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Fondato nel 1959 da Pinuccio Tatarella 4 novembre 2011 • anno II n. 38 nuova serie • 1 euro

Settimanale a diffusione gratuita

REGIONE PUGLIA

CRISI NEL CENTRODESTRA

Un salvagente per gli orfani di Nichi Vendola

Provincia di Bari, il Presidente Schittulli lascia o raddoppia? A PAG 4

A PAG 5

IN PRIMO PIANO - Confindustria e le Regioni chiedono al Governo una soluzione per non perdere le risorse destinate al Mezzogiorno

Fondi Fas utilizzati come una cassa per le emergenze invece di finanziare le opere al Sud

Il Sud è un salame, e Tremonti lo affetta

Benvenuto, signor Presidente di SALVATORE TATARELLA Vorremmo rivolgere a Giorgio Napolitano, che oggi onora Bari con la sua presenza nel giorno della Festa delle Forze Armate e della ricorrenza del giorno di maggior lustro della nostra storia militare, un saluto deferente e grato, che va molto al di là dell’ossequio dovuto al Capo dello Stato, che è supremo magistrato, comandante in capo delle Forze Armate e primo rappresentante dell’unità nazionale. Rendiamo omaggio a Giorgio Napolitano per il suo ruolo, ma anche e soprattutto per il modo in cui lo ha interpretato in questo primo lustro del suo settennato, dimostrando un equilibrio, una compostezza e un senso dello Stato che torna a suo onore. Era una linea di condotta che era lecito aspettarsi per la cristallina linearità dei comportamenti dell’uomo, al quale abbiamo sempre [...]

www.pugliadoggi.it POSTE ITALIANE Spedizione in abb.to post. d.l. 353/2003 (conv. in legge 27 febbraio 2004 n. 46) art. 1 co. 1 - DCB BA

L’EDITORIALE

SEGUE A PAG 2

REGIONE PUGLIA

FOGGIA

Fli o Terzo Polo? Come avevamo anticipato nello scorso numero di Puglia d’oggi, il senatore Curto ha aderito a Futuro e Libertà. La notizia ufficiale verrà data nel corso di una conferenza stampa organizzata per sabato mattina a Brindisi a cui parteciperanno anche Divella, Patarino, Surico e Tatarella. E alla Regione ci sarebbero altri consiglieri in predicato di aderire a Fli. Si va verso la costituzione del gruppo? Sarebbe comunque politicamente interessante lavorare alla costruzione di un gruppo, o di un intergruppo, del Terzo Polo. Una novità rilevante che toglierebbe al Pdl la leadership dell’opposizione. A PAG 4

Le occasioni perdute del “Gino Lisa”

Euprepio Curto

Crediamo che non sia mai stato fatto un tentativo serio, forte e prolungato per ottenere l’utilizzo del “Gino Lisa”, l’aeroporto di Foggia, anche per i voli civili, e questa è una delle gravi colpe della classe politica foggiana. Ora è arrivato il momento di provarci. Nel frattempo non si può nascondere un moto di sconforto nel vedere una parte cospicua delle nostre rappresentanze istituzionali partecipare alla fiera della demagogia. A PAG 13

ALL’INTERNO Bari

Marisabella, chi non vuole questa gara? A PAG 6

L’inchiesta

Affinita, presidente “Uno e Bino” A PAG 7


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venerdì 4 novembre 2011

Puglia d’oggi

In primo piano IL FATTO - Il denaro per lo sviluppo del Sud utilizzato come fondo cassa in caso di emergenza

Fondi Fas, il salumiere e i tagli al Mezzogiorno

di ANDREA DAMMACCO Ormai è diventata una consuetudine. Ogni volta che il Governo mette a punto una manovra correttiva, il Ministro Giulio Tremonti non perde l'occasione di attingere dalle risorse del Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS). Quel denaro che, almeno in teoria, dovrebbe essere usato per finanziare almeno l'85% delle opere di sviluppo per il Sud, viene invece sfruttato come “fondo cassa” in caso di emergenza. L’ultimo episodio è di qualche giorno fa e riguarda la lettera inviata dal premier Berlusconi all’Unione Europea. Il contenuto di uno dei punti fa riferimento ad una “revisione strategica dei programmi comunitari”, la qual cosa potrebbe implicare una rimodulazione delle risorse disponibili per le politiche di sviluppo del Meridione e,

contestualmente, una riduzione del raggio d’azione delle istituzioni locali.

Inoltre il denaro dei fondi Fas, viene spesso usato per finanziare voci

che, di norma, dovrebbero essere a carico della contabilità statale o priva-

Montrone, dalle Tv locali 4 miliardi di Euro allo Stato

Puglia d’oggi

Fondato nel 1959 da Pinuccio Tatarella Direttore Fabrizio Tatarella Coord. Redazionale Roberto Mastrangelo

italiana, quella di avere un premier proprietario di reti televisive nazionali, la motivazione dell’ultima beffa subita dal sistema delle tv locali». “Lo Stato - continua la nota - ha regalato alle reti tv nazionali, senza che ne abbiano alcun diritto, poiché non vantano né concessioni né possesso di canali, ben 5 multiplex digitali nazionali. Di contro, ha espropriato il settore delle tv locali di ben 9 frequenze, mettendole all’asta fra le compagnie telefoniche, e ricavando

qualcosa come circa 4 miliardi di euro. Ha, quindi, illegittimamente favorito, facendo regali non dovuti, un comparto (le reti nazionali) a danno di un altro (le tv locali) ed ha ulteriormente penalizzato e indebolito quest’ultimo settore, privandolo di frequenze”. Il gruppo Norba, rischia molto poco perché, in base ai criteri utili a stilare la graduatoria delle tv locali che potranno aspirare ad ottenere lo status di operatore di rete, il suddetto gruppo sarà ai primi posti sia per TN7

che TN8, e quasi certamente entrerà in graduatoria per TelePuglia9. Benché, dunque, non tocchi fortemente la sua emittente, Montrone ha ragione nel protestare poiché agli operatori nazionali è stato concesso di raddoppiare le frequenze in uso (Mediaset da 3 tv analogiche a 6 multiplex, e così le altre), mentre alle tv regionali ciò non verrà concesso. Il presi dell'ALPI ha comunque garantito che le tv locali non staranno ferme a guardare, ma porteranno avanti la protesta nelle sedi appropriate “per ottenere il ristoro del danno subito dall'illegittimo esproprio delle frequenze”. ANDREA DAMMACCO

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Giulio Tremonti sto da tempo al governo di trovare una soluzione e ci auguriamo che si possa intervenire al più presto». Si tratta certamente di un nodo da sciogliere poiché questi fondi dovrebbero servire per lo sviluppo e invece vengono utilizzati per coprire buchi ed affrontare emergenze che di volta in volta si presentano. Sarebbe necessario che i nostri governanti capiscano che è indispensabile un progetto di investimento a lungo termine per il Paese e non la ricerca sfrenata di risorse per “tappare i buchi”. Ma forse questo è chiedere troppo.

CIFRE E COMMENTI

LA GUERRA DELLE FREQUENZE

Le emittenti locali sono sul piede di guerra. Questa la situazione che si prospetta a pochi mesi dal completo switch-off dei canali nazionali. In una nota Luca Montrone, presidente dell'ALPI (associazione emittenti locali per la libertà e il pluralismo dell'informazione, ndr) nonché presidente di Telenorba, spiega il risentimento dei proprietari dei canali tv locali: «Il conflitto di interessi sta raggiungendo livelli insostenibili. Non può che ricercarsi nell’anomala situazione

ta. Ci riferiamo alle “quote latte” dei cari connazionali del nord, al rifinanziamento dei trasporti nei laghi Maggiore, di Garda e di Como, gli aiuti all’edilizia scolastica e carceraria, il sostegno ai contratti di servizio Trenitalia (ma non era una s.p.a.?). A denunciare l’incredibile consuetudine è il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro il quale tuona contro il governo centrale: non si accetteranno tagli, nè ridimensionamenti. In un’intervista a Il Mattino, il Governatore manda un messaggio ben preciso all’esecutivo nazionale: «Non un euro dovrà essere sottratto al Mezzogiorno. Se ciò dovesse accadere sono pronto allo scontro con il governo - ha dichiarato il Presidente – non ho paura di difendere i diritti del Sud». A sostegno della battaglia per lo sviluppo del Sud, arriva anche l’appoggio della Confindustria: «Siamo al fianco di Caldoro e degli altri presidenti ha dichiarato Emma Marcegaglia - il Mezzogiorno ha le risorse e deve poterle investire per la crescita e l’occupazione. (…) Sarebbe una beffa, infatti, se le regioni del Mezzogiorno perdessero questi fondi a vantaggio di altri Paesi europei. Abbiamo chie-

Quel monotono milione del Cav Sempre un milione. Il Cavaliere non ha proprio fantasia. Un milione furono i posti di lavoro promessi in campagna elettorale e mai visti. Un milione i cittadini che affollavano le adunate di Forza Italia in piazza San Giovanni, dove non ci entrano più di cinquecentomila. Sempre un milione i fantasmi che nei gazebo di tutta Italia scelsero il nome del nuovo partito. Ancora un milione le tessere acquistate dai vari ras locali per celebrare i congressi far-

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sa del Pdl. Mai che fossero, chessò, ottocentocinquantamila o un milione e trecentodiecimila. Sempre e solo un milione. Combinazione o monotonia? Più questa che quella, perchè, in fondo, il Cavaliere deve essere ben diverso da quello che vuole apparire. Prendi le donnine che allietano le sue serate. Le vuole sempre in decolté nero e con le calze. Probabilmente anche a letto sarà sempre la solita, monotona, solfa. RO.MA.

Per informazioni chiamare al numero 080/5739832 o scrivere a abbonamenti@pugliadoggi.it.

Registrazione presso il Tribunale di Bari n. 47/2010 del 12/11/2010

Questo periodico è associato all’Unione stampa periodica italiana


Puglia d’oggi

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venerdì 4 novembre 2011

In primo piano L’INTERVISTA - Parla la senatrice Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce e leader di Io Sud

Un governo tecnico subito, oppure sarà una vera catastrofe di FORTUNATA DELL’ORZO La preoccupazione traspare dalla voce di Adriana Poli Bortone, senatore della repubblica, già Ministro dell’Agricoltura ai tempi del primo governo Berlusconi. Oggi, l’ex sindaco di Lecce, guida Io Sud, nata il 14 febbraio del 2009 come chiara risposta a quello che presto si sarebbe rivelato lo strapotere della Lega Nord nelle scelte (o non scelte) del Berlusconi quater. “La situazione è gravissima ed è mondiale” ci dice quando le chiediamo un giudizio su quanto va accadendo e non solo in Italia – “ è impossibile continuare così. Vanno prese misure immediate, ma questo governo non pare in grado di poter ga-

Adriana Poli Bortone rantire nulla”. Berlusconi? “Ormai anche i suoi amici più cari e più fidati gli stanno dicendo di ritirarsi, e credo che anche lui, se ha un po’ di amore per il nostro paese, farebbe molto bene a dare ascolto a queste voci”.

IL CONVEGNO A BARI

Partiti territoriali, una prospettiva? Con la presente, sono a rendere noto che, il giorno 06 Novembre 2011, in Bari, alle ore 10,00, alla Sala LA CARAVELLA (Fiera del Levante), con accesso dall'ingresso monumentale, si terrà l'incontro-dibattito "Partiti territoriali, localismi e leader: una prospettiva ?", a cura del Coordinamento Cittadino di Bari di Io Sud. Parteciperanno Michele Emiliano, Francesco Schittulli, Salvatore Tatarella; intervengono: Andrea Silvestri e Rosario Polizzi; conclude i lavori: Tommaso Francavilla; moderatore: Onofrio Montecalvo, coordinatore cittadino di Io Sud di Bari.

La crisi non nasce oggi e sono mesi che si parla di emergenza. “Certo e nel frattempo abbiamo visto il Parlamento via via sempre più espropriato delle sue prerogative. Non è stato possibile dare vita ad un serio dibattito politico che potesse coinvolgere tutti e dare a tutti quelle responsabilità che si impongono in situazioni come queste. Del resto, non capisco come Berlusconi possa pretendere di essere lui stesso a scegliere il proprio successore”. Come a dire, io me ne vado ma continuo a comandare. “Esatto, a nessuno si può chiedere di accettare una situazione simile. Una crisi mondiale richiederebbe ben altro impegno da parte di tutte le istituzioni, al di là degli schieramenti e delle appartenenze, ma il Parlamento è stato pressoché privato delle sue prerogative di luogo dove la politica vive il suo momento più difficile e creativo”. Ma qualcosa bisogna

pur farla. “E’ ineluttabile, ormai. Direi che il destino di Berlusconi è segnato. La stessa, inedita iniziativa del presidente Giorgio Napolitano di avviare delle consultazioni a prescindere da una crisi ufficialmente aperta, segna la gravità del momento”. Larghe intese? “Non credo che oggi ci sia una sola forza politica in grado di sottoscrivere un programma di larghe intese. Le misure da prendere sono impopolari e a nessuno conviene gestire una crisi simile, sapendo poi che l’elettorato potrebbe chiedere il conto alle prossime elezioni”. Governo tecnico, allora. “mi sembra l’unica soluzione praticabile che unisce l’urgenza di mettere mano ai rimedi anticrisi con il recupero di una certa credibilità internazionale. Ci vuole una figura stimata e apprezzata da tutti, come Mario Monti, che possa immediatamente dare un segnale di discontinuità unito al generale ottimo concetto di cui gode a livello pressoché mondiale”. Spazio per la riforma elettorale? “Non credo ci sia. Nessuno oggi se la sente di cambiare lo status quo in una situazione di fretta e di emergenza”. Intanto, bipolarismo o meno, si è consolidato un terzo polo. “E’ il frutto di un bipolarismo sbagliato, forzato che, in effetti, non ha funzionato e, così com’è, non potrà mai funzionare”.

CAMERA DEI DEPUTATI - Soddisfatto il relatore Enzo Raisi

Statuto delle Imprese, approvazione bipartisan “Una rivoluzione”: il deputato di Fli e capogruppo in Commissione Attività produttive, Enzo Raisi, definisce così lo Statuto delle Imprese, di cui è stato relatore, e che ieri è stato approvato dalla Camera. “Si tratta – sottolinea

Raisi – di un provvedimento che sancisce definitivamente i diritti delle imprese nel nostro Paese. E’ un atto molto importante che segue le indicazioni dello Small Business Act dell’UE a tutela della piccola e media impresa che è la spina dorsale del

nostro Paese. In questo provvedimento – continua Raisi - sono inseriti principi che per la prima volta modificano radicalmente il rapporto tra cittadino e Stato, con la pubblica amministrazione che, finalmente, si pone al servizio dell’impresa e non viceversa. E’ un quadro normativo in un cui i nostri cittadini possono fare valere i propri diritti, in un Paese dove troppo

spesso l’attività imprenditoriale è stata tollerata e non aiutata. Credo che oggi si sancisca per le imprese la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova”. “E’ un provvedimento – conclude – che supera le modifiche all’articolo 41 della Costituzione che vuole il Governo e che dimostra che quando ci sono le condizioni il Parlamento lavora in modo pragmatico e bipartisan”.

L’EDITORIALE

Benvenuto, signor Presidente SEGUE DA PAG 1

[...] dovuto riconoscere, benché avversari, una qualità e uno spessore degni di ammirazione e rispetto. Ma credo nessuno potesse immaginare che il primo post-comunista salito al Quirinale avrebbe guidato con mano così sicura le istituzioni, pur in presenza di una situazione procellosa e dovendo convivere con un Governo e un Primo Ministro che avrebbero fatto perdere la pazienza anche ai santi. Non osiamo pensare a cosa sarebbe successo se l’inquilino del Quirinale fosse stato uomo dalla lucidità meno pacata o sprovvisto di quella schiena diritta che Napolitano ha mostrato in ogni occasione. Il presidente della Repubblica ha esercitato le sue prerogative con polso fermo e misura, come quando ha stoppato l’incredibile mostro giuridico che era il decreto sul caso Englaro, o quando ha difeso l’indipendenza e la dignità della magistratura e quando, pur senza provocare strappi istituzionali, ha messo le cose in chiaro sulla nomina ad usum delphini di certi ministri. La moral suasion del Capo dello Stato è stata preziosa per la degna celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, e non è stata solo e sempre affidata alla pazienza: abbiamo apprezzato molto, di fronte alle mattane secessioniste di Umberto Bossi, che Napolitano ricordasse l’arresto di Finocchiaro Aprile. Ma non meno incisivo ed efficace è stato l’appello alle opposizioni perché si

Giorgio Napolitano garantisse un percorso celere alla manovra economica varata dal governo in estate. Sono sforzi che hanno evitato il peggio alle istituzioni e al Paese, benché Silvio Berlusconi e i pasdaran di cui è attorniato lavorassero indefessamente in direzione contraria. Nel rendere omaggio al Sacrario dei Caduti, la mente del presidente della Repubblica sarà oppressa di preoccupazioni: è evidente a tutti che l’ulteriore permanenza a Palazzo Chigi del premier in carica consegnerebbe l’Italia al disastro: d’altronde l’interruzione traumatica della legislatura esporrebbe il Paese a rischi gravi dal punto di vista della tenuta del suo debito sovrano. Quanto ai ribaltoni, sono contrati allo spirito della Costituzione, di cui Napolitano non dimentica di essere supremo garante. Un esecutivo di salvezza nazionale è la soluzione obbligata, ma il cammino per giungervi è molto accidentato e complesso. Nel travaglio e nella preoccupazione per le sorti della Patria, siamo felici di poter avere come punto di riferimento una personalità di così grande autorevolezza e capacità. Grazie, signor presidente. SALVATORE TATARELLA


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Regione

venerdì 4 novembre 2011

Puglia d’oggi

RIFORME - Vogliono inserire nello statuto regionale la figura del vicepresidente della Giunta per poter salvare la legislatura I GRUPPI

Fli o Terzo Polo? Il sen. Uccio Curto, come per primo aveva anticipato Puglia d'oggi, aderirà ufficialmente a Fli. La notizia ufficiale sarà data nel corso di una conferenza stampa, già fissata per sabato mattina a Brindisi e alla quale, insieme a Curto, parteciperanno Francesco Divella, Carmine Patarino, Giammarco Surico e Salvatore Tatarella. Quello di Curto non è il solo nuovo ingresso nel Fli brindisino. Per i prossimi giorni si attendono altre nuove e significative adesioni. Con l'ingresso di Uccio Curto, i consiglieri regionali di Fli salgono a due. Ne mancherebbe un altro per costituire formalmente il gruppo, togliendo il vice coordinatore regionale di Fli dall'imbarazzante situazione di essere ancora amichevolmente "ospitato" nel gruppo del Pdl. In predicato di passare a Fli potrebbero esserci già altri tre consiglieri, uno di maggioranza e due di opposizione. Se ciò dovesse accadere, ne saremmo ovviamente felici, ma aggiungerebbe poco, visto che per fare l'opposizione al malgoverno di Vendola non è necessario avere un gruppo. Si può fare anche in due. Sarebbe, invece, politicamente molto più importante la costituzione di un gruppo o di un intergruppo del Terzo polo. Sarebbe una novità rilevante, avrebbe numeri significativi, toglierebbe al Pdl la lea-

Un salvagente per gli orfani di Ventola Dimenticata l’abolizione dell’indennità di fine mandato di ROBERTO MASTRANGELO

Euprepio Curto - Fli dership dell'opposizione, condizionerebbe efficacemente la sgangherata giunta di Nichi Vendola. Particolare non di poco conto, metterebbe insieme anche consiglieri come Il foggiano De Leonardis, che ha abbandonato l'Udc per aderire all'Unione di Capitanata. Questa, quindi, è la strada che Fli dovrebbe percorrere con maggior determinazione, invitando gli amici del Terzo Polo a una azione sempre più coesa e coordinata, in vista anche delle prossime scadenze elettorali. In Parlamento e a livello nazionale i partiti che hanno aderito al Terzo polo appaiono sempre più uniti. Unitarie sono le loro iniziative alla Camera e già per domenica 6 a Roma è stata programmata una nuova grande manifestazione unitaria, alla quale ne seguirà un'altra a Verona il 19. Insomma, si marcia uniti ovunque. È il momento di farlo anche in Puglia, cominciando dal Consiglio regionale.

La razionalizzazione dei costi della politica e un netto taglio degli stessi, che puntualmente si ripercuotono nelle tasche dell’intera collettività, non può che passare attraverso una seria e condivisa riforma dello Statuto regionale. Già negli scorsi mesi ci siamo soffermati sulle diverse anomalie che caratterizzano la normativa pugliese, e che a ripetizione è stata oggetto di tagli e censure da parte della Corte Costituzionale. Una proposta di legge presentata nei giorni scorsi sembra andare in questa direzione, anche se suscita perplessità l’esigenza di inserire in Statuto la figura del vicepresidente della Regione, che andrebbe a mantenere in vita la legislatura nel caso in cui il Presidente per qualunque motivazione dovesse dimettersi (magari per scendere in lizza per il Premierato...), anche se a detta dei proponenti non c’è questo pericolo in quanto entrerebbe

in vigore solo dalla prossima legislatura. Noi ribadiamo che il pericolo non esiste ora, ma resta. E ci sembra strano che se da una parte si debba scegliere il Presidente della Regione, e lui solo, nelle urne, poi ci possano essere escamotage di salvaguardia. “Contenere i costi della politica e superare alcuni limiti nel funzionamento degli organi della Regione”. È questo l’obiettivo che la proposta di legge, a firma dei capigruppo Udc (Salvatore Negro), I Pugliesi (Davide Bellomo), Mep (Antonio Buccoliero, assente ingiustificato), Ppdt (Francesco Damone), Psi (Donato Pellegrino), Idv (Orazio Schiavone, assente giustificato), intende realizzare, modificando gli articoli 20, 24 e 41 dello Statuto regionale della Puglia. Il filo rosso della proposta, hanno sottolineato i firmatari, è salvaguardare la regolare vita istituzionale del Consiglio regionale, sino al termine di ciascun mandato. Punto focale della pdl è, infatti, l’introduzione della possibilità del

ELEZIONI

Mimmo Di Paola è sotto attacco Mimmo Di Paola è sotto attacco. L'occasione l'ha fornita la cessazione dei voli sul Gino Lisa di Foggia. Il primo a scatenarsi è stato il democratico Dino Marino di Foggia e Di Paola ha già risposto con un atto di querela predisposto dall'avv. Aurelio Gironda. Ora è la volta di Antonio Decaro, che prende a pretesto la scadenza dell'appalto per le pulizie degli scali di Brindisi e Foggia. C'è da attendersi che a breve rialzino la testa i tarantini, che chiedono l'apertura ai voli civili dello scalo di Grottaglie. Passi per i consiglieri del Pdl, che stando all'opposizione fanno il loro gioco, passi per quegli altri di Foggia e Taranto, che subiscono la psicosi campanilistica, ma che ci si mettano sopratutto quelli del Pd sembra destare qualche sospetto. Se in campo

vicepresidente della Giunta di “esercitare funzioni vicarie in caso di dimissioni volontarie, rimozione, impedimento permanente o morte del Presidente al fine di determinare le condizioni istituzionali per la continuità della legislatura”. La modifica, che prevede contestualmente l’introduzione del vicepresidente tra gli organi regionali (che andrebbe ad affiancare il Consiglio regionale e i presidenti della giunta oltre che della stessa assemblea legislativa) e una sua elezione diretta, consentirebbe, ha commentato Pellegrino, “la fine dell’esasperato personalismo politico, ridando centralità ai programmi elettorali, in quello che sarebbe ormai un Paese governato dalle caste e dall’emotività dell’opinione pubblica”. Stesse accuse alle conseguenze del presidenzialismo, in particolare a quello vendoliano, sono state fatte dal consigliere Damone, che ha ricordato il modello precedente all’attuale sistema, “ovvero un momento in cui contavano i programmi comuni e non gli uomini, consentendo sempre un’operatività condivisa fino a fine mandato”. Negro ha insistito sui tagli ai costi della politica che la proposta di legge prevede, “non solo indirettamente impedendo elezioni politiche anticipate (e quindi scongiurando a priori il rischio di costi elettorali prima della fine di ciascuna legislatura), ma anche riducendo i consiglieri a 60”, un numero questo che, ha confermato Bellomo, “potrà essere ulteriormente definito”.

Per sconfessare il sospetto che la proposta sia una legge ad hoc per consentire ai consiglieri dei partiti minori di completare il mandato fino alla fine della legislatura, il capogruppo de I Pugliesi ha precisato che “questa legge avrà effetto solo dalla prossima legislatura, escludendo l’ipotesi di un vantaggio personale”. “Piuttosto questa iniziativa – ha rimarcato Pellegrino – ha l’ambizione di innescare un dibattito che, uscendo dai confini regionali, abbia come obiettivo una rivisitazione in senso democratico di tutte le istituzioni politiche”. Larghezza di vedute condivisa anche dagli altri firmatari, che hanno presentato il pdl come il primo tassello di un mosaico che non potrà non coinvolgere altri aspetti, come la legge elettorale, la questione dei vitalizi, etc. Ma di una cosa nessuno ha parlato, ovvero della scandalosa concessione prevista dalla legge elettorale regionale che riconosce ai consiglieri non rieletti un sostanzioso e pasciuto indennizzo per il reinserimento lavorativo, corrispondente ad una quota di 13 mensilità annue. Praticamente, a spanne, un mezzo milione di euro regalato a testa a chi lascia il posto in Via Capruzzi. Una anomalia da cancellare subito e definitivamente, ma su cui si nicchia e si prende tempo. Qualcuno ne ha sentito parlare da altri? In attesa che il disegno di legge venga sottoposto all’esame della VII commissione, i consiglieri proponenti si sono detti molto fiduciosi circa l’appoggio bipartisan degli altri gruppi politici (“se non ci fossimo limitati alle firme in calce alla pdl dei soli capigruppo, avremmo ottenuto un’adesione dei singoli consiglieri molto ampia”), ma soprattutto della eventuale tenuta costituzionale della proposta.

INFRASTRUTTURE Domenico Di Paola scende il capogruppo del Pd alla Regione la partita si fa seria. I maligni, che spesso l'azzeccano, guardano a una manovra di Michele Emiliano contro Di Paola. I rapporti fra i due non sono stati mai buoni e di più c'è che Di Paola potrebbe essere il candidato gradito da Vendola per la successione in Regione. Ruolo al quale da tempo aspira dichiaratamente anche Michele Emiliano.

Corridoio 8, escluso il porto di Brindisi Il porto di Brindisi tagliato fuori dal Corridoio 8? La notizia, trapelata su alcuni organi suonerebbe assai strana, perchè non è passato molto tempo da quando il Ministro delle infrastrutture garantì proprio a Brindisi il suo impegno per la realizzazione di un hub portuale e piattaforma logistica, con la rifunzionalizzazione e

prolungamento della diga di Punta Riso, la riqualificazione della banchina e della viabilità del castello Alfonsino, la realizzazione del terminal container a Torre Cavallo e quella del molo carbonifero. Sulla vicenda il parlamentare europeo di Fli Salvatore Tatarella ha annunciato una interrogazione al Commissario europeo.


Puglia d’oggi

Regione

venerdì 4 novembre 2011

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IL CASO - Uno scatto di nervi dovuti al continuo marcamento a uomo ordinato da Raffaele Fitto?

Schittulli lascia o raddoppia? Quali scenari dopo le dimissioni del Presidente della Provincia?

Francesco Schittulli

di DINO CARRATU’ Francesco Schittulli si dimette? Manco per idea. L'oncologo barese non ci pensa nemmeno ad abbandonare la politica. Anzi vorrebbe raddoppiare. Non, però, di nuovo alla Provincia, che gli va stretta. Meglio il Comune di Bari, la Regione o il Parlamento. Se non si tiene conto di questi possibili scenari, risulterebbe di difficile comprensione quanto accaduto alla Provincia. Il nostro sospetto è che si tratti di una pantomima. Schittulli e larga parte della stampa hanno scomodato parole grosse, trasparenza, indipendenza, rivoluzione copernicana. Balle. Il pomo della discordia era la delibera che operava una

banalissima ridistribuzione dei dipendenti. Giusto che l'assessore al ramo volesse almeno leggerla. Davvero spropositata la reazione di Schittulli. La delibera galeotta è stata, allora, solo il tassello-pretesto di un disegno più ampio, oppure l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso, già colmo di precedenti risentimenti, contrasti e incidenti? Che alla Provincia ci sia una forte e variegata componente fittiana è noto a tutti, che questo gruppo voglia far pesare più del dovuto il suo peso lo si vede ogni giorno, che il "bello e inutile" Nuccio Altieri altro non sia che il ventriloquo del suo dominus Raffaele Fitto lo sanno anche i marmi del Palazzo. Subire tutto questo quotidianamente deve costare molto a Schittulli e ai suoi

uomini. Ambizioni e aspirazioni del Presidente non sono di poco conto. Per coltivarle occorre anche molto potere e certamente d'impaccio sono le continue richieste e pretese del gruppo fittiano. È possible, quindi, che la reazione di Schittulli possa essere solo uno scatto di nervi e di insofferenza per questo marcamento a uomo ordinato da Fitto. Se è così i mediatori avranno buon gioco e nel termine classico dei venti giorni previsti dalla legge, Schittuli ritirerà le sue dimissioni. Pace fatta? Manco per idea. La guerra di trincea fra Schittulli e i fittiani per gestire fette e fettine di potere continuerà come prima. Anche per spostare qualche dipendente da una scrivania all'altra. La sortita di Schittulli, però, può essere letta diversamente e sarebbe una lettura interessante. Le ipotesi sono due: un messaggio a Fitto e al Pdl, oppure il primo tassello di un'intesa con Emiliano. Nel primo caso, Schittulli ha voluto prenotare una candidatura di peso nelle liste del centrodestra. Quasi a dire, se non mi accontentate, si va tutti a casa. In questa prima ipotesi si colloca la

raccolta di firme di adesione fra i consiglieri del Pdl promossa dal fido Davide Bellomo. Nel secondo caso, potremmo trovarci davanti ai primi segnali di un vero terremoto politico. Schittulli cambia schieramento e mette in campo una maggioranza tecnica, con i suoi consiglieri e con quegli altri che non vorrebbero tornare a casa. In questo caso il Pd sarebbe disposto a dargli

anche i suoi voti, come ha dichiarato ai giornali il segretario provinciale Antonacci. Se questo dovesse accadere, significherebbe che Schittulli ha già stretto un patto di ferro con Emiliano, in forza del quale l'oncologo si trasferirebbe in Comune, garantendo a Emiliano l'appoggio del suo movimento per le regionali. Un piano davvero ambizioso, giocato sulla pelle de-

gli elettori, costretti ad andare nuovamente al voto per soddisfare le ambizioni personali di Emiliano e Schittulli. Ma anche una nuova sconfitta per Raffaele Fitto, che, oltre a perdere un altro ente e un'altra pedina (fu sua l'indicazione di Schittulli a danno di Michele Roca, sponsorizzato da una parte di An ), si ritrova un ostacolo in più sulla sua corsa alla Regione.

UNA SCELTA DA FARE

Adesso una poltrona è di troppo per Pepe e Azzollini Parlamentare o amministratore locale? Complice il ritardo delle Camere, sia Antonio Azzollini che Antonio Pepe non hanno ancora fatto la loro opzione e continuano ad occupare entrambi i seggi, l'uno al Senato e al Comune di Molfetta e l'altro alla Camera e alla Provincia di

Foggia. Intanto, il solo Stancanelli ha lasciato il Senato, per continuare a fare il Sindaco di Catania. Tutti gli altri, compresi Azzollini e Pepe, continuano a ignorare il chiaro disposto della Corte Costituzionale. Non è certo un bell'esempio.

Antonio Azzollini

LAVORO - Tutta la preoccupazione di Pugliese (Uil): “Non è il tempo di interventi tampone”

Tasso di disoccupazione oltre il 12%, indispensabili risposte rapide e serie Se per l’intera Nazione il problema principale resta quello del lavoro che non c’è e del sostegno del reddito, che in molti casi rappresenta un vero e proprio ostacolo per la sussistenza stessa delle famiglie, in Puglia, dove i dati sono sempre sotto la media del resto

d’Italia, la situazione non può che essere peggiore, e quindi ancora più grave ed urgente è trovare possibili soluzioni. Gli ultimi dati Istat evidenziano come, nel mese di settembre 2011, a livello nazionale il numero degli occupati sia diminuito, ri-

spetto al mese precedente, di 86.000 lavoratori e, contestualmente, sia aumentato quello dei disoccupati raggiungendo la soglia dell’8,3%. Restando nei confini regionali, è lecito sostenere che il tasso di disoccupazione abbia ormai supera-

to quota 12,5%. “La gravità della situazione è provata dal fatto che il numero dei disoccupati sia aumentato proprio nel mese di settembre – spiega Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari - ovvero dopo la pausa estiva, quando le aziende avrebbero dovuto riattivare le produzioni e invece, in assenza delle stesse, hanno dovuto procedere, in molti casi, ai licenziamenti. Inoltre, un numero sempre maggiore di persone passa dalla platea dei lavoratori a quella di soggetti assistiti da cassa integrazione e mobilità, sempre più spesso in deroga, che per le recenti normative ha un periodo di assistenza complessiva che non supera i due anni”. Le famiglie ed il problema reddituale che sicuramente non può essere sottovalutato. “Da un punto di vista occupazionale - spiega Pugliese - la situazione diven-

Giovani disoccupati - Trovare lavoro sempre più difficile ta sempre più delicata e, in assenza di lavoro o di sostegno al reddito, diventa sempre più difficile raggiungere, per le nostre famiglie, la quarta settimana in un’economia che, sempre a settembre 2011, segna, con il 3,3%, l’inflazione più alta dell’ultimo triennio”. Come fare allora? “Non è più tempo di interventi tampone, ma di soluzioni programmatiche e reali che, attingendo dalle risorse disponibili nel Fondo per le Aree Sottoutilizzate e in quello Europeo per lo Sviluppo Regionale, evitando che le stesse vengano distratte per altri scopi, possano creare infrastrutture materiali ed im-

materiali, quindi occupazione, capacità di spesa e ripresa dell’economia reale”. Se poi ai problemi di chi non riesce a trovare lavoro ed alla ormai cronica mancanza di possibilità per i giovani aggiungiamo i tanti problemi della sanità pugliese, le aziende che chiudono, medici e paramedici che rischiano il licenziamento, personale anche altamente specializzato che ha difficoltà a ricollocarsi e che spesso è costretto a reinventarsi continuamente, la misura è colma, e forse si riesce a capire quant’è urgente che dalla politica arrivino risposte serie ed urgenti. GIUSEPPE ROMANO


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Bari

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Puglia d’oggi

IL CASO - I parlamentari di Futuro e Libertà preannunciano un’interrogazione al ministro Matteoli

Marisabella, chi ha interesse a voler bloccare l’appalto? Dopo la sentenza del Tar del Lazio sono passati otto mesi e tutto tace CAMERA DI COMMERCIO

Nuovi volti e vecchie abitudini

Il Ministro Matteoli

L’ingresso della Camera di Commercio di Bari Alla Camera di Commercio di Bari cambiano i Presidenti, ma non le cattive abitudini. Pare che anche con la nuova dirigenza dell'ente camerale, per anni feudo personale dell'on.Farace, si conitinui ad assumere con i soliti criteri clientelari e nepotistici. In attesa di accertare la veridicità delle accuse, ci chiediamo se era davvero il caso di procedere a nuove assunzioni e consulenze in un ente, dove il personale è di gran lunga superiore alle esigenze lavorative, le spese improduttive sono ancora tante e le funzioni espletate meriterebbero una radicale revisione. Ma di questo non si occupa nessuno, perchè la "guerra dei trent'anni" che ha segnato la vita della Camera di Commercio non si è combattuta per riformarla, ma solo per occuparla. GI.PU.

Perchè non si aggiudicano i lavori per il completamento dell'ansa di Marisabella? Chi frena l'appalto e nell'interesse di chi? Il Gruppo Matarrese ha promosso un giudizio e ha perso. La vicenda è stata definita innanzi al Tar Lazio a febbraio di quest'anno. Sono passsti otto mesi, ma l'aggiudicazione definitiva non è stata ancora firmata. Evidentemente al Provveditorato alle opere pubbliche di Bari sono oberati di lavoro. Per capire cosa sta succedendo e per indurre il Ministero ad intervenire, anche con un commissario ad acta se necessario, i parlamentari di FLI Francesco Divella e Carmelo Patarino stanno preparando una interrogazione da presentare al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli. Proponiamo il testo dell’interrogazione, che traccia l’intera storia della vicenda

legata a Marisabella e si chiede, infine, per quale motivo questa situazione non riesce ad essere sbloccata. Attendiamo risposte anche noi. Premesso che: • il Piano Regolatore Portuale del Porto di Bari, approvato con Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici n.570 del 4/02/1976, prevedeva la realizzazione nell’area di Marisabella di piazzali per circa 400.000 mq e relative banchine per l’ormeggio di navi sino a 12 metri di pescaggio; • l’attuazione dell’intervento venne avviata nel 1990 con la progettazione generale a cura dell’Ufficio del Genio Civile per le OO.MM. di Bari poi approvata dal Consiglio Superiore dei LL.PP. con voto n.574 del 12/12/1990; • i lavori furono regolarmente avviati nel 1994 sino alla rescissione del contratto, nel settembre del 1999, per inadempienze dell’A.T.I. appaltatrice e che a quel momento risultava eseguito solo il 30% dei lavori e cioè i primi 100.000 metri quadrati di piazzali; • per molti anni la procedura di riappalto per il completamento è rimasta ferma e che solo nel mese di settembre 2008 il Provveditorato Interregionale alle OO.PP. di Puglia e Basilicata, sulla scorta di un finanziamento di circa 60 milioni di euro, ha bandito la nuova gara d’appalto; • dopo l’aggiudicazione provvisoria si è inne-

Una bozza del progetto del porto turistico di Bari scata una serie di ricorsi e controricorsi al TAR e Consiglio di Stato tra il primo ed il secondo in graduatoria che ha bloccato l’aggiudicazione definitiva; • con sentenza n.1216 del 8/02/2011 il TAR Lazio ha definitivamente respinto il ricorso all’esclusione dalla procedura di gara dell’ATI che in prima istanza era risultata prima nella graduatoria di gara e che il successivo ricorso cautelare è stato respinto dal Consiglio di Stato con ciò confermando la validità del provvedimento ministeriale di esclusione impugnato; • nonostante ciò, il Provveditorato Interregionale alle OO.PP. di Puglia e Basilicata non ha ancora ripreso la procedura per l’aggiudicazione definitiva vanificando le aspettative della comunità portuale e cittadina che attende la realizzazione dell’opera per avviare un importante programma di riorganizzazione delle attività portuali finalizzato a liberare spazi per l’apertura del porto alla città;

• nel documento di revisione della rete TEN-T, Bari è stato individuato come punto continentale terminale del Corridoio Paneuropeo Helsinki – Malta, con ciò affidando allo scalo barese un ruolo strategico nell’ambito del sistema infrastrutturale comunitario. Tale ruolo verrebbe irrimediabilmente compromesso qualora le banchine ed i piazzali di Marisabella non fossero completati; I parlamentari di Fli chiedono quali iniziative intenda assumere per sollecitare il Provveditorato Interregionale alle OO.PP. di Puglia e Basilicata a concludere con celerità la procedura di aggiudicazione dell’appalto ed in caso di persistente inerzia se non ritenga necessario nominare apposito Commissario ad acta al fine di consentire l’immediata cantierizzazione dei lavori evitando il rischio delle perdita del finanziamento e consentendo di disporre al più presto di questa opera strategica per la portualità pugliese e per lo sviluppo della Città di Bari.

CRIMINALITA’ E POLEMICHE IN CITTA’

Mantovano-Emiliano, quella intesa che non convince molto “I dati sulla criminalità della città di Bari non sono mai stati così buoni come quelli che sono stati diffusi dall'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia. Ma l'alto consumo di cocaina nelle notti baresi, soprattutto da parte della classe dirigente, rischia di scatenare di nuovo una guerra di mafia tra i clan che, grazie a questa valanga di danaro sottratta agli investimenti ed alle famiglie, si stanno riorganizzando”. “Chiederò al Prefetto di convocare il Comitato ordine e sicurezza sulle vicende criminali culminate con l'omicidio di un giovane ventunennne in via Dei Mille. Non è ammissibile che vi-

cende politiche e politico - giudiziarie collegate al coinvolgimento degli uffici giudiziari baresi nelle vicende del premier Berlusconi e alla stretta sulle risorse a disposizione del comparto sicurezza, distraggano il presidio investigativo della città di Bari nel pieno della recrudescenza mafiosa che stiamo vivendo” “Repubblica tenta di mettermi contro i magistrati di Bari e spero davvero che non ci riesca. L'insieme delle vicende che stanno tormentando gli uffici giudiziari baresi, con il consueto strascico di polemiche e di constrasti anche interni, rischiano oggettivamente, senza

responsabilità di alcuno, di rendere più complicate le giornate di lavoro di tutto il presidio investigativo della città di Bari. Sono il sindaco della città ed ho il diritto ed il dovere di richiamare tutti, me compreso, ad una totale concentrazione nella lotta contro la mafia”. Un Sindaco di centro sinistra, Michele Emiliano, ed un sottosegretario di Centro destra (Alfredo Mantovano) hanno un unico obiettivo: quello di rendere Bari una città sempre più sicura e vivibile. Gli excerpta che vedete sopra in corsivo, sono solo tre dei tanti post quotidianamente scritti su Facebook dal sindaco 2.0 per eccellenza, uno dei primi in Italia (ma oggi vanta molti ed autorevoli emuli) a scegliere il più popolare dei social network per dialogare (e litigare) diretta-

mente con la cittadinanza. L’intesa istituzionale, sul modello di quella recentemente inaugurata da Vendola e Fitto, non convince però i cittadini che si sentono vivere in una città che appare sporca, caotica nonostante grattini, navette e piste ciclabili, ottusa (tutti i teatri chiusi tranne il Petruzzelli), poco sicura (il quartiere Libertà in special modo). Un intesa istituzionale che ha visto parole al calor bianco, poi parzialmente rientrate, da parte della Procura di Bari, sentitasi dare della “distratta” da un ex collega che, a malignare si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai, di distrazioni verso la città ultimamente ne sta avendo parecchie. Intanto la legittima ma dispersiva ambizione politica che ha costretto Emiliano a raffazzonare una giunta che nulla

ha a che vedere con la sua prima, e da cui solo di recente ha espunto un IDV (Pasculli) che gli era stato praticamente imposto. Poi quella altrettanto legittima ma deludente marcia di avvicinamento all’ANCI (su modello di Enzo Bianco che poi divenne ministro dell’Interno) che ha sospinto nell’oblio nazionale la città oltre al suo sindaco. Per fortuna, come si legge nell’ultimo post, Emiliano si è richiamato all’ordine e Bari ne ha davvero bisogno. Anche perché è ben probabile che Emiliano faccia ancora il Sindaco quando Mantovano sarà stato da un pezzo messo nel dimenticatoio dall’urgentissimo governo tecnico che oggi tutti invocano. FORTUNATA DELL’ORZO


Puglia d’oggi

Bari

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L’INCHIESTA - Per il manager barese l’imprevisto ha il nome di Francesco Mariani, che dopo il suo arrivo all’Autorità ha cambiato subito il disco

Tommaso Affinita, il Presidente “Uno e Bino” L’accusa è di aver voluto continuare ad occuparsi del porto dopo la scadenza del suo mandato autodesignandosi

Tommaso Affinita

di GIUSEPPE PUGLIESE Tommaso Affinita, uno e bino. Il Presidente dell'Autorità portuale e della filiata Bari Porto Mediterraneo deve rispondere di un danno erariale di 11 milioni di euro. Ad accusarlo è la Procura generale della Corte dei Conti di Bari, retta dal dott. Francesco Lorusso. La questione è molto contrastata, ha interessato più volte diverse autorità giudiziarie e ha già prodotto migliaia di pagine processuali, ma il succo è chiaro. Sintetizzando in maniera grossolana, ma con la necessaria efficacia giornalistica, si può dire che Tommaso Affinita, approssimandosi la scadenza del suo secondo mandato alla Presidenza dell'Autorità portuale e non volendo fare fagotto, aveva escogitato un modo in-

telligente, ma illegittimo, per continuare ad occuparsi ugualmente del porto, trasmigrando su una comoda, sicura e ben retribuita poltrona, messa su per la bisogna. La legge, quella stessa che lo aveva insediatato alla presidenza, gliene dava la possibilità. L'operazione scatta il 16 giugno del 2004, quando il Comitato portuale, da lui presieduto e controllato, vara la costituzione della società Bari Porto Mediterraneo (Bpm), allo scopo di gestire, ai sensi della legge 84 del 1994, i terminal passeggeri e i servizi di supporto. La società prevede la partecipazione minoritaria dell'Autorità portuale e l'ingresso di soci privati da scegliere con procedure di evidenza pubblica. Per assicurare la necessaria continuità e stabilità di gestione delle attività

terminalistiche si decide anche che, per un congruo lasso di tempo, il Predidente dell'Autorità portuale venga designato presidente della Bpm. Affinita, quindi, designa Affinita e, oplà, il gioco è fatto. Affinita designerà poi anche gli altri due componenti del Consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale della società, conseguendone il totale controllo, anche perchè, in violazione di ogni norma di evidenza pubblica, viene conferito al Consiglio di amministrazione ogni decisione in merito all'ingresso degli altri soci. Alla stessa società, il 21 dicembre successivo viene affidata, con l'istituto della concessione, l'occupazione e l'uso dei beni demaniali, nonchè la gestione dei servizi portuali, con un canone annuo di concessione demaniale fissato in €.250.000,00, come corrispettivo dell'utilizzo dei beni demaniali, e nel 50% del fatturato rinveniente dalle tariffe per la fruizione dei servizi. Tutto procede secondo i piani di Affinita, che, però, non aveva calcolato l'imprevisto. Quando si manifesterà, prenderà nome e sembianze di Francesco Mariani, un omaccione, senza titoli altolocanti e amicizie nel bel mondo, che tanto piacevano ad Affinita, ma ricco di esperienza, avendo trascorso una vita nei porti. Appena Mariani subentra ad Affinita alla Presidenza dell'Autorità por-

tuale, la musica nel porto cambia spartito. Lo scontro diventa subito caldissimo, con interrogazioni parlamentari, polemiche giornalistiche e azioni giudiziarie a catena. Sin dall'inizio il contrasto assume un colore politico, perchè Affinita è abile a trascinare sulle sue posizioni tutto il centrodestra barese, che maldestramente arriva a suggerire al mite e solitamente prudente Altero Matteoli una temeraria procedura di commissariamento in danno di Mariani, che procurò al Ministro di An una storica figuraccia. Il provvedimento fu annullato dal Tar Puglia, dopo solo 48 ore, inaudita altera parte, tanto evidente e grossolana era la sua illegittimità. Una bruciante sconfitta che cala su un centrodestra frastornato e confuso a sole 24 ore dalle elezioni. Matteoli, in privato, si giustificherà poi, dicendo che aveva dovuto subire le forti e insistenti pressioni del Ministro Raffaele Fitto. Circostanza avvalorata dal fatto che a menar la danza contro Mariani a Bari erano proprio gli uomini di Fitto, a cominciare dall'ex sindaco Simone di Cagno Abbrescia, solitamente moscio, assente, distratto e silente alla Camera, ma sulla vicenda del porto, invece, molto attivo e presente, anche in forza di una forte colleganza personale con Affinita, maturata all'epoca della sua sindacatura. Colleganza e interessi che in quegli an-

ni indussero lo stesso Di Cagno a trovare il tempo, nonostante i suoi molteplici impegni, per partecipare personalmente alle riunioni del Comitato portuale, innovando una tradizione, che, invece, aveva visto sempre la presenza a quelle riunioni di un consigliere comunale, delegato dal sindaco. Mariani fiuta il fattaccio e sottopone subito tutta la questione all'Avvocatura Distrettuale dello Stato. Esaminato il voluminoso dossier, l'Avvocatura non ha dubbi ed invita l'Autorità portuale ad annullare subito in autotutela la concessione a BPM, ravvisando la evidente illegittimità dell'affidamento e il rilevante danno erariale cagionato all'ente. Mariani vi provvede il 17 dicembre del 2008, nominando anche lo studio Rialp di Bari come proprio advisor per la determinazione del danno. Si dipartono da questo momento diversi e successivi ricorsi al Tar e al Consiglio di Sta-

to da parte di BPM, che rallentano la soluzione della vicenda e il ripristino della legalità, che sarà conquistata gradualmente e faticosamente, a colpi di sentenze giudiziarie, sino al completo e definitivo rilascio degli utimi spazi occupati illegittimanente da BMP, che porta la data recente del 30 aprile di quest'anno. Oggi una nuova e regolare gara per l'affidamento dei servizi indifferenziati si è conclusa con l'aggiudicazione alla ditta Gruppo Servizi Associati, mentre il Tribunale civile di Bari ha messo in liquidazione la BPM, nominando un commissario liquidatore. Un trapasso inglorioso e miserevole per l'ingegnosa scatola cinese, inventata da Tommaso Affinita, e fine miserabile del suo sogno di continuare a regnare, sine titulo, sul porto di Bari. (2 - CONTINUA) LA PRECEDENTE PUNTATA È STATA PUBBLICATA SUL NUMERO 37 DI PUGLIA D’OGGI DEL 28 OTTOBRE 2011

SICUREZZA

Le troppe telecamere cieche della città di Bari A Bari esistono circa trecento telecamere per la videosorveglianza. Di queste, le uniche a funzionare sono quelle del Comune di Bari, collegate con la centrale operativa dei Vigili Urbani. Servono soprattutto di notte, per reprimere gl ingressi non autorizzati nelle zone a traffico limitato ma esercitano indubbiamente un effetto deterrente a prescindere. L’altro centinaio circa di telecamere posizionate dal Ministero dell’Interno in zone considerate strategiche per la sicu-

rezza dei cittadini, sono “cieche” perché non sono state ancora collaudate. In Prefettura non è molto semplice acquisire informazioni. Formalmente, se ne occupa l’ufficio Stampa che poi risponde allo stesso numero dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico. Quando la funzionaria non è fuori stanza per qualche motivo, ha il telefono fuori posto così che nemmeno dal centralino (dove conoscono bene la manovra) riescano a contattarla. Ora, qui non si tratta

La Prefettura di Bari di criminalizzare nessuno, ma delle due l’una: o è ormai invalsa in certi corridoio la pessima abitudine di rispondere solo a determinati colleghi con i quali spesso si istaura un rapporto personale che certo non fa bene a nessuno (soprattutto all’utenza); o dalla Prefettura hanno i car-

boni talmente bagnati su questa storia delle telecamere cieche che preferiscono non rispondere a nessuno. E comunque è bene che si sappia che se fosse stata già funzionante la telecamera di Via dei Mille, forse si saprebbe qualcosa di più su chi ha ucciso Alessandro Marzio, il ventunenne incensurato ma, a quel che pare, dalle discutibili (e pericolose) amicizie. Per fortuna, a pochi metri c’è la videocamera perfettamente funzionante di un negozio e pare che abbia ripreso perfettamente la scena del delitto e la sua barbara esecuzione. FORTUNATA DELL’ORZO

Bari - La sede dell’Autorità Portuale


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dal Territorio

venerdì 4 novembre 2011

Puglia d’oggi

IL CASO - Gravina, Gioia del Colle, Lucera, Provincia di Bari... quante spine nel centrodestra BITONTO

Fli organizza un sit-in e una raccolta di firme Il circolo cittadino di Futuro e Libertà per l’Italia torna nuovamente tra i cittadini con una manifestazione pubblica, che si terrà domani pomeriggio a partire dalle ore 17.00 alle ore 20.00 in via Matteotti, nella piazza antistante la chiesa di S. Egidio e domenica 6 Novembre dalle ore 9.00 alle ore 13.00 all’ingresso della Villa Comunale. Gli organizzatori intendono, al contrario, mostrare all’intera cittadinanza quanto forte e importante sia la sensibilità del Movimento nei confronti delle problematiche dei cittadini di Bitonto, Palombaio e Mariotto. A tal fine è stato organizzato un sit-in nel corso del quale verrà sottoposto al pubblico un questionario intitolato “Denuncia qui i tuoi problemi” . Denunciare le più disparate problematiche per poi migliorare la vivibilità della nostra città. I cittadini potranno quindi esprimersi su tematiche quali amministrazione pubblica, sicurezza, legalità, investimenti per il futuro. Un questionario, utile a rilevare l’indice di soddisfazione della popolazione nei confronti dell'attuale amministrazione comunale e a migliorarne, nel possibile, l’operato. Inoltre, durante la stessa manifestazione sarà possibile firmare il modello utile affinchè il Governo possa chiedere alla Commissione europea di utilizzare i fondi Fse e Fesr non utilizzati dalle Regioni. In questo momento di crisi è necessario rimettere in moto l'economia e far crescere l'occupazione, sopratutto quella giovanile, cercando di ottenere lo sgravio fiscale di tre anni per le piccole e micro imprese e l'esonero degli oneri contributivi per tre anni per le imprese che assumono giovani a tempo indeterminato. La manifestazione sarà inoltre impreziosita dalla presenza di iscritti di Futuro e Libertà per l’Italia. Alla manifestazione interverranno il consigliere comunale di Fli, Salvatore Tassari, l'assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione e Politiche giovanili, Sara Achille, esponente del Partito di Fini nella Giunta Valla e il Presidente dell’Assemblea Nazionale di Futuro e Libertà per l’Italia, l’On. Salvatore Tatarella. "Un modo, questo, per mostrare quanto l’idea di politica del movimento sia comune in tutte le realtà del territorio e abbia come unico fine il benessere dello stesso. La politica torna in piazza e Fli lo fa per scuotere le coscienze dei cittadini, coinvolgendoli attivamente e direttamente" afferma Michele Dellorusso, responsabile del movimento giovanile di Futuro e Libertà per l'Italia a Bitonto. FABIO FIORE

Cosa succede nel Pdl? Non basta vincere se poi non si sa governare di ROBERTO MASTRANGELO Prima Gravina, poi Gioia del Colle, ora anche la Provincia. Liti, dissidi, diserzioni. Nei due Comuni i sindaci sono stati costretti alle dimissioni e si tornerà a votare nella prossima primavera. Alla Provincia ancora non si sa. Cosa sta succedendo alle giunte del centrodestra? E non è un fenomeno solo barese. Accade anche nel foggiano, a Torremaggiore, mentre a Lucera il sindaco Pasquale Dotoli (anche Concisligere provinciale) si è dimesso in aperta polemica con i consiglieri di Maggioranza del Pdl, e persino nel Salento. Le cause sono molteplici. Alcune sono proprie del Pdl, altre sono di ordine più generale e riguardano tutta la politica. Cominciamo dal Pdl e dal suo sistema di alleanze. Il partito, di fatto, non è mai esistito. Come non esisteva Forza Italia, così non esiste il Pdl. L'ingresso degli ex An non ha migliorato la situazione, ma ha portato solo un surplus di invidie, rancori e gelosie. Nei Comuni fanno e disfanno solo gli amministratori. Molto di più i sindaci e gli assessori, meno i consiglieri comunali. Da qui gli attriti, i contrasti, le crisi. A complicare le cose spesso si mettono anche i consiglieri regionali e i parlamentari che, pur di conquistare maggiori spazi, protteggono ora l'uno, ora l'altro dei contendenti. A risolvere i problemi dovrebbero essere gli organi

regionali e provinciali, ma anche questi non ce la fanno. In alcuni casi perchè mancano di autorevolezza, in altri perchè anch'essi invischiati in queste lotte cannibalesche, che stanno divorando, una ad una, tutte le amministrazioni. Invero, anche Fitto, al pari di Berlusconi, non ha voluto che il partito nascesse e si rafforzasse. Ha preferito controllarlo attraverso luogotenenti fidati e mediocri e oggi ne paga le conseguenze. La situazione, a volte, è incarbugliata anche da altre conseguenze, che sono sempre frutto delle mosse di Fitto. È proprio il caso di Schittulli che, sebbene da lui designato, oggi scalpita, gioca in proprio e sogna ribaltoni. Ma c'è anche Puglia prima di tutto, la lista personale di Fitto, creata come carta di riserva da giocare in caso di necessità dopo la sempre più probabile implosione del Pdl, che non in pochi comuni contende con aggressività fette di potere allo stesso Pdl. Una guerra tutta in casa ai fittiani. Se queste sono le cause riferibili al Pdl, altre riguardano invece la politica nel suo complesso, senza più alcuna differenza fra destra e sinistra. Esse attengono alla scelta dei candidati e alla formazione delle alleanze. In entrambi i casi la politica paga il prezzo del depauperamento dei partiti, dell'assenza al loro interno di valide classi dirigenti, della mancanza di formazione dei nuovi amministratori. Al momento del voto la politica cerca spasmodicamente

nomi nuovi, molte volte solo perchè danarosi e noti al grande pubblico. Questa caccia alla notorietà passa spesso come apertura alla società civile, ma non è così. I partiti cercano un uomo immagine, ma pensano ugualmente di poterlo controllare e manovrare. Il più delle volte non accade. I partiti, poi, pensano solo a vincere le elezioni e a nessuno importa sapere prima se il prescelto saprà, alla prova dei fatti, governare uomini e cose. Si può essere bravi imprenditori, bravi professionisti, bravi professori, ma non è detto che sol per questo si sappia anche amministrare. Lo stesso

Gioia del Colle - Municipio accade anche per le alleanze. Esse non sono più aggregazioni omogenee, perchè i partiti, pur di vincere, mettono insieme tutto e il contrario di tutto. Cosa accadrà dopo non interessa. Si spiegano così i contrasti, i conflitti e le contraddizioni, che oggi fanno inesorabilmente cadere tante amministrazioni e che, invece, potrebbero essere facilmente evitati, se prima delle elezioni, insieme all'obiettivo di vincere, i partiti si ponessero anche quello di ben governare.

CANOSA

Cresce il Terzo Polo Fli, accordo con Mpa Proseguono anche a Canosa (Bt) gli incontri per dare concretezza e vita al grande progetto politico del Terzo Polo. A seguito del recente accordo di programma sottoscritto con il movimento civico “Vivere per Canosa”, Futuro e Libertà ha stretto medesimo accordo anche con il Movimento per le Autonomie. Gli esecutivi politici rappresentati da Marco Tullio Milanese (FLI), Sabino Inglese (Vivere

per Canosa) e Roberto Forte (MPA) hanno inteso dare prosieguo all’allargamento della coalizione fondata su principi di onestà, trasparenza e meritocrazia a tutte le forze di estrazione civica e politica che si rivedano nei valori succitati e siano propositori di una politica economica e sociale che guardi alla giovani generazioni ed all’impresa locale con vero interesse e massima priorità.


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dal Territorio

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L’INCHIESTA - Sono già incominciate le grandi manovre per la successione del dimissionario presidente Michele Emiliano

Asi, cambiare tutto per non cambiare nulla Il sindaco di Bitonto Raffaele Valla non molla, Martinelli stoppato per la guida dell’Area industriale di AZZURRA CERVI Ora, che le incredibili vicende di poltrone al Consiglio di Amministrazione dell’Asi, ci spingono a confermare con maggiore convinzione che la forma è contenuto, siamo allegramente ritornati nei corridoi più lunghi di un Ente, incarnazione politica ed ideologica di uno sviluppo industriale tra scenari di lotte interne per la distribuzione di cariche politiche. Incominciamo dal primo banale interrogativo: perché Emiliano si è dimesso da presidente dell’Asi? A questa domanda le cronache di molti quotidiani hanno già dato una risposta più o meno chiara e la storia della sostituzione del Sindaco di Bari con quella di un ex assessore della Città capoluogo sembra aver soddisfatto la curiosità dei comuni mortali. Abbiamo letto che il passo indietro di Michele Emiliano alimenta voci di successione più o meno pilotata. In pole position per rappresentare il Comune di Bari nel consiglio di amministrazione del Consorzio Asi c'è Emanuele Martinelli, già vicesindaco e sempre più impaziente di tornare a fare l'assessore. La designazione all'Asi potrebbe essere per lui un risarcimento e così via… A noi invece ci è venuta fame di notizie e curiosità. Partiamo da un dato certo. Il consiglio di Amministrazione dell’Asi, fino a qualche settimana fa presieduto da Emiliano, ha la sua scadenza naturale ad aprile 2012: termine teoricamente decisivo per la ripartenza della intera gestione dell’Ente. Allora perché l’Asi convoca l’assemblea generale? Le cronache raccontano di una assemblea generale chiamata a decidere dell’ingresso dei nuovi membri nel consiglio di amministrazione o della naturale sostituzione dei sindaci decaduti ecc. Fin qui tutto fila. C’è però qualcosa che non torna: il Sindaco Valla membro del CdA tuona!!! E perché tuona? Noi di Puglia d’Oggi, osservatori imparziali di un divenire tutto pieno di sorprese abbiamo provato a sfogliare vecchie pagine web risalenti alla nomina del bravo sindaco di Bitonto che dicono: il

Michele Emiliano - Presidente dimissionario Asi dott. Valla eletto all’unanimità nel Cda dell’Asi ha ricevuto importanti attestati di stima da parte dei sindaci presenti sulle posizioni assunte durante il dibattito...” Allora perché Valla non

ingoia la successione alla presidenza dell’Asi di un uomo indicato da Emiliano? Manca una spiegazione nella lettura delle “diverse cronache” sulla vicenda Emiliano - Valla.

L’obiettivo del Consorzio Asi è, infatti, rinnovare tutto e subito nel tentativo di celebrare una normale assemblea generale convocata per le sostituzioni dei membri decaduti o dimessi. Questo è il vero obiettivo! C’è chi starebbe avviando una fase di rinnovo integrale del Consiglio di amministrazione con alcuni mesi di anticipo, favorendo, politicamente parlando, con le attuali condizioni, una sostituzione indolore del dimissionario Emiliano con una figura indicata proprio dallo stesso sindaco di Bari. Per fare questo occorre

SPINAZZOLA

Un primo incontro positivo verso la riapertura del carcere cittadino Nel giorni scorsi c’è stato un primo incontro tra l’Ugl-Polizia Penitenziaria e Francesco Ventola, Presidente della Provincia Barletta – Andria – Trani sulla questione relativa alla riapertura del carcere di Spinazzola. La delegazione composta dal vice segretario nazionale, Giampiero Pantaleo, e dai segretari regionali Luigi Pellè e Vincenzo Lamonaca ha fatto il punto della situazione sulla riapertura dell’Istituto Penitenziario di Spinazzola. L’UGL Polizia Penitenziaria ha salutato con favore l’interessamento bipartisan alla vicenda, cui non hanno fatto mancare la propria attenzione l’On.le Bernardini, il senatore D’Ambrosio Lettieri e ed i consiglieri regionali Mennea

e Pastore, ed ai quali si è aggiunto il contributo del neo-nominato Garante dei detenuti per la Puglia, prof. Rossi. Il Presidente Ventola ha confermato l’intendimento del Capo del DAP Ionta di addivenire rapidamente alla restituzione della struttura alla comunità, nel rispetto della medesima destinazione funzionale esistente prima della sua dismissione. “L’occasione - ha sottolineato Lamonaca - è stata proficua per iniziare a discorrere di altre importanti questioni, afferenti le altre carceri della BAT, vale a dire la Casa circondariale maschile e la Casa reclusione femminile di Trani, sulle quali si ritornerà a discutere nell’immediato futuro”

che sul tavolo ci siano magari anche le dimissioni di Valla e del il senatore Azzollini, quest’ultimo, pronto a dimettersi. Per dirla in poche e semplici parole, al Consorzio Asi potrebbero essere incominciate le grandi manovre e, prima del previsto termine di scadenza (Aprile 2012), c’è chi spera di cambiare tutto senza in realtà cambiare niente. Tutto sotto il vigile “controllo politico” di Emiliano che ha già indicato il suo successore. Valla lo ha capito e coraggiosamente contestato invocando una maggiore considerazione e visibilità per altri comuni dell’area industriale. Insomma, il Consiglio di amministrazione dell’Asi di Bari si rinnoverebbe con mesi di anticipo solo se nella prossima assemblea, i membri ancora in carica, Valla ed Azzollini, si dimettessero dal loro incarico determinando la nuova nomina del nuovo consiglio di amministrazione da parte dell’assemblea. Strategie sottili che mettono a nudo i peggiori difetti della politica e dei compromessi. La storia di un nuovo Consiglio di amministrazione guidato da un uomo indicato da Emiliano è forse la fase apparentemente critica che l’asi sta attraversando. Vorremmo credere che il problema fosse solo limitato alla Presidenza. Purtroppo è molto più interessante. Una lunga

esperienza nell’analisi su chi governa e sostiene il sistema burocratico amministrativo dell’ Asi ci rivela che la determinante più importante del successo o fallimento di quanti hanno “apparentemente” governato l’asi è la «lealtà ed obbedienza» alla “macchina amministrativa”. Nella seconda, terza o quarta repubblica dell’Asi, cambieranno consiglieri, Presidenti, consulenti e incaricati, ma c’è una condizione (la chiameremo così) che non cambierà mai. Ci hanno provato in tanti, un po’ per finta o per noia. Nella prima repubblica l'assegnazione dei ministeri era affidata ad una formula matematica inventata dall'onorevole Cencelli: ad ogni corrente spettava un numero di posti proporzionali ai voti raccolti. Il “manuale” Cencelli simbolizzava i vizi di fondo della vecchia repubblica. Un giorno qualcuno scriverà chi è davvero Cencelli nel cuore di Ente chiamato Asi. La democrazia è teoria: il vecchio Presidente indica già un suo successore: da eleggere! Ma non è finita. Che fine faranno i consulenti nominati dal vecchio consiglio di amministrazione? Semplicissimo. Il nuovo consiglio si affretterà a rinnovare gli incarichi. Ecco l’Asi: nuovo Presidente indicato dal vecchio, vecchi incarichi riaffidati dal nuovo consiglio di amministrazione. Scommettiamo?

TRANI

MONOPOLI

Asili nido, c’è un mese per le nuove iscrizioni

La Giornata delle Forze Armate coinvolge tutte le scuole cittadine

Sono aperte le iscrizioni agli Asili Nido Comunali di Trani di Via Monsignor Petronelli (51 posti) e Via Grecia (26 posti) per tutti i bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni. I bambini che possono usufruire del servizio devono aver compiuto almeno tre mesi al 31 Ottobre e non possono aver superato l’età dei 3 anni al 31 Ottobre 2011. Possono presentare domanda, per l’assegnazione di complessivi n°77 posti, i genitori, o chi ha la potestà genitoriale, dei bambini residenti nel Comune di Trani o i genitori non residenti che svolgono attività lavorativa nell’ambito del territorio dell’Ambito Sociale dei Comuni di Trani e Bisceglie. Le ammissioni avverranno secondo due graduatorie di accesso distinte e formate sulla base dei criteri indicati nella “Guida Informativa agli asili nido comunali” che potrà essere visualizzata e scaricata sul sito ufficiale del comune. Le domande devono essere presentate entro il 5 dicembre.

Anche a Monopoli, come in tutti le altre città italiane, oggi si celebra il novantatreesimo anniversario della fine della prima guerra mondiale. Con l’entrata delle truppe italiane vittoriose a Trento e Trieste, dopo quasi tre anni e mezzo di combattimenti, si concludeva la “Grande Guerra” e si completava il processo di unificazione nazionale. Tre anni dopo, il 4 novembre 1921, l’Italia si stringeva attorno alla figura del “Milite ignoto”. Le celebrazioni si apriranno alle ore 11 di venerdì 4 novembre in Piazza Vittorio Emanuele II con il raduno delle autorità, delle Forze Armate, dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'Arma e dei cittadini, a cui farà seguito la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti di tutte le guerre. A rappresentare l’Amministrazione Comunale ci sarà il Presidente

del Consiglio Comunale, Leonardo Corallo. Infine, domani alle ore 11 il primo cittadino Romani presenzierà ad una manifestazione organizzata presso l’auditorium della scuola media “Alessandro Volta” a cui parteciperanno tutte le scuole della città. “Quest'anno la ricorrenza del 4 Novembre, Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, riveste particolare significato per la coincidenza con il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia. Per l'occasione si è ritenuto indispensabile coinvolgere le nuove generazioni, celebrando con le scuole cittadine la "Giornata delle Forze Armate" in modo da sottolineare e valorizzare con le scolaresche gli alti ideali a cui le Forze Armate stesse si sono sempre ispirate”. Questo il saluto del sindaco.


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Capitanata

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Puglia d’oggi

A Foggia l’Amica viene ammessa alla procedura fallimentare dell’amministrazione straordinaria. Un patrimonio della città che va perduto

L’incubo annunciato dell’emergenza rifiuti Le ordinanze a tre mesi finiscono per premiare gli indecisionisti e penalizzare gli scrupolosi di ENRICO CICCARELLI Il Consiglio Provinciale di Foggia si è riunito stamane a Palazzo Dogana. L’assise ha cominciato i suoi lavori intorno alle 12,30, che sono stati subito interrotti per consentire la riunione della conferenza dei capigruppo, chiesta dal capogruppo del Popolo della Liber tà Paolo Mongiello per affrontare la situazione emergenziale della raccolta rifiuti dei comuni dell’Ato 1, sostanzialmente coincidente con il Gargano, ai quali non è più consentito conferire i rifiuti alla discatica di Cerignola. L’assessore all’Ambiente Stefano Pecorella ha garantito un’ordinanza urgente per superare provvisoriamente l’emergenza, ma il Consiglio Provinciale ha convenuto sulla necessità di chiedere

chiarezza alla Regione Puglia sulla gestione dei rifiuti dell’area e sulla realizzazione della prevista discarica di Sannicandro Garganico. Sull’argomento sono intervenuti i consiglieri Giuseppe Moscarella (Pdl), Michele Augello (Ind), Aniello Masciulli (Pdl). Recita così il comunicato inviato lo scorso 28 ottobre dall’Ufficio Stampa della Provincia. Poche righe per dare un saggio del caos assoluto verso il quale sta marciando la Capitanata in materia di ciclo dei rifiuti. Complice un governo regionale nel quale Vendola, in qualità di commissar io per l’emergenza rifiuti ha dato prova di inerzia ed incapacità ancora maggiori del suo predecessore, il territorio della provincia di Foggia ha

bellamente ignorato previsioni di legge e logiche di buonsenso, costruendo nella piana del Tavoliere due montagne artificiali di altezza impressionante, a Passo Breccioso e nei pressi di Cerignola. Cumuli di rifiuti alti decine di metri lasciati lì in attesa dell’Apocalisse. Cerignola finisce per essere paradossalmente penalizzata due volte, per aver fatto il suo dovere ed essersi dotata della discarica. Non solo subisce l’impatto ambientale dell’impianto, ma non percepisce nemmeno il dovuto dai Comuni che continuano a conferire i loro rifiuti. L’emergenza a cui si fa cenno nel comunicato è legata alle inadempienze del territorio del Gargano, quello che riunisce i Comuni dell’Ato1, che non hanno una discarica propria. Ne doveva sorgere una nel territorio di Sannicandro Garganico, ma il cambio di amministrazione ha determinato un repentino cambio di orientamento, con il risultato che si procede per successive ordinanze emergenziali che finiscono per essere un premio agli indecisionisti ed una penalità per gli onesti. Nel capoluogo, poi, il buco dell’azienda Amica (quantificato in circa cinquanta milioni di euro) ha rischiato di dire la

parola fine alla crociata contro il dissesto varata e condotta dal sindaco Mongelli. La Corte d’Appello di Bari, ammettendo la fallibilità dell’azienda diversamente da quanto ritenuto dai giudici di primo grado, hanno scongiurato questo per icolo. Ma ora l’azienda andrà in regime di amministrazione straordinaria, che consentirà il concordato con i creditori e la riorganizzazione degli or-

ganici aziendali. È probabile che con questa ristrutturazione l’Amica, divenuta di proprietà del Governo, possa essere messa sul mercato con una buona appetibilità; ma intanto è patrimonio della città che va perduto e posti di lavoro che si perdono (ammesso che si riesca ad evitare i licenziamenti, non si potranno eludere pensionamenti e cassa integrazione). La chiusura del ciclo

dei rifiuti è impedita da una distor ta cultura pseudoambientalista, che mette in contrapposizione le ragioni dell’incenerimento e quelle della differenziata e del r iciclaggio. Ma si tratta di una contrapposizione inesistente. I numeri dicono che, in Italia e in Europa, chi incenerisce di più concide con chi differenzia di più. E non devasta il territorio con discariche straboccanti.

Un mandato amministrativo partito con il piede sbagliato e proseguito peggio. Ma il male oscuro della politica lucerina è cominciato prima

Dotoli, dimissioni da record Il sindaco di Lucera le ha rassegnate per la quinta volta Sarà la volta decisiva? Le dimissioni di Pasquale Dotoli da sindaco di Lucera non sono propriamente un inedito: è la quinta volta che il primo cittadino del Popolo della Libertà si dichiara pronto alle valige, con annesso scioglimento del Consiglio Comunale. Finora, però, ci ha sempre ripensato nei termini di legge. Purtroppo non si tratta di uno dei tanti casi di cannibalismo del centrodestra, di quello stato marasmatico del Pdl che è ormai standard

da Santa Maria di Leuca a Chieuti. A Lucera il mandato amministrativo cominciato nel 2009 è partito subito con il piede sbagliato, con dissensi e fratture che si sono manifestate fin dal momento della composizione della Giunta e dell’elezione del presidente del Consiglio Comunale; poi sono seguiti gli scandali e gli arresti di diversi esponenti dell’Amministrazione. Tempeste che avrebbero messo in difficoltà chiunque non solo un giovane sindaco come

Dotoli, che ha stravinto le elezioni ma si è dimostrato piuttosto tentennante alla prova del governo. È giusto sottolineare, tuttavia, che la parabola di Dotoli non è un’esclusiva. La vita politica lucerina è in fibrillazione ormai da decenni. Dopo l’interruzione prematura dell’esperienza di Bonghi e l’andamento travagliato della sindacatura Labbate, c’è stato l’interludio di Morlacco, dimessosi a seguito delle minacce ricevute dalla criminalità

organizzata (sull’argomento ci sono state anche clamorose iniziative parlamentari). Insomma, il male oscuro di Lucera, città di grandi tradizioni anche in campo politico, va un po’ più in là della sempiterna controversia intorno a Costantino Dell’Osso e della perfetta identità fra il Pdl e il campo di Agramante di ariostesca memoria. Se il problema non si affronterà con la dovuta energia né il rientro di Dotoli né il voto serviranno a qualcosa


Puglia d’oggi

Capitanata

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“L’apertura della base di Amendola ai voli civili era praticabile prima che la recente crisi libica ne accrescesse l’importanza strategica”

Le occasioni perdute dell’aeroporto “Gino Lisa” L’articolato intervento di un nostro lettore sul ‘caso Darwin’ Alla Daunia serve un trasporto aereo dedicato al turismo di ANTONIO V. GELORMINI riceviamo e volentieri pubblichiamo E’ vergognoso, maledettamente frustrante e profondamente mortificante. Non ci sono più aggettivi. La speranza, era diventata illusione, poi è rovinosamente caduta nel danno, per farsi infine beffa di ogni proposito e di ogni progetto, ripetutamente annunciati e incautamente affidati “al vento” accidioso dell’ipocrisia. E come se non bastasse, l’irrazionalità della disperazione ora sfocia, più o meno consapevolmente, nella pratica insulsa del masochismo. Sono più di 35 anni che il dibattito sull’aeroporto di Foggia, “Gino Lisa”, produce “chiacchiere” inconsistenti, dilettantismo obsoleto e pantomime furbesche: funzionali a piccole e contingenti problematiche locali, piuttosto che a concrete e sostenibili visioni di largo interesse e a prospettive più profonde di sistema, di crescita economica e di effettivo sviluppo turistico territoriale. Desolante l’ultimo capitolo dell’ennesima compagnia aerea (Darwin) che abbandona il campo o rialza vertiginosamente le tariffe, allo scadere del periodo coperto da aiuti finanziari regionali. A testimonianza che l’aeroporto di Foggia, al di là delle apparenze percentuali (anche passare da 1 a 2 è pa-

Tradizione interrotta Quest’anno a Cerignola niente festa del Pdl ri al 100% di incremento), in cifre assolute di movimento passeggeri, in queste condizioni, non avrà mai la forza per garantirsi una soglia di sostenibilità. A meno che non ci si decida (ed è già tardi da molti anni) a ragionare in termini di “Aeroporto del Gargano”. E lo si faccia seriamente e incisivamente. Perché l’onda di un’attenzione turistica concentrata sul Bel Paese, in particolare in Puglia, e di riflesso sul Gargano e l’intera Capitanata, va ca-

valcata ora e non fra dieci o quindici anni. Per assicurare indici di occupazione adeguati all’offerta ricettiva dell’Alta Puglia, l’azione non può che farsi virtuosa e proattiva. Mentre al momento resta piuttosto approssimativa. Andava in tal senso il tentativo di giocare la carta del temporaneo e parziale utilizzo dell’aeroporto militare di Amendola, tra Foggia e Manfredonia, a ridosso del polmone balneare del Gargano e dei centri spirituali di

San Giovanni Rotondo, di Monte Sant’Angelo e degli Eremi di Pulsano. Ma interessi contrapposti, timori immotivati e mancanza di personalità politico-decisionale, hanno provveduto a zavorrare piombo nelle ali di una soluzione abbordabile. Isolando tempestivamente ogni accenno di disponibilità, anche solo di esame, a cominciare da quella manifestata con coraggio dall’Assessore Minervini, poco dopo la sua nomina al dicaste-

ro dei Trasporti Regionali. Ora è troppo tardi. Le recenti vicende libiche hanno messo in luce il ruolo strategico di questo aeroporto nello scacchiere NATO, in relazione alla sicurezza del Mediterraneo, in generale, e a quella nazionale in particolare. Ne consegue, che il decollo di qualsiasi piattaforma aeroportuale civile, in Capitanata, sarà sempre condizionata dalle esigenze strategiche aereonautiche italiane. Se questo è vero, l’aeroporto di Amendola diventa “una palla al piede” per le ambizioni di sviluppo turistiche e territoriali di un’area importante della Puglia, tanto da rappresentare oltre la metà della sua intera offerta ricettiva. Per cui, se tali ambizioni devono essere attenuate o sacrificate, per il supremo interesse nazionale, sarà il caso di pretendere delle legittime e congrue contropartite. Pertanto, sarà pure il caso di fare la voce grossa, lo dico all’Assessore Minervini, al Presidente Pepe, al Sindaco Mongelli e allo stesso Presidente Vendola, per chiedere che almeno i collegamenti ferroviari non solo non vengano smantellati, ma che siano oggetto di investimenti adeguati, per sopperire al deficit aeroportuale costretti a subire? Sarà pure il caso di rivendicare una viabilità che renda, almeno nei tempi, più corta la distanza del Gargano dall’aeroporto di Bari? I tempi per l’allungamento della pista del “Gino Lisa” si prospettano biblici, alla luce delle risorse disponibili. E Dio non voglia che, quando e se sarà ultimata, sia adatta ad aeromobili certamente più capienti, ma non più utilizzati dalle diverse compagnie aeree. Nell’attesa, c’è urgenza di fatti! Le “chiacchiere” se le porta il vento.

Il corsivo di Fabrizio Tatarella

L’esecutivo di Fli

In comune la voglia di lavorare Venditti Claudio, Loriso Vincenzo, Iuliani VendittiCandela Claudio,UmLoRoberto, riso Iuliani bertoVincenzo, (Coordinatore citRoberto, Candela Umtadino Foggia), Di Coraberto (Coordinatore citto Massimo (segretario tadino Foggia), DiLamaCoraamministrativo), to Massimo (segretario rucciola Rino, Zifaro amministrativo), LamaMaria Pina, Vincenzo rucciola Rino, Zifaro Benedettino, Fortunato Maria Pina,Pece Vincenzo Giovanni, Enzo, Benedettino, Fortunato Tartarino Fernando ei Giovanni, Enzo, giovanissimiPece Carlo DerTartarino Fernando ei cole e Michele Marucci giovanissimi Der(responsabileCarlo provinciacole e Michele Marucci le Generazione Futuro). (responsabile provinciaSono i tredici compole Generazione Futuro). nenti dell’esecutivo proSono i tredici vinciale che micompoaffiannenti procheràdell’esecutivo nel mio lavoro di vinciale che mi affian-e coordinatore di Futuro cherà nelinmio lavoro di Libertà Capitanata. coordinatore di Futuro e Ne è componente di diLibertà in Capitanata. ritto il Consigliere proNe è componente di divinciale Emilio Gaeta. ritto il Consigliere Roberto Iuliani è ilproVice vinciale Emilio Gaeta. Coordinatore provinciaRoberto Iuliani è il Vice le Vicario, coadiuvato Coordinatore dagli altri dueprovinciaVice Enzo le Vicario, Pece e Mariacoadiuvato Pina Zifaro. dagli altri due Vice Enzoe Il Collegio di garanzia Pece e Maria Pina Zifaro. dei probiviri eletto nel Ilcorso Collegio di garanzia e del Congresso è, indei probiviri vece, compostoeletto daglinel avcorso delAntonio Congresso è, invocati Attino, vece, composto dagli avFrancesco Dibattista, vocati Antonio Enzo Pece. È un Attino, organiFrancesco Dibattista,e smo territorialmente Enzo Pece. È un organianagraficamente equilismo territorialmente e brato, nel quale dovrà anagraficamente equilicrescere la presenza fembrato, dovrà minile,nel maquale che è fatto di crescere la presenza persone animatefemda minile, che è fatto di grande ma dedizione ed impersone animate daa pegno. Non piace solo grande dedizione edinimchi è impegnato un pegno. Non solo a perenne ed piace ubiquo dischi è impegnato inlui. un senso. Mi spiace per È perenne ed ubiquo dissenso. Mi spiace per lui.

A noi non risulta che il Ministero della Difesa e lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare siano risolutamente contrari. È questione di progetti

Ma noi pensiamo sia il caso di insistere di FABRIZIO TATARELLA Abbiamo pubblicato volentieri l'intervento di un nostro attento lettore, condividendone la sostanza. Dissentiamo solo sulla valutazione negativa dell'uso di Amendola. Noi pensiamo che non sia mai stato fatto un tentativo serio, forte e prolungato per ottenerne l'utilizzo anche per i voli civili e questa è una delle tanti gravi colpe della classe politica foggiana. Ora è arrivato il momento di provarci. Noi lo faremo. Speriamo con molti altri. C’è almeno un europarlamentare del nostro territorio, Salvatore Tatarella, pronto a battersi e a discutere con Ignazio La Russa. Si troverà almeno un sindaco disposto ad accompagnarlo?

Nel frattempo non si può trattenere un moto di sconforto nel vedere una parte cospicua delle nostre rappresentanze istituzionali e del mondo produttivo partecipare alla fiera della demagogia per piatire ulteriori contributi da dissipare in favore della Darwin. Il professor Pirro, sul Corriere del Mezzogiorno di ieri, ribadiva una verità sacrosanta: che il più grande polo turistico della Puglia, cioè il Gargano, ha bisogno di uno scalo aeroportuale. Il problema, non ci stanchiamo di ripeterlo, è che proprio per questo lo scalo aeroportuale non può essere un luogo per far atterrare e decollare aeroplanini. In mancanza di un credibile progetto per il “Lisa”, Amendola è una scelta obbligata.


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Spettacoli e Cultura

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Puglia d’oggi

BARI - Per due settimane la tradizionale rassegna cittadina rivolge il suo sguardo principalmente al pianoforte ed ai compositori pianisti

Time Zones, sulla lunga via delle tante musiche possibili Uno strumento per dare voce alle convulsioni della contemporaneità di ISABELLA BATTISTA

Yann Tiersen, tra gli ospiti dell’edizione 2011 di Time Zones

"Time Zones, sulla via delle musiche possibili" é una rassegna musicale che dal 1986, con cadenza annuale, dà spazio a compositori e musicisti particolarmente attivi nella ricerca di nuove soluzioni musicali. Quest’anno , la rassegna - che si svolgerà dal 4 al 19 novembre - rivolge il suo sguardo al pianoforte ed ai compositori pianisti. Fortemente ancorato alla sua immensa storia, oggi il pianoforte si propone attraverso una nuova generazione di compositori

come lo strumento capace di dar voce alle convulsioni della contemporaneità. “Nonostante tutte le difficoltà che abbiamo – ha dichiarato l’assessore Paparesta – una manifestazione come questa non poteva assolutamente essere trascurata dall’amministrazione comunale, perchè non solo è di elevato valore culturale ma ha una grande ricaduta positiva sul territorio e proprio per questo auspichiamo che ci possa essere un richiamo nazionale ed internazionale”. “C’è un’intera generazione che è cresciuta con

Time Zones e devo dire – ha aggiunto Sannicandro – che i giovani che vedo sempre più numerosi seguire i concerti di questa rassegna respirarno un’atmosfera particolare. E’ cultura d’avanguardia che fa fatica ad affermarsi e che però avvicina i baresi al mondo. Nonostante il moltiplicarsi di strumenti multimediali credo che sia ancora fondamentale per tutti vivere l’esperienza dello spettacolo live anche come momento di aggregazione e nel caso di Time Zones di un’attività culturale estremamente raffinata. E questo è anche merito di Trevisi che mantie-

ne sempre intatta la sua passione e la sua voglia di conoscere cose nuove e di proporle alla città”. Molti gli ospiti della rassegna: dai sei pianoforti dei Piano Circus, che apriranno il festival, alle candide e trasognanti musiche di Yann Tiersen, scritte per “Il Favoloso Mondo di Amélie”, dall’incedere tekno del duo Wesseltoft & Schwarz alla visionarietà cinematografica di Nils Frahm e del californiano Dustin O’Halloran, per arrivare ai racconti suonati della deliziosa cantautrice danese Agnes Obel. Gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.

TROIA Gustare un buon libro di narrativa o di poesia, sorseggiare un calice di Nero di Troia e degustare i formaggi dell’agro lucerino, i prosciutti di Faeto o i sott’oli di Giardinetto, scoprire ogni sera il territorio dei Monti Dauni e il suo straordinario patrimonio storico-artistico. Dal 7 al 13 novembre tutto questo è possibile nella città di Troia per la rassegna “Libri & Sapori dei Monti Dauni”, organizzata da Promodaunia, GAL Meridaunia, Distretto Culturale “Daunia Vetus”, Comitato Promotore per la D.O.C. TavoliereNero di Troia, Circolo Salandra, Pro Loco di Troia e l’associazione Melagranata. L’iniziativa, che vede protagoniste diverse case editrici locali, prevede ogni sera la presentazione di un volume (quasi tutti di giovani autori di Capita-

Monti Dauni, una settimana ricca di cultura e prodotti tipici del territorio

Un panorama della cittadina di Troia (Foggia) nata) accompagnata dalla scoperta dei migliori prodotti dell’enogastronomia dei Monti Dauni. La rassegna sarà presentata Lunedì 7 novembre alle ore 18.30 presso Palazzo S. Domenico a Troia alla presenza delle organizzazioni promotrici e dei numerosi partner che hanno contribuito ad orga-

nizzare e promuovere l’evento. A seguire sarà presentato il primo libro, proposto da Claudio Grenzi Editore, dal significativo titolo “In Tabula”, che introduce il tema della settimana presentando sapori, colori e culture della nostra terra. Le sere successive saranno presentati volumi delle Edizioni del Rosone, delle Edizio-

SAGRE E MOSTRE

A Noci e Bitritto due eventi per un fine settimana gastronomico I sapori d’autunno ci aspettano domani e dopodomani in due locations della provincia di Bari. L’appuntamento per degustare in anteprima il buon vino novello di ogni annata è ormai, per tutti i pugliesi, Bacco nelle gnostre a Noci: un evento irrinunciabile, giunto alla sua undicesima edizione. La Città dell'Enogastronomia si prepara ad ospitare l’evento organizzato

dal Parco Letterario Formiche di Puglia: vino novello, specialità gastronomiche, suoni e balli della tradizione garantiranno l'atmosfera di goliardia e festa che caratterizza l'appuntamento. Le piazze principali del paese ospiteranno gli accomodanti stand in legno, dove i sommelier dell'Ais Puglia faranno gustare le più disparate varietà di vino novello. Non mancherà la propo-

sta gastronomica caratterizzata dalle gustose tipicità pugliesi: mozzarelle, treccine, scamorze, salumi, carni alla brace, pane, focacce, dolci e immancabili le caldarroste. In ogni strada e piazza gruppi musicali, spettacoli, artisti di strada coinvolgeranno grandi e piccini, mentre mostre d'arte e caffè letterari impreziosiranno il programma delle due serate. A Bitritto invece ci sa-

ni “Il Castello”, del gruppo Albatros Il Filo e delle Edizioni Adriatica. Accompagnate da un aperitivo al Nero di Troia della Cantina “SPQT”e dalla degustazione di formaggi, salumi e sott’oli dei Monti Dauni, martedì 8 Novembre ci sarà la presentazione del monologo: “Sulla soglia della casa di un pazzo” di Angelo Emanuele Catalano , mercoledì 9 la presentazione della raccolta di poesie: “Forma Mentis” di Michele Prencipe, e giovedì 10 la presentazione del romanzo: “Il Mercante del Freddo di Toni Noar Augello, Presentazione del romanzo: “Il Mercante

ranno caldarroste e vino novello: l'autunno è servito. La piazza centrale del paese si animerà di profumi, musiche e colori per la terza edizione della "Sagra della caldarrosta e del vino". La serata vedrà la partecipazione di artisti di strada e del gruppo locale U'Papun, famosi per aver collaborato con Caparezza. Ovviamente non mancheranno i sapori autunnali quali caldarroste, porchetta al girarrosto con brace di legna, bruschette, brasciole, popizze, olive fritte e funghi, mozzarelle, orecchiette e rape, salumi, dolci tradizionali, vino novello e vin brulè, oltre a bancarelle di artigianato artistico.

del Freddo di Toni Noar. Venerdì 11 Novembre, nella notte di San Martino, la rassegna sarà animata da una “Cena Letteraria” che avrà luogo della suggestiva cornice dell’ex convento trecentesco di S. Domenico con i migliori ristoratori e i migliori prodotti tipici stagionali dei Monti Dauni e sarà accompagnata da interpretazioni di narrativa e poesia, performance teatrali e musica dal vivo (prenotazioni entro l’8 novembre). La rassegna si conclude Domenica 13 Novembre con l’inaugurazione delle Nuova Biblioteca della Città di Troia e con una serata dedicata a Franco Marasca, bibliofilo e fondatore delle Edizioni del Rosone, a dieci anni dalla scomparsa. info www.actmontidauni.it

ANDRIA

Sinfonie d’autunno nel Palazzo Ducale Questa sera, dalle ore 18, nello scenario di Palazzo Ducale, nel cuore della città di Andria, partirà la quinta edizione di “Sinfonie d'autunno”, manifestazione che esalterà i sensi dei visitatori grazie all'atmosfera creata dalle Associazioni “Il Preludio” di Trani e “Chopin” di Andria. L’evento è organizzato dall'Associazione Artistica Culturale “Artissima”. L’evento sarà un connubio tra l'arte pittorica di artisti nazionali ed internazionali e la degustazione dei prodotti tipici locali per riassaporare le nostre tradizioni e stasera, in occasione dell’inaugurazione, ci sarà anche una sfilata di moda di giovani stilisti. La mostra potrà essere visitata dalle ore 18 alle ore 21.30 di venerdì e sabato e domenica dalle ore 10 alle ore13 e dalle 18 alle ore 21.30.


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Europa

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Premiare innovazione e riduzione dell’impatto ambientale, vigilare sui termini dei subappalti

Semplificazione, si accelera sugli appalti L’europarlamento approva a larga maggioranza una risoluzione della tedesca Heide Rühle (Verdi) di VINCENZO MATANO Il Parlamento europeo accelera sulla semplificazione delle gare d'appalto in Europa. E' stata approvata, a larga maggioranza, una risoluzione della deputata Heide Ruhle (Verdi) sull'accesso semplificato alle gare d'appalto per le piccole e medie imprese. Nello specifico le gare saranno assegnate solo in base al criterio dell'offerta più innovativa o con un miglior impatto ambientale. "In questa crisi economica così profonda abbiamo bisogno di regole chiare ha dichiarato la relatrice durante il dibattito - solo così le autorità pubbliche potranno sostenere inno-

vazione e crescita". Fra le varie proposte approvate dall'Aula per semplificare le procedure di assegnazione di un appalto vi è la creazione di un passaporto elettronico che certifichi il rispetto, da parte dell'impresa in gara, delle regole comunitarie in materia. Per semplificare ulteriormente, gli eurodeputati hanno proposto l'autocertificazione sul possesso dei requisiti per partecipare all'appalto. In questo modo, la documentazione originale sarà inviata alle autorità competenti solo per le imprese selezionate alla fase finale della gara. Per le PMI semplificare è una necessità. A livello europeo le piccole imprese ottengono una percentuale

Il cantiere di un’opera pubblica: la capacità innovativa conterà più del ribasso minore rispetto al loro peso nell'economia: circa il 31-38% rispetto a una partecipazione all'economia stimata intorno al

52%. Secondo il Parlamento europeo, il motivo principale di queste difficoltà, sono le procedure per accedere agli appalti,

ritenute troppo complicate e costose. Nel documento viene inserito la suddivisione in lotti degli appalti, in modo da ga-

rantire alle PMI, migliori possibilità di partecipazione alle gare. I deputati hanno chiesto, inoltre, alla Commissione europea di verificare se per il subappalto siano necessarie nuove norme, ad esempio l'istituzione di una "catena di responsabilità", al fine di evitare che le PMI subappaltatrici siano soggette a condizioni peggiori di quelle applicate all'impresa che si è aggiudicata l'appalto. Infine, il criterio del "prezzo più basso" non dovrebbe essere un fattore determinante per l'assegnazione dei contratti, ma dovrebbe essere sostituito da criteri che includano l'impatto sociale e ambientale della proposta.

L’UE INCORAGGIA LA NUOVA LIBIA. MA QUANTA IPOCRISIA!

Il presidente Buzek a Tripoli per incontrare Abdul Jalil

L’eurodeputata tedesca Heide Rühle (Verdi)

Non si parla piu’ di Muʿammar Abū Minyar ʿAbd al-Salām alQadhdhāfī conosciuto come Gheddafi, non si parla più di come mezzo mondo ha visto martoriare il suo corpo, non si parla più di una serie di ipocrisie di cui lo stesso Rais e’ stato vittima. Non si parla di come era grande amico dell’ Europa, il Gheddafi di pochi mesi fa, si parla di una Libia nuova, libera e alla ricerca

della diginita’ umana, parole che fanno a pugni con quanto abbiamo visto pochi giorni fa. E cosi’ dopo che mezzo mondo si e’ complimentato con il popolo libico per il grande coraggio dimostrato in una guerra di rivoluzione che lascia una Libia libera e pericolosamente orientata verso un governo islamico fondamentalista, anche il presidente Buzek ha incontrato Mustafa Abdul Jalil, il

LA RELAZIONE DI NIKIFOROS DIAMANDOUROS SULLE DENUNCE RICEVUTE NEL 2010

Il mediatore sconosciuto dei cittadini dell’Unione La maggior parte dei cittadini europei non conosce davvero chi sia il mediatore europeo, una figura poco pubblicizzata eppure corrisponde all’Om budsman della tradizione scandinava, insomma il nostro difensore civico. Il mediatore europeo in carica è il greco, Nikiforos Diamandouros il quale ha presentato il suo bilancio annuale per il 2010 durante l’ ultima sessione plenaria a Strasburgo con una sopresa non proprio positiva per la Commissione europea. Dalla sua relazione infatti si

evince che i cittadini dei 27 stati membri non sono proprio soddisfatti del lavoro della Commissione, infatti come ha commentato lo stesso media tore, il numero delle denunce a carico della Commissione cresce ogni anno. “Circa l’ 85% delle denunce arrivano via internet e la Commissione è in testa con ben 219 denunce, seguita da Epso e Parlamento europeo” . “La maggior parte dei cittadini non sa quali sono i miei poteri.” Ha continuato Diamandouros “Il 70% delle

denunce che ricevo sarebbero dovute arrivare al difensore civico nazionale. Le denunce che posso accettare devono riguardare la trasgressione di una legge dell'Unione da parte di un'istituzione europea.” Infatti la figura del mediatore europeo è una carica istituzionale comu nitaria, si tratta di un difen sore civico della Comunità europea e agisce in com pleta indipendenza da ogni potere. La mancanza di trasparenza, appalti e sovvenzioni, denunce da parte dei lavora tori delle

istituzioni euro pee, l'ufficio euro peo di selezione del personale (EPSO) e il ruolo della Commissio ne come garante dei trattati sono solo alcuni dei motivi per cui un citta dino puo’ inter pellare il mediato re europeo. Qual siasi cittadino dell'Unio ne, o qualsiasi ente, organizza zione, persona Diamandouros, l’euromediatore fisica o giuridica che risieda o abbia la “Il 52% dei casi” ha concluso sede in uno Stato membro, Diamandouros “ sono risolti può rivolgersi a lui per nel giro di 3 mesi per gli altri denunciare casi di cattiva i tempi sono molto piu’ amministrazione da parte di lunghi”. Tutta colpa della qualsiasi istituzione o burocrazia? eliona cela organo comunitario.

presidente del consiglio nazionale di transizione durante la sua visita a Tripoli della scorsa settimana. "Le garanzie per una Libia libera verranno soprattutto da voi: la società civile, le organizzazioni non governative, gli intellettuali, le organizzazioni di donne e i media" ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo. "Dovrete essere pronti ad affrontare le nuove sfide della Libia: la democrazia, i diritti umani, il funzionamento delle leggi e la protezione delle minoranze". E’ comprensibile vedere Buzek prodigarsi per il futuro della Libia, condivisibili le sue parole sull’ importanza dei diritti umani e il trattamento dei prigionieri ma lo scambio di battute con i cittadini libici in Piazza dei Martiri dovrebbe farci riflettere! Infatti alle parole di Buzek sull’ aiuto che l ‘ Europa potrebbe dare alla “ nuova” Libia, gli e’ stato gentilmente risposto che i libici non diventeranno un’ altra colonia del mondo moderno. “ Ora che il grande nemico e’ stato abattuto, ora che il ditattore con il quale si facevano affari d’ oro anche se non rispettava i diritti umani e’ stato eliminato, ci si chiede se la “nuova” Libia sara’ davvero Nuova oppure solo un passaggio preoccupante dalla padella alla brace eliona cela.



Puglia d'oggi n. 38