summer
C O N C E P T S TO R E C /O F R A N Z K R A L E R C O R S O I TA L I A , 107, C O R T I N A D ’A M P E Z ZO
Phoenix table Arya chair Origami boiserie Marcel chandelier Design Giuseppe Viganò
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editorial
I
n un’Italia dove è nata la Dolce Vita, in cui montagna, mare, laghi e campagna disegnano dei paesaggi mozzafiato che il mondo ci invidia ci sono due località che spiccano per bellezza naturale ed esclusività: Cortina d’Ampezzo e le sue Dolomiti rosa e Porto Cervo e il mare della Costa Smeralda. Non a caso entrambi diventate patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco, e mete più esclusive e mondane per turisti e habituè. PLATINUM MEDIA LAB da questa estate affianca a WONDER CORTINA, che nelle sue edizioni Summer e Winter è ormai considerata la rivista di riferimento per la località ampezzana, un magazine dedicato alle bellezze naturali e alla vita glamour di Porto Cervo nei mesi estivi: ben arrivato WONDER PORTO CERVO! Proseguendo in esclusiva la collaborazione con La Cooperativa di Cortina iniziata lo scorso mese di dicembre, anche questa estate potrete trovare WONDER CORTINA presso La Cooperativa, Il Centro Casa in località Pian da Lago, Morotto in località Fiames, oltre che nei migliori ristoranti e hotel. Buona lettura! Matteo Galbiati CEO Platinum Media Lab
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contents S U M M E R 2022
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rubriche 11
Editorial
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Décor Colors at home
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Jewels Diamonds&colors
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Trend Colore o bianco/nero?
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Art Re-interpretazioni
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Beauty La galleria profumata
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Fashion I nuovi codici dell’eleganza
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Style Back to nature
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Icons Reinvevtare il futuro
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Jewels Bartorelli
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servizi
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Interiors Emozioni di luci e legno
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Wallpapers La casa vestita
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Interiors Poesia e design con vista
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Design Bianco, nero e un tocco di giallo-arancio
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Interiors L’emozione effimera di un’immagine
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Food All’aperto
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Food Fra tradizione e innovazione
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Interview Benvenuti a Cortina e dintorni
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Projects Work in progress
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Restyling Mare in villa
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Sport Il curling? É cosa nostra
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Sport Sci e sempre sci
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Awards Legazuoi Winning Ideas
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Projects Verso il futuro
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Events Un libro, poi un’altro e un’altro ancora
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Accade d’estate
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Interview Un roseo futuro anzi fucsia
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Events La regata della Serenissima
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Boutique hotel La Locandiera
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The best to do in Cortina
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déecor by Rosa Angela Banfi
Il lampadario Planet di La murrina è una sospensione con struttura in metallo in cui si innestano a baionetta i petali realizzati artigianalmente secondo l’antica tradizione del vetro di Murano. lamurrina.com
“Bloomed” è la carta da parati tropicale PVC free, eco-friendly, lavabile di WallPepper®/Group by Sarah Edith, illustratrice e designer tessile. wallpeppergroup.com
COLORS at HOME Una serie di pennellate materiche e dai colori vividi danno vita a delicate rose che sembrano emergere dalla superficie di Claude di Illulian, della linea Design Collection, realizzato a mano con lana himalayana, seta naturale e colori vegetali. Un tributo a Monet con il suggestivo effetto pittorico di ispirazione impressionista. illulian.com
Fantasia in tavola vagamente anni ’70 per la tovaglietta all’americana di Mytable Milano con iniziale a contrasto di un colore a scelta, acquistabile online sul sito www. mytablemilano.it o direttamente dall’eshop Instagram mytable_milano
Carlo Moretti festeggia i vent’anni di Sfera, una collezione di vasi in vetro soffiato che celebra li maestri vetrai muranesi. Un classico intramontabile collocabile ovunque. carlomoretti.com
Eroi di Luce II, 2003, bronzo, ed. 5/8, cm 91x91x73
IGOR MITORAJ VENEZIA T. +39 041 5230357 venezia@continiarte.com
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CORTINA T. +39 0436 867400 cortina@continiarte.com
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jewels Preziosi all’insegna del colore. Dall’orologio agli orecchini agli anelli
Vhernier, anelli in oro bianco, diamanti, turchese, rodonite e madreperla con cristallo di rocca
DIAMONDS & COLORS
a cura di Valeria Rastrelli
Orologio Calatrava Patek Philippe in oro bianco con diamanti incastonatura dentellere sulla cassa, quadrante blu abbinato al cinturino in coccodrillo. Movimento meccanico a carica manuale. Prezzo su richiesta
Orecchini in oro rosa con diamanti e zaffiri, taglio goccia e navette, della collezione Rami griffata Bartorelli Rare and Unique. Prezzo su richiesta
Chopard, orologio Happy Sport in oro rosa etico certificato 18 carati, con movimento meccanico a carica automatica e diamanti mobili tra due vetri di zaffiro. Bracciali della collezione Ice Cube disponibili nei tre ori: rosa, bianco e giallo, lisci o con diamanti incastonati
HAPPY SPORT Handcrafted in Ethical Gold
Cortina D’Ampezzo Piazza Silvestro Franceschi 13 www.bartorelli.it
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trend Non semplici foulard ma un’interpretazione creativa dove il disegno è la narrazione di una personalità forte, non scontata e assolutamente esclusiva. 98x98cm, in seta comasca e 100% made in Italy. mauriziobini.com
by Antonella Euli
Disponibile in British wool o Geelong Lambswool, il cardigan denobiliaryparticle per lei e per lui, ha bottoni in pelle e fit oversize. denobiliaryparticle.com
Thom, in puro e leggero titanio, elegante, raffinato e completamente genderless, monta lenti tonde azzurre, oro, nere o rosa. lespiecesuniques.com
Colore o... Temellini Dog-à-Porter, la linea sartoriale dedicata al mondo dei cani creata da Giovanna Temellini, pensa ai nostri amici a quattro zampe di ogni genere, taglia e colore. Qui il cappottino bon ton in lana e cashmere grigio foderato in morbido jersey. temellinimilano.com
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La Iside si fa micro e diventa incontro di funzione e finezza. Nella caratteristica pelle di vitello Millepunte con intarsi a contrasto, qui nel primaverile color peonia. valextra.com
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trend
bianco/nero? “WE ARE AHEAD” è il ‘’pay-off’’ delle collezioni Sophia Nubes, forte e declinabile in mille interpretazioni. I pezzi più iconici lo portano su tutto il capo. Come la camicia-abito. sophianubes.com
Wolford sviluppa tessuti al top che soddisfano i più alti standard ambientali e di sostenibilità. Come la linea Aurora, con il filo stretch premium degradabile ROICA™ V550. wolfordshop.it
A Lugano per una nuova shopping experience. Basta un appuntamento per creare un guardaroba su misura e scegliere con la designer tra cashmere, lana, seta, cotone, lino e altre fibre nobili con una cartella colori infinita per creare il capo tailor made. Nell’e-commerce spazio alle collezioni passepartout, home and travel. carmenbasilique.com
Sitip propone la collezione di tessuti tecnici Cosmopolitan Fashion-tech dalle elevate performance e fit impareggiabile. Qui, giacca e pantalone in maglia indemagliabile Cosmopolitan Citylife, in nylon stretch bielastico, con protezione UV (UPF 50+), rapida asciugatura, easy care e skin comfort e camicia Cosmopolitan Milano, sempre a maglia indemagliabile, bielastico e ad asciugatura rapida. sitip.it
E XPE RIE N CE , E LEVATE D.
Let ’s sta r t a n unriva le d journey.
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art
Re-interpretazioni Valdés si impossessa dei più celebri capolavori della storia dell’arte occidentale reinterpretandoli in chiave contemporanea by Valeria Rastrelli
Dall’alto: alcune opere in mostra; a sinistra: “Double Butterfly”, 2017, bronzo con patina oro, edizione di 8; a destra: “Clio en Cristal Azul”, 2021, vetro e alluminio, pezzo unico
I
n mostra alla Galleria Contini di Venezia, fino a fine novembre, uno tra i Maestri più significativi del XXI secolo. Manolo Valdés, spagnolo di Valencia, apprendista pittore già all’età di 15 anni, è un artista eclettico, poliedrico, la cui innovativa ricerca espressiva e formale si coniuga con le citazioni provenienti dal passato della storia dell’arte. L’esposizione riunisce i lavori che esplorano il suo universo creativo, presentando alcune delle opere più significative della sua storica carriera, compresi i suoi iconici ritratti femminili. Protagonisti della personale: dipinti e collage su grande scala, sculture con volti di donne, statue equestri e altri soggetti, riprodotti in alluminio, bronzo, ferro, legno, alabastro e resina. Il linguaggio visivo vivido e vitale, lo studio della materia, il personale realismo pittorico, il ricorso a stratificazioni multidimensionali e le opere in grande scala, sono solo alcuni dei tratti distintivi del Maestro, che rendono il suo stile immediatamente riconoscibile. Valdés è un artista in grado di dimostrare la vitalità dell’arte: nelle sue pitture e sculture infatti è percepibile come la passione per l’arte lo spinga a cercare nuovi linguaggi espressivi testando materiali inusuali, colori pastosi e bituminosi, dettagli luminosi e sostanze grezze che trasformano le sue tele in oggetti pluridimensionali, materici e corposi; o ancora la lavorazione del legno, del prezioso alabastro e la fusione di resine e bronzo dando vita a splendide e insolite sculture. continiarte.com
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Sopra: “Dama a Caballo”, 2008, olio su tela di juta. Sotto: “Cabeza con Mariposas Blancas”, 2021, vetro e acciaio, pezzo unico; a sinistra altre opere in mostra
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beauty by Teresa Crespi
LA GALLERIA PROFUMATA Una cornice paesaggistica meravigliosa incontra la qualità sfarzosa della più ricercata profumeria d’autore
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a boutique Campomarzio70 di Cortina D’Ampezzo è una galleria profumata nel cuore delle Dolomiti e propone una vasta gamma di linee esclusive in uno dei luoghi simbolo del lusso made in Italy. Dal 1926 a oggi, la famiglia Di Liello ha tramandato la passione per i profumi di padre in figlio fino all’attuale generazione, la quarta, che vede impegnati Gianni, Roberta e i loro due figli Valentino e Fabrizio. Insieme aprono nel ‘96 il primo punto vendita al Pantheon nel cuore della Capitale, ma sarà il secondo, quello al civico 70 di Via Campo Marzio a segnare ufficialmente la nascita del brand Campomarzio70 mentre nel 2011 The Essential Gallery di Via Vittoria esprime a pieno il nuovo approccio e la filosofia basata sulla ricerca internazionale. Nel 2012 apre le porte il primo store fuori Roma, a Cortina
Alcune suggestive immagini di questa esclusiva boutique delle essenze
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D’Ampezzo, luogo cui la famiglia Di Liello è particolarmente affezionata a cui seguono The Essential Store di Milano, Forte dei Marmi, Porto Cervo, Firenze, Riccione… Quello di Milano, nella zona di Brera, definita la via del profumo, consacra la famiglia Di Liello come punto di riferimento nazionale e internazionale per i protagonisti del settore della profumeria. A partire dal 2017 il progetto di franchising dell’azienda si estende anche alle città
di Sofia, Palermo e Sanremo, insieme agli shop in shop che si moltiplicano da Cagliari a Como, Pescara, oltre che in Rinascente a Milano e Roma e raddoppiando a Palermo, Porto Cervo e Sanremo… Oggi Campomarzio70 offre i marchi più esclusivi di fragranze internazionali e ha legato sempre di più il proprio nome a un’espressione di lifestyle che mixa le radici italiane a un coté cosmopolita. campomarzio70.it
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fashion
I NUOVI CODICI D E L L’ E L E G A N Z A Donne e uniformi, college e confraternite. Attingendo dagli archivi della Maison, Maria Grazia Chiuri presenta una collezione assolutamente contemporanea by Antonella Euli
L’
uscita del libro di Justine Picardie Miss Dior: A Story of Courage and Couture edito da Faber&Faber è il punto di partenza per la nuova collezione Fall 2022. Il libro indaga la vita della sorella minore di Dior, Catherine, e al tempo stesso, rende omaggio alle figure femminili - Mizza Bricard o Marguerite Carré - che hanno contribuito al successo del grande couturier. “Mi piace mostrare come il suo lavoro avesse un lato femminilizzato, non per via delle silhouette, ma per le molteplici influenze femminili che lo circondavano”, ha affermato Maria Grazia Chiuri. Musa del fratello maggiore e appassionata floricoltrice, Catherine è sopravvissuta a Christian per quasi mezzo secolo, trascorrendo gli ultimi anni a coltivare rose a Les Naÿssès, la fattoria di famiglia in Provenza, da dove vengono alcuni ingredienti di “Miss Dior”, il profumo che Christian ha dedicato alla sorella. Chiuri ha soggiornato lì mentre Justine Picardie scriveva il suo libro e ha riportato le suggestioni della Provenza nella collezione con abiti contadini, grembiuli da giardinaggio e anche una nuova borsa ispirata ai sacchi di juta che la famiglia usava per impacchettare il compost, sulla quale ha impresso un nuovo stemma araldico, con
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T-shirt “femininity, the trap” in jersey di cotone e lino écru, bustier in lana e seta nere, gonna plissettata in lana e mohair neri, décolleté D-Motion in tessuto tecnico e gomma bianca, calzini in cotone nero con lacci. A sinistra, in alto: Mitzah D-Floral in twill di seta multicolore blu; in basso: borsa Lady D-Lite con ricamo D-Constellation blu multicolore
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fashion
Borsa Diorcamp in pelle di vitello Fluffy Macrocannage color latte
Stivale D-Rise nero in tessuto tecnico e pelle di vitello. In basso, a sinistra: sneaker Dior Star bianca in pelle di vitello e pelle scamosciata; a destra: sneaker Dior Vibe in mesh bianco e tessuto tecnico color argento
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il motto “L’union fait la force”, stemma che compare anche in diversi pezzi della collezione e sottolinea un concetto cardine: l’uniforme. “In un certo senso, le uniformi sono ciò che modella la moda. Incarnano l’idea che diventi più forte appartenendo a un gruppo pur mantenendo la tua individualità”. L’uniforme quotidiana di Monsieur Dior era una sofisticata interpretazione di giacche e gonne a pieghe, ma sono le uniformi scolastiche a stimolare Chiuri e soprattutto il modo in cui ogni studente aggiorna il concetto di divisa e la contraddice con elementi personali che sfociano nel punk. Risultato: un repertorio di forme perfette costellate di continue divagazioni e diversi codici, tipo le stampe floreali e le rose, contaminate da elementi ispirati allo sportswear e all’activewear di oggi. Gonne a pieghe e kilt in bianco e nero, giacche ispirate alla Bar jacket, cappotti da uomo che celano gonne cortissime, calzoncini da
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fashion
Trench con gilè Macrocannage rimovibile in gabardine di cotone beige e taffetà tecnico nero, stivaletto Dior Ground in gomma nera, con fibbie metalliche regolabili, borsa Dior Book Tote in tela di iuta beige con motivo Dior Union
ciclista indossate con camicie bianche e cravatte nere. “Tutto è realizzato in tessuti leggeri dalle forme più voluminose, perché i materiali classici Dior sarebbero troppo pesanti per il mondo in cui viviamo attualmente, troppo anacronistici”, spiega Maria Grazia Chiuri, che attinge alle tonalità di grigio preferite di Dior per aggiungere un tocco scuro. Dopo Parigi, la collezione è volata a Seoul per la sfilata di debutto nella Repubblica di Corea, alla Ewha Womans University, portando in scena un tributo all’heritage della Maison con richiami pop e giovanili della Generazione Z. Il forte legame tra LVMH e il Paese asiatico, è sottolineato anche dalla scelta della star coreana Jisoo, cantante dei Blackpink, come ambassador globale di moda e bellezza per Dior. La kermesse rientra nell’ambito di Women@Dior lanciato nel 2017, un programma di tutoraggio e formazione per studentesse che promuove l’acquisizione di conoscenze e collaborazioni oltre che la trasmissione di pluralità culturali. dior.com
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Foulard D-Constellation in twill di seta bianco multicolore. Borsa Dior Caro in pelle di vitello Fluffy Macrocannage beige
Stivaletto Dior Symbol in pelle di vitello nera. In basso, a sinistra: mocassino Dior Code in pelle di vitello spazzolato nero, targa smaltata bicolore; a destra: ciabatta Dio(r)evolution in pelle di vitello Cannage nera
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style Daniela e Franz Kraler, i signori della moda di Cortina d’Ampezzo
BACK TO THE NATURE «Quando ti metterai in viaggio…/devi augurarti che la strada sia lunga,/ fertile in avventure e in esperienze./(...) Soprattutto, non affrettare il viaggio;/ che duri a lungo…» Konstantinos Kavafis, ITACA
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n fuoristrada, un treno, l’attesa in una stazione ferroviaria, i paesaggi innevati e le attività all’aria aperta, l’eleganza e il dinamismo sono la rappresentazione di un viaggio iniziatico che ci riporta al centro della natura. Il ritorno e il contatto con la natura, con la vita contadina, la voglia di esplorare, viaggiare, guardare il mondo e essere immersi nel verde dei boschi, nel bianco della neve, lungo sentieri impervi e comode baite. É un desiderio, non solo una semplice necessità, il bisogno e la consapevolezza che la partenza sia una nuova nascita. Un bisogno profondo di scoprire e percorrere nuovi sentieri, guardare nuovi panorami. Come diceva Tiziano Terzani quello che conta del viaggio è il viaggio in sé, non la destinazione. Il rapporto simbiotico con la natura è la chiave di svolta del viaggio, una bussola che traccia una traiettoria emotiva. I capi d’abbigliamento sono una nuova pelle, un’interfaccia attraverso cui confrontarsi con il mondo e interagire con esso. La moda diventa un tramite e finalmente un linguaggio con cui comunicare e tracciare una personalità definita, sicura della propria originalità e forse necessaria debolezza. La famiglia Kraler, grazie alle foto di Arturo Delle
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La moda diventa un tramite e finalmente un linguaggio con cui comunicare e tracciare una personalità definita, sicura della propria originalità e forse necessaria debolezza
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La moda è il pretesto per una narrazione dove uomini e donne partecipano allo spettacolo della natura che non è solo bellezza, ma simbolo, messaggio, pensiero. Perché la natura non è un posto da visitare ma un luogo dove sentirsi a casa
Donne, ha voluto rinnovare il concetto di collezione, di moda, che non si limita alla proposta mondana, ma evoca un mondo nascosto, sentimenti che qualificano una memoria. È l’immagine di un territorio con una profonda identità culturale che si mostra nella sua capacità evocativa. La moda è il pretesto per una narrazione dove uomini e donne partecipano allo spettacolo della natura che non è solo bellezza, ma simbolo, messaggio, pensiero. Perché la natura non è un posto da visitare ma un luogo dove sentirsi a casa. franzkraler.com
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icons by Teresa Crespi
REINVENTARE IL FUTURO Tipo-Z di Ideal Standard: un oggetto del futuro che arriva dal passato
T
ipo-Z, tra i prodotti più rappresentativi di Atelier Collections, è una moderna lettura dell’intramontabile lavabo Zeta di Gio Ponti, creato nel 1954 dal Maestro milanese. Un oggetto timeless, che si ispira al lavabo Zeta e allo stesso tempo supera la sfida estetico-tecnica di creare un pezzo unico mantenendo le forme originali del suo archetipo. Grazie all’alta tecnologia applicata, è stato possibile realizzare Tipo-Z in un unico pezzo, una singola struttura completa, dando vita al primo lavabo leggero, resistente e ultra-sottile con colonna e bacino integrati, un
risultato che non sarebbe stato tecnicamente ottenibile nel 1954. Ideal Standard ha chiamato in campo tutte le migliori competenze per sfidare le leggi della ceramica e raggiungere l’eccellenza. Sono stati creati nuovi metodi e nuovi supporti per le varie fasi di lavorazione, è stata abbandonata ogni regola prestabilita per recuperare aspetti legati all’artigianalità e all’intervento umano, ma questo ha permesso di produrre un lavabo davvero unico. Roberto Palomba, co-fondatore di Palomba Serafini Associati e Chief Design Officer di Ideal Standard, ha dichiarato: «Tipo-Z è
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In queste pagine, lo scenografico lavabo rieditato da Ideal Standard e il suo creatore Roberto Palomba
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stato scolpito in una silhouette architettonica monolitica che esprime eleganza e la rende la stella più luminosa del bagno. Crediamo nei progetti che superano i limiti di quel che è stato creato prima di noi, affrontando ogni giorno nuove sfide nel design del bagno. Abbiamo preservato gli elementi di eleganza e iconicità espressi da Zeta, reinventandone la forma e utilizzando nuovi materiali e tecnologie, per creare un lavabo splendido e leggero, realizzato in un unico pezzo». idealstandard.it
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jewels by Valeria Rastrelli
Bartorelli Per festeggiare i 140 anni di attività, il Gruppo ha in programma collaborazioni di alto livello, nuove boutique sul territorio e focus sui clienti domestici
Un’esplosione di colore per gli anelli della collezione Rami griffata Bartorelli Rare and Unique. Montati su oro bianco o oro rosa, sono anelli pezzo unico impreziositi da diamanti, rubini, zaffiri blu e zaffiri rosa
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Piramidi, l’ultima nata tra le collezioni griffate Bartorelli. Bracciali, anelli e orecchini ma non solo, anche gemelli per un tocco grintoso per lui o super chic per lei. Un must i bracciali rigidi, da indossare da soli o a coppie per un look che non passa inosservato
Collezione “Piramidi”
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interiors Progetto Studio di architettura Ambra Piccin | Foto Diego Gaspari Bandion
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Emozioni di luci e legno Una casa di vacanze in montagna: un guscio in legno, caldo e accogliente, da condividere con amici e parenti
La metodologia costruttiva è analoga in tutta la casa, camere comprese, con travi squadrate e lisce che creano continuità con le pareti e i mobili, interrotti soltanto da pochi, moderni arredi
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uesta residenza, non particolarmente grande ma splendida per collocazione geografica e per vivibilità, è come deve essere la casa di montagna dei sogni, e anche di più. Moderna e all’avanguardia per soluzioni stilistiche, seppur nel rispetto delle regole di stile della Regina delle Dolomiti, porta la firma dell’architetto Ambra Piccin, progettista ampezzana nota per la sua capacità di adattare gli interni alle esigenze dei proprietari, creando veri e propri gioielli di design alpino. Difficile trovare
un muro bianco: la casa è quasi interamente rivestita con una moderna ma preziosa boiserie in legno di abete nuovo piallato a mano e spazzolato a doghe, realizzata con forme moderne, dove i tradizionali intarsi nel soffitto sono sostituiti da un sistema di illuminazione diffusa, con faretti a led che creano un gioco di luci emozionale e unico. La metodologia costruttiva è analoga in tutta la casa, camere comprese, con travi squadrate e lisce che creano continuità con le pareti e i mobili, interrotti soltanto da pochi,
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moderni arredi tra cui le poltrone, rivestite di tessuti morbidi e con colori neutrali. Ottimamente sfruttato lo spazio della zona living, dominato dal grande divano con l’originale tavolino porta-pouf, per dilatare al massimo la possibilità di ospitare tante persone. Dominano le linee squadrate nei bordi di legno, nei lampadari, nella forma stessa del mobilio, e imperano i colori nature, evidenziati anche dal bel pavimento in legno di rovere con caratteristica piallatura e asciatura di superficie che gli conferisce un aspetto vellutato. L’analogo effetto setoso si ritrova nei bagni, anch’essi lineari e rivestiti in resina, i cui piatti doccia hanno uno speciale rivestimento Seta® che risulta morbido e caldo al tatto. Elementi di rottura di tanta voluta e preziosa semplicità i decori della tavola: qui Cortina ritorna prepotente, addirittura scritta in rilievo sui piatti in ceramica grezza, o stampata sui bicchieri. Originale la caraffa che riproduce lo scoiattolo, celebre simbolo della Regina delle Dolomiti,
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La casa è quasi interamente rivestita con una preziosa boiserie in legno di abete, dove i tradizionali intarsi nel soffitto sono sostituiti da un sistema di illuminazione diffusa
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L’accogliente dimora si presenta moderna e all’avanguardia per soluzioni stilistiche, seppur nel rispetto delle regole di stile della Regina delle Dolomiti
mentre al centro della stanza troneggia, solitaria nella sua rotondità, una stufa di maiolica realizzata a mano, che ben si sposa con le originali sedie nel più tipico stile alpino, rivisitate dall’artista-antiquario Luca Constantini, con uno schienale in plexiglass. Come sempre, l’architetto Piccin è riuscita a rendere unica questa dimora, sfruttando al meglio la preziosa metratura affacciata sulle montagne Patrimonio dell’Umanità e creando, come nelle camere dotate di letti supplementari a scomparsa, tante possibilità per poterle godere, nelle diverse stagioni in cui Cortina eccelle per bellezza e unicità. ambrapiccin.it
Location by @francesca_semprini_location | Photo by Franco Chimenti
EXPERIENCE THE ITALIAN LUXURY Lo stile senza tempo, l’ispirazione che diventa forma, l’unicità di un tappeto realizzato a mano, l’innovazione di un filato ecosostenibile luxurycarpet.it | @luxurycarpetstudio
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wallpapers by Valeria Rastrelli
LA CASA
VE STI TA
Fiori e piante ovunque, dal living al bagno, con una divagazione sul tema. La natura impera sulle nuove carte da parati, protagoniste delle nostre case
Le carte da parati Spaghetti Wall firmate da Gian Paolo Venier, Ana Basoc e SW Lab, trasformano le pareti in giardini fioriti, foreste tropicali, campagne provenzali. Qui Caesar Forest, della collezione Botanic. Ogni soggetto è declinato in diverse opzioni cromatiche, per assicurare possibilità di personalizzazione in tutti gli spazi. spaghettiwall.it
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Ci sono poltrone che si trasformano in letti. Polet di Twils è un letto che diventa poltrona. O, meglio, un trono, con il suo schienale così alto che ne fa un arredo ironico e funzionale, nato non a caso trent’anni fa dal genio di Achille Castiglioni. Si apre e chiude con naturalezza come fosse una sdraio. Design by Achille Castiglioni Ph Max Rommel. twils.it
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La nuova collezione di beWall completamente made in Italy, si chiama beNatural ed è ovviamente ispirata alla natura. Giovani creative hanno liberamente interpretato un soggetto su carta da parati con fantasie proposte in differenti sfumature. Sopra, “Giardino all’italiana”, designer Margherita Fanti; a sinistra “Jordan” designer Paola Lattarini. be-wall.it
La natura entra nell’indoor con le nuove carte da parati di Instabilelab. Nel nuovo catalogo Sfumature di Magnolia queste attingono dal mondo vegetale e dai colori della natura, che diventano scenici elementi di design adatti a valorizzare qualsiasi ambiente, dal living alla camera da letto fino al bagno. Qui, “Petits Fleurs” della collezione Nuances. instabilelab.com
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Ispirazioni provenienti dalla natura, sorprendenti mix di forme e colori, scenografiche composizioni, effetti ottici e affascinanti geometrie, citazioni provenienti da ambiti differenti come design, architettura e arte, danno vita alle carte da parati della nuova collezione 2022, immagini a tutta parete per arredare e valorizzare qualsiasi ambiente. Qui, “Ophelia”, carta da parati a tema classico, ecologica. Designer Barbara Mancini per WallPepper®/Group. wallpeppergroup.com
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interiors Progetto Studio di architettura Ambra Piccin | Foto Diego Gaspari Bandion
Poesia e design con vista Il paesaggio è protagonista e interlocutore in un dialogo fra il progetto e il contesto naturale nel segno dell’unicità
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iamo alle pendici delle Tofane, con vista su Cortina, dove un antico fienile, sezione a nord di uno degli edifici storici ottocenteschi più rinomati della vallata ampezzana - Ciasa Meleres, nota residenza e fabbrica della famiglia di orologiai Lacedelli - è stato ridisegnato per ospitare raffinate boiserie e innovative soluzioni d’arredo. Questo progetto d’interni, firmato dall’architetto Ambra Piccin, evoca piacevoli contrasti e delinea un home decor contemporaneo, ma concettualmente legato alla montagna e al suo fascino. Il legno d’abete anticato, parzialmente recuperato dalla struttura originale, forgia infatti boiserie e arredi dalle linee rigorose ed essenziali, mentre, pur rispettando i canoni dell’architettura tipica ampezzana, l’architetto Piccin ridefinisce gli spazi in un’ottica funzionale, privilegiando uno stile attuale e mai
Questo progetto d’interni evoca piacevoli contrasti e delinea un home decor contemporaneo, ma concettualmente legato alla montagna e al suo fascino
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banale, assecondando i desideri della committenza. Il risultato è un involucro ligneo intriso di poesia e design, dove il passato rivive nelle forme del presente e gli elementi della natura entrano a far parte di un’opera orchestrata da sapienza costruttiva e scrupolosa attenzione ai dettagli. Particolari che, con delicatezza, raccontano della montagna e della tradizione, come le applique e il lampadario realizzati in tessuto e corna di daino, oppure i dipinti raffiguranti gli
animali del bosco, nonché altre opere d’arredo eseguite da artigiani locali, con cui l’architetto collabora da anni. Ma anche innovazioni ispirate alle moderne tendenze, come il caminetto sospeso, protetto da una parete in pietra viva Dolomia, che spicca al centro del living: un pezzo di design dal grande impatto scenico che conduce ben oltre la mera funzionalità del riscaldare e che, abbinata a un’ottima coibentazione interna, garantisce all’ambiente anche un
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Una casa intrisa di poesia e design, dove il passato rivive nelle forme del presente e gli elementi della natura entrano a far parte di un’opera orchestrata da sapienza costruttiva e scrupolosa attenzione ai dettagli
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notevole risparmio energetico. L’area living, sintesi di comfort e stile nonché custodita da un soffitto di travi antiche, spazzolate e trattate con particolari tecniche di recupero, comunica anche con l’esterno, dove un patio con vista sulle Tofane riprende il prezioso dialogo con il paesaggio. Così come nella camera padronale, dove la tradizionale apertura lignea, che richiama la vecchia struttura del fienile e in cui è stato recuperato un terrazzo, garantisce una veduta spettacolare sul Monte Cristallo e sul Faloria. Avvolta dal legno d’abete anticato, impreziosita dai tessuti realizzati artigianalmente e secondo la tradizione, consente l’accesso diretto al bagno privato in cui emergono la matericità del legno, del marmo Botticino lavorato con una particolare tecnica a rigatino e utilizzato per le pareti della doccia e del lavabo in marmo massello. Un fil rouge che prosegue anche nella camera degli ospiti, in quella dedicata ai ragazzi, con un letto a scomparsa per guadagnare spazio e comfort, e nel bagno di servizio, in cui è la pietra Verde Alpi a dare un tocco di colore e unicità. ambrapiccin.it
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Ciasa Meleres, nota residenza e fabbrica della famiglia di orologiai Lacedelli, è uno degli edifici storici ottocenteschi più rinomati della vallata ampezzana ed è stato ridisegnato per ospitare raffinate boiserie e innovative soluzioni d’arredo
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design by Antonella Euli
Bianco, nero e un tocco di giallo-arancio L’austerità del bianco e nero rallegrata da pennellate di colore. A noi piace il giallo-arancio
“Galleon” di Archer Humphryes Architects per Fratelli Boffi, è una seduta da cocktail con dettagli di carattere. Caratterizzata da linee curve geometriche sia nello schienale sia nella seduta, è in legno rifinita con una laccatura nera lucida. La seduta imbottita rivestita in tessuto con decoro geometrico bianco e nero, richiama lo stile retrò di inizio secolo scorso. Le gambe affusolate si inspessiscono salendo verso la seduta e sono rifinite con preziosi puntali in metallo bronzato che ne accentuano il carattere lussuoso. fratelliboffi.it
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Ci sono poltrone che si trasformano in letti. “Polet” di Twils è un letto che diventa poltrona. O, meglio, un trono, con il suo schienale così alto che ne fa un arredo ironico e funzionale, nato non a caso trent’anni fa dal genio di Achille Castiglioni. Si apre e chiude con naturalezza come fosse una sdraio. Design by Achille Castiglioni Ph Max Rommel. twils.it
“Maxima” è un sistema di madie con molteplici configurazioni e tipologie per un concetto di totale libertà compositiva. In aggiunta, offre la possibilità di posizionare l’elemento a terra, su piedini metallici o sospeso a parete. Design Studio ruga.perissinotto per MD House. mdhouse.it
“Dada Indoor “ è un tavolo da ping pong modulare, dove la flessibilità è il punto centrale. Due elementi separati, uniti dall’uso della rete, permettono di giocare e allo stesso modo di accogliere 16 persone a sedere. Top in legno, struttura bianca e due basi coniche a sostegno del tavolo. Design Basaglia+Rota Nodari per Fas Pendezza. faspendezza.it
“Ghiaccio”, design Piero Lissoni per Porro, è una poltroncina bassa e confortevole, addolcita da un soffice cuscino in tessuto, e nasce dal grande successo della sedia Neve, riprendendone i contorni. Le linee arrotondate delle gambe tornite in massello di frassino, seguono la curvatura dello schienale e dei braccioli, accostandosi al tracciato più regolare della seduta imbottita. porro.com
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Le lussureggianti foreste tropicali del Brasile sono le protagoniste della nuova capsule collection di carta da parati della serie Collezioni d’Arte di Tecnografica realizzate in collaborazione con Margherita Leoni. Qui: “Cerrado”, disegnata a mano e stampata in digitale con tecnologia SD, per la massima cura del dettaglio. Le grafiche sono enfatizzate dalla finitura Natural, la carta da parati ecologica certificata di Tecnografica, realizzata al 100% in fibra di cellulosa. tecnografica.net
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Lo sgabello, in pelle o polipropilene con struttura in metallo, è la novità della collezione Lema 2022, e si inserisce nel progetto “Ombra” nato dalla profonda attività di ricerca di Lema su forme e materiali. Design by Piero Lissoni per Lema. lemamobili.com
La materia diventa mezzo espressivo nella cappa “Cover”, la nuova soluzione aspirante a parete di Falmec. La cover del frontale apribile è disponibile con finitura argilla o nella classica versione in vetro bianco o nero. Il motore ultrasottile da 600 m3/h garantisce alte prestazioni e design compatto; la pulsantiera elettronica imposta la velocità di aspirazione, e, su richiesta, disponibile il filtro naturale Carbon.Zeo, che unisce i benefici del carbone e della zeolite per un assorbimento straordinario. Infine la funzione Dynamic LED Light, che permette di variare e adattare la tonalità della luce. falmec.it
Il decoro di “Area” by Fabien Cappello per Illulian presenta una composizione di elementi 3D traslati in un gioco grafico di forme e ombre. La superficie acquista così magicamente volume grazie a forme e colori che creano una vivace profondità spaziale. illulian.com
The place for lovers of artistic perfumery, avant-garde cosmeceuticals and design. Piazza Fratelli Ghedina Pittori, 9 Cortina d'Ampezzo ROMA - MILANO - FIRENZE PALERMO - FORTE DEI MARMI PORTO CERVO - SANREMO - RICCIONE - SOFIA www.campomarzio70.it campomarzio70
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interiors Progetto Studio di architettura Ambra Piccin | Foto Diego Gaspari Bandion
L’emozione effimera di un’immagine A Cortina tutto parla di tradizione e di dettagli di stile, ma questo esempio abitativo sorprende per l’armonia delle forme e per l’originalità nell’abbinare la tradizione all’innovazione stilistica
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Una casa che vive di contrasti e che in ogni angolo stupisce l’occhio dell’osservatore per l’eleganza dei dettagli e per la perfezione dell’insieme. L’appartamento è di ampie dimensioni e consente una ricca modularità di stanze sia nella zona giorno, con ambienti ben distinti seppur contigui, sia in quella notte
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i questo interno l’architetto Ambra Piccin, progettista del restauro ed interior designer, racconta: “Questa casa d’Ampezzo è molto antica. Conservava per me la memoria del suo antico esistere in molti particolari: è stata un’esperienza unica ricercarne le tracce. Ho inseguito un’immagine stanziale, più delineata nella mia mente, capace di ricreare situazioni emozionali di assoluta leggerezza”. Una casa che vive di contrasti e che in ogni angolo stupisce l’occhio dell’osservatore per l’eleganza dei dettagli e per la perfezione dell’insieme. L’appartamento è di ampie
dimensioni e consente una ricca modularità di stanze sia nella zona giorno, con ambienti ben distinti seppur contigui, sia in quella notte, dove l’architetto Piccin ha trasformato le tre stanze da letto quasi in tre suite, ciascuna con il proprio bagno di servizio e con un’entrata dedicata che la rende autonoma e garantisce la più ampia privacy. Precorre i tempi l’utilizzo del legno sbiancato, oggi di gran moda ma nel 2007, anno del restauro, ancora poco diffuso, soprattutto nelle case di montagna dove imperava il legno nelle sue tinte più calde. Mirabile, qui, il contrasto tra il rispetto
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formale della tradizione nella zona giorno, seppur con continui guizzi di creatività, e la linearità stilistica della zona notte, con boiserie a travi orizzontali e dettagli di design, come i comodini in materiale plastico dal design molto raffinato della Kartell. L’area living occupa un intero lato della casa, suddivisa tra una cucina che riprende nei toni e nello stile l’essenza soft delle camere, il salotto avvolto in una boiserie che da sola arreda la sala, e la zona pranzo. Quest’ultima è pensata all’insegna dell’eleganza più estrema, con il tavolo ovale Ottocento che troneggia al centro,
le pareti lasciate libere ma impreziosite da un intonaco dato a mano con la tecnica della “cazzuola rovescia”, lavorazione studiata dall’architetto Piccin per dare un senso di morbidezza all’intonaco che successivamente viene ondulato con l’utilizzo di spugne, pennelli e trattato a cera, e il sontuoso rivestimento in legno del soffitto ribassato, che crea quasi una nicchia nonostante le ampie aperture su soggiorno e cucina. Pregevole scelta, questa, dettata anche dalle imponenti dimensioni dei muri divisori, tipici delle case più antiche, che hanno permesso all’architetto di creare dei
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Precorre i tempi l’utilizzo del legno sbiancato, oggi di gran moda ma nel 2007, anno del restauro, ancora poco diffuso, soprattutto nelle case di montagna dove imperava il legno nelle sue tinte più calde
rivestimenti contornati da intagli interamente eseguiti a mano dai maestri falegnami, raffiguranti colonne, grafismi e ricami, tutti realizzati utilizzando l’antica tecnica dell’intarsio. I dettagli sono di prim’ordine, anche nelle aree contigue, come i punti luce in ferro battuto, i preziosi tendaggi e la stufa in maiolica finemente decorata. Naturale che, in un ambiente così, l’ulteriore arredo sia minimale e assolutamente lineare, come il mobile porta tv o i divani bianchi, che mitigano con la loro semplicità la raffinatezza dei rivestimenti. Per contrasto, nelle stanze dominate dal rigore delle pareti in legno sbiancato,
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L’insieme è di grande effetto e sottolinea la personalità originale dell’architetto Piccin e dei proprietari della casa, che assieme hanno dettato le linee stilistiche di questo splendido nido tra le Dolomiti
i dettagli dei mobili parlano dell’eleganza sontuosa dello stile ampezzano, con le testate dei letti e le porte finemente decorate a mano con i classici motivi floreali, nelle tinte azzurro intenso, rosso e bianco che hanno avuto tanti imitatori in tutto l’arco alpino. L’insieme è di grande effetto e sottolinea la personalità originale dell’architetto Piccin e dei proprietari della casa, che insieme hanno dettato le linee stilistiche di questo splendido nido tra le Dolomiti. Meritano un capitolo a parte i quattro bagni, realizzati seguendo un’unica linea stilistica all’insegna dell’eleganza rigorosa, ma resi diversi tra loro dai dettagli e dall’utilizzo del legno: talvolta, come nel bagno padronale, alternato nelle tinte chiaro e scuro e abbinato al marmo del top, talaltra, come nel bagno della zona giorno, utilizzato come base per un rosone dipinto a mano con motivi floreali, che ricorda che qui, per sempre, siamo nella Regina delle Dolomiti, regno della natura incontaminata. ambrapiccin.it
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Tavole all’aperto Ristoranti elleccenti per gustare Cortina a tutto tondo. En plein air, ovviamente
food 85 by Antonella Euli
Dolomiti Lodge
La Terrazza del Dololmiti Lodge Alverà è un posto in prima fila davanti al panorama maestoso delle Alpi ampezzane, alla magnificenza delle Tofane e allo spettacolo degli antichi boschi di larici. Uno spazio dedicato al relax e al paesaggio, per pranzare o rilassarsi al sole pomeridiano e immergersi nell’atmosfera pura dei profumi di montagna. In cucina Renzo e Claudio Alverà con la loro brigata. Il percorso del gusto si snoda attraverso i sapori della cucina tradizionale. Nulla di scontato però, ma piuttosto una reinterpretazione dei classici connota i loro menu. Materie prime superlative per piatti per gourmand, formaggi locali e nazionali inclusi, abbinati a salse e mostarde dolci o piccanti. In cantina ben 200 etichette di vini e grappe. Un ambiente elegante e accogliente, che conquista non solo per la cucina griffata, ma anche per il servizio al top. dolomitilodge.eu
Il percorso del gusto si snoda attraverso i sapori della cucina tradizionale con classici reinterpretati
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food
Tivoli
La cucina del Tivoli parla veneto e premia le eccellenze del territorio, ma non solo. Qui la tradizione va di pari passo con l’innovazione e la creatività
Graziano Prest: un nome, una garanzia. E lo era anche prima di essere lo chef di Casa Italia a Tokyo, perché le olimpiadi lui le vince in cucina, ogni giorno. Nel suo stellato Tivoli, lungo la strada per passo Falzarego, ai piedi delle Tofane, si mangia da re. La cucina parla veneto e premia le eccellenze del territorio, ma non solo. Le materie prime sul podio, tanto per restare in tema olimpico, sono di altissima qualità e sono protagoniste dei suoi indimenticabili piatti. Qui la tradizione va di pari passo con l’innovazione e la creatività: degustazioni tematiche ed esperienze insolite sono i suggerimenti dello chef. E a ogni piatto è abbinato il giusto vino. Il Tivoli è un’eperienza che coinvolge tutti i sensi e ti si attacca addosso. Magnifico d’inverno e magico d’estate, quando si mangia all’aperto, vis à vis con lo spettacolo della natura. ristorantetivolicortina.it
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PH. Diego Gaspari Bandion
Chalet Tofane
Dove andiamo oggi? Allo Chalet Tofane, un ristorante gourmet che funziona all day long e si fregia anche di altri “titoli” come aprés ski, champagne&oyster bar, wine and premium cocktails. Lo spazio relativamente giovane, inaugurato nel dicembre 2018, è un nuovo concetto di ristorazione e intrattenimento dedicato a sciatori, appassionati di cucina, seguaci del lifestyle e della movida in montagna. Si trova alla partenza della seggiovia Socrepes, che porta al comprensorio sciistico delle Tofane. In estate si riadattano menu, cocktail ed eventi. Nato da un’idea di due professionisti della ristorazione ampezzana, Graziano Prest e Kristian Casanova, si delinea come un riferimento trendy della conca ampezzana con una proposta eno-gastronomica e di intrattenimento notevoli. La filosofia dello Chalet Tofane è quella di offrire una ristorazione che si adegui alle esigenze della clientela: sciatori che vogliono prendersi una pausa veloce durante la giornata sugli sci, o chi, amante della cucina e del relax, voglia godersi un pranzo in terrazza con una splendida vista sulle Tofane. chalet-tofane.it
Un ristorante dedicato agli amanti della cucina e del relax. Il pranzo in terrazza con vista sulle Tofane è un’esperienza emozionante
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food
Faloria Mountain Spa Resort
Situato nella tranquilla località di Zuel di Sopra, nel cuore della Valle d’Ampezzo, questo delizioso resort termale del brand Autentico Hotels, è l’ideale per un soggiorno all’insegna del relax. Il progetto, lanciato nel 2018, si pone in perfetta armonia con il contesto paesaggistico, fondendo i tradizionali moduli d’arredo delle case di montagna con uno stile decisamente contemporaneo. Le caratteristiche? 48 camere, Spa di 1000mq, piscina sovrastata da un lucernario e una grande parete laterale in vetro con vista sul Monte Faloria. Qui il buon cibo locale è di casa, e d’estate si mangia sulla terrazza esterna con vista sul magnifico scenario delle Dolomiti, dove si degusta un menu en plein air caratterizzato dalla qualità dei prodotti del territorio in abbinamento a vini biologici. autenticohotels.com
La Terrazza è il luogo perfetto per una fuga dalla routine e per godersi una pausa a partire dalla colazione fino all’aperitivo
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food by Antonella Euli
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Fra tradizione e innovazione Fabio “Fabietto” Pompanin, chef olimpionico insieme a Graziano Prest di “Casa Italia”, ci racconta la sua esperienza e la cucina che verrà
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ncontriamo Fabio sulla terrazza del suo Al Camin a Cortina, un raffinato ristorante poco distante dal centro, sulla strada che porta al Passo Tre Croci e Misurina. Un paio di premesse per inquadrare il personaggio sono d’obbligo. Per lui: “Cucinare è un’arte, se non sei cuoco dentro non puoi fare questo lavoro”.La sua magnifica ossessione per la cucina sboccia a soli 5 anni quando, anziché giocare, preferiva aiutare la mamma ai fornelli. Dopo la Scuola Alberghiera fa palestra in alcuni alberghi e ristoranti a Cortina e a Punta Ala, mentre nel 2006 apre il suo ristorante che gestisce con la collaborazione della moglie Lorena: lui ai fornelli e lei in sala, con eleganza e cortesia. Al Camin, recentemente rinnovato, si gusta una cucina tipica locale e “fusion”, con qualche nota internazionale, accompagnata da una ben strutturata lista di vini, e la terrazza rialzata, con i suoi trenta posti a sedere,
offre un incantevole panorama su Cortina e le Tofane. La sua esperienza a Casa Italia è stata molto impegnativa e la sintetizza in due parole: “Graziano (Prest) e io abbiamo cucinato praticamente h24 per la parte istituzionale, dirigenti e addetti alla promozione del brand Italia ma soprattutto per gli atleti. La richiesta più diffusa? Spaghetto al pomodoro”. Quindi torniamo a Cortina. D. Vedi un cambiamento nella ristorazione a Cortina, anche connessa ai nuovi grandi alberghi? R. «Penso che la qualità della ristorazione di Cortina in questi ultimi anni sia cresciuta a 360°. Abbiamo iniziato a fare squadra tra noi ristoratori, e questa sana concorrenza ha fatto sì che l’asticella si alzasse». D. I trend più attuali della cucina? R. «Nell’ultimo decennio il modo di cucinare e di consumare il cibo è molto cambiato, complice anche la
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food Gli interni del ristorante Al Camin ristrutturato dall’architetto Ambra Piccin
pandemia che da quasi due anni ha modificato gran parte degli stili di vita, compresi quelli alimentari. I consumatori sono più attenti alla qualità, alla provenienza dei prodotti e anche a un giusto apporto nutrizionale. In diversi studi si è visto che i cibi più sostenibili sono i più genuini e garantiscono benefici maggiori per la salute e la linea». D. Nel tuo ristorante quali sono le nuove proposte? Vince la tradizione sommata all’innovazione? R. «Al Camin si può trovare un giusto mix tra innovazione e tradizione. Prestiamo particolare attenzione alla qualità dei prodotti che acquistiamo e realizziamo il menu seguendo la stagionalità preferendo, quando è possibile, il km0». D. L’esperienza alle Olimpiadi. Come l’hai vissuta e se, in qualche modo, ha influenzato il tuo modo di cucinare. R. «Ho avuto la possibilità di fare lo chef di Casa Italia con il mio amico Graziano Prest per ben tre olimpiadi:
Pyeongchang, Tokyo e Pechino. Queste importanti sfide in Oriente mi hanno fatto accumulare un buon bagaglio di esperienze, ma non così determinanti da influenzare la nostra cucina che è amata da tutto il mondo». D. La nuova cucina di Cortina ha sempre un forte collegamento alla montagna? R. «La cucina di Cortina sicuramente strizza l’occhio ai prodotti locali, quindi selvaggina, funghi, frutti di bosco, formaggi e quant’altro, ma anche il pesce si ritaglia un angolo importante nel palcoscenico culinario. L’evoluzione e le nuove tecniche hanno però fatto sì che molti piatti “poveri” siano stati sostituiti da una cucina più fusion». D. Cosa “bolle in pentola” pensando a Milano-Cortina 2026? R. «Penso che lavoreremo tutti parecchio per farci trovare pronti nel far splendere Cortina agli occhi di tutto il mondo». ristorantealcamin.it
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interview by Maria Carolina Giupponi - Ph Diego Gaspari Bandion
Benvenuti a Cortina e dintorni Ambra Piccin, architetto di fama, fotografa la situazione dell’ospitalità di Cortina d’Ampezzo, ma non solo
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ortina d’Ampezzo è votata al turismo e questo è dichiarato anche nella parte introduttiva del Piano Regolatore Cittadino, di conseguenza l’interesse pubblico è rivolto a tutto ciò che riguarda il comparto. Le Olimpiadi, passate e future, sono il momento sommo non solo della città, ma di tutta la Conca Ampezzana, quando si accendono i riflettori e gli occhi del mondo sono puntati proprio qui. Ma Cortina è anche la locomotiva di tutto l’indotto della montagna veneta e anche del Trentino Alto Adige, che vive un turismo invernale molto più giovane. Il primo impianto sciistico a Cortina è datato 1924 a opera del Barone Carlo Franchetti, che realizzò la prima funivia che dal centro di Cortina arrivava a Pocol: un evento di grande risonanza che incuriosì i primi turisti internazionali. Lo sport qui è di casa da sempre, basta pensare che i primi campionati mondiali di Bob a 2 si tennero nel 1937, seguiti dai vari campionati di tutte le discipline invernali su neve e ghiaccio. Ora Cortina, insieme a tutto il comparto montano veneto, alla Lombardia e al Trentino Alto Adige, si prepara all’appuntamento del 2026. Abbiamo fatto qualche domanda all’architetto Piccin. Ecco il suo pensiero.
D. Come si prepara Cortina alle Olimpiadi 2026? R. «Fermo restando che Cortina rimane la Perla delle Dolomiti dove si respirano moda e cultura, la sua vera forza è lo sport in tutte le sue declinazioni, e il contatto con la natura, sempre più sentito e indispensabile. La regione Veneto, da sempre molto sensibile alle necessità del territorio, ha intuito la grande portata di questi eventi e ha messo a disposizione degli operatori che si occupano di turismo e degli albergatori diverse opportunità per la valorizzazione delle proprie strutture ricettive». D. Qual è il contributo della regione per l’ampliamento e la ristrutturazione delle strutture esistenti? R. «Attraverso specifiche normative regionali, come la legge 55/2012, il Veneto ha deliberato la possibilità per le strutture di Cortina di ristrutturare il proprio albergo aumentando la dotazione delle camere e degli spazi destinati al living e/o alla ristorazione. E il tutto in tempi molto brevi grazie all’attivazione dello sportello S.U.A.P. (Sportello Unico Attività Produttive) che prevede entro 90/120 giorni max il rilascio del permesso di costruire. Inoltre gli operatori turistici
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L’Hotel Fiori di San Vito di Cadore si rifà il look; parola chiave: innovazione. Un’innata vocazione all’ospitalità e il forte desiderio di tradurla in una proposta turistica che fosse il frutto di un radicale rinnovamento
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potranno usufruire di fondi europei, statali e regionali che stanno per essere erogati, con un contributo fino al 40% a fondo perduto, per imprenditori lungimiranti che sapranno dotare la propria struttura di nuove tecnologie, digitalizzazione, ecosostenibilità, risparmio energetico e soprattutto accessibilità». D. Qual è il suo parere da esperta? R. «Nelle strutture alberghiere di cui mi occupo in varie località dell’arco Alpino, ho deciso che tutte le camere e gli spazi comuni saranno completamente accessibili in ogni loro parte: nei miei alberghi non ci saranno più camere, bagni o bar destinati alle persone diversamente abili, ma ogni parte dell’edificio progettato dovrà contenere forte e chiaro il messaggio dell’accessibilità e dell’inclusione. Sono questi i principi fondanti dell’architettura contemporanea che può e deve finalmente dimostrarsi a misura d’uomo. Il turista che oggi viene a Cortina richiede standard differenti rispetto a quelli di qualche
decennio fa. Oggi sono richieste camere più grandi, che ospitano zona letto e zona comfort, dove poter anche lavorare in smartworking, e più grandi devono essere anche i bagni, magari con vasca e/o doccia a vista dalla camera da letto e, elemento irrinunciabile, ci dev’essere un grande terrazzo dove poter contemplare il panorama. Gli standard precedenti richiedevano per una camera doppia in una struttura 5 stelle, una superficie minima di 16mq: ora la camera perfetta deve essere di circa 25mq. Altro tema a me particolarmente caro è quello di rivolgere un’attenzione particolare all’Hospitality e a tutte le componenti che ne derivano. Per esempio, nei nuovi lussuosi alberghi di Cortina, è indispensabile pensare alla serenità del personale dipendente, parte attiva dell’offerta turistica. In questo modo, negli hotel che sto progettando, come l’Hetica Hotel, ho previsto la realizzazione di una zona con ampie camere e zone living destinate appunto al personale alberghiero».
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Il progetto di ristrutturazione firmato dall’architetto Ambra Piccin per l’Hotel Hirben a Villabassa, in Val Pusteria. Le ispirazioni? Un paesaggio naturale unico, l’arte dell’ospitalità, il comfort della modernità, lo stile senza tempo delle dimore di montagna e insieme scelte sostenibili, improntate al rispetto dell’ambiente
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D. L’identikit del nuovo turista di Cortina? R. «Persone sempre più esigenti che pretendono ambienti spaziosi, pulizia, cibo eccellente, massima qualità e zero stress. I plus del Veneto nei settori ambiente, eco-sistema, patrimonio culturale e artistico, saranno evidenziati nelle nuove infrastrutture e nei servizi per allettare il turista di oggi, molto più maturo e consapevole e che chiede strutture alberghiere di eccellenza. Saperlo soddisfare equivale a fidelizzarlo, e questo è importantissimo». D. Chi investe oggi a Cortina nel settore hotellerie? R. «I grandi investitori internazionali e anch’io sono stata contattata recentemente da questi colossi del Luxury Hospitality, che hanno intravisto un nuovo e interessante business model proprio negli alberghi di Cortina, alcuni purtroppo abbandonati e decadenti
già da troppi anni. Ho effettuato insieme a un gruppo di colleghi un piccolo censimento dove risulta che il 60% delle strutture alberghiere sono passate di mano a strutture esterne, cioè non sono più a carattere familiarare e non più riconducibili a persone residenti a Cortina. A oggi i posti letto sono solo 4.800 (mentre nella vicina Badia sono 10.000 e in Gardena 25.000). I residenti sono circa 5.900, e la cittadina raggiunge il massimo della sua capienza nel periodo natalizio e a ridosso di ferragosto con 60.000 presenze. Questo dato ci fa capire che i posti letto nelle seconde case sono stranamente in esubero rispetto a quelli offerti dalle strutture alberghiere e questi sono dati molto importanti per lo studio urbanistico per la gestione di Cortina». ambrapiccin.it
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projects by Valeria Rastrelli
Work in progress Cortina corre verso le Olimpiadi. E per stare al passo con questo fermento, nasceranno nuovi grandi hotel. A partire dal 5 stelle targato Falkensteiner
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e anche il Gruppo Falkensteiner, colosso alto atesino dell’hotellerie con strutture sparse in tutta Europa, ha messo gli occhi su Cortina, un motivo ci sarà. Anzi c’è. Otmar Michaeler, Ceo di Fmtg (Falkensteiner Michaeler Tourism Group) lo commenta così: “Noi alto atesini che giriamo il mondo, per far capire da dove veniamo, facciamo un solo nome: Cortina. Cortina è il cuore delle Dolomiti ed è conosciuta a ogni latitudine e abbiamo deciso di investire qui ancora prima della proclamazione dei Giochi Olimpici 2026. E abbiamo visto giusto.” Michaeler parlava da Vienna, dove ha sede il gruppo di cui è socio con i fratelli Falkensteiner, Erich, Presidente, e Andreas, Membro del Supervisory board. Una realtà da 175 milioni di euro di fatturato nel 2019, nata nel 1957 quando Maria e Josef Falkensteiner, i genitori di Erich e Andreas, inaugurarono una pensione in Val Pusteria con soli sette posti letto. Oggi il gruppo conta 31 hotel, in sette paesi (oltre all’Italia, Austria, Croazia, Serbia, Cechia, Slovacchia, Montenegro); con 4.660 camere in hotel e 1.299 in camping, 1,8 milioni di pernottamenti a fine 2019 e 6.583.000 visite annuali al sito web. “Abbiamo deciso di investire su Cortina in quanto vediamo il potenziale al di là dei prossimi giochi olimpici, come una destinazione-prodotto forte, che ha sicuramente la necessità di essere rilanciata. I giochi sono solo il punto di partenza per questa nuova avventura per Cortina. In quanto esperti della montagna, Cortina è la destinazione ideale per proseguire nella nostra strategia leisure a lungo termine e rafforzare la nostra presenza sul mercato Italiano. Falkensteiner Hotels & Residences è il connubio perfetto tra la tradizione familiare
Un bel ritratto del Falkensteiner Management Board. Da sinistra, i fratelli Andreas e Erich Falkensteiner e Otmar Michaeler. Nella pagina accanto, un primo piano di Michaeler
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projects
Alcuni rendering che illustrano come sarano gli ambienti del nuovo hotel di Cortina del Gruppo Falkensteiner
italiana, e la visione di un’azienda leader nel settore con oltre 60 anni di esperienza, che si è strutturata nel tempo passando così da un Family Business a una Family Industry. Ogni nuovo hotel è per noi occasione di creare legami profondi con gli operatori del territorio per offrire le migliori delle esperienze locali e per vivere appieno la destinazione”. Il progetto del nuovo Falkensteiner Hotel Cortina è un investimento di 45 milioni di euro per un 5 stelle con 120 camere e l’apertura è prevista in tempo per i giochi olimpici su progetto degli studi di architettura G22 di Lana (Alto Adige) e Vudafieri Saverino
Partners di Milano. L’area è quella vicina alla stazione di partenza della Tofana-Freccia nel Cielo. Uno dei plus? La sostenibilità. “Stiamo procedendo con un progetto articolato e strutturato, per essere in regola con le richieste che la Comunità Europea farà nei prossimi anni in tema di sostenibilità. Il nuovo albergo di Cortina sarà già progettato con questa visione, e secondo un piano ambizioso si dovranno adeguare anche tutte le altre strutture. Il progetto ha già visto il via nel nostro Headquarter di Vienna, con partner autorevoli”. falkensteiner.com
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restyling
Mare in villa L’architetto Egidio Panzera, in collaborazione con Gruppo L’Ambiente, firma il restyling di questa villa affacciata sul mare di Portopiccolo
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ortopiccolo è un piccolo borgo della baia di Sistiana, nel golfo di Trieste, ricavato da un ex cava calcarea. La tipica forma ad anfiteatro ospita questo villaggio incastonato fra le rocce carsiche e affacciato sul mare, con tanto di porticciolo. Grazie agli interventi di ristrutturazione dall’architetto Panzera, la casa si inserisce perfettamente nel contesto naturale del territorio carsico. Il progetto verte, come è nello stile dell’architetto, sulla ricerca di materiali consoni all’ambiente, quindi sono stati privilegiati quelli locali naturali, tra cui il marmo fossile Aurisina Lumachella. Anche i colori, nelle svariate sfumature del blu, rendono omaggio al mare della bella Trieste. Al piano terra della villa è stata ricavata la zona giorno dove si trovano la cucina Valcucine con ante in vetro e impiallacciato rovere tattile brunito, e la sala da pranzo,
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by Maria Carolina Giupponi
In questa villa in e outdoor sono complementari grazie alle ampie vetrate che si affacciano sul giardino che abbraccia la casa. Elementi naturali convivono con arredi di design e l’inconfondibile tocco dell’architetto che sposa abilmente ambienti ed elementi per un unicuum di classe
dove abbiamo il tavolo in lava Sciara con decoro in vetro e le sedute Portofino. La soluzione di continuità in e outdoor è enfatizzata dagli arredi Paola Lenti. La zona relax, fra la cucina e il pranzo, ospita il divano Cestone disegnato da Antonio Citterio, affiancato da complementi e poltroncine Flexform. Al piano terra si trova anche l’area benessere con palestra attrezzata Technogym, una zona sauna con bagno turco in legno e marmo Costa Smeralda e spogliatoi in metallo, cemento e vetro stampato. Le grandi vetrate, uno dei segni architettonici, mettono in comunicazione la casa e il giardino che la circonda su tre lati. Qui troviamo una zona pranzo outdoor dove impera una monolitica cucina Modulnova, l’area piscina che crea l’illusione di continuità con la baia e un pergolato con complementi d’arredo Paola Lenti e Tribù. Il primo
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piano è dedicato alla zona notte ed è composto da spazi differenti con diverse funzioni. Le due camere con bagni privati sono arredate con mobili Flou e San Giacomo, mentre la camera padronale è un’elegante suite indipendente con cabina armadio e grandi vetrate che si aprono su un ampio terrazzo con arredi Paola Lenti, affacciato sul promontorio sormontato dal Castello di Duino. Sempre al piano un’area colazione, uno studio home office e una sala da bagno. Il piano interrato è destinato invece allo svago degli ospiti, dove un
Ph Beppe Brancato
Ph Beppe Brancato
Ph Egidio Panzera Architect
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ampio open space ospita una cucina modulata su misura, un’area living con un grande divano a isola di Saba e il tavolo da pranzo MDF. Completano l’ambiente una sala cinema, due camere da letto con bagno con arredi Twils e San Giacomo, una zona lavanderia e uno spogliatoio. Plus nei plus? La cantina-anfiteatro scavata nella roccia con panca e pouf firmati Saba e la lampada Occhio agganciata al soffitto a cupola, e un passaggio privato che porta all’accesso diretto al molo. lambiente.it
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sport by Teresa Crespi
IL CURLING? È COSA NOSTRA Un oro olimpico meritatissimo e inaspettato grazie a Stefania Constantini e Amos Mosaner
109 Stefania Constantini e Amos Mosaner vittoriosi alle olimpiadi di Pechino 2022
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a coppia imbattuta e rivelazione del doppio misto di Pechino 2022, composta da Stefania Constantini e Amos Mosaner, ha regalato all’Italia la gioia della prima medaglia olimpica nella storia del curling, nella finalissima di martedì 8 febbraio, contro la Norvegia. L’impresa della coppia azzurra nel torneo di mixed doubles è, senza ombra di dubbio, una grande storia olimpica. E per vincere la Norvegia, occorre essere veri campioni. Gli azzurri hanno chiuso il loro percorso imbattuti e in finale hanno superato con una prova di classe e nervi saldi i fuoriclasse norvegesi Kristin Skaslien e Magnus Nedregotten (8-5 il punteggio finale). Constantini è alla sua prima esperienza ai Giochi Invernali, mentre Mosaner ha fatto parte della squadra maschile che ha partecipato a PyeongChang 2018. Ma chi è Stefania Constantini? Una 22enne che da ragazzina amava sciare ma a 8 anni, grazie a un’amica, è stata folgorata dal curling e, da Lillehammer, ha iniziato la sua prepotente ascesa fino alla qualificazione alla rassegna a cinque cerchi. Originaria di Pieve di Cadore, è cresciuta a Cortina d’Ampezzo in una famiglia appassionata di sport invernali tra hockey su ghiaccio e curling, era quindi inevitabile questo suo innamoramento, visto che il papà è stato atleta di hockey e ha gareggiato anche ad alti livelli. Allenamento, tenacia e passione sono stati la chiave di volta per il successo della skip azzurra, che ha così alimentato il suo sogno olimpico diventato realtà con l’ingresso nel gruppo sportivo della Polizia di Stato, dove ha potuto dedicarsi esclusivamente al curling e perfezionare ulteriormente la sua tecnica. Nessuno si aspettava un oro in uno sport poco noto,
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invece è arrivato: una grande emozione che ha coinvolto i due atleti e, a cascata, famiglie, amici e tutta Cortina che li ha acclamati al loro rientro. L’Italia intera si è fermata davanti a questo meritatissimo oro. «Non avrei mai immaginato che così tanti italiani ci seguissero. Ora spero che questa medaglia aiuti il nostro movimento a crescere. Mi sono resa conto che il sogno era diventato realtà solo quando siamo saliti sul gradino più alto del podio». Nella coppia, Stefania è la mente, la parte tranquilla, mentre Amos è il fuoco. E dopo aver vinto tutte le partite del round robin, hanno ingranato la quinta per conquistare la medaglia. Cosa cambia nella vita di un atleta dopo aver conquistato l’oro olimpico? «Molto. Faccio parte del gruppo sportivo delle Fiamme Oro; si sono interessati al nostro sport, già prima che andassimo a Pechino. Grazie a loro posso concentrarmi sul curling. E sapere che la nostra scopa sarà esposta al museo del Cio di Losanna mi mette i brividi». E tra quattro anni difenderà il titolo olimpico a casa. «Fantastico. Ora ci godiamo questo momento, ma poi ci dobbiamo mettere a lavorare duramente, perché quattro anni passano in fretta».
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In queste pagine, diverse immagini dei due campioni olimpici
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sport by Valeria Rastrelli ph Diego Gaspari Bandion
Argento per René De Silvestro nello slalom gigante, categoria sitting, alle Paralimpiadi Invernali di Pechino 2022
SCI E SEMPRE SCI
De Silvestro ha conquistato parecchie medaglie non solo alle Olimpiadi, ma anche nei Campionati Mondiali, Coppa del Mondo e Coppa Europa
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114 ph Diego Gaspari Bandion
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n campione tenace, coraggioso e vincente. Queste le qualità che saltano all’occhio parlando, ma soprattutto guardando, René De Silvestro, lo sciatore alpino ventiseienne di San Candido. La caduta in allenamento nel 2013, prima di una gara di sci alpino, e la conseguente lesione midollare, avrebbe potuto togliergli l’amore per questo sport. Avrebbe potuto, e invece l’ha, se possibile, maggiorato. Due anni dopo si ritrova per la prima volta su un monosci, e da lì in poi per lui si sono spalancate le porte del mondo paralimpico. La neve è la sua passione: “Grazie a mio papà ho iniziato a sciare a sei anni: da quel momento ho sempre fatto questo e continuerò a farlo”. La cosa che ama di più del suo sport è la velocità: “In un minuto di gara devi metterci tutto te stesso”. Per lui non è stato necessario vincere la prima medaglia per capire che sarebbe potuto diventare un atleta di livello internazionale: “L’ho compreso nel momento stesso in cui ho messo per la prima volta il monosci dopo l’incidente: lì ho realizzato di essere tornato nel mio mondo e che avrei potuto far bene”. E ha fatto bene, anzi benissimo, visto che ha nel carniere parecchie medaglie. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Elena Galli, socia fondatrice di CortinaSenzaConfini, un’associazione no profit che ha come obiettivo primario quello di intraprendere un cammino condiviso con associazioni del territorio, istituzioni, imprese e cittadini per arrivare preparati ai Giochi Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. “Questo progetto, spalmato negli anni 2021-2026, prevede due eventi all’anno, uno estivo e uno invernale, dislocati nel territorio di Cortina e Dolomiti Patrimonio UNESCO durante i quali saranno affrontate trasversalmente tutte le tematiche legate a sport, turismo, scuola, cultura, formazione, sicurezza, digitalizzazione”. Sensibilizzare è
il mantra dell’Associazione, che significa iniziare un percorso di consapevolezza delle diversità e i bisogni, intraprendendo azioni utili per imparare insieme ad affrontare e migliorare l’inclusione, attraverso iniziative e attività concrete che si svolgeranno fino al 2026 e oltre. “L’obiettivo è quello di comunicare, informare e attuare azioni dirette che coinvolgano il territorio lanciando sfide per stimolare il dialogo e con l’intento di dare soluzioni sostenibili per una efficace inclusione sociale, turistica e sportiva”. Poter disputare le Paralimpiadi a Cortina d’Ampezzo è un messaggio importante che dà l’opportunità al territorio di avere una visibilità a livello mondiale. Claudia Gottardo, presidente dell’Associazione aggiunge: “Il progetto “CortinaSenzaConfini” prevede azioni e attività di sensibilizzazione alla pratica sportiva e all’abbattimento delle barriere, attraverso la realizzazione di eventi integrati. L’esperienza dei campioni paralimpici rappresenta un esempio illuminante di come la diversità possa trasformarsi da limite a potenzialità. Il fine ultimo sarà di far riconoscere Cortina e la provincia di Belluno come esempio di inclusione turistica in tutto il mondo, creando un modello replicabile ovunque per un territorio senza confini”. A sostegno, è di recente firma la “Mappatura dell’accessibilità”, un progetto per ora informale di collaborazione tra l’Università IUAV di Venezia e CortinaSenzaConfini. Il Laboratorio di Cartografia e GIS, che orienta e sviluppa la propria attività di ricerca nel recupero del patrimonio informativo e cartografico, utile alla conoscenza dei caratteri e delle trasformazioni del territorio nei suoi aspetti multidisciplinari, intende come primo passo di questa collaborazione predisporre i materiali per la documentazione dell’accessibilità di Cortina d’Ampezzo. cortinasenzaconfini.it
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ph Mattia Davare
Momenti di impegno e di gloria per il tenace campione paralimpico René De Silvestro, innamorato della neve
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awards a cura di Teresa Crespi
Riflettori puntati su start-up, aziende e comunità capaci di valorizzare la montagna come luogo naturalmente votato all’innovazione
La Funivia Lagazuoi diretta al centro espositivo e congressuale. Una location eccezionale adatta per ogni forma di arte e cultura al centro delle Dolomiti, in cima al monte Lagazuoi, annessa alla stazione a monte della funivia Lagazuoi a 2732 m di altitudine. Ph. Stefano Zardini
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a realtà aumentata che racconta le Dolomiti, l’alta formazione per diventare malgari, le tute da sci fatte con gli scarti delle mele, i drink solidi da portare nello zaino, i birrai antagonisti, il mini triturarifiuti di nuova concezione, la comunicazione territoriale dal basso, i nuovi boscaioli digitali: sono questi i tanti spunti e progetti premiati dalla terza edizione del concorso curato da Lagazuoi Expo Dolomiti, il polo espositivo tra Cortina e l’Alta Badia. La mostra con i progetti vincitori sarà visitabile da giugno 2022 fino a marzo 2023 e, a partire da questa edizione, alla mostra conclusiva sarà assegnato uno spazio permanente all’interno del polo espositivo con allestimenti rinnovati di anno in anno. A individuare i vincitori sono state quattro giurie, una per categoria, composte da esperti scelti tra giornalisti, imprenditori, rappresentanti di istituzioni e da almeno un docente universitario, tutti legati al mondo della montagna. Per la categoria “Attrezzatura e Abbigliamento di montagna” vince Speedmachine by Nordica, il nuovo scarpone che utilizza la tecnologia 3Force, con tre componenti di diversa densità, per un prodotto che si adatta quotidianamente alla tecnica, all’uso e alle condizioni della neve. Menzione speciale (start-up) invece a Apple
Skin by One More, marchio altoatesino di sportswear sostenibile e prima azienda italiana a sperimentare le potenzialità di AppleSkin per la sua linea di abbigliamento. Si tratta della similpelle più naturale esistente sul mercato, realizzata con gli scarti di lavorazione delle mele dell’Alto Adige. Per la categoria “Turismo sostenibile di montagna” due vincitori ex aequo. L’Altra montagna - Le Dolomiti del silenzio by Isoipse Impresa sociale, è un progetto incentrato sulle Dolomiti Friulane con un percorso partecipativo che coinvolge le comunità locali e stimola la loro riflessione sul patrimonio del proprio paese e della propria valle, per sfruttare le potenzialità del territorio in un’ottica di turismo sostenibile. Altro vincitore il Progetto Antagonisti by Antagonisti GipsyBrewers, un gruppo di giovani che sta rivitalizzando Melle, un borgo di ducento persone nel cuneese, portando lavoro e lottando contro lo spopolamento. All’attivo, un brew pub con officina per la produzione della birra (Officina Antagonisti), un ostello (Ostello Antagonisti) e una cucina sostenibile alimentata da un orto e una gelateria (Fioca). La Menzione speciale va a Ecotrix by Frieco Società Benefit s.r.l. per un nuovo elettrodomestico intelligente che riduce l’impatto ambientale
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1. Apple Skin by One More 2. Speedmachine by Nordica
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1. LagazYou, fai tua la montagna! by BBS s.r.l. 2.3. Alte Imprese by Alte Imprese
4. Drype by Drype 5. Forest Sharing by BlueBiloba
dei rifiuti e favorisce il riciclo nell’ottica dell’Economia Circolare. Ciò è possibile grazie all’innovativo sistema brevettato di triturazione integrato (riduzione volume del 95%) e alla possibilità di poter differenziare in modo automatico o semiautomatico i rifiuti inseriti al suo interno. Al primo posto della “Categoria Innovazione Digitale e App di montagna” troviamo LagazYou, fai tua la montagna! by BBS s.r.l., una App interattiva con realtà aumentata, che unisce Storytelling e Gamification per raccontare il territorio di Lagazuoi nei suoi aspetti climatici, storici e culturali. Un’esperienza narrativa che mette al centro la montagna e svela ai visitatori i suoi segreti inesplorati. Qui la Menzione speciale va a Forest Sharing by BlueBiloba, la prima piattaforma che permette ai proprietari di piccole aree di bosco di fare comunità offrendo la consulenza personalizzata di un
team specialistico. I proprietari potranno così imparare a gestire e valorizzare i propri boschi scegliendo tra il taglio sostenibile del legname, la valorizzazione turistica o il mantenimento. Infine la “Categoria Produzioni Enogastronomiche di montagna” dove vince Alte Imprese by Alte Imprese, la scuola internazionale dei formaggi di montagna, che sta formando la prossima generazione di malgari, casari e pastori. La Menzione speciale va a Drype by Drype, una start-up di giovani ingegneri, designer e chimici che ha creato Drype: un drink solido, solubile e alcolico, ottenuto polverizzando le bevande che compongono i cocktail più famosi. In pochi secondi si scioglie in acqua ed è perfetto per essere portato come bagaglio leggerissimo, magari in montagna, dove non lascia rifiuti, nel pieno rispetto dell’ambiente. Ready-todrink, è realizzato con botaniche naturali. lagazuoiwima.org
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projects by Teresa Crespi
Verso il futuro Sono molte le considerazioni emerse dal summit “Winter Games Hospitality & Development”, tenutosi a Cortina d’Ampezzo in primavera e organizzato da MC International
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na giornata dedicata allo stato di fatto dei lavori pubblici e privati, che stanno interessando le valli in attesa dei Giochi Olimpici, e agli investimenti dei capitali che rinvigoriranno ulteriormente il panorama ricettivo all’ombra delle Dolomiti. Intervistati sul palco, personaggi e grandi protagonisti dei mondi della finanza, del real estate, hospitality, progetto e istituzioni, in presenza di un pubblico di professionisti locali e non, interessati a gettare uno sguardo sulle nuove prospettive e trend dell’accoglienza sull’asse e, più in generale, nel nostro paese. Francesco Calia, Head of Hotels CBRE Italia, ricorda infatti come il 10% dei volumi d’investimento immobiliare europeo si concentri in Italia, sede naturale del turismo mondiale. Cortina, complice il driver delle Olimpiadi 2026, è stata la località più importante, il place to be dove investire. Per generare benefici per tutta la supply chain dell’ospitalità e costruire una consistente catena del valore, le azioni chiave da attuare nel prossimo futuro dovranno essere fondate su “rigenerazione” e
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“valorizzazione dei territori”, attraverso attività che possano coinvolgere, nell’intero anno, tutto il territorio del nord Italia. Marco G. Malacrida, Director Italy STR - Founder Italia Hospitality - identifica nel superamento del concetto di stagionalità una grande opportunità per il turismo nostrano, rispondendo in maniera attiva alle potenzialità del mercato. L’invito è anzitutto per i professionisti a concentrarsi su ambiente e rigenerazione, con la ferma consapevolezza che la domanda per il comparto hospitality sta evolvendo rapidamente. Paolo Barletta, Ceo di Arsenale Spa, ha dichiarato che per coinvolgere un pubblico internazionale e luxury servono risultati che non possono essere raggiunti dai soli albergatori. Serve migliorare la mobilità, servono opere infrastrutturali, servono reti d’impresa per creare esperienze che non si fermino ai limiti fisici degli alberghi, ma che possano anzi ricadere a pioggia sulle attività di ristorazione, negozi, cooperative, e realtà dell’intrattenimento circostanti. Deve nascere per questo un connubio tra pubblico e privato, ma serve anche il supporto dei gruppi bancari, e soprattutto non si devono temere i capitali stranieri, che in ogni caso non possono snaturare il territorio di Cortina, forte di una cultura e di una storia ben radicate nel suo patrimonio genetico. Il prossimo appuntamento nella Regina delle Dolomiti è per il 2023, per un nuovo summit che accompagnerà imprese e istituzioni annualmente fino all’arrivo della fiaccola.
Emozioni estive ad alta quota. Goditi la bella stagione insieme a noi!
Photo credit: Cortina Marketing
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events by Teresa Crespi
UN LIBRO, E POI UN ALTRO E UN ALTRO ANCORA Un Festival dedicato ai libri, i migliori compagni di vita che si possano avere
Francesco Chiamulera
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a XXVI Edizione di “Una Montagna di Libri” si terrà a Cortina da luglio a settembre 2022. La festa internazionale della letteratura, del giornalismo e delle arti, nasce da un’idea di Francesco Chiamulera che oltre agli incontri con l’autore di Cortina, è promotore anche del Premio Cortina d’Ampezzo per la letteratura. “Questa sarà un’edizione ricca di contenuti, confermando e forse superando, il numero consueto per l’estate di almeno 45 eventi in presenza, e quindi sarà una manifestazione protagonista del calendario di iniziative di Cortina previste per la stagione”. Ma cosa c’è dietro al progetto? L’abbiamo chiesto a Chiamurlera: “Un libro, ha scritto Walter Siti, ben prima che una testimonianza è un’avventura conoscitiva. Così è nata “Una Montagna di Libri” a Cortina d’Ampezzo, che dal 2009 propone a un pubblico il più possibile trasversale una laica esplorazione, una camminata tra le pagine, con decine di incontri all’anno, in estate e in inverno. Senza barriere, senza confini e senza partizioni burocratiche, con un’attrazione per la diversità che cerchiamo di rinfocolare nelle fresche stagioni delle Dolomiti. Anche per questa estate vi invitiamo ad andare verso Cortina, a scoprire il programma ricco e diverso che accompagnerà il pubblico da luglio a settembre.
I libri sono scomodi, spesso fanno paura. A chi esercita un potere, a chi non li capisce, a chi se ne sente coinvolto suo malgrado, a chi, soprattutto, se ne sente tradito: pensava di trovarvi una cosa, e ne trova un’altra, talvolta ambigua, talvolta differente, talvolta proprio di segno opposto. Eppure, se una delle ragioni per cui siamo qui è cercare di capire di più, la letteratura è una chiave irrinunciabile di questa ricerca. E il fatto che, come nelle gite tra le montagne, non sia sempre destinata a trovare necessariamente un coronamento, non la rende meno degna di essere perseguita”. Il carattere di “Una Montagna di Libri” si conferma generalista, non tematico, dunque non dedicato a un singolo titolo o filone di contenuti, ma con l’intento di parlare in modo pluralista alla varietà delle idee e delle opinioni e delle sensibilità che si daranno ancora una volta appuntamento in quota. E intanto, #LaCulturaNonSiFerma. Con il nuovo canale digitale e il canale podcast, la rassegna protagonista della stagione ampezzana punteggerà l’attesa della XXVI Edizione. Con uno speciale palinsesto di contenuti: streaming, videorecensioni, incontri virtuali, con le voci della cultura italiana e internazionale. unamontagnadilibri.it
A sinistra, Alexander Hall. Ph Giacomo Pompanin. A destra, un’immagine di repertorio del Festival. Ph Bellotti
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accade d'estate by Valeria Rastrelli
ASTROCENE A COL DRUSCIÉ
DOLOMITI BLUES&SOUL FESTIVAL
Le Astrocene (fino al 27 agosto) sono l’occasione giusta per coniugare la curiosità e la gioia di poter ammirare con i propri occhi le meraviglie del cielo stellato al piacere di assaporare piatti preparati appositamente per la serata abbinati ai vini di rinomate cantine. Dopo la cena, una guida esperta accompagnerà gli ospiti all’Osservatorio Astronomico “Helmut Ullrich” per un racconto sui misteri del firmamento (l’evento è organizzato solo su prenotazione). Giovedì 11 agosto invece sarà la notte delle stelle cadenti. Per ammirarle si sale con la nuova cabinovia fino a Col Druscié, si cena al Masi Wine Bar al Druscié, e con un pizzico di fortuna, si potranno intercettare le stelle cadenti lontani dalle luci della città, esprimendo desideri taciuti da tempo. freccianelcielo.com
Musica, arte, cultura, gastronomia, impegno sociale, scoperta del territorio e delle sue eccellenze. Oltre 20 appuntamenti, 14 concerti, più di 50 musicisti, 12 palchi tra le montagne più belle del mondo e patrimonio Unesco. Durante il Dolomiti Blues&Soul Festival si esibiranno Gianpaolo Rinaldi & Nevio Zaninotto (domenica 24 luglio) con un repertorio di musica inedita dalle sonorità contemporanee e composizioni di alcuni grandi autori che hanno dato linfa vitale alla diffusione del jazz. Domenica 31 invece sarà la volta di Raphael Wressnig & Igor Prado con performance dal funk in stile New Orleans al soul e rhythm & blues: old e new-school che si incrociano creando un’autentica e coinvolgente atmosfera soul & blues, con un tocco funk. dolomitibluesandsoul.it
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BEN-ESSERE L’evento BEN-ESSERE (dal 22 al 24 luglio) prevede tre giornate all’insegna del benessere nelle sue diverse forme: corpo, mente e spirito. Circondati dalla natura delle Dolomiti, si potrà praticare yoga nel Parco Naturale con una emozionante mindfull walk, vivendo momenti indimenticabili attraverso i racconti di esperienze legati alla crescita personale, rituali e momenti musicali, in compagnia di insegnanti del territorio, fra i migliori del settore a livello nazionale. Si toccherà anche il tema alimentazione con proposte appositamente studiate, naturali, biologiche e in linea con la mindfull eating. Un’attenzione speciale sarà data al mondo dei bambini con alcune attività di gruppo e yoga for kids. Filo conduttore di questa prima edizione è “comunicare la pace, essere pace”. bagus-association.com
L’ALBA DELL’ANIMA Sarà un’alba particolare e alquanto suggestiva quella di venerdì 15 luglio a Cima Tofana (3244m) quando, nella terrazza panoramica più alta di Cortina d’Ampezzo, si potrà assistere allo spettacolo della natura che si risveglia al sorgere del sole. L’escursione prevede la partenza da Cortina con la cabinovia quando ancora è buio: si sale il primo tratto con la cabinovia di Col Druscié e poi con la funivia fino a Ra Valles 2475m., e infine con un’altra funivia fino a Cima Tofana arrivando a 3244 metri. Raggiunta la meta si potrà contemplare un’alba straordinaria e seguita da una gustosa colazione che coronerà l’inizio di una magica giornata da godersi sulle cime dolomitiche più belle del mondo. freccianelcioelo.com
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interview by Antonella Euli
Un roseo futuro, anzi fucsia Il parere di un esperto su località-Cortina relativo ai viaggiatori alto spendenti domestici e internazionali
Enrico Costa, CEO e Co-Founder di Synergy International Italy insieme a Sabina Galdiolo. Un team specializzato nella consulenza commerciale e marketing sia all’estero sia in Italia dedicata a strutture alberghiere di alta gamma
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nrico Costa, CEO & CO-Founder di Synergy International Italy insieme a Sabina Galdiolo, fotografa la situazione attuale e del prossimo futuro, grazie al background del suo “laboratorio” specializzato nella consulenza commerciale e marketing, sia all’estero sia in Italia, per alberghi e resort italiani di alta gamma. Professionalità e credibilità sono il punto di forza della loro struttura, che offre soluzioni personalizzate di sales & marketing dedicate al turismo e all’ospitalità alberghiera in Italia e che li ha portati, negli anni, a diventare una sorta di “braccio commerciale” esterno per le strutture in portafoglio. D. Cortina d’Ampezzo è di nuovo uno dei desiderata dai viaggiatori più esigenti? R. «Negli ultimi anni la destinazione sta tornando a essere - come del resto lo è era in passato - una delle mete turistiche più esclusive e apprezzate dai turisti italiani e internazionali. Certamente una delle maggiori attrattive di Cortina è l’unicità dell’ubicazione, circondata dalle montagne più belle del mondo, e chi la sceglie come meta, non solo è un appassionato della montagna in ogni stagione, ma anche un bon vivant che qui può vivere diverse esperienze all’altezza delle aspettative». D. Come si prospetta la stagione turistica 2022? R. «Quest’anno iniziato nella più profonda incertezza in termini di prenotazioni su entrambe le stagioni, oggi si trasforma in una certezza di tornare a vedere le stesse proiezioni pre-pandemia. A conferma sono proprio i dati e i numeri del primo trimestre 2022, che ha già stabilizzato fatturati molto positivi nella prima parte dell’anno con la stagione invernale. Le previsioni per la stagione estiva lasciano ben sperare tutti gli addetti del settore che potrebbero consolidare, se non addirittura superare, i numeri del 2019, uno tra gli anni migliori per Cortina. Solo qualche mese fa, eravamo molto dubbiosi circa i flussi turistici di quest’anno, incertezza causata in parte proprio dagli stessi turisti nelle tempistiche di prenotazione che si sono materializzate tutte negli ultimi giorni precedenti al viaggio stesso, nonché dalle restrizioni sugli ingressi nel nostro Paese che hanno interessato turisti stranieri di varie nazionalità. Analizzando la situazione dal punto di vista di albergatori e operatori del settore, era concreta la possibilità di avere una stagione negativa proprio dovuta al fatto di non poter prevedere cosa sarebbe accaduto nel futuro imminente non avendo, contrariamente al passato, nessuna prenotazione ricevuta con mesi di anticipo. Ancor più difficile era la possibilità di stimare provenienze e nazionalità della clientela in arrivo a Cortina. Oggi invece le risposte ci sono insieme a certezze reali, situazione che ha riportato ottimismo e
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interview
voglia di poter raggiungere obiettivi ottimali in termini di numeri e presenze». D. Come spiega questo nuovo interesse? R. «Certamente la grande visibilità nazionale e internazionale dei Campionati Mondiali di Sci del febbraio 2021, ha giocato un ruolo importante, e le Olimpiadi 2026 altrettanto. Come in tante situazioni analoghe, l’organizzazione di eventi internazionali di grande rilevanza, aiutano non solo le destinazioni scelte, ma determinano una serie di interventi e grandi investimenti su infrastrutture esistenti, e sulla realizzazione di nuovi progetti che, a loro volta generano lavoro, migliorano l’economia e aumentano l’interesse della destinazione stessa. Nel caso di Cortina sia a livello paesaggistico sia a livello esperienziale, enogastronomico e culturale. Sino a oggi la destinazione Cortina era molto richiesta da turisti di provenienza geografica mista, cosa che si è modificata negli anni: prima della pandemia infatti i turisti venivano da Francia, Germania, Austria, Europa dell’Est, Russia, Nord America, Canada, Sud America, Far East con il tutto Sud Est Asiatico e Middle East, con tutta la parte del Medio Oriente. Oltre agli italiani, che hanno sempre rappresentato numeri interessanti ma soprattutto durante le festività canoniche e, a seconda della stagione, le percentuali variavano di molto sui mercati internazionali. L’inverno, da sempre considerata alta stagione, ha sempre avuto prezzi due volte maggiori rispetto alla stagione estiva, favorendo cosi i flussi dai mercati esteri più facoltosi». D. Come vede il futuro di Cortina? R. «Roseo, anzi direi fucsia. Il futuro porterà ancora numerose
variazioni in termini di clientela e nazionalità. A oggi abbiamo già 4 alberghi nella fascia 4 e 5 stelle che sono stati totalmente ristrutturati dopo anni di chiusura, o dopo anni in cui non venivano fatti interventi importanti. Altri 10 nuovi hotel saranno aperti entro il 2026, una parte non esistenti a oggi, che porteranno brand internazionali e saranno dedicati per la maggior parte a una clientela del settore lusso e extra lusso. Questo, inevitabilmente, porterà una crescita esponenziale nel segmento citato e una presenza sempre maggiore di quelli che in gergo definiamo “clienti high-spender”. A giustificare gli investimenti di privati e gruppi internazionali, sono anche tutti i progetti approvati e finanziati per le Olimpiadi MilanoCortina 2026, come il nuovo stadio del Curling “specialità olimpica non esistente”, la ristrutturazione della pista da bob dismessa da anni perché non in linea con le normative di sicurezza, un nuovo impianto sciistico che partirà dal centro di Cortina con la realizzazione di tunnel sottostanti che favoriranno il collegamento anche tra gli impianti già esistenti (Tofane, 5 Torri e Monte Faloria). Non meno importanti saranno i grandi interventi di viabilità e i relativi collegamenti autostradali, con uno degli interventi più corposi mai realizzati sino a oggi: “la variante di accesso a Cortina”, che propone percorsi esterni al centro urbano per il traffico di attraversamento dei mezzi pesanti e del traffico non residenziale, per consentire e facilitare la realizzazione del nuovo impianto di risalita dal centro città. Si tratta quindi di un disegno globale che contribuirà alla fama di Cortina che potrà vivere così dieci mesi all’anno di turismo d’eccellenza». synergyinternational.eu
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events by Valeria Rastrelli
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La regata della Serenissima Una regata nel cuore di una città è possibile solo a Venezia: la Venice Hospitality Challenge è ormai un appuntamento immancabile per tutti coloro che amano il mare e la bellezza di una città unica al mondo
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a IX edizione della Venice Hospitality ChallengeGran Premio della Città di Venezia, è prevista per sabato 15 ottobre con partenza alle ore 13.00, e vedrà schierata una flotta di maxi yacht timonati da skipper di fama mondiale che si daranno battaglia a pochi metri dalle rive di San Marco, per conquistare l’ambito “Cappello del Doge” realizzato appositamente da una storica vetreria muranese. La manifestazione, ideata e organizzata da Mirko Sguario, presidente dello Yacht Club Venezia, coinvolge come sempre l’alta hôtellerie veneziana che fin dalla prima edizione è al fianco di questo evento. salonenautico.venezia.it
137 In queste pagine, alcune foto di repertorio della VHC. A sinistra, Mirko Sguario, presidente dello Yacht Club Venezia e ideatore di molte altre celebri regate. In basso, il “Cappello del Doge”, ambito premio del vincitore della Venice Hospitality Challenge
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boutique hotel by Valeria Rastrelli
La Locandiera
Nel libro di Elisabetta Dotto l’arte dell’ospitalità made in Italy
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ll’anagrafe Elisabetta Dotto, per tutti La Locandiera. “Ho ideato personalmente gli hotel che gestisco, a Cortina d’Ampezzo e Venezia. Luxury boutique Hotel dal design unico, caratterizzati da un servizio impeccabile ma allo stesso tempo caloroso e da location invidiabili, palcoscenico della moda e della vita mondana. Penso che l’hotel non sia una casa, ma un luogo straordinario. Una dimensione sospesa, dove si intrecciano persone, storie, sensazioni che meritano di lasciare dei ricordi indelebili nel cuore degli ospiti e di chi si prende cura di loro”. La premessa è un ritratto che le calza a pennello e il suo nuovo libro, che fa seguito al precedente “Ciao Ciao Cortina. Segreti e bugie della Locandiera” è un manuale di marketing atipico che raccoglie oltre trent’anni di esperienza, con consigli pratici e il dietro le quinte di un mestiere di grandi sacrifici, ma affascinante e trainante per il made in Italy (pre e post Covid). Si intitola “La bellezza ci salverà” ed è nato prima del Covid, ma rinato durante il lockdown, nei momenti più duri, di isolamento, incertezza e timore per il futuro. Il testo è diviso in dieci regole, che sostituiscono i capitoli e rivelano fin da subito il tenore della pubblicazione, accompagnata da un ricco inserto fotografico e da un’illustrazione di copertina realizzata per l’occasione. L’esperienza dietro il banco degli alberghi, respirata in famiglia fin dalla nascita e praticata fin da ragazza in Italia e all’estero, permette a Elisabetta Dotto di scendere negli aspetti pratici del mestiere di albergatore, con le sue gioie e delizie, ma anche con i molti sacrifici, rinunce e investimenti necessari per arrivare in alto. I suoi Excess Venice Boutique Hotel & Private Spa e Ambra Cortina Fashion & Luxury Boutique Hotel sono aperti tutto l’anno per accogliere sempre l’ospite con un sorriso e con un’attenta cura dei dettagli. “Ho sentito la necessità di raccontare - afferma Elisabetta Dotto -
In queste pagine, la Locandiera che dà il benvenuto sulla soglia dell’hotel Ambra e le cover dei suoi due libri
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In queste immagini, diversi ambienti del Boutique Hotel che raccontano la passione e la dedizione della Locandiera per l’ospitalità
un periodo che certamente non potrà ripetersi o che comunque segna una diga tra il prima e il dopo. In un momento in cui il mondo progressivamente si fermava per chiudersi in lockdown, il mio racconto è esploso in maniera fluida e naturale, una cronaca sulla gestione di due boutique hotel chiusi in tempo di pandemia. Quello che apparentemente era un periodo di pausa e relax per molti - continua - è stato per noi addetti ai lavori del turismo e delle vacanze, una battaglia quotidiana per sopravvivere e non chiudere per sempre. Questa battaglia è tuttora in corso e potremo solo affrontarla
e attraversarla traendone il meglio nei limiti del possibile”. “Nella profondità dell’inverno, ho imparato alla fine che dentro di me c’è un’estate invincibile”. Con questa citazione di Albert Camus si apre il nuovo volume, un raggio di luce, di speranza e di forza in un tempo di grandi sfide certamente difficili da affrontare, ma che contengono l’opportunità del cambiamento, una svolta di cui forse questo settore e altri sentivano il bisogno da tempo. hotelambracortina.it/excessvenice
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THE
\ b est TO DO
Cosa fare a Cortina d’estate? Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Si possono fare passeggiate nei boschi night&day, ripercorrere i sentieri della Grande Guerra,
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in
CORTINA
by Valeria Rastrelli
partecipare al Festival dell’arrampicata, spingersi in alta quota per pranzare in un rifugio, o per ammirare alba e tramonto, o pedalare in mountain bike lungo i numerosi sentieri
DELIZIOSA CORTINA
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Non perdetevi l’evento che si terrà nella notte tra il 30 e il 31 luglio. Si tratta di una camminata in notturna sotto il cielo stellato accompagnati dalla musica del bosco, per salire in quota attraverso i sentieri e infine sostare nei rifugi del Delicious Trail Dolomiti, pronti ad accogliere gli ospiti anche negli orari più insoliti. La proposta viene dalle Guide Alpine di Cortina e sarà un trekking lento con diverse sfaccettature. Un percorso di conoscenza interiore, un momento di contemplazione e di riflessione che durerà dal tramonto all’alba del giorno successivo, e proseguirà poi nella giornata fino a sera per compiere un vero e proprio viaggio a piedi tra le montagne più belle. Tutto questo in piena sicurezza e in tutta calma, senza orari, a parte quello di partenza e accompagnati dai maggiori esperti del territorio. guidecortina.com
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Cortina Delicious propone una full immersion nella storia camminando tra le Dolomiti. Le sue montagne, infatti, portano i segni indelebili di uno degli avvenimenti più tragici del Novecento, la Prima Guerra Mondiale, e in particolare delle sanguinose battaglie combattute in alta quota. Oggi, grazie alla collaborazione dei nemici di un tempo, sono state restaurate le postazioni italiane e austroungariche sulle vette che si snodano attorno a Passo Falzarego. La XI edizione di “Toccare la storia con mano” si terrà domenica 7 agosto con la rievocazione storica al museo all’aperto della Grande Guerra-5 Torri. Qui, rievocatori storici in divisa provenienti da tutto il mondo, daranno il via alla giornata:
un’occasione unica per farsi raccontare da esperti appassionati la vita dei soldati impegnati sul fronte dolomitico. Allestimenti museali e rappresentazioni
illustreranno dal vivo la vita nei campi militari e i rievocatori risponderanno alle domande del pubblico. cortinadelicious.it
ATTRAVERSARE LA STORIA
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FESTIVAL DELL’ARRAMPICATA E DEL BUON CIBO
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Sabato 24 settembre l’Associazione Sportiva Dilettantistica L5T SPORT asd, in collaborazione con il Gruppo Guide Alpine di Cortina, organizza la quinta edizione della “Delicious Climbing Dolomiti”, un contest non competitivo autocertificato all’aperto a coppie (cordata di due) a punteggio, lungo vie selezionate delle 5 Torri, la palestra di roccia più estesa di Cortina. Si tratta di un Festival dell’arrampicata che riunisce tutti gli appassionati di questa disciplina, organizzato nell’ambito del Delicious Festival Dolomiti. Stessa data anche per il Delicious Trail Dolomiti con la valorizzazione dell’aspetto enogastronomico. Nei punti di ristoro posizionati lungo il percorso, e in occasione della festa finale che si terrà a Pocol al Pala Delicious, punto d’arrivo delle gare, si potranno gustare piatti speciali cucinati dagli chef dei ristoranti e dei rifugi coinvolti che fanno parte dell’area Cortina Delicious. guidecortina.com
Le montagne più imponenti delle Dolomiti Ampezzane sono le Tofane, tre vette maestose che superano i 3000 metri di altezza: Tofana di Mezzo (3244 metri), Tofana di Dentro o Tofana Terza (3238 m) e Tofana di Rozes o Roces (3225 m). Tutte e tre sono percorse da numerosi sentieri e vie attrezzate che offrono infinite possibilità di camminate, ferrate e arrampicate di tutti i livelli. È possibile raggiungere la cima più alta con la funivia la “Freccia nel Cielo” in partenza dal centro di Cortina. Sono tre le stazioni del percorso: Col Drusciè, Ra Valles e Cima Tofana di Mezzo. freccianelcielo.com
SU PER LE TOFANE
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GITA AL PASSO GIAU
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Un luogo simbolo nei dintorni di Cortina è il passo Giau: situato a 2236 metri d’altezza, collega la Perla delle Dolomiti con le località di Colle Santa Lucia e Selva di Cadore. Questo mitico passo alpino è stato protagonista in più occasioni di epiche imprese sportive, comprese alcune tappe del Giro d’Italia che per la loro difficoltà hanno fatto leggenda. Da qui è possibile partire per escursioni a piedi, in bicicletta o in moto, oppure raggiungere gli impianti di risalita del Lagazuoi-Cinque Torri.
Volete far salire un po’ l’asticella del brivido? Lasciate i sentieri escursionistici più facili e seguite una via ferrata. Sono ben 5.560 i km di sentieri attrezzati e vie ferrate nelle immediate vicinanze di Cortina, a cui se ne aggiungono molti altri raggiungibili con una gita in giornata. Anche gli appassionati di arrampicate potranno sbizzarrirsi con esperienze in verticale di ogni livello. Se non avete mai provato una ferrata o un’arrampicata potete prenotare un’escursione di livello principianti; una Guida Alpina vi insegnerà come muovervi in sicurezza e vi accompagnerà lungo il percorso. guidecortina.com
FERRATE ADRENALINICHE
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STADIO OLIMPICO DEL GHIACCIO
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Un edificio simbolo della trasformazione di Cortina in star del turismo internazionale è lo storico Palazzo del Ghiaccio, costruito per le Olimpiadi Invernali del 1956. Usato come sede della cerimonia ufficiale di inaugurazione, fu il più grande e il più importante tra gli impianti sportivi nati per l’occasione. Completamente ristrutturato in anni recenti, è oggi uno stadio del ghiaccio al coperto fruibile in tutte le stagioni, dotato di una pista 30×60 metri, solarium, area gioco per bambini, area skateboarder e tanti modernissimi servizi. Lo stadio viene utilizzato per gli allenamenti di società sportive agonistiche, per eventi sportivi e culturali e come impianto sportivo pubblico. Qui è possibile anche prenotare lezioni private di pattinaggio.
A Cortina il divertimento è anche su due ruote. Gli amanti di mountain bike possono esplorare montagne e vallate che circondano Cortina e dintorni, percorrendo specifici itinerari mtb. Per maggiore sicurezza meglio affidarsi ai percorsi ufficiali Bike Resort: ce ne sono di vari livelli, da quelli per bambini a quelli per agonisti, e spaziano da itinerari per famiglie privi di dislivelli impegnativi a adrenaliniche discese riservate a freeriders esperti. Un tragitto molto bello e adatto anche alle famiglie è la ciclabile delle Dolomiti: da Cortina è possibile percorrerla in direzione Cimabanche o Borca. Per godere del paesaggio senza faticare è consigliabile il noleggio di una ebike.
TUTTI IN SELLA
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TRE CIME DI LAVAREDO E LAGO DI MISURINA
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Fare una vacanza a Cortina senza aver visto le Tre Cime di Lavaredo è impensabile: queste tre montagne dal profilo inconfondibile sono diventate il simbolo delle Dolomiti e rappresentano un’attrazione imperdibile. La strada panoramica a pagamento che porta al Rifugio Auronzo, punto di partenza del Giro delle Tre Cime a piedi, inizia a Misurina, una località a soli 14 km da Cortina. Una volta arrivati al rifugio,
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basta seguire un facile itinerario escursionistico ad anello che permette di ammirare da vicino le tre maestose pareti di roccia. Misurina è anche la località ideale per una giornata di relax. L’attrazione principale è il suo lago di origine glaciale, sulla cui spiaggia si può prendere il sole oppure tuffarsi nelle sue acque cristalline o ancora fare un giro in barca o passeggiare lungo la ciclopedonale che costeggia le due sponde.
Avete mai camminato dietro a una rumorosa cascata? Potete vivere quest’esperienza unica con un tour alle Cascate di Fanes. Tra i tanti corsi d’acqua che scorrono nelle montagne e nelle valli delle Dolomiti, il rio Fanes è uno dei più famosi: una fama guadagnata grazie alle sue copiose acque che, strette tra imponenti pareti rocciose, si gettano in pozze, cateratte e cascate tumultuose (tra le cascate più alte delle Dolomiti). Il modo migliore per ammirarle in tutta la loro spettacolarità, è percorrere un sentiero che prevede alcuni tratti attrezzati con funi metalliche; sebbene sia di fatto una via ferrata, il percorso è facile e adatto anche a bambini, se accompagnati da una guida esperta. Se non ve la sentite di affrontare la mini-ferrata, potete ammirare la forra del Rio Fanes dal Ponte AltoPonte Outo: è un ponte sospeso a un’ottantina di metri che si raggiunge in circa un’ora di cammino tramite il sentiero n.10 che parte dalla località Pian de Loa.
CASCATE DI FANES
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summer 2022
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