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Il fiore della Pace - GUIDA

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Serena Cesaroni
Michela Mecarelli

PRESENTAZIONE

Il progetto IL FIORE DELLA PACE segue il calendario liturgico, garantendo una didattica scandita dai tempi significativi della tradizione cristiana per offrire a bambine e bambini punti di riferimento temporali chiari e favorire così la costruzione di prime competenze simboliche e culturali. All’interno di tale cornice, vengono affrontati i principali episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, dei Santi e del messaggio cristiano, al fine di promuovere comprensione, partecipazione emotiva e rielaborazione personale, in linea con le Indicazioni Nazionali IRC per la Scuola dell’infanzia.

Ogni capitolo della guida è strutturato per momenti, che accompagnano l’insegnante nell’affrontare ogni tematica.

ascolto di una canzone per creare un clima di raccoglimento

momento

ascolto di racconti, canzoni e filastrocche a carattere religioso

attività per interiorizzare quanto ascoltato attraverso il gioco o un momento in circle time

Attualizzazione

confronto con i bambini, guidato da semplici domande

attività laboratoriali che simboleggiano l’argomento trattato L'ATTIVITÀ 5 momento

La narrazione della storia di un seme che si trasforma in fiore consente di indagare il proprio vissuto e scoprire l’importanza di parole cardine:

• Relazione • Cura • Pazienza • Resilienza • Cambiamento

Alla scoperta degli episodi principali della vita di San Francesco la storia del Santo della pace.

GUIDA DIDATTICA

La guida didattica IL FIORE DELLA PACE offre al docente un valido supporto all’insegnamento:

in in Guida obiettivo: 6 conoscere il racconto della Creazione.

Ascolta Ascolta il racconto della Creazione, poi colora il sole con i temperelli giallo e arancione. p. 22

San Francesco, il santo della pace 10

Racconto La storia di San Francesco ......... 11

Racconto San Francesco e il lupo.............. 12

Canzone San Francesco audio 02 13

Tutela dell’ambiente ............................ 14

Racconto Il Cantico delle Creature ........... 14 Pace 16

Racconto Il primo Presepe a Greccio 16

............................................ 18

Racconto San Francesco aiuta i bisognosi 18

Il gioco psicomotorio Sulle tracce di San Francesco ............................................... 20

L’attività Va’ e ripara la mia chiesa ........... 21

Dio e la Creazione 22

Racconto La Creazione del mondo ........... 22

Canzone Canto della Creazione audio 03 .. 23 Il gioco psicomotorio Dipinti della

............................................... 24 L’attività Giardinieri del mondo ................ 25 Noè e il diluvio universale 26

Racconto Un uomo di nome Noè 26 Canzone Noè e

Racconto La tempesta sedata ................ 60

Il gioco psicomotorio Nessuna paura, ci pensa Gesù .......................................... 61

L’attività Passiamo all’altra riva del lago 62

La guarigione della suocera di Pietro .... 63

Racconto La guarigione della suocera di Pietro 63

Il gioco psicomotorio La staffetta dello sciroppo 64

L’attività Mi prenderò cura di te ............... 65

Le parabole: il buon pastore 66

Racconto Il buon pastore ........................ 66

Il gioco psicomotorio Sheep coding ....... 68

L’attività Felice di averti ritrovato 69

Le parabole: i talenti ............................. 70

Racconto I talenti 70

Il gioco psicomotorio E tu cosa faresti dei talenti? .............................................. 71

L’attività Una costruzione di talenti 72

Gesù entra a Gerusalemme ................... 73

Racconto L’ingresso a Gerusalemme 73

Il gioco psicomotorio Osanna a Gesù ...... 74

L’attività La nostra palma ....................... 75

La santa Pasqua .................................... 76

Racconto Gesù è risorto .......................... 76

Canzone È Pasqua audio 09 78

Canzone Pasqua di resurrezione audio 10 79

Filastrocca Mattina di Pasqua 79

Il gioco psicomotorio Una fine che è nuova vita ............................................. 80

La croce fiorita 81 La Pentecoste ....................................... 82 Racconto Il giorno di Pentecoste

San Francesco il santo della pace

La Chiesa ricorda un anniversario molto importante: l’ottavo centenario del transito di san Francesco d’Assisi, cioè il ricordo della sua morte e del suo ritorno alla casa del Padre. A ottocento anni da quel momento, la figura di Francesco continua a parlare anche a adulti e bambini di oggi con un messaggio semplice e prezioso: vivere nella pace, voler bene agli altri, custodire il Creato e riconoscere in ogni creatura un dono di Dio.

San Francesco è stato un uomo capace di guardare il mondo con occhi pieni di meraviglia.

Amava Gesù e desiderava vivere come Lui: nella semplicità, nella bontà, nella fraternità e nell’attenzione verso i più poveri.

Le sue parole, “Il Signore ti dia pace”, possono diventare anche per i bambini un saluto e un piccolo impegno quotidiano. In un tempo segnato da divisioni, paure e conflitti, san Francesco ci ricorda che la pace è prima di tutto un dono di Dio da accogliere e da vivere ogni giorno. Anche i più piccoli possono imparare che la pace nasce da gesti semplici: chiedere scusa, condividere, aiutare i compagni, usare parole gentili, rispettare chi è diverso.

Proporre san Francesco nella scuola dell’infanzia significa offrire a bambine e bambini un modello concreto: un uomo che ha scelto la semplicità, ha cantato la bellezza del mondo, ha cercato la pace e ha riconosciuto ogni persona e ogni creatura come parte dell’amore di Dio.

Nel percorso proposto, le parole cardine per scoprire la figura di San Francesco sono: Tutela dell’ambiente e amore per il Creato

Pace

Solidarietà

Fratellanza

San Francesco, fratello nostro, tu che ottocento anni or sono andavi incontro a sorella morte come un uomo pacificato, intercedi per noi presso il Signore.

Tu nel Crocifisso di San Damiano hai riconosciuto la pace vera, insegnaci a cercare in Lui la sorgente di ogni riconciliazione che abbatte ogni muro.

Tu che, disarmato, hai attraversato le linee di guerra e di incomprensione, donaci il coraggio di costruire ponti

dove il mondo erige confini,

In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni, intercedi perché diventiamo operatori di pace:

testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo. Amen

Leone XIV

Papa

La storia di San Francesco

Francesco nacque tanti anni fa nella città di Assisi, in Umbria.

Era figlio di ricchi mercanti e, da giovane, gli piacevano le feste e i vestiti eleganti.

Un giorno, però, sentì nel cuore che erano altre le cose importanti, così lasciò le sue ricchezze e scelse una vita semplice: con indosso un umile saio marrone, camminava per le strade parlando di pace e di gioia e aiutando i poveri.

Francesco amava tantissimo la natura: chiamava il sole fratello e la luna sorella, parlava agli uccellini che lo ascoltavano e riuscì a far diventare buono anche un lupo feroce che spaventava tutta la città di Gubbio. Francesco insegnava che siamo tutti fratelli: persone, animali e natura.

Per questo è il santo patrono della pace e protettore degli animali.

San Francesco

PER COMINCIARE

Con in sottofondo La canzone del fiore audio 01 , mettiamo bambini e bambine in cerchio e creiamo un clima di ascolto.

L'ASCOLTO

Leggiamo insieme il racconto San Francesco e il lupo, poi ascoltiamo e cantiamo insieme la canzone audio 02 . 2 momento

San Francesco e il lupo

Ciao bambini…

No, non vi spaventate!

È vero…

Sono un lupo e lo so che i lupi fanno paura agli uomini, ma io non sono più un lupo così!

Ero il terrore del paese di Gubbio, tutti avevano paura di me… e facevano anche bene, perché mi mangiavo tutte le galline e aggredivo chiunque mi incontrasse.

Poi però un giorno feci un incontro straordinario: un ragazzo di nome Francesco, figlio di un ricco mercante di stoffe.

Avevo sentito parlare di lui, dicevano che se n’era andato dalla casa di suo padre per vivere in povertà e aiutare chiunque avesse bisogno. In effetti era vestito come un povero…

A sentirlo parlare sembrava un po’ strano: parlava con i fiori, con gli alberi, con gli uccelli. Li chiamava fratelli e sorelle, poi cantava e pregava.

A un certo punto, lo vidi e lui si avvicinò con uno sguardo d’amore. Nessuno mi aveva mai guardato in quel modo! Mi disse che se io avessi smesso di essere così cattivo e rabbioso con gli uomini loro si sarebbero presi cura di me e mi avrebbero sfamato.

Io accettai e facemmo un patto: gli diedi la mia zampa in segno di amicizia. Francesco era davvero un ragazzo speciale.

Serena Cesaroni

San Francesco 02

Abitava ad Assisi, figlio di un ricco mercante, era anche un soldato ma un giorno tutto cambiò.

Rit.: Lasciò tutto, la sua casa, le ricchezze, per donare la sua vita ai poveri e a Gesù. Si vestì con un saio. Solo sandali ai piedi, si prendeva cura di poveri e ammalati.

Rit.

Amava la natura e tutto il creato, parlava con gli animali e i lupi ammaestrava.

Rit.

Tanti seguirono il suo esempio, scelsero la povertà, dedicarono la loro vita alla fraternità.

Tutela dell’ambiente

Con san Francesco impariamo che tutela dell’ambiente significa prenderci cura della natura come di un dono prezioso, perché è la nostra casa comune.

PER COMINCIARE

Con in sottofondo la canzone San Francesco audio 02 , mettiamo bambini e bambine in cerchio e creiamo un clima di ascolto.

L'ASCOLTO

Leggiamo insieme il racconto

Il Cantico delle Creature

Grazie, Signore, per il sole che brilla alto nel cielo e ci regala luce e calore.

Grazie per la luna e per le stelle, che illuminano la notte scura e fanno compagnia quando è buio.

Grazie per il vento che soffia e per l’aria fresca che riempie i nostri polmoni.

Grazie per l’acqua, chiara, buona e preziosa, che disseta tutti.

Grazie per il fuoco, che scalda e illumina.

Grazie per la terra, che fa nascere fiori colorati, alberi forti e frutti dolci.

Grazie per ogni creatura che popola il cielo, i mari e la terra.

Grazie alle persone, che nel tuo nome, Signore, imparano a volersi bene e ad aiutarsi ogni giorno.

Grazie, Signore, per il mondo meraviglioso che ci hai donato.

PER COMINCIARE

Con in sottofondo la canzone San Francesco audio 02 , mettiamo bambini e bambine in cerchio e creiamo un clima di ascolto.

L'ASCOLTO

Leggiamo insieme il racconto Il primo Presepe a Greccio.

Il primo Presepe a Greccio

Tanto tempo fa, la notte della vigilia di Natale, nel cuore di Francesco nacque un desiderio: far capire a tutti, in modo semplice, com’era nato Gesù.

Così, Francesco arrivò fino a Greccio, un paesino tra le montagne, e in una piccola grotta collocò una mangiatoia con tanto fieno, come fosse una culla di paglia.

Poi chiese in prestito agli abitanti del paese un bue e un asinello, che avrebbero scaldato la grotta con il loro fiato.

Era quasi sera quando Francesco accompagnò nella grotta anche una giovane donna e un uomo: loro avrebbero interpretato il ruolo di Maria e di Giuseppe. Sotto il cielo stellato, la gente si raccolse in silenzio. Si celebrò la Messa e Francesco parlò con voce dolce del bambino nato a Betlemme, poi disse una cosa importante: – Non serve andare lontano per incontrare Gesù. Betlemme può essere anche qui. Betlemme è dove nasce l’amore.

Così, a Greccio, nacque il primo presepe: per ricordare che ogni Natale Gesù nasce in modo umile, per entrare nel cuore di tutti.

Solidarietà

PER COMINCIARE

Con in sottofondo la canzone San Francesco audio 02 , mettiamo bambini e bambine in cerchio e creiamo un clima di ascolto. momento 1

Leggiamo insieme il racconto San Francesco aiuta i bisognosi. 2 momento

L'ASCOLTO

San Francesco aiuta i bisognosi

Un giorno, mentre camminava, Francesco vide un uomo povero e molto malato. Tutti lo tenevano a distanza per paura di ammalarsi.

Anche Francesco, all’iniziò, ebbe timore e passò lontano da lui; poi pensò all’amore di Gesù e capì che quell’uomo aveva bisogno di un gesto gentile, non di paura.

Allora si avvicinò piano piano, gli sorrise e lo abbracciò.

Il povero ricambiò il sorriso.

La paura di Francesco era diventata coraggio e il coraggio si era trasformato in amore. Grazie a quell’incontro, il giovane di Assisi aveva capito una cosa preziosa: amare vuol dire prendersi cura e ogni persona, anche se è povera o malata, è importante e merita rispetto.

Aiutare chi aveva più bisogno divenne, così, la sua missione: i poveri, i malati, chi non aveva casa, chi non aveva cibo. Aiutare gli altri era, per lui, come aiutare Gesù.

3 momento

LA PAROLA AI BAMBINI

Diamo la parola ai bambini usando domande-stimolo e verbalizzando le loro risposte.

San Francesco amava anche molto la natura. A te piace stare all’aperto?

San Francesco amava moltissimo gli animali: tu? Qual è il tuo animale preferito? Perché?

San Francesco aveva a cuore tutte le persone, anche quelle più umili e voleva che nel mondo ci fosse pace e armonia. Secondo te, cosa si può fare per portare pace e armonia nel mondo?

IL GIOCO PSICOMOTORIO

Sulle tracce di San Francesco

Proponiamo, in uno spazio adeguato, un momento di gioco psicomotorio con regole stabilite che permetta a bambini e bambine di comprendere al meglio la figura di San Francesco.

Per poter realizzare questa attività, allestiamo in sezione un percorso psicomotorio in quattro tappe che ci permetteranno di andare sulle tracce del santo di Assisi. Il percorso sarà formato da tante impronte di piedi, fissate al pavimento con lo scotch, che guideranno i bambini a raggiungere i quattro cerchi dentro cui si troveranno le attività per rivivere insieme:

• i doni del creato • la pace

• l’aiuto ai bisognosi • la fratellanza.

I DONI DEL CREATO

da un cestino prendere alcune immagini di animali o elementi naturali e incollarle su un cartoncino per simboleggiare la cura e l’amore di San Francesco per il Creato (quando tutti avranno compiuto il percorso e incollato le immagini, appendere il cartellone in sezione).

PRIMA TAPPA:

SECONDA TAPPA:

LA PACE

da un cestino prendere un cuoricino in cartoncino e dire ad alta voce un gesto di pace e di amore che si può compiere (l’insegnante può riportare la verbalizzazione sul cuore), poi incollare il cuore su un cartoncino (quando tutti avranno compiuto il percorso e incollato i cuori, appendere il cartellone in sezione)

TERZA TAPPA:

L’AIUTO AI BISOGNOSI

a turno un bambino interpreta il bisognoso e sta seduto rannicchiato a terra, mentre il bambino che compie il percorso deve prendere una coperta per avvolgerlo e aiutarlo ad alzarsi.

L'ATTIVITÀ

QUARTA TAPPA:

LA FRATELLANZA

scegliere uno dei compagni, dire il suo nome ad alta voce, andare da lui e dargli un abbraccio.

Va’ e ripara la mia chiesa

Francesco accolse il compito che Dio volle donargli, attraverso azioni di amore, povertà e rispetto per tutti gli esseri viventi, ma anche riparando gli edifici delle chiese che stavano crollando facendo tutto nel rispetto del creato e con grande umiltà. Oggi ci proviamo anche noi.

Modello file 01

Fasi di realizzazione

MATERIALE

Modello

Legnetti

Sassolini

Colla vinilica

Stampiamo il modello della chiesetta di San Damiano, uno per ogni bambino. In giardino raccogliamo insieme ai bambini materiali naturali (legnetti, sassolini, pignette, ecc.).

IInvitiamo i bambini a “riparare” la chiesa di San Damiano con i materiali raccolti fissando con la colla vinilica. 5 momento

Dio e la Creazione

, mettiamo bambini e bambine in cerchio

Leggiamo insieme il racconto della Creazione, poi ascoltiamo e cantiamo insieme la canzone audio 03 .

La Creazione del mondo

C’è stato un momento nella vita di questo universo in cui non c’era proprio nulla. Nulla nulla, eh! Né sole, né luna, né erba, né montagne. Nulla. È difficile da immaginare, ma all’inizio, IN PRINCIPIO, era così. Non c’era niente ma c’era QUALCUNO… e questo QUALCUNO era Dio.

Un bel giorno, questo Dio decise che era il momento di CREARE, di dare vita a qualcosa oltre Lui.

Come prima cosa creò la LUCE, la chiamò GIORNO e la separò dal BUIO, cioè dalla NOTTE.

Creò poi il cielo e il mare: Dio volle che dal mare apparisse l’asciutto che chiamò “terra” e le ordinò di dar vita a germogli, semi, alberi da frutto.

Per distinguere giorni, mesi e anni, poi, creò due grandi fonti di luce: il sole e la luna. Il mondo era come lo vediamo oggi quando andiamo in mezzo alle montagne, dove l’uomo non è riuscito a costruire nulla. Era pieno di verde, bellissimo, rigoglioso. Dio allora volle che fosse abitato da animali di ogni specie, uccelli nel cielo, pesci nel mare, bestiame sulla terra… Dopo aver creato tutto questo, Dio era felice e fiero della sua opera. Ma mancava ancora qualcosa. Mancava l’uomo che custodisse questo meraviglioso creato. Così Dio lo creò, a sua immagine e somiglianza, maschio e femmina li creò, affinché abitassero il mondo e ne avessero cura.

Serena Cesaroni

Canto della Creazione

Guardando il mondo intorno a me, mi stupisco e penso che, troppo bello e troppo grande non può esser nato all’istante. Rit.: È per te! È per me!

Questo mondo e sai perché?

Perché Dio ce l’ha donato, lui che sempre ci ha amato! Un bel sole e tante stelle, e la luna son sorelle, tanti prati e un grande mare, non si può che ringraziare!

Gli animali, grandi e piccini, quelli terrestri e quelli marini, l’uomo e la donna infine ha creato, e il settimo giorno si è riposato.

Rit.

Serena Cesaroni

LA PAROLA AI BAMBINI

Diamo la parola ai bambini usando domande-stimolo e verbalizzando le loro risposte.

Se dovessi immaginare questo Dio creatore... come lo immagineresti?

Qual è la “cosa creata“ più bella secondo te?

IL GIOCO PSICOMOTORIO

Dipinti della Creazione

Proponiamo, in uno spazio adeguato, un momento di gioco psicomotorio con regole stabilite che permetta a bambini e bambine di comprendere al meglio come la parola di Dio abbia dato origine alla Creazione. Dio “dice” e la sua parola crea, attraverso pennellate di amore, la terra, il cielo, la luce, il sole, le stelle, la luna, i fiumi e i mari per l’arrivo dei suoi abitanti che se ne prenderanno cura.

Per poter realizzare questa attività, allestiamo una parete della sezione come se fosse una cornice per il nostro quadro vivente: dividiamo i bambini in 4 gruppi:

• piante, alberi e fiori

• pesci e uccelli

• animali della terra (cani, gatti, cavalli…)

• uomini e donne.

Invitiamo i bambini ad ascoltare con attenzione le quattro frasi che pronunceremo e, quando sentiranno quella che identifica il loro gruppo, dovranno rappresentare con il corpo e con la voce l’elemento assegnato. Una volta che la creazione sarà completa, possiamo fare una foto a questo bellissimo quadro.

LE FRASI SONO:

• Dio disse: “Ora ci vogliono le piante“ e così spuntarono le prime piante, gli alberi e i fiori.

• Dio parlò di nuovo e il mare si riempì di pesci, poi continuò e in cielo volarono gli uccelli.

• Sulla terra corsero tutti i tipi di animali. Adesso non c’era più silenzio! Gli uccelli cantavano dalla gioia. Gli animali provavano i loro versi.

• Dio però non aveva finito di creare le cose. Il nuovo meraviglioso mondo aveva bisogno di uomini e donne che se ne prendessero cura.

L'ATTIVITÀ

Giardinieri del mondo

Organizziamo un’attività per far comprendere ai bambini che, come attenti giardinieri, anche noi ci prendiamo cura e abbelliamo il mondo, il meraviglioso dono che Dio ci ha fatto.

MATERIALE

Bulbi di fiori colorati misti

Trapiantatore da giardinaggio

Rastrellino

Guanti

Annaffiatoio

Stivaletti antiscivolo

Fasi di realizzazione

Rendiamo adatto alla piantumazione un pezzetto di terra del giardino della nostra scuola. Invitiamo i bambini a indossare stivaletti e guanti e usciamo in giardino.

Scaviamo con il trapiantatore alcune buchette. Per la distanza e la profondità, calcoliamo tre volte la grandezza del bulbo che andremo a inserirci, facendo attenzione che la punta sia posizionata verso l’alto e la parte delle radici verso il basso.

Richiudiamo le buchette con la terra aiutandoci con il rastrellino e annaffiamo abbondantemente.

Continuiamo a prenderci cura dei bulbi e attendiamo che il nostro piccolo mondo fiorisca.

Noè e il diluvio universale

momento

1

PER COMINCIARE

Con in sottofondo La canzone del fiore audio 01 , mettiamo bambini e bambine in cerchio e creiamo un clima di ascolto.

2 momento

L'ASCOLTO

Leggiamo insieme il racconto sulla figura e la storia di Noè, poi ascoltiamo e cantiamo insieme la canzone audio 04 .

Un uomo di nome Noè

Ciao Bambini, mi presento, sono Dio.

Sì, sì, avete capito bene, Dio! Non vi stupite!

Ogni tanto mi piace parlare con gli umani, ma voi spesso nemmeno mi ascoltate!

O meglio, molti non mi ascoltano, qualcuno per fortuna sì!

Nella storia che voglio raccontarvi oggi, tanti non mi hanno ascoltato, ma uno invece l’ha fatto… Chi era quest’uomo?

Si chiamava NOÈ!

Vi racconto la sua storia.

Dopo che, con tanta fatica, avevo creato il mondo, ho iniziato a osservare gli uomini e, mentre all’inizio ero molto fiero della mia creazione, poi piano piano lo sono stato sempre meno...

Ho visto persone compiere azioni cattive, dire bugie e ignorarmi completamente, così mi sono detto: “Ricominciamo tutto da capo!”

Ho deciso di mandare sulla Terra tanta di quella pioggia da inondare ogni cosa, ogni uomo e ogni forma di vita. Lo so che non è proprio bello da fare, ma accidenti, com’ero deluso dagli uomini! Prima di farlo, però, ho parlato con Noè, l’unico uomo giusto che avevo visto sulla Terra, e gli ho detto che solo lui e la sua famiglia si sarebbero salvati. Gli ho comandato di costruire un’arca che gli avrebbe permesso di stare al riparo quando tutto sarebbe stato solo acqua e mare. Gli ho detto di portare con sé una coppia di animali di ogni specie, maschio e femmina, cosicché potessero riprodursi dopo il diluvio. Noè ascoltò tutte le mie indicazioni e fece quello che gli avevo chiesto, così, dopo 40 giorni di pioggia fortissima, feci apparire nel cielo un meraviglioso arcobaleno, un segno per fargli capire che c’era di nuovo armonia sulla Terra, che tra me e gli uomini c’era di nuovo ALLEANZA.

Noè e l’arca

Rit.: Pioggia pioggia cade giù, ormai nulla rimane più, solo un’arca galleggia ancora, Noè e la sua famiglia son salvi allora!

Dio vide il male sulla Terra, fu deluso dall’odio e dalla guerra, anche i fratelli si facevano del male e così decise cosa fare.

Rit.

Serena Cesaroni

Solo un uomo giusto Dio salvò, Noè era il suo nome e a lui ordinò “Costruisci un’arca che ti salverà, la tua famiglia e gli animali proteggerà.”

Rit.

Finalmente la pioggia cessò e un arcobaleno nel cielo spuntò.

Segno dell’amicizia tra l’uomo e Dio e della pace che posso costruire anch’io. Rit.

Serena Cesaroni

LA PAROLA AI BAMBINI

Diamo la parola ai bambini usando domande-stimolo e verbalizzando le loro risposte. 3 momento 4 momento

Secondo te, cosa avrà avuto di speciale questo Noè per essere stato scelto da Dio?

Quale coppia di animali avresti fatto salire per primi nell’arca?

IL GIOCO PSICOMOTORIO

Insieme sull’arca

Proponiamo, in uno spazio adeguato, un momento di gioco psicomotorio con regole stabilite che permetta a bambini e bambine di conoscere meglio la storia di Noè e della sua arca.

Riproduciamo un arcobaleno su un foglio di cartoncino bianco.

Sorteggiamo il nostro Noè, poi dividiamo i bambini a coppie, invitandole a scegliere un animale.

Consegniamo a ogni coppia un pezzettino ritagliato del disegno dell’arcobaleno, chiedendo di non guardarlo. A questo punto, a ogni coppia Noè dirà:

io sono Noè, vuoi salire sull’arca con me?

La coppia dovrà mimare l’animale prescelto: se Noè indovinerà di che animale si tratta, i due potranno salire sull’arca, altrimenti dovranno aspettare un altro turno e nel frattempo cambiare animale. Solo quando tutti i bambini saranno saliti sull’arca, metteremo insieme i pezzettini di carta per ricomporre un meraviglioso arcobaleno!

L'ATTIVITÀ

La pace in vasetto

Organizziamo un’attività per far comprendere ai bambini che, come attenti giardinieri, anche noi ci prendiamo cura e abbelliamo il mondo, il meraviglioso dono che Dio ci ha fatto.

un’attività per far comprendere ai bambini che l’arcobaleno appare dopo il diluvio come un segno di pace e di amicizia tra Dio e l’umanità. I colori che compongono l’arcobaleno, uniti insieme, rappresentano il rispetto reciproco e la convivenza delle diversità, ma anche la speranza e la gioia per un futuro migliore. Con questa attività diventeremo anche noi speciali costruttori di pace.

MATERIALE

Vasetto o bottiglietta di vetro

Sacchetto di sale fino

Bicchierini (uno per colore)

Gessetti colorati

Imbuto

Fasi di realizzazione

Posizioniamo su un tavolo un bicchierino per ogni colore che vogliamo utilizzare e in ogni piatto polverizziamo un gessetto.

Aggiungiamo in ogni bicchierino due cucchiai di sale fino e mescoliamolo con la polvere di gesso.

Aiutandoci con l’imbuto, versiamo la polvere di gesso colorata, a strati, nel vasetto, creando il nostro arcobaleno: ora possiamo donare la pace a chi vogliamo!

San Martino e il mendicante

Con in sottofondo La canzone del fiore audio 01 , mettiamo bambini e bambine in cerchio e creiamo un clima di ascolto. momento 1

PER COMINCIARE

2 momento

L'ASCOLTO

Leggiamo insieme il racconto sulla storia di San Martino, poi recitiamo insieme la filastrocca.

La storia di San Martino

Ciao bambine e bambini, sono un cagnolino di una città della Francia che si chiama Tours. Oggi voglio raccontarvi la storia che i nonni dei miei nonni dei miei nonni… insomma… che tanti anni fa è accaduta proprio tra le strade della mia città.

A noi cani, quando andiamo in giro per le strade, non sfugge nulla… ma bando alle chiacchiere, veniamo al sodo!

La mia città, Tours, è famosa proprio perché la persona di cui vi parlerò ha abitato qui. Si chiamava Martino ed era un soldato addetto a sorvegliare le vie della città di notte.

Una sera d’inverno, incontrò un mendicante che tremava dal freddo e così, con la spada, divise il suo mantello in due e ne donò una parte al pover’uomo infreddolito.

Nessuno si sarebbe mai aspettato un gesto simile da un soldato! Si dice poi che, la notte stessa, Martino vide in sogno Gesù con il suo mantello addosso.

Gesù esclamava: “Ecco Martino, il soldato non battezzato che mi ha vestito!”, come per dire che quel mantello che l’uomo aveva dato al povero era come se lo avesse donato a Gesù stesso. Martino, dopo questo sogno, si fece battezzare e divenne cristiano.

San Martino

Martino era un soldato come il padre desiderava, un giorno d’inverno un mendicante infreddolito incontrava: così si tolse il mantello e lo divise in due con quel poverello. Un raggio di sole la giornata scaldò e quello fu un segno che Dio gli mandò, per ringraziarlo del suo bellissimo gesto, fatto col cuore verso quell’uomo onesto.

Serena Cesaroni
Serena Cesaroni

LA PAROLA AI BAMBINI

Diamo la parola ai bambini usando domande-stimolo e verbalizzando le loro risposte.

San Martino è generoso verso il povero: a te capita di essere generoso verso gli altri?

Quando sei stato generoso o qualcuno lo è stato con te? Racconta.

IL GIOCO PSICOMOTORIO

Chi mi ha donato metà del suo mantello?

Proponiamo, in uno spazio adeguato, un momento di gioco psicomotorio con regole stabilite che permetta a bambini e bambine di capire il concetto di generosità rappresentato da San Martino.

Realizziamo dei mantelli con il cartoncino e tagliamoli in due parti: su una parte scriviamo con la matita 1 e sull’altra 2.

Consegniamo un pezzo di mantello a ciascun bambino e invitiamo quelli che hanno il cartoncino con il numero 1 a mimare il cavaliere Martino e quelli con il numero 2 a mimare il poverello.

Camminando nella stanza, ogni qualvolta i poverelli incontrano un San Martino, dovranno domandargli:

Il poverello allora dirà: 4 momento

Se i pezzetti che i due hanno in mano si completano, la risposta sarà:

Per la tua grande gentilezza oggi vorrei donarti una carezza.

Sei tu il San Martino che del mantello mi ha donato un pezzettino?

I due bambini si abbracciano e tornano al tavolo a colorare il mantello ricomposto insieme. Quando le due parti non combaciano, i bambini riprendono a muoversi.

L'ATTIVITÀ

La luce della gentilezza

Organizziamo un’attività per far comprendere ai bambini che, come attenti giardinieri, anche noi ci prendiamo cura e abbelliamo il mondo, il meraviglioso dono che Dio ci ha fatto.

un’attività per far comprendere ai bambini che la luce del-la gentilezza può illuminare i cuori anche in una fredda sera autunnale.

Da qui nasce la tradizione di realizzare lanterne colorate. Con questa attività anche noi proviamo a illuminare e a scaldare il mondo.

MATERIALE

Vasetto di vetro

Carta velina colorata

Candela tipo tea light

Cartoncino colorato

Pennello

Colla vinilica

Fasi di realizzazione

Ritagliamo tanti pezzettini di carta velina della lunghezza che preferiamo, poi versiamo in una ciotolina un po’ di colla vinilica diluita con un cucchiaino di acqua e mescoliamo.

Con il pennello, diamo una passata di colla sulle pareti del vasetto e applichiamo i pezzetti di carta velina a piacimento.

Lasciamo asciugare, poi poniamo all’interno della lanterna la candelina.

Realizziamo il manicotto con il cartoncino, come in foto: ora siamo pronti a illuminare e scaldare di gentilezza il mondo!

La storia di Mosè

Con in sottofondo La canzone del fiore audio 01 , mettiamo bambini e bambine in cerchio e creiamo un clima di ascolto. momento 1

PER COMINCIARE

L'ASCOLTO

Leggiamo insieme il racconto sulla figura e la storia di Mosè.

Mosè

libera il suo popolo

Tanto tempo fa, in un paese chiamato Egitto, vivevano gli Ebrei, un popolo che credeva in un solo Dio.

In Egitto, gli Ebrei erano umiliati, trattati come schiavi. Dio, però, aveva un piano per liberarli.

Scelse un uomo di nome

Mosè, anche lui ebreo ma cresciuto alla corte del faraone. Lui sarebbe stato il liberatore.

Così, un giorno, mentre Mosè stava facendo pascolare il suo gregge su un monte, Dio decise di parlargli e si mostrò a lui attraverso un cespuglio pieno di fiamme, che bruciavano ma non consumavano i rami.

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