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Lettori senza frontiere - Volume 3 per studenti con BES - ESTRATTO

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DIDATTICA INCLUSIVA

BES

BES

BES Audio facile per DSA Alta leggibilità

V. Cotturelli

DIDATTICA DIDATTICA DIDATTICA INCLUSIVA INCLUSIVA INCLUSIVA BES Audio facile per DSA Audio facile per DSA BES Audio facile per BES DSA Audio facile per DSA Alta leggibilità Alta leggibilità Alta leggibilità Alta leggibilità S. Saracco

Volume 1 + pp. 752

DIDATTICA VolumeINCLUSIVA 2+

pp. 736

DIDATTICA Volume 3+ INCLUSIVA

pp. 768 BES

BES

DIDATTICA Mito edINCLUSIVA epica +

pp. 240

DIDATTICA INCLUSIVA

BES

pp. 416

BES

Per il docente Audio facile per DSA Alta leggibilità

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Volumi 1, 2, 3 per BES Specifico DSA DIDATTICA INCLUSIVA + CD Audio BES

Lettori

Con

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Quaderni 1, 2, 3 abilità e competenze +

DIDATTICA Letteratura INCLUSIVA +

BES

senza

frontiere

Lettori senza frontiere

Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o ­altrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE ­GRATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 L. 633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d). Esente da bolla di accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n° 627, art.4. n° 6).

Audiolettura Audio facile per DSA Alta leggibilità PagineDIDATTICA semplificate INCLUSIVA Traduzione in altre lingue

Piano dell’opera DIDATTICA INCLUSIVA

Volumi 1, 2, 3 per BES Specifico non madrelingua + CD Audio

Guida per il docente + DVD M.I.O. BOOK docente + Vademecum BES

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Antologia per la scuola secondaria di primo grado

Per la classe 1a Per la classe 2a

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ISBN 978-88-472-2226-7 Volume 3 + Quaderno abilità e competenze 3 + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2216-8 Volume 3 + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2217-5 Quaderno abilità e competenze 3 + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2219-9 Volume 3 per studenti con BES, specifico per DSA + CD Audio ISBN 978-88-472-2218-2 Volume 3 per studenti con BES, specifico per non madrelingua + CD Audio

€ 26,90 € 24,90 € 5,50 € 4,00 € 4,00

3 Specifico per DSA

ISBN 978-88-472-2224-3 Volume 2 + Letteratura + Quaderno abilità e competenze 2 + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2225-0 Volume 2 + Letteratura + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2211-3 Volume 2 + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2212-0 Letteratura + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2213-7 Quaderno abilità e competenze 2 + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2215-1 Volume 2 per studenti con BES, specifico per DSA + CD Audio ISBN 978-88-472-2214-4 Volume 2 per studenti con BES, specifico per non madrelingua + CD Audio

Per la classe 3a

Codici per adozioni e pack vendita (modalità mista di tipo b) € 26,40 € 24,90 € 23,50 € 6,00 € 5,00 € 4,00 € 4,00

DIDATTICA INCLUSIVA

BES

DIDATTICA INCLUSIVA

ISBN 978-88-472-2222-9 Volume 1 + Mito ed epica + Quaderno abilità e competenze 1 + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2223-6 Volume 1 + Mito ed epica + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2206-9 Volume 1 + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2207-6 Mito ed epica + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2208-3 Quaderno abilità e competenze 1 + M.I.O. BOOK ISBN 978-88-472-2210-6 Volume 1 per studenti con BES, specifico per DSA + CD Audio ISBN 978-88-472-2209-0 Volume 1 per studenti con BES, specifico per non madrelingua + CD Audio

Stefania Saracco

frontiere

DIDATTICA INCLUSIVA

CD Audio

Lettori senza Velia Cotturelli

3

BES

DIDATTICA INCLUSIVA

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BES

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Rivolto a: • docenti • studenti • genitori

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Un ambiente dove insegnanti, studenti e genitori possono incontrarsi e comunicare.

Un luogo dedicato agli insegnanti dove caricare e scaricare materiale creato durante le lezioni.

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LIBRO ACCESSIBILE

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Il libro accessibile, grazie alla sua tecnologia, si adatta a differenti esigenze di lettura, in particolar modo agli studenti con DSA. • Consente di ingrandire i caratteri del testo, di modificarne il colore e i contrasti testo/sfondo, di utilizzare il carattere leggimi © Sinnos Editrice ad alta leggibilità. • Disponibile il servizio di traduzione del testo in molteplici lingue, indicato per studenti stranieri con problemi nella comprensione della lingua italiana.

I testi sono forniti di audioletture, utili per ogni tipo di difficoltà nel lavoro in classe e nello studio a casa.


Velia Cotturelli

Stefania Saracco

Lettori senza

frontiere

Antologia

per la scuola secondaria di primo grado

Volume per studenti con BES Specifico per DSA

3


unità

Indice 1

Audio facile

Mistero e terrore

unità

Le caratteristiche del racconto del mistero e del terrore 2 Mary Shelley, Frankenstein 5 Robert Louis Stevenson, Jekyll e Hyde 11 Mappa 18

2

La fantascienza

unità

Le caratteristiche della fantascienza 19 Fredric Brown, Sentinella 21 Isaac Asimov, Parola chiave 25 Mappa 32

3

Il romanzo storico, realistico e sociale

Le caratteristiche del romanzo storico Umberto Eco, Lo scriptorium Le caratteristiche del romanzo realistico e sociale

33 35 40

unità

Émile Zola, L’attesa di Gervaise 42 Mappa 48

4

Il romanzo di formazione e psicologico

Le caratteristiche del romanzo di formazione Elsa Morante, Guapperie inutili Le caratteristiche del romanzo psicologico

50 52 58

unità

Luigi Pirandello, L’usuraio pazzo 59 Mappa 65

5

La poesia

Leggere e analizzare una poesia 67 La struttura del testo poetico 68 Le figure retoriche 72 Paul Verlaine, Canzone d’autunno 76 Alda Merini, Io non ho bisogno di denaro 79 Mappa 81

II


unità

INDICE

6

Diventare grandi

Le caratteristiche dei testi digitali

82

unità

Peter Weiss, Io, adolescente 85 Carlo Cassola, Io amo Anna! 91 Mappa 96

7

Il mondo del lavoro

unità

Le caratteristiche del testo argomentativo 97 Jeremy Rifkin, Il declino della forza lavoro 99 Federico Rampini, Posto fisso o precariato? 105 Mappa 110

8

Dalla parte delle donne

unità

Le caratteristiche dell’articolo d’opinione e del saggio: due testi argomentativi 111 Flavia Foradini, Donna in Europa? Meglio essere norvegesi 113 Walter Stone Tevis, La regina degli scacchi 118 Mappa 123

9

Educare alla sostenibilità

Le caratteristiche della divulgazione scientifica: un testo espositivo

124

unità

Antonio Brunori, La sostenibilità nel settore forestale 126 David Burnie, Il futuro della Terra 131 Mappa 135

10

Le guerre del passato, le sfide del presente

Le caratteristiche della memorialistica: un testo narrativo

136

Mario Rigoni Stern, In marcia nella neve 138 Gustavo Zagrebelsky, Convivere in una società multiculturale 143 Mappa 149

III


unità

1 Mistero e terrore

Le caratteristiche del racconto del mistero e del terrore Che cos’è il racconto del mistero e del terrore • Il racconto del mistero e del terrore: - è detto anche «horror»; - è un racconto fantastico che vuole trasmettere paura, ansia e terrore; - nacque nell’antichità perché l’uomo ha sempre avuto il desiderio di provare emozioni forti, a volte sconvolgenti; - racconta di situazioni spaventose che accadono a personaggi immaginari; - ci fa sentire al sicuro e ci aiuta ad affrontare le piccole paure di tutti i giorni perché è un racconto tutto finto.

Generi

La struttura • I l racconto del mistero e del terrore si divide nei seguenti momenti: - la situazione iniziale: la storia parte da una condizione di normalità; - la rottura dell’equilibrio iniziale; in cui un evento, nuovo e imprevisto, complica la situazione iniziale; - lo sviluppo della vicenda; in cui aumenta la tensione del lettore grazie al fatto che la storia comincia a diventare inquietante e angosciante; - l’epilogo; che di solito ha un finale imprevisto o dei colpi di scena che sorprendono il lettore.

2


UNITÀ 1 MISTERO E TERRORE

• Spesso fabula e intreccio non coincidono e quindi: - nel racconto ci sono molti flashback e anticipazioni; - a un certo punto il lettore capisce che sta per accadere qualcosa di grave ai personaggi e vive in uno stato d’animo di attesa e curiosità. • La narrazione può essere: - i n prima persona: il narratore spesso si presenta nell’incipit (l’inizio del testo) e dice che sta per raccontare dei fatti incredibili che lui ha visto con i suoi occhi e quindi fa credere che quello che è successo sia vero; - i n terza persona: si usano i verbi all’imperfetto (ad es. «andava») e al passato remoto (ad es. «andò») per creare uno stacco con il presente, facendo anche rimanere il dubbio sul fatto che l’avvenimento sia accaduto per davvero. I personaggi, lo spazio, il tempo e le tecniche narrative La trama è complessa, con molta suspense e colpi di scena. I personaggi: - possono essere del tutto fantastici oppure sembrare veri; - sono sempre inquietanti, orribili e descritti bene; - il protagonista è spesso un eroe negativo oppure diviso fra bene e male. • L’ambientazione è caratterizzata da: - s ituazioni temporali: di solito i fatti si svolgono di notte e in un tempo non preciso; - s ituazioni spaziali: i luoghi sono misteriosi, scuri e in mezzo al niente (castelli cadenti, rovine, torri, cimiteri immersi nella nebbia e ville antiche infestate da fantasmi). • •

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Mistero e terrore

IMMAGINARE E RACCONTARE

• Le tecniche di scrittura usate sono: - la personificazione, cioè quando oggetti o animali hanno caratteristiche e comportamenti tipici dell’uomo; - la suspense, cioè la tensione narrativa che coinvolge il lettore; - l’enigma, cioè il dubbio del protagonista, che si fa delle domande; - la sorpresa (o colpo di scena), cioè un fatto imprevisto nel corso del racconto che apre nuovi sviluppi, oppure un finale in cui succede qualcosa che non ci aspettiamo; - il climax, cioè una figura retorica che usa delle parole in ordine crescente o calante per far crescere o diminuire la tensione. Il linguaggio

Generi

• Il linguaggio del racconto del mistero e del terrore: - è molto importante per far crescere la tensione; - spesso usa frasi brevi e spezzate per rendere il ritmo della narrazione incalzante; -d escrive i luoghi e i personaggi in modo preciso per far entrare meglio il lettore nella vicenda; - è ricco di dialoghi; - è ricco di esclamazioni e domande senza risposta che servono a far sapere a cosa stanno pensando i personaggi; - è ricco di onomatopee e metafore.

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UNITÀ 1 MISTERO E TERRORE

Frankenstein Mary Shelley

(1797-1851)

Il dottor Frankenstein studia da tempo come dare vita a un corpo inanimato e, incoraggiato dai suoi progressi, una notte mette in atto il suo progetto. L’esperimento si rivelerà un fallimento: aveva creato un mostro deforme. Quando mi ritrovai in possesso di una facoltà così strabiliante, esitai a lungo sul come utilizzarla. Avevo la capacità di infondere la vita, tuttavia preparare un corpo, con i suoi intrichi di vene, muscoli e fibre, atto a riceverla restava pur sempre un’impresa difficile, una fatica improba. Mi domandai dapprima se dovessi tentare la creazione di un essere come me o di struttura più semplice, ma la mia immaginazione, infiammata dal successo, non mi faceva dubitare di riuscire a dar vita a un animale complesso e meraviglioso come l’uomo. Anche se i materiali a mia disposizione in quel momento sembravano inadeguati a questa ardita impresa, ero fiducioso che sarei arrivato alla meta. Mi preparai ad affrontare una quantità di rovesci: i miei tentativi potevano risultare vani e la mia opera alla fine rivelarsi imperfetta ma, considerando i progressi che si verificano ogni giorno in campo scientifico, mi sentivo incoraggiato a tentare; avrei, se non altro, gettato le basi per un successo futuro. Neppure la vastità e la complessità del progetto erano argomentazioni sufficienti a farmi considerare inattuabile quanto mi proponevo. Con questi sentimenti intrapresi la creazione di un essere umano. Poiché le piccole dimensioni costituivano un grave intralcio alla rapidità del mio lavoro decisi, contrariamente alla mia prima intenzione, di costruire un essere gigantesco,

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Generi

Mistero e terrore

IMMAGINARE E RACCONTARE

1. piedi: unità di misura di lunghezza in uso nei Paesi anglosassoni. Un piede corrisponde a 30,48 cm.

6

alto circa otto piedi1 e di corporatura in proporzione. Stabilito questo punto, e dopo alcuni mesi impiegati a radunare e predisporre il materiale occorrente, cominciai. Fu in una tetra notte di novembre che vidi il compimento delle mie fatiche. Con un’ansia simile all’angoscia radunai gli strumenti con i quali avrei trasmesso la scintilla della vita alla cosa inanimata che giaceva ai miei piedi. Era già l’una del mattino; la pioggia batteva lugubre contro i vetri, la candela era quasi consumata quando, tra i bagliori della luce morente, la mia creatura aprì gli occhi, opachi e giallastri, trasse un respiro faticoso e un moto convulso ne agitò le membra. Come posso descrivere la mia emozione a quella catastrofe, descrivere l’essere miserevole cui avevo dato forma con tanta cura e tanta pena? Il corpo era proporzionato e avevo modellato le sue fattezze pensando al sublime. Sublime? Gran Dio! La pelle gialla a stento copriva l’intreccio dei muscoli e delle vene; i capelli folti erano di un nero lucente e i denti di un candore perlaceo; ma queste bellezze rendevano ancor più orrido il contrasto con gli occhi acquosi, grigiognoli come le orbite in cui affondavano, il colorito terreo, le labbra nere e tirate. La vita non offre avvenimenti tanto mutevoli quanto lo sono i sentimenti dell’uomo. Avevo lavorato duramente per quasi due anni al solo scopo di infondere la vita a un corpo inanimato. Per questo avevo rinunciato al riposo e alla salute. L’avevo desiderato con intensità smodata, ma ora che avevo raggiunto la meta il fascino del sogno svaniva, orrore e disgusto infiniti mi riempivano il cuore. Incapace di sostenere la vista dell’essere che avevo creato, fuggii dal laboratorio e a


UNITÀ 1 MISTERO E TERRORE

2. Elizabeth: la fidanzata del dottor Frankenstein. 3. Ingolstadt: città tedesca situata in Baviera, dove il dottor Frankenstein aveva studiato medicina.

lungo camminai avanti e indietro nella mia camera da letto, senza riuscire a dormire. Alla fine lo spossamento subentrò al tumulto iniziale e mi gettai vestito sul letto, cercando qualche momento di oblio. Invano! Dormii, è vero, ma agitato dai sogni più strani. Mi sembrava di vedere Elizabeth2, nel fiore della salute, per le strade di Ingolstadt3. Sorpreso e gioioso, l’abbracciavo; ma come imprimevo il primo bacio sulle sue labbra queste si facevano livide, color di morte; i suoi tratti si trasformavano e avevo l’impressione di stringere tra le braccia il cadavere di mia madre, avvolto nel sudario. I vermi brulicavano tra le pieghe del tessuto. Mi risvegliai trasalendo d’orrore; un sudore freddo mi imperlava la fronte, battevo i denti e le membra erano in preda a un tremito convulso quando – al chiarore velato della luna che si insinuava attraverso le persiane chiuse – scorsi la miserabile creatura, il mostro da me creato. Teneva sollevate le cortine del letto e i suoi occhi, se di occhi si può parlare, erano fissi su di me. Aprì le mascelle emettendo dei suoni inarticolati mentre un sogghigno gli raggrinziva le guance. Forse aveva parlato, ma non udii; aveva allungato una mano, come per trattenermi, ma gli sfuggii precipitandomi giù per le scale. Mi rifugiai nel cortile della casa e vi passai il resto della notte, continuando a percorrerlo, agitatissimo, e tendendo l’orecchio a ogni rumore che annunciasse l’arrivo del diabolico cadavere al quale avevo sciaguratamente dato vita. Oh! Nessun mortale avrebbe potuto sostenere l’orrore del suo aspetto! Una mummia riportata in vita non sarebbe risultata raccapricciante come quell’essere repulsivo. Lo avevo osservato quando non era ancora ultimato: anche allora era sgradevole, ma quando i muscoli e le giunture avevano assunto capacità di moto

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Mistero e terrore

IMMAGINARE E RACCONTARE

4. Dante: riferimento all’Inferno de La Divina Commedia di Dante Alighieri.

era diventato qualcosa che neppure Dante4 avrebbe saputo concepire. Trascorsi una nottata infernale. A volte il polso batteva così rapido e violento che potevo sentire il palpitare di ogni arteria; altre volte l’estrema debolezza e il languore quasi mi facevano crollare a terra. Insieme all’orrore provavo l’amarezza della disillusione: sogni che a lungo erano stati il mio cibo e il mio ristoro si erano trasformati in incubi; e il rovesciamento era stato così rapido, così completa la disfatta! Sorse il mattino, triste e piovoso, e mostrò ai miei occhi insonni e dolenti la chiesa di Ingolstadt, il suo bianco campanile e l’orologio che segnava le sei. Il guardiano aprì i cancelli del cortile che era stato il mio asilo quella notte e uscii nelle strade percorrendole a passo svelto come per sfuggire al mostro che temevo mi si parasse dinanzi a ogni angolo. Non avevo il coraggio di tornare al mio alloggio, mi sentivo sospinto a camminare nonostante la pioggia che cadeva da un cielo nero e sconfortante mi bagnasse fino alle midolla.

Generi

da Mary Shelley, Frankenstein, trad. di M. P. Saci e F. Troncarelli, Garzanti, Milano 1991

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UNITÀ 1 MISTERO E TERRORE COMPRENDERE IL TESTO

1. Quale capacità scopre di avere il dottor Frankenstein?

A Scoprire

mondi sconosciuti B Riuscire a dare nuova vita C Scrivere testi di medicina D Creare nuove specie animali 2. A che ora lo scienziato riesce a finire il suo esperimento?

A Verso B C D

mezzogiorno Allo scoccare della mezzanotte All’una del mattino All’ora del tè

3. Per quanto tempo il dottor Frankenstein ha lavorato all’esperimento?

A Per

circa sei mesi B Per quasi due anni C Da quando è diventato medico D Da pochissimo tempo 4. Come erano le labbra della mostruosa creatura dell’esperimento?

A Screpolate B C D

e secche Nere e tirate Strette e sottili Rosse e carnose

5. Quando il dottor Frankenstein vede la sua creatura, di cosa si accorge?

A Di

aver creato un essere debole B Che il suo lavoro è appena cominciato C Che l’esperimento deve ancora continuare D Di aver creato un mostro 6. Cosa prova lo scienziato pensando al suo esperimento?

A Disgusto B C D

Gioia Rabbia Allegria

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Mistero e terrore

IMMAGINARE E RACCONTARE RICONOSCERE LA STRUTTURA DEL TESTO

7. Completa le seguenti frasi con le parole date.

felice – chiusi – mostruosa – più buie – paurosa – spaventato a. Nella storia compare una creatura. .................................................. b. La storia è ambientata in luoghi ................................................., durante le ore ................................................., in un’atmosfera .................................................. c. Il protagonista all’inizio è .................................................. d. Il protagonista alla fine è ..................................................

CAPIRE E USARE LE PAROLE

8. Indica le parole e le espressioni che riguardano la creatura. Mostro Capelli neri

Notte Occhi acquosi

Gigante Laboratorio

Scienziato Spaventato

9. Che cosa significano le seguenti parole presenti nel testo?

a. Tumulto

A Calma

D Agitazione

b. Convulso

A Trascinato

B Paura C Tristezza

B Orribile C Calmo D Agitato

RIFLETTERE, RIELABORARE, APPROFONDIRE

10. Individua nel testo la parte del brano che ti ha impressionato di più e spiega con parole tue perché. sieme

amo in

Scrivi, con un tuo compagno, un racconto di paura che abbia un 11 mostro come protagonista. Leggete il racconto in classe e ascoltate quelli dei compagni.

Generi

impari

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UNITÀ 1 MISTERO E TERRORE

Jekyll e Hyde Robert Louis Stevenson

(1850-1894)

Il dottor Jekyll, uomo onesto e generoso, cerca di scoprire il metodo scientifico per separare il bene dal male; sperimenta così su di sé un certo preparato di sua invenzione, per mezzo del quale si trasforma in un essere, il signor Edward Hyde, totalmente diverso, malvagio e violento. Sono nato nell’anno 18…, erede di una cospicua fortuna e dotato di qualità eccellenti. Incline per natura all’operosità, ambizioso soprattutto di acquistarmi la stima dei migliori, dei più saggi tra i miei simili, tutto sembrava promettermi un futuro brillante e onorato. Il peggiore dei miei difetti era una certa impaziente vivacità, un’irrequieta gaiezza che taluni sarebbero stati felici di possedere, ma che io trovavo difficili da conciliare col mio prepotente desiderio di andare sempre a testa alta, esibendo in pubblico un contegno di particolare gravità. Fu così che cominciai molto presto a nascondere i miei piaceri, e che quando, giunti gli anni della riflessione, presi a considerare i miei progressi e la mia posizione nel mondo, mi trovai già incamminato in una vita di profonda doppiezza. Molti si sarebbero addirittura vantati di certe leggerezze, di certe sregolatezze che io, dalla mia altezza e ambiziosità di vedute, consideravo invece una colpa e nascondevo con vergogna quasi morbosa. Più che difetti gravi, furono dunque le mie aspirazioni eccessive a fare di me quello che sono stato, e a separare in me, più radicalmente che negli altri, quelle due province del bene e del male che dividono e compongono la duplice natura dell’uomo. Il mio caso m’ha

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Generi

Mistero e terrore

IMMAGINARE E RACCONTARE

spinto a riflettere lungamente e a fondo su questa dura legge della vita, che è all’origine della religione e anche, senza dubbio, tra le maggiori fonti di infelicità. Per duplice che fossi, non sono mai stato quello che si dice un ipocrita. I due lati del mio carattere erano ugualmente affermati: quando m’abbandonavo senza ritegno ai miei piaceri vergognosi, ero altrettanto me stesso di quando, alla luce del giorno, mi affaticavo per il progresso della scienza e il bene del prossimo. Ma accadde che le mie ricerche scientifiche, decisamente orientate verso il mistico e il trascendentale, venissero a confluire con le riflessioni che ho detto, gettando una viva luce su questa coscienza d’una guerra perenne di me con me stesso. Sia sul piano scientifico che su quello morale, venni dunque gradualmente avvicinandomi a quella verità, la cui parziale scoperta m’ha poi condotto a un così tremendo naufragio: l’uomo non è veracemente uno, ma veracemente due. E dico due, perché le mie conoscenze non sono giunte oltre. Altri seguiranno, altri porteranno avanti queste ricerche, e non è da escludere che l’uomo, in ultima analisi, possa rivelarsi una mera associazione di soggetti diversi, incongrui e indipendenti. Io, da parte mia, per la natura della mia vita, ho avanzato infallibilmente in una e una sola direzione. È stato dal lato morale, e sulla mia stessa persona, che ho imparato a riconoscere la fondamentale e originaria dualità dell’uomo. Considerando le due nature che si contendevano il campo della mia coscienza, capii che se potevo dire, con altrettanta verità, di essere l’una come di essere l’altra, era proprio perché si trattava di due nature distinte; e molto presto, ben prima che le mie ricerche scientifiche mi facessero lontanamente balenare la possibilità di un tale miracolo, appresi a indugiare con piacere, come in un caro sogno a occhi aperti, sul

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UNITÀ 1 MISTERO E TERRORE

1. agenti chimici: sostanze che provocano o modificano le reazioni chimiche.

pensiero di una separazione dei due elementi. Se questi, mi dicevo, potessero incarnarsi in due identità separate, la vita diventerebbe molto più sopportabile. L’ingiusto se ne andrebbe per la sua strada, libero dalle aspirazioni e dai rimorsi del più austero gemello; e il giusto potrebbe continuare sicuro e volenteroso nel retto cammino di cui si compiace, senza più doversi caricare di vergogne e rimorsi per colpa del suo malvagio associato. È una maledizione per l’umanità, pensavo, che queste due incongrue metà si trovino così legate, che questi due gemelli nemici debbano continuare a lottare così, nel fondo di una sola e angosciata coscienza. Ma come fare per dividerli? Ero sempre a questo punto quando, come ho detto, le mie ricerche di laboratorio cominciarono a gettare una luce inaspettata sulla questione. Cominciai a percepire, più a fondo di quanto fosse mai stata riconosciuta, la tremula immaterialità, la vaporosa inconsistenza del corpo, così solido in apparenza, di cui andiamo rivestiti. Scoprii che certi agenti chimici1 avevano il potere di scuotere e soffiare via questo rivestimento di carne, come il vento fa volare le tende di un padiglione.

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Mistero e terrore

IMMAGINARE E RACCONTARE

2. tintura: preparato liquido di uso prevalentemente farmaceutico.

Generi

3. revulsione: profondo sradicamento.

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Mi limiterò a dire, perciò, che non solo riconobbi nel mio corpo, nella mia natura fisica, la mera emanazione o effluvio di certe facoltà del mio spirito, ma elaborai una sostanza capace di indebolire quelle facoltà e suscitare una seconda forma corporea, non meno connaturata in me in quanto espressione di altri poteri, anche se più vili, della mia stessa anima. Esitai a lungo prima di passare dalla teoria alla pratica. Sapevo bene di rischiare la vita, poiché era chiara la pericolosità di una sostanza così potente da penetrare e scuotere dalle fondamenta la stessa fortezza dell’identità personale: sarebbe bastato il minimo errore di dosaggio, la minima controindicazione, per cancellare del tutto quell’immateriale tabernacolo che mi proponevo di cambiare. Ma la tentazione di applicare una scoperta così singolare e profonda era tale, che alla fine vinsi ogni paura. Avevo preparato la mia tintura2 già da un pezzo; acquistai allora da una ditta farmaceutica un quantitativo importante di un certo sale, che a quanto mostravano i miei esperimenti era l’ultimo ingrediente necessario, e quella stessa notte maledetta preparai la pozione. Guardai il liquido che ribolliva e fumava nel bicchiere, aspettai che terminasse l’effervescenza, poi mi feci coraggio e bevvi. Subito dopo fui assalito da spasimi atroci: un senso di frantumazione delle ossa, una nausea mortale, e un orrore, una revulsione3 dello spirito, quale non si potrebbe immaginare maggiore nell’ora della nascita o della morte. Ma presto queste torture cessarono, e riprendendo i sensi mi trovai come uscito da una grave malattia. C’era qualcosa di strano nelle mie sensazioni, qualcosa di indicibilmente nuovo e perciò stesso di indicibilmente gradevole. Mi sentii più giovane, più leggero, più felice fisicamente, mentre nel morale ero conscio di altre trasformazioni: una caparbia temerarietà,


UNITÀ 1 MISTERO E TERRORE

una rapida e tumultuosa corrente di immagini sensuali, uno scioglimento dai freni dell’obbligo, un’ignota ma non innocente libertà dell’anima. E subito, fin dal primo respiro della nuova vita, mi seppi portato al male con impeto decuplicato e interamente schiavo del mio peccato d’origine. Ma questa stessa consapevolezza, in quel momento, mi esaltò e deliziò come un vino. Allargai le braccia, esultando nella freschezza di queste sensazioni, e mi resi improvvisamente conto di essere diminuito di statura. Non c’era specchio allora in quella stanza (quello che ora è di fronte a me mentre scrivo, lo misi qui in seguito proprio per controllare le mie trasformazioni). Ma la notte era già molto inoltrata: per buio che fosse, anzi, il mattino era già prossimo a concepire il giorno, e la servitù era chiusa e sbarrata nelle ore più rigorose del sonno. Decisi, dunque, esaltato com’ero dalla speranza e dal trionfo, di avventurarmi in quella nuova forma fino alla mia stanza da letto. Traversai il cortile suscitando (così forse pensai) la meraviglia delle costellazioni, alla cui insonne vigilanza si scopriva il primo essere della mia specie. Scivolai per i corridoi, straniero nella mia stessa casa. E giunto nella mia stanza, contemplai per la prima volta l’immagine di Edward Hyde. da Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, a cura di F. Zanobini, Bulgarini, Firenze 1992

15


Mistero e terrore

IMMAGINARE E RACCONTARE COMPRENDERE IL TESTO

1. Chi è il protagonista del brano?

A

Uno scienziato

B

Un insegnante

C

Un filosofo

D

Un sacerdote

2. Che cosa, il dottor Jekyll, definisce come il «peggiore dei miei difetti»?

A La

sua impaziente vivacità B Il suo contegno C La sua saggezza D La sua ambizione 3. Qual è la motivazione che spinge il dottor Jekyll a bere la pozione, superando la paura?

A Il

bisogno di trovare una nuova identità B La tentazione di dimostrare una scoperta importantissima C Il desiderio di cambiare vita D L’incoscienza 4. Come si sente il dottor Jekyll subito dopo aver bevuto la pozione?

A Si

sente B Si sente C Si sente D Si sente

male giovane felice forte

RICONOSCERE LA STRUTTURA DEL TESTO

5. Il racconto è narrato in prima o in terza persona?

A In

prima persona B In terza persona

Generi

6. In quale luogo si svolge il racconto?

16

A In

un castello cadente B In una casa infestata dai fantasmi C In un cimitero D In un laboratorio


Nuove idee per una nuova scuola

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