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"8 marzo 2022 - 8 Donne fotografe"

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8F 8 marzo 2022 = 8 donne fotografe e artiste

INTRO E’ la stessa sensazione che ho quando ascolto una delle mie canzoni preferite. Quando la musica, già dalle prime note, entra dentro il corpo e scatena l’adrenalina che inizia a fluire seguendo il ritmo del suono. La sensazione è fluida come l’acqua che a volte è fredda, poi calda, poi ghiaccio, poi vapore, poi amica della vita, poi nemica ribelle. Quando vedo certe fotografie ho la stessa sensazione. Quando una fotografia mi colpisce, per i motivi più diversi, “wow”, le mie spalle si contraggono e allo stesso tempo le braccia diventano molli. Quell’immagine mi appartiene, fa parte del mio immaginario iconografico, della mia immaginazione, del mio vissuto, risponde alle mie domande, me ne pone di nuove. Tutti i canoni estetici studiati o subdolamente inculcati restano in superficie e la scelta di una fotografia è intima. Tutto questo, ma anche di più, c’è nella scelta delle 8 fotografe e artiste che condivido con voi. Cercatele, guardate a lungo le loro foto, approfondite la loro poetica. Questa esplorazione non vi lascerà indifferenti. Ho scelto 8 fotografe contemporanee, in senso lato.

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Abbandono la fotografia pura e mischio oggetti e libri per raccontare queste grandi e brave fotografe. Le mie foto in bianco e nero sono sull’acqua, quella che non si nota, quella che scorre silenziosa sotto le nostre vite: ponti che la attraversano, piccole chiuse, paratie e corridoi sotterranei che la controllano, architetture che la sposano. L’acqua è amica e nemica, è fondamentale, è al centro del dibattito ecologico, ma per noi è scontato attraversarla, comprarla, sprecarla. Ogni tanto le regaliamo un pensiero sostenibile ma poi ce ne dimentichiamo. Pensiamo di più all’acqua.

I libri, non sempre facili da reperire, sono quelli delle fotografe scelte. Il libro è la massima espressione della fotografia, del progetto per immagini, e se la gioca duramente con la volatilità dei siti web e delle reti sociali. Il libro rimane ed è sempre pronto ad essere sfogliato per regalare ispirazione. Mi piacciono tanto quei piccoli libri fotografici nelle edizioni economiche ma curatissime nella stampa. Te li metti in borsa e li leggi in bus, in spiaggia... e le fotografie diventano qualcosa da leggere un numero infinito di volte, contro i famigerati 8 secondi di attenzione attiva su una Instagram-story.

Nei ultimi giorni, con il precipitare degli eventi in Ucraina, ho pensato di dedicare la seconda parte di questo libretto a 2 fotografe, una ucraina e una russa, e ad una ricamatrice russa. Poi, per non mettere in pericolo nessuno in questo drammatico momento, ho scelto di non presentare la fotografa russa nonostante i suoi interessanti progetti. La presenterò più avanti. Per caso qualche giorno fa, ho scoperto e trovato interessante una giovane e famosa ricamatrice e imprenditrice russa che lavora nell’Haute Couture tra Parigi e l’Ucraina. I loro profili Instagram ci fanno subito intravedere il loro lavoro, la loro umanità e la loro azione. In questi giorni ognuna, a modo suo, reagisce e agisce.


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1 Sabine Weiss (1924, Saint-Gingolph - Svizzera – 2021, Parigi-Francia) Sabine Weiss se n’è andata lo scorso dicembre. Ho cercato l’atelier di Paul Boissonnas a Ginevra dove lei ha iniziato a formarsi sulla fotografia prima di trasferirsi a Parigi. Benchè la figura del fotografo Boissonnas sia ancora viva a Ginevra, oggi questo atelier non esiste più nella piccola galleria “il Passaggio dei Leoni” dove, sotto l’elegante lunga arcata liberty in vetro e metallo, rimangono però negozi e bar e la vita scorre dinamica come allora. Con le sue foto delicate lei racconta il lato bello della vita, anche quando il suo obiettivo si apre sui bambini che giocano nelle strade con i vestiti strappati o su un uomo che dorme su una panchina accanto alla sua bottiglia e la foto si intitola “Riposo”. Trovo la leggerezza e la dolcezza del suo sguardo rassicurante e rasserenante. Il suo stile si sovrappone senza grandi preoccupazioni a quello di altri fotografi umanisti del tempo, come i suoi amici Robert Doisneau e Willy Ronis, tutti pervasi dal tipico ottimismo del dopo-guerra.

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2 Vivian Maier (1926, New York – 2009, Chicago - USA) Lei è contemporanea più che mai da quando nel 2007 John Maloof ha scoperto il suo immenso archivio fotografico. Molti interrogativi su questa fotografa misteriosa e affascinante che, io penso, abbia detto tutto quello che aveva da dire sulla società e sul suo mondo, attraverso i suoi scatti pervasi di una consapevolezza disarmante, ossessivamente geometrici, elegantemente contestualizzati nel suo tempo. I suoi ritratti sono a volte gentili, altre volte spietati. Lei non si tira indietro, documenta con calma senza l’assillo della ricerca del successo, ma la sua frustrazione è palpabile e i suoi auto-ritratti geniali.

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3 Jeong Mee Yoon (1969, Seul - Corea del Sud) I colori diventano stereotipo di genere e gabbia dorata. Con il suo acutissimo “The Pink and Blue Project” lei ritrae da molti anni i bambini nelle loro camerette, “prigionieri” dei loro giochi e vestiti rosa e azzurri. La domanda che mi assilla davanti a queste fotografie in serie e così vere a tutte le latitudini consumistiche è : chi ha messo quei bambini in prigione? Grande fonte di riflessione.

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8F 4 Zanele Muholi (1972, Umlazi - Sudafrica) Le sue immagini sono potenti. Il nero delle sue immagini è così profondo da coprire le incertezze e il bianco si fa largo timidamente. Gli sguardi fieri di questi visi attirano e allo stesso tempo respingono, mentre la bellezza delle forme è immediata, soprattutto nei bellissimi autoritratti dove oggetti insoliti si incastrano nei capelli e nella pelle, come a costruire un umano-robot che sembra pronto a lottare per la visibilità e l’affermazione dell’identità lesbica nel suo paese. Lei è una fotografa e artista-attivista sudafricana impegnata nella causa LGBTQI.

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8F 5 Martha Rosler (1943, Brooklyn-New York - USA) Mi chiedo perché continuano ad essere così attuali quei suoi foto-montaggi che fanno convivere nello stesso rettangolo scene di guerra e immagini di tranquillità domestica. Il suo primo progetto è del 1967, c’era il Vietnam e c’erano gli USA. Oggi in quei collage potremmo metterci l’Afghanistan, la Siria, uno stato africano con l’imbarazzo della scelta… e l’Ucraina. L’indifferenza di chi sta meglio si sgretola oggi grazie alla rete globalizzata e c’è più partecipazione, ma vorrei che quei collages diventassero opere d’arte lontane dal presente.

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8F 6 Sally Gall (1956, New York City) “Fotografo con un apprezzamento sempre più profondo di come questo luogo ci modella, anche se lo modelliamo con il nostro passaggio” ha scritto lei. All’inizio sono ritratti, bianco e nero, natura, poi colore e astrazione. L’attenzione dello sguardo si sposta verso l’alto, su un piano parallelo al suolo, ed ecco che l’incantesimo si compie, l’aria prende forma nei tessuti colorati e nuove creature celesti prendono vita. Un progetto originale, tanto semplice quanto geniale, dove un gioco spensierato diventa arte e comunicazione e design che ispira e racconta storie fantastiche.

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7 Alina Smutko (1992, Ucraina) Lei è una fotografa documentaria ucraina che conosce davvero bene le dinamiche politiche e sociali della sua terra. I suoi foto-reportage sulla Crimea, sui territori post-sovietici, ma anche sulle maternità problematiche e sulle cure palliative non concesse ai disabili, tengono acceso un riflettore su situazioni dimenticate, come solo il coraggio e la perseveranza di professionisti di grande umanità possono fare. In questi giorni lei documenta la sfregio della sua terra. Le foto sono nette, raccontano l’evolversi degli eventi, senza pietismi, con prospettiva frontale e spirito obiettivo.

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8F 8 Anastasia V. Vist (Russia) I suoi delicati e ambiziosi ricami artistici, mostrati orgogliosamente fino al qualche giorno fa, hanno lasciato il posto alla lotta sul campo, dove i filati preziosi sono stati sostituiti da bottiglie Molotov. I tutorial su come fissare le perline al tessuto sono sostituiti dai tutorial per costruire reti mimetiche. Un’artista che diventa guerriera, che non si lascia sorprendere da un inferno inatteso, ma che chiede aiuto a fermare la follia, mostrando il suo passaporto di donna russa cittadina del mondo. Non ci resta che seguire e apprezzare quel coraggio.

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1 - Sabine Weiss • www. sabineweissphotographe.com • Vi raccomando una delle sue ultime interviste: https://www.youtube.com/watch?v=8sN1Z8Ijk0Y • “La Casa dei Tre Oci” a Venezia presenta l’esposizione “Sabine Weiss. La poesia dell’istante” 11 marzo - 23 ottobre 2022 2 - Vivian Maier • www.vivianmaier.com • Assolutamente da vedere! Dopo Parigi la mostra è ora a Torino fino a giugno 2022: “Vivian Maier Inedita” – Musei Reali Torino 3 - Jeong Mee Yoon • www.jeongmeeyoon.com 4 - Zanele Muholi • www.awarewomenartists.com/artiste/zanele-muholi/ 5 - Martha Rosler • www.martharosler.net 6 - Sally Gall • www.sallygall.com • Instagram @sally.gall 7 - Alina Smutko • www.alinasmutkoph.com • Instagram @alina_smutko 8 - Anastasia V. Vist • www.ave.school • Instagram @anastasia.vist.embroidery www.dames-ph.net


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Sono una fotografa italiana, a Ginevra dal 2018. Lavoro con le immagini, i bambini e la storia della fotografia. “Cartacce” è il mio primo libro fotografico.

Ramona Vada

Ramona Vada: testi, fotografie, collages.


8 luoghi delle donne fotografe e artiste

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