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Spedizione in A.P. - 45% art. -2 comma 20/b L.662/96 DCO/DC Abruzzo Pescara - ROC 9312

Anno VI - N°2

Luglio 2007 LA MEDICINA AL TEMPO DEI FARAONI Giampaolo SOLINI

La medicina era tra le discipline più prestigiose, superiore anche a quella degli scribi. Veniva praticata dai sacerdoti e insegnata in apposite scuole annesse ai templi. Tuttavia in alcuni papiri e ostraka (frammenti di ceramica e scaglie di pietra usati come supporto per scrivere appunti o per schizzare disegni) di epoche diverse, accanto alla professione dei medici, dentisti, oculisti e veterinari troviamo anche la figura dei maghi in quanto essendo per gli egiziani la maggior parte delle malattie dovuta a forze malefiche e ostili, venivano curate anche con la pratica della magia.

L'ORDINE INTERNAZIONALE E L'IMPORTANZA DEL G8 Raffaele SUFFOLETTA

Il vertice del G8, svolto quest'anno dal 6 all'8 giugno a Heiligendamm (Germania), ha chiuso i lavori con un accordo tra le parti sui principali problemi che affliggono il nostro pianeta. Clima e inquinamento, i temi di grande interesse chiusi con un compromesso, fortemente voluto dal cancelliere tedesco Angela MERKEL che parla di grande successo. Le emissioni inquinanti a effetto serra dovranno essere ridotte del 50% entro il 2050. Inoltre gli Stati Uniti, unico paese del G8 a non aver firmato il protocollo di KYOTO, si sono detti disposti a impegnarsi attivamente nella lotta contro i cambiamenti climatici. Infine, entro il 2009 dovrà essere definito il dopo-KYOTO sotto l'ombrello dell'ONU. Si tratta di un compromesso che consente di avvicinare le posizioni degli Stati Uniti agli altri Paesi industrializzati sulla riduzione dell'emissione dei gas ad effetto serra. Altro dossier caldo, l'Africa. I leader dei paesi più industrializzati hanno promesso 45 miliardi di euro per la lotta contro l'Aids e altre malattie e hanno confermato l'impegno a raddoppiare la somma destinata agli aiuti allo sviluppo. E al G8 si è parlato anche di DARFUR. Si accentua, infatti, la pressione internazionale sul governo sudanese, affinché accetti l'invio di truppe nella regione occidentale del Sudan. Le divergenze non sono mancate come è il caso del KOSOVO, provincia serba a maggioranza albanese: ma già a partire dalla settimana prossima inizieranno le discussioni per risolvere il problema in quanto il tempo stringe". In generale nessun accordo sottoscritto risolve i problemi in modo definitivo. “E' il massimo che si poteva ottenere” è il commento diAngela MERKEL. Come è ormai consueto non sono mancate le contestazioni dei vari movimentiANTI – G8 che a vario titolo contestano gli incontri. Un atteggiamento che purtroppo non risolve i problemi che i gli stessi movimenti dichiarano di perseguire. Infatti, non esistendo un governo internazionale in grado di dettare leggi e farle rispettare ciascun stato si comporta in modo autonomo, secondo la propria cultura e il proprio tornaconto per la salvaguardia degli interessi vitali della Nazione. In definitiva senza la presenza di meccanismi centralizzati in grado di far rispettare le regole, la Pace e la Concordia si basano solo sulla fiducia reciproca. Dal momento che la fiducia è sempre limitata gli impegni presi rappresentano obiettivi di carattere generale e poco complessi data l'impossibilità di vigilare sugli stessi. Ciò stante la situazione, i tanti vituperati vertici G8 rappresentano l'unico luogo dove è possibile aprire un dialogo per l'approfondimento dei temi politici e per smussare le incomprensioni e le barriere culturali. Affrontarli insieme è l'unico modo per la risoluzione dei problemi nella consapevolezza della interdipendenza tra i vari stati.

Continua a pagina 2.

SLOVENIA PICCOLO-GRANDE STATO Carlo LUCIANI

Varcando il confine tra Italia e Slovenia al passo di FERNETTI e percorrendo l'autostrada Trieste- Lubiana si ha la sensazione di attraversare localita' tipiche dell'Austria o del Friuli. Ampi pascoli, laghi e paesi belli ed ordinati. In effetti la Slovenia non ha ereditato quelle caratteristiche tipiche di altri Paesi che componevano la Federazione dell'ex-Jugoslavia, ma anzi dopo l'indipendenza, nel 1991, ha evidenziato tanto nella politica estera quanto nella struttura sociale la sua vocazione filo occidentale. Continua a pagina 3.

OPERAZIONI NEI BALCANI BOSNIA ERZEGOVINA DOPO DODICI ANNI GLI ITALIANI LASCIANO MOSTAR - Bosnia Erzegovina, 26 aprile 2007 - Il Comandante di EUFOR (Forze Europee), il Rear Admiral Hans Jochen Witthauer (Marina tedesca), ha sancito in Mostar la chiusura definitiva della task force multinazionale sud est guidata da un Comandante italiano: Silvio BIAGINI. IL NUOVO PONTE DI MOSTAR : ricostruito con il contributo italiano. Servizio a pagina 4.

AFGHANISTAN I RINFORZI IN NON CAMBIANO LA NATURA DELLAMISSIONE : Il Ministro della Difesa On.le Arturo PARISI dopo la decisione di inviare nuovi mezzi in Afghanistan ha dichiarato che i rinforzi sono stati “selezionati per rispondere alle esigenze peculiari delle unità” e “non alterano la natura della missione del nostro contingente ISAF né le finalità ultime della nostra presenza”. A pagina 4 i nuovi mezzi inviati.

IL TRICOLORE UNGHERESE NATO DAL TRICOLORE ITALIANO Questo articolo ci è stato inviato dall'Amico Luigi TORRES qualche giorno prima di lasciarci, a dimostrazione del suo attaccamento ai Valori in cui aveva sempre creduto. Siamo lieti di pubblicarlo. Luigi TORRES

La sommossa del 1956, nata a Budapest per iniziativa di qualche centinaio di intellettuali, si incrementò, strada facendo, con l'intervento di almeno mezzo milione di persone che accalcate lungo il perimetro della piazza, davanti al Parlamento, cantavano, protestavano, improvvisavano discorsi urlando ai russi di andarsene. La rivolta, come noto, fu repressa da MOSCA. Durante quei frenetici giorni la folla sventolò il tricolore nazionale: rosso, bianco e verde, dal quale era stato tolto il simbolo del comunismo (falce e martello) introdotto dopo la seconda guerra mondiale. Continua a pagina 2

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI (ANA) “SEZIONE ABRUZZI” RADUNO SEZIONALE DI PAGANICA Mario MASSIMI

Il giorno 3 giugno 2007 ha avuto luogo l'annuale raduno regionale degli alpini a PAGANICA (frazione di L'Aquila) alla presenza del Presidente del Senato, On. Franco Marini, alpino tra gli alpini per aver svolto il servizio militare nella Brigata alpina “Tridentina”, negli anni 60, con il grado di sottotenente di prima nomina. Segue a pagina 5.

CHIETI, “CITTA' APERTA” E' il tema di un convegno che si è tenuto a Chieti il 20 giugno 2005 presso la Sala Consiliare della Provincia, nel 61° anniversario della Liberazione della città. Dagli atti del convegno è stato realizzato un volume, di pregevole fattura, presentato il giorno 29 maggio 2007 a Chieti. Segue a pagina 5.

ACCESSO ALLE PRESTAZIONI CREDITIZIE TRATTENUTE IN BUSTA PAGA A pagina 6

IMMAGINI DELLA MAFIA

PREMIO RENBRANDT 2006 A JEANETTE MILLNER A pagina 6

Raffaele SUFFOLETTA

Il giorno 24 maggio 2007 nell'austera cornice del palazzo dell'Emiciclo, sede del Consiglio Regionale, nella Sala MICHETTI si è svolto l'incontro con il giornalista e storico dottorAlfio CARUSO sul tema immagini della Mafia. Segue a pagina 5.

IL GIORNO 16 GIUGNO 2007 IL GEN.B. LUIGI TORRES CI HA LASCIATO. L’Associazione Culturale VOX MILITIAE, addolorata per la perdita dell’Amico esprime le più sentite condoglianze ai familiari. Noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscere le sue qualità spirituali faremo del suo ricordo un esempio di vita.

LA FINE DEL GIORNALE SU CARTA A pagina 6 Tratta da: Pagine di Difesa.it

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L UGLIO 2007 LA MEDICINA AL TEMPO DEI FARAONI

Segue da pagina 1

Questi antichi reperti ci informano altresì come venivano trattate le malattie, descritte in sintomi, cause e terapie. Le patologie più frequenti erano quelle legate all'ambiente in quanto lungo il Nilo, vi era una concentrazione di microrganismi nocivi in grado di infiltrarsi nel corpo umano attraverso il contatto o l'ingestione dell'acqua. Inoltre molto diffuse erano le malattie provocate da vermi parassiti le cui larve si introducevano nell'organismo umano attraverso la pelle e l'apparato digerente causando anemie, disfunzioni renali ed epatiche. I batteri presenti nell'acqua e la sabbia del deserto provocavano malattie agli occhi che talvolta potevano portare anche alla cecità. Di conseguenza le infiammazioni agli occhi, i morsi di serpente, le punture di scorpione e di altri insetti, i traumi di tutti i generi e i disturbi della digestione, insieme ai diversi tipi di febbre erano infatti i mali più frequenti. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la pratica dell'imbalsamazione non aiutò molto gli antichi egizi a conoscere accuratamente l'anatomia del corpo umano. Infatti essi non conoscevano la funzione dei reni, della milza ed in maniera esatta del cervello. Non avevano poi un concetto abbastanza chiaro della funzione del cuore in quanto, sebbene lo ritenessero giustamente punto di incontro di diversi vasi che trasportavano i vari liquidi del corpo a partire dal sangue, erroneamente lo consideravano sede dei pensieri, delle emozioni e dei sentimenti quindi responsabile del carattere di ciascun individuo. In un rotolo di papiro lungo quattro metri e mezzo e risalente al 1600 a.C. rinvenuto nel centro “Osiriano” di Abido sono descritti una cinquantina di casi di lesioni di ossa, da quelle della colonna vertebrale a quelle della scatola cranica. Per ogni caso sono descritti i sintomi, viene formulata la diagnosi e prescritta la relativa cura. I medicamenti erano soprattutto di origine vegetale cioè estratti di erbe, semi, radici. Venivano consigliati i suffumigi (disinfettanti a scopo inalatorio), i purganti, il clistere. A livello di profilassi (isolamento dei malati contagiosi, lavaggi con bevande alcoliche e acidi naturali) per curare certe malattie si consigliava anche l'uso di muffe. Ciò, secondo vari studiosi, si tratterebbe delle prime testimonianze sull'uso di antibiotici naturali. I testi rinvenuti ci informano anche sulle cure relative alle vie respiratorie (bronchiti, laringiti) e alla tosse. Per calmare le irritazioni della gola si usavano miele e latte (rimedio previsto ancora oggi). Altre prescrizioni presente sui testi, prevedevano la cura delle malattie del sistema digestivo, emorragie, tumori, infezioni alle vie urinarie, vermi intestinali, emicranie e infezioni alle gengive. Grazie all'esame delle mummie, sappiamo che gli egiziani antichi si dedicavano anche alla cura dei denti. Praticavano delle “impiombature” con una specie di cemento minerale e che sapevano legare insieme i denti poco stabili con sottili filamenti d'oro.Arrivavano poi a perforare le mascelle per il drenaggio di un ascesso. Nel campo della chirurgia e trapanazione del cranio, i medici dell'antico Egitto sembrano aver avuto conoscenze molto avanzate rispetto a quelle dei nostri giorni. Nel papiro chiamato “papiro Smith “ dal nome del suo scopritore, si elencano contusioni di vertebre, lussazioni delle mascelle, fratture di clavicole, costole, cranio, setto nasale, omero. Segue la diagnosi per ciascuno dei suddetti casi nonché i comportamenti da adottare. Nonostante ciò, gli antichi medici riconoscevano la propria impotenza nei casi più estremi, infatti non di rado le diagnosi formulate terminavano con la frase “una malattia per la quale non si può fare nulla”.

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IL TRICOLORE UNGHERESE Segue da pagina 1. La bandiera nazionale ungherese era nata nel 1860 come variante di quella italiana, per volontà di Giuseppe Garibaldi: l'Ungheria, combattè sul nostro suolo, affiancando le nostre forze armate per la realizzazione del nostro e dell'altrui Risorgimento. Un primo reparto militare ungherese in Italia si costituì a Venezia (decreto 23 ottobre 1848), agli ordini del capitano WINCKLER. Il Reparto neo costituito, denominato dapprima Legione Ungherese e poco dopo Coorte Ungherese, con un organico iniziale di quaranta uomini, nacque in un momento in cui la Repubblica Veneta, decisa a resistere alle pretese velleitarie dell'Impero Austriaco, sentì impellente la necessità di accrescere le proprie forze costituendo, per l'appunto, un reparto composto da disertori dell'esercito austriaco e da volontari fuggiaschi del disciolto esercito ungherese. Il 29 agosto 1849, Venezia, ormai stremata, si arrese: per effetto delle trattative di resa, ai militari veneti che avevano anteriormente prestato servizio austriaco non venne estesa l'amnistia. Mentre per quelli della Coorte Ungherese fu data facoltà di abbandonare Venezia e i territori dell'Impero, costretti così a disperdersi in cerca di qualche occupazione. Un nuovo reparto ungherese si costituì con decreto 17 gennaio 1849, ma venne subito sciolto il 21 maggio successivo, per poi ricomporsi in via definitiva, sotto l'esercito Sardo il 10 giugno raggiungendo una consistenza di cinquemila uomini. Quando, in seguito, Garibaldi deciderà di condurre la sua impresa in Sicilia per rovesciare la Dinastia Borbonica ed unire l'Italia Meridionale al Regno Sabaudo, fra i suoi fedelissimi, entrò a far parte il colonnello Stefano TURR. La simpatia per questo valente e coraggioso ufficiale era nata durate la Campagna del 1859, quando era aggregato al quartier generale dei Cacciatori delle Alpi col compito di facilitare le diserzioni tra le fila austriache e promuovere gli arruolamenti degli ungheresi. L'intelligenza, l'acume e soprattutto, l'ardimento e il carattere cavalleresco dell'ufficiale erano piaciuti a Garibaldi che si prodigò per l'accrescimento del primo nucleo, nel giugno 1860, sbarcando sulle spiagge di PARTINICO. Al comando della nuova Legione Ungherese - composta di tre ufficiali e quarantotto uomini venne designato il maggiore Adolfo MAGYORODY che trovò alloggiamento nella caserma S. Giacomo in Palermo. La Legione, man mano accresciuta in uomini e mezzi, collaborò con le truppe piemontesi nella Campagna nel Meridione d'Italia e, in particolare, nella lotta al brigantaggio. Infatti, dal dicembre 1864, su proposta del generale Griffini, la Legione venne trasferita in Abruzzo, frazionata in vari distaccamenti minori disseminati nei comuni di Lanciano, Vasto, Pizzoferrato, Atessa, Castel di Sangro, Rivisondoli ed altri

mantenendo il Comando a Pescara. La Pace di Vienna (3 ottobre 1866) ed il nuovo ordinamento politico assunto dall'Ungheria persuasero i componenti della Legione a far rientro in Patria. Con decreto 23 gennaio 1867 venne sancito lo scioglimento della Legione che esaurì, di fatto, la sua attività l'1 febbraio. Dalla sua nascita, nel lontano 1859 come forza ausiliaria inquadrata nell'armata sarda, la Legione Ungherese, marciò ed operò sventolando la sua bandiera composta dai tre colori della bandiera italiana (modello 1797) disposti orizzontalmente a cominciare dal rosso (in alto), bianco (al centro) e al verde (in basso). Nella parte centrale, al posto del turcasso contenente quattro frecce del primo tricolore italiano, figurava lo stemma ungherese. La benedizione ufficiale del drappo - intessuto a mano da alcune donne siciliane, auspice la marchesa SPEDALETTO - ebbe luogo il 31 ottobre 1860 a Napoli; madrina Teresita Garibaldi la secondogenita quindicenne del grande condottiero (nata nel '45, da Anita Riveira De Silva, in Mustarda, fattoria di S. Simon). Al centro, su seta rossa, venne ricamato lo stemma d'Ungheria in uso nel 1848. Sull'asta di legno vennero applicate 23 bullette d'argento sulle quali furono incisi i nomi dei personaggi illustri che si distinsero per la libertà dei popoli; tra essi figuravano Giuseppe Garibaldi e la madrina, Teresita Garibaldi. Garibaldi volle dare alla funzione il massimo della solennità. Venne eretto per la circostanza in piazza Reale, oggi piazza Plebiscito, un grande e ricco palco davanti al tempio di S. Francesco di Paola; dalla parte del palazzo del comando militare si schierarono i garibaldini, alla parte opposta si disposero, in mezzo agli altri reparti, gli ungheresi, nel centro (dove sorge la fonte dell'acqua del Serino a ricordo dell'inaugurazione) presero posto lo stato maggiore, gli invitati e la musica davanti al grande emiciclo dalle quarantaquattro colonne. Garibaldi aveva alla sua destra la marchesa Pallavicino, mentre dall'altro lato erano presenti il generale TURR e gli ufficiali del suo seguito. Con voce altissima Garibaldi pronunciò il suo discorso che, nonostante il brusio della folla presente, arrivò chiaro e forte: “Ungheresi, in nome dell'Italia riconoscente vi rimetto queste bandiere ( una seconda bandiera sarà donata ai fanti ) quale ricompensa del sangue da voi generosi versato per la redenzione d'Italia. Esse seguiranno il vostro costume e vi condurranno sempre alla vittoria. L'indipendenza e la libertà d'Italia è strettamente legata alla indipendenza e alla libertà d'Ungheria. Viva l'Ungheria!”. Agli applausi e agli evviva ripetuti da migliaia di voci, seguì il giuramento dei legionari alle bandiere e, quindi, il saluto di ringraziamento del generale Turr. L'originale di quel drappo, è nell'oggi custodito presso l'Armeria Reale di Torino.

UNGHERIA - SCHEDA PAESE

Superficie: 93.030 Km² Abitanti: 10.096.000 (1/1/2005) Densità: 109 ab/Km² Forma di governo: Repubblica parlamentare Capitale: Budapest (1.695.000 ab., 2.100.000 aggl. urbano) Altre città: Debrecen 205.900 ab., Miskolc 180.300 ab., Seghedino 162.900 ab., Pécs 158.900 ab. Gruppi etnici: Magiari 93%, Rom 2%, Tedeschi 0,5%, altri 4,5% Paesi confinanti: Slovacchia a NORD, Austria e Slovenia ad OVEST, Croazia, Serbia e Montenegro a SUD, Romania

e Ucraina ad EST Monti principali: Kékes 1015 m Fiumi principali: Tibisco 579 Km (tratto ungherese, totale 966 Km), Danubio 420 Km (tratto ungherese, totale 2858 Km) Laghi principali: Balaton 592 Km² Isole principali: Csepel (sul Danubio) 257 Km² Clima: Continentale Lingua: Ungherese Religione: Cattolica 54,5%, Protestante 19,5%, altro 26% Moneta: Fiorino (Forint) ungherese


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LUGLIO 2007

SLOVENIA, PICCOLO GRANDE STATO Segue da pagina 1.

Dopo i referendum interni la Slovenia è entrata formalmente nella NATO il 29 marzo 2004 e dal 1 maggio 2004 fa parte dell' Unione Europea. Questo piccolo Stato, appena due milioni di abitanti e grande come la Toscana, si sta ora impegnando per le prossime scadenze: ingresso nel gruppo Shengen previsto per ottobre 2007; presidenza dell'UE nel primo semestre 2008, inoltre dal 1 gennaio 2007 e' entrato nella zona dell'euro, primo fra i dieci nuovi membri dell'UE. LAPOLITICAINTERNA La Slovenia beneficia di un quadro socio politico stabile e coeso che si distingue in particolare dalle realta' degli Stati dell'area balcanica. La stabilità deriva da una popolazione ridotta e relativamente omogenea (90% sloveni, 94% cattolici) e da un reddito pro capite piuttosto elevato. Alle elezioni del 3 ottobre 2004 ha vinto di stretta misura la Coalizione Slovenia, di centro destra, guidata dal Partito democratico sloveno (Sds), il cui leader e' Janez Jansa. La coalizione ha ottenuto il 38 per cento di voti contro il 37 per cento degli alleati di centro sinistra. Presentando il programma governativo, gia' definito precedentemente da un »contratto della coalizione« il premier Jansa ha sottolineato che il piu' importante obiettivo del suo governo sara' l'adempimento dei criteri europei per l'adozione dell'euro e l'assicurazione di un efficiente uso dei fondi UE. Il governo non ha difficoltà nell'imporre la sua linea politica, infatti i presidenti di sei formazioni politiche parlamentari della Slovenia, hanno firmato il 18 aprile 2006 un accordo sulla "partnership per lo sviluppo". Si tratta di una sorta di "patto di non aggressione" tra Governo e opposizione nel corso della realizzazione delle riforme pianificate necessarie al processo di graduale liberalizzazione dell'economia che si colloca fra le esperienze di maggiore successo nell'ambito delle “economie in transizione”. La crescita è rimasta elevata anche nel 2006. Il controllo dell'inflazione è stato favorito da politiche fiscali relativamente oculate nonché da una politica monetaria che si è mossa con prudenza gestendo una fluttuazione controllata del tasso di cambio. L'Unione Europea costituisce il principale mercato di interscambio della Slovenia, essendo l'area di destinazione di oltre il 60% delle esportazioni del paese e di provenienza di poco meno del 70% delle importazioni. L'Italia si conferma come il secondo partner commerciale del Paese dopo la Germania. LAPOLITICAESTERA Gli sforzi di politica estera slovena sono stati all'estero valutati principalmente come attendibili ed utili ed il merito di ciò va anche alla “tenacia” della diplomazia slovena che ha superato diversi ostacoli dovuti ad una esperienza relativamente breve, sedici anni, al numero esiguo delle rappresentanze e dei diplomatici, alla complessità della situazione internazionale ed alla difficoltà dei compiti connessi alla membership della Slovenia nell'UE, nella NATO. La Slovenia ha anche instaurato degli ottimi rapporti con i più importanti attori internazionali politici ed economici, dagli Stati Uniti alla Federazione russa fino alla regione caspio-caucasica ed ai paesi arabi. Rimangono aperte alcune diatribe con la vicina Croazia, ereditate dall'appartenenza comune alla Federazione jugoslava. In realtà le problematiche innescate con il contenzioso in atto tra la Slovenia e la Croazia sono tornate d'attualità in questi anni, anche se in effetti non sono state adottate da nessuna delle due parti decisioni tali da incrinare il difficile equilibrio in atto tra le repubbliche della ex Jugoslavia. Il contenzioso ha avuto origine al termine del processo di separazione e indipendenza da Belgrado: 1991 per la Slovenia e per la Croazia dopo la guerra, quando nel 1998 è stata infine in grado di controllare il proprio territorio interamente. Oltre a diverse altre questioni di minore importanza, il problema principale di disputa e' la definizione dei confini marittimi e terrestri tra i due Paesi, in particolare la divisione del Golfo di Pirano e' motivo di forti contrasti. La tensione tra Lubiana e Zagabria ha subito una progressiva escalation, fino ad assumere i contorni di una vero e proprio conflitto diplomatico, alla fine del 2003, quando, nella imminenza delle elezioni politiche in Croazia, il governo dell'ex primo ministro Ivica Racan ha

dichiarato la istituzione di una zona ecologica ed ittica nel Mar Adriatico, una sorta di cintura economica sui generis, considerata dalla Slovenia come una seria minaccia alle relazioni di vicinato. Peraltro il Premier sloveno JANSA ha ultimamente smorzato i toni dichiarando che “la collaborazione economica e su altri piani procede normalmente” e che tra i due Stati ci sono molti più punti di contatto che di disaccordo.

CRONOLOGIA (Fonte: Dizionario Enciclopedico Geografico-Corriere della Sera)

La Slovenia fu parte dell'Impero Austroungarico fino al 1918. Fu la prima repubblica a staccarsi dalla Federazione Iugoslava. -1918 la Slovenia entra nel Regno di Iugoslavia; -1949 Tito rompe con Mosca;

L'ESERCITO L'esercito sloveno e' una bella realta': piccolo nei numeri ma concreto nelle realizzazioni. La forza e' di circa 14000 soldati di cui 8000 effettivi ed il resto appartenenti alla riserva. Il primo dato che colpisce durante i vari briefing e' l'elevata partecipazione (in percentuale) di soldati sloveni in Operazioni “per il controllo delle crisi”, l'esercito impiega l'10% dei propri effettivi fuori area. Il governo sloveno sta' adottando una politica tendente ad in cr em en tar e l a » v isi bi lita« nel le m ag g io r i Organizzazioni internazionali rafforzando la partecipazione alle operazioni di pace nei vari teatri operativi Il maggiore impegno attualmente e' in Kosovo con l'impiego di un intero battaglione e vari supporti logistici.Altro dato interessante e' l'intensa collaborazione in atto con le Forze Armate italiane; reparti sloveni operano nell'ambito di contingenti a comando italiano in Libano ed Afghanistan. Altra Unita'composta da reparti italiani, sloveni ed anche ungheresi e' la Multinational Land Force, sotto comando italiano (il Comandante della Brigata Julia e' anche Comandante della MLF) e che entro il 2007 diverra' un Battle Group (livello Brigata) a “disposizione” della Unione Europea. Attualmente il budget per la difesa e' al 1,7% del PIL ma entro il 2008 dovrebbe essere innalzato al 2% al fine di raggiungere entro il 2010 gli obiettivi posti dalla NATO. Il piano della difesa a medio e a lungo termine prevede la riduzione dei costi per il personale (al 50%), i costi operativi e di manutenzione (al 27%) e un aumento delle spese per gli investimenti (al 23%). La struttura per lo stanziamento delle spese della difesa dopo il 2010 sara' ripartita nelle percentuali del 50:30:30 rispettivamente per le spese per il personale, spese operative e spese per gli investimenti. Attualmente sono in corso acquisizione di vari materiali, armi e mezzi di nuova generazione che porteranno l'esercito sloveno ad uno standard NATO. LASTORIA Prima di lasciare il territorio sloveno e' d'obbligo una breve visita a Caporetto (Kobarid), localita' della Slovenia che evoca ricordi di cruenti scontri . Il prossimo ottobre ricorre il 90 anniversario della battaglia di Caporetto, indubbiamente una pagina amara per l'esercito italiano, ma non fu solo disfatta, ritirata, abbandono di mezzi ma anche resistenza, atti di eroismo che ci pongono l'obbligo di ricordare con deferenza quelle giornate. Pagine di libri, di autobiografie di relazioni storiche sono state dedicate a quegli eventi, ed ormai i fatti salienti occorsi tra il 24 e 26 ottobre 1917 sono ben noti. Mancanza di ordini , di controllo, di decisione da parte di alcuni comandanti, ecco alcuni degli elementi che hanno determinato la sconfitta. Anche stanchezza tra le unita' schierate da mesi tra quelle scoscese montagne del Mrzli, Monte Nero, Monte Rosso ecc.. Ma come detto anche coraggio ed eroismo caratterizzarono alcune azioni dei reparti italiani schierati nella valle di Tolmino ed e' bene ricordare che fu anche il “fatto storico” che determino' il “riscatto morale” dell'Italia e quindi penso che la “storia” particolarmente critica di quella battaglia debba essere “riscritta” nelle sue conclusioni, dopo un anno l'Italia vinceva con pieno ed indiscusso merito. A Caporetto e' possibile visitare un interessante museo a poca distanza dal Sacrario che raccoglie le spoglie dei caduti. In una delle sale del museo e' possibile vedere la foto di lancia gas di un reparto tedesco, fu proprio il gas uno degli elementi che determino' la sconfitta. Quest'anno, come detto ricorre il novantesimo anniversario della battaglia e pertanto sono previste conferenze ed una solenne cerimonia il 20 ottobre 2007 con la partecipazione diAutorita' italiane e slovene.

-1989 il Parlamento conferma il diritto di recessione. Annuncia elezioni multipartitiche; -1990 rivendicato il controllo dell'Esercito. Il referendum approva la secessione; -1991 dichiarazione d' indipendenza. Attacco dell'Esercito federale iugoslavo. Cessate il fuoco mediato dall' ONU. -1992 l' UE riconosce la Slovenia. Elezioni multipartitiche. MILAN KUCAN eletto presidente; -1995 Membro dell' FMI e dell' IBRD; -1997 KUCAN rieletto.

SCHEDA PAESE La bandiera Slovena è composta da tre bande orizzontali uguali, di colore: bianco (in alto), blu e rosso. Nella parte superiore sinistra (lato dell'asta), centrato tra la banda blu e quella bianca, è presente lo stemma nazionale. Lo stemma nazionale è uno scudo con disegnato il profilo del monte Triglav , la vetta più alta della Slovenia, in bianco su sfondo blu; sotto di esso ci sono due linee ondulate blu, che rappresentano il Mare Adriatico e i fiumi sloveni, mentre al di sopra si trovano tre stelle dorate a sei punte, disposte a triangolo inverso, che sono prese dallo stemma dei Conti di Celje (in sloveno Celjski grofje ), l'importante casa dinastica del tardo XIV e inizio XV secolo. Superficie: 20.273 Km²; Abitanti: 1.999.000 (30/9/2004); Densità: 99 ab/Km². Forma di governo: Repubblica parlamentare; Capitale: Lubiana (258.900 ab.); Altre città: Maribor 93.800 ab., Celje 37.800 ab., Kranj 35.600 ab.; Gruppi etnici: Sloveni 83%, Serbi 2%, Croati 2%, Bosniaci 1%, altri 12%; Paesi confinanti: Italia a OVEST, Austria a NORD, Ungheria ad EST, Croazia a SUD ed EST Monti principali: Triglav (Monte Tricorno) 2864 m; Fiumi principali: Sava 221 Km (tratto sloveno, totale 947 Km), Drava 142 Km (tratto sloveno, totale 707 Km); Laghi principali: Cerknisko jezero 24 Km²; Clima: Continentale – mediterraneo. Lingua: Sloveno (ufficiale), Serbo-Croato; Religione: Cattolica 58%, Non religiosi/Atei 10%, Musulmana 2,5%, Ortodossa 2,5%, altro 27%; Moneta: Euro (dal 1° Gennaio 2007 ha sostituito il tallero).

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LUGLIO 2007

BOSNIA ERZEGOVINA DOPO DODICI ANNI GLI ITALIANI LASCIANO MOSTAR

MOSTAR (BOSNIA-ERZEGOVINA), 26 aprile - “Il consiglio europeo ha deciso la chiusura della componente multinazionale in seguito al miglioramento della situazione relativa alla sicurezza in Bosnia-Erzegovina, riconfigurando l'impegno delle forze militari all'interno della nazione. La task force multinazionale sud-est, meglio nota come task force 'SALAMANDRA' guidata da un comandante italiano (generale di brigata Silvio Bigini), ha completato con successo la sua missione e ha trasferito in modo efficace i suoi ultimi compiti operativi ad una nuova struttura di EUFOR accentrata a SARAJEVO. Tale nuova unità sarà velocemente impiegabile su tutto il territorio e avrà diversi team operativi (Lot) che saranno quotidianamente in contatto con la popolazione. La fine della Task Force è stata sancita il 26 aprile 2007, alle ore 11,30 dal contrammiraglio HANS JOCHEN WITTHAUER (Marina tedesca) comandante di EUROFOR.

IL PONTE DI MOSTAR: SIMBOLO DELLA CITTA' MOSTAR è nota per il suo secolare ponte dal quale prende il nome, "Stari Most" (Vecchio Ponte), da cui Mostari guardiani del ponte. Il Ponte Vecchio di Mostar, (la "Firenze dell'Impero ottomano"), era stato costruito nel 1566, durante la dominazione Ottomana dall'architetto turco HAJRUDDIN, che l'aveva disegnato leggermente asimmetrico per sfruttare l'appoggio naturale della roccia. I lavori per la sua costruzione durarono ben 10 anni. All'epoca Mostar era conosciuta come una città tollerante e aperta alle diverse culture. Il ponte in pietra, sospeso elegantemente sul fiume NERETVA, univa così le sponde della città di Mostar ed era una sorta di simbolo di questa tolleranza e apertura culturale. Il comando croato decise e realizzò l' abbattimento del ponte di Mostar il 9 novembre 1993, durante la guerra civile: in poche ore una testimonianza del passato, un capolavoro della tecnica costruttiva antica ed un elemento

IL VECCHIO PONTE

di identità regionale venne irrimediabilmente cancellato. Il 23 luglio 2004, dopo nove anni di lavoro, è stato inaugurato il nuovo ponte completamente ricostruito, frutto della solidarietà di diversi paesi europei tra cui l'Italia, dell'impegno di realtà quali l'UNESCO e il World Monument Fund e, naturalmente, dell'iniziativa del governo bosniaco. Il lavoro minuzioso di una equipe di specialisti e artigiani ha permesso di modellare i blocchi di pietra utilizzati per il nuovo ponte (1088 come quelli del ponte distrutto), in modo che ognuno riproducesse fedelmente il corrispondente elemento originale perduto (ogni pietra riporta il nome della persona che l'ha plasmata).Alcuni blocchi recuperati dalle acque del fiume sono stati a loro volta inseriti nella struttura: vecchie e nuove pietre hanno in comune il luogo d'origine, una miniera nel villaggio di Ortijes.

IL NUOVO PONTE

RINFORZI IN AFGHANISTAN A 129 MANGUSTA

DARDO

LINCE

ELICOTTERO DA ESPLORAZIONE E SCORTA (EES)

VEICOLO CORAZZATO DA COMBATTIMENTO PER LA FANTERIA

VEICOLO TATTICO LEGGERO MULTIRUOLO

"Permetteranno di scortare gli elicotteri da trasporto già presenti in teatro e di esplorare il terreno nel quale operano le nostre pattuglie a terra”

"Permetteranno di muoversi con adeguata protezione anche fuori strada e sui percorsi più impervi.

CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI PRINCIPALI CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI PRINCIPALI

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·Peso base: 1.850 kg. ; ·Peso max decollo: 4.600 kg.; ·Equipaggio: 2 uomini (pilota e copilota/tiratore); ·Bimotore: 2 turbine tipo ROLLS ROYCE GEM 1004; ·Rotore principale Pentapala ; ·Velocità massima: 289 km/h; ·Autonomia: 2h 50' (660 km.); ·Armamento: missili c/c TOW, missili a/a STINGER, razzi da 70 e 81 mm, mitragliatrice 12,7 mm. HPM. 50.

·Peso: 24 t circa; ·Equipaggio: 1+2 elementi in torretta + 6 elementi equipaggiati nel vano squadra di fanteria; ·Armamento: cannone da 25 mm. con MG 7,62 coassiale, lancianebbiogeni; ·Sistema di tiro: torretta servostabilizzata; ·Protezione: balistica, NBC, sistema allarme Laser; ·Motore: turbodiesel da 520 HP (382,2 kW); ·Velocità max: 70 Km/h; ·Autonomia: 500 km.

"Aumenteranno la sicurezza delle nostre pattuglie in movimento sulle rotabili".

CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI PRINCIPALI ·Equipaggio: 4 uomini + pilota; ·Peso: 6,5 t; ·Massa Rimorchiabile: 4200 kg; ·Dimensioni: - Lunghezza: 4,8 m; - Larghezza: 2 m; - Altezza: 2 m; ·Motore: diesel common rail da 140 kw; ·Velocità max: 130 km/h; ·Autonomia: 500 km; ·Temperatura d'esercizio: da -32 °C a +49 °C.


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LUGLIO 2007

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI (ANA) “SEZIONE ABRUZZI” RADUNO SEZIONALE DI PAGANICA Segue da pagina 1.

La sfilata, iniziata alle ore 10,00, ha visto la partecipazione di oltre tremila associati e si è svolta, come sempre, in maniera impeccabile. Insieme agli alpini hanno sfilato 5 muli, animali che hanno condiviso da sempre le fatiche degli alpini, del “Reparto Salmerie” della Sezione di Vittorio Veneto salvati dal macello dopo la dismissione dall'Esercito Italiano. Al termine della sfilata, dopo le allocuzioni di rito, la manifestazione è proseguita con la celebrazione della Santa Messa nei giardini della villa comunale di Paganica. La manifestazione ha avuto termine con il rancio alpino. L'ANA - Sezione Abruzzi si articola in ben 181 gruppi, disseminati in tutta la Regione, e può vantare oltre 11.000 iscritti. Si tratta, come è noto, di “giovanotti” che hanno prestato servizio militare, di Leva o di professione, nelle truppe alpine. Proibito dire “ex” alpini, in quanto si ritengono permanentemente in servizio, ancorché in tutt'altra forma. A livello nazionale l'ANA conta oltre 80 sezioni per un totale di circa 400.000 iscritti. Esistono, inoltre, circa 40

sezioni all'estero (Australia, Argentina, Brasile, Stati Uniti, ecc.) con oltre 4.000 soci. Si tratta dei nostri connazionali emigrati all'estero dopo il servizio militare di Leva. Infine, sempre in Italia, è stata costituita un’organizzazione di protezione civile, articolata in complessi autosufficienti ed autonomi a livello regionale (centro – sud) e/o Provinciale (nord) in grado di intervenire rapidamente al verificarsi di calamità naturali anche fuori del territorio nazionale. La prima vera struttura di protezione civile è nata nel periodo postterremoto del Friuli (1976) ove gli alpini si distinsero per capacità organizzative e lavori di elevato livello tecnico e quantitativo. I Reparti alpini, nati come specialità il 15 ottobre 1872, si sono sempre distinti per atti di eroismo e spirito di abnegazione in tutti i Teatri Operativi dove sono stati impiegati sia in guerra sia nelle attuali Operazioni militari di supporto alla pace. La ristrutturazione dell'Esercito ha colpito anche gli alpini e, attualmente, sono rimaste operative solo due Brigate: la “Julia” e la “Taurinense”, oltre al 4° reggimento alpini paracadutisti, specialità nella specialità.

IMMAGINI DELLA MAFIA Segue da pagina 1.

Il dottor CARUSO era presente in L'Aquila per una serie di lezioni in collaborazione con l'Università di L'Aquila Facoltà di Scienze della Formazione. Approfittando di questa eccezionale presenza nella città di L'Aquila il Prof. Umberto DANTE, presidente dell'Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea, ha organizzato la conferenza in titolo cui ha aderito anche l'Associazione Culturale VOX MILITIAE per la conoscenza personale con il dottor CARUSO, autore di numerosi libri testimonianza sulle vicissitudini dei nostri militari dopo l'8 settembre 1943, che aveva partecipato al convegno svolto a Sulmona nel 2003 sul tema “8 settembre 1943 – 8 settembre 2003, sessant'anni dopo”. Il dottor CARUSO ha illustrato la “storia criminale di Cosa Nostra” compresa tra l'assassinio di Salvatore GIULIANO e la cattura di Totò RIINA racchiusa in un suo libro “Da Cosa Nasce Cosa” edito dalla Longanesi & C. edizione 2004. Ripercorrendo così le vicende emblematiche di tanti crimini, ricostruiti consultando libri, verbali di interrogatori, atti processuali, relazioni delle Commissioni Antimafia, ed una miriadi di altri atti ufficiali, il dottor CARUSO, siciliano di origine, “svela la storia di un'associazione segreta che non ha mai avuto né codici né uomini d'onore, ma ha sempre e soltanto inseguito l'arricchimento smodato dei suoi affiliati. Mai nessun affiliato si è pentito, se non per calcolo od opportunità. Quel che più colpisce nell'avvincente relazione è che la mafia non è solo un'organizzazione a delinquere, essa è parte integrante di un sistema di vita italiana. La mafia non è mai stata sconfitta, nei momenti di difficoltà è sempre riuscita ad occultarsi in attesa di tempi migliori. Ci sono stati periodi di assenza di crimini, ma al momento opportuno si è sempre rifatta viva. “L'Italia da centocinquant'anni preferisce accordarsi con la mafia piuttosto che combatterla. Il popolo siciliano, nonostante il mare di lacrime versate, accampa l'imperitura scusa che la mafia fa comodo a tanti. Cambierà qualcosa o da Cosa continuerà sempre a nascere Cosa?”. Sono queste le emblematiche parole a tergo della copertina

del libro. Il dottor Alfio Caruso è un giornalista ed i suoi libri sono cronaca documentata; fedele alla sua origine di giornalista racconta gli avvenimenti attraverso le testimonianze dei protagonisti. Alla sua professionalità ha saputo aggiungere le doti di romanziere ed i suoi libri si leggono tutto d’un fiato. Nato in Sicilia non poteva non essere attento al fenomeno mafioso.

CHIETI, “CITTA' APERTA” Segue da pagina 1.

L'iniziativa si inserisce in un più ampio progetto culturale della Cassa Di Risparmio della Provincia di Chieti affidato per la realizzazione al Gen. Corinto ZOCCHI. Il volume rievoca gli avvenimenti, illustrati nella relazione del Gen. ZOCCHI, che portarono alla dichiarazione di Chieti “CITTA'APERTA”. A Chieti, nell'ottobre del 1943, erano affluiti gli abitanti dei comuni compresi tra il fiume Sangro e il fiume Pescara, sfollati dalle loro abitazioni dai tedeschi. La città, all'epoca di poco più di 40.000 abitanti, ne raggiunse improvvisamente 100.000, con punte di 140.000. Nel dicembre del 1943 a seguito delle nuove disposizioni del Comando tedesco che impongono agli sfollati provenienti da altre province di abbandonare la città per recarsi al nord, nel timore che il provvedimento venga esteso a tutta la città, inizia l'opera dell'arcivescovo di Chieti Monsignor VENTURI, divenuto punto di riferimento per tutta la città, che intavola trattative con i tedeschi da una parte e gli alleati dall'altra tese alla salvezza della città che venne considerata di fatto città aperta, nonostante il provvedimento ufficiale non fosse stato perfezionato sul piano formale. I bombardamenti nella città furono perciò limitati e provocarono danni tutto sommato contenuti. Il 9 giugno del 1944, verso le ore 18, una pattuglia della Divisione “Nembo”, del Corpo Italiano di Liberazione entra in città attraverso la via, denominata, della “Liberazione”.

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LUGLIO 2007

ACCESSO ALLE PRESTAZIONI CREDITIZIE AGEVOLATE INPDAP RITENUTA D'AUTORITA' IN BUSTA PAGA SE NON DIVERSAMENTO DICHIARATO Sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 10.04.2007, è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell'Economia e della Finanza n. 45 del 7.03.2007, con il quale è stato adottato il “Regolamento di attuazione dell'articolo unico, comma 347 della legge 23 dicembre 2005, n.266, in materia di accesso alle prestazioni creditizie agevolate erogate dell'INPDAP”. In attuazione del suddetto regolamento: - i pensionati già dipendenti pubblici che fruiscono di trattamento a carico delle gestioni pensionistiche dell'INPDAP; - i dipendenti o pensionati di enti e amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, iscritti ai fini pensionistici presso enti o gestioni previdenziali diverse dall'INPDAP, e verranno iscritti DI DIRITTO alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali previste dall'art.1 comma 245 della L. n.662/96 (legge finanziaria 1997). Quanto sopra determina: - per i dipendenti in servizio una ritenuta mensile pari al 0,35% della retribuzione contributiva determinata ai sensi dell'art. 2, commi 9 e 10 della l. 335/95; - per i pensionati una ritenuta mensile pari allo 0,15% dell'ammontare lordo della pensione. Sono esclusi dal versamento del contributo i titolari di pensione fino a €600 lorde mensili. IL PREDETTO REGOLAMENTO ENTRERA' IN VIGORE DAL MESE SUCCESSIVO ALLA SCADENZA DI 6 MESI DALLA DATA DI PUBBLICAZIONE SULLA GAZZETTA UFFICIALE (10 OTTOBRE 2007). OVVERO LE RITENUTE OPERERANNO D'AUTORITA' (SILENZIO - ASSENSO) A DECORRERE DAL MESE DI NOVEMBRE 2007 QUALORA GLI INTERESSATI, ENTRO QUESTO TERMINE, NON COMUNICHINO ALL'INPDAP LA LORO VOLONTA' CONTRARIA. NOTA: Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita' montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Comma 2 dell'art. 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106, S.O..

SIGNIFICATIVO RICONOSCIMENTO AL MAESTROJEANETTE MILNER Sabato 16 dicembre 2006 il premio “REIMBRANDT 2006” è stato consegnato al MAESTRO JEANETTE MILNER DI PICENZE (AQ), quale personalità contemporanea nel mondo dell'arte, della scienza e della cultura, nel 400° anniversario della nascita del grande pittore olandese, con la seguente motivazione: PER AVER CONTRIBUITO, CON LA PROPRIA OPERA PROFESSIONALE, A SCRIVERE UN'ALTRA PAGINA DEL GRANDE LIBRO DELLA STORIA DELLA CULTURA ITALIANA. L'organizzazione della cerimonia, svoltasi presso il “Grand Hotel Tiziano di Lecce”, è stata curata dall' “Associazione Culturale Italia in Arte” di Brindisi. Della signora JEANETTE ci siamo occupati nel n° 9 del nostro giornale (giugno 2004) in occasione della II^ mostra di pittura “Abruzzo in fiore” svolta a L'Aquila dal 1 al 10 aprile 2004. Dell'arte della Signora Jeanette, nata in Australia e residente a L'Aquila da oltre trent'anni dove ha maturato i suoi studi artistici”, ci aveva colpito la sensibilità per il colore espresso nei suoi quadri.

SCHEMA DI DOMANDA PER COLORO CHE NON SONO INTERESSATI ALL'ISCRIZIONE ALLE PRESTAZIONI CREDITIZIE RACCOMANDATA R.R. ALLA: Direzione Provinciale INPDAP Via___________________N.____ CAP_________Citta__________ OGGETTO: Decreto Ministeriale n. 45 in data 07 marzo 2007. Recesso alle prestazioni creditizie. Il sottoscritto ………………………………. nato a ……………………. il …………… Cod. Fisc. n. …………………………….., residente in …………… via ………………………n. ……….. titolare del trattamen to pen sioni stico iscrizion e n. ……………………, avvalendosi della facoltà concessagli dal 2° comma art. 2 del Decreto Ministeriale in oggetto DICHIARA di recedere dall'iscrizione all'accesso delle prestazioni creditizie e, pertanto, non intende essere sottoposto alla trattenuta prevista dal decreto stesso. Data e Località, IN FEDE NOTA: Per i dipendenti in servizio la domanda dovrà essere inoltrata al datore di lavoro.

Life è morto... la tomba è sul Web (Notizie dal WEB) Non è solo una metafora dire che una buona fetta della

LiberoVideo, ma sta riguardando potentemente anche la

nostra vita si sta trasferendo in Rete. Poco tempo fa l'editore del New York Times, Arthur Sulzberger Jr., ha detto che il suo giornale entro 5 anni andrà completamente

comunicazione scritta. E mentre Internet cresce, il venduto dei giornali cartacei diminuisce ovunque, e dove non diminuisce è per effetto degli allegati. Insomma, la

su Internet scomparendo nella sua versione cartacea. Ora anche la mitica rivista Life, simbolo del giornalismo fotografico, sospenderà la pubblicazione e sopravvivrà

carta stampata sopravvive con il respiratore artificiale, mentre la Rete ne sta provocando l'eutanasia. È un cambiamento paragonabile all'introduzione della ruota o

solo sul web. Si tratta di due casi clamorosi, ma in realtà siamo di fronte a una tendenza generalizzata che cerca di far fronte al fatto che i lettori non comprano più carta, ma cercano notizie e immagini sulla Rete. Niente più dunque

all'invenzione della stampa, uno di quegli affascinanti casi di cambio di paradigma dovuti all'introduzione di una nuova tecnologia che stravolge vecchie abitudini e rende obsolete certe professionalità. È il ciclo della nostra vita

fogli che si stropicciano, giornali che si spaginano, carta che si straccia, ma silenziosi bit, che arrivano senza far rumore. E la cosa non vale solo per chi pubblica immagini come nel caso di Life, di YouTube o del nostro

culturale: prima ci sono i dinosauri (età della pergamena), poi arrivano gli ominidi (età della carta), infine l'homo sapiens (età dei bit).

VOX MILITIAE L’Associazione culturale “VOX MILITIAE” si propone di:

!

Catalizzare le persone che condividono i Valori della Società Militare;

! Diffondere la Cultura ed il Ruolo dei Militari nella Nazione che cambia;

!

Condividere momenti di Vita (Solidaritisco-Ricreativo) con persone che hanno identici Valori;

! Fornire ai Soci assistenza giuridica e amministrativa.

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La partecipazione è aperta a tutti i soci che vogliono far sentire la loro voce. Gli articoli investono la diretta responsabilità degli autori e ne rispecchiano le idee personali, inoltre, devono essere esenti da vincoli editoriali. Di quanto scritto da altri o di quanti riportato da organi di informazione occorre citare la fonte. La Redazione si riserva di sintetizzare gli scritti in relazione alla spazio disponibile; i testi non pubblicati non verranno restituiti. Contattateci tramite telefono: 320.1108036 - 338.4977614 E-mail : acvm@libero.it - acvm@hotmail.it

L’ASSOCIAZIONE E’ APERTA A TUTTI COLORO CHE NE CONDIVIDONO LE FINALITA’ QUOTA ASSOCIATIVA ANNO 2007

€25,00 CI SI ASSOCIA INVIANDO DOMANDA, CORREDATA DEI DATI ANAGRAFICI A: ASSOCIAZIONE CULTURALE “VOX MILITIAE” VIA PUGLIA, 18 - 67100 L’AQUILA Il versamento della quota associativa per i nuovi soci e del rinnovo della tessera per gli associati può essere effettuato sul CC Postale n° 29710878 utilizzando l’apposito bollettino.

DIRETTORE GENERALE Raffaele Suffoletta

DIRETTORE RESPONSABILE Alessia Di Giovacchino

COORDINATORE Davide Festa

Hanno collaborato Carlo Luciani, Giampaolo Solini, Mario Massimi, Luigi Torres

Impaginazione e Grafica Alessandro Zaffiri Tipografia: LA ROSA - Via Costa Bagno Piccolo 67042 L’Aquila (AQ) Autorizzazione Tribunale di L’Aquila N.480 del 21.11.2001 VOX MILITIAE Tel. 320.1108036 Stampato il 27 luglio 2007 - Spedito il 30 luglio 2007


Vox Militiae n2 anno VI