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ISSN: 2038-0895

www.casaeclima.com

BIMESTRALE

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

N. 70 · Anno XII · novembre/dicembre 2017

Organo ufficiale

RIQUALIFICAZIONE TRASPARENTE PER AMAZON

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

EDIFICI SALUBRITÀ AL CENTRO CITTA’ SOSTENIBILI WATER SQUARE PER EVITARE RISCHIO INONDAZIONI CONCORSO INTERNAZIONALE SOLUZIONI PER LIMITARE IL RISCALDAMENTO GLOBALE RICERCA NOVITÀ PER LE COSTRUZIONI ERMETICHE

DENTRO L’OBIETTIVO Una moderna smart factory

RICERCA

Passato, presente e futuro degli impianti nelle case italiane


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L’ACQUA È FONTE DI VITA. Basta questa ragione per fare dell’acqua sanitaria la nostra più grande priorità. L’acqua è il bene più prezioso sulla Terra. Ecco perché Viega accetta la propria responsabilità di leader del mercato ponendo l’igiene dell’acqua sanitaria al centro dei suoi obiettivi, affrontando ogni giorno le sfide per migliorare i sistemi di installazione. Attraverso un programma di formazione di altissimo livello Viega favorisce uno scambio di conoscenze specialistiche, sia in termini normativi sia di tecnica d’installazione. Viega. Connected in quality.

viega.it/Chi-siamo


IN QUESTO NUMERO

n.70

4 NOVITÀ PRODOTTI

17 TECH EDIFICI E SALUTE

22 Salubrità al centro

Dopo essersi focalizzato esclusivamente sull’efficienza energetica, il green building sta iniziando a considerare l’importanza della salubrità

50 Una moderna smart factory

Per una completa building automation con una reattività “real-time”sono state previste elaborazioni locali delle informazioni in transito (intelligenza distribuita) e una tecnologia derivata dall’automotive

di Erika Seghetti

di Silvia Martellosio

CITTA’ SOSTENIBILI

26 Water Square per evitare il rischio inondazioni All’apparenza semplici spazi pubblici, le water square sono capaci di trasformarsi in bacini di stoccaggio

CONCORSO INTERNAZIONALE

58 Soluzioni per limitare il riscaldamento globale

Construction21 ha scelto COP23 per rivelare i vincitori internazionali dell’edizione 2017 dei suoi Green Solutions Awards. Nove i progetti premiati

di Vanessa Martina

di Silvia Martellosio

RICERCA CRESME ANGAISA

31 Passato, presente e futuro degli impianti nelle case italiane

Un’evoluzione dei modi di vivere e di abitare che segue un costante equilibrio tra estetica e innovazione per raccontare le invenzioni delle tecnologie e dei prodotti in quest’ultimo secolo

RICERCA

64 Novità per le costruzioni ermetiche

Quali sono i requisiti di ermeticità in Europa e i relativi incentivi per le costruzioni a basso consumo? di Valérie Leprince, Maria Kapsalaki e François Rémi Carrié

di Silvia Martellosio

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IL PARERE DI FINCO...

DENTRO L’OBIETTIVO

 iqualificazione e condivisione per il quartier R generale Amazon

68 GSE, sceriffo nel far west italiano delle rinnovabili Il Governo italiano ha modificato in corso d’opera, attraverso vari provvedimenti legislativi, la disciplina e ha lasciato “ampio spazio”interpretativo alla normativa in essere

L’obiettivo ha previsto la trasformazione di un edificio denso, buio e chiuso in se stesso in un moderno immobile aperto, trasparente, innovativo e performante al passo con le aspettative del 2020 di Silvia Martellosio

Organo ufficiale di:

Comitato consultivo Carla Tomasi (Finco) Angelo Artale (Finco) Giorgio Albonetti (Quine) Marco Zani (Quine) Comitato scientifico Daniela Aga Rossi (Aipe) Vincenzo Andreazza (Ipaf) Cesare Boffa (Fire) Sergio Fabio Brivio (Finco) Paolo Cannavò (Fecc) Riccardo Casini (Unicmi) Davide Castagnoli (Anacs) Innocenzo Cipolletta (Aifi) Daniela Dal Col (Anna) Gianluca Di Giovanni (Assofrigoristi) Francesco Fontana (Assingeo)

BIMESTRALE

Nicola Antonio Fornarelli (Acmi) Fabio Gasparini (Assites) Gabriella Gherardi (Aises) Donatella Guzzoni (Sismic) Iginio Lentini (Union) Giuseppe Lupi (Aipaa) Antonio Maisto (Assoverde) Adele Marelli (Anida) Luca Marzola (Zenital) Giannantonio Massarotti (Assobon) Carlo Miana (Assoroccia) Laura Michelini (Anfit) Fabio Montagnoli (Pile) Marco Patruno (Fisa) Dino Piacentini (Aniem) Massimo Poggio (Fias) Carmine Ricciolino (Aiz) Walter Righini (Fiper) Marcello Rossetti (Aicap) Angelo Sticchi Damiano (Aci) Bruno Ulivi (Ait) Johann Waldner (Lignius)

Fondata da Andrea Notarbartolo Direttore responsabile Marco Zani Redazione Alessandro Giraudi, Silvia Martellosio, Vanessa Martina, Eleonora Panzeri redazione.casaeclima@quine.it Grafica e Impaginazione Grupo Asís Hanno collaborato a questo numero François Rémi Carrié, Maria Kapsalaki, Valérie Leprince, Erika Seghetti Pubblicità Quine Srl 20141 Milano - Via G. Spadolini, 7 - Italy Tel. +39 02 864105 - Fax +39 02 70057190 - dircom@quine.it Traffico, Abbonamenti, Diffusione Rosaria Maiocchi Editore Quine srl - www.quine.it Presidente Giorgio Albonetti Amministratore Delegato Marco Zani Direzione, Redazione e Amministrazione 20141 Milano - Via G. Spadolini, 7 - Italy Tel. +39 02 864105 - Fax +39 02 70057190 e-mail: redazione@quine.it

Servizio abbonamenti Quine srl, 20141 Milano – Via G. Spadolini, 7 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 70057190 e-mail: abbonamenti@quine.it Gli abbonamenti decorrono dal primo fascicolo raggiungibile. Costo copia singola: euro 2,30 Stampa mccgraphics - Spagna Casa&Clima è stampata su carta certificata Chlorine Free Iscrizione al Tribunale di Milano N.170 del 7 marzo 2006.

© Quine srl - Milano Associato Aderente

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010 Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 12191 Responsabilità Tutto il materiale pubblicato dalla rivista (articoli e loro traduzioni, nonché immagini e illustrazioni) non può essere riprodotto da terzi senza espressa autorizzazione dell’Editore. Manoscritti, testi, foto e altri materiali inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. Tutti i marchi sono registrati. INFORMATIVA AI SENSI DEL D.LGS 196/2003 Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente ottenuti per poter e ettuare i servizi relativi a spedizioni, abbonamenti e similari, sono utilizzati secondo quanto previsto dal D.Legs.196/2003. Titolare del trattamento è Quine srl, via G. Spadolini 7, 20141 Milano (info@quine.it). Si comunica inoltre che i dati personali sono contenuti presso la nostra sede in apposita banca dati di cui è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Legs 196/2003.

In copertina: Servizio a pagina 42


NOVITÀ PRODOTTI

Termostato per il riscaldamento a pavimento Il nuovo termostato TECE, firmato dallo studio di design internazionale NOA, è stato sviluppato esclusivamente per la gamma di riscaldamento a pavimento TECEfloor. Si distingue per il suo design moderno, particolarmente elegante anche grazie al rivestimento in cristallo. Con un diametro di 105 mm, il termostato è un vero e proprio elemento indipendente. Le prese e i cavi sono completamente a scomparsa e, grazie alla sua versatilità, la sostituzione di eventuali sistemi precedenti è molto semplice e veloce. La dimensione ridotta e il look ricercato del nuovo termostato TECE aiutano a creare un ambiente armonioso in abbinamento ad altri prodotti dell’azienda rifiniti in cristallo, come il modulo WC multifunzione TECElux, le placche di azionamento TECEloop o le canaline a filo pavimento TECEdrainline. Il termostato completa il sistema di riscaldamento radiante TECEfloor che, attraverso un rilascio termico efficiente, consente di mantenere un profilo della temperatura ben equilibrato e un ottimo comfort risparmiando in termini di tempo, spazio e denaro. Il nuovo riscaldamento a pannelli radianti universale a secco TECEfloor è un sistema di distribuzione a bassa temperatura, realizzato grazie alla circolazione indotta dell’acqua in appositi tubi posizionati sotto pavimento, parete o soffitto. Questo sistema è indicato per impianti sia di riscaldamento che di raffrescamento. La bassa temperatura di alimentazione che viene utilizzata da TECEfloor permette di racchiudere più aspetti positivi all’interno di un solo sistema di riscaldamento e raffrescamento: alte rese, ai livelli delle caldaie a condensazione e delle pompe di calore, innovazione tecnologica al pari dei più recenti sistemi di teleriscaldamento e persino risparmio ed ecosensibilità caratteristiche tipiche dei pannelli solari e dei termocamini.

Gypso Pb-RX per ambienti sanitari e ospedali La gamma dei prodotti Gypsotech Fassa Bortolo si amplia con una soluzione specifica per il mondo della sanità: Gypso Pb-RX. Si tratta di una lastra speciale adatta ad essere utilizzata negli ambienti con presenza di impianti radiografici che richiedono una schermatura per proteggere operatori e utenti dagli effetti dell’esposizione ai raggi X. La lastra è utile a questo scopo, grazie alla sua struttura in cartongesso accoppiata con una lamina in piombo di spessore variabile in funzione dell’apparecchiatura utilizzata nell’ambiente da proteggere. Con questa nuova soluzione professionale, Gypsotech si conferma la gamma di soluzioni in cartongesso per un’edilizia moderna dove la ricerca e lo sviluppo e l’eccellenza del materiale “fanno la differenza”.

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n.70 www.casaeclima.com

Il sistema universale a secco consente la realizzazione dell’impianto di riscaldamento in soli 3 cm di spessore ed è studiato per essere subito pronto per la posa senza ulteriori tempi di attesa per l’asciugatura dei massetti, riducendo sia il rischio di umidità, muffa o danni al parquet sia i tempi di messa in opera; ciò lo rende ideale anche per le ristrutturazioni. Il pannello è inoltre progettato per essere combinato con i più diversi tipi di rivestimento per pavimenti. L’elevata conducibilità termica della lamiera in alluminio incollata sull’intera superficie in polistirene, assicura un rapido tempo di reazione e una distribuzione ottimale del calore.

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Questa casa ha qualcosa di più rispetto alle altre

Le finestre ricambiano l’aria restando chiuse. Con la tecnologia I-tec Ventilazione puoi arieggiare l’ambiente a finestra chiusa trattenendo il calore ed eliminando polvere, smog e CO2. Più benessere e risparmio energetico.

Le finestre filtrano la luce.

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Con la tecnologia I-tec Oscuramento, hai una veneziana integrata nel serramento azionabile anche a distanza, con telecomando o con l’app domotica SmartWindow. Il pannello fotovoltaico integrato fornisce energia per il movimento, eliminando i consumi elettrici.

Finestre così solo da Internorm. Internorm è l’unica azienda ad offrire su tutta la gamma la tecnologia Fix-O-Round, con vetro incollato al telaio su tutto il perimetro, per più stabilità, tenuta, isolamento. Solo Internorm offre su tutte le sue finestre vetri di sicurezza secondo normativa UNI 7697 antinfortunio e atti a ritardare l'intrusione, 3 guarnizioni di serie e i livelli più alti di risparmio energetico, in ogni materiale di costruzione, PVC, PVC/alluminio e legno/alluminio, ideali per ottenere la detrazione fiscale di legge. In più, solo Internorm ha un sistema di garanzie fino a 30 anni di funzionalità assicurata. Se vuoi sapere come valorizzare davvero la tua casa, visita finestreinternorm.it ed esprimi ogni tuo desiderio. Oppure cerca il Partner Internorm a te più vicino, il tuo consulente più qualificato.

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NOVITÀ PRODOTTI

Kit antigelo 10C Sta arrivando il freddo, ma con i cavi scaldanti si possono proteggere dal gelo tubazioni, rubinetti e vasi. Durante i mesi invernali, quando la temperatura si avvicina allo zero, spesso l’isolamento delle tubazioni non è sufficiente per evitare il congelamento dei fluidi. Fantini Cosmi ha la soluzione giusta: i cavi scaldanti, infatti, intervengono automaticamente riscaldando le tubazioni e prevenendo le rotture.

La protezione dal gelo K10C garantisce un’ottima protezione dal freddo invernale ed evita i possibili danni causati dalle basse temperature su tubazioni, valvole, rubinetti,contatori dell’acqua, abbeveratoi, vasi e piccoli serbatoi. Disponibile in diverse metrature, è costituito da un cavo scaldante a potenza costante da 10 W/m completo di termostato a contatto e di cavo d’alimentazione con spina Shuko. L’installazione è semplice, sicura e veloce, grazie alla presa elettrica e al termostato. K10C ha una potenza di soli 10W/m, che garantisce un notevole risparmio energetico, e il termostato si attiva solo quando la temperatura esterna si abbassa sotto ai 5°C. I cavi scaldanti sono la soluzione ideale per tantissimi impieghi, dai pluviali agli impianti di nebulizzazione, irrigazione e antincendio. Risultano particolarmente efficaci anche nella protezione di tetti, rampe stradali, parcheggi e marciapiedi.

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Panasonic Aquarea Point a supporto dei clienti L’efficienza delle pompe di calore aria-acqua Aquarea di Panasonic Air Conditioning è riconosciuta sul mercato e sempre di più si sta diffondendo l’installazione di tali soluzioni, in grado di riscaldare, raffrescare e produrre acqua calda sanitaria. L’esigenza di fornire al cliente una consulenza diretta ha portato allo sviluppo degli Aquarea Point, centri dove installatori specializzati nelle soluzioni per il riscaldamento/raffrescamento possono mostrare ai propri interlocutori tutte le caratteristiche e le potenzialità di una pompa di calore Aquarea.

VMC

Il monoblocco che fa respirare la tua casa

Emifer srl ha recentemente inaugurato a Voghera il primo Aquarea Point dove è presente uno showroom dedicato alle soluzioni Panasonic. Attualmente in Italia sono presenti altri quattro Aquarea Point, nelle province di Viterbo, Padova, Sassari e Bologna, e durante il 2018 è prevista l’apertura di nuovi centri. La gamma Aquarea H Generation si è dimostrata la più completa sul mercato, disponendo di modelli split e All in One che vanno da 3 a 9 kW di capacità, con l’aggiunta a giugno 2017 delle unità da 12 e 16 kW. Questo consente di rispondere adeguatamente alle diverse esigenze del consumatore che cerca efficienza e risparmio energetico, senza però rinunciare al design. La pompa di calore di Panasonic ha infatti recentemente vinto il “Good Design Award” in Giappone, grazie alla sua linea pulita, elegante e compatta, che ben si adatta ad ogni tipologia di arredamento. I sistemi Aquarea sono inoltre perfetti tanto per l’uso residenziale quanto per quello commerciale, e vantano una facilità di installazione senza pari, soddisfacendo gli operatori del settore, anche nelle successive fasi di controllo e manutenzione.

Aquarea H Generation e il controllo da remoto La soluzione per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria di Panasonic non solo assicura alte prestazioni in presenza di rigide temperature esterne (fino a -20°C), ma permette all’utente finale di gestire, anche a distanza, la propria pompa di calore. Si tratta del sistema opzionale Smart Cloud, il quale consente di agire da remoto, da qualunque device attraverso una rete Wi-Fi o LAN, su raffrescamento, riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, rendendo inoltre possibile il controllo del consumo energetico. Panasonic non si ferma però qui. Infatti nei prossimi mesi la linea Aquarea vedrà l’introduzione di ulteriori e importanti novità.

Il blocco finestra Roverplastik integra l’unità di Ventilazione Meccanica Controllata VMC, single room, in grado di garantire negli ambienti un ricambio continuo dell’aria, senza dover aprire le finestre. Una soluzione a basso impatto, adottabile facilmente anche in caso di ristrutturazione.

www.aircon.panasonic.eu

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NOVITÀ PRODOTTI

Da Eni finestre intelligenti con tecnologia LSC Presso il Centro di Innovazione Tecnologica Eni di San Donato Milanese (MI) è stato installato un prototipo di Smart Window (“finestra intelligente”), installabile su qualsiasi tipo di finestra senza necessità di sostituirla, che include la tecnologia LSC (Luminescent Solar Concentrator) per la cattura e la conversione dell’energia solare in elettricità. Frutto della Ricerca e Sviluppo del team di Eni, il sistema è caratterizzato da telai esterni contenenti pannelli delle dimensioni di 50 cm x 50 cm con speciali pigmenti luminescenti brevettati da Eni. I pigmenti, in questo caso, emettono luce gialla, ma la Ricerca Eni sta studiando anche lastre neutre. Sui bordi, dove la luce viene concentrata, sono posizionate delle celle solari che producono l’elettricità necessaria a movimentare le veneziane, che controllano l’ombreggiatura e quindi l’insolazione diretta di un ambiente. L’energia prodotta in eccesso viene invece immagazzinata in batterie che rendono disponibile l’elettricità per vari utilizzi: da stazioni meteo, a porte usb per la ricarica di telefoni cellulari. Le smart windows generano quotidianamente abbastanza energia da manovrare le veneziane e caricare 3 o 4 smartphone.

Valutazione sul campo Altra caratteristica delle smart windows è l’aspetto illuminotecnico e l’assenza di cablaggio nelle pareti dell’edificio, dal momento che ogni finestra è autosufficiente. Si tratta, dunque, di un’applicazione dell’energia solare nel campo della bioedilizia e dell’efficienza energetica degli edifici, ormai fortemente normata in Italia e in Europa in chiave di contenimento delle emissioni di gas climalteranti. La tecnologia, sviluppata e testata da Eni anche in collaborazione con il MIT di Boston, il Politecnico di Milano ed altre aziende specializzate nel campo dei materiali plastici, ha l’obiettivo di ridurre i costi energetici per il raffrescamento di edifici, con risparmi fino al 50% in aree ad elevata insolazione. La sperimentazione presso il Centro di Innovazione Tecnologica consentirà una valutazione “sul campo” delle potenzialità del prodotto, sia in versione retrofit che finestra tout court, su cui sono in corso trattative con aziende specializzate nel settore dei serramenti per uno sfruttamento commerciale.

Come funzionano gli LSC I concentratori solari luminescenti (LSC) non sono altro che lastre trasparenti e colorate in grado di assorbire una parte della luce solare per poi riemetterla ad una lunghezza d’onda maggiore. La radiazione è indirizzata come in una fibra ottica verso i bordi, rendendoli luminescenti. Qui piccole celle fotovoltaiche trasformano la radiazione ricevuta in energia elettrica.

Gli ambiti di applicazione La prima serra costruita interamente con pannelli LSC è stata presentata durante l’edizione 2016 di Maker Faire (Roma) ed è una delle applicazioni dell’innovativa tecnologia solare. Se usati come barriere antirumore, alla funzione di bonifica dall’inquinamento acustico, i pannelli LSC aggiungono anche quella di produrre energia.

www.eni.com

Cronotermostato per comfort notte e giorno IMIT Control System presenta Techno DUO, nuovo cronotermostato digitale in grado di garantire il massimo comfort nell’arco delle ventiquattro ore. Facile da installare e compatibile con la maggior parte delle caldaie in commercio, Techno DUO è semplice da programmare nella modalità Notte e Giorno. La pulsantiera permette di impostare con pochi gesti la funzione di riscaldamento, raffrescamento e la soglia antigelo mentre una ghiera a cavalieri meccanici seleziona gli orari di esercizio con intervalli di mezz’ora o di un’ora.

Display digitale Il cronotermostato è inoltre dotato di un ampio display digitale retroilluminato che oltre a indicare lo stato di carica delle batterie, mostra in modo chiaro tutti i parametri operativi quali ora o temperatura ambiente, modalità di funzionamento e icone di stato.

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NOVITÀ PRODOTTI

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Pompa di calore monoblocco aria-acqua per l’installazione da interno

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Interna 6Kw è la pompa di calore monoblocco aria-acqua progettata e prodotta da Thermics Energie per l’installazione da interno. Le sue caratteristiche la rendono particolarmente adatta per tutti i contesti in cui è importante non modificare l’impatto estetico dell’edificio, come palazzi storici o con vincoli architettonici, e per ambienti dove la disponibilità di spazi interni è ridotta. Interna 6Kw è infatti compatta e silenziosa, grazie al ventilatore centrifugo EC ad elevate prestazioni che garantisce livelli di rumorosità bassi. Interna 6Kw, che ha una classificazione di efficienza energetica in classe A++, è indicata anche per l’installazione in climi particolarmente rigidi, la sua temperatura minima di esercizio è infatti di -25°C, mentre la tecnologia dell’iniezione di vapore applicata al compressore permette di garantire temperature di mandata impianto anche superiori ai 50°C. Pensata per essere canalizzata verso l’esterno, Interna 6Kw è equipaggiata con compressore inverter di tipo Twin Rotary, valvola di espansione elettronica e pompa di circolazione impianto modulante. Interna 6Kw è inoltre estremamente robusta e resistente all’usura.

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Il calcestruzzo che resiste ai terremoti Un calcestruzzo ecosostenibile e resistente ai terremoti. L’innovazione arriva da un team di ricercatori dell’università canadese della Columbia Britannica, che a breve lo testerà per la prima volta nella riqualificazione antisismica di una scuola elementare di Vancouver.

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Edcc, fatto di fibre a base di polimeri e ceneri volanti Il materiale, chiamato Edcc, acronimo di Eco-friendly Ductile Cementitious Composite, è un mix di calce, acqua, sabbia e aggregati con fibre a base di polimeri, ceneri volanti e altri additivi industriali. Ed è stato progettato su scala molecolare per essere forte, malleabile e duttile, in modo molto simile all’acciaio, spiegano gli studiosi, secondo cui l’applicazione come rivestimento sulle superfici di edifici vulnerabili ne aumenta la resistenza ai terremoti.

Calcestruzzo che resiste ai terremoti di magnitudo 9.0 Il calcestruzzo è stato infatti testato simulando la magnitudo 9.0 del sisma che nel 2011 ha colpito la regione giapponese del Tohoku causando il disastro di Fukushima. “Abbiamo spruzzato una serie di muri con uno strato di Edcc di 10 millimetri, sufficiente a rinforzare la maggior parte delle pareti interne contro gli urti sismici”, spiegano i ricercatori. “In seguito li abbiamo sottoposti alle scosse del livello del sisma di Tohoku e ad altri tipi e intensità di terremoti, senza riuscire a romperli”. Basta uno strato sottile di 1 cm per riuscire a rinforzare una parete in modo consistente. Ma le applicazioni potrebbero andare aldilà del rinforzo delle pareti, utilizzandolo anche per la costruzione delle condutture, per le pavimentazioni industriali, per i marciapiedi e molto altro.

E’ anche eco-sostenibile Altra caratteristica interessante del calcestruzzo che resiste ai terremoti è la sostenibilità. Essendo fatto per il 70% di ceneri volanti, che sono un sottoprodotto industriale, si riesce di fatto a ridurre la produzione di cemento, che è altamente inquinante e al tempo stesso a ridurre l’impatto ambientale di questi scarti industriali riciclandoli per le costruzioni.

Sistemi


NOVITÀ PRODOTTI

Sistema integrato a R32 in grado di riscaldare, raffrescare e produrre ACS Daikin Italy presenta il nuovo HPU Hybrid + Multi a R32, l’unico sistema sul mercato completamente integrato che offre riscaldamento ibrido, raffrescamento ad aria ad espansione diretta e produzione di acqua calda sanitaria. La pompa di calore ibrida è ora collegabile alle unità esterne Multi della gamma Bluevolution. Il risultato è un sistema integrato che combina i vantaggi dell’unità ibrida idronica (per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria) con le unità interne della gamma Bluevolution al fine di garantire il massimo del comfort e dell’efficienza in ogni stagione. Il sistema comporta innumerevoli vantaggi per l’ambiente: è il primo sistema di riscaldamento ad acqua con il nuovo refrigerante ecologico R32, a basso impatto ambientale, che permette di riscaldare la casa utilizzando energia rinnovabile grazie alla pompa di calore ad alta efficienza. Inoltre, grazie al sistema di controllo elettronico brevettato, consente una gestione automatica e ottimale di tre differenti modalità di funzionamento: sola pompa di calore, solo caldaia o funzionamento ibrido. Il sistema può essere impostato per garantire un funzionamento più ecologico, che minimizza il consumo di energia primaria, oppure un funzionamento più economico, impostando il costo dell’energia elettrica e del gas che non si vuole superare. L’unità è in grado di scegliere la modalità di funzionamento ideale per rispettare tutti i parametri che sono stati impostati. L’unità ibrida è disponibile nelle versioni da 5 e 8 kW e, grazie alle dimensioni compatte, risulta ideale per sostituire rapidamente la vecchia caldaia senza nessuna perdita di spazio o nessun intervento invasivo di ristrutturazione.

Un’unica unità esterna L’intero sistema dispone di un’unica unità esterna per il raffrescamento e per il riscaldamento, garantendo una semplice installazione, il minimo ingombro e un ridotto impatto visivo all’esterno dell’abitazione. All’unità esterna è possibile collegare un’unità ibrida per il riscaldamento e fino a quattro unità interne per il condizionamento. Tutte le unità interne risultano indipendenti e controllabili anche separatamente.

Quando arriva l’inverno… In funzione della temperatura esterna, dei costi dell’energia e della richiesta di calore, Daikin HPU Hybrid attiva la pompa di calore o la caldaia o ancora entrambe le soluzioni con l’obiettivo di funzionare sempre nella modalità più economica possibile. Il risultato finale è un’efficienza maggiore del 35% rispetto ad una caldaia a condensazione anche in abbinamento ai radiatori esistenti. Se abbinato ad un sistema a pavimento il risultato è ancora migliore. Quando la pompa di calore è attiva in modalità riscaldamento, la caldaia può continuare a produrre acqua calda sanitaria, grazie alla caldaia istantanea da 33 kW della caldaia a condensazione inclusa nell’unità ibrida. Inoltre, grazie all’innovativo scambiatore in alluminio di quest’ultima, l’ACS viene prodotta risultando comunque fino al 20% più efficiente rispetto ad una caldaia a gas a condensazione tradizionale: l’acqua di rete viene scaldata direttamente nel corpo caldaia portando a condensazione i fumi di combustione.

Quando arriva l’estate… Un vantaggio aggiuntivo è la possibilità di avere – in un’unica soluzione – anche la climatizzazione estiva grazie alla gamma Bluevolution in grado di offrire il meglio in termini di comfort, efficienza energetica e design. In base alle esigenze e preferenze, è possibile scegliere tra le unità a parete Daikin Emura e FTXM-M oppure optare per una canalizzabile da controsoffitto FDXM-F3 per un comfort “invisibile”. I principali benefici della gamma Bluevolution sono: • un design d’eccellenza, con prodotti ideati affinché il climatizzatore risulti un elemento di design; • l’alta efficienza e i consumi ridotti; • il gas R32, il più efficiente ed ecocompatibile sul mercato, che comporta minori emissioni di CO2; • la massima silenziosità delle unità; • il sensore Intelligent Eye, che permette di controllare la presenza delle persone nella stanza e orientare il flusso d’aria per un comfort impareggiabile; • il controllo tramite l’app Online Controller.

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05 17 CNETO

ionale Centro Naz per l’Edilizia Ospedaliera e la Tecnica

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TECH

Produrre acqua potabile grazie ai pannelli solari I pannelli Zero Mass Water sfruttano il vapore acqueo presente nell’atmosfera per produrre sia acqua potabile che energia

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uce solare + Aria = Acqua. È questa l’equazione che sta alla base dell’innovativo idropannello sviluppato dalla startup statunitense Zero Mass Water, con sede in Arizona. I pannelli SOURCE catturano il vapore acqueo presente nell’aria e lo trasformano in liquido. All’apparenza somiglia ai classici pannelli fotovoltaici ma, invece di produrre solo elettricità, genera acqua potabile con un potenziale di assorbimento - per ciascun pannello - fino a 10 litri di acqua al giorno.

Come funziona? Ogni sistema SOURCE è costituito da un pannello solare standard affiancato da due idropannelli in grado, uno di generare calore e l’altro di assorbire l’umidità dall’aria. L’energia prodotta dal pannello solare viene utilizzata per far evaporare l’acqua, eliminare le sostanze inquinanti e riportarla allo stato liquido. L’acqua così ottenuta viene quindi filtrata attraverso diversi strati di minerali tra cui calcio e magnesio per renderla potabile e condensata in un serbatoio di bordo da 30 litri. Il deflusso del dispositivo può essere così collegato direttamente al rubinetto all’interno dell’edificio per facilitarne l’uso.

Installazione anche nelle zone aride La quantità di umidità presente nell’atmosfera e l’energia solare disponibili influenzano il suo funzionamento e la resa stessa del sistema. Tuttavia, con Zero Mass Water anche le regioni a bassa

umidità e quelle aride possono effettivamente beneficiare di questa tecnologia. L’amministratore delegato della compagnia, Cody Friesen, ha citato come esempio il sistema installato in cima al suo quartier generale. “Il nostro assortimento nel quartier generale di Zero Mass Water a Scottsdale, in Arizona, produce acqua per tutto l’anno nonostante la bassa umidità relativa. L’area di Phoenix-Metro può scendere al di sotto del 5% di umidità relativa in estate, e SOURCE produce ancora acqua in queste condizioni incredibilmente secche “.

Il ritorno dell’investimento Al momento, il sistema a due pannelli costa 4.000 dollari, più l’installazione. L’intero sistema è stato progettato per durare 10 anni per un investimento medio giornaliero di 1,23 dollari che, quantificato in investimento per litro d’acqua prodotto, si traduce in una cifra tra gli 0,12 e gli 0,30 dollari al giorno.

Acqua potabile per i Paesi con ridotte risorse idriche Per il momento questa tecnologia è stata installata soprattutto nelle zone più remote del mondo, dove trovare acqua potabile è un’impresa ardua. Questi pannelli non saranno la soluzione definitiva ai problemi relativi alla disponibilità di acqua potabile, ma rappresentano sicuramente un’ottima soluzione tampone in vista dei progressi della tecnologia.

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TECH

Fotovoltaico trasparente: nuovo rivestimento per vetri e smartphone Dagli USA un concentratore solare trasparente che sfrutta solo le lunghezze d’onda invisibili per convertirle in elettricità

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oltanto rivestendo qualsiasi superficie con celle solari riusciremo a soddisfare l’intero fabbisogno energetico. Ne è convinto Richard Lunt, professore associato di Ingegneria Chimica e Scienza dei Materiali della Michigan State University (MSU) che con il suo team ha sviluppato un concentratore solare luminescente trasparente in grado di generare energia solare senza limitare la visibilità. La pellicola, sottile e flessibile, potrebbe essere utilizzata per rivestire edifici, vetri di casa e auto ma anche qualsiasi tipo di dispositivo, come quelli cellulari.

Un sistema che assorbe la luce invisibile Il sistema, attraverso delle molecole organiche, è in grado di assorbire anche le lunghezze d’onda invisibili. I ricercatori sono quindi riusciti a “sintonizzare” questi materiali per raccogliere solo l’ultravioletto e le lunghezze d’onda vicino all’infrarosso, per poi convertire questa energia in elettricità.

Rivestendo qualsiasi superficie gli USA potrebbero soddisfare il 100% della domanda energetica Analizzando la situazione degli USA, i ricercatori sostengono che applicare il rivestimento solare trasparente laddove sia possibile potrebbe contribuire a coprire circa il 40% dei fabbisogni energetici. L’utilizzo di questo sistema, unito al classico impianto su tetto, potrebbe portare a una copertura dei consumi vicina al 100%. Se è vero che al momento la tecnologia non è ancora così matura e la sua efficienza in termini di conversione energetica si attesta intorno al 5%, rispetto a una media compresa tra il 15 e il 18% del fotovoltaico su tetto, è altrettanto vero che le prospettive sono incoraggianti. Se consideriamo infatti che la ricerca sul fotovoltaico tradizionale dura ormai da più di 50 anni, quella sul solare trasparente risale a non più di 5 anni.

Raffreddamento evaporativo in facciata Dall’India una facciata a nido d’ape in tubi di terracotta che si trasforma in cascata: una soluzione per raffrescare in modo naturale e dare un tocco di design agli edifici

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ei paesi dove le temperature esterne sono particolarmente elevate si sta cercando di investire in sistemi di raffrescamento alternativi agli impianti di climatizzazione o che perlomeno consentano di ridurne l’attività. I consumi energetici e le conseguenti emissioni di CO2 legati alla climatizzazione sono infatti in forte aumento in tutto il mondo, ma si prevede un innalzamento proprio nei cosiddetti paesi in via di sviluppo, che stanno assistendo a una crescita economica.

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Raffreddamento evaporativo per la facciata a nido d’ape Ed è da uno di questi paesi, l’India, che arriva una soluzione eco-friendly e dal grande valore estetico che ha l’obiettivo di ridurre il carico energetico dei sistemi di aria condizionata. Sviluppato dallo studio di architettura Ant Studio, il concept è una facciata a nido d’ape composta di tubi in terracotta che può essere sovrapposta a quella pre-esistente. Come funziona il sistema? La soluzione sfrutta il principio del raffreddamento evaporativo:


Batterie al sale: il futuro dell’energy storage? Dall’Università di Stanford l’alternativa al litio: batterie ai sali di sodio che garantiscono ottime prestazioni a bassissimo costo

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l futuro delle rinnovabili, come ben sappiamo, si gioca sul terreno dei sistemi di accumulo. Finora le batterie al litio hanno dominato il mercato ma si è alla costante ricerca di un materiale e di una tecnologia che possa essere più efficiente e soprattutto meno costosa.

Batterie al sale Sul sodio si stanno concentrando, da diversi anni, gli sforzi della ricerca scientifica. I sali di sodio sono presenti in natura in grandi quantità, il che li rende facilmente reperibili e a un costo decisamente limitato. Ma, sebbene abbiano la ben nota capacità di trasportare una carica, fino a questo momento tutti i tentativi di utilizzare il sodio per l’energy storage si sono rivelati fatui, davanti a risultati prestazionali di poco conto.

L’innovazione dell’Università di Stanford Ma forse siamo arrivati a un punto di svolta. Il merito va a un team di ricercatori dell’Università di Stanford che ha sviluppato un

nuovo processo, illustrato sulle pagine della rivista Nature Energy, che dovrebbe risolvere i problemi che hanno limitato le batterie al sale finora sviluppate. Gli scienziati hanno usato un catodo di sale sodico dove gli ioni del sodio, dopo essere stati caricati positivamente, vengono legati a quelli del mio-inositolo e a un anodo di fosforo. Questo processo consente un flusso di elettroni che migliora notevolmente le prestazioni della batteria. I ricercatori ci tengono a sottolineare che “nulla potrà mai superare il litio nelle prestazioni” ma, essendo un materiale raro e costoso, vi è la necessità di “cambiare strategia e sviluppare batterie al sodio, con alte prestazioni ma a basso costo”.

Un risparmio dell’80% Il prototipo di batteria sodio-ione sviluppata ha una capacità reversibile di 484 mAh g-1, una densità energetica di 726 Wh kg-1 e un’efficienza superiore all’87%. Sul fronte dei costi, le nuove batterie al sale potrebbero far risparmiare fino all’80% rispetto a quelle al litio.

in alcune fasi della giornata viene fatta scorrere dell’acqua attraverso i tubi per attivare il processo naturale di evaporazione che abbassa gradualmente la temperatura dell’aria circostante. I tubi assorbono l’acqua, che evapora e si trasforma in aria fredda. Secondo i progettisti, la soluzione è in grado di raffreddare l’aria calda intorno alla struttura, portandola da una temperatura superiore ai 50°C a una inferiore ai 36°C.

Unire la riduzione dei consumi per la climatizzazione al design Al momento la facciata è stata installata nell’edificio dell’azienda DEKI Electronics di Nuova Delhi, che ha commissionato il concept. La richiesta dell’azienda era quella di trovare una soluzione che consentisse di ridurre in modo sostenibile i consumi legati alla climatizzazione e che potesse al tempo stesso aggiungere un valore estetico e iconico all’edificio.

Una cascata in facciata L’aspetto interessante della facciata in argilla è infatti proprio questo: oltre ad essere un sistema per il raffrescamento passivo è anche una soluzione di design. Il risultato è infatti quello di una facciata che in certe ore si trasforma in una vera e propria cascata, abbellendo in modo originale l’edificio.

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TECH

Tessuto double-face per riscaldare e raffreddare il corpo umano Un tessuto nanostrutturato composto di rame, carbonio e polietilene che ha due lati, uno ‘invernale’ e uno ‘estivo’. L’obiettivo è ridurre i consumi energetici degli impianti di climatizzazione

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nvece di riscaldare e raffrescare gli ambienti interni agli edifici, non varrebbe la pena riscaldare o raffreddare le persone che li abitano? E’ partita da questa domanda la ricerca di un team del Dipartimento di Materials Science and Engineering dell’Università di Stanford, con l’obiettivo di trovare una soluzione per ridurre i consumi energetici legati agli impianti di climatizzazione.

Tessuto nanostrutturato Ne è nato un tessuto nanostrutturato composto di rame, carbonio e polietilene che è in grado di modificare la temperatura corporea di chi lo indossa. Lo studio è iniziato nel 2016, quando il team guidato dal professore Yi Cui era riuscito a sviluppare un particolare tessuto che riusciva a raffreddare la pelle grazie a un involucro trasparente e impermeabile all’acqua che aveva la caratteristica di catturare ed eliminare le radiazioni infrarosse dal corpo.

Soluzione ‘bi-modale’ caldo/freddo Da qui, l’idea di invertire il processo e riuscire a sviluppare una soluzione ‘bi-modale’ che potesse essere utilizzata sia in inverno sia in estate, con risultati opposti. I ricercatori hanno così scoperto che il tessuto, indossato con lo strato di rame rivolto verso l’esterno, era in grado di catturare il calore e riscaldare la pelle nei giorni freddi. Posizionando invece lo strato di carbonio all’esterno si ottiene il risultato opposto, quello di raffreddare il corpo.

Ancora in fase prototipale Chiaramente siamo ancora nella fase prototipale e ci vorrà qualche anno prima di vedere in commercio la tecnologia. Al momento i ricercatori stanno cercando di trasformare la nanostruttura in un tessuto vero e proprio, fatta di fibre e quindi indossabile.

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Nanoantenne per trasformare le finestre in schermi termici a energia solare Dalla Svezia un rivestimento nanotecnologico che assorbe la radiazione solare, fa riscaldare le finestre e conseguentemente anche gli ambienti interni

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n team dell’Università di Göteborg (Svezia), in collaborazione con alcuni ricercatori di Cina, Iran e Stati Uniti, ha sviluppato un modo per trasformare delle semplici finestre in sistemi radianti.

Nanoantenne plasmoniche

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a. Rappresentazione della superficie di una nanoantenna b. Nanoantenne viste attraverso il microscopio elettronico a scansione c. Nuova superficie della finestra

Le nuove superfici non sono altro che un nuovo esempio di nanotecnologia. Gli scienziati hanno sviluppato delle nanoantenne plasmoniche in ossido di alluminio nichelato, che vengono modellate sul vetro. Grazie alle oscillazioni degli elettroni, le nanoantenne sono in grado di assorbire un grande quantitativo di luce, riscaldando l’intera superficie. I ricercatori hanno dimostrato che quando la luce del sole batte sulla finestra, questa viene maggiormente assorbita nel lato esterno, quello dotato di antenne, rispetto alla parte posteriore. Questa direzionalità nell’assorbimento della luce rende l’innovazione molto interessante perché si andrebbe a sfruttare la superficie esterna e senza influire minimamente sull’estetica e sull’illuminazione naturale. Il rivestimento è infatti quasi completamente trasparente.

Importanti ricadute sul comfort interno L’innovazione, secondo i ricercatori, ha un impatto sui consumi legati al riscaldamento. Le tradizionali finestre infatti agiscono notoriamente come dei ‘dissipatori di calore’. Il fatto che si riesca a far aumentare la temperatura del vetro di circa 10°C ha delle ricadute importanti sul comfort dell’ambiente interno.


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EDIFICI E SALUTE

Salubrità al centro Dopo essersi focalizzato esclusivamente sull’efficienza energetica, il green building sta iniziando a considerare l’importanza della salubrità  ERIKA SEGHETTI

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rbanizzazione, cambiamenti climatici, consumo di suolo e di risorse naturali. Sono queste le maggiori sfide che dovranno essere affrontate nei decenni a venire, una partita in cui gli edifici giocheranno un ruolo fondamentale. Per guidare il cambiamento, definendo degli obiettivi condivisi a livello mondiale, le Nazioni Unite hanno adottato nel 2015 l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, nella quale si delineano le direttrici delle attività per i successivi 15 anni, riassunte nei 17 Sustainable Development Goals (SDG). A differenza dei passati Millenium Development Goals, i nuovi obiettivi affrontano per la prima volta in modo deciso e diretto la tematica legata all’ambiente costruito. Riconoscendo l’importanza degli edifici in un’ottica sia di riduzione

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dell’impatto ambientale e di salvaguardia del pianeta sia di miglioramento del benessere psico-fisico degli occupanti e quindi dell’intera società.

Il ruolo della salubrità degli edifici

In che modo la progettazione può concorrere a garantire sostenibilità e salubrità del costruito? Un’analisi interessante è quella dell’Healthy Buildings Team della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston. In un recente studio, intitolato ‘Building for Health’[1], gli autori indagano le possibilità offerte dalla bioedilizia, mostrando come 11 dei 17 SDG potrebbero essere raggiunti puntando sulla realizzazione di edifici verdi e salubri.


Verso un’evoluzione del green building

Nei suoi primi 25 anni il movimento per la bioedilizia ha trasformato l’intero settore delle costruzioni promuovendo una serie di pratiche orientate alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento dell’efficienza energetica. Ma c’è ancora un potenziale inespresso nel green building che riguarda il superamento del concetto di sostenibilità legato esclusivamente al risparmio energetico per contemplare anche la tematica della salute, intesa nelle sue varie accezioni.

Certificare la IEQ

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che il 25% di tutte le malattie a livello mondiale, che provocano oltre 12 milioni di morte all’anno, siano attribuibili all’ambiente. E se consideriamo che la maggior parte del nostro tempo viene trascorso in ambienti chiusi, è chiaro che si debba porre maggiore attenzione alla qualità dell’ambiente interno.

La salubrità di un edificio dipende innanzitutto da un’ottimizzazione dell’ambiente interno e tutti gli standard della bioedilizia si concentrano di fatto sul miglioramento della qualità dell’aria interna. La versione 4 del noto protocollo Leed prevede, nel sistema di rating, ben 13 crediti relativi alla qualità degli ambienti interni (IEQ), ottenibili attraverso la messa a punto di sistemi di ventilazione e filtrazione dell’aria e misure anti-radon. Crediti aggiuntivi possono essere ottenuti grazie a prodotti basso emissivi e impianti tecnologicamente avanzati. Ma il Leed non è l’unico protocollo attento al comfort indoor. Anche nello standard BREEAM, la categoria ‘Salute e benessere’ rappresenta il 15% del rating complessivo, mentre nella versione più recente del Green mark scheme 2015, una certificazione lanciata a Singapore e valida esclusivamente nei paesi dal clima tropicale, l’alta qualità degli spazi abitativi per preservare il benessere e la salute degli occupanti è uno dei quattro obiettivi ritenuti principali.

I nove Fondamenti di un edificio sano

Sostenibilità delle risorse

Qualità dell’ambiente interno

Un solido corpus di studi di ricerca condotti negli ultimi 40 anni sulla salubrità del costruito ha prodotto ciò che la Harvard T.H. Chan School of Public Health ha definito i 9 Fondamenti di un edificio sano[2]: ventilazione, salute termica, qualità dell’aria, umidità, polvere e parassiti, sicurezza e protezione, qualità dell’acqua, rumore, illuminazione e vista. Una scarsa qualità dell’aria interna e ventilazione sono associate ad esempio alla cosiddetta sindrome dell’edificio malato così come a una riduzione delle funzioni cognitive. Inadeguate condizioni termiche possono provocare dei disturbi cardio-respiratori, mal di testa, irritazioni agli occhi e alla gola e un generale peggioramento dell’umore. Senza poi considerare patologie molto più gravi derivanti dalla presenza di amianto, muffe, legionella e agenti chimici.

Costruire vuol dire consumare suolo e risorse. Di tutte le materie prime estratte a livello mondiale, il 25% viene utilizzato nell’edilizia[3]. La produzione stessa di materiali da costruzione provoca ingenti consumi energetici e idrici, che si sommano a quelli legati al trasporto. L’intero comparto delle costruzioni è responsabile, in Europa, di circa il 40% dei consumi energetici totali e di più del 50% delle emissioni di CO2. A questi numeri, si uniscono quelli dello scarto: l’edilizia produce orientativamente 500 milioni di tonnellate di rifiuti speciali all’anno. E nel resto del mondo le percentuali sono pressoché le stesse. L’obiettivo 12 degli SDG prevede una gestione ecologicamente corretta delle sostanze chimiche che finora non è stata rispettata. Tutti i COMFORT INDOOR. Le certificazioni per il green building prevedono il rispetto di elevati standard di qualità degli ambienti interni (IEQ)

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EDIFICI E SALUTE materiali comunemente utilizzati negli edifici, considerando sia quelli costruttivi sia gli elementi di arredo interno, producono milioni di kg di inquinanti organici persistenti. Sostanze che respiriamo e che finiscono anche nell’ambiente esterno, dove rimangono per interi decenni e addirittura secoli.

Materiali salubri e sostenibili Le strategie della bioedilizia, gli approcci net-zero e i principi della chimica verde promettono di minimizzare l’impatto negativo degli edifici sui nostri sistemi e risorse naturali. Sebbene la definizione di green building non sia univoca, in ogni caso è prevista una riduzione nell’uso di risorse energetiche e idriche e un uso privilegiato di materiali da costruzione sostenibile o provenienti da riciclo. Si tende poi ad ottimizzare i processi promuovendo pratiche che puntano a una maggiore efficienza e una riduzione degli sprechi.

Salute economica

Gli edifici sono dei motori economici. L’indotto non è soltanto diretto, in termini di PIL, ma anche ‘indiretto’: gli ambienti in cui viviamo e lavoriamo possono influenzare la produttività e la salute degli occupanti. Con delle conseguenze evidenti in termini economici, sia per le imprese private sia per lo Stato.

I vantaggi economici della bioedilizia Sono in molti a ritenere che la crescita economica possa avvenire soltanto a discapito dell’ambiente e della salute pubblica. Nulla di più sbagliato, come il green building stesso sta dimostrando da diversi anni a questa parte. La bioedilizia applica principi di sostenibilità e di riduzione dell’impatto ambientale, ma al tempo stesso offre dei vantaggi che si traducono anche in termini economici. Gli occupanti di edifici che rispettano elevati standard di qualità degli ambienti interni sono più produttivi e si ammalano molto meno, con delle conseguenze importanti in termini di spesa per aziende e sanità pubblica. L’edilizia sostenibile ha, inoltre, un valore immobiliare nettamente superiore a quella tradizionale, a vantaggio di proprietari e sviluppatori.

Salute ambientale

Abbiamo già detto che gli edifici sono responsabili del 40% dei consumi energetici a livello mondiale e che quindi contribuiscono in larga parte all’inquinamento atmosferico, prima causa dei cambiamenti climatici. I danni provocati dal cambiamento climatico non potranno che aumentare se si continua a costruire strutture e infrastrutture, specie nelle aree particolarmente vulnerabili alle calamità naturali. VANTAGGI ECONOMICI DEL GREEN BUILDING. Il valore immobiliare della bioedilizia è superiore all’edilizia tradizionale

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CONSUMI ENERGETICI. La maggiore efficienza energetica degli edifici green si traduce anche in una riduzione della produzione di emissioni inquinanti

Sembra piuttosto evidente che si debba interrompere un ciclo e invertire la rotta. L’energia in questo senso gioca un ruolo fondamentale. E’ un imperativo consumare meno e farlo utilizzando sempre più le fonti rinnovabili. Questo cambiamento, in atto da diversi anni ma che richiede un’accelerazione, riguarda tutti i settori e gli ambiti della società. Servono misure, strategie e regolamentazioni che promuovano la produzione energetica rinnovabile così come un maggiore impegno da parte dei consumatori nella messa in pratica di comportamenti di utilizzo e di acquisto di prodotti a beneficio dell’ambiente. Ma il comparto dell’edilizia è sicuramente quello che ha la maggiore responsabilità.

Efficienza energetica del costruito Adottare principi di green building vuol dire privilegiare l’efficienza energetica. I risparmi energetici ottenibili con la bioedilizia sono stati stimati nel 20-40% rispetto a un edificio tradizionale e questo si traduce chiaramente anche in una netta diminuzione delle emissioni nocive immesse in atmosfera.

Un potenziale da sfruttare

Il 75% delle strutture e infrastrutture che serviranno per accogliere e gestire una popolazione che, stando alle recenti stime, sfiorerà i 10 miliardi di persone, non è stato ancora costruito. E’ questo il potenziale, secondo

i ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health, che dovrà essere sfruttato per migrare verso un’edilizia che ponga al centro i principi di sostenibilità, efficienza energetica e salubrità. 

BIBLIOGRAFIA Allen, J.G., et al. (2017). Building for Health. The nexus of green buildings, global health, and the U.N. sustainable development goals. Harvard T.H. Chan School of Public Health. Scaricabile da: http://sustainability.forhealth.org/ [1]

Allen, J.G., et al. (2016). Building Evidence for Health: The 9 Foundations of a Healthy Building. Harvard TH Chan School of Public Health, Healthy Buildings Team. Scaricabile da: http://9foundations.forhealth.org/ [2]

Bribian, I.Z., Capilla, A.V., Uson, A.A. (2011). Life cycle assessment of building materials: Comparative analysis of energy and environmental impacts and evaluation of the eco-efficiency improvement potential. Building and Environment, 46, 1133-1140. [3]

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CITTA’ SOSTENIBILI

Water Square per evitare il rischio inondazioni All’apparenza semplici spazi pubblici, le water square sono capaci di trasformarsi in bacini di stoccaggio  VANESSA MARTINA

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li effetti del riscaldamento globale influiscono sull’innalzamento del livello del mare e quindi sulle precipitazioni. In particolare, le inondazioni dovute alle forti piogge sono un serio rischio per alcuni paesi del mondo: Cina, Filippine, Brasile, Pakistan, America, Olanda e Italia. L’Italia è uno dei primi paesi a rischio idrogeologico. È necessario creare delle infrastrutture che consentano di contenere questo problema e di controllare i flussi di acqua per un migliore utilizzo nella stessa città. Dighe, canali di scolo e stazioni di pompaggio non sono sufficienti al problema dell’espulsione delle acque reflue.

Water Square

Nel progetto “Designing Water Sensitive Cities”, Florian Boer di De Urbanisten ha presentato in un recente incontro in Italia in occasione del lancio della competizione internazionale di progettazione sostenibile LABGRADE, il metodo innovativo delle cosiddette “piazze d’acqua”, water squares, per la raccolta dell’acqua piovana: trasformare spazi pubblici in bacini di stoccaggio. Prendendo in analisi la città di Rotterdam, la cui area è interamente al di sotto del livello del mare, De Urbanisten insieme allo Studio Marco Vermeulen ha realizzato un urban water system in grado di mantenere la città “asciutta”. In occasione della biennale di architettura nel

2005 a Rotterdam, lo studio dal titolo “The Flood” è stato poi sviluppato nel 2012 col patrocinio del comune olandese, con l’obiettivo di ridurre il rischio climatico entro il 2025. In Olanda il problema idrogeologico si è trasformato in un’opportunità di sviluppo economico: la water square combina due strategie, investire soldi per strutture di stoccaggio dell’acqua e migliorare la qualità dell’ambiente e creare un punto di riferimento per le persone. Uno spazio pubblico, dunque, dove possono nascere infrastrutture.

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CITTA’ SOSTENIBILI

The Flood

Il progetto The Flood unisce la costruzione di nuove infrastrutture urbane (come potenziali aree gioco e relax per i cittadini) con l’utilità della trasformazione in bacini di raccolta e stoccaggio dell’acqua delle forti precipitazioni. Questo sistema permette di ridurre il carico d’acqua del sistema fognario e allo stesso tempo consente di riutilizzare l’acqua raccolta per gli spazi verdi circostanti. Sotto queste piazze d’acqua saranno presenti delle water chamber, degli impianti di filtraggio e trattamento dell’acqua. La prima piazza in cui è stato applicato il progetto nel 2012 è la Bellamyplein water plaza dove è presente un’area definita allagabile per 300 mq con una capacità di 750 metri cubi. Successivamente, nel 2013 è stata costruita un’altra piazza, la Benthemplein water square, con una capacità di circa 1700 metri cubi.

Benthemplein water square

Formata da tre bacini, i due più vicini agli edifici raccolgono l’acqua ogni volta che piove; il terzo, più profondo, raccoglie l’acqua durante le forti piogge. Da qui, l’acqua piovana viene trasportata attraverso grandi grondaie in acciaio inossidabile nei bacini di stoccaggio. Le grondaie create ad hoc fungono da rampe per la pista da skate. Non solo bacini, ma vi sono anche un water wall che dirotta l’acqua verso il bacino più profondo e in un pozzo. Questo, in particolare, è stato progettato come l’inizio della grondaia in acciaio inossidabile che si solleva da terra, e trasporta l’acqua dall’edificio adiacente. A completare la piazza, un battistero a cielo aperto dov’è collocata una piccola fontana da cui sgorga acqua proveniente da uno dei bacini sotterranei. Terminata la pioggia, l’acqua dei due bacini in profondità fluisce in un dispositivo di infiltrazione sotterraneo e da qui penetra gradualmente nelle falde acquifere. Così facendo, il livello idrico si mantiene bilanciato e può anche far fronte a periodi secchi. Questo è importante per aiutare a mantenere gli alberi e le piante della città in buone condizioni, l’effetto isola di calore urbano. Invece, l’acqua del bacino più grande torna nel sistema idrico aperto della città dopo un massimo di 36 ore,

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evitando il ristagnamento. Pertanto, l’acqua piovana raccolta non scorre più nel sistema fognario misto. Separando l’acqua piovana dal sistema fognario si evita di far raggiungere a quest’ultimo un livello di liquidi tale da raggiungere la massima capienza, e quindi non riversare acqua sporca nel mare.

Il parco di Tiel

Nella città di Tiel è stata progettata un’altra water square, simile a quella di Benthemplein, vicino a una scuola elementare. Questo parco giochi presenta al centro un campo da basket che è, in realtà, un grande bacino di stoccaggio d’acqua. Al progetto hanno contribuito anche i bambini della scuola, esprimendo le loro preferenze per le attività ricreative da fare in piazza. Per questo, De Urbanisten ha fatto sì che la struttura della water square avesse diverse salite e discese (sempre per favorire l’incanalamento verso i bacini), dando vita a una pista per lo skateboard e a un campo sportivo con pavimentazione permeabile, circondati da rain garden.

Altre soluzioni

Le water square non bastano. È necessario sensibilizzare la comunità al problema delle inondazioni. Un primo passo potrebbe essere la ripavimentazione in ottica green per le strade della città. La soluzione ecosostenibile dei rain garden, “giardini della pioggia”, sono delle aiuole che permettono il filtraggio e la depurazione dell’acqua, proveniente dai tetti degli edifici e le strade. I rain garden sono costruiti a 20 cm di depressione del terreno, riducendo l’allagamento delle strade ed evitando il ristagno delle acque. Inoltre, essendo composti da una miscela di sabbia, compost organico e terreno del sito, riescono ad assorbire gli agenti inquinanti della piovana. Proprio a Copenaghen si punta alla creazione di dune e parchi urbani e alla sopraelevazione dei marciapiedi dopo il Copenaghen Climate Plan del 2012. Un altro progetto adottato da Barcellona è la raccolta dell’acqua piovana tramite vasche. Già dagli anni ‘90 la città catalana ha realizzato un’opera idraulica di 15 vasche sotterranee che riescono a stoccare circa 500 mila metri cubi d’acqua. 


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NOVEMBRE/DICEMBRE 2016

MARCO BOSELLI Bosch riparte da… Bosch

ANNO 8 - FEBBRAIO 2017

Organo ufficiale

bimestrale

Panoramica di inizio anno

TAVOLA ROTONDA

Conto Termico e TEE. A che punto siamo?

CLASSIFICHE 2015

Analisi del processo e case study

FILTRAZIONE E QUALITÀ DELL’ARIA SOTTORAFFREDDAMENTO ADIABATICO PER LA FRIGOCONSERVAZIONE ALIMENTARE

Produttori e distributori: ce la si può fare!

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

IMPIANTI NEGLI NZEB: DALLA TEORICA ALLA PRATICA EPB, LE NOVITÀ DELLE NUOVE NORME IMPIANTI AD ARIA PRIMARIA VS VAV FOCUS COMMISSIONING

N. 64 · Anno XI · dicembre 2016

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ISSN: 2038-0895

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ITS Dove va la filiera? FOCUS Un anno di logistica MATERIA CONNECTION

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DISTRIBUZIONE Quando la differenza la fa il “service”

ANTONIO FALANGA Una passione sempre viva

SAIE INNOVATION 2016 MEDAGLIE D’ORO A “IMPATTO ZERO” FOTOVOLTAICO INTEGRATO STORIA E ITER PROGETTUALE PCM UNA SCELTA DA NON SOTTOVALUTARE

Passo obbligato e grande opportunità

Il ruolo del BIM nella sicurezza in cantiere

COMMISSIONING

Organo ufficiale FINCO

POSTE ITALIANE SPA – POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.

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L’EDITORIALE

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LA DISTRIBUZIONE NEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO

gni campo dell’architettura e dell’ingegneria nel senso più ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalità, metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla società o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del “fare” ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero d’accordo con un “SI” o con un “NO”. È stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “si” e “no” dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianità dell’individuo e l’incapacità della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metà dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltà parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con più forza alla politica? n

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MACCHINE UTENSILI

1563

N. 12 - Dicembre 2016

Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti

La crisi ancora “morde”, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri

Un CNI eletto per dare risposte

di MATTEO PALO

R

iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderà gli ingegneri fino al 2021, quando completerà i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialità del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è già possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione così forte per la continuità del Consiglio nazionale uscente”, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.

In USA volano le infrastrutture

TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilità diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono

Newsletter

Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7

→ pag.37

I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. Stabilità e certezza sono oggi più lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?” / alle pagg. 18­19

LA TRIVELLA

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Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documen→ pag.5 tare la consegna.

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Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?

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IN QUESTO NUMERO

MATERIE PRIME

Il cliente prima di tutto In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano. MISURA

Un ponte tra passato e futuro

Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività: una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.

UTENSILI

Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

M-Steel qualità da oltre 40 anni

Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualità M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilità M-Steel si caratterizza per affidabilità, coerenza e prevedibilità nelle lavorazioni, riducendo i così costi di pro[pag. 12] duzione.

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40 anni di storia e successi nella robotica industriale

L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo L’utensile “intelligente” è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni

STORIA DI COPERTINA

TENDENZE Generative design, come cambierà il mondo MACCHINE UTENSILI

Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati

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Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. È la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrà più rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirlo”. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni più datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i più grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, più volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna così alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perché il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.

Nr.01 – VENERDì 13 GENNAIO 2017

INTERVISTA ALL’ARCH. DE LUCCHI

a pag. 9

AUTOMAZIONE

Novembre/Dicembre 2016

Italia scossa

Ancora trattative e consultazioni?

“Il museo del futuro è il mondo intero”

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TAVOLA ROTONDA

di Fabio Chiavieri

segue a pag. 2

a pag. 7

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MENSILE D’INFORMAZIONE PER LA PRODUZIONE E L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE Editoriale

GOVERNO IN CRISI

CASSA DEPOSITI E PRESTITI

PROGE T TA ZIONE

50 anni di torni

Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività. Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale già a partire dalla seconda metà del 1800. Con il passare dei decenni il territorio s’è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]

[pag. 10]

– Anno 72 - n. 9

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MACCHINE UTENSILI

Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza del flusso produttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.

a pag. 15

SCIA, operativo Top 7 megail modello unico infrastrutture del 2016

Parte il piano 'smart city' 1 miliardo per 14 città

ROBOTICA

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VENERDÌ 13 GENNAIO 2017

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DAL 1930 AL 2030 - RICERCA CRESME ANGAISA

Passato, presente e futuro degli impianti nelle case italiane Un’evoluzione dei modi di vivere e di abitare che segue un costante equilibrio tra estetica e innovazione, tra passato e futuro per raccontare le invenzioni delle tecnologie e dei prodotti in quest’ultimo secolo  SILVIA MARTELLOSIO n.70 www.casaeclima.com

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DAL 1930 AL 2030 - RICERCA CRESME ANGAISA CONTESTO STORICO

DAL 1930 AL 2030: ACQUA CALDA

Il nuovo ciclo del mercato delle costruzioni L’

analisi del valore della produzione del settore delle costruzioni in Italia mette in evidenza come, dopo la grande fase di crescita caratterizzata dal periodo 1996-2007, si sia registrata una profonda flessione che ha portato il mercato a toccare livelli minimi di produzione dalla fine degli anni ‘60. Lo scenario prospettico elaborato da CRESME prevede una dinamica di ritorno alla crescita con tassi però contenuti. Il nuovo moderato ciclo espansivo presenta però caratteri profondamente diversi da quelli del passato: è un ciclo a trazione di riqualificazione e trasformazione più che di nuova costruzione.

IL PRIMO CICLO DELL’AMBIENTE COSTRUITO. Dal

dopoguerra ad oggi il settore delle costruzioni ha visto alternarsi sei cicli edilizi, il settimo é stato eccezionale sia nella fase espansiva che in quella recessiva. Con il 2015, secondo il CRESME, finisce la caduta e inizia una nuova fase economica

Il valore della produzione delle costruzioni nel 2016 supera i 166 miliardi di euro, il 73% dei quali è costituito dall’attività di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio esistente. Le nuove costruzioni residenziali raggiungono solo 13,8 miliardi di euro, e la nuova edilizia non residenziale le supera con 15,1 miliardi di euro. I soli lavori incentivati fiscalmente nel comparto residenziale hanno superato i 28 miliardi di euro, 24,9 dei quali destinati alla ristrutturazione edilizia e 3,3 miliardi per la riqualificazione energetica. Segue a pagina 34

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La scoperta dell’acqua calda. Verso sistemi ibridi e intelligenti

F

in dai tempi remoti, l’acqua viene scaldata sul fuoco. I romani furono i primi ad utilizzare una sorta di caldaia. A partire dal XIX secolo, vengono introdotti sul mercato i primi scalda acqua e le tubazioni che la distribuiscono, ma fino agli anni ’20 del ‘900 l’acqua calda viene percepita tra i servizi domestici meno agevoli. Si cerca, quindi, di migliorare i sistemi di riscaldamento dell’acqua. Negli anni ’30, vengono introdotti sul mercato i primi scaldabagno di tipo ridotto ad uso doccia per consentire l’uso dell’acqua calda anche alle famiglie più povere. Negli anni ’40 escono numerosi scalda acqua elettrici, ma fino agli anni ’50 disporre di acqua calda corrente è un lusso e negli anni ’60 la maggioranza di abitanti delle case popolari ancora ne è sprovvista. Nel corso degli anni ’70, l’acqua calda corrente entra in tutte le case italiane, anche grazie all’estensione delle reti elettriche e del metano. Fino agli anni ’80 nelle città l’ACS viene prodotta principalmente con scaldabagni elettrici o istantanei a gas in quanto gli appartamenti vengono riscaldati mediante l’impianto centralizzato condominiale.


Sistemi ibridi alimentati da fonti energetiche tradizionali e rinnovabili

Nell’ottica della multifunzionalità e sulla spinta del cosiddetto “Decreto Rinnovabili”, che stabilisce che le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti dovranno prevedere l’uso di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, elettricità e raffreddamento, negli ultimi anni si stanno producendo generatori di calore ad alto rendimento compatibili con i sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile. Questi sistemi si dicono ibridi o abbinati e consentono di sfruttare differenti fonti di energia a seconda della disponibilità privilegiando - ovviamente -, quando disponibile, la fonte rinnovabile. In questo contesto uno dei sistemi per produrre acqua calda sanitaria, ma anche riscaldamento e aria fresca, è la pompa di calore. Contrariamente ai classici sistemi che prevedono una produzione e uno stoccaggio di ACS ad una temperatura molto superiore a quella di effettivo utilizzo, la pompa di calore produce ACS a temperature medio basse (50 - 70 °C) con un rendimento maggiore ed è abbinabile al fotovoltaico. In assenza di fotovoltaico si può utilizzare una caldaia a pellet o cippato, le cui rese ormai superano il 90%; è necessario però un sistema di accumulo ed è consigliabile abbinare il solare termico per produrre ACS anche nel periodo estivo quando la caldaia sarà spenta. Gli scambiatori

di calore possono essere ad accumulo o serpentina, in ogni caso la produzione di ACS è istantanea, per questo sono consigliati soprattutto negli alberghi. I generatori elettrici ad accumulo sono invece consigliabili in appartamenti ad uso discontinuo (seconde case o case vacanza); si può impostare l’accensione e lo spegnimento dello scaldabagno tramite un regolatore elettronico programmabile. Alla stessa famiglia appartengono anche le caldaie elettriche che si utilizzano sia per il riscaldamento sia per la produzione di ACS e possono essere abbinate ad un sistema fotovoltaico.

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DAL 1930 AL 2030 - RICERCA CRESME ANGAISA DAL 1930 AL 2030: ARIA CALDA

IL VALORE DELLA PRODUZIONE NELLE COSTRUZIONI NEL 2016. Nel 2016, il mercato delle costruzioni mostra gli esiti di un profondo processo di riconfigurazione. Il 73,1% del mercato delle costruzioni è fatto di manutenzione del patrimonio esistente.

Nuovo e rinnovo L’analisi degli investimenti nel settore residenziale dal 2007 al 2017 mostra come l’attività di rinnovo, dopo una fase di crescita negli anni ‘90 e di stabilizzazione nella prima parte degli anni 2000, abbia registrato l’avvio di una fase di accelerazione nel 2013 in corrispondenza con il potenziamento degli incentivi fiscali per la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica, passati in quegli anni rispettivamente al 50% e al 65%. Una tendenza di mercato è stata così sostenuta da un politica pubblica che ha ottenuto importanti successi.

Sistemi di produzione del calore abbinati e capaci di autoregolarsi

A

partire dalla fine degli anni ’90 vengono immessi sul mercato dei dispositivi che consentono di gestire in maniera autonoma la domanda di riscaldamento nelle abitazioni servite da impianti di riscaldamento centralizzato. Le valvole termostatiche consentono ad ogni utente di regolare la temperatura desiderata e i contabilizzatori di calore permettono di contabilizzare i consumi effettivi.

IL MERCATO DELL’AMBIENTE COSTRUITO. Nel comparto residenziale l’attività di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio esistente supera l’80% del valore della produzione. Segue a pagina 36

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Il radiatore diventa termoarredo e rispettoso dell’ambiente

Con la diffusione di sistemi di riscaldamento alternativi che non prevedono l’utilizzo dei radiatori, come i pannelli radianti, il pavimento o il battiscopa radiante, il radiatore si concentra sul design e diventa termoarredo. Aziende già affermate nel settore si specializzano nel termo arredo e verso la metà degli anni ’90 cominciano a lanciare


sul mercato anche nuovi prodotti più rispettosi per l’ambiente: stufe a pellet con basse emissioni di CO2, caldaie con recuperatore fumi e bruciatore ecologico a bassi NOx.

Le caldaie diventano digitali e “full condens”

Nel nuovo millennio poi si inizieranno a produrre caldaie dotate di cruscotto di controllo digitale, capaci di autoregolarsi in funzione delle variazioni della temperatura esterna. Escono così le prime “full condens” ovvero caldaie a condensazione che producono anche ACS. Vengono lanciate moderne caldaie murali sempre più compatte e ad altissimo rendimento, che a partire dal 2005 diventano anche “full condens” in quanto sfruttano il calore generato dai fumi di combustione che altrimenti andrebbe disperso nell’ambiente. Sono infatti dotate di un doppio scambiatore di calore che ha la funzione di reimmettere in circolo i fumi di combustione generando un risparmio in combustibile (del 35% circa) e diminuendo l’impatto in quanto i fumi residui sono immessi nell’ambiente in quantità minore e hanno una temperatura molto bassa. La caldaia a condensazione risulta dunque la possibilità più plausibile nel prossimo futuro, magari abbinata ad un solare termico in un sistema ibrido.

ARIA CALDA: LE TAPPE DELL’EVOLUZIONE Negli anni ’20, i combustibili più utilizzati per produrre aria calda sono: legna, lignite, carbon fossile, gas illuminante, coke e nafta. Il riscaldamento domestico è alquanto problematico, diventa un’effettiva comodità a partire dagli anni ’30 grazie al perfezionamento di caldaie e radiatori. Negli anni ’40 diventa un requisito indispensabile per le famiglie italiane e chi non ne dispone rientra nelle fasce di povertà, ma non arriva però ad essere obbligatorio nelle case popolari. Negli anni ’50 e ’60 si diffonde il riscaldamento centralizzato nelle zone urbane mentre nell’Italia rurale si continuano ad utilizzare prevalentemente stufe e cucine economiche. A partire dagli anni ‘70, si inverte la tendenza: gli impianti autonomi servono più abitazioni degli impianti centralizzati. Alla fine del decennio viene introdotta l’elettronica nelle caldaie e negli anni ’80 arrivano le prime caldaie ad alto rendimento (90%). Negli anni ’90, le aziende del settore puntano sul digitale, sull’efficienza energetica e sull’abbattimento delle emissioni. I radiatori e gli scaldasalviette assumono l’aspetto attuale; possono essere elettrici, a circolazione d’acqua o misti. Escono sul mercato i contabilizzatori di calore.

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DAL 1930 AL 2030 - RICERCA CRESME ANGAISA DAL 1930 AL 2030: ARIA FRESCA L’analisi dell’attività di riqualificazione nel 2015, che ha toccato 1,7 milioni di abitazioni e 625.000 edifici, ha portato a una puntuale articolazione del mercato: infatti, gli interventi nelle abitazioni, pari a 25,4 miliardi di euro, hanno riguardato soprattutto finiture e impianti; mentre gli interventi riguardanti gli edifici hanno avuto come protagonisti coperture, cappotto termico, tinteggiature, impianti termici, idraulici, elettrici e di telecomunicazione. Come si nota, il mercato della riqualificazione privilegia finiture e impianti e ‘sacrifica’ strutture e opere murarie.

ABITAZIONI ED EDIFICI COINVOLTI IN EPISODI DI RIQUALIFICAZIONE NEL 2015 TOTALE IMMOBILI COINVOLTI DA RIQUALIFICAZIONE NEL 2015

2.360.000

EDIFICI (esterni e parti comuni)

ABITAZIONI

1.735.000

625.000

IMPIANTO TERMICO INFISSI CONDIZIONATORI PARETI IMPIANTO ELETTRICO IMPIANTO IDRAULICO SANITARI SCALDA ACQUA PAVIMENTI E RIVESTIMENTI IMPIANTI DI PRODUZIONE ENERGIA

COPERTURE TINTEGGIATURA ESTERNA CAPPOTTO TERMICO CONSOLIDAMENTO SOLAI (1° e intermedi) IMPIANTO TERMICO COMUNE ADDUZIONE E SCARICO ACQUA IMPIANTI ELETTRICI, CITOFONI, TV

INVESTIMENTI PARI A

25,4 MILIARDI

21,9 MILIARDI Fonte: CRESME/Si

ABITAZIONI E EDIFICI COINVOLTI IN EPISODI DI RIQUALIFICAZIONE NEL 2015. Nel 2015, gli immobili coinvolti in interventi di riqualificazione sono stati 2.360.000. L’importo complessivo è stato di 47,3 miliardi di euro.

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Climatizzatori: tra estetica, multifunzionalità ed efficienza energetica

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ggi quasi tutti i climatizzatori sono a pompa di calore e permettono anche il riscaldamento invernale oltre al raffrescamento estivo (unica funzione del condizionatore), consentono inoltre la deumidificazione e il filtraggio dell’aria. Attualmente sono in commercio dei modelli a soffitto che puliscono l’aria grazie al filtro all’apatite di titanio che, oltre ad eliminare polvere e odori, impedisce la riproduzione di batteri, virus e microbi. Nell’ultimo decennio si è passati dalla tecnologia “on-off” all’inverter. Se prima il climatizzatore si accendeva all’aumentare della temperatura interna di 1,5°C rispetto a quanto impostato e si spegneva quando questa si abbassava di 1,5°C rispetto alla temperatura impostata, con la tecnologia inverter si evitano i continui spegnimenti e accensioni in quanto la potenza e la velocità di funzionamento vengono regolate automaticamente in funzione della temperatura esterna e dei valori impostati per l’interno. Oggi oltre ai climatizzatori mono split esistono


anche quelli multi split che prevedono più apparecchi interni e una sola unità esterna. È possibile controllare a distanza il climatizzatore da dispositivi mobili mediante l’aggiunta di un modulo WiFi.

Le soluzioni che migliorano l’estetica dei climatizzatori

Con il passare degli anni, i climatizzatori puntano sempre più sull’eleganza e sul design. Attualmente sono in commercio dei modelli a parete multifunzionali: climatizzatori che si illuminano grazie ai led sul pannello frontale o climatizzatori personalizzabili cambiando immagine sul pannello frontale.

La diffusione delle pompe di calore diventa significativa

Nei primi anni del 2000 cominciano ad emergere le problematiche ambientali connesse alle emissioni derivanti dalla combustione ovvero all’immissione in atmosfera di polveri sottili e sostanze tossiche dannose per l’uomo e per il pianeta. Questa preoccupazione sicuramente incide sulla diffusione delle pompe di calore che aumenta considerevolmente proprio a partire dal nuovo millennio. La pompa di calore non necessita di combustibile, ma viene alimentata dalla corrente elettrica; estrae calore da un corpo o da un ambiente a bassa temperatura (sorgente fredda) e lo trasferisce verso uno più caldo (pozzo caldo). Quasi tutte le pompe di calore installate in Italia utilizzano come sorgente fredda l’aria e per la maggior parte sono reversibili e funzionano sia per produrre aria calda che aria fresca.

Impianti di climatizzazione del futuro: multifunzionali e sempre più efficienti

Le tecnologie per la produzione dell’aria fresca stanno andando nella direzione dell’integrazione di più funzioni. La parola chiave degli impianti di climatizzazione del prossimo futuro è dunque “multifunzionalità”, ma il requisito indispensabile sarà l’efficienza energetica, seguita dalla possibilità di integrazione con sistemi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e dal controllo domotico. In questo contesto si stanno diffondendo gli impianti radianti a pavimento, parete e soffitto che sono integrabili con sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile a basse temperature in quanto all’interno delle serpentine di tubi fluisce l’acqua calda o fredda per riscaldare o rinfrescare a seconda della stagione. Esistono inoltre pannelli pren.70 www.casaeclima.com

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DAL 1930 AL 2030 - RICERCA CRESME ANGAISA fabbricati ispezionabili che possono essere facilmente installati in un sistema modulare radiante e fonoassorbente che può essere utilizzato a soffitto o a parete sia per il riscaldamento che per il raffrescamento. Per quanto riguarda invece la domotica, dal 2016 anche i sistemi di building automation sono suscettibili di ecobonus (incentivi fiscali del 65% per interventi di riqualificazione energetica).

Continuerà a diffondersi l’utilizzo della pompa di calore, anche geotermica

La pompa di calore geotermica sfrutta la temperatura del sottosuolo come sorgente fredda. Quando capta il calore ad una profondità di almeno 15 metri, dove la temperatura del terreno presenta solo minime oscillazioni nell’arco dell’anno, risulta mediamente più efficiente in quanto la sorgente fredda ha una temperatura pressoché costante nel corso dell’anno il che assicura un migliore rendimento del sistema. Infatti la differenza di temperatura tra la sorgente fredda e il pozzo caldo è il parametro che più di tutti influisce negativamente sui rendimenti delle pompe di calore. Per massimizzare l’efficienza stagionale della pompa di calore aria/aria è essenziale regolarla in funzione della località e dei terminali d’impianto, considerando che se installata in un luogo in cui gli inverni sono molto freddi il suo rendimento si abbassa. La pompa di calore può essere abbinata ad un impianto fotovoltaico per coprire i consumi elettrici. Nelle case di ultima generazione a sistema ibrido, che saranno sempre più diffuse nel prossimo futuro, la domotica assume un ruolo importante nella gestione dei consumi in quanto, oltre a programmare l’accensione o lo spegnimento dell’impianto di riscaldamento o raffrescamento, il sistema decide qual è tra la pompa di calore e la caldaia l’impianto migliore da attivare per risparmiare sul riscaldamento perché all’interno del sistema vengono caricate le quotazioni di elettricità e gas.

Gli impianti idronici di oggi e di domani

Con la progressiva diffusione delle nuove tecnologie di produzione del calore (solare termico, geotermia, aerotermia, assorbimento e biomasse) è necessario cambiare gli schemi impiantistici degli impianti che trasmettono il calore utilizzando l’acqua come fluido vettore. Il rapido passaggio da una fonte di calore consolidata e conosciuta (caldaia) alla necessità di gestire tecnologie differenti e molto spesso complesse genera non poche problematiche tra gli installatori. Se prima utilizzavano lo stesso schema oggi sono costretti a ricercare nuove soluzioni impiantistiche, capaci di sfruttare al meglio le peculiarità di ciascuna delle nuove tecnologie. Quando coesistono tecnologie differenti sono necessari nuovi componenti di interfaccia (regolazioni, sistemi di supervisione, accumuli multi-sorgente, valvole deviatrici, valvole di bilanciamento e circolatori auto adattativi) o componenti in grado di associare esigenze diverse: pompe di calore, solare termico e bollitore multi serpentina per gestire entrambi le sorgenti termiche; pompa di calore, bollitore e produttore istantaneo di ACS; caldaia, solare termico e sistema di gestione intelligente di inserimento delle due tecnologie in funzione del maggior risparmio energetico. I profes-

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LA GEOTERMIA A BASSA ENTALPIA SI DIFFONDE ANCHE IN ITALIA A partire dal nuovo millennio si comincia a parlare anche in Italia di geotermia a bassa entalpia ovvero del sistema che consente di sfruttare la temperatura del sottosuolo. Ad una profondità di 15-20 metri la temperatura risulta prossima alla media dell’anno, quindi costante in tutte le stagioni ma anche ad una profondità inferiore è più fresca rispetto alla temperatura percepita in estate e più calda rispetto alla temperatura percepita in inverno. Diffusa in ambito residenziale soprattutto nel Nord Europa e negli Stati Uniti, la geotermia integra o sostituisce efficacemente i tradizionali impianti domestici di climatizzazione. Un impianto geotermico opportunamente dimensionato in regime “monovalente” può soddisfare il bisogno di climatizzazione e ACS di un edificio, altrimenti può essere integrato con altri generatori di calore ad alta efficienza come la caldaia a condensazione o il solare termico in regime “bivalente”. L’impianto si compone di tre elementi: un sistema di captazione del calore, una pompa di calore geotermica e un sistema di accumulo e distribuzione. Il serbatoio di accumulo è indispensabile sia per immagazzinare il calore che per integrare impianti solari termici o caldaie a condensazione. Gli impianti geotermici sono particolarmente adatti per lavorare con terminali di riscaldamento e raffrescamento funzionanti a basse temperature (pannelli radianti o ventilconvettori). Come tutte le pompe di calore anche quella geotermica funziona grazie alla corrente elettrica, pertanto l’impianto dovrebbe essere abbinato ad un micro eolico o fotovoltaico. Tuttavia è possibile, se le condizioni climatiche lo permettono, utilizzare un impianto geotermico passivo (senza pompa di calore) per produrre aria fresca senza però controllare l’umidità. Di recente In Italia, probabilmente grazie alle politiche incentivanti (detrazioni fiscali prima del 55% poi del 65% e Conto termico), sono stati realizzati numerosi impianti geotermici con pompa di calore che producono acqua calda per il riscaldamento invernale e per gli usi sanitari e acqua fredda per rinfrescare durante l’estate.

sionisti creano nuove soluzioni impiantistiche e i costruttori di componenti idronici li seguono in questa corsa al circuito complesso ma efficiente. Il problema è che la velocità di introduzione nel mercato di nuove soluzioni non è supportata da una idonea formazione dei professionisti che le scelgono o che le installano con enormi problemi di post installazione.


ARIA FRESCA: LE TAPPE DELL’EVOLUZIONE Nell’antichità, gli edifici erano costruiti in modo da limitare l’ingresso del calore: l’inerzia termica dei muri spessi ritardava di ore l’ingresso del calore nelle case e vi sono esempi di architettura vernacolare (trulli pugliesi) in cui cisterne sotterranee per la raccolta dell’acqua piovana sono collegate all’abitazione da un pozzo che crea un canale di aria fresca. La storia della produzione di aria fresca comincia nella seconda metà del XVIII secolo con i primi esperimenti sul raffreddamento dell’aria. All’inizio del ‘900 vengono installati i primi impianti di condizionamento Carrier in America (poi distribuiti in Italia). Durante gli anni ’30 vengono brevettati impianti di condizionamento e frigoriferi domestici con impianto centralizzato di condizionamento dell’aria e la produzione diventa nazionale. A partire dal secondo dopoguerra cominciano a diffondersi apparecchi elettrici che

producono aria calda in inverno e aria fresca d’estate. Nel corso degli anni ’50 gli impianti di condizionamento sono installati in alberghi di lusso, edifici commerciali e qualche palazzina signorile dove non sempre vengono graditi perché non controllabili autonomamente. I primi condizionatori domestici autonomi vengono prodotti negli anni ’60, ma è con la crisi petrolifera del ’73 e l’impennata dei prezzi dei combustibili fossili che si aprono i mercati per sfruttare la pompa di calore oltre che per raffreddare anche per riscaldare l’aria. Alla fine degli anni ’80 molte aziende si specializzano nel settore del condizionamento dell’aria convinte che il boom sia imminente e infatti negli anni ’90 i climatizzatori non sono più un prodotto d’élite per pochi uffici e rare abitazioni e arrivano a diventare, a partire dal 2000, degli apparecchi indispensabili.

DAL 1930 AL 2030: FONTI RINNOVABILI

Da politiche più o meno incentivanti a obblighi di legge

I

n Italia la crescita dell’apporto del termoelettrico fossile raggiunge il suo picco storico nel 2007 con 265,8 TWh. Arriva a coprire l’84,7% della produzione nazionale pari a 313,9 TWh, mentre le energie rinnovabili (idroelettrico, geotermoelettrico e combinato eolico-fotovoltaico) contribuiscono appena al 15,3% della produzione. La situazione migliora a partire dal 2013 quando l’energia da fonti rinnovabili arriva a coprire il 33,4% della produzione nazionale. Vengono prodotti 54,7 TWh da idroelettrico, 5,7 TWh da geotermoelettrico, 14,9 TWh da eolico e 21,6 TWh da fotovoltaico su una produzione nazionale di 289,9 TWh. Cresce la produzione elettrica da fonte eolica, solare e da biomassa, le cosiddette “nuove” fonti energetiche rinnovabili, mentre

le “classiche” (idroelettrica e geotermica) si arrestano in quanto risultano già sfruttate dove ritenuto conveniente.

L’evoluzione del fotovoltaico

Negli ultimi anni il settore del fotovoltaico si è rapidamente evoluto: il rendimento degli impianti è migliorato; la garanzia è passata dai 20 anni del 2005 ai 35 anni odierni; gli ingombri sono diminuiti e i prezzi sono scesi; qualche progresso è stato fatto anche nell’ambito dello smaltimento dei pannelli. Inoltre, qualche anno fa l’inverter poteva influire negativamente sul rendimento dell’intero impianto, mentre oggi gli impianti vengono installati con un numero variabile di mini n.70 www.casaeclima.com

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DAL 1930 AL 2030 - RICERCA CRESME ANGAISA inverter, più facili da installare e da gestire. Migliora inoltre l’integrazione architettonica con coppi, tegole e piastrelle fotovoltaiche; è possibile applicare il fotovoltaico flessibile, adesivo o a film sottile; oppure si può ricorrere a moduli fotovoltaici strutturali come finestre o vetrate che producono energia elettrica.

Cresce l’attenzione per il micro idroelettrico

Negli ultimi anni l’idroelettrico in piccola scala sta suscitando una crescente attenzione, in particolare il micro idroelettrico (potenza installata inferiore a 100 kW). I luoghi idonei per installare i grandi impianti idroelettrici sono pressoché esauriti ma il progetto Restor Hydro della European Small Hydropower Association stima che in Italia ci sono più di 5.000 siti adatti ad installare impianti di micro idroelettrico. Questo tipo di impianto funziona per mezzo delle ruote idrauliche che possono produrre energia elettrica in siti con salti idraulici inferiori a 5 m e portate dell’ordine massimo di 1 mc/s per metro di larghezza. Condizioni che si trovano lungo canali irrigui, dove altre tipologie di turbine non risulterebbero economicamente convenienti. Il tempo di ammortamento di un impianto a ruota idraulica è di 7-12 anni e la sua vita utile è di qualche decina d’anni, pertanto risulta fattibile investire in questa tecnologia. Dai risultati sperimentali ottenuti dal Politecnico di Torino risulta che l’efficienza delle ruote idrauliche è costante al variare della portata d’acqua e sono in corso ulteriori analisi con il fine di ottimizzarne il design.

Sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili nei nuovi edifici

Nel prossimo futuro si dovranno obbligatoriamente integrare sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti per coprire i consumi di calore, elettricità e raffrescamento. Questo è quanto disposto dal Dlgs 28/2011 in applicazione alla direttiva europea 2009/28/CE. I sistemi più praticabili per soddisfare la richiesta energetica di una casa che vuole essere a emissioni zero si possono racchiudere in due principali famiglie: • un sistema integrato solare termico/biomasse per il riscaldamento degli ambienti e la produzione di ACS con un impianto fotovoltaico per soddisfare i bisogni energetici; • un sistema totalmente elettrico con utilizzo delle pompe di calore per il riscaldamento degli ambienti e la produzione di ACS.

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RINNOVABILI: LE TAPPE DELL’EVOLUZIONE Già al tempo dei romani, l’energia solare viene utilizzata per riscaldare gli ambienti: le stanze che richiedono più calore vengono esposte a sud ovest, progettano aule circolari con la funzione di accumulare il calore solare, chiamate heliocaminus o “stufe solari” e pare che abbiano ideato i pannelli solari, di sicuro conoscono già l’effetto serra dato dall’irraggiamento solare sui vetri delle case. Anche l’utilizzo dell’energia dell’acqua per generare energia meccanica ha origini molto antiche, la ruota idraulica raggiunge il suo massimo sviluppo nel XVIII secolo e nel XIX secolo fa muovere i macchinari delle prime fabbriche della Valle Olona. La prima guerra mondiale rivela la dipendenza dell’Italia dal carbone di importazione che nel 1917 arriva a costare 450 lire a tonnellata (prima della guerra il prezzo era tra le 28 e le 35 lire). Negli anni ’20 e ’30, si diffondono idroelettrico e geotermoelettrico che nel 1939 arrivano a generare il 95% della produzione elettrica nazionale. Negli anni della ricostruzione, il piano Marshall dà uno speciale impulso all’installazione di nuovi impianti termoelettrici: tra il 1956 e il 1965 la potenza installata in impianti con combustibili fossili comincia a superare, per la prima volta, la potenza installata in impianti idroelettrici. L’interesse per l’energia solare (salvo qualche raro caso) si accende con la crisi petrolifera del 1973. Nel 1981 il CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare) viene trasformato in ENEA (Comitato Nazionale per la ricerca e per lo sviluppo dell’Energia Nucleare e delle Energie Alternative) a cui viene dato un ruolo di rilievo nella promozione delle energie rinnovabili. Dopo Cernobyl il costo del petrolio crolla e l’Italia termina lo sviluppo delle tecnologie TCS (Termoelettrico a Concentrazione Solare), dalla metà degli anni ’90 l’apporto del termoelettrico fossile cresce notevolmente e l’interesse per l’energia solare si riaccende sul finire degli anni ’90 a seguito delle problematiche ambientali.


Questi due sistemi sono stati messi a confronto monitorando per cinque anni 8 edifici per individuarne le criticità. Le conclusioni sono che entrambi i sistemi riescono a coprire l’intero fabbisogno di energia termica ed elettrica, ma il costo iniziale è maggiore per il sistema completamente elettrico mentre la manutenzione è più gravosa nel sistema biomasse/solare. Il sistema completamente elettrico ha qualche problema durante i picchi di freddo e un brusco calo di efficienza al quarto anno di utilizzo. I consumi elettrici possono essere molto elevati se non adeguatamente abbinato ad un sistema di distribuzione del calore. Il sistema più conveniente varia in funzione alle esigenze dell’utente, alle caratteristiche climatiche del luogo in cui viene installato e da tanti altri fattori tra cui le variazioni delle politiche energetiche. 

Ringraziamo ANGAISA e Cresme per averci fornito i materiali della ricerca “IT’S made in Italy - Innovazione e qualità, futuro e storia dell’idrotermosanitario fabbricato e distribuito in Italia dal 1930 al 2030”.

Cambia la grafica, ma non l’informazione

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DENTRO L’OBIETTIVO

Riqualificazione e condivisione per il quartier generale Amazon Il complesso è costituito da due edifici collegati a tutti i livelli da un blocco centrale che ospita i quattro ascensori principali, con una grande facciata a vetri che migliora e amplifica la trasparenza e l’illuminazione degli interni. L’obiettivo ha previsto la trasformazione di un edificio denso, buio e chiuso in se stesso in un moderno immobile aperto, trasparente, innovativo e performante al passo con le aspettative del 2020  SILVIA MARTELLOSIO 42

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orge a due passi dai grattacieli di Porta Nuova a Milano, il nuovo quartier generale di 17.500 metri quadrati di Amazon. Progettato dallo studio GBPA Architects, l’edificio, che può ospitare fino a 1.100 dipendenti, è il frutto del restauro di uno dei centri direzionali più rappresentativi di Milano degli anni Settanta, simbolo per decenni della Maire Tecnimont. Amazon è solo il nuovo tassello di un polo sempre più in crescita. Camminando tra i grattacieli di Porta Nuova e nelle vie limitrofe, infatti, si entra nella Silicon Valley d’Italia: una concentrazione di aziende hi-tech inserite in un tessuto dove cresce il valore del lavoro smart o del coworking.

Progetto architettonico

Obiettivo del progetto è stato quello di riqualificare e migliorare l’impatto con il contesto nel quale l’edificio è collocato, creando un equilibrio compositivo tra forme geometriche definite di immediata lettura e la massima complessità del luogo dove si inserisce. A tal proposito si è scelto quindi di rimodulare l’involucro esterno con una nuova facciata vetrata curtain wall su una ripartizione degli elementi portanti che aumenti la permeabilità e la luminosità dei locali, rafforzando il rapporto tra esterno e interno in continuità materica e cromatica con l’edificio esistente. La lettura dei ritmi della nuova facciata risulta meglio armonizzata e regolata sullo spartito di quella esistente, con conferma sia dei tagli verticali (attraverso elementi frangisole reinterpretati con l’uso del vetro serigrafato e lesene in alluminio anodizzato) che degli elementi di taglio orizzontale. Sono stati utilizzati alluminio, vetro e pietra in virtù di un linguaggio contemporaneo largamente previsto e usato nel contesto di riferimento.

“L’intervento di riqualificazione è stato rappresentativo del processo di rivalorizzazione degli immobili attraverso il ripristino del rapporto con una città in trasformazione: l’apertura del fronte su Melchiorre Gioia stabilisce una nuova continuità con la città, le scelte materiche e costruttive contemporanee e innovative legano le facciate dell’edificio al nuovo skyline di Porta nuova”

GBPA Architects n.70 www.casaeclima.com

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DENTRO L’OBIETTIVO

Verso la città

L’intervento comprende una parziale demolizione di uno dei fronti, dando luogo a una piazza interna coperta da una grande pensilina vetrata di circa 500 mq e caratterizzata da elementi di arredo e da aree verdi di riqualificazione urbana che hanno determinato il nuovo accesso all’edificio e hanno aperto così gli spazi verso la città e, soprattutto, verso il nuovo quartiere di Porta Nuova. I piani interrati sono rimasti inalterati come funzione, parcheggi e centrali meccaniche, mentre la copertura è stata adibita a board room con la presenza di un ampio garden roof, con alloggiamento di pannelli solari/fotovoltaici. Il corpo di collegamento, che univa in passato i due principali edifici, è stato completato anche nei restanti piani non precedentemente collegati, in modo da garantire la massima fruibilità e collegabilità dei vari orizzontamenti. Le facciate, precedentemente realizzate in alluminio e vetro, sono state riprogettate, posizionando nuove cellule vetrate di maggior dimensione e frangisole, appositamente studiati, per poter riprendere e rileggere in chiave moderna il disegno originale. Anche le precedenti schermature degli impianti realizzate in alluminio, e volutamente presenti in facciata dal progetto originario degli anni ’70, sono state attualizzate ai giorni nostri attraverso il posizionamento di cellule vetrate progettate ad hoc. L’edificio, che ha raggiunto la

PENSILINA VETRATA posizionata in prossimità del nuovo accesso all’edificio

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Interni degli uffici, nell’allestimento Shell and Core, lungo le facciate sulla corte interna


LA PAROLA AI PROGETTISTI Quali sono le caratteristiche salienti della nuova sede di Amazon? Il progetto prevede il completo rifacimento di un immobile iconico degli anni Settanta, la ex sede della Marie Tecnimont, la cui corazza in alluminio e cristallo era stata concepita per celebrare l’abilità tecnica dell’azienda. Qual è l’obiettivo del progetto di riqualificazione? Il nostro obiettivo prevede la trasformazione di un edificio denso, buio e chiuso in se stesso in un moderno immobile aperto, trasparente, innovativo e performante al passo con le aspettative del 2020. Quali sono stati le principali sfide, sia tecniche che concettuali, che avete dovuto affrontare con il progetto di riqualificazione? La prima grande sfida è stata certamente a livello concettuale:

Arch. Antonio GIOLI e Arch. Federica DE LEVA

come affrontare il totale rifacimento di un edificio iconico e fortemente rappresentativo della realtà milanese percepito come un “oggetto urbano che c’è da sempre”. Abbiamo concepito un edificio innovativo e dal forte impatto estetico, mantenendo però un approccio progettuale rispettoso della storia dello stesso. Molte le sfide progettuali e tecniche: ci siamo trovati a lavorare su un edificio estremamente denso e chiuso sia dall’esterno verso l’interno che dall’interno verso l’esterno. L’edificio mostrava dal punto di vista planimetrico e distributivo gli elementi tipici del contesto storico nel quale era nato: ad esempio, tante aree parcellizzate e stagne con limitata possibilità di comunicazione, inefficienze relative alla posizione dei servizi e impiantistiche, accesso difficoltoso all’edificio, fino ad arrivare al ritmo serrato e occlusivo della facciata che impediva un sano rapporto tra interno ed esterno. Ci siamo quindi basati su concetti di permeabilità percettiva e fisica degli spazi: abbiamo proposto un layout che favorisce l’incontro e la comunicazione

tra le persone attraverso il riposizionamento dei collegamenti verticali, la condivisione dei percorsi, la creazione di ampie aree di lavoro informali, e così via. Per quanto riguarda la facciata abbiamo deciso di conservare l’elemento architettonico del frangisole (tratto fortemente caratterizzante dell’immobile preesistente), ma sostituendo l’alluminio con il vetro che, pur mantenendo la funzione oscurante, garantisce grande trasparenza e luminosità. Tutto ciò a gran vantaggio della migliore vivibilità dei luoghi di lavoro. Che rapporto esiste tra il progetto originario e quello di riqualificazione? Un rapporto di continuità a livello compositivo, materico e cromatico con l’edificio esistente. La lettura dei ritmi della nuova facciata risulta armonizzata e regolata sullo spartito di quella preesistente. Qualche parola sui partner tecnici: TEKNE, GAD, ARUP. L’esperienza con TEKNE e GAD, nostri principali partner, è stata molto positiva e complementare. Abbiamo collaborato step by step fin dalla fase concettuale e questo si è tradotto in un vero progetto integrato e pertanto di successo. Con ARUP, che ha svolto il ruolo di PM, abbiamo avuto un ottimo rapporto confrontandoci costantemente per trovare le soluzioni più soddisfacenti ai desiderata del cliente. Abbiamo riscontrato grande professionalità e disponibilità. Tre aggettivi per descrivere il nuovo Monte Grappa. Trasparente, innovativo, accogliente/ luminoso.

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DENTRO L’OBIETTIVO certificazione LEED Platinum, è stato pensato secondo i più aggiornati criteri di efficientamento energetico e sostenibilità ambientale, perseguendo un alto grado di integrazione fra le diverse componenti. Gli impianti, in particolare, sono pensati per garantire massimo comfort interno ed efficienza, adottando soluzioni ibride e flessibili, tecnologicamente avanzate, orientate al contenimento dei consumi e all’impiego di energie rinnovabili.

Smart building

Unità di Trattamento Aria e Pannelli fotovoltaici installati sulla copertura del fabbricato

Impianti della Centrale Termica del complesso

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L’edificio di Viale Monte Grappa è pensato secondo i criteri di efficientamento energetico e di sostenibilità ambientale. Tutti gli aspetti del sistema progetto (involucro, impianti, illuminazione, architettura) hanno elevati livelli di efficienza e di integrazione. L’edificio è in grado di limitare l’impatto sull’ambiente ed è progettato con un approccio culturale volto alla riduzione dei consumi energetici con ricorso a fonti rinnovabili, alla riduzione dei consumi idrici, all’uso di materiali con particolari caratteristiche e provenienza, con attenzione al ciclo di vita dell’edificio e dei componenti, puntando al

Unità centrali di condizionamento


STANDARD PROGETTUALI E OBIETTIVI ASSOLTI DALL’EDIFICIO •• Riduzione dei fabbisogni (miglioramento delle prestazioni dell’involucro); •• riduzione dei consumi energetici e comfort interno (sostituzione impianti obsoleti con sistemi evoluti); •• uso di energie rinnovabili; •• sistemi di monitoraggio e gestione; •• attenzione allo smaltimento dei materiali ed alla scelta dei nuovi.

Terminali di emissione dell’impianto di climatizzazione

benessere degli occupanti e alla sostenibilità sociale. La progettazione ha seguito i seguenti criteri: comfort termico e microclima ambientale; aspetti igienici e salute degli occupanti; aspetti di esercizio; aspetti energetici e di risparmio delle risorse.

Impianti della Centrale Termica del complesso: collettori

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DENTRO L’OBIETTIVO

Scelte progettuali ad alta efficienza energetica

Impianti della Centrale Termica del complesso: collettori

SEZIONE LONGITUDINALE

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La riduzione dei fabbisogni le performance dell’involucro sono state garantite dalla posa di adeguati strati di coibente per migliorare la trasmittanza termica delle stratigrafie e dall’utilizzo di materiali con riflettanza elevata che evitano la formazione di isole di calore. Per l’illuminazione i progettisti hanno cercato di massimizzare l’illuminazione naturale, scegliendo per l’illuminazione artificiale corpi illuminanti a LED a basso consumo e alta efficienza, con luce diffusa, regolabile e dimmerabile attraverso il sistema di controllo centralizzato (BMS), che regola l’accensione e lo spegnimento centralizzato a seconda della presenza di persone e dell’apporto della luce naturale. Per la climatizzazione invernale ed estiva sono state installate quattro pompe di calore polivalenti, per una potenza termica e frigorifera totale pari rispettivamente a 2,5 MW e 2,7 MW in grado di coprire le necessità per le due stagioni. Sono poi installate unità di


SEZIONE TRASVERSALE

trattamento aria ad alta efficienza e terminali idronici. L’acqua di falda non potabile viene utilizzata anche per la rete duale di alimentazione delle cassette dei WC, per irrigare le aree verdi e per il pretrattamento dell’aria primaria nelle UTA mediante apposite batterie di scambio termico, al fine di consentire il risparmio di acqua potabile. Tutti i sistemi edificio-impianto sono equipaggiati con contabilizzatori e contatori per il monitoraggio dei consumi e per una gestione più efficiente che assicuri contemporaneamente il massimo comfort. E’ presente un impianto fotovoltaico integrato in copertura a parziale copertura dei fabbisogni energetici dell’edificio, con potenza di picco pari a 43 kWp, ed è provvisto di contabilizzatore di energia. L’energia prodotta verrà immessa nella rete privata. ll 98% dei rifiuti non pericolosi legati alle attività di costruzione e demolizione del cantiere sono stati riciclati e/o recuperati, mentre i materiali di costruzione hanno un contenuto di riciclato pari all’11%. 

MONTE GRAPPA 3, EDIFICIO PER UFFICI Sito, Data Milano, Italia, 2015 – 2017

Contractor facciate Stahlbau Pichler

Tipo di lavoro Progettazione integrata, direzione lavori

Contractor aree verdi Peverelli

Progettazione architettonica GBPA Architects – Antonio Gioli, Federica De Leva

Dimensioni

Cliente Antirion sgr

•• Superficie fuori terra: 18000 mq

Progetto impianti, coordinamento e direzione lavori, certificazione Leed Tekne Spa

•• Superficie totale del sito: 3900 mq •• SLP: 16100 mq •• Superficie interrati: 21000 mq •• Piani interrati: 5

Project Management ARUP Milano

•• Posti auto: 150

Sicurezza, computi e capitolati GAD Global Assistance Development

•• Piani fuori terra su Viale Monte Grappa: 7

Contractors civile e impiant Sercos – Alpiq

Photo Credits Andrea Artoni, GBPA Architects e Marco Introini

•• Superficie facciate: 10200 mq •• Piani fuori terra su Bastioni di Porta Nuova: 10

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DENTRO L’OBIETTIVO

Una moderna smart factory Per una completa building automation con una reattività “real-time” sono state previste elaborazioni locali delle informazioni in transito (intelligenza distribuita) e una tecnologia derivata dall’automotive  SILVIA MARTELLOSIO 50

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L

ocalizzata nell’area P.I.P. di Bagnoli Irpino (AV), la nuova sede di ACCA software si estende su una superficie pari a 30.000 mq a valle del centro storico. Il progetto ha tenuto conto della particolare esposizione e panoramicità del sito, della rilevante percezione visiva che si ha dell’opera anche da luoghi lontani e del valore di reciprocità tra natura ed edificato, tra ambiente naturale e architettura. L’impostazione progettuale ha dunque voluto privilegiare nelle altezze e nelle volumetrie la caratteristica naturale del sito ed è stata orientata a una composizione volumetrica che offrisse il minor impatto ambientale possibile, senza rinunciare a un “segno” architettonico anche rappresentativo della qualità e del carattere del nuovo insediamento produttivo.

Architettura al servizio dell’innovazione

La sede è stata realizzata considerando le nuove necessità lavorative che portano a ripensare spazi commerciali e uffici in ottica più social e digital, headquarters aziendali dove il layout si adatta alle esigenze di integrazione e condivisione. Il corpo di fabbrica centrale, disposto secondo l’asse est – ovest costituisce la spina dell’intera composizione e accoglie da valle le funzioni di ingresso atrio e, in successione verso est, gli spazi connettivi e di rappresentanza, fino a giungere a un’importante sala conferenze. A tale spina sono aggregati, ortogonalmente, quattro corpi di fabbrica a due livelli, disposti secondo l’asse nord - sud. I piani terreno sono destinati a funzioni di servizio, di accoglienza e alle relazioni esterne oltre che al ristoro e al relax. I corpi di fabbrica al secondo livello accolgono invece i reparti lavorativi. Nella parte centrale è stata realizzata una particolare sala denominata “Mind Gymnasium”, completamente vetrata, circondata dal verde di una serra e concepita come luogo di confronto e motore dell’innovazione: una sorta di cervello in cui convergono idee, contributi e risorse dalle aree strategiche dell’azienda.

Obiettivo “impatto zero”

Gli interventi adottati e le tecnologie impiegate nella costruzione della nuova sede puntano a un obiettivo ambizioso: realizzare una costruzione autosufficiente e a energia zero, in grado di garantire la sostenibilità ambientale delle attività e l’energia necessaria per il mantenimento delle condizioni interne di benessere. Anche nella scelta dei materiali di costruzione (laterizi, intonaci, malte, conglomerati, pavimenti e rivestimenti,

TRASFORMAZIONE SOSTENIBILE. L’obiettivo è stato perseguito nella scelta di geometrie cartesiane nell’articolazione della pianta e dell’alzato, dei patii che caratterizzano gli spazi interni di rappresentanza e connessione e restituiscono alla struttura caratteri di trasparenza, leggerezza e integrazione, del terrazzo a verde all’incastro dello ziggurat di ingresso n.70 www.casaeclima.com

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DENTRO L’OBIETTIVO Keyplan dell’intervento

Sezione tipo est-ovest

Sezione tipo ovest-est

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ecc.) si è posta particolare attenzione all’impatto ambientale dei prodotti con riferimento all’intero ciclo di vita dell’edificio (produzione, distribuzione, uso, riuso e manutenzione, riciclaggio e dismissione finale). Sono presenti impianti alimentati da fonti rinnovabili con una potenza di 200 kW, con 3 turbine eoliche, pannelli fotovoltaici integrati nella struttura e sulle pensiline del parcheggio, un impianto solare termico a copertura della suggestiva piscina a uso del personale interno. Lamelle e pannelli fotovoltaici sono integrati con l’architettura. La spina centrale di copertura dei quattro corpi, secondo l’asse nord-sud, è risolta con copertura a lanternini continui (sheds) che raccolgono la luce naturale da nord, mentre a sud si integrano ai pannelli fotovoltaici. Un cornicione continuo sui fronti ad est e ad ovest, integrato alla struttura metallica che supporta le schermature orientabili, accoglie lamelle fotovoltaiche, orientate a sud e per una superficie complessiva di 1.100 mq. Sulla sommità dei cavedi tecnici delle zona centrale della struttura sono state installate due pale eoliche ad asse verticale. Una torre del vento, espressione simbolica di un intervento innovativo e a tecnologie avanzate, accoglie in sommità una pala eolica di nuova generazione - a doppia elica a spoletta verticale. Anche l’ampio parcheggio (circa 5.000 mq. ) è per buona parte coperto da pergolati con pannelli fotovoltaici. Infine, un sofisticato sistema di recupero, raccolta e riutilizzo dell’acqua piovana consente un risparmio importante sui consumi idrici per i servizi igienici e di irrigazione.

Prestazione energetica

L’edificio garantisce performance energetiche di rilievo: la struttura, infatti, è progettata per ricadere in classe energetica “A4” (corrispondente alla classe più alta della nuova classificazione energetica degli edifici). L’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile (EPgl,nren) è pari a soli 32 kW/m2 annui, mentre l’indice della prestazione energetica globale rinnovabile (EPgl,ren) è pari a 67 kW/m2 anno. Le emissioni di CO2 ammontano a soli 7 kg/m2 annui.

Sistema di ombreggiatura a “doppia pelle”

La protezione dall’irraggiamento solare delle facciate rivolte a ovest e a est è realizzata mediante un innovativo sistema a “doppia pelle”. Per l’intero sviluppo dei prospetti è stata prevista una struttura in acciaio a vista, posta a circa un metro dai tamponamenti, sostegno per le schermature a lamelle mobili orientabili, automatizzate in funzione della posizione del sole e delle caratteristiche della luce. Pannelli orsogrill orizzontali, sempre integrati alla struttura in acciaio, e tra questa e la tamponatura muraria, svolgono il doppio ruolo di schermatura orizzontale e di camminamento per la manutenzione delle vetrate. L’insieme caratterizza e connota l’aspetto figurativo che risulta anche “variato” in funzione della luce solare e delle condizioni metereologiche. SCHERMATURA DELLE FACCIATE. Integrate nella struttura delle lamelle fotovoltaiche per una superficie complessiva di 1.100 mq

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DENTRO Lâ&#x20AC;&#x2122;OBIETTIVO Spina centrale connettivo e spazi comuni e di rappresentanza tra i Corpi A, B, C e D

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Riduzione dei consumi e sicurezza

L’edificio è dotato di un’infrastruttura di “building automation” per massimizzare il comfort e la sicurezza degli occupanti. L’infrastruttura di supervisione e controllo consente la termoregolazione automatica dei singoli locali in funzione dei cambiamenti ambientali, del comfort desiderato e del massimo risparmio energetico. Anche la qualità dell’illuminazione è gestita da interruttori elettronici, sensori e attuatori locali integrati con i controlli di apertura o chiusura dei frangisole per lo sfruttamento della luce naturale. Il sistema sovrintende anche al funzionamento dei carichi di corrente, all’alimentazione d’emergenza, alle comunicazioni e alle connessioni entranti e uscenti dall’edificio, alla diffusione di sorgenti audio-video e a tutti gli aspetti di security (sicurezza contro intrusioni non autorizzate) e di safety (sicurezza globale dell’edificio contro fughe di gas, incendi o altri eventi dannosi). Per ottenere una reattività “real-time” è necessario prevedere elaborazioni locali delle informazioni in transito (intelligenza distribuita) mirate a ridurre allo stretto necessario il traffico sul bus seriale che collega le varie parti e prevedere meccanismi di gestione delle “collisioni” (più sorgenti che vogliono trasmettere contemporaneamente), veloci e a prova di errore. Il bus seriale adottato in questo impianto è il CAN-BUS, attualmente il più affidabile tra quelli disponibili, utilizzato

LAMELLE E PANNELLI FOTOVOLTAICI. Risultano integrati all’architettura con diverse soluzioni di tipo tecnologico ed estetico

IL SISTEMA DI BUILDING AUTOMATION CONSENTE DI: •• acquisire in tempo reale tutte le informazioni relative allo stato di tutti gli ambienti interni ed esterni (temperatura, umidità, luminosità, presenze, rumore, nuvolosità, pioggia), le richieste di accesso (pulsanti, identificazione Rfid), lo stato operativo delle utenze; •• comandare/regolare tutte le utenze elettriche (luci, condizionamento, frangisole, serrature, servizi). Queste funzioni sono ottenute mediante un sistema multiprocessore a 3 livelli interconnesso da bus seriali: •• un computer centrale riceve tutte le informazioni e comanda le azioni da eseguire; •• 12 processori intermedi (box di piano), uno per ogni ala dell’edificio, smistano le informazioni; •• 111 processori di campo (3 tipi di box), costituiscono l’interfaccia fisica verso le utenze.

Questo tipo di architettura è reso necessario dai numeri in gioco; si tratta infatti di acquisire: •• 1328 ingressi di tipo ON/OFF (stato utenze, pulsanti, ecc.); •• 960 ingressi analogici 0-10V (da sensori presenza, da sonde luce/temperatura/umidità/rumore, ecc.); •• 120 encoders incrementali (per leggere l’angolo dei pannelli frangisole); •• 48 codici di identificazione dai moduli controllo accesso Rfid e di comandare: •• o 1128 utenze elettriche di tipo ON/OFF •• o 480 uscite analogiche 0-10V (regolazione luci, temperatura, ecc.) o 48 motori reversibili per orientamento pannelli frangisole. Complessivamente si hanno quindi circa 2500 ingressi e oltre 1600 uscite.

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DENTRO L’OBIETTIVO da molti anni in ambito automotive (tasso di errore praticamente pari a 0). Per snellire il traffico delle informazioni sul CAN-BUS, si è scelto di suddividerlo in più BUS, completamente separati: quello principale collega il computer centrale con i 12 box di piano. Ciascun box di piano dispone di un suo CAN-BUS riservato alle sezioni che ricadono sotto la sua giurisdizione (box di zona, box frangisole, controllo accessi). Ogni box di piano dispone inoltre di un suo canale RS485 per eventuali utenze non collegabili via CAN, e di un ulteriore canale di comunicazione di tipo wireless (Bluetooth), che consente di inviare comandi e di ricevere messaggi dall’unità centrale, mediante un telefono cellulare dotato di apposita app. I box controllo accessi sono dotati di lettore rfid, di tastiera e display grafico. L’identificazione quindi può avvenire mediante tag rfid o digitando un codice di riconoscimento. Il display grafico consente la visualizzazione di qualsiasi messaggio inviato dal computer centrale. Rfid e tastiera sono utilizzati anche per inviare comandi: ad esempio, per selezionare scenari di illuminazione. Per massimizzare la sicurezza contro gli accessi non autorizzati, la elettroserratura non viene pilotata da questo box (posto esternamente alla porta di accesso), ma dal box di zona più vicino (posto all’interno dell’ambiente protetto), dietro autorizzazione del computer centrale.

Comfort termico e benessere lavorativo

Grande attenzione è stata posta al comfort dei luoghi di lavoro. Il controllo della qualità dell’aria interna è affidata a sistemi automatici e intelligenti di ventilazione meccanica controllata con funzioni di rinnovo continuo dell’aria interna, recupero del calore e controllo delle dispersioni termiche. Il particolare sistema avanzato di ventilazione meccanica consente dosaggi calibrati dell’aria di rinnovo, controllo delle correnti d’aria, assenza dei rumori esterni e forte limitazione dei rumori interni, controllo sulla qualità dell’aria interna, contenimento delle dispersioni termiche, recupero energetico.

Benessere ambientale e qualità della vita lavorativa

L’illuminazione naturale ha rappresentato un driver progettuale di primaria importanza per la nuova sede, soprattutto per le sue positive implicazioni in termini di efficienza energetica e sostenibilità ambientale. L’illuminazione artificiale è stata invece oggetto di un attento studio illuminotecnico che garantisce la corretta illuminazione a ciascuna postazione lavorativa in ogni circostanza. Tutti i corpi illuminanti sono tipo LED, con la massima attenzione ai consumi.

Servizi al personale

Il progetto prevede anche un ampio ventaglio di servizi e spazi dedicati al personale per il ristoro, la ricreazione, la formazione e il relax (con biliardini, tavoli da ping pong, TV, ecc.). Sono presenti sale computer, baby park, piscina coperta con palestra e spogliatoi. È disponibile, inoltre, una sala mensa self service per circa 200 posti fornita di cucina e servizi. 

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INTERNI E ILLUMINAZIONE. Nei luoghi di lavoro l’illuminazione è realizzata con appositi lanternini continui, sheds, che raccolgono la luce naturale da nord per evitare gli effetti dell’irraggiamento solare e offrire una distribuzione diffusa della luce


FORMAZIONE AREA SAFETY

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CONCORSO INTERNAZIONALE

Soluzioni per limitare il riscaldamento globale Construction21 ha scelto COP23 per rivelare i vincitori internazionali dell’edizione 2017 dei suoi Green Solutions Awards. Nove i progetti premiati  SILVIA MARTELLOSIO

L’

edizione 2017 dei Green Solutions Awards ha i suoi vincitori. Promosso dal network Construction21 al fine di incoraggiare le migliori realizzazioni di edilizia sostenibile, il premio è stato infatti assegnato il 15 novembre a Bonn durante la COP23. Al concorso hanno partecipato 150 candidati provenienti da 19 paesi. Dopo la prima fase di qualificazione, tenutasi a livello nazionale nel mese di settembre, 59 campioni nazionali hanno partecipato alla corsa per le finali internazionali.

I vincitori

Le nove realizzazioni premiate costituiscono sicuramente una fonte di ispirazione per tutti i professionisti che lavorano nel settore dell’edilizia. Soprattutto dimostrano come decarbonizzare le nostre società usando risorse di filiere corte, reinventando tecniche tradizionali e tecnologie all’avanguardia, oppure creando una vera intelligenza per l’edificio e i suoi sistemi, magari cercando nuove fonti di energia. Le squadre vincitrici sono state premiate con una video intervista che,

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oltre ad avere una grande diffusione grazie all’inserimento nella piattaforma di Construction21, sarà sottotitolata in 6 lingue - inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano e cinese - e ampiamente condivisa su internet e sui social media.

“In questa edizione del concorso, Construction21 ha come scopo la diffusione a livello globale di soluzioni attuabili e implementate al fine di ottenere la riduzione del riscaldamento climatico di 2°C. Ci aspettiamo numerosi casi studio innovativi per gli edifici, i quartieri e le infrastrutture. Con la partecipazione al concorso si ha la possibilità di influenzare i professionisti del sistema per le loro progettazioni future”

Christian Brodhag, Presidente di Construction21


PARTNER

LE TAPPE DEL CONCORSO 15 Marzo

Lancio al MIPIM, Fiera immobiliare internazionale di Cannes, Francia

16 Giugno Giugno-Luglio

•• Chiusura dell’inserimento dei casi studio •• Comunicazioni sulla campagna promozionale tra i candidati •• Voto online e incontri dei giurati per la selezione dei vincitori nazionali

Settembre Ottobre

•• Annuncio dei vincitori nazionali •• Campagna di comunicazione •• Giuria per i vincitori internazionali

Novembre

•• Presentazione dei progetti finalisti per gli Edifici al Batimat di Parigi •• Cerimonia del Concorso al COP23 a Bonn in Germania •• Campagna di comunicazione tra i vincitori internazionali

Dicembre

Presentazione dei progetti finalisti per i Quartieri e le Infrastrutture al World Efficiency di Parigi

Il concorso è sostenuto da partner istituzionali, organizzazioni dei media e fiere del settore, ma anche da molte organizzazioni professionali, in ogni paese e su scala internazionale. A livello internazionale, il Green Solutions Awards fa parte delle azioni della Global Alliance per il Buildings & Construction. Il concorso ha anche il supporto di ONG riconosciute a livello internazionale come la R20 di Arnold Schwarzenegger, ICLEI, World Climate.

CITTÀ SOSTENIBILE Cité du Centenaire

Montignies-sur-Sambre, Belgio •• Contraente: La Sambrienne •• Architetto: Startech Management

SCHEDA DEL PROGETTO •• Tipologia di progetto: Ristrutturazione •• Tipo di edificio: Condominio di altezza inferiore a 50 m •• Anno di costruzione: 2016 •• Anno di consegna: 2017 •• Superficie utile calpestabile: 3.420 mq

•• Costo di costruzione/ ristrutturazione: 2.997.329 € •• Numero delle unità funzionali: 48 appartamenti •• Costi/mq: 876 €/mq •• Costi/Appartamenti: 62.444 €/appartamenti

Il rinnovamento energetico di 48 unità fa parte della ristrutturazione del complesso residenziale sociale “La cité du Centenaire”, che nella sua struttura originale comprendeva sette edifici identici a quattro livelli con un layout ripetitivo e due batterie composte da quindici garage. Ogni edificio è quindi composto da dodici appartamenti, per un totale di ottantaquattro unità.

Scopo dell’intervento: • demolizione dei 30 garage e di un blocco di 12 unità; • adeguamento energetico di 6 edifici; • costruzione di un edificio di 12 appartamenti sulla parte del terreno resa libera dopo la demolizione dei garage; • sviluppo dell’area circostante. n.70 www.casaeclima.com

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CONCORSO INTERNAZIONALE

INFRASTRUTTURE SOSTENIBILI Filtering Gardens®

Ilha do Bom Jesus, Rio de Janeiro, Brasile •• Contraente: L’Oréal •• Manager: Phytorestore Brasil •• Costruttore: Afonso França Engenharia Filtering Gardens®, biotecnologia sviluppata da Phytorestore, utilizza ecosistemi umidi e fitorimedio per ripulire le acque e renderle nuovamente riutilizzabili ricreando allo stesso tempo anche spazi verdi naturali. Questi giardini filtranti sono costituiti da una serie di piscine riempite con substrati speciali e sormontati da piante locali accuratamente selezionate. Le acque grigie e quelle piovane vengono così trattate dalle radici delle piante, senza aggiunta di composti chimici, batteriologici, biologici o artificiali. Grazie a questo processo, le reti fognarie ricevono meno acqua da trattare. Il risultato estetico è molto “verde”, con una vasta gamma di specie autoctone di piante che favoriscono lo sviluppo della biodiversità locale, migliorando la qualità dell’acqua nella regione e contribuendo a raffreddare il microclima. Filtering Gardens® è altamente replicabile, adattabile a un gran numero di luoghi e può aiutare lo sviluppo e la protezione della loro specifica biodiversità.

EDILIZIA SOSTENIBILE BSolutions

Gembloux, Belgio •• •• •• ••

Contraente: BSolutions Architetto: BSolutions Costruttori: Cobelba Consulenza ingegneristica: BSolutions

SCHEDA DEL PROGETTO •• Tipologia di progetto: Nuova costruzione •• Tipo di edificio: edificio per uffici <28m •• Anno di costruzione: 2011 •• Anno di consegna: 2013 •• Superficie netta: 1.113 mq Area utile

•• Costo di costruzione/ ristrutturazione: 1.922.000 € •• Numero di postazioni di lavoro: 80 •• Costo/mq: 1.727€/mq •• Costo/postazione di lavoro: 24.025 €/postazione di lavoro

Il BSolutions è un edificio certificato “Passive Building” realizzato su 3 livelli nel cuore del parco scientifico Créalys a Isnes (Gembloux). Attualmente il progetto è in fase di certificazione BREEAM, protocollo utilizzato per valutare la performance ambientale degli immobili. L’ottimizzazione energetica è il risultato del suo design architettonico, della sua posizione e della sua compattezza. L’edificio è infatti semi-interrato per godere di un primo isolamento termico naturale. Inoltre, la scelta degli orientamenti è stata fondamentale sia per la luce naturale sia per evitare il surriscaldamento estivo, così come per l’instal-

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lazione di pannelli fotovoltaici che coprono il 60% del fabbisogno di energia elettrica. Gli spazi di lavoro sono stati pensati per essere luminosi e sono stati realizzati con materiali ecologici.


RISTRUTTURAZIONE SOSTENIBILE Project 55

Mons, Belgio •• Responsabile della costruzione: Homeco •• Architetto: Bachelart-Delvigne Architects •• Consulenza ingegneristica: Homeco

SCHEDA DEL PROGETTO •• Tipologia di progetto: ampliamento + ristrutturazione •• Tipo di edificio: edificio per uffici <28m •• Anno di costruzione: 2014 •• Anno di consegna: 2016 •• Superficie netta: 210 mq

•• Costo di costruzione/ ristrutturazione: 349.000 € •• Numero di postazioni di lavoro: 18 •• Costo/mq: 1.662 € •• Costo/postazione di lavoro: 19.389 €

Project 55 consiste nella ristrutturazione di un palazzo con standard “zero-energy” nel centro della città di Mons. Le alte prestazioni energetiche, i materiali ecologici, la gestione sostenibile dell’acqua, il comfort e il benessere degli occupanti sono solo alcuni dei molti aspetti del progetto. È stata inoltre eseguita una simulazione dinamica per valutare il rischio di surriscaldamento e combatterlo passivamente, grazie alla protezione solare e al freecooling. Oltre alle sue elevate prestazioni energetiche, Project 55 incorpora l’uso di materiali ecologici (lana di legno, cellulosa, intonaco da

intradosso, legno FSC, intonaco di argilla), che contribuiscono anche alla strategia di comfort e salute dell’edificio. Il benessere degli occupanti e dei visitatori è infatti uno degli obiettivi principali del progetto, che ospita gli uffici di Homeco e funge anche come luogo di formazione per le tecniche di sviluppo sostenibile.

ENERGIA & CLIMI TEMPERATI Kirstein e Sauer

Bielefeld, Germania •• Contraente: Kirstein & Sauer GmbH •• Architetti: Architekten Wannenmacher + Möller GmbH •• Consulenza ingegneristica: Solares Bauen GmbH

SCHEDA DEL PROGETTO •• Tipologia di progetto: Nuova costruzione •• Tipo di edificio: edificio per uffici <28m •• Anno di costruzione: 2015 •• Anno di consegna: 2015 •• Superficie netta: 7.200 mq •• Costo di costruzione/ ristrutturazione: 10.000.000 € •• Numero di postazioni di lavoro: 400 •• Costo/mq: 1.389 € •• Costo/postazione di lavoro: 25.000 €/postazione di lavoro

L’ufficio e l’edificio commerciale sono stati realizzati come un edificio a emissioni zero. Mentre al piano terra è presente un supermercato, gli uffici sono stati collocati al piano superiore. Tra le soluzioni utilizzate in questo progetto troviamo un involucro edilizio estremamente efficiente, la fornitura di teleriscaldamento basata sull’incenerimento dei rifiuti, il riscaldamento a pavimento a bassa temperatura, sistemi di ventilazione/raffreddamento con evaporazione adiabatica e un impianto fotovoltaico che copre l’intero consumo. Tutti questi componenti sono controllati da un sistema di automazione degli edifici, che garantisce un clima ambientale ottimale e un basso consumo energetico. Ciò rende l’edificio un perfetto esempio di combinazione di comfort, flessibilità e protezione ambientale di successo. n.70 www.casaeclima.com

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CONCORSO INTERNAZIONALE

ENERGIA & CLIMI CALDI School of Bois d’Olives

Saint-Pierre de la Réunion, France •• Contraente: Comune di Saint-Pierre •• Architetto: Antoine Perrau Architectures •• Consulenza ingegneristica: Leu Réunion, GECP, BET AIR, CREATEUR

SCHEDA DEL PROGETTO •• Tipologia di progetto: Nuova costruzione •• Tipo di edificio: asilo nido, scuola materna e elementare •• Anno di costruzione: 2015 •• Anno di consegna: 2017

•• Superficie netta: 1.684 mq •• Costo di costruzione/ ristrutturazione: 4.886.463 € •• Numero di bambini: 300 •• Costo/mq: 2.902 € •• Costo/Bambino: 16.288 €

L’edificio, composto da 12 classi nell’isola di Réunion, offre un’architettura bioclimatica, sviluppata e supportata grazie allo strumento di calcolo PERENE. Per riuscire a raggiungere un bilancio energetico positivo, per la costruzione della scuola è stata scelta un’architettura in legno con telaio “a secco”. Inoltre, all’interno di tutti i locali sono presenti dei sistemi di ventilazione e di gestione delle acque piovane. Tutti i dispositivi elettrici sono stati ottimizzati per ottenere un bilancio energetico positivo, mentre i giardini

posizionati all’esterno dell’edificio offrono comfort igrotermico e visivo e la filtrazione delle polveri.

LOW CARBON Maison des Yvelines - Nubian Vault Ourossogui, Senegal •• •• •• •• ••

Contraente: Conseil Général des Yvelines Direttore dei lavori: ONG Le Partenariat Architetto: AL-MIZAN Architecture Competenza tecnica: Associazione La Voûte Nubienne Struttura: Habitat Moderne

SCHEDA DEL PROGETTO •• Tipologia di progetto: Nuova costruzione •• Tipo di edificio: Altro edificio •• Anno di costruzione: 2016 •• Anno di consegna: 2016

•• Superficie netta: 370 mq •• Costo di costruzione/ ristrutturazione: 107.000 € •• Costo/mq: 289 €/mq

La Maison des Yvelines, un edificio amministrativo abbinato ad alcune abitazioni, si propone di diffondere una tecnica ancestrale perfettamente adattata alla regione del Sahel: la Nubian Vault. Questa tecnica di costruzione, che conta ben 3500 anni ed è stata riportata alla luce e reinventata dall’associazione La Voûte Nubienne, utilizza solo mattoni di fango e malte a base di terra. Questi materiali naturali offrono inerzia termica, comfort acustico e protezione duratura contro le intemperie. Inoltre, l’uso esclusivo delle risorse locali riduce drasticamente l’impronta di carbonio dell’edificio. Questa tecnica offre anche altri due vantaggi: basso costo e grande replica-

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bilità. Ultimo, ma non meno importante, la Nubian Vault presenta una vasta gamma di possibilità architettoniche e una modularità estesa. La Maison des Yvelines presenta una soluzione semplice, replicabile ed economica per affrontare le sfide del riscaldamento globale in climi caldi, fornendo allo stesso tempo uno dei migliori esempi di gestione frugale delle risorse.


HEALTH & COMFORT CNPC Headquarters Beijing, China

•• Contraente: China National Petroleum Corporation (CNPC) •• Facility Manager: PetroChina Sunshine Property Management

SCHEDA DEL PROGETTO •• Tipologia di progetto: Nuova costruzione •• Tipo di edificio: torre per uffici •• Anno di costruzione: 2004 •• Anno di consegna: 2012 •• Superficie netta: 200.838 mq

•• Costi di costruzione/ ristrutturazione: 2.147.483.647 ¥ •• Numero di postazioni di lavoro: 3.500 •• Costo/mq: 10.693 ¥/mq •• Costo/postazione di lavoro: 613.567 ¥/postazione di lavoro

La China National Petroleum Corporation Headquarters (CNPCH) si trova nel distretto di Dongcheng, a Pechino. Collegato da quattro edifici a “L”, il CNPCH è un grande complesso multifunzionale che comprende spazi di lavoro, sale conferenze, ristoranti, parcheggi, attività culturali e sportive. Il terreno edificabile copre un’area di 22.519,884 mq, mentre l’area di costruzione totale è di 200.838 mq, composta da un’area fuori terra di 144.959 mq e un’area sotterranea di 55.879 mq. In particolare, il CNPCH è alto 90 metri e composto da 22 piani fuori terra e 4 piani sottoterra. Oltre a ospitare in

media 3.500 dipendenti, l’edificio è stato costruito secondo i principi dei “green building”; ciò significa tecnologie ad alta efficienza e sistemi di controllo del comfort degli occupanti.

SMART BUILDING Ampère e+

Courbevoie, Francia •• •• •• •• ••

Contraente: SOGEPROM Costruttore: SCO Architetto: Ateliers 2/3/4/ Consulenza ingegneristica: INEX, Arcora, Peutz, Etamine Consulenza per l’innovazione: Green Soluce

SCHEDA DEL PROGETTO •• Tipologia di progetto: Ristrutturazione •• Tipo di edificio: edificio per uffici •• Anno di costruzione: 1980 •• Anno di consegna: 2016 •• Superficie netta: 15.000 mq •• Costo di costruzione/ ristrutturazione: 34.737.000 € •• Numero di postazioni di lavoro: 1.000 •• Costo/mq: 2.316 €/mq •• Costo/postazione di lavoro: 34.737 €

La riqualificazione di Ampère e+ rappresenta un importante passo avanti nel campo dell’edilizia intelligente. Questo edificio combina tecnologie intelligenti, prestazioni energetiche elevate e comfort degli occupanti. Soprattutto per gli occupanti è stato installato il sistema GTB di ultima generazione che permette loro di controllare l’illuminazione e la temperatura delle aree di lavoro. L’app funge anche da badge virtuale e pagamento per il ristorante aziendale. In termini di interazione con la rete energetica, Ampère e+ genera la propria energia tramite pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto; inoltre è dotato di un sistema di recupero energetico degli ascensori. Ampère e+ è stato scelto dalla Commissione Europea come sito modello per edifici appartenenti al settore terziario nel quadro di ELSA (Energy Local Storage Advanced System). Le sue numerose certificazioni dimostrano i suoi aspetti innovativi e sostenibili: BREEAM, NF HQE, BBC Effinergie Renovation e doppia certificazione WELL Core e Shell e WELL Interiors.  n.70 www.casaeclima.com

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RICERCA

Novità per le costruzioni ermetiche Quali sono i requisiti di ermeticità in Europa e i relativi incentivi per le costruzioni a basso consumo?  VALÉRIE LEPRINCE (PLEIAQ), MARIA KAPSALAKI (INIVE), FRANÇOIS RÉMI CARRIÉ (INIVE)

D

al 2013 in Europa è cresciuta una nuova consapevolezza per lo sviluppo di progetti per il rendimento energetico. Negli ultimi dieci anni, il test sull’ermeticità degli edifici è diventato pian piano obbligatorio in Danimarca, Francia, Irlanda, Portogallo e Regno Unito, tanto che il numero di test ermetici effettuati sta crescendo di anno in anno. Vista l’incidenza delle perdite d’aria rispetto al consumo totale dell’energia nelle case a basso consumo, attualmente, tanti paesi europei stanno considerando di rendere questi test obbligatori. In riferimento ai condotti ermetici, i progressi vanno ancora a rilento: nella maggior parte delle nazioni europee non sono tuttora previste delle normative o dei programmi di rendimento energetico. È auspicabile quindi un maggior lavoro

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di ricerca per comprendere meglio l’impatto dei condotti ermetici sull’utilizzo di energia (ventilazione, riscaldamento e raffreddamento) e sulla qualità dell’aria negli ambienti interni.

L’impatto della Direttiva EPBD su edifici e condotti ermetici

L’Energy Performance of Buildings Directive del 2010/31/EU (EPBD) indica dei target europei per implementare i cosiddetti Nearly Zero-Energy Buildings (NZEB). La bassa permeabilità all’aria dell’edificio porta sicuramente a significativi vantaggi per il raggiungimento di un basso consumo energetico. Proprio per questo motivo, in diversi paesi europei, è in atto un numero sempre più alto di test di ermeti-


cità, soprattutto per dimostrare la conformità degli edifici con i regolamenti di rendimento energetico. Attualmente in Europa vengono effettuati più di 200.000 test all’anno.

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Un numero sempre più crescente di stati (ad esempio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo e Regno Unito) include nei propri regolamenti edilizi anche livelli minimi di permeabilità all’aria, a volte richiesti, a volte raccomandati. Alcuni stati, tra cui Danimarca, Francia, Irlanda, Italia (protocollo CasaClima), Portogallo e Regno Unito, prevedono invece test obbligatori. • In Danimarca, grazie alla normativa BR 2015, il Consiglio locale richiede una ermeticità finale almeno del 10% sui nuovi progetti edilizi. Sono richiesti, inoltre, i test di ermeticità per il “Building class 2020”, che anticipa i requisiti della direttiva del 2020. In più, i test sulla permeabilità all’aria devono essere svolti da un collaudatore imparziale e qualificato. • Gli ultimi aggiornamenti sulla normativa del rendimento energetico in Francia (RT 2012), circoscrivono i valori di ermeticità a un monolocale o casa familiare da 0.6 m3/(h.m2) a 4 Pa (i.e., 3.2 m3/h.m2 at 50 Pa), mentre per i restanti edifici il limite varia da 1 m3/h.m2 a 4 Pa (i.e., 5.4 m3/h.m2 at 50 Pa). • In Irlanda, la Technical Guidance Document L- Conservation of Fuel and Energy – Dwellings (2017) sottopone i nuovi edifici residenziali a un test di pressurizzazione per controllare e confermare la loro permeabilità prima dell’ultimazione. I parametri di permeabilità accettabili non dovrebbero essere superiori ai valori minimi di 7 m3/(h.m2) con una pressione di riferimento di 50 Pa.

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Requisiti di ermeticità nei paesi europei

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Blower Door Test

IMIT CONTROL SYSTEM


RICERCA

ISO 9972:2015, COSA PREVEDE •• Prestazione termica degli edifici •• Determinazione della permeabilità all’aria degli edifici •• Metodo di pressurizzazione

• In Italia non vi sono dei requisiti nazionali di ermeticità. Tuttavia esistono alcune norme a livello regionale. Il primo marzo 2010, ad esempio, la provincia di Bolzano ha introdotto un test obbligatorio per le perdite d’aria degli infissi, blower door test, (secondo l’EN 13829) nel caso di certificati per nuovi edifici residenziali. In altre parti d’Italia (come nella provincia di Trento), il blower door test è richiesto spesso per la certificazione di edifici ad alto consumo energetico. • Il Portogallo dal 2006 include nella normativa l’obbligo di requisiti per i canali di aerazione. I requisiti per i nuovi sistemi HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning) includono una serie di test obbligatori che devono essere completati durante la commissione e prima che l’edificio possa essere occupato; questi vengono applicati a edifici più grandi di 1.000 m2. Per passare il test di ermeticità, le perdite non devono eccedere del 1.5 l/s.m2 sotto una pressione statica di 400 Pa. •• Nel Regno Unito l’Approved Document L1A “Conservation of fuel and power in new dwellings of the Building Regulations 2010” esegue un test di pressurizzazione per i nuovi edifici. I valori per essere accettabili non devono superare il limite di 10 m3/(h.m2) con una pressione di 50 Pa (lo stesso vale per edifici non residenziali superiori ai 500m2). Dovrebbero essere effettuati anche controlli per le perdite d’aria, laddove richiesto e secondo le procedure indicate dalla guida tecnica B & ES DW/143 and B & ES DW/144, in sistemi che utilizzano dei ventilatori con una portata di progetto maggiore di 1m3/s.

Strumenti finanziari e altri incentivi

La maggior parte dei paesi europei prevede degli incentivi per l’edilizia a basso consumo energetico, come Effinergie+ in Francia, NF15 e NF40 in Polonia, Passiefhuis in Belgio. Per esempio, in Francia, dal 2006, è possibile per i costruttori richiedere il contributo statale per

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condurre il test di ermeticità. In Belgio il 30-50% degli edifici sono testati pur non essendo obbligatorio il test.

Sviluppo di programmi per tecnici competenti

Lo sviluppo di programmi per tecnici competenti rappresenta un’opportunità per migliorare l’affidabilità degli stessi test di ermeticità (insieme al monitoraggio dell’applicazione pratica delle policy) basati su ISO 9972:2015. Programmi di questo tipo sono presenti in Belgio (BCCA, Kwaliteitskader Luchtdichtheid), Danimarca (Foreningen Klimaskærm), Finlandia (Rateko), Francia (QUALIBAT, Qualification 8711,8721), Germania (FLiB), Irlanda (National Standards Authority of Ireland- NSAI, Irish National Accreditation Board - INAB), Giappone, Regno Unito (Air Tightness Testing & Measurement Associations – ATTMA, the Independent Airtightness Testing Scheme – iATS), USA (RESNET) e Svezia (Diplomerad lufttäthetsprovare -diplomaed airtightnestester). Da notare che in Giappone un quadro di certificazione è stato sviluppato con successo nei primi anni ‘90, con circa 3.800 tecnici registrati nel 2011.

Sviluppo di database

Data la continua crescita di test ermetici effettuati, in Europa si stanno sviluppando diversi database che, oltre a consentire di leggere i preziosi dati statistici, permettono di comprendere l’impatto che alcune caratteristiche degli edifici possono avere sull’ermeticità. Inoltre, i database sono strumenti molto importanti per stimare l’impatto normativo e i programmi di rendimento energetico (per nuovi edifici o ristrutturati), oltre che per lo sviluppo di una policy. Il database francese gestito da Cerema raccoglie più di 65.000 dati. Negli Stati Uniti, la Lawrence Berkeley National Laboratory’s (LBNL) Residential Diagnostics Database registra più di 130.000 dati. Nel Regno Unito, ATTMA e iATS hanno introdotto nel 2015 e nel 2016 la registrazione obbligatoria di tutti i test effettuati dai loro membri, ovvero oltre 540 test di ingegneria. 


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IL PARERE DI FINCO…

GSE, sceriffo nel far west italiano delle rinnovabili Il Governo italiano ha modificato in corso d’opera, attraverso vari provvedimenti legislativi, la disciplina e ha lasciato “ampio spazio” interpretativo alla normativa in essere

È

in atto “Operazione trasparenza” da parte del GSE. Così viene promossa la nuova banca dati Verifiche e Ispezioni inaugurata nei giorni scorsi dal Gestore dei Servizi Energetici. I dati sono allarmanti: nel 2016 il GSE ha concluso 2.147 procedimenti di verifica di cui 761 con esito negativo (35,4%) e l’accertamento di importi da recuperare per complessivi 183 milioni di euro. Nel triennio 2014-2016 gli importi recuperati ammontano a 359,8 mln di euro e i mancati esborsi prospettivi a 2.788 milioni di euro. Le cifre sono estremamente significative, soprattutto alla luce dell’attuale dibattito parlamentare per l’approvazione della prossima legge di Bilancio. Se si confrontano questi dati con i 300 milioni di euro destinati alla promozione dell’occupazione giovanile, priorità del Governo Gentiloni nell’ultima legge di stabilità, si comprende che la posta in gioco è davvero alta. Diverse le interpretazioni possibili su questi dati. La prima che trapela dall’operazione trasparenza è che il settore delle rinnovabili sia un far west formato da imprenditori che operano non rispettando le indicazioni di legge per accedere agli incentivi, e che Sperandini, AD del GSE, in versione sceriffo, recuperi queste risorse degli italiani. Proviamo invece a fornire un’altra visione dei medesimi dati. Il Governo italiano prima con il fotovoltaico poi con le altre fonti rinnovabili da un lato ha modificato in corso d’opera attraverso vari provvedimenti

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legislativi la disciplina; dall’altro ha lasciato “ampio spazio” interpretativo alla normativa in essere. Per esempio sul rilascio dei titoli di efficienza energetica o sul riconoscimento della tariffa omnicomprensiva in diversi casi il GSE ha riconosciuto gli incentivi, a seguito dell’invio della documentazione da parte degli operatori, e poi in seguito (trascorsi 1-2 anni) ha richiesto di soddisfare ulteriori requisiti non previsti al momento di attivazione del progetto per poter riconoscere l’incentivo o ha richiesto di restituire le risorse su progetti già rendicontati su cui non aveva espresso parere negativo. Si potrebbe richiamare il principio di autotutela, ma allora viene da domandarsi se il controllore non abbia fatto il suo dovere a tempo debito e se così fosse capirne le ragioni. Si ricorda che circa 20 società e fondi di investimento sono approdati al Centro Internazionale per il Regolamento delle Controversie sugli Investimenti-ICSID, istituito dalla Banca Mondiale a Washington, per denunciare gli effetti di rimodulazione dei bonus previsti dal provvedimento “Spalma Incentivi” sul settore fotovoltaico. E che dire del fantomatico numero verde predisposto dal GSE al servizio degli operatori, a cui risponde sempre una persona diversa nella maggioranza delle volte non preparata per rispondere sul tema specifico? In un quadro di incertezza e instabilità normativa, non si dormono sonni tranquilli, soprattutto per chi ha investito ingenti risorse in questo settore ed è responsabile dell’attività economica avviata. Perché è bene ricordare che dietro ai numeri, ci sono imprese, famiglie, territori. Del resto nulla succede per caso. L’Italia ha raggiunto l’obiettivo della Direttiva 20-20-20 sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, per cui non è più una priorità a rischio di sanzione. La stessa SEN spinge l’acceleratore sulla metanizzazione del Bel Paese, lasciando alle FER un ruolo marginale. Si tratta quindi di un disegno più ampio che non necessariamente prevede quale priorità il passaggio a un’economia verde? Nel frattempo, l’Associazione di Consumatori Codici propone di chiudere il GSE e sostituirlo con un’intelligenza pubblica artificiale. Fantascienza? Budget di funzionamento stimato intorno ai 5-6 milioni annui. Se si pensa che solo il GSE impiega attualmente 595 persone a tempo indeterminato, che tra l’altro sono state recentemente in agitazione, il risparmio sarebbe evidente. 


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ANISIG – FIAS Associazione Nazionale Imprese Specializzate in Indagini Geognostiche Presidente: Italo Cipolloni

ZENITAL Ass. Italiana Sistemi di Illuminazione e Ventilazione naturali, e per il controllo di fumo e calore Presidente: Luca Marzola Vice Presidente: Raffaele Scognamiglio Direttore: Giuseppe Giuffrida

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ACI Presidente: Angelo Sticchi Damiani

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FISA – FIRE SECURITY ASSOCIATION Fire Security Association Presidente: Marco Patruno

GRID PARITY 2 SRL Presidente: Giovanni Simoni Vice Presidenti: Vito Umberto Vavalli, Luciano Brandoni Direttore: Vito Umberto Vavalli

FONDAZIONE PROMOZIONE ACCIAIO Presidente: Caterina Epis Direttore Generale: Simona Maura Martelli

IN&OUT Presidente: Angelo L’Angellotti Amministratore Delegato: Sergio Fabio Brivio e Nicola Lippolis CFO Direttore Generale: Sergio Fabio Brivio

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SISMIC Associazione Tecnica per la Promozione degli Acciai Sismici per il Cemento Armato Presidente: Donatella Guzzoni Direttore: Roberto Treccani

NEXTSTRATEGY Amministratore delegato: Nella Gemmina Ortenzi Direttore e Consigliere Delegato FincAcademy: Roberto Maran

Per ulteriori informazioni sulle Associazioni federate potete consultare il sito Finco www.Fincoweb.org - Area associate

COMITATO DI PRESIDENZA FINCO

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Gabriella Gherardi Consigliere Incaricato Organizzazione e Filiere

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Lino Setola Consigliere Incaricato della Filiera Mobilità e Sicurezza Stradale

Angelo Artale Direttore Generale

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N. 68 · Anno XII · SETTEMBRE 2017

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QUANDO SALUTE E BENESSERE POSSONO ESSERE CERTIFICATE

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