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VIS ORE A CUT E

RAFFAELLA FORMENTI


RAFFAELLA FORMENTI per TRASALIMENTI 2012

di f erit oie, rocche, avvista menti e tra sali menti

AVVISTAMENTI IN TRANSUMANZA VIRTUALE CON SGUARDO ARSTIGMATICO A VOLO DI FALCO


prima messa a fuoco del progetto


luglio 2012 Appunti a margine del lieve “VIS ORE A CUT E”

per TRASALIMENTI

Il pensiero è un immenso luogo di viaggio... A volte lo frequento come un labirinto in cui amo disperdermi, trasparente ai molteplici imput, ma ora, che improvvisamente nella calura della bolla africana cade inattesa una pioggerella fitta, guardo un punto e ascolto. Per Rocca Calascio dovrei presentare un progetto "invasivo", una scultura o un'installazione da porre da qualche parte imprecisata nel territorio. Ogni idea resta estranea ad esso, refrattaria a incunearsi in una tale oasi di Storia e Natura. Non ci sono ancora stata, ma dalle foto intuisco la potenza inarrivabile del luogo, che rende me e qualsiasi gesto simili a una minuscola scheggia di nulla. Nel mio lavoro mi confronto prevalentemente con il dire e il dirsi, o il tacere. E in questo caso scelgo di farmi in disparte e lasciar parlare chi ne ha la forza. In un luogo così è la Natura che parla e fa trasalire. Rifletto su qualcosa che possa essere poco più che un pensiero, che non distragga dalla centralità del panorama, unico e vero protagonista. Vorrei dire molto con poco. Questo è ciò che scelgo. Ritaglio un semplice cartoncino che si adatti ad essere avvicinato al viso, con un piccolo foro rettangolare. Attraverso di esso si può inquadrare una piccola porzione di panorama, acutizzando lo sguardo in occhio di falco. La prima forma che nasce a contenere il “portatile schermo” è simile a una fiamma, ricerca di una messa a fuoco, per non bruciare in un sol colpo tutto il fascino del luogo. Il VIS ORE A CUT E permette di goderne gli scorci, abituando sguardo e spirito a prenderne possesso con il “sentire” mentre la cute assorbe il contatto con l’esserci. Un filo di ironia e gioco mi sono compagni di viaggio quando mi interrogo su come salvaguardare da shock ellenico il popolo di “navigatori e telespettatori”che rischiano di ritrovarsi spersi e frastornati negli spazi aperti… Meglio una graduale esposizione ad un “vuoto così già pieno da non necessitare presenza umana” …E’ precauzione necessaria disintossicare gradualmente l’occhio dalla consueta visione formato schermo e calibrare lo stordimento da grandiosità, causa incontrollabile di vertigini e perdita di identità, per chi è abituato a vivere protetto dietro finestre e monitor, circondato da forme rigide che lo contengano. Così nasce l’idea di un piccolo gadget in cartoncino. Poco più di una "pennellata di pensiero", da lasciare a disposizione di chi voglia ritagliarsi un panorama in “rassicuranti fotogrammi 3D”, con un’attenzione ecologica di fondo… “Non disperdersi nell’Ambiente”e "Metti a fuoco il tuo sguardo sulla Natura senza bruciarla". E via di questo passo… Passo d’alta montagna… che richiede un periodo di disintossicazione per saper meglio apprezzare l’improvviso ossigeno, gas inebriante per chi conviva con i tubi di scappamento. Può dare alla testa. Prende forma così una piccola provocazione riflessiva per chi sappia mettersi in gioco. Un gadget da sventagliare per chi è di fretta e non calibra il passo al respiro dell’arte e della montagna. Il primo VISORE nasce intagliato nel cartone di una scatola di Kellogg’s, Poi mi guardo attorno cercando tra le mie cataste cartacee un cartoncino bianco che mi permetta di studiare la forma finale dell’oggetto, senza rumori visivi. Al tatto estraggo un cartoncino chiaro che mi sembra di grammatura adatta. Con sorpresa mi ritrovo tra le mani la copertina strappata a un catalogo di aste, per immagine un falco… una coincidenza inattesa in cui il mio progetto trova il giusto ingrediente per proseguire. Ora devo solo pensare a cosa scrivere sul retro. Sarà uno scorrere di appunti di cui, una volta che il “viandante” avrà intagliato il suo VIS ORE A CUT E, resteranno stralci di parole con cui intrecciare il filo di pensieri e sguardi nati dal “sentirsi vedere”. Resta poi da risolvere stampa e distribuzione in loco. Sulla parte fattiva chiedo consulenza a chi abbia più senso pratico di me, o più conoscenza del luogo. Inviando il prototipo, accetto graditi suggerimenti. Con stima, raffaella formenti


testo definitivo >


Il pensiero è un immenso luogo di viaggio, e il panorama ne focalizza energia e respiro VIS ORE A CUT E per non ritrovarsi spersi e frastornati negli spazi aperti… Nella mia ricerca mi confronto prevalentemente con il dire e il dirsi, o il tacere. E per Rocca Calascio rifletto su qualcosa che possa essere poco più che un pensiero, qualcosa che lasci la centralità al panorama: qui è la Natura che parla e fa trasalire. Ritagliando questo cartoncino lo si adatta ad essere avvicinato al viso. Attraverso di esso si può isolare un “pixel” di panorama, acutizzando lo sguardo in occhio di falco. Il VIS ORE A CUT E permette di godere di una graduale esposizione al vedere, in una ricerca della messa a fuoco che non bruci in un sol colpo tutto il fascino del luogo. Mentre la cute e il corpo assorbono il contatto con l’esserci, lo sguardo e lo spirito ne prendono possesso concentrandosi sul guardare “vedendo ved-entro”. Il VIS ORE A CUT E …é precauzione necessaria, per disintossicare con gradualità l’occhio dalla consueta visione formato schermo, per calibrare lo stordimento da grandiosità, causa incontrollabile di vertigini e perdita di identità, per chi è abituato a vivere protetto, dietro finestre e monitor, circondato da forme rigide che lo contengano. E’ poco più di una “pennellata di pensiero”, a disposizione di chi voglia ritagliarsi un panorama in “fotogrammi 3D”, con un’attenzione ecologica di fondo… “Non disperdersi nell’Ambiente”e… “Mettere a fuoco lo sguardo sulla Natura senza bruciarla”. E via di questo passo… con un pizzico di ossigeno e ironia, di buon passo. Passo d’alta montagna… in cerca di Arte e Natura, per “sentirsi vedere”.

VIS ROBORIS VIS -

Raffaella Formenti

raffo.nita@tin.it VIS A VIS


DA NON DIMENTICARE

Il mondo dietro quel visore è un retrorizzonte prismatico ricco quanto quello che si vede attraverso. (R. Biagi)


guardare oltre la Storia senza voltare le spalle alla Storia


come levare i veri tappi per guardare vedendo?


Panorama di Rocca Calascio - Foto di Carmelita Iezzi


http://www.photographyart.it/


Raffaella Formenti (Brescia,’55), concentra il proprio interesse sulla parola stampata e sull’affollamento d’immagini che diviene vicolo cieco della comunicazione. Si diploma nell’89 all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano iniziando una costante presenza espositiva. Alcune sue opere (tra cui la “Torre Informatica” del ’92) fanno parte della collezione del Museo MART di Rovereto ed esposte in occasione di mostre sull”Archivio Nuova Scrittura, tra cui le recenti “La Parola nell’Arte” al MART di Rovereto e “ Libri Taglienti Esplosivi e Luminosi” al Museion di Bolzano. L’attitudine con cui lavora è legata al concetto di DERIVA: perdere controllo, riprendere controllo, lasciarsi condurre dalla casualità, tornare sulla rotta restando vigili alle suggestioni dell’ambiente. Navigare nella realtà come si fosse all’interno di un cervello elettronico con molle scattate in libertà: costante nel suo lavoro è infatti il riferimento al web, da cui attinge le terminologie e ne fa parodie cartacee, quasi a volerne ridisegnare con l’ironia l’aspetto più fragile e umano. “Nel mio lavoro indago nei luoghi della comunicazione e delle parole con lo strappo e l’appropriazione di frammenti di ciò che vedo e tocco, ricostruendo concrezioni e improbabili marchingegni che diano un rivestimento tangibile, seppur immaginario, al mondo tecnologico con cui l’uomo ha aperto nuove e interessanti vie al comunicare”. rf “Volevo solo leggere e scrivere, e viaggiare nei luoghi delle parole, ma anche le mani hanno preteso il loro spazio d’azione, e intervengono con pensieri ingombranti ogni volta che entrano in rapporto con oggetti carichi di parole.” rf

in altra forma… FORMAZIONE: Nel 1989 diploma di Accademia di Belle Arti a Brera, Milano. PERIODI: Dal ’92 lavora utilizzando i colori offerti dalla vita del consumatore costante, portando in studio e in galleria materiali da imballaggio e depliants pubblicitari ritrovati nei centri commerciali e nelle buche delle lettere del quartiere. SOGGETTI: analisi ironica dell’affastellarsi della comunicazione ridotta a rumore visivo. I titoli dei pezzi fanno spesso riferimento al web , all’invasione pubblicitaria e all’informatica. TECNICHE: assemblaggi tridimensionali, installazioni, concrezioni con strappi d’immagini e parole dall’informazione pubblicitaria del buon consumatore, foto, slides show d’immagini. Utilizza pensieri, immagini, scatole da imballaggio, contenitori di prodotti, depliants, pubblicazioni patinate, manifesti, colla termica su supporti di recupero. E silenzi. http://raffaellaformenti.blogspot.com

raffo.nita@tin.it



VIS ORE A CUT E