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Le ali della Fortuna

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Questo volume sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o altrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE, GRATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 L. 633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d). Esente da bolla di accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n° 627, art.4. n° 6).

9 788847 206632

Euro 7.00

…un impegno per la scuola

Raffaello Editrice

ISBN 88-472-0663-4

LE ALI DELLA FORTUNA

NADIA VITTORI è un’insegnante e vive in provincia di Cremona. È esperta di narrativa storica per ragazzi e ha già pubblicato vari romanzi. Con la Casa Editrice Raffaello ha pubblicato il racconto «Lapo, pellegrino romeo».

Nadia Vittori

ROMA REPUBBLICANA: 90 A.C. In questo racconto troverai le avventure del mercante Aulo Saufeio, in viaggio con tutta la sua famiglia tra Delo e Roma. Aulo deve raggiungere al più presto la sua città natale, Preneste, perché in patria è in corso una guerra che vede coinvolta Roma e le città italiche, desiderose di ricevere la cittadinanza. Tra terribili tempeste, incontri con i pirati e situazioni divertenti, si snoda così la vicenda avventurosa del mercante e di suo figlio Marco, che troverà in questo viaggio l’occasione di confrontarsi con la triste realtà di una guerra fratricida.

Nadia Vittori

A LTE MPO DI ROMA REPUBBLICANA

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LE ALI DELLA FORTUNA


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un tuffo nella storia

AL TE MPO DI

ROMA REPUBBLICANA Collana di narrativa storica per ragazzi diretta da Luigino Quaresima


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I a Edizione 2004

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Tutti i diritti sono riservati

Š 2004 Raffaello Editrice Via Brodolini, 16-18 Monte San Vito (AN) E. Mail: info@ilmulinoavento.it http://www.ilmulinoavento.it Printed in Italy

Ăˆ assolutamente vietata la riproduzione totale o parziale di questo libro senza il permesso scritto dei titolari del copyright.


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Nadia Vittori

LE ALI DELLA FORTUNA

Illustrazioni di

caba & chesi


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Voglio ringraziare l’ammiraglio Domenico Carro che, con la sua approfondita conoscenza di storico romano e tecnico navale, ha impedito che la Fortuna s’incagliasse miseramente tra gli scogli. Un sentito riconoscimento va inoltre al Circolo Culturale di Palestrina e all’amico Roberto Ravaglioli per le sue preziose informazioni sulle manovre nautiche.


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Un complotto segreto Delo, nascondiglio dei pirati L’ultimo ricciolo venne sistemato con poche gocce di olio profumato. Ora ricadeva esattamente dove avrebbe dovuto, al centro della fronte, dando all’acconciatura un tocco naturale. Il barbiere Tullio osservò compiaciuto il proprio lavoro. - Secondo me è perfetto - disse con aria soddisfatta girandosi ansioso verso i tre uomini che stavano con lui nella stanza. - Che cosa ne dite voi? Uno alla volta, questi si fecero avanti e studiarono con attenzione la capigliatura di Tucheros che se ne stava tranquillamente seduto. Tutti furono d’accordo. - Benissimo! - Splendido lavoro! Sei un vero artista, Tullio! Nessuno si accorgerà di nulla. - Abbiamo dovuto aspettare tanto, ma ne valeva proprio la pena! Tullio fece un lungo sospiro di sollievo e si ritirò il più velocemente possibile: il suo compito per fortuna era finito. Nella stanza rimasero solo i tre uomini con Tucheros.

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Attesero in silenzio che la porta si richiudesse dietro le spalle del barbiere, poi il più giovane di loro si alzò e mise mano al pugnale che teneva fissato alla cintura. - Che faccio, Zenicete, lo seguo subito? - chiese al capo del gruppo, che stava seduto con un calice di vino in mano. L’uomo si sollevò di scatto e, nel gesto brusco, fece cadere sul pavimento alcune gocce di vino. - Quante volte ti ho detto di non chiamarmi così in pubblico!? Il giovane arrossì per il rimprovero. - Ma qui non c’è nessuno che sente… - provò a giustificarsi. - Non importa! Qualcuno potrebbe passare per caso sotto le finestre e udire quel nome! Per noi sarebbe la fine! Zenicete si rimise a sedere borbottando, ma poi, pentito per la sfuriata, si rivolse al giovane in tono molto più gentile: - Adesso vai e segui quel barbiere. E assicurati che non possa raccontare a nessuno del suo ultimo taglio di capelli! Zenicete si versò ancora un po’ di vino annacquato. Aveva la gola secca e una sete terribile, ma non osava bere vino puro. Doveva avere la mente lucida, almeno finché quella faccenda non fosse sistemata. Bevve di gusto alcune lunghe sorsate e poi si rivolse a Tucheros: - È tutto chiaro, allora? - Chiarissimo. Vado al porto, cerco il mercante Aulo

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Saufeio e gli chiedo un imbarco… ma… come puoi essere così sicuro che non me lo rifiuti? - chiese assalito da un dubbio improvviso. Zenicete ridacchiò. - Perché conosco quel vecchio furfante! - rispose sicuro di sé. - Non te lo rifiuterà… Soprattutto se gli offri un ottimo compenso. Subito però il sorriso gli morì sulla faccia. - Però c’è ancora quella faccenda che non mi convince… Non capisco perché Aulo abbia deciso di partire proprio adesso che siamo praticamente alla fine dell’estate… Si girò a guardare i suoi compari. - Voi non siete proprio riusciti a sapere nulla? l’angolo del… Gli altri scossero la teLe navi antiche non riuscivano sta. - Niente di nuovo, ca- a contrastare il vento, per cui al sopraggiungere della brutta po! - risposero. - Al porstagione, i viaggi per mare si to abbiamo chiacchieinterrompevano. rato con tutti i marinai del suo equipaggio… Abbiamo speso un patrimonio nell’osteria di Crispino per farli parlare… dicono tutti che ha una gran fretta di tornare a Preneste, ma non ne conoscono il motivo.

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- Se ce n’è uno… - azzardò Tucheros. Zenicete scosse la testa, come a scacciare dalla mente quel pensiero fastidioso. - Beh, che ci importa delle sue ragioni? - osservò. - A noi va bene che abbia deciso di partire proprio adesso!

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Il responso dell’oracolo Delo, santuario di Apollo La via delle Processioni si arrampicava in leggera salita, scandita ai due lati da statue ed esedre votive. I pellegrini camminavano al centro della grande strada, uno accanto all’altro, spingendosi e urtandosi in continuazione. C’era più movimento del solito, quel giorno: il dio avrebbe parlato e molti devoti avevano richieste da fargli o questioni da sottoporgli. Anche Aglaonike camminava per la via sacra, con accanto il padre Egemone che si appoggiava al bastone per non inciampare. La ragazza era sudata per la lunga camminata e guardava con desiderio i meloni bianchi e sugosi esposti sui banchi sistemati ai lati della strada: già si sentiva in gola il succo fresco e zuccherino di quei deliziosi frutti. - Possiamo prenderne una fetta? - chiese a un certo punto. Egemone si accorse che la figlia stava rallentando e la strattonò, tirandola per la manica della veste. - Sei matta? Quei farabutti sono capaci di chiedere tre oboli per una misera fetta di melone! - Ma io ho sete!

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- Non c’è niente di meglio dell’acqua, allora! E le porse la sua borraccia.


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