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Anni D'argento la piazza n818

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BENESSERE • ATTUALITÀ • SALUTE • TEMPO LIBERO

Attività motoria? Si, ma... Come e quanto svolgere attività fisica per stare meglio con se stessi migliorando le condizioni fisiche e psicologiche.

Il diabete nell’anziano

Sicurezza in casa

Attenzione alle truffe

Consigli e piccole regole per evitare fastidiose complicanze

Piccoli accorgimenti per una casa a misura di anziano

Consigli utili per non cadere in raggiri, truffe e furfanti

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Presbiopia e lenti a contatto

La presbiopia non è una malattia ma un processo naturale, legato all’età, che si manifesta intorno ai 40-45 anni.

Ne parliamo con Mirko Panozzo, ottico optometrista.

Spesso le persone intorno ai quarant’anni tendono ad allontanare dal viso il testo che stanno leggendo, oppure soffrono di affaticamento e rossore degli occhi: sono i primi sintomi della presbiopia.

Quali sono le caratteristiche che una lente a contatto multifocale deve avere?

Come sono fatte le lenti a contatto multifocali?

«La lente a contatto multifocale ideale deve poter soddisfare le diverse esigenze del portatore che avrà bisogno di veder bene a tutte le distanze. Queste lenti permettono di vedere bene da lontano e da vicino contemporaneamente, come fa un comune occhiale progressivo. I presbiti che provano le lenti a contatto multifocali riscontrano una maggiore comodità e libertà rispetto all’utilizzo degli occhiali. Le lenti a contatto per la correzione della presbiopia sono sempre più diffuse anche grazie al loro crescente livello di performance e percentuali di successo».

«Le lenti a contatto multifocali sono spesso prodotte in materiale morbido, a ricambio monouso, fino a quelle bisettimanali e mensili. Sulla stessa lente a contatto ci sono più zone di correzione: una per la messa a fuoco da vicino, una per quella da lontano e altre per distanze intermedie; la separazione tra le zone non è netta, ma graduale. Inoltre, le diverse aree di messa a fuoco possono essere disposte in modo variabile. Oltre alla presbiopia, si possono inoltre correggere contestualmente altri difetti visivi, come miopia e astigmatismo». Quali sono le indicazioni per poter utilizzare le lenti a contatto? «Prima di tutto bisogna sottoporsi ad un’accurata visita oculistica per valutare l’assenza di controindicazioni all’uso delle lenti a contatto. Successivamente l’applicazione di lenti a contatto deve essere seguita da un optometrista esperto di contattologia, in quanto necessita di conoscenze particolari e tecniche specifiche per meglio valutare e far performare, dal punto di vista visivo, l’applicazione».

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La presbiopia coinvolge un’ampia fetta della popolazione ed oggi i presbiti hanno esigenze visive nuove e diverse, in linea con gli standard tecnologici attuali.


OSTEOPOROSI una fragilità che si può combattere

La prevenzione è importantissima e la nostra vita dovrebbe essere vissuta anche nell’idea di ottimizzare la salute dell’osso.

L’osteoporosi è un processo di degradazione che porta le ossa a diventare, oltre che più sottili, anche più fragili e propense a rotture. I sintomi della malattia possono restare per molto tempo nascosti, e di conseguenza trascurati, fino a che non si presentano i primi problemi alle ossa.

Alimentazione e movimento Il modo migliore per rendere le ossa più resistenti è cambiare le proprie abitudini alimentari. Sì a cereali integrali, prodotti preparati con farine integrali e a lievitazione naturale, legumi, frutta fresca, verdura a foglia larga, noci. Sì ad alimenti contenenti magnesio (banane, cereali integrali, nocciole, piselli, fagioli), manganese (avocado, castagne, spinaci, zenzero), rame (arachidi, germe di grano, miele, funghi) e fosforo. Evitare margarina, salumi, formaggi stagionati, tè, caffé, zucchero. Chi soffre di osteoporosi deve fare del movimento una parte integrante della propria quotidianità. Una passeggiata tutti i giorni, ad esempio, è il modo migliore per stimolare la deposizione di nuova matrice ossea.

Cosa può fare la medicina

La fragilità scheletrica si fa più marcata con l’avanzare dell’età quanto minore è il capitale di osso che siamo riusciti a realizzare. L’osteoporosi si verifica per le donne solitamente in menopausa, per lo più nel periodo pre e post-menopausa, in virtù del venir meno dell’azione protettiva degli ormoni estrogeni (per la perdita della funzione ovarica). Alcuni punti sono maggiormente a rischio rispetto ad altri, in genere femore e vertebre, ma altre sedi di potenziali fratture diventano la spalla e le costole. Nelle persone anziane, la classica postura curvata in avanti può essere indice di questa patologia, perché causata da fratture alla colonna vertebrale. Non è mai troppo presto per fare qualcosa contro l’osteoporosi. Come detto, la prevenzione è la migliore cura e, anche in caso di condizione già presente, esistono degli efficaci rimedi per un trattamento di successo, o quantomeno contenitivo.

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La diagnosi dell’osteoporosi viene fatta attraverso un esame specifico per valutare la densità ossea del pazienta per paragonarla a quella di un giovane sano. Dalla differenza di queste due misure si ottiene un valore noto come “punteggio T” che, se risulta maggiore di -2,5, allora significa che l’ osteoporosi è conclamata.

Esistono numerose soluzioni farmacologiche per affrontare il problema, oltre che diversi rimedi naturali, utili non solo per il trattamento ma anche per la prevenzione. Tra i rimedi naturali più diffusi ed efficaci per combattere l’osteoporosi, vanno citate le erbe officinali, soluzioni semplici, sicure e non dispendiose, indicate per chi vuole trattare la condizione in maniera del tutto naturale. Vengono utilizzati due tipi di erbe: quello con fitoestrogeni e quelle senza. Tra le erbe officinali si consigliano l’ artiglio del diavolo, che aiuta a ridurre il dolore. Contro i sintomi diretti della menopausa può essere utile l’assunzione di estrogeni naturali contenuti nel trifoglio rosso o negli isoflavoni della soia. Le piante non contenenti estrogeni agiscono invece come stimolanti nei confronti delle ghiandole ormonali; la più efficace è sicuramente il Mecafem, originaria delle Ande peruviane; è un afrodisiaco e in quanto tale stimola e regola la produzione di ormoni, innalzando, ove servisse, i livelli di estrogeni. Altro grande apporto al problema dell’osteoporosi in menopausa è dato dalla glucosamina solfato che, in azione congiunta con calcio e vitamina D3, difende la cartilagine e le articolazioni da processi di degenerazione. Infine, un altro rimedio utile è rappresentato dall’agopuntura, molto importante perché si focalizza sui cosiddetti percorsi energetici all’interno del nostro corpo. Tuttavia, questo metodo può rappresentare un impegno difficile da sostenere, per questioni di tempo ed economiche.


MATERASSI RETI - LETTI

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“Se potessi tornare indietro…” Chissà quante volte lo abbiamo pensato. Sì, perché le scelte mancate o rinviate, il più delle volte sarebbero state quelle maggiormente consigliate e raccomandate. Di notte sapersi riposare, di giorno sapersi rilassare. Sono prerogative che hanno una particolare importanza soprattutto nell’età in cui si è più produttivi, in cui si corre e ci si affanna, ma che diventano un vero e proprio “bisogno obbligato” solo quando si rallentano i ritmi. Solo allora ci si rende conto dell’importanza del potere e dovere consigliarlo anche alle persone più giovani.

Un piacere è un piacere a qualsiasi età; non è mai troppo presto per concedersi il giusto riposo ed il giusto relax. Non è mai troppo presto per prevenire, ma è sempre troppo tardi per rimediare.

CAPIRE

che il sonno “muove” ognuno di noi

PRETENDERE

Secondo l’Istituto Nazionale della Salute, circa il 6% della popolazione mondiale soffre di insonnia e le donne hanno all’incirca il doppio delle probabilità di esserne colpite rispetto agli uomini. Secondo alcuni studi gli italiani sono coloro che dormono peggio in Europa: 7 su 10 hanno problemi ad addormentarsi accusando disturbi occasionali del sonno. Dormire male comporta gravi conseguenze: aumenta lo stress, diminuisce l’efficienza nel lavoro o nello studio: per almeno 3 intervistati su 4 quando il riposo è di cattiva qualità si è più irascibili.

ciò che è necessario

Ma nonostante siano in molti ad aver intuito l’importanza di un buon sonno, 6 italiani su 10 hanno un sonno non continuo. E nonostante nella maggioranza prevalgono i periodi di sonno su quelli di veglia, solo il 23% degli italiani si sveglia fresco e riposato.

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NUOVE SPERANZE nella lotta all’Alzheimer un nuovo farmaco fa ben sperare

Un farmaco che potrebbe rappresentare una vera speranza contro l’Alzheimer è stato approvato per la commercializzazione in Cina. Deriva da un estratto di alga bruna ed è basato sulla capacità di regolare il tipo di colonie di batteri presenti nell’intestino. È il frutto di 22 anni di ricerca ed è stato approvato sulla base di uno studio clinico di fase 3 condotto su 1.199 persone, della durata di 36 settimane, dal quale è emerso che il farmaco induce “un miglioramento cognitivo solido e coerente” in pazienti con Alzheimer da lieve a moderato. C’è ancora cautela, tuttavia, da parte degli esperti che ritengono prematuro parlare di farmaco “anti Alzheimer”, soprattutto perché i dati sono limitati a pazienti trattati per breve periodo e non è detto che, a lungo termine, il trattamento sia efficace e non abbia effetti collaterali.

L’Alzheimer colpisce circa 48 milioni di persone in tutto il mondo e il numero aumenta di pari passo con l’invecchiamento della popolazione. Il nuovo farmaco Appena approvato per il mercato cinese dalla National Medical Products Administration, il nuovo farmaco è basato sulla molecola GV-971(sodium oligomannate) che, secondo i dottori del team guidato da Geng Meiyu, ricercatrice dello Shanghai Institute of Materia Medica Accademia cinese delle Scienze, sopprime lo squilibrio dei batteri, “imbriglia” la neuroinfiammazione e inverte il deterioramento cognitivo. «È plausibile – ha spiegato all’ANSA il professor Marra, responsabile della Clinica della Memoria presso la Fondazione Policlinico Gemelli Irccs - che la molecola abbia un qualche effetto, in quanto sono noti sia il ruolo del microbiota che quello dell’infiammazione nello sviluppo di disturbi cognitivi, ma finora queste terapie testate su pazienti non hanno dimostrato efficacia. I nuovi risultati indicano che la ricerca nel campo non deve essere abbandonata. La rapida approvazione ottenuta in Cina, permetterà, tra qualche anno, di aver dati real world sull’efficacia e sicurezza di questa molecola, che ancora presenta delle incognite da approfondire».

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Se il farmaco in questione, dunque, si dimostrerà efficace anche a lungo termine, rappresenterà una delle scoperte in campo medico più straordinarie, anche in relazione al fatto che, solo in Italia, negli ultimi 50 anni l’invecchiamento della popolazione è stato uno dei più rapidi tra i Paesi maggiormente sviluppati e si stima che nel 2050 la quota di ultra65enni ammonterà al 35,9% della popolazione totale.

È il frutto di 22 anni di ricerca ed è stato approvato sulla base di uno studio clinico di fase 3 condotto su 1.199 persone, della durata di 36 settimane, dal quale è emerso che il farmaco induce “un miglioramento cognitivo solido e coerente” in pazienti con Alzheimer da lieve a moderato.

La ricerca La ricerca, comunque non si ferma e procede anche sul fronte della genetica, in particolare con studi di resilienza alla malattia, come riporta un lavoro su Nature Medicine. È stata isolata, infatti, nel Dna di una donna colombiana una mutazione in grado di proteggere dall’Alzheimer e nella quale i sintomi sono comparsi solo tre decenni dopo, benché nel suo cervello fosse presente un accumulo di “beta-amiloide”, una proteina che sembra essere un fattore scatenante della malattia.


Il Diabete nell’anziano piccole regole per evitare complicanze

L’OMS stima che entro il 2040 nel mondo una persona su dieci sarà affetta da diabete, con una maggiore incidenza negli uomini rispetto alle donne. Un dato non da poco visto che, sempre secondo l’OMS, l’iperglicemia rappresenta, dopo ipertensione e tabagismo, il terzo fattore di rischio più importante per mortalità precoce. Il diabete mellito di tipo 2 è di gran lunga la forma di diabete più frequente (interessa il 90% dei casi), è tipico dell’età matura e aumenta con l’aumentare dell’età: una persona su cinque oltre i 75 anni ne è affetta ed è bene, quindi, essere rigorosi nella gestione di questa condizione, per evitare di incorrere nelle sue pericolose complicanze.

Per gestire al meglio questo tipo di patologia nell’anziano, è necessario seguire regole severe: - attenzione alla dieta; - svolgere attività fisica; - somministrare i farmaci tenendo sempre presente il grado di funzionalità renale.

La dieta

I sintomi I sintomi non sono generalmente evidenti, vengono facilmente ignorati e la scoperta del diabete può avvenire in modo del tutto casuale, ad esempio durante un check-up.

La diagnosi La diagnosi di questa forma di diabete, pertanto, può essere anche molto tardiva e, per questo motivo, è facile riscontrare al momento della diagnosi la presenza di complicanze in stato avanzato. Alcuni dei sintomi tipi del diabete di tipo 2 sono: – sensazione di stanchezza – frequente bisogno di urinare anche nelle ore notturne – sete inusuale – perdita di peso improvvisa e immotivata – visione offuscata e lenta guarigione delle ferite

Le cause

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Alla base dell’insorgenza della malattia vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali ma anche in aspetti caratteristici della persona, quali l’obesità. La vita sedentaria, lo stress e alcune malattie, poi, ricadono nell’elenco dei fattori ambientali scatenanti.

Dieta mediterranea e attività fisica moderatamente aerobica, alternata a esercizi di resistenza e di stretching sono parte fondamentale del trattamento. È necessario anche evitare la sedentarietà, alzandosi dal letto o dalla sedia ogni 90 minuti al massimo.

Monitoraggio L’educazione all’automonitoraggio della glicemia è molto importante ed è preferibile scegliere glucometri con numeri grandi o con messaggio vocale per le persone con problemi di vista.

Le complicanze Le complicanze acute del diabete nell’anziano sono più pericolose. Infatti, se un diabete mal controllato aumenta del 48% il rischio di demenza, particolarmente temibile in questa fascia d’età, l’ipoglicemia può provocare cadute, fratture, aumenta il deficit cognitivo e il rischio cardiovascolare.


Influenza 2019-2020

La campagna vaccinale della Regione Veneto contro l’influenza 2019-2020 ha preso il via tra il 5 e l’11 novembre scorsi e terminerà il 31 dicembre prossimo. Sarà accompagnata anche da una sensibilizzazione via web e social accompagnata dallo slogan:

“Proteggi chi Ami. Vaccinati contro l’influenza”.

Le categorie a cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente sono: 1. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in gravidanza.

2. Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza.

3. Soggetti di età pari o superiore a 65 anni. 4. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con

È iniziata la campagna vaccinale >>> terminerà il 31 dicembre La Direzione Regionale Prevenzione ha già provveduto all’approvvigionamento di oltre 864.000 dosi, in buona parte già distribuite alle Ullss, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute. L’anno scorso, per rispondere alle richieste, ne furono usate 784.000: un dato positivo, perché il più alto delle ultime sette stagioni, con circa 14.000 vaccinati in più rispetto alla stagione precedente.

acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

5. Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.

6. Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato).

7. Medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso la loro attività, sono in grado di trasmettere l’influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali.

8. Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori (Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Locale e altre categorie).

9. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con «Ciò nonostante – fanno notare i tecnici regionali – anche nel 2018-2019 sono state segnalate ben 400 complicanze, con 100 persone che hanno sviluppato patologie gravi e con oltre 30 decessi collegabili al virus». «Gli esperti nazionali – dice l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – sono concordi nel definire aggressiva la nuova influenza. Per questo, pur nella soddisfazione per la crescita di adesioni registrata l’anno scorso, rivolgo un forte appello a tutti i cittadini, a cominciare dalle categorie a rischio, a vaccinarsi. I numeri delle complicanze testimoniano come si sia ogni anno di fronte a una malattia da non sottovalutare, e la vaccinazione può evitare molte sofferenze e il dolore di decine di decessi. Mi rivolgo anche a tutti gli operatori del sistema sanitario, perché siano i primi ad aderire, dando così il buon esempio».

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Il non facile obbiettivo da raggiungere, posto dal piano sanitario Nazionale, è di raggiungere il 75% di tutti i soggetti a rischio e della popolazione con più di 65 anni.

animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, addetti all’attività di allevamento e trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero-professionisti).

10. Donatori di sangue.

Nel mondo del lavoro È previsto che la vaccinazione antinfluenzale sia offerta attivamente e gratuitamente, da parte dei datori di lavoro, ai lavoratori particolarmente esposti per l’attività svolta, anche al fine di contenere ricadute negative sulla produttività. Le persone non appartenenti a categorie a rischio che intendano vaccinarsi contro l’influenza stagionale, possono rivolgersi al proprio distretto sanitario di appartenenza per ricevere il vaccino ad un prezzo agevolato (pari a 10 euro).


Impegnativa di CURA DOMICILIARE È un contributo economico regionale destinato alle persone non autosufficienti che vivono a casa propria. Serve a sostenere la famiglia nel proprio carico di cura della persona non autonoma.

Quali sono i requisiti di accesso?

I requisiti fondamentali sono:

la persona sia non autosufficiente e sia adeguatamente assistita (ciò verrà verificato dal medico curante e dall’assistente sociale, tramite l’apposita scheda regionale)

l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente del nucleo familiare della persona non autosufficiente non superi il limite stabilito annualmente dalla Regione Veneto

La domanda può essere presentata in qualsiasi momento ed è valida anche per gli anni successivi. Alcune informazioni vanno aggiornate periodicamente (ad es. l’ISEE ha validità annuale).

Viene data priorità, sia con riguardo all’entità della somma assegnata, sia con riguardo alla precedenza rispetto ai fondi disponibili, ai seguenti casi:

Quali sono i criteri di priorità?

le situazioni di maggior carico assistenziale

le famiglie che assistono persone affette da demenza, di tipo Alzheimer o di altro tipo, accompagnata da gravi disturbi comportamentali

le famiglie che si avvalgono a titolo oneroso di assistenti familiari (badanti)

L’entità dell’assegno di cura varia pertanto in base al carico di cura, alla situazione familiare e all’assistenza fornita.


Latte e latticini amici degli anziani? Idratazione, energia, vitamine e minerali con il latte ed alcuni suoi derivati

Un’appropriata alimentazione è un ingrediente essenziale per conservare un buono stato di salute in tutte le età, e specialmente in età avanzata. Negli anziani infatti avvengono modificazioni fisiologiche, quali il rallentamento del metabolismo basale e la diminuzione della muscolatura scheletrica, cambiamenti dello stile di vita, come la ridotta attività fisica, che riducono il fabbisogno energetico, ma che richiedono un giusto apporto di nutrienti.

Proteine, vitamine e minerali (in particolare il calcio) e tanta acqua. Sono le colonne portanti di una sana alimentazione per la popolazione anziana.

I benefici Proteine, vitamine e minerali (in particolare il calcio) e tanta acqua. Questi nutrienti sono spesso citati tra le colonne portanti di una sana alimentazione per la popolazione anziana che, con il passare degli anni, deve modificare almeno in parte la propria dieta per far fronte ai cambiamenti legati all’invecchiamento.

Il latte, ma anche alcuni prodotti da esso derivati, rappresentano in questo senso un vero e proprio aiuto racchiudendo in un unico alimento tutti i nutrienti sopra citati.

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Per quanto riguarda per esempio l’idratazione, problema importante per molti anziani nei quali lo stimolo della sete non funziona più al meglio, il latte può rappresentare una soluzione interessante essendo composto per buona parte di acqua (87% circa). Con un bicchiere di latte ci si idrata e si apportano inoltre energia, vitamine e minerali. La nicotinamide riboside, un derivato della vitamina B3 presente nel latte, secondo diversi studi agisce tra l’altro come una sorta di “anti-aging” su diversi processi metabolici che riguardano anche muscoli, fegato e cervello.

Uno sguardo al portafoglio

Digeribilità e intolleranze

Non meno importante per le persone anziane, che spesso devono fare i conti con problemi di tipo economico, è il costo relativamente basso del latte e dei suoi derivati rispetto ad altre fonti di nutrienti.

E c’è anche una buona notizia per chi si preoccupa di intolleranze e difficoltà di digestione: dopo i 65 anni si osserva una riduzione dell’intensità dei sintomi legati all’intolleranza al lattosio.


I sintomi più comuni della cataratta sono:

CATARATTA

- visione annebbiata o sfocata

un piccolo intervento da... 10 decimi “Come osservare il mondo sott’acqua” è così che molti pazienti affetti da cataratta definiscono la propria capacità di percepire un’immagine. La cataratta è una malattia oculare in cui il cristallino, la lente naturale biconvessa che rifrange la luce per mettere a fuoco un oggetto, va incontro ad una progressiva opacizzazione. Il cristallino ha la stessa funzione dell’obiettivo in una macchina fotografica, deve produrre nell’occhio un’immagine a fuoco.

Tuttavia questi sintomi possono essere anche indicativi di altre patologie oculari, per cui se il paziente ne presenta alcuni, dovrebbe effettuare una visita da un oculista per accertarne la causa. La cataratta in fase iniziale può non provocare alcun sintomo e tende a svilupparsi lentamente cosicché la perdita visiva è di solito graduale, non improvvisa. Quando non è più sufficiente cambiare occhiali, l’intervento chirurgico è l’unico trattamento efficace. Il chirurgo rimuove il cristallino opaco e lo sostituisce con uno trasparente di materiale plastico.

Una semplice operazione... La cataratta dunque non è una malattia contagiosa, né può insorgere in seguito ad un affaticamento prolungato degli occhi. Accanto ad affezioni acquisite del metabolismo e difetti congeniti rari, questa malattia rientra fra le cosiddette malattie senili, che si manifestano perlopiù solo dopo i 60 anni.

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La chirurgia della cataratta è una delle operazioni più comuni effettuate al mondo, ed anche una delle più sicure ed efficaci. Più del 90% dei pazienti operati ha una visione dopo l’intervento migliore di quella precedente. Nelle tecniche più recenti si usano gli ultrasuoni per frammentare il cristallino all’interno dell’occhio e quindi aspirarlo attraverso una incisione molto piccola.

- problemi visivi con le luci per esempio i fari delle macchine che ci vengono incontro, o i lampioni di strada, o aloni attorno alle lampadine o al sole. - alterata visione dei colori - visione doppia - necessità di cambiare frequentemente la prescrizione degli occhiali.

La grande maggioranza dei pazienti è sveglia durante l’intervento, che si svolge di solito in anestesia locale, quindi assolutamente indolore e la maggioranza dei pazienti può andare a casa poco dopo l’intervento.

...e una breve degenza! Per un periodo, il paziente dovrà instillare uno o più tipi di gocce, di solito antiinfiammatori e antibiotici, ed effettuare un paio di visite di controllo. Immediatamente dopo l’intervento il paziente può comunque leggere o guardare la televisione, ma la visione si rischiara solo dopo un breve periodo, il tempo necessario perché l’occhio operato riprenda a funzionare in armonia con l’altro occhio. Un’altra bella notizia è che, una volta che il cristallino è stato rimosso, la cataratta non può ritornare. In alcuni casi però, la capsula posteriore su cui poggia la lente intraoculare può perdere trasparenza. Questa evenienza si chiama cataratta secondaria e a differenza della cataratta precedente, si può trattare con il laser. Il trattamento è strettamente ambulatoriale, si fa sempre in anestesia locale e non è dolorosa.


La dentiera balla? Risolvi il problema con la ribasatura Con il passare degli anni, è difficile conservare denti bianchi e perfetti e molte persone, alla fine, ne perdono inevitabilmente qualcuno. Mantenere un bel sorriso anche in età avanzata, tuttavia, si può. Per colmare le lacune, infatti, si può optare per diversi tipi di protesi fisse o mobili.

Pro e contro

Soluzione ottimale

I vantaggi della dentiera sono la veloce realizzazione ed il costo contenuto.

Se fino a qualche anno fa la dentiera era l’unica soluzione alla perdita dei denti, con l’avvento dell’implantologia è stato compiuto un grande passo in avanti per risolvere questo tipo di problematiche.

Gli svantaggi sono la mobilità, la frequenza di piccole ferite da movimento della dentiera, la difficoltà nel mangiare, il deposito di cibo ad di sotto di essa, la difficoltà nel parlare, il disagio psichico, la paura di perdere la dentiera mentre si parla o si ride. In sostanza, il problema principale è sopportare la dentiera in bocca. Secondo l’Accademia di Odontoiatria Generale (AGD), questi problemi sono in genere solo temporanei, e alcune persone sono in grado di parlare normalmente nel giro di poche ore di utilizzo delle protesi.

Prendersene cura A volte, a causa del ritiro gengivale o di una mancanza di ossatura dovuta a problemi di osteoporosi, la dentiera necessita di una regolazione, anche per evitare problemi come piaghe, infezioni e disagi. Quando la dentiera “balla”, dunque, è possibile ed opportuno ricorrere all’intervento del dentista che può risolvere la mobilità della protesi attraverso una ribasatura. La dentiera viene stabilizzata in bocca al paziente attraverso un’aggiunta di resina alla protesi, là dove necessario, in funzione della nuova conformazione dei tessuti del paziente.

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Attualmente i limiti all’uso della dentiera sostenuta dagli impianti sono sempre meno e consente a oltre l’80% della popolazione oltre i 65 anni di continuare a sentirsi bene, senza il timore di improvvise situazioni imbarazzanti dovute alla inopportuna mobilità nonostante l’uso della colla per dentiera, specie nella dentiera senza palato.

Il comfort è decisamente migliore rispetto ad una dentiera perché gli impianti sono più stabili, ma soprattutto perché con l’età l’osso sotto alla dentiera tende a riassorbirsi sempre di più. Gli impianti sono tuttavia ben più costosi e alcuni pazienti possono non essere buoni candidati per questo tipo di sostituzione dei denti. Ad esempio, secondo la Guida per il consumatore di Odontoiatria, i fumatori possono affrontare più alto rischio di fallimento dell’impianto rispetto ad altri.

Oggi possiamo prolungare di tanti anni la possibilità, per la maggior parte dei pazienti, di avere una protesi fissa o molto più stabile di una dentiera. Anche un solo impianto può contribuire ad un miglioramento della qualità della vita del paziente. In genere due impianti possono essere posizionati anche in pazienti molto anziani o con poco osso presente.

Clinica Barbatano La clinica offre, per ogni problema dentale, una soluzione che possa donare nuovamente il sorriso a persone di tutte le età grazie alle migliori metodologie e alle ultimissime tecniche oggi disponibili nel campo dell’odontoiatria ed è disponibile e reperibile per qualunque tipo d’urgenza 24 ore su 24. Se poi non si ha la possibilità di guidare o raggiungere la Clinica Barbatano, grazie ad una convenzione con Corrado Costantini, un’auto è sempre a disposizione per andare a prendere e accompagnare il paziente alla struttura a prezzi ridotti.


IPOACUSIA

tendenza ad isolarsi e a non interagire sono i primi sintomi «Nel nostro Paese oltre sette milioni di individui sperimentano un calo dell’udito – afferma Matteo Cesari, primario dell’unità operativa di geriatria, Fondazione Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Si tratta quindi di una delle problematiche croniche più frequenti e disabilitanti dell’età geriatrica ed è maggiore tra gli individui di sesso maschile.

Secondo stime dell’Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità, un individuo su tre con più di 60 anni e circa il 60% sopra gli 85 anni è affetto da ipoacusia.

Al di là della percezione soggettiva della difficoltà di ascoltare chi è vicino, soprattutto in ambienti rumorosi, esiste anche una manifestazione indiretta tipica delle persone con difficoltà uditive. Questa consiste nella tendenza ad isolarsi e a non interagire troppo con gli altri e può, dunque, essere percepita

anche da chi è vicino ad un anziano che comincia a manifestare difficoltà nel percepire voci, suoni e rumori. È bene non sottovalutare certi segnali che, spesso, l’anziano non manifesta apertamente, anche per un senso di vergogna. Il primo passo è quello di segnalare la perdita d’udito al medico di famiglia oppure ad uno specialista, non sottovalutando quelle che sono le conseguenze dell’udito. Esiste uno studio recente che dimostra come un terzo della popolazione anziana abbia difficoltà a comprendere, a causa del deficit uditivo, quello che il medico e le figure professionali possono comunicare al termine della visita. Questo impatta anche sull’aderenza al buon trattamento che può essere prescritto».


L’ETÀ

dal punto di vista fisico Come limitare la degenerazione fisica con l’esercizio fisico

Con l’avanzare dell’età, si va incontro a una serie di problematiche fisiche e psichiche che vanno a toccare un po’ tutti gli organi del nostro corpo. Si tratta di un progressivo logoramento, un processo del tutto naturale e inevitabile. L’esercizio fisico, se eseguito con costanza e in modo razionale, che tenga quindi conto dell’età e delle reali condizioni fisiche di chi lo pratica, fa sì che non solo questa degenerazione venga limitata, ma addirittura in alcuni casi regredisca.

Diventa però molto difficoltoso per una persona anziana riuscire a mantenersi in forma con costanza, dovendo magari rivolgersi ad una palestra con personale qualificato e numerose attrezzature, quindi spesso impegnativo anche da un punto di vista economico.

Comfort e praticità

Pedalare combatte la degenerazione fisica, allevia lo stress e aumenta il buonumore.

Da non sottovalutare oltretutto gli innegabili vantaggi delle moderne bici a pedalata assistita, spesso chiamate semplicemente “elettriche”: a differenza dei primi modelli, spesso più simili a ciclomotori che a reali bici nel funzionamento, ora abbiamo prodotti che ci permettono di decidere quanta fatica fare e quindi di aiutarci sui tratti più impegnativi, ma allo stesso tempo sempre facendoci fare un’attività fisica moderata e costante. Anche qui troviamo modelli pensati in maniera specifica per chi vuole fare un utilizzo più adatto al cicloturismo, meno estremi ma pensati per un ottimo livello di comfort e praticità.

E quando il meteo non è favorevole... Da considerare inoltre un’alternativa alla bicicletta quando le condizioni meteorologiche sono avverse o comunque per evitare il traffico importante dei nostri giorni: la cyclette ci permette di pedalare comodamente a casa nostra, con l’innegabile vantaggio di poter regolare il carico di lavoro per mantenerci sempre su uno sforzo moderato ma efficace. Anche qui troviamo modelli per tutte le tasche e pensati specificatamente per la terza età, con salita facilitata e con volani molto leggeri per non affaticare troppo l’utente.

Per il fisico e la mente

Una soluzione molto interessante diventa quindi la bicicletta... Pedalare permette di eseguire un esercizio di tipo aerobico, quindi un carico di lavoro moderato e costante, ideale per mantenere in forma il cuore e tutta la circolazione. Così facendo, si riduce moltissimo il rischio d’infarto e di ictus e si ottengono tanti buoni risultati, come la perdita di peso e un miglioramento importante dei valori di pressione arteriosa per citarne alcuni.

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Spesso la bici (soprattutto in Italia) viene associata ad uno sforzo importante ed “estremo” con prodotti molto tecnici e costosi, mal visto dalle persone anziane, ma in realtà basta anche un esercizio moderato con una semplice uscita al giorno per ottenere risultati: per questo ormai si trovano sempre più modelli specializzati per chi ha difficoltà motorie. Ad esempio tantissimi telai hanno un’entrata facilitata per permettere di far salire in bici chi ha problemi ad anche e ginocchia.

Pedalare infine è l’ideale per combattere non solo l’età dal punto di vista fisico, ma soprattutto dal punto di vista mentale: allevia lo stress e aumenta il buonumore. Durante la pedalata vengono prodotte dal nostro corpo le endorfine, degli ormoni che regolano l’umore e producono un effetto euforico ed ansiolitico. Infatti... avete mai visto un ciclista triste?


Per una casa a misura di anziano piccoli accorgimenti per limitare il rischio di incidenti Non sempre è possibile scegliere una casa a nostra misura, vuoi per motivi strutturali, vuoi per cause economiche ma, quando è possibile, in modo particolare per gli anziani, sarebbe opportuno valutare le soluzioni migliori per rendere l’abitazione il più adeguata possibile alle loro esigenze.

La maggior parte degli incidenti degli anziani, infatti, oltre a dipendere da fattori legati al normale o patologico invecchiamento (perdita di agilità, reattività, coordinazione, capacità di adattamento posturale), sono quasi sempre imputabili all’ambiente domestico non favorevole. Alle volte è sufficiente qualche accortezza per rendere l’ambiente in cui vive l’anziano più sicuro. Le limitazioni dovute ai movimenti, all’equilibrio, alla diminuzione della forza fisica, della vista e dell’udito, non fanno che aumentare il rischio di incidenti, anche nel luogo in cui l’anziano si sente più sicuro: la sua casa. Il primo passo è quello di creare un ingresso privo di barriere ar-

chitettoniche per rendere gli spostamenti più semplici e sicuri. Le scale possono diventare un ostacolo insormontabile col passare degli anni e non tutti hanno la fortuna di avere a disposizione un ascensore. Ma attenzione anche all’arredamento, ai pavimenti, agli elettrodomestici e agli attrezzi da cucina. Gli ambienti nei quali si verificano gli incidenti domestici sono, nella maggior parte dei casi la cucina, la camera da letto ed il bagno. Per una vita domestica sicura è importante eliminare tutte le possibili fonti di rischio, assumere la consapevolezza dei propri limiti dovuti all’età e ricevere un’adeguata assistenza nello svolgimento delle attività più difficoltose.

Cosa è importante fare? - Evitare di lasciare oggetti sulle scale - Rimuovere tappeti e moquette danneggiata - Assicurarsi che le balaustre siano resistenti e sicure - Rimuovere gli ostacoli lungo i percorsi abituali - Garantire una buona luminosità degli ambienti - Fare attenzione a porte a vetro e mobili con vetrine - Rimuovere mobili sporgenti che ostacolano la deambulazione

INTERNET E I SOCIAL Più informati e meno soli Una buona fetta di popolazione matura si cimenta oggi con le nuove tecnologie, internet in primis. Dall’ultimo rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione si rileva che internet ormai coinvolge il 42,5% degli italiani over 65. Una crescita vertiginosa se si considera che nel 2003 solo il 4,4% delle persone appartenenti alla stessa fascia di età aveva familiarità con il computer e il web.

I vantaggi della tecnologia Consapevoli di quanto questo strumento possa essere utile e semplificare il divario comunicativo, molti ultrasessantenni hanno abbandonato le riserve e, grazie all’aiuto di figli o nipoti, sono diventati più tecnologici utilizzando pc e smartphone.

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Comunicare con parenti lontani, effettuare bonifici via web o controllare l’addebito della pensione, prenotare un viaggio o acquistare un libro, sono solo alcune delle attività che anche gli over 65 eseguono, sempre più spesso, attraverso una connessione ad internet.

La diffusione di strumenti tech tra gli anziani non risponde soltanto all’esigenza di svago. Al contrario, un utilizzo attento della tecnologia può comportare molti vantaggi, come ad esempio, migliorare le capacità cognitive e mnemoniche. Così come leggere o dedicarsi all’enigmistica, navigare nel web aiuta il cervello a rimanere allenato. Mantenersi in contatto con amici e parenti via computer, inoltre, può far sentire l’anziano meno solo e ridurre il senso d’isolamento, accorciando virtualmente le distanze con i propri cari. E sono sempre di più numerosi gli Over 65 che utilizzano abitualmente Facebook, guardano video su YouTube, o navigano su Instagram, Twitter e LinkedIn. Uno strumento molto diffuso ed utilissimo, poi, è lo smartphone sul quale vengono frequentemente consultati il meteo, utilizzate app di messaggistica come WhatsApp o archiviate fotografie.

Esistono in commercio telefoni cellulari “nonno-approved”, con sistemi che consentono di tenere sotto controllo dove si trova il telefono, oltre ad un pulsante di emergenza che chiama, in caso di necessità, familiari o persone autorizzate. Il binomio anziani e tecnologia può diventare, quindi, una combinazione vincente, anche in funzione delle possibili finalità di utilizzo del mezzo, dagli aspetti relazionali a quelli più informativi. L’approccio a strumenti tech, inoltre, migliora le capacità cognitive e aiuta le persone a restare attive, riducendo perdita di memoria e di stimoli, emarginazione sociale e senso d’isolamento o solitudine.


Un decalogo “in pillole” può esservi utile per tutelarvi dalle truffe: Un uomo tenta di entrare nella casa di una donna fingendosi un controllore del gas. 1. Non aprite agli sconosciuti e non fateli entrare in casa. Diffidate degli estranei che vengono a trovarvi in orari inusuali, soprattutto se in quel momento siete soli in casa;

2. Non mandate i bambini ad aprire la porta; 3. Comunque, prima di aprire la porta, controllate dallo

Contro le truffe in casa Non aprite quella porta!

spioncino e, se avete di fronte una persona che non avete mai visto, aprite con la catenella attaccata;

4. In caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, chiedete che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino di casa. In assenza del portiere, se dovete firmare la ricevuta aprite con la catenella attaccata;

5. Prima di farlo entrare, accertatevi della sua identità ed eventualmente fatevi mostrare il tesserino di riconoscimento;

6. Nel caso in cui abbiate ancora dei sospetti o c’è qualche

Spesso le cronache riportano episodi di criminali che approfittano della buona fede dei cittadini: «Anziana derubata da finto operaio di una società telefonica» «Quattro pensionati truffati da falsi impiegati comunali» «Altre tre persone cadute nella trappoladi una banda di truffatori metropolitani»

particolare che non vi convince, telefonate all’ufficio di zona dell’Ente e verificate la veridicità dei controlli da effettuare. Attenzione a non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice;

7. Tenete a disposizione, accanto al telefono, un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Acea, etc.) così da averli a portata di mano in caso di necessità;

8. Non date soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo. Utilizzando i bollettini postali avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato;

9. Mostrate cautela nell’acquisto di merce venduta porta a porta;

10. Se inavvertitamente avete aperto la porta ad uno sconosciuto e, per qualsiasi motivo, vi sentite a disagio, non perdete la calma. Inviatelo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta. Aprite la porta e, se è necessario, ripetete l’invito ad alta voce. Cercate comunque di essere decisi nelle vostre azioni.

Per non cadere in questi raggiri, spesso è sufficiente prendere alcune precauzioni. “La prevenzione è la migliore difesa” Non fidatevi delle apparenze! Il truffatore per farsi aprire la porta ed introdursi nelle vostre case può presentarsi in diversi modi. Spesso è una persona distinta, elegante e particolarmente gentile. Dice di essere un funzionario delle Poste, di un ente di beneficenza, dell’INPS, o un addetto delle società di erogazione di servizi come luce, acqua, gas, etc. e talvolta un appartenente alle forze dell’ordine.

“Non sempre l’abito fa il monaco”!

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Ricordatevi che di solito il controllo domiciliare delle utenze domestiche viene preannunciato con un avviso (apposto al portone di un palazzo o comunicato al portiere) che indica il motivo, il giorno e l’ora della visita del tecnico.

Un uomo propone ad una donna anziana di fare un acquisto conveniente. 1. Diffidate sempre dagli acquisti molto convenienti e dai guadagni facili: spesso si tratta di truffe o di merce rubata;

2. Non partecipate a lotterie non autorizzate e non acquistate prodotti miracolosi od oggetti presentati come pezzi d’arte o d’antiquariato se non siete certi della loro provenienza;

3. Non accettate in pagamento assegni bancari da persone sconosciute;

4. Non firmate nulla che non vi sia chiaro e chiedete sempre consiglio a persone di fiducia più esperte di voi.

Fonte: www.carabinieri.it - Ministero della Difesa


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