M ad G r F d IS upp or alen BN o m a 9 7 Ed i a m Sa n 8- tor t 88 ia en acr o -4 le t R 72 a is ce -1 ffa 76 e 0- llo 7 Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o altrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE GRATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 L. 633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d). Esente da bolla di accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n° 627, art.4. n° 6).
Maddalena Santacroce
Maddalena Santacroce
Lezioni di lingua e civiltà latina Il corso teorico-pratico Forma mentis nasce dalla convinzione che l’apprendimento della lingua latina possa contribuire a formare nei ragazzi un metodo di studio valido per ogni disciplina. Il latino contribuisce alla forma mentis, cioè all’«impostazione mentale», dell’individuo e alla capacità di riflettere criticamente su ogni argomento di studio e più in generale di discussione. Il corso si compone di 10 Unità, ciascuna delle quali è suddivisa in Lezioni, dedicate alle regole della grammatica latina, e affronta, nelle ultime pagine (Dossier civiltà), lo studio di un particolare aspetto della civiltà romana. In fondo al testo è presente un piccolo dizionario latino-italiano/italianolatino, la cui chiarezza grafica ne rende facile e immediata la consultazione. La proposta editoriale si conclude con un CD-Rom, strumento vivace e stimolante per i ragazzi, che riprende e approfondisce gli aspetti più caratteristici della civiltà latina, attraverso immagini, fonti audio in latino e in traduzione italiana, giochi e attività multimediali. Per l’insegnante è prevista una guida contenente spunti per la programmazione didattica, schede di verifica per monitorare il livello di apprendimento degli studenti e tutte le soluzioni del volume e delle verifiche. Inoltre, sul sito www.raffaellodigitale.it, sono disponibili ulteriori Lezioni per la didattica in classe con la LIM.
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€ 14,50
Lezioni di lingua e civiltà latina Con dizionario e CD-Rom
Maddalena Santacroce
Lezioni di lingua e civiltà latina
Redazione: Emanuele Palazzi Consulenza didattica: Irene Graziani Grafica e impaginazione: Mauro Aquilanti Illustrazioni: Fabiano Fiorin Studio Referenze iconografiche: 123rf, iStockphoto, archivio fotografico Raffaello Stampa: Gruppo Editoriale Raffaello
Il Gruppo Editoriale Raffaello mette a disposizione i propri libri di testo in formato digitale per gli studenti ipovedenti, non vedenti o con disturbi specifici di apprendimento. L’attenzione e la cura necessarie per la realizzazione di un libro spesso non sono sufficienti a evitare completamente la presenza di sviste o di piccole imprecisioni. Invitiamo pertanto il lettore a segnalare le eventuali inesattezze riscontrate. Ci saranno utili per le future ristampe.
Tutti i diritti sono riservati. © 2012 Raffaello Libri Srl Via dell’Industria, 21 60037 - Monte San Vito (AN) www.raffaelloeditrice.it www.grupporaffaello.it info@grupporaffaello.it
È vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, compresa stampa, fotocopie, microfilm e memorizzazione elettronica se non espressamente autorizzate dall’Editore. L’Editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non è stato possibile comunicare, nonché per eventuali omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti.
Ristampa: 6 2018
5 2017
4 2016
3 2015
2 2014
1 2013
Presentazione
Presentazione
Il corso Forma mentis si compone di dieci Unità. Ciascuna di esse è caratterizzata da una pagina di apertura con attività per accertare i prerequisiti relativi ai contenuti dell’unità precedente (Lo so già!) e da un elenco dei contenuti che verranno affrontati (Che cosa imparerò?). Le Unità sono suddivise Lezioni progressivamente numerate; il testo si sviluppa in modo semplice e chiaro, supportato da divertenti illustrazioni che facilitano la comprensione delle frasi latine, sempre accompagnate dalla traduzione italiana. Il testo è arricchito da varie rubriche: •C ompleta tu: dedicata alle particolarità, alle eccezioni o ad altri aspetti sui quali fermare l’attenzione dell’alunno, invitato a completare il testo del box (diventando, in un certo senso, egli stesso «autore» del manuale di studio) e conseguentemente stimolato allo studio immediato dell’argomento in questione; •C arta d’identità: sintesi delle caratteristiche delle varie declinazioni; •B uono a sapersi: piccole curiosità relative alle parole o ai modi di dire del passato e ad altri aspetti strettamente legati all’argomento oggetto della Lezione; •C ome tradurre: consigli per la traduzione; •C hiedo aiuto al dizionario: consigli per la ricerca dei lemmi sul dizionario. Un’attenzione particolare meritano le pagine della rubrica Latino e italiano allo specchio dove si analizzano e si confrontano puntualmente gli aspetti morfologici e sintattici della lingua latina e italiana, con esercizi immediati di ripasso delle regole grammaticali italiane di volta in volta riproposte.
Le pagine degli esercizi (Adesso provo io!) che concludono ogni Lezione sono introdotte da un elenco di sostantivi, aggettivi, verbi e altri elementi lessicali significativi, utile per favorirne la memorizzazione e per lo svolgimento delle attività. Gli esercizi hanno tre livelli di difficoltà; le versioni sono spesso accompagnate da attività di analisi e comprensione del testo per consolidare le conoscenze e le competenze raggiunte attraverso ulteriori riflessioni sul brano tradotto. I brani in latino (anche riadattati da testi di autori latini) o in italiano riguardano spesso aspetti della storia di Roma oppure miti e leggende, approfonditi nel CD-Rom insieme a brevi notizie biografiche sugli autori delle versioni. 3
Presentazione
Al termine di ciascuna Unità le pagine del Dossier civiltà approfondiscono aspetti rilevanti della vita quotidiana degli antichi Romani con il puntuale ausilio di fonti iconografiche. Al suo interno la rubrica La parola ai Romani riporta testimonianze tratte da brani d’autore, opportunamente tradotti, accompagnate spesso da un invito alla riflessione che aiuta il ragazzo a cogliere gli elementi della quotidianità romana nelle parole dei più importanti autori della letteratura latina, potendo stabilire spesso un confronto con la propria quotidianità. L’approfondimento si conclude con l’invito alla creazione del Dizionario fai da te, ritrovando i termini specifici dell’argomento di civiltà all’interno dei paragrafi e ricopiandoli sul quaderno con annesso significato. In fondo al volume è presente un piccolo ma esaustivo dizionario latino-italiano/italianolatino, la cui chiarezza grafica ne rende facile e immediata la consultazione.
La proposta editoriale si conclude con un CD-Rom, strumento vivace e stimolante per i ragazzi, che riprende e approfondisce gli aspetti più caratteristici della civiltà latina, attraverso immagini, fonti audio in latino e in traduzione italiana, giochi e attività multimediali. Oltre ai dieci argomenti trattati nelle pagine del Dossier civiltà, con il CD-Rom conosceremo la religione, l’esercito e il concetto di bellezza femminile nel mondo romano. L’interazione con il libro è garantita dai rimandi relativi alle biografie degli autori, gli approfondimenti sui miti antichi e la storia romana, le carte interattive dell’Italia e dell’Impero e la cronologia degli eventi salienti dell’antichità. Altri sussidi didattici sono disponibili per l’insegnante sul sito www.raffaellodigitale.it.
4
Indice La storia di Roma - Monarchia e Repubblica 8 La storia di Roma - Impero 10
Unità
1
Lezione 1 - Origine ed evoluzione del latino 1. Sulle tracce degli antichi Romani 2. Che fine ha fatto la lingua degli antichi Romani? Adesso provo io!
13 14 14 16 19
Lezione 2 - Leggere il latino 1. L’alfabeto e la pronuncia 2. La divisione in sillabe 3. La quantità 4. L’accento Adesso provo io!
21 21 22 22 23 23
Lezione 3 - Scrivere il latino 1. La flessione: il tema e la desinenza 2. I casi e le declinazioni 3. Il numero e il genere 4. Le coniugazioni e il paradigma Latino e italiano allo specchio: La frase italiana e la frase latina a confronto 5. Come orientarsi nella frase latina Adesso provo io! Dossier civiltà - De communicatione
25 25 26 27 27
Unità
2
28 29 30 32
35
Lezione 4 - La prima declinazione 1. I nomi della prima declinazione 2. Particolarità della prima declinazione Latino e italiano allo specchio: I sei casi della declinazione latina Adesso provo io!
36 36 37
Lezione 5 - Il verbo, perno della frase 1. Caratteristiche generali del verbo 2. Il genere: verbi transitivi e intransitivi 3. La forma: attiva, passiva, deponente 4. I modi e i tempi dei verbi 5. La persona e il numero Adesso provo io!
43 43 44 44 45 46 47
38 40
Lezione 6 - Il verbo sum 1. Caratteristiche generali 2. Indicativo e imperativo del verbo sum Latino e italiano allo specchio: Predicato verbale e predicato nominale Adesso provo io! Lezione 7 - Gli aggettivi femminili della prima classe 1. Anticipazione sugli aggettivi Adesso provo io! Dossier civiltà - De familia
Unità
3
Lezione 8 - La seconda declinazione: nomi in -us e in -er 1. I nomi in -us 2. I nomi in -er Latino e italiano allo specchio: I complementi di luogo Adesso provo io!
49 49 49 50 51 54 54 55 56
59 60 60 61 62 64
Lezione 9 - La seconda declinazione: nomi neutri in -um e le particolarità 1. I nomi neutri in -um 2. Particolarità della seconda declinazione Adesso provo io!
68 68 69 70
Lezione 10 - L’indicativo delle quattro coniugazioni 1. Indicativo presente 2. Indicativo imperfetto 3. Indicativo futuro semplice Adesso provo io! Dossier civiltà - De ludo litterario
74 74 75 75 76 79
Unità
4
Lezione 11 - Gli aggettivi della prima classe 1. Gli aggettivi latini 2. Gli aggettivi in -us, -a, -um 3. Gli aggettivi in -er, -a, -um 4. La concordanza 5. L’aggettivo sostantivato
83 84 84 84 85 86 87 5
Indice
Latino e italiano allo specchio: La funzione dell’aggettivo: attributo e nome del predicato – I complementi predicativi del soggetto e dell’oggetto Adesso provo io! Lezione 12 - Gli aggettivi possessivi 1. Caratteristiche generali 2. Uso di suus, sua, suum Latino e italiano allo specchio: L’apposizione Adesso provo io!
88 89 94 94 95 95 96
Lezione 13 - L’avverbio 1. Classificazione degli avverbi 2. Formazione dell’avverbio Adesso provo io!
100 100 100 101
Lezione 14 - L’imperativo delle quattro coniugazioni 1. Imperativo presente 2. Imperativo futuro Adesso provo io! Dossier civiltà - De ludo
104 104 104 105 108
Unità
5
111
Lezione 15 - La terza declinazione: primo gruppo 112 1. I nomi della terza declinazione 112 2. Primo gruppo: nomi imparisillabi 113 3. Particolarità dei nomi del primo gruppo 114 Latino e italiano allo specchio: Il dativo di possesso – Il complemento di causa – Il complemento di fine o scopo 115 116 Adesso provo io! Lezione 16 - La terza declinazione: 122 secondo gruppo 1. Parisillabi e imparisillabi 122 2. Particolarità dei nomi del secondo gruppo 124 Latino e italiano allo specchio: 124 I complementi di tempo 125 Adesso provo io! Lezione 17 - La terza declinazione: terzo gruppo 1. I nomi neutri in -e, -al, -ar 6
130 130
2. Particolarità dei nomi del terzo gruppo 131 Latino e italiano allo specchio: Il complemento di modo – Il complemento 131 di compagnia e unione 132 Adesso provo io! Lezione 18 - La terza declinazione: particolarità 1. Le particolarità dei nomi della terza declinazione 2. Nomi con la declinazione irregolare Adesso provo io! Lezione 19 - L’indicativo perfetto 1. Il perfetto di sum 2. Il perfetto delle quattro coniugazioni Adesso provo io! Dossier civiltà - De ludis scaenicis
Unità
6
137 137 138 139 143 143 143 145 148
151
Lezione 20 - Gli aggettivi della seconda classe a tre uscite 152 1. Gli aggettivi della seconda classe 152 2. Primo gruppo: aggettivi a tre uscite 152 Latino e italiano allo specchio: Il complemento di argomento – Il complemento di materia – Il complemento di 153 denominazione 154 Adesso provo io! Lezione 21 - Gli aggettivi della 157 seconda classe a due uscite 1. Secondo gruppo: aggettivi a due uscite 157 158 Adesso provo io! Lezione 22 - Gli aggettivi della seconda classe a una uscita 1. Terzo gruppo: aggettivi a una uscita 2. Particolarità degli aggettivi a una uscita Adesso provo io!
163 163 164 164
Lezione 23 - Piuccheperfetto e futuro anteriore 1. Il piuccheperfetto 2. Il futuro anteriore Adesso provo io! Dossier civiltà - De viis imperii
168 168 169 169 172
Indice
Unità
7
Lezione 24 - La quarta declinazione 1. I nomi della quarta declinazione Latino e italiano allo specchio: I complementi di vantaggio e di svantaggio Adesso provo io!
175 176 176 78 1 178
Lezione 25 - La quarta declinazione: le particolarità 1. Domus e altre particolarità Adesso provo io!
182 182 183
Lezione 26 - La quinta declinazione 1. I nomi in -es, -ei 2. Particolarità della quinta declinazione Adesso provo io! Dossier civiltà - De aqua
186 186 187 188 191
Unità
8
Lezione 27 - Il comparativo 1. I gradi dell’aggettivo 2. Il comparativo di minoranza e di uguaglianza 3. Il comparativo di maggioranza Latino e italiano allo specchio: Il complemento di paragone 4. Il comparativo assoluto Adesso provo io! Lezione 28 - Il superlativo e le particolarità 1. Il superlativo 2. Il superlativo assoluto e relativo Latino e italiano allo specchio: Il complemento partitivo 3. Comparativi e superlativi particolari Adesso provo io! Lezione 29 - I gradi dell’avverbio 1. Il comparativo degli avverbi 2. Il superlativo degli avverbi 3. Comparativi e superlativi irregolari Adesso provo io! Dossier civiltà - De domibus
195 196 196 197 197 198 199 199 203 203 204 204 204 206 209 209 209 210 210 213
Unità
9
217
Lezione 30 - I pronomi personali 1. I pronomi personali di prima e seconda persona 2. Il pronome personale di terza persona Latino e italiano allo specchio: Il complemento di limitazione Adesso provo io!
218
Lezione 31 - Il pronome relativo 1. Qui, quae, quod Latino e italiano allo specchio: La forma del pronome relativo Adesso provo io!
223 223 224 225
Lezione 32 - I pronomi interrogativi e indefiniti 1. I pronomi e gli aggettivi interrogativi 2. I pronomi indefiniti Adesso provo io! Dossier civiltà - De servorum vita
228 228 229 231 233
Unità
10
218 219 220 220
237
Lezione 33 - I pronomi determinativi 1. Is, idem e ipse Latino e italiano allo specchio: I complementi di abbondanza e privazione Adesso provo io!
238 238
Lezione 34 - I pronomi dimostrativi 1. Hic, iste e ille Adesso provo io!
243 243 244
Lezione 35 - Gli aggettivi e gli avverbi numerali 1. Gli aggettivi numerali 2. Gli avverbi numerali 3. I numeri romani 4. Le date e il calendario romano Adesso provo io! Dossier civiltà - Ad mensam cum Romanis
248 248 251 251 251 252 255
Dizionario
259
39 2 240
7
La storia di Roma › Monarchia e
Fondazione di Roma. Con Romolo inizia la monarchia (i sette re). Insediamenti sul colle Palatino. Primi ordinamenti. Fusione tra Sabini e Romani. Prime istituzioni religiose.
753 a.C.
616 a.C.
Cacciata di Tarquinio il Superbo. Inizio della Res Publica.
509 a.C.
Regno di Tarquinio Prisco. Inizio del periodo dei re etruschi. Urbanizzazione della città (inaugurazione del circo, della cloaca massima, edificazione di templi). Primi documenti scritti. Riforma centuriata con Servio Tullio (la popolazione viene divisa in cinque classi di censo).
8
451-450 a.C.
Guerre sannitiche.
343-295 a.C.
Leggi delle XII tavole: i plebei ottengono le prime leggi scritte.
Guerre puniche.
275 a.C.
264-146 a.C.
L’esercito romano sconfigge Pirro, re dell’Epiro.
Repubblica
Cronologia
Roma padrona del Mediterraneo.
a.C.
242 a.C.
146 a.C.
Alla fine della prima guerra punica Roma controlla tutto il territorio italico.
82 a.C.
Cesare conquista la Gallia.
58-52 a.C.
Dittatura di Silla a Roma.
49-46 a.C.
Assassinio di Cesare che si era proclamato dictator perpetuus di Roma.
44 a.C.
Guerra civile tra Cesare e Pompeo.
31 a.C.
Ottaviano trionfa ad Azio su Marco Antonio e Cleopatra. Di fatto ha fine la Res Publica.
9
La storia di Roma › Impero
Inizia il Principato o Impero. Ottaviano riceve il titolo di Augustus dal senato. È il primo imperatore di Roma. Inizia la dinastia giulio-claudia. Pax Romana: periodo di pace imposto alle province dell’Impero.
27 a.C.
0
Muore Nerone. Dopo un discusso principato Nerone, dichiarato nemico pubblico dello Stato, si fa uccidere prima di essere catturato dai pretoriani.
68 d.C.
Nascita di Cristo.
10
69 d.C.
Principato di Traiano. Ultimo conquistatore, con lui l’Impero raggiunge la massima estensione.
98-117 d.C.
Vespasiano è il capostipite della dinastia Flavia (69-96 d.C.).
212 d.C.
Editto di Caracalla: la cittadinanza romana viene estesa a tutte le province dell’Impero.
Cronologia
Principato di Diocleziano. Dopo quasi cinquant’anni di anarchia militare Diocleziano diventa imperatore, riorganizza l’amministrazione dell’Impero e, con la tetrarchia, tenta di evitare nuove crisi dinastiche.
285-305 d.C.
313 d.C.
Editto di Tessalonica: con Teodosio il Cristianesimo diventa religione ufficiale dell’Impero.
380 d.C.
Editto di Milano: Costantino concede la libertà di culto anche ai Cristiani.
395 d.C.
I Goti saccheggiano Roma.
410 d.C.
Morte di Teodosio: divisione definitiva dell’Impero in Occidentale e Orientale.
476 d.C.
Fine dell’Impero romano d’Occidente. Odoacre re degli Eruli depone Romolo Augustolo, ultimo imperatore.
11
Unità 1 Lo so già 1. L eggi le seguenti parole e con l’aiuto del dizionario prova a spiegarne il significato. agenda: ............................................................................... album: ................................................................................. video: ................................................................................... virus: .................................................................................... sponsor: ............................................................................... curriculum: ......................................................................... gratis: .................................................................................. bis: ........................................................................................ 2. O sserva l’immagine e rifletti. Questo rilievo ha la funzione di ........................... .................................... al popolo romano la guerra contro i Daci condotta dall’imperatore Traiano. Vari erano i mezzi di comunicazione degli antichi Romani.
Che cosa imparerò • Le origini latine della lingua italiana. • L e principali trasformazioni fonetiche avvenute nel passaggio dal latino all’italiano. • Le regole di pronuncia del latino. • I l sistema della lingua latina: i casi, le declinazioni, le coniugazioni, il paradigma. • L e strutture logiche della frase italiana e il loro corrispettivo nella frase latina. • Le tecniche di comunicazione dei Romani.
Lezione 1 Origine ed evoluzione del latino 1. Sulle tracce degli antichi Romani Carte
Protagonisti di una delle più importanti civiltà del passato, gli antichi Romani, dopo più di 2000 anni, continuano a far sentire la loro presenza grazie ai numerosi monumenti da essi costruiti, alcuni ben conservati, altri ridotti a pochi ruderi. Probabilmente anche nella tua città o nei suoi dintorni si trova un monumento di epoca romana. Magari è proprio uno di questi. Valle d’Aosta: l’acquedotto di Pondel Il ponte o acquedotto di Pondel è uno dei più suggestivi monumenti della Valle d’Aosta. Situato all’imbocco della valle di Cogne, nei pressi di Aymavilles, il ponte fu costruito sulla gola del torrente Grand’Eyvia, probabilmente per poterlo attraversare. Alto circa 60 metri, è costituito da una sola arcata; nella parte superiore scorreva il canale dell’acquedotto e al di sotto un passaggio pedonale coperto. Un’iscrizione riporta l’anno in cui fu edificato, il 3 a.C., e i nomi dei suoi costruttori, i coloni romani Avilius e Aimus. Il termine Pondel deriva probabilmente dal latino ponticulus, cioè ponticello. Lazio: il Colosseo L’anfiteatro Flavio, conosciuto con il nome di Colosseo, è il più grande e imponente anfiteatro romano. Fu costruito nella valle tra i colli Palatino, Esquilino e Celio, in uno spazio che prima era occupato dai giardini e dal laghetto della Domus Aurea, la fastosa residenza di Nerone. Voluto dall’imperatore Vespasiano
14
Origine ed evoluzione del latino ‹ Lezione 1
della dinastia flavia, fu inaugurato nell’80 d.C. dal figlio Tito, che per 100 giorni vi fece allestire grandiosi combattimenti e spettacoli, tra cui le «naumachie», incredibili rappresentazioni di scontri navali. Il Colosseo era diviso in settori, ai quali si accedeva tramite scale e gallerie affollate durante gli spettacoli da venditori di ceci, bevande e cuscini. Il pulvinar, il palco dell’imperatore, si raggiungeva tramite un corridoio sotterraneo chiamato «passaggio di Commodo» perché si dice che proprio qui l’imperatore Commodo avesse subito un attentato. Campania: il foro di Pompei Il foro costituiva il cuore della vita civile, politica ed economica di ogni città romana; a esso si poteva accedere soltanto a piedi e vi erano concentrati i più importanti edifici pubblici e religiosi. Nel foro di Pompei si trovavano il Capitolium, ossia il tempio di Giove Capitolino, il Macellum o mercato cittadino, un santuario dei Lari, il tempio di Vespasiano, dedicato al culto dell’imperatore, il tempio di Apollo, circondato da un porticato di 48 colonne, il Comitium, in cui si votavano i magistrati, la Basilica, nella quale si trattavano questioni civili, commerciali ed economiche, e infine gli horrea, cioè i granai. Sicilia: i mosaici di Piazza Armerina L’immagine qui a fianco costituisce un particolare della splendida pavimentazione a mosaico della villa romana Casale di Piazza Armerina, in provincia di Enna, edificata tra il III e il IV secolo d.C. Tali mosaici riproducono scene di caccia, l’episodio omerico di Ulisse che fa ubriacare Polifemo (raffigurato con tre occhi invece che con uno solo), giochi di bambini e gare femminili. È curioso osservare che alcune figure femminili sembrano indossare un costume da bagno dei nostri giorni, il bikini.
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Unità 1
2. C he fine ha fatto la lingua degli antichi Romani? Alle origini della nostra lingua L’italiano è la lingua che utilizziamo per parlare e per scrivere, per comunicare ed esprimere ogni nostro pensiero. Ma come è nato l’italiano? Come molte lingue europee, anche la nostra si è formata nel corso dei secoli, in un lungo periodo durante il quale ha subito una costante trasformazione ed evoluzione. Per comprendere le fasi di questo processo, da cui si è originato l’italiano che noi oggi conosciamo, dobbiamo necessariamente tornare indietro di molti secoli, all’epoca di Roma antica, e tracciare brevemente la storia della lingua allora parlata: il latino. Il latino, una lingua indoeuropea Il latino è una lingua di origine indoeuropea. Con il termine «indoeuropeo» viene indicata la lingua preistorica da cui si ritiene siano derivate gran parte delle lingue europee e asiatiche, sulla base di alcune caratteristiche comuni riscontrate tra di esse. L’indoeuropeo era la lingua parlata dagli Indoeuropei, antichissime popolazioni organizzate in tribù a carattere patriarcale, originarie, sembra, delle steppe della Russia meridionale. Queste tribù, tra il IV e il III millennio a.C., si stanziarono, attraverso successive migrazioni, in una vasta zona che si estendeva dall’Europa centro-orientale all’India. La loro lingua si sovrappose alle lingue locali, che ne furono contaminate e influenzate. Da queste mescolanze nacquero nuove lingue con caratteristiche comuni tra le quali, appunto, il latino.
GERMANICHE
Osserva la carta nella quale appare la distribuzione delle lingue parlate in Europa e in Asia. Quelle accomunate dal colore rosso sono definite dagli studiosi lingue indoeuropee. Alcune di esse sono scomparse (come il gruppo osco-umbro, o l’ittita, parlato in Asia Minore), altre invece hanno dato origine a nuove lingue: è questo il caso del germanico, dell’indoiranico e del latino.
UGRO-FINNICHE GERMANICHE
BALTICHE
CELTICHE
SLAVE GERMANICHE UGRO-FINNICHE BASCO
NEOLATINE
NEOLATINE
SLAVE
ALBANESE GRECO
ARMENO ANATOLICHE IRANICHE
INDIANE Lingue indoeuropee Lingue non indoeuropee
16
Origine ed evoluzione del latino ‹ Lezione 1
CELTICO
LIGURE
Nascita ed evoluzione del latino La lingua latina era parlata inizialmente da un piccolo popolo di contadini, i Latini, che abitavano l’antico Latium (Lazio). Quando i Latini fondarono Roma, secondo la tradizione il 21 aprile del 753 a.C., le lingue parlate in Italia erano numerose e varie: nell’Etruria si parlava l’etrusco, nella Gallia Cisalpina (l’odierna Pianura Padana) si parlava il celtico e nel resto dell’Italia si parlavano vari dialetti italici, tra i quali l’osco a sud e l’umbro e il piceno al centro. RETICO I Latini, fondata Roma, riuscirono ben presto Italico centrale VENETICO a imporsi su tutte le altre popolazioni dell’ItaItalico occidentale lia, creando un’unità politico-culturale che Greco si basava sull’identità di culto e di lingua e su Altre lingue una comune organizzazione amministrativa. ETRUSCO Successivamente, essi estesero il loro dominio PICENO anche oltre i confini dell’Italia, dando vita a UMBRO un potente impero che, nel periodo della sua OSCO massima espansione (II secolo d.C.), comLATINO MESSAPICO prendeva gran parte dell’Europa e dei Paesi affacciati sul Mediterraneo. Via via che annetETRUSCO tevano nuovi territori, i Romani imponevano a essi la propria lingua, il latino, che divenne così la lingua ufficiale di tutto l’Impero. Per secoli dunque il latino fu la lingua parlata ÈLIMO SICULO non solo in Italia, ma in tutto il bacino del Mediterraneo e in tutte le aree che erano sotto l’influenza e il dominio dell’Impero Romano. Buono a sapersi
Parole che nascono dalla terra I Latini erano inizialmente un popolo di agricoltori e pastori. L’origine di alcune parole ci conferma questo dato storico. Pecunia, termine arcaico che significa denaro, deriva dal latino pecus (= bestiame). Le greggi costituivano una ricchezza, gli animali potevano essere anche oggetto di scambio commerciale. Lieto deriva dal latino laetus (= grasso), spesso riferito a un terreno agricolo particolarmente fertile. Egregio, cioè di ottima qualità, eccellente, deriva dall’espressione latina e grege (= fuori dal gregge), riferito all’animale pregiato che veniva messo all’ingrasso in vista della vendita o del consumo. 17
Unità 1
Latino scritto e latino parlato In latino furono scritte numerose opere in prosa e in poesia, molte delle quali sono giunte fino a noi. Quindi noi conosciamo il latino quasi esclusivamente attraverso fonti letterarie o documenti ufficiali. Tuttavia – come accade anche per l’italiano – rispetto al latino scritto, la lingua parlata, e in particolare la lingua del popolo, doveva essere molto diversa. Di questo latino parlato possiamo avere un’idea grazie ad alcuni autori antichi, che ne hanno lasciato testimonianza nelle loro opere, e grazie alle iscrizioni provenienti da tutti i territori dell’Impero. Sappiamo per esempio che la lingua popolare usava la parola caballum per dire «cavallo», al posto di equus, che era il termine in uso nel latino letterario. È interessante osservare che la nostra lingua conserva entrambe le parole: l’una ha dato origine a termini come «cavallo» o «cavaliere», l’altra è presente nei termini «equino», «equestre», «equitazione». Oltre a presentare differenze rispetto al latino scritto, la lingua parlata era diversa anche nelle varie regioni dell’Impero, perché influenzata dalle lingue originarie dei popoli conquistati. Tali differenziazioni si fecero col tempo sempre più marcate, cosicché se da un lato il parlato si allontanava sempre più dalla lingua scritta, dall’altro si diversificava anche internamente, assumendo in ogni area geografica caratteri specifici, da cui poi si sarebbero sviluppate le varie lingue nazionali. Dal latino alle lingue neolatine In seguito alla crisi politico-amministrativa che portò alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.), e soprattutto a causa delle invasioni barbariche che segnarono la diffusione delle lingue germaniche, si assistette alla frantumazione dell’unità linguistica su cui si era basato l’Impero. Le differenze linguistiche tra il latino parlato nelle regioni dell’ex Impero Romano si accentuarono, portando alla formazione di nuove lingue. Nelle aree dell’Europa in cui il latino era più radicato, quali l’Italia, la Spagna, la Francia e la Romania, si formarono provenzale lingue in cui la derivazione ladino dal latino è più evidente e francese rumeno che per questo vengono dette portoghese spagnolo ITALIANO «neolatine» o «romanze» (dal catalano nome dei Romani); tali lingue SARDO erano definite anche «volgari», perché usate dal popolo (vulgus in latino) nella vita di tutti i giorni. 18
Origine ed evoluzione del latino ‹ Lezione 1
1 Rispondi sul quaderno alle seguenti domande. 1. Come si è formata la lingua italiana? 2. Che cos’è il «volgare»? 3. Quali sono le lingue neolatine oggi in Europa? 4. Conosci altre parole latine, oltre quelle elencate a pag. 13, che sono ancora oggi in uso?
2 Basandoti sulla somiglianza del latino con l’italiano, collega ciascuna parola italiana alla corrispondente parola latina da cui deriva. 1. abitare a. pater 2. figlio b. mater 3. isola c. filius 4. romano d. semper 5. padre e. habere 6. madre f. scholam 7. avere g. insulă 8. sempre h. sapientiam 9. sapienza i. habitare 10. scuola l. romanus
3 Sostituisci, con l’aiuto del dizionario, le seguenti parole latine ancora in uso nella nostra lingua con un corrispondente termine italiano. lapsus: ........................................................................................................................................................... optimum: ..................................................................................................................................................... tandem: ........................................................................................................................................................ promemoria: ............................................................................................................................................... vademecum: ................................................................................................................................................ ultimatum: ..................................................................................................................................................
4 Prova a scrivere, accanto alle parole latine del seguente elenco, la corrispondente parola italiana. pigrus: ................................................................. viola: ......................................................................... bonus: .................................................................. aqua: ........................................................................ hora: .................................................................... amare: ...................................................................... velox: ................................................................... rosa: .......................................................................... homo: .................................................................. exercitus: .................................................................
5 Riprendi le parole latine di pag. 13 e con ciascuna di esse scrivi una frase. .......................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................... 19
Adesso provo io!
Adesso provo io!
Unità 1
6 Leggi le seguenti parole italiane e scrivine il significato, poi cerca di abbinarle alle parole latine sottoelencate. verbale: ........................................................................................................................................................ bellico: .......................................................................................................................................................... virile: ............................................................................................................................................................. sociale: .......................................................................................................................................................... selvaggio: .................................................................................................................................................... ufficio: .......................................................................................................................................................... verbum (= parola) – silva (= bosco) – officium (= dovere) – vir (= uomo) – bellum (= guerra) – socius (= alleato).
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7 Nelle seguenti frasi individua e sottolinea la parola o l’espressione latina e, con l’aiuto dell’insegnante, ricostruiscine il significato. 1. Il progetto per il nuovo parco cittadino è ancora in fieri. 2. La pro loco della città organizzerà alcune iniziative per le serate estive. 3. Roberto Benigni ha ricevuto una laurea honoris causa per i suoi meriti letterari. 4. Mio fratello, appena laureato, ha spedito il suo curriculum vitae a molte aziende. 5. Oggi sarà proiettato un film per tutti gli studenti nell’aula magna della scuola.
8 Colloca le lingue neolatine di seguito elencate sulla carta, nella esatta area geografica a cui appartengono. 1. italiano 2. ladino 3. spagnolo 4. catalano 5. portoghese 6. francese 7. provenzale 8. rumeno 9. sardo
Lezione 2 Leggere il latino 1. L’alfabeto e la pronuncia Maiuscole Minuscole
A B C D E F G H I K L M N O P Q R S T U V X Y Z a b c d e f g h i k l m n o p q r s t u v x y z
L’alfabeto latino ha 24 lettere. Oltre alle sei vocali (a, e, i, o, u, y), esistono i dittonghi, cioè coppie di vocali pronunciate con un’unica emissione di voce. I dittonghi più comuni sono: au, eu, ae, oe; sono più rari: ei, ui, yi. Buono a sapersi Che fine ha fatto la lettera W? Presente nel nostro alfabeto, la W manca in quello latino, perché di origine germanica!
La pronuncia corretta del latino è stata oggetto di discussione nel corso del tempo. Oggi esistono una pronuncia scientifica o restituta (ricostruita) e una pronuncia scolastica (che è quella che seguiremo) sostanzialmente uguale alla pronuncia dell’italiano, con alcune differenze. Ecco le principali regole che ti permetteranno di leggere in maniera corretta il latino. Scrittura
Pronuncia scolastica
y ae, oe
i e
aë, oë
ae, oe
au, eu, ei, ui
au, eu, ei, ui
k h x ph gl ti + vocale ti se preceduto da s, t o x, se la i è accentata
c (suono duro) non ha suono proprio cs f suono gutturale (come glicine) z pronuncia regolare
Leggi… lyra [lìra] caelum [cèlum] poena [pèna] aër [àer] (= aria) poëta [poèta] audacia [audàcia] Europa [Euròpa] ei [èi] (= ahimè) cui [cùi] (= a cui) Karthago [Cartàgo] (= Cartagine) homo [òmo] laxare [lacsàre] (= allentare) philosophia [filosòfia] glis [glìs] (= ghiro) patientia [paziènzia] vestio [vèstio] (= vesto) mixtio [mìcstio] (= mescolanza) totius [totìus] (= di tutto) 21
Unità 1
2. La divisione in sillabe Generalmente, in latino, la divisione in sillabe segue le stesse regole che in italiano: a-mi-cus (= amico), re-fer-re (= riportare), con-su-les (= consoli). Tuttavia vi sono alcune differenze: • due vocali vicine che non formano dittongo costituiscono due sillabe differenti: Grae-ci-a (= Grecia), in italiano Gre-cia; • due consonanti (sia uguali che differenti) generalmente si separano, anche se la prima consonante è «s» o se il gruppo è «gn»: mag-na-ni-mus (= magnanimo), in italiano ma-gna-ni-mo; fus-cus (= fosco), in italiano fo-sco.
3. La quantità Quantità delle vocali ă ā
ĕ ē
ı̆ ī
ŏ ō
ŭ ū
y
Come vedi, in latino le vocali potevano essere brevi o lunghe a seconda del tempo che si impiegava a pronunciarle: le lunghe venivano pronunciate in un tempo doppio rispetto alle brevi. Le brevi si indicano graficamente ponendovi sopra il segno ˘, mentre le lunghe si indicano ponendovi sopra il segno ˉ. Il dizionario ti permette di conoscere la quantità delle vocali, informazione utile per distinguere: • i casi, quindi le funzioni logiche della parola: rosă (= la rosa) è in caso nominativo, svolge cioè la funzione di soggetto; rosā (= con la rosa), invece, è in caso ablativo, svolge cioè la funzione di complemento di mezzo; •g li omonimi, cioè le parole che hanno la stessa forma, ma significati diversi: mălum (= il male) non ha lo stesso significato di mālum (= la mela); • la posizione dell’accento tonico nella parola: monēre (= ammonire) va accentato sulla penultima sillaba [monère]; legĕre (= leggere), invece, va accentato sulla terzultima [lègere]. Quantità delle sillabe Come le vocali, anche le sillabe possono essere brevi o lunghe e ciò avviene «per natura» o «per posizione». Lunghe
Brevi
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Per natura Le sillabe che contengono un dittongo o una vocale lunga: āūrum (= l’oro); Rōma.
Per posizione Le sillabe contenenti una vocale seguita da due consonanti (diverse da h) o dalle consonanti x o z: mōns (= il monte); gāza (= il tesoro). Le sillabe che contengono una vocale Le sillabe che terminano per vocale breve seguita da un’altra vocale (con cui seguite da sillaba iniziante con un’altra non formi dittongo) o da una consonan- vocale o con h + vocale: fŭit (= egli fu); te semplice: audı̆o (= io odo); bĕne. vĕho (= io trasporto).
Leggere il latino ‹ Lezione 2
4. L’accento Nelle parole latine, l’accento tonico cade sempre su una delle ultime tre sillabe: questa regola costituisce la cosiddetta legge del trisillabismo. Per stabilire dove cade l’accento, ossia la vocale tonica, è necessario conoscere la quantità della penultima sillaba, e tenere presente che: • se la parola è bisillaba, l’accento cade sempre sulla penultima sillaba: gutta (= goccia); • se la parola è formata da tre o più sillabe, l’accento cade sulla penultima, se questa è lunga; cade invece sulla terzultima se la penultima è breve (legge della penultima): monère (perché è monēre); lègere (perché è legĕre).
1 Rispondi sul quaderno alle seguenti domande. 1. Che cos’è un dittongo? 2. Quali sono i dittonghi latini di uso più frequente? 3. Che cosa afferma la legge del trisillabismo? 4. Che cosa afferma la legge della penultima?
2 Disponi in ordine alfabetico le seguenti parole. Zama – agricola – otium – captivus – quaero – ferrum – navis – hominem – secum – index – undique – kalendae – laetitiam – vestibulum – melius – beneficus – patientiam – genius – res – coactus – Xanthippe – damnum
3 Disponi in ordine alfabetico le seguenti parole. athleta – aequor – exspiro – extremus – conviva – agricola – exitus – coniuratus – aedificium – aureus
4 Sottolinea i dittonghi presenti nelle seguenti parole. Attenzione: non tutte li contengono! aedes – rosae – Lacedaemon – oboediens – taurus – Leuctra – caelum – aër – praemium – Croesus – foedus – amoenus – aurum – neuter – scientia – Phoenicia – praetor – poëta – quaestor – poena – pecuniae – Oedipus – praeterea – Phaeacia
5 Leggi le seguenti parole ad alta voce, applicando le regole di pronuncia. frigidàrium – nègligens – fràtres – auxìlium – àgnus – gèmitus – càstra – òtium – hèdera – sènex – Lìbyae – lèctio – ràtio – kalèndae – mènsa – mìhi – nùptiae – Phoèbus – foèdus – proèlium – glìsco – theàtrum – Caèsar – àra – nìhil – desidèrium – clàssis – vir – hùic – habère – Xèrses – àut – poèna – poetàrum – aèdes – pùgnam – moènia – cònsul – gàudium – vèritas – supèrbus – iuràre – ìta – iòcus – vìtium – tènax – còhors – Pythàgoras 23
Adesso provo io!
Adesso provo io!
Unità 1
6 Leggi ad alta voce le seguenti parole, applicando le regole di pronuncia. àter – aurìga – maèstus – cèrtus – bònus – Lacedaèmon – làbor – tàcitus – calàmitas – Sòcrates – aèstas – pìus – Tròës – Miltìades – ùxor – Rhòdanus – quaèstus – ìnsula – Zèphyrus – triumphàlis – Alexàndria – puerìtia – scièntia – philòsophus – tabernàculum – mòveo – taèdium – poèma – Dèlphi – scièntia – sollèrtia
7 Dividi in sillabe le seguenti parole. musica – caritatem – discipulus – magister – ancilla – latinam – seduli – docet – nomina – natura – insula – terra
8 Dividi in sillabe le seguenti parole, tenendo presente le particolarità della suddivisione in sillabe in latino. Sicilia – paeninsula – tenebra – involucrum – patria – ambiguitas – iuventus – maestus – aequus – aequitas – sanguis – patres – iucundus – suadeo – philosophia – diffido – platea – bestiolam
9 Dividi in sillabe le seguenti parole classificandole in monosillabi, bisillabi, trisillabi, polisillabi. vel – mare – quaestor – aqua – timēre – Aemilius – navis – conspicĕre – rex – pater – tempora – faber – causa – iam – auriga – pendere – pugna – viola – portus – aër – constantia – sum – artifex – litteras – poëtam
10 Nelle seguenti parole segna la quantità della penultima sillaba, tenendo presente la posizione dell’accento tonico. mulìeres – senàtus – ìnstruit – monère – oràtor – mactàtus – ìnsula – pèrspicax – àridus – òrbitam – adsùmo – mendàcium – iustìtia – nullìus – colùmba – hàbitus – praedònes – ròboris – òculus – òppidum – tribùtum – imitàtio
11 Segna l’accento tonico sulle seguenti parole. rex – iam – tempus – Paulus – venit – docet – filius – puellam – sum – ancilla
12 Segna l’accento tonico sulle seguenti parole, in base alla quantità della penultima sillaba, quindi leggile ad alta voce. convŏco – italı̆cus – calcŭlus – perfēctus – thesāūrus – cognōmen – occŭpo – scitŭlus – defĕret – adgrēssor
13 Segna l’accento tonico sulle seguenti parole. Per farlo dovrai prima stabilire, servendoti del dizionario, la quantità della penultima sillaba. responsum – edictum – vestigium – repellit – vinculum – antequam – certamen – eminet – conclave – fremitus – aedilis – adsumit – ceteri – fortitudo
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Lezione 3 Scrivere il latino 1. La flessione: il tema e la desinenza Rosă odorată est. Rosam oleo. Rosā mensam delecto. Rosae spina acuta est. Rosae topiarius aqua perfundit. Rosas oleo. Rosis mensam delecto. Rosarum spinae sunt acutae.
La rosa è profumata. Io odoro la rosa. Con la rosa rallegro la mensa. La spina della rosa è pungente Il giardiniere dà l’acqua alle rose. Io odoro le rose. Con le rose rallegro la mensa. Le spine delle rose sono pungenti.
Osservando gli esempi avrai notato che… In latino La parola rosa cambia all’interno delle singole frasi. Non esistono articoli né preposizioni articolate.
La terminazione fornisce informazioni sul genere, sul numero e sulla funzione logica (soggetto, complemento di specificazione, complemento di termine, complemento oggetto, di vocazione, di mezzo) che il nome può svolgere all’interno della frase.
In italiano La parola rimane sempre «rosa» al singolare, «rose» al plurale. Esistono gli articoli; le preposizioni articolate introducono i complementi indiretti (della rosa, alla rosa…). La terminazione della parola fornisce informazioni sul genere e sul numero.
Anche in latino, come in italiano, le parti del discorso si distinguono in variabili e invariabili, a seconda che subiscano o meno mutamenti. Parti variabili Nome Aggettivo Pronome Verbo
Parti invariabili Avverbio Preposizione Congiunzione Interiezione
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Unità 1
Le parole variabili sono formate da: • una parte invariabile, detta tema (ros-), che contiene il significato della parola stessa; • una parte variabile, detta terminazione o uscita (-ă, -ae, -am...). Il cambiamento che subisce la parte variabile della parola si chiama flessione: • la flessione di nomi, aggettivi e pronomi si chiama declinazione; • la flessione dei verbi si chiama coniugazione. Diciamo perciò che il sostantivo si declina, mentre il verbo si coniuga.
Buono a sapersi Come sono nati gli articoli in italiano? In latino gli articoli non esistevano. L’articolo determinativo italiano deriva dal pronome dimostrativo ille, illa, illud (= quello) secondo le seguenti trasformazioni: ille il illum lu lo illa la illi i, gli illae lae le
2. I casi e le declinazioni Le diverse forme che una parola assume, mutando la terminazione a seconda della funzione logica che svolge all’interno della frase, prendono il nome di casi. In latino ci sono sei casi, sia per il singolare che per il plurale. Caso Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo
Funzione logica Soggetto, nome del predicato Complemento di specificazione Complemento di termine Complemento oggetto Complemento di vocazione Vari complementi
L’insieme ordinato dei casi si chiama declinazione. Per declinare un nome bisogna aggiungere al tema le terminazioni proprie dei casi, seguendo l’ordine stabilito. In latino ci sono cinque declinazioni, riconoscibili dalla differente desinenza del genitivo singolare. Declinazione I II
III IV V 26
Terminazioni Nominativo singolare Genitivo singolare -ă -ae -us -i -er -i -um -i variabile -is -us -us -es -ei
Esempio fabula, -ae, f. (= la favola) animus, -i, m. (= l’animo) puer, -i, m. (= il fanciullo) verbum, -i, n. (= la parola) rex, regis, m. (= il re) manus, -us, f. (= la mano) res, rei, f. (= la cosa)
M ad G r F d IS upp or alen BN o m a 9 7 Ed i a m Sa n 8- tor t 88 ia en acr o -4 le t R 72 a is ce -1 ffa 76 e 0- llo 7 Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o altrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE GRATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 L. 633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d). Esente da bolla di accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n° 627, art.4. n° 6).
Maddalena Santacroce
Maddalena Santacroce
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