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Acropoli 11 - Demo

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Acropoli Project Invictus

Mahatma Gandhi nell'Ariana Park, Ginevra, Switzerland.

Redazionale 2| Redazionale


Acropoli Project Invictus

ANGOLAZIONI DIVERSE

Ogni persona che incontri è migliore di te in qualcosa, in quella cosa impara” Mahatma Gandhi Ogni tanto qualcuno ci chiede, “ma come fate a sapere tutte queste cose?” Facile, ce le inventiamo! A parte gli scherzi, credo che siano proprio le critiche che ci ha fatto crescere di più in tutti questi anni. Scrivere sul web espone quello che fai a tutta una serie di domande, dibattiti e discussioni. Per evitare di aver fatto figure di merda (scusate il francesismo), approfondisci, controlli, e in fin dei conti migliori. Detto questo, ci sono due tipi di critiche. Kevin Spacey in v dice, cito a memoria:

Ci sono due tipi di dolore, quello inutile come la sofferenza, e quello che ti rafforza!”. Kevin Spacey in House of cards

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Ecco ci sono così anche due tipi di critiche, quelle inutili scaturite dall’invidia o dall’ignoranza e quelle che ti fanno crescere. Ogni tanto qualcuno ci scrive criticando un relatore, per lui non abbastanza preparato. Magari il relatore è un atleta, preparatore, che vive da anni in quell’ambiente. Magari ha anche una visione molto distante dalla nostra, ma è la sua visione, la sua esperienza. Dall’altra magari chi critica non ha, non dico fatto, ma neanche visto, una gara di Natural Bodybuilding, in vita sua. Ecco scrivo questo non per dire di non criticare, ma di cambiare forma mentis. Piuttosto che guardare la pagliuzza, i difetti nell’occhio dell’altro, piuttosto che sederci sempre dalla parte della ragione e mai del torto, cambiamo la prospettiva. Quando qualcuno dice, sostiene, scrive qualcosa che va contro il nostro pensiero, non la prendiamo subito male, non creiamo subito, come squadre di calcio, fazioni contrapposte. Piuttosto prendiamola come un’occasione per migliorare, per guardare quell’argomento da una nuova prospettiva. "O capitano, mio capitano”. Nell’attimo fuggente Robin Williams invita i suoi alunni a salire in cattedra, letteralmente, visto che devono salire in piedi.

“Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi.” John Keating, Robin Williams, "L'attimo Fuggente"

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Ecco guardate il mondo con gli occhi degli altri! Questa rivista non serve per fornirvi nozioni nuove ogni mese, tanto le dimenticherete e rimarrete, come noi, ignoranti come la merda. No, questa rivista serve per aprirvi gli occhi, farvi vedere le cose da punti differenti, la diversità non è un nemico da abbattere, ma un bene di cui impossessarsi. Ogni persona che incontri è migliore di te in qualcosa, in quella cosa impara!

ANDREA BIASCI

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Acropoli Project Invictus

Aprile

Editore “Project Invictus S.r.l.”, con sede legale in Milano, via Giotto n. 3 ed Ufficio in Brescia, via Milano n. 96 Direttore responsabile Andrea Biasci Rivista digitale ISSN 2724-1114 Acropoli Project InVictus [Online]

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Nella confusione corrente in ambito alimentazione e fitness, è fondamentale trovare un nuovo ordine, un metodo fidato, un progetto comune e condiviso. Noi ci dichiariamo i veri opliti moderni. Gli opliti invictus non combattono per imporre le proprie idee. Non desideriamo convincere nessuno e non puntiamo nel trovare l’ignoranza nell’altro. Miriamo ad una conoscenza scientifica con basi solide, certe, non abbozzate. Ambiamo al confronto civile, allo scambio di informazioni, alla strutturazione di nuovi studi, nuove ricerche, nuove discussioni aperte. Non combattiamo per imporre una verità o un metodo.

Non combattiamo per imporre una verità o un metodo. Combattiamo per condividere le ricerche fondate. Combattiamo unicamente per allenare la conoscenza.

Casi studio 8 Impostare una fase di specializzazione per il muscolo gran pettorale

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30 Racconto di un "metodo" di PowerLifting 46 Aspetti psico-sociali nel body building

80 Discussione in Acropoli

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Rewiew scientifiche 60 Il lattato: Analisi di nutrizione sportiva 70 Come otteniamo energia dai grassi

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PROGRAMMA ALLENAMENTO

12 WEEKS

Impostare una fase di specializzazione per il muscolo gran pettorale Programmazione di 12 settimane In questo articolo fornirò degli spunti interessanti sul come impostare un blocco di specializzazione, mirato allo sviluppo dell’ipertrofia muscolare del distretto gran pettorale. Fase 1 Potenziare il recupero sistemico

Fase 3 Esasperazione del lavoro e scarico attivo

Fase 2 Volume allenante sul distretto carente

AUTORE NICOLÒ LIANI

PROGRAMMA 12 WEEKS


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Workout

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Nicolò Liani Nicolò Liani è Personal trainer certificato, preparatore nell’ambito del natural bodybuilding per agonisti e amatori, atleta agonista drug free. Si impegna costantemente ad allacciare ciò che di spendibile c’è nella teoria, alla pratica sul campo, lavorando con lo scopo primario di garantire il massimo risultato ai clienti che si affidano al suo servizio.

Parto subito con il fare una doverosa premessa: lavori come quello che andrò ad illustrare e spiegare nel dettaglio all’interno di questo articolo, sono spendibili solo con soggetti già ben allenati, che hanno raggiunto un grado di avanzamento sufficientemente elevato da poter trarre reali benefici da approcci di questo tipo. Persone ancora alle prime armi vivono di logiche totalmente distanti, logiche molto più semplici e meno articolate. Quando è anni che ci si allena con costanza e con testa, bisognerà necessariamente fare delle scelte strategiche per non stallare definitivamente e per cercare di progredire ulteriormente. Se all’inizio del nostro percorso l’allenamento non necessariamente doveva essere strutturato in maniera troppo settoriale per i vari distretti muscolari, semplicemente perché quando ci si inizia ad allenare si è carenti in tutto, o per meglio dire si ha un margine di progresso esponenziale in tutti i

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distretti muscolari, quando diventiamo atleti molto più avanzati, l’allenamento non potrà essere ragionato più in maniera globale, ma seguirà una logica sempre più settoriale. Quando parliamo di “specializzarci” in uno o più distretti muscolari, dobbiamo da subito mettere in chiaro due punti essenziali, ovvero le tempistiche e lo status energetico. Non ha alcun senso pensare di avviare una fase di specializzazione che non duri almeno 12 settimane, poiché non sarebbe una tempistica sufficiente per poter apprezzare alcun tipo di cambiamento significativo. Se deciderete quindi di avviare un lavoro di specializzazione, partite già nell’ottica di investire un minimo di 12 settimane; la durata massima non è del tutto definibile in realtà, nel senso che atleti avanzatissimi potrebbero pensare di fare un intero anno di specializzazione per un distretto muscolare più carente ma qui in discorsi si complicherebbero e non poco, dunque rimaniamo nella nostra fascia di interesse e vediamo come può essere impostato un lavoro sulle 12 settimane. Prima di fare ciò, una ulteriore premessa importante riguarda l’alimentazione, o per meglio dire lo status energetico del soggetto. Per rendere la nostra fase di specializzazione quanto più produttiva, dovremo assicurarci di essere in uno status energetico positivo. Non importa avere un surplus smodato, anche perché atleti sul lato intermedio/avanzato non beneficiano più di surplus calorici incredibilmente elevati ma di approcci meno aggressivi che non portano ad accumulare una eccessiva percentuale di grasso corporeo.

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