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1963 10 11 e longarone fu solo un ricordo

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La linea del tempo… timeline 1963 Gennaio: viene approvata la legge che vieta il licenziamento delle donne in caso di matrimonio. Il Friuli Venezia Giulia è la quinta regione italiana a statuto speciale. Febbraio: viene approvata la legge che istituisce l’Ordine dei giornalisti. Si svolge uno sciopero generale dei lavoratori in solidarietà ai lavoratori metalmeccanici, proclamato congiuntamente da CGIL, CISL e UIL. La Camera approva la riduzione della lunghezza della leva militare da 18 a 15 mesi. Marzo: escono il primo numero di The Amazing Spider-Man di Stan Lee e Steve Ditko e il primo LP dei Beatles dal titolo: Please Please Me. Chiusura del penitenziario di Alcatraz. Aprile: scoppiano gravi incidenti tra tifosi a Napoli e a Salerno, durante i quali muore una persona. Maggio: Aldo Moro riceve l’incarico di formare il governo. Guido Carli, governatore della Banca d’Italia, nella relazione annuale, afferma la necessità di ridurre la spesa pubblica e di una stretta creditizia per lottare contro l’inflazione. Giugno: nella strage di Ciaculli (Palermo), un attentato mafioso, perdono la vita sette uomini delle Forze dell’ordine. Muore, dopo 5 anni di pontificato, papa Giovanni XXIII. Giovanni Battista Montini viene eletto papa con il nome di Paolo VI. Valentina Vladimirovna Tereškova è la prima donna cosmonauta. Moro si ritira, il compito di formare il nuovo governo è affidato a Giovanni Leone. Luglio: nasce il marchio DOC per i vini. J. F. Kennedy, il presidente degli Stati Uniti, si reca in visita in Italia. Agosto: assalto al treno postale Glasgow-Londra: nel Regno Unito, una banda di 15 rapinatori ruba 2,6 milioni di sterline in banconote. Martin Luther King tiene il discorso celebre per l’incipit I have a dream davanti al Lincoln Memorial di Washington. Con l’“accordo della hotline”, sancito tra USA e URSS, entra in funzione il cosiddetto “telefono rosso”, una linea di comunicazione diretta tra Casa Bianca e Cremlino. Settembre: premio Campiello conferito a Primo Levi per La tregua. Si conclude la 24ª edizione del festival di Venezia, il miglior film è una pellicola di denuncia, Le mani sulla città, di Francesco Rosi, sulla corruzione e la speculazione edilizia negli anni Sessanta. Ottobre: Italia, disastro del Vajont. Una frana si stacca dal monte Toc e precipita nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont, provocando un’onda che travolge e distrugge il paese di Longarone. Vengono adottate delle misure restrittive sul credito, provocando una crisi recessiva. L’Uganda diventa repubblica. Muore Edith Piaf. Novembre: fine del governo presieduto da Leone. Il premio Nobel per la chimica viene attribuito per la prima volta ad uno scienziato italiano, il prof. Giulio Natta, per le sue ricerche sulla “polimerizzazione stereo specifica”. A Dallas, In Texas, una serie di colpi di arma da fuoco, di cui sarà ufficialmente incolpata un’unica persona, Lee Harvey Oswald, raggiungono ed uccidono il presidente degli Stati Uniti d’America J. F. Kennedy. Viene pubblicato il secondo LP dei Beatles dal titolo With The Beatles. Viene trasmesso in Inghilterra il primo episodio della prima stagione della serie televisiva britannica Doctor Who. Lee Harvey Oswald viene ucciso nei sotterranei della polizia di Dallas da Jack Ruby, legato agli ambienti della malavita notturna. Dicembre: il Kenya ottiene l’indipendenza dal Regno Unito.

Cenni storici: un anno in breve L’Italia attraversa un momento di difficoltà dopo il miracolo economico; per effetto della stagnazione del mercato si avvia un circolo vizioso: meno investimenti, meno lavoro, meno stipendi, meno consumi, meno produzione. Inoltre le richieste dei lavoratori spingono i datori verso una nuova strada: decentrare la produzione, commissionando a terzi quello che prima producevano in azienda. “Tutti se la prendono con me perché sono piccolo e nero” è la frase che dal 1963 accompagna ogni spot di Carosello; a pronunciarla Calimero, il pulcino che diventa parte della vita di ogni italiano. Viene finalmente varata la legge che istituisce la nuova Scuola media unificata, la più importante riforma scolastica del dopoguerra. In Inghilterra esce il primo album dei Beatles e in meno di un anno tutto il mondo è colto da “Beatlesmania”: i giovani copiano le scelte musicali e i costumi del gruppo, soprattutto la tipica capigliatura a caschetto. è un anno di gravi tragedie, le immagini dell’assassinio di Kennedy e della strage del Vajont fanno il giro del mondo e lasciano un senso di vuoto ed impotenza ad ogni spettatore. Al Lincoln Memorial di Washington, Martin Luther King scuote le coscienze e attira sostenitori nella lotta contro il razzismo, auspicando la realizzazione del suo sogno «che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: “Riteniamo queste verità di per sé evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali”». La morte di papa Giovanni XXIII commuove l’Italia, era da tutti chiamato il Papa buono. Nell’anno in cui in Italia finalmente le donne possono entrare nella magistratura e nella carriera diplomatica, in Russia Valentina Vladimirovna Tereškova è la prima donna cosmonauta.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 9 ottobre 1963: il monte Toc si sbriciolò nel catino della diga. Fu il Vajont La prima pagina de “il Resto del Carlino” ben esprime lo sgomento e l’impotenza davanti ad una tragedia di proporzioni incomparabili. In quei primi momenti non c’è spazio per le polemiche, se non per cercare un “perché” a quel disastro, quasi una rassicurazione che nulla di simile possa capitare anche a noi. Gli abitanti dei paesi a monte della diga, raggruppati in un unico comune dal nome aspro come queste zone, Erto e Casso, scuotono la testa davanti a questa tragedia annunciata; sono anni che lottano, denunciando i pericoli innescati dalla costruzione della enorme diga, orgoglio architettonico dell’ingegnere Semenza, assunto dalla SADE, uno dei colossi elettrici più potenti e influenti dell’epoca, per realizzare la diga. Ma la logica economica ha avuto il sopravvento sulle ragioni dei montanari che sembravano muovere accuse solo per difendere i loro territori espropriati e non per evidenziare reali pericoli. Il 9 ottobre lascia dietro di sé troppi morti e qualcuno di loro pronuncia in quel dialetto duro, un misto tra il veneto e il friulano,“l’avev ben det mi” (“l’avevo detto io”). Certo, a posteriori, molti dei personaggi che hanno preso con leggerezza rapporti di geologi e ingegneri, dovrebbero farsi un esame di coscienza. Come in tutte le grandi tragedie infatti, la colpa più grande sta nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto tutelare le popolazioni del luogo. La stessa gente di Longarone, che sapeva che la montagna si stava muovendo, ha preferito continuare a ignorare i messaggi che la natura, in un estremo desiderio di dimostrare la propria indomabilità, aveva dato. Perché quando leggi per mesi articoli che segnalano il pericolo, ma i lavori continuano e gli operai vivono con le famiglie in paese, non puoi credere che possa succedere qualcosa, pensi: “Esagerano, non succederà mai”. Invece in un tranquillo mercoledì autunnale a Longarone (Belluno), piccolo centro della valle del Vajont, tutti gli abitanti sono raccolti nelle case e nei bar davanti alla TV per il match di Coppa dei Campioni tra il grande Real Madrid e gli scozzesi dei Glasgow Rangers. Ancora in pochi hanno la televisione e la partita ha riunito non solo i giovani di Longarone, ma anche quelli dei paesini di montagna lì vicino. Alle ore 22,39 accade l’impensabile. Un enorme pezzo del monte Toc frana a valle e provoca un’onda che sommerge in pochi minuti Longarone, Villanova, Pigaro, Faè, Malcom e Rivalta. 1.910 le vittime accertate, ma molti corpi restano dispersi. Il processo, che dura sette anni e mezzo ed emette le sentenze al limite della prescrizione, mette in luce anni di omissioni e complicità tra Stato e impresa. Complicità che continua anche durante il dibattito processuale, non si trova in Italia nessuno disposto a sottoscrivere la perizia contro imputati troppo importanti. Le condanne alla fine arrivano, ma sono irrisorie. La domanda che sorge spontanea è: quando ci decideremo a tutelare il territorio? A mettere prima degli interessi economici il nostro futuro ed il benessere di ciò che ci circonda? Perché dobbiamo sempre piangere i nostri morti, anziché ridurre i rischi che possano esserci altre vittime?

E il Resto... in classe Italiano - Storia: gli abitanti di Erto e Casso dopo il disastro vengono allontanati dalle loro case e destinati in altri paesi a chilometri di distanza dai loro pascoli. Longarone non è più il centro vitale della valle, da sempre punto di riferimento per loro. Per gli abitanti di Erto e Casso iniziano gli anni più difficili, quelli della ricostruzione dei luoghi, della loro vita e delle loro famiglie. Per i cinquant’anni della tragedia sono stati realizzati molti approfondimenti. Tra i più completi: http://dentroilvajont.focus.it/ Immagina di essere un abitante sfollato di Erto e scrivi una lettera ad un tuo parente mandato in un paese vicino, metti in luce le tue difficoltà, il tuo stile di vita e i tuoi sentimenti. S’intitola Vajont il singolo del rapper bellunese Siruan, che nel giorno del cinquantennale del disastro della diga del Vajont del 1963 ha voluto ricordare la tragedia e le vittime con una canzone e il relativo video: https://www.youtube.com/watch?v=dCIdbtdBIg0 Prova anche tu a scrivere un testo rap, e crea un video riferito ad un tema storico che stai studiando. Storia: il “Corriere delle Alpi”, un giornale locale, ha pubblicato una lista completa dei morti accertati del Vajont con i loro dati. Utilizzala per fare un’analisi statistica. Puoi ricavare molte informazioni: quanti bambini sono morti? Quante donne? Quanti erano lì per caso? Come sono suddivisi i deceduti rispetto ai paesi di origine? Analizza poi i risultati con i tuoi compagni. http://racconta.gelocal.it/corrierealpi/vajont/ Scienze - Tecnologia: è l’acqua l’elemento che lega la potenza delle dighe, l’energia delle turbine e l’impeto dei torrenti. Una diga è uno sbarramento permanente che serve a creare un lago artificiale su un corso d’acqua naturale. Lo studio di fattibilità geologica di una diga è molto importante e deve tenere conto, oltre che delle caratteristiche portanti dei terreni anche della loro permeabilità, fattore fondamentale in relazione alla capacità della diga di contenere l’acqua. Fai una ricerca sul tipo di rocce che caratterizzano la valle del Vajont e sul funzionamento di una diga. A cosa serve? Perché si è resa necessaria? Arte: in tutte le grandi tragedie, la memoria è importante per non commettere più gli stessi errori. Il Vajont è una lezione di vita da non dimenticare, bisogna ricordare a tutti che la solidarietà e gli aiuti non possono attivarsi solo nei giorni immediatamente successivi alle tragedie, ma sempre. Crea un logotipo da utilizzare per la commemorazione annuale del Vajont, da tramandare di anno in anno, non deve essere polemico o provocatorio, ma rappresentare e testimoniare rinascita e partecipazione attiva. Approfondimento: alla tragedia vengono dedicati due film, uno nel 1997, Il racconto del Vajont: 9 ottobre 1963, e uno nel 2001, Vajont - La diga del disonore. Utilizzano due linguaggi molto diversi per raccontare lo stesso episodio. Guardali e poi fai un’analisi critica delle differenze. Cristina Prosdocimi Istituto Comprensivo di Zola Predosa

11 OTTOBRE 1963 E LONGARONE FU SOLO UN RICORDO Eravamo 1200, nel cinema all’aperto allestito nella diga. Cielo stellato, aria gelida, speroni di roccia dalle ombre misteriose, echi lontani e inquietanti suggestioni. Nel buio del Vajont andava in scena 38 anni dopo e proprio lì, dove la frana aveva costruito l’onda mostruosa, il replay cinematografico del disastro del 9 ottobre 1963, e le voci del film, amplificate dall’invaso e dall’aria tersa, parevano minacce soffiate da sinistri fantasmi nascosti chissà dove. Dalla poltrona di quarta fila guardavo la sagoma deforme del Toc, il grande monte detto “patac”, che nel gergo locale sta per “marcio”, e quel solitario spettatore appollaiato come un animale notturno su una roccia, la testa bassa e la mente chissà dove. “Scampò alla morte a 13 anni, insieme con la nonna”, chiarì un sussurro dalla fila dietro. Proprio in quel momento la frana cinematografica scese nella diga in un nuvolone di polvere, l’onda assassina si alzò improvvisamente sullo schermo e quando il rombo possente del suo balzo corse all’indietro tutta la platea spalancò per un attimo gli occhi e trattenne il respiro. E dentro a quella pausa, piccola magia, il solitario spettatore scomparve nel buio come se l’acqua l’avesse trascinato chissà dove. C’era la luna anche il 9 ottobre 1963 e vestiva la montagna di un chiarore ambiguo e un po’ tetro. Il Toc stava male da tempo, ma i cedimenti dei suoi bricioloni di roccia e i suoi tremori sempre più profondi suscitarono solo pareri discordi e vaghe considerazioni. Nessuna iniziativa.Vista dall’alto Longarone di Belluno, distesa con le sue lucine proprio sotto la diga, pareva un piccolo firmamento alla rovescia. Ma alle 22,39 l’immagine divenne un ricordo. Il Toc sparò il suo proiettile di 260 milioni di metri cubi di roccia nei 115 milioni di metri cubi di acqua dell’invaso a una velocità di 108 chilometri l’ora. L’impatto costruì una terrificante onda alta più di 200 metri che prese la via del cielo, ricadde in un frastuono di acqua impastata di sassi, superò il parapetto e scese sulle case in un rombo mostruoso seguito da una scia di acqua polverizzata e gelida. E allora, poco dopo, il silenzio della morte si accese di voci, di sirene e di ordini, di divise, di urla e di domande. La luce del nuovo giorno diede il via alla conta dei morti e a quella dei “presenti”. Ci volle tempo per organizzare un nuovo cimitero di 1910 croci tutte uguali, allineate come un esercito senza voce. Gianni Leoni

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