ISSN 2612-3622
MAGAZINE DI INFORMAZIONE TECNICA E DI MARKETING PER IL POSATORE, L’IMPRESA E LO STUDIO DI PROGETTAZIONE
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ANNO 29 • N° 2 • MARZO/APRILE 2020
QUINE SRL - VIA G. SPADOLINI, 7 - 20141 MILANO
CORONAVIRUS I PRIMI EFFETTI SUL MERCATO DEL PARQUET
INTERIOR DESIGN KLIMA HOTEL NEL CUORE DELLE DOLOMITI
PAVIMENTAZIONI DI LEGNO STRUMENTI E ATTREZZATURE PER LE LE VERIFICHE
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Sommario ANNO 29 • N° 2 • MARZO/APRILE 2020
Parquet Periodico bimestrale edito da Quine Srl Via G. Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel. 02.69001255 | Fax 02.69001277 redazione@quine.it Fondatore Gabriele Marrazzini Direttore Responsabile Marco Zani Coordinamento editoriale Silvia Martellosio | silvia.martellosio@quine.it
Consulenti tecnici Domenico Adelizzi - Filippo Cafiero - Mauro Errico - Antonio Viscardi Direttore commerciale Ornella Zanetti | o.zanetti@dimensionepulito.it Pubblicità e Sviluppo Milena Acito, Alessandro Martinenghi, Edoardo Rossi, Paolo Simeoni, Filippo Viola Ufficio traffico e Servizio abbonamenti Rosaria Maiocchi | traffico@quine.it Grafica e impaginazione LIFE sh.p.k. Collaboratori Domenico Adelizzi, Simone Biagiotti, Andrea Borroni Ripamonti, Marco Monti, Fabrizio Pirovano Responsabile della produzione Paolo Ficicchia Stampa Aziende Grafiche Printing Srl - Peschiera Borromeo (MI)
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Prezzi e abbonamenti Abbonamento annuale: 44,50 euro (IVA compresa) Annuale estero: 155 euro Copia arretrata: 17 euro Costo di una copia: 1.30 euro
8 News dal mondo 12 Speciale Covid-19
Testata Associata A.N.E.S. Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata Gruppo Confindustria Responsabilità Professional Parquet, periodico bimestrale registrato. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 250 dell’11/04/1992. Spedizione Posta Target Magazine - AUT.DBC centrale/PT Magazine Editori 96 valida dal 19/05/2004. La pubblicazione o la ristampa di articoli e immagini della rivista deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Gli articoli pubblicati su Professional Parquet sono sotto la responsabilità degli autori. I manoscritti e i disegni pubblicati non saranno restituiti.
INFORMATIVA AI SENSI DEL GDPR 2016/679 Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente ottenuti per poter effettuare i servizi relativi a spedizioni, abbonamenti e similari, sono utilizzati secondo quanto previsto dal GDPR 2016/679. Titolare del trattamento è Quine srl, via Spadolini, 7 - 20141 Milano (info@quine.it). Si comunica inoltre che i dati personali sono contenuti presso la nostra sede in apposita banca dati di cui è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Lgs 196/2003. © Quine srl - Milano
DESIGN
18 Klima Hotel nel cuore delle Dolomiti
Un progetto di ampliamento e riqualificazione energetica che rivisita in chiave contemporanea le architetture e i materiali della tradizione altoatesina a cura della redazione
24 Parola d’ordine: personalizzazione Assecondare i gusti del committente tramite il colore, la piallatura e la finitura del parquet a cura della redazione
URBAN & PARTNER
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Sommario ANNO 29 • N° 2 • MARZO/APRILE 2020
POSA
RUBRICHE
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Strumenti e attrezzature per le verifiche del sistema “pavimentazioni di legno”
Detraibilità delle spese: obbligo di tracciabilità dei pagamenti Scopo della norma è la lotta all’evasione e all’elusione fiscale di Andrea Borroni Ripamonti
Dal piano di posa all’opera finita, completiamo il nostro approfondimento sugli strumenti e sulle verifiche indispensabili per tenere sotto controllo il complesso “sistema parquet” di Domenico Adelizzi
40 Vendere o motivare?
Il ruolo della creatività nel passaggio da venditore a motivatore/consulente d’acquisto di Fabrizio Pirovano e Marco Monti
34 Come sarebbe la vita senza uno
smartphone?
44 Vetrina prodotti
Un sunto di quanto discusso, seppur a distanza, il 2 e 3 aprile durante la riunione dell’Associazione Nazionale Parchettisti Professionisti di Simone Biagiotti
MERCATO
36 Benessere per il decking in giardino Studiati appositamente per le esigenze dei decking in legno, Osmo mette a disposizione i propri prodotti per la pulizia e la manutenzione a cura della redazione
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News DAL MONDO
GBC ITALIA: MANIFESTO PER UN FUTURO SOSTENIBILE Nella sfida programmatica lanciata da Green Building Council, l’edilizia italiana chiede alle istituzioni nuovi strumenti e cambiamenti orientati alle costruzioni sostenibili “Un ambiente costruito sostenibile per l’Italia del futuro: le proposte di GBC Italia” è il manifesto con il quale l’associazione esorta tutta la politica e le istituzioni a riconoscere il ruolo
vitale del settore delle costruzioni, elenca i temi prioritari, le attività e gli strumenti necessari per il cambiamento, delineando così un chiaro piano programmatico e d’azione. Il documento evidenzia chiaramente il peso del settore delle costruzioni ed elenca quali siano i temi principali del cambiamento e le azioni che si dovrebbero sostenere per potenziare il settore e rendere possibile un reale patrimonio costruito sostenibile. Decarbonizzazione, economia circolare, efficienza idrica, uso del suolo e biodiversità, resilienza, benessere e salubrità, giustizia nella transizione. Questi i temi cardine del manifesto di GBC Italia per il cambiamento. La flessibilità “In ciascuno dei punti dell’organizzazione citati nel documento, combinata alla capacità GBC Italia porta la produttiva industriale creano conoscenza che deriva un modello operativo che si adatta alle varie esigenze da esperienze maturate del mercato globale. negli anni, non solo Nel settore residenziale in Italia, ma anche a o in quello commerciale, livello internazionale Stile è in grado di affrontare progetti unici e ricercati. attraverso il World Esperienza di generazioni Green Building Council, e innovazione tecnologica la rete internazionale sono gli ingredienti basilari di cui l’ente è socio per una produzione “Made in Italy”, da sempre stabile, oppure e ovunque sinonimo di attraverso le esperienze qualità, raffinatezza e design. maturate nei progetti europei ai quali la nostra organizzazione partecipa da sempre – commenta Giuliano www.stile.com Dall’Ò, presidente di GBC Italia. Con questo Manifesto GBC Italia non vuole semplicemente dare degli stimoli al mondo della politica, ma si mette a disposizione
Back to the future.
News DAL MONDO
per collaborare in modo costruttivo affinché le politiche già messe in campo possano essere rafforzate nell’interesse di tutti: dai cittadini agli attori coinvolti nella filiera delle costruzioni e delle infrastrutture, molti dei quali fanno già parte della nostra comunità”. Il documento suggerisce strumenti legislativi, normativi e finanziari che puntino ad una trasformazione del patrimonio edilizio che azzeri le emissioni di CO2 entro il 2050. Fornisce inoltre una panoramica della governance e delle azioni necessarie per lo sviluppo sostenibile delle costruzioni. GBC Italia sostiene l’importanza di monitorare le prestazioni degli edifici attraverso piattaforme pubbliche nazionali e di promuovere l’adozione dei protocolli energetici ambientali, in coerenza con gli obiettivi europei e lo schema Level(s) sviluppato dalla Commissione europea, uno strumento chiave in grado di fornire i cambiamenti necessari e guidare la domanda di un ambiente costruito a beneficio dell’economia, della società e dell’ambiente. I prossimi mesi vedranno l’Italia impegnata a scelte decisive per il rilancio dell’economia e della coesione sociale, messe a dura prova dall’attuale crisi sanitaria. È importante essere pronti a promuovere provvedimenti che contribuiscano al passaggio a un’economia circolare e a zero emissioni e a sostenere il settore delle costruzioni affinché metta in campo tutto il suo potenziale. Il manifesto è uno strumento che vuole supportare tali azioni con l’augurio che sia impegno di tutti promuoverlo e impegnarsi anche per un suo futuro miglioramento.
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News DAL MONDO
FINESTRE IN LEGNO, 6 BUONI MOTIVI PER SCEGLIERLE Efficienza, sostenibilità, durata, flessibilità, universalità, valore: ecco perché scegliere il legno per i propri serramenti è una buona idea Non si tratta soltanto delle qualità estetiche: i serramenti in legno hanno anche indubbi vantaggi dal punto di vista pratico e dell’affidabilità. L’azienda cuneese Navello – che produce finestre in legno da ben cinque generazioni – ha provato a elencare i sei più importanti. Efficienza Il legno è un isolante naturale sia a livello termico che acustico. Un buon infisso in legno tiene fuori il freddo, ma anche il caldo in eccesso e – abbinato a vetri di nuova generazione – assicura un alto potere fono-isolante. A differenza del PVC, il legno è permeabile all’aria, ma garantisce un’ottima resa a livello di trasmittanza termica. Sostenibilità Tra tutti i materiali che vengono impiegati per gli infissi, il legno è senza dubbio il più rispettoso dell’ambiente, specialmente se si sceglie la materia prima
utilizzata da aziende italiane di produzione di finestre in legno di qualità, facendo attenzione alla provenienza da piantagioni controllate e certificate. Il legno è una risorsa rinnovabile completamente riciclabile e la sua produzione non comporta il ricorso a petrolio o altri additivi. Anche le vernici e i trattamenti non contengono sostanze volatili tossiche. Durata nel tempo Il ciclo di vita di una finestra in legno ha una durata media di 60 anni, superiore a quella di molti altri materiali. L’aspetto importante da sottolineare è che si parla di una copertura di decenni al massimo delle prestazioni. Flessibilità Il legno può essere nutrito e rinnovato con pochi gesti e un buon prodotto di pulizia. A differenza dei serramenti in PVC,
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quelli in legno se danneggiati possono essere riparati e tornare al loro aspetto originario. Tra l’altro, il legno assorbe l’umidità in eccesso e “respira”, riducendo così il rischio di condensa più tipico degli altri materiali. Universalità Finestre e porte-finestre in legno sono adatte all’installazione a ogni latitudine. Per i climi più umidi sono anche disponibili modelli dotati di protezione esterna in alluminio. Valore L’infisso in legno, come il parquet in un appartamento, conferisce un valore agli edifici in vendita immediatamente percepibile dai potenziali acquirenti. Sostituire e montare finestre in legno di ultima generazione e ad alto isolamento termico e acustico può far salire la classe energetica di ben due livelli.
INTERZUM BOGOTÀ 2020: APPUNTAMENTO RIMANDATO A NOVEMBRE L’attuale situazione mondiale e le indicazioni del governo colombiano hanno consigliato lo spostamento del calendario di Interzum Bogotà, la cui edizione 2020 si terrà nella capitale colombiana dal 24 al 27 novembre. Un cambiamento reso inevitabile dalle misure attivate oramai in tutto il mondo per il contenimento del contagio dal Coronavirus. Koelnmesse ha preso questa decisione con senso di responsabilità, un atteggiamento che – come è noto – ha coinvolto numerose altre manifestazioni organizzate nella prima metà dell’anno dal colosso fieristico tedesco, che ha già messo in campo da settimane tutte le misure a salvaguardia dei propri collaboratori e dei propri partner, mettendo al primo posto la salute degli espositori e visitatori che prendono parte alle manifestazioni organizzate ogni anno in tutto il mondo. Koelnmesse e Corferias – l’organizzatore di fiere colombiano partner della società tedesca – hanno ovviamente avviato tutte le iniziative necessarie perché Interzum Bogotà 2020 continui a essere un fondamentale punto di riferimento nella produzione del mobile nell’area andina, caraibica e dell’America centrale.
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Speciale Covid-19 ANDAMENTO MERCATO
FEP: i primi effetti del Coronavirus
SUL MERCATO DEL PARQUET
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i è riunito virtualmente lo scorso 2 aprile il Consiglio di Amministrazione della Federazione Europea del Parquet (FEP) per discutere della situazione del mercato dei pavimenti in legno e dei primi impatti causati dalla pandemia sui mercati europei. Se, in generale, i mercati del parquet hanno iniziato bene l’anno mostrando tendenze stabili o leggermente positive, purtroppo nel mese di marzo l’arrivo e la diffusione del Covid-19 ha posto fine a questa partenza positiva. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, i risultati provvisori per i primi tre mesi del 2020 indicano un consumo stabile di parquet in Scandinavia (tranne in Svezia per motivi strutturali), nei paesi baltici e persino in Germania. In Europa meridionale – territorio che sta attraversando misure di restrizione più severe – si segnala invece un calo significativo del consumo di parquet. Di seguito un focus più dettagliato paese per paese.
Sebbene al momento sia impossibile prevedere quando ripartiranno le attività e in che modo si evolveranno i consumi, è evidente che questa crisi avrà effetti a lungo termine e significativi sull’economia e sull’industria del continente di Silvia Martellosio
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Speciale Covid-19 ANDAMENTO MERCATO
Assemblea generale 2020 annullata Avendo monitorato da vicino l’evoluzione della situazione in tutta Europa, il Consiglio di Amministrazione FEP è stato costretto a cancellare l’Assemblea generale e il Congresso 2020, che si sarebbero dovuti tenere l’11 e il 12 giugno ad Amburgo.
il mercato francese è inevitabilmente crollato a marzo. I negozi sono chiusi e le fabbriche hanno interrotto le loro attività. Germania Le vendite di parquet sono state stabili (dallo 0 all’1%) durante il primo trimestre 2020. Il mercato tedesco è rimasto pressoché invariato fino ai primi di marzo, partito anche piuttosto bene rispetto al 2019. I negozi al dettaglio sono ora chiusi, ma i centri per il bricolage rimangono attivi nella maggior parte delle città. Imprese e posatori stanno ancora lavorando. Italia Il mercato italiano è diminuito del 10% durante i primi tre mesi dell’anno in corso. L’attività a gennaio è stata lenta, anche perchè è stato il primo paese europeo colpito in modo duro dalla pandemia. Fabbriche e i negozi rimarranno chiusi almeno fino a metà aprile. Il ritorno alla normalità richiederà tempo. Norvegia I dati indicano che il mercato norvegese è rimasto stabile durante i primi tre mesi del 2020. Le misure restrittive non sono così forti come nel sud Europa, ma i norvegesi rimangono a casa e la domanda di prodotti fai-da-te per la ristrutturazione è in aumento. In questa fase è difficile prevedere gli impatti del crollo della corona norvegese sulle attività del 2° trimestre.
Austria Le vendite di parquet austriaco sono diminuite del 10% durante il primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. L’attività è stata buona a gennaio e febbraio, ma il mercato è crollato a marzo. Alcune imprese hanno interrotto le attività, i negozi sono chiusi o funzionano solo online. Paesi baltici I mercati del parquet dei paesi baltici sono rimasti invariati durante il primo trimestre dell’anno in corso. Le attività per il momento continuano abbastanza regolarmente.
Spagna Il mercato spagnolo è stato stabile nel primo trimestre del 2020. L’anno è iniziato bene, ma il Coronavirus ha interrotto il trend. Al momento sono in atto forti misure di contenimento del contagio.
Danimarca Il mercato danese è stato piatto durante il primo trimestre 2020. Il mondo del progetto è ancora in crescita, mentre i negozi al dettaglio hanno iniziato ad andare in lockdown. Tuttavia, il Governo sarebbe già al lavoro per rinnovare il paese.
Svezia Il consumo di parquet è diminuito del 3-4% durante il primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo leggero calo è dovuto a cambiamenti strutturali, come la contrazione dell’edilizia, ma non riflette l’attuale crisi europea. In Svezia, infatti, la vita procede quasi regolarmente: imprese e attività commerciali rimangono aperte.
Finlandia Il mercato finlandese non sembra al momento essere stato colpito dalla crisi, ma i progetti per nuovi edifici premium sono oggettivamente in calo. Nel complesso, le vendite di parquet sono state stabili per tutto il primo trimestre 2020.
Svizzera I dati indicano che il consumo di parquet è diminuito dell’8% durante i primi tre mesi del 2020. La situazione è precipitata con l’arrivo di marzo e della pandemia. I cantieri sono chiusi e le attività ridotte. Le misure di restrizione sono significativamente più severe nella parte francofona del paese.
Francia Rispetto ai primi tre mesi del 2019, il consumo di parquet è diminuito del 15-17% nel corso del semestre 2020. Gennaio e febbraio sono stati mesi di attività normali, ma
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Speciale Covid-19 NEWS
GARANTIRE LIQUIDITÀ ALLE IMPRESE: LE PRIORITÀ DELLA FILIERA DELL’EDILIZIA PER RIPARTIRE Moratoria fiscale, iniezione di liquidità e congelamento della valutazione del merito di credito: le proposte di ANGAISA, Federcomated, Federmobili e FME
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NGAISA, Federcomated, Federmobili e FME – in qualità di organizzazioni di rappresentanza delle imprese della filiera dell’edilizia e dell’arredamento aderenti a Confcommercio Imprese per l’Italia – hanno esaminato la memoria inoltrata da Confcommercio alla Commissione Bilancio del Senato in merito ai contenuti del decreto “Cura Italia” e, oltre a condividerne l’analisi e le proposte avanzate per fare di più, hanno sottoposto a Confcommercio e al Governo le proposte di intervento che ritengono di priorità immediata e imprescindibile per riuscire a mantenere i livelli occupazionali delle proprie imprese e fare da subito la propria parte per la tenuta economica e sociale dell’Italia.
“In questi giorni caratterizzati da una fortissima tensione e una grande incertezza, le associazioni di filiera devono scendere in campo insieme per sollecitare al Governo l’adozione di misure davvero straordinarie e molto più incisive. Inoltre è necessario fare appello al buon senso, al rispetto e alla reciproca collaborazione, nella consapevolezza che nessuna delle categorie che operano nel comparto edilizio e nel relativo indotto può pensare di muoversi autonomamente, senza tenere conto del rapporto di interdipendenza che le lega storicamente, l’una all’altra” – sottolinea Enrico Celin, Presidente di ANGAISA, l’associazione dei distributori del settore idrotermosanitario. “Siamo di fronte ad un’emergenza di sanità pubblica mai vista nel recente passato – ha dichiarato Ezio Galli, Presidente FME. Come conseguenza siamo arrivati al blocco quasi totale di tutte le attività industriali e commerciali. A differenza però di quanto accaduto con la recente crisi finanziaria che aveva portato ad una riduzione dei volumi di produzione e degli scambi commerciali ora siamo di fronte al crollo dei fatturati che sono nulli per tutte quelle attività che sono state chiuse e a riduzioni che arrivano all’ottanta percento del normale volume per quelle attività ritenute essenziali. Quasi tutto il sistema si regge sulle banche con il gioco degli affidamenti e dei castelletti che permettono le transazioni finanziarie. Ora il crollo del fatturato mette in crisi tale sistema e se non si interviene modificando per il periodo di emergenza le regole attuali si andrà verso il blocco totale dei pagamenti con il conseguente default di tutte le filiere. Ben venga quindi quanto richiesto in questa lettera che deve essere portato con forza sui tavoli del governo che ha il dovere di intervenire prontamente per far modificare tali regole”.
Le misure introdotte per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, la chiusura delle attività ritenute non essenziali, il significativo declino della domanda di beni e servizi, stanno determinando una crisi di liquidità senza precedenti, in grado di tradursi in “trappola” per la generalità degli operatori economici, comprese le attività che, pur potendo formalmente proseguire, hanno subito un drastico calo del fatturato, di fatto azzerato. Per questo si ritengono necessari tre interventi: 1. Moratoria fiscale rafforzata e allargata al sistema dei tributi locali e alla TARI; 2. Sostegno alle imprese con un’immediata iniezione di liquidità a copertura delle spese di funzionamento, attraverso contributi a fondo perduto e/o prestiti a tasso zero coperti da garanzia statale; 3. Congelamento della valutazione del merito di credito delle imprese al momento immediatamente precedente l’inizio dell’emergenza. Con riferimento, in particolare, alla priorità di cui al punto 2, le associazioni ritengono che possa risultare molto efficace la proposta denominata Piano Bridge, che prevede per tutti gli operatori economici non finanziari un credito aggiuntivo (rispetto a quello che le banche metterebbero normalmente a disposizione) pari a massimo 3/12 del fatturato 2019, a tasso zero, rimborsabile in massimo 100 rate a partire dal 1° gennaio 2022, garantito al 100% dallo Stato a titolo gratuito. “Un Piano Ponte – commenta Mauro Mamoli, Presidente di Federmobili – che insieme alle altre misure proposte dalla nostra Confederazione consentirebbe a tutti gli operatori di onorare i pagamenti improrogabili e di mantenere l’occupazione, in modo da poter essere pronti a ripartire non appena l’emergenza sarà rientrata”.
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Speciale Covid-19 NEWS
MAPEI TRA LE AZIENDE CHE HANNO CONTRIBUITO ALL’OSPEDALE IN FIERA MILANO L’azienda ha fornito le proprie soluzioni e donato l’adesivo Ultrabond Eco V4SP per le pavimentazioni Martedì 31 marzo è stato ufficialmente inaugurato l’ospedale per pazienti malati di Covid-19, allestito in tempo di record nei padiglioni 1-2 di Fieramilanocity. Il nuovo ospedale supporterà per i prossimi sei mesi le strutture ospedaliere in difficoltà per l’emergenza, si estende per un totale di 25.000 m2 ed è in grado di ospitare circa 200 posti letto di terapia intensiva. Tra le numerose aziende che hanno contribuito alla realizzazione dell’ospedale c’è anche Mapei, che ha donato l’adesivo ULTRABOND ECO V4SP per la realizzazione della pavimentazione, donata
dalla società Carpet Italia in accordo con i tre maggiori produttori di pavimenti resilienti. Mapei continua a mettere la propria esperienza al servizio dell’emergenza sanitaria fornendo soluzioni utili al rifacimento o all’ampliamento di strutture sanitarie, quali ad esempio il San Raffaele di Milano, Villa Lucia Hospital di Conversano (BA), Policlinico di Bari, Hospital Madonna delle Grazie di Matera, Ospedale di Ostuni, Ospedale Don Tonino Bello di Molfetta, Ospedale Perrino di Brindisi, Ospedale di Manduria, Nuovo Ospedale di Foggia Deu.
#iorestosulparquet, la campagna social di Garbelotto Parchettificio Garbelotto ha trasferito la propria operatività in smart working, ma rimane attiva anche sui social, dove ha lanciato la campagna “Stare a casa ha il suo parquet!” Parchettificio Garbelotto ha trasferito la propria operatività in smart working, ma rimane attiva anche sui social, dove ha lanciato la campagna “Stare a casa ha il suo parquet!” con l’hashtag #iorestosulpartquet. L’obiettivo dell’azienda è quella di rimanere al fianco di clienti e rivenditori con dei messaggi positivi, che possano anche alleggerire la tensione di questo momento, ribadendo con forza la necessità di tutti gli italiani di stare a casa per contenere il virus.
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Speciale Covid-19 NEWS
RINVIATO AL 2021 IL SALONE DEL MOBILE Dopo il rinvio inizialmente deciso per giugno, gli organizzatori hanno annunciato che l’edizione 2020 dell’evento non si farà. Appuntamento al 13-18 aprile 2021
FTK – Technology for the Kitchen – e il Salone Internazionale del Bagno. “Un’unica grande manifestazione di sistema che rappresenterà una nuova opportunità di rilancio per le imprese e per tutta la filiera che lavora in sinergia con il Salone e per Milano”, conclude FederlegnoArredo.
Una decisione “dolorosissima”, secondo il Presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini: l’edizione 2020 del Salone del Mobile di Milano è stata ufficialmente annullata, dopo il primo rinvio inizialmente Produzione di pavimenti in legno programmato per Sede legale e Showroom - Via Pieve Ligure 15, 00168 - Roma giugno, a causa Showroom - Via Refrancore 26, 00166 - Roma dell’emergenza CovidStabilimento di produzione - Via Morsasco 41, 00166 - Roma 19. “Le condizioni che Tel: 06.30.60.14.38 avevano indotto lo spostamento da aprile www.stemausrl.it a giugno, annunciato info@stemausrl.it il 25 febbraio, sono completamente cambiate – si legge nella nota diffusa dagli organizzatori. Si è cercato di mantenere fino all’ultimo la data di giugno per consentire un regolare svolgimento della manifestazione, ma lo scenario che si profila oggi ha subito un mutamento totale e le incertezze per il medio periodo non consentono di confermare lo svolgimento del Salone”. Appuntamento STEMAU SRL quindi all’edizione Produzione parquet tradizionale, 2021, dal 13 al 18 Prefinito 2 strati, Flottante 3 strati, aprile, che celebrerà Decking, Linea artistica il 60° anniversario dell’importante kermesse dedicata Pavimenti resilienti al mondo dell’arredamento e del design. Sarà un’edizione particolarmente ricca, con la presenza, per la prima volta in contemporanea, di tutte le biennali: Euroluce (già prevista per il 2021), EuroCucina – con il suo evento collaterale
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Prodotti certificati
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Design INTERIOR
Klima Hotel
NEL CUORE
DELLE DOLOMITI Un progetto di ampliamento e riqualificazione energetica che rivisita in chiave contemporanea le architetture e i materiali della tradizione altoatesina
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uattro stelle per il comfort, massimo punteggio in tema di sostenibilità dell’attività turistica e l’ottenimento della certificazione CasaClima in Classe A nella categoria Clima Hotel. Un risultato più che brillante quello conseguito dall’Hotel Eden Selva di Selva di Val Gardena, nel cuore delle Dolomiti, sottoposto a un intervento di ampliamento e riqualificazione a cura di una coppia di architetti esperti di case in legno e green building: Paolo de Martin e Sarah Gasparotto.
a cura della redazione
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Design INTERIOR
Concorso di idee
contempo il tema della sostenibilità ambientale, nel senso più ampio del termine, quindi nel rispetto del protocollo Clima Hotel dell’Agenzia CasaClima (vedi Box pag. 21), ovvero un ridotto impatto ambientale complessivo, alta efficienza energetica e utilizzo prevalente di materiali naturali. Nell’elaborare il progetto si è tenuto conto dei vincoli e delle indicazioni contenute nelle perizie e relazioni geologiche sul Rio Gardena elaborate dai tecnici. Inoltre, l’intervento ha dovuto prendere in considerazione anche i limiti di massima edificabilità stabiliti dal piano urbanistico,
Il progetto di riqualificazione non è stato affidato direttamente ai due architetti, ma è stato scelto al termine di un concorso di idee a inviti voluto dal committente e dall’Agenzia di consulenza turistica “Toursmusmanagement Group” di Lana (BZ). Poche, ma chiare, le indicazioni per lo sviluppo del progetto: trasformare l’albergo in una struttura in linea con l’offerta turistica della zona, contraddistinta da quattro elementi – boutique hotel, design, natura e sport – sposando al
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Design INTERIOR
INFLUENZE. Il contesto paesaggistico e l’architettura locale hanno influenzato i progettisti, che hanno saputo reinterpretare questi elementi in chiave moderna
in un’area già densamente popolata. Il progetto elaborato da Paolo de Martin e Sarah Gasparotto ha migliorato per prima cosa l’accessibilità all’hotel, creando nuove relazioni spaziali e visive verso il torrente Rio Gardena e la pista da sci di collegamento, elementi fondamentali del paesaggio estivo e invernale.
Contesto ambientale Per quanto concerne il contesto dell’edificio, i progettisti hanno cercato di ottenere un’integrazione ideale fra interno ed esterno, privilegiando soprattutto le viste sul paesaggio circostante (nord – est – ovest) con ampie superfici vetrate di collegamento funzionale e visivo anche sul versante nord. I piani sopra il livello zero presentano uno sbalzo continuo composto da pieni e vuoti, in corrispondenza dei balconi, legati nel loro andamento mutevole da un sistema di rivestimento a listelli verticali in legno di larice verniciato; elementi che riprendono trame e figure tipiche dell’architettura rurale locale, reinterpretandola però in chiave contemporanea. L’accesso automobilistico differenziato per garage sotterraneo ed esterno, prosegue con una rampa a bassa pendenza che collega la corte parzialmente pedonale con lo scantinato, dove sono collocati i posti auto per gli ospiti dell’albergo. A sud è stato creato un nuovo passaggio, prevalentemente pedonale, per agevolare l’accesso all’edificio. In prossimità dell’ingresso alla cucina sono stati ricavati pochi posti auto riservati al carico e scarico dei bagagli e per i fornitori. Tra l’albergo e il vicino Rio Gardena è stata realizzata un’ampia fascia a verde, integrata funzionalmente e visivamente al piano terra e allo scantinato, con ccesso indipendente alla zona wellness.
ACCESSO ALLE PISTE. L’hotel è immerso nella natura con accesso diretto alle piste da sci
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Design INTERIOR
NELLA NATURA. L’apertura verso il paesaggio, incorniciato dalle montagne circostanti, è una cifra stilistica dell’intervento di ristrutturazione
NATURA, VITA E TRASPARENZA
VITA. Qui si valuta come la struttura si relaziona con il benessere degli ospiti attraverso criteri, quali: comfort ambientale e accessibilità, così come la qualità degli spazi interni ed esterni, considerando anche come l’hotel si mette in relazione con le peculiarità del paesaggio e dell’ambiente circostante. Uno specifico criterio di valutazione (Autenticità) analizza le misure adottate per valorizzare la connessione con l’autenticità del luogo attraverso l’utilizzo di prodotti e materiali locali.
La certificazione CasaClima Clima Hotel – riservata alle strutture alberghiere – prevede tre grandi aree di valutazione, ognuna articolata in diversi criteri, per stimare oltre alle caratteristiche dell’edificio anche la sostenibilità dell’attività turistica nel suo complesso. NATURA. In questa categoria vengono analizzate le prestazioni di efficienza energetica dell’involucro edilizio e del sistema edificio-impianto secondo lo Standard CasaClima (area di valutazione “Energia”). Viene inoltre valutato l’utilizzo delle risorse, considerando sia aspetti legati alla progettazione, sia la gestione della struttura alberghiera, come l’impatto ambientale dei materiali da costruzione (CasaClima Nature) o le proposte per incoraggiare l’utilizzo dei mezzi per la mobilità sostenibile.
TRASPARENZA. Il focus qui si sposta su ambiti legati ai costi di costruzione, di gestione e alla qualità del servizio offerto. All’interno di questa area vengono esaminati anche criteri legati alla durabilità della costruzione e alla comunicazione dei valori di sostenibilità dell’hotel sia nei confronti dei collaboratori che degli ospiti.
LA FACCIATA è mossa dal rivestimento a listelli verticali in legno di larice verniciato, che fungono anche da frangisole
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Design INTERIOR
INTERNI. Alcune immagini degli interni dell’albergo completato l’intervento di riqualificazione. Si noti l’utilizzo del legno e la semplicità formale dell’arredo
Distribuzione degli spazi
Architettura e materiali
La distribuzione interna degli spazi è stata ridisegnata per avviare in modo flessibile nuove attività e servizi ai clienti. Gli spazi comuni e i servizi al piano terra sono facilmente percorribili e controllabili lungo l’asse principale, dove troviamo sala colazione, bar, reception, camino, emeroteca, stube e spazi relax. L’accesso ai tre livelli superiori, dove sono collocate le stanze, avviene attraverso una scala centrale libera con annesso ascensore. Le stanze, tutte dotate di balcone, ricalcano un modello di ambiente flessibile e modulare, che può trasformarsi in stanza doppia o suite, con ampio ricorso alla luce naturale e l’affaccio sul paesaggio. Sottoterra si trova un garage con 23 posti auto (pari al numero delle stanze), i locali tecnici e un’ampia zona wellness con sauna e spazi relax. La zona di cura è direttamente collegata sia all’area verde prospicente l’albergo, sia al piano terra con una scala interna che conduce a una vasca idromassaggio posta in prossimità della pista da sci. Nello scantinato si trovano anche servizi igienici pertinenti al piano terra, un deposito per gli sci e altri vani per usi interni.
Pur rivisitando in chiave moderna le forme e i materiali della tradizione locale rurale, a cominciare dal legno, la scelta architettonica è strettamente legata al paesaggio naturale e all’architettura locale. L’edificio si caratterizza al primo acchito per i due livelli compositivi: il piano terra in muratura e i tre piani delle stanze a sbalzi variabili con vuoti e pieni, definiti dalla struttura in legno con telaio a lastra, sottolineata esteticamente dalla facciata composta da listelli verticali in microlamellare d’abete di kerto, disposti a interassi variabili in funzione delle luce e delle viste. La forma e la disposizione dei listelli ha lo scopo di alleggerire il fronte, aprendo il cuore dell’edificio all’ambiente circostante, senza dimenticare una funzione pratica, quella di fungere da frangisole fissi. In questa ricerca stilistica, i progettisti hanno cercato di infondere nel nuovo edificio l’identità locale autentica, con un tocco di innovazione che evitasse di riproporre forme stilistiche consuete e ormai fuori contesto, rendendo coerente l’architettura con la funzionalità turistico-alberghiera del complesso, così come indicato dallo studio di settore fornito dall’agenzia di consulenza turistica.
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Design INTERIOR
Legno e cemento L’edificio prevede un doppio sistema costruttivo in calcestruzzo e legno. Per motivi statici e di protezione dall’umidità, lo scantinato e il piano terra sono realizzati in cemento armato, mentre i tre piani dove si trovano le stanze degli ospiti vedono l’impiego di un sistema misto di costruzione in legno massiccio e leggero, con pareti a telaio a lastre di fibrogesso e solai massicci in X-Lam. Le finiture interne sono prevalentemente in legno a vista e a intonaco, mentre il tetto è realizzato in legno X-Lam con tavolato e sistema chiuso e isolato con copertura in ghiaia a vista. I balconi vedono un rivestimento in lamelle verticali di kerto con parapetti in ferro zincato. Per quanto concerne la coibentazione, aspetto non marginale dell’intervento, i progettisti hanno selezionato il polistirolo espanso estruso per scantinato, piano terra (30 cm) e copertura (60 cm), mentre i livelli superiori sono stati coibentati applicando sulle pareti lastre di lana di roccia di 30 cm di spessore. L’isolamento acustico fra le stanze è attuato mediante una doppia parete a telaio e pannelli in fibra minerale, strato d’aria e doppio strato di fibrogesso, in modo da ottenere prestazioni acustiche superiori rispetto alle prescrizioni di legge. L’isolamento anti calpestio è assicurato da massetti in cemento alleggerito, uno strato a secco di graniglia e uno strato di fibra minerale ad alta densità. Tutti i serramenti esterni sono fabbricati in legno di larice con doppio strato isolante e triplo vetro basso emissivo ad alte prestazioni termiche e acustiche.
Scheda intervento
Tipologia: struttura alberghiera di montagna Località: Selva di Val Gardena (BZ) Zona climatica: F Gradi giorno: 5.246 Volume lordo riscaldato: 4.764 m3 Superficie netta riscaldata: 1.245 m2 Fattore di Forma: 0,48 Progettista architettonico: Arch. Paolo De Martin e Sarah Gasparotto Consulente energetico e del legno: Arch. Paolo de Martin Statica del legno: Studio Ing. Stefano Moravi e Andrea Simone Progetto e consulenza impianti: Ing. Massimiliano Marchesini Test acustici: Ing. Massimo Rovere Impresa: Ligno Alp Bressanone (BZ) Trasmittanza media involucro (Um): 0,31 W/m2K Fabbisogno per riscaldamento sup. netta: 28 kWh/m2a (Classe A CasaClima) Efficienza complessiva: 37 kg CO2/m2a Quote da fonti rinnovabili: 9%
Condensazione e microcogenerazione
Certificato in Classe A Gold Nature
La parte impiantistica è tagliata sulle esigenze di una struttura ricettiva, pur prestando attenzione alla riduzione dei consumi energetici. Il riscaldamento è fornito da un doppio impianto con caldaia a condensazione alimentata con gas metano, con potenza di 130 kW, integrato da un sistema di microcogenerazione per la produzione contemporanea di energia termica ed elettrica. Piano terra, area wellness e stube sono inoltre serviti da un impianto di ventilazione meccanica controllata. Per tutti gli ambienti la distribuzione è di tipo radiante a pavimento. L’illuminazione prevede l’utilizzo di sorgenti LED a basso consumo energetico.
Per rispondere alle richieste della committenza in termini di efficienza energetica, l’involucro è stato certificato in Classe A – Gold Nature secondo lo standard CasaClima, con un fabbisogno energetico di soli 25 kWh/m2a. La maggior parte dei materiali sono a basso impatto ambientale (CasaClima Nature), con indici molto bassi di energia grigia e CO2 equivalente. Nel corso delle valutazioni a fine lavori sono state eseguite cinque ispezioni di audit, condotti due Blower Door test, per valutare la tenuta dell’involucro edilizio e sei prove acustiche. Inoltre, sono stati rilevati consumi idrici e apporti di luce naturale. ■
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Design INTERIOR
Parola
D’ORDINE: PERSONALIZZAZIONE
Assecondare i gusti del committente tramite il colore, la piallatura e la finitura del parquet a cura della redazione
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Design INTERIOR
S
i sa, il lavoro dell’artigiano parchettista non è più quello di una volta dove bastava far vedere un campione di legno e il gioco era fatto. Grazie alla varietà di finiture realizzabili sulle pavimentazioni di legno e soprattutto alla richiesta sempre più mirata e specifica da parte dei clienti di finiture e texture personalizzate, oggi è impensabile lavorare come si faceva un tempo.
Fornitura personalizzata
Siamo a Galluzzo, frazione del Comune di Firenze celebre per la Certosa, monastero trecentesco fatto edificare su volere di Niccolò Acciaiuoli, membro di una delle più importanti famiglie fiorentine. Eseguito dall’artigiano parchettista, Simone Biagiotti, il lavoro ha riguardato la fornitura e la posa di un listone prefinito a tre strati di Antico Filò. Insieme con la committenza si è partiti dalla visione di un’immagine a catalogo per poi passare a dei campioni che, nel corso di un mese, sono stati prontamente messi a disposizione del cliente. Dopo un attento ascolto delle esigenze e dei gusti del cliente, si è arrivati a produrre un colore e una finitura che, in questo caso, si può definire “estremamente personalizzata”. Colore, piallatura a mano e finitura sono infatti il risultato dei desideri del cliente. Questo è stato reso possibile soprattutto grazie all’esperienza degli artigiani di Antico Filò, pronti a soddisfare anche le richieste dei clienti più esigenti.
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Design INTERIOR
La posa
La casa oggetto dell’intervento fa parte di un complesso abitativo che sorge sulla confluenza dei torrenti Ema e Greve. Si pensa che in quel luogo sia sorto uno dei primi mulini al servizio dei monaci della vicina Certosa. Non a caso, la zona è denominata proprio “Il Mulino”. In tempi più recenti e fino ai primi anni 2000, vi era un albergo ristorante. La posa dei listoni ha interessato tutta la casa, fatta eccezione per i bagni. Trattandosi di casa già terminata erano presenti le porte in laccato bianco, smontate e rimontate a posa ultimata per permettere una più agevole installazione, soprattutto perché la committenza aveva espressamente vietato di tagliarle. La geometria di posa, a tolda di nave irregolare, inizia dal locale cucina-soggiorno, dove le tavole sono state utilizzate anche per creare alcuni sportelli della cucina in muratura, per poi interrompersi in corrispondenza di due scalini che separano la zona notte.
Per dare continuità ai due spazi, si è pensato di far proseguire con la stessa ortogonalità le tavole sugli scalini per poi proseguire nel lungo ingresso di circa 12 metri, sempre con lo stesso squadro della cucina. A completamento dell’opera, è avvenuta l’installazione di un battiscopa ducale laccato bianco RAL 9010 altezza 12 centimetri, che sposa alla perfezione il pavimento creando uno stacco di colore con le pareti grigio tortora. ■
Design INTERIOR
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Posa APPUNTI TECNICI
STRUMENTI e attrezzature per le VERIFICHE del sistema “pavimentazioni di LEGNO”
SECONDA PARTE
DAL PIANO DI POSA ALL’OPERA FINITA, COMPLETIAMO IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SUGLI STRUMENTI E SULLE VERIFICHE INDISPENSABILI PER TENERE SOTTO CONTROLLO IL COMPLESSO “SISTEMA PARQUET” di Domenico Adelizzi
N
di 0,5 mm incise sulla superficie inclinata del cuneo (vedi Figura 1). Il regolo e i cunei servono per eseguire la misurazione della freccia d’inflessione rispetto alla controfaccia del regolo metallico posata sul massetto. In alternativa al cuneo, anche se la norma non lo prevede, per una prima stima si potrebbe utilizzare un comparatore centesimale (precisione 1/100 mm) ben fissato a un appoggio (stativo), oppure uno spessimetro con lamelle metalliche a spessore crescente da 0,05 mm. L’importante è che il regolo sia posto in piano per la lettura degli eventuali dislivelli convessi o concavi del piano di posa.
ello scorso numero (Professional Parquet n° 1, gennaio/febbraio 2020) ci siamo concentrati sugli strumenti da utilizzare per le verifiche del sito di posa, delle proprietà idrotermiche ambientali e dei primi test concernenti il piano di posa. In questa seconda parte, oltre all’analisi di strumenti e attrezzature per ulteriori verifiche del piano di posa, ci occupiamo della strumentazione per monitorare gli elementi lignei, l’adesivo, la finitura e infine la pavimentazione di legno realizzata.
Piano di posa Quota e planarità
Compattezza per tutto lo spessore
Per verificare queste due proprietà bisogna dotarsi di un regolo metallico lungo 2 metri con livella, acquistabile in tutti negozi di ferramenta, di cunei lunghi 100 mm, larghi 30 mm e alti 30 mm con tacche distanziate
La verifica di questa caratteristica è molto semplice e l’attrezzatura altrettanto. Occorre munirsi di un mazzuolo da 750 grammi con battente in metallo che
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dovrà essere battuto con forza sulla superficie del massetto cementizio o a base di anidrite. Lo scopo è di verificare se, battendo la superficie del massetto, si formano anomale impronte o sgretolamenti e/o sviluppo di polveri.
Durezza superficiale
Per questo tipo di verifica la norma tecnica UNI 11371 prevede un metodo semplice ed empirico, impiegando un grosso chiodo d’acciaio in grado di incidere la superficie del massetto per formare un reticolo quadrato con celle di dimensioni 20 mm x 20 mm. In alternativa al chiodo d’acciaio si può utilizzare lo sclerometro, ossia uno strumento con una o più punte d’acciaio che fungono da incisore per formare la sopraddetta maglia a celle quadrate sulla superficie del massetto da verificare. FIGURA 2. Durometro per prova coesione nello spessore del massetto
Resistenze meccaniche
È una verifica fondamentale e importantissima per tutti i tipi di massetti destinati a essere rivestiti mediante incollaggio con tavolette e listoni a base di legno. Si tratta purtroppo di un test poco diffuso, nonostante la sua enorme importanza: il suo scopo primario è infatti conoscere l’effetto bleeding, ossia lo sfarinamento e la resistenza della superficie del massetto alle sollecitazioni che avvengono parallelamente al piano di posa sul quale sono incollati gli elementi unitari a base di legno. L’importanza della verifica è tale che l’ente italiano di normazione UNI nel marzo 2000 pubblicò la norma tecnica UNI 10827 che stabilisce l’unico metodo univoco per verificare la resistenza alle sollecitazioni parallele al piano di posa. Il test si esegue utilizzando il dinamometro orizzontale con precisione 0,1 N e n.2 lamelle di legno di rovere di dimensioni 8 mm x 24 mm x 120 mm e 8 mm x 24 mm x 60 mm da incollare sul piano di
posa da sottoporre successivamente a carichi orizzontali, ossia a sollecitazioni sullo stesso asse fino a che le due lamelle si distaccano dal piano del massetto, prendendo nota del carico unitario occorso per distaccarle, per poi confrontarlo con il valore minimo stabilito dalla norma tecnica UNI 11371.
Altri strumenti e attrezzature Anche se la norma UNI 11371 non stabilisce altri test e/o strumenti, altri comuni strumenti utili al posatore per verifiche e controlli del piano di posa sono: • i rilevatori di cavi elettrici; • le squadre di metallo fissa a 90° e inclinabile con precisione 1 mm; • il termometro digitale di precisione 1°C per conoscere la temperatura di lavoro; • una piccola livella con bolla per verifiche di quota e planarità localizzate; • un durometro di precisione 1 N per verificare la durezza superficiale e l’impatto della superficie del massetto (Figura 2); • per i posatori di massetti, un dinamometro con dischetti di metallo da incollare alla superficie del massetto, per poi distaccarli per verificare l’aderenza e la composizione del massetto. Il test è anche conosciuto con i termini pull-off o pull-out.
Elementi lignei da posare
Non è evidentemente compito del posatore eseguire specifici controlli e verifiche per tavolette, listoni e moduli lignei da posare. Tuttavia, è buona regola non esimersi dall’eseguire “a spot” alcuni semplici, fondamentali e importanti controlli che potrebbero compromettere il lavoro, come per esempio verificare che gli elementi lignei possiedano le proprietà adeguate per essere posati. Quindi, oltre alle verifiche visive relative all’aspetto estetico – assenza di palesi difetti morfologici naturali non voluti, tonalità cromatica del legno per evitare di ottenere antiestetiche chiazze cromatiche (conosciute come “parquet arlecchino” o “parquet a
FIGURA 1. Regolo di 2 metri e cuneo
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Posa APPUNTI TECNICI
macchia di leopardo”) e stato del formato dell’elemento per verificare l’eventuale presenza di anomali imbarcamenti e/o svergolamenti – è auspicabile che si eseguano controlli concernenti lo stato dimensionale, il formato dell’elemento ligneo da posare e, soprattutto, il contenuto percentuale di umidità. Verifiche che richiedono poco tempo e l’impiego di pochi strumenti e attrezzature che sono uguali a quelli in precedenza analizzati per il piano di posa, ossia l’asta metrica, il metro flessibile o pieghevole, il calibro a corsoio, l’igrometro a puntali o a sfera (meglio quest’ultimo, così da non incidere l’elemento ligneo, vedi Figura 3) per verificare il contenuto percentuale di umidità, la squadra fissa a 90° e una dima a 90° per verificare la correttezza degli angoli, lo squadro e la rettitudine dei bordi. Infine, è utile dotarsi anche di un piano di riscontro che può essere realizzato con una lastra di vetro o di metallo di 3 mm incollata sopra un pannello di legno utile per verificare la planarità, l’orizzontalità degli elementi e la presenza di deformazioni di formato come svergolamenti, imbarcamenti e torsioni.
Tabella 1. Alcune verifiche per gli adesivi
Adesivi
Caratteristica
N° Norma Tecnica
Massa volumica
EN 542:2006
Determinazione delle ceneri
UNI EN 1246:2001
Residuo secco
UNI EN 827:2006
Determinazione del pH
UNI EN 1245:2011
Viscosità apparente secondo il metodo Brookfield
ISO 2555:2002
Formaldeide libera
EN 1243:2011
Resistenza ad un carico statico di lunga durata (Creep)
MU 700:1985
Resistenza al taglio per trazione su incollaggi; classe D1
EN 205:2003
Resistenza al taglio per trazione su incollaggi; classe D2
EN 205:2003
Resistenza al taglio per trazione su incollaggi; classe D3
EN 205:2003
Resistenza al taglio per trazione su incollaggi; classe D4
EN 205:2003
Resistenza al taglio per trazione
EN 205:2003
Resistenza a trazione ad elevata temperatura
EN 14257:2006
Ciclo di esposizione al calore, al freddo e all’umidità.
UNI EN ISO 9142:2004
prodotti proposti. Oltre alla normale strumentazione di un laboratorio chimico e ai già citati dinamometri e strumenti per la verifica del contenuto e rilascio di formaldeide, in un’azienda che produce adesivi e collanti per pavimentazioni di legno non dovrebbe mai mancare lo strumento per la verifica del contenuto delle ceneri mediante calcinazione; il viscosimetro Tazza
Anche la verifica delle caratteristiche e proprietà degli adesivi utilizzati per aggrappare gli elementi lignei al massetto non è compito del posatore. È bene, però, che egli sappia che le aziende produttrici di adesivi eseguono delle prove e controlli utilizzando diversi strumenti e attrezzature per valutare la qualità dei
GLI STRUMENTI CHE NON POSSONO MANCARE NEL LABORATORIO PROVE il maglio di Charpy per le verifiche della resistenza alle forze d’urto (resilienza); • un impattometro con sfere di metallo per verificare la resistenza all’urto delle superfici di calpestio (vedi Figura 4); • un abrasimetro Taber dotato di mole abrasive di vario tipo, idoneo per verificare sia la resistenza all’abrasione che il grado di usura della superficie lignea sia essa grezza che diversamente rifinita (vedi Figura 5). Infine, nel laboratorio prove delle aziende produttrici di pannelli a base legno utilizzati come supporto degli elementi multistrati non dovrebbe mancare la strumentazione per le prove del contenuto e rilascio della formaldeide, verifica sempre più importante, constatato che sia la legge italiana sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità stabilisce l’obbligo di rispetto dei valori limite che il produttore deve dichiarare. Infine, non deve mancare un dinamometro di almeno 4.000 daN di potenza per verificare le resistenze meccaniche (ad esempio flessione, modulo elastico, compressione, durezza e tenuta dell’adesivo, delle viti e dei chiodi) e grado d’incollaggio, sia tra gli strati dell’elemento multistrato sia della linea adesiva tra il supporto e il sovrastante strato di legno nobile.
Per le aziende produttrici di tavolette, listoni e doghe in genere, oltre ai sopraddetti strumenti e attrezzature, nei laboratori prove materiali non dovrebbero mai mancare specifici strumenti e attrezzature come: • la bilancia analitica con precisione 0,01 grammi; • calibri ad arco e a corsoio di diverse lunghezze e precisione 1/20 mm per verificare dimensioni e massa volumica delle varie specie legnose e pannelli lignei; • la camera termostatica a circolazione d’aria con temperatura da 0°C a 200°C per prove di essiccazione; • il criotermostato con temperatura da -20°C a +150 °C per verifiche di stabilità del legno al variare di temperatura e umidità; • recipienti di metallo per verifiche della resistenza all’acqua e rigonfiamento del legno e dei pannelli lignei; • il dinamometro da banco con gli opportuni accessori per la verifica dei vari tipi di resistenze meccaniche; • il durometro attrezzato con punzoni per la verifica della durezza Brinell, Janka e resistenza all’impronta del tacco e mezzo tacco secondo le metodologie di prova stabilite dalle specifiche norme tecniche;
•
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Posa APPUNTI TECNICI
FIGURA 3. Igrometro a puntali per legno
FIGURA 4. Impattometro per massetto
Ford, il viscosimetro Brookfield e quello a rotazione per conoscere la viscosità, ossia l’indice di coesione d’attrito delle particelle che costituiscono l’adesivo o il prodotto verniciante; il criotermostato per le prove di gelificazione; il durometro per resistenza del punto di durata (detto creep), il dinamometro per prove di resistenza al taglio degli incollaggi e specifiche camere a circolazione d’aria e umidità per verificare la resistenza dell’adesivo all’esposizione di calore, freddo e umidità (vedi Tabella 1).
produttrici, come nel caso della resistenza all’abrasione e usura della finitura o l’adesione della vernice al supporto di pavimenti costituiti con elementi tradizionali o multistrati prefiniti; altri tipi di verifiche invece si eseguono in cantiere, come le prove di durezza superficiale, strofinio e mantenimento dell’aspetto estetico del piano rifinito. Inoltre, seguendo quanto stabilisce la norma UNI 11368-1 del luglio 2010 dal titolo “Posa in opera - Criteri e metodi di valutazione Parte 1 - Posa mediante incollaggio” e la norma UNI 11368-2 del giugno 2013 dal titolo “Posa in opera Criteri e metodi di valutazione Parte 2 - Posa flottante”, è bene che un posatore abbia in dotazione una serie di comuni strumenti e attrezzature che, oltre a comprendere un semplice martello dotato di un battente di plastica rigida con peso 500 g al fine di individuare e perimetrare sul pavimento ligneo le zone con eventuale assenza di adesione (al battere il suono
Verifiche per i prodotti vernicianti
Anche queste verifiche non riguardano direttamente il posatore ma le aziende che producono e realizzano miscele per la finitura dei parquet e pavimenti di legno. Un’azienda chimica che realizza vernici, oli e cere per parquet, dovrebbe essere dotata di un laboratorio chimico attrezzato il quale, oltre alle basilari attrezzature e strumenti per le varie verifiche di natura chimica, abbia in dotazione anche un gascromatografo, lo strumento per la valutazione dei composti organici volatili (VOC) e gli strumenti utili per verificare la permeabilità del film di vernice, l’emissione degli odori e un spettrofotometro che permette di misurare lo spettro della radiazione elettromagnetica, cioè le proprietà della luce in funzione della sua lunghezza d’onda, nonché tutta la strumentazione sia per le verifiche stabilite dalla norma UNI 11622-1: “Pavimentazioni di legno per interni; Trattamenti di protezione superficiale; Requisiti minimi dei cicli di verniciatura” (vedi Tabella 2 e Tabella 3) che altre.
Tabella 2. Alcune verifiche per i prodotti vernicianti
L’opera finita
È palese che per dimostrare la riuscita dell’opera secondo la buona regola dell’arte si devono eseguire i controlli atti a verificare che il parquet e qualsiasi altro tipo di pavimentazione a base di legno soddisfi sia i requisiti prestazionali previsti dalle norme di riferimento, sia quelli non specificati dalle norme ma che assumono importanza rilevante agli occhi del cliente. Alcune delle verifiche si eseguono presso le aziende
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Caratteristica
N° Norma Tecnica
Densità
UNI EN ISO 2811-1:2011
Sostanze non volatili
EN ISO 3251:2008
Contenuto di pigmento (ceneri)
UNI EN ISO 14680-2:2006
Contenuto di acqua secondo Karl Fischer
ASTM D 1364:2002
Determinazione del contenuto di isocianato
UNI EN ISO 10283:2008
Contenuto di COV metodo gascromatografico
UNI EN ISO 11890-2:2007
Analisi infrarossa (tecnica della pastiglia di KBr)
ASTM E 1252:2002
Analisi infrarossa
ASTM D 2621:2005
Emissioni di composti organici volatili in camera
EN ISO 16000-9:2006
Migrazione di certi elementi
EN 71-3:2002
Emissione di odori
RAL RG 430
Contenuto di sostanze volatili delle vernici
ASTM D 2369-07
Monomeri in vernici UV
IOS TM-0002/16
Contenuto di Piombo
ASTM E 1645:01 (2007)
Posa APPUNTI TECNICI
Tabella 3. Alcune verifiche per le finiture delle superfici dei parquet e delle pavimentazioni di legno Caratteristica
N° Norma Tecnica
Resistenza delle superfici ai liquidi freddi
EN 12720:2009
Resistenza delle superfici al calore umido
EN 12721:2009
Resistenza delle superfici al calore secco
EN 12722:2009
Pavimenti in legno. Determinazione della resistenza agli agenti chimici
EN 13442:2002
Pavimentazioni in legno. Elasticità della vernice
EN 13696:2008
Pavimentazioni in legno. Resistenza all’usura per abrasione
EN 13696:2008,
Riflettanza (colore) della superficie
EN 13721:2004
Riflessione speculare
EN 13722:2004
Pavimenti in legno. Resistenza alla penetrazione Brinell
EN 1534:2011
Pavimenti e rivestimenti in legno. Stabilità dimensionale.
EN 1910:2000
Prova di imbutitura
EN ISO 1520:2006
Quadrettatura.
EN ISO 2409:2007
Misura dello spessore del rivestimento
EN ISO 2808:2007
Resistenza all’urto
ISO 4211-4:1988
Determinazione del coefficiente d’attrito per pavimenti
Metodo B. C. R. A
Durezza. Metodo della matita
UNI 10782:1999
Determinazione strumentale del colore
UNI 8941-2:1987
Calcolo della differenza di colore,
UNI 8941-3:1987
Adesione delle finiture al supporto
UNI 9240:1987
Tendenza a ritenere lo sporco
UNI 9300:1989
Resistenza alla graffiatura
UNI 9428:1989
Resistenza agli sbalzi di temperatura
UNI 9429:1989
Pavimentazioni con piallacci in legno. Elasticità della vernice (urto)
UNI EN 14354:2005
Pavimentazioni con piallacci in legno - Resistenza all’abrasione
UNI EN 14354:2005
Resistenza alla luce
UNI EN 15187:2007
Resistenza alla luce
UNI EN ISO 4892:2009
Ciclo di esposizione al calore, al freddo e all’umidità.
UNI EN ISO 9142:2004
Resistenza alla corrosione
UNI EN ISO 9227:2006
Invecchiamento accelerato al buio
UNICHIM 2195-07
•
una lente d’ingrandimento 10x per verificare la resistenza della finitura del parquet agli agenti chimici; • il misuratore per verificare l’elasticità della vernice • lo strumento per verificare la resistenza all’urto della finitura • il glossmetro per verificare l’omogeneità della brillantezza del prodotto di finitura applicato sul piano; • la camera con lampada allo xeno per verificare il grado d’invecchiamento della finitura; • lo scratch test per conoscere la resistenza al graffio del piano rifinito; • la camera termostatica per la verifica della resistenza della superficie rivestita ai cicli caldo-freddo e secco-umido; • uno strumento per valutare la resistenza alla brace della sigaretta mentre, per conoscere la reazione al fuoco del parquet rifinito, occorre recarsi presso i centri di prova specializzati e notificati. Non meno importante è l’esecuzione delle verifiche visive che, seppure siano soggettive, sono utili per valutare alcune caratteristiche dell’opera finita come ad
generato dal battente sarà sordo), prevede anche un regolo rigido con bolla d’aria di profilato metallico lungo 2 metri a sezione quadrata o rettangolare, comprensivo di cunei, e uno spessimetro a lamelle di precisione 0,05 mm e comparatore 1/100 mm per verificare le frecce d’inflessione rispetto al piano di posa e la larghezza delle fessure. A questi strumenti più comuni se ne devono necessariamente aggiungere altri che dovrebbero essere presenti soprattutto presso le aziende che producono finiture e miscele sintetiche per la finitura dei pavimenti di legno e parquet e applicano il prodotto sugli elementi grezzi. Oltre al già citato abrasimetro Taber è presumibile che le aziende abbiano in dotazione: • un durometro per le prove di quadrettatura, per verificare il livello di adesione del prodotto di finitura al sottostante piano di legno nobile; • un durometro a matite per la verifica della durezza superficiale del piano rifinito; • una serie di sostanze comuni stabilite dalla norma UNI EN 13442;
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Posa APPUNTI TECNICI
FIGURA 5. Abrasimetro Taber
MODALITÀ DI PRELIEVO Un altro importante aspetto dei controlli e delle verifiche sono i criteri di prelievo per gli elementi di legno, con lo scopo di valutare la conformità a quanto concordato e nel rispetto della specifica norma di prodotto. La norma tecnica comunitaria da utilizzarsi per la valutazione oggettiva della conformità della qualità degli elementi alle singole specifiche norme di prodotto, comprensiva delle modalità, tipo di campionamento, termini, definizioni del campionamento e procedure di campionamento è la UNI EN 14762:2006 avente titolo: “Pavimentazioni di legno. Procedure di campionamento per la valutazione della conformità”.
FIGURA 6. Sonda per verirfica umidità
esempio l’aspetto estetico, il cromatismo, la presenza di difformità di finitura e così via. Laddove è possibile è sempre meglio confrontare la verifica visiva con una verifica strumentale normata utilizzando strumenti o attrezzature idonee e tarate: un numero, un livello o un dato fornito da uno strumento è sempre meglio di un occhio umano, il quale, per antonomasia, non è sempre uguale, e tutti noi percepiamo una caratteristica, una proprietà, una finitura, un aspetto estetico e una finitura in modo differente a seconda della sensibilità di lettura che le nostre mani e i nostri occhi singolarmente possiedono.
Conclusioni
Tabella 4. Alcune verifiche per I pavimenti di legno e modalità di prelievo Tipo di pavimento di legno o parquet
N° Norma Tecnica
Pavimentazioni di legno. Posa in opera – Criteri e metodi di valutazione. Parte 1 Posa mediante incollaggio
UNI 11368-1:2010
Pavimentazioni di legno. Posa in opera – Criteri e metodi di valutazione. Parte 2 Posa mediante metodo flottante
UNI 11368-2: 2014
Parquet Linee guida generali per la posa in opera.
Specifica Tecnica Europea UNI CEN/ TS 15717:2008
Pavimentazioni di legno. Procedure di campionamento per la valutazione delle conformità.
EN 14762:2006
Una delle critiche che di solito mi rivolgono le aziende e gli operatori a proposito delle verifiche e dei controlli riguarda la numerosità e l’alto costo degli strumenti e delle attrezzature per tenere sotto controllo il cosiddetto “sistema parquet”. A tale critica, rispondo sempre con la seguente domanda: “È meglio acquistare una volta sola uno strumento e/o attrezzatura per monitorare la qualità di quanto eseguito e di quanto si eseguirà negli anni, oppure è meglio pagare i danni causati per non aver monitorato adeguatamente il proprio lavoro?”. Il denaro speso per acquistare un po’ alla volta specifici strumenti e attrezzature è utile per il lavoro quotidiano e futuro, mentre i soldi versati per i danni eventualmente causati non si rivedranno più e, potenzialmente, rischiano anche di far perdere il cliente e danneggiare la propria immagine professionale… Cosa conviene? ■
Nota. È in revisione la norma che riporta i criteri e metodi di valutazione per la posa delle pavimentazioni di legno mediante il metodo flottante, incollato e inchiodato. La norma dovrebbe essere pubblicata da UNI entro l’anno 2020
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Posa ASSOCIAZIONE
Detraibilità delle sp tracciabilità dei pa
Come sarebbe la vita senza uno SMARTPHONE? UN SUNTO DI QUANTO DISCUSSO, SEPPUR A DISTANZA, IL 2 E 3 APRILE DURANTE LA RIUNIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARCHETTISTI PROFESSIONISTI
Q
uante volte ci hanno rimproverato dicendo: “Sei dipendente dal telefonino e dai social”. Indubbiamente, oltre che i rapporti interpersonali vis à vis, la tecnologia ha azzerato le distanze, soprattutto nei giovani che oggi usano il telefonino anche per comunicare con chi si trova a un metro da loro. Se usato con criterio, però, può essere uno strumento di comunicazione efficace al servizio della collettività.
di Simone Biagiotti 34
pese: obbligo di agamenti
Posa ASSOCIAZIONE
Artigiani qualificati
Radianti a basso spessore
In un momento particolare come quello che Sempre in tema di supporti per pavimentastiamo vivendo in questi mesi a causa dell’ezioni di legno, un altro tema affrontato ha mergenza Coronavirus, la tecnologia ha perriguardato i sistemi radianti a basso spesmesso a chiunque di dialogare a distanza. sore. Sull’argomento l’associazione avrebIl 2 e 3 aprile lo abbiamo fatto anche noi be voluto organizzare nel mese di maggio di ANPP tramite una piattaforuna conferenza con esperti del ma online che ci ha permesso settore per dibattere sui supdi organizzare una conference porti per pavimento che, alla call con i nostri soci per disculuce della norma attualmente tere insieme della situazione in vigore, non sarebbero idonei che stiamo vivendo. Durante a ricevere una pavimentazione il dibattito – che ha coinvolto di legno. Infatti, la norma UNI oltre venti soci – abbiamo par11371:2017 “Massetti per parlato di come potrà essere lo quet e pavimentazioni di legno scenario post-ripartenza e di – Proprietà e caratteristiche prequali strategie adottare affinstazionali” prevede che sopra ché il nostro lavoro non venga le serpentine radianti vi sia un sottovalutato. Una possibi- SIMONE BIAGIOTTI massetto di almeno 3 cm. Ci le soluzione potrebbe essere Presidente di ANPP siamo quindi domandati come quella di instaurare un tavolo sia possibile che le aziende che di discussione con architetti, producono questi impianti di ingegneri e geometri per proriscaldamento/raffrescamento A porsi come artigiani qualificati. possano affermare che su queN P P Lo stesso potrebbe essere fatto sto tipo di supporti a basso nei confronti delle aziende chispessore si possa tranquillamenmiche e della filiera legno. te installare un parquet senza nessun tipo di problema. Auspichiamo quanto prima un tavolo di confronto con tutti gli attori della Ma come possiamo avvicinarci a queste A filiera per discutere di queste problematiche. figure professionali? Al fine di promuovere N P P la nostra professione e proporci a questi professionisti come artigiani parchettisti qualifiSicurezza nei cantieri cati, che operano nel rispetto delle norme e Un altro tema ha riguardato la sicurezza nei che possono garantire un lavoro eseguito a cantieri. La probabilità che dopo la riparregola d’arte, un’idea potrebbe essere quella tenza la sicurezza nei cantieri vada rivista è di partecipare ad alcuni meeting con ingecosa più che certa, soprattutto se dovremo gneri e architetti. Essere affiancati da artimantenere la dovuta distanza tra gli artigiani giani qualificati potrebbe rappresentare una che operano all’interno dello stesso cantiere. garanzia aggiuntiva per il cliente finale, che Che ruolo avrà in questo futuro prossimo il potrà così contare su un team di professioresponsabile della sicurezza? Quale sarà per nisti che operano in sinergia per raggiungere le ditte artigiane l’iter da seguire per aggiorun risultato comune in maniera ottimale. narsi? Di sicuro, anche in ambito edilizio, la Durante la discussione è inoltre emerso che burocrazia risulta molto complicata. Al fine molto spesso noi artigiani parchettisti veniadi agevolare una categoria che si trova non mo interpellati dal direttore lavori e/o dal solo a dover adempiere ai doveri appena committente solo quando le opere princidetti, ma anche a combattere contro chi di pali sono già state eseguite e il parquet già questi adempimenti non tiene conto (a scaacquistato da mesi. Nostro malgrado ci tropito di un prezzo più basso e con risultati di viamo così a scoprire che, per esempio, un altrettanta bassa qualità, denigrando quelli determinato materiale non è idoneo al tipo che seguono le regole) sarebbe auspicabidi posa proposta o voluta dal committente; le da parte di chi legifera poter snellire le oppure, nella maggioranza dei casi, il piano pratiche di presentazione dei documenti di di posa non è idoneo per scarsa compattezcantiere. za e durezza. Anche in questo caso, riveste In conclusione, possiamo affermare che lo particolare importanza l’informazione che spirito dei nostri associati si è attestato su un vorremmo trasmettere ad architetti, geomelivello abbastanza ottimistico. Tutti concortri e ingegneri riguardo all’essere interpellati dano che la strada da percorrere sia quella prima dell’inizio del cantiere. Solo in questo della coesione e della condivisione perché da modo potremmo esporre le nostre esigenze soli si è certo più efficaci e veloci, ma “insiee lavorare in sinergia con tutte le maestranze. me” si va più lontano.■ ssociazione azionale archettisti rofessionisti
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Rimuovere le finiture
Con il passare del tempo, il calpestio e gli agenti atmosferici logorano la superficie trattata, che necessita di essere rinnovata. Per questo tipo di rinnovi, è sufficiente una mano di prodotto applicata sulla superficie asciutta. In ogni caso, non è necessario trattare nuovamente l’intero decking; si possono trattare solamente le aree più logore senza bisogno di alcuna levigatura. Inoltre, non vi sono problemi nell’applicare un olio per decking di un diverso colore. Con Osmo Gel Rimozione Finiture, le finiture a olio preesistenti possono essere rimosse con facilità. Applicare generosamente il prodotto su tutta la superficie e lasciar agire per 60 minuti. Dopodichè rimuovere dalla superficie con abbondante acqua pulita. Prima di trattare la superficie del legno, rimuovere le zone ingrigite utilizzando Osmo Antigrigio per Legno Power Gel. ■
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Detraibilità delle spese: obbligo di TRACCIABILITÀ dei pagamenti SCOPO DELLA NORMA È LA LOTTA ALL’EVASIONE E ALL’ELUSIONE FISCALE di Andrea Borroni Ripamonti* *Responsabile comunicazione Assocaaf
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etc.), le spese universitarie (retta, affitto per studenti fuori sede etc.), le spese per l’attività sportiva dei ragazzi tra i 5 e i 18 anni, le spese per le assicurazioni (vita, infortuni, non autosufficienza etc.), le spese per addetti all’assistenza per non autosufficienza, le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici (contributo scolastico) e l’abbonamento al trasporto pubblico locale.
a Legge di Bilancio 2020 (Legge 27/12/2020, n. 160) ha introdotto importanti novità. Sicuramente avrà un forte impatto su tutti i cittadini, quella relativa all’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2020, di usare strumenti tracciabili di pagamento per alcune tipologie di spesa. Specifichiamo subito che sarà sempre possibile pagare in contanti, ma – così facendo – non si avrà diritto a far valere la detrazione Irpef del 19% nella dichiarazione dei redditi 2021.
Lotta all’evasione e all’elusione fiscale
Lo scopo della norma è identificabile nella lotta all’evasione ed elusione fiscale, ma apre una serie di criticità (pratiche e di interpretazione attuativa). Si pensi alla poca informazione legata all’immediata entrata in vigore delle nuove regole, oppure ad alcuni comportamenti di quanti ancora non sono attrezzati (o rifiutano) i pagamenti tracciati. Per questo la Consulta dei Caf ha chiesto uno slittamento di almeno 60 giorni, anche nel rispetto dello Statuto del contribuente che prevede uno slittamento di due mesi dall’entrata in vigore di un nuovo obbligo fiscale. A quando scriviamo, l’orientamento del legislatore è indirizzato ad accogliere una sorta di moratoria per tutti quei contribuenti che dal 1° gennaio non hanno rispettato questo nuovo obbligo. Attualmente, infatti, è in fase di conversione il Decreto Milleproroghe 2020 (D.L. n. 162/2019) – “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica” – che, come di consueto, affronta le due consuete funzioni: prorogare l’efficacia di leggi in scadenza differire l’entrata in vigore di altre disposizioni, spaziando tra argomenti molteplici ed eterogenei. La proroga sicuramente fornirà più tempo per ovviare alle difficoltà che emergeranno ma, altrettanto sicuramente, non risolverà le difficoltà connesse alla nuova normativa. ■
Spese tracciabili e non
Tra le spese escluse dall’obbligo di tracciabilità troviamo: i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche o in convenzione con Sistema Sanitario Nazionale. Queste prestazioni potranno ancora essere pagate in contanti, mantenendo la possibilità di detrarle nel 730 2021 o nel Modello Redditi 2021. Un numero significativo di altre prestazioni, però, dovrà essere pagato con strumenti tracciabili. Tra quelle di maggior diffusione troviamo: le visite specialistiche sanitarie private, le rate del mutuo per detrarre gli interessi passivi, le spese di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’abitazione principale, le spese veterinarie, le spese funebri, le spese scolastiche (iscrizione, mensa, servizi di pre e post-scuola, gite e assicurazioni
COSA SI INTENDE PER STRUMENTI TRACCIABILI? Metodi di pagamento effettuati tramite: bancomat o carte di debito, carte di credito, carte prepagate, bonifici bancari o postali e assegni bancari o circolari.
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Cosa cambia per i produttori di apparecchiature HVAC-R
Fondato nel 1952
N.8/2018 ottobre
EDITORIALE
di Gianni Massa
Ultimo decennio del vecchio millennio: un famoso pay off pubblicitario recitava “prevenire è meglio che curare”. Fabrizio Casadio, ingegnere e mitico doppiatore della nostra radiotelevisione, è stato la voce di quel dentifricio che ancora in tanti oggi ricordano. In questo senso la medicina ha certamente fatto passi da gigante negli ultimi decenni. La prevenzione in campo medico è divenuta pilastro fondante della ricerca, della programmazione, degli investimenti. Un pezzo del bilancio della nazione. Sono aumentate sensibilità e consapevolezza. È anche vero che, per loro natura, slogan, così come in generale comunicazione e pubblicità, si portano dietro criticità che non voglio nascondere. Criticità legate all’etica, al business, alla capacità (o incapacità) di pensare a un futuro a lungo termine per le generazioni che verranno dopo di noi.
BRICODAY
Il mondo del bricolage si incontra a Milano
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Giungere prima
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REPORT | DIAMOCI UNA SCOSSA
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Una scossa in 430 piazze
TERRITORIO Un esempio di abbandono e non solo
“Sentieri da Percorrere”
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Terni
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“Proposte per il Sud”, il dossier della Federazione
Magazine di informazione tecnica e di marketing per il posatore, l’impresa e lo studio di progettazione
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IN CONVENZIONE CON
PERIODICO D’INFORMAZIONE PER GLI ORDINI TERRITORIALI
CONTINUA A PAG. 4
Fondato nel 1952
63° CONGRESSO NAZIONALE
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Essere protagonisti di un nuovo ciclo di crescita del Paese
Supplemento al n.8 de Il Giornale dell’Ingegnere
L’evoluzione delle deroghe
Refitting dei Ponti del Morandi
Notizie recenti su cui riflettere Recuperare le infrastrutture Augusto Allegrini* la storia per nondicancellare
Una riflessione nel campo della Sicurezza Antincendio
1. Nuovo protocollo d’ intesa PAG. perfezionato 6 Presumibilmente entro la fine di ottobre verrà un nuovo di Franco Luraschi* protocollo d’ intesa tra CROIL e Regione Lombardia, rappresentata dal Presidente Attilio Fontana e dalla Sua Giunta.Pavia Il protocollo si Questo articolo vuole informare | DRONI pone in TECH continuità con l’analogo protocollo sottoscritto da CROIL i colleghi, che operano nel campo Settimana della Scienza con la giunta Maroni nel 2016: attualmente, si sta provvedendo all’aldella sicurezza antincendio, dell’eall’insegnadagli dell’ingegneria lineamento formale tra le competenze messe a disposizione voluzione qualitativa e quantitativa ingegneri lombardi in supporto alla Regione, e le deleghe dei nuovi delle deroghe che in questi anni assessorati dopo le elezioni del marzo scorso. Il protocollo è provengono sottoposte all’esame della Catanzaro dromo a una cabina di regia esclusiva tra ingegneri, governatorato e Direzione Regionale VVF della Lom-
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INDUSTRIA 4.0 | LE ATTIVITÀ PERITALI
CONTINUA A PAG. 6
STATISTICHE PERIODO 2015-2017 |
EDITORIALE |
Le competenze dell’ingegnere a supporto della Regione
Gli ingegneri chiamati a costruire la nuova classe dirigente. Questo il tema portante del 63° Congresso Nazionale degli Ingegneri. La volontà è affrontare una questione quanto mai urgente per l’Italia. “Essere ingegnere oggi si esplica in una pluralità di modalità, di settori e di luoghi: la scuola, l’università, la pubblica amministrazione, le imprese.”
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Trento
La prima Giornata Nazionale della prevenzione sismica e della messa in sicurezza, volta alla sensibilizzazione del cittadino e delle istituzioni Un grazie alle migliaia di tecnici che si sono messi a disposizione del cittadino: più di 180 Ordini degli Architetti e degli Ingegneri hanno richiamato lo scorso 30 settembre il mese delle Prevenzione sismica che si terrà a novembre. Giornate come queste diventano necessarie alla luce dei fatti di Genova e degli ultimi terremoti che hanno colpito duramente il centro Italia. C’è tanto da fare e molto da migliorare.
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Anno 27
N° 5
LA VOCE AUTOREVOLE DEL CANALE IDROTERMOSANITARIO
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Bergamo
4. Indagine per la riduzione del consumo del suolo Importante sottolineare poi che in previsione della prossima approvazione del Piano Territoriale Regionale della Lombardia, la CROIL sta collaborando con l’assessorato regionale competente per una prima indagine sull’offerta territoriale dei Piani di Governo del Territorio su un campione di circa 450 comuni, ovvero quasi il 30% dei comuni lombardi. L’ indagine sarà utile per delle prime stime sperimentali finalizzate all’esercizio della riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato, ai sensi della normativa vigente di prossima attuazione, proprio per tramite dell’approvando Piano Territoriale regionale.
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NOVEMBRE/DICEMBRE 2016
MARCO BOSELLI Bosch riparte da… Bosch
ANNO 8 - FEBBRAIO 2017
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Conto Termico e TEE. A che punto siamo?
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e cambiamento di GIOVANNA ROSADA
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gni campo dell’architettura e dell’ingegneria nel senso più ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalità, metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla società o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del “fare” ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero d’accordo con un “SI” o con un “NO”. È stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “si” e “no” dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianità dell’individuo e l’incapacità della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metà dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltà parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con più forza alla politica? ■
di MATTEO PALO
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iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderà gli ingegneri fino al 2021, quando completerà i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialità del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è già possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione così forte per la continuità del Consiglio nazionale uscente”, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.
In USA volano le infrastrutture
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Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7
MENSILE PER LA SUBFORNITURA E LA PRODUZIONE INDUSTRIALE
→ pag.37
segue a pag. 2
CASSA DEPOSITI E PRESTITI
a pag. 7
I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre
Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. Stabilità e certezza sono oggi più lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac cordi tra CNI e Governo che fine faranno?” / alle pagg. 1819
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Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollarimensile per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7
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I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre
Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. Stabilità e certezza sono oggi più lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac cordi tra CNI e Governo che fine faranno?” / alle pagg. 1819
Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documentare la consegna.
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E va d’altra parte fatta una distinzione tra creatività artistica, forse realmente di pochi, e una creatività di natura più pratica e funzionale, legata alla produzione di idee, che è quella che più ci interessa e che può essere appresa.
-Jurij Alschitz
P
erché parlare di creatività, pensiero creativo o comunicazione creativa? Perché in un mercato sempre più competitivo e in costante mutamento siamo consapevoli che professionalità ed esperienza non sono più elementi sufficienti a garantire risultati eccellenti. La capacità di affrontare e risolvere problemi in maniera creativa – individuando soluzioni nuove, percorsi inusuali, spazi alternativi – si rivela, in tale contesto operativo, un valore aggiunto e di decisiva importanza. Ma quale creatività? Non certo una creatività lasciata al guizzo del momento o all’ispirazione improvvisa; piuttosto una creatività strutturata, prodotta e applicata mediante delle tecniche. Nulla genera più frustrazione del dire a se stessi o ad altri “sii creativo” senza munirsi degli strumenti utili a stimolare e potenziare l’uso della creatività. A tal proposito è necessario sfatare il mito che la creatività sia “dono degli dei” e prerogativa di pochi. Benchè esistano individui particolarmente creativi, è altrettanto vero che tutti noi quotidianamente ci impegniamo nella risoluzione di nuovi problemi mettendo in atto comportamenti di natura creativa.
Come agire nel concreto?
Il primo passo è quello di produrre una rottura di schema, un “cortocircuito” cognitivo. Solitamente mettiamo in azione le migliori risorse ed energie quando ci troviamo in situazioni di emergenza, all’apparire del problema. Anche in natura si fa ricorso a un livello superiore di comportamento, laddove si presenti un ostacolo. Si pensi all’antropologo tedesco di inizio Novecento, Wolfgang Köhler, il quale durante un esperimento appese alcune banane al soffitto di una gabbia in cui vi erano rinchiuse delle scimmie; inserì poi nella gabbia due canne, nessuna delle quali però aveva la lunghezza sufficiente a consentire alle scimmie di prendere le banane. Tuttavia, le due canne potevano essere innestate l’una nell’altra in modo tale da permettere di raggiungere agevolmente i frutti. Köhler osservò che, dopo alcuni tentativi infruttuosi condotti utilizzando una sola canna, le scimmie, manifestando una sorta di intuizione improvvisa, subitaneamente “ristrutturavano” la loro visione del problema, riuscendo poi nel compito, ovvero incastrando effettivamente le canne l’una sull’altra.
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Strategie
NELLA MENTE DEL CLIENTE
prodotto; oggi invece il venditore è – in realtà – un motivatore d’acquisto, vale a dire un motivatore pronto a cogliere e a rispondere anche ai più nascosti segnali per andare nella direzione voluta, quella appunto di motivare all’acquisto. Tutto ciò richiede creatività. Quali sono, ci chiediamo a questo punto, i caratteri di una personalità creativa? Innanzitutto una costante curiosità. Una propensione ad “andare oltre”, a non fermarsi, a ricercare nuove strade. E poi una pressoché totale assenza di rimozione e repressione. La creatività prospera, secondo i più accreditati studi sul comportamento, laddove esiste una forte “libertà psichica”.
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pidiprogetto
Questo è ciò che accade anche per i nostri meccanismi cognitivi: la riorganizzazione (cerebrale, inconscia) improvvisa della visione di un problema, che consente di “avere l’idea”, quella giusta, risolutiva. Acquisire la capacità di mettersi artificiosamente nella condizione di fuoriuscire dalla routine percettiva e comportamentale, agendo “come se” dovessimo affrontare delle urgenze, ci permette di attingere in ogni momento a un ricco patrimonio fatto di intuizione, acume percettivo, creatività. Altrimenti rischiamo di reiterare sempre i soliti schemi di approccio alla realtà, quelli che già conosciamo e che ci sono più propri. Adottare modelli di comunicazione o pensiero creativo non comporta tanto l’utilizzo di nuovi “materiali” cognitivi o comportamentali, quanto la ridefinizione in termini nuovi, diversi, originali di “materiali” già esistenti. “La nostra visione – scrive lo psicologo anglo-maltese Edward de Bono – si è formata a seguito di una particolare sequenza di esperienze. Tendiamo a difendere le idee in tal modo acquisite e a vedere il mondo attraverso le percezioni predeterminate che ne conseguono. Il pensiero laterale (creativo, contrapposto al pensiero verticale, logico) offre la possibilità di rifuggire da idee e percezioni esistenti per individuarne di diverse e forse anche di migliori.” Sviluppare la creatività significa, allora, ampliare la propria mappa mentale, uscire dai limiti di “quello che pensiamo” di noi, degli altri, dell’ambiente; significa, ancora, acquisire la capacità di cogliere il più ampio ventaglio di opzioni possibili e di adottare la soluzione migliore nel minor tempo.
Motivatore d’acquisto
Il successo di un buon venditore oggi sta anche nel suo essere libero da schemi. Un tempo era sufficiente conoscere il
MOSO® Bamboo X-treme® è un prodotto per pavimentazioni e rivestimenti in esterno, di eccezionale durezza e stabilità dimensionale. Garantito 25 anni e certificato per la resistenza al fuoco (Bfl-S1), è sostenibile e con impatto CO2 neutro.
MOSO® Bamboo X-treme® è distribuito da Ravaioli Legnami: soluzioni in legno per pavimenti e rivestimenti esterni. Un mondo di qualità e design naturale.
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Strategie
NELLA MENTE DEL CLIENTE
la voce (cosiddetto para-verbale) la possibilità e non la certezza che ritardi in modo tale da far collassare il “sempre” in un “può darsi” – “Le è successo personalmente?” CLI: “Certo che mi è successo, eccome!” PF: “Le posso chiedere quando è successo?” – ho interesse a far rilevare il tempo dell’evento ai fini della domanda successiva. CLI: “I primi mesi di quest’anno: è stato un pasticcio” – qui il cliente spiega la fonte della sua credenza. PF: “Mi rendo conto … è stato un pasticcio per tutti, sig. Bianchi” – senza dargli ragione occorre avvicinarsi al suo stato d’animo e riutilizzare un suo termine per creare un legame subliminale funzionale ad ammorbidire la tensione generata dalla rievocazione del ricordo di aver ricevuto la merce in ritardo – “ma … cosa le dà la ferma convinzione che tale esperienza, oggi¸ possa ripetersi?” CLI: (sorpreso e visibilmente disorientato da tale domanda): “Convinzione, dice? Nessuna, come posso essere convinto di un fatto che non è ancora accaduto? Diciamo che preferisco evitare il ripetersi di un’esperienza insoddisfacente come quella che le ho citato.” PF: “Certo, proprio per questo le ho fatto queste domande, proprio per evitare che si ripeta la medesima esperienza. Infatti nel proporle questa diversa modalità di pianificazione degli ordini, che tiene conto di altri elementi che sono stati la causa dei pasticci di qualche tempo fa, mi aspetto che la difficoltà che ha riportato si risolva per il meglio […] Che cosa ne pensa?” In questo modo abbiamo ammorbidito la severa difesa psicologica del sig. Bianchi aprendoci un varco di possibilità: ci siamo posti dal suo punto di vista invece che dal nostro e abbiamo guardato “l’altra faccia della luna”, quella faccia nascosta della luna che abbiamo sempre davanti ai nostri occhi, ma che non riusciamo a vedere perché troppo abituati a guardare dalla solita parte. Domandando non abbiamo fatto altro che generare nell’interlocutore una visione alternativa (l’altra faccia della luna, appunto) della sua posizione nei confronti della sua esperienza passata e, di conseguenza, della nuova soluzione. Questo processo, qui volutamente semplificato, richiede intuizione e creatività: intuizione per quanto concerne la tempistica nel rispondere/domandare e creatività (da cui l’intuizione discende) nella scelta delle domande da fare al fine di guidare il potenziale cliente, con le sue risposte, verso l’obiettivo voluto; nel nostro caso l’obiettivo era di ammorbidire la ferma posizione negativa (tecnicamente la chiamiamo “credenza depotenziante”) nei confronti della possibilità futura di rispettare i tempi di consegna. Se non ci alleniamo a uscire dai soliti schemi mentali della vendita non riusciremo a guidare (dall’inglese to lead che è la radice di leader – leadership) il nostro interlocutore verso la meta comune: un cliente soddisfatto di un venditore altrettanto soddisfatto. Il segreto è capirlo entrambi nello stesso momento: questo è anche il segreto che fa la differenza tra un venditore che resta un semplice venditore e un venditore consulente che, invece di vendere al cliente le proprie soluzioni, motiva il cliente a comprarle! ■
Solo chi è pronto a superare i limiti posti dall’abitudine – non è detto che le strade più battute siano anche le più produttive! – può trovare soluzioni realmente innovative. Naturalmente la creatività del singolo ha bisogno di una struttura che la stimoli e la sostenga. Quanto più le aziende e le squadre di lavoro sono in grado di accogliere punti di vista diversi e si mostrano flessibili nei processi di pianificazione strategica, tanto più diventa facile la nascita di nuove idee. Come tutti i comportamenti umani la creatività si può apprendere e un ambiente favorevole costituisce un importante presupposto affinchè l’esercizio della creatività divenga uno stile di vita, un “modus vivendi”. La creatività (vendita creativa ed emotiva) e le tecniche di comunicazione persuasiva sono, quindi, la vera frontiera del consulente/motivatore d’acquisto. Spieghiamo meglio con un esempio. Immaginate che il vostro potenziale cliente vi racconti subito di non voler più acquistare da voi “[…] perché tanto consegnate sempre in ritardo […]”: che cosa gli rispondete? Gli rispondete che non è così, che in generale siete abbastanza puntuali, che la situazione del momento è particolare, ma si risolverà presto, che anche l’ordine si poteva fare prima, che non dipende voi, ma anche voi siete bloccati dalle consegne ritardatarie a vista volta, e così via. Può funzionare così? Forse nessuna di queste risposte vale, anzi sicuramente nessuna risolve, se non altro per il noto principio che prima di rispondere è sempre bene domandare per capire la genesi del pensiero e del comportamento altrui e, poi, giustificarsi non aiuta mai. Come si può rispondere a un’affermazione tanto generalizzata senza prima aver indagato attentamente le fonti che hanno portato il nostro interlocutore a credere veramente che non meriti più di acquistare da noi? Si potrebbe invece agire così: PF: “Ha ragione, signor Bianchi, si può anche ritardare qualche volta nella consegna” – facendo rilevare con
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J Castagno a km zero
Con la sua spazzolatura 7 mani e le sue caratteristiche vibranti, il castagno termotrattato B.Crazy della nuova collezione Veins di Bruno Parquet è un pavimento dalla personalità unica e stravagante. Bruno Parquet utilizza castagno a chilometro zero le cui tonalità più calde e avvolgenti si rivelano dopo il processo di termotrattamento, un ciclo di essiccazione a temperature comprese tra 165 °C e 220 °C, che aumenta la resistenza e la durabilità del legno. La scelta rustica, la speciale lavorazione superficiale e la finitura a olio naturale LegnoAria+ conferiscono ai listoni quell’aspetto materico e versatile. www.brunoparquet.it
J Aspetto vissuto e luminoso
Preservare la naturale bellezza del parquet trattato a olio è semplice utilizzando i prodotti specifici di manutenzione Bona. Bona Oil Soap è il detergente che dona alla superficie nuova protezione, rimossa durante la normale routine di pulizia. Bona Oil Care è invece un olio che, penetrando nelle venature del legno, dona nutrimento al pavimento spento. Si segnala anche Bona Wax Oil W, un concentrato di oli naturali e cere che protegge la superficie da versamenti accidentali di liquidi, rendendola idrorepellente. www.bona.biffignandi.it
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J Rovere di recupero
Riciclare sembra essere una parola chiave negli ultimi tempi. Questo processo non solo preserva l’ambiente, ma dona agli oggetti una seconda vita che in molti casi è addirittura più dignitosa della prima. Il legno di recupero, detto anche reclaimed, ha esattamente lo scopo di recuperare travi da fabbriche, magazzini o installazioni da esterno, dandogli una seconda occasione di brillare all’interno di una casa sotto forma di mobili, travi per il soffitto e, chiaramente, pavimenti in legno. Le sue imperfezioni, i segni del tempo, i fori dei chiodi che un tempo lo rendevano parte di vecchi fienili, gli donano il suo aspetto unico e carattere deciso e ne fanno un prodotto molto popolare e imitato. Vanta inoltre maggiore resistenza e stabilità del legno appena tagliato, dovuta alla sua esposizione per lungo tempo a diverse condizioni climatiche e a cambiamenti di umidità. Il Rovere di Recupero è proposto da Stile su plance ingegnerizzate a larghezze multiple, spazzolato e finito con i prodotti rigorosamente Bona. www.stile.com
J Finitura multi-superficie
Renovation Lacquer di Carver garantisce adesione diretta, senza bisogno di rilamatura a legno grezzo, su pavimenti in legno verniciati, oliati, pavimenti in laminato e PVC. La sua formulazione assicura adesione e resistenza al traffico e agli attacchi chimici. È in grado di mascherare i graffi superficiali e ravvivare i pavimenti opacizzati con un’unica mano. La sua facilità di applicazione permette una rapida esecuzione dei lavori, riducendo i tempi di inagibilità del luoghi trattati. www.carver.it
STUDIO TECNICO
VITTORIO CHIESA Perito ed Esperto in problematiche relative alle pavimentazioni di legno
Dottore Forestale specializzato in Tecnologia del legno Iscritto al Registro dei Consulenti Tecnici del Legno accreditati presso FederlegnoArredo, matricola 044
Collaborazioni in curriculum Istituto per la Tecnologia del Legno dell’Università degli Studi di Firenze; CNR IRL (Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto per la Ricerca sul Legno)
Attività professionale in curriculum
CONTATTI Mob. +39 335 6012656 Mail: vittorio.chiesa@gmail.com
Direttore Commerciale con una esperienza pluriennale nel settore dei Pavimenti in Legno Per molti anni membro della commissione UNI Pavimenti legno Per cinque anni (1990 – 1995) direttore del CRS (Centro Ricerca e Sviluppo per il settore Legno di FederlegnoArredo)
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J Doghe in alluminio effetto legno
I rivestimenti in legno sono soluzioni molto apprezzate per rifinire le facciate, soprattutto per il fascino che conferiscono a ogni edificio. Ma non c’è soltanto il legno in senso stretto. PREFA propone una nuova Doga che unisce le vantaggiose proprietà dell’alluminio all’estetica della tradizionale facciata in legno. Resistente agli agenti atmosferici, la Doga è durevole e conferisce al rivestimento un aspetto naturale nelle calde tonalità del noce scuro, del rovere grigio e naturale. La Doga è disponibile in una gamma di soluzioni comprendenti 24 colori standard e tre diverse strutture di superficie: liscia, goffrata o rigata. I pannelli possono essere impiegati sia in esterno che all’interno e montati in verticale o in orizzontale, con o senza fuga. Il sistema di fissaggio a maschio e femmina su supporti non a vista garantisce una tenuta salda. Le Doghe per facciata si applicano su sottostruttura in legno o metallo realizzata professionalmente con intercapedine ventilata a norma. Il sistema di rivestimento con facciata ventilata, struttura portante (muratura) e isolamento termico assicura le migliori proprietà in termini di coibentazione e insonorizzazione. www.prefa.it
J Modello Storia
Il Modello Storia di Alma by Giorio sembra custodire un racconto antico, carico di mistero e fascino. A renderlo unico sono diversi fattori: lo stucco calante realizzato manualmente, una superficie spazzolata e uniforme e un aspetto tridimensionale alla vista e al tatto. Ricavato dal cuore della pianta, il legno viene calibrato, spazzolato e affumicato per valorizzare le sue differenti tonalità. Si tratta di una scelta molto rustica, ma allo stesso tempo moderna, perché rispecchia gli ultimi trend in tema di pavimenti. www.almafloor.it
J Forever 1919
Forever 1919 è un pavimento di design che con orgoglio tramanda tutto il vissuto, il sapere e l’essenza di Corà Parquet. Le sue pregiate lavorazioni esaltano la matericità di ogni doga di rovere europeo. Grazie allo spessore di legno nobile di 6 mm, è un pavimento robusto, con un’ottima resistenza, ideale anche per luoghi molto frequentati. www.coraparquet.it
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PROSUPPORT TUBE SYSTEM PROSUPPORT TUBE SYSTEM è un sistema di supporti modulari e regolabili per la realizzazione di pavimentazioni esterne sopraelevate di altezza variabile da 29 a 1000 mm. Il sistema è composto da 1 base, 2 viti, 1 ghiera, 2 teste e una serie di tubi per il raggiungimento dell’altezza desiderata. Le due teste, a seconda di come viene avvitata la vite, possono essere fisse o autolivellanti.
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