Roberto Morgese
Wordy e le frasi
strampalate
Grammatica per folletti e per bambini
Serie
ROSSA
Editor: Paola Valente Coordinamento di redazione: Emanuele Ramini Approfondimenti e schede didattiche: Roberto Morgese Coordinamento grafico: Mauro Aquilanti Impaginazione: AtosCrea
I Edizione 2021 Ristampa 7 6 5 4 3 2 1 0
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Roberto Morgese
Wordy e le frasi strampalate
Illustrazioni di
Chiara Bordoni
Ricordi della vacanza
– Cheeeeccooo… Manuuu, non state lì a perdere tempo. Datemi una mano. – Che cosa dobbiamo fare mamma? – risponde Francesco da sopra. – Svuotate la valigia. È in camera appoggiata sul mio letto. – Quella grande? – domanda il figlio. – Sì, quella blu – conferma lei. – Mammaaaa, sono blu anche le nostre – si diverte a provocare Manuela, la sorella gemella. – Ho detto quella grande! Non iniziare, capito Manu? – s’innervosisce la mamma da sotto. – Quella che abbiamo caricato nella 5
stiva dell’aereo. Guardate che quando salgo voglio vedere se avete tolto tutta la vostra roba e l’avete messa nei cassetti in cameretta. – Va bene – la tranquillizza il gemello, – ci pensiamo noi. Manu sbuffa e si lascia cadere sulla sedia della scrivania. – E quella sporca infilatela nella lavatrice! – aggiunge la voce da giù. – Che pizza! – brontola Manuela, – a noi sempre i lavori più noiosi. – Dai, ha ragione la mamma. Diamole una mano – risponde il fratello. – Mi piace un sacco viaggiare, ma riempire e svuotare le valigie è davvero insopportabile! – protesta la gemella. – E tu non pensare a quello che stai facendo. Fatti tornare in mente i posti che abbiamo visitato in Scozia. – Ah, che meraviglia! Ti ricordi? – sospira la 6
sorella. – Gli antichi castelli, i paesaggi verdissimi… – Con le montagne tonde e basse coperte di prati. Sembravano le gobbe di un cammello – aggiunge Checco. – No, sembravano il dorso del mostro di Loch Ness – precisa Manu. – Ma se non l’abbiamo neanche visto! – Ovvio – risponde lei, – non esiste per davvero. Me lo stavo immaginando per scherzo. – Allora secondo te nel lago non vive quell’enorme bestione? – È soltanto una leggenda, stupidino. Non vorrai mica crederci? – lo prende in giro la sorella. Francesco non risponde e alza le spalle, come dire “Non si sa mai”. – Ma smettila! – lo sgrida quasi Manu, – sono solamente racconti di fantasia. – Però mi piacerebbe che fossero veri – commenta un po’ dispiaciuto Checco. 7
– E chi ti dice che se ci fosse realmente un mostro sarebbe una creatura dolce e mansueta? – lo spaventa la terribile gemella. – Magari potrebbe essere una specie di animale feroce sopravvissuto dal passato che si nutre di esseri umani. E ti divorerebbe in un boccone. Manuela non lascia al fratello neppure il tempo di reagire. Si butta su di lui urlando versacci spaventosi e facendogli pizzicotti e grattini da tutte le parti.
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Aa ahh
aaa h, uuuuuhhhh, grrrrrrrr, – sono il sanguinario mostro di Loch Ness e adesso ti mangiooooo. Checco allora cerca di sfuggirle disperato, nascondendosi sotto il suo letto in cameretta, ma la gemella lo insegue e lo tira fuori da lì, trascinandolo per la gamba mentre quello strilla come un matto. Poi, essendo un bel po’ più forte si siede sopra di lui e lo immobilizza, facendolo impazzire di solletico. – Alloooraaaaa, voi due – li richiama da sotto la mamma. – State facendo quello che vi ho chiesto? Manu si blocca all’improvviso, facendo a suo fratello segno di tacere. – Be’? Che succede? – continua la voce dal piano inferiore. – Mamma, sei tu parlando? – domanda infine Manu per fare la spiritosa e facendo scoppiare anche suo fratello in una risata inarrestabile. 9
– Ah sì? Mi prendete pure in giro? – risponde ormai arrabbiata la donna. – Adesso vengo su e vi sistemo io!
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L’intruso misterioso
– Sei sempre la solita dispettosa – inizia il discorso Francesco, mentre apre il grande bagaglio blu appoggiato sul lettone della mamma. – Dovevi proprio fare la spiritosa in quel modo? – Ma io non volevo farla innervosire – si giustifica la sorella, – la mia era soltanto una battuta. – Forse non era il momento giusto. Con tutto quello che c’è da fare tu la provochi? Dei due gemelli, Checco si è sempre dimostrato il più saggio, il più tranquillo. Manu, al contrario, è sempre stata la sorella burlona e terribile. È stata lei, per esempio, che una volta, mentre la mamma era nell’orto, si è messa 11
a cucinare in forno un dolce mescolando un sacchetto di farina con due interi barattoli di marmellata alle albicocche. Ha impastato insieme gli ingredienti e ha messo tutto a cuocere. Neppure gli inviti di Francesco a lasciare perdere l’avevano fermata. Peccato che lo zucchero della marmellata è bruciato a 200 gradi e ha fatto un fumo incredibile. Ne è venuto fuori un disco marrone e durissimo che sembrava un sasso. Nessuno ha avuto il coraggio di assaggiarlo ma è stato usato come fermaporta per il ripostiglio degli attrezzi in cortile. Oppure quando ha deciso di organizzare una gara di corsa tra le galline della cascina. Ha preparato per tutte una pettorina di carta con il numero, proprio come alle olimpiadi. Quelle facevano co-co con aria interrogativa. Poi le ha fatte entrare nel campo delle zucche, una striscia di terra lunga e stretta, recintata con una rete un po’ alta sennò la pianta si allarga troppo e occupa tutto lo spazio intorno. 12
Le ha attirate dentro con dei chicchi di mais. Ha chiuso il cancelletto d’entrata e ha iniziato a spaventarle per farle correre. Poverette! Una è svenuta dalla paura e le altre si arrampicavano sopra la rete per sfuggire. Nessuna è arrivata in fondo a quella specie di pista. In compenso Manu ha calpestato cinque o sei zucche e in una è sprofondata con il piede. 13
– Si vede che era già marcia! – si è difesa quando Checco gliel’ha fatto notare. Ma la cosa peggiore è stata che per quasi una settimana le disgraziate pollastrelle non hanno fatto neppure un uovo. Erano tutte scombussolate dallo spavento che quella peste aveva fatto prendere loro. – Manu – l’ha interrogata quella volta la mamma, – sei sicura che non c’entri niente in questa faccenda? In situazioni del genere veniva fuori il lato diabolico della gemella. Mostrava infatti il volto più angelico e innocente che si potesse immaginare e rispondeva che lei non ne sapeva proprio nulla, né delle galline né della zucca calpestata. Grazie a quella frase però, la mamma l’ha smascherata subito. – Ma io non ho parlato di zucche – ha ribattuto con aria furbetta. – Si vede che è sicuramente opera tua se già lo sai. 14
Spesso finiva che venivano messi in castigo insieme, anche se Checco non c’entrava nulla. Ma Manu s’inventava sempre che anche il fratello l’aveva aiutata. E così il poveretto subiva spesso le conseguenze di ciò che combinava la sorella. Per la risposta sulla valigia, però, se l’erano cavata con poco: dopo aver riordinato gli abiti nei cassetti, anziché giocare, avrebbero dovuto dedicarsi a spazzare tutto il cortile davanti all’entrata della loro cascina, che era rimasto un po’ trascurato mentre erano in vacanza. Facendo avanti e indietro dalla camera dei genitori alla loro cameretta per riporre i vestiti, i due fratelli rimangono in silenzio, ma a Manu ogni tanto scappa da ridere per la sua battuta. Ha voluto imitare il modo di parlare che ha sentito fino al giorno prima in Scozia, dove si usa l’inglese. Non è che in Gran Bretagna si dicano per davvero delle frasi 15
strampalate come quelle, ma con il papà si divertivano a tradurle alla lettera in italiano e poi scoppiavano tutti a ridere. – Are you sleeping? Chiedeva per esempio il papà quando erano già tutti e quattro a letto nella camera comune in quel bellissimo bed and breakfast immerso nella campagna scozzese. E subito dopo trasformava in: – Siete voi dormendo? E scoppiavano tutti a ridere, andando avanti così per un po’ finché la mamma rimetteva tutti a tacere. – Allora, si può anche dormire in questa vacanza oppure dobbiamo fare i pagliacci fino a notte fonda? Così tornava la quiete e uno dopo l’altro si addormentavano. Mentre tolgono dalla valigia l’ultima parte di vestiti e si dirigono verso la cameretta, i due fratelli, immersi ciascuno nei propri pensieri, 16
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Serie ROSSA
7+
Questo volume sprovvisto del talloncino a fronte è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE,GRATUITO, fuori commercio. Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d).
Come insegnare a costruire una frase corretta? A esprimersi senza errori? È un gran bella sfida! Se poi l’allievo è Wordy, un simpatico folletto mangione e dispettoso, le cose si complicano. Riusciranno Manuela e Francesco a fargli capire le tante particolarità, ma anche la bellezza della nostra lingua? Un racconto divertente sulla grammatica italiana. Roberto Morgese vive a Milano, insegna nella scuola primaria ed è formatore di maestri, giovani o già esperti. È autore di narrativa per bambini e ragazzi e ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari. Con Raffaello ha pubblicato libri per tutte le età. LEGGO FACILE
Per semplificare la lettura del testo, si è usato un carattere di facile leggibilità.
Consigliato a partire dai 7 anni
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