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Formula Magica - Letture 3

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Roberto Morgese

FORMULA LEGGERE

L I B RO

3

DI LE T TUR A

INSERTO con le MAPPE delle tipologie testuali • LA MAGIA DI LEGGERE •A rte, Musica, Educazione civica •A ttività in situazioni non note • Pagine PER RIDERE


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Il corso presenta una Didattica Inclusiva Digitale Integrata che consente la personalizzazione dell’apprendimento attraverso percorsi didattici innovativi e flessibili che supportano e valorizzano i diversi bisogni educativi, favorendo molteplici modalità di insegnamento e di studio. L’obiettivo è quello di potenziare, stimolare e includere in modo efficace studenti e studentesse nel processo di apprendimento con un’offerta didattica ampia, variegata e di facile accessibilità tramite device mobile.

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FORMULA LEGGERE

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INDICE 6 ECCOCI DI NUOVO! 7 Benvenuta e benvenuto 8

RACCONTARE STORIE ... CHE BELLO!

10 Esploro IL RACCONTO REALISTICO Il compito delle vacanze 12 L’albero Asdrubale 14 L’aquilone di Edo 15 Un adorabile cucciolo 16 Uno strano regalo 17 Il dito contadino 18 Mamma, insegnami a nuotare! 20 Per ridere Uno scherzo originale 21 Per mettermi alla prova ASCOLTO Rollo viene con me

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Per mettermi alla prova A scuola sulle montagne 24 LA MAGIA DI LEGGERE Una puzza orribile 26 Esploro IL RACCONTO FANTASTICO Le teste scambiate 28 Albero Alberto 30 Ma che scuola è questa? 31 Per ridere Galline pensierose 32 XYZ–23 34 Pico Pecora 36 Per davvero Binomi fantastici 37 Per mettermi alla prova ASCOLTO La casa di Settimio 38 Per mettermi alla prova Wordy 40 LA MAGIA DI LEGGERE Di notte nel cielo

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42 Esploro LA FAVOLA La volpe e la cicogna 44 La volpe e il caprone 45 L’ascia del taglialegna 46 Per ridere Rana Boccuccia 47 Favole brevissime 48 La vongola e il beccaccino 49 Per mettermi alla prova ASCOLTO La colomba e la formica 50 Per mettermi alla prova 52 Esploro LA FIABA Armo e Nia 54 Il principe invisibile 56 Trottolina 58 L’armonica magica 59 Lilith e lo gnomo 60 I figli del sicomoro 61 PER METTERMI ALLA PROVA ASCOLTO L’orco selvatico 62 PER METTERMI ALLA PROVA La cosa più preziosa 64 LA MAGIA DI LEGGERE Nel regno di Belgarbo 66 Esploro LA LEGGENDA L’abete sempreverde 68 Le tartarughe 69 Il dono dell’uccellino 70 La tribù dei Chinook 72 Robin Hood 73 Per mettermi alla prova ASCOLTO Il sale nel mare 74 Per mettermi alla prova L’idea delle giraffe


76 Esploro IL MITO Indra e Vritra 78 Persefone e la primavera 79 Prometeo e il fuoco 80 L’Universo conchiglia 82 Creature mitologiche 83 Per mettermi alla prova ASCOLTO Nuwa e la creazione 84 Per mettermi alla prova Il sole, la luna, l’acqua 86 LA MAGIA DI LEGGERE Efesto

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DESCRIVERE ... CHE MERAVIGLIA!

90 Esploro IL TESTO DESCRITTIVO Pichi Pichi 92 La piccola volpe 93 L’elefante pieghettato 94 Il panettone 95 Per ridere I cetrionzoli 96 La mia compagna di banco 97 Il mio compagno Garrone 98 A pesca con la zia 100 Faggio chiacchierone 101 Il grande blu 102 Nella Stazione Spaziale Internazionale 103 Per mettermi alla prova ASCOLTO La libreria antiquaria 104 Per mettermi alla prova La signora Mirror 106 LA MAGIA DI LEGGERE Grandi calciatori: Paolo Rossi

108

LEGGERE IN VERSI ... CHE EMOZIONE!

110 Esploro IL TESTO POETICO Grrr! 112 Giochi di suoni 113 Per ridere Senza senso 114 La bicicletta 115 Se dici radici... Giuramento 116 Sorgente 117 Ti disegno un cuore 118 Perla parola 119 Il risveglio del vento 120 Per mettermi alla prova ASCOLTO L’albero delle filastrocche 121 Per mettermi alla prova La pazienza 122 LA MAGIA DI LEGGERE Quanti sono i venti?

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LEGGERE PER CONOSCERE ... CHE CURIOSITÀ!

126 Esploro IL TESTO INFORMATIVO I pinguini imperatore 128 Come vedono gli animali? 129 Gli pterosauri 130 Per davvero Pulire senza fatica 131 Strane piante 132 In viaggio con i pirati 134 Mangiare bene per la Terra 135 Per mettermi alla prova ASCOLTO Il cielo stellato 136 Per mettermi alla prova L’energia solare 138 LA MAGIA DI LEGGERE Oceani di plastica

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140

LEGGERE PER FARE ... CHE ABILITÀ!

142 Esploro IL TESTO REGOLATIVO Il pulcino 144 Pulcini 145 Spiedini a merenda 146 Per gioco Palla memoria 147 Lavarsi bene i denti 148 Per ridere La pozione Polisucco 149 Per mettermi alla prova Graffiti rupestri

150 AUTUNNO tra gli alberi 151 Piccola foglia 152 Attenzione ai dolcetti! 154 Nonno Gidio e il bosco d’autunno 155 BT-X sulla Terra 1a puntata 156 INVERNO sul ghiaccio 157 Sulla neve 158 Piccolo Vento 160 Un ospite a bordo 161 La noce di Natale 162 Com’è nato il Carnevale BT-X sulla Terra 2a puntata 163 164 PRIMAVERA tra l’erba 165 Chi fa primavera? 166 Emozioni all’aria aperta 167 Mi riempio di gioia 168 La leggenda dell’acacia BT-X sulla Terra 3a puntata 169 170 ESTATE in acqua 171 Caldo BT-X sulla Terra 4a puntata 172

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173

ARTE

MUSICA

EDUCAZIONE CIVICA

174 176 178 179

Colazione sul prato I tre musicisti! L’orchestra Educazione civica In classe in armonia 180 Povera Persefone! 181 Educazione civica Viva la libertà 182 La chitarra: uno strumento a corda 183 Le caratteristiche dei suoni 184 Il ritratto 186 Poesia d’immagini 187 Autunno 188 Inverno 190 Primavera 192 Estate

Scopri le MAPPE dei testi con la POZIONE nell’INSERTO pieghevole.


RISORSE DIGITALI

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Nelle pagine del tuo libro troverai indicate tante risorse interattive utili e coinvolgenti che ti accompagneranno nel corso di tutto l’anno scolastico. Puoi usarle in classe con l’insegnante oppure a casa, in autonomia. Accedere è facile, inquadra il QR code! Il libro digitale ti aiuterà a trovare la tua formula magica per imparare divertendoti.

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Con i video tutorial imparerai la grammatica come per magia!

Scopri i contenuti audio! Il tuo libro è ricco di audioletture da ascoltare insieme, in classe. Con gli esercizi e i giochi interattivi potrai metterti alla prova divertendoti.

Inoltre potrai accedere direttamente alla versione audiolibro .

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ECCOCI DI NUOVO! È settembre, l’estate è terminata. Ale, Emi, Isa, Omar e Uma tornano a scuola e hanno voglia di raccontare i bei giorni trascorsi in vacanza. Ma è passato parecchio tempo e molte cose le hanno dimenticate! Per fortuna Alfa e Beto hanno preparato una gustosissima POZIONE MEMORINA, che fa tornare la memoria e permette loro di condividere i ricordi più belli. Immagina di bere la POZIONE MEMORINA e racconta alla classe un ricordo speciale della tua estate.

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Benvenuta e benvenuto Benvenuta, benvenuto, mente pronta e cuore arguto cominciamo l’anno insieme lo facciamo a suon di rime. Quanti amici, vecchi e nuovi, sei felice, li ritrovi li rivedi qui tra i banchi vispi e allegri, mica stanchi! Tra le pagine future troverai mille letture che potranno aprir finestre coi maestri e le maestre. Su coraggio! Cosa aspetti?

LIFE SKILLS

Consapevolezza

Rifletti, racconta e ascolta.

Che cosa ti aspetti dalla classe terza? Quale argomento hai voglia di imparare? Che cosa ti piacerebbe fare di nuovo quest’anno? 7


RACCONTARE STORIE ... CHE BELLO! Le storie si possono leggere, ascoltare e anche guardare!

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TESTO NARRATIVO Quando leggi, diventi protagonista.

Pronti a decollare con la fantasia?

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ESPLORO

IL RACCONTO REALISTICO

Il compito delle vacanze INIZIO Quell’estate ero andata in montagna a luglio. Mi ero divertita tantissimo a “fare i compiti” sui prati, proprio come diceva il maestro: “Osservate la natura, correte, fate mille scoperte e raccogliete qualcosa di speciale da mostrare alla classe il primo giorno di scuola”. SVOLGIMENTO Quando il primo giorno di scuola arrivò, tutti avevamo in mano il nostro ricordo estivo. Giulia aveva delle conchiglie stranissime, Mika delle pigne enormi e appiccicose, Kevin dei minerali lucidissimi. – Tu che cos’hai in quella scatola? – mi hanno chiesto. – Ve lo farò vedere quando saremo dentro – ho risposto, pensando ai due grossi bruchi e alle foglie che avevo inserito nella scatola. Dopo una bella chiacchierata, il maestro ci ha detto di mostrare i nostri oggetti. Quando è stato il mio turno, ho aperto la scatolina e… i bruchi erano diventati due allegre farfalle blu, che hanno cominciato a volare per l’aula, mettendo la classe in subbuglio. – Che ne dite se le liberiamo? – ha proposto il maestro. CONCLUSIONE Abbiamo aperto le finestre e le farfalle sono volate via. – Sei dispiaciuta, Viola? – mi ha domandato. – No, maestro. – ho risposto – Il ricordo non vola via, posso sempre conservarlo dentro di me. 10


ESPLORO IL RACCONTO REALISTICO

Il RACCONTO REALISTICO narra fatti accaduti o che potrebbero accadere nella realtà. Scopri il racconto realistico e completa la tabella. GLI ELEMENTI

I PERSONAGGI Chi?

Nel RACCONTO REALISTICO

Nel testo a fianco

Possono essere persone o animali veramente esistiti o che si possono incontrare nella vita di tutti i giorni. Il personaggio più importante (può essere più di uno) si chiama protagonista.

I personaggi sono:

È indicato con precisione: la storia può essere raccontata al tempo presente (ora, oggi, stamattina) o al passato (ieri, un anno fa).

IL TEMPO Quando?

I luoghi in cui avvengono i fatti appartengono alla realtà: parco, città, scuola, casa...

IL LUOGO Dove?

.............................................................................. ..............................................................................

La protagonista è ..............................................................................

Il tempo è ................................................................................... ...................................................................................

Il racconto si svolge .............................................................................. ..............................................................................

I FATTI Che cosa accade?

I fatti sono narrati in ordine cronologico e sono accaduti o possono accadere nella realtà.

LA STRUTTURA

I racconti sono organizzati in tre parti.

Con l’aiuto delle immagini racconta i fatti con parole tue.

Leggi, osserva il testo e rifletti. L’INIZIO introduce la situazione di partenza, il tempo, il luogo e la protagonista. Lo SVOLGIMENTO racconta che cosa succede. La CONCLUSIONE spiega come finisce la storia. Vai all’INSERTO pieghevole e scopri le MAPPE dei testi con le POZIONI.

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IL RACCONTO REALISTICO

Le tre parti

L’albero Asdrubale Il Sindaco si fece accompagnare subito al parco davanti alla scuola. Il signor Sindaco era una persona un po’ corpulenta, con pochi capelli in testa, grigi. Sembrava un nonno. Anzi: era proprio il nonno di uno dei bambini seduti su Asdrubale, l’albero che sarebbe stato presto abbattuto per creare nuovi parcheggi per i genitori che portano i figli e le figlie a scuola in auto. Avvicinandosi estrasse gli occhiali dalla tasca, se li mise sul naso e guardò. Quello che vide lo lasciò senza fiato: un albero grande e rigoglioso che al posto dei frutti aveva su ogni ramo un bambino o una bambina. – Asdrubale è nostro amico! – gridava Mirka. – Nessuno lo deve abbattere per un parcheggio – strillava Marco. – A scuola si va a piedi! – sbraitavano in coro. Oh, quante lacrime riempirono gli occhi del Sindaco! Come aveva fatto a dimenticare? Lo conosceva molto bene quell’albero. Era già grande e grosso quando lui era ancora un bambino e ci saliva sopra per giocare a nascondino con gli amici. Solo che lui non lo chiamava Asdrubale, lo chiamava... lo chiamava... come lo chiamava? – Arciclostide! Ecco come ti chiamavo! – urlò colmo di gioia il Sindaco. L’Assessora all’urbanistica lo guardò interdetto. – Ma che sta dicendo? È impazzito? Finì che dopo lunghe proteste da parte dei genitori, dei figli e del Sindaco stesso, il Consiglio comunale bocciò la proposta di abbattimento dell’albero. Gianni Biondillo, Il mio amico Asdrubale, Guanda

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Le tre parti IL RACCONTO REALISTICO

ESPLORO IL TESTO

Dividi il racconto in INIZIO, SVOLGIMENTO e CONCLUSIONE colorando la barra di fianco al testo con i colori corrispondenti. Poi fai lo stesso con le cornici qui sotto, in base alla parte a cui si riferiscono.

La proposta di abbattere l’albero per costruire un parcheggio viene bocciata.

Il Sindaco arriva nel parchetto davanti alla scuola.

I bambini e le bambine protestano e il Sindaco si ricorda che anche lui, da piccolo, giocava sopra quell’albero.

EDUCAZIONE CIVICA

Rispondi sul quaderno.

Sapete di che cosa si occupa un Assessore o un’Assessora all’urbanistica? Cercate informazioni su questo mestiere. Che cosa vorreste comunicare a chi ricopre questo ruolo nel vostro Comune?

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IL RACCONTO REALISTICO

ESPLORO IL TESTO

Sottolinea nel testo le parole che indicano i personaggi, poi rispondi.

Sono personaggi realistici o fantastici? .......................................................................... C’è un protagonista? Chi è? ..........................................................................

I personaggi

L’aquilone di Edo Gli aquiloni a volte fanno proprio come vogliono. Poi, come tutti sanno, gli aquiloni hanno una vera passione per gli alberi: appena ne vedono uno si attorcigliano intorno a tutti i rami. E così è successo che l’aquilone di Edo ha attraversato il suo giardino ed è andato a finire sulla quercia del vicino, il signor Ottavio. Tutto il quartiere dice che al signor Ottavio non piacciono i bambini e le bambine e, oltretutto, ha un cane gigantesco che abbaia sempre. Edo si fa coraggio e suona il campanello. Il signor Ottavio spalanca la porta. Accanto a lui c’è Rufus, il mastino. – Che vuoi? – chiede serio. – Ehm, mi scusi, posso andare un attimo nel suo giardino? – Nel mio giardino? Non permetto a nessuno di andarci! – Sì, ma vede… il mio aquilone… – Un aquilone nel mio giardino? Edo si aspettava già di sentirlo dire “Rufus, attacca!”, invece il signor Ottavio sospira contento: – Un aquilone! È tanto tempo che non vedo un aquilone. Puoi correre a prenderlo, ma promettimi una cosa… – e avvicinandosi all’orecchio di Edo sussurra: – Promettimi che fai giocare anche me! Da quel giorno Edo andò spesso a giocare dal signor Ottavio e anche Rufus sembrava divertirsi. AA. VV., 100 storie della buonanotte, Giunti

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I personaggi

Un adorabile cucciolo Marta desiderava un cagnolino da tanto tempo, così, quando la mamma e il papà dissero di sì, non vide l’ora di andare a prenderlo. Nel rifugio di animali Marta esaminò i cuccioli uno a uno, perché voleva che il suo fosse perfetto. – Questo è troppo grande – disse indicando un alano. – Quello invece è troppo piccolo – aggiunse mostrando un chihuahua. – Questo è carino – disse il volontario accarezzando un barboncino. – È troppo riccio – commentò Marta. Un altro cucciolo era troppo rumoroso, un altro troppo tranquillo. Ben presto rimasero solo pochi cuccioli. Marta stava quasi per rinunciare, quando prese in braccio un batuffolo bianco e nero. – Mmm, di che razza è questo cucciolo? – chiese il papà. – È un bastardino – disse il volontario. – Penso sia un incrocio tra uno spaniel e un collie. – Non importa che cosa sia – disse Marta sorridendo. – È semplicemente perfetto, lo chiamerò Pippo.

IL RACCONTO REALISTICO

ESPLORO IL TESTO

Rispondi.

Chi è la protagonista del racconto? ............................................................... Chi sono gli altri personaggi? ............................................................... ............................................................... COMPRENDO

Rispondi sul quaderno.

Con chi è Marta? Dove si trova Marta? Perché? Che cosa fa alla fine?

AA. VV., 365 storie e filastrocche, Gribaudo-Parragon

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IL RACCONTO REALISTICO

ESPLORO IL TESTO

Sottolinea nel testo quando si svolgono i fatti.

La storia è raccontata al tempo: passato. presente. futuro. PAROLE NUOVE

Come si dice quando il gatto fa purr purr? ..............................................................

Il tempo

Uno strano regalo Era un pomeriggio di primavera. Leggevo seduta sul divano, mentre la mamma lavorava al computer. La porta era aperta. Il gatto entrò e si mise a fissare mia madre. – Miao – disse sperando probabilmente di ricevere una coccola. – No dai, micio, adesso proprio non posso darti retta. – Miao – ripeté lamentoso e instancabile. – Miao. – Uffa, va bene! – si arrese lei a un certo punto – Ma solo due minuti, perché ho davvero tanto da fare. Lo prese sulle ginocchia e gli lisciò il pelo dolcemente, mentre quello faceva purr purr, come tutti i mici soddisfatti. Dopo un po’ lo fece scendere e lui uscì di nuovo. Passati pochi minuti, il micio ricomparve e... – Aaah, aiutooo! La mamma cominciò a urlare disperata, in piedi su una sedia, mentre il gatto teneva in bocca, una piccola biscia che si dimenava. Si dice che i gatti, per dimostrare il loro affetto, facciano dei “regalini” molto particolari alle persone che li accudiscono. Da quel giorno il nostro micio non portò più regalini alla mamma.

SCRIVO

Una storia accaduta nel passato può essere raccontata anche al presente. Rileggi le prime righe trasformate al presente e continua sul quaderno.

È un pomeriggio di primavera. Leggo seduta sul divano, mentre la mamma lavora al computer. 16


I luoghi

Il dito contadino Nonno Nino ha un bell’orto. Ora ha appena finito di vangare. Giovanni osserva la terra: è tutta a montagnole, umida, sembra quasi bagnata. Ha un suo odore, la terra. Giovanni non sa ancora se gli piace. Stare con nonno Nino, sì. – Non rimanere lì impalato, – gli dice il nonno, – in campagna bisogna essere attivi. Giovanni si avvicina. – Guarda: adesso prendiamo i semi e li piantiamo. – I pomodori? – s’informa Giovanni. – No, no, adesso è il tempo di seminare i broccoli. – Non mi piacciono – dice Giovanni con la faccia disgustata. – Ma piacciono tanto alla tua mamma. – È vero – sorride Giovanni. – Mi serve il tuo dito indice: è perfetto per fare i buchi. Vieni qui, fai un buchino non tanto profondo. Il seme ha bisogno di essere al riparo, ma non troppo in fondo. Deve respirare – spiega il nonno. Giovanni fa il buco con la punta dell’indice e mette il seme. Poi ne fa altri a distanza regolare. – I semi sono come me, – dice – quando mi metto sotto le coperte al calduccio, ma lascio uno spazio per respirare bene. – È vero – dice il nonno – i bambini hanno bisogno di dormire per crescere bene. Al caldo, come i semi. Così poi crescono forti.

IL RACCONTO REALISTICO

ESPLORO IL TESTO

Rispondi.

Dove si svolge il racconto? ....................................................................... È un luogo che esiste nella Sì No realtà?

PENSO E DICO

Rispondi a voce.

Hai mai lavorato in un orto? Ti è piaciuto? Che cosa ti ha dato più soddisfazione? Cosa ti piacerebbe fare più di tutto: seminare, annaffiare o raccogliere?

Laura Walter, Storie brevi, molto brevi, molto molto brevi, Edizioni EL

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IL RACCONTO REALISTICO

I fatti

Mamma, insegnami a nuotare! – Mamma, insegnami a nuotare! – disse Elena – Per favore. – Bene – disse la mamma – appoggia le mani sul fondo dove tocchi bene e scalcia con i piedi, con i movimenti di una rana. Elena provò. Era abbastanza facile. I piedi, muovendosi come quelli della rana, la spingevano avanti, ed Elena camminava sulle mani, il che rassomigliava già un po’ al nuotare. Elena si esercitò a lungo. – E ora che cosa faccio? – domandò il giorno dopo al padre. – Ora alza anche le mani e muovile come fa la rana – le disse. Elena provò e riprovò, ma per quanti sforzi facesse, non riusciva a staccare insieme le mani dal fondo. – Allora vai nell’acqua un po’ più profonda e cerca di zampettare con le mani come fa un cagnolino. Elena andò nell’acqua un po’ più profonda, e provò e riprovò a zampettare come un cagnolino; ma non riusciva ancora a staccare le mani da quel bel fondo sabbioso e sicuro. Un giorno, mentre Elena provava, arrivò un’ondata enorme. L’acqua divenne all’improvviso così alta che Elena non poté più tenere le mani sul fondo, ma dovette fare qualche cosa. Senza rendersi ben conto di quanto stava succedendo, Elena cominciò a muovere mani e piedi: stava nuotando! – Stai nuotando! – gridò la mamma – Ce l’hai fatta! – gridò il babbo, tirandola fuori dell’acqua e abbracciandola. – Sì, ce l’ho fatta! Richard Scarry, Kathryn Jackson, 365 storie. Una storia al giorno, Mondadori

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I fatti

IL RACCONTO REALISTICO

ESPLORO IL TESTO

Che cosa accade nel racconto? Metti in ordine i fatti da 1 a 6.

COMPRENDO IL TESTO

Rispondi con una x.

Chi è il personaggio protagonista? Elena La mamma Il babbo

Dove si svolge la storia? Sotto gli ombrelloni In piscina Al mare

Che cosa vuole fare Elena? Imitare gli animali Imparare a nuotare Giocare con mamma e papà

Che cosa dà sicurezza a Elena? Appoggiare le mani al fondo La presenza della madre Il mare calmo

LIFE SKILLS

Gestione delle emozioni

Rifletti, racconta e ascolta.

Ti è mai capitato di volere imparare a fare qualcosa e di non riuscirci subito? Quali emozioni hai provato in quel momento? Hai rinunciato o hai trovato la forza di insistere? Ti ha aiutato qualcuno? 19


Per RIDERE

Uno scherzo originale Caro diario, questa mattina la zia se l’è presa per uno scherzo. Il fatto è che io non volevo farle nessun dispetto, ma un piacere. La zia è molto affezionata alla pianta di dittamo. Ogni mattina appena sveglia la innaffia e addirittura ci parla: – Ciao bello mio, eccoti un po’ d’acqua. Ooh, ma come sei cresciuto. Così ho pensato di farlo crescere più velocemente: ho svuotato il vaso e alla base della pianta ho legato un legnetto che passasse dal foro del vaso. Poi ho rimesso la terra e ho aspettato che la zia innaffiasse la sua pianta. Sul davanzale ho fatto passare il legno legato alla pianta e mi sono posizionato in attesa della zia. Dopo nemmeno cinque minuti la finestra si è aperta e zia Bettina ha dato il buon giorno al dittamo: - Ma… Ma… Mi sembri cresciuto! Appena la zia si è allontanata, io ho spinto in su il bastoncino facendo crescere di molto la pianticella. A un certo punto si è udito un tonfo. Il problema è che ho spinto troppo e il vaso si è rovesciato cadendo a terra e rompendosi: così sono stato smascherato! Appena ho alzato gli occhi verso la finestra la zia era lì con un’espressione da far paura. – Sei stato tu! La zia è sparita, ricomparendo immediatamente alla porta con un bastone. Io ho iniziato a correre e mi sono nascosto sopra un albero. Vamba, adattato da Elisa Cordioli, Il giornalino di Gian Burrasca, Raffaello

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Quanto ti ha fatto ridere questo racconto? Cerchia.


Per METTERMI ALLA PROVA ASCOLTO

Rollo viene con me Ascolta la lettura dell’insegnante, poi svolgi le attività. 1 Rispondi alle domande.

Chi deve prendere una decisione importante?

Di quale decisione si tratta? ............................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................................................................................................... Da chi decide di andare alla fine Mario?..................................................................................................................................

2 Come hanno risposto la nonna e la signora Mariposa alle domande di Mario? Completa la tabella scrivendo SÌ oppure NO nelle caselle giuste.

Piatti

Programmi TV

Rollo

Nonna

.........................

.........................

.........................

Sig.ra Mariposa

.........................

.........................

.........................

3 Riordina i fatti da 1 a 5.

Mario intervista la signora Mariposa. Mario intervista la nonna. Mario deve decidere dove stare durante l’assenza della mamma. Mario finalmente sceglie con chi stare. Mario pensa di fare un’intervista alle due donne. Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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Per METTERMI ALLA PROVA

A scuola sulle montagne Tra le alte cime dell’Himalaya c’è un piccolo villaggio. Poche abitazioni di pietra e fango abitate dal popolo dei Kulunge, contadini che coltivano la terra e allevano mucche, capre e galline. Quella mattina il piccolo Birbal si svegliò che il sole non era ancora spuntato. Dopo aver aiutato i suoi genitori nelle faccende domestiche, si lavò alla sorgente del villaggio, indossò la divisa e, presa la cartella con quaderni e libri, andò a scuola. In Himalaya non esistono strade né automobili. Birbal per andare a scuola camminò a passo spedito tra gli splendidi sentieri che attraversano i campi di miglio; tra i fitti boschi che si estendono per ogni dove. Attraversò un alto e tremolante ponte di bambù e corda, a strapiombo su un tumultuoso torrente. Quel giorno, a scuola, Birbal si esercitò in nepali, la lingua del suo paese, studiò la storia del mondo, l’aritmetica e la geografia dell’Asia. Durante la ricreazione, quel giorno giocò con le compagne e i compagni a pallavolo, a lotta o a rincorrersi nel grande cortile polveroso. Alle quattro del pomeriggio, quando suonò la campana, Birbal riprese la via di casa. Martino Nicoletti, Birbal il piccolo sciamano, Edizioni Corsare

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Per METTERMI ALLA PROVA PAROLE NUOVE

1 Rispondi con una x.

Che cosa sono le “faccende domestiche”? Coltivare i campi

Pulire e riordinare la casa

Addomesticare gli animali selvatici

Farsi la doccia

ESPLORO IL TESTO

2 Colora la barra di fianco al testo con i colori corrispondenti alle parti del racconto: INIZIO, SVOLGIMENTO, CONCLUSIONE. 3 Rispondi alle domande.

Chi è il protagonista del racconto? ............................................................................................................................................ Ci sono altri personaggi? Quali? .................................................................................................................................................. Dove si svolgono i fatti? ........................................................................................................................................................................ Quando si svolgono i fatti raccontati? ..................................................................................................................................... Questo racconto è realistico: sai dire perché? ..................................................................................................................

COMPRENDO IL TESTO

4 Rispondi alle domande.

Perché Birbal va a scuola a piedi? .............................................................................................................................................. Quali luoghi attraversa Birbal per arrivare a scuola? ................................................................................................ ........................................................................................................................................................................................................................................ Che cosa fa Birbal a scuola che fai anche tu? .................................................................................................................. ........................................................................................................................................................................................................................................ SCRIVO

5 Pensa a una tua giornata, da quando vai a scuola a quando torni a casa e scrivi un racconto realistico sul quaderno.

Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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LA MAGIA DI LEGGERE IL TESTO VIVO

I racconti contengono sempre delle parti descrittive che possono essere più o meno lunghe e che servono a far immaginare alle lettrici e ai lettori ciò che stanno leggendo. Questo racconto realistico contiene due brevi parti descrittive: una del signore misterioso e un’altra che spiega com’è “la pista”. Trovale e sottolineale.

Una puzza orribile Loris non aveva apparentemente nessuna ragione per accelerare il passo tutte le volte che camminava vicino a quel muro di cinta, eppure lo faceva ormai automaticamente. Che c’era dietro quella barriera invalicabile? Il ragazzo se lo chiedeva provando un brivido di terrore lungo la schiena. Aveva visto più volte un signore di media statura, un po’ robusto e con i capelli bianchi, entrare nel cancello. Sempre in silenzio e con aria guardinga. Quella sensazione di mistero non era però l’unico motivo che spingeva il ragazzo ad aumentare l’andatura quando passava di fianco al muro. Il suo istinto di fuga era dovuto anche all’odore. Proprio così! Ogni volta che percorreva il vicolo, sentiva una puzza orribile, acuta e disgustosa. Quella faccenda, oltre a intimorirlo, lo incuriosiva, per cui pensò che era il caso di parlarne con i suoi amici che lo stavano aspettando alla pista.

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LA MAGIA DI LEGGERE

La “pista” era per i ragazzi il posto più bello del mondo. I ragazzi la chiamavano a quel modo perché era l’unica struttura per lo skate in città: non c’erano solo curve, scalini, parabole e ringhiere su cui scivolare e compiere acrobazie con la tavoletta a quattro ruote, c’erano anche un circuito per gli amanti dei pattini, un campetto da basket, uno da pallavolo e un grande prato sul quale giocare a pallone. Quando Loris arrivò, gli altri erano già tutti là. – Ciao ragazzi – li salutò. Poi si sedettero tutti insieme sul prato a chiacchierare. – Allora, che si fa oggi? – chiese Valentino che faceva fatica a stare fermo per più di un minuto. – Facciamo qualcosa di diverso dal solito – commentò Loris. – E cioè? – fecero in coro Beppe, Marco, Omar, Lia e Kata. – Non lontano da qui c’è un giardino misterioso che non mi convince affatto... Vi va di darmi una mano a investigare? Nel dirlo, Loris aveva abbassato la voce. Roberto Morgese, Il giardino del piccolo drago, Raffaello

BIBLIOTECA RAFFAELLO

Se vuoi svelare il mistero dell’orribile puzza, leggi il libro! 25


ESPLORO

IL RACCONTO FANTASTICO

Le teste scambiate .................................

Marco e Mirco, i gemelli terribili, non hanno alcun rispetto per la grammatica e per i suoi esercizi. I discoli non sanno a quali spaventose conseguenze vanno incontro... ......................................................

Ieri, per compito, dovevano accordare una lista di nomi di animali con una seconda lista di verbi. Ecco ciò che hanno scritto: Il gatto ruggisce Il lupo squittisce

La pecora ulula Il topo miagola

Il leone bela

A questo punto, però, un leone è balzato nella loro camera dalla finestra. Era molto offeso. Se volete, diciamo pure che era arrabbiato. – Ah, io belo? Io faccio bèè bèè? Ora vi faccio sentire. Con la zampa sinistra ha afferrato Marco, con la destra Mirco, e ha cominciato a battere la testa di Mirco contro la testa di Marco. Le teste dei terribili gemelli non si sono rotte. Però si sono scambiate. La testa di Marco è finita sul collo di Mirco. La testa di Mirco è finita sul collo di Marco. ......................................................

La mamma, quando è rincasata, ha avuto un bel daffare a rimettere le teste al loro posto, usando moltissima colla. Con quel che costa al giorno d’oggi! Gianni Rodari, Il libro degli errori, Einaudi Ragazzi

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ESPLORO IL RACCONTO FANTASTICO

Il RACCONTO FANTASTICO narra storie che non possono accadere nella realtà perché frutto della fantasia di chi scrive. Contiene sempre almeno un elemento fantastico che può essere un personaggio, un luogo o un fatto. Scopri il racconto fantastico e completa la tabella. GLI ELEMENTI

PERSONAGGI Chi?

Nel RACCONTO FANTASTICO

Nel testo a fianco

Possono essere persone, animali o cose realistici o fantastici. Il personaggio più importante (può essere più di uno) si chiama protagonista. Gli altri sono personaggi secondari.

I personaggi sono:

Spesso non è indicato con precisione: la storia può essere raccontata al tempo presente, al passato o al futuro.

TEMPO Quando?

Il racconto si può svolgere in uno o più luoghi che possono essere fantastici o realistici.

LUOGO Dove?

FATTI Che cosa accade?

LA STRUTTURA

I fatti del racconto sono narrati in ordine cronologico e non tutti possono accadere nella realtà perché fantastici.

.............................................................................. ..............................................................................

I protagonisti sono ..............................................................................

Il tempo è ............................................................................... ...............................................................................

I fatti si svolgono .............................................................................. ..............................................................................

Con l’aiuto delle immagini racconta i fatti con parole tue.

I racconti sono organizzati in tre parti.

sserva le barre accanto al testo e scrivi al posto giusto: O INIZIO, SVOLGIMENTO, CONCLUSIONE. Vai all’INSERTO pieghevole e scopri le MAPPE dei testi con le POZIONI.

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IL RACCONTO FANTASTICO

Le tre parti

Albero Alberto Albero Alberto se ne sta in pace a margine del bosco. Un giorno, ecco che arriva una persona con un furgoncino, brum brum brum, si ferma, scende, si guarda attorno, scarica una grossa cassa di robaccia proprio ai piedi di Albero Alberto, risale sul furgone e, brum brum brum, se ne va. Ma che cos’è quella robaccia? Albero Alberto non lo sa, però comincia a sentirsi poco bene. Allora inizia a frusciare e ad agitarsi e a raccontare agli altri alberi quello che gli è capitato. Tutti lo ascoltano, poi insieme cantano con le radici questa strofa: Un albero è un amico, se soffre e muore dopo non c’è più. Allora penso e dico: un po’ l’aiuto io, un po’ l’aiuti tu. Tutte le formiche del bosco, sentita quella strofa, si radunano sotto Albero Alberto e ciascuna prende un pezzettino di quella robaccia e lo porta via, e lentamente il mucchio sparisce, e Alberto smette di stare male. Ma qualche giorno dopo, ecco che uno arriva in moto, brum brum brum, accende una sigaretta, butta il fiammifero e, brum brum brum, riparte. Il fiammifero incendia l’erba, e l’erba comincia a bruciare la corteccia di Alberto che si agita e fruscia, e gli altri alberi cantano con i rami: Un albero è un amico, se soffre e muore dopo non c’è più. Allora penso e dico: un po’ l’aiuto io, un po’ l’aiuti tu. Chissà come, la canzone viene sentita da bambine e bambini, e corrono tutti, centinaia di centinaia, e fanno pipì, e la fiamma si spegne e Albero Alberto si salva. Roberto Piumini, Storie in un fiato, Einaudi Ragazzi

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Le tre parti IL RACCONTO FANTASTICO

ESPLORO IL TESTO

Dividi il racconto in INIZIO, SVOLGIMENTO e CONCLUSIONE colorando la barra di fianco al testo con i colori corrispondenti. Poi rispondi a voce.

Qual è la situazione all’inizio del racconto? Che cosa succede nello svolgimento? Come si conclude il racconto? È un racconto realistico o fantastico?

EDUCAZIONE CIVICA

Quando si cammina in un bosco bisogna rispettare alcune regole per non danneggiare l’ambiente e non creare pericoli per sé e per gli altri. Associa ciascun cartello al messaggio corrispondente.

Rispettare gli animali

Non abbandonare i rifiuti

Seguire i sentieri segnalati

Rispettare alberi e fiori 29


IL RACCONTO FANTASTICO

I personaggi

Ma che scuola è questa? ESPLORO IL TESTO

Quanti personaggi in questo racconto! Cerchia con i colori corrispondenti i personaggi realistici e i personaggi fantastici.

Oggi è il mio primo giorno di scuola, qui non c’è nessuno dei miei amici, e... be’, lo confesso, ho un po’ paura. Dietro un cancello sgangherato c’è una vecchia villa con i muri sbilenchi. “Questa scuola è orribile!” penso. La campanella suona e io entro titubante. Da dietro il portone sbuca un orco gigantesco con lo sguardo truce. – Non benvenuto a te! – ruggisce spettinandomi i capelli. – Quella è la tua classe – e mi indica una porta gialla. Non me lo faccio ripetere due volte e mi lancio dentro. Lupi mannari, streghe e draghetti si stanno rincorrendo tra i banchi. Ma che scuola è questa? Un lupo dal folto pelo mi balza addosso azzannando una cinghia del mio zaino: – Mmm! Ottima scelta! Un drago mi tocca con la sua grossa zampa. – Ciao, vuoi sederti in banco con me? Io sono Raf... Ecciù! – Il drago starnutisce e un’onda viscida si precipita sulla mia faccia. È disgustoso. Una piccola strega dai capelli rossi entra sventolando una bacchetta. – Me la fai provare? – le chiede il lupo. – Che cosa dici, Fosco? – grida lei e dalle orecchie esce un fumo nero che mi fa tossire. Per fortuna arriva la maestra! Mi salverà da questa banda di mostri puzzolenti. Sabrina Guidoreni, Scuola di mostri, Mondadori

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Empatia

PENSO E DICO

LIFE SKILLS

Rispondi a voce.

Rifletti, parla e ascolta.

Quale personaggio di questa storia vorresti in classe con te?

Mettiti nei panni di un bambino o una bambina che entra per la prima volta in una scuola nuova. Cosa ti farebbe sentire a tuo agio?


Per RIDERE

Galline pensierose Un giorno una gallina sentì un uomo che diceva a un altro uomo “Chiudi il becco!”. La gallina andò nel pollaio e raccontò quello che aveva sentito fra lo stupore delle compagne. Da quel giorno le galline tennero d’occhio quell’uomo per vedere dove avesse il becco, ma inutilmente. Alla fine pensarono che lo teneva nascosto perché si vergognava e ne furono molto offese. Quando vennero a sapere che la Terra è rotonda come una palla e gira velocissima nello spazio, le galline incominciarono a preoccuparsi e furono prese da forti capogiri. Andavano per i prati barcollando e si tenevano in piedi reggendosi l’una all’altra. La più furba propose di andare a cercare un posto tranquillo e possibilmente quadrato. Una gallina bugiarda si alzò una mattina lamentandosi per il gran mal di denti. Quando le fecero notare che le galline non hanno i denti si vergognò moltissimo e andò a nascondersi sotto una siepe. Una gallina teppista si divertiva a spaventare e a rincorrere i conigli. – Guardate come scappano! – esclamava divertita. Un gatto si mise a rincorrere la gallina teppista che si spaventò moltissimo e si diede alla fuga. – Guardate come scappa! – esclamò il gatto divertito. Luigi Malerba, Le galline pensierose, Einaudi

LA MAGIA

DI SCRIVERE INSIEME

Inventate a coppie una brevissima storia di galline pensierose.

Quanto ti ha fatto ridere questo racconto? Cerchia.

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IL RACCONTO FANTASTICO

Il tempo e i luoghi

XYZ–23 XYZ-23 aprì il portello dell’astronave con una delle sue quattro mani e scese per la scaletta stando bene attento a non inciampare con le sue quattro gambe. Il piccolo spaziale era stato mandato in ispezione sulla Terra. Trovò una finestra aperta, si lasciò scivolare dentro e cominciò la sua ispezione. XYZ-23 era finito in una stanza piena di oggetti strani. Dal muro sporgeva un tubo di ferro con due grandi manopole, una con un coperchietto blu e una con un coperchietto rosso. Più in alto c’era una specie di cornetta del telefono, sempre di metallo, da cui cadeva a intermittenza una goccia d’acqua. Incuriosito, il piccolo extraterrestre toccò e ritoccò una delle due manopole, quella col coperchietto rosso, finché una pioggia d’acqua bollente proveniente dal telefono sopra di lui lo investì e lo scottò. XYZ-23 emise un fischio impaurito e girò subito a rovescio la manopola rossa: la pioggia calda cessò immediatamente. Poi XYZ-23 si avvicinò cautamente a uno strano sedile: cioè, si sarebbe potuto trattare di una sedia, se non avesse avuto al centro un buco largo e profondo, e in fondo al buco c’era ancora acqua. Indietreggiando andò a sbattere contro un altro strano arnese: erano dieci o dodici tubi caldi, tutti uno accanto all’altro, collegati insieme e fissati al muro. “Forse sono uno strumento musicale...” pensò dubbioso lo spaziale. Attaccato al muro, stava poi uno strano vetro: in questo appariva un esserino verdognolo con antenne, naso a tromba, quattro braccia, quattro gambe e l’aria spaventata. XYZ-23 pensò di non essere solo, finché capì di essere lui il personaggio che vedeva. Stefano Bordiglioni, Guerra alla grande melanzana, Einaudi Ragazzi

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Il tempo e i luoghi IL RACCONTO FANTASTICO

ESPLORO IL TESTO

Rispondi con una x.

Puoi dire con certezza quando accadono i fatti del racconto? Sì No Non so Secondo te, accadono nel presente, nel passato o nel futuro? Presente Passato Futuro Che cosa te lo fa pensare? Spiega a voce. In quale ambiente umano è entrato XYZ-23? Casa Supermercato Piscina È un ambiente realistico? Sì No Non so

COMPRENDO IL TESTO

Indica con una x gli oggetti che vede XYZ-23.

Scrivi in quale stanza della casa si trova.

................................................................................................................ 33


IL RACCONTO FANTASTICO

PAROLE NUOVE

Rispondi con una x. La brughiera è un ambiente: pianeggiante. montuoso. marino.

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I fatti

Pico Pecora C’era una volta un gregge di pecore e nel gregge c’era Pico Pecora. Di giorno, il gregge pascolava tranquillo nella brughiera. Alla sera, attorno al fuoco, si raccontavano storie di lupi paurose e cose simili. Proprio una bella vita tranquilla. Un giorno, Pico trovò una vecchia bicicletta e ci salì sopra. Non era una cosa facile, ma alla fine riuscì ad andare in bicicletta senza cadere. Poi, però, Pico pensò: “Devo imparare a frenare!”. Era facile, frenare. – Freno! Freno! – gridava Pico, contento di non andare più a sbattere contro gli ostacoli. – Pedalare, correre, frenare, curvare, andare senza mani! Chi vuole imparare? – gridava. – Le pecore non vanno in bicicletta, – gli risposero – la bicicletta crea solo problemi. Pico Pecora, deluso, se ne andò. Non sopportava più quei belati. Senza accorgersene, si allontanò parecchio dal gregge. Pico pedalò nella grande brughiera. Veniva sera. Avrebbe voluto tornare indietro, ma non ricordava più la direzione da cui era venuto. E scese il buio. All’improvviso sentì qualcosa alle spalle. Pico Pecora si voltò lentamente. Nel buio, due occhi chiari lo stavano guardando. Sentì il cuore battere forte, e il respiro fermarsi... il lupo! Pico Pecora cominciò a pedalare più forte che poteva, sentendo dietro un fiato che lo inseguiva. Pedala, pedala, a un certo punto vide, in lontananza, il fuoco del gregge. “Forza!” pensò “Quasi ce l’ho fatta!”. Ma proprio in quel momento, BUM!, urtò una pietra, volò in aria e cadde per terra.


I fatti

Avrebbe voluto gridare, ma non riusciva. “Sta arrivando” pensava, guardando il buio. “Sono perduto!”. Chiuse gli occhi e aspettò. Una zampa pelosa lo toccò. Il muso del lupo era vicino. La bocca del lupo si aprì, e disse: – Mi fai fare un giro sulla tua bici? Fu così che Pico e il lupo diventarono amici.

IL RACCONTO FANTASTICO

LIFE SKILLS Pensiero creativo

Rifletti, parla e ascolta.

Hai mai fatto qualcosa di diverso dagli altri? In quale occasione? Di che cosa si trattava? Perché lo hai fatto?

Roberto Piumini, Pico Pecora, Lemniscaat

ESPLORO IL TESTO

Metti in ordine i fatti da 1 a 6, poi rispondi.

Pico Pecora impara ad andare in bicicletta. Il lupo insegue Pico Pecora. Il gregge non vuole andare in bicicletta. Pico pecora trova una bicicletta abbandonata. Pico Pecora pedala da solo di notte e si perde. Il lupo raggiunge Pico Pecora e diventa suo amico. I fatti narrati sono tutti fantastici?

Sì

No

COMPRENDO IL TESTO

Indica se le affermazioni sono vere V o false F.

V

F

Pico è una pecora coraggiosa. Il lupo della storia è cattivo. Il gregge di Pico ama fare nuove esperienze. La passione per la bicicletta fa diventare amici Pico e il lupo. 35


Per DAVVERO

Binomi fantastici Se metti insieme due nomi comuni (di animali, persone o cose), come ti suggerisce la fantasia, puoi formare delle strane coppie da combinare. Ogni coppia può diventare il titolo di un brevissimo racconto fantastico... molto buffo! Comincia con:

CHITARRA

SCIMMIA

La chitarra della scimmia C’era una volta una chitarra che, stanca di essere suonata da un noiosissimo musicista, se ne andò nella giungla. Là trovò una scimmia che voleva tanto imparare a suonare. Era un chiasso terribile, ma almeno era divertente!

La scimmia con la chitarra La grande direttrice d’orchestra della foresta era un’orsa e aveva il compito di formare una nuova orchestra. Al serpente affidò la tromba, agli uccelli i flauti, al formichiere il violino. E alla scimmia? Ci pensò un po’ su, poi decise. La scimmia con la chitarra! Ora vai avanti tu. Scrivi e disegna.

La scimmia sulla chitarra ..................................................................................................................................... ..................................................................................................................................... ..................................................................................................................................... ..................................................................................................................................... .....................................................................................................................................

La chitarra per la scimmia ..................................................................................................................................... ..................................................................................................................................... ..................................................................................................................................... ..................................................................................................................................... ..................................................................................................................................... 36

VERIFICA FORMATIVA: attività in situazione non nota


Per METTERMI ALLA PROVA

La casa di Settimio

ASCOLTO

Ascolta la lettura dell’insegnante, poi svolgi le attività. 1 Segna con una x il completamento giusto.

La casa di Settimio ha il vizio di

Quando Settimio torna dal lavoro non trova la sua famiglia. è molto stanco. non trova la sua casa.

diventare invisibile. scappare. formare crepe. In quale città si svolge il racconto? Roma

Settala

Milano

2 Osserva e rispondi con una x.

Quale delle quattro è la casa di Settimio?

In quali posti è capitato a Settimio di ritrovare la sua casetta?

Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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Per METTERMI ALLA PROVA

Wordy Francesco si trova nella sua cameretta solo con Wordy, il folletto scozzese che si è infilato nella sua valigia, viaggiando fino in Italia. Lo guarda e realizza che c’è bisogno di capirsi meglio. Il follettese, infatti, la lingua attraverso la quale gli elfi di fattoria comunicano facilmente con gli animali, non è del tutto chiara per gli esseri umani. Mentre è assorto nei suoi pensieri, vede che una lacrima verde scorre lungo la guancia del folletto. Nonostante lo strano modo di parlare, il bambino comprende benissimo il piccolo amico e vorrebbe aiutarlo, ma non sa davvero come fare. Intanto Gertrude, la gatta, si arrampica di tettoia in tettoia e piomba all’improvviso davanti all’elfo. Alza il pelo e lo minaccia con la zampa, nonostante Francesco cerchi di cacciarla via. Ma Wordy non si scompone e intona una specie di canto in una lingua misteriosa. Mulaben loben loben mulaben fruttica zossi, mittica lumpi curbola dempi, vortene gorgi mulaben loben loben mulaben Improvvisamente Gertrude si calma sotto lo sguardo esterrefatto del bambino. Si accuccia di fianco all’omino e comincia a fare le fusa. – Come hai fatto? Che cosa le hai detto? – Lingua follettese, lingua animale dappertutto, tutto il mondo la stessa. No vostre parole. Tutti animali nostre parole. – Vuoi dire che in tutto il mondo gli animali non parlano la lingua di noi umani ma la loro? La tua stessa lingua? Wordy annuisce soddisfatto mentre fa degli amorevoli grattini sulla testa di Gertrude, che si ribalta addirittura sulla pancia in segno di obbedienza verso il nuovo amico. Roberto Morgese, Wordy e le frasi strampalate, Raffaello

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Per METTERMI ALLA PROVA PAROLE NUOVE

1 Rileggi le parole evidenziate nel testo e collegale al loro significato.

Assorto Molto sorpreso

Esterrefatto Impegnato

Annuisce Arriva di colpo

Piomba Dice di sì con il capo

ESPLORO IL TESTO

2 Colora la barra di fianco al testo con i colori corrispondenti alle parti del racconto: INIZIO, SVOLGIMENTO, CONCLUSIONE. 3 Rispondi con una x.

Chi sono i personaggi del racconto? Wordy e Francesco Gertrude e Wordy Francesco, Wordy e Gertrude

Tra i personaggi, chi è il protagonista? Wordy Gertrude Francesco

Quali sono gli elementi realistici nel racconto? Luogo

Tempo

Personaggio Francesco

Personaggio Wordy

Quali sono gli elementi fantastici nel racconto? Luogo

Tempo

Personaggio Francesco

Personaggio Wordy

COMPRENDO IL TESTO

4 Completa il testo con le parole suggerite. lingua • Italia • nostalgia • umani • folletto • verdi • animali

Wordy è un ................................. e arriva in .................................. per errore. Ha tanta ................................... di casa sua e piange lacrime .................................. Wordy parla una ................................... misteriosa, il follettese, che gli ................................. non comprendono, ma gli ................................. sì. SCRIVO

5 Scrivi sul quaderno un racconto fantastico che abbia come protagonista una bambina invisibile. Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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LA MAGIA DI LEGGERE

IL TESTO VIVO

Il primo e più importante racconto fantastico in lingua italiana è stato scritto nel 1321 da Dante Alighieri e si intitola “Divina Commedia”, ne avete mai sentito parlare? La Divina Commedia è scritta in versi e rime. Colora le rime di questo racconto.

Di notte nel cielo Se vuoi entrare in un mondo incantato... alza lo sguardo al cielo stellato! Perché nel buio ci sono stelline... che fan disegni con stelle vicine! Quelle che giocano al girotondo sono una ruota? O un gran mappamondo? E quella fetta di anguria stellata, a ben guardare... non è una frittata? Fatto di stelle c’è anche il dragone! Di tutto il cielo si sente il padrone! E prima che nel mondo sia mattina vorrebbe cancellare una stellina solo perché la sua lucina fioca al dragone è sembrata troppo poca. – Noi non vogliamo stelle cancellate! Bisbigliano le amiche preoccupate. – E anche se saremo un po’ più brutte... le nostre luci abbassiamo tutte! Nervoso è il drago per la novità: s’infuria, sbuffa e proprio non gli va! Marco Moschini, Nel cielo di notte, Raffaello

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LA MAGIA DI LEGGERE

BIBLIOTECA RAFFAELLO

Questo brano è tratto da un libro speciale perché è stato pensato per TUTTE e TUTTI! Ogni parola è rappresentata con dei simboli, così da comprendere facilmente il testo anche senza leggere le parole. Questa forma di comunicazione si chiama CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) ed è adatta a lettrici e lettori di tutti i tipi. Se sei curiosa o curioso, leggi il libro!

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ESPLORO

LA FAVOLA

La volpe e la cicogna INIZIO C’erano una volta una volpe e una cicogna che si consideravano buone amiche. SVOLGIMENTO Un giorno la volpe invitò a pranzo la cicogna; per farle uno scherzo, preparò della minestra e la servì in due vassoi piatti: la volpe riusciva a leccare con facilità la minestra, mentre la cicogna riusciva a malapena a bagnare la punta del lungo becco nella minestra. – Non ti piace la minestra? – chiese la volpe alla sua amica. – È buonissima, anzi, è così buona che sono già sazia. Qualche giorno dopo, la cicogna ricambiò l’invito. Arrivato il giorno del pranzo, imbandì la tavola, ma mise tutti i cibi in vasi dal collo lungo. La cicogna infilava il suo lungo becco nel vaso, gustandosi il cibo che aveva preparato. La volpe, invece, per quanto provasse a infilarci il muso e ad allungare la lingua, rimase a bocca asciutta. – Non ti piace il pranzo che ti ho preparato? – chiese la cicogna. – È così buono che sono già sazia – rispose la volpe. CONCLUSIONE E così la cicogna restituì lo scherzo all’amica. Bisogna ricordare sempre: chi la fa, l’aspetti. Esopo

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ESPLORO LA FAVOLA

La FAVOLA è un racconto fantastico di origine molto antica. Di solito ha per protagonisti animali o oggetti parlanti, è breve e si conclude con la morale, cioè una riflessione o un insegnamento. Scopri la favola e completa la tabella. GLI ELEMENTI

PERSONAGGI Chi?

TEMPO Quando?

LUOGO Dove?

FATTI Che cosa accade?

LA STRUTTURA

Nella FAVOLA

Nel testo a fianco

Sono quasi sempre animali “personificati”, cioè con caratteristiche umane. I protagonisti hanno le stesse qualità e gli stessi difetti (vizi) delle persone.

I personaggi sono: la ............................................................................. la .............................................................................

La storia si svolge in un tempo non definito. I fatti di solito accadono in un tempo breve.

Il tempo è .............................................. La vicenda si svolge in

Ambienti naturali, ma non ben precisati.

Il luogo non è

.......................................................................................

.......................................................................................

I fatti sono meno importanti dei personaggi e in genere mettono i protagonisti a confronto: chi rappresenta i vizi delle persone si comporta male, chi rappresenta le qualità delle persone si comporta bene e viene premiato. Alla fine della favola la morale ci trasmette un insegnamento.

Anche la favola è organizzata in tre parti.

Osserva le barre colorate accanto alla favola e rifletti.

L’INIZIO presenta le protagoniste. Lo SVOLGIMENTO racconta le vicende dei personaggi. La CONCLUSIONE presenta la morale, che ci trasmette un insegnamento. Vai all’INSERTO pieghevole e scopri le MAPPE dei testi con le POZIONI.

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LA FAVOLA

I personaggi

La volpe e il caprone ESPLORO IL TESTO

Rispondi.

Chi sono i protagonisti di questa favola? ........................................................... ...........................................................

Una volpe sbadata cadde in un pozzo. Cercò di uscire saltando, ma ogni sforzo fu inutile. – Aiuto! – gridava – Aiuto! Capitò da quelle parti un caprone. Si affacciò all’orlo del pozzo e domandò alla volpe se l’acqua era buona. – Buona? Altro che buona! Questa è un’acqua squisita, eccezionale, dai poteri magici. Vieni, scendi ad assaggiarla, vedrai come ti sentirai in forma! Il caprone, spinto dalla sete, spiccò un salto e si ritrovò nel bel mezzo dell’acqua fresca. Si dissetò avidamente, poi guardò verso l’alto e chiese alla volpe: – Ora come facciamo a uscire? – Lascia fare a me. Appoggiati con le zampe anteriori al muro e piega le corna. Il caprone ubbidì. La volpe saltò sulla groppa del compagno, si appoggiò alle corna e con un salto raggiunse agilmente la salvezza. – E ora? – chiese con ansia il caprone che aspettava il suo turno per uscire dal pozzo. – Bello mio, se tu avessi tanto cervello quanti sono i peli della tua barba, non ti saresti fidato di una volpe che ti chiamava a bere dal fondo di un pozzo! Esopo

COMPRENDO IL TESTO

Collega a ciascun personaggio i suoi difetti o le sue qualità.

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credulone

astuta

sbadato

assetata

ingenuo

agile


I personaggi

LA FAVOLA

L’ascia del taglialegna Un vecchio taglialegna lavorava duramente per vivere. Un giorno gli cadde l’ascia nell’acqua del fiume. Il taglialegna era disperato. Lo spirito del fiume si impietosì ed emerse dalle acque con una scure d’oro. – È questa la tua scure? – domandò al taglialegna. – No, non è di certo la mia! – fu la sua risposta sincera. Lo spirito del fiume si immerse di nuovo e portò in superficie una scure d’argento. – È tua? – chiese ancora. – No, non è mia! – fu la risposta. Lo spirito del fiume per la terza volta scomparve sotto l’acqua e riapparve con una vecchia scure arrugginita. – È questa la tua? – È proprio la mia ascia! – esclamò il taglialegna. Lo spirito del fiume apprezzò l’onestà di quell’uomo e gli donò sia la scure d’oro sia quella d’argento. La sera il taglialegna raccontò agli amici ciò che gli era accaduto. Uno di essi, il giorno dopo, si recò al fiume, lasciò cadere appositamente la scure nella corrente e cominciò a piangere. Dopo poco lo spirito del fiume emerse in superficie con una scure d’oro. – È la mia ascia! - esclamò il boscaiolo, mentendo. A quelle parole lo spirito del fiume sparì e portò con sé le scuri.

ESPLORO IL TESTO

Indica con una x.

In questa favola i protagonisti sono: animali parlanti. oggetti magici. persone.

Esopo

COMPRENDO IL TESTO

Collega i due taglialegna alle caratteristiche che rappresentano.

Primo taglialegna

Avidità

Secondo taglialegna

Onestà 45


Per RIDERE

Rana Boccuccia LIFE SKILLS Comunicazione efficace

Rifletti, parla e racconta.

A piccoli gruppi, trasformate questa favola in una barzelletta. Mimatela alla classe in modo da essere molto divertenti. Alla fine votate il gruppo che vi ha fatto più ridere.

Un bel giorno, nella grande foresta nacque una piccola rana che aveva una bocca larga, ma così larga che la chiamarono Rana Boccuccia. Rana Boccuccia cresceva e insieme a lei crescevano la sua voce e la sua bocca, che era sempre più larga: – CRA CRA CRAAAA! – nella foresta il silenzio aveva smesso di esistere. Un giorno Maga Rana si chinò a guardare Boccuccia: – Qui ci vuole la dieta di Marabù Coccò! – disse. Boccuccia, incuriosita, domandò al pappagallo: – Pappagallo, chi è Marabù? – Coccò, coccò! – disse lui impertinente e volò via. – Ippopotamo, che cosa fa Coccò? – Dieta, dieta – rispose indispettito il pesante animalone. – Carpa, chi fa la dieta? – Marablub, marablub... – rispose la carpa annoiata. Insomma, nessuno voleva aiutarla. Soltanto un vecchio elefante si ricordò di aver conosciuto, vicino a un grande stagno, il coccodrillo Marabù Coccò. Boccuccia si mise subito in cammino, finché lo trovò. – Salve Marabù, cosa mangi tu? – gli chiese allargando la bocca in un grande sorriso. – Bella ranocchia, Marabù Coccò mangia soltanto piccole rane, ma con una gran bella voce e, soprattutto, con una bocca larga larga! Boccuccia chiuse la bocca facendola piccola piccola e, con un filo di voce, disse: – Be’, non credo che ne troverai molte da queste parti. Da quel giorno, soltanto un vecchio elefante ricorda la voce di Rana Boccuccia... la rana dalla bocca larga. Sophie Fatus, Rana Boccuccia, Giunti

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Quanto ti ha fatto ridere questo racconto? Cerchia.


La morale

LA FAVOLA

Favole brevissime Titolo: ................................................................................................. Una volpe affamata vide dei grappoli d’uva che pendevano da un pergolato e tentò di afferrarli. Ma non ci riuscì. “Robaccia acerba!” disse fra sé e sé, e se ne andò. Così anche le persone, quando non riescono a raggiungere un obiettivo, inventano una scusa. Titolo: ................................................................................................. Un giorno, nella foresta, per caso un topo urtò un leone che dormiva. Il leone con un rapido balzo lo afferrò. Il topo supplicò clemenza: in cambio della propria libertà, lo avrebbe aiutato in caso di bisogno. Il re della foresta scoppiò a ridere, ma lo lasciò andare. Pochi giorni dopo, il leone cadde nella rete dei cacciatori. Il topo udì i ruggiti e accorse in suo aiuto, rosicchiò la corda e gli restituì la libertà. – Tempo fa hai riso di me. Ora sai che anche noi, piccoli topi, possiamo essere utili ai grandi come te – gli disse. Titolo: ................................................................................................. Una donna aveva una gallina che ogni giorno faceva un uovo. Dopo un po’ di tempo la donna pensò: “Se la faccio diventare bella grossa, sono sicura che farà più di un uovo” e la rimpinzò di cibo. Alla fine, però, la gallina diventò così grassa da non riuscire più a fare le uova. La donna per non essersi accontentata di quello che aveva, finì per non poter mangiare più neanche un uovo al giorno. Esopo

ESPLORO IL TESTO

Scrivi i titoli e sottolinea la morale in ogni favola.

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LA FAVOLA

Il tempo e i luoghi

La vongola e il beccaccino Una volta, una vongola che giaceva sulla spiaggia aprì il guscio per scaldarsi al sole, quando un beccaccino, rapidissimo, infilò il becco tra le due valve e cercò di mangiarsela. La vongola, allora, si richiuse di scatto, stringendo forte il becco dell’uccello, che non riuscì a liberarsi. – Attenta, vongola – borbottò allora il beccaccino. – Se ti ostini a startene attaccata al mio becco, domani sarai morta. – E se tu non riesci a liberarti di me – rispose la vongola – morirai anche prima. Nessuno dei due, però, aveva intenzione di cedere, e mentre stavano discutendo un pescatore li acchiappò e se li cucinò per cena. Francesca Lazzarato, Vinicio Ongini, L’uomo che amava i draghi, Mondadori

ESPLORO IL TESTO

Cerchia il luogo in cui si svolge la storia.

Indica con una x il completamento giusto.

Il luogo della favola esiste nella realtà. è fantastico. Il tempo in cui si svolge la storia è definito con precisione. non definito. La morale della storia è: non mettere il becco negli affari degli altri. i pescatori sono pericolosi. tra i due litiganti il terzo gode. 48


Per METTERMI ALLA PROVA

La colomba e la formica

ASCOLTO

Ascolta la lettura dell’insegnante, poi rispondi con una x. 1 In quale stagione si svolge la storia?

2 Chi sono i protagonisti della storia?

3 Ordina le azioni che fa la colomba per aiutare la formica ed elimina l’immagine intrusa.

4 Quale azione compie la formica per aiutare la colomba?

Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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Per METTERMI ALLA PROVA 1 Leggi la favola, poi scrivi un titolo adatto.

................................................................................................. C’era una piccola rana verde che viveva insieme a un allegro gruppo di rospi, girini e ranocchi nello stagno. La ranocchietta era molto ammirata perché era di un bel colore brillante e sapeva fare salti bellissimi. Un caldo giorno d’estate, gli abitanti dello stagno ricevettero la visita di un tranquillo bue di campagna. La ranocchietta era curiosa e voleva proprio conoscere un vero bue. E quando finalmente lo vide... Com’era grande! “Che invidia!” pensò la ranocchia “Così grande farà dei salti incredibili! Ma forse se mi concentro e tengo il respiro, mi gonfio... Un altro respiro e forse...”. La rana tentò e tentò. Gonfiò a più non posso la sua pelle lucidissima, fino a che non divenne quasi trasparente. Ma non era ancora abbastanza. Così la ranocchia, guardando fisso il bue, fece di nuovo un respirone, poi un altro, un altro ancora e... bum! Eh sì, era proprio scoppiata... d’invidia! Beatrice Savino, Le favole di Fedro raccontate ai bambini, Larus

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Per METTERMI ALLA PROVA COMPRENDO IL TESTO

2 Collega ogni causa alla sua conseguenza.

La rana era invidiosa della grandezza del bue. La pelle divenne lucidissima.

La rana gonfiò troppo la sua pelle.

La rana gonfiò tanto la sua pelle.

Cominciò a trattenere il respiro per gonfiarsi.

La rana scoppiò.

3 Chi sono i personaggi? Scrivili nell’ordine in cui appaiono, poi cerchia il protagonista.

........................................................................................................................................................................................................................................ ESPLORO IL TESTO

4 Rispondi con una x.

Quale caratteristica umana rappresenta la rana della favola che hai letto? Collaborazione Invidia Rabbia Generosità In quale stagione si svolge la storia? Primavera Estate

Autunno

Inverno

In quale luogo si svolge la storia? Stagno Fiume

Fattoria

Casa della rana

5 Riordina i fatti da 1 a 4 e scrivi la morale.

Morale: .................................................................................................................................................................................................................. SCRIVO

6 Scrivi una favola che abbia come protagonista la rana. Immagina che voglia saltare in alto come una cavalletta con le ali. Che cosa le potrebbe succedere? Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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ESPLORO

LA FIABA

Armo e Nia INIZIO C’era una volta, in una casetta di campagna, una povera famiglia di contadini, con una figlia e un figlio sempre contenti. Il bambino e la bambina amavano cantare allegre melodie. Si chiamavano Armo e Nia. SVOLGIMENTO Un giorno passò di là un grosso orco, egoista e prepotente. Quando sentì i due piccoli cantare, decise di portarli via per tenerli in una gabbietta e divertirsi ad ascoltarli, durante le sue lunghe e noiose giornate. Mamma e papà pregarono e implorarono l’omone, ma quello non si impietosì. Quando arrivarono al palazzo, Armo e Nia furono messi in una gabbia e l’orco ordinò loro di fargli sentire qualcosa di bello. Le loro voci, però, erano tristi e commossero un fiore parlante, piantato in un vaso dorato proprio di fianco alla loro prigione. – Io ho il potere di esaudire un desiderio. – confessò loro – Potrete esprimerlo se odorerete il mio magico profumo. Il bambino e la bambina si sporsero dalle sbarre e annusarono il fiore. Subito dopo intonarono in coro: – Sparisci, orco, e usciamo di qua, compaiano subito mamma e papà. CONCLUSIONE La gabbia e l’orco cattivo scomparvero all‘istante, ma il palazzo rimase, e davanti a loro apparvero i genitori. Subito si abbracciarono e fischiettarono insieme un allegro motivetto. E da quel giorno vissero e cantarono per sempre, in quella ricca abitazione, felici e contenti. 52


ESPLORO LA FIABA

Come la favola, anche la FIABA è un racconto fantastico. Il mondo che descrive è puramente immaginario e comprende fatti straordinari ed elementi magici. Scopri la fiaba e completa la tabella. GLI ELEMENTI

PERSONAGGI Chi?

TEMPO Quando?

LUOGO Dove?

Nella FIABA

Nel testo a fianco

Possono essere realistici o fantastici: il protagonista (l’eroina o l’eroe) è buono e coraggioso; l’antagonista è una persona malvagia che ostacola il protagonista; l’aiutante aiuta il protagonista a superare delle prove grazie a poteri o oggetti magici.

I protagonisti sono

La storia spesso inizia con “C’era una volta...” perché si svolge in un passato non definito.

Il tempo è

I luoghi sono fantastici, indefiniti e poco descritti, come un bosco, un villaggio o un regno lontano.

I fatti si svolgono

........................................................................

L’antagonista è .......................................................................

L’aiutante è .......................................................................

......................................................................... .........................................................................

......................................................................... .........................................................................

FATTI Che cosa accade?

All’inizio il protagonista si trova in difficoltà, supera delle prove e la storia si conclude sempre con un lieto fine come, per esempio, “E vissero tutti felici e contenti.”

LA STRUTTURA

Anche la fiaba è organizzata in tre parti.

Osserva le barre colorate accanto alla fiaba e rifletti. L’INIZIO presenta i protagonisti, il tempo, il luogo e la situazione di partenza. Lo SVOLGIMENTO racconta le diverse prove che i protagonisti si trovano ad affrontare e presenta gli altri personaggi. La CONCLUSIONE racconta il lieto fine. Vai all’INSERTO pieghevole e scopri le MAPPE dei testi con le POZIONI.

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LA FIABA

I personaggi

Il principe invisibile C’era una volta un giovane principe, unico figlio del defunto re. Il ragazzo era stato cacciato dal trono da un prepotente, il quale lo aveva fatto diventare un servo. Un giorno il povero principe, che non ne poteva più, si lamentava triste e solo e, senza farci caso, girò tre volte su se stesso l’anello che aveva al dito. Ma l’anello era magico e il giovane non lo sapeva. Così, improvvisamente comparve un folletto. Il folletto rese invisibile il principe e gli consegnò una piuma. Il principe decise di approfittarne per dare una lezione al re. Attraversò i giardini del palazzo, passò tra i soldati di guardia e si avvicinò a lui. Prima lo solleticò con la piuma, poi gli tolse di testa la corona e si mise a punzecchiarlo sul sedere con un ago. Il re prepotente si abbandonò a salti e contorsioni fino a mettere in salvo il fondoschiena nella fontana del giardino. Il giorno dopo, ancora tutto ribollente d’ira, il re ingiusto fece chiamare una maga per capire che cosa stesse succedendo. Quella, grazie a dei magici occhiali, vide il giovane, ancora invisibile agli altri, addormentato su una poltrona. Allora lo catturò con un telo e lo legò. Per fortuna il folletto, sempre attento, comparve al momento giusto e fece una magia. Il malvagio si trovò pesanti catene ai polsi, mentre il giovane principe poté finalmente sedere sul proprio trono, libero e felice. www.archiviostoricobarilla.com

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I personaggi

LA FIABA

ESPLORO IL TESTO

Collega i personaggi al loro ruolo nella fiaba.

protagonista antagonista aiutante dell’antagonista aiutante del protagonista A quali personaggi della fiaba appartengono questi oggetti magici? Appartiene al:

Appartengono alla:

..................................................

..................................................

COMPRENDO IL TESTO

Rispondi con una x.

Per quale motivo la maga per prima cosa catturò con un telo il giovane principe? Per tenerlo più stretto Per coprirlo e non farlo vedere agli altri Perché il principe era invisibile

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LA FIABA

I fatti

Trottolina C’era una volta un contadino che aveva una figlia. Ci fu una grande siccità e il padre sospirava pensando all’avvenire. Un giorno la ragazza incontrò una vecchina: – Fate la carità, buona gente! La ragazza prese la pagnottella che doveva essere il suo pranzo e la porse alla vecchia. La vecchia trasse di sotto lo scialle una padellina nuova di rame: – Tieni figliola, forse ti servirà – e andò via. Allora il padre arrabbiato disse alla ragazza: – Ma come? Non abbiamo cibo per sfamarci e tu regali l’unica cosa che abbiamo a una vecchina? La ragazza, che non voleva vedere il padre arrabbiato, per gioco posò la padellina che aveva ricevuto sul focolare spento e disse: – Padre, che vuoi? Una costoletta? Una frittata? Non aveva ancora finito di parlare che si accese una fiammata e la padellina cominciò a friggere. Ben presto nella padellina fumavano due costolette da bastare anche per quattro persone. Il padre e la ragazza non credevano ai loro occhi! Metà ne mangiarono subito e metà ne spartirono tra le vicine di casa più povere di loro. Da allora in poi, a ogni mezzogiorno, la ragazza metteva la padellina sul focolare spento e domandava: – Padre, che vuoi? Una costoletta? Una frittata? E poco dopo una frittata per otto persone era bella e cotta. E fu così che da quel giorno Trottolina e suo padre non ebbero più fame. E nemmeno le loro vicine di casa. Luigi Capuana, Trottolina e altre fiabe, Raffaello

LIFE SKILLS

Consapevolezza - Empatia

Rifletti, parla e racconta.

A un compagno o a una compagna manca la merenda: condivideresti la tua? Lo faresti con qualunque tipo di merenda? 56


I fatti

LA FIABA

PAROLE NUOVE

Rispondi con una x.

Qual è il significato della parola siccità? ancanza d’acqua per le poche piogge M Abbondanza di acqua per le troppe piogge Mancanza di cibo

ESPLORO IL TESTO

Colora la barra con i colori corrispondenti a INIZIO, SVOLGIMENTO, CONCLUSIONE. Ordina i fatti della storia da 1 a 6.

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LA FIABA

Il tempo

L’armonica magica Tanto tanto tempo fa un principe e una principessa stavano vicini vicini su un gran balcone pieno di piante fiorite. Si guardavano negli occhi e dicevano “Come sei carino!”, “Come sei dolce!” e cose del genere. Dopo un po’, il principe tirò fuori dalla tasca un’armonica e cominciò a suonarla. Piuu, piuu, peuuu... La principessa lo ascoltava innamorata. Passò di lì una strega a cavallo di una scopa. – Che orribile musicaccia! – si infuriò la strega. E fece un maleficio: – Che tu sia trasformato in un orrendo mostriciattolo! E così fu. Ma la principessa neanche se ne accorse. Intanto l’armonica era rotolata giù dal balcone rimbalzando qua e là, deng deng, finché cadde sul guscio di una tartaruga che stava dormendo e la svegliò. – Ah! Toh, e questa cos’è? – fece la tartaruga guardando l’armonica. Provò a soffiarci dentro una, due, tre volte. Piuu, piuu, peuuu... Grazie al suono dell’armonica, di colpo il mostriciattolo, ancora sul balcone, ritornò principe: – Come sei bella! – disse alla principessa che non si era accorta di nulla. – Come sei dolce! – gli rispose lei. Intanto la tartaruga si divertiva parecchio a suonare l’armonica. E la strega? Volò via sulla scopa, urlando: – Che orribile musicaccia! Anna Vivarelli, Piccole storie matte, Interlinea

ESPLORO IL TESTO

Sottolinea l’espressione con cui comincia la fiaba e il luogo in cui si svolge, poi rispondi con una x.

Il tempo della fiaba è precisato. imprecisato. 58

PENSO E DICO

Perché, secondo te, la principessa non si è accorta di nulla? Confrontati con la classe.


I luoghi

LA FIABA

Lilith e lo gnomo C’era una volta un fabbro che viveva in una capanna insieme alla sua primogenita, Lilith, e ad altri tre figli maschi. Un brutto giorno si ammalò e toccò alla piccola Lilith darsi da fare per mantenere la famiglia. La giovane si recò in città e andò a lavorare in una casa di ricchi mercanti. Un giorno, mentre lavorava, vide sulla porta uno gnomo che le porgeva la sua giacchetta strappata. – Puoi rammendarla? – le chiese, consegnandole tre fili più sottili di un capello. Lilith non aveva mai fatto un lavoro tanto delicato, ma si mise d’impegno e ci riuscì. Lo gnomo, tutto contento, si riprese la giacca e un istante dopo scomparve. Lilith si alzò per cercarlo, ma al suo posto trovò solo una chiave; appena l’ebbe raccolta quella disse: – Portami a casa! Segui il sentiero! La giovane si incamminò lungo un sentiero che si inerpicava per il fianco della montagna. Arrivata sulla vetta, trovò una cassa e intorno tanti gnomi che cantavano. – Apri la nostra cassetta e prendi il compenso che ti spetta! Lilith infilò la chiave nel lucchetto e l’aprì: dentro c’erano vestiti, gioielli e monete d’oro, ma lei scelse solo un borsellino che conteneva una moneta d’argento. Quando la spese, scoprì che sul fondo ce n’era già un’altra, e dopo quella un’altra ancora e così via. Contenta, fece ritorno a casa e da quel giorno lei e la sua famiglia vissero per sempre serenamente. Geronimo Stilton, Le fiabe più belle del mondo, Piemme

ESPLORO IL TESTO

Sottolinea nella fiaba i luoghi in cui va Lilith, poi rispondi con una x.

Come sono i luoghi che hai indicato? Tutti reali. Un po’ reali e un po’ fantastici.

Tutti fantastici. 59


LA FIABA

Nel mondo Per migliaia di anni le persone hanno tramandato a voce le fiabe. Ogni popolazione, in ogni parte del mondo, conserva le proprie fiabe. La fiaba che leggerai è una fiaba del popolo dei Masai, che vivono tra il Kenya e la Tanzania, nel centro dell’Africa.

I figli del sicomoro

PAROLE NUOVE

Le parole sicomoro e kraal sono legate alla vita dei Masai. Cerca nel vocabolario il loro significato. ESPLORO IL TESTO

Sottolinea nel testo i personaggi indicati con i colori corrispondenti, poi rispondi.

Protagonista Aiutante Personaggi secondari C’è un antagonista? Sì No La storia ha un lieto fine? Sì No 60

C’era una volta una donna che non aveva marito. Un giorno disse tra sé: “Ora vado dallo stregone e mi faccio dare dei figli”. Così andò dallo stregone e gli disse che era infelice. Lo stregone le domandò che cosa voleva, se un marito o dei figli, e lei gli rispose che voleva dei figli. Lui le disse che doveva prendere qualche pentola, poi cercare un sicomoro carico di frutti, riempire le pentole di frutti, metterle nella sua capanna e andare a fare una passeggiata. La donna seguì le istruzioni. Raccolse i frutti, riempì le pentole e andò a passeggio fino a sera. Quando arrivò vicino al suo kraal, sentì delle voci di bambini. Andò ancora più vicino e trovò la capanna piena di figli e di figlie. Tutto il suo lavoro era già fatto: i ragazzi e le ragazze stavano accudendo il bestiame, la capanna era stata spazzata, i piccoli l’aspettavano per salutarla. Così lei diventò una donna ricca e, per molto tempo, visse felice con i suoi figli. Finché un giorno li sgridò e li rimproverò di essere figli dell’albero. Loro rimasero zitti e non le dissero niente, ma quando andò a trovare i suoi amici negli altri kraal, i figli tornarono dal sicomoro e ridiventarono frutti. Paul Radin, Fiabe africane, Einaudi


Per METTERMI ALLA PROVA

L’orco selvatico

ASCOLTO

Ascolta la lettura dell’insegnante, poi rispondi con una x. 1 Chi è l’aiutante nella fiaba?

2 Qual è l’oggetto magico?

3 Quale disegno rappresenta l’inizio della fiaba?

4 Quale disegno rappresenta la conclusione della fiaba?

Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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Per METTERMI ALLA PROVA

La cosa più preziosa Quando il re di Perugia si sentì troppo vecchio e stanco per governare ancora, chiamò a sé i suoi tre figli e disse loro: – Figli miei, dovete mettervi in viaggio e riportarmi, entro un mese, la cosa più preziosa che riuscirete a trovare. Chi supererà questa prova sarà degno di essere il nuovo re di Perugia. Il principe Rosso, il principe Nero e il principe Giallo si inchinarono al padre, poi saltarono sui loro cavalli e partirono. Il principe Giallo si diresse verso la campagna e lì incontrò un contadino che stava falciando il grano maturo. – Sai se c’è un tesoro da queste parti? – gli chiese il principe Giallo. – Certo che c’è! Se mi aiuti darò anche a te un po’ di quel tesoro – rispose il contadino. Il principe Giallo, allora, si mise a lavorare di buona lena. Quando il grano fu tutto falciato, il contadino, senza dire una parola, raccolse una piccola cosa gialla da terra e la diede al principe. Lì per lì questi si meravigliò. Poi però capì e ringraziò il contadino. A un mese esatto dalla partenza, i tre principi si presentarono davanti al vecchio re. – Bene, – disse il sovrano – vediamo che cosa mi avete portato. Il principe Rosso tirò fuori da una tasca della sacca una cascata di monete d’oro. Il principe Nero, invece, mostrò a suo padre una statua d’avorio e una d’argento. Dalla tasca del principe Giallo uscì, infine, solo una spiga di grano. Il re considerò con attenzione ciò che i suoi figli gli avevano portato, poi dichiarò che, senza dubbio, il nuovo re di Perugia era il principe Giallo. – Figli miei, – spiegò il vecchio re – il grano è il pane, il grano è la vita, che è un bene assai più prezioso di tutto l’oro e di tutte le statue del mondo. Stefano Bordiglioni, Storie per te, Einaudi Ragazzi

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Per METTERMI ALLA PROVA PAROLE NUOVE

1 Indica con una x il significato delle seguenti espressioni.

Lavorare di buona lena significa:

Essere degno significa:

lavorare tanto lamentandosi. lavorare poco. lavorare tanto e con impegno.

esser capace. meritare. perdere.

ESPLORO IL TESTO

Se analizzi bene la fiaba che hai appena letto ti accorgerai che non contiene tutti gli elementi della fiaba tradizionale che trovi elencati nella tabella. 2 Per ogni elemento segna con una x se si trova (Sì) oppure no (No) nella fiaba che hai letto.

Elementi Divisione in tre parti. Inizio con C’era una volta. Tempo non definito. Protagonista gentile. Personaggi secondari. Personaggi magici.

Sì

No

Elementi Oggetti magici. Incantesimi. Antagonista malvagio. Prove da superare. Successo del protagonista. Lieto fine.

Sì

No

COMPRENDO IL TESTO

3 Rispondi.

Quale tesoro dona il contadino al principe Giallo? ....................................................................................................... Qual è la cosa più preziosa che riceve, secondo il re? Perché?......................................................................... ......................................................................................................................................................................................................................................... Se dovessi dare un titolo diverso alla fiaba, quale sceglieresti?....................................................................... ......................................................................................................................................................................................................................................... SCRIVO

4 Scrivi una fiaba sul quaderno con questi personaggi: bambina protagonista; drago antagonista; mago aiutante. Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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LA MAGIA DI LEGGERE IL TESTO VIVO

Qualche volta anche le fiabe fanno riflettere sul comportamento delle persone e possono essere raccontate con il linguaggio poetico delle rime. Leggi questa fiaba e racconta alla classe quale messaggio ti ha trasmesso.

Nel regno di Belgarbo Ai piedi del Monte Gentilone, circondato da un bosco inesplorato, c’era il Regno di Belgarbo piccolo e animato. Le case erano di mille colori e i giardini pieni di fiori. Sedeva su quel trono un vecchio re, bassino e un po’ pelato, il suo nome era Re Garbato. Garbato regnava con saggezza con la legge della gentilezza. I sudditi gli obbedivano felici: essere gentili rendeva tutti amici. Facevano le cose col cuore: grazie, prego, per favore. Però... che gran paura! Nel bosco vi era un drago, bocca di fuoco, alto di statura.

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LA MAGIA DI LEGGERE

A volte dal fogliame ne spuntava la cresta, bastava questo a rovinare la festa. Occorreva un cavaliere tosto, disposto a infilzare il drago a qualunque costo. Erasmo Rubicondo arrivò sul suo ronzino. Indossava un’armatura color zecchino. Però, a ogni minuto, gli scappava uno starnuto. Il re sorrise ma era dispiaciuto. Sentendo nel bosco lo starnuto, il drago si sarebbe nascosto in meno di un minuto. Ci pensò su per un po’, poi con gentilezza lo liquidò. Un giorno arrivò, dall’altopiano, Leopoldotto Ammazzadraghi, cavaliere un po’ villano... Flavia Franco, Nel Regno di Belgarbo, Raffaello

BIBLIOTECA RAFFAELLO

Leopoldotto Ammazzadraghi viene incaricato di difendere il Regno di Belgarbo dal terribile drago. Ma Leopoldotto è un cavaliere molto scortese con tutti. Come andrà a finire la storia? Se vuoi scoprirlo, leggi il libro! 65


ESPLORO

LA LEGGENDA

L’abete sempreverde INIZIO Un giorno d’inverno di un tempo lontano un uccellino con un’ala ferita non sapeva dove ripararsi. “Forse gli alberi mi ripareranno”, pensò. SVOLGIMENTO Il primo albero che incontrò fu una betulla. – Cara betulla – implorò l’uccellino, – vuoi lasciarmi vivere tra le tue fronde fino alla buona stagione? – Non posso – rispose la pianta. – Sono già abbastanza occupata a custodire le mie foglie. Cerca riparo altrove. L’uccellino volò allora presso un salice e gli chiese rifugio. – No, io non ospito mai gli sconosciuti. Vola via! Il povero uccellino si fermò, triste e tremante, su un cespuglio. Lo vide un abete e preoccupato gli chiese: – Che cos’hai, uccellino? – Oh, buon abete! Gli alberi non vogliono darmi ospitalità e io non posso volare verso sud con quest’ala ferita. – Vieni da me – lo invitò il grande abete. – Davvero? E potrò restare tutto l’inverno? – chiese. – Certamente, mi terrai compagnia – lo rassicurò l’abete. Poche notti dopo arrivò il Vento del Nord e sferzò le foglie degli alberi per farle cadere a terra. – Posso divertirmi con tutti gli alberi? – domandò il Vento del Nord a suo padre, il Re dei Venti. – No – rispose il Re. – Gli alberi che sono stati buoni con gli uccellini feriti vanno lasciati in pace. CONCLUSIONE Fu così che l’abete conservò le sue foglie e da quei tempi lontani è diventato un sempreverde. 66

Piero Domenichelli, Stagion novella, Edizioni Andò


ESPLORO LA LEGGENDA

Anche la LEGGENDA è un racconto fantastico narrato dalle persone in tempi molto antichi. Attraverso le leggende uomini e donne rispondevano a tutte quelle domande sulla realtà a cui non riuscivano a dare spiegazioni. Scopri la leggenda e completa la tabella. GLI ELEMENTI I PERSONAGGI

Chi?

TEMPO Quando?

Nella LEGGENDA

Nel testo a fianco

Possono essere personaggi, realistici o fantastici; persone, piante, animali o cose che si comportano come persone.

I personaggi sono:

La storia si svolge in un tempo antico e imprecisato. Ambienti naturali. Molte volte si tratta di luoghi distanti o perduti in cui vissero i popoli che inventarono la leggenda.

LUOGO Dove?

FATTI Che cosa accade?

LA STRUTTURA

I fatti raccontano in modo fantastico la storia di qualcosa che esiste o è esistito realmente, ma che era diverso da come lo conosciamo oggi.

................................................................................... ...................................................................................

Il tempo è ...................................................................................

I fatti si svolgono .................................................................................. ...................................................................................

Con l’aiuto delle immagini racconta a parole tue i fatti.

Anche la leggenda è organizzata in tre parti.

Osserva le barre colorate accanto alla leggenda e rifletti. L’INIZIO presenta l’elemento di cui si parla com’era in origine. Lo SVOLGIMENTO racconta avvenimenti straordinari che causano cambiamenti. La CONCLUSIONE presenta l’elemento iniziale come lo conosciamo oggi. Vai all’INSERTO pieghevole e scopri le MAPPE dei testi con le POZIONI.

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LA LEGGENDA

I personaggi

Le tartarughe ESPLORO IL TESTO

Cerchia di le tartarughe all’inizio della storia e di le tartarughe alla fine della storia.

PAROLE NUOVE

Si imbatterono significa “trovarono per caso”.

Le tartarughe all’inizio erano nude come le lumache e si ferivano a causa delle rocce appuntite e dei tronchi spezzati. Il peggio accadeva quando qualche animale le aggrediva per divorarle. E ci riusciva perché non potevano scappare a causa della loro lentezza. A quei tempi, in un luogo sperduto, esisteva un villaggio abbandonato, fatto di minuscole casupole. Erano abitazioni appartenute a misteriosi gnomi fuggiti da lì quando comparvero gli esseri umani. Le casette erano state ricavate dalle ossa di un animale preistorico. Le tartarughe, sempre in cerca di un luogo dove poter stare al sicuro dagli attacchi dei predatori, si imbatterono nel silenzio del villaggio abbandonato. Verso sera, una alla volta, entrarono nelle casette e si ripararono al calduccio. Da quel giorno ogni volta che nasce una tartaruga, questa va in cerca di quelle casette abbandonate. E ne trova sempre una, perché gli gnomi abbandonano ogni giorno i loro villaggi. Hanno paura degli essere umani che ancora bruciano e radono al suolo i boschi. Alle tartarughe, invece, è rimasta l’intelligenza degli gnomi. Mauro Corona, Storie del bosco antico, Mondadori

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Il tempo e i luoghi LA LEGGENDA

Il dono dell’uccellino Tanto tempo fa, un giaguaro stava cercando qualcosa da cacciare nella foresta. Passando sotto un grande albero, vide uno stormo di uccelli di varie forme. – Siete in tanti? – chiese un uccellino al giaguaro. – Non molti – rispose. – Noi invece siamo parecchi! – disse orgoglioso l’uccello, e si mise a cantare. Al suo canto rispose un coro assordante di cinguettii. Sperava così di infastidire e allontanare il predatore. – Complimenti! Siete davvero in molti. Dunque se ti sbrano, nessuno sentirà la tua mancanza – rispose invece il felino. In quel momento il piccolo volatile comprese di essersi cacciato in un brutto pasticcio, ma trovò una via d’uscita. – Apri la bocca, allora, e io ci salterò dentro – rispose sbattendo le ali. Il giaguaro spalancò le fauci e la piccola preda passò volando proprio sulla bocca dell’animale e lasciò cadere i suoi bisogni. Ancora oggi, in ricordo di quel furbo antenato, molti uccelli lasciano cadere il loro ricordino prima di allontanarsi dalla vista dei loro predatori. Antica leggenda degli Indios della foresta amazzonica

ESPLORO IL TESTO

Colora la barra accanto al testo con i colori corrispondenti: inizio, svolgimento, conclusione. Rispondi alle domande.

In quale luogo si svolge la storia? ................................... ............................................................ In quale tempo? ................ ............................................................ Tempo e luogo sono ben definiti? Sì No PAROLE NUOVE

Scrivi G se le parole si riferiscono al giaguaro e U se si riferiscono all’uccellino.

Piccola preda Predatore Volatile Felino

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LA LEGGENDA

I fatti

La tribù dei Chinook 1 Molti, molti anni fa, in cima a una montagna, viveva 2 l’Uccello di Fuoco. Lì vi aveva fatto il proprio nido e vi 3 aveva deposto moltissime uova. 4 Una gigantessa, che camminava da giorni e giorni, 5 aveva seguito con lo sguardo il lungo volo dell’Uccello 6 di Fuoco e si era messa in cammino per scoprire dove 7 fosse il suo riparo. 8 Dopo giorni e giorni di marcia dura e faticosa, arrivò 9 finalmente in cima alla montagna e si avvicinò al nido 10 del grande volatile. 11 L’Uccello di Fuoco, in quel momento, si era allontanato 12 e aveva lasciato le uova incustodite. 13 La gigantessa, affamatissima per il grande sforzo, decise 14 di mangiarne alcune. 15 Fece un piccolo foro in una di esse e provò a succhiarne 16 il contenuto, ma l’uovo aveva un sapore così disgustoso 17 che la gigantessa capì che non avrebbe potuto 18 cibarsene e lo buttò via. 19 L’uovo rotolò e rotolò giù per il fianco della montagna e, 20 prima di fermarsi in fondo alla valle, si trasformò in un 21 essere umano. 22 La gigantessa ne assaggiò un altro, e un altro ancora, 23 e li buttò uno dopo l’altro giù dalla montagna. E sempre 24 ogni uovo, prima di arrivare in fondo, si trasformava in 25 un uomo o in una donna. 26 Ben presto nel nido non rimasero più uova: da ognuna 27 di esse era nata una persona. Queste si riunirono tutte 28 in una tribù, si chiamarono Chinook e ancora oggi sono 29 orgogliose di spiegare che la loro stirpe ha origine dalle 30 uova dell’Uccello di Fuoco. 31 La gigantessa, riflettendo poi su quanto aveva fatto e 32 temendone le conseguenze, fuggì. 70


I fatti

LA LEGGENDA

33 Andò a nascondersi in una caverna così profonda 34 che tuttora l’Uccello di Fuoco, che vuole vendicarsi, 35 non è riuscito a scovarla! Antica leggenda dei nativi d’America

ESPLORO IL TESTO

Dove iniziano le tre parti del racconto? Completa.

INIZIO da riga ............. a riga ............. SVOLGIMENTO da riga ............. a riga ............. CONCLUSIONE da riga ............. a riga ............. Rispondi con una x.

Che cosa vogliono spiegare i fatti di questa leggenda? Per quale motivo gli uccelli di fuoco odiano le gigantesse. Per quale ragione nel mondo non ci sono più gigantesse. Come sono nati i primi uomini e le prime donne. Ordina i fatti del racconto, numerando da 1 a 6.

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LA LEGGENDA

I personaggi

Robin Hood

ESPLORO IL TESTO

Sottolinea con i colori corrispondenti le parti di testo in cui Robin Hood: sembra un personaggio leggendario; compare come persona reale. PAROLE NUOVE

Quante parole nuove! Scrivi in quale forma base le devi cercare sul dizionario:

Tramando

tramare ................................

Faretra

................................

Tassarono

................................

Esattori

................................

Robin di Locksley è un personaggio sul quale sono nate tante storie leggendarie, cioè fantastiche.

L’Inghilterra era un Paese disperato. Il Paese era governato dal principe Giovanni, che scelse come suoi aiutanti lo sceriffo di Nottingham, Guy di Gisborne, e baroni e ladri che stavano chiusi nei loro grigi castelli tramando per arricchirsi sempre più. Tassarono, multarono e derubarono i loro sudditi, finché la fame non si insinuò in ogni cuore. Robin di Locksley, per esempio, fu derubato da Gisborne delle terre del padre defunto. Dov’era finita la legge che proteggeva i suoi diritti, garantendogli giustizia? Una volta derubato, Robin di Locksley si era rifugiato, per salvarsi la vita, nella verde foresta di Sherwood, dove si persero le sue tracce. Poco tempo dopo, una misteriosa figura fu intravista in quella foresta da alcuni viaggiatori. Era vestita di verde, con frecce nella faretra e muschio verde sulle guance. Nessuno sapeva all’inizio se l’”Uomo di Sherwood” fosse vero o no, ma poi cominciarono ad accadere strani eventi. Grassi mercanti e crudeli esattori venivano derubati di ciò che avevano raccolto in oro e denaro e, il giorno dopo, magri bambini figli di poveri contadini trovavano monete d’oro sotto il cuscino e la farina cadeva come neve sui villaggi affamati. Il misterioso Robin Hood, così venne chiamato l’uomo della foresta, rubava ai ricchi per sfamare i poveri e, anche se gli davano la caccia come a una cerva, i soldati non riuscivano mai a trovarlo. Egli aveva fatto della fitta foresta la sua fortezza. Geraldine McCaughrean, Miti e leggende, Mondadori

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Per METTERMI ALLA PROVA ASCOLTO

Il sale nel mare Ascolta la lettura dell’insegnante, poi svolgi le attività.

1 Quanti di questi elementi ci sono nella leggenda? Scrivi il numero o segna con una x.

................. macine

................. gigantesse

................. re

Pochi

Tanti

2 Quale disegno rappresenta la conclusione della leggenda? Rispondi con una x.

3 Segna con una x il completamento giusto.

Le enormi macine del re di Danimarca potevano produrre solamente oro e cose preziose. qualsiasi cosa il re desiderasse. solamente sale. Autovalutati e colora:

La leggenda vuole spiegare perché la Svezia e la Danimarca sono Paesi nemici. perché il mare è salato. perché alcune barche affondano. attività facile

attività difficile

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Per METTERMI ALLA PROVA

L’idea delle giraffe Tantissimo tempo fa gli animali erano tutti uguali, abitavano insieme ed erano amici. Ma un giorno, incominciò a piovere e continuò per molto tempo. Gli animali erano preoccupati, pensavano che la foresta si sarebbe trasformata in un lago. Così tutti si riunirono per decidere che cosa fare. – Noi ci faremo crescere lunghi nasi. Così potremo respirare anche sott’acqua – dissero gli elefanti. – E noi impareremo ad arrampicarci sugli alberi, così l’acqua non potrà raggiungerci – dissero le scimmie. – Noi impareremo a nuotare – dissero i coccodrilli. Le giraffe non sapevano ancora che cosa fare. La giraffa più anziana disse: – Noi invece aspettiamo a decidere. Guardiamo che cosa succederà agli altri. Così le giraffe stettero immobili per tante ore sulla punta delle zampe per poter vedere al di là dei cespugli e allungarono il collo per riuscire a guardare attraverso i rami degli alberi. A un tratto una piccola giraffa disse: – Guardate come siamo diventate noi! Le nostre zampe si sono allungate! E il nostro collo è diventato lunghissimo! La giraffa più anziana propose a tutte le altre: – Restiamo così! Se tanta acqua ricoprirà la foresta, noi con questo collo lungo non annegheremo. E così, tutte le giraffe si tennero i loro colli lunghi, anche se la foresta non si trasformò mai in un enorme lago. Vivian French, La casa delle storie, Mondadori

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Per METTERMI ALLA PROVA PAROLE NUOVE

1 Colora il significato giusto del verbo “stettero”. Rileggi la frase che la contiene.

steccarono

rimasero

stesero

si allungarono

ESPLORO IL TESTO

2 Colora la barra di fianco al testo con i colori corrispondenti alle parti della leggenda: INIZIO, SVOLGIMENTO, CONCLUSIONE. 3 Rispondi con una x.

In quale ambiente si svolge la storia? Foresta Prato Lago Deserto

Quando si svolge la leggenda? Nel futuro In un passato indefinito Nel presente Ieri

Che cosa vuole spiegare questa leggenda? Perché le giraffe hanno zampe e collo lunghi Perché l’elefante ha la proboscide Perché esistono i laghi COMPRENDO IL TESTO

4 Chi ha pronunciato queste parole? Collega.

“Noi impareremo ad arrampicarci sugli alberi” “Noi aspettiamo a decidere” “Noi ci faremo crescere lunghi nasi” “Noi impareremo a nuotare”

5 Con quali aggettivi definiresti le giraffe? Colora.

SCRIVO

Indecise

6 Scrivi sul quaderno una leggenda che spieghi in un altro modo perché le giraffe hanno il collo lungo.

Sagge

Sciocche

Furbe

Prudenti

Fortunate Vanitose

Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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ESPLORO

IL MITO

Indra e Vritra INIZIO Molto tempo fa, prima che la Terra fosse del tutto formata, Indra era il dio dei guerrieri e della natura, portatrice di pioggia. Aveva un nemico, Vritra, un potente dragone senza membra che imperversava sulla cima delle montagne trattenendo tutte le acque nel suo stomaco. SVOLGIMENTO Indra doveva distruggere Vritra se voleva che le acque raggiungessero la Terra, perciò si preparò alla battaglia. Attaccò il Sole al suo carro e prese i fulmini come frecce. Poi si rivolse contro il nemico. Fu Vritra, però, a lanciare il primo attacco. Per un momento sembrò che Indra perdesse: Vritra lo aveva avvolto con il suo lungo corpo di drago. Fu allora che Vritra commise un errore. Per un istante distolse lo sguardo dalla sua vittima. Indra allora, veloce come un lampo, lanciò uno dei suoi fulmini che penetrò fino al cuore di Vritra, uccidendolo. CONCLUSIONE Mentre rotolava a valle senza vita, il corpo del grande dragone si sciolse liberando tutte le acque che conteneva. Si formarono nuovi fiumi che corsero verso il mare. Il carro solare di Indra salì in cielo e l’alba si levò sul nuovo mondo. David Passes, Storie di draghi, Castelli in aria

PAROLE NUOVE

Le membra sono le zampe del dragone. Distolse significa “spostò”. 76


ESPLORO IL MITO

Il MITO, come la leggenda, è un racconto fantastico inventato dalle persone in tempi molto antichi. Il mito è nato per spiegare l’origine del mondo, di alcuni fenomeni naturali, degli esseri umani, delle loro emozioni e di vari aspetti della vita. Nel mito compaiono spesso divinità, eroi o eroine. Scopri il mito e completa la tabella. GLI ELEMENTI

PERSONAGGI Chi?

Nel MITO

Nel testo a fianco

I personaggi possono essere umani, ma anche elementi della natura o animali personificati. Spesso hanno poteri eccezionali come le divinità, i giganti, gli eroi e le eroine.

I personaggi sono:

TEMPO Quando?

La storia si svolge in un passato non definito e molto antico, al tempo delle origini del mondo.

LUOGO Dove?

La Terra o l’Universo com’erano fatti in origine.

............................................................................ ............................................................................ ............................................................................

Il tempo è ............................................................................

I fatti si svolgono ............................................................................. .............................................................................

FATTI Che cosa accade?

LA STRUTTURA

I fatti raccontano in modo fantastico eventi o imprese straordinarie che portano a dei cambiamenti o alla nascita di qualcosa.

Con l’aiuto delle immagini racconta i fatti con parole tue.

Anche il mito è organizzato in tre parti.

Osserva le barre accanto al testo e rifletti. L’INIZIO presenta l’elemento di cui si parla prima della sua formazione. Lo SVOLGIMENTO racconta avvenimenti straordinari che causano cambiamenti. La CONCLUSIONE presenta l’elemento iniziale come lo conosciamo oggi. Vai all’INSERTO pieghevole e scopri le MAPPE dei testi con le POZIONI.

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IL MITO

I personaggi

Persefone e la primavera PAROLE NUOVE

Inferi: è il mondo immaginario dove stanno i defunti e in cui regna Ade. ESPLORO IL TESTO

Rispondi con una x.

I personaggi del mito sono: esseri umani. eroi con poteri speciali. divinità. PENSO E DICO

Rispondi a voce.

Ti piace il personaggio di Demetra? Perché?

Persefone era figlia di Zeus e di Demetra, la dea della natura. Un giorno Persefone stava con altre fanciulle a raccogliere fiori su un prato, quando la terra si aprì e apparve il dio Ade, che, innamorato di lei, la rapì e la trascinò con sé nel mondo degli Inferi. Persefone gridò di terrore e sparì dalla faccia della Terra. La madre Demetra sentì le sue urla, ma, per quanto cercasse, non riusciva a capire dove e con chi fosse sparita la figlia. Così errò per il mondo per nove giorni e nove notti, senza mangiare e senza bere, tenendo una fiaccola accesa in entrambe le mani. Il decimo giorno, adirata, si rivolse a Zeus: – Se non mi dici dov’è finita mia figlia, non risalirò mai più in cielo e resterò per sempre sulla Terra! Senza la protezione della dea della natura, i campi si seccarono e il raccolto marcì. Zeus allora ordinò ad Ade di liberare Persefone, ma Ade non acconsentì. – Lasciamela almeno per qualche mese all’anno! – lo pregò – Il mondo degli Inferi è triste senza di lei! E così fu. Persefone da allora poté restare con la madre dall’inizio della primavera alla fine dell’estate. Per il resto dell’anno doveva far ritorno di nuovo da Ade. Ma la Terra, per tutto il tempo in cui la dea restava separata dalla madre, ritornava triste e senza vita. Nadia Vittori, Le civiltà dei fiumi e dei mari, Raffaello

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Il tempo e i luoghi IL MITO

Prometeo e il fuoco Prometeo era un eroe forte e potente e gli spiaceva vedere le persone sbandare di qua e di là sulla Terra, rudi e selvaggi: era convinto che c’era del buono nell’umanità e che bisognava aiutarla. Venne un inverno molto freddo. Le persone sapevano coprirsi con pelli di animale o ripararsi in una grotta: ma ancora non conoscevano il fuoco e rischiavano di morire. Prometeo salì fino all’Olimpo, la casa degli dei, e chiese a Zeus di poter portare il fuoco agli esseri umani. Invano tentò di convincerlo. Prima di tornare sulla Terra bussò al portone della grande fucina di Efesto, il fabbro dell’Olimpo. Qui bruciava un fuoco eterno, con il quale il dio fondeva i metalli per le sue opere stupende. Quando uscì dalla fucina, un barlume di fuoco rosato brillava nel cavo di un giunco: con quello Prometeo abbandonò l’Olimpo. In ogni grotta che incontrava, in ogni capanna, entrava a dare il fuoco e a raccomandare di essere prudenti. Così le persone si poterono scaldare e il fuoco rimase in loro possesso, perché lo conservavano come il bene più caro. Quando Zeus vide che sulla Terra c’era il fuoco, si inferocì contro Prometeo. La sua ira fu tremenda. Lo incatenò a una rupe e diede ordine a un’aquila di andare ogni giorno a rodergli il fegato. Roberto Piumini, Il circo di Zeus, Edizioni EL

ESPLORO IL TESTO

PAROLE NUOVE

Collega ogni parola al suo significato.

Fucina Barlume Giunco

Canna di fiume Laboratorio del fabbro Scintilla

Rispondi sul quaderno.

In quali luoghi si svolge la storia? Sono tutti luoghi reali? In quale stagione si svolge il racconto del mito? 79


IL MITO

I fatti

L’Universo conchiglia I popoli delle isole raccontano che Tangaroa dal volto tatuato fu il primo di tutti gli antenati. Per molto tempo, Tangaroa visse dentro la sua conchiglia che girava da sola nel buio dello spazio infinito. Allora, infatti, non c’era il Sole, non c’era la Luna e non c’erano né la Terra né le montagne. Non esistevano né l’uomo né la donna, né gli uccelli, né i pesci, né i cani e nessun altro essere vivente. E non c’era ancora l’acqua né salata, né dolce. Alla fine di un lungo tempo, Tangaroa diede un colpo lieve alla sua conchiglia che si aprì. Tangaroa allora si alzò in piedi sulla conchiglia e cominciò a gridare nello spazio infinito: – Chi c’è sopra? Chi c’è sotto? Ma non ebbe alcuna risposta. Si sentiva solo la sua voce perché non ce n’era nessun’altra. – Nessuno mi ascolta? – disse Tangaroa – Allora farò io! Così Tangaroa sollevò in alto la cupola della sua conchiglia fino a formare il cielo. E poiché all’interno della sua conchiglia aveva molte altre conchiglie, ne prese una seconda, la sgretolò in minuscoli pezzettini e creò la sabbia. Tangaroa cominciò in questo modo a creare ogni cosa che esiste. E poiché Tangaroa aveva tante conchiglie, ecco che ogni cosa creata ha una sua conchiglia: il cielo è una conchiglia per il Sole, la Terra e le Stelle, poiché le contiene; la Terra è una conchiglia per le pietre e l’acqua e per le piante che vi crescono; la conchiglia di ogni persona è la donna perché è da lei che nasce. Così nell’Universo ogni cosa che esiste ha una sua conchiglia. Luigi Dal Cin, Echi d’oceano, Franco Cosimo Panini

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I fatti

IL MITO

PAROLE NUOVE

Rileggi nel testo le frasi che comprendono le parole evidenziate e collegale al loro significato.

Antenati Lieve Cupola Sgretolò

Leggero Tetto arrotondato Frantumò Persone vissute prima di noi

COMPRENDO IL TESTO

Ordina i fatti numerandoli da 1 a 6.

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IL MITO

Nel mondo

Creature mitologiche Molti popoli hanno inventato storie e miti su creature fantastiche, alcune delle quali hanno grande potere sulla vita degli esseri umani o sulla natura.

CINA

Drago

È una delle creature più potenti della mitologia. In aree diverse del mondo rappresenta saggezza o malvagità, ordine o caos.

GIAPPONE Shachihoko Mostro marino dal corpo di pesce, con scaglie e aculei, e testa di tigre ruggente. Capace di causare piogge e di inghiottire tutta l’acqua del mare in sorsate gigantesche.

NORD AMERICA

Jackalope

Questa feroce lepre è una guerriera. Per combattere si serve delle lunghe corna e trae in inganno i cacciatori imitando la voce umana.

NORD EUROPA

Fenrìs

Lupo gigantesco e terribile, un tempo incatenato alla roccia dagli dei. Adesso viaggia libero per il mondo e divora tutto ciò che incontra. Owen Davey, 15 incredibili creature mitologiche da tutto il mondo, Gallucci

LA MAGIA

DI SCRIVERE INSIEME

A coppie, scegliete una creatura mitologica e inventate un mito. Ricordate di usare gli “ingredienti” dei racconti fantastici e, in particolare, del mito.

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Per METTERMI ALLA PROVA

Nuwa e la creazione

ASCOLTO

Ascolta la lettura dell’insegnante, poi svolgi le attività. 1 Osserva le immagini e rispondi alle domande con una x.

Quale di queste immagini rappresenta Nuwa?

Quale disegno rappresenta l’inizio del mito?

Che cosa fecero uomini e donne quando furono creati?

2 Indica con una x il completamento giusto.

Nuwa diede a tutte le statuette la stessa energia. energie diverse. l’intelligenza. Autovalutati e colora:

Questo mito vuole spiegare l’origine della Terra. l’origine di uomini e donne. l ’origine della divinità Nuwa. attività facile

attività difficile

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Per METTERMI ALLA PROVA

Il sole, la luna, l’acqua Molti anni fa il sole e l’acqua erano grandi amici e tutti e due vivevano insieme sulla terra. Il sole andava a trovare l’acqua molto spesso, ma l’acqua non ricambiava mai la visita. Un giorno il sole domandò all’acqua come mai non andava a trovarlo a casa. L’acqua rispose che la casa del sole non era abbastanza grande e, se lei ci andava con i suoi familiari, avrebbe cacciato fuori il sole. Poi aggiunse: – Se vuoi che venga a trovarti, devi costruirti una fattoria molto grande, ma bada che dovrà essere un posto immenso, perché la mia famiglia è molto numerosa e occupa un sacco di spazio. Il sole promise. Andò a casa, spiegò tutto alla luna, sua amica, e il giorno dopo cominciò a costruire una fattoria immensa. Quando fu pronta, il sole chiese all’acqua di venire a fargli visita. Quando l’acqua arrivò, chiamò il sole e gli domandò se poteva entrare senza pericolo e il sole rispose: – Sì, entra pure, amica mia. Allora l’acqua cominciò ad affluire, accompagnata da tutti gli animali acquatici. Man mano che saliva l’acqua chiese al sole: – Vuoi che continui a entrare? Il sole e la luna risposero tutti e due di sì. Allora l’acqua continuò, finché il sole e la luna dovettero salire in cima al tetto. L’acqua, in breve, sommerse anche il tetto e il sole e la luna furono costretti a salire in cielo, dove da allora sono rimasti. Paul Radin, Fiabe africane, Einaudi

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Per METTERMI ALLA PROVA PAROLE NUOVE

1 Rispondi, puoi aiutarti con il vocabolario.

Affluire è il verbo che indica quando l’acqua entra in un luogo. Qual è il suo contrario? ...................................................................................... ESPLORO IL TESTO

2 Colora la barra di fianco al testo con i colori corrispondenti alle parti del mito: INIZIO, SVOLGIMENTO, CONCLUSIONE. 3 Rispondi alle domande con una x.

Chi sono i protagonisti del mito? Divinità Esseri umani Elementi della natura personificati

Dove si svolge il racconto? In cielo Sulla terra In un pianeta fantastico

Che cosa vuole spiegare questo mito? La posizione dell’acqua sulla terra La posizione di sole e luna in cielo L’amicizia tra sole e luna COMPRENDO IL TESTO

4 Indica se le affermazioni sono vere (V) o false (F).

V

F

Il sole e l’acqua erano amici. L’acqua non andava a trovare il sole per un litigio. L’acqua e il sole potevano abitare nella stessa casa. L’acqua è entrata nella casa di sole da sola. Nella storia luna e sole sono amici. L’acqua è stata prudente prima di entrare in casa. Il sole e la luna vivono ancora nella loro casa. Alla fine l’acqua, il sole e la luna non sono più amici. SCRIVO

5 Inventa il mito al contrario: il calore del sole invade la casa di acqua. Che cosa succede? Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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LA MAGIA DI LEGGERE IL TESTO VIVO

Miti e le leggende sono entrambi racconti fantastici, ambientati in un passato molto lontano e indefinito con situazioni talvolta sorprendenti. Leggi il racconto e spiega alla classe se, secondo te, si tratta di un mito o di una leggenda.

Efesto – Questo bimbo è mostruoso! – esclamò Era non appena si vide porgere il suo ultimo figlio avvolto fra le fasce e scagliò fasce e bambino giù dal monte Olimpo. Il povero Efesto si trovò così fra le onde del mare, con una gamba spezzata. Dopo qualche tempo lo trovò Teti, dea dal cuore tenero, che adottò il deforme figlio di Zeus. Teti crebbe Efesto in una grotta sottomarina, dove il dio creò la sua prima officina, divenendo un abilissimo fabbro. Grazie alla sua maestria, il giovane dio regalò alla sua mamma adottiva splendidi gioielli. Un giorno, passeggiando sull’Olimpo, Teti incontrò Era. – Ciao Teti, che stupendo gioiello hai al collo! Chi te lo ha regalato? – le domandò Era. – Non ci crederai mai – le spiegò gentile Teti. – Una ventina di anni fa mi è piombato addosso un bambino.

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LA MAGIA DI LEGGERE Era di una bruttezza incredibile, ma appena mi ha visto ha smesso di piangere e mi ha abbracciata. Ora Efesto, questo è il suo nome, è diventato un fabbro eccezionale e riesce a modellare dei gioielli stupendi. Quello che indosso è il suo ultimo regalo. Era ebbe un sussulto riconoscendo nelle parole dell’amica il figlio gettato dall’Olimpo. Dopo averle confessato l’accaduto, la implorò dicendo: – Teti, ti prego, fa che io possa riconciliarmi con Efesto, lascialo venire a vivere sull’Olimpo. Teti non volle rifiutare un favore a quella madre pentita e, dopo due ore, Efesto era già di nuovo tra le braccia di Era. Per rimediare alle sofferenze che aveva inflitto al figlio, Zeus gli donò una stupenda fucina proprio sulla vetta dell’Olimpo. Elena Frontaloni, Nel mondo dei miti greci, Raffaello

BIBLIOTECA RAFFAELLO

Efesto, all’inizio, viene trattato davvero male a causa del suo aspetto, eppure non esiste un aspetto fisico migliore o peggiore ed è importante capirlo. Se vuoi scoprire altri bellissimi miti, leggi il libro. 87


DESCRIVERE ... CHE MERAVIGLIA! C’è un mondo intero da osservare e descrivere.

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TESTO DESCRITTIVO Spalanchiamo tutti i sensi!

Se descriviamo bene un fiore possiamo sentirne il profumo!

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ESPLORO

IL TESTO DESCRITTIVO

Pichi Pichi Oggi in classe c’è un pappagallo giocattolo, tutto colorato di cinque colori. Ha la coda verde, il petto giallo, le zampe e il becco arancioni, le ali blu, il corpo rosso e la piccola cresta a due ciuffi che sembra quella di un gallo. Gli occhietti sono piccoli e sempre allegri, di colore azzurrino. Ha un grosso becco a uncino con dentro una linguetta rossa. La sua pancia è dura, perché ci sono dentro le batterie, e la testa è morbida. Tiene l’ala sinistra alzata perché lì ha l’interruttore che lo accende. Ha un’andatura stramba da pinguino, si muove a destra e a sinistra e in avanti. Quando è acceso e gli parli, lui ripete tutto, ma in modo diverso, robotico e più acuto. Mi piace molto e in me provoca felicità e tenerezza. Non so come si chiama, ma io lo chiamerei Pichi Pichi. Pichi Pichi si diverte tanto anche a giocare con altri giocattoli elettronici, ripetendo i loro versi. Giorgia N., 3a B

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ESPLORO IL TESTO DESCRITTIVO

Il TESTO DESCRITTIVO spiega come sono fatti persone, oggetti, luoghi, animali e paesaggi. Spesso le descrizioni si trovano all’interno dei testi narrativi di diverso tipo e ci aiutano a immaginare quello che leggiamo. Scopri il testo descrittivo e completa la tabella.

L’ARGOMENTO

GLI ELEMENTI

LA STRUTTURA

Nel TESTO DESCRITTIVO

Nel testo a fianco

Può descrivere persone e personaggi, animali, oggetti, ambienti, cibi, emozioni... qualunque cosa.

Pichi Pichi è

Aggettivi: indicano le qualità di ciò di cui si parla. Paragoni: mettono a confronto più elementi. Dati dei sensi ricavati da: vista (forme, dimensioni, colori); udito (suoni e rumori); gusto (sapori e aromi); olfatto (odori e profumi); tatto (morbidezza, durezza, ruvidità...). In genere segue un ordine che può essere: • logico per gli animali e le persone (aspetto fisico, carattere, abitudini, comportamento, abbigliamento…); • spaziale per i luoghi (dal particolare al generale, da lontano a vicino, dall’esterno all’interno, o viceversa).

................................................................................ ................................................................................

Paragone: Pichi Pichi ha la cresta che ................................................................................ ................................................................................

I dati presenti sono: visivi. uditivi. gustativi. olfattivi. tattili. Per Pichi Pichi si segue un ordine ................................................................................. .................................................................................

Vai all’INSERTO pieghevole e scopri le MAPPE dei testi con le POZIONI.

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IL TESTO DESCRITTIVO

PAROLE NUOVE

Rispondi con una x. Mugolio significa: muggito. verso di lamento. ululato.

Ritraeva significa: ritirava. portava avanti. arrabbiava.

Animali

La piccola volpe Verso la fine del pomeriggio, papà e io ci siamo accorti che dietro la casa, vicino al pollaio, c’era una volpe. Era un volpacchiotto piccolo e magro, sembrava un cagnolino rossiccio. Aveva un musetto simpatico e due occhi lucidi, vispi, che esprimevano tanta intelligenza e tanta furbizia. La folta coda si muoveva con calma ed eleganza. Si era fermato a pochi passi da noi e aveva sbadigliato emettendo un mugolio triste. Avrei voluto accarezzarlo, come si fa con i cani, ma papà non me l’ha permesso. – È un animale selvatico – ha detto – non gli farebbe piacere. Così dicendo gli ha gettato alcuni pezzetti di pane. Il volpacchiotto guardava con sospetto, si avvicinava poi si ritraeva. Alla fine ha allungato il muso, afferrando un boccone e balzando subito indietro. Sono rimasta un bel po’ a guardare il volpacchiotto, che continuava a balzare avanti e indietro, afferrando un bocconcino alla volta. Quando si è sentito sazio, ci ha guardati tutti e due, come per salutarci, poi si è girato ed è sparito tra i cespugli che fiancheggiano il sentiero che va al fiume. Stefano Bordiglioni, Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, Edizioni EL

ESPLORO IL TESTO

Rispondi con una x.

Nel racconto della piccola volpe la descrizione segue un ordine logico. Quale? Prima l’aspetto fisico poi il comportamento Prima il comportamento poi l’aspetto fisico Quali dati sensoriali sono presenti nella descrizione? Visivi Gustativi Uditivi Tattili 92


Animali IL TESTO DESCRITTIVO

L’elefante pieghettato Nel cuore della giungla indiana viveva un elefante molto vecchio che si chiamava Filemone Larghefalde. Se ne stava piantato sulle quattro zampe possenti come colonne e, di tanto in tanto, si cospargeva la testa di sabbia bianca o si rinfrescava con una doccia fredda. Per quanto sbalorditiva fosse la grandezza del suo corpo, ancora di più lo era la misura della sua pelle. Era così ampia da poter ricoprire comodamente due elefanti. Ma Filemone indossava da solo questo enorme manto, che perciò formava su di lui innumerevoli pieghe, conferendogli un aspetto ancora più maestoso. Spesso andava a fare una passeggiata di un’oretta nella giungla: una volta per fare un po’ di moto e un’altra per cogliere dagli alberi i germogli più freschi e succosi e divorarli con gusto. Egli era un animale così modesto e così discreto che, nonostante la mole, riusciva a non creare a nessuno il minimo disturbo. Al contrario, la maggior parte degli animali del vicinato si era così abituata a lui da servirsene come se fosse il padiglione di un giardino, fra le cui colonne ci si ripara quando piove o alla cui ombra ci si riposa dal sole che scotta.

PAROLE NUOVE

Il Padiglione è una costruzione per ripararsi, montata in una piazza o in un giardino. ESPLORO IL TESTO

Colora la barra accanto al testo con i colori corrispondenti:

carattere; abitudini; aspetto fisico.

Michael Ende, Fiabe e favole, Mondadori

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IL TESTO DESCRITTIVO

Cibo

Il panettone ESPLORO IL TESTO

Sottolinea i paragoni presenti nei testi; sono introdotti da “come”.

LIFE SKILLS Comunicazione efficace

Fate un sondaggio in classe: a quanti piace il panettone? A quanti non piace? Dividetevi in due gruppi e spiegate le vostre ragioni.

A chi piace Finalmente è Natale e si mangia il panettone! Papà apre la scatola e tira fuori quella fantastica cupola dorata, avvolta nella carta trasparente e lucida che fa un leggero e invitante fruscio. Poi lo mette in tavola e mi viene voglia di appoggiare sopra la testa e dormire, perché il panettone è morbido come un cuscino. Quando lo apre la stanza si riempie di un delizioso profumino di cose dolci. Ne mangio una fetta tutta mia e sento il gusto dell’impasto burroso, punteggiato di saporite uvette e di canditi zuccherosi. Se non mi fermano, non smetto più di divorarlo.

A chi non piace Si avvicina il Natale e la mia casa viene invasa dalle scatole di panettone, che sembrano navicelle extraterrestri. A me il panettone non piace affatto! Appena lo apri, senti quel disgustoso odore di burro che diventa ancora più forte se si mette a scaldare sul calorifero, come fanno i miei genitori. Poi non sopporto l’uvetta, che è molliccia e ti si appiccica alle dita se provi a toglierla. Per non parlare dei canditi, così dolci da far venire la nausea. Il panettone non è invitante neppure da vedere: scuro o bitorzoluto come il bubbone di un orco, se lo schiacci senti ffffttttt come se si sgonfiasse. Fa davvero impressione! 94


Per RIDERE

I cetrionzoli Il GGG disse: – Io ho fame. È l’ora del mangia. – Ma se lei non mangia la gente, come fanno gli altri giganti – chiese Sofia – di che cosa vive? – In questo paese melmente e deprimoso non cresce buoni bocconcini come ostriche e trottole. Del resto, niente cresce qui, meno una specie di legume tremendamente schifiltoso e nauseabondo. Si chiama cetrionzolo. – Cetrionzolo! – esclamò Sofia – Ma non esiste! Il GGG aprì lo sportello di una massiccia dispensa e ne tirò fuori la cosa più curiosa che Sofia avesse mai visto. Era lunga circa la metà di un essere umano, ma molto più grossa, come una carrozzella per bambini. Era scura, ricoperta di protuberanze rugose, e strisce nere correvano per tutta la sua lunghezza. – Questo è lo schifente cetrionzolo. Il GGG continuava a tenere l’impressionante cetrionzolo nella mano destra. Prese a masticarlo e si sarebbe detto, dal rumore che produceva, che stesse masticando pezzi di ghiaccio. – È disgustando! – biascicò e, parlando con la bocca piena, sputacchiava pezzi di cetrionzolo che rischiavano di raggiungere Sofia. – È ripugnabile! – gorgogliò il GGG – È appestoso! È marcinoso! È vermifugo! Prova tu stessa questo schifissimo cetrionzolo! – No, grazie, no – disse Sofia indietreggiando. – È tutto quello che ormai ti resta da inghiottire, così è meglio che tu ti abitua – disse il GGG. Roald Dahl, Il GGG, Salani

Nel discorso del GGG ci sono molti aggettivi che descrivono i disgustosi cetrionzoli, ma sono espressi nel suo buffo linguaggio. Trovali e sottolineali.

Quanto ti ha divertito questo racconto? Cerchia.

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IL TESTO DESCRITTIVO

Persone

La mia compagna di banco

PAROLE NUOVE

Spiega il significato della parola trafelata, poi confrontati in classe.

ESPLORO IL TESTO

Sottolinea con i colori indicati: l’aspetto fisico, il comportamento, gli interessi di Rossella. Rispondi.

A che cosa viene paragonata Rossella? .................................................................. COMPRENDO IL TESTO

Colora le qualità che ti sembrano adatte a Rossella.

Socievole Pigra Elegante Rotondetta Sgarbata Frettolosa Tranquilla Vivace 96

Rossella era la mia compagna di banco. Era rosea e morbida e arrivava sempre a scuola trafelata, con i capelli castani, lunghi e lisci, raccolti in due code ormai disfatte. Anche i suoi occhi erano castani, e un nasino “a patatina” le dava l’aria di un bambolotto da coccolare. Non amava fare attività sportive, proprio come me: insieme trascorrevamo interi pomeriggi a leggere nella mia camera o a disegnare mappe e a seppellire tesori (figurine, anelli, giornaletti). Amava vestirsi comoda, soprattutto in jeans o salopette, su cui gettava con impazienza una giacca rossa, a quadrettoni, d’inverno. Rossella aveva sempre fretta, non si fermava un momento e spesso, in classe, veniva rimproverata dall’insegnante che le diceva: – Ros, rilassati, combini solo pasticci! Silvana Gandolfi, La scimmia nella biglia, Salani


Persone IL TESTO DESCRITTIVO

Il mio compagno Garrone Garrone, quanto più lo conosco, tanto più gli voglio bene. Ogni volta che uno grande alza la mano su uno piccolo, il piccolo grida “Garrone!” e il grande non picchia più. È il più alto e il più forte della classe, alza un banco con una mano, mangia sempre, è buono. Qualunque cosa gli domandino, matita, gomma, carta, temperino, impresta o dà tutto; e non parla e non ride, se ne sta sempre immobile nel banco troppo stretto per lui, con la schiena arrotondata e il testone dentro alle spalle; e quando lo guardo mi fa un sorriso. Ma fa ridere grande e grosso com’è, che ha gilè, calzoni, camicia, tutto troppo stretto e troppo corto, un cappello che non gli sta in capo, il capo rapato e le scarpe grosse. Si lascia dire qualunque cosa, ma guai se gli dicono “Non è vero!” quando afferma una cosa, getta fuoco dagli occhi. Son ben contento quando stringo nella mia la sua grossa mano, che par la mano di un uomo, e benché paia sempre che brontoli con quel vocione è una voce che viene da un cuore gentile, si sente.

ESPLORO IL TESTO

Sottolinea con i colori indicati l’aspetto fisico, l’abbigliamento e il comportamento di Garrone. Rispondi a voce.

Le espressioni sottolineate nel testo che cosa ti dicono di Garrone? COMPRENDO IL TESTO

Rispondi.

Chi narra il racconto? Una compagna o un compagno di classe Garrone L’insegnante

Edmondo De Amicis, Cuore, Giunti

LIFE SKILLS

Empatia

Rifletti, parla e racconta.

Garrone dimostra di mettersi nei panni degli altri, soprattutto dei più piccoli e deboli, difendendoli dai prepotenti. A te è mai capitato di comportarti come lui o di avere un aiuto da compagni o compagne come lui? 97


IL TESTO DESCRITTIVO

Oggetti • persone • animali

A pesca con la zia Molti bambini e bambine hanno un nonno pescatore. Io no: io ho una zia pescatrice che è uno spasso. La domenica pomeriggio, andiamo spesso insieme sul Ticino con la sua vecchia auto rossa, piena di adesivi sulla carrozzeria per coprire i graffi e le ammaccature che si sono accumulati nel tempo. Il motore però funziona benissimo e l’automobile sfreccia veloce anche sulle vie di sabbia e ghiaia, alzando un gran polverone e rombando come un tuono. Appena arriviamo, zia Carlotta si prepara: si protegge la carnagione chiara con uno strato bianco di crema solare, raccoglie i lunghi capelli rossi in una coda e mette gli occhiali da sole a forma di farfalla, intonati alla maglietta color giallo fosforescente. Sopra indossa un giubbotto senza maniche pieno di tasche e taschine. La zia è alta e magra come un chiodo. Quando calza gli stivaloni da pesca oltre le ginocchia, sembra un uccello trampoliere. A volte devo trattenere le risate. Non appena entra in acqua, piano piano, fa una faccia furbetta come se dicesse ai pesci “Sto arrivando”. Sta lì, fissa per ore, con la canna in mano, mentre io mi diverto a catturare le rane con il retino e a metterle in un secchiello. Un giorno ha tirato su un pesce. Era una trota adulta, mi ha spiegato. Le sue squame argentate brillavano alla luce con sfumature di colore rosato e verde come un abito di lusso. La zia me l’ha fatta anche toccare: aveva la superficie liscia e bagnata. Per tutta la mattina se annusavo la mia mano sentivo ancora il suo odore forte. Quando la mia curiosità era sazia, zia Carlotta ha liberato la trota che ha fatto un guizzo in acqua. Da quel giorno, prima di tornare a casa, ogni volta lascio libere le mie rane di saltare nel fango. È così zia Carlotta. Non ti delude mai!

98

...........................................

...........................................

...........................................


Oggetti • persone • animali IL TESTO DESCRITTIVO

ESPLORO IL TESTO

Quali elementi vengono descritti nel testo? Scrivili nei cartellini corrispondenti. Scrivi gli aggettivi qualificativi che servono a descrivere.

Automobile

Zia Carlotta

Trota

.......................................................................

Carnagione.........................................

Squame..................................................

.......................................................................

.......................................................................

.......................................................................

.......................................................................

Capelli.....................................................

Sfumature.............................................

.......................................................................

.......................................................................

.......................................................................

.......................................................................

Corporatura........................................

Superficie..............................................

.......................................................................

.......................................................................

.......................................................................

.......................................................................

.......................................................................

Odore.......................................................

Scrivi le espressioni e i paragoni che servono a descrivere:

Automobile

Zia Carlotta

Trota

Romba ................................................... Alta e magra......................................

Colore rosato e verde

....................................................................... .......................................................................

.......................................................................

....................................................................... .......................................................................

....................................................................... 99


IL TESTO DESCRITTIVO

I cinque sensi

Faggio chiacchierone ESPLORO IL TESTO

Ricerca e sottolinea con i colori corrispondenti i dati visivi, tattili, uditivi, olfattivi.

LIFE SKILLS Consapevolezza

Rifletti, parla e racconta.

Proprio come gli alberi, ogni persona è speciale e ha le sue caratteristiche. Scegline una che ti rappresenta bene e spiegala alla classe.

Quanto mi piace essere un faggio! Innanzitutto, ho una corteccia liscia e grigia come un abito elegante. Qui nel bosco, sul fianco della montagna su cui cresciamo tutti noi, siamo davvero in tanti, formiamo un faggeto. Quando i primi raggi dell’alba filtrano, le nostre lucide cortecce si illuminano di riflessi argentei e creano una magica atmosfera di luce che si mescola alle ultime nebbioline umide del mattino. Se guardo i faggi più anziani noto che la loro dura pelle è molto più ruvida, rugosa e scura della mia, ha qualche crepa qua e là e per intere parti è ricoperta da un sottile strato di verde. Forse è vero che un vecchio albero non è bello ed elegante quanto uno che ha meno anni, ma è molto più alto, imponente e ramificato. Dal suo tronco largo e forte partono decine di rami robusti, carichi di un’infinità di foglie. Per non parlare delle bianche betulle, con le foglioline tremule canterine e la corteccia che si sfoglia come carta. Oppure dei pini e degli abeti altissimi e pungenti, con il loro profumo di resina e il loro colore verde intenso e riposante. I carpini, gli olmi, i tassi e perfino gli arbusti di nocciolo: sulla montagna siamo tanti e tutti diversi; ognuno con le proprie splendide caratteristiche. Ma mi era difficile riuscire a osservarli con interesse prima di sapere chi fossi davvero io. Ma ora lo so: sono un bellissimo faggio! Roberto Morgese, Il Diario di Faggio Chiacchierone, Epoké

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L’ordine descrittivo IL TESTO DESCRITTIVO

Il grande blu Vivo in un paese di mare, dove l’odore di salsedine arriva fin dentro le case e profuma le cose. Dove, quando c’è vento forte, ti arriva nelle orecchie il rumore del treno che passa e nel naso l’odore del sale bianco di roccia sugli scogli. Credo di avere un fiuto speciale per il mare. Infatti quelli come me, che sono nati o hanno vissuto sempre vicino al grande blu, ne portano in qualche modo il segno. “Il grande blu” non è solo il nome di qualcosa che mi piace: è molto di più. Il mare è tante cose, ma, fra tutte, è sicuramente molto grande e poi il blu è il mio colore preferito. La mia casa si affaccia sulla spiaggia e, quando è nitido, si vedono anche le isole lontane e il golfo a nord. La mattina, quando mi alzo dal letto, mi affaccio alla finestra della mia camera e la linea dritta dell’orizzonte mi racconta che ho ancora tante cose da scoprire.

ESPLORO IL TESTO

Ricerca nel testo e sottolinea con i colori corrispondenti i dati visivi, uditivi, olfattivi. Poi rispondi con una x.

In quale ordine spaziale è descritto “il grande blu”? Dall’interno verso l’esterno Dall’esterno verso l’interno

Daniela Valente, Strane storie di mare, Coccole Books

COMPRENDO IL TESTO

Rifletti e rispondi sul quaderno.

Chi scrive che cosa pensa di chi nasce e vive vicino al mare? Che cosa fa per prima cosa la mattina? Che cosa vede? Come si sente? 101


IL TESTO DESCRITTIVO

ESPLORO IL TESTO

Il testo descrive sia l’interno sia l’esterno della Stazione Spaziale Internazionale. Colora la barra con i colori corrispondenti.

L’ordine descrittivo

Nella Stazione Spaziale Internazionale La Cupola è un piccolo ambiente della Stazione Spaziale. È a forma di esagono ed è larga appena tre metri. Ha ben sette finestre dalle quali si può ammirare la Terra: una per ogni lato della Cupola più una come tetto, che di solito punta verso la Terra. Quest’ultima finestra è larga 80 centimetri ed è la più grande mai usata nella storia del volo spaziale umano. Da qui gli astronauti e le astronaute possono osservare l’ambiente esterno alla Stazione Spaziale Internazionale. Questo ambiente è usato anche per scattare splendide fotografie del nostro Pianeta: mentre la Stazione scivola intorno alla Terra e il giorno e la notte si alternano velocemente, alle finestre della Cupola appaiono continenti, mari, nuvole. Il Pianeta si mostra in tutta la sua fragilità e bellezza, con colori sempre variabili e senza confini tra Stati, regalandoci un grande messaggio di fratellanza. La Cupola è stata costruita in Italia ed è uno dei posti preferiti da Samantha Cristoforetti durante la sua permanenza lassù. Samantha Cristoforetti, Stefano Sandrelli, Nello spazio con Samantha, Feltrinelli

PAROLE NUOVE

Rileggi il testo e collega ogni parola al suo significato.

Esagono Continenti Fragilità

Terre emerse. Delicatezza, facilità di rompersi. Forma a sei lati, come le cellette delle api.

EDUCAZIONE CIVICA

Che cos’è la fratellanza, secondo te? Confrontati con la classe.

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Per METTERMI ALLA PROVA

La libreria antiquaria

ASCOLTO

Ascolta la lettura dell’insegnante, poi svolgi le attività. 1 Indica con una x il completamento giusto.

L’ambiente descritto nel testo è un negozio di mobili. una biblioteca. una libreria.

La descrizione ti ha fatto pensare a un ambiente accogliente. un ambiente inquietante. un ambiente rumoroso.

2 Quale immagine corrisponde all’ambiente descritto? Segna con una x.

3 Quale ritratto corrisponde al libraio? Segna con una x.

Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

103


Per METTERMI ALLA PROVA

La signora Mirror Sono finalmente alla mia prima lezione di danza! Dentro a una stanza enorme, con la sbarra e gli specchi anneriti, non c’è nessuno. Faccio qualche passo finché inciampo per colpa delle infradito. Ed è allora che sento una voce risuonare nel vuoto della mia scuola. – Con intradito non si può, bellerina. Mi guardo meglio intorno e vedo una signora piuttosto robusta e anziana che mi viene incontro a braccia aperte. – Benvinuta! Ma come parla? Intradito? Bellerina? Benvinuta? Non faccio in tempo a scappare che già mi ha abbracciata. – Mi fa conoscere l’insegnante? Vorrei iscrivermi subito – dico euforica. – Ohh, è signora Mirror – esclama toccandosi il petto e precisando nella sua lingua speciale di essere proprio lei la mia “insignante”. Quasi mi prende un colpo. Una palestra sgangherata, i vetri rotti, la porta scorticata e gli specchi anneriti non bastavano. Certo che no! Avevo anche “un’insignante” che parlava in modo strano, mescolando inglese e italiano. Era buffa, per le sue parole e per come si vestiva. Una giacca a scacchi, pantaloni gialli larghi, larghissimi e lunghissimi che non facevano vedere le scarpe, e in testa una coroncina di fiori. Era la signora Mirror, la mia prima “insignante” di danza! Superato lo shock, decisi di andare fino in fondo, compilai l’unico modulo che serviva per l’iscrizione con la promessa di farlo firmare ai miei genitori e mi preparai per la prima lezione di danza della mia vita. Che emozione! Germano Chiaverini, La lezione del fenicottero, Raffaello

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Per METTERMI ALLA PROVA PAROLE NUOVE

1 Rileggi il testo e collega ogni termine evidenziato al suo significato.

Risuonare

Felice, esaltata

Euforica

Spavento e sorpresa

Scorticata

Riempire con il suono

Shock

Grattata

ESPLORO IL TESTO

2 Nel racconto vengono descritti sia l’ambiente della palestra sia la signora Mirror. Sottolinea nel testo con i colori corrispondenti: le frasi che descrivono la palestra; le frasi che descrivono la signora Mirror.

3 Quali caratteristiche della signora Mirror vengono descritte? Indicale con una x e completa con un esempio.

Aspetto fisico: ........................................................................................................................................................................................... Età: ...................................................................................................................................................................................................................... Carattere: ...................................................................................................................................................................................................... Abbigliamento: ........................................................................................................................................................................................ Capacità di insegnare: ..................................................................................................................................................................... Modo di parlare: .................................................................................................................................................................................... Preferenze di musica: ....................................................................................................................................................................... COMPRENDO IL TESTO

4 Quale immagine corrisponde alla descrizione della signora Mirror? Segna con una x.

Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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LA MAGIA DI LEGGERE IL TESTO VIVO

Il testo descrittivo non sta quasi mai da solo: fa spesso parte di una storia. In questo caso le descrizioni si intrecciano con le notizie sulla vita di Paolo Rossi, un grande calciatore scomparso da pochi anni. Leggi e sottolinea la descrizione fisica di Paolo Rossi, poi colora le frasi che ti fanno capire com’era il suo carattere.

Grandi calciatori: Paolo Rossi Sono nato a Prato e, proprio vicino casa mia, iniziai le prime esperienze calcistiche accanto a mio fratello Rossano. A 14 anni fui scoperto dal responsabile del settore giovanile della Juventus, che comprese subito le mie doti tecniche. Per gli avversari ero imprevedibile. Esile e scattante, mi trovavo sempre nel posto giusto al momento giusto. Non ho avuto dalla natura un fisico robusto e per questa ragione dovevo farmi furbo. Un giornalista sportivo mi definì un giocatore con la grazia di un ballerino e la fredda precisione di un torero. Ho rappresentato l’immagine di un tempo e di un’Italia felice. Per tutti ero Pablito, il ragazzo con gli occhi chiari, i capelli mossi e il ciuffo ribelle, con il sorriso aperto e leale che portavo con me ogni volta che entravo negli studi televisivi. Ero una persona umile e mi schermivo quando mi facevano notare l’impresa di cui mi ero reso protagonista: la Coppa del Mondo di calcio per l’Italia nel 1982.

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LA MAGIA DI LEGGERE – Sono le magie del gruppo – replicavo – non si può scindere un singolo giocatore da un contesto unico e irripetibile. Sorprendendo tutti, come facevo con gli avversari in campo, me ne sono andato all’improvviso nel 2020. Altruismo e generosità sono state le parole chiave della mia vita. Quando mi ha colpito la malattia, stavo lavorando a un progetto bellissimo: dare l’opportunità di studiare e di giocare a calcio a ragazzi provenienti da famiglie povere. Questo sarebbe stato l’ultimo goal che avrei voluto segnare, quello per la solidarietà. “Paolo Rossi era un ragazzo come noi”, canta un famoso cantante italiano in uno dei suoi brani più celebri e io confermo: sono proprio un ragazzo come voi, quindi continuate a sognare perché nella vita fare goal è possibile! Monica Matano, Italia. I grandi calciatori, Raffaello

BIBLIOTECA RAFFAELLO

Lo sport è un’attività molto utile per crescere in salute e imparare a rispettare sia le regole sia i propri compagni e compagne di squadra sia gli avversari. Se vuoi scoprire tante altre storie di calciatori italiani, leggi il libro. 107


LEGGERE IN VERSI ... CHE EMOZIONE! Poesia... da gustare in compagnia!

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TESTO POETICO Le parole a volte sono magiche.

La poesia ti apre il cuore.

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ESPLORO

IL TESTO POETICO

Grrr! Tu fai tanto il grrradasso perché sei alto e grrrosso, un bullo grrrezzo e stupido che grrrida a più non posso.

verso strofa rima

È vero, sono grrracile, magro come un grrrissino però divento un grrrizzly se salgo sul grrradino! Sei solamente un grrrullo e non vali un grrran che, te lo dico sul grrrugno: GRRR! Sono meglio di te! Janna Carioli, I sentimenti dei bambini, Mondadori

LIFE SKILLS

Gestione delle emozioni

Spesso la poesia trasforma le emozioni in parole e permette così di esprimere e riconoscere quegli stati d’animo, anche dentro di sé. Quale emozione è presente nel testo che hai letto? Su quale emozione ti piacerebbe imparare a scrivere una poesia? 110


ESPLORO IL TESTO POETICO

Il TESTO POETICO usa le parole per raccontare il mondo in modo creativo, dando spazio a immagini, pensieri ed emozioni. Ci sono due tipi principali di testi poetici: la filastrocca e la poesia. Scopri il testo poetico e completa la tabella.

L’ARGOMENTO

Nel TESTO POETICO

Nel testo a fianco

Può trattare temi diversi, a volte buffi, a volte seri.

Parla di un argomento serio: ...............................................................................

GLI ELEMENTI

LA STRUTTURA

Il linguaggio poetico utilizza spesso figure retoriche: • la similitudine paragona due elementi diversi che hanno qualcosa in comune utilizzando le parole come, sembra, è simile a…; • la metafora è una similitudine breve, senza le parole come, sembra, è simile a…; • la personificazione attribuisce a cose e animali azioni e pensieri umani; • l’onomatopea trasforma un suono in lettere.

Sono presenti: • una similitudine sono magro come

I testi poetici sono scritti in versi, cioè in righe più o meno lunghe. Quando finiscono con lo stesso suono, i versi sono in rima. A volte i versi sono raggruppati in strofe.

La poesia ha ................... versi e ................... strofe. Il secondo e il ............................................ verso di ogni strofa è in rima.

...............................................................................

• una metafora

divento ................................................. • un’onomatopea .............................................

Vai all’INSERTO pieghevole e scopri le MAPPE dei testi con le POZIONI.

, il titolo.

111


IL TESTO POETICO

Filastrocche

Giochi di suoni Le filastrocche sono testi poetici divertenti e comprendono le conte, gli scioglilingua e le ninne nanne. In tutti questi componimenti la rima dà ritmo e musicalità al testo.

Sette quattordici ventuno ventotto questa è la conta del paperotto. Il paperotto è andato in cantina a cercare la regina. La regina è andata a Roma a cercare la corona. La corona ce l’ha il re. A star sotto tocca a te.

Una rara rana nera sulla rena errò una sera, una rara rana bianca sulla rena errò un po’ stanca.

ESPLORO IL TESTO

Ninna nanna dei fringuelli vola il sonno sui capelli. Ninna nanna del bisonte corre il sonno sulla fronte. Ninna nanna dei ranocchi salta il sonno in mezzo agli occhi. Ninna nanna della triglia nuota il sonno tra le ciglia. Chiara Carminati, A fior di pelle, Lapis

LIFE SKILLS

Comunicazione efficace

Rifletti, racconta e ascolta.

Ricordi una ninna nanna che qualcuno ti cantava o recitava in famiglia? Falla sentire anche alla tua classe. 112

Cerchia le filastrocche come indicato: ninna nanna, conta, scioglilingua. Indica con una x il proseguimento giusto.

La conta serve a fare addormentare. divertire. giocare. La ninna nanna serve a fare addormentare. divertire. giocare. Lo scioglilingua serve a fare addormentare. divertire. giocare.


Per RIDERE

Senza senso Per saltar di palo in frasca, vi dirò che amo la pesca, ho uno squalo nella vasca, schizza l’acqua, fa burrasca: spero bene che non esca. Un due tre quattro passa un gatto quatto quatto. Quattro tre due uno era un gatto di nessuno. Chiede il bombo: – Perché ronzo? Perché vado sempre a zonzo come un gonzo, senza meta? Perché peso come il piombo sopra il fiore che si piega? Quanto è languida l’anguilla mentre scivola nel fango, la saliva le scintilla come quando balla il tango.

Toti Scialoja, Tre per un topo, Quodlibet

LA MAGIA

DI FARE INSIEME

L’insegnante vi divide in quattro gruppi e assegna a ogni gruppo una filastrocca. Allenatevi a leggerla velocemente e organizzate delle piccole gare.

Quanto ti ha fatto ridere questa pagina? Cerchia.

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IL TESTO POETICO

L’argomento

La bicicletta I versi senza rima si chiamano versi liberi.

Bicicletta due ruote leggere due pensieri rotondi pieni di luce per capire la strada e sapere dove conduce.

Bicicletta due ruote sottili due idee rotonde piene di vento per pensare discese e sapere la gioia e lo spavento.

Bicicletta due ruote leggere due parole rotonde piene di festa per parlare col mondo e sapere quanto ne resta. Roberto Piumini, Io mi ricordo, Nuove Edizioni Romane

ESPLORO IL TESTO

Rispondi, poi cerchia la strofa che ti piace di più.

Di che cosa parla questa poesia? ............................................................................................................................................. Quante strofe ha? ................. Quanti versi? .................................................... Come sono i versi?

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In rima

Liberi


Le rime IL TESTO POETICO

Se dici radici... Se dici “radici” A lo sai cosa dici? A Mi parli di un albero grande e frondoso B d’estate fa ombra, rinfresca il riposo B ma i bimbi si fermano là per giocare ci salgono sopra per poi penzolare ci girano intorno e fanno “cucù” per chi scappa è “casa! non mi prendi più”. È un posto sicuro, rifugio del cuore, perché della terra non teme il tremore: l’afferra con forza, la tiene ben stretta non si muove mai, non ha alcuna fretta.

COMPRENDO IL TESTO

Rispondi a voce.

Che cos’è l’albero per i bambini? Che cosa fa l’albero d’estate? Qual è la forza dell’albero?

Roberto Morgese in AA.VV., Radici, Franco Cosimo Panini

Giuramento Tutti per uno, uno per tutti! A È questo il patto che noi giuriamo B nei giorni belli, negli anni brutti. A Tutte le foglie da un unico ramo B e tutti i fiumi in un solo mare, tutte le forze in un solo braccio e questo braccio ce la può fare. Voi ce la fate se io ce la faccio. Perché non resti più indietro nessuno: uno per tutti, tutti per uno. Bruno Tognolini

ESPLORO IL TESTO

Nelle poesie cerchia le parole che fanno rima con lo stesso colore, come negli esempi. Poi completa le frasi con il titolo della poesia giusta.

Nella poesia ................................................................. rimano i versi vicini AABB: si chiama rima baciata. Nella poesia ............................................................ rimano i versi alterni (il primo con il terzo, il secondo con il quarto) ABAB: si chiama rima alternata. 115


IL TESTO POETICO

L’onomatopea

Sorgente Le onomatopee sono dei suoni trasformati in lettere.

Sss, lo senti? Senti questo suono? Un suono quasi silenzioso, buono, un suono di bisbiglio, un fruscio, un suono sciolto, un basso mormorio, il suono buono dell’acqua che esce, il suono fresco dell’acqua che nasce. Sss, amici, zitti... lo sentite il suono di quest’acqua quieta e mite? Sss, lo sentite? Lo sentite, gente, il suono di quest’acqua di sorgente?

ESPLORO IL TESTO

Colora di l’onomatopea presente nel testo. Che cosa indica secondo te? ..................................................................... Scrivi un’onomatopea che esprima un suono. .....................................................................

Roberto Piumini in AA.VV., Gocce di voce, Fatatrac

COMPRENDO IL TESTO

Rispondi e confrontati con la classe.

Che emozione prova, secondo te, chi ha scritto la poesia ascoltando il suono della sorgente? Tristezza Stupore Calma 116

LA MAGIA DI FARE INSIEME

L’insegnante fa un suono e voi provate, a turno, a trasformarlo in lettere alla lavagna.


La similitudine IL TESTO POETICO

Ti disegno un cuore Le similitudini sono dei paragoni fra due elementi diversi che, per chi scrive, hanno qualcosa in comune. Utilizzano le parole come, sembra, è simile a...

Ti disegno un cuore rosso come la lava di un vulcano generoso come un albero buono come la mela delicato come una rosa dolce come un gelato tagliente come un paio di forbici timido come un riccio coccolone come un gatto indifeso come un topolino grande come un elefante caldo come una chioccia forte come il papà prezioso come la mamma ... come te.

LIFE SKILLS

Pensiero critico

Rifletti, racconta e ascolta.

Che cosa significa “essere forte”? Vuol dire solamente “avere i muscoli”?

Alessandra Sanna, Ti disegno un cuore, Emme Edizioni

ESPLORO IL TESTO

Indica se le affermazioni sono vere (V) o false (F).

Questa poesia è in rima. Questa poesia non ha strofe. Questa poesia non ha versi. Questa poesia ha 14 similitudini.

LA MAGIA

V

F

DI SCRIVERE INSIEME

Sottolinea le similitudini presenti nella poesia, poi, a coppie, inventatene altre.

Ti disegno un cuore... come... 117


IL TESTO POETICO

La metafora

Perla parola Le metafore sono delle similitudini brevi senza le parole come, sembra, è simile a... PAROLE NUOVE

Nelle poesie si gioca con le parole: chiccheria sta per “sciccheria” e significa “oggetto molto elegante”.

Le parole sono perle luminosa chiccheria per chi prova ad assaggiarle in collane di poesia. Le parole sono perle tra le dita dei poeti che s’incantano a girarle come piccoli pianeti. Le parole sono perle chiuse in cuori di conchiglie quando parli schiudi e sciogli le collane meraviglie. Chiara Carminati, Viaggia verso, Bompiani

LA MAGIA ESPLORO IL TESTO

Indica se le affermazioni sono vere (V) o false (F). V Questa poesia ha la rima baciata. Questa poesia è divisa in strofe. Questa poesia ha 12 versi. C’è una metafora che viene ripetuta tre volte.

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DI SCRIVERE INSIEME

F

Sottolinea la metafora presente nella poesia, poi, a coppie, scrivete voi delle metafore: un verso per ciascuno e l’ultimo insieme. Le parole sono...


La personificazione IL TESTO POETICO

Il risveglio del vento La personificazione attribuisce caratteristiche umane ad alcuni elementi della natura.

Nel colmo della notte, a volte accade che si risvegli, come un bimbo, il vento. Solo, pian piano, vien per il sentiero, penetra nel villaggio addormentato. Striscia guardingo, sino alla fontana; poi si sofferma, tacito, in ascolto. Pallide stan tutte le case, intorno; tutte le querce mute. Rainer Maria Rilke

ESPLORO IL TESTO

Continua a sottolineare le azioni che compie il vento personificato.

PAROLE NUOVE

Secondo te, nella poesia il vento è guardingo perché: guarda in tutte le case. si guarda intorno per non essere visto.

SCRIVO

Nel testo c’è una similitudine introdotta da “come”. Cerchiala. Se si modifica la similitudine per adattarla a un vento forte, che cosa succede? Le azioni che compirà sono le stesse? Leggi e continua sul quaderno. Nel colmo della notte, a volte accade che si risvegli, come un gigante, il vento…

119


Per METTERMI ALLA PROVA ASCOLTO

L’albero delle filastrocche

Ascolta la lettura dell’insegnante, poi svolgi le attività. 1 Rispondi alle domande con una x.

Di che cosa parla la poesia?

Che cosa racconta l’albero a ogni bambino e bambina che incontra? Barzellette

La storia della sua vita

Filastrocche

2 Colora allo stesso modo le parole che fanno rima.

strano incontrava

radici

tutto

filastrocche

regalava bici

albicocche

frutto

nano

3 Osserva le immagini e rispondi con una x.

L’albero riesce a volare: come fa? Che cosa non ha?

L’albero delle filastrocche è anche… Scegli due immagini.

120

Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile


Per METTERMI ALLA PROVA

La pazienza La pazienza è come un’ala di farfalla molto rara vola lieve e mai si perde nella folle rabbia verde. La pazienza è tutta sola perché molto in alto vola da lassù osserva e aspetta ogni cosa, senza fretta. La pazienza è come il gatto che sta fermo, buono e quatto, come una rosa lunga senza spina che ti punga. AA.VV., 300 filastrocche, Giunti Kids

ESPLORO IL TESTO

1 Completa le frasi con le seguenti parole: similitudini • baciata • dodici • tre • pazienza.

La poesia parla di che cos’è la ........................................ È composta di ................... versi e ............ strofe. La rima è ........................................ Le espressioni colorate nel testo sono ............................................................. COMPRENDO IL TESTO

2 Completa inserendo le parole suggerite al posto giusto: rara • lieve.

La pazienza è .............................. perché poche persone ce l’hanno. La pazienza è .............................. perché è il contrario della rabbia. 3 Rispondi.

Hai capito perché è importante avere la pazienza? ................................................................................................... ......................................................................................................................................................................................................................................... Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

121


LA MAGIA DI LEGGERE IL TESTO VIVO

Questa filastrocca gioca con due parole che hanno lo stesso suono ma significato diverso: il numero 20 e la parola “venti”. Lo scopo principale, però, è quello di spiegare quanti tipi di vento esistono, come si chiamano e quali caratteristiche hanno. Leggi la filastrocca e sottolinea i nomi dei venti: sono 20?

Quanti sono i venti? Dimmi, chi sono i parenti dei venti? Lascia che conti perché sono tanti: il più importante è il Principe Vento, poi suo fratello che è Venticello e poi Ventolino che è il più piccolino, lo zio Ventaccio dal caratteraccio, cugino Brezza che è una dolcezza, zia Brezzolina che è molto carina,

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LA MAGIA DI LEGGERE

nonno Uragano che è proprio un villano, comare Bufera che è una megera, zio Fortunale che sta sempre male, poi c’è Ciclone che è un vero sbruffone, Tornado che ancora negli Usa lavora, lo zio Scirocco che sta nel Marocco e poi c’è zia Bora che sbuffa ancora e Tramontana sbadata e assai strana. E il numero venti? È parente dei venti? Non so, sono stanco e non conto più avanti! Pino Costalunga, Il bosco delle lettere, Raffaello

BIBLIOTECA RAFFAELLO

Se vuoi scoprire tante altre bellissime filastrocche per imparare bene l’ortografia, leggi il libro. 123


LEGGERE PER CONOSCERE ... CHE CURIOSITÀ! Certe letture ti fanno scoprire il mondo.

124


TESTO INFORMATIVO Leggere ti fa conoscere piccoli segreti.

Leggendo puoi scoprire nuovi interessi.

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IL TESTO INFORMATIVO

ESPLORO Pinguino classe famiglia nome scientifico dieta vita media dimensioni peso

uccelli Spheniscidae Aptenodytes forsteri pesce, krill e calamari 20 anni fino a 130 cm di altezza 22-45 kg OCEANO ATLANTICO

ARGENTINA

Animali unici

I pinguini imperatore sono uccelli che non volano e passano gran parte del tempo in acqua. Ma ciò che li rende davvero unici è la lunga marcia sul ghiaccio che intraprendono ogni anno fino al luogo dove si riprodurranno. Durante il viaggio, lungo anche 200 chilometri, talvolta procedono trascinandosi sul ventre o lasciandosi scivolare.

L’uovo

CILE

Antartide OCEANO PACIFICO

I pinguini imperatore

La madre depone l’uovo ma poi è il padre a covarlo in equilibrio sopra le zampe per nove settimane, perché non tocchi mai il suolo. OCEANO INDIANO

I pinguini e i loro piccoli restano tutto l’inverno sulle coste dell’Antartide. Il pinguino salta fuori dall’acqua sul ghiaccio dopo aver pescato per il proprio pulcino.

Il pulcino

Una volta che il pulcino è nato, i genitori affrontano altri viaggi per procurargli il cibo. I pulcini vengono lasciati da soli mentre i genitori vanno a caccia. Quando tornano dai loro piccoli, rigurgitano il cibo per assicurare ai nuovi nati un pasto liquido e caldo. Dwight Holing, Viaggi incredibili, Touring Junior

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ESPLORO IL TESTO INFORMATIVO

Il TESTO INFORMATIVO fornisce informazioni e notizie su vari argomenti e aspetti della realtà permettendoci di aumentare le nostre conoscenze. I testi informativi si trovano nelle riviste, in internet, nelle enciclopedie e anche nei libri di scuola: per esempio il Sussidiario delle Discipline è una raccolta di testi informativi. Scopri il testo informativo e completa la tabella.

L’ARGOMENTO

GLI ELEMENTI

LA STRUTTURA

Nel TESTO INFORMATIVO

Nel testo a fianco

Può trattare gli argomenti più vari.

..................................................................................

Il linguaggio è adatto all’argomento trattato e contiene termini specifici. Le informazioni principali vengono fornite attraverso il testo. Per far comprendere meglio l’argomento e aggiungere notizie si usano immagini e schemi accompagnati da didascalie, cioè brevi spiegazioni. Il titolo indica l’argomento generale. Il testo spesso segue un ordine logico di esposizione: parte dall’argomento generale e poi sviluppa, uno a uno, gli aspetti particolari dividendoli in paragrafi. A volte i paragrafi hanno un proprio titoletto.

..................................................................................

Il linguaggio è ..................................................................................

Le informazioni in tabella sono utili? Sì No Le immagini e le didascalie ti hanno aiutato a capire il testo? Sì No Il titolo è: ................................................................................

Ci sono ……......... paragrafi: • .......................................................................... • .......................................................................... • ..........................................................................

Vai all’INSERTO pieghevole e scopri le MAPPE dei testi con le POZIONI.

127


IL TESTO INFORMATIVO

Titolo e paragrafi

Come vedono gli animali? Zoologhe e zoologi hanno compiuto migliaia di esperimenti per comprendere i meccanismi di visione degli animali. Il cane confonde il rosso con il verde (o il blu). Percepisce gli altri colori, tuttavia gli appaiono smorti. Al pari del gatto e a differenza degli esseri umani, il cane vede meglio nella penombra. Il cane vede molto chiaramente da vicino. Il cavallo, grazie alla posizione laterale degli occhi, può vedere quasi completamente ciò che lo circonda. Il cavallo percepisce l’ambiente grigio e giallastro. Gli uccelli vedono meglio di noi! La vista serve loro per volare, individuare una preda, sfuggire a un predatore, becchettare il cibo. Anche se vedono completamente sfocato, la maggior parte dei rettili è sensibile agli stessi colori percepiti da noi. Purtroppo per le loro prede, sono abilissimi a cogliere il più impercettibile movimento. Le api hanno due occhi composti e tre mini-occhi. Con essi possono riconoscere fino a trecento immagini al secondo (quindici volte più di noi). Zoologhe e zoologi studiano le api, ma non sono ancora riusciti a capire del tutto come vedono. Dev’essere fantastico vedere il mondo con cinque occhi! Guillaume Duprat, Zoottica, L’Ippocampo Ragazzi

PAROLE NUOVE

Cerca di spiegare il significato dei termini specifici messi in evidenza nel testo, poi confrontati in classe.

128

ESPLORO IL TESTO

Il testo contiene diversi paragrafi: cerchiali, poi collegali alle immagini giuste.


Titolo e paragrafi IL TESTO INFORMATIVO

Gli pterosauri ........................................................................................... La scienza che studia i dinosauri è la paleontologia. Si ritiene che gli pterosauri siano stati tra i primi animali volanti e che si siano evoluti circa 225 milioni di anni fa, a partire da un bipede terrestre corridore. Gli pterosauri non erano dinosauri, ma rettili. Prima di estinguersi, circa 66 milioni di anni fa, avevano sviluppato la capacità di volare. ........................................................................................... Il volo doveva essere sicuramente un vantaggio, perché una creatura che riesce a sollevarsi da terra o a planare dall’alto è più difficile da catturare. Essendo capaci di volare, gli pterosauri potevano trovare nuovi territori di caccia e prede più facili da prendere.

COMPRENDO IL TESTO

Scrivi sui puntini un titoletto adatto a ciascun paragrafo. ESPLORO IL TESTO

Quale altro titolo daresti a questo testo?

............................................................. .............................................................

........................................................................................... Gli pterosauri non avevano piume come gli uccelli, ma ali costituite da muscoli e ossa rivestite da un sottile strato di pelle, un po’ come i pipistrelli. Queste enormi ali erano sostenute da una struttura simile a una mano. Un dito lunghissimo si allungava verso la punta dell’ala, per sostenere e allungare il volo. Mark Brake, Il libro della Terra, Editoriale Scienza

PAROLE NUOVE

Collega la parola al suo significato.

Evoluti

Animale che si muove su due zampe

Bipede

Forma, scheletro

Struttura

Trasformati in un lungo periodo di tempo 129


Per DAVVERO

Pulire senza fatica Nella vita di tutti i giorni ci circondiamo di tante macchine capaci di lavorare da sole, dopo essere state avviate. Sono i robot, macchine programmate tecnologicamente e dotate di un’intelligenza artificiale. I robot eseguono ordini, compiendo dei lavori al posto delle persone. Ultimamente uno dei più utilizzati è il robot aspirapolvere senza fili che si muove in maniera autonoma grazie a dei sensori.

1

Spazzola laterale rotante

Batteria ricaricabile

Testa sensibile agli urti

1 Le spazzole laterali girevoli raccolgono lo sporco negli angoli, portandolo nella zona centrale di aspirazione. 2 Le ruote autoregolanti si adattano in base al tipo di pavimento.

2

Ruote autoregolanti

3

Spazzole controrotanti

Cassetto di raccolta

3 Le spazzole specifiche controrotanti raccolgono i residui di polvere e si trovano nella zona di aspirazione centrale del robot.

COMPRENDO IL TESTO

A quali discipline appartiene l’argomento di questo testo informativo? Colora.

Arte e immagine 130

Scienze

Italiano

VERIFICA FORMATIVA: attività in situazione non nota

Tecnologia

Matematica

Stem


Le immagini

IL TESTO INFORMATIVO

Strane piante Nel mondo esistono tante piante diverse. Qui trovi quattro tipi di piante molto particolari. Anche se ti sembrerà strano, esistono davvero! La Pianta del Bacio è chiamata così proprio per la sua forma a labbra carnose. La si può trovare nelle zone boschive della Colombia, anche se purtroppo, a causa della deforestazione, è severamente minacciata.

Sassi? No, Lithops! Questa pianta strana è estremamente resistente alla siccità e al caldo, infatti è originaria del Sudafrica.

Il Dente bilioso è un fungo che arriva dal Nord America. Anche se sembra gelatina alla fragola, in realtà non è per nulla commestibile.

L’Orchidea fantasma è considerato uno tra i fiori più belli al mondo. La fioritura di questa orchidea è rarissima! Per ammirarla devi andare a Cuba.

Mark Brake, Il libro della Terra, Editoriale Scienza

COMPRENDO IL TESTO

Spiega e confrontati con la classe.

Indica con una x il completamento giusto.

Che significa la frase che si riferisce alla Pianta del Bacio: “a causa della deforestazione è severamente minacciata”?

Le immagini accanto ai testi non servono a molto. aiutano a comprendere il testo. forniscono altre informazioni rispetto al testo. 131


IL TESTO INFORMATIVO

Il linguaggio

In viaggio con i pirati

................................................................

Com’era la vita a bordo di una nave pirata? Tra una battaglia e l’altra la vita era dura.

Le condizioni di vita

................................................................

Se c’era bonaccia, l’equipaggio si annoiava e scoppiavano spesso delle risse. Durante le tempeste, invece, l’acqua salata si rovesciava sull’equipaggio infreddolito. Di notte i pirati che non erano di guardia dormivano sottocoperta, in uno spazio molto ristretto. Era un mondo buio e soffocante, che cigolava, beccheggiava e rollava. Vi penetrava l’acqua e i topi erano ovunque. Di giorno il sole scottava la pelle. Se i pirati si ammalavano, non c’erano medicine né dottori.

................................................................

................................................................

Regole ferree Dopo gli assalti alle navi, l’equipaggio decideva come dividersi il bottino e si comportava secondo regole molto dure. Un pirata che infrangeva le regole veniva severamente punito dai compagni: qualche volta veniva abbandonato su una lontana isola deserta, con un po’ d’acqua fresca, alcune armi e un po’ di polvere da sparo.

Come nascondevano i tesori È possibile che i pirati sbarcassero di notte per nascondere il tesoro su isole deserte. Oppure potevano usare il vecchio trucco che consisteva nell’ancorare al fondo del mare barili di merce, dopo averli appesantiti con pietre, per recuperarli in seguito. Philip Steele, Il grande libro dei pirati, Vallardi

132

Il Neptune è un vascello costruito nel 1986 per il film “Pirati” di Roman Polanski.

................................................................ ESPLORO IL TESTO

Scrivi nei riquadri accanto al testo le parole giuste, scegli tra:

paragrafo • titoletto • didascalia • immagine • titolo


IL TESTO INFORMATIVO Albero di maestra

Bandiera pirata Albero

Coffa

Pennone Vela Albero Rete da arrampicata

Lanterna Timone

Scialuppa Coperta

Poppa

Prua Cucina

Cabina del capitano

Armeria

Cabina dell’equipaggio

Cannone

Stanza del tesoro Magazzino

Stanza delle vele

Nel corso del tempo, i pirati hanno navigato con diversi tipi di imbarcazioni. All’inizio erano semplici “galere”, grandi barche a remi dotate anche di vele. Nel periodo di maggiore diffusione della pirateria sono stati usati i “velieri” con vele di tessuto molto resistente. Le vele erano appese a pali orizzontali, i pennoni, sostenuti da pali verticali fissati alla struttura della nave, gli alberi. Per poter attaccare e saccheggiare le altre navi, i vascelli dei pirati erano dotati di file di cannoni su entrambe le fiancate della nave.

PAROLE NUOVE

Collega ogni termine specifico al suo significato, provando a sostituirlo nel testo.

Bonaccia

Faceva rumori acuti

Equipaggio

Oscillava di lato

Sottocoperta

Oscillava di punta

Cigolava

Insieme dei marinai

Beccheggiava

Mare calmo

Rollava

Parte interna della nave

Ancorare

Fissare 133


IL TESTO INFORMATIVO

PAROLE NUOVE

L’impatto ambientale è la conseguenza che ha sull’ambiente un’azione umana oppure un grande evento naturale.

Mangiare bene per la Terra I gas serra Il cibo che mangiamo ha un costo che va ben al di là di quello scritto sull’etichetta. La produzione di cibo, infatti, ha sempre conseguenze sull’ambiente in cui viviamo. Per esempio, la fetta più importante di gas serra, cioè di gas che contribuiscono ad alzare la temperatura sulla Terra, è legata all’allevamento animale, responsabile da solo del 15% delle emissioni globali dovute all’attività umana: più di quelle di aerei, treni e automobili messe insieme!

Da dove vengono i gas serra La maggior parte dei gas serra (il 65%) dipende dall’allevamento di bovini dai quali si ottengono carne e latte: a incidere sono soprattutto la produzione di mangime e il metano esalato dal processo digestivo di questi animali: letame e puzzette, per intenderci.

Per aiutare la Terra Il metano è un gas serra 25 volte più potente dell’anidride carbonica, anche se rimane meno a lungo in atmosfera. Ecco perché gli scienziati e le scienziate pensano che ridurre il consumo di carne rossa, a favore di quello di carne bianca, cereali, frutta e verdura di stagione, che fanno anche molto bene, ridurrebbe di molto il nostro impatto ambientale. SCRIVO

www.focusjunior.it

Il testo informativo che hai letto è già diviso in paragrafi. Scrivi una breve frase che contenga le informazioni principali di ogni paragrafo.

I gas serra: .................................................................................................................................................................................................... Da dove vengono i gas serra: .................................................................................................................................................... Per aiutare la Terra: .............................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. 134


Per METTERMI ALLA PROVA ASCOLTO

Il cielo stellato Ascolta la lettura dell’insegnante, poi svolgi le attività.

1 Il titolo del testo informativo che ascolterai è “Il cielo stellato”: di quale argomento parlerà?

Della Terra vista dallo spazio Delle stelle viste dalla Terra Della storia di alcune stelle. 2 Elimina il titoletto intruso.

L’essere umano ha sempre osservato il cielo, fin dall’antichità L’inquinamento luminoso Le stelle viste dal centro di Milano I movimenti della Terra intorno al Sole I popoli antichi osservavano le volte celesti per misurare il tempo 3 Che cosa rende difficoltosa l’osservazione del cielo per le persone di oggi?

L’inquinamento luminoso

Le nuvole

La luce della Luna

Il traffico aereo

4 Colora una o più discipline appartenenti all’argomento trattato.

Scienze

Astronomia

Autovalutati e colora:

Storia

attività facile

Geografia

attività difficile

STEM 135


Per METTERMI ALLA PROVA

L’energia solare .................................................................................. Il Sole è la fonte di vita sulla Terra: fornisce energia sotto forma di luce e calore e potrà alimentare l’intero Sistema solare per altri cinque miliardi di anni. .................................................................................. Dato che la luce solare è pulita e praticamente illimitata, può rappresentare una fonte rinnovabile di energia per lunghissimo tempo. Potrebbe quasi sembrare fantascienza, ma l’energia solare viene già utilizzata per alimentare diversi oggetti, dalle calcolatrici tascabili a veri e propri aerei. ..................................................................................

Pannelli solari

73 %

Le piante sanno trasformare la luce solare in energia nutritiva, ma il corpo umano non sa farlo. Gli esseri umani, però, hanno trovato un modo per trasformare la luce solare in altre forme di energia, come l’elettricità. I pannelli solari, per esempio, sono dispositivi che accumulano luce solare. Li avrai sicuramente visti sui tetti delle case. ..................................................................................

Questo areogramma mostra la quantità di energia che si potrebbe ricavare entro il 2050 da quella solare per il fabbisogno mondiale.

136

In tutto il mondo si sta riconoscendo l’importanza dell’energia solare. Per questo si costruiscono parchi solari e centrali, cioè vaste distese di pannelli solari. È possibile che l’energia solare possa diventare in futuro la principale sorgente di elettricità per il nostro Pianeta. Mark Brake, Il libro della Terra, Editoriale Scienza


Per METTERMI ALLA PROVA PAROLE NUOVE

1 Come puoi sostituire i seguenti vocaboli nel testo? Indica con una x.

Alimentare: dare energia mangiare

Pulita: lavata non inquinante

Illimitata: con un limite senza limiti

Rinnovabile: che ricomincia sempre nuova

ESPLORO IL TESTO

2 Colora solo x gli elementi presenti nel testo.

paragrafi

disegno

titolo

didascalia foto

tabella areogramma

3 Scrivi nel testo i titoletti giusti per ogni paragrafo. Attenzione: c’è un intruso.

Il Sole per la Terra

Trasformare l’energia solare

Il Sole e gli animali

L’energia del futuro

Energia pulita e rinnovabile

COMPRENDO IL TESTO

4 Indica con una x i completamenti giusti.

L’areogramma ti ha fornito altre informazioni utili, non presenti nel testo. le stesse informazioni del testo. nessuna informazione.

La foto presente nella pagina è molto bella. è utile. serve a comprendere il testo.

SCRIVO

5 Diversi dispositivi sono alimentati dall’energia solare. Scegline uno, fai una ricerca e scrivi sul quaderno un testo informativo organizzato in tre paragrafi: com’è fatto, come funziona, a che cosa serve. Autovalutati e colora:

attività facile

attività difficile

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LA MAGIA DI LEGGERE IL TESTO VIVO

I testi informativi possono contenere anche molti dati e informazioni matematiche, espresse in numeri. Sottolinea nel brano tutte le informazioni di tipo matematico.

Oceani di plastica La plastica è penetrata nella nostra vita di tutti i giorni; essa è presente, infatti, tra le fibre dei nostri abiti, ma costituisce anche parte delle bottiglie e delle auto; la troviamo tra i materiali dei contenitori dei prodotti per la pulizia e in molti oggetti di arredamento delle nostre case e delle scuole. Da quando questa sostanza è stata realizzata in laboratorio nella metà del 1900, i suoi utilizzi sono stati praticamente illimitati e, ogni anno, se ne producono nel mondo ben 300 milioni di tonnellate. Tuttavia si stanno anche scoprendo gli svantaggi di un suo così vasto utilizzo: enormi quantità di plastica raggiungono fiumi, mari e laghi inquinandoli. I rifiuti di plastica comprendono pezzi di varie dimensioni, alcuni dei quali sono visibili, altri invece sono così piccoli da non potersi individuare a occhio nudo.

138


LA MAGIA DI LEGGERE

La microplastica deriva principalmente dai processi di produzione della plastica stessa o dal lavaggio di indumenti che contengono fibre e fili di plastica. Purtroppo quest’ultima categoria costituisce la principale responsabile dell’inquinamento degli oceani: dal 15 al 31% di tutta la plastica riversata ogni anno negli oceani proviene dalle nostre case (dalle nostre lavatrici). Che cosa si può fare per migliorare questa situazione? Si dovrebbe effettuare un lavaggio degli indumenti prima della loro vendita in modo da raccogliere il maggior numero di fibre plastiche e si dovrebbero dotare tutte le lavatrici di un filtro adatto a trattenerle. Beatrice Peruffo, Oceani di plastica, Raffaello

BIBLIOTECA RAFFAELLO

Se ti interessa il tema dell’ecologia, leggi il libro. 139


LEGGERE PER FARE ... CHE ABILITÀ! Per giocare insieme vanno rispettate alcune regole.

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TESTO REGOLATIVO Come si costruisce? Leggi le istruzioni!

Leggendo puoi imparare a realizzare cose bellissime.

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ESPLORO

IL TESTO REGOLATIVO

Un libretto tutto tuo! Costruire un libriccino è semplice e divertente, basta seguire alcune facili istruzioni. Occorrente • Un foglio di carta in formato A4 ma, se preferisci avere un libriccino più grande, usa un foglio in formato A3 • Forbici • Matite e colori Procedimento 1) Piega a metà il foglio sul lato corto, poi ancora a metà sull’altro lato e di nuovo a metà. Riapri il foglio: lo vedrai diviso in otto rettangoli uguali. 2) Ripiega il foglio a metà sul lato lungo e taglia sulla linea della piegatura in mezzo, ma solo fino a metà del foglio piegato. 3) Riapri il foglio, che ha al centro un taglio, e piegalo a metà sul lato corto. 4) Spingi le due estremità per formare un quadrato aperto al centro. 5) Continua a spingere fino a formare una stella a quattro punte. È un tipo di piegatura chiamata “a soffietto”. 6) Appiattisci le pagine per ottenere un libretto con sei facciate, più la copertina e il retro. A questo punto non devi far altro che inventare una breve storia e illustrarla, decorando la copertina con il titolo e l’immagine. 142


ESPLORO IL TESTO REGOLATIVO

Il TESTO REGOLATIVO fornisce istruzioni e regole per partecipare a un gioco, cucinare un piatto, comportarsi in modo corretto in certi luoghi e situazioni. Scopri il testo regolativo e completa la tabella.

L’ARGOMENTO

GLI ELEMENTI

LA STRUTTURA

Nel TESTO REGOLATIVO

Nel testo a fianco

Fornisce istruzioni per realizzare qualcosa o preparare una ricetta; regole per svolgere attività di vario genere e comportarsi in modo corretto.

Fornisce .................................................... per costruire un piccolo libro.

Il linguaggio è chiaro e contiene termini specifici. Le istruzioni sono accompagnate da: • elenchi, cioè liste di materiali, oggetti o ingredienti; • sequenze di azioni che spiegano le cose da fare e l’ordine da seguire; • immagini numerate che aiutano a comprendere meglio le indicazioni scritte.

Ci sono alcuni termini specifici, come ..........................

Il testo presenta sempre un titolo, che fa capire il compito da svolgere. Solitamente è diviso in due parti principali: • l’occorrente indica ciò che serve (ingredienti o materiali); • il procedimento spiega cosa si deve fare e come è meglio farlo nell’ordine esatto di esecuzione.

.....................................................................................

Le azioni da compiere sono numerate da ….................… a ….................… e sono accompagnate da .....................................................................................

Il titolo è: .............................................. .....................................................................................

Il testo è diviso in ….......… parti principali: • ............................................................................... • ...............................................................................

Vai all’INSERTO pieghevole e scopri le MAPPE dei testi con le POZIONI.

143


IL TESTO REGOLATIVO

Il pulcino .....................................................

• un palloncino grande • fogli di carta di giornale • acqua • tempere • pennelli • colla vinilica • cartoncino bianco

...........................................................

1

2

Gonfia bene il palloncino e fai annodare l’imboccatura da un adulto.

Spalma sul palloncino la colla vinilica allungata con dell’acqua e incollaci sopra la carta di giornale.

3

4

Lascia asciugare per un giorno, poi colora come più ti piace con le tempere.

Completa e decora il pulcino con le zampe, il becco, la cresta e le ali.

COMPRENDO IL TESTO ESPLORO IL TESTO

Scrivi OCCORRENTE e PROCEDIMENTO sui puntini al punto giusto.

144

Elimina l’intruso dall’elenco del materiale occorrente.


IL TESTO REGOLATIVO

Spiedini a merenda Ingredienti per 5 spiedini • 10 bocconcini di mozzarella • 10 pomodorini • 5 olive • 2 fette di pane casereccio • 5 foglie di basilico • stecchini per spiedini

Procedimento

1. Condisci la fetta di pane con un po’ di olio di oliva e, con l’aiuto di un adulto, tagliala a quadratini. 2. Lava con cura i pomodorini sotto l’acqua corrente, poi asciugali bene. 3. Scola bene i bocconcini di mozzarella dall’acqua di conservazione. 4. Prendi lo stecchino e infilza con cautela gli ingredienti in questo ordine: oliva, pomodorino, mozzarella, foglia di basilico, quadratino di pane; oppure nell’ordine che preferisci.

COMPRENDO IL TESTO

Riordina le fasi del procedimento, numerando le immagini da 1 a 4.

LA MAGIA

DI SCRIVERE INSIEME

A piccoli gruppi pensate a come fare degli spiedini alla frutta: quali ingredienti usate? In che quantità? Come procedete? Scrivete sul quaderno un testo regolativo.

145


Per GIOCO

Palla memoria Indicazioni

Scopo del gioco: concentrarsi, collaborare, ricordare Numero dei partecipanti: al massimo quindici Occorrente: una palla Regole

I giocatori si dispongono in cerchio. Il conduttore lancia la palla a un giocatore, che la lancia a un altro e così via. Si lancia sempre a un giocatore che non ha ancora ricevuto la palla. Quando ognuno ha avuto una volta la palla in mano, si forma un intreccio di traiettorie. Ognuno deve ricordare bene da chi ha ricevuto la palla, perché alla fine questa deve ripercorrere tutte le traiettorie tra i giocatori in senso inverso, finché sarà tornata nelle mani del conduttore. Sigrid Loos, Novantanove giochi cooperativi, Edizioni Gruppo Abele

ESPLORO IL TESTO

Indica con una x solo le affermazioni che si riferiscono al testo che hai letto.

Spiega come comportarsi. È accompagnato da immagini che aiutano a capire. Racconta una storia. È accompagnato da didascalie. Fornisce regole di gioco.

LIFE SKILLS

Pensiero creativo

A piccoli gruppi inventate un gioco da svolgere in palestra che richieda la collaborazione di tutti. 146

VERIFICA FORMATIVA: attività in situazione non nota

PAROLE NUOVE

Sottolinea nel testo i termini specifici e insieme alla classe spiegane il significato.


IL TESTO REGOLATIVO

Lavarsi bene i denti Ti sono già caduti i denti provvisori, quelli “da latte”? E quanti denti permanenti ti sono già spuntati? Quelli nuovi rimarranno per sempre nella tua bocca: è importante lavarli bene e spesso, perché non si ammalino. Segui le istruzioni dello schema. INIZIO: Prendi lo spazzolino

Controlla che le setole siano ben dritte, altrimenti ricordati di cambiarlo alla prima occasione

Sciacqua lo spazzolino e richiudi l’acqua per non sprecarla

Metti il dentifricio

Strofina tutti i denti, all’interno e all’esterno, dalla gengiva verso la punta del dente

Sciacqua la bocca, tenendo aperto il rubinetto solo per il tempo necessario

FINE: Riponi lo spazzolino

PAROLE NUOVE

Rispondi con una x.

Quali sono i denti che rimangono definitivamente nella bocca di una persona? Provvisori

Permanenti

Da latte

ESPLORO IL TESTO

Sottolinea l’opzione giusta.

Questo testo regolativo è diviso in paragrafi/organizzato in uno schema. È stato scritto per informare/dare istruzioni. EDUCAZIONE CIVICA

Ricordati di chiudere sempre l’acqua mentre ti strofini i denti: lasciarla scorrere inutilmente è un grande spreco. 147


Per RIDERE

La pozione Polisucco Indicazioni

Effetto: permette di trasformarsi in un’altra persona per un’ora Livello di difficoltà: proibitivo Tempo di preparazione: 22 giorni Colore: fango - variabile Ingredienti • mosche Crisopa (stufate 21 giorni prima della preparazione) • sanguisughe • corna di Bicorn • Erba Fondente (da raccogliere durante la luna piena) • Centinodia • pelle di Girilacco • qualcosa della persona in cui ci si vuole

trasformare (solitamente un capello) Preparazione

1. Preparare un brodo di sanguisughe; mettere sotto sale per una notte dell’Erba Fondente; triturare la pelle di Girilacco. 2. Mettere a stufare le mosche Crisopa per 21 giorni. Ogni quattordici ore circa, aggiungere una mestolata del brodo di sanguisughe. Mescolare il tutto sette volte in senso orario e sette volte nel verso opposto. 3. Al ventunesimo giorno della stufatura delle mosche Crisopa aggiungere mezzo litro d’acqua. 4. Aggiungere le foglie di Centinodia e lasciare sul fuoco basso per altre dodici ore. 5. Frullare insieme l’Erba Fondente e la pelle di Girilacco, per poi versarle nel calderone. 6. Pestare nel mortaio le corna di Bicorno e spolverizzarle sulla pozione. 7. Spegnere la fiamma e lasciare raffreddare. Prima di bere la pozione occorre aggiungere il frammento della persona in cui ci si vuole trasformare. www.potterpedia.it

148

Quanto ti ha divertito questo testo? Cerchia.


Per METTERMI ALLA PROVA

Graffiti rupestri Occorrente • un foglio di album da disegno F4 ruvido • pastelli a cera (arancione, rosso, giallo, marrone, nero) • uno strumento per graffiare (stuzzicadenti o bastoncino) Procedimento

1

2

Riempi l’intera superficie del foglio utilizzando tutti i colori tranne il nero: puoi creare delle macchie di colore oppure stendere i diversi colori a strisce orizzontali.

Ricopri tutto il foglio con il pastello nero.

3

1 C ompleta il testo con le seguenti parole:

ESPLORO IL TESTO

linguaggio • procedimento • immagini • istruzioni • occorrente • cronologico Il testo presenta il titolo, l’............................................

Disegna con uno stuzzicadenti scene di caccia: graffiando la superficie del foglio, riemergeranno i colori sottostanti.

e il ............................................................ Le fasi di lavoro seguono un ordine ............................................................ Il ...................................................... è chiaro e semplice. Le ............................................................. aiutano a capire meglio le ...........................................................

COMPRENDO IL TESTO

2 Segna con una x lo scopo del testo che hai letto.

are informazioni sull’arte della Preistoria D Descrivere una scena di caccia Autovalutati e colora:

Dare istruzioni per realizzare un graffito

attività facile

attività difficile

149


AUTUNNO TRA GLI ALBERI

150


Piccola foglia Piccola foglia che sei scesa ondeggiando sulle mie vecchie scarpe, piccola foglia, dimmi, perché sei così triste? L’hai visto, uomo del giardino, l’hai visto il mio colore, quel bel colore verde? Sono giorni che lo cerco. Roberta Grazzani

LIFE SKILLS

Pensiero creativo

Raccogli alcune foglie secche, integre e colorate e usale per realizzare qualcosa di bello: inventalo tu.

Osserva l’ IMMAGINE BRULICANTE e rispondi.

Quali animali vedi nell’immagine? .................................................................................................... .................................................................................................... Ci sono due nidi tra i rami: trovali. Una bambina gioca a nascondersi, la vedi? Dov’è? Quali prodotti naturali di stagione vengono raccolti? ..................................................... .................................................................................................... 151


AUTUNNO

Attenzione ai dolcetti! Tutti sanno che le bambine e i bambini sono golosi di dolciumi. Non tutti invece sanno che anche alcuni dolciumi sono ghiotti... di bambine e bambini! – Dolcetto o scherzetto? – chiesero ingenuamente Eva e Teo alla casa in fondo alla strada. A quella porta non aveva mai bussato nessuno. Men che meno la notte di Halloween. E facevano bene a non farlo. Aprì la porta una vecchia signora con una smorfia rugosa sul volto che avrebbe potuto essere un sorriso, o anche un ghigno. – Dolcetti – rispose. Il suo alito puzzava di topo marcio. Con la mano tremolante mise nei cestini dei due un pugno di dolcetti dalla carta dorata e aggiunse: – Buon appetito! Casa dopo casa, i cestini di Eva e Teo si riempirono sempre di più. Una volta tornati, rovesciarono l’intero malloppo sul tappeto del salotto. La montagnola di dolciumi tremò. Dallo stropiccìo delle stagnole, emerse un rantolo famelico in coro: – Gnam gnam. Fecero capolino una dozzina di dolcetti avvolti nella carta dorata. Delle zampe di caramello stracciarono l’involucro. Erano palline di cioccolato con un’ampia bocca dentata. I loro occhi fissavano la bambina e il bambino. Improvvisamente, i dolcetti li attaccarono. – Scappa! – strillò Teo. Eva fece un salto, schivò appena in tempo il morso di un dolcetto.

EDUCAZIONE CIVICA

Rispondi.

I dolciumi piacciono quasi a tutti, ma consumati spesso possono far male ai denti, perché favoriscono la formazione della carie. Quanti ne mangi solitamente? Ti lavi regolarmente i denti? Quanto spazio dai, invece, ad alimenti più sani come frutta e verdura? 152


AUTUNNO

– Siamo spacciati! – piagnucolarono i due. E... GNAM. I dolcetti dorati li morsero. Ma, anziché dolore, sentirono un gran solletico. – Hihi, hanno i denti di marshmallow – sghignazzò Teo. – Non sono pericolosi ma come ci liberiamo di loro? Eva rifletté un po’ e con un gran sorriso disse: – Li mangiamo! Per i dolcetti non ci fu scampo. Ma bisogna sempre stare attenti! Non tutti i dolcetti hanno i denti mollicci. Marco Dazzani in AA.VV., Che paura, anche se…, Storybox

COMPRENDO IL TESTO

DIS

Rispondi con una x.

Quale immagine corrisponde ai dolcetti descritti nel testo?

Come fanno Eva e Teo a liberarsi dei dolcetti minacciosi?

153


AUTUNNO

Nonno Gidio e il bosco d’autunno Un giorno, dopo un periodo di piogge noiose, Nonno Gidio, guardando dalla finestra, mormorò: – Bene bene, tra qualche giorno andremo a funghi! La settimana successiva, infatti, Nonno Gidio, Doris e il cane Asso erano nel bosco. – Come facciamo a trovare i funghi, nonno? – chiese Doris. – I funghi si nascondono ovunque – rispose – ma soprattutto sotto le foglie secche vicino agli alberi. Spesso il nome del fungo si riferisce all’albero sotto il quale cresce. I laricini dal larice, i pinaroli dal pino, i piopparelli dal pioppo. – Guarda, nonno, questi sono buoni? C’è una lumachina sopra! – Che fortuna, nipotina, quelli sono funghi porcini! Ma ricordati di non fidarti solo delle lumache, perché a volte le trovi anche sopra i funghi tossici. – Nonno, che cosa sono quelle palline rosse e arancioni che penzolano da quel cespuglio? – chiese Doris. – Quello è un corbezzolo – spiegò il nonno sollevandola sulla schiena per farle cogliere alcuni frutti. – Sono buoni! Non li avevo mai provati prima! – esclamò la bambina mentre Asso la guardava mangiare. Una volta a casa del nonno, stanca ma felice, Doris raccontò tutto ai genitori che erano venuti a prenderla per tornare in città. Fabio Bono, Marzia Siccardi, Nonno Gidio e il bosco d’autunno, I Libri Scuola del Fumetto

PAROLE NUOVE

LIFE SKILLS

Collega i nomi degli alberi al nome del fungo corrispondente.

Pioppo Pino Larice 154

Pinaroli Laricini Piopparelli

Empatia

Rifletti, racconta e ascolta.

Ti è mai capitato, mentre ti trovavi in un ambiente naturale, di sentire che fai parte della natura? Se sì, dove ti trovavi? Che emozione hai provato?


AUTUNNO

1a puntata

LIFE SKILLS

Consapevolezza

Rifletti, racconta e ascolta.

Ti è mai capitato di provare una forte rabbia verso qualcuno? Litighi spesso? Riesci poi a fare pace? Come fai? 155


INVERNO SUL GHIACCIO

156


Sulla neve D’inverno, quando cade la neve e imbianca il prato e nasconde le strade sotto il manto gelato, ai bimbi, avventurieri dal cuor senza paura, non servono sentieri per tentare l’avventura: marciano arditi dove la nevicata è intatta, aprendo strade nuove nel deserto d’ovatta. Ma l’orme dei piedini la neve serberà per guidare i bambini a casa, quando mamma chiamerà... Gianni Rodari

LIFE SKILLS

Consapevolezza

Rifletti, racconta e ascolta.

D’inverno, con la neve, preferisci stare al calduccio o giocare all’aperto? Quando nevica, ti piace “tentare l’avventura”? Che cosa fai?

Osserva l’ IMMAGINE BRULICANTE e rispondi.

Sulla pista ci sono 2 pinguini, trovali. Quante persone hanno la cioccolata? ...................... Quante hanno la torta? ...................... 157


INVERNO

Piccolo Vento Inverno. È stagione di fiori. Fiori di ghiaccio, fiori di neve, fiori di freddo che faccio fiorire sui vetri, sui rami, sui profili dei pini, con un brivido. Sui tetti soffia adesso anche la Bora insieme a me. – Piccolo Vento! – mi dice la Bora. – Giochiamo agli odori delle case? Annusiamo i fili di fumo e ci sfidiamo a chi ne indovina di più. – È zenzero! – È zuppa! – È miele! – Frutta secca! – Pane cotto! – Caramello! A goccia a goccia, a goccia a goccia, il fiato caldo delle case scioglie le punte di ghiaccio appese pigre alle grondaie. Sembra quasi di sentire una musica. Io e la Bora ci avviciniamo alle finestre: ci piace guardare cosa fa la gente di sera. Ogni tanto bussiamo a un vetro e poi ci nascondiamo. Il mio Amico però mi ha riconosciuto! – Ciao Piccolo Vento! – mi dice, e il vetro si appanna. Il gatto invece sbadiglia annoiato.

158


INVERNO

LIFE SKILLS

Spolvero il lago con il fiato di cristallo. Gli altri venti mi raggiungono: – Piccolo Vento, disegna con noi! – mi dicono la Bora e lo Scirocco. Come lame di pattini passiamo sul lago. Lasciamo onde ferme, perfette. Disegniamo voli di pesci, pizzi e ricami sotto l’occhio della luna, lago di latte ghiacciato. Scriviamo e riscriviamo tante volte il nostro nome. Poi finiamo tutti a soffiare sui fuochi accesi per salutare l’anno e a modellare l’aria con forme di fumo, profumati di resina. Inverno, stagione d’artista.

Consapevolezza

Rifletti, racconta e ascolta.

C’è un calore che si sente sulla pelle, quello del sole; e un calore che si sente dentro, nel cuore, quello dei sentimenti e delle emozioni. Le due forme di calore danno un piacere diverso. Quale dei due preferisci? Confrontati con la classe.

Chiara Carminati, Pia Valentinis, Le quattro stagioni, Fabbri

COMPRENDO IL TESTO

Rispondi con una x. Quale immagine rappresenta meglio il brano letto? Perché?

159


INVERNO

Un ospite a bordo Tutto è pronto lassù al Polo per il lungo, lungo volo: il vecchietto imbacuccato, ogni dono infiocchettato... Ma è un po’ strano quel pacchetto: lunghe orecchie ed un musetto di leprotto: “Mi nascondo, faccio un giro intorno al mondo!” L’ha pensata proprio bella, ma gli vien la ridarella e così viene scoperto! C’è un momento di sconcerto, poi la renna dice: – Ok, piccolino come sei! È d’accordo anche Natale. Via, decollo in verticale! Maria Vago, 101 poesie e filastrocche, alcune bislacche, Larus

LIFE SKILLS

Empatia

Rifletti, racconta e ascolta.

Ti sei mai nascosto o nascosta come il coniglietto della filastrocca? In quale occasione? COMPRENDO IL TESTO

Rispondi.

Chi è il vecchietto imbacuccato? .................................................................................... Chi si è nascosto nella slitta? .................................................................................... 160


INVERNO

La noce di Natale Era la mattina di Natale a palazzo. Mentre la famiglia reale ancora dormiva, la cuoca cuoceva ricchi piatti per il re, la regina e il principino. L’artigiano intanto dava gli ultimi ritocchi ai balocchi prima di chiuderli in scatole colorate. Quando tutto fu pronto, l’uomo e la donna misero in tavola il cibo profumato e disposero i pacchetti dei doni vicino al camino acceso. Vedendo tutta quell’abbondanza di cibo e regali, una giovane serva disse: – Chissà che bei giocattoli ci sono nei pacchetti. Nelle casupole intorno al palazzo ci sono tanti bimbi e bimbe che, come mio figlio, non avranno niente con cui giocare. Al povero artigiano si strinse il cuore al pensiero che alcuni potessero essere tristi proprio a Natale. – Forse sono troppi per un solo bimbo – rispose. Poi aggiunse rivolto alla giovane: – Prendi qualche dono e portalo ai bambini e alle bambine del villaggio. – Sono in tanti, se non ne ricevono uno per ciascuno, qualcuno di loro ci rimarrà male – fece notare lei. – E allora portali tutti! – disse l’uomo. Prima che l’artigiano potesse cambiare idea, la donna mise tutto in un sacco e si allontanò felice. – Adesso che cosa aprirà il principino? – si preoccupò la cuoca. Senza agitarsi neppure un po’, il falegname ruppe una noce. Con il guscio creò una barchetta, fissando un bastoncino con la cera e aggiungendo un pezzetto di tela come vela. – Ecco uno splendido giocattolo per sua maestà! – sorrise.

EDUCAZIONE CIVICA

Portate in classe dei gusci di noce e costruite insieme alcuni oggetti. Potete usare anche altro materiale di recupero.

Roberto Morgese, in AA.VV., È Natale anche se…, Storybox

161


INVERNO

Com’è nato il Carnevale Una volta, moltissimi anni fa, il mondo era pieno di regine e di re che passavano il loro tempo seduti sul trono, con la corona in testa, a comandare. Avevano molti sudditi e servitori che dovevano ubbidire ai loro ordini. “Forse” pensò un re più furbo degli altri, “se facessi riposare il mio servo sul trono per un giorno all’anno, lui sarebbe contento”. Così il servitore si infilò per un giorno i panni del re e si sedette sul trono al suo posto. E mangiò e bevve finché la sua pancia fu talmente piena che non ci sarebbe entrata più nemmeno una frittella. “Spazzare per un giorno all’anno è molto divertente” pensava intanto la regina che, nel frattempo, aveva preso il posto della sua serva. Così i ricchi scoprirono che per un po’ di tempo era piacevole giocare a essere poveri, mentre i poveri si consolavano sognando di essere diventati ricchi. Era il gioco del mondo all’incontrario. Tutti d’accordo, perciò, decisero di “inventare” il Carnevale, questo pazzo, pazzo tempo in cui ognuno può fare finta di essere quello che più gli piacerebbe. Manuela Lazzara Pittoni, Maria Grazia Boldorini, Festa!, Piccoli

COMPRENDO IL TESTO

Collega ogni personaggio al suo pensiero.

Mi sono fatto una bella scorpacciata!

162

Spazzare per un giorno all’anno è molto divertente.

Se il mio servo riposasse per un giorno all’anno sarebbe contento.


INVERNO

2a puntata

LIFE SKILLS

Gestione delle emozioni

Rifletti, racconta e ascolta.

Che cosa provi quando hai bisogno di aiuto? Riesci a chiedere aiuto agli altri? Aiuti mai qualcuno in classe? Che cosa provi quando aiuti qualcuno? 163


PRIMAVERA TRA L’ERBA

164


Chi fa primavera? Macché rondini, macché fiori, macché insetti multicolori! Macché sole, macché caldo, macché prati verde smeraldo! Vuoi sapere quand’è primavera? Alza gli occhi al calar della sera... E se vedi nel cielo già scuro svolazzare un nero mantello puoi stare certo che è un segreto sicuro: primavera la fa un pipistrello! Chiara Carminati, Poesie per aria, Topipittori

LIFE SKILLS

Pensiero critico

Rifletti, racconta e ascolta.

Tu da che cosa ti accorgi che la primavera sta arrivando?

Osserva l’ IMMAGINE BRULICANTE e rispondi.

Che cosa sta fotografando la signora bionda con il tablet? ...................................................... Ha la coda di cavallo e porta l’acqua: di che colore ha la maglietta? ..................................... Scrivi i nomi degli animali da cortile che vedi: .............................................................................................. ............................................................................................................ 165


PRIMAVERA

Emozioni all’aria aperta COMPRENDO IL TESTO

Sottolinea come indicato:

di le espressioni che parlano di emozioni. le espressioni di che indicano le regole per stare in mezzo alla natura.

166

Che grande tesoro è la natura in primavera! Godi delle emozioni che ti offre e fai in modo che continui a risplendere anche per gli altri, dopo il tuo passaggio! Quando cammini in mezzo alla natura, spegni tutti i dispositivi elettronici e apri gli occhi e le orecchie. Ascolta la musica degli alberi e i versi degli uccelli. Ti rasserenerà! Rilassati, dimentica le preoccupazioni, ma non le cartacce e le bottigliette in giro! Camminare tra la vegetazione libera il cervello e rende allegri. Ma non lasciare segni del tuo buon umore incisi sulle cortecce degli alberi; non seminare rifiuti al tuo passaggio! Raccogli dentro di te tanti bei ricordi felici, ma non cogliere i fiori. Soprattutto non sradicare le piante: spunterebbero pietre. Ci vogliono molti fili d’erba per tessere un bosco. Dichiara la pace agli animali: non disturbarli. Vai a caccia... ma di belle immagini! Catturale con gli occhi e conservale nel cuore: potranno consolarti nei momenti di tristezza.


PRIMAVERA

Mi riempio di gioia Ho in mente un pensiero, di latte e cacao più dolce di un bacio, più allegro di un “ciao” che sembra una palla, ma è un po’ più schiacciato e si scioglie in bocca, è di cioccolato. Il suo guscio vuoto ti riempie d’attesa chissà se c’è dentro una bella sorpresa? Lo apri in un colpo e crocchia felice perché è la sua festa, infatti ti dice: “Io parlo di vita, di gioia, di pace della primavera, festosa e vivace. Lo avrai già capito, di Pasqua son l’uovo il sogno d’un mondo più bello, più nuovo”. Ne stacco un pezzetto con delicatezza lo assaggio e mi riempio di gioia... e di dolcezza! Roberto Morgese

EDUCAZIONE CIVICA

Le uova sono un simbolo della Pasqua che è considerata una festa di rinascita e di pace. Esistono altri simboli della pace, come la bandiera con i colori dell’arcobaleno: viola, indaco, azzurro, verde, giallo, arancione, rosso. L’hai mai vista? Disegna e colora l’uovo con gli stessi colori.

167


PRIMAVERA

PAROLE NUOVE

Gli impollinatori sono insetti che trasportano il polline da un fiore all’altro, permettendo lo sviluppo dei semi e dei frutti.

La leggenda dell’acacia Un giorno, lo Spirito della Primavera decise di donare ai fiori dell’albero più generoso un dolcissimo profumo, capace di attirare gli insetti impollinatori. Entrò in un grande giardino, travestito da mendicante e si fermò a riposare sotto a una magnolia vanitosa. – Sciò, sciò! Non vedi che fai ombra alla bellezza dei miei fiori bianchi e carnosi? – gli disse in malo modo. Il falso mendicante allora si spostò e appoggiò la sua schiena contro il tronco di un grande abete. – Ehi, che fai? Ti sei sdraiato sulla resina dorata che gocciola dalla mia corteccia. Non voglio rischiare di tenerti per sempre appiccicato a me! – lo cacciò l’abete arrogante. Lo Spirito della Primavera, deluso e sconsolato, stava per andarsene quando vide un albero abbastanza grande ma con i rami spinosi e gli domandò: – Posso fermarmi un po’ qui, sotto le tue fronde? – Certamente – rispose l’acacia – aspetta però che io sposti sui rami alti le mie spine, così non ti pungeranno. A quel punto, lo Spirito della Primavera non ebbe più dubbi. Rivelò la sua vera identità e consegnò il dono all’acacia, apparentemente ostile, ma in realtà molto generosa. Da allora i fiori d’acacia, ogni primavera, diffondono nell’aria un meraviglioso profumo che attira insetti e soprattutto api, che da quei fiori ricavano un miele dolcissimo. Roberto Morgese

EDUCAZIONE CIVICA

Le api svolgono un ruolo fondamentale per l’impollinazione degli alberi: sono loro che permettono la crescita di nuove piante e dei loro frutti, per questo vanno protette. 168


PRIMAVERA

3a puntata

LIFE SKILLS

Empatia

Rifletti, racconta e ascolta.

Secondo te, sono stati gentili gli animali con BT-X? Ti è mai capitato di essere preso o presa in giro? Che cosa hai provato? Tu lo hai mai fatto con qualcuno? Perché? 169


ESTATE IN ACQUA

170


Caldo Il sole da sopra si sporge di sotto Il mondo si toglie il cappotto L’estate rovescia colore arancione Il mondo si toglie il maglione Il caldo stordisce la pietra e la serpe Il mondo si toglie le scarpe E cammina scalza nel corpo che suda La vita che è nuda Bruno Tognolini, Chiara Carminati, Rime Chiaroscure, Rizzoli

LIFE SKILLS

Prendere decisioni

Rifletti, racconta e ascolta.

L’estate è il tempo della libertà di fare nuove cose. Pensa a quale esperienza nuova ti piacerebbe vivere la prossima estate.

Osserva l’ IMMAGINE BRULICANTE e rispondi.

Qualcuno sta usando un gioco da tavolo. Che gioco è? ...................................................................... Fai una freccia sull’immagine per indicare da che parte si va verso gli spogliatoi. Quanti bambini e bambine stanno scivolando? ............................................. Quanti aspettano il loro turno? .............................................................................. 171


ESTATE

4a puntata

LIFE SKILLS

Empatia

Rifletti, racconta e ascolta.

Racconta di una volta in cui hai ascoltato con attenzione una persona. Quante e quali cose hai capito di ciò che pensava e che provava? 172


ARTE E IMMAGINE MUSICA EDUCAZIONE CIVICA

I linguaggi dell’arte e della musica ci permettono di esprimerci oltre le parole!

In quest’opera l’artista ha rappresentato l’albero in modo originale e creativo, ti piace?

Keith Haring, L’albero della vita

173


ARTE

Colazione sul prato Molti artisti e artiste hanno dipinto quadri per ritrarre una scena dal vero, descrivendone molti particolari. Queste opere sembrano l’immagine di un breve film, che racconta una storia.

Giuseppe De Nittis, Colazione in giardino, opera non datata

LA MAGIA

Occhi da SCRITTORE

DI RACCONTARE INSIEME

Osserva il quadro e descrivi ciò che vedi. L’ambiente e gli oggetti, l’ora del giorno, la situazione con i personaggi e le loro azioni. Immagina e racconta. Chi sono i personaggi? Di che umore sono? Dove si trovano? Chi ha apparecchiato la tavola?

174

Secondo me, l’artista è stato:

capace.

A piccoli gruppi, scrivete una storia dal titolo Colazione in giardino: come inizia? Che cosa succede nello svolgimento? Come si conclude?

bravo.

bravissimo.


ARTE Occhi da ARTISTA

Leggi e sottolinea in ogni frase l’opzione giusta.

• Il quadro rappresenta una situazione realistica/fantastica. • Il pittore ha illuminato di più il tavolo/prato. • La figura maggiormente in ombra è il bambino/la donna. Rispondi con una x.

Secondo te, perché il pittore ha rappresentato la donna e il bambino all’ombra? Perché faceva caldo al sole. Perché sono riparati e c’è più intimità vicino all’albero. Perché aveva finito i colori chiari. Mano da ARTISTA

Osserva gli effetti della luce che si possono creare con i colori chiari o scuri.

Scegli due oggetti della classe, poi disegnali e colorali: prova a creare effetti di luce diversi.

Il viso e il busto del bambino sono più scuri perché si trovano sotto l’ombra dell’albero.

La biscottiera è lucida perché il metallo riflette la luce solare.

175


ARTE

I tre musicisti In questo quadro l’artista ha giocato con la fantasia dipingendo elementi immaginari, come i tre personaggi che suonano, insieme a elementi realistici, come gli strumenti musicali.

Pablo Picasso, I tre musicisti

Occhi da SCRITTORE

Osserva il quadro e descrivi ciò che vedi. Chi sono i personaggi? Quanti sono? In che ambiente si trovano? Quali azioni compiono? Quali oggetti riconosci? Immagina e racconta. I musicisti sono amici? Sono bravi? Da dove vengono?

176

Secondo me, l’artista è stato:

capace.

bravo.

bravissimo.


ARTE Occhi da ARTISTA

Leggi e sottolinea in ogni frase l’opzione giusta.

• Gli elementi rappresentati nel quadro sono realistici/fantastici. • Il pittore ha usato più linee curve/dritte. • I personaggi si confondono/risaltano bene sullo sfondo. Rispondi con una x.

Secondo te, perché il pittore ha rappresentato così i personaggi? Perché non sa disegnare bene. Perché i personaggi sono davvero così. Perché voleva sperimentare un nuovo modo di disegnare.

Mano da ARTISTA

Colora i tre musici con i colori che preferisci: fai vedere bene la differenza tra le figure in primo piano e lo sfondo.

Fai il ritratto di qualcuno, usando solo linee dritte. Poi colora lo sfondo in modo che risalti la figura rappresentata.

177


MUSICA

L’orchestra Un’orchestra è formata da tanti strumenti diversi, che vengono comunemente raggruppati in: percussioni, archi, ottoni, legni. Altri strumenti speciali non appertengono a nessuno di questi gruppi. Le tante voci strumentali trovano la loro armonia creando musiche ed emozioni. percussioni

legni ottoni

arpa

pianoforte

archi

T u suoni uno strumento? Se sì, quale? C’è nell’immagine dell’orchestra? Indicalo alla classe e racconta la tua esperienza con la musica. LA MAGIA

DI IMPARARE INSIEME

A turno un bambino o una bambina esce dall’aula. Intanto l’insegnante incarica un compagno o una compagna di dirigere l’orchestra, fingendo di suonare uno strumento a scelta e cambiando ogni tanto movimenti. Gli altri lo seguono e lo imitano. Chi era fuori rientra e deve indovinare chi è che dirige l’orchestra. 178


EDUCAZIONE CIVICA

In classe in armonia Come nell’orchestra, anche la classe è formata da tante voci. Ognuna è come uno strumento cha ha suono speciale. Ogni componente dell’orchestra, per suonare bene insieme agli altri, deve essere capace di ascoltare con attenzione tutti i suoni e di unire il proprio suono a quello degli altri strumentisti. a vostra classe è come un’orchestra? Sapete ascoltarvi per “suonare insieme”? Fai il L test, colora le risposte e scopri se sai suonare insieme alla tua classe, in armonia.

Se un compagno o una compagna interviene durante una conversazione, tu che fai? Non ascolto.

Ascolto.

Ascolto se l’insegnante me lo chiede.

Voglio capire bene ciò che dice.

Tengo conto di ciò che dice, ma solo se la pensa come me.

Mentre parla, tu che fai? Non tengo conto di ciò che dice.

Dopo aver ascoltato un’opinione diversa dalla tua, che fai? Non modifico mai il mio pensiero.

Capita che cambi la mia opinione.

Cambio opinione solo se ha parlato una persona che mi è simpatica.

Alla fine di una discussione in classe, come ti senti di solito? Uguale a prima.

Mi sento parte di un tutto, come in un’orchestra.

Mi sembra di conoscere di più le mie compagne e i miei compagni.

Controlla la maggioranza di colore che hanno le tue risposte e leggi.

Hai ancora bisogno di allenamento per imparare ad ascoltare gli altri. Ascolti gli altri ma non sei ancora in armonia con loro. Sai ascoltare gli altri e “suonare” in armonia insieme a loro, come in un’orchestra. 179


ARTE

Povera Persefone! A pagina 78 di questo libro hai letto il mito di Persefone che lo scultore Gian Lorenzo Bernini ha rappresentato in quest’opera.

Occhi da ARTISTA

Osserva la scultura e sottolinea in ogni frase l’opzione giusta.

• La scultura è fatta di marmo/ferro. • La scultura è sicuramente molto/poco pesante. • Lo scultore Bernini ha usato uno strumento chiamato scalpello/pennello. • La scultura dà l’idea di movimento/immobilità.

Gian Lorenzo Bernini, Rapimento di Proserpina

Rispondi alle domande.

Quale momento del mito rappresenta quest’opera? ............................................................................................. ...................................................................................................................................................................................................................................... L’espressione del volto e i gesti del personaggio femminile che cosa trasmettono? ...................................................................................................................................................................................................................................... L’espressione del volto e i gesti del personaggio maschile che cosa trasmettono? ...................................................................................................................................................................................................................................... Chi altro c’è nella scultura insieme a Proserpina e Ade? ..................................................................................... 180

Secondo me, l’artista è stato:

capace.

bravo.

bravissimo.


EDUCAZIONE CIVICA

Viva la libertà Viva la libertà Viva la primavera che viaggia liberamente di frontiera in frontiera senza passaporto, con un seguito di primule, mughetti e ciclamini che attraversando i confini cambiano nome come passeggeri clandestini. Tutti i fiori del mondo son fratelli. Gianni Rodari

La libertà è un diritto di tutti. Purtroppo però, alcuni bambini e bambine nel mondo non sono del tutto liberi.

O sserva le foto e scrivi qual è l’ostacolo alla libertà di quei bambini e di quelle bambine.

Vivono in un paese in cui

Sono costretti a

Soffrono la ...........................

c’è la .......................................

.................................. per vivere.

e anche la .............................

LA MAGIA

DI CAPIRE INSIEME

Che cos’è per te la libertà? Dillo con parole tue, poi confrontati con la classe. 181


MUSICA

La chitarra: uno strumento a corda Abbiamo visto quanti strumenti ci sono in un’orchestra. Questi strumenti sono comunemente divisi in tre famiglie. • Strumenti a fiato (come gli ottoni e i legni): l’aria emessa al loro interno vibra e produce il suono. • Strumenti a percussione (come il tamburo, lo xilofono o i triangoli): si suonano percuotendo, con le mani o con un attrezzo, una membrana o un materiale; • Strumenti a corda (come gli archi, l’arpa, il pianoforte o la chitarra): producono il suono mediante la vibrazione provocata da una o più corde di cui sono dotati. La vibrazione delle corde si può ottenere: • percuotendole attraverso dei martelletti azionati da tastiere, come nel pianoforte; • pizzicandole con le dita, le unghie delle dita o un plettro, come nella chitarra e nell’arpa; • strofinandole con archetti, come negli strumenti ad arco.

Meccaniche

Paletta

Capotasto

Tasto

Manico

Tastiera

Lo strumento a corde più comune è la chitarra. Osserva com’è fatta. Il corpo è una cassa armonica, cioè un contenitore aperto e vuoto per far risuonare le vibrazioni delle corde, tenute sollevate dal ponte. Le corde danno suoni diversi a seconda di come vengono tirate dalle meccaniche e da quali tasti premiamo con le dita sulla tastiera. 182

Spalla

Rosone Corde

Ponte

Corpo


MUSICA

Le caratteristiche dei suoni Ogni strumento è diverso perché ha una voce specifica. Questa caratteristica si chiama timbro. Il suono di uno strumento si caratterizza anche per l’altezza, che può essere acuta, come il verso di un uccellino, o grave, come la voce del nonno; per intensità, che può essere forte o debole; per la durata, che può essere lunga o breve. Orecchio da MUSICISTA

Provate a riconoscere le caratteristiche dei suoni.

Prendete alcuni strumenti musicali ed eseguite le istruzioni. •T imbro - Suonate il triangolo e i legnetti: hanno suoni diversi; •A ltezza - Suonate il metallofono: ha note più acute o più gravi; • I ntensità - Il tamburello può essere suonato piano o forte; •D urata - Il triangolo può dare un suono lungo se lo lasci vibrare, breve se lo fermi con la mano. Occorrente • una scatola di scarpe • forbici • fermacampioni degli elastici un po’ lunghi • cartoncino • colla Procedimento

1. Pratica sei piccoli fori da una parte e dall’altra della scatola, sotto il bordo del coperchio. Poi metti un fermacampione in ogni foro. 2. Disegna quasi al centro del coperchio un tondo, taglialo, poi rimetti il coperchio. 3. Incollaci sopra un ponte fatto di cartoncino, per separare il coperchio dalle corde. 4. Annoda ai fermacampioni un elastico per volta in modo che siano allineati. 5. Decora la chitarra a piacimento e divertiti a suonarla. 183


ARTE

Il ritratto Il ritratto è un disegno, una scultura, un dipinto o una fotografia che raffigura una persona. Nel ritratto, l’artista cerca di mostrare non solo l’aspetto fisico della persona, ma anche il suo carattere o il suo stato d’animo. Se l’artista raffigura se stesso, allora fa un autoritratto. Modigliani era anche scultore. I volti che scolpiva avevano poche linee, molto semplici, e forme allungate, come nei suoi quadri.

Amedeo Modigliani

R ispondi con una x.

Qual è, secondo te, il titolo del ritratto dipinto da Amedeo Modigliani? Ragazza con le trecce Giovane Ragazza per strada Quale sentimento ispira in te il ritratto? Scegli in base a ciò che provi guardandolo. Allegria Sorpresa Tristezza Preoccupazione .............................................................................................................. 184

Amedeo Modigliani, Testa

O sserva i due ritratti e rispondi.

Quale delle due forme di ritratto ti sembra più espressiva? ......................................................................................... Quale ti piace di più? Perché? Confrontati in classe.


ARTE Un ritratto può essere fatto trasformando un volto in modo originale, oppure riproducendolo somigliante all’originale. Osserva i quadri e rispondi. Poi confrontati in classe.

Quale dei due è più fedele alla realtà? Quale ti piace di più?

Paul Klee, Senecio

Tamara de Lempicka, Saggezza

Mano da ARTISTA

Osserva le linee e le sfumature di colore del quadro di Paul Klee, poi colora come preferisci.

Ora fai il tuo autoritratto. Che stile scegli? Quello di Modigliani, di Klee o quello di Lempicka?

185


ARTE

Poesia d’immagini Con la pittura, oltre alla realtà, si possono rappresentare idee, emozioni, immagini e pensieri, insomma tutto ciò che è “astratto”, cioè che non si riesce a toccare. Nelle opere astratte si usa la pittura come nella poesia si usa il linguaggio: in modo molto creativo. Nei quadri astratti si possono riconoscere anche elementi reali, ma sono trasformati dalla fantasia artistica. Occhi da ARTISTA

Come ha usato i colori l’artista? ..................................................................................... ..................................................................................... Ci sono più linee dritte o più linee curve? ..................................................................................... Che sensazione provi guardando questo quadro? ..................................................................................... .....................................................................................

Joan Miró, Costellazioni

Occhi da SCRITTORE

Mano da ARTISTA

Osserva il quadro. Descrivi tutto ciò che vedi e indica se qualcosa ti ricorda degli elementi reali. Poi inventa una poesia e scrivila sul quaderno.

Disegna sul quaderno un quadro astratto con lo stesso stile di Miró. Parti dalle linee: disegnale e definisci gli spazi, poi colora.

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Secondo me, l’artista è stato:

capace.

bravo.

bravissimo.


ARTE

Autunno Gli artisti e le artiste osservano la realtà per poi rappresentarla attraverso il loro sguardo, utilizzando linee, forme e colori. La pittrice Georgia O’Keeffe, nel quadro sotto, ha riprodotto i colori delle foglie autunnali sulla tela, sicuramente dopo averle osservate molto attentamente e a lungo, trasmettendo così tutta la loro bellezza. Occhi da ARTISTA

Prova a dare un nome a tutti i colori che riesci a distinguere osservando il quadro. Puoi dire, per esempio: rosso, rossiccio, rosso scuro, rosso con nero... Quale colore ti ha colpito di più? ..................................................................................... Mano da ARTISTA

Fai come Georgia O’Keeffe e colora le foglie usando tutti i colori dell’autunno che hai scoperto.

Georgia O’Keeffe, Foglie d’autunno

LA MAGIA DI ASCOLTARE INSIEME

L’insegnante prepara la sagoma di alcune foglie su un cartellone. Voi coloratele mentre ascoltate il brano Autunno di Antonio Vivaldi. Poi ritagliatele e costruite un cartellone. 187


ARTE

Inverno L’inverno è la stagione in cui i colori sembrano nascondersi dietro al cielo grigio e al bianco della neve. In questo quadro il colore scuro dei rami spogli domina il paesaggio naturale e sembra creare un ambiente di gelo, dove si svolgono le storie realistiche dei personaggi che animano il villaggio.

Pieter Bruegel il Vecchio, Paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli

Occhi da ARTISTA

Rispondi con una x.

Mano da ARTISTA

Le persone nel quadro non hanno tutte la stessa grandezza. Perché, secondo te? Quelle vicine al punto di vista del pittore sono più grandi, quelle lontane sono più piccole. Quelle più piccole sono bambini e bambine. Il pittore ha sbagliato.

Disegna su un foglio un paesaggio invernale.

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ARTE La neve è così magica che fa immaginare cose fantastiche. Occhi da ARTISTA

Segna con una x il completamento giusto.

I colori sono vivaci. spenti e grigi. Le linee usate sono prevalentemente dritte. curve. L’ambiente dipinto è reale. fantastico. Marc Chagall, Sopra Vitebsk

Mano da ARTISTA

LA MAGIA

Disegna qualcosa di magico che accade quando nevica, secondo la tua fantasia.

DI ASCOLTARE INSIEME

Ascoltate il brano Inverno di Antonio Vivaldi: a quale dei due quadri vi fa pensare di più?

EDUCAZIONE CIVICA

Sapete che il ciclo delle stagioni non è uguale in tutto il mondo? Conoscete qualcuno che viene da quei posti lontani o che li ha visitati? Fatevi raccontare. 189


ARTE

Primavera La primavera, come l’autunno, è una stagione incredibile da rappresentare. Attraverso i suoi tanti colori, ci porta il messaggio della natura che si risveglia e si trasforma. Il verde dell’erba e delle foglie nuove, l’azzurro del cielo e poi il bianco e il rosa delle gemme sembrano ricoprire la terra di un mantello colorato. Occhi da ARTISTA

Indica con una x il proseguimento giusto.

Nel quadro sono rappresentati elementi naturali riconoscibili. non riconoscibili. I contorni degli elementi disegnati sono molto precisi. poco precisi.

Vincent Van Gogh, Albicocchi in fiore

I fiori, l’erba e i tronchi hanno u n colore unico e ben definito. più colori mescolati tra loro.

Mano da PITTORE ARTISTA

Arricchisci i rami con dei fiori, poi colora con lo stile di Van Gogh.

190


ARTE Anche il pittore Giacomo Balla ha dipinto la primavera, ma con uno stile completamente diverso da quello di Van Gogh. Occhi da ARTISTA

Indica con una x il proseguimento giusto.

Nel quadro sono rappresentati elementi naturali riconoscibili. non riconoscibili. Il quadro è composto da linee ben definite. poco definite. L’artista ha usato molti colori. pochi colori.

Giacomo Balla, La primavera

Occhi da SCRITTORE

Mano da ARTISTA

Il quadro di Balla ha linee precise, ma è astratto. Il quadro di Van Gogh ha linee meno precise, ma è più realistico. Le due opere fanno immaginare racconti diversi. Prova a scrivere due brevi racconti sul quaderno ispirandoti ai quadri.

Pensa alla primavera e disegna ciò che la rappresenta di più secondo te. Usa lo stile che preferisci.

LA MAGIA DI ASCOLTARE INSIEME

Ascoltate il brano Primavera di Antonio Vivaldi: a quale dei due quadri vi fa pensare di più? 191


ARTE

Estate In estate, le persone trascorrono più tempo all’aria aperta. Anche in pittura si rappresentano spesso personaggi che prendono il sole o cercano di rinfrescarsi nei corsi d’acqua o al mare. Georges Seurat, Bagnanti ad Asnières

Occhi da ARTISTA

Mano da ARTISTA

Cancella in ogni frase l’opzione sbagliata.

Colora il secchiello e il suo riflesso nell’acqua con la tecnica dei puntini.

• Il quadro è colorato completamente a puntini/con lunghe pennellate. • I colori chiari sono usati per gli spazi e gli elementi illuminati/in ombra. • I colori scuri sono usati per gli spazi e gli elementi illuminati/in ombra. • La luce che nel quadro illumina il giovane seduto viene da sinistra/destra. • I riflessi nell’acqua si vedono in modo nitido/appena accennato.

EDUCAZIONE CIVICA

D’estate è bello vivere situazioni diverse dal solito e fare amicizia con tante persone nuove che possono diventare personaggi della storia della tua vita. 192

LA MAGIA

DI ASCOLTARE INSIEME

Ascoltate il brano Estate di Antonio Vivaldi e chiudete gli occhi: quali immagini o scenari vi sono passati per la mente?


Il progetto SIAMO PARI del Gruppo Editoriale Raffaello sostiene e promuove il codice POLITE (Pari Opportunità nei LIbri di TEsto) per la formazione di una cultura delle pari opportunità e del rispetto di tutte le differenze. Revisione a cura di: Maddalena Candelaresi, Chiara Michelon, Stefania Piantanelli, Valentina Sabatini Lucarelli Coordinamento di: Orietta Candelaresi

Coordinamento e redazione: Emilia Agostini Coordinamento grafico: Mauro Aquilanti Progetto grafico e impaginazione: Dania Fava Illustrazioni: Laura Penone, Chiara Colagrande, Lisena Sabolo, Rita Rosa Del Sorbo, Francesca Galmozzi, Sandra Bersanetti, Marina Margiotta, Giampietro Costa Copertina: Mauro Aquilanti Illustrazione di copertina: Laura Penone Referenze fotografiche: iStock - Shutterstock - Alamy - Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze - The National Gallery, London/Scala, Firenze - Foto Fine Art Images/Heritage Images/Scala, Firenze - Christie’s Images, London/Scala, Firenze Coordinamento digitale: Paolo Giuliani Supervisione contenuti digitali: Katia Buccelli, Martina Mastrolorenzi Redazione digitale: Giulio Pieraccini Stampa: Gruppo Editoriale Raffaello

Per esigenze didattiche alcuni testi sono stati ridotti e/o adattati. L’Editore è a disposizione per eventuali omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, compresa stampa, fotocopia, microfilm e memorizzazione elettronica, se non espressamente autorizzata.

© 2023 Raffaello Libri S.p.A. Via dell’Industria, 21 60037 - Monte San Vito (AN) www.raffaelloscuola.it Ristampa: 5 4 3 2

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