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Periodico di attualità , economia, informazione e cultura cooperativa anno 8 • n. 2 aprile 2010

Cassa Padana verso l’assemblea, appuntamento a Leno il 16 maggio 7 maggio 2000-7 maggio 2010 www.popolis.it compie dieci anni

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nell’approssimarsi del tradizionale incontro annuale rappresentato dall’assemblea sociale, quest’anno particolarmente interessante poiché accanto alla consueta analisi dell’attività della nostra Bcc svolta nell’esercizio 2009, avremo occasione anche di assumere decisioni importanti per le prospettive future della nostra Cassa in zone vicine sia territorialmente che per comunanza di valori e obiettivi, mi piace ricordare come la storia del credito cooperativo si regga ed abbia garantito nel tempo la realizzazione di alcuni principi chiave per un civile convivere: la sussidiarietà, la solidarietà e la partecipazione. E questo è tanto più significativo in quanto si realizza in un settore, quello finanziario, in cui appare più difficile l’affermazione dei valori della persona, della famiglia, della comunità locale. In particolare sottolineo l’importanza della partecipazione da considerarsi nella duplice veste, partecipazione della Cassa alla realtà del territorio in cui opera, ma anche quella dei soci alla vita dell’impresa. La cooperazione costituisce una forma di organizzazione sociale ed economica nella quale la partecipazione si manifesta non solo come presupposto iniziale dell’impresa, ma come finalità stessa dell’azione economica e sociale. L’appuntamento è allora per il 16 maggio. Vittorio Biemmi

Presidente di Cassa Padana

sommario

editoriali

Cari Soci,

4-5 Popolis, i nostri primi dieci anni Internet Ergo Sum, incontro a Leno Dar voce all’impegno sociale e al disagio: Redattore Sociale sbarca su Popolis

6-7 Cassa Padana verso l’assemblea Il bilancio di coerenza compie cinque anni

8-9 Nuove regole per i servizi di pagamento

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Il grande business del futuro: Bancassicurazione punta alle polizze vita tradizionali


Il più bel bilancio Ci accingiamo a vivere il momento assembleare nel quale i soci saranno chiamati a dare la loro approvazione al progetto di fusione con la Bcc Camuna. L’approvazione del bilancio è l’occasione per ripensare a ciò che è stato il 2009. La Cassa, nell’attuale contesto di crisi, ha mantenuto intatta la sua forza patrimoniale che le consente – e le consentirà nel tempo – di svolgere a pieno la sua missione di banca di credito cooperativo. La riduzione del margine di interesse ha influito pesantemente sul conto economico. Si tratta di un calo di quasi 14 milioni di euro, rimasti nelle disponibilità delle nostre imprese e famiglie, che quindi ne hanno direttamente beneficiato. Uno sforzo notevole, sostenibile che la Cassa ha affrontato in modo consapevole senza recuperare redditività, non giustificabile nell’attuale contesto. La Cassa ha mantenuto e intensificato, in una situazione generale dove il bisogno cresce e le risorse a disposizione tendono a diminuire, il suo impegno a favore della comunità per costruire soluzioni ai problemi e generare coesione sociale. Dietro i numeri c’è stato un impegno coraggioso e faticoso verso la coerenza con gli obiettivi statutari. La Cassa ha fatto la sua parte fino in fondo. luigi pettinati

Direttore generale di Cassa Padana

10-11

14-15

Leno: parola d’ordine concretezza

Se son rose… fioriranno

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L’orto e i suoi segreti: due corsi a Villa Badia di Leno

Distretti, nuova occasione per l’agricoltura Vantaggi per gli operatori lombardi che operano in filiera

Da pagani a cristiani: la chiesa dei Santi Nazzaro e Celso nella storia del territorio

13 La terapia occupazionale Per un paziente in piena autonomia con una migliore qualità della vita

Terroir d’Autore, grandi vini a Palazzo Le Stanze della Storia, ritratti da una Collezione privata

16 Francesco Pistoja, da Isola Dovarese alla Storia d’Italia: un video e un libro per raccontare la sua vita

20 La ballata dei fuselli

17 È tempo di ‘Alzheimer Cafè’

21 In bicicletta ai confini della Bassa

18-19 La rinascita del Paraguay Stage in Cassa Padana, riflessioni a margine guardando all’Argentina

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22 Donna, differente per forza

Le IDEE delle donne nel Credito cooperativo


in

pri m o

pian o

Quel giorno, dieci anni fa N

on so perché sia nato Popolis. Di fondo forse c’era la voglia di interpretare con strumenti nuovi la necessità di essere fino in fondo banca di credito cooperativo. Non avevamo però ancora idea di cosa concretamente fare. Mi ricordo che ci abbiamo messo del tempo per arrivare a “partorire” la formula del portale territoriale. Di quel periodo rammento anche molta “deriva” creativa. Il portale è stato uno strumento che ha generato molti “frutti”. Nel 2000 non sapevamo esattamente cosa era internet, ma si intuiva che poteva servire a fare comunità. Eravamo nel pieno boom della neteconomy e lo si riteneva un meccanismo favoloso per generare profitti. Da subito invece l’abbiamo considerato come un facilitatore per chi voleva lavorare sul campo insieme ad altri per promuovere la realtà del territorio. In questi anni, più che a Popolis in sé, mi sono dedicato ai frutti che ha generato. La mia vita lavorativa, incanalata su tranquilli binari bancari di tipo tradizionale, né è venuta completamente stravolta. ¬

di Stefano Boffini

stefano.boffini@cassapadana.it

Un percorso quotidiano Ricordo ancora come se fosse ieri quel martedì di marzo di dieci anni fa. La direzione di Cassa Padana mi chiamò e mi comunicò che da lì a qualche giorno avrei “cambiato lavoro”. Dopo quasi 15 anni di filiali, cassa, uffici mi sono ritrovato a lavorare su una delle mie passioni: la grafica, l’informatica, la rete. Una bella soddisfazione. Popolis all’inizio era un’idea con delle fondamenta solide. Tante idee ma… senza casa. Il mio lavoro è stato quello di costruirla. All’inizio con l’aiuto di professionisti del settore e poi via via in collaborazione con i miei colleghi. Nel corso di questi 10 anni abbiamo visto nascere ed evolvere tante cose: le tecniche di scrittura, i sistemi di pubblicazione, i linguaggi, i modi di fare rete. Con la preziosa collaborazione di Giancarlo Voltini, Alberto Bonardi e Fabrizio Volta della Lob Software, la software house di Cassa Padana, abbiamo ideato un sistema di publishing che tutti ci invidiano. Attraverso questo strumento siamo in grado di gestire una redazione allargata che conta alcune decine di collaboratori. Gestiamo i siti di parecchie realtà del profit e del no profit ideando soluzioni web utili alla loro attività. Ci sforziamo di restare al passo coi tempi cercando di carpire le trasformazioni che la rete ogni giorno ci propone. Abbiamo in programma un restyling completo del portale rivolto al web 2.0 e ai Social Network. Insomma, Popolis è vivo, animato e affamato di relazioni. Non ci resta che assecondarlo e camminare con lui per scoprire quali altre sorprese ci riserverà. ¬ di Armando Rossi

armando.rossi@popolis.it

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I numeri di Popolis 25.000 iscritti 4.000 visitatori ogni giorno 13.000 pagine sfogliate ogni giorno 30 milioni di pagine in dieci anni 9 milioni e mezzo di visite Da tutti i continenti sono venuti a leggerci prima dall’Europa e a seguire dagli Stati Uniti, Sudamerica, Asia, Africa


Internet Ergo Sum: La rete fra conoscenza condivisa e partecipazione

Una veneziana in trasferta... D

ieci anni.

Per il web sono un periodo lunghissimo. E per un portale territoriale – che in questo decennio è cresciuto e si è trasformato – lo sono ancora di più. Eppure, grazie a un editore che guarda lontano – Cassa Padana – siamo ancora qui. Più forti di prima. Per me tutto è nato in un giorno d’aprile. Lavoravo come cronista nella redazione della Nuova Venezia, un quotidiano del gruppo di Repubblica aperto in laguna nel 1984. Ma avevo il cuore nella Rete. E mi chiedevo quale avrebbe potuto essere lo sviluppo del giornalismo e dell’informazione con Internet. Mi davo delle risposte teoriche, ma ero assetata di pratica. Per una serie di coincidenze strane e conoscenze comuni, Cassa Padana mi offrì di provare. Anche a me, come a Stefano e Armando, Popolis cambiò la vita. E la condizionò al punto che, dopo sei mesi di aspettativa dal giornale e altrettanti di faticosa divisione fra i due lavori, decisi di licenziarmi e di mettermi in gioco. Molte cose sono cambiate in questi dieci anni di lavoro. L’intuizione iniziale di legare a doppio filo il virtuale e il reale, lavorando attivamente anche con le associazioni del territorio, si è trasformata in un’azione continua di informazione capillare sulle aree di competenza della banca. Un’informazione che coinvolge quelle stesse associazioni, quelle scuole, quei soggetti che spesso nei media tradizionali non hanno spazio né voce. In dieci anni posso dire che siamo diventati un punto di riferimento del territorio. In particolare di quello bresciano. In molti ci inviano le proprie iniziative chiedendo di trovare uno spazio di visibilità in Popolis. E noi ascoltiamo. Con un grande rispetto e ammirazione per tutto quel brulicare di iniziative, incontri, mostre, letture, corsi, feste che ogni giorno animano paesi e città proprio grazie al lavoro instancabile di gruppi e associazioni. Uno dei frutti di Popolis web è questo giornale che avete fra le mani. Cassa Padana è stata originale anche in questo. Di solito sono i giornali di carta che passano in Internet o che prevedono una seconda versione online. Noi abbiamo fatto il percorso contrario. Prima siamo sbarcati su web. Poi siamo passati

Incontro, venerdì 7 maggio ore 10-12.30 Aula magna Istituto Vincenzo Capirola - Leno (Brescia) di macri puricelli

direttore di popolis

alla carta. Non solo per raggiungere tutti quei soci e quelle persone che con Internet non hanno dimestichezza, ma anche perché mettere nero su bianco, in modo tradizionale, e raccontare pagina dopo pagina le iniziative della Banca, ci sembra comunque un altro indispensabile modo per lasciare traccia e segno del cammino che stiamo compiendo. Popolis è un portale fortunato. Chi ci lavora ci crede davvero. E non perde entusiasmo. Per questa ragione ringrazio i tanti collaboratori che si impegnano per renderlo quello che è. Non solo tutti quei dipendenti di Cassa Padana che contribuiscono con i loro articoli e ai quali va il grande merito di essersi messi in gioco e di aver imparato un altro mestiere (quello di scrivere). Ma anche gli esterni. Da Giusi Morbini, maestra a Gottolengo e nel raccontare piccole storie di vita quotidiana, ai fratelli Zanoni di Villachiara senza i quali la conoscenza di quell’angolo di Bassa bresciana sarebbe più povera. Da Gigliola Reboani e Franca Zucchi con le loro letture sempre originali a Valerio Gardoni che firma le più belle avventure nel nostro territorio e nel mondo. Da Valeria Gasperi, docente di Lettere a Brescia, che per Popolis ha incontrato i protagonisti dell’associazionismo locale, a Laura Simoncelli che nonostante una bimba di pochi mesi – Elena – non abbandona Popolis neppure un giorno. Da Orazio Minnici, che un tempo era bibliotecario a Leno e che ora fa lo scrittore ed è il papà di Mastro Calamè, ad Anna Grasso Rossetti, maestra imbattibile di psicologia e grafologia. Per celebrare questo decennio facciamo festa con un appuntamento che il 7 maggio coinvolgerà i ragazzi dell’Istituto Capirola di Leno. A parlare di conoscenza condivisa e di partecipazione attraverso il web abbiamo chiamato tre giovani esperti: Cristian Consonni di Wikipedia, la più famosa enciclopedia online del mondo, Guido Nardo che di mestiere fa il programmatore e che ha partecipato in California alla nascita di Facebook e Livia Iacolare giornalista di Current Tv, la rete televisiva nata per volontà dell’ex vice presidente degli Stati Uniti, Al Gore. Sarà un bel modo di festeggiare il nostro compleanno. Perché crediamo che condivisione e partecipazione alla comunità, sia questa virtuale o reale, siano obiettivi indispensabili di ogni percorso di vita. ¬ 5

Cristian Consonni, Wikipedia Italia, responsabile del progetto wiki@home e Guido Nardo, sviluppatore di Facebook ed esperto di Social Network rispondono alle domande della community coordinator DI Current Tv Livia Iacolare. Seminari, ore 15-18 Facebook, istruzioni per l’uso Laboratorio di base per appassionati a cura di Guido Nardo Istituto Vincenzo Capirola Wikipedia e le frontiere della conoscenza condivisa Laboratorio con Cristian Consonni Istituto Vincenzo Capirola Info: info@popolis.it Tel. 030.9040308

Dar voce all’impegno sociale e al disagio Redattore Sociale sbarca su Popolis Da alcuni mesi decine di notizie popolano il “rullo” in alto a destra nella homepage di www. popolis.it. Sono le notizie di Redattore Sociale, la prima Agenzia giornalistica quotidiana dedicata al disagio e all’impegno sociale in Italia e nel mondo con la quale Cassa Padana ha iniziato una collaborazione sui contenuti. Redattore Sociale è la prima testata nel suo genere promossa da un’organizzazione, la Comunità di Capodarco di Fermo, direttamente coinvolta in queste tematiche. Consultabile in abbonamento all’indirizzo www.redattoresociale.it, integra attualità e documentazione, notizie e banche dati, dando la possibilità di seguire gli avvenimenti del giorno e nel contempo di svolgere ricerche.


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Cassa Padana verso l’assemblea Appuntamento a Leno il 16 maggio

Cassa Padana e Bcc Camuna verso la fusione

di Stefano Boffini

stefano.boffini@cassapadana.it

È

un’assemblea

particolare quella del 16 maggio. I soci sono chiamati a dare la loro approvazione al progetto di fusione con la Bcc Camuna. È il momento topico di un percorso iniziato nella seconda metà dello scorso anno. È un’assemblea particolare anche perché il 2009 non è stato un anno ordinario. Dietro i numeri del bilancio che i soci sono chiamati ad approvare ci sta l’impegno della Cassa a sostenere imprese, comunità locali in un momento di difficoltà nel quale la crisi fa sentire fino in fondo i suoi effetti. La Cassa affronta questo momento nelle migliori condizioni possibili per svolgere a pieno la sua funzione, forte di un assetto patrimoniale ottimale (Tier 1 Ratio 21,22) che ha mantenuto nel corso dello scorso anno. L’impatto sul conto economico della riduzione dei tassi di interesse (–35% del margine di interesse) è ben visibile. Si tratta di 13,5 milioni di euro che sono rimasti nelle disponibilità delle aziende e delle famiglie. La Cassa ha affrontato in modo consapevole questo calo senza recuperare con forzature redditività, non giustificabile nell’attuale contesto, rispettando fino in fondo gli impegni verso le aziende, famiglie, comunità locali.

La Cassa non si è tirata indietro nei momenti di difficoltà. Non si è tirata indietro nemmeno nell’impegno a tutto tondo verso la comunità, in un contesto dove la crisi acuisce i bisogni e gli interventi del settore pubblico soffrono di un razionamento di risorse a disposizione. Con il solito spirito. Animando, facendo reti, sviluppando progettualità e cercando soluzioni per il futuro. ¬

Dopo l’avvio a fine dicembre 2009 del percorso che, in caso di esito positivo, porterà alla fusione fra Cassa Padana e la Bcc Camuna, ecco i momenti principali che caratterizzeranno l’evolversi dell’iter procedurale durante i prossimi mesi. Il 16 maggio alle Assemblee dei soci della Bcc Camuna e della Cassa Padana

2009 risorse

mutualità interna

2008 tot. risorse

risorse

3.192.664,89

gestione e ass.soci

653.323,80

663.866,00

partecipazione vita az.

345.579,49

357.999,08

Benefit tasso

536.641,46

1.031.086,48

Benefit servizi

446.437,97

443.782,29

Dividendo

389.189,13

327.949,40

Ristorno

821.493,04

1.289.520,37

mutualità esterna

1.593.423,21

Dominato leonense sanità

5.078,00

Dominato leonense agricoltura

26.908,00

Fond. Dominato Leonense

351.974,00

Dominato Leonense Lavoro Fondo chiuso Dominato Leon.

11.478,00

Promozione spec. articolo 2

72.857,00

Fondazione Padernello

10.006,00

E-Cremona.it

60.606,00

Popolis

216.198,36

Popolis tv

71.345,00

Sostegno ad Assoc. ed Enti

712.262,85

sponsorizzazioni

309.082,85

beneficenza

403.180,00

altri progetti

397.175,00 511.445,00 54.710,00

mutualità internazionale

203.008,00

Ecuador

22.565,00

20.579,00

Perù

39.274,00

37.347,00

Argentina

97.703,00

227.967,00

Messico

35.649,00

63.162,00

7.817,00

37.554,00

Altri progetti

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Il bilancio di coerenza compie cinque anni Lo sviluppo delle mutualità – interna verso i soci, esterna a favore del territorio e internazionale – è parte integrante dell’obiettivo aziendale perseguito dalla Cassa. Da cinque anni la banca ha definito una metodologia di pianificazione, ha strutturato un’organizzazione stabile dedicata, un sistema di rilevazione e monitoraggio delle attività svolte. Il bilancio di coerenza con l’art. 2 è uno strumento nato per dare conto ai soci, ai clienti e alla comunità dei contenuti progettuali attivati e delle risorse impiegate. Questa metodologia analitica compie cinque anni. È l’occasione per presentare un prospetto riepilogativo delle risorse destinati in questo tempo da Cassa Padana allo sviluppo delle mutualità.

I numeri in sintesi al 31/12/2009 verrà sottoposto il Progetto di Fusione, già approvato dai rispettivi Consigli di Amministrazione. A fine giugno, se il progetto verrà approvato dalle assemblee sociali, verrà stipulato l’Atto di Fusione che sancisce l’unione tra Cassa Padana e Bcc Camuna. Dopo pochi giorni dall’Atto di Fusione, si procederà al trasferimento di tutti i dati della Bcc Camuna nella Cassa Padana e si avrà un’unica banca.

Dipendenti

290

Soci

4.879

Clienti

45.077

Impieghi

1.186*

Raccolta

1337*

Raccolta indiretta

261*

Montante

2.523*

Patrimonio

190*

*milioni di euro

2007 tot. risorse

risorse

4.114.203,62

2006 tot. risorse

risorse

4.316.386,42

2005 tot. risorse

risorse

3.229.526,35

2.680.349,04

665.841,00

592.802,00

593.300,00

273.563,00

323.625,00

329.187,00

1.480.115,96

621.995,75

434.659,37

432.242,35

408.619,60

382.442,67

269.683,00

219.484,00

0,00

1.194.941,11

1.063.000,00

940.760,00

1.961.028,50

1.734.553,35

1.722.725,00

tot. risorse

1.185.453,41

9.173,00

48.850,00

253.761,00

19.761,61

75.597,90

135.306,00

159.277,00

201.884,53

362.996,50

407.624,00

271.953,00

162.212,65

24.097,00

50.526,00

34.109,00

0,00

15.231,00

10.540,00

21.169,00

25.000,00

110.804,00

95.526,00

25.932,00

0,00

33.550,30

21.074,00

21.924,00

13.593,02

37.789,00

30.000,00

30.000,00

30.000,00

195.363,00

175.199,00

143.759,00

166.399,00

16.380,00

0,00

71.248,00 908.620,00

694.801,00 312.523,00

649.719,00 241.850,00

382.278,00

520.145,50 264.684,70

407.869,00

255.460,80

116.558,80

65.107,35

94.742,00

46.457,10

386.609,00

403.199,00

71.075,00

108.649,56

72.178,00

19.245,00

55.237,00

35.952,00

215.004,00

15.878,00

0,00

60.780,00

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Nuove regole per i servizi di pagamento di franco aliprandi

franco.aliprandi@cassapadana.it

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a P ayemente Service Directive (PSD) è una direttiva europea che nasce nel 2005, pubblicata ed approvata ufficialmente nel 2007, che si applica a tutti i servizi di pagamento effettuati sia dalle aziende che dai privati, in Euro e nelle altre divise ufficiali degli Stati dello Spazio Economico Europeo (27 paesi dell’Unione Europea più Norvegia, Islanda e Liechtenstein), indipendentemente dal mezzo con cui viene effettuato il pagamento e dal valore della transazione. Questa direttiva è stata recepita in Italia con il D.lgs. n. 11 del 27 gennaio 2010, entrato in vigore il 1 marzo 2010. La direttiva si pone l’obiettivo di creare un sistema di pagamenti sicuro, unico e semplice in tutta l’area UE e assicurare nel contempo un incremento dei livelli di protezione per il consumatore, riunendo sotto un’unica normativa i pagamenti europei. In particolare la PSD ha l’obiettivo di standardizzare il quadro normativo sui servizi di pagamento in tutti i paesi dell’Unione Europea al fine di: • aumentare la tutela dei clienti, attraverso la puntua-

le definizione di tutta una serie di diritti e doveri per banche e clienti; • migliorare la trasparenza sui servizi di pagamento; • accrescere l’efficienza del mercato dei servizi di pagamento. La nuova Direttiva si applica a tutti i servizi di pagamento in Euro e nelle altre valute degli Stati Membri dell’UE, esclusi i servizi che si basano su titolo cartaceo (assegni, effetti cambiari, ecc.). In particolare i servizi di pagamento interessati dalla PSD sono i seguenti: • i bonifici Italia e nello Spazio Economico Europeo (BOE, SCT, ecc.); • gli incassi commerciali Italia (RID, Ri. Ba., M. AV. e bollettini bancari) e il Sepa Direct Debit (c.d. RID europeo); • i pagamenti e i prelievi con carta di pagamento nei paesi Europei; • il versamento di contanti su un conto di pagamento; • pagamento con bollettino postale, anche se effettuato in banca (bollettini in bianco, premarcati, utenze ecc.); • gli altri servizi di pagamento accessori (es. bollo auto). ¬

Le principali novità operative in vigore dal 1° marzo 2010 Bonifici • Il cliente che vuole disporre un bonifico non può indicare una valuta per il beneficiario antecedente la data di esecuzione del bonifico. • La banca che riceve l’ordine di bonifico dal cliente deve eseguire l’operazione entro la giornata lavorativa successiva alla data in cui il cliente ha disposto l’ordine di bonifico. • La banca è tenuta a mettere immediatamente a disposizione del cliente beneficiario del bonifico le somme accreditate. • Qualora il cliente disponga Bonifici interni (pagatore e beneficiario stessa banca) e giroconti (trasferimento su conti dello stesso cliente) la banca è tenuta ad effettuare l’addebito e l’accredito dell’operazione nella stessa giornata. • Affinché i bonifici vengano eseguiti nei tempi previsti, le disposizioni del cliente devono pervenire alla banca entro l’orario limite indicato dalla banca stessa. In

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Il grande business del futuro Bancassicurazione punta alle polizze vita tradizionali di Matteo Salamini

matteo.salamini@cassapadana.it

N

di 20 anni fa, la bancassicurazione ha vissuto periodi di grande euforia ed altri meno esaltanti. Dopo alti e bassi oggi è diventata il canale di distribuzione più importante a livello europeo nel ramo vita e previdenza. Nel settore danni è rimasta un po’ arretrata ma il ritmo di crescita è ancora sostenuto e la quota di mercato aumenta di anno in anno. In questo settore si deve affrontare l’agguerrita concorrenza di agenti assicurativi e broker che continuano a dominare e dei canali di vendita alternativa (telefono, internet, tabaccherie, poste, concessionarie auto ecc.) che grazie a una struttura a costi bassi, riescono ad offrire tariffe molto competitive. In Italia sembra abbastanza chiaro: il prodotto su cui puntano gli specialisti del vita, sia agenti che promotori finanziari che sportelli bancari sono i prodotti tradizionali legati alle gestioni separate. I primi rendimenti certificati per l’anno 2009 sono per la maggior parte abbastanza attraenti ed in linea con quelli del passato. Per quanto riguarda le nostre polizze con la gestione separata del fondo sereno abbiamo un rendimento lordo del 4,06% mentre per il fondo previcra siamo al 3,75%. Risultati molto incoraggianti e sicuramente positivi visto che sono in linea con gli ultimi 5 anni e in considerazione anche della crisi globale. Non solo, i nostri prodotti sono semplici da spiegare, accessibile per la maggior parte dei potenziali clienti (i premi minimi di versamento sono molto bassi) e soprattutto alla sempre più frequente domanda dei risparmiatori su “cosa c’è dentro al fondo di gestione separata” il consulente può gestire la risposta senza timore di non aver spiegato bene. I prodotti tradizionali risultano anche molto convenienti per il cliente dal punto di vista dei costi . Soprattutto Alto Valore con formula ricorrente (versamenti periodici) o Nuova Sicurcap Special (con versamento in un’unica soluzione) o Vero Valore Top (con cedola) hanno una struttura di costo bassa che si adatta molto bene allo scenario di mercato. Inoltre la gestione separata permette ogni anno il consolidamento del risultato ed il mantenimento nel tempo del valore acquisito. Non è soggetta alle turbolenze dei mercati finanziari e con un rendimento minimo garantito permette sonni tranquilli ai nostri clienti. ¬ ata non più

caso contrario i bonifici dovranno essere considerati come ricevuti il primo giorno lavorativo successivo. Tali orari limite verranno debitamente comunicati alla clientela sia attraverso l’aggiornamento dei contratti che mediante avvisi esposti presso le nostre filiali. • Per la corretta esecuzione del bonifico, il cliente dovrà inserire l’IBAN del cliente beneficiario È importante sapere che nel caso di ordini incompleti la banca non potrà dar corso all’esecuzione dell’operazione. Tuttavia se mancano alcune voci o risulta impossibile eseguire l’ordine, la banca deve informare il cliente dell’impossibilità ad eseguire l’ordine, indicandogli le modalità per correggere l’errore. • Almeno una volta al mese la banca fornisce gratuitamente al cliente che espressamente lo richiede una rendicontazione delle operazioni di pagamento effettuate.

Carte di pagamento e POS Il cliente può contestare un addebito non autorizzato effettuato con carte di pagamento entro un termine prefissato (13 mesi). Nel caso in cui il cliente chiuda anticipatamente un contratto di carta di pagamento la banca ha l’obbligo di restituire al cliente la quota parte di canone per il periodo non utilizzato. Per quanto riguarda i Pos si applica la norma che prevede la disponibilità immediata delle somme al beneficiario così come previsto per gli altri servizi di pagamento. Incassi commerciali (RID, Ri.Ba., MAV e Bollettini Bancari) Per quanto riguarda invece gli incassi commerciali (RID, Ri.Ba., MAV e Bollettini Bancari Freccia) le disposizioni previste dalla PSD entreranno in vigore il 5 luglio 2010, affinché le banche possano adeguarsi alle nuove regole. Per i RID, i Mav ed i bollettini bancari le

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principali novità riguardano la valuta di accredito al beneficiario che dovrà avere la disponibilità immediate delle somme accreditate e la comunicazione al cliente da parte della banca nel caso in cui il RID non possa essere eseguito. Inoltre, per i RID e solo per la tale tipologia di incasso commerciale, il cliente consumatore avrà la possibilità di chiedere il rimborso dell’addebito entro un termine prefissato (8 settimane). Per le Ri.ba (ricevute bancarie elettroniche) oltre a quanto previsto sopra circa la disponibilità immediate delle somme accreditate e la comunicazione al cliente qualora non sia possibile eseguire l’ordine del cliente, le novità attengono alla impossibilità per il cliente di effettuare il pagamento delle stesse oltre la scadenza. Il personale della Cassa Padana rimarrà a disposizione dei soci e dei clienti per ogni chiarimento al riguardo e per assistervi nella nuova operatività.


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Leno,

parola d’ordine concretezza di Benedetta Cherubini

benedetta.cherubini@cassapadana.it

Nell’84 arriva finalmente la laurea in economia, ed inizia il lavoro nel comparto economico/finanziario. Lo attendono due anni nel ruolo di agente assicuratore della FATA (servizi assicurativi dei consorzi agrari), come referente per tutta la provincia di Brescia, negli anni in cui il mondo agricolo aveva ancora un ruolo primario nel nostro territorio. Arriva poi il decollo nel mondo bancario, dall’86 al ’90 presso la consorella BCC di Pompiano e Franciacorta, esperienza che gli ha permesso di arrivare in Cassa Padana nel 1991.

Angelo Rivaroli è il responsabile della filiale di Leno, paese in cui ha sede la Cassa Padana BCC. Angelo ha cinquant’anni, abita nella frazione di Porzano di Leno, è sposato con Milva ed ha due bellissimi ragazzi, Diego di 15 anni e Elisa di 12 anni. Quando non è impegnato a districarsi nella vita famigliare, dedica il suo tempo libero alla corsa podistica – coltivando il sogno di partecipare alla maratona di New York – ed agli adrenalinici ‘sport da poltrona’ come la Formula1 e la MotoGp. Sensibile al mondo sociale che ci circonda, per alcuni anni si è impegnato ad ospitare dei bimbi bielorussi a passare l’estate insieme alla sua famiglia! Altro particolare di Angelo: è un dilettante astronomo, appassionato dell’universo in cui si trova.

Angelo, direi che non ti sei fatto mancare nulla prima di arrivare in cassa padana. Eppure riparti da ‘zero’ visto che la tua filiale porta questo numero? Diciamo che anche nel mondo ‘Cassa Padana’ ho ricoperto diversi incarichi. Un anno come vice responsabile a Bagnolo Mella, due anni presso l’Ufficio Fidi, alcuni anni a presidio della filiale di Manerbio, un anno a Castelletto di Leno. Dal 25 ottobre del 1999 lavoro presso la filiale di Leno Sede, il presidio numero ‘zero’ in quanto filiale storica della Cassa Padana, di cui sono responsabile dal 2002. Quella di Leno è la filiale più ‘grossa’ della Cassa, sia in termini di persone coinvolte che di numeri raggiunti, affiancata anche da un secondo sportello sul territorio comunale dal 2000. La filiale, a dicembre 2009, contava una raccolta diretta di 160 milioni di euro, su un totale di 1,2 miliardi della banca; raccolta che ha vantato una crescita di +4 milioni nel corso della ‘stagnazione’ degli ultimi 12 mesi, contro quella di +19,8 milioni di euro di tutta la banca. Sofferenze a bilancio poche e nessuna causa o controversia aperta con clienti. Con noi la gente si può ancora permettere di parlare a quattrocchi, anticipando i problemi per trovare assieme una strada percorribile prima di essere trascinati dalla burocraticità dei tempi moderni. Anche in quest’ultimo periodo di ristrettezza, le uniche situazioni che ho avvertito un po’ più pesanti rispetto ad altre sono quelle che gravitano attorno ai giovani ed alle famiglie da poco

A

è in Cassa Padana dal primo gennaio 1991 e la sua matricola è la numero 69. Ha iniziato l’esperienza in cassa rurale come vice responsabile della filiale di Bagnolo Mella, anche se già da tempo aveva iniziato a rimboccarsi le maniche. Stare in mezzo alla gente, costruire dei rapporti con le persone ed instaurare dei legami lo caratterizza sin da quando era bambino, quando scrutava ed aiutava i suoi genitori nella gestione del loro bar, e non lo ha fermato nemmeno, durante i mesi estivi negli anni del liceo, una breve parentesi in fonderia. Ai tempi dell’Università si destreggiava come insegnante supplente nella Bassa, per educazione tecnica, matematica ed anche educazione fisica; e non si è fatto mancare nemmeno un’esperienza all’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia), con l’onore di poter vantare la nomina di Ufficiale Tenente. ngelo

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formatisi, che per impegni presi hanno più difficoltà a rispettare scadenze e vincoli. La filiale di Leno mantiene nel tempo il ruolo di tesoriere delle Scuole, mentre da un anno a questa parte è anche gestore della Tesoreria Comunale. Buoni i rapporti con l’Amministrazione Comunale e con la Parrocchia, che cerchiamo sempre di accompagnare nelle difficoltà per sostenere i problemi della comunità, di cui sono importanti punti di riferimento.

Mi

sembra di capire che sei punto di riferimento per

soci, clienti, colleghi. di lavoro?

Cosa

ci dici della tua squadra

La squadra di lavoro è formata da dieci colleghi, dieci persone con proprie particolarità ed un carattere ben deciso, che nel tempo hanno saputo costruire un ottimo clima e lavoro di squadra. Quello che non mi stancherò mai di dirgli è che “bisogna dedicare tempo per costruire delle relazioni, per permettere ai clienti di capire il perché è importante e soprattutto molto positivo lavorare con noi”. La mia filosofia sul lavoro si racchiude in una parola: concretezza. Il fare, l’essere concreti, fare i fatti mentre altre realtà stanno ancora decidendo come muoversi e stanno ancora studiando le strategie per creare chissà cosa... Non ci sono necessità di nuovi prodotti, la necessità è ascoltare la gente che in questi tempi si sente disorientata… Nel mondo delle banche di credito cooperativo molto è stato fatto, ma ancora molto può essere costruito. Se un giovane ha voglia di lavorare, in questo mondo c’è ancora la possibilità di crescere ed ‘affermarsi’, di avere gratificazione dal proprio lavoro, proprio perché il nostro non è un mondo di budget! Una grossa soddisfazione è infatti riscontrare negli anni che diversi colleghi cresciuti con la nostra scuola di insegnamento hanno oggi ruoli di responsabilità nelle nuove zone di espansione della Cassa.

Filiale storica, squadra vincente, tanta soddisfazione. Qualcosa di ‘nuovo’ da raccontarci? La nostra filiale ha origini centenarie, ed è cresciuta con la comunità di Leno. Nel tempo si sono stanziati sul territorio altri cinque istituti bancari, con i quali non si avverte vento di concorrenza. Quello che chiede di nuovo il cliente oggi? Un conto corrente, anche on-line, senza spese, un prodotto semplice e snello… La cosa che rimpiango io oggi? I tempi in cui non c’era così tanta normativa, tanta burocrazia, tutto questo rincorrersi tra scartoffie e mille firme da far apporre sui vari moduli ai clienti… La grossa novità che ci riguarda è la realizzazione della nuova filiale di Leno, un progetto in corso di valutazione dei tecnici, che nel giro di qualche anno vedrà nascere nel terreno antistante Villa Seccamani uno spazio multi servizi. Una struttura che accoglierà la filiale dagli spazi molto più capienti, alcuni uffici di supporto delle filiali della banca, una sala convegni per circa 700/1000 persone, il tutto affacciato su di una piazza di 4.000 mq come punto aggregativo ed un parcheggio nel piano interrato con più di un centinaio di posti. ¬ Una considerazione di Angelo... Visto che ho l’opportunità, ringrazio sinceramente tutti i colleghi che lavorano con me: la mia validissima Vice Ilenia, l’esperta Cristina responsabile delle Casse, il nostro referente in titoli Emilio, Giancarlo specializzato in Fidi e Tesoreria, i quattro instancabili delle casse Roberto, Paola, Dario e Simona, e l’insostituibile Giammario. Ognuno riesce con le proprie caratteristiche a portare positività al gruppo, con entusiasmo e grande voglia di collaborare, per rendere possibile questa mia seconda ‘impresa famigliare’. Un ringraziamento particolare al Capo Area Tarcisio Priori che è sempre disponibile e sensibile alle nostre esigenze, alla Direzione che ci dà autonomia e naturalmente a tutti gli amici colleghi degli uffici interni.

Una considerazione dell’intervistatrice... Fare l’intervista ad Angelo non è stato semplice: collaboratori che avevano bisogno di conferme, quesiti legali da risolvere, colleghi di altre filiali con la necessità di consulti operativi urgenti... Quando gli ho chiesto come fa ad aver sempre un sorriso ed una parola buona per tutti, Angelo mi ha guardato con quell’aria di buon padre di famiglia e mi ha detto: “Ho la fortuna di avere tanta pazienza, che mi permette di tirar fuori da ognuno il meglio che ha”. Angelo è così, noi colleghi lo sappiamo, e lo sanno anche i clienti o i soci che lo hanno avuto come accompagnatore nelle gite sociali che ogni anno la Cassa Padana organizza. La sua natura gioviale, la sua curiosità per la cultura e per la storia in generale lo rendono un piacevole ‘compagno d’avventura’ per tutte le età!

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In piedi, da sinistra, Emilio Donelli, Ilenia Capuzzi, Dario Franchi, Cristina Ferrari, Roberto Frutta, Simona Oliviero, Giammario Zicchetti, Giancarlo Merigo. Al centro seduti: Angelo Rivaroli e Paola Caifa


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banca

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Distretti

nuova occasione per l’agricoltura Vantaggi per gli operatori lombardi che operano in filiera di Marco Tabladini

Gruppo Impresa info@gruppoimpresa.it

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Regione Lombardia ha recentemente stanziato 300 mila euro per l’accreditamento dei distretti agricoli. Si tratta di un’opportunità di sviluppo per produzioni certificate e tutelate, per realtà agricole caratterizzate da un’identità storica e territoriale o per comparti agroindustriali a elevata specializzazione. La Regione distingue a tal proposito tre tipologie di distretto: il distretto rurale, il distretto agroalimentare di qualità, e il distretto di filiera. Nello specifico le filiere interessate sono quelle relative al lattiero-caseario con 11 formaggi; carne con 9 prodotti; olio d’oliva con 2 oli; frutticola con 2 prodotti, e produzioni viticole con 5 produzioni DOCG, 14 DOC e 14 IGT. L’accreditamento del distretto deve essere promosso da un gruppo di imprese che illustrino la rappresentatività in termini di numero di a

imprese aderenti, di significatività a livello settoriale o territoriale, di disponibilità del patrimonio scientifico e tecnologico. Rientrano fra le categorie di soggetti ammissibili le imprese agricole e agroalimentari, i consorzi e le società consortili, le imprese a partecipazione mista pubblico-privato operanti in filiere agricole e le imprese operanti in filiere collegate come il turismo e l’artigianato. Ad avvenuto accreditamento le imprese devono costituire una società di distretto, la quale potrà richiedere un contributo di avvio per un massimo di 60 mila euro a copertura dei costi sostenuti per servizi di consulenza, collaborazioni professionali, e spese notarili. I distretti accreditati potranno poi promuovere azioni per lo sviluppo dell’innovazione e dell’internazionalizzazione delle imprese aderenti, per la sostenibilità ambientale, non-

ché l’attivazione di servizi per lo sviluppo aziendale, anche a carattere logistico. Potranno inoltre presentare, a nome del distretto o delle imprese, richieste di accesso alle agevolazioni nonché effettuare presso lo sportello unico gli adempimenti relativi ai procedimenti amministrativi relativi agli insediamenti produttivi. Il termine per la presentazione delle richieste di accreditamento alla Regione Lombardia è il 15 giugno. Ricordiamo inoltre che per il settore agricolo ed agroalimentare restano in vigore fino alla fine del 2013 gli incentivi previsti dal Piano di Sviluppo Rurale. In particolare per le imprese agricole l’opportunità è di finanziare parte dei costi sostenuti per l’ammodernamento delle aziende, la diversificazione delle attività non tradizionalmente agricole, quali l’agriturismo, la produzione di energia e il turismo rurale. 12

A titolo d’esempio attraverso la misura 311 B la Regione Lombardia sostiene la realizzazione di impianti fino ad 1 Mw per la produzione di energia a favore di utenze locali. Gli impianti devono essere alimentati con materie provenienti in prevalenza dalle stesse aziende agricole, quali i residui organici provenienti da rifiuti, vegetali in decomposizione, liquami zootecnici o fanghi di depurazione. L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale o in conto interessi pari al 40% della spesa ammessa. In questo caso le domande possono essere presentate a sportello alla Provincia sul cui territorio si attua l’investimento. ¬

PER SAPERNE DI PIÙ Gruppo Impresa Tel 030 23.069.04 info@gruppoimpresa.it www.gruppoimpresa.it http://www.agricoltura.regione.lombardia.it


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pr o g etti 1

Il ministero della sanità italiana definisce con il decreto n. 136 del 17 gennaio 1997 il terapista occupazionale come colui che opera nell’ambito della prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da disordini fisici, psichici, sia con disabilità temporanee che permanenti utilizzando attività espressive, manuali rappresentative, ludiche, della vita quotidiana. Il terapista occupazionale, in riferimento alla diagnosi medica, in collaborazione con altre figure socio-sanitarie come la logopedista e la neuropsicologa effettua una valutazione funzionale e psicologica del soggetto ed elabora anche in equipe multidisciplinare un programma riabilitativo volto all’individuazione ed al superamento dei bisogni della persona. Utilizza attività sia individuali che di gruppo, partecipa alla scelta e all’ideazione di ortesi congiuntamente o in alternativa a specifici ausili, propone, ove necessario, modifiche dell’ambiente di vita collaborando con i famigliari o con chi gestirà il caregiver. Sinteticamente possiamo dire che tale attività permette alla persona di recuperare tutte quelle funzionalità basilari per rendersi autonomo, come ad esempio: allacciarsi le scarpe, abbottonarsi i vestiti, farsi la barba, ma anche attività abituali e usuali nell’ambiente domestico come ad esempio preparare il caffè avvitando la caffettiera o impastare o rassettare la biancheria. Sembrano funzioni banali, ma per una persona che ha subìto un trauma o una paralisi diventano attività da “tornare ad imparare” con grande impegno e difficoltà. L’attività include anche

La terapia occupazionale Per un paziente in piena autonomia con una migliore qualità della vita di Annalisa Bazzana

annalisa.bazzana@cassapadana.it

» Cinzia Roncali, terapista occupazionale del Dominato Leonense Sanità.

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riabilitativo previsto per i pazienti ricoverati nella UO Riabilitazione della Dominato Leonense Sanità è stata inserita anche l’attività della terapia occupazionale. Il suo obiettivo è quello di riattivare le capacità residue del paziente negli ambiti dell’autonomia, dell’indipendenza, della produttività, del tempo libero. La terapia occupazionale risulta fondamentale per condurre il paziente ad una rivalutazione delle proprie capacità espressive-creative, per stimolare le funzioni cervicali superiori, per migliorare lo stato funzionale e la coordinazione muscoloscheletrica con conseguente miglioramento dello stato psicologico e maggiore facilità nella riacquisizione del più alto livello di autonomia ed indipendenza. el programma

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un recupero della “socialità” della persona, pertanto questa terapia viene svolta anche in gruppo. Il terapista occupazionale usa in modo mirato la conoscenza e le capacità tecniche di cui dispone per: sostenere il paziente nell’intento di riconquistare le capacità fisiche, cognitive, emotive e sociali; aiutarlo ad assumere nuove capacità d’azione; fornirgli il supporto necessario per adeguare il proprio ambiente alle nuove necessità del suo stato di salute. Nella stanza dedicata alla terapia occupazionale è presente una piccola cucina che serve da supporto a tutte le attività specificate sopra. Fra gli strumenti utilizzati un computer con tastiera touch screen e una serie di software per il recupero di alcune funzionalità, come quella dell’attenzione. Questo ausilio, oltre ad una macchina per cucire, è stato donato grazie all’intervento di una degente che si è fatta promotrice dell’iniziativa. Ai pazienti viene data la possibilità di dedicarsi ad attività ludiche come il gioco di carte, o la lettura di libri che sono messi a disposizione nella piccola biblioteca, ma anche ad hobby particolari come il decoupage e la pittura; la stanza infatti è adornata dai quadri realizzati in questi anni da alcuni degenti che, attraverso la pittura, hanno espresso i propri sentimenti e le proprie emozioni, che diversamente non avrebbero potuto o voluto manifestare. Sempre grazie ad una ulteriore donazione sono stati forniti speciali ausili, come infilacalze e infilabottoni, porta bicchieri e coltelli con impugnature particolari, che aiutano il paziente a diventare autonomo nella vestizione e nell’alimentazione. ¬


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pr o g etti 2

Se son rose... fioriranno Domenica 2 maggio a Leno una giornata dedicata alla regina dei fiori

di Paola Zani

paola.zani@cassapadana.it

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e son rose fioriranno” è una manifestazione giunta alla sua VII edizione. Il 2 maggio prossimo sarà ospitata, per la prima volta, a Leno, in Villa Badia. Ponte fra l’iniziativa e la location è la cura che i monaci benedettini dedicavano a questo fiore nei monasteri. Nata dalla mente di un gruppo di appassionati, l’evento quest’anno deve la sua organizzazione a Fondazione Dominato Leonense, Cassa Padana, ProLoco e Comune di Leno, oltre ovviamente ai fondatori storici. “Se son rose fioriranno” è una mostra-mercato di rose in vaso e recise, con l’obbiettivo di offrire al visitatore un’ampia panoramica: dalle rose antiche (quelle selezionate prima dell’avvento degli ibridi di tea nella seconda metà dell’Ottocento), a quelle moderne, dalle “inglesi” alle rifiorenti e non, dalle profumate (con grande mescolanza di fragranze) oppure no, a quelle a cespuglio, rampicanti, ad alberello… Saranno inoltre esposti dipinti e oggetti d’artigianato, complementi d’arredo, bigiotteria, ceramiche in cui l’immagine della rosa la fa da padrona; ed infine editoria in tema, torte di rosa, prodotti per la coltivazione. Ma non sarà solo un mercatino. Il visitatore potrà godere di musica, animazione per i bambini e film, ma soprattutto, potrà avvicinarsi al mondo della natura e della rosa attraverso le appassionate conferenze. Nelle sale espositive di Villa Badia saranno esposti quadri a olio e serigrafie del pittore Luca Bellandi e le tavole che illustrano il racconto di Oscar Wilde “L’usignolo e la Rosa” firmate dall’artista Maurizio Baselli. ¬

L’orto e i suoi segreti Corsi a Villa Badia di Leno dal 7 al 28 aprile e dal 13 aprile al 4 maggio Curare l’orto di casa sembra difficile? Non è più un problema… Nell’Anno Internazionale della Biodiversità – dichiarato dalle Nazioni Unite per celebrare la vita sulla terra ed il valore della biodiversità nelle nostre vite – il gruppo “Se Son Rose Fioriranno” propone due corsi di orticoltura hobbistico-familiare con applicazione del metodo biologico che si terranno in Villa Badia a Leno dal 7 al 28 aprile e dal 13 aprile al 4 maggio. Quattro lezioni a cadenza settimanale – i mercoledì e i mertedì dalle 20.30 alle 22.30 – tenute dal Prof. Francesco Luca Cacciatore,

docente presso l’ITAS G. Bonsignori di Remedello. Diversi e molteplici saranno i temi che si affronteranno durante i corsi. Dall’importanza dell’orto familiare e alla conoscenza delle condizioni e delle caratteristiche dell’ambiente locale all’impianto delle piante nel proprio orto domestico; dall’utilizzo del tunnel per anticipare o ritardare la crescita, alla scelta delle piante più idonee. Dalla concimazione, irrigazione, trattamenti naturali per prevenire alla cura delle patologie e dei danni causati dagli insetti. Si parlerà anche di agricoltura biologica e biodinamica secondo il metodo di Rudolf Steiner. p.z.

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Corsi di Orticoltura hobbistico-familiare con applicazione del metodo biologico Relatore: Prof. Francesco Luca Cacciatore 1° Corso mercoledì 7, 14, 21, 28 aprile 2010 ore 20:30-22:30 2° Corso martedì 13, 20, 27 aprile e 4 maggio 2010 Villa Badia, Via Marconi 28 Leno (Bs) Costo: € 30,00 Per informazioni ed iscrizioni: Daniela, cell. 331-6415475 (in orario d’ufficio) sesonrosefiorirannobs@gmail.com http://sesonrosefioriranno.tk


Da pagani a cristiani: la chiesa dei Santi Nazzaro e Celso nella storia del territorio Convegno a Leno il 5 giugno di Paola Zani

paola.zani@cassapadana.it “Da pagani a cristiani - L’evangelizzazione della pianura bresciana e la chiesa dei Santi Nazzaro e Celso di Leno” è il titolo del convegno organizzato dalla Fondazione Dominato Leonense e da Cassa Padana sabato 5 giugno presso la chiesa stessa dalle ore 9,00. Nel pomeriggio verrà celebrata la Santa Messa e a seguire il concerto di Duo d’arpa con Don Lorenzo Montenz e Cristina Ghidotti. Occasione dell’evento sono stati gli scavi archeologici e i ritrovamenti che hanno permesso di approfondire il periodo storico di riferimento e di analizzare la divulgazione del cristianesimo nella pianura. Alle ore 9,00 ci saranno i saluti di Vittorio Biemmi, Presidente della Fondazione Dominato Leonense, di Giovanbattista Targhetti, Abate di Leno, e di Pietro Bisinella, Sindaco di Leno. Il professor Angelo Baronio introduce il tema e coordina gli interventi: Divinità e culti pagani nella pianura a nord del Po in età tardo antica Gabriella AMIOTTI Università Cattolica del Sacro Cuore – Brescia

Archeologia dei luoghi di culto pagani tra Adda e Mincio dall’Età del Ferro alla Tarda Antichità Antonella BONINI - Archeologa

La diffusione del Cristianesimo a nord del Po: tra successi e resistenze Cesare ALZATI Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano

Terroir d’Autore, grandi vini a Palazzo di Giulio Napolitano

giulio.napolitano@cassapadana.it

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erroir d’autore”,

organizzato da Fondazione Dominato Leonense, Fondazione Pianura Bresciana, Enoteca Boero, con il patrocino del Comune di Cigole e della Provincia di Brescia, la partnership dell’AIS Lombardia e con la collaborazione dell’azienda veronese “Qualità Club”, è un evento sul vino al quale parteciperanno piccoli ma grandissimi produttori, ognuno espressione di differenti “Terroir”. Differenti storie, differenti filosofie di produzione, ma uniti tutti da grande qualità, passione, umanità e amore per le proprie radici e per le tecniche di vinificazione antiche ma naturali. L’evento si svolgerà a Palazzo Cigola Martinoni, a Cigole, nella bassa pianura bresciana. La scelta di questa location non è casuale: i grandi vini sono espressione di piccoli territori vocati e di persone che difendono le proprie tradizioni e storie. La pianura non è zona di produzione di vini ma è da sempre zona di vendita e soprattutto zona di produzione dei più importanti prodotti agroalimentari, culla della tradizione culinaria del Bresciano, Cremonese e Mantovano. Cigole inoltre è centro di studio e produzione di un antico frumento, il monococco, dalle importanti caratteristiche salutari e ambientali, espressione della tradizione e della storia di questi luoghi. Terroir d’Autore sarà occasione per degustare fantastici vini proposti in abbinamento a grandi salumi italiani e spagnoli – come il Pata Negra – ai formaggi italiani e francesi. Un connubio tra diversi territori non in contrasto ma in rapporto: quindi grandi Champagne, Bordeaux, Borgogna, Loira insieme ai nostri pro-

dotti dai Franciacorta alla Langa, dal Lugana al Salento, dalla Valpolicella al Conero. L’ingresso avverrà attraverso l’uso di un ticket a tagliandi staccabili che darà diritto, in aggiunta ovviamente alla degustazione degli oltre cento vini delle 40 aziende presenti di cui 12 francesi, a 4 assaggi: assaggio gastronomico Salumi di Valentino; assaggio gastronomico Il Poggio Cinta Senese; assaggio gastronomico TrotaOro; un caffè della DBM. L’evento sarà arricchito anche dalla presenza di diverse altre attività e aziende: l’artigiano artista del ferro battuto Giuseppe Barborini mostrerà i suoi lavori, l’artista Andrea Cadenelli esporrà nel salone principale del Palazzo. ¬

Terroir d’Autore Domenica 25 e lunedì 26 aprile (per gli operatori del settore) Dalle 10 alle 19 Palazzo Cigola Martinoni Via Roma, 19 25020 Cigole, Brescia Ingresso: 10 € - Il lunedì gli operatori di settori entrano gratis www.terroirdautore.com

La chiesa dei Santi Nazzaro e Celso e gli assetti organizzativi ecclesiastici nella pianura bresciana Gabriele ARCHETTI Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano

Le Stanze della Storia, ritratti da una Collezione privata

Chiese tardoantiche e altomedievali della pianura bresciana: il quadro archeologico aggiornato

Cinque secoli di storia e di umanità trasmessaci su tela dai grandi artisti del passato: Moretto, Romanino, Ceruti e altri. Le tele, tutte provenienti da collezione privata, saranno al centro della mostra allestita nelle stanze del castello ed immerse nel tempo in cui i personaggi ritratti hanno vissuto: i mobili, gli oggetti, i suoni e i profumi. Un’esplorazione sensoriale ed emotiva che porterà lo spettatore, proiettato dall’incontro con il dipinto a “vivere” le emozioni dell’epoca.

Andrea BREDA Soprintendenza Archeologica della Lombardia

Il sito archeologico di San Nazzaro e Celso: un palinsesto dell’insediamento rurale romano e medievale Denise MORANDI – Archeologa

Paolo PIVA Università degli Studi di Milano

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La chiesa dei Santi Nazzaro e Celso: una testimonianza significativa dell’architettura ecclesiastica nelle campagne padane altomedievali

Una delle opere esposte alla mostra

Castello di Padernello Borgo San Giacomo Dal 17 aprile al 27 giugno 2010 Il biglietto d’ingresso è 5,00 euro. Sarà aperta al pubblico il sabato e la domenica, durante la settimana solo su prenotazione.

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Informazione e prenotazioni: Fondazione Castello di Padernello, v. Cavour 1 Padernello di Borgo San Giacomo (Brescia) tel 030 9408766 www.castellodipadernello.it info@castellodipadernello.it


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Francesco Pistoja,

da Isola Dovarese alla Storia d’Italia Un video e un libro per raccontare la sua vita di Barbara Ponzoni

barbara.ponzoni@cassapadana.it

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e la storia dell’umanità è fatta da persone speciali e dalla loro volontà di mettersi in gioco, allora quella dell’Italia è intessuta strettamente con la vita del cremonese Francesco Pistoja. La sua importanza sia per Isola Dovarese, dove nacque nel 1838, che per tutto il Paese, è nota. La sua vita di soldato, deputato, uomo di cultura, protagonista indiscusso di anni salienti della storia italiana ha convinto Cassa Padana – anche grazie all’intuizione del direttore generale Luigi Pettinati – a realizzare un video, di circa 15 minuti, per ricordarlo e raccontarne le gesta. Il progetto si inserisce in un contesto più ampio. Per la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, che si celebra nel 2011, Cremona ha infatti istituito una commissione prefettizia, di cui fa parte anche Cassa Padana, con

l’obiettivo di promuovere e coordinare le iniziative sul territorio cremonese. Cassa Padana produrrà non solo il video. In collaborazione con l’Archivio di Stato e la Biblioteca Statale di Cremona e il Comune di Isola Dovarese contribuirà anche alla realizzazione di una mostra di documenti e foto originali dell’epoca e a una pubblicazione sulla storia di Pistoja. Nato a Isola Dovarese nel 1838, figlio di gente umile, per avere un’educazione Francesco Pistoja entra in seminario. Ma nel 1859, dopo una rocambolesca fuga, si arruola nell’esercito. Vive in prima persona le giornate di Solferino, una traumatica esperienza che caratterizza tutta la sua esistenza. Si distingue per gesta e atti di coraggio e diventa presto luogotenente, promosso sul campo. In quei giorni Pistoja scrive ai familiari e con parole

semplici, poetiche ma allo stesso tempo precise, fotografa uno dei più importanti momenti della storia italiana. Dopo questo burrascoso inizio decide di rimanere fra le fila dell’esercito e frequentare una scuola militare. Percorre tutte la tappe della carriera militare fino ai massimi livelli diventando Generale di corpo d’armata. È insignito della medaglia d’oro Mauriziana, prestigioso riconoscimento per i 50 anni di servizio alla Patria. Anche la carriera politica lo vede protagonista. Per quattro legislature è deputato, dal 1900 al 1920, nel distretto di Casalmaggiore. Poi dal ’20 diviene senatore del Re. Non era solo una carica onorifica, Pistoja era molto combattivo e attivo. A lui si deve una prima ri16

duzione della leva, da tre a due anni. Inoltre si batte per avere la ferrovia che da Cremona passava per Isola Dovarese, sostiene l’idea della tranvia, che da Cremona andava ad Asola, e il progetto del ponte di Isola Dovarese. Viene coinvolto nella commissione di Caporetto e rappresenta la Casa Reale Italiana nella delegazione per l’incoronazione dello Scià di Persia, nei primi anni del Novecento. Andrà a lui il dono che lo Scià fa al Re: 4 palandrane d’elefante di tessuto broccato che attualmente sono alle pareti di una casa privata di Isola Dovarese, come tappezzeria. Oltre alla politica aveva una grande passione: le meridiane. Molte ne ha costruite personalmente, alcune sono presenti e funzionanti in paese. La passione per la scienza e i numeri nasce negli anni in cui lavora al Centro di statistica e topografia militare. In quegli anni è inoltre molto amico di Ciro Chistoni, nato a Ostiano e morto a Fontanella. Scienziato a 360 gradi, specializzato in fisica, astronomia e vulcanologia, studioso delle radiazioni dell’aria, Chistoni è noto per essersi calato nel Vesuvio ai primi del Novecento. ¬


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È tempo di ‘Alzheimer Cafè’ di Benedetta Cherubini

benedetta.cherubini@cassapadana.it

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l morbo di Alzheimer è una malattia cronico-degenerativa del cervello che determina una progressiva compromissione delle facoltà mentali. Le manifestazioni iniziali della malattia sono spesso le modificazioni del carattere e il sospetto nei confronti di altre persone. I sintomi principali della malattia sono il disturbo della memoria e il disorientamento, a cui in un secondo momento si uniscono i disturbi del linguaggio, la capacità di ragionamento e di fare le cose. La ricerca medica, pur avendo acquisito un’enorme mole di conoscenze, non ha ancora dato risposte farmacologiche efficaci alla sua cura, né si prevedono per il prossimo futuro. È quindi necessario un grande impegno per rinforzare gli interventi sia sul versante psicologico sia su quello sociale. Per venire in aiuto agli ammalati ed alle loro famiglie. È in questa logica che si colloca l’esperienza dell’Alzheimer Cafè, servizio nato nel 1997 in Olanda per offrire un luogo di socializzazione adeguato a persone affette da Alzheimer e di supporto alle famiglie nella cura a casa del congiunto, per permettere loro di uscire dall’isolamento. L’Associazione Volontari Casa di Riposo Paolo VI, dopo molti anni di esperienza con gli anziani della Casa di Riposo a Bagnolo Mella, ha potuto osservare che intorno ai malati di Alzheimer si crea una realtà estremamente complessa, caratterizzata principalmente dalla solitudine di chi si prende cura del malato. L’avvento della malattia rappresenta infatti, per la maggior parte delle famiglie, un peggioramento della propria libertà e autonomia, così come per le relazioni sul posto di lavoro e con gli amici. Ci si isola, non si ha più tempo da dedicare a se stessi, ci si sente soli e smarriti anche a causa di assistenza, servizi, informazioni insufficienti. L’insieme di tutti questi elementi indica come sia importante intervenire a favore delle famiglie che vengono colpite da questa malattia e per questo l’Associazione Volontari Casa di Riposo Paolo VI ha deciso di sperimentare per il 2010 un progetto di ‘Alzheimer Cafè’, grazie al supporto della Fondazione Casa di Riposo di Bagnolo Mella presso la quale opera, alla Fondazione della Comunità Bresciana Onlus, a Cassa Padana. L’obiettivo è quello di creare una rete in grado di realizzare una terapia di sostegno che offra alle famiglie occasioni di incontro e di supporto nella cura a casa del congiunto, e ai malati momenti di socializzazione e riabilitazione. Il progetto bagnolese prevede una serie di incontri mensili che si tengono in Casa di Riposo, in un ambiente studiato e strutturato, in grado di tener conto delle esigenze dei malati di Alzheimer e dei loro familiari. Ci saranno la ‘zona bar’ e altri punti della struttura nei quali i familiari, con il supporto

Per saperne di più Associazione Volontari Casa di Riposo Paolo VI Via Pedrocca, 7 25021 Bagnolo Mella (BS) Tel 030 6821515 interno 7 anim.rsabagnolo@alice.it

di personale competente (medico, psicoterapeuta, animatrice, musico terapista, personale ausiliario), potranno esprimere le loro difficoltà nella gestione quotidiana del congiunto, ricevere informazioni sui diversi aspetti della malattia, sulla sua evoluzione e sul come mantenere aperta la comunicazione, offrendo contemporaneamente ai malati un vero e proprio intervento riabilitativo (una riabilitazione cognitiva seguita da musicoterapia, danza-terapia ed altre terapie occupazionali). Questo ciclo di incontri – che terminerà a settembre con un momento conclusivo e di riflessione – è un primo passo per favorire il mantenimento e il potenziamento dei contatti sociali, per creare reti di solidarietà tra le famiglie e le diverse realtà del territorio, così da tardare il più possibile l’eventuale inserimento delle persone anziane nelle strutture protette, come le Case di Riposo. ¬ 17


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La rinascita del Paraguay di Elisabetta Berto

elisabetta.berto@cassapadana.it

» Il Palazzo del Governo paraguayano. Nella foto in basso, la cooperativa Santo Domingo ltda.

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di sera. Esco a fare una passeggiata per il centro e l’aria è un phon naturale per i miei capelli bagnati. Asunción inizia a prendere fiato dopo un giorno rovente che ancora a quest’ora segna i 35 gradi, ma molto più clemente dei 46 di una settimana fa. Mi avventuro, tra strade semi-deserte – saranno tutti nei giardini e nelle verande di casa a bersi un tereré – imbocco calle Ayolas diretta al fiume Paraguay e riscopro, ono le otto

un pensiero che mi attraversa fugace la mente: in passato, un decreto condannava a essere “sparato a vista” chiunque fosse stato scoperto a guardare il palazzo, i suoi portici e le sue finestre. Le cose sono cambiate, ora, ma le guardie armate sono ancora lì e decido di accontentarmi delle foto della prima missione in Paraguay. L’immobilità della sera mi fa pensare che forse, da novembre 2008, quando fummo invitati a conoscere

compiaciuta, l’immobilità marmorea del Palazzo di Governo, ispirato alla Reggia di Versailles. La tentazione di scattare una foto è subito forte, con questo tramonto sul fiume, il cielo terso e la sensazione di benessere tipica dei posti molto caldi che si stupiscono alla sera di avere superato indenni l’ennesima giornata infernale. Ma mi trattiene

il presidente Fernando Lugo, non è cambiato nulla: le stesse macchine senza targa che girano per le strade, la stessa sensazione che nulla può essere fatto per cambiare il destino di questo Paese, un tempo il più florido dell’America Latina. Ma, parlando con i cooperatori che incontriamo, emerge un primo dato positivo: innanzitutto, è già molto pensare che Lugo abbia ancora le redini del Governo dopo un anno e mezzo dall’assunzione del potere, e, comunque, tra mille difficoltà e con tempi biblici, iniziano ad apparire i primi segni del cambiamento soprattutto nell’ambito della salute, con

Un progetto in divenire La volontà di collaborare su un progetto in Paraguay nasce nel 2008, su richiesta di alcuni esponenti della comunità paraguaiana immigrati in Argentina. Con l’elezione a presidente della repubblica di Fernando Lugo dopo anni di dittatura e di governo del partito unico, il Paese cerca il cambio politico, economico e sociale anche attraverso il rafforzamento delle cooperative di risparmio e credito. Dopo una prima missione a novembre 2008 volta a conoscere il presidente Lugo e il movimento di credito cooperativo paraguaiano, Cassa Padana è tornata a febbraio 2010 per incontrare alcune cooperative, che nella maggior parte dei casi sono “multi-attive”, ossia svolgono diverse attività tra le quali quella della cooperazione di credito. Il progetto che ne sta nascendo è quello di aiutare le cooperative di più piccole dimensioni nella costituzione di una loro federazione, che all’inizio possa fornire un valido supporto a livello politico e tecnico e che in un futuro non lontano possa anche soddisfarne le esigenze finanziarie.

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l’accesso gratuito ai servizi sanitari pubblici. Certo, dalla viva voce dei paraguaiani si percepisce che la mancanza di uno sbocco al mare, la “mediterraneidad” come la chiamano loro, è vissuta ancora come un grande handicap, un “difetto di nascita”, ma il Paese continua ugualmente nel suo tentativo di riaffermarsi e cercare un ruolo attivo nel contesto geopolitico del cono sud. Lo fa anche attraverso questa fitta rete di api operose che sono i cooperatori, che non hanno mai smesso di lottare, durante l’epoca della dittatura nell’ombra, ora alla luce del sole, nella convinzione che solo chi è solidario può costruire scenari alternativi, mondi possibili. Molte delle cooperative paraguaiane nacquero proprio durante la dittatura di Stroessner grazie alla protezione delle chiese. Per questo portano nomi di santi. Il movimento vive oggi una spaccatura tra le cooperative di più grandi dimensioni, ormai per la maggior parte dimentiche dei valori che le fecero nascere, e quelle più piccole, ogni giorno in lotta per la sopravvivenza. Noi di Cassa Padana, durante questa missione che ci ha visto in Sud America lo scorso febbraio, accettiamo di conoscere queste ultime in un tour di due giorni intenso ma estremamente interessante. Le realtà visitate sono eterogenee fra loro: conosciamo cooperative appena nate, con un solo locale in affitto che svolgono un’intermediazione finanziaria ancora tutta manuale grazie, in genere, ad appena un paio di persone volontarie perché la cooperazione è un po’ come la chiesa, si fa servizio gratis. Oppure ci lasciamo intenerire da una cooperativa

di pensionati che, un po’ alla “Cocoon”, vivono una seconda giovinezza riuscendo a mantenere ancora figli e nipoti agli studi grazie ai prestiti concessi agli over60. Infine, ci colpisce un cooperatore di vecchia data che, sotto un mango, ci racconta della sua cooperativa che incentiva il consumo di prodotti biologici attraverso mercatini di produttori organizzati nei propri locali ogni giovedì e che sopravvisse al fallimento, nel 1993, della banca in cui aveva depositato tutto il proprio capitale. Lo stesso cooperativista ci racconta di averci quasi preceduto nella ricerca di relazioni internazionali tra crediti cooperativi con un viaggio in Italia, decenni fa, per conoscerne la cooperazione e che tutti i libri regalati negli incontri da lui fatti gli vennero confiscati al ritorno in aeroporto ad Asunción perché, secondo la dittatura, incitavano al “comunismo”. Difficile capire in soli due giorni in cosa si può essere utili a queste persone, ma, per l’ennesima volta, sono loro ad essere propositivi: l’idea che nasce dagli incontri è che, forse, l’unico modo per permettere a queste cooperative di rafforzarsi è aiutarle a costituire una propria federazione, dai costi associativi non proibitivi come le tante già esistenti in Paraguay e, per questo, inaccessibili ai più. Una federazione che, però, nasca con un’idea moderna di credito cooperativo, con una logica di apertura e a disposizione di tutte le cooperative che condividono la stessa idea. Una federazione che sia seme di cambiamento. Di fatto, come cantavano Lugo e Chavez durante la cerimonia di assunzione del presidente al potere il 15 agosto del 2008, “Todo cambia”. ¬

Stage in Cassa Padana, riflessioni a margine guardando all’Argentina di Tulio Di Paolo

membro del comitato esecutivo della futura Cassa di credito cooperativa Mendosur Ltda. (Argentina) e studente del Master in Internazionalizzazione dello Sviluppo Locale presso l’Università di Bologna Già in Alvear, mi siedo a esprimere qualche riflessione sulla mia esperienza in Cassa Padana fatta quest’inverno. Dal punto di vista personale è stato un periodo molto interessante. Ho conosciuto un gruppo di persone eccezionali, con cui ho condiviso interviste, caffè, cene e bei momenti. Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno regalato un poco del loro tempo per parlare con me e per spiegarmi il loro lavoro. I colloqui sono stati molti e diversi e mi hanno permesso di avere una visione globale della banca, sebbene abbia trascorso buona parte del mio periodo con la divisione di servizi ai soci e al territorio. Il mio stage in Cassa Padana si è svolto essenzialmente nell’ufficio di relazioni internazionali dove lavora Elisabetta Berto. Per quello che ho potuto vedere questo ufficio e questa divisione sono una delle differenze di Cassa Padana nei confronti del resto delle istituzioni finanziarie e Banche di Credito Cooperativo italiane. Poter contare su una divisione la cui missione sia portare avanti i principi della mutualità spiega in parte il fatto che un’entità finanziaria sviluppi progetti tanto eterogenei come quelli che ho potuto conoscere. Quello che voglio mettere in risalto è l’importanza che progetti di questo genere avrebbero in una regione come il sud della provincia di Mendoza, dove io vivo. Mettendo a confronto il sistema finanziario argentino, quello delle banche commerciali italiane e il movimento delle Bcc d’Italia, il terzo dimostra di essere il più innovativo e, al suo interno, Cassa Padana occupa un ruolo importante. Soprattutto in materia di internazionalizzazione, dove le Bcc giocano e giocheranno un ruolo importante per il fatto di essere il nesso tra il territorio e l’estero. Ad oggi, Cassa Padana è una delle Bcc che maggiormente conosce il contesto internazionale, avendo coscienza non solo delle differenze culturali di popoli e regioni ma anche dei loro punti di forza economica e dei vantaggi che possono portare. Questo fa di Cassa Padana un partner molto importante nel processo di internazionalizzazione delle regioni e quindi nel sostenere lo sviluppo locale. Una questione di non minor importanza se ci confrontiamo con la realtà che ci circonda. L’essere internazionale di Cassa Padana non rappresenta solo una potenzialità economica e strategica, ma anche culturale. In tema di economia della conoscenza è evidente il livello di innovazione di Cassa Padana rispetto ad altre istituzioni con ruoli simili. Oggi Cassa Padana sta accumulando tanta conoscenza su differenti esperienze internazionali, che devono essere capitalizzate in quello che si chiama Capitale intellettuale di una organizzazione. L’insieme di conoscenze (di tutti i tipi) che si accumulano attraverso le relazioni internazionali deve essere trasmesso ai dipendenti della banca, ai soci, ai clienti, e a tutto il territorio. Sebbene oggi ci siano tanti canali di comunicazione, tanto all’interno come all’esterno della cooperativa, che permettono di trasmettere queste esperienze, mi chiedo: saranno mezzi efficaci ed efficienti? Non ho risposte, ma mi piacerebbe riflettere su questo. Come giunta promotrice della Cassa di Credito Cooperativa Mendosur Ltd. siamo ancora lontani dalla necessità di fare riflessioni di questo genere. Ma nascere studiando la realtà di Cassa Padana ci permette di imparare fatti e bisogni di un Paese come l’Italia, diverso e distante ed è proprio così che si possono sviluppare grandi innovazioni e saperi. A questo punto del nostro percorso di creazione della cassa, penso che per noi la sfida sia quella di sviluppare un capitale sociale che permetta di diventare davvero una banca di relazione e poi partire da questa base per contribuire al meglio allo sviluppo culturale ed economico sia del mio Paese, l’Argentina, che dell’Italia.

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inc o ntri di Valerio Gardoni

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porticato la signora Giovanna. Testa china e mani che fanno danzare i fuselli sul tombolo. Le dita si muovono veloci come pizzicassero fili di un’arpa. Mi saluta solo dopo aver fissato con uno spillo sul cilindro del tombolo un complicato passaggio di un intreccio di pura seta. Il benvenuto è stato suonato dalla ballata dei fuselli di legno che seguono una complicata danza fra le dita roteate con incredibile abilità, una velocità da armonioso gioco di prestigio. Impossibile carpirne il segreto: si può solo ammirarne il risultato. Quella del tombolo è un’arte dalle origini incerte. Qualcuno parla di Etruschi, altri di epoche più tarde. Giacomo Ceruti detto il “Pitocchetto” fissò sulla tela le merlettaie, a capo chino sul tombolo, in un quadro che abbellì le sale del castello di Padernello per un secolo. Non è stata un’eredità materna, una di quelle solite storie tramandate da madre a figlia, retaggio imposto. Giovanna l’arte del tombolo l’ha appresa a scuola, dalla maestra delle elementari che tra tabelline e Giuseppe Garibaldi ha pensato di lasciare alle allieve un qualcosa in più che tirar di conto, un’arte tutta al femminile. “M’è piasìt sübit e s’è ’ndad inàc” (Mi è piaciuto subito e ho continuato) mi dice Giovanna e alza per un attimo gli occhi. Racconta mentre le sue dita intrecciano il prezioso refe di seta che segue la traccia d’un complicato merletto disegnato sul cartone che s’abbraccia al tombolo. Poi abbassa lo sguardo sino al prossimo passaggio, sino al prossimo spillo che fissa un cambio d’intreccio. Un mese, forse due, tanto servirà per terminare l’opera. Unica e irripetibile, perché ogni merletto lavorato al tombolo ha una sua trama, fatta di refe, volute, disegni lavorati a punti diversi, diversa tensione del filo e di quel po’ di gelosia per i segreti da non svelare a nessuno, nemmeno alle poche che vengono a imparare. Perché il sapere dev’essere quasi rubato dalle apprendiste. Merlettaia per passione la signora Giovanna, un amore sfrenato per l’arte del tombolo, non un lavoro e nemmeno un passatempo. Troppo laborioso e difficile per calcolarne le ore come il prezzo a opera finita: “Laurà per i sior o per el Signur” (lavoro per i ricchi o per Dio). Al di là del fiume la ballata dei fuselli continua ostinatamente. Sotto il porticato, la seggiola bassa della signora Giovanna è rimasta sola nella corte comune. Gli altri usci sono chiusi imprigionati dalla televisione che gracchia a tutte le ore e offende la melodia dei fuselli. ¬

La ballata dei fuselli P

ontoglio (bs) – In mezzo scorre via veloce il fiume Oglio, non è da molto che ha lasciato il lago. Fruscia contro la vecchia filanda ancorata sulla sponda di Pontoglio. La vedi quando superi il vecchio ponte che ha dato il nome al paese, costruito in pietra di Sarnico e che ha resistito per quattrocento anni alle piene del fiume. A Pontoglio siamo nella parte alta del parco dell’Oglio. Qui i paesi sono abbracciati al corso del fiume e la sua presenza è più viva, partecipe e imponente quando si gonfia d’acqua. Al santuario dedicato alla Madonna, costruito sul greto del fiume sulla sponda opposta, gli abitanti di Cividate al Piano ci vanno ancora a pregare. In questo paese, arroccato su una mezza collina a terrazzo sull’ansa della sponda bergamasca, bisognerebbe arrivarci via fiume, sbarcare al santuario e salire la strada ciottolata al fianco degli orti terrazzati che coronano le case. Un’architettura che racconta di gente di terra e di fiume. A Cividate al Piano son venuto per incontrare la signora Giovanna che in una delle case con il cortile in comune ci è nata e vissuta, figlia un poco di terra e un poco di fiume, fiera anche del suo idioma: quando racconta, su dieci parole ne usa una d’italiano e le altre nove in dialetto. È sotto il

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itinerari

In bicicletta ai confini della Bassa di Valerio Gardoni

valerio.gardoni@popolis.it

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Valerio Gardoni e una veduta dell’Oglio.

L’itinerario proposto corre alla scoperta del tratto del fiume Oglio dalla sua uscita dal lago d’Iseo verso la pianura, dove serpeggia nel suo alveo scavato tra le prime colline della Fraciacorta, la Valcaleppio e l’inizio della Bassa, segnando il confine tra le province di Bergamo e Brescia. La partenza dell’itinerario ciclistico è dal centro di Urago D’Oglio ancora dominato dal torrione del ponte levatoio e da buona parte rimasta dell’antico castello quattrocentesco costruito dalla famiglia dei Martinengo, come ne testimonia il blasone con l’aquila che ancora si legge sopra il portale. Nella piazza antistante un cartello turistico indica la via della ciclabile che imboccheremo in direzione Palazzolo sull’Oglio. La ciclabile esce dal centro gira attorno al parco di villa Zoppola corre verso nord inoltrandosi nella campagna che affianca il fiume Oglio, è ben segnalata e completamente asfaltata. In questa zona ritrovamenti archeologici risalenti alla media età del bronzo e fortificazioni di epoca romana, testimoniano l’importanza strategica della zona. Dopo una decina di chilometri arriviamo a Pontoglio, il ponte sul fiume è ancora il centro del paese, gli fa compagnia il complesso della vecchia filanda ora ristrutturata e adibita ad altro uso. Possiamo continuare sulla strada oppure imboccare gli scalini di legno, appena superato il ponte, sulla destra che immette in una graziosa e romantica camminata sul canale. La ciclabile ci porta di nuovo tra la campagna e i casolari dall’architettura caratteristica della pianura. Dopo tre chilometri la ciclabile raggiunge Palazzolo sull’Oglio. Appena fuori i profili delle colline della Franciacorta occupano il nostro orizzonte, striate dai vigneti. La ciclabile ci conduce ora a Capriolo, con il castello sulla sommità. Pochi chilometri e a Paratico, ultimo paese affacciato sul lago d’Iseo, la nostra ciclabile finisce. I ruderi dell’antico castello Lantieri furono, secondo leggenda, il luogo che ispirò a Dante Alighieri la raffigurazione del monte del Purgatorio. Superato il ponte siamo a Sarnico, accogliente località lacustre.

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Seguiamo il corso del fiume, costeggiato da una passeggiata, poi la stretta stradina passa in mezzo alle case porta alla diga che regola le acque in uscita dal lago. Continuando sempre diritto con un’erta salita la strada porta a Credano di Valcaleppio, la sponda bergamasca del fiume. In questo tratto non esiste una via ciclabile, ma possiamo usare il marciapiede sulla sinistra della statale che con qualche saliscendi, passa un ponticello con vista sulla valle dell’Oglio e scende al borgo medioevale di Castel dé Conti nel comune di Castelli di Caleppio, dove a balconata sull’Oglio sorge il castello (abitazione privata) fatto erigere dal Conte Trussardo I di Caleppio. Sulla sinistra una scalinata, antica quanto il maniero, conduce direttamente al vecchio porto fluviale, è un percorso suggestivo anche se siamo costretti a scendere dalla bicicletta. Sul fiume il ponte collega la sponda Bresciana, noi invece proseguiamo lungo la strada in salita. Prima della fine della salita sulla nostra sinistra un cartello indica “Il Caleppino az. Ag.” Imbocchiamo la stradina, e dopo un paio di chilometri sulla sinistra parte una via ciclabile protetta da una palizzata in legno. La piccola ciclabile ora corre tra la sponda del fiume e un canale seguendone le anse, a volte si trasforma in un viottolo sterrato, passa sotto l’altissimo ponte dell’autostrada e in fianco a una grande diga, un salasso per le acque dell’Oglio. La stradina termina con alcune abitazioni, un piccolo ponticello sulla nostra destra porta a un viottolo che fiancheggia un frutteto protetto da una rete metallica, passa sotto il ponte ferroviario, finendo in una strada che sale all’abitato di Cividino. Subito dopo siamo a Palazzolo sull’Oglio, scendiamo al centro superando il fiume sul vecchio ponte e imbocchiamo la ciclabile dell’andata per rientrare a Urago D’Oglio. Alla fine avremo percorso 54 chilometri fattibili comodamente in 4-5 ore salvo visite o soste. ¬


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Donna, differente per forza di Mara Pinzoni – Bcc del Garda

Ufficio REMS (Relazioni Esterne, Marketing, Soci)

Popolis, periodico bimestrale di Cassa Padana autorizzazione del Tribunale di Brescia, n. 43/2000 dell’8 agosto 2000

Sede, Villa Seccamani, via Garibaldi 25, Leno-Brescia Redazione Macri Puricelli, direttore macri.puricelli@popolis.it

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10 aprile, presso il Gardaforum della BCC del Garda a Montichiari, in collaborazione con l’associazione Idee, si è tenuto il convegno “Donna. Differente per forza”. È il secondo incontro che vede come protagonista Maria Cristina Bombelli, docente presso la facoltà di Scienze della Formazione alla Bicocca di Milano, che, nell’occasione, ha presentato il suo secondo libro “Alice in Businessland”. Proseguendo il percorso iniziato con “La Passione e la Fatica” edito nel 2006. Il convegno è stato aperto dal Presidente di BCC del Garda, Alessandro Azzi, che ha sottolineato l’importanza del ruolo delle donne all’interno del mondo del Credito Cooperativo. Quelle stesse che hanno saputo dar vita all’Associazione Idee. Maria Cristina Bombelli ha quindi parlato del suo libro, in un susseguirsi di esempi e testimonianze che hanno reso il convegno particolarmente partecipato e piacevole. Sono intervenute Pia Cittadini, imprenditrice del bresciano che ha proposto una serie di fotografie dedicate alle donne al lavoro negli anni dal 1920 al 1950 (l’intera mostra fotografica è stata esposta anche a Palazzo Martinengo lo scorso anno). È stata poi la volta di Maria Bonfanti, presidente Elect di Idee, Vincenza Corsini, presidente della Cooperativa la Tenda di Montichiari ed Ermelina Ravelli, preside dell’I.I.S Capirola di Leno. o scorso

Lidia Sbarbada, coordinamento

Al termine dei lavori, pranzo leggero organizzato presso Viva il Verde Garden, socio della BCC del Garda, interamente gestito da donne “cooperative”. Il Giardino botanico ha fatto da cornice alle due ore trascorse all’insegna del dialogo e del confronto. Per l’occasione, la BCC del Garda ha anche stipulato una convenzione con Il Museo Mazzucchelli di Mazzano, che ospita una mostra interamente dedicata alla donna, consentendo così alle ospiti di usufruire di una visita guidata al prezzo ridotto. ¬

lidia.sbarbada@cassapadana.it

Armando Rossi, immagini armando.rossi@popolis.it

Sede: Villa Seccamani, via Garibaldi 25, Leno-Brescia Tel.030-9040270, rivista@popolis.it

Comitato di redazione Franco Aliprandi, Elisabetta Berto, Stefano Boffini, Benedetta Cherubini, Valerio Gardoni, Daniela Iazzi, Andrea Lusenti, Luigi Pettinati, Barbara Ponzoni, Macri Puricelli, Armando Rossi, Lidia Sbarbada, Paola Zani Hanno collaborato a questo numero: Franco Aliprandi, Annalisa Bazzana, Elisabetta Berto, Stefano Boffini, Benedetta Cherubini, Tulio di Paolo, Valerio Gardoni, Giulio Napolitano, Mara Pinzoni, Barbara Ponzoni, Macri Puricelli, Armando Rossi, Matteo Salamini, Marco Tabladini, Paola Zani Fotografie: Annalisa Bazzana, Elisabetta Berto, Valerio Gardoni, Barbara Ponzoni, Silvano Treccani In copertina: foto di Valerio Gardoni

iDEE

Stampa: Staged, S. Zeno N. (Bs)

Associazione delle donne del Credito Cooperativo

Le idee delle donne nel Credito cooperativo iDEE di Paola Zani

paola.zani@cassapadana.it Associazione delle donne del Credito Cooperativo

Idee è una associazione non profit aperta a tutte le donne che operano nell’ambito del Credito Cooperativo la cui mission è mobilitare energie, passione e capacità per rafforzare e valorizzare il ruolo delle donne nelle organizzazioni. IDEE è finalizzata a promuovere e valorizzare il contributo delle donne del Credito Cooperativo attraverso lo scambio, tra le associate, di valori, conoscenze e informazioni di reciproco interesse e attraverso la realizzazione di momenti di incontro oltre che di interventi formativi dedicati al pubblico femminile del Credito Cooperativo. È basata sulla partecipazione proattiva di tutte le socie. Ogni socia deve quindi partecipare con le proprie esperienze, il proprio lavoro e le proprie idee al raggiungimento degli obiettivi. A tale scopo sono stati creati Gruppi di Lavoro che svilupperanno le tematiche come Knowledge Management (condivisione e diffusione di conoscenze per contribuire allo sviluppo del capitale intellettuale in azienda), Life Bilance (ricerca di un corretto rapporto tra vita lavorativa e personale per migliorare la qualità del modo di vivere delle persone), Diversity (valorizzazione del contributo, unico, che ciascun dipendente può dare alla propria organizzazione aziendale. Gestione delle diversità presenti in azienda e nei mercati locali di riferimento in termini di opportunità) e Ambiente – Sviluppo Sostenibile (sviluppo e promozione di una cultura dello sviluppo sostenibile nel proprio contesto aziendale e territoriale). Per ogni gruppo sono stati individuati leader e coleader con il compito di coordinare le attività del Gruppo e mantenere il contatto con il Consiglio direttivo e gli altri gruppi. L’adesione ai gruppi da parte delle socie è libera. Ai gruppi possono partecipare anche non soci e sono benvenuti i contributi e la partecipazione attiva di figure professionali maschili. Ogni gruppo stabilisce autonomamente obiettivi, progetti specifici e modalità operative. I risultati o lo stato avanzamento lavori verranno presentati a tutte le associate nel corso degli incontri istituzionali. Leader e co-leader si incontrano all’inizio dell’anno, in coincidenza del Consiglio direttivo per sottoporre la pianificazione dell’anno.

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Popolis Rivista Aprile 2010  

L'house organ della Cassa Padana BCC