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Tra le righe Light - Quaderno operativo - ESTRATTO

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Paola Brasini

Paola Brasini

grammatica italiana

scuola secondaria di primo grado

Edizione light

Edizione light

Quaderno operativo

Quaderno operativo rove •P per le competenze • Esercitazioni per le prove INVALSI


Paola Brasini

grammatica italiana

scuola secondaria di primo grado

Edizione light

Quaderno operativo • Prove per le competenze • Esercitazioni per le Prove INVALSI


Redazione: Emanuele Palazzi, Luca Brecciaroli, Studio redazionale associato Maddali & Bruni Consulenza didattica: Giovanna Dolcini, Simone Frontini, Barbara Giuliodoro, Maddalena Santacroce Grafica: Alessandra Coppola Illustrazioni: Laura Giorgi Ricerca iconografica: Team grafico Gruppo Editoriale Raffaello Referenze iconografiche: iStockphoto, archivio fotografico Raffaello Multimediale: Paolo Giuliani Stampa: Gruppo Editoriale Raffaello

Il Gruppo Editoriale Raffaello mette a disposizione i propri libri di testo in formato digitale per gli studenti ipovedenti, non vedenti o con disturbi specifici di apprendimento. L’attenzione e la cura necessarie per la realizzazione di un libro spesso non sono sufficienti a evitare completamente la presenza di sviste o di piccole imprecisioni. Invitiamo pertanto il lettore a segnalare le eventuali inesattezze riscontrate. Ci saranno utili per le future ristampe.

Tutti i diritti sono riservati. © 2014 Raffaello Libri Srl Via dell’Industria, 21 60037 - Monte San Vito (AN) www.raffaelloeditrice.it www.grupporaffaello.it info@grupporaffaello.it

È vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, compresa stampa, fotocopie, microfilm e memorizzazione elettronica se non espressamente autorizzate dall’Editore. Nel rispetto delle normative vigenti, le immagini che rappresentano marchi o prodotti commerciali hanno esclusivamente valenza didattica. L’Editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non è stato possibile comunicare, nonché per eventuali omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti.

Ristampa: 6 5 4 3 2 1 2019 2018 2017 2016 2015 2014


Struttura del Quaderno operativo

Il Quaderno operativo propone diverse tipologie di esercizi che l’insegnante potrà somministrare agli alunni in base alle esigenze della classe. Si divide in due sezioni: Prove per le competenze Queste prove permettono di monitorare lo sviluppo delle competenze nel corso di tutto il triennio; sono infatti 6 prove, da somministrare 2 per anno (prove di fine quadrimestre) e sono state ideate e impostate per permettere la valutazione delle competenze raggiunte dagli studenti. Esercitazioni per le Prove INVALSI Comprende 5 prove per la prima classe, 2 per la seconda classe, 6 per la terza classe per allenarsi e prepararsi alle prove nazionali in base al modello utilizzato dall’istituto INVALSI. Le prove sono strutturate in due parti: la prima dedicata alla comprensione del testo e la seconda di riflessione sulla lingua.

Contenuti digitali integrativi Esercizi per il recupero e per il potenziamento Comprende esercizi con la stessa impostazione didattica del corso, suddivisi in livello base e livello avanzato, per consolidare le nozioni apprese lavorando sulle conoscenze e sulle abilità grammaticali.

III


Quaderno operativo

1 PROVE PER LE COMPETENZE

Classe prima Prova 1 Un Bukhara azzurro Prova 2 Che cos’è il clima

2 8

Classe seconda Prova 1 Inquinamento elettromagnetico Prova 2 Come studiano i nativi digitali tra cellulari, tablet e pc

Classe terza Prova 1 Salti la colazione del mattino? Voti bassi e distratto in classe Prova 2 Il pc con la testa tra le nuvole

2 ESERCITAZIONI PER LE PROVE INVALSI

Classe prima Prova 1 L’uomo leone Prova 2 Super Giovanni Prova 3 Il richiamo della foresta Prova 4 Le avventure di Tom Sawyer Prova 5 Storie di primogeniti e figli unici

Classe seconda Prova 1 L’autobiografia di Malcolm X Prova 2 Harry Potter e la camera dei segreti

Classe terza Prova 1 Il gabbiano Jonathan Livingston Prova 2 L’amico ritrovato Prova 3 Se questo è un uomo Prova 4 Il giro del mondo in 80 giorni Prova 5 La metamorfosi Prova 6 Gli Obiettivi del Millennio

Contenuti digitali integrativi

IV

Esercizi per il recupero Esercizi per il potenziamento

14 18

22 27

36 43 50 57 63

69 76

82 90 97 105 113 120


1 Prove per le co,m petenze

INDICE

• Classe prima 3 • Classe seconda 14 • Classe terza 22


Prove per le competenze

Classe prima

Prova

1

Un Bukhara azzurro

Per più di un mese non accadde nulla di nuovo. Il caldo era sempre più opprimente e il lavoro sempre più duro. Hussain Khan si aggirava inquieto per il laboratorio torcendosi le mani, invocando invano il nome di Allah e del Profeta, distribuendo minacce e promesse, carezze untuose e scapaccioni, indistintamente a tutti. I più esperti di noi sapevano bene a cosa era dovuto questo atteggiamento: stavano per arrivare dei clienti, probabilmente stranieri, e il nostro padrone temeva che i tappeti a cui stavamo lavorando non fossero sufficientemente belli e perfetti e di gradimento di quegli illustri signori. Ci chiamava «piccoli miei», «piccioncini» o addirittura «figli miei adorati», ci ricordava di averci sottratto ad una vita di stenti e di fame e che a mantenerci, in fin dei conti, lui ci rimetteva. Ci supplicava di non rovinarlo – anche perché la sua rovina sarebbe stata la nostra rovina – e poi ci minacciava delle più orrende punizioni. E in effetti, lo sapevamo bene, nel periodo che precedeva l’arrivo dei clienti era facilissimo finire nella Tomba1, anche per una mancanza da niente. Arrivavamo alla sera stremati e con le dita sanguinanti per i tagli che i fili ci facevano sui polpastrelli. Karim era quello che più di tutti temeva l’ira di Hussain: se il padrone lo avesse cacciato, cosa avrebbe potuto fare lui, che non aveva più una casa e una famiglia alla quale tornare? Sarebbe finito in qualche angolo del suk2 affidato alla pietà dei credenti. Per cui durante il giorno dovevamo subire anche le sue sfuriate e le sue minacce di fare la spia al padrone, se appena ci permettevamo di alzare un attimo la testa. Ma poi, di notte, si lasciava impietosire dalle nostre lacrime e dalla vista delle nostre mani martoriate, si alzava dalla sua branda brontolando e dicendo che eravamo dei rammolliti buoni a nulla, accendeva un lume schermato e ci dava un po’ di unguento da spalmare sulle ferite, prendendolo da un grosso barattolo di latta che si era procurato chissà dove. [...] L’unico a essere risparmiato da quella bufera di minacce e promesse era proprio Iqbal. A lui raramente Hussain rivolgeva un rimprovero, ma neppure si permetteva di fargli una delle sue untuose e false carezze. In genere passava davanti al telaio di Iqbal, guardava a che punto era con il lavoro e non diceva niente. […] Un mezzogiorno, durante la pausa per il pranzo, mentre cercavamo di riprendere fiato nel cortile bruciato dal sole, Karim cominciò a parlare, assumendo quell’aria furba e misteriosa di tutte le volte che stava per farci qualche confidenza che aveva saputo dal padrone. – Dobbiamo trattarlo bene il nostro nuovo amico, – disse indicando Iqbal, – lui è speciale. E prezioso. Ho sentito Hussain che lo diceva a un altro fabbricante. Tutti si fecero subito molto attenti. – E cosa avrebbe di tanto speciale? Karim aspettò che l’attenzione fosse interamente concentrata su di lui. Prima fece un gesto come a dire: «Lo so io, ma è un segreto»; poi si guardò attorno, per accertarsi che nessuno lo ascoltasse all’infuori di noi; scosse le spalle, sputò nella polvere, abbassò la voce a un sussurro che a malapena si sentiva e bisbigliò: – Il tappeto, quello a cui lui sta lavorando, non è un tappeto come tutti gli altri. No. È un Bukhara azzurro. Mai sentito? Tappeti così se ne producono solo due in un anno, forse tre. Hussain l’ha detto, l’ho sentito io con le mie orecchie. Un tappeto così vale un sacco di soldi e mica lo può fare uno qualunque. Ci vuole un artista per un tappeto come quello. Si interruppe, sputò di nuovo nella polvere. – Be’, il nostro amico qui è un artista. Chi l’avrebbe mai detto, eh? Quindici paia d’occhi si girarono a guardare Iqbal. 2


Prova 1

F. D’Adamo, Storia di Iqbal, Edizioni EL

1. Tomba: si tratta di un buco sottoterra chiuso da una porta di ferro, completamente buio; qui vengono rinchiusi i bambini quando commettono qualche errore nella lavorazione dei tappeti. 2. suk: mercato arabo.

3

Prove per le competenze

– È vero? – gli chiesero. Iqbal era diventato rosso come un peperoncino piccante, di quelli che si mettono nell’arrosto di montone. – Non lo so – borbottò. – Sì che lo sa, – intervenne di nuovo Karim, – perché ne ha già fatto uno. L’ha detto Hussain, l’ha detto. – È vero? È vero? – chiesero in molti. – Io ho avuto altri tre padroni prima di Hussain Khan, – rispose Iqbal, – e sì, per uno di loro ho fatto un tappeto così. – E come ci sei riuscito? – Non lo so. Ho copiato il disegno che mi aveva dato. Restammo tutti in silenzio per qualche minuto, a rimuginare sul significato di quelle notizie. – Ma se è così, – disse poi lentamente un ragazzo che con la sua famiglia era scappato dall’India e che incespicava un po’ sulle parole, – allora perché i tuoi padroni precedenti ti hanno venduto? – Non lo so – borbottò di nuovo Iqbal. Si vedeva che era imbarazzato da questa storia e non gli faceva piacere che Karim ne avesse parlato. – E tu, Karim, tu che sai tutto, lo sai perché i suoi padroni lo hanno venduto, se è così bravo come dici? Karim assunse un’aria di superiorità: – Io lo so, rispose, ma non ve lo posso dire. Il padrone si fida di me e non ama che racconti in giro le sue confidenze. Facemmo tutti buuuh! perché Karim era un pallone gonfiato e lui si arrabbiò. Poi, quando fu tornata la calma, un bambino scuro scuro di pelle, che veniva dal Sud e che aveva visto il mare, si alzò dal bordo del pozzo dov’era rimasto seduto fino ad allora e avanzò in mezzo a noi. – Ma allora, – disse, – allora il padrone ti cancellerà il debito. Se quel tappeto vale veramente tanto, cancellerà il tuo debito. Facemmo tutti segno di sì con la testa. Una simile fortuna non si era mai vista. – Potete esserne sicuri, – esclamò Karim, – dovreste vedere che paura ha Hussain Khan che Iqbal non finisca in tempo il lavoro o che non lo faccia bene o che commetta qualche errore, che poi il tappeto è da buttare. Glielo cancellerà. Voi sapete che Hussain è un padrone giusto e generoso. Su questo molti di noi avevano dei dubbi. Ma tutti guardavamo Iqbal con occhi diversi, quasi tutti con invidia: ce l’avrebbe fatta, lui. – Non mi cancellerà il debito, – disse Iqbal lentamente, – neanche i precedenti padroni l’hanno fatto. Il debito non si cancella mai.


Prove per le competenze

Classe prima

ATTIVITÀ 1 1. Quale tematica vuole affrontare questa storia?

A. Le difficoltà nella tessitura dei tappeti.

B. Lo sfruttamento del lavoro minorile.

C. La cancellazione dei debiti personali.

D. Gli acquisti dei tappeti.

2. Chi è il protagonista di questa vicenda?

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3. Chi è Hussain Khan?

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4. Quanti bambini lavorano nel laboratorio di tappeti?

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5. Le carezze di Hussain Khan vengono definite «untuose» perché:

A. ha le mani sporche di grasso

B. ha le mani grassocce

C. sono carezze false e interessate

D. sono carezze affettuose

4


Prova 1

A. stanno per arrivare i compratori

B. ha paura che i clienti scoprano i bambini a lavorare

C. fa molto caldo

D. ha paura che Iqbal rovini il suo tappeto

Prove per le competenze

6. All’inizio del brano Hussain Khan è inquieto perché:

7. Hussain Khan non rimprovera mai Iqbal perché:

A. ha paura di lui

B. sta lavorando un tappeto preziosissimo

C. ha paura che scappi via senza finire il tappeto

D. è figlio di amici

8. Che cosa ha saputo Karim sul conto di Iqbal?

A. Che è un bravo lavoratore di tappeti preziosi.

B. Che è un gran imbroglione.

C. Che è un raccomandato.

D. Che è un artista.

9.

Perché Karim racconta quello che ha saputo di Iqbal agli altri bambini?

A. Per metterlo in cattiva luce.

B. Per attirare su di sé l’attenzione.

C. Perché è una spia.

D. Perché è invidioso di Iqbal.

10. Come reagisce Iqbal alle parole di Karim?

A. È infastidito.

B. È imbarazzato.

C. Si arrabbia.

D. Rimane indifferente.

5


Prove per le competenze

Classe prima

11. Quale sentimento esprime la frase «Il debito non si cancella mai» pronunciata da Iqbal?

A. Rassegnazione

B. Speranza

C. Odio

D. Dolore

12. Secondo te, «la cancellazione del debito» consiste:

A. nell’avere finalmente una paga per il lavoro svolto

B. nel riacquistare la propria libertà

C. nel riacquistare i propri averi

D. nel poter essere assunti regolarmente per lavorare

13. Secondo te, perché i tappeti vengono tessuti dai bambini?

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14. Secondo te, la storia narrata è accaduta veramente? Motiva la tua risposta.

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Prova 1

1. Prendendo spunto da questo articolo di cronaca, scrivi un breve racconto affrontando il tema del lavoro minorile. INDIA «A quattro anni tessevo tappeti, adesso sono tornato bambino». «Rischiamo di tagliarci le dita e passiamo giornate intere a lavorare. Spesso due giorni in una stessa settimana dobbiamo lavorare tutto il giorno e la notte. Nihal è sempre depresso e cerca di scappare. Allora il capo tessitore gli sta addosso e non lo lascia muovere per tre o quattro giorni». È il racconto di Mohen, pakistano: insieme al fratello Nihal tesse tappeti da quando aveva quattro anni. A lavorare ce lo hanno mandato i genitori: non avevano soldi per mantenerli. La sua storia è uguale a quella di migliaia di altre: il 61% dei bambini lavoratori del mondo è in Asia. Buona parte di loro nell’industria tessile. Come Mohen, ci sono ragazzini fortunati che sono finiti nella rete delle ONG (organizzazioni non governative), che lentamente li hanno tirati fuori dalla schiavitù del telaio. Come, lo spiega Maria Rosa Cucillo di Mani Tese: «Se la povertà è causa di sfruttamento, noi combattiamo la povertà. Aiutiamo le famiglie a mettere su piccole attività, in modo che non dipendano dal lavoro dei bambini». adatt. da «La Repubblica», 10 maggio 2004

2. Documentati sul lavoro minorile nel mondo e in Italia, quindi discutine in classe con l’insegnante e i tuoi compagni. Secondo te, che cosa si potrebbe fare concretamente per tentare di migliorare la situazione? Che cosa sono le ONG di cui si parla nell’articolo? Di che cosa si occupano?

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Prove per le competenze

ATTIVITÀ 2


Prove per le competenze

Classe prima

Prova

2

Che cos’è il clima

1. Tempo e clima Parlare di clima e di tempo non è la stessa cosa. Il tempo meteorologico indica le condizioni atmosferiche presenti in una località durante un breve periodo, ad esempio nell’arco di una giornata. Il tempo cambia da un giorno all’altro, da una stagione all’altra: infatti cambiano la temperatura dell’aria, la quantità delle precipitazioni, la velocità e la direzione dei venti. Il clima, invece, indica le condizioni atmosferiche che si succedono in una località durante un periodo più lungo (almeno 20 o 30 anni). Il clima è il risultato della combinazione di diversi elementi ed è condizionato da vari fattori. 2. Gli elementi del clima Gli elementi che concorrono a determinare il clima di un’area sono la temperatura, la pressione atmosferica, i venti e l’umidità. Temperatura: dipende dal riscaldamento della Terra da parte del Sole. Essa è diversa da luogo a luogo: diminuisce progressivamente dall’Equatore ai Poli, inoltre decresce con l’altitudine e risente delle diverse esposizioni al Sole e ai venti e della presenza delle acque. Per temperatura di un luogo si intende la temperatura media: essa si ottiene sommando la temperatura massima, cioè quella rilevata nelle ore più calde, con la temperatura minima, misurata nelle ore più fredde, e dividendo il risultato per due. La differenza tra temperatura massima e temperatura minima nel corso delle 24 ore si definisce escursione termica diurna; la differenza tra la temperatura media del mese più caldo e quella del mese più freddo costituisce invece l’escursione termica annua. Pressione atmosferica: è la pressione presente in qualsiasi punto dell’atmosfera terrestre. L’aria che circonda il nostro pianeta ha un peso e, per effetto della gravità, esercita sulla superficie terrestre una pressione, che si misura in millibar (o in ettopascal). Essa varia con la temperatura dell’aria: con l’aria calda, che è più leggera, la pressione diminuisce, al contrario, con l’aria fredda più pesante la pressione è più alta. Le zone dove la pressione è bassa si chiamano cicloni: esse sono caratterizzate da piogge e nubi perché l’aria calda, man mano che sale verso l’alto, si raffredda e si condensa in nuvole. Le aree di alta pressione, chiamate anticicloni, presentano invece un clima sereno e asciutto perché l’aria fredda scende verso il suolo impedendo la condensazione. Venti: si formano principalmente a causa dello spostamento dell’aria dalle zone di alta pressione verso quelle di bassa pressione. I venti sono molto forti se la differenza di pressione tra le due aree è elevata e sono deboli se la differenza è piccola. A seconda della direzione in cui spirano, i venti si distinguono in costanti, periodici, variabili. Sono costanti quando spirano sempre nella stessa direzione, come gli alisei, che soffiano dai tropici (zone di alta pressione) all’Equatore (area di bassa pressione). Sono periodici i venti che spirano alternativamente in due sensi opposti, come i monsoni, tipici dell’area indiana e del sud-est asiatico, che in primavera-estate soffiano dal mare alla terraferma portando pioggia e in autunno-inverno dalla terra al mare portando siccità. Sono periodiche anche le brezze delle zone costiere che di giorno spirano dal mare verso la terraferma e di notte dalla terraferma al mare. 8


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Paola Brasini

Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o altrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE, GRATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 L. 633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d). Esente da bolla di accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n° 627, art.4. n° 6).

Paola Brasini

Edizione light

Edizione light

UN LIBRO PIÙ LEGGERO E CON TANTI CONTENUTI DIGITALI! • Esercizi di riepilogo • Verifiche finali • Schede INVALSI • Unità “La lingua italiana” • Esercizi per il recupero • Esercizi per il potenziamento

Composizione

Per il docente (omaggio)

• Volume A – Fonologia, morfologia, sintassi • Volume B – Comunicazione, lessico, abilità, testi •Q uaderno operativo – Prove per le competenze, prove INVALSI • M.I.O.BOOK (versione studente) •S chede per l’analisi (pieghevole plastificato)

• Guida per il docente • M.I.O.BOOK (versione docente) •G rammatica semplificata (pdf sfogliabile per LIM e pc) •A ltre risorse disponibili sul sito www.raffaellodigitale.it

ISBN 978-88-472-1991-5 ISBN 978-88-472-1992-2 ISBN 978-88-472-1993-9

Vol. A (con M.I.O.BOOK e Schede per l’analisi) Vol. B Quaderno operativo

€ 12,50 € 7,50 € 6,50

Sono disponibili anche due versioni in confezione indivisibile ISBN 978-88-472-2035-5 ISBN 978-88-472-2036-2

Vol. A (con M.I.O.BOOK e Schede per l’analisi) + Vol. B + Quaderno operativo € 19,90 Vol. A (con M.I.O.BOOK e Schede per l’analisi) + Quaderno operativo € 15,90

I S B N 978-88-472-1993-9

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