MACPLAS
Bimestrale Anno 50 - Numero 406 Maggio/Giugno 2025 www.macplas.it
Editrice Promaplast Srl - Centro Direzionale Milanofiori - Palazzo F/3 - 20057 Assago (MI) - ISSN 0394-3453 - Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - 70% LOM/MI/2363
RIVISTA DELLE MATERIE PLASTICHE E DELLA GOMMA
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ANNIVERSARY
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Rallentamento moderato, solidità strutturale e l’export tiene Il PPWR rimodella le filiere di imballaggi, plastica e riciclo La termoformatura raccontata da chi la conosce… a fondo Poliammidi green e all’avanguardia in più settori Eh già, noi siamo ancora qua…
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Bimestrale Anno 50 - Numero 406 Maggio/Giugno 2025 www.macplas.it
SOMMARIO
RIVISTA DELLE MATERIE PLASTICHE E DELLA GOMMA Editrice Promaplast Srl - Centro Direzionale Milanofiori - Palazzo F/3 - 20057 Assago (MI) - ISSN 0394-3453 - Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - 70% LOM/MI/2363
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N. 406 - MAGGIO/GIUGNO 2025
MACPLAS
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Rallentamento moderato, solidità strutturale e l’export tiene Il PPWR rimodella le filiere di imballaggi, plastica e riciclo La termoformatura raccontata da chi la conosce… a fondo Poliammidi green e all’avanguardia in più settori Eh già, noi siamo ancora qua…
45 anni di esperienza e innovazione guardando al futuro Nata nel 1980, Moretto guida l’evoluzione della tecnologia nell’ambito degli ausiliari con innovazioni che riescono a innalzare lo standard qualitativo dei prodotti, ottimizzare l’efficienza produttiva e il risparmio energetico degli impianti. Una leadership tecnologica che non si limita a innovare, ma che pone al centro gli operatori, creando automazioni che supportano e valorizzano il loro lavoro quotidiano. Pur mantenendo solide radici italiane, l’azienda è diventata punto di riferimento internazionale con 5 sedi produttive, 9 filiali commerciali e una presenza capillare in oltre 70 Paesi. Una crescita costante guidata da uno spirito pionieristico che ha saputo interpretare e anticipare le necessità e le tendenze del settore. Un aggiornamento continuo con l’implementazione di nuovi modelli organizzativi e produttivi che hanno permesso di garantire l’esclusività delle soluzioni proposte. La mission degli ingegneri Moretto è di progettare e sviluppare soluzioni efficaci e performanti, con una spinta al miglioramento continuo fondata su ingegno e rigore scientifico. Per offrire un prodotto sempre più esclusivo, analizzare correttamente processi e materiali, l’azienda investe più del 6% del proprio fatturato in ricerca e sviluppo. Moretto si distingue per un’offerta prodotto completa, adatta a qualsiasi tipo di applicazione nella trasformazione delle materie plastiche, dal trasporto alla deumidificazione, dal dosaggio alla granulazione, dalla termoregolazione e refrigerazione fino allo stoccaggio. Con una competenza costruita negli anni, l’azienda si conferma sul mercato come partner affidabile che ha saputo conquistare la fiducia dei maggiori player dei settori medicale, ottico, automotive, beverage, packaging, elettronica, white goods, stampaggio tecnico, PET e riciclo. Per Moretto questo anniversario non è un punto di arrivo, ma l’occasione per ripercorrere 45 anni di attività, progetti e iniziative, mantenendo una forte determinazione: costruire un futuro di eccellenza, ricco di nuovi obiettivi, sfide e opportunità. www.moretto.com
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EDITORIALE
10 Mala tempora currunt!
MARKETING
12 Rallentamento moderato, solidità strutturale e l’export tiene 16 Tutte le sfide per rimanere il centro del mondo di plastica e gomma 20 Una bussola per recuperare competitività in Europa 24 La ricerca apre la strada verso l’estero 26 Ricavi stabili, in crescita Asia e America 28 Tracciare insieme il futuro dell’innovazione tecnologica e della ricerca 29 Crescere e investire, soprattutto in India 30 Contesto di mercato difficile, ma prosegue la trasformazione 32 Avvicendamento in Husky 32 Un nuovo CSO/CTO in Illig 33 Cambio di proprietà nello stampaggio e nell’estrusione 33 L’industria chimica europea a rischio “estinzione” 34 Colosso da 60 miliardi di dollari nelle poliolefine 34 Al MIMIT firmato il protocollo d’intesa per la riconversione industriale di Versalis 35 Spin-off con stabilimenti in Piemonte e Lombardia 35 La plastica statunitense preoccupata dai dazi di Trump
PLASTICA E AMBIENTE
36 Il PPWR rimodella le filiere di imballaggi, plastica e riciclo 40 400 Imprenditori europei a colloquio con Ursula von der Leyen 44 Progetto pilota per il riciclo a ciclo chiuso della plastica delle auto a fine vita 46 Istruzioni per la transizione dell’industria chimica europea 48 Rigenerazione di fibra di carbonio su scala industriale 50 Un’alleanza europea per la circolarità dei compositi 51 Recupero e riciclo di beni di lusso 51 Compravendita di olio di pirolisi da riciclo chimico di rifiuti plastici 52 Riciclo avanzato con tecnologia italiana 53 L’impatto del PPWR sulla filiera ortofrutticola MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
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N. 406 - MAGGIO/GIUGNO 2025
SOMMARIO MACCHINE E ATTREZZATURE
12 36 56
54 Innovazione e sostenibilità nella stampa diretta su packaging primario 56 La termoformatura raccontata da chi la conosce… a fondo 60 Semplificare per innovare ed efficientare 64 Viti da una vita 68 Da sessant’anni con lo sguardo al futuro della miscelazione 72 Evoluzione del riciclo della plastica 74 Prove sempre più utilizzate in ambito industriale 76 Tre giorni di tecnologia per i tubi 77 Un modello di sviluppo fatto di innovazione, tecnologie e sostenibilità 78 Più servizi e internazionalizzazione 80 Soluzioni integrate per il riciclo avanzato della plastica 82 Partnership strategica nella lavorazione del poliuretano per applicazioni industriali 83 Silos industriali da trent’anni 84 Ampliato il centro per test e prove a Niederlenz 85 Innovazione e personalizzazione nello stampaggio a iniezione medicale 86 Stampaggio di provette medicali in PET 86 Più forti insieme 87 Granulatori per alta capacità 87 Soluzioni per migliorare la produzione di film agricolo 88 Alta capacità per film BOPP in Messico 88 Nuova piattaforma di programmazione e cobot
MATERIALI E APPLICAZIONI
90 102 6
90 Poliammidi green e all’avanguardia in più settori 94 Come migliorare il “coating”, tra chimica e applicazioni 96 Un innovativo partner di servizi 98 Più additivi multifunzionali 100 Materiale più chiaro per una più facile colorazione 100 Recupero e riciclo di tappi per profumi
102 104 105 106 107 108 109
RUBRICHE E VARIE
Eh già, noi siamo ancora qua… Iscrizioni aperte, agevolazioni fino a luglio L’evento fieristico bolognese conferma i numeri Compositi da record Anche nel 2025 la PVC Academy Corsi Cesap Corsi SBS MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
INSERZIONISTI
Anno 50 - Numero 406 Maggio/Giugno 2025 Direttore responsabile Mario Maggiani
99 AMAPLAST
www.amaplast.org
81 AMI
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43 AMUT
www.amut.it
31 BINOVA
Caporedattore Luca Mei
IV Cop. BMB
Redazione Giampiero Zazzaro Segreteria di redazione Alice Polimeno
98 CALDARA PLAST
www.caldara.it
106 DGTS
www.dgts.it
101 ENERGIA EUROPA
www.energia-europa.com
47 EREMA c/o PROCHEMA
Ufficio commerciale Roberta Pagan
www.binovapm.it www.bmb-spa.com
www.erema.com www.prochema.it
Amministrazione Elisa Belloni Comitato di direzione Massimo Margaglione, Gabriele Caccia, Barbara Ulcelli Hanno collaborato a questo numero: Stefania Arioli, Mark Victory
11 EUROVITI
www.euroviti.com
3 FIMIC
www.fimic.it
27 GAMMA MECCANICA
www.gamma-meccanica.it
53 GIBITRE
www.gibitre.it
19 GIURGOLA
www.giurgolastampi.com
107 GRAFE
www.grafe.com
III Cop. GREENPLAST
Editore Promaplast Srl Centro Direzionale Milanofiori - 20057 Assago (Milano, Italia) Tel.: +39 02 82283735 - Fax: +39 02 57512490 E-mail: macplas@macplas.it - www.macplas.it
80 HS-UMFORMTECHNIK II Cop. ICMA SAN GIORGIO
www.greenplast.org www.hs-umformtechnik.de www.icmasg.com
70 IIP
www.iip.it
9 MACCHI
www.macchi.it
Registrazione presso il Tribunale di Milano N. 68 del 13/02/1976 Iscrizione presso l’Ufficio Nazionale della Stampa N. 4620 del 24/05/1994
23 MARIS
www.mariscorp.com
52 MAST
www.mastsrl.it
59 MD PLAST
www.mdplast.it
Impaginazione e prestampa Faenza Printing SpA
49 MIXACO
www.mixaco.com
I Cop. MORETTO 54 OMSO
Stampa e inoltro postale Faenza Printing SpA
www.moretto.com www.omso.it
110 PACKAGING SPEAKS GREEN www.packagingspeaksgreen.com 63 PET SOLUTIONS
www.petsolutions.it
Prezzo copia: 5 euro
79 PLASTORE
www.plastore.it
La direzione della rivista declina ogni responsabilità per quanto riguarda l’attendibilità degli articoli e delle note redazionali di fonte varia
7 PRESMA
www.presma.it
75 ROBOLINE SYTRAMA
www.sytrama.com
89 TECNOVA
www.tecnovarecycling.it
73 TECHNOBINS
www.technobins.it
67 UNITECHEM
www.unitechem.eu
71 VANETTI
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5 ZAMBELLO
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IIP IS TIT U TO ITA LI A N O D EI PL A S TI CI
UNIPLAST ENTE ITA LI A N O D I U N I FI C A Z I O N E D ELLE M ATER I E PL A S TI CH E
MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
EDITORIALE
MARIO MAGGIANI
Mala tempora currunt! Quando i colleghi e amici della rivista mi hanno chiesto di scrivere l’editoriale per questo numero, ho accettato subito con piacere, direi quasi con entusiasmo. Tuttavia, quando mi è stato comunicato il tema – i dazi imposti dagli Stati Uniti – devo ammettere di essere rimasto un po’ perplesso su cosa scrivere. E, se mi è concessa una battuta, il timore – per non dire il terrore – ha cominciato a farsi largo. Parlare di dazi in questi tempi comporta infatti due rischi: da un lato, cadere nei luoghi comuni; dall’altro, affrontare un tema in continua evoluzione, dove le certezze sono poche e le variabili moltissime. Lo abbiamo visto: in pochi giorni si è passati da dazi del 20% a dazi del 10%, validi peraltro solo per un periodo di tre mesi, al termine dei quali si dovrà vedere che piega prenderà la situazione. È proprio questo clima di incertezza a condizionare oggi più di ogni altra cosa le scelte degli imprenditori e con esse i rapporti e le relazioni commerciali con gli Stati Uniti – ma non solo. Le ripercussioni vanno ben oltre l’Atlantico. La speranza, naturalmente, è che si arrivi quanto prima a una soluzione condivisa e che i dazi vengano eliminati o almeno ridotti a una percentuale contenuta. Tuttavia, nel frattempo, questa incertezza ha già avuto effetti concreti: trattative commerciali interrotte, ordini sospesi e in alcuni casi perfino commesse già firmate bloccate, con macchinari in fase – seppur iniziale – di costruzione messi momentaneamente in stand-by. Abbiamo imparato a conoscere il Presidente degli Stati Uniti come una figura imprevedibile, capace di repentini cambi di rotta. Ma al di là del tema specifico dei dazi con l’Europa, è evidente che questa situazione impatta anche su molti altri Paesi, a partire naturalmente dalla Cina. Se infatti l’Europa vedesse annullati i propri dazi, ma restassero in vigore quelli contro la Cina, il rischio concreto sarebbe un massiccio afflusso di prodotti cinesi sul mercato europeo, chiuso per loro quello statunitense. Negli ultimi anni ci siamo abituati – nostro malgrado – a convivere con contesti economici fortemente instabili, tra crisi sanitarie, conflitti geopolitici e tensioni commerciali. Questa nuova incognita non fa che complicare ulteriormente uno scenario già difficile. Eppure, se c’è una qualità che da sempre contraddistingue noi italiani, è proprio la capacità di adattarci, di reinventarci, di trovare strade nuove anche in mezzo alle difficoltà. Come dice il proverbio: “Si chiude una porta, si apre un portone”. Speriamo davvero che sia così. E da buoni italiani, continuiamo a fare affidamento su quella che è forse la nostra più grande risorsa: la flessibilità. Oggi, in Europa, siamo tra i Paesi che meglio stanno gestendo la crisi economica e, in parte, anche quella politica. Abbiamo la fortuna di contare su un governo che, almeno nel breve-medio periodo, può garantire una certa stabilità. Quindi sì, mala tempora currunt, ma in fondo… siamo italiani. E alla fine, ce la caviamo sempre!
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MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
| MARKETING
Occhiello 2024 aziende associate Amaplast Consuntivo
Rallentamento Titolo titolo moderato, solidità titolo strutturale e l’export tiene Sommario sommario somario
Archiviato un 2024 contrastante, i costruttori italiani confidano nei segnali Di Matteo De Molliprovenienti, Morandi e Luca peraltro Mei incoraggianti anche dal mercato interno, già dalle prime settimane del 2025 e guardano avanti. Le aspettative da parte di un settore resiliente e pronto ad affrontare le criticità che si presentano a vari livelli sono alte, sostenute dalle discrete prestazioni delle esportazioni.
Foto Valtorta
Di Stefania Arioli
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MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Foto Meccanoplastica
L
uci e ombre per l’industria italiana delle macchine per plastica e gomma, come emerge dal consuntivo 2024 elaborato dal Centro Studi Mecs, anche in base all’andamento del commercio estero, con dati di fonte Istat. Secondo le rilevazioni dirette svolte dalla segreteria Amaplast, per le circa 160 aziende associate il 2024 si è chiuso con un calo del fatturato rispetto al 2023 di entità inferiore ai due punti percentuali. Del resto, il rimbalzo post-pandemico era stato vigoroso e il segno positivo aveva caratterizzato il bilancio del triennio 2021-2023, dopo la contrazione tutto sommato contenuta (-3%) verificatasi nel difficile 2020. Invece, a fine 2024 il numero di addetti delle imprese aderenti all’associazione è risultato ancora in crescita, seppure di misura (+1% circa), a conferma dell’impegno delle aziende a rinnovare la propria struttura, per far fronte alle sfide sempre più complesse del contesto globale, sviluppando soluzioni tecnologiche all’avanguardia e orientate all’impiego di intelligenza artificiale nonché di sistemi declinati in termini di servitizzazione. La performance realizzata dai soci Amaplast restituisce quindi il quadro di un settore resiliente e pronto ad affrontare le criticità che si presentano a diversi livelli. In base a tale risultato, Amaplast stima per il fatturato del comparto nel suo insieme una contrazione di tre punti rispetto al 2023; le rilevazioni puntuali ed elaborate per geografia, dimensione aziendale, tipologia di macchinari, settori applicativi verranno sintetizzate nell’Indagine Statistica Nazionale che sarà pubblicata a fine giugno, in occasione dell’assemblea dei soci. Nonostante i ben noti e sempre più numerosi fattori geopolitici che minacciano la stabilità economica globale, questo importante segmento della meccanica strumentale italiana ha ancora una volta limitato le perdite grazie alla tenuta delle esportazioni che, per il quarto anno consecutivo, hanno registrato un incremento, seppure contenuto al +1,5%, con un valore complessivo di 3,62 miliardi di euro. Le vendite all’estero hanno realizzato un balzo nell’ultimo trimestre dell’anno e in particolare nel mese di dicembre, comportando così la necessità di rivedere al rialzo le precedenti stime ipotizzate in base al trend registrato fino a settembre.
Ottima la performance (+34%) per le macchine per soffiaggio, soprattutto in funzione di maggiori consegne negli Stati Uniti, in Brasile, Regno Unito, Francia, Turchia, Polonia.
gli interventi di semplificazione auspicati e annunciati più recentemente dovrebbero facilitare l’applicazione delle misure e l’accesso ai fondi. Destinazioni geografiche La geografia delle forniture all’estero a livello macro vede una debolezza del quadrante europeo, soprattutto nell’ambito dell’Unione Europea, una stagnazione delle Americhe e una buona performance dell’Asia. Più nel dettaglio dei singoli e più importanti mercati, si osserva una flessione delle forniture alla Germania – peraltro decisamente contenuta (-2% circa) se rapportata alla grave crisi economica e industriale del Paese – che si conferma comunque prima destinazione assoluta del Made in Italy di settore. Il trend AREE DI DESTINAZIONE DELL’EXPORT ITALIANO DI MACCHINE, ATTREZZATURE E STAMPI PER MATERIE PLASTICHE E GOMMA (%) 2023 2024 Europa 54,8 (44,1) 52,2 (40,9) Asia/Oceania 15,6 17,2 Nord America/USMCA 17,5 17,1 Centro/Sud America 6,6 6,9 Africa 5,5 6,6
Esportazioni La discreta performance dell’export (che assorbe circa tre quarti della produzione) controbilancia un mercato interno decisamente in affanno, condizione confermata anche dal calo di quasi sette punti dell’import – che supera appena il miliardo di euro – più accentuato di quello già registrato un anno fa; le imprese italiane clienti faticano a programmare e attuare gli investimenti strutturali di cui necessitano per acquisire quell’innovazione tecnologica che consentirebbe di migliorare la competitività dei sistemi produttivi. Situazione questa causata anche dai ritardi nell’emanazione dei decreti attuativi di Industria 5.0, anche se n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
Export italiano di macchine per plastica e gomma verso i primi dieci mercati di destinazione (gennaio-dicembre 2024; milioni di euro; Δ% 2024/2023).
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Buono anche l’andamento per le stampatrici flessografiche (5% sul totale e +5%).
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In termini di export, spicca la performance eccezionale verso il Brasile: +86% rispetto al 2023, fino a un valore di oltre 120 milioni di euro.
sia alla Cina sia all’India mettono a segno un incremento di 15 punti percentuali sul 2023. Tipologie di macchine Dal punto di vista delle tipologie di macchine per la trasformazione primaria che maggiormente contribuiscono all’export italiano di settore, a fronte di un calo nell’ordine dei sette punti
Foto BFM
risulta ancora più confortante se paragonato ai risultati ottenuti dai costruttori tedeschi, che nel 2024 hanno registrato un crollo delle vendite e della raccolta ordini interna nell’ordine del 30%. Altri mercati europei di rilievo che bene avevano fatto negli ultimi anni, come la Spagna e la Romania, hanno segnato una battuta d’arresto (rispettivamente -6% e -20%), mentre la Polonia ha registrato un ulteriore arretramento (-19%). Ancora in crescita, invece, la domanda dalla Turchia (+15%), nonostante il continuo sviluppo della locale industria costruttrice. Da oltreoceano arrivano segnali contrastanti, a cui si aggiunge il più recente allarme provocato dalle misure protezionistiche (soprattutto dazi) minacciate, attuate, sospese e rilanciate dall’amministrazione Trump. Nel 2024, rispetto al 2023, l’export italiano di macchine per plastica e gomma verso gli Stati Uniti (secondo sbocco commerciale assoluto) ha registrato una flessione di quattro punti percentuali ma occorrerà attendere i prossimi mesi per valutare l’effetto delle eventuali nuove imposizioni tariffarie. Il Messico ha invece messo a segno una crescita, che si va a sommare a quella ben più consistente verificatasi negli anni precedenti; il Paese è però legato a doppio filo all’ingombrante vicino e i suoi programmi di investimento ne sono condizionati. Più a sud, spicca la performance eccezionale dell’export verso il Brasile: +86% rispetto al 2023, fino a un valore di oltre 120 milioni di euro, record storico assoluto, con quote rilevanti di macchinari ad alto contenuto tecnologico. Sul fronte asiatico, i due principali mercati riservano risultati più che soddisfacenti per gli esportatori italiani: infatti, le forniture
Foto Gefit
MARKETING
MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Foto Bandera
A fine 2024 il numero di addetti delle imprese aderenti all’associazione è risultato ancora in crescita, seppure di misura (+1% circa), a conferma dell’impegno delle aziende a rinnovare la propria struttura, per far fronte alle sfide sempre più complesse del contesto globale.
Previsioni Quanto alle previsioni per il 2025, i costruttori italiani hanno rilevato qualche segnale incoraggiante, peraltro anche dal mercato interno, già nelle prime settimane dell’anno, nonostante le crescenti tensioni internazionali. Una vera e propria inversione di tendenza – o comunque una più netta stabilizzazione degli indicatori – potrebbe però concretizzarsi non prima della seconda metà dell’anno. Foto Viara
percentuali per quelle a iniezione e gli estrusori, si nota l’ottima performance (+34%) delle macchine per soffiaggio, in funzione di maggiori consegne negli Stati Uniti, in Brasile, Regno Unito, Francia, Turchia, Polonia. Buon andamento anche per le stampatrici flessografiche (5% sul totale e +5%) e per le presse (5% di quota e un robusto +59%), mentre gli stampi, che rappresentano un quinto del totale export, chiudono con un poco soddisfacente -5%.
Secondo le previsioni una inversione di tendenza – o almeno una più netta stabilizzazione degli indicatori – si concretizzerà nella seconda metà del 2025. n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
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Foto Messe Düsseldorf/tillmann
MARKETING
Il K alle porte
Tutte le sfide per rimanere il centro del mondo di plastica e gomma In dirittura d’arrivo verso il K 2025, intervista a Ulrich Reifenhäuser, presidente del comitato degli espositori del K, e Thorsten Kühmann, direttore generale dell’associazione dei costruttori tedeschi di macchinari per materie plastiche e gomma in seno a VDMA.
I
n programma nella storica sede di Messe Düsseldorf dall’8 al 15 ottobre prossimi, il K 2025 è ormai alle porte. E come a ogni edizione, anche questa volta l’approssimarsi dell’inizio della kermesse tedesca accresce l’attesa per il più importante evento fieristico mondiale per l’industria di materie plastiche e gomma, da sempre momento di passaggio per rilevare il polso del settore e presagirne le tendenze attuali e future. Di questo parlano Ulrich Reifenhäuser, presidente del comitato degli espositori al K, e Thorsten Kühmann, direttore generale dell’associazione tedesca dei costruttori di macchine per plastica e gomma in seno alla federazione VDMA, nelle risposte alle domande che seguono.
Grandi aree dell’economia globale stanno attualmente affrontando ostacoli economici. Che tipo di segnale invia una fiera come il K 2025 da tempo completamente sold-out? Ulrich Reifenhäuser: “Questo dimostra che la situazione generale del settore rimane positiva. In passato, l’industria delle materie plastiche ha sviluppato prodotti eccezionali e soluzioni preziose, una tendenza che continuerà anche in futuro. La pla-
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stica è un materiale relativamente giovane, che ha ancora un enorme potenziale. Sì, stiamo attraversando tempi economici difficili, ma passeranno. In linea di principio, questo non cambia la necessità di produrre soluzioni in plastica in mostra al K, un appuntamento che sfida le difficoltà del momento e rimane il centro del mondo della plastica”. Thorsten Kühmann: “Stiamo attraversando un periodo di grande incertezza. Tuttavia, ci sono alcuni appuntamenti di grande interesse, e il K è uno di questi. Tutti sanno quando si svolgerà la fiera e tutta la comunità della plastica si dirigerà lì poiché offre il giusto orientamento, specie in un momento difficile come quello attuale. Questo si riflette anche nel motto del K 2025: “The Power of Plastics - Green, Smart, Responsible”.
Un motto che trasmette grande sicurezza. Su cosa si basa? Kühmann: “Crediamo che la plastica, come materiale, offra la soluzione alle grandi sfide della nostra civiltà, come, ad esempio, la questione dell’emergenza climatica. Di fatto le emissioni di CO2 stanno diminuendo poiché i veicoli sono sempre più leggeri grazie all’uso crescente della plastica, consumando così meno energia. Anche nel settore dell’edilizia il consumo enerMACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
L’economia circolare è ancora agli inizi. A che punto siamo oggi? Reifenhäuser: “Siamo più avanti rispetto a tre anni fa. L’ingegneria meccanica ha ormai raggiunto un livello sorprendentemente elevato. Le soluzioni tecniche per il riciclo sono in gran parte disponibili. Tuttavia, potremmo essere tre volte più avanti di quanto siamo realmente; in altre parole, potremmo riciclare molto di più. Perché non lo facciamo? Perché il riciclo è tecnicamente complesso e quindi più costoso rispetto alla produzione di plastica vergine. Nessuno è disposto a sostenere costi più elevati. I consumatori sono estremamente attenti ai costi, e i proprietari di marchi sono sotto enorme pressione competitiva. La plastica ha avuto successo perché è più performante di altri materiali, ma il percorso verso un’economia circolare è costoso e non sarà possibile affrontare questo aspetto senza normative specifiche”. Kühmann: “È vero, ma c’è una luce all’orizzonte. Una chiave per ridurre i costi sarebbe una diffusione molto più ampia della digitalizzazione, da un lato quella dei macchinari, per consentire un migliore controllo dei processi e facilitare la gestione di materiali complessi e riciclati, più difficili da trattare, dall’altro la digitalizzazione dei flussi di materiali. Qui entra in gioco il passaporto digitale del prodotto, che traccia digitalmente un prodotto lungo l’intero ciclo di vita. Macchinari e prodotti sono due leve che possono ridurre i costi. Ci vorrà ancora del tempo, ma siamo sulla buona strada”.
A che punto sono effettivamente le aziende con la digitalizzazione? L’IA è già in uso? Kühmann: “Praticamente ogni azienda nel settore delle macchine per la plastica ora si sta concentrando sulla digitalizzazione. Questo tema è ormai attuale in tutto il mondo, con molte aziende che si stanno già concentrando anche sulla vendita digitale. n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
Ulrich Reifenhäuser.
Thorsten Kühmann.
Recentemente, l’intelligenza artificiale sta trovando il suo posto anche nell’industria. Nel processo di digitalizzazione delle loro operazioni, le aziende hanno così tanti dati disponibili che possono semplicemente risolvere alcuni requisiti molto meglio con algoritmi intelligenti. Tre anni fa nessuno parlava di intelligenza artificiale, ora è sulla bocca di tutti - e ci sono già i primi esempi pratici”. Reifenhäuser: “L’automazione viene utilizzata nella produzione di macchine per la plastica da oltre 40 anni. Ora quasi tutti stanno facendo un passo avanti e si stanno concentrando sulla digitalizzazione. In sostanza, questo significa che vengono registrate quantità di dati molto più grandi e quindi più informazioni, grazie a processori più veloci. Questo permette di migliorare ancora una volta sensibilmente i processi. Il passo successivo è l’elaborazione intelligente dei diversi tipi di informazioni. Questo ci porta all’IA, che genera un enorme valore aggiunto: nella progettazione, nella produzione e nel servizio. Il potenziale è enorme”.
Foto Messe Düsseldorf/tillmann
getico è notevolmente ridotto grazie a edifici meglio isolati per mezzo della plastica. Una diminuzione dell’impronta di CO2 è data anche dall’uso di imballaggi in plastica che si traduce in un minore spreco alimentare. Questi sono tutti contributi fondamentali dati dall’industria della plastica. Un altro aspetto è l’economia circolare: le risorse non vengono utilizzate solo una volta, ma ripetutamente. Stiamo creando riciclabilità. Molto è già possibile, da qui il motto “The Power of Plastics”. Dobbiamo solo metterlo in pratica”. Reifenhäuser: “Il problema del cambiamento climatico nel mondo è un dato di fatto, ma è altrettanto vero che la plastica è il materiale più ecologico. La sua produzione consuma significativamente meno CO2 rispetto ad altri materiali. Questo vantaggio climatico sarebbe immediatamente visibile se, ad esempio, l’impronta di CO2 fosse indicata sugli imballaggi. Quindi, non è presuntuoso essere molto sicuri di sé”.
L’appuntamento con il K 2025 è sempre a Düsseldorf, quest’anno dall’8 al 15 ottobre.
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MARKETING La prossima edizione del K si svolgerà all’insegna del motto “The Power of Plastics! Green - Smart - Responsible”.
Qual è il ruolo dei dipendenti nel futuro dell’ingegneria della plastica? Kühmann: “I nostri dipendenti sono una delle risorse più importanti che abbiamo - tanto più perché le tendenze demografiche mostrano la difficoltà nel reclutare abbastanza giovani con determinati requisiti. Da un lato, dobbiamo quindi cercare di rendere l’ingegneria meccanica più attraente per più persone, in particolare per le donne. Dall’altro, dobbiamo spingere la digitalizzazione, inclusa l’IA. Questo semplificherà i processi e alla fine ci permetterà di gestire il lavoro con meno, ma più qualificati, dipendenti”.
Come sempre, la tecnologia dedicata alla trasformazione per plastica e gomma nel mondo sarà la grande protagonista a Messe Düsseldorf.
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Kühmann: “Alla fiera daremo vita al motto che abbiamo sviluppato insieme ai nostri membri e partner: “The Power of Plastics - Green, Smart, Responsible”. Mostreremo tutte le sfaccettature di questo motto ai visitatori. Nell’area esterna del K, le aziende presenteranno soluzioni concrete e mostreranno dove si trova attualmente il settore: nel riciclo, nella lavorazione della plastica e nella digitalizzazione. A tal fine, forniremo una panoramica di tutte queste applicazioni e soluzioni digitali nel VDMA Dome. Lì discuteremo anche dei giovani talenti”. Reifenhäuser: “Questa mostra nell’area esterna sarà ovviamente affiancata da soluzioni innovative e sviluppi speciali che saranno presentati negli stand delle singole aziende. Quindi, si potrà vivere entrambe le esperienze: la forza della plastica nel suo insieme presso lo spazio VDMA e l’abilità tecnica negli stand delle aziende. Ci sarà ancora una volta molto da vedere. Nella produzione di macchinari per la plastica, i cicli di sviluppo nelle aziende sono strettamente allineati con il ciclo triennale della fiera K. Questo spiega perché i fornitori sono sempre così desiderosi di presentare i loro prodotti e i visitatori sono così interessati a prendere parte a questo evento”.
Foto Messe Düsseldorf/tillmann
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VDMA come affronterà queste tematiche specifiche al K?
MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
a r t x E r t x E a r t Ex
ORDINARY
ORDINARY MOULDS
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Dalla Commissione europea
Una bussola per recuperare competitività in Europa Tra le prime iniziative della Commissione europea nella nuova legislatura c’è stata la presentazione di un piano per recuperare la competitività perduta dell’industria europea. Tale iniziativa riguarda in prima persona anche il settore delle materie plastiche e della gomma e ha chiamato in causa i principali attori istituzionali a livello continentale. A cura di Luca Mei
Ursula von der Layen, presidentessa della Commissione europea.
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in cui le tecnologie, i servizi e i prodotti puliti futuri siano progettati, fabbricati e commercializzati e, nel contempo, rendere il Vecchio Continente il primo a impatto climatico zero. Negli ultimi vent’anni l’Europa non è riuscita a tenere il passo con le altre grandi economie mondiali a causa del
Foto Commissione europea
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a Commissione europea ha presentato alla fine di gennaio una “bussola” per la competitività, prima grande iniziativa di questa legislatura europea che delinea una chiara strategia per orientare i suoi lavori. Tale bussola indica il percorso da seguire per trasformare l’Europa nel luogo
persistente divario nella crescita della produttività. Purché agisca con urgenza per affrontare gli annosi ostacoli e le debolezze strutturali che la frenano, l’UE dispone di quello che serve per invertire la tendenza: una forza lavoro talentuosa e istruita, capitali, risparmi, mercato unico, infrastrutture sociali uniche nel loro genere. In linea con il recente rapporto Draghi, che ha indicato tre esigenze trasformative per stimolare la competitività, la bussola definisce l’impostazione da seguire per ciascuna di esse e presenta una selezione di misure guida per rispondervi: colmare il divario nel campo dell’innovazione; fissare una tabella di marcia comune per la decarbonizzazione e la competitività; ridurre le dipendenze eccessive e aumentare la sicurezza. A sostegno di tali tre pilastri sono indicati cinque attivatori trasversali, essenziali per sostenere la competitività MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Foto Linkedin/Marco Mensink
Cefic favorevole, ma serve accelerare In merito alla pubblicazione della bussola per la competitività da parte della Commissione europea, che delinea un nuovo approccio alla politica di concorrenza e annuncia misure per colmare il divario nel campo dell’innovazione, ridurre la burocrazia e accelerare i processi di approvazione, Marco Mensink, direttore generale del Cefic, ha dichiarato che “con questa nuova direzione politica, la Commissione europea sta inviando un segnale importante. Le richieste di quasi 1.300 leader del settore, uniti attraverso la Dichiarazione di Anversa, non solo sono state ascoltate, ma sono state anche prese in considerazione. Ora che siamo sulla strada per aumentare la competitività, è necessario accelerare”. “La nostra industria ha superato il punto di rottura. Per il suo bene e quello degli 1,2 milioni di lavoratori che vi trovano impiego direttamente, abbiamo bisogno di azioni urgenti e di energia a prezzi accessibili. Siamo ansiosi di vedere i prossimi passi del Chemicals Industry Package. È necessario riportare chiarezza, prevedibilità e fiducia in Europa e nella sua politica industriale. Ma più di tutto è necesn. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
sario riportare in Europa gli investimenti”, ha aggiunto Marco Mensink.
Plastics Europe chiede un piano d’azione per la plastica Anche Plastics Europe ha accolto con favore il lancio della bussola per la competitività dell’UE, incluso il riconoscimento del potenziale inutilizzato della circolarità e della necessità di catalizzare gli investimenti nel riciclo, ma permane la preoccupazione per l’assenza di un approccio su misura per l’industria della plastica, il terzo materiale più utilizzato in Europa. In risposta, i produttori europei di materie plastiche hanno rinnovato il loro appello alla Commissione europea affinché riunisca le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e tutti i partner pertinenti per affrontare le sfide specifiche dell’ecosistema delle materie plastiche e il suo futuro in Europa attraverso un piano d’azione. L’importanza, le dimensioni e la complessità del sistema europeo delle materie plastiche richiedono una risposta politica su misura. “È un primo passo importante. È anche incoraggiante che il piano UE affronti le principali preoccupazioni sulla competitività del settore. Tra queste, la necessità di ridurre i costi energetici e la burocrazia, di creare un clima più favorevole agli investimenti e di uniformare le regole del gioco con i nostri concorrenti internazionali, per esempio tramite incentivi finanziari
Marco Mensink, direttore generale di Cefic.
per supportare gli investimenti nell’innovazione e la transizione al Green Deal”, ha commentato Virginia Janssens, managing director di Plastics Europe. “La dura verità è che gli impianti di produzione di materie plastiche stanno già chiudendo in tutta Europa, portando alla delocalizzazione dell’industria, dei posti di lavoro e degli investimenti sostenibili e a una maggiore dipendenza dalle importazioni. Sono necessari interventi urgenti per ripristinare la competitività del settore europeo delle materie plastiche e per rimettere in carreggiata l’obiettivo dell’Europa di stabilire il primo sistema di plastica circolare e a zero emissioni nette al mondo”, ha proseguito la Janssens. I dati recenti pubblicati da Plastics Europe hanno evidenziato un calo dell’8,3% della produzione di materie plastiche nell’UE nel 2023 rispetto al 2022. La quota dell’Europa nel mercato globale è scesa dal 22% del 2006 al 12% del 2023 e l’UE è diventata sempre più dipendente dalle importazioni di resine e prodotti finiti da regioni con standard di prodotto e ambientali spesso meno rigorosi. Per la prima volta si è registrato anche un allarmante calo della produzione di plastica riciclata in Europa, a causa di un eccesso di offerta di importazioni a basso costo. Virginia Janssens, managing “La plastica, insieme ad acciaio, metal- director di Plastics Europe.
Foto Plastics Europe
in tutti i settori: semplificazione; riduzione degli ostacoli al mercato unico; finanziamento della competitività; promozione di competenze e posti di lavoro di qualità; miglioramento del coordinamento delle politiche a livello nazionale e UE. “L’Europa ha tutto quel che serve per vincere la corsa. Ma allo stesso tempo deve superare le sue debolezze per riconquistare competitività. La bussola per la competitività concreta le eccellenti raccomandazioni del rapporto Draghi in una tabella di marcia. Ora abbiamo un piano. Abbiamo la volontà politica. Ci servono rapidità e unità. Il mondo non ci aspetterà. Tutti gli Stati membri sono d’accordo: è il momento di passare all’azione”, ha dichiarato la presidentessa della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
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li, prodotti chimici e cemento, è la spina dorsale della produzione europea. La plastica è il terzo materiale più utilizzato nell’economia europea e svolge un ruolo essenziale in molte delle filiere più strategiche d’Europa, tra cui digitale, energie rinnovabili, auto, edilizia, imballaggi, dispositivi medicali e agricoltura. Sarà quindi importante garantire che la plastica sia presa in considerazione in varie iniziative e misure settoriali per garantire le forniture UE di materiali chiave”, ha aggiunto la managing director di Plastics Europe. “Abbiamo urgente bisogno di supporto per realizzare gli obiettivi della nostra tabella di marcia Plastic Transition, per raggiungere i quali da soli non controlliamo tutte le leve a monte e a valle. Pertanto, siamo incoraggiati dal fatto che la bussola sulla competitività riconosca il potenziale inutilizzato della circolarità e l’importanza di catalizzare gli investimenti nel
BUSSOLA SULLA COMPETITIVITÀ Calendario delle azioni chiave
4° TRIMESTRE 2026 • Legge sull’economia circolare
riciclo. Per farlo, i decisori politici devono creare le basi per un mercato unico per i rifiuti e i materiali riutilizzabili e stimolare la domanda di plastiche riciclate, di origine biologica e a basse emissioni di carbonio. In linea con l’approccio neutrale della bussola sulla competitività, che sosteniamo pienamente, abbiamo anche bisogno dell’accettazione tempestiva di metodi di riciclo innovativi come quello chimico per sbloccare e ridurre i rischi degli investimenti in Europa. Qualsiasi controllo della competitività deve includere l’applicazione de facto delle normative UE in materia di sostenibilità su tutti i prodotti e materiali immessi nel mercato UE, comprese le importazioni, tramite meccanismi di sorveglianza del mercato e sanzioni, e richiede una migliore tracciabilità delle plastiche e dei prodotti circolari importati ed esportati tramite nuovi codici doganali”, ha concluso Virginia Jenssens.
2026 DA CONFERMARE • 28° regime • Legge sull’area europea della ricerca • Legge sui materiali avanzati • Revisione delle direttive sugli appalti pubblici • Revisione del regolamento sulla standardizzazione
2025 DA CONFERMARE
• Legge sullo spazio • Piano di investimento per il trasporto sostenibile
1° TRIMESTRE 2025 • Iniziative per le fabbriche a IA • Clean Industrial Deal e piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili • Libro bianco sul futuro della difesa europea • Preparazione della strategia dell’Unione • Strategia di sicurezza interna • Semplificazione Omnibus e definizione di small mid-cap • Unificazione delle competenze
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4° TRIMESTRE 2025 • Legge Quantum • Legge sulle reti digitali • Legge sull’accelerazione della decarbonizzazione industriale
2° TRIMESTRE 2025 • Strategia di avvio e scalabilità • Nuova disciplina degli aiuti di Stato • Unificazione del risparmio e degli investimenti europei
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3° TRIMESTRE 2025
• Revisione del meccanismo di aggiustamento delle frontiere per il carbonio • Legge sulla medicina critica • QFP, incluso il fondo per la competitività
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Hasso von Pogrell, direttore generale di European Bioplastics.
Sostegno anche de European Bioplastics La bussola per la competitività presentata dalla Commissione intende fornire un quadro strategico e chiaro per orientare il suo lavoro, ma traccia anche un percorso affinché l’Europa si attesti come il luogo in cui tecnologie, servizi e prodotti puliti vengano progettati, realizzati e immessi nel mercato, diventando al contempo il primo continente a raggiungere la neutralità climatica. Tale orientamento ha raccolto il favore anche di European Bioplastics, rimarcando fermamente che le plastiche di origine biologica, biodegradabili e compostabili possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi di competitività sostenibile stabiliti dalla bussola della Commissione europea. “La quota media di prodotti chimici a base biologica nel mercato chimico complessivo è superiore al 3% e ha generato 65 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2019, garantendo 500.000 posti di lavoro. Questi numeri dimostrano un potenziale di crescita significativo, considerando che le PMI costituiscono la maggior parte degli attori economici nella filiera della plastica a base biologica, biodegradabile e compostabile”, ha affermato Hasso von Pogrell, direttore generale di European Bioplastics. Per l’associazione europea delle bioplastiche, in questo contesto, sarà necessario elaborare un quadro politico chiaro, come un piano d’azione industriale sui biopolimeri che stabilisca un campo di gioco equo per le plastiche a base biologica, biodegradabili e compostabili, al di là di standard ed etichette. Incentivi di mercato, come quelli recentemente introdotti negli Stati Uniti, sono assolutamente necessari in Europa per impedire che il ritorno sugli investimenti pubblici e privati venga raccolto altrove. MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
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Incontro confronto per l’industria chimica
La ricerca apre la strada verso l’estero Effetto spillover: 400 milioni di euro di investimenti nella chimica ad alta specialità generano 6 miliardi di euro sull’intera economia italiana. Un appuntamento voluto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con Federchimica. Al tavolo i ministri Tajani, Urso e Bernini.
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icerca e sviluppo a favore dell’internazionalizzazione e della competitività: questi i temi al centro dell’incontro “Innovazione chimica” che si è tenuto il 7 marzo a Villa Madama a Roma, appuntamento voluto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e realizzato con la collaborazione di Federchimica che ha messo a confronto istituzioni, associazioni, enti di ricerca ed esponenti del mondo finanziario con l’obiettivo di evidenziare il ruolo strategico della chimica per la crescita e lo sviluppo del Paese come acceleratore dell’internazionalizzazione del “Made in Italy”.
La parola ai protagonisti “Sono molto lieto di ospitare qui a Villa Madama questo importante appuntamento dedicato a un settore chiave del nostro tessuto industriale. Il comparto della chimica ha un impatto a cascata su un numero infinito di settori della nostra economica e il rapporto che presentiamo oggi fotografa il ruolo della chimica come acceleratore di innovazione, export, crescita”, ha dichiarato il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani. “Vogliamo mettere le nostre imprese nelle migliori condizioni per crescere e creare benessere. Abbiamo rafforzato la squadra della crescita, ICE, Sace, Simest, Cassa Depositi e Prestiti, tutti presenti oggi, che è al fianco delle nostre imprese per aiutarle a crescere nei circuiti internazionali. Dall’inizio del mio mandato ho messo in campo una precisa strategia di Diplomazia della crescita, a favore dell’export e per l’internazionalizzazione dei nostri territori. Per questo abbiamo
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lanciato in questi giorni una strategia di ulteriore rafforzamento e diversificazione dei nostri mercati di sbocco. Guardiamo con attenzione a tutti i mercati emergenti più promettenti in ottica di diversificazione” “L’industria chimica in Italia rappresenta una delle colonne portanti della nostra economia”, ha ricordato Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, “con un fatturato di 77 miliardi di euro e un ruolo centrale in Europa, essendo terzi per produzione dopo Germania e Francia. Intendiamo rendere questo settore sempre più competitivo, innovativo e sostenibile, puntando sulla ricerca e sull’internazionalizzazione. Questi i motori strategici che guideranno lo sviluppo futuro della chimica italiana e contribuiranno alla crescita economica e sociale del Paese”. “La chimica è al centro della trasformazione scientifica e industriale del nostro tempo. La sua trasversalità la rende un motore di innovazione in molti settori, dall’ambiente alla salute, dall’industria ai nuovi materiali”, ha aggiunto il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. “Con 125 corsi di laurea in Italia, la formazione chimica sta evolvendo per rispondere alle sfide del mercato del lavoro e della società, con percorsi altamente specializzati e orientati alla sostenibilità e alle nuove tecnologie. Le Università italiane, con corsi sempre più all’avanguardia, dimostrano come ricerca e internazionalizzazione siano leve strategiche per il futuro della chimica e dell’intero Paese”. “La chimica è un settore strategico dell’economia europea, ha un carattere pervasivo e abilitatore: il 95% di tutti i manufatti, MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
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Da sinistra: Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca, Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Ilaria Di Lorenzo, vicepresidente alla ricerca di Federchimica.
Lo scenario internazionale Il confronto internazionale indica che gli Stati Uniti sono il primo mercato di destinazione per la chimica europea e la Cina è il primo fornitore per l’Europa. In questo scenario, la Cina produce prevalentemente commodity a basso costo, mentre gli USA sono anche alla ricerca di specialità innovative. In Italia la chimica è tra i settori con la più diffusa presenza di imprese innovative (80%) e, diversamente da altri comparti, l’innovazione si basa sulla ricerca. In effetti l’industria chimica è il primo settore – dopo la farmaceutica – in termini di quota di imprese che svolgono attività di ricerca e sviluppo (75%). La ricerca non coinvolge solo le realtà più grandi, ma anche le PMI. In ambito europeo l’Italia è il secondo Paese, dopo la Germania, per numero di imprese chimiche attive nella ricerca, oltre 1.200. Secondo l’anticipazione di un’indagine sul valore della ricerca chimica come moltiplicatore di internazionalizzazione e competitività, gli investimenti dell’industria chimica italiana toccano il 3,8% sui ricavi, percentuale che pone il settore ben al di là del 3% fissato dall’Unione Europea come obiettivo; nelle imprese ad alto valore aggiunto e specializzazione, l’investimento in ricerca e sviluppo supera la soglia del 5%. Al tempo stesso l’81,5% delle imprese ha investito per cogliere opportunità all’estero, il 35,4% ha investito all’estero (da sola o in joint) e il 74,1% è impen. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
gnato in progetti internazionali. Oltre la metà delle imprese giudica importante la ricerca per farsi strada nei mercati internazionali. Dati che ribadiscono il valore strategico dell’innovazione chimica a favore di una espansione sui mercati esteri. La ricerca genera, infatti, competitività e apre la strada verso l’estero con importanti ritorni positivi per tutto il Sistema Paese: tre quarti delle imprese hanno programmi di collaborazione internazionali confermando la propensione delle imprese alla ricerca e il contributo che la chimica in Italia offre alla presenza internazionale dell’industria italiana in generale. L’export chimico italiano è cresciuto negli ultimi trent’anni e oggi vale il 4,4% del totale mondiale, con prestazioni positive anche nel confronto con Francia e Germania grazie al traino delle numerose nicchie di specializzazione nell’ambito della chimica a valle in un contesto di regole complesse e di costi elevati a cominciare dall’energia. “La competitività dell’industria europea è a rischio su terreni che tradizionalmente erano suoi punti di forza, come evidenziato dal Rapporto Draghi alla Commissione europea. Il ritardo delle scelte comuni in materia di competitività e la cultura iper-regolatoria sono ostacoli da rimuovere al più presto per salvaguardare una preziosa e insostituibile infrastruttura tecnologica per il nostro Paese. Investire in ricerca chimica significa spingere la competitività sui mercati esteri e generare ampie ricadute. Si pensi che investimenti aggiuntivi per 400 milioni di euro nella chimica ad alta specialità generano 1,6 miliardi di euro di ricadute nel settore e ben 6 miliardi di euro di effetto spillover, sull’intera economia italiana”, ha dichiarato in conclusione la vicepresidente alla ricerca di Federchimica, Ilaria Di Lorenzo.
Foto di gruppo dei partecipanti all’incontro “Innovazione chimica”.
Foto Linkedin/Federchimica
già di uso comune o che lo diventeranno in futuro, sono disponibili a costi largamente accessibili grazie alla chimica. L’industria chimica, caratterizzata da specialità ad alto valore, offre le soluzioni tecnologiche che rendono possibile lo sviluppo e la produzione di molti prodotti finiti. In termini di competitività sui mercati globali, la geopolitica è entrata prepotentemente nelle nostre imprese con ricadute rilevanti per quanto riguarda la gestione sostenibile delle materie prime e i costi energetici, aspetti cruciali per contrastare la concorrenza globale, in particolare da Paesi che non sempre rispettano i nostri stessi standard ambientali, sociali e di sicurezza”, ha commentato Francesco Buzzella, presidente Federchimica. “Le imprese chimiche in Italia sono fortemente orientate all’export e sono protagoniste in collaborazioni internazionali grazie alla forte spinta innovativa data dal loro DNA: esportano tecnologie e competenze, consolidando la presenza internazionale del settore e contribuendo al rafforzamento del Made in Italy a livello globale. Basti pensare che l’export chimico italiano, dal 2010 al 2023, è cresciuto dell’85% (fonte: EUROSTAT) con un valore totale che ha raggiunto i 40,6 miliardi di euro, il 6,4% sul totale delle esportazioni nazionali. La domanda di prodotti innovativi e con una elevata specialità stimola le esportazioni. Contestualmente la ricerca supporta l’internazionalizzazione sviluppando materiali, prodotti, soluzioni innovative che hanno maggiore domanda sui mercati esteri, rafforzando l’intero sistema manifatturiero italiano”, ha proseguito il presidente di Federchimica.
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MARKETING NEWS Gefran approva il bilancio al 31 dicembre 2024
Ricavi stabili, in crescita Asia e America per l’automazione, i ricavi sono in aumento rispetto al pari periodo precedente (+18,5% rispetto al 2023). Nell’esercizio del 2024 la raccolta ordini è stata complessivamente più alta rispetto al dato del 2023 (+8,5%), come risultato di un aumento della raccolta ordini per il business sensori (+10,8%), più contenuto, seppur ampiamente positivo, per il business dei componenti per l’automazione (+4,5%). Il margine operativo lordo (Ebitda) risulta positivo per 23,1 milioni di euro (24,1 milioni di euro nel 2023) e corrisponde al 17,4% dei ricavi (mentre nel 2023 era pari al 18,2% dei ricavi), in diminuzione rispetto all’esercizio precedente di 1,1 milione di euro. Il valore aggiunto in aumento e gli altri costi operativi sostanzialmente invariati rispetto al 31 dicembre 2023, non compensano completamente l’incremento del costo del personale, caratterizzato dal rafforzamento dell’organico oltre che dall’incremento generalizzato dei salari quale naturale conseguenza dell’inflazione. Questi fattori combinati determinano complessivamente il decremento del margine operativo lordo rispetto al dato precedente. Il risultato operativo (Ebit) risulta positivo e pari a 15,1 milioni di euro (11,4% dei ricavi) e si confronta con un Ebit pari a 16,6 milioni di euro dell’esercizio 2023 (12,5% dei ricavi), con un decremento di 1,4 milioni di euro. Come per il margine operativo lordo, la variazione deriva prevalentemente dal maggior costo del personale rilevato, ulteriormente deteriorato dai maggiori ammortamenti rilevati rispetto al periodo di confronto. Infine, la posizione finanziaria netta è positiva e corrispondente a 34,2 milioni di euro, mentre il dato di fine 2023 era positivo per 22,7 milioni di euro. “Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti nell’ultimo esercizio, ritenuti molto positivi, soprattutto considerando il contesto sfidante in cui sono stati ottenuti. Questi traguardi confermano la solidità del Gruppo e la nostra capacità di adattarci con successo a uno scenario in continua evoluzione”, ha dichiarato Marcello Perini (nel riquadro), amministratore delegato di Gefran.
Foto Gefran
Il consiglio di amministrazione di Gefran, riunitosi il 13 marzo sotto la presidenza di Maria Chiara Franceschetti presso la sede dell’azienda a Provaglio d’Iseo (Brescia), ha approvato all’unanimità il progetto di bilancio d’esercizio, bilancio consolidato e rendicontazione di sostenibilità al 31 dicembre 2024. I ricavi nel 2024 sono pari a 132,6 milioni di euro, sostanzialmente allineati agli stessi dell’esercizio 2023, pari a 132,8 milioni di euro. Al netto dell’effetto negativo portato dalla variazione dei cambi, i ricavi progressivi dell’esercizio sarebbero superiori al dato dell’esercizio precedente dello 0,4%. La suddivisione dei ricavi per area geografica mostra una diminuzione diffusa a molte delle aree servite dal gruppo, e in particolare Italia (-6,6%) ed Europa (complessivamente -7,8%). L’area geografica per la quale, al contrario, viene rilevata una crescita dei ricavi è l’Asia (+20,9%), che sconta l’effetto negativo dell’andamento delle valute estere (in particolare renmimbi e rupia), al netto del quale l’aumento rilevato sarebbe finanche più elevato (+22,3%). In crescita anche le vendite nell’area America (complessivamente +2,2%, che al netto dell’effetto cambio negativo determinato in particolare dall’andamento del Real brasiliano salirebbe al +4,5%). In termini di aree di business, rispetto all’esercizio 2023, si evidenziano ricavi in aumento nel segmento componenti per l’automazione, per il quale si rileva una crescita dell’1,1%, trainata dall’aumento dei volumi di vendita delle famiglie di prodotto delle gamme controllo di potenza (+8,9% rispetto al 2023) e soluzioni (+11,4% rispetto al pari periodo precedente), e in particolare nei mercati Asia e America (rispettivamente +42% e +16% rispetto al 2023). Sono invece in contrazione rispetto al 31 dicembre 2023 i ricavi generati dal segmento sensori, nello specifico del 1,6% (al netto dell’effetto negativo apportato dalle valute la diminuzione percentuale sarebbe più contenuta e pari all’1%), diffusa nelle principali aree geografiche servite, a esclusione del mercato dell’Asia dove, come per il segmento componenti
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MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
MARKETING NEWS ABB e Università di Bergamo insieme fino al 2028
Tracciare insieme il futuro dell’innovazione tecnologica e della ricerca ABB Italia e Università degli Studi di Bergamo hanno recentemente rinnovato l’accordo quadro che definisce le linee strategiche di collaborazione sul futuro della ricerca e dell’innovazione tecnologica fino al 2028. In particolare, l’accordo, incentrato su ricerca didattica, formazione e orientamento, con l’obiettivo di rafforzare lo scambio reciproco di risorse, competenze e conoscenze, si sviluppa su aree tematiche che vanno dalla sostenibilità ai temi DEI (Diversità, Equità, Inclusione), passando per le tecnologie avanzate e l’intelligenza artificiale. Il sodalizio tra i due partner, avviato nel 2015 con un primo accordo di collaborazione, è stato quindi rinnovato e, oltre a rappresentare un passo significativo verso l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, rafforza ulteriormente il legame tra ABB e il territorio bergamasco. Dalla fondazione della storica Sace nel 1934, acquisita da ABB nel 1988, l’azienda è sempre stata fortemente legata al capoluogo lombardo, a cui deve le sue origini e che oggi la vede presente con i siti di Bergamo e Dalmine, due realtà di spicco del gruppo ABB e di importante rilievo nel panorama industriale italiano. “Siamo entusiasti di rafforzare la collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo in progetti ambiziosi e innovativi”, ha dichiarato Simona Alberini, presidente di ABB Italia. “Questo accordo non solo aiuterà a sviluppare conoscenze e ricerca in settori chiave come l‘elettrotecnica e l’elettronica e in segmenti che sono alla base degli sviluppi futuri come l’intelligenza artificiale, ma permetterà di individuare e far crescere nuovi talenti pronti ad affrontare le sfide del futuro. Inoltre, ABB e università potranno unire gli sforzi per promuovere la diversità, l’equità e l’inclusione, temi a cui ABB si dedica con convinzione”. “La collaborazione pluriennale con ABB sui temi
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dell’innovazione dei prodotti, dei processi produttivi e dei servizi”, ha spiegato Sergio Cavalieri, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, “rappresenta un pilastro fondamentale del nostro impegno verso una didattica esperienziale e orientata al futuro. Questo accordo ci consente di rafforzare la sinergia con un partner industriale di eccellenza per creare joint lab e laboratori didattici che arricchiscano l’esperienza formativa dei nostri studenti, non solo nei corsi a indirizzo ingegneristico. Inoltre, si aprono nuove prospettive per promuovere forme di orientamento attivo, aiutando i giovani a progettare il loro futuro professionale con strumenti concreti e innovativi. Lo slancio verso nuove progettualità sui temi della twin transition e dell’intelligenza artificiale testimonia la volontà condivisa di tracciare insieme le traiettorie dell’innovazione, mettendo al centro le persone e le competenze necessarie per affrontare le sfide globali”. Il primo atto di questa collaborazione è l’istituzione della borsa di studio ABB Sace, progetto che per il 2025 vedrà protagonisti due studenti dei Dipartimenti di Ingegneria e Scienze Applicate e Ingegneria Gestionale, dell’Informazione e della Produzione, i quali avranno la possibilità di trascorrere un periodo di stage formativo della durata di sei mesi presso ABB, sviluppando un progetto di tesi con focus sulla sostenibilità. I due studenti selezionati saranno inseriti nelle sedi di Bergamo e Dalmine e affiancati da team di esperti ABB che li supporteranno nella redazione del progetto di tesi. ABB e Università di Bergamo sono partner dal 2015 e lo rimarranno (almeno) fino al 2028; nella foto Simona Alberini, presidente di ABB Italia, e Sergio Cavalieri, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, nel momento del rinnovo della collaborazione.
MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Sirmax nel 2024
Foto AutotechSirmax
Crescere e investire, soprattutto in India
“Il completamento dell’espansione dello stabilimento di Palwal ci consentirà di soddisfare la domanda in rapida crescita di compound ad alte prestazioni in India e nei mercati internazionali, rafforzando al tempo stesso la nostra capacità di promuovere innovazioni sostenibili”, ha commentato Achal Thakkar, amministratore delegato di AutotechSirmax India.
Il 2024 per Sirmax si è chiuso con un fatturato di 420 milioni di euro, in crescita rispetto ai 410 milioni del 2023 grazie a un incremento del 10% dei volumi globali di produzione. A trainare il buon andamento dello scorso anno sono stati India, Brasile e Stati Uniti e una leggera ripresa è stata registrata anche in Europa – che pesa per il 65% dell’intero fatturato dell’azienda – nonostante un marcato fenomeno inflattivo, l’aumento del costo della vita, la decrescita della domanda di beni durevoli e del potere contrattuale dei consumatori. A premiare Sirmax due fattori fra tutti: il nuovo modello di business lanciato nel 2019 ed incentrato sulla sostenibilità, che ha permesso di mettere a punto prodotti green altamente performanti oggi all’interno del 90% dei progetti Sirmax, e la strategia multi-country e multi-product, che significa internazionalizzazione con filiere corte per presidiare tutte le aree del mondo. “Sirmax sta spingendo molto sui Paesi che registrano una crescita”, ha commentato Massimo Pavin, presidente e amministratore delegato di Sirmax Group. “Bisogna localizzarsi dove nasce la domanda; la strategia vincente resta andare a produrre in un mercato per quel mercato, in particolare in un momento storico, come quello che stiamo vivendo, in cui le economie si stanno chiudendo e l’esigenza di forniture locali aumenterà”. Sul fronte prodotti, Sirmax sta crescendo molto nel settore elettrico-elettronico civile e industriale, in particolare, per quanto riguarda i prodotti con proprietà ritardanti di fiamma, ovvero autoestinguenti, e quelli con contenuto di riciclato pensati e formulati proprio per le esigenze di tale mercato. In India Sirmax ha rafforzato la propria presenza con due investimenti: il revamping dello stabilimento di Palwal e l’avvio delle operazioni di preparazione per la costruzione di una nuova struttura produttiva greenfield a Hosur, che sarà operativa nel 2027. Il gruppo di Cittadella (Padova) è già
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presente in India con due stabilimenti (a Palwal, appunto, e a Valsad) controllati attraverso la joint-venture AutotechSirmax e la nuova struttura a Hosur sarà il terzo nel subcontinente indiano terzo (e il quattordicesimo mondo). Gli investimenti a Palwal e a Hosur ammontano a circa 10 milioni di dollari, messi a terra a fronte della forte ripresa della domanda nel Paese, ma anche grazie al buon andamento del gruppo nel 2024. Sirmax nel subcontinente indiano cresce ogni anno del 15% grazie al solo mercato locale; la riqualificazione ha trasformato il sito produttivo di Palwal in una struttura moderna, tecnologicamente avanzata, con quattro nuove linee di estrusione, laboratori all’avanguardia e nuovi magazzini automatizzati. La capacità produttiva è raddoppiata – da 15 mila a 30 mila tonnellate annue – per rispondere alla crescente domanda, in particolare nel mondo dell’automobile (veicoli elettrici), degli elettrodomestici e dei prodotti elettrici ed elettronici. All’espansione di Palwal, nell’ottica di una più ampia strategia di crescita del gruppo che lo renderà uno dei principali produttori di materiali termoplastici tecnici e compound a base di polipropilene e tecnopolimeri in tutta l’India, si affianca la costruzione greenfield del terzo stabilimento indiano a Bangalore-Hosur di circa 20 mila metri quadrati, che ha preso avvio con le opere di contenimento dell’area. La nuova struttura sarà pronta nel 2027 e permetterà ad AutotechSirmax di operare come fornitore glocal in grado di espandersi, oltre che nel mercato interno, in tutta l’Asia. “Alla fine del nostro investimento, l’India sarà un hub moderno in cui il cliente potrà trovare lo stesso know-how presente in tutte le altre regioni del mondo”, ha spiegato Massimo Pavin. “Attualmente l’India pesa per il 10% circa sull’intero business di Sirmax, ma le aspettative di crescita sono alte, basti pensare che il Paese ha 1,4 miliardi di abitanti con una economia che cresce del 6,5% all’anno”.
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MARKETING NEWS Il 2024 di Covestro
Contesto di mercato difficile, ma prosegue la trasformazione
Covestro prevede condizioni economiche difficili anche nel 2025 e in questo contesto ritiene di raggiungere un Ebitda tra 1 e 1,6 miliardi di euro per l’intero anno fiscale.
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essere avviata entro la fine del 2026. Parallelamente, Covestro prosegue la transizione verso un’economia circolare e l’ottimizzazione dei processi interni. Attraverso il programma “Strong”, mira a risparmiare 400 milioni di euro in tutto il mondo ogni anno entro il 2028 mediante digitalizzazione e adeguamenti strutturali. A tale riguardo Christian Baier, CFO di Covestro, ha affermato che “non possiamo influenzare le condizioni esterne del mercato, ma possiamo controllare come rispondere a esse. Ecco perché abbiamo utilizzato il 2024 per rendere i nostri processi più efficienti e migliorare la nostra resilienza. Digitalizzazione e intelligenza artificiale svolgono un ruolo chiave in questo e anche nel 2025 continueremo a ottimizzare le nostre strutture per rendere Covestro adatta al futuro”. Lo scorso ottobre Covestro ha firmato un accordo di investimento con Adnoc, che ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto volontaria di 62 euro per azione a tutti gli azionisti di Covestro. A seguito di ulteriori acquisizioni successive, alla fine del 2024 la partecipazione dell’acquirente è arrivata al 91,58% del capitale azionario di Covestro. Adnoc ritiene Covestro fondamentale per il suo business nei materiali ad alte prestazioni e nei prodotti chimici speciali. L’acquisizione è considerata da Adnoc un passo fondamentale nella sua strategia per diventare una delle prime cinque aziende chimiche al mondo. Le vendite nel segmento Performance Materials sono salite a 7 miliardi di euro. Mentre un’efficace ripresa dei volumi del 12% ha spinto le vendite, una situazione di mercato debole con eccesso di offerta ha pesato sui prezzi di vendita e sui margini. Il segmento Solutions & Specialties ha registrato un calo del 3,6% delle vendite a 7 miliardi di euro a causa di prezzi di vendita medi più bassi abbinati a prezzi delle materie prime più bassi.
Foto Covestro
Nonostante un contesto di mercato persistentemente difficile, Covestro ha continuato a perseguire con rigore la sua strategia di trasformazione nel corso di tutto il 2024. Le vendite sono diminuite dell’1,4% a 14,2 miliardi di euro, principalmente a causa dei bassi prezzi di vendita, l’Ebitda è rimasto sostanzialmente stabile, scendendo dello 0,8% a 1,1 miliardi di euro, e l’utile netto è stato pari a -266 milioni di euro. Le emissioni di gas serra sono scese a 4,7 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, principalmente grazie agli interventi nei siti produttivi di Leverkusen, Dormagen, Uerdingen e Brunsbüttel (Germania) e Baytown (Stati Uniti). “Nel 2024 abbiamo messo fermamente in atto la nostra strategia e abbiamo proseguito a tutta velocità con la nostra trasformazione, nonostante le sfide che l’intera industria chimica ancora una volta ha dovuto affrontare”, ha affermato Markus Steilemann, CEO di Covestro. “In particolare, il miglioramento della disponibilità dei nostri impianti ci ha consentito di aumentare significativamente i volumi venduti. Stiamo proseguendo con determinazione lungo questo percorso, creando le basi per una crescita a lungo termine con investimenti mirati in competitività e tecnologie sostenibili per il futuro”. Componente chiave della trasformazione di Covestro è risultato il potenziamento delle capacità produttive, in particolare nei siti di Baytown (Stati Uniti), Shanghai (Cina) e Tarragona (Spagna). Ulteriori investimenti per aumentare l’efficienza energetica e la competitività produttiva sono stati effettuati anche presso lo stabilimento di Dormagen (Germania). Inoltre, recentemente la società ha annunciato l’espansione del sito a Hebron (Stati Uniti) con un investimento di alcune centinaia di milioni di euro per aumentare la capacità di policarbonati differenziati nel segmento Solutions & Specialties, la cui produzione dovrebbe
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B I NO VA MAN U FAC TU R ES PLAN TS FO R R E C Y C L IN G , C O M P O U N D IN G A N D E X T R U S ION O F T H E R MO P LASTI C MATER I ALS.
MARKETING NEWS Balaji Suresh nominato COO
Avvicendamento in Husky Con oltre vent’anni di esperienza in ambito produttivo e nella filiera di riferimento a livello globale, Balaji Suresh è stato recentemente nominato Chief Operations Officer (COO) di Husky Technologies, dove apporta il proprio contributo in un momento cruciale del percorso di crescita dell’azienda. Balaji Suresh arriva in Husky da L3Harris Technologies, dove con il ruolo di vicepresidente della catena di approvvigionamento ha guidato le operazioni aziendali a livello globale. La sua carriera si è contraddistinta per il un forte impegno verso l’eccellenza operativa, la trasformazione digitale e la crescita strategica. Suresh ha inoltre implementato con successo trasformazioni aziendali snelle, ottimizzato complesse filiere e introdotto soluzioni incentrate sui clienti in contesti industriali dinamici. “Balaji Suresh incarna i valori fondamentali che definiscono l’incessante ricerca dell’eccellenza da parte di Husky”, ha dichiarato Bradley Selleck, CEO di Husky. “La sua profonda
esperienza nell’innovazione della produzione digitale, unita alla sua capacità di creare e ispirare team molto capaci, lo rende il leader ideale per elevare le nostre operazioni e accelerare la nostra ambiziosa strategia di crescita. La sua passione per la trasformazione guidata dalla tecnologia e il suo impegno nel fornire un valore superiore ai clienti si allineano perfettamente con la visione strategica di Husky”. In qualità di COO, Balaji Suresh supervisionerà le operazioni produttive e della filiera di Husky a livello globale, garantendo l’integrazione di soluzioni digitali all’avanguardia e di principi di produzione lean. Il suo ruolo sarà cruciale nel rafforzare la resilienza operativa di Husky e nel consolidare la sua posizione nel settore dell’ingegneria di precisione e delle soluzioni produttive sostenibili. “Sono entusiasta e onorato di entrare a far parte di Husky in un momento così importante”, ha dichiarato Balaji Suresh nel momento della nomina. “La reputazione di Husky in termini di
Il nuovo COO Balaji Suresh arriva in Husky da L3Harris Technologies.
eccellenza, innovazione e centralità del cliente è senza pari e non vedo l’ora di iniziare a lavorare con il team sui nostri impegni attraverso l’eccellenza operativa, la tecnologia e l’innovazione”. Husky resta focalizzata sullo sviluppo di soluzioni innovative sostenibili, efficienti e precise. L’aggiunta di Balaji Suresh al suo management sottolinea il continuo investimento dell’azienda in risorse di alto livello e in soluzioni capaci di migliorare la produzione.
Matthias Holder subentra a Jürgen Lochner
Un nuovo CSO/CTO in Illig Dallo scorso 15 gennaio Matthias Holder ha assunto la doppia posizione di Chief Sales Officer (CSO) e Chief Technology Officer (CTO) di Illig, subentrando a Jürgen Lochner, che ha lasciato l’azienda di Heilbronn (Germania) dopo diversi
anni per seguire nuove opportunità professionali. Matthias Holder, 55 anni, dirigerà le divisioni Sales, Technology e Service dell’azienda, concentrandosi inizialmente sul riallineamento strategico del business globale di vendita e assistenza in un contesto di mercato difficile. Tra le sue prime priorità rientrano il lancio di Illig Dry Fiber Systems per la produzione di soluzioni di imballaggio sostenibili in fibra naturale secca e il rafforzamento delle attività nella termoformatura e nell’imballaggio. Il CSO/CTO vanta una lunga esperienza nell’ingegneria meccanica, in particolare nel settore della stampa e dell’imballaggio. Nella sua trentennale carriera ha guidato processi di trasformazione in gruppi aziendali di medie dimensioni, lavorando per società
quali MAN Roland, Robert Bosch, Herma e Gruppo Loparex. “Riallineare Illig è un compito impegnativo. L’incontro con la forza vendita internazionale tenutosi presso la nostra sede centrale a fine gennaio è stato l’occasione ideale per accelerare lo sviluppo del mercato, dove risponderemo in modo flessibile e strategico alle esigenze dei clienti e delle diverse aree in tutto il mondo”, ha affermato Matthias Holder. “Vorremmo ringraziare Jürgen Lochner per il suo impegno e la sua dedizione personale negli ultimi quattro anni, in particolare nel processo di transizione aziendale del 2024. Gli auguriamo un successo e tutto il meglio per la sua futura carriera”, ha aggiunto Carsten Strenger, CEO di Illig.
Matthias Holder, CSO/CTO (a sinistra), Carsten Strenger, CEO (al centro), e Thomas Schmidt, Chief Transformation Officer (a destra).
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Hillenbrand ha ceduto la maggioranza di Milacron
Il 5 febbraio la società statunitense Hillenbrand ha chiuso un accordo definitivo per la vendita della quota di maggioranza del 51% circa delle attività di stampaggio a iniezione ed estrusione di Milacron a una società affiliata di Brain Capital per un importo di 287 milioni di dollari. Il restante 49% resta di proprietà di Hillenbrand. Questa transazione si inquadra nella trasformazione del portafoglio e nella strategia di crescita redditizia di Hillenbrand. Secondo le previsioni il ricavato netto dell’operazione ammonterà a circa 250 milioni di dollari e sarà utilizzato per il rimborso del debito. Nell’anno fiscale 2024, Milacron ha generato un fatturato di 526 milioni
di dollari e 64 milioni di dollari di Ebitda. “L’accordo per cedere una quota di maggioranza nell’attività Milacron riflette il proseguimento della trasformazione di Hillenbrand, poiché abbiamo rimodellato significativamente il nostro portafoglio verso opportunità meno cicliche e a maggiore crescita. Riteniamo che questa transazione non solo apporti valore a Hillenbrand e ai nostri azionisti, ma anche a Milacron e ai suoi clienti, poiché in Bain Capital troveranno un partner forte in grado di aiutarli a guidare la loro prossima fase di crescita”, ha affermato Kim Ryan, presidente e amministratore delegato di Hillenbrand.
Foto Linkedin/Milacron
Cambio di proprietà nello stampaggio e nell’estrusione
Il 51% delle attività di Milacron nello stampaggio a iniezione e nell’estrusione sono passate a una società affiliata a Brain Capital, mentre il restante 49% è rimasto di proprietà di Hillenbrand.
Lettera aperta di Sir Jim Ratcliffe
All’inizio di marzo Sir Jim Ratcliffe, presidente e CEO di Ineos, ha indirizzato una lettera aperta ai politici europei per metterli in guardia sul rischio di possibile “estinzione” dell’industria chimica nel Vecchio Continente. Con un fatturato intorno al trilione di euro, l’industria chimica, che in Europa è stata, e continua a essere, di enorme importanza per l’economia continentale nell’ultimo secolo, può essere paragonata per dimensioni a quella automobilistica, ma le politiche governative hanno portato a prezzi dell’energia enormemente elevati e a tasse sulle emissioni di carbonio paralizzanti, che lo scrivente indica come le cause principali delle difficoltà delle imprese del settore. Come ha spiegato Ratcliffe, Ineos gestisce a Colonia (Germania) uno degli impianti petrolchimici integrati più grandi e avanzati d’Europa, dove vengono prodotte molti materiali essenziali per la vita quotidiana moderna e dove lavorano circa 10.000 persone, compresi i servizi di supporto. Ma i costi stanno diventando insostenibili. Le bollette del gas e dell’elettricità sono n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
più alte rispettivamente di 100 milioni di euro e di 40 milioni di euro in confronto a quelle degli Stati Uniti, mentre la tassa sul carbonio sta raggiungendo la cifra di 100 milioni di euro. In queste condizioni estremamente svantaggiose, ha sottolineato il presidente e CEO di Ineos, l’industria chimica è in crisi e invece di investire nella crescita per il futuro sta lottando per sopravvivere. Con le politiche governative in atto le aziende petrolchimiche in Europa rischiano tutte di chiudere. A questo si aggiunge il fatto che “tutti i nostri principali concorrenti stanno pianificando il ritiro dall’Europa, poiché i governi non sono riusciti a fronteggiare questa situazione”, ha scritto Ratcliffe. A fronte di questa situazione, l’Europa finirà per importare tutte le materie prime di cui ha bisogno da Stati Uniti e Cina, con enormi benefici per questi Paesi, si legge nella lettera. Decarbonizzare l’Europa tramite la deindustrializzazione non può essere la strategia giusta da seguire, poiché ne deriverebbero perdite di posti di lavoro
Foto Ineos
L’industria chimica europea a rischio “estinzione”
e sicurezza, mentre la CO2 tornerebbe comunque a fluttuare sull’Europa, ammonisce il manager. Secondo il quale, la soluzione consisterebbe nell’abolizione della tassa sul carbonio, nella fornitura competitiva di energia e nell’incentivazione di una crescita e di uno sviluppo tecnologico puliti. Misure che dovrebbero essere supportate anche dall’adozione di barriere tariffarie mentre la transizione è in atto. Questo è l’approccio adottato dagli Stati Uniti, osserva in conclusione Sir Jim Ratcliffe, dove gli sforzi dell’industria vengono valorizzati e sostenuti, consentendo di distanziare l’Europa.
Sir Jim Ratcliffe, presidente e CEO di Ineos.
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MARKETING NEWS Accordo tra Adnoc e OMV
Colosso da 60 miliardi di dollari nelle poliolefine globale in termini sia di produzione sia di vendita. L’integrazione tra Borealis e Borouge e l’acquisizione di Nova Chemicals Corporation dovrebbero essere completate entro il primo trimestre del 2026, subordinatamente al verificarsi delle condizioni e all’ottenimento delle approvazioni normative necessarie. La nuova società inoltre sarà quotata inizialmente sulla Abu Dhabi Securities Exchange (ADX), con la possibile futura quotazione anche alla Borsa di Vienna. Secondo le previsioni Borouge Group International genererà un Ebitda di oltre 7 miliardi di dollari all’anno.
Foto OMV
Adnoc e OMV hanno dato vita al quarto produttore al mondo di poliolefine, secondo le stime un colosso da 60 miliardi di dollari.
prodotti di qualità premium, accesso diretto a mercati in crescita, tecnologie di livello mondiale e circolarità. Con una struttura produttiva allargata, centri di innovazione e una rete di vendita globale Borouge Group International avrà una capacità produttiva nominale combinata di poliolefine di circa 13,6 milioni di tonnellate all’anno in Europa, Medio Oriente e Nord America. Sia Adnoc sia OMV deterranno quote paritarie del 46,94% di Borouge Group International, che avrà quartier generale a Vienna e sedi regionali ad Abu Dhabi e potrà disporre di un portafoglio di prodotti premium e una presenza
Foto Adnoc
Adnoc (Abu Dhabi National Oil Company) e OMV hanno recentemente siglato un accordo per integrare le rispettive partecipazioni in Borealis e Borouge, creando la nuova società Borouge Group International, che a sua volta acquisirà Nova Chemicals Corporation per un valore di 13,4 miliardi di dollari. Borouge Group International diventerà così il quarto produttore mondiale di poliolefine. La nuova società combinerà i punti di forza complementari nel settore delle poliolefine delle tre società coinvolte nell’operazione, quali materie prime competitive, offerta diversificata di
Incontro a Palazzo Piacentini
Al MIMIT firmato il protocollo d’intesa per la riconversione industriale di Versalis
Foto MIMIT
Il Ministro Adolfo Urso ha dichiarato: “Tappa fondamentale per futuro sostenibile della chimica”.
A Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il 10 marzo è stato sottoscritto dalle organizzazioni sindacali Cisl, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl e Cisal il protocollo d’intesa sulla riconversione industriale di Versalis verso la tecnologia e la transizione green. Solo Cgil si è riservata di analizzare il testo e farlo successivamente.
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“Raggiunta una tappa fondamentale verso un futuro sostenibile per il settore chimico”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Non ci siamo arresi di fronte alle difficoltà, ma abbiamo scelto di guardare al futuro, trasformando una crisi in un’opportunità straordinaria per rilanciare la chimica, rendendola un settore competitivo e protagonista della transizione green”. Nello specifico, il piano prevede, da un lato, la ristrutturazione della chimica di base, con la fermata degli impianti di cracking e, dall’altro, lo sviluppo delle nuove piattaforme sostenibili della chimica circolare, bio e specializzata. A Brindisi sorgerà invece una gigafactory di accumuli stazionari sviluppato in collaborazione con Seri Industrial.
Queste nuove piattaforme tecnologiche garantiranno complessivamente il mantenimento dell’attuale intensità industriale e occupazionale. L’azienda ha assicurato che il piano di trasformazione sarà attuato entro cinque anni e prevede investimenti per oltre 2 miliardi di euro, con una riduzione di circa un milione di tonnellate di CO2, pari al 40% delle emissioni di Versalis in Italia. Il Mimit ha garantito il massimo supporto all’operazione, istituendo, d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, un tavolo di coordinamento e monitoraggio per l’attuazione del Piano Eni. L’obiettivo è garantire il rispetto di tutti gli impegni assunti, inclusi i tempi di realizzazione, la tutela dei livelli occupazionali e l’impatto sulla filiera a valle e sull’indotto. MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Spin-off con stabilimenti in Piemonte e Lombardia Eigenmann & Veronelli ha completato lo spin-off delle proprie attività produttive in EV Produzione, segnando una svolta strategica per la nuova società che eredita un patrimonio di oltre 110 anni di esperienza. Specializzata nella produzione di prodotti chimici per l’industria, con un fatturato 2024 di oltre 40 milioni di euro, circa 90 dipendenti distribuiti nei siti produttivi di San Martino di Trecate (Novara) e di Tradate (Varese) e due centri di ricerca situati all’interno degli stessi stabilimenti, EV Produzione è ora un’unità indipendente con un proprio consiglio di amministrazione. Con una superficie complessiva di 75.000 metri quadrati, gli stabilimenti vantano una solida presenza in Italia, dove vengono prodotti miscele, emulsioni,
antischiuma, esteri, saponi metallici ed altre specialità chimiche essenziali per l’industria cosmetica, della gomma e delle materie plastiche, dei rivestimenti superficiali, della detergenza, oltre a numerosi altri settori di applicazione. Gli impianti garantiscono versatilità operativa e supportano la qualità e l’innovazione dei prodotti a marchio EV, distribuiti dal gruppo sul mercato nazionale e in oltre 45 Paesi nel mondo. Gli importanti investimenti, previsti dal nuovo piano industriale, garantiranno una combinazione di elevati standard e grande versatilità ai prodotti per offrire al mercato soluzioni innovative e all’avanguardia, sviluppate per far fronte alle attuali sfide ambientali. EV Produzione sarà al centro di questa evoluzione che secondo le previsioni
Foto Eigenmann & Veronelli
Da Eigenmann & Veronelli nasce EV Produzione
“Il nuovo piano industriale ci permetterà di affrontare la sfida cruciale della sostenibilità con un rilevante focus su investimenti per l’innovazione di prodotto e di processo, che miglioreranno la nostra competitività. I centri di ricerca, insieme agli stabilimenti, ci consentiranno di avere un ruolo determinante e all’avanguardia nelle tecnologie di punta per le specialità chimiche, sia in Italia sia a livello internazionale”, ha dichiarato Marco Tomei, CEO di EV Produzione.
genererà nuovo valore e sosterrà la crescita a lungo termine del gruppo. “Sono soddisfatto del successo dello spin-off, una scelta strategica che sottolinea il nostro impegno per la generazione di valore a lungo termine. Facendo leva sulla nostra visione, guideremo con fiducia il gruppo verso un domani più sostenibile. Vorrei cogliere l’occasione per augurare ai nostri colleghi di EV Produzione un futuro di successo”, ha dichiarato Gabriele Bonomi, CEO del Gruppo Eigenmann & Veronelli.
Da Plastics Industry Association
La plastica statunitense preoccupata dai dazi di Trump
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sull’occupazione dell’industria plastica negli Stati Uniti. Pur comprendendo la logica del presidente Trump, un’industria competitiva dipende da politiche che proteggano la produzione americana garantendo al contempo catene di approvvigionamento stabili. Queste tariffe interromperanno la circolazione di macchine, prodotti e materiali essenziali che mantengono gli industriali americani operativi in settori come la sanità, il largo consumo e l’automobile”. “L’industria della plastica rappresenta una pietra angolare della produzione americana e della vita quotidiana. Sappiamo che un approccio strategico e misurato al commercio è fondamentale per rafforzare, e non danneggiare, l’economia statunitense. Esortiamo i responsabili politici a sostenere politiche commerciali equilibrate che migliorino la competitività degli Stati Uniti, rafforzino le catene di approvvigionamento e guidino l’innovazione continua”, ha concluso Seaholm.
Nel 2023, le esportazioni statunitensi di materie plastiche sono state pari a 74,2 miliardi di dollari, superando le importazioni di 73,3 miliardi di dollari e determinando un surplus commerciale di 958 milioni di dollari. Questa forza sottolinea la posizione di primo piano a livello globale del settore. Tuttavia, ribadisce Plastics Industry Association, per sostenere la crescita e l’innovazione, le politiche commerciali devono rafforzare, non ostacolare, la produzione di materie plastiche e la posizione di primo piano dell’economica degli Stati Uniti. Foto Plastics Industry Association
I dazi imposti dall’amministrazione Trump a vari prodotti provenienti da Canada, Messico, Cina ed Europa stanno creando preoccupazione nell’associazione dell’industria statunitense della plastica, Plastics Industry Association, per i possibili effetti in termini di aumento dei prezzi delle materie prime, ma anche semilavorati e componenti di vario genere, e delle eventuali ritorsioni commerciali. A tale riguardo il presidente e CEO dell’associazione, Matt Seaholm, ha dichiarato che, seppure “l’industria della plastica riconosce l’importanza di proteggere i nostri confini e combattere il traffico illegale di droga per salvaguardare le comunità americane e sradicare il traffico di fentanyl dalla nostra società e che una nazione forte e sicura è fondamentale per la crescita economica e la stabilità industriale, Plastics Industry Association rimane profondamente preoccupata per le tariffe nei confronti di Canada, Messico e Cina e il loro impatto sulla produzione e
Matt Seaholm, presidente e CEO di Plastics Industry Association.
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PLASTICA E AMBIENTE
Un esame approfondito
Il PPWR rimodella le filiere di imballaggi, plastica e riciclo Il Regolamento PPWR è destinato a rimodellare i settori dell’imballaggio e del riciclo. Tra le principali misure previste si segnalano la riciclabilità obbligatoria, gli obiettivi minimi di contenuto riciclato, i sistemi di restituzione dei vuoti a rendere con cauzione e il divieto di utilizzo delle PFAS negli imballaggi alimentari. Entro il 2030, tutti gli imballaggi in plastica nell’Unione Europea dovranno soddisfare i requisiti minimi di contenuto riciclato, con obiettivi ancora più severi fissati per il 2040. Le importazioni di materiali riciclati saranno consentite solo se conformi alle norme UE. Inoltre, la Commissione europea avrà il compito di riesaminare il ruolo delle bioplastiche negli imballaggi entro tre anni dall’entrata in vigore del PPWR. Tutti questi argomenti sono illustrati nelle pagine seguenti. Di Mark Victory *
I
l Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Packaging and Packaging Waste Regulation PPWR), che entrerà in vigore a breve, dopo il voto del Consiglio europeo dello scorso 16 dicembre, rappresenta uno degli atti legislativi più importanti degli ultimi decenni dato l’impatto che avrà sulle filiere degli imballaggi e del riciclo, tanto da rimodellare radicalmente entrambi i settori nei prossimi decenni. Il Regolamento introdurrà misure di ampia portata: - la riciclabilità obbligatoria degli imballaggi; - gli obiettivi riguardo al contenuto minimo di materiali di riciclo e riutilizzati in tutti i tipi di imballaggi, anche se con possibili deroghe basate sulla disponibilità di materiali di riciclo; - l’istituzione di un sistema obbligatorio per la restituzione dei vuoti a rendere con cauzione (Deposit Return Scheme - DRS) e per gli obiettivi di raccolta differenziata degli imballaggi; - nuovi obblighi relativi alla comunicazione dei dati e all’etichettatura; - l’ambito di applicazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore (Extended Producer Responsibility - EPR);
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- divieto di immissione sul mercato di imballaggi a contatto con gli alimenti contenenti sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS) al di sopra di determinate soglie; - divieto di utilizzo di film in plastica per imballaggi di gruppo, tranne che per quelli destinati al trasporto; - il potenziale contributo dei materiali bio-based agli obiettivi di riciclo; - la possibilità di conteggiare i materiali di riciclo importati ai fini degli obiettivi di riciclo, a condizione che siano di qualità simile a quella dei materiali nazionali e siano stati oggetto di raccolta differenziata. La terminologia del documento riprende quella adottata dal Parlamento europeo ad aprile 2024.
Obiettivi di riciclo minimi per la filiera degli imballaggi A partire dal 1º gennaio 2030, ovvero entro tre anni dall’emanazione dei decreti attuativi (fa fede il termine più lontano), tutti gli imballaggi di plastica immessi sul mercato dell’UE dovranno MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Foto Freepik
n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
dal mercato in generale. Gli obiettivi in materia di contenuto riciclato consentiranno l’uso di materiale proveniente da “paesi terzi”, ovvero al di fuori dell’UE, a condizione che siano stati raccolti separatamente, e abbiano specifiche equivalenti ai requisiti elencati nel Regolamento PPWR, nella Direttiva relativa ai rifiuti (2008/98/CE) e nella Direttiva sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente (UE 2019/904). Ciononostante, permangono alcuni punti interrogativi su cosa significa nella pratica la dicitura “specifiche equivalenti” che, a seconda dell’interpretazione in sede attuativa, potrebbe incoraggiare o scoraggiare l’importazione di materiale riciclato in Europa. Inoltre, la Commissione UE avrà il compito di riesaminare lo stato dello sviluppo tecnologico e le prestazioni ambientali degli imballaggi in bioplastica entro 3 anni dall’entrata in vigore del PPWR (ossia dalla data di pubblicazione del regolamento sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea). A seguito di questo riesame, la Commissione dovrà presentare proposte legislative sugli obiettivi volti ad aumentare l’uso di bioplastiche negli imballaggi. Tra questi, la possibilità che i materiali bio-based contribuiscano agli obiettivi di riciclo per i materiali a contatto con gli alimenti laddove non siano disponibili materiali di riciclo. È probabile che ciò abbia un impatto più pesante sulle poliolefine e sul polistirene (PS). Gli operatori di mercato hanno accolto con ampio favore i chiarimenti sul ruolo delle bioplastiche, tuttavia, la maggior parte di essi sostiene che qualsiasi obiettivo riguardante questi materiali dovrebbe essere slegato dagli obiettivi generali di
Il PPWR introdurrà il divieto allo smaltimento in discarica o inceneritore dei rifiuti di imballaggio riciclabili. Per i gestori dei rifiuti ciò potrebbe comportare requisiti e costi di raccolta differenziata più elevati.
Foto Profood Italia
includere una percentuale minima in peso di contenuto riciclato proveniente da rifiuti post-consumo pari al: - 30% per gli imballaggi sensibili al contatto, esclusi i flaconi monouso in cui il PET è il componente principale; - 10% per gli imballaggi sensibili al contatto realizzati con materiali plastici diversi dal PET, a eccezione delle bottiglie in plastica monouso per bevande; - 30% per le bottiglie in plastica monouso per bevande; - 35% per ogni altro imballaggio. Entro il 2040, queste percentuali saliranno al: - 50% per gli imballaggi in plastica sensibile al contatto realizzati principalmente in PET, a eccezione delle bottiglie in plastica monouso per bevande; - 25% per le plastiche sensibili al contatto non in PET, a eccezione delle bottiglie monouso per bevande; - 65% per le bottiglie monouso per bevande e ogni altro imballaggio in plastica. Questi obiettivi riguardo al contenuto riciclato sono visti da molti come ambiziosi, dati gli attuali tassi di riciclo di materiali come le poliolefine, e probabilmente faranno salire ulteriormente la domanda di materiale riciclato nei prossimi anni. Gli obiettivi hanno già provocato un impatto visibile sulla domanda di poliolefine di riciclo, in particolare per il pellet polietilene ad alta densità riciclato (R-HDPE) destinato al soffiaggio. La domanda di pellet R-HDPE bianco per soffiaggio è aumentata nel corso del 2024 a causa del fatto che gli operatori del settore degli imballaggi cercano di utilizzare formati più ampi di quanto normalmente disponibili e di aumentare il numero di fornitori al fine di migliorare le rispettive posizioni di mercato in vista dell’introduzione del Regolamento PPWR. Ciò ha comportato una riduzione della forbice dei prezzi tra il pellet bianco e quello naturale per soffiaggio. La prospettiva dell’entrata in vigore del PPWR ha inoltre fatto sì che la domanda di imballaggi in poliolefine di riciclo nel 2024 si sia dimostrata più resiliente rispetto alla precedente tendenza recessiva, sottolineando la maggiore importanza attribuita alla sostenibilità
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Foto PRE
PLASTICA E AMBIENTE
Dal 1° gennaio 2030 tutti gli imballaggi in plastica immessi sul mercato dell’UE dovranno includere una percentuale minima di contenuto riciclato da rifiuti post-consumo.
riciclo allo scopo di evitare di influire sullo sviluppo del riciclo meccanico. Gli Stati membri saranno obbligati ad attuare un programma di restituzione dei vuoti a rendere con cauzione (DRS) a meno che non riescano a raggiungere un obiettivo di raccolta differenziata dell’80% in peso degli imballaggi delle categorie interessate immessi sul mercato per la prima volta a partire dal 2026. In regime di DRS, l’acquirente in genere paga una cauzione presso il punto vendita come parte del prezzo di acquisto, che verrà poi rimborsata nel momento in cui il consumatore deposita l’imballaggio in un punto di raccolta. Ciò incentiva i consumatori a restituire l’imballaggio, a patto che l’importo della cauzione sia sufficientemente elevato. Il Regolamento prevede inoltre il potenziamento dei regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR) i quali dovranno garantire che gli oneri finanziari a carico dei produttori (o di coloro che fanno le veci del produttore in caso di importazioni) siano sufficienti a coprire i costi della “gestione completa dei rifiuti” di imballaggio, sebbene l’entità di tali oneri non venga stabilita nel testo. Il Regolamento dispone che gli operatori che contribuiscono ai sistemi EPR abbiano accesso prioritario, a prezzi di mercato, a quantità di materiale di riciclo corrispondenti alle quantità di imballaggi immesse in uno Stato membro da ogni singolo operatore economico.
Direttiva sulla plastica monouso (SUPD) Il Regolamento PPWR modifica la Direttiva SUPD riguardo l’obiettivo di contenuto riciclato minimo del 30% per le bottiglie Foto Parlamento europeo
Entro il 2030 tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili o riutilizzabili.
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di plastica, previsto dal Regolamento per il 2030. Sebbene l’obiettivo del PPWR sia identico a quello specificato nella SUPD, il metodo di calcolo per il contenuto di riciclo sarà agganciato al singolo produttore, eliminando in tal modo un’ambiguità rilevata nella SUPD.
Plastica monouso, rifiuti di imballaggio in discarica e divieti sulle PFAS Il Regolamento PPWR prevede ulteriori divieti in relazione alle plastiche monouso. Vale la pena di sottolineare che, riguardo agli imballaggi flessibili in polietilene a bassa densità riciclato (R-LDPE) ciò comporta il divieto di raggruppare bottiglie, lattine, vasi, vaschette o pacchetti in confezioni multiple presso il punto vendita, escludendo tuttavia gli involucri utilizzati nella distribuzione B2B. Questo divieto potrebbe avere effetti sui riciclatori chimici che si avvalgono della pirolisi, perché gli imballaggi flessibili post-consumo vengono identificati dal settore come una potenziale fonte di materie prime chiave. L’accordo prevede anche il divieto di imballaggi a contatto con alimenti contenenti PFAS al di sopra di determinate soglie. Vi è inoltre il divieto di smaltire in discarica, o in inceneritore, i rifiuti di imballaggio riciclabili, il che potrebbe comportare requisiti e costi di selezione più elevati da parte dei gestori dei rifiuti.
Nuovi obiettivi di riutilizzo Entro il 1° gennaio 2030, il 40% della maggior parte degli imballaggi per il trasporto utilizzati all’interno dell’UE, compresi quelli per il commercio online, dovrà essere di tipo riutilizzabile e rientrare “all’interno di un sistema di riutilizzo”. A partire dal 2040 questa percentuale salirà al 70%. Entro il 2030, il 10% delle scatole per imballaggi di gruppo destinate all’impiego nel settore della logistica o della distribuzione dovrà essere riutilizzabile. Inoltre, sempre entro il 2030, i distributori di imballaggi per la vendita di bevande alcoliche e analcoliche dovranno raggiungere l’obiettivo di riutilizzo del 10%, che salirà al 40% entro il 2040. Saranno tuttavia esentati gli imballaggi di alcune classi di bevande alcoliche, tra cui quelle altamente deperibili. La formulazione dell’articolo 29 (che stabilisce gli obiettivi di riutilizzo) ha suscitato preoccupazione nel mercato degli imballaggi flessibili in polietilene riciclato a bassa densità (R-LDPE) e in particolare la formulazione delle deroghe contenute nei paragrafi 2 e 3, con alcuni operatori che affermano che gli obiettivi equivalMACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
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Entro il 1° gennaio 2030, il 40% della maggior parte degli imballaggi per il trasporto utilizzati all’interno dell’UE, compresi quelli per il commercio online, dovrà essere di tipo riutilizzabile e rientrare “all’interno di un sistema di riutilizzo”. A partire dal 2040 questa percentuale salirà al 70%.
Riciclabilità e riutilizzo Entro il 2030 tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili o riutilizzabili. Per venire classificato come riciclabile, l’imballaggio dovrà essere: - progettato per il riciclo; - oggetto di raccolta differenziata; - separato in flussi di rifiuti definiti che non influiscano sulla riciclabilità di altri flussi di rifiuti; - riciclato di modo che le materie prime seconde risultanti siano di qualità tale da potere sostituire le materie prime primarie. Per ciascuna categoria di imballaggi verrà determinato il rispettivo grado di riciclabilità (classe A, B o C). Dopo il 1° gennaio 2030 sarà vietata la vendita sul mercato di imballaggi inferiori al grado C. Stessa sorte toccherà agli imballaggi classificati al di sotto del grado B dopo il 1° gennaio 2038. In base alle nuove regole, alle valutazioni riguardo la progettazione per il riciclo (design for recycling), a partire dal 2035 verrà aggiunta un’ulteriore valutazione basata sul peso del materiale effettivamente riciclato nell’ambito di ciascuna categoria di imballaggi. Ai fini della valutazione riguardo la progettazione per il riciclo, le singole categorie di imballaggi ricadranno nella disciplina di cui all’articolo 6, paragrafo 6, del Regolamento. Alla Commissione Europea sarà conferita la facoltà di emanare i decreti attuativi per definire, entro il 1° gennaio 2028, i criteri dettagliati di progettazione per il riciclo in riferimento alle varie categorie di imballaggi. A partire dal 2035, alla riciclabilità verrà aggiunto il requisito che il materiale sia “riciclato su larga scala”, con la Commissione Europea che avrà il potere di modificare le relative soglie. La definizione di rifiuti di imballaggio “riciclati su larga scala” presuppone la raccolta differenziata, la selezione e il riciclo dei materiali in tutta l’UE (compresi anche i rifiuti esportati) nelle infrastrutture predisposte per ciascuna categoria di imballaggi, di almeno il 55% di tutti i materiali, a eccezione del legno, per il quale si richiederà almeno il 30%. n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
A fronte degli attuali cicli di prodotto e di sviluppo, il breve lasso di tempo che intercorre tra la definizione dei criteri di valutazione e gli obiettivi iniziali per il 2030 rappresenta una fonte di preoccupazione per gli operatori di mercato.
La normativa più importante degli ultimi decenni Nel complesso, il Regolamento PPWR costituisce probabilmente l’atto normativo più significativo degli ultimi decenni a causa del suo impatto sulle filiere degli imballaggi, della plastica e del riciclo. Le sanzioni previste in caso di non conformità ne faranno un passaggio ineludibile per gli operatori del mercato. La carenza di gradi di riciclo meccanico adatti agli imballaggi significa che gli operatori dovranno agire rapidamente per garantire la conformità, e gli effetti sul mercato probabilmente inizieranno a farsi sentire già a breve termine. D’altro canto, vi è una serie di aspetti, come ad esempio il ruolo delle bioplastiche e gli obiettivi di riciclabilità (oltre al dibattito più ampio sul contributo del riciclo chimico agli obiettivi di riciclo), su cui occorrerà fare maggiore chiarezza. Questi aspetti aggiungono incertezza e, se non risolti rapidamente, potrebbero ritardare le iniziative di mercato o spingere gli operatori verso materiali alternativi che potrebbero non offrire benefici ambientali. * Redattore capo riciclo presso ICIS (Indipendent Community Intelligence Services).
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gono di fatto al bando degli imballaggi flessibili in plastica per il trasporto a causa della difficoltà di raggiungere l’obiettivo di riutilizzo. All’inizio dello scorso dicembre, la Commissione europea ha avviato una valutazione al fine di esonerare gli involucri per pallet e le reggette dall’obbligo di completa riutilizzabilità. A livello internazionale, tuttavia, le scatole in cartone saranno esentate dagli obiettivi di riutilizzo, il che potrebbe innescare una corsa verso questo tipo di materiale.
Per il settore del polietilene flessibile a bassa densità riciclato (rLDPE), il PPWR prevede il divieto di raggruppare bottiglie, lattine, vasi, vaschette o pacchetti in confezioni multiple presso il punto vendita, escludendo tuttavia gli involucri utilizzati nella distribuzione business-to-business.
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PLASTICA E AMBIENTE
Clean Industrial Deal
400 imprenditori europei a colloquio con Ursula von der Leyen Lanciato un appello urgente ai Capi di Stato e di Governo affinché il Clean Industrial Deal venga attuato in maniera concreta e tempestiva. Ma per Plastics Europe tale accordo industriale, che pure sostiene, non esprime il carattere di urgenza che sarebbe invece necessario. A cura di Luca Mei
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Foto Plastics Europe
n anno dopo il varo della Dichiarazione di Anversa, 400 imprenditori si sono recentemente riuniti nella stessa città belga per confrontarsi con la presidente
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della Commissione europea Ursula von der Leyen sull’accordo industriale Clean Industrial Deal appena pubblicato. In tale occasione l’industria ha chiesto ai Capi di Stato e di Governo degli Stati membri dell’Unione Europea di adottare misure urgenti senza alcun ulteriore ritardo per operare in modo competitivo e sostenibile allo stesso tempo. I diversi ambiti industriali europei si trovano ad affrontare sfide epocali: calo della domanda, stallo degli investimenti, riduzione delle capacità produttive e prezzi del gas nell’UE fino a 4-5 volte superiori a quelli esteri. Tra il 2023 e il 2024, la produzione manifatturiera europea – un settore che impiega oltre 31 milioni di persone – è diminuita di un altro 2,6%. Per l’industria chimica – considerata l’in-
dustria delle industrie – un recente studio del Cefic ha sottolineato la gravità del momento, con oltre 11 milioni di tonnellate di capacità chiuse tra il 2023 e il 2024 che interessano 21 siti principali. Per affrontare e superare queste sfide, già a febbraio 2024 73 imprenditori avevano presentato la Dichiarazione di Anversa alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e all’ex primo ministro belga Alexander De Croo. Tale dichiarazione, attualmente sottoscritta da oltre 1.300 firmatari, delinea 10 azioni concrete per ripristinare gli investimenti, attuare le politiche di sostenibilità e salvaguardare posti di lavoro in Europa. Ora viene chiesto che tutte le nuove iniziative dell’Unione Europea siano valutate in base a criteri che mantengano
Decarbonizzazione, reindustrializzazione e innovazione sono i tre pilastri su cui punta il Clean Industrial Deal sostenendo le industrie a elevata intensità energetica e favorendo le tecnologie pulite. MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Foto Cefic
l’Europa sicura e indipendente, riducano i prezzi dell’energia, alleggeriscano gli oneri amministrativi per le imprese, attraggano investimenti, creino mercati per prodotti sostenibili e salvaguardino posti di lavoro in Europa. Se la risposta anche a una sola di queste domande dovesse essere negativa, i politici dell’Unione Europea saranno chiamati a rivedere di conseguenza la proposta in questione. Il Clean Industrial Deal punta su decarbonizzazione, reindustrializzazione e innovazione sostenendo le industrie a elevata intensità energetica e favorendo le tecnologie pulite, visti come passaggi necessari verso la competitività presente e futura e la trasformazione industriale. A questo si affianca una semplificazione normative, una accelerazione delle autorizzazioni e un maggiore coordinamento tra UE e Stati membri. La commissione europea per raggiungere questi obiettivi nei prossimi mesi presenterà un piano d’azione per l’auto, uno per acciaio e metalli e uno per la chimica e ha già adottato un piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili. A sostegno di questi impegni mobiliterà finanziamenti per oltre 100 miliardi di euro. “Apprezziamo il fatto che il presidente della Commissione abbia trovato il tempo di unirsi a noi ad Anversa per conn. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
frontarci sul Clean Industrial Deal. Nove richieste su dieci della Dichiarazione di Anversa sono state prese in considerazione. Dobbiamo trasformare l’ambizione dell’Europa dal voler “essere” al voler “fare”. Ogni giorno l’Europa è in ritardo rispetto ai suoi obiettivi e perde posti di lavoro di qualità per le generazioni attuali e future di lavoratori. In questi tempi turbolenti in cui ci troviamo, abbiamo bisogno di un’azione coraggiosa da parte della leadership europea”, ha dichiarato Ilham Kadri, presidente di ICCA e Cefic. “Leggendo il Clean Industrial Deal, abbiamo bisogno che la Commissione si concentri e dia priorità alle tre azioni chiave che migliorano la nostra situazione già quest’anno e metta tutto il potere, l’audacia e il coraggio della Commissione europea al loro servizio. E darci una pianificazione realistica per le restanti azioni. Quando diciamo azioni, intendiamo azioni non strategie politiche o piani. Non dobbiamo lasciare nulla di intentato. Abbiamo bisogno che le cose cambino”, ha aggiunto Marco Mensink, direttore generale del Cefic.
Necessario un piano specifico per la plastica Plastics Europe ha espresso pieno sostegno all’agenda dell’Unione Europea per
la competitività e la decarbonizzazione e ha accolto con favore il Clean Industrial Deal presentato dalla Commissione, ritenendo che delinei misure molto importanti e necessarie, tra cui iniziative per ridurre i costi energetici e la burocrazia e stimolare la domanda di mercato necessaria per incentivare gli investimenti in chiave di circolarità. Tuttavia, esprime la preoccupazione dei propri membri che il contributo essenziale del comparto della plastica alla base industriale europea continui a essere trascurato e ritiene che il Clean Industrial Deal non abbia il carattere di urgenza che sarebbe necessario per ripristinare la competitività della produzione di plastica dell’UE e rimettere sulla strada giusta la sua transizione verso emissioni zero e circolarità. “L’UE sta dimostrando un ambizioso ruolo politico necessario per ripristinare la propria competitività, ma i politici non possono trascurare oltre il contributo essenziale che la plastica apporta all’economia UE, fornendo input fondamentali a settori strategici dell’UE come l’auto, le tecnologie verdi, l’assistenza sanitaria, l’edilizia e la difesa così come il ruolo che stanno svolgendo nella transizione di questi settori. La produzione europea di materie plastiche è fondamen-
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Foto Linkeedin/Cefic
PLASTICA E AMBIENTE
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen (a destra), con la presidente di Cefic, Ilham Kadri, all’incontro di Anversa.
nità per affrontare le sfide competitive con cui il settore della plastica europea si trova ad avere a che fare e per creare un clima più favorevole agli investimenti si sta rapidamente chiudendo. “L’Europa ha l’opportunità di stabilire il primo sistema circolare e di plastica a emissioni zero al mondo. Pertanto, sosteniamo pienamente il Clean Industrial Deal secondo cui le politiche di competitività e sostenibilità devono rafforzarsi a vicenda. La nostra industria non può realizzare le proprie ambizioni di emissioni zero e circolarità se non siamo abbastanza competitivi. Purtroppo, c’è un pericolo reale che i vantaggi di competitività offerti dal Clean Industrial Deal si realizzino troppo tardi. Il tempo non Foto Linkedin/Cefic
tale per il futuro dell’industria dell’UE e per una più ampia autonomia strategica. Senza un’azione urgente, l’Europa diventerà sempre più dipendente dalle importazioni di resine e prodotti finiti da aree con standard spesso meno rigorosi”, ha commentato Virginia Janssens, managing director di Plastics Europe. Secondo Plastics Europe, la complessità del sistema europeo della plastica e i lunghi cicli di investimento implicano che le decisioni che saranno prese nei prossimi due anni determineranno se e quanto rapidamente sarà possibile soddisfare le ambizioni stabilite nel Green Deal dell’UE e nella tabella di marcia di Plastics Europe stessa verso la transizione della plastica. La finestra di opportu-
è dalla nostra parte”, ha aggiunto Janssens. Già nel 2022, il rapporto indipendente “ReShaping Plastics” di SystemIQ sui “Percorsi verso un sistema di plastica circolare e climaticamente neutro in Europa” aveva evidenziato la necessità che i politici, i produttori di materie plastiche e la filiera a valle siano più collaborativi tra loro e attivino tutte le leve disponibili a monte e a valle della filiera. “L’importanza cruciale, le dimensioni e la natura complessa del sistema europeo della plastica richiedono una risposta politica su misura. Invitiamo la Commissione a usare il suo potere per sviluppare un piano d’azione sul futuro del settore europeo della plastica, riunendo le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e tutti i partner di rilievo nell’ecosistema della plastica. Inoltre, chiediamo alla Commissione di garantire che la plastica sia presa in considerazione in tutte le iniziative settoriali inerenti i finanziamenti per l’innovazione e le misure per garantire le forniture UE di materiali”, ha concluso la managing director di Plastics Europe. Il mercato unico costituisce la più grande risorsa economica dell’Europa e pertanto Plastics Europe accoglie con favore misure che riguardino anche rifiuti, materiali riciclati e di origine biologica e plastiche a basse emissioni di carbonio. Tuttavia, promuovere il mercato unico non è sufficiente, esso deve essere anche protetto. Per questo Plastics Europe esorta la Commissione di agire in modo da garantire che l’attuale frammentazione del mercato unico non comprometta le misure positive delineate nella sua tabella di marcia. A tale riguardo l’associazione europea sostiene anche l’appello rivolto dai 400 imprenditori europei ad Anversa ai Capi di Stato e di Governo affinché siano adottate misure immediate per attuare il Clean Industrial Deal a livello nazionale. Un momento dell’incontro tra i 400 imprenditori europei e Ursula von der Leyen.
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PLASTICA E AMBIENTE
Automotive Plastics Circularity
Progetto pilota per il riciclo a ciclo chiuso della plastica delle auto a fine vita Sette multinazionali della chimica hanno unito le forze per trasformare gli scarti in plastica delle autovetture a fine vita in una risorsa economica e applicativa da reimpiegare in quota sempre maggiore nella produzione a ciclo chiuso. Un progetto pilota che mira a essere esteso a livello industriale in varie aree geografiche del mondo anche in chiave ecologica.
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iattaforma collaborativa guidata dai CEO di varie società la cui idea è maturato in seno al World Economic Forum, Global Impact Coalition (GIC) ha lanciato il progetto pilota Automotive Plastics Circularity per la circolarità della plastica delle automobili a fine vita. L’iniziativa è promossa da sette multinazionali attive nei settori della chimica e del riciclo – Basf, Covestro, LyondellBasell, Mitsubishi Chemical Group, Sabic, Suez e Syensqo – che intendono affrontare in maniera integrata la sfida del riciclo della plastica dai veicoli a fine vita (ELV). Nella sola Unione Europea ogni anno oltre 800 milioni di tonnellate di plastica proveniente dai veicoli a fine vita devono essere incenerite o smaltite in discarica, con conseguenti, significativi problemi in termini di impatto ambientale e perdite economiche. Questo progetto pilota rappresenta un primo passo fondamentale per trasformare questi rifiuti in risorse preziose, consentendo all’industria automobilistica di aumentare significativamente il tasso di plastica riciclata impiegata a ciclo chiuso. “Questa collaborazione rappresenta una svolta per il settore”, ha affermato Charlie Tan, CEO della Global Impact Coalition. “Il riciclo delle plastiche ELV è da tempo una sfida, con meno del 20% di questi materiali attualmente riciclati. Unendo i player di
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tutta la filiera automobilistica, dai produttori di auto agli smantellatori, agli smistatori, ai riciclatori e all’industria chimica, stiamo creando i collegamenti per chiudere il cerchio della plastica”.
Nei Paesi Bassi e in Germania l’operatività Il progetto pilota in termini geografici si svolgerà nei Paesi Bassi e in Germania e prevede il disassemblaggio di 100 veicoli a
Di 1 MT di plastica ELV recuperata in Europa più dell’80% è stata inviata a discarica o a incenerimento (2020) In kt
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403 Plastica ELV Quantità riutilizzata raccolta e riciclata
Quantità incenerita
Quantità smaltita in discarica
(Fonte Global Impact Coalition)
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Foto Global Impact Coalition
Ottimizzare il disassemblaggio per recuperare i polimeri
Ottimizzazione del riciclo della plastica dai veicoli a fine vita durante il processo di smontaggio.
In linea con le normative vigenti Il progetto Automotive Plastics Circularity è anche in linea con i quadri normativi in evoluzione del settore automobilistico e della plastica, tra cui le normative ELV proposte dall’UE, che attualmente impongono che entro il 2030 il 25% delle plastiche nelle autovetture nuove debba provenire da materiali riciclati, di cui il 25% dal riciclo a ciclo chiuso da veicoli a fine vita. Que-
Raccolta autovetture
Disassemblaggio e separazione
Raccolta componeenti
Recupero componenti per la vendita
sto progetto pilota mira a convalidare la scalabilità di soluzioni in grado di raggiungere questi obiettivi, garantendo un impatto significativo e riducendo l’attuale conferimento in discariche e inceneritori. Ottimizzando i processi e ottenendo frazioni di polimeri più pure, il progetto pilota fornirà spunti concreti per soddisfare sempre meglio i requisiti normativi. Inoltre, mostrerà il potenziale per un modello di business scalabile e sostenibile che può essere applicato a livello globale. “L’obiettivo di questo progetto pilota è di andare oltre le discussioni teoriche e testare soluzioni concrete per il riciclo di materie plastiche ELV. Concentrandoci su tecnologie avanzate di selezione e riciclo, puntiamo a dimostrare che i sistemi a ciclo chiuso di alta qualità non sono solo possibili, ma anche scalabili a livello globale”, ha commentato Lars Kissau, presidente di Net Zero Accelerator di Basf. Dati e informazioni ricavati dal progetto pilota rappresenteranno la base per una sua adozione più ampia nel settore. Dopo la conclusione del progetto i partner si concentreranno sulla sua diffusione a livello regionale in Europa e in altri mercati chiave per il riciclo e la produzione di plastica ELV. “Questa iniziativa dimostra che l’innovazione prospera quando le industrie collaborano verso un obiettivo comune. Combinando le competenze nelle filiere dell’automobile e della chimica, stiamo sviluppando soluzioni che creano valore per i nostri stakeholder, contribuendo al contempo a un’economia circolare e avendo un impatto positivo sulla società e sull’ambiente”, ha aggiunto Fiona Van Den Brink, Senior Director Innovation Platforms e Net Zero Technologies di LyondellBasell. E Thomas Canova, Head of Research and Innovation di Syensqo ha concluso che “per fare progressi tangibili, dobbiamo lavorare in modo collaborativo. Unire le forze attraverso la GIC ci consente di mettere in comune risorse, condividere conoscenze e affrontare sfide comuni in modo più efficace, generando spunti concreti che possono ridefinire il nostro settore”.
Triturazione
Tecnologie post-triturazione
Riciclo dei polimeri
Recupero frazioni, plastica compresa
Separazione dei materiali plastici
Recupero riciclati
Foto Global Impact Coalition
fine vita, la selezione delle frazioni plastiche riutilizzabili, che saranno suddivise e raggruppate in dieci categorie di componenti e polimeri, e il loro successivo riciclo per mezzo di tecnologie avanzate da parte delle aziende partner. In questo modo, il progetto pilota servirà a testare e ottimizzare un nuovo approccio al disassemblaggio, di selezione e di riciclo delle frazioni plastiche in condizioni reali. Avvalendosi di partner quali smantellatori e riciclatori, il progetto creerà una rete solida e interconnessa per dimostrare la fattibilità economica del riciclo a ciclo chiuso su larga scala di un’ampia varietà di polimeri ELV. I partner del progetto rappresentano una parte significativa dell’industria globale della plastica, rendendo pertanto questa iniziativa pilota estremamente interessante per l’Europa così come altre regioni del mondo. “La sostenibilità dell’industria automobilistica si basa anche sulla capacità di affrontare il trattamento di materiali a lungo trascurati”, ha affermato Yves Rannou, co-CEO di Suez e COO di Recycling & Recovery. “Il riciclo delle plastiche ELV non è solo una sfida tecnica, ma è anche un’opportunità per ridefinire i rifiuti come una risorsa e renderli economicamente sostenibili. Questo progetto pilota è visto come l’inizio di un percorso di trasformazione per l’intera filiera dell’automobile e della plastica”. “I membri della GIC rappresentano collettivamente una parte significativa dell’industria globale delle materie plastiche”, ha proseguito Torsten Heinemann, Head of Group Innovation & Sustainability di Covestro. “La loro competenza e il loro impegno sono fondamentali per sbloccare il potenziale delle plastiche ELV riciclate come materia prima per nuovi materiali. Questo progetto pilota ci aiuterà a superare sfide di lunga data quali elevati costi di lavorazione, metodi di smistamento inefficienti e competenze di recupero limitate”.
Preparare il riciclo di sostanze chimiche su scala
Filiera della circolarità dei polimeri delle vetture a fine vita. n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
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PLASTICA E AMBIENTE NEWS Rapporto Cefic
Istruzioni per la transizione dell’industria chimica europea
Foto Cefic
Il rapporto “The Carbon Managers: Modelling Possible Pathways for the EU Chemical Sector’s Transition Towards Climate Neutrality and Circularity with iC2050” pubblicato da Cefic esamina come attuare la transizione verso una chimica circolare e a impatto climatico zero. Il rapporto è stato sviluppato utilizzando lo strumento di modellazione iC2050 di Cefic e presenta vari scenari fattibili basati sui dati che illustrano un settore chimico circolare e a impatto climatico zero. Lo strumento di modellazione iC2050 copre oltre 70 tecnologie, 100 materiali diversi e 450.000 vincoli e parametri. Grazie a ciò, il rapporto offre un’ampia panoramica su diversi scenari dettagliati, che esaminano le condizioni abilitanti (elettrificazione, idrogeno, cattura del carbonio, biomassa, riciclo) e gli obiettivi politici imposti; soluzioni circolari che sottolineano il ruolo delle materie prime alternative, come i rifiuti riciclati, la CO2 catturata e la biomassa come fonti chiave di carbonio; approfondimenti economici sulle risorse e gli investimenti necessari per la transizione. Il rapporto di Cefic è il risultato di una lunga collaborazione
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con esperti del calibro di Deloitte France, TNO, CE Delft e ICIS e i suoi risultati offrono spunti preziosi per un’ampia schiera di stakeholder. Spunti che possono aiutare a guidare la transizione dell’industria chimica europea, salvaguardandone la competitività e rafforzando l’autonomia strategica dell’Europa. Esso riflette anche le complessità del futuro percorso su cui sarà impegnata l’industria chimica, riassunto in alcuni punti chiave: - la neutralità climatica e la circolarità richiedono un approccio integrato, poiché non esiste una soluzione che possa essere “miracolosa”; elettrificazione, materie prime di origine biologica, riciclo chimico e cattura dell’anidride carbonica devono operare insieme in maniera complementare; - le strategie di riduzione sono interconnesse; limitare l’accesso a determinate tecnologie, fonti di energia o materie prime mette ulteriore pressione sulle restanti opzioni, richiedendo attenti compromessi; - l’industria chimica è basata sulle molecole e continua a dipendere dal carbonio; garantire l’accesso a fonti di carbonio alternative è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica e circolarità; - le materie prime non fossili a base di carbonio svolgono un ruolo fondamentale, ma le misure adottate possono avere un impatto climatico positivo solo se vengono attuati i fattori abilitanti necessari; - la competitività non è il focus principale del rapporto; tuttavia, è un pilastro fondamentale che influenzerà la capacità del settore di effettuare con successo la transizione; per realizzare questa transizione saranno necessari notevoli Capex (spesa di capitale) e Opex (spesa operativa), così come una chiara visione per attrarre investimenti in Europa. “Il percorso di trasformazione offre l’opportunità all’industria chimica europea di realizzare la sua ambizione di un futuro circolare e climaticamente neutro. Non esiste un unico percorso da seguire. “Carbon Managers”, il culmine di anni di sforzi e competenze, evidenzia diversi percorsi, tecnologie e soluzioni complementari che possono essere implementate. Ci auguriamo che possa dare ispirazione a tutti gli stakeholder per immaginare tutte le possibilità che ci attendono”, ha dichiarato Florie Gonsolin, direttore dei progetti di trasformazione industriale di Cefic. “Il percorso di trasformazione offre l’opportunità all’industria chimica europea di realizzare la sua ambizione di un futuro circolare e climaticamente neutro. Non esiste un unico percorso da seguire. “The Carbon Managers”, il culmine di anni di sforzi e competenze, evidenzia diversi percorsi, tecnologie e soluzioni complementari che possono essere implementate. Ci auguriamo che possa dare ispirazione a tutti gli stakeholder per immaginare tutte le possibilità che ci attendono”, ha dichiarato Florie Gonsolin, direttore dei progetti di trasformazione industriale di Cefic. MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
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PLASTICA E AMBIENTE NEWS Gruppo Hera ha inaugurato l’impianto FIB3R
Rigenerazione di fibra di carbonio su scala industriale Il Gruppo Hera accelera verso l’economia circolare con l’inaugurazione a Imola (Bologna) dell’impianto FIB3R, il primo in Europa per rigenerare la fibra di carbonio su scala industriale. Realizzato all’insegna delle 3 “R” – Recover, Reduce e Reuse – che sono alla base del progetto per recuperare e riutilizzare la fibra di carbonio, riducendo l’utilizzo di quella vergine e l’impatto ambientale legato alla sua produzione. La fibra rigenerata da FIB3R mantiene inalterate le caratteristiche di leggerezza ed elevata resistenza tipiche di quella vergine, ottenendo, attraverso un processo di pirogassificazione, un prodotto rigenerato pronto all’uso, ritessuto e/o impregnato per impieghi ad alte prestazioni in settori che vanno dall’automobile all’aerospazio, dalla nautica all’arredamento, fino al tessile, per fare qualche esempio. L’Unione Europea ha riconosciuto a FIB3R un contributo di oltre 2,2 milioni di euro nell’ambito di NextGenerationEU per la tecnologia innovativa e la rilevanza strategica dei materiali trattati. L’investimento complessivo previsto dal Gruppo Hera per realizzare l’impianto di Imola ammonta a 8 milioni di euro. A oggi, nell’impianto è prevista una produzione di 160 tonnellate di fibra di carbonio riciclata ogni anno, con un risparmio energetico del 75% rispetto alla fibra vergine. “FIB3R è il primo impianto del suo genere in Europa per il riciclo della fibra di carbonio, con l’obiettivo di promuovere filiere corte e circolari, in linea con la nostra strategia di rendere i nostri territori più competitivi e resilienti”, ha dichiarato Orazio Iacono, amministratore delegato di Gruppo Hera. “Il recupero della fibra di carbonio non solo consente di ridurre l’impatto ambientale di questi scarti, ma crea anche nuove opportunità di mercato in settori strategici
dell’industria. Investire in infrastrutture circolari di questo tipo significa aumentare la resilienza delle filiere produttive, ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche e, al contempo, creare valore attraverso modelli di business sostenibili. Con oltre 100 impianti all’avanguardia e 5 nuove strutture in corso di realizzazione, abbiamo consolidato e rafforzato il nostro ruolo di operatore di riferimento nel settore e di motore dell’economia circolare in Italia. Il nostro Piano industriale conferma questa strategia con investimenti per 2 miliardi di euro nel periodo 2024-2028 destinati alla rigenerazione delle risorse, un impegno che punta a generare valore per tutti i nostri stakeholder”. L’impianto imolese è stato messo a punto dalla controllata Herambiente, che da tempo aveva iniziato a sperimentare il processo di recupero delle fibre di carbonio, in collaborazione con il Dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna e il partner tecnologico Curti Costruzioni Meccaniche, azienda del ravennate produttrice di macchine automatiche per applicazioni industriali. Dopo tre anni di sperimentazione, Gruppo Hera ha sviluppato industrialmente il progetto e realizzato l’impianto FIB3R per riciclare materiali compositi e contribuire a colmare il divario tra domanda e offerta di fibra vergine, riducendo l’impatto ambientale. L’inaugurazione ha offerto l’occasione per promuovere un confronto sul futuro della fibra di carbonio, tra innovazione e sostenibilità. Dopo i saluti istituzionali e di Hera Ambiente, l’appuntamento ha coinvolto importanti rappresentanti del mondo industriale e accademico quali Ferrari, Assocompositi, Dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna, Leonardo, Pagani Automobili, Politecnico di Milano e Fondazione Bruno Kessler FBK.
Il nuovo impianto FIB3R a Imola per la rigenerazione di fibra di carbonio su scala industriale.
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PLASTICA E AMBIENTE NEWS EuCIA e JEC lanciano ECCA
Un’alleanza europea per la circolarità dei compositi L’associazione europea dell’industria dei compositi EuCIA, in collaborazione con JEC, ha lanciato European Circular Composites Alliance (ECCA), iniziativa dedicata alla creazione di un’economia circolare per i compositi in Europa. ECCA fisserà obiettivi riguardo all’uso di compositi recuperati e riciclati, svilupperà standard per la progettazione di prodotti circolari e rappresenterà un forum per dare voce al settore. L’iniziativa è stata lanciata ufficialmente a JEC World (Parigi, 4-6 marzo) durante una sessione speciale organizzata da EuCIA e JEC dal titolo “The Clean Industrial Deal: An Opportunity for our Composites Industry”. Nella sua presentazione all’evento, Laure Baillargeon, Policy Officer della Commissione europea, DG Grow, ha sottolineato che la circolarità è un elemento chiave del Green Deal che delinea azioni concrete per trasformare la decarbonizzazione in un motore di crescita per le industrie europee. La circolarità riduce i rifiuti, abbassa i costi di produzione, riduce le emissioni di CO2 e crea un modello industriale più sostenibile. Il presidente di EuCIA, Roberto Frassine, ha spiegato che la collaborazione degli operatori europei del settore è essenziale per raggiungere la piena circolarità dei materiali compositi. I membri di ECCA si impegneranno a raggiungere questo obiettivo, lavorando insieme per stabilire pienamente una economia circolare per i compositi, implementando strategie e obiettivi per un loro maggiore recupero e riciclo. Le parti interessate sono state invitate a sottoscrivere la lettera d’intenti di ECCA per segnalare il proprio sostegno all’iniziativa ed essere informati sui suoi sviluppi. Il passo
successivo sarà quello di delineare un quadro di azione di riferimento per contribuire in maniera effettiva alla circolarità dei compositi. “La European Circular Composites Alliance è un passo essenziale verso un’economia circolare più ampia per tutta l’Europa”, ha dichiarato Frassine. “Combinare la volontà collettiva e gli obiettivi di produttori, delle associazioni e degli utilizzatori di materiali compositi in un’unica voce accelererà il percorso verso l’azzeramento delle emissioni del nostro settore. I materiali compositi svolgono un ruolo enorme nel XXI secolo e siamo impegnati a costruire filiere sempre più competitive e allo stesso tempo circolari in Europa”. “L’unione di diversi Paesi e organizzazioni per una causa comune, lavorando in partnership, è uno dei principali punti di forza della comunità europea”, ha aggiunto Baillargeon. “Il dialogo e la condivisione di informazioni con i responsabili politici e tra le parti interessate, una visione condivisa e la definizione di obiettivi e traguardi sono risultati notevoli della Circular Plastics Alliance, che offre spunti preziosi per questa nuova alleanza sui compositi”. “In qualità di partner di EuCIA, sosteniamo questa iniziativa nell’ambito delle nostre attività volte a promuovere soluzioni circolari nell’industria dei compositi”, ha concluso Eric Pierrejean, CEO di JEC. “In JEC siamo impegnati a promuovere lo sviluppo dell’industria dei compositi in tutto il mondo, poiché i materiali compositi continuano ad aprire nuove ed entusiasmanti opportunità per migliorare la vita delle persone e creare un mondo migliore e più sostenibile”.
Un momento del lancio di ECCA a JEC World 2025.
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Gruppo Maip aderisce a ReGenesis
Recupero e riciclo di beni di lusso Gruppo Maip ha aderito al protocollo ReGenesis, ideato dallo Studio Lisa Tavazzani per gestire gli scarti di produzione e l’invenduto nel settore dei beni di lusso. Grazie alla collaborazione con Eastman e Studio Lisa Tavazzani, Gruppo Maip introdurrà nuovi compound e lastre ottenuti da scarti industriali nobilitati e da Acetate Renew, un acetato sostenibile di Eastman, con prestazioni pari a quelle dell’acetato tradizionale. Questo approccio permette di mantenere le materie prime all’interno di un ciclo chiuso, promuovendo un modello di economia circolare. ReGenesis consente l’upcycling e la valorizzazione degli scarti, che vengono trasformati in risorse di prima qualità per nuovi processi produttivi, la tracciabilità
e la trasparenza di ogni fase della filiera, che viene monitorata con il supporto della blockchain, garantendo affidabilità e conformità agli standard più elevati, lo sviluppo di soluzioni su misura con un approccio personalizzato per i brand di alta gamma, che coniuga eccellenza e responsabilità ambientale. “Siamo entusiasti di questa collaborazione, che conferma il nostro impegno nella trasformazione dei rifiuti in materiali sostenibili e ad alte prestazioni”, ha dichiarato Eligio Martini, CEO di Gruppo Maip. “Collaborare con Gruppo Maip e Studio Lisa Tavazzani ci permette di ridurre gli sprechi e creare prodotti di alta qualità, dimostrando che sostenibilità ed eccellenza possono convivere”, ha aggiunto Rachel Oakley,
Oggi molte aziende si trovano in difficoltà nello smaltimento degli invenduti e nella gestione delle materie prime inutilizzate. Il protocollo ReGenesis rappresenta una soluzione concreta, grazie alla collaborazione con fornitori e partner industriali per fornire opzioni di riciclo affidabili ai brand e alle aziende del lusso. Ogni fase della filiera produttiva è attentamente monitorata per garantire trasparenza e affidabilità, con il supporto della tecnologia blockchain.
Eyewear Segment Leader di Eastman. “Con ReGenesis ridefiniamo il concetto di sostenibilità nel lusso, offrendo ai brand soluzioni innovative e tracciabili senza compromessi sulla qualità”, ha concluso Lisa Tavazzani, fondatrice di Studio Lisa Tavazzani.
Accordo RES-Shell
Compravendita di olio di pirolisi da riciclo chimico di rifiuti plastici In base a un accordo pluriennale RES venderà a Shell Chemical Europe l’olio di pirolisi che verrà prodotto dall’impianto per il riciclo chimico di rifiuti plastici che RES sta realizzando a Pettoranello del Molise (Isernia). L’accordo a lungo termine diventerà effettivo a giugno 2026 e secondo le previsioni dovrebbe garantire a RES ricavi annui aggiuntivi per oltre 20 milioni di euro. Con la sottoscrizione Shell Chemicals Europe si impegna ad acquistare l’intera produzione di olio idi pirolisi dell’impianto di Pettoranello e, come opzione, anche quello di un secondo impianto che RES potrebbe costruire in futuro. L’impianto per il riciclo chimico di rifiuti plastici che RES sta attualmente costruendo sarà pienamente operativo entro la prima metà del 2026, a regime occuperà circa 20 addetti e sarà in grado di trattare fino a 20 kton all’anno di materiale in ingresso con una capacità produttiva prevista di 15 kton all’anno di olio di pirolisi. Si tratta del primo impianto nel suo genere in Italia per dimensioni e capacità n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
produttiva, che attraverso un processo di decomposizione termochimica permetterà di recuperare dei rifiuti plastici non riciclabili meccanicamente, altrimenti da utilizzare come combustibile per i termovalorizzatori e cementifici o da conferire in discarica, da cui ricavare olio di pirolisi per la produzione di nuovi materiali plastici. “Questo accordo di off-take rappresenta la conferma delle giuste scelte fatte negli anni passati di puntare sulla tecnologia della pirolisi. Gli investimenti fatti per la costruzione del nuovo impianto sono coronati dalla firma di questa importante collaborazione con un player globale come Shell, che segna l’inizio di una partnership strategica per entrambe le parti e un passo fondamentale nella promozione di soluzioni sostenibili e innovative nel riciclo chimico. Si rafforza così la missione di RES, che diventa la prima azienda del settore della gestione dei rifiuti in Italia e una delle prime in Europa a intraprendere questo percorso innovativo, per trasformare le plastiche post-consumo in preziose risorse per
l’industria, attraverso processi altamente innovativi, contribuendo all’economia circolare”, ha dichiarato Antonio Lucio Valerio, amministratore delegato di RES. “Shell è molto soddisfatta di questo accordo a lungo termine con RES, che vanta una profonda esperienza nel mercato dei rifiuti e del riciclaggio. Shell è impaziente di collaborare con RES per fornire ai nostri clienti prodotti chimici più circolari, facendo al contempo progredire il nostro impegno nello sviluppo di una valida catena del valore circolare della plastica”, ha aggiunto Thijs Arlman, Global Head of Plastic Circularity di Shell.
Antonio Lucio Valerio (a sinistra), CEO di RES, e Niels Bouwhuis, vicepresidente Marketing, Commercial & Sustainability di Shell Chemicals.
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PLASTICA E AMBIENTE NEWS NextChem negli Emirati Arabi Uniti
Riciclo avanzato con tecnologia italiana La società NextChem, parte del Gruppo Maire, ha siglato un protocollo d’intesa con il partner industriale Yousif Mohamed Al Nowais per collaborare al potenziamento del riciclo chimico della plastica negli Emirati Arabi Uniti, migliorando le attività dedicate alla
selezione e alla classificazione dei rifiuti nonché al compounding di materiali end-of-waste da trasformare in polimeri riciclati destinati al mercato locale ed estero. Questo protocollo d’intesa rappresenta un passo avanti nella collaborazione allo sviluppo dell’economia circolare negli Emirati Arabi Uniti, seguendo la prima fase intrapresa nel 2022 con il lancio di un impianto avanzato per il riciclo della plastica nella zona industriale Kezad di Abu Dhabi. Questa unità ha la capacità di trattare fino a 100.000 tonnellate di semilavorati plastici grazie a una tecnologia parte dell’ampio portafoglio di soluzioni innovative ed efficienti di NextChem a supporto
della transizione energetica attraverso la decarbonizzazione di processi e prodotti. “Gli Emirati Arabi Uniti e il Gruppo Maire possono contare su una lunga storia di successo insieme, che risale a quasi trent’anni fa. Questo accordo conferma il nostro impegno a investire e sviluppare soluzioni sostenibili per promuovere la circolarità nel Paese, facendo leva sull’ingegneria Made in Italy. Grazie al nostro ampio portafoglio di tecnologie, NextChem è in una posizione unica per servire il mercato con soluzioni innovative ed efficienti di altissimo livello a supporto della valorizzazione circolare dei materiali di scarto”, ha dichiarato Fabrizio Di Amato, fondatore e presidente di Maire.
L’accordo è stato siglato durante il recente incontro istituzionale avvenuto a Roma tra il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, e la presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Giorgia Meloni, confermando e consolidando un rapporto trentennale tra i partner che risale agli anni Novanta, quando Maire è entrata nell’arena energetica degli Emirati Arabi Uniti con diversi progetti strategici.
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Appello di ProFood
Foto ProFood
Un approccio pragmatico e basato sui dati è stato chiesto dalla filiera ortofrutticola europea per l’implementazione del Regolamento Imballaggi e Rifiuti da Imballaggio (PPWR) nel corso di una tavola rotonda intitolata “PPWR Implementation = less sustainability and less internal market? The voice of fresh produce supply chain”, organizzata da ProFood e Freshfel Europe alla recente fiera Fruit Logistica 2025 di Berlino. Il divieto di confezionamento in plastica per prodotti ortofrutticoli al di sotto di 1,5 kg è stato al centro del dibattito. Tutti gli esperti europei e internazionali intervenuti hanno concordato sul fatto che il Regolamento non tiene conto delle specificità del settore ortofrutticolo stesso, rischiando di compromettere la qualità dei prodotti, aumentare gli sprechi alimentari e creare distorsioni nel mercato unico europeo. La possibilità che ogni stato membro possa stabilire una propria lista di esenzioni danneggia il mercato unico con effetti negativi sulla filiera e sulla competitività del mercato stesso. Nell’occasione è stato ribadito che il packaging svolge una funzione fondamentale per la qualità, la sicurezza e la conservazione dei prodotti. Inoltre, come dimostrato dallo studio LCA commissionato da ProFood al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, e presentato a tale evento, gli imballaggi in plastica, lungo tutta la filiera, hanno un impatto ambientale inferiore a quelli in cartoncino e prolungano la vita dei prodotti confezionati contribuendo a ridurre lo spreco alimentare che rappresenta un grave danno ambientale ed economico. Per molti prodotti, in particolare per quelli ortofrutticoli, il packaging in plastica non è una scelta ma una necessità, dimostrando ancora una volta come l’accoppiata imballaggio in plastica-alimento sia l’unica soluzione possibile, se si hanno a cuore l’ambiente, la sicurezza alimentare, la riduzione degli sprechi e, soprattutto, il benessere dei consumatori. Ne ha dato prova il relatore canadese che ha riportato l’esperienza del suo paese nel quale il governo aveva previsto restrizioni simili al PPWR, ma che alla luce dei dati ha cambiato posizione. La tavola rotonda si è conclusa con l’appello a implementare le direttive del PPWR basandosi sui dati scientifici disponibili, con un approccio più equilibrato che tenga conto della specificità del settore.
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L’impatto del PPWR sulla filiera ortofrutticola
Alla tavola rotonda di Fruit Logistica, organizzata da ProFood e Freshfel Europe, le associazioni europee e internazionali hanno discusso la normativa sugli imballaggi (PPWR), sollecitando un approccio pragmatico e denunciando il rischio di frammentazione del mercato unico. n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
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PUBBLIREDAZIONALE Accade in Omso
Innovazione e sostenibilità nella stampa diretta su packaging primario Omso, azienda fondata nel 1952 e con sede a Reggio Emilia, è un punto di riferimento mondiale nella progettazione e realizzazione di macchine per la stampa diretta su packaging primario. Essa opera con un’attenzione costante rivolta all’innovazione tecnologica, offrendo soluzioni altamente performanti per il settore cosmetico, alimentare e farmaceutico. L’azienda progetta e produce in Italia, nella cosiddetta “Packaging Valley”, un’area riconosciuta a livello internazionale per l’eccellenza industriale nel settore del packaging. Ogni fase della progettazione, produzione e assemblaggio viene gestita internamente, garantendo il massimo controllo qualitativo e un know-how tecnologico di altissimo livello.
Efficienza e sostenibilità Negli ultimi anni, Omso ha investito nello sviluppo di soluzioni innovative per migliorare l’efficienza energetica delle proprie macchine, con particolare attenzione alla riduzione dei consumi e delle emissioni e all’ottimizzazione dei processi produttivi. Tra le innovazioni più significative spicca l’adozione delle lampade UV LED per l’essiccazione degli inchiostri in luogo delle tradizionali lampade UV (principalmente a vapori di mercurio). Nel settore delle macchine serigrafiche in particolare, Omso ha sviluppato modelli altamente performanti come la SB021,
macchina serigrafica all’avanguardia progettata per garantire versatilità operativa e consumi ridotti. La SB021, nella sua configurazione base per contenitori in plastica a 3 colori, consuma solo 3 kW, consentendo un risparmio energetico annuo di circa 14.100 kWh e una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 6.000 kg. Questo modello di macchina serigrafica è stato progettato per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più orientato verso la sostenibilità, combinando alta qualità di stampa, estrema facilità di utilizzo (drastica riduzione dei tempi morti e di riattrezzaggio) e riduzione dell’impatto ambientale. Un’altra importante innovazione riguarda la macchina modello Servobottle, che recentemente è stata dotata di una nuova stazione di stampa a caldo, progettata per integrarsi perfettamente con le unità di stampa serigrafica esistenti. Questa soluzione permette di ampliare le possibilità di decorazione, riducendo al minimo gli scarti (spesso dovuti al passaggio dei contenitori da una macchina all’altra) e ottimizzando lo spazio produttivo, con evidenti vantaggi in termini di efficienza e costi operativi. Grazie all’integrazione delle tecnologie UV LED, motori ad alta efficienza e soluzioni modulari, le macchine serigrafiche Omso rappresentano oggi il punto di riferimento per le aziende che desiderano coniugare prestazioni elevate e attenzione alla sostenibilità ambientale.
I vantaggi delle lampade UV LED sulla macchina Servocup La grande attenzione e gli importanti investimenti dedicati da Omso al tema della sostenibilità hanno consentito l’introduzione della tecnologia UV LED anche sul modello Servocup, macchina per la stampa flexo in alta definizione su vasi tronco-conici. Servocup, unica macchina sul mercato dotata di tecnologia di stampa Fexo Print On Dry, garantisce una elevatissima qualità di stampa che rimane costante da inizio a fine produzione senza richiedere interventi di pulizia della gomma di stampa, grazie alla sua prerogativa che consente l’applicazione di ogni colore sui precedenti perfettamente polimerizzati. In questo modo l’immagine completa si compone senza contaminazione tra i vari colori e questo permette di ottenere una stampa con qualità fotografica, con colori brillanti, coprenti e costanti. La macchina Servocup.
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Lampade UV su macchina Servocup.
Risparmio energetico: dati concreti
La fase di stampa sulla macchina Servocup.
Oggi la Servocup presenta l’applicazione delle lampade UV LED in sostituzione delle lampade UV tradizionali (principalmente a vapori di mercurio). Questa evoluzione porta numerosi benefici in termini di prestazioni, di temperatura di lavoro della macchina, che si traduce in migliore sostenibilità ambientale: - miglioramento della stabilità della macchina: le lampade UV LED non generano calore, pertanto, l’oggetto da decorare rimane a una temperatura inferiore per tutto il ciclo di stampa e non è soggetto a deformazioni termiche; questo garantisce una qualità finale di stampa superiore; - manutenzione ridotta: con una durata di vita almeno dieci volte superiore rispetto alle lampade UV a mercurio, le lampade UV LED riducono la necessità di sostituzioni frequenti e i relativi tempi di inattività. Inoltre, anche la componentistica meccanica ed elettronica della macchina beneficia del fatto di lavorare a temperature inferiori; - sicurezza aumentata: l’assenza di emissioni di ozono, caratteristica intrinseca nelle lampade LED, elimina i problemi di ossidazione dei componenti della macchina e migliora la sicurezza per gli operatori; - maggiore efficienza operativa: le lampade UV LED non necessitano di tempi di riscaldamento, permettendo alla macchina di raggiungere rapidamente condizioni operative ottimali; il passaggio da OFF a ON è immediato. n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
Uno degli aspetti più rilevanti dell’adozione delle lampade UV LED è il risparmio energetico. A confronto con le tradizionali lampade a vapori di mercurio, che consumano tra i 4 e i 7 kW, le lampade UV LED riducono drasticamente il consumo a soli 1 kW per lampada. Considerando che queste tipologie di macchine hanno ritmi di lavoro sostenuti, tale ottimizzazione si traduce in un risparmio considerevole in base al regime di lavoro adottato (che di seguito è calcolato su 50 settimane di operatività): - 8 ore al giorno, 7 giorni su 7: risparmio annuo di circa 58.800 KWh; - 16 ore al giorno, 7 giorni su 7: risparmio annuo di circa 117.600 KWh; - 24 ore al giorno, 7 giorni su 7: risparmio annuo di circa 175.400 KWh. Considerando un consumo energetico medio industriale, questi dati si traducono in una significativa riduzione dei costi operativi e di un risparmio del 75% di emissioni di CO2, contribuendo in modo concreto alla sostenibilità ambientale.
Update e compatibilità Questo step del progetto Servocup era stato previsto da Omso così come la possibilità di applicare questo importante upgrade come retrofit su tutte le macchine Servocup prodotte e consegnate negli ultimi anni. L’operazione è possibile con semplici adattamenti meccanici che permetteranno agli utilizzatori di beneficiare delle nuove tecnologie senza dover sostituire la macchina da stampa.
Conclusione Grazie a queste soluzioni all’avanguardia, Omso continua a essere un leader nel settore della stampa diretta su packaging primario, offrendo ai propri clienti macchinari sempre più efficienti, sostenibili e performanti. Un campione realizzato con la macchina Servocup.
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MACCHINE E ATTREZZATURE A colloquio con Luca Oliverio di WM Thermoforming Machines
La termoformatura raccontata da chi la conosce… a fondo Sviluppi tecnologici e consolidamento e penetrazione di mercato dell’azienda di Stabio: ce ne parla il suo direttore generale, che analizza le sfide del mercato attuale, che, se da un lato richiedono un adattamento continuo, dall’altro offrono anche nuove opportunità di crescita. Uno sguardo a tutto tondo sulla termoformatura, anche alla vigilia dell’appuntamento fieristico del K 2025, che ancora una volta offrirà un palcoscenico importante su cui presentare conferme e novità di prodotto. Di Luca Mei
A
Una termoformatrice modello F780
bbiamo reincontrato Luca Oliverio, direttore generale di WM Thermoforming Machines, azienda costruttrice di macchine e attrezzature per la termoformatura con sede a Stabio, in Svizzera, per fare il punto della situazione su tale tecnologia di trasformazione della plastica e il suo mercato di riferimento e illustrare come questi ne stiano trainando e indirizzando gli sviluppi in atto. Dicendo da subito che tratto distintivo dell’attività del costruttore svizzero si (ri)conferma uno spiccato orientamento all’innovazione intesa sotto ogni punto di vista: tecnologico, di processo e applicativo, tanto delle macchine quanto dei loro componenti ausiliari e dei sistemi deputati al loro funzionamento e controllo. Ciò che risalta è però un orientamento all’innovazione finalizza-
to non solo al profitto economico, che evidentemente rappresenta lo scopo di qualsiasi attività imprenditoriale, ma anche agli aspetti che sono in grado di sostenerlo e che rientrano più in una sfera socio-ambientale, e questo oggigiorno non potrebbe avvenire diversamente, come l’attenzione ai consumi energetici durante i processi di trasformazione o il trattamento dei manufatti plastici a fine vita e la loro concezione in funzione del riciclo. Si tratta di fatto di una “filosofia”, sposata da WM Thermoforming Machines come parte della propria strategia a ogni livello, da quello del marketing e della comunicazione a quello della ricerca e sviluppo, passando dall’attenzione ai propri lavoratori e ai “nuovi talenti” a quella di coloro che utilizzeranno le sue linee di termoformatura. Una filosofia che, diventata ormai parte integrante del proprio marchio di fabbrica, ha imposto e impone all’azienda una capacità intrinseca: quella di saper stare al passo con i tempi su tutti i fronti. Che per WM Thermoforming Machines si traduce in concreto già da tempo nell’integrazione tecnologica tra la sua solida base di un’esperienza pluriennale con quanto di più abilitante e vantaggioso risulta in ogni momento messo a disposizione dall’evoluzione manifatturiera per il costante miglioramento delle sue attività costruttive e di quelle produttive delle proprie macchine una volta che queste saranno “sul campo”.
Per cominciare, come è andato il 2024 e quali sono le prospettive per il 2025, 56
MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
anche se in parte già trascorso? “Il 2024 è stato un anno di conferme, in cui abbiamo raccolto i frutti del lavoro svolto negli anni precedenti, in termini sia di crescita aziendale sia di risultati economici. Abbiamo registrato un risultato di fatturato e di entrata ordini molto importante, ma ciò che ci rende particolarmente orgogliosi è la crescita della nostra struttura aziendale. Abbiamo inserito nuove figure strategiche nel team: un analista di processo, un cablatore elettrico, un softwerista, un progettista elettrico, un progettista meccanico, un montatore meccanico, un collaudatore e un venditore. Sappiamo quanto sia complesso trovare e integrare risorse qualificate, ma riteniamo che questo dimostri la nostra capacità di attrarre talenti e rafforzare il team per affrontare le sfide future. Guardando al 2025, le prospettive sono positive: abbiamo una pipeline ordini solida, un piano di espansione internazionale ben definito e nuove tecnologie in fase di lancio che ci permetteranno di mantenere un vantaggio competitivo nel settore”.
Le tensioni geopolitiche in atto come hanno condizionato e condizionano la vostra attività in termini sia di costi di produzione che lievitano sia di chiusure di mercati e di difficoltà alle esportazioni? “Le tensioni geopolitiche e l’instabilità nei mercati globali hanno avuto un impatto significativo sui costi di produzione e sugli approvvigionamenti di materiali, una problematica che si trascina ormai da anni. Tuttavia, abbiamo saputo rispondere con flessibilità, migliorando la nostra capacità di monitoraggio e gestione dei processi. Questo ci ha permesso di mitigare l’aumento dei costi stesso e di mantenere una competitività di prezzo per i nostri clienti. Per quanto riguarda le chiusure di mercati e il cambiamento nelle dinamiche commerciali, la nostra strategia di diversificazione globale ci ha permesso di rispondere prontamente a tali fenomeni. Abbiamo rafforzato la nostra presenza in mercati chiave come gli Stati Uniti e l’Asia, raggiungendo risultati di vendita record anche in un contesto complesso”.
difficoltà globali, anche se, in condizioni più stabili, avrebbe potuto fare meglio. La percezione negativa della plastica a livello mediatico ha creato una forte pressione sul settore, ma stiamo assistendo a una controtendenza. L’ignoranza e l’imposizione di regolamenti spesso irrazionali hanno inizialmente penalizzato il mercato, ma questo ha anche stimolato una maggiore innovazione e resilienza nel settore. Gli utilizzatori finali stanno diventando più consapevoli e informati, comprendendo che il problema non è il materiale in sé, ma il modo in cui viene gestito a fine vita. Tra le tecnologie maggiormente trainanti possiamo individuarne almeno due. La prima è rappresentata dal riciclo “tray-totray”, ossia il ciclo chiuso del riciclo dei vassoi, attualmente in forte crescita. In secondo luogo, le applicazioni monomateriale; la ricerca di materiali che hanno migliori caratteristiche intrinseche aumenta la loro applicazione nel mercato, incrementando la possibilità di riciclare più materiale possibile e accrescendo il valore dei prodotti termoformati”.
Per quanto vi riguarda, quali sono le più recenti innovazioni che avete introdotto nelle vostre macchine o quali le nuove macchine con le relative applicazioni che avete lanciato di recente? “Nel 2024 abbiamo introdotto diverse innovazioni importanti. Cominciamo con la gamma FX. Abbiamo aggiornato la serie di macchine a fustella FC con la nuova serie FX, migliorando le prestazioni di produttività e l’interfaccia utente. Per quanto riguarda invece il modello FXL 1000, si tratta della macchina a fustella più grande al mondo, progettata per il mercato americano, ma rivolta anche ai top player in altri mercati.
L’intelligenza artificiale, in cui WM Thermoforming Machines sta investendo da più di tre anni, gioca un ruolo sempre più importante nei sistemi di controllo automatico della produzione.
In generale, come sta andando il mercato della termoformatura e quali sono gli sviluppi tecnologici e applicativi trainanti? “Il mercato della termoformatura ha tenuto bene nonostante le n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
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MACCHINE E ATTREZZATURE
Luca Oliverio, direttore generale di WM Thermoforming Machines.
L’azienda parteciperà al K 2025 con un stand (nella foto il rendering) raddoppiato nella superficie rispetto alle passate edizioni.
La serie FX XTD introduce una tecnologia avanzata per l’applicazione di colla e l’inserimento del pad assorbente nel settore della produzione di vaschette per carni, integrando il sistema di controllo qualità automatizzato basato su intelligenza artificiale. Della serie FT abbiamo consegnato macchine per la produzione di basi e coperchi per contenitori da salsa (1, 2 e 4 once) con sistemi di confezionamento integrati (foto di apertura). Si tratta dell’unica soluzione completa presente sul mercato per questa applicazione, già operativa in tutti i continenti. Ultimo ma non ultimo, il nuovo sistema di impilaggio MSvS che aumenta la flessibilità delle macchine e che verrà mostrato in anteprima al K 2025”.
I temi caldi del momento possono essere individuati nelle soluzioni per ridurre i consumi energetici e gli impatti ambientali delle attività produttive e nell’intelligenza artificiale a queste applicata. Le une e l’altra trovano impiego sulle vostre macchine e, se sì, come? “Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, è un campo in cui stiamo investendo da oltre tre anni, per ottimizzare i processi produttivi e il controllo qualità. La soluzione già operativa è costituita dal sistema di visione AI, presentato alla NPE 2024, che consente il controllo automatizzato del 100% della produzione in tempo reale. Altre due integrazioni di questa tecnologia nel settore termoformatura verranno presentante al K 2025. In tema di riduzione dei consumi energetici, invece, abbiamo introdotto motori e sistemi di riscaldamento più efficienti, per ridurre il consumo di energia fino al 15%”.
dello con sistema di visione integrato e DLifter per una raccolta ergonomica delle pile di prodotti. Questo modello sarà in funzione con la produzione di contenitori per delivery in EPP. Un’altra protagonista sarà la termoformatrice Twist 700, come anticipato dotata del sistema di impilaggio MSvS, una delle soluzioni più veloci sul mercato nel suo segmento e compatibile anche con stampi realizzati per macchine di aziende terze. Il sistema di impilaggio MSvS consente di ridurre i costi delle attrezzature di impilaggio del 40-50% rispetto alla concorrenza e integra un sistema automatico di incorsamento foglia. Avremo anche varie innovazioni in ambito software, quali i miglioramenti introdotti nell’interfaccia macchina per aumentare l’usabilità e agevolare l’impostazione del nostro stesso software, a vantaggio anche del turnover dei tecnici a bordo macchina. In termini di troubleshooting e documentazione, proporremo un sistema avanzato per rendere le procedure operative sempre disponibili in tutte le principali lingue. Infine, per quanto riguarda l’OEE (Overall Equipment Effectiveness), presenteremo nuovi stumenti dedicati al miglioramento dell’efficienza complessiva delle macchine.
A NPE 2024 avevate ufficializzato la nascita di IFS-Integrated Forming Solution, alleanza tecnica strategica in cui siete impegnati insieme a MacDue Impianti, T2 e Ausil System: come sta andando questa partnership? “La partnership con MacDue Impianti, T2 e Ausil System è pienamente operativa negli Stati Uniti e sta già dando risultati concreti. Nel nostro stabilimento di Houston abbiamo reso disponibili ricambi, oltre a tecnici qualificati per interventi su tutte le macchine delle aziende partner. La termoformatrice FLEX 92 di WM Thermoforming Machines è già operativa, integrata con il sistema di visione di Ausil e le confezionatrici di MacDue. I clienti possono vedere le macchine in azione in un ambiente dimostrativo completo. Inoltre, questa collaborazione ha suscitato l’interesse anche di altre terze parti, pronte a entrare nel progetto”.
Siamo alla vigilia del K 2025: cosa potete anticipare per quanto riguarda il vostro programma espositivo? “Parlando del K 2025 dobbiamo dire prima di tutto che abbiamo ampliato del 50% la nostra area espositiva. In fiera presenteremo varie soluzioni a cominciare dal macchina FX 780 IM2, mo-
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La sede di IFS-Integrated Forming Solutions a Houston, in Texas (Stati Uniti). MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
PERFORMANCE BEYOND LIMITS Masterbatches, Additives and BIOcompound
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Impianto per guarnizioni poliuretaniche
Semplificare per innovare ed efficientare Attiva nella costruzione di macchine e impianti per la lavorazione del poliuretano e nella messa a punto di sistemi poliuretanici per vari ambiti applicativi, Europoliuretani fa della semplicità la strada verso l’innovazione e l’efficienza. Nel caso di specie viene illustrato come questo abbia reso la produzione di guarnizioni poliuretaniche più conveniente e sostenibile in termini di processo.
L’
innovazione per Europoliuretani racchiude due concetti: semplicità ed efficienza, i quali hanno guidato l’implementazione della tecnologia da parte dell’azienda per massimizzare la produttività dei propri sistemi per guarnizioni poliuretaniche. Azienda veneta con sede a Trebaseleghe (Padova), da oltre 25 anni Europoliretani è una delle principali costruttrici di macchine per la schiumature di poliuretano espanso, l’applicazione di colla e la produzione di guarnizioni poliuretaniche. Il tratto distintivo e che definisce la filosofia dell’azienda è rappresentato dall’impegno nel fornire un servizio completo, affiancando i trasformatori in ogni fase, dalla fornitura degli impianti ai prodotti chimici, fino a un’assistenza tecnica altamente specializzata. Oltre alla progettazione e realizzazione di impianti, l’azienda sviluppa e produce sistemi poliuretanici per l’iniezione del poliuretano, nonché soluzioni per la distribuzione di colle e guarnizioni poliuretaniche, garantendo qualità, innovazione e affidabilità in ogni fase del processo.
Flessibilità nella fase di progettazione Uno dei punti di forza di Europoliuretani risiede nella flessibilità, che permette di offrire soluzioni altamente personalizzate. Che si tratti di robot antropomorfi o cartesiani, l’azienda progetta impianti su misura rispondenti alle esigenze specifiche di ogni committente. Ogni progetto nasce da un’analisi approfondita per garantire la massima efficienza e precisione in ogni applicazione. Oltre alla progettazione degli impianti, il laboratorio chimico dell’azienda dedicato a ricerca e sviluppo consente di mettere a punto e realizzare sistemi poliuretanici su misura, ottimizzati per le caratteristiche del processo produttivo. Questa sinergia tra ingegneria e chimica permette di offrire soluzioni complete, garantendo non solo la qualità del prodotto finito, ma anche un processo efficiente. Innovazione, personalizzazione e affidabilità sono i pilastri su cui viene costruito ogni impianto dell’azienda.
Innovazione e semplicità dell’impianto per guarnizioni Con l’obiettivo di rendere ogni fase del processo più semplice ed efficiente, l’azienda ha sviluppato un sistema per guarnizio-
La qualità costante del prodotto finale: questo il primo vantaggio dell’eliminazione del processo di ricircolo e nucleazione.
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Da oltre 25 anni Europoliuretani è una delle principali aziende nel panorama della costruzione di macchine e impianti per la schiumature di poliuretano espanso, l’applicazione di colla e la produzione di guarnizioni poliuretaniche e nello sviluppo dei sistemi poliuretanici.
ni poliuretaniche all’avanguardia basato sulla tecnologia FIPFG (Form In Place Foam Gasket) con miscelazione dei due componenti principali, isocianato e poliolo, all’interno della camera di miscelazione, che permette l’applicazione della guarnizione direttamente in loco con estrema precisione e senza punti di giuntura. L’innovazione riguarda sia l’ottimizzazione del software che l’eliminazione del processo di nucleazione e del ricircolo del materiale, con un significativo miglioramento dell’efficienza energetica. Il software pensato per l’efficienza Nel mondo dell’automazione industriale, l’usabilità del software di gestione è diventata un fattore determinante. Un’interfaccia intuitiva non solo semplifica le operazioni quotidiane, ma permette agli operatori meno esperti anche di utilizzare l’impianto in modo preciso e senza errori. Per questo, Europoliuretani ha ottimizzato la grafica del software rendendola ancora più chiara e accessibile. Inoltre, ha introdotto una sezione dedicata a brevi video tutorial, pensati per guidare gli operatori nell’uso dell’impianto e permettere loro di sfruttarne appieno tutte le potenzialità. Ne è risultata una maggiore autonomia, un minore margine di errore e un’esperienza d’uso immediata e intuitiva.
erogazione in un ciclo chiuso, anche quando il prodotto non viene effettivamente erogato. Europoliuretani ha scelto di eliminare questo processo, ottenendo diversi benefici. Anzitutto una qualità costante del prodotto. Il processo di ricircolo e nucleazione può alterare alcune proprietà del sistema poliuretanico, rischiando di compromettere il risultato finale e inducendo l’operatore a regolazioni continue per garantire la stabilità del prodotto da erogare. Ne consegue che eliminando questi processi si garantisce una qualità costante e uniforme del prodotto. In questo modo viene anche ridotta la manutenzione. Senza il ricircolo, alcuni componenti soggetti a usura hanno una maggiore durata e l’intero impianto risulta più semplice da gestire. Di conseguenza la testa di miscelazione, ossia il cuore del sistema, risulta più affidabile.
L’innovazione introdotta da Europoliuretani ha riguardato sia l’eliminazione del processo di nucleazione e del ricircolo del materiale sia l’ottimizzazione del software.
Eliminazione del processo di ricircolo e nucleazione Nella riprogettazione dell’impianto, Europoliuretani ha puntato su una soluzione che lo rendesse più semplice ed efficiente per l’utente finale. Per raggiungere questo obiettivo, ha eliminato il processo di nucleazione e ricircolo del materiale, una scelta complessa ma che si è tradotta in diversi vantaggi. Il ricircolo serve soprattutto per tenere omogeneizzata l’aria (nucleazione) immessa nel circuito del materiale chimico: in particolare, la componente poliolica viene continuamente trasportata attraverso le tubazioni dal serbatoio fino alla testa di n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
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Qualità costante di prodotto, riduzione della manutenzione, risparmio energetico. Sono questi i tre principali benefici derivati dalla eliminazione del processo di ricircolo e nucleazione dalla tecnologia per la produzione di guarnizioni, con una serie di ulteriori vantaggi a cascata.
Ultimo ma non ultimo, ne deriva un risparmio energetico. Con l’eliminazione del ricircolo, infatti, l’impianto consuma energia solo quando è in uso. Al contrario, nei sistemi tradizionali con nucleazione, il materiale è sempre in movimento, comportando un consumo continuo anche nei momenti di inattività. Grazie a questa innovazione, Europoliuretani ha migliorato l’efficienza e la sostenibilità del proprio impianto, offrendo un sistema più semplice, con prestazioni superiori ed energeticamente vantaggioso.
Pronti per l’Industria 5.0 Seguendo un percorso di innovazione tecnologica senza soste, Europoliuretani è in linea con la transizione attraverso imIn linea con la transizione tecnologica, le macchine di Europoliuretani per guarnizioni poliuretaniche sono “Industria 5.0 ready”.
Nel mondo dell’automazione industriale, la possibilità di semplificare le operazioni quotidiane degli operatori e permettere anche a quelli meno esperti di utilizzare gli impianti in maniera precisa ed esente da errori passa anche dall’usabilità del software di gestionee delle macchine.
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pianti per guarnizione poliuretanica progettati per l’Industria 5.0. Un concetto che va oltre l’automazione e la digitalizzazione, ponendo al centro l’integrazione tra uomo e macchina, la sostenibilità e l’efficienza energetica. Essere “Industria 5.0 ready” significa sviluppare soluzioni che non solo migliorano le prestazioni produttive, ma rendono il lavoro più intuitivo e collaborativo. Per questo, l’azienda ha implementato sistemi di controllo avanzati, interfacce utente semplificate e software intelligenti che consentono agli operatori di monitorare e ottimizzare il processo in tempo reale. Grazie a un ecosistema di tecnologie connesse, gli impianti proposti dall’azienda garantiscono precisione elevata nel dosaggio, riduzione degli sprechi e minore impatto ambientale. MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
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Occhielloda oltre trent’anni sul mercato Euroviti
Viti da una vita Titolo titolo titolo
Dal 1992 sul mercato con soluzioni da sempre all’avanguardia per lo stampaggio a iniezione e l’estrusione, Euroviti oggi è una protagonista di primo piano nel proprio campo. Una nuova struttura e il potenziamento della ricerca e sviluppo sono gli ultimi investimenti per affrontare nuove sfide e consolidare ulteriormente la propria posizione nell’industria della plastica. Sommario sommario somario Di Matteo De Molli Morandi e Luca Mei
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ealtà consolidata nel panorama industriale italiano, Euroviti è specializzata nella fornitura di gruppi di plastificazione destinati all’estrusione e allo stampaggio a iniezione, siano questi riproduzione fedele dei componenti originali o frutto di uno studio di personalizzazione in relazione alle necessità dell’utilizzatore finale. Fondata nel 1992 da Giuseppe “Pino” Barrale, l’azienda ha saputo evolversi nel tempo, affermandosi come punto di riferimento a livello sia nazionale che internazionale, coprendo in maniera capillare i principali Paesi europei, il Centro e Sud America e alcuni Paesi africani e asiatici. L’attenzione costante all’innovazione tecnologica e alla qualità dei prodotti forniti ha permesso all’azienda di offrire soluzioni su misura per le esigenze specifiche dei trasformatori, garantendo prestazioni eccellenti e durata nel tempo. Grazie a una profonda conoscenza del settore e a un gruppo altamente qualificato, Euroviti non solo fornisce, ma sviluppa progetti per cilindri e viti per estrusori monovite. Nel portfolio sono inclusi, inoltre, componenti per estrusori bivite co-rotante e contro-rotante e set conici. Anche nel campo dello stampaggio a iniezione, l’azienda realizza soluzioni complete, che includono cilindri, viti, puntali, testate e ugelli. L’impiego di materiali tecnologicamente avanzati, unito a un design personalizzato, contribuisce ad aumentare nel tempo la durata dei componenti, migliorando così l’efficienza produttiva e riducendo i costi energetici. L’elevata qualità dei materiali utilizzati consente, inoltre, di ridurre il rischio di usura e di minimizzare la necessità di manutenzione, con conseguente impatto positivo sulla continuità operativa delle linee produttive. I materiali non sono soltanto gli acciai di base, ma includono un’ampia gamma di riporti di saldatura e una serie di possibili rivestimenti superficiali per contrastare le usure (cromature, PVD, HVOF). Uno degli aspetti centrali dell’attività di Euroviti è la capacità di fornire soluzioni mirate alla riduzione degli sprechi, un elemento cruciale sia per l’ottimizzazione dei processi produttivi sia per la sostenibilità ambientale. Questo approccio non solo migliora le prestazioni economiche delle aziende trasformatrici, ma rappresenta anche un contributo concreto alla lotta contro lo spreco di materie prime e alla riduzione delle emissioni di CO2 permettendo, in un mercato sempre più attento alla sostenibilità, di posizionare l’azienda tra i possibili partner strategici per le imprese che vogliono innovare senza compromettere l’attenzione all’ambiente.
qualità del prodotto finale. A fronte di tali esigenze Euroviti ha sviluppato un profilo vite innovativo che ha consentito di incrementare la produttività, ridurre i difetti del prodotto finito e ottimizzare sia le velocità periferiche che le temperature di processo. Un altro elemento chiave dell’approccio di Euroviti è la facilitazione dell’impiego di materiali riciclati e il loro riutilizzo diretto nei processi produttivi. Sempre più aziende stanno adottando materiali riciclati al fine di ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini e abbattere il loro impatto ambientale. Le soluzioni progettate da Euroviti consentono un’estrusione più efficiente e stabile di materiali riciclati, garantendo al contempo elevati standard qualitativi e prestazioni affidabili. Questo processo di ottimizzazione passa attraverso studi approfonditi sulle caratteristiche dei materiali riciclati, analisi delle loro prestazioni a lungo termine e sperimentazione di nuove formulazioni capaci di migliorare la lavorabilità del polimero riciclato. Anche in questo settore Euroviti vanta un caso di successo, legato al riciclo di bioplastiche. Un’azienda leader del settore si è affidata a Euroviti per sviluppare tecnologie di estrusione avanzate, in grado di gestire materiali eterogenei e garantire il mantenimento delle proprietà meccaniche del prodotto riciclato. L’approccio altamente personalizzato di Euroviti ha portato alla progettazione di viti e cilindri specifici, capaci di migliorare la qualità del materiale estruso e offrire maggiore flessibilità nel processo produttivo. Il risultato ottenuto ha confermato l’impegno di Euroviti nella ricerca di soluzioni sostenibili, in grado di supportare l’economia circolare e la riduzione dell’impatto ambientale.
Un cilindro bivite contro-rotante per estrusione.
Casi concreti Un esempio significativo del know-how di Euroviti è rappresentato da un progetto realizzato nel settore dell’iniezione-soffiaggio di preforme destinate al settore della cosmesi. Il trasformatore aveva la necessità di migliorare l’efficienza del proprio processo produttivo (efficienza energetica e minori scarti) e la n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
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Una vite per stampaggio a iniezione.
Nuova sede operativa Per rispondere alla crescente domanda del mercato e garantire un servizio sempre più efficiente, Euroviti ha recentemente annunciato il trasferimento in una nuova sede operativa. La nuova struttura, situata in una posizione strategica, permetterà di ampliare gli spazi produttivi, migliorare l’efficienza logistica e offrire un ambiente di lavoro più moderno e funzionale. Questo investimento rappresenta un ulteriore passo avanti per l’azienda orientata verso il futuro, che continua a puntare su innovazione e miglioramento continuo per rafforzare la propria posizione nel mercato globale. Oltre alla nuova sede, Euroviti ha ampliato il proprio gruppo di ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di accelerare l’introduzione di nuove soluzioni per l’industria della plastica. L’azienda collabora attivamente con istituti di ricerca per lo sviluppo
di nuove soluzioni e processi produttivi più efficienti. L’obiettivo è quello di anticipare le tendenze del mercato e rispondere alle esigenze di un’industria in continua evoluzione. Euroviti si conferma dunque partner affidabile per le aziende che cercano soluzioni all’avanguardia nel campo della plastificazione per estrusione e iniezione. La combinazione di esperienza, competenza e ricerca tecnica con attenzione alle esigenze specifiche dei clienti consente di sviluppare cilindri e viti su misura che migliorano l’efficienza dei processi produttivi e la qualità del prodotto finale. Con l’apertura della nuova sede, l’azienda si prepara ad affrontare nuove sfide e a consolidare ulteriormente il proprio ruolo nell’industria della plastica con lo sguardo rivolto verso innovazione e alla sostenibilità e grande attenzione verso i propri clienti, storici e futuri.
Il rendering della nuova sede di Euroviti.
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Anniversario per Mixaco
Da sessant’anni con lo sguardo al futuro della miscelazione Dal 1965 il costruttore tedesco di soluzioni per la miscelazione industriale impronta le sue tecnologie su precisione, versatilità e innovazione, da sempre i capisaldi di una filosofia aziendale mai venuta meno. Di seguito un excursus dei suoi sistemi di punta.
N Uno scorcio del reparto di produzione con il modello HMKM.
euenrade (Germani), 1965: sono questi luogo e data di nascita di Mixaco, azienda costruttrice di tecnologie per la miscelazione sviluppate per migliorare efficienza, qualità e sostenibilità. In sessant’anni di attività, la sua filosofia è stata costantemente orientata a precisione, versatilità e innovazione e nel corso del tempo ha introdotto miscelatori all’avanguardia in grado di soddisfare le esigenze sempre più elevate dell’industria della plastica, ma anche chimica, alimentare, farmaceutica e altre ancora.
Le principali differenze tra i diversi tipi di miscelatori risiedono nei principi di miscelazione, nella capacità produttiva e nelle applicazioni previste. I miscelatori ad alta velocità e quelli planetari risultano ideali per compiti specializzati che richiedono dispersione fine e miscelazione delicata, mentre i miscelatori a doppio asse e a pale sono più adatti alla lavorazione di materiali pesanti o densi. Sia che si ricerchi massima flessibilità, automazione o bassa manutenzione, Mixaco offre soluzioni su misura per svariate applicazione, garantendo prestazioni ottimali e alta qualità del prodotto in un’ampia gamma di settori. Per questo motivo il portafoglio del costruttore tedesco si compone di un’ampia gamma di miscelatori.
Miscelatori a contenitore: il sistema di punta Questi miscelatori offrono una flessibilità senza pari per diverse dimensioni di lotti e materiali. In questa gamma rientrano i modelli CM i4, soluzione intelligente ed efficiente per la miscelazione completamente automatizzata, con integrazione digitale per l’Industria 4.0, e CM Flex, progettato per una gestione semplice e rapidi cambi di lotto, garantendo una miscelazione senza contaminazione. A questi si aggiunge il Container Mixer Vortex, studiato per prestazioni di miscelazione superiori grazie a una geometria innovativa degli utensili di miscelazione, che ottimizza il flusso del materiale, garantendo una miscelazione più omogenea e risultando ideale per applicazioni ad alta precisione, come la produzione di masterbatch, composti chimici e polveri speciali.
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Altri tipi di miscelatori includono il modello Speedy Mixer ad alte prestazioni, progettato per una miscelazione rapida e omogenea in tempi brevi. Il suo design innovativo garantisce un’efficace dispersione dei materiali con un consumo energetico ottimizzato. Vi sono poi i miscelatori: - ad alta intensità, ideali per la miscelazione e l’omogeneizzazione rapide in applicazioni impegnative come il compounding di PVC, la produzione di masterbatch e la lavorazione di materiali ad alte prestazioni; - a riscaldamento/raffreddamento, che combinano il controllo preciso della temperatura con la miscelazione ad alta velocità, migliorando la qualità e la consistenza dei materiali termosensibili; - da laboratorio, progettati per ricerca e sviluppo ma con le stesse prestazioni dei modelli industriali su scala ridotta; questi a loro volta si dividono in miscelatore a contenitore da laboratorio, ideale per testare piccole quantità con gestione semplice e rapidi cambi di materiale, e miscelatore a riscaldamento da laboratorio, progettato per formulazioni termosensibili con un controllo preciso della temperatura per ottimizzare le proprietà dei materiali; - a doppio cono, ideali per una miscelazione delicata ma efficace.
I tre prodotti di punta Rientrano in questa schiera i modelli CM MT, CM i4 e HMKM, che rappresentano il massimo della tecnologia di miscelazione nelle rispettive categorie che Mixaco oggi può proporre. Il modello CM MT rappresenta l’evoluzione della miscelazione industriale, unendo prestazioni, flessibilità e design a bassa manutenzione. È progettato per un’ampia gamma di applicazioni in settori che richiedono precisione, affidabilità e adattabilità. Tra le sue caratteristiche principali troviamo: - capacità di miscelazione multifunzionale, che lo rende adatto a vari processi, dalla miscelazione delicata alla dispersione intensa, per polveri, liquidi e materiali complessi; - design modulare per la personalizzazione, che consente di adattare il miscelatore a esigenze specifiche, rendendolo una soluzione scalabile; - efficienza energetica e riduzione dei tempi di fermo, grazie a soluzioni tecnologiche a risparmio energetico che riducono i costi operativi e un design robusto che minimizza i tempi di fermo appunto; - funzionalità di sicurezza avanzate, integrando sistemi di sicurezza per proteggere operatori e attrezzature. n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
L’industria delle materie plastiche risulta uno dei suoi campi di applicazione di elezione, dove garantisce una eccellente omogeneità nelle miscele, riducendo gli scarti di materiali, così come quella chimica, dove assicura un controllo preciso dei parametri di miscelazione per una qualità costante (a queste si aggiungono l’industria alimentare e quella farmaceutica). Il modello CM i4 è un miscelatore intelligente che integra tecnologie avanzate per migliorare prestazioni ed esperienza d’uso. Le sue caratteristiche principali risultano: - sistema di controllo intelligente, che permette il monitoraggio in tempo reale e la regolazione dei parametri di miscelazione; - automazione avanzata e connettività, perfettamente integrabile nei processi dell’Industria 4.0, con manutenzione predittiva e diagnostica remota; - maggiore produttività, grazie alla riduzione dei tempi di ciclo e dei consumi energetici, ottimizzando l’intero processo produttivo. Nell’industria delle materie plastiche e dei polimeri risulta ideale per miscelare additivi, colori e resine con precisione assoluta. Le miscelazioni precise e ripetibili lo rendono adatto anche all’impiego nella chimica specializzata. A queste, si aggiungono poi le applicazioni nei settori cosmetico, farmaceutico e alimentare. La gamma di Mixaco è completata dal modello HMKM, soluzione robusta e affidabile per la miscelazione di polveri e granuli in ambienti industriali. Mentre celebra il suo 60° anniversario, l’azienda tedesca ribadisce il suo impegno per innovazione, qualità e soddisfazione del cliente. I suoi miscelatori avanzati, come questi ultimi appena illustrati sono infatti progettati per rispondere alle esigenze di un’industria moderna. Con un focus su efficienza, precisione e sostenibilità, Mixaco continua a puntare a essere un partner affidabile per le aziende che mirano a loro volta al massimo delle prestazioni.
Miscelatore CM MT.
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Un processo sviluppato e brevettato da Maris
Evoluzione del riciclo della plastica Acronimo di Evoluted Recycling, il processo Evorec nella doppia versione Plastic e Plastic Plus sviluppato dal costruttore piemontese permette di riciclare materiali plastici post-consumo e post-industriali privandoli di tutte le caratteristiche negative e di rigenerarli secondo principi di circolarità e sostenibilità conferendo caratteristiche e proprietà, con benefici economici e ambientali.
I
l processo Evorec Plastic sviluppato da Maris rappresenta una soluzione avanzata per il riciclo di materie plastiche e prende vita da una visione evoluta di quest’ultimo da parte dell’azienda che mette al centro non solo la salvaguardia ambientale attraverso il massimo prolungamento del ciclo di vita della plastica, ma anche la promozione del rinnovamento dei materiali, generando benefici sia per l’economia circolare sia per l’ambiente. Attraverso questo processo, Maris propone una soluzione orientata al futuro e dall’elevato livello di sostenibilità per creare opportunità di riciclo più efficaci attraverso la progettazione di estrusori specifici per tale scopo e in grado di migliorare le pratiche industriali.
Gli estrusori bivite co-rotanti nel riciclo della plastica Nel riciclo della plastica, le caratteristiche intrinseche degli estrusori bivite co-rotanti possono garantire eccellenti livelli di omogeneità, degasaggio e filtrazione del materiale lavorato, oltre a offrire la possibilità di aggiungere cariche e/o additivi. Grazie all’ottimizzazione di questo processo, i materiali prodotti con gli estrusori di Maris possono migliorare le loro prestazioni meccaniche ed estetiche, trasformando rifiuti e scarti nei compound richiesti dal mercato per specifiche applicazioni. Le materie plastiche lavorate possono essere sia altamente se-
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lezionate e a basso contenuto di contaminanti (nel caso di scarti e rifiuti post-industriali), sia parzialmente selezionate con un più elevato contenuto di contaminanti (quelli invece derivanti dal post-consumo).
Materiali riciclabili con estrusori bivite co-rotanti Il PVC è tra le materie plastiche più diffuse al mondo e può essere riciclato con efficacia. La tecnologia di Maris semplifica il riciclo degli scarti provenienti dalla lavorazione di guaine dei cavi, tappeti e moquette reintroducendoli nuovamente nel ciclo produttivo. L’estrusione di PVC richiede l’utilizzo di un estrusore bivite co-rotante. Oggi più del 60% dei rifiuti plastici proviene dagli imballaggi poliolefinici. Il riciclo delle poliolefine però si applica a diverse fonti, tra cui imballaggi rigidi e flessibili, ma anche tessuti, manufatti tecnici e molto altro, offrendo ampie opportunità di riutilizzo. Grazie agli estrusori bivite co-rotanti dell’azienda piemontese impiegati anche in questi casi è possibile riciclare gli imballaggi a base di poliolefine per produrre nuovamente film plastici. Attraverso gli estrusori bivite co-rotanti di Maris, le bottiglie in PET possono essere riciclate per produrre nuove bottiglie 100% “green”. Nel recupero del PET, riducendo le tracce d’acqua con pompe ad alto vuoto, si minimizza la perdita di viscosità intrinseca del materiale, preservando le sue elevate prestazioni. MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Il Centro Tecnologico Il Centro Tecnologico Maris ha sviluppato anche un innovativo processo per il riciclo di polimeri reticolati espansi (e non) da materiale post-industriale, consentendo il recupero degli scarti di lavorazione e la loro reintroduzione nello stesso ciclo produttivo, e ha sviluppato una metodologia innovativa per la riduzione dell’inchiostro stampato sugli imballaggi. Questo processo consente di ottenere un materiale compatto, privo di porosità e con un ridotto livello di odore. Frutto del Centro Tecnologico Maris anche un innovativo metodo appositamente messo a punto per ridurre gli odori all’interno di polimeri di origine post-consumo. I materiali lavorabili possono essere i più svariati e, grazie a questo sistema, è possibile ottenere materiali con livelli di odore ridotti a poche parti per milione (ppm), consentendo così un rinnovato utilizzo di queste risorse.
Upcycling in due fasi Il sistema Evorec Plastic Plus è stato sviluppato da Maris per affrontare la sfida del riciclo di materiali altamente contaminati
e con elevate percentuali di umidità. Si tratta di una soluzione per l’upcycling di plastiche da riciclo che integra un processo a due fasi mediante un estrusore monovite e un estrusore bivite co-rotante di Maris. Il processo parte da materiali termoplastici in forma free-flowing e non, altamente contaminati, con elevato contenuto di inchiostro e di umidità. Questi vengono deinchiostrati mediante degasaggio e stripping e privati degli odori sempre mediante degasaggio, ottenendo materiali omogenei, puliti e granulati con proprietà meccaniche migliori e colorati (attraverso l’aggiunta di cariche, fibre, additivi e pigmenti). Oltre a quelli appena menzionati, questo upcycling in due fasi garantisce vari vantaggi in termini sia di processo sia di prodotto quali possibilità di gestire scarti e rifiuti complessi, alta efficienza del degasaggio, ridotto consumo energetico, incremento della capacità produttiva, elevata qualità dei granuli riciclati.
Tecnologie per lo stoccaggio industriale
Schematizzazione del processo di upcycling Evorec Plastic Plus in due fasi messo a punto da Maris.
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MACCHINE E ATTREZZATURE
Strumentazione per “stress relaxation”
Prove sempre più utilizzate in ambito industriale Dai progetti scientifici universitari, le prove di stress relaxation sono sempre più utilizzate in quelli industriali, spinte anche dalle recenti normative. Di seguito, cosa sono, come e con che strumenti vengono eseguite e cosa consentono di determinare.
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e prove di “stress relaxation” stanno diventando sempre più popolari per la determinazione delle proprietà delle gomme. Inizialmente prove di questo tipo venivano utilizzate principalmente in progetti scientifici presso le università ma, recentemente, se ne sta vedendo il crescente impiego in applicazioni industriali, soprattutto in conseguenza della loro introduzione in varie norme di prodotto, come le guarnizioni per tubi, e nelle specifiche per l’industria automobilistica. Lo stress relaxation consiste nel decadimento della forza necessaria per mantenere una deformazione applicata. Tale forza non è costante, ma decresce nel tempo quando il materiale invecchia, e viene espressa come percentuale della forza iniziale. Il processo principalmente responsabile dello stress relaxation nella gomma potrebbe essere di natura chimica o di natura fisica ma, in condizioni normali, entrambi i processi si verificano contemporaneamente. Generalmente a temperature normali o basse e/o nel breve periodo, lo stress relaxation è dominato da processi fisici, mentre nel lungo periodo o ad alte temperature sono i processi chimici a essere dominanti.
Modalità e metodi di prova Ci sono sostanzialmente due modalità per eseguire prove di stress relaxation: continua e discontinua. Un vantaggio della prova continua è quello di richiedere molto meno lavoro da parte dell’operatore. Semplificando, si può descrivere una prova continua come una prova che l’operatore avvia e a cui non deve più pensare fino che il tempo di prova non è scaduto. In termini semplificati, in una prova discontinua, invece, l’operatore fa misure manuali della forza, togliendo e rimettendo il provino nell’ambiente ove viene invecchiato, a specifici intervalli di tempo per tutto il tempo di prova.
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Attualmente i metodi di prova standardizzati sono i seguenti: - ISO 3384-1: include i metodi A e B, che possono essere utilizzati entrambi sia in aria che in liquido; nel metodo A al provino viene applicata una compressione e le misure di forza vengono fatte in temperatura, in quello B al provino viene applicata una compressione e le misure di forza vengono fatte alla temperatura standard di laboratorio; - ISO 3384-2: è la seconda parte della norma più recente che descrive prove ove il provino è sottoposto a cicli di temperature e anche questa norma include i metodi A e B; - ISO 6914 method A: descrive la prova per lo stress relaxation in tensione; - ASTM D6147.
I componenti della strumentazione Per le prove di stress relaxation, DGTS distribuisce in Italia la strumentazione della società Elastocon che comprende equipaggi di prova, rack elettronico, stufa a celle e software EC05. Gli equipaggi di prova sono realizzati in materiale resistente anche agli acidi, per prove in compressione, trazione e flessione sia in aria che in liquido (per prove anche in carburante, con ricambio di liquido e aria ALE) e anche in pressione. Il rack elettronico consente l’acquisizione di forza (FS 100N, 600N, 1200N, 2000N) e temperatura da ciascuno equipaggio e di collegare gli equipaggi di prova al computer; esso è disponibile in versioni x4, x6, x8 e x12 equipaggi di prova e la connessione tra rack elettronico e computer è di tipo network connection. Le stufe a celle offerte da Elastocon sono appositamente progettate per prove di stress relaxation, ossia la loro profondità viene modificata, rispetto a quelle delle stufe a celle standard, per fare in modo che il fondo degli equipaggi di prova abbiano il MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Rack elettronico più equipaggio in compressione.
miglior contatto termico possibile con il fondo della cella stess. Le stufe sono dotate di cappa il cui compito è quello di mantenere costante la temperatura intorno alla parte superiore degli equipaggi di prova che sono fuori dalla stufa, dove si trova la cella di carico, al fine di eliminare l’influenza delle variazioni di temperatura dell’ambiente sulle misure di forza. La cappa è realizzata in policarbonato ed è dotata di un sistema di controllo delle temperature (Peltier cooling system) in grado di mantenere la temperatura impostata nel range ±0,25 °C. Le stufe consentono di eseguire prove a temperatura ambiente e ad alte temperature (oggi fino a 350 °C). È possibile eseguire anche cicli di temperatura freddo-caldo (-70/-40 °C - +245 °C) e ambiente-caldo, per riprodurre le reali condizioni di impiego degli stessi materiali. I cicli di temperatura sono importanti soprattutto nell’industria automobilistica. Infine, il software EC05 va installato sul computer cui è collegato il rack elettronico. Il fattore chiave per avere buona riproducibilità e ripetitività nell’eseguire prove di stress relaxation consiste nel mantenere costanti temperatura e deformazione durante tutta la prova.
Tempo di vita dei materiali Le prove di stress relaxation consentono inoltre di condurre stime del “life time” dei materiali utilizzando grafici di Arrhenius (ISO 11346), per ottenere i quali Elastocon offre il software EC 15. Per realizzare un grafico di Arrhenius devono essere eseguite prove a differenti tempi e ad almeno tre diverse temperature. Normalmente le prove sono condotte fino a che La forza si riduce del 50% rispetto al valore di partenza e per raggiungere questo livello per ciascuna temperatura viene determinato il tempo di invecchiamento. Le temperature di prova sono scelte cosicché il tempo di prova per le temperature più alta sia almeno di una settimana e quello per la temperatura più bassa sia compreso entro 3-9 mesi. I tempi per raggiungere il “fine vita” a ciascuna temperatura vengono riportati su un grafico di Arrhenius, che riporta sull’asse Y il tempo in scala logaritmica e sull’asse X l’inverso della temperatura (1/T, dove T è la temperatura in Kelvin). Tra i punti graficati viene tracciata una linea retta estrapolata fino alla temperatura di utilizzo per ottenere una stima del tempo di vita del materiale testato.
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MACCHINE E ATTREZZATURE NEWS Sica celebra 63 anni di attività
Tre giorni di tecnologia per i tubi Da oltre sessant’anni Sica è all’avanguardia nella costruzione di soluzioni tecnologiche per la lavorazione dei tubi in plastica e dalla sua fondazione ha costantemente ampliato le proprie presenza e capacità tecnologiche per servire il mercato globale. Nel 2008, l’azienda ha costituito la joint venture indiana SPM, cui è seguito il lancio di Sica America nel 2016 per rafforzare la sua posizione in Nord America. Oggi, Sica continua a focalizzarsi sulla crescita e attualmente sta ampliando di 4.000 metri quadrati lo stabilimento produttivo presso la sede di Alfonsine per migliorare ulteriormente le sue capacità di fornitura. Nel suo 63° anno di attività, Sica rimane impegnata a fornire soluzioni innovative per la produzione di tubi, come ha voluto dimostrare durante il recente evento tecnologico organizzato dal 19 al 21 febbraio presso la propria sede, durante il quale i clienti hanno potuto sperimentare gli ultimi progressi compiuti dall’azienda nelle attrezzature a valle dell’estrusione. Nel corso dei tre giorni di evento, i visitatori hanno potuto assistere a dimostrazioni dal vivo di alcune delle macchine più avanzate di Sica. Tra queste la P 2500/16 PLUS Haul-Off è progettata per il traino di tubi con diametro tra 1.000 e 2.540 mm e si contraddistingue per una elevata forza di trazione pari a 450.000 N per tubi in HDPE, mentre il sistema a 16 carrelli assicura un controllo affidabile anche sui tubi di diametro maggiore. Il modello P 1600/12 Plus Haul-Off è progettato per trattare tubi in polietilene con diametri da 400 a 1.655 mm ed è dotato di sei cingoli per tubi fino a 950 mm diametro e di dodici cingoli per quelli con diametri superiori; con una forza di trazione massima di 200.000 N per tubi in HDPE, questo traino garantisce una movimentazione forte e precisa. Sega TRK/C 1600 è invece un sistema di taglio sincronizzato
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dotato di morsetti universali per adattarsi a tubi di diametro compreso tra 315 e 1.625 mm; con una corsa del carrello di 1.500 mm e uno spessore massimo della parete del tubo fino a 145 mm, questo sistema offre un taglio di alta precisione utilizzando una combinazione di coltello e lama circolare. Sono poi state presentate gli avvolgitori Flash 450 e Flash 700R per l’imballaggio flessibile mediante pellicole per il trasporto e lo stoccaggio di tubi e la bicchieratrice Unibell2 200 JW Plus caratterizzata da un mandrino meccanico con raffreddamento interno ad acqua, che garantisce efficienza e precisione. Nel corso dell’evento è stata offerta anche una dimostrazione dei test che Sica effettua su tutti i suoi traini per mezzo di una torre di prova o un argano di misurazione per verificare la conformità della forza di trazione. I traini di Sica sono inoltre dotati di una nuova interfaccia uomo-macchina (HMI) intuitiva. L’operatore deve solo inserire le dimensioni del prodotto e la macchina si auto-configura, mentre una procedura guidata indirizza gli utenti nel cambio degli utensili, riducendo al minimo gli errori e i tempi necessari a questa operazione. In caso di problemi, l’HMI evidenzia le parti della macchina interessate e individua il sensore che ha attivato l’allarme, proponendo un elenco di probabili cause per consentire agli operatori di risolvere rapidamente i problemi. Infine, nell’HMI è integrato il portale web dei ricambi, cosicché gli operatori possano identificare e ordinare istantaneamente i componenti necessari. Su richiesta sono disponibili anche i backup del software, per garantire una manutenzione senza problemi e un funzionamento continuo. Un momento dei tre giorni dedicati da Sica, giunta al suo 63° anno di attività, alle tecnologie per tubi.
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La transizione di Baruffaldi Plastics Tecnology
Un modello di sviluppo fatto di innovazione, tecnologie e sostenibilità
Con l’adozione del sistema ViVACE sulle macchine di Baruffaldi Plastic Tecnology e Primac è possibile tracciare impronta di carbonio e impronta idrica e gestire i rifiuti. Si tratta di uno degli strumenti con cui i marchi del Gruppo Dosi dimostrano come sviluppo economico e sostenibilità ambientale possano oggi coesistere, grazie a un modello di crescita in cui innovazione, tecnologie e responsabilità si intrecciano in equilibrio tra loro.
Le linee di estrusione e i macchinari a marchio Baruffaldi Plastic Technology e Primac, parte di Gruppo Dosi, incorporano le tecnologie più avanzate per garantire precisione, affidabilità ed efficienza e l’impegno verso un modello di economia circolare è un pilastro della strategia aziendale. Negli ultimi anni, Baruffaldi Plastic Technology ha investito significativamente nello sviluppo di tecnologie intelligenti e interconnesse, in linea con i principi di Industria 4.0 e 5.0. La piattaforma Smart Industry, sviluppata al proprio interno, consente ai trasformatori di monitorare le prestazioni delle macchine in tempo reale e di intervenire da remoto, riducendo i tempi di fermo e migliorando l’efficienza operativa. Recentemente, in collaborazione con l’Università di Bologna e la start-up Turtle, Baruffaldi Plastic Technology ha sviluppato strumenti innovativi per monitorare e ridurre il proprio impatto ambientale lungo tutta la filiera. Tra essi rientra il sistema gestionale ViVACE (Visualization of Value to Assess Circular Economy), che consente di tracciare l’impronta di carbonio e l’impronta d’acqua e di gestire i rifiuti, offrendo metriche tangibili di miglioramento. Grazie a ViVACE, l’azienda in un anno ha dimezzato i rifiuti, destinandoli interamente al riciclo o alla termovalorizzazione, riducendo così lo smaltimento in discarica a meno dell’1%. Inoltre, ha registrato una costante riduzione dei consumi idrici, ottimizzando l’uso delle risorse. Questa visione orientata all’efficienza e alla sostenibilità si traduce anche in iniziative concrete, come l’introduzione di magazzini verticali automatizzati, progettati per ridurre gli
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sprechi di spazio e materiali, e la riduzione delle emissioni di CO2 attraverso il rinnovo del parco mezzi aziendale. Inoltre, l’azienda ha installato una colonnina di ricarica per veicoli elettrici, a supporto della transizione verso una mobilità più sostenibile. Un ulteriore passo verso l’ottimizzazione dei consumi è stato l’interconnessione 4.0 del carrello elevatore, che permette il tracciamento dei percorsi e la verifica dei consumi energetici, migliorando la logistica interna. In chiave di incremento dell’efficienza operativa, al software applicativo aziendale, che sfrutta in modo integrato le tecnologie di rete, è stato affiancato Opera MES, sistema avanzato che monitora, traccia e controlla in modo dinamico l’intero processo produttivo. L’aspetto innovativo del MES consiste nella rilevazione istantanea dei consumi energetici delle macchine, tramite un hardware integrato. Questo permette di associare in modo puntuale il consumo di energia (espresso in kWh) a ogni attività produttiva, ottimizzando ulteriormente l’efficienza operativa e riducendo gli sprechi. L’evoluzione aziendale non si ferma alla tecnologia e alla sostenibilità ambientale. Baruffaldi Plastic Technology ha recentemente installato un sistema di raffrescamento adiabatico, che offre tre vantaggi fondamentali: maggiore benessere per i dipendenti durante i mesi più caldi, migliorando il comfort sul posto di lavoro; prolungamento del ciclo di vita dei macchinari, che subiscono meno stress termico grazie a un ambiente più fresco; maggiore precisione nelle lavorazioni, evitando problemi legati alla dilatazione dei metalli dovuta alle alte temperature.
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MACCHINE E ATTREZZATURE NEWS Nuovo corso per Gamma Meccanica
Più servizi e internazionalizzazione Specializzata in soluzioni per la rigenerazione di scarti plastici post-consumo e post-industriali, tra cui film agricoli, per imballaggio ecc., con esigenze di recupero anche molto diverse tra loro, Gamma Meccanica ha recentemente avviato una linea GM Tandem 180 destinata al riciclo di film agricolo. La linea è dotata di nastro trasportatore con metal detector, trituratore con sistema Ecotronic, taglio ad anello liquido TDA 6.0, con sistema speciale di filtraggio dell’acqua, cambiafiltri laser e camera speciale di degasaggio sottovuoto. Tutti i componenti della linea sono controllati da PLC con rilevamento in tempo reale del consumo energetico. La linea è in grado di raggiungere una produzione oraria di oltre 1.500 kg all’ora, che dalle prove condotte si è attestata fino a 1.400 kg all’ora sia con film agricolo con contaminazione organica sia con film per imballaggio agricolo (stretch lineare, EVOH) con elevata umidità, e fino a 1.500 kg all’ora con film in polipropilene multistrato con una elevata percentuale di stampa. Seppure questi livelli di produzioni possano risultare bassi rispetto a quanto può raggiungere una linea Tandem 180, deve essere considerato che il materiale delle prove presentava due caratteristiche per così dire invalidanti, ossia sostanze organiche che richiedono un buon degasaggio, in un caso, e umidità del 12% in ingresso, nell’altro. La sfida più impegnativa in questi casi non è riuscire a raggiungere la massima capacità con materiali intermedi, ma raggiungere un risultato soddisfacente anche con materiali più difficili. “Credo che la caratteristica principale che ci contraddistingue dagli altri costruttori sia proprio il fatto di customizzare le richieste del cliente, ascoltare il cliente,
cercare di diventare un suo partner per poterlo aiutare a crescere e quindi capire le sue esigenze, soprattutto perché negli anni sono cambiati i materiali, sono cambiate le necessità ed è cambiato il mercato”, ha dichiarato a tale riguardo Andrea Burini, presidente della società. Per riuscire a offrire migliori assistenza e servizio, Gamma Meccanica ha riorganizzato il suo staff implementando l’ufficio tecnico e il service. In particolare, lo sforzo maggiore ha riguardato quest’ultimo, con l’offerta, a breve disponibile, di una serie di nuovi servizi per essere più vicini al cliente e garantire tempistica di intervento più veloci. I riciclatori chiedono sempre più spesso di poter trattare al meglio materiali quali film multistrato o di altro tipo in varie combinazioni, più difficili da lavorare rispetto ai monomateriale. A tale scopo Gamma Meccanica ha investito anche per mettere il proprio laboratorio nelle condizioni di testare i più diversi tipi di scarti. La struttura è stata implementata dal punto di vista della ricerca e della capacità di creare dati utili, in modo che gli utenti che si rivolgono all’azienda possano rilevare come la linea di rigenerazione è in grado di processare i loro materiali, quali risultano i consumi energetici ecc. Un altro aspetto su cui Gamma Meccanica si sta concentrando è rappresentato dall’internazionalizzazione. Recentemente l’azienda ha anche avviato una filiale americana, dove è stata installata una linea da laboratorio per testate i materiali dei riciclatori americani e canadesi. L’obiettivo è quello di è ottenere gli stessi risultati del Vecchio Continente anche su nuovi mercati.
Una linea GM Tandem 180.
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MACCHINE E ATTREZZATURE NEWS Sorema e Axens insieme
Soluzioni integrate per il riciclo avanzato della plastica
Foto Sorema
Un impianto di Sorema per il riciclo di bottiglie post-consumo in PET e la produzione di scaglie di rPET di alta qualità.
L’azienda licenziataria di tecnologie nel campo dell’economia circolare della plastica Axens e il fornitore internazionale di impianti e tecnologie per la selezione e il trattamento meccanico dei rifiuti plastici Sorema hanno recentemente
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annunciato una collaborazione per fornire soluzioni integrate per il riciclo avanzato (chimico e fisico) di rifiuti plastici. Grazie a questa collaborazione, i due partner saranno in grado di fornire soluzioni integrate e ottimizzate, massimizzando la resa e i ricavi dalla materia prima di scarto alla plastica riciclata. Axens sta trasformando il riciclo di materie plastiche difficili da trattare offrendo una suite di tecnologie commerciali innovative e senza rischi (il processo TAC sviluppato da Plastic Energy, seguito dai suoi processi Rewind Max e Rewind Mix) per ottenere nafta riciclata equivalente a quella di origine petrolchimica attraverso il processo di pirolisi, consentendo così la produzione di poliolefine riciclate di grado alimentare. Inoltre, l’azienda commercializza il processo Rewind PET, in grado di riciclare in modo affidabile tutti i tipi di rifiuti di PET in rPET di alta qualità simile a quello vergine e adatto a tutte le applicazioni di quest’ultimo, imballaggi a contatto con alimenti e tessuti inclusi. L’esperienza di Sorema in tutte le operazioni di trattamento meccanico dei rifiuti plastici consentirà di ottimizzare la preparazione dei materiali per le unità di riciclo avanzato progettate da Axens. “Questa collaborazione con Axens rafforza la posizione di Sorema come fornitore leader di soluzioni complete per il riciclo della plastica. Integrando la nostra esperienza nel trattamento meccanico con le tecnologie di riciclo chimico di Axens, continuiamo a rappresentare un punto di riferimento per l’innovazione e l’efficienza nel settore”, ha commentato Giuseppe di Capegna, CEO di Sorema. “Grazie a questa collaborazione con Sorema, possiamo ora offrire ai nostri clienti soluzioni di riciclo che massimizzano la valorizzazione dei loro flussi di rifiuti plastici. Questa partnership illustra le sinergie possibili e necessarie tra riciclo meccanico e riciclo chimico, al servizio dello sviluppo di una vera economia circolare della plastica, a livello mondiale”, ha dichiarato Stéphane Fédou, vicepresidente di Axens per l’economia circolare della plastica. MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
IL CONVEGNO GREENPLAST IN COLLABORAZIONE CON AMI:
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FOCUS SU:
RECUPERO E RIUSO DELLE MATERIE PLASTICHE
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SVILUPPO DI TECNOLOGIE DI RICICLO AVANZATE
RICERCA DI MATERIALI SOSTENIBILI
MACCHINE E ATTREZZATURE NEWS Engel e Cannon
Partnership strategica nella lavorazione del poliuretano per applicazioni industriali Engel e Cannon hanno stretto una partnership strategica per sviluppare soluzioni tecnologiche capaci di innalzare il livello di efficienza e qualità nella lavorazione del poliuretano per applicazioni industriali. La domanda di componenti rivestiti in PUR di alta qualità è in costante aumento e per questo tipo di applicazioni Engel ha sviluppato il processo clearmelt, mediante il quale i componenti vengono rivestiti con PUR direttamente in macchina dopo il processo di stampaggio a iniezione. La sua posizione in tale settore verrà rafforzata dalla partnership con Cannon grazie alla combinazione delle rispettive competenze di lunga data e delle sinergie che ne deriveranno per offrire ai trasformatori soluzioni all’avanguardia. Alla base di questa collaborazione vi è anche una filosofia condivisa fatta di visione a lungo termine, orientamento alla qualità, propensione all’innovazione e al progresso sostenibile. I trasformatori potranno sfruttare il processo clearmelt grazie a un coordinamento tecnologico che permetterà l’integrazione efficiente ed economica dei processi per la lavorazione del PUR in ambito industriale. Da un punto di vista tecnologico, la partnership si basa sulla combinazione dei punti di forza di entrambe le aziende: Engel apporta la sua vasta competenza nella tecnologia dello stampaggio a iniezione, mentre Cannon, con la sua competenza nella lavorazione del PUR, ottimizza affidabilità ed efficienza del processo. La tecnologia clearmelt per il rivestimento di componenti termoplastici con una superficie durevole in PUR sarà ulteriormente sviluppata e ottimizzata attraverso il know-how di Cannon.
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Un esempio concreto di questa collaborazione è già rappresentato da una delle più grandi celle per lo stampaggio a iniezione al mondo per la lavorazione di PUR con processo clearmelt installata presso il centro tecnico di Engel a St. Valentin (Austria) a disposizione dei trasformatori per test pratici con poliuretano in diverse varianti di colore. La combinazione della pressa duo 5500 combi M, la più grande al mondo per lo stampaggio a iniezione in un centro tecnico, con la tecnologia di dosaggio e miscelazione di Cannon garantisce la massima stabilità e flessibilità di processo. Il sistema PUR di Cannon, in grado di fornire un’alimentazione precisa ed efficiente del materiale, è perfettamente integrato nel sistema di controllo della macchina CC300 di Engel per garantire facilità d’uso e massima automazione di processo, non solo velocizzando la produzione, ma migliorando anche la qualità complessiva dei prodotti finali. Oltre che sulla tecnologia, la collaborazione si concentrerà anche sul servizio clienti. La presenza globale di Engel e Cannon garantirà un supporto completo in tutti i mercati chiave a livello globale di entrambi i partner. I trasformatori trarranno beneficio da un solido supporto postvendita e applicativo che, con un ampio know-how, consentirà anche di integrare questa tecnologia nei processi di produzione esistenti. Marco Volpato (a sinistra), presidente del Gruppo Cannon, e Stefan Engleder (a destra), CEO del Gruppo Engel, davanti alla più grande cella di stampaggio a iniezione al mondo con sistema PUR installata in un centro tecnico, quello di Engel a St. Valentin, in Austria.
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Technobins dal 1995
Silos industriali da trent’anni Nel 2025 ricorrono trent’anni dalla fondazione a Reggio Emilia di Technobins, azienda attiva nel settore dello stoccaggio industriale. In occasione di questo anniversario l’azienda ha deciso di investire nel trasferimento in una sede più ampia e nel potenziamento delle strutture produttive. Oggi i silos di Technobins sono il risultato di una progettazione minuziosa e su misura, frutto di un’esperienza trentennale che trova forma grazie a macchine industriali automatiche di ultima generazione, in grado di punzonare, piegare e calandrare la lamiera con rapidità, precisione ed efficienza. Technobins realizza silos metallici di ogni tipo in base a caratteristiche del prodotto da stoccare (granulometria, scorrevolezza ecc.), disponibilità ed esigenze economiche del committente e spazi disponibili. Inoltre, essa è dotata di un sistema di gestione della qualità certificato, conforme allo standard internazionale ISO 9001, è certificata secondo la direttiva EN 1090 e, laddove richiesto, opera in ottemperanza agli standard di igiene e sicurezza secondo le normative HACCP e MOCA. I silos possono essere realizzati in lamiera verniciata, zincata o acciaio inossidabile e sono adatti allo stoccaggio di materiali plastici in granuli, scaglie e polveri. L’azienda ha sviluppato varie soluzioni con caratteristiche non convenzionali e mirate alle specifiche esigenze dei committenti, come: - silos tondi spiralati sia tramoggiati che a fondo piano; - celle tonde bullonate singole o in batteria; - celle prismatiche a pareti piane lisce/grecate singole o in batteria con pareti in comune; - batterie di celle rivestite e coperte mediante pannellatura esterna, per ottenere edifici industriali che rispondano ai più moderni sistemi di mitigazione del rischio Atex; la tecnica di Technobins consente il più delle volte significativi risparmi in termini di strutture ausiliarie per il fissaggio del tamponamento; - carpenterie necessarie nell’impiantistica del settore, quali strutture di sostegno, strutture di copertura, scale, passerelle e piani di lavoro ed edifici industriali completi di tamponamento e copertura, compresi tutti gli accessori (serramenti, linee vita ecc.). L’azienda fornisce anche sistemi di estrazione per i prodotti dal difficile scorrimento, in modo tale da garantire un funzionamento sicuro e affidabile, silos di riconsegna rapida dei granuli su camion-cisterne e silos di ricevimento granuli (in genere su celle di pesatura) caricati pneumaticamente dai dispositivi presenti sulle cisterne (destinati alle industrie di trasformazione dei granuli plastici). La dotazione dei sistemi di silos di Technobins permette di raggiungere vari risultati in più ambiti, quali: ottimizzare magazzini e spazi di stoccaggio di materiali sfusi, semplificando la logistica aziendale; realizzare lo stoccaggio di grandi volumi, migliorando le condizioni contrattuali con i fornitori di materia prima; eliminare tutti i rischi e i costi legati all’utilizzo e alla movimentazione di sacchi; investire in un impianto che mantenga il proprio valore nel tempo e che difficilmente deperisce.
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L’azienda riferisce che tra i suoi prodotti le celle prismatiche stanno ottenendo particolare apprezzamento: attraverso una batteria di celle quadre a pareti piane, perfettamente lisce all’interno, grazie a spigoli con smussature molto ampie, ed eventualmente anche all’esterno, lo stoccaggio di polimeri plastici risulta più efficiente, anche grazie alla eliminazione di residui, alla perfetta pulizia e all’assenza del rischio di inquinamenti e mescolanze di colori. Nelle installazioni esterne, l’azienda fornisce anche la coibentazione con rivestimenti e coperture sandwich in lana minerale, per conferire le necessarie protezioni insieme all’estetica e integrare i silos al complesso industriale esistente. Sono tanti i vantaggi di affidarsi a uno specialista che non lavora solo con prodotti standard: per esempio, la progettazione di silos tondi di diametro superiore a quelli in uso consente la medesima capacità di stoccaggio e al contempo evita problemi legati ai vincoli di altezza interna dello stabilimento e alle licenze per costruire soluzioni esterne in zone industriali.
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MACCHINE E ATTREZZATURE NEWS Investimento di Coperion nella sede svizzera
Ampliato il centro per test e prove a Niederlenz Il costruttore svizzero di soluzioni per il trasporto pneumatico Coperion K-Tron ha ampliato suo centro di collaudo presso la sede di Niederlenz, in Svizzera. L’operazione èè stat pianificata per consentire al costruttore di migliorare le proprie capacità di test sui materiali, in particolare quelli che richiedono sistemi di contenimento di prodotti. Con l’ampliamento l’azienda è in grado di condurre test più completi e diversificati, offrendo ai trasformatori una gamma più ampia di soluzioni per le loro specifiche esigenze di movimentazione dei materiali. La nuova struttura dotata delle più recenti tecnologie e attrezzature garantisce i più elevati standard di sicurezza ed efficienza. Il centro di collaudo ampliato è stato munito di sistemi di contenimento avanzati per la movimentazione di tutti i tipi di materiali, tra cui sistema con camera stagna e sistema di filtrazione, per garantire la sicurezza sia del processo di collaudo che del personale e dell’ambiente di lavoro. Ciò consente alla società di servire meglio settori quali, per esempio, quelli della realizzazione di batterie e di prodotti chimici e farmaceutici, in cui i requisiti di contenimento e igienici risultano aspetti critici e dagli standard elevati. “Coperion si impegna a fornire le migliori soluzioni possibili ai propri clienti”, ha affermato Marco Hadrys, direttore del centro di collaudo a Niederlenz. “L’ampliamento del nostro Test Center è un passo significativo verso il raggiungimento di questo obiettivo. Ci consente di condurre test più approfonditi, in particolare con materiali che richiedono contenimento, e di fornire ai nostri clienti soluzioni ancora più affidabili ed efficienti”. Lo scopo di questo tipo di test è duplice: confermare la gestione di materiali sfusi specifici e individuare e risolvere eventuali problemi prima dell’acquisto dei materiali. L’obiettivo di ogni test è quello di offrire al trasformatore l’attrezzatura di alimentazione e/o trasporto più adatta, basata sulla tecnologia
più affidabile disponibile. Inoltre, il Test Center offre anche opportunità ai gruppi di ricerca e sviluppo di testare prototipi durante la messa a punto di nuovi prodotti o il miglioramento di attrezzature e processi esistenti. Coperion a Niederlenz esegue in media 150 test all’anno su un’ampia gamma di materie plastiche in forma di granuli, polveri, scaglie o liquidi, così come su prodotti finiti da vari settori (tra cui quelli di plastica, batterie, prodotti chimici, farmaceutici ecc.). “Coperion è convinta che questo investimento rafforzerà ulteriormente la sua posizione di fornitore leader di soluzioni di movimentazione dei materiali e contribuirà alla propria continua crescita e al proprio successo”, ha affermato Michael Reinhard, direttore generale di Coperion K-Tron. L’ampliamento del Test Center di Niederlenz rappresenta un significativo potenziamento della rete globale dei Coperion Test Center di livello mondiale e riflette l’impegno dell’azienda verso l’innovazione e l’assistenza clienti. Questa struttura all’avanguardia non solo aumenta la capacità di test e sviluppo, ma incorpora anche tecnologie avanzate che consentono valutazioni più efficienti e precise della trasformazione dei materiali. Fornendo uno spazio dedicato ai trasformatori per condurre prove e ottimizzare i propri processi, l’ampliamento di Niederlenz rafforza il ruolo di Coperion nel suo settore di attività attraverso collaborazione e condivisione delle conoscenze e la messa a disposizione degli ultimi progressi tecnologici. I risultati dei test, inoltre, vengono incorporati in un database globale che copre oltre 15.000 materiali. Con quasi 125 anni di esperienza nella costruzione di apparecchiature industriali, lo stabilimento di Coperion K-Tron di Niederlenz è oggi fornitore globale di apparecchiature di processo e il suo know-how è la base per sistemi di alimentazione e trasporto affidabili e completi per la movimentazione dei materiali.
Coperion a Niederlenz esegue in media 150 test all’anno su un’ampia gamma di materie plastiche in forma di granuli, polveri, scaglie o liquidi, così come su prodotti finiti da vari settori (tra cui quelli di plastica, batterie, prodotti chimici, farmaceutici ecc.).
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Da Protolabs
Innovazione e personalizzazione nello stampaggio a iniezione medicale Il settore dello stampaggio a iniezione di materie plastiche sta attraversando una trasformazione tecnologica senza precedenti, che lo sta rendendo protagonista in diversi ambiti produttivi, in particolare nel settore medicale. Grazie a processi innovativi e a pratiche di produzione avanzate, lo stampaggio a iniezione non si limita più a una produzione standardizzata, ma è oggi capace di adattarsi in modo flessibile e personalizzato alle esigenze di specifici settori. Società che offre servizi di produzione digitale, Protolabs evidenzia come oggi progressi tecnologici e tendenze applicative stiano trasformando l’industria dello stampaggio a iniezione rendendolo sempre più una tecnologia di lavorazione delle materie plastiche adattabile e sostenibile. Essa risulta ormai fondamentale per l’innovazione industriale e sta trovando una dimensione particolarmente interessante nel settore medicale grazie alla sua capacità di rispettare standard di sicurezza e di efficienza sempre più stringenti. I continui sviluppi tecnologici permettono oggi di creare componenti medicali che sono non solo complessi, ma anche più sicuri e affidabili, soddisfacendo le esigenze di un’industria in continua evoluzione. Personalizzazione e innovazione sono oggi al centro della trasformazione del settore dello stampaggio a iniezione. I progressi tecnologici, che includono l’introduzione di stampi in alluminio, permettono progettazione e produzione altamente su misura, senza gli elevati costi e i lunghi tempi di attesa che spesso caratterizzano gli stampi tradizionali in acciaio. Gli stampi in alluminio rappresentano un’innovazione particolarmente interessante per le piccole serie produttive, dove l’investimento in stampi in acciaio potrebbe risultare proibitivo e limitare la flessibilità produttiva delle aziende. La possibilità di utilizzare stampi in alluminio ha quindi cambiato il modo di produrre ridotti volumi, rendendo possibile la creazione di componenti personalizzati con tempi di produzione brevi e costi più accessibili. La personalizzazione non riguarda solo i materiali e i processi di produzione, ma anche il design: grazie alle tecnologie di prototipazione rapida e alle simulazioni digitali, i progettisti possono testare rapidamente nuove idee e configurazioni. Questi strumenti rendono possibile adattare ogni singolo componente a specifiche esigenze, come le necessità del settore medicale, che richiede precisione e affidabilità. L’industria dello stampaggio a iniezione di materie plastiche si sta reinventando. Da un lato, sta adottando strategie per ridurre i costi e migliorare la gestione dei file 3D e dei processi di preparazione, al fine di garantire una produzione più efficiente. Dall’altro, sta compiendo passi avanti significativi in termini di sostenibilità. La gamma di materiali disponibili per la produzione è ormai vasta e comprende una selezione di polimeri termoplastici eco-compatibili, che non solo soddisfano le esigenze di durata e robustezza dei componenti, ma riducono anche l’impatto ambientale complessivo. Questo impegno nella scelta di materiali più responsabili è accompagnato dall’ottimizzazione dei processi produttivi: n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
Nel 2023, Protolabs ha prodotto mediante stampaggio a iniezione oltre 1,3 milioni di componenti per diversi settori, incluso il medicale (nella foto un articolo il LSR).
l’industria sta lavorando per ridurre il consumo energetico e minimizzare gli sprechi durante la produzione. L’approccio sostenibile è una priorità per molte aziende dello stampaggio a iniezione, che vedono la riduzione dell’impronta ecologica come un passo fondamentale verso una maggiore responsabilità ambientale. Questo nuovo orientamento è un riflesso dell’impegno crescente dell’industria per rendere la produzione non solo più competitiva, ma anche più consapevole. Grazie a queste innovazioni, le aziende possono affrontare meglio le richieste dei consumatori e del mercato, che oggi pongono sempre più enfasi sulla responsabilità ambientale e sulla sostenibilità. Questo percorso di trasformazione non solo rende il settore più resiliente e versatile, ma promette anche di offrire benefici significativi per una varietà sempre più ampia di applicazioni industriali. Mentre le aziende continuano ad ampliare ciò che è possibile realizzare attraverso lo stampaggio a iniezione, il futuro appare ricco di potenziali progressi tecnologici che potrebbero ulteriormente ridurre i costi, migliorare l’efficienza produttiva e minimizzare l’impatto ambientale. L’innovazione nello stampaggio a iniezione di materie plastiche rappresenta dunque non solo una risposta alle necessità odierne dell’industria, ma anche un’opportunità per migliorare il modo in cui vengono realizzati i prodotti industriali, puntando su una tecnologia capace di adattarsi e di evolversi insieme alle esigenze del mercato.
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MACCHINE E ATTREZZATURE NEWS BMB alla recente Mecspe
Stampaggio di provette medicali in PET
Una versione della macchina in funzione a Mecspe per lo stampaggio di provette medicali in PET.
Alla recente Mecspe 2025 (Bologna Fiere, 5-7 marzo), BMB esponeva una pressa a iniezione eKW 16Pi/700 ECO Hybrid allestita per lo stampaggio a iniezione di provette medicali in PET, applicazione che, in termini di processo, richiede precisione e ripetitività, mentre per quanto riguarda le caratteristiche deve garantire perfetta trasparenza e rispetto di peso e dimensioni. Grazie all’iniezione sotto accumulatori, plastificazione e gruppo di chiusura con motori diretti, BMB proponeva la macchina eKW 16Pi/700 ECO Hybrid come soluzione ideale per lo stampaggio di un prodotto che deve essere preciso, pulito e solido appunto, il tutto con un notevole risparmio energetico.
In dettaglio la macchina esposta si caratterizzava per forza di chiusura dello stampo di 1.600 kN, forza di apertura dello stampo di 160 kN, corsa di apertura dello stampo di 550 mm, dimensioni dei piani di 750 x 750 mm, distanza tra le colonne di 510 x 510 mm, diametro della vite (L/D=23) di 45 mm, volume di iniezione di 342 cm3, portata di iniezione di 1.400 cm3/s e pressione specifica di iniezione di 2.160 bar. Per quanto riguarda i dati di processo, la provetta stampata avrà peso di 4,6 g, diametro di 13 mm e lunghezza di 100 mm, mentre la macchina sarà equipaggiata con uno stampo a 16 cavità del partner Otto Hofstetter in un tempo di ciclo di 8,8 secondi, sistema di automazione diStar
Automation Europe, ausiliari di Plastic Systems e sistema di raffreddamento di Blauwer. Inoltre, la pressa era dotata del sistema iQ Pump, in grado di ridurre i consumi energetici fino al 50% e quelli dell’olio così come l’inquinamento acustico, di massimizzare l’efficienza del sistema idraulico, di semplificare e rendere più efficiente il raffreddamento, allungare la durata dei componenti e di rendere il tempo di ciclo più breve e la ricarica dell’accumulatore più rapida. Il corredo della macchina comprendeva anche il nuovo controllore CNC, con l’aggiunta di funzioni avanzate per l’operatore. Grazie alla funzione “help” in linea è possibile impostare una programmazione più calibrata per una produzione più efficiente. La selezione delle funzioni principali può essere effettuata attraverso tasti virtuali touch accompagnati da tasti meccanici. L’integrazione di accessori ausiliari e la comunicazione via OPC-UA completano il nuovo controllo.
Simposio tecnologico in casa IPM
Più forti insieme
Soddisfazione in casa IPM, per un evento che ha richiamato 130 operatori da tutta Italia e da diversi Paesi esteri.
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Presso la sede di IPM a Lugo (Ravenna) il 19 febbraio si è svolto il simposio “Stronger Together”, che ha chiamato a raccolta 130 operatori provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi esteri alla ricerca di tecnologia, innovazione, personalizzazione e qualità, tutti elementi chiave che l’azienda è in grado di proporre nei suoi prodotti per differenziarsi sul mercato, essere sempre più competitiva e stare al passo con i tempi. Nell’arco della giornata i diversi area manager hanno presentato in più
lingue le varie innovazioni tecnologiche presenti in sede, offrendo ai partecipanti la possibilità di vedere le macchine in funzione, fare domande e confrontarsi. Oltre alle ultime novità relative a traini, taglierine, bicchieratrici, curvatubi, filettatrici e fessuratrici, IPM ha presentato, novità assoluta nel settore, un impianto per l’automazione completa del fine linea degli impianti per l’estrusione, funzionante 24 ore su 24, che in termini di precisione, velocità e durata può replicare e sostituire il lavoro dell’operatore, risolvendo gli inconvenienti legati alle singole competenze e alla carenza di manodopera, sollevando il personale da lavori ripetitivi, pesanti e pericolosi. Tali impianti di grandi dimensioni difficilmente possono essere esposti alle fiere di settore. Essi sono composti da insiemi di macchine e robot che, grazie anche all’intelligenza artificiale,
attraverso telecamere e sensori sempre più performanti e precisi così come potenti software, sono in grado di riconoscere, identificare e classificare gli articoli, permettendo la realizzazione, l’assemblaggio e l’imballaggio (previo controllo di ogni singolo elemento) dei prodotti in aree di applicazione sempre più vaste. Questi impianti controllabili a distanza consentono una migliore efficienza produttiva e una manutenzione programmata, e, grazie all’autoapprendimento, migliorano costantemente le loro funzioni. Durante l’evento, nel reparto di produzione erano in funzione due grandi LED wall attraverso cui sono stati presentati altri impianti di IPM ad alto tasso tecnologico attualmente in funzione nel mondo per la gestione, lo smistamento, l’inscatolamento e la pallettizzazione di varie tipologie di tubi.
MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Novità in casa CMG
Granulatori per alta capacità Per applicazioni ad alta capacità, CMG Granulators ha lanciato la nuova serie di granulatori G55, disponibile in configurazioni standard che coprono produzioni da 700 a 1.300 kg all’ora. La nuova serie comprende i due i modelli G55-90 e G55-120 ed è caratterizzata da insonorizzazione integrale e un’innovativa tramoggia di alimentazione progettata per accogliere parti da macinare con le più diverse forme e dimensioni. Entrambi i modelli funzionano in condizioni di alta efficienza, sono dotati di motori EISA premium-efficiency e possono disporre della funzione AMP (Adaptive Motor Power), mentre il consumo energetico si attesta a 25 Wh/kg, rispetto agli oltre 50 Wh/kg delle soluzioni convenzionali. Anche la camera di taglio rientra tra le caratteristiche distintive della nuova serie di granulatori. Completamente assemblata con parti in acciaio lavorate a CNC e con tolleranze inferiori al
centesimo di millimetro, assicura taglio preciso, omogeneità dimensionale delle particelle di rimacinato e assenza di polvere grazie all’alto grado di precisione dell’assemblaggio. Precisione che riduce anche frizioni e abrasioni, mentre, indipendentemente dall’applicazione, non è necessaria acqua di raffreddamento. Il design innovativo favorisce l’accessibilità, consentendo di eseguire tutte le operazioni di pulizia e manutenzione accedendo alla macchina dalla parte anteriore e posteriore e senza l’utilizzo di utensili. Il macinato è scaricato attraverso il cosiddetto cassetto di aspirazione, posizionato sotto alla camera di taglio, tramite un sistema di trasporto in depressione, esclusivo di CMG Granulators. Lo scarico del macinato attraverso un tubo in acciaio di ampio diametro assicura l’assenza di stress meccanico del macinato e di polvere. La nuova linea è equipaggiata con
controlli integrati che monitorano tutte Un dettaglio del modello G55-120. le funzioni di granulatore e ausiliari, dal momento in cui l’articolo da riciclare viene posto sul nastro di alimentazione a quanto il macinato è convogliato ai silos di stoccaggio o ai big-bag per la eventuale movimentazione. Anche queste macchine, come tutte le soluzioni di CMG Granulators, sono certificate in conformità a Industria 4.0 e rispondono alle condizioni necessarie per soddisfare i requisiti della Transizione 5.0.
Samco si rivolge a Syncro
Soluzioni per migliorare la produzione di film agricolo Con sede ad Adare, in Irlanda, Samco produce due famiglie di film a base una di bioplastiche di origine vegetale e una di resine oxo-degradadbili, entrambe destinate al settore agricolo. Per l’aggiornamento delle sue linee di estrusione in bolla utilizzate per la produzione di tali film, l’azienda si è recentemente rivolta a Syncro, che ha fornito un anello d’aria automatico Typhoon Y2-048, un sistema di misura capacitivo senza contatto Skymex e un sistema di supervisione degli impianti Syntrol Infinity. L’anello d’aria automatico Typhoon Y2048 si contraddistingue per una camera in fibra di carbonio dal design leggero ma robusto che contribuisce a migliorare la distribuzione del flusso d’aria. Le sue dotazioni prevedono un set di labbri su misura progettati specificamente per i materiali biodegradabili e ottimizzare il controllo del flusso e mantenere la stabilità della bolla. Inoltre, il sistema n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
di sollevamento assicura precisione durante il processo, facilitando le regolazioni. Il sistema di misura capacitivo senza contatto Skymex fornisce un monitoraggio in tempo reale dello spessore del film senza venire in contatto con il materiale, evitando in questo modo qualsiasi possibile contaminazione o danno. Esso garantisce l’accuratezza della misurazione con una precisione nell’ordine di ±0,4 micron a 2-sigma, consentendo la produzione di film biodegradabili estremamente uniformi da 8 micron di spessore. Syntrol Infinity, infine, è un sistema di supervisione intelligente che automatizza il controllo del profilo e migliora il monitoraggio dei processi, riducendo gli interventi manuali e accrescendo l’affidabilità e l’efficienza operativa della linea. Secondo quanto riferito dal costruttore,
tali aggiornamenti si sono tradotti in un aumento della produzione del 30% preservando la stabilità della bolla e incrementando l’affidabilità del processo grazie al controllo automatico del profilo, la qualità del film e la velocità di linea fino a 110 m/min, pari a una produzione di 180 kg all’ora.
Syncro ha “riallestito” con le proprie soluzioni le linee di Samco per la produzione di film agricolo a base di bioplastiche di origine vegetale e di resine oxo-degradabili.
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MACCHINE E ATTREZZATURE NEWS Linea Brückner a Gruppo Oben
Alta capacità per film BOPP in Messico Produttore a livello mondiale di film per imballaggio, Gruppo Oben realizzerà un nuovo sito produttivo a Monterrey, in Messico, dove sarà installata una linea per la produzione di film BOPP fornita da Brückner. Secondo il costruttore
che la realizzerà si tratta della linea più avanzata al mondo nel suo genere, in grado di produrre film BOPP con larghezza fino a 12 metri a una velocità di 700 metri al minuto, pari a una capacità annua di 94.000 tonnellate. Brückner ritiene che grazie a queste prestazioni, essa fisserà nuovi standard in termini di elevate velocità, produttività e capacità di avvolgimento del prodotto finale. “Sono particolarmente lieto che la nostra lunga collaborazione sia sfociata nella realizzazione da parte nostra della prima linea BOPP da 12 metri al mondo. Testimonia uno stretto rapporto che dura da oltre trent’anni”, ha dichiarato Markus Gschwandtner, direttore generale di Brückner. “Questo nuovo traguardo riflette il nostro impegno a superare i limiti dell’efficienza e della produttività. La nostra partnership con
Brückner è stata determinante per il raggiungimento di questi progressi e non vediamo l’ora di rafforzare ulteriormente la nostra posizione nel settore del packaging a livello mondiale”, ha aggiunto il presidente del Gruppo Oben, Jamil Zaidan. Con oltre 17 stabilimenti di produzione in America e in Europa, il Gruppo Oben è uno dei maggiori produttori al mondo di film BOPP, BOPE, BOPET, BOPA, PET-Shrink, CPP, CPE, CPA, cast e con funzionalità aggiunte da processi di metallizzazione Al/AlOx e di rivestimento a base d’acqua su uno o due lati. I suoi film trovano impiego ad alte prestazioni svolgono un ruolo cruciale nell’imballaggio flessibile. Gruppo Oben realizza anche prodotti termoformati, pannelli da costruzione in PP e reggette in PET.
La linea fornita da Brückner a Gruppo Oben e, nel riquadro, Markus Gschwandtner (a sinistra), direttore generale di Brückner Maschinenbau, e Jamil Zaidan, presidente di Gruppo Oben.
Universal Robots a Mecspe con software e hardware
Nuova piattaforma di programmazione e cobot
Foto Universal Robots
PolyScope X è una nuova piattaforma che si concentra sulla facilità d’uso e accentra le funzioni più importanti in un’interfaccia migliorata.
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Novità tecnologiche hardware e software sono state presentate da Universal Robots a Mecspe 2025, a cominciare dalla nuova piattaforma di programmazione PolyScopeX, sviluppata dall’azienda e compatibile con la e-Series quanto con la nuova generazione di cobot UR20 e R30 della
serie Next Gen. PolyScopeX presenta molte caratteristiche innovative rispetto alla precedete versione PolyScope 5. Innanzitutto, il processo di programmazione viene drasticamente semplificato, grazie a una serie di template a libreria e di smart skill. L’interfaccia operatore, completamente ridisegnata, garantisce una programmazione fluida e graduale, capace di abbattere la curva di apprendimento anche su applicazioni molto complesse. Anche l’identificazione degli errori è stata semplificata, grazie alla struttura a nodi colorati che permette di individuare e risolvere con immediatezza bug ed errori. PolyScopeX permette inoltre la programmazione dei cobot anche da remoto, attraverso un qualunque dispositivo dotato di browser. Infine, grazie agli ambienti di simulazione
Sim di Universal Robot è possibile testare programmi e impostazioni anche in digital twins e poi implementare la programmazione sull’interfaccia. L’azienda ha esposto anche una serie di demo applicative che mostreranno flessibilità e versatilità dei suoi cobot: UR30, con 35 kg di payload, ultimo arrivato nella gamma UR, era integrato in un’applicazione di machine tending; UR20, con 25 kg di payload, era implementato in un’applicazione logistica di pallettizzazione e depallettizzazione di scatole miste (applicazione potenziata con un algoritmo di IA per il riconoscimento delle scatole e la loro corretta collocazione a pallett); UR10e, con 12,5 kg di payload, era integrato in un’applicazione di saldatura con interpolazione di assi esterni; UR5e, con 5 kg di payload, era integrato in un’applicazione logistica di prelievo da cassone (bin picking) potenziata da IA. MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
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MATERIALI E APPLICAZIONI
RadiciGroup racconta la chimica dei polimeri
Poliammidi green e all’avanguardia in più settori Nonostante il contesto geopolitico ed economico complesso, RadiciGroup continua a investire con determinazione nella ricerca e sviluppo, guardando con fiducia al futuro. La poliammide si conferma un materiale strategico per settori chiave come automotive, elettrico ed elettronico, combinando alte prestazioni tecniche e attenzione alla sostenibilità. Forte di un’esperienza consolidata in Italia e all’estero, l’azienda bergamasca risponde alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. Ne abbiamo parlato con Erico Spini, global marketing director di RadiciGroup High Performance Polymers, che ci ha raccontato le ultime novità del gruppo. Di Giampiero Zazzaro
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adiciGroup è oggi una delle realtà chimiche italiane più attive a livello internazionale, con un ampio know-how nei polimeri. Il gruppo gestisce l’intera filiera produttiva, dagli intermedi chimici come l’acido adipico fino alla poliammide 6 e 66, ai tecnopolimeri e ai filati sintetici. Da sempre impegnata nella qualità dei prodotti e dei processi produttivi, l’azienda mantiene un forte focus sulla sostenibilità ambientale, un aspetto fondamentale nell’attuale contesto globale. In qualità di eccellenza del made in Italy nel settore, RadiciGroup sarà uno dei protagonisti della prossima edizione del K di Düsseldorf. Per approfondire le prospettive e le innovazioni del gruppo, la redazione di MacPlas ha incontrato Erico Spini, Global Marketing Director di RadiciGroup High Performance Polymers.
In qualità di leader mondiale nella produzione di poliammidi, quali sono i principali settori applicativi che n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
stanno trainando la domanda in questo momento storico? “La poliammide è un materiale che ha avuto e sta continuando ad avere successo nel settore auto, anche nelle versioni più moderne hybrid o full electric. Ci sono dunque ancora ampi spazi per l’utilizzo della poliammide in questo settore, anche grazie alla capacità di questi polimeri di rispondere contemporaneamente a esigenze di tipo tecnico-prestazionale e alle necessità di alleggerimento dei veicoli, per renderli più performanti anche dal punto di vista ambientale. Altro settore applicativo di sbocco per i nostri tecnopolimeri è quello dell’elettrico-elettronico, attraverso l’uso di polimeri che devono soddisfare esigenze diverse, sia per quanto riguarda le prestazioni sia la facilità di trasformazione con il processo di stampaggio a iniezione. Vi è ancora spazio, inoltre, per la sostituzione di materiali termoindurenti e per questo servono soluzioni con prestazioni tecniche particolarmente elevate. Inoltre, abbiamo in corso importanti sviluppi nel fotovoltaico e diverse
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MATERIALI E APPLICAZIONI
Nella foto l’intervistato: Erico Spini, global marketing director di RadiciGroup High Performance Polymers.
applicazioni nel settore dei beni di consumo. Certo, ancora oggi l’auto rappresenta per RadiciGroup High Performance Polymers il mercato più importante, tuttavia vogliamo aumentare la nostra offerta anche per altri mercati, soprattutto quelli con il più elevato tasso di crescita”.
Quali sono le ultime novità che avete introdotto in termini di sviluppo di nuovi materiali? A quali applicazioni specifiche sono rivolti? “I nostri partner chiedono sempre di più soluzioni a ridotto impatto ambientale e questo in modo trasversale ai mercati. Noi abbiamo un’ampia gamma di tecnopolimeri da riciclo meccanico (pre e post-consumer) denominata Renycle e, considerato il potenziale interesse anche per le soluzioni da fonte bio, proprio al recente Fakuma abbiamo lanciato la gamma Bionside. Quest’ultima comprende sia gradi già commercializzati e utilizzati in numerosi settori con il nome Radilon D (64% fonte bio), sia gradi speciali che arrivano anche al 100% di contenuto rinnovabile. Renycle oggi è impiegato in molte applicazioni anche in sostituzione di poliammidi tradizionali. Scopo prioritario è ottenere una riduzione elevata dell’impatto ambientale. Collettori d’aspirazione aria, vaschette radiatore, canaline portacavi nel settore auto, parti di sedie da ufficio nel settore dei mobili sono esempi concreti di successi già consolidati. Bionside è già usato nella produzione di condotti aria nel settore della pneumatica, linee trasporto carburante e altro. Sempre riguardo a Bionside, oltre a un vantaggio significativo nella riduzione dell’impatto ambientale (misurato attraverso il
metodo LCA), abbiamo prodotti specifici con caratteristiche superiori di resistenza chimica, all’idrolisi e che offrono una migliore stabilità dimensionale. Il nostro obiettivo è di essere concretamente di supporto, e quindi partner, di ambiziosi obiettivi di sostenibilità dei nostri clienti. Per quanto riguarda altre novità sviluppate recentemente, posso citare i materiali per i connettori di impianti fotovoltaici (materiali speciali su base PA66, che forniscono qualità superiori a materiali standard, migliore processabilità, migliori proprietà tecniche), i prodotti speciali e certificati messi a punto per il settore idrotermosanitario in sostituzione metalli (in primis i materiali per il contatto con acqua potabile PA66-PA612-PPA) e l’ampliamento dell’offerta per l’auto elettrica: per esempio abbiamo introdotto nuovi materiali in colorazione arancione, richiesti quando si è in presenza di tensioni elevate per la produzione di busbar e connettori elettrici”.
Quanto hanno influito fattori come la crisi dell’industria automobilistica europea, le tensioni geopolitiche in atto e l’aumento dei costi energetici sulla vostra attività di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti in funzione di alcune applicazioni? “È vero che siamo in una situazione di mercato che vede un certo rallentamento nell’industria auto, ma questo non ha ostacolato la nostra attività di ricerca e sviluppo, anzi! Molti nostri clienti cercano soluzioni competitive e a minor impatto ambientale per intercettare nuove opportunità di business. Questo significa che RadiciGroup High Performance Polymers sta lavorando su nuovi prodotti con forte coinvolgimento dell’R&D: ci tengo a precisare il valore della flessibilità nella messa a punto di formulazioni custom made che da sempre ci contraddistingue”. RadiciGroup è oggi una tra le realtà chimiche italiane più attive a livello internazionale che vanta diverse specialità chimiche nell’ambito dei polimeri. RadiciGroup ha infatti il controllo della sua catena produttiva, dagli intermedi chimici come l’acido adipico sino alla poliammide 6 e 66, ai tecnopolimeri e ai filati sintetici.
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Altro settore applicativo di sbocco per i tecnopolimeri dell’azienda è quello dell’elettrico-elettronico, attraverso l’uso di polimeri che devono soddisfare esigenze diverse, per quanto riguarda sia le prestazioni sia la facilità di trasformazione con il processo di stampaggio a iniezione.
Nel 2024 avete raggiunto vent’anni di Bilancio di Sostenibilità. Ormai per voi la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e applicazioni e l’attenzione agli impatti ambientali degli uni e delle altre vanno di pari passo. Ci può dire qualcosa di più su come tutti questi aspetti si intersecano? “La nostra business area è nata nei primi anni Ottanta proprio con lo scopo di riciclare gli scarti tessili di poliammide delle altre aziende del gruppo, utilizzandoli per creare tecnopolimeri a elevate performance. Allora non si definiva ancora economia circolare, ma di fatto questo era. L’esperienza pluriennale, non solo in Italia ma poi anche nei vari Paesi esteri, ha fatto sì che intercettassimo trend globali rispondendo localmente alle varie richieste del mercato soprattutto, nel contesto odierno, in ottica di riduzione dell’impatto ambientale. In questa direzione abbiamo una significativa esperienza e siamo in grado di fornire ai nostri clienti dati precisi e puntuali, misurati attraverso la metodologia LCA e certificati da enti terzi indipendenti. Pensiamo che solo attraverso i numeri sia possibile parlare di sostenibilità e lavoriamo ogni giorno per lo sviluppo di soluzioni che ottimizzano performance tecniche e ambientali. Attraverso anche il nostro prezioso servizio interno Engineering Service mettiamo a disposizione dei nostri partner un supporto tecnico personalizzato di simulazione virtuale fin dalle prime fasi del progetto, volto a ottimizzare la progettazione, anche in ottica di eco design e performance ambientali”.
Siamo alla vigilia del K di Düsseldorf, fiera come sempre su cui si riversano molte aspettative come palcoscenico di portata mondiale per presentare n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
soluzioni innovative ma anche per tastare il polso dell’industria della plastica e della gomma. Come vi state preparando all’evento e cosa potete anticipare del vostro programma espositivo? “Come sempre il K rappresenta un’opportunità per rafforzare le relazioni con clienti e potenziali partner, presentando le nostre ultime novità. Non voglio anticipare troppo, ma la nostra idea è quella di mettere in mostra applicazioni concrete, attraverso le quali dimostrare la centralità dei nostri materiali e del nostro lavoro in progetti di innovazione in vari settori applicativi”.
RadiciGroup High Performance Polymers si trova in una situazione di mercato che vede un certo rallentamento nell’industria auto, ma questo non ha rallentato la sua attività di ricerca e sviluppo.
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MATERIALI E APPLICAZIONI
Stabilizzanti per vernici, adesivi, sigillanti, lacche e inchiostri
Come migliorare il “coating”, tra chimica e applicazioni Le soluzioni proposte da UniteChem per stabilizzare termicamente e alla luce ultravioletta le resine utilizzate nel coating, garantendone proprietà e prestazioni.
L
’industria del cosiddetto “coating” oggi permea vari ambiti della società moderna e si articola in molteplici applicazioni industriali e “end user”: vernici a solvente, pitture ad acqua, tinte murarie, smalti per metalli, legno, ceramica, plastica, lacche per rivestimenti, inchiostri per stampe e packaging, adesivi industriali, sigillanti per uso sia professionale che industriale. Fra i maggiori settori di mercato coinvolti rientrano quello delle costruzioni, dell’auto, industriale e della stampa per imballaggio. Un materiale per coating è costituito da una miscela di monomeri che vengono fatti reagire su una superficie per ottenere una resina polimerizzata (per esempio acrilica, poliuretanica, epossidica, amminica o melamina/formaldeide o anche hot melt) che ricopre un substrato da proteggere. Spesso vengono utilizzati più strati (cosiddetti multi-layer) di coating, ognuno con una funzione specifica. Assieme ai monomeri, per formare lo strato di resina possono essere aggiunti alla miscela che formerà lo strato di coating pigmenti per colorare, additivi, solventi, disperdenti, modificanti la viscosità, leganti, stabilizzanti, tensioattivi ecc. Tutti questi rivestimenti se utilizzati all’esterno necessitano di elevata resistenza a intemperie, temperatura e graffi, così come elevata brillantezza (alto “gloss”), proprietà antimacchia, adesione ottimale e bagnatura superficiale superiore con grandi superfici ricoperte per litro, nonché maggiore durata agli agenti atmosferici e all’invecchiamento solare diretto o alle alte temperature di esercizio. Per ottenere queste proprietà le resine per coating vengono additivate con stabilizzanti termici e alla luce ultravioletta.
Stabilizzanti e tecnologie applicative Gli stabilizzanti prodotti dalla UniteChem non solo sono ottimizzati per tali esigenze ma migliorano anche la dispersione dei pigmenti e lo sviluppo della resa del colore. Oggi più che mai il
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settore di rivestimenti, vernici, pitture, lacche, inchiostri, adesivi e sigillanti richiede sempre più soluzioni sostenibili con sistemi a base d’acqua, liquidi a base di solventi ma con alto contenuto di solidi e sistemi a basso contenuto di sostanze organiche volatili. UniteChem offre un’ampia gamma di additivi anche in forma di miscele già pronte all’uso che proteggendo il substrato contro la degradazione causata da luce e calore e ne aumentano considerevolmente la durata. Tutto ciò in armonia con le normative internazionali in materia di produzione e uso di prodotti chimici. Le tecnologie principali di applicazione del coating sono: a base solvente (solvent borne); a base acquosa (water borne); mediante ricopertura con polveri (powder coating). Per quanto riguarda la verniciatura “a polvere”, gli additivi in polvere vengono miscelati con la polvere di resina (solitamente poliestere o epossidica) prima dell’applicazione. Vengono preferiti additivi che non generano cariche elettrostatiche in applicazione, poiché porterebbero a una cattiva adesione: sono chiamati additivi con effetto “triboelettrico” per ottimizzare l’applicazione. Invece per la verniciatura “a solvente”, i migliori additivi sono quelli in forma liquida, tra i quali UniteChem propone LS 292, LS 123, UV 1130 e UV 5151, tutti utilizzabili e miscelabili direttamente nei solventi per rivestimento. Inoltre, possono essere utilizzati anche gli stabilizzanti solidi LS 770, LS 119, LS 622, LS 944, UV 531, UV 234 e UV P, ma è necessario verificarne sia la solubilità nel tipo di solvente utilizzato in fase di applicazione del rivestimento che le concentrazioni di utilizzo. Per quanto riguarda gli stabilizzanti per rivestimenti “a base d’acqua”, si possono utilizzare miscele già pronte di stabilizzanti liquidi (292, 123, 1130), dispersi tramite emulsionanti in acqua e utilizzati direttamente nei rivestimenti. I prodotti offerti da Unitechem in questo ambito – LS A311 (292 + tensioattivi), LS A312 (123 + tensioattivi) e UV A211 (1130 + tensioattivi), sono tutti utilizzabili direttamente nei sistemi a base d’acqua. Con un’alternativa più economica, è possibile anche disperdere gli additivi MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Chiaro, trasparente e lucido
Resistente agli agenti atmosferici Decorazione
Rivestimento superiore
Qualità dell’aspetto
A prova di ruggine Scheggiatura
Finitura trasparente
Circa
Base metallica o base di colore a pigmenti per il rivestimento in resina Primer Resina epossidica ED Anticorrosione: deposito di elettrodi: Zn + Fe Phosphate
Lamiera d’acciaio Figura 1: verniciatura multistrato per scocca esterna automobilistica.
Differenti tipi di coatings per Auto Temperatura di processo > 60-80°C
liquidi (LS 292, LS 123, UV 1130, UV 5151) direttamente in acqua miscelandoli con un “co-solvente” solubile in acqua.
Coating a base solvente
UVA, HALS, AO Le due principali famiglie di stabilizzanti alla luce sono costituite da UVA, che fungono da filtri per bloccare le radiazioni ultraviolette (UV 1130), e HALS, che “bloccano” ed eliminano i radicali liberi generati da forme degradate all’interno del rivestimento (LS 292, LS 123). Gli UVA impediscono la degradazione dello strato di rivestimento convertendo la luce assorbita in calore. L’efficienza del filtro UVA varia a seconda del coefficiente di estinzione del prodotto, della classe chimica e del peso molecolare. L’effetto filtro di un rivestimento è influenzato dallo spessore del film e dalla concentrazione di UVA. I prodotti variano per la loro tendenza alla migrazione fuori dalla matrice del rivestimento. In genere, i benzofenoni come l’UV 531 possono essere utilizzati in applicazioni con requisiti moderati in termini di stabilità a lungo termine, mentre per applicazioni che richiedono una stabilità a lungo termine da media a elevata sono necessari i benzotriazoli come l’UV 1130. Gli HALS sono degli “spazzini di radicali” che intrappolano i radicali formati nello strato di rivestimento o nel sigillante durante l’esposizione alla luce. Poiché questo meccanismo è indipendente dallo spessore della pellicola, gli HALS sono particolarmente adatti a proteggere la superficie di un rivestimento, dove gli stabilizzanti UVA offrono una protezione minore. La “natura ciclica” del meccanismo di stabilizzazione degli HALS comporta che in genere mostrano una protezione più elevata e a lungo termine rispetto agli UVA. LS 622 e LS 119 possono anche
Miscela di solvente, resina (monomeri) pigmenti, surfattanti, leganti, modif. di viscosità, stabilizzatori
Coating per auto
Estrusione di componenti con coating a polvere
Coating con polvere
Coating con elettro-spray o a letto fluido su substrato
< 100°C Coating a base acquosa
Miscela di acqua, emulsionante, resina (monomeri), pigmenti, leganti e additivi.
Auto Inchiostri
< 200°C
Figura 2: diverse tecniche applicative per il coating (nel settore auto).
Additivi: stabilizzatori UV, modificatori di viscosità, antischiuma, ecc.
agire efficacemente come stabilizzanti termici a lungo termine in caso di esposizione termica moderata. I blend già pronti, HALS/UVA come UV 5151 (292 + 1130), riducono la complessità delle formulazioni, migliorandone le prestazioni grazie all’effetto sinergico dell’uso combinato di HALS e UVA. L’effetto sinergico di UVA e HALS è particolarmente vantaggioso per le condizioni di esposizione esterne, dove i soli UVA non possono fornire in modo efficiente una protezione adeguata sul lungo periodo. I substrati così protetti mostrano una maggiore ritenzione della lucentezza nel tempo, eliminazione o riduzione della formazione di vesciche superficiali e crepe o sfarinamento, tutti indici di degradazione ossidativa del substrato. Il portafoglio di stabilizzanti di UniteChem per coating è completato dalla famiglia degli antiossidanti (AO) adatti per l’uso nei rivestimenti. Gli AO (AO 1076, AO 1010, AO 168 e AO DSTDP) prevengono la degradazione indotta termicamente dei polimeri in rivestimenti, adesivi e inchiostri durante la lavorazione ad alta temperatura, la polimerizzazione e la cottura, nonché nell’utilizzo finale.
Tecnologia
a Coating a PolimeBeni inCoating a Coating ac- base sol- rizzaziodustriali Legno Edilizia polvere base quosa vent ne UV
HALS 770 CAS 52829-07-9 HALS 292 (Liq.) CAS 41556-26-7 (~75%) CAS 82919-37-7 (~25%) HALS 622 CAS 65447-77-0 HALS 944 CAS 71878-19-8 CAS 70624-18-9 HALS 119 CAS 106990-43-6 HALS 123 (Liq.)- 5100 CAS 129757-67-1 Blends 610 and 611 119 / 622 50:50 and 67:33 UVA 531 (/ 81) CAS 1843-05-6 UVA 1130 (Liq.) CAS 104810-48-2 UVA 326 CAS 3896-11-5 UVA 329 CAS 3147-75-9 UVA P CAS 2440-22-4 UVA 900 or 234 CAS 70321-86-7 Blend 5151 (Liq.) HALS 292 +UVA 1130 (1:1)
Substrato rivestito a forno
Ripetuta più volte per deposizione di diversi strati: primer più layer con colore di base più layer trasparente superiore
Rivestimenti Segmento
Evaporazione del solvent o acqua e polimerizzazione della resina
Adesivi e sigillanti PUR
Acrilico Reattivo
A base A base acquosa solvent
Polimerizza- Reatzione tivo UV
A base A base acquosa solvent
Hot Melt Olefi- Syrenic Acrilico Silane Epossinico dico
acrilico PUR
acrilico PUR
acrilico PUR
acrilico PUR = Efficace
Figura 3: mappa stabilizzante/applicazione. n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
= Fortemente consigliato
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MATERIALI E APPLICAZIONI
Grafe oggi
Un innovativo partner di servizi Azienda da sempre attenta a qualità, innovazione e soluzioni orientate al cliente, Grafe oggi è molto più che un semplice produttore di masterbatch e compound. Lo dimostrano i vari servizi aggiuntivi offerti attraverso tre divisioni specializzate a tal fine. Che permettono a sé stessa e ai suoi partner anche di assecondare i principi dell’economia circolare.
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a sempre sinonimo di qualità, innovazione e soluzioni orientate al cliente nell’industria della trasformazione delle materie plastiche, Grafe, azienda di Blankenhain, nel centro della Germania, è divenuta molto più di un semplice produttore di masterbatch e compound. Oggi, in qualità di partner affidabile accompagna i trasformatori dall’idea iniziale al prodotto finito e offre un’ampia gamma di servizi; con le sue tre divisioni specializzate Design Center, Material Science e Service Center è in una posizione ideale per soddisfare le esigenze individuali di ciascun cliente.
Colorazione personalizzata a partire da quantità minime: flessibilità ridefinita L’azienda offre la possibilità di realizzare sviluppi cromatici individuali anche partire da una quantità molto ridotta di 25 kg. L’obiettivo di Grafe è quello di offrire non solo una soluzione cromatica ottimale, ma anche la massima flessibilità e velocità. Inoltre, fornisce quantità campione gratuite fino a un chilogrammo di masterbatch, in modo che gli sviluppi in corso possano essere facilmente testati prima di passare alla produzione in serie. Grafe utilizza materiali di supporto personalizzati su richiesta, senza alcun costo aggiuntivo. “Forniamo masterbatch che si adattano precisamente al materiale di base dei trasformatori per garantire una lavorabilità e prestazioni ottimali. Possiamo anche aggiungere additivi al masterbatch per creare un “combibatch”, in modo da combinare colore e funzione in un’unica soluzione”, riferisce al riguardo il development manager, Lars Schulze del Grafe Design Center.
Tempi rapidi di sviluppo e produzione Il tempo è un fattore decisivo nello sviluppo dei prodotti. Grazie a strutture agili, processi decisionali brevi e impianti di produzione all’avanguardia, Grafe è in grado di realizzare realizza soluIl Design Center, che insieme a Material Science e Service Center compone le tre divisioni di Grafe dedicate alla sua ampia offerta di servizi e assistenza.
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bile e trasparente, in linea con il principio “dalla culla al cancello”, aggiunge Manuel Klemm, responsabile delle vendite interne e responsabile del portale clienti Grafe.
Una serie di campioni di prodotti di Grafe.
Innovazioni sostenibili: più di semplici colori zioni individuali nel più breve tempo possibile. Questo permette ai trasformatori di rimanere competitivi e di portare i propri prodotti sul mercato il più velocemente possibile. “La nostra garanzia di qualità va ben oltre i normali standard industriali. Per questo motivo siamo certificati in conformità alle norme DIN ISO 9001 e IATF 16949”, afferma il responsabile del controllo qualità Nico Freitag. “I nostri dipendenti garantiscono che tutti i prodotti soddisfino i nostri rigorosi requisiti di qualità giorno dopo giorno. Per farlo, ci affidiamo a procedure di analisi all’avanguardia nel nostro moderno laboratorio di analisi. Siamo orgogliosi di poter affermare che il nostro tasso di reclami è solo dello 0,21%”.
Assistenza in loco in tutta Europa: presenza laddove serve Il team di esperti Grafe non è a disposizione solo telefonicamente o digitalmente: con un servizio di assistenza tecnica sul campo in tutta Europa l’azienda visita i trasformatori direttamente in loco. “Offriamo il supporto tecnico del nostro personale specializzato, che aiuta i partner a ottimizzare l’uso dei nostri prodotti. Che si tratti di stampaggio a iniezione, pellicole, estrusione di profili, stampa 3D o altri processi, forniamo sempre campioni specifici e provini per il processo di produzione specifico in base ai requisiti individualidel trasformatore”, spiega il responsabile vendite export Sebastian Grafe.
In linea con l’affermazione di una economia circolare, Grafe offre la gamma Biocolen di masterbatch biodegradabili “pronti per la certificazione”. A questi si aggiunge la famiglia Cycolen di materiali riciclati da rifiuti post-consumo e rifiuti post-industriali. Con questi prodotti innovativi, l’azienda sottolinea il suo impegno verso la sostenibilità e la consapevolezza ambientale propria e dei propri clieenti. La società si è affermata come un partner affidabile che supporta i propri clienti dall’idea iniziale fino alla produzione in serie dei propri prodotti. Questo servizio a 360 gradi con consulenza personalizzata e le possibilità tecnologiche offerte dallo stabilimento principale di Blankenhain distinguono l’azienda come un punto di riferimento. In questo modo, Grafe oggi è in grado di offrire ai trasformatori un valore aggiunto, come sottolinea in conclusione Sebastian Grafe: “Realizziamo insieme le vostre idee - con GRAFE, il vostro partner forte per soluzioni innovative di masterbatch e compound”.
Servizio digitale: filo diretto con l’azienda L’innovativo portale clienti offre un modo semplice ed efficiente per richiedere sviluppi cromatici, ordinare campioni e recuperare schede tecniche. “Un’innovazione importante è rappresentata dal nostro calcolatore di CO2, che visualizza l’impronta di carbonio dei prodotti ordinati con un semplice click. Questo consente ai nostri clienti di dimostrare una produzione sostenin. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
Grafe è oggi un’azienda attenta ai principi dell’economia circolare e i suoi prodotti consentono anche ai clienti non solo di assecondarli ma anche di certificarli.
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MATERIALI E APPLICAZIONI NEWS Clariant in Cina
Più additivi multifunzionali Nella provincia di Hebei (Cina), è in corso l’ampliamento del sito di Clariant a Cangzhou, con una seconda linea per la produzione dell’additivo multifunzionale Nylostab S-EED, che sarà gestita in collaborazione con il partner locale Beijing Tiangang Auxiliary. “Siamo entusiasti di allargare la nostra partnership con Beijing Tiangang con una seconda linea di produzione a Cangzhou. Il continuo investimento da parte di Clariant dimostra il nostro impegno nel mercato cinese e riafferma la nostra forte convinzione nelle prospettive delle industrie locali”, ha affermato Zhigang Miao, Global Head of Polymer Solutions di Clariant, Additives Polymer Solutions. La nuova linea di produzione sarà dedicata alla produzione dell’additivo multifunzionale Nylostab S-EED, altamente compatibile con le poliammidi mediante riconoscimento molecolare. La sua eccellente stabilità di processo alle alte temperature si traduce in una minore rottura del filamento durante i processi di filatura e migliora la produttività riducendo il tempo di ciclo nei processi di stampaggio a iniezione. “Ci sentiamo onorati di ampliare ulteriormente la nostra partnership con Clariant attraverso l’espansione di questo sito produttivo. Ci auguriamo che la nuova
linea di produzione offra alle industrie locali e ai clienti cinesi additivi ancora più avanzate”, ha dichiarato Gang Liu, direttore esecutivo di Tiangang. Dal lancio della prima linea nel 2021, tale sito produttivo ha raggiunto la piena capacità, guadagnandosi un’eccellente reputazione come struttura locale con competenze internazionali consolidate. “Il successo della prima linea di produzione in joint-venture a Cangzhou ha senza dubbio spianato la strada all’ampliamento della struttura. Siamo fiduciosi che il nostro additivo multifunzionale Nylostab S-EED raggiungerà un buon numero di aree di applicazione in tutta la filiera della poliammide, che sta registrando un incremento della domanda e della capacità produttiva da parte dell’industria tessile e dei tecnopolimeri in Cina”, ha commentato Sandra Schneider, Head of Operations & Supply Chain Additives di Clariant. L’industria cinese della poliammide, infatti, si sta espandendo rapidamente, con il conseguente aumento della domanda di additivi di fascia alta come Nylostab S-EED appunto, in grado di migliorare la qualità dei prodotti in poliammide grazie a maggiore stabilità del colore, resistenza al calore e compatibilità con i compositi durante il processo di produzione.
Clariant ha recentemente iniziato la costruzione della seconda linea di produzione di additivi ad alte prestazioni a Cangzhou, in Cina.
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CONTATTI Girolamo Dagostino g.dagostino@amaplast.org 02 82283754
MATERIALI E APPLICAZIONI NEWS Rinforzati con fibra di carbonio
Materiale più chiaro per una più facile colorazione
Foto Xenia
La nuova tonalità Whitened Shade è stata aggiunta da Xenia alla sua gamma di materiali rinforzati con fibra di carbonio. Si tratta di una
base di colore più chiara rispetto alla versione nera, che rende più facile la colorazione del materiale con masterbatch durante i processi di stampaggio a iniezione e di manifattura additiva con pallet. I compositi termoplastici rinforzati con fibra di carbonio, infatti, sono noti per la loro resistenza, leggerezza e durabilità, risultando fondamentali in settori come i beni di consumo, le applicazioni industriali e la mobilità. Tuttavia, il colore nero naturale della fibra di carbonio, combinato con le matrici termoplastiche, ha sempre rappresentato un limite per le applicazioni in cui il design gioca un ruolo chiave.
Xenia mirava a superare tale limite con una soluzione che consentisse di ottenere formulazioni di materiali rinforzati con fibra di carbonio caratterizzati da una base cromatica più chiara. Ne è risultato un composto termoplastico che, oltre a garantire eccellenti proprietà meccaniche, grazie alla nuova tonalità permette una personalizzazione del colore attraverso l’aggiunta di masterbatch durante i processi sia di stampaggio sia di manifattura additiva. La tecnologia Whitened consente di combinare prestazione e design in un’unica soluzione, offrendo nuove opportunità in termini di customizzazione e versatilità.
I nuovi materiali Whitened Shade sono stati presentati da Xenia alla recente fiera JEC World (Parigi, 4-6 marzo).
Industria del lusso virtuosa
Recupero e riciclo di tappi per profumi I tappi per profumi realizzati con la resina Surlyn di Dow che non soddisfano gli standard di produzione altamente rigorosi del produttore Brivaplast sono riprocessati da TecnoGi in componenti per scarpe e articoli in pelle di alta gamma.
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La collaborazione avviata da Dow con le aziende italiane Brivaplast e TecnoGi mira a promuovere la circolarità nell’industria dei beni di lusso mantenendo i materiali di alta qualità in circolo per un periodo prolungato. A tal fine, i tappi di scarto delle boccette di profumo verranno recuperati per essere riutilizzati nella produzione di calzature e articoli in pelle di lusso, riducendo
gli scarti di produzione e aumentando il valore in diversi settori. Attualmente Brivaplast, produttore di packaging cosmetico, utilizza la resina Sulryn con proprietà estetiche di Dow per creare i tappi simili a gemme per i profumi di prestigiosi marchi di fragranze. La produzione di tappi per profumi di lusso richiede standard di qualità rigorosi che possono portare alla produzione di pezzi non conformi. Per dare nuova vita a tali scarti di produzione, TecnoGi, produttore di componenti per l’industria delle calzature e degli articoli in pelle, li riprocesserà per l’impiego in componenti di alta gamma. “La nostra collaborazione con Brivaplast e TecnoGi arriva in un momento in cui la domanda di materiali sostenibili e soluzioni di imballaggio continua a crescere. In Dow, riconosciamo il nostro ruolo nel procedere più velocemente e più lontano per trovare soluzioni che accelerino l’economia circolare per le
materie plastiche in tutta l’industria europea e sappiamo che i nostri clienti non si aspettano niente di meno”, ha dichiarato Imran Munshi, Global Consumer Market Segment Leader di Dow. “Da Brivaplast, manteniamo i più alti standard per i nostri prodotti,” ha dichiarato Marco Roda, Head of Business Development di Brivaplast. “Questa collaborazione ci permette di mantenere questi standard riducendo al minimo gli scarti di produzione e contribuendo a un futuro più sostenibile”. “Siamo entusiasti di far parte di questa iniziativa che non solo supporta i nostri processi di produzione, ma si allinea anche con i nostri obiettivi di sostenibilità,” ha dichiarato Paola Zanetti, CFO di TecnoGi. “Trasformare gli scarti di produzione in componenti preziosi per calzature di lusso e articoli in pelle è una situazione win-win per tutti i coinvolti”.
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RUBRICHE & VARIE
GreenPlast 2025
Eh già, noi siamo ancora qua… Al via la seconda edizione della mostra-convegno GreenPlast, partita nel 2022 come risposta a un momento difficile in cui la pandemia iniziava a dare tregua dopo un periodo di forzato isolamento e da cui l’intera società sentiva il bisogno di uscire. Nonostante le sfide globali attuali, GreenPlast 2025 si consolida come un punto di riferimento per l’industria della plastica sostenibile. Il numero di iscritti e lo spazio espositivo venduto sono in linea con l’edizione 2022, quando il contesto economico era sicuramente più favorevole e la voglia di ritorno alla normalità dopo il Covid sosteneva tutte le manifestazioni fieristiche. Si sono superati i 180 espositori, tra diretti e case rappresentate, e i 5.000 metri quadrati di area espositiva netta. Ciò conferma il continuo interesse e supporto da parte del settore. I lavori sono inaugurati dai saluti istituzionali di Massimo Margaglione (presidente Amaplast), Mario Maggiani (AD di Promaplast, società organizzatrice di GreenPlast) e Andy Beevers (direttore delle divisioni eventi ed editoria di AMI) che ha anche il compito di coordinare le sessioni della concomitante conferenza.
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ome dice la definizione stessa, una mostra-convegno è un connubio di una serie di stand espositivi, in questo caso preallestiti tutti simili, caratteristica peculiare delle mostre-convegno, e un incontro organizzato, qui intitolato “Shaping a Sustainable Future for Plastics”, curato da AMI (Applied Market Information). La parte convegnistica, interamente in lingua inglese, vede la partecipazione dei principali attori della sostenibilità delle materie plastiche. Il focus è sull’innovazione tecnologica, evoluzione normativa e strategie di economia circolare, con particolare attenzione a tematiche quali riciclo chimico e meccanico, bioplastiche e gestione del fine vita delle materie plastiche. Un’importante opportunità per esplorare le nuove frontiere della sostenibilità nel settore delle materie plastiche e promuovere un dialogo costruttivo tra industria, istituzioni e mondo accademico.
Reagire alla crisi con una mostra-convegno sulla sostenibilità A proposito di GreenPlast, Mario Maggiani ha dichiarato: “La
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scelta di affiancare GreenPlast al convegno Shaping a Sustainable Future for Plastics, in collaborazione con AMI, si è rivelata vincente e ci ha condotto verso un nuovo capitolo della nostra esperienza fieristica. GreenPlast intende essere un appuntamento strategico per la transizione ecologica, a dimostrazione di come il Vecchio Continente sia in grado di affrontare le sfide attuali. Nonostante il contesto geopolitico complesso, dal mercato interno emergono timidi segnali positivi. La speranza è che la Transizione 5.0 prenda finalmente piede, rafforzando la crescita in linea con le direttive europee su sostenibilità ed efficientamento energetico nei processi produttivi. Nel frattempo, l’export tiene, seppure con un miglioramento nell’ordine di pochi punti percentuali. Un passo alla volta verso un futuro più solido per l’industria delle materie plastiche”. Tra le aziende protagoniste del convegno figurano nomi di primo piano come Lyondell Basell, Montello, Sabic, Sirmax, Total Energies, Trinseo e Versalis (ENI) che condividono le loro strategie e gli ultimi sviluppi nel campo della sostenibilità. Particolare interesse suscita la presenza di brand owner di rilievo, tra cui MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Lavazza Group, che illustra le proprie politiche volte a rendere più sostenibile l’uso della plastica nei prodotti di largo consumo.
Il contributo del mondo accademico e associativo Il convegno non è solo un momento di confronto tra aziende, ma anche un’importante occasione per il mondo accademico di fornire un contributo scientifico alle discussioni. Tra i relatori spicca Barbara Del Curto, docente di scienza e tecnologia dei materiali nei corsi di laurea in Design del Politecnico di Milano. Il suo intervento approfondisce il contesto normativo europeo e le linee guida per una progettazione sostenibile, con esempi di prodotti di design realizzati con materiali circolari, riciclati e biobased. Vengono inoltre analizzati il regolamento europeo sul packaging e le linee guida per il fine vita delle materie plastiche. Uno dei momenti più attesi del convegno è la tavola rotonda moderata dal professor Matteo Ingaramo, ricercatore presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Il dibattito si focalizza sulla progettazione sostenibile, sul ruolo del design nell’economia circolare e su innovazioni come Eco II Life, un polistirene espandibile derivato da rifiuti post-consumo. L’incontro offre spunti fondamentali per i progettisti e le aziende che desiderano integrare principi di sostenibilità nelle proprie strategie di sviluppo prodotto. Anche il mondo delle associazioni è protagonista del convegno. Organizzazioni come Amaplast, Assorimap, Biorepack, Corepla, EuPC, IPPR e Unionplast offrono una visione globale sull’evoluzione del settore, evidenziando le opportunità e le sfide imposte dalle nuove regolamentazioni e dai cambiamenti nelle preferenze dei consumatori.
Il ruolo dell’innovazione e delle nuove tecnologie
“Siamo orgogliosi di vedere GreenPlast 2025 consolidarsi come evento di riferimento per l’industria della plastica sostenibile. Questo traguardo è il risultato di un impegno incessante e della capacità di anticipare le necessità di un mercato in continua trasformazione”, ha dichiarato Mario Maggiani, AD di Promaplast, società organizzatrice di GreenPlast.
portanza nel panorama europeo per i professionisti della plastica e della gomma. L’evento si distingue per la sua dimensione internazionale, con una quota di espositori esteri superiore al 25% e delegazioni di buyer provenienti da Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Un’opportunità unica per le aziende che vogliono ampliare i propri contatti a livello globale e rimanere aggiornate sull’evoluzione del settore. La filiera della plastica e della gomma in Italia impiega oltre 130.000 addetti e genera un fatturato annuo superiore ai 30 miliardi di euro. Questo settore strategico sta affrontando una fase di profondo cambiamento, dettata dalla necessità di ridurre l’impatto ambientale e di conformarsi alle normative sempre più stringenti in tema di economia circolare e riduzione delle emissioni di CO2. In questo contesto, GreenPlast 2025 rappresenta un momento di confronto essenziale per definire il futuro del comparto e individuare le soluzioni più efficaci per coniugare crescita economica e sostenibilità. L’evento offre anche uno spazio esclusivo per gli espositori denominato Tech Talk, dedicato a interventi autonomi di circa mezzora. Quest’area, di 160 mq, è dotata di una platea da 60 posti, un tavolo per i relatori e un podio, offrendo un’ulteriore occasione di visibilità per l’innovazione tecnologica, elemento chiave del settore.
La sostenibilità delle materie plastiche non può prescindere dall’innovazione tecnologica. Durante il convegno vengono presentate alcune delle più recenti tecnologie per il riciclo e la trasformazione. Dalle nuove tecniche di riciclo chimico che permettono di ottenere polimeri rigenerati di alta qualità, alle innovazioni nel riciclo meccanico che migliorano l’efficienza e la purezza dei materiali riciclati, il programma offre un’ampia panoramica sulle soluzioni tecnologiche più avanzate disponibili oggi sul mercato. Vengono inoltre analizzate le nuove tendenze nel design dei prodotti in plastica, con focus sulla riduzione dell’impatto ambientale attraverso strategie come il lightweighting (alleggerimento dei prodotti per ridurre il consumo di materia prima), la sostituzione con materiali biobased e l’adozione di principi di progettazione per il riciclo (Design for Recycling).
Un evento di richiamo internazionale GreenPlast 2025 si conferma un appuntamento di primaria imn. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
Il convegno, intitolato “Shaping a Sustainable Future for Plastics”, vede la partecipazione dei principali attori della sostenibilità delle materie plastiche.
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RUBRICHE & VARIE NEWS Verso Plast 2026
Iscrizioni aperte, agevolazioni fino a luglio Dopo il successo dell’edizione 2023, la fiera Plast tornerà nel 2026, dal 9 al 12 giugno presso il quartiere fieristico di Fiera Milano a Rho (Milano). Per le aziende interessate a partecipare, le iscrizioni sono aperte usufruendo di interessanti agevolazioni economiche. In particolare, chi conferma la propria partecipazione entro il 15 giugno 2025 può beneficiare di uno sconto del 20% sul canone di iscrizione, oltre a eventuali ulteriori riduzioni previste dal regolamento generale della manifestazione. In seguito, fino al 31 luglio 2025 è possibile iscriversi usufruendo comunque di uno sconto del 10% sulle tariffe applicate. Dopo questa data, non saranno più disponibili riduzioni e le iscrizioni verranno accettate solo fino a esaurimento degli spazi espositivi. Plast 2026 si conferma un palcoscenico privilegiato per presentare innovazioni, macchinari all’avanguardia e soluzioni sostenibili che stanno ridefinendo il futuro dell’industria delle materie plastiche e della gomma. Il salone ospiterà espositori di ogni settore della filiera, dai produttori di materie prime ai costruttori di macchinari e attrezzature, fino ai trasformatori e i fornitori di soluzioni per il riciclo. L’edizione 2026 punterà con decisione su temi chiave come la transizione ecologica, l’innovazione nei materiali e l’automazione industriale. Con un programma ricco di convegni, workshop e dimostrazioni dal vivo, i partecipanti avranno la possibilità di scoprire le ultime tendenze e confrontarsi con i maggiori esperti del settore. Partecipare a Plast 2026 significa accedere a un mercato globale in continua evoluzione, con la possibilità di stringere partnership strategiche e intercettare nuove opportunità di crescita. L’evento rappresenta un’occasione unica per
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rafforzare la visibilità aziendale, incontrare clienti e fornitori, nonché scoprire le soluzioni più innovative per affrontare le sfide del futuro. Iscrivendosi al più presto, le aziende interessate possono assicurarsi le migliori condizioni economiche e garantire la propria presenza in un evento che promette di essere ancora una volta un successo per tutto il settore delle materie plastiche e della gomma. Con una superficie di 50.000 metri quadrati netti e 38.000 visitatori, la precedente edizione di Plast, tenutasi nel 2023, si era riconfermata come manifestazione di successo. L’evento aveva ospitato i suoi saloni satellite Rubber (filiera della gomma), 3D Plast (stampa 3D e affini), PlastMat (materiali innovativi) e una vasta gamma di soluzioni tecnologiche di ultima generazione. La presenza di 1.323 espositori, di cui il 47% provenienti dall’estero, aveva ribadito l’internazionalità della fiera, un dato risultato ancor più significativo considerando che molte filiali italiane di costruttori stranieri erano registrate come aziende italiane. I padiglioni avevano accolto visitatori provenienti da 109 Paesi, con una quota internazionale pari al 30%. L’Europa aveva rappresentato la fetta più consistente (64%), seguita da Asia (20%), Africa (7,58%), America (7,56%) e Oceania (0,75%). Un contributo rilevante all’internazionalizzazione dell’evento era stato dato dai circa 300 buyer coordinati da ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Fino al 15 giugno 2025 e fino al 31 luglio 2025 è ancora possibile usufruire di due periodi di “sconti” sulle quote di iscrizione a Plast 2026.
MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
A Mecspe oltre 60.000 visitatori
L’evento fieristico bolognese conferma i numeri La fiera per il manifatturiero Mecspe, tenutasi a BolognaFiere dal 5 al 7 marzo 2025, organizzata da Senaf e giunta alla sua 23a edizione, ha registrato 66.573 visitatori richiamati da oltre 2.100 aziende espositrici, distribuiti in 13 saloni tematici e più di 100.000 metri quadrati di superficie. L’edizione 2025 si è distinta per un forte focus sulla transizione ecologica e digitale, dando ampio spazio anche al tema delle competenze necessarie per il suo sviluppo. Grazie al Piano Transizione 5.0, che con 6,3 miliardi di euro di incentivi spinge l’adozione di tecnologie avanzate, Mecspe ha offerto uno spazio per discutere di temi quanto mai attuali come intelligenza artificiale, robotica collaborativa, digital twin e manifattura additiva, strumenti chiave per migliorare l’efficienza produttiva. Durante l’evento inaugurale, sono stati presentati i dati dell’Osservatorio Mecspe sull’industria relativi al terzo quadrimestre 2024 con previsioni sul 2025, offrendo uno sguardo aggiornato sullo stato di salute delle imprese del settore, approfondendo temi come nuove tecnologie, sostenibilità e formazione. Gli incentivi del Piano Transizione 5.0, approvato lo scorso anno dal MIMIT, si confermano un fattore chiave per l’innovazione e la competitività delle oltre 526.000 aziende attive del manifatturiero. Proprio grazie alle risorse messe a disposizione del PNNR, 7 imprenditori su 10 affermano di aver effettuato investimenti che da soli non sarebbero stati in grado di affrontare o che avrebbero sviluppato in misura ridotta. La crescita deve quindi continuare grazie alle nuove misure 5.0 che affiancano alla transizione digitale quella energetica, per una trasformazione del comparto in una direzione sempre più sostenibile ed efficiente. Mecspe 2025 ha proposto un ricco programma di iniziative
speciali, pensate per offrire ai visitatori un’esperienza immersiva e altamente formativa sulle principali innovazioni del settore, come, per esempio, l’unità dimostrativa Piazza TMP – Dal granulo al prodotto finito, area dedicata al settore delle materie plastiche, che ha mostrato l’intero processo produttivo, dal granulo al prodotto finito, attraverso macchinari di ultima generazione e dimostrazioni dal vivo e la linea di produzione elettronica, progetto dimostrativo di Elettronica Italia, che ha evidenziato i processi avanzati di assemblaggio elettronico, dalla progettazione alla realizzazione di circuiti stampati, con focus su efficienza e innovazione tecnologica. Altri eventi significativi soprattutto in termini di innovazione e nuove tecnologie sono stati la Start Up Factory, area dedicata alle giovani imprese innovative, che hanno presentato soluzioni all’avanguardia per il settore manifatturiero, favorendo l’incontro con aziende consolidate e investitori interessati a nuove tecnologie e modelli di business, e il Forum di Intelligenza Artificiale, momento di confronto e approfondimento sulle applicazioni dell’IA nell’industria manifatturiera, con interventi di esperti e casi studio sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per migliorare la produttività e l’automazione industriale. Inoltre, grazie alla collaborazione di ICE Agenzia, la manifestazione ha accolto delegazioni di buyer da Algeria, Bosnia, Croazia, India, Messico, Polonia, Repubblica Ceca, Marocco, Turchia, Ungheria e Uzbekistan. Questa iniziativa ha creato nuove opportunità di business per gli espositori, permettendo di ampliare il proprio network attraverso un programma di matching, incontri d’affari one-to-one e attività di networking internazionale.
La 24a edizione di Mecspe si svolgerà a BolognaFiere dal 4 al 6 marzo 2026. n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
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RUBRICHE & VARIE NEWS JEC World 2025
Compositi da record
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La 60a edizione di JEC World svoltasi a Parigi dal 4 al 6 marzo scorsi ha registrato 45.000 visitatori da 94 Paesi – di cui il 29% dalla Francia – e la presenza di 27 padiglioni regionali e nazionali. Più di 1.350 espositori hanno presentato le loro innovazioni, accompagnati da una crescita significativa delle opportunità di business nell’ambito del programma JEC Business Meetings. Durante i tre giorni di mostra, autorità pubbliche, operatori
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La qualità è misurata
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industriali di primo piano ed esperti di settore hanno reso JEC World un vero “think tank” dell’industria dei compositi, con i principi dell’economia circolare al centro dell’attenzione. In particolare, il 4 marzo ha segnato il lancio della European Composites Circular Alliance, con il supporto della Commissione Europea. Con oltre 600 nuovi prodotti e innovazioni presentati durante questa edizione, JEC World si conferma il punto di riferimento per introdurre le ultime novità sul mercato globale dei compositi. I JEC Composites Innovation Awards hanno premiato 11 progetti, testimoniando l’impegno dell’industria nel proporre soluzioni innovative per tutti i settori di applicazione dei compositi. Per la sua 8ª edizione, il concorso JEC Composites Startup Booster ha premiato tre aziende provenienti da Paesi Bassi, Spagna e Stati Uniti per il loro potenziale di mercato. La Live Demo Zone, dedicata ai processi automatizzati e robotizzati – comprese le tecnologie di produzione additiva su larga scala – unita alla presenza di oltre 100 macchine esposte negli stand, è stata una delle aree più visibili e visitate della fiera. JEC World 2025 è stato un punto d’incontro dove l’innovazione era onnipresente e il futuro dei compositi prendeva forma. Il 59% dello spazio espositivo è già stato prenotato per la prossima edizione, che si terrà dal 10 al 12 marzo 2026.
DGTS
quelli che i problemi di test
li risolvono loro DGTS Srl, nell’intento di soddisfare sempre al meglio le esigenze dei suoi clienti, è in grado di offrire un supporto tecnico competente e completo tramite i suoi servizi:
a.
Vendita e Installazione di apparecchiature e strumenti per il Laboratorio Controllo Qualità e Ricerca e Sviluppo per la determinazione delle caratteristiche fisico meccaniche delle materie prime e dei prodotti finiti Corsi di Formazione ed Aggiornamento del personale sull’utilizzo degli strumenti e dei relativi software ed accessori Presentazione degli strumenti anche presso la sede del cliente, con la possibilità di eseguire prove dimostrative su campioni forniti dal cliente stesso Assistenza Tecnica post-vendita Servizio di Taratura e Calibrazione Servizio di Manutenzione Servizio di Riparazione
DGTS SrL ISO 9001 : 2015 FM 518764
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Corso Milano, 14 20837 Veduggio (MB) Italy TEL. +39 0362.910763 FAX +39 0362.911255 E-MAIL : info@dgts.it www.dgts.it
1928...
CAMPANA
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Un Lungo cammino insieme
MACPLAS | Maggio/Giugno 2025 - n. 406
Ottava edizione
Anche nel 2025 la PVC Academy Con un’esperienza di sette anni, anche nel 2025 è partita la PVC Academy, appuntamento formativo divulgativo organizzato da PVC Forum Italia e VinylPlus con lo scopo di approfondire le principali e attuali tematiche che riguardano il PVC e le sue applicazioni. Un ciclo di incontri dedicati in primis alle aziende associate, come importante momento di condivisione e confronto, ma anche ad altre realtà coinvolte nello stesso settore, quali progettisti, tecnici, esperti e stampa specialistica. Il programma dell’ottava edizione prevede sei incontri in modalità webinar, il mercoledì dalle 10 alle 12, con partecipazione gratuita previa registrazione e sessione finale di Q&A per interagire con i relatori che di volta in volta si succederanno. Molte le tematiche che animeranno gli incontri: normativa di riferimento, tecnologia e innovazione, mercato, sostenibilità e riciclo per citarne le principali. Il primo incontro si è svolto su Regolamento Reach, aggiornamenti e futuri adempimenti e nuovo testo CLP, a cura di G. Tamborini e R. Napolitano (Centro Reach), il 19 febbraio, poi è stata la volta di tecnologie innovative, riciclo e applicazioni, a cura di F. Tarantino (Ineos Inovyn) e C. Micheletti (Mopi), il 26 marzo, e di gestione dei rifiuti nella cantieristica, revisione CPR, a cura di P. Ficco (Reteambiente) e M. De Gregorio (UNI), il 21 maggio. I prossimi appuntamenti sono in programma il 25 giugno su dati mercato in Italia, a
cura di P. Arcelli e D. Benvenuti (Plastic Consult), il 1° ottobre sul PVC inteso come materiale non problematico e sulla comunicazione come strumento per la crescita del settore, con un aggiornamento su CAM edilizia, a cura di A. Lupo e G. Sala (Zelian) e di Marco Piana (PVC Forum Italia), e il 12 novembre su selezionare per riciclare, le metodologie NIR e X-ray, a cura di A. Boscolo (Phoenix).
Quella del 2025 è l’ottava edizione di PVC Academy, che prevede sei incontri in modalità online.
GRAFE Italia S.r.L. | Socio Unico Via Monte Grappa 33 | 36050 Quinto Vicentino (VI) | fon: +39 3486482−180 | e-mail: italia@grafe.com
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CORSI OPERATIONAL EXCELLENCE Cesap e MIP - Graduate School of Business (la prestigiosa School of Management del Politecnico di Milano) hanno siglato un accordo strategico per l’erogazione, presso il Plastics Smart Hub 4.0 di Monza, di corsi teorici e pratici sulle principali metodologie dell’Operational Excellence, con specifico focus sulle tecnologie e sulle tematiche del mondo di plastica e gomma. World Class Manufacturing Design of Experiments (DOE) 8 maggio 2025 I principali strumenti di problem solving 16 maggio 2025 Il product costing e la contabilità industriale 19-26 maggio e 3-9 giugno 2025 (h 09-13) FMEA (Failure Mode and Effect Analysis) 5 giugno 2025 La programmazione della produzione 20-27 giugno e 4-11 luglio 2025 (h 09-13) Il processo di acquisto e il benchmarking dei fornitori 8-15-22-29 settembre 2025 (h 09-13) Lean Six Sigma (Yellow Belt, Green Belt e Black Belt) Cesap ha ottenuto il riconoscimento “Accredited Training Organization” (ATO, ovvero organizzazione accreditata per la formazione), per l’erogazione di corsi di formazione volti alla certificazione Lean Six Sigma, da parte dell’International Association For Six Sigma Certification (IASSC), il più importante organismo mondiale di parte terza (totalmente indipendente) nel campo di formazione e certificazione competenze sulle metodologie Lean Six Sigma. Lean Six Sigma - Yellow Belt Lean Six Sigma - Green Belt Lean Six Sigma - Black Belt I primi appuntamenti con la sessione formativa Lean Six Sigma si terranno il 15 maggio 2025. Per maggiori informazioni vi invitiamo a contattare la segreteria Cesap.
CORSI CESAP SEGNALIAMO DI SEGUITO GLI APPUNTAMENTI FORMATIVI EROGATI DA CESAP, IN AULA E VIA WEBINAR, CHE SI SVOLGERANNO NEI PROSSIMI MESI Materiali
Attrezzature - Progettazione
Corso base sui polimeri 28 maggio 2025 Corso approfondito sui polimeri 28-29 maggio 2025 La colorazione dei polimeri 9 giugno 2025
Stampi per iniezione - Corso base 19-20 giugno 2025 Prove fisico-meccaniche e analisi identificative: elementi indispensabili per la caratterizzazione dei materiali plastici 2 luglio 2025 Testing e regulatory Materiali a contatto con gli alimenti (MOCA) 16-17 luglio 2025 (h 09-13)
Stampaggio termoplastici Stampaggio a iniezione - Corso base 22-23 maggio 2025 Stampaggio a iniezione - Corso approfondito 27-28-29 maggio 2025 Stampaggio a iniezione - Simulazione CAE 8-9 luglio 2025 (h 09-13)
Altre tecnologie Estrusione di materiali polimerici: analisi e simulazione software 6 giugno 2025 (h 09-17) Estrusione di materiali polimerici: processo e analisi delle criticità 9-10 giugno 2025 Termoformatura: processo e analisi delle criticità 23 giugno (h 09-17)
Sostenibilità e assicurazione qualità Materie plastiche riciclate: come impiegarle correttamente 12 maggio 2025 Difetti di stampaggio: come evitarli agendo sui parametri macchina 12 giugno 2025 Riciclo e recupero di rifiuti in plastica e sottoprodotti di materie plastiche 25 giugno 2025
NOTA: Il calendario corsi potrebbe subire variazioni e/o essere ampliato. Vi invitiamo a visitare il sito web Cesap alle sezioni “Materiali e Tecnologie”, “Operational Excellence” ed “Energy Excellence” per tutti gli aggiornamenti sulla programmazione, e per i webinar gratuiti.
CESAP c/o IIP (ISTITUTO ITALIANO DEI PLASTICI) Via Velleia, 4 - 20900 Monza (MB) Tel.: +39 039 2045700 - Fax: +39 039 2045784 E-mail: info@cesap.com www.cesap.com - www.iip.it
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CORSI SBS SBS-Scuola Beni Strumentali organizza corsi di formazione su misura per le aziende costruttrici di macchine e impianti per materie plastiche e gomma (e della meccanica strumentale più in generale). Qui di seguito i prossimi appuntamenti, online ed in presenza (presso le sedi SBS di Modena e Milano) TECNICA E NORMATIVA Manuale d’uso e manutenzione: progettazione Dal 17 al 24 giugno (16 ore Online) Nuovo Regolamento Macchine 19 e 20 giugno (9.00-18.00) a Milano Progettare macchine conformi alla norma CEI EN 60204 - Progettazione base 18 e 19 settembre (9.00-13.00) Online Progettare macchine conformi alla norma CEI EN 60204 - Progettazione avanzata e prove pratiche 25 settembre (9.00-18.00) Modena La progettazione e la costruzione dei ripari fissi e mobili 28 ottobre 2025 (9.00-13.00) Online
SUPPLY CHAIN Pianificare il flusso degli acquisti con un efficiente piano di montaggio 1 e 8 luglio (9:00-13:00) Online
AMMINISTRAZIONE E FINANZA Finance for non financial manager dal 16 al 27 giugno (16 ore) Online Gli adeguati assetti nel sistema contabile: come impostare e controllare il budget delle vendite per arrivare al cash flow 25 e 26 settembre (9.00-13.00) Online Power BI e DAX per l’amministrazione e il finance dal 9 al 17 ottobre (16 ore) Online Il rendiconto finanziario 28 ottobre (9.30-17.30) a Modena e 30 ottobre (9.00-13.00) Online
AMBIENTE E SOSTENIBILITÀ Il calcolo dell’impronta carbonica nel percorso verso la neutralità 9 luglio (9:00-13:00) Online
Il rating di sostenibilità: strumenti e strategia 25 settembre (9.30-12.30) Online
COMMERCIALE E MARKETING Difficult price increase conversation 19 giugno (9:00-13:00) Online Social media policy: valore al tuo brand, senza boomerang 26 giugno (10.00-12.00) Online Dal dizionario tecnico alla comunicazione b2b: semplificare concetti senza perdere valore 3 e 8 luglio (10.00-12.00) Online Value based selling 18 settembre (14.00-17.00) Online Ingredienti principali della vendita: intelligence e comunicazione 3 ottobre (9.00-18.00) a Modena, 10 e 17 ottobre (9.00-13.00) Online Creatività applicata: tecniche innovative per campagne b2b d’impatto 9 e 14 ottobre (10.00-12.00) Online Closing sales 14 ottobre (14.00-17.00) Online Intervista negoziale e tecniche di comunicazione 24 ottobre (9.00-18.00) a Modena, 31 ottobre e 7 novembre Online
Il venditore mascherato 14 e 16 ottobre (9.00-13.00) Online e 22 ottobre (9.00-18.00) a Modena
EXPORT, FISCO, DOGANE E CONTRATTI Vendita e fornitura di impianti e macchinari all’estero 2 e 3 luglio (9.00-13.00) Online Le condizioni generali nella vendita internazionale 23 settembre (9.30-12.30) Online Export Lab 2 e 13 ottobre (9:00-13:00) Online e 6 ottobre (9:00-18:00) a Milano
HR & SOFT SKILLS La busta paga Dal 12 settembre (24 ore) Online Public speaking: come coinvolgere l’ascoltatore 16, 23, 29 settembre (9.30-12.00) Online Da tecnico a responsabile: percorso di carriera dal 23 ottobre al 27 novembre (24 ore Online)
FOCUS PACKAGING MOCA USA 29 e 30 settembre (14.00-18.00) Online MOCA Asia: Giappone, Corea del Sud e Cina 7 ottobre (9.00-13.00) Online
OPERATIONS Value Stream Mapping 18 e 19 giugno (9:00-13:00) Online PMO - Project management office 25 e 26 giugno (9.30-17.30) a Modena Data Analytics per l’ottimizzazione dei processi produttivi 2, 3, 9 luglio (9.00-13.00) Online
NOTA: Il calendario delle attività è in costante aggiornamento sul sito: www.scuolabenistrumentali.it
PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: formazione@scuolabenistrumentali.it - www.scuolabenistrumentali.it n. 406 - Maggio/Giugno 2025 | MACPLAS
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IN QUESTO NUMERO SI PARLA DI:
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In cooperation with
#newlifetoplastic 27-30 MAY 2025 MILANO
LO SAPEVI CHE UNA VASCHETTA PER IL GELATO PUÒ ESSERE SIA RICICLABILE CHE COMPOSTABILE? Si tende sempre di più all’utilizzo di materie prime biodegradabili e compostabili ottenute da fibre naturali per la produzione di contenitori per alimenti.Questa grande opportunità, unita alle elevate possibilità di riciclo totale dei polimeri più utilizzati, conferisce alla trasformazione delle materie plastiche la leadership nella produzione a basso impatto ambientale di contenitori per uso alimentare e medicale.
eKW HP, la nuova serie di macchine BMB, una perfetta sinergia di velocità e precisione.
ULTRA HIGH INJECTION SPEED. In un mondo che ha sempre più bisogno di conservare e trasportare grandi quantità di cibo e medicinali ovunque, BMB ha creato la macchina ad alta produttività per eccellenza. La natura ibrida della serie HP ne favorisce i consumi ridotti grazie agli azionamenti elettrici con motori diretti e contemporaneamente offre iniezioni molto potenti, controllate da servovalvola sotto accumulatore. Pressioni specifiche di 2500 kg/cm2 e velocità di iniezione di oltre 1500 mm/s sono la garanzia di alta produttività e grande qualità per i contenitori a parete sottile, talvolta profondi e difficili da iniettare, come i contenitori per uso alimentare o del settore medicale.
www.bmb-spa.com