LA FOLLIA 28 giugno – 13 luglio 2012
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Indice pagina Natisone/Nadiža
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Ballando con Cecilia - Mostra fotografica
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Ballando con Cecilia - Dal romanzo di Pino Roveredo
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Mysterium Matris Mariae
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C’era una volta… Re Tuono!
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Lagermusik
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Il signor Bruschino
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La camicia dell’uomo contento
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Follieder
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Il grande George
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Follie celebri
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Cinema
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Informazioni - Staff
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Calendario
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Renzo Tondo Presidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
L’offerta culturale in Friuli Venezia Giulia è particolarmente ricca, con una notevole diffusione delle iniziative su tutto il territorio regionale, nei grandi così come nei piccoli centri.
Il merito di questa vivacità va alle tante associazioni culturali presenti in Friuli Venezia Giulia che, con passione, competenza e grande capacità organizzativa, propongono eventi di qualità e capaci di richiamare il pubblico degli appassionati anche da fuori regione e dall’estero. E il merito va nello stesso tempo al rapporto virtuoso che nel corso degli anni si è instaurato e consolidato tra l’associazionismo culturale da un lato, le istituzioni e le imprese private dall’altro. Lo conferma proprio il successo del “Piccolo Festival”, promosso sin dal 2007 dall’Associazione omo-
nima e cresciuto negli anni fino a coinvolgere un numero sempre maggiore di Comuni, con un programma che, partito con la musica e la lirica, è diventato sempre più ricco e articolato. L’originalità del “Piccolo Festival” sta nell’inedita scelta delle sedi degli spettacoli, che ha l’obiettivo di valorizzare e far conoscere il patrimonio architettonico del Friuli Venezia Giulia, soprattutto quello dei centri storici più piccoli, quindi con un’importante ricaduta in termini di promozione turistica. Un’iniziativa, dunque, che parte dal territorio e valorizza il territorio.
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Elio De Anna Assessore alla Cultura Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Nel momento in cui il Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia si accinge a vivere la sua edizione 2012, giunge notizia che nuove prospettive internazionali si aprono per il prossimo futuro per questa manifestazione che contribuisce in maniera così originale a far conoscere la nostra regione in Italia e all’estero.
È, infatti, con viva soddisfazione che si apprende che nel 2013 il Teatro Nazionale dell’Opera di Ljubljana ospiterà l’opera da camera che Piccolo Festival FVG produrrà in sinergia con il Teatro da Camera Nazionale Sloveno e che sono incorso trattative per proporre quello spettacolo anche in un festival della Croazia. Mi sembra che venga così confermata la vocazione alla collaborazione internazionale di questa manifestazione, in questo caso in una visione di Alpe-Adria. Oltre a ciò Piccolo Festival è importante perché tocca gran parte del territorio regionale e quindi divul-
ga le varie proposte che lo compongono, quest’anno quanto mai ricche e diversificate sia per ragazzi che per un pubblico adulto; fa formazione di giovani cantanti contribuendo all’aumento della loro professionalità; offre loro la possibilità di esibirsi e quindi di farsi conoscere. Esprimendo il più vivo apprezzamento agli organizzatori della manifestazione, dò il benvenuto agli ospiti italiani e stranieri che saranno presenti nel periodo di svolgimento del festival e delle iniziative a esso collegate, con l’auspicio che a tutti arrida il più ampio successo.
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Gabriele Ribis Direttore Artistico Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia
Non può esserci tema più adatto di questo per chi si azzardi ad organizzare un festival d’arte in questo periodo. Il caso poi ha voluto che coincidesse con il 35° anniversario della chiusura del primo ospedale psichiatrico (il San Giovanni di Trieste) da parte di Franco Basaglia.
Un atto rivoluzionario che mise fine alla segregazione del “malato mentale“. prospettandone il reinserimento nella società dei “normali”. In questo momento, e per assurdo proprio in un paese come l’Italia, il rapporto dell’artista con la società sembra indirizzarsi verso un percorso opposto. Sempre più emarginato, sempre meno considerato, quasi fino ad ipotizzarne l’inutilità, dove non la dannosità. L’arte come cosa destinata ad una ristretta cerchia di pedanti intenditori da rinchiudere nei loro musei e nei loro teatri. Il Piccolo Festival
vuole dimostrare invece che la nostra società ha più che mai bisogno dell’arte e degli artisti; per non perdere la sua capacità di sognare un futuro migliore, per avere qualcuno che indichi nuove vie e per ridare ossigeno alla voglia di creare e di migliorare. Gli eventi culturali necessitano di idee e progetti originali, non di fredde operazioni di marketing. Noi rivendichiamo la nostra identità e il nostro progetto che portiamo avanti caparbiamente ed orgogliosamente. La nostra piccola bottega dell’arte non cede il passo all’outlet dello show business.
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giovedì 28 giugno ore 21.00 Faedis (UD) Bocchetta Sant’Antonio (Fraz. Canebola)
Natisone/Nadiža Musica etnica di confine
con Vlado Kreslin e gli Zuf de Žur
Con il patrocinio di Občina Kobarid (Comune di Caporetto)
Maltempo: Faedis Centro Polisportivo Castellterçol
Per circa vent’anni Vlado Kreslin, è stato al centro della scena della musica popolare Slovena. Iniziò come cantante in un gruppo rock (Martin Krpan) fino ad affrancarsi come solista grazie alla composizione di indimenticabili canzoni. Considerato una sorta di Fabrizio De André sloveno, Vlado Kreslin ha alle spalle trent’anni di musica rock’n’roll. La sua carriera come autore è iniziata invece circa dieci anni fa. Contemporaneamente alla composizione si è dedicato alla ricerca delle origini della tradizione musicale di Prekmurje, la regione slovena dove è nato. La sua partecipazione alla Beltinska Banda gli ha permesso di arricchire il repertorio musicale con brani folk della regio-
ne. Nel frattempo Vlado Kreslin ha messo insieme un numero di giovani musicisti, formando la band Mali Bogovi (Piccoli Dei), con cui si esibisce presentando le sue canzoni attraverso i più celebri arrangiamenti rock uniti al tocco delle pianeggianti terre di Prekmurje. Vlado Kreslin ha fatto innumerevoli tournées ed ha partecipato a moltissimi festival in tutto il mondo. Per due volte ha introdotto i concerti di Bob Dylan. Da vent’anni i suoi concerti di Natale, tre concerti in tre serate, fanno il tutto esaurito al più grande teatro di Lubiana e rappresentano un vero e proprio evento culturale per i suoi fans ed il pubblico che lo segue numeroso. (fonte www.kreslin.com)
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ZUF DE ŽUR I componenti del gruppo: Gabriella Gabrielli voce Mauro Punteri chitarra e voce Maurizio Veraldi organetto Francesca Altran violino Federico Magris violoncello Roberto Nonini clarinetto Emanuele Diego Primosi batteria e percussioni
Il progetto musicale proposto dei Zuf dai Žur, gruppo nato nel 1994 nella città di Gorizia, si rifà alla cultura mitteleuropea della zona di Gorizia, e l’intento è di fondere ed esprimere al meglio la multietnicità dei popoli che vivono in queste terre. Zuf in friulano significa miscuglio, mentre in sloveno Žur sta per festa. La musica trae ispirazione dai canti istriani, friulani e sloveni con timbri sonori balcanici impor-
tati dagli ebrei durante il loro lungo viaggio dal Medio Oriente. I testi delle canzoni sono in tutte quelle lingue che fanno parte del bagaglio culturale di quella zona del nord-est (italiano, friulano, sloveno, serbo-croato, bosniaco, istroveneto, tedesco, yiddish). Il risultato è una proposta musicale che travalica ogni tendenza conservatrice e tenta di coinvolgere l’ascoltatore superando pregiudizi e chiusure.
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Giulia Iacolutti Nasce a Cattolica nel 1985. Dottoressa in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, studia fotografia digitale a Milano e New York, dove si perfeziona in ritratto e fotogiornalismo. Con Alberto Moretti ha esposto nel maggio 2011 il progetto artistico Indian Faces all’Asian Society di New York. Nel novembre
29 giugno - 12 luglio ore 10.00 – 19.30
2011 vince il primo premio come miglior fotografia della 54^ Esposizione d’Arte Internazionale, La Biennale di Venezia, ed inaugura, con la collettiva “Ti va di guardare?”, la nuova galleria d’arte contemporanea di Udine. Attualmente si sta diplomando presso l’Accademia del Teatro alla Scala in fotografia di scena e video arte.
Ballando con Cecilia
inaugurazione venerdì 29 giugno 2012 ore 19.00
Mostra fotografica
San Daniele d. F. (UD) Chiesa di Santa Maria della Fratta
“Oggi se qualcuno mi dice la vita si vive una volta sola, io posso raccontare che no, la puoi far girare anche due volte, sì, anche due volte”. Pino Roveredo
In collaborazione con
Il Cjaldir Onlus
Ballando con Cecilia è un progetto suggestionato dalla pièce teatrale di Pino Roveredo, vincitore del Premio Campiello 2005. Cecilia, rinchiusa da oltre sessant’anni in un centro di salute mentale, non ha visto com’è cambiato il mondo ma è viva ed ha una passione: la danza. Il nuovo Operatore sociale sarà capace di farla danzare attraverso gli anni di nonvita con un ballo senza fine, fatto di fox-trot rock & roll e disco music. Per ricordare i 35 anni dalla chiusura del primo ospedale psichiatrico a seguito della legge Basaglia, in collaborazione con la Cooperativa del Noncello di Pordenone e 2001
Agenzia Sociale sez. Udine che seguono persone con disagio psichico, la mostra fotografica racconta, attraverso sguardi e mani, l’impegno quotidiano di donne che con passione, curiosità ed entusiasmo vivono con grande dignità la loro condizione. Ballando con Cecilia vuole mostrare ritratti di Donne, il cui lavoro, oltre ad avere finalità terapeutico-riabilitative, è per loro un potente mezzo d’inclusione, che permette a queste tante ”Cecilia” di vivere la loro “seconda vita”, attiva e spesso lieta, una vita uguale e a volte maggiormente consapevole della vita di tutti.
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venerdì 29 giugno ore 21.00 San Daniele d. F. (UD) Chiesa di Sant’Antonio Abate
Ballando con Cecilia dal romanzo di Pino Roveredo
COMPAGNIA TEATRALE BARABÀN Cecilia Paola Ferraro Amalia Francesca Salvi Paolino Gianni Nistri Marietta Tiziana Carlotto Berto Alessandro Chiusi Operatore Paolo Zoratti Uomo in nero Mauro Zorzini
Fino a che punto può essere considerata “vita” quella di un essere umano che trascorre le sue giornate rinchiuso tra le mura di un ospedale psichiatrico? Se lo chiede Cecilia, rinchiusa da 60 anni, a causa, forse, di una semplice crisi di panico? Se lo chiede Marietta, ragazza madre “cancellata” dal mondo per salvare l’onore della famiglia d’origine? Se lo chiede Paolino, all’apparenza catatonico, ma attento a registrare
Regia Manuela Del Piero
nella sua mente ogni sopruso, sia quelli che subisce, sia quelli a cui è costretto ad assistere? Se lo chiede Amelia, la cui mente vacilla in un mondo fantasioso che lei stessa si è creata per sfuggire a chissà quale realtà? Se lo chiede Berto, bambino mai cresciuto e forse neppure mai nato? Sicuramente se lo chiede Pino Roveredo, che per raccontare la sua esperienza di animatore nell’unico reparto rimasto operativo allo
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Pino Roveredo è nato nel 1954 a Trieste da una famiglia di artigiani: il padre era calzolaio. Dopo varie esperienze (e salite) di vita, ha lavorato per anni in fabbrica. Operatore di strada, scrittore e giornalista, collaboratore del “Piccolo” di Trieste, fa parte di varie organizzazioni umanitarie che operano in favore delle categorie disagiate. Nel 2005 ha vinto la XLIII Edizione del Premio Campiello.
lunedì 2 luglio ore 21.00 Psichiatrico di Trieste dopo la legge Basaglia, ha scritto un libro, e successivamente una piece teatrale. Se lo chiede anche Manuela Del Piero, che, a sua volta coinvolta dalla tematica per esperienze di vita che l’hanno portata a visitare svariati reparti psichiatrici, ha lavorato sul testo di Roveredo con entusiasmo, determinata a creare uno spettacolo che avesse lo scopo principale di suscitare forti emozioni. È così che, sulle note del reiterante leit motiv di un tango di Kurt Weil, i protagonisti trascorrono le loro giornate, apparentemente tutte uguali, quasi fossero degli automi manovrati dall’onnipresente Uomo in Nero. La presenza dirompente dell’Operatore, ingenuo per la sua scarsa esperienza nel settore, sconvolge la quotidianità dei Personaggi; quella quotidianità fatta di finestre chiuse per lasciar fuori il mondo, di eventi storico-culturali e politici che si sono avvicendati senza che loro ne sapessero nulla, di giornate scandi-
te da ritmi tutti uguali… ”doveva essere Natale”, dice ad un certo punto Cecilia, perché a pranzo ci avevano dato una fetta di panettone”. Poco a poco l’Operatore riesce a guadagnarsi la fiducia, e forse l’affetto, dei Personaggi, e allora si spinge sempre più in là, fino ad ipotizzare una fuga per una giro turistico, che ricorda tanto quella organizzata da Jack Nicholson nel celeberrimo “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e che finì tragicamente con la lobotomia del protagonista. Anche la fuga ideale dell’Operatore finisce tragicamente, con Cecilia che mette la parola fine al rapporto umano che l’operatore aveva tessuto come una sottile tela di ragno, destinata prima o poi a sgretolarsi.
Reana del Rojale (UD) Piazza Ospedale (Ex O.P.P.)
Maltempo: Reana del Rojale Auditorium Scuole Medie
La Compagnia Teatrale Baraban opera a Udine dal 1970, nel corso degli anni ha messo in scena decine di testi teatrali dei più svariati generi ottenendo sempre larghi consensi dal pubblico e prestigiosi riconoscimenti. 13
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sabato 30 giugno ore 21.00 Martignacco (UD) Chiesa Parrocchiale di Faugnacco
Mysterium Matris Mariae Cantata per quintetto vocale, viola e pianoforte
Musica di Maurizio Agostini Giulia Della Peruta soprano Isabella Comand mezzosoprano Federico Lepre tenore Maurizio Leoni baritono Ernesto Morillo basso
Elena Allegretto viola Matteo Andri pianoforte Nicola Pascoli direzione musicale
Prima esecuzione assoluta
La cantata Mysterium Matris Mariae, è basata su un testo latino medievale il cui titolo completo è Rosarium ex Horis ad usum Sarum. Si tratta di uno dei tanti “Rosari” che in epoca medievale, prima che il Concilio di Trento, alla metà del
XVI secolo cristallizzasse veste stilistica e contenuto di detto genere devozionale, circolavano in gran copia fra i cattolici d’Inghilterra. Nello specifico il Rosario in questione viene elaborato a Salisbury (Sarum).
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Maurizio Agostini Pianista, direttore d’orchestra e compositore, è anche maestro collaboratore al pianoforte presso importanti istituzioni quali Teatro dell’Opera di Roma, Festival dei due Mondi di Spoleto e Teatro La Fenice di Venezia e Festival di Salisburgo. Dal 2008 è direttore musicale di palcoscenico presso il Teatro San Carlo di Napoli. Oltre che di numerosi brani pianistici, è autore di Messa da Requiem in memoria di Giovanni Paolo II (eseguita per il Piccolo Festival a Udine nel 2009) e di ben cinque opere liriche (Nel sogno di stanotte, In Vivinaia, L’Angelo di gesso, Mandragola e Fedra).
Dal punto di vista musicale, l’organico strumentale comprende Pianoforte, Viola, un Soprano, un Mezzosoprano, un Tenore, un Baritono e un Basso. I primi due strumenti non sono trattati come mezzi di accompagnamento ma ognuno ha dignità di solista. Per ciascuna voce cantante è prevista un’aria so-
listica che si alterna a momenti di polifonia secondo quanto suggerito dal testo. Il Mysterium Matris Mariae, che con grande essenzialità (poco più di duecento versi) racconta la vita di Gesù, si compone di cinque decadi cui possono essere assegnati i seguenti titoli:
I decade Annunciazione, Nascita e Adorazione dei Magi II decade Giovanni il Battista, le tentazioni, la resurrezione di Lazzaro III decade la Trasfigurazione, l’Ultima Cena, davanti a Pilato IV decade Amore e dolcezza di Gesù sul monte della morte V decade Deposizione, Resurrezione ed esaltazione del Santo Rosario
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domenica 1 luglio ore 21.00 Moruzzo (UD) Castello di Brazzà
C’era una volta … Re Tuono! Opera musicale per ensemble strumentale e voci animate
Musica Daniela Terranova Testo Fabio Ceresa Regia Aldo Tarabella Costumi, maschere e scenografie Rakele Tondini Maltempo: Moruzzo Auditorium Comunale
Nicola Mansutti e Lucia Clonfero violini Elena Allegretto viola Antonino Puliafito violoncello Maestro concertatore e pianoforte Daniela Terranova Re Tuono Andrea De Luca (baritono) La Caramellaia Mirella Di Vita (soprano) Primo Ministro Antonio Pannunzio (tenore) Edizioni Sconfinarte
Prima rappresentazione in Friuli Venezia Giulia C’era una volta… Re Tuono! è un singspiel dedicato ai bambini su libretto tratto dalla favola Re Tuono appartenente alla raccolta Il raccontafiabe di Luigi Capuana:
C’era una volta un Re che aveva un vocione così grosso e forte, che quando parlava pareva tuonasse, per questo fu chiamato “Re Tuono”. Un giorno il Primo Ministro si fece
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Daniela Terranova, compositrice e pianista, ha studiato a Udine, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “Jacopo Tomadini”. Numerosi i riconoscimenti ricevuti a livello nazionale ed internazionale, tra i quali il I premio al concorso “Gianni Bergamo” di Lugano, il I premio al concorso “Kinderszenen” (bandito dal CIDIM nel 2009), il premio “Monte dei Paschi di Siena” per il miglior allievo della classe di composizione dell’Accademia Chigiana. Ha collaborato con artisti come Duccio e Vittorio Ceccanti, Alda Caiello, Marco Angius, Dedalo ensemble, Ex novo ensemble, Repertorio Zero (Milano Musica 2011), e con l’Orchestra della Svizzera Italiana, l’Orchestra della Toscana (Festival “Play it”), l’Orchestra dei Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano. Recente è la pubblicazione con la casa editrice Suvini Zerboni dell’opera “L’Orfeo. Immagini di una lontananza”, commissione del Festival Internazionale della Valle d’Itria.
coraggio e parlò al sovrano spiegandogli che la sua voce così poderosa rischiava di rendere sordi tutti gli abitanti del regno, con il pericolo di mandare a rotoli l’intero reame. Dopo tante ricerche il Ministro scoprì che la causa di un timbro così imponente era un capello affatturato e l’unica persona in grado di salvarlo era la “Principessa senza lingua”. Ma bisognava trovare la Principessa entro un anno, altrimenti il malocchio sarebbe durato in eterno...! Ma ecco che proprio allo scadere dei 365 giorni compare la Caramellaia che dopo liti e battibecchi scoprirà di essere la Principessa Senza Lingua e finalmente potrà guarire il re. I testi delle parti recitate e cantan-
te sono costruiti come filastrocche, facendo ampio uso di rime, assonanze, giochi di parole, di facile memorizzazione. In linea con questa scelta, la realizzazione musicale del lavoro ha preso spunto da canzoncine popolari tradizionalmente appartenenti al mondo dell’infanzia e note ai bambini di tutte le età. Gli stessi personaggi principali dell’azione scenica sono stati caratterizzati in tal senso da linee melodiche riconoscibili: Oh che bel castello, Alouette, la Ninna nanna di Brahms, offrono spunto tematico per le parti cantate da Re Tuono; Oh quante belle figlie madama Dorè e Au clair de la lune per quelle del Primo ministro; Ah! Vous dirai je maman è, invece, il tema della Caramellaia.
martedì 3 luglio ore 21.00 Tarcento (UD) Parco Palazzo Frangipane
Maltempo: Tarcento Auditorium Scuole Medie
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giovedì 5 luglio ore 21.00 Trieste Risiera di San Sabba
Nell’ambito di
Lagermusik I musicisti di Theresienstadt a San Sabba
Moni Ovadia voce recitante Omer Arieli maestro al pianoforte Shaked Bar soprano QUARTETTO PEZZÉ Nicola Mansutti e Lucia Clonfero violini Elena Allegretto viola Antonino Puliafito violoncello
Theresienstadt (Terezìn) è un piccolo villaggio a 60km da Praga dove venne costruita, alla fine del XVIII secolo, una fortezza che fu prima una prigione poi un carcere militare. Dal 1940 la Gestapo la trasformò in un enorme ghetto dove vivevano in media 30-40.000 persone (la popolazione prebellica era di circa 7.000 abitanti) e attraverso il quale transitarono circa 150.000 persone. Si trattava per lo più di ebrei privilegiati provenienti dalla Germania, dalla Cecoslovacchia e dall’Austria. La cultura ebbe sempre un posto di rilievo all’interno del ghetto dove la
comunità ebraica si assicurò in particolare che tutti i bambini deportati (circa 15.000) potessero continuare il loro percorso educativo. Quotidianamente si tenevano lezioni ed attività sportive; I bambini di Terezìn scrivevano poesie (ne sono rimaste conservate 66) e si dedicavano al disegno sotto la guida dell’artista Friedl Dicker Brandejsovà. Il complesso dei disegni che si è riusciti a salvare e che sono conservati al Museo statale ebraico di Praga comprende 4.000 pezzi. Anche l’attività teatrale e musicale fu intensa e i bambini furono protagonisti della
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rappresentazione dell’operina Brundibár musicata dal compositore Hans Krása. Questo spettacolo faceva parte di una messainscena dei comandi nazisti per occultare alla Croce Rossa gli orrori dello sterminio spacciando Theresienstadt per un campo modello dove gli ebrei potevano continuare la loro esistenza sotto la protezione del Reich. Nel giugno 1944 venne addirittura girato un film-documentario dal titolo Der Führer schenkt den Juden eine Stadt (Il Führer dona una città agli ebrei), di evidente funzione propagandistica. Vennero anche mobilitati musicisti ed orchestrali: è proprio grazie a questo documentario che possiamo avere testimonianza di molte composizioni di artisti quali Viktor Ullmann, Hans Krása, Gideon Klein e Pavel Haas, che vennero internati in quanto esponenti della Entartete Musik (musica degenerata), bandita durante gli anni del nazismo. Ecco perché La musica a Terezìn non fu quindi da subito autorizzata; in un primo tempo, infatti, chiunque venisse trovato in possesso di uno strumento musicale veniva giustiziato. Per i musicisti all’interno del campo si ebbe così un’estrema
difficoltà a reperirne: violini, violoncelli, e contrabbassi venivano perciò introdotti illegalmente all’interno del ghetto. Le prime prove e i primi concerti avvenivano di nascosto nella vecchia caserma e nei sotterranei, ed erano perciò aperti soltanto ad una cerchia molto ristretta di persone. Solo in un secondo momento, le SS si resero conto di poter approfittare della necessità degli artisti di fare musica per i loro scopi di tortura, e legalizzarono l’attività musicale, senza però accorgersi di innescare “una macchina formidabile di resistenza”. L’apoteosi dell’attività musicale in Terezìn si ebbe sicuramente con l’esecuzione del Requiem musicato da Giuseppe Verdi. Il direttore Rafael Schöchter, internato nel campo, riuscì infatti, non senza imprevisti e problemi, a formare un’orchestra di soli detenuti e a eseguire l’opera davanti a un pubblico di sole SS. La musica di Verdi divenne una potente arma di ribellione, un ultimo grido di resistenza, di non rassegnazione nei confronti di un destino purtroppo ineluttabile.
Con il patrocinio di:
Ambasciata di Israele in Italia Ufficio culturale
(fonte www.pamatnik-terezin.cz) 19
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venerdì 6 luglio ore 21.00 Capriva del Friuli (GO) Castello di Spessa
Il signor Bruschino ossia il figlio per azzardo Musica Gioachino Rossini Libretto Giuseppe Maria Foppa
Maltempo: Cormons, Teatro Comunale
Regia Elisabetta Marini Scene Davide Amadei Costumi Emmanuela Cossar Luci Claudio Schmid Realizzazione scene Comp della Brocchetta Assistente alla Regia Angela Bizimoska FVG Mitteleuropa Orchestra Direttore d’orchestra Nicola Marasco Maestro sostituto Sara Rigo
Il Signor Bruschino ossia “Il figlio per azzardo” è la quinta farsa che Gioachino Rossini scrive, nell’arco di due anni, per il Teatro San Moisé di Venezia. La struttura è praticamente la stessa delle precedenti. Tre “ensembles” più complessi fanno da cornice a cinque numeri più semplici: due duetti, due arie buffe per Gaudenzio e Bruschino padre e una grande aria accompagnata
PERSONAGGI ED INTERPRETI Gaudenzio Nikolaj Pintar Sofia Yukiko Aragaki Bruschino padre Javier Landete Bruschino figlio / Commissario Jaime Canto Navarro Florville Raffaele Prestinenzi Filiberto Tomaž Štular Marianna Svanhildur Rósa Pálmadóttir
da corno inglese per la primadonna Sofia. Al centro un “finto finale” che è il gioiello della partitura, ossia il terzetto fra Gaudenzio, Florville (il tenore, che per l’occasione non è gratificato di nemmeno un brano solistico) e Bruschino padre. Alla prima, nel gennaiuo del 1813, il fiasco fu totale. Il pubblico restò disorientato fin dall’ouverture in cui l’autore prevedeva che i violini
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Elisabetta Marini (Regia) Nel 1991 firma le coreografie di Greek al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano per la regia di Lorenzo Mariani, con il quale inizia una lunga collaborazione anche come aiuto regista e regista collaboratore nei più importanti teatri del Mondo. In qualità di regista ha firmato la regia di La Sonnambula per la Tournée giapponese del Teatro Bellini di Catania (2006), I Puritani al Festival di Savonlinna per la tournée del Teatro Massimo di Palermo. Per lo stesso teatro ha realizzato regia e coreografia dell’opera di Menotti “Help, help the globolinks” in occasione del centenario dell’autore. Nel 2007 ha inoltre ricevuto l’incarico di docente per uno dei moduli previsti nell’ambito del corso per registi lirici organizzato dall’Ater- Emilia Romagna presso il Teatro Comunale di Bologna. Nicola Marasco (Direttore d’Orchestra) Diplomato in pianoforte ha studiato direzione d’orchestra, tra gli altri, con Donato Renzetti , Piero Bellugi, Bruno Bartoletti, Renato Palumbo. Invitato per concerti da diverse orchestre sinfoniche tra cui quella del Teatro Comunale di Bologna, Filarmonica Marchigiana, Sinfonica Tito Schipa di Lecce, ha diretto produzioni d’opera al Teatro Comunale di Bologna (Pergolesi/Offenbach) e nel 2010 è stato invitato dal Teatro Pergolesi di Jesi a dirigere la produzione di Madama Butterfly di G. Puccini nei Teatri di Jesi, Fermo e Brindisi. dessero dei colpi con l’archetto sul loro leggio. Fatto, questo, che rende il brano a suo modo unico e ancor oggi molto noto. L’opera, che alterna l’intrigo sentimentale tra Sofia e Florville con esilaranti effetti di commedia dell’assurdo, prefigura la “follia organizzata” che di lì a poco, nella successiva “Italiana in Algeri” (maggio 1813, Teatro San Benedetto di Venezia), assicurerà a Rossini un autentico trionfo. Rino Alessi Trama Giunto nel castello di Gaudenzio per prendere finalmente in sposa l’amata Sofia, Florville viene invece a sapere che il tutore l’ha destinata in moglie al figlio di un certo Signor Bruschino. Informato dal locandiere Filiberto che questi è imprigionato a causa di un debito, decide allora di prendere il suo posto per poter così convolare a nozze. Fattosi volontariamente arrestare, comincia a recitare la parte di Bruschino, ostentando grande rimorso per le proprie colpe. Ma ecco che sul più bello giunge Bruschino padre, infuriato per i guai combinati dal figlio. Florville, continuando la commedia, implora perdono al “padre” che naturalmente non lo riconosce
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e credendo di essere turlupinato invoca l’intervento della polizia. Di lì a poco giunge il commissario e, per provare l’identità del giovane Bruschino, viene confrontata una sua lettera con quella che Florville aveva ottenuto dal locandiere: ovviamente la scrittura dei due fogli è identica. Tutti infieriscono contro il povero Bruschino padre quasi impazzito per la rabbia. Gaudenzio comincia a credere che egli non voglia riconoscere il figlio per non adempiere al contratto nuziale. Il locandiere Filiberto viene ancora una volta a reclamare il saldo del debito importunando questa volta lo stesso Bruschino padre che scopre così tutto l’imbroglio. Bruschino è deciso a svelare tutto, ma non appena apprende che Florville è figlio del senatore acerrimo nemico di Gaudenzio, decide di vendicarsi del tiro subito e, riconoscendo il giovane come proprio figlio, lascia che questi sposi Sofia. Ma ecco che fa la sua comparsa il vero figlio di Bruschino rilasciato alla fine da Filiberto. La sorpresa di Gaudenzio diventa rabbia quando apprende di aver concesso Sofia al figlio del suo peggior nemico; ma ormai è tutto fatto e al tutore non resta che perdonare.
sabato 7 luglio ore 21.00 Tricesimo (UD) Piazza Ellero
Maltempo: Tricesimo Teatro Garzoni lunedì 9 luglio ore 21.00 Valvasone (PN) Piazza Castello
Maltempo: Casarsa della Delizia Teatro Pasolini
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CINEMA
La camicia dell’uomo contento Burattini narrazione clown e… altro
di e con il Signor Cosimo De Palma
C’era una volta un re che aveva tutto, o quasi tutto. Aveva castelli e palazzi, ori e tesori, cavalli e cavalieri, terre e mari, insomma tutto quello che si può desiderare, ma non era mai contento. Il Re mai contento allora decide di mettere in prigione tutte le persone che sono felici e contente del loro, cercando così di carpirgli il segreto della felicità. Purtroppo però mettendo in prigione le
persone felici, non fa altro che rendere infelici le persone che prima erano felici, insomma un disastro totale! L’attore, burattinaio, clown, e tecnico del suono, trasformandosi nei vari personaggi offerti dalla favola con l’aiuto del pubblico riesce a riportare la storia nella giusta direzione riuscendo a far felice il re insegnandogli la filastrocca della felicità. Lo spettacolo prende ispirazione da un antica fiaba della tradizione popolare friulana, raccolta da Italo Calvino in “Fiabe Italiane“. L’idea è quella di provare a dire ai bambini che per essere contenti non serve avere tutto e di più, ma basta accontentarsi di quello che abbiamo già. Gli amici, la salute, il volersi bene e... Un messaggio tanto piccolo ma tanto grande in questo periodo di consumismo esasperato.
sabato 7 luglio ore 21.00 Pradamano (UD) Parco Rubia Maltempo: Pradamano Sala Parrocchiale domenica 8 luglio ore 19.00 Tricesimo (UD) Piazza Ellero
Maltempo: Tricesimo Sala Pellizzari
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domenica 8 luglio ore 11.00 – 19.00 Tarvisio (UD) Monte Lussari
Follieder Una folle giornata di musica a 1789 metri Johanna von der Deken soprano (Austria) Svanhildur Rosa Palmadottir mezzosoprano (Islanda) Shaked Bar soprano (Israele) Alessandro Cortello tenore (Italia) Zala Hodnik soprano (Slovenia) Klementina Žabjek mezzosoprano (Slovenia) Urška Kastelic soprano (Slovenia) Lang Michelle Nixon soprano (USA) Al pianoforte Gaiva Bandzinaite (Austria), David Giovanni Leonardi (Italia), Ivan Vomberger (Slovenia), Omer Arieli (Israele) In un Festival dedicato alla Follia non poteva mancare una vera e propria follia musicale: portare artisti da tutto al mondo per una maratona liederistica a 1800 metri di altitudine! La scelta del luogo non è casuale; In questo punto s’incontrano tre culture: l’ italiana, la tedesca e la slava. La musica, ancora una volta, si propone come collante e momento d’incontro, in particolare con un genere che è fortemente connotato con lo spirito mitteleuropeo: il lied. Poesia e canto unite per formare la
prima cellula del espressione musicale attraverso la voce umana che ha come massima espressione il teatro musicale: l’opera lirica. Verranno proposti lieder singoli o in ciclo; sempre per raccontare piccole e grandi storie, senza risparmiarsi escursioni nel musical e nella musica popolare. Un’occasione unica per ascoltare, armati di scarpe comode, quanto le diverse culture possano essere capaci di cantare ad una sola voce.
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mercoledì 11 luglio ore 21.00 Remanzacco (UD) Auditorium comunale
Il grande George La grande lirica si intreccia all’illusione magica di un baritono fuori tono
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Dario Giorgelé baritono Corrado Casati pianoforte ll Grande George è un concertospettacolo. Un recital di arie del repertorio buffo lirico italiano che però spazia anche nel campo dell’operetta (Lehàr) e nel musical (Porter). Ma le arie che si succedono non sono avulse le une dalle altre : si racconta una storia, la storia appunto del Grande George. È il pianista che oltre ad accompagnare con musica la performance del nostro protagonista ci racconterà la sua vita, i suoi amori e contemporaneamente farà un po’ di storia della
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musica dell’opera buffa dal ‘700 al ‘900. Se pensate però al classico concerto con pianoforte e cantante in smoking siete fuori strada. Ogni aria ha una sua coreografia, un suo costume, attrezzi che si succedono, piccole magie, giochi di abilità e ci sarà il tempo anche per dimenticare la voce e lasciarsi trasportare dai gesti mimici di George. Insomma un tenero pastiche adatto sia agli amanti della lirica, ma anche ad un pubblico vario e soprattutto ai bambini.
Dario Giorgelè baritono veronese, particolarmente apprezzato per le sue qualità di cantante-attore, è attivo nei maggiori Teatri lirici d’Italia da più di dieci anni. Amante non solo della lirica ma di qualsiasi arte teatrale si diletta particolarmente con la giocoleria e i giochi di prestigio cui è dedicato il suo spettacolo “Il Grande George”. Ultimamente ha riscosso grande successo come Papageno nella produzione de “Il flauto magico” andata in scena al Carlo Felice di Genova e trasmessa in diretta su RAI 5.
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venerdì 13 luglio ore 20.45 Lestizza (UD) Villa Bellavitis
Follie celebri La follia nell’opera lirica Lana Kos soprano Daisy Togni flauto Matteo Andri pianoforte
Maltempo: Lestizza Auditorium Comunale In collaborazione con
La più amata primadonna di tutti i tempi, Anna Maria Cecilia Sophia Kalogheròpoulos in arte Maria Callas incise nel 1973 un LP dal titolo Pazzie Celebri, che raccoglieva le più celebri scene di pazzia del repertorio operistico. Ancora oggi questo disco rappresenta un punto di riferimento per questo repertorio. Quello della follia è senz’altro uno dei topoi più caratteristici dell’Opera, e fin dall’epoca del barocco eroi e eroine avevano modo di dar sfoggio del loro talento canoro ed attoriale in grandiose scene di pazzia. Nelle grandi opere della seconda metà del ‘700 sono ancora presenti numerosi esempi come l’aria di Elettra “D’Oreste, d’Aiace” in Idomeneo, Re di Creta di Wolfgang Amadeus Mozart
(1756-1791), la prima grande opera seria del genio salisburghese. Ma se fino a questo momento la follia venne rappresentata concentrandosi in particolare sul suo aspetto “furioso”, fu durante l’Ottocento che essa assunse un carattere musicale ed interpretativo molto più sfaccettato, sia dal punto di vista drammaturgico che musicale. In Italia furono in particolare due compostori a creare grandi personaggi femminili esaltati da monumentali scene di pazzia: Gaetano Donizetti (1797-1848) e Vincenzo Bellini (1801-1835). Donizetti in particolare deve la sua consacrazione proprio ad Anna Bolena, opera scritta nel 1830 che, dopo dodici anni di fatiche coronate
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Lana Kos Nata nel 1984, ha iniziato i suoi studi musicali alla Scuola di Musica di Varaždin (Croazia), completandoli all’Accademia Musicale dell’Università di Zagabria. Nel 2003 s’è imposta al concorso nazionale di Dubrovnik. Nel 2002 ha debuttato al Croatian National Theatre di Zagabria in Die Zauberflöte, interpretando il ruolo della Regina della Notte. Nel 2005, diretta da Mstislav Rostropovitch, è stata Natasha Rostova in Guerra e pace di S.Prokofiev al Teatro Bolshoi di Mosca. Nel 2009 ha fatto il proprio debutto come Gretel in Hänsel und Gretel di E.Humperdinck alla Bayerische Staatsoper di Monaco. Nella stagione 2010-2011 ha interpretato le parti di Mimì ne La Bohème di G.Puccini, Juliette in Roméo et Juliette di C.Gounod e di Violetta ne La Traviata di G. Verdi presso la Maribor Opera. Ruolo interpretato anche nell’ambito dell’89° Festival Lirico dell’Arena di Verona sotto la direzione di Carlo Rizzi per la regia di Hugo De Ana. Nel 2012 è stata ancora Violetta nell’allestimento di La Traviata del Teatro Massimo di Palermo e Micaela in Carmen per la Israeli Opera a Masada sotto la direzione di Daniel Oren.
solo da instabili successi, in breve fece il giro di tutte le capitali europee, fruttandogli fama nazionale ed internazionale. Questa composizione aprì la strada al capolavoro del compositore: Lucia di Lammermoor, in cui la scena di follia della protagonista è il fulcro della partitura; qui la protagonista vocalizza a lungo ripetendo la volute del flauto solista (da cui l’ispirazione per l’organico di questo concerto). Quasi per una tragica ironia della sorte Donizetti trascorse i suoi ultimi anni di vita in manicomio, impazzito a causa della sifilide. Vincenzo Bellini fu il suo grande rivale ed il successo de La Sonnambula e Norma offuscarono presto quello ottenuto da Donizetti con Anna Bolena. La straordinaria vena melodica lo resero in breve una celebrità internazionale incontrastata ma, vittima di un tragico destino, pochi mesi dopo l’esito trionfale dei I Puritani rappresentata a Parigi nl 1835, il compositore morì per un’infezione intestinale a meno di 34 anni. Anche Giuseppe Verdi (1813-1901), forse il più celebre operista italiano, non fu insensibile a questo tema anche se, a differenza
dei suoi predecessori, creò dei personaggi meno eterei, animati ora da spirito di vendetta (Abigaille in Nabucco e Lady in Macbeth), ora da un sentimento così pieno ed incontrollabile da sfociare nella follia d’amore del sacrificio totale come quello di Gilda in Rigoletto e Violetta ne La Traviata.
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Cinema Anche il cinema si è largamente ispirato al tema della follia con capolavori indimenticabili; basti pensare a Qualcuno volò sul nido del cuculo di Miloš Forman e Shining di Stanley Kubrick con Jack Nicholson straordinario protagonista in entrambi. La scelta dei titoli per la presente edizione del Festival è caduta su pellicole che, come sempre, dall’ispirazione locale arrivassero a quella internazionale. Si può fare, con Claudio Bisio e Giuseppe Battiston, è infatti basato sulla storia della Cooperativa Noncello di Roveredo in Piano (PN), una delle tante nate negli anni Ottanta a seguito della
mercoledì 4 luglio ore 21.00 San Saniele d. F. (UD) Cinema Splendor
Legge Basaglia. Questo film sa raccontare la convivenza con il disagio mentale in maniera tenera, con il sorriso sulle labbra ed un pizzico di commozione senza mai scadere nella retorica e nel luogo comune. Train de vie presenta in maniera ironica la Shoah; ma tutta la storia è forse solo frutto della fantasia di Shlomo, il matto della comunità, che dall’alto della sua pazzia sa regalare alcune straordinarie pillole di saggezza. Shine, infine è ispirato alla storia vera di David Helfgott, giovane pianista prodigio, che saprà alla fine riscattarsi dalla follia a cui era stato condannato da un travagliato rapporto con il padre.
Shine Regia Scott Hicks Interpreti Geoffrey Rush, Noah Taylor, Armin Mueller-Stahl, Lynn Redgrave, John Gielgud Durata 105 min Australia, 1996
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CINEMA
Train de vie Regia Radu Mih ileanu Interpreti Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari, Michel Muller, Bruno Abraham-Kremer, Agathe de la Fontaine, Johan Leysen, Marie-José Nat Durata 103 min Francia, Romania 1999
Si può fare Regia Giulio Manfredonia Interpreti Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Andrea Bosca, Giovanni Calcagno, Giorgio Colangeli, Bebo Storti Durata 111 min Italia, 2008
giovedì 5 luglio ore 21.00 Faedis (UD) Az. Agrituristica “Al Rocul”
giovedì 12 luglio ore 21 Reana Del Rojale Municipio
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Informazioni e Prenotazioni Tel. 348 654 64 33 dal lunedì al venerdì 10.00 - 13.00 | 16.00 - 19.00 Durante il Festival, il numero è attivo anche sabato e domenica.
Biglietti
Biglietteria web
C’era una volta... Re Tuono (01.07 – 03.07) Gratuito fino a 14 anni Intero: € 10,00 (da 26 anni) Ridotto: € 5,00 (15-25 anni)
È possibile acquistare i biglietti online su www.greenticket.it
In caso di maltempo per i seguenti spettacoli sono previste sedi alternative:
Il signor Bruschino Intero: € 18,00 (06.07) € 15,00 (07.07 – 09.07) Ridotto: € 15,00 (06.07) € 10,00 (07.07 – 09.07)
28 giugno Faedis - Centro Polisportivo Castellterçol
Il grande George (11.07) Gratuito fino a 14 anni Intero: € 5,00 (15 – 25 anni)
1 luglio Moruzzo - Auditorium Comunale
Tutti gli altri spettacoli sono a ingresso gratuito
2 luglio Reana del Rojale - Auditorium Scuole Medie 3 luglio Tarcento - Auditorium Scuole Medie 6 luglio Cormons - Teatro Comunale 7 luglio Tricesimo - Teatro Garzoni 7 luglio Pradamano - Sala Parrocchiale
Telefono 899 5000 55 dal lunedì al venerdì orario: 9.00 – 13.00 14.00 – 18.00 Il costo della chiamata è di 0.80 € + IVA al minuto Abbonamento Carta Festival Intero: € 35,00 Ridotto: € 28,00 Sono previste convenzioni esclusive per i Soci BCC Visita il Sito Spazio Soci
Per informazioni turistiche È possible acquistare i biglietti a partire da un’ora prima di ciascuno spettacolo direttamente presso la sede dell’evento. Con la stessa modalità è possibile ritirare i biglietti prenotati. Dove non altrimenti segnalato s’intede:
Turismo Friuli Venezia giulia Numero verde: 800 016 044 Tel. +39 0431 387111 info@turismo.fvg.it www.turismofvg.it
Ridotto per giovani fino a 25 anni, Soci Bcc e over 65. gratuito per bambini fino a 14 anni.
8 luglio Tricesimo - Sala Pellizzari 9 luglio Casarsa della Delizia Teatro Pasolini 13 luglio Lestizza - Auditorium Comunale
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Staff Direttore artistico gabriele Ribis Associazione Presidente gabriele Ribis* Vicepresidente Roberto Miani* Consiglio Simonetta Cavalli Andrea Ciciliot* Flavio Luchitta* Fabiana noro* * soci fondatori
Direttore amministrativo Roberto Miani Direttore di Produzione Stefano Trenca Ufficio Stampa Fabiana dallavalle Ilaria gianfagna Cordinamento tecnico e logistica Michele Cattarossi Service audio-video delta Studios Pianoforti Lorenzo Cerneaz Sartoria Matilda di Emmanuela Cossar Grafica Falzone.eu Promozione Elita Srl Stampa graďŹ che Rabachin
Trasporti Pasqualino Colozza Altri Collaboratori Andrea Ciciliot Simonetta Cavalli
foto Š Giulia Iacolutti
Servizio Biglietteria Elettronica greenticket
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Calendario 28 giugno | ore 21 Faedis | ud Bocchetta Sant’Antonio (Località Canebola)
6 luglio | ore 20.30 Capriva del Friuli | go Castello di Spessa
Natisone/Nadiža
Il signor Bruschino di G. Rossini
29 giugno | ore 19 San Daniele del Friuli | ud Chiesa di S. Maria della Fratta Inaugurazione Mostra Fotografica “Ballando con Cecilia” di Giulia Iacolutti
7 luglio | ore 21 Tricesimo | ud Piazza Ellero
Il signor Bruschino di G. Rossini
Chiesa di Sant’Antonio Abate | ore 21
Pradamano | ud Parco Rubia | ore 21
Ballando con Cecilia
La camicia dell’uomo contento
30 giugno | ore 21 Martignacco | ud Chiesa Parrocchiale di Faugnacco
8 luglio | ore 11 – 19 Tarvisio | ud Monte Lussari
Mysterium Matris Mariae
Follieder
1 luglio | ore 21 Moruzzo | ud - Castello di Brazzà
8 luglio | ore 19 Tricesimo | ud Piazza Ellero
C’era una volta... il Re tuono 2 luglio | ore 21 Reana del Rojale | ud Piazza Ospedale (Ex O.P.P)
Ballando con Cecilia 3 luglio | ore 21 Tarcento | ud Parco Villa Frangipane (Municipio)
C’era una volta... il Re tuono 4 luglio | ore 21 San Daniele Del Friuli | ud Cinema Splendor Shine (1996) 5 luglio | ore 21 Trieste | Risiera di San Sabba
La camicia dell’uomo contento 9 luglio | ore 21 Valvasone | pn Piazza Castello
Il signor Bruschino di G. Rossini 11 luglio | ore 21 Remanzacco | ud Auditorium Comunale
Il grande George 12 luglio | ore 21 Reana Del Rojale | ud Municipio Si può fare (2008)
Lagermusik
13 luglio | ore 20.45 Lestizza | ud Villa Bellavitis
Faedis | ud Azienda Agrituristica Al Rocul
Follie celebri
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Partner istituzionali
Provincia di Udine
CittĂ di Trieste
Provincia di Pordenone
Comune di Faedis
Comune di Martignacco
Comune di Moruzzo
Comune di Pradamano
Comune di Reana del Rojale
Comune di Remanzacco
Comune di San Daniele del Friuli
Comune di Tarcento
E con il patrocinio del Comune di Tricesimo
Comune di Valvasone
Comune di Capriva del Friuli
Comune di Casarsa della Delizia
Comune di Cormons
CittĂ di Tarvisio
Partner artistici
Con il sostegno di
In collaborazione con
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design Š falzone.eu
Informazioni: +39 348 654 64 33 www.piccolofestival.org libro.indd 36
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