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1946 06 06 così nacque la repubblica

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La linea del tempo… timeline 1946 Gennaio: gli alleati restituiscono al Governo italiano la giurisdizione sulle regioni dell’Italia Settentrionale. Nello stesso mese si conclude a Roma il V Congresso del Partito comunista italiano (iniziato il 29 dicembre dell’anno prima), guidato da Palmiro Togliatti, in netta crescita di consensi. Marzo: vengono reintegrati tutti i giornalisti allontanati con la legge per l’epurazione del 1944 e i giornali non sono più sotto gestione commissariale. Congresso del Partito Socialista di Unità Proletaria (Psiup). Spaccatura tra Pietro Nenni e Lelio Basso, favorevoli all’alleanza col Pci, e Giuseppe Saragat, favorevole a un’alleanza con la Dc. Maggio: il re d’Italia Vittorio Emanuele III di Savoia abdica a favore del figlio Umberto II. Giugno: si vota per il referendum istituzionale tra Monarchia e Repubblica. Con 12.717.923 voti favorevoli e 10.719.284 contrari l’Italia diventa una Repubblica. Nella provincia di Bologna la vittoria è schiacciante: il 75,36% dei cittadini bolognesi vota a favore di un’Italia repubblicana. Nello stesso mese iniziano i lavori dell’Assemblea Costituente, sotto la guida del presidente Giuseppe Saragat. Luglio: l’Assemblea Costituente nomina presidente della Repubblica Enrico de Nicola. Agosto: a Bologna, un grande cartello sul Nettuno annuncia per il 21 e 22 agosto una “Grandiosa Festa de l’Unità ai Giardini Margherita”, a cui intervengono migliaia di persone. Per via del razionamento ancora in atto non ci sono stands gastronomici e ogni famiglia si porta da casa il suo “cartoccio”. Ottobre: l’Italia adotta l’Inno di Mameli come inno nazionale. Novembre: nel corso di una solenne cerimonia in Piazza Maggiore il presidente della Repubblica Enrico De Nicola appunta sul gonfalone della città di Bologna la Medaglia d’Oro al Valor Militare poiché grande è stato l’apporto dei cittadini bolognesi alla Resistenza e alla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Dicembre: per iniziativa di Giorgio Almirante, nasce il Movimento sociale italiano (Msi) che attinge nella sua composizione dai reduci della Repubblica Sociale Italiana di Salò.

Cenni storici: un anno in breve Con il 1946 inizia il primo anno di pace dopo quasi sette di guerra sanguinosa. In Italia, i danni provocati dai combattimenti a infrastrutture, edifici e produzione sono enormi. Altrettanto gravi sono i disastri morali dovuti alla lotta contro i nazifascisti che in alcuni casi si era trasformata da guerra patriottica di liberazione in una vera e propria guerra civile. È in questo contesto che viene indetto, per le giornate del 2 e del 3 giugno, un referendum istituzionale per far scegliere alle cittadine e ai cittadini italiani tra monarchia e repubblica. Nell’intento di salvare l’istituto monarchico, un mese prima del referendum Vittorio Emanuele III aveva abdicato in favore del figlio Umberto. Ma il suo tentativo è stato invano: lo scrutinio assegna una netta vittoria alla Repubblica.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 2 e 3 giugno 1946: referendum: gli italiani tornano a votare Dopo la liberazione del territorio nazionale dall’occupazione nazifascista ad opera degli alleati, coadiuvati dalle formazioni partigiane, si passò ad un deciso cambiamento della situazione politica italiana. Da una parte liberali e democristiani, con l’appoggio delle forze alleate, si collocarono su posizioni più moderate nei confronti delle riforme sociali, dall’altra comunisti, socialisti ed azionisti si collocarono invece su posizioni ben più radicali. Inoltre una netta dicotomia si riscontrava nel paese: il Nord Italia, reduce dalla guerra antinazista, propendeva per una risoluta svolta politica, mentre il Sud, sotto il controllo degli alleati, non era spinto da un forte desiderio di rinnovamento. Vittorio Emanuele III appariva troppo compromesso con il fascismo, per questo abdicò in favore del figlio Umberto II. Alcide De Gasperi e i moderati ricorsero alla decisione popolare: il 2 giugno 1946 gli Italiani, a suffragio universale, per la prima volta infatti furono ammesse anche le donne, furono chiamati a votare per il referendum istituzionale, ovvero per la scelta tra monarchia e repubblica, e per l’elezione dell’Assemblea costituente. La repubblica vinse, ottenendo quasi 13 milioni di voti, ma non si può non tenere conto del fatto che comunque, la monarchia ottenne quasi 11 milioni voti e che quindi molti italiani, soprattutto al Sud, erano schierati per la monarchia. Avvennero anche proteste per presunti brogli elettorali. Umberto II, dopo sole tre settimane di regno, lasciò l’Italia. L’Assemblea costituente, frmata da quindici partiti, iniziò i lavori di redazione della Carta costituzionale; la Dc ottenne la maggioranza relativa, seguita dal Psi e dal Pci.

6 GIUGNO 1946 COSÌ NACQUE LA REPUBBLICA

La guerra è finita lasciando dietro di sè lutti, miseria, distruzioni e fame. E le coscienze devastate ancora dalle divisioni e dai rancori. Il Paese deve affrontare la lunga marcia verso la normalità. Nel 1945 De Gasperi ha 64 anni ed è alla testa dell’unico partito di massa. Un cattolicesimo liberale e sociale sta alla base dei suoi convincimenti politici: crede nello stato di diritto e all’assoluta necessità di un programma di riforme. Insomma l’Italia è un paese da rifondare, ma il politico trentino non è disposto a cedimenti verso un integralismo di segno religioso: valori cattolici e nazionali insieme sono la ricetta del suo partito. Si affermerà come la grande diga anticomunista e per questo potrà contare sempre sull’appoggio della Chiesa. La normalizzazione è il primo problema che il nuovo Presidente del Consiglio deve affrontare perchè, se da un lato un neofascismo pieno di rivalse agita vecchi spettri, dall’altro, la parte più oltranzista dei partigiani di sponda comunista tende a conservare le armi e, più di tutto, la mentalità della lotta di liberazione. Da dove cominciare mentre la delinquenza dilaga insieme al regolamento di conti, sia esso di origine politica (nel caso degli ex fascisti) o di natura privata ma a sua volta fatto passare per ideologico? Lo Stato di fatto non c’è più. I prefetti nominati dal Cln vengono sostituiti con funzionari di carriera. La burocrazia vigente sotto il regime fascista ha di nuovo in mano le leve del potere. Le “epurazioni” danno luogo a questioni scottanti senza raggiungere obiettivi. L’unica decisione, che consenta di non sommare errori ad errori, è l’amnistia. Poi per forza di cose si deve tornare al tessuto democratico con le prime elezioni del nuovo Stato. Siamo nella primavera del ‘46 e dalle urne esce un verdetto che consolida il coagulo di tre grandi partiti: la Democrazia cristiana, il Partito comunista e quello socialista. Una realtà che sarà destinata a durare quasi cinquant’anni. A questo punto ci si rende conto che manca ancora una scelta fondamentale: bisogna stabilire con un referendum istituzionale se gli italiani rivogliono la monarchia, uscita bastonata dalla guerra, o preferiscono diventare una repubblica. La data scelta da De Gasperi è il 2 di giugno: per la prima volta potranno votare anche le donne. Si assiste ad una campagna elettorale infuocata, fortemente emotiva. Per molti, dopo vent’anni di dittatura, è una novità. Grezzi sondaggi parlano di risultato incerto.Tentando di offrire alla scelta degli elettori un personaggio meno compromesso con il fascismo e la vergognosa fuga da Roma, Vittorio Emanuele III decide di farsi da parte e a maggio abdica in favore del figlio Umberto, che dal ‘44 era luogotenente del Regno. L’escamotage non ottiene il risultato sperato. Al di là delle accuse di brogli che in un certo numero di casi possono essersi verificati, il verdetto non lascia incertezze: la Repubblica ottiene due milioni di voti in più. Il 13 giugno Umberto II parte per l’esilio di Cascais in Portogallo. Dopo cinque giorni la solenne proclamazione della Repubblica italiana.

E il Resto... in classe

Marco Leonelli

Storia - Attività: ricostruisci i momenti più importanti del processo di affermazione della Democrazia cristiana in Italia, soffermandoti sulla figura di Alcide De Gasperi. Il referendum istituzionale si concluse con la vittoria della repubblica sulla monarchia. Quali fattori determinarono la sconfitta della monarchia in Italia? Cittadinanza e Costituzione – Attività: ilustra il significato dell’emblema della Repubblica italiana. Spiega in che cosa consiste il principio della divisione dei poteri dello Stato e costruisci una mappa concettuale che rappresenti l’ordinamento politico dello Stato italiano.

Istituto Comprensivo “G. Lanfranco” Gabicce Mare

GRAZIE A


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1946 06 06 così nacque la repubblica by Editoriale Nazionale - Issuu