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Imparo bene 4 - Parole in tasca

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Coordinamento scientifico Patrizia Granata

IMPARO BENE PAROLE IN TASCA

IMPARO BENE PERCORSO DI APPRENDIMENTO

SEMPLIFICATO

in tasc tasca LETTURE SCRITTURA GRAMMATICA


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Coordinamento scientifico Patrizia Granata Consulenza didattica Giulia La Rosa Autrice Jessica Duranti

IMPARO BENE PERCORSO DI APPRENDIMENTO

SEMPLIFICATO

in tasc tasca

LETTURA SCRITTURA GRAMMATICA


IMPARO BENE La collana IMPARO BENE è uno strumento didattico operativo per promuovere un apprendimento efficace e il benessere a scuola di tutti i bambini e di tutte le bambine in una prospettiva di valorizzazione e sviluppo delle capacità di ciascun individuo, inteso come parte attiva e agente dell’intero gruppo-classe. Il quaderno operativo propone un progetto di didattica inclusiva, che integra il percorso semplificato del Sussidiario dei Linguaggi delle classi quarta e quinta, per mettere ogni bambino e bambina nelle condizioni migliori per apprendere. Rispetta l’identità cognitiva ed emotiva di ciascuno, secondo criteri di continuità, gradualità e programmazione inclusiva.

Il percorso di analisi e comprensione testuale si articola in tre fasi di apprendimento, perché per imparare ci vuole metodo:

ANTICIPAZIONE E ATTIVAZIONE DELLE CONOSCENZE In questa fase si chiede al bambino e alla bambina di anticipare i contenuti del testo attraverso attività inferenziali e metacognitive, utili alla comprensione e alla costruzione di un metodo di studio efficace.

ANALISI DEL TESTO Le attività proposte guidano all’esplorazione del testo e delle sue principali caratteristiche, per individuare gli elementi essenziali della tipologia di volta in volta presa in esame nel testo base.

COMPRENSIONE E RIELABORAZIONE Nell’ultima fase si riflette e si comprende il testo, si manipolano le informazioni e si rielabora quanto appreso. Così si favorisce una padronanza più solida e consapevole delle competenze acquisite.

Il percorso di Scrittura presenta un approccio guidato alla produzione scritta, dando grande rilievo alla fase finale del “controllo” per allenare all’autocorrezione, e al riassunto come strumento per imparare e comprendere in funzione del metodo di studio. Il percorso di Grammatica supporta il testo base in ciascun nucleo fondante del curricolo di classe quarta e quinta, con attività costruite in modo da favorire un approccio visivo (sia visivo-verbale che visivo-non verbale) molto utile per chi ha bisogni educativi speciali.

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CON ME IMPARI BENE L'ITALIANO!


INDICE LETTURE 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 26 28 30 32 34 36 38 40 42 44 46 48 50 52 54 56

Pronti per l’accoglienza! La classe terribile Le regole sono una noia! Una dolce riconciliazione Quanti guai! Avevo paura di tutto Il sortilegio della strega Game over (fine del gioco) Mamma, sei tu? Capitano Achab Discesa nella grotta Tempesta Una mano nella notte Arrivo al castello Piccoli tesori Il diario di Anna Partiamo! Cara mamma Il pappagallo Timoteo / I pappagalli Dolma Il lago Una tenera amicizia Come conservare i cibi Come apprendono i cuccioli La squadra dei rifugiati L’ora di ginnastica Una giornata nel bosco

SCRITTURA PER SCRIVERE BENE 58 Che cosa penso della scrittura? 59 Scrivere bene in tre mosse 60 Progetto 62 Scrivo 64 Controllo le idee 65 Controllo l’ortografia PER RIASSUMERE BENE 67 Riassumere bene in cinque mosse 68 Le informazioni più importanti 69 Una frase per ogni unità di lettura 70 Riassumo un racconto 72 Riassumo un testo informativo

GRAMMATICA ORTOGRAFIA 74 Suoni simili 75 Suoni complessi

76 C 77 G 78 CE - CIE / GE - GIE 79 SC 80 GLI - LI 81 GN - NI 82 QU - CQU - CU - QQU 83 Con H o senza H? 85 Le doppie 86 La divisione in sillabe 87 L’accento 88 L’apostrofo 89 La punteggiatura LESSICO 90 Sinonimi 91 Contrari 92 L’alfabeto MORFOLOGIA 94 I nomi 95 Nomi maschili - nomi femminili 96 Nomi singolari - nomi plurali 97 Nomi primitivi - nomi derivati 98 Gli articoli 99 Gli aggettivi qualificativi 100 Grado comparativo dell’aggettivo 101 Gli aggettivi possessivi 102 Gli aggettivi dimostrativi 103 Gli aggettivi indefiniti 104 Gli aggettivi numerali 105 Il verbo 106 La coniugazione del verbo 107 Le persone del verbo 108 Verbo ESSERE 109 Verbo AVERE 110 Modo indicativo 112 Tavola del verbo: indicativo 113 Modo congiuntivo 114 Tavola del verbo: congiuntivo 115 Gli avverbi 116 Le congiunzioni 117 Le preposizioni 118 Le esclamazioni 119 Analisi grammaticale SINTASSI 122 La frase 123 Il soggetto 124 Il predicato verbale 125 Il predicato nominale 126 Il cmplemento oggetto 127 I complementi indiretti 128 Analisi logica

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RICOMINCIAMO!

Pronti per l’accoglienza! Oggi a scuola io e i miei compagni di classe abbiamo recitato una storia durante la lezione di teatro. La storia è questa: c’era una volta una maestra o un maestro che insegnava ai suoi alunni. All’improvviso… Toc toc! Qualcuno bussa alla porta: è un bambino nuovo che diventerà un nostro nuovo compagno. L'insegnante esce dall’aula e va a parlare con i genitori del nuovo bambino, mentre lui rimane in classe da solo insieme a tutti noi. Che cosa facciamo? Che cosa diciamo?

lezione di teatro

Scegliamo di raccontare questa storia perché può sempre capitare che un nuovo bambino o una nuova bambina arriva in classe. Così facciamo le prove per conoscere le regole dell’accoglienza. A turno ognuno di noi fa finta di essere il bambino o la bambina che entra in aula per la prima volta e tutti noi siamo gentili e buoni… è facile! Dopo la lezione di teatro tutti insieme abbiamo scritto su un cartellone queste regole dell’accoglienza:

1) Giocare insieme al nuovo compagno o alla nuova compagna. 2) Trattare il nuovo compagno o la nuova compagna come se è da sempre con noi. 3) Aiutare il nuovo compagno o la nuova compagna quando ha bisogno. 4) Parlare delle cose più divertenti della scuola. 5) Fare poche domande, ma raccontare anche di sé.

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PAROLE IN TASCA 4 pag. 10


1. S E UN NUOVO COMPAGNO O UNA NUOVA COMPAGNA ARRIVA NELLA TUA CLASSE, TU CHE COSA DIRAI PER ACCOGLIERE QUESTA PERSONA? SCRIVI NEL FUMETTO. .................................................................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................................................................

Quando leggi è importante rispettare i segni di punteggiatura:

, fai una pausa breve: resta in silenzio e conta 1 : ; fai una pausa media: resta in silenzio e conta 1-2 . fai una pausa lunga: resta in silenzio e conta 1-2-3 ? fai una pausa lunga e fai una domanda ! fai una pausa lunga ed esprimi meraviglia, gioia o un ordine 2. COLORA IN OGNI FRASE I SEGNI DI PUNTEGGIATURA COME INDICATO, POI PROVA A LEGGERE CON LA GIUSTA PAUSA. - È una bella giornata ,

vado al parco .

- I giorni della settimana sono :

lunedì, martedì…

- Maria gioca a palla . - Vuoi un gelato ? - Evviva, oggi vado in gita scolastica ! - La nonna ha comprato gli ingredienti per la torta : farina , latte , uova . - Che meraviglia , quel disegno è stupendo ! - Domani andrò al corso di teatro . Tu vuoi venire ? 5


RICOMINCIAMO!

La classe terribile La signorina Applegreen, la nuova maestra, entra nell’ufficio del Direttore. Il Direttore dice: – Buongiorno signorina Applegreen. La signorina Applegreen risponde: – Buongiorno signor Direttore. Allora posso iniziare a lavorare subito in questa scuola? Il Direttore è molto preoccupato e risponde: – Io veramente ho paura a dare a lei questo lavoro… il problema è la classe. La Signorina Applegreen dice: – Questo è il problema? Sono laureata con il massimo dei voti! Il Direttore risponde: – Sono sicuro delle sue capacità, ma questa classe è la peggiore del mondo. Dall’inizio dell’anno ha fatto scappare quindici insegnanti. Così la signorina Applegreen risponde al Direttore: – Io sarò migliore di questi insegnanti! Il Direttore è un uomo paziente e buono, ama molto i lecca lecca e il riposo dopo pranzo, ma ora è arrabbiato, perché la signorina Applegreen insiste. Così il Direttore dice: – Se insiste può provare oggi stesso, ma senza lamentele! Io l’ho informata! Può andare.

laureata: che ha finito tutti gli anni di studio.

La signorina Applegreen è felicissima e prima di uscire dall’ufficio del Direttore sussurra: – In pochi giorni trasformerò questa classe terribile in una classe perfetta! Il Direttore rimane nel suo ufficio e prende un lecca lecca alla menta. La signorina Applegreen. 6

PAROLE IN TASCA 4 pag. 11


1. N EL TESTO SOTTOLINEA I DIALOGHI CON I COLORI INDICATI: le parole del DIRETTORE; le parole della SIGNORINA APPLEGREEN. 2. D ISEGNA SOTTO OGNI FUMETTO IL PERSONAGGIO CHE PRONUNCIA LE PAROLE. Posso iniziare a lavorare subito in questa scuola?

Sono sicuro delle sue capacità, ma questa classe è la peggiore del mondo.

3. IMMAGINA DI ESSERE LA SIGNORINA APPLEGREEN QUANDO INCONTRA LA SUA NUOVA CLASSE: CHE COSA DIRAI? SCRIVI NEL FUMETTO.

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RICOMINCIAMO!

Le regole sono una noia! A me sembra di comportarmi bene a scuola, ma penso che la scuola mi fa male, certe volte! Per esempio, la scuola mi obbliga ad alzarmi presto la mattina e ad andare a letto presto la sera, anche a fare i compiti. Io mi chiedo “perché dopo cinque ore di scuola devo ancora fare quello che faccio a scuola?”. Sono convinto che la scuola mi fa male, ma alla fine io sono buono e accetto. Insomma, credo che la scuola può essere un posto meraviglioso per me senza tutte quelle regole: per me è difficile seguire le regole perché dimentico le regole facilmente. Un esempio di regola è stare seduto, ma per me è impossibile. Dopo dieci minuti comincio a combattere con la sedia e cerco una posizione più comoda con le ginocchia o con una gamba sotto il sedere. Ma la maestra si arrabbia per questo. Quando faccio così, la maestra si toglie gli occhiali e mi guarda molto seria; la classe resta in silenzio. Le prime volte io mi giravo per vedere se un mio compagno o una mia compagna faceva qualcosa di terribile. Magari il mio compagno Marco ha chiuso male la bottiglietta dell’acqua e ha fatto il “lago-banco”. Ora capisco che la maestra dice a me e così mi fermo. Quando la maestra rimette gli occhiali, io ricomincio a cercare il modo di stare seduto più comodo per essere atteno alla lezione.

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Parole PAROLE inIN tasca TASCA 4 pagg. 4 pag. 26-27 12


1. A TE PIACCIONO LE REGOLE? RISPONDI E SPIEGA A VOCE LA TUA RISPOSTA. 2. SCRIVI ALCUNE REGOLE DELLA TUA CLASSE. • . ........................................................................................................................................................................................... ............................................................................................................................................................................................ • . ........................................................................................................................................................................................... ............................................................................................................................................................................................ • . ........................................................................................................................................................................................... ............................................................................................................................................................................................ • . ........................................................................................................................................................................................... ............................................................................................................................................................................................ 3. CHE COSA PUÒ SUCCEDERE IN UNA CLASSE SENZA REGOLE? RIFLETTI E COLLEGA IN MODO GIUSTO. COMPORTAMENTO

CONSEGUENZA

Se gli alunni e le alunne arrivano in aula in ritardo…

offende quella persona.

Se tutti parlano nello stesso momento senza aspettare il proprio turno...

la lezione inizia tardi.

Se un bambino spinge un compagno o una compagna…

Se una bambina prende in giro un compagno o una compagna…

l’insegnante fa fatica ad ascoltare.

quella persona cade e si fa male.

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IL RACCONTO REALISTICO

RIPASSO:

vol. LETTURE 4 pagg. 22-23

Una dolce riconciliazione Ieri giocavo a campana con le mie amiche Britta e Anna e a un certo punto abbiamo litigato. Così io sono andata a casa, ma Britta e Anna hanno continuato a giocare anche senza di me. A casa guardavo le mie amiche di nascosto da dietro la tenda ed ero arrabbiata. La mattina dopo mi sono svegliata triste. Era una brutta giornata: pioveva e tirava vento e dovevo rimanere a casa. Così ho detto alla mamma: – Uffa, mamma, che noia! Che cosa faccio? La mamma ha risposto: – Lisa, fai una bella torta. Ho seguito il consiglio della mamma e ho fatto una torta tutta da sola. Poi ho avuto un’idea: invitare Britta e Anna a casa mia per mangiare la torta e fare pace. Ho scritto a Britta e ad Anna una lettera: «Ho appena fatto una torta, volete venire ad assaggiare una fetta?». Britta e Anna sono subito arrivate a casa mia. Britta e Anna erano meravigliate per la torta così bella. Siamo andate in camera da letto, abbiamo bevuto succo di frutta e mangiato la torta. Britta e Anna volevano preparare una torta anche loro.

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Parole PAROLE inIN tasca TASCA 4 pagg. 4 pagg. 26-27 28-29

gioco della campana


ANALIZZO 1. SEGNA CON UNA X IL COMPLETAMENTO GIUSTO. I personaggi del racconto sono: Lisa, la mamma, Britta e Anna. Britta e Anna. Lisa, la mamma e una torta. La protagonista della storia è: una torta. Lisa.

la mamma.

Il tempo della storia è: precisato. indefinito. Il luogo dove si svolge la storia è: la scuola. la casa di Lisa. 2. PER CIASCUNA RIGA COLORA IL RIQUADRO GIUSTO. PERSONAGGI

persone comuni

esseri fantastici

LUOGO

realistico

fantastico

FATTI

possono accadere nella realtà

impossibili nella realtà

IL RACCONTO È

realistico

fantastico

3. IL RACCONTO È DIVISO IN INIZIO - SVOLGIMENTO - CONCLUSIONE: INDICA CON IL COLORE CORRISPONDENTE LA PARTE DEL RACCONTO IN CUI SI TROVANO I SEGUENTI FATTI. Lisa, Britta e Anna giocano a campana. Lisa, Britta e Anna litigano. La mattina dopo Lisa si sveglia triste. La mamma consiglia a Lisa di fare una torta. Lisa invita le amiche a mangiare la torta. Lisa, Britta e Anna mangiano la torta e fanno pace. 11


IL RACCONTO REALISTICO

RIPASSO:

vol. LETTURE 4 pagg. 22-23

ALT! LEGGI ATTENTAMENTE IL TITOLO E OSSERVA BENE LE IMMAGINI.

Quanti guai!

1. IL TITOLO PRESENTA LA PAROLA GUAI: SAI CHE COSA SIGNIFICA? Qualcosa di sbagliato che crea un danno. Qualcosa di buono che merita un premio. Una sorpresa. 2. PROVA A FARE DELLE IPOTESI: RISPONDI A VOCE ALLE DOMANDE. - Di che cosa parlerà il racconto? - I personaggi della storia chi saranno? E che cosa faranno? - La storia dove si svolgerà? - La storia come finirà, secondo te? 3. TU HAI MAI COMBINATO QUALCHE GUAIO? RACCONTA. ....................................................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................................................... 12

Parole PAROLE inIN tasca TASCA 4 pagg. 4 pagg. 26-27 34-35


ANTICIPO

Quanti guai! Un pomeriggio Agenore mi invita a casa sua per una merenda. Così io vado a casa di Agenore. Io e Agenore facciamo merenda e dopo andiamo a giocare in camera. In camera Agenore tira fuori molti libri di geografia, di Matematica, di Scienze: vuole leggere e fare dei problemi. Agenore dice che ci sono dei problemi divertenti con i rubinetti che versano acqua in una vasca da bagno. Io chiedo ad Agenore di vedere la vasca da bagno. Allora ho un’idea: riempire la vasca da bagno per giocare alla flotta. Io e Agenore riempiamo la vasca e facciamo le barche con i fogli del libro di matematica. Ci divertiamo tantissimo. Agenore fa le onde con le braccia nell’acqua, ma ha l’orologio sul polso e adesso le lancette sono ferme. Io e Agenore torniamo in camera per cambiare gioco. Agenore tira fuori il mappamondo: una grande palla con i disegni dei mari e delle terre. Io ho l’idea di giocare a palla con il mappamondo. Agenore toglie gli occhiali, perché ha paura di rompere gli occhiali. Ma Agenore senza occhiali vede male la palla del mappamondo. Il mappamondo colpisce lo specchio e lo specchio si rompe.

flotta

mappamondo

La mamma di Agenore entra in camera e grida per il disordine. Poi la mamma vede il bagno! La mamma di Agenore arrabbiata esce di corsa e telefona alla mia mamma per venirmi a prendere. La mia mamma arriva e andiamo subito a casa e mi dice che ho fatto una brutta figura. • RIPENSA ALLE TUE IDEE INIZIALI: SONO STATE UTILI PER CAPIRE LA STORIA? 13


IL RACCONTO REALISTICO

RIPASSO:

vol. LETTURE 4 pagg. 22-23

Avevo paura di tutto Quando avevo dieci anni, ero una bambina timidissima. Avevo paura di tutte le cose e di tutte le persone e mi nascondevo negli angoli per non farmi vedere. Tu sai che cosa è la timidezza? I bambini di oggi sembrano più sicuri. Io ancora oggi da grande sono un po’ timida. Quando avevo dieci anni, avevo paura a entrare in un negozio tranquillamente: cominciavo a balbettare con il commesso. Allora prendevo coraggio e compravo subito qualcosa, per fingere che ero sicura di me. Così spesso tornavo a casa con borse piene di oggetti inutili. A dieci anni la mia passione erano i libri. Quando leggevo, mi sentivo al posto giusto. Tante volte mi sentivo in un posto sbagliato per me, cioè mi sembrava di stare in un posto senza permesso. Allora mi guardavo i piedi e pensavo con paura: se qualcuno mi vede, mi caccerà via. Immaginavo che un gigante usciva fuori e arrabbiato diceva: “Perché sei qui? Che cosa vuoi?” e io restavo in silenzio e impaurita. Quando leggevo mi sentivo bene e leggevo tantissimo. I libri erano grandi amici.

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Parole in tasca 4 pag. 38

commesso


COMPRENDO 1. RISPONDI CON UNA X. La protagonista com’era a dieci anni? Molto coraggiosa. Molto timida.

Molto sicura di sé.

La protagonista che cosa faceva quando entrava in un negozio? Si divertiva e chiacchierava con il commesso. Si nascondeva in un angolo del negozio. Era agitata e comprava subito qualcosa per fingere di essere tranquilla. La protagonista come si sentiva spesso? In pericolo. Nel posto sbagliato.

Presa in giro.

La protagonista che cosa pensava quando si sentiva nel posto sbagliato per lei? Pensava che un amico arrivava a giocare con lei. Pensava che qualcuno la cacciava via. Pensava a cose belle per stare tranquailla. La passione della protagonista a dieci anni qual era? Andare nei negozi. Comprare tante cose. Leggere i libri. La protagonista com’è oggi da grande? Più coraggiosa. Ancora un po’ timida.

Più sicura di sé.

2. ALLA QUARTA RIGA LA PROTAGONISTA CHIEDE: «TU SAI CHE COSA È LA TIMIDEZZA?». PROVA A RISPONDERE ALLA DOMANDA RACCONTANDO DI TE: SEI UNA PERSONA TIMIDA O SICURA DI TE? RACCONTA UN EPISODIO CHE SPIEGA COME SEI. .................................................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................................................... 15


IL RACCONTO FANTASTICO

RIPASSO:

vol. LETTURE 4 pagg. 46-47

Il sortilegio della Strega Mi trovo in una stanza piena di belle signore con lo sguardo fisso sulla persona che stava sul palco. Sul palco c’è una donna bella e giovane ma in realtà ha una maschera. Sotto la maschera... che orrore... un volto spaventoso. Ho capito subito: quella donna è la Strega Suprema e anche le altre persone del pubblico sono tutte streghe!

pozione: bevanda con ingredienti strani per ottenere una magia.

All’improvviso la Strega Suprema dice: – Ora racconterò della mia pozione. Ho messo una goccia della pozione in una tavoletta di cioccolato e ho regalato la tavoletta a un ragazzino che girava nell’atrio dell’albergo. Tra poco il ragazzino diventerà un topo. Il ragazzino cerca di entrare nella stanza e urla: – Fatemi entrare! Dov’è la cioccolata? È mia! La Strega Suprema ordina alle altre streghe di aprire la porta e poco dopo il ragazzino entra nella sala. Il ragazzino si chiama Bruno Jenkins e abita in albergo con i suoi genitori. Bruno è un bambino che mangia sempre la cioccolata. La Strega Suprema con voce dolcissima invita Bruno sul palco. All’improvviso la Strega Suprema urla: – Manca un minuto! Dieci secondi... nove... otto... sette... sei... cinque... quattro... tre... due... uno... zero! Fuoco! La pozione Fabbricatopo funziona! Bruno rimpicciolisce a poco a poco. A un tratto una coda spunta a Bruno... Poi i baffetti... Poi quattro zampette... Bruno scompare… al suo posto c’è un topino che corre sul tavolo.

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Parole PAROLE inIN tasca TASCA 4 pagg. 4 pagg. 26-27 48-49

La Strega Suprema e Bruno Jenkins


ANALIZZO 1. IL TESTO È DIVISO IN TRE PARTI: INIZIO - SVOLGIMENTO - CONCLUSIONE. COLORA LE BARRE A LATO DEL TESTO CON I COLORI DI CIASCUNA PARTE: 2. SOTTOLINEA NEL TESTO CON I COLORI INDICATI: i personaggi realistici i personaggi fantastici ORA SCRIVI IN TABELLA. PERSONAGGI REALISTICI

PERSONAGGI FANTASTICI

3. SEGNA CON UNA X IL COMPLETAMENTO GIUSTO. Il luogo della storia è: realistico. fantastico. Il racconto narra un fatto: accaduto veramente nella realtà.

impossibile nella realtà.

4. METTI IN ORDINE I MOMENTI DELLA TRASFORMAZIONE DI BRUNO JENKINS IN UN TOPO.

ORA RACCONTA A VOCE LA TRASFORMAZIONE DI BRUNO JENKINS. 17


IL RACCONTO FANTASTICO

RIPASSO:

vol. LETTURE 4 pagg. 46-47

Game over (fine del gioco) Ernesto rimane da solo in casa. Dalla finestra Ernesto guarda la mamma e il papà andare via e trema di agitazione. Subito Ernesto va davanti al videogioco. Aspetta da tempo un momento così: da solo in casa, senza nessuno che dice: “Ernesto, basta giocare!”. Ernesto ha iniziato a giocare alle nove del mattino. Ora sono le quattro del pomeriggio ed Ernesto è ancora chiuso nella sua camera, è seduto davanti al videogioco. Ernesto ha gli occhi fissi sul monitor, la lingua penzoloni tra i denti e stringe con le mani sudate il joystick. Ernesto ha dimenticato tutto: gli amici, di dare da mangiare ai pesciolini rossi e anche di pranzare. Nel frattempo continua a giocare e a gridare cose come: “Maledetto mostro!” oppure “Ora ti distruggo!”. Dopo sette ore Ernesto stanchissimo preme un tasto del joystick e pensa di avere vinto. Ma tutto a un tratto, il mondo attorno a Ernesto scompare. BUM, anzi... PUFF! Tutto diventa bianco: ogni mobile sparisce nel bianco. Ernesto è stupito e all’inizio dice: – Forte! Che grande effetto speciale... Poi pensa: “Dove sono finito? Dove è il mio letto? E la porta della camera? E la mia camera? Che cosa succede?”. Ernesto inizia ad avere paura e grida: – Aiutooo! Sono caduto nel bianco!

Ernesto e l'effetto speciale

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PAROLE Parole inIN tasca TASCA 4 pagg. 4 pagg. 26-27 58-59

monitor

joystick


COMPRENDO 1. COMPLETA LO SCHEMA E RISPONDI ALLE DOMANDE SU ERNESTO E POI SU DI TE. ERNESTO

DOVE GIOCA?

CON CHI GIOCA?

PER QUANTO TEMPO?

....................................................

....................................................

....................................................

QUAL È IL TUO GIOCO PREFERITO?

.......................................................................

DOVE GIOCHI?

CON CHI GIOCHI?

PER QUANTO TEMPO?

.................................................... .................................................... .................................................... ....................................................

.................................................... .................................................... .................................................... ....................................................

.................................................... .................................................... .................................................... ....................................................

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IL RACCONTO FANTASTICO

RIPASSO:

vol. LETTURE 4 pagg. 46-47

Mamma, sei tu? Sento rumori dentro la mia cartella: SCRITCH, PLOG, GRUMPF... Sono emozionato e voglio sapere che cosa succede dentro la cartella. La campanella suona. Corro in cortile per vedere che cosa c’è dentro la mia cartella. Dentro la cartella, tra il diario e il quaderno di francese, c’è mia madre! Mi strofino gli occhi per essere sicuro che è vero. – Mamma, sei tu? Che cosa fai qui? Mia madre risponde: – Ti ho portato la merenda. So che mia madre mi ama molto, ma sono stupito che questo amore dà a mia madre il potere di rimpicciolirsi per portarmi la merenda. Chiudo gli occhi e spero che tutto torna normale. Quando riapro gli occhi, purtroppo mia madre è ancora dentro la cartella. Mia madre si arrampica sul quaderno di francese e cerca di uscire dalla cartella, poi mi chiede aiuto. Allora prendo mia madre per un braccio, la metto sul palmo della mia mano e dico: – Mamma, grazie tanto per la merenda, ora devi andare via. Mia mamma dice: – Voglio restare con te. Starò in silenzio. È ora di tornare in classe. Rimetto mia madre dentro la cartella, perché ho paura che un bambino schiaccerà mia madre se lei resta per terra.

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Parole in tasca 4 pag. 60

strofinare gli occhi


COMPRENDO 1. RISPONDI CON UNA X. Chi racconta la storia che hai letto? Un bambino. La mamma del bambino. Una personaggio fuori della storia. Che cosa succede al bambino? Una mattina il bambino va a scuola insieme alla mamma. Una mattina il bambino trova la mamma rimpicciolita dentro la cartella. Una mattina il bambino si arrabbia con la mamma. 2. RIORDINA I FATTI CON I NUMERI DA 1 A 6. Il bambino vede nella cartella la mamma rimpicciolita. Il bambino rimette la mamma nella cartella. Il bambino mette la mamma sul palmo della mano. Il bambino sente dei rumori dentro la sua cartella. La mamma vuole restare in classe con il bambino. Il bambino si strofina gli occhi per essere sicuro che è vero. 3. RIFLETTI E COLLEGA IN MODO GIUSTO. il bambino è emozionato

vuole essere sicuro che è vero

il bambino corre in cortile il bambino si strofina gli occhi

ama molto il figlio PERCHÉ

ha paura che un bambino schiaccerà la mamma

La mamma si è rimpicciolita sente i rumori dentro la sua cartella il bambino rimette la mamma nella cartella

vuole vedere dentro la sua cartella 21


IL RACCONTO DI AVVENTURA

RIPASSO:

vol. LETTURE 4 pagg. 74-75

ALT! PRIMA DI INIZIARE, RECUPERA ALCUNE INFORMAZIONI CHE POTRANNO ESSERE UTILI PER CONOSCERE IL RACCONTO DI AVVENTURA. - Che cosa ti aspetti da un racconto di avventura? - Hai mai letto un racconto di avventura? • ORA LEGGI ATTENTAMENTE IL TITOLO E OSSERVA L'IMMAGINE.

Capitano Achab

1. NEL TITOLO SI PARLA DI UN CAPITANO: A CHI TI FA PENSARE? A una persona che comanda. A una persona pericolosa. A nulla, non conosco questa parola. 2. PROVA A FARE DELLE IPOTESI: RISPONDI A VOCE ALLE DOMANDE. - Di che cosa parlerà il racconto? - I personaggi della storia chi saranno? E che cosa faranno? - La storia dove si svolgerà? - La storia come finirà, secondo te? 22

Parole PAROLE inIN tasca TASCA 4 pagg. 4 pagg. 26-27 76-77


ANTICIPO

Capitano Achab Il Capitano Achab chiama gli uomini dell’equipaggio. equipaggio: Il Capitano mostra agli uomini dell’equipaggio la moneta gruppo di persone d’oro che tiene tra le mani e dice: che lavorano su – Questa moneta vale sedici dollari, ragazzi miei! Chi di voi una nave. vedrà una balena con la testa bianca, un cetaceo con la fronte rugosa, avrà la moneta d’oro. Gli uomini dell’equipaggio gridano: – Urrà! Urrà! Il Capitano Achab allora dice: – Ragazzi miei aprite gli occhi e se vedete qualcosa di strano, urlate subito! Tash, un uomo dell’equipaggio, chiede al Capitano Achab: – Capitano Achab, questa balena bianca è Moby Dick? cetaceo Il Capitano Achab risponde: – Tash, tu conosci il cetaceo bianco, Moby Dick? Tash dice: – Capitano Achab, io ho già sentito parlare di Moby Dick... Moby Dick ha strappato la tua gamba, vero? Il Capitano Achab ripensa al lontano giorno quando con un coltello ha assalito il cetaceo bianco, ma Moby Dick ha tagliato con i suoi denti la gamba del capitano. Achab risponde: – Sì, Moby Dick ha strappato la mia gamba. Ed è per questo che voi siete qui con me su questa nave. Uccidiamo la balena bianca. Ragazzi accettate la sfida? Siete uomini coraggiosi. Tutti gli uomini dell’equipaggio gridano: – Sì, sì! Così gli uomini e il capitano Achab sono pronti per uccidere Moby Dick, la balena bianca.

• RIPENSA ALLE TUE IPOTESI INIZIALI: SONO STATE UTILI PER CAPIRE LA STORIA? 23


IL RACCONTO DI AVVENTURA

RIPASSO:

vol. LETTURE 4 pagg. 74-75

Discesa nella grotta Il professore Zurini, Matteo e Marco sono in montagna. Fermano una scala di corda a un masso con lunghi chiodi di ferro. Marco scende per primo il dirupo. Marco arriva al ripiano di roccia e grida: – C’è un buco nella montagna, sembra formare una grotta. Ora entro. Matteo dice a Marco di fare attenzione. Il tempo passa lento, Marco non risale e il professore Zurini è preoccupato. Matteo decide di andare a vedere. Matteo prende una torcia, scende per la scala e arriva alla grotta. L’ingresso della grotta è stretto e buio, dei tunnel formano dei passaggi segreti. Il terreno è in discesa. La luce della torcia fa scappare gli animali piccoli abituati a stare al buio. D’un tratto Matteo si trova in una zona ampia della grotta dove è Marco. Marco in ginocchio osserva il contenuto di alcune anfore. Matteo chiede a Marco: – Che cosa fai? Marco risponde: – Guarda… il tesoro! Marco tira fuori dalle anfore pezzi d’oro, foglie e frutti d’oro. Matteo si inginocchia vicino a Marco e tira fuori da un’anfora delle maschere d’oro. Matteo e Marco corrono fuori dalla grotta e raccontano del tesoro al professore Zurini. Dall’alto il professore Zurini fa scendere le corde e i cesti. Marco e Matteo mettono con cura tutti gli oggetti d’oro all’interno dei cesti.

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Parole PAROLE inIN tasca TASCA 4 pagg. 4 pagg. 26-27 78-79

dirupo

grotta

tunnel

anfore


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Il progetto SIAMO PARI del Gruppo Editoriale Raffaello sostiene e promuove il codice POLITE (Pari Opportunità nei LIbri di TEsto) per la formazione di una cultura delle pari opportunità e del rispetto di tutte le differenze.

Il presente volume è stato realizzato con la supervisione del Comitato Scientifico del Gruppo Editoriale Raffaello, coordinato dalla prof.ssa Patrizia Granata.

Per esigenze didattiche alcuni testi sono stati ridotti e/o adattati. L’Editore è a disposizione per eventuali omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, compresi stampa, fotocopia, microfilm e memorizzazione elettronica, se non espressamente autorizzata.

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IS ass MP BN e A 97 4 aP RO 8- a 88 ro BE -4 le NE 72 in -5 ta 40 sc 7- a 7 Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o ­altrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE G ­ RATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 L. 633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d). Esente da bolla di accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n° 627, art.4. n° 6).

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