato il primo a occuparsene, avendo presentato un’interrogazione al sindaco a febbraio 2024: «Noi c’eravamo già quando altri dormivano», ha scritto sui suoi social. «Lo abbiamo fatto nelle sedi istituzionali e sul territorio, senza cercare visibilità e senza trasformare tutto in una passerella elettorale».

Secondo Paolo Savelli (Cambia con noi-Lega) «le responsabilità politiche ci sono», tuttavia «sarà estremamente dif cile ottenere la revoca della determinazione regionale per cui è pendente un ricorso al Tar. Bisogna dirlo apertamente». A suo parere l’unica strada è che il Comune dialoghi con l’impresa titolare dell’impianto «per valutare la fattibilità di uno spostamento».

Parcheggi, ri uti, benessere: le proposte più originali

Ogni candidato ha avanzato proposte originali di nuovi progetti o iniziative. Tra le più significative, il programma di Boschetti propone un nuovo parcheggio nell’area verde di proprietà comunale vicino all’ospedale; mentre Puntiroli immagina un «polo europeo del benessere» fra terme e saline aperto tutto l’anno, con servizi sanitari e wellness. Savelli punta a risolvere i disagi provocati dal nuovo servizio Hera per la raccolta porta a porta dei rifiuti: «Bisogna ripensarlo, perché la stesa di bidoncini abbandonati alla pubblica fede (e ai gabbiani che ne fanno scempio) non è decorosa e nemmeno così funzionale come si vorrebbe narrare». Delorenzi ha detto di non voler proporre «progetti faraonici come una “cittadella dello sport”», riferendosi a una delle proposte di punta dell’ex sindaco Missiroli. «Anziché investire 5 milioni di euro in una realtà simile, che poi andrà mantenuta nel tempo, bisognerebbe dare priorità ed efficientamento ai tanti impianti sportivi già esistenti».

A nome di Fratelli d’Italia, che insieme a Forza Italia sostiene la candidatura a sindaco di Marco Delorenzi, si è espressa su Facebook la capogruppo in consiglio comunale Annalisa Pittalis: «Siamo vicini ai nostri concittadini che vivono e lavorano a pochi metri dal luogo identi cato idoneo per lo smaltimento di macerie edili a ridosso di impianti sportivi, abitazioni e dalle saline».

Troppo cemento, troppe poche case per i residenti Un altro tema molto sentito dai cittadini è quello dell’edilizia. Cervia è la seconda città

della provincia di Ravenna, dopo il capoluogo, per il consumo di suolo: secondo Ispra è il 15 percento del territorio comunale. Ma questa grande quantità di terreno cementi cato, che peggiora le conseguenze degli allagamenti e del caldo estivo, ha riguardato soprattutto la costruzione di seconde case per il mercato turistico. Le quotazioni immobiliari sono tra le più alte dell’intera regione, con punte di 7.700 euro al metro quadro per un nuovo appartamento in centro a Milano Marittima, 4.900 a Cervia e 4.100 a Pinarella, secondo uno studio di Fimaa e Confcommercio Ravenna. Prezzi inaccessibili per molti residenti, soprattutto tra i più giovani, per i quali l’unica possibilità è trasferirsi nelle frazioni dell’entroterra come Castiglione e Montaletto dove le case costano meno. Savelli ha espresso su Facebook il timore che questa situazione possa provocare «un depauperamento economico e sociale che peserà notevolmente su ogni ipotesi di sviluppo e crescita della città», promettendo «un vasto programma di edilizia residenziale sociale per ricostituire il bisogno di vivere la nostra città tutto l’anno».

Boschetti punta molto sul tema della casa: «Dobbiamo rendere più accessibile l’acquisto e l’af tto per residenti, giovani e lavoratori», ha detto in un’intervista al Carlino; mentre durante la presentazione pubblica della sua candidatura ha affermato che «una città di seconde

case è una città destinata a morire ed è nostra responsabilità proporre delle alternative. Quello dell’edilizia residenziale sociale è un tema su cui dovremmo impegnarci, viste le indicazioni del Piano urbanistico generale che impone l’azzeramento del consumo del suolo, da cui non ci dovremo discostare».

Anche Delorenzi ne ha parlato durante la presentazione della sua candidatura, impegnandosi a evitare che il forese continui a essere una «frazione dormitorio» per i cervesi che non possono permettersi una casa in città e promettendo la creazione di «appartamenti a tariffa agevolata».

Puntiroli pensa che il problema si possa risolvere con un maggiore interventismo dell’amministrazione comunale: «L’obiettivo è rafforzare il canone concordato, incentivare chi af tta a prezzi sostenibili, recuperare le case s tte e ristabilire un equilibrio tra af tti turistici e residenziali», ha scritto in una nota.

Più turismo per tutto l’anno Il turismo è l’economia principale di Cervia e di conseguenza è uno degli argomenti più citati dai candidati sindaco nei loro interventi. Per Boschetti è stato il tema principale del suo discorso di presentazione del programma: «In questi anni il balneare è cresciuto molto, ma ora il sistema alberghiero merita attenzione, perché il turismo è cambiato. Dobbiamo potenziare il turismo internazionale perché è quello che rimane per più tempo e spende di più». Delorenzi ha messo in cima alla sua lista di priorità il decoro urbano e il verde pubblico come «biglietto da visita» per riattirare i ussi turistici «degli anni d’oro». Secondo il candidato «il turismo resta fondamentale, ma occorre un riequilibrio fra i vari settori, senza concentrare tutto sulla spiaggia».

Savelli parte dal fatto che «Cervia da troppi anni non ha un vero e proprio assessorato al turismo», un fatto per lui «alquanto incredibile, vista l’assoluta rilevanza del turismo per la nostra città». La sua proposta è di nominarlo insieme a una struttura ad hoc che «dovrà coadiuvarlo» lavorando in un nuovo Palazzo del turismo che «dovrà essere anche una “Casa del turista”, luogo iconico in grado di rispondere alle plurime esigenze dei nostri ospiti».

Puntiroli ha tra i suoi principali obiettivi una strategia di destagionalizzazione per avere turisti tutto l’anno. Per farlo ha proposto il rilancio del porto che «deve tornare a essere il motore economico della città, con una nuova darsena competitiva, integrata con il centro e collegata alle grandi rotte turistiche internazionali». A cui si aggiunge «un grande centro congressi europeo, modulare e sostenibile, capace di ospitare eventi internazionali, concerti, ere e alta formazione».

In merito all’applicazione della direttiva Bolkestein, che impone di riassegnare le concessioni degli stabilimenti balneari attraverso gare pubbliche, la priorità espressa da tutti i candidati è tutelare l’attuale tessuto imprenditoriale di tipo familiare. Il Comune di Cervia ha pubblicato lo scorso dicembre le linee guida dei bandi e sarà il prossimo sindaco a dover gestire questo delicato passaggio. (al.gi.)

Milano Marittima e malamovida le proposte a con ronto

Gli aspiranti primi cittadini hanno preso parte al dibattito promosso dal comitato della località al centro delle polemiche

Sette minuti per esporre il proprio progetto sul rilancio di Milano Marittima, tra sicurezza e proposte per il turismo. Il 21 aprile all’hotel Rouge International si è svolto il primo confronto pubblico tra i quattro candidati a sindaco di Cervia (nella foto), promosso dal comitato “Per chi ama Milano Marittima” e moderato da Francesco Focaccia, davanti a circa 150 persone tra residenti e imprenditori.

Il tema centrale è stato quello della de nizione di un nuovo modello turistico per Milano Marittima, ri essione nata dal comunicato di Federalberghi che parla di «un modello turistico attuale incompatibile con la città». A questo, si sono aggiunte tre domande differenti per candidato, selezionate tra le proposte arrivate al comitato.

Il primo a rispondere è stato Mirko Boschetti, della coalizione di centrosinistra, interrogato su urbanistica e Bolkestein, sulla gestione delle “discoteche in spiaggia” e sull’ipotesi del ritorno a eventi a numero chiuso. «È necessaria una svolta – ha esordito l’ex assessore della giunta Missiroli –. La Bolkestein può diventare un’occasione per ripensare l’intero sistema ricettivo».

Secondo Boschetti, i fenomeni di malamovida sarebbero dovuti anche ad alcune gestioni imprenditoriali che non sempre hanno privilegiato la qualità. Dopo l’entrata in vigore della direttiva, «il vero tema sarà quello della messa in atto di regolamenti che, pur attenendosi ai bandi, tutelino spiagge e imprenditori». Sulle discoteche, più controlli, rispetto delle capienze e dei regolamenti, «senza rinunciare al divertimento che resta una risorsa per la città». In questo senso, il Papeete è stato indicato come esempio di format capace di migliorare le sue criticità negli anni, tra vigilanza e rinnovo della propria comunicazione.

«Anche il pubblico molto spesso ha portato avanti intrattenimenti non adeguati a Milano Marittima – conclude Boschetti –. Credo che anche la mia parte politica abbia sbagliato a sottovalutare il tema della sicurezza, snocciolando dati che spesso purtroppo non raf gurano la realtà». È stato poi il turno di Paolo Savelli, candidato civico di centrodestra per la lista Cambia con noi. All’avvocato è stato chiesto come strutturerà, in caso di vittoria, l’attività di sindaco per garantire l’indipendenza decisionale; come regolamentare la concorrenza tra ristoranti sulla spiaggia e dell’entroterra e dove nisce l’intrattenimento e inizia l’attività da sanzionare. «Per garantire sicurezza bisogna utilizzare gli strumenti già in mano ai sindaci: Daspo urbano, sanzioni e richieste di recupero danni tramite negoziazione assistita, con conseguenti costi per l’assunzione di un legale – spiega Savelli –. Chi vuole venire nella nostra località per creare danni, non deve trovare una dimensione comoda per farlo». Critico sulle ordinanze, ritenute instabili, propone invece regolamenti comunali e protocolli vincolanti con le attività, con obblighi e premialità. Tra le proposte, la somministrazione di alcol solo al tavolo per preservare il decoro.

Sul tema della ristorazione, Savelli lancia l’invito agli stabilimenti che effettuano servizio serale a restare aperti a regime per almeno sei mesi: «Non si può aprire quando c’è il guadagno sicuro e chiudere quando si prospetta una perdita». Sull’indipendenza decisionale, legata all’eventuale con itto con il suo ruolo da legale per alcune attività del territorio: «Mi chiederò sempre se quel faccio è utile o no alla città». Centrale l’importanza dei limiti acustici e dell’utilizzo del fonometro.

È stato poi il turno di Marco Delorenzi, candidato sostenuto dalla coalizione di centrodestra che unisce Fratelli d’Italia, Forza Italia e Patto per il Nord. Durante l’esposizione Delorenzi ha sottolineato il suo ruolo da «tecnico prestato alla politica» e la mancanza di agganci con i principali partiti nazionali.

I quesiti selezionati per lui hanno riguardato il divertimento sostenibile, i criteri di selezione per i bandi Bolke-

stein e come garantire per Milano Marittima scelte dettate dal valore economico e non dal consenso elettorale. «Milano Marittima deve tornare il ore all’occhiello della nostra località – spiega Delorenzi –. A partire dal decoro urbano: il degrado porta degrado, e bisogna intervenire in maniera forte e precisa».

Sul tema investimenti, la località «porta la percentuale più alta di incassi per le tasse di soggiorno. Quei soldi vanno immediatamente reinvestiti sul territorio». La Bolkestein resta un tema centrale, «ma è necessario aspettare direttive da Roma, le ricadute regionali, e poi studiare un piano comunale che tuteli la classe imprenditoriale, osservando anche l’approccio delle città vicine».

Il divertimento sostenibile passerebbe invece da un aumento dei controlli e dell’utilizzo dei mezzi comunali, compreso un rafforzamento della polizia locale.

A chiudere il confronto il civico Enea Puntiroli, ex segretario comunale della Lega, che corre con la lista civica Cervia Più e Democrazia cristiana. Le domande in questo caso hanno riguardato le misure per un cambio di modello turistico, le tipologie di intrattenimento da valorizzare e come si potrebbe rendere vincolante il parere di residenti e imprenditori nelle scelte urbanistiche della località.

ABILITÀ NASCOSTE

«È sbagliato pensare che Milano Marittima non abbia peso politico. Le amministrazioni hanno preferito investire in zone dove si “porta a casa” l’elettorato», commenta Puntiroli.

Per quanto riguarda gli imprenditori, la colpa sarebbe stata quella di non aver portato avanti un adeguamento strutturale: «È stato più facile mettere in af tto per decenni le attività, vederle degradarsi e portare a casa soldi sicuri». Tra le criticità, anche la mancanza di prospettive a lungo termine.

Per quanto riguarda la sicurezza, Puntiroli suggerisce l’assunzione di personale di polizia locale secondo determinati criteri sici e un cambio dei patti sindacali per estendere l’orario di lavoro notturno. «Con una progettazione adeguata potremmo avere gli stessi numeri di Rimini - conclude il candidato - le nostre ambizioni dovrebbero essere molto più grandi». Dal pubblico è emersa la proposta di un assessore esterno delegato allo sviluppo di Milano Marittima, accolta con favore generale. Più critico Savelli, che ha sottolineato il rischio di un ruolo poco incisivo, rilanciando la necessità di un ritorno della carica di assessore al turismo. Maria Vittoria Fariselli

PUNTIROLI E SAVELLI RICONOSCONO IL SALE DI CERVIA ANCHE ALLA CIECA,

BOSCHETTI CAMPIONE DI CAPPELLETTI, DELORENZI MAESTRO DI DIALETTO

La storica kermesse “Sindacando” ha messo alla prova i politici su questioni meno politiche accolti e ila e ro per eneficenza ra il p lico anche l e sin aco issiroli

Enea Puntiroli e Paolo Savelli sono gli unici candidati sindaci di Cervia a riconoscere, in un assaggio alla cieca, il sale delle loro saline distinguendolo da quello dell’Himalaya e del Sud Italia. Marco Delorenzi, invece, si fa notare per la padronanza del dialetto, alla pari con Savelli. Sui cappelletti, però, non c’è partita: quelli tirati, farciti e chiusi dalla coppia Mirko Boschetti-Enea Puntiroli vengono decretati all’unanimità i migliori.

Lo scorso 15 aprile, i cervesi ancora indecisi sulla propria scelta alle urne hanno potuto scoprire alcune abilità nascoste (e tutt’altro che politiche) dei quattro aspiranti primi cittadini, attraverso una serie di s de goliardiche rmate da Rumors for Children per la storica kermesse “Sindacando”. L’ingresso alla serata, a offerta libera, ha permesso di raccogliere oltre duemila euro che saranno devoluti in bene cenza.

Sul palco della sala congressi dell’Hotel Dante è stato chiesto ai candidati di mettersi in gioco davanti a una platea gremita, mostrando una comunicazione più spontanea e meno istituzionale, tra sessioni di valzer (anche qui il vincitore è risultato Puntiroli) e travestimenti luccicanti. Tra le prime le del pubblico, si è fatta notare anche la presenza dell’ex sindaco Mattia Missiroli: è apparso intento a incoraggiare i nuovi candidati tra strette di mano e saluti. Non sono mancate le domande sulla conoscenza della città (dall’altezza della Torre San Michele alla distanza tra ponte mobile e molo) né la prova di ars oratoria, con la presentazione di un progetto impossibile ai cittadini: questa volta, si trattava di pala tte sul mare per ampliare il territorio comunale. «Un’idea che rimanda alla celebre Palm Jumeirah di Dubai», per Savelli. «Uno spazio per tutelare e incentivare la tradizione della pesca cervese», spiega Delorenzi. «Un’occasione per rilanciare commercio e turismo», secondo Puntiroli. Oppure «nuovi spazi per una possibile soluzione alla crisi abitativa», nella visione di Boschetti.

Come da tradizione, la serata si è conclusa senza vincitori né vinti, con la presentazione del programma elettorale in pochi minuti e a cavallo dell’immancabile cyclette, tra propaganda e atone. (ma.fa.)

Cervia deve valori are la sua s era culturale renare la renesia edili ia e li erarsi del tra fico

La giornalista Marisa Ostolani è tornata nella sua località dopo incarichi anche all’estero e guarda al prossimo voto: «Il centrosinistra ha perso l’occasione di candidare una donna, il centrodestra è diviso in tre per questioni di ego»

Stop al consumo di suolo, riduzione del traf co e dell’accessibilità veicolare, riquali cazione degli impianti sportivi e valorizzazione della sfera culturale cittadina. Sono queste, secondo la giornalista Marisa Ostolani di Cervia (vedi box), le principali s de che attendono il prossimo sindaco.

«Cervia è la mia città del cuore. Gli anni di lontananza mi hanno fatto ritrovare però una realtà profondamente cambiata, caotica. Drastico il cambiamento di Milano Marittima, che ricordavo come una località verde e graziosa, piena di personalità - commenta Ostolani -. Il centro storico di Cervia paga invece il prezzo di una riquali ca incoerente e non unitaria. Borgo Saf è terra di nessuno, lo storico cinema Europa è diventato un lotto di appartamenti di lusso. Alla soddisfazione per il recupero della Darsena del Sale si è poi accompagnata la delusione nel vederla trasformata in una spa e un ristorante sfarzoso, a fronte di una biblioteca che chiede spazi e all’assenza di una casa della cultura in città. È mancata una visione d’insieme per preservare un centro storico unico a livello storico e culturale».

La campagna elettorale in corso non sembra prospettare per il momento il cambiamento desiderato: «Siamo solo all’inizio, ma non si vedono forti differenze di carattere identitario tra i nomi in corsa - prosegue Ostolani -. Incomprensibile, e probabilmente dettata dall’ego, la scelta del centrodestra di proporre tre candidati di cui non si sente il bisogno, con programmi sostanzialmente uguali tra loro». Per quanto riguarda il centrosinistra, invece, è da condannare un approccio che sembra aver già dimenticato ciò che è successo: «Cervia ha la capacità di rimuovere gli episodi negativi dalla memoria collettiva, e ciò che è successo alla giunta Missiroli non fa eccezione. Queste elezioni anticipate potevano essere una grande occasione per dare alla città una sindaca donna, non solo in funzione delle politiche di genere, ma anche delle circostanze che hanno riportato i cervesi alle urne. Mi sarei aspettata uno sforzo maggiore dal partito principale». Tra le criticità del dibattito politico locale, anche l’esagerazione e la strumentalizzazione di alcuni temi, come la raccolta di ri uti a ridosso delle saline e il tema della sicurezza, «che dovrebbe partire proprio dalla promozione di una cultura di genere paritaria rispettosa». Per quanto riguarda i progetti concreti da mettere in campo, nella visione della giornalista, sarà necessario porre ne alla «frenesia edilizia» che sta colpendo soprattutto le zone residenziali di Pinarella e sostituire al cemento nuove aree verdi pensate come luogo di aggregazione per giovani e famiglie. Lo stesso ragionamento si applica agli impianti sportivi: «Fuori luogo la creazione da zero di nuovi impianti quando in città non mancano quelli da riquali care, con circoli e strutture che hanno solo bisogno di essere valorizzati e messe in rete. In generale, dovremmo partire dal valorizzare ciò che già abbiamo».

Repubblica, Stampa, Ansa Ora il festival per Deledda Nata e cresciuta a Cervia, Marisa Ostolani ha lasciato la città a metà degli anni ‘70 per la carriera nel giornalismo, prima a Bologna, come corrispondente locale per La Repubblica e La Stampa, poi a Bruxelles, dove ha lavorato per 13 anni come corrispondente estera dell’Ansa. Ha concluso la carriera a Roma, come caporedattrice aggiunta nella redazione Esteri della stessa Ansa, prima di fare rientro nella città natale nel 2022, dove ha fondato l’associazione culturale “Grazia Deledda, una Nobel a Cervia”, di cui oggi è presidente e attraverso la quale organizza un festival letterario annuale dedicato alla scrittrice.

Fondamentale anche liberare la città dalla «morsa del traf co», immaginando parcheggi ad anello ai margini della città, dotati di noleggio bici per liberare centro storico e lungomare dalle automobili: «Una cittadina piccola come la nostra non può essere ostaggio di code, traf co e parcheggio selvaggio», osserva la giornalista, richiamando anche il confronto con alcune capitali europee come Bruxelles, dove «è possibile raggiungere qualsiasi luogo in bicicletta». In ne è da rivedere l’identità culturale cittadina, troppo spesso ridotta a «qualche imbellettata di folklore o al rimestare ciò che è comfort zone».

Secondo Ostolani, «la mancanza di visione sulle politiche culturali emerge da elementi minori, come la mancanza di una linea direttrice nella programmazione dei Magazzini del Sale, no agli errori più evidenti, come la perdita di Villa Caravella». La residenza cervese della scrittrice Deletta, premio Nobel nel 1926, infatti è stata messa in vendita negli anni ’80 senza venire acquistata dal Comune, passando così in mano a privati. Oggi, il giardino è usato come parcheggio dell’hotel adiacente. «Si dice che Cervia sia governata dalla “lobby” bagnina e alberghiera, poco attenta alla cultura. Ma l’errore è quello di non valorizzare il potenziale culturale come leva turistica, immaginando ad esempio un ponte ideale tra Sardegna e Romagna o la valorizzazione di Cervia come “Città dei Nobel”, con vincitori del premio come ospiti annuali». (ma.fa.)

Demetra S.r.l. - Direttore Sanitario: Dr.ssa Tiziana Bartolotti - Autorizz. Sanitaria N.4 rilasciata il 31/03/2007 Via Vincenzo Giardini 11, 48022 Lugo

12 / SOCIETÀ

RAVENNA&DINTORNI 23-29 aprile 2026

L’INTERVENTO

dolescenti violenti

Ma noi adulti uali esempi stiamo trasmettendo

Le riflessioni della psicoterapeuta Paola Bianchi dopo i casi di cronaca con protagonisti giovanissimi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una ri essione di Paola Bianchi, psicoterapeuta ravennate, che prova a rispondere a una domanda: da dove spuntano i maranza?

I fatti di cronaca di questi ultimi giorni hanno portato l’attenzione ancora una volta sugli adolescenti. Gesti criminali che hanno sollevato indignazione, preoccupazione, sgomento e l’immancabile giudizio che distribuisce sentenze di pena più o meno spietate. La violenza nei giovani non è un fatto nuovo, ma direi che va contestualizzato in uno scenario piuttosto complesso spesso sintomo di un profondo disagio psicologico ed emotivo.

Alcune delle principali cause le possiamo rintracciare nell’analfabetismo emotivo, difcoltà a gestire frustrazione, carenze educative e contesti dif cili. La violenza, da un punto di vista evolutivo, è un comportamento che nasce per proteggere la sopravvivenza: difendere il territorio, il gruppo, le risorse, la prole. La violenza serve a proteggere, evolutivamente, non a distruggere. È un gesto sico, agito, compiuto.

Fra gli esseri umani, però, quello che sappiamo è che spesso è espressione di qualcosa. Affermazione di potere, di offesa, di disperazione, di vendetta. Nell’adolescenza, questa dinamica può essere ampli cata da un cervello ancora in costruzione: la corteccia prefrontale, che regola l’impulsività e l’empatia,

si sviluppa più lentamente rispetto ai sistemi limbici, che governano emozioni intense e reazioni aggressive. Accade così che ci ritroviamo dalla sera alla mattina con la faccia piena di brufoli e con l’impulso di urlare dalla rabbia per la vergogna di presentarci fra i propri simili con quell’aspetto che non ci rimanda una bella immagine di noi. È un periodo della vita in cui si oscilla fra il bisogno di indipendenza, autonomia e libertà e la necessità di appartenere, essere visti, accolti, ascoltati dal gruppo dei pari. Nel linguaggio psicodinamico lo de niamo processo di separazione-individuazione. Ma quando il con ne fra un gesto impulsivo, immediato, disregolato diventa crimine, crudeltà, malvagità cosa è accaduto? A quale livello di frustrazione deve essere arrivato un ragazzo che accoltella la propria insegnante?

Perché ogni capacità di discernimento soggettiva viene a sparire in un tranquillo sabato sera di orrore dove un uomo trova la morte per calci e pugni da un gruppo di giovani anonimi?

«L’educazione affettiva aiuta a regolare le emozioni La rabbia può diventare energia»

Ce lo aveva ben spiegato G. Le Bon nel suo intramontabile manuale “La psicologia delle folle”. Quando l’agito diventa di gruppo anziché

Data di recupero in caso di maltempo 3 maggio

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scattare una sorta di autocontrollo da parte dei coetanei presenti pare invece che si annullino completamente le singole menti per con uire in unico gesto di violenza. Qualcosa si è inceppato nel cammino della crescita, forse non solo dei giovani aggiungo, tanto da rendere lo scenario ancora più complicato. Qualcuno sostiene che questi esiti di violenza agita come assunzione quasi identitaria sia da rintracciare nelle lassità educative delle famiglie odierne, con poca o nessuna capacità di tenuta sui margini, divieti, con ni o per contro assumendosi il diritto di sapere noi qual è il bene dei nostri gli. Se anche fosse, dimostra solo una nostra pretesa che rischia di non attivare invece un percorso forse ben più dif cile e complicato che è quello

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u lica ssisten a approvato il ilancio consuntivo del 202 con un utile di 60mila euro

La somma sarà reinvestita nei progetti dell’associazione che conta 170 volontari, 30 dipendenti e 20 ambulanze Rinnovato il consiglio: confermato presidente Manca

L’assemblea ordinaria dell’organizzazione di volontariato Pubblica Assistenza di Ravenna ha approvato lo scorso 14 aprile il bilancio consuntivo per l’esercizio nanziario 2025 con un utile di 60mila euro che verrà reinvestito nella continuità dei progetti associativi.

A oggi sono circa 170 i volontari attivi, a cui si aggiungeranno entro l’estate le nuove leve del corso appena terminato, attualmente impegnate nell’addestramento pratico. In autunno partirà invece il prossimo corso formativo. Al momento, i dipendenti dell’associazione sono 30, tra cui 24 autisti di ambulanza. Il parco mezzi è composto da 20 ambulanze, due auto attrezzate per il trasporto dei disabili e un pulmino a nove posti dotato di gancio traino per l’utilizzo nel contesto di attività di protezione civile o sociali, come il trasporto in piscina dei bambini disabili delle scuole di Lido Adriano.

A maggio, una delle ambulanze in dismissione sarà inviata in Africa, e si procederà con l’acquisto di almeno un nuovo mezzo sostitutivo. Tra le priorità dell’associazione, anche l’acquisto di un’ulteriore auto attrezzata per il trasporto dei disabili. L’assemblea ha rinnovato il consiglio direttivo e il collegio dei probiviri. È stato confermato come presidente Matteo Manca, mentre sono stati nominati vicepresidenti Giovanni Maiorana e Mario Pagano, tesoriere Fabio Fiumana e segretario Enrico Baldassari. Compongono inoltre il consiglio direttivo i consiglieri Renzo Angeli, Massimo Gambi, Ivan Saragoni e Roberto Talenti. Inoltre, sono stati eletti nel collegio dei probiviri Alessandro Bondi, che assume la funzione di presidente, Giuseppe Pelleri e Roberto Ricci.

CHIESA

Papa Leone ha nominato monsignor Michele Morandi, 50enne originario di Alfonsine, vescovo della diocesi di Faenza-Modigliana. Morandi è stato ordinato presbitero il 18 ottobre 2003 e dal 2016 fino a oggi ha ricoperto il ruolo di vicario generale della stessa diocesi. Dal 2015 è inoltre rettore del seminario diocesano “Pio XII”.

L’annuncio è stato il 18 aprile nella cattedrale di Faenza dal vescovo Mario Toso che aveva presentato rinuncia al governo pastorale, accettata dal Papa. L’ordinazione episcopale di Morandi sarà celebrata il 12 luglio. In attesa dell’ordinazione, Toso continuerà nel nuovo ruolo di amministratore apostolico.

Morandi ha studiato Filosofia e Teologia alla Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna nel Pontificio Seminario Regionale “Benedetto XV” di Bologna. Ha conseguito il Baccellierato in Sacra Teologia nel 2002 e la Licenza summa cum laude in Teologia dell’Evangelizzazione nella medesima Facoltà.

SOLIDARIETÀ

A Marina con bandiere e striscioni per la Flotilla

È partita nei giorni scorsi la nuova missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, allo scopo di portare aiuto a Gaza. Da Ravenna a San Benedetto del Tronto, e in tanti altri porti d’Italia, il 26 aprile, alle ore 11 attivisti si ritroveranno sui moli per sostenere e salutare la Flotilla. A Ravenna l’appuntamento è al molo Dalmazia a Marina di Ravenna, ore 11, con bandiere e striscioni. Il Coordinamento contro il traffico di armi nel porto di Ravenna vuole dare il suo contributo «nella costruzione dell’Equipaggio di terra e chiama tutti gli interessarsi a mobilitarsi e coordinarsi per questo obiettivo».

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onder a inarella torna tutta la meraviglia degli a uiloni con rtevento

Maestri dai cinque continenti, con la Colombia come ospite d’onore In programma anche spettacoli circensi con Ater

Dopo la preview del weekend di Pasqua, è ora tutto pronto per l’inizio uf ciale di “Artevento –Festival Internazionale dell’Aquilone”, in programma dal 23 aprile al 3 maggio sulla spiaggia di Pinarella di Cervia. La 46esima edizione della manifestazione abbraccia i ponti del 25 aprile e del 1° maggio, per un totale di 11 giorni consecutivi, durante i quali la spiaggia di Pinarella di Cervia ospiterà oltre duecenti “Maestri del Vento” da cinque continenti. Insieme alla Colombia – scelta come Paese d’Onore e rappresentata da Alejandro Uribe del collettivo artistico Bimana, per la prima volta in Europa – giungeranno alle porte meridionali del Parco del Delta del Po anche: Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Corea, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, India, Indonesia, Inghilterra, Irlanda, Italia, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Paesi Bassi, Palestina, Pakistan, Polonia, Scozia, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Svezia, Svizzera, Taiwan, Tasmania, Thailandia, Turchia, Ucraina, Usa e Vietnam. L’edizione 2026 del Festival Internazionale dell’Aquilone più longevo del mondo presenta un palinsesto di appuntamenti ampio e variegato: la mostra tematica “The Hague Air Gallery – Vento Dipinto” al Magazzino del Sale, la Cerimonia delle Bandiere, laboratori per bambini e adulti, voli diurni giornalieri e 2 voli notturni, tra cui lo spettacolo multidisciplinare “La Notte dei Miracoli”, “Giardini del Vento”, 31 spettacoli di circo contemporaneo (con fondazione Ater), 4 annulli celebrativi realizzati da Filatelia Poste Italiane, puppetry, teatro di gura, il Premio Speciale per Meriti di Volo, l’arrivo della Lampada della Pace di Assisi, una giornata di studio con il Ministero Italiano della Cultura, musica dal vivo, danza, letture, presentazioni di libri, visioni cinematogra che a energia solare, Kite Aerial Photography, tributi ai pionieri del volo, incontri e tavole rotonde sui temi dell’ambiente, della pace, dell’inclusione e dell’accessibilità.

Sotto la direzione artistica di Caterina Capelli, l’intero programma si articola attorno alla parola chiave Wonder, giocando con il suo doppio signi cato di provare meraviglia e porsi delle domande. Da questa visione è nato il processo di selezione degli ospiti e dei contenuti del festival per festeggiare l’arte, l’autenticità, le tradizioni dal mondo, la contaminazione tra linguaggi performativi diversi, la ricerca e i capisaldi della nostra cultura. Tutte le iniziative si ispirano al claim “Fratello vento”, l rouge che unisce i 4 grandi temi dell’edizione: gli 800 anni dalla morte di San Francesco; i 100 anni dal Premio Nobel per la Letteratura conferito nel 1926 alla poetessa sarda Grazia Deledda; i 160 anni di relazioni fra Italia e Giappone e il 40° anniversario del gemellaggio tra la Regione Emilia-Romagna e la Prefettura di Ibaraki, in Giappone; la liaison tra la Capitale dell’Aquilone e il Circo Contemporaneo grazie alla collaborazione di Ater Fondazione. Programma: www.ravennaedintorni.it.

PARTECIPAZIONE

Due shooting fotogra ci aperti a tutti nei quartieri Darsena e Farini

A Ravenna torna “Sottocasa”, progetto ideato dall’associazione “Sguardi in camera” che propone un articolato percorso artistico partecipativo nei quartieri Darsena Gulli e Farini. La prima iniziativa è una chiamata pubblica per due sessioni di shooting fotografico. All’interno di un set appositamente ricostruito, i partecipanti saranno ritratti da giovani fotografi. Ciascun partecipante potrà contribuire alla raccolta con una fotografia di famiglia: un’immagine privata che verrà digitalizzata sul momento e immediatamente restituita. L’obiettivo è la costruzione di un archivio visivo che intrecci ritratti contemporanei e memorie familiari. Appuntamento venerdì 24 aprile, dalle 9 alle 15 in Piazza Medaglie d’Oro (quartiere Darsena) e sabato 9 maggio, dalle 10 alle 16, in Piazza Anita Garibaldi (su Viale Farini). La partecipazione è libera e gratuita. Ogni persona riceverà in dono il proprio ritratto stampato.

TRADIZIONI

TUTTO PRONTO PER I GRANDI CARRI DI GESSO DELLA FESTA DI PRIMAVERA A CASOLA VALSENIO

Un’usanza che ha oltre un secolo e coinvolge centinaia di persone. Festa con stand e mercatini il 25 aprile

A Casola Valsenio è tutto pronto per la tradizionale s lata di carri allegorici di gesso per la festa di Primavera, una tradizione che nel borgo collinare si rinnova da 120 anni. Alle spalle di questa originale usanza, ci sono centinaia di persone che per tre mesi all’anno si dedicano alla realizzazione dei carri che quest’anno saranno protagonisti il 25 aprile per la s lata diurna e il 1° maggio per la s lata notturna. In particolare, il 25 aprile dalla mattina sarà attivo il mercatino di primavera, mostre, proiezioni, installazioni artistiche, laboratori per bambini, stand gastronomico (pranzo e cena) e i carri allegorici attraverseranno nel pomeriggio le vie del paese celebrando avvenimenti e personaggi della storia e della cronaca accompagnati dalle “Relazioni”, brani di letteratura popolare che ne enfatizzano il signi cato. I guranti restano immobili in forme plastiche per tutta la s lata: il corpo umano viene plasmato come fosse gesso, fondendosi col carro stesso.

L’INAUGURAZIONE

GRANDE FESTA PER FAMIGLIE AL BIKE PARK

ALL’EX IPPODROMO APRE ANCHE LA NUOVA AREA “MOUNTAIN”

Sarà un pomeriggio di sport, famiglie e comunità quella di sabato 25 aprile al Ravenna Bike Park, nell’area dell’ex Ippodromo, dove andrà in scena “Bike Kids”, evento dedicato ai più piccoli, che farà da cornice all’inaugurazione della nuova Mountain Bike Skills Area (nella foto di Davide Santinello). Il taglio del nastro è previsto alle ore 15, alla presenza del sindaco Alessandro Barattoni. La nuova area è stata finanziata e realizzata dal Comitato Amici del Ciclismo Ravenna Asd Aps, che la donerà al Comune proprio in occasione dell’inaugurazione. Si tratta di uno spazio pensato per bambini e ragazzi, dove imparare e migliorare le abilità in mountain bike in un contesto sicuro, promuovendo sport e socialità all’aria aperta. L’opera è il risultato di una raccolta fondi promossa a fine 2025, che ha coinvolto oltre 250 cittadini, numerose aziende del territorio e il contributo determinante della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. La Skills Area completa il percorso di sviluppo del Ravenna Bike Park, nato da una petizione cittadina promossa dal Comitato nell’inverno 2021 e poi realizzato dal Comune di Ravenna grazie ai fondi del Pnrr. L’impianto è stato inaugurato il 25 ottobre scorso.

Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 18.30, spazio dunque a una vera festa della bicicletta con attività gratuite e accesso dall’ingresso lato Pala Costa. Quattro le aree tematiche allestite per l’occasione: la nuova Mountain Bike Skills Area, l’area Abilità Strada, il percorso Triathlon e la Pump Track, pensate per far divertire i più piccoli in sicurezza e avvicinarli all’uso consapevole della bici. La partecipazione è gratuita. Info e iscrizioni sulle pagine Facebook del comitato.

avenna il ilancio di fine campionato aspettando i pla o ualc e scelta coraggiosa

I giallorossi hanno chiuso con un ottimo terzo posto, in attesa degli spareggi che mettono in palio un’altra promozione in B L’analisi della stagione e alcuni consigli non richiesti a società, piazza, Comune e questura...

Quello che vi diranno i tifosi storici, quelli che “c’erano anche in Promozione”, è che no a pochi mesi fa facevi le trasferte a Corticella e quindi adesso bisogna ringraziare che vai anche solo ai playoff di Serie C. Quello che vi diranno i ghetti da tribuna, tornati allo stadio grazie ai risultati degli ultimi mesi, è che con un altro allenatore, un altro acquisto, un altro portiere, ora stavi festeggiando la vittoria del campionato. La verità, come sempre, sta nel mezzo. Nessuna sorpresa

Il primo campionato del Ravenna di Cipriani tra i prof del calcio si è chiuso (al terzo posto del girone B di serie C con 73 punti in 36 partite) con un bilancio sicuramente più che positivo, anche se non si tratta di una vera e propria sorpresa e nemmeno di un “miracolo sportivo di una neopromossa”, come dice qualcuno, probabilmente mentendo sapendo di mentire. Perché il Ravenna era una neopromossa solo sulla carta, con in rosa oggi una ventina di nuovi giocatori con esperienza già in Serie C o anche in categorie superiori e solo cinque reduci dal gruppo della D, di cui appena due titolari in quella che si può de nire oggi la formazione tipo: Esposito (praticamente al debutto in C e probabilmente il migliore - vedi box con le nostre pagelle - lui sì, vera sorpresa in positivo) e Rossetti, ora infortunato, ma con già ampia esperienza tra i prof. Per un monte ingaggi complessivo che s ora i 4,7 milioni di euro e che è il quarto del gruppo B; un dato che in serie C (dove non c’è una vera compravendita di cartellini) dà il reale valore delle rose dei vari gironi. Non per nulla, a parte il op della Ternana che ha speso più di tutti senza risultati (se non quello di essere sull’orlo del fallimento), la seconda e la terza squadra con il monte ingaggi più elevato sono rispettivamente Arezzo e Ascoli, appaiate in testa alla classi ca a 90 minuti dal termine (il Ravenna nell’ultima giornata riposerà). Il risultato sportivo è quindi una giusta conseguenza degli investimenti di una società ambiziosa che tra l’altro ha dovuto costruire la rosa in fretta e furia solo dopo il ripescaggio in luglio. Un mercato quindi che va promosso a pieni voti, con alcune scommesse vinte e tanti giocatori che erano già una certezza per la categoria. Il merito va anche condiviso naturalmente con mister Marchionni, che nel giro di poco più di un anno ha portato la squadra a vincere la Coppa Italia e i playoff in serie D e - assemblando una rosa appunto con tanti volti nuovi - a un prestigioso, per quando platonico, titolo di campione d’inverno in C. Poi il black out che gli è costato la panchina, colpa di una sua scarsa essibilità, forse, ma anche di una serie di infortuni e probabilmente dell’unico vero errore, pesante, del club, paradossalmente l’acquisto più chiacchierato, quello di Viola, giocatore che no a pochi mesi prima giocava in Serie A. Ma che pare abbia rotto i famosi equilibri dello spogliatoio, dif cile da inserire nel 3-5-2 di Marchionni (che non lo voleva) e che ha messo indirettamente in ombra quello che no a quel momento era stato tra i migliori giocatori della stagione, Spini. L’arrivo di Mandorlini sulla panchina ha riportato la squadra pian piano al top (l’ultima striscia parla di cinque vittorie consecutive senza gol subiti), non senza dif coltà (imbarazzante la prestazione rinunciataria nel big match di Ascoli, forse il punto più basso della stagione insieme al ko di Terni che costò la panchina a Marchionni), ma ora con una sionomia chiara e una ritrovata condizione sica che non può che far ben sperare in vista del nale di stagione.

Verso i playoff

Come noto, il Ravenna ha chiuso il proprio campionato come migliore terza dei tre gironi di C, il che dà ai giallorossi un indubbio vantaggio nei primi due turni nazionali dei playoff (dal 10 maggio), a cui partecipano quasi 30 squadre e che mettono in palio però solo una promozione. Una vera e propria impresa. Il Ravenna non parte tra le favorite - quelle saranno le tre seconde, casomai, oltre probabilmente alla Salernitana - ma nessuno sarà contento di affrontare i giallorossi, squadra esperta e che può mettere in dif coltà chiunque, almeno in quei 20-30 minuti della partita in cui riesce ad alzare i ritmi. Che sono stati un po’ il tallone d’Achille di una formazione con un’età media molto alta e a volte un po’ troppo compassata. Ma andiamola a vedere, la formazione che sarà protagonista ai playoff, con 13-14 giocatori che mister Mandorlini ha ormai individuato come “titolari”. La garanzia è la difesa a tre composta da Donati, Esposito e Solini; sulle fasce agiranno gli esterni Bani, in grande crescita, e probabilmente Da Pozzo, la nota più positiva del nale di

LE PAGELLE

IL MIGLIORE È STATO ESPOSITO

Da quest’anno sul nostro sito abbiamo pubblicato quasi in tempo reale le pagelle di tutte le partite del Ravenna Fc, a cura dI Luca Manservisi. Una curiosità per chi le ha seguite: al termine della stagione regolare, il migliore per media voto è risultato il difensore centrale (vice capitano) Adriano Esposito, con 6,33. Praticamente a un soffio (6,32) si piazza al secondo posto Giulio Donati (insieme nella foto) mentre grazie a un grande girone d’andata chiude il podio Cristian Spini (6,23), appena davanti all’ultimo arrivato Fischnaller (6,20). Naturalmente si tratta di voti “puri”, senza considerare nessun bonus legato ad assist o gol (in questa speciale classifica vincerebbe Spini con 7 gol e 12 assist, davanti a Tenkorang con 8 gol e 4 assist e Fischnaller, capace di segnare 8 gol in 16 presenze). Per quanto riguarda la media, non abbiamo considerato chi ha meno di 10 voti a referto, altrimenti il migliore della stagione sarebbe stato il portiere Poluzzi, arrivato in gennaio, che ha una media di 6,38 grazie ai voti di 9 partite.

stagione (l’alternativa è Donati, con Bianconi al suo posto in difesa). A centrocampo la certezza è Lonardi, la cui stagione è andata in crescendo grazie anche all’intuizione di Mandorlini di spostarlo leggermente più avanti, da mezzala. Quando avrà recuperato sarà nuovamente titolare sso davanti alla difesa Rossetti, unico nel dare equilibrio alla squadra, mentre il pacchetto centrale sarà probabilmente completato da Tenkorang, che può garantire inserimenti e coperture (le alternative sono Di Marco, che sta tornando in condizione dopo alcuni infortuni e garantisce più palleggio, e lo stesso Viola, che Mandorlini ha intelligentemente reinserito in gruppo, provandolo anche da regista). Davanti, secondo noi, la coppia ideale resta quella “leggera”, composta dal bomber Fischnaller e da Spini, con Okaka pronto a entrare nel caso serva qualche chilo in più (e chissà che Motti non ritrovi la spensieratezza di inizio stagione).

Il futuro

Comunque vada, sarà stata un’ottima prima stagione in Serie C, come detto. Se non dovesse arrivare la promozione, il prossimo anno si potrà ripartire da una base molto solida, con tanti giocatori ancora sotto contratto. Basterebbero alcuni acquisti mirati per puntare dritti al primo posto. E allora - lo diciamo noi - la scelta più dif cile sarà quella del nuovo allenatore. In caso di promozione resterà Mandorlini, come da contratto. Nel più probabile caso di permanenza in C forse sarebbe più logico ringraziarlo per il lavoro svolto, evitando però di ripartire con una situazione che alle prime dif coltà potrebbe diventare esplosiva (il diesse che è il padre dell’allenatore, che a sua volta allena un altro glio). L’occasione sarebbe quella ideale per cercare un pro lo nuovo, che punti prima di tutto su un’identità di gioco offensiva, in linea con lo stile molto moderno della società. Indipendentemente dai risultati, Ravenna - questo Ravenna - dovrebbe ambire a diventare una piazza modello, dove si fa calcio, in primis sul rettangolo di gioco, con uno stile propositivo. Il paragone facile facile è quello con gli anni novanta di Gigi Del Neri e Francesco Guidolin, protagonista della prima promozione in B quando ancora non aveva 40 anni. Si avrà il coraggio di cercare un nuovo Guidolin? E di puntare non solo sull’usato sicuro ma su giovani di belle speranze come furono - per continuare il parallelo con quegli anni - Toldo, Scapolo, Zauli, Sotgia, Torrisi o Buonocore?

La società e la piazza Nel giro di due anni il nuovo corso Cipriani ha riportato il Ravenna dalle paludi della serie D a lottare per la Serie B, lo abbiamo detto e va sempre ricordato. Fuori dal campo, forse, il lavoro è stato ancora più eclatante: restyling dello stadio, marketing spinto, sponsorizzazioni

cresciute a livello esponenziale, progetti con le scuole e tentativi di coinvolgere le altre società del territorio. La piazza ha risposto presente, ma si può fare anche di più: uno stadio da 5mila posti, in un contesto del genere, restiamo dell’idea che dovesse andare esaurito tutte le domeniche. Ci sarà tempo, i semi, se coltivati, daranno frutti (sono tanti i giovani tornati al Benelli, per esempio). Capitolo a parte meriterebbe il vivaio: la decisione di af darlo a una persona esperta e perbene come Massimiliano De Gregorio è stata sicuramente quella giusta, ma quello che è terminato è stato letteralmente l’anno zero, da cui ora si deve iniziare a risalire e anche cercando di recuperare il tempo perduto. Le strutture Fondamentali, in questo senso, saranno le strutture. La società ha annunciato l’intenzione di rivoluzionare il centro sportivo di Fosso Ghiaia che ha attualmente in concessione e di realizzarvi due campi in sintetico. Ma dal Comune, a cui abbiamo chiesto una conferma, ci dicono soltanto che «è stata manifestata la volontà di riquali care il centro» e che «vaglieremo attentamente la progettualità che sarà presentata nelle sue parti tecniche e amministrative». Dif cile che si possa essere pronti per l’avvio della nuova stagione sportiva, come auspicato inizialmente. E questo sarà un problema.

Per quanto riguarda invece lo stadio Benelli, resta a noi incomprensibile la scelta del Comune di limitarsi a un progetto di basso pro lo di riapertura dei Distinti. L’arrivo di una società così ambiziosa era l’occasione per progettare insieme qualcosa di più innovativo; Ravenna poteva diventare un esempio a livello nazionale, in un periodo in cui si parla spesso a vanvera di nuove strutture all’avanguardia. E poteva essere l’occasione per rigenerare un quartiere che sta vivendo peraltro male le disposizioni di sicurezza messe in campo a ogni partita, spesso davvero incomprensibili - per non usare altri termini - come in occasione delle chiusure per l’ultima partita al Benelli, praticamente senza tifosi ospiti presenti. Anche dalla questura ci aspettiamo in futuro scelte decisamente più coraggiose. Come auspichiamo coraggio nelle decisioni di club, Comune e, in qualche modo, anche tifoseria. Per portare davvero la Ravenna del calcio in un’altra categoria.

Flop Consar ai playoff, Teodora in A3, nel basket emozioni contrastanti

Non un gran finale per le altre squadre della provincia impegnate nei campionati nazionali dei principali sport di squadra. Fatta eccezione per l’Olimpia Teodora, che festeggerà probabilmente nel prossimo weekend una promozione in A3 mai stata in discussione, ma che continua a vivere problemi finanziari che mettono a forte rischio il futuro. Restando nel volley, in campo maschile è finita anzitempo la stagione della Consar Ravenna, uscita per il secondo anno di fila al primo turno dei playoff (i quarti di finale) perdendo inaspettatamente la “bella” al Pala De André contro Aversa. Nel basket, in serie B, girone di ritorno da incubo per Ravenna, che rischia di finire nei playout nel gruppo B, dove Faenza sta a sua volta rischiando di mandare all’aria un ottimo inizio di stagione (ma disputerà comunque i play-in). Nel femminile, in A2, anche la storica squadra di Faenza è in crisi economica, ma sul campo si sta facendo valere: è in semifinale playoff.

GLI ALTRI SPORT
CALCIO SERIE C

LIRICA

La seduttiva Carmen chiude la stagione

Il 24 e il 26 aprile all’Alighieri va in scena l’opera di Bizet

La protagonista nnalisa troppa dirige udre aint il

Simbolo di femminilità mediterranea e dell’eterno con itto tra libertà e destino, opera fra le più rappresentate, Carmen di Georges Bizet arriva al Teatro Alighieri venerdì 24 e domenica 26 aprile (rispettivamente alle 20 e alle 15.30) e chiude la stagione 2025-26, in una nuova produzione che unisce i Teatri di Modena, Piacenza e Ravenna e con un nuovo allestimento presentato insieme al circuito di OperaLombardia.

La direzione musicale è af data alla bacchetta di Audrey Saint-Gil, direttrice specializzata nel repertorio lirico francese, mentre rma l’allestimento Stefano Vizioli, regista di fama internazionale, af ancato da Pierluigi Vanelli, regista collaboratore e coreografo. Sul palcoscenico si vedranno le scene di Emanuele Sinisi con il progetto di videomapping e visual art di Imaginarium Studio, i costumi di Anna Maria Heinreich, le luci di Vincenzo Raponi.

DI RICERCA/1

Il ruolo del titolo è af dato ad Annalisa Stroppa, mezzosoprano di fama internazionale che ha interpretato l’opera in sale quali il Theatro Municipal de São Paulo, il Carlo Felice di Genova e La Fenice di Venezia. Al suo anco, il Don José di Joseph Dahdah, il torero Escamillo di Gianluca Failla, la Micaela di Jaquelina Livieri, il Dancairo di William Allione, Zuniga di Tiziano Rosati, Moralès di Matteo Torcaso, af ancati da Donatella De Luca (Frasquita), Elena Antonini (Mercédès) ed Enrico Iviglia (Remendado). Lo spettacolo vedrà in buca l’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e sul palcoscenico il Coro Lirico di Modena preparato da Giovanni Farina e le Voci bianche del Teatro Comunale di Modena guidate da Paolo Gattolin.

L’opera Carmen divenne subito un caso, a partire dal suo debutto. Dalla donna idealizzata o angelicata di tanti melodrammi ottocenteschi, la Carmen diabolica del capolavoro di Bizet era un salto vertiginoso per la maggioranza del pubblico francese che accorse al teatro dell’Opéra-Comique di Parigi per

CINEMA

AL MARIANI IL PLURIPREMIATO

“LA STORIA DI SOULEYMANE”

Mercoledì 29 aprile (ore 21) al cinema Mariani la rassegna “Focus lavoro” di Ravenna Teatro prosegue con la proiezione di La storia di Souleymane, di Boris Lojkine. Il film segue due giorni decisivi nella vita di un giovane migrante guineano senza documenti, che a Parigi lavora come rider mentre prepara il colloquio da cui dipende la sua richiesta d’asilo. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 8 candidature e vinto 4 Cesar.

le prime rappresentazioni del 1875. Fra lo scandalo di una donna “immorale”, alla ne accoltellata dal suo spasimante, e la disgrazia della morte precoce del compositore, che listò a lutto la trentatreesima di quarantacinque rappresentazioni consecutive, Carmen destò dapprima una forte curiosità, poi un crescente e incontenibile entusiasmo a livello internazionale. A questo, certamente contribuì una musica che associava la passione travolgente al colore locale spagnolo, con colpi di genio che diedero vita a pagine immortali e ancora oggi universalmente note come la Habanera o l’Aria del toreador e una partitura che entusiasmò la maggioranza dei grandi compositori del tempo.

«L’opera – racconta il registra Stefano Vizioli – ci mostra il mondo della libertà, del desiderio, dell’andare oltre le convenzioni che la società ci costringe a seguire per timore della destabilizzazione provocata da un universo “altro”, diverso e sconosciuto. Siamo impauriti e sedotti da Carmen, la sfuggiamo ma al tempo stesso ne siamo ipnotizzati».

E giovedì 23 aprile, alle 18, Palazzo Rasponi accoglie l’ultimo appuntamento di Prima dell’opera, il percorso di incontri a ingresso libero dedicati ai titoli in cartellone; in questo caso la ri essione è a cura di Leonetta Bentivoglio, scrittrice e giornalista.

Info: teatroalighieri.org

LA RASSEGNA

Le “Storie di Ravenna” ripercorrono le elezioni del 1946

Lunedì 27 aprile (ore 18) al Teatro Rasi la rassegna Storie di Ravenna prosegue con Al voto! Al voto! Repubblica e dintorni, a 80 anni dalle elezioni del 1946, diretto da Roberto Magnani e con Laura Orlandini, Alessandro Luparini, Alberto Malfitano e Tito Menzani. Nel 1946 Ravenna scopre il rito del voto in un’Italia che prova a reinventarsi dopo la guerra e il fascismo. Ci si torna per capire che cosa è rimasto, nella Ravenna di oggi, di quel primo passo dentro la Repubblica.

TEATRO RAGAZZI

“Brum” della Drammatico Vegetale al Rasi

Domenica 26 aprile (ore 11) va in scena al ridotto del Teatro Rasi Brum, della Drammatico Vegetale. Esiste nell’infanzia un mondo del non detto, nel quale ci vengono incontro oggetti da guardare, da far suonare, da scoprire. È un mondo che comincia a due passi dalle braccia della mamma e si dispiega al di là del buio della notte. Info: ravennateatro.com

ALL’ALIGHIERI L’OMAGGIO DI EUGENIO SIDERI AI FRATELLI CERVI

MARTIRI DELLA RESISTENZA ANTIFASCISTA

Martedì 28 aprile (ore 21) va in scena al Teatro Alighieri I 7 Cervi, scritto e diretto da Eugenio Sideri, con Leonardo Bianconi, Enrico Caravita, Matteo Ciccioli ed Elisa Lolli. Il teatro come strumento di racconto, commemorazione e riflessione sulla vicenda tragica della fucilazione di sette fratelli, assurta a emblema corale della Resistenza antifascista. Una storia che va raccontata dalla fine, dallo sparo unisono che il 28 dicembre 1943 falciò al Poligono di Tiro di Reggio Emilia le vite di Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio, Ettore Cervi insieme con l’amico Quarto Camurri. Il dramma, inoltre, proseguì anche dopo la loro morte, poiché i carnefici impedirono ogni manifestazione di cordoglio costringendo a una frettolosa e inconclusa tumulazione. Ciò riporta al mito greco di Antigone, richiamando il tema del senso civico e della pietà collettiva. Info: ravennateatro.com.

TEATRO DI RICERCA/2

Al Socjale il dilemma di Matteo Gatta sull’identità

Lunedì 27 aprile (ore 21) il Teatro Socjale di Piangipane ospita Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao, di e con Matteo Gatta, e con Joshua Isaiah Maduro, Viola Marietti, Elisa Wong. Uno spettacolo che, tra le sue pieghe comiche, fa passare un dilemma esistenziale sull’identità, ispirandosi al filosofo taoista Zhuang-zi. I nostri sogni sono solo forse il riflesso del nostro ego smisurato? “Considera il tuo io come la tua peggiore sfortuna” dice il Tao. Viola e Matteo, i due componenti della compagnia Tristeza Ensemble, forse non riescono ad accettare di non avere abbastanza talento per farsi un nome nel mondo del teatro.

AGENDA TEATRO

Ultime repliche a Piangipane per “Non una voce”

Giovedì 23 e venerdì 24 aprile (ore 20 e 22) ultime repliche (con partenza dal Teatro Socjale di Piangipane) di Non una voce, del duo salentino Ultimi Fuochi Teatro e Albe/ Ravenna Teatro, lavoro per quattro spettatori per volta, che si sviluppa lungo un percorso a tappe in automobile.

Prosegue al cimitero la performance “Nephesh”

Da giovedì 23 a domenica 26 aprile (sempre ore 18) prosegue al cimitero di Ravenna Nephesh - Proteggere l’ombra, performance itinerante di Tahar Lamri e Alessandro Renda/Albe.

La non-scuola si chiude con tre debutti al Rasi

L’edizione 2026 della non-scuola delle Albe si chiude con tre debutti al Teatro Rasi (sempre ore 21). Venerdì 24 aprile il Liceo Classico “D. Alighieri” e l’Istituto Magistrale “M. di Savoia” portano Make London great again!, ispirato a Shakespeare, così come, domenica 26, C’è del marcio in Danimarca! di I.T.I.S. “N. Baldini”, I.T.G. “C. Morigia” e I.T.A.S. “L. Perdisa. Mercoledì 29, infine, la Fondazione Flaminia per l’Università in Romagna propone Tutti i nostri errori. Frammenti da Heiner Muller.

TEATRO

MUSICA CLASSICA/1

L’ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA ALL’ALIGHIERI CON MUSICHE DI PHILIP GLASS E BEETHOVEN

Giovedì 30 aprile (ore 21) al Teatro Alighieri la rassegna Ravenna Musica ospita l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, una delle tredici Istituzioni Concertistico Orchestrali Italiane riconosciute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dedita sia al repertorio sinfonico che quello lirico con notevole flessibilità e duttilità sul piano artistico-interpretativo, spaziando dal Barocco al Novecento alla musica contemporanea. Nell’occasione sarà diretta da Luigi Piovano, primo violoncello solista dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e molto attivo anche nella direzione d’orchestra. Verranno eseguiti il Tirol Concerto di Philp Glass e la Sinfonia n. 4 di Beethoven. Al pianoforte, nella prima parte, prenderà posto il pianista Marco Scolastra, una brillante carriera che coniuga una rigorosa formazione accademica con un’ampia esperienza concertistica.

MUSICA CLASSICA/2

L’Ensemble Del co al Goldoni di Bagnacavallo con un programma incentrato su Beethoven

Giovedì 30 aprile (ore 21) al Teatro Goldoni di Bagnacavallo la rassegna Libera la Musica prosegue con Settimino di Beethoven, concerto dell’Ensemble Delfico, con musiche, ovviamente, di Beethoven. L’Ensemble Delfico è un gruppo misto nato per ampliare il repertorio del Quartetto Delfico (d’archi) a strumenti a fiato e contrabbasso. Interessato al linguaggio musicale di ogni epoca, il combo sente come necessità l’approccio al repertorio attraverso le fonti storiche e l’utilizzo di strumenti originali. Alle 20, al ridotto del Goldoni, il concerto sarà introdotto da Gli artisti raccontano, dialogo tra i musicisti dell’ensemble e il musicologo Bernardo Ticci.

MUSICA CLASSICA/3

MUSICA ELETTRONICA

Il duo candese Pick A Piper al Clan Destino di Faenza

ORGANO PROTAGONISTA A SANT’ALBERTO CON ANNA GOVONI

Domenica 26 aprile (ore 17.30) alla chiesa di Sant’Adalberto Martire a Sant’Alberto c’è l’ultimo appuntamento della rassegna Tasti, organizzata dall’associazione Collegium Musicum Classense. Organ Fireworks, in un repertorio che spazia tra il barocco e il tardo Ottocento con musiche di Buxtehude, Frescobaldi, Vivaldi, Bach, Bajamonti e Liszt vedrà impegnata Anna Govoni all’organo della ditta “Natale Balbiani” del secolo XIX. Ingresso gratuito.

Giovedì 23 aprile (ore 22) al Clan Destino di Faenza arrivano i canadesi Pick A Piper. Si tratta di un duo di musica elettronica con sede a Toronto, composto da Brad Weber, batterista di lunga data dei Caribou, e dalla cantante e autrice Sophia Alexandra. La loro musica unisce voci accattivanti ed eteree a sintetizzatori dal suono caldo, percussioni vivaci e un approccio sonoro distintivo che trasmette un senso di concretezza e vulnerabilità allo stesso tempo. Il loro spettacolo dal vivo è un mix inebriante di energia fisica travolgente e luci e immagini coinvolgenti.

SANT’ALBERTO, CON GLI SCATTI DI GIAMPIERO CORELLI SI RISCOPRE IL “PAESE DEI POETI”

al aprile 5 gigantografie el otogra o ra ennate saranno isposte l ngo ia lin o errini

Venerdì 24 aprile (ore 17), con partenza dalla Pro loco di Sant’Alberto, in via Bartolo Nigrisoli 129, sarà inaugurata la mostra fotografica diffusa di Giampiero Corelli che dà il via alla seconda edizione del progetto Sant’Alberto: il paese dei poeti. Un legame d’acque e di rime da Dante a lord Byron, da Giovanni Pascoli a Olindo Guerrini e Francesco Talanti

Attraverso circa 35 gigantografie disposte lungo via Olindo Guerrini fin oltre il traghetto sul Reno e sulle facciate di alcuni palazzi in abbandono, Corelli reinterpreta i poeti che hanno amato, vissuto o attraversato il borgo immerso nel Parco del Delta del Po, suo paese natale. Tra le foto esposte anche quelle di “tutti i santalbertesi” riuniti nei mesi scorsi. L’obiettivo di Corelli restituisce memorie e persone di Sant’Alberto, che diventano quasi apparizioni magiche, al tempo stesso fuori dalla storia e in quella ben radicate. Le fotografie resteranno visibili fino a dicembre 2026.

L’inaugurazione del 24 aprile è solo la prima tappa di un fitto calendario di eventi culturali curati dalle associazioni del territorio e dalla comunità di Sant’Alberto: incontri letterari, camminate nella natura, proposte per le scuole, concerti e tavole rotonde animeranno il paese fino alla fine dell’anno. Un progetto e uno sforzo corale che vuole mettere Sant’Alberto al centro e farla vivere attraverso il protagonismo delle associazioni che la abitano.

“TRAMANDARE RAVENNA”, 24 GIOIELLI ISPIRATI AI MONUMENTI UNESCO

Giovedì 23 aprile (ore 17.30) si apre al Museo Nazionale la mostra Micro & Macro. Tramandare Ravenna, a cura di Serena Ciliani e Fabiola Cogliandro, e ideata da Emanuela Bergonzoni. L’esposizione si configura come un omaggio agli otto monumenti paleocristiani di Ravenna iscritti nella Lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Il progetto trae ispirazione dalle planimetrie e dai prospetti architettonici degli edifici per realizzare una collezione di un pendente e due bracciali, rappresentativi di ciascun monumento. I 24 gioielli sono stati realizzati da otto studenti dell’Accademia di Belle Arti.

JAZZ

Mauro Ottolini e Karima al teatro di Russi

Giovedì 23 aprile (ore 21) la rassegna itinerante Crossroads fa tappa al Teatro Comunale di Russi, dove saranno in concerto il trombonista Mauro Ottolini (nella foto) e l’Orchestra Ottovolante L’Orchestra Ottovolante, creata e diretta da Ottolini, in attività da oltre vent’anni, è tornata alla ribalta anche grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo (nel 2019 con Raphael Gualazzi) e alla finale di X Factor nel 2021 (dove ha accompagnato il cantante Mika). Crossroads tornerà a Russi il 30 aprile con Karima e il suo “Bacharach Forever”.

MOSTRE/2

23-29

LA RECENSIONE

Con I fratelli Meraviglia Matteo Cavezzali si conferma un narratore attento e abile nella creazione

dei personaggi

Il romanzo dello scrittore ravennate, edito da Mondadori, è un libro sulla guerra, sulla giovinezza e la memoria, sul potere della scrittura e delle storie

È un libro sulla guerra e la vita quotidiana sotto una dittatura, sulla fratellanza, sulla speranza nonostante tutto, sul coraggio e l’incoscienza. Ma è anche un libro sulla giovinezza e la memoria, o meglio sulla trasmissione della memoria, sul potere delle storie e anche della scrittura. Ed è senza dubbio un romanzo di formazione.

I fratelli Meraviglia del ravennate Matteo Cavezzali, pubblicato da Mondadori poche settimane fa, è un libro con tante cose dentro che si intrecciano attorno a una vicenda principale che ha dell’incredibile eppure è vera: Franco a sedici anni, dopo il 1943, decide di partire alla ricerca del fratello Alfredo, di due anni più grande che proprio per questo è stato costretto ad arruolarsi nell’esercito. Si dirige dapprima a Padova, da dove arrivano le ultime notizie di Alfredo e del suo amico, per poi proseguire fino a Udine. E da lì, di tappa in tappa lo vediamo attraversare l’Europa in guerra. Campi di lavoro, treni per le deportazioni, fame, malattia, morte e follia bellica attraversano le pagine di questo romanzo, in un panorama di desolazione dove pochi sono i momenti di colore, che però ci sono come perle rare che rischiarano l’orizzonte cupo almeno per qualche istante, un po’ come ci suggerisce la stessa copertina.

Cavezzali si conferma con questo nuovo romanzo un narratore attento che si inserisce nella ormai lunga tra -

FOTOGRAFIA

Al Rasi la “non-lezione” di Baldazzi e Lanconelli

dizione narrativa che ha raccontato gli orrori della seconda guerra mondiale e che mai come oggi sembra necessario tenere bene a mente. Meno battuta è invece forse l’ambientazione della prima parte del romanzo. Qui Alfredo e Franco sono bambini, vivono in centro a Ravenna e frequentano il Mordani. Da figli della Lupa diventano Balilla e sono totalmente inconsapevoli di cosa significhi vivere in una dittatura, proprio perché non hanno mai conosciuto altro. Le prime crepe e i primi dubbi arrivano dove non te le aspetti, filtrate dalla leggerezza dell’infanzia e dall’ostinazione dell’adolescenza. Sono le pagine dedicate alla costruzione di due personaggi nella loro quotidianità, con la guerra che incombe, la madre che perde il lavoro, con la prima consapevolezza di cosa sta avvenendo davvero. Cavezzali riesce a tratteggiare con pochi scambi di parole e qualche gesto una galleria di personaggi minori che rendono vivido il racconto, che ci offrono spiragli e

Venerdì 24 aprile (ore 18), nell’ambito della non-scuola delle Albe, ci sarà alla Sala Mandiaye N’Diaye del Teatro Rasi di Ravenna “La camera e il taccuino”, una “nonlezione” tra fotografia e testo a cura del fotografo Nicola Baldazzi (nella foto un suo scatto) e della scrittrice e formatrice Veronica Lanconelli. L’incontro, gratuito, è incentrato sul percorso di ricerca dei due artisti. La non-lezione di Baldazzi e Lanconelli parte dalle opere di autori (fotografi, scrittori, poeti) che sono stati per loro fonte di ispirazione. Parleranno e mostreranno diversi tentativi di costruire una storia visuale/narrativa per immagini e parole, esplorando sia lavori editi che progetti ancora inediti. Alla presentazione, seguirà il finissage della mostra omonima, visitabile fin da ora negli spazi del ridotto del Rasi.

Al Mar si presenta il volume “Sospese”

Giovedì 30 aprile (ore 16), alla Sala Martini del Mar, Walter Costa (artista visivo, editor e curatore) e Matteo Girola (fotografo e curatore scientifico dell’archivio Boscarino) presentano il volume Sospese (Lauraurbana/Tiratura APS, 2025). Sarà inoltre presente in collegamento Giulia Bonanno di Luauraurbana. Sospese si posiziona all’intersezione tra il libro d’artista e il catalogo, proponendo un cammino di graduale scoperta delle opere parte dell’omonima mostra, tra figure senza nome che diventano icone e custodi di una cultura e una società non più collocabili in un solo tempo. La selezione di ritratti prodotti su lastra di vetro nel primo Novecento fa parte del patrimonio custodito dall’Archivio Boscarino, che conserva e valorizza la produzione dei fotografi Giuseppe e Francesco Boscarino e Giuseppina Maranzani, attivi tra il 1899 e il 2000 a Mazara del Vallo.

MALAVIA gio. 23: ore 21.00

Ospite rapper Peppoh

IL CASO 137

ven. 24: ore 18.30 - 21.00 sab. 25: ore 16.00 - 21.00 dom. 26: ore 16.00 - 18.30 - 21.00

angolazioni diverse per osservare quel mondo tragico e crudele prima della rinascita. Dopo aver letto il libro sarà impossibile mangiare marmellata di fragole senza pensare a Franco e Alfredo, e alla loro storia.

La lettura perfetta anche per capire cosa si festeggia esattamente il 25 aprile.

Federica Angelini

INCONTRI LETTERARI

Agli Antichi Chiostri Francescani “Ravenna studi e ricerche”

Giovedì 23 aprile (ore 17.30) agli Antichi Chiostri Francescani si terrà la presentazione del XXXI volume della rivista “Ravenna studi e ricerche”. Il consesso sarà presieduto da Maria Cristina Carile e i contributi presentati da Maria Rita Bentini, Linda Kniffitz, Giovanna Montevecchi e Fabio Poggioli.

Osvaldo Guerrieri e il suo libro dedicato a Giovanni Pascoli

Lunedì 27 aprile, alle ore 21, All’Hotel Ala d’Oro di Lugo, la scrittore Osvaldo Guerrieri presenterà al Caffè Letterario il suo ultimo libro “Zvanì” edito da Feltrinelli e dedicato alla figura di Giovanni Pascoli. A introdurre la serata, che terminerà con il consueto brindisi offerto dalle Cantine Cevico, sarà Patrizia Randi. Guerrieri è giornalista, scrittore e critico teatrale de La Stampa

“La poesia italiana oggi” alla Maria Goia di Cervia

Mercoledì 29 aprile (ore 17) la Biblioteca “Maria Goia” di Cervia ospita un appuntamento per gli amanti della parola: un focus su La poesia italiana oggi attraverso il volume L’anello critico 2025 (CartaCanta). Se ne parlerà con due ospiti d’eccezione, Gianfranco Lauretano, critico, traduttore e autore del libro, in dialogo con Roberta Ioli, critica letteraria e docente. Dalle opere di grandi maestri come Pontiggia e Pusterla alle nuove soglie della maturità espressiva, si esplorerà quella “stagione di compimento” che sta vedendo un’intera generazione di poeti fare il bilancio della propria traiettoria artistica.

INSTALLAZIONE

Prorogata al Mic “World of Plenty” di Itamar Gilboa

A seguito del grande successo di pubblico, è stata progata al 10 maggio la chiusura della mostra World of Plenty di Itamar Gilboa (prevista per il 26 aprile), curata da Alessandra Laitempergher e alllestita nella Project Room del Mic di Faenza. L’installazione affronta il paradosso tra abbondanza e scarsità di cibo nel mondo contemporaneo. Utilizzando tecnologie neuroscientifiche all’avanguardia, Itamar Gilboa combina sculture in ceramica e video per indagare le dimensioni fisiche, neurologiche e sociali della fame. Info: micfaenza.org.

CONTROCINEMA

La sposa! è davvero un film-mondo

Ero molto attratto da questo nuovo horror La sposa! della regista e attrice Maggie Gyllenhaal (sorella non meno famosa di Jake), di cui ricorderete La glia oscura tratto dal romanzo di Elena Ferrante; con un notevole cast: Jessie Buckley, Christian Bale, Peter Sarsgaard, Jake Gyllenhaal, Penélope Cruz. La sposa! è un remake molto libero del classico La moglie di Frankenstein (1935) di James Whale, già autore del memorabile Frankenstein (1931) con Boris Karloff. Da un nonluogo astratto, vuoto, nero, la scrittrice Mary Shelley (Jessie Buckley) ci racconta del seguito del suo famoso romanzo Frankenstein che non ha potuto scrivere, sulla storia della Sposa della sua creatura. Per farlo, si impossesserà di una giovane donna. La scena si sposta nella Chicago degli anni ‘30. Ida (sempre Jessie Buckley) è una giovane prostituta. Viene impossessata dallo spirito di Mary Shelley, ma muore per mano degli sgherri del boss ma oso Lupino, perché informatrice della polizia. Intanto da oltre un secolo il mostro di Frankenstein (Christian Bale) vaga solitario per il mondo. L’unica gioia per lui è andare al cinema per vedere i Musical in bianco e nero della star Ronnie Reed (Jake Gyllenhaal). A Chicago Frankenstein cerca la dr.ssa Euphronious, l’unica scienziata capace di ridare vita ai morti, come fece con lui il suo creatore. Frankenstein è tanto solo e vorrebbe una compagna di vita, una moglie, una sposa come lui… Euphronious accetta; il cadavere dissotterrato è proprio quello di Ida, che viene riportata in vita. Ma ora è una persona diversa, è anche Mary Shelley, ed è una guerriera, una rivoluzionaria, una donna libera. Ma i due uccidono due uomini che cercavano di violentare Ida, e devono scappare. Sono due assassini; sono inseguiti; e sono due mostri. Sulle loro tracce una coppia di detective (Peter Sarsgaard e Penélope Cruz) e il boss ma oso Lupino, che deve uccidere Ida una seconda volta… La sposa! rispetto all’originale ribalta il ruolo del protagonista: se nel 1935 la Sposa era un personaggio secondario, qui è la protagonista assoluta. Il lm mescola mille riferimenti e citazioni. C’è il Musical classico in b/n nel quale “vivere”e amare; tantissimo Espressionismo tedesco (Metropolis sopra tutto); il Joker in una Chicago-Gotham City; la Barbie modello punk e Riot grrrl; ma anche la fuga alla Getaway, la versione mostro di Bonnie & Clyde; le punte di humor di Frankenstein Junior; e tutto con uisce verso la Sposa per eccellenza, la Uma Thurman di Kill BIll. Per non tacere delle citazioni letterarie, tra tutte il “Preferirei di no” di Bartleby lo scrivano di Melville. La sposa! è di fatto la storia della voce nascosta delle Donne. Il non luogo dove vive Mary Shelley è l’indifferenziato che ha negato nella Storia la possibilità al Femminile di essere, fare, parlare. E Ida, la Sposa, ora ne è l’esistenza piena e libera, l’incarnazione di tutte le Donne che non hanno mai potuto esistere nel mondo.

FIORI MUSICALI

Come la Turandot è diventata un’opera iconica

di Enrico Gramigna *

«Qui nisce l’opera, perché a questo punto il Maestro è morto»: con queste parole, riportate più o meno similmente da varie testate dell’epoca, terminò la prima esecuzione di Turandot, ultima opera composta da Giacomo Puccini. Correva l’anno 1926 quando, in un 25 aprile (100 anni tondi!) ben lungi dall’essere festa nazionale, al Teatro alla Scala si mise in scena l’ultima fatica pucciniana. Come ben si evince dalle parole del direttore parmigiano, infatti, l’opera ambientata in Cina «al tempo delle favole» rimase incompiuta per la morte del musicista lucchese. In effetti Puccini, accanito fumatore, morì di carcinoma laringeo il 29 novembre 1924 a Bruxelles, lasciando priva del nale quella Turandot sulla quale ancora stava lavorando. C’è chi, però, afferma, non senza qualche ragione, che il vero motivo dell’incompiutezza dell’opera sia da ricercarsi non nella malattia del creatore, ma nella debolezza della sua costruzione drammaturgica, denunciata anche da Theodor Wiesengrund Adorno, una delle menti più brillanti del Novecento, in una feroce critica alla prima esecuzione francofortese ove la de nì una «Bühnenweihfestspieloperette» («operetta drammatico-sacra per le scene»). Non proprio una dichiarazione d’amore... Nonostante ciò, Turandot resiste: vince le critiche della critica, viene completata (forse discutibilmente) da più di un musicista e rimane in sella ai cartelloni no a oggi, tanto che, anche se nessuno si ricorda di Ping-Pong-Pang o di Altoum, sicuramente ogni individuo «dal Lilibeo all’Alpi» conosce l’iconico Vincerò cantato intimamente dal principe Calaf e tras gurato in un belluino urlo nazionalpopolare da un continuo ricircolo televisivo che, invero, ha contribuito alla sua diffusione. A dispetto del fatto che l’opera a numeri chiusi sia, nei fatti, già stramorta, Puccini, però, sa bene che l’italico pubblico deve andare a casa col motivetto da schiettare e poi cantare sotto la doccia, perciò sapientemente semina, come Pollicino, delle arie incastonate in una struttura continua, come zaf ri circonfusi dall’oro di un anello. Tu che di gel sei cinta, l’accusa di Liù a Turandot, Bloody Mary pechinese, è l’ultima di queste gemme che conduce al corteo funebre oltre il quale Toscanini non osò varcare, colonne d’Ercole che Puccini aveva oltrepassato in spirito e che consegnano all’umanità una delle più iconiche opere che il Novecento italiano abbia mai creato.

* musicista e musicologo

Un Premio Urania strameritato

di Nevio Galeati *

Androidi che conquistano autonomia di pensiero; cloni che portano con sé parte della memoria degli umani da cui derivano, ma che vengono creati in segreto, mentre è diventato possibile clonare parti del corpo a ni terapeutici. Ma, quasi di conseguenza, traf ci illegali legati a queste nuove scoperte. Partendo da questi elementi Antonella Mecenero ha scritto il romanzo Ombre di sogni di stelle, in edicola no alla ne del mese (poi in ebook), vincitore ex aequo del Premio Urania 2024. L’altro è stato Occhi dal cielo di Elia Gonella, pubblicato dal periodico di Mondadori a ottobre 2025.

L’universo è sempre più complesso e, insieme, vicino e raggiungibile; mentre il genere umano non cambia mai e conserva le storture e i difetti di sempre; forse solo la vita ricreata dalla scienza può portare un sof o di speranza: nel 2236 un’intelligenza arti ciale, che si muove grazie a involucri sintetici, cerca la via per l’immortalità; o, quanto meno, vorrebbe continuare a “pensare” sempre più a lungo. Non a caso sceglie come nome Hal, come il supercomputer di 2001: Odissea nello spazio Così crea, illegalmente, il clone di Alan Turing, il logico e crittografo inglese, considerato uno fra i padri dell’informatica e fra i maggiori matematici del XX secolo; e gli chiede di renderlo immortale. Turing può farsi aiutare da un altro clone: e lui sceglie Norma Jeane Mortenson Baker, in arte Marilyn Monroe. Il compito sembra impossibile da portare a termine, anche perché le logiche del pro tto e del potere continuano a funzionare come sempre. E la strana coppia si deve confrontare con interrogativi morali che dovrebbero essere appannaggio degli umani. Ombre di sogni di stelle è un grande romanzo, che recupera alcuni temi classici; la scienza che crea la vita è il nucleo “apparente” di Frankenstein o il moderno Prometeo di Mary Shelley, apripista della letteratura di fantascienza, ma anche straordinario romanzo sull’amore e su cosa, o chi sia realmente, “mostruoso”. Antonella Mecenero ha intrecciato la parte di trama che si svolge fra le stelle a quella, sognata, di due star: lo scienziato che decifrava i codici segreti dei nazisti, e la maggiore icona di Hollywood. Ed è riuscita a mantenere l’equilibrio, scavando nelle biogra e dei due “umani” e raccontandone, con una scrittura delicata ed empatica, gli aspetti più bui e tristi. Ancora una volta il fantastico si dimostra in grado di parlare di cosa signi chi, nel profondo, vivere. Così si può sperare, forse sognare?, che esista un futuro non segnato dall’apocalisse.

direttore di GialloLuna NeroNotte

RAVENNA&DINTORNI 23-29 aprile 2026

a io da ere tra memoria contadina e nuove geografie del gusto

Oggi il Frascati servito nelle fraschette dei Castelli ha fatto un salto di qualità e, anche se non ha ancora grande notorietà, la regione è in crescita

Il Lazio del vino è una storia che si muove tra due estremi: un passato ingombrante, fatto di grandi volumi e fama popolare – i “Castelli” serviti nelle trattorie romane – e un presente più sfaccettato, in cui territori, vitigni e produttori cercano una nuova identità. In mezzo, c’è una regione che ha dovuto reimparare a raccontarsi, tornando alle sue radici e, allo stesso tempo, mettendole in discussione.

La viticoltura laziale affonda le sue origini nell’antichità. Gli Etruschi, prima dei Romani, avevano già compreso il valore agricolo di queste terre. Con Roma, il vino diventa elemento centrale della vita sociale ed economica, le campagne intorno all’Urbe erano un mosaico di vigne, e il consumo era diffuso in ogni strato della popolazione. Dopo secoli di alterne vicende, è nel Novecento che il Lazio si costruisce una reputazione nazionale, soprattutto grazie ai bianchi dei Castelli Romani. Una fama però spesso legata più alla quantità che alla qualità, con vini semplici, immediati, pensati per un consumo quotidiano e senza troppe pretese.

Negli ultimi trent’anni qualcosa è però cambiato. La riduzione delle rese, il recupero dei vitigni autoctoni e una maggiore attenzione alle speci cità territoriali hanno ridisegnato la mappa enologica regionale. Oggi il Lazio non è più soltanto il vino della fraschetta, è un insieme di zone diverse, ciascuna con una propria voce.

I Castelli Romani, a sud-est di Roma, restano il cuore storico della produzione, per quantità, qualità e numero di denominazioni. Qui dominano i suoli vulcanici, eredità dei Colli Albani, che conferiscono ai vini una certa sapidità e una traccia minerale riconoscibile. Il Frascati, nelle sue varie declinazioni, è forse il simbolo più noto, un bianco a base di malvasia (puntinata soprattutto, minimo al 70%) e quasi sempre trebbiano, capace oggi, nelle versioni più curate, di andare oltre la semplicità che

Un classico abbinamento laziale prevede spaghetti alle vongole veraci, sfumate con vino Frascati – nel mio caso il Turresti 2021 di Sassopra, poi bevuto anche in abbinamento – aglio, olio evo, prezzemolo e peperoncino. Il Turresti, con la sua freschezza e profumo, esalta il sapore di mare del piatto. Si tratta di malvasia puntinata e bombino, con due giorni di macerazione sulle bucce, di una bellezza definita ed emozionante. L’azienda è proprio a Frascati e questo vino è perfettamente in grado di raccontare il territorio e il terreno, veramente e pienamente vulcanico.

NON SOLO ROMAGNA

Un viaggio tra le regioni dell’Italia del vino

lo ha reso celebre, con il Frascati Superiore Docg a rappresentare uno dei vertici qualitativi della denominazione.

Sempre nell’area dei Castelli si trova un’altra Docg, il Cannellino di Frascati, più strutturato, dolce e concentrato, vino da uve parzialmente appassite che restituisce profumi di miele, frutta candita e una dolcezza mai banale. La terza Docg laziale si sposta invece verso sud, nella provincia di Frosinone: è il Cesanese del Piglio, unico rosso a denominazione di origine controllata e garantita della regione. Qui il protagonista è il cesanese, vitigno autoctono capace di vini dal pro lo speziato, con note di frutti rossi, pepe e una trama tannica che può essere sorprendentemente elegante. È forse il simbolo della rinascita del rosso laziale, a lungo rimasto in secondo piano rispetto ai bianchi. Oltre ai Castelli, un’altra zona fondamentale è quella della Tuscia (o Colli etruschi viterbesi), nel nord della regione. Qui il paesaggio cambia, con colline più dolci, in ussi del vicino lago di Bolsena e una viticoltura che guarda anche alla tradizione umbra e toscana. I vini bianchi dominano ancora, ma con una maggiore varietà espressiva. Il grechetto, ad esempio, trova qui un terreno fertile, mentre il procanico (parente del trebbiano) contribuisce a vini freschi e lineari. Con il canaiolo si produce poi il vino Cannaiola, con intensi profumi di peonia, more e ribes, dai tannini sottili.

Scendendo lungo la costa, si incontrano territori come l’Agro Pontino (dove le vigne esistevano già ai tempi degli antichi Romani) e la zona di Latina, dove il clima mediterraneo si fa più evidente. Qui trovano spazio sia vitigni autoctoni sia varietà internazionali, ma è soprattutto la versatilità a caratterizzare la produzione. Non mancano esperimenti interessanti, spesso legati a piccole realtà che puntano sulla qualità più che sui numeri. Tra i vitigni autoctoni, oltre al già citato cesanese, meritano attenzione il bellone e la malvasia puntinata. Il bellone, in par-

Giovedì 7 Maggio

arte e cucina Punta Marina Terme (RA) -

Barolo vs Amarone

Serata dedicata alla conoscenza di due delle più importanti denominazioni della nostra penisola.

Degustazione cibo/vino 70 euro

Giovedì 28 Maggio

Super Toscana

Degustazione all’insegna dei vini rossi toscani

IlMolinettoèlietodicomunicarecheilsuoimpegno Green èincostanteevoluzioneedaumentoperché èfermamenteconvintochequestasialastradagiustadaseguire.

Greenèbello!

Inizio serate ore 20.30

Serate presentate da: GILLES COFFI (Sommelier professionista)

Degustazione cibo/vino 80 euro

coordinate da: ELISA RICCI (Ristorante Molinetto) in collaborazione con: ANGELO PINNA (Sommelier Ristorante Molinetto)

di Alessandro Fogli Sommelier, vignaiolo garagista e wine enthusiast
FRASCATI “TURRESTI” 2021 E SPAGHETTI ALLE VONGOLE
DEGUSTATO
VINI D’ITALIA

Come l’Est! Est!! Est!!! fece impazzire il vescovo È nei comuni del nord-ovest di Montefiascone, Bolsena, San Lorenzo Nuovo e Grotte di Castro che è prodotto l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone Doc, ottenuto da trebbiano toscano e giallo, malvasia lunga e del Lazio. L’originalità del nome deriva da un famoso aneddoto. Nel 1111 il vescovo tedesco Johannes Defuk era in viaggio per Roma a seguito dell’imperatore Enrico V. Grande intenditore di vini, Defuk si faceva precedere dal suo sevitore Martino, affinché gli segnalasse i vini migliori dei territori che attraversavano, scrivendo “Est” (“c’è”) sulla porta delle osterie. A Montefiascone, Martino apprezzò talmente tanto il vino locale da scrivere per ben tre volte la parola concordata. Dal 2009 è stata istituita anche la sottozona “Classico” e solo di recente questo vino sta vivendo una fase di rilancio, grazie ai bei profumi e al finale di mandorla.

ticolare, è stato a lungo relegato a un ruolo marginale, ma oggi viene riscoperto per la sua capacità di dare vini strutturati, con note di frutta gialla e una buona tenuta nel tempo. La malvasia puntinata, diversa da quella di Candia più produttiva, offre invece pro li più ni, con una maggiore complessità aromatica.

Il panorama si completa con altri vitigni come il bombino, il montepulciano (presente soprattutto nelle zone meridionali) e il sangiovese, che qui assume caratteristiche più morbide rispetto ad altre regioni. È però evidente che il futuro del Lazio passi soprattutto attraverso la valorizzazione delle uve storiche, quelle che meglio riescono a raccontare il territorio.

Accanto alla geogra a e ai vitigni, c’è poi un tema culturale. Il vino nel Lazio è sempre stato legato alla convivialità, alla dimensione popolare. Le fraschette dei Castelli, con i loro piatti semplici e abbondanti, hanno costruito un immaginario dif cile da scardinare. Oggi, però, quella stessa tradizione viene riletta in chiave contemporanea, con meno eccessi, più attenzione alla qualità, ma senza perdere il senso di immediatezza che da sempre accompagna questi vini.

Gli abbinamenti con la cucina locale restano uno degli aspetti più interessanti. Il Frascati, ad esempio, è il compagno naturale dei grandi classici romani: dalla cacio e pepe all’amatriciana, grazie alla sua freschezza che pulisce

il palato e bilancia la sapidità dei piatti. Il bellone si sposa bene con preparazioni a base di pesce, soprattutto nelle zone costiere, mentre il cesanese trova la sua dimensione ideale con carni arrosto, abbacchio e piatti più strutturati della tradizione contadina. Anche i vini dolci, come il Cannellino, trovano spazio con la pasticceria secca e i dessert a base di ricotta.

Oggi il Lazio del vino è in una fase di transizione. Non ha ancora raggiunto la notorietà di altre regioni italiane, ma proprio per questo conserva un margine di crescita interessante. La s da è quella di continuare a lavorare sull’identità, evitando scorciatoie e mode passeggere. In fondo, come spesso accade nel vino, il punto non è inventare qualcosa di nuovo, ma imparare a leggere meglio ciò che già esiste. E nel Lazio, tra antiche vigne e nuove consapevolezze, c’è ancora molto da scoprire.

COSE BUONE DI CASA

A cura di Angela Schiavina

Cracker ai semi

Ingredienti: 200 g di farina tipo 1, 120 g di semi misti lino, zucca e girasole, 50 g di olio evo, 120 g di acqua, 5 g di sale, occhi di sale.

Preparazione. In una ciotola mescola farina, semi e sale, poi aggiungi olio e acqua. Impasta velocemente no ad ottenere un composto omogeneo. Copri e lascia riposare circa 30 minuti. Trasferisci l’impasto su un foglio di carta forno, coprilo con un altro foglio e stendilo con il matterello più sottile che riesci. Togli il foglio superiore, aggiungi un lo d’olio e i occhi di sale. Metti su una teglia, poi in forno statico a 190 gradi per 15/20 minuti. Quando la cialda è ben dorata sforna, lascia raffreddare e poi spezzetta con le mani. Si possono conservare in un barattolo.

SBICCHIERATE

A cura di Alessandro Fogli

Alto Adige + Pinot Nero = gioia

Ho un quesito: leggo di una bottiglia di Romanée-Conti del 1945 battuta all’asta a 812.500 dollari. Premesso che si tratta di un vino assolutamente ancora bevibile e probabilmente eccezionale, l’aprireste e addio investimento o vi terreste la curiosità in aeternum? Comunque, torniamo sulla terra e parliamo di un altro rosso, ma da 17,50 euro, l’Agra 2024 Pinot Noir Sudtirol Alto Adige Doc di Nals Margreid. Questo è uno di quei Pinot Nero che non hanno nessuna voglia di fare i so sticati a tutti i costi. E meno male. Non è il cugino snob di Borgogna che parla solo francese e ti guarda male se non capisci le sfumature di sottobosco umido. Qui siamo più dalle parti di uno che ti offre un bicchiere con naturalezza e poi, en passant, te ne versa un altro e un altro ancora e arrivederci. Nel calice è rubino leggero, senza muscoli inutili. Al naso parte subito con ciliegia e lampone, qualche spezia intuita e una punta pepata che fa il suo dovere senza spacconate. In bocca è fresco, scorrevole, con tannini educati e quella piacevole succosità che ti fa pensare “oilà, questa bottiglia nisce troppo in fretta”. Non è un vino da meditazione, ma da conversazione. Da tavola, più che da analisi. Da pasta ben condita, magari, o da un secondo semplice ma saporito. Insomma, un Pinot Nero che non cerca di stupire, ma di piacere, e spesso, alla ne, è proprio quello che ti serve.

Veranda estiva sulla via di passeggio di PUNTA MARINA TERME
L è quella

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