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Meccanica & Automazione - Speciale Formazione - settembre 2016

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Speciale Formazione Supplemento al numero #07 settembre 2016 di m&a meccanica&automazione www.meccanica-automazione.com

INTERVISTA

Stefania Giannini, Ministra Istruzione, Università e Ricerca “Ridare entusiasmo alla scuola” FORMAZIONE E AZIENDE L’esempio CNOS FAP POLITECNICI MILANO E TORINO L’alta formazione sempre più vicina alle imprese EUROPA Marcia divisa, ma cerca di compattarsi


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Sommario S P E C I A L E F O R M A Z I O N E 2 0 16

EDITORIALE 6 Aprire la porta

Speciale Formazione Supplemento al numero #07 settembre 2016 di m&a meccanica&automazione www.meccanica-automazione.com

INTERVISTA Stefania Giannini, Ministra Istruzione, Università e Ricerca “Ridare entusiasmo alla scuola” FORMAZIONE E AZIENDE L’esempio CNOSPAP POLITECNICI MILANO E TORINO L’alta formazione sempre più vicina alle imprese

sul futuro Paolo Beducci

Aziende e formazione, connubio ad Arese Paolo Beducci

FORMAZIONE E IMPRESA

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26 Alta formazione sempre più vicina alle imprese Nicoletta Buora 30 Lamborghini e Ducati per una personalizzazione DOC Nicoletta Buora

Ridare entusiasmo alla scuola Paolo Beducci

FORMAZIONE IN ITALIA 18/07/16 09:01

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INTERVISTA

EUROPA Marcia divisa, ma cerca di compattarsi

COPERTINA SPECIALE ok.indd 1

SALESIANI

12 Ancora troppo indietro Paolo Beducci

FORMAZIONE IN EUROPA 16

L’Europa marcia divisa, ma cerca di compattarsi Marco Torre

LA FORMAZIONE IN AZIENDA 34 Il trasferimento delle conoscenze Marco Torre

36 Precisione ed efficienza svizzera Paolo Beducci 38 Imparare è un percorso integrato Paolo Beducci 40 Dall’Italia in tutto il Mediterraneo (e oltre) Marco Torre 42 Il sapere a portata di mouse Paolo Beducci 44 In provincia, funziona alla grande Paolo Beducci 46 Una Academy per formare al meglio Paolo Beducci

Editoriale APRIRE LA PORTA SUL FUTURO di Paolo Beducci

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N

on serve scomodare Dante Alighieri e il suo incontro con Ulisse nell’Inferno della Divina Commedia (canto XXVI) e fare riferimento al “fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtuale e canoscenza” per comprendere cosa significhi per l’uomo il progresso inteso come fame di conoscenza, di miglioramento e di crescita personale. Ulisse viene messo nel girone delle Malabolge, quello dedicato a chi ha usato l’inganno per fini personali. In quel caso Ulisse è il condottiero del cavallo di Troia che portò alla distruzione e all’incendio della città. Ma non solo, Ulisse è anche l’uomo di grandi avventure, il protagonista dell’Odissea. Ed è qui che Ulisse cerca di spiegare a Dante il suo girare per i mari alla ricerca di virtù e conoscenza. Conoscenza che è alla base del progresso umano, il frutto del desiderio di migliorarsi che ormai però non è più solo un desiderio, è una necessità. Perché senza capacità di migliorarsi,

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senza disponibilità a imparare senza voglia di conoscere e ci misurarsi, non c’è futuro. Se questo vale per ciascuno di noi, vale ancora di più per le aziende che sono fatte di persone. Senza persone preparate, senza conoscenza non possono andare lontano. Il fattore umano quindi è il punto di partenza e di arrivo di ogni storia di successo. Una cosa di cui le aziende più avvedute si sono accorte da tempo dandosi da fare in modo serio e concreto. Che non significa mettere uno stagista a fare fotocopie, ma mettere l’impresa al centro di un circolo virtuoso che inizia all’interno delle mura aziendali e si propaga in più direzioni: verso coloro i quali sono o potrebbero essere un giorno coinvolti nell’utilizzo di un prodotto, verso le scuole di ogni genere e grado per cercare di formare l’ossatura della società di domani: perché la formazione è un investimento sul futuro dei singoli, delle aziende, ma soprattutto delle società in cui viviamo.


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INTERVISTA

Intervista

Stefania Giannini

entu sia smo

Ridare

Stefania Giannini, glottologa docente universitaria di Linguistica generale presso l’università di Perugia, è ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Partiamo dal suo pensiero e dai suoi programmi per raccontare come è e come cambia il mondo della formazione in Italia di Paolo Beducci

S

ignora ministra, il giorno della sua nomina Lei ha dichiarato che la formazione è una priorità per il Paese. Ci pare però che il sistema Italia sia ancora piuttosto confuso e carente. Quali le priorità da affrontare per la formazione nel

nostro Paese? Concordo con Lei che il tema della formazione sia stato fin qui trattato in maniera frammentata e mantenendo un profilo troppo basso, con conseguenze negative sulla qualità dell’insegnamento e sull’aggiornamento dei meccanismi di elaborazione e di apprendimento da parte degli studenti. Noi riteniamo invece che la formazione sia la chiave per tenere sempre acceso il motore della crescita del capitale umano di tutto il personale della scuola. E nella legge 107 (La Buona Scuola) abbiamo scritto molto chiaramente che la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale. Ora è il tempo dell’attuazione attraverso il Piano Nazionale di Formazione, con azioni e risorse mai viste in questo settore. Le vecchie politiche hanno sostenuto la necessità dell’aggiornamento senza finanziarlo,

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alla scuola

di fatto svalutando il ruolo del docente. Sarà un investimento massiccio per uno sviluppo professionale che sappia anche motivare. Con la Carta del Docente abbiamo già dato un primo segnale con 500 euro a ogni insegnante per una formazione personalizzata. Ora arriveranno le linee guida nazionali che ogni istituto applicherà in autonomia.

Molto spesso l’Italia viene accusata di non saper spendere i soldi dei Fondi Europei. Cosa si sta facendo in questa direzione? Il Piano Nazionale di Formazione dei Docenti che presenteremo a breve è finanziato proprio da 240 milioni di fondi europei su un totale di circa 400 milioni. Non è però un tema di quantità di risorse, ma di qualità della spesa e del tasso strategico degli indirizzi che vengono posti per raggiungere precisi obiettivi formativi. La buona politica preferisce che siano coinvolte più scuole con meno progetti e linee di azione più chiare e innovative anziché finanziare i contesti tradizionali che continuerebbero ad essere appunto confusi e carenti. Sul fronte dei fondi europei, stiamo recuperando il


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terreno perduto. Basti pensare che con il vecchio PON Istruzione (2007-2013) sono stati investiti 58 milioni nella formazione digitale dei docenti mentre oggi ne investiamo quasi il 50% in più. Formare richiede da una parte un corpo docente preparato e gratificato nel fare uno dei lavori più importanti del mondo, dall’altro riuscire a mettere in connessione mondo degli studi, della Università e della ricerca con l’industria. Quale la sua ricetta per dare nuova vita a queste connessioni? Innanzitutto rendere la scuola uno spazio abilitante in cui si acquisiscono le competenze che davvero il mondo del lavoro richiede, non solo oggi, ma anche nel futuro. Sta per arrivare una quarta rivoluzione industriale, l’industria 4.0 trasformerà radicalmente il modo di produrre e se non vogliamo rimanere indietro dobbiamo fare un doppio passo in avanti, introducendo già nella scuola secondaria percorsi sulla robotica e sull’internet delle cose. L’alternanza scuola-lavoro, poi, con La Buona Scuola obbligatoria per tutti gli studenti del triennio delle superiori, spingerà necessariamente verso una connessione e una sintonia più profonda col mondo del lavoro. Dobbiamo abbattere lo skill mismatch, quel gap tra domanda e offerta di competenze qualificate e posizioni che alimenta una parte significativa della disoccupazione giovanile. Nel campo della ricerca serve invece una cooperazione pubblico-privato più stretta, sorretta da politiche capaci di costruire piattaforme di coordinamento e di aggregazione tecnologica per poter fare massa critica ed essere competitivi. I Cluster tecnologici sono una buona base di partenza, riconosciuta anche a livello internazionale. L’UE ha indicato alcune aree chiave in cui si debba sviluppare il percorso formativo di base dei nostri studenti: dalla comunicazione corretta nella propria lingua d’origine, all’apprendimento e alla comunicazione in lingue straniere, per passare attraverso la matematica e la competenza digitale. Cosa sta predisponendo in questa direzione? Le lingue e il digitale sono fondamentali nella società in cui viviamo non solo per gli studenti, a cui dobbiamo proporre processi di apprendimento e di interiorizzazione con uno sbocco pratico, ma anche per i docenti che saranno formati prioritariamente proprio su queste due competenze. Il Piano Nazionale Scuola Digitale ha offerto al mondo della scuola un fascio di azioni all’avanguardia per innestare la cultura digitale all’interno del percorso

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INTERVISTA

Stefania Giannini

di crescita dei ragazzi e aprire il ventaglio delle sue potenzialità. I nativi digitali devono essere messi nelle condizioni di poter padroneggiare le tecnologie e reinterpretare il loro uso per creare e produrre non solo cose, ma anche idee nuove. E non lo faremo con la logica dell’ora in più, ma sviluppando competenze trasversali e incoraggiando la connessione tra saperi. Anche l’apprendimento delle lingue e dei nuovi linguaggi potrà ricevere input nuovi seguendo questo approccio e soprattutto far scattare un entusiasmo e una passione tali da espandere e potenziare le capacità di apprendimento. Mi piace citare l’esempio del coding, del linguaggio computazionale che tiene insieme filosofia, logica, matematica innestandole all’interno della programmazione informatica. Abbiamo raggiunto 1 milione di studenti contagiati non dalla novità, ma dall’essenza di un sapere che fa divertire, che etimologicamente significa “volgere altrove”. Troppo spesso l’Università è luogo di feudo familiare, di autoreferenzialità dinastica e non di sviluppo della conoscenza, cosa è stato fatto e cosa si può ancora fare per migliorare la situazione? Sottrarre l’università da politiche di definanziamento è stato un imperativo categorico sin dall’inizio del mio mandato. Ampliarne i confini, attraverso una maggiore internazionalizzazione e uno sviluppo coerente della terza missione dell’università,

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permetterà un legame più stretto con il mondo attorno e con la società e dunque rivaluterà la sua funzione. Porteremo questo tema al G7 Education che si terrà il prossimo anno in Italia. Fino a quando le università saranno percepite come entità chiuse, il fortino della conoscenza rimarrà alla portata di pochi e il valore dell’istruzione universitaria verrà considerato come un bene di lusso. Per parte nostra, aprire le università significa investire risorse per un diritto allo studio robusto e più efficiente e incoraggiare ogni ateneo a un’autonomia responsabile, base non solo per destinare incentivi. Formazione non è però solo quella universitaria. Anzi, spesso si nota la carenza di buoni tecnici di livello intermedio, di persone che vengono da scuole di formazione professionale e tecnica. Cosa pensa si possa fare in futuro, la formazione duale è una strada che ritiene corretta? La formazione duale è un modello che ha avuto successo in Germania e non sempre si può adattare alle caratteristiche del nostro Paese. Lo stiamo sperimentando, anche in collaborazione con il governo tedesco, nella sua versione tout court e sicuramente ne condividiamo i principi. Con La Buona Scuola e il Jobs Act, abbiamo però già posto le condizioni legislative per una via italiana al modello duale, fatto di alternanza scuolalavoro universale anche per i licei e di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale. Il referendum sulla riforma costituzionale proporrà poi agli italiani un’innovazione anche sul fronte della formazione professionale. Vogliamo lasciarla alla competenza esclusiva delle regioni con 21 sistemi differenti che fin qui hanno creato difformità di opportunità e di qualità o la affidiamo alla competenza centrale per un’impostazione competitiva mirata? 


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Formazione

in Italia

Le buone intenzioni non bastano. C’è ancora troppa confusione sotto l’aspetto operativo e spesso le buone intenzioni si perdono per strada. Dagli anni 90 a oggi, scuole tecniche in declino costante di Paolo Beducci

Ancora troppo

È

bastata una generazione per bruciare buona parte di quello che era stato fatto in decenni di lavoro. Ci riferiamo alla formazione professionale e al diverso approccio che la Scuola ha avuto verso il mondo del lavoro con il passare degli anni. Se un tempo l’istruzione

indietro

tecnica ero uno dei pilastri su cui si basava il futuro delle aziende dall’inizio degli anni ‘90 ad oggi questa realtà è andata spegnendosi giorno dopo giorno, senza grandi scossoni ma con una continuità disarmante. Il mondo in cui viviamo e in cui siamo proiettati a vivere il nostro futuro sarà sempre più una realtà in cui la conoscenza tecnica avrà un ruolo

fondamentale. Non è un modo di dire: è la realtà. “La situazione in Italia, sotto questo punto di vista è drammatica”, ha spiegato Romano Prodi in più occasioni indicando come la mancanza di tecnici e di competenze tecnicamente rilevanti, siano uno dei motivi, o conseguenze diciamo noi, del costante arretramento del Paese rispetto all’eccellenza tecnologica.

Domanda e offerta

La selva dei corsi

Il ruolo della formazione professionale deve crescere e anche velocemente se si desidera che ci sia una relazione sempre più fitta fra domanda e offerta nel mondo del lavoro. Il compito di fare incrociare i fabbisogni formativi espressi dalle aziende e rispondere alle esigenze dei giovani di acquisire competenze e dei lavoratori di mantenersi aggiornati ai continui cambiamenti del mercato. Sotto il profilo strettamente giuridico-operativo la formazione professionale è suddivisa in formazione professionale iniziale (quella rivolta ai giovani che si accostano per la prima volta al mondo del lavoro) e formazione professionale continua, dedicata a persone che già lavorano e intendono migliorare le proprie competenze, oppure a persone escluse dal mercato del lavoro e che intendono riqualificarsi in vista di un nuovo o di un 12

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migliore inserimento. La responsabilità e l’onere della formazione è demandato alle Regioni che, tramite bandi pubblici, finanziano corsi a tutti i livelli: post-scuola dell’obbligo, post-diploma, post-laurea, aggiornamento, collocamento e ricollocamento dei lavoratori. I corsi sono erogati da strutture formative accreditate e buoni formativi a copertura del costo del corso. Tali corsi, in prevalenza gratuiti per i partecipanti, consentono di acquisire competenze e qualifiche richieste dal mercato del lavoro favorendo il passaggio dalla scuola alla formazione ed in ultimo al lavoro, o garantendo a quanti già lavorano una maggiore competitività. L’offerta formativa dei corsi è disponibile presso gli enti organizzatori, gli Assessorati alla formazione professionale di Regioni e Città Metropolitane, presso le Agenzie regionali del lavoro e gli sportelli Informagiovani.


Gi studi sulla formazione in Italia

L’offerta di formazione professionale in Italia è al centro di due recenti pubblicazioni ISFOL, Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, alla rilevazione qualitativa e a quella quantitativa del sistema. La ricerca qualitativa illustra le tendenze nella qualità e nelle modalità organizzative dell’offerta formativa Da parte sua invece, l’indagine quantitativa mostra le caratteristiche strutturali dei sistemi regionali dell’offerta di formazione professionale ed i rapporti, con il mondo produttivo, la scuola e la ricerca. Il complesso dell’offerta viene descritto a partire dalla rilevazione statistica su un campione di oltre 1.200 strutture formative. Il quadro che ne emerge è quello di un

Se fino a vent’anni fa gli istituti tecnici erano il luogo in cui le aziende andavano a individuare le proprie leve future, coloro che avrebbero guidato le industrie nel futuro, è proprio nell’ultimo decennio dello scorso secolo che le cose sono cambiate radicalmente. In primo luogo sono diminuiti gli iscritti agli istituti tecnici mentre sono parallelamente cresciuti i liceali. I primi, che nel 1990 rappresentavano il 45% degli studenti in pochi anni hanno perso circa 10 punti percentuali di penetrazione sul mercato scolastico. Invertendo esattamente le proporzioni con i Licei.

Valutazioni errate

Questa inversione di rapporti, ha molteplici cause che hanno trovato terreno di coltura in molti ambiti. Il primo è senza dubbio quello familiare che ha visto gli istituti tecnici un po’ come delle scuole secondarie di serie B, immaginando che i giovani che uscivano dagli Istituti avessero un livello di preparazione decisamente inferiore e comunque meno ‘blasonato’ rispetto ai ragazzi che frequentavano i licei. Un errore tanto marchiano quanto dannoso visto che non solo non era proprio così, ma anche perché invece di cercare un modo di rimediare seriamente a questa stortura si è assistito a delle proposte che invece di migliorare la situazione, finivano

sistema che rispecchia piuttosto fedelmente l’andamento del Paese: forti divari territoriali, con sistemi regionali chiusi e aperti e diverse capacità di risposta tra Centro-nord e Mezzogiorno, che ne rallentano la crescita, ulteriormente penalizzata dalla crisi economico-occupazionale. Per superare la crisi degli ultimi anni i sistemi regionali dell’offerta hanno attuato strategie diversificate, ma che presuppongono tutte la necessità di spostare il focus dall’offerta alla domanda di formazione. L’universo delle strutture formative è comunque ampio ma troppo frammentato, con una ridotta presenza di infrastrutture, specie al Sud.

con il peggiorarla. “Chiamiamoli licei tecnici” fu una proposta, come se il ‘saper fare’ fosse meno importante o peggio, dignitoso, rispetto ad altre forme di istruzione. Un esempio, e ne parliamo anche in queste pagine, viene anche dalla famiglia che ritiene che essere studenti di un istituto tecnico sia socialmente meno ‘dignitoso’ che essere liceali. Il prezzo dell’errore di valutazione lo troviamo oggi davanti ai nostri occhi: schiere di giovani senza lavoro e senza specializzazione difficilmente inseribili nel mondo del lavoro che, di per sé, non è proprio uno dei migliori possibili. Le scuole di indirizzo tecnico hanno un loro significato molto più alto e importante di quanto si possa pensare. Negli ultimi anni si è verificato un impoverimento della formazione tecnica anche a causa della scarsità di analisi e di attenzione circa questo argomento così importante. Per certi versi sarebbe quindi auspicabile poter convocare gli stati generali della formazione professionale, proprio per poter affrontare una vera e propria riflessione sullo stato delle cose cercando di metterci mano il più in fretta possibile.

L’educazione alla tecnica

D’atra parte è un dato di fatto che mentre in tutto il mondo la formazione tecnica cresce di giorno in giorno e lo sviluppo del pensiero tecnologico è al centro MECCANICA & AUTOMAZIONE | SPECIALE FORMAZIONE

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M&A SPECIALE FORMAZIONE

ISFOL


in Italia

XVI Rapporto sulla Formazione

La formazione continua

Cresce in Italia la partecipazione degli adulti (25-64enni) in attività educative e formative, arrivando a coinvolgere 2,6 milioni di persone con un tasso pari all’8% (dati 2014) rispetto al 10,7% della media UE. Le percentuali più alte si registrano per le donne (8,3%), gli occupati (8,7%), i 25-34enni (14,9%), i laureati (18,7%). Sul piano territoriale il Centro-Nord si conferma come l’area geografica con la maggiore partecipazione, mostrando inoltre un trend positivo più intenso rispetto al Mezzogiorno. Questi, alcuni dei dati più salienti, del XVI Rapporto sulla Formazione continua in Italia, realizzato dall’ISFOL per conto del Ministero del Lavoro. Il Rapporto evidenzia il divario che ancora esiste tra il tasso italiano di partecipazione e il target fissato dalla UE, ma i passi in avanti che sta

del dibattito sull’istruzione, da noi questi aspetti siano passati, come si dice in certi casi, in cavalleria. Cioè non sono più centrali rispetto al futuro del Paese. Nel mondo si discute di formazione e di educazione alla tecnica anche in funzione di ciò che sta accadendo alla nostra società, mentre in Italia questo dibattito è totalmente assente in qualsivoglia contesto. La speranza per alcuni potrebbe essere quindi nella privatizzazione di questo genere di formazione. Ma ciò finirebbe per affossare definitivamente la scuola pubblica, i pochi respiri che ancora riesce a fare e rischierebbe di creare un ulteriore solco fra chi può permettersi una formazione privata e chi no. Fin qui ci siamo occupati di scuola secondaria superiore, ma c’è un ulteriore livello di formazione che ha una sua notevole importanza. Ci riferiamo alla formazione post universitaria, che in alcuni paesi ha trovato soluzioni interessanti lasciando che si creassero delle vere e proprie realtà in cui dopo il diploma si potesse proseguire a specializzarsi seguendo corsi di due o tre anni che possano essere propedeutici all’inserimento nel mondo del 14

compiendo il nostro Paese sono rilevanti. Tornando ai dati del Rapporto, emerge che sul piano finanziario la necessità di rispondere all’impatto della crisi economica ha comportato il trasferimento di consistenti quote dalla formazione continua agli ammortizzatori sociali in deroga, per un valore complessivo che nel periodo 2009-15 ha raggiunto oltre 1 miliardo di euro. In questo quadro, il ruolo dei Fondi interprofessionali si è rafforzato ed essi al momento rappresentano l’unico strumento di finanziamento della formazione continua a livello nazionale. A ottobre 2015 il numero di adesioni ai Fondi si è assestato su circa 930.000 imprese e circa 9,6 milioni di lavoratori. A partire dal 2004 i Fondi interprofessionali hanno gestito complessivamente circa 5,2 miliardi di euro.

lavoro con una preparazione molto vicina alla realtà che poi gli studenti troveranno in azienda. In questo caso è significativo come l’Università Italiana si sia spesso arroccata su posizioni strettamente accademiche senza accettare la possibilità di operare in modo differente lasciando spazio a corsi a metà strada fa Scuola e Università intesa in senso strettamente (e rigidamente) accademico. 

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in Europa Se da una parte in materia di formazione professionale si marcia in ordine sparso, con eccellenze come in Francia e Germania, l’UE cerca di rifondare la formazione partendo dalle basi di Marco Torre

L’Europa marcia divisa, ma cerca

Q

di compattarsi

uando si parla di formazione professionale a livello comunitario o continentale il ragionamento diventa assai più interessante. Perché a differenza di quanto si possa immaginare, non esiste una vera e propria legislazione in materia. Esistono piuttosto indicazioni, fondi stanziati e poche regole generiche. Questo perché il ruolo della formazione professionale è demandato completamente ai singoli governi e alle Legislazioni dei paesi membri. D’altra parte è una situazione per certi versi comprensibile, considerando che in ogni nazione europea c’è una storia

e una attitudine differente ad ogni livello formativo. Anche sugli aspetti strettamente formali quali i diplomi, le lauree ecc ecc. l’omogeneità è cosa rara se non assente del tutto. Così è ancora piuttosto difficile esportare diplomi, certificazioni nazionali. Ma non solo è difficile esportarli, spesso è difficile anche spiegarli.

Primo punto conoscere gli altri

Il primo passo verso una formazione europea davvero integrata che permetta la vera mobilità delle esperienze e delle persone, elemento fondamentale per considerare la realtà europea un vera realtà, diventa indispensabilmente la conoscenza degli altri sistemi. Così

da potersi inserire e dialogare con precisione di termini sui differenti sitemi e livelli avendo come punto di partenza il proprio sistema nazionale. Si tratta di un passo fondamentale perché permette a ciascuno (in questo caso a noi italiani) di dialogare con la dovuta serenità e riducendo al minimo il rischio di fraintendimenti. Così abbiamo analizzato i sistemi di alcuni singoli paesi europei cercando di spiegarne i percorsi basilari e individuando i punti di contatto fra i diversi orientamenti nelle singole nazioni. Ne esce un quadro molto articolato che crediamo sia un sistema molto interessante per capire quanta strada

Francia

Dopo i 15 anni si sceglie

Il sistema francese prevede che dopo il ‘Collège’, l’equivalente della nostra scuola media prolungata fino ai 15 anni, gli alunni possano accedere a due differenti tipologie di formazione: una di carattere generale e una di tipo professionale. Nel caso della formazione professionale, ci sono tre differenti possibili sbocchi che portano a un diploma: il primo è il CAP, Certificato di Attitudine Professionale, e si ottiene in 2 anni. Sempre in due anni si può ottenere il BP, Brevetto Professionale e infine in tre anni si può raggiungere il diploma BAC professionale che è equivalente ala nostra maturità. Questo genere di istruzione ha il compito di passare progressivamente dal mondo della scuola a quello del lavoro anche alternando periodi differenti 16

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fra aziende e altri istituti di formazione. Una volta in possesso del BAC si può proseguire con gli studi, e ottenere diplomi professionali con due anni di corso. Si tratta di diplomi che danno discrete garanzie di occupazione. I due diplomi si chiamano rispettivamente BTS (brevetto tecnico superiore) e DUT (diplomi universitari di tecnologia). Da qui la formazione può ancora proseguire verso un ulteriore anno di studio che si concretizza nella laurea professionale. Interessanti i dati: circa un terzo degli studenti di un liceo professionale sono dei BAC PRO e seguono un apprendistato e sono oltre 450 le attività accessibili tramite la formazione professionale.


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Germania

Dove nasce il sistema duale

Anche in questo caso la Germania ha qualcosa da insegnare. Se non altro in termini di efficienza e di collaborazione fra scuola e industria. È infatti in Germania che si è sviluppato al meglio il ‘sistema duale’ che non è altro che il modo di formare lo studente attraverso la formazione scolastica e parallelamente nelle scuole professionali che, si deve dire, godono di un’immagine molto positiva nella società tedesca. La responsabilità della formazione ricade Länder e sulle parti sociali. L’efficacia del sistema duale è garantita (inutile dirlo) dalla competitività dell’economia tedesca. Ciononostante però non mancano le critiche. Infatti non sono pochi coloro i quali sostengono che, dipenda troppo dalle aziende. Questo potrebbe significare che in periodi di difficoltà i posti di tirocinio disponibili possano essere pochi rispetto alle necessità della scuola. Un altro limite individuato è la scarsa possibilità di passare da un indirizzo all’altro, a causa della loro forte specializzazione. Barriere che comunque stanno sparendo anche perché la Germania è comunque fra le più attente ad affrontare le sfide e i cambiamenti che i fenomeni di globalizzazione hanno portato e

continuano a portare anche nel mondo della scuola. Così, si sta lavorando per ridurre al minimo le barriere che fino a ieri hanno caratterizzato i differenti settori della formazione scolastica. Ma non solo: per rendere ancora più facile il riconoscimento delle differenti qualifiche professionali e dei risultati d’apprendistato fuori dal loro specifico settore di conseguimento, i tedeschi stanno approntando un quadro unico delle qualifiche a livello nazionale. Inoltre anche in considerazione che si tratta di grande Paese esportatore, in Germania si sta sviluppando un sistema di insegnamento e formazione che permette di acquisire qualifiche internazionali come ad esempio le lingue straniere, la conoscenza di mercati e struttura aziendali di altre aree economiche, anche grazie all’opportunità di effettuare un quarto della propria formazione professionale fuori dai confini nazionali. In Germania però si sono anche resi conto che esiste un problema all’orizzonte che si chiama invecchiamento della manodopera qualificata. Così a partire dal 2013 è stato realizzato un programma che prende il nome ‘the job of my life’ e che consente ai giovani europei dai 18 ai 35 anni di beneficiare di percorsi di formazione in alternanza, con un

sostegno economico e lezioni di lingua tedesca. L’insegnamento professionale tedesco prevede circa 350 differenti specializzazioni ed ha una durata (a partire dai 15 anni) di 2 o 3 anni. L’alternanza fra sistema scolastico e formazione sul campo prevede che a scuola siano studiate materie tradizionali e le basi del lavoro che per cui ci si sta specializzando. Attualmente, le aziende tendono piuttosto a reclutare dei giovani più maturi o che hanno seguito un ciclo di formazione lungo. Il conseguimento dell’esame finale conferisce il diritto di esercitare una professione regolamentata in quanto lavoratore qualificato. (Qualifizierte Fachkraft/Berufsqualifizierender Abschluss). Ogni anno in Germania circa 750.000 ragazzi scelgono la formazione professionale e quasi un quarto di questi ha conseguito poi un diploma che permette di accedere agli studi superiori. Ma non solo un quarto degli studenti universitari, prima di accedervi, ha seguito corsi di formazione professionale. Infine una nota che dovrebbe far riflettere: la formazione professionale è sostenuta per il 7% circa dai Lander e per la restante parte dalle imprese che offrono tirocini formativi.

Skills guarantee

La guerra di Bruxelles

ci sia ancora da fare non solo per uniformare, ma anche per migliorare e integrare i differenti sistemi. In particolare nei box che seguono siamo andati a cercare i punti di contatto fra i diversi sistemi di istruzione analizzando i differenti percorsi, la durata delle scuola dell’obbligo, i percorsi formativi e i differenti titoli cui danno diritto i singoli diplomi. È anche questo un modo per cercare di comprendere chi si muove meglio e come si può cercare di sfruttarne le consonanze. 

Ancor prima della formazione professionale c’è quella delle competenze. In un continente così forte e evoluto come il nostro potrà sembrare strano, ma c’è ancora un grande necessità di apprendimento di base. Così l’UE in queste settimane sta lanciando un programma per fare in modo che entro il 2020, 70 milioni di cittadini raggiungano le conoscenze minime in lettura, scrittura, calcolo e informatica. Per il commissario Marianne Thyssen, solo così si può ridurre la distanza tra domanda e offerta di lavoro Gli Stati potranno ricorrere anche ai 27 miliardi del Fondo sociale europeo. La speranza e il desiderio dell’UE è che ogni Paese trovi un proprio modo di svilupparlo, anche attraverso l’utilizzo del Fondo Sociale Europeo che per queste specifiche tematiche mette a disposizione degli Stati membri 27 miliardi di euro entro il 2020 Plus. L’Italia

sarà in prima fila e con cognizione di causa: se infatti la media europea di competenze insufficienti in materia letteraria è al 20%, per l’Italia la quota sale al 28%. Nel campo del “calcolo funzionale” la media UE di “insufficienze” è al 24%, ma quella italiana è pari al 32%. Ancora peggio sul fronte delle competenza digitali di base: in Europa il 41% di adulti ne è privo, ma in Italia il dato sale al 57%. Il 40% delle imprese UE dichiara di avere difficoltà a trovare lavoratori con le giuste competenze. Il che non significa che i 70 milioni di europei con competenze inferiori al minimo richiesto siano disoccupati: semmai si rischia che diventino cittadini di serie B, perché sapere interpretare un testo, avere conoscenze digitali di base significa in primo luogo essere un cittadino consapevole a tutti gli effetti, un cittadino del ventunesimo secolo.

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impresa

FORMAZIONE E IMPRESA

Salesiani

Aziende e formazione,

connubio ad Arese CNOSFAP Arese ha riunito aziende e studenti per raccontare e raccontarsi: l’anno formativo appena concluso e i rapporti con realtà come Mitutoyo e Iscar di Paolo Beducci 18

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Qui si riuniscono i leader dell’ingegneria meccanica e dell’industria degli utensili di precisione oltre ai massimi esperti della lavorazione dei metalli ad asportazione di truciolo.

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dalle aziende nel modo migliore, è interessante vedere come queste attività scolastiche si interfaccino al meglio con le imprese presenti sul territorio. Al tempo stesso è incredibile notare come aziende che appaiono per definizione impegnate su business milionari siano in grado di interpretare il proprio ruolo sociale nel modo più solidale e concreto possibile.

Una festa di fine anno

Qui ci conviene partire dalla fine, cosa che in termini giornalistici potrebbe essere un grave errore se non fosse che in questo caso la fine e quella di un anno scolastico. E proprio da questa fine è iniziato per noi un viaggio nella collaborazione vera e fattiva fra imprese e scuola. Andiamo di cronaca come si dice nelle redazioni dei quotidiani. Arese, centro dei salesiani, area meccanica: centinaia di persone riunite a festeggiare la fine di un altro anni scolastico ricco di soddisfazioni e soprattutto foriero di promesse che siamo certi, saranno mantenute. Un convegno organizzato da un colosso della produzione di CNC, una serie di attività svolte dai ragazzi e messe a disposizione dei presenti. Un’officina ben attrezzata

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U

no dei sistemi che riteniamo più efficienti in materia di formazione professionale è stato messo a punto nel corso dei decenni dall’insieme degli istituti e centri di formazione professionali salesiani, quelli che si rifanno all’insegnamento di Don Giovanni Bosco. Nel nostro muoverci nel mondo della formazione, le scuole salesiane sono state non solo un punto di confronto e riferimento costante sul territorio, ma una vera e propria fucina di idee. Nate quasi sempre dal confronto con chi gestisce questi istituti tecnici e segue i ragazzi con una passione, che sinceramente pensavamo smarrita nel nostro Paese. Così da una semplice visita di cortesia e conoscenza è nato qualcosa che sicuramente potrà avere sviluppi proprio sulla nostra rivista. Ma veniamo al motivo vero e proprio che sta dietro questo articolo. Per noi, al di là del motivi istituzionale, cioè la formazione di giovani da inserire nel lavoro con prospettive di crescita professionale e conoscenze che siano già utilizzabili

Il mondo dell’ingegneria meccanica


FORMAZIONE E IMPRESA

Salesiani

Iscar

“Le aziende sono fatte di uomini e la formazione ha un ruolo strategico” Durante l’annuale evento di incontro con le aziende organizzato dall’Istituto Salesiano di Arese abbiamo incontrato Arnaldo Levi, Amministratore Delegato di Iscar Italia, azienda che da molti anni collabora con l’istituto. “Il rapporto con i salesiani – ci spiega Levi – è per noi un punto importante nella politica di presenza sul territorio. Iscar ha fondato il suo successo su un continuo processo di innovazione, che si basa anche sulla volontà e sulle energie delle persone. In quest’ottica la fase di formazione dei giovani risulta essere un passaggio fondamentale; è quindi molto importante sviluppare una collaborazione con istituti scolastici come i salesiani di Arese, la cui mission è quella di dare una formazione completa ai propri studenti.” Il rapporto fra Iscar e salesiani di Arese è attivo da molti anni ed è in continua evoluzione; un esempio è rappresentato dal fatto che nel corso dell’anno scolastico appena concluso c’è stata una crescita considerevole nei rapporti di stage curricolare. In linea con il sistema duale tedesco dell’alternanza scuola lavoro i ragazzi hanno avuto l’opportunità di approcciare le tecnologie, le metodologie e le dinamiche che dovranno affrontare una volta entrati nel modo del lavoro. “Un fattore molto importante è rappresentato dal fatto che i ragazzi provenienti dall’istituto salesiano di Arese prosegue Arnaldo Levi - non solo hanno una base formativa consolidata su cui innestare nuove conoscenze, ma hanno anche una formazione umana di alto livello, fondamentale per riuscire ad integrarsi e per capire a pieno le dinamiche di una realtà aziendale ben strutturata e consolidata. Per me, ma credo di poter dire per tutti noi di Iscar, è un vero piacere poterli avere in azienda. Nei ragazzi formati dai Salesiani ci sono giovani educati, curiosi, interessati e propositivi: è il segno che il lavoro svolto è molto più ampio della semplice formazione tecnica. Qui vengono formati

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degli uomini e il capitale umano, da sempre, rappresenta un fattore chiave per il successo delle imprese”. I termini della formazione in Iscar sono piuttosto precisi: stage che variano da uno a due mesi in cui, a seconda del percorso di studio e delle conoscenze acquisite dagli studenti, sono previste fasi in officina, in progettazione o nello sviluppo dei tempi e dei metodi di lavoro; durante gli stage i ragazzi sono sempre affiancati da dipendenti Iscar che Arnaldo Levi, svolgono un vero e proprio ruolo amministratore di tutor. delegato Iscar Italia “È quindi evidente che Iscar concentra il lavoro con i ragazzi non solo sulla formazione tecnica ma soprattutto sulla formazione umana. Iscar vuole essere il trait d’union fra il mondo della scuola e quello del lavoro, continuando a dare a questi giovani la possibilità di crescere seguendo le buone regole che hanno imparato, anche dal punto di vista umano, in anni di scuola salesiana. Sette dei nostri dipendenti attuali hanno completato i loro studi presso l’istituto salesiano di Arese; essi hanno dimostrato le loro capacità e stanno sviluppando in azienda la loro professionalità. A conferma di ciò, proprio quest’anno un giovane che ha dimostrato “sul campo” le proprie competenze e la propria volontà è stato promosso dall’officina all’area di progettazione per affrontare sfide importanti su nuovi progetti”. Infine, a dimostrazione della stretta collaborazione che intercorre tra le due realtà, da molti anni Iscar affida all’istituto salesiano di Arese i corsi di formazione per i propri dipendenti. Questi corsi confermano la volontà Iscar di voler continuamente aggiornare e perfezionare le competenze del proprio personale, facendo affidamento sull’ottimo livello professionale del corpo docenti dell’istituto salesiano. “Le aziende - conclude Levi - sono fatte di uomini e per crescere hanno bisogno di uomini con un bagaglio di conoscenza e di valori importanti. Il rapporto con i salesiani ci ha aiutato e continua ad aiutarci in questo importante percorso.


M&A SPECIALE FORMAZIONE con macchinari che seguono il percorso della macchina utensile in Italia e nel mondo passando dai torni e dalle frese regolabili a mano coi volantini (roba da tornitori coi baffi, si sarebbe detto una volta) fino ai macchinari più recenti ceduti a prezzo di favore o in alcuni casi, regalati dalle stesse aziende alla scuola in oggetto. Come nel caso di Mitutoyo che proprio in questa occasione ha potuto inaugurare ufficialmente la sala metrologica dei salesiani di Arese dove è entrata in funzione con scopi evidentemente formativi una macchina di misura tridimensionale attrezzata di tutto punto e donata dalla filiale italiana della società nipponica all’istituto.

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“La formazione è parte del nostro dovere”

Il dovere di cronaca ci impone di iniziare spiegando chi è Mitutoyo, anche se nel nostro mondo non ce ne sarebbe sicuramente bisogno. Anche perché se qualcuno non conosce il marchio giapponese che si identifica nel mondo della misura e pensa di poter operare nell’industria di precisione, ha sicuramente sbagliato ambito professionale. Mitutoyo però è stata protagonista ad Arese per molti motivi. Il più evidente è la donazione di una macchina di misura tridimensionale (di quelle che farebbero la felicità di molte officine) ai ragazzi che studiano e studieranno presso la struttura. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti le due persone che di fatto sono artefici di questa politica: il direttore commerciale Fabrizio Bolzoni e l’amministratore delegato Yutaka Suga. “Il compito principale che ispira tutto il nostro lavoro spiega l’Ing. Bolzoni - e che è anche illustrato sul sito aziendale, è la diffusione della metrologia nel mondo dell’industria per poter contribuire al miglioramento dei processi produttivi. Per noi non sono parole, ma un punto fermo della nostra filosofia aziendale. Proprio per questo motivo - prosegue il direttore commerciale di Mitutoyo quando abbiamo avuto la possibilità di operare con una realtà come questa dei Salesiani di Arese, non ce la siamo fatta scappare. Per noi contribuire a formare giovani che animeranno la meccanica del futuro è un punto di orgoglio”. Così dalla semplice collaborazione formativa il rapporto fra scuola e impresa si è modificato e stretto in misura sempre più profonda. Al punto che il management di Mitutoyo ha deciso di intervenire in misura ancora più concreta e impegnativa nella partnership. Un passaggio che si è concretizzato nella sala metrologica che i salesiani hanno inaugurato a fine maggio. Un’area in cui il colore arancione (quello che accompagna e caratterizza i prodotti

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Mitutoyo) è presente in misura massiccia, grazie anche alla decisione di Mitutoyo di donare al centro formativo una macchina di misura 3D completa di una serie di strumenti complementari ideali per ricavarne il massimo in termini di prestazioni e opportunità di insegnamento. “Il percorso cui stiamo lavorando con i salesiani - conclude Bolzoni - è proprio inteso nella direzione di poter formare i giovani che un domani, una volta completato il ciclo di studi potranno portare nelle aziende in cui lavoreranno nuove conoscenze e nuove idee di qualità della produzione”. D’altra parte per rendersi conto della grande importanza che in Mitutoyo danno alla formazione è sufficiente visitare il sito aziendale (www.mitutoyo.it) e immergersi nell’area dedicata all’educational. Questa infatti non si esaurisce con la collaborazione con le scuole ma prosegue e si completa attraverso una serie di azioni e pubblicazioni utili a chiunque desideri approfondire le proprie conoscenze in materia. L’esempio migliore di questa politica è probabilmente il Mitutoyo’s Education Pack che comprende una serie di strumenti pensati per essere comodi riferimenti teorici e pratici nel campo della metrologia. Possono essere utili in classe, sul lavoro o in un laboratorio di misura. Infatti in questo pacchetto sono presenti una guida di metrologia, una Quick Guide che ha il compito in sole 64 pagine di dare le informazioni fondamentali circa la costruzione e l’applicazione dei principali strumenti utilizzati dall’industria. Con definizioni e terminologie tecniche utilizzate in ogni specifico settore ed anche i principi di rotondità e la gestione dei dati. Inoltre una guida sul grado di protezione IP e una sulla rugosità superficiale. A chiudere il cerchio una famiglia di poster in cui sono fornite indicazioni rapide sulla strumentazione presente nelle officine e nelle scuole di formazione.


disponibilità delle imprese a partecipare alla formazione dei futuri tecnici di settore. Una disponibilità che è il frutto della capacità delle aziende di settore di riuscire a vedere un passo più in là di quanto parrebbe sufficiente. E in questa collaborazione che si rinnova ormai da molti anni a livello locale ma nazionale e sovranazionale, è particolarmente interessante proprio capire come la capillarità territoriale sia uno dei punti forti di questa scelta formativa. C’è un senso di appartenenza e di comunione di intenti che davvero poche volte ci è capitato di trovare altrove in contesti differenti. Crediamo però che la cosa più interessante possa essere raccontare come alcune delle realtà che collaborano con l’istituzione salesiana, siano coinvolte con convinzione e orgoglio in una attività che a loro sinceramente non porta benefici nell’immediato e che allo stato dell’arte rappresenta senza dubbio un impegno e non necessariamente un vantaggio. È una questione di etica imprenditoriale e non possiamo che essere felici nel vedere che indipendentemente dalle nazionalità di origine delle differenti aziende e del management nazionale, il desiderio centrale sia solo ed esclusivamente riuscire a creare una prospettiva di futuro migliore per centinaia, migliaia di ragazzi, insegnando non solo un lavoro o una conoscenza tecnologica, ma soprattutto facendo capire che impegno e etica sono due termini che se possono vivere come un fratello e una sorella in una famiglia felice non possono che crescere come frutti buoni e maturi. 

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INTERVISTA Gianluca Giovanelli, traguardi ambiziosi per MCM

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SPECIALE LASER Dalle origini al futuro REPORTAGE DMG MORI Pronten, la macchina utensile corre

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IN QUESTO NUMERO ATTUALITÀ Prima Industrie Inaugurato il nuovo Headquarter&Technology Center DOSSIER Costruzione Stampi Espresso GF, il caffè si veste di tecnologia REPORTAGE Hexagon Metrology Dalla metrologia alla manufacturing intelligence FOCUS Centri di lavoro Sempre più indispensabili SPECIALE CNC Il valore aggiunto dei CNC, elementi chiave della catena di processo

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sempre più vicina alle imprese

Al Politecnico di Torino parte il primo master in Italia in Additive Manufacturing, mentre al Politecnico di Milano si punta sull’Innovazione e Digitalizzazione delle Macchine Automatiche di Nicoletta Buora

S

entire parlare di scuola flessibile con un’offerta didattica non standardizzata, ma adattabile alle esigenze innovative che il mondo industriale deve affrontare, fa pensare alle solite frasi fatte quando si parla in generale di formazione. Invece, si tratta di un’offerta formativa reale, erogata dal Politecnico di Torino che, insieme al Politecnico di Milano, è tra i primi atenei a livello europeo per la formazione tecnicoscientifica.

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“Da tre anni - ci spiega - il professor Carlo Rafele, docente Dipartimento Ingegneria Gestionale della produzione del Politecnico di Torino e Direttore Scuola Master e Formazione Permanente dell’Ateneo - il Politecnico di Torino ha concentrato tutta la formazione post laura di I e II livello in un’unica scuola, che rilascia master e tiene anche corsi di alta formazione”. Negli ultimi anni il modello formativo è profondamente cambiato. “Così come la ricerca viene condotta sempre di più in partenariato con le aziende - prosegue Rafele - anche la didattica può essere progettata in collaborazione con le esigenze aziendali per abbattere i


M&A SPECIALE FORMAZIONE tempi di inserimento nel mercato del lavoro, avviando la formazione aziendale in parallelo a quella universitaria. I committenti sono le aziende, mentre Regione Piemonte finanzia l’alto apprendistato; per contro, le aziende si impegnano ad assumere i giovani che hanno frequentato i master con tirocini aziendali”. Oltre ai master tagliati sulle esigenze richieste dal mondo imprenditoriale, anche le modalità formative sono sempre più innovative, sia per quanto riguarda la composizione didattica, rendendo più flessibili le componenti d’aula con quelle on the job, sia per quanto concerne le tecniche per l’apprendimento, che comprendono l’e-learning, lo streaming video e i team works avanzati, tutti con tecnologie all’avanguardia. Relativamente alle tematiche, i master proposti sono prevalentemente in ambito tecnologico, ma contemplano anche competenze di management, sempre più richieste nella formazione trasversale dell’ingegnere, il quale, prima di progettare un nuovo prodotto, deve studiare il mercato, capire le richieste, quantificare costi di produzione e tempi richiesti per la realizzazione.

Master in Additive Manufacturing

Carlo Rafele, docente Dipartimento Ingegneria Gestionale della produzione del Politecnico di Torino e Direttore Scuola Master e Formazione Permanente dell’Ateneo

I sistemi industriali più avanzati hanno già investito ingenti risorse per lo sviluppo e l’applicazione dell’Additive Manufacturing nei più svariati settori produttivi, ora servono figure formate e con skill specifici. Alla Scuola Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino prende il via la prima edizione del Master di II livello in Additive Manufacturing, realizzato con il finanziamento della Regione Piemonte sotto il patronato dell’AMMA e in collaborazione con Skillab e con le aziende che hanno aderito: Comau, Ellena, AvioAero, Iris, Prima Electro e Prima Industrie. Si tratta di un percorso formativo unico in Italia, che formerà professionisti esperti sia degli aspetti tecnici che di quelli manageriali della produzione additiva, cioè quel processo di unione stratificata di materiali per fabbricare oggetti da modelli 3D computerizzati, adottato ormai non più solo per la prototipazione, ma in modo sempre più frequente anche per la produzione industriale. Il progetto prevede l’assunzione presso le aziende

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PoliTO e PoliMI PoliMI

Innovazione e digitalizzazione delle macchine automatiche In un contesto nel quale l’innovazione di prodotto rappresenta un rilancio della competitività diventa sempre più necessario abilitare nuove competenze finalizzate a contribuire in modo significativo alla digitalizzazione dei macchinari e dei beni strumentali. E così il prossimo novembre al Politecnico di Milano partirà il primo Master Universitario di I livello dedicato alla “Progettazione dell’Innovazione e digitalizzazione per le macchine automatiche e i beni strumentali”, organizzato da Cefriel, centro di eccellenza per innovazione, ricerca e formazione nell’ICT e da Ucima, l’Unione dei costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio. Il master si propone di abilitare le competenze in cinque aree tematiche, consolidare le

partner di giovani ingegneri selezionati che saranno poi impegnati nel campo dei processi applicati di Additive Manufacturing. Il percorso formativo, fondato su di una forte connessione tra la componente accademica e quella aziendale, prevede 400 ore (40 CFU) di didattica frontale su due anni (di queste almeno il 40% è costituito da attività pratiche guidate) e 800 ore presso le aziende partecipanti. I giovani selezionati saranno formati sulle competenze tecniche e imprenditoriali che permettono di collaborare a tutte le fasi dell’Additive Manufacturing, dalla conoscenza dei materiali e delle tecnologie, allo sviluppo e produzione di nuovi modelli e la loro integrazione con i processi manifatturieri convenzionali. L’attività di docenza è affidata ai Politecnico di Torino con il coordinamento del prof. Luca Iuliano, Ordinario di Tecnologie e Sistemi di Produzione del Politecnico di Torino, e integrata da testimonianze da parte di esperti con riconosciuta esperienza nell’area oggetto dei diversi moduli. L’attività di formazione manageriale è, invece, gestita da Skillab, con corsi finalizzati a sostenere lo sviluppo delle capacità legate alla gestione del ruolo professionale. Skillab metterà a disposizione la propria pluriennale esperienza nell’alta formazione manageriale, nonché le proprie capacità progettuali, competenze, risorse e strutture per dare risposte concrete che anticipano e accompagnano le esigenze e i fabbisogni delle imprese.

Quinta edizione per il Master in Industrial Automation

Finanziato dalla Regione Piemonte, il Master in Industrial Automation, giunto alla quinta edizione, consolida l’offerta formativa e professionale presentando importanti novità 28

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competenze trasversali, accompagnare e facilitare l’inserimento in azienda, valorizzando l’esperienza in azienda e il ruolo dell’azienda stessa nel promuovere l’apprendimento e lo sviluppo professionale degli allievi. Le cinque aree sono: Progettazione dell‘Innovazione e della Digitalizzazione delle Macchine Automatiche; Simulazione Avanzata, Virtual Commissioning e Model Based Design; Big Data Analytics per Servizi Innovativi (Efficienza e Manutenzione Predittiva); Internet of Things e Architetture di Rete;Tecnologie e principi di manifattura additiva. Il master durerà un anno e, oltre alle 400 ore di formazione in aula da svolgere in orario lavorativo, sono previsti due project work per un totale di 450 ore, effettuabili in azienda durante l’attività di stage, oppure indipendente da essa.

I master proposti sono prevalentemente in ambito tecnologico, ma contemplano anche competenze di management, sempre più richieste nella formazione trasversale dell’ingegnere a partire dal nuovo biennio 2016-2017. Tra gli organizzatori, Comau, che ha lanciato il Master nel 2012, sarà affiancata da Prima Industrie, impresa con radici piemontesi, ma affermata su scala internazionale, che opera nel settore delle macchine per la lavorazione della lamiera, delle sorgenti laser e dell’elettronica industriale. Il Master si configura come un percorso di formazione e lavoro che prevede l’assunzione immediata attraverso un contratto di alto apprendistato. Gli studenti, scelti tra i migliori laureati in Ingegneria provenienti da Università italiane ed estere, entrano così a far parte di una delle aziende partner fin dal primo giorno. Condotto totalmente in lingua inglese, il corso prevede per il primo anno 540 ore di lezione e, nel secondo anno, 660 ore dedicate alla realizzazione nell’azienda scelta di un project work. Le lezioni sono tenute da figure aziendali di Comau e Prima Industrie e da docenti del Politecnico di Torino. 

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FORMAZIONE E IMPRESA

Il caso Lamborghini e Ducati

Lamborghini e Ducati, per una formazione

DOC

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ella sede di Automobili Lamborghini a Sant’Agata Bolognese e in quella di Ducati a Borgo Panigale (BO), non si producono solo le auto e le moto sportive più ambite al mondo, ma si fa scuola, formando giovani tecnici pronti per essere inseriti nel mondo del lavoro con una formazione realmente specializzata, perché ‘costruita’ sul campo. Vale a dire che alla tradizionale formazione superiore erogata dalla scuola pubblica, si affianca una formazione in azienda che prepara i giovani per l’inserimento nel mondo del lavoro, divenendo immediatamente spendibile. Il prossimo settembre parte la seconda edizione del progetto Desi (Dual Education System Italy), che da quest’anno arricchisce stabilmente l’offerta formativa dell’ordinamento scolastico nel quadro dell’alternanza scuola-lavoro. Dopo il successo della prima edizione, l’Ufficio Scolastico Regionale, la Regione Emilia Romagna, Automobili Lamborghini e Ducati hanno firmato il protocollo che rinnova per altri tre anni (due corsi biennali di studio) il percorso formativo duale promosso dalle due aziende italiane del Gruppo Audi. Per ogni biennio, parteciperanno cinquanta studenti in continuità didattica, che divideranno il proprio tempo tra scuola e azienda. Una classe prenderà parte alle lezioni teoriche e pratiche in Automobili Lamborghini finalizzate alla specializzazione in Meccatronica per il settore auto, mentre l’altra seguirà un percorso formativo analogo in Ducati, per acquisire la specializzazione in Meccatronica per il settore moto e Operatore CNC. Le lezioni si tengono nei due Training Center inaugurati lo scorso anno presso la sede dell’azienda, mentre la formazione scolastica degli studenti verrà, curata dai due Istituti Superiori bolognesi, l’Aldini Valeriani e il Belluzzi Fioravanti. Regione Emilia Romagna erogherà borse di studio per i più meritevoli.

Dopo i due anni, i partecipanti riceveranno un diploma scolastico ufficiale e un attestato da Ducati o Lamborghini, oltre a un riconoscimento formale per la partecipazione al programma da parte dell’amministrazione regionale dell’Emilia-Romagna. “Il progetto Desi - ha commentato Umberto Tossini, direttore risorse umane di Automobili Lamborghini - fa parte di una strategia globale di Responsabilità Sociale di Impresa che Lamborghini porta avanti da alcuni anni. E’ basata su tre pilastri, economia, società e ambiente, e il tema della formazione professionale ne rappresenta un aspetto strategico. Desi, così come i nostri programmi di apprendistato e le relazioni che da anni coltiviamo con scuole e Università del territorio, mira ad elevare le competenze professionali dei giovani integrandoli fin da subito nell’organizzazione e nella cultura aziendale”. Lamborghini e Ducati sono due marchi forti che si distinguono per le alte prestazioni dei loro prodotti, per qualità e passione. Gli stessi valori vengono dimostrati dall’azienda quando forma quelli che saranno i team futuri, trasmettendo loro competenze e infondendo nei giovani l’aspirazione al successo. Oggi Lamborghini è sinonimo di altissima competenza tecnologica nella costruzione di motori dalle prestazioni straordinarie. Il design di ogni modello è sempre unico. Il linguaggio delle forme precorre i tempi, dettando tendenze di stile e, come l’intera auto, vanta un carattere visionario. Già al momento della sua ideazione, infatti, ogni nuova Lamborghini porta in sé il seme della leggenda e la determinazione a diventare una instant classic ricercatissima. L’unicità di queste automobili è data dal connubio tra la modernità spinta e la precisione delle tecniche produttive e degli impianti, da una parte, e la migliore artigianalità delle lavorazioni e delle finiture, dall’altra.

Con Desi la formazione scuola-lavoro funziona

La prima edizione del progetto Desi, nata nel 2014 da un’idea delle due aziende italiane del Gruppo Audi e finanziata dalla Fondazione Volkswagen, ha già coinvolto 40 studenti che quest’anno hanno dato l’esame di maturità, arrivando con successo alla conclusione del progetto. Desi è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione dipendenti Volkswagen, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Regione EmiliaRomagna. Le due aziende offrono ai giovani italiani, selezionati in base al merito e alle condizioni legate allo MECCANICA & AUTOMAZIONE | SPECIALE FORMAZIONE

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Con il progetto Desi ispirato al modello duale tedesco, basato sull’alternanza scuola-lavoro, in Emilia Romagna si formano tecnici meccatronici e operatori CNC di Nicoletta Buora


Il caso Lamborghini e Ducati La Lamborghini

Semplicemente mitica

Esclusiva, visionaria, innovativa e mitica, ma anche inconfondibilmente italiana: stiamo parlando di una Lamborghini. Nonostante la proprietà passata in mano tedesca, la sportiva per eccellenza è sempre costruita a Sant’Agata Bolognese, situata a circa 25 chilometri da Bologna, nel cuore della ‘Terra dei Motori’: in nessun’altra regione al mondo come l’Emilia-Romagna è così radicata la passione per i motori e, soprattutto, per quelli ad alte prestazioni. Praticamente nessun altro luogo ha dato vita a così tante leggende in un arco di

tempo così breve. Ferruccio Lamborghini acquistò qui un grande appezzamento di terreno nel 1963, anno di fondazione dell’azienda, e vi costruì una fabbrica modernissima per gli standard di allora. Dopo il passaggio della proprietà alla AUDI AG, gli impianti sono stati completamente rinnovati e ristrutturati al fine di sviluppare e produrre auto sportive all’avanguardia. Su due linee di produzione vengono prodotte oggi le serie Huracán e Aventador, cui si aggiungono in singole unità i motori e il cambio.

Oggi Lamborghini è sinonimo di altissima competenza tecnologica nella costruzione di motori dalle prestazioni straordinarie. Il design di ogni modello è sempre unico

educazione duale sono stati fissati nuovi standard in Italia creando varie prospettive per il futuro dei partecipanti. Il progetto Desi s’inserisce perfettamente anche nel Disegno di legge ‘La Buona Scuola’, che prevede che sia messa a sistema la didattica basata sull’alternanza scuola-lavoro, come accade per gli studenti del progetto Desi, rendendola obbligatoria a partire dalle classi terze degli istituti secondari di secondo grado, con almeno 400 ore nei tecnici e nei professionali e almeno 200 ore nei licei. A questo scopo sono stati stanziati 100 milioni di euro a regime s’incentiva la partecipazione delle aziende con alcune semplificazioni e la possibilità di stipulare contratti di apprendistato per lo svolgimento dell’alternanza. Prima della fase pratica, lo staff di progetto è stato coinvolto in un dettagliato programma preparatorio in Audi AG, così da ottenere un risultato armonizzato e bilanciato sulla pluriennale esperienza tedesca in materia compresi gli aspetti tecnici, didattici e pedagogici. 

stato sociale, la possibilità di fare un importante passo avanti nella loro duplice esperienza scolastica e formativa, che , dopo la prima fase didattica in istituto tecnico, li vede coinvolti nella sessione pratica presso i Training Center Lamborghini e Ducati. La collaborazione con i due istituti superiori Aldini Valeriani e Fioravanti Belluzzi di Bologna, ha dunque consentito alle due aziende di sviluppare un doppio percorso che ha unito unisca scuola e azienda. Il programma è rivolto a premiare giovani meritevoli con limitate possibilità di accesso all’istruzione superiore. Per Lamborghini formare significa acquisire un vantaggio competitivo, quale beneficio sia per il singolo sia per l’intera azienda e, con l’innovativo sistema di 32

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M&A SPECIALE FORMAZIONE

FORMAZIONE E IMPRESA


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Completamento della serie AHX: alla AHX640 si aggiunge oggi la nuova AHX440S, per macchine di piccole dimensioni. Eccezionale versatilità: gradi e rompitrucioli adatti ad acciaio, acciaio inossidabile, ghisa e materiali temprati. Inserto bilaterale eptagonale con 14 taglienti, che garantisce un risparmio economico. Spessore degli inserti aumentato, per un’elevata rigidità e affidabilità.

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in azienda

LA FORMAZIONE IN AZIENDA

Dürr

Il trasferimento delle

conoscenze

Dürr offre una formazione diversificata a livello globale e locale grazie al personale altamente qualificato. È la chiave del successo nei processi di applicazione. L’azienda costruttrice di macchinari e impianti trasmette la conoscenza professionale anche a docenti e studenti degli istituti tecnici di Marco Torre

D

ürr gestisce sei centri di formazione in diversi continenti. L’esperienza formativa per l’Europa è concentrata nel modernissimo centro di formazione attrezzato, presso la sede tedesca di BietigheimBissingen. “Personale di assistenza e manutenzione, operatori degli impianti, programmatori, manager e team di pianificazione, offrono una gamma differenziata di corsi. La nostra squadra di 15

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istruttori proviene da diverse specializzazioni. Essi mostrano ai partecipanti come gestire in modo professionale i robot più comuni, trasmettono la conoscenza della tecnologia di applicazione ed illustrano aspetti tecnici particolari, come ad es. la gestione e manutenzione elettrica degli impianti”, spiega il Dr. Hans Schumacher, responsabile della divisione Dürr: Application Technology. Con l’ausilio di esercitazioni pratiche in termini di manutenzione ordinaria, preventiva ma anche nella risoluzione dei problemi, viene approfondita la nuova conoscenza acquisita.


Scolari e studenti

Dürr mantiene uno stretto contatto con le scuole. Degne di nota sono le collaborazioni con le università, in particolare con il Politecnico di Milano, tramite l’associazione Poliefun e i relativi corsi specialistici, nonché i corsi presso gli istituti tecnici nel distretto di Stoccarda. Qui i tecnici alle prime armi e i loro docenti, sono formati sull’attuale tecnica di applicazione della vernice. Inoltre gli studenti interessati, nel contesto del progetto di lavoro possono approfondire in dettaglio ogni argomento.

Ampia gamma di argomenti

Oltre ai seminari specifici per i clienti, i cui contenuti ed orari sono focalizzati sulle loro esigenze, di recente Dürr offre anche formazioni di tipo “aperto”. Gli interessati possono iscriversi singolarmente. La formazione dei professionisti provenienti da diverse società e da diversi paesi, avviene in piccoli gruppi. Il ricco programma comprende ad esempio il corso base di programmazione Teach/EcoScreen 3D-OnSite, nonché la formazione sui processi di Sigillatura o sulla tecnologia di applicazione per la verniciatura in serie di automobili. Allo stesso tempo i partecipanti imparano a conoscere i diversi prodotti vernicianti, le tecniche di dosaggio e di applicazione appropriate. Sul sito web del Training Center Dürr sono presentati tutti i corsi con una descrizione del contenuto ed i relativi orari. Un semplice sistema a semaforo ne indica la disponibilità. La registrazione per tutti i corsi naturalmente è possibile online.

Trasferimento bilaterale della conoscenza

Per i corsi di formazione internazionali sull’applicazione, è disponibile un moderno centro attrezzato presso il Campus Dürr

Lo staff di docenti Dürr consente ai partecipanti dei corsi di formazione professionale, di familiarizzare con l’utilizzo dei robot più comuni

Formazioni in loco

In Italia il Gruppo Dürr è presente da diversi decenni ed attualmente impiega circa 260 dipendenti. Le aziende italiane rappresentano l’intera gamma di soluzioni e prodotti proposti dal gruppo: Olpidürr S.p.A. (Novegro di Segrate, MI) opera nei settori: impianti di verniciatura, sistemi di trattamento aria, tecnologie di efficienza energetica nonché lavaggio industriale; Verind S.p.A. (Rodano, MI) specializzata nell’applicazione delle vernici, manipolazione e trasferimento dei fluidi nonché nel trattamento delle acque primarie e reflue. Gli impianti dell’area montaggio ed i sistemi di trasporto sono invece di competenza di CPM S.p.A. (Beinasco, TO). Schenck Italia S.r.I. (Paderno Dugnano, MI) è responsabile della tecnologia di bilanciamento; infine HOMAG Italia (Giussano, MI) è specializzata nella realizzazione di macchinari per la lavorazione del legno. Nell’ambito dei progetti per nuovi impianti, ma anche per quelli di ammodernamento, i clienti italiani sono formati direttamente in loco sui loro impianti. Inoltre i dipendenti delle case automobilistiche, partecipano

Una caratteristica particolare è il trasferimento bilaterale delle conoscenze tra Dürr e i più grandi produttori di vernici al mondo. Da molti anni il personale esterno, i verniciatori e gli esperti del produttore di vernice, con i corsi speciali presso Dürr, apprendono come funziona la nebulizzazione della particella di vernice o come la variazione delle impostazioni dei parametri possa influenzare il risultato dell’applicazione. Per contro il produttore di vernici istruisce i Process Teacher Dürr sulle differenti tipologie di vernici e sulla qualità dei prodotti da applicare. I “Process Teacher sono responsabili della programmazione delle traiettorie dei robot nel reparto verniciatura del cliente”, spiega il Dr. José Gamero, Direttore del reparto di Formazione APT. “Essi non devono solo saper programmare ma anche conoscere molto bene la chi ca delle vernici ed il processo di verniciatura. Perché in definitiva devono controllare i robot in modo da garantire la qualità di verniciatura”. I tecnici di entrambe le aziende traggono vantaggio dalla collaborazione, perché imparano dagli esperti del relativo settore ed ampliano i propri orizzonti. 

Nel programma di formazione “aperto” dedicato alle tecnologie di applicazione, l’istruzione dei professionisti provenienti da diversi paesi avviene in piccoli gruppi

MECCANICA & AUTOMAZIONE | SPECIALE FORMAZIONE

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M&A SPECIALE FORMAZIONE

regolarmente ai corsi presso il Campus Dürr in Germania.


in azienda

LA FORMAZIONE IN AZIENDA

GF Machining Solutions

efficenza Precisione ed

svizzera

In GF Machining Solutions la formazione è organizzata seguendo un percorso articolato e completo. Risultati di eccellenza in ogni direzione e percorsi su misura per tutti di Paolo Beducci

L

a formazione sempre più è uno degli elementi fondanti del successo di una azienda. Di conseguenza la sua migliore realizzazione è punto nodale per chiunque desideri ottenere e mantenere successo sul mercato. Proprio per questo motivo, la gestione delle diverse aree formative di una azienda, deve essere il più possibile corale e ampia. Per il semplice fatto che quando si tratta questo argomento, ci si imbatte sempre in problematiche complesse e quindi non facili da affrontare. GF Machining Solutions sotto questo punto di vista è proprio un esempio di grande interesse. Ne abbiamo parlato con Andrea Fritzsch, Managing Director della filiale italiana.

Tre grandi aree

“Nel caso di GF Machining Solutions il lavoro che viene svolto in materia di formazione - ci spiega Andrea Fritzsch - è suddivisibile in tre macro aree: due rivolte verso l’esterno e una invece diretta ad alimentare e 36

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soddisfare le necessità interne. D’altra parte, non si può formare alcun cliente se non si è capaci di formare e di preparare le tue forze interne che dovranno trasferire la conoscenza nel migliore dei modi”. Sotto il profilo della formazione dei clienti, il primo elemento da tenere in considerazione è legato all’innovazione di prodotto. La regola generale è, infatti, che ogni macchina venduta, indipendentemente dal fatto che si tratti di un prodotto per elettroerosione, fresatura, laser o additive manufacturing, sia accompagnata da un pacchetto che metta l’utilizzatore nelle condizioni di muoversi nel modo migliore possibile e nei tempi più rapidi possibili. In questo caso si tratta di una formazione base che prevede due differenti tipologie di approccio: la prima che potremmo definire ‘standard’ è, come dicevamo, lo strumento per permettere all’utilizzatore di divenire operativo e autonomo. Qui il training è affidato a tecnici dedicati che da decenni si sono concentrati su questi aspetti. I temi previsti non sono esclusivamente legati alla tecnologia scelta e al macchinario utilizzato. Spesso si prevede anche la formazione sul campo di persone rispetto a una specifica lavorazione o


Formazione quasi tailored made

Il secondo livello prevede una formazione ad hoc. “Qui non vorrei dire che si tratta di una formazione strettamente su misura - prosegue Fritzsch - anche se per certi versi può assomigliarle molto essendo riferita a clienti differenti su tecnologie differenti, visto che siamo una delle poche aziende in grado di spaziare senza troppi limiti fra operatività che afferiscono a tecnologie molto diverse fra loro anche se tutte comunque potenzialmente complementari fra loro. Accanto al livello base che forniamo normalmente con le macchine vendute, stiamo prevedendo, quindi anche questo secondo step. Non è un caso che all’ interno della sede di Cusano Milanino, ci sia un Centro di Competenza dedicato al training e che sia in fase di ulteriore espansione”. A Cusano in effetti è prevista la possibilità di organizzare dei veri e propri gruppi di lavoro, per formare ulteriormente clienti provenienti da diverse esperienze ma con problematiche simili sotto il profilo operativo. In questo modo si riesce a garantire anche una adeguata formazione separatamente dall’acquisto della macchina. Questa tipologia di formazione, è a sua volta basata su diversi livelli che possono essere sia legati al puro utilizzo di una tipologia di prodotto, o avere carattere formativo in termini di competenza tecnologica e applicativa. In questo caso i tecnologi svolgono un compito di grande importanza, perché sono proprio loro ad avere il polso della situazione presso un cliente o una azienda e sono loro a intersecare le singole necessità dei clienti con le potenzialità dei prodotti e con la loro competenza;una scelta a nostro avviso molto importante, soprattutto in un segmento di mercato come quello presidiato da GF Machining Solutions, che è rivolto alla meccanica di altissima precisione e qualità. Unire pratica sul campo estremamente mirata alle necessità dei clienti con seminari più orizzontali - non a caso svolti spesso in centri tecnologici o negli stabilimenti produttivi del gruppo - è senza ombra di dubbio un modo significativo di procedere, per garantire il meglio ai clienti anche in termini di visione su come una determinata una tecnologia si stia evolvendo.

Formazione interna

In GF è anche su misura

Non basta trattare bene i clienti e formarli nel modo migliore, anche se è indispensabile; per poterlo fare è indispensabile saper formare al meglio i propri dipendenti. Non a caso la formazione è uno dei focus costanti: all’interno del Gruppo GF ci sono ambienti formativi a tutti i livelli, a partire dalle modalità operative condivise in modo che si possa parlare tutti la medesima lingua all’interno dell’azienda. Accanto alla formazione condivisa ci sono poi dei percorsi di training per divisione che ricoprono trasversalmente le differenti funzioni: quindi per ogni funzione ci sono più moduli annui da seguire per aggiornarsi tecnicamente e per mantenere l’allineamento sugli schemi organizzativi aziendali, a seconda del ruolo e della funzione. Infine sono previsti corsi ad personam che servono a sviluppare le competenze dei singoli in funzione della carriera aziendale e del loro potenziale.

Collaborare con scuola e università

Se questi sono esempi di formazione rivolti alla clientela e quindi indirizzati verso l’esterno, un altro modo di operare riguarda la formazione interna e la collaborazione con scuole e università. “Sotto questo punto di vista - spiega ancora Fritzsch la nostra operatività è piuttosto ampia e nel tempo sono

Andrea Fritzsch, Managing Director della filiale italiana

state sviluppate numerose opportunità e azioni. Se mi riferisco al territorio italiano, e quindi alla nostra filiale, abbiamo attive collaborazioni a ogni livello e accogliamo regolarmente stagisti con gradi differenti di interazione. Per le scuole di grado tecnico per esempio, siamo partecipi delle attività del mondo salesiano che, da sempre è per questo genere di formazione un elemento di spicco nel panorama nazionale. Se invece saliamo a livelli più elevati di istruzione, siamo in partnership sia con la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, sia con l’Università di Brescia”. È interessante notare che oltre agli aspetti strettamente tecnici e finalizzati alla formazione di personale aziendale, la collaborazione con istituti universitari prevede rapporti dedicati a questioni ancor più profonde quali ad esempio quella che appena sviluppata con il CSMT di Brescia e che è relativo alla struttura del supporto service in direzione sia del nostra efficienza sia verso l’implementazione di Industry 4.0. “Per noi è un aspetto molto importante perché ci permette di sviluppare delle vere e proprie eccellenze partendo da livelli formativi già elevati. Per GF incrementare la competitività del cliente è il punto nodale di tutto il business. Se i nostri clienti crescono sotto il profilo tecnico e competitivo, cresciamo con loro anche noi. È nostro interesse avere utilizzatori di alto livello che vedono in noi il partner tecnologico ideale”. 

M&A SPECIALE FORMAZIONE

applicazione, facendo incontrare le conoscenze del cliente con quelle di GF.


in azienda

LA FORMAZIONE IN AZIENDA

Hoffmann

Imparare

è un percorso integrato

La filiale italiana del gruppo tedesco Hoffmann è particolarmente attiva nella formazione, sia in aula sia in sale dedicate, sia infine attraverso corsi e seminari tenuti presso aziende. E spunta l’idea di una Accademia anche in Italia di Paolo Beducci

N

el nostro viaggio attraverso la formazione una delle conferme più significative viene da Hoffmann Italia , azienda che ha la sua sede italiana a Vigonza, nelle immediate vicinanze di Padova e che è attiva sotto l’aspetto della formazione ed ha ricevuto ulteriore linfa vitale da una nuova sede, raggiungendo un livello qualitativo, che poche altre realtà sono davvero in grado di garantire.

Corsi per ogni necessità

Il lavoro fatto dagli uomini Hoffmann in Italia è estremamente articolato e offre decine di giornate dedicate alla formazione della clientela, attraverso moduli per ogni forma di bisogno di apprendimento. In primo luogo c’è da dire che Hoffmann, proprio per la sua natura ibrida di azienda sia commerciale sia produttrice, si è scelta un ruolo cardine nel rapporto fra produttore e 38

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utente finale, anche per ciò che riguarda la formazione. “Questo - ci spiega Alessandro Gentili, Managing Director di Hoffmann Italia - da noi si traduce nella proposta di un piano formativo estremamente ampio e articolato. Anche perché la quantità di articoli e di tecnologie che andiamo a toccare è tale da rendere indispensabile fare le cose con ordine e precisione. Nella nuova sede in cui ci troviamo da pochissimo tempo, abbiamo già programmato un totale di 28 giornate formative dedicate a clienti. In effetti si tratta di un programma molto fluido che viene aggiornato day by day e che cresce con costanza”. Le aree in cui si sviluppa l’opera formativa di Hoffmann Italia coinvolgono le aree delle lavorazioni meccaniche, della metrologia, della lean production e delle “5 S”, della razionalizzazione ed efficientazione dei processi di acquisto. Quest’ultima area anche se può apparire un po’ atipica ha invece una notevole importanza nella filosofia di Hoffmann, visto che spesso il processo di acquisto è per le aziende una fase di grande costo.


L’area della asportazione truciolo è seguita in prima persona dall’Ing. Davide Osti, application engineer di Hoffman Italia. “Sotto l’aspetto meramente operativo - ci spiega Osti - i corsi suddivisi in diverse aree tematiche, sono del tutto gratuiti e sono rivolti a clienti attivi e potenziali. Per noi è importante mostrare e fare capire che dietro alla nostra organizzazione commerciale c’è molto di più di quanto si possa solo immaginare. Anche perché, non dobbiamo dimenticare che una parte non proprio secondaria della nostra attività, si basa su prodotti sviluppati direttamente da noi. Quindi la conoscenza degli strumenti di lavoro per noi non è solo teorica, ma anche estremamente pratica”. Nel caso della asportazione truciolo, la formazione è suddivisa in due grandi famiglie: fresatura e foratura da una parte, tornitura dall’altra. A loro volta ciascuna delle due macro aree in quesitone può essere affrontata ad almeno due livelli. Un corso base e uno avanzato. L’aspetto interessante è che i singoli corsi non sono strettamente dedicati alle tematiche dell’utensile, ma ad un approccio più moderno ed efficiente al sistema produttivo. Non è quindi un caso se nel corso di fresatura e foratura ci si trovi davanti a parti di corso dedicate al serraggio utensile o al posizionamento e serraggio corretto del pezzo in macchina. “Si tratta - prosegue Osti - di attività legate alla qualità del prodotto finito e alla efficienza del sistema, quindi sono parte integrante del nostro know how da trasmettere. Spesso ci dicono che i corsi base sono molto più avanzati e completi di quanto si possa immaginare. In effetti per noi un corso base, che come tutti i nostri corsi prevede sia la teoria sia la pratica, è comunque dedicato a chi si presuppone operi già in un ambiente di lavoro e quindi ci concentriamo sì a un ripasso delle nozioni di base ma anche ad argomenti decisamente più tecnici e utili. Tenga poi presente che sia il sottoscritto che gli altri docenti sono tutti certificati per l’insegnamento e quindi gli attestati che rilasciamo, hanno valore anche sotto il profilo dei costi aziendali sostenuti”.

Oltre la formazione c’è la sinergia

L’offerta formativa nei corsi avanzati è ancora più elevata e si spinge anche verso l’analisi dei costi e altre particolarità tecnologiche che difficilmente si ritrovano in altre realtà. “Il nostro punto di arrivo - ci spiega il Dr. Gentili - è molto simile a quello che già viene fatto dalla casa madre in Germania, dove i corsi sono ancora più numerosi, approfonditi e si è riusciti creare una vera e propria accademia aziendale. Questo significa poter disporre di più fondi da utilizzare per la formazione e quindi migliorarne ulteriormente la quantità e la qualità, pur mantenendo

M&A SPECIALE FORMAZIONE

I corsi per la meccanica

Efficienza produttiva

Obiettivo lean e 5S

Probabilmente per molti non si tratta necessariamente di un argomento nodale rispetto ala qualità del prodotto e all’efficienza aziendale. Per Hoffmann invece la semina nel mondo della lean manufacturing e nel mondo delle 5 S (Seiri = separare, Seiton = riordinare, Seiso = pulire, Seiketsu = sistematizzare o standardizzare, Shitsuke = diffondere o sostenere) è centrale rispetto alla scelta aziendale dei corsi, perché l’offerta di Hoffmann prevede anche la presenza a catalogo di una serie di strumenti di arredamento per officine che hanno proprio lo scopo di facilitare questo approccio. Da qui la scelta di impegnarsi in un’area che molti pensano possa essere appresa anche attraverso canali differenti. La decisione è invece legata proprio al desiderio di spiegare come tutti gli aspetti legati alla formazione possano assieme contribuire all’efficienza e al miglioramento produttivo delle nostre aziende. Con conseguenti risparmi sui costi e riduzioni degli sprechi.

tutto assolutamente gratuito per i partecipanti. D’altra parte i corsi riscuotono interesse e successo, e sarebbe sciocco non aspirare a fare ancora di più. Faccio un esempio sui corsi di fresatura e foratura: avviati a marzo a giugno erano stati frequentati da oltre 120 persone. Per tenere il passo della domanda, abbiamo dovuto moltiplicare per quattro l’offerta! Abbiamo avuto richieste dalla Puglia, dalla Basilicata, segno che c’è fame di formazione, soprattutto quando è seria e ben fatta. Anche per questo motivo a volte siamo noi che ci spostiamo in aree più lontane per facilitare le persone a seguire i nostri corsi che, deve essere ricordato, sono sempre e assolutamente gratuiti. Anche quando, come inizia ad accadere con crescente frequenza, sono realizzati su esplicita richiesta di un utilizzatore”. Non deve quindi sorprendere se in Hoffmann si stia avviando l’organizzazione di corsi per gli studenti degli ultimi anni degli Istituti tecnici. Così da dare a loro la possibilità di avviare i cicli di formazione duale che sono previsti dalle attuali normative scolastiche. Si sta inoltre prendendo in seria considerazione anche l’opportunità di avviare una serie di seminari su specifici argomenti che sono comunque al centro dell’interesse della clientela: un esempio sono i materiali innovativi, dove troppo spesso gli utilizzatori si trovano a dover inventare nuovi percorsi. La scelta è perseguire la sinergia anche con costruttori di componenti, di macchine o di software, per fare in modo che i clienti possano realmente fare passi in avanti nella loro competitività e verso nuovi traguardi tecnologici.  MECCANICA & AUTOMAZIONE | SPECIALE FORMAZIONE

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in azienda

LA FORMAZIONE IN AZIENDA

Mitsubishi Electric

Dall’Italia in tutto

il Mediterraneo

(e oltre): un modo diverso di fare formazione

Il sistema formativo adottato da Mitsubishi Electric Factory Automation è senza dubbio innovativo e ben strutturato e sta dando ottimi risultati: grazie a una metodologia molto coinvolgente di formare e di trasmettere la conoscenza di Marco Torre

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uando si desidera avere una panoramica sull’area training di Mitsubishi Electric Factory Automation, la persona adatta è Gianluca Annunziata che di quest’area cruciale per la divisione Factory Automation è il Training Coodinator. La divisione Factory Automation della Filiale Italiana dall’aprile del 2013 è diventata ufficialmente responsabile del business per i Paesi della macro area South Hub Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Africa del Nord e occidentale e Medio Oriente. Questo comporta che ogni attività, come ad esempio la formazione, sviluppata per il mercato italiano in lingua italiana, sia poi replicata anche in inglese e francese per gli altri mercati.

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MECCANICA & AUTOMAZIONE | SPECIALE FORMAZIONE

“Grazie al completo portfolio prodotti di Mitsubishi Electric, - spiega Annunziata - siamo in grado di offrire una completa automazione di fabbrica, con soluzioni che vanno dal MES alla visualizzazione SCADA e HMI, passando per PLC, controlli numerici, motion control, inverter e servo, fino alla robotica. Da qui nasce la possibilità di offrire corsi personalizzati su specifiche applicazioni o esigenze del cliente. La Divisione FA inoltre negli ultimi anni ha ampliato il suo raggio d’azione anche all’automazione di processo e questo ha comportato un ampliamento della nostra offerta in materia di formazione. Non è quindi un caso che oggi il nostro calendario corsi sia denominato Factory & Process Automation”.

Il training pensando all’utilizzatore

La decisione presa anni fa di iniziare a occuparsi di


Scuola e formazione

“Sotto questo profilo - spiega ancora Annunziata - la nostra scelta è quella di mettere le persone nelle condizioni di muoversi nella direzione corretta e di accompagnarli nella conquista della totale autonomia, oltre tutto partendo dalla scelta di non avere docenti che fanno formazione, ma di avere a disposizione il proprio staff di Application Engineers, che partendo da casi realmente vissuti sul campo, fanno formazione ai clienti. Ci piace lavorare sui contenuti, quindi i nostri training non si basano sul manuale tecnico, ma su esempi specifici e la stessa regola vale per il materiale didattico”. Un altro aspetto che ci è piaciuto molto del modus operandi di Mitsubishi Electric sta proprio in come

Gianluca Annunziata è Training Coodinator, per la divisione Factory Automation di Mitsubishi Electric Factory

sono riusciti a sviluppare i rapporti con scuole di ogni ordine e grado in tutta Italia. Da una parte l’abitudine a trattare gli studenti come dei professionisti, dall’altra la disponibilità verso le istituzioni che si occupano di formazione a cedere prodotti utilizzati in demo room a prezzi particolarmente vantaggiosi affinché studenti e insegnanti possano operare su cose reali e non solo su idee e libri. “Il rapporto con le scuole - spiega ancora Annunziata - è fondamentale per creare le basi del futuro. Abbiamo sviluppato e stiamo sviluppando rapporti con diversi ITIS ed alcune Università italiane. Fra i tanti possiamo citare ad esempio la collaborazione con la facoltà di Ingegneria di Bari, dove ci è stato chiesto di realizzare un seminario mirato sulla robotica. Quindi non su un argomento specifico, ma una vera e propria introduzione alla meccatronica. I risultati raggiunti sono stati eccellenti ed abbiamo avuto un ottimo feedback dai partecipanti. Sta funzionando altrettanto bene anche il rapporto con gli ITS di Sesto San Giovanni e Bergamo che hanno apprezzato in modo particolare il nostro metodo formativo del tutto simile a quello offerto ai clienti: realizzando e lasciando materiale formativo e coinvolgendo i ragazzi in un percorso reale di formazione. Perché il vero valore aggiunto sta nel coinvolgimento dei ragazzi in qualcosa che riescano a vivere come reale e pratico. I ragazzi di questi istituti tecnici hanno avuto la possibilità di frequentare un corso di ben 40 ore sull’automazione e sulla robotica, corso che avrebbe fatto la felicità di qualsiasi nostro cliente. È chiaro che poi li conquisti: da una parte senti di avere risposte e dall’altra sei gratificato perché ti rendi conto che il tuo sforzo ha un senso compiuto”.

La formazione interna

In ambito di formazione interna effettuiamo regolari sessioni di approfondimento su nuove soluzioni, su nuovi prodotti o nuove funzionalità sia mediante corsi nella sede italiana, sia partecipando a specifiche giornate di formazione presso i centri di sviluppo in Giappone. Durante questi momenti formativi il nostro personale ha la possibilità di confrontarsi con i colleghi appartenenti ad altre nazioni allo scopo di scambiarsi non solo informazioni sui prodotti, ma anche esperienze e casi concreti, poi condivisi e contestualizzati una volta rientrati in sede. Presso la nostra sede italiana vengono inoltre organizzate periodiche riunioni su specifici temi applicativi in relazione alle opportunità di mercato e alle richieste che possono scaturire. Ciò consente ai nostri Application Engineers di studiare, realizzare e testare soluzioni di Automazione che vengono condivise all’interno dell’azienda.  MECCANICA & AUTOMAZIONE | SPECIALE FORMAZIONE

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M&A SPECIALE FORMAZIONE

formazione in maniera attiva da parte di Mitsubishi Electric Div. FA stata figlia della necessità di voler seguire sempre meglio e sempre più da vicino le necessità operative dei clienti. Da qui la nascita di un vero e proprio calendario corsi sviluppato sulle tre sedi principali di Agrate Brianza (MB), Torino e Padova. I corsi sono uguali in tutto e per tutto tranne che per la presenza della nuova demo & training room, inaugurata lo scorso 15 giugno, presso la sede di Agrate Brianza (MB e allestita con focus principale verso la formazione. Nelle altre sedi i corsi prevedono comunque l’utilizzo di demo kit che danno al cliente la possibilità di seguire un corso sia teorico che pratico. “Al momento di iniziare a sviluppare i nostri corsi - ci spiega GianLuca Annunziata - abbiamo valutato il posizionamento rispetto alla clientela che volevamo andare a seguire. Perché ci rivolgiamo generalmente a utilizzatori che non sono affatto digiuni in materia e che quindi necessitano di formazione di livello medio alto. Si tratta di persone e aziende che hanno dei tempi disponibili relativamente brevi e quindi cerchiamo di venire loro incontro organizzando corsi della durata di una giornata. Su prodotti più complessi prevediamo anche corsi di due giorni (base e avanzato) dando facoltà all’utilizzatore di scegliere se fermarsi dopo il primo livello, riprendere in un secondo tempo la parte più avanzata o fare tutto in una unica soluzione. Questo non toglie però che si possano organizzare anche corsi su più giorni per dare risposte a domande specifiche”. Una delle caratteristiche dei corsi di Mitsubishi Electric (sia nell’area Factory che nell’area Process) sta nel fatto di non considerare i partecipanti ai corsi come dei clienti, ma principalmente come delle persone che desiderano approcciare una filosofia operativa; la traduzione di questa scelta sta poi nei costi dei corsi che sono assolutamente abbordabili e nella impostazione che viene data.


in azienda

LA FORMAZIONE IN AZIENDA

Procam

Procam di Padova che in Italia distribuisce e assiste alcuni sistemi CAM di punta del gruppo Vero, nel corso degli anni ha strutturato un modo moderno ed efficiente di formare i propri clienti in modalità continuativa e quasi permanente di Paolo Beducci

Il sapere I

a portata di mouse

n un mondo in cui la formazione è elemento fondamentale sia per la conquista e il mantenimento della clientela, sia per ciò che riguarda la conoscenza e la conseguente competitività aziendale, Procam rappresenta un esempio interessante perché, pur non essendo una produttrice di software, è comunque una realtà che commercializza e personalizza i prodotti che ha in portafoglio, destinandoli e rendendoli perfettamente vestiti sulle necessità della clientela. Nel caso della società padovana, la formazione è il momento attraverso il quale il fornitore mette il cliente nelle condizioni migliori per poter sfruttare ogni piega nascosta della produttività e delle capacità tecnologiche dell’utilizzatore. “Per noi - spiega Alessandro Poggio che in Procam si occupa oggi di marketing e repetitive business 42

MECCANICA & AUTOMAZIONE | SPECIALE FORMAZIONE

- la parte di istruzione e formazione del personale e della clientela è il punto nodale della soddisfazione dei nostri clienti. Oltre, è superfluo ricordarlo, alla qualità dei prodotti che vendiamo. Per questo motivo e proprio perché siamo sempre più concentrati sull’aspetto ‘Customer Care’, da alcuni anni abbiamo deciso di dare vita a una area interna dedicata alla formazione che nel nostro caso si traduce in svariate iniziative. Spicca tra queste la realizzazione di una sala corsi attrezzata che fino ad oggi ha accolto circa 180 persone, provenienti da più di 100 aziende, spalmate in un calendario corsi di 60 giornate/anno. Volutamente non abbiamo realizzato una mega aula in cui ospitare molte decine di persone, ma abbiamo preferito darci una struttura che ci permettesse di seguire e realizzare sul serio, corsi utili alla crescita dei nostri clienti. Così la scelta è caduta su una classe in grado di seguire dodici persone e dotata di tutti


In aula come in produzione

“Nel nostro caso - prosegue Poggio - i computer, corredati da documentazione e materiale formativo, sono configurati in base agli ambienti di lavoro trattati durante i corsi, quindi la persona che sta facendo formazione ha davanti a se uno strumento del tutto coerente a ciò che utilizza in sede di produzione. Per garantire la massima efficienza ci siamo organizzati assegnando il compito dell’insegnamento avanzato a tecnici di grande esperienza e specializzati nei singoli argomenti, ciascuno interamente dedicato per alcuni giorni del mese all’aula formazione”. L’affluenza si è rivelata decisamente elevata anche grazie alla decisione di includere questo servizio esclusivo di formazione in aula nel costo di manutenzione del software.“Sotto questo profilo - prosegue Alessandro Poggio - il punto di svolta positivo è stato includere le giornate di formazione in aula nel costo del canone annuo di manutenzione e assistenza sottoscritto di consueto dai nostri clienti. D’altra parte l’utilizzo del CAM, come del resto di ogni software è incrementabile quasi all’infinito. È proprio vero che non si finisce mai di imparare anche solo per sfruttare al massimo le numerose novità che gli aggiornamenti software includono ogni anno. Quindi ottenere gratuitamente dei servizi aggiuntivi come la formazione tecnica, a corredo della classica offerta di aggiornamento ed assistenza è un grande vantaggio…e devo dire che le aziende italiane sotto questo punto di vista ci sentono molto bene. Oltre tutto la formazione che abbiamo inserito nel pacchetto prevede che se anche un operatore di CAM dovesse andare via, noi formeremo il suo sostituto. Come formeremo le persone in più che dovessero affiancare l’operatore nell’utilizzo del CAM anche in un secondo momento. Per noi è un lavoro che mira a fidelizzare il cliente sollevandolo dal pensiero dei costi per la formazione e facendogli sfruttare al massimo gli strumenti che proponiamo grazie ad una formula simile ad un ‘allinclusive’. Avere un budget già stabilito in fase di definizione del contratto annuale sapendo che non varierà durante l’anno, è un altro vantaggio per il cliente che non si troverà mai sorprese sgradite da dover gestire”.

Oltre l’aula

L’aula però non è il solo luogo di formazione della clientela Procam. Infatti, una volta terminata la fase di

apprendimento in aula, soprattutto se si tratta di un cliente nuovo e quindi non ancora esperto del prodotto, è prevista anche una fase di approfondimento e verifica sul campo, proprio per sviscerare ‘spalla a spalla’ con i tecnici Procam ogni specifica esigenza. “In questo modo - prosegue Poggio - i clienti possono usufruire di più corsi nella nostra aula durante l‘anno, rivolti non solo al singolo operatore specializzato, ma anche ad altre figure per una formazione di base. Una volta raggiunto un livello adeguato in aula, la parte formativa sul campo pur rimanendo centrale, risulterà meno impegnativa sotto il profilo del tempo e con ogni probabilità più dedicata. Non deve poi sottovalutare che in questo modo - è sempre Alessandro Poggio che spiega - se in aula le cose non sono chiare a sufficienza o si deve ripassare qualcosa, il cliente non deve più metter mano al portafoglio. Anche costi di centinaia di euro possono essere fastidiosi soprattutto se non programmati. Spesso capita che i clienti partecipano più volte allo stesso corso e a noi fa piacere perché sono loro stessi a confermarci che ogni volta tornano in azienda con più nozioni ed esperienza”! Questo tipo di servizio, che in Procam viene chiamato ‘Programma GOLD’ si traduce quindi in possibilità di formarsi senza limite. E piace, davvero! Un altro aspetto fondamentale nella formazione è inerente il personale interno all’azienda: la formazione dei tecnici destinati a loro volta a proporre e seguire la clientela nelle diverse fasi che portano all’istallazione e all’utilizzo del CAM.

Dieci anni di cambiamento costante

“Se dieci anni fa - spiega Alessandro Poggio - quando io sono arrivato in Procam, la nostra formazione tecnica era in gran parte basata sull’esperienza fatta sul campo affiancando i tecnici già affermati ed imparando man mano a crescere, riuscendo solo di rado a frequentare corsi presso la casa madre…oggi la strada è molto più completa ed articolata: mi riferisco ai tre ragazzi assunti nel 2015, per loro le cose sono state decisamente differenti. Uno dei primi passi per loro è stato quello di partecipare ad una serie di corsi base specifici presso la casa madre, non solo per approfondire la conoscenza sul prodotto, ma anche per vivere più da vicino l’appartenenza a un gruppo importante a livello internazionale. Inoltre l’arrivo della nuova sala di formazione ha permesso ai neo-assunti di sfruttare durante l’anno anche la nostra aula, approfondendo gli argomenti dove ritenessero di poter crescere ulteriormente. Ad esempio l’ultimo assunto ha iniziato proprio pochi giorni dopo l’ingresso in azienda seguendo un corso base insieme a clienti utilizzatori. Il tutto senza mai dimenticare che la parte pratica, quella fatta di Help-Desk e di installazioni sul campo assieme a tecnici più preparati ed i clienti, è comunque fondamentale per imparare a muoversi al meglio nel mondo in continua evoluzione delle tecnologie CAM.  MECCANICA & AUTOMAZIONE | SPECIALE FORMAZIONE

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gli strumenti necessari a trasmettere i ‘trucchi & consigli’ dei software che proponiamo. In occasione dei corsi di aggiornamento per l’uscita di una nuova release software, Procam organizza giornate dedicate alla formazione e test pratici in macchina grazie alla collaborazione di importanti partner sul territorio italiano, che mettono a disposizione dei clienti Edgecam le loro aule conferenza e sale prove con capienze fino a 100 persone.


in azienda

LA FORMAZIONE IN AZIENDA

Rettificatrici Ghiringhelli

Ghiringhelli di Luino è l’esempio perfetto che dimostra come anche in aree non centrali rispetto al cuore pulsante dell’industria, si possa fare formazione di livello elevato di Paolo Beducci

funziona alla grande In provincia,

S

e qualcuno pensa che la formazione sia figlia solo della grande impresa, qui prende una sonora lezione. Perché non siamo né nella grande impresa né nel centro di un’area industriale fatta di capannoni e ciminiere. Qui siamo sul Lago Maggiore, a Luino, in uno degli angoli più suggestivi del nostro Paese. Eppure Luino, nonostante sembri quasi defilata rispetto al mondo della produzione intensa e intensiva ha molto da dire in materia di formazione. Il merito, nel mondo dell’industria meccanica almeno, è in gran parte -se non tutto - di una società, Ghiringhelli, che qui ci è nata e ci sta da quasi un secolo. Anche se si tratta di un angolo verde e felice, no si 44

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deve comunque dimenticare che qui siamo in provincia di Varese che nel panorama nazionale, non solo è una delle province più giovani in Lombardia (è stata istituita nel 1927) ma con i suoi 800.000 abitanti è anche la sesta area italiana per produzione di PIL. La nostra chiacchierata in materia di formazione con Patrizia Ghiringhelli, joint AD dell’azienda di famiglia, proprio alla vigilia della cerimonia di premiazione degli studenti di scuole tecniche della provincia di Varese. “La formazione - ci spiega Patrizia Ghiringhelli per noi è solo uno degli aspetti della vita quotidiana dell’azienda. Anche se le nostre dimensioni sono tipicamente da PMI, devo dire che da sempre ci impegniamo e molto in questa direzione. Perché ci crediamo fortemente e non pensiamo che scuola e impresa


I ragazzi tedeschi, che sorpresa (per loro) Per Ghiringhelli la questione formativa è da sempre considerata molto importante e propri per questo motivo si sono impegnati anche con una scuola locale per inserirla nel progetto Erasmus e quindi facilitare uno scambio di studenti a livello europeo. Il risultato è che in Ghiringhelli sono arrivati due studenti tedeschi e come ci ha raccontato Patrizia Ghiringhelli: “una delle soddisfazioni principali per noi è stata vedere nei loro occhi il dispiacere nel lasciare l’Italia e il suo

stile di vita, e su questo non credo ci si debba sorprendere. Dove invece siamo stati particolarmente contenti è nell’apprezzamento verso il sistema aziendale italiano nonché verso il nostro sistema scolastico che, in un loro report finale, sono stati giudicati di livello non certo inferiore ai corrispondenti tedeschi”. Questo significa, aggiungiamo noi, che a volte, la vera differenza sta nel fatto che ogni tanto c’è qualcuno che pur non essendo sempre il migliore, sa gonfiare il petto più di altri...

possano essere considerati mondi diversi o peggio, paralleli. Cioè destinati a viaggiare su binari vicini ma mai destinati a intersecarsi. Scuola e impresa hanno lo stesso scopo, portare conoscenza e benessere. Progresso sociale se volgiamo usare un termine unico. Senza formazione l’industria non cresce e senza industria la formazione langue”.

Impegno profondo

La conferma di questo ragionamento iniziale arriva quasi subito, quando parlando di numeri in cui questa attività di collaborazione con le scuole si concretizza in Ghiringhelli ci sentiamo dire che durante l’anno il numero di studenti che passano è senza dubbio superiore al 20% della forza lavoro dell’azienda. Patrizia Ghiringhelli, “E non si tratta di studenti di scuole professionali joint AD dell’azienda o Istituti tecnici da noi accolti per rispettare le norme di famiglia dettate dal decreto sulla buona scuola - prosegue Ghiringhelli Scuola e impresa hanno - da noi i ragazzi sono seguiti lo stesso scopo: portare dal personale in modo serio conoscenza e benessere e stando molto attenti che la loro esperienza li possa aiutare a capire in che mondo si trovano e in quale realtà potrebbero in futuro lavorare. Per noi è un impegno a volte pesante, ma portarlo a termine è una cosa che riteniamo corretta e giusta e quindi lo facciamo. Ben felici di partecipare alla crescita del territorio in cui siamo e viviamo da sempre. Anche se devo dire che la generalizzazione della formazione duale ha fatto esplodere la richiesta di stage anche da parte di scuole in cui la formazione procede in modo differente. A volte diventa un problema nel nostro territorio, mi domando cosa possa accadere in aree in cui il livello di industrializzazione è basso se non nullo. Questo non deve però fare desistere, anzi. Si deve trovare il modo di registrare un po’ le cose, ci si arriverà”.

A completare l’impegno di Ghiringhelli nei riguardi della formazione c’è la partecipazione a diversi Comitati Tecnico Scientifici di Istituti e Licei in cui corpo docente e imprese del territorio si incontrano e cercano di mettere a punto percorsi formativi centrati sulle esigenze reali dell’area. Il meccanismo è quello di rendere le aziende parte propositiva del sistema dando indicazioni a docenti e presidi di cosa si potrebbe fare. Spetta poi a questi individuare le reali necessità cercando di trasformarle in opportunità formative da sviluppare con il mondo imprenditoriale.

Domanda complessa

Se sotto l’aspetto della formazione di giovani destinati a essere parte di aziende che operano sul settore, in Ghiringhelli l’attenzione è a dir poco elevatissima, sul piano della formazione realizzata verso i clienti le cose non sono considerate meno importanti. Infatti la tipologia della clientela di Ghiringhelli, aziende in tutto il mondo e spesse volte di dimensioni importanti hanno fatto sì che proprio l’area destinata alla formazione e all’istruzione dei clienti sia sempre più importante. E soprattutto la domanda è cambiata profondamente. Il turnover nelle aziende poi ha fatto sì che sempre più spesso il bagaglio di esperienza dei più giovani sia meno evidente di coloro che vengono sostituiti. “Non è quindi un caso - spiega ancora Patrizia Ghiringhelli - che sempre più spesso siamo chiamati a rispondere a una richiesta di formazione decisamente più complessa e sempre più spesso da realizzare presso il cliente. Questo accade coi clienti tedeschi ma anche con molte altre realtà, perché prosegue Patrizia Ghiringhelli - è difficile che da una scuola esca un giovane specializzato nell’utilizzo di macchine così particolari come le nostre. Quindi massima disponibilità e grande voglia di aiutare le aziende clienti a lavorare meglio. Perché se ci pensiamo bene, la formazione serve a tutti per vivere un futuro migliore”. 

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Progetto Erasmus


in azienda

LA FORMAZIONE IN AZIENDA

SORALUCE

Academy

Una

per formare al meglio

La formazione secondo SORALUCE si deve articolare su molti livelli differenti e convergenti. Tutti tesi a realizzare una vera e propria catena della qualità lungo tutta la filiera della macchina utensile di Paolo Beducci

S

enza conoscenza non c’è futuro. Questo in estrema sintesi il pensiero dei vertici di SORALUCE riguardo al mondo della formazione. L’azienda europea è da sempre un punto di riferimento nel campo scolastico e formativo nel proprio Paese. Basti pensare che il GRUPPO DANOBAT, cui SORALUCE appartiene, è fulcro di una serie di realtà formative che - possiamo dirlo senza tema di smentita - sarebbero un vero e proprio fiore all’occhiello per qualsiasi realtà operi in questo mondo. La conoscenza è la materia prima su cui si costruisce il futuro di SORALUCE. E per conoscenza non si intende solo quella interna, destinata a chi opera in azienda, ma anche alla condivisione che questa deve avere in ogni direzione: da una parte verso gli enti formativi, dall’altra verso la clientela, che è un elemento coagulante attorno alla comunità che si muove attorno alle macchine basche.

SORALUCE Academy

Imparare, confrontare, discutere, migliorare. Sono i pilastri su cui si poggia la nascita di SORALUCE Academy, vero e proprio punto d’incontro con i massimi esperti mondiali del mondo della macchina utensile. Una forma di collaborazione che ricade poi su tutto il 46

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mondo SORALUCE. Partendo dai clienti, coinvolgendo collaboratori, passando attraverso distributori, fornitori e personale. Ma cos’è esattamente l’Academy di SORALUCE? È il luogo di incontro fra utilizzatori ed esperti nelle singole materie applicative proprio per migliorare la propria competitività e individuare soluzioni e progetti che possano essere d’aiuto ai clienti, offrendo loro l’opportunità di accrescere le competenze, attraverso un fitto programma di seminari, workshop e masterclass. Ciascuno specifico per ogni singolo campo applicativo e ciascuno corredato di un approccio pratico alle problematiche affrontate. Un programma ambizioso ma realizzato senza ansie grazie all’impegno e alla capacità organizzativa del management basco che si è dotato di infrastrutture ed equipe di esperti indispensabili a offrire un servizio di alto livello. Proprio per dare maggiore efficacia alla propria Academy, SORALUCE ha deciso di distribuire le risorse su due aree principali: da una parte la sede storica dell’azienda a Bergara, dall’altra il centro d’eccellenza di Limburg in Germania di cui abbiamo parlato nei mesi scorsi anche su queste pagine. Se la sede aziendale è logico sia un po’ il fulcro della Academy, stupisce come invece anche nel centro di Limburg, tutti gli aspetti formativi siano affrontati con molta serietà e profondità: sale per seminari, laboratori per collaudo delle teste, un dipartimento interamente dedicato a ricerca sviluppo e innovazione, un centro di


Due piani formativi per i tecnici

Inoltre la omogeneità dei corsi e degli aggiornamenti è assoluta a livello globale. Questo permette di avere sempre una comunità di utilizzatori con livelli di conoscenza adeguati e quindi in grado di dialogare fra loro partendo da informazioni equivalenti. Una scelta mirata verso l’alto visto che già dal 1998 si è iniziato a lavorare in questa direzione intervenendo sui propri tecnici, istruendoli al fine di poter offrire ai clienti sempre il migliore servizio, la migliore qualità, fornendo la stessa formazione all’utente a livello di funzionalità, di sicurezza e di servizio in tutto il mondo. Punto di partenza è un doppio piano di lavoro a livello globale. In una prima fase, si procede a una formazione individuale dedicata a ciascun tecnico che avrà il compito di interfacciarsi con la rete di servizio. Si tratta di un

percorso formativo totalmente personalizzato secondo il profilo di ciascuna persona. Partendo in primo luogo dalle singole esperienze e capacità tecniche. In base a una matrice di competenze la formazione di ciascun tecnico si articola in diverse sezioni che comprendono le competenze generali, i moduli di montaggio meccanico, l’installazione e messa in opera della macchina utensile, renderla operativa a livello di automazione, messa a punto delle teste, integrazione di accessori, prove generali, gestione e funzionalità della macchina e infine addestramento cliente. Inoltre, prima di rendere operativo un tecnico, tutte le competenze indicate, vengono verificate e testate e dove necessario, si stabilisce un piano di azione e di rafforzamento delle conoscenze. Solo alla fine di questo doppio percorso, viene rilasciato il Diploma di Tecnico di SORALUCE.

La formazione avanzata

Un aspetto che non deve essere e che non viene mai preso sottogamba è la formazione Senza conoscenza non avanzata su particolari innovazioni tecnologiche c’è futuro. SORALUCE tipiche e specifiche del è da sempre un punto prodotto SORALUCE. Un esempio viene dai di riferimento nel campo seminari sul sistema DAS scolastico e formativo (Dynamic Active Stabiliser) che ha la capacità di aumentare la rigidità della macchina incrementando la sua produttività. Ma seminari e corsi sono previsti e realizzati anche in un apposito programma di formazione per gli operatori, i programmatori e i tecnici presso ciascun cliente. Formazione questa che viene impartita sia presso SORALUCE, sia durante l’installazione della macchina nell’azienda cliente, in modo personalizzato, e adattandosi alle caratteristiche di ciascun progetto/macchina. Oltretutto il cliente può accedere a un programma di assistenza nella produzione, che da un supporto tecnologico quotidiano. Il team di ingegneri più esperti valuta i processi di produzione e di lavorazione e propone delle soluzioni ai fini della ottimizzazione di questi ultimi (riduzione dei tempi di lavorazione, introduzione di nuovi strumenti, ecc.), aumentando i livelli di redditività, produttività e competitività dei clienti attraverso le tecnologie più all’avanguardia.  MECCANICA & AUTOMAZIONE | SPECIALE FORMAZIONE

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ricerca specializzato nelle macchine utensili, nonché apparecchiature di collaudo: sono il biglietto da visita migliore che si possa immaginare di trovare e di avere a disposizione. Uno dei piccoli segreti di SORALUCE in materia, sta proprio nella organizzazione annuale delle tematiche da affrontare giorno dopo giorno in ambito formativo. Ed è una abitudine che si avvicina oramai ai vent’anni di esistenza, visto che nasce nel lontano 1998 con la formazione dei tecnici. Il programma annuale ha il compito di guidare i partecipanti nello sviluppo dei livelli più elevati di conoscenza e a utilizzare le attrezzature (macchine, strumenti, processi) che permettono ai clienti di conoscere la reale produttività dei propri prodotti, il modo di implementare soluzioni di lavorazione con sviluppi tecnologici. Un sistema che ha il duplice pregio di unire la crescita qualitativa dei processi degli utilizzatori e delle loro conoscenze facendo in modo che al tempo stesso crescano le relazioni non solo fra SORALUCE e i propri clienti, ma anche fra cliente e cliente. Insomma il modo per creare una vera e propria comunità di esperti che operano tutti andando nella medesima direzione.


in azienda

LA FORMAZIONE IN AZIENDA

Walter

Imparare

sperimentando

La formazione secondo la tedesca Walter è una cosa seria cui dedicare risorse ed energie. E così è. Per rendersene conto basta conoscere le loro molteplici attività in materia di Marco Torre

C

i sono molti modi per trasmettere la conoscenza. Sicuramente uno dei migliori, forse il migliore in assoluto è trovare il modo di unire l’insegnamento teorico con la parte pratica. Perché se da una parte la conoscenza di carattere teorico è fondamentale per costruire le fondamenta su cui poi andare a impiantare l’esperienza e quindi ottenerne il risultato finale, dall’altra è anche vero che se ci si limita a grandi quantità di formazione teorica, poi il problema non cambia in modo sostanziale. Avere dei grandi conoscitori di teorie e formule che, messi alla prova pratica, rischieranno di incontrare mole più difficoltà di quante sia necessario dovere affrontare.

Una base su cui costruire

Di questa semplice equazione formativa che comunque ha solide radici e altrettanto solide applicazioni in quella che viene chiamata ormai da decenni formazione duale, alla Walter sono fervidi sostenitori. Non a caso il loro piano formativo è organizzato a livello internazionale, 48

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ma su base operativa locale, seguendo criteri messi a punto nel corso degli anni con l’Academy di Tuebingen, il reparto che nella multinazionale degli utensili si occupa esclusivamente di formazione. Tutto questo nasce dalla convinzione che per utilizzare al meglio strumenti importanti come gli utensili di alta qualità, sia necessario disporre di conoscenze tecnologiche e operative decisamente elevate. In caso contrario il rischio è di vedere vanificata buona parte dei vantaggi che da utensili di caratura superiore possono e devono derivare. Per questo motivo i corsi organizzati da Walter non sono aperti a tutti indiscriminatamente, ma è richiesto un minimo di competenze tecnologiche nel settore meccanico. I corsi quindi sono particolarmente indicati per chi vuole imparare partendo da una base consolidata o a chi desidera incrementare e approfondire le proprie conoscenze nel mondo delle lavorazioni meccaniche. Non è quindi un caso che ogni corso preveda degli step ben definiti e un attestato rilasciato a compimento del percorso previsto. Tutto questo ha un nome molto semplice e chiaro: Engineering Kompentenz.


L’organizzazione pratica

Ciascun periodo formativo è suddiviso sostanzialmente in due macro aree: una legata alla formazione teorica appresa nella fase di insegnamento in aula e una di messa in pratica delle conoscenze acquisite. La parte teorica nel caso di Walter Italia può avvalersi di un Technology Center che ha proprio lo scopo di dare corpo al concetto che guida tutta la formazione di Walter. In Italia come nel resto del mondo: imparare sperimentando. Chi, nonostante queste premesse possa pensare che ci si trovi davanti a una delle migliaia di famiglie di corsi di formazione fini a sé stessi, rimarrà piuttosto deluso. In primo luogo perché qui si fa sul serio, in seconda istanza perché anche il livello delle attrezzature utilizzate è da serie A. Quindi nel Technology Center non troverete utensili un po’ affaticati, non più perfetti o non di ultima generazione. Nell’area dello sviluppo delle competenze pratiche ai corsisti sono messi a disposizione i medesimi strumenti che le aziende possono utilizzare nella loro vita quotidiana. Non è raro infatti che i corsi siano proprio gli strumenti per informare e formare personale già specializzato su nuove tecnologie, nuove operatività. Le stesse che le aziende non sempre recepiscono con facilità. Insomma i corsi e il Technology Center sono visti come strumento di crescita di operatori già formati e già evoluti sotto l’aspetto delle conoscenze tecnologiche. Non è quindi un caso che durante i training vengono impiegati gli utensili Walter di ultima generazione e vengono utilizzati il catalogo Walter e il Walter GPS per identificare le soluzioni ottimali per le lavorazioni specifiche di ogni corso e i più moderni supporti audiovisivi.

Programmi serrati e livelli differenziati

A nessuno piace perdere tempo, soprattutto se questo tempo viene sottratto alla produzione e quindi alla competitività della propria azienda. Quindi è fondamentale individuare in prima battuta quale tipo id preparazione si ha e dove si vuole arrivare. Un discorso che vale non solo per i clienti e gli utilizzatori dei prodotti Walter

Anche le scuole sono importanti

se da una parte è importante e fondamentale preparare chi lavora oggi in azienda e decide l’operatività delle macchine utensili i cui dispone, dall’altra non è meno importante la possibilità che Walter offre agli studenti di diverso grado di istruzione di formarsi già in periodo scolastico. Un esempio basato sulla stra citata formazione duale che si è rivelata una delle armi vincenti di altri sistemi scolastici. Tedesco in primis. Qui nel corso degli anni sono stati messi in opera numerose forme di collaborazione che poi sono andate affinandosi e indirizzandosi verso le strutture ritenute più ricettive e attente alle problematiche del mondo della meccanica. Ad esempio è il caso di un Istituto tecnico noto a livello nazionale proprio per la sua capacità di attrarre studenti e aziende d’eccellenza per formare i tecnici di domani. Ci riferiamo ad esempio al Primo Levi di Vignola (MO) che rappresenta un fiore all’occhiello anche nell’Emilia della meccanica dove le eccellenze non mancano. Il Primo Levi infatti non solo è una scuola di istruzione superiore intesa in senso lato, ma un liceo scientifico delle scienze applicate, un istituto tecnico tecnologico e una scuola professionale dedicata alla manutenzione. Questo solo per ciò che concerne l’ambito meccanico.  MECCANICA & AUTOMAZIONE | SPECIALE FORMAZIONE

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ma anche per il personale interno che è sottoposto a formazione continua per poter garantire alla clientela il miglior approccio possibile a qualsiasi problema di carattere applicativo. Il piano di formazione per il personale è stato via via affinato mettendo a disposizione strumenti utili e fruibili on demand quali ad esempio Webinar allocati e diffusi su piattaforma internet e molto utilizzati nelle fasi di introduzione a nuovi processi e nuove tecnologie quando la prova pratica che generalmente si svolge nel Technology Center non sia indispensabile. Un’altra strada è la formazione classica con il ricorso all’interno del Technology Center di demo che aiutino a integrare ciò che si sta imparando e quindi rendendo il tutto più facile e gestibile. Uno degli aspetti a cui è stata data molta importanza è evitare miscugli inutili. Quindi il Piano formativo di Walter prevede corsi di vario genere e livello che partono dalla metallurgia e si sviluppano lungo le differenti aree operative quali tornitura, fresatura, foratura e maschiatura. A questi si devono poi aggiungere i corsi specifici o se preferite ‘on demand’ che possono essere realizzati direttamente presso aziende utilizzatrici. È da notare come proprio questa forma di domiciliazione delle conoscenze si stia rapidamente sviluppando. A nostro parere i motivi di questo successo sono da individuare nella maggior specificità delle informazioni trasmissibili e nella miglior gestibilità di un corso seguito direttamente in azienda. D’altra parte questa è una necessità che deve sposarsi con la richiesta in costante crescita di formazione da parte delle aziende del settore. Da qui la domanda ci corsi ‘su misura’ per rispondere al meglio alle esigenze formative per i propri operatori che operano in vari settori produttivi.


F

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È la passione per i motori che ci ha fatto diventare grandi. In oltre sessant’anni ne abbiamo fatta di strada. Raggiungendo sempre nuovi traguardi nel mondo del lavaggio, della verniciatura e dell’impregnazione. Una vocazione per l’innovazione che ci ha guidato verso un risultato straordinario: diventare partner delle più importanti case automobilistiche. Per noi, un riconoscimento alla nostra capacità di offrire soluzioni su misura e rispondere in tempi rapidi alle continue accelerazioni del settore. Per i clienti, la sicurezza di ottenere con i nostri impianti le migliori performance su ogni superficie. Su ogni prodotto. In tutto il mondo.

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