Skip to main content

Storica National Geographic - maggio 2021

Page 1

LA MORTE DELLA PULZELLA D’ORLÉANS IL PITTORE DEGLI ASBURGO

DONNE NELL’ANTICA GRECIA

AMENOFI II

LA TOMBA DELLE MUMMIE NASCOSTE

- esce il 17/04/2021 - poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n° 46) 1 comma 1 - lo/mi. germania 12 € - svizzera c. ticino 10,20 chf - svizzera 10,50 chf - belgio 9,50 €

aut. mbpa/lo-no/063/a.p./2018 art.

VELÁZQUEZ

9 772035 878008

10147

periodicità mensile

GIOVANNA D’ARCO

N. 147 • MAGGIO 2021 • 4,95 E

storicang.it

PLINIO IL VECCHIO

IL PRIMO NATURALISTA

SCHIAVITÙ NEGLI USA


IN

A L CO I ED

Gli speciali di Storica National Geographic in edicola questo mese

Speciale Storica Archeologia

LE CITTÀ IBERICHE DELL’IMPERO ROMANO Tarragona, base militare dell’impero romano, e Italica, la prima colonia ispanica, ricostruite in 3d. In edicola dal 20 aprile. Prezzo ¤9,95.

Speciale Storica Mitologia

MINOTAURO

Il mito del leggendario mostro metà uomo e metà toro e del labirinto sull’isola di Creta in cui era rinchiuso. In edicola dal 9 aprile. Prezzo ¤9,95.

Dossier

I MISTERI DELLA STORIA Luoghi leggendari e civiltà perdute, eroi e armi mitiche. Uno speciale imperdibile sui misteri della storia. In edicola dal 29 aprile. Prezzo ¤9,95.


UN’ASTA DI SCHIAVI A RICHMOND, IN VIRGINIA, IL PRINCIPALE MERCATO DI SCHIAVI DEGLI STATI UNITI D’AMERICA.

28 La tomba di Amenofi II Nel 1898 Victor Loret scoprì nella Valle dei Re la mummia intatta di Amenofi II insieme a diverse mummie reali. DI MAITE MASCORT

42 Le donne nella Grecia classica Sottomesse all’autorità del marito o del padre, le donne avevano un ruolo secondario nella società greca. DI MARÍA JOSÉ NOAIN

54 Plinio il Vecchio, il primo naturalista Magistrato e militare romano del I secolo d.C. Plinio il Vecchio raccontò il mondo nella sua Naturalis historia, un’opera imprescindibile fino alla fine del Medioevo. DI IRENE PAJÓN LEYRA

68 Gli ultimi giorni di Giovanna d’Arco Il processo alla Pulzella d’Orléans, bruciata sul rogo come eretica, apostata e idolatra seicento anni fa. DI JOSEP MARIA CASALS

84 Velázquez, il pittore degli Asburgo Per oltre quarant’anni Diego Velázquez ritrasse membri della famiglia reale spagnola, così come personaggi illustri e modesti e buffoni di corte. DI JESÚS FÉLIX PASCUAL MOLINA

104 USA, terra di schiavi Un racconto in prima persona delle condizioni di vita e dei castighi ai quali erano sottomessi gli schiavi delle piantagioni di cotone. DI CARME MANUEL

7 ATTUALITÀ 10 PERSONAGGI STRAORDINARI Sabbatai Zevi Un ebreo di Smirne si autoproclamò messia nel 1666 ma dopo essere stato arrestato si convertì all’islam.

14 EVENTO STORICO Crystal Palace L’edificio che accolse la prima Esposizione universale.

20 VITA QUOTIDIANA Carri romani Nell’Urbe esisteva una gran quantità di veicoli pensati per ogni occasione.

24 DATO STORICO La nascita del circo Numeri di mimo e acrobazie equestri in uno spazio circolare.

122 GRANDI SCOPERTE La domus del Mito Nel 1999, a nord-ovest delle Marche, vide la luce un insieme di meravigliosi mosaici romani.

126 FOTO DEL MESE 128 LIBRI E MOSTRE

ANELLO DI AMENOFI II. MUSEO DEL LOUVRE, PARIGI. STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC

5


Licenciataria de NATIONAL GEOGRAPHIC SOCIETY, NATIONAL GEOGRAPHIC TELEVISION

storicang.it

PLINIO IL VECCHIO IL PRIMO NATURALISTA

SCHIAVITÙ NEGLI USA

Pubblicazione periodica mensile - Anno XIII - n. 147

IL PITTORE DEGLI ASBURGO

DONNE NELL’ANTICA GRECIA AMENOFI II

LA TOMBA DELLE MUMMIE NASCOSTE

GIOVANNA D’ARCO

LA MORTE DELLA PULZELLA D’ORLÉANS

MINIATURA DI GIOVANNA D’ARCO. MANOSCRITTO DELLA SECONDA METÀ DEL XV SECOLO. FOTO: RMN-GRAND PALAIS

PRESIDENTE

RICARDO RODRIGO

VELÁZQUEZ

Editore: RBA ITALIA SRL

EDITORA

via Gustavo Fara, 35 20124 Milano tel. 0200696352 e-mail: storica@storicang.it Direttore generale: ANDREA FERDEGHINI

DIRECTOR GENERAL CORPORATIVO

Coordinatrice editoriale: ANNALISA PALUMBO Grafica: MIREIA TREPAT Coordinatrice editoriale Italia: ANNA FRANCHINI Collaboratori: VÍCTOR LLORET BLACKBURN (Consulente editoriale); LUIGI COJAZZI; MATTEO DALENA; TANA LATORRE; ALESSANDRA PAGANO; AMARANTA SBARDELLA; MARTINA TOMMASI Consulenti: MÒNICA ARTIGAS (Curatrice editoriale edizioni internazionali) JOSEP MARIA CASALS (Direttore,

ANA RODRIGO JOAN BORRELL DIRECTORA GENERAL

AUREA DIAZ

DIRECTORA DE MARKETING

BERTA CASTELLET DIRECTORA CREATIVA

JORDINA SALVANY DIRECTOR EDITORIAL

ISMAEL NAFRÍA DIRECTOR DE CIRCULACIÓN

JOSÉ ORTEGA DIRECTOR DE PRODUCCIÓN

RAMON FORTUNY Difusión controlada por

rivista Historia) IÑAKI DE LA FUENTE (Direttore artistico, Historia)

Stampatore:

ELCOGRAF SpA – Bergamo

Distribuzione: PRESS-DI DISTRIBUZIONE STAMPA & MULTIMEDIA via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI)

Pubblicità: Rita Cusani tel. 3358437534 e-mail: cusanimedia@gmail.com Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 31 del 22/01/2009 ISSN: 2035-8784 © 2020 RBA ITALIA S.L. Poste Italiane S.P.A Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L.27.02.2004 n.46) art.1, comma 1 LO/MI

Scrivici a storica@storicang.it Per maggiori informazioni: www.storicang.it Seguici su Facebook: www.facebook.com/ storicang Seguici su Instagram @storicang Seguici su Twitter @storicang

Questa edizione è stata pubblicata da RBA Revistas, S.A., 2019 National Geographic Yellow Border Design sono marchi registrati National Geographic Society. Tutti i diritti riservati. Direttore responsabile: Simone Bedetti

Per informazioni e abbonamenti:

Sito internet: www.storicang.it Email: rba.abbonamenti@directchannel.it Tel: 02 7542 9001 (Il servizio è attivo da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 19.00) Posta: Direct Channel S.p.A. – Casella Postale, 97Via Dalmazia, 13 - 25126 Brescia.

Per richiedere arretrati:

Email: collez@mondadori.it Tel: 045.8884400 Fax: 0458884378

NATIONAL GEOGRAPHIC SOCIETY “Suscitando interesse per l’esplorazione e la protezione del pianeta” National Geographic Society è un’istituzione scientifica ed educativa senza fini di lucro fondata a Washington nel 1888 e impegnata nell’esplorazione e nella salvaguardia del pianeta. Interim President and CEO: TRACY R. WOLSTENCROFT BOARD OF TRUSTEES

Chairman: JEAN M. CASE Vice chairman: TRACY R. WOLSTENCROFT BRENDAN P. BECHTEL, MICHAEL R. BONSIGNORE,KATHERINE BRADLEY, ÁNGEL CABRERA, ELIZABETH (BETH) COMSTOCK, JACK DANGERMOND, ALEXANDRA GROSVENOR ELLER, JANE LUBCHENCO, MARK C.MOORE, GEORGE MUÑOZ, NANCY E. PFUND, PETER H. RAVEN, LYNDON RIVE, EDWARD P. ROSKI, JR.,FREDERICK J. RYAN, JR., ANTHONY A. WILLIAMS RESEARCH AND EXPLORATION COMMITTEE

Chairman: PETER H. RAVEN KAMAL BAWA, JUSTIN BRASHARES, RUTH DEFRIES,MARGARET HONEY, ANTHONY JACKSON, GARY KNIGHT, STEVEN R. PALUMBI, ANDREW REVKIN, JERRY A. SABLOFF, ELEANOR STERLING NATIONAL GEOGRAPHIC PARTNERS CEO GARY E. KNELL SENIOR MANAGEMENT

Chief Marketing Officer: JILL CRESS Editorial Director: SUSAN GOLDBERG General Manager NG Media: DAVID E. MILLER Global Networks CEO: COURTENEY MONROE EVP Sales and Partnerships: BRENDAN RIPP EVP Business and Legal Affairs: JEFF SCHNEIDER Head of Travel and Tour Operations: NANCY SCHUMACHER Chief Financial Officer: AKILESH SRIDHARAN BOARD OF DIRECTORS

RAVI AHUJA, JEAN M.CASE, BOB CHAPEK, NANCY LEE, KEVIN J.MARONI, PETER RICE, FREDERICK J.RYAN, JR., TRACY R. WOLSTENCROFT

Errata corrige • Storica 145 (marzo 2021): l’immagine a pagina 27, erroneamente attribuita a Pietro Longhi, in realtà è di autore ignoto ma parzialmente attribuibile a Francesco Fontebasso o a Pietro Antonio Novelli.

6 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC

INTERNATIONAL PUBLISHING

Senior Vice President: YULIA PETROSSIAN BOYLE ARIEL DEIACO-LOHR, GORDON FOURNIER, ROSS GOLDBERG, KELLY HOOVER, JENNIFER JONES, JENNIFER LIU, ROSSANA STELLA


RAJESH S.V.

AT T UA L I T À

RAJESH S.V.

NELLE NECROPOLI di Juna Khatiya e Dhaneti sono presenti delle sepolture costituite da una copertura di lunghi blocchi di arenaria al cui interno sono stati rinvenuti corredi XXXXXXXXXXXXX X XXX XX XXXXX funerari di grande valore. Questi XXXXXXXXX XXXXXX XXXXX XXXXX braccialetti di conchiglie XXXXXX XXX provengono XXX XXXXX XXXXXX XXX XXX XXXXX XXXX da una tomba individuale.

GOOGLE WMS

TRA INDIA E PAKISTAN

Le origini della civiltà dell’Indo Un gruppo di ricercatori sta studiando la regione indiana del Kutch per approfondire le origini della cultura dell’Indo

LA MAPPA in alto mostra il distretto del Kutch e indica l’esatta posizione geografica della necropoli di Juna (antica) Khatiya. Dal 2019 in questo sito sono state scoperte 50 fosse sepolcrali. Entro il 2021 il team di ricercatori prevede di riuscire a scavare un’altra area del cimitero e di rinvenire altri reperti.

I

l distretto del Kutch, nello stato indiano del Gujarat fu particolarmente importante per lo sviluppo della civiltà della valle dell’Indo. Tra il 3300 e il 1300 a.C. questa si diffuse su un’area di oltre un milione di chilometri quadrati compresa tra il Pakistan, l’Afghanistan e l’India nord-occidentale. Il Progetto archeologico del Kutch è nato con l’obiettivo di studiare la zona e gettare nuova luce sui fattori sociali ed ecologici

che condussero all’integrazione della regione nell’orbita culturale della civiltà dell’Indo. Vi partecipano l’Università del Kerala, l’Istituto catalano di archeologia classica e l’IMF, un’istituzione spagnola per la ricerca nel campo delle discipline umanistiche. Le prime scoperte riguardo a questa misteriosa e antica civiltà furono realizzate nel 1857 e poi negli anni venti del novecento, quando vennero portate alla luce le rovine di Harappa

e di Mohenjo-daro, due siti archeologici ubicati nel Pakistan nord-orientale.

Studio degli spazi La ricerca mira ad arricchire le attuali conoscenze sulla cultura dell’Indo con nuovi approcci incentrati sullo studio degli spazi domestici e degli ambienti culturali. Tra il 2021 e il 2023 è previsto anche l’utilizzo d’immagini satellitari ad alta risoluzione per studiare il paesaggio e rilevare nuove aree archeologiche. STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC

7


AT T UA L I T À

TOMBA INFANTILE di epoca

romana ritrovata presso l’aeroporto di Clermont-Ferrand. Si possono vedere i resti dello scheletro del bambino, le ossa di maiale e i recipienti che costituivano il corredo funebre.

© DENIS GLIKSMAN, INRAP

8 HISTORIA NATIONAL GEOGRAPHIC


GALLIA ROMANA

Rinvenuta la tomba di un bambino gallo-romano

U

na squadra di archeologi francesi dell’INRAP (Istituto nazionale di ricerca archeologica preventiva) diretta da Laurence Lautier ha realizzato una scoperta sorprendente. Durante i lavori di ampliamento dell’aeroporto di

Clermont-Ferrand, nella cittadina francese di Aulnat, è emersa la tomba di un bambino di un anno risalente al I secolo d.C., all’epoca della dominazione romana della Gallia. Il fanciullo fu sepolto in una bara di legno di 80 centimetri di lunghezza, di cui si conservano ancora i

chiodi usati per la rivettatura. Attorno al piccolo fu disposto un corredo funebre costituito da una ventina di oggetti, tra cui dei vasi di terracotta in miniatura e dei recipienti di vetro, oltre a mezzo maiale, tre prosciutti, altri tagli di carne suina e due galline senza testa. Nella

tomba sono stati trovati anche un anello di ferro e uno spillo di rame. E, cosa più interessante, un cagnolino con un collare composto da ornamenti di bronzo e da una campanella. Tutto ciò indica il rango privilegiato a cui apparteneva la famiglia dello sfortunato fanciullo.


PERSONAGGI STRAORDINARI

Sabbatai Zevi, il messia che si convertì all’islam Dopo essersi proclamato messia, l’ebreo di Smirne suscitò un’ondata di entusiasmo nella comunità giudaica. Imprigionato dal sultano nel 1666, abiurò per salvarsi

La carriera di un illuminato 1626 Sabbatai Zevi, chiamato anche Shabetai Tzvi, nasce a Smirne, una città greca appartenente all’impero ottomano.

1648 Spinto dalle sue fantasticherie cabalistiche, Zevi si presenta a Smirne come il messia ebraico.

1651 In quest’anno (o, secondo altri studiosi, nel 1654), viene espulso da Smirne e vaga per anni tra la Grecia, l’Egitto e la Palestina.

1666 Arrestato a Costantinopoli, è costretto a scegliere tra la conversione all’islam o la morte.

L’

arrivo di un messia è un’idea costante nel giudaismo. In tempi di pericolo gli ebrei si affidavano alla promessa divina di un re “unto” dal Signore (il significato del termine “messia”) che sarebbe venuto per liberare il suo popolo dall’oppressione e ripristinarne l’antica gloria. Tale credenza fu all’origine delle vicende di vari personaggi carismatici che si presentarono come l’atteso redentore. All’inizio del XVI secolo e per tutto il secolo successivo le comunità ebraiche furono pervase da un’attesa messianica. Le guerre tra cattolici e protestanti, il sacco di Roma e soprattutto lo scontro tra Carlo V e l’impero ottomano sembravano un’anticipazione delle battaglie tra Gog e Magog che, secondo il libro dell’Apocalisse, avrebbero preceduto la fine del mondo. I cabalisti, gli studiosi ebrei che cercavano nella Bibbia significati mistici occulti, indicarono diverse date per il possibile arrivo del messia, come per esempio il 1648, l’anno menzionato nello Zohar, la principale opera cabalistica. A completare il

1676

10 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC

Il Talmud e la cabala Il giovane Sabbatai frequentò la yeshiva (scuola talmudica) della sua città natale, Smirne, ma invece di concentrarsi sull’apprendimento e sullo studio dei testi della Torah e del Talmud si dedicò piuttosto al misticismo della cabala, all’ascesi e alla mortificazione del corpo come forma per comunicare con Dio. Secondo i cabalisti ciò gli permetteva di leggere il futuro e di compiere miracoli. I saggi ebrei sapevano da tempo che la cabala poteva rendere pazzi gli incauti: «Chi specula sulle seguenti quattro cose è meglio che non sia nato: ciò che è sopra, ciò che è sotto, ciò che era prima del tempo e ciò che sarà dopo.

Zevi concentrò il suo interesse sulla cabala, l’ascetismo e la mortificazione del corpo AURIMAGES

Dopo la conversione adotta il nome di Aziz Mehmed. Muore a Dulcigno, in Montenegro.

quadro mancava solo un elemento, ovvero l’effettiva apparizione di questo messia. Negli anni emersero vari pretendenti al titolo, tra i quali ebbe un ruolo di primo piano Sabbatai Zevi. A Zevi non mancavano i segni della predestinazione: secondo il calendario ebraico, infatti, era nato il nono giorno del mese di ab, data in cui i due templi di Gerusalemme erano stati distrutti, il primo da Nabucodonosor nel 586 a.C. e il secondo da Tito nel 70 d.C.

MANOSCRITTO CABALISTICO. XVII SECOLO. BODLEIAN LIBRARY, OXFORD.


IL MESSIA ENTRA NELLA SUA CITTÀ UNA VOLTA TORNATO a Smirne nel 1648, Sabbatai Zevi «cominciò a presentarsi subito come un sovrano, vestendosi con lussuosi abiti di seta e d’oro. Impugnava una specie di scettro e girava per la città costantemente scortato da un gran numero di ebrei, alcuni dei quali, per onorarlo, stendevano a terra dei tappeti al suo passaggio perché li calpestasse». Ma attorno alla sua figura sorsero anche altre leggende. A Istanbul si disse che poco prima della conversione il suo volto iniziò a emanare una luce accecante e sul suo capo apparve una corona di fuoco. RITRATTO DI SABBATAI ZEVI COME MESSIA, VESTITO CON ABITI REGALI. INCISIONE A COLORI. 1670. AKG / ALBUM

Per chiunque non rispetti la gloria del suo Creatore, sarebbe meglio non essere venuto al mondo» (Mishnah, Hagigah, 2:1). Ma Sabbatai intraprese senza esitazioni questo percorso pericoloso. Oltre a studiare la cabala, faceva il bagno in mare d’inverno, digiunava frequentemente e s’imponeva altre mortificazioni che finirono per comprometterne l’equilibrio mentale. E così, una volta arrivato il 1648, il fervore messianico e le sue stesse fantasticherie cabalistiche lo condussero a presentarsi come l’atteso messia davanti a un piccolo gruppo di segua-

ci di Smirne. Per annunciarsi scelse di pronunciare il nome di Dio, una prerogativa che all’epoca dell’ormai scomparso tempio di Gerusalemme spettava solo al sommo sacerdote nel giorno dello Yom Kippur, la sacra festa dell’espiazione. Da quel momento in poi l’attività di Sabbatai divenne itinerante. Fu a Smirne, a Costantinopoli, a Tessalonica, ad Atene, ad Alessandria e al Cairo, e in questi luoghi riuscì ad affascinare molti ebrei grazie alla sua miscela di ascetismo estremo, devozione esibizionista e innocui riti dal carattere magico.

Dopo il 1648 una seconda data si profilava all’orizzonte, il 1666, presunto momento della redenzione degli ebrei e del loro ritorno a Gerusalemme. All’avvicinarsi di quell’anno Sabbatai Zevi si diresse verso l’antica capitale ebraica. Lì avrebbe trovato terreno fertile per il suo messaggio messianico, soprattutto in Palestina, una regione dell’impero ottomano che non godeva della stessa prosperità di altre. Inoltre la violenza antiebraica che imperversava nell’Europa orientale dell’epoca spinse molti ebrei europei a vendere le rispettive proprietà e a STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC

11


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Storica National Geographic - maggio 2021 by RBA Italia - Issuu