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L'Officina Moderna #3 - Maggio 2016

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LE OFFICINE ‘a posto’ PROTAGONISTE DELLA SICUREZZA

ANNO II

il mensile di Formazione e aggiornamento per il meccatronico

03.2016 maggio

Tecnica Freni sempre al top Fare Impresa Quando il fattore umano … fa la differenza Formazione Magneti Marelli, formazione non solo in aula

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Novembre/Dicembre 2015

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ANNO 6 - NOVEMBRE-DICEMBRE 2015

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REFRIGERAZIONE LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R REGOLAZIONE, I DANNI PROVOCATI DAL PENDOLAMENTO RINNOVABILI

UNI/TS 11300-5: calcolo dell'energia primaria e quota FER

FOCUS BEMS

Sistemi di gestione energetica degli edifici a confronto

RICERCA

Geotermia integrata al fotovoltaico

REFRIGERAZIONE

N. 59 · Anno XI · gennaio-febbraio 2016

FABBRICA IN CLASSE A

Interventi progettuali per il risparmio energetico Unità plugin waterloop

INTERVISTA AD ALBERTO ROVATI Geberit, strategie di espansione

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ORGANO UFFICIALE ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrotermosanitari, Climatizzazione, Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno)

SCENARI Verso Un’italia low Carbon EDIFICI PUBBLICI E NZEB i Vantaggi Della trasformazione

CLASSIFICHE 2014 Distributori, pronti ad agganciare la ripresa Produttori: chi innova, non soffre

RESULTS PACK il VeCChio inContra il VerDe TENDENZE QUanDo il Design è anChe innoVazione

RISPARMIO IDRICO Acqua, come ridurre i consumi #245 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2015

EFFICIENZA NELLE STRUTTURE PER IL COMMERCIO

MONITORAGGIO E REGOLAZIONI/FONTI RINNOVABILI

POSTE ITALIANE SPA – POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.

CERTIFICAZIONE POST CONTATORE Il punto della situazione OPEN SPACE Bagno o camera da letto?

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LE INFRASTRUTTURE STRADALI E LA SICUREZZA DEI MOTOCICLISTI pag. 8 • GAS: PROGETTI STRUTTURALI PER 200 MILIARDI pag. 16 • IDROGEOLOGICO: INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL’ORDINE DI PALERMO pag. 19

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N. 12 - Dicembre 2015

Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti

Positivo incontro tra i rappresentanti del CNI e il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini

Installatore GUIDE dell’ Professionale 2

Formazione e accesso all’Albo, prove d’intesa

Edificius Il presidente Armando Zambrano: “Avviato un dialogo proficuo” La progettazione BIM IL VERTICE DI PARIGI può essere semplice

U

na grande attenzione alle richieste avanzate dalla categoria, soprattutto per quanto concerne la necessità del riordino della formazione universitaria e dell’accesso all’Albo. Un incontro positivo, dunque, per i rappresentanti del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che nei giorni scorsi hanno avuto un confronto importante con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini. La delegazione del CNI, guidata dal Presidente Armando Zambrano, ha sottoposto al Ministro un pacchetto di proposte e richieste precise. Oltre a quelle già citate, ecco l’ammissibilità dei laureati in Architettura col vecchio ordinamento a sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione ingegneristica e conseguente iscrizione al relativo Albo.

LOMBARDIA

Semplificate le procedure: arriva il modello Dia

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SICUREZZA

Cop21, risultati interessanti Ora bisogna procedere

La nuova frontiera: webcam, Internet, banche dati e droni

Nr.02 – VENERDÌ 29 GENNAIO 2016 unico

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Cyber security contro la minaccia terrorista

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NUOVO CONTO TERMICO Tutte le novità L’ Paolo Mazzanti

→ pag.5

Il ministro Gianluca Galletti: “Raddoppieremo gli aiuti”

foto: AMinistero dell'Ambiente

Roberto Di Sanzo

a pag. 2

esempio, negativo e positivo insieme, della sicurezza informatica è l’assalto dell’agente immobiliare Claudio Giardiello il 9 aprile scorso al Tribunale di Milano, che è costato tre morti e due feriti. Esempio negativo: Giardiello, all’epoca imputato di bancarotta fraudolenta, riuscì a entrare in Tribunale con una pistola nonostante i controlli a base di metal detector e vigilantes privati. Esempio positivo: poche ore dopo Giardiello, che era riuscito a fuggire dal Tribunale con il suo scooter, venne fermato a Vimercate dai carabinieri che erano andati a casa sua, si erano fatti dare il numero di targa dello scooter, e l’avevano rintracciato poco dopo grazie una telecamera di sorveglianza di Vimercate, collegata alla centrale operativa dei carabinieri.

→ pag.4

SCIA arriva lo “sportello di interlocuzione unica”

segue a pag. 3

segue a pag. 4

LA TRIVELLA

Un ingegnere o un architetto possono essere pagati come una colf?

Si sente parlare di rilancio delle opere pubbliche e di riqualificazione delle infrastrutture. È auspicabile che oltre a costituire la base per la ripartenza di molti settori produttivi del Paese, costituisca uno strumento di sempre maggior coinvolgimento delle categorie professionali tecniche chiamate a svolgere la funzione di garanti per la sicurezza e l’incolumità della collettività. Ma tutto ciò troverà riflesso sui compensi professionali? Abolite da tempo le tariffe, oggi assistiamo ad affidamento di incarichi da parte anche delle Amministrazioni che, considerando il solo impegno temporale richiesto al professionista per poter fare bene il proprio lavoro, portano a compensi orari ahimè allineati verso il basso a quelli della Colf, con tutto il rispetto per il loro lavoro!

A colloquio con Amedeo Gargiulo (ANFS)

CENSIS

Sicurezza delle ferrovie “Ridurre al minimo ogni rischio”

Rapporto 2015 sull’evoluzione territoriale

Nelle “regioni urbane” vive la metà della popolazione

EFFICIENZA ENERGETICA

NEGLI IMPIANTI DI

RISCALDAMENTO

a pag. 17

BIM , obbligo per Per l’Italia un 2015 grandi opere? in chiaro-scuro

Paolo Stefanato

N

el 2016 la sicurezza ferroviaria in Italia farà un nuovo passo avanti perché entreranno nel sistema di prevenzione e controlli gestito dall’Agenzia nazionale anche parte delle 34 aziende regionali, ex concessionarie, che finora non erano → nel pag.18 perimetro della vigilanza statale. Ora, in base a un decreto legislativo del luglio 2015, queste aziende, ormai in regime liberalizzato, saranno oggetto delle stesse

regole in vigore per la rete nazionale. In realtà, la norma non riguarda tutte le ferrovie locali, ma solo quelle che dal punto di vista tecnico sono “interoperabili” con la rete; in altre parole restano escluse quelle a scartamento ridotto o isolate. Mentre Trenord, per esempio – gestore della rete in Lombardia – è già in parte sotto la vigilanza dell’Ansf perché i suoi treni già viaggiano su binari di Rfi, la rete delle Ferrovie dello Stato.

ENERGIA

a pag. 14

ORDINI: A COLLOQUIO CON I PRESIDENTI Prosegue il confronto sulla riforma della Pubblica Amministrazione a pag. 18

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APPALTI UE Documento unico di gara per semplificazione → pag.13

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Attenti alla Rete

A

gosto 1991, Tim Berners-Lee,

Un’altra grande rivoluzione nata grazie al

informatico inglese presso il CERN di

Web è l’e-commerce, un pratico sistema per

Ginevra, pubblica il primo sito web

fare acquisti senza doversi spostare da

editoriale ed

dando vita al World Wide Web. Due anni

casa o dalla propria postazione di lavoro.

dopo il CERN decide di mettere a

Anche in questo caso bisogna stare molto

disposizione di tutti questa tecnologia

attenti, è fondamentale sapere dove si

dando vita a una vera e propria rivoluzione

compra e cosa si compra. Su Internet ci

che trasformerà il mondo. Roma, New York,

sono numerosi siti dedicati alla vendita dei

Tokyo, Sydney, Londra le informazioni

ricambi auto, anche eBay e Amazon offrono

viaggiano in tempo reale, chiunque può

un’ampia scelta di prodotti. Attenzione però,

pubblicare sul web ed è in grado di

è facile acquistare il ricambio sbagliato. Le

raggiungere ogni angolo della terra. Una

Case Auto si affidano a diversi fornitori,

grande libertà e opportunità. Ma attenzione,

spesso per la stessa vettura ci possono

non è tutto oro colato! Bisogna saper usare

essere 2 o 3 diverse alternative, in funzione

qualità dei ricambi installati. Se la pastiglia

Internet, non ci si può sempre fidare di

del tipo di impianto montato. Non sempre

freno fischia dopo 2.000 km non è colpa

quello che viene scritto: le informazioni

modello e anno di immatricolazione sono

vostra, probabilmente il pezzo montato non è

vanno vagliate, soppesate e anche

sufficienti per identificare il corretto

della stessa qualità prevista dal costruttore e

verificate. Oggi tutti si sentono nel diritto di

ricambio. Nel dubbio rivolgetevi sempre al

potrebbe anche essere un falso. La stessa

dire la propria opinione e dare utili consigli.

buon vecchio ricambista, lui sicuramente vi

cosa vale per una batteria o per un qualsiasi

Esistono numerosi forum di discussione

può essere di aiuto e poi, in caso di errore,

altro ricambio non acquistato da voi. Noi di

dedicati agli autoriparatori, alcuni ben fatti

sapete a chi riportare il pezzo per farvelo

Officina Moderna non siamo contro la

altri meno. Dovete stare attenti, non fidatevi

sostituire con quello corretto.

tecnologia e le opportunità che la rete mette a

di tutto quello che viene scritto in rete,

E se un cliente si presenta in officina con i

disposizione per il settore automotive,

selezionate bene le fonti di informazione,

ricambi acquistati su Internet? In questo caso

vogliamo solo mettervi in guardia e vi

distinguete i professionisti dagli

dovete fargli presente che se i pezzi non vanno

consigliamo di valutare bene le fonti da cui

appassionati e non fermatevi alla prima

bene vi deve pagare il tempo che impiegate per

attingete le informazioni e l’eventuale acquisto

opinione.

il lavoro e che non siete responsabili per la

dei ricambi.

Stefano Lietti

maggio 2016 |

1


2

sommario

maggio 2016 editoriale

1

Attenti alla rete

officina del mese

4

Quando il fattore umano...fa la differenza di Giorgio Spolverini

TECNICA

4

8

Freni sempre al top

di Massimo Clarke

hfo-1234yf sfida tecnologica per l’ambiente di Gianpaolo Riva

FORMAZIONE magneti marelli formazione non solo in aula di Stefano Lietti

IN OFFICINA

12 18

Sostituzione paraolio albero motore lato puleggia

22

domande&risposte

28

di Gianpaolo Riva

in collaborazione con M.T.E. Docs

TECNICA

30

SOS Sostituzione sospensioni: alla prova dei fatti

30

Ricambio rigenerato... si grazie!

34

di Giorgio Spolverini di Giorgio Spolverini

Attrezzature

22

Rifornimento AdBlue, più facile con delphin a cura della redazione

dalle aziende La soluzione “mobile”

46

news indirizzi

48 56

di Giorgio Spolverini

42 Anno II – numero 3 – maggio 2016 Direttore Responsabile Giorgio Albonetti

Ilaria Tandoi – i.tandoi@lswr.it Tel. 02 88184.294

Publisher Marco Zani

Coordinamento stampa&produzione Walter Castiglione – w.castiglione@lswr.it

Direttore tecnico Stefano Lietti – s.lietti@lswr.it

Direzione e redazione Via Santa Tecla, 4 20122 Milano Tel. 02 864105 - www.quine.it

Redazione Roberto Guccione - redazione.om@quine.it Hanno collaborato a questo numero Gianpaolo Riva, Giorgio Spolverini, Massimo Clarke Direzione pubblicità Sergio Cirimbelli – dircom@quine.it Ufficio traffico Donatella Tardini (Responsabile) d.tardini@lswr.it – Tel. 02 88184 292

Abbonamenti abbonamenti@quine.it - Tel. 02 864105 Costo copia singola: € 2,50 (presso l’Editore, fiere, manifestazioni) L’IVA è assolta dall’Editore ai sensi dell’Art. 74, 1° comma, Lettera C del DPR 26/10/72 n. 633 e successive modificazioni e integrazioni. Prezzo abbonamento annuo (8 fascicoli) in Italia € 40,00, abbonamento estero (8 fascicoli) € 80,00. I numeri arretrati (seconda disponibilità) possono essere richiesti direttamente all’Edito-

42

re, al doppio del prezzo di copertina. Non si effettuano spedizioni in contrassegno. L’Editore si riserva la facoltà di modificare il prezzo nel corso della pubblicazione, se costretto da mutate condizioni di mercato. L’IVA sugli abbonamenti, nonché sulle vendita dei fascicoli separati, è assolta dall’Editore ai sensi dell’art. 74, 1° comma, Lettera C del DPR 26/10/72 n. 633 e successive modificazioni e integrazioni.

Stampa ProntoStampa S.r.l. 24040 Verdellino (BG) ITALY © QUINE Srl | Milano associato 2016 Quine Srl L’Officina Moderna – mensile Registrazione del tribunale di Milano n. 361 del 19.11.2014. Iscrizione al R.O.C. N° 12191 Tutti gli articoli pubblicati su L’Officina Moderna sono redatti sotto la responsabilità degli Autori. La pubblicazione o la ristampa degli articoli deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/03, i dati di tutti i lettori saranno trattati sia

manualmente sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dall’art. 11 D.Lgs. 196/03. I dati potranno essere comunicati a soggetti con i quali QUINE Srl intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è QUINE Srl – Via Santa Tecla 4 – 20122 Milano, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui all’art. 7 D.Lgs. 196/03.

Responsabile dei dati personali QUINE Srl Via Santa Tecla 4 – 20122 Milano Tel. 02 864105 – Fax 02 72016740 Per i diritti di cui all’articolo 7 del Decreto Legislativo n. 196/03, è possibile consultare, modificare o cancellare i dati personali ed esercitare tutti i diritti riconosciuti inviando una lettera raccomandata a Quine Srl – Via Santa Tecle 4 – 20122 Milano

Tiratura di questo numero: 12.000 copie


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officina del mese

QUANDO Il FATTORE UMANO... FA LA DIFFERENZA di Giorgio Spolverini

Ci sono officine (e reti) che sono alla continua ricerca di promozioni per far entrare auto in officina. E c’è invece chi, come Tommy, titolare di Evolini Car Service in provincia di Milano, fa formare interminabili code di veicoli davanti al cancello, grazie alla sua formazione e al suo modo di intendere il lavoro…

P

er trovare l’Autofficina Evolini Car Service, in quel di Cerro Maggiore (MI), un aggiornato navigatore satellitare aiuta parecchio. Per chi non è pratico della zona, l’autofficina si trova in fondo a una strada chiusa, che se la si oltrepassa, ci si ritrova direttamente nel bel mezzo di una carrareccia tra il cinguettio degli uccellini. In questo “bucolico” contesto, se si seguono scrupolosamente le

| maggio 2016

indicazioni del satellitare però, si capisce subito di ritrovarsi di fronte a un’officina di un certo livello, se non altro per la fila di veicoli in attesa davanti al cancello. Ad accoglierci c’è il gentilissimo e disponibilissimo Tommy Evolini, figlio del fondatore Fabrizio, che lavora in compagnia della madre (in amministrazione) e del suo fedele aiutante “Maurino”. Oggi è sabato e di ponte per giunta (weekend del

25 aprile) e, come succede al cambio delle settimane bianche col viavai degli sciatori, l’officina si svuota di tutte le auto lavorate e consegnate per il weekend, in attesa del grande traffico della settimana successiva. L’aspetto non è certo quello di un’officina di concessionaria, ma chi voglia risolvere in tempi brevi ed efficacemente anche il più complesso dei problemi meccanici o elettronici, conoscerà sicura-

mente questo indirizzo grazie al passaparola. L’officina rispecchia perfettamente la passione e la profonda professionalità di Tommy: basta essere un minimo competenti del settore che lungo tutti i muri del capannone è impossibile non accorgersi della quantità di strumentazione e di attrezzatura di livello che c’è, come per esempio i 6 diversi strumenti di diagnosi, le macchine per la pulizia dei cambi auto-


officina del mese

Sensibile alle più moderne tecnologie auto, si rimane affascinati a parlare con Tommy per le sue incredibili conoscenze e competenze.

L’autofficina di Tommy Evolini è attrezzata di tutto punto per risolvere qualsiasi problema, anche a quelle officine che non sono in grado di farlo.

matici, per la ricarica del clima, i preziosi oscilloscopi Pico e quant’altro possa servire a individuare matematicamente i danni più nascosti. “Oltre ai privati – confida Tommy – contiamo almeno su una trentina di officine nostre clienti che si servono da noi per guasti di difficile risoluzione”. Lo strumento di diagnosi è utile per conoscere l’errore, ma per certi problemi, solo attraverso l’oscilloscopio e con altri specifici strumenti qui presenti si riesce a circoscrivere il problema, evitando di procedere per tentativi con ingenti perdite di tempo per il riparatore e di denaro per l’utente finale, ovvero l’automobilista che accorda la fiducia. La strumentazione di ultima generazione peraltro, risolve solo una parte dei problemi. Alle spalle bisogna contare su un ricambista altamente qualificato in grado d’intervenire tempestivamente e professionalmente dinanzi a qualsiasi difficoltà. Toschi, per Tommy, è il ricambista di riferimento di zona, con il magazzino del quale è costantemente collegato via web. Non solo perché dispone di un’elevata e differenziata gamma di ricambi di ottima qualità, ma per-

economiche simili a quelle a lui riservate, che compra tutti i giorni dell’anno. Questo atteggiamento da parte di alcuni ricambisti non fa bene al mercato e men che meno alla professionalità di tutto il settore e alla qualità del lavoro finale: “Un giorno – ricorda Tommy – si presentò un cliente con un volano sotto braccio per la sua Audi A3 2.0 TDI, per sostituirlo. Diffi-

ché è anche in grado di effettuare fino a 6 consegne al giorno praticamente in tempo reale dal momento dell’ordine e di non perdere tempo con i privati dell’ultimo minuto. Tommy infatti, come giustamente molti suoi colleghi professionisti, proprio non digerisce quel ricambista che vende parti legate alla sicurezza al più inesperto dei privati e per giunta a condizioni

dente (e anche un po’ sconcertato) ero sorpreso da come questo signore fosse riuscito a individuare il pezzo giusto, quando la piattaforma operativa ricambi su cui lavoro suggeriva tre diverse scelte di volano per quell’auto, mentre Volkswagen stessa addirittura due. Morale della favola, il pezzo installato del cliente, anche se simile in tutto e per tutto a quello monta-

Le radici dell’eccellenza Autoriparazioni Evolini Car Service di Cerro Maggiore (MI) nasce nel 1995 dall’esperienza maturata in 18 anni di lavoro presso diverse concessionarie di Fabrizio. La profonda esperienza professionale accumulata da Fabrizio è stata la base per poter avviare un’attività propria che potesse offrire ai clienti un servizio assistenza di qualità e con elevati standard di professionalità. Esperienza e passione per i motori sono stati brillantemente trasmessi al figlio Tommy, che ha raccolto il testimone con grande entusiasmo. Imperativo per Autoriparazioni Evolini è di essere costantemente aggiornati sull’evoluzione tecnica dei veicoli: numerosi corsi di perfezionamento professionale e un’infinità di strumentazioni all’avanguardia permettono di fornire un’assistenza di eccellenza alla clientela. La prova tangibile della spiccata professionalità dell’officina Evolini è testimoniata dal parco vetture normalmente presente: dalle city-car alle più prestigiose supercar. I servizi offerti spaziano dalla manutenzione ordinaria e straordinaria su qualsiasi vettura, all’assistenza degli impianti di climatizzazione, dall’assetto ruote agli impianti GPL e metano e al lavaggio dei cambi automatici. L’officina dispone altresì di un reparto specialistico per la diagnosi elettronica, dotato di attrezzature all’avanguardia che permettono diagnosi rapide e affidabili su qualsiasi tipo di sistema elettronico che, unitamente alla competenza motoristica della famiglia Evolini, garantisce un elevato grado di professionalità e risultati sicuri e permanenti nel tempo.

maggio 2016 |

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officina del mese

Le pareti dell’ufficio di Tommy sono letteralmente tappezzate da attestati di frequentazioni di corsi. Gli spazi vuoti evidenziano una conoscenza... in continuo divenire.

to in primo impianto, ha procurato ulteriori danni con fermo macchina di oltre 10 giorni e quindi conseguenti danni economici per tutti”. Per questo motivo Tommy, dopo la scottata, giustamente non ha più accettato clienti che arrivano con la “borsa della spesa” e non condi-

L’officina di Tommy è in grado di dispensare qualsiasi servizio di assistenza: incredibile, tra gli altri, l’attrezzatura dedicata al servizio pneumatici.

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vide l’operato di quei ricambisti che assecondano, per vendere, la scontata ignoranza dell’automobilista “da forum”. Lo stesso può accadere comprando ricambi sensibili su piattaforme come eBay. Tommy, che è un tecnico, ammette che anche lui stesso correrebbe il rischio di cadere in errore nel 50% dei casi con acquisti web di questo tipo, figurarsi un privato. Nella sua officina inoltre, sia Tommy sia i suoi fidati collaboratori, non scelgono i ricambi solamente in base al prezzo, ma anche alla marca, più o meno indicata per quel modello di vettura che ha bisogno di assistenza. La formazione è un altro punto di fondamentale importanza per la gestione di un’officina di successo. “Anche dal corso che non penseresti così utile per la tua attività – spiega Tommy – c’è sempre da imparare qualcosa”. Basta entrare nel suo ufficio, per notare le pareti letteralmente tappezzate di attestati di partecipazione di tutti i tipi, tranne che per l’attività di carrozzeria, verso cui Tommy non è interessato. “Per esempio – interviene Tommy – sono convinto che ancora non tutti i colleghi sappiano precisamente di che si parla con l’entrata in vigore dell’Euro 6.

Con questa normativa le case auto, per poter inserire l’incredibile mole di parametri gestiti dalle centraline, hanno ridotto alcune funzioni di parametrizzazione, col risultato che diventerà ancora più importante saper utilizzare strumenti come l’oscilloscopio per venire a capo di problemi apparentemente irrisolvibili”. Uno strumento che aiutava parecchio più che altro nella condivisione di certi problemi e quindi nella diffusione della soluzione era il forum tecnico con password, a cui purtroppo a volte si aggiungono iscritti non proprio così preparati. Allora oggi questa condivisione si è spostata su “What’s Up”, con l’invio di foto e commenti tra chi si conosce e soprattutto “chi parla la stessa lingua tecnica”. Insomma, Tommy è uno che non si fa pubblicità ma che gliela fanno perché riesce a far toccare con mano i risultati scoperti. Il passaparola è il successo di Tommy. Un giovane che non percorrerebbe un chilometro di più per andarsi a cercare un risparmio di 10 euro su un ricambio a fronte di un servizio che non c’è. Un giovane che per lavoro e per passione non si perde un corso di aggiornamento che è uno. Un giovane che si seziona le principali parti di un veicolo per mostrarne il funzionamento al cliente e coinvolgerlo attivamente nella risoluzione del problema. Un giovane che crede fortemente nell’indipendenza di riparazione, seguendo ciò che avviene anche nella vendita di veicoli e in qualsiasi altro settore, secondo le attuali tendenze di mercato. Un giovane infine che investe, proiettato e in grado di prepararsi in anticipo ai tempi che cambiano, come conoscere le lingue per non trovarsi impreparato quando, prima o poi, anche gli strumenti di diagnosi parleranno tutti inglese. Vi pare poco?


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Punto a Favore


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Tecnica

Freni sempre al top Siamo stati in Brembo a parlare con i tecnici responsabili dello sviluppo dei dischi freno e delle pinze. Ci hanno illustrato i pi첫 recenti orientamenti tecnici nel campo dei dischi e delle pinze per le auto di elevato livello.

di Massimo Clarke

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TECNICA

N

egli ultimi anni sono considerevolmente aumentate tanto le prestazioni quanto il peso delle automobili. Questo ha reso necessario lo sviluppo di freni più performanti, in grado di resistere a sollecitazioni nettamente maggiori. Per ottenere questo è stato necessario un notevole impegno da parte dei tecnici del settore. Fortunatamente l’incremento del diametro delle ruote che ha avuto luogo con il passare del tempo ha reso disponibile uno spazio maggiore e ciò ha consentito l’impiego di dischi più grandi. Nella maggior parte delle vetture di media cilindrata nel corso degli ultimi tre decenni il diametro delle ruote è passato da 13 a 16 pollici e quello dei dischi da circa 240 mm a oltre 280 mm (e in certi casi anche a più di 300). Inoltre sono diventati di impiego comune anche sui modelli di larga diffusione i dischi autoventilanti, per i quali costruttori specializzati come Brembo hanno messo a punto soluzioni innovative, in grado di assicurare una sempre più vigorosa asportazione del calore. Pure in fatto di materiali, di soluzioni costruttive e di disegno dei dischi l’azienda bergamasca ha fornito un formidabile contributo

all’avanzamento tecnico in questo settore di vitale importanza. Le sollecitazioni che i freni devono sopportare sono impressionanti. Basta pensare che, in tempi ridottissimi, devono convertire ingenti quantità di energia di movimento in calore, che poi deve a sua volta venire smaltito. In una violenta frenata da una velocità molto elevata entra in gioco una potenza superiore a quella che il motore è in grado di erogare. Inoltre, l’efficienza dei freni non deve diminuire, anche se essi vengono azionati a fondo con grande frequenza e per un notevole numero di rallentamenti successivi. Non si deve però prendere in considerazione solo un impiego molto sportivo o addirittura agonistico. Si pensi anche a quello che accade, ad esempio, quando si scende da un passo alpino, con strada ripida e tornanti che si succedono, magari con la vettura a pieno carico. In tali condizioni i dischi raggiungono temperature che possono anche essere dell’ordine di 600 °C. Va da sé che l’elevata potenza frenante oggi necessaria deve essere sempre abbinata a una ottima modulabilità. Tutto questo non è certo facile da ottenere…

Infine, come ovvio, è anche necessario che i freni delle vetture di serie abbiano una grande durata. Questo significa che l’usura delle pastiglie e dei dischi deve essere limitata, anche se essi vengono sottoposti a un uso intenso, con forti sollecitazioni. Naturalmente, passando dalle monoposto di Formula Uno alle auto destinate al normale impiego stradale, anche se su percorsi veloci

I dischi autoventilanti sono dotati internamente di una serie di passaggi radiali per l’aria, il cui flusso viene ottenuto sfruttando la forza centrifuga in maniera analoga a quanto avviene in una ventola.

Brembo ha lavorato intensamente e a lungo per migliorare l’efficienza dei dischi autoventilanti. Ciò ha portato alla realizzazione di conformazioni interne sempre più vantaggiose ai fini del raffreddamento.

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tecnica come le Autobahn tedesche, le esigenze e le sollecitazioni in gioco sono ben diverse. Lo studio e la realizzazione dei freni delle moderne autovetture, specialmente se di prestazioni elevate, sono impegnativi e costituiscono un campo nel quale operano tecnici altamente specializzati. In Italia abbiamo la fortuna di avere Brembo, azienda leader a livello mondiale in fatto di tecnologia (basta dare un’occhiata alle vetture di Formula Uno e alle MotoGP…), e di poter quindi avere informazioni importanti e sempre aggiornate dai loro specialisti. L’intenso e incessante lavoro di ricerca e sviluppo effettuato da questi ultimi riguarda sia i freni delle auto da competizione sia quelli delle vetture di serie di alto livello, con importanti applicazioni a livello di primo equipaggiamento e

Le pinze dei freni per auto di alte prestazioni sono componenti di grande contenuto tecnico. Il loro assemblaggio viene effettuato su linee modernamente attrezzate, facendo ricorso a manodopera altamente specializzata.

con in parallelo la realizzazione di una gamma di eccellenti prodotti aftermarket. I dischi delle monoposto da Gran Premio sono in carbonio, materiale caratterizzato da una densità molto ridotta (attorno a 1,7 kg/dm3). Vengono ottenuti con un procedimento produttivo che richiede da cinque a sei mesi, il che spiega il costo proibitivo. La loro struttura è costituita da fibre di carbonio incorporate in una matrice dello stesso materiale. Questi dischi sono in grado di fornire prestazioni eccezionali, come chiunque può constatare osservando le gare di Formula Uno, nelle quali le vetture raggiungono decelerazioni il cui valore massimo si può avvicinare ai 6 g. I freni in carbonio devono lavorare a temperature molto elevate: iniziano a “mordere” sul serio dalle parti di 300 °C e funzionano ottimamente anche ben al di sopra dei 700 °C. I dischi di questo tipo non possono essere impiegati nelle normali auto stradali proprio perché (a parte il costo!) devono lavorare a temperature che è impensabile possano essere raggiunte non solo nel traffico citta-

dino ma anche nella maggior parte del normale impiego extraurbano. I dischi delle auto di serie di maggiore diffusione sono in ghisa grigia (nella quale la grafite libera è presente sotto forma di lamelle), con struttura perlitica. Questo materiale, disponibile in una grande varietà di tipi, alcuni dei quali sviluppati direttamente dalla Brembo, è molto adatto a questo tipo di impiego. Dotato di una ottima colabilità e di una agevole lavorabilità all’utensile, ha una buona resistenza all’usura; la sua densità è però elevata (circa 7,5 kg/dm3). I dischi autoventilanti vengono realizzati con facilità, con i passaggi aria ricavati direttamente di fusione. Un accurato studio della fluidodinamica e della distribuzione delle temperature ha consentito ai tecnici Brembo di mettere a punto soluzioni innovative per quanto riguarda il numero, la disposizione e la geometria dei “pioli” interni (disposti perpendicolarmente al piano di rotazione del disco), con notevoli vantaggi per quanto riguarda lo scambio termico con l’aria. Particolarmente evoluto è il sistema di ventilazione PVT Plus, apparso di recente, che ha consentito di ottenere una maggiore resistenza alle cricche termiche, una riduzione della temperatura di esercizio e una diminuzione del peso. Per alcuni modelli di alto livello l’azienda bergamasca ha recentemente sviluppato interessanti soluzioni “bimetalliche”. La prima di esse riguarda i dischi cofusi, con fascia frenante in ghisa e campana di fissaggio al mozzo ruota in alluminio, con ovvia diminuzione del peso. Un’altra soluzione, destinata ad alcune vetture Mercedes Benz, prevede che la campana sia realiz-

All’interno dello stabilimento Brembo le lavorazioni vengono effettuate con estrema precisione, utilizzando macchine a controllo numerico di ultima generazione. Le tolleranze sono ristrette e particolare attenzione viene dedicata alle verifiche dimensionali e geometriche.

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tecnica Per la Ferrari, Brembo produce pinze a sei pistoni opposti, da montare anteriormente, che si utilizzano unitamente a quelle a quattro pistoni, con freno di stazionamento elettrico incorporato, destinate alle ruote posteriori.

zata in lamiera d’acciaio e venga vincolata alla fascia frenante in ghisa mediante interferenza più ancoraggio meccanico (ottenuto grazie ad apposite appendici). I dischi carboceramici, destinati a modelli di particolare prestigio, possono essere considerati intermedi tra quelli in carbonio e quelli in ghisa. Rispetto a questi ultimi presentano importanti vantaggi in termini di peso, dovuti alla minore densità del materiale (2,3 kg/dm3), il che è particolarmente importante nel caso delle masse non sospese. Inoltre hanno un elevato coefficiente di attrito (oltre 0,6), che resta praticamente costante al variare della temperatura e sono inattaccabili dalla corrosione. La grande durezza rende l’usura pressoché trascurabile: la durata è analoga a quella della vettura! Il processo produttivo che Brembo impiega per realizzare i suoi dischi MMC (Metal Matrix Composite) prevede come materiale di partenza fibre di carbonio corte, con disposizione casuale, più resina fenolica e silicio. Dopo la pirolisi e l’infiltrazione

di quest’ultimo elemento avviene la formazione di carburo di silicio, materiale ceramico di elevata durezza (2600 punti Vickers). La ridotta conduttività termica e l’elevato calore specifico (è quasi doppio, rispetto a quello della ghisa) fa sì che il disco si riscaldi velocemente durante la frenata e si raffreddi con altrettanta rapidità dopo che essa è cessata. La cosa è vantaggiosa nel caso di frenate che si susseguono con notevole frequenza. Molto interessante è la quasi totale assenza di deformazioni termiche, che si traduce nel mantenimento di condizioni di lavoro ottimali. Le pinze prodotte da Brembo per le auto di serie sono ottenute per fusione in conchiglia e successive lavorazioni meccaniche. Il materiale impiegato è la lega di alluminio A 356, al 7% di silicio. Le pinze sono invariabilmente fisse (ovvero non flottanti) e vengono realizzate principalmente in versioni con quattro e con sei pistoni opposti. Di recente è stata sviluppata anche una pinza con otto pistoni e quattro pastiglie. Le innovative pinze

Sulle monoposto di Formula Uno si impiegano dischi in carbonio, leggeri ma al tempo stesso potentissimi. Il costo proibitivo e la necessità di lavorare a temperature molto elevate ne impediscono l’uso sulle auto di serie.

della serie “Extrema” nella versione a quattro pistoni per i freni posteriori incorporano il freno di stazionamento elettrico. Anche in questo caso si tratta di pinze con struttura monoblocco; quelle destinate a essere montate anteriormente hanno sei pistoni con diametri differenziati. Per le monoposto di Formula Uno

vengono prodotte pinze in lega di alluminio contenente una considerevole percentuale di litio, elemento che assicura un aumento del modulo elastico e una riduzione della densità, il che si traduce in componenti più leggeri ma al tempo stesso più rigidi, a parità di dimensionamento e di disegno.

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Tecnica

HFO-1234yf Sfida tecnologica per l’ambiente Tutelare l’ambiente in cui viviamo sta diventando sempre più importante. Per questo motivo per gli impianti di climatizzazione delle vetture è stato introdotto il nuovo gas HFO-1234yf. Decisamente meno inquinante rispetto all’R134a, questo gas richiede specifiche stazioni di ricarica. di Gianpaolo Riva – M.T.E. Docs

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TECNICA

U

na specifica normativa Europea, dal primo Gennaio 2011 obbliga tutti i costruttori ad utilizzare nei veicoli di nuova omologazione, il gas HFO1234yf in sostituzione di quello R134a, mentre dal primo Gennaio 2017 tutti i veicoli di nuova immatricolazione dovranno essere dotati di impianto di climatizzazione funzionante con il gas HFO-1234yf. La normativa si riferisce ai veicoli di categoria M1 (trasporto passeggeri fino a 8 persone più il conducente) e N1 (commerciali con peso a vuoto fino a 3.5t). Il gas HFO-1234yf è caratterizzato da un impatto ambientale ridottissimo, ovvero contribuisce in modo limitato al riscaldamento dell’atmosfera terrestre. Di seguito vengono sinteticamente descritte le caratteristiche del nuovo gas che gradualmente sta sostituendo quello R134a: • Possiede un ridotto GWP (Global Warming Potential). Questo indice determina il contributo di uno specifico gas alla generazione dell’effetto serra. È

definito tramite una scala relativa che confronta il gas considerato con una uguale massa di biossido di carbonio (CO2), il cui GWP è per definizione pari a 1. Per l’HFO-1234yf il GWP vale circa 4, per l’R134a vale circa 1.300. • Non deteriora l’ozono, ovvero ha un indice ODP (potenziale di riduzione/distruzione dell’ozono) pari a 0. • Ha un accettabile LCCP (Life Cycle Climate). Valore dato dalla somma del contributo al riscaldamento terrestre che si genera per produrlo, con il contributo al riscaldamento terrestre dovuto al consumo di energia che induce nel sistema in cui viene utilizzato e con il contributo al riscaldamento terrestre dovuto alle inevitabili perdite in atmosfera del gas stesso. • È compatibile con i materiali che vengono normalmente utilizzati per l’R134a. Dunque i circuiti degli impianti di climatizzazione che usano il gas HFO-1234yf, non hanno diffe-

renze radicali rispetto a quelli che usano il gas R134a. • È considerato “mediamente infiammabile”, cioè non eccessivamente infiammabile. Per questo motivo richiede qualche precauzione in più per lo stoccaggio e l’utilizzo. • Ha una bassa tossicità e ha un limitato “tempo di vita” in atmosfera, circa 11 giorni, contro i circa 13 anni del gas R134a.

Le stazioni di ricarica per il gas HFO-1234yf richiedono specifici attacchi che devono essere collegati alle valvole montate sul circuito di climatizzatore del veicolo. Queste valvole consentono di effettuare lo svuotamento e il riempimento dello circuito stesso.

Il costo di una bombola di gas HFO1234yf è molto elevato, pertanto è importante utilizzare stazioni di ricarica in grado di recuperare il gas presente nel circuito stesso, non solo per ragioni ambientali ma anche per motivi di economia della riparazione.

Nel vano motore di un veicolo è presente un’etichetta che indica la quantità di gas HFO-1234yf usata nel circuito del climatizzatore e la tipologia di olio che deve essere associata a questo gas. Viene anche indicata la tendenza all’infiammabilità del gas e che l’operatore che agisce sull’impianto di climatizzazione, deve essere specificatamente addestrato.

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tecnica

Sulle stazioni di ricarica per il gas HFO-1234yf, rimangono ovviamente i manometri che consentono di misurare la pressione nella sezione di alta e in quella di bassa pressione del circuito del climatizzatore.

La stazione di ricarica per il gas HFO-1234yf Ovviamente la stazione di ricarica dell’impianto di climatizzazione del veicolo che utilizza il gas HFO1234yf, deve essere appositamente progettata e costruita, poiché tale gas non può essere miscelato con quello R134a. Ciò provocherebbe infatti la perdita delle sue proprietà che garantiscono un ridotto impatto ambientale. Inoltre, poiché il nuovo gas ha una minima tendenza a infiammarsi, le officine che lo utilizzano devono adottare specifici standard di sicurezza, ovvero: ventilazione dell’ambiente per scongiurare eventuali ristagni del gas, divieto di utilizzare fiamme libere durante le operazioni di ricarica, stoccaggio delle bombole del nuovo gas secondo le regole previste per i gas compressi. Anche le stazioni di ricarica del circuito di climatizzazione dei veicoli che usano il gas HFO1234yf, devono rispettare particolari requisiti a causa della tendenza a infiammarsi del gas stesso. Inoltre devono verificare una eventuale contaminazione del gas HFO-1234yf con quello R134a. Ovvero non deve essere possibile che nel gas HFO1234yf siano presenti tracce di gas R134a. Per questo motivo la stazione di ricarica verifica la purezza del gas recuperato dall’impianto di cli-

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matizzazione di un veicolo quando su tale impianto deve essere effettuata una operazione di riparazione. Se il gas riaspirato è contaminato, deve essere espulso in un uno specifico serbatoio e poi smaltito in modo che non danneggi l’ambiente. Occorre anche notare che per evitare che in un circuito di climatizzazione che utilizza il gas HFO-1234yf venga per errore immesso quello R134a provocando dunque la contaminazione, le valvole di carico/ scarico presenti sul circuito stesso e alle quali deve essere collegata la stazione di ricarica, sono differenti da quelle usate sui sistemi che impiegano il vecchio gas R134a. Per evitare che un’officina debba avere due differenti stazioni di ricarica, una per il nuovo gas HFO-1234yf e una per quello vecchio R134a, usato ancora sulla maggior parte dei veicoli circolanti, alcuni costruttori di attrezzature per climatizzatori hanno progettato e prodotto stazioni di ricarica bigas. Tali stazioni sono perciò capaci di operare su circuiti che contengono ancora il vecchio gas, ma anche su quelli che funzionano con quello HFO-1234yf che, come osservato precedentemente, sostituirà gradualmente il gas R134a. Come già accennato i due gas non possono essere miscelati tra loro e dunque queste

Nelle stazioni di ricarica bigas, che possono perciò operare sia con quello R134a sia con quello HFO-1234yf, sono presenti gli attacchi specifici per gestire i due differenti gas.

All’interno delle stazioni di ricarica per il gas HFO-1234yf, sono presenti delle ventole per evacuare eventuali tracce di gas. Questo gas infatti oltre ad avere tendenza all’infiammabilità, è più pesante dell’aria e in caso di perdite accidentali tende a ristagnare sul fondo dell’attrezzatura.

stazioni di ricarica bigas possiedono tutti gli accorgimenti necessari per poter operare correttamente sulle due diverse tipologie di impianti di climatizzazione; inoltre devono essere obbligatoriamente dotate di un sistema di lavaggio interno col quale vengono pulite le parti dove scorrono i due differenti gas. Ovviamente questo sistema di lavaggio non è utilizzato nelle sta-

zioni monogas, ovvero specifiche solo per quello HFO-1234yf. Infine poiché il gas HFO-1234yf è più pesante dell’aria ed è, come già accennato, incline all’infiammabilità, in alcune stazioni di ricarica vengono montate delle ventole che mantengono una costante ventilazione nel volume dell’attrezzatura, in modo che vengano disperse accidentali perdite di gas.


Immagini gentilmente concesse da Audi 2016©

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mercato

Cosa Offre il Mercato Bosch

Brain Bee

ACS 661 è la stazione di ricarica Bosch dedicata ai nuovi sistemi che utilizzano il gas R1234yf. Si tratta di un prodotto tecnologicamente avanzato, frutto della stretta collaborazione con il settore automotive per sviluppare una nuova stazione per la ricarica dei climatizzatori. Grazie a una procedura di intervento completamente automatica, l’ACS 661 consente una manutenzione del clima veloce, precisa ed esente da guasti. In particolare, questa apparecchiatura si distingue per il potente com-

pressore e per le alte prestazioni della pompa a vuoto. L’ACS 661 può essere utilizzata per la manutenzione dei sistemi di climatizzazione montati sulle autovetture, sui veicoli commerciali nonché sui veicoli ibridi ed elettrici.

L’azienda di Parma offre un’ampia gamma di stazioni di ricarica per il gas R1234yf, 3 dedicate e 2 multigas. 6000 ECO 1234, 8500 1234 e Clima 1234 HO sono le attrezzature Brain Bee dedicate al nuovo gas. Tutte dotate di raccordi Eco Lock, brevetto Brain Bee, queste stazioni consentono di risparmiare gas, tutelando anche la sicurezza degli operatori. Clima 1234 HO è il top di gamma e grazie alla tecnologia a Iniezione Volumetrica, altro brevetto Brain Bee, è in grado di dosare esattamente il gas immesso, ga-

che funzioneranno col nuovo gas. Il display auto-adattativo unito alla gestione completamente elettronica permette di controllare l’intero processo attraverso un microprocessore di ultima generazione. Per la pesatura dell’olio nuovo, di quello esausto e del tracciante l’attrez-

zatura dispone di bilance elettroniche molto precise, con risoluzione di 1 g. Kristal è in grado di recuperare fino al 98% del gas presente nella vettura e attraverso la stampante termica si possono redigere i risultati ottenuti per mostrarli al cliente.

CTR Kristal è la stazione di ricarica A/C di CTR per il nuovo gas R1234yf. Con questa macchina l’operatore è in grado di effettuare con facilità e precisione le operazioni di recupero, riciclo, vuoto, carica e analisi degli impianti di climatizzazione

Ecotechnics

Hella-Gutmann

Ecotechnics, azienda toscana specializzata nel settore della climatizzazione, per il nuovo gas R1234yf offre un’ampia gamma di attrezzature: ECK1800 e 1890 HFO; ECK3500 e 3900 HFO; ECK4000 e 4000 HFO. Si tratta di stazioni di ricarica dedicate al nuovo gas, completamente automatiche e in grado di lavorare su qualsiasi tipo di vettura comprese quelle ibride ed elettriche. Per queste ultime vetture Ecotechnics ha brevettato il sistema “Hybrid” che consente di eseguire automaticamente un ciclo di pulizia interno

Sono 3 le attrezzature Hella-Gutmann dedicate al refrigerante R1234yf: Husky 1000, Husky 3000 e Husky 3500. Tutte completamente automatiche garantisco grande affidabilità e un elevato comfort di uso. La stazione per la ricarica clima Husky 1000 è l’ultima novità. Estremamente compatta e facile da trasportare può eseguire in modo rapido e sicuro la manutenzione di qualsiasi climatizzatore. Basta scegliere la funzione necessaria da eseguire, selezionare il veicolo nella banca dati, collegare

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della stazione e dei tubi di servizio. Grazie a questo sistema si evitano pericolose contaminazioni nell’olio immesso nell’impianto. Ecotechnics ha in gamma anche un’attrezzatura in grado di lavorare sia con il vecchio gas R134a sia con quello nuovo: ECK Twin Pro.

rantendo un pieno controllo dei costi. Multigas 8500 e 9000 sono stazioni che possono lavorare sia con il gas R134a sia con il nuovo R1234yf, un’ottima soluzione per chi vuole avere un’unica attrezzatura per ogni tipo di vettura che entra in officina.

i tubi di servizio, aprire le valvole di alta e bassa pressione, dopodiché l’unità procederà autonomamente. Un segnale acustico avverte quando il processo è terminato. Non resta che chiudere le valvole, scollegare i tubi di servizio e riconsegnare la vettura al cliente.


mercato

Breve panoramica delle Stazioni di Ricarica per il nuovo gas HFO-1234yf, più comunemente conosciuto con la sigla R1234yf.

Magneti Marelli

Robinair

Clima Tech TOP HFO, questo il nome della stazione di ricarica Magneti Marelli per il gas R1234yf. Conforme alle più stringenti regolamentazioni sulla sicurezza e alle normative SAE (Society of Automotive Engineers) di riferimento, la stazione Magneti Marelli è già stata scelta da alcuni importantissimi costruttori quali MOPAR (aftersales del gruppo FCA) e Maserati. Due modalità di recupero del refrigerante: ECO per il massimo recupero del gas; SPEED per una perfetta combinazione di velocità e accuratezza. Tutte le funzioni

sono soggette a controlli automatici da parte dell’attrezzatura, senza necessità che l’operatore segua nel dettaglio tutto il ciclo di manutenzione. Magneti Marelli offre anche un’ampia gamma di prodotti necessari per operare in modo professionale sull’impianto AC.

Dal 1956 Robinair è un’azienda specializzata nella produzione di attrezzature per la manutenzione degli impianti AC dei veicoli. AC1234 è la gamma di stazioni di ricarica per lavorare con il nuovo refrigerante R1234yf. Tutte completamente automatiche le stazioni Robinair sono progettate per garantirne la sicurezza dell’operatore, verificando a ogni accensione l’efficienza dell’attrezzatura. Le stazioni AC1234 sono dotate di una tecnologia che permette di recuperare oltre il 95 % di refrigerante dal veicolo

e in grado di recuperare fino al 95% del gas del refrigerante presente in vettura, con una riduzione dei costi per l’officina di oltre il 20%. La stazione di ricarica TECH 1400 HFO è dotata di un pratico display a colori da 5” e di una pompa da vuoto da 100 l/min che le con-

sente di lavorare anche sui Veicoli Industriali. In entrambe le stazioni è presente una stampante termica che consente report completi delle operazioni eseguite. Le stazioni di ricarica Starline possono essere utilizzate anche con vetture ibride ed elettriche.

Starline (Rhiag) Rhiag, con il suo marchio Starline, propone una linea di prodotti dedicata al nuovo gas R1234yf: due stazioni di ricarica (TECH 1200 e 1400 HFO) e la bombola 1234yf da 5 kg. Le stazioni di ricarica Starline sono completamente automatiche

Tecnomotor

Texa

AC 932P è la stazione di ricarica Tecnomotor per il gas R1234yf. Tutto il ciclo di ricarica è gestito in modo automatico compreso l’inserimento del tracciante per valutare eventuali perdite nell’impianto. La doppia bilancia consente di dosare al meglio l’olio esausto da sostituirlo con quello nuovo. Grazie alla pompa del vuoto da 100 l/min è possibile lavorare su qualsiasi tipo di vettura e la velocità di recupero di 300 g/min rende l’operazione molto veloce. La macchina di Tecnomotor è in grado di

Per la manutenzione degli impianto AC che adottano il gas R1234yf, Texa propone Konfort 707R e 770S. La prima è una stazione essenziale, facile da utilizzare ma progettualmente evoluta. Completamente automatica, questa stazione è l’ideale per chi vuole cominciare a lavorare anche su vetture di ultima generazione. Konfort 770S, approvata da numerosi costruttori auto, è equipaggiata con un sistema automatico per il controllo delle perdite e uno speciale kit per identificare il tipo di refrigerante, impe-

recuperare fino al 95% del gas con una precisione di ± 15g. Con la pratica stampante integrata è possibile produrre un report delle operazioni eseguite e, grazie alla porta USB, il database vetture è facilmente aggiornabile.

e il sistema di lavaggio dei tubi di servizio consente la manutenzione per sistemi A/C di veicoli ibridi ed elettrici. Per le stazioni AC1x34, che lavorano con il gas R-134a, Robinair ha realizzato un speciale kit in grado di trasformarle per lavorare con il nuovo refrigerante.

dendo che venga utilizzato un prodotto non idoneo per l’impianto AC. Konfort 780R è il top di gamma Texa, una stazione Bi-Gas per lavorare facilmente su ogni tipo di impianto: in circa un minuto la macchina effettua il lavaggio dei condotti ed è pronta per il nuovo gas.

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FORMAZIONE

Magneti Marelli Formazione non solo F in aula

A partire dagli anni ’80 Magneti Marelli ha sviluppato il suo programma di formazione dedicato alle officine indipendenti. Nel corso degli anni il catalogo corsi si è arricchito e oggi conta oltre 70 titoli. Nel 2014 è partita una nuova sfida: Magneti Marelli Campus la formazione on line.

ondata nel 1919, Magneti Marelli è un’azienda che è entrata di diritto nella storia dell’industria automobilistica italiana. Nata come produttore di sistemi e componenti di alta tecnologia, oggi è una multinazionale con sedi in tutto il mondo. Magneti Marelli Aftermarket Parts and Services è la divisione

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di Stefano Lietti che si occupa della distribuzione dei ricambi per il mercato indipendente e che, attraverso una rete di oltre 5.000 officine nel mondo, offre agli automobilisti servizi di assistenza sia per la riparazione meccanica (Magneti Marelli Checkstar) sia per la carrozzeria (Magneti Marelli Checkstar Car Body Network).


FORMAZIONE

Per assicurare che le officine del network siano sempre aggiornate sulle ultime tecnologie sviluppate dalle Case Automobilistiche, Magneti Marelli ha sviluppato un programma di formazione professionale molto articolato, che tratta non solo temi di tecnica motoristica ma anche argomenti di marketing e gestionali, sempre più fondamentali per un’officina indipendente che si vuole proporre come valida alternativa alle reti autorizzate. Siamo andati a incontrare Vincenzo Giaccone, IAM EMEA Technical Services Operations and Development Manager, per conoscere meglio il programma Magneti Marelli: “Negli anni ’80 abbiamo cominciato a sviluppare la formazione per le officine e ogni anno ci chiediamo come poter rinnovare la nostra offerta e presentare sul mercato argomenti sempre più interessanti. Nel 2012 è partito il nostro progetto Magneti Marelli Checkstar Car Body Network, la rete dedicata alle carrozzerie e, dopo aver sviluppato la forma-

zione di base, lo scorso anno abbiamo deciso di sdoppiare la nostra offerta formativa, introducendo corsi specifici per il settore della carrozzeria, affiancandoli a quelli per il nostro network di officina. Questa esigenza nasce per rispondere meglio alle richieste del mercato, che vuole temi specifici dedicati al settore della carrozzeria. Parallelamente portiamo avanti collaborazioni con aziende terze che hanno deciso di affidarsi a Magneti Marelli per la loro formazione tecnica, come ad esempio AkzoNobel e Yokohama. Infine, per tutte le officine indipendenti, oltre a quanto veicolato tramite i nostri ricambisti, è nato Magneti Marelli Campus, il programma di e-learning per il libero mercato.” Sono oltre 70 i corsi presenti nel catalogo 2016 della Formazione Tecnica Magneti Marelli, da quelli base, dedicati alle nuove leve che si affacciano al mondo della riparazione, a quelli più specifici focalizzati sulle nuove tecnologie di primo impianto fino a corsi relativi a temi

Formazione Magneti Marelli in numeri (Italia) Giornate di formazione: oltre 480 nel 2015 (MM Checkstar) Ore di formazione: più di 34.000 Partecipanti: circa 4.800 all’anno Team Formatori: 9 in Italia + 4 team all’estero (Spagna, Polonia, Turchia e Sud America) Catalogo Corsi 2016: 72 titoli (in aula) Magneti Marelli Campus: oltre 60 titoli (on line)

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FORMAZIONE

gestionali. Per il mondo delle carrozzerie sono stati inseriti 3 nuovi titoli: Principi di elettronica e diagnosi, Climatizzazione e Sistemi veicolo. Si tratta di corsi ormai indispensabili anche per questo settore, che deve essere in grado di intervenire su sistemi complessi quali i radar, i sistemi di assistenza alla guida e quelli di sicurezza attiva. Le novità per le officine MM Checkstar sono sempre dedicate alle innovazioni tecnologiche più interessanti presenti sul mercato; in particolare nel catalogo 2016 sono state introdotte le monografie della Jeep Renegade e della Mercedes Classe A/GLA. L’ultima novità dell’anno sarà un corso dedicato alle vetture elettriche, con particolare riferimento a due veicoli molto interessanti: BMW i3 e Smart elettrica. In funzione del corso tecnico, Magneti Marelli prevede anche una sessione operativa per mettere subito in pratica quanto appreso in aula. Ne è un esempio il corso di certificazione dei gas fluorurati, tuttora in erogazione. A tutti i partecipanti viene poi rilasciato il manuale del corso e un attestato di partecipazione.

Magneti Marelli Campus La nuova sfida Magneti Marelli per la formazione è on line. Presentato nel 2014, Magneti Marelli Campus (www.magnetimarelli-campus.

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com) è un programma di e-learning dedicato a tutti, tecnici ed esperti dell’autoriparazione. Sono circa 60 i corsi a catalogo, dei quali più di 20 trattano argomenti nell’area gestionale e marketing. “Abbiamo voluto rispondere alle esigenze personali di ogni officina con un prodotto estremamente flessibile.” – ci spiega Vincenzo Giaccone – “Chiunque può accedere a Magneti Marelli Campus, anche un semplice appassionato; è sufficiente iscriversi al portale, pagare tramite carta di credito, ricevere le credenziali relative al corso scelto e quindi consultarlo per un anno. Riteniamo che Internet sia il futuro per la formazione. Ovviamente non potrà sostituire l’attività pratica in aula, ma tutta la teoria e soprattutto i temi di carattere gestionale e marketing, saranno sempre più fruibili on line.” I corsi Magneti Marelli Campus sono interamente progettati dai formatori dell’azienda e in molti casi derivano direttamente da quelli presenti nel catalogo generale, come quello relativo al cambio automatico a 9 rapporti montato sulla Jeep Renegade, il cui contenuto è estratto dal corso monografico dedicato a questa vettura. Tutti i corsi sono consultabili solo on line, mentre in una “area risorse” l’utente può attingere a specifici documenti (schemi elettrici, procedu-

re, rilievi tecnici, etc.) che possono essere scaricati per essere consultati anche off-line. La durata di ogni corso non supera le 2 ore e, a conclusione, si deve rispondere a un questionario di apprendimento per ricevere l’attestato di partecipazione. Un grande vantaggio della formazione on line è la personalizzazione del corso: l’utente, infatti, può decidere quando seguire il corso, senza dover dipendere da nessuna programmazione e so-

spendere l’attività lavorativa in officina. Accedendo al portale si possono liberamente consultare i contenuti dei corsi, gli argomenti trattati, valutarne il costo e in molti casi vedere un video trailer. Il costo è molto contenuto: si va da un minimo di 25€ a un massimo di 70€, per i corsi più tecnici, se si considera che possono essere consultati per un anno intero senza alcun limite di persone, si tratta di un investimento alla portata di tutti.


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IN OFFICINA

Sostituzione paraolio albero motore lato puleggia Una semplice perdita d’olio può richiedere una procedura di riparazione abbastanza complessa. È quello che succede quando si deve intervenire su una Mercedes Classe A 180 CDI. di Gianpaolo Riva M.T.E. Docs

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a vettura oggetto della riparazione, prodotta dal 2004 al 2012, è una Mercedes Classe A 180 CDI modello 169 e motore Diesel tipo OM 640940 con cilindrata pari a 1991 cm3 e potenza massima pari a 80 kW erogata a 4200 giri/min. Il difetto che presenta questa vettura non è particolare: si tratta infatti di una semplice perdita di olio dal paraolio dell’albero motore lato puleggia. Ciò che invece è particolare è la procedura di riparazione che occorre seguire per sostituire questo paraolio. Infatti, data la particolare posizione del gruppo motopropulsore (è sdraiato e la sua coppa è rivolta verso la parte posteriore del veicolo), è necessario dover staccare diverse parti prima di poter raggiungere l’elemento che deve essere sostituito con un nuovo ricambio. Di seguito vengono descritte le operazioni che devono essere effettuate, lasciando poi alle immagini la descrizione dettagliata. Ovviamente mentre si smontano i particolari, occorre anche scollegare alcuni cablaggi elettrici e le connessioni dei dispositivi elettrici che devono essere obbligatoriamente rimosse.

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È bene dunque prendere accuratamente nota della loro posizione, in modo da non commettere errori durante le fasi di rimontaggio. La prima operazione che deve essere effettuata è lo scarico dell’olio motore, visto che in seguito dovrà essere smontata la coppa dell’olio. Staccare poi il polo negativo della batteria, perché dovrà essere rimosso anche l’alternatore. Procedere poi con lo smontaggio del paraurti anteriore. In seguito staccare il tubo di scarico che scende dal motore e che passa sotto la coppa dell’olio. A questo punto, per poter raggiungere la puleggia dell’albero motore, è necessario abbassare il lato destro della culla posizionata sotto il motore. Dunque allentare i relativi fissaggi dopo aver sostenuto opportunamente il gruppo motopropulsore con un crick e in seguito togliere il supporto motore di destra. Ora diventa agevole lo smontaggio della cinghia degli organi accessori. Occorre poi procedere con il distacco del compressore del climatizzatore dal suo supporto. Per non scaricare l’impianto si consiglia di non staccare i tubi dal compressore. Quest’ultimo

può perciò essere semplicemente spostato e appeso a una parte del telaio della vettura tramite fascette in plastica. In seguito distaccare e togliere l’alternatore. Ora si può distaccare la flangia che integra i rulli folli e il tendicinghia della cinghia degli accessori. Procedere con la rimozione della coppa dell’olio. Questo componente ha anche una funzione di sostegno (è fissato al supporto motore) e dunque oltre che al monoblocco motore, è vincolato

anche alla campana del cambio. A questo punto del lavoro è possibile togliere la puleggia dell’albero motore (coppia di serraggio 200 Nm + 90°) e sostituire il paraolio dell’albero motore, montato sul carter della catena della distribuzione. Il rimontaggio deve essere fatto in senso inverso allo smontaggio. Prima di accendere il motore mettere l’olio (circa 6 litri, riferirsi al libretto uso e manutenzione del veicolo per la tipologia di olio da utilizzare).


INocchiello OFFICINA

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1 L’immagine mostra il vano motore della vettura Mercedes Classe A 180 CDI sulla quale deve essere sostituito il paraolio albero motore lato puleggia. Prima di iniziare tutte le operazioni occorre scaricare l’olio motore dalla coppa.

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3 Togliere il paraurti anteriore.

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2 Scollegare il polo negativo della batteria.

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4 CosĂŹ si presenta la parte anteriore del veicolo, dopo aver tolto il paraurti.

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IN OFFICINA

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5 Staccare il tubo che porta i gas di scarico all’ingresso del filtro antiparticolato.

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7 Parte inferiore del gruppo motopropulsore. Sulla destra si nota il compressore del climatizzatore mosso dalla cinghia degli organi accessori. Per raggiungere la puleggia e il paraolio dell’albero motore, occorre lavorare sul lato destro del gruppo motopropulsore, togliendo tutti i componenti che ostruiscono l’accesso alle parti che devono essere sostituite.

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6 Questo è il tubo di scarico che è stato staccato per poter togliere la coppa dell’olio motore.

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8 Togliere i fissaggi della culla inferiore, in modo da poterla abbassare dal lato destro. Sostenere opportunamente il gruppo motopropulsore con un crick.


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9 Togliere la cinghia degli accessori.

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11 Togliere la flangia coi rulli della cinghia degli accessori.

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10 Togliere l’alternatore dal suo alloggiamento.

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12 Questa è la flangia con i rulli della cinghia degli accessori. Al centro è posizionato il rullo del tendicinghia.

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IN OFFICINA

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13 Ecco come si presenta la parte bassa del monoblocco motore dopo aver tolto la coppa dell’olio. A destra si nota la puleggia dell’albero motore.

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14 La puleggia dell’albero motore che deve essere tolta.

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15 In primo piano la puleggia dell’albero motore. Sopra questa puleggia, è visibile quella più piccola della pompa dell’acqua.

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16 Il paraolio dell’albero motore che deve essere sostituito.


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17 Questa è la puleggia vecchia. Come si nota, la sua estremità che ruota nel labbro di tenuta del paraolio dell’albero motore, è consumata. Per questo motivo la puleggia deve essere sostituita.

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18 La puleggia dell’albero motore nuova che deve essere montata sulla vettura.

Vai su M.T.E. Docs, REGISTRATI e accedi alla sezione OM per scaricare l’articolo completo www.MTeDocs.it

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Assistenza e Servizio Tecnico per l’Autoriparazione 19 Queste sono tutte le parti di ricambio usate per la riparazione. Da sinistra: la cinghia degli organi accessori, la puleggia dell’albero motore e il relativo paraolio, la flangia con i rulli della cinghia degli organi accessori. Dietro si nota la confezione della guarnizione per la coppa dell’olio.

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domande&risposte

ASSISTENZA TECNICA by M.T.E. Docs

Officina Moderna collabora con M.T.E. Docs (www.MTeDocs.it), un portale che supporta gli autoriparatori nella soluzione di problemi.

Vettura: Fiat Punto EVO

Soluzione

Motore: 199A4000 1200 cm3 - 48 kW

Il codice U1700 trovato nella centralina controllo motore (NCM nodo controllo motore), indica che quest’ultima ha un problema di comunicazione col body computer (NBC nodo body computer). Il codice U1703 indica invece un problema di comunicazione del quadro strumenti (NQS nodo quadro strumenti). Quando il veicolo presenta malfunzionamenti nei sistemi elettrici/ elettronici di bordo che con difficoltà possono essere ricondotti al guasto di un preciso componente e contemporaneamente sono presenti anche errori di comunicazione tra centraline di bordo tra di loro collegate tramite la rete CAN, è necessario prima di tutto ristabilire queste comunicazioni. Danneggiamenti nella rete CAN stessa, generano infatti numerosi altri

problemi che possono essere risolti solo dopo aver ripristinato la corretta comunicazione tra le centraline di bordo. Quest’ultime infatti si scambiano informazioni fondamentali per i sistemi che devono controllare. Se mancano queste

informazioni ovviamente tali sistemi non riescono a funzionare correttamente, provocando perciò malfunzionamenti di cui difficilmente si riesce a comprendere la natura. La comunicazione non corretta tra le centraline di bordo può

che si blocchino in una specifica posizione o che il loro movimento sia limitato. In alcuni casi anche se le farfalle di turbolenza si muovono correttamente può essere il condotto circostante che si è notevolmente imbrattato (in alcuni casi lo sporco è tale da ridurre sensibilmente la sezione di passaggio dell’aria diretta al motore). Per individuare questo tipo di malfunzionamento occorre fare una serie di verifiche preliminari prima di smontare il collettore di aspirazione per verificare lo stato delle sezioni di passaggio dell’aria. Se l’attuatore delle farfalle di turbolenza è elettrico, è bene attivarlo con lo strumento di diagnosi in modo da poter verificare il suo corretto movimento. Verificare inoltre anche lo stato delle connessioni e dei

cablaggi elettrici dell’attuatore stesso. Se l’attuatore è di tipo pneumatico (polmoncino) occorre applicargli la depressione con una pompa del vuoto manuale e verificare poi che si muova correttamente. In queste condizioni il polmoncino deve rimanere in posizio-

ne (la membrana del polmoncino non deve avere fessurazioni che consentono l’ingresso dell’aria). Verificare inoltre l’integrità dei tubi in gomma attraverso i quali si propaga la depressione diretta all’attuatore pneumatico e la funzionalità dell’elettrovalvola gestita dalla

Anno: 2011 Difetto: Rilevati errori U1703 e U1700. Malfunzionamenti nei dispositivi elettrici/elettronici di bordo

Vettura: Opel Vectra 1.9 CDTI Motore: Z19 DTH - 1900 cm3 - 110 kW Anno: 2008 Difetto: Il motore del veicolo fino a 2500 giri/min. circa non rende. Poi inizia a funzionare correttamente. Errore memorizzato in centralina P2075

Soluzione Il codice P2075 indica un malfunzionamento delle farfalle di turbolenza, ovvero quelle montate nel collettore di aspirazione, utilizzate per modificare la turbolenza dell’aria aspirata in funzione del regime raggiunto dal motore. Un problema comune che si presenta con questo tipo di farfalle è il loro imbrattamento. Capita perciò di frequente

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domande&risposte

Dal portale si può scaricare la documentazione necessaria per eseguire le riparazioni sulle vetture. Tramite la funzione “Assistenza tecnica” è possibile richiedere un aiuto on-line e ottenere una sollecita risposta da parte dei tecnici di M.T.E. Docs. essere dovuta a problemi sui due cavi che costituiscono la rete CAN, ovvero cortocircuiti verso massa, o verso positivo, o circuiti aperti. Può essere provocata anche da problemi sulle connessioni elettriche delle centraline stesse (tipicamente contatti elettrici non perfetti dovuti ad esempio ad infiltrazioni di umidità). Le anomalie sui due cavi elettrici che compongono la rete CAN, possono essere ricercate con un multimetro. Se non sono stati trovati danneggiamenti a tali cavi, è poi necessario controllare la congruità delle alimentazioni (positivo e negativo) delle centraline coinvolte nella mancata comunicazione ed infine è necessario procedere alla riconfigurazione software della rete o/e delle centraline che sono coinvolte nei problemi di comunicazione.

Vettura: Fiat Croma Motore: 939A1000 1900 cm3 – 88 kW Anno: 2005 Difetto: Il motore del veicolo non rende. In centralina sono presenti i seguenti errori: P010F, P0401, P0402

Soluzione Gli errori letti nella memoria della centralina hanno il seguente significato: • P010F = Misuratore quantità aria – segnale fuori campo. • P0401 = Valvola EGR bloccata chiusa (flusso gas di scarico scarso). • P0402 = valvola EGR bloccata aperta (flusso gas di scarico eccessivo). I difetti del misuratore quantità aria sono quasi sempre correlate a

quelle del sistema EGR. Inoltre si nota che il codice errore P0401 e quello P0402 danno a prima vista due informazioni discordanti, ma in realtà indicano semplicemente che il sistema EGR non sta funzionando correttamente. E’ plausibile supporre che un malfunzionamento del misuratore quantità aria e/o del sistema EGR provochino una scarsa resa del motore del veicolo. Il sistema EGR su questa vettura è costituito da un attuatore elettrico che apre e chiude l’attuatore della valvola, in modo che il gas di scarico possa essere aspirato o non aspirato dal motore. Questo tipo di attuatore non ha integrato un potenziometro di retroazione. Occorre dunque smontarlo verificare la sua corretta funzionalità (controllarla attuandolo con lo strumento di diagnosi) e se necessario pulirlo/sostituirlo. Verificare con lo strumento di diagnosi se è necessaria una sua inizializzazione. Il misuratore quantità aria utilizzato su questo veicolo è particolare, non

genera infatti un segnale con tensione variabile in funzione dell’aria aspirata, ma genera un segnale ad onda quadra con frequenza variabile in funzione dell’aria aspirata. Con motore spento e quadro acceso (portata aria diretta al motore nulla), il valore della frequenza deve essere di circa 1.8 kHz. Accelerando (aumenta la portata d’aria aspirata dal motore), la frequenza aumenta. L’errore P010F non indica un particolare malfunzionamento del misuratore quantità aria, ma una misurazione fuori campo ovvero non conforme. Ciò può essere dovuto ad un invecchiamento del misuratore stesso (ha una dinamica più lenta) o ad una aspirazione non conforme del motore ad esempio dovuta ad un eccesso o mancanza di gas di scarico ricolati. Dunque per risolvere il problema della mancata resa del motore del veicolo, è bene prima verificare la funzionalità/pulizia dell’EGR e poi concentrarsi sul misuratore quantità aria.

centralina controllo motore, usata per modulare la propagazione stessa. Una ulteriore verifica che deve essere fatta è relativa all’integrità e alla mobilità dei leveraggi di comando delle farfalle di turbolenza. Se le verifiche fino ad ora descritte hanno dato esito negativo (ovvero non hanno rilevato particolari malfunzionamenti), occorre allora precedere con lo smontaggio del collettore di aspirazione per una verifica interna dei condotti. Si noti che se l’attuatore delle farfalle di turbolenza è di tipo elettrico, è necessario controllare se con lo strumento di diagnosi deve essere fatta una sua inizializzazione. Verificare sempre se il costruttore ha emanato specifici bollettini tecnici sul problema segnalato e se il software del calcolatore controllo motore è aggiornato.

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Tecnica

SOS Sostituzione Sospensioni: alla prova dei fatti Chi guida difficilmente si accorgerĂ dello stato delle sospensioni della propria vettura, perchĂŠ nel tempo si abitua al loro deterioramento. Solo un bravo meccanico saprĂ condurre una efficace prova su strada, individuare le parti difettose e saper eseguire una corretta sostituzione degli ammortizzatori.

di Giorgio Spolverini

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TECNICA

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volte cambiando gli ammortizzatori di un veicolo si risolve solo parte di un problema. Questo perché l’ammortizzatore rappresenta solo uno dei tanti componenti delle sospensioni, un vero e proprio insieme di organi meccanici che servono ad attutire le sollecitazioni provenienti dal fondo stradale. Le sospensioni moderne in particolare sono composte essenzialmente da elementi riconducibili a quattro grandi famiglie: molle o simili parti elastiche, ammortizzatori, pneumatici, dispositivi idropneumatici.

Sospensioni anteriori In tutte le auto gli inconvenienti si annunciano bene o male sempre con gli stessi sintomi: scarsa tenuta di strada e rumorosità, soprattutto. In presenza di sistema McPherson, lo sgradito fenomeno avviene ad ammortizzatori scarichi, quando le boccole della barra stabilizzatrice sono usurate o la barra stessa si usura eccessivamente da uno dei due lati, quando i cuscinetti delle ruote presentano gioco eccessivo, quando le parti in gomma su cui poggiano le molle sono deteriorate o eccessivamente secche. A parte le prime verifiche che un meccanico può fare a vettura ferma, si consiglia vivamente di prova-

re il veicolo su strada. Se la scarsa tenuta è causata da fissaggio difettoso dei bracci o dalla barra stabilizzatrice, ci si accorge guidando che la traiettoria cambia a seconda che si prema o si rilascia l’acceleratore. In particolare sulle vetture a trazione anteriore, questa prova aiuta a valutare le condizioni dell’avantreno. Per un test “con i fiocchi” poi bisognerebbe condurre il veicolo su strada dissestata, curve e rettilineo. Su strada dissestata si possono percepire battiti e anomalie delle sospensioni anteriori e decidere quindi se proseguire sugli altri due tipi di percorsi menzionati (curva e rettilineo). Nei percorsi con curve si può efficacemente verificare il buon funzionamento di tutta la sospensione, analizzando comportamenti pericolosi come eccessivo coricamento in curva o saltellamento delle ruote. Su rettilineo ad andatura sostenuta si valuta l’efficienza dell’avantreno nel suo insieme, sulla base di eventuali vibrazioni allo sterzo e mantenimento della traiettoria.

mato più facile perché le sospensioni non sono sottoposte a particolari sollecitazioni: accelerazioni violente o improvvise non interessano più di tanto direttamente il retrotreno. La rumorosità provocata dalle sospensioni posteriori può essere provocata da ammortizzatori scarichi, sostegni in gomma

secchi, boccole elastiche dei bracci oscillanti avariate. Tutti questi inconvenienti hanno pressoché in comune un solo sintomo e cioè la rumorosità sotto forma di battito o scricchiolio. Una prova su strada come quella descritta nel paragrafo delle sospensioni anteriori è sempre auspicata.

Sospensioni posteriori Per capire il comportamento delle sospensioni posteriori, bisogna prima di tutto distinguere tra mezzi a trazione anteriore o posteriore. Studiare gli inconvenienti delle auto a trazione anteriore è tutto som-

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tecnica

Rapida guida alla risoluzione dei problemi più ricorrenti sulle sospensioni 1. Erosione del battistrada dei pneumatici Problema: le gomme sono soggette a una precoce usura Cause: ammortizzatori difettosi o usurati; geometria assiale scorretta dovuta a una combinazione errata di molla/ammortizzatore Possibili conseguenze: limitazione della sicurezza di marcia e frenata Suggerimento: verificare il telaio ogni 20.000 km

2. Supporto ammortizzatore usurato Problema: perdita di comfort a causa di rumori fastidiosi (per esempio cigolio, sbattimento) Cause: supporto ammortizzatore a molla assestato (per via del chilometraggio); materiale di montaggio mancante o non correttamente installato Possibili conseguenze: sterzo duro o gioco nello sterzo; dinamica di marcia instabile; limitazione della sicurezza di marcia e frenata

Suggerimento: osservare le istruzioni di montaggio, la successione dei componenti e le coppie di serraggio prescritte

3. Rottura della molla Problema: il veicolo rimane sospeso da un lato e produce rumori durante la fase di compressione/rilascio Cause: danneggiamenti causati da pietrisco; pre-danneggiamenti alla vernice protettiva dovuti all’impiego di utensili speciali non adatti (tenditori a molla); frequente contatto con marciapiedi Possibili conseguenze: rottura per corrosione; limitazione della sicurezza di marcia e frenata; notevoli perdite di comfort Suggerimento: utilizzare solo tenditori a molla speciali; le molle devono essere realizzate con diametri extra resistenti di acciaio a diametro costante, e ulteriormente protette con fosfatazione di zinco e rivestimento a polvere contro la corrosione

4. Gioco e rumori anomali alla fase di compressione e rilascio dell’ammortizzatore Problema: i componenti telaio usurati o difettosi possono pregiudicare il comfort e la sicurezza di marcia Cause: elementi di sospensione e ammortizzatore logorati; prodotti complementari difettosi (stabilizzatore, barre d’accoppiamento, sistemi di supporto in gomma); componenti del telaio e dello sterzo usurati Possibili conseguenze: dinamica di sterzata instabile/gioco nello sterzo; limitazione della sicurezza di marcia e frenata; rumori; elevata usura dei pneumatici Suggerimento: per una localizzazione e controllo appropriati dei componenti usurati, si consiglia l’utilizzo di tester di gioco dei giunti

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5. Valvole di flusso allentate o danneggiate Problema: l’ammortizzatore batte e la capacità ammortizzante cala progressivamente Cause: problemi d’installazione (il dado di fissaggio della valvola si è allentato in seguito all’uso di un trapano avvitatore a percussione); respingenti di battuta difettosi; combinazione molla/ammortizzatore non adatta (per esempio a causa di un abbassamento dell’assetto) Possibili conseguenze: limitazione della sicurezza di marcia e frenata; guasto totale dell’ammortizzatore Suggerimento: si raccomanda di non utilizzare trapani avvitatori a percussione. Si devono rispettare assolutamente le istruzioni di montaggio prescritte. I respingenti di battuta e i manicotti antipolvere vanno sempre sostituiti in contemporanea con il cambio degli ammortizzatori


tecnica

6. Boccole di gomma strappate o usurate

7. Asta del pistone graffiata Problema: nell’asta del pistone si formano le tracce della corsa, più evidenti da un lato

Problema: alla fase di compressione/rilascio si verificano rumori anomali (per esempio sbattimento o cigolio) Cause: usura (affaticamento del materiale); sovraccarico causato per esempio da traino di rimorchi o percorso su terreno accidentato; installazione scorretta Possibili conseguenze: insicurezza di marcia e frenata limitata Suggerimento: controllare regolarmente i componenti del telaio. Ciò è particolarmente importante per veicoli trainanti e di trasporto (raccomandazione: ogni 20.000 km)

Cause: problemi d’installazione (serraggio con l’assale del veicolo non carico); strumenti d’installazione non adatti Possibili conseguenze: elevata usura dell’ammortizzatore; rumori anomali nella fase di compressione e rilascio dell’ammortizzatore; bloccaggio dell’asta del pistone; riduzione del comfort e rumori fastidiosi; pericolo di rottura dell’asta del pistone Suggerimento: rispettare assolutamente le norme d’installazione prescritte e non stringere gli ammortizzatori in posizione senza carico

8. Ammortizzatori contaminati d’olio Problema: permeabilità nella guarnizione dell’asta del pistone, con conseguenza di una perdita d’olio nell’ammortizzatore Cause: usura; manicotto antipolvere difettoso; asta del pistone danneggiata Possibili conseguenze: perdita di potere ammortizzante Suggerimento: una lieve condensazione (olio atomizzato) è del tutto normale e funge da lubrificazione dell’asta del pistone

10. Asta del pistone danneggiata

9. Rottura filettatura Problema: mancato fissaggio dell’ammortizzatore Cause: errata installazione (uso di un trapano avvitatore a percussione); mancato rispetto delle coppie di serraggio Possibili conseguenze: guasto totale; rumori anomali alla fase di compressione e rilascio dell’ammortizzatore; limitazione della sicurezza di marcia e frenata; forte sbattimento Suggerimento: si raccomanda di non utilizzare avvitatori a percussione per il montaggio dell’asta del pistone; da rispettare sempre la coppia di serraggio

Problema: presenza di graffi e corrosione nella delicata superficie dell’asta del pistone (superficie di scorrimento) Cause: errori di montaggio; manicotto antipolvere difettoso o mancante Possibili conseguenze: permeabilità, ovvero perdita d’olio (l’asta del pistone graffiata provoca un’usura della guarnizione della stessa) Suggerimento: rispettare scrupolosamente le norme d’installazione prescritte; accertarsi della sede corretta del manicotto antipolvere. Utilizzare per l’installazione solo utensili appropriati

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tecnica

Ricambio rigenerato‌ si grazie! I ricambi rigenerati, assicurano i produttori, sono allo stesso livello di quelli nuovi per qualità , fanno risparmiare e sono ecologicamente corretti. Ecco di che si tratta, a cosa stare attenti e alcune importanti aziende che li propongono. di Giorgio Spolverini

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tecnica Il processo di rigenerazione, se praticato a regola d’arte da qualificate aziende attrezzate, è ecologicamente corretto e il ricambio ricostruito è affidabile come uno nuovo, tant’è che gode della stessa garanzia di 2 anni, come previsto dalle vigenti norme.

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’interesse per le unità rigenerate è derivato inizialmente dagli obblighi posti a carico dei costruttori auto dalla direttiva comunitaria 2000/53 CE sui veicoli a fine vita (Elv – End of life vehicles) mirata a migliorare la qualità dell’ambiente. La Elv raccoglie dettagliate misure per lo smaltimento, il riciclo e il recupero di tutte le parti del veicolo, e norme restrittive sull’impiego di sostanze nocive nella produzione automobilistica. Basti pensare che nel 2000 sfuggiva al controllo oltre il 90% dei componenti dei veicoli abbandonati dai proprietari e solo meno del rimanente 10% veniva riutilizzato. Dal 2015 è obbligatorio riciclarne almeno l’85% e recuperare un altro 10% sotto forma di energia, destinando alla discarica neanche il 5%. Dopo anni di indifferenza ecco come mai, case auto in primis, hanno cominciato a rigenerare in

modo massiccio motori e cambi soprattutto, ma anche motorini, alternatori, pompe acqua e alimentazione motore diesel. Allora è bene sapere cosa si intende per unità rigenerata o ricostruita, capire come distinguere i componenti rigenerati da quelli riparati o semplicemente usati, farsi insomma un’idea delle opportunità proposte da questo mercato. Ricostruito, revisionato, rigenerato, ricondizionato, scambiato sono solo alcuni nomi usati per identificare questo tipo di prodotti. “Ricondizionato” o “rigenerato” sono senz’altro i termini più gettonati che rispecchiano la definizione inglese di “remanufactured”. Non si tratta di prodotti usati o riparati: qualsiasi componente rigenerato è del tutto equivalente al nuovo e assicura prestazioni conformi al primo impianto. Rispetto alle unità nuove, quelle rigenerate permettono

Fidarsi è bene… ma con attenzione! A ffidarsi sempre a produttori in grado di assicurare la qualità del ricambio. A l momento dell’acquisto, richiedere tutte le condizioni scritte, soprattutto del reso: si eviteranno perdite di tempo e denaro. Informarsi sulla durata della garanzia. N on distruggere l’imballo dell’unità acquistata e riutilizzarlo per la consegna o la spedizione del reso. Accertarsi che l’unità resa sia completa di tutti i componenti, onde evitare l’accettazione. Accertarsi che lo sconto sia applicato sul valore di listino del rigenerato. Controllare il corretto importo del sovrapprezzo in caso di mancato reso della carcassa. Per evitare contestazioni, ricordarsi di dedurre al cliente il valore della carcassa.

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tecnica

Il rigenerato… in pillole Che cosa s’intende per unità rigenerata? Rigenerato è un qualsiasi componente usato dell’automobile che sia stato completamente rimesso a nuovo attraverso un processo industriale rispettoso del più aggiornato modello tecnologico. Il prodotto deve garantire prestazioni equivalenti a quelle di unità nuove, tant’è che deve rispettare 2 anni di garanzia prevista da Legge nei confronti dell’utente finale, l’automobilista. In cosa consiste il procedimento di rigenerazione? Si parte da un lotto variabile di unità dello stesso tipo, usurate e non più funzionanti, che vengono smontate fino al singolo componente. Si passa poi alla fase di controllo e selezione per decidere quali componenti riutilizzare e quali sostituire con altrettanti pezzi nuovi. Seguono il riassemblaggio, la rettifica se necessaria e il collaudo. Da dove è iniziata l’attività di rigenerazione? Tutto è iniziato negli USA e nel Regno Unito negli anni ’40. L’americana Allied, a corto di risorse, si accorse che la rigenerazione (in inglese, remanufacturing), allungando la vita dei componenti, poteva limitare la produzione di unità nuove. Nel Regno Unito fu Lucas a introdurre per prima in Europa il programma Exchange, chiamato Reman. Nel 1947 fu poi la volta di Volkswagen. Nell’Europa del Nord, quasi la totalità di alternatori e motorini venduti a ricambio sono rigenerati.

un risparmio medio che si aggira attorno al 40% sul prezzo d’acquisto (a parte il rimborso del reso dell’unità inefficiente, pari al 20-25% del prezzo dell’unità rigenerata).

Industrializzazione dei pezzi L’unità ricondizionata nasce in una fabbrica espressamente attrezzata per la produzione in serie. La procedura di recupero prevede numerosi stadi, dallo smontaggio e la pulizia di tutte le

parti, al ripristino e controllo elettronico di quelle recuperabili, fino al riassemblaggio e al controllo finale. L’alternatore, il motorino d’avviamento o qualsiasi unità sottoposta a un tale processo di revisione ha poco o nulla da invidiare al prodotto nuovo. Rispetto a un’unità riparata i vantaggi sono fin troppo evidenti. La riparazione è il risultato di un intervento che mira a individuare i pezzi non funzionanti, per sostituirli e procedere al rimontaggio dopo un’ispezione

Dopo il processo di lavaggio e rigenerazione del pezzo usato, questo viene testato su specifici banchi prova come industrializzazione comanda.

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tecnica La parte da rigenerare può essere un motorino d’avviamento o un turbocompressore, come anche un intero motore.

superficiale sugli altri componenti, che vengono in genere lasciati allo stato in cui si trovano al momento del guasto, sporco incluso. L’unità riparata non viene rinnovata a eccezione delle parti sostituite e resta esposta al rischio di ulteriori guasti per usura delle parti ritenute o risultate efficienti al momento dell’operazione.

Garantite come nuove Le unità rigenerate sono inoltre più affidabili, se non altro per la garanzia di due anni all’utente finale, anche di quelle disponibili presso i demolitori. In questo caso gli eventuali vantaggi economici sul prezzo sono messi a rischio dalla mancanza di informazioni sia sull’efficienza della parte distaccata da motore o chassis, sia sull’età e sui chilometri percorsi dalla vettura di provenienza. Non va trascurato poi che, nel calcolo della convenienza economica, spesso si dimentica il rimborso del reso del complessivo guasto riconosciuto dal produttore di unità rige-

nerate. A renderli più appetibili infine c’è anche l’aumento dei prezzi delle unità nuove, figlio della crescita di quelli delle materie prime. C’è da scommettere che anche i consumatori, sempre più attenti al risparmio, li richiedano con sempre maggiore decisione.

La gestione del reso In generale, la gestione prevede l’anticipo del ricambio rigenerato e il successivo ritiro dell’usato, ovvero della carcassa non funzionante. È importante che quest’ultima non risulti in alcun modo manomessa o danneggiata, in modo da poter essere inserita automaticamente nel processo di rigenerazione. A prescindere dal guasto presente sulla carcassa, essa sarà completamente disassemblata e rigenerata in ogni sua parte, sia dal punto di vista elettronico sia da quello meccanico. Non è un caso che la vera sfida del rigenerato sia rappresentata dalle prime fasi del processo di rigenerazione, ovvero lo sviluppo dei

banchi prova sui quali poter attivare il dispositivo replicando le condizioni di funzionamento a bordo vettura e la successiva analisi dei guasti. Molto spesso le cause del guasto non sono semplicemente legate all’usura dei componenti, ma anche a errori progettuali e costruttivi che rendono vulnerabile il dispositivo. Per questo, la rigenerazione prevede un’ottimizzazione delle tecniche di riparazione e assemblaggio, le quali rendono il ricambio rigenerato anche più affidabile di quello nuovo.

Nello specifico, un sistema di sterzo prima del trattamento di rigenerazione, così come arriva dall’officina, e dopo.

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MERCATO

Cosa Offre il Mercato

Sono numerosi i prodotti che possono essere rigenerati, così come le aziende che li propongono sul mercato del ricambio.

A. Selva

Block Stem

La bolognese A.Selva, nata la vigilia di natale del 1973, è concentrata sulla riparazione di idroguide e servosterzi a funzionamento idraulico. Gli ultimi sviluppi del mercato e della tecnologia hanno portato ad aggiungere anche la revisione di gruppi elettronici (EPS), pompe elettroidrauliche e scatole guida elettromeccaniche. Attualmente l’attività è suddivisa nei seguenti settori: idroguide e pompe per vetture e veicoli commerciali, idroguide e pompe per veicoli industriali, cilindri idraulici, idroguide idrostatiche e valvole idrauliche. L’ampia disponibilità di ricambi nuovi e revisionati offre la possibilità di inviare in anticipo (program-

Nata dall’esperienza Block Shaft, Block Stem è una giovane azienda pugliese specializzata nella rigenerazione dei servosterzo elettrici, quindi parti come piantoni di sterzo, scatole guida elettromeccaniche e pompe elettroidrauliche, nonché valvole EGR e corpi farfallati. Punto di forza dell’azienda, oltre alla qualità dei prodotti, è il suo servizio pre e post-vendita che permette di assistere il cliente su qualsiasi necessità. La presenza radicata sul mercato italiano attraverso distributori, ricambisti e officine, ha permesso di commercializzare, tra l’altro, una serie di prodotti come alternatori, motorini di avviamento e

ma scambio) il ricambio ordinato entro le 19.00 con consegne tramite vettori nazionali convenzionati, cercando di limitare il “fermo macchina”. Qualora il ricambio richiesto non fosse disponibile a magazzino, l’azienda può revisionare l’usato nella stessa giornata d’arrivo, preventivando il costo di riparazione. Tutte le lavorazioni sono naturalmente eseguite a norma UNI EN ISO 9001-2008.

Bosch

Contec

Ha bisogno di poche presentazioni Bosch, tra i fornitori leader, al mondo, nella rigenerazione di ricambi per veicoli. Il programma eXchange comprende componenti revisionati di 27 diverse famiglie di prodotto, con una gamma attuale di oltre 4.500 codici di revisionato tra iniezione benzina, iniezione diesel, frenante, motorini d’avviamento e alternatori. Nello specifico, per quanto riguarda le motorizzazioni diesel, il programma Bosch eXchange comprende oltre 700 codici per propulsori con iniezione diesel, dalle vetture ai veicoli industriali. Il sistema pensato da Bosch garantisce lo svolgimento del processo di rigenerazione in modo veloce e semplice. Fornendo condizioni di

Specializzata nella revisione di turbocompressori, questi componenti vengono rigenerati esclusivamente con ricambi originali e rispettando scrupolosamente le istruzioni delle case costruttrici dei turbo. Contec così può affermare che i propri turbo rigenerati sono equivalenti a quelli proposti dalle case stesse. Inoltre Contec è anche centro assistenza e garanzie per l’aftermarket dei turbo distribuiti. Il programma scambio permette al cliente di acquistare un turbo rigenerato prima di smontare quello vecchio dal motore. Questo verrà venduto con una cauzione che sarà riaccreditata all’atto della restituzione della carcassa (Programma Scambio).

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restituzione ben chiare e implementando il processo “Back in Box” per la restituzione dei componenti usati all’interno delle confezioni originali già utilizzate per i componenti revisionati, si garantisce un processo rapido e affidabile. I cataloghi specifici relativi all’intera gamma eXchange sono disponibili in varie lingue e includono la lista di equipaggiamento, che permette d’identificare facilmente quanto richiesto dal cliente.

turbocompressori nuovi e rigenerati. Negli ultimi anni, Block Stem ha ampliato i propri orizzonti oltre confine grazie anche a fiere di settore, ottenendo risultati soddisfacenti in varie nazioni e collaborazioni di vario genere con grandi gruppi europei che orbitano nel settore del rigenerato. I ricambi rigenerati di Block Stem si collocano a circa un terzo del prezzo del ricambio nuovo con elevata disponibilità di magazzino anche dei pezzi fuori produzione.

Anche per i revisionati viene offerta l’Assistenza Totale Turbo per auto e veicoli commerciali e la storica Garanzia Totale Turbo per tutti gli altri. Ben di più, quindi, della garanzia di legge. Rispetto a un turbo nuovo, optando per un’unità rigenerata si risparmia mediamente il 40%. Il valore della carcassa (mancato reso) varierà a seconda della famiglia di turbo e non più la differenza tra il turbo revisionato e quello nuovo.


mercato

Di seguito alcune tra le più importanti aziende presenti in Italia, tutte in grado di assicurare prodotti di ottima qualità.

Delphi

ERA

La multinazionale Delphi commercializza componenti rigenerati per le seguenti tipologie di prodotto: iniettori diesel, turbocompressori e centraline. Il prodotto rigenerato Delphi prevede il riutilizzo della carcassa originale e la sostituzione dei componenti usurati o difettati con componenti originali. I principali vantaggi che ne derivano sono qualità del prodotto come l’originale (OE Equivalent), prezzo competitivo, garanzia di 24 mesi. Il posizionamento economico rispetto al nuovo varia a seconda del tipo di prodotto, ma mediamente si risparmia circa il 20% rispetto a una parte nuova la più economica possibile. L’autofficina che opta per questo tipo di pezzi deve pensare al ricambio rigenerato Delphi

La gamma di prodotti rigenerati di ERA, azienda che dal 2014 fa parte di Rhiag Group, prevede essenzialmente motorini di avviamento, alternatori, valvole EGR. Il processo parte dalla selezione delle carcasse (reso indiretto, ovvero non vengono raccolte le carcasse dall’azienda stessa), lavorazione delle singole parti, selezione e sostituzione delle parti danneggiate, montaggio. Di seguito l’attività prevede test funzionale al banco simulatore in maniera da garantire affidabilità e prestazioni per ottenere un’efficace copertura di garanzia. Il prodotto rigenerato offre le stesse prestazioni del nuovo, con sicuro controllo al 100%, a un prezzo vantag-

come un’alternativa economica al ricambio nuovo mantenendo elevati standard di qualità: il prodotto rigenerato Delphi utilizza gli stessi processi di assemblaggio/controllo dei prodotti nuovi. Attualmente la gamma di prodotti rigenerati Delphi prevede 228 turbocompressori, 1 centralina, 44 iniettori common rail, 69 iniettori EUI-EUP (veicoli commerciali).

FTS

GPS Motori

L’azienda, fortemente specializzata in turbocompressori, consiglia di utilizzare complessivi rigenerati solo di qualità originale, come quelli proposti. Solo così il meccanico potrà assicurare al proprio cliente che la vettura riparata mantenga gli stessi standard originali in termini di prestazioni, consumi e sicurezza nel rispetto delle leggi vigenti in termini di emissione e omologazione. Un automobilista attento deve pretendere dal proprio meccanico di fiducia il turbocompressore rigenerato originale anche per mantenere il valore di mercato della vettura. Il servizio AssiTurbo garantisce la massima sicurezza e serenità d’acqui-

La filosofia di rigenerazione di GPS Motori consiste nel riportare i propulsori al proprio stato iniziale, pari a un motore nuovo. Si usano attrezzature di alta precisione e vengono controllati tutti i componenti sostituendo i pezzi soggetti a usura come pistoni, bronzine, valvole, guidavalvole, punteria, distribuzione, pompa olio, guarnizioni etc., con parti di qualità originale o equivalente. La linea prodotti propone oltre ai motori, anche cambi manuali e automatici, testate e turbocompressori. In particolare, dopo aver controllato con perizia il motore, questo viene smontato completamente e i pezzi che si possono rigenerare vengono puliti tramite specifici tratta-

sto del turbo, perché in caso di rottura per qualsiasi motivo il turbocompressore rigenerato viene sostituito o ripristinato e viene rimborsata la manodopera al meccanico che esegue l’intervento di stacco e riattacco, nonché i materiali necessari alla sostituzione. Il risparmio economico optando per un turbo rigenerato è di almeno il 30% rispetto al listino del prodotto nuovo.

gioso e limita l’inquinamento ambientale. Il risparmio su ogni singolo componente rispetto a un pezzo nuovo varia in funzione della tipologia di prodotto acquistato. I prodotti rigenerati sono disponibili a marchio ERA, MESSMER, ZEN e ZM, tutti di ottima qualità grazie all’accurato processo a cui è sottoposto ogni componente.

menti in vasche chimiche. Quindi vengono catalogati e contrassegnati. I pezzi primari del motore come basamento, albero motore, testa cilindro, albero a camme e valvole vengono rettificati portandoli ai valori prescritti dai costruttori. Al termine del ciclo di rigenerazione, tutti i prodotti GPS Motori sono soggetti a rigorosi test di funzionamento. Mediamente la differenza di prezzo tra un prodotto rigenerato OE e uno IAM si attesta sul 35%.

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mercato

Cosa Offre il Mercato ITP

O.M.M.A.

ITP nasce nel 2008 dall’esperienza dei due soci fondatori Maurizio Comolli e Giuseppe Taramino. L’azienda ha sempre cercato di mantenere il proprio prodotto a certi standard qualitativi, puntando su un’ampia gamma capace di coprire oltre 10.000 applicazioni e sulla professionalità del proprio personale, in grado non solo di vendere il ricambio, ma di offrire un supporto tecnico adeguato in caso di problemi di difficile riscontro. Questo porta ITP non solo a essere fornitore di ricambi e prodotti revisionati nel settore del turbocom-

La realtà di Faenza (RA) opera dal 1952 nel settore della revisione ricambi per autoveicoli, in particolare semiassi, giunti, alberi di trasmissione, idroguide, pompe idroguide, scatole sterzo, sterzi elettrici, pompe elettrice, sfere idropneumatiche e pinze freni. L’aggiornamento, le tecniche più avanzate, il costante rispetto delle norme tecniche, le prove su specifici banchi unitamente ai continui controlli di qualità interni, le permettono di garantire un prodotto con elevati standard di sicurezza e affidabilità. Pertanto si può serenamente affermare

pressore e degli EPS, ma a proporre anche formazione a chi voglia distinguersi per professionalità e competenza. In particolare, per quanto riguarda i servosterzo elettrici rigenerati, ITP copre l’intera gamma EPS Fiat/Opel. Il risparmio medio che si ottiene su un prodotto rigenerato rispetto a uno nuovo, si aggira sul 40-50% circa. Al meccanico, il consiglio di utilizzarli serenamente, proponendoli al cliente in modo da accontentarlo anche con prezzi competitivi.

SAITO

TRW

Un’altra azienda storica nel mondo del turbocompressore è SAITO. Per revisione qui s’intende il ripristino dell’efficienza del sistema rotante e ovviamente il settaggio delle tarature necessarie a garantire il corretto funzionamento del turbocompressore una volta installato sul motore. Si suggerisce di non utilizzare mai turbocompressori non originali poiché, essendo uno dei pochi componenti legati all’omologazione del motore, l’impiego di un prodotto non omologato inficia la conformità dell’intero veicolo. In termini economici, rispetto a un listino ufficiale delle case, si può arrivare a risparmiare anche il 75%. Nel caso di un prezzo medio di mercato del turbo nuovo originale, il risparmio si attesta sul 40-50% circa. Attenzione però, montare un

Da molti anni ormai impegnata nella rigenerazione di componenti automotive con due stabilimenti dedicati in Europa, TRW offre un’ampia gamma di pinze freno, scatole sterzo e pompe ad alta pressione di servoassistenza rigenerate per vetture e veicoli industriali. Dalla raccolta al reso, si passa all’accettazione e selezione dei componenti rigenerabili in rapporto al codice, a garanzia della qualità dei prodotti inviati alla rigenerazione. Rispettando rigorosamente i severi standard dei costruttori, i componenti usati vengono smontati, puliti, rigenerati e riportati nelle stesse condizioni dei ricambi nuovi. I singoli componenti che non possono essere rigenerati, vengono sostituiti con ricambi originali o di qualità equivalente. Il vantaggio principale

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turbo di prezzo eccessivamente basso e quindi per forza di bassa qualità può comportare enormi spese in un limitato periodo di tempo, come la nuova sostituzione del turbo nonché possibili danni al motore nel caso d’ingenti perdite d’olio. Quindi, acquistare prodotti solo da aziende note che adottano processi ben definiti e sperimentati. Ove possibile, richiedere l’estensione della garanzia.

che un prodotto qualitativamente sempre più valido unitamente al servizio offerto al cliente, collocano O.M.M.A. fra le aziende di spicco del settore. Il magazzino è fornitissimo di ricambi pronti per annullare completamente il fermo macchina, con un servizio urgente per la revisione in giornata. Spedizioni con consegna in 24/48 ore nella maggior parte del territorio nazionale e qualificata assistenza tecnica telefonica assicurano il resto.

per la scelta di un ricambio rigenerato è rappresentato dal costo inferiore rispetto al nuovo, oltre al recupero di valore del vecchio componente, da parte dell’installatore e anche da un minor costo praticato all’utente finale. In termini di risparmio, TRW offre una riduzione dei costi compresa mediamente tra il 20% e il 30% a seconda dei prodotti specifici rigenerati.


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Attrezzature

Rifornimento AdBlue, più facile con Delphin Per la riduzione delle emissioni molti costruttori adottano sistemi che richiedono l’utilizzo di una soluzione che trasforma i gas nocivi in particelle di azoto e acqua: l’AdBlue. Piusi ha progettato un’attrezzatura dedicata al rifornimento di questa soluzione, si chiama Delphin. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

a cura della Redazione

L

a tecnologia Selective Catalytic Reduction - SCR (Riduzione Catalitica Selettiva) era già utilizzata negli anni ’80 soprattutto nei grandi impianti quali centrali elettriche, cementifici, inceneritori di rifiuti, vetrerie e raffinerie. Si tratta di un sistema che, grazie all’utilizzo di un reagente a base di ammoniaca, consente di ridurre le emissioni nocive di NOx (Ossidi di Azoto) prodotte dai motori Diesel. Col passare degli anni le dimensioni dei sistemi SCR si sono ridotte notevolmente e le norme antinquinamento, diventate sempre più severe, hanno spinto i costruttori ad adottare questo sistema per rientrare nei parametri imposti. L’ammonica, pericolosa e difficile da maneggiare, è stata sostituita con una soluzione di urea diluita in acqua demineralizzata: l’AdBlue. Durante l’uso della vettura la soluzione viene automaticamente iniettata nel tubo di scarico in funzione del carico del motore. Il dosaggio dipende dal livello di NOx misurato dal sensore posizionato alla fine del tubo di scarico. Con il calore lo soluzione rilascia ammoniaca (NH3) e biossido di carbonio (CO2) e quando gli ossidi di azoto (NOx) nel tubo di scarico reagiscono all’interno del catalizzatore con l’ammoniaca, le molecole nocive di NOx nello scarico vengono conver-

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tite in innocue particelle di azoto e acqua, e rilasciate sotto forma di vapore. Le vetture che adottano sistemi SCR hanno un serbatoio dedicato per l’AdBlue; questa soluzione, infatti, non può essere versata direttamente nel serbatoio del gasolio e va gestita con un minimo di attenzione. L’urea non deve venire a contatto con acqua o altri liquidi, va stoccata in appositi contenitori per evitare che venga esposta alla luce diretta del sole e, in caso di fuoriuscita nulla vettura, va immediatamente pulita per evitare che cristallizzi rovinando la vernice o la tappezzeria, nel caso il serbatoio sia posizionato all’interno del bagagliaio. È opportuno controllare il livello della soluzione almeno ad ogni tagliando, in ogni caso sul display della vettura compare un avviso per segnalare la necessità di un rabbocco. Per eseguire questa operazione rapidamente, in totale sicurezza e senza sprecare neanche una goccia della soluzione, Piusi propone il suo sistema portatile Delphin, appositamente progettato per il rifornimento di AdBlue. Si tratta di una attrezzatura molto semplice da utilizzare, dotata di un pratico carrello che consente di utilizzarla in qualsiasi punto dell’officina. Sul carrello viene po-

sizionato un fusto da 200l, in grado di assicurare il fabbisogno di circa 10 tagliandi e, grazie a una pompa elettrica a membrana alimentata a 230V, il rifornimento dell’AdBlue viene eseguito in modo automatico. Il serbatoio da 20l, posizionato nella parte superiore di Delphin, indica l’esatta quantità di soluzione immessa nella vettura e alla fine dell’opera-

zione l’eventuale liquido in eccesso viene reimmesso nel fusto. Trattandosi di un sistema completamente chiuso si evita qualsiasi contaminazione della soluzione: ciò significa che in nessun modo l’aria o altri agenti esterni possono alterare la composizione del liquido, conservando la qualità dell’AdBlue e la longevità del catalizzatore.


Attrezzature occhiello

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1 Prima di iniziare le operazioni di rifornimento, assicurarsi di posizionare correttamente le leve di Delphin (la leva superiore deve essere rivolta verso l’alto e quella inferiore verso il basso, come mostrato nella foto) e che la pompa sia collegata alla rete elettrica.

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3 Collegare il connettore del tubo per il rifornimento al serbatoio di AdBlue dell’autoveicolo e avvitare in senso orario.

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2 Scollegare dal Delphin il connettore del tubo per il rifornimento.

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4 Assicurarsi che il connettore del tubo sia collegato saldamente al serbatoio.

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Attrezzature

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Pieno

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5 Azionare la pompa fino a raggiungere il completo riempimento del serbatoio superiore del Delphin (20l.). Grazie alla pompa a membrana PIUSI (230 Volt), l’operazione richiede pochissimo tempo (meno di un minuto). Il sistema chiuso consente di spostare l’aria presente nel serbatoio dell’auto in quello superiore di Delphin, evitando così che l’AdBlue venga inquinata da agenti esterni.

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7 A rifornimento completato, ruotare verso l’alto entrambe le leve del Delphin.

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6 Per il rifornimento del serbatoio di AdBlue aprire la valvola di Delphin ruotando la leva superiore verso il basso. Il rifornimento, che dura circa 2 minuti, non necessita della supervisione dell’operatore in quanto avviene in un circuito chiuso, senza rischi quindi di fuoriuscite di liquido, odori e vapori. L’operazione si conclude quando l’indicatore di livello si ferma.

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8 Azionare la pompa del Delphin per svuotare il tubo dal liquido residuo. Il sistema di “troppo pieno” del serbatoio del Delphin consente di recuperare l’eventuale liquido in eccesso, reimmettendolo nel fusto di stoccaggio.


Attrezzature

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9 Sollevare manualmente il tubo per agevolarne il completo svuotamento.

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11 Scollegare il connettore del tubo del Delphin dal serbatoio di AdBlue dell’autovettura e riposizionarlo nell’apposito alloggiamento.

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10 Ruotare la leva inferiore verso il basso e scollegare il Delphin dalla rete elettrica.

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12 Tramite l’indicatore di livello visivo del serbatoio del Delphin, è possibile verificare l’esatta quantità di liquido erogato.

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Dalle aziende

La soluzione “Mobile” Per fornire un servizio il più possibile completo sulle ruote ed essere in poco tempo al posto giusto e nel momento giusto, Corghi ha progettato e realizzato un furgone attrezzato di tutto punto per permette di incrementare notevolmente le opportunità di business… di Giorgio Spolverini

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Dalle aziende

I

n un mondo che corre sempre di più e di fronte alla necessità quindi di offrire servizi più “tailor made”, ovvero su misura, il Mobile Professional ideato e professionalmente accessoriato da Corghi è un veicolo davvero interessante. Si tratta di un furgone di dimensioni compatte, con altezza inferiore ai 2 metri, estremamente funzionale per muoversi agevolmente sia in spazi aperti sia chiusi e dotato di tutta l’attrezzatura necessaria per intervenire sulle ruote. Il veicolo, che può essere per esempio un affidabile Volkswagen, è pensato per il massimo della praticità. Non solo c’è spazio per ospitare ruote di ricambio per eseguire un intervento fuori sede, ma aprendo le porte posteriori e quelle laterali, è possibile far scorrere fuori macchinari estremamente evoluti come lo smontagomme Artiglio 55 e l’equilibratrice elettronica EM43 SLIDE a microprocessore per ruote fino a 50 kg. La solu-

zione proposta è ideale per officine con una certa mole di lavoro in campo gomme, gommisti, stazioni di servizio e in generale chiunque operi nel servizio alla ruota e necessiti di un mezzo ideale per il pronto intervento, la gestione di flotte, eventi automobilistici e qualsiasi altra attività a domicilio. In particolare, lo smontagomme Artiglio 55 si rivela strumento indispensabile per ruote vetture, SUV e veicoli commerciali fino a 30 pollici. Questa attrezzatura utilizza la tecnologia “Leva la Leva”, eliminando quindi completamente la fatica fisica e il rischio legato al danneggiamento di cerchi e pneumatici particolarmente delicati o difficili, e abbattendo completamente i tempi di lavoro su tutti i tipi di ruote di recente progettazione (dai low profile ai run flat). L’equilibratrice elettronica a microprocessore per ruote fino a 65 kg è dotata di un pannello comandi a doppio display progettato per un

Plus Mobile Professional di Corghi F urgone di dimensioni compatte (altezza inferiore a 2 metri) per muoversi agilmente sia in spazi aperti sia chiusi. Completamente autonomo. È in grado di lavorare solo grazie alle batterie in dotazione. Può funzionare anche sfruttando la rete elettrica o l’alternatore del veicolo. Niente bombole o generatori, può operare anche in parcheggi interrati o sotterranei. Ottima ergonomia ed efficienza: si lavora all’esterno del furgone, con lo smontagomme stabilmente appoggiato al terreno e l’equilibratrice traslata all’esterno. Esattamente come essere nella propria officina. Possibilità di collegare e utilizzare dispositivi esterni come elettroutensili, crick o avvitatori per le varie operazioni di lavoro mediante le prese elettriche a 220 Volt e la linea pneumatica a 10 Bar disponibile.

uso intuitivo di tutte le funzioni disponibili. La bassa velocità di equilibratura riduce i tempi di lancio e limita i rischi dovuti a organi in rotazione. La traslazione all’esterno del furgone è manuale.

Dimensioni Furgone Altezza da terra piano di carico

Min. 540mm – Max. 600mm a vuoto Min. 450mm a pieno carico

Distanza max. tra fine paraurti e chiusura porta posteriore

200mm

Portata a pieno carico

1.000kg

Dimensioni minime porta posteriore

Altezza 1.280mm – Larghezza 1.250mm – Lunghezza piano di carico 2.300mm

Dimensioni minime porta laterale Altezza porta non vincolante – Larghezza porta 1.000mm. – Altezza furgone da terra piano di carico Min. 450mm a pieno carico – Distanza Max. tra portiera e slitta 130mm

Dimensioni Attrezzature Artiglio 55

Lunghezza Max. 1.807mm – Larghezza Min. 821mm – Altezza Max.1.249mm

Equilibratrice EM43 SLIDE

Lunghezza Max. 863mm – Larghezza Max. 510mm – Altezza Max. 455mm

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News

Automechanika 2016 punto d’incontro dell’aftermarket mondiale Tutto pronto per Automechanika 2016 e dal 13 al 17 settembre il mondo aftermarket automotive si ritroverà a Francoforte per la 24a edizione della più importante fiera del settore. Nel 2014 la manifestazione ha coinvolto oltre 4.600 espositori provenienti da 74 paesi e sono stati più di 138.000 i visitatori. Numeri che fanno di questa

manifestazione un appuntamento irrinunciabile per tutti gli operatori automotive. All’interno dei padiglioni della fiera e nelle varie aree esterne i visitatori potranno vedere tutte le novità sia per quanto riguarda l’offerta di ricambi sia quella delle attrezzature. La Festhalle della fiera di Francoforte ospiterà un’area dedicata alle in-

novazioni tecnologiche: “Tomorrow’s Service & Mobility”. Case automobilistiche, fornitori automotive e start-up presenteranno prodotti e soluzioni all’avanguardia per i settori connectivity, trazioni alternative, guida automatica e mobility services. Una vetrina sulla mobilità del futuro e sull’evoluzione del mondo automotive.

Öhlins per Mazda MX5 Mazda MX5 è lo spider più venduto di tutti i tempi, una vera e propria icona dei nostri giorni. Il successo di questa vettura deriva dall’ottimo rapporto peso potenza di cui la coupé giapponese è dotata e dal piacere di guida dovuto anche alla sua trazione posteriore. Öhlins offre uno speciale kit assetto dotato di tecno-

logia DFV (Dual Flow Valve) dedicato a questa vettura. Il kit è munito di ammortizzatori anteriori e posteriori in alluminio anodizzato completamente revisionabili, dotati di regolazione in estensione, compressione e precarico molla e provvisti di molle cilindriche e cuffia antipolvere.

Nuovo lubrificante Champion per Ford TDCI Duratorq Euro 6 Champion OEM SPECIFIC 0W30 MS-FFE è il lubrificante disponibile sul mercato del ricambio espressamente concepito per i motori Ford TDCI Duratorq Euro 6 di nuova generazione. Questi motori, dotati di turbocompressore e dispositivo di post-trattamento dei gas di scarico, sono installati su Ford Focus, Mondeo, C-Max, Grand C-Max e Kuga. Il nuovo lubrificante risponde alle specifiche Ford WSS-M2C950-A e garantisce intervalli di sostituzione dell’olio prolungati, 30.000km o 2 anni. Ciò significa che questo prodotto sarà presto necessario agli autoriparatori che si troveranno a effettuare il primo tagliando con il rabbocco o il cambio olio per i motori Ford TDCI Duratorq Euro 6, sul mercato dal 2014. Il lubrificante

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Champion OEM SPECIFIC 0W30 MS-FFE utilizza un innovativo VI improver (additivo modificatore di viscosità), che contribuisce a stabilizzare la viscosità alle basse e alle alte temperature, garantendo performance ottimali in ogni situazione.

Sogefi, filtro olio innovativo per il nuovo motore V8 Audi Audi ha scelto Sogefi per la messa a punto e la fornitura del filtro olio per il nuovo motore TDI 4.0L V8 che equipaggerà il SUV Q7 presentato quest’anno. Si tratta di uno dei primi motori al mondo dotato di un compressore elettrico e sarà utilizzato anche sui futuri modelli premium del Gruppo VW nel corso dei prossimi tre anni, tra cui: Audi A8, Porsche Panamera e Cayenne, e VW Touareg. Il modulo completo del filtro per il motore Euro6c / 443hp 405hp è leggero, ed è costituito da un corpo ed un coperchio in poliammide rinforzata con fibre di vetro, più un elemento filtrante Eco che può essere interamente incenerito. Il filtro è progettato per essere alloggiato in una posizione insolita, all’interno del carter, in condizioni ambientali estreme.


News

BMW sceglie Monroe per le sospensioni della Serie 3 La nuova BMW Serie 3 monterà come primo impianto le sospensioni Monroe Intelligent Suspension come componente del sistema di ammortizzatori Adaptive M Suspension. La tecnologia Monroe Intelligent Suspension è stata progettata per rispondere alle mutevoli condizioni della strada, adattandosi alle preferenze del conducente per una guida più dinamica e un maggior comfort. Secondo BMW, gli ammortizzatori semi-attivi a variazione continua (CVSAe) del sistema di sospensione Adaptive M Suspension contribuiscono a equilibrare la vettura su strade sconnesse e ad assorbire le vibrazioni del terreno migliorando il comfort di guida, mentre la ridotta taratura degli ammortizzatori nella modalità sportiva crea una sensazione più dinamica. L’impostazione Sport Plus permette al guidatore di dominare le curve strette e precise, percorrendole a una velocità maggiore. Grazie al pulsante “Driving Experience” il guidatore potrà variare le impostazioni delle sospensioni e il computer di bordo regolerà gli ammortizzatori in tempo reale in modo da ottenere le massime prestazioni in ciascuna delle impostazioni selezionate.

FEDERAL-MOGUL POWERTRAIN NUOVI RIVESTIMENTI PER PISTONI EcoTough-New Generation per motori a benzina ed EcoTough-D per motori diesel sono i due innovativi rivestimenti per il mantello del pistone messi a punto da Federal-Mogul Powertrain. Evoluzione dei precedenti rivestimenti EcoTough, le nuove formulazioni sono state sviluppate per sopportare i carichi sempre più gravosi che si sviluppano nei motori downsized con turbocompressore. EcoTough-New Generation per motori a benzina è una resina rinforzata con ossido di metallo che incorpora particelle di lubrificante solido. Il ri-

Battery Finder di Exide, tutte le batterie su smartphone e tablet

vestimento (15 micron di spessore) riduce l’usura del mantello fino al 40% rispetto allo standard di mercato e offre una resistenza a fatica notevolmente migliorata in condizioni estremamente gravose. Il rivestimento EcoTough-D per i pistoni diesel in alluminio e acciaio, su autovetture e veicoli commerciali, è a base polimerica, rinforzato con fibre corte di carbonio e contenente grafite incorporata come lubrificante solido. Riduce l’attrito del pistone fino al 35% rispetto ai rivestimenti convenzionali e la resistenza all’usura è migliorata fino al 30%. Battery Finder è la nuova App di Exide Technologies che consente agli utenti di trovare la giusta batteria per ogni applicazione. La App comprende oltre 5000 marchi e modelli e consente anche la ricerca di batterie per applicazioni due ruote. La funzione di ricerca sulla nuova App è semplice e veloce. Gli utenti possono effettuare una ricerca per numero di telaio, marca e modello e altri criteri, a seconda del tipo di mezzo. L’app è stata ottimizzata per display ad alta definizione, offre una navigazione one-click e tempi di risposta del server più veloci. Ideale per officine, rivenditori, distributori e utenti finali la App Exide Battery Finder è disponibile per iOs e Android e funziona sia su smartphone sia su tablet. Le istruzioni di montaggio caricate sulla App, inoltre, sono disponibili anche sui cataloghi Exide e nella sezione Battery Finder Online che si trova sul sito www.exide.com.

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News

VDO TPMS Pro premiato dalle officine tedesche Freie Werkstatt, un’importante rivista tedesca specializzata rivolta alle officine meccaniche indipendenti, ha eletto VDO TPMS Pro di Continental come prodotto dell’anno 2015. Un importante riconoscimento per questo strumento studiato per le officine che vogliono offrire ai propri clienti un servizio efficiente, affidabile e di qualità per tutte le operazioni di service destinate ai sensori di pressione dei pneumatici (TPMS). VDO TPMS Pro è stato recentemente aggiornato aumentando il numero di auto su cui opera e anche quello dei sensori disponibili in aftermarket. L’ottimizzazione di alcune funzioni – ad esempio quella relativa alla tracciabilità dello storico delle ultime operazioni effettuate – fa in modo che il sistema possa riconoscere in maniera automatica le attività identiche ripetute, fornendo così una sola segnalazione. Ora con TPMS Pro l’officina potrà leggere, verificare e programmare facilmente i sensori di pressione dei pneumatici della maggior parte dei produttori.

Masterpro, nuovo corso “FIAT - Innovazione nei motori” Il nuovo corso tecnico “FIAT - Innovazione nei motori” si aggiunge al programma di formazione Masterpro di Groupauto Italia. Incentrato su FIAT 500X, il corso è relativo alle innovazioni tecniche che i principali costruttori hanno introdotto per adeguare i nuovi modelli di auto alla normativa Euro6. In particolare, affronterà il sistema di iniezione Multijet 2, i nuovi cataliz-

zatori NSC a quatto vie, il controllo e la gestione del filtro anti particolato DPF e altre innovazioni tecniche funzionali introdotte da FIAT Auto. Il corso si suddivide in una parte teorica e in una dedicata alle prove pratiche da effettuare su una FIAT 500X preparata appositamente per consentire ai partecipanti di mettere in pratica quanto appreso in aula.

Promozione Behr Hella Service contro il caldo estivo

Kit riparazione pneumatici Gonfia&Ripara VT440 by Intec

In vista dell’estate, Behr Hella Service ha lanciato la nuova Campagna Aria Condizionata 2016, iniziativa promozionale che durerà fino al 30 settembre 2016 e che offrirà ai distributori locali l’opportunità di diventare A/C Official Business Partner 2016. La partnership, evidenziata con materiale di marketing realizzato appositamente, offrirà una selezione di oltre 400 codici in promozione per auto e truck, materiale informativo e promozionale per la rete di distribuzione e le officine, ma anche la possibilità di concordare un training gratuito tecnico

Gonfia&Ripara VT440 è il kit per la riparazione rapida degli pneumatici che consente di scegliere, grazie a un selettore, tra la semplice regolazione della pressione e la riparazione dello pneumatico. Il liquido sigillante è compatibile con i sistemi TPMS, può essere rimosso con acqua e non richiede lo smontaggio della valvola. Il kit comprende un compressore compatto (1.900g di peso) collegabile alla spina accendisigari 12V, un flacone di liquido sigillante da 440 ml e un manometro integrato

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o commerciale sui “Sistemi di aria condizionata” per le officine clienti della rete di distribuzione. Ulteriori informazioni sulla promo sono disponibili nel portale Hella Partner World.

(psi/bar) con pulsante di sgonfiaggio integrato. La quantità di liquido e la potenza del compressore permettono di operare anche su vetture di grossa cilindrata e SUV. In dotazione di serie anche gli accessori per il gonfiaggio di palloni e biciclette.


news

Texa Konfort VAS 581, la stazione di ricarica A/C omologata VW Texa riceve un’ulteriore conferma della qualità della propria gamma Konfort destinata alla manutenzione degli impianti A/C con l’omologazione da parte del Gruppo Volkswagen per Europa e Medio Oriente della stazione di ricarica VAS 581 003, dedicata al nuovo gas refrigerante R1234yf, imposto da una normativa comunitaria in so-

stituzione del tradizionale R134a. La stazione offre, oltre alle specifiche richieste da tutti i costruttori tedeschi, anche le accortezze tecniche desiderate dai tecnici Volkswagen. Tra le sue caratteristiche va sottolineato in particolare il kit identificatore refrigerante, che evita pericolosi mescolamenti tra gas diversi.

Mann-Filter rinnova il catalogo online Con pochi clic, gli utenti potranno trovare il filtro adatto per oltre 43.000 vetture e macchinari: la nuova veste grafica e funzionale del catalogo online Mann-Filter semplifica l’esplorazione dell’intero catalogo sulla base di vari criteri: per vetture, codici comparativi, dimensioni o denominazioni dei prodotti Mann-Filter. Altre ca-

ratteristiche utili sono costituite da elenchi, anteprime, illustrazioni dei prodotti animate a 360° e suggerimenti di ricerca già durante l’immissione dei dati. Il catalogo offre oltre 4.600 prodotti di qualità di primo equipaggiamento, con una copertura pressoché totale del parco circolante europeo, compresi i modelli di recente produzione.

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News

Officina 4.0 Autopromotec guarda al futuro Il 9 e 10 giugno a Bologna, presso l’Opificio Golinelli, si terrà Autopromotec Conference – Stati generali 2016, una due-giorni dedicata all’officina 4.0. Il meccanico deve prepararsi ad affrontare un nuovo modo di intervenire sulle vetture, dove innovazione digitale e connettività saranno sempre più protagoniste. L’incontro sarà l’occasione per ascoltare le opinioni di esperti del settore, executive e manager che porteranno le esperienze di importanti gruppi industriali internazionali e alcuni ‘visionari’ per una proiezione su un futuro non troppo

lontano. La connettività è il futuro che le Case Auto stanno già proponendo sulle proprie vetture e anche le infrastrutture si stanno adeguando a questa nuova tendenza. Esistono già macchine che si guidano da sole o reti che consentono di non perdere tempo e benzina nel cercare un parcheggio. Le vetture saranno sempre più intelligenti e richiederanno specifiche conoscenze per essere riparate, l’officina sarà sempre meno meccanica e più informatica. Autopromotec Conference è l’occasione per capire cosa ci riserva il futuro.

Meyle, pompa dell’acqua con guarnizione Spesso la sostituzione della pompa dell’acqua è dovuta ad una guarnizione ad anello scorrevole non stagna. Le pompe acqua Meyle e Meyle-HD con guarnizione ad anello scorrevole a base di carburo di silicio (SiC/SiC), non offrono solo una qualità migliore rispetto agli standard tradizionali, ma anche una maggior copertura di garanzia: su tutte le pompe dell’acqua il produttore amburghese garantisce infatti una percorrenza minima di oltre 160.000 chilometri, che si aggiunge al normale periodo di garanzia. La validità di questa garanzia è del tutto indipendente dai quattro anni di garanzia normalmente concessi sui componenti Meyle-HD. Rispetto alla grafite normalmente impiegata per le guarnizioni delle pompe nell’aftermarket, il carburo di silicio offre una maggior conduttività termica che conferisce una maggior vita utile della guarnizione in presenza di attrito causato dall’accoppiamento SiC/SiC.

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Liqui Moly Top Tec 4310 per le vetture di ultima generazione Liqui Moly presenta il suo nuovo lubrificante Top Tec 4310 OW-30. È un olio low SAPs, contenente percentuali minime di ceneri solfatate, fosforo e sulfuri. Questo tipo di lubrificante è molto richiesto dai costruttori automobilistici che, per rispettare le nuove normative antinquinamento, devono utilizzare catalizzatori e filtri antiparticolato e quindi hanno bisogno di un olio motore che produca ridotte quantità di ceneri. Il nuovo lubrificante Liqui Moly risponde a pieno a questa esigenza, con una viscosità di OW-30 è un olio molto fluido, in grado di assicurare la lubrificazione del motore anche in condizioni estreme. La tendenza dei costruttori è quella di ridurre le cilindrate dei motori, mantenendo prestazioni elevate. Tutto questo comporta forti sollecitazioni da parte dei componenti del motore ed è per questo che vengono richiesti lubrificanti low SAPs. Top Tec 4310 OW-30 soddisfa i requisiti FIAT per i motori Twin e Multi Air, così come quelli del gruppo PSA dotati di motori Euro6.


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Dal 1972 VEMA è sinonimo di qualità, innovazione ed efficienza. 44 anni di storia iniziati proprio con la gamma Sterzo e Sospensione, fiore all’occhiello di un’azienda che da sempre ha posto la soddisfazione del cliente in cima alle proprie priorità. Non servono tante parole per spiegare ciò che VEMA rappresenta, VEMA è semplicemente VEMA, dal 1972. Copia omaggio riservata agli operatori di settore

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news

Nuovo relè elettronico MTA MTA, azienda specializzata nello sviluppo e la produzione di prodotti elettromeccanici ed elettronici, ha di recente sviluppato un nuovo relè elettronico, che si propone come sostituto dei componenti meccanici tradizionalmente impiegati. Il nuovo relè elettronico, disponibile in 3 versioni (10A, 25A e 40°), racchiude in sé diverse caratteristiche che vanno a risolvere alcuni dei limiti di quelli elettromeccanici: viene infatti eliminato il problema di rumorosità tipico dei tradizionali relè a bobina e il componente offre la possibilità di gestire alcune funzionalità potendo modulare l’uscita in PWM, consentendo quindi di variare la tensione in uscita. Il nuovo relè di MTA è compatibile con le tradizionali centraline porta relè, potendo così sostituire senza alcun problema i più tradizionali relè elettromeccanici e incorpora al suo interno protezioni quali quella da sovratensione e da inversione della polarità della batteria e include funzioni di diagnosi.

Arnott riduce il prezzo dei suoi prodotti per la Marcedes S W220 A partire dal mese di maggio, Arnott Europe riduce il prezzo delle sue sospensioni pneumatiche per la Mercedes-Benz Classe S W220 con Airmatic senza 4Matic. Questa riduzione del prezzo avviene grazie all’introduzione di un nuovo prodotto: AS-2884. La nuova sospensione pneumatica è dotata di una protezione in alluminio e di un deflettore per evitare che polvere e detriti

possano depositarsi all’interno della sospensione. L’introduzione di questo nuovo prodotto ha spinto Arnott Europe a ridurre il prezzo di altre 3 referenze: AS-2193, AS-2194 e AS-2605. Anche questi prodotti sono destinati alla Mercedes Classe S W220 e sono disponibili sia nuovi sia come ricambio rigenerato. Tutti i prodotti Arnott sono coperti da garanzia a vita.

UFI allarga la gamma di filtri aftermarket Saranno almeno 160 i nuovi prodotti che nel corso del 2016 amplieranno la gamma di filtri aftermarket a marchio UFI e Sofima. L’allargamento della gamma fa parte di una strategia per migliorare la copertura del parco auto europeo in tutte le categorie di prodotto. Attualmente le 537 referenze olio, 1.237 aria, 319 abitacolo e 532 carburante raggiungono una copertura del 96%, o addirittura superiore. I filtri abitacolo giocheranno un ruolo strategico per gli obiettivi di sviluppo di UFI. Di serie in 97 su 100 delle nuove auto vendute in Europa, questa tipologia di prodotti è presente su oltre l’85% del parco auto europeo – una cifra destinata a crescere considerevolmente nei prossimi anni.

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Nuova gamma di pompe pneumatiche Piusi per olio e grasso Piusi, specializzata in apparecchiature per il travaso di lubrificanti, carburanti e liquidi tecnici, allarga la gamma di pompe pneumatiche con la nuova famiglia Piusi 60:1 BOOSTER, pensate per la distribuzione di grasso e olio molto viscoso nelle officine meccaniche di riparazione veicoli. Disponibili in 3 diverse lunghezze (470mm, 730mm e 940mm) per coprire le principali dimensioni dei fusti per lo stoccaggio del grasso, le pompe Piusi 60:1 BOOSTER sono caratterizzate da una robusta struttura protettiva insonorizzante, montano uno scambiatore di tipo pneumatico e un sistema di scarico aria a tre stadi che, uniti all’assenza di parti meccaniche battenti e soggette a rottura, garantiscono un basso rumore d’esercizio e una lunga vita operativa.


news

Nexteer inaugura un nuovo stabilimento Lo scorso 13 Aprile Nexteer ha inaugurato a Tychy (Polonia) il suo terzo stabilimento produttivo in Europa. Il nuovo stabilimento consentirà a Nexteer di espandere ulteriormente la propria capacità produttiva legata ai sistemi di servosterzo elettrico (EPS) per gli attuali clienti europei quali BMW, General Motors, FCA e PSA. Oltre all’attuale investimento nel nuovo edificio destinato alla produzione, nei prossimi anni l’azienda incrementerà gli investimenti in attrezzatura e strumentazioni di elevata tecnologia, migliorando così i sistemi

EPS premium destinati ai clienti europei e globali. Entro la metà del 2016, presso il nuovo stabilimento, sarà inaugurato anche il Centro Tecnico di Nexteer che si occuperà della progettazione e dello sviluppo di nuove soluzioni sterzanti e ospiterà un team integrato con capacità di progettazione, modellazione, software, prototipazione, test veicolari e un centro di validazione. Attualmente gli stabilimenti di Nexteer in Polonia di Tychy e Gliwice producono quasi 3 milioni di sistemi sterzanti all’anno destinati ai principali Costruttori Auto.

mak hessen dedicata agli OPEL drivers MAK Hessen, espressamente studiate per le vetture Opel, si presenta con 5 razze sdoppiate che partono dal centro leggermente inclinate verso l’esterno e appena prima di congiungersi con il canale esterno si aprono con un angolo acuto andando a creare una forma spezzata più accattivante e aggressiva. Le razze, grazie alle loro forme, appaiono sinuose e dinamiche, ma assicurano anche robustezza e resistenza, sostenendo così il peso e lo stress durante la guida. Mak Hessen è disponibile in due diverse finiture: la tradizionale Silver, elegante e sempre raffinata; in MAK propone la colorazione Gun Metallic Mirror, una finitura grigia scura lucida in contrasto con la finitura diamantata dei bordi che dona alla ruota un carattere più sportivo. La gamma di MAK Hessen comprende le misure 6,5jx16 e 7jx17.

USAG #SelezioneAutomotive 2016 per l’autoriparatore

SHAMPOO&CERA di Fra-ber protezione attiva contro polvere e pioggia

#SelezioneAutomotive 2016 è l’offerta USAG dedicata al settore automotive. Valida fino ad Agosto, la brochure contiene oltre 100 prodotti suddivisi in 3 categorie evidenziate con diversi colori: blu – tagliando auto; verde – prodotti motore; giallo – attrezzatura per l’officina. Le ultime 4 pagine sono dedicate all’offerta di elettroutensili DeWalt. Tra i nuovi prodotti di particolare interesse troviamo il recuperatore olio 263 RA (capacità di 80 litri), il tester candelette di preriscaldamento 1620 A e il sollevatore idraulico compatto 2510 C da 2 tonnellate. All’interno della brochure #SelezioneAutomotive 2016 si trova anche un inserto dedicato alla nuova #SuperOfferta 2016, con un richiamo ai prodotti della gamma USAG in promozione.

Aktiv-E Shampoo&Cera di Fra-Ber è un innovativo prodotto concentrato a base di enzimi attivi che disgrega lo sporco organico più ostinato lasciando le parti in metallo di AUTO e MOTO brillanti e con duraturo “effetto seta”. Grazie alle qualità autoasciuganti e ceranti, Shampoo&Cera crea un effetto protettivo contro polvere e pioggia. In tal modo le goccioline d’acqua non sedimentano ma scorrono via lungo la carrozzeria. Inoltre, la formula speciale di Shampoo&Cera garantisce totale sicurezza anche sulle parti più delicate.

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Indirizzi

le aziende presenti in questo numero A.Selva

CTR

0516256609 info@selvaidro.it www.selvaidro.it

Delphi

ANDREANI (Ă–hlins)

072120921 info@andreanigroup.com www.andreanigroup.com

Arnott Europe

+31(0) 737850580 info@arnotteurope.com www.arnotteurope.com

Autochem Italiana (Liqui Moly) 0522334225 info@autochemitaliana.com www.liquimoly.it

Autopromotec

0516424000 info@autopromotec.it www.autopromotec.it

BEHR Hella Service

02988351 infoitalia@hella.com www.behrhellaservice.com

Block Stem

0809142000 info@blockstem.it www.blockstem.it

Bosch Italia

0236962014 press@it.bosch.com www.bosch.it

Brain Bee

0521954411 contact@brainbee.com www.brainbee.it

Brembo

035605111 press@brembo.it www.brembo.it

Contec

0173281171 contec@contecturbo.it www.contecturbo.it

Continental Automotive Trading Italia (VDO) 02356801 info.consumatori@continentalcorporation.com www.continental-corporation.com

Corghi

0522639111 info@corghi.com www.corghi.com

|maggio 2016

0521957611 www.ctr-srl.com 0114043111 marketing.diesel@delphi.com www.delphi.com

ECOTECHNICS

0554207372 info@ecotechnics.com www.ecotechnics.it

ERA

0116891511 era@eraspares.it www.eraspares.it

EXIDE

800828136 exidemkt@exide.it www.exide.it

Federal-Mogul Aftermarket Italia

HELLA-GUTMANN

PIUSI

Intec

Rhiag (Starline)

02988351 infoitalia@hella.com www.hella-gutmann.com 0118957403 info@intecsrl.it www.intecsrl.it

ITP

0119211216 turbo@turboitp.it www.turboitp.it

Magneti Marelli AMP&S

0297227454 infoaftermarket.it@magnetimarelli.com www.magnetimarelli-checkstar.it

MAK

030969969 info@makwheel.it www.makwheels.it

Mann+Hummel (Mann Filter)

0376534561 piusi@piusi.com www.piusi.com 0230781 rhiag@rhiag.com www.rhiag.com

Robinair

0521837322 ac-support@robinair.com www.robinair.com

SAITO

071715693 info@saito.it www.saito.it

SOGEFI

02467501 sogefispa@sogefi.it www.sogefigroup.com

0458281311 marketing@fmitaly.com www.fmitaly.com

0113206122 info@mann-hummel.com www.mann-hummel.com

SWK Utensilerie (USAG)

FRA-BER

Messe Frankfurt Italia (Automechanika)

Tecnomotor

0363905287 info@fra-ber.it www.fra-ber.it

FTS

0173365111 fts@fts.it www.fts.it

GPS Motori

028807781 automechanika@messefrankfurt.com www.automechanika.com

MTA

03774181 infoitaly@mta.it www.mta.it

0332790283 www.usag.it 0522631997 info@tecnomotor.it www.tecnomotor.it

TENNECO (Monroe) 025536391 www.tenneco.com

TEXA

0522934221 info@gpsmotori.com www.gpsmotori.com

Nexteer

0114102120 www.nexteer.com

0422791311 info@texa.it www.texa.it

GROUPAUTO Italia

O.M.M.A.

TRW

022695207 info@puntopro.it www.puntopro.it

0546620026 info@idroguide.com www.idroguide.it

0266088500 cso-Italy@trw.com www.trwaftermarket.com

UFI Filters

0456339911 commerc@ufi.it www.ufi.it

WolfOil (Champion) 01119708881 info@cdrtorino.com www.championlubes.com

Wulf Gaertner Autoparts (Meyle-HD) 3495943155 contact@meyle.it www.meyle.it


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Novembre/Dicembre 2015

AMBIENTE

bimestrale

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Poste italiane Target Magazine LO/CONV/020/2010 - Omologazione n. DC00S5595

ANNO 6 - NOVEMBRE-DICEMBRE 2015

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Organo Ufficiale AiCARR

REFRIGERAZIONE LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R REGOLAZIONE, I DANNI PROVOCATI DAL PENDOLAMENTO RINNOVABILI

UNI/TS 11300-5: calcolo dell'energia primaria e quota FER

FOCUS BEMS

Sistemi di gestione energetica degli edifici a confronto

RICERCA

Geotermia integrata al fotovoltaico

REFRIGERAZIONE

N. 59 · Anno XI · gennaio-febbraio 2016

FABBRICA IN CLASSE A

Interventi progettuali per il risparmio energetico Unità plugin waterloop

INTERVISTA AD ALBERTO ROVATI Geberit, strategie di espansione

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SCENARI Verso Un’italia low Carbon EDIFICI PUBBLICI E NZEB i Vantaggi Della trasformazione

CLASSIFICHE 2014 Distributori, pronti ad agganciare la ripresa Produttori: chi innova, non soffre

RESULTS PACK il VeCChio inContra il VerDe TENDENZE QUanDo il Design è anChe innoVazione

RISPARMIO IDRICO Acqua, come ridurre i consumi #245 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2015

EFFICIENZA NELLE STRUTTURE PER IL COMMERCIO

MONITORAGGIO E REGOLAZIONI/FONTI RINNOVABILI

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LE INFRASTRUTTURE STRADALI E LA SICUREZZA DEI MOTOCICLISTI pag. 8 • GAS: PROGETTI STRUTTURALI PER 200 MILIARDI pag. 16 • IDROGEOLOGICO: INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL’ORDINE DI PALERMO pag. 19

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FOCUS

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NUOVE NORME: ISO 9001 PER LA QUALITÀ E ISO 14001 PER L’AMBIENTE

a pag. 10­13

1563

www.giornaleingegnere.it

a pag. 20­23

N. 12 - Dicembre 2015

Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti

Positivo incontro tra i rappresentanti del CNI e il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini

Installatore GUIDE dell’ Professionale 2

Formazione e accesso all’Albo, prove d’intesa

Edificius Il presidente Armando Zambrano: “Avviato un dialogo proficuo” La progettazione BIM IL VERTICE DI PARIGI può essere semplice

U

na grande attenzione alle richieste avanzate dalla categoria, soprattutto per quanto concerne la necessità del riordino della formazione universitaria e dell’accesso all’Albo. Un incontro positivo, dunque, per i rappresentanti del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che nei giorni scorsi hanno avuto un confronto importante con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini. La delegazione del CNI, guidata dal Presidente Armando Zambrano, ha sottoposto al Ministro un pacchetto di proposte e richieste precise. Oltre a quelle già citate, ecco l’ammissibilità dei laureati in Architettura col vecchio ordinamento a sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione ingegneristica e conseguente iscrizione al relativo Albo.

LOMBARDIA

Semplificate le procedure: arriva il modello Dia

Newsletter

SICUREZZA

Cop21, risultati interessanti Ora bisogna procedere

La nuova frontiera: webcam, Internet, banche dati e droni

Nr.02 – VENERDÌ 29 GENNAIO 2016 unico

www.acca.it

Cyber security contro la minaccia terrorista

a pag. 17

NUOVO CONTO TERMICO Tutte le novità L’ Paolo Mazzanti

→ pag.5

Il ministro Gianluca Galletti: “Raddoppieremo gli aiuti”

foto: AMinistero dell'Ambiente

Roberto Di Sanzo

a pag. 2

esempio, negativo e positivo insieme, della sicurezza informatica è l’assalto dell’agente immobiliare Claudio Giardiello il 9 aprile scorso al Tribunale di Milano, che è costato tre morti e due feriti. Esempio negativo: Giardiello, all’epoca imputato di bancarotta fraudolenta, riuscì a entrare in Tribunale con una pistola nonostante i controlli a base di metal detector e vigilantes privati. Esempio positivo: poche ore dopo Giardiello, che era riuscito a fuggire dal Tribunale con il suo scooter, venne fermato a Vimercate dai carabinieri che erano andati a casa sua, si erano fatti dare il numero di targa dello scooter, e l’avevano rintracciato poco dopo grazie una telecamera di sorveglianza di Vimercate, collegata alla centrale operativa dei carabinieri.

→ pag.4

SCIA arriva lo “sportello di interlocuzione unica”

segue a pag. 3

segue a pag. 4

LA TRIVELLA

Un ingegnere o un architetto possono essere pagati come una colf?

Si sente parlare di rilancio delle opere pubbliche e di riqualificazione delle infrastrutture. È auspicabile che oltre a costituire la base per la ripartenza di molti settori produttivi del Paese, costituisca uno strumento di sempre maggior coinvolgimento delle categorie professionali tecniche chiamate a svolgere la funzione di garanti per la sicurezza e l’incolumità della collettività. Ma tutto ciò troverà riflesso sui compensi professionali? Abolite da tempo le tariffe, oggi assistiamo ad affidamento di incarichi da parte anche delle Amministrazioni che, considerando il solo impegno temporale richiesto al professionista per poter fare bene il proprio lavoro, portano a compensi orari ahimè allineati verso il basso a quelli della Colf, con tutto il rispetto per il loro lavoro!

A colloquio con Amedeo Gargiulo (ANFS)

CENSIS

Sicurezza delle ferrovie “Ridurre al minimo ogni rischio”

Rapporto 2015 sull’evoluzione territoriale

Nelle “regioni urbane” vive la metà della popolazione

EFFICIENZA ENERGETICA

NEGLI IMPIANTI DI

RISCALDAMENTO

a pag. 17

BIM , obbligo per Per l’Italia un 2015 grandi opere? in chiaro-scuro

Paolo Stefanato

N

el 2016 la sicurezza ferroviaria in Italia farà un nuovo passo avanti perché entreranno nel sistema di prevenzione e controlli gestito dall’Agenzia nazionale anche parte delle 34 aziende regionali, ex concessionarie, che finora non erano → nel pag.18 perimetro della vigilanza statale. Ora, in base a un decreto legislativo del luglio 2015, queste aziende, ormai in regime liberalizzato, saranno oggetto delle stesse

regole in vigore per la rete nazionale. In realtà, la norma non riguarda tutte le ferrovie locali, ma solo quelle che dal punto di vista tecnico sono “interoperabili” con la rete; in altre parole restano escluse quelle a scartamento ridotto o isolate. Mentre Trenord, per esempio – gestore della rete in Lombardia – è già in parte sotto la vigilanza dell’Ansf perché i suoi treni già viaggiano su binari di Rfi, la rete delle Ferrovie dello Stato.

ENERGIA

a pag. 14

ORDINI: A COLLOQUIO CON I PRESIDENTI Prosegue il confronto sulla riforma della Pubblica Amministrazione a pag. 18

segue a pag. 9

APPALTI UE Documento unico di gara per semplificazione → pag.13

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NEWSLETTER – Nr.02 – Pag.1

VENERDÌ 29 GENNAIO 2016

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Food Technologies, in crescita sotto la spinta di Expo dossier

n. 10 dicembreDELLA 2015 | dossier CENTRI DI LAVORO dossier LAVORAZIONE LAMIERA

Centri di lavoro

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P R O G E T TA Z I O N E

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reportage

I Technology Days parlano tedesco panorama

Nuovamacut Live 2016

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n° 9 noVEMBRE 2015

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Il futuro è presente (e migliore)

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Industriale

Le prime 70 candeline di Ucimu:

Breton e Merletti Aerospace: senza squadra non si vince

Soraluce

03.2015 novembre

Traguardo importante per l’associazione fondata il 29 dicembre del 1945

n. 10 dicembre 2015 | mensile di Meccanica & Automazione

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L'Officina Moderna #3 - Maggio 2016 by Quine - Issuu