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Ottobre26

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Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie

A.I.T.I. Associazione Italiana Tesorieri d’impresa

Università Cattolica del Sacro Cuore

Spedizione in abbonamento postale 45% Art.2 comma 20/B legge 662/96

Mensile di Informazione dell’Associazione industriali -Assoimpresepmi

Transizione Energetica e PMI

Progetti e politiche EUROPEE a sostegno della TRANSIZIONE ENERGETICA Dan Jørgensen commissario europeo per l'energia e le politiche abitative

Settembre /Ottobre 2026


SOMMARIO

Informazioni

27 Come abbonarsi 28 Ministero dello Sviluppo Economico

sportello europa

60 Inps

Dan Jørgensen

62 Inail

Commissario europeo per l'energia e le politiche

64 NEWS PMI - INFORMAZIONI PER LE INDUSTRIE

abitative

04

Banca Generali PMI2Change, il progetto di Banca Generali per avvicinare capitali e imprese

10

ASSOIMPRESEPMI

M A G A Z I N E

Unione Europea

Mensile Ufficiale dell’AssoimpresePMI - Associazione Industriali Piccole e Medie Imprese Italiane

Il mensile è presente presso l’osservatorio per le piccole e medie Imprese, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie, Dipartimento della Funzione Pubblica, Ministero dell’Economia e delle Finanze - Consip, Centro per l’informatica nella pubblica Amministrazione - Cnipa, Associazione Italiana Tesorieri d’impresa Aiti, Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità e presso la commissione Europea (BRUXELLES) in collaborazione con:

Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie

Università Cattolica del Sacro Cuore

Ecosostenibilità Associazione Italiana Tesorieri d’impresa aiti

PMI Magazine

INCENTIVI A sostegno delle PMI

14

Direttore Responsabile Cosimo Bisci Redazione e Impaginazione Grafica Silvia Tira Area comunicazione marketing relazioni esterne Alberto Di Leo Hanno collaborato a questo numero Paolo Melissi Fotografie - Mario Carò Fotolito e Stampa - PI-ME Editrice srl AssoimpresePMI Via San Raffaele 1, 20123 Milano Tel: +39 02.47927155 - 9230274 Tutti i marchi, i servizi e interviste appartengono ai rispettivi loro proprietari. Iscritto al tribunale di Milano il 26/02/2001 numero di registrazione 92. ROC n° 21365 Tutti gli speciali sono con uscita decadenza settimanale. “La Grande Industria” inserto esclusivo per le Grandi Industrie allegato a PMI Magazine. Tutti i Diritti Riservati. Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

FOCUS mANOVRA FINANZIARIA & pmi Fisco, lavoro e investimenti

18


a cura di cinzia boschiero

RISPOSTE EUROPEE PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA Per proteggere la competitività delle impre-

riduzioni mirate di accise e imposte sull'elet-

ropea e i paesi membri, definita dall'artico-

se e delle industrie energivore, la Commis-

tricità e sui carburanti, a patto che l'elettri-

lo 194 del trattato sul funzionamento dell'U-

sione Europea ha adottato il METSAF (Mid-

cità continui a essere tassata meno rispetto

nione europea. La crisi energetica del 2022

dle East crisis temporary state aid fra-

alle fonti fossili e nel rispetto della Direttiva

ha esposto i consumatori e le imprese a

mework), in vigore fino al 31 dicembre 2026.

UE sulla tassazione dell'energia. In parallelo,

un'estrema volatilità dei prezzi, con prezzi

E’ un quadro temporaneo per gli aiuti di

la Commissione europea ha concesso una

record del gas e bollette dell'energia elettri-

Stato adottato dalla Commissione Europea

flessibilità fiscale sui bilanci nazionali (pari

ca in forte aumento. La riforma delle norme

il 29 aprile 2026 per aiutare i settori econo-

allo 0,3 per cento del PIL annuo tra il 2026 e

del mercato dell’energia elettrica dell'Unio-

mici più colpiti dalla crisi in Medio Oriente

il 2028, per l'Italia circa 14 miliardi di euro).

ne Europea mira a rendere il mercato dell'e-

e dai rincari energetici. Si fonda sull'articolo

Tuttavia, per l'utilizzo di queste specifiche

nergia più resiliente, promuovere le energie

107(3)(c) del TFUE per sostenere lo sviluppo

risorse di bilancio, Bruxelles ha posto un li-

rinnovabili, tutelare maggiormente i consu-

economico mirato senza distorcere eccessi-

mite chiaro: sì ad investimenti nella transi-

matori e rafforzare la competitività delle

vamente la concorrenza. Aumenta l'intensi-

zione ecologica, reti elettriche, efficienta-

pmi. Le nuove norme sul mercato del gas

tà di aiuto prevista dal Clean Industrial Deal

mento energetico delle imprese e riduzione

sostengono la graduale sostituzione del gas

State Aid Framework (CISAF) per il caro-e-

della dipendenza fossile; no a sconti gene-

fossile con gas rinnovabili e a basse emissio-

lettricità, portandola dal 50% fino al 70%

ralizzati sulle accise o tagli diretti alle bol-

ni di carbonio, in particolare l'idrogeno. Si

per i consumi ammissibili. Gli Stati membri

lette finanziati in deficit. La politica ener-

punta a creare un mercato europeo del gas

possono compensare fino al 70 per cento

getica è fondamentale per la competitività

più sicuro e integrato, con una minore indi-

degli extra-costi legati all'elettricità e ai

e la sicurezza dell'Unione Europea e per il

pendenza dalle importazioni di combustibi-

combustibili. Le misure raccomandate inclu-

conseguimento della neutralità climatica. È

li fossili. La normativa europea sulle energie

dono la possibilità per gli Stati di applicare

una competenza condivisa tra l'Unione Eu-

rinnovabili si basa oggi sulla Direttiva (UE)

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SPORTELLO EUROPA

Dan Jørgensen, Commissario europeo per l'energia e le politiche abitative

2023/2413 (nota come RED III), che innalza

degli investimenti nelle energie pulite. Ur-

gini di flessibilità nelle norme di riempimen-

al 42,5 per cento l'obiettivo vincolante di

sula von der Leyen, Presidente della Commis-

to o qualsiasi rilascio eccezionale di scorte

energia da fonti rinnovabili sul consumo fi-

sione europea, ha dichiarato: "AccelerateEU

petrolifere. I gruppi di coordinamento per il

nale lordo dell'Unione Europea entro il 2030.

offre misure di sostegno, sia immediate che

settore petrolifero e del gas si riuniscono

Inoltre è importante accelerare la transizio-

più strutturali, ai cittadini e alle imprese

frequentemente per garantire che gli Stati

ne verso fonti di energia pulita prodotte

europee. Dobbiamo accelerare la transizio-

membri dell’Unione europea dispongano di

all’interno dell’Unione europea. Accelerate-

ne verso energie pulite prodotte a livello

un quadro completo della situazione. Le

EU è il pacchetto di strumenti della Commis-

locale. Ciò ci garantirà indipendenza e sicu-

misure nazionali di emergenza e quelle vol-

sione europea deputato a fornire un sollie-

rezza energetiche, rendendoci più capaci di

te a garantire la disponibilità di carburante

vo immediato alle famiglie e alle industrie

superare le tempeste geopolitiche". Il piano

per aerei e di gasolio, compresa la disponi-

europee, in particolare alle più vulnerabili,

Accelerate EU sta procedendo con una fase

bilità della capacità di raffinazione devono

mettendo al contempo l’Unione Europea su

di implementazione normativa e di coordi-

essere strettamente coordinate. Il Clean In-

un percorso stabile verso l’indipendenza

namento tra i Paesi membri, mirata a tradur-

dustrial Deal e l'Affordable Energy Action

energetica. Le misure, con effetti sia a breve

re le linee guida d'emergenza in regolamen-

Plan hanno introdotto un indicatore chiave

che a lungo termine, spaziano da un mag-

ti strutturali. Il coordinamento è fondamen-

di prestazione relativo alla quota di elettri-

giore coordinamento a livello di Unione

tale. La Commissione europea intende ga-

cità nel consumo finale di energia, fissando

Europea alla protezione dei consumatori e

rantire che le misure adottate a livello di

come riferimento il 32 per cento entro il

dell’industria dagli shock dei prezzi, dall’ac-

ogni Stato membro siano attuate in pieno

2030, e hanno annunciato l'Electrification

celerazione della transizione verso energia

coordinamento con gli altri. Ciò riguarda, tra

Action Plan. Quest'ultimo è stato pubblicato

pulita e dell’elettrificazione al rafforzamen-

l'altro, il riempimento degli impianti di stoc-

il 17 luglio 2026 e mira a rendere l'Unione

to del sistema energetico e all’aumento

caggio sotterraneo di gas, l'utilizzo di mar-

Europea il primo continente elettrificato, P

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Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva

con un mercato del carbonio più solido a

introdotte per far fronte alle crisi di merca-

gas per eliminare la dipendenza da singoli

sostegno dell'industria dell'Unione Europea

to. L'Unione Europea agisce tempestivamen-

fornitori instabili. Il commissario europeo

nella transizione verso la sostenibilità e l'e-

te sulla riduzione dei consumi e sulla flessi-

all’energia, in carica sino al 2029, Dan Jørg-

lettrificazione. Il suo obiettivo indicativo di

bilità degli stoccaggi per alleggerire la

ensen ha invitato di recente gli Stati membri

elettrificazione del 46 per cento entro il 2040

pressione sui mercati all'ingrosso. Attraverso

dell’Unione europea ad adottare "misure

sarà valutato nell'ambito del pacchetto

specifici interventi di emergenza (sul model-

per ridurre la domanda di gas ed elettricità

sull'Unione dell'energia per il periodo suc-

lo del Regolamento (EU) 2022/1854), l'Unio-

per tutto il tempo necessario" a far fronte

cessivo al 2030. Il raggiungimento di tale

ne Europea stabilisce obiettivi vincolanti di

"a una crisi dei prezzi" dell'energia "legata

obiettivo potrebbe ridurre la spesa dell'U-

riduzione della domanda di elettricità du-

a una crisi di approvvigionamento". Si pun-

nione Europea per le importazioni di com-

rante i picchi orari. Ridurre l'elettricità nei

ta durante il suo mandato a precisi obiettivi:

bustibili fossili di 260 miliardi di euro all'an-

momenti di picco abbatte direttamente il

completare l'Unione dell'energia e a soste-

no entro il 2040. Le reti energetiche sono

consumo di gas, poiché le centrali a gas sono

nere l'attuazione del quadro per il clima e

fondamentali per rafforzare le infrastruttu-

spesso la fonte marginale che si attiva per

l'energia al 2030; gestire un piano d'azione

re energetiche dell'Unione Europea. L'ener-

coprire la massima richiesta. La Commissione

per prezzi dell'energia accessibili, al fine di

gia deve poter fluire in modo efficiente tra

e il Commissario europeo per l'Energia invi-

contribuire a ridurre i costi per famiglie e

gli Stati dell'Unione europea per accelerare

tano regolarmente gli Stati membri ad at-

imprese; accelerare la diffusione delle ener-

l'elettrificazione, contribuire a ridurre i

tuare piani nazionali per ridurre la domanda

gie rinnovabili e dei sistemi di stoccaggio

prezzi dell'energia e garantire costi sosteni-

di gas ed elettricità per tutto il tempo neces-

dell'energia; attuare un piano d'azione per

bili per tutti i cittadini europei. L'Unione

sario a contrastare le crisi dei prezzi e i de-

garantire che la transizione dell'Unione

Europea dispone di una delle reti elettriche

ficit di offerta. Se la situazione si aggrava, il

Europea verso la neutralità climatica sia so-

più estese e resilienti al mondo, che si svi-

Consiglio può dichiarare lo "stato di allerta

stenuta da un sistema energetico basato su

luppa per oltre undici milioni di chilometri

UE", trasformando le riduzioni dei consumi

elettricità pulita prodotta internamente;

attraverso il mercato interno, garantendo

da volontarie in obbligatorie. In situazioni

porre fine alle importazioni di energia dalla

ogni giorno ai consumatori la fornitura di

di forte volatilità dei prezzi energetici, l'UE

Russia e garantire la piena attuazione di

elettricità di alta qualità. La normativa e le

consente di sfruttare i margini di flessibilità

REPowerEU; avere una strategia specifica

direttive dell'Unione Europea per contrasta-

previsti dalla normativa sugli stoccaggi (ad

per gli investimenti nelle infrastrutture per

re i picchi di richiesta e garantire la sicurez-

esempio riducendo temporaneamente l'ob-

l'energia pulita; individuare soluzioni per

za degli approvvigionamenti energetici si

bligo di riempimento all'80 per cento per

ammodernare ed espandere le nostre infra-

basano su un quadro coordinato di misure

allentare la pressione immediata sui merca-

strutture di rete; formulare proposte per

strutturali a lungo termine e straordinarie o

ti), pur esortando a sostenere costantemen-

incoraggiare e incrementare l'uso della

di emergenza a breve termine. Questi inter-

te le iniezioni di riserva. Le normative euro-

cattura e dello stoccaggio del carbonio;

venti sono regolati principalmente dal Re-

pee spingono per l'espansione dei terminali

adeguare la sicurezza dell'approvvigiona-

golamento (UE) 2017/1938 relativo alla sicu-

di gas naturale liquefatto (GNL), l'acquisto

mento energetico all'attuale contesto geo-

rezza dell'approvvigionamento di gas e

congiunto di energia e il coordinamento

politico; aumentare la partecipazione dei

dalle successive integrazioni d'emergenza

transfrontaliero delle scorte petrolifere e di

cittadini alla transizione energetica e raffor-

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SPORTELLO EUROPA

Accelerate EU, piano d'emergenza e transizione

zare la dimensione sociale dell'Unione

prezzi elevatissimi alla pompa di benzina, è

RES), l'ultima prevista nell'ambito del Qua-

dell'energia. Il compito di Dan Jørgensen è

evidente che la situazione non è affatto

dro Finanziario Pluriennale 2021-2027. Lo

anche quello di sostenere gli Stati membri

rosea. Ecco perché dobbiamo agire. Tutti

status CB RES è un requisito indispensabile

nell'affrontare le cause alla base dei proble-

insieme. Come Unione”. La Commissione

per accedere ai futuri finanziamenti del

mi di offerta abitativa e nello sbloccare in-

europea ha aperto un bando nell’ambito del

programma CEF Energy dedicati agli studi e

vestimenti pubblici e privati per alloggi ac-

TEN-E Regulation per la candidatura di pro-

alla realizzazione di progetti transfrontalie-

cessibili e sostenibili. È responsabile del

getti di infrastrutture energetiche nelle ca-

ri nel settore delle energie rinnovabili. Oltre

primo Piano europeo per l'edilizia abitativa

tegorie hydrogen, electrolyser e CO₂, ai fini

a rendere i progetti eleggibili ai finanzia-

accessibile; di elaborare una strategia euro-

dell’inserimento nella terza lista dell’Unione

menti europei, il riconoscimento consente di

pea per l'edilizia residenziale a sostegno

dei Projects of Common Interest (PCI) e dei

aumentarne la visibilità a livello UE, raffor-

dell'offerta abitativa; di istituire una piatta-

Projects of Mutual Interest . Per i progetti

zare il sostegno degli Stati membri e accre-

forma di investimento paneuropea per at-

relativi ad idrogeno ed elettrolizzatori, le

scere la fiducia degli investitori. Possono

trarre maggiori investimenti pubblici e pri-

candidature devono essere presentate attra-

candidarsi progetti basati sulla cooperazio-

vati a favore di alloggi accessibili e sosteni-

verso la piattaforma dedicata di ENTSOG; per

ne tra due o più Stati membri dell'Unione

bili. Il commissario ha detto il 29 settembre:

i progetti relativi al trasporto e stoccaggio

Europea o tra Stati membri e Paesi terzi, fi-

“A mesi dall'inizio del conflitto in Iran, è

della CO₂ è disponibile una procedura di

nalizzati alla produzione di energia da fon-

evidente che in Unione Europea stiamo an-

candidatura specifica della Commissione

ti rinnovabili attraverso meccanismi di coo-

cora affrontando una crisi dei prezzi dell'e-

europea. I progetti saranno sottoposti ad

perazione previsti dalla direttiva sulle

nergia. Si registrano scarsi progressi nell'a-

una verifica dei criteri di ammissibilità e ad

energie rinnovabili. Le iniziative dovranno

rea dello Stretto di Hormuz; la geopolitica

una valutazione secondo quanto previsto dal

inoltre dimostrare, tramite un'analisi co-

globale rimane estremamente turbolenta e,

regolamento TEN-E. I progetti che soddisfa-

sti-benefici, di generare vantaggi socioeco-

di conseguenza, i prezzi continuano a essere

no i requisiti saranno successivamente valu-

nomici superiori rispetto a progetti svilup-

fortemente volatili. Dall'inizio della guerra,

tati e classificati dai TEN-E Regional Groups

pati esclusivamente a livello nazionale. Poi

l'Unione Europea ha già speso oltre cento

e potranno essere proposti per l’inserimento

la Commissione europea, tramite l'agenzia

miliardi di euro in più per le importazioni di

nella terza lista. Il processo proseguirà nel

esecutiva CINEA, ha ufficialmente avviato le

combustibili fossili. Per quanto riguarda la

corso del 2027 con la valutazione dei proget-

call for proposals 2026 nell'ambito del mec-

preparazione all'inverno, non ravvisiamo

ti, le consultazioni pubbliche e con le auto-

canismo per la Connecting Europe Facility

rischi immediati per l'approvvigionamento

rità nazionali di regolazione e il parere di

(CEF) per i trasporti con uno stanziamento

energetico in Unione Europea: abbiamo la-

ACER. L’adozione dell’atto delegato con la

di 1,1 miliardi di euro, risorse interamente

vorato e stiamo lavorando intensamente per

nuova lista è prevista entro la fine del 2027,

destinate alla costruzione e all'ammoderna-

garantirlo, in stretta collaborazione con gli

con entrata in vigore all’inizio del 2028,

mento delle infrastrutture di trasporto

Stati membri e con il settore. Tuttavia, con-

salvo obiezioni da parte del Parlamento

all'interno dell'Unione Europea e nei paesi

siderando i numerosi cittadini europei in

europeo o del Consiglio. Inoltre è aperta la

associati al programma CEF, nello specifico

difficoltà con le bollette e i lavoratori che

sesta call per l'assegnazione dello status di

Ucraina e Moldavia. I finanziamenti soster-

ogni giorno si recano al lavoro pagando

Cross-Border Renewable Energy Project (CB

ranno in via prioritaria il completamento

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della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T),

della nave, a seguito di una richiesta delle

mia pulita rimanga la soluzione a lungo

promuovendo soluzioni per una mobilità più

autorità competenti. È aperto pure un ban-

termine per proteggere le imprese dell'U-

sostenibile, intelligente, interoperabile e

do del progetto europeo TRUNSPORT, inizia-

nione Europea dagli effetti degli shock

resiliente. Si segnala anche che l’Agenzia

tiva finanziata nell'ambito del programma

energetici globali, il quadro temporaneo

esecutiva europea per la salute e il digitale-

Digital Europe e punta a sostenere lo svilup-

consente agli Stati membri di intervenire

HaDEA ha aperto il secondo bando di CEF

po e la validazione di soluzioni innovative

nell'immediato per evitare che l'attuale

Digital, dedicato al potenziamento delle

per rafforzare la cyber resilience del settore

crisi ostacoli irrimediabilmente la crescita

capacità europee di riparazione d’emergen-

dei trasporti. Il budget complessivo è di 1,26

delle imprese più esposte. A tal fine il soste-

za dei cavi sottomarini per le telecomunica-

milioni di euro e finanzierà fino a ventuno

gno può assumere varie forme per le impre-

zioni, infrastrutture essenziali per la connet-

progetti, con un contributo massimo di

se attive nei settori dell'agricoltura, della

tività e la sicurezza digitale dell’Unione

60mila euro per ciascun progetto, erogato

pesca e dei trasporti, tra cui, ad esempio,

europea. Questo bando amplia la copertura

in forma forfettaria e con copertura del

aiuti basati sul consumo effettivo per copri-

geografica al Mar Mediterraneo, all’Oceano

cento per cento dei costi ammissibili. Posso-

re parte degli aumenti di prezzo del combu-

Atlantico e alle Regioni ultraperiferiche

no candidarsi pmi, startup, mid-cap, grandi

stibile o dei fertilizzanti e un approccio

dell’Unione Europea, aree in cui la connet-

imprese, enti pubblici, università e centri di

semplificato per gli aiuti di modesta entità.

tività dipende fortemente dalle reti di cavi

ricerca con sede legale negli Stati membri

Il quadro comprende anche un adeguamen-

sottomarini in quanto si intende rafforzare

dell'Unione Europea o in uno degli Stati SEE

to temporaneo della disciplina per gli aiuti

la resilienza delle infrastrutture di rete eu-

ammissibili. Possono partecipare sia singoli

di Stato nell’ambito del patto per l’industria

ropee e le capacità di risposta dell’Unione in

soggetti sia consorzi, purché operino nel

pulita e consente dunque, come abbiamo

caso di incidenti che possano compromette-

settore dei trasporti o forniscano servizi di-

sopra indicato, una maggiore flessibilità e

re gravemente le comunicazioni. Il bando

rettamente collegati alle infrastrutture di

intensità di aiuto più elevate per far fronte

sostiene lo sviluppo di moduli di riparazione

trasporto. La Commissione europea ha adot-

alle impennate dei prezzi dell'energia elet-

adattabili, installabili rapidamente a bordo

tato un quadro temporaneo per gli aiuti di

trica. “Conseguire un'economia pulita è ciò

di navi dedicate, per garantire interventi

Stato per consentire agli Stati membri di

che ci proteggerà dalle crisi energetiche del

tempestivi qualora gli operatori di mercato

sostenere l'economia dell'Unione Europea

futuro”, ha spiegato Teresa Ribera, Vicepre-

non siano in grado di agire. Possono presen-

nel contesto della crisi in Medio Oriente. Il

sidente esecutiva per una Transizione pulita,

tare candidatura organizzazioni pubbliche

quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in

giusta e competitiva, “La transizione ener-

con mandato di risposta alle emergenze, tra

risposta alla crisi in Medio Oriente è un qua-

getica rimane la strategia più efficace per

cui enti di protezione civile, pmi, agenzie

dro mirato e temporaneo pensato per far

l'autonomia, la crescita e la resilienza dell'U-

nazionali di emergenza, guardie costiere e

fronte agli effetti della crisi su alcuni dei

nione Europea. Tuttavia le recenti impenna-

marine militari. I finanziamenti saranno

settori più esposti dell'economia: agricoltu-

te dei prezzi dell'energia richiedono una

destinati all’acquisto e alla predisposizione

ra, pesca, trasporti e industrie ad alta inten-

risposta immediata. Il quadro temporaneo

di attrezzature modulari per la riparazione

sità energetica e sarà operativo fino al 31

introduce soluzioni facilmente applicabili

dei cavi sottomarini, che dovranno poter

dicembre 2026. Durante il periodo di appli-

che attenueranno gli effetti della crisi e so-

essere installate su almeno tre imbarcazioni

cazione del quadro la Commissione ne rive-

sterranno così il continuo sviluppo di settori

identificate dai proponenti. I moduli dovran-

drà periodicamente il contenuto, la portata

fondamentali dell'Unione Europea quali

no inoltre essere ospitati in porti o cantieri

e la durata alla luce degli sviluppi in Medio

l'agricoltura, la pesca e i trasporti”. Si segna-

navali in grado di completarne l’installazio-

Oriente e della situazione economica gene-

la anche che sono stati premiati dalla Com-

ne entro un massimo di tre giorni dall’arrivo

rale. Sebbene la transizione verso un'econo-

missione europea e dalla FAST -Federazione

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SPORTELLO EUROPA

delle Associazioni Scientifiche e Tecniche con

zione è strettamente collegata con l’aumen-

simula il calore di scarto di una potenziale

una medaglia d’argento degli studenti che

to del riscaldamento globale. Infatti, la pri-

macchina termica che, nelle intenzioni, può

hanno presentato un loro innovativo proget-

ma modalità per ottenere energia elettrica

diventare una nuova fonte di energia, au-

to intitolato “HERMES -Sistema elettrico di

è ancora quella dei combustibili fossili che

mentando in questo modo il rendimento

monitoraggio risonante a energia ibrida”.

creano enormi quantità di sostanze inqui-

della macchina. Mentre con il progetto

HERMES (Hybrid Energy Resonant Monito-

nanti con conseguenze disastrose per il clima

“WEC Technology – bio coloranti da mate-

ring Electrical System) è un progetto di siste-

del pianeta. Si parla, quindi, di transizione

riali di scarto per la produzione di energia”

ma per il monitoraggio industriale autono-

energetica alle fonti rinnovabili, come l’eo-

degli studenti sempre italiani sono stati

mo basato sul recupero di energia dalle vi-

lico, l’idroelettrico o il fotovoltaico.

premiati dalla FAST e dalla Commissione

brazioni del macchinario stesso. Il dispositivo

Ma tutte le macchine che producono lavoro

europea ed hanno vinto di partecipare a

utilizza un sistema meccanico risonante

(centrali elettriche, motori, ecc.), indipen-

ExpoSciences AMLAT Medellin in Colombia

inerziale capace di auto-accordarsi in modo

dentemente dalla fonte di energia, disper-

(9-14 novembre 2026). Il progetto riguarda

puramente fisico e passivo alla frequenza di

dono la metà dell’energia prodotta sotto

le celle solari sensibilizzate a colorante (DS-

vibrazione del macchinario, senza l’uso di

forma di calore (alla quale si somma un altro

SC), una tecnologia innovativa e sostenibile

elettronica attiva per il controllo. L’energia

20% disperso in altri modi). Per riuscire a

al fine di dimensionare un kit modulare

meccanica viene convertita in energia elet-

rendere la conversione di energia più effi-

destinato per la generazione di energia

trica attraverso una doppia via di generazio-

ciente, è fondamentale riuscire a recuperare

elettrica ad uso domestico nei paesi in via di

ne elettromagnetica e piezoelettrica, accu-

almeno in parte il calore di scarto generato

sviluppo. I pannelli dei kit progettati con

mulata in un supercondensatore e utilizzata

durante il processo. Con il progetto intito-

DSSC possono fornire energia sufficiente per

per alimentare sensori di monitoraggio a

lato “RiCiclo Termomagnetico” gli ideatori

illuminazione a LED e ricarica di piccoli di-

basso consumo. L’obiettivo del progetto è

suggeriscono un prototipo di generatore di

spositivi elettronici. La trasparenza delle

eliminare l’uso di batterie e la necessità di

energia che produca energia meccanica poi

celle, la sostenibilità dei materiali di scarto

manutenzione periodica, rendendo possibi-

convertita in elettricità grazie a un ciclo

alla base dei coloranti e la possibilità di in-

le un monitoraggio continuo finché il mac-

termodinamico che ha una sorgente calda a

tegrazione in superfici vetrate le rendono

chinario è in funzione. In questa fase HER-

temperatura bassa. Ciò è possibile sfruttan-

una soluzione promettente per aree prive di

MES è presentato come concept pre-dimen-

do le proprietà termomagnetiche delle le-

rete elettrica, combinando innovazione

sionato: non è ancora stato realizzato un

ghe Heusler: questi materiali ferromagneti-

scientifica e impatto sociale.“I giovani sono

prototipo funzionante, ma la fattibilità del

ci, infatti, hanno la particolarità di smagne-

molto motivati a trovare soluzioni innovati-

sistema è valutata tramite modelli semplifi-

tizzarsi a temperature molto basse (bassa

ve per le problematiche di transizione ener-

cati e confronto con la letteratura sull’ener-

temperatura di Curie), il che permette di

getica”, dice il dott. Alberto Pieri, segr.gen.

gy harvesting da vibrazioni. Sono stati anche

costruire un sistema che sfrutta questa ca-

della FAST, che ogni anno organizza la sele-

premiati dalla Commissione europea gli

ratteristica per mettere in moto un rotore

zione italiana del concorso europeo EUCYS

ideatori del progetto “RiCiclo Termomagne-

(ruota di Curie). Grazie alla collaborazione

della Commissione europea, “Nel 2027 orga-

tico. Produrre energia meccanica dal calore

con l’Istituto dei Materiali per l’Elettronica

nizzeremo EUCYS 2027 a Genova e speriamo

di scarto con una ruota di Curie” che hanno

e il Magnetismo (CNR- IMEM) è stato realiz-

di avere altri nuovi geni giovani da premia-

vinto una medaglia d’oro. Oggi, uno dei più

zato un prototipo originale basato sul prin-

re che trovino soluzioni ai problemi che gli

grandi problemi a livello mondiale è la so-

cipio della ruota di Curie che sfrutta come

adulti creano con guerre e uso dissennato e

stenibilità della produzione di energia, la cui

fonte di calore l’acqua riscaldata a 50°C

non coordinato delle risorse energetiche sul

crescente richiesta e la conseguente produ-

circa. L’energia termica fornita dall’acqua

nostro emisfero”.

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PMI2Change: il progetto di Banca Generali per avvicinare capitali e imprese

Banca Generali presenta l’innovativo progetto PMI2Change - Palazzo Mezzanotte di Borsa Italiana

Le piccole e medie imprese rappresentano uno

la sua prima fase sulle PMI quotate e interviene

collegato a questo universo. Banca Generali

dei pilastri del sistema produttivo italiano, ma

su due leve: la visibilità delle aziende e la di-

prevede una raccolta iniziale di 100 milioni di

il loro peso nell’economia reale non trova an-

sponibilità di strumenti capaci di indirizzare

euro, con l’obiettivo di arrivare a 500 milioni

cora un pieno riscontro sul mercato azionario.

verso di esse nuovi investimenti. I primi passi

nel medio termine. Il progetto guarda inoltre

Considerando questo gap, Banca Generali ha

sono il lancio dell’indice Intermonte Valore

alle imprese non quotate che intendono raffor-

lanciato PMI2Change, un progetto pensato per

Italia, composto da cento società con una capi-

zare la propria struttura o valutare l’accesso al

sostenere la crescita e la competitività degli

talizzazione inferiore a un miliardo di euro, e

mercato dei capitali. Dal prossimo autunno

imprenditori italiani e favorire l’incontro tra

la nascita, insieme a Investlinx e Intermonte,

Banca Generali e Intermonte, insieme a PwC

capitali e imprese. L’iniziativa si concentra nel-

del primo ETF a gestione attiva PIR compliant

Italia, daranno vita a un roadshow nelle prin-

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speciale Banca&IMPRESE

ria, il livello di indebitamento e la rappresen-

tiva potrebbe generare nuovi flussi compresi

tatività nell’indice. Le aziende selezionate

tra uno e due milioni di euro al giorno, arrivan-

Il potenziale delle PMI quotate

operano, tra gli altri, nei beni di consumo,

do a rappresentare oltre il 5% del flottante

In Italia le società quotate con una capitalizza-

nella meccanica, nella tecnologia, nell’energia

dell’indice. Attraverso flussi continuativi, lo

zione inferiore al miliardo di euro costituiscono

e nella salute. Alla fine del 2025 esprimevano

strumento mira ad accrescere la liquidità del

circa l’80% del numero complessivo delle azien-

complessivamente circa 33 miliardi di euro di

segmento, favorendo una maggiore attenzio-

de presenti in Borsa, ma rappresentano soltan-

fatturato, cresciuto a un tasso medio annuo del

ne nei confronti delle PMI quotate e condizio-

to il 3% del controvalore in termini di capita-

16% nei due anni precedenti, e impiegavano

ni di mercato più adatte a rifletterne il valore.

lizzazione. La sproporzione mette in luce il

quasi 120 mila persone. La composizione

«PMI2Change nasce con un obiettivo preciso:

potenziale ancora inespresso di un segmento

dell’indice sarà sottoposta a ribilanciamenti

contribuire a rafforzare il legame tra capitale

che comprende imprese attive in comparti

semestrali, mentre i dati finanziari e la ricerca

e imprese, riportando al centro il ruolo del

centrali per l’economia nazionale, ma spesso

sulle società saranno consultabili attraverso

mercato nella crescita delle piccole e medie

penalizzate da una liquidità limitata. La con-

Websim, la piattaforma digitale di Intermonte.

aziende italiane», ha spiegato Gian Maria Mos-

cipali aree del Paese.

sa, amministratore delegato di Banca Generali.

centrazione degli investimenti sui titoli di maggiore dimensione può infatti ridurre l’at-

Un ETF per convogliare il risparmio verso le

Il progetto, ha aggiunto, agisce attraverso «una

tenzione nei confronti delle realtà più piccole,

aziende

maggiore visibilità e valorizzazione delle im-

anche quando presentano fondamentali solidi

A partire dall’universo delineato dall’indice,

prese quotate» e lo sviluppo di strumenti di

e prospettive di sviluppo. La minore liquidità

Banca Generali ha sviluppato insieme a Invest-

investimento dedicati. Visibilità e accesso al

contribuisce ad alimentare valutazioni a sconto

linx e Intermonte un ETF a gestione attiva e PIR

capitale, secondo Mossa, sono fattori determi-

e rende più complesso il rapporto con gli inve-

compliant, destinato a investire prevalente-

nanti per la competitività e la crescita di lungo

stitori. Il primo strumento messo in campo da

mente nelle società individuate. Lo strumento

periodo. Per Guglielmo Manetti, amministra-

PMI2Change è l’indice Intermonte Valore Italia,

si propone di creare un ponte tra il risparmio e

tore delegato di Intermonte, l’iniziativa può

realizzato facendo leva sulle competenze di

le imprese, in linea con la Savings and Invest-

fornire un impulso al mercato delle PMI quota-

Intermonte, parte del Gruppo Banca Generali

ments Union europea, che punta a favorire una

te e aiutare gli imprenditori a considerare la

dall’inizio del 2025 e attiva da oltre trent’anni

maggiore partecipazione dei capitali privati al

Borsa come uno strumento per finanziare lo

nei mercati finanziari italiani, in particolare

finanziamento dell’economia. La gestione atti-

sviluppo «senza dover rinunciare alla governan-

nella ricerca sulle PMI, nel sales & trading, nel

va consente di costruire il portafoglio prenden-

ce».

market making e nell’investment banking.

do come riferimento l’universo dell’indice,

L’indice comprende cento società quotate su

mentre la conformità alla disciplina dei Piani

Un percorso rivolto anche alle imprese non

Borsa Italiana, con una capitalizzazione infe-

individuali di risparmio inserisce l’ETF tra gli

quotate

riore al miliardo di euro e non appartenenti al

strumenti pensati per avvicinare il risparmio

PMI2Change guarda infine al vasto insieme

FTSE MIB. La selezione avviene attraverso cri-

degli italiani agli investimenti di lungo periodo

delle aziende che non sono ancora presenti sui

teri tecnici e finanziari volti a individuare

nell’economia nazionale. Banca Generali si è

listini. In Italia il bacino delle pmi non quotate

aziende adeguate sotto il profilo della liquidità,

impegnata a sostenere il lancio con una raccol-

è stimato in quasi cinque milioni di realtà e,

della trasparenza e dell’investibilità. Tra gli

ta iniziale di 100 milioni di euro nei primi mesi.

all’interno di questo universo, tra 5 mila e 10

elementi considerati rientrano il flottante mi-

L’esposizione dovrebbe poi aumentare fino a

mila imprese sarebbero già potenzialmente

nimo, la qualità della governance, la copertura

raggiungere l’obiettivo di 500 milioni nel medio

idonee ad accedere al mercato dei capitali at-

da parte degli analisti, la sostenibilità finanzia-

termine. Secondo le stime della banca, l’inizia-

traverso la quotazione. Secondo i dati di Banca

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speciale Banca&IMPRESE d’Italia citati nel progetto, alla fine del 2025 il

aiutando le imprese interessate a entrare nel

non finanziario della clientela private e high

valore complessivo delle imprese non quotate

radar degli investitori. Da questo obiettivo

net worth. L’acquisizione di Intermonte nel

italiane si attestava intorno a 1.800 miliardi di

nasce il roadshow che prenderà il via nell’au-

2025 ha ulteriormente ampliato l’offerta, inte-

euro, contro i circa 1.200 miliardi delle società

tunno 2026 e toccherà le principali aree del

grando competenze e servizi di corporate e

quotate. L’Italia presenta una configurazione

Paese. Il Gruppo Banca Generali e Intermonte

investment banking. PMI2Change rappresenta

diversa da quella di Germania, Francia e Spa-

saranno affiancati da Borsa Italiana, per quan-

quindi un passaggio nell’evoluzione del model-

gna, nelle quali il valore delle società quotate

to riguarda i mercati e i percorsi di accesso alla

lo della “banca dell’imprenditore”: accanto

supera quello delle imprese non presenti sui

quotazione dedicati alle PMI, e da PwC Italia,

alla protezione e alla gestione del patrimonio

listini. La quotazione non costituisce necessa-

che metterà a disposizione l’esperienza matu-

entrano in gioco le esigenze di sviluppo dell’im-

riamente il punto di arrivo per ogni azienda,

rata a fianco delle imprese a livello globale. Tra

presa, il rapporto con gli investitori e l’accesso

ma può rappresentare una delle strade dispo-

i clienti di Banca Generali figurano imprendi-

a nuove fonti di capitale.

nibili per sostenere la crescita dimensionale,

tori ai quali fanno capo oltre 25 mila aziende,

L’intento è creare un collegamento più stabile

ampliare la visibilità, diversificare le fonti di

secondo i dati di fine 2025.

tra il risparmio e il tessuto produttivo italiano,

finanziamento e rafforzare la governance.

Il progetto prosegue così il percorso avviato da

valorizzando le PMI quotate e accompagnando

PMI2Change vuole accompagnare gli impren-

circa un decennio attraverso un modello di

quelle che possiedono le caratteristiche per

ditori nella valutazione del percorso più adatto,

consulenza esteso al patrimonio finanziario e

avvicinarsi al mercato.

Le aziende che hanno partecipato a PMI2Change e che hanno aderito all’indice Intermonte Valore

www.bancagenerali.com/about-us/pmi-2-change P

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Ecosostenibilità: INCENTIVI A sostegno delle PMI

n

el corso degli ultimi anni, il tema

Questo processo virtuoso coinvolge anche le fi-

tutti gli aspetti della produzione: dall'impiego

della sostenibilità si è andato imponendo in ma-

liere dei settori chiave nel processo di sostenibili-

energetico alla gestione dei rifiuti aziendali, dalle

niera sempre più profonda non solo nell'immagi-

tà, e non solo le singole imprese. Ci sono infatti

emissioni alla produzione di imballaggi, dalle

nario collettivo ma anche, e sopratutto, nell'am-

interi settori produttivi che incominciano a essere

procedure produttive alla logistica.

bito delle politiche da affrontare da parte di go-

coinvolti da queste dinamiche: è il caso della

verni e organizzazioni internazionali. Questo te-

Logistica, dell'Automotive e della Manifattura,

Interventi di sostegno alla Transizio-

ma, in particolare, è diventato uno dei pilastri

filiere all'interno delle quali si sta evidenziando

ne Green

imprescindibili per l'affermazione delle imprese

una spiccata sensibilità nei confronti della soste-

Nell'ambito dell'attività del Fondo di Garanzia per

di ogni dimensione. Le Piccole e Medie Imprese

nibilità e della transizione green. Questi settori,

le Piccole e Medie Imprese, il Ministero delle

stanno diventando le protagoniste di questo

hanno già intrapreso uno sforzo significativo per

Imprese e del Made in Italy ha annunciato un

nuovo scenario, dimostrando una sensibilità e

ridurre l'impatto ambientale e sociale derivato

incremento finanziario della dotazione della riser-

un'attenzione crescente nei confronti delle que-

dalle loro attività. Un numero crescente di azien-

va speciale a valere sul “Programma nazionale

stioni sociali e ambientali. Si può già parlare,

de della filiera automobilistica, ad esempio,

ricerca, innovazione e competitività per la transi-

quindi, di un approccio destinato a diventare di

stanno investendo in veicoli elettrici e ibridi, con

zione verde e digitale 2021-2027”. Il decreto ha

lungo periodo, non una semplice tendenza tem-

l'obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio

disposto, l'assegnazione delle risorse finanziarie

poranea, in un quadro in cui il conseguimento dei

lungo tutta la loro catena produttiva, mentre la

alla riserva speciale del Fondo di Garanzia. Nel

profitti non è disgiunto dall'impegno a contribu-

logistica sta esplorando le possibili soluzioni per

quadro delle attività di sostegno alle imprese per

ire in maniera positiva al benessere della comu-

rendere il trasporto merci più sostenibile e meno

quanto attiene alla Transizione Green, il Ministe-

nità. Si è assistito alla nascita, all'interno di

impattante per l'ambiente. È evidente, che questi

ro delle Imprese e del Made in Italy, ha dato il via

sempre più piccole e medie imprese, di strutture

sforzi si riflettano anche su tutti gli attori appar-

al bando “Investimenti Sostenibili 4.0”, misura

organizzative finalizzate alla gestione delle stra-

tenenti alla stessa catena, sia fornitori sia clienti.

che mira a sostenere i programmi innovativi,

tegie sostenibili e al varo di progetti di impatto

E' già avvertita da parte delle imprese la necessi-

green e ad elevato contenuto tecnologico grazie

sociale. L'adozione di strategie green, si sta di-

tà di stabilire regole precise a sostegno dell'azio-

ad agevolazioni che potranno coprire fino al 75%

mostrando l'elemento innovativo in grado di

ne all'interno delle diverse filiere, con l'obiettivo

delle spese, in linea con il piano Transizione 4.0.

portare risultati concreti e misurabili, grazie all'u-

di creare reti di produzione e distribuzione più

Il provvedimento è stato progettato per rafforza-

tilizzo di materiali a minore impatto ambientale

sostenibili. Le reti, tra l'altro, sono in grado di

re la crescita green e la competitività delle micro,

ed al miglioramento delle pratiche di gestione,

accelerare il processo di acquisizione delle prati-

piccole e medie imprese attive in Basilicata, Ca-

che portano anche un risparmio di risorse e di

che sostenibili, creando sinergie in grado di ge-

labria, Campania, Molise, Puglia e Sardegna, fa-

costi operativi, oltre che un sostegno alla difesa

nerare valore per tutte le parti in causa. Questo

cendo riferimento a risorse finanziarie per un

dell'ambiente. Tale aspetto, ha una ricaduta an-

delicato passaggio che porta verso un sistema

ammontare di 448 milioni di euro, di cui una

che sulla “reputazione” aziendale: le imprese che

produttivo sostenibile sul piano delle risorse

quota del 25% è riservata nello specifico alle

adottato pratiche sostenibili, attraggono atten-

energetiche, dell'impiego di materie prime e

micro imprese e Pmi. Di questi, circa 216 milioni

zione positiva da parte dei consumatori, oltre che

della gestione degli scarti di lavorazione, richiede

provengono dal Programma Nazionale Ricerca,

da quella dei partner commerciali e delle comu-

la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali,

Innovazione e Competitività per la transizione

nità territoriali, portando in fin dei conti anche

economici e sociali. Gli ambiti interessati dal

verde e digitale 2021-2027 e circa 224 milioni

un vantaggio competitivo sul mercato.

processo devono necessariamente comprendere

dalla restituzione delle rate di finanziamenti age-

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volati di diversi programmi operativi nazionali

provvedimento ministeriale. Inoltre, dal 15 otto-

lare e la Transizione Ecologica. Le domande de-

attivati tra il 2007 e il 2020. Ulteriori risorse,

bre, in relazione al Nuovo Piano Transizione 5.0

vono esse presentate online sulla piattaforma

anche di provenienza europea, potranno aggiun-

– Iperammortamento, le imprese che hanno rice-

Bandi e Serivizi fino al 5 novembre 2026.

gersi alla dotazione iniziale qualora dovessero

vuto l’esito positivo della comunicazione di con-

rendersi disponibili. Le agevolazioni saranno

ferma e che hanno completato gli investimenti

La Nuova Sabatini Green 2027

concesse ai programmi d’investimento proposti

possono accedere al portale del Gestore dei

La Nuova Sabatini è una misura di sostegno che

dalle Pmi che utilizzano tecnologie abilitanti vol-

Servizi Energetici (GSE) ed inviare la comunicazio-

offre un accesso agevolato al credito a micro,

te a favorire la trasformazione tecnologica e di-

ne di completamento dell’investimento, di cui

piccole e medie imprese per l'implementazione di

gitale dell'azienda, tra queste: advanced manu-

all'articolo 3, comma 3, del decreto interministe-

progetti innovativi e green, favorendo al contem-

facturing solutions, additive manufacturing, real-

riale 7 maggio 2026.

po gli investimenti in nuovi macchinari, software

tà aumentata, simulation, integrazione orizzon-

La comunicazione deve essere trasmessa una

e tecnologie digitali. Dal 2023, ha acquisito la

tale e verticale, IoT e industrial internet, cloud,

volta conclusi gli investimenti, e comunque entro

denominazione di Nuova Sabatini Green, dal

cybersecurity, big data e analytics, intelligenza

il 15 novembre 2028, e deve contenere, tra l’al-

momento che è stata estesa agli investimenti fi-

artificiale, blockchain. In continuità con il prece-

tro:

nalizzati programmaticamente alla transizione

dente bando, saranno maggiormente valorizzati,

• gli estremi delle fatture relative ai costi agevo-

ecologica, venendo rifinanziata con un budget di

attraverso specifici criteri di valutazione, i pro-

labili;

100 milioni di euro. A questo fine, il Ministero

grammi caratterizzati da elevata sostenibilità e

• le attestazioni comprovanti il possesso della

delle Imprese e del Made in Italy ha aggiornato

capaci di contribuire al raggiungimento degli

perizia tecnica asseverata di cui all’articolo 6 e

la modulistica per la presentazione delle doman-

obiettivi climatici e ambientali dell’Unione euro-

della certificazione contabile di cui all’articolo 7

de in adeguamento alle nuove regole sui contri-

pea: progetti orientati all’economia circolare,

del Decreto interministeriale del 7 maggio 2026.

buti alle Pmi previste dal Regolamento UE

interventi per il miglioramento dell’efficienza

2023/1315.

energetica e l’innovazione nei processi produttivi.

La comunicazione di completamento non può

Questa misura concede credito per l'acquisto di

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese per

riguardare investimenti relativi a beni diversi, né

beni materiali o immateriali ad uso produttivo

l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature,

importi superiori, rispetto a quelli indicati nella

come impianti e macchinari, attrezzature indu-

opere murarie, (nel limite del 40% del totale dei

comunicazione di conferma. Per accedere alla

striali e commerciali, altri beni come software o

costi), programmi informatici e licenze, certifica-

piattaforma è possibile consultare la sezione de-

tecnologie digitali. Non vengono invece finanzia-

zioni ambientali ed, entro limiti definiti, spese per

dicata (gse.it) ed entrare nell'Area Clienti GSE per

ti investimenti per terreni o edifici, beni usati o

servizi di consulenza specialistica ed energetica.

procedere alla gestione delle comunicazioni.

rigenerati. Sono stati aggiunti, dunque, gli inve-

Le spese previste dovranno essere comprese tra

Inoltre, è attiva la misura Ri.Circo.Lo che stanzia

stimenti su macchinari, impianti e attrezzature

750 mila euro e 5 milioni di euro. I lavori dovran-

7 milioni di euro a favore delle Pmi della Lombar-

nuovi, a basso impatto ambientale, per migliora-

no essere avviati successivamente alla presenta-

dia per lo sviluppo di azioni di economia circolare.

re l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi

zione della domanda e completati entro 18 mesi.

In particolare, Ri.Circo.Lo è dedicata alle filiere

produttivi. Questa misura è stata confermata

Le agevolazioni saranno concesse sulla base di

delle plastiche, delle gomme, dei materiali poli-

anche per il 2027, confermandosi come colonna

una procedura a sportello nel rispetto della nor-

merici in generale, del tessile, dei AEE/RAEE (in-

portante per le Micro, Piccole e Medie Imprese

mativa europea sugli aiuti di Stato e potranno

clusi pannelli fotovoltaici), delle batterie ed accu-

italiane che hanno per obiettivo l'ammoderna-

coprire fino al 75% delle spese, di cui il 35%

mulatori, del recupero del fosforo e di altre ma-

mento tecnologico. In tal senso, in un contesto

nella forma del contributo a fondo perduto (con-

terie prime critiche.

economico caratterizzato dalla doppia transizione

tributo in conto impianti) e il 40% nella forma del

Questo provvedimento promuove quindi azioni di

– digitale ed ecologica – si è inteso ricorrere a un

finanziamento agevolato, senza interessi, secon-

economia circolare da parte delle Pmi lombarde

rifinanziamento e, allo stesso tempo, a una evo-

do un piano di ammortamento della durata

e prevede l'erogazione di finanziamenti pubblici

luzione verso la capitalizzazione delle imprese.

massima di 7 anni.

PR FESR 2021 – 27 nella forma di contributo a

Grazie alla Legge di Bilancio 2026, il Governo ha

Le imprese interessate potranno presentare una

fondo perduto, per conseguire la riduzione ed

stanziato 650 milioni di euro per il biennio 2026-

sola domanda tramite la piattaforma messa a

una migliore gestione dei rifiuti di alcune filiere

2027, destinando una tranche considerevole –

disposizione da Invitalia, soggetto gestore della

prioritarie in coerenza con le indicazioni del vi-

450 milioni – all'anno 2027. Va sottolineato, che

misura per conto del Mimit.

gente Programma Regionale di Gestione dei Ri-

non si tratta di una semplice proroga di questa

I termini e le modalità di presentazione delle

fiuti e gli sviluppi dei lavori dei tavoli dell’Osser-

misura, ma di un vero e proprio cambiamento

istanze saranno resi disponibili con un successivo

vatorio regionale per il Clima, l’Economia Circo-

delle regole a cui si dovranno attenere coloro i

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PMI INCENTIVI quali investono non solo in macchinari ma anche nella solidità delle propria azienda. Il primo aspetto da mettere in evidenza al funzionamento della Nuova Sabatini Green per il prossimo anno è la “Capitalizzazione”, che premia le società di capitali che deliberano un aumento del capitale sociale, contestualmente all'investimento programmato. Il vantaggio è principalmente quello di avere un contributo sugli interessi che viene quasi raddoppiato, giungendo al 5% per le micro e piccole imprese, rispetto al 2,7% ordinario. L'obiettivo strategico è il rafforzamento del patrimonio netto delle Pmi, al fine di renderle meno dipendenti dal debito bancario. Il Focus Green e 4.0 è l'altra linea con cui il sistema intende spingere in direzione della sostenibilità. La Linea Green consente di acquistare macchine a basso impatto ambientale, con un tasso convenzionale che resta al 3,57%. La Linea 4.0, invece, è riservata ai beni interconnessi che abilitano alla digitalizzazione, con un contributo che rimane ai massimi livelli. Infine, è prevista un'integrazione con l'Iperammortamento 2026-2027, che garantisce quindi la cumulabilità della Nuova Sabatini Green: è possibile abbattere drasticamente il costo netto del bene da acquistare combinando il contributo interessi della Sabatini con la maggiorazione fiscale dell'Iperammortamento al 180%, per investimenti fino a 2,5 milioni di euro.

Ecobonus 2027 Nel cantiere della Manovra, il Governo sta valutando la possibilità di un rafforzamento dell'Ecobonus per il prossimo anno, per alcuni interventi di efficientamento energetico e, in tal senso, è

relativi alla sicurezza energetica, ma ciò non si-

servatorio hanno messo in evidenza il ruolo so-

stata ventilata l'ipotesi del ritorno al 65%. Ad ogni

gnifica che le risorse relative siano già state de-

ciale delle aziende, uno dei temi al centro

modo, senza una modifica nella manovra, dal 1°

stinate all'Ecobonus.

dell'Agenda 2030, da sostenere nella creazione di valore attraverso un processo di trasformazio-

gennaio 2027 le detrazioni scenderanno al 36% per le abitazioni principali e al 30% negli altri

L’Osservatorio per le Pmi e la transizio-

ne sostenibile e digitale. Il tessuto economico

casi. L'ipotesi di riportare al 65% la detrazione

ne ecologica

italiano, infatti, è caratterizzato da PMI che non

fiscale per alcuni interventi di efficientamento

Su iniziativa di Tecno e Kpmg, in collaborazione

possono più posticipare l'adeguamento di strate-

energetico - infissi, pompe di calore, condiziona-

con l'Università Ucl di Londra, è nato il primo

gie, processi e investimenti rivolti alle tematiche

tori, sistemi ibridi, solare termico, schermature

Osservatorio ESG per le PMI italiane.

materiali nell'ambito dell'Environmental Social

solari e cappotti – rappresenta una notizia di

Questo progetto ha come obiettivo, porre l'atten-

Governance – ESG – che sono diventate fonda-

particolare interesse sia per le imprese sia per le

zione sullo stato di salute delle Piccole e Medie

mentali per misurare, controllare e supportare

famiglie. Al momento, la possibilità di questo in-

Imprese italiane, in riferimento all'attuale proces-

l'impegno in termini di sostenibilità di un'impre-

tervento viene ricollegata agli spazi di bilancio

so di transizione sostenibile. Gli sponsor dell'Os-

sa o di un'organizzazione.

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FOCUS PMI

mANOVRA FINANZIARIA & pmi Fisco, lavoro e investimenti

La legge di bilancio stabilisce ogni anno le

(DFP), approvato il 22 aprile, e al Documento

misure. Se l’approvazione non arriva in tem-

entrate e le spese dello Stato e introduce le

programmatico di finanza pubblica (DPFP),

po, una legge deve autorizzare l’esercizio

misure necessarie a realizzare gli obiettivi

approvato il 2 ottobre e trasmesso al Parla-

provvisorio, per un massimo complessivo di

economici del Governo. Predisposta dall’ese-

mento. Il DPFP aggiorna le previsioni e gli

quattro mesi ai sensi dell’articolo 81 della

cutivo e approvata dal Parlamento, interviene

indirizzi economici per il triennio 2027-2029.

Costituzione. La spesa è consentita, in via

su imposte, incentivi, pensioni e finanziamen-

Le denominazioni attuali sostituiscono quel-

generale, per quote mensili pari a un dodice-

to dei servizi pubblici. Quella per il 2027

le dei precedenti DEF e NaDEF. Entro il 15

simo degli stanziamenti, con eccezioni per le

comprende il bilancio dell’anno e il quadro

ottobre l’Italia deve inviare alla Commissione

uscite obbligatorie o non frazionabili.

pluriennale 2027-2029. Dal 2017 il provvedi-

europea il Documento programmatico di bi-

mento riunisce le precedenti leggi di bilancio

lancio (DPB), che illustra i programmi per

Crescita e deficit, l’equilibrio difficile

e di stabilità in due sezioni. La prima contie-

l’anno successivo. Distinto dal DPFP naziona-

La manovra 2027 deve conciliare sostegno ai

ne le disposizioni che modificano entrate e

le, il DPB serve alla valutazione europea: la

redditi, investimenti e tenuta dei conti. Le

spese, dalle novità fiscali alle agevolazioni.

Commissione esprime entro il 30 novembre il

richieste della maggioranza su fisco, pensioni

La seconda riporta le previsioni delle entrate

parere sulla coerenza dei programmi con le

e incentivi si aggiungono agli impegni per

e delle spese dei ministeri, incorporando gli

regole comuni. Entro il mese di ottobre è

sicurezza energetica e difesa, sui quali il Go-

effetti delle nuove misure, insieme a rifinan-

prevista la presentazione alle Camere del

verno ha avviato il confronto europeo per

ziamenti, riduzioni degli stanziamenti e ri-

disegno di legge. Commissioni e assemblee

ottenere flessibilità. Un primo dato rilevante

programmazioni delle risorse. La preparazio-

esaminano le disposizioni e gli emendamenti;

è arrivato il 22 settembre, con la revisione dei

ne comincia in primavera, con l’aggiornamen-

Camera e Senato devono approvare un testo

conti nazionali pubblicata dall’Istat. Nel 2025

to dell’economia e dei conti pubblici, e pro-

identico entro il 31 dicembre, in tempo per

il prodotto interno lordo italiano è cresciuto

segue in autunno con la definizione degli

la promulgazione e la pubblicazione. L’entra-

dello 0,6%, un decimo di punto in più rispet-

interventi. Nel 2026 questi passaggi sono

ta in vigore è normalmente fissata al 1° gen-

to alla stima di marzo. Il rapporto tra deficit

affidati al Documento di finanza pubblica

naio, salvo decorrenze differenti per singole

e Pil è invece rimasto al 3,1%, in diminuzione

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PMI - manovra finanziaria dal 3,4% del 2024, ma ancora sopra la soglia

obiettivi dipenderà dall’economia e dall’at-

sioni sull’inflazione, sul potere d’acquisto e

europea del 3%. Il saldo primario, cioè la

tuazione delle misure.

sulle decisioni di investimento. Una crisi più

differenza tra entrate e spese al netto degli

lunga avrebbe aggravato questi effetti. Per

interessi sul debito, è risultato positivo per lo

L’Italia sotto la media europea

le Pmi, tali previsioni richiamano due proble-

0,8% del Pil. Il miglioramento non è quindi

Le previsioni della Commissione europea del

mi concreti: la pressione dei costi energetici

bastato a riportare il disavanzo complessivo

21 maggio 2026 stimavano per l’Italia una

sui margini e una domanda frenata dalla

sotto il valore di riferimento. Il deficit annua-

crescita dello 0,5% nel 2026 e dello 0,6% nel

perdita di potere d’acquisto delle famiglie.

le è distinto dal debito accumulato nel tempo.

2027, deficit al 2,9% in entrambi gli anni e

Nella valutazione sull’Italia, Bruxelles segna-

Le deroghe al percorso della spesa non elimi-

debito al 139,2% del Pil nel 2027. L’inflazione

lava inoltre gli ostacoli alle esportazioni de-

nano l’impatto degli interventi sui due indi-

era prevista al 3,2% nel 2026 e all’1,8% nel

rivanti dai dazi statunitensi e dalle tensioni

catori. Il 5 agosto il ministro dell’Economia

2027. Queste stime precedono il DPFP di ot-

internazionali. Per il 2027 prevedeva un re-

Giancarlo Giorgetti ha chiarito in Parlamento

tobre e le decisioni successive: non sono di-

cupero degli scambi, accompagnato però da

che un deficit superiore al 3% potrebbe pro-

rettamente sovrapponibili agli obiettivi ag-

un rallentamento degli investimenti dopo la

lungare la procedura per disavanzo eccessivo

giornati del Governo. La debolezza della

conclusione del dispositivo europeo per la

anche se riconducibile a spese ammesse alla

crescita interessa anche gli altri Paesi europei.

ripresa.

flessibilità. Il DPFP di ottobre prevede una

Nelle stesse previsioni, il Pil dell’Unione era

crescita dell’1% nel 2026 e dello 0,8% nel

atteso in aumento dell’1,1% nel 2026 e

Energia e difesa alla prova delle

2027, seguita dallo 0,9% nel 2028 e dallo 0,8%

dell’1,4% nel 2027; per l’area euro le stime

coperture

nel 2029. Il quadro programmatico, incorpo-

erano rispettivamente dello 0,9% e dell’1,2%.

La clausola di salvaguardia nazionale consen-

rando lo scostamento, porta il deficit al 3,4%

L’Italia restava dunque sotto entrambe le

te, previa autorizzazione europea, una devia-

del Pil nel 2027, al 3,2% nel 2028 e al 2,3%

medie. La Commissione collegava il rallenta-

zione dal percorso della spesa netta per af-

nel 2029. Il rapporto debito/Pil raggiungereb-

mento al nuovo shock energetico provocato

frontare circostanze eccezionali. Il Governo

be il 138,6% nel 2027. La realizzazione degli

dal conflitto in Medio Oriente, con ripercus-

ha indicato l’intenzione di utilizzare, fino al

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FOCUS PMI

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2028, margini cumulati pari allo 0,6% del Pil per la sicurezza

Forfettario, la partita dei 100mila euro

energetica e allo 0,9% per la difesa. Questi spazi restano

Un altro tema riguarda l’innalzamento da 85mila a 100mila

legati alle finalità ammesse e alle condizioni della procedu-

euro della soglia di ricavi o compensi per accedere al regime

ra europea: non costituiscono una disponibilità indistinta

forfettario. La proposta interesserebbe le persone fisiche

per finanziare tutte le richieste della manovra. Per l’energia,

che esercitano attività d’impresa, arti o professioni e rispet-

il quadro programmatico considera un impatto dello 0,3%

tano gli altri requisiti previsti dalla disciplina. L’estensione

del Pil nel 2027 e nel 2028. Il parere approvato dalla com-

richiederebbe anche la soluzione del vincolo europeo rela-

missione Attività produttive della Camera sul DPFP richiama

tivo all’esenzione Iva.

risorse fino a circa 14,4 miliardi di euro nel biennio, destina-

Le regole vigenti distinguono due situazioni. Chi supera

te, tra l’altro, alla produzione da fonti rinnovabili, agli in-

85mila euro, senza oltrepassare 100mila euro, esce dal regi-

terventi per le imprese maggiormente esposte ai costi

me dall’anno successivo. Il superamento di 100mila euro

energetici e alla decarbonizzazione. L’impiego effettivo dei

determina invece la fuoriuscita nello stesso anno, con appli-

margini richiede comunque la definizione delle misure e la

cazione dell’Iva a partire dall’operazione che comporta lo

verifica della loro ammissibilità. Il 2027 sarà il primo anno

sforamento. Portare il limite ordinario a 100mila euro per-

successivo alle scadenze attuative del Pnrr: il 31 agosto 2026

metterebbe dunque ai contribuenti nella fascia intermedia

era il termine per conseguire traguardi e obiettivi, il 30

di conservare il regime negli anni successivi, purché rispet-

settembre quello per presentare le richieste finali di paga-

tino tutte le altre condizioni. Separata è la soglia sui reddi-

mento. Gli ultimi versamenti della Commissione possono

ti da lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente,

arrivare entro il 31 dicembre.

che può impedire l’utilizzo del forfettario. La manovra 2026

La conclusione del piano rende decisiva la continuità degli

ne ha confermato per il solo anno in corso l’innalzamento a

incentivi nazionali. La nuova manovra dovrà definire even-

35mila euro. Anche la sua proroga o modifica dovrà essere

tuali risorse aggiuntive e interventi sugli strumenti operati-

definita per il 2027.

vi, offrendo alle imprese riferimenti per programmare gli

Tra le proposte di Forza Italia figura inoltre una flat tax in-

investimenti.

crementale strutturale al 5%, applicata alla quota di reddito aggiuntiva rispetto all’anno precedente. La platea pro-

Irpef, il ceto medio cerca un altro taglio

spettata comprende dipendenti, autonomi, artigiani, com-

Tra le proposte per il 2027 figura l’estensione da 50mila a

mercianti, professionisti e pensionati. L’ipotesi è dunque più

60mila euro del limite superiore del secondo scaglione Irpef,

ampia di un’agevolazione riservata alle partite Iva; restano

soggetto all’aliquota del 33%. La misura, sostenuta da For-

da definire il calcolo dell’incremento, gli eventuali limiti e il

za Italia e ancora da finanziare, ridurrebbe il prelievo sulla

coordinamento con gli altri regimi fiscali. Lo stesso pacchet-

parte di reddito oggi tassata al 43%. L’intervento si aggiun-

to comprende un cashback sulle spese sanitarie pagate con

gerebbe alla riduzione dal 35% al 33% della seconda aliquo-

strumenti tracciabili, per anticipare il beneficio fiscale rispet-

ta, introdotta dalla legge di bilancio 2026. Gli scaglioni at-

to alla dichiarazione dei redditi. Anche in questo caso si

tuali prevedono il 23% fino a 28mila euro di reddito impo-

tratta di una proposta.

nibile, il 33% sulla parte oltre 28mila e fino a 50mila euro e il 43% sulla quota superiore. Le aliquote si applicano quindi

Cartelle e bollo, due dossier distinti

alle singole fasce, anziché all’intero reddito. Senza corretti-

Sul versante della riscossione, un’eventuale riapertura dei

vi, il risparmio sarebbe pari al 10% della quota di imponibi-

termini va distinta dalla rottamazione-quinquies già intro-

le tra 50mila e 60mila euro: 500 euro annui su 55mila euro,

dotta dalla legge di bilancio 2026. La disciplina ha fissato al

fino a mille euro con almeno 60mila euro. Il risultato effet-

30 aprile 2026 il termine per aderire e ha consentito il pa-

tivo dipenderà anche dalle eventuali modifiche alle detra-

gamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio oppure in

zioni. Il rapporto con le detrazioni è decisivo. La manovra

un massimo di 54 rate bimestrali, distribuite su nove anni.

2026 ha già previsto per i redditi superiori a 200mila euro

Una nuova possibilità di adesione richiederebbe un inter-

una riduzione di 440 euro di alcune detrazioni, escludendo

vento normativo specifico.

le spese sanitarie, per neutralizzare il beneficio della dimi-

La definizione agevolata riguarda determinate categorie di

nuzione della seconda aliquota.

carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31

Dal 2025 opera inoltre un tetto complessivo delle spese

dicembre 2023. Imprese e professionisti devono verificare la

detraibili per chi supera 75mila euro di reddito, variabile in

natura delle somme dovute e la loro inclusione nel perime-

funzione del reddito e dei figli a carico. Il risparmio di un’a-

tro: non è una rateizzazione ordinaria di qualsiasi debito.

liquota inferiore può dunque essere ridotto dalla perdita di

Per il bollo auto, invece, il dibattito generale sull’abolizione

sconti fiscali: il saldo va valutato sull’imposta finale.

della tassa va separato dal provvedimento approvato dal P

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FOCUS PMI

Consiglio dei ministri il 16 settembre. Secon-

percentuali operano per fasce: superare il

industriali indicano ulteriori risorse e misure

do la comunicazione del Ministero delle in-

primo limite non comporta l’applicazione

per robotica e intelligenza artificiale; impor-

frastrutture e dei trasporti, la misura prevede

della maggiorazione inferiore a tutto l’inve-

ti, destinatari e condizioni attendono le

per il 2027 l’esenzione sul primo veicolo per

stimento. Un esempio chiarisce la differenza

nuove disposizioni.

le persone fisiche interessate, entro il limite

tra maggiorazione e risparmio fiscale. Per un

Il precedente credito Transizione 5.0, collega-

di potenza di 80 kW e senza vincoli Isee. Il

bene ammissibile da 100mila euro, una mag-

to a innovazione e riduzione dei consumi

Ministero ha stimato una platea potenziale

giorazione del 180% comporta una deduzio-

energetici, ha esaurito le risorse disponibili

di circa 24,6 milioni di persone. Il passaggio

ne aggiuntiva complessiva di 180mila euro,

secondo la comunicazione del Mimit del 6

in Consiglio dei ministri non va però descritto

oltre al costo ordinario. Assumendo una so-

novembre 2025. Restava possibile presentare

come abolizione generale e permanente del

cietà soggetta all’Ires ordinaria del 24%, il

prenotazioni entro la fine di quell’anno alle

tributo.

risparmio aggiuntivo teorico è di 43.200 euro,

condizioni indicate. Il Ministero usa oggi il

distribuito lungo il periodo di deduzione e

nome “Nuovo Piano Transizione 5.0” anche

Investimenti, gli incentivi

subordinato alla possibilità di utilizzare fiscal-

per l’iperammortamento, ma il meccanismo

cambiano passo

mente il beneficio. Il 180% non rappresenta

fiscale è cambiato. Gli eventuali interventi

Per gli investimenti produttivi, la legge di

quindi un rimborso del prezzo pagato.

dovranno precisare se riguardano il nuovo

bilancio 2027 interviene su un sistema di in-

Sono ammessi i beni materiali e immateriali

piano, le precedenti domande o ulteriori

centivi già modificato dalla manovra prece-

nuovi inclusi negli allegati alla legge, funzio-

agevolazioni.

dente. Il punto di partenza è l’iperammorta-

nali alla trasformazione tecnologica e digita-

mento, introdotto dalla legge di bilancio

le e interconnessi al sistema aziendale di

Zes, fondi al Sud e procedure

2026 in sostituzione dei crediti d’imposta

gestione della produzione o alla rete di for-

da estendere

Transizione 4.0 e 5.0 per i nuovi investimenti.

nitura. La misura comprende inoltre investi-

Anche per il credito d’imposta della Zona

La misura riguarda gli acquisti effettuati dal

menti nell’autoproduzione di energia rinno-

economica speciale unica esiste già una pro-

1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028: la sua

vabile destinata all’autoconsumo e nei rela-

grammazione pluriennale. La legge di bilan-

durata supera dunque il singolo esercizio fi-

tivi sistemi di accumulo. L’acquisto di un

cio 2026 ha previsto limiti di spesa pari a 2,3

nanziario e offre alle imprese un periodo

macchinario o di un software, da solo, non

miliardi di euro per il 2026, un miliardo per

pluriennale per programmare gli interventi.

dimostra pertanto il diritto all’agevolazione:

il 2027 e 750 milioni per il 2028. Il confronto

L’agevolazione riconosce una maggiorazione

occorre verificare la corrispondenza ai requi-

sulla nuova manovra riguarda quindi l’even-

del costo dei beni ai soli fini fiscali, aumen-

siti tecnici richiesti. La procedura passa dalla

tuale incremento delle risorse disponibili, ri-

tando le quote deducibili di ammortamento

piattaforma del Gestore dei servizi energeti-

spetto a stanziamenti già previsti.

o dei canoni di leasing. Il vantaggio si mani-

ci. Prevede comunicazioni di prenotazione,

Il credito sostiene investimenti iniziali nelle

festa attraverso una riduzione del reddito

conferma e completamento, con gli adempi-

strutture produttive delle aree ammesse:

imponibile e delle imposte dovute durante il

menti necessari a documentare l’investimen-

nuovi macchinari, impianti e attrezzature,

periodo di deduzione. Il meccanismo è diver-

to. Il decreto attuativo disciplina anche la

anche in leasing, oltre a terreni e immobili

so dal credito d’imposta utilizzabile in com-

perizia tecnica e la certificazione contabile;

strumentali alle condizioni stabilite. Sono

pensazione tramite modello F24 e richiede

la comunicazione finale deve essere trasmes-

esclusi i progetti inferiori a 200mila euro; il

quindi una valutazione dei tempi di recupero

sa entro il 15 novembre 2028. Per una Pmi,

costo agevolabile ha un limite di 100 milioni

del beneficio. La maggiorazione è del 180%

questi passaggi vanno inseriti nel calendario

per progetto. Il perimetro comprende le re-

sulla quota di investimenti fino a 2,5 milioni

del progetto insieme agli ordini, agli acconti,

gioni del Mezzogiorno e, a seguito dell’esten-

di euro, del 100% sulla parte oltre 2,5 milio-

alla consegna e all’interconnessione dei beni.

sione, Marche e Umbria. L’inclusione nella Zes

ni e fino a 10 milioni e del 50% sulla quota

Per il 2027 si discute un rafforzamento dello

e l’accesso al credito non sono però equiva-

superiore a 10 milioni, fino a 20 milioni. Le

strumento. Le anticipazioni sugli interventi

lenti: occorre controllare le zone assistite

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ammesse all’agevolazione e le intensità di

20mila e quattro milioni di euro. La valuta-

nel 2025 ha percepito redditi da lavoro dipen-

aiuto applicabili, che dipendono anche dalla

zione deve quindi comprendere sia l’investi-

dente non superiori a 33mila euro. L’imposta

localizzazione e dalla dimensione dell’impre-

mento sia le risorse che i soci intendono ap-

sostitutiva prende il posto dell’Irpef e delle

sa. Il beneficio effettivo non può essere rica-

portare.

addizionali sulla parte di retribuzione am-

vato dalla sola appartenenza regionale. La

messa all’agevolazione. La prosecuzione nel

Zes comprende anche semplificazioni ammi-

Il digitale chiede spazio nella

2027 richiede un nuovo intervento legislati-

nistrative. La loro possibile estensione al

manovra

vo. Una scadenza analoga riguarda l’imposta

Centro-Nord riguarda soprattutto le autoriz-

Per gli investimenti immateriali, le associazio-

sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni e

zazioni: un ampliamento dell’autorizzazione

ni di categoria hanno presentato “Investo

indennità per lavoro notturno, festivo, nei

unica non comporterebbe automaticamente

Digitale”. La proposta è promossa da Asso-

giorni di riposo settimanale e per il lavoro a

un credito d’imposta nazionale.

Software insieme ad Aiip, Confartigianato,

turni. La disciplina vale per il 2026, entro un

Confcommercio, Confimi Industria e Confpro-

imponibile agevolabile di 1.500 euro annui,

Sabatini e macchinari

fessioni e chiede un sostegno agli acquisti di

per i dipendenti privati con reddito da lavoro

La manovra 2026 ha già incrementato la do-

software, servizi e tecnologie digitali da

dipendente nel 2025 non superiore a 40mila

tazione della Nuova Sabatini di 200 milioni

parte delle imprese, degli studi professionali

euro. Non si tratta di una detassazione gene-

per il 2026 e di 450 milioni per il 2027, assi-

e degli enti del Terzo settore. Il fabbisogno

rale di ogni compenso per lavoro straordina-

curando continuità al sostegno degli investi-

prospettato è di 3,623 miliardi di euro in tre

rio: occorre verificare la natura delle somme

menti delle Pmi. Eventuali nuovi finanzia-

anni. Secondo le stime di AssoSoftware, la

corrisposte. Senza proroga, le somme interes-

menti si aggiungerebbero a queste risorse. Lo

misura potrebbe raggiungere circa 578mila

sate tornerebbero alla tassazione ordinaria,

strumento combina un finanziamento banca-

beneficiari e attivare 6,48 miliardi di investi-

con effetti sul netto diversi secondo il reddi-

rio o in leasing con un contributo del Mini-

menti. Sono valutazioni dei promotori, rife-

to del dipendente. Il beneficio fiscale rende

stero. Quest’ultimo è calcolato convenzional-

rite a una proposta che richiede l’approvazio-

più consistente l’aumento percepito, ma non

mente sugli interessi di un finanziamento

ne legislativa e le coperture. Il progetto in-

elimina automaticamente i contributi e gli

quinquennale, utilizzando un tasso del 2,75%

clude software gestionali, servizi cloud, intel-

altri costi retributivi dell’impresa. Tra le pro-

per gli investimenti ordinari e del 3,575% per

ligenza artificiale, cybersicurezza, commercio

poste per la manovra figura inoltre un trat-

quelli 4.0. I tassi servono a determinare il

elettronico, consulenza e formazione, con

tamento fiscale agevolato sugli aumenti rico-

contributo pubblico e non coincidono neces-

l’intento di sostenere anche l’effettiva ado-

nosciuti ai giovani. Nel dibattito di settembre

sariamente con il costo del prestito effettiva-

zione degli strumenti nelle attività quotidia-

Giorgetti ha prospettato una possibile aliquo-

mente applicato dalla banca. Dal 1° ottobre

ne.

ta del 5%, collegata alla disponibilità delle

2024 è attiva la Sabatini Capitalizzazione,

imprese ad accrescere gli stipendi. Restano da

riservata alle Pmi costituite in forma di società

Buste paga, la corsa alle proroghe

definire età dei beneficiari, eventuali limiti

di capitali che collegano l’investimento a un

Le agevolazioni sul lavoro hanno durate dif-

reddituali, importi ammessi e rapporto con

aumento del capitale sociale, rafforzando il

ferenti: alcune scadono nel 2026, altre copro-

gli aumenti previsti dai contratti collettivi.

patrimonio insieme alla capacità produttiva.

no già il 2027. La distinzione incide sulla

Anche la detassazione delle tredicesime rien-

L’aumento di capitale deve essere pari alme-

programmazione salariale e sul welfare

tra tra le richieste politiche, ma non può es-

no al 30% del finanziamento, secondo termi-

aziendale. La tassazione al 5% degli aumen-

sere descritta come un beneficio già disponi-

ni e modalità della disciplina. Il contributo è

ti derivanti dai rinnovi contrattuali riguarda

bile per il 2027.

calcolato con un tasso convenzionale del 5%

gli incrementi corrisposti nel 2026 ai dipen-

per micro e piccole imprese e del 3,575% per

denti del settore privato, in attuazione di

Premi e welfare, le certezze per il 2027

le medie. Il finanziamento può avere durata

rinnovi sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31

I premi di risultato seguono un calendario

fino a cinque anni e importo compreso tra

dicembre 2026. Il beneficio è riservato a chi

diverso. La legge di bilancio 2026 ha ridotto

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FOCUS PMI

all’1% l’imposta sostitutiva per il 2026 e il

accantonata durante il rapporto di lavoro. La

verifica dell’obbligo di versamento al Fondo

2027, innalzando a 5mila euro l’importo

destinazione incide sulla previdenza del di-

di Tesoreria considera anche l’evoluzione

complessivo agevolabile. Il trattamento ri-

pendente e sulla finanza dell’impresa. La

della dimensione aziendale, superando il ri-

guarda i dipendenti privati con redditi da

manovra 2026 ha già modificato adesione ai

ferimento esclusivo al primo anno di attività.

lavoro dipendente nell’anno precedente non

fondi pensione e versamenti al Fondo di Te-

Per l’estensione dell’obbligo, la disciplina

superiori a 80mila euro, nel rispetto delle

soreria dell’Inps. Per i lavoratori alla prima

introduce una soglia di almeno 60 addetti nel

condizioni previste per i premi di risultato e

assunzione nel settore privato dal 1° luglio

biennio 2026-2027, di 50 nel periodo 2028-

la partecipazione agli utili. Il beneficio non si

2026 opera l’adesione automatica alla previ-

2031 e di 40 dal 2032. Il calcolo si basa sulla

applica indistintamente a qualsiasi premio

denza complementare. Entro 60 giorni il di-

media occupazionale dell’anno precedente al

deciso dall’impresa. Le soglie maggiorate dei

pendente può confermare, scegliere un altro

periodo di paga: per il 2027 rileva quindi la

fringe benefit valgono già fino al 2027: mille

fondo o mantenere il Tfr nel regime ordina-

media del 2026. Le nuove soglie non vanno

euro per la generalità dei dipendenti e due-

rio. L’Inps ha disciplinato anche la regolariz-

interpretate come un’esenzione automatica

mila per chi ha figli fiscalmente a carico.

zazione delle quote maturate tra assunzione

per ogni impresa che oggi occupa meno di 60

Comprendono, alle condizioni stabilite, beni,

e scelta. Se esistono precedenti rapporti di

persone: occorre verificare anche gli obblighi

servizi e rimborsi per utenze domestiche,

lavoro, rilevano anche le scelte già effettuate.

già maturati secondo la precedente discipli-

affitto o interessi sul mutuo della prima casa.

Il datore deve informare il dipendente e ac-

na. Il Fondo di Tesoreria, inoltre, è distinto da

quisire gli elementi necessari a individuare la

un fondo pensione: il versamento all’Inps del

Tfr, nuove scelte per lavoratori

destinazione del Tfr maturando. Un secondo

Tfr mantenuto nel regime ordinario non

e imprese

cambiamento riguarda il Tfr non destinato

equivale al suo conferimento alla previdenza

Il trattamento di fine rapporto è retribuzione

alla previdenza complementare. Dal 2026 la

complementare. Il trasferimento delle quote

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all’esterno richiede alle imprese interessate

il ricambio del personale.

di programmare i flussi di cassa: quelle somme

gli altri requisiti previsti. Per gli affitti commerciali, il disegno di legge S. 1828 propone

non restano nella disponibilità aziendale

Casa, bonus in calo e rilanci allo

una cedolare secca strutturale al 21% sugli

durante il rapporto. Per la previdenza com-

studio

immobili a uso diverso dall’abitativo.

plementare, la manovra 2026 ha inoltre

Per gli interventi edilizi, il punto di partenza

L’eventuale intervento dovrà definire immo-

portato a 5.300 euro il limite annuo ordinario

è la riduzione delle aliquote già prevista

bili, contribuenti e contratti ammessi; il limi-

di deducibilità dei contributi, distinto dal

dalla normativa. Nel 2027 la detrazione per

te di 600 metri quadrati della precedente

conferimento del Tfr.

le ristrutturazioni scenderà, in via generale,

disciplina non è automaticamente applicabi-

al 30%, con aliquota del 36% per le spese

le alla nuova proposta.

Pensioni, lo scatto da un mese divide

sostenute dal proprietario o dal titolare di un

la maggioranza

diritto reale di godimento sull’abitazione

sostegni alle famiglie

Sul fronte previdenziale, il primo nodo della

principale. Nel 2026 le percentuali sono ri-

Il sostegno alle famiglie comprende misure

manovra riguarda l’aumento dei requisiti già

spettivamente del 36% e del 50%. L’aliquota

già operative e proposte di rafforzamento.

previsto per il 2027. Secondo le disposizioni

maggiorata non riguarda quindi qualsiasi

Per il 2026 il bonus mamme è stato portato a

recepite dall’Inps, la pensione di vecchiaia

immobile comunemente definito “prima ca-

60 euro mensili, fino a 720 euro annui, per le

richiederà, in via generale, 67 anni e un mese.

sa”, ma richiede le condizioni previste per

lavoratrici che rispettano i requisiti relativi a

Per la pensione anticipata ordinaria serviran-

l’abitazione principale. Su 20mila euro di la-

reddito, numero ed età dei figli e tipologia

no invece 42 anni e 11 mesi di contributi agli

vori interamente agevolabili nell’abitazione

del rapporto di lavoro. Il limite reddituale

uomini e 41 anni e 11 mesi alle donne. Nel

principale, il passaggio dal 50% al 36% ridur-

indicato è di 40mila euro annui. Nel dibattito

2028 i requisiti saliranno rispettivamente a 67

rebbe la detrazione teorica da 10mila a 7.200

sulla manovra compare un possibile aumento

anni e tre mesi, 43 anni e un mese e 42 anni

euro. La differenza complessiva è di 2.800

a 80 euro mensili, che resta una proposta da

e un mese. Sono previste esenzioni per deter-

euro, distribuita lungo il periodo di fruizione

tradurre in una disposizione con le relative

minate categorie di lavoratori impegnati in

delle quote annuali. Per il contribuente con-

coperture. Tra gli strumenti esistenti figurano

attività gravose o usuranti, alle condizioni

ta inoltre la capienza fiscale, cioè la disponi-

il bonus nuovi nati e il contributo per l’asilo

stabilite dalla normativa. La richiesta di bloc-

bilità di imposta sulla quale utilizzare la de-

nido. Il primo riconosce mille euro una tan-

care lo scatto del 2027 si affianca alle propo-

trazione.

Anche l’ecobonus segue, per il

tum per le nascite, le adozioni e gli affida-

ste di nuove possibilità di uscita anticipata.

2027, le aliquote del 30% e del 36% per l’a-

menti preadottivi ammessi, con un Isee di

Tra le ipotesi sostenute dalla Lega figurano il

bitazione principale, secondo i requisiti sta-

riferimento non superiore a 40mila euro,

pensionamento a 64 anni anche per chi ha

biliti. Nel confronto sulla manovra è emersa

calcolato secondo le regole della prestazione.

versato contributi prima del 1996, con rical-

l’ipotesi di un rafforzamento al 65%, ma non

Il bonus nido sostiene invece le rette delle

colo contributivo dell’assegno, e una nuova

sono ancora definiti da una nuova norma gli

strutture autorizzate e, nei casi previsti, l’as-

versione di Quota 41. Quest’ultima proposta

interventi ammessi, i destinatari e i massima-

sistenza domiciliare; importi e condizioni

va distinta dal canale già riservato ai lavora-

li. La percentuale prospettata va quindi di-

dipendono dalla disciplina applicabile e dalla

tori precoci che soddisfano specifici requisiti:

stinta dalle aliquote già applicabili in assenza

situazione familiare. I due strumenti rispon-

non esiste oggi un diritto generalizzato alla

di modifiche. Una proroga sarebbe invece

dono quindi a esigenze differenti.Per i nuclei

pensione con 41 anni di contributi. L’uscita a

necessaria per mantenere il bonus mobili

con Isee non superiore a 15mila euro, secon-

64 anni nel sistema misto richiederebbe re-

sugli acquisti del 2027. La disciplina attuale

do i criteri di accesso, la manovra 2026 ha già

quisiti contributivi, soglie dell’assegno e de-

riconosce per il 2026 una detrazione del 50%

incrementato di 500 milioni anche per il 2027

correnze. Il ricalcolo contributivo potrebbe

su una spesa massima di 5mila euro per mo-

il fondo della carta “Dedicata a te”, destina-

ridurre la pensione, con un effetto variabile

bili e grandi elettrodomestici destinati ad

ta ai beni alimentari di prima necessità. Tra

secondo la carriera individuale. Nel dibattito

arredare un immobile oggetto di interventi

le proposte compare un fondo previdenziale

rientrano il futuro dell’Ape sociale e ulterio-

di recupero edilizio.

Il beneficio massimo

per i nuovi nati, per avviare il risparmio pen-

ri aumenti delle pensioni minime, subordina-

teorico è pertanto di 2.500 euro, ripartito in

sionistico fin dall’infanzia. Restano da defini-

ti alle coperture. Le imprese dovranno atten-

dieci quote annuali. L’acquisto dell’arredo

re contributo pubblico, destinatari, gestione

dere le decisioni definitive per programmare

deve rispettare il collegamento con i lavori e

e condizioni di utilizzo delle somme.

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CREDITO: IL FINANZIAMENTO ALLE IMPRESE RIPARTE, MA NON PER LE PIÙ PICCOLE — I PRESTITI ALLE SOCIETÀ CRESCONO MENTRE QUELLI ALLE PICCOLE IMPRESE RESTANO IN CALO, CON UN DIVARIO DI COSTO CHE PENALIZZA CHI HA MENO DI VENTI ADDETTI Il credito bancario alle imprese italiane è tornato a crescere, ma la ripresa non è distribuita in modo uniforme. È questo il quadro che emerge dalle rilevazioni più recenti sui prestiti e dalle analisi diffuse all'inizio di settembre, che confermano una tendenza ormai consolidata: mentre le aziende medio-grandi hanno ricominciato a ricevere finanziamenti in aumento, le piccole imprese continuano a registrare una contrazione dei prestiti su base annua e a pagare il denaro molto più caro. Secondo i dati della Banca d'Italia, a giugno 2026 i prestiti alle società non finanziarie sono aumentati del 3,2 per cento sui dodici mesi, un risultato che segna un'inversione rispetto alla fase di contrazione vissuta tra il 2023 e il 2024, quando il rapido rialzo dei tassi della Banca centrale europea e l'irrigidimento delle condizioni di offerta avevano frenato l'erogazione. Anche le indagini sulle condizioni di accesso al credito segnalano un miglioramento: dopo il picco di restrizione del biennio 2022-2023, le imprese di tutte le classi dimensionali indicano condizioni meno severe, pur non ancora tornate ai livelli del 2019. Nell'indagine sul credito bancario pubblicata a luglio, le banche italiane hanno indicato un lieve allentamento dei criteri di offerta alle imprese nel secondo trimestre, pur segnalando un atteggiamento ancora prudente nella valutazione del rischio a causa delle tensioni geopolitiche e dell'andamento dei mercati energetici. Guardando dentro i numeri, però, il quadro cambia. Un'elaborazione del Centro studi di Unimpresa su dati della Banca d'Italia indica che a marzo 2026, ultima rilevazione disponibile per dimensione d'impresa, i prestiti alle piccole imprese erano ancora in diminuzione del 4,3 per cento su base annua, dopo il calo del 5,7 per cento registrato un anno prima e quello dell'8,1 per cento del marzo 2024. Nello stesso mese il credito alle imprese medio-grandi cresceva del 2,2 per cento, con un divario superiore ai sei punti percentuali tra le due categorie. In alcune regioni la situazione delle piccole imprese è ancora più difficile: in Toscana la contrazione arriva al 6,4 per cento, in Umbria al 5,5 per cento. Il divario non riguarda solo le quantità, ma anche il prezzo. Proprio i dati umbri, elaborati sulla base delle rilevazioni della Banca d'Italia, offrono un esempio eloquente: a marzo 2026 il tasso annuo effettivo sui prestiti per esigenze di liquidità era pari al 9,4 per cento per le piccole società con meno di venti addetti e al 5 per cento per le imprese medio-grandi, con una distanza di 4,4 punti. Il costo della liquidità per le piccole imprese è diminuito rispetto ai picchi di fine 2024, ma resta quasi doppio rispetto a quello sostenuto dalle aziende più strutturate. A livello nazionale, i tassi sui nuovi prestiti alle imprese si muovono negli ultimi mesi tra il 3 e il 3,5 per cento, in linea con la media dell'area dell'euro, ma si tratta di valori medi che nascondono forti differenze in base alla dimensione e al profilo di rischio. Sullo sfondo c'è la politica monetaria. Il 10 settembre la Banca centrale europea ha fissato al 2,65 per cento il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, un livello che si riflette sul costo della provvista bancaria e, di

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conseguenza, sulle condizioni offerte a famiglie e imprese. Ma la trasmissione delle decisioni della BCE ai tassi applicati alle piccole imprese è più lenta e meno completa, perché su questi finanziamenti pesano soprattutto la valutazione del rischio e i costi di istruttoria, proporzionalmente più alti per operazioni di importo contenuto. Le ragioni del divario sono diverse e si sommano. Le piccole imprese dispongono in genere di meno garanzie, di bilanci più semplici e meno informativi, di una minore diversificazione dei ricavi e, spesso, di una struttura finanziaria più fragile. Per le banche il costo di valutare e monitorare un piccolo prestito è simile a quello di un finanziamento molto più grande, e la redditività dell'operazione è quindi inferiore. A questo si aggiungono le nuove regole prudenziali europee, che stanno modificando progressivamente il modo in cui gli istituti calcolano il capitale da accantonare a fronte dei prestiti, con effetti che gli operatori stanno ancora valutando. Secondo le previsioni di Cerved diffuse in estate, inoltre, la probabilità di insolvenza delle PMI potrebbe risalire nei prossimi mesi, un elemento che rende le banche più caute proprio verso le imprese di minori dimensioni. In questo contesto gli strumenti pubblici di garanzia svolgono un ruolo fondamentale. Il Fondo di garanzia per le PMI, che nei primi otto mesi del 2026 ha accolto oltre 157 mila domande, con le microimprese pari al 60 per cento dei beneficiari, consente a molte piccole aziende di ottenere credito che altrimenti sarebbe loro negato o concesso a condizioni più onerose. Anche i confidi, gli organismi di garanzia collettiva legati alle associazioni di categoria, restano un canale importante, soprattutto per le imprese artigiane e commerciali. Accanto al credito bancario tradizionale si stanno inoltre sviluppando canali alternativi, dalle piattaforme di finanziamento online ai minibond, dal factoring digitale al credito erogato da operatori specializzati. Diversi osservatori sottolineano come l'uso di dati aggiornati e di tecnologie di analisi possa ridurre i costi di valutazione e rendere economicamente sostenibile anche il finanziamento di importi più piccoli, senza rinunciare al rigore nella valutazione del rischio. Per le PMI questi strumenti non sostituiscono la banca, ma possono integrarla, soprattutto per esigenze di capitale circolante. Anche la gestione della liquidità incide sulla capacità di finanziarsi. I ritardi nei pagamenti da parte dei clienti, che colpiscono in modo particolare le piccole imprese e alcuni settori come le costruzioni, costringono spesso le aziende a ricorrere a linee di credito a breve termine proprio quando le banche sono più selettive. Politiche commerciali attente, dalla valutazione dei clienti alla gestione degli incassi, sono quindi parte integrante della strategia finanziaria dell'impresa. Per le piccole imprese la lezione pratica è che la capacità di ottenere credito dipende sempre più dalla qualità delle informazioni che si è in grado di fornire. Bilanci chiari, dati aggiornati sull'andamento dell'attività, un piano finanziario credibile e la regolarità nei pagamenti sono elementi che incidono direttamente sulla valutazione della banca. In una fase in cui il sistema torna a erogare, ma non a finanziare tutti nello stesso modo, presentarsi al proprio istituto con un quadro ordinato e con la richiesta esplicita della garanzia pubblica può fare la differenza tra un rifiuto e un finanziamento a condizioni sostenibili.

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AUTOMOTIVE: TRECENTO MILIONI PER LA FILIERA CON I MINI CONTRATTI DI SVILUPPO — NUOVO STRUMENTO PER ACCOMPAGNARE FORNITORI E COMPONENTISTI NELLA TRANSIZIONE VERSO LA MOBILITÀ SOSTENIBILE La filiera automobilistica italiana, in piena trasformazione tecnologica, dispone di un nuovo canale di finanziamento. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha firmato il decreto che destina 300 milioni di euro alle aziende del comparto attraverso lo strumento dei mini contratti di sviluppo. Il provvedimento dà seguito al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 giugno 2026, che aveva rifinanziato le risorse del Fondo automotive con l'obiettivo di favorire la transizione verde e lo sviluppo di tecnologie avanzate per una mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione del settore dei trasporti. Il nuovo strumento si colloca in uno spazio finora poco presidiato. I contratti di sviluppo tradizionali sono pensati per programmi di grande dimensione, mentre molte imprese della componentistica hanno bisogno di sostegno per investimenti di taglia media, compresi tra cinque e venti milioni di euro. I mini contratti di sviluppo rispondono proprio a questa esigenza, offrendo un percorso dedicato a progetti industriali importanti ma non paragonabili a quelli dei grandi costruttori. I programmi ammissibili devono rientrare in tre ambiti. Il primo riguarda lo sviluppo, l'ingegnerizzazione, il collaudo e la produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità, compresi i sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni. Il secondo riguarda la realizzazione di parti, componenti, sistemi e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura. Il terzo, forse il più interessante per molti fornitori, riguarda la diversificazione e la riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo. Secondo le prime analisi degli operatori, quest'ultima linea apre anche a settori con potenziale duplice uso, purché mantengano un legame tecnologico o funzionale con la mobilità sostenibile, e rappresenta quindi una possibile via d'uscita per le aziende meccaniche che cercano mercati alternativi a quello dell'auto tradizionale. Gli investimenti produttivi, che costituiscono il cuore dei programmi, possono essere accompagnati da progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e da percorsi di formazione del personale. Per questi ultimi è previsto un limite del 10 per cento dell'investimento complessivo, a conferma del fatto che la formazione è considerata un complemento necessario ma non la parte principale del progetto. La ripartizione delle risorse riflette una scelta precisa di politica industriale. Il 60 per cento della dotazione è riservato a iniziative proposte da piccole e medie imprese, e di questa quota un quarto è destinato alle sole micro e piccole imprese. Il 40 per cento è invece rivolto a programmi da realizzare in stabilimenti localizzati nel Mezzogiorno, cioè in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Sono infine previste due quote del 10 per cento ciascuna per le imprese in possesso del rating di legalità e per quelle che hanno ottenuto la certificazione della parità di genere, due requisiti che il legislatore utilizza sempre più spesso come criteri premiali. Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto e di finanziamento agevolato e possono

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coprire fino al 75 per cento delle spese ammissibili. Un elemento da non sottovalutare riguarda il metodo di selezione: le domande saranno valutate secondo l'ordine cronologico di arrivo. In un meccanismo di questo tipo, arrivare preparati all'apertura dello sportello può fare la differenza, perché le risorse vengono assegnate fino a esaurimento seguendo la sequenza di presentazione. La data di apertura sarà stabilita con un successivo decreto direttoriale. Per le imprese della filiera questo significa che il momento di costruire il progetto è adesso: occorre definire il perimetro dell'investimento, verificare la coerenza con uno dei tre ambiti previsti, predisporre il piano economico e finanziario e raccogliere la documentazione necessaria, così da poter presentare la domanda nei primi giorni di operatività della piattaforma. Il peso della componentistica nell'economia italiana spiega l'attenzione riservata al settore. Le imprese che producono parti e sistemi per autoveicoli sono diverse migliaia, concentrate soprattutto in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e in alcune aree del Mezzogiorno come la Campania, la Basilicata e l'Abruzzo, e realizzano una quota rilevante del proprio fatturato con i costruttori tedeschi e francesi. Molte di queste aziende sono cresciute specializzandosi in componenti legati al motore a combustione, come sistemi di iniezione, scarico e trasmissione, e oggi devono ripensare la propria offerta alla luce dello spostamento del mercato verso l'elettrificazione. La transizione non riguarda solo il tipo di motore. Il veicolo del futuro integra sempre più elettronica, software, sensori e sistemi di assistenza alla guida, e la catena del valore si sposta verso componenti ad alto contenuto tecnologico. Per un fornitore meccanico tradizionale, entrare in questi segmenti richiede investimenti in nuovi impianti, competenze e processi di qualificazione presso i clienti. I mini contratti di sviluppo offrono uno strumento per finanziare proprio questo tipo di riposizionamento, combinando investimenti produttivi, attività di ricerca e formazione del personale in un unico programma. La scelta di prevedere una riserva consistente per le piccole e medie imprese e una sottoquota per le micro e piccole risponde a una preoccupazione precisa: evitare che le risorse vengano assorbite interamente dai soggetti più strutturati, lasciando indietro proprio le aziende che hanno maggiore bisogno di accompagnamento. Allo stesso modo, la riserva per il Mezzogiorno punta a sostenere i poli produttivi del Sud, dove la presenza dell'industria automobilistica è storicamente rilevante e dove la transizione rischia di avere effetti occupazionali più pesanti. Per le imprese che valutano di candidarsi, conviene verificare fin da ora alcuni elementi. Il primo è la solidità economico-finanziaria, perché lo strumento prevede anche una quota di finanziamento agevolato che dovrà essere restituita. Il secondo è la capacità di dimostrare la coerenza del programma con gli obiettivi di decarbonizzazione e innovazione del settore. Il terzo è la disponibilità di una progettazione tecnica già avanzata, che consenta di presentare una domanda completa nei primi giorni di apertura dello sportello, quando la valutazione in ordine cronologico premia chi arriva per primo. Il nuovo strumento si affianca agli Accordi per l'innovazione, a cui lo stesso decreto del Presidente del Consiglio di giugno ha destinato un'altra parte delle risorse del Fondo automotive. La distinzione tra i due canali è chiara:

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gli Accordi per l'innovazione finanziano prevalentemente attività di ricerca e sviluppo, mentre i mini contratti di sviluppo sono orientati agli investimenti produttivi, cioè alla realizzazione concreta di nuove linee, impianti e capacità manifatturiera. Per molte imprese della filiera la combinazione dei due strumenti può consentire di coprire l'intero percorso, dalla progettazione di un nuovo componente fino alla sua industrializzazione. Il contesto in cui arriva la misura è noto. La componentistica italiana, fatta in gran parte di piccole e medie imprese fortemente specializzate e integrate nelle catene di fornitura dei costruttori europei, sta affrontando insieme il calo dei volumi produttivi, l'incertezza sulle regole europee per le emissioni e la necessità di investire in nuove tecnologie. Nelle intenzioni del Ministero, il nuovo strumento offre a tutte le imprese della filiera una leva mirata per continuare a investire e per accompagnare il settore in questa fase di trasformazione, rispondendo alle esigenze del mercato senza disperdere il patrimonio di competenze accumulato in decenni di collaborazione con l'industria automobilistica.piano tecnologico. RICERCA E SVILUPPO: SCOPERTA IMPRENDITORIALE II, AL VIA LA PRECOMPILAZIONE DELLE DOMANDE — OLTRE 505 MILIONI PER PROGETTI DI RICERCA NELLE REGIONI DEL MEZZOGIORNO, SPORTELLO APERTO DAL 7 OTTOBRE CON RISERVA DEL 60 PER CENTO PER PMI E RETI D'IMPRESA Dal 24 settembre le imprese possono iniziare a preparare le domande per Scoperta imprenditoriale II, la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che mette a disposizione oltre 505 milioni di euro per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno. La precompilazione avviene sulla piattaforma informatica del Fondo per la crescita sostenibile, gestita da Mediocredito Centrale, mentre lo sportello per la presentazione vera e propria delle istanze aprirà alle ore 10 del 7 ottobre 2026. La misura è disciplinata dal decreto ministeriale 19 maggio 2026, che ha stanziato risorse complessive per circa 505,8 milioni di euro, mentre i termini e le modalità di presentazione delle domande sono stati fissati con il decreto direttoriale del 6 agosto 2026. Le regioni interessate sono quelle classificate come meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Non conta la sede legale dell'impresa proponente, ma l'ubicazione delle unità locali in cui si svolgono le attività di ricerca e sviluppo, che devono trovarsi in una o più di queste regioni. L'obiettivo è sostenere progetti coerenti con le aree tematiche e le traiettorie di sviluppo definite dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente, oppure orientati a individuarne nuove evoluzioni tecnologiche e applicative. I progetti devono riguardare attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi, o al notevole miglioramento di quelli esistenti, attraverso lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali. Si tratta di una famiglia di tecnologie che comprende, tra le altre, micro e nanoelettronica, materiali avanzati, fotonica, biotecnologie industriali, sistemi di produzione avanzati, intelligenza artificiale e sicurezza informatica.

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Le domande possono essere presentate da imprese singole o in forma congiunta, per progetti d'importo compreso tra uno e cinque milioni di euro. Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali o artigiane, oltre ai centri di ricerca, a condizione che abbiano almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda. Nei progetti congiunti possono essere coinvolti anche organismi di ricerca, come università ed enti pubblici di ricerca, favorendo la collaborazione tra mondo produttivo e sistema della conoscenza. Un elemento centrale per le piccole e medie imprese è la riserva prevista dal decreto. Il 60 per cento delle risorse è destinato ai progetti proposti da PMI e da reti di imprese. Per accedere alla riserva, nei progetti in forma congiunta tutti i partecipanti devono essere PMI, con l'eccezione degli organismi di ricerca, oppure il progetto deve essere realizzato attraverso un contratto di rete. All'interno di questa riserva è prevista una sottoquota del 25 per cento destinata alle micro e piccole imprese, così da garantire spazio anche alle realtà di dimensioni più contenute. Le agevolazioni combinano due strumenti. Il primo è un finanziamento agevolato pari al 40 per cento delle spese ammissibili; il secondo è un contributo a fondo perduto la cui percentuale varia in base alla dimensione dell'impresa e che, secondo le prime analisi, arriva fino al 40 per cento per le piccole imprese, scendendo per le medie e per le grandi. La combinazione tra contributo e finanziamento consente di coprire una quota molto elevata del costo del progetto, riducendo in modo significativo l'impegno finanziario a carico delle imprese. La fase di precompilazione è pensata proprio per consentire alle imprese di arrivare preparate all'apertura dello sportello. Sulla piattaforma è possibile inserire in anticipo i dati del proponente, la descrizione del progetto, il piano delle spese e la documentazione richiesta, verificando con calma la correttezza delle informazioni. Chi intende partecipare farebbe bene a utilizzare queste due settimane per completare il lavoro, perché nelle misure a sportello la tempestività e la completezza della domanda possono fare la differenza. Il Ministero ha attivato anche specifici canali di assistenza: un indirizzo dedicato alle informazioni sulla presentazione dei progetti, con risposte alle domande di carattere generale pubblicate in una pagina di domande frequenti, un canale per le questioni legate all'attuazione e alla rendicontazione dei progetti e uno riservato ai quesiti di natura normativa sull'interpretazione delle disposizioni attuative. La misura si colloca nel solco della prima edizione di Scoperta imprenditoriale, che aveva già messo a disposizione risorse per progetti di ricerca nel Mezzogiorno, e ne raccoglie l'esperienza. Il concetto di scoperta imprenditoriale, mutuato dalle politiche europee di coesione, indica il processo attraverso cui imprese, ricercatori e istituzioni individuano insieme le traiettorie tecnologiche su cui un territorio può specializzarsi, valorizzando le competenze esistenti e le opportunità di mercato. In questa logica, le agevolazioni non si limitano a finanziare singoli progetti, ma puntano a orientare nel tempo il sistema produttivo delle regioni meridionali verso ambiti tecnologici ad alto potenziale.

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alternativa, la capacità di dimostrare che il progetto apre traiettorie evolutive nuove. Il secondo riguarda la qualità del partenariato nei progetti congiunti, che deve essere costruito in modo che ciascun partecipante svolga un ruolo effettivo. Il terzo riguarda la sostenibilità finanziaria, perché il finanziamento agevolato dovrà essere restituito secondo il piano di ammortamento previsto e le spese devono essere anticipate dall'impresa prima dell'erogazione delle agevolazioni. La misura assume un significato particolare per il sistema produttivo meridionale. Nelle regioni del Sud la spesa privata in ricerca e sviluppo resta nettamente inferiore alla media nazionale, e le imprese incontrano spesso difficoltà nel finanziare progetti innovativi di medio periodo. Uno stanziamento di oltre mezzo miliardo, con una riserva consistente per le PMI e la possibilità di collaborare con università e centri di ricerca, può contribuire a colmare una parte di questo divario, favorendo la nascita di nuovi prodotti e processi e il rafforzamento delle competenze tecniche nei territori. Per le imprese del Centro-Nord che dispongono di unità operative nel Mezzogiorno, infine, la misura rappresenta un'occasione per localizzare al Sud attività di ricerca, con benefici anche per l'occupazione qualificata.di consulenti specializzati nell'ottimizzazione fiscale — l'iperammortamento ha una natura fiscale che lo rende teoricamente accessibile a qualsiasi impresa che abbia un reddito imponibile su cui operare la deduzione. Non richiede anticipi di cassa, non prevede rimborsi che arrivano dopo mesi di attesa, ma agisce direttamente sulla base imponibile dell'imposta, riducendo il carico fiscale nell'anno in cui viene effettuato l'investimento. Per un'impresa di medie dimensioni che programma l'acquisto di una nuova linea produttiva o di un sistema di automazione, questo meccanismo può fare la differenza tra un investimento che si ripaga in tre anni e uno che si ripaga in cinque. Il tema della perizia tecnica asseverata, necessaria per certificare la conformità dei beni acquistati ai requisiti dell'agevolazione e per documentare la riduzione dei consumi energetici, è uno degli aspetti che le associazioni di categoria stanno seguendo con maggiore attenzione. Nelle versioni precedenti dell'iperammortamento, la perizia era richiesta per gli investimenti superiori a determinate soglie e poteva essere sostituita da una dichiarazione del produttore del bene per gli acquisti di importo minore. Il nuovo meccanismo, con la sua componente energetica, richiede una certificazione più articolata che attesti la riduzione dei consumi: un'attività che richiede competenze specifiche di audit energetico e che rappresenta un costo aggiuntivo per l'impresa. Standardizzare le metodologie di misurazione, chiarire le responsabilità INNOVAZIONE: ALTRI 140 MILIONI PER TECNOLOGIE STRATEGICHE E INFRASTRUTTURE DIGITALI — IL GROSSO DELLE RISORSE VA AGLI ACCORDI PER L'INNOVAZIONE, POI QUANTISTICA, FARMACEUTICA AVANZATA E GESTIONE DELLO SPETTRO RADIO Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 140,2 milioni di euro per rafforzare la capacità tecnologica e innovativa del Paese e sviluppare infrastrutture e servizi digitali. Le risorse, assegnate con decreto firmato

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dal vertice del dicastero, provengono dal Piano sviluppo e coesione 2014-2020, nell'area tematica dedicata alla digitalizzazione, e vengono distribuite su più linee di intervento con finalità diverse. La quota più consistente, pari a 87,7 milioni di euro aggiuntivi, è destinata agli Accordi per l'innovazione. Queste risorse servono a completare l'iter delle domande già ammesse alla fase istruttoria nell'ambito dello sportello aperto con il decreto del 4 settembre 2025. In pratica, si tratta di un rifinanziamento che consente lo scorrimento delle graduatorie e permette a progetti già valutati positivamente, ma rimasti senza copertura per insufficienza di fondi, di arrivare al finanziamento. Gli Accordi per l'innovazione sono uno degli strumenti più rilevanti per le imprese che investono in ricerca e sviluppo. Sostengono progetti con spese comprese tra 5 e 40 milioni di euro e una durata tra 18 e 36 mesi, con agevolazioni a fondo perduto che partono dal 45 per cento per le piccole imprese, scendono al 35 per cento per le medie e al 25 per cento per le grandi, con possibili maggiorazioni. Per le piccole e medie imprese che hanno già partecipato allo sportello e sono in attesa di esito, lo stanziamento rappresenta quindi la notizia più concreta dell'intero provvedimento. Altri 30 milioni di euro sono destinati a interventi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in settori di frontiera: le tecnologie quantistiche, la bio-elettronica, i radiofarmaci e la farmaceutica avanzata. Queste risorse potranno finanziare anche iniziative collegate alle tecnologie quantistiche, compresi premi per l'innovazione, e la partecipazione italiana a bandi congiunti europei e internazionali. Su questo fronte non sono ancora operative procedure per la presentazione delle domande: modalità di attuazione e criteri di valutazione saranno stabiliti con successivi decreti della Direzione generale per le nuove tecnologie abilitanti del Ministero. Una terza linea, da 17,5 milioni di euro disponibili a partire dal 2027, riguarda programmi strategici nel settore delle comunicazioni elettroniche e della gestione dello spettro radioelettrico. Le risorse sono ripartite in tre interventi: 5 milioni per la risoluzione delle interferenze transfrontaliere, un problema che interessa in particolare le aree di confine e le coste; 5 milioni per la sperimentazione di sistemi wireless a banda larga destinati all'automazione evoluta dei data center nazionali; 7,5 milioni per sviluppare e sperimentare un modello nazionale di gestione del patrimonio delle frequenze, una risorsa pubblica scarsa e di grande valore economico. Il decreto completa la ripartizione con due voci minori ma significative: 3,2 milioni di euro per il Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture, la banca dati che censisce le reti presenti nel sottosuolo e in superficie e che è fondamentale per la pianificazione degli scavi e la posa della fibra, e 1,8 milioni per il Numero unico europeo di emergenza 112. Lo scorrimento degli Accordi per l'innovazione merita qualche parola in più. Lo strumento, gestito dal Ministero con il supporto di soggetti tecnici, finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati a nuovi prodotti, processi o servizi, o al notevole miglioramento di quelli esistenti, attraverso lo sviluppo di tecnologie

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abilitanti. Le imprese possono partecipare da sole o in forma congiunta, anche insieme a organismi di ricerca, e spesso le Regioni cofinanziano i progetti realizzati sul proprio territorio sottoscrivendo appositi accordi con il Ministero. In passato gli sportelli sono stati caratterizzati da una domanda molto superiore alle risorse disponibili, con numerosi progetti valutati positivamente ma rimasti in attesa di copertura. Proprio per questo il rifinanziamento ha un effetto concreto e relativamente rapido. Le imprese che hanno presentato domanda nell'ambito dello sportello del 2025 e che sono state ammesse alla fase istruttoria possono ora contare su nuove risorse per completare l'iter. Per chi si trova in questa posizione è opportuno mantenere aggiornata la documentazione e verificare con attenzione eventuali richieste di integrazione, così da non rallentare la fase finale della valutazione e l'eventuale firma del decreto di concessione. La linea dedicata alle tecnologie quantistiche, alla bio-elettronica, ai radiofarmaci e alla farmaceutica avanzata riflette invece una scelta di lungo periodo. Si tratta di ambiti in cui l'Italia dispone di competenze scientifiche di rilievo, in università e centri di ricerca, ma in cui il trasferimento verso l'industria è ancora limitato. Il finanziamento di progetti di ricerca industriale e la partecipazione a bandi internazionali possono favorire la nascita di collaborazioni tra imprese e mondo della ricerca, aprendo spazi anche a piccole aziende innovative e start-up specializzate. Il capitolo dedicato allo spettro radioelettrico e ai data center, pur avendo un impatto meno diretto sulle PMI, riguarda infrastrutture da cui dipende la qualità dei servizi digitali utilizzati ogni giorno dalle imprese. Una gestione più efficiente delle frequenze e la sperimentazione di soluzioni wireless per l'automazione dei data center contribuiscono alla solidità delle reti su cui viaggiano servizi cloud, comunicazioni e applicazioni aziendali. Le risorse utilizzate per il provvedimento provengono dal Piano sviluppo e coesione, lo strumento che raccoglie in un unico quadro le risorse nazionali per la coesione territoriale riferite al ciclo di programmazione 20142020. Il loro impiego su misure per l'innovazione e il digitale conferma l'orientamento a concentrare i fondi della coesione su interventi capaci di rafforzare la competitività del sistema produttivo nel medio periodo, piuttosto che disperderli in misure di breve respiro. Per le imprese si tratta di un segnale utile anche in chiave prospettica, perché indica gli ambiti su cui è probabile che si concentrino i prossimi bandi. Nel complesso, i 140 milioni non costituiscono un unico nuovo incentivo direttamente accessibile, ma un insieme di assegnazioni a strumenti e programmi diversi. L'effetto immediato per il sistema produttivo riguarda soprattutto gli Accordi per l'innovazione, mentre per le altre linee occorrerà attendere i provvedimenti attuativi. Il messaggio di fondo però è chiaro e riguarda le priorità della politica industriale nazionale: ricerca, digitalizzazione, tecnologie quantistiche e infrastrutture di comunicazione resteranno al centro degli investimenti pubblici. Per le imprese che operano in questi ambiti, o che intendono entrarvi, diventa importante monitorare l'attivazione dei singoli strumenti e verificare per tempo il possesso dei requisiti tecnici, economici e finanziari richiesti.

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MOBILITÀ ELETTRICA: AL VIA IL BONUS COLONNINE DOMESTICHE — CONTRIBUTO DELL'80 PER CENTO PER WALLBOX E PUNTI DI RICARICA PRIVATI, DOMANDE SU PIATTAFORMA INVITALIA FINO AL 31 GENNAIO 2027 Dalle ore 12 di martedì 22 settembre è aperto lo sportello del bonus colonnine domestiche, il contributo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l'acquisto e l'installazione di infrastrutture di ricarica elettrica ad uso privato. Le domande si presentano attraverso la piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia, che gestisce la misura per conto del Ministero. L'avvio dello sportello segue la pubblicazione del decreto direttoriale che ha definito procedure e regole di funzionamento dell'incentivo. La misura è rivolta alle persone fisiche residenti in Italia e ai condomìni. Le imprese e le società non rientrano tra i beneficiari di questa specifica agevolazione, che resta dedicata agli utenti domestici. Tuttavia la notizia interessa da vicino anche il mondo produttivo, perché il bonus sostiene la domanda di un mercato in cui operano numerose piccole imprese: installatori elettrici, distributori di materiale elettrico, produttori di wallbox e aziende di servizi tecnici che accompagnano i clienti nella scelta e nella posa degli impianti. Il contributo copre l'80 per cento delle spese ammissibili sostenute per l'acquisto e la posa in opera delle infrastrutture di ricarica, comprese colonnine e wallbox. Il tetto massimo è di 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente, mentre per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali il limite sale a 8.000 euro. Qualche esempio aiuta a capire il meccanismo: per una spesa di 1.600 euro il contributo è pari a 1.280 euro, cioè l'80 per cento del totale; per una spesa di 2.200 euro l'80 per cento sarebbe 1.760 euro, ma il rimborso si ferma al tetto di 1.500 euro. Rientrano tra le spese ammissibili tutte le voci legate all'intervento completo: l'acquisto e l'installazione della colonnina o della wallbox, gli impianti elettrici necessari e le eventuali opere edili collegate. Il semplice acquisto dell'apparecchio senza installazione non dà invece accesso al contributo. È un aspetto che gli installatori dovranno spiegare con chiarezza ai clienti, perché il beneficio è legato alla realizzazione effettiva dell'impianto e non alla sola compravendita del prodotto. Per l'annualità 2026 sono agevolabili le infrastrutture la cui installazione risulta completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. A determinare l'anno di riferimento è infatti la data di completamento dell'installazione, non necessariamente quella dell'acquisto. Il contributo viene riconosciuto solo a intervento concluso e non è cumulabile, sulle stesse spese, con altre agevolazioni nazionali, regionali o europee, comprese quelle di natura fiscale. Chi intende utilizzare una detrazione per le stesse spese dovrà quindi scegliere quale strada percorrere. Lo sportello resta aperto fino alle ore 12 del 31 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse stanziate. Trattandosi di un incentivo gestito a sportello con fondi limitati, chi ha già completato l'installazione ha interesse a presentare la richiesta il prima possibile. L'accesso alla piattaforma avviene tramite identità digitale SPID,

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carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi. Ciascun richiedente può presentare una sola domanda; se la prima risulta improcedibile è consentito un solo ulteriore tentativo, purché lo sportello sia ancora aperto e vi siano risorse disponibili. La documentazione richiesta è puntuale. Occorre allegare le fatture elettroniche in formato XML, la prova dei pagamenti effettuati con strumenti tracciabili da un conto intestato al beneficiario, la dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore e i dati del conto corrente su cui accreditare il contributo. Per i condomìni si aggiunge la documentazione relativa alla delibera assembleare che autorizza l'intervento sulle parti comuni. Proprio la completezza di questi documenti rappresenta il punto su cui si gioca il successo della domanda: installatori e professionisti coinvolti farebbero bene a consegnare al cliente, già alla chiusura dei lavori, tutto il materiale tecnico e fiscale necessario. Il bonus si inserisce in un percorso più ampio di sostegno alla mobilità elettrica, che negli ultimi anni ha visto alternarsi incentivi all'acquisto dei veicoli, contributi per le infrastrutture di ricarica pubbliche e agevolazioni per quelle private. La rete di ricarica resta uno dei nodi principali per la diffusione delle auto elettriche in Italia: la disponibilità di punti di ricarica pubblici è cresciuta in modo significativo, ma per molti automobilisti la possibilità di caricare il veicolo a casa, durante la notte e a tariffe domestiche, continua a essere il fattore decisivo nella scelta. Il capitolo condominiale è particolarmente rilevante nelle grandi città, dove una parte consistente della popolazione vive in edifici con box o posti auto comuni. L'installazione di una infrastruttura di ricarica sulle parti comuni richiede una delibera dell'assemblea e spesso un adeguamento dell'impianto elettrico condominiale, con costi che possono scoraggiare l'iniziativa. Un contributo fino a 8.000 euro può rendere più semplice raggiungere l'accordo tra i condòmini e avviare i lavori, con benefici per tutti i residenti che intendono passare all'auto elettrica. Per le piccole imprese dell'impiantistica elettrica il bonus rappresenta anche un'occasione per qualificare la propria offerta. Chi installa wallbox e colonnine deve rilasciare la dichiarazione di conformità dell'impianto e garantire il rispetto delle norme tecniche, e la domanda del cliente dipende in buona parte dalla capacità dell'installatore di fornire un servizio completo, dalla verifica della potenza disponibile alla scelta dell'apparecchio più adatto, fino all'assistenza nella raccolta dei documenti per il contributo. Le aziende che sapranno accompagnare il cliente lungo tutto il percorso avranno un vantaggio competitivo evidente. Un consiglio pratico riguarda i pagamenti. Poiché la misura richiede la prova di pagamenti tracciabili effettuati da un conto intestato al beneficiario, è importante che le fatture siano emesse correttamente a nome di chi presenterà la domanda e che il pagamento avvenga con bonifico o altro strumento tracciabile riconducibile allo stesso soggetto. Errori in questa fase, come fatture intestate a un familiare diverso dal richiedente o pagamenti in contanti, possono compromettere l'accesso al contributo. Resta da ricordare che la misura prevede anche per gli anni successivi finestre annuali legate alla data di completamento delle installazioni. Chi sta valutando l'acquisto di un'auto elettrica o di una wallbox può quindi

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pianificare l'intervento tenendo conto delle scadenze, senza dimenticare che i fondi di ciascuna annualità sono limitati e che, in caso di esaurimento anticipato, le domande presentate oltre la capienza non potranno essere accolte. Nelle intenzioni del Ministero il bonus è uno strumento utile alla transizione industriale e ambientale del settore automobilistico. La disponibilità di un punto di ricarica in casa o in condominio è infatti uno dei fattori che più incidono sulla scelta di acquistare un'auto elettrica, perché riduce tempi e costi della ricarica rispetto alla rete pubblica. Sostenere la diffusione delle infrastrutture private significa quindi agire sulla domanda di veicoli, con effetti a catena sull'intera filiera della mobilità elettrica, dalla produzione di componenti fino ai servizi di installazione e manutenzione che coinvolgono migliaia di piccole imprese sul territorio. CREDITO: IL FONDO DI GARANZIA PER LE PMI SI DÀ UN VOLTO — PRIMO LOGO UFFICIALE DOPO 26 ANNI DI ATTIVITÀ, MENTRE NEI PRIMI OTTO MESI DEL 2026 LE DOMANDE ACCOLTE SUPERANO QUOTA 157 MILA Uno degli strumenti più utilizzati dalle piccole e medie imprese italiane per accedere al credito ha, per la prima volta, un proprio marchio. Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato presentato il logo ufficiale del Fondo di garanzia per le PMI, che dopo quasi 26 anni di operatività si dota di un'identità visiva con l'obiettivo di rendersi più riconoscibile agli occhi di imprese, professionisti, operatori finanziari e opinione pubblica. Alla presentazione hanno partecipato la sottosegretaria Mara Bizzotto e i vertici di Mediocredito Centrale, il presidente Giorgio Toschi e l'amministratore delegato Ferruccio Ferranti. Il Fondo è stato istituito dall'allora Ministero dello Sviluppo economico, oggi Mimit, ed è gestito fin dalla nascita da Mediocredito Centrale, che attualmente opera come capofila di un raggruppamento temporaneo di imprese. La sua funzione è semplice da descrivere e fondamentale per l'economia reale: lo Stato rilascia una garanzia pubblica sui finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari, riducendo il rischio per chi presta e rendendo così più facile l'accesso al credito per chi non dispone di garanzie proprie sufficienti. I numeri presentati in occasione dell'evento danno la misura del peso dello strumento. Nei soli primi otto mesi del 2026 sono state accolte 157.408 domande, per un volume complessivo di 28,4 miliardi di euro di finanziamenti e 20 miliardi di euro di garanzie. La sottosegretaria ha sottolineato come, pur essendosi profondamente trasformato nel corso di oltre un quarto di secolo, il Fondo abbia mantenuto intatta la propria missione: facilitare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese e, dal 2014, anche dei liberi professionisti. Particolarmente interessante è la composizione dei beneficiari. Le microimprese rappresentano oggi il 60 per cento delle imprese garantite, un dato che conferma come lo strumento raggiunga in larga misura proprio le realtà più piccole, quelle che più di altre faticano a ottenere credito alle condizioni di mercato. Le operazioni

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legate a investimenti hanno raggiunto il 40 per cento dei finanziamenti garantiti, segno che il Fondo non viene usato solo per sostenere la liquidità corrente ma anche per finanziare progetti di sviluppo. In forte crescita risultano infine le operazioni a favore delle start-up. Nel corso degli anni, e in particolare durante l'emergenza Covid, il Fondo ha progressivamente adeguato la propria operatività all'evoluzione del contesto economico, diventando di fatto uno dei principali canali attraverso cui lo Stato ha sostenuto il sistema produttivo nelle fasi di crisi. La scelta di dotarlo di un logo può sembrare un fatto solo formale, ma risponde a un'esigenza reale: molte piccole imprese beneficiano della garanzia pubblica senza saperlo, perché è la banca a richiederla nell'ambito dell'istruttoria del finanziamento. Rendere lo strumento più visibile significa aiutare gli imprenditori a conoscerlo, a chiederlo esplicitamente al proprio istituto di credito e a valutarne l'utilizzo in modo consapevole. Il funzionamento pratico della garanzia è spesso poco conosciuto dagli imprenditori. La garanzia del Fondo copre una percentuale del finanziamento concesso dalla banca, che varia in base alla tipologia di operazione e alla valutazione del merito di credito dell'impresa, e può essere richiesta direttamente dall'istituto finanziatore oppure tramite un confidi. Per l'impresa il vantaggio principale consiste nella possibilità di ottenere credito senza dover prestare garanzie reali o personali aggiuntive, o comunque con garanzie ridotte, e talvolta a condizioni economiche più favorevoli, perché la banca beneficia di un minore assorbimento di capitale sulle operazioni garantite dallo Stato. La valutazione delle imprese avviene attraverso un modello di rating che considera i dati di bilancio e le informazioni della Centrale dei rischi, classificando le aziende in diverse fasce di merito. Le imprese in fascia più alta possono accedere alla garanzia con maggiore facilità, mentre per quelle in fascia più bassa le possibilità sono più limitate. Per un piccolo imprenditore conoscere questo meccanismo è utile anche per capire come le proprie scelte gestionali, dalla puntualità nei pagamenti alla struttura del bilancio, incidano sulla capacità di ottenere credito garantito. Il contesto rende lo strumento ancora più importante. Secondo le rilevazioni più recenti, il credito bancario alle imprese italiane è tornato a crescere nel complesso, ma i prestiti alle piccole imprese continuano a diminuire su base annua, mentre quelli alle medio-grandi aumentano. In un quadro di questo tipo la garanzia pubblica svolge una funzione di riequilibrio, permettendo alle realtà più piccole di presentarsi alla banca con un profilo di rischio più sostenibile. Il dato sulla crescita delle operazioni a favore delle start-up conferma infine un ruolo del Fondo che va oltre il sostegno alle imprese già consolidate. Le nuove imprese, prive di una storia creditizia e di bilanci da presentare, sono tradizionalmente le più penalizzate nell'accesso al credito bancario, e la garanzia pubblica può rappresentare per loro una leva decisiva per finanziare le prime fasi di attività. Per chi guida una piccola impresa, il suggerimento pratico è di chiedere esplicitamente alla propria banca, in

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fase di richiesta di un nuovo finanziamento, se l'operazione può essere assistita dalla garanzia del Fondo e con quale percentuale di copertura. In molti casi la garanzia consente di ottenere tassi più contenuti o di evitare garanzie personali dei soci, e conoscere in anticipo questa possibilità rafforza la posizione dell'impresa nella trattativa. È utile inoltre verificare periodicamente la propria posizione nella Centrale dei rischi e la regolarità dei pagamenti, elementi che incidono direttamente sulla valutazione del merito di credito utilizzata per l'accesso alla garanzia. Anche i confidi, organismi di garanzia collettiva presenti in tutte le regioni, possono affiancare le imprese in questo percorso, combinando la propria garanzia con quella del Fondo. Per le PMI il messaggio pratico è duplice. Da un lato, il Fondo continua a essere operativo e ad assorbire volumi molto significativi, a conferma della sua centralità nel sistema del credito alle imprese. Dall'altro, conoscere il funzionamento della garanzia, i requisiti di accesso e le percentuali di copertura previste per le diverse operazioni consente di negoziare meglio con la banca, soprattutto in una fase in cui l'accesso al credito per le imprese di minori dimensioni resta più difficile rispetto a quello delle aziende medio-grandi. MADE IN ITALY: LA CERAMICA DI CALTAGIRONE VERSO L'INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA — SALE A SEI IL NUMERO DELLE ECCELLENZE ARTIGIANALI E INDUSTRIALI CHE HANNO OTTENUTO IL VIA LIBERA NAZIONALE ALLA NUOVA TUTELA EUROPEA La Ceramica di Caltagirone compie un passo decisivo verso il riconoscimento come Indicazione geografica protetta per i prodotti artigianali e industriali, la cosiddetta IGP non agricola. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sentita la Regione Siciliana, ha espresso decisione favorevole sulla domanda di registrazione, portando a sei il numero delle domande accolte nell'ambito del nuovo sistema europeo di tutela. Il quadro normativo è recente. Il regolamento europeo 2023/2411 ha introdotto per la prima volta la possibilità di proteggere con un'indicazione geografica anche i prodotti non agroalimentari, estendendo al mondo dell'artigianato e dell'industria una forma di tutela che per decenni è stata riservata a formaggi, vini, salumi e altre specialità alimentari. In Italia la disciplina di attuazione è contenuta nel decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51, che ha definito le procedure nazionali e il ruolo delle amministrazioni coinvolte. La logica è la stessa delle denominazioni alimentari. Un prodotto il cui valore dipende strettamente dal luogo di origine, dalle tecniche tradizionali e dalle competenze tramandate in un determinato territorio può ottenere una protezione giuridica che ne impedisce l'imitazione e l'uso improprio del nome. Per settori simbolo del Made in Italy come il vetro artistico, la gioielleria, i tessuti, i pizzi, la porcellana e la ceramica, la novità è di grande portata, perché offre uno strumento in più per contrastare la contraffazione e valorizzare sui mercati internazionali produzioni spesso realizzate da piccole botteghe artigiane. Oltre alla Ceramica di Caltagirone, nelle scorse settimane il Ministero aveva già dato il via libera alla registrazione di altre cinque eccellenze: il Vetro di Murano, il Merletto di Burano, il Corallo di Torre del Greco, il Cammeo di

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Torre del Greco e la Ceramica di Vietri. Un gruppo ristretto che descrive bene la geografia dell'artigianato artistico italiano, distribuito tra Veneto, Campania e Sicilia e fondato su tradizioni secolari. L'iter per Caltagirone non è però ancora concluso. La decisione favorevole sarà trasmessa dalla Direzione generale per la proprietà industriale del Ministero all'EUIPO, l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale, che condurrà l'istruttoria finale a livello comunitario fino alla registrazione definitiva della denominazione. Solo al termine di questa fase la ceramica calatina potrà fregiarsi a tutti gli effetti del marchio di tutela europeo. Per il territorio la notizia è stata accolta con grande soddisfazione. L'amministrazione comunale ha messo in evidenza come Caltagirone diventi, insieme a Vietri, la prima città della ceramica italiana a ottenere questo riconoscimento a livello nazionale. Un risultato che potrà avere ricadute concrete sulle numerose imprese artigiane del distretto, sul turismo culturale e sulla capacità di posizionare il prodotto nei segmenti di fascia alta del mercato. Il nuovo sistema europeo di tutela ha caratteristiche precise che le imprese interessate devono conoscere. La domanda di registrazione deve essere presentata da un gruppo di produttori, e solo in casi particolari da un singolo produttore, e deve essere accompagnata da un disciplinare che indichi il nome da proteggere, la descrizione del prodotto e delle materie prime, la delimitazione dell'area geografica, le fasi di produzione che devono avvenire in quell'area e gli elementi che dimostrano il legame tra le caratteristiche del prodotto e la sua origine. La procedura prevede una prima fase nazionale, nella quale intervengono le Regioni e il Ministero, e una seconda fase europea di competenza dell'EUIPO. Una volta registrata, l'indicazione geografica protegge il nome contro ogni uso commerciale da parte di prodotti che non rispettano il disciplinare, contro imitazioni ed evocazioni e contro indicazioni false o ingannevoli sull'origine. È una protezione valida in tutti gli Stati membri dell'Unione e che può essere estesa ad altri Paesi attraverso gli accordi internazionali. Per i produttori significa poter contrastare con strumenti giuridici efficaci la vendita di oggetti che sfruttano indebitamente la reputazione di un nome storico, un fenomeno particolarmente diffuso nel commercio online e nei mercati turistici. La ceramica di Caltagirone ha una storia che affonda le radici in epoche molto antiche e che ha conosciuto una grande fioritura tra il Cinquecento e il Settecento, quando le botteghe cittadine producevano maioliche decorate destinate a tutta l'isola. Ancora oggi la città conta un numero rilevante di laboratori artigiani, e la ceramica è parte integrante dell'identità urbana, come testimonia la celebre scalinata di Santa Maria del Monte decorata con piastrelle maiolicate. La tutela europea può rafforzare il legame tra produzione artigianale e attrattività turistica, due dimensioni che nel caso calatino si alimentano a vicenda. Per il Ministero, la crescita del numero di domande accolte conferma l'interesse del sistema produttivo verso il nuovo strumento. Il fatto che in pochi mesi sei eccellenze abbiano già superato la fase nazionale indica che il sistema dell'artigianato artistico italiano era pronto a cogliere l'opportunità, e lascia prevedere che nei prossimi

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mesi altre produzioni tradizionali, dal legno intarsiato ai tessuti artigianali, dalla lavorazione dei metalli preziosi alla pietra, possano avviare lo stesso percorso. Va ricordato che in Italia esisteva già una rete di strumenti di valorizzazione dell'artigianato artistico, come i marchi collettivi promossi da consorzi e amministrazioni locali e le iniziative delle Camere di commercio. Rispetto a questi strumenti, l'indicazione geografica europea offre un livello di protezione giuridica superiore e uniforme in tutto il mercato unico, e si affianca senza sostituirli ai marchi già esistenti. Per le imprese la sfida sarà integrare il nuovo riconoscimento nelle proprie strategie commerciali, comunicando al cliente finale il valore della denominazione. Per le piccole imprese dell'artigianato artistico di altri territori, il caso di Caltagirone indica una strada percorribile. Il nuovo sistema richiede un lavoro preparatorio importante, a partire dalla costituzione di un soggetto rappresentativo dei produttori e dalla redazione di un disciplinare che descriva con precisione il prodotto, l'area geografica e le tecniche di lavorazione. Ma una volta ottenuta, la tutela diventa un patrimonio comune dell'intero distretto e uno strumento di competitività difficilmente replicabile dalla concorrenza estera. EUROPA: GLI ELETTRODOMESTICI ENTRANO NELL'AGENDA DELLE RIFORME UE — AL CONSIGLIO COMPETITIVITÀ IL DOCUMENTO PROMOSSO DA ITALIA, FRANCIA, GERMANIA, POLONIA, SLOVACCHIA E SPAGNA CHIEDE ALLA COMMISSIONE UN PIANO D'AZIONE DEDICATO AL COMPARTO Il settore degli elettrodomestici entra formalmente nel dibattito sulle politiche industriali europee. Il Consiglio Competitività dell'Unione europea, riunito a Bruxelles il 24 settembre, ha discusso il documento informale promosso dall'Italia insieme a Francia, Germania, Polonia, Slovacchia e Spagna, con cui si chiede alla Commissione di riconoscere la rilevanza strategica del comparto e di predisporre un Piano d'azione europeo dedicato, capace di rilanciarne la competitività e di tutelarlo dalla concorrenza sleale proveniente dall'Asia. Il documento non nasce all'improvviso. Già a maggio il Ministero delle Imprese e del Made in Italy aveva presentato un primo testo sul tema, raccogliendo nel corso dei mesi il sostegno di altri grandi Paesi manifatturieri. Alla vigilia del Consiglio la posizione italiana era stata sintetizzata con toni netti: la filiera europea dell'elettrodomestico attraversa una vera emergenza industriale e occupazionale, che richiede risposte immediate per evitare un'ulteriore perdita di capacità produttiva in un settore considerato strategico per la manifattura del continente. Dal punto di vista procedurale il tema è stato affrontato tra le varie ed eventuali dell'ordine del giorno. Come ricordato da fonti europee, istanze di questo tipo nascono su iniziativa degli Stati membri, mentre alla presidenza di turno spetta il compito di favorire il percorso coinvolgendo i Paesi che condividono la stessa posizione. Il fatto che l'iniziativa sia sostenuta da sei Stati, tra cui le tre maggiori economie manifatturiere dell'Unione, le conferisce

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un peso politico significativo. Al termine dei lavori il Ministero ha rivendicato il risultato di aver portato il comparto nell'agenda delle riforme europee, come chiedevano da tempo le aziende del settore. Il passaggio ha un significato concreto: il riconoscimento di un settore come strategico è la condizione per poter accedere a strumenti europei dedicati, per ottenere attenzione nelle politiche commerciali e di difesa dalla concorrenza e per inserire il comparto nei dossier in discussione a Bruxelles. Il riferimento principale è l'Industrial Accelerator Act, la proposta presentata dalla Commissione il 4 marzo 2026 per rafforzare competitività e resilienza dell'industria europea, che introduce tra l'altro forme di preferenza per la produzione europea in alcuni settori considerati strategici. Nel corso dello stesso Consiglio sono stati affrontati anche altri temi centrali per il sistema produttivo, dal Chips Act sui semiconduttori all'automotive, dalla chimica al sistema europeo di scambio delle quote di emissione. L'insieme di questi dossier restituisce l'immagine di un'Europa che cerca di definire una politica industriale più attiva, dopo anni in cui la concorrenza globale e il costo dell'energia hanno messo in difficoltà interi comparti manifatturieri. La situazione del settore è nota agli addetti ai lavori. L'Europa è stata per decenni uno dei principali poli mondiali della produzione di grandi e piccoli elettrodomestici, con marchi storici e stabilimenti distribuiti in molti Paesi. Negli ultimi anni la concorrenza dei produttori asiatici, capaci di offrire prodotti a prezzi molto più bassi grazie a costi di produzione inferiori e, secondo i governi promotori, anche a forme di sostegno pubblico non consentite in Europa, ha eroso quote di mercato e margini. A questo si sono aggiunti la debolezza della domanda interna, legata al rallentamento del mercato immobiliare e dei consumi, e il rincaro dell'energia e delle materie prime. Il risultato è una progressiva riduzione della capacità produttiva europea, con piani di ristrutturazione annunciati da diversi gruppi. L'Italia ha un interesse particolare nella partita. Il Paese ospita una delle filiere dell'elettrodomestico più importanti d'Europa, con distretti storici nelle Marche, in Friuli Venezia Giulia, in Veneto, in Lombardia e in Emilia-Romagna, dove si concentrano non solo gli stabilimenti dei grandi produttori ma anche un fitto tessuto di piccole e medie imprese della componentistica: aziende che producono motori, schede elettroniche, parti in plastica e metallo, cablaggi, resistenze, guarnizioni, oltre a imprese specializzate in stampaggio, lavorazioni meccaniche, logistica e servizi tecnici. Per questo indotto la riduzione dei volumi dei grandi gruppi si traduce rapidamente in un calo degli ordini, con effetti sull'occupazione dei territori. Secondo le richieste dei Paesi promotori, un Piano d'azione europeo dovrebbe poggiare su più strumenti. Da un lato, misure di difesa commerciale più rapide ed efficaci contro le pratiche di concorrenza sleale; dall'altro, interventi per sostenere gli investimenti delle imprese europee nell'innovazione di prodotto, nell'efficienza energetica e nella digitalizzazione degli apparecchi. Un ruolo importante potrebbe avere anche la valorizzazione della sostenibilità, attraverso requisiti di progettazione ecocompatibile, riparabilità e durata che premino i prodotti di qualità e rendano più trasparente il confronto con le importazioni a basso costo.

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Il riconoscimento del comparto come strategico non produce effetti immediati, ma apre una fase nuova. La Commissione dovrà valutare le richieste e decidere se e come tradurle in proposte concrete, mentre gli Stati membri promotori continueranno a sostenere l'iniziativa nei prossimi Consigli. Sul piano nazionale, il Ministero ha indicato l'obiettivo di accompagnare la transizione del settore tutelando stabilimenti e occupazione, mentre in Europa si lavora a nuove regole di salvaguardia nei confronti della concorrenza sleale. Resta infine il tema dei consumatori. Gli elettrodomestici sono beni di largo consumo che incidono in misura rilevante sui consumi energetici delle famiglie, e la diffusione di apparecchi più efficienti è parte integrante delle politiche europee di risparmio energetico. Un piano per il settore potrebbe quindi saldare l'obiettivo industriale con quello ambientale, sostenendo la sostituzione degli apparecchi più vecchi con modelli ad alta efficienza prodotti in Europa. In Italia il bonus elettrodomestici gestito dal Ministero, pensato proprio per favorire l'acquisto di apparecchi efficienti prodotti nell'Unione, rappresenta un esempio di questo approccio. Per le piccole e medie imprese della filiera la vicenda è da seguire con attenzione. Eventuali strumenti europei di sostegno all'innovazione potrebbero riguardare anche i fornitori, e una politica commerciale più attenta alla concorrenza sleale inciderebbe sulla domanda rivolta all'intera catena produttiva. In una fase di incertezza, per le aziende dell'indotto diventa importante diversificare clienti e mercati, investire nella qualità dei componenti e mantenere un dialogo costante con i propri committenti sui piani produttivi dei prossimi anni. CHIMICA: L'ITALIA CHIEDE DI INSERIRE IL SETTORE NELL'INDUSTRIAL ACCELERATOR ACT — FRONTE COMUNE CON FRANCIA E PAESI BASSI PER SALVARE LA CHIMICA DI BASE EUROPEA, TRA CRISI DELLA CAPACITÀ PRODUTTIVA E REVISIONE DEL SISTEMA ETS La crisi della chimica europea approda sul tavolo dei ministri dell'Unione. Nel corso di un incontro da remoto con gli omologhi europei, svoltosi il 18 settembre in vista del Consiglio Competitività, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha sollecitato la costruzione di un fronte comune per salvare la chimica di base, chiedendo insieme a Francia e Paesi Bassi che la questione fosse affrontata già nella riunione ministeriale della settimana successiva. La posizione italiana muove da una diagnosi precisa: la crisi del comparto richiede interventi immediati per preservare la capacità produttiva esistente, affiancati da una strategia di lungo periodo che consenta di recuperare competitività e di accompagnare la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile sul piano ambientale e sociale. La chimica di base, che produce le molecole e gli intermedi da cui dipendono moltissime altre industrie, è particolarmente esposta al costo dell'energia e alla concorrenza di produttori extraeuropei che operano con vincoli ambientali e costi molto inferiori. L'iniziativa si inserisce in un percorso avviato da tempo. Già nel marzo 2025 l'Italia, insieme ad altri otto Stati membri tra cui Francia, Spagna e Paesi Bassi, aveva segnalato alla Commissione il rapido deterioramento del

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settore attraverso un documento informale. In risposta, l'8 luglio 2025 la Commissione aveva adottato il Piano d'azione per l'industria chimica, dando vita all'Alleanza europea per le sostanze chimiche critiche. Secondo il Ministero quel piano ha rappresentato una prima risposta, ma non è sufficiente: occorre ora passare ai fatti, produrre risultati concreti in tempi brevi e affrontare la situazione con pragmatismo. Le richieste italiane si articolano su più fronti. La principale è l'inserimento della chimica nell'Industrial Accelerator Act, il pacchetto con cui la Commissione intende rafforzare competitività e capacità produttiva dell'industria europea, così da assicurare al settore l'accesso agli strumenti previsti per i comparti considerati strategici. In secondo luogo, l'Italia chiede di tenere conto delle peculiarità della chimica nella revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, alla luce delle caratteristiche specifiche dei processi produttivi e del percorso di transizione in corso. Infine, viene richiamato il ruolo della biochimica, indicata come una delle eccellenze italiane, il cui contributo dovrebbe essere valorizzato nell'ambito del prossimo Circular Economy Act. Il tema interessa da vicino il sistema delle piccole e medie imprese. La chimica italiana è composta in larga parte da aziende di media dimensione, spesso specializzate nella chimica fine e nelle specialità, che dipendono a loro volta dalla disponibilità di materie prime prodotte dalla chimica di base. Se in Europa si riduce la capacità di produrre gli intermedi fondamentali, l'intera catena del valore diventa più dipendente dalle importazioni e più vulnerabile agli shock internazionali. A soffrirne sarebbero anche i settori utilizzatori, dalla farmaceutica alla cosmetica, dalla plastica ai materiali da costruzione, dove operano migliaia di PMI. Le difficoltà della chimica europea hanno radici note. Il costo dell'energia e del gas naturale, che per il comparto è insieme fonte di energia e materia prima, è stabilmente più alto rispetto a quello sostenuto dai concorrenti statunitensi, mediorientali e asiatici. A questo si aggiungono i costi legati al sistema di scambio delle quote di emissione e a una regolamentazione ambientale particolarmente rigorosa, che l'industria non contesta nei principi ma di cui chiede una applicazione compatibile con la sostenibilità economica. Negli ultimi anni diversi impianti di chimica di base in Europa sono stati fermati o chiusi, con una riduzione della capacità produttiva che, una volta persa, è difficile da ricostruire. In Italia il comparto chimico è un settore di grande rilievo, con un'ampia presenza di piccole e medie imprese e di aziende a capitale italiano specializzate in prodotti ad alto valore aggiunto. Le imprese della chimica fine e delle specialità forniscono ingredienti e intermedi a moltissimi settori, dall'alimentare alla cosmetica, dalla farmaceutica all'automotive, dalle costruzioni al tessile. La loro competitività dipende però dalla disponibilità di materie prime di base a prezzi sostenibili, ed è per questo che la difesa della chimica di base è considerata una priorità per l'intera filiera. Il riferimento alla biochimica richiama un'area in cui l'Italia ha sviluppato esperienze di punta, con impianti che producono sostanze chimiche a partire da materie prime rinnovabili e scarti agricoli. Valorizzare questo segmento nel futuro Circular Economy Act significherebbe riconoscere un modello produttivo che unisce riduzione delle

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emissioni, uso efficiente delle risorse e sviluppo di nuove filiere agricole e industriali, con potenziali ricadute positive anche per le imprese dei territori coinvolti. Il tema dell'energia torna anche in questo dossier come elemento decisivo. Il comparto chimico è tra i maggiori consumatori industriali di gas ed elettricità, e l'andamento dei prezzi energetici europei condiziona direttamente la capacità degli impianti di restare in funzione. Per questo le richieste italiane si inseriscono in un confronto più ampio sulle politiche energetiche dell'Unione, dal disegno del mercato elettrico agli strumenti per contenere i costi delle imprese energivore, temi su cui l'Italia ha più volte chiesto soluzioni comuni. Il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, cui fa riferimento la richiesta italiana, prevede che le imprese acquistino permessi per le proprie emissioni di anidride carbonica, con un prezzo che negli anni è cresciuto in modo significativo. Per i settori esposti alla concorrenza internazionale sono previsti meccanismi di tutela, come l'assegnazione gratuita di una parte delle quote e il meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere, ma la loro progressiva revisione preoccupa le imprese chimiche, che chiedono di tenere conto delle specificità dei processi e dei tempi necessari per introdurre tecnologie a basse emissioni. Anche le imprese del settore, attraverso le proprie associazioni, sostengono gli obiettivi dell'Industrial Accelerator Act ma chiedono strumenti più efficaci per coniugare transizione ambientale e sostenibilità economica degli investimenti. Il confronto tra gli Stati membri proseguirà nelle prossime settimane, con l'obiettivo di trasformare le dichiarazioni di principio in misure operative. INTELLIGENZA ARTIFICIALE: DAL G7 AL G20, L'ITALIA PUNTA SU SICUREZZA, STANDARD COMUNI E RUOLO DELLE PMI — AVVIATO UN GRUPPO DI ALTO LIVELLO SULLA SICUREZZA DEI SISTEMI AVANZATI, MENTRE A CHAPEL HILL I MINISTRI DELL'INNOVAZIONE APPROVANO UNA DICHIARAZIONE CONDIVISA Settembre è stato un mese intenso per la diplomazia tecnologica. In due appuntamenti internazionali, il G20 sull'innovazione negli Stati Uniti e il G7 sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale sotto presidenza francese, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha portato la posizione italiana su alcuni dei dossier più delicati per il futuro dell'economia: la governance dell'intelligenza artificiale, la definizione di standard comuni e il coinvolgimento delle piccole e medie imprese nei processi di innovazione. Il 22 settembre il Ministero ha partecipato da remoto a una riunione ministeriale del G7 dedicata alla sicurezza dell'intelligenza artificiale, presieduta dalla ministra delegata francese per l'intelligenza artificiale e il digitale, Anne Le Hénanff. L'incontro è stato convocato alla luce degli allarmi emersi nel dibattito internazionale sull'evoluzione dei sistemi più avanzati di IA e ha visto la partecipazione dei ministri competenti di Francia, Italia, Germania, Canada, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, insieme ai rappresentanti dell'Unione europea.

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La posizione italiana è stata chiara: nessun Paese, e nemmeno l'Unione europea da sola, è in grado di affrontare una sfida che per sua natura non conosce confini. Servono quindi risposte comuni fondate su standard condivisi. L'Italia ha ricordato di essersi dotata di una legge nazionale sull'intelligenza artificiale, pensata per contrastarne i rischi e coglierne le opportunità, e ha indicato al G7 la necessità di condividere le analisi sui rischi emergenti, le metodologie di valutazione della sicurezza e i dati disponibili, favorendo la convergenza verso norme internazionali basate su principi comuni. La riunione si è conclusa con la decisione di avviare un gruppo di alto livello sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale e di proseguire il confronto con un nuovo incontro a breve. L'iniziativa dà seguito al vertice dei leader del G7 di Évian dello scorso giugno e punta a trasformare gli indirizzi generali in un coordinamento più concreto tra i Paesi, dalla condivisione delle valutazioni fino alla definizione di standard comuni. L'avvio di un gruppo di lavoro segnala una volontà di cooperazione, ma non equivale ancora all'adozione di regole condivise: saranno i prossimi incontri a dire se i Paesi riusciranno ad accordarsi su criteri di valutazione e modalità di scambio delle informazioni. Qualche settimana prima, l'1 e il 2 settembre, si era svolta a Chapel Hill, in North Carolina, la ministeriale del G20 sull'innovazione, ospitata dal Dipartimento del Commercio e dall'Ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca. La delegazione italiana è stata guidata dal viceministro Valentino Valentini. Al termine dei lavori i ministri hanno adottato per consenso una Dichiarazione sull'innovazione, che riconosce il contributo delle tecnologie emergenti alla prosperità, alla produttività e all'ampliamento delle opportunità per cittadini e imprese. Sono stati presentati inoltre gli obiettivi e il patto per la prosperità legata all'intelligenza artificiale, con lo scopo di rafforzare le competenze tecnologiche nei Paesi del G20 e ampliare la collaborazione tra istituzioni e settore privato. Nel negoziato, l'Italia ha contribuito a inserire nel dibattito e nei documenti finali alcuni temi considerati strategici. Il primo è il ruolo delle micro, piccole e medie imprese nei processi di innovazione, un punto tutt'altro che scontato in consessi dominati dalla presenza dei grandi gruppi tecnologici, i cui vertici hanno partecipato alle sessioni della ministeriale. Accanto a questo, la delegazione italiana ha sostenuto l'importanza della formazione, dell'aggiornamento e della riqualificazione delle competenze, dei principi di sicurezza e della supervisione umana nello sviluppo e nell'uso delle tecnologie emergenti, del rafforzamento delle sinergie tra ricerca e sistema produttivo e della tutela del diritto d'autore, dei creatori di contenuti e della proprietà intellettuale, sia nella fase di addestramento dei modelli sia nella generazione dei risultati. È stata sottolineata infine l'importanza di standard che favoriscano l'interoperabilità delle nuove tecnologie. I lavori si sono chiusi con il passaggio della presidenza del G20 al Regno Unito per il 2027. La questione della sicurezza dei sistemi più avanzati è diventata negli ultimi mesi uno dei temi principali dell'agenda internazionale. Man mano che i modelli di intelligenza artificiale acquisiscono capacità più ampie, cresce l'attenzione per i rischi legati a un loro uso improprio, alla difficoltà di controllarne il comportamento e

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alle possibili conseguenze in ambiti sensibili come la sicurezza informatica, le infrastrutture critiche e l'informazione. I governi cercano quindi strumenti per valutare questi rischi in modo coordinato, evitando che ogni Paese proceda con metodologie e regole diverse. Per le imprese, il tema degli standard comuni ha implicazioni molto pratiche. Un'azienda che sviluppa o integra soluzioni di intelligenza artificiale e opera su più mercati ha interesse a che i requisiti tecnici e le procedure di valutazione siano il più possibile armonizzati, così da non dover adattare prodotti e processi a regole diverse in ciascun Paese. In Europa il quadro è già definito dal regolamento sull'intelligenza artificiale, che introduce obblighi graduati in base al livello di rischio delle applicazioni, e la convergenza con gli altri Paesi del G7 potrebbe facilitare l'accesso delle imprese europee ai mercati internazionali. La legge nazionale sull'intelligenza artificiale richiamata dall'Italia al G7 si affianca al regolamento europeo e contiene disposizioni su governance, tutela dei cittadini, uso dell'IA nella pubblica amministrazione e nei settori sensibili, oltre a misure per sostenere lo sviluppo di competenze e investimenti. Per le piccole e medie imprese, l'adozione dell'intelligenza artificiale rappresenta una delle principali leve per aumentare la produttività, ma richiede competenze, investimenti e una conoscenza adeguata delle regole. Iniziative di formazione, strumenti di finanziamento e servizi di accompagnamento, come quelli offerti dai poli di innovazione digitale presenti sul territorio, diventano quindi fondamentali per evitare che il divario tecnologico tra grandi e piccole imprese si allarghi. Il tema della proprietà intellettuale, portato dall'Italia al G20, interessa in particolare le industrie creative e culturali, l'editoria, il design e la moda, settori in cui il Made in Italy ha una presenza forte e in cui l'uso di contenuti protetti per addestrare i modelli di intelligenza artificiale solleva questioni rilevanti. La richiesta di tutelare i creatori sia nella fase di addestramento sia in quella di produzione dei risultati riflette l'esigenza di garantire che l'innovazione tecnologica non avvenga a scapito di chi produce opere e contenuti originali. Il principio della supervisione umana, sostenuto dall'Italia nei documenti del G20, è uno dei pilastri anche della normativa europea. Significa che i sistemi di intelligenza artificiale, soprattutto quelli utilizzati in contesti ad alto impatto, devono essere progettati in modo che una persona possa comprenderne il funzionamento, verificarne i risultati e intervenire quando necessario. Per le imprese che adottano queste tecnologie, dalla selezione del personale alla gestione dei clienti, si tratta di un criterio da considerare fin dalla scelta delle soluzioni e dei fornitori. Per le PMI italiane questi appuntamenti possono sembrare lontani, ma le decisioni che maturano nei consessi internazionali finiscono per tradursi in regole, standard tecnici e condizioni di mercato che toccano direttamente chi sviluppa o adotta soluzioni di intelligenza artificiale. Il fatto che l'Italia insista sul ruolo delle imprese di minori dimensioni, sulla formazione e sulla tutela della proprietà intellettuale va nella direzione di un quadro in cui l'innovazione non sia appannaggio esclusivo dei grandi operatori, ma diventi accessibile anche al tessuto produttivo diffuso che caratterizza l'economia italiana.

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SPAZIO: FIRMATI A PARIGI DUE ACCORDI INDUSTRIALI TRA ITALIA E FRANCIA — INTESE TRA IMPRESE SU INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LE OPERAZIONI SATELLITARI E COMUNICAZIONI OTTICHE, PROTAGONISTE DUE REALTÀ ITALIANE AD ALTA TECNOLOGIA La cooperazione spaziale tra Italia e Francia si arricchisce di due nuove intese industriali. Gli accordi sono stati firmati il 9 settembre al Grand Palais di Parigi, nell'ambito dell'International Space Summit, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy nella sua veste di autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali e del ministro delegato francese per l'Europa, Benjamin Haddad. Hanno partecipato anche il generale Franco Federici, consigliere militare del presidente del Consiglio e segretario del Comitato interministeriale per le politiche spaziali, e l'ambasciatore Mario Cospito, commissario straordinario dell'Agenzia spaziale italiana. Il vertice parigino, in programma il 9 e 10 settembre, ha riunito quasi 120 delegazioni e numerosi rappresentanti dell'industria e della ricerca attorno al futuro dello spazio, con un'attenzione particolare alla competitività e all'autonomia europea. Cinque delle sette dichiarazioni previste dal Summit riguardavano proprio questi temi. Protagoniste delle intese sono due imprese italiane ad alta intensità tecnologica. Il primo accordo lega AIKO, azienda specializzata nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale per il settore spaziale, al gruppo francese Sopra Steria attraverso la controllata CS Group. La collaborazione prevede l'integrazione di tecnologie di IA nelle piattaforme europee utilizzate per la gestione delle operazioni spaziali, con l'obiettivo di aumentare il livello di automazione di alcune attività, migliorare l'analisi dei dati e offrire nuovi strumenti di supporto agli operatori. Il secondo accordo, sotto forma di memorandum d'intesa, coinvolge l'italiana Leaf Space e la francese Cailabs e riguarda le comunicazioni ottiche satellitari. L'intesa prevede l'integrazione di collegamenti ottici ad alta capacità nei servizi di segmento di terra, cioè nelle infrastrutture che ricevono e trasmettono i dati dai satelliti, e tra le possibilità contemplate figura anche l'installazione di nuove stazioni dedicate. Le comunicazioni ottiche sono considerate una delle tecnologie chiave per i prossimi anni, perché consentono di trasferire volumi di dati molto superiori rispetto ai collegamenti a radiofrequenza. Secondo la lettura del Ministero, Italia e Francia possono guidare la costruzione di un'Europa dello spazio più competitiva e sovrana, e le intese firmate a Parigi mostrano come la cooperazione tra i due Paesi possa tradursi in capacità industriali e tecnologiche concrete, integrando competenze complementari in settori avanzati. È stato richiamato anche un recente rapporto dell'OCSE che colloca i due Paesi insieme al primo posto per quota di stanziamenti pubblici per ricerca e sviluppo civile destinati allo spazio. La cosiddetta economia dello spazio è cresciuta rapidamente negli ultimi anni, trainata dalla riduzione dei costi di lancio, dalla diffusione di piccoli satelliti e dalla crescente domanda di servizi basati su dati satellitari,

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dall'osservazione della Terra per l'agricoltura e la gestione del territorio fino alle telecomunicazioni e alla navigazione. In questo mercato si sono affermate numerose imprese di piccole e medie dimensioni, che offrono componenti, software, servizi di terra e applicazioni a valle, affiancandosi ai grandi gruppi tradizionali dell'aerospazio. L'Italia vanta una filiera spaziale completa, che va dalla costruzione di satelliti e moduli abitativi ai lanciatori, dai servizi di terra alle applicazioni, con distretti tecnologici in diverse regioni e una rete di piccole imprese altamente specializzate. Negli ultimi anni il Paese si è dotato anche di una legge sulla economia dello spazio, pensata per regolare le attività spaziali e favorire gli investimenti privati, e ha rafforzato gli strumenti di finanziamento dedicati alle imprese del settore. La collaborazione con la Francia, che possiede a sua volta una delle industrie spaziali più sviluppate d'Europa, ha una lunga tradizione e si esprime in programmi congiunti e in aziende a capitale condiviso. Le due intese firmate a Parigi aggiungono a questa cooperazione una dimensione nuova, perché riguardano imprese giovani e tecnologie emergenti, e mostrano come la collaborazione bilaterale possa estendersi oltre i grandi gruppi, coinvolgendo l'ecosistema delle piccole imprese innovative. Per le piccole e medie imprese italiane interessate al settore, i segnali che arrivano da Parigi sono incoraggianti. La crescente domanda di servizi e tecnologie spaziali, la disponibilità di strumenti di finanziamento dedicati e la possibilità di stringere collaborazioni con partner europei rendono lo spazio un ambito accessibile anche a imprese che provengono da altri comparti, come la meccanica di precisione, l'elettronica, il software e i materiali avanzati. Molte competenze sviluppate in questi settori trovano applicazione nella costruzione di satelliti, nei sistemi di terra e nell'elaborazione dei dati, e la partecipazione a progetti spaziali può rappresentare un fattore di qualificazione tecnologica e di visibilità internazionale. Un ruolo importante in questo percorso è svolto dall'Agenzia spaziale italiana, che finanzia programmi di ricerca e sviluppo, partecipa ai programmi dell'Agenzia spaziale europea e sostiene la crescita delle imprese nazionali attraverso bandi dedicati. La Conferenza ministeriale di dicembre sarà il momento in cui gli Stati membri dell'ESA definiranno i contributi ai diversi programmi, dalla navigazione all'osservazione della Terra, dalle telecomunicazioni all'esplorazione, e l'entità della partecipazione italiana avrà ricadute dirette sulle commesse per l'industria nazionale, comprese quelle destinate alle piccole e medie imprese della filiera. Per il sistema produttivo italiano il dato più significativo riguarda la natura delle imprese coinvolte. AIKO e Leaf Space sono realtà relativamente giovani, cresciute nell'ecosistema della cosiddetta nuova economia dello spazio, e dimostrano come anche aziende di dimensioni contenute possano diventare partner di grandi gruppi europei quando dispongono di tecnologie distintive. Il vertice di Parigi è servito anche a preparare la Conferenza ministeriale dell'Agenzia spaziale europea prevista a Roma il 15 dicembre, appuntamento in cui si decideranno i programmi e le risorse dei prossimi anni e in cui l'Italia punta a consolidare il proprio ruolo.

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CREDITO D'IMPOSTA DELL'8% PER INCUBATORI E ACCELERATORI: PERCHÉ È UNA BUONA NOTIZIA ANCHE PER LE PMI Quando si parla di incubatori e acceleratori, il pensiero corre immediatamente alle startup tecnologiche, ai giovani imprenditori con un'idea dirompente e a un laptop, agli hub di innovazione nei quartieri più vivaci delle grandi città. È un'associazione comprensibile, ma riduttiva. L'introduzione di un credito d'imposta dell'8% per gli investimenti in incubatori e acceleratori è una misura che può produrre effetti positivi ben oltre l'ecosistema delle startup in senso stretto, riverberandosi su tutto il tessuto delle piccole e medie imprese italiane in modi che vale la pena esplorare con attenzione. Il punto di partenza è capire cosa sono realmente gli incubatori e gli acceleratori nel contesto attuale e quale funzione svolgono nell'ecosistema economico. Un incubatore è tipicamente una struttura — fisica o virtuale — che ospita imprese nelle loro fasi più precoci di sviluppo, fornendo spazi, servizi condivisi, mentorship e accesso a reti di contatti. Un acceleratore ha una logica più intensiva e selettiva: prende imprese già avviate, le sottopone a un programma strutturato di crescita rapida della durata di alcuni mesi, le mette in contatto con investitori e clienti e le accompagna verso un round di finanziamento o verso una fase di espansione commerciale. Entrambi i modelli hanno dimostrato, nei Paesi in cui sono più sviluppati, di essere moltiplicatori efficaci di valore imprenditoriale, capaci di aumentare significativamente le probabilità di successo delle imprese che vi partecipano. In Italia, il sistema degli incubatori e degli acceleratori ha compiuto progressi notevoli nell'ultimo decennio. Dai pionieristici esperimenti dei primi anni Duemila si è passati a una rete sempre più fitta di strutture distribuite su tutto il territorio nazionale, con punte di eccellenza a Milano, Torino, Roma, Bologna e in altri centri urbani. Il modello si è anche diversificato: accanto agli incubatori generalisti sono nati acceleratori verticali specializzati su specifici settori — agritech, medtech, fintech, cleantech, manifattura avanzata — con programmi tarati sulle esigenze peculiari di ciascun dominio. Questa specializzazione è particolarmente rilevante per le PMI, perché significa che esistono strutture in grado di parlare il linguaggio di chi opera nella meccanica, nell'agroalimentare, nel tessile o nella ceramica, non solo in quello del software e del digitale. Il credito d'imposta dell'8% interviene sul lato degli investitori e dei soggetti che sostengono finanziariamente queste strutture. Si tratta di un meccanismo di incentivo fiscale che riduce il costo netto dell'investimento, aumentando l'attrattività degli incubatori e degli acceleratori come destinazione di capitali privati. In un ecosistema in cui molte di queste strutture faticano a raggiungere la sostenibilità economica — perché i modelli di ricavo sono complessi e i tempi di ritorno sull'investimento sono lunghi — questo tipo di supporto pubblico può fare la differenza tra una struttura che cresce e si consolida e una che chiude dopo pochi anni per mancanza di risorse. Il beneficio più diretto per le PMI riguarda l'accesso a ecosistemi di innovazione che altrimenti sarebbero loro

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preclusi. Una piccola impresa manifatturiera che opera in un distretto produttivo tradizionale difficilmente ha le risorse per sviluppare internamente un reparto di ricerca e sviluppo, per monitorare le ultime evoluzioni tecnologiche del proprio settore, per sperimentare nuovi modelli di business o per esplorare mercati esteri. Un acceleratore specializzato nel suo settore può offrire tutto questo in forma concentrata e accessibile: programmi di open innovation che mettono in contatto le PMI con startup che sviluppano tecnologie rilevanti per il loro business, workshop e masterclass su temi come la digitalizzazione, la sostenibilità e l'internazionalizzazione, accesso a reti di buyer internazionali e di investitori specializzati. Il modello dell'open innovation è quello che meglio esemplifica il potenziale di questi strumenti per le PMI. Anziché sviluppare tutto internamente, un'impresa di medie dimensioni può collaborare con startup esterne che portano tecnologie, approcci e competenze nuove, integrandole con il proprio know-how produttivo e commerciale. Gli acceleratori aziendali — strutture promosse direttamente da grandi imprese o consorzi di PMI — sono nati precisamente per facilitare questo tipo di collaborazione. Il credito d'imposta rende più conveniente per le imprese promuovere e finanziare questo tipo di strutture, abbassando la soglia economica che separa l'intenzione dalla realizzazione. C'è poi un effetto indiretto ma potenzialmente molto rilevante che riguarda la formazione e l'attrazione di talenti. Le PMI italiane soffrono cronicamente di difficoltà nel reclutare figure professionali qualificate, in particolare nei settori tecnici e digitali. I migliori laureati in ingegneria, informatica e data science tendono a preferire le grandi imprese, le multinazionali o le startup più glamour rispetto a una piccola azienda manifatturiera, per quanto tecnologicamente avanzata e finanziariamente solida. Gli incubatori e gli acceleratori possono contribuire a cambiare questa dinamica, creando contesti in cui giovani talenti e PMI si incontrano, collaborano e scoprono le opportunità reciproche. Un programma di accelerazione che prevede team misti di startupper e dipendenti di PMI, oppure stage e progetti di tesi in collaborazione con le aziende del territorio, è uno dei meccanismi più efficaci per costruire ponti tra il mondo della formazione e quello della produzione. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda il territorio. Gli incubatori e gli acceleratori non nascono solo nelle grandi città, anche se lì sono più concentrati. Esistono esperienze interessanti di strutture radicate nei distretti produttivi, nelle aree rurali e nelle città medie, costruite intorno alle specificità produttive locali. Un incubatore per l'innovazione nel settore della ceramica a Sassuolo, un acceleratore per le tecnologie applicate all'agricoltura di precisione in un distretto ortofrutticolo del Sud, una struttura di open innovation per la meccatronica in un polo manifatturiero del Nord-Est: questi sono esempi di come il modello possa essere adattato alle caratteristiche specifiche dei territori, diventando uno strumento di sviluppo locale oltre che di innovazione settoriale. Il credito d'imposta rende più facile raccogliere i capitali necessari per costruire e mantenere queste strutture, anche in contesti meno appetibili per i grandi investitori istituzionali. Il tema del finanziamento è centrale. Costruire un incubatore o un acceleratore di qualità richiede investimenti

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significativi: spazi adeguati, personale esperto, programmi strutturati, reti di mentori e investitori. Fino ad oggi, molte di queste strutture hanno sopravvissuto grazie a un mix di fondi pubblici, contributi di grandi sponsor corporate e, in alcuni casi, quote di equity nelle startup accelerate. Un modello fragile, che dipende troppo dalla generosità di pochi soggetti e che rende difficile la pianificazione a lungo termine. L'introduzione di un incentivo fiscale stabile — l'8% di credito d'imposta — cambia questa equazione, rendendo l'investimento in incubatori e acceleratori più attraente per una platea più ampia di soggetti: banche, fondazioni, imprese di medie dimensioni, fondi pensione, privati facoltosi interessati a sostenere l'ecosistema innovativo del proprio territorio. È importante anche considerare la dimensione della qualità. Non tutti gli incubatori e gli acceleratori sono uguali, e non tutti producono risultati equivalenti. Il rischio, con qualsiasi incentivo fiscale, è che proliferino strutture di bassa qualità create principalmente per catturare il beneficio fiscale senza apportare un reale valore aggiunto alle imprese ospitate. Per evitare questo rischio, la misura dovrebbe essere accompagnata da criteri di selezione e di accreditamento che distinguano le strutture serie da quelle opportunistiche, e da meccanismi di monitoraggio dei risultati che verifichino l'effettivo impatto sulle imprese partecipanti. In questo, l'esperienza di altri Paesi europei — la Francia con il programma French Tech, il Regno Unito con i suoi acceleratori accreditati, la Germania con la sua rete di Gründerzentren — offre modelli di riferimento utili. INVESTIMENTI ESTERI: ITALIA E GIAPPONE RAFFORZANO L'ASSE INDUSTRIALE IN ABRUZZO — A SAN SALVO IL CONFRONTO TRA ISTITUZIONI E IMPRESE GIAPPONESI PRESENTI IN REGIONE, DOPO GLI INVESTIMENTI DI TOPPAN IRPLAST AD ATESSA E DI NSG PILKINGTON Rafforzare la cooperazione economica e industriale tra Italia e Giappone e consolidare l'attrattività dell'Abruzzo per gli investimenti esteri. È stato questo il tema dell'incontro dedicato alle imprese giapponesi presenti in regione, svoltosi il 15 settembre al Teatro comunale di San Salvo, in provincia di Chieti. L'iniziativa, dal titolo Investire, radicarsi, crescere, è stata promossa dall'Assessorato alle attività produttive della Regione Abruzzo, con il patrocinio del Comune di San Salvo e il supporto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha partecipato con un videomessaggio del vertice del dicastero e con la presenza in sala della sottosegretaria Fausta Bergamotto. L'incontro ha offerto un'occasione di confronto diretto con le aziende a capitale giapponese già radicate sul territorio abruzzese: Honda Italia, Denso, Delta Toray, Toppan Irplast, Nippon Sanso Italia e NSG Pilkington. Si tratta di realtà attive in settori diversi, dalla produzione di motocicli alla componentistica automobilistica, dai materiali compositi ai film plastici per imballaggio, dai gas tecnici al vetro, che nel tempo hanno costruito in Abruzzo stabilimenti di rilievo e rapporti stabili con il sistema locale di fornitori. Alla giornata hanno partecipato anche il presidente della Regione, i rappresentanti di Camera di commercio e associazioni industriali e il vice

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ambasciatore del Giappone in Italia. La sottosegretaria Bergamotto ha sottolineato come la presenza e i nuovi investimenti delle imprese giapponesi testimonino la solidità dei rapporti tra i due Paesi e la capacità dell'Abruzzo di offrire competenze e prospettive di crescita, assicurando l'impegno del Ministero a creare condizioni sempre più favorevoli agli investimenti produttivi. L'iniziativa rientra nell'azione del Ministero per favorire l'attrazione degli investimenti esteri, sostenere la competitività del sistema produttivo e rafforzare le relazioni con i principali partner industriali internazionali. Il contesto è quello di una fase particolarmente dinamica per gli investimenti nipponici nella regione. Nella stessa giornata è stata inaugurata ad Atessa la nuova linea produttiva di Toppan Irplast, frutto di un investimento da 62 milioni di euro destinato a rafforzare la leadership tecnologica dell'azienda nella produzione di film speciali in polipropilene biorientato, con ricadute in termini di sviluppo industriale e occupazione qualificata. In precedenza NSG Pilkington aveva investito 80 milioni di euro per il rifacimento dello storico forno per vetro float di San Salvo, un intervento che comprende importanti misure di sostenibilità ambientale, tra cui una riduzione dei consumi idrici stimata intorno al 90 per cento, e che apre una nuova fase di sviluppo per lo stabilimento. L'appuntamento di San Salvo si inserisce in un percorso avviato dalla Regione Abruzzo insieme al Ministero in occasione dell'Esposizione universale di Osaka del 2025, dove il Padiglione Italia ha rappresentato una vetrina internazionale per il sistema produttivo nazionale e per le singole regioni. I rapporti tra Italia e Giappone, del resto, si sono intensificati negli ultimi anni, con la firma di un partenariato strategico tra i due governi e un crescente interesse delle imprese giapponesi per l'Europa meridionale, considerata una base produttiva affidabile e competitiva. Per le piccole e medie imprese abruzzesi la presenza di grandi gruppi esteri rappresenta un'opportunità concreta. Gli stabilimenti delle multinazionali generano domanda di componenti, servizi di manutenzione, logistica, impiantistica e formazione, e i rapporti di fornitura con aziende abituate a standard di qualità molto elevati spingono le imprese locali a migliorare processi e certificazioni. Allo stesso tempo, la collaborazione con imprese giapponesi può aprire canali di accesso a mercati asiatici e favorire lo scambio di competenze tecniche e organizzative. A livello nazionale, l'attrazione degli investimenti esteri è affidata a una serie di strumenti che il Ministero coordina insieme ad altre amministrazioni: il Comitato interministeriale per l'attrazione degli investimenti esteri, l'unità di missione dedicata ai grandi programmi di investimento, le procedure semplificate previste per i progetti di rilevanza strategica e, nel Mezzogiorno, le agevolazioni legate alla Zona economica speciale unica, che offre un'autorizzazione unica e un credito d'imposta per gli investimenti. L'Abruzzo, inserito nella ZES unica, può contare su questi strumenti per rendersi più attrattivo agli occhi degli investitori internazionali. La presenza di imprese giapponesi in Italia ha del resto una lunga storia, soprattutto nei settori della meccanica, dell'automotive e dei materiali. I gruppi nipponici sono tradizionalmente apprezzati per l'orientamento al lungo

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periodo, l'attenzione alla qualità e la tendenza a costruire rapporti stabili con i fornitori locali, caratteristiche che rendono i loro insediamenti particolarmente preziosi per lo sviluppo dei territori. Proprio la capacità di trattenere e far crescere questi investimenti, oltre che di attrarne di nuovi, rappresenta una delle sfide principali per le politiche regionali e nazionali. Il confronto di San Salvo ha messo in luce anche le richieste delle imprese già insediate, che guardano con attenzione ai temi della disponibilità di personale tecnico qualificato, del costo dell'energia e dell'efficienza delle infrastrutture logistiche. Sono questioni che riguardano l'intero sistema produttivo regionale e su cui la collaborazione tra istituzioni, scuole tecniche, istituti tecnologici superiori e imprese può produrre risultati concreti, con benefici anche per le aziende locali che competono per le stesse competenze e utilizzano le stesse infrastrutture. TELECOMUNICAZIONI: ONLINE CARTORADIO, LA MAPPA DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI — SERVIZIO PUBBLICO E GRATUITO PER CONSULTARE I LIVELLI STIMATI DI ESPOSIZIONE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE Consultare in modo semplice le stime dei livelli di esposizione ai campi elettromagnetici in qualsiasi zona d'Italia. È questo l'obiettivo di Cartoradio, il nuovo servizio pubblico e gratuito messo a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e realizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni. La piattaforma è attiva dal 10 settembre e consente, attraverso una mappa interattiva, di individuare una località o un indirizzo, ingrandire la cartografia fino al livello dei singoli edifici e leggere, grazie a una scala di colori, l'intensità teorica del campo elettrico nell'area selezionata. Le stime vengono elaborate con modelli numerici e cartografici sulla base dei dati ufficiali del Ministero. Per quanto riguarda le reti di telefonia mobile, la fonte principale è il Catasto delle sorgenti radiomobili, alimentato con cadenza trimestrale dagli operatori di telecomunicazioni secondo quanto previsto da un decreto direttoriale del dicembre 2024. Le informazioni trasmesse dagli operatori comprendono, tra l'altro, frequenza, larghezza di banda, orientamento e inclinazione delle antenne, altezza, guadagno e potenza. Nel modello sono considerati anche gli impianti radiotelevisivi. Un aspetto importante riguarda la riservatezza dei dati. Sulla piattaforma i risultati sono aggregati e anonimizzati: non compaiono riferimenti ai singoli gestori né ai singoli impianti. Lo scopo non è quindi creare un elenco pubblico delle antenne, ma offrire una visione complessiva del quadro elettromagnetico del territorio. Occorre tenere presente anche un limite di natura tecnica. I valori mostrati da Cartoradio non sono il risultato di misurazioni effettuate sul posto, ma stime prodotte da modelli matematici. Si tratta di una distinzione sostanziale: le stime offrono un'indicazione generale utile per conoscere il contesto di una zona, mentre le misurazioni vere e proprie restano di competenza delle agenzie regionali per la protezione ambientale, che effettuano i controlli sul campo e verificano il rispetto dei limiti di legge.

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L'iniziativa punta a rafforzare la trasparenza, l'accessibilità delle informazioni e la conoscenza del quadro nazionale di esposizione, mettendo a disposizione di cittadini e istituzioni uno strumento di consultazione immediato, senza necessità di autenticazione o di richieste formali agli enti competenti. Il tema dei campi elettromagnetici è spesso al centro di preoccupazioni delle comunità locali, in particolare quando vengono installati nuovi impianti per le reti di ultima generazione, e la disponibilità di un'informazione pubblica e uniforme può contribuire a rendere il confronto più sereno e fondato su dati. La realizzazione del servizio è stata affidata alla Fondazione Ugo Bordoni, ente di ricerca che da decenni svolge attività di studio e supporto tecnico al Ministero nel campo delle comunicazioni elettroniche, della gestione dello spettro e della compatibilità elettromagnetica. La scelta di un soggetto pubblico con competenze consolidate risponde all'esigenza di garantire l'affidabilità delle elaborazioni e la coerenza con i dati ufficiali di cui dispone l'amministrazione. Il quadro normativo italiano in materia di esposizione ai campi elettromagnetici prevede limiti di esposizione, valori di attenzione e obiettivi di qualità, con controlli affidati alle agenzie regionali per la protezione ambientale. Negli ultimi anni il dibattito si è concentrato in particolare sui valori applicabili alle reti di nuova generazione, con l'aggiornamento dei limiti e il confronto tra operatori, enti locali e associazioni. Uno strumento di consultazione pubblica basato su dati uniformi a livello nazionale può aiutare a collocare questo dibattito su basi più oggettive, offrendo a tutti gli interlocutori lo stesso punto di partenza. Per chi consulta la mappa è utile ricordare alcune indicazioni di lettura. La scala cromatica indica l'intensità stimata del campo elettrico, ma i valori vanno interpretati come indicativi e non come certificazione dello stato dei luoghi. In caso di dubbi su situazioni specifiche, la strada corretta resta quella di rivolgersi all'agenzia ambientale regionale competente o al proprio Comune, che possono disporre misurazioni strumentali. Il servizio si inserisce in un più ampio impegno del Ministero sul fronte della trasparenza dei dati relativi alle infrastrutture di telecomunicazione. Negli ultimi anni sono stati rafforzati gli obblighi di comunicazione a carico degli operatori, con l'istituzione del catasto delle sorgenti radiomobili e l'aggiornamento periodico delle informazioni sugli impianti. La disponibilità di questi dati consente all'amministrazione di esercitare in modo più efficace le proprie funzioni di vigilanza e pianificazione, e la loro restituzione al pubblico in forma aggregata rappresenta un passo ulteriore verso un'informazione più accessibile. Per le amministrazioni comunali, chiamate spesso a gestire le richieste dei cittadini e a pianificare la localizzazione degli impianti nei propri piani urbanistici, il servizio può diventare un supporto utile nelle fasi di confronto con gli operatori e con la popolazione. Per le imprese del settore delle telecomunicazioni la trasparenza può rappresentare anche un vantaggio. Spesso l'installazione di nuovi impianti, necessari per migliorare la copertura delle reti mobili e portare servizi di qualità nelle aree meno servite, incontra resistenze locali alimentate dalla scarsità di informazioni affidabili. Disporre di uno strumento pubblico che mostri in modo chiaro i livelli stimati di esposizione può favorire un

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dialogo più costruttivo con le comunità, accelerando la realizzazione di infrastrutture di cui beneficiano cittadini e imprese. Per il sistema produttivo il nuovo servizio ha una rilevanza diretta. Le imprese che operano nel settore delle telecomunicazioni e dell'impiantistica radioelettrica, comprese le numerose piccole aziende che si occupano di progettazione, installazione e manutenzione degli impianti, dispongono ora di uno strumento di consultazione pubblica da conoscere, anche in vista delle interlocuzioni con amministrazioni locali e cittadini. Ma il servizio può essere utile anche a imprese di altri settori, per esempio a chi deve valutare la localizzazione di un nuovo insediamento o a chi gestisce edifici e spazi aperti al pubblico. CRISI D'IMPRESA: APERTE LE CANDIDATURE PER COMMISSARI GIUDIZIALI E STRAORDINARI — PROFESSIONISTI AMMESSI NEGLI ELENCHI PER LE AMMINISTRAZIONI STRAORDINARIE DELLE GRANDI IMPRESE INSOLVENTI, DOMANDE ENTRO IL 15 OTTOBRE L'amministrazione straordinaria è la procedura concorsuale riservata alle imprese di grandi dimensioni, pensata per salvaguardare la continuità produttiva e i livelli occupazionali attraverso la prosecuzione, la riattivazione o la riconversione dell'attività. Il ruolo dei commissari è quindi centrale: al commissario giudiziale spetta la fase iniziale di valutazione della situazione dell'impresa, mentre il commissario straordinario gestisce la procedura vera e propria, elabora il programma di cessione o di risanamento e ne cura l'esecuzione. Da queste figure dipendono spesso la sorte di stabilimenti importanti e il futuro di migliaia di lavoratori, oltre che quello delle numerose piccole imprese fornitrici collegate. I candidati in possesso dei requisiti richiesti vengono inseriti in un apposito elenco sulla base di quanto previsto dalla direttiva ministeriale dell'11 maggio 2023, che ha introdotto criteri di trasparenza e rotazione negli incarichi. I requisiti di professionalità e onorabilità sono disciplinati dal decreto ministeriale 10 aprile 2013, n. 60. Per i commissari giudiziali sono richiesti, in alternativa, almeno cinque anni di esperienza professionale in specifici albi con competenze nell'analisi e nella revisione aziendale, almeno cinque anni di insegnamento universitario in materie economico-aziendali oppure un'esperienza di almeno cinque anni in funzioni di amministrazione o direzione presso imprese di dimensioni paragonabili a quella insolvente. Per i commissari straordinari possono candidarsi i professionisti iscritti da almeno cinque anni agli albi degli avvocati, dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, con specifica competenza nelle procedure concorsuali, nella ristrutturazione o nel risanamento aziendale. Sono ammessi anche soggetti con determinati titoli di studio che abbiano maturato almeno cinque anni di esperienza in funzioni di amministrazione o direzione d'impresa, in ruoli dirigenziali della pubblica amministrazione attinenti al settore interessato oppure nella gestione di procedure concorsuali relative a imprese di dimensioni comparabili.

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Dal punto di vista operativo, i candidati devono essere muniti di firma digitale e possono accedere al portale tramite registrazione, SPID oppure carta d'identità elettronica. Restano valide, a determinate condizioni, anche le candidature presentate negli avvisi del 2023, del 2024 e del 2025, ma i professionisti tenuti ad aggiornare la propria posizione devono completare la procedura entro la scadenza. L'avviso si colloca in un momento in cui il tema della gestione delle crisi aziendali è particolarmente attuale. Le procedure di amministrazione straordinaria riguardano imprese con un numero elevato di dipendenti e un'esposizione debitoria rilevante, e la loro gestione ha effetti che si estendono ben oltre il perimetro dell'impresa insolvente. Fornitori, subappaltatori, clienti e interi territori dipendono dalla capacità dei commissari di mantenere in vita l'attività, individuare acquirenti affidabili e tutelare i creditori. La direttiva del 2023 ha introdotto un sistema basato su elenchi pubblici e su criteri trasparenti per l'attribuzione degli incarichi, con l'obiettivo di ampliare la platea dei professionisti coinvolti e di garantire una rotazione. Tra gli elementi considerati figurano l'esperienza maturata nella gestione di crisi complesse, le competenze specifiche nel settore di attività dell'impresa e l'assenza di conflitti di interesse. Per i professionisti che intendono candidarsi è quindi importante documentare con precisione il proprio percorso e le esperienze più rilevanti. Per le piccole e medie imprese che si trovano a essere creditrici o fornitrici di grandi gruppi in amministrazione straordinaria, la qualità dei commissari ha conseguenze molto concrete. Da loro dipendono la prosecuzione dei rapporti commerciali durante la procedura, il pagamento delle forniture effettuate dopo l'apertura e, più in generale, le prospettive di recupero dei crediti. Un sistema di selezione trasparente e fondato sulle competenze rappresenta quindi una garanzia anche per il tessuto produttivo che ruota attorno alle grandi imprese. Va infine ricordato che l'amministrazione straordinaria convive nell'ordinamento italiano con gli strumenti previsti dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, dalla composizione negoziata ai concordati, pensati per intercettare le difficoltà in una fase precoce. Per le piccole e medie imprese, che non possono accedere all'amministrazione straordinaria, sono proprio questi strumenti a offrire le principali possibilità di ristrutturazione. La diffusione di professionisti esperti nella gestione delle crisi, favorita anche da iniziative come gli elenchi ministeriali, contribuisce a rafforzare le competenze disponibili sul mercato a beneficio dell'intero sistema produttivo. Per i professionisti interessati, la scadenza del 15 ottobre lascia un margine di alcune settimane per predisporre la documentazione. Oltre al possesso della firma digitale, è opportuno preparare in anticipo un curriculum dettagliato che metta in evidenza gli incarichi svolti, i settori di esperienza e le dimensioni delle imprese seguite, oltre alle dichiarazioni relative ai requisiti di onorabilità e all'assenza di cause di incompatibilità. Completare la procedura con anticipo rispetto alla scadenza consente di evitare problemi tecnici dell'ultimo momento sulla piattaforma. Per il mondo delle professioni economiche e giuridiche l'avviso rappresenta un'opportunità di accesso a incarichi di grande responsabilità. Per il sistema delle imprese, la regolare tenuta di elenchi aggiornati di professionisti qualificati è una condizione per garantire che le procedure di crisi più delicate siano affidate a figure competenti e selezionate con criteri trasparenti.

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Inps MALATTIA: TUTELATO ANCHE IL GIORNO PRIMA

carichi di lavoro e la diffusione della prassi di

modo coerente le richieste di controllo. Il terzo

DEL CERTIFICATO CON VISITA IN AMBULATORIO

programmare

gli

su

riguarda la comunicazione con i lavoratori: resta

evitare

fermo l'obbligo di comunicare tempestivamente

Cambia una regola che incide ogni giorno sulla

sovraffollamenti, possono rendere impossibile

l'assenza al datore di lavoro secondo le modalità

gestione delle assenze per malattia nelle imprese.

per il medico recarsi entro il giorno successivo al

e i tempi previsti dal contratto collettivo e dal

Con la circolare n. 92 del 4 settembre 2026,

domicilio

regolamento

adottata con il parere concorde del Ministero del

immediatamente in ambulatorio. In queste

Lavoro e delle politiche sociali, l'INPS ha fornito

condizioni, legare il riconoscimento del giorno

nuove indicazioni sulla data di inizio della

precedente alla sola visita domiciliare finiva per

La nuova regola non autorizza in alcun modo il

prognosi riportata nel certificato di malattia ai

penalizzare i lavoratori per ragioni organizzative

lavoratore a ritardare l'avviso dell'assenza, ma

fini

prestazione

che non dipendevano da loro, creando anche

tutela il periodo di malattia quando la visita non

previdenziale. La novità riguarda la possibilità di

disparità di trattamento tra territori con diversa

può essere effettuata nello stesso giorno.

coprire

disponibilità di medici.

appuntamento,

del

riconoscimento anche

il

della

giorno

immediatamente

del

accessi

negli

anche

per

lavoratore

o

studi

riceverlo

precedente alla redazione del certificato quando

aziendale,

indipendentemente

dalla data in cui avverrà la visita medica.

Per le piccole imprese, che spesso gestiscono il

la visita avviene nell'ambulatorio del medico

Dal 4 settembre 2026, quindi, la tutela

personale senza un ufficio dedicato, è utile

curante, e non più soltanto quando il medico si

previdenziale della malattia è riconosciuta per il

aggiornare le istruzioni interne e informare i

reca al domicilio del lavoratore.

giorno

alla

dipendenti della novità, ricordando le condizioni

immediatamente

precedente

redazione del certificato anche in caso di visita

e i limiti del riconoscimento. Un chiarimento

Il principio generale resta invariato. Ai fini della

ambulatoriale. Il riconoscimento resta però

preventivo evita incomprensioni e contestazioni,

tutela previdenziale, l'evento di malattia decorre

subordinato ad alcune condizioni. Il giorno da

soprattutto nei casi in cui il giorno precedente

dalla data di redazione del certificato rilasciato

coprire deve essere quello immediatamente

cada in un fine settimana o in un giorno festivo,

dal medico, che attesta sulla base della

precedente alla data del certificato: se la data

per i quali la copertura continua a non essere

valutazione clinica lo stato di incapacità

indicata dal medico come inizio della malattia è

prevista.

temporanea al lavoro. La data del certificato non

anteriore di più di un giorno rispetto alla visita,

è un dettaglio formale: da essa dipendono il

per i giorni precedenti non viene riconosciuta

Va ricordato che la tutela previdenziale della

calcolo del periodo di carenza, cioè i primi tre

alcuna tutela. Inoltre il giorno precedente non

malattia a carico dell'INPS riguarda determinate

giorni di malattia che non sono indennizzati

deve essere un festivo infrasettimanale né cadere

categorie di lavoratori dipendenti del settore

dall'INPS, la determinazione delle percentuali di

di sabato o di domenica, perché in queste

privato, come operai e impiegati del commercio e

indennità applicabili nei diversi periodi, il

giornate è attivo il servizio di continuità

dell'industria, mentre per altre categorie, per

computo

assistibile

assistenziale, la cosiddetta guardia medica, a cui

esempio i quadri e gli impiegati di alcuni settori,

nell'anno e l'eventuale applicazione delle

del

periodo

massimo

il lavoratore può rivolgersi per ottenere la

il trattamento è interamente a carico del datore

sanzioni, per esempio in caso di assenza alla

certificazione.

di lavoro secondo quanto previsto dai contratti

visita medica di controllo.

collettivi. Per le imprese la circolare ha conseguenze

Fino alla pubblicazione della circolare, il giorno

pratiche su più fronti. Il primo riguarda la gestione

Anche in questi casi, tuttavia, la data di inizio

precedente alla data del certificato poteva essere

delle presenze e delle buste paga. Gli uffici del

dell'evento riportata sul certificato telematico

riconosciuto solo in presenza di visita domiciliare,

personale e i consulenti del lavoro dovranno

rappresenta il riferimento per la gestione

a condizione che il medico compilasse il campo

tenere conto del fatto che il certificato può

dell'assenza, e le nuove indicazioni dell'Istituto

in cui il lavoratore dichiara di essere ammalato da

coprire anche il giorno precedente alla visita

costituiscono un parametro utile per l'intera

una certa data, indicando il giorno prima, e

ambulatoriale, con effetti sul calcolo dei giorni di

gestione del rapporto.

segnalasse che la visita era avvenuta a domicilio.

carenza e sull'eventuale integrazione a carico del datore di lavoro prevista dai contratti collettivi. In

In una prospettiva più ampia, la circolare

Nel caso di visita in ambulatorio, invece, la tutela

molti contratti, infatti, i primi tre giorni di malattia

conferma come le regole previdenziali debbano

partiva comunque dalla data di rilascio del

non indennizzati dall'INPS sono retribuiti in tutto

adattarsi ai cambiamenti del sistema sanitario. La

certificato, anche se il lavoratore si era ammalato

o in parte dall'azienda, e lo spostamento di un

difficoltà di accesso tempestivo al medico di base

il giorno precedente e non aveva potuto ottenere

giorno della data di inizio dell'evento modifica la

è un problema diffuso in molte aree del Paese, e

una visita tempestiva.

distribuzione dei costi tra impresa e istituto.

l'intervento dell'INPS, concordato con il Ministero

L'INPS motiva il cambio di orientamento con

Il secondo aspetto riguarda i controlli. La data di

trattamento sul territorio nazionale ed evitare

l'evoluzione dell'assistenza sanitaria territoriale.

inizio della malattia rileva anche ai fini delle fasce

che lavoratori nella stessa condizione ricevano

La progressiva diminuzione del numero dei

di reperibilità e delle visite fiscali, e una corretta

tutele diverse solo in base alle modalità

medici di medicina generale, l'aumento dei

individuazione dell'evento consente di gestire in

organizzative del proprio medico.

del Lavoro, punta a garantire uniformità di

P

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60


Inps PERMESSI LEGGE 104: TRE GIORNI AL MESE PER

alternativo, e quindi non contemporaneamente.

dagli altri familiari del proprio dipendente, che

LA PERSONA ASSISTITA, NON PER CIASCUN

La circolare n. 100 affronta proprio le conseguenze

possono lavorare presso datori diversi, e non può

FAMILIARE

della violazione di questi due limiti, distinguendo

quindi verificare in autonomia il rispetto del

due situazioni. La prima è il superamento del

limite complessivo. Il recupero dell'indebito

Una delle agevolazioni più utilizzate nei rapporti

numero massimo di giorni nel mese. Se due o più

avviene nei confronti del lavoratore, ma per

di lavoro, e insieme una delle più delicate da

familiari, sommando le rispettive assenze,

l'impresa resta importante gestire correttamente

gestire, è oggetto di un nuovo intervento

utilizzano più di tre giorni per assistere la stessa

la documentazione, applicare le istruzioni

interpretativo dell'INPS. Con la circolare n. 100

persona, i giorni o le ore eccedenti risultano

dell'Istituto nei flussi contributivi e informare i

del 18 settembre 2026 l'Istituto ha chiarito cosa

indebiti e l'INPS procede al recupero delle somme

dipendenti delle regole. Molte aziende stanno

accade quando più lavoratori, tutti regolarmente

corrisposte. Per individuare nei confronti di quale

già inserendo nei propri moduli di richiesta del

autorizzati a fruire dei permessi previsti dalla

lavoratore effettuare il recupero, l'Istituto applica

permesso un richiamo al limite complessivo e al

legge 104 del 1992 per assistere la stessa persona

il principio della priorità temporale: sono

divieto di fruizione contemporanea, così da

con disabilità grave, superano complessivamente

considerati legittimi i permessi utilizzati per

sensibilizzare i lavoratori.

il limite mensile o utilizzano il permesso nello

primi, mentre risultano indebiti quelli fruiti

stesso giorno. La circolare interviene su un

successivamente, una volta esaurito il plafond

In secondo luogo, la corretta programmazione

aspetto finora non disciplinato in modo specifico

mensile.

dei permessi ha un valore organizzativo. Nelle

e interessa da vicino anche le imprese, che anticipano le somme ai dipendenti.

piccole imprese l'assenza di un dipendente, La

seconda

situazione

è

la

fruizione

anche per una sola giornata, può incidere in

contemporanea. Se due lavoratori si assentano

modo

Il quadro normativo è noto. L'articolo 33, comma

nella stessa giornata per assistere lo stesso

pianificazione anticipata, compatibile con le

3, della legge 104 riconosce ai lavoratori

familiare, anche senza superare nel complesso il

esigenze di assistenza, consente di organizzare

dipendenti tre giorni di permesso mensile

limite dei tre giorni, la sovrapposizione è

turni e sostituzioni. La legge riconosce al

retribuito, coperti da contribuzione figurativa e

comunque irregolare. La circolare propone un

lavoratore

frazionabili anche in ore, per assistere un familiare

esempio: il lavoratore A utilizza un giorno di

collaborazione nella comunicazione preventiva

con disabilità in situazione di gravità che non sia

permesso il 5 del mese, il 18 sia A sia B si

delle giornate di assenza, secondo quanto

ricoverato a tempo pieno. Possono fruirne i

assentano per assistere lo stesso familiare, il 25 B

previsto

genitori, anche adottivi o affidatari, il coniuge, la

prende un'altra giornata.

giurisprudenza, contribuisce a conciliare le

parte dell'unione civile, il convivente di fatto e, a

significativo

il

dai

sull'attività,

diritto

al

contratti

e

permesso,

collettivi

una

ma

e

la

dalla

esigenze della famiglia con quelle dell'azienda.

determinate condizioni, i parenti o affini entro il

La sovrapposizione del giorno 18 comporta il

terzo grado. Per il settore privato l'indennità è a

recupero dell'indebito nella misura del 50 per

Un ulteriore aspetto riguarda il lavoro a tempo

carico dell'INPS, ma viene anticipata dal datore di

cento nei confronti di ciascuno dei due lavoratori.

parziale.

lavoro in busta paga e poi recuperata attraverso

L'Istituto precisa che la percentuale va rapportata

consolidati, nei rapporti part-time verticali o

la compensazione con i contributi dovuti.

all'orario

ciascun

misti con prestazione superiore al 50 per cento

di

lavoro

previsto

per

Secondo

gli

orientamenti

ormai

dipendente, per cui i due non restituiranno

dell'orario pieno i tre giorni di permesso spettano

Fino al 12 agosto 2022 valeva il principio del

necessariamente lo stesso importo in euro. Un

per intero, mentre negli altri casi vanno

cosiddetto referente unico dell'assistenza: salvo il

meccanismo analogo si applica quando i

riproporzionati. Anche in queste situazioni il

caso dei genitori, i permessi non potevano essere

permessi sono fruiti a ore.

limite complessivo per la persona assistita resta

autorizzati a più di un lavoratore per la stessa

unico, e il calcolo dell'eventuale indebito deve

persona. Il decreto legislativo 30 giugno 2022, n.

L'INPS richiama quindi la necessità di una

tenere conto dell'articolazione dell'orario di

105 ha eliminato questo principio, e l'INPS ne ha

pianificazione congiunta dell'assistenza tra i

ciascun lavoratore coinvolto.

dato attuazione con la circolare n. 39 del 2023: da

familiari autorizzati. Prima di utilizzare un giorno

La circolare conferma infine l'orientamento

allora il diritto può essere riconosciuto, su

o alcune ore di permesso, ciascun lavoratore

dell'INPS a garantire un uso corretto di uno

richiesta, a più aventi diritto, che possono

dovrebbe sapere quanta parte del plafond

strumento di grande importanza sociale. I

alternarsi nell'assistenza. La riforma ha introdotto

mensile sia già stata utilizzata dagli altri ed

permessi della legge 104 rappresentano un

maggiore flessibilità, permettendo alle famiglie

evitare sovrapposizioni. Si tratta di un'indicazione

sostegno essenziale per le famiglie che si fanno

di distribuire l'impegno tra più persone, ma non

che riguarda anzitutto i lavoratori e le loro

carico dell'assistenza di persone con disabilità

ha modificato due punti fermi.

famiglie,

grave, e la possibilità di condividerne l'utilizzo tra

ma

che

ha

riflessi

anche

sull'organizzazione delle imprese. Il primo è che il limite di tre giorni al mese resta

più familiari è stata una conquista della riforma del 2022. Chiarire le regole in caso di superamento

unico e riferito alla persona assistita, non a

Per i datori di lavoro la circolare offre alcuni

dei limiti serve a tutelare la sostenibilità della

ciascun lavoratore autorizzato. Il secondo è che i

spunti operativi. Anzitutto, l'azienda non ha di

misura e a dare certezza a lavoratori e imprese su

permessi devono essere utilizzati in modo

norma conoscenza diretta dei permessi utilizzati

come vengono gestite le situazioni irregolari. P

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61


Inail BANDO ISI 2025: PIÙ TEMPO PER COMPLETARE

Il Bando ISI è lo strumento con cui l'INAIL finanzia

Per le piccole e medie imprese il consiglio pratico

LE DOMANDE AMMESSE

a fondo perduto progetti per il miglioramento dei

è di non attendere gli ultimi giorni. Le settimane

livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

a disposizione possono essere utilizzate per

Le imprese che hanno partecipato al Bando ISI

L'edizione 2025 ha messo a disposizione 600

verificare lo stato della domanda, controllare che

2025 dell'INAIL e che risultano negli elenchi

milioni di euro, ripartiti per regione e per assi di

tutta la documentazione richiesta sia disponibile

cronologici provvisori hanno più tempo per

finanziamento, con contributi che coprono di

e aggiornata, coordinarsi con i tecnici che hanno

completare la propria domanda. Con un avviso

norma il 65 per cento delle spese ammissibili fino

redatto la perizia e con i fornitori che hanno

pubblicato l'8 settembre 2026, l'Istituto ha

a un massimo di 130.000 euro per progetto, con

emesso i preventivi, e procedere al caricamento

prorogato e unificato il termine per il caricamento

percentuali più elevate in alcuni casi specifici,

con congruo anticipo rispetto alla scadenza. Chi

della

al

come i progetti dei giovani agricoltori. Possono

ha affidato la pratica a un consulente o a

perfezionamento delle istanze, fissandolo alle ore

documentazione

necessaria

partecipare le imprese, anche individuali, iscritte

un'associazione di categoria farebbe bene a

18 di lunedì 26 ottobre 2026. La proroga riguarda

alla Camera di commercio, e per alcuni assi anche

sincerarsi

sia le domande inserite negli elenchi Click Day,

gli enti del terzo settore.

calendarizzato.

Click Day, indicati con la sigla NCD.

Gli interventi finanziabili sono molto vari: progetti

Una volta superata la fase di verifica documentale,

Prima della proroga le scadenze erano diverse

di investimento per la riduzione dei rischi,

le imprese ammesse dovranno realizzare il

per le due procedure, partite in momenti

adozione

di

progetto nei tempi previsti dal bando e

differenti: il 9 settembre per le domande NCD e il

responsabilità sociale, bonifica di materiali

rendicontare le spese sostenute per ottenere

15 ottobre per quelle CD. L'avviso le ha allineate

contenenti amianto, riduzione del rischio da

l'erogazione del contributo. È quindi utile

su un'unica data, semplificando il calendario per

movimentazione

manuale

dei

programmare fin da ora anche le fasi successive,

imprese e intermediari. Per le domande NCD, la

sostituzione

macchinari

obsoleti

con

verificando con i fornitori i tempi di consegna dei

cui scadenza era ormai imminente, la proroga

attrezzature più sicure, progetti per micro e

macchinari e delle attrezzature e con le imprese

concede oltre un mese e mezzo di tempo

piccole imprese di specifici settori e interventi

esecutrici quelli dei lavori, così da evitare ritardi

aggiuntivo; per quelle CD si tratta di una decina

per le imprese agricole.

che potrebbero complicare la rendicontazione

che

l'adempimento

sia

stato

indicati con la sigla CD, sia quelle degli elenchi No

di

modelli

di

organizzativi

e

carichi,

di giorni in più.

finale. Per le imprese che non sono rientrate tra le Tra le novità dell'edizione 2025 c'è l'intervento

domande ammesse, l'esperienza maturata può

Il punto da tenere presente è che l'inserimento

aggiuntivo, che consente per alcuni assi di

rivelarsi preziosa in vista della prossima edizione

negli elenchi cronologici provvisori non conclude

affiancare al progetto principale un intervento

del bando, che l'INAIL pubblica con cadenza

il procedimento di ammissione al finanziamento.

complementare

annuale.

La fase che si apre ora è quella della verifica

finanziato fino all'80 per cento entro un massimo

documentale,

nella

deve

di 20.000 euro e comunque nel limite del

Da ricordare infine che il Bando ISI non è l'unico

dimostrare,

attraverso

quale la

l'impresa

scelto

tra

quelli

previsti,

documentazione

massimale complessivo. Il bando ha dato spazio

strumento con cui l'INAIL premia le imprese che

richiesta dal bando e dai relativi allegati, di

anche a soluzioni innovative, come i dispositivi di

investono in prevenzione. La riduzione del tasso

possedere i requisiti dichiarati in fase di domanda

protezione individuale intelligenti e gli interventi

medio di tariffa per prevenzione, richiedibile con

e la coerenza del progetto con quanto previsto. Il

contro lo stress termico.

il modello OT23, consente alle aziende che

mancato perfezionamento entro il termine

realizzano interventi migliorativi aggiuntivi

comporta la decadenza della domanda, e quindi

La documentazione da caricare varia in base

rispetto agli obblighi di legge di ottenere uno

la perdita della possibilità di ottenere il

all'asse di finanziamento e al tipo di progetto. Di

sconto sul premio assicurativo, che per le realtà

contributo.

norma comprende la perizia giurata o asseverata

più piccole può arrivare a percentuali significative.

che descrive la situazione di partenza e gli

Gli investimenti finanziati con il bando possono

Per gli elenchi Click Day devono procedere al

interventi previsti, i preventivi di spesa, la

quindi generare benefici anche sul fronte dei

caricamento le domande contraddistinte dallo

documentazione tecnica relativa ai beni da

premi, rafforzando il ritorno economico della

stato S, cioè provvisoriamente ammesse al

acquistare o alle opere da realizzare e le

prevenzione.

finanziamento, e quelle con stato S-REC,

dichiarazioni sul possesso dei requisiti. È

subentrate in posizione utile a seguito del

fondamentale che quanto caricato sia coerente

Il Bando ISI rappresenta per molte PMI

recupero di risorse derivante dall'esclusione di

con i dati indicati nella domanda: discrepanze tra

un'occasione rilevante per finanziare investimenti

altre domande. La prima verifica che ogni impresa

quanto dichiarato e quanto documentato

in sicurezza che altrimenti verrebbero rinviati. La

deve compiere riguarda proprio la propria

possono portare all'esclusione, e in molti casi le

sostituzione di un macchinario obsoleto, la

posizione negli elenchi, perché la proroga non

difficoltà nascono proprio da preventivi non

bonifica di una copertura in cemento-amianto o

interessa genericamente tutti i partecipanti al

aggiornati o da elementi della perizia che non

l'introduzione di sistemi di sollevamento meno

bando, ma soltanto le istanze ammesse agli

corrispondono al progetto presentato.

faticosi hanno effetti diretti sulla riduzione degli

elenchi provvisori. P

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infortuni e delle malattie professionali, e spesso


FONTE INFORMAZIONI PER LE INDUSTRIE

Inail

migliorano anche la produttività. Non sfruttare

pagamento di premi il cui ammontare risulta

le casse edili, è condizione per ottenere il

fino in fondo un contributo già ottenuto in

dalle denunce o dalle registrazioni obbligatorie,

documento unico di regolarità contributiva, il

graduatoria, per ragioni di natura documentale,

la cosiddetta omissione, la sanzione civile è pari

DURC, indispensabile per partecipare ad appalti

sarebbe uno spreco da evitare.

all'8,15 per cento annuo, cioè il tasso BCE

pubblici, accedere a incentivi e agevolazioni e

maggiorato di 5,5 punti. È prevista però una

ricevere

PREMI INAIL: DAL 16 SETTEMBRE CAMBIANO

misura ridotta, pari al 2,65 per cento, quando il

amministrazioni. Una rateazione regolarmente

INTERESSI DI RATEAZIONE E SANZIONI CIVILI

pagamento avviene spontaneamente, in un'unica

concessa e rispettata consente di mantenere la

soluzione,

regolarità contributiva, mentre il mancato

Le imprese che devono regolarizzare debiti per

entro

120

giorni

e

prima

di

contestazioni o richieste da parte degli enti.

pagamenti

dalle

pubbliche

pagamento delle rate può comprometterla. Per

premi assicurativi o chiedono di rateizzare i

questo, prima di presentare una nuova istanza, è

pagamenti all'INAIL devono fare i conti con nuovi

Nei casi di evasione, cioè quando l'impresa non

utile verificare con attenzione la propria posizione

tassi. Con la circolare n. 42 dell'11 settembre 2026

ha presentato le denunce o le ha presentate in

e valutare con il consulente del lavoro la soluzione

l'Istituto ha comunicato l'aggiornamento del

modo non conforme al vero, la legge prevede un

più conveniente.

tasso di interesse applicato alle rateazioni dei

regime di favore per chi denuncia spontaneamente

debiti per premi e accessori e delle misure delle

la

di

Per le imprese che si trovano in una situazione di

sanzioni civili dovute in caso di omissione o

contestazioni o richieste, e comunque entro

temporanea difficoltà, la rateazione dei premi

evasione, con decorrenza dal 16 settembre 2026.

dodici mesi dalla scadenza.

resta uno strumento prezioso, perché consente di

L'adeguamento segue la decisione di politica

In questo caso la sanzione è pari all'8,15 per cento

diluire nel tempo un debito altrimenti difficile da

monetaria adottata dalla Banca centrale europea

se il versamento integrale avviene entro 30 giorni

sostenere in un'unica soluzione, evitando l'avvio

il 10 settembre, che ha fissato al 2,65 per cento il

dalla denuncia e al 10,15 per cento, cioè il tasso

delle procedure di riscossione coattiva.

tasso

BCE maggiorato di 7,5 punti, se il pagamento

sulle

operazioni

di

rifinanziamento

principali dell'Eurosistema.

propria

situazione

debitoria

prima

avviene entro 90 giorni. In ogni caso la sanzione

La domanda va presentata attraverso i servizi

civile non può superare il 40 per cento

telematici dell'Istituto e deve indicare il numero

Il meccanismo è automatico e noto agli addetti ai

dell'importo dei premi non versati entro la

di rate richieste, che dipende dall'importo del

lavori. Sia gli interessi di rateazione sia le sanzioni

scadenza di legge.

debito e dalla situazione dell'impresa. Il consiglio

civili sono agganciati al tasso di riferimento della

è di valutare con attenzione la sostenibilità del

BCE, maggiorato di un certo numero di punti

La circolare aggiorna infine le misure ridotte

piano, perché il mancato pagamento delle rate

percentuali stabilito dalla legge. Ogni volta che la

applicabili alle imprese sottoposte a procedure

comporta la decadenza dal beneficio e l'avvio del

Banca centrale modifica il tasso, gli enti

concorsuali,

recupero dell'intero importo residuo.

previdenziali

di

integrale dei contributi e delle spese. Dal 16

conseguenza le misure applicabili, con effetto

settembre queste sanzioni sono pari al 2,65 per

Le stesse variazioni del tasso BCE si riflettono, con

dalle date indicate nelle rispettive circolari.

cento per il mancato o ritardato pagamento e al

regole analoghe, anche sulle sanzioni civili e sugli

e

assicurativi

aggiornano

a

condizione

del

pagamento

4,65 per cento nei casi di evasione. Si tratta di

interessi

Per le rateazioni, i piani di ammortamento relativi

misure agevolate che si applicano perché il tasso

previdenziali. Per le imprese con dipendenti, che

alle istanze presentate dal 16 settembre 2026

BCE risulta attualmente superiore al tasso di

versano sia i contributi all'INPS sia i premi

sono determinati applicando un tasso di interesse

interesse legale; in caso contrario, la normativa

all'INAIL, è quindi opportuno aggiornare i

del 4,65 per cento annuo, pari al tasso BCE

prevede l'applicazione del tasso legale.

parametri utilizzati nei calcoli delle posizioni

maggiorato di due punti. La modifica riguarda

applicati

dall'INPS

ai

contributi

debitorie e nelle eventuali regolarizzazioni,

esclusivamente le nuove domande: per le

Per le piccole e medie imprese le indicazioni

tenendo conto delle date di decorrenza indicate

rateazioni già in corso restano validi i piani di

pratiche sono diverse. Chi ha in corso difficoltà di

dai singoli enti.

ammortamento determinati con il tasso vigente

liquidità e valuta la rateazione di premi scaduti

alla data di presentazione della richiesta.

deve considerare che il costo della dilazione è

In una fase in cui il costo del denaro resta un

Un'impresa che ha già concordato una dilazione

legato al tasso vigente al momento della

fattore rilevante per i bilanci aziendali, gli

non vedrà quindi cambiare le proprie rate, mentre

domanda, e che una regolarizzazione tempestiva

adeguamenti dei tassi applicati dagli enti hanno

chi presenta ora una nuova domanda dovrà

consente di contenere le sanzioni. La differenza

un impatto concreto sulla programmazione

considerare il tasso aggiornato nel calcolo del

tra la sanzione ridotta per pagamento spontaneo

finanziaria delle imprese. Tenere sotto controllo le

costo complessivo della dilazione.

entro 120 giorni e quella ordinaria per omissione

scadenze dei premi, a partire dall'autoliquidazione

è significativa, e il fattore tempo gioca quindi un

annuale e dalle eventuali rate, resta il modo più

Sul fronte delle sanzioni civili, disciplinate

ruolo importante nella gestione delle posizioni

semplice per evitare interessi e sanzioni e per

dall'articolo 116, comma 8, della legge n. 388 del

debitorie.

preservare la regolarità necessaria a lavorare con

2000, la circolare aggiorna le diverse misure

È opportuno inoltre ricordare che la regolarità nei

il settore pubblico e ad accedere alle misure di

previste. Nel caso di mancato o ritardato

confronti dell'INAIL, al pari di quella verso l'INPS e

sostegno. P

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PMI FONTE INFORMAZIONI PER LE INDUSTRIE CREDITO: IL FINANZIAMENTO ALLE IMPRESE

punti percentuali tra le due categorie. In alcune

Cerved diffuse in estate, inoltre, la probabilità di

RIPARTE, MA NON PER LE PIÙ PICCOLE — I

regioni la situazione delle piccole imprese è

insolvenza delle PMI potrebbe risalire nei

PRESTITI ALLE SOCIETÀ CRESCONO MENTRE

ancora più difficile: in Toscana la contrazione

prossimi mesi, un elemento che rende le banche

QUELLI ALLE PICCOLE IMPRESE RESTANO IN

arriva al 6,4 per cento, in Umbria al 5,5 per cento.

più caute proprio verso le imprese di minori

CALO, CON UN DIVARIO DI COSTO CHE

Il divario non riguarda solo le quantità, ma anche

dimensioni.

PENALIZZA CHI HA MENO DI VENTI ADDETTI

il prezzo. Proprio i dati umbri, elaborati sulla base

In questo contesto gli strumenti pubblici di

delle rilevazioni della Banca d'Italia, offrono un

garanzia svolgono un ruolo fondamentale. Il

Il credito bancario alle imprese italiane è tornato

esempio eloquente: a marzo 2026 il tasso annuo

Fondo di garanzia per le PMI, che nei primi otto

a crescere, ma la ripresa non è distribuita in modo

effettivo sui prestiti per esigenze di liquidità era

mesi del 2026 ha accolto oltre 157 mila domande,

uniforme. È questo il quadro che emerge dalle

pari al 9,4 per cento per le piccole società con

con le microimprese pari al 60 per cento dei

rilevazioni più recenti sui prestiti e dalle analisi

meno di venti addetti e al 5 per cento per le

beneficiari, consente a molte piccole aziende di

diffuse all'inizio di settembre, che confermano

imprese medio-grandi, con una distanza di 4,4

ottenere credito che altrimenti sarebbe loro

una tendenza ormai consolidata: mentre le

punti. Il costo della liquidità per le piccole

negato o concesso a condizioni più onerose.

aziende medio-grandi hanno ricominciato a

imprese è diminuito rispetto ai picchi di fine

Anche i confidi, gli organismi di garanzia

ricevere finanziamenti in aumento, le piccole

2024, ma resta quasi doppio rispetto a quello

collettiva legati alle associazioni di categoria,

imprese continuano a registrare una contrazione

sostenuto dalle aziende più strutturate. A livello

restano un canale importante, soprattutto per le

dei prestiti su base annua e a pagare il denaro

nazionale, i tassi sui nuovi prestiti alle imprese si

imprese artigiane e commerciali.

molto più caro.

muovono negli ultimi mesi tra il 3 e il 3,5 per cento, in linea con la media dell'area dell'euro, ma

Accanto al credito bancario tradizionale si stanno

Secondo i dati della Banca d'Italia, a giugno 2026

si tratta di valori medi che nascondono forti

inoltre sviluppando canali alternativi, dalle

i prestiti alle società non finanziarie sono

differenze in base alla dimensione e al profilo di

piattaforme di finanziamento online ai minibond,

aumentati del 3,2 per cento sui dodici mesi, un

rischio.

dal factoring digitale al credito erogato da

risultato che segna un'inversione rispetto alla

operatori

specializzati.

Diversi

osservatori

fase di contrazione vissuta tra il 2023 e il 2024,

Sullo sfondo c'è la politica monetaria. Il 10

sottolineano come l'uso di dati aggiornati e di

quando il rapido rialzo dei tassi della Banca

settembre la Banca centrale europea ha fissato al

tecnologie di analisi possa ridurre i costi di

centrale europea e l'irrigidimento delle condizioni

2,65 per cento il tasso sulle operazioni di

valutazione

di offerta avevano frenato l'erogazione. Anche le

rifinanziamento principali, un livello che si riflette

sostenibile anche il finanziamento di importi più

indagini sulle condizioni di accesso al credito

sul costo della provvista bancaria e, di

piccoli, senza rinunciare al rigore nella valutazione

segnalano un miglioramento: dopo il picco di

conseguenza, sulle condizioni offerte a famiglie e

del rischio. Per le PMI questi strumenti non

restrizione del biennio 2022-2023, le imprese di

imprese. Ma la trasmissione delle decisioni della

sostituiscono la banca, ma possono integrarla,

tutte le classi dimensionali indicano condizioni

BCE ai tassi applicati alle piccole imprese è più

soprattutto per esigenze di capitale circolante.

meno severe, pur non ancora tornate ai livelli del

lenta e meno completa, perché su questi

Anche la gestione della liquidità incide sulla

2019.

finanziamenti pesano soprattutto la valutazione

capacità di finanziarsi. I ritardi nei pagamenti da

pubblicata a luglio, le banche italiane hanno

del

istruttoria,

parte dei clienti, che colpiscono in modo

indicato un lieve allentamento dei criteri di

proporzionalmente più alti per operazioni di

particolare le piccole imprese e alcuni settori

offerta alle imprese nel secondo trimestre, pur

importo contenuto.

come le costruzioni, costringono spesso le

Nell'indagine

sul

credito

bancario

rischio

e

i

costi

di

segnalando un atteggiamento ancora prudente

e

rendere

economicamente

aziende a ricorrere a linee di credito a breve

nella valutazione del rischio a causa delle tensioni

Le ragioni del divario sono diverse e si sommano.

termine proprio quando le banche sono più

geopolitiche e dell'andamento dei mercati

Le piccole imprese dispongono in genere di

selettive. Politiche commerciali attente, dalla

energetici.

meno garanzie, di bilanci più semplici e meno

valutazione dei clienti alla gestione degli incassi,

informativi, di una minore diversificazione dei

sono quindi parte integrante della strategia

Guardando dentro i numeri, però, il quadro

ricavi e, spesso, di una struttura finanziaria più

finanziaria dell'impresa.

cambia. Un'elaborazione del Centro studi di

fragile. Per le banche il costo di valutare e

Unimpresa su dati della Banca d'Italia indica che

monitorare un piccolo prestito è simile a quello di

Per le piccole imprese la lezione pratica è che la

a marzo 2026, ultima rilevazione disponibile per

un finanziamento molto più grande, e la

capacità di ottenere credito dipende sempre più

dimensione d'impresa, i prestiti alle piccole

redditività dell'operazione è quindi inferiore. A

dalla qualità delle informazioni che si è in grado

imprese erano ancora in diminuzione del 4,3 per

questo si aggiungono le nuove regole prudenziali

di

cento su base annua, dopo il calo del 5,7 per

europee,

modificando

sull'andamento dell'attività, un piano finanziario

cento registrato un anno prima e quello dell'8,1

progressivamente il modo in cui gli istituti

credibile e la regolarità nei pagamenti sono

per cento del marzo 2024. Nello stesso mese il

calcolano il capitale da accantonare a fronte dei

elementi che incidono direttamente sulla

credito alle imprese medio-grandi cresceva del

prestiti, con effetti che gli operatori stanno

valutazione della banca. In una fase in cui il

2,2 per cento, con un divario superiore ai sei

ancora valutando. Secondo le previsioni di

sistema torna a erogare, ma non a finanziare tutti

P

M

I

64

che

stanno

fornire.

Bilanci

chiari,

dati

aggiornati


PMI FONTE INFORMAZIONI PER LE INDUSTRIE

nello stesso modo, presentarsi al proprio istituto

la debolezza della domanda interna. I segnali più

colpisce la vasta rete della componentistica. Il

con un quadro ordinato e con la richiesta esplicita

preoccupanti riguardano il lavoro. Nel primo

rallentamento dell'economia tedesca, principale

della garanzia pubblica può fare la differenza tra

semestre del 2026 le ore autorizzate di cassa

mercato di sbocco per molti subfornitori italiani, ha

un rifiuto e un finanziamento a a condizioni

integrazione sono diminuite del 22,1 per cento

ridotto gli ordini in diversi comparti.

sostenibili.

rispetto allo stesso periodo del 2025, un dato che a prima vista potrebbe sembrare positivo. Ma la

A questo si aggiungono le tensioni commerciali

METALMECCANICA: PRODUZIONE FRAGILE ED

composizione degli interventi racconta un'altra

internazionali e la concorrenza dei produttori

EXPORT IN CRESCITA, MA UN'IMPRESA SU

storia: le richieste di cassa integrazione straordinaria

asiatici in segmenti come la meccanica di base e gli

QUATTRO È IN CRISI

hanno superato quelle di cassa integrazione

elettrodomestici.

ordinaria. L'industria metalmeccanica italiana, cuore del

Per le piccole e medie imprese del settore, i dati di

sistema manifatturiero nazionale, attraversa una

La differenza è sostanziale, perché la cassa ordinaria

Federmeccanica suggeriscono alcune indicazioni

fase di debolezza che rischia di aggravarsi nei

è legata a difficoltà temporanee e congiunturali,

pratiche. La prima è la necessità di tarare i piani di

prossimi mesi. È il messaggio che emerge dalla 179ª

mentre quella straordinaria riguarda situazioni di

investimento su una domanda che non accelera,

edizione

di

crisi aziendale, ristrutturazione o riorganizzazione. Il

privilegiando interventi che migliorino l'efficienza e

Federmeccanica sull'industria metalmeccanica e

prevalere della seconda indica che le difficoltà del

riducano i costi, a partire da quelli energetici. La

meccatronica, presentata a Roma il 17 settembre. I

settore stanno assumendo un carattere più

seconda è l'importanza della diversificazione:

vertici della federazione hanno descritto la

strutturale.

l'export continua a crescere, ma premia chi è

dell'indagine

congiunturale

situazione con toni particolarmente preoccupati,

presente su più mercati e non dipende da un solo

sottolineando come la fragilità del settore

A confermare questa lettura è il dato forse più

rappresenti un rischio per il futuro dell'intero Paese.

significativo dell'indagine: il 23 per cento delle

cliente o da un solo Paese.

imprese intervistate ha dichiarato di aver attivato

La terza riguarda l'utilizzo degli strumenti pubblici

I dati sulla produzione confermano un quadro di

procedure per crisi o ristrutturazione aziendale.

disponibili, dagli incentivi per gli investimenti in

crescita stentata. Nel secondo trimestre del 2026

Quasi un'azienda metalmeccanica su quattro,

beni strumentali e innovazione ai contratti di

l'attività produttiva metalmeccanica è aumentata

dunque, sta affrontando una fase di difficoltà tale

sviluppo, fino al Fondo di garanzia per l'accesso al

solo leggermente, dello 0,4 per cento rispetto al

da richiedere interventi sulla propria organizzazione.

credito, che possono aiutare le imprese ad affrontare

trimestre precedente e dello 0,5 per cento rispetto

Sulla base di queste indicazioni, Federmeccanica

la fase di trasformazione.

allo stesso periodo dell'anno prima. Secondo

prevede per i prossimi mesi un calo dell'attività

Federmeccanica, le tensioni geopolitiche persistenti

produttiva

ridimensionamento

Il quadro delineato da Federmeccanica si inserisce

e la volatilità dei costi energetici hanno continuato

dell'occupazione, con aspettative delle imprese

in un contesto europeo complessivamente difficile

a pesare sull'attività delle imprese, e il tono più

orientate al peggioramento.

per la manifattura. Diversi indicatori anticipatori

e

un

vivace registrato all'inizio del trimestre si è

dell'attività industriale segnalano da mesi una fase

progressivamente affievolito fino alla frenata di

Il comparto metalmeccanico comprende una

di stagnazione, e il confronto sulle politiche

giugno. I segnali di ripresa, in altre parole, restano

gamma molto ampia di attività, dalla siderurgia alla

industriali dell'Unione, dall'Industrial Accelerator

discontinui e non si consolidano in una tendenza

produzione di macchine e impianti, dalla

Act alle misure per i settori energivori, è seguito con

stabile.

componentistica automobilistica all'elettronica,

attenzione dalle imprese del comparto, che

dalla carpenteria metallica agli elettrodomestici. È

chiedono strumenti in grado di sostenere la

Il principale sostegno al settore arriva dall'estero. Le

un settore composto in larga parte da piccole e

competitività senza caricare ulteriori costi sulle

esportazioni metalmeccaniche sono cresciute

medie imprese, spesso organizzate in filiere di

aziende.

dell'8,3 per cento su base annua, trainate in misura

subfornitura che lavorano per grandi committenti

maggiore dai mercati extraeuropei, in aumento del

italiani ed esteri. Proprio questa struttura rende le

Resta infine il tema delle competenze. Anche in una

9,9 per cento, rispetto a quelli dell'Unione europea,

PMI particolarmente esposte alle oscillazioni della

fase

cresciuti del 6,9 per cento. Tra i partner europei

domanda: quando i grandi clienti riducono gli

metalmeccaniche continuano a segnalare difficoltà

spiccano la Francia, con un incremento dell'11 per

ordini, gli effetti si trasmettono rapidamente lungo

nel reperire tecnici e operai specializzati, e la

cento, la Germania, in crescita del 5,2 per cento, e la

tutta la catena dei fornitori.

gestione delle crisi aziendali attraverso strumenti di

Spagna, in aumento del 3,5 per cento.

di

rallentamento,

molte

imprese

riqualificazione del personale, anziché con la sola Le difficoltà hanno cause molteplici. Il costo

riduzione degli organici, può consentire di

Restano invece in calo le vendite verso la Cina, scese

dell'energia, più alto in Italia rispetto a molti Paesi

preservare un patrimonio di competenze che sarà

del 4,1 per cento, e verso l'India, diminuite del 10,2

concorrenti, pesa in modo significativo sui processi

decisivo quando la domanda ripartirà.

per cento. L'export conferma dunque la capacità

industriali più energivori. La crisi dell'automotive

È un equilibrio difficile, ma da cui dipende la

competitiva delle imprese italiane sui mercati

europeo, con il calo della produzione di veicoli e

capacità del settore di restare competitivo nei

internazionali, ma da solo non basta a compensare

l'incertezza sulla transizione verso l'elettrico,

prossimi anni. P

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