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PRONTI PER... la secondaria di II grado - ESTRATTO

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PRONTI PER...

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la secondaria di secondo grado

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Il volume è un utile sussidio per gli studenti che hanno terminato la scuola secondaria di primo grado e desiderano consolidare le proprie conoscenze e competenze prima di affrontare il successivo grado scolastico. Il testo propone momenti di ripasso teorico e di esercitazione pratica, distinti in tre discipline: ITALIANO

tipologie testuali, morfologia, sintassi MATEMATICA

pensiero razionale, aritmetica, geometria, algebra, dati e funzioni

PRONTI PER... la secondaria di secondo grado

Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o ­altrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE, ­GRATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 L. 633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d). Esente da bolla di accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n° 627, art.4. n° 6).

Ripasso teorico ed esercizi di potenziamento con soluzioni complete online

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INGLESE

aggettivi, preposizioni, avverbi, forme verbali

LIBRO DIGITALE CON RAFFAELLO PLAYER

Risorse digitali Soluzioni scaricabili per l’autocorrezione.

ITALIANO MATEMATICA INGLESE www.raffaellodigitale.it www.raffaelloscuola.it

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CODICE DI ATTIVAZIONE


PRONTI PER... la secondaria di secondo grado

Ripasso teorico ed esercizi di potenziamento con soluzioni complete online

ITALIANO MATEMATICA INGLESE

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INDICE

DELLE SEZIONI

La sezione di italiano è stata realizzata da Paola Fabietti Dragone e Maria Gabriella Goroni La sezione di matematica è stata realizzata da Roberto Campanardi La sezione di inglese è stata realizzata da redazione Celtic Publishing Consulenza didattica e revisione esercizi: Eleonora Dottori, Saverio Rosati, Daniele Teodosi, Paola Traferro Redazione: Emanuele Palazzi, Francesca Ceppi, at Studio Grafico Progetto grafico: Alessandra Coppola Impaginazione: at Studio Grafico, Alessandra Coppola Illustrazioni: Moai Studio Copertina: Simona Albonetti

ITALIANO 3 TIPOLOGIE TESTUALI 5 GRAMMATICA 26 ANALISI LOGICA 55 ANALISI DEL PERIODO 57

Coordinamento libro digitale: Paolo Giuliani Ufficio multimediale: Enrico Campodonico, Claudio Marchegiani, Paolo Giuliani, Luca Pirani Stampa: Gruppo Editoriale Raffaello

MATEMATICA 59

Il Gruppo Editoriale Raffaello mette a disposizione i propri libri di testo in formato digitale per gli studenti ipovedenti, non vedenti o con disturbi specifici di apprendimento.

PENSIERO RAZIONALE 61

L’attenzione e la cura necessarie per la realizzazione di un libro spesso non sono sufficienti a evitare completamente la presenza di sviste o di piccole imprecisioni. Invitiamo pertanto il lettore a segnalare le eventuali inesattezze riscontrate. Ci saranno utili per le future ristampe.

ARITMETICA 68 GEOMETRIA 77 ALGEBRA 92

Tutti i diritti sono riservati.

DATI E FUNZIONI 100

© 2021 Raffaello Libri S.p.A. Via dell’Industria, 21 60037 - Monte San Vito (AN) www.grupporaffaello.it info@grupporaffaello.it

INGLESE 111 LESSON 1 113

È vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, comprese stampa, fotocopie e memorizzazione elettronica, se non espressamente autorizzate dall’Editore. Nel rispetto delle normative vigenti, le immagini che rappresentano marchi o prodotti commerciali hanno esclusivamente valenza didattica. L’Editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non è stato possibile comunicare, nonché per eventuali omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti.

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LESSON 3 125 LESSON 4 133 LESSON 5 139 TABLE OF IRREGULAR VERBS 143

Ristampa: 6 5 4 3 2 1 0

LESSON 2 121

2027 2026 2025 2024 2023 2022 2021

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ITALIANO

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INDICE

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TIPOLOGIE TESTUALI

GRAMMATICA

TESTO NARRATIVO Il romanzo Analisi del testo Elaborazione personale Zoom sulla lingua

5 8 9 10

TESTO ESPRESSIVO La poesia Analisi del testo Elaborazione personale Zoom sulla lingua

11 12 13 14

TESTO INFORMATIVO L’articolo di cronaca Analisi del testo Elaborazione personale Zoom sulla lingua

15 17 17 19

TESTO ESPOSITIVO Il saggio Analisi del testo Elaborazione personale Zoom sulla lingua

21 23 23 24

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FONOLOGIA L’ortografia

26

MORFOLOGIA Le parti del discorso L’articolo Il nome L’aggettivo Il pronome Il verbo L’avverbio L’interiezione La proposizione La congiunzione

27 27 28 29 30 31 33 34 34 35

SINTASSI La frase semplice (proposizione) La frase complessa (periodo) La proposizione principale Le proposizioni coordinate e subordinate La proposizione soggettiva La proposizione oggettiva La proposizione dichiarativa La proposizione relativa La proposizione temporale La proposizione finale La proposizione causale La proposizione modale La proposizione strumentale La proposizione concessiva La proposizione limitativa La proposizione comparativa La proposizione consecutiva La proposizione interrogativa indiretta La proposizione condizionale e il periodo ipotetico

36 38 39 40 41 42 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54

ANALISI LOGICA

55

ANALISI DEL PERIODO

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TIPOLOGIE TESTUALI

«Scrivere per sentirsi vivi. La lettura e la scrittura sono un prolungamento nel futuro. Altrimenti secchiamo come un albero senza radici.»

ITALIANO

Testo narrativo Il romanzo

Giuseppe Pontiggia

Il cavaliere dall’armatura bianca

Agilulfo è uno dei cavalieri al seguito di Carlomagno, ma non lo è in carne e ossa: è un’armatura bianca e vuota, che parla, si muove e combatte, animata dalla volontà e da grandi ideali.

S

otto le rosse mura di Parigi era schierato l’esercito di Francia. Carlomagno doveva passare in rivista1 i paladini2. Già da più di tre ore erano lì; faceva caldo; era un pomeriggio di prima estate, un po’ coperto, nuvoloso; nelle armature si bolliva come in pentole tenute a fuoco lento. Non è detto che qualcuno in quell’immobile fila di cavalieri già non avesse perso i sensi o non si fosse assopito, ma l’armatura li reggeva impettiti3 in sella tutti a un modo. D’un tratto, tre squilli di tromba: le piume dei cimieri4 sussultarono nell’aria ferma come a uno sbuffo di vento, e tacque subito quella specie di mugghio marino che s’era sentito fin qui, ed era, si vede, un russare di guerrieri incupito dalle gole metalliche degli elmi. Finalmente ecco, lo scorsero che avanzava laggiù in fondo, Carlomagno, su un cavallo che pareva più grande del naturale, con la barba sul petto, le mani sul pomo della sella. Regna e guerreggia, guerreggia e regna, dài dài, pareva un po’ invecchiato, dall’ultima volta che l’avevano visto quei guerrieri. Fermava il cavallo a ogni ufficiale e si voltava a guardarlo dal su in giù. – E chi siete voi, paladino di Francia? – Salomon di Bretagna, sire! – rispondeva quello a tutta voce, alzando la celata5 e scoprendo il viso accalorato; e aggiungeva qualche notizia pratica, come sarebbe: – Cinquemila cavalli, tremilacinquecento fanti, milleottocento i servizi, cinque anni di campagna6. – Sotto i brètoni, paladino! – diceva Carlo, e toc-toc, se ne arrivava a un altro capo di squadrone. – Ecchisietevòi, paladino di Francia? – riattaccava. – Ulivieri di Vienna, sire! – scandivano le labbra appena la griglia dell’elmo s’era sollevata. E lì: – Tremila cavalieri scelti, settemila la truppa, venti macchine da assedio. Vincitore del pagano Fierabraccia, per grazia di Dio e gloria di Carlo re dei Franchi! – Ben fatto, bravo il viennese, – diceva Carlomagno, e agli ufficiali del seguito: – Magrolini quei cavalli, aumentategli la biada. – E andava avanti: – Ecchisietevòi, paladino di Francia? – ripeteva, sempre con la stessa cadenza: «Tàtta-tatatài-tàta-tàta-tatàta…».

1 passare in rivista: ispezione di controllo. 2 paladini: i cavalieri più valorosi e fedeli di Carlomagno. 3 impettiti: rigidi e sull’attenti. 4 cimieri: i pennacchi degli elmi. 5 celata: parte dell’elmo che copre il viso. 6 campagna: ciclo di operazioni di guerra.

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TIPOLOGIE TESTUALI

7 cangiante: che muta colore. 8 iride: arcobaleno. 9 manopola: parte dell’armatura a protezione della mano. 10 arcione: sella. 11 barbazzale: parte dell’elmo davanti alla bocca.

– Bernardo di Mompolier, sire! Vincitore di Brunamonte e Galiferno. – Bella città Mompolier! Città delle belle donne! – e al seguito: – Vedi se lo passiamo di grado –. Tutte cose che dette dal re fanno piacere, ma erano sempre le stesse battute, da tanti anni. […] – E voi? – Il re era giunto di fronte a un cavaliere dall’armatura tutta bianca; solo una righina nera correva torno torno ai bordi; per il resto era candida, ben tenuta, senza un graffio, ben rifinita in ogni giunto, sormontata sull’elmo da un pennacchio di chissà che razza orientale di gallo, cangiante7 d’ogni colore dell’iride8. Sullo scudo c’era disegnato uno stemma tra due lembi d’un ampio manto drappeggiato, e dentro lo stemma s’aprivano altri due lembi di manto con in mezzo uno stemma più piccolo, che conteneva un altro stemma ammantato più piccolo ancora. Con disegno sempre più sottile era raffigurato un seguito di manti che si schiudevano uno dentro l’altro, e in mezzo ci doveva essere chissà che cosa, ma non si riusciva a scorgere, tanto il disegno diventava minuto. – E voi lì, messo su così in pulito… – disse Carlomagno che, più la guerra durava, meno rispetto della pulizia nei paladini gli capitava di vedere. – Io sono, – la voce giungeva metallica da dentro l’elmo chiuso, come fosse non una gola ma la stessa lamiera dell’armatura a vibrare, e con un lieve rimbombo d’eco, – Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli Altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia Citeriore e Fez! – Aaah… – fece Carlomagno e dal labbro di sotto, sporto avanti, gli uscì anche un piccolo strombettio, come a dire: «Dovessi ricordarmi il nome di tutti, starei fresco!». Ma subito aggrottò le ciglia. – E perché non alzate la celata e non mostrate il vostro viso? Il cavaliere non fece nessun gesto; la sua destra inguantata d’una ferrea e ben connessa manopola9 si serrò più forte all’arcione10, mentre l’altro braccio, che reggeva lo scudo, parve scosso come da un brivido. – Dico a voi, ehi, paladino! – insisté Carlomagno. – Com’è che non mostrate la faccia al vostro re? La voce uscì netta dal barbazzale11. – Perché io non esisto, sire. O questa poi! – esclamò l’imperatore. – Adesso ci abbiamo in forza anche un cavaliere che non esiste! Fate un po’ vedere. Agilulfo parve ancora esitare un momento, poi con mano ferma ma lenta sollevò la celata. L’elmo era vuoto. Nell’armatura bianca dall’iridescente cimiero non c’era dentro nessuno. – Mah, mah! Quante se ne vedono! – fece Carlomagno. – E com’è che fate a prestar servizio, se non ci siete? – Con la forza di volontà, – disse Agilulfo, – e la fede nella nostra santa causa! – E già, e già, ben detto, è così che si fa il proprio dovere. Be’, per essere uno che non esiste, siete in gamba!

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Agilulfo era il serrafila. L’imperatore ormai aveva passato la rivista a tutti; voltò il cavallo e s’allontanò verso le tende reali. Era vecchio, e tendeva ad allontanare dalla mente le questioni complicate. La tromba suonò il segnale del «rompete le righe». Ci fu il solito sbandarsi di cavalli, e il gran bosco delle lance si piegò, si mosse a onde come un campo di grano quando passa il vento. I cavalieri scendevano di sella, muovevano le gambe per sgranchirsi, gli scudieri portavano via i cavalli per la briglia. Poi, dall’accozzaglia12 e il polverone si staccarono i paladini, aggruppati in capannelli svettanti di cimieri colorati, a dar sfogo alla forzata immobilità di quelle ore in scherzi e in bravate, in pettegolezzi di donne e onori. Agilulfo fece qualche passo per mischiarsi a uno di questi capannelli, poi senz’alcun motivo passò a un altro, ma non si fece largo e nessuno badò a lui. Restò un po’ indeciso dietro le spalle di questo o di quello, senza partecipare ai loro dialoghi, poi si mise in disparte. Era l’imbrunire; sul cimiero le piume iridate ora parevano tutte d’un unico indistinto colore; ma l’armatura bianca spiccava isolata lì sul prato. Agilulfo, come se tutt’a un tratto si sentisse nudo, ebbe il gesto d’incrociare le braccia e stringersi le spalle. […] La notte per gli eserciti in campo, è regolata come il cielo stellato: i turni di guardia, l’ufficiale di scolta13, le pattuglie. Tutto il resto, la perpetua confusione dell’armata in guerra, il brulichio14 diurno dal quale l’imprevisto può saltar fuori come l’imbizzarrirsi d’un cavallo, ora tace, poiché il sonno ha vinto tutti i guerrieri e i quadrupedi della Cristianità, questi in fila e in piedi, a tratti sfregando uno zoccolo in terra o dando un breve nitrito o raglio, quelli finalmente sciolti dagli elmi e dalle corazze, e, soddisfatti a ritrovarsi persone umane distinte e inconfondibili, eccoli già lì tutti che russano. […] Solo ad Agilulfo questo sollievo non era dato. Nell’armatura bianca, imbardata15 di tutto punto, sotto la sua tenda, una delle più ordinate e confortevoli del campo cristiano, provava a tenersi supino, e continuava a pensare: non i pensieri oziosi e divaganti di chi sta per prender sonno, ma sempre ragionamenti determinati e esatti. Dopo poco si sollevava su di un gomito: sentiva il bisogno d’applicarsi a una qualsiasi occupazione manuale, come il lucidare la spada, che già era ben splendente, o l’ungere di grasso i giunti dell’armatura. Non durava a lungo: ecco che già s’alzava, ecco che usciva dalla tenda, imbracciando lancia e scudo, e la sua ombra biancheggiante trascorreva per l’accampamento. Dalle tende a cono si levava il concerto dei pesanti respiri degli addormentati. Cosa fosse quel poter chiudere gli occhi, perdere coscienza di sé, affondare in un vuoto delle proprie ore, e poi svegliandosi ritrovarsi eguale a prima, a riannodare i fili della propria vita, Agilulfo non lo poteva sapere, e la sua invidia per la facoltà di dormire propria delle persone esistenti era un’invidia vaga, come di qualcosa che non si sa nemmeno concepire.

12 accozzaglia: raggruppamento di persone. 13 scolta: sentinella. 14 brulichio: movimento agitato e confuso di una moltitudine di persone. 15 imbardata: completa di tutti gli armamenti.

ITALIANO

TIPOLOGIE TESTUALI

I. Calvino, Il cavaliere inesistente, Mondadori

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TIPOLOGIE TESTUALI

Analisi del testo 1

Qual è, secondo te, la definizione esatta della parola «romanzo» tra quelle proposte? Indicala con una crocetta. Storia di origine popolare, ricca di elementi fantastici.

Testo che contiene i risultati di uno studio approfondito su un tema.

Composizione narrativa in prosa, caratterizzata da un’ampia struttura con una complessità di personaggi e vicende.

SEGNALIBRO Il brano che hai appena letto è tratto da un romanzo di Italo Calvino, giornalista e scrittore della seconda metà del Novecento. Fra la sua abbondante produzione letteraria, compaiono anche racconti, saggi critici e fiabe.

Breve racconto verosimile.

2

Il narratore è interno o esterno al racconto?

6

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3

In quale luogo e in quale periodo storico è ambientata la storia?

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4

Chi è il protagonista del brano? Come viene descritto dal punto di vista fisico?

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7

8

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precisa

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particolareggiata

Quali atteggiamenti ci fanno intuire il carattere del protagonista?

appena accennata resa con termini appropriati

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vivace

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Come definiresti la descrizione con cui l’autore ritrae i paladini, l’imperatore, il protagonista, i cavalli, l’ambiente? Barra le definizioni che ritieni più appropriate. generica

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Che tipo di relazione si stabilisce tra i paladini e Agilulfo?

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5

Come si comporta Carlomagno dopo il breve colloquio con Agilulfo?

9

esageratamente lunga

fisica e psicologica soltanto oggettiva capace di rendere persone e animali anche nel loro dinamismo

Quale aspetto dei paladini addormentati invidia Agilulfo?

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TIPOLOGIE TESTUALI

Elaborazione personale

Nascondere la propria identità nello svolgimento di un lavoro. I l seguire con un alto senso del dovere il codice di comportamento della cavalleria porta all’annullamento della personalità.

2 T i piacerebbe leggere il seguito di questa storia? Motiva la tua risposta sia essa affermativa o negativa. ………………………………………………………...................................................................………………………………………………................................

SEGNALIBRO Il romanzo Il cavaliere inesistente, insieme con gli altri due romanzi dello stesso autore, Il barone rampante e Il visconte dimezzato, forma una trilogia con cui l’autore fa riflettere sulla condizione umana del nostro tempo.

ITALIANO

1 S econdo te, che cosa vuol dire essere «un cavaliere che non esiste» e tuttavia muoversi, parlare, combattere? Scegli la risposta che ritieni più giusta.

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3 Inventa un personaggio che potrebbe essere il protagonista di un racconto o di un romanzo. Nel presentarlo, come se tu fossi un narratore esterno, puoi avvalerti delle seguenti indicazioni:

• accenna al contesto ambientale (luogo

SEGNALIBRO Ricorda che il testo descrittivo ha particolari caratteristiche: • uso del tempo presente o imperfetto; • presenza di frasi piuttosto brevi; • ricorso a un lessico preciso, vario, non ripetitivo, ricco di aggettivi e vivacizzato dalle similitudini.

e periodo in cui vive); • descrivi l’aspetto fisico (età, corporatura, statura, viso, tono della voce, modo di vestire, gestualità, andatura); • tratteggia anche gli aspetti del suo carattere: qualità (simpatia, gentilezza, vitalità, generosità…) e/o difetti (aggressività, prepotenza, diffidenza, egoismo, musoneria…) che possono emergere anche indirettamente, cioè dal comportamento e dagli altri atteggiamenti o dai pensieri che il personaggio stesso esprime. ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………......................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………........................................................... ……………………………………………………….............................................................................................…………………………………………………………………………………………………...........................................................

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TIPOLOGIE TESTUALI

Zoom sulla lingua La lingua permette di esprimersi, di volta in volta, in maniera diversa in base al tipo di rapporto stabilito con l’interlocutore o in base al grado di accuratezza che il discorso richiede. Il modo con cui si usa la lingua, cioè il registro, può essere informale (non elaborato) o formale. Il registro formale, a sua volta, può essere basso o alto, a seconda che si utilizzino parole più frequenti o parole più ricercate.

1 S ostituisci le parole o le espressioni tra parentesi con le altre, dal significato simile, ma di valore letterario, sottoelencate. Contrade – ubertosi – silente – perigli – effimera – al vespro – eloquenza – pauperizzazione.

1. Nella notte (silenziosa) ............................................................. si

percepì tra i cespugli un lieve fruscio. 2. Purtroppo è stata una gioia (di breve durata) .............................................................. 3. La veduta di ampi e verdeggianti (territori) ............................................................. rese piacevole e distensivo il lungo viaggio. 4. Campi (fertili) ............................................................. e pascoli erano in passato la principale risorsa di molte regioni italiane.

5. Intorno (all’ora del tramonto) ..................................................

le campane della chiesetta alpina suonavano l’Ave Maria. 6. Nella lunga marcia verso i nemici, i soldati affrontarono mille (pericoli) ....................................................... e difficoltà. 7. L’(arte del saper parlare in pubblico) ............................ .................................................................... era la qualità per eccellenza di un oratore. 8. Anche in molti Paesi in via di sviluppo è in atto una crescente (povertà) ........................................................

2 C ollega con una freccia ognuna delle seguenti parole popolari e gergali con le corrispondenti espressioni di tono più sostenuto. Afferrare Cagnara Cadere Sbolognare Imbroglio, raggiro Scorciare Chiasso fastidioso di gente che litiga Acchiappare Accorciare Cascare Sbucciare Pelare Lamento, fastidio Lagna Liberarsi di qualcuno o di qualcosa Bidonata 3 Nelle seguenti frasi sostituisci i verbi «fare» e «dire» con il sinonimo appropriato.

1. Edoardo mi (ha detto) ................…………...... di abbando-

nare l’impresa perché troppo rischiosa. 2. Quando ci vedremo, ti (dirò) ................…………...... delle belle novità. 3. Ognuno di voi (dica) ................…………...... la propria opinione in merito al progetto. 4. Non prendo il caffè perché non mi (fa) ................…………...... dormire.

5. Il violento temporale (fece) ................…………...... tanti

danni in tutto il paese. 6. Mi (fa) ................…………...... felice sapere che hai risolto tutti i tuoi problemi. 7. (Dimmi) ................…………...... il perché del tuo comportamento. 8. Mio fratello ha un bel carattere: riesce subito a (fare) ................…………...... amicizia con tutti.

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TIPOLOGIE TESTUALI

ITALIANO

Testo espressivo La poesia «Poesia è singolarità, evidenza, precisione. Poesia è flusso ritmico […] Dà corpo a pure idee […]. È invenzione di forme. O riprende forme tramandate da decenni e da secoli. È condensazione di significati. È rarefazione del significato. È associazione fonica. È densità semantica […]. Innova e sorprende. Echeggia e ripete…» Alfonso Berardinelli

Nei moderni rivivono gli antichi

Diversi poeti del nostro tempo, in veste di traduttori, hanno dato la loro «voce» ai poeti dell’antica Grecia, rispettandone insieme l’originalità dell’ispirazione e il fluire ritmico. Giulia Niccolai traduce Mortale sono ed effimero del geografo e poeta Tolomeo Mortale sono ed effimero1, lo so; ma se in me, caleidoscopio2, rifletto l’armonia orbitale3 degli astri, più non tocco la terra con i piedi, accanto allo stesso Zeus4 l’ambrosia5 degli dèi mi pervade. G. Niccolai, Lirici Greci, Bompiani

Nino de Vita traduce Quando sopra l’azzurro del poeta Mosco Quando sopra l’azzurro e verde mare soffia la brezza, il cuore mio si quieta: non mi è cara la terra, solo il mare disteso mi conquista. Quand’è grigio strepita nel profondo – spumeggia, gonfia – i flutti infuriano. Giuseppe Conte traduce Il mese di Poseidone del poeta Anacreonte Il mese di Poseidone6 eccolo, viene, e le nuvole sono gonfie di pioggia e cupe feroci le tempeste strepitano.

1 effimero: di breve durata. 2 caleidoscopio: apparecchio che dà un avvicendamento di luci, colori, immagini e figure. 3 armonia orbitale: armonia del movimento degli astri intorno a se stessi o agli altri corpi. 4 Zeus: Giove, padre degli dei. 5 ambrosia: cibo degli dei.

Oh, allora verso la terra io guardo, agli alberi, ed il mare fuggo. Mi è gradita la terra e la boscaglia dove – anche se soffia il vento – il pino canta. […] N. de Vita, Lirici Greci, Bompiani

6 Poseidone: Nettuno, dio del mare. Il mese di Poseidone indica il periodo dell’anno dal 15 dicembre al 15 gennaio.

G. Conte, Lirici Greci, Bompiani

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TIPOLOGIE TESTUALI

Analisi del testo 1 I versi che hai letto sono frammenti di poesia lirica, la poesia cioè che veniva recitata con l’accompagnamento della lira, un antico strumento a corda. Oggi che cosa si intende con l’espressione «poesia lirica»? Barra con una crocetta la definizione, secondo te, esatta.

Poesia che canta le imprese di semidei ed eroi.

Poesia «dolce» che canta l’amore.

Forma poetica con cui l’autore esprime i suoi sentimenti personali.

P oesia moralistica che coglie i vizi o i difetti degli uomini.

2 L a fonte d’ispirazione per tutti e tre i poeti è la natura, in alcune delle sue tante manifestazioni. Che cosa coglie della natura ogni poeta?

1. Mosco osserva ............................................................................................................................................................................................................................................. ................................. 2. Anacreonte descrive .......................................................................................................................................................................................................................... ................................. 3. Tolomeo leva lo sguardo verso ........................................................................................................................................................................................ .................................

3 S crivi sui puntini il nome del poeta cui si riferisce l’espressione che mette in luce il suo sentire in rapporto alla realtà naturale.

1. Il rapporto fra il poeta …………………………………………………………………………… e la natura, limitato a un particolare, è denso di inquietudine.

2. Il poeta ………………………………………………………………………………… sente che da un legame profondo con la realtà universale,

3. Il poeta ………………………………………………………………………………… vibra insieme con la natura: ora la sente rasserenante,

può derivare uno stato di felicità e di appagamento. ora minacciosa.

4 C ollega con una freccia il titolo di ogni poesia con la frase che ne esprime in sintesi il contenuto e/o il messaggio.

1. Mortale sono ed effimero (Tolomeo)

a. Lo stretto legame tra i diversi ambienti della natura e

3. Quando sopra l’azzurro (Mosco)

b. La gioia di sentirsi in armonia con l’universo, pur nella

2. Il mese di Poseidone (Anacreonte)

l’animo del poeta.

propria limitatezza di creatura mortale.

c. Avvertire la forza cupa e tenebrosa dei mesi invernali.

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TIPOLOGIE TESTUALI

Elaborazione personale 1 I l poeta Giacomo Leopardi ha scritto che «senza essere poeta, non si può tradurre un vero poeta». Secondo te, qual è il significato di quest’affermazione?

ITALIANO

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2 Scrivi il commento di una delle poesie lette sulla base della seguente scaletta. • introduzione (autore, titolo, numero delle strofe e dei versi); • sintesi del contenuto (argomento della poesia e immagini rappreSEGNALIBRO sentate attraverso dati uditivi, visivi, cromatici); Quando si commenta un • paesaggio e stati d’animo (sensazioni e stati d’animo che il poeta testo, è necessario usare esprime o lascia intuire osservando la natura intorno a lui); il tempo presente e, se • presenza di figure retoriche di suono e di significato (rima, assonanza, si riportano le parole del consonanza, allitterazione, onomatopea, enjambement, similitudine, poeta, bisogna racchiumetafora, personificazione…); derle tra le virgolette. • lessico utilizzato (parole facili, difficili, ricercate, d’uso quotidiano); • conclusione (riflessioni personali sulla poesia).

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13 PRONTI PER... la secondaria di secondo grado.indb 13

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TIPOLOGIE TESTUALI

Zoom sulla lingua Le figure retoriche sono particolari espressioni che permettono di utilizzare le parole con un significato diverso da quello che indicano abitualmente, pur sempre sulla base di un rapporto di somiglianza o vicinanza tra il significato originario e quello nuovo. Tali figure danno intensità espressiva al linguaggio poetico, ma si ritrovano anche in quello giornalistico, pubblicitario e nel parlare di ogni giorno.

1 S ottolinea la metafora presente in ognuna delle seguenti frasi e scrivi sui puntini la spiegazione.

1. Questo libro è un vero matto- 4. Silvia ha proprio una volontà di

ne: non so se lo finirò ............................. ferro .................................................................................. ������������������������������������������������������������������������������������������������� . ������������������������������������������������������������������������������������������������� . 2. Giovanna è la colonna della 5. Oggi il mare è una tavola famiglia ................................................................... blu ....................................................................................... ������������������������������������������������������������������������������������������������� . 3. Mio nonno, nel fiore degli anni, visse la tragica esperienza della 6. Sei proprio un uccel di bosco: guerra ............................................................................. non ti si trova mai ...................................... ������������������������������������������������������������������������������������������������� . ������������������������������������������������������������������������������������������������� .

2 Sottolinea l’iperbole presente in ognuna delle seguenti frasi. 1. Ciao! È un secolo che non ci vediamo. 2. Mi sono fermato a bere un goccio d’acqua. 3. Dopo aver fatto una sola nuotata, sono morto di stanchezza. 4. È da una vita che desidero fare questo viaggio. 5. Le canzoni di Tiziano Ferro mi piacciono un mondo. 6. A ttraverserei mari e monti pur di partecipare a una missione nello spazio. 3 Spiega ogni metonimia sottolineata delle seguenti frasi, compilando la tabella come nell’esempio. 1. In televisione il comico Roberto Benigni ha letto Dante con grande coinvolgimento emotivo. 2. Dopo aver eluso la sorveglianza, lo scippatore si dileguò tra la folla. 3. Complimenti alla cuoca: il piatto era squisito. 4. Anche nei momenti di svago bisogna avere cervello. 5. N el momento dell’incidente il ragazzo ha dimostrato di avere fegato. 6. I ladri entrarono di notte nella villa e portarono via tutto l’oro e l’argento.

Metonimia 1. Dante ………………........………………

SEGNALIBRO La metafora nasce da una similitudine accorciata e usa, in luogo di una parola, un’altra che ha con essa un rapporto di somiglianza o di analogia.

SEGNALIBRO L’iperbole è una figura retorica che utilizza parole esagerate per esprimere con più rilievo un concetto o un’idea.

SEGNALIBRO La metonimia è una figura retorica che consiste nel sostituire un termine con un altro che abbia con il primo un legame logico o un rapporto di significato.

4. …………………………………………

Significato opera di Dante Alighieri 4. …………………………………………………………………………… 1. L’ ……………………………………………………………………………

2. ………………………………………… 5. …………………………………………

2. …………………………………………………………………………… 5. ……………………………………………………………………………

3. ………………………………………… 6. …………………………………………

3. …………………………………………………………………………… 6. ……………………………………………………………………………

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tipologie testuali, morfologia, sintassi MATEMATICA

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