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Ivonne Mesturini ha acquisito una lunga esperienza di insegnamento, soprattutto con ragazzi di una scuola a tempo pieno. Si è sempre interessata alla narrativa e ha scritto numerosi racconti per bambini.
Consigliato a partire dai 9 anni
è un marchio del Gruppo Editoriale Raffaello
€ 9,00
Ivonne Mesturini UN AMICO VENUTO DAL MARE
Questo volume sprovvisto del talloncino a fronte è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE,GRATUITO, fuori commercio. Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d).
Tutti per uno, uno per tutti: questo è il motto della mitica 5a A. A rompere l’equilibrio, però, è un nuovo arrivato: Abdul, ragazzo marocchino timido e in cerca di nuovi compagni. Da quel momento, Federico, Alessandro, Nicolò e Talo non sono più amici. Colpa del nuovo arrivato? E quali segreti nasconde Abdul? Una storia coinvolgente sul valore dell’amicizia e sull’importanza dell’integrazione, senza frontiere né colori.
Serie
Ivonne Mesturini
Serie BLU
BLU
Editor: Patrizia Ceccarelli Coordinamento redazionale: Emanuele Ramini Testi: Ivonne Mesturini Illustrazioni: Mattia Ilari Coordinamento grafico: Mauro Aquilanti Team grafico: Raffaella De Luca Stampa: Gruppo Editoriale Raffaello
I Edizione 2026 Ristampa 7 6 5 4 3 2 1 0
2032 2031 2030 2029 2028 2027 2026
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Ivonne Mesturini
Illustrazioni di Mattia Ilari
Una famiglia normale
Settembre
– Hai preso tutto, Federico? – lo interroga sua madre. – Il tuo zaino è in ordine? – Sì, sì mamma, stai tranquilla è tutto a posto. È da ieri che continui a farmi la stessa domanda. Mi hai ripetuto queste cose almeno una decina di volte! – Non è vero, voglio solo che non ti manchi nulla, specie il primo giorno di scuola. Non sono mica una madre alla quale non importa niente di suo figlio! – Stai pur certa che non vieni considerata così! Tutti ti portano ad esempio: la signora Lorenzi qua, la signora Lorenzi là. So che mi vuoi molto bene, mamma, ma sono diventato grande, non te ne sei accorta? Una pausa poi riprese: 5
– Sai per colpa tua come mi chiamavano i miei compagni di scuola fino a poco tempo fa? Il pulcino… Io mi vergognavo da morire! Ormai devi far da “chioccia” solo ad Arianna, te ne prego! Tra Federico e sua madre, la signora Pia, scoppiano spesso piccoli battibecchi, che però si dissolvono subito come bolle di sapone perché madre e figlio si adorano.
I Lorenzi sono quattro: padre, madre e i due figli, Federico e Arianna. Papà Piero è una persona “seria” ma gioviale. Molto attaccato alla sua famiglia, si rammarica di star poco in casa e di non poter godere la quotidianità dei propri figli. È sempre in giro per l’Italia per lavoro: fa infatti il rappresentante di prodotti estetici. Ogni volta che deve partire ripete a Federico: – In mia assenza sei tu l’uomo di casa, conto su di te, proteggi tua madre e tua sorella. 6
Pia, la madre, ha quaranta anni, ma ne dimostra molti di meno. Piccola e castana, è per i suoi figli la madre più bella del mondo. Lavora part-time in lavanderia. Le camicie che stira sono dei capolavori: sembrano uscite nuove di zecca da un negozio. Il marito spesso le dice scherzando che quelle che stira per gli altri sono perfette, mentre le sue sono piene di brutte grinze. Sempre pronta ad ascoltare e ad aiutare gli altri, a volte con i figli è troppo esigente. – Sono troppo apprensiva con Federico – dice spesso alle amiche. – Devo controllarmi, altrimenti lo renderò insicuro. È che con Piero sempre fuori, mi sento doppiamente responsabile della sua crescita. Federico, Fede per gli amici, è un ragazzino di 10 anni. Sensibile e sempre allegro, socializza facilmente con tutti. 7
Gli amici non gli mancano di certo e gli piace essere coinvolto nelle avventure più disparate. Arianna, sei anni appena compiuti, è la piccola di casa. Agile e snella, mette gioia e allegria solo a guardarla. Al suo sguardo curioso niente sfugge e ha una memoria prodigiosa. Federico le vuole molto bene, le insegna tante cose e lei lo segue come un cucciolo. A volte bisticciano, come tutti i fratelli e le sorelle di questo mondo. A Fede dà fastidio quando Arianna gli sta tra i piedi mentre parla o gioca con i suoi amici. E proprio non la sopporta se, per un nonnulla, comincia a frignare e corre dalla mamma per farsi dare ragione. – L’avete viziata troppo! – si difende quando si sente dire che deve aver pazienza perché “lei è ancora piccola”. Oggi Arianna è fuori di sé dalla gioia e si pavoneggia davanti allo specchio. 8
È tutta nuova, dal grembiulino rosso a quadretti, al colletto bianco con un enorme fiocco, alla cartella. Sfoggia un sorriso smagliante: è il suo primo giorno di scuola.
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La mitica 5a A
– Fede, sono qua! – gli grida Alessandro, suo amico per la pelle. – Ciao Ale, dov’è Andrea? – Sei cieco? È lì che parla con Carolina! Federico spalanca gli occhi. – Carolina? Quella è Caro? – Sì, hai visto come si è fatta carina? – sottolinea Ale. Da quando l’hanno vista l’ultima volta, prima delle vacanze, è cresciuta in altezza e i capelli biondi allungati incorniciano un viso simpatico e sorridente e due occhi verdi da gatta. – E Chiara? – aggiunge Andrea. – Si dà troppe arie per i miei gusti! Chissà chi si crede di essere! – risponde Fede. 10
Davanti alla Scuola Primaria Giovanni Pascoli la confusione è tanta. Le voci si rincorrono. La gioia di ritrovarsi, dopo le vacanze estive, esplode.
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– Come sei cambiato quest’estate, Pierpaolo! – urla ad un tratto Nicolò. – Poveri noi, adesso come farai in porta? – Dai, non prendermi in giro… all’occorrenza mi sostituirai tu, così farai passare tutti i tiri! – risponde ironico l’amico. Le battute si sprecano. L’anima della mitica classe 5ªA è lì, quasi al completo. Ad Alessandro, Fede, Elisa, Carlo, Nicolò ed Andrea, detto Talo, si sono aggiunti Carolina, Ludovica, Marta e Pierpaolo. Abitano quasi tutti nel centro storico di una piccola cittadina adagiata sul mare, la cui spiaggia vanta la sabbia più fine e bella dell’Adriatico. Sono felici di vivere lì. Si conoscono più o meno da una vita, come del resto i loro genitori. Fede ed Ale sono insieme dall’asilo nido. Aperto e solare il primo, timido ed introverso il secondo. Fede prende subito fuoco, ma subito si spegne. Ad Ale, il testardo della compagnia, è difficile far cambiare idea, ha sempre ragione lui. 12
L’uno ama la lettura e la storia. L’altro le scienze e la musica. Insomma, non potrebbero essere più diversi tra loro, ma sono sempre insieme, attaccati come due fratelli siamesi: dove c’è l’uno, c’è l’altro. Talo è un ragazzino tranquillo, sempre disponibile e gentile. Pierpaolo, il più allegro del gruppo, ama molto fare gli scherzi, anche se non sempre sono graditi a tutti. Carlo è il più battagliero ed aggressivo della compagnia, ma mai tradirebbe per nessun motivo il suo amico di turno. Nicolò, che spicca per i suoi capelli rossi, è dolce, sensibile e sempre pronto a prendere le difese dei più deboli. Nel gruppo ci sono quattro femmine: due rosse, una biondina e una castana. Carolina ed Elisa sono esuberanti ed esplosive, mentre Marta e Ludovica sono più tranquille e riflessive. Sono tutte sempre pronte a mettersi in gioco e a scontrarsi con i maschi. All’occorrenza, però, tutta la classe sa fare lavoro di squadra. 13
Di strada insieme ne hanno fatta tanta: dalla Scuola materna alla Scuola Primaria hanno diviso la stessa sezione, le stesse insegnanti, gli stessi amici. Per questo tra loro c’è un’unione speciale: un’amicizia a prova di bomba. Il motto “tutti per uno e uno per tutti” sembra fatto proprio per loro.
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Il nuovo alunno
Il rumore davanti alla scuola tende ad aumentare, si è fatto addirittura assordante. Finalmente suona la campanella. È ora di entrare. Gli ultimi saluti, le ultime raccomandazioni. – Ciao mamma! – grida Federico alla madre che non si decide ad andarsene. – Ciao Fede, dà un’occhiata a tua sorella durante la ricreazione – si raccomanda la signora Pia. – Va bene, mamma... Lo sciame entra nell’edificio con il suo caratteristico allegro brusio. Un nuovo anno scolastico sta iniziando. Chiuso il maestoso portone, il padrone della via è ora il silenzio. 15
I corridoi della scuola sono pieni di ragazzi che cercano la propria aula. Le maestre della 5ªA, Gilda e Paola, accolgono sorridenti i loro alunni sulla porta. La prima è alta, snella, solare, simpaticissima: le ore di matematica filano con lei che è una meraviglia! Paola, l’insegnante d’italiano, è più bassa ed ha occhi dolci da cerbiatta. Molto sensibile e colta, durante le lezioni incanta tutti quanti con la sua voce pacata. – Come sono andate le vacanze? – chiedono agli alunni le due maestre. – Come siete cresciuti! Sembrate altre persone! I ragazzi si guardano euforici, si riconoscono, si scelgono. In un battibaleno i banchi sono tutti occupati. Nessuno ha ancora fatto caso alla novità: accanto alla maestra Gilda c’è un ragazzo nuovo. – È Abdul e viene dal Marocco – precisa l’insegnante presentandolo, – e sarà un vostro compagno. Abdul è snello, scuro di carnagione, con una massa di capelli neri e ricciuti. 16
Diciotto paia di occhi curiosi “sminuzzano” il nuovo arrivato. Anche gli occhi di Abdul, nerissimi e penetranti, fotografano tutti e tutto, poi si nascondono dietro a ciglia incredibilmente lunghe per un ragazzo.
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– Il suo posto – dice la maestra – sarà accanto a Federico, terza fila a destra. Tu, Alessandro, spostati per il momento vicino a Pierpaolo. Alessandro è arrabbiato e non lo nasconde. Con una faccia molto cupa guarda l’intruso, con gesti bruschi libera il banco dalle sue cose e si avvia al nuovo posto assegnatogli. Anche Fede è arrabbiato: non gli va di stare lontano da Ale anche se è solo “per il momento”. Abdul si è fatto già due nemici. Seduti fianco a fianco, Federico ed Abdul si guardano di sottecchi. “Mi sembra simpatico!” pensa Abdul. “Ha un viso sorridente, spero di piacergli!” “Questo non ci voleva!” pensa Fede. “Adesso dico alla maestra che non è giusto dividere me ed Ale!” Poi ci ripensa perché sa che quando la maestra Gilda ha deciso una cosa ci deve essere una ragione. Sarà lui a fare in modo che Abdul desideri lasciare quel posto!
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Un giardino speciale
Non sarà ultramoderna come le altre scuole della città, ma per Federico e i suoi amici la Pascoli è senz’altro la più bella. È la scuola del centro storico, è la scuola del tempo pieno. Costruita negli anni trenta, ha mura spesse che fanno da barriera al freddo invernale e assicurano il fresco quando il sole inizia a picchiare forte. Le ampie aule e i soffitti alti permettono di avere aria buona e pulita per tutti. Le grandi finestre danno su un giardino chiuso da mura storiche e inondano sempre di luce lo spazio. Il giardino della Pascoli è, a detta di tutti, l’aula più bella dell’edificio scolastico: alberi secolari, 19
pini marittimi, lecci, platani e querce gli fanno da corona, regalando zone d’ombra e meravigliosi chiaroscuri, dove si può riposare, leggere o guardare gli altri correre e giocare. Alle 10,30 di ogni giorno scolastico, quando il tempo è bello, quel posto si riempie di un vociare allegro: lì la ricreazione si gusta di più. Oggi i maschi di quinta A e B scendono a velocità supersonica le scale che dal primo piano portano al giardino. L’entusiasmo generale è altissimo: verrà consegnato loro ufficialmente lo spazio per giocare a pallone. È usanza della Pascoli, infatti, che agli alunni delle ultime classi venga riservata una parte del giardino per poter disputare partite di calcio, lo sport che amano di più. Le due quinte giocheranno lì, allenate dal maestro Giorgio, loro insegnante di ginnastica, fino a quando non si affronteranno in una partita decisiva, e la classe che ne uscirà vincente rappresenterà la Pascoli al campionato che ogni anno si tiene tra tutte le scuole primarie della città e quelle della provincia. 20
C’è in palio la Coppa del Mare, la Coppa Blu, che manca alla Pascoli da quattro anni! Oggi i ragazzi delle quinte sono davvero alle stelle. La A contro la B: comincia il campionato interno. – Finalmente tocca a noi! – gridano all’unisono Fede e Ale. – Fuori tutti, mocciosi! – dice Lele, il leader della 5ª B, ai bambini delle altre classi che fanno ressa intorno a loro e che non vogliono cedere facilmente lo spazio in cui giocano. Ma la legge dei più grandi è quella vincente: in pochi attimi il campo è libero. Un fischietto si fa sentire. Tutti corrono da quella parte. – Avvicinatevi senza fare troppa confusione – dice a voce alta il maestro Giorgio, il mister della situazione. – Ogni martedì e giovedì il campo sarà vostro dalle 13,30 alle 14,30. – Evvai! – gridano tutti, entusiasti. – Mi raccomando, però: la parola d’ordine è lealtà. Se farete i falli salterà la vostra ora di gioco. Niente musi, intesi? – conclude il maestro. Un coro di sì sottolinea l’adesione alle regole. 21
Federico è al settimo cielo, ha aspettato questo momento per tutta l’estate. Il calcio è la sua vera passione. La Juventus è la sua squadra del cuore, Del Piero il suo idolo. Sa bene che è un giocatore di qualche anno fa, ma lui ha sempre adorato Alex Del Piero: vorrebbe assomigliargli nella sua sportività e lealtà in campo. Poi... vorrebbe essere come lui nel calciare le punizioni. I ruoli sono assegnati: per la A Federico centravanti, Alessandro ala sinistra, Nicolò e Carlo terzini, Talo ala destra, Pierpaolo portiere. Anche la 5ª B ha schierato i suoi calciatori. Fischio del mister. Inizia la partita. Abdul, seduto su una panchina di pietra, guarda con invidia i nuovi compagni che corrono dietro al pallone. Il maestro Giorgio gli ha spiegato che per il momento lui farà da riserva; la squadra è al completo e i ragazzi si sono allenati insieme per tanto tempo. Ha aggiunto che non deve avvilirsi, arriverà anche il suo turno. 22
Abdul commenta amareggiato tra sé e sé: “Vado bene come riserva. Riserva significa che non sono indispensabile. Sono qui, messo in un angolo, tenuto in serbo per essere usato nel momento del bisogno: come le cose nel frigo!”
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Incertezze, dubbi, perplessità
La cucina dei Lorenzi è illuminata. La dolce sera settembrina permette di cenare con la finestra aperta. – Come è andata, Fede? – Bene, mamma – risponde il ragazzo mentre taglia la cotoletta alla milanese che ha nel piatto. – Ti hanno già dato i compiti? – Sì, e li ho già fatti. Tutto a posto! – Mi ha riferito la maestra di Arianna che tua sorella è venuta a vederti: voleva essere sicura che ci fossi! – È vero. E le mie compagne, specie Carolina, si sono precipitate a farle compagnia. – Che brava, Carolina! Si vede che ha una sorellina pure lei. Altre novità? 24
– No… Ah sì, abbiamo un nuovo alunno ed è proprio mio compagno di banco. – E chi è? Come si chiama? – Si chiama Abdul – spiega Federico, – viene dal Marocco. I suoi genitori sono rimasti là, lui vive qui con suo fratello e uno zio. – Vive con suo zio?… Non sarà mica quel tizio che ha preso in affitto da poco la casa della signora Olga!? – Quale casa? – chiede Federico. – L’appartamentino vicino a quello di Don Gesualdo, dietro la piazzetta della Chiesa del Porto. Me ne parlava proprio stamattina, in lavanderia, la signora Olga. Dice che non voleva darlo in affitto a delle persone sconosciute, ma poi i due ragazzi le sono sembrati bravi ed è stata felice della scelta che ha fatto. – Ecco perché oggi, usciti di scuola, Abdul faceva la mia stessa strada. Ed io che credevo stesse seguendomi per vedere dove abitavo! Pensa che abbaglio! – Spesso, di ogni comportamento c’è un’altra spiegazione da quella che diamo noi – precisa la signora Pia. – Perché poi doveva seguirti? 25
– Sai, mamma, a scuola l’ho aiutato, come ci insegnano le maestre Paola e Gilda, ma non voglio avere Abdul come compagno di banco e sempre tra i piedi. Alessandro dice che non devo aiutarlo, altrimenti non me lo spiccicherò più di torno. Certa gente, secondo lui, se gli dai una mano, poi ti vuole pure il braccio! – Non dire sciocchezze. Sai quante difficoltà deve avere! Capisce l’italiano? – Sì, lo parla piuttosto bene. L’ha imparato guardando la tv e comprende quasi tutto quello che diciamo. Le sue difficoltà maggiori sono il leggere e lo scrivere. Pensa, mamma... parla benissimo l’arabo e il francese! – Sii gentile con lui, mi raccomando. Puoi anche invitarlo a casa a fare i compiti con te. – Mica dovrò diventare il suo angelo custode! – ribatte Federico. – Diventerò lo zimbello di tutti! Era più divertente avere Ale come compagno di banco… almeno ridevo sempre. – E ascoltavi poco le maestre! Non mi piace proprio quando parli così! – sottolinea sua madre. – È qui da solo, senza genitori, senza la sua mamma... 26
– Invece forse è fortunato a non avere accanto una madre brontolona come te! – dice Fede strizzando l’occhio alla sorellina. – Cosa? – E dai, mamma, scherzavo – aggiunge il ragazzo avvicinandosi a lei e dandole un bacio sulla guancia.
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Vita dura in classe
Ottobre
Le lezioni in 5° A procedono regolarmente. Sembra che tutto fili liscio come l’olio, ma la presenza di Abdul ha rotto qualcosa. I ruoli nel gruppo classe sono ora un po’ confusi. Il ragazzo è timido ma nello stesso tempo volitivo, servizievole ma orgoglioso. Quando le maestre Gilda e Paola spiegano, alza timoroso la mano e chiede chiarimenti in maniera educata, poi ringrazia mille e mille volte. E, con il sorriso sulle labbra, fa subito ciò che le insegnanti gli dicono di fare. Certamente lo fa anche per essere accettato e per ingraziarsi la benevolenza di tutti, comunque è molto ubbidiente e premuroso. È abitudine delle maestre assegnare agli alunni gli incarichi per il buon funzionamento della 28
a Iv IS mi on BN co ne 97 ve Me 8- n st 8 8 u t ur - 4 o d i ni 72 -5 a l m 27 7- ar 6 e
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Ivonne Mesturini ha acquisito una lunga esperienza di insegnamento, soprattutto con ragazzi di una scuola a tempo pieno. Si è sempre interessata alla narrativa e ha scritto numerosi racconti per bambini.
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Questo volume sprovvisto del talloncino a fronte è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE,GRATUITO, fuori commercio. Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d).
Tutti per uno, uno per tutti: questo è il motto della mitica 5a A. A rompere l’equilibrio, però, è un nuovo arrivato: Abdul, ragazzo marocchino timido e in cerca di nuovi compagni. Da quel momento, Federico, Alessandro, Nicolò e Talo non sono più amici. Colpa del nuovo arrivato? E quali segreti nasconde Abdul? Una storia coinvolgente sul valore dell’amicizia e sull’importanza dell’integrazione, senza frontiere né colori.
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