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EDIZIONI E COMUNICAZIONE
Supplemento gratuito a “Ravenna & Dintorni” nr. 605 del 13 novembre 2014
Redazione: 0544.271068 redazione@ravennaedintorni.it Pubblicità: 0544.408312 info@reclam.ra.it
Danza e Opera +
poema danzato
Viaggio ultraterreno senza gravità nella Commedia di Pellisari
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teatro danza
Romanzo d’infanzia: gli interni di famiglia di Abbondanza e Bertoni
Musica +
creazione discografica
Il Bach di Maria Perrotta immortalato al Rossini di Lugo
Prosa poesia e dialetto
+
Marescotti, da Zitti tutti! a La Fondazione, un lungo sodalizio con Baldini memorie ideali
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Amore e anarchia, una storia di politica, passione e tenerezza comico
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Paolo Rossi e l’Arlecchino improvvisato, che viene dall’aldilà
Ricerca monologo
Il giocatore, discesa nell’inferno dell’azzardo e delle slot machine
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genius loci
Artificerie Almagià: dalla fabbrica dello zolfo a quella della cultura
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MARIANI CINEMA PALCO:Layout 1 17/11/14 13:36 Pagina 1
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p 3 SOMMARIO PAL14:Layout 1 10/12/14 12:48 Pagina 3
sommario 4 6 8 10 16 20 22 24 26 28 30 32 34
Il sodalizio Marescotti-Baldini Memorie di “Amore e anarchia” L’arlecchino di Paolo Rossi Ravenna Faenza Lugo Cervia Bagnacavallo Russi Conselice Argenta Comacchio Imola
Cartellone
Prosa
34 40 41 42 45 46
“Il viaggio di Roberto” La Commedia senza gravità “Romanzo d’infanzia” Ravenna Faenza e Russi Argenta, Lugo e Bagnacavallo
Cartellone
Danza e Opera
48
“Il giocatore”, una discesa nell’inferno dell’azzardo
50
Ravenna/Viso-in-aria
Cartellone
Ricerca
54 57 58 59 60
Ravenna Faenza Lugo - Bagnacavallo - Cervia Fusignano - Russi Comacchio
Cartellone
Teatro popolare di figura
La musica e il cartellone dei concerti 61 62
Il Bach di Maria Perrotta immortalato al teatro Rossini di Lugo La leggenda punk dei Pere Ubu
Palcoscenici e architetture 70
Genius loci: Artificerie Almagià
Agenda delle rassegne 72
legenda
Gli spettacoli giorno per giorno
all’interno della rivista i generi teatrali sono evidenziati con colori diversi azzurro: prosa, comico, teatro di figura e per ragazzi giallo: ricerca e performance multimediali rosso: opera lirica, danza e musica
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poesia e dialetto
Marescotti, da Zitti tutti a La Fondazione, un lungo sodalizio con Raffaello Baldini L’attore rievoca i rapporti professionali e umani col poeta dialettale di Santarcangelo di Chiara Bissi
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Dal cinema alla televisione, senza soluzione di continuità, intensamente, Ivano Marescotti ha attraversato le scene italiane, sapendo che il teatro è e rimane il luogo dell’incontro felice con Raffaello Baldini.Tanti i titoli in repertorio, gli autori, gli incontri, uno su tutti Leo De Berardinis, ma da vent’anni con tenacia e gratificato dal successo di pubblico, l’attore torna a dar voce alla lingua poetica di Raffaello Baldini, misurandosi con il dialetto di Santarcangelo, adattato ai colori della parlata in uso nel ravennate. Del poeta, scrittore, giornalista, scomparso nel 2004 si conosce l’intera produzione grazie alle raccolte pubblicate da Einaudi, ai premi letterari e ai monologhi composti per il teatro. E nel tempo rimane intatto nel pubblico l’affetto e l’apprezzamento per Baldini, figura rilevante fra i poeti in lingua romagnola, assieme ai compaesani Tonino Guerra, Nino Pedretti, Gianni Fucci. A Ivano Marescotti il merito e la responsabilità di avere portato Baldini sui palcoscenici italiani. Da tre anni l’ultimo fra i testi del poeta, La fondazione, calca le scene ed ha inaugurato quest’anno la stagione del teatro Alighieri di Ravenna.
Come ha scoperto La fondazione? «Per i testi precedenti Zitti tutti! Carta canta e In fondo a destra, avevo quasi costretto Baldini a comporre, ma quest’ultima opera arrivò del tutto inaspettata. Mi disse: fanne quello che credi. Da subito compresi che si trattava del suo testamento poetico: un monologo in italiano, nel quale si inizia ridendo e si finisce piangendo, perché parla della morte. Lo spettacolo sarà in scena a Roma, a Milano, a Trieste
Trent’anni di scrittura
Versi, drammi e messe in scena La fortunata produzione teatrale di Raffaello Baldini si apre nel 1993 con la messa in scena del monologo Zitti tutti! con Ivano Marescotti, prodotto da Ravenna Teatro e diretto da Marco Martinelli; seguito nel 1995 da Furistìr sempre con la regia di Martinelli; nel 1998 appare Carta canta con Marescotti diretto da Giorgio Gallione. Nel 2003 arriverà In fondo a destra e nel 2004, ultima opera, La fondazione. Un’intensa attività quella per il teatro intrecciata alla scrittura poetica iniziata nel 1976 con la raccolta E' solitèri, Galeati; seguita da La nàiva, Einaudi, 1982; Furistìr, Einaudi, 1988; Ad nòta, Mondadori, 1995; Ciacri, Einaudi, 2000; Intercity, Einaudi, 2003. Fra le messe in scena del teatro di Baldini, oltre al più famoso Marescotti, si sono cimentati anche Gabriele Ghiandoni, che con Baldini ha collaborato nel 1998-99 all’allestimento al teatro della Fortuna di Fano, del monologo Zitti tutti! per la regia di Massimo Puliani. L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino e Serra Teatro ha prodotto la lettura e messa in scena de La fondazione con Pier Paolo Paolozzi; Federico Tiezzi, della compagnia Lombardi-Tiezzi ha diretto Silvio Castiglioni nel monologo In fondo a destra. Numerose infine negli anni le letture pubbliche dell’interprete ravennate Rudy Gatta che a Baldini ha dedicato lo spettacolo E' Mònd e il cortometraggio E Divèri, diretto da Silvia Bigi, ispirato alla lirica omonima del poeta romagnolo.
e girerà anche nel 2015». Cosa ricorda dell’incontro con Raffaello Baldini? «Negli anni Ottanta cominciai a leggere in pubblico poesie in dialetto. In molte liriche di Baldini appariva lo spazio per la forma del monologo e così mi convinsi della possibilità di interpretarlo in teatro. Andai a Milano per conoscerlo e per proporgli la scrittura per il teatro». E come andò? «Ci pensò a lungo. Avevo impiegato tutti gli anni Ottanta a far perdere le tracce del mio dialetto, dopo aver perso l’accento e imparato a recitare in italiano potevo interpretare Baldini. Allora il Teatro delle Albe, a Ravenna, aveva cominciato ad utilizzare il dialetto in maniera drammaturgica. Ora avevo un testo concepito per il teatro di respiro universale, così nel 1993 con la regia di Marco Martinelli mettemmo in scena Zitti tutti!». Baldini soleva dire che certe cose succedono solo in dialetto... «Baldini per la prima volta ha elevato il romagnolo a lingua al pari di tante tradizioni italiane. Chi nasce conoscendo come prima lingua il dialetto, pensa anche in dialetto e si esprime in una forma che spesso è una traduzione in italiano». Lontano dalle luci della ribalta che persona era? «Era un personaggio squisito, estremamente colto, schivo e modesto, anche quando dopo i 50 anni aveva raccolto il successo di pubblico e la consacrazione della critica. Nel corso degli allestimenti dei suoi testi veniva in teatro e si sedeva in
platea senza proferire parola. Diceva: consideratemi un autore defunto». Non partecipava alla messa in scena? «No, ma teneva molto al testo, era molto preciso nella costruzione dei versi. Sosteneva che a teatro l’autore è il regista. Poi rimaneva sorpreso dell’esito finale. Per i testi in romagnolo ho lavorato a una traduzione nel mio dialetto». Tra una tournée e l’altra rimane lo spazio per la televisione, il cinema e per raccogliere premi. «Ho terminato nei giorni scorsi le riprese della fiction di Rai 1 Dio ci aiuti, e a breve andrà in onda un’altra fiction su Canale 5, Il bosco. Ho ricevuto il premio Enriquez come miglior attore e a breve mi consegneranno il premio Dante Alighieri per la cultura con Mario Martone. Ho inciso per la Zanichelli La Divina Commedia in 12 cd, un lavoro durato un anno». Spesso in televisione e nel cinema viene chiamato a svolgere il ruolo del cattivo, le spiace? «La parte del brontolone, ma non mi spiace affatto. Il cattivo è necessario, altrimenti non ci sarebbero neanche le storie». Infine cosa pensa dello stato del teatro italiano? «Quest’anno ho pensato di intitolare il cartellone del teatro di Conselice, che dirigo da anni, “Apnea”. Viviamo un’apnea politica, culturale ed economica. Allora tento di contribuire a tenere alta la proposta associando una politica dei prezzi super popolare. Silvio Orlando debutterà con La tempesta, per 7 spettacoli l’abbonamento è di 60 euro, 50 per i residenti».
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memorie ideali
Amore e anarchia, una storia di politica, passione e tenerezza Le Albe portano in scena la vita di Francesco Pezzi e Luisa Minguzzi. Ed è un successo lo spazio
E l’ex scuola si fa teatro
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I due attori, Michela Marangoni e Luigi Dadina (che insieme a Laura Gambi è anche autore del testo) in una scena dello spettacolo Amore e anarchia (foto di Davide Baldrati) di Federica Angelini
L’esordio del nuovo palcoscenico cittadino,Vulkano, è stato un indiscusso successo, con lo spettacolo Amore e Anarchia scritto da Luigi Dadina e Laura Gambi e tratto da un libro di Claudia Bassi Angelini. Tutto esaurito per le numerose repliche di ottobre e la promessa, anzi la certezza, che tornerà sempre a San Bartolo a maggio 2015, dopo una tournée. La storia è quella, vera, di una coppia straordinaria che tra fine ottocento e inizi novecento trova nella lotta anarchica una ragione di vita e di speranza per l'umanità. Francesco Pezzi e Luisa Minguzzi sono due ravennati che attraversano tutte le lotte del movimento anarchico senza mai smettere di amarsi. «Una storia esemplare la loro – dice Dadina che oltre che autore è anche inteprete, insieme alla brava Michela Marangoni, dello spettacolo – con le lotte, le fughe, l’esilio, ricorda anche quella dei partigiani e per certi versi quella di tanti giovani di oggi». E loro, Gigia e Francesco,
oggi, oltre un secolo dopo, ogni notte tornano a vivere in quella scuola per raccontare vecchie storie passate e passioni ancora presenti. Proprio da questa “certezza drammaturgica” nasce del resto lo spettacolo, come spiega ancora Dadina. «Diciamo che ci siamo immaginati, anzi, per meglio dire, abbiamo scoperto che Gigia e Francesco vivono ancora lì e che hanno ancora tante cose da dire e voglia di raccontare che cos’è l’idea di anarchia. Un movimento che la storiografia ci ha sempre raccontato come ingenuo e che è stato sconfitto ma ha dato molti frutti. E ci siamo chiesti perché fossero ancora lì e che cosa avessero da dire e abbiamo cercato di rispondere a quella domanda...». Tra i momenti più intensi dello spettacolo magistralmente interpretato e che nonostante la ricostruzione a tratti minuziosa di precisi eventi storici non si appesantisce e riesce a essere vivo e appassionante, grazie anche a scene e luci (curate da Pietro Fenati ed Elvira Mascanzoni di Drammatico
Fino a oggi è stato conosciuto e frequentato soprattutto dai bambini e dalle loro famiglie, grazie alle stagioni della Drammatico Vegetale che vi organizza da anni il “Té a teatro” (quest’anno con cinque appuntamenti tra gennaio e marzo 2015, vedi pagina 56), una formula che unisce socialità e arte in modo da coinvolgere anche i più piccini. Ma la ex scuola di San Bartolo in via Celle 261, meglio nota come Vulkano, proprio da quest’anno è destinata a ospitare altri mondi teatrali e ad arricchire così il numero degli spazi teatrali del territorio. Dopo Amore e anarchia, di Gambi e Dadina, che ha debuttato a ottobre e tornerà in scena sempre a Vulkano a maggio, in gennaio toccherà invece a un altro nuovo spettacolo delle Albe, Il giocatore (vedi pagina 49).
Vegetale) efficaci e senza sbavature, c'è questi due personaggi per certi versi sicuramente il monologo sulla pedagogia e epici, per altri tragici, molto umani e l'educazione dei bambini e della bambine. molto vicini. Sul perché l'anarchia in Un discorso lungimirante e di incredibile Romagna abbia avuto tanto successo ci attualità. «Il movimento anarchico ha consono le spiegazioni dagli storici, ma queltribuito a una nuova pedagogia, così come la di Dadina è «più da innamorato della a molte idee che oggi sono diffuse come mia terra: credo che qui ci sia stato un l’ecologismo e l'antimilitarismo, un argopassaggio tra il banditismo e il piano polimento che oggi andrebbe sicuramente tico. Secondo me qui il ribellismo è divenPolicleto il Giovane, Epidauro riscoperto. Il punto è che Teatro, gli anarchici tato il bisogno di costruire qualche cosa (Grecia), metà del IV secolo a.C. non sono quegli ingenui che la storiograd’altro. I nostri banditi, a cominciare dal fia marxista italiana ha sempre raccontato, Passatore, non avevano grande interesse a ma hanno dato vita a un movimento culdiventare un grande potere». Insomma, turale che ha prodotto cultura, pensiero e una lotta politica unica nella storia, proanche contraddizioni perché era un modo prio perché non destinata alla presa e alla di fare politica che era estraneo al gioco gestione del potere. E che in fondo, forse del potere. Anche parte del movimento proprio per questa unicità, ha dato più zapatista prende spunto dagli anarchici e frutti di quanti siamo soliti attribuirglieoggi pensatori come Noam Chomsky o ne. E Amore e anarchia li riporta in vita da Ivan Illich». Del resto, per le Albe il tema due personaggi così sanguigni e così veri dell'anarchia non è nuovo e nemmeno lo in quella ex scuola di San Bartolo da cui è per questo territorio. Anzi, tra gli elesentono solo i rumori del mondo che menti che coinvolgono lo spettatore intanto, fuori, è cambiato. Ma non abbaromagnolo c'è appunto la provenienza di stanza per essere diventato giusto.
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commedia dell’arte
Un Arlecchino improvvisato con la faccia di Paolo Rossi «Me l’ha suggerito Strehler – dice il comico milanese – e io l’ho recuperato dall’aldilà» di Matteo Cavezzali
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Quando incontriamo Paolo Rossi sta cercando un regalo per suo figlio che compie gli anni. «Gli prendo un violino. Lo attaccherà al muro, ma sempre meglio coltivare la sua possibile passione per la musica. D’altra parte gli ho già procurato una chitarra elettrica, un basso e una batteria, ora un violino. Mi pare giusto che abbia anche un violino, così sceglie. Ha undici anni, anzi… oggi dodici». Le nuove generazioni sono importanti per Paolo Rossi, che sul palco ha sempre lottato tra il passato e il futuro, da grandi maestri che con cui ha collaborato a giovani attori che con lui si sono formati. Con lo spettacolo che è in tournèe adesso in Italia, e che passerà anche da Faenza e da Forlì, porta in scena la maschera più famosa della commedia italiana: Arlecchino. Non la spaventa cimentarsi con una figura che ha così tanta storia alle spalle? «L’idea di questo spettacolo è molto vecchia, e nacque da un confronto con Giorgio Strehler, fu lui, il reinventore dell’Arlecchino che conosciamo oggi, a suggerirmi di fare un mio Arlecchino per rileggere in questa chiave alcuni dei miei pezzi più divertenti. Questo spettacolo non è un “best of ” però, è come Bob Dylan dal vivo, che suona tutte le sue canzoni più note alla rovescia e nessuno le riconosce». Il suo Arlecchino guarderà più a Goldoni e all’interpretazione di Ferruccio Soleri e di altri grandi attori e registi, o più alla tradizione della Commedia dell’Arte, quindi all’improvvisazione su canovacci comici? «Sicuramentei mi ispiro più alla commedia dell’arte, a quella maschera che risponde seguendo una traccia ma improvvisando molto. È un Arlecchino che viene dall’aldilà». Da che fattori è influenzato un attore mentre improvvisa? «Da molti, per quanto mi riguarda da come mi sento io quella sera, dal teatro in cui sono, da come reagisce il pubblico.
la maschera
Da Ferruccio Soleri al Mor africano
Non so nemmeno io come andrà una serata finché non ha inizio». La sua arte è intrisa di politica, che momento è questo per fare satira? «Il mio modo di fare politica è dare il mio contributo con degli sghignazzi. Io e i miei musicisti siamo buoni per tutti i tempi, suoniamo bene per matrimoni, funerali... E anche divorzi». Dopo tanti anni cosa la appassiona ancora del teatro? «Il teatro è tutto quello che so fare, non avrei altro». Però frequenta anche la televisione e il cinema… si trova più a suo agio sul palco? «Il mio è teatro che si declina per il mezzo
che lo ospita, come nel caso della televisione». Ha detto che Strehler le ha insegnato cos’è davvero il teatro, cosa insegna lei ai giovani che lavorano sul palco con Paolo Rossi? «Non insegno niente, non so dare consigli o giudizi. Ma loro imparano comunque. Mio figlio, il grande, non quello del violino, ha creato un gruppo che si chiama Il terzo segreto di Satira, ed è molto bravo. Si è messo in proprio e ha fatto quello che voleva fare. Questo credo sia un buon esempio di cosa possono fare i giovani. Mi viene da ridere quando si parla di posto fisso. Io in vita mia non l’ho mai avuto un posto fisso».
Figura centrale della Commedia dell’Arte (siamo a fine Cinquecento fra Italia e Francia), Arlecchino, assieme a Pantalone e il Capitano, i Zanni, Pulcinella, e tanti altri personaggi è un emblema dei frizzi e lazzi della tradizione comica e della satira di costume, maschera carnevalesca e delle baracche di burattini e marionette. Nel primissimo dopoguerra, Giorgio Strehler con il Piccolo Teatro di Milano, sul testo goldoniano dell’Arlecchino servitore di due padroni, ne fa un simbolo della rinascita del teatro Italiano. Grazie a due mattatori: prima Marcello Moretti, poi Ferruccio Soleri, che dal 1959 porterà i panni di Arlecchino – per ben 50 anni sui palcoscenici di tutto il mondo – in un capolavoro spettacolare, fatto di perfetti colpi di scena, esilaranti equivoci, sberleffi e acrobazie. Oltre il mito, però va rammentato lo sperimentale e “impuro” Arlecchino nero, portato in scena nel 1993 da Marco Martinelli con le sue Albe meticce, in una produzione inedita con Tam-teatro Musica. Si tratta de I 22 infortuni di Mor Arlecchino, spettacolo che contava sull’interpretazione degli attori senegalesi Mor Awa Niang e del compianto Mandiaye N’Diaye.
FRICANDO PALCO:Layout 1 05/11/14 14:09 Pagina 1
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10-15 prosa ra PAL14:Layout 1 05/12/14 16:15 Pagina 10
cartellone prosa Ravenna Teatro Alighieri via Mariani, 2 tel. 0544 249244 Inizio spettacoli ore 21 Spettacoli domenicali ore 15.30
La Fondazione di Raffaello Baldini con Ivano Marescotti regia di Valerio Binasco produzione ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione
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Ospitando La Fondazione nella Stagione di Prosa, Ravenna Teatro dedica a Raffaello Baldini, grande poeta romagnolo e nostro cittadino onorario, il primo di una serie di appuntamenti inseriti in un programma di grande prestigio che lo celebra a dieci anni dalla morte. A portare in scena lo spettacolo è Ivano Marescotti – già diretto da Marco Martinelli in Zitti tutti! e Furistir – a cui l’autore in persona ha regalato il testo con la consegna di rappresentare l’immagine tenera e feroce di un individuo tanto attaccato alle cose da rinunciare a vivere nel presente. E l’attore di Villanova onora questo prezioso lascito con un’interpretazione magistrale e intensa, che spazia dal comico al tragico, restituendo con la forza evocativa del dialetto romagnolo in un’efficace mescolanza linguistica con l’italiano, quella nostalgia per l’innocenza perduta che permea i testi teatrali di Baldini. In scena troviamo un uomo bizzarro che colleziona ossessivamente i più assurdi oggetti del passato e coltiva l’idea di dar vita a una Fondazione che tenga viva la memoria delle cose più sfuggenti e dei pensieri, quelli che vengono a tutti noi in qualche momento della giornata e che sembrano tanto acuti ma che poi spariscono nel flusso degli eventi. Un personaggio a modo suo eroico, che cerca così di imbrigliare la vita (e la morte) nel suo delirio apparentemente bislacco, ma profondissimo. L’opera di Raffaello Baldini sarà al centro di un cartellone di appuntamenti volto a destare l’attenzione di media, teatri e pubblico sulla rilevanza della sua scrittura, con incontri e convegni, la pubblicazione di un quadruplo CD audio con le poesie lette dallo stesso poeta, un documentario per la regia di Silvio Soldini, una mostra itinerante e reading teatrali. Dopo Ravenna il progetto toccherà anche il Teatro Elfo Puccini Milano, mentre a chiudere le celebrazioni sarà il Festival Santarcangelo dei Teatri nel luglio del 2015.
In scena dal 17 al 9 novembre
Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi
di Marco Martinelli con Ermanna Montanari, Roberto Magnani, Massimiliano Rassu, Alice Protto ideazione Marco Martinelli e Ermanna Montanari regia di Marco Martinelli produzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro in collaborazione con ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione Dopo Pantani (Premio Ubu per la drammaturgia 2013), affresco intimo e politico sull’indimenticato campione del ciclismo, il Teatro delle Albe guarda a oriente per raccontare la storia di Aung San Suu Kyi, una vita passata per oltre 20 anni agli arresti domiciliari, sotto la dittatura militare che opprime la Birmania da più di mezzo secolo. Combattente, mite e determinata si oppone ai militari con il suo sguardo fermo. Una vita passata per gran parte in quella “casa sul lago” nella Birmania dei fiori sfolgoranti, i fiori dai mille colori, quella pacifica delle arpe, delle pagode e dei monaci buddisti, quella dei massacri. La Birmania della dittatura militare più longeva del mondo iniziata nel 1962. Aung San Suu Kyi che compirà 70 anni nel 2015, è la piccola Suu il cui padre, Aung San, il Gandhi birmano, l’eroe dell’indipendenza – che nei suoi scritti prendeva a modello Mazzini e Garibaldi – fu assassinato quando aveva due anni. Aung San Suu Kyi che ora è libera, in una situazione ancora politica di non-libertà. La scrittura di Martinelli partirà dalla figura di questa donna, Nobel per la pace nel 1991, interpretata da Ermanna Montanari (premio Eleonora Duse 2013), per allargarsi a una riflessione sul mondo contemporaneo, alla necessità di cantare con gioia “la maestà della vita”, anche quando tutto attorno le nuvole nere incombono.
In scena dal 18 novembre al 14 dicembre al Teatro Rasi
Frost/Nixon
di Peter Morgan regia di Ferdinando Bruni, Elio de Capitani con Ferdinando Bruni, Elio de Capitani
produzione Teatro dell’Elfo,Teatro Stabile dell’Umbria Bugie e potere. Responsabilità e potere. Frost/Nixon è un match che mette a confronto il potere politico e quello mediatico. Il drammaturgo e sceneggiatore Peter Morgan (autore anche di The Queen) punta i riflettori sul primo caso storico di giornalismo-spettacolo e restituisce splendidamente questi temi. Scritto nel 2006, Frost/Nixon ha ottenuto un vastissimo successo e numerosi premi e Ron Howard ne ha tratto un film nel 2008 che ha sfiorato i 30 milioni di dollari d’incasso all’uscita. Nucleo della pièce è un episodio realmente accaduto: l’intervista che l’anchorman David Frost fece nel 1977 a Richard Nixon (dimissionario nel ‘74) – di cui Elio De Capitani rende benissimo le doppiezze di presidente quacchero, con le sue insicurezze e i suoi complessi di inadeguatezza – terminata con la confessione dell’ex Presidente che nessuna inchiesta aveva mai ottenuto prima, sullo scandalo del Watergate e sui limiti morali del potere. Lo spettacolo racconta l’avventura produttiva che portò a questo successo: il lavoro del gruppo di giornalisti coraggiosi e rigorosi che collaborarono con Frost, la trattativa con il leggendario “Swifty” Lazar (agente di Nixon come succede alle più grandi star di Hollywood), l’ostracismo dei grandi network, la devozione degli uomini del Presidente. E riesce a portare in primo piano, alla ribalta, assieme ai volti degli attori, alle sfide dei personaggi, riflessioni sempre attuali sui limiti del potere politico e di quello mediatico, sui confini più che mai labili tra politica e showbiz.
In scena dal 14 al 17 gennaio Anche a Imola dal 25 al 30 novembre
Il visitatore di Eric Emmanuel Schmitt regia di Valerio Binasco con Alessandro Haber, Alessio Boni produzione Golden Art Il visitatore è una commedia brillante, a tratti commovente, esilarante, che ci fa sorridere ponendoci quesiti seri, esistenziali, che riguardano tutti noi. Merito di due attori in grande empatia fra loro, di somma bravura, perfetti nei loro ruoli, immersi pienamente nell’umanità fragile dei loro personaggi. Nell’aprile del 1938 l’Austria è stata da poco annessa di forza al Terzo Reich,Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Bergstrasse 19 – celeberrimo indirizzo dello studio di Freud che poi diventerà un museo – il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via dalla Gestapo. Irrompe nell’angosciata solitudine un inaspettato visitatore che fin da subito appare ben intenzionato a intavolare con lui una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell’inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell’importuno e cosa vuole? Stupefatto, Freud si rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l’esistenza. E lui, che ha
già scoperto il complesso di Edipo, l’Io, l’Es e il Super-io, che ha già analizzato i casi di Anna O. e di Dora e indagato il mistero di grandi personaggi come Mosè, Leonardo da Vinci… ci crede e non ci crede. Un testo di sicura presa, ironico, dove filosofia e religione si mescolano ad arricchire la psicologia dei personaggi: il Freud inquieto e ferito di Haber si confronta con il Dio così umano di Boni, che si sfidano in un vero e proprio duello allo stesso tempo verbale e fisico, e che riescono ad arrivare dritti al cuore di problemi enormi e a portare con molta dolcezza, in questo viaggio, anche gli spettatori. Un gioco delle parti tenuto saldamente insieme dalla regia di Valerio Binasco, che regala una commedia brillante che conduce spesso al sorriso o al riso e offre spunti di pensiero e di commozione con sorprendente leggerezza.
In scena dal 29 gennaio all’1 febbraio
Le Rane
di Aristofane regia Ensemble Stabile Attori Teatro Due produzione Fondazione Teatro Due In un momento quanto mai difficile per il nostro Paese, il nucleo storico dell’Ensemble di attori del Teatro Due di Parma affronta attraverso questo classico della commedia greca la cruciale questione del ruolo politico della cultura, dell’arte, della poesia e del teatro nella società civile. E lo fa con comicità e leggerezza, al ritmo di un sirtaki, lanciando frasi in un megafono, inscenando un duello poetico, affidando al voto del pubblico il responso. Come si può salvare una città che non sa distinguere il bene dal male? si chiede Aristofane. La risposta non è semplice, ma l’umorismo e l’ironia di questo antico ed attualissimo testo conducono il pubblico in un viaggio agli inferi alla ricerca delle verità a cui la politica, ieri come oggi, pare non credere. Un viaggio per la salvezza della polis, che Aristofane crede attuabile attraverso il teatro. Le rane parla di noi, di una società in decadimento. Atene nel 405 a.C. è una città in mano alla corruzione: lentamente si sgretola quella che per secoli era stata considerata la radice della modernità e un prezioso caso di raffinatezza culturale. Aristofane dunque ingaggia Dioniso, Dio del teatro e della doppiezza, e lo manda nell’Ade alla ricerca degli antichi poeti-tragediografi che, resuscitando, possano restituire alla città i valori perduti. La Compagnia del Collettivo (oggi Fondazione Teatro Due) si è formata negli anni ‘60, periodo di incontro e di formazione con grandi personalità del teatro europeo come Jerzy Grotowskij,Tadeusz Kantor, segue a pagina 13
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Julian Beck, Peter Stein. Oggi Gigi Dall’Aglio, uno dei fondatori, chiama attorno a sé il gruppo storico degli attori per questo nuovo affondo nella drammaturgia dei grandi classici. Tra gli spettacoli di Teatro Due ospitati all’Alighieri vanno ricordati un intenso L’attesa di Remo Binosi, con Maddalena Crippa ed Elisabetta Pozzi per la regia di Cristina Pezzoli e uno straordinario Zio Vanja di Anton Cechov, diretto da Peter Stein, con Remo Girone e Roberto Herlitzka.
In scena l’11 e il 12 febbraio
Enrico IV
di Luigi Pirandello regia di Franco Branciaroli con Franco Branciaroli produzione Teatro de Gli Incamminati, CTB Teatro Stabile di Brescia Franco Branciaroli prosegue il proprio percorso di esplorazione dei grandi personaggi del teatro scegliendo Enrico IV, considerato il capolavoro teatrale di Luigi Pirandello insieme a Sei personaggi in cerca di autore: uno studio sul significato della pazzia e sul tema caro all’autore del rapporto tra personaggio e uomo, finzione e verità. Vittima non solo della follia, ma anche dell’impossibilità di adeguarsi a una realtà che non gli si confà più, stritolato nel modo di intendere la vita di chi gli sta intorno, il protagonista decide di “interpretare” il ruolo fisso del pazzo. Di fronte a un presente devastato e devastante, non stupisce che scelga di isolarsi in un finto passato che «non cangia». Si rifugia nella pazzia simulata, come l’attore su una scena di teatro. Ma tutto questo è, appunto, una condizione di partenza, una sorta di premessa. Lo spettacolo vero comincia col lungo monologo finale del secondo atto in cui lo pseudo-Enrico IV svela ai suoi cortigiani figuranti d’avere già da tempo riacquistato la propria sghemba lucidità e di continuare a vestire i panni dell’imperatore non per burla, ma per salvarsi da un’esistenza governata dai mediocri, per sottrarsi al peso delle «così dette opinioni correnti».
In scena dal 5 all’8 marzo Anche a Bagnacavallo il 12 dicembre
La dodicesima notte di William Shakespeare regia di Carlo Cecchi con Carlo Cecchi produzione Marche Teatro in collabora-
zione con Estate Teatrale Veronese Carlo Cecchi torna a Shakespeare per misurarsi con La dodicesima notte, una commedia corale, fondata sugli scambi di identità e di genere e sugli equivoci. Il testo shakespeariano permetterà ancora una volta a Carlo Cecchi, regista e anche interprete nelle vesti di Malvolio, di orchestrare un gioco attoriale straordinario, attraverso quella maestria che ha fatto di lui il più moderno tra i grandi interpreti del teatro italiano. Lo spettacolo debutterà in luglio a Verona nell’ambito del Festival Shakespeariano. In questa nuova avventura l’attore-regista ha voluto nuovamente accanto a sé il premio Oscar Nicola Piovani che firmerà la colonna sonora dello spettacolo. Figura di primo piano nel panorama teatrale nazionale, Carlo Cecchi frequenta l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica all’inizio degli anni Sessanta, successivamente viene influenzato dal Living Theatre, lavora a lungo con Eduardo De Filippo. Stringe un sodalizio artistico con la scrittrice Elsa Morante e con il critico Cesare Garboli. Memorabili le sue interpretazioni di numerose opere shakespeariane: da La tempesta ad Amleto, dal Sogno di una notte d’estate a Misura per misura.Va ricordata anche la sua carriera cinematografica, in particolare per Morte di un matematico napoletano di Mario Martone e Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci; lavora anche con Pupi Avati, Ferzan Ozpetek e Cristina Comencini. Nel 2013 è protagonista dell’opera prima di Valeria Golino Miele, presentato all’ultima edizione del festival di Cannes e nello stesso anno vince il suo quinto premio UBU come miglior attore protagonista per La serata a Colono di Elsa Morante diretto da Mario Martone.
Cucina aperta a pranzo e a cena. Chiuso il giovedì
In scena dal 19 al 22 marzo
Orchidee testo e regia di Pippo Delbono produzione Compagnia Pippo Delbono, ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione,Teatro di Roma,Théâtre du Rond Point-Parigi, Maison de la Culture d’Amiens - Centre de Création et de Production «In Orchidee c’è, come in tutti i miei spettacoli, il tentativo di fermare un tempo che sto attraversando. Un tempo mio, della mia compagnia, le persone che lavorano ormai da molti anni con me, ma anche un tempo che stiamo attraversando e vivendo oggi tutti noi. Italiani, europei, occidentali, cittadini del mondo.[…] Un tempo confuso dove mi sento, ci sentiamo, in tanti, credo, sperduti… Con la sensazione di aver perduto qualcosa. Orchidee nasce anche da tanti vuoti da tanti abbandoni. […] Ma parla anche del bisogno vitale di riempire quel vuoto. Credo che Orchidee rappresenti per me quel bisogno vitale, incontenibile, di continuare ancora nonostante tutto a scrivere, a parlare dell’amore» (Pippo Delbono). Lo spunto di Orchidee deriva da un lutto personale di Delbono, la morte della madre, che però non si trasforma in un’autobiograsegue a pagina 14
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fia psicanalitica, ma in un modo per vedere ciò che è nascosto, cercando di provare qualcosa che appartiene a tutti. Abituato a provocare anche nel recupero della dimensione delle piccole cose, il regista di Urlo (che vedeva in scena anche Umberto Orsini) interpreta questo ultimo lavoro, uno dei più maturi e emozionanti in cui pezzi di vita si mescolano con Shakespeare e Cechov, come una denuncia dell’offuscamento del nostro sentire. Pippo Delbono è artista dal percorso poliedrico tra teatro e cinema. Caso unico in Italia, i suoi lavori sono stati presentati in più di cinquanta Paesi al mondo ricevendo importanti premi sia in ambito teatrale (Ubu 1997 e 2011) che cinematografico (David di Donatello 2004 e Don Chisciotte 2013 al Festival di Locarno). Nel 2013 Pippo Delbono è due volte attore di cinema a Cannes in Un Château en Italie di Valeria Bruni Tedeschi e in Henri diYolande Moreau.
In scena il 31 marzo e il 1 aprile
Decamerone Vizi, virtù e passioni
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liberamente tratto dal Decamerone di Giovanni Boccaccio adattamento teatrale e regia di Marco Baliani con Stefano Accorsi produzione Nuovo Teatro Stefano Accorsi e Marco Baliani si incontrano nuovamente per lavorare al progetto “Grandi italiani”. La prima tappa, che ha raccolto critiche entusiasmanti, li ha visti protagonisti dell’Orlando di Ludovico Ariosto. Ora è la volta del Decamerone di Boccaccio, mentre Il Principe del Machiavelli chiuderà il percorso nel 2015. «Le storie servono a rendere il mondo meno terribile, a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo, le storie servono ad allontanare, per un poco di tempo, l’alito della morte. Finché si racconta, finché c’è una voce che narra siamo ancora vivi, lui e lei che racconta e noi che ascoltiamo. Per questo ci si sposta da Firenze verso la collina e lì si principia a raccontare. La città è appestata, la morte è in agguato, servono storie che facciano dimenticare, storie di amori ridicoli, erotici, furiosi, storie rozze, spietate, sentimentali, grottesche, paurose, purché siano storie, e raccontate bene, perché la vita reale là fuori si avvicina con denti affilati e agogna la preda. Abbiamo scelto di raccontare alcune novelle del Decamerone di Boccaccio perché oggi ad essere appestata è l’intera società. Ne sentiamo i miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le conventicole, le mafie, l’impudicizia e l’impudenza dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli, il malaffare. In questa progressiva perdita di un civile sentire, ci è sembrato importante far risuonare la voce del Boccaccio attraverso le
nostre voci di teatranti» (Marco Baliani).
mance comiche di Gioele Dix.
In scena dal 10 al 13 aprile
In scena il 26 novembre
rassegna comico
Forbici&Follia
Onderòd
con Gioele Dix e con Savino Cesario (chitarra) produzione Bananas Un repertorio di monologhi che riflettono e ironizzano su mode e gusti correnti, su abitudini e debolezze diffuse, su guasti pubblici e privati, nel segno di quella comicità a tratti feroce che caratterizza il suo stile di scrittura, in altalena costante fra leggerezza e insofferenza. Una sorta di fotografia dello scombinato paesaggio italiano alle prese con fantasmi vecchi e nuovi: il mito del ritorno alla campagna, l’assenza di senso civico, il salutismo esasperato, l’invadenza diffusa, l’educazione dei figli, la mania del gioco e delle lotterie, l’indisciplina, i disservizi ferroviari e aerei, la ricerca ossessiva dell’amicizia, la schiavitù della furbizia. In scena anche Savino Cesario, chitarrista esperto e compositore eclettico, dotato di rara sensibilità nell’accompagnare da anni le perfor-
di Paul Portner allestimento originale di Bruce Jordan e Marilyn Abrams con Roberto Ciufoli, Milena Miconi, Max Pisu, Barbara Terrinoni e la partecipazione di Nino Formicola e Nini Salerno regia e traduzioni di Marco Rampoldi produzione A.Artisti Associati Artù Produzioni Forbici&Follia è un gioco di contrasti e di tante possibili verità. Forbici&Follia è un salone da coiffeur, di una città italiana. Anzi… della città in cui si rappresenta lo spettacolo. Forbici&Follia è il racconto di un giorno come tutti gli altri. Anzi… del giorno in cui si svolge la rappresentazione. Il giorno in cui la tranquilla vita di pettegolezzi che scorre allegramente fra le avances del parrucchiere a tutti i clienti maschi, e i piccoli sogni della sua aiutante (che ha, forse, una relazione con un equivoco antiquario) viene interrotta dall’assassinio della vecchia pianista che vive al piano di sopra, ed è la proprietaria di tutto l’edificio. Ma, colpo di scena, tutti i presenti hanno un movente che giustificherebbe il delitto, ed hanno avuto la possibilità di compierlo. E si scopre che, in realtà, due clienti sono poliziotti in borghese e devono arrestare il colpevole… Come? Con la collaborazione degli spettatori/testimoni oculari, che possono
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risolvere il mistero, grazie a ciò che hanno visto accadere, e alle domande che sapranno porre.
In scena l’11 dicembre Anche a Cervia il 19 e il 20 novembre
Mind Juggler
di e con di Francesco Tesei produzione Marangoni Spettacolo Ciò che compie Francesco Tesei è semplice e, allo stesso tempo, spaventoso.Tesei squarcia il velo della percezione, mostrando con insolita ironia che la realtà, spesso, è esattamente il contrario di ciò che noi pensiamo che sia. Improvvisamente ci rendiamo conto che il nostro libero arbitrio, forse, non è così “libero”… Che tutto ciò che riteniamo assolutamente privato e personale è, in realtà, comune e condiviso… Che ogni comportamento è collegato da una serie infinita di rapporti di interdipendenza… Che dentro la nostra mente, forse, esiste un ordine segreto che regola il caos. Francesco Tesei, con i suoi esperimenti, ci fa vivere piccole, grandi esperienze. Sta al pubblico attribuire loro un significato: si può semplicemente concludere di trovarsi di fronte ad un esperto comunicatore, ipnotizzatore, giocoliere del pensiero e del comportamento. Oppure ci si può accorgere che il gioco a cui stiamo giocando unisce scienza, psicologia, filosofia e misticismo in una sorta di “danza della realtà”, la porta d’ingresso verso un livello più profondo di coscienza. Francesco Tesei, come un vero e proprio “giocoliere della mente” (da cui il titolo dello show Mind Juggler), compie evoluzioni ed acrobazie con ciò che comunemente riteniamo una delle cose più intime e personali: i nostri pensieri, per poi confondere sensi e percezioni, sfiorando in maniera provocatoria temi eterni e comuni ad ogni uomo.
In scena il 13 gennaio
2015 Personaggi
con Max Giusti
produzione AB Management Alla soglia dei 30 anni di carriera, Max Giusti fa parlare senza filtri i suoi personaggi, quelli che lo hanno accompagnato per tutto questo tempo. Il celebre comico vestirà i panni del prete-detective Don Matteo, dell’attore da Oscar Toni Servillo, del parrucchiere Icaro che odia i “pelati”, del rapper marchigiano McSilvano che vanta centinaia di migliaia di visualizzazioni su youtube, del neo-italiano Mohamed, del cantante più sensibile Patrizio Cantamore, dell’ambientalista Sergio, oltre agli storici Claudio Lolito, Al Bano, Cristiano Malgioglio, che lo hanno reso noto al grande pubblico nel programma tv Quelli che il calcio.Tutti i personaggi vengono introdotti dai monologhi dello stesso Max Giusti che, partendo dall’attualità, racconta i tempi di oggi all’insegna della spending review, per arrivare poi a toccare temi più emozionali come il rapporto con i figli e i genitori, il primo amore, le difficoltà della vita di coppia. In scena il 20 febbraio
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Un po’ di me Genesi di un comico di Andrea Sasdelli con Giuseppe Giacobazzi collaborazione ai testi di Carlo Negri produzione Ridens Un po’ di me (Genesi di un comico) racchiude 20 anni di carriera del comico romagnolo. Lo spettacolo ha tutte le sfumature di “confessione privata” dell’artista, che apre al pubblico il cassetto dei ricordi. Risate e riflessioni per due ore di spettacolo emozionanti. «Caro amico, torno in teatro dopo le fatiche (fatiche si fa per dire) di Apocalypse. Per lungo tempo ho pensato al titolo da dare a questo spettacolo, cercando qualcosa che già nel nome, nascondesse o meglio rivelasse, il cuore dello spettacolo stesso. Dopo 20 anni di carriera, ho deciso di aprire il cassetto dei ricordi e raccontare un po’ del mio privato. Non è un racconto retrospettivo, semmai è una lucida analisi su quello che è stato, su quello che è e su quello che forse sarà. Cercherò di raccontarti quello che sono; passando dai miei ricordi fanciulleschi delle vacanze al Viagra, da un passato trascorso lavorando nella moda fino alla nuova realtà di genitore. Lo farò a modo mio, senza fronzoli, in maniera schietta e sincera, lasciando però sempre un piccolo spazio aperto alla poesia, spesso ignorata nella vita di tutti i giorni. In fede, Giuseppe Giacobazzi».
In scena il 9 marzo Anche a Faenza il 10 marzo
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Trieste, per fare l’inventario di questa enorme catasta di masserizie abbandonate e stipate alla rinfusa.
In scena il 14 novembre
Inizio spettacoli ore 21
Re Lear
Notturno di donna con ospiti
di William Shakespeare con Michele Placido, Gigi Angelillo scene di Carmelo Giammello costumi di Daniele Gelsi regia di Michele Placido e Francesco Manetti produzione GoldenArt Production/Ghione Produzioni
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Michele Placido nei panni di uno dei più complessi e affascinanti personaggi shakespeariani, Re Lear. Al principio del XVII secolo le teorie di Keplero, Galilei, Hobbes, unite alle idee di Giordano Bruno ed altri, stavano prepotentemente rivoluzionando il modo di vedere il mondo. Shakespeare sembra assorbire questo sentimento terrorizzante dell’uomo di fronte al Cosmo, per restituirci questa immensa metafora della condizione umana. All’inizio del dramma Lear rinuncia al suo ruolo, consegna il suo regno nelle mani delle figlie, si spoglia dell’essere Re, pilastro e centro del mondo, per tornare uomo tra gli uomini. Ma questa scelta viola le regole che organizzano l’universo, e quel che ne segue sono “azioni innaturali che generano tormenti innaturali”: figli contro padri, follia, violenza, nel contesto di una natura sconvolta e tutt’altro che benigna.
In scena dal 28 al 30 ottobre Anche a Lugo dal 7 al 9 novembre
Magazzino 18 di e con Simone Cristicchi regia di Antonio Calenda scritto con Jan Bernas produzione Il Rossetti e Promo Music Magazzino 18 è il racconto dell’esodo biblico degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, partendo da un luogo “simbolo”: il Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. Furono quasi 350mila le persone che all’indomani del trattato di pace del 1947, abbandonati i propri beni e imballata la loro vita, preferirono avventurarsi verso un’Italia disastrata, affamata e diffidente, piuttosto che restare estranei nella Jugoslavia di Tito, una terra di violenze e soprusi che non riconoscevano più. Una storia ancora poco conosciuta, volutamente rimossa, forse perché scomoda. Il protagonista, ideale “Virgilio” per gli spettatori, è un umile archivista romano, spaesato e ignorante, che viene inviato dal Ministero degli Interni a
di Annibale Ruccello con Giuliana De Sio e con Gino Curcione, Rosaria De Cicco, Andrea De Venuti, Mimmo Esposito, Luigi Iacuzio regia di Enrico Maria Lamanna produzione Teatro e Società Il testo propone, ancora una volta, il viaggio che Ruccello aveva intrapreso nel quotidiano attraversato e contaminato dal thriller, nonché quello nel panorama desolato della periferia urbana, dei ghetti degradati, tra le tv locali e le radio libere. Un percorso apparentemente triste, che però viene ravvivato ora da una miscellanea di sentimenti, ora da involontaria comicità. L’azione si svolge in una casa a due piani nella periferia di una metropoli: Adriana porta avanti la sua esistenza, nel caldo afoso, tra canzoni e note di un pianoforte, tra televisione ed una terza gravidanza, con un marito, Michele, che lavora di notte e ritorna a casa all’alba. Una sera accade che strani individui si introducano in casa. Improvvisamente riaffiorano senza una logica i ricordi, angoscianti fantasmi del passato, che provocheranno in Adriana una reazione atroce, insensata, ma a lei necessaria per fuggire da quella prigione grigia e ossessiva.
In scena dal 2 al 4 dicembre
Il mondo non mi deve nulla
di Massimo Carlotto con Pamela Villoresi e Claudio Casadio regia di Francesco Zecca produzione Teatro e Società Accademia Perduta/Romagna Teatri C.S.S. Udine Il cuore di Rimini pulsa tranquillo in attesa dell’arrivo chiassoso dei turisti. Adelmo, un ladro stanco e sfortunato, nota una finestra aperta sulla facciata di una palazzina ricca e discreta. La tentazione è irresistibile e conduce l’uomo a trovarsi faccia a faccia con Lise, la stravagante padrona di casa, una croupier tedesca in pensione. Nessuno dei due corrisponde al ruolo che dovrebbe ricoprire e in una spirale di equivoci, eccessi, ironia e comicità si sviluppa un rapporto strano, bizzarro ma allo stesso tempo complesso e intenso sul piano dei sentimenti. Adelmo cerca di arginare la precarietà che lo sta allontanando da un’esistenza normale, Lise invece è convinta di non avere più crediti da riscuotere dal mondo intero e sogna che Rimini si stacchi dalla terra e vada alla deriva per l’eternità. Due personaggi infinitamente lontani, nulla li accomuna, eppure entrambi cercano il modo di essere compresi e amati dall’altro. Questa pièce teatrale è una riflessione sul senso che diamo alle nostre vite, sul peso del caso e della nemesi, sulla libertà di scelta delle nostre coscienze.
In scena dal 12 al 14 dicembre Anche a Bagnacavallo l’8 dicembre e a Cervia il 20 e il 21 febbraio
Arlecchino di e con Paolo Rossi produzione CRT Milano «Il titolo di questo spettacolo potrebbe essere Opinioni di un Arlecchino, sicuramente influenzato dal romanzo di Heinrich Böll. Capitano nella vita libri nei quali è inevitabile identificarsi con la vita del protagonista. E capita anche che ti venga voglia di ri-raccontarla, raccontando te stesso o viceversa. Certo, nell’opera di Böll, il clown si serviva di una maschera per far critica ad un paese che stava nel cuore di un miracolo economico; per il mio Arlecchino la situazione è capovolta. Ma il percorso di certi comici, quando scelgono di essere voce fuori dal coro e anche se ognuno prende la propria strada, parte comunque dalla stessa via. Del resto, spesso, dietro ad un racconto, una commedia, un film, si nasconde la struttura di un’altra commedia, di un altro racconto, di un altro film. Nel mio mestiere ho imparato che quando arriva qualcuno a propormi un’idea che non ha mai avuto nessuno, subito devo rispondere: “se non l’ha avuta nessuno, un motivo ci dovrà pur essere!”. Il mio Arlecchino, anche se suggestionato da un racconto, è una questione molto personale. Anni fa Giorgio Strehler, con cui ebbi l’onore di collaborare nei suoi ultimi anni di vita,
mi spinse a confrontarmi con questa maschera. Il destino non volle che si portasse a compimento questa impresa, ma ora si ripresenta l’occasione.Voglio approfondire un mio modo di vedere e far conoscere il teatro popolare, così come ho fatto nei miei ultimi lavori, come ho descritto nel mio libro La commedia è finita. Per questo nel mio Arlecchino saranno presenti l’attore, il personaggio, o, se volete, la maschera anche senza la maschera, e la persona che lo interpreta. Sarà uno spettacolo del tipo “in prova”. Assieme ad un paio di compagni d’avventura, saltimbanchi musicanti, cercheremo di immaginare insieme al pubblico come adattare a commedia dell’arte il nostro mestiere e anche parte del nostro repertorio. Il canovaccio avrà un tormentone: ma se andassimo in una birreria di Amburgo, come potremmo adeguare Arlecchino a quel luogo per sbarcare il lunario? E se andassimo a Las Vegas? O a Khartoum? E così via… Alla fine sarà il pubblico che deciderà se dobbiamo rimanere o è meglio andare chissà dove. Lo spettacolo sarà un assemblaggio di monologhi, canzoni in divenire, fatti personali, ricordi, sogni, storiellette e riflessioni sia sulla professione del comico oggi, sia su quel che accade nel nostro paese. Quindi molta improvvisazione, interazione con il pubblico, per cui, come sempre, sarà uno spettacolo, ogni sera, sempre differente». (Paolo Rossi)
In scena 17 gennaio
Sinfonia d’autunno di Ingmar Bergman con Annamaria Guarnieri e Valeria Milillo e con Danilo Nigrelli, Silvia Salvatori regia di Gabriele Lavia produzione Teatro Stabile dell’Umbria – Fondazione Brunello Cucinelli Nella messinscena di Lavia, la Guarnieri è Charlotte, celebre pianista di musica classica, madre di Eva, interpretata da Valeria Milillo. Il conflitto fra Charlotte e Eva è il nucleo centrale della rete di relazioni fra i quattro personaggi in scena: Charlotte è completamente identificata con il suo lavoro e da sempre sente come una pena insopportabile l’affetto delle persone che hanno bisogno di lei, come le figlie. Eva, una donna adulta che ha perduto poco tempo prima il figlio di quattro anni, ancora cerca l’amore della madre ma continua a metterla di fronte alla sua impotenza affettiva, ricordandole tutte le sue fughe, che hanno ferito senza rimedio la sua infanzia e quella di Helena, l’altra figlia, ormai invalida, interpretata da Silvia Salvatori. SoloViktor, il marito di Eva, interpretato da Danilo Nigrelli, che ogni giorno trova rifugio dalla sua desolazione chiudendosi nella stanza del figlio morto, sa mantenere un suo equilibrio, fatto di disincanto e di accettazione degli altri. continua a pagina 18
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In scena dal 20 al 22 gennaio
Servo per due di Richard Bean tratto dal Servitore di due padroni di Carlo Goldoni con Pierfrancesco Favino e con Bruno Armando, Gianluca Bazzoli, Haydèe Borelli, Claudio Castrogiovanni, Pierluigi Cicchetti, Stefano Pesce, Pietro Ragusa, Diego Ribon, Eleonora Russo, Paolo Sassanelli, Chiara Tomarelli,Valentina Valsania regia di Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli produzione Gli Ipocriti Una riflessione diversa su un classico del
teatro, Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni, Servo per due (One Man, Two Guvnors) nell’adattamento del noto commediografo inglese Richard Bean, riadattato nella versione italiana da P. Favino, P. Sassanelli, M. Nissen e S. Solder, si presenta come una commedia comica, con attori che cadono dalle scale, che sbattono le porte, che fanno battute a doppio senso e interagiscono con il pubblico. Depresso, senza soldi e.... affamato! Pippo vaga per la Rimini degli anni ’30 in cerca di una soluzione ai suoi problemi. La trova in Rocco, ambiguo personaggio giunto in città per concludere un affare con Bartolo, padre della sua promessa sposa, la dolce e un poco svampita Clarice. Pippo diventa così il servitore di Rocco, ma la fame è sempre tanta e, appena ne ha l’occasione, Pippo di nascosto da Rocco, comincia a dispensare i suoi servigi anche ad un secondo padrone, Ludovico..
In scena dal 3 al 5 febbraio
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Il fu Mattia Pascal di Tato Russo dal romanzo di Luigi Pirandello con Tato Russo e con Renato De Rienzo, Salvatore Esposito, Marina Lorenzi, Peppe Mastrocinque, Adriana Ortolani, Carmen Pommella, Francesco Ruotolo, Caterina Scalaprice, Massimo Sorrentino, Lorenzo Venturini regia di Tato Russo produzione Il Teatro di Tato Russo coop. a r.l. «Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo: io mi chiamo Mattia Pascal».Tato Russo fa propria la materia del testo per riscriverla in commedia nello stesso linguaggio drammaturgico che sarebbe stato di Pirandello. Mattia Pascal è Tato Russo, nel doppio ruolo di Mattia Pascal e di Adriano Meis, ma anche gli altri personaggi che concorrono alla sua vicenda si rincorrono nella storia, interpretata così dagli stessi attori in identità e personaggi diversi, quasi a scegliere di non chiarire affatto, nello spettro delle rassomiglianze, la distinzione tra i vari aspetti della realtà.
In scena dal 18 al 20 febbraio
Quando la moglie è in vacanza di George Axelrod con Massimo Ghini e Elena Santarelli regia di Alessandro D’Alatri musiche di Renato Zero traduzioni di Edoardo Erba produzione Associazione Culturale La Pirandelliana
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Il testo di Gorge Axelrod debuttò a Broadway nel 1952 con un notevole successo di critica e pubblico. Ma la sua vera consacrazione internazionale avvenne nel 1955 attraverso l’adattamento cinematografico di Billy Wilder. Quando la moglie è in vacanza è una commedia che nel 2000 è stata inserita, dall’American Film Institute, al 51° posto tra le cento migliori commedie americane di tutti i tempi. È una commedia sulle manie erotiche dell’uomo medio e al tempo stesso una feroce satira di costume contro il perbenismo di una certa “middle class” che sembra non avere epoche e che viene messa a confronto con le ambizioni di una ragazza che cerca di ridisegnare una propria personalità attraverso l’impegno nel mondo patinato della pubblicità, della moda o dello spettacolo in gene-
rale. Fa da detonare la prorompente fisicità della ragazza che, come un uragano, entra nella banale quotidianità di un maschio irrisolto. Un maschile che più che subire l’attrazione femminile sembra essere spaventato da quell’apparentemente irraggiungibile opportunità. Considerando che sono passati più di sessant’anni dal suo debutto, il testo mantiene ancora intatta la freschezza di uno sguardo sui comportamenti e le relazioni tra maschi e femmine.
In scena dall’11 al 13 marzo
Ferite a morte di Serena Dandini con Lella Costa e con Orsetta De Rossi, Rita Pelusio regia di Serena Dandini con la collaborazione ai testi di Maura Misiti produzione Sosia & Pistoia e La Contemporanea Attingendo dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche, Serena Dandini ha elaborato una sorta di Spoon River del femminicidio per dare voce alle troppe donne che perdono la vita per mano di un marito, un compagno, un amante, un “ex”. La scena teatrale è sobria. Un grande schermo rimanda filmati evocativi. La musica suona per voltare pagina tra un racconto e l’altro. Sul palco, a interpretare le vittime, attrici che si alternano a dare voce a queste storie, in uno spettacolo teatrale drammatico, ma giocato, a contrasto, su un linguaggio che riesce ad essere anche leggero ed ironico.
In scena il 18 marzo Anche a Conselice il 17 marzo
rassegna comico Giovanni Vernia Show di Giovanni Vernia, Paolo Uzzi, Pierluigi Montebelli, Francesco Bozzi con Giovanni Vernia produzione Ridens GiovanniVernia torna in teatro con uno spettacolo completamente nuovo. L’artista nato a Genova, da madre siciliana e padre pugliese, ha vissuto oltre 10 anni a Milano, da 3 anni è trapiantato a Roma e non si è fatto mancare una parentesi di un anno a Siena. Un italiano a 360 gradi. E degli italiani ci racconta vizi e virtù in due ore di comicità diretta e brillante. Un “One Man Show” attraverso nuovi personaggi, musica, riflessioni su usi, costumi e nuove mode degli italiani. L’artista, raccontandosi, mette in evidenza tutti i paradossi del nostro meraviglioso paese, dal nord al sud! Uno spettacolo dalle tante sfaccettature, dalle tante
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emozioni.
In scena il 20 dicembre Anche a Cervia il 19 dicembre
Sono nata il ventitrè
e ironica di un libro che le nostre sorelle avevano sempre tra le mani fino agli anni ’60. La storia è nota: Mrs. March, una madre estremamente apprensiva, deve sistemare le sue quattro figlie con matrimoni all’altezza delle sue aspettative. Purtroppo, nessuna delle sue figlie (Mag, Jo, Amy, Beth), malgrado siano convinte del contrario, ha molto da offrire ad un giovanotto americano. Mrs. March tuttavia non si darà per vinta e, coadiuvata dall’avara Zia March, riuscirà a confezionare bomboniere per ognuna delle sue protette. Questo nuovo spettacolo di e con Alessandro Fullin, realizzato con la compagnia Nuove Forme, nella più schietta tradizione elisabettiana, sarà interpretato da soli attori uomini. Con un’unica eccezione: ma sarà proprio il pubblico che dovrà scoprire chi è l’intrusa su un palco già dominato da tanta femminilità.
In scena l’11 febbraio con Teresa Mannino produzione Bananas Pensa sempre a quello che dice e dice sempre quello che pensa. Si potrebbe sintetizzare in questo modo il carattere che contraddistingue Teresa Mannino che, in questo suo nuovo lavoro teatrale, attraversa strade e temi diversi e istintivi: l’amore, la vita, il tradimento, gli uomini e le donne, la passione per la conoscenza e per la propria terra. E con la stessa passione racconterà i tormenti di Penelope e quelli della vicina di casa. Si rifarà alle donne, eroine e non, dei classici, per dare consigli e consolare, soprattutto, le amiche con problemi di cuore. Filosofa su carta e nello spirito, non vuole smettere mai di conoscere e sapere, raccontare e raccontarsi purché i fatti siano epici oppure siano sempre (più o meno) reali o realmente accaduti e questa volta, più che mai, lo farà senza rete e senza filtri. Padrona, con zelo costante, della scena,Teresa non mancherà di coinvolgere il pubblico a tal punto che il suo monologo diventerà, quasi, un dialogo, un incontro, uno scambio singolare ed autentico di battute e verità.
In scena il 25 gennaio
Piccole gonne di e con Alessandro Fullin infeltrimento teatrale di un classico della letteratura americana liberamente tratto da Little Women di M. Alcott e con Francesca Ardesi, Paolo Mazzini, Mario Contenti, Ivan Fornaro produzione Nuove Forme Liberamente tratto da Little Women di Mary Louise Alcott, Alessandro Fullin propone una nuova commedia, “infeltrimento teatrale” di un classico della letteratura americana, rilettura tagliente
Un po’ di me Genesi di un comico
di Andrea Sasdelli con Giuseppe Giacobazzi collaborazione ai testi di Carlo Negri produzione Ridens Un po’ di me (Genesi di un comico) racchiude 20 anni di carriera del comico romagnolo. Lo spettacolo ha tutte le sfumature di “confessione privata” dell’artista, che apre al pubblico il cassetto dei ricordi. Risate e riflessioni per due ore di spettacolo emozionanti. «Caro amico, torno in teatro dopo le fatiche (fatiche si fa per dire) di Apocalypse. Per lungo tempo ho pensato al titolo da dare a questo spettacolo, cercando qualcosa che già nel nome, nascondesse o meglio rivelasse, il cuore dello spettacolo stesso. Dopo 20 anni di carriera, ho deciso di aprire il cassetto dei ricordi e raccontare un po’ del mio privato. Non è un racconto retrospettivo, semmai è una lucida analisi su quello che è stato, su quello che è e su quello che forse sarà. Cercherò di raccontarti quello che sono; passando dai miei ricordi fanciulleschi delle vacanze al Viagra, da un passato trascorso lavorando nella moda fino alla nuova realtà di genitore. Lo farò a modo mio, senza fronzoli, in maniera schietta e sincera, lasciando però sempre un piccolo spazio aperto alla poesia, spesso ignorata nella vita di tutti i giorni. In fede, Giuseppe Giacobazzi». In scena il 10 marzo Anche a Ravenna il 9 marzo
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cartellone prosa Lugo Teatro Rossini piazzale Cavour, 17 Tel. 0545 38542 Inizio spettacoli ore 20.30
20
rappresentazione ore 16 e ore 20.30) Anche a Faenza dal 28 al 30 ottobre
Re Lear
Tres
diWilliam Shakespeare con Michele Placido, Gigi Angelillo regia di Michele Placido e Francesco Manetti produzione GoldenArt Production/Ghione Produzioni
di Juan Carlos Rubio
Michele Placido nei panni di uno dei più complessi e affascinanti personaggi shakespeariani, Re Lear. Al principio del XVII secolo le teorie di Keplero, Galilei, Hobbes, unite alle idee di Giordano Bruno ed altri, stavano prepotentemente rivoluzionando il modo di vedere il mondo. Shakespeare sembra assorbire questo sentimento terrorizzante dell’uomo di fronte al Cosmo, per restituirci questa immensa metafora della condizione umana. All’inizio del dramma Lear rinuncia al suo ruolo, consegna il suo regno nelle mani delle figlie, si spoglia dell’essere Re, pilastro e centro del mondo, per tornare uomo tra gli uomini. Ma questa scelta viola le regole che organizzano l’universo, e quel che ne segue sono “azioni innaturali che generano tormenti innaturali”: figli contro padri, follia, violenza, nel contesto di una natura sconvolta e tutt’altro che benigna.
In scena dal 7 al 9 novembre (domenica doppia
con Anna Galiena, Marina Massironi, Amanda Sandrelli, Sergio Muniz costumi di Silvia Morucci scene e regia di Chiara Noschese produzione Tiesseteatro srl Un testo scritto da un nuovo autore spagnolo e diretto da una donna, di una “comicità violenta” per ammissione della stessa Chiara Noschese, che di questa caratteristica si è innamorata con l’idea di “aprirlo”, dilatarlo per accompagnare il pubblico italiano in una comicità irriverente, senza un preciso messaggio o una proposta di legge, ma un semplice gioco per raccontare la vita: la voglia d’amore e di famiglia, anche se non più con il modello tradizionale. Il desiderio di raccontare il femminile e il maschile senza femminismi o maschilismi per assaporare due dimensioni che si intrecciano in modo sempre nuovo.
liberamente ispirato all’omonimo racconto di Gogol' conVittorio Franceschi, Umberto Bortolani, Marina Pitta regia di Alessandro D’Alatri produzione ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione
con Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti e Stefano Annoni scene di Paola Comencini costumi di Cristiana Ricceri regia di Cristina Comencini produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia/Enfi Teatro
Uno dei racconti più famosi di tutta la letteratura mondiale rivive sulla scena grazie all’autore e attoreVittorio Franceschi e ad Alessandro D’Alatri, regista diviso tra cinema, teatro e pubblicità. Il cappotto racconta la storia di un innocente, o per meglio dire di un uomo semplice colpito da uno speciale accanimento del destino. È la storia della maggioranza degli esseri umani, dei “copisti della vita” i quali mandano avanti il mondo pur subendone le violenze e gli insulti, e ripetendone all’infinito le parole e gli usi, i sentimenti e i desideri, i sogni e i naufragi.
In scena dal 20 al 23 novembre (domenica ore 16) Anche a Russi il 24 novembre
La comica immersione di un ragazzo nella vita e nei sentimenti di due amiche mature e dalle femminilità opposte, porta ad un confronto acceso con esiti imprevisti: le donne e il ragazzo scoprono di vivere nello stesso mondo tutto da rifare. L’educazione sentimentale dello spettacolo teatrale spinge il pubblico a rimescolare le certezze, affrontando le pulsioni di due donne, le rabbie e le fragilità di un giovane uomo, la comune ricerca di amore e di libertà in un mondo mutante. In scena dal 20 al 22 dicembre (domenica doppia rappresentazione ore 16 e ore 20.30)
Svenimenti
Radiogiallo
di Elena Bucci e Marco Sgrosso un vaudeville dagli Atti Unici, dalle lettere e dai racconti di Anton Cechov con Elena Bucci, Gaetano Colella e Marco Sgrosso regia di Elena Bucci produzione CTB Teatro Stabile di Brescia – Le Belle Bandiere
In scena il 13 novembre
Il cappotto diVittorio Franceschi
Cucina tipica romagnola e specialità di mare
«Finalmente incontriamo Anton Cechov, delicato e spiritoso, lieve e rivoluzionario. Cominciamo da tre dei suoi formidabili Atti Unici, operine che lui stesso scherzosamente definiva “vaudeville volgarucci e noiosetti” ma al cui straordinario successo assisteva stupito. Sono nuvole di puro teatro, ritmo ed esilaranti invenzioni. Ci addentriamo nel labirinto creativo di Cechov portando in scena anche gli echi dolci e amari di alcuni suoi delicati racconti. Accanto alla sua quotidianità, trapela il ritratto di un’epoca e comprendiamo meglio questo artista pieno di contrasti, un malinconico con un innato senso della comicità, un solitario che in campagna rimpiangeva lo scintillio di Mosca e di San Pietroburgo, un uomo inquieto che mentre denunciava la mancanza di un luogo tranquillo per sé amava scrivere sentendo nella stanza accanto gli strepiti e i canti di una famiglia d’origine anomala e stravagante.
In scena il 16 dicembre Anche a Cervia il 20 e il 21 gennaio
La scena
Pochi autori, quando non si occupano di romanzi, si confrontano con la drammaturgia radiofonica, cioè con storie concepite espressamente per l’oralità. Alcuni tra i più importanti – Bajani, Carlotto, Corrias, Dazieri, Lucarelli, Bucciarelli – hanno raccolto questa sfida, scrivendo una storia originale che è stata adattata in audiodramma da Sergio Ferrentino. Il pubblico, con le cuffie, assiste abusivamente all’allestimento dei radiodrammi e alla costruzione di un’immagine acustica che permetta di “vedere la radio”. Il palcoscenico si trasforma così in uno studio radiofonico, gli ambienti vengono ricostruiti acusticamente, gli effetti realizzati dai rumoristi in scena; gli attori recitano in una “diretta radiofonica”, si rapportano con i microfoni scindendo il testo dal gesto.
In scena il 15 gennaio
La professione della signora Warren di George Bernard Shaw con Giuliana Lojodice regia di Giancarlo Sepe produzione Teatro Eliseo/L’Isola Trovata srl
BRISIGHELLA Via Metelli 1
Tel. 0546.81488 www.ristorante-lagrotta.it ristorantelagrotta@hotmail.it Chiuso il mercoledì
di Carlo Lucarelli con D. Ornatelli, C. Broggini,A. Quattro, M. Pellegrini, A. Pazzi, E. Molos adattamento e regia di Sergio Ferrentino produzione Fonderia Mercury – Progetto “AutoreVole: audiodrammi in teatro”
di Cristina Comencini
Scritta da George Bernard Shaw nel 1898 e inserita nella raccolta Commedie sgradevoli, La professione della signo-
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ra Warren è un’opera dall’efficacia pungente contro l’ipocrisia ed i compromessi della società. Da inserirsi nel contesto letterario-sociale di avanguardia del suo tempo, il testo di Shaw mantiene tuttora una vivacità inesauribile dei dialoghi e un’acutezza ricchissima dei sentimenti posti in gioco. La tensione etica e il coraggio di rottura morale fanno de La professione della signora Warren un vasto processo all’intera società del tempo, che si protrae tenacemente in quella attuale. In scena dal 23 al 25 gennaio (domenica doppia rappresentazione ore 16 e ore 20.30)
L’onorevole di Leonardo Sciascia con EnzoVetrano, Stefano Randisi, Laura Marinoni scene e costumi di Mela Dell’Erba regia di EnzoVetrano e Stefano Randisi produzione Teatro Biondo Stabile di Palermo/ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione/Associazione Diablogues L’onorevole è un testo che racconta con intrigante ironia come l’ascesa politica di un onesto professore di lettere possa diventare un’ineluttabile ma pacifica, perfino brillante, caduta morale. Letto oggi, questo testo scritto nel 1965, che ci parla di connivenze tra politica, affari, alti prelati e criminalità organizzata, di favori e corruzioni, di furbizie e tradimenti, assume il carattere di un’amara profezia. Due sono i tratti che sentiamo particolarmente vicini: da un lato il considerare la verità come una visione distorta della realtà, qualcosa da cui allontanarsi gradualmente, ridicolizzare e infi-
ne mettere all’indice come un’espressione della follia, dall’altro lato il modo, tipico della scrittura di Sciascia – ma con lui anche di tanti autori e letterati siciliani, Pirandello in testa – di descrivere la società in cui vive attraverso meccanismi narrativi che sembrano portare in un luogo e un tempo paralleli, quasi astratti e invece sono una descrizione lucida e spietata di ciò che avverrà oggi o in un futuro più o meno incombente.
In scena dal 21 al 23 febbraio (domenica doppia rappresentazione ore 16 e ore 20.30)
teatro una commedia noir ironica e raffinata con un’Agatha Christie al meglio di sé.
In scena dal 14 al 16 marzo (domenica doppia rappresentazione ore 16 e ore 20.30) Anche a Imola dal 3 all’8 febbraio
L’impresario delle Smirne di Carlo Goldoni conValentina Sperlì, RobertoValerio
Assassinio sul Nilo
scene di Giorgio Gori
di Agatha Christie conViviana Toniolo, Annalisa Di Nola, Stefano Messina scene di Alessandro Chiti costumi di Isabella Rizza regia di Stefano Messina produzione Compagnia Attori e Tecnici
costumi di Lucia Mariani
Dopo i successi di Trappola per Topi e Tela del ragno, continua il felice sodalizio della Compagnia Attori & Tecnici con Agatha Christie che porta in scena uno dei suoi titoli più famosi: Assassinio sul Nilo. Scritto nel 1946 e tratto dal romanzo omonimo pubblicato dieci anni prima, Death on the Nile rappresenta uno dei testi più noti e apprezzati della giallista inglese, come testimonia anche il film di grande successo del 1978 con protagonisti, tra gli altri, Peter Ustinov, Bette Davis e Mia Farrow. Un ritmo serrato e una tensione continua, dove gelosia e denaro, passione e vendetta e l’epilogo davvero inaspettato, regalano a tutti gli appassionati del giallo uno spettacolo ricco di suspense e a tutti gli appassionati di
viaggiatore
adattamento e regia di RobertoValerio produzione Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione conValzer srl Una compagnia di gente disperata e affamata, pronta a perdere dignità e amici per un attimo di celebrità. No, non è il ritratto di un’umanità da reality show… È il Carlo Goldoni de L’impresario delle Smirne, una radiografia impietosa dell’ambiente del teatro, in cui le illusioni si creano e si distruggono in un attimo e le anime fragili dei personaggi vanno a pezzi fra ciniche lotte di potere. Marionette ridicole e furbastre, gli attori della compagnia in tournée al di là del Bosforo cercano di primeggiare per far carriera, per ottenere un vestito più sfarzoso, un privilegio o un soldo in più. Insomma: essere è apparire, ed era così anche tre secoli fa.
In scena il 25 marzo
Morte di un commesso
di Arthur Miller con Elio De Capitani, Cristina Crippa regia di Elio De Capitani produzione Teatridithalia Elfo Puccini Diecimila spettatori, applausi e commenti appassionati – della critica e degli spettatori – hanno accolto lo spettacolo firmato da Elio De Capitani nel gennaio scorso. Sono molte le coincidenze tra il momento storico attuale e i temi affrontati dal testo di Miller – il mutuo da pagare, la disperazione di chi si uccide perché non ha più i mezzi per sopravvivere o perché ha fallito nella scalata sociale – ma il successo dello spettacolo ha radici più profonde. Al centro della scena espressionista di Carlo Sala una compagnia di attori in stato di grazia dà verità e profondità ai sentimenti più universali, al cuore pulsante dell’esistenza: lo strazio di invecchiare, lo scomodo bilancio delle colpe e degli errori nelle relazioni con chi amiamo di più e, soprattutto, la tentazione della menzogna, del “far finta di essere” quello che non siamo.
In scena dal 10 al 12 aprile (domenica doppia rappresentazione ore 16 e ore 20.30) Anche a Imola dal 24 al 29 marzo
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DIVA LADY CALZATURE DONNA – UOMO
RAVENNA VIALE DELLA LIRICA 27 TEL 327 2206894
www.facebook.com/DivaLadyCalzature
LUGO VIA BARACCA 2/5 TEL 347 1304534
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cartellone prosa Cervia Teatro Comunale via XX Settembre, 125 tel. 0544 975166 Inizio spettacoli ore 21
Forbici & Follia di Paul Portner allestimento originale di Bruce Jordan e Marilyn Abrams con Roberto Ciufoli, Nini Salerno, Milena Miconi, Barbara Terrinoni, Max Pisu e Nino Formicola regia di Marco Rampoldi produzione A.Artisti Associati - Artù Produzioni
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Forbici&Follia è il racconto di un giorno, il giorno in cui la tranquilla vita di pettegolezzi che scorre allegramente fra le avances del parrucchiere a tutti i clienti maschi, e i piccoli sogni della sua aiutante (che ha, forse, una relazione con un equivoco antiquario) viene interrotta dall’assassinio della vecchia pianista che vive al piano di sopra, ed è la proprietaria di tutto l’edificio. Ma, colpo di scena, tutti i presenti hanno un movente che giustificherebbe il delitto, ed hanno avuto la possibilità di compierlo. E si scopre che, in realtà, due clienti sono poliziotti in borghese e devono arrestare il colpevole… Come? Con la collaborazione degli spettatori/testimoni oculari, che possono risolvere il mistero, grazie a ciò che hanno visto accadere, e alle domande che sapranno porre.
In scena il 19 e il 20 novembre Anche a Ravenna l’11 dicembre
Le ho mai raccontato del vento del nord
di Daniel Glauttauer con Chiara Caselli e Roberto Citran regia di PaoloValerio produzione Teatro Stabile diVerona Un’email all’indirizzo sbagliato e, tra due perfetti sconosciuti, scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l’impaccio iniziale, tra Emmi Rothner (sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito) e Leo Leike (psicolinguista reduce dall’ennesimo fallimento sentimentale) si instaura un’amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi.
In scena il 16 e il 17 dicembre
Nuda proprietà di Lidia Ravera tratto dal romanzo Piangi pure di Lidia Ravera (ed. Bompiani) con Lella Costa e Paolo Calabresi e con Claudia Gusmano, Marco Palvetti regia di Emanuela Giordano produzione La Contemporanea Innamorarsi a 60 anni è una sfida, una forma d’arte, un capolavoro. È la vittoria della libertà contro gli stereotipi. Iris, contro ogni logica, si innamora di Carlo e Carlo di Iris. Lui non subito, dopo un po’, ma va bene così.Tutto comincia con una stanza in subaffitto. Iris la offre a Carlo, psicanalista sfrattato dal pianoterra. Intanto lei, rimasta senza un soldo, vende in nuda proprietà la casa. Dissipatrice accanita, senza pensione, non ha altra scelta che cedere il suo unico bene al migliore offerente, fingendosi molto più malandata di quello che è. Il miglior offerente è senza scrupoli e una nipotina bella e nullafacente fa irruzione proprio quando Iris e Carlo capiscono che sta succedendo qualcosa di imprevedibile. Mentre Carlo scopre di essere malato, Iris si accorge che non può più fare a meno di lui, della sua intelligenza, della sua ironia, della sua capacità di decifrare la vita per quello che è.
In scena il 7 e l’8 gennaio Anche a Bagnacavallo il 9 gennaio e a Imola dal 13 al 18 gennaio
Svenimenti di Elena Bucci e Marco Sgrosso un vaudeville dagli Atti Unici, dalle lettere e dai racconti di Anton Cechov con Elena Bucci, Gaetano Colella e Marco Sgrosso regia di Elena Bucci produzione CTB Teatro Stabile di Brescia – Le Belle Bandiere Finalmente incontriamo Anton Cechov, delicato e spiritoso, lieve e rivoluzionario. Cominciamo da tre dei suoi formidabili Atti Unici, operine che lui stesso scherzosamente definiva “vaudeville volgarucci e noiosetti” ma al cui straordinario successo assisteva stupito. Sono nuvole di puro teatro, ritmo ed esilaranti invenzioni. Ci addentriamo nel labirinto creativo di Cechov portando in scena anche gli echi dolci e amari di alcuni suoi delicati racconti. Ascoltiamo i suoi pensieri attraverso la bella prosa delle lettere, che apre uno squarcio sul vivido scambio con la compagnia e i registi, oltre che con Ol’ga Knipper, attrice del Teatro d’Arte di Mosca diretto da Stanislavskij e moglie adorata degli ultimi anni, per la quale lo scrittore ebbe un grande amore, vissuto spesso a distanza. Accanto alla sua quotidianità, trapela il ritratto di un’epoca e comprendiamo meglio questo artista pieno di contrasti, un malinconico con un innato senso della comicità, un solitario che in campagna rimpiangeva lo scintillio di
Mosca e di San Pietroburgo, un uomo inquieto che mentre denunciava la mancanza di un luogo tranquillo per sé amava scrivere sentendo nella stanza accanto gli strepiti e i canti di una famiglia d’origine anomala e stravagante.
In scena il 20 e il 21 gennaio Anche a Lugo il 16 dicembre
Il mondo non mi deve nulla di Massimo Carlotto con PamelaVilloresi e Claudio Casadio regia di Francesco Zecca produzione Teatro e Società - Accademia Perduta/Romagna Teatri - C.S.S. Udine Il cuore di Rimini pulsa tranquillo in attesa dell’arrivo chiassoso dei turisti. Adelmo, un ladro stanco e sfortunato, nota una finestra aperta sulla facciata di una palazzina ricca e discreta. La tentazione è irresistibile e conduce l’uomo a trovarsi faccia a faccia con Lise, la stravagante padrona di casa, una croupier tedesca in pensione. Nessuno dei due corrisponde al ruolo che dovrebbe ricoprire e in una spirale di equivoci, eccessi, ironia e comicità si sviluppa un rapporto strano, bizzarro ma allo stesso tempo complesso e intenso sul piano dei sentimenti. Adelmo cerca di arginare la precarietà che lo sta allontanando da un’esistenza normale, Lise invece è convinta di non avere più crediti da riscuotere dal mondo intero e sogna che Rimini si stacchi dalla terra e vada alla deriva per l’eternità. Due personaggi infinitamente lontani, nulla li accomuna, eppure entrambi cercano il modo di essere compresi e amati dall’altro. Questa pièce teatrale è una riflessione sul senso che diamo alle nostre vite, sul peso del caso e della nemesi, sulla libertà di scelta delle nostre coscienze.
In scena il 20 e il 21 febbraio Anche a Faenza dal 12 al 14 dicembre e a Bagnacavallo l’8 dicembre
rassegna comico Giovanni Vernia Show
di GiovanniVernia, Paolo Uzzi, Pierluigi Montebelli, Francesco Bozzi con GiovanniVernia produzione Ridens GiovanniVernia torna in teatro con uno spettacolo completamente nuovo. L’artista nato
a Genova, da madre siciliana e padre pugliese, ha vissuto oltre 10 anni a Milano, da 3 anni è trapiantato a Roma e non si è fatto mancare una parentesi di un anno a Siena. Un italiano a 360 gradi. E degli italiani ci racconta vizi e virtù in due ore di comicità diretta e brillante. Un “One Man Show” attraverso nuovi personaggi, musica, riflessioni su usi, costumi e nuove mode degli italiani. L’artista, raccontandosi, mette in evidenza tutti i paradossi del nostro meraviglioso paese, dal nord al sud! Uno spettacolo dalle tante sfaccettature, dalle tante emozioni.
In scena il 19 dicembre Anche a Faenza il 20 dicembre
Le guerre di Walter di e con Matteo Belli testi diWalter Chiari produzione Associazione Ca’ Rossa/Centro Teatrale per l’Oralità Progetti Dadaumpa «C’era una volta un grande comico, superbo monologhista, ammaliante affabulatore. Illuminato da una sorte non comune, rapito da una voracità di vita forse più veloce della sua stessa capacità di autocontrollo. A tutti coloro che l’hanno amato, a tutti coloro che pensano che l’uomo diventi adulto quando ritrova la serietà del gioco di un bambino, a tutti coloro che a uno Shakespeare fatto male preferiscono una barzelletta raccontata bene, a tutti costoro vorrei offrire questo spettacolo in omaggio all’arte affabulatoria diWalter Chiari, nell’infinita nostalgia di non averlo mai conosciuto» (Matteo Belli).
In scena il 10 gennaio
Come truffare il prossimo e vivere felici di Paolo Hendel, Francesco Borgonovo e MarcoVicari con Paolo Hendel musiche di Ranieri Sessa eseguite dal vivo produzione Agidi Dopo anni di impegno come giornalista televisivo, Carcarlo Pravettoni, l’industriale cinico e baro, non poteva farsi mancare il teatro. Ed eccolo quindi prendere la parola dai palcoscenici italiani per dispensare le sue ricette anti-crisi, elargire pillole di saggezza e insegnare al prossimo tutti i trucchi del mestiere per vivere bene e in pace con se stessi. Come truffare il prossimo e vivere felici è la guida indispensabile per uscire dalla recessione e affrontare le sfide della società globalizzata, per trovare preziose indicazioni su come arredare l’ufficio, scegliere la segretaria, educare i figli, legittimi e no, e licenziare i propri dipendenti. Più “culturalmente impegnato” di quando, anni fa, fece il suo esordio a Mai dire gol, Pravettoni terrà anche lezioni di letteratura e di alta finanza, a modo suo.
In scena il 12 febbraio Anche ad Argenta il 6 marzo
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cartellone prosa Bagnacavallo Teatro Goldoni piazza della Libertà, 21 Tel. 0545 64330 Inizio spettacoli ore 21
Una famiglia quasi perfetta di e con Carlo Buccirosso produzione Enfi Teatro Una coppia normale, come tante. Si conoscono da poco ma sono innamorati e desiderosi di mettere al mondo un bambino. Esami, controlli, analisi, tutto in regola, ma il bambino tarda ad arrivare. Spermatozoi pigri e, allora, si rivolgono al guru dell’inseminazione artificiale e se il bambino non arriverà, «andremo avanti lo stesso, col nostro amore e i nostri progetti». Ma il guru è lì che li rassicura, anzi dà loro la certezza di diventare genitori. E, infatti, un giorno arriva lui, il figlio tanto atteso. Ma…
In scena il 20 novembre
Il mondo non mi deve nulla
riflessione sul senso che diamo alle nostre vite, sul peso del caso e della nemesi, sulla libertà di scelta delle nostre coscienze.
In scena l’8 dicembre Anche a Faenza dal 12 al 14 dicembre e a Cervia il 20 e il 21 febbraio
Enrico IV di Luigi Pirandello con Franco Branciaroli e con Melania Giglio, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti,Tommaso Cardarelli, ValentinaViolo, Daniele Griggio, Sebastiano Bottari, Andrea Carabelli, Pierpaolo D’Alessandro, Mattia Sartoni produzione Teatro de Gli Incamminati e CTB Teatro Stabile di Brescia Franco Branciaroli, dopo i recenti successi ottenuti con Servo di scena, Il Teatrante e Don Chisciotte, continua la sua indagine sui grandi personaggi del teatro portando sulla scena l’Enrico IV, dramma in 3 atti di Luigi Pirandello, scritto nel 1921 e rappresentato per la prima volta il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano. Considerato il capolavoro teatrale di Pirandello insieme a Sei personaggi in cerca di autore, Enrico IV è uno studio sul significato della pazzia e sul tema, caro all’autore, del rapporto, complesso e alla fine inestricabile, tra personaggio e uomo, finzione e verità.
In scena il 12 dicembre Anche a Ravenna dal 5 all’8 marzo
Nuda proprietà di Massimo Carlotto con PamelaVilloresi e Claudio Casadio regia di Francesco Zecca produzione Teatro e Società - Accademia Perduta/Romagna Teatri - C.S.S. Udine Il cuore di Rimini pulsa tranquillo in attesa dell’arrivo chiassoso dei turisti. Adelmo, un ladro stanco e sfortunato, nota una finestra aperta sulla facciata di una palazzina ricca e discreta. La tentazione è irresistibile e conduce l’uomo a trovarsi faccia a faccia con Lise, la stravagante padrona di casa, una croupier tedesca in pensione. Nessuno dei due corrisponde al ruolo che dovrebbe ricoprire e in una spirale di equivoci, eccessi, ironia e comicità si sviluppa un rapporto strano, bizzarro ma allo stesso tempo complesso e intenso sul piano dei sentimenti. Adelmo cerca di arginare la precarietà che lo sta allontanando da un’esistenza normale, Lise invece è convinta di non avere più crediti da riscuotere dal mondo intero e sogna che Rimini si stacchi dalla terra e vada alla deriva per l’eternità. Due personaggi infinitamente lontani, nulla li accomuna, eppure entrambi cercano il modo di essere compresi e amati dall’altro. Questa pièce teatrale è una
di Lidia Ravera tratto dal romanzo Piangi pure di Lidia Ravera (ed. Bompiani) con Lella Costa e Paolo Calabresi e con Claudia Gusmano, Marco Palvetti regia di Emanuela Giordano produzione La Contemporanea Innamorarsi a 60 anni è una sfida, una forma d’arte, un capolavoro. È la vittoria della libertà contro gli stereotipi. Iris, contro ogni logica, si innamora di Carlo e Carlo di Iris. Lui non subito, dopo un po’, ma va bene così.Tutto comincia con una stanza in subaffitto. Iris la offre a Carlo, psicanalista sfrattato dal pianoterra. Intanto lei, rimasta senza un soldo, vende
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in nuda proprietà la casa. Dissipatrice accanita, senza pensione, non ha altra scelta che cedere il suo unico bene al migliore offerente, fingendosi molto più malandata di quello che è. Il miglior offerente è senza scrupoli e una nipotina bella e nullafacente fa irruzione proprio quando Iris e Carlo capiscono che sta succedendo qualcosa di imprevedibile. Mentre Carlo scopre di essere malato, Iris si accorge che non può più fare a meno di lui, della sua intelligenza, della sua ironia, della sua capacità di decifrare la vita per quello che è. Carlo è affascinato da questa donna incasinata e vitale, che si espone, si dichiara, senza farsi mortificare dalle convenzioni. Decidono di vivere insieme tutto ciò che resta da vivere.
In scena il 9 gennaio Anche a Cervia il 7 e l’8 gennaio e a Imola dal 13 al 18 gennaio
Donne che corrono dietro ai lupi di DeboraVilla, Francesca Micardi, Alessandra Torre con DeboraVilla produzione Agidi Lo spettacolo di DeboraVilla è un viaggio, un vagabondare tra storia antica e recente, tra favole e cronache, tra cinema e canzoni per provare a capire qual è la situazione della donna ai giorni nostri, se è davvero cambiata dai tempi delle caverne o ci sono ancora inquietanti analogie con le sue sorelle preistoriche. Per rispondere agli annosi quesiti che girano intorno all’universo femminile e la sua misteriosa evoluzione da Adamo ed Eva a oggi, DeboraVilla ci accompagna in un percorso fatto di microracconti ironici e taglienti, una brillante arringa in difesa dell’affermazione della donna, a dimostrazione del fatto che forse il sesso debole oggi giorno non sia più quello femminile.
ta. E mentre noi lavoravamo alla “parabola dei fratelli calciatori”, sulle macerie del sistema dei partiti avanzava il “nuovo” di Arcore: calcio e televisioni, mito e arroganza della ricchezza. Faceva venire i brividi, quella “new fantasy”, così vecchia e stantia, così orribile, anche se riverniciata dal sorrisetto dell’imbonitore, nel suo disprezzo per l’umano e le sue ferite. E allora scattò come un cortocircuito tra il sogno dell’infanzia e l’Italia che credeva di uscire dalla palude della corruzione politica» (Marco Martinelli).
In scena il 19 febbraio
Carta canta di e con Ennio Marchetto produzione Terry Chegia Ennio Marchetto è un artista unico. Il suo spettacolo non ha confini, piace ovunque e ad un pubblico assolutamente eterogeneo dai 7 ai 70 anni. Non è facile spiegare cosa esattamente succede durante un suo spettacolo. Ci sono dei costumi di carta che raffigurano grandi cantanti e grandi personaggi italiani e stranieri; dietro c’è lui, straordinario performer, a dar vita a questi costumi ripetendo movenze e tic di questi personaggi, rendendo tutto esilarante. Ma non è solo questo. Come per i più grandi trasformisti, la forza dello spettacolo sta nella straordinaria velocità con cui Ennio Marchetto muove i costumi, li apre, aggiunge particolari disegnati e parrucche di carta. Da Tina Turner a Mina, da Vasco Rossi a Pavarotti… e fra i nuovi personaggi: Lady Gaga, Giusy Ferreri, OrnellaVanoni… sono solo alcuni dei numerosi costumi a cui dà vita Marchetto, in uno spettacolo che è una vera Babilonia di musica, teatro e creatività.
Cucina di pesce Piatti di carne della tradizione rivisitati Proposte vegetariane Cantina con vini nazionali e internazionali
In scena il 5 marzo
Lavori in corso
In scena il 7 febbraio
Incantati Parabola dei fratelli calciatori di Marco Martinelli e con Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Michela Marangoni, Laura Radaelli regia di Marco Martinelli musiche di Simone Marzocchi produzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro «Ho scritto e messo in scena Incantati nel 1994. Avevo in mente il calcio della mia infanzia, era quella vita “incantata” che volevo ritrovare: quello spicchio di prato verde tra il cemento, il piacere del corpo in corsa, il sudore, il sole, il cielo azzurro, la gioia del gioco e dell’amicizia. Ma poi, lavorando con le Albe, e inventandoci una storia ambientata nei campetti di calcio della periferia romagnola, veniva fuori l’infanzia in quel fine secolo para-professionistico di certi allenatori applicato a chi ancora andava alle scuole elementari, nell’attenzione morbosa al denaro. Un mondo non più incantato, ma messo all’incanto: in vendi-
di Ale & Franz e Antonio De Santis con Ale & Franz produzione ITC 2000 Lo spettacolo che Ale e Franz portano in scena è la conferma della loro suggestiva comicità; un recital nel quale alternano i momenti più significativi della loro carriera a nuove intuizioni del loro rapporto artistico. La comicità di Ale e Franz raccoglie in sé l’antica eredità delle grandi coppie della storia comica italiana che, battuta dopo battuta, sempre intelligenti, mai scontate o banali, riesce ogni volta a centrare l’obiettivo: fare ridere il pubblico intrappolandolo in una corsa senza fiato che sfocia nel puro nonsenso.
In scena il 27 marzo
RAVENNA centro storico - via Mentana, 23 tel. 0544 34957 - cell. 391 4656462 e-mail: abboluca79@gmail.com
aperto dalle 19:30 alle 24:00 sabato - domenica - festivi anche a pranzo chiuso il lunedì
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cartellone prosa Russi Teatro Comunale
al 23 novembre
via Cavour, 10 tel. 0544 587641
Cyrano de Bergerac
Inizio spettacoli ore 20.45
Il malato immaginario di Molière con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti e Lucia Socci adattamento, ideazione dello spazio, costumi di Ugo Chiti Dire che Il malato immaginario come tutti i classici parla apertamente all’oggi è quasi una banalità, ma certo l’ossessione ipocondriaca di Argante, la sua bulimia medicinale ci sembrano paradigmatiche di atteggiamenti apertamente contemporanei, come del resto la sua vulnerabilità ai raggiri degli esperti e dei dottori, che sono senza dubbio caratteristica della nostra società dove abbondano millantatori e maghi, ma dove i rimedi sono spesso peggiori dei mali. E se la nostra storia è la dimostrazione stessa dell’assunto edoardiano che “gli esami non finiscono mai” ci accingiamo a quest’ennesima prova forti dell’esperienza fatta attraverso le messe in scena delle riscritture di Ugo Chiti che ci guideranno in questa occasione mediando tra la necessità di restituire la grande commedia molieriana nella sua integrità e l’esigenza di giocare attraverso i suoi personaggi una partita vicina alle nostre corde più popolari e radicate in un territorio teatrale dalle forti connotazioni linguistiche e poetiche.
In scena l’11 novembre
Il cappotto diVittorio Franceschi liberamente ispirato all’omonimo racconto di Gogol’ conVittorio Franceschi, Umberto Bortolani, Marina Pitta, Federica Fabiani, Andrea Lupo e Giuliano Brunazzi regia di Alessandro D’Alatri Uno dei racconti più famosi di tutta la letteratura mondiale rivive sulla scena grazie all’autore e attoreVittorio Franceschi e ad Alessandro D’Alatri, regista diviso tra cinema, teatro e pubblicità, che torna a collaborare con l’Arena del Sole e con Franceschi dopo il successo del Sorriso di Daphne. Il cappotto racconta la storia di un innocente, o per meglio dire di un uomo semplice colpito da uno speciale accanimento del destino. È la storia della maggioranza degli esseri umani, dei “copisti della vita” i quali mandano avanti il mondo pur subendone le violenze e gli insulti, e ripetendone all’infinito le parole e gli usi, i sentimenti e i desideri, i sogni e i naufragi.
In scena il 24 novembre Anche a Lugo dal 20
di Edmond Rostand con Jurij Ferrini, Ilenia Maccarrone, Raffaele Musella, Fabrizio Careddu, Lorenzo Bartoli, Andrea Fazzari e Luca Cicolella regia di Jurij Ferrini «Attraverso Cyrano, – scrive Jurij Ferrini – Edmond Rostand si rivolgeva, secondo il ricordo del figlio Maurice “ad una generazione senza più alcuna fede. I giovani che ascoltavano i colpi inferti all’animo di Cyrano, e che si consolavano con il suo pennacchio, erano già i condannati del 1914”. Rostand diede loro la forza di morire senza disperarsi. Non potendo impedire che morissero da martiri, gli diede il coraggio di essere eroi; ed è per questo che Cyrano de Bergerac è qualcosa di più di una commedia eroica in cinque atti: essa è un vero e proprio inno romantico al valore. [...] Fin dal suo esordio, la storia di Cyrano divenne il simbolo stesso di una resistenza mai sopita, la pièce di Rostand conobbe una celebrità immediata, destinata a durare nel tempo. Riportarla sul palco oggi, qui, in Italia, significa premiare con un gesto d’amore quella resistenza di cui siamo stati capaci… dar valore a tutti i nostri sacrifici quotidiani». In scena il 9 gennaio
Amadeus di Peter Shaffer con Tullio Solenghi, Aldo Ottobrino, Roberto Alinghieri, Arianna Comes, Davide Lorino, Elisabetta Mazzullo e Andrea Nicolini regia di Alberto Giusta Amadeus è il titolo della pièce teatrale in due atti scritta da Peter Shaffer nel 1978, da cui è stato successivamente tratto l’omonimo film del 1984 diretto da Milos Forman, che ebbe grandissimo successo. Il dramma racconta il tentativo del compositore italiano Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell’odiato avversarioWolfgang Amadeus Mozart. Shaffer scrive la pièce traendo spunto dal dramma di Puskin intitolato Mozart e Salieri in cui quest’ultimo per gelosia e invidia avvelena Mozart. Nel
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testo di Shaffer non vi è unità di tempo e di luogo. L’ambientazione cambia vertiginosamente dalla fine del ’700, periodo in cui Mozart preceduto dalla sua fama incontra Salieri a Vienna, al primo ventennio dell’800 nel quale Salieri, ormai vecchio e malato mette in giro la voce infondata di aver assassinato Mozart nel 1791. Perché? Per essere ricordato anche lui dai posteri! Se non come musicista almeno come assassino!
Qualcosa rimane Collected Stories
In scena il 22 gennaio
Giorgio Diritti dà vita a tre momenti legati da un sottile fil rouge e da una serie di scambi di immagini, rimandi, sonorità. Il risultato è un confronto serrato in cui il tema dell’amicizia e la rivalità tra la scrittrice affermata e insegnante di letteratura e la sua giovane allieva viene affrontato con rigore e franchezza richiamando alla mente (in un altro ambito) un altro scontro generazionale: il famoso Eva contro Eva. Una regia attenta fa emergere la storia delle protagoniste attraverso il semplice gioco teatrale, scevro da “effetti” e sovrastrutture. Un lavoro quasi completamente incentrato sulle interpreti e sulla capacità di far immedesimare subito il pubblico fino ad astrarsi completamente da esso e pensare di essere liberi di aprire la mente ad un dialogo intimo, ravvicinato.
Prigioniero della seconda strada di Neil Simon con Maurizio Casagrande,Tosca D’Aquino e Adriano Giraldi regia di Giovanni Anfuso Il prigioniero della seconda strada è di sorprendente attualità ed ha per oggetto una piccola famiglia aggredita dalla crisi economica. Lui, il marito, è un piccolo uomo onesto; lei, la moglie, una donna coraggiosa che sa volare alto, come solo le donne sanno fare. La pièce prende il via in una serata estiva, tremendamente calda, a NewYork. Sul divano di casa sua, sulla Seconda Strada, Mel non riesce a dormire a causa di una serie di irresistibili ed esilaranti nevrosi scaturite dal troppo caldo fuori e dal troppo freddo dentro, da un condizionatore rotto e perennemente fermo a 4°, dallo sciacquone difettoso del gabinetto, da vicine rumorose e decisamente libertine, da cani che abbaiano e da vicini che si lamentano proprio del suo lamentarsi. A fare da contraltare al protagonista, l’affettuosa moglie Edna che, cercando di carpire al marito la causa vera di tanta insoddisfazione, tenta di tranquillizzarlo, in qualche modo, visto che il lavoro, ormai, non lo affascina più. Ma del resto non può affascinare un lavoro che non c’è!
In scena il 3 febbraio
Tutto Shakespeare in 90 minuti di Adam Long, Daniel Singer e JessWinfield ideazione e progetto PaoloValerio con Alessandro Benvenuti, Nino Formicola e Francesco Gabbrielli regia di Alessandro Benvenuti
di Donald Margulies (Vincitore Premio Pulitzer 2010) con Monica Guerritore e Carolina Crescentini regia di Giorgio Diritti
In scena il 27 marzo
La morte e la fanciulla
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di Ariel Dorfman con Elena Bucci, Marco Sgrosso e Maurizio Cardillo elaborazione e regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso
Dopo un interminabile successo a Londra, prima nei teatri off e in seguito per quasi un decennio da record al Teatro Criterion di Piccadilly Circus ed ancora in tour da più di vent’anni, per la prima volta in Italia, lo spettacolo che ha divertito fino alle lacrime decine di migliaia di spettatori di tutto il mondo. Una sfida teatrale ai limiti dell’incredibile: come condensare l’opera omnia del Bardo, 37 opere, in 90 minuti? O raccontare l’Amleto in 43’’? L’idea di Adam Long, Daniel Singer e JessWinfield, nella traduzione di PaoloValerio e con l’adattamento di Alessandro Benvenuti, anche regista, è stata affidata, in questa ripresa, a due grandi attori, Alessandro Benvenuti e Nino Formicola, che con la loro ironia e il loro stile unico e divertente hanno raccolto la sfida.
Siamo in una casa sospesa tra mare e cielo, solitaria e serena. In una notte di pioggia una donna aspetta che il marito ritorni dopo avere svolto un importante incarico politico, nel nuovo governo democratico che finalmente ha preso il posto di quello che, attraverso la violenza della tirannia, ha soffocato l’intero paese per anni, perpetrando crimini contro l’umanità che soltano ora, con fatica, si stanno lentamente rivelando. Il marito porta con sé una nuova conoscenza, un uomo gentile e intelligente che ha avuto un guasto alla macchina. Nel nuovo clima disteso e amichevole generato dal nuovo respiro di speranza che permea tutto il paese, è naturale invitare in casa il nuovo arrivato, in attesa di capire come si possa riparare l’auto e riprendere il viaggio, nonostante il temporale, l’ora tarda e il luogo isolato. Un suono, una vibrazione della voce, scatenano una serie di reazioni emotive a catena che trasformano una serata apparentemente tranquilla in un viaggio nel tempo, nella storia e nelle profondità dell’animo umano alla ricerca delle ragioni che trasformano, di volta in volta, in vittime o carnefici, traditi o traditori.
In scena il 9 marzo
In scena il 15 aprile
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cartellone prosa Conselice Teatro Comunale Via Selice 125 Tel. 348 7095919 Inizio spettacoli ore 21
Il Mercante di Venezia
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di William Shakespeare con Silvio Orlando e la Popular Shakespeare Kompany Andrea Di Casa, Fabrizio Contri, Milvia Marigliano, Simone Luglio,
Elena Gigliotti, Nicola Pannelli, Fulvio Pepe, Sergio Romano, Barbara Ronchi, Roberto Turchetta, Ivan Zerbinati regia di Valerio Binasco musiche originali Arturo Annecchino Nella messa in scena di Valerio Binasco si indaga profondamente nelle categorie di “bene” e di “male” fino a rimescolarle: fondamentale diventa allora lo scontro tra una moltitudine di uguali – i cristiani di Antonio –, e il singolo diverso – l’ebreo Shylock. Il male c’è, ma è il denaro in sé. «Nel Mercante, tutto gira intorno a un gruppo di amici – spiega nelle note di regia Binasco –. Gli eroi di questa storia non sono degli eroi. Stanno in seconda e terza fila nella vita. Ma hanno delle inquietudini. Una spinta che li porta al gesto rischioso.Tuttavia, il fatto che siano sempre avventure condivise con gli amici fa di loro degli eroi un po’ paesani, creatori di aneddoti più che di leggende. Il testo appare dunque come “una cupa controfavola”, una storia che sembra una favola, ma che fa sorridere solo gli adulti, perché han perso ogni speranza. Noi non dobbiamo cedere a questa tentazione – continua il regista –. Anzi: noi dobbiamo fare del Mercante una grande favola, e una festa del teatro. Cioè della speranza».
di Francesco Freyrie e Andrea Zalone con Vito e Claudia Penoni regia di Daniele Sala Ogni martedì alle 18, nello studio di una psicoanalista, si presenta un uomo affetto da un curioso disturbo di multi-personalità. Un giorno assume le sembianze di un postino, un altro le sembianze di un vescovo, un altro ancora quelle di Batman. L’uomo cambia in continuazione, come un camaleonte, spinto da una necessità impellente: realizzare desideri. E per farlo scivola da una personalità all’altra per aggiustare piccole storture, per esaudire quei sogni minimi che la società e la politica non riescono più ad avverare. Inizia così la più folle, comica, favolosa seduta psicoanalitica che possiate immaginare.
In scena il 12 dicembre
Twiribò, l’energia e l’integrità della terra
In scena il 24 novembre
Ogni martedì alle 18
di Bruno Casadio
TAXI MERCI Corriere espresso nazionale Ritiro e consegna in giornata nelle province di RA-RN-FC-BO Automezzi adibiti al trasporto medicinali e alimenti UFF. E SEDE LEGALE Madonna dellʼAlbero (RA) - Via Cella, 173 Tel. e Fax 0544.497563 Cell. 339.8299089 Albo Imprese Artigiane n. 61494 - Albo Autotrasportatori n. 4406261
di e con Olivia Ferraris e Milo Scotton regia di Giorgio Donati scenografie Martino Canavese, Chandy De Falco, Massimiliano Colangelo costumi Colomba Ferraris In un laboratorio perso in un futuro non troppo lontano, uno scienziato e il suo garzone, con esperimenti magnetici, danno vita a piccole e potenti energie esplosive e incontrollabili. Una corsa sfrenata verso la realizzazione di una grande quanto improbabile impresa: recuperare il deterioramento di un intero ecosistema! Una corsa contro il tempo: dalla tensione nasce l’incidente, sgorga l’imprevisto, esplode la comicità. Liberamente ispirato alla vita e alle opere di Nikola Tesla, lo scienziato che “inventò” il XX secolo, lo spettacolo rappresenta un delicato equilibrio tra circo e teatro, tale da creare un intenso sistema di movimento tra acrobazie mozzafiato e parole, equilibrismi e musica, luci e scenografia. Senza mai dimenticare il piacere del “gioco” del teatro, inteso come una drammaturgia vivace che sostenga le azioni sceniche e trasporti metaforicamente il pubblico sul palco per condividerne le emozioni, i dubbi, i sospiri e il “pathos”.
In scena il 23 dicembre
Le Beatrici di Stefano Benni con Valentina Chico, Elisa Benedetta Marinoni, Beatrice Pedata, Gisella Szaniszl,Valentina Virando regia di Stefano Benni & Collettivo Beatrici Nel circo della fantasia il travestimento è d’obbligo e i cliché femminili vengono smontati dando vita a donne che scoprono la propria natura più profonda: una suora senza freni, una donna in attesa, una manager senza scrupoli, una mocciosa esibizionista, la Beatrice di Dante per nulla angelicata, una licantropa romantica. Un modo di fare teatro graffiante e diretto, che invita a sorridere ma soprattutto a riflettere sulla complessità della figura femminile, rompendo gli schemi dell’immaginario comune. Infatti nel rifrangersi degli specchi non si capisce più chi sogna e chi è sognato: domina l’ambiguità, percorsa da fremiti di tragicommedia e da pennellate di sapiente ironia. La messa in scena asseconda lo stile ironico e surreale che contraddistingue la scrittura di Stefano Benni e si svolge in un mondo astratto dove le attrici giocano al travestimento, in bilico tra i generi, cavalcando di volta in volta le punte di sberleffo comico, i tagli di luce gelida e spietata sulla realtà, l’arrovellarsi del linguaggio nelle mode lessicali più estreme del nostro tempo, i respiri di poesia. Insieme ai personaggi, gli intermezzi creano un’atmosfera onirica dove ogni cosa non è mai ciò che appare e ogni affermazione viene felicemente negata, non tanto per far emergere l’eterna dialettica maschilefemminile, quanto a sottolineare l’esilarante e spietato racconto della cacofonia della vita contemporanea in cui tutti siamo immersi con crescente e pericolosa assuefazione.
In scena il 7 gennaio Anche ad Argenta il 6 marzo
Canto del popolo che manca
con Marco Revelli, Eugenio Allegri, Beppe Rosso regia di Beppe Rosso L’ultimo libro di Nuto Revelli, pubblicato da Einaudi a gennaio 2014, e da Antonella Tarpino, si presenta come un grande canto corale di un popolo. La serata riporta alla luce alcuni lampi di questo
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canto epico che ha radici millenarie e che fu spazzato via in poche decine di anni dalla cultura industriale. La serata è un viaggio dentro il libro, un ragionare intorno ad un mondo, ad un popolo che non c’è più; con la testimonianza diretta del figlio Marco Revelli, commenti, letture interpretate e spezzoni di film e audio originali con la voce di Nuto. Una “Veglia” (Vija) come quelle riportate dalle testimonianze, dove nelle sere d’inverno la gente si riuniva per raccontare ed ascoltare storie. Non si parla di nostalgia ma semplicemente di far risuonare quelle voci legate indissolubilmente al territorio, che in questo caso è quello del sud Piemonte, ma che potrebbe essere assolutamente analogo a quello di qualsiasi altra regione d’Italia di quel periodo. Una “Spoon River” contadina dove immancabilmente emerge una certa attualità: l’oggi e quel tempo antico. Un secolo circa è passato da quel mondo caratterizzato da una moltitudine di gente che viveva in povertà e da una ristretta cerchia di ricchezza. Dopo un secolo, ed esaurita l’iperbole del progresso industriale, ci ritroviamo in una società nuovamente diretta verso questa condizione: pochissimi ricchi e una moltitudine di poveri. Ma una povertà senza più una possibile epica narrabile se non con senso di sconfitta. Per non parlare di economia sostenibile ed ecologica del territorio che ci fa apparire paradossalmente interessante il “canto” di quel popolo. E allora da quel popolo perduto e che manca, qualcosa si può ancora imparare.
In scena il 24 gennaio
Bestiale... quel giro d’Italia!
di Maurizio Garuti con Ivano Marescotti accompagnamento musicale Daniele Furlati Il Giro d’Italia del 1914 fu il più massacrante della storia ciclistica, con tappe di oltre 400 chilometri, che partivano di notte e si concludevano la notte successiva. Lo vinse Alfonso Calzolari, l’unico bolognese che è riuscito a portare la maglia rosa sotto le due torri. Fu ciclismo “eroico” nel senso più pieno, con i corridori sottoposti a fatiche inenarrabili, a specchio di un’Italia contadina e bracciantile che in quella corsa trovò gli interpreti della propria condizioni di vita. Alla vigilia, non casuale, di un cataclisma come la Prima Guerra
Mondiale. Ivano Marescotti, accompagnato al pianoforte da Daniele Furlati, dà vita a una interpretazione esilarante e allo stesso tempo drammatica.
In scena il 14 febbraio
Ferite a morte
di Serena Dandini con Lella Costa, Orsetta de’ Rossi, Giorgia Cardaci, Rita Pelusio regia Serena Dandini aiuto regia Francesco Brandi collaborazione ai testi Maura Misiti Una co-produzione: Mismaonda srl – La Contemporanea srl Serena Dandini ha attinto dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. Per una volta, sono loro a parlare in prima persona. Come in una Spoon River del femminicidio, ognuna racconta la sua storia là da dove si trova ora e riprende vita e spessore, uscendo finalmente da una catalogazione arida e fredda. Serena Dandini ha scritto una breve storia per ciascuna di loro, pensata in chiave teatrale per sensibilizzare, attraverso il linguaggio della drammaturgia, le istituzioni italiane e l’opinione pubblica circa un fenomeno dai dati ancora incerti, ma che comporta in Italia – come ci raccontano le rare statistiche – una vittima ogni due, tre giorni. La scena teatrale è sobria: un grande schermo rimanda filmati ed immagini evocativi, la musica accompagna le donne a raccontare la loro storia assieme agli oggetti che hanno caratterizzato la loro tragica avventura. Sul palco, ad interpretare le vittime, quattro donne che si alternano a dare voce a queste storie, in uno spettacolo teatrale drammatico, ma giocato a contrasto su un linguaggio leggero e coi toni ironici e grotteschi propri della scrittura di Serena Dandini. Oltre alle quattro attrici, di volta in volta, parteciperanno alcune donne in rappresentanza della società civile nel territorio di rappresentazione.
In scena il 17 marzo Anche a Faenza il 18 marzo
_Aperto a pranzo per colazioni di lavoro. Ideale la sera, per cene intime, in una romantica atmosfera_ LE NOSTRE SPECIALITÀ Cucina del territorio rivisitata, specialità di carne e pesce, pane fatto in casa, preparazione a base di foie gras e tartufi in stagione, formaggi d’alpeggio con mostarde e confetture, ampia selezione di vini nazionali
Una tessera gastronomica nella mosaicale creatività di Ravenna www.alboschettoravenna.com San Michele (RA) Via Faentina 275 - Tel. 0544.414312 CHIUSO IL GIOVEDÌ
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cartellone prosa Argenta
Prestigi
italiano) e di errori ripetuti all’infinito. Della serie la realtà supera la finzione... Indicato per spiriti beffardi.
In scena il 6 febbraio
Teatro dei Fluttuanti via Pace, 2 tel. 0532 805344 Inizio spettacoli ore 21
Un comico fatto di sangue di e con Alessandro Benvenuti regia di Alessandro Benvenuti
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Una commedia in cinque atti rapidi e incisivi dove nessuna parola è messa lì per caso. Una drammaturgia sorprendente nella sua semplicità. Dal 2000 al 2015, passando attraverso cinque momenti chiave o testimonianze, l’autore narra il progressivo degenerare dei rapporti di una famiglia composta da un marito, una moglie, due figlie e qualche animale... di troppo. E più i fatti, via via che il tempo passa, si fanno seriamente preoccupanti, e più, nel raccontarli, diventano, per chi li ascolta, divertenti. È il comico, che essendo fatto di sangue non rinuncia neppure di fronte a un dramma al piacere di poter piacere a chi lo ascolta? O è il fatto di sangue in sé che nonostante la sua tragicità diventa a suo modo comicamente sorprendente?
In scena il 17 ottobre
Il grande ritorno della signora Coriandoli... e famiglia di e con Maurizio Ferrini Maurizio Ferrini si è acquattato nell’ombra per qualche tempo. Un’ombra riflessiva (ha scritto un romanzo, progettato un film e altro) e calda di relazioni. Dalla quale ritorna a prender luce con i suoi personaggi indimenticabili, protagonisti di “Quelli della notte” e di una intera era della nuova comicità. Si sono affiancati ai più noti nuovi personaggi, fra i quali spicca il figlio della Signora Coriandoli, mago del web, noveau philosòphe della scena contemporanea.
Le novelle sono la forma più fluida, più immediata e potenzialmente più ricca di libertà e immaginazione con cui Pirandello amava esprimersi, e proprio questa scrittura ha regalato al suo teatro le vicende e i personaggi di molte pièces. In questa serata alcune di queste creature si approprieranno di tutto lo spazio del teatro, dal palco alla platea, per far vivere agli spettatori l’impressione di essere dentro allo studio di Pirandello, testimoni e strumento di un confronto serrato e appassionato. Il protagonista, che fin dall’inizio osserva e studia la vita negli altri, racconterà con lucidità e apparente distacco la sua condizione sospesa tra un passato difficile da abbandonare e un futuro che vuole allontanare più che può, tra una vita di affetti e speranze e un presente che vuole vedere inutile e vacuo, per soffrire di meno quando sarà il momento di morire.
In scena il 7 novembre
Nessun attore può venire da Bagnacavallo di e con Ivano Marescotti Dopo 30 anni di onorata attività, Ivano Marescotti tira le somme e ci racconta la storia incredibile ma vera di come anche a Bagnacavallo possa nascere un attore: dalla segheria del paese fino alla Hollywood di Ridley Scott, dalle storie romagnole alle vicende del cinema, dal sole italiano alle stelle d’America. Il pubblico potrà conoscere le vicende di Ivano, che, ritrovatosi nel mezzo del cammin di nostra vita dopo anni di onorato lavoro, decide di puntare tutto sul bluff: si spaccia per un altro e sostituisce un attore, senza prove, debuttando come protagonista in uno spettacolo teatrale per ragazzi diretto da un ignaro Patrizio Roversi. Ma non si trattava di una vera truffa, poiché da allora Marescotti ha dimostrato, contro ogni profezia decurtisiana, di avere la recitazione nel sangue.
In scena il 21 novembre Anche a Comacchio il 27 febbraio
Eva, diario di una costola con Rita Pelusio
In scena il 24 ottobre
L’uomo dal fiore in bocca e altre novelle
di Luigi Pirandello con EnzoVetrano e Stefano Randisi
«Quando Eva mangiò la mela, non nacque il peccato, ma una splendida virtù: la disobbedienza». E quante sono le regole con cui ogni donna deve fare i conti oggi? Rita Pelusio, attrice-autrice di grande versatilità, incarna una serie di “umane” che nella loro imperfezione raccontano il coraggio di chi ogni giorno combatte per la propria felicità: dall’adolescente che deve ribellarsi per trovare la propria identità, all’anziana innamorata; dalla futura madre di un figlio maschio, alla manager multitasking, alla suora in crisi mistica. Perché la diversità manda avanti il mondo. Perché il paradiso sarà pur perfetto, ma la vita è tutta un’altra cosa. In scena il 28 novembre
Le Beatrici di Stefano Benni conValentina Chico, Elisa Benedetta Marinoni, Beatrice Pedata, Gisella Szanislzò,ValentinaVirando Bottega Rosenguild & Litta Produzioni con Raul Cremona musiche originali suonate dal vivo da Omar Stellacci Torna Raul Cremona: un po’ incantatore, un po’ attore, un po’ commediante, un po’ ciarlatano, ma soprattutto mago! Eccolo riapparire per raccontarci del suo primo incontro con la magia e il palcoscenico, portandoci per mano in un mondo fatto di giochi, macchiette, boutades, canzoni e stralunati personaggi con il suo cilindro pieno di magie e incanti, storie di imbroglioni e imbonitori nati da quel teatro povero di cui è figlio eccellente. Uno spettacolo che diventa un percorso a ritroso nella storia di Raul Cremona: la sua personalissima collezione di tutto ciò che apparteneva ai maghi di un tempo, tentativo magico di ricostruire il passato. In scena il 5 dicembre
Il Testimone scritto da Mario Almerighi e Fabrizio Coniglio con Bebo Storti e Fabrizio Coniglio Un uomo colto, appassionato di letteratura e di musica,amante della libertà, innamorato del mare, fa il magistrato. Lo ispira una grande insofferenza per l’ingiustizia ed un profondo amore per chi la subisce. Giacomo Ciaccio Montalto è il primo magistrato che si impegna con grande professionalità contro la mafia del trapanese, legata a filo doppio con quella americana. Storia tragi-comica di una trafila di coraggio e di minacce, che porta a un celebre processo per querela contro Andreotti.. vinto dal magistrato. Con la penale pagata, il magistrato acquista una barca... In scena il 23 gennaio
Casta away La tempesta perfetta con Enrico Bertolino Due uomini… due individui disperati e spersi in mezzo al mare naufragati su un’isola di rifiuti.Visione beckettiana in chiave leggera: Bertolino e il maestro Ciavarella si punzecchiano, provocano e constatano con amaro e incredulo sgomento quanto la nostra penisola sia rimasta sempre la stessa malgrado tutto! Il comico diventa story teller, Bertolino con benevola e amara complicità ci racconta la nostra Italia attraverso una tragicomica sfilata di personaggi (pagliacci autoritari votati dal popolo
Nel circo della fantasia il travestimento è d’obbligo e i cliché femminili vengono smontati dando vita a donne che scoprono la propria natura più profonda: una suora senza freni, una donna in attesa, una manager senza scrupoli, una mocciosa esibizionista, la Beatrice di Dante per nulla angelicata, una licantropa romantica. Un modo di fare teatro graffiante e diretto, che invita a sorridere ma soprattutto a riflettere sulla complessità della figura femminile, rompendo gli schemi dell´immaginario comune. Infatti nel rifrangersi degli specchi non si capisce più chi sogna e chi è sognato: domina l’ambiguità, percorsa da fremiti di tragicommedia e da pennellate di sapiente ironia. In scena il 6 marzo Anche a Conselice il 7 gennaio
Come truffare il prossimo e vivere felici
con Paolo Hendel Ranieri Sessa alla chitarra Dopo anni di impegno come giornalista televisivo, Carcarlo Pravettoni, l’industriale cinico e baro, non poteva farsi mancare il teatro. Ed eccolo quindi prendere la parola dai palcoscenici italiani per dispensare le sue ricette anti-crisi, elargire pillole di saggezza e insegnare al prossimo tutti i trucchi del mestiere per vivere bene e in pace con se stessi. Come truffare il prossimo e vivere felici è la guida indispensabile per uscire dalla recessione e affrontare le sfide della società globalizzata, per trovare preziose indicazioni su come arredare l’ufficio, scegliere la segretaria, educare i figli, legittimi e no, e licenziare i propri dipendenti. Più “culturalmente impegnato” di quando fece il suo esordio a “Mai dire gol”, Pravettoni terrà anche lezioni di letteratura e di alta finanza, a modo suo. Insieme a lui essere disonesti non è mai stato così divertente! In scena il 20 marzo Anche a Cervia il 12 febbraio
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cartellone prosa Comacchio Spettacolo celebrativo dei 20 anni di carriera di uno dei volti più noti di Zelig. Sergio Sgrilli porta in scena tutta la sua arte di musicista e cantante miscelandola con il suo talento comico, per regalare alla platea risate a crepapelle interrotte solo dagli applausi a scena aperta, che da sempre costellano le sue esibizioni. Un percorso che parte dalle origini della sua carriera come musicista cantante, dove colorava i concerti con bat-
Sala Polivalente di Palazzo Bellini via Agatopisto 7 Tel. 349 0807587 Inizio spettacoli ore 21
20 in poppa di e con Sergio Sgrilli
tute e aneddoti degne dei più blasonati autori comici, fino ad arrivare ai veri monologhi da comico, dove l’interprete incanta e si racconta. Straordinariamente coinvolgente, il suo è uno spettacolo interattivo, mutevole, ma con diversi piani di lettura, che riesce a trascinare lo spettatore e ad instaurare con lui un rapporto diretto, dialettico ed entusiasmante. Uno spettacolo davvero completo e coinvolgente, per una serata da non dimenticare.
In scena il 16 gennaio
Le Cronache di Ernia
con Marco Della Noce Un recital comico dove Marco della Noce si racconta attraverso il linguaggio a lui più congeniale: quello dei personaggi. L’armadio diventa una sorta di porta dimensionale per entrare e uscire dalle storie e dalle maschere che hanno reso celebre quest’artista. Un viaggio dove si intrecciano scie colorate: quella rossa della Ferrari, raccontata e vista attraverso gli occhi di Oriano, celebre meccanico della scuderia; quella più rarefatta ed evanescente del microfonista Larsen e della sua vita andata letteralmente “in fumo”, e del capitano dei Nocs, che lo segue come un’ombra... E assieme a loro molti altri. Marco entra ed esce con disinvoltura dai mondi dei suoi personaggi, e ogni volta che lo si vede avvicinare all’armadio si può star certi che è l’ora di partire per un’altra emozionante storia.
In scena il 6 febbraio
Sconcerto rock con Gene Gnocchi L’ultimo esilarante spettacolo di Gene Gnocchi vede il poliedrico artista nelle vesti di “The Legend”, un’anziana rockstar tornata sul palco dopo anni di silenzio, nella speranza di risolvere i suoi problemi economici. Il ritorno sulle scene però si trasforma ben presto in un calvario: problemi audio, insubordinazione dei musicisti, giornalisti della stampa estera che lo mettono alla berlina, il traduttore che lo ridicolizza e il
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Delitto a Teatro
di e con Ivano Marescotti
pubblico che gli contesta le scelte artistiche. Un caleidoscopio di risate e situazioni comiche e imprevedibili vedrà avvicendarsi sulla scena interventi di altri attori e di travestimenti in personaggi improbabili, impersonati dallo stesso Gene.
In scena il 13 febbraio
Nessun attore può venire da Bagnacavallo
«Nessun attore può venire da Bagnacavallo» dice Totò in uno dei suoi tanti film. Invece si può! Dopo anni di recital, Marescotti tira le somme e dopo 30 anni di onorata attività come attore racconta una storia incredibile ma vera: da Villanova di Bagnacavallo lavorando in segheria a fare fondi per le cassette della frutta, a Hollywood con Ridley Scott. Si può fare: “we can” come direbbe chi sa l’inglese, “us pò” come si dice in Romagna. Infine, come direbbe la sua mamma filosofa, di professione “sturéra”: nella vita se non ci fosse da ridere, ci sarebbe da piangere. Lo spettacolo è un viaggio nella vita e nella carriera di Marescotti che, come l’attore ha abituato da tempo i suoi spettatori, spazierà in usi e consuetudini nostrane, facendo ridere e riflettere al contempo.
In scena il 27 febbraio Anche ad Argenta il 21 novembre
Spettacoli Atuttotondo La versatile compagine romagnola spazia con disinvoltura dalla piazza al teatro, dal teatro comico agli spettacoli con grande interazione e coinvolgimento del pubblico; propone da diversi anni con grande successo un format teatrale che sotto forma di atto unico brillante che spazia dal thriller alla comicità, gli spettatori assistono alla risoluzione di un giallo contribuendovi in prima persona. Lo spettatore diviene parte della narrazione, seguendo la storia anche grazie agli indizi disseminati dai protagonisti, che sin dalla prima entrata in scena demoliranno la quarta parete del palco, con continui e irriverenti irruzioni in platea. Lo spettatore diviene così non più unicamente fruitore passivo di uno spettacolo, ma protagonista attivo di un evento performativo che si rinnova ogni sera.
In scena il 6 marzo
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dal 1987
cartellone prosa Imola Teatro Ebe Stignani
Inizio spettacoli ore 21 Sabato ore 15.30 e 21 Domenica ore 15.30
Gigi Proietti, e regista residente di Stage Entertainment per La Bella e la Bestia e Mamma Mia! Protagonista è il giovane Gabriele de Guglielmo, definito dalla critica stella nascente del teatro musicale, ancora nei panni di Don Silvestro, il prete che riceve una telefonata di Dio in persona, che gli annuncia l’arrivo di un nuovo diluvio universale.
Frost/Nixon
In scena dal 31 dicembre al 6 gennaio
via Verdi, 1 Tel. 0542 602600
di Peter Morgan con Ferdinando Bruni e Elio De Capitani regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani In Frost/Nixon si racconta il primo caso storico di giornalismo-spettacolo: il duello tra il giornalista britannico Frost e il Presidente americano Nixon, terminato con l’ammissione di colpa di Nixon sullo scandalo delWatergate, una confessione ottenuta nelle ultime battute di una lunga serie di interviste televisive rilasciate nel 1977. Il Teatro dell’Elfo e il Teatro Stabile dell’Umbria producono questo spettacolo che ha debuttato il 18 ottobre 2013 a Milano. Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani da molto tempo non si sfidavano in un duello così intenso, cesellando due interpretazioni magistrali. Il palco si trasforma in uno studio televisivo degli anni Settanta, dove rivive un evento mediatico ineguagliato. La serie di quattro interviste che David Frost ottenne da Richard Nixon, pagandogli un ricchissimo cachet, sono passate alla storia non solo per lo scoop della confessione, ma anche per l’incredibile costruzione del progetto, respinto dalle reti televisive ufficiali.
In scena dal 25 al 30 novembre Anche a Ravenna dal 14 al 17 gennaio
Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini con Gabriele de Guglielmo regia di Fabrizio Angelini
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Dopo lo straordinario successo di critica e pubblico nella passata stagione, la Compagnia dell’Alba, in co-produzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, porta nuovamente in scena la leggendaria commedia musicale di Garinei & Giovannini, scritta con Iaia Fiastri, con le musiche di Armando Trovajoli e le coreografie originali di Gino Landi, nella sua prima edizione professionale autorizzata da autori ed eredi dopo le cinque precedenti di esclusiva del Teatro Sistina di Roma. Concepito come omaggio all’edizione degli anni ’70, lo spettacolo vede la regia e le coreografie originali riprodotte da Fabrizio Angelini, regista di alcuni tra i più importanti spettacoli musicali degli ultimi anni (Bulli e Pupe, Rent, Francesco il musical, Jesus Christ Superstar, Aladin, W Zorro...), coreografo e performer di numerosi lavori per la Compagnia della Rancia e per
Nuda proprietà
di Lidia Ravera con Lella Costa e Paolo Calabresi regia di Emanuela Giordano Innamorarsi a 60 anni è una sfida, una forma d’arte, un capolavoro. È la vittoria della libertà contro gli stereotipi. Iris contro ogni logica si innamora di Carlo e Carlo di Iris. Noi rideremo con loro e piangeremo per loro, a scene alterne e anche nella stessa scena. Usciremo da questa commedia più leggeri e agguerriti, con il sorriso sulle labbra, felici di aver celebrato tutti insieme un rito propiziatorio, una festa alla forza e alla fragilità umana. Questa nuovissima produzione – una commedia a quattro personaggi scritta da Lidia Ravera e diretta da Emanuela Giordano – rappresenta un temporaneo allontanamento di Lella Costa dagli appassionati monologhi che il nostro pubblico ha applaudito nelle scorse stagioni. È un testo agrodolce sull’amore che viene vissuto come una sfida, una vittoria contro gli stereotipi.
In scena dal 13 al 18 gennaio Anche a Cervia il 7 e l’8 gennaio e a Bagnacavallo il 9 gennaio
Assassinio sul Nilo di Agatha Christie conViviana Toniolo e Stefano Messina regia di Stefano Messina Tornano a Imola gli amatissimi Attori & Tecnici, aliasViviana Toniolo, Stefano Messina, Annalisa Di Nola,diretti da Stefano Messina. Dopo i successi di Trappola per Topi e Tela del ragno, continua il felice sodalizio con Agatha Christie della storica compagnia romana che questa volta porta in scena uno dei titoli più famosi della straordinaria giallista britannica. Agatha Christie è la giallista più famosa di tutti i tempi: autrice di ottanta romanzi e tradotta in 45 paesi, ha venduto
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oltre due miliardi di libri. Scritto nel 1946 e tratto dal romanzo omonimo, Death on the Nile è uno dei testi più noti e apprezzati di Agatha Christie. Nella versione teatrale del romanzo, l’autrice decise di rinunciare al personaggio di Hercule Poirot e diminuì il numero degli attori in scena. Un ritmo serrato e una tensione continua, dove gelosia e denaro, passione e vendetta e l’epilogo davvero inaspettato, regalano a tutti gli appassionati del giallo uno spettacolo ricco di suspense e a tutti gli appassionati di teatro una commedia noir ironica e raffinata con un’Agatha Christie al meglio di sé.
In scena dal 3 all’8 febbraio Anche a Lugo dal 14 al 16 marzo
Don Giovanni di Molière con Alessandro Preziosi e Nando Paone regia di Alessandro Preziosi Il Don Giovanni nel nuovo allestimento di Khora.Teatro in collaborazione col Teatro Stabile d’ Abruzzo mette in scena una compagnia di circa 25 elementi con l’obiettivo di ricreare un ambiente caleidoscopico e camaleontico, tra teatro barocco e opera moderna. Il risultato è un copione dal carattere postmoderno e cinematografico, che soddisfa gli affezionati della prosa, ma capace di introdurre elementi che attivano il pensiero. La lingua è al servizio dello spettacolo con l’intento di sposare il divertimento con i contenuti, una struttura bizzarra in cui commedia e tragedia si intrecciano. «Il desiderio di riproporre una visione originale di questo classico – spiega Preziosi – nasce dalla consapevolezza che il personaggio è ancora oggi di grande attualità e dalla volontà di restituire il processo creativo di Molière con occhi contemporanei».
Mauri il Commissario. Sul palcoscenico la parola assume un valore non solo di racconto ma anche di invito alla fantasia e alle domande, domande necessarie all’uomo per aiutarlo a cercare di comprendere quel viaggio sempre affascinante che è la vita.
In scena dal 3 all’8 marzo
Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller con Elio De Capitani e Cristina Crippa regia di Elio De Capitani «Un commesso viaggiatore con i piedi sui gradini della metropolitana e la testa nelle stelle». L’immagine di Arthur Miller racconta la grandezza di questa figura tragica di uomo comune nell’America del dopoguerra come oggi. Un’universalità che ha portato questo testo, andato in scena per la prima volta nel febbraio del 1949 a NewYork, a ottenere il più clamoroso successo teatrale di quegli anni. Un classico del Novecento che Elio De Capitani, regista e protagonista, affronta per proseguire una riflessione sulla vita d’oggi e sul tema dei rapporti tra giovani e adulti.Willy Loman non distingue più tra presente e passato, tra sogni e ricordi, tra quanto si agita nella sua testa e la vita vera. Per mettere in scena questo groviglio di emozioni, Arthur Miller sceglie una via innovativa: tutto quello che accade nella mente diWilly viene messo in scena, senza distinzioni tra flash-back, ricordi o visioni future. La regia e l’interpretazione di De Capitani seguono questa strada, come anche la scena di Carlo Sala, pochi elementi e arredi per definire uno spazio che è mentale e fisico, dentro e fuori, presente e passato.
In scena dal 17 al 22 febbraio
In scena dal 24 al 29 marzo Anche a Lugo dal 10 al 12 aprile
Una pura formalità
Othello, la H è muta di Oblivion con Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, FabioVagnarelli regia di Giorgio Gallione
dal film di Giuseppe Tornatore con Glauco Mauri e Roberto Sturno regia di Glauco Mauri La versione teatrale del film di Giuseppe Tornatore uscito nelle sale nel 1994, fa rivivere tutta la forza drammatica della sceneggiatura preservando l’intensità che dall’inizio ci avvolge nel suo misterioso intreccio. Il film, inquietante e innovativo, fu accolto con difficoltà da parte della critica. Oggi è considerato un piccolo capolavoro. I protagonisti erano Gérard Depardieu, Roman Polanski e un giovanissimo Sergio Rubini. Nell’allestimento teatrale, Roberto Sturno è lo scrittore Onoff e Glauco
2013.Verdi compie 200 anni.Wagner compie 200 anni. Gli Oblivion compiono 10 anni. 200+200+10 = 410 anni in totale. 2013 410 = 1603. Nel 1603 Shakespeare scrive Othello. Othello è la prima opera diVerdi in cui si avverte chiaramente l’influsso diWagner. Othello è la prima parodia mai scritta dagli Oblivion. L’inevitabile si è compiuto. Gli Oblivion accolgono la sfida lanciata dalla numerologia dando vita ad un evento eccezionale: Othello la H è muta. Dopo Oblivion Show 2.0: il Sussidiario, gli Oblivion tornano a Imola con lo spettacolo musicale più dissacrante della loro produzione. La parodia in musica dell’epopea del Moro diVenezia si snocciola tra canzoni e battute salaci, nel classico stile del gruppo comico vocale. Accompagnati dal pianista Denis Biancucci, i cinque virtuosi della lingua e della canzone italiana spaziano daVerdi a Shakespeare passando per Battisti, Mina eVasco Rossi.
In scena dal 7 al 12 aprile
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il melologo
Il viaggio del piccolo Roberto, dai banchi di scuola all’Olocausto di Fausto Piazza
l’ambiente sonoro, con diversi interventi corali». Una curiosità: come mai appariranno nell’opera, in carne ed ossa, alcuni vecchi compagni di scuola di Roberto. Quale sarà il loro ruolo? «Hanno un compito che è uno snodo fondamentale di questo spettacolo: il dialogo fra le generazioni. In scena abbiamo tre compagni di Roberto che sono ancora vivi e rappresentano la memoria. Portano con loro il passato e lo trasmetteranno al futuro attraverso una camminata in platea. Un passaggio dal valore simbolico che dalla quarta parete del palcoscenico arriva al pubblico: la memoria che viene consegnata alle nuove generazioni». Ritiene che la forma del teatro musicale possa essere ancora attuale ed avere una funzione sociale e pedagogica legata al tema della memoria storica?
si comunità. Noi purtroppo abbiamo perso per strada questa sensibilità sociale legata all’arte e ora dobbiamo riconquistarla. Questo spettacolo è un tentativo di ricostruire una comunità, tutti insieme, in un grande cerchio intorno a noi. E noi che facciamo il mestiere del teatro di nuovo torniamo ad essere utili. Abbiamo cercato di prefigurare un futuro migliore, di parlare ai più giovani, a chi viene dopo di noi. Perché loro hanno diritto ai sogni e di pensare che un futuro diverso è possibile». Ma come vede il futuro dei teatri italiani? «Bisogna distinguere. Un conto sono i problemi legati all’organizzazione teatrale, leggi, finanziamenti, spazi scenici, che ovviamente vanno risolti. Ma la questione di fondo è che non c’è futuro in questo Paese in campo politico e sociale se non c’è un risollevarsi del sistema culturale. Il teatro è lo specchio di una società, quindi Il regista Alessio Pizzech
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È il 1937 quando Roberto Bachi, 8 anni, torinese, arriva a Ravenna con la famiglia, e per appena un anno frequenta la scuola elementare cittadina “Mordani”. Di origine ebrea, a causa delle leggi razziali, è costretto a trasferirsi altrove fino a quando nel 1943, separato da padre e madre, viene caricato su di un vagone diretto ad Auschwitz, dove troverà la morte. Il dramma del viaggio di questo adolescente verso l’Olocausto è diventato un’opera, un “melologo“, prodotta dal Teatro Alighieri di Ravenna in coproduzione con il Teatro “Pavarotti” di Modena e la Fondazione Teatri di Piacenza. Della poetica di questo originale spettacolo “corale“ (e del valore attuale del teatro musicale) ne abbiamo parlato con il regista Alessio Pizzech, toscano, 42 anni, una lunga esperienza nel campo della prosa, dell’opera lirica e della formazione teatrale. Com’è nato l’allestimento Il viaggio di Roberto, un treno verso Auschwitz ? «Nasce intorno al progetto didattico e formativo della scuola elementare “Mordani” che ha fatto una lunga ricerca sulla storia di questo bambino ebreo, studente a Ravenna poco prima delle tragiche vicende della guerra e delle deportazioni. Angelo Nicastro diretttore artistico della stagione d’opera del teatro Alighieri, mi ha proposto di curare la regia di questo spettacolo con lo scopo di far diventare un progetto sulla memoria della città in qualcosa di creativo che potesse diventare arte e comunicazione per il pubblico. Così abbiamo provato a rappresentare che cosa Roberto abbia immaginato nel viaggio verso Auschwitz. Pensando che l’uomo riesce a far sopravvivere sempre la speranza e anche se imprigionato può esercitare una propria libertà di immaginazione». Ci spiega che genere di opera teatrale si tratta? «L’impianto è quello di un’opera lirica ma non è intesa in senso tradizionale. Si tratta di una sorta di melologo con l’intervento fondamentale di due attori, di un momento danzato e diverse parti musicali. È una creazione artistica, in pieno spirito Novecentesco, che cerca di far convergere diversi linguaggi capaci di interagire e incidere in una narrazione drammatica». Come ha intrecciato e disposto nell’opera il testo di Guido Barbieri e le musiche di Paolo Marzocchi? «Ho cercato di intrecciare un filo, derivato da tutte le suggestioni testuali e musicali, che mi sembrava il “filo rosso” dell’immaginazione, capace di esprimere questa storia. Ma si è lavorato come artigiani alla costruzione dell’opera, tutti insieme, per-
ché in una creazione come questa è fondamentale la condivisione del contenuto, il suo spirito profondo. Poi c’è il mio ruolo registico che è stato tradurre questa collaborazione in un racconto scenico». Come ha risolto in scena la figura adolescenziale di Roberto, travolto dalla guerra, dalla discriminazione e dalla privazione della libertà? «La chiave di lettura è una visione di Roberto che, nonostante il distastro, non rinuncia a leggere il libro dell’immaginazione e della vitalità. Vediamo sempre Roberto che è immerso nella lettura di Salgari, di avventure e personaggi immaginari. È costantemente proiettato verso il mondo della fantasia e dei suoi legami: il padre, il maestro di scuola, i compagni… Roberto è tormentato per la sua sorte ma ha la capacità di costruirsi spazi e tempi di libertà dove l’immaginazione e il ricordo prende il sopravvento sulla tragica realtà».
Foto di classe del Mordani nel 1937: Bachi è il primo in alto a sinistra
Un’opera sulla vicenda dello studente delle elementari “Mordani” di Ravenna deportato e morto ad Auschwitz. La storia rievocata da vecchi compagni e dalle ricerche degli attuali scolari. Portata a teatro per non dimenticare Nella messa in scena sono coinvolti gruppi strumentali e vocali, solisti e attori... Qual’è il senso e la funzione di questa complessità espressiva? «Roberto, va sottolineato, è l’unico personaggio dello spettacolo che non parla e non canta. I suoi pensieri sono affidati ad un quartetto vocale, come se fossero scomposti in una pluralità di voci. Nella messa in scena la componente attoriale è importante. Due protagonisti si suddividono le parti fondamentali della narrazione: il ruolo della madre Ines, e il ruolo dell’amico, Vittorio, che ci racconta le vicende di Roberto. Sul piano vocale emergono le voci di baritono e mezzosoprano che rivelano tutte le apparizioni fantastiche e i ricordi di Roberto: la Marianna di Salgari e madama Butterfly, il maestro e il padre… Queste evocazioni sono date dal canto che ha anche la funzione di creare
«Il teatro musicale ha ancora una forza vitale. Da una parte c’è la grande tradizione dell’opera lirica che rappresenta la nostra storia, la nostra identità nazionale e linguistica, dall’altra abbiamo il dovere di elaborare un nuovo teatro musicale che sappia parlare alle nuove generazioni e rappresenti la congiuntura di linguaggi artistici più attuali. Questo succede Oltralpe ed è giusto che il nostro Paese, nel tentativo di rinnovarsi in questo momento di difficoltà econonomiche ed etiche, trovi anche nell’arte proprio la capacità di rigenerarsi e di ritrovare slancio e moventi per il presente e il futuro. Sia a livello di linguaggi artistici sia a livello pedagogico. Perché il teatro ha questa funzione educativa e quella di fare comunità. Verdi ad esempio con le sue opere riusciva a creare partecipazione. Molte generazioni sono cresciute intorno a Verdi sentendo-
dovrebbe riguardare tutti la crisi del sistema teatrale italiano, dalla lirica alla prosa, alla musica dal vivo. Allora è necessario ridare ai palcoscenici la funzione di spazi vivi della comunità e non conservatori della cultura, ma luoghi aperti dove le persone diventano consapevoli del loro ruolo di cittadini. Pensiamo ad esempio al valore che ebbe subito alla fine della guerra la ripresa del lavoro artistisco del Piccolo Teatro a Milano. È stato uno dei simboli fondamentale della rinascita del nostro Paese, così come poco dopo tanti palcoscenici ricostruiti e recuperati nelle città italiane. Perché i teatri chiusi sono i frutti di una società povera e degradata che non è più in grado di parlare di se stessa, di raccontarsi. Questo rischio deve allarmare non solo gli artisti e chi nei teatri ci lavora ma deve essere scongiurato da una responsabilità collettiva».
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poema danzato
Il viaggio ultraterreno senza gravità della Commedia di Emiliano Pellisari di Roberta Bezzi
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È di origine romagnola Emiliano Pellisari, l’artigiano teatrale della commedia, che porta in scena lo spettacolo Dall’Inferno al Paradiso con la sua compagnia NoGravity Dance. Segno distintivo del suo lavoro è l’utilizzo, per le sue coreografie, di articolate macchine teatrali ispirate alla invenzioni seicentesche del teatro barocco. La combinazione di queste antiche tecniche con alcune moderne tecnologie, producono mirabolanti illusioni. I suoi balleriniacrobati agiscono come sospesi nel vuoto dando vita a figurazioni fantastiche e visionarie che sfidano la stessa legge di gravità. Cresciuto in un ambiente in cui si respirava cultura, Pellisari dopo aver interrotto gli studi in filosofia, ha svolto mille mestieri, fra cui muratore, falegname, idraulico, elettricista, ferroviere. La sua carriera artistica è estremamente eclettica: è stato autore teatrale (finalista Ricer Ater Tondelli 1999, vincitore Enzimi 2000), scrittore (Dalla coppola al colbacco, Castelvecchi, 1998), ha fatto esperienza nel cinema come organizzatore, regista e sceneggiatore (Tritone, Korti, Rai 2, 1998; Banane a Bahamas, Aprea, 1999), è stato
organizzatore teatrale (Attori & tecnici a Roma e al Teatro della Tosse di Genova), produttore esecutivo di eventi dal vivo (Navigazioni, Genova 2004 - Luzzati, Barcolana, Trieste 2004), scenografo, costumista, illusionista, regista teatrale, coreografo sui generis e, infine, produttore di se stesso. Come le è venuta l’idea di una rappresentazione della Commedia? «Dopo aver portato in scena uno spettacolo molto più commerciale, come Nogravity, mia moglie (Delfina Giovannozzi, ricercatrice di filosofia e collaboratrice nella creazione degli spettacoli, ndr) mi ha suggerito di puntare più in alto. Avevo paura di confrontarmi con Dante ed ero pieno di dubbi, poi è venuto fuori qualcosa di interessante. Un risultato molto “pop” che è piaciuto a tutti, visto il numero di persone presenti nei teatri. Tutto è iniziato con Inferno, che è stato in tournée in Italia dal 2008, poi è stata la volta di Cantica II che ha debuttato nel 2010, infine è arrivato Paradiso». Cosa ha voluto trasmettere con ciascuno di questi tre spettacoli? Cosa li contraddistingue? «Ognuno ha una sua struttura precisa che
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sottende per l’appunto l’idea dantesca. Inferno è un grande spazio vuoto, nero, che è costruito architettonicamente esclusivamente sui corpi dei danzatori. Questo per sottolineare la sfera dell’esistenza all’Inferno. Cantica II, invece, è un mondo con veri personaggi. Mentre i dannati sono un po’ tutti uguali, qui ciò che conta è il singolo, l’individuo, un aspetto che è stato valorizzato attraverso i costumi, le interpretazioni e le coreografie. In scena ecco dunque tante gonne bianche, situazioni teatrali e momenti ironici. Nel Paradiso cambia ancora tutto perché entriamo in una dimensione di filosofia pura con temi astratti e metafore che ruotano attorno ai concetti di spazio e tempo. In scena, vengono riportate grandi immagini a tutto campo della grande pittura astratta contemporanea, sul genere di Klimt, Fontana e Kandinsky. Forme incredibili si creano misteriosamente nello spazio creando rose bianche giganti, torri, stelle pulsanti». Come è arrivato quindi a Dall’inferno al Paradiso? «Lo spettacolo è una sintesi dei momenti migliori dei tre precedenti. Mi è venuta in mente pensando al mercato francese, dove l’ho portato l’anno scorso, facendo il giro di ben 33 teatri. E non è finita qui perché, terminata la tournée italiana, ripartirò per altri paesi europei, fino ad arrivare in Cina nel 2015. Un bel risultato per una compagnia artigianale». Alcuni amano definirla come un
illusionista della scena, un maestro nel realizzare spettacoli all’insegna della sorpresa e dell’incredibile. Ci svela qualcuno dei suoi trucchi? «Nei miei spettacoli la cosiddetta quarta parete c’è tutta. Anzi, credo fortemente nel suo ripristino. In tal senso, sono in controtendenza perché non mi interessa il teatro d’avanguardia della sofferenza, in quanto prediligo la bellezza e l’estetica. Il teatro è una finzione, non una realtà. In quest’ottica, mi piace molto lavorare con le luci e con i tessuti, in particolare con il velluto nero che richiama la black art, il teatro d’arte di Praga. Utilizzo molto anche corde elastiche, cavi, funi, specchi, puleggi di generi molto diversi: in definitiva, tutto ciò che consente di sfidare le leggi di gravità». Come sceglie i suoi straordinari attori/ballerini/mimi? «Ognuno di loro è stato selezionato nell’ambito di audizioni aperte. NoGravity Dance è attualmente formata da cinque ballerine e un ballerino, più due tecnici. Tre di loro fanno parte del nucleo centrale della compagnia: Mariana Porceddu che è molto cresciuta in questi sette anni e ora firma anche le coreografie, Antonella Perazzo e Lucia Orru. Qualche mese fa a Roma ho tenuto un’audizione e ho selezionato sedici ballerini che ora sono impegnati in uno stage gratuito per imparare le mie tecniche. I migliori tre saranno scelti per venire con me in tournée».
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teatro danza
Romanzo d’infanzia e l’inesausto contrasto dei rapporti familiari di Roberta Bezzi
La compagnia Abbondanza/Bertoni torna a Ravenna con Romanzo d’infanzia, una creazione di teatro-danza del 1997 di grande successo grazie a una formula narrativa e immediata che ha conquistato adulti e bambini. Lo spettacolo è inserito nell’ambito di “Today to Dance”, rassegna sulle forme di danza contemporanea, promossa da Fondazione Ravenna Manifestazioni, Ravenna Teatro, Cantieri Danza, E-production e Teatro del Drago. «È un progetto speciale che riproponiamo volentieri, in quanto frutto di una nostra rara collaborazione esterna – racconta il coreografo e ballerino Michele Abbondanza – . Gli artisti tendono a essere un po’ tutti eccentrici e, ossessivi e permalosi, soprattutto con il passare degli anni. Per cui non sempre è facile far mettere le mani altrui sulle proprie creazioni. All’epoca Antonella Bertoni ed io, eravamo entrambi trentenni e abbiamo pensato a questo spettacolo con alcuni amici speciali come Letizia Quintavalle e Bruno Stori che hanno curato la regia e drammaturgia. Inizialmente è nato per la rassegna di teatro ragazzi del Teatro delle Briciole di Parma, uno tra i più importanti d’Europa. È venuto così bene che ci siamo accorti che piaceva più ai grandi che ai piccoli. Mentre i bambini si lasciavano andare a una risata liberatoria, ai grandi scappava una lacrimuccia». “Romanzo d’infanzia” è un lavoro speciale della compagnia Abbondanza/Bertoni. Anzitutto a livello artistico in quanto rappresenta una sorta di unicum, perché è la sola creazione in cui si mescolano parole, musiche e gesti, ‘deragliando’ quindi dal percorso di ricerca incentrato sul movimento e sulla forma. Ma lo è anche sotto il profilo personale, in quanto all’epoca la coppia Abbondanza/Bertoni – che è tale anche nella vita – non aveva ancora il figlio Tobia. Per cui oggi affrontare di nuovo quel lavoro, ha certamente un valore diverso. «In scena ci siamo Antonella e io – prosegue Abbondanza –, che interpretiamo tutti i ruoli, quelli dei due genitori e dei quattro fratellini. Interpretare oggi la scena in cui io sono il padre e Antonella il figlio che urla, mi evoca immediatamente Tobia, e i tanti sensi di colpa educativi che, come tutti i genitori, ho avuto e ho quando mi
foto di Marco Caselli Nirmal
Torna in scena, e continua a emozionare, lo spettacolo di Abbondanza e Bertoni tocca lasciarlo per dedicarmi agli impegni di lavoro. C’è poi da dire che Romanzo d’infanzia tocca temi, quali la morte e la fuga, che diciassette anni fa erano tabù per i bambini, tanto che non mancarono alcune polemiche e difficoltà in passato, mentre oggi sono più abituati anche e per colpa della tv». Un lavoro sempre attuale che affronta il disagio infantile all’interno dei rapporti primari affettivi, della violenza fisica e psicologica che l’infanzia subisce a casa o nelle istituzioni, del delitto di non ascoltare i propri figli, di colpe senza colpevoli. In scena i due danzatori si alternano tra essere genitori e figli e poi di nuovo padre e figlio e madre e figlia e poi fratelli, alternando il subire e il ribellarsi e fuggire e difendere e proteggersi e scappare e tornare e farsi rapire per sempre senza ritorni. Una grande rappresentazione che suscita i sentimenti più vari, dalla tenerezza alla rabbia e alla ribellione di fronte alle condizioni in cui si trovano i protagonisti. Lo spettacolo ha avuto oltre settecento repliche ed è stato rappresentato nei teatri di tutta Italia e all’estero, con la versione francese, inglese, spagnola e portoghese.
Romanzo d’infanzia ha vinto il premio Stregagatto 1997/1998 per il teatro ragazzi (categoria infanzia), perché «riunisce teatro e danza con intelligenza e sensibilità. Interpretato con talento e generosità l’opera tocca i bambini (così come gli adulti) nel profondo, nel loro bisogno di
immedesimazione, di fratellanza, di ricerca di libertà e autonomia». Questa “creatura speciale” sarà dunque allestita ancora sui palcoscenici italiani, al pari della nuova creazione della compagnia Duel, prodotto la scorsa estate da Bolzano Danza.
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cartellone opera & danza Ravenna Teatro Alighieri via Mariani, 2 tel. 0544 249244 Inizio spettacoli ore 20.30 Spettacoli domenicali ore 15.30
La voix humaine The telephone La voix humaine tragedia lirica in un atto musica di Francis Poulenc libretto di Jean Cocteau Una donna Alda Caiello The telephone or L’Amour à trois Opera buffa in un atto Testo e musica di Gian Carlo Menotti LucyTeresa Sedlmair; Ben Emilio Marcucci direzione musicale JonathanWebb regia Sandro Pasqualetto scene e costumi Cristina Alaimo luci Claudio Schmid Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
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La voix humaine, nasce come opera teatrale di Jean Cocteau nel 1930. Indiscusso capolavoro, fra i più affascinanti e struggenti monologhi della storia del teatro. Il compositore Francis Poulenc, protagonista attivo del fermento di innovazione culturale che animava quei primi decenni del ‘900 francese, rende questo soggetto interessante per realizzarvi un’opera che utilizzasse lo stesso testo teatrale. Sarà così la musica a sottolineare, suggerire, esplicitare quanto il testo lascia intravedere o intuire. The Telephone or L’amour à trois di Giancarlo Menotti, autore nel 1947 del libretto oltre che della musica, propone un clima di leggera ironia e ammiccante complicità, nel prendere atto dell’impermeabile barriera che il telefono può rappresentare rispetto alla normalità di rapporti umani autentici e diretti...Tanto che, per superarla, il povero Ben sarà costretto a usare il telefono per introdursi nel dialogo con Lucy e chiederle di sposarla.
ragazzo di 15 anni Marco Pierfederici, Giulio Gambi; Vittorio il narratore Franco Costantini; Ines la madre di Roberto Cinzia Damassa; Le tre apparizioni (La Perla di Labuan, Bagheera, Madama Butterfly) AlessandraVisentin; Le due apparizioni (il padre e il maestro di Roberto) Dario Giorgelè; Silvano l’amico di Roberto Lorenzo Fossati, Domenico Minardi; Soldato tedesco Alessandro Braga; Bagheera Michael D’Adamio; Deportati e un funzionario dell’archivio Paola Bazzi, Renzo Gentili, Gabriella Mansani, Giordano Pinza, Adriana Resta; con la partecipazione di ex compagni di scuola di Roberto Bachi Danilo Naglia, Silvano Rosetti, Sergio Squarzina direttore Paolo Marzocchi regia Alessio Pizzech scene e costumi Davide Amadei luci Nevio Cavina Ensemble Fauves Plus;Tetraktis Percussioni; David Brutti sassosofono; Quartetto vocale Myricae; Coro Libere Note della Scuola Primaria “Filippo Mordani” di Ravenna diretto da Elisabetta Agostini e Catia Gori Nuova opera commissionata dal Teatro Alighieri Ravenna in coproduzione con Teatro Luciano Pavarotti di Modena, Fondazione Teatri di Piacenza L’opera è incentrata sulla storia di Roberto Bachi, riemersa a Ravenna nel 2002 grazie all’impegno di alcuni dei suoi ex compagni di classe e alla sensibilità del compianto Giorgio Gaudenzi, allora direttore didattico della scuola elementare “Filippo Mordani”, Istituto frequentato allora da Roberto. Nato a Torino nel 1929, figlio del Generale Armando Bachi, Roberto giunse a Ravenna nel 1937 a seguito del trasferimento del padre. Frequentò la scuola “Mordani” solo per un anno; poi dovette interrompere gli studi perché ebreo. Fu deportato ad Auschwitz quando aveva 14 anni col numero 167973 dove morì in un imprecisato giorno dell’autunno 1944.
In scena il 7 dicembre
In scena il 22 e 23 novembre
Il viaggio di Roberto Un treno verso Auschwitz
azione scenica musicale in un atto testo di Guido Barbieri musica di Paolo Marzocchi personaggi e interpreti: Roberto Bachi
Dall’Inferno al Paradiso NoGravity Dance Company
una creazione di Emiliano Pellisari coreografie Emiliano Pellisari e Mariana Porceddu musiche di Bach, Rossini, Sibelius, Stravinskij, Monk, Reich luci, costumi e oggetti di scena Emiliano Pellisari voci recitanti Gianni Bonagura, Laura Amadei, Carla Ortenzi, Marion Chiris Segno distintivo del lavoro di Emiliano Pellisari è l’utilizzo, per le sue coreografie, di articolate macchinerie teatrali ispirate alle
invenzioni seicentesche del teatro barocco. Il rapporto uomo-macchina che si viene a creare trasforma lo spazio sensoriale e impone nuove tecniche coreografiche che la Compagnia ha sapientemente sviluppato negli anni. I ballerini-acrobati agiscono come sospesi nel vuoto dando vita a figurazioni fantastiche e visionarie che sfidano la stessa legge di gravità. Ricreazione in un unico spettacolo del percorso dantesco che Pellisari aveva svolto in tre cantiche, in epoche successive, propone una carrellata senza sosta di immagini straordinarie e sorprendenti visioni.
In scena il 10 e 11 gennaio
Romanzo d’infanzia Compagnia Abbondanza/Bertoni
testo Bruni Stori coreografia e interpretazione Michele Abbondanza e Antonella Bertoni regia e drammaturgia Letizia Quintavalla e Bruno Stori musiche Alessandro Nidi ideazione luci Lucio Diana elaborazioni sonore Mauro Casappa costumi Evelina Barilli coproduzione Teatro Testoni Ragazz Uno spettacolo in cui il linguaggio del teatrodanza si propone in una formula più narrativa ed immediata in modo da renderlo fruibile anche dai più piccoli. È uno spettacolo dedicato alla relazione tra genitori e figli: commuove gli adulti e fa ridere i bambini. In scena due danzatori che si alternano tra l’essere genitori e figli, padre e figlio, madre e figlia e fratelli, fra subire e ribellarsi, fuggire, difendersi, proteggersi: una dedica a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore.Vincitore di numerosi premi, è stato tradotto in quattro lingue e rappresentato in tutto il mondo con più di seicento repliche. Protagonisti i coreografi e danzatori Michele Abbondanza ed Antonella Bertoni.
In scena all’Amagià il 18 gennaio (ore 16.30)
La rondine commedia lirica in tre atti su libretto di Giuseppe Adami musica di Giacomo Puccini Personaggi e interpreti: Magda Maria Luigia Borsi, Francesca Sassu; Lisette Lavinia Bini, Chiara Pieretti; Ruggero Leonardo Caimi, Marcello Vannucci; Prunier Francesco Marsiglia, Andrea Giovannini; Rambaldo Carmelo Corrado Caruso, Francesco Facini; Perichaud
Andrea Zaupa; Gobin Marco Miglietta; Crebillon Alessandro Calamai; Ivette Francesca Pacileo; Bianca Mirella DiVita; Suzy Chiara Brunello; Un maggiordomo Alessandro Bilotti direttore Massimiliano Stefanelli regia Gino Zampieri scene e costumi Rosanna Monti luci Marco Minghetti coreografa Giulia Menicucci aiuto regista Emiliana Paoli Orchestra e Coro della Toscana maestro del coro Marco Bargagna allestimento del Teatro del Giglio di Lucca in coproduzione con Teatro Pavarotti di Modena,Teatro Goldoni di Livorno,TeatroVerdi di Pisa,Teatro Alighieri di Ravenna Tra le ultime fatiche di Puccini, La Rondine ebbe una gestazione piuttosto travagliata. Commedia lirica in 3 atti, era stata inizialmente pensata come operetta da committenti austriaci, dai quali ben presto l’insoddisfatto Puccini prese le distanze, per rivedere tutto l’impianto del progetto assieme a Giuseppe Adami, librettista delle sue ultime successive opere, Tabarro e Turandot. Il titolo, pur avendo sempre riscosso calorosi successi, non è mai entrato a far parte delle opere di Puccini più amate dal pubblico. La storia di un amore impossibile ambientata nel mondo piccolo borghese della Parigi del Secondo Impero, non è mai stata rappresentata a Ravenna.
In scena il 24 e 25 gennaio
Far Wayne McGregor Random Dance
ideazione e direzioneWayne McGregor coreografiaWayne McGregor, in collaborazione con i danzatori musica originale Ben Frost disegno luci Lucy Carter scene Random International costumi Moritz Junge interpreti Catarina Carvalho,Travis Clausen-Knight, Alvaro Dule, MichaelJohn Harper, Louis McMiller, Daniela Neugebauer, Anna Nowak, James Pett, Fukiko Takase, JessicaWright Wayne McGregor è uno tra i più geniali ed interessanti coreografi inglesi dei nostri giorni. Colto e spregiudicato, è una punta di diamante dell’attuale danza contemporanea per il suo inconfondibile tratto coreografico sempre teso verso una visione distonica del corpo, specchio del mondo frammentato e disfunzionale in cui viviamo. In questa sua ultima creazione, scansegue a pagina 44
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sona i giovani che sotto la sua guida esperta muovono i primi passi in palcoscenico avviandosi ad intraprendere la difficile carriera del cantante d’opera, potendo attingere al prezioso tesoro di conoscenze e d’arte sul repertorio lirico e di quello italiano in particolare.
danzatori, interpreti fedeli della sua poetica e della sua gestualità, che ben conoscono la sua concezione della dinamica e il suo universo di riferimento stilistico, una forma d’arte che Carolyn Carlson ama definire “poesia visiva”, dove ogni movimento-percezione è connesso all’universo. Ad affiancarla in questo nuovo corso il compositore René Aubry, da anni suo stretto collaboratore
In scena il 7 e 8 febbraio
Now
In scena il 15 e 16 marzo
L’elisir d’amore
Carolyn Carlson Company
daglia fin quasi a vivisezionarla, la relazione tra il corpo e la mente. Far – acronimo di Flesh and the Age of Reason di Roy Porter, storia dell’esplorazione del corpo e dell’anima del XVIII sec. – è un mix di scienza, cibernetica e modern dance. L’ambientazione sonora originale è della superstar della musica elettronica australiana, Ben Frost.
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In scena il 28 febbraio e 1 marzo
melodramma in due atti musica di Gaetano Donizetti libretto di Felice Romani Presonaggi e interpreti: Adina Maria Mudryak; Nemorino Marco Ciaponi; Belcore AndreaVincenzo; Bonsignore; Il dottor Dulcamara Daniel Giulianini; Giannetta Ludovica Gasparri direttore Stefano Ranzani regia Leo Nucci scene Carlo Centolavigna costumi Artemio Cabassi disegno luci Claudio Schmid Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati nuovo allestimento in coproduzione Fondazione Teatri di Piacenza e Teatro Alighieri di Ravenna
coreografia Carolyn Carlson assistente alla coreografia Colette Malye musica originale René Aubry luci Patrice Besombes collaborazione scene Maxime Ruiz (foto), Benoît Simon (video) costumi Carolyn Carlson, Chrystel Zingiro consulenza artistica Claire de Zorzi interpreti Constantine Baecher, Juha Marsalo, Céline Maufroid, Riccardo Meneghini,Yutaka Nakata, Sara Orselli, Sara Simeoni
Nuovo allestimento dell’opera di Gaetano Donizetti che vede il ritorno di Leo Nucci nelle vesti di regista. La produzione fa parte del progetto “Opera Laboratorio” al quale il celebre baritono emiliano si dedica da alcuni anni con passione, selezionando e curando in prima per-
Carolyn Carlson è una delle figure chiave della danza contemporanea. Californiana d’origine e attiva in Francia fin dal 1971, affronta questa nuova tappa del suo percorso creativo per dedicarsi ad una compagnia indipendente. In questa sua nuova pièce, la accompagnano sette
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ristorante - albergo enoteca sala convegni arti visive Aperto tutti i giorni dalle 11 alle 15 e dalle 18 alle 24 Cucina aperta fino alle 23 Via IV Novembre, 41 - Ravenna Tel. 0544 219813 - Fax 0544 219814 www.albergocappello.it info@albergocappello.it
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La sonnambula
melodramma in due atti libretto di Felice Romani musica diVincenzo Bellini Personaggi e interpreti: Il conte Rodolfo Andreas Gies; Teresa Chiara Brunello; Amina Gladys Rossi; Elvino Jesús León; Lisa Daniela Cappiello; Alessio Paolo Bergo; Un notaro Marco Gaspari direttore Francesco Ommassini regia Alessandro Londei scene Alessandro Sanquirico costumiVeronica Pattuelli disegno luci Roberto Gritti Orchestra Regionale FilarmoniaVeneta Coro Lirico Amadeus maestro del coro Giuliano Fracasso produzione Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso,Teatro Comunale di Ferrara,Teatro Alighieri di Ravenna L’opera di Bellini torna all’Alighieri nell’allestimento originale del 1831, espressamente ricostruito con l’atmosfera idilliaca ed innocente degli esordi. Ambientata in un villaggio alpino sui monti svizzeri, è ben ricreata dalla freschezza pittorica della scene dipinte di Alessandro Sanquirico, il pittore e scenografo milanese attivo alla Scala nei primi dell’800. Un’occasione unica per rivivere lo stesso clima musicale della Milano di quei primi decenni dell’800 fino a condividere la stessa percezione visiva che il pubblico potè ricevere all’epoca della prima rappresentazione dell’opera.
In scena il 27 e 29 marzo
John Doe gruppo nanou
di MarcoValerio Amico, Rhuena Bracci con Sissj Bassani, Alessia Berardi, Rhuena Bracci, Anna Marocco
suono Roberto Rettura light design e scene Giovanni Marocco prodotto da E/gruppo nanou John Doe è un nome usato solitamente nel gergo giuridico statunitense per indicare una persona la cui identità è sconosciuta, come nel caso del ritrovamento di un cadavere non identificato fino al momento del suo riconoscimento. Un concetto di assenza di identità, applicato al corpo, alla costruzione coreografica, alle luci e agli eventi narrativi. Un elenco di situazioni e azioni si susseguono lasciando tracce di racconti sempre incompleti. Come osservando una fotografia, possiamo solo immaginare cosa è successo e cosa accadrà ai personaggi che appaiono per pochi istanti. Un cadavere già seppellito di cui si è smessa di cercare l’identità. Come nei racconti di Carver, l’identità dei personaggi e dei luoghi perdono di importanza. È una traccia, un’evidenza.Traccia come Eco, Riverbero, Fantasma che appartiene al luogo in cui viene trovata. È l’opposto di un indizio.
In scena all’Amagià il 17 aprile (ore 21) e il 18 aprile (ore 19)
Robinson MK
coreografia Michele Di Stefano musica Lorenzo Bianchi Hoesch scene Luca Trevisani disegno luci Roberto Cafaggini interpreti Philippe Barbut, Biagio Caravano, Francesco Saverio Cavaliere, Marta Ciappina, Andrea Dionisi, Laura Scarpini Lo spettacolo prende spunto dal romanzo di Defoe, ma attraverso una coreografia essenziale e quasi algida. Un materassino metallizzato crea l’illusione di un campo di sfere, si solleva per diventare luna o monolite spaziale. La musica elettronica sottolinea la complessità dei segni presenti in scena. Le luci bianche si stagliano sullo sfondo grigio fino a raggiungere il palco; i primi sette numeri in inglese, ripetuti, danno spesso il ritmo al tappeto sonoro. I cinque danzatori si muovono a scatti, quasi meccanici o mossi da fili invisibili, entrando spesso in consonanza, in una danza il cui fulcro è il momento cruciale dell’incontro, quello in cui è ancora possibile l’invenzione di un accordo nuovo tra i corpi; lo spazio abitato da Robinson è lo spazio che nasce quando si decide di uscire da se stessi per abitare il mondo.
In scena il 18 aprile (ore 21)
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cartellone opera & danza Faenza Teatro Masini piazza Nenni, 3 tel. 0546 21306 Inzio spettacoli ore 21
Don Chisciotte balletto in tre atti con la Compagnia del Balletto di Mosca “La Classique” e con Nadejda Ivanova/Olena Antsupova, Sergey Kuptsov regia di Serge Manguette musiche di Ludwig Minkus coreografia di Marius Petipa Don Chisciotte racconta l’amore tra due giovani spagnoli, Kitri e Basilio, ostacolato dal ricco signorotto, Gamache, ma sostenuto da Don Chisciotte, cavaliere in cerca di avventure che lotta per i suoi ideali, sognando la nobile dama Dulcinea per la quale combatterebbe qualsiasi battaglia, affiancato dallo scudiero Sancho Panza. Il lieto fine della vicenda si riflette nella partitura musicale di Minkus, coinvolgente e vorticosa, e nella coreografia di Petipa gioiosa, ricca di momenti di grande leggerezza e spensieratezza, che richiede però altissime capacità tecniche per i veloci volteggi di Basilio, le pantomime di Gamache, la danza leggera e briosa di Cupido, il pas de deux finale con oltre 30 fouettés, le coreografie di folclore spagnolo e le danze gitane. I solisti del Balletto di Mosca “La Classique” con la presenza scenica che li contraddistingue, il vigore e l’energia, oltre alla precisione tecnica trasmetteranno tutto il temperamento e il carattere necessario per raccontare il trionfo dell’amore del Don Chisciotte, una vera prova di bravura per ogni étoile.
In scena il 14 gennaio
ha calcato i palcoscenici di tutti i più importanti teatri italiani ed è stato presentato nei festival e negli eventi mediatici di tutto il mondo. Acrobazie aeree mozzafiato, macchine sceniche imponenti e tutta la geniale fantasia del nouveau cirque trasporteranno gli spettatori in un viaggio “meraviglioso” attraverso gli spazi surreali e infiniti della fantasia umana. Magia e adrenalina sono gli ingredienti di questa favola moderna che farà sognare i più piccoli e con la quale i più grandi riscopriranno il piacere di lasciarsi stupire e incantare.
In scena il 28 febbraio
Serata Stravinskij L’Uccello di Fuoco La Sagra della Primavera
Balletto del Sud coreografia di Fredy Franzutti Serata Stravinskij presenta due capolavori musicali del compositore russo Igor Stravinskij che hanno segnato la storia della musica stessa. L’Uccello di Fuoco, del 1908, è un omaggio al suo maestro Rimskij-Korsakov. Il soggetto è un’antica favola russa che racconta l’avventura del principe Ivan che, grazie all’aiuto del magico uccello dalle piume di fuoco, salva la bella Zarievna, una principessa prigioniera del terribile mago Katschei. La Sagra della Primavera, del 1913, è considerato unanimemente una meraviglia della cultura del ‘900 europeo. Dalla prima edizione ad oggi, diversi coreografi si sono misurati con il brano ricco di suggestive e violente sonorità.
In scena il 29 marzo
Rassegna operetta
Meraviglia Tè per due No, no Nanette di VincentYoumans con la compagnia In Scena di Corrado Abbati
di Alessandro Pietrolini coreografia di Ileana Prudente Sonics Lo spettacolo più famoso della compagnia di acrobati italiana Sonics, che in cinque anni
Un fortunatissimo film con Doris Day, la musica bella e accattivante, il divertimento dell’esplosione di gags, la danza spensierata e coinvolgente, tutto questo è Tè per due (No, no Nanette), il grande musical di VincentYoumans. Un successo internazionale che torna sulle scene italiane dopo le tante riprese sui palcoscenici di mezzo mondo: da Broadway a Londra, da Sydney a Berlino. Tè per due (No, no Nanette) è uno spettacolo dal ritmo serrato che si muove con elettricità ed effervescenza riempiendo gli occhi di colori vivaci e le orecchie di ritmi spensierati.
In scena il 18 gennaio, ore 16
La vedova allegra
Al cavallino bianco
di Victor Leòn e Leo Stein con la Compagnia Italiana di Operette e con Matteo Micheli, Marco Prosperini, Eleonora Pirondi, Massimiliano Costantino, Afra Morganti, Lorenzo Caltagirone, Gianvito Pascale, Monica Emmi, Cristina Chiaffoni, Francesco Giuffrida, Mattia Rosellini, Antonello Coggiatti regia di Marco Prosperini musiche di Franz Léhar coreografia di Monica Emmi direttore musicale Maurizio Bogliolo
di Ralph Benatzky su libretto di Hans Muller-Rinigen e Erik Charell Compagnia Teatro Musica Novecento Orchestra Cantieri d’Arte regia di Alessandro Brachetti coreografia di Salvatore Loritto direttore d’orchestra Maestro Stefano Giaroli
Il Barone Zeta, Ambasciatore del Pontevedro a Parigi, riceve un ordine tassativo dal proprio governo: la signora Anna Glavari, giovane vedova del banchiere di corte, deve a tutti i costi risposarsi con un compatriota. Infatti se dovesse passare a seconde nozze con uno straniero, il suo capitale, valutato 100 milioni di dollari, abbandonerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e, per la “Casa Patria”, sarebbe la rovina economica. Il Barone Zeta, coadiuvato da Niugus (cancelliere un po’ pasticcione), tenta di convincere il Conte Danilo Danilowich, segretario dell’Ambasciata di Parigi, a sposare la ricca vedova. Danilo però non ne vuole sapere perché, fra lui e Anna, c’è già stato del tenero prima che lei sposasse il banchiere Glavari; ed ora Danilo, ferito nell’orgoglio, non vuole assolutamente ammettere di essere ancora innamorato di Anna. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per ingelosirlo.Tutto sembra perduto, ma Niegus riesce a sciogliere l’equivoco...
Siamo in Austria, sul lago di S.Wolfgang nel Salzkammergut, dove è situato l’Hotel Al Cavallino Bianco. Il primo cameriere dell’Hotel, Leopoldo, ama la bella proprietaria Josepha, che però non lo degna di uno sguardo perché invaghita dell’avvocato italiano Giorgio Bellati. All’Hotel arrivano Pesamenole, ricco industriale, e sua figlia Ottilia. Leopoldo intuisce che fra Ottilia e Bellati potrebbe sbocciare un amore e così organizza un incontro vis-à-vis fra i due, ma Josepha, infuriata lo licenzia. Leopoldo parte disperato. Intanto Cogoli, che ha una causa giudiziaria in corso con Pesamenole, manda al Cavallino Bianco suo figlio Sigismondo con la speranza che si innamori di Ottilia, in modo da concludere la questione con un matrimonio. Sigismondo si invaghisce invece di Claretta, una ragazza che non è certo ricca. Lei e il padre, il professor Hinzelmann, possono permettersi un piccolo viaggio solo ogni tre anni. Nel bel mezzo di queste tresche amorose, arriva l’Arciduca e Leopoldo riesce ad ottenere che sosti per una notte al Cavallino Bianco...
In scena l’8 febbraio, ore 16
In scena il 15 marzo, ore 16
Danza a Russi
La passione di Carmen e la metafora del Bolero secondo la MM Company La stagione del Teatro Comunale di Russi propone uno spettacolo di danza della MM Contemporary Dance Company, Carmen e Bolero, con le coreografie di Emanuele Soavi e Michele Merola su musiche di G.Bizet e Los Panchos. Nella prima parte, ricoperti di polvere, confusi nei loro vizi, un gruppo di istrioni inscena sulla piazza “metafisica” del palco la passione di Carmen. Il tutto accompagnato dalle celeberrime note di Bizet a volte interrotte dalle canzoni del gruppo canoro Los Panchos, dove antagonismo, gelosia e desiderio sono soggetti onnipresenti. Nella seconda parte il Bolero di Merola sposa la tesi che una possibile malattia mentale di Ravel sia alla base di questa celeberrima creazione. Bolero viene raccontato come una non-storia, metafora della nostra stessa esistenza, stretta nei doppi binari del contrasto e dialogo, seduzione e disinganno, sorpresa e sconcerto. In scena martedì 24 febbraio alle 20.45.
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cartellone operetta & danza Argenta
d’epoca.
In scena il 13 febbraio
The Best of Musical Teatro dei Fluttuanti via Pace, 2 tel. 0532 805344 Inizio spettacoli ore 21
di Nacio Herb Brown Compagnia La Belle Epoque
Compagnia Le Delizie Armonichee Un carosello di Operette, dalle più celebri alle più ricercate.
In scena il 16 gennaio
Radio Amica
I musical sono ormai entrati nell’immaginario collettivo e se ne ripercorrono in questo spettacolo le più famose tappe con ottima musica e tanta energia. In scena il 27 febbraio
Gran Galà della Danza
Operetta che passione!
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Compagnia Le Delizie Armoniche
Un nuovo spettacolo dedicato ai grandi successi radiofonici dal 1920 al 1960 e alle migliori arie dell’operetta. Lo spettacolo, realizzato con interazioni video, è interpretato da 5 cantanti, il soprano Dianora Marangoni, i tenori Renato Bartolini e Enrico Zagni, la soubrette Barbara Favali e l’attore Vittorio Regina, accompagnati al pianoforte dal maestro Giorgio Tazzari. Nel programma vi sono le più belle melodie dei primi Festival di Sanremo Vola colomba, Grazie dei fiori, Nel blu dipinto di blu, Papaveri e papere, Rosamunda,Voglio vivere così - ed un omaggio finale al mondo dell’operetta con le arie Tu che mi hai preso il cuor (da Il paese del sorriso), Oh Cincillà (da Cincillà) E’ scabroso e Tace il labbro (da La vedova allegra)… Quasi due ore di musica con duetti, trii, quartetti, solisti il tutto in costumi
in collaborazione con la Scuola di danza di Stefania Masotti In scena il 10 aprile
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Danza a Lugo
Dal classico Giselle del Junior BallettO di ToscanA all’inquieto Don Quixote di Aterballetto
La rassegna “Ultima generazione” del Teatro Rossini di Lugo propone per questa stagione teatrale due appuntamenti con la danza: martedì 10 febbraio alle 20.30 Junior BallettO di ToscanA porterà in scena Giselle, balletto in un unico atto su musica di Adolphe Adam, per le coreografie di Eugenio Scigliano. Per affrontare Giselle, caposaldo e sintesi del Romanticismo coreografico, Eugenio Scigliano torna direttamente alle fonti poetiche e letterarie del balletto. Il coreografo si immerge direttamente nell’atmosfera gotica e notturna tanto cara alle culture nordiche, della quale il tema dell’irresistibile passione amorosa legata al’idea della ‘non-morte’ è fulcro portante. Scigliano ambienta la vicenda nell’età vittoriana, in una scuola dove si educano fanciulle di buona famiglia con rigidi rituali accura-
tamente pensati per soffocarne le passioni, ma nel quale è anche sufficiente mettere a contatto l’innocenza dei sentimenti dei più giovani con l’ambiguità cinica degli adulti per fare esplodere un conflitto profondo e sconvolgente tra verità e convenzioni. Protagonista di martedì 3 marzo, invece, sarà Aterballetto, che alle 20.30 proporrà al pubblico del Rossini Don Q. - Don Quixote de la Mancha, coreografie di Eugenio Scigliano su musiche di Kimmo Pohjonen e su musica classica spagnola. In questo lavoro di Eugenio Scigliano dedicato alla figura di Don Quixote, l’antieroe di Cervantes assume connotazioni contemporanee tra visioni oniriche e percezione di un contesto d’azione reale. Emerge, da un impianto scenico sospeso fra il concettuale e il “puro visivo”, un uomo che da un lato “sopravvive” alla decadenza del suo tempo grazie alla sua stessa follia e dall’altro “vive” in virtù dei sentimenti più nobili e universali: amore e amicizia. L’ingegnoso Hidalgo diventa così metafora inquieta dell’artista in equilibrio instabile fra la realtà e l’immaginario da lui stesso creato. Anche la scelta musicale ricalca questa sorta di schizofrenia: a brani di musica classica spagnola si alternano le sperimentazioni sonore del finlandese Kimmo Pohjonen, quasi ad affermare l’universalità di un Don Quixote il cui spirito non omologato dovrebbe ispirarci, oggi più che mai.
Nella storica Fattoria Guiccioli un locale che offre cucina della tradizione romagnola e un ricco menu a base di pesce. Nel periodo natalizio proponiamo cene personalizzate per aziende con massimo 30 persone.
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Danza a Cervia e a Bagnacavallo
TerrAdentro al Goldoni e FlamencaSon al Comunale: la Compagnia Flamenquevive porta in scena musica e danza delle terre del sud
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La danza quest’anno arriva anche al Teatro Goldoni di Bagnacavallo e al Comunale di Cervia: su entrambi i palcoscenici sarà protagonista la Compagnia Flamenquevive di Gianna Raccagni. Gianna Raccagni ha scelto il Teatro Goldoni per provare ed allestire lo spettacolo TerrAdentro. Accompagnata come sempre da straordinari musicisti, la compagnia presenta, con questa performance, una miscela di vitalità, temperamento e passione. TerrAdentro rappresenta una straordinaria combinazione di musica e danza di due terre del sud: Spagna e Italia, con tutti i loro sentimenti, contraddizione ed espressioni. Il flamenco si fonde con le tradizione del sud Italia, dando vita a sonorità nuove ed accattivanti. Un’ode alla femminilità, un inno alla vita e alle passioni umane. Un insieme di folklore e moderne visioni che mai dimenticano la loro terra d’origine (venerdì 7 novembre alle ore 21). A Cervia la compagnia porterà FlamencaSon, uno spettacolo di flamenco tradizionale in cui la componente allegra e
spensierata è predominante ma non esclusiva. Un flamenco popolare, “festero”, che trasmette le tradizioni di un popolo pieno di gioia ed allegria. Canti, danze e musica si susseguono regalando al pubblico il sapore di una terra calda ed accogliente, forte e spensierata. Lo spettacolo propone un percorso che, partendo da un tipico patio, evoca, attraverso la musica, i diversi aspetti della vita andalusa (28 e 29 marzo ore 21).
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il monologo
Discesa nell’inferno dell’azzardo È quella de Il giocatore, l’opera del Teatro delle Albe sul dramma della ludopatia di Fausto Piazza
Si intitola Il giocatore, come il romanzo di Fëdor Dostoevskij del 1866, il tema è lo stesso ma è l'attualità che incombe. Si tratta di un lavoro del Teatro delle Albe, testo del drammaturgo Marco Martinelli, ideato assieme a Ermanna Montanari, che ha debuttato a settembre come opera, su musiche di Cristian Carrara, per la stagione lirica sperimentale al teatro San Nicolò di Spoleto. Ne abbiamo parlato con Alessandro Argnani, protagonista assoluto dello spettacolo, condensato in un monologo che va in scena a gennaio. Come nasce questo lavoro sulla ludopatia? «Dalla commissione di un testo da mettere in musica su temi dell'oggi chiesto al Teatro delle Albe. Nasce come opera lirica ed è stato presentato come dittico, Il giocatore, per l'appunto, e la Canzone del luogo comune. Come piace alle Albe e a Marco Martinelli nasce dalla ricognizione sul presente, sulle contraddizioni della società attuale. E rappresenta un teatro che ha bisogno di relazionarsi con mondo, che vuole incontrarsi e “scontrarsi” col pubblico. Il tema del gioco d'azzardo è un tema attualissimo nelle nostre terre e nel nostro Paese. Abbiamo intrapreso così questo viaggio indagando sui luoghi e incontrato le persone legate a questo fenomeno del gioco. E abbiamo raccolto le storie di tante persone ipnotizzate e poi annientate dalle slot machine L'attualità del fenomeno è stringente e sta dilagando a livello di massa... «Certo è un problema emergente cresciuto in modo abnorme da almeno di un decennio. La legalizzazione delle slot machine, il fatto che lo Stato diventi un promotore in qualche modo del rischio, dia concessioni e guadagni da questo affare, è stata al centro di una escalation. Ci si interroga sull'enorme commercio di scommesse legalizzate di ogni genere. L'offerta di giochi è continua e pervasiva e ha dilagato in tanti esercizi pubblici. Lo Stato è diventato una sorta di pusher, che ha consentito la propagazione di una diffusa Las Vegas in ogni angolo del Paese. In modo molto capillare».
gante. È una lotta impari, che stimola una debolezza umana. Certo le bische ci sono sempre state ma contengono parvenze di relazioni umane, sfide faccia a faccia, con aspetti passionali autentici. Oggi la sfida del giocatore è contro una macchinao un dispositivo qualsiasi senz’anima. Quello che mi ha colpito nelle testimonianze che abbiamo raccolto è che chi gioca è consapevole di perdere, ma giocando non pensa a nulla. Pura alienazione, svuotamento». Come si è immedesimato in questa alienazione? «Io interpreto un contadino arricchito della Romagna, un uomo strettamente legato alla nostra terra, ma uno della nuova generazione, ormai distaccato dai valori tradizionali, che ora è sprofondato in una fossa, distrutto dal vizio del gioco. Si è giocato il trattore, poi la terra, ha mentito a parenti e amici e finge a se stesso, per ottenere i soldi che gli servono per continuare a giocare... Però voglio sottolineare che nel testo e nello spettacolo non c'è nessun giudizio morale sui giocatori. La deriva è personale ma la responsabilità è collettiva».
Alessandro Argnani, l’attore delle Albe protagonista de Il giocatore Poi c'è la questione di chi, oltre le autorizzazioni, gestisce il gioco»... «Certo, bisogna rammentare le infiltrazioni della malavita organizzata, che utilizza questo strumento anche per ripulire legalmente un’enorme quantità di “denaro sporco”. Insomma, un settore dove agisce la mafia dei cosiddetti “colletti bianchi”. Con il paradosso che si è legalizzato l'illegale. A livello fiscale quella del gioco d'azzardo legale dovrebbe essere la terza fonte di introiti statali ma a conti fatti non è che la collettività ci guadagni così tanto dalle macchinette e altre forme di scommesse. La situazione è paradossale perché a fronte dell'incasso delle imposte poi ci si trova ad affrontare l'impoverimento di ampi strati sociali del nostro Paese e la necessità di assistere persone e famiglie distrutte dal vizio del gioco, con cospicuo esborso di denaro pubblico».
Uno spettacolo di denuncia, dai forti accenti politici. «Non solo, durante le nostre ricerche sul fenomeno ci siamo interrogati profondamente sul significato del gioco – in senso antropologico e anche sentimentale – che ha a che fare con il bello e il divertimento, con la felicità e l'nfanzia, con la conoscenza e la comunità. Oggi invece il senso del gioco delle slot e delle altre varianti d'azzardo è ribaltato: siamo all'alienazione e al vuoto, alla frustrazione e all'annientamento, alla solitudine. Il gioco d'azzardo elimina ogni tipo di pensiero, degradando la personalità. Con conseguenze, non solo economiche, ma soprattutto emotive e relazionali, devastanti». Eppure il gioco d’azzardo è pubblicizzato e stimolato. «Il gioco d'azzardo è diventato di dominio pubblico con una promozione dila-
Giornate di affondo
Per non morire di slot machine Oltre allo spettacolo Il giocatore che va in scena allo spazio Vulkano di Sana Bartolo di Ravenna dal 28 gennaio al 15 febbraio, intorno al tema della ludopatia sono in programma “Quattro giornate di affondo”. Al teatro Rasi, al cinema Corso e alla Casa Circondariale di Ravenna, dall’11 al 14 febbraio, sono previste proiezioni di documentari, fra cui Game over del filmaker Fabrizio Varesco, incontri e un convegno con giornalisti, docenti universitari, esperti e artisti che si sono occupati del fenomeno del gioco d’azzardo. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’assessorato ai servizi sociali del Comune di Ravenna, il Gruppo dello Zuccherificio e Ravenna Cinema.
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cartellone ricerca ravenna viso-in-aria Teatro Rasi via di Roma, 39 Tel. 0544 36239 Inizio spettacoli ore 21
Clôture de l’amour di Pascal Rambert traduzione Bruna Filippi con Anna Della Rosa, Luca Lazzareschi produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione Dopo aver diretto la versione francese di questo spettacolo da lui scritto, Pascal Rambert allestisce in Italia il testo con cui ha vinto in Francia il Premio della Critica 2012, il Palmares du Theatre nell’aprile del 2013 e il Grand Prix de la Literature dramatique 2012. In una grande stanza bianca, una donna e un uomo si parlano attraverso due lunghi monologhi – che non arriveranno mai a farsi dialogo – interrogandosi sulle ragioni della fine della loro storia d’amore. Il flusso ininterrotto di parole, le domande-risposte che si scatenano e la respirazione bloccata creano una sorta di maratona tra paura e liberazione: è proprio lì, nel mezzo del momento doloroso, che Pascal Rambert ci porta, senza temere di immergerci nei meandri di una storia che porta inesorabilmente alla rottura. Due sguardi, due parole, due corpi e due silenzi per raccontare la violenza di un amore che muore, cercando di far emergere il più possibile l’universalità di questa circostanza.
In scena il 16 dicembre Replica il 17
Jackie e le altre un altro pezzo dedicato a Elfriede Jelinek
/ Teatri diVita Jacqueline Kennedy rievoca la sua storia attraverso il rapporto con il Presidente John F. Kennedy, dalle sue scappatelle con Marilyn Monroe fino al suo tragico omicidio, in un impetuoso flusso di coscienza scritto da Elfriede Jelinek, l’autrice austriaca premio Nobel per la letteratura. Jelinek congela la storia e procura una visione “mitica” dell’esistenza, la sua Jackie Kennedy Onassis è eroina e metafora del femminile contemporaneo. Jackie parla della sua figura come farebbe qualsiasi donna attenta all’esternazione della propria immagine, costantemente dipendente dall’opinione altrui; ma proprio nello spazio intimo del monologo, la donna parte dalla descrizione del suo punto vita per arrivare a confessare episodi intimi della sua vita privata. Lo spettacolo fa parte del progetto Jelinek che per la prima volta in Italia dedica a lei un percorso monografico coinvolgendo teatri e compagnie dell’Emilia-Romagna.
In scena il 23 gennaio
Eva (1912-1945) da Innamorate dello spavento di Massimo Sgorbani con Federica Fracassi regia di Renzo Martinelli dramaturgia Francesca Garolla audio e video Fabio Cinicola luci Mattia De Pace produzione Teatro i Innamorate dello spavento è un progetto di Teatro i in cui l’autore Massimo Sgorbani cattura le voci di alcune donne legate a Adolf Hitler che precipitano inarrestabili verso la fine del Reich.Tra il 29 aprile e il 1° maggio del 1945, nel bunker sotterraneo del Palazzo della Cancelleria di Berlino, alcuni dei principali rappresentanti del partito nazionalsocialista si suicidano. Hitler sposa Eva Braun e poche ore dopo Hitler e signora si uccidono con le fiale testate sul pastore tedesco del Führer, Blondi, il primo a morire. Poche ore dopo Magda Goebbels somministra le fiale ai sei figli addormentati. Eva è un work in progress le cui tappe hanno portato a molteplici versioni dello spettacolo realizzate ad hoc per i luoghi ospitanti, per dare voce all’omonima protagonista, Eva Braun che, precipitando ignara verso il suicidio, intreccia la sua storia con quella di Rossella O’Hara, protagonista di Via col Vento, il suo film preferito.
In scena il 6 febbraio di Andrea Adriatico con Anna Amadori, Olga Durano, Eva Robin’s, Selvaggia Tegon Giacoppo costumi di Angela Mele suono, scene di Andrea Barberini produzione Andrea Adriatico
Dolore sotto chiave Due atti unici di Eduardo De Filippo Dolore sotto chiave e Pericolosamente con un prologo
da I pensionati della memoria di Luigi Pirandello con Tony Laudadio, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano regia di Francesco Saponaro produzione Teatri Uniti Francesco Saponaro unisce due atti unici di Eduardo, Dolore sotto chiave e Pericolosamente, preceduti da un prologo, ossia l’adattamento in versi e in lingua napoletana della novella I pensionati della memoria, scritta da Luigi Pirandello nel 1914. Dolore sotto chiave nasce come radiodramma nel 1958, con Eduardo e la sorella Titina nel ruolo dei protagonisti, i fratelli Rocco e Lucia Capasso. Nella commedia, Lucia nasconde al fratello Rocco, spesso lontano da Napoli per motivi di lavoro, la morte della moglie Elena, molto malata, temendo che per il dolore Rocco possa fare una pazzia. La reazione di Rocco nell’apprendere la verità genera una girandola di situazioni grottesche, dal risvolto decisamente comico. Scritto nel 1938 Pericolosamente ruota attorno a una rivoltella, vero e proprio strumento di tortura coniugale e rimedio alle bizzarrie improvvise di una moglie bisbetica. L’atto unico, dall’apparente fulmineità di uno sketch, gioca tutto sul classico litigio coniugale. Ogni volta che Dorotea dà sfogo alle sue intemperanze, Arturo, per ripristinare l’ordine familiare, impugna la rivoltella caricata a salve e le spara.
In scena il 3 marzo
Canelupo Nudo regia di Claudio Morganti con Maurizio Lupinelli e Elisa Pol drammaturgia Rita Frongia produzione Nerval Teatro AWerner Schwab, controverso autore austriaco ed enfant terrible della drammaturgia contemporanea europea, Maurizio Lupinelli con Nerval Teatro ha dedicato un progetto triennale di rappresentazioni. Con Canelupo Nudo, scrittura originale di Rita Frongia, si chiude il progetto che ha visto la realizzazione di Appassionatamente e Le Presidentesse. In questa occasione la regia è affidata a Claudio Morganti, in scena Lupinelli ed Elisa Pol. Canelupo Nudo è un omaggio a La mia bocca di cane, l’ultimo testo di Schwab ancora inedito in Italia, scritto dall’autore austriaco prima di morire suicida bevendo dodici litri di vodka, la notte di capodanno del 1994. La mia bocca di cane è testimonianza dell’ultima fiamma provocatoria.
In scena il 18 marzo
Discorso celeste ideazione Luigi De Angelis e Chiara Lagani musiche di Mirto Baliani immagini video ZAPRUDERfilmmakerksgroup
regia, scene, luci di Luigi De Angelis con Lorenzo Gleijeses e con la voce di Geppy Gleijeses movimenti di scena Marco Cavalcoli produzione E / Fanny & Alexander Discorso Celeste mette in scena un dialogo surreale e impossibile tra figlio e padre, atleta e allenatore, giocatore e voce guida del gioco. A partire da una logica da videogame giocata sulla retorica del discorso sportivo e costruita su più livelli, Lorenzo Gleijeses incarna qui un avatar composito alle prese con una paradossale domanda sulla fede. Nell’epoca dell’“evaporazione del padre” è ancora possibile credere? Sospeso tra mondi virtuali, Patrie perdute e Paradisi artificiali il figlio offre al padre la sua misteriosa risposta. Il testo dello spettacolo contiene una citazione da Visioni di Gesù con Afrodite di Giuliano Scabia, messo in scena da Geppy Gleijeses nel 2006. In scena era il figlio Lorenzo nei panni di Gesù.
In scena il 28 marzo
Parlamenti di aprile Teatro delle Albe Incontri con critici, scrittori e studiosi sul teatro nelle sue diverse forme.
Dal 21 al 23 aprile
Almagià via dell’Almagià, 2 Tel. 0544 36239 Inizio spettacoli ore 21
Sulla difficoltà di dire la verità
lettura-concerto da Bertolt Brecht ideazione Davide Sacco e Agata Tomsic con Agata Tomsic live electronics e regia di Davide Sacco produzione E / ErosAntEros, CISIM Lo spettacolo prende avvio da un saggio politico-letterario di Bertolt Brecht dal titolo Cinque difficoltà per chi scrive la verità. Scritto nel 1934, dopo l’avvento di Hitler al potere, esso è stato per il drammaturgo tedesco in esilio quasi un manuale di strategia militare attraverso cui enunciare le regole programmatiche per dire la verità ai deboli e combattere la menzogna dei potenti. ErosAntEros decide di divulgare questo testo assieme ad alcune poesie di Brecht legate al tema della “difficoltà di dire la verità” all’interno di una forma tutta concentrata sul
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piano sonoro-vocale e l’esecuzione dal vivo, della performance vocale di Agata Tomsic, in scena, e del live electronics di Davide Sacco, dalla consolle in regia.
In scena il 13 novembre
Giusto la fine del mondo regia di Laura Croce e Simona Arrighi con Luisa Bosi, Laura Croce, Sandra Garuglieri produzione Murmuris/Attodue Jean-Luc Lagarce è un autore molto amato in Francia e poco conosciuto in Italia. Noto per la profondità della sua opera, Lagarce scomparve prematuramente nel ’95 di Aids, a soli 38 anni. Il gruppo fiorentino Murmuris allestisce una delle sue opere più conosciute Giusto alla fine del mondo. Un uomo torna a casa, dalla sua famiglia, per comunicare che presto morirà. Se ne andrà senza averlo detto, ma l’incontro con la madre, la sorella, il fratello e la cognata, sarà per tutti l’occasione per rivelarsi. Per tutti, tranne per lui che invece è lì proprio per questo. Così tra ricordi sbiaditi e dinamiche impietose, entriamo nella verità di questa famiglia, che è tutte le famiglie. Nulla accade, eppure alla fine nulla è più come prima, tutto è mutato, per sempre. Ci ritroviamo là, giusto alla fine del mondo, alla fine della vita, alla fine di questa menzogna. E si resta come sospesi. In un oblio. Restano i passi sul selciato, la fuga. Il ritorno.
In scena il 13 gennaio
In disparte lettura di Elena Bucci Tappa del Festival Focus Jelinek, aperta da una puntata di Radio Zolfo a cura di Altre Velocità e condotta da Lorenzo Donati, con la partecipazione di Ateliersi, Fanny & Alexander,Teatri diVita e Elena Bucci. A seguire, lettura di Elena Bucci di In disparte, il discorso che Elfriede Jelinek ha pronunciato per il conferimento del premio Nobel per la letteratura nel 2004. La scrittrice non è andata a ritirare il premio a Stoccolma e ha inviato un video in cui lei stessa, davanti a un leggìo, legge il discorso. In disparte è un corpo a corpo dell’autrice con la lingua, con il ruolo che le riconosce e con la condizione in cui la lingua la pone quotidianamente, in fuorigioco, nel tentativo incessante di stare dentro la realtà, svelare e dare voce alla memoria.
individui; la riflessione sul racconto come dono. Favole al telefono usa il telefono col filo e la limitazione di un corpo costretto in uno spazio ridotto durante una conversazione telefonica con altri sconosciuti accanto. Smarrimento e intimità. Solitudine e stupore. Si tratta di un’esperienza breve di dialogo telefonico con una persona estranea. E ciò che si ascolta è una favola raccontata in diretta da un call center di attori. Lo spazio ordinato e in penombra protegge il segreto che lega due persone che parlano al telefono senza conoscersi. È un piccolo incontro misterioso che trasforma le favole in cartografie di vite e riti di passaggio.
In scena il 18 marzo, dalle ore 18 alle ore 21. Replica il 19
Survivre Veglia di Menoventi e Pardès Rimonim contiene Survivre (étape 2) e altri contributi a cura degli autori ideazione e drammaturgia di Gianni Farina, Consuelo Battiston, Bertrand Sinapi, Amandine Truffy con Consuelo Battiston, Amandine Truffy una coproduzione Pardès rimonim / Menoventi / E-production con il sostegno della regione Lorreine nell’ambito del programma europeo di scambio artistico sviluppato dalla compagnia Pardès rimonim La serata ospita la seconda tappa dello spettacolo Survivre, un percorso nato dalla collaborazione tra le due compagnie, ma è anche e soprattutto un’occasione di incontro e di scambio tra gli artisti e il pubblico. La Veglia permette di vivere un tempo privilegiato, durante il quale si rende visibile il processo creativo. Le compagnie condivideranno con il pubblico alcuni frammenti della ricerca in atto, piccoli nuclei tematici che potranno assumere le forme più disparate. Le linee guida della serata ricalcano quindi la ricerca che muove il progetto: la Sopravvivenza in una società satura di stimoli e di segni e la Copia come risposta formale alla richiesta odierna di invenzione continua. Indagheremo alcuni elementi fondamentali del mondo dell’arte: la paternità dell’opera, l’autenticità, la creatività, la proprietà intellettuale, la firma. E se, in fondo, copiare fosse l’atto che ci permetterà di trovare i mezzi per sopravvivere?
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In scena il 22 aprile
In scena il 3 febbraio
Favole al telefono
In absentia
ideazione e regia di Giorgina Pi soundscapeValerioVigliar una produzione Angelo Mai – Bluemotion Il progetto – ispirato al testo omonimo di Gianni Rodari – nasce dall’incontro di due linee della nostra ricerca: la costruzione di dispositivi performativi e visivi che indaghino la sfera della comunicazione tra due
Silvia Costa – Orthographe – Ane Lan In Absentia ripresenta lo spazio teatrale come
spago
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luogo per la contemplazione spirituale, reame dello spazio simbolico. Punto di partenza della performance è l’interrogarsi circa la potenziale “consapevolezza“ (dell’individuo e dell’umanità intera) di raggiungere uno stato più alto di conoscenza del sé e della propria natura per poter comprendere e fare i cambiamenti strutturali – economici, politici e culturali – “necessari” alle sfide del quotidiano. In Absentia esplora la rilevanza del Dramma Mistero come forma drammatica contemporanea, sia nel suo ruolo storico come rito teatrale/performativo, sia nelle versioni più “moderne” di Rudolf Steiner e Hermann Nitsch. La performance esplora inoltre la sua forma stessa e il modo in cui la realtà sia interpretata attraverso le immagini in contrapposizione alla rappresentazione viva, fisica, del palcoscenico, attraverso una forma drammaturgica che sposta continuamente l’attenzione tra una pubblicazione che verrà data a ogni spettatore al momento dell’ingresso in sala e quanto avverrà in scena.
In scena il 29 aprile Replica il 30
Vulkano via Cella, 261 - S. Bartolo tel. 0544 36239 Inizio spettacoli ore 21
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Amore e anarchia di Luigi Dadina e Laura Gambi in scena Luigi Dadina e Michela Marangoni scene e luci Pietro Fenati e Elvira Mascanzoni
regia Luigi Dadina produzione Ravenna Teatro a partire da Amore e anarchia di Claudia Bassi Angelini Maria Luisa Minguzzi e Francesco Pezzi nati entrambi nel centro storico di Ravenna, lui il 30 agosto del 1849, lei nella notte del 21 giugno del 1852 - da quasi cent’anni abitano, non visti, nella scuola di S. Bartolo, vicino a Ravenna. Giovanissimi si incontrano, si innamorano e si infiammano, senza possibilità di ripensamento, per l’idea dell’anarchia, che guiderà le scelte e i pensieri di tutta la loro vita. La limpida anarchica e l’infaticabile organizzatore sono ancora assieme oggi, sempre, giorno dopo giorno, continuano a vivere nella scuola di San Bartolo. Il mondo è filtrato dalle voci dei bambini che la mattina occupano i banchi e i corridoi. Ogni notte sono soli, e senza requie continuano a ripercorrere le vicende di allora e quelle di oggi, in un dialogo mai interrotto in vita, ancora ardente, ancora in cerca di risposte.
In scena dal 3 al 21 ottobre (5, 12 e 19 ottobre ore 16; pausa 6, 3, 14, 20 ottobre)
Il giocatore di Marco Martinelli con Alessandro Argnani musica di Cristian Carrara ideazione Marco Martinelli, Ermanna Montanari produzione Teatro delle Albe Il giocatore racconta la caduta vertiginosa di un giocatore di slot machine, di un
annegare nell’azzardo, dove ogni legame affettivo viene sacrificato sull’altare del niente. Amara è la fine del giocatore che, nel suo malato sogno di potenza, delira da solo dal fondo di un fossato di campagna, colpito a morte dai suoi strozzini, allo stesso tempo vittima e carnefice di se stesso. Il bivio è lì, davanti ai nostri occhi incerti e titubanti di pellegrini, e non vi è nessuna guida sicura che possa suggerirci la strada: è la nostra sorte che è in gioco, e tocca a noi e solo a noi scommettere su quale via prendere. E la scommessa non la si fa una volta per tutte: è una sfida da rinnovare ogni giorno, ad ogni ora di ogni giorno il bivio si ripresenta, implacabile. Dobbiamo puntare, in fondo, sulla strada da percorrere, è il nostro destino, la nostra destinazione: e siamo incastrati, non ci è possibile non scegliere, non possiamo non stare al gioco, al gioco della vita e della morte, non possiamo eludere e scappare.
In scena dal 28 gennaio al 15 febbraio (3 e 6 febbraio ore 19, 12 e 13 febbraio ore 15, pausa 1, 2, 8, 9 febbraio)
Cisim v.le Parini, 48 - Lido Adriano tel. 389 6697082 Inizio spettacoli ore 21
Un volto senza armi azione scenica di e con Fiorenza Menni (a seguire proiezione del film La pianista di M. Haneke (2001) tratto dall’omonimo romanzo (1983) di Elfriede Jelinek
produzione Ateliersi e Festival Focus Jelinek «Lo scritto dedicato al volto di Isabelle Huppert può essere visto come un saggio sul lavoro dell’attore. […] La scrittrice non dà indicazioni né sulla tecnica né sulla funzione di Huppert interprete ma ci conduce ad accostare l’essenza del suo essere attrice all’essenza della sua persona […] questa è la principale qualità attoriale: una profonda nettezza personale che genera ampia accoglienza. Jelinek si muove attorno ad una base molto solida: la precisa qualità di Isabelle Huppert. Ed è questa forza centrale e tonica che permette alla scrittrice le evoluzioni narrative che fanno bramare al lettore il volto dell’attrice» (F. M.).
In scena il 24 gennaio
Teatro naturale? Io, il couscous e Albert Camus regia di Stefano Pasquini con Paola Berselli, Maurizio Ferraresi e Stefano Pasquini Teatro delle Ariette È la storia di una piccola odissea personale fatta di incontri, di scoperte, di sconfitte e di viaggi, da Bologna alla Francia e dalla Francia al Mediterraneo, alla Spagna, all’Algeria, dove si intrecciano e si confondono il passato e il presente. Durante lo spettacolo si fa il couscous, poi servito agli spettatori.
In scena il 21 febbraio Replica il 22 alle ore 13
Teatro sociale
Da Dante a Ultras nella rassegna di Beppe Aurilia PRENOTA ALLO 0544.67379 LA PIZZA DIVENTATA TRADIZIONE
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RAVENNA CHIUSO IL LUNEDÌ
Si è aperta il 7 novembre la rassegna “Beppe Aurilia Teatro”, con la messa in scena al Rasi di Ravenna di D.d.D. Alighieri: Durante detto Dante Alighieri, spettacolo ispirato all’opera del sommo poeta, che porta in scena 70 attori tra ex detenuti, studenti, diversamente abili, danzatori, attori professionisti e attori amatoriali. D.d.D. Alighieri costituisce una sorta di “prova tecnica” della grande rappresentazione a chiusura della rassegna, in cui reciteranno tutti i 120 attori della compagnia teatrale: Ultras è il titolo dell’opera, una storia del calcio italiano interamente scritta da Aurilia, che torna in scena a tre anni dal suo debutto, sul palco dell'Alighieri di Ravenna il prossimo 16 aprile. La rassegna è composta da otto spettacoli, quasi tutti allestiti al Rasi, che oltre a Dante e al calcio, fanno riferimento ai grandi autori del teatro di tutti i tempi: da Beckett a Goldoni, da De Filippo a Shakespeare fino a Pasolini e Gaber. I progetti del giovane regista napoletano, la cui esperienza attoriale affonda le radici nella non-scuola del Teatro delle Albe, hanno una vera e propria funzione sociale nel proporre un’esperienza di vita che anima e arricchisce l'umanità e la cultura dei partecipanti. Info sulla pagina Facebook “beppe aurilia theatre”.
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Teatro contemporaneo a Faenza
Ridotto del Masini: la nuova stagione si apre con Città di Ebla La nuova stagione teatrale ospitata nel Ridotto del Teatro Masini sarà inaugurata da Città di Ebla con Suite Michelangelo, ideato da Claudio Angelini e Elisa Gandini su testi di Michelangelo Buonarroti e con musiche di Dimitri Sostakovic. Uno spettacolo suggestivo fatto di coppie di opposizione: giorno/notte, vita/morte, arte/religione, gioia/sconforto, esilio/patria, Stalin/Giulio II, parole/suoni, carne/marmo. E in definitiva Michelangelo/Sostakovic. Per chi assiste testimoniare non basta, è richiesta espressamente una violazione, sia pure dello sguardo, intima e privata (17 dicembre ore 21). Seguirà la Societas Raffaello Sanzio con Il regno profondo, sermone drammatico scritto e letto da Claudia Castellucci. La vita di tutti i giorni è osservata con distacco: si vuole comprendere l’origine dei gesti e porre a se stessi domande semplici ed essenziali. Il substrato profondo delle abitudini secolari dell’umanità affonda in una mancanza di fondamento che rende irreale la realtà. La cosa più solita diventa strana. Sono così giustapposti due ordini temporali: quello della realtà attuale e quotidiana, e quello della storia umana che conta centinaia di migliaia di anni (16 gennaio ore 21). La prestigiosa collaborazione con il Festival Focus Jelinek porterà al Ridotto del Masini lo spettacolo Le amanti del Teatrino Giullare, adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Elfriede Jelinek – Premio Nobel per la Letteratura 2004. Protagonista di questa storia è l’Amore, Eros, con le sue angosce, le sue fallaci promesse; ma anche la provincia, quel luogo in cui le cose si decantano. Vengono alla luce due vite, quella di Brigitte, che lavora in una fabbrica di reg-
Festa della Repubblica
(Francesca Proia).
Dal 31 maggio al 2 giugno
Impronta
Ardis Hall
via Bondi, 3 (zona Bassette) tel. 0544 36239 per info e iscrizioni al laboratorio: tel. 0544 456716
Homunculus di Francesca Proia collaborazione artistica di Danilo Conti, Antonella Piroli in convenzione con Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna con il sostegno di Regione EmiliaRomagna produzione TCP - Tanti Cosi Progetti «Per il 2014 Homunculus sceglie di confrontarsi con il tema del vedere. Il progetto si sviluppa intorno a un’idea, e a partire da questa ogni volta si denota una modalità, sempre specifica, per coinvolgere artisti, ricercatori e pubblico»
giseni, e quella di Paula, quindicenne che lotta contro i genitori per sfuggire a una vita senza prospettive (12 febbraio ore 21). Sarà poi la volta della Compagnia Berardi Casolari con l’intenso In fondo agli occhi diretto da César Brie. In fondo agli occhi è uno spettacolo di nuova drammaturgia che affronta le tematiche della crisi e della malattia da questa prodotta e derivata. L’indagine parte e si sviluppa da due differenti punti di vista: uno reale, in cui la cecità, malattia fisica, diventa filtro speciale attraverso cui analizzare il contemporaneo, e l’altro metaforico, in cui la cecità è la condizione di un intero paese che brancola nel buio alla ricerca di una via d’uscita (26 febbraio ore 21). L’ultimo spettacolo in cartellone vedrà protagonista il Teatro Valdoca con Le giovani parole, rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri. Mariangela Gualtieri ridà vita orale ai propri versi, cucendo insieme tre movimenti: il Sermone ai cuccioli delle mia specie, dedicato a tutti coloro che dell’infanzia avvertono la potenza, la meraviglia, il dono, la leggerezza e anche la minaccia che su essa incombe; la parte centrale riprenderà i temi della natura e dell’amore, fino ai più recenti inediti, mentre a chiudere sarà Bello mondo, un luminoso, sfaccettato “grazie” che, partendo da un poema di Borges, prosegue intrecciando versi della Gualtieri e versi di poeti amati (20 marzo ore 21).
In scena dal 17 al 26 ottobre
a cura di Fanny & Alexander
Associazione sportiva dilettantistica
Impronta è un processo in cui l’attore fa spazio dentro sé a un carattere, a un’essenza o personaggio e gli permette di occupare totalmente questo spazio lasciando un’orma, un segno, una traccia più o meno forte prima che esca ancora e si manifesti all’esterno. La parola impronta rimanda all’imprimere, premer sopra, calcare (calcare le scene anche), ma anche al manifestarsi, uscir fuori, apparire dell’essenza impressa. L’impronta si lega alla voce, al gesto, alla presenza, perfino all’apparenza.Talora si può vedere all’improvviso un carattere emergere in trasparenza sul volto, nella voce, nel moto di un attore che stia praticando questo tipo di lavoro. L’impronta ha a che fare con una mescolanza tra sé e altro, con una forma di controllato abbandono, con una parte scura, densa, d’ombra e una cristallina, diafana, sottilissima. Il laboratorio si terrà venerdì 27 febbraio (ore 15-20), sabato 28 febbraio (ore 11-13 / 14 -19), domenica 1 marzo (ore 11-14)
RAVENNA • via Benaco 59 • Tel/Fax. 0544 271763 Cristiana 333 3427633 • cristiana.ravaioli@libero.it
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cartellone ragazzi e di figura
Ravenna
Artificerie Almagià via Almagià, 2 tel. 392 6664211 Inizio spettacoli ore 16.30
I Pupi Casolani spettacolo dei ragazzi della 3 A della Scuola Media “A.Oriani” di CasolaValsenio realizzato in collaborazione con l’Istituto dei Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna e l’Istituto Comprensivo di Riolo Terme
In scena il 23 novembre, alle ore 10, 11.30 e 16.30 spettacolo di burattini della tradizione emilianoromagnola per bambini a partire dai 4 anni con Mauro Monticelli, Andrea Monticelli, Enrico Giorgi produzione Teatro del Drago Tutto inizia con quel furfante di Brighella “Cavicio Gambon”, sempre avido di denaro e cospiratore, che, aiutato da un mago, cerca di truffare Fagiolino Fan Fan e Sandrone. A creare ulteriori danni arrivano due streghe: Guercia e Tonante. Lo spettacolo è accompagnato da un musicista e suonatore, che eseguirà brani di musica popolare,
In scena il 31 ottobre
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Dopo il debutto il 5 giugno, la classe III A della Scuola Media Oriani di CasolaValsenio inaugura la stagione teatrale con lo spettacolo allestito durante l’anno scolastico 2013/2014 all’interno del progetto “Gli Europensees e l’opera dei pupi”, vincitore della III edizione del concorso “Io Amo I Beni Culturali” della Regione Emilia-Romagna sezione speciale CEC. Lo spettacolo racconta le gesta di Carlo Magno e dei suoi prodi paladini riprendendo l’antica arte del teatro tradizionale siciliano, l’opera dei pupi, giocando con la musica rap, il teatro dei burattini, il magico modo delle ombre.Il progetto coordinato da Teatro del Drago è stato ideato da Fulvia Martini e da Roberta Colombo in collaborazione con Angelo Sintini.
In scena il 25 ottobre, alle ore 18
Pinocchio spettacolo musicale per attori, pupazzi e... un burattino di legno per bambini a partire dai 4 anni dalle tavole originali di Alain Letort musiche originali di Claudio Capucci e Morrigan’sWake con Roberta Colombo, Andrea e Mauro Monticelli, Fabio Pignatta produzione Teatro del Drago Un racconto per immagini e musica per narrare in un modo originale e particolare l’opera di Collodi. Spettacolo vivace dai forti colori che grazie al suo linguaggio internazionale è stato rappresentato in Asia (Taiwan, Cina, Giappone), in America (Texas), in Africa (Tunisia), in Medio Oriente (Israele) e in tutti i paesi europei. In scena quattro attori, decine di pupazzi, ombre, burattini, insieme a creare il grande circo colorato di Pinocchio.
In scena il 26 ottobre Anche a Fusignano il 4 gennaio
Il pentolino dell’acqua stregata
saluto ed eccolo qui, Piccolissimo è fra le braccia della sua mamma.
Hansel & Gretel spettacolo di teatro di figura e ombre per bambini a partire dai 4 anni testo, ideazione, ombre e pupazzi Grazia Bellucci, Claudio Cinelli regia di Claudio Cinelli produzione Teatrombria «Chi rosicchia la casetta?» dice la strega, «Il vento il venticello o il celeste bambinello» rispondono i bambini con la bocca piena. La casa di marzapane, eccola là nel cuore della foresta, un’immagine che toglie il respiro e fa venire l’acquolina in bocca. Un’immagine che nessuno dimentica: com’è attraente e tentatrice questa immagine, e com’è terribile il rischio che si corre se si cede alla sua tentazione! Passare dalla paura di morire di fame a quella di essere divorati. Ma per fortuna l’astuzia vince sempre sulla cattiveria... e la strega può essere spinta nel forno e bruciare.
Teo ha le orecchie curiose spettacolo di teatro di figura musicale (pupazzi, ombre e attori) per bambini a partire dai 20 mesi ideazione e regia Teatro del Drago e Artesonoraperibambini con Roberta Colombo e Andrea Monticelli produzione Teatro del Drago Teo è un piccolo coniglio con le orecchie grandi. È così piccolo che ancora non parla, ma si fa capire molto bene, come tutti i cuccioli. Gli piace ascoltare. Ma proprio tutto: il rumore del biscotto che viene mangiato, il suono della sua pipì, il brontolio della sua pancia, lo sciabordio delle onde sul bagnasciuga, il cigolio dell’altalena, la presenza del silenzio. La mattina quando si sveglia, si alza, si veste e inizia ad ascoltare. È proprio il suo gioco preferito: gli scappa da ridere e alla fine della giornata alla luce della luna Teo prova a cercare le immagini che i suoni gli hanno lasciato, poi pieno di armonie chiude gli occhi, si addormenta e sogna.
In scena il 30 novembre, alle ore 10, 11.30 e 16.30
Laurent Tetù
In scena il 9 novembre
Piccolissimo spettacolo di teatro di figura musicale (burattini, ombre, attori) per bambini a partire dai 20 mesi regia di Roberta Colombo con Roberta Colombo e Andrea Monticelli produzione Teatro del Drago Una mamma culla il suo piccolissimo appena nato. La voce canta una lingua antica. Uno sguardo al pubblico e come un flash back si riparte da dove tutto è cominciato. Un uomo solo, una donna sola. Le loro strade si incrociano, si conoscono e si innamorano. Da qui ecco che qualcosa accade dentro al corpo della mamma. Un piccolo esserino si forma, è molto piccolo, ma è già uguale a noi. Ascolta tutto quello che dice la mamma, tutto quello che dice il papà. Si gira e rigira, gioca, si tuffa, e poi cresce, cresce, cresce. E viene il momento in cui nasce. Un piccolo pianto di
spettacolo con utilizzo di giocolerie, equilibrismi, gags, comiche e palloncini per bambini a partire dai 3 anni di e con Lorenzo Testardi produzione La Bottega delle Fantasie Laurent Tetù è un “clochard-clown”, un vagabondo che proviene dalla Francia che cerca di guadagnarsi da vivere con le poche cose imparate lungo i suoi viaggi. Egli racconta, con convinzione, di essere il cugino della Befana e a volte, quando è “in piena forma”, dice addirittura di essere il fratello di Babbo Natale! Forse non scopriremo mai chi è, ma l’unica cosa certa è che Laurent, questo personaggio molto insolito e bizzarro, intratterrà piacevolmente bambini e adulti in un crescendo di simpatia che li travolgerà senza via di scampo.
In scena il 6 gennaio
Romanzo d’infanzia
spettacolo di danza contemporanea per bambini a partire dai 5 anni testo di Bruno Stori coreografia e interpretazione Michele Abbondanza e Antonella Bertoni regia e drammaturgia Letizia Quintavalla e Bruno Stori produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni in collaborazione con Eproduction/Ravenna viso-in-aria e Cantieri Danza nell’ambito della rassegna di danza contemporanea “Today to dance” con il sostegno di AterDanza Romanzo d’infanzia è uno spettacolo in cui il linguaggio del teatro-danza si propone in una formula più narrativa ed immediata in modo da renderlo fruibile anche dai bambini. Lo spettacolo risalta, attraverso l’arte del teatro-danza, il tema dell’infanzia, che è il diamante della nostra vita, e il tema dell’amore, senza il quale si diventa matti e infelici. E senza l’amore i bambini diventano deboli e perdenti. In scena due danzatori che si alternano tra l’essere genitori e figli, padre e figlio, madre e figlia e fratelli, alternando il subire al ribellarsi, il fuggire al difendersi, al proteggersi;insomma una dedica a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore.
In scena il 18 gennaio
Il sogno del clown spettacolo di clownerie e figura per bambini a partire agli 8 anni di e con Michel Poletti produzione Teatro Antonin Artaud Il CircoVagabondo sta per concludere il suo spettacolo. Purtroppo non si è svolto come avrebbe dovuto: i clown sono scomparsi. La carovana se ne va... Quando arriva il Clown Gigil è troppo tardi. Il circo è ormai partito. Allora, per la prima volta, il clown si trova nel mondo “normale”, dove cerca di sopravvivere fra le mille sorprese di un quotidiano inaspettato.Tutto gli sembra ostile, finisce per piangere poi disperato si addormenta e sogna. Gigil sogna il circo, le paillettes, le risa, gli applausi. Lo raggiunge il Clown bianco, Pierrot. Insieme, nel sogno, rifanno i loro numeri, rivivono nella magia le illusioni e la musica del loro mondo incantato. Un gran fracasso sveglia i due clown: è tornato il CircoVagabondo.
In scena il 31 gennaio, alle ore 20.45
Grande Circo Nave Argo spettacolo di teatro di figura e clown per bambini a partire dai 6 anni in scena Mauro Monticelli, Andrea Monticelli e Fabio Pignatta testo di Francesco Niccolini, Mauro Monticelli regia di Renato Bandoli
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scene, costumi e pupazzi Arianna Maritan, Fabio Pignatta, Martina Sturaro e Mauro Monticelli produzione Teatro del Drago
questi i pensieri di Bruno, mascotte della saga omonima di Simone Frasca che bene riesce nell’itinerario vitale del bambino monello a far diventare poesia anche il maleodorante e il puzzolente; lo sporco e il melmoso.
Ispirato ai circhi all’aperto, ed in modo particolare al teatro povero dei commedianti da baraccone, si racconta la storia di Teseo e il Minotauro dall’interno di uno strano circo dove Arianna fa l’equilibrista, Dedalo, il marionettista,Teseo il domatore, Icaro il trapezista e Minosse il direttore del Circo. I tre attori/animatori si intercalano nei ruoli di clowns, inservienti del circo e personaggi mitologici. L’immagine dello spettacolo è di forte impatto visivo, grazie alle immagini ispirate allo scultore Jean Tinguely.
In scena il 14 febbraio
spettacolo di teatro d’attore e di figura per bambini a partire dai 3 anni di e con Daniele De Bernardi pupazzi Anna Damonte produzione Teatrino dell’Erba Matta Raperonzola è l’avventura di una fanciulla dalle lunghe trecce e di un’orca che la tiene prigioniera in una torre, ma arriverà un principe che la libererà. Su questa semplice trama abbiamo realizzato uno sviluppo scenografico magico agli occhi di chi guarda. Dentro ad una specie di “torre di Babele” che gira su se stessa, ispirata alle sculture dell’artista trentino PietroWeber, si svolge tutta la storia. I protagonisti sono grandi pupazzi mossi a vista dal narratore che convive con loro: raccontando, litigando e muovendo tutto in una armonia di suoni e rumori che caratterizzano i vari stati d’animo.
In scena il 7 febbraio, alle ore 18
Bruno lo zozzo spettacolo di teatro di figura con burattini e pupazzi per bambini a partire dai 4 anni con Anna Chiara CastellanoVisaggi eValentinaVecchio pupazzi e scene Lucrezia Tritone regia Francesco Tammacco produzione Gran Teatrino di Pulcinella Ai bambini, si sa, non piace più di tanto lavarsi. Meglio giocare, pensano, e poi se ci si deve di nuovo sporcare allora a che vale sopportare il flusso freddo dell’acqua, il sapore amaro dello shampo, lo sfrega sfrega dei capelli… no, no, meglio giocare!!! Sono
della Moscovia
Le avventure della bimba più forte del mondo
spettacolo di burattini della tradizione emiliano-romagnola per bambini a partire dai 3 anni produzione Teatro del Drago
Robinson Crusoe, l’avventura spettacolo di teatro di figura per bambini a partire dai 4 anni regia di Simone Guerro con Francesco Mattioni, Silvano Fiordelmondo produzione Teatro Pirata
In scena l’1 febbraio
Raperonzola
Trecce Rosse
Siamo nel 1630 Robinson all’età di 19 anni decide di lasciare la sua agiata famiglia contro il parere del padre. Dopo 15 giorni di navigazione, il sogno di diventare un vero marinaio si spezza in un terribile naufragio che lo lascerà solo su di un isola in mezzo all’oceano. Dopo 20 anni, un uomo a cui darà il nome di Venerdì approda sull’isola. Da quel momento la sua vita cambia, finalmente qualcuno con cui parlare, qualcuno a cui insegnare. Dopo 23 anni passati sull’isola ecco una nave approdare. Robinson finalmente potrà tornare a casa portando con séVenerdì che però si rifiuterà di seguirlo, vuole essere libero, libero di decidere dove andare. Robinson nella scena finale prende coscienza che non può imporre aVenerdì la sua volontà, e che se vuole veramente essere un uomo libero deve lasciare l’amico, libero di scegliere, della sua vita.
In scena il 1 marzo
spettacolo teatro di narrazione, ombre e oggetti per bambini a partire dai 3 anni produzione Teatro del Drago Una buffa ragazza sta per andare a coricarsi: dorme con i piedi sul cuscino. Sogna e i suoi sogni prendono corpo trasformando la realtà in una sur-realtà dove la mente, il parlare si perdono in un mondo a lei caro dove i bambini decidono da soli e le regole sono “non averne”, se per regole si intendono quelle imposte dall’“alto”, dai “grandi”. Come un Don Chisciotte al femminile, porta in scena sogni e desideri e dimostra come sia facile realizzarli. La accompagnano nel sentiero della vita i suoi amici del cuore. La potente arma della fantasia unita alla libertà non trova ostacoli insuperabili e così la storia racconta di giochi, di viaggi, del susseguirsi delle stagioni, con una energia vitale che viene dall’essere vivi, dal desiderio di fare senza condizionamenti e imposizioni.
In scena il 14 dicembre
Il Tarlantan
Lo spettacolo è diviso in due parti. La prima ha per titolo “I tre Bravi alla prova” e vede, come al solito, Fagiolino protagonista dell’allegra farsa brillante. La seconda parte è lo spettacolo vero e proprio:“Il Tarlantan della Moscovia”. Il pappagallo del Dottore è morto in circostanze misteriose... Il Dottore decide di indagare. Fagiolino, vero colpevole della “disgrazia” del pappagallo, è l’unico servo che riesce a non farsi licenziare, mentre Sandrone e Brighella, innocenti, restano senza lavoro e si vendicano.Tra mille peripezie, scherzi e bastonate, tutto andrà a finir bene. Lo spettacolo è ricco di accenti e battute che provengono dai vecchi canovacci, con sproloqui, vecchi detti e una miscela di dialetti maccheronici dell’Emilia.
In scena il 21 dicembre
Teatro Rasi via di Roma, 39 tel. 0544 36239
Brum regia di Pietro Fenati con Pietro Fenati e Elvira Mascanzoni produzione DrammaticoVegetale
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Brum è una specie di parola, è un oggetto, è un colore, è una luce, insomma... è. Brum è quella cosa che c’è prima della parola e che di essa ha già tutta la sostanza. E allora, questa specie di parola, per capirla bisogna interpretarla,
Museo La Casa delle Marionette vicolo Padenna 4/A tel. 0544 32056 cell. 392 6664211 Inizio spettacoli ore 16
Il grande trionfo di Fagiolino pastore e guerriero spettacolo di burattini della tradizione emiliano-romagnola per bambini a partire dai 3 anni produzione Teatro del Drago Storica produzione del Teatro del Drago, che dal 1988 ha conseguito molto successo in Italia ed è stata segnalata in alcuni importanti festivals internazionali, proviene da un vecchio canovaccio del burattinaio bolognese Angelo Cuccoli (metà '800). Lo spettacolo mette in scena la storia di Fagiolino che con tanta fortuna è diventato uno dei più ricchi agricoltori del regno di Tracia e dopo varie peripezie arriverà addirittura a sposare la bella Altea, principessa del regno di Tracia.
In scena il 16 novembre
di Alessandro Casadei
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Vieni a gustare le nostre specialità: Piadine, Crescioni, Rotolini da pranzo a cena Piadina di Farro e Kamut senza strutto e Piadipizza! Tutte le nostre materie prime sono fresche e di alta qualità, dalle farine, al prosciutto crudo di Parma. Quelle piccole cose che fanno grandi differenze.
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lapiada.diale
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cartellone ragazzi e di figura
Ravenna
guardando al di là dell’abitudine.
In scena il 16 novembre, alle ore 10.30 e 11.30
Mignolina e lo spirito del fiore
dei rospi, rapita tra gli insetti, finisce nel mondo sotterraneo abitato da topi e talpe. Proprio in questo luogo contrario e opposto alla sua delicata natura, Mignolina è accolta e accettata, ma solo se rinuncia alla individualità che la caratterizza e la rende unica. Decide perciò, di partire per il suo ultimo viaggio, volando sul dorso di una rondine verso un mondo lontano dove grandi e piccoli, belli e brutti convivono felicemente. Nello spettacolo, le immagini virtuali di Ezio Antonelli giocano con le musiche e le sorprendenti ambientazioni sonore di Luciano Titi. Il piccolo e il grande si scambiano ruolo, come il vero con il virtuale, in un’altalena di emozioni.
In scena il 21 febbraio, alle ore 17 liberamente ispirato al racconto omomimo di H. C. Andersen teatro d’attore e figura, con videoproiezioni per bambini dai 4 anni con Elvira Mascanzoni, GiuseppeViroli musiche originali Luciano Titi regia Pietro Fenati produzione DrammaticoVegetale prologo musicale dell’Istituto Superiore Studi Musicali G.Verdi
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Mignolina è un essere umano come tutti gli altri, ma non più grande di un mignolo. Dopo esser nata tra i petali di un fiore fatato, viene rapita dalla signora Rospo che la vorrebbe dare in sposa al suo viscido figlio. Pare doversi concludere così il viaggio che la porta ad attraversare mondi diversi e ostili. Naviga nello stagno
mano”. Si spiega il perché del giorno, della notte, delle stelle, del cielo, dell’acqua, dell’aria, della terra… e diventa quasi raccontare una fiaba, una storia “fantastica” ma allo stesso tempo molto reale. Una lavagna luminosa aiuta l’attrice a raccontare questi grandi “eventi”. Sullo schermo/fondale si formano linee, segni, disegni, immagini, tutte realizzate in contemporanea da una disegnatrice, che sono di aiuto alla spiegazione/racconto, qualche volta la precedono, qualche volta la rendono poetica. Così l’attrice interagisce in maniera ludica con le immagini bidimensionali proiettate, manipolate a livello narrativo, in un incontro/scontro tra gesto, parola e segno.
In scena il 7 marzo, alle ore 17 Anche a Bagnacavallo il 14 dicembre
Il piccolo principe in concerto
Di segno in segno drammaturgia, testo e regiaVania Pucci conVania Pucci e Adriana Zamboni luci e allestimento Lucio Diana produzione Giallo Mare Minimal Teatro prologo musicale dell’Istituto Superiore Studi Musicali G.Verdi Perché i bambini devono sempre andare a letto anche se non hanno sonno? Perché esiste il giorno e la notte? Perché non si può parlare sott’acqua? Cos’è l’aria? Cosa c’è oltre il cielo? Ma l’infinito dove finisce? Tutto inizia da una finestra che si apre per la prima volta di notte. È il pretesto per cercare di gettare uno sguardo sul mondo. E allora si cerca di capire, di “spiegare” questo mondo fin dalla sua nascita, da quando ero piccolo “tanto da stare in una
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In scena il 18 gennaio
Diapason produzione I Circondati 4 personaggi per 2 attori. Due servi di scena (personaggi maschera) e due musicisti inconcludenti. Due storie che si intrecciano per poi fondersi e ribaltarsi in una trama composta da una potente comicità, assurdità ed emozioni primordiali. Il gioco dei corpi, messi in luce dalle mezze maschere, si unisce alla comicità frontale clownesca. Il fallimento crea l’assurdità. Lo spazio diviso da un sipario minimale viene all’improvviso capovolto creando dei retroscena, dei non-visti, che portano lo spettatore in una condizione di grande complicità e intimità. Un esempio di contemporaneità nella commedia dell’arte e nel clown. Diapason è un salto nel vuoto senza rete di protezione, è un assurdo e raffinato gioco fatto di musica, di verità, di nudità, di fame, di sete e di amore.
In scena il 25 gennaio spettacolo per bambini dai 5 anni un’idea di Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco voci Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco in collaborazione con il Teatro Franco Parenti di Milano Ravenna viso-in-aria «Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. Questo è uno dei segreti più preziosi custoditi in un libro che racconta di lunghi viaggi, di incontri fantastici e di misteri che cerchiamo ancora e sempre di risolvere.Teniamo bene a mente, e nel cuore, questo segreto :“l’essenziale è invisibile agli occhi”, e con il fiato sospeso, senza aspettarci risposte ma con il desiderio di far risuonare con semplicità e con passione le avventure di un bambino - di un “piccolo principe” dallo sguardo implacabile e trasparente - apriamo il libro e cominciamo a leggerlo preparandoci a un lungo viaggio». (Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni)
In scena il 9 maggio, alle ore 21
Vulkano
PRODOTTI REALIZZATI IN MODO ARTIGIANALE CON INGREDIENTI SELEZIONATI
un procedimento inventivo libero e bizzarro che, abbiamo notato, essere simile a quello che i bambini di due o tre anni usano per inventare, nella loro mente, incredibili vicende, sempre un po’ surreali, ma fortemente suggestive...
via Cella, 261 - S. Bartolo tel. 0544 36239 Inizio spettacoli ore 15.30
Con gli occhi dei gabbiani produzione L’Asina sull’Isola Questo spettacolo nasce dall’incontro con Peter Balhar, un artista visivo slovacco che ci ha mostrato le sue opere, incantandoci. Peter è un abilissimo manipolatore di materia: pietre, legni, metalli e colori vari diventano nelle sue mani capaci di esprimere forte poetica. Le sue opere così diverse e molto interessanti, ci hanno ispirati e hanno iniziato a raccontarci una strana storia. Ci siamo così ritrovati dentro ad
Hansel e Gretel di e con GiacomoVerde La favola di Hansel e Gretel, teleraccontata da GiacomoVerde, si presenta come una via di mezzo tra la scena in video e il teatro della percezione. Lo schermo è il luogo dove si svolge la favola, le dita diventano gli attori, una noce si trasforma in una strega e lo scenario scuro diventa di volta in volta un luogo diverso, mettendo in risalto gli elementi del racconto. Con questa semplice attrezzatura viene ricreata, grazie ad una telecamera che trasmette in tempo reale il micro racconto, l’atmosfera dolce e allegra delle favole della buona notte. La rappresentazione di fiabe, la cui trama è sedimentata nella memoria, prende nuova vita attraverso la sollecitazione della vista. La mente traccia i tratti della strega nel guscio della noce, dandole un colore e una sembianza ben precisa. Diventa così protagonista la fantasia delle persone, soprattutto bambini, che assistono a queste performances, rivelando il grande elemento pedagogico presente nei teleracconti.
In scena l’1 febbraio
Bianconero Processo ad un lupo e ad una strega produzione Officine Duende Una strega e un lupo bloccati in un mondo in bianco e nero. Un giudizio che pende sulle loro teste. Un’improbabile e forzata convivenza in attesa del verdetto. Per uno solo di loro si apriranno le porte del bianco, dove ritrovare la pace interiore e realizzare i più intimi desideri del cuore. Chi dei due il più cattivo è stato, chi ha commesso il più terribile reato al nero eterno sarà condannato. La giuria si riunisce, il tempo stringe, è la loro ultima occasione per dimostrare la propria innocenza. È un peccato avere fame? È giusto che chi mangia sia mangiato?
In scena l’8 febbraio
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cartellone ragazzi e di figura
Faenza
la pianta malefica viene estirpata e Maga Cornacchia se ne deve tornare al suo Palazzo della Magia con le “pive nel sacco”!
In scena l’11 gennaio
Teatro Masini piazza Nenni, 3 tel. 0546 21306
Inizio spettacoli ore 16
Ancora un Cappuccetto Rosso! di Lino Terra liberamente ispirato alla fiaba di Perrault, fratelli Grimm e altre versioni più antiche e recenti! con Andrea Bartola, Cecilia Raponi, Natascia Zanni produzione Teatro del Canguro Cappuccetto Rosso è una delle storie più raccontate, più ascoltate, più viste: non c’è bambino che non la conosca, non c’è adulto che non la ricordi. È proprio su questa ripetitività d’immagini (che la nostra memoria in qualche forma conserva) e su questa reiterata sequenza di fatti (a tutti noti) che si basa lo spettacolo. Ci siamo domandati, ed è come se ponessimo a nostra volta la stessa domanda ai piccoli spettatori: quante volte il lupo dovrà ancora incontrare la bambina con il cappuccio rosso in testa? Quante focacce la mamma dovrà ancora preparare per portarne qualcuna alla nonna? Quante volte il saliscendi della porta dovrà salire e scendere così da permettere l’ingresso del lupo cattivo prima e della bambina poi?
In scena il 23 novembre
La Bella e la Bestia
lizzando la tecnica del teatro d’ombre. Fa parte del progetto Timisoara, la mia città in Europa e l’intento della scenografia di Attila Bajko è quello di far conoscere la città che sorge sul canale Bega, soprannominata la piccola Vienna. L’allestimento scenico infatti è rappresentato da proiezioni degli edifici storici barocchi di Timisoara, del primo XX secolo.
Un topo… due topi… tre topi… Un treno per Hamelin
stà di chi governa un paese. Gli attori, accompagnati in scena da musiche eseguite dal vivo, danno vita ad innumerevoli personaggi in una scenografia che, come una scatola magica, si trasforma, dando vita a suggestive ambientazioni e continue sorprese
In scena il 22 febbraio
Il rapimento del Principe Carlo
In scena il 30 novembre al Ridotto del Teatro Masini
Sotto la neve Minuetto d’inverno di Marcello Chiarenza e con Mariolina Coppola e Maurizio Casali produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri Quando la Signora Verde torna a casa dalle vacanze, si ritrova di fronte ad un ospite inatteso: nel salotto di casa sua sonnecchia uno strano personaggio, simpatico ma un po’ invadente, che si presenta come Signor Bianco. Presto si scoprirà che costui altri non è che l’inverno, giunto innanzi tempo, per fare il suo lavoro, che è quello di imbiancare e di mettere a dormire le cose. È l’inizio di una serie di micro avventure comiche, durante le quali il Signor Bianco ricopre di neve e di gelo l’intera casa, sia dentro che fuori, mentre la Signora Verde fa di tutto per spingere lo scomodo ospite per lo meno al di là della porta, nel giardino. La neve in casa, no! Anche il pubblico è coinvolto nel gioco della neve: i bambini prima costruiscono assieme ai personaggi in scena un pupazzo di neve molto speciale, poi vengono coinvolti in una grande battaglia di palle di neve!
di Claudio Casadio, Giampiero Pizzol e Marina Allegri con Mariolina Coppola, Maurizio Casali, James Foschi produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri Liberamente ispirato alla fiaba Il pifferaio magico, lo spettacolo è più di una fiaba: un gioco di rime, di musica e di teatro che coinvolge gli spettatori come avveniva un tempo su tutte le piazze dove la realtà si mescolava alla fantasia. Uno spettacolo magico e divertente che conduce il pubblico dei bambini ad una riflessione profonda sull’importanza dell’one-
di e con Mauro e Andrea Monticelli da un testo della tradizione popolare del 1800 produzione Teatro del Drago Lo spettacolo di burattini tradizionali emiliano-romagnoli Il rapimento del Principe Carlo è rappresentato dai burattinai Mauro Monticelli e Andrea Monticelli della Compagnia Teatro del Drago di Ravenna. È una produzione del 1983 che ha conseguito molto successo in Italia e all’estero ed inoltre è stato segnalato in alcuni dei più importanti festival nazionali ed internazionali. Questo
In scena il 21 dicembre
I cuccioli e il bambù blu di Sergio Manfio con Sergio Manfio e Francesco Manfio produzione Gli Alcuni
di Mirella Tonechi spettacolo in lingua rumena con traduzione simultanea realizzato in collaborazione con la città di Timisoara (Romania) gemellata con Faenza a sostegno della candidatura di Timisoara - Capitale Europea della Cultura 2021 produzione Merlin Theater di Timisoara (Romania) Lo spettacolo, che trae ispirazione da un tema antico, è stato immaginato e messo in scena dalla regista Eva Labadi Megyes uti-
Il Capi e l’Assistente si trovano ad affrontare un malvagio piano che Maga Cornacchia sta mettendo in atto contro i Cuccioli. Con l’aiuto del Mago della Palude ha dato vita ad una pianta magica, il bambù blu, che ha la possibilità di inquinare il mondo fino a trasformarlo in una palude. I Cuccioli non sanno che basta solo sfiorare con un dito la pianta magica per essere trasformati in pietra. I nostri due eroi devono riuscire ad avvisarli in tempo prima che questo accada. Nella palude ogni comunicazione risulta difficile e in più ci sono le terribili Murene Iene che impediscono di toccare l’acqua e di navigare. Maga Cornacchia e i due loschi ermellini Cuncun e Canbaluc hanno un piano che metteranno in atto grazie all’aiuto di Bianco, il magico cavallo del Mago della Palude. Fortunatamente, grazie all’astuzia dell’Assistente e nonostante l’imperizia di Capi, i Cuccioli vengono avvisati,
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cartellone ragazzi e di figura
Faenza
spettacolo, dalla trama molto semplice, proviene da un vecchio canovaccio della metà dell’800. La storia inizia alla reggia di un vecchio re a cui è stato rapito il figlio.Viene dato ordine ai servi e ai soldati di andare a cercare il Principe Carlo in tutte le terre del regno; alla ricerca parte anche Fagiolino aiutato dai consigli della vecchia Fata Circe. Presto lo trova nel bosco della Rogna nelle mani del terribile e potente brigante Spaccateste e del suo gigante. Fagiolino, dopo un lungo duello, bastona senza pietà i cattivi e riporta sano e salvo il Principe Carlo a suo padre il re. In onore di Fagiolino sarà fatta una grande festa.
In scena il 7 marzo alle ore 17 al Ridotto del Teatro Masini
Le avventure di Fagiolino di e con Maurizio Corniani produzione Centro Teatrale Corniani
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Spettacolo di burattini a guanto e bastone, animati in baracca tradizionale con quinte e sipario di tela. La compagnia, con l’intento di continuare la ricerca nel campo del teatro di burattini emiliani, propone questo spettacolo che ricalca più o meno fedelmente gli spettacoli della tradizione fatti di situazioni intrigate, di principesse rapite, di maghi cattivi e di bastonate sonanti scoccate dal personaggio-protagonista: Fagiolino. Perennemente alla ricerca di un piatto di tagliatelle fumanti condite da un bolognese ragù, perseguitato dalle urla delle sue budel-
cartellone ragazzi e di figura
Lugo
la, Fagiolino sbroglierà le situazioni più difficili con il suo purgante “San Pellegrino”! Pochi oggetti, tre scenari, otto burattini di legno guidati in una baracca dalla fondamentale espressività orale di un burattinaio solista, sono gli elementi essenziali dello spettacolo.
Teatro Rossini
In scena il 14 marzo alle ore 17 al Ridotto del Teatro Masini
La Bella e la Bestia
Il segreto di Arlecchino e Pulcinella di e con Alberto De Bastiani produzione Compagnia Alberto De Bastiani Come nel teatro di Mangiafuoco appaiono sulla scena Arlecchino e Pulcinella, le due simpatiche maschere che divertono grandi e piccini, sempre pronte alla battuta, allo scherzo, portano gioia e allegria, hanno un segreto per arrivare al cuore della gente ma a qualcuno questo non piace. Il signor Sacripanti vuole essere il padrone di tutto quanto, anche del riso e del pianto e vuole il loro segreto, anche a costo di vendere la propria anima al diavolo o di trasformarsi in un pauroso fantasma. Ma per fortuna non ci riuscirà, l’amicizia tra Arlecchino e Pulcinella e i suggerimenti dei bambini porteranno a un lieto fine anche questa storia.
In scena il 21 marzo alle ore 17 al Ridotto del Teatro Masini
piazzale Cavour 17 tel. 0545 38542
con Daniel Gol e Alessandro Nosotti scritto e diretto da Daniel Gol, Laura Marchegiani e Alessandro Nosotti produzione Teatrodistinto
Inizio spettacoli ore 16
teatro di figura per bambini dai 5 anni produzione Teatro del Canguro con Agostino Gamba,Vincenzo Di Maio, Cecilia Raponi collaborazione artistica Nicoletta Briganti, Natascia Zanni, Lorella Rinaldi, Umberto Rozzi regia di Lino Terra
Quanto siamo consapevoli della nostra aggressività, chi sa insegnarci la misura con cui possiamo manifestarla? Proviamo a comprimerla e censurarla, sperando di non vederla mai esplodere? Scegliamo di esasperarla per difenderci e non avere paura? Un insolito principe. Il suo maggiordomo. La sua elegante sala da pranzo. Qui inizia il gioco del lupo.
In scena l’8 febbraio
Raggi di luce Dinamo energia in movimento
Solo una carezza, forse uno sguardo, un sorriso. È bastata una carezza e Bella ha rotto d’incanto quel maleficio che si chiama paura e pregiudizio. È bastato quel gesto perché la Bestia rivelasse d’un tratto tutta la sua umanità e la sua “bellezza”. Con quella carezza infatti Bella ha dimostrato di essere capace di vedere oltre l’apparenza. Antoine de SaintExupéry nel suo “Il piccolo Principe” sintetizza in una frase il tema de La Bella e la Bestia quando afferma che “l’essenziale è invisibile agli occhi”.
In scena il 1 febbraio
Il gioco del lupo spettacolo per bambini dai 4 anni
spettacolo per bambini dai 3 anni regia diValeria Frabetti di e con Andrea Buzzetti, Luciano Cendou e Giada Ciccolini produzione La Baracca - Testoni Ragazzi I raggi sono le mie gambe. I pedali sono i miei piedi. Una volta raggiunta, la velocità giusta mi trasporta come una corrente invisibile, che non si ferma più. È bello andare in bicicletta tutto il giorno. Ma la notte? La notte basta accendere la luce! Tre personaggi su due ruote intraprendono un viaggio surreale per illuminare il mondo in modo diverso.
In scena il 15 febbraio
cartellone ragazzi e di figura
Bagnacavallo Teatro Goldoni piazza Libertà, 18 tel. 0545 64330 Inizio spettacoli ore 17
Il bosco delle storie
di Claudio Casadio e Giampiero Pizzol e con Maurizio Casali, Mariolina Coppola, Alessandra Tomassini produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri Esiste ancora, da qualche parte nel mondo, un bosco incantato dove nessun essere umano è
mai entrato. Ai bambini, però, è permesso di vederlo e così lo gnomo Muschietto, magico custode di quel bosco, mostra loro la sua casa, all’interno di un vecchio albero secolare. È primavera e gli abitanti del bosco si danno appuntamento al vecchio albero: la lepre spaurita, il folletto talpa col mal di pancia, la gazza informatissima sui pettegolezzi del bosco, la civetta civettuola. Raccontano storie di vita nel bosco, cantano, fanno festa mentre Muschietto prepara loro rimedi balsamici e pozioni magiche. C’è anche un lupo bugiardo, ladro, ingordo, che escogita mille inganni per rubare cibo allo gnomo e, naturalmente, gli va sempre storta. Ma quando il bosco sarà in pericolo perché gli uomini arriveranno con potenti macchine per abbatterlo e costruirvi una città e a nulla serviranno i poteri magici di Muschietto, sarà proprio il lupo con il suo coraggio a salvarlo! Il bosco delle storie vuole essere un invito per i giovani spettatori a riflettere sull’importanza vitale del proteggere e rispettare la natura.
In scena il 9 novembre
Nico cerca un amico di Liliana Letterese, Matthias Hoppe
e con Andrea Lugli e Liliana Letterese produzione Il BauleVolante
luci e allestimento Lucio Diana produzione Giallo Mare Minimal Teatro
Nico è un topolino felice, gli piace leggere, mangiare, giocare da solo o con i suoi amici topi e nulla gli manca nella sua casetta in riva al mare. Ma un giorno riceve un regalo, un libro con le figure di tutti gli animali del mondo: zebre, balene, giraffe, dinosauri, e anche topolini, naturalmente! E rimane stupito nel vedere tutti quegli animali che non conosceva prima, tutti bellissimi e diversi tra loro. E allora comincia a pensare: «Mi piacerebbe tanto trovare un amico che non sia topolino, un amico diverso da me!». E per trovare un amico diverso esce di casa e si mette alla ricerca con entusiasmo e tanta volontà. Incontra molti animali e fa anche conoscenza, ma…trovare un amico sarà una ricerca molto lunga! Il tema principale dello spettacolo è la diversità, affrontata in primo luogo in uno dei suoi aspetti più problematici, vale a dire la difficoltà che spesso si incontra nel confronto con il prossimo, specie se diverso da noi.
Di segno in segno
Perché i bambini devono sempre andare a letto anche se non hanno sonno? Perché esiste il giorno e la notte? Perché non si può parlare sott’acqua? Cos’è l’aria? Cosa c’è oltre il cielo? Ma l’infinito dove finisce? Tutto inizia da una finestra che si apre per la prima volta di notte. È il pretesto per cercare di gettare uno sguardo sul mondo. E allora si cerca di capire, di “spiegare” questo mondo fin dalla sua nascita, da quando ero piccolo “tanto da stare in una mano”. Si spiega il perché del giorno, della notte, delle stelle, del cielo, dell’acqua, dell’aria, della terra… e diventa quasi raccontare una fiaba, una storia “fantastica” ma allo stesso tempo molto reale. Una lavagna luminosa aiuta l’attrice a raccontare questi grandi “eventi”. Sullo schermo/fondale si formano linee, segni, disegni, immagini, tutte realizzate in contemporanea da una disegnatrice, che sono di aiuto alla spiegazione/racconto. Così l’attrice interagisce in maniera ludica con le immagini bidimensionali proiettate, manipolate a livello narrativo, in un incontro/scontro tra gesto, parola e segno.
drammaturgia, testo e regia Vania Pucci con Vania Pucci e Adriana Zamboni
In scena il 14 dicembre Anche a Ravenna il 7 marzo
In scena il 30 novembre
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cartellone ragazzi e di figura
Fusignano Teatro Moderno corso Renato Emaldi, 32 tel. 0545 954194 Inizio spettacoli ore 17
Un treno di perché teatro d’attore, narrazione, teatro di figura, canzoni dal vivo per bambini dai 3 anni di Ferruccio Filipazzi e Luciano Giuriola da una idea scenica di Tinin Mantegazza con Ferruccio Filipazzi scena e oggetti realizzati da Graziano Venturuzzo pittura a cura di Giulia Bonaldi «Ho voluto riaccostarmi alle modalità semplici e immediate del teatro; una sorta di iniziazione che, partendo dai perché, perché, perché dei piccoli, sappia mostrare come dal gioco di tutti i giorni si possa giungere al racconto, alla rappresentazione, al teatro; dal gioco dei piccoli a quello degli adulti, in un percorso circolare che il teatro può trasformare in esperienza» (F. Filipazzi).
In scena il 26 ottobre
e Morrigan'sWake ideazione, allestimento e messinscena Teatro del Drago Spettacolare e giocosa trasposizione dalla pittura al teatro per questo colorato e vivace Pinocchio dove immagine, musica e azione si fondono in un fantasmagorico circo. 12 tavole a china trovate nel 1984 in un mercatino a Caen, capitale della Normandia, disegnate dal fumettista francese Alain Letort, sono state il punto di partenza, il motivo che ha portato la compagnia a dedicarsi all’opera di Collodi. Molte le collaborazioni che hanno portato allo spettacolo, fra cui il tocco dell’artista Gianni Plazzi che per primo ha dato il colore alle immagini in bianco e nero; la produzione della colonna sonora di musica celtica ad opera del gruppo Morrigan’sWake e del musicista Claudio Capucci; il grande lavoro del laboratorio del Teatro del Drago che ha creato gli incredibili pupazzi.
In scena il 4 gennaio Anche a Ravenna il 26 ottobre
Cinderella Vampirella
Pinocchio spettacolo musicale per attori, pupazzi e... un burattino di legno per bambini dai 3 anni dalle tavole originali di Alain Letort, colorate da Gianni Plazzi pupazzi di Mauro Monticelli musiche originali di Claudio Capucci
Teatro Comunale via XX settembre, 125 tel. 0544 975166 Inizio spettacoli ore 21
La notte dei racconti di Ferruccio Filipazzi con Ferruccio Filipazzi, Massimo Ottoni Un padre e un figlio. Il figlio interroga. Il padre risponde. Con una storia. È sempre stato così. Dovrebbe essere così. Il figlio viene al mondo, si guarda intorno, prova a vivere, arrivano le prime domande. E qualcuno più grande di lui prova a rispondere. La storia siamo noi: le nostre storie passate, la storia che stiamo vivendo, le storie che vivremo. Il papà racconta storie che il bambino non ha sentito mai, racconta con parole misteriose e un po’ difficili della Creazione, di Caino e Abele, due fratelli che non vanno molto d’accordo e poi arriva Noè con tutti gli animali…
In scena il 6 dicembre
Il gatto con gli stivali di Marina Allegri con Sara Barbuti, Francesco Grossi, Donatello Galloni produzione Ca’ Luogo d’Arte
teatro d’attore e pupazzi per bambini dai 3 anni con Danilo Conti e Antonella Piroli regia di Danilo Conti e Antonella Piroli musiche Davide Castiglia produzione Tanti Cosi Progetti
In scena il 23 dicembre
Cervia
o della povertà che si riscatta
I tre porcellini
I tre porcellini è un classico della tradizione inglese la cui prima versione risale al 1843. Da quel momento in poi si è tramandata di generazione in generazione subendo molte modifiche, al punto da perdere il suo significato originario. Ed è proprio a questa prima stesura della fiaba che Tanti Cosi Progetti utilizza per rappresentare sulla scena la vicenda di questi tre fratellini che si trovano ad avere a che fare con il loro (e nostro) più feroce nemico: il lupo. Per difendersi da questo essere malvagio il porcellino più piccolo costruisce una casetta con la paglia e il mediano con la legna: entrambi ergono i loro rifugi in fretta, in modo da poter avere più tempo possibile da dedicare ai giochi. Pagheranno la loro superficialità quando il lupo, distruggendo le case in un sol soffio, se li mangerà avidamente.
cartellone ragazzi e di figura
In questo spettacolo alle teste di legno nella
con Francesco Mattioni e Lucia Palozzi testo e regia di Francesco Mattioni, Diego Pasquinelli, Silvano Fiordelmondo musiche originali di Lorenzo Soda scenografie e burattini di Marina Montelli spettacolo per bambini dai 4 anni produzione Teatro Pirata Ebbene si! Anche Dracula ha i suoi problemi familiari! Sua figlia Cinderella non ne vuol proprio sapere di tenebre, pipistrelli, castelli, cripte e di imparare a bere sangue, ma sogna una vita da casalinga in una bella casa moderna arredata di tutto punto! A peggiorare la situazione, c’è sua moglie: la dispotica Matrigna cattiva invidiosa di Cinderella, che vorrebbe liberarsi di lei. E ancora il gobbo Igor, zotico e fedele servitore tuttofare dal cuore tenero incapace di far del male a Cinderella come invece vorrebbe la Matrigna. Sarà lui a riuscire a farla scappare verso un mondo sconosciuto popolato da mostri, dove vivrà avventure al limite dell’impossibile e dove farà l’incontro che le cambierà la vita: un imponente e dolce drago di nome Grill-Grill.
In scena il 25 gennaio
NUOVA GESTIONE DI RUDY LUPINI
baracca classica, che raccontano fedelmente la favola di Perrault, si accosta una figura discreta di attore umano, poetica e non invadente, per leggere con semplicità la filosofia “tra le righe” della fiaba. In un racconto delle metamorfosi in cui un gatto si rizza sulle gambe e calza stivali, in cui un orco si trasforma in topo, può l’umile figlio di un mugnaio sposare la figlia del Re e diventare un gran signore? E il suo piccolo e spelacchiato gatto è destinato a essere un manicotto per l’inverno o, anche lui, all’improvviso può diventare…
In scena il 13 dicembre
La cicala e la formica di Claudio Casadio e Giampiero Pizzol con Maurizio Casali, Mariolina Coppola e Alessandra Tomassini produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri Questi due piccoli animali, simbolo dell’ozio e del lavoro, sono tra i più famosi al mondo grazie anche alla popolare favola di La Fontaine. Nel racconto del narratore francese, però, questi due personaggi sono rigidamente contrapposti e incarnano solamente l’opposizione fra saggezza e sconsideratezza. Al contrario, in questa particolare versione della storia, la Cicala e la Formica divengono ad un certo punto alleate dato che, nel contrasto fra il sogno e la realtà, si insinua un terzo personaggio: il Calabrone, un impresario e un affarista senza scrupoli…
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In scena il 20 dicembre
Circondata dagli specchi d'acqua della riserva naturale delle saline etrusche di Cervia, attraverso i nostri piatti preparati con prodotti locali, gli eventi enogastronomici, le mostre d'arte di Paolo Ancarani e gli eventi musicali “flying notes”, diamo valore alle tradizioni.
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La Dama delle Saline
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cartellone ragazzi e di figura
Russi
Teatro Comunale via Cavour, 10 tel. 0544 587641 Inizio spettacoli ore 16.30
Nel bosco addormentato scritto da Stefania Marrone e Cosimo Severo regia di Cosimo Severo con Miriam Fieno, Kingsley Ngadiouba, Aurora Tota,Vincenzo Scarpiello, Fabio Trimigno produzione Bottega degli Apocrifi
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La fata Bianca, la più bella, sola e potente fata del regno appare nel sogno della Regina e le promette che avrà la figlia che tanto desidera e che lei sarà la sua madrina. Cosa succede quando un sogno si avvera? Nel castello la fata Brutta, chiacchierona e smemorata, e la fata Muta, che ha una classe che manda in bestia la sua sgraziata collega, preparano il corredino e i festeggiamenti. La fata Brutta si occupa degli inviti, si sforza di ricordarsi tutti, proprio come ha detto la regina, di non dimenticare nessuno, fosse pure la persona più antipatica del regno… la festa è un successo, a parte quel brivido freddo all’improvviso dietro la schiena, a parte quella figura che guarda minacciosa la carrozzina della principessa, a parte che la fata Brutta si è ricordata di invitare tutti tranne la fata Bianca, che adesso porta il suo dono alla bambina: «quando la principessa compirà 16 anni si pungerà il dito con un ago da cucito e morirà».
I Sacchi di Sabbia In scena il 18 gennaio
I vestiti nuovi dell’imperatore ideato, diretto e interpretato da Alessandro Larocca, Andrea Ruberti e Max Zatta produzione Ifratellicaproni C’è un regno, piccolo, molto piccolo, così piccolo da somigliare ad un circo, dove vivevano due fratelli stravaganti, un po’ eccentrici, un po’ anziani, un po’clown, consiglieri di un giovane sovrano, il re della pista, che desta in loro molta preoccupazione perché incapace di prendersi cura del proprio regno. Il re è vanitoso, superficiale, passa il suo tempo a curare il proprio aspetto, si cambia d’abito in continuazione e non è mai soddisfatto di ciò che indossa. Qui ci vuole un piano segreto, uno stratagemma... e così i due fidati consiglieri escogitano un’idea, e vestono i panni di due sarti mirabolanti capaci di costruire un abito meraviglioso, magnifico e... invisibile! O meglio, trasparente agli occhi degli stupidi, nella speranza di far rinsavire il giovane re.
Reinventando il libro animato in forma teatrale, Pop up intreccia le microstorie di un bambino di carta e di una piccola, enigmatica sfera. Le loro avventure danno origine a un gioco simbolico di geometrie e di metamorfosi che tocca aspetti centrali di quell’immaginario: la
In scena il 1 febbraio
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Comacchio Sala Polivalente di Palazzo Bellini via Agatopisto, 7 tel. 349 0807587 Inizio spettacoli ore 16
L’elefante scoreggione
In scena il 25 gennaio
Pop up Un fossile di cartone animato di Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri con la collaborazione di Giulia Solano con Beatrice Baruffini e Serena Guardone produzione Teatro delle Briciole
fantasia, l’invito, la minaccia, il sogno. Due attrici, che sono insieme animatrici, danno vita e voce ai due protagonisti di carta, giocando sull’apparizione delle figure e delle forme nel tempo, sugli intrecci di esse con i loro corpi, sul movimento e sull’illusione del movimento, sulla sincronicità tra voci e tra voci e immagini.
Nata Teatro Una favola moderna e allegra, sulla tolleranza, sull’accettazione dei propri difetti e sull’amicizia; protagonista un elefante con un piccolo problema, rumoroso e puzzolente. Finché era piccolo tutto andava bene e le sue puzzette erano ben tollerate, ma diventato grande... diventarono un grosso problema: spettinavano il Leone, sconquassavano gli ippopotami e facevano svenire scimmie e scimpanzé. L’elefante rattristato per tutti i guai che involontariamente combinava decise di trasferirsi in città dove le cose sembravano andare meglio. Ma purtroppo le sorprese non erano ancora finite…
paperi dentro il ventre del coccodrillo, l’amore disperato del cacciatore Urga per Uacca la zebra; o il Gran Tour di un giovane rinoceronte che sogna la neve, e la sua ascesa al monte Kilimangiaro.
In scena il 25 gennaio
7in1colpo Il Laborincolo C’era una volta un piccolo sarto dai baffi lunghi e dalle gambe corte che saltellava per la sua bottega tra le stoffe colorate. Un giorno, mentre cuciva una gonna, si trovò ad affrontare 7 mosche furbette che volevano rubargli la marmellata. E lui, le fece fuori in un colpo! Era tanto orgoglioso della sua vittoria che se lo scrisse addosso:“7in 1 colpo”. Ma non aveva scritto mosche! Da li nacque il grande equivoco che lo porterà a sfidare un nemico ben più pericoloso di una mosca: il piccolo sartolino dai lunghi baffi contro l’enorme Gigante dai capelli verdi. Ma, come può farcela? Se lo mangia in un boccone! Questo lo scopriremo insieme...
In scena l’1 febbraio
Arlecchino e Sganapino Fiocinini
In scena il 18 gennaio
Big Five Big Savana Animals Gigio Brunello The Big Five è una storia di natura e di viaggi, di animali e di cacciatori. Sullo sfondo, ignari del dramma, sfrecciano i camionisti transafricani e i turisti dei parchi nazionali. In scena il protagonista dà voce ai protagonisti con la sua lingua artificiale, all’incrocio tra spagnolo, portoghese e lengua pavana. Ma qui le parole vengono dopo, hanno solo la funzione di sottofondo di rumori e richiami del branco. I protagonisti sono sculture di animali di legno con meccanismi e suonerie, copie poetiche e deformanti della natura che raccontano storie come il viaggio vittorioso di una famiglia di
MassimilianoVenturi Nuova produzione 2015. Un’ora di intrecci, di risate e lazzi in cui i protagonisti del teatrino dei burattini rivivono alla propria maniera memorie e storie del territorio locale.Trascinati in vicende al limite dell’impossibile, ne usciranno come sempre vincitori grazie agli strafalcioni dialettali, alla loro ingenuità popolare e alle sonore bastonate che impartiranno ai propri avversari. Uno spettacolo recitato all’improvviso, alla vera maniera della Commedia dell’Arte, diverso ad ogni rappresentazione, e ricco di duelli, inseguimenti e baruffe da risolvere a suon di bastonate.
In scena il 22 febbraio
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il concerto
Il Bach della Perrotta risuona a Lugo Le Variazioni Goldberg eseguite dalla pianista al teatro Rossini immortalate in un disco capolavoro di Guido Sani
Quando la sera del il 12 gennaio 2012, sul palco del teatro Rossini di Lugo, Maria Perrotta si sedette al pianoforte per eseguire le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach, c’era molta attesa fra il pubblico visto che si trattava di un brano notissimo del repertorio classico, reso celebre dalla sublime versione di Glenn Gould. E visto che l'artista cosentina, oggi residente a Parigi, trentanovenne, pluripremiata e osannata dalla critica, era già considerata un astro nascente del pianismo italiano ed europeo. Quell’evento rieccheggia due anni dopo come un concerto memorabile, quasi leggendario, e non solo per il pubblico che ha avuto la fortuna di viverlo in diretta. E questo per tre buone ragioni. La prima è che Maria Perrotta si cimentò sulle note bachiane con tale personalità espressiva, originalità interpretativa e ispirazione che suscitò l’unanime entusiasmo degli spettatori e il plauso dei critici musicali presenti al recital. La seconda è una circostanza particolarmente curiosa, perché Maria Perrotta quella sera, eseguì la partitura al nono mese di gravidanza. Le cronache raccontano che, per prudenza, gli organizzatori del concerto avevano richiesto per qualche ora la presenza di ambulanza nei pressi del teatro, a scanso di doglie improvvise. Peraltro, foto e video dell'evento mostrano la musicista accostarsi alla tastiera con la cautela dovuta al pancione. Poi l'esibizione filò liscia e piena di vitalità: si potrebbe immaginare anche grazie a questa singolare condizione psicofisica. Maria poi diede alla luce una figlia, Vittoria, appena due giorni dopo il concerto lughese. Terza ragione – quella che poi rende merito alla direzione artistica e tecnica del teatro Rossini di Lugo – è il fatto che per il concerto di Maria Perrotta fu allestita una sessione di registrazione discografica il cui esito, particolarmente eccellente, è diventato ora un cd prodotto e distribuito dalla prestigiosa etichetta Decca-Universal. Insomma, una testimonianza indelebile e accessibile a tutti i cultori della grande musica classica di quella performance artistica. «Ho vissuto con grande istintività e serenità l'evento – rammenta a proposito Maria Perrotta –. Oggi più di ieri mi rendo conto che ci fosse qualcosa di particolare che sul momento non percepii. Mi piace pensare che nel concerto sia emersa anche tutta la gioia che avevo dentro. Ringrazio il pubblico per il grande rispetto di quella serata; percepisco quando il pubblico è attento. Sono molto contenta che il nome di Lugo sia legato a un evento del genere. Il Rossini è un teatro con un’acustica perfetta». Entrando nei particolari della produzione
foto Ugo Dalla Porta conia che è quintessenza del barocco». Enrico Girardi sul “Corriere della Sera”: «Il suono è sgranato, la tecnica è clavicembalistica, il disegno formale è nitido: se continua così, Maria Perrotta sembra destinata a diventare la Rosalyn Tureck italiana». Elsa Airoldi su “Elle”: «Nella sua esecuzione pianistica delle Variazioni Goldberg regna la luce». Paolo Isotta sul “Corriere della Sera”: «È una figura schiva e poco conosciuta, è uno dei veri astri del pianismo mondiale… NelleVariazioni Goldberg ella è all’altezza di Glenn Gould, di Rosalyn Tureck». discografica va evidenziato che la registrazione digitale è stata realizzata dall’ingegnere del suono Roberto Furlan. Il pianoforte utilizzato è il gran coda Steinway & Sons di proprietà del teatro Rossini, costruito ad Amburgo nel 1989 e proveniente dalla collezione di Angelo Fabbrini di Pescara, per l’occasione preparato dall’accordatore Tonino Rappoccio. Inoltre, per garantire la perfezione della registrazione, l’ultimo tratto di via Amendola, dove è situato il Rossini, fu chiuso al traffico e lo stesso palcoscenico svuotato di tutto per favorire l’acustica. Per quanto riguarda invece la qualità artistica dell'interpretazione di Maria Perrotta immortalata nel cd ecco un “florilegio” di autorevoli pareri critici. Nazzareno Carusi su “Libero”: «Il talento immenso di Maria Perrotta al servizio di Bach: la Perrotta ha suonato le Goldberg con controllo purissimo di sé e della partitura… un pianismo a metà perfetta fra il lussureggiante Alexis Weissenberg e il laser di Glenn Gould». Carlo Vitali su “Amadeus”: «L’allieva di Walter Blankenheim non è certo una bachiana di complemento... Questi canoni dal sottile artificio armonico, musica assoluta e atemporale quant’altra mai, ritrovano sotto le dita di Maria Perrotta un sapore notturno nutrito di quella nobile malin-
Last but not least, da ricordare “dietro le quinte” l’attività produttiva e di promozione di nuovi talenti musicali del giornalista e critico bolognese Alberto Spano, da tempo consulente artistico del Rossini. È lui che ha curato per Decca le recenti incisioni di Maria Perrotta e, a proposito di echi bachiani, ha anche accompagnato parte della carriera e produzioni discografiche di Ramin Bahrami, spesso in concerto dalle nostre parti, oggi valutato uno dei magistrali interpreti internazionali, “a tutto tondo”, del repertorio di Bach.
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musica rock
Dal post-punk all’horror di serie B: ecco la leggenda dei Pere Ubu La band del carismatico David Thomas presenta il nuovo disco a trentasei anni da The Modern Dance di Luca Manservisi
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In quel sibilo che attacca il loro primo leggendario album – considerato da certa critica non solo come uno dei dischi migliori degli anni Settanta, ma di tutto il Novecento – che apre l’ingresso al riff di una chitarra adrenalica per un pezzo già marchiato a fuoco dal furore trattenuto della voce dell’imponente (in tutti i sensi), carismatico, fin quasi mitologico, leader della band, c’è già tanto di quello che saranno e sono tuttora i Pere Ubu. C’è l’inquietudine, la vena malata di un gruppo che verrà ricordato come uno dei più grandi, se non il più grande, della scena post-punk e new wave americana, che ha portato avanti negli anni in maniera sempre molto coerente, pur nei leggeri cambiamenti stilistici, un’idea di musica senza compromessi ma in grado di unire le atmosfere industriali della natìa Cleveland, la furia
I Pere Ubu in un concerto del 1978. In primo piano il leader David Thomas, unico membro ancora nella line up del gruppo
del punk, la sperimentazione del “post”, certa orecchiabilità del pop, anche la psichedelia più allucinata, il suono del synth utilizzato in manie-
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ra eccentrica tanto da fare scuola. Il tutto seguendo la straripante personalità, teatralità, di David Thomas, che è appunto il leader di cui sopra, e anche colui che porta ancora avanti il marchio, unico elemento rimasto tra i fondatori del gruppo nella line up odierna, quella che arriva (il 21 febbraio 2015) per la seconda volta al Bronson di Madonna dell’Albero, a Ravenna, dopo il concerto (quasi troncato dalle paturnie dello stesso Thomas) del 2007. Ci arriva con un nuovo album fresco di stampa, che è praticamente una del tutto rivisitata colonna sonora di un horror B-movie del 1962, Carnival Of Souls, da cui prende il titolo, e in cui in qualche modo Thomas e soci ritornano agli esordi nelle atmosfere, pur non abbandonando del tutto le sonorità elettroniche di Lady From Shanghai, il precedente album di solo un anno prima. L’esordio, in particolare, cui si faceva riferimento anche nelle prime righe di questo articolo, è The Modern Dance, capolavoro di rock alienato che nel 1978 inaugura un trittico che ogni appassionato di musica meno allineata dovrebbe
custodire in bella vista nella propria discografia e che è composto anche da Dub Housing (sempre 1978) e New Picnic Time (1979), omaggio a una delle più esplicite ispirazioni di Thomas, che è il Captain Beefheart di Trout Mask Replica. Quelle vette non verranno più avvicinate, ma il percorso discografico dei Pere Ubu resta davvero di quelli cui portare grande rispetto, con alcuni dischi che ascoltati oggi restano una gran bella esperienza: dal forse troppo sottovalutato Pennsylvania (1998) al debutto nel nuovo secolo molto, ma molto, ispirato di St. Arkansas (2002) fino a quello che è probabilmente l’ultimo colpo da non perdere, sparato nel 2006: l’ipnotico, intenso, Why I Hate Women, quindicesimo disco di una carriera che non pare essere ancora destinata a interrompersi. Nel mezzo, alcuni progetti solisti e paralleli, con vette toccate da David Thomas insieme ai fantomatici Two Pale Boys. In febbraio varrà la pena andare al Bronson, lo si sarà capito, anche solo per (ri)vederlo su un palco, questo orco buono del rock americano.
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musica indie
Il gusto rock dei Passatelli Torna la rassegna natalizia del Bronson con il meglio della scena alternativa italiana: da Cristina Donà ai Ronin, passando anche per un ospite straniero come Bombino Torna per la quarta edizione il festival natalizio dell’associazione Bronson Produzioni: dal 18 al 21 dicembre, quattro giorni di “Passatelli in Bronson” con concerti delle migliori realtà della scena indipendente italiana (ma quest’anno non solo) e cene a base del tradizionale piatto romagnolo al piano di sopra del club di Madonna dell’Albero. In cartellone spiccano alcuni nomi storici della scena autoctona, a partire da Cristina Donà, cantautrice di culto che nel 1997 lasciò pubblico e addetti ai lavori a bocca aperta con il suo esordio Tregua, nata e cresciuta sotto l’ala protettiva degli Afterhours di Manuel Agnelli e poi lanciatasi in una carriera solista che l’ha portata ora alla pubblicazione di Così vicini, settimo album uscito nel settembre 2014 e che presenterà il 18 dicembre al Bronson nel corso della prima giornata del festival, che sarà aperta da Massaroni Pianoforti, nuova pro-
Cristina Donà
messa del cantautorato italiano, amico e collaboratore di Cesare Malfatti dei La Crus. Il giorno dopo ci si sposta al Fargo Cafè di via Girolamo Rossi, in centro a Ravenna, per il concerto (unico a ingresso gratuito) di His Clancyness in versione solo e acustica. Il festival entra nel clou poi per le ultime due giornate al Bronson: sabato 20 l’appuntamento è con Ninos Du Brasil – progetto dell’artista visivo Nico Vascellari che si muove tra batucada e noise, samba ed elettronica – e il post punk dei pesaresi Be forest e degli Havah, progetto solista di Michele Camorani. Gran finale domenica 21 con l’ospite straniero del festival, Bombino – progetto rock-blues del chitarrista e cantante africano Goumar Almoctar, prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys – e il rock strumentale dei nostri Ronin, appena usciti (l’11 novembre) con un nuovo album, Adagio furioso.
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musiche di J.S. Bach, R. Galliano, C. Gardel, A.Vivaldi, A. Piazzolla Martedì 10 marzo, ore 20.30
cartellone Concerti Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
via Mariani, 2 tel. 0544 249244
direttore Marc Albrecht Simone Lamsma, violino musiche di L. van Beethoven, J. Brahms Mercoledì 28 gennaio, ore 20.30
chitarra musiche di F. Carulli, M. Giuliani, Napoleon Coste, F. Balilla Pratella Domenica 26 ottobre, ore 11
Ensemble Delfico musiche diV. Manfredini, F.J. Haydn, C.M. vonWeber Domenica 2 novembre, ore 11
I Solisti di Zagabria Kian Soltani, violoncello musiche di C. Avison - D. Scarlatti, L. Boccherini, D. Popper, P. I. Tchaikovsky Lunedì 2 febbraio, ore 20.30
Stefan Milenkovich Srebrenka Polijak
Fabrizio Falasca Cesare Pezzi
Luigi Tanganelli pianoforte musiche di L. van Beethoven, F. Liszt Domenica 30 novembre, ore 11
Open Ensemble Daniele Fredianelli, pianoforte Renata Sfriso, violino Riccardo Masi, viola Giovanni Bacchelli, violoncello musiche diW.A. Mozart, G. Mahler, R. Schumann Domenica 14 dicembre, ore 11
Mercoledì 22 ottobre
Sebadoh Sabato 25 ottobre
M+A + Petit Singe Filarmonica Arturo Toscanini Mario Brunello, violoncello Sergeij Krylov, violino musiche di J. Brahms Martedì 14 aprile, ore 20.30
Venerdì 31 ottobre
The Ringo Jets + Kisses from Mars Sabato 1 novembre
Timber Timbre + Last Ex Europa Galante direttore Fabio Biondi musiche di A.Vivaldi, F. Geminiani, P.A. Locatelli, A. Brioschi Lunedì 20 aprile, ore 20.30
Lunedì 3 novembre
Ghemon Sabato 8 novembre
Balmorhea + Aisha Burns Martedì 11 novembre
Danny & The Darleans + Chronics Giovedì 13 novembre
concerto per violino e pianoforte musiche di L. van Beethoven, C. Debussy, G. Gershwin- J. Heifetz, P. de Sarasate, H.Wieniawski, M. Ravel Lunedì 9 febbraio, ore 20.30
Quartetto d’Archi del Teatro di San Carlo musiche diW.A. Mozart, G.Verdi, M. Ravel Lunedì 16 febbraio, ore 20.30
I Solisti Aquilani musiche di O. Respighi, P. Hindemith, N. Rota, D. Shostakovich Martedì 3 marzo, ore 20.30
Cult Memorandum Giampaolo “Pape” Gurioli, pianoforte Federica Balucani, soprano Loretta Morrone, ballerina di danza aerea viaggio musicale tra romanze liriche e canzoni internazionali Lunedì 4 maggio, ore 20.30
Guido Rimonda, violino solista Richard Galliano, fisarmonica, bandoneon
Mdou Moctar + Gallon Drunk Sabato 15 novembre
Gravenhurst + Tales of Murder and Dust Venerdì 28 novembre
Filarmonica del Festival Internazionale di Brescia e Bergamo Daniil Trifonov, pianoforte musiche di I. Stravinsky, S. Prokofiev, S. Rachmaninov Lunedì 11 maggio, ore 20.30
Camerata Ducale
Gershwin Quintet Letizia Ragazzini, sax soprano Mariella Donnaloia, sax contralto Isabella Fabbri, sax tenore Laura Rocchegiani, sax baritono Maria Giulia Cester, pianoforte musiche di L. Bernstein, A. Copland, G. Gershwin, A. Piazzolla Domenica 21 dicembre, ore 11
musiche di A.Vivaldi, F. Chopin Mercoledì 18 marzo, ore 20.30
concerto per pianoforte musiche di J.S. Bach, F. Chopin, M. Ravel Martedì 28 aprile, ore 20.30
64 Yuri Ciccarese, flauto Gianni Fassetta, fisarmonica musiche di J.S. Bach, M. Albeniz, F. Carpi, S. Nanni, M. Betta, A. Spazzoli, W.A. Mozart, A. Piazzolla Domenica 23 novembre, ore 11
Orchestra da camera dell’Accademia di Imola
Beatrice Rana
concerto per violino e pianoforte musiche di L. van Beethoven, H.W. Ernst, R. Schumann, C. Saint-Saens Domenica 9 novembre, ore 11
Kaleiduo
Sabato 18 ottobre
Moonface
Ravenna Teatro Alighieri
Marco Battaglia
Strand of Oaks
Calibro 35 Sabato 29 novembre
King Tuff + Lovespoon Domenica 30 novembre
The Horrors + The Voyeurs
Ravenna Bronson
Martedì 2 dicembre
via Cella, 50 - Madonna dell’Albero tel. 333 2097141
Hierophant [Release Party] + Lantern + Tumulto + Il Ghiaccio
Inizio concerti ore 21.30
Venerdì 5 dicembre
Helmet
Dente
Venerdì 17 ottobre
Sabato 6 dicembre
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The Coathangers + Messer Chups + Io e La Tigre Domenica 7 dicembre
Marlene Kuntz (“Catartica” 994-014 tour) Venerdì 12 dicembre
Love Inks Sabato 13 dicembre
Passatelli in Bronson quarta edizione Bombino + Cristina Donà + Ronin + Be Forest + Ninos du Brasil + Havah Da giovedì 18 a domenica 21 dicembre
Aereostella) Venerdì 7 novembre
Simantovquartet Musica Klezmer e balcanica Fabrizio Flisi, fisarmonica, tastiera Tiziano Paganelli, fisarmonica, percussioni Gioele Sindona, violino Martino Colicchio, clarinetto Sabato 8 novembre
Flamenquevive Quartet Gianna Raccagni, baile flamenco Alberto Rodriguez, chitarra flamenca Doriana Frammartino, cante flamenco Erica Scherl, violino Sabato 15 novembre
Paolo Benvegnù
Maram Oriental Ensemble
Sabato 31 gennaio
Musica mediorientale
Ravenna Mama’s Club via San Mama, 75 tel. 331 9118800 Inizio concerti ore 21.30
Raimondo Raimondi Colectivo
Taisir Masrieh, oud, ney, voce Giuliano Matozzi, percussioni Stefano Pioli, pianoforte Riccardo Donadio, violoncello Sabato 22 novembre
Del Barrio “Metalizado” Musica dal Sud-America
The Brasilian Secret Raimondo Raimondi, chitarra e mandoloncello Agide Brunelli, clarinetto Stefano Calvano, batteria e percussioni Roberto Bartoli, contrabbasso Letizia Magnani, voce e con la partecipazione di Caterina Sangiorgi, flauto Sabato 25 ottobre
Brigan Dalla Tarantella alla Giga Francesco Di Cristofaro, fisarmonica, flauti, gaita galiziana, voce Danilo Parolisi, chitarra, bouzouki irlandese, voce Gabriele Tinto, tamburelli, tammorra, bodhran irlandese Anya Raggio, castagnette, piccole percussioni, danza Sabato 1 novembre
Gregor Ferretti La divisione aritmetica presentazione del nuovo disco (etichetta
955 dal 1
e c s e p n o Il bu 55 dal 19 I profumi del mare anche d'inverno.
Hilario Baggini, voce, chitarra, ronroco, charango, fiati andini Andrés Langer, piano, synth, fisarmonica Marco Zanotti, batteria, percussioni Carlos Forero, voce, percussioni MassimoValentini, sax baritono e soprano Gianni Perinelli, sax tenore Marcello Jandu Detti, trombone, conchiglie Sabato 29 novembre
Camargue e Jazz Manouche Jazz Norris Trio Proiezione video su Saintes-Maries-laMer del fotografo bolognese Ivano Adversi Venerdì 5 dicembre
La stagione estiva finisce ma il ristorante Cristallo è sempre aperto. Al buon pesce dell'Adriatico, abbiniamo una vasta scelta di vini selezionati della nostra cantina, con più di 120 etichette.
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Diammy and The Crazy Horses Country and western music Diammy, voce, chitarra acustica Matteo Zuppiroli, chitarra elettrica, dobro e cori Davide Passarini, contrabbasso Giuseppe Tortorelli, batteria e cori Sabato 6 dicembre
Turrini - Guidi Veronesi Trio The soul of the blues Gloria Turrini, voce Mecco Guidi, hammond LeleVeronesi, batteria Sabato 13 dicembre
Gianluigi Tartaull Le belle canzoni della nostra storia Dalla canzone popolare e politica alla canzone d’autore Venerdì 2 gennaio
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Tryo Yerba musica iberico-americana Sabato 24 gennaio
New Evo musica jazz medievale Sabato 31 gennaio
folk celtico Sabato 7 febbraio
Incastri
dj set di unet, live di Hyst Sabato 17 gennaio
Svagami
con Simone Marzocchi e Bruno Orioli Venerdì 14 novembre, ore 22
Live
Giovanni Truppi
in collaborazione con FRESHYO! Label Venerdì 13 febbraio
profumi e sonorità mediterranei Sabato 14 febbraio
Raquel Martinez & Marea tango y flamenco Sabato 21 febbraio
Red Wine & Country Owls La notte del Bluegrass Sabato 28 febbraio
tango Sabato 7 marzo
Cottifogli Bombardini Sabato 14 marzo
Safar Mazì
Gianluigi Tartaull, voce e chitarra Nazzarena Galassi, voce Caterina Sangiorgi, flauti e voce Loretta Pompignoli, percussioni Stefano Fabbri, percussioni Raimondo Raimondi, chitarra, mandolino, mandola Giacomo Sangiorgi, basso elettrico Luca Vassura, fisarmonica Venerdì 9 e sabato 10 gennaio
Django Quartet Musica manouche Sabato 17 gennaio
Animal House Party
Morrigan’s Wake
Tango Cinco
Anime salve
Ravenna Centro Valtorto
con Meduza live Sabato 20 dicembre ore 22
Sabato 10 gennaio ore 21.30
“No versos que canto” Fado portoghese
Bandeandrè
Serata funk
via Faentina, 216 Fornace Zarattini www.onnivoro.org
Frida Neri
Frida Neri, voce Antonio Nasone, chitarra 7 corde Ilaria Mignoni, violino Sabato 3 gennaio
dei bambini Domenica 21 dicembre, ore 15
Viaggio da Venezia alla Persia a/r Sabato 21 marzo
Sabbatani - Bartoli Santimone Ta-pum... Canti di guerra, resistenza, amore... Sabato 28 marzo
Ravenna Teatro Rasi via di Roma, 39 www.capitra.it
Storie di musica
Venerdì 28 novembre, ore 22
Delikatessen Antonio Dikele Distefano (Nashy)
concerto di Andrea Lama, il cantautore
live di OvO Venerdì 6 marzo
Venerdì 12 dicembre, ore 22
Nicola Peruch e Elena Majoni
Piangipane Teatro Socjale
Venerdì 26 dicembre, ore 22
via Piangipane, 153 www.teatrosocjale.it
Lido Adriano Cisim
Inizio concerti ore 22
viale Parini, 48 tel. 0544 36239
Vittorio Bonetti Group
Inizio concerti ore 21
“Canzoni disegnate” Omaggio alla canzone italiana
Bassi - Johnny Marsiglia - Big Joe Sabato 18 ottobre ore 22
Delikatessen live di Tiptones,Valina, Miss Massive Snowflake, Rainstick Cowbell Mercoledì 12 novembre
Jozef Van Vissem in collaborazione con Bronson Produzioni Martedì 18 novembre
Deve ancora venire... live di Franco Beat e Giacomo Toni Venerdì 28 novembre
UNDER Festival do, do, re... la musica cammina con me
Cypher
tre serate di live, djset e workshop con i maggiori nomi della scena underground del rap italiano Da venerdì 5 a domenica 7 dicembre
Vittorio Bonetti, voce e tastiere Juan Flaco Biondini, chitarre e voce Enzo Frassi, contrabbasso Robby Pellati, batteria Nicoletta Bassetti, violino special guest, alle matite, Sergio Staino Venerdì 7 novembre
George Cables Quartet featuring Victor Lewis Il grande jazz George Cables, piano Piero Odorici, tenor and soprano sax Darryl Hall, bass Victor Lewis, drums Venerdì 14 novembre
Claudio Lolli Quartet Il ritorno degli zingari felici
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Ed Cherry & “MMT” Il grande jazz Ed Cherry, chitarra Art Hirahara, pianoforte Marco Marzola, contrabbasso Jerome Jennings, batteria Venerdì 23 gennaio Claudio Lolli, voce e chitarra Paolo Capodacqua, chitarra acustica Roberto Soldati, chitarra elettrica Danilo Tomasetta, sassofoni Venerdì 21 novembre
Tullio De Piscopo Septet Dal jazz al blues con “andamento lento”
Fabrizio Ottaviucci, pianoforte musiche John Cage, Sonatas and Interludes per pianoforte preparato Giacinto Scelsi, SuiteVIII Bot-ta Lunedì 27 ottobre al Ridotto del Teatro Masini
Sous le ciel de Paris Omaggio a Francis Poulenc
Canzoni da camera
A tutto rock & roll
Venerdì 28 novembre
Venerdì 6 febbraio
Bruno Canino, pianoforte Fulvio Fiorio, flauto Claudio Mansutti, clarinetto Gordana Josifova, oboe musiche di Francis Poulenc: Sonata per clarinetto e pianoforte, Sonata per oboe e pianoforte, Sonata per flauto e pianoforte Lunedì 3 novembre
Eusebio Martinelli & Gypsy Abarth Orkestar
Viale Mazzini Quintet
Col piano e il forte
“Io e te da soli...” Tributo a Mina
L’allegria della gypsy band
Venerdì 13 febbraio
Fantasie, Rondò e Sonate galanti per il Fortepiano Stein (1777)
Gaetano Curreri & Solis String Quartet
Venerdì 30 gennaio
Alessandro Ristori & The Portofinos
Venerdì 5 dicembre
Jazzing The Beatles Parma Brass Septet
Tributo ai Fab Four
A tutto Swing!
Ginger Brew, voce Gianni Giudici, organo e piano elettrico Alessandro Fariselli, sax tenore Massimo Ferri, batteria Venerdì 20 febbraio
Venerdì 12 dicembre
Giorgio Conte Trio
Avec le temp Col tempo sai Musica e parole
Giorgio Conte, chitarra e voce Bati Bertolio, fisarmonica, piano, tastiera e vibrandoneon Alberto Parone, batteria e vocal bass Venerdì 19 dicembre
Compagnia La Belle Epoque Chez Maxim con Dianora Marangoni e il maestro Tazzari Venerdì 9 gennaio
Una notte, un sogno Canzoni di mezza estate canzoni italiane degli anni '60 e '70 riarrangiate o riscritte, suonate e cantate dal vivo dai Calzini Spaiati Venerdì 16 gennaio
di e con Gian Maria Testa, chitarra e voce, Massimo Cotto, voce narrante Roberto Cipelli, pianoforte Venerdì 6 marzo
Faenza Teatro Masini piazza Nenni, 2 tel. 0546 21306
Marco Farolfi, fortepiano musiche C.P.E. Bach (1714-1788), Fantasia in si bem. magg.Wq. 61/3 – Sonata in sol min.Wq.62/18 G. Sarti (1729 - 1802), Sonata per il fortepiano composta dal Sig. Giuseppe Sarti W.A. Mozart (1756 1791), Adagio in si minore Kv. 540 M. Clementi, Clementi’s Musical Characteristics (1752 - 1832) Lunedì 10 novembre al Ridotto del Teatro Masini
Il flauto di Bach Massimo Mercelli, flauto Ramin Bahrami, pianoforte J.S. Bach Sonata in sol minore BWV 1020 Sonata il la maggiore BWV 1032 Sonata in mi bemolle maggiore BWV 1031 - Sonata in si minore BWV 1030 Lunedì 17 novembre
Inizio concerti ore 21
Fantasia
Lugo Teatro Rossini
Giuseppe Albanese, pianoforte musiche di R. Schumann, L. van Beethoven, F. Schubert Lunedì 20 ottobre
piazzale Cavour, 17 tel. 0545 38542
Scelsi e Cage
Filarmonica Arturo Toscanini
La rivoluzione della musica contemporanea
maggiore per corno e orchestra, op. 11 Ettore Contavalli, corno direttore Francesco Lanzillotta Giovedì 27 novembre
Filarmonica Arturo Toscanini G. Rossini, Il barbiere di Siviglia, sinfonia P. Marzocchi, Fantasia dell’Assenza per pianoforte, orchestra e arpa a bicchieri L. van Beethoven, Coriolano, ouverture in do minore,op. 62 I. Stravinskij, Sinfonia in do Paolo Marzocchi, pianoforte Igor Sklyarov, arpa a bicchieri direttore Francesco Lanzillotta Venerdì 19 dicembre
Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna L. van Beethoven, Sinfonia n. 1 in do maggiore, op. 21 F. Mendelssohn-Bartholdy, Sinfonia n. 3 “Scozzese” in la minore per orchestra, op. 56 direttore Maurizio Zanini Martedì 27 gennaio
Johann Sebastian Bach Fryderyk Chopin J.S. Bach Suite Inglese n. 1 in la maggiore, BWV 806 Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo in do bemolle maggiore, BWV 992 Toccata in do minore, BWV 911 Fryderyk Chopin 4 Mazurche op. 17 Sonata n.3 in si minore op. 58 Rémi Geniet, pianoforte Mercoledì 4 febbraio
Quartetto Kelemen
Inizio concerti ore 20.30
R. Strauss, Concerto in mi bemolle
F.J. Haydn
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Quartetto Op.76 n. 2 F. Mendelssohn Quartetto op.13 in la minore B. Bartòk Quartetto per archi n. 5 Barnabás Kelemen, violino Gábor Homoki, violino e viola Katalin Kokas, violino e viola Dóra Kokas, violoncello Domenica 19 febbraio
Filarmonica Arturo Toscanini E. Grieg Peer Gynt Suite n. 1 op. 46 Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 16 A. Dvorák Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 Dal nuovo mondo direttore Asher Fisch Roberto Cappello, pianoforte Giovedì 5 marzo
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Allegro e vivace Cadenze di stile e altri imprevisti Luca Bonucci, pianoforte Sabato 8 novembre
Ritratti di Buenos Aires Marco Albonetti, sax soprano e baritono Annalisa Mannarini,pianoforte Virgilio Monti, contrabbasso musiche di A. Piazzolla, D. Binelli, P. Ziegler, G. Beytelman, C. Gardel, M. Mores Venerdì 14 novembre
Cinestesia
corso Emaldi, 109 tel. 0546 061960
Russi Teatro Comunale
Inizio concerti ore 21
via Cavour, 10 tel. 0544 587641
Allegro e vivace
Les fêlures de l’Âme Le fessure dell’anima di e con Paolo Dirani pianoforte e voce narrante musiche di J. Brahms, R. Schumann, J.S. Bach, F. Chopin, L. van Beethoven, G. Gershwin Giovedì 23 ottobre
Giovani talenti Maddalena Maria Burbassi, violoncello Maria Ciavatta, violino Dario Zanconi, pianoforte musiche di FJ.S. Bach, E. Grieg, P. DeSarasate, F. Liszt Martedì 4 novembre
Viale Mazzini Io e te da soli
Big Band Orchestra dei Giovani di Ravenna
Fusignano Auditorium Corelli
Cadenze di stile e altri imprevisti Luca Bonucci, pianoforte Venerdì 14 novembre
Cinestesia Il cinema in concerto Clara Fanticini, violino Francesco Luglini, oboe Francesco Gibellini, tromba Alberto Spagni, pianoforte Michele Gandioli, controfagotto Venerdì 21 novembre
Di che è mancanza questa, cuore lettura di poesie accompagnata da Filippo Gorini al pianoforte Venerdì 28 novembre
di Teatro porta in scena uno spettacolo musicale brillante e di grande impatto Venerdì 20 marzo
Argenta Teatro dei Fluttuanti via Pace, 2 tel. 0532 805344 Inizio concerti ore 21
Area Reunion Tour
Clara Fanticini, violino Francesco Luglini, oboe Francesco Gibellini, tromba Alberto Spagni, pianoforte Michele Gandioli, controfagotto Sabato 22 novembre
lettura di poesie accompagnata da Filippo Gorini al pianoforte Sabato 6 dicembre
Inizio concerti ore 20.45
concerto in acustico per celebrare i vent’anni di carriera Venerdì 7 novembre
omaggio a Mina Venerdì 5 dicembre
piazza Libertà, 18 tel. 0545 64330
con i Musicanti di San Crispino Domenica 16 novembre
Bermuda Acoustic Trio
Il cinema in concerto
Di che è mancanza questa, cuore
Allegro con sputo
corso Emaldi, 32 tel. 0545 954194 Inizio concerti ore 21.30
Bagnacavallo Teatro Goldoni
Inizio concerti ore 21
Fusignano Teatro Moderno
concerto di Natale, in collaborazione con la Scuola di Musica Corelli Sabato 13 dicembre
Giovedì 13 novembre
Grande Orchestra del Barrio di Hilario Baggini “El Diablito” Venerdì 12 dicembre
Hope Askew & Company concerto gospel di Natale Martedì 23 dicembre
Music of the night
Ricky Gianco
WillWeldon Roberson ed Eleonora Mazzotti Venerdì 16 gennaio
È tutta colpa del rock’n’roll
Band on the Roof omaggio ai Fab Four Venerdì 13 febbraio
Venerdì 30 gennaio
Rita Marcotulli Luciano Biondini Concerto jazz a due
Alessandro Scala Quartet feat. Fabrizio Bosso Viaggio stellare
Venerdì 20 febbraio
Nobraino Disco d’oro
Venerdì 20 marzo
Comacchio Sala Polivalente di Palazzo Bellini via Agatopisto, 7 tel. 349 0807587 Inizio concerti ore 21
Primavera 2015, data da definire
Bandeandrè
Concerto a plettro
Caro Fabrizio
Orchestra Gino Neri Venerdì 27 marzo
Un viaggio per raccontare Fabrizio De Andrè, poeta e musicista. Venerdì 30 gennaio
I mitici anni ’60 La compagnia comacchiese Briciole
Concerto di Primavera CoraleVerdi di Argenta & ospiti Sabato 2 maggio
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cartellone Dialettale Ravenna Teatro Rasi
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via di Roma, 39 tel. 0544 591715
Compagnia “La Belle Epoque” con Dianora Marangoni e con Vittorio Regina, Enrico Zagni, Valentina Domenicali, Alessandro Tampieri al pianoforte il Maestro Giorgio Tazzari Domenica 18 gennaio
Inizio spettacoli ore 15
Il bisnonno Garibaldo Compagnia GAD Città di Lugo Domenica 26 ottobre
E bar dla piaza Compagnia “La Broza” di Cesena Domenica 9 novembre
do, do, re... la musica cammina con me
Ricordando Totò
L’è gran festa in ca’, in’t’l’èra: storie e cante di primavera
La buseja
I Canterini Romagnoli Gruppo “Pratella-Martuzzi” con i ragazzi delle Scuole Primarie di Ravenna e provincia concerto spettacolo diretto dal Maestro Matteo Unich spettacolo fuori abbonamento Domenica 19 aprile
Bagnacavallo Teatro Goldoni
Ravenna Teatro Zodiaco
E pizgor dla nubiltè
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Compagnia “La Zercia” di Forlì Domenica 25 gennaio
Vado per vedove
Compagnia “Amici del Teatro” di Cassanigo Domenica 1 febbraio
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La Rumagna inte tu cor
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Società Canterini Romagnoli Gruppo Corale “Pratella Martuzzi”di Ravenna Venerdì 26 dicembre
A tu per tu con la fisarmonica Fisa Club “Wolmer Beltrami” gran concerto per onorare la memoria del Maestro Gervasio Marcosignori con la partecipazione straordinaria dei maestri concertisti Sergio Scapini, Samuele Telari, Daniele Ravaglia Domenica 28 dicembre
... signori si nasce e io, modestamente,
Gruppo Teatrale “San Severo” di Ponte Nuovo - Ravenna Domenica 1 marzo
Compagnia “Quii de Seneat” di Villanova di Bagnacavallo Domenica 8 marzo
Di so fantesma Compagnia “Cvì de Magazén” di S. Antonio - Ravenna Domenica 22 marzo
Compagnia “Il Passaggio” di Ravenna Sabato 13 dicembre ore 21 Domenica 14 dicembre ore 16
Cervia Teatro Comunale via XX Settembre, 125 tel. 0544 975166 Inizio spettacoli ore 21
In attesa di giudizio Una giornata particolare in una canonica qualunque Compagnia De Bosch di Gambettola Sabato 17 gennaio
E’ caval ad scaia Cinecircolo del Gallo di Forlì Sabato 7 febbraio
Compagnia “Il Passaggio” di Ravenna Domenica 29 marzo
E pizgor dla nubiltè
Compagnia “Laboratorio italiano” del Piccolo Teatro Città di Ravenna Domenica 12 aprile
Compagnia De Bosch di Gambettola sabato 13 dicembre
Me, quand a m’maridi, me?
Crema e suzezza
Vado per vedove
La dama di Chez Maxim
Andema a la gita E prem amour un scorda mai
Associazione CRTR La Carovana di Ospedaletto di Coriano Sabato 3 gennaio
Compagnia “La Rumagnola - CDT” di Bagnacavallo Domenica 8 febbraio
concerto di Andrea Lama, il cantautore dei bambini spettacolo fuori abbonamento Domenica 21 dicembre
Inizio spettacoli ore 21
Se le rose al fiurirà
L’ereditè de zei Egisto
“Cumpagneja de Bonumor” di Granarolo Faentino Domenica 15 febbraio
piazza Libertà, 18 tel. 0545 64330
Compagnia “Amici del Teatro” di Cassanigo Sabato 20 dicembre
Me, quand a m’maridi, me?
Fe’ l’amor in ca de prit
TPR Doppio Gioco di Faenza Sabato 14 marzo
Quasi Stabile di Bubano Sabato 10 gennaio
E pizgor dla nubiltè Compagnia “La Zercia” di Forlì Sabato 17 gennaio
L’ereditè de zei Egisto Compagnia “La Rumagnola - CDT” di Bagnacavallo Sabato 24 gennaio
Argenta Teatro dei Fluttuanti via Pace, 2 tel. 0532 805344 Inizio spettacoli ore 21
Il campan Don Camil
Compagnia “La Zercia” di Forlì Sabato 14 febbraio
Quand e nasc un vec Filodrammatica Hermanos di Longiano Sabato 7 marzo
Compagnia GAT di Consandolo Venerdì 19 dicembre
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genius loci
Le mille vite passate e future dell’Almagià Da fabbrica dello zolfo a quella della cultura L’archeologia industriale come tema di continua reinvenzione della Darsena di Città di Paolo Bolzani
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Pontificato di Clemente XII. Dalla salita al soglio papale di Lorenzo Corsini (1730) a Ravenna si realizzano due opere molto importanti per la città: la diversione dei Fiumi Uniti e lo scavo del Canale Corsini, una idrovia lunga undici chilometri, chiamata per trasposizione toponimica, il Candiano. Nel 1737 nel nuovo canale si avvia il commercio mercantile e nel 1797 si crea la Darsena, ingrandita nel 1819 e nel 1854, con lo scavo di un braccio volto a sud, diretto da Alfredo Baccarini, da cui il nome di “Darsena Baccarini”. Il nuovo braccio, ora interrato sotto piazzale Moro, bordava a ovest i Magazzini del Morigia e giungeva ad arrestarsi davanti alla chiesa di San Simone e Giuda, eretta nel 1898-1900; la parrocchia si è trasferita nel 2000 in via Antica Milizia, mentre la chiesa è stata convertita nel 2009 al culto ortodosso come “Protezione della Madre di Dio”, da cui derivano i recenti tettuccio e guglia d’oro. Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX le due banchine sud e nord del Candiano sono oggetto di un progressivo insediamento di fabbriche, spesso rivolte alla produzione o stoccaggio di derrate derivanti o inerenti il comparto agricolo, storicamente primario nel ravennate. Così è il caso della produzione di fertilizzanti chimici con i composti dello zolfo, usato in agricoltura per le proprietà fungicide nelle fitopatologie. Questo può spiegare perché nel 1887 l’imprenditore Vito Almagià di Ancona crei una raffineria di zolfo in destraDarsena, su progetto dell’ingegnere Giuseppe Castellucci. La data ottocentesca è ancora impressa in una formella in laterizio murata sul fronte sud del grande corpo di fabbrica contenente i forni della raffineria, vale a dire il Magazzino dello Zolfo, in linea al lucernario sommitale a due falde lignee dei primi del Novecento. Si tratta di un pregevole esempio di archeologia industriale: una tipica fabbrica bassa, in cui si svolgeva una sequenza lavorativa articolata in linee di produzione orizzontali centralizzate. Il suo riferimento tipologico evoca un impianto “basilicale” – nell’accezione semantica precristiana – uno spazio osmotico a sviluppo direzionato
Il magazzino industriale recuperato nel 1995 in Darsena di Città, si trasforma nelle “Artificerie”, spazio culturale eclettico e polifunzionale. Oggi rappresenta il terzo polo aggregativo e creativo di Ravenna longitudinale, articolato in un’area maggiore centrale a capriate e due ali secondarie a spiovente, poggianti con arcate su una serie di pilastri. In origine, lungo i due lati corti sud e nord, si sviluppavano due porticati per lo stoccaggio protetto dei materiali, mentre al centro del Magazzino si trovava una grande ciminiera, poggiante su un grosso forno e svettante ben oltre la linea di colmo del fabbricato. La fabbrica cesserà la propria centenaria attività produttiva nel marzo 1983. Trascorso un decennio, nel 1995, si avviano i lavori di restauro, nel corso dei quali il forno e la ciminiera saranno eliminati per rendere più flessibili lo spazio interno – rendendo paradossalmente più evidente la peculiarità del “tipo” – ripavimentato a sua volta con getto in
resina di colore giallo “zolfo”. L’ampia sala centrale di 30x12 metri circa è dotata nel lato nord di un maxi schermo da 4x3 metri a scomparsa su parete e di un ring all’americana di luci posto a 5 metri di altezza. Seguono le due ali minori (30x4,50 metri) e una serie di vani di servizio (servizi, igienici, spogliatoi, depositi, ecc.) ricavati nel porticato nord. Accanto alla grande
“basilica del lavoro” della Fabbrica dello Zolfo si trova la restaurata «camera di sublimazione» , che ora ha assunto la sagoma slanciata di un piccolo “tempio” in mattoni faccia vista e contiene uffici. Il complesso dell’Almagià nel corso del tempo ha assunto le fattezze di una cittadella, costituita dalle due emergenze centrali, il Magazzino-basilica e la camera-tempietto e un’edificazione minore
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perimetrale, in cui hanno progressivamente preso posto uffici professionali, studi di grafica, di architettura, attività librarie ed espositive, bar. L’Almagià è stato fin da subito oggetto dell’attenzione “euristica” di Ravenna Festival, caratterizzandosi come luogo di spettacolo già nel 1996 con il debutto di All’Inferno!, opera teatrale del Teatro delle Albe (Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina, Marcella Nonni, Alessandro Argnani, Cinzia Dezi, Luca Fagioli, Roberto Magnani). Entrata nell’ambito delle proprietà del Comune di Ravenna, con il nuovo nome di Artificerie Almagià è divenuta una struttura polifunzionale per teatro, arte, spettacoli e concerti, conferenze, assemblee cittadine. Poi nel 2004, dall’unione di sette associazioni culturali di Ravenna – AltriMenti (promozione cultura video e uso delle nuove tecnologie), Asja Lacis (ricerca e sperimentazione teatrale), Cantieri (promozione della cultura della danza contemporanea), Casa delle Marionette/Teatro del Drago (promozione del teatro di figura tradizionale e contemporaneo), Norma (promozione della cultura musicale fra i giovani), RavennArte (arti visive con particolare riferimento al mosaico) – nasce la
Rete Almagià, che lì produce e organizza manifestazioni inerenti le molteplici discipline della sperimentazione artistica. La gestione tecnica e amministrativa è affidata alla società Metro (che ha già in appalto il Pala De André). A fine del primo decennio del 2000, la gestione passa di mano alla compagnia teatrale Fanny & Alexander che imprime una svolta più decisa alla vocazione culturale e – per così dire – “giovanile” della struttura. Qualche anno dopo, il gruppo (con le associazioni teatrali e di danza grupponanou, Erosanteros, Menoventi) costituisce la cooperativa E che ottiene in affidamento la cura degli spazi delle Artificerie fino al 2015, sempre in collaborazione con la Rete Almagià. Oggi questo spazio pubblico si è consolidato come terzo polo culturale ravennate (assieme ai due teatri cittadini, Alighieri e Rasi, ma in modo evidentemente più flessibile) che registra oltre duecento giornate di attività all’anno. Qui si costruisce il senso di appartenenza al genius loci, all’identità del quartiere interetnico della Darsena di Città, luogo di coagulo di potenzialità insediative, aggregative e creative. Ma allora: a quando il trasferimento di Palazzo Merlato sul Candiano?
Nella pagina a sinistra, dall’alto: attuale veduta esterna delle Artificerie Almagià; interno del Magazzino dello Zolfo abbandonato prima del restauro con ancora presente la fornace centrale; la “camera di sublimazione” della fabbrica prima del recupero conservativo (foto di Giorgio Biserni). In questa pagina, in alto, disegni dei due principali edifici del complesso industriale dell’Almagià; qui sopra il complesso restaurato (in basso a sinistra) inserito in un disegno prospettico della Darsena di Città di Ravenna per il Pru del 1996.
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agenda Ottobre 2014 Venerdì 3 Amore e Anarchia
Teatro delle Albe
con Alessandro Benvenuti Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
TCP Tanti Cosi Progetti
Venerdì 17
Venerdì 24
Un comico fatto di sangue
Il grande ritorno della signora
Homunculus Ardis Hall e vari luoghi, fino al 19 e dal 24 al 26
agenda Novembre 2014
La Fondazione
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di Raffello Baldini con Ivano Marescotti regia di Valerio Binasco ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche l’8 e il 9 (ore 15.30)
Re Lear
di William Shakespeare con Michele Placido Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche l’8 e il 9 (ore 16 e 20.30)
TerrAdentro
Compagnia Flamenquevive Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo
L’uomo dal fiore in bocca e altre novelle di Luigi Pirandello
Il bosco delle storie
Accademia Perduta/Romagna Teatri Ore 17, Teatro Goldoni, Bagnacavallo
Martedì 11 Il malato immaginario
di Moliére adattamento e regia di Ugo Chiti con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti e Lucia Socci Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi
Giovedì 13 Tres
di Juan Carlos Rubio con Anna Galiena, Marina Massironi, Amanda Sandrelli, Sergio Muniz scene e regia di Chiara Noschese Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo
con Enzo Vetrano & Stefano Randisi
Sulla difficoltà di dire la verità
Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
lettura-concerto da Bertolt Brecht ErosAntEros Ore 21, Almagià, Ravenna
D.d.D. Alighieri: Durante detto Dante Alighieri
Venerdì 14
da Dante Alighieri regia di Beppe Aurilia
con Simone Cristicchi
Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna
Domenica 9 Hansel e Gretel
Teatrombria Ore 16.30, Almagià, Ravenna
Ore 17, Teatro Moderno, Fusignano
Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
Martedì 28
Coriandoli... e famiglia
Ore 21, Vulkano, S. Bartolo, Ravenna. Repliche il 4, 5 (ore 16), 7, 8, 9, 10, 11, 12 (ore 16), 15, 16, 17, 18, 19 (ore 16), 21
Venerdì 7
con Maurizio Ferrini
Magazzino 18
Sabato 25 I pupi Casolani Ore 18, Almagià, Ravenna
Domenica 26 Pinocchio
Teatro del Drago Ore 16.30, Almagià, Ravenna
Un treno di perché
Drammatico Vegetale Ore 10 e 11.30, Teatro Rasi, Ravenna
Repliche il 29 e il 30
Venerdì 31 Il pentolino dell’acqua stregata
Teatro del Drago Ore 16.30, Almagià, Ravenna
Il grande trionfo di Fagiolino pastore e guerriero
con Carlo Buccirosso
Teatro del Drago Ore 16, Museo La Casa delle Marionette, Ravenna
Una famiglia quasi perfetta Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo
Martedì 18 Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi
ideazione Marco Martinelli e Ermanna Montanari regia di Marco Martinelli con Ermanna Montanari, Roberto Magnani, Massimiliano Rassu, Alice Protto Teatro delle Albe-Ravenna Teatro in collaborazione con ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna. Repliche il 19, 21, 22, 23 (ore 15.30), 25, 26, 28, 29, 30 novembre (ore 15.30), il 2, 3, 5, 6, 7 (ore 15.30), 9, 10, 12, 13 e 14 dicembre (ore 15.30)
Mercoledì 19 Forbici & Follia
con Roberto Ciufoli, Nini Salerno, Milena Miconi, Barbara Terrinoni, Max Pisu e Nino Formicola Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica il 20
Giovedì 20 Brum
Drammatico Vegetale Ore 18.30, Ecomuseo delle Erbe Palustri, Villanova di Bagnacavallo
Il cappotto Brum
Ore 21, Teatro Masini, Faenza.
di e con Ferruccio Filipazzi
Ore 21, Teatro Masini, Faenza
Domenica 16
Re Lear
di William Shakespeare con Michele Placido
con Vittorio Franceschi, Umberto Bortolani, Marina Pitta Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche il 21, 22 e il 23 (ore 16)
Un mondo di piccole cose speciali
Via Ravegnana 4, Ravenna Tel. e Fax 0544 64548 FB: www.facebook.com/plasticose
Venerdì 21 Nessun attore può venire da Bagnacavallo
con Ivano Marescotti Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
Sabato 22 La voix humaine The telephone or L’Amour à trois
La voix humaine tragedia lirica in un atto musica di Francis Poulenc libretto di Jean Cocteau The telephone or L’Amour à trois opera buffa in un atto testo e musica di Gian Carlo Menotti direzione musicale Jonathan Webb regia Sandro Pasqualetto Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Ore 20.30, Teatro Alighieri,
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agenda Novembre 2014
Shakespeare Company
Ore 21, Teatro dei Fluttuanti,
Ore 21, Teatro Comunale, Conselice
Argenta
Martedì 25 Frost/Nixon Ravenna. Replica il 23 ore 15.30
Tanti Cosi Progetti
Domenica 23
Ore 17, Teatro Moderno, Fusignano
Piccolissimo
Teatro del Drago Ore 10, 11.30 e 16.30, Almagià, Ravenna
Ancora un Cappuccetto Rosso!
Lunedì 24 Il cappotto
I tre porcellini
Ore 21, Teatro Ebe Stignani, Imola. Repliche fino al 30
con Giuliana De Sio Ore 21, Teatro Masini, Faenza. Repliche il 3 e il 4
Venerdì 5
Mercoledì 26
Ore 17, Teatro Goldoni,
con Gioele Dix
Bagnacavallo
Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi
Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna
Il mercante di Venezia
Venerdì 28
di William Shakespeare con Silvio Orlando e la Popular
Eva, diario di una costola
Ore 16, Ridotto del Teatro
con Rita Pelusio
Masini, Faenza
Domenica 14
Sabato 20
Trecce Rosse
Teatro del Drago
con Roberto Ciufoli, Milena Miconi, Max Pisu, Barbara Terrinoni e la partecipazione di Nino Formicola e Nini Salerno Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna
Di-segno In-segno
Giallo Mare Minimal Teatro Ore 17, Teatro Goldoni, Bagnacavallo
Martedì 16 Svenimenti
Prestigi
Il mondo non mi deve nulla
con Raul Cremona
con Pamela Villoresi e Claudio Casadio
con Elena Bucci, Gaetano Colella, Marco Sgrosso
Sabato 6 La notte dei racconti
Ore 21, Teatro Masini, Faenza. Repliche il 13 e il 14
Enrico IV
di e con Ferruccio Filipazzi
con Franco Branciaroli
Ore 21, Teatro Comunale, Cervia
Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo
Domenica 7
Ogni martedì alle 18
Il viaggio di Roberto Un treno verso Auschwitz
testo di Guido Barbieri musica di Paolo Marzocchi Ore 15.30, Teatro Alighieri, Ravenna
con Vito e Claudia Penoni Ore 21, Teatro Comunale, Conselice
Sabato 13 Il gatto con gli stivali
Lunedì 8
Ca’ Luogo d’Arte
Il mondo non mi deve nulla
Ore 21, Teatro Comunale, Cervia
con Pamela Villoresi e Claudio Casadio Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo
Giovedì 11 Forbici & Follia
La Bella e la Bestia
Merlin Theatre di Timisoara (Romania)
Venerdì 12
Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
Nico cerca un amico
Il Baule Volante
Ore 16, Museo La Casa delle Marionette, Ravenna
Notturno di donna con ospiti
Ore 10, 11.30 e 16.30, Almagià, Ravenna
Onderòd
agenda Dicembre 2014 Martedì 2
Teo ha le orecchie curiose
Teatro del Drago / Immaginante
con Vittorio Franceschi, Umberto Bortolani, Marina Pitta
Teatro del Canguro Ore 16, Teatro Masini, Faenza
con Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
Domenica 30
Se il tempo fosse un gambero
commedia musicale di I. Fiastri e B. Zapponi musica di Armando Trovajoli Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna
Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo
Le ho mai raccontato del vento del nord
con Chiara Caselli e Roberto Citran Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica il 17
La scena
di Cristina Comencini con Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti, Stefano Annoni Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche il 21 (ore 16 e 20.30) e il 22
Giovanni Vernia Show
con Giovanni Vernia Ore 21, Teatro Masini, Faenza
La cicala e la formica
Accademia Perduta Ore 21, Teatro Comunale, Cervia
Domenica 21 Il Tarlantan della Moscovia
Teatro del Drago Ore 16, Museo La Casa delle Marionette, Ravenna
Sotto la neve Minuetto d’inverno
Clôture de l’amour
Accademia Perduta/Romagna Teatri
con Anna Della Rosa e Luca Lazzareschi
Ore 16, Teatro Masini, Faenza
Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna. Replica il 17
Martedì 23
Mercoledì 17 Suite Michelangelo
Città di Ebla Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza
Twiribò L’energia e l’integrità della terra
di e con Olivia Ferraris e Milo Scotton Ore 21, Teatro Comunale, Conselice
Mercoledì 31
Venerdì 19
Aggiungi un posto a tavola
Giovanni Vernia Show
con Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
con Giovanni Vernia Ore 21, Teatro Comunale, Cervia
Ore 21, Teatro Ebe Stignani, Imola. Repliche fino al 6 gennaio
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agenda Gennaio 2015
Socìetas Raffaello Sanzio Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza
Operetta che passione!
con Le Delizie Armoniche
Ore 17, Teatro Moderno, Fusignano
NoGravity Dance Company una creazione di Emiliano Pellisari coreografie Emiliano Pellisari e Mariana Porceddu interpreti Mariana Porceddu, Antonella Perrazzo, Lucia Orru
Martedì 6
Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica l’11 ore 15.30
Domenica 4 Pinocchio
Teatro del Drago
Laurent Tetù
Aspettando Godot! Tra poesia e circo
da Samuel Beckett regia di Beppe Aurilia Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna
La Bottega delle Fantasie Ore 16.30, Almagià, Ravenna
con Matteo Belli
20 in poppa
con Sergio Sgrilli
Mercoledì 7
Ore 21, Teatro Comunale, Cervia
con Lella Costa e Paolo Calabresi Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica l’8
Le Beatrici
di Stefano Benni con Valentina Chico, Elisa Benedetta Marinoni, Beatrice Pedata, Gisella Szaniszi,Valentina Virando
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Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
Le guerre di Walter
Nuda proprietà
Ore 21, Teatro Comunale, Conselice
Domenica 11 I Cuccioli e il bambù blu
IN TUTTI I FORMATI
Giovedì 22
Sabato 17
di Peter Shaffer con Tullio Solenghi
Arlecchino
Ore 16, Teatro Masini, Faenza
con Paolo Rossi
Mind Juggler
con Francesco Tesei Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna
Murmuris e Attodue
Domenica 18 Con gli occhi dei gabbiani
L’Asina sull’isola Ore 15.30, Vulkano, S. Bartolo, Ravenna
L’Elefante scoreggione
Ore 21, Almagià, Ravenna
Nata Teatro
Nuda proprietà
Ore 16, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio
Ore 21, Teatro Ebe Stignani, Imola. Repliche fino al 18
Mercoledì 14 Frost/Nixon
di Peter Morgan con Ferdinando Bruni e Elio De Capitani Teatro dell’Elfo,Teatro Stabile dell’Umbria Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 15, il 16 e il 17
Don Chisciotte
Nuda proprietà
Balletto di Mosca “La Classique” coreografie Marius Petipa
Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo
Ore 21, Teatro Masini, Faenza
Giovedì 15
Cyrano De Bergerac
Radiogiallo
con Jurij Ferrini, Ilenia Maccarrone, Raffaele Musella, Fabrizio Careddu
di Carlo Lucarelli con D. Ornatelli, C. Broggini,A. Quattro, M. Pellegrini, A. Pazzi, E. Molos
Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi
Sabato 10 Dall’inferno al Paradiso I viaggi dell’anima
Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi
Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo
Venerdì 16 Il regno profondo
Venerdì 23 La professione della signora Warren
con Giuliana Lojodice regia di Giancarlo Sepe Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche il 24 e il 25 (ore 16 e 20.30)
Jackie e le altre
Andrea Adriatico / Teatri di Vita Ore 21,Teatro Rasi, Ravenna
Romanzo d’infanzia
Compagnia Abbondanza/Bertoni testo Bruno Stori coreografia e interpretazione Michele Abbondanza e Antonella Bertoni Ore 16.30, Almagià, Ravenna
Tè per due
Compagnia Corrado Abbati Ore 16, Teatro Masini, Faenza
Nel bosco addormentato
Bottega degli Apocrifi
Venerdì 9 con Lella Costa e Paolo Calabresi
Amadeus
Ore 21, Teatro Masini, Faenza
Martedì 13
con Lella Costa e Paolo Calabresi
Mensile romagnolo
Via Ravegnana 4, Ravenna Tel. e Fax 0544 64548 FB: www.facebook.com/plasticose
Ore 21, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio
Gli Alcuni
Giusto la fine del mondo
La cultura
Tante idee per i tuoi regali utili e divertenti
Ore 16.30, Teatro Comunale, Russi
Martedì 20 Sinfonia d’autunno
di Ingmar Bergman con Annamaria Guarnieri e Valeria Milillo Ore 21, Teatro Masini, Faenza. Repliche il 21 e il 22
Il Testimone
con Bebo Stori & Fabrizio Coniglio Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
Sabato 24 La rondine
commedia lirica in tre atti su libretto di Giuseppe Adami musica di Giacomo Puccini editore proprietario Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano prima versione 1917 Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 25 ore 15.30
Un volto senza armi
Ateliersi Ore 21, Cisim, Lido Adriano
Canto del popolo che manca
con Marco Revelli, Eugenio Allegri, Beppe Rosso Ore 21, Teatro Comunale, Conselice
Svenimenti
con Elena Bucci, Gaetano Colella e Marco Sgrosso Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica il 21
La Locandiera
da Carlo Goldoni regia di Beppe Aurilia Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna
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agenda Gennaio 2015 Domenica 25
Ore 16, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio
Ore 15.30, Vulkano, S. Bartolo, Ravenna
I vestiti nuovi dell’imperatore
Ifratellicaproni Ore 16.30, Teatro Comunale, Russi
Big Five - Big Savana Animals
Giogio Brunello
Ore 17, Teatro Moderno, Fusignano
Giovedì 29
Sono nata il ventitrè
con Alessandro Haber e Alessio Boni regia di Valerio Binasco Golden Art
con Teresa Mannino Ore 21, Teatro Masini, Faenza
Mercoledì 28
Diapason
I Circondati
Palozzi
Cinderella Vampirella
con Francesco Mattioni e Lucia
agenda Febbraio 2015
Il giocatore
Hansel e Gretel
Giacomo Verde Ore 15.30, Vulkano, S. Bartolo, Ravenna
7in1colpo
Il Laborincolo Ore 16, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio
In disparte
lettura di Elena Bucci in apertura, Radio Zolfo a cura di Altre Velocità con Ateliersi, Elena Bucci,Teatri di Vita Ore 21, Almagià, Ravenna
Assassinio sul Nilo
conViviana Toniolo e Stefano Messina Ore 21, Teatro Ebe Stignani, Imola. Repliche fino all’8
Venerdì 6 La bella e la bestia
Teatro del Canguro Ore 16, Teatro Rossini, Lugo
Grande Circo Nave Argo
Teatro del Drago Ore 16.30, Almagià, Ravenna
Pop up Un fossile di cartone animato
Teatro delle Briciole - I Sacchi di Sabbia
Eva (1912-1945)
Teatro i Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna
Casta away La tempesta imperfetta
con Enrico Bertolino Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
Le Cronache di Ernia
con Marco Della Noce
Ore 16.30, Teatro Comunale, Russi
Ore 21, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio
Martedì 3
Sabato 7 Raperonzola
Servo per due
di Richard Bean con Pierfrancesco Favino Ore 21, Teatro Masini, Faenza. Repliche il 4 e il 5
Teatrino dell’Erba Matta Ore 18, Almagià, Ravenna
Ore 21, Vulkano, San Bartolo. Repliche fino al 15 febbraio (3 e 6 febbraio ore 19, 12 e 13 febbraio ore 15), pausa 1, 2, 8, 9 febbraio
Sabato 31 Il sogno del clown
Teatro Antonin Artaud Ore 20.45, Almagià, Ravenna
Donne che corrono dietro ai lupi
con Debora Villa
Domenica 8
Un mondo di piccole cose speciali
Bianconero Processo a un lupo e a una strega
Officine Duende Ore 15.30, Vulkano, S. Bartolo, Ravenna
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La vedova allegra
Compagnia Italiana di Operette Ore 16, Teatro Masini, Faenza
Via Ravegnana 4, Ravenna Tel. e Fax 0544 64548 FB: www.facebook.com/plasticose
Il gioco del lupo
Teatrodistinto Ore 16, Teatro Rossini, Lugo
Giovedì 12
Martedì 10
Come truffare il prossimo e vivere felici
Giselle
balletto in un atto unico musica di Adolphe Adam drammaturgia, regia e coreografia di Eugenio Scigliano Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo
Mercoledì 11 Le Rane
di Aristofane con Ensemble Stabile Attori Teatro Due Fondazione Teatro Due Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 12
Far
Piccole gonne
con Alessandro Fullin
di Neil Simon con Maurizio Casagrande,Tosca D’Aquino e Adriano Giraldi
Wayne McGregor, Random Dance ideazione e direzione Wayne McGregor coreografia Wayne McGregor, in collaborazione con i danzatori musica originale Ben Frost
Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi
Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica l’8 ore 15.30
Prigioniero della seconda strada
Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 30 e il 31 gennaio, l’1 febbraio (ore 15.30)
Teatro delle Albe
Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo
Domenica 1
Il visitatore
con Paolo Hendel Ore 21, Teatro Comunale, Cervia
Le amanti
Teatrino Giullare Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza
Venerdì 13 Sconcerto Rock
con Gene Gnocchi Ore 21, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio
Radio Amica
con la Compagnia Belle Epoque Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
Ore 21, Teatro Masini, Faenza
Sabato 14 Miseria e nobiltà
da Eduardo De Filippo regia di Beppe Aurilia Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna
Bruno lo zozzo
Gran Teatrino di Pulcinella Ore 16.30, Almagià, Ravenna
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agenda Febbraio 2015 Il fu Mattia Pascal La vedova allegra
di Franz Lehar Compagnia Teatro Musica Novecento Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna
Bestiale... quel giro d’Italia!
di Maurizio Garuti con Ivano Marescotti Ore 21, Teatro Comunale, Conselice
Domenica 15 Raggi di luce
La Baracca - Testoni Ragazzi Ore 16, Teatro Rossini, Lugo
Teatro musicale per l’infanzia Ore 17, Teatro Moderno, Fusignano
Lunedì 16 Faenza Cabaret Premio Alberto Sordi
76
Ore 21, Teatro Masini, Faenza
Mercoledì 18
con Tato Russo Ore 21, Teatro Masini, Faenza. Repliche il 19 e il 20
Giovedì 19 Incantati Parabola dei fratelli calciatori
Lugo. Repliche il 22 (ore 16 e 20.30) e il 23
Giovedì 26
Teatro naturale? Io, il couscous e Albert Camus
Compagnia Berardi Casolari
Teatro delle Ariette
Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza
Ore 21, Cisim, Lido Adriano. Replica il 22 ore 13
Venerdì 27
Il mondo non mi deve nulla
Nessun attore può venire da Bagnacavallo
con Pamela Villoresi e Claudio Casadio Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica il 22
Teatro delle Albe/Ravenna Teatro
Domenica 22
Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo
Arlecchino e Sganapino Fiocinini
Venerdì 20 2015 Personaggi
Sabato 21
Ore 16, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio
Un topo... due topi... tre topi... Un treno per Hamelin
Accademia Perduta Ore 16, Teatro Masini, Faenza
Mignolina e lo spirito del fiore
Martedì 24
Drammatico Vegetale
Carmen e Bolero
Ore 17, Teatro Rasi, Ravenna
musiche di G. Bizet, Los Panchos coreografie di Emanuele Soavi e Michele Merola
L’onorevole
di Leonardo Sciascia con Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Laura Marinoni
Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi
Ore 21, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio
Le Beatrici
Domenica 1 Robinson Crusoe
Teatro Pirata Ore 16.30, Almagià, Ravenna
Ore 21, Teatro Ebe Stignani, Imola. Repliche fino all’8
Giovedì 5
di Stefano Benni Bottega Rosenguld e Litta Produzioni Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
Enrico IV
Sabato 7 Giallo Mare Minimal Teatro
Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna
di Luigi Pirandello con Franco Branciaroli regia di Franco Branciaroli Teatro de Gli Incamminati, CTB Teatro Stabile di Brescia
Don Q. - Don Quixote de la Mancha
Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 6, il 7e l’8 (ore 15.30)
Teatro del Drago
Carta canta
Ore 17, Ridotto del Teatro Masini, Faenza
Martedì 3 Dolore sotto chiave
Teatri Uniti
scene e luci di Carlo Cerri coreografia di Eugenio Scigliano musiche di Kimmo Pohjonen, musica classica spagnola Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo
Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
Sabato 28 L’elisir d’amore
melodramma in due atti musica di Gaetano Donizetti libretto di Felice Romani Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica l’1 marzo ore 15.30
Meraviglia
Sonics Ore 21, Teatro Masini, Faenza
Don Giovanni e Dottor Faust
da Christian Grabbe regia di Beppe Aurilia
nire, Ravenna. Repliche l’8, il 14 e il 15 (ore 15, 18 e 20)
La cultura IN TUTTI I FORMATI
Ore 17, Teatro Rasi, Ravenna
Il rapimento del Principe Carlo
SIS Sentieri, Immagini, Sensazioni
Una pura formalità
Delitto a Teatro
da Pier Paolo Pasolini, Giorgio Gaber regia di Beppe Aurilia
con Glauco Mauri e Roberto Sturno
Spettacoli Atuttotondo
Ore 15, 18 e 20, luogo da defi-
Venerdì 6
The best of Musical
con le Delizie Armoniche
Di segno in segno
con Ennio Marchetto Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo
Ore 21, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio
Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna
Ore 20.30, Teatro Rossini,
agenda Marzo 2015
con Ivano Marescotti
Massimiliano Venturi
con Max Giusti Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna
In fondo agli occhi
Settimanale di informazione Lunedì 9 Un po’ di me (Genesi di un comico)
con Giuseppe Giacobazzi Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna
p 72-78 CORRETTO DA RIFARE PDF:Layout 1 28/11/14 13:23 Pagina 77
agenda Marzo 2015 Tutto Shakespeare in 90 minuti
con Alessandro Benvenuti, Nino Formicola e Francesco Gabbrielli regia di Alessandro Benvenuti Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi
Martedì 10 Genesi di un comico (Un po’ di me)
con Giuseppe Giacobazzi Ore 21, Teatro Masini, Faenza
Mercoledì 11
Ore 21, Teatro Masini, Faenza. Repliche il 12 e il 13
di Agatha Christie con Viviana Toniolo, Annalisa Di Nola, Stefano Messina Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche il 15 (ore 16 e 20.30) e il 16
Le avventure di Fagiolino
Sabato 21 Il segreto di Arlecchino e Pulcinella
Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi
Ore 17, Ridotto del Teatro Masini, Faenza
Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna
Martedì 24 Morte di un commesso viaggiatore
La cultura IN TUTTI I FORMATI
con Elio De Capitani e Cristina Crippa Ore 21, Teatro Ebe Stignani, Imola. Repliche fino al 29
Mercoledì 25 L’impresario delle Smirne
WWW.
di Carlo Goldoni con Valentina Sperlì, Roberto Valerio
.it Quotidiano ONLINE
Sabato 14 Assassinio sul Nilo
Collected Stories
con Monica Guerritore e Carolina Crescentini
Alberto De Bastiani
voci soliste Jenny Ballarini e Marco Trespioli Coro Musical Fantasy
Quando la moglie è in vacanza
con Massimo Ghini e Elena Santarelli regia di Alessandro D’Alatri
Masini, Faenza
Mercoledì 18 Favole al telefono
Bluemotion Ore 18, Almagià, Ravenna. Replica il 19
Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo
Venerdì 27 La Sonnambula
melodramma in due atti libretto di Felice Romani musica di Vincenzo Bellini Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 29 ore 15.30
Discorso celeste
Fanny & Alexander/Lorenzo Gleijeses/Mirto Baliani Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna
FlamencaSon
Compagnia Flamenquevive Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica il 29
Domenica 29 Serata Stravinsky
Balletto del Sud Ore 21, Teatro Masini, Faenza
Martedì 31 Romeo e Giulietta
da William Shakespeare regia di Beppe Aurilia Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna
Orchidee
Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo
testo e regia Pippo Delbono Compagnia Pippo Delbono, ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione,Teatro di Roma, Théâtre du Rond Point-Parigi, Maison de la Culture d’Amiens Centre de Création e de Production
Qualcosa rimane
Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 1 aprile
Lavori in corso
con Ale & Franz
Canelupo nudo
Nerval teatro
Sabato 28
Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna
Centro Teatrale Coriani Ore 17, Ridotto del Teatro Masini, Faenza
Ferite a morte
Domenica 15
di Serena Dandini con Lella Costa, Orsetta de’ Rossi, Giorgia Cardaci, Rita Pelusio
Now
Ore 21, Teatro Masini, Faenza
Carolyn Carlson Company coreografia Carolyn Carlson musica originale René Aubry interpreti Constantine Baecher, Juha Marsalo, Céline Maufroid, Riccardo Meneghini,Yutaka Nakata, Sara Orselli, Sara Simeoni Ore 15.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 16 ore 20.30
Giovedì 19 La dodicesima notte
di William Shakespeare con Carlo Cecchi regia di Carlo Cecchi Marche Teatro in collaborazione con Estate Teatrale Veronese
Al cavallino bianco
Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche 20, il 21 e il 22 (ore 15.30)
Compagnia Teatro Musica Novecento
Venerdì 20
Ore 16, Teatro Masini, Faenza
Martedì 17 Ferite a morte
con Lella Costa, Orsetta de’ Rossi, Giorgia Cardaci, Rita Pelusio Ore 21, Teatro Comunale, Conselice
Musical Fantasy
agenda Aprile e Maggio 2015
Come truffare il prossimo e vivere felici
con Paolo Hendel
Giovedì 2 aprile
Vizi, virtù, passioni
Giulietta... Amarcord
liberamente tratto dal Decamerone di Giovanni Boccaccio con Stefano Accorsi adattamento teatrale e regia di Marco Baliani Nuovo Teatro
Giulietta Masina raccontata da Gianfranco Angelucci Prima nazionale musiche di Nino Rota Orchestra Ensemble Mosaici Sonori regia di Alessandro Braga Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna
Martedì 7
Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
di Oblivion
Othello, la H è muta
Le giovani parole
Ore 21, Teatro Ebe Stignani, Imola. Repliche fino al 12
Teatro Valdoca con Mariangela Gualtieri
Venerdì 10 aprile
Ore 21, Ridotto del Teatro
Decamerone
Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche l’11, il 12 (ore 15.30) e il 13
Morte di un commesso viaggiatore
di Arthur Miller con Elio De Capitani e Cristina Crippa Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche l’11 e il 12 (ore 16 e 20.30)
77
p 72-78 CORRETTO DA RIFARE PDF:Layout 1 28/11/14 13:23 Pagina 78
agenda Aprile e Maggio 2015 Gran Galà della Danza
Giovedì 16 aprile
con la Scuola di Stefania Masotti
Ultras
Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta
Mercoledì 15 aprile La morte e la fanciulla
di Ariel Dorfman con Elena Bucci, Marco Sgrosso e Maurizio Cardillo Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi
testo e regia di Beppe Aurilia Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna
Venerdì 17 aprile John Doe
gruppo nanou di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci con Sissj Bassani, Alessia Berardi, Rhuena Bracci, Anna Marocco prodotto da E / gruppo nanou
Ore 21, Almagià, Ravenna. Replica il 18 alle ore 19
Mercoledì 29 aprile
Sabato 18 aprile
Ane Lan/Silvia Costa/Orthographe
Robinson
Ore 21, Almagià, Ravenna. Replica il 30
In Absentia
mk coreografia Michele Di Stefano musica Lorenzo Bianchi Hoesch interpreti Philippe Barbut, Biagio Caravano, Francesco Saverio Cavaliere, Marta Ciappina, Andrea Dionisi, Laura Scarpini Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna
Mercoledì 22 aprile Survivre - Veglia
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Domenica 31 maggio Festa della Repubblica a Lido Adriano 2015
Cisim, Lido Adriano
tel. 0544 249244 - fax 0544 215840 - www.teatroalighieri.org
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Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna
Ore 21, Almagià, Ravenna
✘ Teatro Rasi, via di Roma 39, Ravenna
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con Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco
letture, concerti, incontri, reading fino al 2 giugno
✘ Teatro Alighieri, via Mariani 2, Ravenna
✘ ✘
Il Piccolo Principe in concerto
Menoventi/Pardès rimonim
Indirizzi utili
78
Sabato 9 maggio
tel. 0544 36239 - fax 0544 33303 - www.ravennateatro.com Almagià, via Almagià 2, Ravenna Museo La Casa delle Marionette, vicolo Padenna 4/A, Ravenna tel. 0544 32056 - cell. 392 6664211 - www.lacasadellemarionette.com Centro Valtorto, via Faentina 216, Fornace Zarattini (Ravenna) Vulkano, via Cella 261, San Bartolo (Ravenna) - tel. 0544 36239 www.drammaticovegetale.com Cisim, viale Parini 48, Lido Adriano - tel. 0544 36239 Ardis Hall, via Bondi 3, zona Bassette, Ravenna tel. 0544 456716 - www.fannyalexander.org Teatro Rossini, piazzale Cavour 17, Lugo - tel. 0545 38542 fax 0545 38482 - www.teatrorossini.it Teatro Masini, piazza Nenni 3, tel. 0546 21306 ww.teatromasini.org - www.accademiaperduta.it Teatro Comunale, via XX Settembre 125, Cervia - tel. e fax 0544 975166 www.accademiaperduta.it Teatro Goldoni, piazza Libertà 18, Bagnacavallo - tel. 0545 64330 www.accademiaperduta.it Ecomuseo delle Erbe Palustri, via Ungaretti 1, Villanova di Bagnacavallo - www.ecomuseoerbepalustri.it Teatro Comunale, via Cavour 10, Russi - tel. 0544 587641 - 580742 www.comune.russi.ra.it Teatro Comunale, via Selice 125, Conselice - tel. 348 7095919 www.teatroconselice.it Auditorium Corelli, corso Emaldi 109, Fusignano - tel. 0545 955672 Teatro Moderno, corso Emaldi 32, Fusignano - tel. 0545 954194 Teatro dei Fluttuanti, via Pace 2, Argenta - tel. 0532 805344 www.teatrodeifluttuanti.it Sala Polivalente di Palazzo Bellini, via Agatopisto 7, Comacchio tel. 349 0807587 - www.comacchioateatro.it Teatro Ebe Stignani, via Verdi 1, Imola tel. 0542 602600 - www.teatrostignani.it
Palcoscenico Supplemento a Ravenna&Dintorni, autorizzazione Tribunale di Ravenna n. 1127 del 17 dicembre 2001 Direttore responsabile: Fausto Piazza Hanno collaborato alla redazione: Federica Angelini, Roberta Bezzi, Chiara Bissi, Paolo Bolzani, Matteo Cavezzali, Serena Garzanti, Luca Manservisi, Guido Sani, Maria Cristina Giovannini (grafica), Gianluca Achilli (grafica). Nella foto di copertina: una scena dallo spettacolo Dall’inferno al paradiso della NoGravity Dance Company Fonti e crediti fotografici: Giorgio Biserni, Alessandro Botticelli, Patrick Berger, Gianluca “Naphtalina” Camporesi, Marco Caselli Nirmal, Prospero Cravedi, Ugo Dalla, Chico De Luigi, Ravi Deepres, Massimiliano Pappa, Rina Skeel, Riccardo Spinella Editore: Reclam Edizioni e Comunicazione srl www.reclam.ra.it viale della Lirica 43, 48124 Ravenna tel. 0544 408312 Direttore generale: Claudia Cuppi Stampa: Grafiche Baroncini www.grafichebaroncini.it
METTI UNA SERA 2014:Layout 1 27/11/14 10:30 Pagina 79
METTI UNA SERA... TABERNA BOARIA via Mentana 33, Ravenna - Tel. 0544 215258 / 345 4016131 - www.tabernaboaria.com Nel cuore dell’antichissima città di Ravenna, in un palazzo storico del tardo medioevo (ex Casa Succi), risorge una Taberna, uno spazio dedicato alla cultura del rustico, con uno spirito allegro e semplice. La storia, l’arte e la cucina degli antichi padri agricoli. “PERNA, PANEM et VINVM”. Chi in allegria si reca in Taberna per gustare un buon bicchiere di vino, piatti e atmosfera d’altri tempi, sia sempre il benvenuto e possa godere a lungo della gioia delle messi delle terre di Romagna. Aperto dalle 12.00 alle 14.30 e dalle 19.00 alle 22.30 - chiuso il martedì
RISTORANTE SIRENÈ via Stecchetti 15, Granarolo Faentino - Tel. 0546 41865 - www.ristorantesirene.it Situato in nove eleganti sale di una villa di fine ‘700, propone ricette di carne e di pesce della tradizione romagnola e piatti legati alla stagionalità dei prodotti. Pizza nel forno a legna anche con impasto integrale o kamut bio. La domenica in famiglia con menù di carne o pesce (25/30 euro). I bambini sotto i 3 anni non pagano; 3-10 anni alla carta. Prezzo medio 15/35 euro Aperto dalle 12 alle 14.30 e dalle 18.30 alle 23.30 - chiuso il lunedì e il sabato a pranzo
TERRAE MARIS via Reale 440, Mezzano (RA) - Tel. 0544 1674067 / 333 7185253 - www.osteriaterraemaris.it A pochi passi da Ravenna, Terrae Maris non è la classica osteria ma un tranquillo ed accogliente locale che propone una cucina del territorio con proposte sia classiche che rivisitate. La cura nella preparazione e la qualità delle materie prime è sempre altissima sia nelle proposte di carne che di pesce, viene riconosciuta dalle principali guide enogastronimiche. La cantina propone le migliori bollicine nazionali e diverse proposte tra vini biologici e biodinamici, garantendo un’ottimo rapporto prezzo/qualità. A pranzo una proposta di mare veloce e conveniente per chi lavora, con un occhio sempre alla qualità.
Aperto dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 22 ad esclusione della domenica sera e del mercoledì
CANTO DEL MARE
via Argine Destro fiume Ronco 18, Madonna dell’Albero (RA) - Tel. 0544 271381
Un ambiente confortevole in una casa colonica ristrutturata. Specialità: fiorentina di bisonte cotta nel nel camino a legna, tutti i tipi di pesce, cantina molto fornita con vini doc. Prezzo medio 25/30 euro. Interessante la proposta del Family Day: a pranzo carne e pesce (10 e 13 euro), la sera invece pizza a scelta a 5 euro. Aperto dalle 12 alle 14.30 e dalle 19 alle 24 - chiuso lunedì
OSTERIA MALABOCCA Piazza della Libertà 15, Bagnacavallo (RA) - Tel. 0545 64468 - www.malabocca.it L'Osteria Malabocca è situato nella piazza principale di Bagnacavallo. Propone una cucina innovativa molto legata alla stagionalità. Tutto viene preparato giornalmente, compreso le paste, i dolci e il pane. Roberto e Denise mettono a vostra disposizione un menù vegetariano, uno di pesce e uno di carne oltre ad una selezione di piatti dedicati ai sapori e ai profumi del territorio. Aperto dalle 12 alle 14,30 e dalle 19,30 alle 22,30 - chiuso il mercoledì
METTI UNA SERA 2014:Layout 1 27/11/14 10:30 Pagina 80
METTI UNA SERA... LA DAMA DELLE SALINE
Via Mad. della Neve 15, Cervia (RA) - Tel. 0544 71156 / 335 218700 - www.damadellesaline.com
Immersa nella natura, circondata dagli specchi d'acqua delle Saline, a pochi minuti da Cervia, Milano Marittima e il mare ecco la Dama delle Saline, un antico casale ristrutturato con caratteristiche sale interne ed ampia terrazza esterna con vista sul tramonto. Il ristorante propone una cucina tradizionale romagnola con specialità di carne. Tra le specialità : tagliata di manzo su mattonella di sale dolce di Cervia, coniglio stufato alla birra, costolette cotte al forno in salsa agrodolce, cappelletti al formaggio di fossa e per i più esigenti passatelli speck e porcini. Prezzo medio 20/30 euro. La Dama delle Saline e anche una locanda con 5 camere spaziose e confortevoli.
Aperto dalle 19 alle 24 - Chiusura invernale lunedì
VINERIA NUOVA
info@damadellesaline.it - Facebook: La Dama delle Saline
Via P. Matteucci 2, Ravenna - Tel. 0544 30904 - info@vinerianuova.it - www.vinerianuova.it La Vineria Nuova è un wine bar non tradizionale. La sua filosofia è quella di far scoprire delle vere e proprie chicche ai suoi clienti. La carta dei vini propone una degustazione guidata delle cantine più rinomate come Krug, Louis Roederer, Cà del bosco, Nicolas Feulatte, Ruinart, Jermann, Tieffenbrunner, St. Paul, Tenuta dell’Ornellaia, vini che hanno ottenuto i massimi punteggi attribuiti dalle guide enologiche italiane. In un ambiente elegante e raffinato, potrete inoltre assaggiare tipici prodotti di varie località del mondo, accompagnati dalle preparazioni originali dello chef Luca Merendi. Alcune specialità della cucina sono le costolette di agnello irlandese in crosta di mandorle, scaloppa di Foie-gras crema di zucca, uva rossa caramellata e pane al latte Biologico. Ogni domenica invece vi aspetta un brunch sorprendente pensato per soddisfare ogni palato dalle uova e bacon, al french toast, senza saltare i pancakes con sciroppo d’acero e cioccolato.
Aperto dal lunedì al giovedì dalle 7 alle 24 - Venerdì sabato e domenica dalle 7 alle 2 di notte
RISTORANTE AMARANTO
Via Mura di San Vitale 10, Ravenna (centro storico) - Tel. 0544 202293
La cucina etica, vegana e vegetariana del ristorante Amaranto si distingue per la continua ricerca del gusto, dando sorprendenti risultato anche per i palati più esigenti. Gli ingredienti utilizzati sono da coltivazioni biologiche con frutta e verdura di stagione e selezionate nel pieno rispetto dei ritmi della natura, farina integrale e cereali preferibilmente in Chicco perché più saporiti e ricchi a livello nutrizionale. Aperto a cena tutti i giorni (dalle 19.30 alle 22.30) con menù alla carta, a pranzo (dalle 12.00 alle 14.30) dal lunedì al sabato con buffet e la domenica con menù alla carta.
RISTORANTE ACQUAMARINA
Via dell’Idrovora 50, Marina di Ravenna - Tel. 0544 438483
La tradizione, con qualche virata in chiave moderna. È possibile scegliere il menù alla carta oppure affidarsi ai consigli dello chef, potendo così gustare sfiziosi antipasti, stuzzicherie, creme e zuppe, pasta fatta a mano, secondi di carne e pesce, contorni di stagione, dolci e pane rigorosamente fatti in casa. A poca distanza dalla spiaggia, dalle pinete e dalle valli della Piallassa Piomboni la locanda dispone di camere con servizi, Tv, WiFi, frigobar in ambiente informale, pulito e funzionale. È gradita la prenotazione
TRATTORIA CUBANA da Irma e Pino
via Molo Dalmazia 37, Marina di Ravenna - Tel. 0544 530231
La tipica trattoria da Irma e Pino nasce nel 1965; all’epoca era poco più di una stanza con un paio di tavoli nei quali pescatori e militari consumavano velocemente il risotto. Oggi la Trattoria Cubana è una grande realtà, punto di riferimento dei lidi ravennati per la ristorazione a base di ottimo pesce, cucinato secondo la migliore tradizione romagnola con una grandissima offerta di qualità. Si può scegliere anche fra quattro menù degustazione a partire da 30 euro. Grande successo del servizio take away. Aperti tutti i giorni a pranzo e cena - Chiuso lunedì
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EDIZIONI E COMUNICAZIONE
Supplemento gratuito a “Ravenna & Dintorni” nr. 605 del 13 novembre 2014
Redazione: 0544.271068 redazione@ravennaedintorni.it Pubblicità: 0544.408312 info@reclam.ra.it
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