Anno
Gennaio/Febbraio 2026 www.macplas.it















































































































































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Anno
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Si è chiuso con favore il 2025 di Meccanoplastica Group, segnando un anno positivo per l’azienda fiorentina. Attiva dal 1983, essa è specializzata nella produzione di impianti per la lavorazione della plastica mediante estrusione soffiaggio, iniezione soffiaggio e stiro soffiaggio – questi ultimi attraverso la sede iberica a Barcellona – di preforme in PET. Per il costruttore è risultata particolarmente importante la partecipazione al K 2025 di Düsseldorf, con tre tecnologie completamente elettriche esposte, che ha consolidato la presenza internazionale del marchio fiorentino. Nonostante le previsioni indichino un probabile rallentamento del settore nel 2026, Meccanoplastica affronta la sfida con entusiasmo e apertura, puntando a presidiare i principali appuntamenti fieristici. Il più atteso è Plast 2026, dal 9 al 12 giugno a Fiera Milano, dove l’azienda presenterà tre soluzioni che illustrano l’eccellenza delle proprie tecnologie: una macchina della serie HE per estrusione soffiaggio con gli ultimi sviluppi software e per la sicurezza dell’operatore; il modello Mipet 2PS per stiro soffiaggio già presentato al K 2025; la rivisitazione del modello Jet 120 per iniezione soffiaggio, che con l’abbassamento del piano di lavoro introduce un’innovazione significativa per facilitare la manovrabilità degli stampi e rendere più agevoli i cambi formato. Ancora, in questo 2026 Meccanoplastica punta a distinguersi in particolar modo nel reparto ricerca e sviluppo. Nella sede di Barcellona prosegue lo sviluppo delle macchine a passo continuo per preforme in PET con forno a movimento ellittico continuo, tecnologia che riduce tempi ciclo e consumi energetici aumentando la produttività. A Firenze si completa il progetto della Jet 175 completamente elettrica da 175 tonnellate e si consolida la gamma delle soffiatrici elettriche HE. Sul fronte dei materiali, sono in corso da mesi test con resine biodegradabili e cresce la richiesta di impianti multistrato per settori quali il chimico, il domestico e l’alimentare, con utilizzo di plastiche riciclate post-consumo. L’impegno per il 2026 non si limita alla tecnologia e quest’anno l’azienda completerà il percorso per ottenere la certificazione ISO 14001 per il monitoraggio degli impatti ambientali del ciclo produttivo. Un percorso che, insieme ai riconoscimenti con Ecovadis ed Euromap 10+, posiziona Meccanoplastica tra le aziende più attente ai criteri ESG del settore.
In un contesto di mercato sfidante, l’azienda conferma la propria identità: innovazione tecnologica, qualità costruttiva e responsabilità ambientale come pilastri per il futuro.
www.meccanoplastica-group.com
8 Buon anno e… buona plastica a tutti!
10 Rallenta l’export, tiene il mercato interno
14 La chimica dei valori
18 Ricavi in crescita
19 La chimica motore di crescita e benessere
20 Competitività energetica in caduta, la manifattura italiana rischia più delle altre
21 Ipotesi di accordo e 204 euro di aumento nel triennio 2026-2028
22 Un 2025 piuttosto fiacco per macchine utensili, robot e automazione
22 Pressione competitiva, costi elevati e rischio deindustrializzazione
23 Prestigioso riconoscimento per sostenibilità, diritti umani, etica e acquisti
23 Macchi in Colombia con Novaflex
24 Ampliamento del team tecnico
24 John Erkert nominato presidente di Conair
25 Tra le eccellenze del Made in Italy
25 Il 75% di Itib Machinery International a Röko
26 Vendita e assistenza diretta in Nord Africa
26 Transazione da 3,8 milioni di dollari
27 Kathrin Kamm subentra a Dirk Eisenmann
27 Un anno di attività guardando al futuro
28 Soste nibilità e competitività del riciclo
32 A Rimini la transizione ecologica protagonista
36 Il riciclo tra rinascita e trasformazione
37 Un’informazione più consapevole
38 Parola chiave: traccia
38 Servono modalità attuative calibrate e un confronto costruttivo
39 Catalogo a premi per incentivare la raccolta selettiva del PET
39 In più di 100 per sostenere l’integrità del PPWR
41 Assicuratevi di visitare il nostro stand KraussMaffei a Plast 2026!
42 Nuovo trituratore, nuovo pannello di controllo e, soprattutto, nuova immagine
44 Potente, versatile e produttivo per un’ampia gamma di appplicazioni
46 Integrazione, precisione ed efficienza come standard
48 Il nuovo standard dello stampaggio a iniezione
50 Pneumatici del futuro: ricerca e sviluppo e riciclo, due facce della stessa medaglia
52 Tra crescita e nuove tecnologie interconnesse
54 Prima impronta di carbonio
55 Riciclo di PET Made in Italy in Vietnam
56 Un percorso di crescita integrato
57 La prova del fuoco
58 Ridurre le lavorazioni secondarie nello stampaggio a iniezione
58 Inaugurato centro tecnico clearmelt per applicazioni poliuretaniche
59 Tre stampi hi-tech
59 Spruzzatura automatica di distaccanti per presse idrauliche
60 Una strategia polimerica su tre pilastri
64 Progetti terminologici e plurilinguismo
70 Tra obiettivi raggiunti e sfide in atto
71 Messa a punto di gradi per l’estrusione cast su scala industriale
72 Sviluppo di ritardanti di fiamma a base di fosforo senza alogeni
73 Ogni prodotto lascia un segno, conoscerlo per ridurlo
73 Il telo per pacciamatura biodegrabile diventa ammendante inorganico
74 Resina senza modificanti d’impatto per la gestione dell’acqua
74 Produzione di poliammidi a catena lunga raddoppiata
75 Mercato dell’EPS verso la normalizzazione
75 Valorizzare i manufatti europei in fibra di carbonio
76 Plast 2026: quasi tutto pronto per un’edizione all’insegna della contaminazione
80 Il mercato turco si conferma vivace
81 Da Shanghai aspettative da record
82 Innovazioni per un’industria della plastica sostenibile
84 Corsi Cesap
85 Corsi SBS

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Anno 51 - Numero 410 Gennaio/Febbraio 2026
Direttore responsabile
Mario Maggiani
Caporedattore
Luca Mei
Redazione
Giampiero Zazzaro
Segreteria di redazione
Alice Polimeno
Ufficio commerciale
Roberta Pagan
Amministrazione
Elisa Belloni
Comitato di direzione
Massimo Margaglione, Gabriele Caccia, Barbara Ulcelli
Hanno collaborato a questo numero: Stefania Arioli
Editore
Promaplast Srl
Centro Direzionale Milanofiori - 20057 Assago (Milano, Italia)
Tel.: +39 02 82283735 - Fax: +39 02 57512490
E-mail: macplas@macplas.it - www.macplas.it
Registrazione presso il Tribunale di Milano N. 68 del 13/02/1976
Iscrizione presso l’Ufficio Nazionale della Stampa N. 4620 del 24/05/1994
Impaginazione e prestampa
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Stampa e inoltro postale
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Prezzo copia: 5 euro
La direzione della rivista declina ogni responsabilità per quanto riguarda l’attendibilità degli articoli e delle note redazionali di fonte varia
31; 69 AMAPLAST www.amaplast.org
83 CHINAPLAS www.chinaplasonline.com
63 DGTS www.dgts.it
9 FAINPLAST www.fainplast.com
69 GAMMA STAMPI www.gammastampi.com
31 GIBITRE www.gibitre.it
63 GRAFE www.grafe.com
82 JEC www.jec-world.events
41 KRAUSSMAFFEI www.kraussmaffei.com
40 MACPLAS www.macplas.it
35 MAST www.mastsrl.it
3 MD PLAST www.mdplast.it
I Cop. MECCANOPLASTICA www.meccanoplastica-group.com
7 MIXACO www.mixaco.com
III Cop. PLASTIC SYSTEMS www.plasticsystems.it
IV Cop. PLAST 2026 www.plastonline.org
II Cop. PRESMA www.presma.it
35 ROBOLINE SYTRAMA www.sytrama.com
79 SALES HUB www.saleshubitalia.it
13 VANETTI www.vanettimaster.com
ASSOCIATO A:

ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA DI SETTORE



AMAPLAST ASSOCIAZIONE NAZIONALE COSTRUTTORI DI MACCHINE E STAMPI PER MATERIE PLASTICHE E GOMMA
AIPE
ASSOCIAZIONE ITALIANA POLISTIRENE ESPANSO
ASSOGOMMA
ASSOCIAZIONE NAZIONALE TRA LE INDUSTRIE DELLA GOMMA, CAVI ELETTRICI ED AFFINI
SPONSOR ISTITUZIONALI


ASSORIMAP ASSOCIAZIONE NAZIONALE RICICLATORI E RIGENERATORI MATERIE PLASTICHE
CIPAD
COUNCIL OF INTERNATIONAL PLASTICS ASSOCIATIONS

DIRECTORS IIP ISTITUTO ITALIANO DEI PLASTICI SPE ITALIA SOCIETY OF PLASTICS ENGINEERS

UNIONPLAST FEDERAZIONE GOMMA PLASTICA
UNIPLAST






Consentitemi un inciso iniziale che vuole essere improntato alla leggerezza per sdrammatizzare l’avvio di un anno che, sia guardando al 2025 sia alla luce di quanto è accaduto nelle ultime settimane – e persino in questi giorni mentre scrivo – è stato segnato da una serie di eventi tutt’altro che leggeri. Al contrario, si tratta di accadimenti molto seri, che invitano a riflettere a fondo non solo (o meglio, non tanto) sullo stato del nostro Paese, ma sull’intero contesto globale.
Questa premessa mi è utile anche per stemperare la sensazione da “panico allo stadio” che provo ogni volta che, a inizio anno, la redazione di MacPlas mi chiede di scrivere il consueto editoriale. Intendiamoci: gli argomenti da affrontare non mancherebbero di certo. Basterebbe dare uno sguardo alla situazione politica e internazionale per avere solo l’imbarazzo della scelta. Il rischio, tuttavia, è quello di cadere nel banale, ripetendo concetti e valutazioni già ampiamente espressi da altri e che, proprio per questo, non risultano né nuovi né particolarmente originali.
Ciò che invece mi ha colpito, leggendo a inizio anno un’intera pagina dedicata alla plastica su Il Sole 24 Ore –che, ricordiamolo, è la testata economica per eccellenza in Italia ed è espressione del sistema Confindustria –è quanto sia ancora oggi assolutamente necessario fare cultura, nel nostro Paese e non solo, su tutto ciò che riguarda il nostro comparto.
Alcune affermazioni, sulle quali volutamente non entro nel dettaglio, mi sono apparse quantomeno aleatorie, se non fuorvianti. Purtroppo, nel nostro settore è spesso difficile disporre di dati scientifici certi e condivisi e, soprattutto nella comunicazione verso il grande pubblico, finiscono per prevalere messaggi che non hanno una reale base scientifica. Questo approccio, inevitabilmente, finisce per danneggiare l’intero comparto.
Sia chiaro: la tutela della salute delle persone e il rispetto dell’ambiente vengono prima di tutto, anche per chi rappresenta e difende gli interessi del settore della plastica. Ciò non significa, però, dover accettare passivamente messaggi distorti o, ancor peggio, decisioni politiche assunte non sulla base di dati scientifici e valutazioni oggettive, ma sull’onda emotiva della cosiddetta “pancia” dell’opinione pubblica. È un tema complesso e delicato e certamente non può essere un semplice editoriale a fornire tutte le risposte ai dubbi e alle preoccupazioni diffuse. Resta tuttavia fondamentale continuare a difendere e valorizzare quanto di buono è stato fatto in questi anni e quanto si continua a fare affinché le materie plastiche possano essere considerate per ciò che sono: materiali fondamentali per la vita quotidiana, compagni di sviluppo e innovazione, e non nemici dai quali difendersi.
E quindi: buon anno e… buona plastica a tutti!


Costruttori italiani di macchine per plastica e gomma
L’industria italiana delle macchine per la lavorazione di materie plastiche e gomma mostra un quadro in chiaroscuro. Si conferma la ciclicità quadriennale delle esportazioni settoriali, che dopo il consistente recupero post-pandemia, nell’anno appena concluso hanno segnato una battuta d’arresto. Positivo l’andamento del mercato interno, che, però, seppur tenendo, a consuntivo difficilmente controbilancerà le prestazioni delle vendite all’estero.
Il preconsuntivo 2025 elaborato dal Centro Studi Mecs-Amaplast, anche in base all’andamento del commercio estero (dati di fonte Istat) restituisce un quadro in chiaroscuro dell’industria italiana delle macchine per plastica e gomma.
Il cedimento di qualche punto dell’export – nell’ordine del -6% per il cumulato gennaio-settembre, rispetto allo stesso periodo del 2024 – determina una flessione stimata sull’intero anno in cinque punti percentuali della produzione che, mediamente, è destinata per tre quarti ai mercati esteri.
Si ritiene quindi che l’andamento positivo del mercato interno – che ha fatto ricorso in misura ancora sostenuta alle importazioni, in aumento di sedici punti rispetto ai primi nove mesi del 2024 – non possa a consuntivo controbilanciare la performance poco brillante delle vendite all’estero.
Del resto, ancora una volta, si conferma la ciclicità quadriennale delle esportazioni di settore che, dopo il robusto recupero post-pandemico, segnano nel 2025 una battuta d’arresto, influenzata dalle perduranti turbolenze che condizionano i mercati. Seppure la contrazione dell’export si sia parzialmente e progressivamente attenuata nel corso dell’anno – facendo sperare in un ulteriore miglioramento nell’ultimo trimestre – la tendenza macroeconomica globale debole, le tensioni commerciali e i conflitti in atto influiscono sulla propensione all’investimento in molti mercati.
Destinazioni geografiche
Si osserva un rallentamento dei flussi di vendita verso tutte le macroaree geografiche, con l’eccezione del quadrante asiatico, trainato dalle due maggiori destinazioni dell’Estremo Oriente: infatti, le forniture ai trasformatori cinesi sono aumentate del 22% e quelle agli indiani del 53%.
Al contrario, emergono segni meno a partire dal Vecchio Continente, in rosso di sette punti rispetto al periodo gennaio-settembre 2024, con minori consegne a Germania, Francia, Turchia, Cekia, Svizzera Austria, solo per citare alcuni mercati tra i primi venti.
Rispetto al Nord America, si verifica una dicotomia tra i due più importanti Paesi che ne fanno parte: se da un lato tengono le vendite agli Stati Uniti – nonostante la grande incertezza causata dall’introduzione dei dazi – con un confortante +5%,

crollano quelle al Messico (-41%), dopo quattro anni di forte crescita.
In Sud America, frenano bruscamente le forniture al Brasile (-37%) mentre aumentano quelle ad altri Paesi, dove è presente un’industria trasformatrice di una certa consistenza, come l’Argentina (+61%) e il Cile (+75%).
Nel continente africano, facendo riferimento ai principali mercati, tra quelli della fascia mediterranea si rileva una buona performance solo per l’Egitto (+19%); nel sub-Sahara, Kenya e Nigeria chiudono il terzo trimestre in positivo mentre il Sudafrica dimezza gli acquisti.
“Se il preconsuntivo del mercato domestico è positivo – anche come conseguenza degli incentivi di Governo, nonostante le difficoltà nella fruizione della misura Transizione 5.0 e l’improvviso esaurimento dei fondi destinati a Industria 4.0 – le aziende italiane costruttrici di macchine per plastica e gomma”, dichiara il presidente Amaplast Massimo Margaglione, “guardano con preoccupazione al contesto geopolitico globale, soprattutto a causa del clima di incertezza che costringe le aziende alla prudenza nella programmazione degli investimenti”.
“L’auspicio”, continua Massimo Margaglione, “è che Governi e istituzioni sovranazionali adottino rapidamente politiche di ri-
Segnali contrastanti nel 2025 per le macchine per plastica e gomma, tra rallentamento dell’export e tenuta della domanda interna.

equilibrio e interventi correttivi per mitigare le tensioni commerciali e, naturalmente, porre fine ai conflitti veri e propri che continuano a minacciare la stabilità mondiale”.
Quello delle tecnologie e impianti per la trasformazione è un settore che affronta un contesto globale incerto, puntando però su investimenti e competitività.
Non si ferma l’attività promozionale di Amaplast per supportare il Made in Italy di settore, con particolare riferimento alle partecipazioni fieristiche.
Il primo trimestre 2026 si è aperto con il coordinamento della partecipazione alla collettiva italiana, composta da 15 aziende, alla fiera Plastex (Il Cairo, 9-12 gennaio), con ulteriori iniziative di comunicazione a cura di ICE-Agenzia.
A questa è seguita la presenza a Plastindia (New Delhi, 5-10 febbraio) dove, al di là del “Punto Italia” a cui i quasi 40 espo-
sitori italiani diretti hanno potuto fare riferimento, è stato organizzato (nuovamente in collaborazione con ICE-Agenzia) l’“Italian Technology Day”, evento che ha permesso alle aziende di casa nostra di presentarsi agli operatori locali e fare networking con potenziali clienti.
Infine, un “Punto Italia” verrà realizzato anche a Expo Plasticos (Guadalajara, 24-26 marzo), dove la responsabile del desk Amaplast a Città del Messico approfondirà il monitoraggio dell’industria locale.
Questi appuntamenti fieristici, inoltre, hanno rappresentato e rappresenteranno anche momenti di promozione di Plast 2026 (Milano, 9-12 giugno), la manifestazione internazionale triennale organizzata da Promaplast, la società di gestione di Amaplast.








Vanetti s.p.a., fondata nel 1971, produce Masterbatches, Biomasterbatches®, Additivi, MasterbatchRecy® per materie plastiche. Il Colore comunica, trasmette emozioni e stati d’animo straordinari. Con oltre cinquanta anni di esperienza nel settore, i prodotti Vanetti vengono utilizzati per la colorazione


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Un’industria importane alle prese con tante sfide
Un settore trainante e la quinta industria a livello nazionale, questa la chimica in Italia, che attualmente però viaggia con il freno a mano tirato e per la quale si prospetta un calo di produzione per il quarto anno. A fronte di una limitata ripresa attesa per il 2026 appena cominciato.
A c ura di Luca Mei
a chimica dei valori è il titolo scelto per accompagnare l’edizione 2025 della nostra assemblea pubblica. In un mondo in subbuglio, alla ricerca di nuovi equilibri geopolitici, economici, finanziari e purtroppo anche militari, i nostri valori sono la bussola indispensabile per navigare in acque incerte”. Così Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, la federazione nazionale dell’industria chimica, ha aperto l’annuale assemblea pubblica della federazione, alla fine di ottobre a Milano. Nonostante lo scenario critico nel quale si trova ad agire, l’industria chimica continua a creare valore economico, ambientale e sociale, grazie a uno sforzo di trasformazione determinato e costante, che promuove il pensiero scientifico. Un approccio che ha consentito di dar vita a una identità evoluta della chimica. La chimica è fondamentale per la transizione ambientale: negli ultimi trent’anni ha abbattuto il 70% delle emissioni dirette di gas serra e dimezzato i consumi energetici e il riciclo è diventato la prima modalità di smaltimento dei rifiuti prodotti, toccando la metà del totale e facendo dell’Italia un riferimento internazionale. Il settore impiega oltre 113.000 addetti altamente qualificati: i laureati sono il 27%, il doppio rispetto alla media del manifatturiero. Si è davanti a una creazione di valore sociale a cui contribuiscono il sistema partecipativo di relazioni industriali e un contratto collettivo nazionale di lavoro rinnovato
quest’anno, prima della naturale scadenza, che garantiscono pace sociale nelle imprese e benessere per le persone che vi lavorano. Considerando il valore economico, con 65 miliardi di euro di fatturato nel 2024, la chimica è la quinta industria del Paese, il terzo produttore europeo e conta più di 2.800 imprese, di cui il 70% PMI. La chimica è presente nel 95% dei manufatti e ha un effetto pervasivo e moltiplicatore su tutta l’economia: ogni 100 euro di valore aggiunto nella chimica ne attivano ulteriori 232 lungo tutte le filiere. Nel contesto attuale, caratterizzato da incertezza, tensioni geopolitiche, scarsa competitività e debolezza generale della domanda industriale, per il settore chimico si prospetta il quarto anno consecutivo di calo di produzione: -1,5% per il 2025.
“A stravolgere il paradigma delle consolidate sicurezze europee provvedono anche Stati Uniti e Cina” ha precisato Buzzella. “Da un lato la nuova ondata di protezionismo americano, con i dazi che incidono in maniera consistente sul nostro settore (l’export supera i 40 miliardi di euro e gli Stati Uniti rappresentano il quarto mercato di esportazioni, con una quota del 7%) da sempre caratterizzato da una forte internazionalizzazione. Dall’altro la sovracapacità produttiva della Cina che opera in un contesto tale da beneficiare di una asimmetria competitiva, tanto che dal 2021 ai primi otto mesi del 2025 la quota cinese sull’import italiano di chimica è passata dal 6 al 17%”.

“La chimica è quindi un vero e proprio motore di sviluppo per il benessere collettivo e la crescita del Paese. Per tutelarne la competitività”, ha chiarito Buzzella, “serve intervenire su costo dell’energia, transizione ambientale e semplificazione, condizioni necessarie per evitare il rischio di una desertificazione industriale”.
Per l’industria chimica il tema dell’energia è prioritario: il settore è uno dei più sensibili al suo costo, in quanto utilizza le fonti fossili sia a fini energetici sia come materia prima; nell’Unione Europea il prezzo dell’energia è più elevato rispetto ad altre aree economiche rilevanti, determinando un contesto comunitario sfavorevole. Particolarmente critica è la situazione italiana, per la quale i prezzi dell’energia elettrica sono i più alti in Europa. “Per contrastare il processo di deindustrializzazione già in atto, è necessario un quadro normativo che premi la neutralità tecnologica: non esistono fonti buoni o cattive per definizione. L’innovazione permetterà di utilizzarle tutte in modo più sostenibile”, ha commentato Buzzella. “Le opportunità offerte dal “Clean Industrial Deal” e dal “Piano di Azione per l’Industria Chimica Europea” sono troppo importanti per essere sprecate. Il Governo deve supportare l’industria chimica in questo percorso, con l’obiettivo comune di perseguire un’economia sostenibile, competitiva e con una solida prospettiva di crescita”.
L’industria chimica è fra i settori manifatturieri più normati. La semplificazione è una necessità sulle procedure sia nazionali sia europee. I tempi di autorizzazione per impianti e prodotti pongono spesso la nostra industria fuori dalla competizione rispetto al mercato europeo e internazionale e riducono l’attrattività degli investimenti nel Paese. Serve un quadro normativo che sappia accompagnare la trasformazione industriale e ambientale con strumenti semplici, chiari e accessibili. Queste le istanze sulle quali imprese e istituzioni possono operare insieme con pragmatismo per la tutela del settore e garantire così un ritorno alla competitività.
“Oggi ci troviamo davanti ad una duplice esigenza: presidiare la realtà e inventarsi il domani. Per farlo occorre essere consapevolmente soggetti di movimento che sappiano interpretare le incertezze e cogliere anche le opportunità, individuando le risposte necessarie per l’oggi, ma anche quelle per il prossimo domani. Ci si trova dunque a dover scegliere di andare oltre nell’intuizione, nel pensiero e nell’azione. Questo vale certamente per l’impresa come per le istituzioni e i soggetti della rappresentanza, ma anche per le singole persone che entrano in un atteggiamento positivo del farsi continuo. Investire oggi con coraggio significa costruire il nostro domani, sul piano aziendale, istituzionale e personale”, ha concluso il presidente di Federchimica Francesco Buzzella.

“Le ricadute positive del settore vanno oltre i numeri generando una pluralità di valori fondamentali per il futuro del Paese. Per garantire competitività e non correre il rischio di una desertificazione industriale – italiana ed europea – serve, però, intervenire su costo dell’energia, semplificazione, transizione ambientale”, ha dichiarato Francesco Buzzella, presidente di Federchimica.
Ancora più rilevante è l’effetto settore sull’intera economia
chimica è, infatti, “l’industria delle industrie”:
salute, dall’abitare all’alimentazione,
I numeri della chimica in Italia (anno 2024)
Valore della produzione (miliardi di euro) - di cui esportazioni (miliardi di euro)
Quota di laureati
Quota di contratti a tempo indeterminato
ma dell’intera manifattura
Spese in ricerca e innovazione (milioni di euro) 862
Var. emissioni di gas serra (dal 1990) Quota di riciclo (sul totale dei rifiuti)
Fonte: Istat, ISPRA, Federchimica
Fonte: Eurostat, Federchimica
Chimica
Uno sguardo all’economia del settore
milioni di euro all’anno e 8% del personale dedicato a R&S), la chimica ha saputo coniugare valore
dell’energia
L’Italia rappresenta il terzo produttore chimico europeo e, per diverse produzioni specialistiche, riveste posizioni anche più significative. Anche grazie al suo impegno in ricerca e innovazione (oltre 860 milioni di euro all’anno e 8% del personale dedicato a ricerca e sviluppo), la chimica nostrana ha saputo coniugare valore economico, sociale e ambientale con risultati di eccellenza. Le emissioni di gas serra sono state ridotte del 70% dal 1990 e il riciclo è la prima modalità di trattamento dei rifiuti con una quota ormai prossima al 50%.
mentre, all’estremo opposto, permangono in profonda crisi l’auto e la moda.
L’industria chimica in Italia è fortemente integrata nel commercio globale, di conseguenza risente in modo rilevante dell’ondata protezionistica. Nel 2024 l’export ha superato i 40 miliardi di euro e, frutto di un’
hanno limitato la crescita al 3% e l’UE
costo dell’energia in quanto utilizza le azioni per l’efficientamento e il
L’export chimico mostra un rafforzamento dell’euro
caratterizza solo l’Italia ma coinvolge tutta la chimica europea, con un andamento in Germania ––
Saldo commerciale della chimica (miliardi di euro) Quota di importazioni di chimica dalla Cina
Dopo un 2024 deludente, i timidi spunti di ripresa, che si cominciavano a intravedere, sono stati compromessi. La perdurante incertezza – alimentata dai dazi, ma spesso anche dalla politica ambientale europea – condiziona produzioni e investimenti oltre ad alimentare cautela negli acquisti e fenomeni di “stop-and-go” che complicano le attività. Nel periodo gennaio-agosto 2025 – nonostante un anticipo degli acquisti in vista dei dazi – la produzione chimica ha segnato un calo pari all’1,7% su base annua. Tra i settori utilizzatori gli impulsi
positivi sono limitati a largo consumo, farmaceutica e mobili, mentre, all’estremo opposto, permangono in profonda crisi l’auto e la moda. I livelli di attività rimangono nel complesso dell’11% inferiori rispetto al 2021. Questa debolezza non caratterizza solo l’Italia ma coinvolge tutta la chimica europea, con un andamento in Germania – primo produttore europeo –persino più penalizzante (-19%). Rispetto alla chimica di base, più energivora ed esposta a situazioni di sovraccapacità a livello internazionale, la chimica fine e specialistica mostra una caduta più contenuta (-5%) e l’Italia risulta più specializzata in questa tipologia di attività (quota di produzione settoriale pari al 55% a fronte del 37% a livello UE). In uno scenario di tensioni geopolitiche, debolezza della domanda industriale e asimmetrie competitive (a partire dal costo dell’energia) si prospetta il quarto anno di calo della produzione chimica in Italia (-1,5%), con un limitato recupero atteso per il 2026 (+0,5%).
Fonte: Eurostat
5%) e l’Italia risulta più specializzata in questa
L’accordo politico
L’industria chimica in Italia è fortemente integrata nel commercio globale, di conseguenza risente in modo rilevante dell’ondata protezionistica. Nel 2024 l’export ha superato i 40 miliardi di euro e, per molte imprese, i mercati esteri assorbono ben oltre la metà delle vendite. L’export chimico mostra un calo in valore (-0,8% su base annua nei primi otto mesi del 2025) con un ripiegamento più marcato dei volumi in un contesto gravato dai dazi e dal rafforzamento dell’euro non solo nei confronti del dollaro ma anche dello yuan.
costo dell’energia in quanto utilizza le azioni per l’efficientamento e il 25% l’utilizzo di fonti rinnovabili (a
costo dell’energia in quanto utilizza le azioni per l’efficientamento e il
costo dell’energia in quanto utilizza le azioni per l’efficientamento e il 25% per l’utilizzo di fonti rinnovabili (a
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Incidenza dell’energia e delle materie prime energetiche
Incidenza
Incidenza dell’energia e delle materie prime energetiche
Chimica Mat. per costruzioni
Fonte: elaborazioni e stime su dati Istat, EIA, GME
l’incidenza dei l’Italia l’aspetto risiede nel costo dell’elettricità, più alto anche rispetto ai il prezzo medio all’ingrosso dell’elettricità
costo dell’energia in quanto utilizza le azioni per l’efficientamento e il 25% l’utilizzo di fonti rinnovabili (a l’incidenza dei l’Italia l’aspetto risiede nel costo dell’elettricità, più alto anche rispetto ai il prezzo medio all’ingrosso dell’elettricità è
L’accordo politico (non vincolante) raggiunto tra USA e UE ha evitato una pericolosa guerra commerciale, ma comporta un significativo aumento dei dazi per gran parte dei prodotti di origine UE a fronte della liberalizzazione prevista per i beni USA. Per la chimica gli USA sono il quarto mercato di esportazione con una quota del 7% e quasi tre miliardi di export nel 2024. Negli anni recenti l’Italia aveva evidenziato un crescente avanzo commerciale con gli USA (1,2 miliardi di euro nel 2024), ma nel 2025 si assiste a una brusca inversione di tendenza: nel periodo gennaio-agosto l’export negli USA segna un -4,1% a fronte di importazioni in aumento dell’8%. I dazi USA sui prodotti cinesi comportano, inoltre, un riorientamento verso il mercato europeo, aggravando la già forte pressione competitiva. Costi energetici non competitivi, dazi e sovraccapacità cinese comportano un deterioramento del saldo commerciale che, nei primi mesi del 2025, è tornato ad aggravarsi. La chimica è tra i settori più sensibili al costo dell’energia in quanto utilizza le fonti fossili sia a fini energetici sia come materie prime. Le imprese sono fortemente impegnate nel contenere i consumi e i costi energetici: l’incidenza dei costi energetici sul valore della produzione chimica è passata dal 14%
€/MWh a fronte d € circa
€/MWh a fronte d € circa

Prosperità, pianeta, persone: i tre ambiti specifici affrontati dal Rapporto Responsible Care presentato da Federchimica per mettere in luce impegno e leadership della chimica nel generare competenze, progettualità e risultati nell’ambito della sostenibilità.
del 2021 al 18% del 2024. Per l’Italia l’aspetto più penalizzante risiede nel costo dell’elettricità, più alto anche rispetto ai principali Paesi europei. Nei primi nove mesi del 2025 il prezzo medio all’ingrosso dell’elettricità è risultato prossimo a 120€/MWh a fronte dei 60 euro circa in Spagna e Francia. In presenza di prezzi già di per sé elevati, i costi energetici sono ulteriormente appesantiti dalle politiche climatiche europee. Tra costi diretti e indiretti per le emissioni di CO2 nell’ambito dell’EU Emission Trading Scheme, la chimica versa in un anno oltre 600 milioni di euro, un onere che non grava sui produttori extra-europei ed equivale quasi a tutte le spese di ricerca e
31° Rapporto Responsible Care
sviluppo del settore. In uno scenario al 2030 il costo complessivo potrebbe raddoppiare, arrivando a superare 1,5 miliardi di euro. Anche la bulimia normativa dell’UE, con 1.081 nuovi provvedimenti legislativi introdotti in materia di salute, sicurezza e ambiente solo negli ultimi cinque anni, rappresenta un costo sempre più insostenibile. Per le imprese chimiche europee l’incidenza dei costi della regolamentazione UE sul valore aggiunto è più che triplicata, passando dal 4% del 2014 al 13% nel 2023, e l’Italia è tra le più penalizzate per la prevalenza di PMI specializzate in formulazioni che coinvolgono numerose sostanze diverse.
Recentemente Federchimica ha anche presentato il 31° Rapporto Responsible Care, che conferma la chimica italiana quale industria chiave per affrontare le sfide della sostenibilità e la transizione ecologica del Paese. Il documento mette in luce l’impegno e la leadership dell’industria chimica nel generare competenze, progettualità e risultati misurabili nell’ambito della sostenibilità, in particolare affrontando tre ambiti specifici: prosperità (creazione di valore condiviso); pianeta (soluzioni per la transizione ecologica); persone (generazione di benessere per lavoratori e consumatori).
Dal rapporto emerge che nel 2024 l’industria chimica ha generato un valore della produzione pari a 65 miliardi di euro. Di questi, il 90,3% (58,7 miliardi di euro) viene distribuito agli stakeholder, sotto forma di acquisti di beni e servizi, spese per il personale e imposte versate alla pubblica amministrazione. L’industria chimica contribuisce al
bilancio pubblico e all’offerta di servizi ai cittadini, versando tributi per 1,2 miliardi di euro, ai quali si aggiungono quasi 2,5 miliardi di euro in imposte e oneri sociali, connessi alle spese per il personale. Gli investimenti e i costi operativi destinati alla sostenibilità sociale e ambientale delle imprese aderenti a Responsible Care rappresentano annualmente oltre il 2% del valore economico generato, per un ammontare complessivo di 708 milioni di euro, di cui 301 milioni in investimenti. Il settore chimico vanta da anni una posizione di leadership nell’ambito di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. L’incidenza degli infortuni nel settore è inferiore del 40% rispetto alla media manifatturiera. Il numero degli infortuni, a parità di ore lavorate, è diminuito del 46% dal 2010 e ben dell’80% rispetto al 1990.
In ambito ambientale, si conferma il trend di diminuzione delle emissioni: dal 1990, le emissioni dirette della chimica sono diminuite del 70%. Questo
valore pone l’industria chimica già in linea con l’ambizioso obiettivo europeo al 2030 (-55%). Nel 2023, le emissioni dirette in Italia erano 9,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, il 2,5% del totale nazionale (erano il 6% nel 1990). Considerando le emissioni dirette e indirette, l’industria chimica ha ridotto i propri impatti sui cambiamenti climatici del 71%. In termini di economia circolare, il riciclo è la prima modalità di destinazione dei rifiuti (49%), in significativo aumento rispetto al 2015: era il 23%. Un settore virtuoso, che ha perseguito con costanza risultati migliori di quelli stabiliti dalle normative. Tuttavia, per preservare gli obbiettivi raggiunti e salvaguardare la competitività delle imprese, è necessario un quadro politico e legislativo che sostenga, e non penalizzi, la crescita settore.

Responsible Care è il programma mondiale volontario nato in Canada nel 1985 e attivo in Italia dal 1992 per la promozione di uno sviluppo sostenibile della chimica.
Gefran al 30 settembre 2025
Nei giorni scorsi il Consiglio di amministrazione di Gefran ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2025, che, come ha dichiarato l’amministratore delegato Marcello Perini, “confermano la solidità e la resilienza del Gruppo Gefran in grado di crescere con determinazione anche in un contesto macroeconomico e geopolitico caratterizzato da forte incertezza”.
“L’incremento dei ricavi, sostenuto in particolare dal positivo andamento del business dei sensori, dal dinamismo della domanda dei mercati asiatici e dal contributo delle recenti acquisizioni, dimostra la coerenza e l’efficacia della nostra strategia industriale e commerciale. Il gruppo ha saputo preservare una marginalità molto positiva, nonostante le pressioni sui prezzi e le fluttuazioni valutarie. Questo risultato è frutto di una gestione efficace nel contrastare sia la pressione sul valore aggiunto sia l’incremento dei costi operativi. In questo scenario, guardiamo con fiducia all’ultimo trimestre dell’anno, certi di poter consolidare ulteriormente i trend positivi già in atto e continuare a generare valore sostenibile nel tempo”, ha aggiunto Perini.
Nei primi nove mesi del 2025 i ricavi sono pari a 105,1 milioni di euro, mostrando una crescita del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando ammontavano a 100,6 milioni di euro. Parte dell’incremento è ascrivibile all’acquisizione di CZ Elettronica, per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro, al netto del quale la crescita dei ricavi a parità di perimetro sarebbe del 3%. L’andamento dei cambi impatta negativamente i ricavi dei primi nove mesi dell’esercizio (per circa 1,6%), per l’evoluzione osservata delle valute, in particolare real brasiliano, renmimbi cinese, rupia indiana e dollaro statunitense.
Dall’analisi dei ricavi per area geografica, confrontati con gli stessi rilevati al 30 settembre 2024, emergono buone prestazioni nella maggioranza delle aree in cui il gruppo opera, con l’aumento più significativo rilevato sul mercato nazionale, dove si registra un incremento dell’8,4 (senza considerare i ricavi generati dall’acquisizione di CZ Elettronica sarebbe un +3,7%). In aumento anche l’area Europa (+1,4%), come l’area Asia (+6,2%, dove anche qui incidono negativamente le dinamiche dei cambi, senza le quali l’aumento sarebbe del +9,6%). Per quanto riguarda l’area America si registra una contrazione (complessivamente -0,6%), dovuta all’effetto negativo dato dall’andamento valutario, al netto del quale si rileverebbe un aumento dei ricavi rispetto all’esercizio precedente (+4,5%).
In termini di aree di business, sempre rispetto ai dati del 30 settembre 2024, i ricavi generati dal segmento sensori sono in aumento (del 7,1%, che al netto dell’effetto cambi salirebbe al 9%) in tutte le geografie raggiunte dall’attività commerciale (Italia e Asia in particolare). Più contenuta la crescita del segmento componenti per l’automazione (pari all’1,6%), influenzata, fra gli altri, dai ricavi apportati dalle società neoacquisita CZ Elettronica, la cui attività operativa rientra fra quelle del segmento in oggetto. A parità di perimetro di consolidato, si rileverebbe una flessione per il segmento componenti per l’automazione (-1,9%).
La raccolta ordini dei primi nove mesi del 2025 mostra un incremento rispetto ai primi nove mesi dell’esercizio precedente, guidato da un aumento di quelli per il business sensori (+7,7%), mentre per il business dei componenti per l’automazione gli ordini sono invece in contrazione (-1,9%).

Premio Nazionale Giovani
La chimica raccontata attraverso canzoni, video, podcast e quiz. Linguaggi e strumenti diversi hanno caratterizzato i progetti vincitori dell’edizione 2024-2025 del Premio Nazionale Federchimica Giovani “Chimica: la scienza che salva il mondo”, promosso ogni anno da Federchimica in collaborazione con Assobase, PlasticsEurope Italia, Amaplast e Società Chimica Italiana, per avvicinare le nuove generazioni alla chimica attraverso la didattica innovativa. L’iniziativa si rivolge alle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia e prevede la realizzazione di un progetto da parte di un singolo studente o di un gruppo, che racconti la magia della chimica e dei suoi settori, con creatività, ma sempre con rigore scientifico. Nel corso dell’anno scolastico 2024-2025 hanno aderito al premio oltre 4.000 studentesse e studenti da tutta Italia che hanno presentato 250 elaborati creativi. Di questi, sono 34 i progetti, individuali e di gruppo, che lo scorso novembre sono stati premiati al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano con buoni da spendere in materiale didattico per i gruppi e tablet per i singoli partecipanti.
Il Premio Nazionale Federchimica Giovani è uno dei progetti che Federchimica dedica alle scuole per far conoscere la chimica ai giovani e giovanissimi sfatando falsi miti, con l’obiettivo di orientare le nuove generazioni alle carriere scientifiche in ambito tecnico, professionale e universitario. L’industria chimica, infatti, è tra i settori che più contribuiscono a creare occupazione nel Paese, con oltre 11.000 nuovi posti di lavoro generati tra il 2015 e il 2024. E punta sui giovani: dal 2015 l’occupazione under 35 è aumentata del 22% e a un anno dalla laurea il 93% dei chimici e degli ingegneri chimici trova lavoro. Anche i diplomati ai corsi di ambito chimico degli ITS Academy trovano un impiego qualificato, nell’83% dei casi, non appena terminato il percorso di studi. Dati positivi e incoraggianti, nonostante persista una crisi di vocazioni, con una conseguente difficoltà di reperimento del personale che il settore affronta rafforzando costantemente le alleanze con il sistema della
PLASTICA
Scuole primarie
Primo premio
“Dagli abissi fino al cielo, un unico obiettivo”
1A e 1B Collegio delle Vergini di Gesù
Istituto San Giovanni Bosco
Castiglione delle Stiviere (Mantova)
Scuole secondarie di primo grado
Primo premio
“Smonta le bufale! Quanto ne sai sulla plastica?”
2B e 2H Istituto comprensivo T. Confalonieri
Monza (Monza Brianza)

è dunque un esempio virtuoso delle iniziative messe in campo affinché le vocazioni e i dati possano superare i momenti di crisi e risultare sempre in crescita. Tra le scuole primarie, il primo premio è stato assegnato, nella categoria plastica, alle classi 1A e 1B del Collegio delle Vergini di Gesù dell’istituto San Giovanni Bosco di Castiglione delle Stiviere (Mantova) per il progetto “Dagli abissi fino al cielo, un unico obiettivo” e, nella categoria chimica di base, alle classi 5F e 5G del 1° Circolo Didattico E. De Amicis di Trani (BarlettaAndria-Trani) per il progetto “Terre rare: i superpotenti elementi del futuro”. Tra le scuole secondarie di primo grado, invece, il primo premio è andato, nella categoria plastica, alle classi 2B e 2H dell’Istituto Comprensivo T. Confalonieri di Monza (Monza Brianza) per il progetto “Smonta le bufale! Quanto ne sai sulla plastica?” e, nella categoria chimica di base, a parimerito alle classi 4G e 5G dell’istituto G. Garibaldi di Piombino (Livorno) per il progetto “Astro-Chimica” e alla classe 3A dell’Istituto Comprensivo Plinio il Vecchio di Cisterna di Latina (Latina) per il progetto “Alla scoperta del cloruro di sodio”.
CHIMICA DI BASE
Scuole primarie
Primo premio
“Terre rare: i superpotenti elementi del futuro”
5F e 5G 1° Circolo didattico E. De Amicis
Trani (Barletta Andria Trani)
Scuole secondarie di primo grado
Primo premio (ex equo)
“Astro-Chimica”
4G e 5G Istituto G. Garibaldi
Piombino (Livorno)
“Alla scoperta del cloruro di sodio”
3A Istituto comprensivo Plinio il Vecchio
Cisterna di Latina (Latina)
Premiati i concorrenti dell’edizione 2024-2025, sono già aperte le iscrizioni per l’edizione per l’anno scolastico 2025-2026: c’è tempo fino al 31 marzo 2026 per aderire e fino all’8 maggio 2026 per consegnare gli elaborati.
Unionplast porta all’attenzione la divergenza crescente delle politiche energetiche europee. Il presidente Massimo Centonze: “Così si altera la concorrenza nel mercato unico”.
Unionplast preoccupata

La crescente divergenza delle politiche energetiche e industriali in Europa sta mettendo sotto pressione l’intera manifattura italiana, con un impatto particolarmente forte sui trasformatori di materie plastiche, settore fortemente dipendente dal costo dell’energia e dalla stabilità normativa. In questo quadro, la recente pubblicazione delle regole operative dell’Energy Release 2.0 rappresenta un passo positivo e atteso dal sistema industriale: uno strumento utile, che va nella giusta direzione. Bene, dunque – ma serve di più. Mentre in Italia la bolletta energetica resta stabilmente più elevata rispetto ai principali competitor, diversi Paesi europei – e non solo –stanno introducendo misure nazionali che rischiano di alterare profondamente gli equilibri competitivi del mercato unico. È quanto riporta Unionplast in una recente nota stampa. “L’Europa corre il rischio concreto di una competizione interna distorta e incoerente.
Se alcuni Stati dispongono di ampi spazi di bilancio per sostenere energia, riciclo e investimenti industriali, mentre altri devono muoversi entro vincoli stringenti, la promessa del mercato unico viene meno”, ha dichiarato Massimo Centonze, presidente Unionplast. “A ciò si aggiunge che misure italiane destinate a calmierare il costo dell’energia – e non configurabili come aiuti di Stato – hanno subito rallentamenti e verifiche prolungate, mentre interventi analoghi, ma molto più incisivi, applicati in altri Paesi non hanno incontrato ostacoli simili”. Unionplast riporta la situazione in alcuni Paesi europei. La Germania dal prossimo anno introdurrà un meccanismo di prezzo calmierato dell’elettricità a 50 €/MWh per un triennio: una misura di portata straordinaria, resa possibile da un ampio margine fiscale, che rafforzerà la posizione dei comparti energivori – dalla chimica ai materiali, fino all’auto – consolidando la centralità industriale tedesca. La Francia sta investendo in modo massiccio nel potenziamento della filiera del riciclo, integrata nelle strategie nazionali di sovranità
industriale e circolare; Parigi ha costruito un sistema di incentivi stabili e prevedibili per gli impianti di recupero e rigenerazione dei materiali, comprese le plastiche, creando un contesto normativo ben più equilibrato rispetto a quello italiano. Il Regno Unito, nonostante la Brexit, rafforza i sostegni agli energivori: compensazione degli oneri di rete fino al 90%, esenzione totale dai prelievi sulle rinnovabili e dai costi di capacità, oltre a un piano di competitività industriale di lungo periodo; inoltre, è previsto un canale accelerato per la connessione elettrica dei grandi progetti industriali entro il 2025.
Per quanto riguarda l’Italia, la nota stampa illustra un contesto sempre più penalizzante. Nel nostro Paese l’avvio del paradigma Industria 5.0 si inserisce in uno scenario già complesso. Pur rappresentando un potenziale volano per modernizzare la manifattura e accelerare la transizione circolare, la misura sconta una criticità ormai evidente: la disponibilità effettiva delle risorse. L’improvviso storno di fondi dal PNRR Transizione, a pochi giorni dal termine per la presentazione delle domande (31 dicembre), lascia senza copertura un’importante mole di investimenti programmati dalle imprese, che solo negli ultimi mesi avevano superato ritardi di fornitura, difficoltà di finanziamento e complessità burocratiche. Il venir meno al fotofinish di circa tre miliardi di euro blocca il rinnovo tecnologico e la transizione sostenibile della filiera italiana della plastica – dalla trasformazione al riciclo - ampliando il divario con i Paesi che hanno sostenuto in modo continuativo il rinnovamento delle proprie imprese. “Il risultato”, ha concluso il presidente di Unionplast, “è un’Europa che appare come un mosaico di norme e interventi nazionali, introdotti spesso in modo discreto e autonomo, con effetti cumulativi che rischiano di erodere la competitività della filiera italiana delle materie plastiche e, più in generale, la coesione industriale dell’Unione”.
Rinnovo CCNL gomma-plastica
La delegazione di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil insieme alle rappresentanze di Federazione Gomma Plastica Cavi Elettrici Confindustria hanno sottoscritto a fine 2025 l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio 2026-2028. Il settore dà lavoro a circa 165 mila addetti in 3.680 imprese e rappresenta il quarto settore manifatturiero in Italia. L’intesa prevede un aumento complessivo (TEC) di 204 euro nel triennio. Sui minimi (TEM) l’aumento previsto è pari a 195 euro al livello di riferimento F e verrà diviso in 4 tranches: 60 euro a gennaio 2026; 60 euro ad aprile 2027; 60 euro ad aprile 2028; 15 euro a dicembre 2028. Il montante nel periodo di vigenza sarà di 4.350 euro. Per quanto riguarda il welfare contrattuale previsti 9 euro (+0,44%) sul contributo previdenziale del Fondo Gomma Plastica a carico delle imprese.
Per quanto riguarda la parte normativa, rafforzate le relazioni industriali, con il potenziamento dell’osservatorio nazionale, impegnato anche sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione e sulla salute e sicurezza e delle transizioni.
Inoltre, fondamentale risulta l’attività dell’osservatorio sull’analisi delle dinamiche retributive e su salute e sicurezza, diversità e inclusione, fabbisogni professionali e formativi.
Proprio sulla formazione – leva strategica per competitività, mantenimento dei livelli occupazionali e gestione delle transizioni – è stato ottenuto il rafforzamento dell’Organismo
Bilaterale Nazionale, che avrà il compito di valorizzare le buone pratiche formative aziendali e promuovere sinergie tra imprese, scuola, università e istituzioni. Ottenute 12 ore di formazione individuale a carico delle aziende per la vigenza contrattuale. Rispetto alle politiche di genere, verrà analizzata la normativa comunitaria e nazionale della direttiva UE 2023/970 sulla parità retributiva fra uomo e donna, monitorando i sistemi di valutazione sulla trasparenza salariale. Anche a seguito della dichiarazione congiunta del 25 novembre 2025, sul contrasto alle violenze di genere il testo introduce nuove misure per le lavoratrici vittime di violenza inserite in percorsi di protezione certificata: aumento di tre mesi, oltre a quanto previsto dalla legge, del periodo di astensione retribuita dal lavoro nel percorso di protezione, il mantenimento della contribuzione aziendale al Fondo sanitario per 12 mesi, l’accesso facilitato
al lavoro agile, percorsi formativi di reinserimento. Su queste tematiche vengono confermate 4 ore annuali retribuite di formazione specifica per tutti. Per quanto riguarda il capitolo sull’inclusione, si rafforzano le tutele per le gravi malattie e la disabilità certificata con il prolungamento del periodo di comporto. Inoltre, sono state definite linee guida sugli accomodamenti ragionevoli. Salute, sicurezza e ambiente assumono maggiore centralità con la costituzione della commissione paritetica e l’istituzione della giornata nazionale di settore. Infine, sull’aggiornamento del sistema classificatorio, in coerenza con i nuovi profili, saranno inserite le nuove figure determinate dalla commissione paritetica e aggiornate quelle esistenti, con l’impegno di proseguire il lavoro a partire dai comparti costruzioni nautiche, dispositivi medici e biomedicali. Allo stesso tempo grande attenzione è stata posta sull’invecchiamento attivo, introducendo anche in questo CCNL alcune linee d’indirizzo per rispondere alla transizione demografica e al trasferimento delle competenze. La qualificazione del mercato del lavoro prevede infine l’adeguamento contrattuale della durata complessiva di 24 mesi massimi dei contratti a termine, anche in somministrazione, attraverso le causali di legge e il rafforzamento delle tutele per le lavoratrici e i lavoratori part-time. Positivi gli avanzamenti sull’apprendistato con un impianto che garantisce un’attrattività dello strumento come canale di ingresso nel settore attraverso maggiori tutele normative ed economiche. Inoltre, viene valorizzato il principio dell’applicazione dei CCNL sottoscritti dalle OOSS comparativamente più rappresentative negli appalti.
“Un rinnovo importante che restituisce potere d’acquisto alle lavoratrici e ai lavoratori e aumenta il contributo aziendale alla previdenza complementare fermo da diversi anni. Un’intesa siglata prima della scadenza naturale del contratto vigente e in tempi celeri, che innova i contenuti normativi ed è frutto di relazioni industriali avanzate in un settore che sta affrontando le sfide delle transizioni”, hanno dichiarato Marco Falcinelli, Nora Garofalo, Daniela Piras, rispettivamente segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil.

“Dopo un 2024 davvero complicato, il 2025 si è confermato l’anno di inversione di tendenza con il passaggio dal segno meno alla crescita, seppur timidissima, registrata dal dato di produzione. In realtà non ci aspettavamo fosse l’export a zavorrare il risultato finale come invece è accaduto”, ha dichiarato il presidente di Ucimu Riccardo Rosa.
Preconsuntivo Ucimu
Dopo un 2024 davvero complicato, il 2025 è risultato piuttosto fiacco per i costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione che hanno visto crescere di poco la produzione, frenata dal calo dell’export a cui non si è contrapposta una sufficiente ripresa dell’attività sul mercato interno. Il 2026 sarà migliore ma le previsioni sono caute. Questo quanto emerge dai dati di preconsuntivo del 2025 e di previsione del 2026 di Ucimu-Sistemi per Produrre. Nel 2025, la produzione si è attestata a 6.420 milioni di euro, segnando un incremento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.
L’anno è stato caratterizzato da una forte contrazione dell’export che si è ridotto a 3.710 milioni, il 13,2% in meno del 2024. Quasi tutti i principali mercati di destinazioni del Made in Italy settoriale hanno registrato segno meno,

a conferma della difficile situazione internazionale. Secondo l’elaborazione Ucimu sui dati Istat, nel periodo gennaio-settembre 2025 (ultimo dato al momento disponibile), principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di sole macchine utensili sono risultati Stati Uniti, Germania, Francia, India e Polonia. Il dato di export/produzione è tornato a scendere fermandosi a 57,8%.
Sul fronte interno la ripresa del consumo, cresciuto del 20,5% a 4.465 milioni, ha trainato la crescita delle consegne dei costruttori italiani sul mercato domestico che si sono attestate a 2.710 milioni, il 32% in più rispetto all’anno precedente. Nonostante gli incrementi di questi due indicatori siano significativi, i risultati sono poco soddisfacenti perché restano ancora molto inferiori ai valori ottenuti negli anni precedenti. Per il 2026, le previsioni indicano
Rapporto Cefic sulla chimica europea
una crescita (ancora) moderata. La produzione crescerà, attestandosi a 6.590 milioni (+2,6% rispetto al 2025). Tale risultato sarà determinato sia dal ritorno in campo positivo delle esportazioni (+0,7%) rispetto al valore del 2025, attestandosi a 3.735 milioni di euro, sia dall’incremento delle consegne dei costruttori italiani che cresceranno a 2.855 milioni di euro (+5,4% rispetto al 2025), sostenute dall’aumento della domanda domestica. Il consumo italiano di macchine utensili, robot e automazione crescerà a 4.730 milioni, pari al 5,9% in più rispetto al 2025. Anche le importazioni potranno giovarsi della ripresa della domanda interna, come dimostra il dato di previsione che indica una crescita, del 6,8%, a 1.875 milioni di euro. Il dato di export/produzione scenderà ancora, fermandosi a 56,7%.
L’industria chimica europea sta attraversando una fase particolarmente critica, segnata da un contesto economico globale complesso e da condizioni di competitività in peggioramento. Le imprese del settore devono confrontarsi con una concorrenza sempre più aggressiva,
in particolare da parte della Cina, mentre uno dei tradizionali punti di forza dell’economia europea, il commercio estero, non mostra segnali di miglioramento significativi. Questo, in premessa, è quanto emerge dal rapporto pubblicato a fine 2025 da Cefic sullo stato di salute dell’industria chimica nel Vecchio Continente nei primi otto mesi dell’anno da poco finito.
Sul piano dei costi, l’energia rappresenta il principale fattore di vulnerabilità: in Europa i prezzi restano tra i più elevati al mondo e risultano circa tre volte superiori rispetto a quelli degli Stati Uniti. Questa situazione grava sui bilanci delle aziende chimiche, già penalizzate da una domanda interna deludente, e riduce ulteriormente la loro capacità di competere sui mercati globali. Nei primi otto mesi del 2025, le esportazioni del comparto chimico
europeo sono diminuite del 2,3%, mentre le importazioni sono cresciute del 2,6%. Il settore fatica quindi ad aumentare la propria presenza all’estero e deve fronteggiare un flusso crescente di prodotti in ingresso. A pesare è anche la combinazione tra apertura del mercato europeo e un livello di regolamentazione senza eguali, che ha sostenuto finora standard elevati ma oggi contribuisce a mettere il sistema in una fase definibile a pieno titolo “critica”. In questo contesto, l’incertezza continua a frenare gli investimenti e le previsioni per il biennio 2025-2026 restano deboli. Il numero crescente di chiusure di impianti nel settore chimico evidenzia infine un processo di deindustrializzazione già in atto, che avvantaggia soprattutto i Paesi in grado di offrire condizioni di costo più favorevoli rispetto all’Europa.
Omso medaglia di bronzo EcoVadis
Primaria azienda costruttrice di macchine per la stampa diretta su articoli in plastica, vetro e alluminio, Omso ha ottenuto la medaglia di bronzo EcoVadis 2025, riconoscimento internazionale che valuta le prestazioni aziendali in materia di sostenibilità ambientale, diritti umani, etica e acquisti responsabili. Con questo risultato, l’azienda di Reggio Emilia si posiziona tra quelle più virtuose del proprio settore a livello globale (Top 35%), confermando la sua attenzione verso una crescita industriale sostenibile e un modello produttivo sempre più efficiente. “Questo riconoscimento rappresenta un importante traguardo per Omso e per tutte le persone che ogni giorno contribuiscono al nostro percorso di miglioramento continuo”, ha dichiarato Fausto Savazzi, direttore generale di Omso. “La sostenibilità è un valore che integriamo in ogni scelta aziendale: dai processi produttivi ai rapporti con i nostri collaboratori e partner”.
La valutazione di EcoVadis si basa su quattro ambiti fondamentali:
- ambiente: gestione degli impatti ambientali dell’azienda e implementazione di tecnologie a basso impatto, come sistemi LED e ottimizzazione energetica;
- lavoro e diritti umani: valorizzazione delle persone e promozione di un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo;
- etica: integrità e trasparenza in tutte le attività aziendali;
- acquisti sostenibili: collaborazione con fornitori che condividono gli stessi principi di responsabilità. La medaglia di bronzo è un ulteriore passo nel percorso di Omso verso un futuro industriale più sostenibile, in continuità con la sua missione: coniugare tecnologia e responsabilità per una produzione efficiente, innovativa e consapevole.
nel 1952; sede a Reggio Emilia; presente in oltre 85 Paesi nel mondo; punto di riferimento mondiale nella decorazione industriale; soluzioni di qualità; tecnologia innovativa; affidabilità di prodotto: questa è Omso, medaglia di bronzo EcoVadis.

Accordo di rappresentanza
Per rafforzare la propria presenza in Colombia, Macchi ha recentemente raggiunto un accordo di rappresentanza tecnica e commerciale con Novaflex Representaciones. Grazie a questo accordo, l’azienda varesina potrà contare su un team altamente specializzato, capace di rispondere con tempestività ed efficacia alle esigenze dei trasformatori e alle richieste del mercato colombiano.
Fondata nel 1999, Novaflex è nata per offrire soluzioni al mercato colombiano del packaging in
rapida crescita. Con oltre 25 anni di esperienza, l’azienda si è specializzata nell’affiancare i propri clienti lungo tutto il percorso progettuale: dall’analisi delle esigenze alla fornitura della soluzione, fino alla messa in opera e all’ottimizzazione delle prestazioni. Novaflex oggi si contraddistingue per l’approccio innovativo e per un’offerta completa che comprende macchinari, attrezzature, materiali di consumo e soluzioni di prestampa, rivolte sia al mercato locale sia all’area andina.
Le vendite dei propri impianti per l’estrusione di film sono stati affidati da Macchi alla società colombiana Novaflex Representaciones.

Luca Marchioro entra in Syncro Group
Con oltre 15 anni di esperienza nell’industria delle materie plastiche, Luca Marchioro entra a far parte dello staff tecnico di Syncro Group, che prosegue nella sua strategia di rafforzamento della propria posizione di partner di riferimento a livello globale nel settore dei sistemi ausiliari e dell’automazione.
Marchioro ha iniziato il suo percorso professionale come responsabile di sistemi centralizzati dedicati alla movimentazione e al trasporto dei materiali plastici. Nel corso degli anni le sue responsabilità si sono ampliate fino a includere anche la gestione dei sistemi di deumidificazione. Partendo da queste basi, ha contribuito ad attività di ricerca e sviluppo focalizzate sulle tecnologie di deumidificazione sottovuoto ad alta efficienza, per migliorare le prestazioni e gli standard di efficienza energetica. Negli ultimi anni, la sua esperienza si è estesa anche ai sistemi di trattamento PET/rPET, in particolare per la decontaminazione da agenti chimici e il miglioramento della viscosità intrinseca dei materiali. Specializzazione, questa, che lo colloca in prima linea nell’innovazione orientata alla sostenibilità nel riciclo e nella trasformazione delle materie plastiche. “Entrare in Syncro Group rappresenta per me un nuovo capitolo estremamente stimolante”, ha affermato Luca Marchioro (a sinistra nella foto). “Syncro è riconosciuta a

Ampliamento di carica

livello globale per la sua eccellenza tecnologica, il suo impegno nell’automazione e la sua visione di un futuro sostenibile. Sono entusiasta di poter contribuire con la mia esperienza e passione, supportando la crescita dell’azienda e generando valore per i nostri clienti in tutto il mondo”.
“Siamo molto felici di accogliere Luca Marchioro nel nostro team. La sua competenza tecnica, la sua mentalità
innovativa e la sua profonda esperienza sia nei processi di deumidificazione tradizionali e avanzati che nelle tecnologie PET/rPET daranno un contributo significativo alle nostre soluzioni, rafforzando ulteriormente la posizione di Syncro Group come punto di riferimento globale nell’automazione intelligente e sostenibile”, ha aggiunto Gabriele Caccia (a destra nella foto), CEO di Syncro Group.
John Erkert è stato recentemente nominato anche la carica di presidente di Conair, parte di Gruppo Piovan. Da maggio 2024, infatti, ricopre il ruolo di CEO di PiovanGroup North America, alla guida delle attività e delle vendite nella regione. Tra i risultati ottenuti in questo ruolo il miglioramento dell’efficienza operativa, il rafforzamento dell’allineamento strategico e il consolidamento delle partnership
con i clienti in tutto il Nord America. La sua guida continuerà a focalizzarsi su aumento della redditività, maggiore organizzazione e creazione di valore nel lungo periodo. John Erkert è altrettanto impegnato nel coltivare una solida cultura aziendale improntata al supporto reciproco, che favorisca lo sviluppo delle persone e la crescita professionale. Il neopresidente di Conair ha iniziato la sua carriera nel Gruppo Piovan nel 1995
ed è parte integrante delle strutture finanza e management da quando, nel 2008, si è trasferito a Pittsburgh per entrare appunto in Conair. In precedenza, aveva ricoperto il ruolo di Chief Financial Officer di PiovanGroup North America, guidandone la strategia finanziaria nella regione. In qualità di CEO continua a definire la visione e la strategia per tutti i brand in Nord America. John Erkert.
Doppio riconoscimento per Rodolfo Comerio
Nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma, Rodolfo Comerio è stata recentemente premiata come “Eccellenza Italiana” nella progettazione e costruzione di linee per la calandratura di gomma e materiali termoplastici nell’ambito della 11a edizione del premio “100 Eccellenze Italiane”. Si tratta del riconoscimento al migliore Made in Italy messo in campo da diversi operatori grazie a innovazione, competenza ingegneristica e tradizione industriale. Il premio è stato ritirato dal sales e marketing managing director di Rodolfo Comerio, Nicola Fedele, nel corso della cerimonia svoltasi alla presenza dei rappresentanti di istituzioni, mondo accademico, imprenditoria e cultura del nostro Paese. Insieme ai premi principali, l’evento ha valorizzato numerose storie di eccellenza e menzioni d’onore, riconoscendo aziende e personalità che contribuiscono al progresso italiano attraverso innovazione, responsabilità e qualità.
Negli stessi giorni, l’azienda di Solbiate Olona (Varese) ha ricevuto anche il riconoscimento internazionale di “Best Supplier of Calendering Linews” nel contesto del premio Linglong Tire,
che ne conferma affidabilità e valore strategico di una partnership di lunga durata. In tale occasione il premio è stato ritirato dal sales manager per l’industria della gomma, Alessandro Bonfanti, affiancato dal team cinese dell’azienda guidato da Tina Zhang. Per l’azienda varesina l’inclusione tra le 100 eccellenze italiane rappresenta uno stimolo a rafforzare la propria missione di progettare e realizzare linee di calandratura avanzate preservando i valori della tradizione industriale italiana. Allo stesso modo, il riconoscimento da parte di Linglong viene considerato una conferma di affidabilità come produttore internazionale di tecnologia e partner di lungo periodo. Per l’azienda i due riconoscimenti costituiscono uno stimolo per ulteriori investimenti in sviluppo tecnologico, sostenibilità e personale qualificato, ritenute le basi su cui l’ingegneria italiana possa poggiare per continuare a essere un punto di riferimento a livello globale.
“Non si tratta semplicemente di premi”, ha sottolineato Nicola Fedele. “Questi riconoscimenti rappresentano la conferma di una leadership costruita nel corso di decenni attraverso innovazione,

precisione e fiducia reciproca. Siamo lieti e profondamente orgogliosi di condividere questo risultato, che appartiene a ogni membro del team Rodolfo Comerio. La loro dedizione e la loro competenza rafforzano ogni giorno la nostra posizione di riferimento globale nella tecnologia di calandratura. Il mio ruolo è stato soltanto quello di rappresentante: il merito va a tutti i nostri collaboratori che, con passione e impegno costante, contribuiscono a realizzare successo, innovazione e unicità. Grazie di cuore a tutta la Rodolfo Comerio”.
Röko ha sottoscritto un accordo per acquisire il 75% delle quote di Maestro e della sua società operativa Itib
Machinery International, che resta proprietaria del restante 25%. Itib
Machinery International è specializzata nella progettazione e costruzione di corrugatori e attrezzature ausiliarie per l’estrusione. La società conta 59 dipendenti e registra un fatturato di circa 19 milioni di euro e a dicembre 2025 è stata consolidata nel segmento B2B. L’acquisizione non dovrebbe avere effetti significativi sui risultati economici dell’esercizio in corso di Röko. Röko, fondata nel 2019, è una società svedese di investimenti di lungo periodo in piccole e medie imprese europee attive in una varietà di settori. Il suo team
complessivamente vanta oltre cento anni di esperienza nella collaborazione con aziende a conduzione familiare in un ampio ventaglio di comparti industriali. Con all’attivo oltre 30
Sales e marketing managing director di Rodolfo Comerio, Nicola Fedele (secondo da destra) ha ritirato il premio “100 Eccellenze Italiane” nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma.
acquisizioni, questa operazione per la società svedese rappresenta la prima operazione in Italia.
Una veduta della sede di Itib in provincia di Brescia: l’azienda con 59 dipendenti reigistra un fatturato annuo di circa 19 milioni di euro.

Wittmann apre in Marocco
In Nord Africa la domanda di tecnologie per lo stampaggio a iniezione è in crescita e per rispondere a questa tendenza Gruppo Wittmann ha aperto una propria filiale diretta di vendita e assistenza a Casablanca, in Marocco. Avviata il 1° settembre, Wittmann Maroc è stata affidata alla guida del direttore generale Redouane Soukrat. “Siamo entusiasti di aver acquisito Redouane Soukrat, un esperto di stampaggio a iniezione altamente qualificato che vanta già eccellenti contatti nell’industria locale della fornitura automotive”, ha sottolineato Michael Wittmann, proprietario e presidente del Gruppo Wittmann. Uno degli obiettivi principali di Redouane Soukrat sarà quello di espandere la rete
di tecnici qualificati per l’assistenza nella regione.
L’industria automobilistica in Marocco è in crescita da diversi anni e riveste un ruolo chiave per l’intero continente africano e Wittmann sta cogliendo le opportunità di questa tendenza fin dall’inizio. “La nuova filiale si basa su molte relazioni strette con i clienti già esistenti”, ha aggiunto Michael Wittmann. “Con la nuova sede, offriamo ai nostri clienti locali una maggiore vicinanza e un servizio ancora più efficiente”. A tal fine, a Casablanca è stato allestito un magazzino ricambi dedicato. La filiale dispone anche di uno showroom dove i trasformatori possono vedere e provare personalmente molti dei prodotti e delle tecnologie Wittmann.
Hillenbrand acquisita da Lone Star

Helen Cornell (a sinistra) e Kim Ryan, rispettivamente presidente del Consiglio di amministrazione e presidente e amministratore delegato di Hillenbrand.
L’americana Hillenbrand ha raggiunto un accordo per il suo acquisto da parte di una società parte di Lone Star Funds per un valore di 32 dollari ad azione, pari a un totale di circa 3,8 milioni di dollari. Tali valori costituiscono un premio del 37% rispetto al valore di chiusura delle azioni di Hillenbrand il 12 agosto scorso e del 53% in confronto alla media ponderata degli ultimi 90 giorni di fine 2025.
Hillenbrand fornisce apparecchiature e soluzioni di processo attraverso
Advanced Process Solutions e Molding Technology Solutions e negli

ultimi tre anni ha riposizionato la sua attività rafforzando e semplificando il portafoglio prodotti con acquisizioni e cessioni strategiche. La transazione dovrebbe concludersi entro la fine del primo trimestre del 2026 a seguito dell’approvazione degli azionisti di Hillenbrand e del ricevimento delle necessarie approvazioni normative. Hillenbrand diventerà una società privata e le sue azioni non saranno più quotate alla Borsa di New York. “Siamo lieti di aver raggiunto questo accordo con Lone Star, che offre un valore monetario immediato e certo ai nostri azionisti, con un premio sostanziale rispetto alle recenti contrattazioni e mette Hillenbrand nella posizione di continuare a soddisfare e superare le esigenze dei clienti in termini di apparecchiature e soluzioni di trasformazione altamente ingegnerizzate”, ha dichiarato Helen Cornell, presidente del Consiglio di amministrazione. “Il Consiglio ha esaminato attentamente una serie di potenziali alternative strategiche, tra cui l’interesse di diverse parti, e ha stabilito che questa transazione è nel migliore
interesse di Hillenbrand e dei suoi azionisti”.
“Negli ultimi anni, Hillenbrand ha compiuto enormi progressi trasformandosi in un’azienda industriale pura, rimodellando il proprio portafoglio e realizzando investimenti strategici nel business”, ha commentato Kim Ryan, presidente e amministratore delegato di Hillenbrand. “Lone Star riconosce questi progressi e vede un futuro luminoso, grazie al successo delle nostre attività principali e alla solidità dei nostri team. Non vediamo l’ora di collaborare con Lone Star per ampliare la nostra capacità, creare opportunità per i nostri collaboratori e continuare a guidare la crescita e l’innovazione nei mercati finali della plastica e del riciclo”.
“Lone Star ha la fortuna di vantare una lunga esperienza nella produzione industriale e la nostra competenza sarà messa a frutto nella collaborazione con il team dirigenziale di Hillenbrand per investire nell’azienda e contribuire a promuovere la crescita e l’innovazione continue dell’azienda”, ha concluso Donald Quintin, amministratore delegato di Lone Star.
Dal 1° novembre 2025 il costruttore tedesco di macchine e impianti per la lavorazione di tecnopolimeri e compositi Dieffenbacher ha una nuova responsabile marketing: Kathrin Kamm ha assunto l’incarico rilevandolo da Dirk Eisenmann, che ha lasciato l’azienda il 31 dicembre 2025 per intraprendere nuovi percorsi professionali.
“Ringraziamo Dirk Eisenmann per quasi dieci anni di impegno, creatività e collaborazione basata sulla fiducia”, ha dichiarato l’amministratore delegato Christian Dieffenbacher. “Sotto la sua guida, il nostro marketing, il posizionamento del marchio e la

presenza internazionale sono cresciuti in modo strategico, un risultato che merita il massimo riconoscimento”.
Nel corso dei suoi oltre nove anni in Dieffenbacher, Dirk Eisenmann ha contribuito a riposizionare il marchio dell’azienda, a introdurre il concetto di smart plant Cebro e a rinnovare la reputazione aziendale. I risultati raggiunti hanno superato l’ambito strettamente legato al marketing, comprendendo anche la definizione e l’implementazione di principi di sostenibilità validi per tutta l’organizzazione aziendale, in particolare in materia di ESG (Environmental, Social, Governance).
Kathrin Kamm ha iniziato a lavorare al marketing di Dieffenbacher nel giugno 2022 e, dal novembre 2024, ha assunto il ruolo di viceresponsabile marketing. Prima di entrare nell’azienda tedesca aveva maturato una vasta esperienza nel campo del marketing lavorando per un’agenzia B2B.
“Kathrin Kamm conosce molto bene la nostra azienda e il nostro team marketing. Con la sua esperienza, le sue doti personali e le sue competenze professionali contribuirà a portare avanti la nostra strategia di marketing”, ha concluso Christian Dieffenbacher.
responsabile marketing Kathrin Kamm è in Dieffenbacher dal 2022.
Primo compleanno per Women in Plastics Italy
L’associazione Women in Plastics Italy (WIPS-It) ha celebrato il suo primo anno di attività a fine novembre 2025 Desenzano del Garda nel corso del meeting annuale 2025, che ha riunito associate, aziende, professionisti e istituzioni per tracciare un bilancio dei primi dodici mesi dell’associazione e condividere visioni e nuovi obiettivi.
La partecipazione allargata è stata una conferma della natura inclusiva di WIPS-It: non solo donne, ma anche numerosi uomini e imprese hanno preso parte all’incontro, testimoniando un impegno collettivo per una cultura più equa, aperta e collaborativa nel settore plastica e gomma.
Fondata nell’ottobre 2024, Women in Plastics Italy promuove la valorizzazione del talento femminile e una cultura inclusiva e sostenibile all’interno del proprio settore di attività. L’associazione riunisce oggi 160 membri tra associate e associati, offre percorsi formativi, momenti di networking, collaborazioni con il mondo accademico e campagne di comunicazione per diffondere un’immagine consapevole e responsabile della plastica e del suo ruolo nella società. Il meeting annuale 2025 è stato scandito da un programma ricco di interventi e
momenti di confronto. L’associazione ha ripercorso la propria crescita e messo il focus su alcune delle attività svolte nel primo anno, anticipando anche alcuni dei prossimi appuntamenti del 2026 tra workshop, momenti formativi e occasioni di crescita personale.
L’intervento istituzionale di Martina Semenzato, presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul femminicidio, ha portato un contributo significativo sul tema della parità di genere e della responsabilità sociale, oltre che sull’importanza del lavoro e dell’indipendenza economica delle donne per contrastare ogni forma di violenza. È stato poi presentato un approfondimento sui temi del gender gap e sulla consapevolezza come leva per il cambiamento. Il programma è proseguito facendo il punto sui
progressi del nuovo sito web WIPSIT e sul tema della ricollocazione professionale. Un ulteriore panel dedicato ai percorsi verso la parità ha portato esempi concreti dal mondo dell’impresa, mentre la sessione dedicata al dialogo con i giovani e il mondo accademico ha aperto prospettive su nuovi progetti formativi e collaborativi. L’evento si è concluso con un momento di sintesi, emozioni e saluti finali. Accanto ai contenuti formali, grande rilievo è stato dato ai momenti di networking, che hanno rappresentato un elemento centrale del meeting e gli scambi informali sono stati come sempre fondamentali per favorire la nascita di nuove relazioni, la condivisione di esperienze e la costruzione di una rete sempre più solida.
Foto di gruppo per celebrare un anno di attività di Women in Plastics Italy, che conta 160 membri tra donne e uomini, a testimonianza della sua natura allargata e inclusiva.


Rapporto integrato 2025 di Conai
Il sistema del consorzio nazionale imballaggi genera un volume d’affari di 3,8 miliardi di euro e un contributo di 2 miliardi di euro al PIL nazionale e sostiene oltre 24 mila posti lavoro. Inoltre, ogni euro di contributo ambientale si converte in 3,6 euro di valore economico nazionale, l’energia primaria risparmiata grazie al riciclo equivale a quella dei consumi domestici di metà delle famiglie italiane, le emissioni evitate corrispondono a quelle di circa 9.000 voli intorno al mondo e il risparmio di materia vergine è pari al peso di oltre 830 torri di Pisa.
A c ura di Luca Mei
Nel 2024 il sistema Conai ha prodotto 3,8 miliardi di euro di valore economico, contribuendo per 2 miliardi di euro al PIL nazionale e sostenendo oltre 24 mila posti di lavoro lungo l’intera filiera del riciclo. Questi in premessa i dati emersi dall’edizione 2025 del rapporto integrato di sostenibilità del consorzio nazionale imballaggi, che, come ogni anno, quantifica i benefici economici e ambientali del riciclo in Italia. I risultati presentati da Conai si inseriscono in una visione

di “transizione competitiva”, un approccio alla sostenibilità che non si limita alla dimensione ambientale, ma la riconosce come una leva fondamentale per l’innovazione, l’attrazione di investimenti e la generazione di valore condiviso per il Paese.
Convertire la sostenibilità in valore
“Il Rapporto integrato 2025 conferma la capacità del modello Conai di convertire la sostenibilità in valore tangibile e misurabile, e di operare in coerenza con i principali indicatori ESG e con le aspettative del sistema economico nazionale. Lo vediamo nei numeri ma anche nel ruolo più ampio che il sistema svolge: non gestiamo semplicemente i materiali di imballaggio post consumo, ma attiviamo filiere, abilitiamo settori strategici, generiamo lavoro e riduciamo la dipendenza dalle risorse naturali”, ha commentato Ignazio Capuano, presidente Conai. “Ogni euro di Contributo Ambientale genera valore che si moltiplica nel Paese, dimostrando che la sostenibilità può essere non solo doverosa, ma anche straordinariamente produttiva. Ambiente e competitività non sono in contrasto: il riciclo è una vera infrastruttura industriale nazionale, capace di produrre benefici economici, occupazionali e ambientali. I numeri ci raccontano la strada fatta; il nostro impegno quotidiano indica quella da seguire: trasformare il riciclo in un’opportunità reale, misurabile e condivisa per un’Italia più efficiente e sostenibile”.

l riciclo si conferma anche un’attività essenziale nella transizione verso un modello circolare che produce benefici ambientali sempre più importanti. Grazie al riciclo degli imballaggi l’Italia nel 2024 ha risparmiato 12,2 milioni di tonnellate di materie prime vergini; ha evitato l’utilizzo di 55 TWh di energia primaria, pari ai consumi domestici della metà delle famiglie italiane; ha ridotto le emissioni di gas serra fino a 11,4 milioni di tonnellate di CO₂eq. Dal rapporto emerge la crescente interdipendenza tra sostenibilità, innovazione e competitività. Le analisi relative alle imprese soggette a schemi EPR (Extended Producer Responsibility) mostrano infatti come alti tassi di riciclo e modelli collaborativi producano nel tempo maggiore efficienza, fiducia degli investitori e valore finanziario.
“Sostenibilità significa capacità di trasformare una visione ambientale in valore industriale. Ogni cifra del rapporto non è solo un dato, ma il racconto di un impegno che coinvolge imprese, comunità e territori, e che rende visibile ciò che spesso rimane nascosto: le storie dei materiali, delle persone e delle filiere che lavorano insieme come in un film a più livelli”, ha sottolineato Simona Fontana, direttrice generale di Conai. “La qualità delle filiere, l’innovazione tecnologica e la collaborazione con i territori sono i pilastri che ci consentono di ottenere risultati concreti e di rafforzare la competitività del Sistema Paese, consolidando il ruolo dell’Italia nella transizione circolare europea. La sostenibilità è esperienza e partecipazione. Ogni parola, ogni scelta può diventare azione, innovazione e esempio: Conai ha anche una missione formativa e culturale, e attraverso progetti come Green Jobs e Fenice Conai per il giornalismo ambientale giovane, coinvolge scuole, università, giornalisti e territori nella diffusione di una cultura della sostenibilità più consapevole. Il futuro non si ricicla, ma si costruisce, giorno dopo giorno, anche con un pizzico di leggerezza, curiosità e visione”.
Priorità
In un contesto storico-economico segnato da dinamiche tecnologiche, geopolitiche e di mercato sempre più complesse, Conai ha promosso un dialogo tra istituzioni, imprese e operatori fi-
Il riciclo si conferma un’attività essenziale nella transizione verso un modello circolare che produce benefici ambientali sempre più importanti. Oggi il settore ha bisogno di regole chiare, orientate ai risultati e capaci di consolidare fiducia e pianificazione industriale; una maggiore stabilità normativa rappresenta infatti un presupposto imprescindibile per creare condizioni favorevoli agli investimenti.

nanziari che ha portato all’individuazione di un insieme di priorità strategiche fondamentali per rafforzare la resilienza e la competitività del sistema. È emersa, innanzitutto, la necessità di regole chiare, orientate ai risultati e capaci di consolidare fiducia e pianificazione industriale. Una maggiore stabilità normativa rappresenta infatti un presupposto imprescindibile per creare condizioni favorevoli agli investimenti. “Questo rapporto è uno strumento prezioso anche per orientare le politiche pubbliche, perché offre indicazioni concrete su ciò che serve alle filiere e ai territori”, ha affermato Vannia Gava, viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “I numeri presentati oggi confermano che il riciclo non è solo una scelta ambientale, ma una vera politica industriale. Risultati importanti che devono essere consolidati con iniziative mirate a sostenere e sviluppare la competitività di un settore energivoro e sottoposto a forte concorrenza internazionale, rendendo il materiale riciclato competitivo anche nei costi. In questa direzione va l’Energy Release, appena operativo, che garantirà energia rinnovabile a prezzo stabile alle imprese più energivore. Continuiamo inoltre a contribuire al Circular Economy Act, per costruire un mercato unico delle materie prime seconde, semplificare nor-

Il bando Ecopack 2025 per l’ecodesign nell’imballaggio, promosso da Conai per incentivare le imprese a progettare imballaggi riciclabili e meno impattanti sull’ambiente, giunto alla dodicesima edizione, ha premiato 217 progetti, presentati da 121 aziende. Gli indicatori di analisi del ciclo di vita di tali imballaggi mostrano in media una riduzione del 33% delle emissioni di CO2 equivalente, del 23% dei consumi energetici e del 27% dei consumi idrici in confronto agli stessi manufatti prima degli interventi di ecodesign.
“Un passo avanti netto”, ha commentato Simona Fontana, “e una prova del fatto che l’innovazione di processo e di prodotto sta diventando una componente imprescindibile delle strategie industriali. Le aziende, negli ultimi anni, hanno concentrato i loro sforzi soprattutto in due direzioni: un uso più efficiente delle risorse, riducendo il peso e usando meno materia prima, e una maggiore riciclabilità. Una tendenza che rispecchia gli orientamenti del nuovo Regolamento europeo e che conferma il ruolo del Bando come vero strumento operativo”.
Ancora una volta il montepremi complessivo ammontava a 600.000 euro, dei quali 550.000 destinati ai casi premiati in modo proporzionale in base ai punteggi ottenuti e 50.000 riservati ai cinque super premi per i progetti che hanno maggiormente saputo coniugare efficacia tecnica, visione industriale e approccio circolare – Pilkington Italia, Helan Cosmesi di Laboratorio, Cereria Terenzi Evelino, Smurfit Westrock Italia con il suo cliente ReeR e Istituto Stampa – mentre la menzione speciale per l’e-commerce è stata assegnata a Pulcranet.
“Osserviamo una maturità crescente”, ha aggiunto la direttrice generale di Conai. “Progetti solidi, interventi intelligenti, una capacità sempre più diffusa di leggere la sostenibilità non come obbligo ma come leva competitiva. Il bando continua a funzionare perché le imprese lo vedono come un riferimento affidabile nella transizione verso modelli più circolari”.
me e autorizzazioni e incentivare l’utilizzo di materiali riciclati. A livello nazionale prosegue il confronto con gli operatori, dal tavolo sulla plastica alla sperimentazione dei certificati bianchi per l’economia circolare. Il sistema italiano del riciclo è un modello riconosciuto in Europa e il Governo è impegnato a sostenerlo, rimuovendo ostacoli e creando condizioni di crescita. Ringrazio Conai per il contributo alla strategia nazionale”.
Un pilastro altrettanto rilevante riguarda la promozione dell’innovazione e delle partnership, insieme all’integrazione sempre più stretta tra transizione verde e trasformazione digitale, considerate una leva unica per sostenere una crescita competitiva e duratura. A ciò si affianca la necessità di prestare particolare attenzione alle piccole e medie imprese, garantendo loro un accesso più semplice agli strumenti finanziari necessari per affrontare la transizione ecologica. Parallelamente, la valorizzazione della formazione e della conoscenza si conferma un motore decisivo di competitività per le filiere, mentre il rafforzamento del ruolo delle amministrazioni locali è ritenuto essenziale per assicurare l’implementazione efficace delle politiche di sostenibilità sui territori.
“L’Italia si conferma tra i leader europei nella gestione dei rifiuti con risultati superiori alla media dell’Unione. I numeri dell’economia circolare testimoniano un sistema produttivo solido e competitivo. Negli ultimi cinque anni il valore aggiunto è in crescita e il settore coinvolge oltre 600 mila lavoratori. Tuttavia, per mantenere questa rotta dobbiamo rafforzare la capacità di innovazione: il numero di brevetti legati al riciclo e ai processi circolari è ancora inferiore rispetto ai nostri competitor come Germania, Francia e Spagna. Per questo servono politiche mirate, più investimenti e una collaborazione sempre più stretta tra pubblico e privato, così da sostenere un modello di sviluppo davvero sostenibile e orientato al futuro”, ha concluso Lara Ponti, vicepresidente di Confindustria per la transizione ambientale e obiettivi ESG.


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Si è tenuta dal 4 al 7 novembre la 28 a edizione dell’evento organizzato da Italian Exhibition Group dedicato a green, blue e circular economy, risultato il più internazionale nella sua storia. “Ecomondo simbolo di innovazione e sostenibilità”, ha dichiarato il Ministro Gilberto Pichetto Fratin. Oltre 800 buyer e delegazioni da 65 Paesi, superati 1.700 espositori, 18% dei quali provenienti dall’estero.
A c ura di Luca Mei
La 28a edizione di Ecomondo si è confermata hub globale per la transizione ecologica. Le presenze totali sono cresciute del 7%, con un +10% di quelle estere, mentre oltre 1.700 sono stati i marchi espositori, di cui il 18% dall’estero, su 166.000 metri quadrati di superficie del quartiere fieristico.
A rimarcare la centralità dell’evento nel panorama internazionale come guida di un percorso verso il futuro sostenibile che parte dall’Italia e che l’Europa sta continuando a perseguire con decisione, ha contribuito la presenza il 6 novembre del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, in visita nei padiglioni della Fiera. “Possiamo dirci tra i primi Paesi al mondo nella capacità di riciclo”, ha commentato il Ministro. “Si parla tanto di terre rare e materie prime critiche ma il più grande giacimento che abbiamo sono i nostri rifiuti. E la capacità di riciclo si manifesta pienamente proprio in questa fiera, simbolo di innovazione e sostenibilità”.
L’edizione più internazionale di sempre
Ecomondo 2025 si è confermato luogo privilegiato di scambio tra aziende, ricerca e professionisti del settore di tutto il mondo, anche grazie alla collaborazione con Agenzia ICE e con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI): un crocevia globale, con oltre 800 buyer ospitati e delegazioni internazionali provenienti da 65 Paesi. Tra i mercati più rappresentati Spagna, Turchia, Polonia, Romania, Serbia, Croazia, Bulgaria, Tunisia, Marocco ed Egitto. A completare il quadro, sono state coinvolte circa 90 associazioni internazionali. Un network che, durante la manifestazione, ha generato 3.800 incontri di business, favorendo la cooperazione e la diffusione di buone pratiche per la transizione ecologica.
Oltre 200 appuntamenti nelle quattro giornate, di cui circa 70 curati dal Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, presieduto dal professor Fabio Fava, hanno composto un program-

ma denso di iniziative, offrendo una lettura aggiornata della transizione green in modo trasversale. RAEE, materie prime critiche, finanza sostenibile a supporto della transizione ecologica, gestione dell’acqua, blue economy, bioenergie, economia circolare, AI applicata alla valorizzazione delle risorse e al monitoraggio dei dati, osservazione della Terra e ruolo della comunicazione per superare i falsi dilemmi della transizione ecologica sono stati alcuni dei temi dibattuti. Grande attenzione alla cooperazione internazionale e alla transizione verde nel Mediterraneo, nonché alle iniziative per l’accesso all’energia pulita e sostenibile nel continente africano, nell’ambito del Piano Mattei e del Programma “Mission 300”, con la quinta edizione dell’Africa Green Growth Forum. Il ritorno di Sal. Ve, il salone biennale del veicolo per l’ecologia, in collaborazione con Anfia, ha portato in mostra l’intera gamma della pro duzione di allestimenti per veicoli industriali e speciali per raccolta dei rifiuti solidi e liquidi, spazzamento stradale e spurghi.
A Ecomondo 2025 l’innovazione ha fatto da ponte tra scienza e mercato: l’Innovation District ha dato spazio e visibilità a 40 startup italiane e internazionali dall’alto contenuto tecnologico, di cui 20 da Marocco e Tunisia selezionate nell’ambito del

progetto Lab Innova for Africa “Luca Attanasio”, promosso da Agenzia ICE in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Accanto all’esposizione, Ecomondo ha consegnato il Premio “Lorenzo Cagnoni” per l’Innovazione Green a sette aziende espositrici per le tecnologie più avanzate e promettenti presentate nei settori espositivi della manifestazione.
Stati Generali della Green Economy 2025 “La transizione ecologica non è una passeggiata ma non possiamo pensare di rimuovere tutto quello che è successo in questi anni: l’evoluzione tecnologica, le mobilitazioni dei cittadini, l’impegno delle imprese. Certi cambiamenti, una volta avviati, è molto complicato rimetterli in discussione”. Queste le parole di Edo Ronchi facendo il punto sulla green economy in Italia nella prima giornata della 14a edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzata da Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dal Consiglio Nazionale della Green Economy – in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con il patrocinio della Commissione europea e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – il 4 e 5 novembre nell’ambito di Ecomondo 2025.

“L’Europa può recuperare il terreno perduto investendo in innovazione, in crescita sostenibile e in sicurezza energetica, oppure rischia di passare da vecchie a nuove dipendenze”, ha aggiunto nel suo
Gli oltre 1.700 marchi espositori, di cui il 18% dall’estero, distribuiti su 166.000 metri quadrati di superficie del quartiere fieristico riminese hanno determinato una crescita del 7% dei visitatori totali (+10% quelli esteri).
A Ecomondo 2025 l’innovazione ha fatto da ponte tra scienza e mercato: RAEE, materie prime critiche, finanza sostenibile per la transizione ecologica, gestione dell’acqua, blue economy, bioenergie, economia circolare, IA per valorizzazione le risorse e monitorare i dati, osservazione della Terra e comunicazione per superare i falsi dilemmi della transizione ecologica sono stati alcuni dei temi dibattuti negli oltre 200 appuntamenti delle quattro giornate che hanno composto il programma di iniziative e offerto una lettura aggiornata della transizione green in modo trasversale.
Ecomondo 2025 è andata in scena dal 4 al 7 novembre 2025. La prossima edizione è in programma sempre a Fiera di Rimini dal 3 al 6 novembre 2026.
Come sempre anche l’edizione 2025 di Ecomondo ha ospitato, nei primi due giorni, il 4 e il 5 novembre, gli Stati Generali della Green Economy.
messaggio il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Tra gli interventi del primo giorno, la professoressa Lucrezia Reichlin ha sostenuto che l’ispirazione del Green Deal va difesa ma allo stesso tempo rafforzata con investimenti in innovazione e incentivi fiscali nei settori strategici. Paolo Gentiloni ha invece evidenziato come, in questo momento di guerre commerciali, l’Europa possa essere interlocutore della Cina leader nella manifattura legata alla transizione purché si affermi con una posizione che venga percepita come autonoma. La seconda giornata si è aperta invece con il messaggio del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: “L’Italia vuole essere protagonista di una green economy che unisce finalmente sostenibilità e sviluppo industriale, innovazione e occupazione, decarbonizzazione e competitività”.
I due giorni di interventi e dibattiti animati da relatrici e relatori provenienti dai cinque continenti hanno registrato più di 2.500 partecipanti tra presenze fisiche e collegamenti online. L’ampio richiamo ha confermato l’interesse del mondo imprenditoriale e industriale verso i temi della transizione ecologica in tempi di crisi geopolitiche e conflitti su più fronti. L’edizione 2025 degli Stati Generali della Green Economy ha proposto, nella seconda giornata, una sessione internazionale interamente in inglese, organizzata in collaborazione che Italy for Climate. Questa sessione ha analizzato gli scenari globali che vedono protagonisti Stati Uniti, Cina ed Europa, mettendo in luce i rischi, e la necessità di arginarli, di una retromarcia ambientale, alimentata dalle politiche statunitensi e dalla resistenza di alcuni governi europei nell’attuare pienamente la transizione verde.
Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump sta provando a rallentare una transizione guidata da alcuni stati come la California. Paradossalmente il taglio ai crediti fiscali – con l’obbligo di dover realizzare nuovi impianti rinnovabili entro il luglio 2026 per


potervi accedere – sta determinando un boom di nuove installazioni. Pur essendo il primo emettitore globale di CO2, la Cina è ormai un “elettro-stato” che produce l’80% dei pannelli solari, il 60% delle turbine eoliche e il 50% dei veicoli elettrici. Ma allo stesso tempo rimane il primo fornitore mondiale di carbone, il cui consumo è ancora destinato a crescere. L’Europa è l’unico grande emettitore globale ad aver tagliato significativamente le emissioni: -37% dal 1990. Ma questo primato nella transizione viene messa in discussione dalle divergenze tra gli Stati membri dell’UE. Come dimostra anche l’accordo-compromesso sul target 2040: -90% di emissioni con un complessivo 10% di flessibilità per acquistare crediti di carbonio a livello sia comunitario che nazionale. E poi c’è l’Africa che sta provando a ridefinire il suo ruolo nella transizione globale. D’altronde il continente detiene il 60% delle “best solar resources” in termini di irradiazione solare, minima copertura nuvolosa e condizioni favorevoli del terreno e ha enormi riserve di materi prime critiche.
La sessione ha affrontato anche il tema dei finanziamenti e dell’impegno delle imprese nella transizione green. Al di là delle contingenze politiche, quest’ultimo risulta ancora prioritario per fondi e corporation perché le aziende che fanno innovazione crescono tre volte più velocemente e hanno un ritorno maggiore per gli investitori.
Come ha ricordato il direttore di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Raimondo Orsini, “abbiamo bisogno di una bussola per capire la direzione da seguire in questi tempi di incertezza. E quella bussola è la green economy. Possiamo avere uno sguardo critico e ridiscutere alcuni aspetti del Green Deal, ma se distruggiamo l’impalcatura della green economy semplicemente distruggiamo il nostro futuro”.
“Anche quest’anno è stata ampia la partecipazione e l’interesse del mondo delle imprese sugli approfondimenti relativi alla transizione ecologica in tempi di crisi e conflitti”, ha dichiarato Edo Ronchi alla conclusione dell’evento. “Purtroppo, a chiusura di questa due giorni ci arriva un brutto segnale dall’Europa. Il Consiglio Ambiente, se da un lato ha dato una conferma formale al target del 90% di riduzione dei gas serra entro il 2040, dall’altro ha mandato un messaggio negativo: la doppia flessibilità che riduce l’impegno climatico. Una flessibilità che fa contabilizzare nel bilancio delle emissioni fino al 5% degli acquisti per i crediti di carbonio extra UE e al tempo stesso prevede fino a un 5% di riduzione degli impegni nazionali sul clima (Ndc). Il clima non aspetta: come il debito pubblico accade che accumuli, accumuli e poi devi ripagare con gli interessi, questa frenata europea aumenta il prezzo da pagare”.


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Progetto Redivivus
La plastica che diventa arte, la sostenibilità che incontra il riscatto personale. È questo lo spirito di Redivivus, il progetto presentato lo scorso novembre presso l’Istituto Centrale del Restauro al Complesso Monumentale di San Michele a Ripa a Roma, che trasforma il riciclo in un percorso di rinascita e trasformazione. Protagonisti i giovani degli Istituti Penali per Minorenni e degli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo, Catania, Acireale e Caltanissetta, autori di 19 opere realizzate con bottiglie in PET riciclate. Promossa da Corepla, con il patrocinio del Ministero della Giustizia e a cura di Mani&Mente di Romina Scamardi, l’iniziativa intreccia arte, sostenibilità e inclusione sociale, offrendo ai ragazzi coinvolti

la possibilità di trasformare materiali di scarto in strumenti di espressione e consapevolezza.
“L’educazione alla sostenibilità è una parte fondamentale della nostra missione”, ha dichiarato Giovanni Cassuti, presidente di Corepla. “Crediamo che il riciclo non sia solo un gesto ambientale, ma anche culturale e sociale: significa riconoscere potenzialità dove altri vedono solo scarto. È da questa visione che nasce Redivivus, un’iniziativa a cui teniamo particolarmente, perché dimostra con forza che la sostenibilità può generare percorsi di crescita, bellezza e riscatto, anche per chi vive condizioni di fragilità. Le bottiglie rinascono, ma anche i ragazzi possono farlo, se messi nelle condizioni di riscoprire sé stessi e immaginare un futuro diverso. È questa l’anima del progetto”.
Attraverso il riciclo del PET, i ragazzi hanno dato nuova vita a materiali di scarto reinterpretando grandi opere della storia dell’arte: una rievocazione creativa che trasforma la plastica in espressione artistica. Così anche i giovani autori delle opere, lungo il percorso di creazione, hanno scoperto la possibilità di costruire un’immagine diversa di sé. Le opere esposte raccontano un viaggio simbolico: da materiale di scarto a opera d’arte, da limite a possibilità. Una narrazione che riflette la forza della creatività come strumento di responsabilizzazione e riscatto.
Partito dalla Sicilia, Redivivus ha l’ambizione di diventare un modello educativo replicabile a livello nazionale, capace di coinvolgere ragazze e ragazzi che vivono un momento di restrizione della libertà in un cammino di crescita, consapevolezza e possibilità. All’interno degli Istituti Penali per Minorenni e dei Servizi di Giustizia Minorile, il progetto intende offrire spazi autentici di espressione e ascolto, restituendo ai giovani il senso di una presenza adulta capace di accompagnarli, riconoscerli e non abbandonarli proprio nel momento in cui ne hanno più bisogno.
La situazione attuale della giustizia minorile in Italia rende evidente quanto siano urgenti interventi educativi efficaci e percorsi di reintegrazione. Alla fine di aprile 2025, erano 611 i giovani presenti nei 17 Istituti Penali per Minorenni, di cui 27 ragazze e circa il 50% di origine straniera. A metà giugno, secondo l’associazione Antigone, il numero restava elevato con 586 presenze complessive. Il dato più allarmante riguarda l’aumento di ragazzi in custodia, un indicatore che non segnala solo un irrigidimento delle risposte penali, ma rivela anche le fatiche profonde del sistema educativo e sociale nel prevenire il disagio, nel riconoscerlo per tempo e nel prendersene cura prima che si traduca in devianza. Dietro ogni numero, c’è una storia non intercettata, un bisogno rimasto senza risposta. Ecco perché iniziative come Redivivus non sono semplici progetti, ma atti concreti di responsabilità collettiva, che offrono ai giovani strumenti reali per immaginare un domani diverso.
“L’educazione alla sostenibilità è una parte fondamentale della nostra missione”, ha dichiarato il presidente di Corepla Giovanni Cassuti nel corso della presentazione del progetto Redivivus.
Scienza e plastica a confronto

Come nasce l’informazione sulla plastica? Quanto pesa la scienza e quanto la percezione pubblica? A queste domande ha provato a rispondere il convegno “Evidenze scientifiche e percezioni sugli imballaggi in plastica: un confronto necessario”, promosso dall’Osservatorio Plastica e dall’Università Roma Tre. L’incontro – ospitato dal Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università Roma Tre il 19 novembre e aperto dall’intervento di Carlo Alberto Pratesi, professore ordinario di marketing, innovazione e sostenibilità dell’ateneo – ha riunito imprese, comunicatori scientifici, associazioni ambientaliste e dei consumatori per un confronto diretto su uno dei temi più sensibili della transizione ecologica: come si costruisce un’informazione attendibile su un materiale tanto diffuso quanto discusso.
Maria Cristina Poggesi, direttrice di IPPR (Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo), ha presentato l’indagine realizzata con Plastic Consult, che offre una fotografia aggiornata sull’impiego di materie plastiche riciclate nel nostro Paese. La ricerca conferma una filiera dinamica e tecnologicamente avanzata, sostenuta da investimenti e da un crescente impiego di materia prima seconda, ma anche da sfide legate alla disponibilità di materiali, alla qualità dei flussi e alla stabilità del quadro normativo. Secondo il Rapporto, infatti, nel 2024 l’industria italiana ha utilizzato 1,340 milioni di tonnellate di plastiche riciclate, in aumento rispetto ai risultati 2021 del +5,1% e in leggero incremento (+0,2%) rispetto al 2023; il 75% dei materiali proviene da riciclo post-consumo e il 25% da scarti pre-consumo; i polimeri più impiegati sono polietilene (33%), polipropilene (25%) e PET (20%); i principali settori applicativi sono packaging (39%), edilizia (24%) e arredo urbano. “La sinergia tra il mondo del riciclo e quello della trasformazione ha consentito all’Italia di raggiungere risultati eccellenti proprio dove si compie la realizzazione dell’economia circolare, ovvero nell’effettivo reimpiego delle plastiche riciclate. È un patrimonio che non possiamo perdere, per questo abbiamo ritenuto importante ascoltare le
Un momento dell’incontro che ha riunito imprese, comunicatori scientifici, associazioni ambientaliste e dei consumatori per un confronto su uno dei temi più sensibili della transizione ecologica: come si costruisce un’informazione attendibile su un materiale tanto diffuso quanto discusso.
voci di tutta la filiera”, ha dichiarato Maria Cristina Poggesi. “Per centrare gli obiettivi europei non basta più aumentare il volume della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica”, ha commentato Davide Pollon, responsabile ricerca e sviluppo di Corepla. “Oggi la priorità è quella di migliorare la qualità della raccolta, ampliare l’impiego di riciclato e fondare l’informazione su evidenze chiare e scientifiche. Solo così potremo accompagnare imprese, cittadini e istituzioni verso decisioni realmente sostenibili e capaci di generare un impatto positivo nel lungo periodo.” “Non esiste un materiale migliore in assoluto: esiste il materiale giusto per ogni utilizzo” ha affermato Erika Simonazzi, direttrice marketing e comunicazione di Flo Group. “Quando riciclabile e riciclata, la plastica rappresenta una scelta pienamente sostenibile. Per questo abbiamo appena lanciato il primo bicchiere per distributori automatici con polistirolo riciclato post consumo food grade”.
La seconda parte del convegno, dedicata a “Comunicare la scienza”, ha esplorato il ruolo dei media – tradizionali e digitali – nella costruzione dell’immaginario collettivo.
Ruggero Rollini, divulgatore scientifico, Giorgio Bagordo, WWF Italia, e Silvia Bollani, responsabile test comparativi di Altroconsumo, hanno evidenziato come, su temi complessi, la comunicazione rischi spesso di semplificare e polarizzare il dibattito. Il confronto ha mostrato l’importanza di un dialogo costante tra mondo accademico, industria, società civile e comunicazione per migliorare la qualità del dibattito pubblico. Mettere insieme dati, competenze e punti di vista diversi permette infatti di superare percezioni distorte e favorire scelte più consapevoli, essenziali per la transizione ecologica e l’economia circolare.
La campagna di comunicazione di Ecopneus è stata presentata all’ultima edizione di Ecomondo lo scorso novembre.
Si intitola “L’unica traccia che vogliamo lasciare nel futuro” la nuova campagna di comunicazione di Ecopneus che utilizza linguaggi, creatività e contenuti rinnovati per raccontare il valore della filiera dei PFU. Presentata in anteprima a Ecomondo 2025 lo scorso novembre, la campagna nasce dal desiderio di raccontare una filiera industriale efficiente e sostenibile, che non si limita a gestire un rifiuto ma ne amplifica le potenzialità, trasformando la fine di un percorso in un nuovo inizio.

Il sì

Uno strumento attraverso il quale Ecopneus intende rendere ancora più concreta la sua missione di sensibilizzazione e informazione, un impegno che trova piena espressione nel messaggio conclusivo del video “Al servizio dell’Italia, per l’economia circolare”, contribuendo alla diffusione di una cultura condivisa e orientata agli obiettivi di sostenibilità. Il video costituisce l’asse narrativo del progetto e fa da guida a una pianificazione multicanale che include stampa, radio, podcast, digitale, tra cui il sito e i profili social di Ecopneus stesso, oltre a testate digitali generaliste e di settore, rafforzando la nuova comunicazione del consorzio e rendendo la narrazione ancora più accessibile e contemporanea. La parola chiave è “traccia”, quella che resta come valore del riciclo dei PFU e che ritorna alle persone sotto forma di superfici sportive più resilienti, pavimentazioni stradali più silenziose e durature, arredi urbani e spazi di gioco sicuri e inclusivi. Il video della campagna,
inoltre, è concepito per mettere in relazione due mondi. Da un lato, il ciclo di fine vita dello pneumatico: i gesti tecnici della lavorazione, la tracciabilità, il controllo dei processi, la trasformazione dei PFU. Dall’altro, le applicazioni della gomma riciclata, che prendono nuova forma e funzione nelle città. Anche il suono è protagonista della narrazione: i rumori della filiera si compongono, si stratificano e diventano musica. I numeri confermano la forza di questo modello. Nel 2024, Ecopneus ha raccolto oltre 168.000 tonnellate di PFU su tutto il territorio nazionale, superando del 10% il target di legge e garantendo un servizio continuativo a 18.764 punti di generazione. Le attività hanno permesso di evitare 92.926 tonnellate di CO2 e il beneficio complessivo per il Paese è stimato in 74,7 milioni di euro. Un impatto che si traduce anche nell’esperienza quotidiana: oltre 900 km di strade in asfalto modificato con gomma riciclata, superfici sportive e spazi urbani.
A conclusione di Ecomondo 2025, dove il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi (PPWR)
è stato uno dei temi più dibattuti tra gli operatori del settore, Assobioplastiche ha espresso il proprio apprezzamento per la proposta avanzata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Essa mira a introdurre nel PPWR un riconoscimento chiaro e strutturato del ruolo degli imballaggi compostabili certificati secondo la norma UNI EN 13432:2002, per le applicazioni in cui il recupero organico costituisce la soluzione ambientale e gestionale più appropriata. L’intento è garantire coerenza con gli obiettivi del Green Deal e del Piano d’Azione per l’Economia Circolare, valorizzando l’esperienza italiana nella bioeconomia e nel campo delle
bioplastiche compostabili e favorendo un approccio di complementarità tra le diverse soluzioni di riciclo e recupero. Un’impostazione che riconosce il contributo specifico delle bioplastiche compostabili alla transizione ecologica e alla riduzione dei rifiuti non riciclabili. “L’obiettivo è giusto e pienamente condivisibile”, ha dichiarato il presidente di Assobioplastiche, Luca Bianconi. “È però necessario calibrare con attenzione modalità e tempistiche di attuazione, affinché siano coerenti con la realtà produttiva e industriale del Paese. Siamo pronti a un confronto aperto e costruttivo, per definire un percorso progressivo e sostenibile che renda la transizione efficace per tutti gli attori coinvolti”.
Tra le priorità indicate da Assobioplastiche: consentire l’utilizzo
di imballaggi compostabili conformi alla norma EN 13432 per le applicazioni oggetto dei divieti dell’Annex V del PPWR; procedere al più presto alla notifica TRIS per garantire la pubblicazione della norma armonizzata entro l’11 agosto 2026; riconoscere la compostabilità del prodotto finito nel suo complesso, e non soltanto dei singoli componenti.
L’associazione italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili ha auspicato, inoltre, che possano essere previste misure di accompagnamento per favorire la diffusione delle soluzioni compostabili tra gli utilizzatori finali, sostenendo l’adozione di alternative sostenibili senza oneri eccessivi e promuovendo un equilibrio tra innovazione, sostenibilità ed effettiva applicazione della normativa.
Iniziativa di Coripet
Il consorzio volontario per la raccolta e il riciclo del PET, Coripet, di recente ha lanciato il nuovo catalogo a premi “Ogni bottiglia CO₂nta”, per incentivare ulteriormente la partecipazione dei cittadini al modello della raccolta selettiva tramite eco-compattatori, ormai diffusi su tutto il territorio nazionale e ospitati da centinaia di punti vendita di punti vendita delle principali insegne della GDO.
Con il nuovo sistema a premi, ogni bottiglia in PET conferita negli ecocompattatori Coripet vale tre punti, convertibili in sconti, vantaggi e premi esclusivi attraverso tre diversi circuiti: 1 punto – circuito premiante locale: fornito dal punto vendita ospitante e valido come sconto sulla spesa; 1 punto

– circuito “Coripet ti Premia”: dedicato agli acquisti online con partner nazionali di rilievo; 1 punto – nuovo circuito “Ogni bottiglia CO₂nta”: permette di accedere ai prodotti del nuovo catalogo premi Coripet a prezzi scontati.
“Con questo progetto vogliamo consolidare il coinvolgimento dei cittadini nella raccolta selettiva del PET e supportare ulteriormente i punti vendita che scelgono di adottare gli eco-compattatori Coripet”, ha affermati Igor Toscani, responsabile marketing. “Il nuovo catalogo premi rappresenta un passo ulteriore nel rendere semplice, conveniente e gratificante un gesto di responsabilità ambientale.”
Grazie al nuovo catalogo e alla crescita costante della rete di eco-compattatori
Lettera congiunta alla Commissione europea
nella GDO, Coripet continua a promuovere un modello virtuoso di economia circolare, trasformando le bottiglie in PET usate in nuove bottiglie secondo il processo bottle-to-bottle. Il ruolo di Coripet è oggi ancora più centrale, in quanto la Direttiva SUP, in vigore dal 2022, definisce gli obiettivi di raccolta e di utilizzo dell’rPET per le nuove bottiglie. In questo quadro, l’Italia è chiamata a conseguire due traguardi fondamentali: il raggiungimento del 77% di raccolta delle bottiglie in PET post-consumo entro il 2025 (90% entro il 2030) e l’integrazione, per gli operatori del settore, di una quota minima di PET riciclato pari al 25% entro il 2025 e al 30% entro il 2030.
Nel catalogo trovano spazio marchi noti con prezzi già comprensivi di spese di spedizione. L’intento è quello di supportare ulteriormente il coinvolgimento dei cittadini nella raccolta selettiva del PET e i punti vendita che hanno adottato gli eco-compattatori Coripet.
Oltre 100 soggetti della filiera dell’imballaggio, tra aziende, associazioni di categoria nazionali e internazionali e organizzazioni non governative, coordinate da Reloop, piattaforma internazionale che collabora con governi, industrie e aziende per accelerare la transizione globale verso una economia circolare per ogni tipo di risorsa, recentemente hanno firmato congiuntamente una lettera indirizzata al vicepresidente esecutivo della Commissione europea Stéphane Séjourné e alla commissaria all’ambiente Jessika Roswall per sostenere l’integrità del Regolamento imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR). Nella missiva vengono infatti espresse forti preoccupazioni per il dibattito sviluppatosi intorno all’ipotesi di una possibile modifica del PPWR nell’ambito
delle discussioni sul “pacchetto per la semplificazione ambientale” (Environmental Simplification Package). Secondo i firmatari, il PPWR costituisce un pilastro centrale del quadro europeo per l’economia circolare, fornendo il livello di certezza legislativa necessario a sostenere investimenti di lungo termine in infrastrutture circolari in tutto il mercato della UE. Essi ritengono che qualsiasi iniziativa volta a riaprire tale atto legislativo, anche solo per modifiche apparentemente limitate, rischierebbe di generare incertezza, rallentare i progressi in atto e mettere a repentaglio l’obiettivo dell’UE di raddoppiare l’uso circolare dei materiali entro il 2030. “Mantenere l’integrità del regolamento vigente è essenziale per realizzare gli obiettivi strategici dell’Europa, inclusa la
Per gli oltre 100 firmatari della lettera alla Commissione europea il PPWR è un pilastro centrale del quadro europeo dell’economia circolare e fornisce la certezza necessaria per stimolare investimenti a lungo termine nelle infrastrutture circolari in tutto il mercato unico. Essi ritengono che qualsiasi tentativo di revisione, anche parziale, rischi di generare incertezza, rallentare i progressi e mettere a repentaglio l’ambizione dell’UE di raddoppiare l’uso circolare dei materiali entro il 2030.
finalità del Clean Industrial Deal di raddoppiare il tasso di utilizzo circolare dei materiali fino al 24% entro il 2030. Questo obiettivo ambizioso dipende in modo determinante dalla stabilità del mercato e da un quadro normativo prevedibile”, recita espressamente la lettera. Per questo, in essa viene chiesto alla Commissione europea di attenersi agli impegni politici già assunti e di mantenere il quadro di stabilità necessario per conseguire gli obiettivi europei in materia di economia circolare.

ÉDOUARD MANET (1882), WOMAN READING

Dal 1976 MacPlas racconta il presente, l’innovazione e l’evoluzione dell’industria della plastica e della gomma attraverso rivista, sito, newsletter e canali social. Grazie a tutti coloro che stanno rendendo possibile questo straordinario viaggio.


Siamo lieti di confermare la nostra partecipazione a Plast Milano 2026, che si terrà dal 9 al 12 giugno 2026.
Tra i punti salienti, i visitatori potranno scoprire due pilastri fondamentali della nostra gamma di macchine: la nuova macchina PX, presentata al K Show nell’ottobre 2025 e dotata del nostro sistema di controllo MC7 di ultima generazione per prestazioni superiori e maggiore comfort operativo, oltre alla nostra serie precisionMolding, l’introduzione perfetta al mondo dello stampaggio a iniezione completamente elettrico.
Oltre a queste macchine, il nostro stand offrirà una visione panoramica delle competenze tecnologiche e dei servizi KraussMaffei. I visitatori avranno l’opportunità di esplorare il nostro avanzato processo ColorForm (che combina i punti di forza delle nostre divisioni di macchine per processi di reazione e stampaggio a iniezione) consentendo ai produttori di ottenere finiture verniciate di alta qualità senza la tradizionale necessità di fasi separate di verniciatura o rivestimento.

Scopriranno inoltre come il nostro portafoglio completo di servizi supporta i clienti durante l’intero ciclo di vita delle loro attrezzature. Dall’ottimizzazione dei processi e dalle soluzioni digitali alla formazione e ai contratti di manutenzione, i nostri servizi sono progettati per aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi di prestazione con fiducia.
“Plast 2026 sarà un’eccellente opportunità per i visitatori di immergersi nel mondo di KraussMaffei e ottenere una panoramica completa delle nostre ultime innovazioni”, Luigi Tondi, Head of Sales KraussMaffei Group Italy.
Invitiamo tutti i partecipanti a unirsi a noi presso lo stand KraussMaffei, dove il nostro
team sarà lieto di dimostrare tutto il potenziale delle nostre tecnologie e discutere di come le nostre soluzioni possano supportare le vostre sfide produttive quotidiane e le ambizioni a lungo termine.
Nel frattempo, seguiteci su LinkedIn per rimanere aggiornati su tutte le nostre novità e sui prossimi annunci.

Rinnovamento in Tria
Insieme alle novità produttive, l’azienda di Cologno Monzese ha da poco rilanciato la propria immagine. Il nuovo logo, presentato in anteprima mondiale al K 2025, è la summa in cui è confluito un processo di rinnovamento non soltanto estetico che ha coinvolto in profondità tutti i suoi reparti e le sue filiali.
Tra le novità di prodotto che hanno contraddistinto la recente attività di Tria, che le ha presentate anche al K 2025, figurano il nuovo granulatore TS
Low per il settore della termoformatura e un nuovo pannello di controllo sviluppato in chiave di efficienza e semplicità a supporto dell’operatore macchina. A ciò si affianca, ma in realtà è il caso di dire spicca, il recente rebranding aziendale attraverso cui l’azienda ha rinnovato tutta la sua immagine e con cui si è presentata in una nuova veste proprio alla fiera tedesca dello scorso ottobre.
Un’identità rinnovata
È proprio con il rebranding che l’azienda di Cologno Monzese si è data una nuova identità, nel solco della propria tradizione ma più al passo con i tempi. Negli ultimi cinque anni, infatti, l’azienda ha intrapreso un percorso di crescita e rafforzamento, con l’obiettivo di rispondere in modo sempre più capillare ed efficiente alle esigenze dei trasformatori, di consolidare la propria presenza territori e mercati e di migliorare la qualità
del servizio offerto.
Il nuovo logo Tria ha preso il posto di quello risalente agli anni Novanta e aggiornato nel tempo e riflette un profondo rinnovamento aziendale che non è affatto solo di facciata.

A tale scopo, ha integrato nelle sue quattro filiali le funzioni aziendali chiave, come l’engineering, l’assistenza, la ricambistica, i reparti commerciali e, in due casi, anche la produzione. Parallelamente, ha investito in maniera significativa nell’innovazione dei propri prodotti e impianti per il recupero e il riciclo in linea. In quest’ottica rientra la revisione anche di software e hardware gestionali e tecnici, che adesso sono completamente aggiornati in tutto il gruppo. In linea con la sua visione di innovazione e rinnovamento, Tria ha introdotto politiche di welfare aziendale, come l’orario flessibile in entrata (anche per il reparto produttivo) e la settimana lavorativa breve. Inoltre, un ulteriore passo importante è stato quello dell’introduzione di una nuova governance che, pur preservando tradizione e valori familiari, su cui da sempre si fonda l’azienda, che nasce proprio a conduzione familiare, consente oggi di rispondere con efficienza alle sfide di un mercato globale sempre più competitivo. L’operazione di rebranding rappresenta dunque la volontà di riflettere questo cambiamento. Il vecchio logo, risalente agli anni Novanta e aggiornato nel tempo, ha ceduto il passo a un’immagine completamente nuova, più moderna e in sintonia con i valori attuali di Tria. Il nuovo design non solo esprime l’evoluzione dell’azienda, ma si fa anche portavoce della sua mission: essere partner strategico dei clienti, proteggendone la redditività e potenziandone
le attività attraverso il recupero delle risorse plastiche. E anche il nuovo payoff “Empower Every Grind” incarna l’approccio innovativo e il “potere” che Tria vuole trasferire ai propri clienti. “Empower” vuole significare il potere di macinare la plastica in modo strategico e di far valere ogni pezzo, il potere di trasformare lo scarto in risorsa, di sfruttarne tutto il potenziale e di trarne un vantaggio per rafforzare la redditività. “Every” esprime il recupero come asset strategico, dove l’azienda risulta l’abilitatore essenziale, il partner in grado di generare valore in ogni mercato attraverso il recupero delle risorse plastiche. Ultimo ma non ultimo, “Gring” con il significato di “frammento” e di “duro lavoro”; ogni pezzo di plastica rappresenta investimenti, innovazione e adeguamento alle normative e sprecarlo vanificherebbe tutti gli sforzi che vengono fatti per stare al passo con il settore, mentre, invece, recuperarlo risulta una scelta di efficienza, di strategia e di rispetto per il lavoro dell’azienda. Con i propri granulatori e impianti, Tria intende consente alle imprese di massimizzare il ciclo produttivo e di ottimizzare il recupero degli scarti produttivi, permettendo loro di generare nuove opportunità di valore. Si tratta di un messaggio forte e chiaro, che sottolinea il suo impegno a rendere ogni processo, ogni macchinario e ogni cliente sempre più efficiente e, oggi più che mai, sostenibile nel lungo periodo.
Ribassato per essere più versatile ed efficiente
Il nuovo recente granulatore TS Low è stato appositamente pensato per quelle applicazioni nel campo della termoformatura in cui l’altezza della macchina è un requisito fondamentale. Il nuovo modello si contraddistingue per la compattezza del design, che, grazie a ingombro ridotto e altezza inferiore al metro, lo rendono facilmente installabile dove lo spazio risulta un fattore critico, come al di sotto delle linee di termoformatura appunto. Inoltre, un apposito carrellino ne facilita la movimentazione e lo spostamento, così come la collocazione all’interno della linea di produzione.
Le dimensioni compatte del TS Low non vanno a scapito delle sue prestazioni: il granulatore vanta una produzione oraria che varia tra 500 e 600 kg all’ora, in funzione del modello. Il nuovo granulatore, dunque, risponde alla necessità di soluzioni flessibili e compatte senza compromettere le prestazioni, permettendo alle aziende di ottimizzare gli spazi e aumentare la produttività.
Oltre a questa configurazione, tra le caratteristiche della macchina rientrano anche insonorizzazione e semplicità di manutenzione, quest’ultima assicurata grazie allo sgancio rapido dei connettori del quadro elettrico, dell’acqua e dell’aria compressa, oltre che all’accesso senza utensili alle parti soggette a manutenzione ordinaria. In questo modo pulizia e manutenzione risultano rapide ed efficienti, oltre a comportare un minore fermo macchina.

“Con il rebranding abbiamo voluto comunicare questo cambiamento all’esterno; per noi questi cambiamenti vanno fatti quando hanno una consistenza reale e non solo estetica”, ha dichiarato Luciano Anceschi, presidente di Tria, nella foto sotto il nuovo logo in mostra allo stand dell’azienda al K 2025, dove è stato lanciato in anteprima mondiale.
Progettato internamente all’azienda, il nuovo pannello di controllo risulta compatibile con tutte le macchine di Tria e ne consente la personalizzazione in base alle esigenze specifiche degli utilizzatori. Esso fornisce accesso e pieno controllo a tutte le principali funzioni del granulatore: accensione/spegnimento di macchina, traini e ventilatore; controllo e soluzione dei problemi legati a ogni allarme; regolazione della velocità dei traini, così da ottimizzare il processo di macinazione; programmazione delle ore di utilizzo e della manutenzione, per mantenere costante l’affidabilità di funzionamento e ridurre al minimo la frequenza e la durata dei fermi macchina. Ogni comando è progettato per essere facilmente comprensibile, eliminando la necessità di complesse spie visive o luci che possono causare confusione. Inoltre, il nuovo software rende il granulatore più smart e facile da usare, consentendo all’operatore di interagire con la macchina in modo rapido ed efficiente, riducendo i margini di errore e aumentando la produttività.
Come optional il nuovo sistema può offrire assistenza da remoto tramite una connessione internet cablata, per fruire del servizio di manutenzione predittiva evitando fermi macchina lunghi e costosi; il salvataggio e la consultazione dello storico degli allarmi e dei dati di macinazione del granulatore, che permette di analizzare e ottimizzare le prestazioni nel tempo, a beneficio dell’efficienza della macchina nel lungo periodo.


L’azienda di Massanzago propone una macchina in grado di ridurre consumi energetici, rumorosità e impatto complessivo del processo senza rinunciare alle prestazioni. Si tratta di una soluzione concepita per un utilizzo quotidiano all’insegna di semplicità, efficienza e sicurezza di tutte le operazioni.
Il granulatore ad alta produttività
Hyper Cut di Moretto rappresenta un salto tecnologico nel settore di riferimento. Macchina potente e aggressiva nelle migliori accezioni dei termini, essa risulta ideale per impieghi intensivi e processi che puntano alla produttività, coprendo un’ampia gamma di applicazioni nella macinazione di scarti, spurghi e corpi soffiati, con una versatilità che le consente di adattarsi alle più diverse esigenze nei settori della trasformazione mediante stampaggio a iniezione, estrusione e soffiaggio.
Due modelli e numerose configurazioni
La serie di granulatori Hyper Cut si compone dei due modelli GR5060 e GR5084 e copre produzioni fino a 1.200 kg all’ora. Il design flessibile del rotore permette di

settare gli elementi di taglio per trattare qualsiasi tipologia di scarto, assicurando prestazioni elevate in ogni condizione, consentendo di ottenere risultati in termini di qualità del rimacinato, forma, dimensione e totale assenza di polvere. Il rotore è configurabile con 15 lame mobili nel modello GR5060 e 21 nel modello GR5084, settabili a banco, e tre lame fisse per altrettante versioni: Uniblade modulare, ideale per corpi cavi, taniche, pezzi voluminosi e film; Multiblade scalare, adatta a pezzi stampati, preforme e packaging; Multiblade piramidale, ideale per parison, spurghi e pezzi gravosi. Inoltre, i granulatori Hyper Cut si rivelano alleati fondamentali anche per im-
Le diverse configurazioni di lame da cui derivano le versioni, dall’alto in basso, Uniblade modulare, Multiblade scalare e Multiblade piramidale.

plementare processi di riciclo post-industriale e post-consumo e il successivo riutilizzo dei materiali, un nuovo importante tassello a completamento del progetto di sostenibilità.
Equilibrio fra potenza e precisione
Grazie alla specifica configurazione del rotore, abbinata alla velocità di rotazione di 280 giri al minuto, Hyper Cut assicura una capacità di taglio doppia rispetto ai granulatori tradizionali. Un risultato ottenuto con una velocità di rotazione inferiore del 60% rispetto a quella di questi ultimi, con un triplice vantaggio: maggiore produttività, ridotto impatto acustico e totale assenza di polvere; un equilibrio fra potenza e precisione.
Inoltre, l’esclusiva geometria della camera di taglio e del rotore ottimizza la presa del materiale in arrivo dalla tramoggia, che rimane in camera finché non raggiunge la pezzatura idonea per il passaggio attraverso i fori della griglia. La griglia, con un’ampia superficie di scarico di 160°, combina l’efficace funzione di vagliatura con una produttività senza compromessi.
Robusto e aggressivo
Hyper Cut è progettato per garantire prestazioni elevate anche negli impieghi più gravosi. Questo risultato è attribuibile non solo alla configurazione delle lame, ma anche alla robustezza del rotore, che garantisce una produttività oraria di 1.200 kg con un consumo di soli 22 Wh/ kg. Valore, questo, che risulta inferiore alla metà di quello delle soluzioni convenzionali e che sii traduce in una riduzione dei consumi di energia senza precedenti.
I componenti del granulatore sono realizzati in ghisa e acciaio di elevata qualità, secondo standard costruttivi elevati che caratterizzano tutti i prodotti dell’azienda veneta. La silenziosità operativa è assicurata anche dal robusto corpo realizzato in fusione, soluzione che consente di tenere le emissioni sonore ben al
Il rotore garantisce una produttività fino a 1.200 kg all’ora con un consumo energetico di soli 22 Wh/kg.
di sotto dei limiti previsti negli ambienti produttivi, migliorando la sicurezza e il comfort sul posto di lavoro.
La gamma Hyper Cut, però, non è solo potenza e prestazioni, ma anche attenzione all’esperienza dell’operatore e ogni dettaglio è stato progettato per semplificare il lavoro quotidiano. L’apertura e la chiusura della tramoggia e della camera di taglio non richiedono l’utilizzo di alcun attrezzo, ma avvengono in maniera completamente elettrica e servoassistita, offrendo un’ergonomia ottimale.
La struttura a rotore aperto consente un facile accesso al cuore del granulatore, cosicché le operazioni di pulizia e manutenzione risultino più semplici, efficienti e sicure. Inoltre, una velocità di rotazione più bassa diminuisce l’usura dei componenti della camera di macinazione, riducendo, quindi, la necessità di interventi di manutenzione.
Tutto sotto controllo

Il granulatore Hyper Cut aperto.
La nuova linea di granulatori Hyper Cut può essere equipaggiata con controllo touch screen, in grado di monitorare tutte le funzioni macchina: è possibile impostare il consumo di materiale e la velocità in funzione della tipologia e della forma dei materiali da rimacinare, ottimizzando le prestazioni di processo. I controlli che monitorano le funzionalità del granulatore rispondono ai requisiti di Industria 5.0. Un’opzione consente il settaggio della macchina a specifici programmi di macinazione dedicati e memorizzabili con l’utilizzo di un modulatore di frequenza. Fra gli accessori disponibili troviamo l’aspiratore a ciclone, soluzione ideale per l’estrazione del rimacinato. Insonorizzato e dotato di tubo rigido in acciaio inox, esso è completamente ispezionabile per facilitare la pulizia. Il sistema si integra con il depolveratore, che, grazie al filtro a maniche in dotazione, elimina completamente la polvere per evitare che si riversi nell’ambiente circostante.
La gamma Hyper Cut è prodotta con componenti sviluppati dal dipartimento di ricerca e sviluppo di Moretto, con una particolare attenzione posta all’utilizzo di materiali di qualità superiore e certificati, che garantiscono prestazioni eccellenti anche in condizioni di utilizzo gravose. La griglia, le fiancate e gli elementi di taglio, infine, sono disponibili anche in versione antiusura a garanzia di una durata nel tempo ben al di sopra degli standard del settore.
L’esclusiva geometria di camera di taglio e rotore ottimizza la presa del materiale in arrivo dalla tramoggia e la griglia offre una superficie di scarico con un’ampiezza di 160° (in foto) che si traduce in una efficiente azione di vagliatura e produttività senza compromessi.

Soluzioni per il compounding

Plastic Systems propone soluzioni integrate per il compounding con un approccio modulare e personalizzabile, offrendo non solo singole macchine, ma creando un vero e proprio ecosistema integrato di soluzioni per migliorare efficienza, sicurezza e competitività dell’intero processo produttivo.
Nel panorama dell’industria delle materie plastiche, caratterizzato da un’evoluzione tecnologica costante e da una crescente richiesta di materiali performanti, il compounding rappresenta un processo fondamentale al fine di mettere a punto e produrre formulazioni con proprietà meccaniche, termiche, estetiche o funzionali specifiche. Questo permette di rispondere alle esigenze di mercati sempre più sfidanti, quali auto, elettronica di consumo, packaging avanzato e articoli tecnici.
In questo scenario, Plastic Systems si propone come partner tecnologico capace di offrire soluzioni integrate per la movimentazione, il trattamento, la miscelazione e l’alimentazione dei materiali, supportando ogni fase del processo di compoundazione con sistemi affidabili, versatili e progettati secondo i più elevati standard industriali che, grazie a know-how consolidato e visione orientata all’innovazione, rendono ogni fase del processo efficiente, sicura e precisa.

Il compounding richiede un controllo accurato della gestione di materiali diversi – polimeri di base, additivi, rinforzi, cariche minerali e masterbatch – che devono essere trattati con estrema precisione per garantire uniformità, prestazioni costanti e ripetibilità di processo. Plastic Systems mette a disposizione una gamma di soluzioni appositamente pensate per rispondere a queste esigenze. Tra le tecnologie principali rientrano:
- sistemi di trasporto ad alta precisione in grado di trattare materiali differenti per granulometria e densità apparente, mantenendo un flusso costante e controllato nel tempo;
- tecnologie avanzate di controllo dell’umidità, fondamentali per la lavorazione di materiali igroscopici come PET, poliammide e policarbonato, che richiedono condizioni di asciugatura ottimali per conseguire gli standard qualitativi richiesti;
- sistemi di miscelazione e alimentazione completamente integrati, configurabili per processi sia batch sia in continuo, per
garantire la massima uniformità e qualità della miscela prima dell’estrusione.
L’approccio modulare e personalizzabile permette al costruttore veneto di assicurare un’integrazione totale con le linee di estrusione dei trasformatori, aumentando flessibilità, efficienza e scalabilità.
Trasferimento materiali
Una fase spesso sottovalutata, ma fondamentale nella logica di un impianto produttivo, è la gestione logistica dei materiali sfusi. Plastic Systems offre sistemi dedicati per il trasferimento da linee ferroviarie agli impianti di trasformazione, una soluzione particolarmente apprezzata dalle aziende che gestiscono grandi volumi di materiali in granuli o in polvere.
La tecnologia proposta comprende: - sistemi di estrazione diretta dal vagone ferroviario, ideali per i granuli plastici, che consentono di minimizzare gli sprechi e velocizzare le operazioni; - sistemi basati sulla pressurizzazione del vagone, soluzione tipica per la movimentazione di polveri a bassa scorrevolezza; - controlli integrati per il monitoraggio continuo, che garantiscono supervisione costante, tracciabilità e ottimizzazione dell’intero ciclo di estrazione.
Quando il layout dell’impianto lo richiede, il costruttore integra anche sistemi combinati di aspirazione e di trasporto su lunghe distanze, assicurando continuità operativa anche in situazioni logistiche complesse.
La stazione di scarico di big-bag proposta da Plastic Systems è progettata per gestire sacchi industriali di diverse dimensioni, con soluzioni in grado di adattarsi a svariati formati e scenari produttivi. Le configurazioni disponibili includono:

- struttura modulare regolabile, ideale per impianti che gestiscono formati diversi e richiedono rapidità di adattamento;
- telaio monolitico con paranco integrato, che semplifica carico e scarico riducendo tempi e necessità di mezzi esterni;
- sistemi di sicurezza per il supporto del sacco e dispositivi di tenuta per la bocca di scarico, che evitano dispersioni di materiale e polveri;
- accessori specifici – come rompi-bridge, vibratori, massaggiatori ed estrattori meccanici – per gestire materiali difficili o poco scorrevoli.
Queste soluzioni assicurano continuità di alimentazione, sicurezza operativa e facilità di manutenzione.
La gamma di silos di Plastic Systems risponde a esigenze di stoccaggio di polveri e granuli, garantendo protezione del materiale e stabilità delle condizioni operative. I punti di forza delle soluzioni proposte includono:
- costruzione robusta in acciaio inox o alluminio, con versioni saldate o bullonate;
- accessori integrabili, come sistemi di pesatura, controllo livello, dispositivi antideflagranti, fluidificatori e sistemi di estrazione dedicati;
- soluzioni di carico diversificate: stazioni sacchi automatiche, big-bag, octabin, autocisterne o vagoni ferroviari.
La flessibilità progettuale consente un’integrazione fluida in qualsiasi linea di trasformazione, ottimizzando spazio disponibile e operatività.
Pre-miscelazione e miscelazione
La fase di pre-miscelazione risulta cruciale per ottenere blend omogenei di resine, additivi e cariche. Il costruttore veneto a questo riguardo propone:
- sistemi di miscelazione configurabili, con dosatori a vite o canali vibranti associati a unità di pesatura di alta precisione;
- miscelatori continui ad alta velocità, ideali per esigenze di produttività elevata;
- software avanzati di controllo, che monitorano in tempo reale velocità, durata, intensità e parametri critici del processo.
Il risultato consiste in miscele stabili, ripetibili e conformi agli standard richiesti dai trasformatori.
Alimentazione dell’estrusore
Il sistema di alimentazione per estrusori sviluppato da Plastic Systems è studiato per garantire trasporto ottimale del mate-
riale, sia in vuoto sia in pressione, adattandosi alle esigenze di distanza, portata e tipologia di materiale.
L’uso di valvole rotative e viti dosatrici ad alte prestazioni assicura un flusso preciso e stabile, minimizzando gli scarti e mantenendo costante la qualità del prodotto finale. L’integrazione con le linee di estrusione, inoltre, favorisce continuità produttiva, minori fermi macchina e massima efficienza energetica.
Per applicazioni che richiedono miscelazione di composti rinforzati o caricati, Plastic Systems offre miscelatori robusti e versatili, disponibili in acciaio al carbonio o inox, con possibilità di vite miscelatrice in acciaio antiusura (Hardox) per materiali abrasivi. I sistemi garantiscono: elevata efficienza di miscelazione; riduzione dei tempi ciclo; semplicità di pulizia grazie a componenti facilmente accessibili; disponibilità di un sistema di lavaggio semi-automatico.
Nella fase conclusiva del compounding, la corretta gestione del prodotto finito è essenziale. A tale scopo, Plastic Systems offre: linee automatiche per l’imballaggio in sacchi da 25 kg, big-bag od octabin; sistemi di carico camion e vagoni ferroviari; essiccatori specifici per garantire condizioni ideali di confezionamento; soluzioni per la gestione dell’inventario, con sistemi di etichettatura, codifica e tracciabilità; modularità, che consente rapide espansioni della capacità produttiva e adeguamenti in funzione del volume produttivo.
L’avanzato sistema di supervisione sviluppato da Plastic Systems permette un controllo completo e integrato dell’impianto: monitoraggio in tempo reale dei processi; analisi avanzata dei dati per ottimizzazione continua; accesso remoto tramite interfacce intuitive; sistema di allarmi configurabile per interventi rapidi e riduzione dei fermi impianto.
Si tratta di una piattaforma progettata per supportare la trasformazione digitale degli stabilimenti e per aumentare trasparenza e produttività.
Sistema di alimentazione per una linea di estrusione.


Oltre 200 ospiti hanno preso parte all’evento del 29 e 30 ottobre 2025 presso Arburg Italia, caratterizzato dalla presentazione nel nostro Paese della nuova pressa a iniezione elettrica Allrounder Trend insieme a relazioni tecniche e servizi di consulenza. Presenti la rappresentante del Consolato tedesco a Milano e il management proveniente direttamente della sede centrale di Lossburg.
Di Luca Mei
Nei giorni successivi al K 2025, quando le luci della ribalta di Düsseldorf si erano appena spente ma erano ancora calde, Arburg Italia ha organizzato presso la sua sede a Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, una open house di due giorni intitolata “Iniezione Next”, per presentare al mercato italiano la nuova gamma di presse Trend, che aveva appena vissuto il suo lancio mondiale proprio

alla kermesse tedesca. Un evento, quello italiano, che ha avuto tra i suoi ospiti istituzionali Susanne Welter, Console Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano, e il management proveniente direttamente dalla sede centrale di Arburg a Lossburg (Germania) – rappresentato da Guido Frohnhaus, Managing Director Technology and Engineering, e Markus Kilgus e Steffen Eppler, vicepresidenti – ha richiamato numerosi inviati della stampa tecnica italiana ed è stato animato dalla presenza di oltre 200 visitatori specializzati nella trasformazione delle materie plastiche.
Al centro dell’open house faceva bella mostra di sé in funzione la pressa elettrica Allrounder Trend, appartenente alla gamma Trend con cui Arburg intende affermare un nuovo standard nello stampaggio a iniezione, affiancata da una pressa Allrounder Comfort, anch’essa elettrica e in funzione. I due giorni sono stati scanditi anche da relazioni tecniche e servizi di consulenza su temi quali la digitalizzazione, l’automazione e gli incentivi pubblici per la trasformazione, che hanno completato il programma di questo evento di grande richiamo.
Ospite d’onore alla open house di Arburg Italia Susanne Welter, Console Generale della Repubblica Federale di Germania, ha potuto osservare da vicino la nuova Allrounder Trend e la forte cooperazione economica che lega Italia e Germania grazie agli onori di casa fatti da Raffaele Abbruzzetti, Managing Director di Arburg Italia (terzo da destra), Guido Frohnhaus, Managing Director Technology and Engineering (secondo da sinistra) e i vicepresidenti Markus Kilgus (primo a sinistra) e Steffen Eppler (primo a destra) della sede centrale di Arburg.

“Oggi celebriamo un evento davvero speciale: la presentazione della nostra nuovissima pressa elettrica Allrounder Trend, che ha celebrato la sua prima mondiale poche settimane fa alla fiera leader mondiale K 2025, riscuotendo un grande successo”, ha dichiarato il Managing Director Guido Frohnhaus nel suo saluto di benvenuto agli ospiti a nome di tutta l’azienda. Con questa novità, Arburg ha lavorato per sviluppare un concetto di macchina completamente nuovo, ritagliato su misura per le esigenze del mercato e dei trasformatori odierni che richiede, il primo, e realizzano, i secondi, applicazioni standard destinate praticamente a tutti i settori industriali.
Particolare interesse ha suscitato l’intervento tecnico di Luca Fasoli, Sales Expert di Arburg Italia, il quale ha illustrato i punti di forza e i dettagli tecnologici della nuova Allrounder Trend. Queste presse elettriche, oggi già disponibili con tempi di consegna estremamente brevi nella gamma di forza di chiusura da 500 a 2.000 kN, si contraddistinguono per facilità di installazione, utilizzo e manutenzione e vengono proposte con un rapporto prezzo/prestazioni giudicato eccellente.
Nel corso dell’open house il modello Allrounder 1000 e Trend era in funzione nello showroom per dimostrare le sue piene potenzialità operative: grazie a un innovativo processo per lo stampaggio a iniezione di un compound carta/polimero e a uno stampo sviluppato dal partner Lercher, la macchina trasformava le cosiddette “perle di carta” (Paper Pearls) fornite da Model in pratiche maniglie fogliformi per il settore del mobile.
Un programma ricco e coinvolgente
In linea con la nuova serie Allrounder Trend, era esposto anche il più recente sistema di manipolazione basato su un robot lineare Multilift Select 4, soluzione ideale per chi si avvicina per la prima volta all’automazione. La pressa elettrica Allrounder 470 A Comfort, invece, era equipaggiata con uno stampo Adoma e un robot lineare Multilift Select 8 rispettivamente per la produzione e lo scarico di bicchieri trasparenti in co-poliestere. Le relazioni tecniche di approfondimento si sono concentrate

sull’ottimizzazione dei processi, sull’automazione e sulle strategie per la riduzione dei consumi energetici. Inoltre, sono state presentate soluzioni digitali come il sistema di supervisione Arburg ALS e il portale clienti arburgXworld, così come sono state illustrate le funzioni di assistenza e quelle “pilota” del sistema di controllo, in particolare la nuova versione Gestica lite, che ha attirato grande interesse da parte dei visitatori. Un apposito spazio è stato riservato alla Camera di Commercio Italo-Germanica, dove i visitatori interessati potevano ricevere consulenza su temi quali progetti internazionali, contatti commerciali e supporto alle esportazioni. Infine, la società Atlante Group, partner finanziario di Arburg, forniva informazioni sulle opportunità di accesso agli incentivi pubblici per gli investimenti in nuove macchine.
Soddisfazione a 360 gradi
“Il nostro evento è stato un grande successo e un’ottima piattaforma per presentare prodotti, servizi e partnership”, ha dichiarato Raffaele Abbruzzetti, Managing Director di Arburg Italia. “Gli ospiti hanno potuto esaminare da vicino le nostre innovazioni in funzione – tra cui in particolare la nuova Allrounder Trend – e le relative applicazioni, così come ottenere informazioni su un’ampia gamma di temi legati allo stampaggio a iniezione e alla digitalizzazione ma anche agli incentivi pubblici e sfruttare le opportunità di networking nell’arco dei due giorni”. L’iniziativa ha inoltre messo in risalto l’importanza del mercato del nostro Paese nella strategia commerciale di Arburg e ha evidenziato quanto la stretta cooperazione economica tra Nord Italia e Germania rappresenti uno dei più importanti assi industriali d’Europa.
Nel corso dei due giorni di evento il 29 e il 30 ottobre 2025, la filiale Arburg Italia ha celebrato la prima presentazione ufficiale nel nostro Paese della pressa Allrounder Trend, attirando l’attenzione degli oltre 200 ospiti invitati.
Oltre al debutto della Allrounder Trend e alle applicazioni in funzione, durante la open house di Arburg Italia anche le relazioni tecniche proposte dagli esperti hanno raccolto l’interesse dei visitatori intervenuti nell’arco dei due giorni.


L’azienda di Busto Arsizio presidia l’intera filiera dello pneumatico, per la quale propone due recenti innovazioni: Miniduplex, linea modulare di calandratura per ricerca, sviluppo e produzioni preserie ad alte prestazioni, e Logos, impianto continuo di devulcanizzazione dei PFU per il recupero di materia prima seconda di alta qualità.
A c ura di Luca Mei
Miniduplex: tecnologia duale
Nel settore degli pneumatici i produttori devono ridurre resistenza al rotolamento, rumore ed emissioni, migliorare aderenza ed efficienza e, al contempo, accelerare lo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie. Per rispondere a queste esigenze Comerio Ercole ha sviluppato Miniduplex, una linea di calandratura compatta e modulare per la gommatura di tessuti e steel cord, progettata in ottica Industry 5.0 e IoT. Nata come piattaforma per ricerca e sviluppo e produzioni preserie, Miniduplex consente di testare nuove mescole e processi, realizzare piccoli lotti con rapidi cambi formato, validare le strutture prima dell’industrializzazione e produrre campioni per prove di mercato o urgenze produttive. È quindi uno strumento ideale per centri di ricerca e sviluppo, impianti pilota e
hub per l’innovazione.
In configurazione duale la linea integra lo svolgimento di tessuti e steel cord, una calandra ad alta precisione e una sezione di avvolgimento modulare. Al cuore del sistema c’è la calandra a 4 cilindri CG4 di Comerio Ercole, in configurazione a “S”, dotata di sistema Hydrogap per la regolazione idraulica della distanza tra i cilindri, dispositivi di controllo di allineamento e flessione (cross-axis e roll-bending), misurazione micrometrica dello spessore, termoregolazione avanzata, si-

stemi di guida della mescola e dispositivi per rifilo ed eliminazione delle bolle d’aria. Il fine linea con raffreddamento multistadio, accumulatore a festoni idraulico e avvolgitore a doppia navetta assicura produzioni pilota pienamente rappresentative delle condizioni industriali. Miniduplex può evolvere da piattaforma di laboratorio a soluzione quasi industriale grazie alla possibilità di integrare unità di alimentazione/estrusione di livello produttivo, sistemi di avvolgimento ad alta capacità, maggiori larghezze e velocità di linea e livelli superiori di automazione. Tra gli sviluppi più innovativi spicca la versione containerizzata: l’intero impianto è suddiviso in sette moduli container preassemblati, pre-cablati e collaudati (porta-bobine di steel cord, svolgimento tessuti, riscaldo e centraggio, calandra, accumulo e avvolgimen-
La devulcanizzazione viene vista come la migliore strada percorribile per il futuro sostenibile della gomma e della produzione di pneumatici.

Foto Linkedin/Comerio
linea di calandratura compatta e modulare per la gommatura di tessuti e steel cord progettata in ottica Industry 5.0 e IoT.
to, utenze, quadro elettrico ed estrusore con mescolatore a rulli aperti). Ne derivano mobilità tra diversi siti produttivi, installazione plug-and-play, avviamento rapido e capacità di ricerca e sviluppo e di produzione pilota “ovunque”.
Le prestazioni tecniche comprendono velocità di linea da 1 a 30 m/min, capacità di gommatura di 1.000 kg/ora, larghezza calandrata da 400 a 600 mm, spessori di tessuto da 0,65 a 1,6 mm e di steel cord da 0,85 a 3 mm, controllo preciso dell’umidità in ingresso/uscita e temperatura dei cilindri da 50 a 90 °C, in linea con i requisiti più stringenti della moderna ricerca e sviluppo nel settore degli pneumatici. Miniduplex inoltre è integrabile nella strategia Smartfactor di Comerio Ercole, con connessione MES, pacchetti per la raccolta dati, assistenza remota, monitoraggio a 360° dei parametri di processo, telemetria avanzata e sistemi di supporto basati su IA.
Con Miniduplex, Comerio Ercole offre una piattaforma di calandratura compatta, flessibile, ad alta precisione, che accelera l’innovazione e riduce i vincoli impiantistici; un asset strategico per i produttori di pneumatici orientati alla mobilità del futuro.
In collaborazione con il partner di progetto Rubber Conversion, Comerio Ercole ha invece brevettato il nuovo impianto Logos per la devulcanizzazione su scala industriale di pneumatici fuori uso (PFU) da cui ottenere materia prima seconda controllata e di elevata qualità. Il sistema si basa su un principio meccanochimico che applica temperature controllate per rompere selettivamente i legami incrociati dello zolfo mediante un agente chimico devulcanizzante altamente selettivo, senza intaccare la catena polimerica principale. Le basse temperature consentono di operare al di sotto delle soglie
di recupero convenzionali, riducendo al minimo la degradazione del polimero e preservando l’attività delle cariche (nero fumo e silice). Il processo avviene in continuo, che, a differenza delle soluzioni a batch, fornisce un flusso di materiale devulcanizzato in uscita stabile e omogeneo, migliorando la costanza di compoundazione. Il sistema proprietario per l’atmosfera controllata previene anche la degradazione ossidativa e riduce al minimo le emissioni di VOC.
Logos è disponibile in unità modulari con capacità di 400, 700 e 1.000 kg all’ora, espandibili in soluzioni multilinea. Il riscaldamento/raffreddamento ottimizzato consente un consumo energetico specifico (kWh/kg) inferiore del 30% rispetto alla rigenerazione convenzionale. Per quanto riguarda automazione e controllo, il sistema prevede l’integrazione di PLC-Scada con connettività IoT completa, di algoritmi per la manutenzione predittiva e la tracciabilità della produzione.
L’impianto è conforme alla ISO 50001 per la gestione energetica e può essere inserito direttamente nei cicli produttivi a economia circolare. Ogni unità da 1.000 kg all’ora può riciclare circa 7.500 tonnellate all’anno di PFU, evitando l’immissione in atmosfera di circa 18.000 tonnellate all’anno di CO2 equivalenti rispetto al loro incenerimento.
Il sistema consente una riduzione dei legami solforati fino all’80% e la degradazione del polimero risulta inferiore al 5%. Il materiale devulcanizzato ottenuto può sostituire fino al 50% e fino al 25% la gomma vergine nelle mescole per la produzione rispettivamente di calzature e pneumatici, preservando proprietà come resistenza a trazione e allungamento. Con Miniduplex e Logos, Comerio Ercole affronta in modo integrato le due sfide chiave del settore: sviluppare pneumatici ad alte prestazioni e ridurne l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita.
Un
riconoscimento importante
Per il quinto anno consecutivo, Comerio Ercole è stata premiata tra le migliori società del nostro Paese per la sostenibilità, rientrando tra le TOP 75 aziende italiane per la Finanza Integrata e nella classifica TOP 100 Sustainability Excellence 2025. Il Sustainability Award premia le aziende che trasformano le sfide ambientali e sociali in opportunità, integrando i principi ESG nelle proprie strategie. Per Comerio Ercole questo quinto riconoscimento riafferma un impegno trasparente e volontario per una rendicontazione di sostenibilità completa, guidata da una visione a lungo termine incentrata su innovazione, persone e rispetto dell’ambiente.
Alla cerimonia di premiazione, che si è svolta presso Borsa Italiana Milano alla presenza di istituzioni, leader finanziari e partner chiave del Sustainability Award 2025, hanno partecipato Olga Comerio, consigliere di amministrazione di Comerio 1885 Holding Società Benefit, e Riccardo Comerio, amministratore delegato di Comerio Ercole, a rappresentare il costante impegno del gruppo per una visione industriale più etica, responsabile e lungimirante. “Sappiamo che c’è ancora molto da fare, ma continuiamo a impegnarci ogni giorno per migliorare, con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale, alla gestione responsabile delle risorse e all’innovazione per un futuro più verde. Essere riconosciuti per cinque anni consecutivi tra le eccellenze ESG italiane è motivo di profondo orgoglio, un risultato che riflette il nostro costante impegno nella costruzione di un futuro industriale più etico, sostenibile e innovativo”, ha dichiarato Riccardo Comerio.

Olga Comerio e Riccardo
alla cerimonia di premiazione delle aziende con le migliori prestazioni in termini di sostenibilità, nel cui novero Comerio Ercole è rientrata per il quinto anno consecutivo.

La filiale italiana della multinazionale tedesca Mayr ha chiuso in crescita l’anno appena trascorso e ha centrato gli obiettivi prefissati grazie a un recupero soprattutto negli ultimi mesi e al contributo delle principali famiglie di prodotto. Il 2026 si preannuncia come l’anno del lancio di nuove tecnologie sempre più interconnesse.
Nel 2025 l’industria italiana ha dovuto far fronte a una congiuntura complessa e dar fondo a tutte le proprie doti di flessibilità e innovatività per rimanere competitiva sui mercati, nonostante situazioni di crisi internazionali, dazi e restrizioni di varia natura. Sono comunque molti i settori che hanno saputo resistere alle difficoltà; le aziende che operano su più segmenti hanno potuto bilanciare i risultati ottenuti nei mercati in crescita e in realtà più statiche ottenendo risultati complessivamente positivi.

Per Mayr Italia, filiale della multinazionale tedesca Mayr, che offre alle aziende italiane soluzioni per le trasmissioni di potenza, il 2025 è stato positivo e il 2026 si preannuncia interessante, come ci spiega Alberto Surace, general manager dell’azienda.
Com’è stato il vostro 2025?
Avete raggiunto gli obiettivi che vi eravate prefissati?
“Il 2025 è stato un anno complesso per l’industria meccanica a livello globale, per via dell’incertezza macroeconomica e di cicli di investimento non sempre lineari. Nonostante questo contesto, Mayr Italia ha chiuso l’anno in crescita rispetto al 2024, raggiungendo i target fissati. Il mercato ha attraversato una fase intermedia di rallentamento, ma la capacità delle aziende di riprogrammare gli investimenti negli ultimi mesi
dell’anno ha generato un recupero che ha inciso positivamente sul nostro risultato finale. È un dato rilevante se si considera che tutte le nostre principali famiglie di prodotto hanno contribuito alla crescita: dai freni ai giunti limitatori di coppia, fino ai giunti per la trasmissione. Questo equilibrio dimostra sia la solidità della nostra proposta tecnologica, sia la capacità di servire settori con dinamiche differenti. Per quanto riguarda i mercati applicativi, quello alimentare e delle bevande si è confermato dinamico, compensando settori con una domanda più irregolare. Le macchine utensili, da sempre un ambito chiave per noi, hanno mostrato un andamento a “macchia di leopardo”, ma con aziende innovative che hanno investito in componenti di qualità per migliorare prestazioni, sicurezza e affidabilità dei propri impianti. Nel complesso, il bilancio è decisamente positivo”.
Nel 2025 la centralità della vostra capacità distintiva di creare soluzioni personalizzate è stata confermata?
“La personalizzazione è un elemento identitario della nostra azienda e ci permette di andare oltre il catalogo e trasformare esigenze specifiche in soluzioni su misura. Riceviamo richieste da progettisti che operano in ambiti molto diversi: dalle macchine ad alta velocità ai sistemi destinati ad ambienti estremi. Lavoriamo spesso su applicazioni con dinamiche elevate, dove servono componenti capaci di operare a 20.000 o 30.000 giri al minuto mantenendo la stabilità delle prestazioni. Sono casi in cui ogni dettaglio – materiali, geometrie, bilanciamento – gioca un ruolo fondamentale. Allo stesso tempo sviluppiamo soluzioni destinate a contesti ambientali difficili: temperature
Roba-Gateway, un dispositivo che semplifica il collegamento IoT con PLC, PC di supervisione e dispositivi mobili, è la novità Mayr più importante tra quelle in arrivo. Uno dei suoi punti forza: la capacità di trasmettere ai sistemi superiori l’intero insieme di dati raccolti dal modulo Roba-brake checker (nella foto), esportandoli in un formato immediatamente utilizzabile dagli applicativi di manutenzione, diagnostica o analisi di processo.
molto alte o molto basse, umidità elevata, sostanze corrosive o agenti aggressivi. In queste condizioni la protezione superficiale, la scelta delle guarnizioni e la selezione dei materiali sono determinanti per la durata del componente. Forniamo inoltre prodotti conformi alle direttive ATEX per gli ambienti potenzialmente esplosivi. Un altro ambito che ci distingue è quello della grande potenza: siamo fornitori di limitatori in grado di gestire coppie che raggiungono i 100.000 Nm. In questi casi spesso non ci limitiamo a modificare un prodotto esistente, ma procediamo a una riprogettazione completa per garantire sicurezza, ripetibilità e durata anche nelle condizioni più gravose. Un ulteriore vantaggio competitivo è rappresentato dal nostro magazzino italiano: grazie a un assortimento molto ampio riusciamo a fornire rapidamente gran parte dei prodotti richiesti, riducendo sensibilmente i tempi di attesa e migliorando la continuità produttiva dei clienti”.
Ci saranno innovazioni di prodotto nel 2026?
“Il 2026 sarà un anno caratterizzato dal consolidamento delle tecnologie di monitoraggio e dalla maggiore integrazione con i sistemi digitali dei nostri clienti. La novità più importante sarà Roba-Gateway, un dispositivo che semplifica il collegamento IoT con PLC, PC di supervisione e dispositivi mobili. Il suo valore sta nella capacità di trasmettere ai sistemi superiori non solo alcuni parametri selezionati, ma l’intero insieme di dati raccolti dal modulo Roba-brake checker, esportandoli in un formato immediatamente utilizzabile dagli applicativi di manutenzione, diagnostica o analisi di processo. Questo permette ai costruttori di macchine e agli utilizzatori finali di fare un salto di qualità nella gestione dei dati, trasformando le informazioni provenienti dai freni in un vero strumento di ottimizzazione e prevenzione guasti. Una seconda novità sarà la nuova linea di freni Roba-topstop (foto di apertura), progettata per integrarsi in modo nativo con i nostri moduli di monitoraggio e con Roba-Gateway. Le prestazioni meccaniche restano immutate, mentre aumenta in modo significativo la loro interconnettività. Questo apre la strada a processi più efficienti, a una manutenzione predittiva più accurata e a un maggior controllo qualitativo”.
Quali settori si mostreranno, secondo voi, più ricettivi verso queste innovazioni?
“Le nuove soluzioni sono pensate per tutti i contesti in cui la sicurezza degli assi gravitazionali è un requisito imprescindibile. Ci aspettiamo un forte interesse da parte di settori per noi già consolidati – per esempio, packaging e macchine utensili – ai quali si aggiungono ambiti in rapida crescita legati alla robotica e all’automazione avanzata. In generale vediamo un mercato sempre più orientato a componenti che sappiano coniugare affidabilità, prestazioni e capacità di integrarsi con architetture

digitali complesse. È su questo terreno che crediamo di poter offrire un valore aggiunto particolarmente elevato”.
Nel 2025 avete proseguito le attività formative. Sono previsti nuovi webinar anche per il 2026?
“Negli ultimi anni abbiamo investito molto sulla divulgazione tecnica, con webinar che hanno riscosso un riscontro molto positivo da parte dei progettisti. Nel 2026 proporremo nuovi appuntamenti focalizzati sulle innovazioni di prodotto, sulle applicazioni nei settori più strategici e sull’evoluzione delle normative di sicurezza. Tutte le registrazioni dei webinar passati resteranno consultabili dal nostro sito: basta una registrazione semplice e veloce per accedere all’intero archivio in qualsiasi momento. È un servizio molto apprezzato perché permette di approfondire i temi trattati anche a distanza di tempo”.
Quali occasioni di incontro con i clienti sono previste per il prossimo anno?
“Le fiere, oltre a rappresentare un’importante vetrina per le novità di prodotto, sono momenti privilegiati per confrontarci con i clienti, attuali e potenziali, ascoltare le loro esigenze e discutere dei progetti futuri. Anche quest’anno difatti saremo presenti a Mecspe, che si terrà a Bologna dal 4 al 6 marzo. Sarà l’occasione per presentare dal vivo le nuove soluzioni legate all’interconnessione e alla raccolta dati, per mostrare l’evoluzione della nostra offerta orientata alla sicurezza e alla continuità produttiva e per rispondere alle domande di un pubblico qualificato, confermando la nostra capacità di affiancare e supportare aziende e progettisti con la nostra esperienza e competenza”.

Uno dei punti forza da non sottovalutare di Mayr
un assortimento
il
CMG Granulators valuta il suo impatto ambientale
Prima valutazione della propria impronta di carbonio di organizzazione (o inventario GHG) per lo stabilimento di CMG Granulators a Budrio, con l’obiettivo di conoscere e valutare le proprie le prestazioni in tale ambito nel 2024 e confrontarle con l’anno base 2019.
La misurazione e rendicontazione delle emissioni di gas con effetto serra di un prodotto, servizio od organizzazione nell’arco dell’intero ciclo di vita è oggi un aspetto cruciale per implementare politiche e azioni concrete per la loro riduzione al fine di arginare i danni derivanti dal cambiamento climatico.
L’obiettivo primario della determinazione dell’impronta di carbonio di organizzazione (CFO) è quello di quantificare il potenziale impatto delle attività dell’organizzazione stessa sul riscaldamento globale. Nello specifico, la CFO è la misura delle emissioni di gas con effetto serra (GHG) dirette o indirette prodotte dalle attività dell’organizzazione. I risultati della CFO sono espressi in CO2 equivalente (CO2eq), indicatore ambientale che esprime e racchiude tutte le emissioni di gas con effetto serra emesse direttamente o indirettamente dall’organizzazione.
Le emissioni calcolate nello studio sono di tipo Scope 1 e Scope 2. Lo Scope 1, ossia le emissioni dirette derivanti da attività di proprietà o controllate dall’organizzazione che rilasciano emissioni nell’atmosfera, può includere emissioni dirette da combustione stazionaria: combustibili fossili o biomassa bruciati in apparecchiature fisse (per esempio caldaie); dirette da combustione mobile: carburante utilizzato nei trasporti (per esempio veicoli della flotta aziendale); di processo: derivanti da processi industriali; fuggitive: rilascio non intenzionale di gas serra (per esempio impianti di refrigerazione); emissioni e assorbimenti da uso del suolo e silvicoltura. Lo Scope 2, invece, riguarda le emissioni indirette rilasciate nell’atmosfera associate al consumo di elettricità,
calore, vapore e raffreddamento acquistati, che possono essere stimate seguendo due approcci: il market-based riflette le emissioni di gas serra sulla base di eventuali contratti specifici dell’organizzazione con il fornitore di elettricità, permettendo di considerare le caratteristiche dell’energia effettivamente acquistata e in assenza di contratti specifici, rifletteranno le emissioni di gas serra dell’elettricità della rete non tracciata (mix residuo); il location-based utilizza il fattore di emissione medio per l’energia prodotta nel Paese in cui opera l’impianto, indipendentemente dalla selezione del fornitore.
La CFO di CMG Granulators ha evidenziato che le emissioni Scope 1 e 2 misurate per il 2024 sono risultate pari a 206 t CO2eq (approccio market-based), di cui il 78% dovuto alle emissioni Scope 1 legate a quelle dirette da combustione fissa. Le emissioni Scope 2 contribuiscono al 22% dell’impronta di carbonio totale e il contributo principale proviene dalle emissioni indirette legate alla produzione del mix elettrico consumato dall’azienda. Confrontando i dati del 2024 con quelli dell’anno base 2019 è stata rilevata una significativa riduzione complessiva delle emissioni Scope 1 e Scope 2, pari al 14%. Questo risultato è principalmente attribuibile alla marcata diminuzione delle emissioni indirette da energia acquistata (Scope 2), calate del 47% rispetto al 2019. L’analisi dell’intensità emissiva rapportata al fatturato, espressa in tonnellate di CO2eq per migliaia di euro (tCO2eq/k€), mostra una riduzione dell’intensità carbonica da 0,028 tCO2eq/ k€ nel 2019 a 0,017 tCO2eq/k€ nel 2024, ossia una riduzione dell’intensità emissiva del 40%.
Anche per CMG Granulators la misurazione delle proprie emissioni di gas con effetto serra è un aspetto essenziale per contribuire ad arginare i danni derivanti dal cambiamento climatico.


Una vista dell’impianto di Sorema installato presso lo stabilimentoo vietnamita di CPC, che rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia di crescita dell’azienda asiatica e nella diffusione di soluzioni sostenibili su scala globale grazie alla tecnologia Made in Italy.
Dopo la prima installazione in Myanmar, Circular Plastics Company (CPC) ha scelto di affidarsi ancora una volta alla tecnologia italiana di Sorema, divisione di Previero dedicata alla fornitura a livello globale di impianti per il riciclo di materie plastiche. Il risultato è la nuova linea messa in funzione da CPC in Vietnam presso uno stabilimento all’avanguardia che rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia di crescita dell’azienda asiatica e nella diffusione di soluzioni sostenibili su scala globale.
La linea Sorema, progettata per il riciclo del PET e costruita con le più moderne tecnologie, è operativa da alcune settimane e ha una capacità produttiva collaudata di oltre 4.000 kg all’ora di scaglie riciclate in uscita approvati per uso alimentare. Questo traguardo conferma l’affidabilità e l’efficienza degli impianti del costruttore italiano, capaci di rispondere alle esigenze di un mercato in rapida evoluzione garantendo allo stesso tempo alti standard qualitativi, indispensabili per il reinserimento del PET nei cicli produttivi.
“I test sul materiale in ingresso si sono rivelati decisivi, perché ci hanno permesso di comprendere a fondo le caratteristiche del feedstock disponibile sul mercato asiatico. Da qui è nata l’esigenza di sviluppare una linea di lavaggio personalizzata, con particolare attenzione all’area di prelavaggio. A differenza dei materiali trattati in Europa, quelli asiatici presentano livelli di contaminazione diversi e richiedono soluzioni mirate: non è possibile applicare semplicemente uno standard europeo. Abbiamo quindi progettato un impianto su misura, capace di adattarsi alle specifiche condizioni locali e di garantire
prestazioni eccellenti”, ha spiegato Andrea Villa, area sales manager di Sorema responsabile per l’Estremo Oriente, sottolineando l’importanza del lavoro svolto nelle fasi preliminari di test di laboratorio.
Durante l’inaugurazione in Vietnam, alla presenza di partner e rappresentanti del settore, è stato sottolineato il ruolo cruciale di questo nuovo stabilimento per la filiera locale del riciclo. Per CPC, puntare ancora su Sorema significa non solo consolidare la propria presenza in Asia, ma anche confermare la fiducia in un partner tecnologico che ha già dimostrato di saper coniugare innovazione e sostenibilità.
“Fin dalle prime prove operative, la linea ha rispettato appieno le aspettative: affidabilità, continuità produttiva e qualità del materiale riciclato hanno confermato la validità della tecnologia Sorema. La collaborazione con Sorema ci assicura ancora una volta risultati concreti, contribuendo a creare un modello industriale più sostenibile. La linea è stata inoltre progettata per garantire non solo alte prestazioni produttive, ma anche un equilibrio ottimale tra capex (Capital Expenditure) e opex (Operating Expenditure), rendendo l’investimento sostenibile ed efficiente nel lungo periodo”, ha aggiunto con soddisfazione Ruby La, CEO di CPC.
Con questa nuova fornitura, Sorema rafforza la propria reputazione di eccellenza italiana nel mondo del riciclo, mentre Circular Plastics Company si conferma protagonista nella transizione verso un’economia circolare, dove efficienza produttiva e responsabilità ambientale procedono di pari passo.
Gli obiettivi di Gibitre nel 2026
Il 2025 ha permesso a Gibitre di raccogliere indicazioni preziose dal mercato e consolidare il dialogo con gli utilizzatori dei propri strumenti. Le partecipazioni a K, Tire Technology Expo, GreenPlast, Global Polymer Summit e Plastpol hanno confermato il posizionamento internazionale dell’azienda e la necessità crescente, da parte dell’industria della gomma e dei polimeri, di soluzioni integrate, precise e semplici da utilizzare.
In parallelo, il rinnovamento della piattaforma software per Windows 11 è stato uno dei progetti più rilevanti dell’anno: nuove funzionalità di diagnostica da remoto, opzioni avanzate per la personalizzazione dei report, documentazione integrata e una migliore resa delle 13 lingue disponibili hanno reso gli strumenti più performanti e immediati nell’uso quotidiano. Anche il software Datagest ha beneficiato di un aggiornamento per permettere una gestione più fluida e affidabile dei dati di prova.

Un ruolo strategico è stato svolto dalla sala dimostrazioni dell’azienda, che nel corso del 2025 ha ospitato un numero elevatissimo di visite e prove personalizzate. Molti clienti hanno scelto di portare i propri materiali per valutare direttamente le prestazioni degli strumenti e dei software Gibitre, beneficiando così di un confronto diretto con gli specialisti. Questa modalità si è rivelata estremamente utile e continuerà a essere una leva importante anche nel corso del 2026.
Il 2025 è stato anche l’anno dell’avvio del nuovo programma di sostenibilità: analisi di materialità, definizione del codice etico e inizio dei lavori sulla carbon footprint aziendale rappresentano il primo passo di un progetto pluriennale destinato a diventare un pilastro strategico.
Il 2026 sarà l’anno del rilancio in cui Gibitre presenterà due nuove versioni di strumenti della propria gamma, progettate per ampliare in modo significativo le potenzialità di misura e introdurre funzioni che rispondono in modo diretto alle richieste emerse dal mercato. Le nuove piattaforme hardware e software permetteranno maggiore velocità, affidabilità e possibilità di personalizzazione, con un approccio che guarda sempre più all’integrazione dei dati e alla tracciabilità completa dei processi di controllo qualità. Il 2026 porterà anche alla prosecuzione del progetto di rinnovamento della suite software, con una attenzione particolare all’esperienza utente: semplificazione dei flussi di lavoro, connettività avanzata, sistemi di supporto integrati e un uso ancora più esteso della diagnostica remota. L’obiettivo è ottenere un ecosistema armonico in cui strumenti, software e servizi dialoghino in modo trasparente. Il nuovo calendario fieristico conferma una forte proiezione verso i mercati globali. Nel 2026 Gibitre sarà presente a Tire Technology Expo, Indian Rubber Expo, Plast, Rubber Eurasia, Equiplast, Plastpol e France Innovation Plasturgie. Questi appuntamenti rappresenteranno non solo l’occasione per presentare le nuove soluzioni, ma anche un momento strategico per rafforzare le collaborazioni con clienti e partner, raccogliere nuovi feedback e intercettare tendenze tecnologiche che guideranno gli sviluppi futuri.
L’azienda sta lavorando a un sistema che renda coerenti tutte queste interazioni. La raccolta strutturata dei feedback permetterà di orientare ulteriormente lo sviluppo dei prodotti e dei servizi, creando un circolo virtuoso tra esigenze del mercato e innovazione tecnologica.
La combinazione di nuovi strumenti, software potenziati, presenza internazionale e un percorso di sostenibilità sempre più maturo definisce un 2026 ad alto potenziale. L’obiettivo è chiaro: continuare a innovare migliorando la qualità delle soluzioni offerte, rafforzando il rapporto con i clienti e garantendo un modello di sviluppo responsabile e proiettato al futuro.
Gibitre è impegnata nello sviluppo di prodotti e servizi coniugando innovazione tecnologica ed esigenze di mercato.
L’offerta di Netzsch Analyzing & Testing, azienda rappresentata in esclusiva da Dgts nel mercato italiano, da anni punto di riferimento nell’analisi termica e oggi attiva anche nel fire testing grazie all’acquisizione della tedesca Taurus, presenta il suo pacchetto base composto da tre strumenti complementari – UL94 Classic, LOI 901 e TCC 918 Cone Calorimeter – pensati per coprire l’intero spettro delle prove più utilizzate per la valutazione dei polimeri. UL94 Classic è progettato per eseguire in modo semplice e affidabile le prove UL94, oggi tra le più diffuse per la classificazione dei materiali plastici in base alle loro proprietà autoestinguenti.
La configurazione manuale e la struttura robusta permettono di ottenere risultati riproducibili senza ricorrere a sistemi complessi, caratteristica particolarmente utile nei laboratori QC o nelle attività di verifica delle materie prime in ingresso.
Il sistema offre piena conformità alle principali norme UL94, EN 60695 e ISO 9772/9773, consentendo la classificazione nelle categorie HB, V-0/V-1/V-2 e 5VA/5VB. L’ampia visibilità della camera di combustione e la facilità di regolazione del bruciatore favoriscono una impostazione corretta del test e una buona interpretazione dei risultati.
Accanto alla classificazione UL94, la misura del Limiting Oxygen Index (LOI) consente di caratterizzare la combustibilità intrinseca del materiale. Il LOI 901 determina la concentrazione minima di ossigeno necessaria per sostenere la combustione secondo ISO 4589-2 e altre normative di riferimento.
Questo parametro, ampiamente utilizzato nell’industria dei polimeri, permette di confrontare formulazioni diverse, valutare l’efficacia degli additivi ritardanti di fiamma e individuare soglie di sicurezza in condizioni controllate. Grazie alla configurazione stabile della fiamma e alla semplicità operativa, il LOI 901 offre misure riproducibili e facilmente comparabili, risultando uno strumento prezioso sia in fase di sviluppo sia nel controllo qualità.
Per applicazioni che richiedono un’analisi approfondita è necessario studiare la combustione nel suo complesso. Il cono calorimetro TCC 918, conforme alle norme ISO 5660-1 e ASTM E1354, permette di determinare parametri fondamentali come Heat Release Rate (HRR), tempo di ignizione, produzione di fumo, perdita di massa e sviluppo di CO/CO₂.

Lo strumento LOI 901 determina la concentrazione minima di ossigeno necessaria per sostenere la combustione secondo ISO 4589-2 e altre normative di riferimento.
Il flusso termico regolabile consente di simulare scenari di incendio su scala ridotta, mentre la possibilità di integrare un modulo FT-IR amplia l’analisi alla composizione dei gas prodotti.
UL94 Classic, LOI 901 e TCC 918 non sono alternative, ma tasselli di un approccio completo alla resistenza al fuoco dei polimeri.
Il primo valuta l’autoestinguenza, il secondo quantifica la combustibilità in funzione dell’ossigeno e il terzo analizza la dinamica termica e la produzione di fumi durante l’incendio.
La forza del pacchetto Netzsch risiede nella loro complementarità. Un laboratorio che integra queste tre metodologie acquisisce la capacità di descrivere in modo rigoroso e completo il comportamento alla fiamma dei materiali, allineandosi alle esigenze dei settori più regolamentati e alle migliori pratiche internazionali. L’unione tra la decennale esperienza di Netzsch nell’analisi termica e il know-how acquisito nel fire testing ha dato vita a una proposta coerente e solida, pensata per i tecnologi dei polimeri che vogliono disporre di dati affidabili e comparabili lungo l’intero ciclo di sviluppo del materiale.
Tecnologia Glow HRS: una soluzione compatta per realizzare particolari di alta qualità con iniezione diretta, eliminando gli aloni.
Tecnologia a canali caldi per l’industria automobilistica
Due nuovi sviluppi per l’industria automobilistica sono stati recentemente messi a punto da Oerlikon HRSflow, che li ha anche presentati al K 2025: la tecnologia Glow HRS, in attesa di brevetto, e la retro-iniezione a ridotto stress di film per la produzione di componenti di grandi dimensioni con elevata qualità superficiale, in grado di

ridurre le costose lavorazioni a valle. La tecnologia Glow HRS previene la formazione di aloni e consente di ottenere un aspetto estetico migliore della superficie del pezzo stampato. Il controllo preciso della temperatura superficiale riduce al minimo la necessità di lavorazioni poststampaggio e diminuisce il consumo energetico, rendendo il processo più sostenibile. Facile da installare e senza impatto sui tempi ciclo, questa tecnologia garantisce una produttività costantemente elevata. Dai cofani e portelloni ai tetti e pannelli intelligenti, essa si adatta alla produzione di un’ampia gamma di applicazioni automobilistiche. Alla fiera tedesca, l’azienda, prendendo come esempio un passaruota, ha mostrato la produzione di componenti auto senza verniciatura mediante
tecnologia con valvole ad ago servocontrollate FLEXflow HRS. Il sistema elettrico prevedeva tre punti di iniezione con ugelli della serie Ma ed era integrato in uno stampo rovesciato Inevo con inserto a vuoto. FLEXflow HRS consentiva la retro-iniezione precisa e controllata di PP riciclabile su un film in PP posizionato direttamente nello stampo. Ne derivava una superficie impeccabile e decorata senza operazioni a valle come trasferimento, verniciatura o rifilatura. Grazie a questo sistema i componenti escono dallo stampo pronti per l’installazione e la loro struttura mono-materiale ne consente il facile riciclo. Il passaruota in questione offre inoltre una elevata resistenza ai graffi per una durata prolungata nel tempo. Infine, il cambio di film decorativi consente il rapido passaggio da un colore all’altro, minimizzando gli sprechi.
Il clearmelt-CompetenceCenter dimostra come i trasformatori possano ottenere in modo efficiente superfici di alta qualità e resistenti ai graffi grazie a una soluzione per PUR completamente integrata e a una gestione centralizzata del progetto. Nella foto una pressa a iniezione a due piani duo 1800 e sistema di dosaggio PUR.
La finitura delle superfici in plastica mediante rivestimento in poliuretano si sta affermando rapidamente, in particolare nel settore auto. Per offrire il miglior supporto nella realizzazione di progetti complessi in PUR, Engel ha avviato presso lo stabilimento austriaco di St. Valentin il nuovo clearmeltCompetence-Center basato sulla tecnologia clearmelt per il rivestimento di componenti termoplastici con

poliuretano direttamente nello stampo. Il processo clearmelt si sta affermando come alternativa alle costose operazioni di verniciatura o finitura a valle dei componenti termoplastici. Clearmelt garantisce qualità superficiale, resistenza ai graffi, profondità visiva e riduce le fasi di processo, incrementandone l’efficienza, semplificando la logistica e riducendo i costi di produzione. Presso il clearmelt-Competence-Center è disponibile una soluzione integrata che comprende pressa a iniezione e periferiche. I trasformatori possono così interfacciarsi con un unico referente per l’intero progetto, con una sensibile riduzione della complessità, tempi di coordinamento più rapidi e una maggiore efficienza.
Un team interdisciplinare di esperti affianca i trasformatori lungo l’intero progetto presso il clearmeltCompetence-Center. A partire dai dati 3D del pezzo del cliente, esso svolge
un’analisi dettagliata per definire il layout ottimale del processo, valutando la configurazione ideale sia per le prove sia per la futura isola di produzione. Il supporto senza soluzione di continuità dalle prove pratiche al campionamento finale del pezzo di serie consente di trasferire rapidamente in produzione le nuove applicazioni, in modo efficiente e con il massimo livello qualitativo. Il clearmelt-Competence-Center si avvale non solo dei centri tecnologici di Schwertberg e St. Valentin, in Austria, ma anche gli hub tecnologici di Engel in Asia e Nord America.
Il clearmelt-Competence-Center di St. Valentin mette a disposizione presse a iniezione della gamma duo a due piani con forze di chiusura tra 7.000 e 55.000 kN, per prove e campionamenti. Ulteriori possibilità di test sono inoltre garantite grazie alla collaborazione con costruttori di stampi e fornitori di materie prime.
Recenti novità in casa Haidlmair
Al K 2025 Haidlmair ha presentato tre stampi altamente tecnologici. Design container 6DC (6 Drinks Crate), esposto presso lo stand dello stampista austriaco, integra molte delle soluzioni più recenti. Tra quelle adottate figurano componenti ibridi per tempi ciclo ridotti e qualità ottimale del prodotto, l’ultima versione dell’ugello a canale caldo FDU e monitoraggio e documentazione in tempo reale della produzione tramite il sistema Mould Monitoring di Digital Moulds. La tecnologia FDU (Flat Die Unit) è sviluppata da FDU Hotrunner, consociata di Haidlmair, e rappresenta una evoluzione rispetto agi ugelli tradizionali nei sistemi a canale caldo. Haibox era installato in funzione sulla nuova pressa MacroPower 500/3400 di Wittmann Battenfeld e stampava contenitori rigidi. Dotato dell’esclusiva

tecnologia Active Mould, i componenti dello stampo sono in grado di adattarsi attivamente al ritiro del materiale durante la fase di raffreddamento grazie al movimento controllato delle “guance” dello stampo, ossia le sue pareti mobili per la chiusura laterale. Tra le ulteriori caratteristiche di rilievo dello stampo figurano: raffreddamento telescopico senza tubi, che aumenta la portata dell’acqua ed evita fermi di produzione dovuti a perdite; raffreddamento centralizzato a circuito singolo, con conseguenti tempi di allestimento più brevi, minore ingombro in macchina e ridotto rischio
di errori dovuti a collegamenti errati dei circuiti stessi; colonne ibride per il nucleo, che migliorano l’efficienza del raffreddamento, ampliano le possibilità di gestione termica e consentono la scelta personalizzata delle combinazioni di materiali per ridurre l’usura. Wild Pot era invece installato su una pressa EcoPower 180/750+ DC, sempre di Wittmann Battenfeld e produceva contenitori con superficie increspata in materiale al 100% riciclato. Ciò che caratterizza questo stampo per la lavorazione di materiale riciclato è l’impiego anche in questo caso della tecnologia a canale caldo FDU.
Tra le novità presentate da Wickert Maschinenbau al K 2025 rientrava un sistema di spruzzatura completamente automatizzato, sviluppato per la lavorazione di gomma e materie plastiche nelle presse idrauliche. Questo sistema ha eliminato l’applicazione manuale, soggetta a errori, di distaccanti e agenti di scorrimento, che fino a ora comportava rischi sia per la qualità del prodotto sia per la sicurezza sul lavoro. Il sistema di spruzzatura automatico utilizza barre di distribuzione mobili dotate di ugelli regolabili. L’unità di spruzzatura si sposta tra i due semi-stampi rivestendole in modo omogeneo e ripetibile. Il sistema può essere installato anche su presse esistenti, consentendo ai trasformatori di integrare l’applicazione precisa di distaccanti e agenti di scorrimento nei processi produttivi già in uso. Per uno stampo da 1.000 x 1.000 millimetri, ciascuna barra di
distribuzione è dotata di dieci ugelli.
Sia il volume sia il ventaglio di spruzzo possono essere regolati con precisione in funzione delle esigenze del prodotto, con parametri differenziati per la metà superiore e quella inferiore dello stampo, nonché applicazioni mirate.
La spruzzatura automatizzata di uno stampo di tali dimensioni richiede circa 7-10 secondi, mentre l’operazione manuale impiega circa il triplo del tempo. Nel caso di presse a più piani, il risparmio di tempo aumenta ulteriormente grazie alla spruzzatura in parallelo.
Questo sistema apporta benefici anche in termini di sicurezza. La spruzzatura avviene con una griglia di protezione chiusa, cosicché operatori e ambiente circostante restino protetti in modo affidabile da aerosol e vapori. Prima dell’apertura, gli eventuali residui della spruzzatura vengono aspirati automaticamente.
Il sistema può essere configurato per diversi tipi di distaccanti e il controllo è gestito centralmente attraverso il PLC della pressa. Tutti i parametri sono regolabili tramite HMI, registrati in continuo e salvati come ricette specifiche per prodotto, garantendo la completa tracciabilità di ogni ciclo di spruzzo e assicurando qualità. Il sistema di spruzzatura completamente automatico di Wickert funziona senza presidio, garantendo affidabilità, efficienza, flessibilità e alta precisione di processo.


Incontro con MOL Group al K 2025
In occasione del K 2025, MOL Group, multinazionale petrolchimica ungherese, ha fornito una ampia panoramica delle proprie strategie in essere. In un periodo storico così complesso e soprattutto incerto, l’azienda ha deciso di puntare su una diversificazione dei propri prodotti attraverso il riciclo chimico e la certificazione della tracciabilità, focalizzandosi sulla circolarità dei propri prodotti. Per la multinazionale le fiere rappresentano una formula vincente per poter gestire da vicino i rapporti con clienti e fornitori. E l’intelligenza artificiale gioca un ruolo sempre più importante su tutte le principali aree dell’attività aziendale.
Di Giampiero Zazzaro

Molecole circolari, soluzioni più leggere e packaging monomateriale: sono questi i tre pilastri della strategia polimerica di MOL Group presentata al K 2025. Péter Császár, senior vice president della divisione chimica, che abbiamo incontrato alle fiera tedesca ci ha parlato della visione aziendale per la produzione di polimeri sostenibili e dell’importanza strategica del mercato italiano ed europeo nelle operazioni commerciali del gruppo. Dall’intervista emerge un quadro complesso legato allo scenario geopolitico degli ultimi anni che, soprattutto in Europa, ha causato un aumento dei prezzi delle materie prime – in particolare energia e gas naturale – con effetti significativi su tutta la filiera dell’industria delle materie plastiche e della gomma. La politica aziendale di MOL risponde però in maniera positiva grazie alla produzione interna di greggio e a soluzioni di circolarità che la rendono una realtà versatile, capace di adattarsi ai cambiamenti di un mercato in continua evoluzione.
Quali sono i prodotti chiave che MOL Group ha portato al K 2025?
“Ci concentriamo principalmente su tre ambiti. Il primo riguarda le molecole circolari: offriamo polietilene e polipropilene certificati ISCC Plus. Questi materiali, pur non derivando ancora da materie prime riciclate chimicamente prodotte internamente, vengono realizzati a partire da olio di pirolisi ottenuto da rifiuti post-consumo che acquistiamo e processiamo nei nostri stabilimenti. Attualmente, si trovano in una fase di sperimentazione sul mercato, mentre stiamo valutando l’intero processo dalla produzione all’applicazione. La certificazione garantisce la tracciabilità completa lungo tutta la filiera, permettendo ai clienti di utilizzare questi materiali senza dover modificare formulazioni o processi produttivi esistenti, contribuendo così attivamente ai loro obiettivi di economia circolare.
Il secondo ambito comprende nuovi gradi per il segmento dei tubi che permettono ai trasformatori di ridurre la quantità di

materiale impiegato nelle applicazioni.
Il terzo risponde a una tendenza emergente nel packaging: il passaggio dal multistrato al monostrato. Questa transizione punta a migliorare riciclabilità ed efficienza del materiale, supportando lo sviluppo di imballaggi più sostenibili. Per quanto riguarda i materiali, il polietilene rappresenta attualmente la quota maggiore del nostro portafoglio. Stiamo però progressivamente spostando l’attenzione verso polipropilene e poliuretano. Il polipropilene sta acquisendo crescente importanza nel mercato, mentre sul polietilene aumenta la pressione, riflettendo l’evoluzione della domanda settoriale e delle priorità in termini di sostenibilità”.
Può parlarci della vostra strategia
“Shape Tomorrow”?
“MOL è un’azienda integrata verticalmente a monte: siamo tra quelle realtà chimiche che hanno accesso diretto al greggio attraverso raffinerie proprie in Ungheria e a Bratislava. Coordiniamo una parte significativa della filiera e dobbiamo renderla più circolare ed efficiente.
Stiamo lavorando su tecnologie di conversione per trasformare materie prime di scarto in materiali di valore. Oggi siamo nella fase di progettazione ingegneristica per realizzare un impianto di riciclo chimico e stiamo valutando approcci di riciclo sia chimico sia meccanico. Vedremo quale tecnologia prevarrà in futuro: siamo comunque ben posizionati per prendere decisioni flessibili in base alla domanda di mercato e alla sostenibilità economica”.
Quanto sono importanti le fiere come il K per promuovere tale visione?
“Siamo presenti in Europa e vendiamo i nostri prodotti in oltre
35 Paesi: è quindi molto difficile incontrare singolarmente tutti i clienti. Fiere come il K offrono una grande opportunità per incontrare molte aziende in pochi giorni, rafforzare le relazioni esistenti e promuovere la collaborazione lungo tutta la filiera.
Attraverso le fiere intendiamo sviluppare nuovi canali commerciali, stabilire relazioni ed esplorare opportunità con i clienti esistenti per favorire la crescita reciproca ed espandere ulteriormente il nostro business. Questi eventi rappresentano anche un’ottima occasione per capire cosa sta accadendo nel settore – a valle e a monte, nuove tendenze, sviluppi – di interessante. Possiamo vedere dove si stanno muovendo i nostri clienti e il comparto dei macchinari, e cerchiamo di restare al passo con i tempi.
Inoltre, l’Europa è il “nostro” continente, dove siamo fortemente radicati e dove si trovano i nostri principali impianti di trasformazione; qui rappresentiamo un punto di riferimento per i nostri clienti europei. Per esportare i nostri prodotti in altre aree - come l’Africa - dovrebbero avere un valore molto più elevato. Ci sarebbero alcuni gradi nel nostro portafoglio con i quali potemmo uscire dal nostro continente, ma si tratta di prodotti più specifici”.
Anche in considerazione della vostra partecipazione a Plast 2026 di Milano, quanto è importante il mercato italiano per MOL Group, a livello sia regionale sia applicativo?
“L’Italia è sicuramente uno dei nostri mercati strategici, dove disponiamo di un ufficio di rappresentanza. In termini di volume di portafoglio clienti resta uno dei mercati più rilevanti, soprattutto alla luce di alcuni cambiamenti strutturali in atto nel Paese, con la chiusura di alcuni stabilimenti e il calo della produzione di

derivati del polipropilene. Quanto alle applicazioni, i settori più strategici per noi in Italia, come nel resto d’Europa, sono: imballaggio, tubi, tappi e sistemi di chiusura, applicazioni per l’isolamento, sport e tempo libero, farmaceutico e automotive”.
MOL Group come si sta avvicinando all’intelligenza artificiale?
“Non abbiamo ancora un sistema completamente automatizzato end-to-end, ma stiamo implementando soluzioni mirate, costruendo use case per l’intelligenza artificiale.
La prima area è quella amministrativa e organizzativa per migliorare la vita lavorativa in ufficio: gestione dei meeting, riduzione delle attività manuali e, più in generale, miglioramento dell’efficienza del lavoro.
La seconda area è l’attività commerciale: vediamo diversi strumenti basati su AI per lo sviluppo di nuovi flussi commerciali, aumentando la velocità di conversione di potenziali clienti in effettivi, migliorando anche la valutazione del loro potenziale.
Per la multinazionale le fiere rappresentano ancora oggi una formula vincente della propria policy per poter gestire da vicino i rapporti con clienti e fornitori.
chiali di protezione o accede ad aree riservate.
Un altro use case riguarda la manutenzione e l’ispezione di tubature e serbatoi, dove l’AI aiuta a individuare i difetti senza dover ricorrere a ispezioni massive e invasive. È un po’ lo stesso principio che si applica nella diagnostica medicale.
Nel complesso abbiamo già più di dieci use case in corso: alcuni sono in fase di sperimentazione, mentre altri sono già attivi, utili anche a valutare i progressi dell’intera azienda su questo fronte”.
Per quanto riguarda la situazione del mercato, sempre più a rischio di fluttuazioni improvvise visto la concomitanza di eventi geopolitici difficilmente prevedibili, quali sono le vostre aspettative per il 2026?
“È difficile prevedere cosa accadrà, ma attualmente vediamo una riduzione della domanda, anche se non in tutti i nostri prodotti. I clienti continuano a spendere per energia e servizi, ma la fiducia dei consumatori è bassa. Non ci aspettiamo un miglioramento rapido su questo fronte.
Per la parte a monte del business, i prezzi dell’energia restano una grande sfida. Verso la fine del 2025 i prezzi del gas naturale si sono ridotti, ma sono ancora più alti rispetto a quelli degli Stati Uniti che hanno rafforzato la loro posizione competitiva. Le nuove regole tariffarie aggraveranno ulteriormente la già pesante pressione sui bond. Questi fattori stanno appesantendo il morale delle aziende, come si vede anche dal numero di chiusure di impianti. Nel complesso le previsioni non sono molto positive.
L’Italia, in termini di volume di portafoglio clienti, resta uno dei mercati più rilevanti, soprattutto alla luce di alcuni cambiamenti strutturali in atto nel Paese.
Potenzialmente l’impatto maggiore è nell’area produttiva, soprattutto nella manutenzione, nelle ispezioni e nella sicurezza. Per esempio, stiamo adottando progetti pilota con telecamere e motori di intelligenza artificiale per verificare il rispetto delle norme di sicurezza individuando chi non indossa elmetti, oc-

Per quanto riguarda la parte a valle la situazione è relativamente migliore: molti trasformatori stanno ancora crescendo in termini di quota di mercato mantenendo costante la loro redditività, anche se minore rispetto a qualche anno fa. Anche loro, però, sono sotto pressione per via dei prezzi dell’energia e della concorrenza internazionale in un contesto in cui la domanda è in calo.
Non mi aspetto grandi cambiamenti per il 2026, mentre per il 2027 necessiteremo di alcuni cambiamenti in termini legislativi e di più incentivi in modo da poter invertire questo trend negativo”.
Il governo locale vi sta aiutando ad affrontare questo periodo critico?
“Io posso parlare della divisione chimica. In Europa l’intero settore sta attraversando un periodo complesso; in Ungheria, inoltre, dobbiamo far fronte a una tassa aggiuntiva per ogni tonnellata di CO₂ emessa. Al momento, questo penalizza i produttori chimici ungheresi più di molte altre realtà europee. Nonostante ciò, crediamo nel futuro dell’industria chimica nel Paese: lo dimostrano i nostri investimenti recenti e quelli in programma, insieme al nostro impegno a modernizzare costantemente gli impianti esistenti, anche grazie alla collaborazione del governo ungherese, che è un nostro partner in questo percorso”.














In questa seconda parte dell’articolo spostiamo lo sguardo dalla storia della terminologia al suo uso quotidiano nel settore delle materie plastiche.
Se nella prima parte abbiamo visto come è nata e si è sviluppata questa disciplina, qui ci concentriamo sulle sfide concrete che affrontano traduttori, comunicatori tecnici e aziende quando devono gestire la complessità linguistica in contesti industriali globalizzati. Analizzeremo come una parola comune possa trasformarsi in termine e viceversa, esploreremo i principali progetti terminologici che hanno definito gli standard del nostro settore, scopriremo il ruolo strategico delle associazioni professionali nella standardizzazione linguistica e guarderemo agli strumenti pratici disponibili per i professionisti.
Di Giampiero Zazzaro

Un progetto terminologico è un’iniziativa strutturata che si propone di raccogliere, analizzare, definire e organizzare la terminologia specifica di un determinato settore o dominio. Non si tratta di una semplice compilazione di termini, ma di un lavoro metodico che prevede l’identificazione dei concetti chiave, la loro definizione univoca e l’eventuale traduzione in altre lingue. Quest’ultimo aspetto risulta particolarmente rilevante poiché nel mondo globalizzato delle materie plastiche, dove aziende italiane esportano tecnologie in tutto il mondo e gruppi multinazionali operano con filiali distribuite su più continenti, la traduzione tecnica diventa una competenza strategica fondamentale. Tuttavia, tradurre un testo tecnico non significa semplicemente sostituire una parola italiana con una inglese o viceversa: è un processo complesso che richiede una profonda comprensione sia linguistica sia tecnica.
Quando le parole diventano termini
Prendiamo come esempio il termine “stampo”. Nella lingua comune indica un oggetto per dare forma a qualcosa, ma nel dominio delle materie plastiche assume un significato preciso e tecnico: è l’attrezzatura metallica che determina la forma finale del pezzo stampato, con caratteristiche geometriche, termiche e di resistenza specifiche. Questo processo di “terminologizzazione” – il passaggio dalla lingua comune al linguaggio specialistico – è continuo e dinamico.
Il fenomeno opposto, la “determinologizzazione”, è altrettanto dinamico e si verifica quando un termine tecnico entra nella lingua comune. “Plastica” oggi è una parola di uso quotidiano, ma all’origine era un termine utilizzato nell’industria chimica che indicava la modificazione permanente dei materiali. Anche “sostenibilità” era un termine circoscritto al dominio delle scienze ambientali per definire un sistema naturale in grado di sostener-
“Il Manuale delle Materie Plastiche”, edito da Tecniche Nuove, è un vero long-seller che ha accompagnato generazioni di tecnici e ingegneri.
Dal 2007, la casa editrice Tecniche Nuove arricchisce il panorama delle sue pubblicazioni con il “Dizionario delle materie plastiche” di Giancarlo Bertolotti e Vincenzo Capitelli.
si rinnovandosi, ma oggi questo termine è stato applicato prima al sistema economico, poi a tutti i settori industriali, con una accezione socioeconomica, legata in particolare ai rischi che corre il pianeta a seguito di fattori concomitanti come l’emergenza climatica e l’inquinamento atmosferico che stanno modificando l’intero ecosistema, diventando così un termine usato nella lingua comune, pertanto “determinologizzato”.
Una ulteriore distinzione è data da termine semplice (una parola) e termine complesso (più parole). “Estrusione” è un termine semplice che indica il processo di formatura continua attraverso una filiera. “Estrusione di film a bolla” è invece un termine complesso che definisce una tecnologia specifica per la produzione di film in plastica.
Questa precisione terminologica non è un esercizio accademico, ma una necessità operativa. Quando un costruttore italiano di estrusori comunica con un cliente brasiliano, ogni termine deve avere un significato univoco e condiviso. Un errore di traduzione può comportare problemi di sicurezza, inefficienze produttive o contenziosi commerciali.
La funzione della definizione terminologica è proprio quella di descrivere un concetto in modo univoco all’interno di un sistema organizzato, a differenza della definizione lessicografica che si limita a descrivere i diversi significati di una parola.
Un progetto terminologico può assumere diverse forme a seconda degli obiettivi e del pubblico di riferimento: glossari specialistici che raccolgono i termini fondamentali di un settore con le relative definizioni; dizionari tecnici bilingui o multilingui per facilitare la traduzione e la comunicazione internazionale; banche dati terminologiche digitali che permettono ricerche avanzate e aggiornamenti in tempo reale; schede terminologiche dettagliate per singoli concetti; tesauri che organizzano i termini secondo relazioni semantiche.

Un progetto terminologico deve considerare attentamente i suoi destinatari - tecnici, traduttori, studenti o operatori del settore - e definire obiettivi specifici: può mirare alla standardizzazione di termini esistenti, alla documentazione di neologismi, alla creazione di strumenti per la traduzione multilingue, o alla formazione professionale.
Il dominio come cornice
Il concetto di “dominio” (che nella lingua comune viene definito come settore o campo di studio) è essenziale per comprendere la terminologia. Lo stesso oggetto fisico può essere de-

finito diversamente a seconda del dominio di riferimento. Una “tramoggia”, ad esempio, ha definizioni diverse se considerata nel dominio della meccanica strumentale (contenitore per l’alimentazione di materiale) o in quello della trasformazione delle materie plastiche (serbatoio dosatore di granuli per le tecnologie di trasformazione).
Questa complessità rende la gestione terminologica una attività strategica per le aziende del nostro settore, che devono comunicare efficacemente con clienti, fornitori e partner in tutto il mondo, garantendo precisione tecnica e chiarezza espositiva. Il settore delle materie plastiche può vantare una tradizione consolidata nella creazione di progetti terminologici (dizionari tecnici, glossari) di qualità, già citati nella prima parte ma qui descritti con maggiore dettaglio, che ancora oggi rappresentano strumenti utili per professionisti, traduttori e aziende che operano a livello internazionale.
Il Manuale delle Materie Plastiche
Tra le opere più autorevoli spicca “Il Manuale delle Materie Plastiche” edito da Tecniche Nuove, un vero long-seller che ha accompagnato generazioni di tecnici e ingegneri. Giunto alla decima edizione italiana nel 2009, questo volume rappresenta l’evoluzione di un progetto iniziato in Germania nel 1936 da Hansjürgen Saechtling.
Il manuale non è semplicemente un dizionario, ma un ecosistema terminologico completo che abbraccia l’intero universo delle materie plastiche: dai materiali alle tecnologie di trasformazione, alle applicazioni finali. La sua forza sta nell’approccio sistematico: ogni termine è contestualizzato all’interno delle correlazioni tecniche che lo definiscono.
Particolarmente preziosa è l’edizione speciale che include il CDRom “A Glossary of Plastic Terminology in 6 Languages”, che permette la consultazione elettronica dei termini tecnici più importanti in francese, inglese, italiano, russo, spagnolo e tedesco. Questo strumento digitale ha anticipato di anni le esigenze di consultazione multilingue che oggi sono diventate standard nell’industria globalizzata.
Il dizionario Bertolotti-Capitelli
Dal 2007, Tecniche Nuove arricchisce il panorama delle sue pubblicazioni con il “Dizionario delle materie plastiche” di Giancarlo Bertolotti e Vincenzo Capitelli. Con oltre 3.000 lemmi accompagnati dalla traduzione inglese, questo strumento offre informazioni immediate e aggiornate sui continui sviluppi che scienza e tecnologia apportano quotidianamente al settore.
Il glossario Carl Hanser: un ponte linguistico
“A Glossary of Plastics Terminology in 8 Languages”, pubblicato da Carl Hanser Verlag, rappresenta invece il più ambizioso pro-
“A Glossary of Plastics Terminology in 8 Languages”, pubblicato dalla casa editrice Carl Hanser Verlag, rappresenta il più ambizioso progetto di standardizzazione terminologica multilingue del settore, utile ad abbattere le barriere linguistiche nella comunità internazionale del nostro settore.
getto di standardizzazione terminologica multilingue del settore. Con oltre 2.300 termini tradotti in inglese, tedesco, spagnolo, italiano, francese, portoghese, russo e cinese, questo glossario è nato nei primi anni 2000 specificatamente per abbattere le barriere linguistiche nella comunità internazionale dei produttori di materie plastiche.
La filosofia di questo strumento è pragmatica: fornisce traduzioni dirette senza interpretazioni o spiegazioni aggiuntive, permettendo una consultazione rapida ed efficace con indici alfabetici multilingue che rendono la ricerca intuitiva da qualsiasi lingua di partenza.
Il ruolo della rivista MacPlas nella comunicazione tecnica
Riviste specializzate come MacPlas assumono un ruolo sempre più centrale nell’evoluzione della terminologia. Non più semplici divulgatori di contenuti, ma veri e propri laboratori linguistici dove nuovi termini trovano la loro definizione e diffusione, dove esperti del settore confrontano approcci terminologici diversi, dove la comunità professionale costruisce consenso attorno a standard linguistici condivisi.
La terminologia continua a evolversi, accompagnando le trasformazioni tecnologiche del nostro tempo: dall’economia circolare all’intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi, ogni innovazione porta con sé nuove sfide linguistiche che richiedono competenza tecnica, sensibilità comunicativa e visione strategica.
In questo scenario in continua evoluzione, la precisione terminologica non è solo una questione di correttezza linguistica, ma un investimento nell’innovazione e nella competitività del settore delle materie plastiche.
Valore pratico per le aziende
Tutti questi progetti terminologici condividono un obiettivo comune: trasformare la complessità tecnica in conoscenza accessibile e condivisa. Per una azienda italiana che esporta estrusori in Asia, disporre di terminologia standardizzata significa poter comunicare con precisione le specifiche tecniche, ridurre i tempi di negoziazione e minimizzare i rischi di malintesi. Allo stesso modo, per un traduttore tecnico che deve localizzare il manuale di una termoformatrice per il mercato sudamericano, questi strumenti rappresentano la garanzia di utilizzare terminologia consolidata e riconosciuta dalla comunità professionale internazionale.
I guardiani della precisione linguistica
Le associazioni di categoria svolgono un ruolo fondamentale nella standardizzazione e nella diffusione della terminologia settoriale. Nel panorama della comunicazione tecnica e delle materie plastiche, due realtà associative meritano particolare attenzione per il loro contributo alla definizione e alla promozione di

standard linguistici professionali. L’associazione italiana per la comunicazione tecnica (Com&Tec) rappresenta il punto di riferimento nazionale per imprese e professionisti che operano nel settore della comunicazione tecnica. Fondata per dare voce agli interessi di tutti coloro che si occupano di informazione di prodotto, Com&Tec ha assunto un ruolo strategico nella definizione di standard professionali e nella promozione della figura del comunicatore tecnico.
Tra i suoi obiettivi, l’associazione sensibilizza il mercato sull’importanza della comunicazione tecnica di qualità e facilita lo scambio di conoscenze ed esperienze tra i professionisti.
Particolarmente significativa è la collaborazione con tekom Europe, la più grande associazione professionale internazionale per la comunicazione tecnica al mondo. Questo legame permette ai professionisti italiani di rimanere allineati con l’evoluzione delle metodologie e degli strumenti utilizzati a livello europeo e globale, garantendo competitività e riconoscimento internazionale.
Amaplast: la terminologia a servizio dell’industria
Nel settore delle materie plastiche, Amaplast (associazione nazionale costruttori di macchine e stampi per materie plastiche e gomma) ha svolto un ruolo pioneristico nella standardizzazione terminologica. Fondata nel 1960 con la denominazione di Assocomaplast, l’associazione raggruppa oggi circa 170 soci tra i principali costruttori italiani di impianti, macchine, attrezzature e stampi.
Il contributo di Amaplast alla terminologia settoriale va ben oltre la semplice rappresentanza industriale. L’associazione ha promosso e sostenuto progetti di standardizzazione linguistica che hanno avuto impatto diretto sulla qualità della comunicazione tecnica del settore. Attraverso collaborazioni con enti di normazione come UNI (Ente Italiano di Unificazione), Amaplast ha contribuito alla definizione di terminologia tecnica ufficiale per macchine e processi di trasformazione delle materie plastiche. Questi sforzi si sono tradotti in documenti normativi che stabiliscono definizioni univoche per termini tecnici fondamentali, facilitando la comunicazione tra costruttori, produttori e trasformatori e permettendo di comunicare con chiarezza tra i diversi Paesi.
La sinergia tra associazioni ha prodotto risultati concreti: standardizzazione di terminologia tecnica, miglioramento della qualità della documentazione industriale, attività di certificazione, redazione di contratti internazionali e formazione del personale tecnico.
Il sapere dei domini nel territorio europeo
A tale proposito, va citato IATE (Terminologia Interattiva per l’Europa), il sistema di gestione terminologica dell’UE, utilizza-
to nelle istituzioni e agenzie UE dall’estate 2004 per la raccolta, diffusione e gestione della terminologia trattata dalle istituzioni e organismi dell’UE.
Il progetto è stato lanciato nel 1999 con l’obiettivo di fornire una infrastruttura web per tutte le risorse terminologiche dell’UE, migliorando la disponibilità e la standardizzazione delle informazioni. Questo contribuisce a dare pieno riconoscimento alla terminologia come disciplina. Le istituzioni europee assumono infatti il ruolo di garanti nell’autorizzare l’uso e la traduzione dei termini nei diversi domini specialistici.
Nel settore delle materie plastiche la gestione della terminologia a livello europeo è stata in parte svolto anche da Euromap, comitato delle associazioni di categoria europee dell’industria materie plastiche che, insieme, nel corso degli anni hanno codificato la nomenclatura di macchine e attrezzature fornendo una traduzione specifica di tutti i termini al fine di facilitare la transazione doganale dei prodotti nelle fasi di import ed export. Si pensi, ad esempio, alla classificazione doganale di una pressa per stampaggio a iniezione dotata di robot di asservimento. Una denominazione imprecisa o non allineata alle descrizioni Euromap può generare contestazioni sulla voce doganale corretta, con possibili ritardi nello sdoganamento e richieste di documentazione aggiuntiva. L’uso di una terminologia codificata e condivisa riduce questi rischi, velocizza le procedure e offre maggiore certezza sia all’esportatore sia all’importatore.
L’era digitale della
La trasformazione digitale ha rivoluzionato anche la gestione della terminologia. Le tradizionali pubblicazioni cartacee stanno lasciando spazio a sistemi informatizzati più dinamici e accessibili, che rappresentano il futuro della comunicazione tec-
OTPL dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
nica nel settore delle materie plastiche.
Una banca dati terminologica contemporanea è un ecosistema informatico che presenta termini specifici di uno o più settori in formato multilingue, arricchiti da definizioni complete, note contestuali, sinonimi e allegati esplicativi. Ogni termine viene validato da specialisti della disciplina prima dell’inserimento, garantendo accuratezza e affidabilità delle informazioni.
Il valore aggiunto delle banche dati digitali risiede nella loro capacità di integrazione con altri strumenti professionali. Possono interagire con software CAT (Computer Assisted Translation), elaboratori di testi e sistemi di gestione documentale, permettendo ai professionisti di accedere alla terminologia corretta.
Nel dinamico settore delle materie plastiche, dove innovazioni tecnologiche come l’Industria 4.0, la sostenibilità ambientale e i materiali bio-based introducono costantemente nuova terminologia, la capacità di aggiornamento rapido delle banche dati diventa strategica. I sistemi digitali permettono aggiornamenti in tempo reale, distribuzione immediata delle modifiche e tracking delle evoluzioni terminologiche.
Questo viaggio attraverso la storia e l’evoluzione della terminologia ci ha mostrato come le parole non siano mai solo parole: sono strumenti di precisione che trasformano idee complesse in conoscenza condivisa, facilitano l’innovazione e costruiscono ponti tra culture diverse.
Nel settore delle materie plastiche, dove l’Italia mantiene una posizione di leadership a livello mondiale nella tecnologia per la lavorazione delle materie plastiche, la padronanza terminologica rappresenta un elemento strategico. Ogni termine correttamente utilizzato, ogni definizione precisa, ogni traduzione accurata contribuisce al successo commerciale e alla reputazione delle aziende sui mercati globali.
L’Osservatorio di terminologie e politiche linguistiche (OTPL)

dell’Università Cattolica del Sacro Cuore svolge un ruolo centrale nella terminologia. Il suo obiettivo è quello di approfondire le conoscenze relative alle terminologie specialistiche nelle lingue euroamericane, attraverso attività di ricerca scientifica, teorica e applicata, volte a realizzare studi e lavori terminologici.
L’OTPL valorizza la terminologia come strumento di comunicazione monolingue e plurilingue, delineando politiche linguistiche di impatto nazionale e internazionale e dando vita a prodotti terminologici che possano diventare proposte innovative nell’ambito della comunicazione tecnica, scientifica, umanistica e sociale.
L’Osservatorio di terminologie e politiche linguistiche (OTPL) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha l’obiettivo di approfondire le conoscenze relative alle terminologie specialistiche nelle lingue euroamericane, attraverso attività di ricerca scientifica, teorica e applicata, volte a realizzare studi e lavori terminologici.





Il Bilancio di Sostenibilità 2024 di RadiciGroup
RadiciGroup ha pubblicato il suo 21° Bilancio di Sostenibilità, relativo all’anno 2024, confermando un percorso più che ventennale di trasparenza e misurazione in ambito economico, ambientale e sociale. Dal primo Bilancio Sociale del 2004 alla rendicontazione secondo i GRI Universal Standards, il gruppo guarda ora alla prossima sfida: l’adozione dei criteri previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
Nel quinquennio 2020-2024 RadiciGroup ha investito 277 milioni di euro per rafforzare competitività e sostenibilità, di cui 44 milioni nel solo 2024. Gli investimenti ambientali ammontano a 3,3 milioni di euro, con interventi mirati all’efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni e all’introduzione delle migliori tecnologie disponibili. Nella sua roadmap di sostenibilità “From Earth to Earth” il gruppo ha definito obiettivi e azioni concrete da intraprendere e raggiungere nelle aree Environmental, Social e Governance (ESG) entro il 2030. E il 2024 segna il raggiungimento di alcuni importanti obiettivi, tra cui quello della riduzione delle emissioni dirette (Scopo 1) che, rispetto al 2011, sono state abbattute dell’81%. Inoltre, l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili (63,5%), di cui una parte crescente autoprodotta, insieme alla gestione circolare dell’acqua, dei materiali e dei rifiuti – con un tasso di recupero degli imballaggi prossimo al 100% testimoniano un modello industriale sempre più sostenibile e segnano il raggiungimento di altrettanti obiettivi stabiliti da RadiciGroup nella roadmap.
Per la prima volta, nel report 2024 sono state calcolate le emissioni di Scopo 3 a livello di gruppo, in linea con le linee guida del GHG Protocol. Le prossime sfide riguarderanno una misurazione sempre più estesa e accurata dell’impronta della filiera, con un impegno condiviso, sinergico e collaborativo tra RadiciGroup, fornitori e clienti. Sul fronte sociale, l’anno si è chiuso con un netto miglioramento degli indicatori di salute e sicurezza e con nuove iniziative di formazione e sviluppo professionale tagliate sui diversi contesti culturali nei quali opera il gruppo. RadiciGroup continua inoltre a promuovere un ambiente di lavoro inclusivo, fondato sul rispetto dei diritti umani.
La sostenibilità passa anche dall’innovazione di prodotto: materiali riciclati e a base biologica, tintura in massa per ridurre acqua ed energia, soluzioni a bassa carbon footprint misurata tramite Life Cycle Assessment. Grazie al proprio know-how nel riciclo della poliammide, il gruppo promuove l’ecodesign e aderisce al modello di economia circolare, con l’obiettivo di contribuire a valorizzare ogni fase del ciclo produttivo in collaborazione con la catena del valore. Dal punto di vista della governance, i sistemi di gestione rafforzano l’approccio sistemico e integrato alle tematiche ESG e supportano una tracciabilità sempre più ampia delle informazioni. Infine, la digitalizzazione si conferma un elemento chiave della strategia aziendale, con sistemi avanzati per la gestione dei dati, l’efficienza produttiva e la cybersecurity.
“Il 2024 si è confermato un anno centrale sotto il profilo ESG: i risultati ottenuti testimoniano la solidità dell’impegno in ambito ambientale, sociale e governance, con azioni che rafforzano il valore della sostenibilità come leva strategica per il presente e per il futuro. Questo Bilancio di Sostenibilità dà conto di questi risultati, offrendo trasparenza e continuità rispetto al percorso intrapreso”, ha dichiarato Angelo Radici, presidente di RadiciGroup.

Linea di Colines per la ricerca e sviluppo di LyondellBasell

Il Cincinnati Technology Center dove è stata installata la linea di Colines per l’estrusione di film cast.
LyondellBasell ha installato presso il proprio Technology Center di Cincinnati una nuova linea di Coline per l’estrusione di film cast. Questa nuova installazione rappresenta un importante passo avanti nelle capacità di innovazione e collaborazione dell’azienda, consentendo di sviluppare e testare nuove formulazioni di film cast in modo del tutto inedito. L’iniziativa conferma inoltre l’impegno dell’azienda a promuovere collaborazioni di alto valore nel settore.
LyondellBasell ha installato la linea per l’estrusione di film cast di Colines per supportare lo sviluppo di soluzioni per film estensibili ad alte prestazioni e di altre applicazioni specialistiche. La linea di ultima generazione è configurata con 5 estrusori per film fino a 7 strati ed è progettata per riprodurre in modo molto fedele le condizioni di produzione industriale, lavorando però su scala ridotta per evitare sprechi di materiale. La linea è in grado di lavorare gradi per film estensibile come Petrothene GA1820 e GA1832 e utilizza rulli di raffreddamento con lo stesso diametro di quelli impiegati nelle linee commerciali per produzioni su scala industriale, realizzando bobine finite in condizioni molto vicine a quelle reali di esercizio.
La linea è stata configurata per offrire massima flessibilità. È dotata di viti di estrusione intercambiabili e capacità di processo avanzate che permettono di realizzare estrusi con strutture complesse, come i film barriera all’ossigeno a base di EVOH. Un sistema di trattamento corona su entrambi i lati consente la successiva laminazione o stampa, ampliando
ulteriormente le possibili applicazioni. L’impianto può produrre film con spessori che vanno da 102 micron fino a 10 micron, con una portata massima di circa 590 kg/ora. La linea è inoltre equipaggiata con lo stesso avvolgitore ad alta velocità impiegato nelle linee per produzioni industriali.
“Questa nuova linea per film cast testimonia il nostro costante impegno per l’innovazione e la collaborazione.
Potenziando le nostre capacità, siamo nelle condizioni migliori per lavorare insieme ai nostri clienti e fornire soluzioni su misura che rispondano alle loro esigenze specifiche”, ha dichiarato Mick Hundley, direttore del Cincinnati Technology Center.
Questo investimento rappresenta un’interessante opportunità per lo sviluppo di gradi per film cast. Se da un lato il progetto e l’ottimizzazione della produzione ad alta velocità di film estensibili sono particolarmente promettenti, dall’altro la versatilità della linea apre prospettive rilevanti per la progettazione e il collaudo di strutture destinate a impieghi come l’imballaggio alimentare e il settore medicale.
“Questa capacità consente a LyondellBasell di operare in modo ancora più efficace come fornitore di soluzioni per i trasformatori. Ora possiamo collaborare meglio sulla progettazione delle strutture e personalizzare prodotti e soluzioni per soddisfare esigenze specifiche e risolvere eventuali problematiche”, ha dichiarato Matt Sonnycalb,direttore tecnico Application Development & Technical Service di LyondellBasell.
Joint venture tra Clariant e Fuhua
Una joint venture avviata da Clariant e Fuhua si focalizzerà sullo sviluppo di ritardanti di fiamma di nuova generazione a base di fosforo privi di alogeni per applicazioni nei settori edilizia, auto, elettrico ed elettronico, per rispondere in modo diretto all’inasprimento dei requisiti tecnici e normativi che interessano questi comparti. L’accordo è il risultato della collaborazione congiunta di Clariant e Fuhua in materia di innovazione e ricerca e sviluppo. Fuhua è una primaria azienda nel settore della chimica integrata e questa partnership strategica valorizza pienamente i punti di forza e le competenze di entrambe le aziende. I due partner condividono l’impegno a sviluppare nuovi ritardanti di fiamma privi di alogeni, generando un significativo valore aggiunto per i trasformatori. Muovendosi in un contesto normativo in continua evoluzione e rispondendo a obiettivi di sostenibilità sempre più ambiziosi dei trasformatori, la nuova joint venture si posizionerà strategicamente per trasformare le criticità in opportunità di innovazione mirata. L’approccio è intenzionale e orientato alla creazione di valore sostenibile attraverso nuovi prodotti a base di fosforo, capaci di mantenere o migliorare le prestazioni di ritardanza di fiamma nel pieno rispetto dei requisiti normativi.
“Questa joint venture rappresenta un passaggio importante nel nostro impegno a sviluppare ritardanti di fiamma in grado di rispondere sia alle esigenze prestazionali sia alle istanze regolatorie”, ha dichiarato Angela Cackovich, Business President Adsorbents & Additives and EMEA e membro dell’Executive Steering Committee di Clariant. “Collaborando con Fuhua, leader riconosciuto nella chimica integrata, uniamo
le rispettive competenze per mettere a punto soluzioni che consentiranno ai nostri clienti di anticipare i cambiamenti normativi mantenendo al contempo i più elevati standard di prestazione”:
L’iniziativa nasce in un momento in cui le autorità regolatorie di tutto il mondo stanno introducendo controlli più severi sui ritardanti di fiamma tradizionali. L’approccio proattivo di Clariant consente all’azienda di anticipare questi cambiamenti e mettere a punto soluzioni alternative conformi prima che i trasformatori si trovino ad affrontare criticità regolatorie, rafforzando così la sua reputazione di operatore innovativo e lungimirante nella chimica specializzata.
“Questa collaborazione strategica dimostra l’approccio mirato di Clariant all’innovazione nel settore degli additivi, orientato a fornire costantemente soluzioni capaci di rispondere alle nuove sfide,” ha commentato Manuel Mueller, Head of Strategy & Innovation di Clariant. “La nuova partnership con Fuhua rappresenta un ulteriore passo importante nello sviluppo di prodotti pienamente coerenti con l’impegno di Clariant in materia di innovazione, sostenibilità, conformità regolatoria ed eccellenza prestazionale”.
Questo accordo si innesta sulla presenza già consolidata di Clariant in Cina, dopo l’investimento di 100 milioni di franchi svizzeri nello stabilimento di Daya Bay per una seconda linea produttiva dedicata ai ritardanti di fiamma Exolit OP; l’azienda ha inoltre ampliato le proprie capacità con una seconda linea di produzione dello stabilizzante Nylostab S-EED a Cangzhou, inaugurata il 3 novembre 2025.

Franplast misura l’impronta di carbonio dei suoi TPE
Ogni prodotto lascia un segno.
Conoscerlo è il primo passo per ridurlo. La sostenibilità non è solo un obiettivo: è un metodo. Queste le considerazioni alla base della decisione di Franplast di misurare l’impronta di carbonio di prodotto analizzando le emissioni di gas serra (GHG) durante tutto il ciclo di produzione e di vita dei suoi elastomeri termoplastici, lungo il percorso così detto “from cradle to gate”. Un gesto concreto che trasforma l’impegno per la sostenibilità in azione.
In questo modo l’impatto ambientale viene tradotto in numeri concreti per capire dove e come intervenire per ridurlo, risultando un modo per rendere visibile ciò che spesso rimane invisibile: il peso ambientale delle proprie azioni quotidiane e industriali.
Il calcolo è stato realizzato in conformità alla norma internazionale ISO 14067:2018, garanzia di trasparenza, rigore scientifico e affidabilità dei risultati. Misurare l’impronta di carbonio per l’azienda ha dunque significato: trasformare l’impegno ambientale in azione misurabile; comunicare con chiarezza e trasparenza a clienti e partner cosa c’è davvero dietro ogni prodotto; aprire la strada a innovazioni più sostenibili, ripensando materiali e processi per ridurre al minimo l’impatto ambientale. Ogni dato raccolto diventa leva di cambiamento, poiché solo conoscendo l’impatto di ciascuna attività è possibile intervenire per ridurlo. Questo traguardo per l’azienda rappresenta la continuità di un cammino: dopo aver calcolato le
Certificazione in base al Regolamento fertilizzanti
Foto Franplast

emissioni GHG di organizzazione, essa amplia adesso la propria visione al singolo prodotto, consolidando una strategia che mette la sostenibilità al centro di ogni decisione. Scegliere un prodotto Franplast significa scegliere insieme qualità, innovazione e consapevolezza ambientale: un impegno concreto che guarda al futuro e parte sempre da un dato certo basato sulla misurazione.
Novamont ha ottenuto il certificato di conformità al Regolamento fertilizzanti 2019/1009 per il telo di pacciamatura in Mater-Bi utilizzato in agricoltura, in grado di biodegradarsi nel suolo senza dover essere smaltito separatamente a fine vita. Secondo il Regolamento, il telo in Mater-Bi può essere considerato un ammendante inorganico, ossia un prodotto fertilizzante con la funzione di mantenere, migliorare o proteggere le proprietà fisiche o chimiche, la struttura o l’attività biologica del suolo. Il telo in Mater-Bi ha dimostrato di non accumularsi nel suolo, non rilasciare microplastiche persistenti e non provocare effetti eco-tossici nell’ambiente. I microrganismi ne determinano la mineralizzazione completa e la successiva trasformazione in anidride carbonica e acqua. Secondo le rilevazioni, oggi la percentuale di teli per pacciamatura smaltita correttamente è ancora minima; in base ai calcoli in Europa
solo il 24% di rifiuto plastico da attività agricole è riciclato, in particolare a causa della contaminazione da parte del suolo. Si stima che la raccolta dei film per pacciamatura rimuova circa 166 mila tonnellate di suolo all’anno contribuendo anno dopo anno. “Questa certificazione è una dimostrazione concreta che Mater-Bi non rilascia microplastiche persistenti nell’ambiente”, ha spiegato Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont. “Negli anni Novamont ha dato vita, insieme alle bioplastiche Mater-Bi, a una serie di bioprodotti e soluzioni agronomiche per la transizione ecologica con cui gestire in modo efficiente le colture, contribuire a rigenerare i suoli inquinati e affrontare le sfide ambientali. La costruzione di impianti per la produzione di questi bioprodotti ha permesso di sviluppare, in Europa, un’intera filiera delle bioplastiche e dei biochemicals rigenerando siti deindustrializzati.
Novamont si è data l’obiettivo di adottare volontariamente gli stringenti criteri del regolamento fertilizzanti anche per lo sviluppo del Mater-Bi destinato alla produzione di shopper, sacchi frutta e verdura e tante altre applicazioni. L’applicazione dei criteri del Regolamento fertilizzanti innalza il livello di garanzia delle caratteristiche di biodegradabilità, non accumulo in suolo e assenza di effetti eco-tossici nell’ambiente di questi bioprodotti a tutela di tutta la filiera, dei nostri territori e delle comunità”.
Franplast ha misurato l’impronta di carbonio dei suoi TPE lungo tutto il percorso “from cradle to gate” in base alla norma internazionale ISO 14067:2018.
Secondo il Regolamento fertilizzanti 2019/1009, il telo per pacciamatura in Mater-Bi può adesso essere considerato un ammendante inorganico, ossia un prodotto fertilizzante.

Noryl WM300G

Sabic ha lanciato la resina Noryl WM300G, un materiale sviluppato per applicazioni nel settore della gestione dell’acqua che garantisce elevata resistenza meccanica e all’urto senza utilizzare i tradizionali modificanti d’impatto, i quali possono potenzialmente rilasciare butadiene durante la lavorazione o in esercizio. L’adozione di questa nuova resina permette ai trasformatori di anticipare
a Shanghai
Il taglio del nastro all’inaugurazione della nuova linea di Evonik a Shanghai per la produzione di poliammidi a catena lunga ad alte prestazioni, con cui la multinazionale ha risposto alla crescente domanda asiatica di tali materiali.
eventuali future restrizioni normative sul butadiene nelle applicazioni per acqua potabile, beneficiando allo stesso tempo di proprietà migliorate rispetto alla resina Noryl 713S attualmente impiegata.
La nuova resina Noryl WM300G è formulata senza i comuni modificanti d’impatto che possono degradarsi quando sono esposti ad alte temperature di stampaggio e a lunghi tempi di permanenza nel cilindro di plastificazione. Le molecole di butadiene che si liberano in queste condizioni possono migrare nell’acqua potabile, con potenziali effetti sulla salute umana.
Il nuovo prodotto impiega una chimica che conferisce proprietà di impatto di nuova generazione, in grado di migliorare la stabilità in fase di trasformazione ed evita il rilascio di butadiene, garantendo al tempo stesso elevate prestazioni all’urto e alta resistenza per soddisfare i requisiti delle prove di scoppio in applicazioni quali soffioni doccia, rubinetti, valvole,
componenti interni dei contatori dell’acqua e altri particolari. La resina Noryl WM300G offre una resistenza allo scoppio superiore del 20-30%, pari a 8081 MPa, rispetto alla resina Noryl 713S di precedente generazione, che si attesta su 64-65 MPa.
Il nuovo prodotto supera inoltre la resina Noryl attualmente in uso per quanto riguarda la resistenza a fatica e i moduli a flessione e a trazione.
Il materiale realizza una superficie dall’aspetto gradevole e presenta basso assorbimento di umidità e buona stabilità dimensionale. È conforme al contatto con gli alimenti ed è formulato senza bisfenolo A (BPA) e senza PFAS aggiunti. È attualmente in attesa delle certificazioni per l’impiego nelle applicazioni di gestione dell’acqua potabile a livello globale.
La resina Noryl WM300G è una miscela non rinforzata e modificata all’urto di PPE) e PS. Oltre allo stampaggio a iniezione, può essere lavorata mediante estrusione per produrre tubi e profili.
Dopo il buon esito della produzione pilota del secondo reattore per poliammidi nel proprio sito di Shanghai, Evonik ha raddoppia la sua capacità produttiva di poliammidi a catena lunga in Asia. “Il progetto del secondo reattore per poliammidi rappresenta un passo significativo nell’ampliamento della
nostra capacità di poliammidi ad alte prestazioni in Cina. Questo investimento riflette la nostra fiducia nel mercato cinese e ci permetterà di rispondere meglio alla crescente domanda di polimeri ad alte prestazioni da parte dei clienti locali, rafforzando il nostro ruolo di partner chiave in settori come l’auto e

i beni di consumo”, ha dichiarato Elaine Wu, senior vicepresidente e responsabile di Advanced Technologies di Evonik per l’Asia Pacifico.
Le poliammidi ad alte prestazioni sono materiali chiave per componenti automobilistici innovativi e leggeri, per la gestione termica nei veicoli a nuova energia e per lo stoccaggio di energia, oltre che per i beni di consumo di fascia alta. Il progetto aumenterà anche la produzione locale di una gamma di polimeri ad alte prestazioni, tra cui le poliammidi AABB e gli elastomeri PEBA. Questi materiali trovano impiego in applicazioni quali condotti auto, monofilamenti e intersuole e suole per calzature sportive. Secondo le previsioni, il loro impiego è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni.
Dati AIPE
Il mercato italiano del polistirene espanso sinterizzato (EPS) conferma la fase di assestamento iniziata nel 2024, quando i consumi hanno raggiunto 120 mila tonnellate, segnando un ritorno ai livelli precedenti superbonus e Covid. Adesso, a fine 2025, il settore guarda avanti con fiducia, sostenuto da politiche europee sull’efficienza energetica e sulla riciclabilità dei materiali.
Secondo i dati AIPE (Associazione Italiana Polistirene Espanso), i principali comparti applicativi – edilizia e imballaggio –mantengono volumi solidi. In edilizia, l’uso di EPS si è stabilizzato intorno alle 68 mila tonnellate, impiegato soprattutto nei cappotti termici, sistemi radianti e soluzioni leggere per l’edilizia sostenibile. Nel settore imballaggio, con quasi 49 mila tonnellate, il materiale conferma la sua centralità in ambiti chiave come alimentare, ittico e farmaceutico, grazie a prestazioni uniche in termini di protezione, igiene e isolamento. “Il 2025 segna la normalizzazione del mercato dopo la corsa legata agli

incentivi edilizi, ma anche l’avvio di una fase più matura e sostenibile”, ha spiegato Giuseppe Rinaldi, presidente di AIPE. “Le prospettive restano positive. In edilizia, la Direttiva EPBD IV “Case Green” impone una svolta verso l’efficienza energetica: è urgente un recepimento rapido e coerente, ed è necessario un quadro normativo stabile per pianificare in modo sostenibile ed equilibrato investimenti e interventi utili alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio nazionale. Nel packaging, il nuovo Regolamento PPWR rappresenta per il nostro comparto un’opportunità concreta per valorizzare la riciclabilità dell’EPS e l’utilizzo di materiale riciclato post-consumo. La resilienza del polistirene espanso rappresenta un ulteriore punto di forza del comparto: i fatti dimostrano che questo materiale continua a essere insostituibile, nonostante i ripetuti tentativi di sostituzione guidati da pregiudizi ideologici più che da dati oggettivi. Le sue performance
L’associazione europea dell’industria dei compositi (EuCIA) ha lanciato Carbon Fiber Europe, una nuova organizzazione rappresentativa settoriale dedicata a supportare lo sviluppo sostenibile dell’industria europea della fibra di carbonio. La missione di Carbon Fiber Europe sarà quella di valorizzare i contributi positivi e il potenziale innovativo dei prodotti europei in fibra di carbonio e promuoverne un impiego sicuro e sostenibile in Europa.
Carbon Fiber Europe, inoltre, promuoverà pratiche produttive responsabili dal punto di vista ambientale e sociale, favorirà l’adozione di modelli di economia circolare e sosterrà la riduzione dell’impronta di carbonio lungo l’intera filiera della fibra di carbonio, inclusa la gestione
del fine vita. L’iniziativa promuoverà anche le migliori pratiche e linee guida di sicurezza basate su solide evidenze scientifiche, a tutela di lavoratori, utilizzatori e ambiente. Carbon Fiber Europe perseguirà tali obiettivi attraverso attività sviluppate attorno a quattro pilastri strategici: advocacy e rappresentanza, sostenibilità e circolarità, innovazione e standard, salute e sicurezza. I membri della nuova organizzazione hanno eletto
Raf Bussels, Senior Director EMEA R&D presso Mitsubishi Chemical Group, e Axel Leuchter, Head of EU Sustainability Group, Teijin, rispettivamente presidente e vicepresidente di Carbon Fiber Europe.
“La fibra di carbonio è parte integrante dell’industria europea dei compositi
tecniche, ambientali ed economiche ne confermano ogni giorno la competitività e l’efficacia nelle applicazioni principali”. Sul fronte del riciclo, la filiera italiana mostra progressi tangibili. Nel 2024 le Piattaforme PEPS di Corepla per il riciclo degli imballi in EPS, di cui fanno parte alcune aziende associate AIPE, specializzate nel recupero di imballaggi in EPS, hanno gestito 11.500 tonnellate di materiale, in crescita dell’11,6% rispetto al 2023. Considerando anche altri flussi non domestici, AIPE stima che il totale raddoppi, giungendo così a oltre 22 mila tonnellate avviate a riciclo.
Tra le esperienze più virtuose spicca la collaborazione di AIPE con il Mercato Ittico di Milano, dove dal 2022 vengono recuperate e riciclate oltre 200 tonnellate all’anno di cassette in EPS, praticamente la totalità di quelle utilizzate. L’associazione partecipa inoltre al sistema RecoTrace, la piattaforma europea di Eumeps che monitora i dati sul riciclo di EPS a livello continentale.
L’edilizia si conferma primo settore applicativo per il polistirene espanso sinterizzato (EPS), il cui utilizzo si è attestato intorno a 68.000 tonnellate nel 2024, soprattutto per cappotti termici, sistemi radianti e soluzioni leggere per edilizia sostenibile.

ed è essenziale per il conseguimento degli obiettivi del Clean Industrial Deal dell’UE in materia di decarbonizzazione, innovazione e resilienza industriale. Siamo impegnati a supportare i membri di Carbon Fiber Europe nei loro sforzi per rafforzare il ruolo della fibra di carbonio nello sviluppo industriale sostenibile in Europa”, ha dichiarato Roberto Frassine, presidente di EuCIA.
A destra Raf Bussels, a sinistra Axel Leuchter, rispettivamente presidente e vicepresidente di Carbon Fiber Europe.

La manifestazione internazionale milanese torna quest’anno con uno spirito di rinnovato entusiasmo che mette insieme la sua importante tradizione e l’evoluzione del mercato fieristico globale. In questo solco si collocano le iniziative che vitalizzeranno le giornate dell’evento in programma nei padiglioni di Fiera Milano dal 9 al 12 giugno.

Le coordinate dell’edizione 2026 di Plast sono Fiera Milano a Rho-Pero e 9-12 giugno, data ormai prossima. I mesi che rimangono prima che la manifestazione triennale vada in scena, infatti, possono essere considerati, ci sia consentito il paragone, come l’ultimo chilometro di una corsa ciclistica: lo striscione del traguardo comincia a fare capolino in fondo al rettilineo, ma lo sforzo finale è più che mai impegnativo, che si arrivi in solitaria oppure in volata.
L’allestimento della mostra internazionale milanese è giunto a quella fase in cui i prossimi mesi appunto verranno scanditi nelle settimane e nei giorni ancora a disposizione dell’organizzatore Promaplast per mettere a punto gli ultimi dettagli. Perché, se il più si può immaginare fatto, niente fino alla fine può essere lasciato al caso per avere la certezza di offrire a una utenza globale di espositori e visitatori, i due lati della stessa medaglia quando si parla di una fiera, il migliore programma possibile, e, quasi scontato da dire, al passo con i tempi, soprattutto quando questi ultimi sono particolarmente complicati come quelli attuali per più di una ragione.
Considerando tutto ciò e il fatto di essere appena entrati nel 2026, questo ci è sembrato il momento buono per porre al responsabile fiere di Promaplast, Alessio Fineo, qualche domanda sullo stato di avanzamento dei lavori, le cui risposte offrono anche interessanti spunti per capire come sta cambiando ed evolvendo il mercato fieristico internazionale.
Cominciamo con un bentornato in Promaplast, l’organizzatore di Plast, come responsabile fiere, anche se ormai sono passati alcuni mesi dal suo rientro. Quindi, per entrare subito nel vivo, a che punto è la preparazione dell’edizione 2026 della fiera internazionale milanese, ormai a pochi mesi dalla sua apertura?
“Innanzitutto, grazie per l’ospitalità e per avermi dato modo di fare il punto sui progressi nell’organizzazione di Plast 2026. Siamo in una fase cruciale e molto dinamica. Abbiamo superato la soglia delle 750 aziende regolarmente iscritte, di cui oltre 140

non erano presenti alla precedente edizione, un dato che ci riempie di soddisfazione e che testimonia la fiducia che il mercato continua a riporre nella nostra manifestazione come piattaforma leader per il settore. Proprio in questi giorni, stiamo trasmettendo le proposte di assegnazione prioritaria degli spazi, un momento fondamentale che darà il via alla definizione del layout definitivo dei padiglioni.
L’andamento delle iscrizioni è molto incoraggiante. Riscontriamo settori merceologici che sono in grande spolvero e mostrano tassi di crescita notevoli, in linea con le macro-tendenze globali. Al contrario, altri comparti possono soffrire fisiologicamente, magari a causa di fattori legati alle condizioni dei loro settori di destinazione o per cicli di investimento più lunghi. Dopo questa fase di definizione degli spazi, il nostro focus si sposterà con decisione sulla parte di contenuto e visitazione. Inizieremo a lavorare in modo serrato con i nostri partner istituzionali, le associazioni di categoria, gli enti di ricerca e le università, per definire un programma convegnistico di altissimo livello. Questo programma sarà mirato non solo a intercettare le sfide tecnologiche, ma anche quelle normative e di sostenibilità, che sono ormai in cima all’agenda di ogni operatore. L’obiettivo è trasformare Plast in un’esperienza completa che vada oltre l’esposizione commerciale, offrendo spunti di riflessione e strumenti concreti per un proficuo scambio di conoscenze”.
L’imminente edizione di Plast lancerà il progetto fieristico MaTec: ci racconta come nasce, di cosa si tratta e quali sono le sue ambizioni?
“Il progetto MaTec nasce dalla consapevolezza che l’innovazione nei processi industriali non è più confinata a un singolo materiale, ma vive di contaminazione e interazione. Oggi, per l’utente

finale, non è più rilevante solo la plastica o il legno, ma la funzionalità e la sostenibilità del prodotto finito.
Per questo motivo, MaTec – in una collaborazione strategica con Xylexpo, la fiera dedicata alle tecnologie per il settore del legno, che si svolgerà negli stessi giorni di Plast e a cui si potrà accedere con lo stesso biglietto – intende dare una visione più ampia e integrata sul mondo dei materiali. Il concetto è quello di superare i confini tradizionali del “mono-materiale” per esplorare le sinergie tra le diverse tecnologie.
In quest’ottica si inserisce Composites Future, un’area tematica specifica all’interno di MaTec che sarà ospitata contemporaneamente a Plast e Xylexpo. Questa sezione è dedicata ai materiali compositi, alla loro lavorazione e ai processi di trasformazione.
Si rivolge agli operatori nel comparto sia della plastica che, sempre più spesso, integrano fibre e resine avanzate nei loro prodotti, sia del legno, le cui tecnologie ben si adattano alla lavorazione anche dei materiali plastici tecnici e compositi. L’ambizione di MaTec è diventare un polo di attrazione per i professionisti della trasformazione che cercano soluzioni multimateriale e ibride, offrendo un panorama completo che va oltre il singolo salone”.
Quanto pesa una congiuntura geopolitica ed economica come quella attuale sull’organizzazione di una fiera e come sta influendo, se sta influendo, su Plast 2026?
“L’organizzazione di una fiera internazionale è per sua natura un esercizio in cui si deve tenere conto di un orizzonte temporale lungo e, di conseguenza, delle inevitabili fluttuazioni globali. Una congiuntura geopolitica ed economica complessa come quella che stiamo vivendo pesa notevolmente, manifestandosi su diversi fronti.
Innanzitutto, la volatilità dei costi logistici e dell’energia influenza direttamente le decisioni di investimento delle aziende espositrici, in particolare per quanto riguarda il trasporto e l’allestimento dei macchinari pesanti. C’è poi l’elemento della fiducia economica: l’incertezza può portare a ritardare o ridurre i budget fieristici, soprattutto per le aziende che operano in mercati instabili.
Su Plast 2026, l’influenza si misura principalmente in termini di selettività e prudenza. L’effetto positivo è che le aziende che scelgono di investire lo fanno con una strategia più mirata e un’aspettativa di risultato più alta. Questo ci spinge a elevare ulteriormente la qualità dei visitatori. La presenza di tensioni
Sei degli otto padiglioni su cui si estenderà MaTec saranno occupati da Plast.

Anche l’edizione 2026 di Plast proporrà un variegato programma convegnistico con relatori di primo piano provenienti dal mondo industriale, accademico e aziendale delle materie plastiche e della gomma.
globali ci obbliga anche a intensificare gli sforzi di promozione in aree del mondo storicamente fedeli e in aree che godono di una forte crescita economica ma che potrebbero essere scoraggiate da visti o costi di viaggio.
Il nostro compito, come organizzatori, è limitare questi rischi e trasformarli in opportunità: garantendo condizioni espositive competitive (come le agevolazioni che abbiamo introdotto sui costi per l’energia elettrica dei macchinari in funzione) e offrendo un ritorno sull’investimento attraverso una domanda altamente qualificata, in modo che la partecipazione a Plast non sia vista come un costo, ma come un asset strategico irrinunciabile in un contesto incerto”.
nostra storia trentennale, ma sono anche realistiche di fronte a un panorama fieristico in continua evoluzione. Preferiamo evitare di fare nomi di altre fiere per non creare confronti diretti o fuorvianti.
La nostra visione si basa su considerazioni generali sul mercato globale: in un calendario fieristico sempre più fitto e competitivo, sopravviverà solamente chi riuscirà a fare incontrare la giusta offerta con una domanda qualificata e numerosa. Oggi le fiere non devono essere semplici vetrine ma piattaforme di business, innovazione e cultura industriale.
L’appuntamento con Plast 2026 è ancora una volta a Fiera Milano di Rho-Pero, dove la mostra internazionale triennale tornerà dal 9 al 12 giugno.
Quali sono le aspettative che riponete in Plast 2026, anche alla luce di un calendario fieristico internazionale sempre più affollato di “competitor”?
Tra questi a chi guardate con maggiore preoccupazione da un lato e con maggiore ispirazione dall’altro?
“Le aspettative verso Plast 2026 sono molto alte e radicate nella

Ciò che ci ispira sono le fiere che riescono a creare un’esperienza immersiva per il visitatore, che integrano l’esposizione con contenuti di valore, che favoriscono il matchmaking in modo intelligente e che sanno leggere e anticipare le tendenze tecnologiche (come la transizione digitale e la sostenibilità).
La “preoccupazione”, se così vogliamo chiamarla, non è tanto verso un singolo competitor, ma verso la frammentazione del mercato. Il nostro obiettivo primario è preservare il ruolo di Plast come punto focale per il Sud Europa, il Mediterraneo e il Nord Africa, consolidando la sua attrattiva globale attraverso un’offerta tecnologica completa”.
Può anticiparci qualche numero e qualche nome che caratterizzerà Plast 2026?
“Rispettando la nostra politica di trasparenza e parità di trattamento, preferiamo evitare di fare nomi specifici in questa fase. L’elenco completo e costantemente aggiornato di tutte le aziende iscritte è comunque già presente sul nostro sito internet ufficiale, www.plastonline.org, ed è a disposizione di tutti i potenziali visitatori e operatori di settore.
Ciò che invece possiamo anticipare, e che per noi rappresenta un enorme valore aggiunto, è la presenza di macchinari in funzione – per esempio, torneranno le linee di estrusione nei padiglioni 13 e 15 – e la partecipazione di alcune aziende leader di settore che sono mancate nelle precedenti edizioni.
Questo permetterà al visitatore di godersi una panoramica tecnologica dinamica e concreta, inferiore a pochissime altre fiere al mondo. Vedere il macchinario lavorare, toccare con mano la sua produzione e confrontarsi in tempo reale con le prestazioni è il vero elemento distintivo che coloro che prendono le decisioni cercano ed è ciò su cui puntiamo per rendere Plast 2026 un’esperienza di business insostituibile”.




Risultanze di Plast Eurasia 2025
È andata in scena dal 3 al 6 dicembre a Istanbul la 34a edizione di Plast Eurasia, la più importante manifestazione fieristica in Turchia e tra gli appuntamenti euroasiatici più rilevanti per l’industria delle materie plastiche. La fiera organizzata da Tüyap Tüm Fuarcılık Yapım in collaborazione con la Turkish Plastics Industry Foundation (Pagev) ha confermato il proprio ruolo nel far progredire la filiera, monitorando costantemente gli sviluppi del settore e rafforzando, anno dopo anno, la propria posizione.
Secondo le stime dell’associazione di categoria turca Pagev, nel 2024 il volume della produzione dell’industria trasformatrice turca ha superato i 10 milioni di tonnellate, per un valore vicino ai 53 miliardi di dollari, di cui 7 destinati all’export. Il tasso di crescita del settore, negli ultimi dieci anni, ha superato quello del PIL nazionale. Il 40% della produzione è rappresentato dagli imballaggi, con una domanda interna in aumento di sei punti percentuali nel primo semestre 2025. Il secondo settore applicativo delle materie plastiche è quello delle costruzioni, anch’esso stimato in crescita quest’anno, a un tasso nell’ordine del +4%.
L’edizione 2025 ha registrato un forte slancio partecipativo e commerciale internazionale che ha visto protagonisti 151 Paesi, riunendo nei propri padiglioni 1.503 espositori, il 60% dei quali aziende internazionali, e richiamando 13.219 visitatori internazionali e 63.211 nazionali, per un totale di 76.430 persone. Per Plast Eurasia, il 2025 ha segnato un anno di innovazione, crescita e trasformazione. Il nuovo evento inserito a calendario Plastics Days ha offerto una nuova prospettiva al settore attraverso un ricco programma di contenuti che spaziava dalla sostenibilità all’innovazione, dalle normative settoriali alle opportunità di mercato e alle certificazioni. Durante tutta la fiera, esperti di primo piano hanno condiviso esperienze e approfondimenti con i professionisti del settore, arricchendo l’ecosistema di
conoscenza che ha caratterizzato l’evento.
A Plast Eurasia 2025 era presente anche una compagine di una dozzina di aziende italiane costruttrici di tecnologia per la lavorazione di materie plastiche e gomma che hanno preso parte alla collettiva organizzata e coordinata da Amaplast, l’associazione di categoria aderente a Confindustria che raggruppa oltre 170 costruttori italiani. Su una superficie di oltre 200 metri quadrati, accanto allo stand istituzionale dell’associazione italiana, erano in mostra Bausano, Fimic, Fisa Italia, Gefit, IPM, Maris, Mixron, Omso, Plas Mec, Uniloy Italia, mentre varie altre imprese nostrane hanno partecipato alla fiera turca indipendentemente o attraverso i propri agenti o filiali locali. Le une e le altre richiamate da quello che è un mercato estremamente vivace per le aziende di casa nostra. In base alle elaborazioni del Centro Studi di Amaplast sui dati di commercio estero pubblicati da Istat, nel quinquennio 2020-2024 la progressione media dell’export italiano di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma verso la Turchia è stata del +11%. Tale ottima tendenza ha confermato il Paese nella “top ten” delle destinazioni delle vendite all’estero dei costruttori italiani, anche se nel primo semestre del 2025, rispetto al medesimo periodo del 2024, si è verificato un deciso rallentamento dei flussi. Vale la pena sottolineare come la quota preponderante delle forniture italiane ai trasformatori turchi sia costituita da linee di estrusione e relative attrezzature a valle, nonché da macchine per soffiaggio, ovvero impianti ad alto valore aggiunto, spesso personalizzati in base alle esigenze specifiche dei clienti. Peraltro, pur in presenza di un’industria costruttrice turca di un certo rilievo, meno di un terzo del fabbisogno locale di tecnologia viene soddisfatto internamente e la dipendenza dalle importazioni, almeno per quanto riguarda i macchinari più sofisticati (quindi da Germania e Italia, in primo luogo), continua a essere forte.

Chinaplas 2026

Dal 21 al 24 aprile 2026, Chinaplas 2026 si svolgerà presso il National Exhibition and Convention Center (NECC) di Hongqiao, Shanghai. Con una crescita espositiva che supera ogni previsione, l’evento 2026 segna un nuovo record assoluto, estendendosi su 16 padiglioni per presentare le più avanzate innovazioni tecnologiche del settore su oltre 390.000 metri quadrati e più di 4.600 espositori da tutto il mondo. La fiera mira a rafforzare l’aggiornamento delle industrie verso uno sviluppo high-end, intelligente e verde, nonché la transizione dal “Made in China” all’“Innovated in China”. L’edizione 2026 si distingue per il focus strategico su tre pilastri fondamentali che stanno trasformando l’industria globale. I nuovi materiali avanzati occupano il primo posto, con particolare attenzione alle soluzioni per veicoli elettrici, aerospazio e robotica umanoide. Le plastiche ingegneristiche ad alte prestazioni e i compositi termoplastici leggeri rappresentano la nuova frontiera per settori in forte espansione come l’economia a bassa quota e l’energia rinnovabile.
La manifattura intelligente costituisce il secondo pilastro, con soluzioni complete che integrano intelligenza artificiale e automazione avanzata. Le linee produttive automatizzate per stampaggio, estrusione e soffiaggio si combinano con sistemi IoT industriali e piattaforme di controllo qualità intelligente,
promettendo alle aziende un salto evolutivo dall’automazione tradizionale alla vera intelligenza produttiva.
Il terzo pilastro risponde agli ambiziosi obiettivi “Dual Carbon” della Cina, presentando tecnologie innovative per la riduzione delle emissioni di carbonio. Tra le novità più attese, gli additivi prodotti con tecnologia di cattura del carbonio, che riducono significativamente l’impatto ambientale durante la produzione plastica. Le tecnologie di riciclo avanzato convertono i rifiuti in risorse preziose, mentre i nuovi agenti bio-based e biodegradabili aprono opportunità commerciali nei mercati dei prodotti sostenibili.
Il successo di Chinaplas 2025, con oltre 280.000 visitatori da 170 paesi e una partecipazione internazionale del 24%, conferma la centralità dell’evento nel panorama globale. L’edizione 2026 punta a superare questi risultati, grazie a partnerships strategiche con associazioni internazionali e alla piattaforma digitale CPS+ eMarketplace, che garantisce un’esperienza integrata online-offline tutto l’anno e attraverso cui la fiera offre un percorso senza soluzione di continuità “online e offline”. Gli acquirenti possono accedere alle informazioni degli espositori e programmare incontri in loco tutto l’anno tramite la piattaforma; a sua volta, la piattaforma abbina i fornitori alle varie richieste, convertendo il traffico online in opportunità commerciali per gli espositori.
Il successo di Chinaplas 2025, con oltre 280.000 visitatori da 170 paesi e una partecipazione internazionale del 24%, conferma la centralità dell’evento nel panorama fieristico globale.
Expo Plásticos 2026
Oggi l’innovazione oltre che motore di crescita, è anche imperativo per sostenibilità e responsabilità ambientale. In questo contesto, Expo Plásticos 2026 aprirà i battenti dal 24 al 26 marzo a Guadalajara (Messico) come importante forum commerciale del settore proponendo un’edizione che si preannuncia di svolta nella sua storia. Per tre giorni Expo Guadalajara sarà epicentro di tecnologie e soluzioni all’avanguardia, richiamerà oltre 14.000 visitatori da tutta la filiera della plastica in uno spazio progettato per networking e accordi commerciali di alto valore e proporrà oltre mille marchi attivi nella produzione di applicazioni in plastica in tutto il mondo.
La 18a edizione della fiera messicana porrà enfasi su come l’innovazione tecnologica sia fondamentale per la transizione verso una economia circolare e sostenibile. Il programma della
mostra e delle conferenze tecniche si concentrerà sulle soluzioni per affrontare le sfide ambientali del settore. Expo Plásticos 2026 si riaffermerà come vetrina privilegiata per le ultime novità in fatto di macchinari e tecnologie di lavorazione. Su una superficie espositiva di 21.000 metri quadrati, saranno esposte oltre 650 tonnellate di attrezzature in funzione, progettate per migliorare la produttività, ottimizzare i processi e massimizzare la redditività delle aziende.
Tra le innovazioni protagoniste rientreranno stampaggio a iniezione e soffiaggio ad alta efficienza, grazie a macchine che non solo offrono cicli di produzione più rapidi e precisi, ma incorporano anche sistemi servoelettrici per un consumo energetico significativamente ridotto, fattore critico per abbattere costi operativi e impatto ambientale. Non da meno

sarà l’estrusione intelligente, con linee dotate di sensori e algoritmi di apprendimento automatico che consentono l’autocorrezione dei parametri per mantenere una qualità costante, anche durante la lavorazione di materiali riciclati o miscele complesse. Ultime ma non ultime, automazione e Industria 4.0 saranno al centro dell’attenzione con soluzioni complete, dalla robotica collaborativa ai MES per l’interconnessione totale dell’impianto, facilitando il processo decisionale basato sui dati in tempo reale. Oltre che per l’esposizione di macchinari, Expo Plásticos 2026 rappresenta la piattaforma commerciale in cui le aziende manifatturiere possono entrare in contatto diretto con i fornitori di soluzioni complete, proponendosi come un evento essenziale per forniture, aggiornamenti tecnologici e informazioni sulle tendenze del settore.
Il centro esposizioni di Guadalajara ospiterà per tre giorni la 18a edizione di Expo Plásticos, che, grazie a novità e innovazione che saranno messe in campo, si preannuncia come una svolta nella storia dell’evento.




Cesap e MIP - Graduate School of Business (la prestigiosa School of Management del Politecnico di Milano) hanno siglato un accordo strategico per l’erogazione, presso il Plastics Smart Hub 4.0 di Monza, di corsi teorici e pratici sulle principali metodologie dell’Operational Excellence, con specifico focus sulle tecnologie e sulle tematiche del mondo di plastica e gomma.
World Class Manufacturing
La programmazione della produzione 2-9-16-23 febbraio 2026 (h 09-13)
FMEA (Failure Mode and Effect Analysis)
3 febbario 2026
I principali strumenti di problem solving 13 febbraio 2026
Il product costing e la contabilità industriale
20-27 febbraio e 6-13 marzo 2026 (h 09-13)
Design of Experiments (DOE)
6 marzo 2026
Il processo di acquisto e il benchmarking dei fornitori
27 marzo, 3-10-17 aprile 2026 (h 09-13)
Lean Six Sigma (Yellow Belt, Green Belt e Black Belt)
Cesap ha ottenuto il riconoscimento “Accredited Training Organization” (ATO, ovvero organizzazione accreditata per la formazione), per l’erogazione di corsi di formazione volti alla certificazione Lean Six Sigma, da parte dell’International Association For Six Sigma Certification (IASSC), il più importante organismo mondiale di parte terza (totalmente indipendente) nel campo di formazione e certificazione competenze sulle metodologie Lean Six Sigma.
Lean Six Sigma - Yellow Belt
Lean Six Sigma - Green Belt
Lean Six Sigma - Black Belt

DI
GLI APPUNTAMENTI FORMATIVI EROGATI
Materiali
Corso base sui polimeri 16 marzo 2026
Corso approfondito sui polimeri 16-17 marzo 2026
La colorazione dei polimeri 13 aprile 2026
Stampaggio termoplastici
Stampaggio a iniezione - Corso approfondito 16-17-18 febbraio 2026
Stampaggio a iniezione - Simulazione CAE 12 e 13 marzo 2026 (h 09-13)
Stampaggio a iniezione - Corso base 30-31 marzo 2026
Altre tecnologie
Termoformatura: processo e analisi delle criticità 9 febbraio 2026 (h 09-17)
Estrusione di materiali polimerici: analisi e simulazione software 20 febbraio 2026 (h 09-17)
Estrusione di materiali polimerici: processo e analisi delle criticità 21-22 maggio 2026
Attrezzature - Progettazione
Stampi per iniezione - Corso base 23-24 marzo 2026

Testing e regulatory
Prove fisico-meccaniche e analisi identificative: elementi indispensabili per la caratterizzazione dei materiali plastici 19 febbraio 2026
Materiali a contatto con gli alimenti (MOCA) 16-17 aprile 2026 (h 09-13)
Sostenibilità e assicurazione qualità
Materie plastiche riciclate: come impiegarle correttamente -
Riciclo e recupero di rifiuti in plastica e sottoprodotti di materie plastiche 6 febbraio 2026
Difetti di stampaggio: come evitarli agendo sui parametri macchina 15 maggio 2026
NOTA: Il calendario corsi potrebbe subire variazioni e/o essere ampliato. Vi invitiamo a visitare il sito web Cesap alle sezioni “Materiali e Tecnologie”, “Operational Excellence” ed “Energy Excellence” per tutti gli aggiornamenti sulla programmazione, e per i webinar gratuiti
CESAP c/o IIP
(ISTITUTO ITALIANO DEI PLASTICI)
Via Velleia, 4 - 20900 Monza (MB) Tel.: +39 039 2045700 - Fax: +39 039 2045784
E-mail: info@cesap.com www.cesap.com - www.iip.it

SBS-Scuola Beni Strumentali organizza corsi di formazione su misura per le aziende costruttrici di macchine e impianti per materie plastiche e gomma (e della meccanica strumentale più in generale). Qui di seguito i prossimi appuntamenti, online ed in presenza (presso le sedi SBS di Modena e Milano)
Ambiente e sostenibilità
Costi e consumi energetici: strategie e modalità di risparmio per l’impresa
1 e 8 aprile (6 ore) Online
Amministrazione e finanza
Dal budget alla performance per governare la gestione: come migliorare il Controllo di Gestione per imprese manifatturiere
3 e 5 febbraio (8 ore) Online
Il bilancio per non esperti
19 e 20 febbraio (8 ore) Online
Finance for non financial manager 19, 20, 23, 27 marzo (16 ore) Online
Digital Transformation
POWER BI: Advanced 17, 18, 23 febbraio (9 ore) Online
Indici OEE e performance produttive con POWER BI
5, 6, 12, 13 e 17 marzo (15 ore) Online
Supply Chain
Gestire efficacemente la Distinta Base (Bill of Materials)
9 marzo (4 ore) Online
Strumenti efficaci per gli acquisti del settore machinery, focus AI 18 e 25 marzo (8 ore) Online
Risk Management: costruire Supply Chain resilienti
13 e 17 aprile (8 ore) Online
Export
Rischi del commercio internazionale e nuove tutele contrattuali, creditizie e logistiche 10 e 12 febbraio (6 ore) Online
Pagamenti internazionali
15 e 20 aprile (6 ore) Online
Argomentare la vendita tramite il TCO
3 e 10 febbraio (8 ore) Online
AI per la preparazione di offerte tecniche e commerciali
25 febbraio (4 ore) Online
Gestire e motivare il team commerciale
27 febbraio e 6 marzo (7 ore) Online
Budget, target, reporting 13 marzo (7 ore) in presenza
Capire i decisori, coinvolgerli davvero e accelerare la vendita con l’AI
19 marzo (4 ore) Online
Percorso “marketing per il settore machinery: dalla strategia ai contenuti” in 6 moduli:
• Digital Strategy per il settore macchine e impianti
9 aprile (3 ore e mezza) Online
Strategie e strumenti ai per la gestione della company page Linkedin
9 e 14 aprile (8 ore) Online
Percorso “sales skill lab – english edition” in 6 moduli:
• Building Trust - Costruzione del rapporto di fiducia
24 marzo (3 ore) Online
• Communicating Value - Comunicazione del valore
28 aprile (3 ore) Online
HR & Soft Skills
Sotto pressione, senza stress
24 febbraio e 3 marzo (6 ore) Online
Comunicazione efficace in contesti tecnici: migliorare il dialogo tra uffici e produzione 6, 13, 20 marzo (12 ore) Online
Leadership vincente: diventa un capo reparto e un team leader di successo
9, 16 e 23 aprile (12 ore) Online
NOTA: Il calendario delle attività è in costante aggiornamento sul sito: www.scuolabenistrumentali.it
Percorso “spazio hr” in 3 moduli:
• HR e futuro: valorizzare o assumere?
17 marzo (3 ore) Online
Percorso “leadership e adattabilitÀ” in 4 moduli:
• Uno strumento innovativo per guidare il cambiamento: il quoziente adattivo 21 e 28 aprile (6 ore) Online
Operations
Programmazione e controllo della produzione con strumenti AI 23, 25, 27 febbraio (12 ore) Online
Project Management Evolution: guidare i progetti nell’era dell’intelligenza artificiale dal 14 al 29 aprile (26 ore) Online e in presenza
Percorso “evoluzione del service” in 3 moduli
• Trasformare il business con i servizi 16 e 24 aprile (8 ore) Online
• Progettare, gestire e controllare i servizi 26 maggio e 5 giugno (8 ore) Online
Tecnica e normativa
MOCA materiali e oggetti non in plastica a contatto con alimenti - legislazione applicabile
3 febbraio (4 ore) Online
Cyber Resilience Act (CRA) - Quadro normativo, requisiti tecnici e conformità 24 febbraio, 10 e 24 marzo (12 ore) Online
Progettare macchine conformi alla norma CEI EN 60204 - 1. Modulo base
25 e 26 marzo (8 ore) Online
Bordo Macchina secondo la Norma CEI EN 60204-1 : dalla progettazione alle verifiche finali
1 aprile (8 ore) in presenza
PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: formazione@scuolabenistrumentali.it - www.scuolabenistrumentali.it









