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APRILE 2013

www.vistaplusottica.it

ANNO X - Numero 04 - APRILE 2013

Editoriale Cari lettori, mi fa piacere aprire questo spazio anticipandovi alcune notizie, i cui dettagli troverete nelle pagine interne, che riqualificano e rendono più vivibile il nostro territorio. Sono iniziati i lavori per utilizzare gli spazi esterni de “La tela di Penelope” come parcheggio pubblico. Di certo ne trarrà beneficio la viabilità non solo della cruciale arteria stradale della città, Via Napoli, ma anche quella delle strade adiacenti. Sempre in relazione alla viabilità e alla sicurezza stradale, altra iniziativa degna di lode è quella dell’installazione di dissuasori di velocità e di bande sonore. Grazie ad esse le nostre strade diverranno più sicure e invoglieranno anche coloro che amano guidare in maniera spericolata ad osservare i limiti di velocità previsti per i centri abitati, con un conseguente miglioramento della tutela dell’incolumità fisica di motorizzati e pedoni. In relazione alla cura e al rispetto per l’ambiente, poi, è da segnalare l’installazione di mini isole ecologiche intelligenti, che faciliteranno i cittadini nel conferire varie tipologie di rifiuti senza necessariamente recarsi presso l’isola ecologica di Via Cardarelli e il posizionamento, presso i condomini più popolati, di contenitori per la raccolta di oli esausti. Da poco si è celebrata la giornata della Terra, il nostro inestimabile pianeta va tutelato e conservato nel migliore dei modi possibili alle generazioni future e noi tutti, con il nostro piccolo apporto, possiamo contribuire a farlo. Infine, vorrei invitare la cittadinanza a farsi promotrice della difesa del nostro territorio segnalando qualsiasi azione che possa danneggiarlo, noi dell’A20 ci impegniamo a farci portavoce verso le autorità preposte. Buona lettura, Ciro Mainini

“Respiriamo l’aria e viviamo aspettando primavera” servizio a pag. 5


APRILE 2013

in...f ede ASCENSIONE DEL SIGNORE Ascensione evento narrato nel Nuovo Testamento e per meglio inteso come ultimo episodio della vita terrena di Gesù, ossia quaranta giorni dopo la sua morte e resurrezione, è asceso al cielo. Questa ricorrenza, insieme alla Pasqua e la Pentecoste, rappresenta una delle solennità più importanti che vengono celebrate nel calendario ecclesiastico. L’intento dell’Ascensione però non è quello di descrivere il reale ritorno al Padre, ma di far conoscere alcuni tratti dell’ultima manifestazione di Gesù, una manifestazione di “congedo”, necessaria perché Egli deve ritornare al Padre per completare tutta la Redenzione: “Se non vado non verrà a voi il Consolatore, se invece vado ve lo manderò” (Giov. 16, 5-7). Il catechismo della Chiesa Cattolica dà all’Ascensione questa definizione: “Dopo quaranta giorni da quando si era mostrato agli Apostoli sotto i tratti di un’umanità ordinaria, che velavano la sua gloria di Risorto, Cristo sale al cielo e siede alla destra del Padre. Egli è il Signore, che regna ormai con la sua umanità nella gloria eterna di Figlio di Dio e intercede incessantemente in nostro favore presso il Padre. Ci manda il suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto. Negli Atti l’Ascensione è vista come il punto di partenza dell’espansione missionaria della Chiesa (questa è pure la prospettiva degli altri due sinottici: Mt 28 e Mc 16). Gesù è presente in mezzo ai “suoi” principalmente in forma ecclesiale; da questa presenza del Signore scaturisce

NOTIZIE UTILI

di Luigi Del Prete

la responsabilità e la missione dell’ evangelizzazione. Tutto ciò si realizza ed è per così dire «ritualizzato» nella celebrazione eucaristica. L’assemblea che si riunisce per l’azione liturgica è già una testimonianza e un annuncio del Signore Gesù; egli è presente con la Parola e l’Eucaristia, realizzando la promessa: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo». Nella liturgia della Parola si adempie il comando di Gesù: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura». La Parola proclamata suscita, nel «Credo», la risposta di fede nel mistero di Cristo. E colui che presiede proclama a nome dell’assemblea la speranza comune di essere un giorno, per sempre, uniti nella gloria al Signore Gesù, vincitore del peccato e della

morte. La sua presenza in noi è pegno che parteciperemo come con lui e con lui alla vita presso il Padre; anzi, la realtà sacramentale già ce lo fa pregustare oggi. Una assemblea liturgica che celebra con sincera adesione questi aspetti del mistero, diventa testimonianza viva dell’azione di Cristo nella sua Chiesa e dell’umanità nuova da lui inaugurata con la sua «ascensione» presso il Padre. L’Ascensione di Gesù al Cielo, è dunque la grandiosa conclusione della permanenza visibile di Dio fra gli uomini, preludio della Pentecoste, inizia la storia della Chiesa e apre la diffusione del cristianesimo nel mondo.

IMPOSTORI IN AZIONE

Qualche impostore gira per Arzano chiedendo danaro per il rifacimento della facciata Parrocchiale della SS. Annunziata. Padre Raffaele D’Onofrio non manda nessuno in giro a chiedere soldi, NON DATE SOLDI A NESSUNO. I cittadini che vogliono contribuire per il ripristino della facciata, lo possono fare donando direttamente al Parroco, o tramite offerta personale donandola in sagrestia oppure attraverso bollettino postale già intestato (da ritirare in parrocchia).

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Vi dà appuntamento al 25 maggio 2013

Periodico dell’Associazione Pro Loco di Arzano Direzione - Redazione e Amministrazione Via Isonzo, 3 - Arano (NA) Tel. 0815737125 - 3460683482 Registrazione Tribunale di Napoli n° 43 del 07/04/2004 www.prolocoarzano.it • e-mail: aventi@hotmail.it Direttore Editoriale: Ciro Mainini Direttore Responsabile: Bianca Desideri Redazione: Milena Mallardo - Angela Maria Marfella Tiziana Barone Redattore Capo: Gabriella Botticelli Collaboratori: Valeria Barone - Giuseppe Inniciello Davide Mainini - Adele Esposito Marco Mainini - Angela Vastarella Gilda Piscopo Vignettista: Massimiliano Di Giacomo Stampa e Grafica: Printing House srls Via Capri, 2 - Casoria (Na)

Laboratorio Diagnostici

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Direttore Sanitario: Dott. Antonio Bianco Settore di Microbiologica Dott. Luigi Bianco

Biochimica clinica Ematologia Radioimmunologia Microbiologia Tossicologia Medicina del lavoro Si effettuano visite:

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APRILE 2013

Salvatore di Sarno neo Assessore del Comune di Arzano Questo mese abbiamo incontrato il neo assessore del Consiglio Comunale Salvatore di Sarno a cui sono state assegnate le deleghe Formazione e Lavoro – Sport – Edilizia Sportiva – Personale e Cultura. Ispettore delle Fiamme Gialle, già Consigliere Comunale nel Comune di Somma Vesuviana ha ricevuto le deleghe nel mese di marzo 2013. In riferimento all’Assessorato all’Edilizia Sportiva, cosa intende fare per l’annosa situazione dello Stadio Sabatino De Rosa? Adesso per me è l’inizio, sono tante le problematiche e non ho intenzione di fare brutte figure, quindi ho cercato di spulciare le carte che sono tantissime e documentarmi con i colleghi e posso dire che siamo a buon punto perché la progettualità è al Genio Civile che ci darà o meno il benestare alla prosecuzione dei lavori. Nel momento in cui ci sarà dato parere favorevole, siamo pronti per il prosieguo dei lavori. Nell’attesa siamo consapevoli che i tifosi della squadra locale e gli sportivi stanno subendo disagi, il problema deriva dal passato, e posso affermare che l’amministrazione Comunale da parte sua sta garantendo il massimo impegno. Pochi giorni fa nello stadio ci sono stati un tentato furto di rame e atti vandalici, cosa intende fare per la sicurezza? Per quanto riguarda il cantiere c’è una ditta che ci lavora e che dovrebbe garantirne la sicurezza,

comunque farò le opportune verifiche. Nello stadio inoltre non sono previsti posti accessibili alle persone diversamente abili, cosa si può fare per abbattere le barriere architettoniche? Questa è la prima cosa che sarà fatta, abbatteremo le barriere architettoniche all’interno dello stadio, è un argomento che sta a cuore a tutti. Anche nella nostra sede esiste questa problematica, il Comune ha una sede distaccata, e dovremmo arrivare anche ad una razionalizzazione degli uffici e a creare meno disservizi all’utente, diversamente ho notato che negli uffici comunali sono presenti gli

Sistemazione stradale di via M. F. Pagano Sono iniziati dal 16 aprile 2013 i lavori di sistemazione stradale di via M. F. Pagano , tratto di strada con inizio dalla via Napoli. Per l’esecuzione in sicurezza dei lavori, Il Sindaco ha emesso un’ordinanza sindacale l’8 aprile scorso per chiudere al traffico la zona. Si prevede che i lavori possano essere portati a termine nell’arco di tre mesi.

di Angela Vastarella

ascensori, quindi partiamo almeno da questi. In questo difficile momento storico, con un elevato tasso di disoccupazione giovanile, quali iniziative si potrebbero proporre per i giovani neodiplomati e neolaureati? Ad esempio si potrebbe proporre attività di stage, anche solo per far fare esperienza o ottenere crediti formativi nelle strutture pubbliche? Questa è una cosa interessante,vorrei fare approfondimenti sulla normativa e poi aggiornare i cittadini. La cultura, la conoscenza, il relazionarsi con l’utente, io penso siano fondamentali. Qui c’è una problematica con gli uffici, il personale è insufficiente e di conseguenza ci avvaliamo di LSU, però stiamo facendo un bel lavoro. Stiamo riorganizzando la pianta organica, per esempio se c’è carenza nell’ufficio x, faremo un bando di concorso proprio per acquisire personale competente in quel settore, piuttosto che prendere un Dirigente dall’esterno, se c’è la possibilità assumeremo personale. La volontà da parte mia è proprio quella di abbattere tutte le barriere, architettoniche, psicologiche, perché la Casa Comunale non è la Casa dei Consiglieri Comunali e della Giunta, la Casa Comunale è la Casa degli Arzanesi, se non partiamo da questo presupposto non andiamo da nessuna parte, questo è il fulcro principale del mio modo di essere.


Attualità

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Virtus ipsa premium….. e non solo Virtus ipsa praemium affermava Cicerone, la virtù cioè è premio a sé stessa, ha la sua ricompensa in sé stessa. Come dire che qualsiasi atto buono o scelta etica e morale ispirata dalla virtù, trova in essa la sua ricompensa e quindi il bene va fatto perché fare il bene fa bene. La storia che ci accingiamo a raccontare è la prova evidente che il bene fa bene a chi lo fa ed a chi lo riceve perché l’azione del protagonista non solo ha avuto la ricompensa in sé stessa, ma ha generato ripercussioni e conseguenze tali da provocare un cambiamento clamoroso ed inaspettato di condizione di vita. Si tratta di una vicenda, di una storia reale, accaduta in America nel mese di febbraio che, per la sua singolarità ed il suo finale, sembra una favola con un incredibile lieto fine. La storia di questi nostri giorni è appesantita dalla tristezza, la gioia e l’ottimismo sono scomparsi ovunque, i volti di uomini e donne che si incontrano non sorridono più perché sentono l’incertezza del domani e l’instabilità anche di quelle realtà del proprio quotidiano che fino ad oggi avevano tutte le caratteristiche della sicurezza. I nostri occhi sono poi troppo abituati a leggere e le nostre orecchie troppo abituate a sentire quotidianamente vicende brutte, se non raccapriccianti. Protagonista di questa storia, che ha dell’incredibile, è Billy Ray Harris, 55 anni, un clochard statunitense di Kansas City, uno dei tanti che popolano le strade di una delle tante città dell’America, abituati ad avere per casa la strada, per tetto il cielo, a vivere di elemosina, a mangiare come, dove, quando e ciò che capita, a dormire coperti da cartoni, all’ombra di una chiesa o sotto i ponti o sul gradino di una boutique di lusso in cui spendono e spandono senza problemi persone con conti correnti a nove zeri o sotto una stazione ferroviaria al riparo dalle intemperie. E’ uno dei

tanti giorni tutti uguali per i clochards, quello in cui il nostro protagonista tende la mano per chiedere l’elemosina e cercare di raggranellare qualcosa a fine giornata. La mano pietosa di una donna si stende verso Billy e fa cadere qualche moneta nel bicchiere teso. Ma, insieme con le monete, cade nel bicchiere, senza che la donna se ne accorga, un anello, non un oggetto da bijoutteria, ma un prezioso di notevole valore e lo sbalordito ed incredulo clochard se ne accorge. Che fare? Billy Harris pensa bene di rivolgersi, per la valutazione del prezzo dell’anello, ad un gioielliere che, non brillando per onestà, ne stima il valore in quattromila dollari che non sono comunque poca cosa. Si scoprirà dopo che il valore dell’anello, un gioiellino in platino ed oro bianco con vari diamanti incastonati, che era l’anello di fidanzamento della proprietaria, era di novemila e non di quattromila dollari. Billy è combattuto fra il desiderio di vendere il gioiello ed intascare un bel po’ di soldi o restituirlo alla legittima proprietaria. Hanno, però, la meglio l’onestà e la coscienza morale che la condizione di clochard non gli hanno rubato. Billy non vende il prezioso gioiello e decide di restituirlo all’incauta proprietaria.

Torna, quindi, nel posto in cui aveva ricevuto l’elemosina ed aspetta che lei ripassi. Tre giorni dopo, Sarah Darling, la giovane donna che aveva fatto l’elemosina al barbone, si ripresenta. Billy la ferma, le ricorda che ha perduto l’anello in suo possesso, lo sfila dal taschino in cui l’ha custodito per tutto il tempo e lo riconsegna all’incredula proprietaria, stupita dal gesto di singolare onestà di cui è protagonista un uomo che, per la sua condizione di vita, è l’emblema della povertà stessa. La donna non ricca, profondamente toccata dall’onestà dell’uomo, decide comunque di ricompensarlo per il nobile gesto e, d’accordo col marito, lancia una campagna sui social network per “salvare Billy Ray Harris” dalla strada. In migliaia si commuovono davanti alla storia, si prodigano in offerte in danaro e vengono così raccolti quasi 200 mila dollari per aiutare il clochard. Ma le vie della Provvidenza sono infinite e, con i soldi, arriva anche un’offerta di lavoro. Billy trova un impiego come facchino dei gruppi musicali, e inizia così a viaggiare per gli States in compagnia di musicisti noti e meno noti, collaborando con loro per l’allestimento dei palchi. A completamento ed a finale della bella storia, grazie all’enorme campagna mediatica creatasi attorno a lui, l’ex clochard ritrova anche la sua famiglia che lo credeva morto da oltre 15 anni. L’onestà dell’uomo non solo ha avuto il suo premio in sé stessa, ma ha largamente ricompensato, permettendo una svolta radicale della sua vita, un uomo che non si è lasciato abbagliare dal danaro. Essere onesti e continuare a credere ed a vivere l’onestà vale allora la pena perché essa paga sempre, a volte, come in questo caso, in misura sovrabbondante, col cambiamento di una condizione di vita nel quale nessuno avrebbe creduto.


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Attualità

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Taci o dì qualcosa migliore del silenzio (Salvator Rosa) L’attuale società, in cui ogni evento diventa oggetto di dibattito, confronto e polemiche, in cui l’essere umano è circondato da televisione, radio, computer, tablet, ha creato un uomo incapace di stare in silenzio. Dal momento in cui suona la sveglia la mattina a quello in cui ci si infila sotto le coperte, la nostra mente è bombardata da suoni, rumori e messaggi, talvolta utili altre volte meno. Spesso infatti nelle nostre giornate non c’è un attimo di silenzio. Siamo sempre alle prese con qualcosa che ci distrae da noi stessi. Colpa della società? Sicuramente si, ma non solo. Spesso la colpa è nostra, siamo noi stessi ad andare alla ricerca del rumore e dello stordimento perché il silenzio ci sembra strano, inquietante e ci spaventa. Stare in silenzio significa ascoltare i propri pensieri, la propria autocoscienza e questo non sempre è piacevole. Fare silenzio ci aiuta a riconoscere i nostri errori, a guardare in faccia situazioni da cui cerchiamo invano di sfuggire, a dare voce a ciò che invece ci ostiniamo a zittire. Il silenzio, così come la solitudine, ci spinge a scendere un po’ più in profondità nei luoghi oscuri del nostro animo fino a sentire cose che magari preferiremmo non sentire. Il silenzio ci porta a riflettere, a frenare la nostra impulsività, spesso deleteria. E quindi parliamo, accendiamo il televisore, alziamo il volume della radio, andiamo su facebook, lasciandoci avvolgere e stordire dall’apparente innocuità di questo modo di fare. Meglio frastornarsi che fare i conti con sé

stessi. E’ sempre nel silenzio che prendiamo le distanze dal mondo che circonda, dai luoghi comuni e dagli stereotipi. E’ nel silenzio che noi riusciamo a trascendere ogni forma di linguaggio stereotipato. In esso entriamo nella dimensione del meta-linguaggio, il quale ci aiuta a padroneggiare meglio la situazione per non scadere nei luoghi comuni e lasciarci condizionare dalla mentalità corrente. Il vero silenzio interiore, quindi, consiste nel porre tra parentesi concetti, immagini, e persino fonemi acquisiti sin dall’infanzia. Ci vuole sagacia, avvedutezza e coraggio perché la nostra mente è avida di contenuti e teme il vuoto. Anticamente andare nel deserto significava rientrare in se stessi per fronteggiare meglio le situazioni sociali. I monasteri di clausura usano ancora l’espressione “fare deserto” (Pier Angelo Pai).

Il mondo di oggi si comporta in modo totalmente opposto: politici che fanno a gara per parlare e non dire nulla, opinionisti inesperti che fanno salotto negli studi televisivi, giornalisti interessati più allo scoop che all’approfondimento. L’incapacità di stare in silenzio, tipica dei giorni nostri, va di pari passo con la nostra stessa incapacità di arginare i ritmi frenetici della vita quotidiana, tanto da non riuscire a riconoscere e assaporare i momenti di bellezza che ci accadono. Ne è una chiara prova la vicenda di cui è stato protagonista il famoso violinista, Joshua Bell, vincitore di due premi Grammy, il quale, accettando la proposta del Washington Post, che voleva capire se la gente è in grado di riconoscere un vero talento anche nel caso in cui quest’ultimo fosse anonimo, si è esibito nella metropolitana di Washington, con il suo prezioso Stradivarius del 1713. Il risultato è stato deludente, solo pochi passanti avevano speso un po’ del loro tempo per ascoltarlo mentre la maggior parte delle persone gli è passata davanti ignorandolo completamente. Cosa siamo diventati? Persone che non sanno più osservare, ascoltare e stare in silenzio? Forse ogni tanto dovremmo provare a spegnere tv, radio, computer, telefonino e tutto ciò che ci porta ad allontanarci da noi stessi, per poter guardare il mondo e le vicende della nostra vita secondo una nuova prospettiva.

Respiriamo l’aria… “Respiriamo l’aria e viviamo aspettando primavera”. Questo il verso di una canzone della popolare cantante, Marina Rei. Anche noi cittadini di Arzano respiriamo l’aria e aspettiamo la primavera (che tra l’altro pare sia arrivata) ma la domanda è “Che aria respiriamo aspettando la primavera?”. Vorremmo saperlo tutti! Ogni giorno sentiamo cattivi odori, inaliamo sostanze nocive, e sempre più aumentano le vittime di tumori e neoplasie. Nello scorso numero, l’A20 ha già affrontato questo tema, ma se ha deciso di riproporlo anche questo mese è perché l’argomento è di fondamentale importanza e il grado di malessere diffuso tra la cittadinanza è sempre più elevato. Tanti sono gli interrogativi che i cittadini di Arzano si pongono e a cui vorrebbero ricevere delle risposte. Se è vero, come è vero, che vengono effettuati controlli durante le ore diurne nelle varie aziende presenti sul territorio, cosa accade durante la notte? Quali sostanze le industrie rilasciano nell’aria? Cosa fanno le autorità preposte per tutelarci? Parafrasando un vecchio successo di Renzo Arbore: ma la notte, ma la notte, ma la notte no! L’A20 pertanto ha deciso di farsi portavoce di queste istanze e chiunque potrà inviare alla redazione segnalazioni, testimonianze, episodi e commenti riguardanti il proprio territorio.

di Tiziana Barone

di Tiziana Barone


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“LA CAVALCATA DEI MESI”, il nuovo libro di Giustino Aurta Sabato 20 aprile, la sala consiliare del Comune di Arzano, ha ospitato un’importante manifestazione: la presentazione del libro “La cavalcata dei mesi” del professore Giustino Aruta,, un viaggio nell’antica cultura di Arzano e dell’entroterra napoletano. Già nell’atrio del palazzo comunale, si respirava l’atmosfera magica di un’altra dimensione spaziale e temporale, e si avvertiva una serie di forti emozioni; infatti su decine di cavalletti erano esposte centinaia di fotografie di luoghi, pratiche, personaggi ed eventi di 60, 70 anni e più della nostra terra; inoltre facevano bella mostra di sé alcuni quadri del pittore arzanese Pasquale Del Prete. In sala, poi, mentre scorrevano le immagini di ieri del nostro paese, sedevano i protagonisti di questa bellissima manifestazione. Erano presenti oltre al prof. Aruta e alla prof.ssa Rachele Parisi, nella veste di moderatore, il Sindaco Giuseppe Antonio Fuschino, la poetessa Rosanna Bazzano, il professor Giuseppe Maglione, la vicepresidente Maria Argenzo, dell’Associazione “Agrippinus”, e l’attrice Maria Luisa Ambrosino. Il pomeriggio, iniziato con delle brevi letture tratte dal libro di Aruta, è stato vissuto in un crescendo di emozioni da parte dei protagonisti, così come degli astanti. Gli interventi dei relatori, la lettura e la recitazione di brani e filastrocche, e l’interpretazione dei canti, tutti tratti dal libro, hanno trasmesso quelle stesse passioni ed emozioni, che sicuramente sono state provate dall’autore nel corso dell’elaborazione del libro. Il sindaco con il suo intervento ha voluto offrire il giusto risalto a questa pubblicazione che celebra Arzano come un luogo di memorie da custodire e proteggere, in modo che nessuno dimentichi un passato che, seppure non glorioso, è pregno di valori forti e sani. Dopo l’appassionata e coinvolgente presentazione del libro da parte del prof. G. Maglione, ed un rapido susseguirsi di piccole memorie, racconti e recite appassionate, il complesso folkloristico “Paranza tammorrarzano”, come sincero omaggio al libro del professore, ha eseguito un brano popolare, dal titolo “La cantata dei 12 mesi” ; inoltre ha eseguito una

La scoliosi nelle scuole Firmato un protocollo d’intesa tra Comune, Croce Rossa e Circoli Didattici

Approvata, su proposta congiunta dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Mauro Annibale e di quello alle Politiche Sociali, Giuseppina Grasso, una delibera di Giunta Comunale con la quale la Croce Rossa Italiana, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, ha proposto al Comune di Arzano ed ai quattro circoli didattici del territorio, la stipula di un protocollo di intesa per lo svolgimento di attività di prevenzione e di ricerca scientifica che si propone di prevenire le alterazioni morfostrutturali della colonna vertebrale in età scolare. L’iniziativa denominata “Postura Corretta” avrà la durata di dieci mesi. Col protocollo d’intesa il Comune di Arzano ed i quattro circoli didattici del territorio affidano alla Croce Rossa Italiana, Comuni Napoli Nord, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli lo svolgimento di attività e ricerca scientifica con lo scopo di prevenire la patologia anzidetta. Il relativo protocollo è stato sottoscritto sulla Casa Comunale il 22 marzo scorso.

tarantella, sulle cui note si sono esibite due provette ballerine. Si è trattato, in definitiva, di un evento degno di essere ricordato, così come quelle feste di paese raccontate in maniera leggera e leggiadra dal prof. Aruta. Mentre si alternavano gli interventi dei relatori, le letture tratte dal libro ad opera dalla Bazzano, le filastrocche e le cantilene recitate e cantate dalla Ambrosino, sembrava di essere tornati nuovamente al tempo descritto nel libro. Il pubblico ha potuto godere, sabato, di un modo diverso di presentare un libro, ma ha anche provato emozioni sopite da tempo, perché l’atmosfera creata e le suggestioni suscitate dai protagonisti dell’evento sono state uniche. Si è potuto toccare con mano l’infinito amore nutrito da Aruta per il proprio paese. Alla fine della manifestazione l’autore ha fatto dono, a tutti i presenti in sala, di una copia del libro. RECENSIONE La Cavalcata dei Mesi è un libro scritto da Giustino Aruta. Esso prende spunto da una manifestazione che si svolgeva nei nostri territori il 6 gennaio di ogni anno. In esso, in dodici capitoli, quanti sono i mesi dell’anno, sono esposte, le attività principali, le tradizioni, le pratiche, i riti, i modi di vivere degli antichi abitanti di Arzano e di quelli del territorio a nord di Napoli. L’obiettivo èquello di far conoscere questo piccolo modo antico e di trasmetterlo ai giovani ed alle future generazioni di questo territorio, ma anche a coloro che non vi risiedono più e che di tanto in tanto avvertono nostalgia per la propria terra e ne conservano solo un ricordo sbiadito. Nel libro è dato ampio spazio alla descrizione della natura ed ai lavori agricoli. L’autore spiega ciò col fatto che, fino a pochi decenni fa,i due terzi di questi territori erano dominati dai campi e che la maggioranza degli abitanti era dedita all’agricoltura. Si riportano modi di dire particolari, espressioni gergali, filastrocche, frasi proverbiali che un tempo si pronunciavano regolarmente, per “ricreare” quel mondo antico riportandone anche le voci.

Edificio scolastico di Piazza dei Martiri Affidati i lavori di adeguamento statico e ripristino funzionale dell’edificio scolastico di piazza dei Martiri a una ditta del Comune di Sant’Antimo. I lavori sono stati aggiudicati alla ditta a seguito di gara esperita dalla Stazione Unica appaltante un paio di mesi fa orsono. Per memoria di chi legge il progetto definitivo era stato approvato nel mese di novembre del 2011, nel successivo mese di settembre del 2012 fu, invece, approvato quello definitivo esecutivo. L’onere della spesa grava sul bilancio comunale.

BORSE DI STUDIO

ANNO SCOLASTICO 2009/2010 Gli assegnatari dovranno recarsi nei giorni stabiliti, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, presso la tesoreria comunale (SO.GE.R.T. S.p.A.), sita in Via Luigi Rocco, 21, muniti di valido documento di riconoscimento


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Attualità

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Mondoscuola Un pò d’Italia in Belgio

Gli alunni del liceo “Giordano Bruno” di Arzano e della succursale di Grumo, meritevoli della borsa di studio per un viaggio di quattro giorni in Belgio, si sono immersi in un denso itinerario nella città di Bruxelles dall’8 all’11 di Aprile, sotto un mantello di nubi tipiche di questa nazione in cui il sole è parso essere visibile solamente alle vertiginosi quote dell’aereo che li ha condotti dalla città partenopea alla capitale belga di Bruxelles. Il Belgio è uno dei paesi fondatori dell’Unione europea, come l’Italia, e gode di una monarchia parlamentare e uno stato federale sotto l’attenta amministrazione del Capo di Stato Re Alberto II. Grazie anche ad una strategica posizione geografica possiede uno degli status più avanzati dell’economia europea. I ragazzi hanno soggiornato in un hotel alternando a momenti di svago numerose visite istruttive nelle cattedrali gotiche di Bruges, Gent e Bruxelles. Si ha avuta poi l’occasione di degustare i prodotti tipici culinari del posto quali morbide cialde calde, i wafels (gaufres, in francese), l’ampia gamma di dolci al cioccolato (il Belgio detiene il primato di più solida tradizione cioccolatiera al mondo assieme alle Svizzera) e le patatine fritte, per le quali la popolazione belga è fortemente orgogliosa. Dal palato passiamo al senso della vista che ha goduto nell’indagare l’arte fiamminga dei pittori del calibro di Jan van Eyck e Paul Rubens; la mente continuerà a vagheggiare soltanto nei sogni tali bellezze artistiche di cui il Belgio può vantare. Semplicemente ispiratrice è stata invece la visita al Parlamentarium, il centro visitatori

di Fioretto Giuseppe

del Parlamento europeo, e il Parlamento stesso dove gli studenti hanno potuto assistere ad un’egregia presentazione dell’operato del Parlamento, tenuta da un funzionario, nonchè nostro compatriota, Alfredo Alagna, che si è cimentato in un confronto diretto con la classe del “Giordano Bruno”, rispondendo alle curiosità in merito alle attività parlamentari. La permanenza in Belgio è risultata notevolmente fruttuosa per gli studenti del lieco linguistico e dello scientifico con seconda lingua che hanno avuto modo di dialogare con la guida in lingua francese, la quale affiancava il gruppo durante le visite, e con la varia etnia belga che consta di tre gruppi linguistici: fiammingo, francese e tedesco. Qualche difficoltà per chi invece non conosceva la lingua, ma lo spirito dello strenue gruppo formatosi in pochi giorni, ha permesso ai ragazzi di aiutarsi gli uni con gli altri saltando l’ostacolo della lingua straniera. Significante è stata anche la presenza dei due docenti accompagnatori che hanno saputo condurre il gruppo attraverso l’iter stabilito, con il freddo e la pioggia.

“Essere scelta per un viaggio a Bruxelles: qualcuno darebbe poca rilevanza ad un avvenimento del genere, ma per me, viaggiatrice più con la mente che col corpo, è stata un’opportunità da cogliere al volo! Pensavo sarebbe stato difficile riuscire a socializzare con tutti, addirittura memorizzare tutti i loro nomi si presentava un’ardua impresa, ma in poche ore eravamo già tutti insieme a ridere e scherzare. Come direbbe Steinbeck “Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”, e come dargli torto? Dopo un’esperienza del genere ti senti rinata, ricca di talmente tante emozioni da non essere nemmeno capace di identificarle, ma sai che provengono dall’esperienza che si è vissuta, un mix di luoghi visitati, paesaggi e quella buona e piacevole compagnia che dà sapore ad ogni piccola cosa. Persone che lavorano, salgono e scendono da un tram all’altro, non sentendo più il freddo ma solo i loro pensieri. Palazzi alti che ti fanno sentire piccolo piccolo. Non potrei non essere felice del gruppo e soprattutto della possibilità di aver vissuto una città e un’esperienza che di sicuro non si dimentica, perché tutti i viaggi sono vita”. Un viaggio formativo che ha cambiato e maturato l’intimo dei giovani. Il viaggio citava lo scrittore francese Guy de Maupassant è una specie di porta, per la quale si esce dalla realtà per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno, un sogno, si potrebbe aggiungere, che continuerà a nutrire le notti dei ragazzi per molto tempo ancora.

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Tela di Penelope - Iniziati i lavori per la realizzazione di un parcheggio Iniziati i lavori per la riqualificazione e la realizzazione di un parcheggio pubblico in una parte dell’area della Tela di Penelope sulla via Napoli. Un modo, forse un primo passo per rivitalizzare l’area mercatale dismessa e cercare di dare vivibilità e rendere in qualche modo utile un’area morta già da tempo, la cui riqualificazione va certamente riconsiderata e progettata in vista del possibile recupero di una struttura notevolmente estesa che ospitò, alcuni anni fa, un mercato comunale che, fra alti e bassi, ebbe comunque scarsa fortuna e vita molto breve. Andrebbe, ripensata e tradotta in scelte precise anche perché il protrarsi dello stato di abbandono in cui versa la medesima può alla lunga diventare pericoloso per gli effetti che ne potrebbero derivare nel tempo. Continuando, infatti, a lasciare la struttura nelle condizioni in cui si trova attualmente di grave degrado e di totale abbandono, diventa reale e sempre più concreto il rischio che l���area diventi col passare del tempo luogo e teatro di operazioni che nulla hanno di lecito e di pulito, negative e gravide di rischi per le conseguenze e le ripercussioni che da queste potrebbero

originarsi per i giovani che abitano il territorio di Arzano che potrebbero diventare potenziali soggetti a rischio devianza. Per scongiurare la possibilità che ciò si possa malauguratamente verificare, andrebbe programmato, elaborato e promosso ed attuato un progetto di recupero di edifici e di aree abbandonate nel paese da destinare magari a progetti di pubblica utilità o legati alla cultura. Necessiterebbe valorizzare il patrimonio edilizio in stato di abbandono, di disuso o di degrado che esiste anche in zone centrali della città, offrendo magari queste aree al mondo dell’associazionismo, dell’artigianato e delle arti, al mondo dei giovanili, per ottenere una sede, uno spazio in cui realizzare progetti e sviluppare la creatività tipica di quell’età. La realizzanda area di sosta e parcheggio, che avrà il suo ingresso da via Napoli ed un’uscita su via Colombo e risulta delimitata ed autonoma rispetto alla rete viaria, va vista come una prima iniziativa, un primo passo che può far da preludio ad un più generale progetto di recupero complessivo di un’area notevolmente estesa per la cui rinascita e rivitalizzazione, ripetiamo, non poche potrebbero essere le

MINI ISOLE INTELLIGENTI ECOLOGICHE AUTOMATICHE Sono in via di istallazione le “Mini isole intelligenti ecologiche automatiche” che non richiedono il presidio di operatori. Tre le isole intelligenti che saranno posizionate in Via Mazzini, Sette Re e Via Napoli.

idee ed i progetti di valenza sociale da mettere in campo. Intanto c’è da dire che la scelta della realizzazione di un parcheggio si è resa necessaria perché rispondente ad un’esigenza reale ed avvertita nella zona di via Napoli: la mancanza di un’area di sosta e di parcheggio, carenza cronica che caratterizza tutto il centro urbano e che contribuisce a peggiorare di non poco le condizioni del traffico veicolare e pedonale con grave danno e ripercussioni altrettanto gravi su una zona in cui il tasso di inquinamento ambientale è molto elevato. In considerazione del fatto che la via Napoli è ed è stata da sempre considerata la strada principale del territorio ed è un’arteria ad alta percorrenza e densità di traffico sia pedonale che veicolare, giunge opportuna la realizzazione di questo parcheggio nell’ex area mercatale dismessa perché permetterà di decongestionare alquanto il traffico della zona. Dal punto di vista strutturale, il parcheggio avrà una capienza complessiva di circa 50 posti auto. E’ stata anche prevista la predisposizione di una segnaletica orizzontale e dell’impianto di pubblica illuminazione. Il costo dei lavori è stato previsto in poco più di 72.000 euro.

Progetto “Condominio, Amico dell’Ambiente” Consegnati i contenitori per la raccolta di oli esausti

Consegnati il 17 aprile i contenitori per la raccolta di oli esausti agli amministratori di condominio in esecuzione del progetto denominato “Condominio, Amico dell’Ambiente”, rivolto ai dodici maggiori parchi residenziali cittadini. Il progetto prevede il posizionamento all’interno dei parchi predetti di un contenitore per la raccolta di oli esausti della capacità di lt. 115 in cui i condomini, in alternativa al conferimento presso l’isola ecologica, potranno versare gli oli esausti da frittura, evitandone così lo spargimento nelle fogne con i conseguenti danni da esso derivanti e collaborando al suo recupero e successivo riutilizzo

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Sport

APRILE 2013

U.S. ARZANESE Dopo tre risultati utili consecutivi, la nuova Arzanese di Giovanni Ferraro deve fare i conti con la prima e pesantissima sconfitta interna contro il Martina Franca. Con questa sconfitta, quando mancano tre giornate alla fine del campionato, la distanza dalla zona playout si riduce ad una sola lunghezza. Decisive saranno le trasferte contro Poggibonsi e Chieti. In mezzo, lo scontro diretto tra le mura amiche contro l’agguerrito Vigor Lamezia, vittorioso nel delicato derby contro l’Hinterreggio e in piena bagarre salvezza. Un vero peccato aver fallito un match point in casa contro i pugliesi, visto che sette giorni prima, nella trasferta di Teramo, si era vista la miglior Arzanese della stagione. Una prestazione matura, quella apprezzata in terra abruzzese, che aveva fatto ben sperare per la sfida contro il Martina. Ma un finale di campionato incerto quanto ricco di suspence sta rendendo le cose più difficili del previsto. Ci sarà da lottare fino alla fine e ora le partite contro Poggibonsi e soprattutto Vigor Lamezia si fanno decisive. Eppure il tecnico di Vico Equense aveva preparato alla perfezione la

di Vincenzo Piscopo

Foto di Luigi Crescenzo

zo, come già ricordato, i biancocelesti furono praticamente perfetti, riuscendo ad imbrigliare la manovra ospite come un abile giocatore di scacchi dà scacco matto all’avversario. Cosa è successo allora contro il Martina? Un calo di concentrazione, il dover far gioco e risultato davanti al proprio pubblico, chissà. Fatto sta che l’Arzanese sembra esprimersi al meglio quando non è costretta a fare la partita. Come in trasferta, quando sono gli avversari ad avere le redini del gioco e si espongono facilmente ai contropiede, in que-

partita contro i rivali pugliesi. C’è da dire, ad onor di cronaca, che la gara del 21 aprile non sarà certo ricordata per lo spettacolo offerto in campo, visto l’esiguo numero di palle gol nell›arco dei 90› di gioco. E che l’arbitro Petroni della sezione di Roma1 ci ha messo del suo per far perdere le staffe e la partita ai calciatori e dirigenti biancocelesti. Però non vogliamo soffermarci su aspetti che di concreto hanno ben poco. Ci duole invece sottolineare l›involuzione della squadra rispetto alla gara contro il Teramo. In Abruz-

sto momento l’arma migliore di un›Arzanese che può contare su un Sandomenico sempre più maturo. Ed è proprio quando gli avversari chiudono gli spazi per ripartire in velocità che la squadra di Ferraro trova maggiori difficoltà nella manovra. Si sta pagando forse eccessivamente l›assenza di un centravanti boa di ruolo (Fragiello non ama partire spalle alla porta e Figliolia è più un attaccante d’area), fatto sta che l’Arzanese dovrà trovare, e in fretta, qualche alternativa di gioco al lancio su Sandomenico. Ferraro può contare su una rosa numerosa e con giovani che non aspettano altro che mettersi in gioco. Contro un Poggibonsi in piena lotta playoff servirà il massimo impegno di tutte le componenti, anche di chi finora ha giocato meno ma non per questo è stato meno importante di qualcun altro. In Toscana Laezza e capitan Visone mancheranno per squalifica ed è solo con la coesione di gruppo e la partecipazione di tutti gli effettivi che si potrà conquistare una salvezza  sì difficile ma proprio per questo ancor più affascinante da ottenere.

Il volley uno sport tutto da scoprire La ripresa del campionato di serie B1 femminile è iniziata con la vittoria della Marianna Guerriero Arzano contro il Tremestieri Catania, la partita che è stata veramente dura soprattutto dal punto di vista psicologico è stata però disputata dalle nostre ragazze in modo da non risultare da meno alla squadra di casa vincendo la pressione e la gara. Ad aiutare la Marianna Guerriero Arzano è stato anche il Caserta che è stato sconfitto in casa dall’Aversa, ed ha permesso all’Arzano di raggiungerle in classifica a quota 53 e con una gara

di Angela Vastarella in meno. Un’ iniziativa interessante da segnalare è stato il minivolley a Napoli in occasione dell’ America’s Cup in cui è stato permesso ai bambini di giocare e divertirsi. E’ stata garantita l’assistenza e la sicurezza sul campo e pubblicizzato il volley. Infine ci congratuliamo con Marianna Maggipinto medaglia d’argento agli Europei fra le atlete del team di Antonio Piscopo molto orgoglioso di una delle sue ragazze che si allena con passione ed ha sempre voglia di migliorare.

Foto di Salvatore Esposito

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Rubriche

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Le Ricette (ricicliamo)

TIRAMISU’ DI COLOMBA

INGREDIENTI PER 8 PORZIONI

• Zucchero semolato 120 gr • Mascarpone 500 gr • Cacao in polvere q.b. per spolverizzare il tiramisù • Colomba 600 gr • Arance rosse succo di 2 arance • Uova 5 tuorli e 2 albumi • Brandy 1 bicchierino PREPARAZIONE FASE 1: Per preparare il tiramisù di colomba iniziate preparando la bagna: spremete le arance e aggiungete un cucchiaio di zucchero e il brandy, poi tagliate a fette spesse 1,5 cm la colomba, ponetele su una teglia rivestita da carta da forno e infornatele per  10 minuti  a 160° per tostarle, girandole a metà cottura.

FASE 2: Preparate ora la crema: separate gli albumi dai tuorli,unite poco a poco  lo zucchero ai tuorli sbattendo con una frusta e continuate a sbattere fino ad ottenere una crema chiara, infine unite alla crema il mascarpone e amalgamate il tutto per ottenere un composto cremoso e uniforme. Montate a neve 2 albumi e uniteli alla crema con il mascarpone delicatamente con dei movimenti

dal basso verso l’alto per evitare di smontarli. FASE 3: A questo punto potete comporre il tiramisù: prendete delle coppette del diametro di circa 8 cm, rivestite la base con una fetta di colomba tostata ritagliando i bordi per inserirla nella coppetta e bagnatela con il succo d’arancia, versate la crema al mascarpone aiutandovi con una sac à poche, ricoprite con un’altra fetta di colomba e terminate l’ ultimo strato con  la crema . Conservate le coppette in frigo per almeno un’ora in modo che il tiramisù di colomba si compatti e prima di servirle spolverizzate la superficie con il cacao in polvere. CONSIGLIO: Potete proporre questo dolce anche ai bambini evitando di aggiungere il brandy alla bagna.

VISTO PER VOI

SONO UN PIRATA SONO UN SIGNORE

Mirella è una giovane biologa marina a cui viene offerta la possibilità di partecipare a un progetto di ricerca in Africa. Nipote di un celebre senatore, Mirella è invisa a Giulio, collega più anziano a cui il preside di facoltà offre la medesima opportunità. Rivali nella corsa alla cattedra, Mirella e Giulio si concedono una tregua e una passeggiata al villaggio, dove sono appena sbarcati. Tra una bancarella e l’altra incontrano Stefania, una parrucchiera napoletana approdata al seguito di una ricca e capricciosa signora che la congeda malamente all’arrivo. Senza lavoro e senza una pensione dove alloggiare, Stefania è consolata da Mirella e Giulio che le offrono ospitalità sulla loro barca a vela. Incuriosito dalla bionda ‘compaesana’ e dagli scienziati italiani, Catello, marittimo napoletano imbarcato su una nave mercantile, si aggiunge alla compagnia senza troppi complimenti. Ma una volta preso il largo, un gruppo di pirati li accosta e sequestra. La brutta avventura avrà però un epilogo felice.

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APRILE 2013

Attualità

venti E20

MIP Informazione Psicologica a Napoli e in Provincia dal 2 Maggio 2013 Apertura Ufficiale del MIP Maggio di Informazione Psicologica: NAPOLI - Maschio Angioino, Antisala dei Baroni Ore 11,30/13,30 - 13,30/16,30 - Ore 16,30/19,00 Presentazione alle Autorità, alla Stampa, alla Cittadinanza a cura del Gruppo degli Psicologi del MIP 6 di Napoli e Provincia.3 Maggio ad Acerra ore 17.30 Castello Baronale, Sala dei Conti Pozzuoli ore 16,00 Biblioteca Comunale. Inoltre collegandosi alla Pagina Provinciale di Napoli sul sito ufficiale del MIP www.psicologimip.it/napoli sarà possibile leggere dettagliatamente tutte le Iniziative nelle Provincie e a Napoli. Il sito ufficiale degli Psicologi MIP - Napoli collegato a quello nazionale è: www.psicologimip-napoli.it. 12 e 26 Maggio Cimitilese 2013 La Pro Loco Citta’ di Cimitile propone un programma di visite guidate alle basiliche paleocristiane di Cimitile, nonché a tutte le Chiese ed i chiostri della cittadina. Il costo dell’intera giornata è di euro 15,00 pranzo compreso. Per info e prenotazioni 334/104 39 22, 320/350 64 21. “Maggio dei monumenti” Napoli Sarà di nuovo un museo a cielo aperto e aprirà molti suoi bellissimi siti nascosti. Il “Maggio” di quest’anno avrà come tema “Cortili, chiostri e sagrati” e propone nei cinque fine settimana di maggio visite guidate in cortili, chiostri e sagrati pubblici e privati ( molti dei quali verranno aperti per la prima volta) che ospiteranno anche concerti, performance, spettacoli, installazioni d’arte, mostre, ecc. Sarà prevista anche una speciale artecard che consentirà percorsi “faciltati” in oltre 40 strutture e la campagna di comunicazione pubblicitaria sarà affidata agli allievi della nostra “Gloriosa” Accademia delle belle arti che già stanno lavorando all’ideazione di 40 cartelloni sull’evento. 4 maggio 2013 da Via Caracciolo a Napoli partirà il Giro ciclistico d’Italia 2013 Si concluderà a Brescia il 26 maggio, dopo 23 giorni, 21 tappe e 3405,3 chilometri di percorrenza totale. Nei giorni successivi tutta la carovana sarà a Ischia per la cronometro a squadre Ischia-Forio (17,4 km) e dopo a Salerno per la terza tappa. Domenica 12 Maggio 2013 Raduno Moto e auto d’Epoca Costa Sorrentina Presso P.zza Marconi,Vico Equenze (Na) Costa Sorrentina, potrete trascorrere una giornata all’insegna del divertimento tra auto moto ed autocarri d’epoca. Per contatti: 338.99.50.586 / 333.23.09.187.

La Strada stretta

Nella strada stretta stretta Non sai mai quel che ti aspetta Il “signor” che ha molta fretta Passa come una saetta E quell’altro,un po imbranato, Nelle frasche si e’ impigliato Ed un altro un po’ invadente Col sorriso deficiente Ti costringe a retromarcia Ma tu guarda con che faccia. Per risolver la questione Forse c’e’ una soluzione Dalla n.a.s.a. uno scienziato Ad arzano distaccato Per un senso unico…….alternato!!!!! Peppe Ceriello


Rubriche

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Psicologica...mente

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a cura di Concetta Padricelli psicologa-psicoterapeuta

Il cancro: il male più temuto…

Comunicare una diagnosi di cancro, aiutare i familiari ad essere un supporto per il malato e rispondere al bisogno di una cura globale che il paziente oncologico necessita più di altri, richiedono una conoscenza generale della patologia e delle dinamiche psicologiche e relazionali cui non sempre gli operatori sono preparati. Tra le malattie gravi e invalidanti, il cancro è la più temuta e viene spesso vissuta come malattia inguaribile e non facile da prevenire. Generalmente, soprattutto all’inizio, il paziente e i familiari possono avere difficoltà nell’accettazione della diagnosi ed è possibile che l’evento cancro venga negato determinando nel paziente un sentimento di irrealtà ed estranietà che va combattuto e superato. Tale negazione può attivare nel sistema familiare coinvolto una modalità comunicativa che utilizza strategie di evitamento dell’argomento come meccanismo di difesa dall’angoscia di morte e dalla rabbia correlate all’evento. E’ importante in tale fase che la famiglia e il malato siano accompagnati nell’accettazione della diagnosi, nella ricerca delle informazioni relative a questa patologia e aiutati a prefigurarsi eventuali necessità future del malato che inevitabilmente insorgeranno nel decorso della malattia e che richiedono un’organizzazione familiare specifica. Un approccio comunicativo schietto ed onesto è di solito la migliore strategia da utilizzare con il paziente e i suoi familiari anche quando sono coinvolti i bambini. Anche bambini molto piccoli infatti, percepiscono l’esistenza di un disagio e sviluppano fantasie intorno a situazioni che non si comprendono spesso di gran lunga peggiori della realtà. Lo scopo di tale comunicazione è di favorire quell’evoluzione dall’incredulità al rifiuto, al patteggiamento fino all’accettazione della morte. Inoltre in quei sistemi familiari dove già vigeva una modalità comunicativa e relazionale disfunzionale, il rischio che si corre è che in tale situazione di difficoltà tali modalità disfunzionali prendano il sopravvento. A tal proposito può essere utile un sostegno psicologico al paziente e ai propri familiari, fornito da uno specialista, inoltre, la partecipazione a gruppi di auto e mutuo aiuto

può dare la possibilità di affrontare i vari stati d’animo in uno spazio protetto condividendo con altri che vivono la stessa esperienza emozioni difficili da comunicare e da gestire. La depressione e l’ansia, infatti, non colpiscono solo il malato di cancro, ma possono interessare tutto il nucleo familiare e in particolare colui su cui pesa il maggior carico assistenziale, è per questo che nella gestione del paziente può essere utile per quest’ultimo, comprendere le proprie emozioni e condividerle. Il paziente va sostenuto nel mantenere una vita sociale e professionale, va rafforzata la sua capacità “di volersi bene” facendo in modo che sappi ritagliarsi momenti di riposo e di svago. Spesso il timore più grande, al di là della morte in sé, è quello di dover subire dolore fisico, il paziente dovrà essere informato innanzitutto che non c’è relazione tra dolore e stadio della malattia, grazie alla migliore conoscenza delle cause scatenanti del dolore e alle nuove e più efficaci modalità di terapia del dolore. Essere correttamente informati sul decorso della malattia e sul trattamento a cui si è sottoposti, significa poter ricoprire un ruolo attivo per affrontarla. Terapie complementari quali tecniche di mediazione corporea come la meditazione, l’ipnoterapia, tecniche di

rilassamento, visualizzazione, agopuntura ecc. contribuiscono a ridurre l’ansia, a controllare il dolore e quindi a migliorare la qualità di vita. E’ da considerare che nella relazione d’aiuto con i malati oncologici è presente per tutti, pazienti, familiari e operatori sanitari il confronto continuo con l’angoscia di morte, anche se, il problema del rapporto dei singoli con la morte e con tutte le emozioni che essa può evocare, non viene affrontato spesso, per motivi legati ad una tendenza inconscia ad evitare un tema così importante. Si ritiene che la persona che assiste il malato debba, nei momenti in cui l’assiste mantenere un certo distanziamento, essere coinvolta, senza farsi travolgere. Se l’operatore riesce ad essere consapevole delle proprie difficoltà può distanziarsi e affrontarle. Un altro aspetto che caratterizza il rapporto con il morente è la posizione di marcata dipendenza nella quale si trova il paziente. L’entità varia a seconda di diversi fattori, tra cui ad esempio il supporto della famiglia, ma può suscitare, come ogni dipendenza, rabbia e risentimento nel malato tanto più esso era prima della malattia indipendente e autonomo. Tali dinamiche sono spesso inconsapevoli sia per il paziente che per il medico, che può interpretarle come mancanza di rispetto e di gratitudine per il loro lavoro. La terapia palliativa che si occupa del controllo del dolore, degli altri sintomi e dei problemi psicologici, sociali e spirituali diventa cosa sempre più importante. La mancata considerazione degli aspetti psichici ed emozionali rischia di amplificare i sentimenti di disagio, solitudine e dolore non solo del malato e del suo contesto familiare ma anche della stessa equipe curante. Nella relazione d’aiuto con il malato oncologico l’operatore e il familiare quindi, potranno arrivare ad un patteggiamento con la malattia grave e la morte accompagnando il paziente ad una “buona morte” solo se essi stessi siano giunti ad una revisione interiore che può conciliare l’individuo con l’idea che il tempo e la salute che sembrano eterni hanno un limite. “Ricordando sempre che la vita terrena è una vacanza per tutti, c’è solo chi va via prima e chi va via dopo…”

Centro Ascolto Presso la Pro Loco di Arzano è stato istituito il “Centro Ascolto” con esperti psicologi che offrono la loro disponibilità, a titolo gratuito, per un primo colloquio. Orari: Mercoledì (non festivo) dalle ore 10,00 alle ore 12,00 c/o la Pro Loco di Arzano in via Isonzo, 3. Per info e appuntamenti telefonare al numero 081.573.71.25 oppure e-mail: prolocoarzano@hotmail.com


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APRILE 2013

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Fotosegnalazioni

Via COLOMBO Lavori in corso, lavori in corso. Ma che lavori sono?

in questa rubrica saranno pubblicate tutte le foto inviate dai lettori, che segnalano eventuali disservizi

VIA CALABRESI, strada fortunata. Se è vero che calpestare gli escrementi di cane porta fortuna, i passanti di via Calabresi si devono ritenere molto fotunati visto che i marciapiedi ne sono pieni

Via PARISI In questo tratto di via Parisi poiché la carreggiata è particolarmente stretta si propone la sosta ad un solo lato per poter permettere uno scorrimento migliore dei veicoli.

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2 ACCREDITI 3 T - U - V - Z - B- E 4 F - G - A - C - I 6 D - L- O 7 M - P 8 R - S Il giornale della tua Città è consultabile anche su Facebook! Aggiungi “Aventi Città di Arzano” tra le tue amicizie e clicca su mi piace! TURNI FARMACIE • MAGGIO 2013 • 1 MICILLO 17 MICILLO 2 MICILLO 18 MICILLO - FERRANTE - FINELLI 3 LIBERTI LIBERTI - PEDICINI 4 LIBERTI - FERRANTE - FINELLI 19 MICILLO MICILLO - PEDICINI 20 PALMIERO 5 LIBERTI 21 MICILLO 22 PEDICINI 6 PEDICINI 7 PICAZIO 23 PICAZIO 8 ZUCCONELLI 24 CANTONE 9 CANTONE 25 CANTONE - FRANZESE - PALMIERO 10 FRANZESE PICAZIO - ZUCCONELLI 11 FRANZESE - CANTONE - PALMIERO 26 CANTONE 27 ZUCCONELLI PICAZIO - ZUCCONELLI 28 CANTONE 12 FRANZESE 13 FERRANTE 29 FERRANTE 14 FINELLI 30 FINELLI 15 FRANZESE 31 PEDICINI FARMACIA NOTTURNA 16 LIBERTI

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