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1933 01 31 adolf hitler al potere in germania

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La linea del tempo… timeline 1933 Gennaio: viene creato con decreto legge l’Istituto per la ricostruzione industriale (IRI), sotto la presidenza di Alberto Beneduce. Febbraio: sul giornale “La Stampa” viene pubblicato il Decalogo della Camicia Nera. Marzo: viene approvata la legge sugli orari di lavoro che introduce la giornata lavorativa di 8 ore. Lo stesso mese vengono istituiti l’Istituto Infortuni sul Lavoro (INFAIL, attuale INAIL) e l’Istituto Nazionale fascista di Previdenza Sociale (INFPS). Maggio: l’iscrizione al Pnf diviene obbligatoria per i concorsi atti ad accedere agli incarichi nel settore pubblico. In seguito, il ministro della Propaganda del Terzo Reich Joseph Goebbels si reca in visita a Roma, ove incontra Mussolini. Giugno: viene creato l’Istituto dell’Enciclopedia italiana, presieduto da Guglielmo Marconi. Luglio: a seguito del Congresso degli antifascisti di Parigi è proclamata una Settimana di Lotta contro la guerra. In varie località di Bologna e nei paesi della provincia sono innalzate bandiere rosse e appaiono sui muri e sulle strade scritte inneggianti alla pace. Ottobre: viene celebrata a Roma, per la prima volta, la “sagra della nuzialità”: in un giorno vengono celebrati 2620 matrimoni collettivi, ognuno premiato con 500 lire. Novembre: ha termine la “battaglia del grano”, una campagna lanciata per aumentare la produzione di grano e consentire così l’autosufficienza.

Cenni storici: un anno in breve Nel gennaio del 1933 si verifica un evento che cambierà le sorti dell’Europa e del mondo intero: Adolf Hitler viene nominato Cancelliere del Reich tedesco. Nello stesso periodo, in Italia, la dittatura fascista si è ormai stabilizzata. Adulti e bambini sono inquadrati in rigide organizzazioni di partito, ogni opposizione è stroncata sul nascere, la stampa è profondamente asservita al fascismo. L’Italia, insomma, si è completamente abituata al regime, tanto da osannarne il leader.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 31 gennaio 1933: il nuovo Cancelliere promette ai tedeschi di vendicare la sconfitta del 1918 Le elezioni federali tedesche del 1933 furono le none e ultime consultazioni politiche nazionali della Repubblica di Weimar e si tennero il 5 marzo. Queste furono le ultime consultazioni multipartitiche che si svolsero in Germania fino alla conclusione del secondo conflitto mondiale. Il successo arrise nettamente al Partito nazista e ai suoi alleati: il primo ministro uscente Adolf Hitler non ebbe difficoltà a far approvare le sue leggi speciali (tra cui il “Decreto dei pieni poteri”) che gli consentirono di diventare non più Cancelliere della Germania ma Fuhrer del Terzo Reich. Nel momento dell’ascesa al potere, in Germania c’erano 6 milioni di disoccupati. Hitler aveva conquistato il consenso di molti con la promessa di mettere fine alla disoccupazione e alla crisi economica e psicologica del paese. E così fu: dopo soli 4 anni, nel 1937, si era raggiunta la piena occupazione. La cosa ancora più sorprendente era che prezzi e salari erano rimasti stabili, senza un’ombra di inflazione e tutto questo mentre negli altri paesi la crisi continuava. Ma il “miracolo economico” di Hitler e questo sviluppo assolutamente innaturale si potevano reggere solo su una cosa: la guerra.“Avrà molti difetti, ma almeno ci ha riportato il lavoro e l’orgoglio di essere tedeschi”, pensavano in molti. Hitler non aveva la minima intenzione di creare un’economia stabile e ordinata, lo scopo dell’economia era unicamente quello di preparare la guerra che Hitler vedeva come l’obiettivo finale della sua politica. Al di sopra di tutto vi era la sua testarda idea di portare la “razza ariana” al dominio sull’Europa, prima, e poi sull’intero mondo. Questo cosiddetto “miracolo economico” era talmente artificiale per il totale dirigismo statale e talmente gonfiato dalla smisurata produzione militare che poteva finire solo in due modi: in un crollo verticale, o nella guerra. Hitler lo sapeva benissimo. Dopo essere arrivato legalmente al governo nel gennaio del ‘33, Hitler sciolse per prima cosa tutti gli altri partiti, ed eliminò o trasformò in truppe ausiliari qualsiasi organizzazione politica o sociale. Riuscì ad ottenere tutto questo grazie alle minacce, alle intimidazioni e all’aperta violenza: col divieto dei partiti, e con lo scioglimento dei sindacati cominciarono anche le persecuzioni e gli arresti. Fin dall’inizio Hitler mise in chiaro che l’opposizione non era più ammissibile e dopo pochissimo tempo la stampa parlava una sola voce.

31 GENNAIO 1933 ADOLF HITLER AL POTERE IN GERMANIA Alle 12 e quaranta del trenta gennaio 1933, Adolf Hitler viene ricevuto dal presidente della Repubblica Paul von Hindeburg che gli affida la Germania. Appena quindici anni prima, era un pittore fallito, un reduce della Grande Guerra con il grado di caporale. Decorato a Verdun, ma i superiori non lo promossero mai, perché lo ritenevano poco adatto al comando. Ha 43 anni, ed è già tra i più anziani della banda che con lui giunge al potere, e guiderà il paese al disastro, metterà a ferro e fuoco l’Europa, e si renderà responsabile della morte di oltre cinque milioni di ebrei, di Sinti e Rom. La Repubblica di Weimar, splendida e misera, muore e nasce il III Reich. I berlinesi, alla notizia, acclamano il nuovo Cancelliere innanzi al Kaiserhof, l’albergo della capitale che per settimane ha ospitato gli incontri segreti che hanno spianato la via al potere per il leader nazista. Alla sera, fiaccola in pugno, in migliaia sfilano festanti innanzi alla Porta di Brandeburgo e al Reichstag. In tutto il paese avvengono scontri tra nazisti e gli oppositori. All’estero si guarda verso Berlino: a Parigi si è sorpresi, ma non preoccupati, a Londra si rimane in attesa prima di esprimere un giudizio, e si giudica comunque positivamente che in Germania sia finito il tempo degli intrighi, a Washington si è inquieti. In Italia, Mussolini si congratula con l’“allievo che ha imitato il maestro”. Il pericolo Hitler sarà a lungo sottovalutato. Come è stata possibile la rapida scalata al potere? La Germania sconfitta nel 1918 è stata umiliata dal trattato di pace, costretta a pagare una enorme cifra per i danni di guerra, dai francesi decisi a vendicarsi per la sconfitta del 1870. Berlino sarebbe riuscita a saldare il debito solo nel 1966, secondo le previsioni. Il paese sprofondò nella tragica inflazione negli Anni Venti, quando un uovo costava un miliardo di Reichsmark a colazione, e una dozzina di miliardi a cena. Non è l’unico motivo per spiegare il nazismo, ma nel 1945 le potenze vincitrici evitarono di ripetere l’errore. Hitler promise il riscatto ai tedeschi, e sfruttò la rabbia di milioni di reduci, abbandonati a se stessi, disprezzati perché sconfitti. I socialdemocratici e gli altri partiti non riuscirono a trovare un’intesa, passando di crisi in crisi, finché fu troppo tardi. Nessuno in quel gennaio riuscì a prevedere quel che sarebbe avvenuto. Anche gli ebrei si illusero. Ma sarebbe bastato leggere il “Mein Kampf”, il libro che Hitler aveva scritto in cella nel 1923. “Quest´uomo condurrà il nostro Reich nell´abisso”, scrisse già il primo febbraio in un lettera da Bonn, il teologo Karl Barth. Roberto Giardina

E il Resto... in classe Italiano: riporta, lavorando sul testo de “il Resto del Carlino”, l’opinione delle diverse testate italiane dell’epoca relativamente alla vittoria di Hitler. Storia: su cosa si basava il programma politico nazionalsocialista? Quali eventi storici ne avevano provocato la necessità? Cerca i punti comuni tra gli ideali proposti dall’ideologia fascista e quelli nazionalsocialisti. Cittadinanza: ricerca tra gli articoli della Costituzione italiana la base dei diritti riconosciuti all’interno dello Stato a tutti gli individui. Roberta Fabbri Istituto Comprensivo “G. Lanfranco” Gabicce Mare

GRAZIE A


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